Seduta n.227 del 05/11/1997
CCXXVII SEDUTA
(Pomeridiana)
Mercoledì 5 novembre 1997
Presidenza del Vicepresidente Milia
indi
del Vicepresidente Zucca
indi
del Vicepresidente Milia
indi
del Presidente Selis
La seduta è aperta alle ore 16 e 38.
FRAU, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del 21 ottobre 1997 (223), che è approvato.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Modifiche e integrazioni alla legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997) e disposizioni varie" (359)
PRESIDENTE. Proseguiamo nell'esame degli articoli e degli emendamenti. Eravamo all'articolo 4 bis. Era stata chiesta la sospensione per concordare l'emendamento numero 11 sopressivo totale.
Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Presidente, siccome eravamo rimasti d'intesa stamattina che si sarebbe raggiunto l'accordo sull'articolo 4 bis in relazione all'emendamento numero 11, allora per non bloccare i lavori del Consiglio, chiediamo la sospensione dell'articolo e la prosecuzione del testo di legge.
PRESIDENTE. Se non vi sono obiezioni, mi dicono che l'Assessore è già in Consiglio e sta per arrivare, andiamo avanti.
Si dia lettura dell'articolo 5.
FRAU, Segretario f.f.:
Art. 5
Alienazione di beni patrimoniali
1. Il comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 35 è sostituito dal seguente:
"2. La Giunta regionale presenta ogni anno, in data antecedente a quella di presentazione del bilancio regionale di previsione, alla competente Commissione consiliare per il proprio parere l'elenco dei beni immobili del patrimonio disponibile regionale per i quali intende avviare la procedura di alienazione, con la specifica forma di dismissione di cui alla procedura prevista dalla presente legge.".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
FRAU, Segretario f.f.:
Art. 6
Trasferimenti agli enti di cui all'articolo 7
della L.R. n. 38 del 1979
1. L'applicazione delle particolari modalità di erogazione stabilite dall'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, ai casi considerati dall'articolo 7 della legge regionale 10 maggio 1979, n. 38, deve intendersi facoltativa.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
FRAU, Segretario f.f.:
Art. 7
Catasto scarichi nei corpi idrici
1. Al fine del completamento del catasto generale degli scarichi nei corpi idrici superficiali previsto dall'articolo 9 della legge 18 agosto 1989, n. 305, è autorizzata, nell'anno 1997, con fondi propri della Regione, la spesa di lire 2.100.000.000 (cap.05015/10).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
FRAU, Segretario f.f.:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 19 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). Un attimo solo, Presidente. Nell'ambito di un radicale cambiamento della politica economica indirizzata verso l'economia di mercato e che sia in consonanza con i principi e la cultura liberale di cui oggi la sinistra a parole si è appropriata, non possono trovare accoglienza provvedimenti normativi di spesa che vanno in direzione completamente opposta. Come dicevo nei precedenti interventi a parole si è liberali, ma nei fatti invece l'attuale politica economica regionale esprime e consolida situazioni degeneri su cui fondano l'attuale stato di crisi di un sistema economico ormai giunto al collasso. La misura proposta è di tipo prettamente assistenziale, si tratta infatti una volta esaurito lo stanziamento originario di 4 miliardi di fondi statali, di mantenere in forza il personale già assunto per la realizzazione del catasto generale degli scarichi. La somma richiesta, pari a due miliardi e 100 milioni, garantirà il pagamento di retribuzioni e forse anche di consulenze per un tempo più o meno lungo. Ci si domanda: saranno sufficienti questi fondi per garantire il completamento, oppure come è più verosimile, in un sistema assistenziale quale quello sostenuto dal potere politico nel quale la produttività del lavoro non è collegata alla retribuzione che comunque deve essere garantita, il lavoro di completamento avrà durata indefinita solo e perché non si può licenziare dipendente inutile e improduttivo. L'emendamento che si propone, oltre che evitare lo spreco di due miliardi e cento milioni, è volto a dare concretezza agli enunciati, passare da un'economia assistita conservatrice dell'esistente a una reale economia di mercato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu , relatore.
SASSU (Progr.Fed.), relatore. Signor Presidente, l'articolo 17 prevede il completamento del catasto generale degli scarichi di corsi idrici superficiali e per determinare tale catasto nel passato una legge determinava trasferimenti di assegnazioni dello Stato nel capitolo 05015 che attualmente è totalmente prosciugato, non c'è una lira. A me sembra buona amministrazione che si completino le opere avviate, per cui la proposta da parte del disegno di legge, nell'articolo 7, di destinare risorse regionali per due miliardi e cento milioni per il completamento del catasto generale, è una proposta positiva. Pertanto non si accoglie l'emendamento numero 19.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare passiamo alla fase della votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 19.
SASSU (Progr. Fed). Chiedo una breve sospensione.
PRESIDENTE. E' stata chiesta una sospensione, se non ci sono opposizioni. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, le ricordo che siamo in fase di votazione, quindi la sospensione non può avvenire.
PRESIDENTE. Il Presidente rileva che al momento non c'è in aula il numero legale.
BALLETTO (F.I.). Non è stata richiesta la verifica del numero legale; questo si accerterà in sede di votazione, signor Presidente.
Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 19
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 19.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 41
votanti 41
maggioranza 21
favorevoli 20
contrari 21
(Il Consiglio non approva).
(Hannopreso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA -CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FANTOLA - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARTEDDU - MILIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PITTALIS - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - VASSALLO.)
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Presidente, per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 7.
Votazione a scrutinio segreto dell'articolo 7
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 7.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 44
votanti 44
maggioranza 23
favorevoli 20
contrari 24
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FANTOLA - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOMBARDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PITTALIS - RANDACCIO - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - VASSALLO.)
Vi è un problema in relazione alla somma soppressa, quindi l'Assessore deve indicare in quale capitolo inserirla se il Consiglio è d'accordo. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io suggerisco, signor Presidente, che la somma che in questo modo viene risparmiata venga inserita nel capitolo 03016.
PRESIDENTE. In attesa che gli uffici... Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Esclusivamente per integrare quanto detto poc'anzi, che la somma di 2 miliardi e 100 milioni va al capitolo 03016 di cui all'articolo 2, fondi speciali, precisamente voce 8.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 7 bis.
CONCAS, Segretaria:
Art. 7 bis
Collaudo lavori sistemazione idraulico-forestale
1. Una quota parte, pari a lire 3.500.000.000, dello stanziamento recato dal titolo di spesa 11.05.02/II - Forestazione - del programma di intervento per gli anni 1988-89-90, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991, di cui alla Legge 24 giugno 1974, n. 268, è destinato al pagamento delle prestazioni di collaudo dei lavori di sistemazione idraulico-forestale, ancorché finanziati con fondi del bilancio ordinario regionale.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare l'emendamento.
BALLETTO (F.I.). Con questo articolo, di cui si propone la soppressione, vengono stanziati 3 miliardi e mezzo per far fronte al pagamento di onorari a favore di soggetti che hanno svolto prestazioni di collaudo di lavori di sistemazione idraulico e forestale. Fin qui non ci sarebbe nulla da osservare se non si trattasse della copertura di spese effettuate senza adeguati stanziamenti in bilancio. Si è quindi in presenza di una gravissima irregolarità amministrativa, e forse non soltanto amministrativa, compiuta da chi ha concesso l'incarico in assenza di fondi di bilancio. La prima regola inderogabile per ogni pubblico amministratore è rappresentata dal cogente vincolo che impone il divieto di spese senza copertura. E tale vincolo non rappresenta un capriccio del legislatore ma è disposto al fine di assicurare il pareggio del bilancio. Principio questo fondamentale della contabilità pubblica. Con questo volendo limitare e impedire attività di amministrazione disinvolta e di spreco di pubblico denaro. L'articolo 7 bis, di cui si propone la soppressione, rappresenta una vera e propria sanatoria in favore di amministratori fin troppo disinvolti e forse anche spregiudicati. Va detto infine che molti collaudatori, beneficiari del provvedimento, non risultano iscritti in albi professionali, e si è trattato il più delle volte (l'assessorato ci ha fornito anche gli elenchi) di incarichi assegnati a favore di amici degli amministratori di turno. L'intervento di natura clientelare è del tutto evidente. Da ultimo si sottolinea l'improponibilità dell'aspetto finanziario. Riesce difficile comprendere come, per attuare la sanatoria, si sia trovata la copertura del provvedimento distogliendo i fondi dal programma di spesa '88-'89-'90, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Chiedo il voto a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. La Commissione ha, rispetto a questo articolo 7 bis, ascoltato le spiegazioni dei funzionari dell'Assessorato dell'ambiente per capire meglio la natura della proposta dell'articolo. I funzionari hanno confermato che si tratta di lavori già eseguiti, che per il completamento di tali opere sono state utilizzate sia le somme destinate ai lavori stessi, sia le somme destinate alle prestazioni di collaudo. Adesso occorre coprire un buco amministrativo che oggettivamente si è determinato. Si tratta, è vero, di una sanatoria ma necessaria, per cui non si accoglie l'emendamento numero 12.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito, assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non si accoglie.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di stare un po' attenti perché intendo mettere in votazione l'articolo 7 bis e non già prima l'emendamento soppressivo totale, anche perché una volta approvato eventualmente l'articolo 7 bis non ha senso l'emendamento soppressivo totale e viceversa. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Signor Presidente, mi sembra di poter sostenere che quando c'è un emendamento soppressivo si debba votare nell'ordine prima l'emendamento e non anche l'articolo.
PRESIDENTE. Io stavo ipotizzando una procedura che è molto più razionale e molto più logica, perché in caso contrario si andrebbe a fare due votazioni sulla stessa cosa, il che è davvero francamente non molto razionale. I risultati, una volta chiariti i termini, come credo di averli chiariti, i risultati sarebbero lo stesso. L'unico vantaggio sarebbe il risparmio di tempo facendo una votazione anziché due.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Io faccio richiamo al secondo comma dell'articolo 85 del Regolamento che sul punto è espresso: vanno votati nell'ordine gli emendamenti soppressivi, gli emendamenti modificativi e il testo del progetto. Quindi io capisco che si debbano evitare due votazioni, infatti mi sembra contraddittoria la votazione avvenuta precedentemente perché la seconda votazione non doveva avvenire perché aveva l'identico contenuto della votazione che è già avvenuta. Ma comunque mi sembra che vada posto con tutta chiarezza per primo in votazione l'emendamento soppressivo, se non passa ovviamente deve intendersi approvato l'articolo.
PRESIDENTE. Onorevole Bonesu, questa è una sua interpretazione rispettabilissima. Io ho dato una mia interpretazione non alla Garibaldina, ma avevo riflettuto sul fatto che lo stesso articolo 84 da lei invocato, al comma 9 dice espressamente: non possono proporsi, sotto qualsiasi forma, articoli aggiuntivi o emendamenti contrastanti con precedenti deliberazioni adottate dal Consiglio sul medesimo provvedimento. Il presidente previa lettura, decide inappellabilmente. Questo principio generale del comma 9, a mio parere, sovrasta di gran lunga l'aspetto specifico che è stato messo in luce. Io non ho problemi particolari per seguire l'altra procedura; mi sembrava più razionale questa, se si vuole seguire la procedura irrazionale per la quale si vota due volte sulla stessa cosa si può fare anche questo. Io comunque nell'interpretazione che ho dato credo di aver seguito una logica: la mia interpretazione è che si deve mettere in votazione a scrutinio segreto l'articolo 7 bis e lo metto in votazione a scrutinio segreto.
Prego i colleghi di prepararsi alla votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, io dissento dall'interpretazione del tutto soggettiva e che non risponde a un criterio oggettivo, quale l'espressione letterale stessa risultante dall'articolo 84 che è stato prima richiamato. La lettera del Regolamento, ci piaccia o non ci piaccia, ma anche la ratio stessa del Regolamento conducono a una interpretazione diametralmente opposta alla sua, signor Presidente. Io richiamo qui formalmente il rispetto del Regolamento. Capisco che la sua è una lettura che sicuramente risponde a una ratio legittima anche di economicità di tempo e quant'altro, però c'è un emendamento, c'è un articolato, riteniamo che si debba procedere all'esame e votazione dell' emendamento, altrimenti non avrebbe neanche senso aprire la discussione sull'emendamento stesso. Quindi io, signor Presidente, richiamo al testo, alla norma che riguarda proprio la questione in esame e chiedo a lei di attenersi, così come noi ci atterremo, alla lettera del Regolamento. Poi, se questo Regolamento è sbagliato, non va bene, sarà oggetto di riformulazione in altra sede, ma non in questa, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, io non mi sono sognato minimamente di forzare il Regolamento, lo stavo interpretando come è nei poteri del Presidente., e l'onorevole Scano ha chiesto la parola sullo stesso argomento.
SCANO (Progr. Fed.). Il Presidente ha ascoltato le argomentazioni che sono state svolte su questo punto regolamentare e ha saggezza per sciogliere imparzialmente il problema, e noi ci rimettiamo alla conclusione che il Presidente, inappellabilmente, trarrà. Ho preso la parola per dire che al di là delle differenti interpretazioni del Regolamento, legittime, ci sono alcune cose che andrebbero evitate. Andrebbe evitato per esempio, ma è successo un quarto d'ora fa e non ne ha responsabilità il Presidente Zucca, che il Consiglio regionale sia stato chiamato a votare successivamente sullo stesso oggetto. Io ho evitato di sollevare il problema per una questione di stile, spero che altrettanto stile si abbia da altre parti dello scacchiere consiliare. Per giunta, sulle due votazioni svoltesi sullo stesso oggetto il Consiglio ha votato in modo difforme, e non aggiunto altro. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Sempre sull'ordine dei lavori. Le due fattispecie sono ben distinte, e mi permetto di contraddire il collega Scano. L'emendamento soppressivo che viene posto in discussione ha la finalità di sopprimere una norma del provvedimento oggetto di esame. Se l'emendamento soppressivo viene approvato, è ovvio che quella norma per la quale si propone la soppressione cade. Diverso è il caso opposto, cioè se l'emendamento soppressivo non viene approvato l'articolo è ancora in piedi, ma non significa che è implicitamente approvato, è solo caduto l'emendamento soppressivo, e l'articolo in quel caso, bene ha fatto il Presidente di turno, l'onorevole Milia, a mettere in votazione l'articolo che non era stato soppresso dall'emendamento. Sono due fattispecie completamente opposte, sono due necessità completamente diverse, e il Regolamento sotto questo aspetto, mi permetto di fare osservare che è perfettamente in linea per il rispetto delle procedure e per il rispetto delle formalità del caso. Come dire che se l'emendamento soppressivo che viene proposto da Forza Italia non dovesse essere approvato ribadisco che non significa che ci sia una approvazione implicita e tacita dell'articolo 7 bis, ma l'articolo 7 bis deve essere ancora sottoposto al vaglio del Consiglio e quindi a votazione. Grazie.
PRESIDENTE. Io non amo molto le dispute di questo genere, però, dal momento che sto ricoprendo provvisoriamente questa carica di presiedere l'Assemblea, mi appello a una interpretazione, come dicono i giuristi, analogica che trova un punto di riferimento preciso nel comma 4 dell'articolo 90, che a ogni buon conto vi leggo integralmente, ove si dice. "Quando un progetto di legge consiste in un solo articolo, e sempre che sullo stesso non vi siano stati emendamenti, non si dà luogo alla votazione dell'articolo, ma si procede direttamente alla votazione finale del progetto stesso.". Se l'analogia ha un senso...
(Interruzioni)
(Segue PRESIDENTE). C'è un'analogia stringente tra i due aspetti, perché anche qua...non c'è nessuno specchio, a me importa tanto poco di insistere che, per non inasprire gli animi su cose che non meritano assolutamente niente, accedo all'ipotesi di mettere in votazione a scrutinio segreto l'emendamento soppressivo. Ma questo per obbedire all'esigenza di evitare inutili dispute, ritenendo comunque che sia del tutto irrazionale votare due volte sullo stesso argomento.
Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 12
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento soppressivo totale numero 12.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 58
maggioranza 30
favorevoli 26
contrari 32
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto dell'articolo 7 bis
PRESIDENTE. La logica vorrebbe che l'articolo si intendesse approvato. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 7 bis.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 59
maggioranza 30
favorevoli 29
contrari 30
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI -CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU -SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Sulla irrazionalità e sulla assurdità di questa situazione non ho commenti perché sarebbero tutti inadeguati. Ritengo che questo sia un argomento da portare in Giunta del Regolamento quanto prima possibile perché ne va di mezzo il prestigio del Consiglio che vota sullo stesso argomento dopo 30 secondi in due maniere difformi. Comunque proseguiamo i lavori.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, per precisare, sia con riferimento a questa votazione, sia con riferimento ad eventuali votazioni dello stesso tipo, che la somma così risparmiata va inserita ancora una volta nel capitolo 03016 Voce 8.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 7 ter.
CONCAS, Segretaria:
Art. 7 ter
Fondo anticipazioni concorso interessi
1. Sono abrogati l'articolo 5 della legge regionale 13 dicembre 1988, n. 44, l'articolo 12 della legge regionale 27 agosto 1992, n. 17 ed i commi 2 e 4 dell'articolo 36 della legge regionale 5 dicembre 1995, n. 33.
2. Gli stanziamenti già autorizzati in conto del capitolo 06073 del bilancio della Regione per l'anno 1997 per le finalità di cui al comma 1, ancorché impegnati e non pagati, sono versati, in unica soluzione, al Fondo per l'anticipazione di concorsi sugli interessi relativi alle erogazioni di mutui di assestamento e miglioramento di cui all'articolo 29 della legge regionale 29 aprile 1994, n. 18.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 27 ha facoltà di parlare il consigliere Fois Paolo.
FOIS PAOLO (Progr. Fed.). Per quanto riguarda l'emendamento numero 27 poiché in Commissione è stato discusso e esaminato favorevolmente un emendamento della Giunta che permette di raggiungere gli stessi obiettivi che i firmatari si proponevano con questo emendamento, l'emendamento stesso si intende ritirato.
PRESIDENTE. Allora l'emendamento numero 27 si intende ritirato. Per illustrare l'emendamento numero 45 ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu.
MARROCU (Progr. Fed.). Si tratta di un emendamento aggiuntivo all'articolo 7 ter che riguarda la legge numero 44, la legge che intervenne per assestare i termini(?) (?) degli agricoltori che è stata prima messa sotto procedura dall'Unione Europea, poi siamo stati condannati, una legge che era buonissima e gli impegni di spesa pluriennali su quella legge si recuperano e si mandano al fondo di solidarietà e quindi si consente di realizzare gli altri due conti, in funzione di impedire che abbiano dei danni gli agricoltori, è un comma aggiuntivo necessario per recuperare degli futuri impegni su una legge che ormai non può più funzionare perché gli impegni assunto con quella legge sono stati dichiarati nulli dall'Unione Europea.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu , relatore.
SASSU (Progr.Fed.), relatore. L'emendamento numero 27 è ritirato, l'emendamento numero 45 si accoglie perché completa il testo dell'articolo 7 ter che in qualche modo tenta di dare risposta a un problema che si era determinato con una delibera dell'Unione Europea nei confronti del concorso di interessi sui mutui di durata quindicennale per il consolidamento delle passività in agricoltura. Questa naturalmente è la prima parte dell'articolo che si riferisce al passato, l'emendamento lo completa per quanto riguarda il futuro, pertanto si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 7 ter, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 45. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
CONCAS, Segretaria:
Art. 8
Fondo di solidarietà
1. E' autorizzato, nell'anno 1997, il versamento della somma di lire 8.643.000.000 a favore del fondo di solidarietà regionale in agricoltura istituito ai sensi dell'articolo 20 della legge regionale 10 giugno 1974, n. 12, e successive modifiche ed integrazioni (cap. 06120).
2. Alle eventuali mancate assegnazioni statali in conto del capitolo 24203, destinate all'erogazione di contributi per il concorso negli interessi sui prestiti concessi per la ricostituzione dei capitali di conduzione (cap.06130) e per il concorso negli interessi sui prestiti per la provvista di capitali d'esercizio (cap.06131), a favore delle aziende agricole danneggiate da calamità naturali o eccezionali avversità atmosferiche, previsti dalla Legge 14 febbraio 1992, n. 185, si fa fronte con le disponibilità sussistenti sul fondo di cui al comma 1.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8 bis.
CONCAS, Segretaria:
Art. 8 bis
Mostra dell'antiquariato
1. E' autorizzata la spesa di lire 250.000.000 a favore del Comune di Sassari per i contributi e le spese relative alla prima mostra dell'antiquariato tenutasi nel 1996 (cap. 07078/03).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 20 ha facoltà di parlare il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). L'articolo 8 bis, di cui si propone la soppressione, prevede lo stanziamento di un contributo di 250 milioni a fronte della spesa relativa alla prima mostra di antiquariato a favore del comune di Sassari. La manifestazione si è tenuta nel corso del 1996. Questo provvedimento non rientrava nelle previsioni del disegno di legge predisposto dalla Giunta ma rappresenta una modifica approvata dalla Commissione terza di uno specifico emendamento presentato dal collega onorevole Giuseppe Sassu esponente della maggioranza e relatore in Aula della legge di assestamento del bilancio. Non voglio fare riferimenti sulla provenienza territoriale del collega Sassu, perché sarebbe di cattivo gusto e denoterebbe una caduta di stile, anche perché dell'onorevole Sassu è a tutti nota l'estrema correttezza. Mi permetto però di contestargli le affermazioni contenute a pagina 3 della relazione di maggioranza, dove illustrando la manovra si afferma testualmente: "si è cercato di evitare di introdurre contenuti di merito che non riguardino la materia finanziaria della manovra. E' stato questo infatti un limite delle manovre del passato" e ancora soggiunge "è stato rilevato che l'uso improprio della legge finanziaria e del bilancio ha determinato rilevanti effetti negativi e un'assenza di reciprocità tra la spesa e la programmazione più complessiva. A questa indicazione si è ancorata l'attuale proposta della Giunta regionale e questo stesso criterio ha cercato di rispettare la Commissione nei propri lavori". Queste sono le affermazioni contenute nella relazione di maggioranza. Come la si mette allora con i nuovi indirizzi che sono stati auspicati. Va detto infine che si tratta di spese del '96 e quindi non riguardano la competenza; e a me sembra che il bilancio preventivo e l'assestamento siano atti contabili di mera competenza. Infine, ultima annotazione, si può certamente affermare che una mostra di antiquariato non riguardi una manifestazione rivolta a disoccupati e operai. Essa non può che essere rivolta al ceto borghese, medio-alto, siano questi soggetti con i loro acquisti a sostenere il commercio di questo genere di beni, certamente non di prima necessità ma voluttuari. Con questo spero che il ceto medio non me ne voglia.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sull'emendamento 20, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Il relatore non lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non lo accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Soltanto per esprimere pochissime considerazioni, perché non è, così come per tutti gli altri articoli approvati nel provvedimento che stiamo esaminando, non ci sono destinazioni specifiche derivanti da motivi né personali né di interesse particolare. Con questo articolo che è stato introdotto nel provvedimento dalla Commissione si è inteso dare soddisfazione a un bisogno oggettivo che era stato a suo tempo, si fa riferimento all'anno 1996, concordato per questa iniziativa e che per una serie di congetture strane poi non ha trovato soddisfazione nell'ambito della finanziaria del '96 e nell'ambito dei programmi del 1997. Per cui si tratta di porre rimedio a un impegno assunto che non era stato onorato. Soltanto questo: è soltanto una esigenza evidentemente di giustizia e di rispetto degli impegni assunti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Contro l'emendamento e in difesa dell'articolo, e per ricordare ai colleghi di Forza Italia che l'anno scorso, stessa discussione, fu fatto un emendamento dai colleghi di Forza Italia, ripresentato più volte, analogo per una giornata mi pare dell'adolescenza, fatta a Cagliari, per una associazione che aveva realizzato quella iniziativa e che non avendo avuto i contributi sulla base di leggi ordinarie, avevano realizzato una situazione debitoria che doveva essere risanata. I colleghi di Forza Italia, primo firmatario il collega Floris, avevano presentato un emendamento e avevano sostenuto, con le argomentazioni che ha sostenuto adesso l'onorevole Secci, la validità di quell'emendamento, e l'aula lo accolse. Io non penso che adesso il ragionamento può essere ribaltato perché non riguarda una giornata dell'adolescente fatta a Cagliari, ma riguarda una mostra che ha interessato un altro comune, un altro territorio che si trova nelle identiche situazioni. Per cui inviterei i colleghi a ritirare l'emendamento e consentire l'approvazione dell'articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 20.
Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 20
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 20.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 62
votanti 62
maggioranza 32
favorevoli 27
contrari 35
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'articolo 8 bis.
Votazione a scrutinio segreto dell'articolo 8 bis
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 8 bis.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 65
votanti 65
maggioranza 33
favorevoli 36
contrari 29
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LADU - LA ROSA -LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Si dia lettura dell'articolo 8 ter.
CONCAS, Segretaria:
Art. 8 ter
Edilizia residenziale pubblica
1. La delega conferita ai Comuni ai sensi dell'articolo 25 della legge regionale 10 maggio 1979, n. 38 è estesa alla gestione dei contributi di cui alla legge 17 febbraio 1992, n. 179, dalla fase dell'espletamento delle procedure concorsuali a quella della erogazione dei contributi.
2. Con l'approvazione della graduatoria dei soggetti attuatori degli interventi, il Comune richiede alla Regione un'anticipazione non superiore al 25 per cento dello stanziamento attribuito; le erogazioni successive vengono effettuate sulla base delle richieste comunali di previsione trimestrale di cassa.
3. La procedura d'impegno di cui all'articolo 10 della legge regionale 10 maggio 1983, n. 12, è estesa ai programmi e ai progetti di tutto il 1990/91, nonché agli interventi regionali integrativi a valere sui capitoli di spesa 08091/01 e 08109.
PRESIDENTE. All'articolo 8 ter sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bertolotti per illustrare l'emendamento numero 13.
BERTOLOTTI (F.I.). Signor Presidente, colleghi, si tratta di dare uniformità alle normative che regolano i finanziamenti sui progetti comunali finalizzati all'occupazione. Con legge finanziaria del '95, all'articolo 37, prevedeva che la ripartizione dei fondi comuni, in ogni caso da impegnare entro 12 mesi dall'erogazione dei fondi, si applicano eccetera eccetera a tutte le normative. A partire dal '97 si è dato invece un termine diverso , esattamente di 180 giorni dalla data di accredito dei fondi per comunicare l'avvenuto inizio dei lavori. Cosa succede? Che i comuni inadempienti, a partire dal '97 in poi, vengono esclusi dallo stanziamento delle annualità successive; i comuni che i fondi li hanno avuti prima del '97 e secondo le norme stabilite nel '95 possono tenersi tranquillamente i fondi per anni a disposizione, senza far partire mai i progetti, perché tale obbligo di poter rientrare nelle richieste successive di finanziamenti decorre dal momento in cui avviene l'erogazione da parte della Regione. L'erogazione avviene nel momento in cui il progetto parte, per cui il comune può anche rimanere dieci anni senza far partire il progetto avendo tranquillamente i fondi allocati, accantonati in un angolo, fermi a non produrre niente. Questo emendamento tende semplicemente a riportare ad univocità la materia e a far ripartire tutto secondo le normative stabilite con la finanziaria del '97, avendo la possibilità di riqualificare fondi che altrimenti rimarrebbero improduttivi. Per cui si chiede che il termine della legge finanziaria del '95, cioè quello della erogazione, cioè della comunicazione al momento della erogazione, venga sostituito dalla data di registrazione del provvedimento alla Corte dei Conti, dando quindi una certezza di diritto come partenza del termine e ritornando, ripeto, all'univocità nella legislazione della materia.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 29.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta di una proroga a favore degli artigiani in ritardo nei pagamenti delle rate di indebitamento di ulteriori 180 giorni.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 35.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta di alcune tecniche relative ai piani urbanistici provinciali per i quali sono state chieste ulteriori integrazioni di somme e alcune regole di omogeneizzazione nella stesura dei piani.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. L'emendamento numero 13 non si accoglie, il tema dei termini del controllo è all'esame della proposta al Governo nella normativa che sta per essere approvata dal provvedimento governativo, il controllo della Corte dei Conti è a consuntivo. E quindi diciamo che debba restare così come indicato nella legislazione attuale. Per quanto riguarda l'emendamento numero 29 si accoglie e l'emendamento numero 35 si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 13 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 13 è restrittivo rispetto alle agevolazioni che vengono concesse e pertanto non si accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Vorrei far notare che le nuove norme sulla Corte dei Conti c'entrano come il cavolo a merenda, in questo caso, onorevole Sassu, perché qua si tratta di decreti che sono stati già regolarmente registrati dalla Corte dei Conti. Questo vuol essere un contributo alla velocizzazione della spesa regionale e a evitare che fondi non spesi rimangano fermi nelle casse della Regione, tra l'altro non per responsabilità della Regione ma per responsabilità di altre amministrazioni. Allora, a ognuno il suo; stiamo dicendo semplicemente: ciò che non è stato speso ritorna nello stesso capitolo e nello stesso fondo e viene riutilizzato per la stessa logica dei progetti, andando a premiare comuni che i soldi li spendono, anziché comuni che i soldi non li spendono. Tutto lì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Sull'emendamento numero 13 io penso che gli amici Balletto e Bertolotti abbiano mal colto la normativa, nel senso che non si può riferire soltanto a quella normativa. Voglio ricordare che questi progetti per l'occupazione, la normativa di applicazione è stata modificata da altre norme. La modifica è stata apportata proprio per velocizzare la spesa e per permettere ai comuni di spendere più velocemente possibile. Cosa prevede? Prevede che entro 180 giorni devono essere spesi i soldi, per cui devono essere fatti i progetti e devono essere spesi i soldi, mentre prima, pur essendoci i tempi, perché c'erano anche prima i tempi, se si va a vedere a ritroso, si vede che questa legge è stata modificata ben tre volte. Allora questa volta si era trovato un sistema che permette di spendere i soldi, di dare più autonomia agli enti locali, nel senso che non devono più mandare i progetti alla Regione che deve valutare se sono consoni o non sono consoni, per cui io veramente questo emendamento, che mette un ulteriore laccio ai comuni nell'operatività io veramente non lo capisco, per cui sono contro.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 8 ter. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 35. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 9.
CONCAS, Segretaria:
Art. 9
PIC - PMI - Costituzione fondo
per finanziamenti partecipativi
1. Ai fini dell'attuazione degli interventi relativi a finanziamenti partecipativi ed all'assunzione di partecipazioni di minoranza nel capitale di rischio, previsti dall'Azione B, Misura Sardegna sul Programma Operativo relativo all'iniziativa Comunitaria PMI per l'Italia 1994/1999, l'Amministrazione regionale è autorizzata a costituire un fondo presso la SFIRS SpA e presso la BANCA CIS SpA.
2. La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'industria, di concerto con l'Assessore della programmazione, emana apposite direttive ai fini dell'attuazione dell'intervento di cui al comma 1, e provvede, altresì, alla ripartizione delle risorse fra i predetti interventi, nonché alla ripartizione tra i predetti Istituti in attuazione dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale 1 gennaio 1977, n. 1, e successive modifiche ed integrazioni.
3. L'Assessore della programmazione, di concerto con l'Assessore dell'industria, è autorizzato a stipulare con la SFIRS e con la BANCA CIS apposite convenzioni a' termini della normativa vigente.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 4, 14, 15 e 16. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 4 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Si tratta solamente di un emendamento scaturito da alcune considerazione che abbiamo fatto su questo articolo 9. Noi abbiamo attualmente rapporti, come Regione, con la Sfirs rispetto a una serie di operazioni che non (?)hanno solamente uno stretto profilo di carattere finanziario, nel senso che noi attraverso questa norma, l'allargamento della possibilità di intervento oltre che alla Banca Sfirs alla Banca CIS, noi affidiamo una serie di operazione alla banca che si è trasformata in banca universale, per cui che ha rapporti anche col cliente, banca che sarebbe delegata anche a fare delle istruttorie, quindi a esprimere un giudizio su delle istruttorie nei confronti anche di propri clienti, su cui poi la Regione potrebbe partecipare al capitale di rischio dell'iniziativa. A noi non sembra che questa cosa sia perfettamente lineare. E' vero che si dice che bisogna aprire al mercato, però è pure vero che ci sono banche universali che sono nate per fare un certo servizio, e ci sono altri istituti finanziari, come la Sfirs, che invece sono nati per fare altre cose. Noi riteniamo che la Sfirs sia nata per fare questa cosa, la possa fare, l'abbia fatta bene e possa continuare a farla bene, per cui non capiamo questa estensione ad altre banche universali per servizi di questo tipo.
PRESIDENTE. Se i proponenti sono d'accordo possono illustrare in successione gli emendamenti numero 14, 15 e 16, di cui sono firmatari.
Ha facoltà di illustrare gli emendamenti il consigliere Balletto.
BALLETTO (F.I.). Il proposto emendamento si allinea alle pi volte affermate esigenze da parte dell'Esecutivo e della maggioranza, peraltro sino adesso inattuate, di procedere a un riordinamento degli enti in generale, e segnatamente nel progressivo disimpegno da parte dell'ente Regione dall'invadenza nel settore privato, assumendo essa stessa la veste di imprenditore. Questo fenomeno, come tutti sappiamo, ha causato sprechi di risorse pubbliche per centinaia e centinaia di miliardi.
La tendenza odierna, anche in sede nazionale, è quella del progressivo e del costante disimpegno, da attuarsi attraverso un diffuso processo di privatizzazioni, con la preclusione alla sottoscrizione di nuove partecipazione, anche se fossero esse di minoranza. Tutti sanno quali sono le pressioni che possono essere esercitate sul potere politico da società private delle quali la Regione è socio. I casi EMSA, SIPAS, SARDAMAG, eccetera, sono al proposito emblematici. Corretto appare in quest'ottica lo strumento del prestito partecipativo, che costituisce una mera operazione finanziaria di sostegno alle imprese ritenute valide, e a carico delle quali vige l'obbligo della restituzione dei prestiti ottenuti.
L'emendamento numero 15, sostanzialmente, nel prevedere la soppressione delle parole "provvede altresì alla ripartizione delle risorse fra i predetti interventi", è ovviamente collegato al comma precedente, perché nella ipotesi in cui il Consiglio ritenesse che il provvedimento debba essere finalizzato solamente all'intervento per i prestiti partecipativi, viene meno l'esigenza indicata nel secondo comma di procedere alla ripartizione delle somme stanziate tra prestiti partecipativi da una parte e sottoscrizione di partecipazione di minoranza dall'altra.
Infine, l'emendamento numero 16 riguarda la previsione della possibilità che l'Assessore della programmazione, di concerto con l'Assessore dell'industria nel predisporre le convenzioni con la banda Sfirs e Banca CIS debba sentire, sul contenuto delle convenzioni stesse, il preventivo parere della Commissione programmazione economica e bilancio.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU (Progr.Fed.), relatore. Per quanto riguarda l'emendamento numero 4 non si accoglie. Mi pare utile sottolineare un orientamento opposto che è maturato nella discussione in Commissione di dire no a una forma di monopolio che si determinerebbe se si riducesse la presenza di altri istituti di credito, anzi l'orientamento è proprio opposto, ed è quello di estendere in futuro a tutti gli istituti di credito le funzioni che sono indicate nell'articolo 9. Si esprime parere contrario anche per gli emendamenti numero 14, 15 e 16.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, ho avuto occasione in Commissione di spiegare come è nelle linee della politica finanziaria regionale, quello di estendere per quanto è possibile le convenzioni con il maggior numero possibile di imprese bancarie. Ho anche detto che nel caso specifico di operazioni che riguardano il medio e il lungo periodo noi abbiamo solo due istituti fortemente specializzati in Sardegna, cioè la Sfirs e la Banca CIS, fino a questo momento questa operazione particolarmente importante ammessa dall'Unione Europea alla stregua di altre agevolazioni di incentivazioni era solo esercitata dalla Sfirs, la banca CIS ha un know-how acquisito nel tempo in questo settore, riteniamo che sia una buona opportunità per la banca CIS entrare in un mercato che conosce notevolmente. Aumenta anche la concorrenza presso gli istituti quindi se ne avvantaggia certamente la clientela. Per questo motivo diciamo "no" all'emendamento numero 4. Con riferimento invece all'emendamento numero 14 e 15 la logica è sostanzialmente identica, io devo dire che i prestiti partecipativi e le assunzioni di partecipazioni di minoranza nel capitale di rischio delle imprese sono operazioni che non hanno niente a che vedere con la regione-imprenditore, è noto che le banche universali adesso partecipano all'assunzione del capitale di rischio delle imprese, è un'operazione che viene fatta comunemente alla stregua di un'altra operazione di incentivazione. Si è sempre detto che, in un salto di qualità importante, le banche nostre con la riforma recente hanno la possibilità di intervenire nel capitale di rischio delle imprese e questo è importante soprattutto in un sistema economico come il nostro in cui la sottocapitalizzazione è estremamente diffusa, in cui il capitale è una risorsa scarsa, è allora opportuno che le banche intervengano, dal momento che anche le nostre banche e mi riferisco in particolare alla banca CIS è sottocapitalizzata credo che sia opportuno che la banca rappresenti uno strumento attraverso il quale la Regione possa fornire le risorse per l'aumento di capitale delle imprese regionali. Pertanto non ha niente a che vedere un provvedimento di questo tipo con l'assunzione diretta da parte della Regione di capitale delle imprese private, non è un intervento della Regione nel capitale - ripeto - delle imprese, è una questione di agevolazione alla stregua di altre come sono ammesse e anzi incoraggiate dall'Unione Europea. Voglio dire che i prestiti partecipativi in particolare sono una misura dell'Unione Europea.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE MILIA
Quindi per questo motivo gli emendamenti numero 14 e 15 non vengono accolti e l'emendamento numero 16 non fa altro che aggravare i processi di spesa. Ci si chiede se l'esame degli elementi di una convenzione rappresenti un atto normativo di cui normalmente è competente il Consiglio. Io credo che siamo molto lontani evidentemente dalle finalità dell'Aula e del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Sull'emendamento numero 4 penso di potermi dichiarare concorde con il parere espresso dal relatore di maggioranza e dell'assessore Sassu, infatti non va sottaciuto che la banca CIS quanto ad esperienza nel settore del mediocredito e del lungo termine probabilmente può dare molti punti alla Sfirs. Giusta è la tendenza ad ampliare l'intervento a più soggetti, a più istituti di credito, questo tipo di intervento, quindi sotto questo aspetto mi sembra che l'emendamento numero 4 non colga nel segno e pertanto non sono ad esso favorevole. Quanto agli emendamenti numero 14, 15 e 16 io come al solito mi permetto di dissentire, assessore Sassu, anche perché lei deve intanto mettersi d'accordo con il suo collega di Giunta, onorevole Pinna, che nel disegno di legge di riordino degli enti, in un apposito passaggio indica proprio il divieto della assunzione di partecipazioni anche di minoranza, e proprio rappresentava l'esigenza da parte della Regione di non esser proprio sull'aspetto di pressione psicologica che le società eventualmente partecipate potessero esercitare nel momento in cui si trovavano in difficoltà, questo ha detto l'assessore Pinna in Commissione sesta, può darsi che stia equivocando ma non ha importanza, le due cose non sono esattamente uguali, perché se fossero esattamente uguali non ci sarebbe stata neanche la necessità della distinzione tra prestito partecipativo e partecipazione di minoranza. La partecipazione di minoranza è quella di essere proprio soci nelle società e in funzione dell'entità della partecipazione poter intervenire nella formazione delle volontà che poi estrinsecano le attività gestionali della società. Va tra l'altro detto che la partecipazione di minoranza può essere anche quella del 49 per cento e quindi può essere anche una partecipazione di grosso rilievo e di grosso impegno, e quanto più l'impegno può essere grosso nell'ambito della partecipazione di minoranza, quell'elemento di pressione e di disturbo può essere ampiamente esercitato e comunque sia rappresenta una situazione di pericolo che oggi si vuole assolutamente eliminare se vi sono industrie, imprese, medie piccole o grandi che sono meritorie dell'intervento a sostegno della Regione, lo strumento principe indicato, e previsto anche dall'Unione Europea, come lei Assessore ci ha ricordato, è proprio lo strumento del prestito partecipativo. Si può raggiungere benissimo lo scopo di finanziare e di capitalizzare le imprese del tessuto economico sardo, ovviamente e perennemente sottocapitalizzato, proprio con lo strumento partecipativo che è lo strumento finanziario innovativo sotto questo aspetto, il capitale proprio l'imprenditore lo metta e non venga a cercare capitali pubblici, questo è per lo meno il mio parere e penso di interpretare il pensiero della formazione politica alla quale appartengo. Per quanto riguarda infine l'ultimo emendamento, quello che riguarda il terzo comma, con i ritardi quasi biblici che si accumulano in questa Regione, Assessore, una volta che la convenzione tra Assessore della programmazione e Assessore dell'industria è stata formalizzata, i venti o trenta giorni che sono necessari per il parere della Commissione di merito non è che intralcino o ritardino la possibilità che il provvedimento colga il fine per il quale è stato sottoposto, mi dovrebbe allora dire, Assessore, per quale motivo sulla nuova convenzione per la gestione del servizio di tesoreria, è stato richiesto il parere della Commissione terza e devo dire la verità perché bisogna rendere onore al merito in quella occasione l'intero Polo per le libertà ha avuto modo anche di esprimere le congratulazioni alla Giunta per il risultato ottenuto, fortemente migliorativo rispetto a quello delle precedenti convenzioni. Quindi non credo che nel richiedere che sia sentito il parere della Commissione terza possa veramente procedere e dare impulso al già lento processo di formazione della spesa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, sull'emendamento numero 4 vi è da rilevare che appare assolutamente ingiustificata l'esclusione della banca CIS. Si tratta di attività per le quali la Banca CIS è perfettamente strutturata, attività che consentono alla Banca CIS di adempiere alle sue funzioni per cui la Regione ha una partecipazione nella Banca CIS; perché se non ci avvaliamo neppure di questi strumenti che abbiamo, vorrei sapere a che cosa serve la partecipazione regionale, per quanto minoritaria, nella banca CIS. La Banca CIS è sorta proprio come strumento di intervento ad aiuto delle imprese, strumento determinato dalla volontà pubblica, dall'allora Cassa per il Mezzogiorno e dalla Regione, e credo che questa finalità debba continuare ad adempiere nonostante la mutata veste giuridica, nonostante l'ampliamento di funzioni. Credo che queste funzioni siano riconducibili a quello che era lo spirito originario della creazione del Credito Industriale Sardo. Per cui l'emendamento appare invece un tentativo di depotenziare il CIS proprio nel suo elemento peculiare per cui non ritengo che vada condiviso. Quanto agli emendamenti che invece tendono a limitare al credito partecipativo, e non invece all'assunzione di partecipazioni di minoranza, credo che anche qua significhi privarci di uno strumento, perché il credito partecipativo consiste lo stesso nell'assunzione di partecipazioni di minoranza per quanto condizionate dal permanere della situazione di credito e debito; la differenza sarebbe che mentre chiaramente la situazione di credito partecipativo ha per sua natura, ma non sempre è così la caratteristica della transitorietà, la partecipazione di minoranza in se stessa ha la indeterminatezza nel tempo. Ma la funzione è praticamente la stessa, è quella di aiutare il capitale di rischio a raggiungere una certa dimensione e quindi poter operare con maggiori disponibilità finanziaria. E' chiaro che questo nulla ha a che vedere con la Regione imprenditrice, è un modo di intervento fra l'altro gestito da strutture tecniche come la SFIRS o il CIS per poter dare un contributo all'imprenditoria e consentire di raggiungere determinate dimensioni. E' ovvio che anche queste partecipazioni di minoranza debbono adempiere alle stesse funzioni che ha il credito partecipativo, cioè consentire all'imprenditore di muoversi, di partire, di ampliare la propria attività ma chiaramente devono avere un carattere transitorio altrimenti si trasformano la SFIRS e il CIS in imprenditori a titolo proprio, per di più in situazione subordinata, ed è una situazione che chiaramente può riproporre nei portafogli della SFIRS e del CIS una situazione di numerose pendenze in aziende prive di ogni seria possibilità di incidere e privi anche della possibilità di reimpiegare quei fondi per ulteriori investimenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sugli emendamenti numero 14 e 16 e sull'articolo 9.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Aresu. Ne ha facoltà.
ARESU (Gruppo Misto). Per dire, Presidente, che l'emendamento numero 4 è ritirato.
Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 14
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 14.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 22
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Votazione a scrutinio segreto dell'articolo 9
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 9.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 39
Contrari 25
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana -DIANA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 16
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 16.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 65
Maggioranza 33
Favorevoli 24
Contrari 41
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI -. FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LIORI - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARRAS - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Si dia lettura dell'articolo 9 bis.
CONCAS, Segretaria:
Art. 9 bis
Prestiti concessi da intermediari finanziari
1. E' esteso ai prestiti concessi dagli Intermediari Finanziari iscritti nell'elenco speciale di cui all'articolo 107 del decreto legislativo 1 settembre 1993, n. 385 assistiti da garanzia dei consorzi fidi costituiti in Sardegna, l'abbattimento dei tassi di interesse applicati previsto dalle leggi regionali 7 maggio 1953, n. 22, 4 giugno 1988, n. 11, articoli 66, 67 e 68, 26 gennaio 1989, n. 5, articolo 8, 20 giugno 1989, n. 44, articolo 11 e 3 novembre 1992, n. 19, e relative modificazioni ed integrazioni.
PRESIDENTE. All'articolo 9 bis è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si tratta di un comportamento di solidarietà che il Governo regionale vuole esprimere alle popolazioni colpite recentemente dal terremoto in Toscana e Umbria.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. La Commissione accoglie, in relazione soprattutto in relazione al valore fortemente solidaristico della proposta inserita nell'emendamento stesso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Molto brevemente, noi siamo d'accordo con questa iniziativa della Giunta regionale, perché va nel senso della solidarietà effettiva, reale. Debbo però anche segnalare che eventi calamitosi, straordinari, hanno interessato, in questi ultimi giorni, anche la nostra Isola. Certo, non hanno prodotto il danno che ha prodotto l'evento cui l'emendamento si riferisce, cioè danno addirittura ad interi paesi, borghi, e con quella grave situazione che tutti conosciamo e che il Governo Prodi, purtroppo, per la scarsa efficienza certamente non riesce neanche a porre rimedio alle elementari questioni che riguardano anche il problema addirittura di reperimento di idonei alloggi... chiedo scusa al collega del PDS, se il collega Cugini... un po' di rispetto perché io quando lui parla lo ascolto e se non lo voglio ascoltare me ne esco, perché è un disturbo ed è un comportamento veramente fastidioso. Almeno eviterò di sentire questo fastidioso ronzio che proviene dalla fastidiosa bocca del collega Cugini. Volevo appunto dire, perché in Sardegna abbiamo appunto assistito, qualche settimana, ad eventi atmosferici che hanno danneggiato dei porti turistici, dei porti industriali ed io mi auguro e spero che questa Giunta regionale, questa maggioranza, altrettanta sensibilità e altrettanta solidarietà sappia dimostrare in occasione di quell'emendamento che ha proposto il Gruppo di Forza Italia ma che vorremmo fosse un emendamento che appartenesse alla coscienza di tutto il Consiglio e, soprattutto, della nostra Giunta regionale.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 9 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 10.
CONCAS, Segretaria:
Art. 10
Intervento organico per l'aeroporto
di Tortolì-Arbatax
1. Gli interventi previsti per l'adeguamento ed il completamento dell'aeroporto di terzo livello di Tortolì - Arbatax dal bilancio regionale e dalla contabilità speciale di cui al titolo I della Legge 24 giugno 1974, n. 268, sono ricondotti ad un unico intervento organico che comprenda anche l'acquisizione al patrimonio pubblico delle aree e delle opere di proprietà privata necessarie all'esercizio dell'attività aeroportuale.
2. A tal fine la Giunta regionale approva detto intervento organico di concerto con gli Assessori competenti per materia su proposta dell'Assessore all'industria, ai sensi dell'articolo 4, lett. i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, e successive modificazioni ed integrazioni.
3. L'attuazione dell'intervento medesimo è delegato all'Amministrazione provinciale di Nuoro.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 10 bis.
CONCAS, Segretaria:
Art. 10 bis
Infrastrutture industriali
1. Ad integrazione degli stanziamenti disposti dall'articolo 17 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8, è autorizzato, per il finanziamento di infrastrutture industriali, l'ulteriore stanziamento di lire 7.500.000.000 per l'anno 1997; tale stanziamento è iscritto in conto del capitolo 09054 per essere trasferito alla contabilità speciale di cui all'articolo 2 della Legge 24 giugno 1974, n. 268, ed attribuito al titolo di spesa 11.2.04/I del Programma di intervento per gli anni 1988-1989-1990, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 26 ha facoltà di illustrarlo.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, ho testé anticipato, in occasione dell'intervento sull'emendamento per le zone terremotate, quello che è il senso di questo emendamento presentato dal Gruppo di Forza Italia. E' noto che le mareggiate degli scorsi giorni hanno prodotto diversi danni, in Sardegna, in alcuni scali portuali di grande importanza. Purtroppo anche un evento luttuoso, collegato a questi eventi straordinari atmosferici. Il porto di Arbatax è inservibile, così come il porto di Calagonone che ha subito danneggiamenti rilevanti. La stessa sorte è toccata ad altri importanti scali, come ad esempio quello di Porto Torres. E valutando che l'istituzione regionale ha il dovere di essere vicina alle comunità in occasione di eventi imprevedibili e di calamità naturali, così come giustamente ha fatto col gesto di solidarietà per le zone terremotate, il Gruppo consiliare di Forza Italia ha presentato questo emendamento che prevede lo stanziamento di 20 miliardi, tra l'altro da attingere sul capitolo di bilancio che è previsto per l'anno 1998 perché riteniamo ragionevolmente che la Giunta regionale, e non ci risulta che lo abbia ancora fatto, perché in presenza di calamità di questa natura e di questa portata avrebbe già dovuto mandare i propri tecnici, avrebbe dovuto far presenziare, stimare i danni, e purtroppo non vorremmo che la stagione turistica del 1998 abbia a soffrirne con lentezze e con ritardi. Se il Presidente della Giunta, se l'Assessore del turismo avessero avuto il tempo anche di visitare queste zone, probabilmente si sarebbero di persona resi conto che ne va proprio della stagione turistica di questa importante industria per la Sardegna che ha coinvolto diverse realtà nell'ambito regionale. Tengo a sottolinearlo, signor Presidente, questo vorremmo che fosse un emendamento e, se necessario, rinunciamo anche alla nostra firma, che vedesse come primo firmatario il presidente Palomba. E' nell'interesse delle nostre comunità, e le assicuro non c'è nessun intento di bandiera in quello che stiamo dicendo. Mi pare che questa sia l'occasione per dimostrare solidarietà concreta, reale e convinta per queste nostre popolazioni, altrimenti io penso che i danni già ingenti si aggiungerebbero quelli derivanti dalla mancanza e dal disinteresse della classe politica regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Degortes per illustrare l'emendamento numero 44.
DEGORTES (Progr. S.F.D.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU (Progr.Fed.), relatore. Per quanto riguarda l'emendamento numero 26 e l'esigenza posta dai colleghi Pittalis e più è un'esigenza giusta. Va rilevato tuttavia che il problema sollevato riguarda più direttamente una competenza dello Stato, per cui io credo che a conclusione del dibattito sull'assestamento del bilancio si può approvare un ordine del giorno del Consiglio, per chiedere allo Stato il riconoscimento dei danni e quindi anche il risarcimento, perché in primo luogo va confermato questo nostro diritto e la competenza dello Stato. Certo questo non esclude eventuali fondi integrativi regionali, ma in questa fase manca una valutazione precisa dei danni, non si sa esattamente la quantificazione dei danni, manca una progettazione, è necessaria una precisa ulteriore istruttoria che riguarda questo problema. D'altra parte gli stessi presentatori dell'emendamento non propongono i 20 miliardi per il 1997, ma per il 1998, e come si sa la materia dell'assestamento del bilancio riguarda principalmente, se non esclusivamente, l'annualità finanziaria del 1997. Per cui io credo che ci possa essere un impegno da parte del Governo regionale in questa direzione da rispettare in occasione dell'approvazione della finanziaria per il 1998, e in queste condizioni io credo che anche i presentatori possano ritirare l'emendamento stesso. Se non venisse ritirato, il parere del relatore sull'emendamento è contrario.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 44, devo riferire all'Aula che la Commissione non lo ha potuto esaminare, per cui la valutazione del relatore è di rimettersi al parere dell'Aula, però, per dovere, debbo riferire all'Aula stessa che un emendamento analogo presentato dalla Giunta, il numero 9, in Commissione, la Commissione stessa non l'aveva approvato, aveva espresso parere contrario e quindi la Giunta, in quella occasione, l'aveva ritirato. Questo per informare i colleghi del Consiglio sui lavori della Commissione relativamente al contenuto di questo emendamento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, con riferimento all'emendamento numero 26 devo naturalmente riconoscere il valore dell'emendamento che è stato presentato dall'onorevole Pittalis e più, che denotano non solo l'attenzione per quanto succede nel sistema economico regionale, ma anche la sensibilità per la soluzione immediata di problemi che sono la conseguenza di calamità naturali. Sul merito dell'emendamento, quindi, c'è una totale condivisione. Devo naturalmente fare presente che già il governo regionale, in particolare il presidente Palomba, appena avuto conoscenza della situazione, ha dato disposizione a che iniziassero le indagini per la valutazione dei danni e ha dato disposizione perché venissero predisposte anche le progettazioni relative al recupero dei siti che erano stati danneggiati. Questo rappresenta anche la premessa della mia conclusione.
Stamani si è concordato, mi sembra, che una somma messa oggi nella manovra di assestamento non sarebbe immediatamente utilizzabile. Abbiamo detto che sono necessari progetti possibilmente esecutivi. E' anche corretto che noi abbiamo una valutazione precisa dei danni che sono stati arrecati. Siamo già al 5 novembre, questa manovra tra la registrazione da parte del Governo sarà applicabile sostanzialmente alla fine del mese, forse ai primi di dicembre, sarebbero pertanto inutilizzate le somme nell'esercizio finanziario 1997.
Entro la prossima settimana il Governo regionale presenterà la nuova manovra finanziaria e allora io credo che, sulle linee anche delle cose appena dette, sarà carico del Governo regionale innanzitutto predisporre una somma nel capitolo apposito per dare una risposta a questi problemi.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 44 la Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Signor Presidente, pochissime considerazioni per esprimere dubbi, perplessità, però anche, con estrema chiarezza, qualche giudizio politico sull'emendamento numero 44.
Come rilevato dal collega relatore, in Commissione questo problema di finanziare con aumento del capitolo 09052, fondo contributi consorzi industriali, per 10 miliardi, presentato dalla Giunta, a seguito di parere unanime contrario della Commissione, con successivo invito alla Giunta di ritiro dell'emendamento, lo stesso è stato ritirato.
Vedo con notevole sorpresa, e mi piacerebbe sentire le ragioni che hanno portato alla modifica dell'atteggiamento su questo problema da parte di numerosi consiglieri componenti della Commissione e presenti alla discussione della Commissione. Mi chiedo se il lavoro che si fa in Commissione ha un senso, ha un significato, se in Commissione esprimono posizioni politiche e di merito su problemi che hanno un senso, che hanno un significato e che hanno, per ciascuno di noi, la completa responsabilità di quello che si sta facendo, oppure se stiamo assistendo a un gioco in cui le parti in commedia cambiano a seconda della circostanza nella quale si discute. Io ritengo che proporre l'esame di problemi che sono importanti, urgenti e qualche volta fondamentali, e che qualche volta sono invece poco comprensibili, poco chiari, e rappresentano la cura esclusiva di interessi particolari che nessuno di noi vuole portare avanti, ecco mi chiedo se sia possibile in quest'aula continuare a procedere in questa maniera. E allora può darsi che ci siamo sbagliati, può darsi che la valutazione di maggioranza e di opposizione in Commissione fosse fatta sulla base di presupposti non seri, non responsabili o su elementi non conosciuti. Mi piacerebbe sapere, durante la discussione su questo problema, quali sono le ragioni che hanno portato i colleghi a modificare la posizione.
Per quanto mi riguarda, siccome ritengo che sia anche responsabilità personale nelle cose che si fanno, io, assieme agli altri colleghi, mi sono espresso contro questo emendamento, non perché non ci sia bisogno di finanziare o di rifinanziare o di integrare i finanziamenti per i consorzi industriali, ma perché ritengo che questo vada fatto all'interno di una visione più seria, più complessiva dei problemi che riguardano i consorzi industriali, e non per sistemare cose di natura esclusivamente di interesse di parte legate, perché si vedrà, se questo emendamento passa, a chi vengono destinate queste risorse, per fare la politica del tappabuchi, del tappare un problema alla volta. Mi sembra che non sia questo il modo di procedere
(Segue Secci) la politica del tappabuchi, del tappare un problema alla volta. Mi sembra che non sia questo il modo di procedere e comunque mi piacerebbe sentire le ragione che hanno portato colleghi illustri della Commissione ad esprimersi in Commissione per il "no" e in Aula a sostenere un emendamento di questa natura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). E' solo per caso che parlo dopo l'onorevole Secci, ma sostanzialmente per esprimere le stesse considerazioni. Intanto sull'emendamento numero 26, io credo che la Giunta regionale abbia fatto bene a mettere in moto tutti i meccanismi per evidenziare e aprire già la strada ad un intervento straordinario per i porti della Sardegna danneggiati dalle ultime calamità naturali. Mi pare che sia quello il procedimento più corretto, tra l'altro è un'azione, è un'iniziativa di governo e sono certo che, sulla base dei progetti, dei programmi, che la Giunta farà, noi metteremo tutta la nostra disponibilità finanziaria, quando il governo della Regione lo chiederà a questo Consiglio, per andare incontro all'esigenza che in maniera giusta pone l'emendamento. Io non posso condividerlo così com'è, perché è un emendamento basato proprio sulla sabbia, nel senso che è basato su una valutazione, su un'esigenza che è generica ma non è supportato da alcun programma concreto e lo stesso Assessore della programmazione ci ha detto poco fa che la Giunta sta valutando se effettivamente i danni causati dalla calamità naturale e sta mettendo in piedi un pacchetto di progetti e di proposte che poi saranno finanziate. Penso anche, lo diceva l'onorevole Sassu, che probabilmente il Governo della Regione dovrà chiedere, per queste calamità, lo stato appunto di calamità naturale perché lo Stato, il Governo così come interviene tempestivamente in altre aree del paese possa intervenire anche in zone così colpite della Sardegna. Quindi io condivido l'impostazione che ha dato l'Assessore del bilancio e su questo noi ci assestiamo. Non lo condivido, l'emendamento, anche per il comma 2 perché ritengo che sentire la competente Commissione di merito che non so quale sia tra l'altro, se la Commissione lavori pubblici, bilancio, su un atto che è prettamente di governo mi pare che vada contro tutta l'impostazione politica giuridica amministrativa che questo Consiglio regionale si sta dando in questi ultimi anni, quindi non lo condivido questo comma 2 per niente, come non lo condivido per altre situazioni di questa natura. Sull'emendamento numero 44 vedo che si è schierata una sorta di invincibile armata, io non ho capito, perché nessuno l'ha spiegato, non l'hanno spiegato i proponenti, non l'ha spiegato la Giunta che si è rimessa all'Aula, evidentemente non l'ha capita neanche la Giunta, oppure si è spaventata di fronte a questa falange macedone che si è vista contro di 20, 30 40 consiglieri quanti sono, ma questo non mi convince ancora a votare contro, io ritengo e così ho sempre capito nella mia modesta capacità di comprensione di fatti di bilancio che l'assestamento è riferito a fondi spendibili nell'anno finanziario, se i fondi sono spendibili nell'anno finanziario presumibilmente sotto 10 miliardi c'è già un progetto, un programma, una fotografia, basta dirlo, basta che dalla Commissione bilancio anche in Aula ci dicano di che cosa si tratta esattamente e i colleghi potrebbero anche convincerci a essere d'accordo. Io credo che l'emendamento così come viene formulato sia da respingere perché è un atto anche, come dire, di scorretta impostazione di un problema nei confronti di colleghi che sono stati esclusi da questo elenco numeroso di proponenti di questo emendamento. Per questa ragione io voto contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Sull'emendamento numero 26; io credo che l'emendamento non possa essere condiviso, la materia dei porti appartiene alla competenza statale e anzi occorrerebbe rimeditare gli interventi che la Regione ha compiuto in materia perché stanno fornendo argomento allo Stato di abusi chiaramente giustificati dalla legislazione e dall'interpretazione che ne ha dato la Corte Costituzionale, ma resta comunque un abuso che probabilmente la Regione dovrebbe perseguire con gli strumenti del Codice civile, e mi spiego: ci sono opere portuali completamente realizzate con fondi regionali, cito per esempio il caso del porticciolo di Torregrande, ebbene al momento di decidere questa questione, il demanio statale ha chiesto oltre trecento milioni di concessione annua per un'opera che è stata realizzata interamente a spese della Regione. Ora è chiaro che la Regione, il popolo sardo ha interesse che la portualità funzioni e che vengano riparati al più presto i danni ricevuti dalle recenti avversità, ma questo non deve portare ad esimere lo Stato dalle proprie responsabilità, sono opere per cui lo Stato riceve salatissimi canoni di concessione, ha il dovere di renderli funzionali, per cui io chiedo alla Giunta e lo proporrò con un ordine del giorno che la Regione faccia le necessarie pressioni sul Governo perché il Governo risponda di un servizio che non ha mai voluto cedere alla Regione, che gestisce, che ne ricava degli utili e risponda anche delle spese, perché è assurdo che la Regione continui a spendere per opere che non sono sue e che il Governo ci ricorda ogni volta che non sono sue al momento di riscuotere i canoni di concessione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Intanto sull'emendamento numero 26, io prendo atto e apprezzo anche la manifestata disponibilità della Giunta a tenere in considerazione la questione che noi abbiamo sottoposta, evidentemente per l'onorevole Marteddu è un problema che non esiste per come lo ha egli affrontato e mi dispiace perché in particolare sono interessati alcuni scali portuali turistici che sono proprio della provincia di Nuoro. Il problema però ritengo che l'emendamento vada mantenuto perché la previsione di spesa è prevista in un capitolo di bilancio per il 1998, quindi si tratta e sicuramente c'è tutto il tempo per fare le valutazioni di carattere tecnico e le stime dei danni e quant'altro, noi vorremmo un impegno reale in questo momento del Consiglio regionale e prendiamo atto però che non c'è unità di indirizzo in questo senso e su questo riteniamo che, pur certamente prendendo atto di quanto riferito dall'Assessore della programmazione, sia però deludente l'attenzione da parte di quest'aula verso un problema e verso situazioni che sono diffuse in tutta la Sardegna e che hanno sono state interessate dalle calamità naturali. A proposito dell'emendamento numero 26, signor Presidente vorrei che gli uffici prendessero atto che dopo le parole "nonché alle attività" si intenda scritta anche la successiva espressione costituita dalle parole "ivi insediate" che è stata erroneamente cancellata. Per quel che riguarda l'emendamento numero 44 l'onorevole Secci e l'onorevole Marteddu ben farebbero a chiedere conto perché soltanto all'interno del loro Gruppo possono chiedere conto degli atteggiamenti e delle assunzioni di responsabilità al loro collega Giovanni Giagu che è firmatario di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. Presidente, solo in relazione all'emendamento numero 44 per fornire qualche delucidazione agli onorevoli consiglieri regionali che hanno posto dei dubbi. Nell'incontrare spesso imprenditori sardi, ma talvolta anche stranieri, mentre viene apprezzato sostanzialmente anche se da rivedere e da innovare il nostro sistema di incentivi, una delle ragioni di difficoltà ad insediare nuove iniziative imprenditoriali, consiste nel fatto che non abbiamo ancora sufficienti aree attrezzate. Abbiamo molte aree industriali, ma spesso sono aree industriali che non hanno una sufficiente infrastrutturazione. Io credo che rinverdire, perché è stata un po' trascurata, la legge numero 47 del '68, sia una iniziativa saggia, quindi condivido l'iniziativa assunta dai consiglieri firmatari, perché si tratta di una legge che non immobilizza grandissime risorse, che crea una sorta di partita di giro perché funziona attraverso i mutui, e i mutui rientrano nella disponibilità della Regione. I consorzi industriali possono accendere dei mutui, realizzano infrastrutturazione e poi naturalmente restituiscono, diciamo, le risorse finanziarie alla Regione che le può riutilizzare con la stessa finalità. Mi sembra anzi, qui siamo in fase di assestamento e non si possono prevedere cifre di particolare rilievo ma sono convinto che è uno strumento, questo della legge numero 44 del '68, che è in grado di mettere in moto molte iniziative e quindi semmai da riconsiderare anche in sede di finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, colleghi, io sono firmatario di questo emendamento numero 44 e sono meravigliato della meraviglia espressa dal collega e mio presidente di Commissione, Secci, e altrettanto mi meravigliano alcune affermazioni fatte da una persona che io seguo molto e stimo molto come personaggio politico di spicco nell'ambito di questa legislatura, l'onorevole Marteddu, sempre molto acuto e molto preciso nelle sue osservazioni. E sono meravigliato della loro meraviglia, perché voi insegnate che ciò che respinge oggi il Consiglio domani lo ripresentiamo; voi insegnate che ciò che respinge la Commissione subito dopo siamo pronti a ripresentarlo. Io l'ho imparato qui dentro, credevo che fosse come avete detto voi poc'anzi, ma così non è; voi avete fatto questa scuola, voi mi avete fatto questa scuola, qui l'ho appresa e non dalla mia parte politica. Io l'ho appresa da voi, debbo dirlo con il cuore in mano, l'ho appresa da voi. Prova ne sia una serie di altri contenuti in questa stessa manovra, di argomenti rifiutati dal Consiglio, già presi in considerazione dal Consiglio e puntualmente ripresentati. Non vedo allora perché ci si debba scandalizzare se qualcuno o perché in minoranza, e quindi non ha capacità di espressione, o di essere incisivo e determinante nel momento in cui si rifiuta, non si accetta una proposta in assestamento di bilancio in fase di Commissione, chiaramente che possibilità ha se non quella di rivolgersi all'aula? E allora ci siamo rivolti all'aula. Una delle motivazioni è stata data dall'Assessore, badate bene vi parla uno che è contrario a certi finanziamenti fasulli dati per anni a certi tipi di consorzi per aree industriali. Quando la spesa è fatta bene, quando la spesa tende veramente a creare infrastrutture capaci di essere propulsive per lavoro, per insediamento di iniziative, allora la spesa deve essere fatta e bisogna avere il coraggio di approvare provvedimenti tesi in quel senso. E questo è il nostro dovere di consiglieri, questo è il nostro dovere di rappresentanti della società sarda che qui ci ha delegato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Per un fatto tecnico, signor Presidente. L'assessore Pinna è intervenuto sostanzialmente sostenendo l'emendamento 44; l'assessore Sassu si è rimesso all'aula. Voglio capire se la Giunta accoglie l'emendamento, si rimette all'aula o lo respinge.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. Onorevole Marteddu, solo per dire questo, che a fronte di un numero imponente, importante di presentatori, io ho valutato con molta attenzione il contenuto. Come Assessore dell'industria, dato che riguarda evidentemente in modo specifico il mio settore, io condivido il contenuto dell'emendamento. Naturalmente siccome non è proposto dalla Giunta, ma è tuttavia supportato da un numero consistente di consiglieri e il contenuto è condivisibile, noi ci rimettiamo all'aula, esattamente come è stato detto prima, pur esprimendo una valutazione positiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Per chiedere il voto segreto sull'emendamento numero 44.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo 10 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Per chiedere dieci minuti di sospensione.
PRESIDENTE. L'onorevole Biggio chiede dieci minuti di sospensione. Poiché non abbiamo ancora chiamato la votazione dell'emendamento numero 26 potremmo sospendere, se non ci sono opposizioni. Se ci sono opposizioni ci rimettiamo all'aula.
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 52, viene ripresa alle ore 19 e 05.)
Metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 44
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 44.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 55
votanti 54
astenuti 1
maggioranza 28
favorevoli 23
contrari 30
nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA -DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LADU - LIORI - LIPPI - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto il consigliere: CARLONI.)
Si dia lettura dell'articolo 11.
CONCAS, Segretaria:
Art. 11
Fondo sociale - Recupero
1. E' disposto, nell'anno 1997, il versamento della somma di lire 7.000.000.000 dal Fondo sociale di cui alla legge regionale 7 aprile 1965, n. 10, alle entrate del bilancio regionale (cap. 36129).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' una correzione di natura tecnica che si è richiesta in seguito ad un'esigenza di 8 milioni per un programma.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU (Progr. Fed.), relatore di maggioranza. Come ha detto l'Assessore si tratta di un aggiustamento tecnico e quindi si accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 12.
CONCAS, Segretaria:
Art. 12
Finanziamento dei posti gratuiti di studio
presso convitti
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, nell'anno 1997, ai Comuni di Cagliari e Sassari la somma di lire 150.000.000, integrativa di quella statale, per il finanziamento dei posti gratuiti di studio per convittori o semiconvittori, rispettivamente presso i convitti nazionali "Vittorio Emanuele" di Cagliari e "Canopoleno" di Sassari, da ripartirsi tra i due convitti, in ragione del numero dei beneficiari riferiti all'anno scolastico 1997-1998 (cap. 11032/01).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SELIS
Si dia lettura dell'articolo 12 bis.
CONCAS, Segretaria:
Art. 12 bis
Scuole superiori per interpreti e traduttori
1. E' autorizzata per l'anno 1997 la spesa di lire 500.000.000 per la concessione di contributi alle scuole superiori per interpreti e traduttori (S.S.I.T.) abilitate al rilascio di diplomi aventi valore legale ai sensi della Legge 11 ottobre 1986, n. 697, per il loro funzionamento (cap. 11064).
2. Il programma di spesa è approvato dalla Giunta regionale a' termini dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 13.
CONCAS, Segretaria:
Art. 13
Determinazione di termini
1. I termini di scadenza delle domande per i contributi di cui all'articolo 57 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1, e dell'articolo 14 della legge regionale 28 settembre 1990, n. 43, stabiliti nel 30 settembre di ogni anno, sono fissati al 31 gennaio di ogni anno.
2. Nell'articolo 57 della legge regionale 21 dicembre 1996, n. 37, le parole "non oltre il 31 dicembre 1997" sono sostituite con "non oltre il 31 dicembre 1998.".
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 32 ha facoltà di parlare l'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
DEIANA (Popolari), Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale. Signor Presidente, è un emendamento tecnico, però anche nella stesura bisogna correggere perché è sostitutivo del comma 2. Si tratta di modificare l'articolo 58 invece dell'articolo 57.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 39 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Viene ritirato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 47 ha facoltà di parlare
il consigliere Sanna Salvatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Signor Presidente, per sottolineare che gli effetti dell'entrata in vigore della legge 40 sul credito alberghiero, che di fatto ha sostituito la numero 8, sono iniziati da un tempo relativamente breve, quindi l'operatività su questo fondo così importante è relativamente breve. Per cui si propone questo emendamento che peraltro prevede lo slittamento dei termini entro i quali le opere debbono essere ultimate e collaudate di sei mesi, entro il 30 giugno, consentendo in questo modo di recuperare anche la stagione 1998. Riteniamo, i proponenti ritengono che sia importante accogliere questo emendamento per dare la possibilità alle imprese alberghiere di poter utilizzare appieno le potenzialità della legge 40.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU (Progr.Fed.), relatore. L'emendamento 32 è solo una correzione tecnica, come ricordava l'Assessore, e si accoglie. Per quanto riguarda l'emendamento numero 39 la Commissione non esprime parere e si rimette all'Aula; sull'emendamento numero 47...
PRESIDENTE. Onorevole Sassu, il 39 è ritirato. Quindi il 32 lo accoglie e il 47?
SASSU (Progr.Fed.). Il 47 la Commissione non l'ha esaminato, quindi si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Naturalmente l'emendamento numero 32 è accolto, il 47 è accolto nel contenuto.
PRESIDENTE. E' stato presentato un emendamento all'articolo 13 a firma Marteddu, Tunis. La norma dice che gli emendamenti per la finanziaria e i provvedimenti assimilati possono essere presentati, secondo le modalità previste, prima della votazione. Non siamo ancora in fase di votazione, l'emendamento può essere presentato solo che questo comporterà qualche minuto per la riproduzione tecnica. Allora, per non perdere ulteriore tempo, vi proporrei di sospendere l'articolo 13 e di andare avanti sugli altri articoli, in modo tale da consentire che venga duplicato e distribuito questo ulteriore emendamento all'articolo 13.
Appena sarà distribuito l'emendamento torniamo sull'articolo 13. Si dia lettura dell'articolo 15. Ricordo che l'articolo 14 è soppresso.
CONCAS, Segretaria:
Art. 15
AILUN - Contributo per attività di ricerca
1. E' autorizzata per l'anno 1997 l'erogazione di un contributo aggiuntivo di lire 500.000.000 a favore della Libera Università Nuorese (AILUN) per le attività istituzionali (cap. 11063).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 34, 43 e 46. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 34.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 34 è ritirato; l'emendamento numero 43 è chiarissimo nella sua dizione, il Consorzio del Rio Govossai, per il modo con cui è stato costruito l'acquedotto, è soggetto periodicamente a sostenere oneri che sono al di là delle proprie possibilità e che non vengono invece sostenuti dai consorzi che lavorano nello stesso settore. Pertanto si ritiene che in attesa che il problema venga risolto in maniera strutturale, il Consorzio abbia un contributo di 1 miliardo e 800 milioni per il sollevamento e il pompaggio dell'acqua che comporta oneri energetici consistenti.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 46 ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo.
VASSALLO (R.C.-Progr.). L'emendamento numero 46 si fonda nella ragione che il Consorzio di Bonifica de la Nurra così come il Consorzio del Govossai ha altissimi costi per il sollevamento delle acque, tant'è che questo Consorzio vanta debiti di alcuni miliardi nei confronti dell'ente elettrico. Per questo motivo, dato che anche questo Consorzio esce dai parametri normali nel sollevamento delle acque, cosa che non si verifica in altri consorzi, si propone per le stesse motivazioni che ha articolato poc'anzi l'assessore Sassu, la proposta di un contributo di lire 1 miliardo.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego di prestare un attimo di attenzione. È arrivato adesso un emendamento, il numero (?) all'articolo 15, l'articolo che stiamo discutendo. Si pone lo stesso problema di prima. Siccome è accoglibile ai sensi dell'articolo 84 perché non siamo ancora in sede di votazione, anche questo va riprodotto e distribuito, però piuttosto che andare avanti così preferisco sospendere per cinque minuti, distribuiamo gli emendamenti e poi ritorniamo al punto precedente cioè all'articolo 13. Sospendo due minuti, prego i colleghi, questa non è una sospensione è solo tecnica per consentire la distribuzione degli emendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 22, viene ripresa alle ore 19 e 30.)
PRESIDENTE. Credo che abbiate avuto l'emendamento di cui vi avevo parlato all'articolo 13, che è l'emendamento numero 52 all'articolo 13. Allora si dia lettura dell'emendamento numero 52, ribadisco che siamo tornati sull'articolo 13.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 52 ha facoltà di parlare il consigliere Gianfranco Tunis.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Grazie Presidente. Intanto mi scuso con i colleghi se questo emendamento è stato presentato quasi fuori tempo massimo, però vi sono stato costretto perché le previsioni di questo emendamento erano già contenute nell'emendamento numero 39 presentato dalla Giunta regionale che ha ritirato, come dire, senza preavviso e senza motivazione, per cui anche il ritiro di un emendamento ritengo che in qualche modo debba essere motivato. Questo non è stato fatto e io voglio qui dire che in effetti non si stanno chiedendo risorse aggiuntive, in questo caso si sta chiedendo una proroga all'attuazione di un programma di intervento già finanziato ai sensi della legge numero 17, e questo perché accade che il più delle volte i destinatari degli interventi si devono scontrare molte volte con le banche per avere le anticipazioni che la Regione di solito non dà. Quindi per evitare ulteriori strangolamenti anche da parte degli istituti di credito si ritiene che, con questo emendamento, si possa comunque attuare l'intervento con un semplice spostamento al 31 dicembre 1998.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu , relatore.
SASSU (Progr.Fed.), relatore. L'emendamento numero 34 è stato ritirato e sostituito dal numero 42. L'emendamento numero 43 si accoglie...come? Siamo tornati all'articolo 13, Presidente?
PRESIDENTE. No, stiamo parlando di tutt'altro, c'è un po' di confusione, stiamo seduti, se anche il relatore non riesce, nonostante l'attenzione e la concentrazione di cui io gli do atto, perché lo vedo, ci guardiamo, allora lo dico per riepilogare un po' per tutti: stavamo discutendo l'articolo 13, erano stati presentati tre emendamenti, 32-39-47, il 39 è stato ritirato e sostituito dal numero 52, allora avevamo sospeso un attimo per consentire la riproduzione dell'emendamento numero 52 e adesso abbiamo dato lettura del numero 52. Sull'emendamento numero 32 e 47 il relatore e la Giunta si erano già pronunciati, adesso chiedo il parere del relatore e della Giunta sull'emendamento numero 52.
SASSU (Progr.Fed.), relatore. Chiedo scusa Presidente, ma evidentemente nella fase concitata, per quanto riguarda l'emendamento numero 52 il relatore di maggioranza non esprime parere, si rimette all'Aula, giacché la Commissione non ha potuto valutare l'emendamento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, mi sia permesso di fare una osservazione di carattere generale. Io ho ritirato l'emendamento numero 39 perché sulla base degli uffici mi viene comunicato che è un emendamento sbagliato e che comunque non raggiunge l'obiettivo, quindi essendo stato presentato dalla Giunta e avendo risentito gli uffici ho ritenuto opportuno che l'emendamento non venisse mantenuto. Vedo adesso l'emendamento numero 52 e mi sia anche permesso anche di dire che mi è pervenuto l'emendamento numero 53 che ha lo stesso contenuto di cui signor Presidente non sono in grado di valutare l'efficacia e la validità. Mi è arrivato due minuti fa non sono in grado di esprimere nessun parere, mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Casu.
CASU (F.I.). Qui Presidente veramente non riusciamo più neanche a leggere gli emendamenti, arrivano a ondate successive, io credo che questo non sia un metodo di lavoro che noi in quest'Aula possiamo accettare prima di esprimerci su qualunque emendamento noi dobbiamo averlo almeno letto, siccome ci sono riferimenti a leggi dovremmo consultare anche le leggi. Io ritengo che questa sia una prassi che noi non possiamo assolutamente continuare perché questo non è un metodo di lavoro accettabile in un'Aula dove si stanno facendo delle leggi. Gli emendamenti che si accavallano, l'uno appresso all'altro, noi non facciamo in tempo neanche a vederli; così io credo che non si possano esprimere serenamente dei giudizi. Grazie.
PRESIDENTE. Posso dire che condivido, posso dire che comprendo perché io non devo condividere. Purtroppo il Regolamento che però mi auguro che riusciamo a riformare già dalla settimana prossima riprenderemo i lavori dei Gruppi e della Giunta per il Regolamento e spero che risanino anche questo aspetto, però io condivido e comprendo, voglio dire, le preoccupazioni espresse dall'onorevole Casu,
così schiettamente, ma in qualche modo espresse anche dall'Assessore quando dice che non fa in tempo a valutarlo e si rimette all'Aula. Se la Giunta e i relatori hanno difficoltà a valutarlo questo significa che è ancora maggiore la difficoltà degli altri colleghi. Per cui siccome non possiamo consentire e consentirci noi stessi di andare avanti senza avere piena consapevolezza, io ritengo opportuno sospendere quanto meno dieci minuti per consentire alla Giunta di farsi una opinione e di dircela, al relatore pure a agli altri colleghi di vedere. Non più di dieci minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Vorrei intervenire perché c'è un equivoco e vorrei chiarirlo se fosse possibile. L'emendamento 32 che la Giunta ha proposto non ha alcun senso perché l'emendamento 32 avrebbe dovuto risolvere i problemi che hanno posto in extremis, quando si sono accorti dell'errore, i presentatori dell'emendamento 52 e 53. Cioè in pratica le manifestazioni culturali e gli spettacoli e le manifestazioni di grande interesse turistico, cioè finanziate dall'assessorato della pubblica istruzione e dall'assessorato del turismo, ogni anno i programmi vengono fatti quando ormai i tempi per i comuni, per le associazioni sono quasi finiti. Nel senso che viene comunicato ai comuni e alle associazioni che gli viene finanziata la manifestazione quando ormai manca soltanto un mese. Allora in tutte le leggi di assestamento, da tre anni a questa parte, almeno che io ricordi perché da tre anni sono qui, venne data una possibilità per i comuni e per le associazioni di realizzare nell'anno successivo le manifestazioni inserite nei programmi. Quindi gli emendamenti 52 e 53 che sono emendamenti per le manifestazioni culturali, di spettacolo e di grande interesse turistico non fanno che scrivere quello che abbiamo scritto l'anno scorso nella legge numero 37 a fine anno. Allora la Giunta regionale pensava che si potesse fare una cosa molto più semplice prevedendo di prorogare quello che era stato prorogato l'anno scorso, ma commettendo un errore perché l'emendamento 32 proroga al '98 le manifestazioni del '96, perché le manifestazioni del '96 erano prorogate al '97, mentre le manifestazioni del '97 vanno prorogate al '98. Poi non c'è nessuna correlazione tra l'emendamento 39 e gli emendamenti 52 e 53, perché il 52 e il 53 prorogano le manifestazioni culturali della legge numero 17 e le grandi manifestazioni turistiche della legge numero 7. Quindi sono due cose diverse. L'emendamento 39 che la Giunta ha ritirato si tratta solo di quel contributo fatto nel '94 per i comuni capoluoghi, quindi anche per il comune di Cagliari, che i comuni non hanno fatto in tempo a spendere. L'anno scorso fu fatto un emendamento che gli prorogava la possibilità di spendere. Nonostante questa ulteriore proroga il comune non ha speso; qui si stava tentando soltanto di dare al comune di Cagliari, il comune che in questo caso non ha speso, la possibilità di spenderli magari attraverso un utilizzo delle risorse (?). Quindi il 52 e il 53 non sostituiscono il 39 perché non hanno nulla a che vedere con il 39, si tratta di un accordo che avviene ogni anno, cioè consentire a chi fa manifestazioni culturali o manifestazioni turistiche di realizzare nel '98 ciò che nel '97 non si può realizzare, non per colpa delle associazioni e dei comuni, ma per colpa del fatto che il programma viene approvato a fine anno, al di là di responsabilità che qui non intendo discutere, e quindi mettere in grado le associazioni e i comuni di farli. Quindi il 52 e il 53 non hanno nulla a che vedere con l'emendamento 39 ritirato dalla Giunta. Si tratta di due cose diverse, poi se si vuole si può anche sospendere.
PRESIDENTE. Ringrazio l'onorevole Marrocu , credo che l'intervento abbia aiutato tutti noi anche a comprendere il senso dell'emendamento; ma io vorrei magari anche senza interrompere i lavori, stando in aula, vorrei che l'Assessore e la Giunta avessero la possibilità di fare una loro valutazione. Mi sembra che sia chiaro il senso dell'articolo. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). E' dalle nove e mezzo che stiamo esaminando emendamenti, signor Presidente. Non si può chiedere troppo perché diversamente rischiamo di fare cose non bene; e io questo credo che dobbiamo evitarlo nel modo più assoluto. Perché qui sono emendamenti che si ripetono, gli stessi emendamenti, io ne ho visto qualcuno, che quest'aula ha respinto per ben quattro volte. E io me lo ritrovo qui, lo devo approfondire, devo vedere che cosa c'è dietro, diversamente, effettivamente io rischio di fare cose che non dovrei fare.
PRESIDENTE. La ringrazio onorevole Casu, ma credo che il compito mio ma di tutti noi è di consentire di votare e di avere coscienza di quello che stiamo facendo. Mi rendo conto che c'è un po' di stanchezza, al limite andiamo anche con più calma, cerchiamo di capire quello che stiamo votando. Sull'emendamento 52, ma ribadisco che il 53 è della stessa natura, il problema è chiaro ed è stato riepilogato, vorrei sapere se la Giunta intende esprimere una sua valutazione o se si rimette all'aula ancora una volta. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
SERRENTI (P.S.d'Az.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Presidente, colleghi, io credo che debba decidere l'aula tuttavia bisogna spiegare alcune cose. E' vero, ci sono situazioni che spesso mettono in difficoltà le amministrazioni locali e le associazioni, perché vi sono ritardi nella elaborazione dei programmi che non dipendono dalla Giunta ma dipendono da tutto un sistema che è farraginoso; e spesso ci capita di definire il programma quando ormai mancano pochi mesi alla fine dell'anno. Adesso, per inquadrare bene il problema, ci sono due questioni, una che riguarda l'attività culturale, l'altra che riguarda il bilancio. Per ciò che riguarda l'attività culturale, non c'è dubbio, io credo che se non si inserisce come dire il principio per cui questa norma vale sempre, io dico che è opportuno che recuperiamo manifestazioni che non abbiamo fatto, per le quali è evidente le associazioni e gli enti locali si devono organizzare. Il pericolo è questo, e questo solo mi preoccupa e per questo dico che è l'aula che deve decidere, che se non stabiliamo un principio secondo il quale tutte le deliberazioni che noi facciamo nell'anno in corso consentono poi, per queste e per altre cose, la spendita nell'anno successivo. Questo diventa, i colleghi lo capiscono, un provvedimento che va valutato bene perché ritarda notevolmente la spesa, è un provvedimento che dovrebbe essere un provvedimento di salvataggio di una certa situazione, diventa poi un provvedimento di carattere generale. Per cui tutte le delibere che facciamo e che possono essere anche in ritardo consentono la realizzazione nell'anno successivo. Io credo che la cosa vada valutata. Per cui da Assessore che cura il settore della cultura vi dico che è necessario farlo perché quest'anno ci troviamo di fronte ad una situazione particolare, purché sia chiaro che è un provvedimento che vale solo per quest'anno. Non si può inserire una norma di carattere generale per cui ogni anno si consente a tutti quanti di fare le manifestazioni l'anno successivo. Questo potrebbe essere pericoloso, e per ciò che riguarda il bilancio addirittura destabilizzante perché derogherebbe ad un principio fondamentale che è quello della annualità del bilancio, e sposterebbe una spesa dall'anno in corso all'anno successivo che può essere anche notevole perché stiamo parlando di decine, decine e decine di miliardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'articolo e sugli emendamenti il consigliere Ivana Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI IVANA (Progr. Fed.). Io volevo spiegare ulteriormente, e anche suggerire eventualmente alla Giunta, che gli emendamenti che sono stati presentati in modo così repentino, ha ragione l'onorevole Casu quando dice che presentare gli emendamenti così, all'ultimo minuto, comporta un po' di confusione perché non abbiamo riferimenti legislativi precisi, e comporta anche una imprecisione perché non sappiamo esattamente quali sono le leggi che andiamo a richiamare. Ma bisogna anche dire che questi emendamenti si rendono sempre necessari, come diceva il collega Marrocu, da tre o quattro anni e a quanto io sappia anche nella legislatura precedente, perché evidentemente c'è un dispositivo all'interno delle leggi che non consente l'utilizzo dei fondi. A me risulta per esempio che per il programma della legge numero 17 sullo spettacolo non ci sia ancora il decreto esecutivo, adesso che siamo ai primi di novembre vorrei capire come sarà possibile utilizzare quei fondi da parte delle associazioni degli enti locali, e come sarà possibile che nel mese di dicembre possano essere eseguite tutte le manifestazioni che sono state programmate. Detto anche che le associazioni e gli enti locali, solo all'ultimo minuto sanno se le loro richieste sono accolte o meno e che molto spesso non viene comunicato a coloro che sono esclusi, per cui possono saperlo anche un anno dopo, eventualmente. Pertanto ritengo, e ce ne scusiamo ancora, che gli emendamenti sono stati presentati in ritardo ma che comunque abbiano un senso compiuto. E se questi emendamenti vengono presentati ogni anno in assestamento di bilancio, sta a significare, forse il Consiglio, ma certamente la Giunta avrebbe dovuto presentare disegni di legge che in qualche modo modificavano i meccanismi di attuazione dei finanziamenti nei programmi. Pertanto, esorto noi stessi innanzitutto e la Giunta anche a fare in modo che questi emendamenti non si debbano più presentare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, avevo già sollevato il problema in sede di discussione generale, mi sembra che l'emendamento numero 52 sia l'ennesimo provvedimento provvisorio e tampone su una situazione che strutturalmente è sbagliata. Perché ricordiamo la legge 17 e 50 (?) non presupponeva programmi, presupponeva che l'Assessore, via via che venivano presentate le domande, per cui non c'era un termine, dava i fondi, per cui chiaramente chi tarda presentava la domanda, tardi aveva i fondi. Invece con questo sistema del programma annuo, si è costretti a non poter erogare nessuna somma se non si fa il programma annuo nella sua completezza. Questo è veramente un assurdo, una palla al piede dell'amministrazione regionale che, pur motivata dal nobile motivo di far concorrere tutti su un piano di parità, fa sì, molto spesso, che la delibera della Giunta regionale intervenga soltanto negli ultimi mesi dell'anno. Per cui i richiedenti spesso non intendono anticipare le grandi cifre che sono richieste dalle manifestazioni, quindi protraggono l'esecuzione delle manifestazioni a quando avranno assicurazione sul finanziamento regionale. Ma quel punto siamo arrivati a novembre-dicembre, magari è una manifestazione di carattere estivo quella che si voleva fare e non si riesce a realizzarla. Per cui se andiamo con questa questione dei programmi annui non vi è dubbio che noi dobbiamo consentire l'espletamento delle manifestazioni anche nell'esercizio successivo, e questo dovremmo farlo con una norma generale. A meno che cambiamo il meccanismo e facciamo dei meccanismi abbastanza snelli che possono garantire che al primo gennaio di ogni anno, o almeno al momento dell'approvazione del bilancio, o trenta giorni dopo, comunque si abbia il programma annuale. Ma chiaramente, per come è impostata la legislazione, questo non è possibile, per come è impostata l'amministrazione questo non è possibile; approviamo pure l'emendamento numero 52 e mettiamo una pezza sul '97, però rendiamoci conto che così non è possibile procedere, stiamo dando i denari in modo assolutamente improduttivo perché non stiamo dando garanzie di certezza di tempi a chi ne beneficia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Soltanto per due considerazioni: la prima è che gli emendamenti indubbiamente hanno permesso anche all'Aula di mettere a fuoco un problema, un problema reale, nel senso che non vi è soltanto quello del ritardo del programma, vi è anche il problema del ritardo dei pagamenti; dobbiamo ancora fare i pagamenti dei programmi del 1994. Per cui è tutto dire l'efficienza dell'amministrazione regionale rispetto all'effettiva spendita. Di converso c'è però un altro problema, che nell'effettuazione del programma chi propone i programmi non è che condizionano l'effettuazione del programma al contributo che dovranno ricevere, per cui, in effetti, le manifestazioni si dovrebbero fare a prescindere che abbiano o non abbiano il contributo, a prescindere che ce l'abbiamo in maniera remunerativa o in forma molto ridotta. Per cui confermo che sono d'accordo ad approvare questo emendamento; urge comunque la necessità di prendere in mano la legge, modificarla sostanzialmente, in modo che sia veramente corrispondente alle esigenze di chi deve fare manifestazioni ma soprattutto di chi le manifestazioni le deve ricevere come contributo, incremento dell'attività culturale in genere nella nostra Isola.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (Popolari). Signor Presidente, io penso che la discussione che si sta sviluppando, il tempo in cui sono stati presentati gli ultimi emendamenti soprattutto, le motivazioni del ritiro dell'emendamento numero 39, si stanno infrapponendo tutta una serie di considerazioni e di valutazioni molte delle quali - mi scuseranno i colleghi - mi sembra non siano tanto supportate dalla conoscenza profonda delle leggi che in qualche maniera si intendono prorogare, dagli effetti di programmi che si intendono prorogare ma quanto alla necessità di dare risposte legittime forse, certamente importanti a situazioni precarie che nel tempo si sono consolidate e che non riescono a completarsi nell'arco dell'anno finanziario 1997. Però, sentendo anche il parere dell'assessore Serrenti e sentendo le sue preoccupazioni sul fatto che andando nella direzione di approvare tutti questi emendamenti si può incorrere nel rischio che la programmazione poi non ha più un senso perchè diventa una cosa differente, la considerazione che viene spontanea dai discorsi che si stanno facendo è che probabilmente occorre, come mi sembra dicesse in qualche maniera il collega Bonesu, una norma generale che riguarda queste leggi e che prevede automaticamente che i fondi non spesi nell'esercizio si proroghino per l'esercizio successivo. Ci troviamo di fronte, invece, a emendamenti che sono prorogati. L'emendamento numero 39, che è vero che è stato ritirato ma che non si sa se sia giusto ritirarlo oppure no, fa riferimento a fondi stanziati nella finanziaria del '94 e che il comune di Cagliari, è noto a tutti, non ha voluto utilizzare perché ha giudicato non utilizzabile nelle forme che la legge prevedeva. Allora tutti questi problemi, Presidente, fanno sì che si debba concordare con le espressioni, a mio avviso legittime, dell'assessore Sassu. Non siamo in condizioni, in questo momento, su questi emendamenti, di esprimere compiutamente né la Giunta né la Commissione, di esprimere compiutamente un giudizio. Per cui io chiederei, e penso che sia saggio, che si sospenda l'esame dell'articolo 13 e degli emendamenti ad esso collegati, si porti in coda e si stabilisca una istruttoria formale che consenta di capire di che cosa si tratta, a che cosa si va incontro, quali effetti questi emendamenti hanno e se sono giusti oppure no o se sono invece inglobabili in un emendamento più ampio che riguardi la modifica di norme a carattere permanente e non a carattere specifico continuamente, che si ripresentano in tutte le finanziarie e in tutti gli assestamenti di ogni anno da quando io sono consigliere regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, la materia ha dato origine ad un dibattito in cui ha visto anche esponenti dello stesso Gruppo politico pensarla diversamente. Ora il collega che mi ha preceduto su questo argomento ha voluto esprimere un parere come Commissione. Io penso che dopo aver valutato che anche esponenti del suo Gruppo si sono espressi, addirittura il presentatore degli emendamenti o il suo collega di Gruppo, non può più dire che esiste un certo indirizzo, addirittura è presentato dal suo stesso Capogruppo ed io chiederei di dire che qui noi stiamo parlando a titolo personale. Ecco, anche io parlo a titolo personale; riconosco, ancora una volta, che abbiamo delle norme regionali farraginose, per le quali lo stesso Assessore si trova a fine anno a dover presentare dei programmi per i quali poi dopo deve cercare di coprire il finanziamento nello stesso arco dell'anno e viene quasi impossibile farlo. Si tratta, di volta in volta, e come in questo caso, riconoscere che, per quanto riguarda le pratiche e i finanziamenti dell'anno precedente, possono essere valevoli sino all'anno successivo. In via del tutto eccezionale può essere ancora prorogato in attesa che si faccia luce con una norma apposita, per cui anche io mi associo in modo favorevole ai colleghi che mi hanno preceduto e che hanno espresso questo loro parere favorevole. Tengo a precisare che lo esprimo a titolo personale e quindi per questi emendamenti numero 52 e 53 io esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, per dire che se ci sono disparità di valutazione all'interno di un Gruppo non c'è da meravigliarsi. Ci sono anche all'interno della stessa famiglia, immaginiamoci se non ci possono essere all'interno di un Gruppo, ma questo non significa assolutamente nulla. Io credo che le valutazioni che ha fatto l'assessore Serrenti che sono condivisibili, e anche le sue conclusioni, sostanzialmente conducono il Consiglio a dare una valutazione positiva sugli emendamenti presentati, pur sottolineando la necessità e l'esigenza di una norma generale che consenta di portare a regime questa materia che è molto complessa e che è articolata su emendamenti che potrebbero snaturare o in qualche modo anche cambiare radicalmente la filosofia della programmazione dei bilanci annuali e dei programmi annuali, pur sottolineando questo mi pare che lo stesso Assessore si esprimesse favorevolmente. Ma io colgo anche le preoccupazioni del presidente della Commissione bilancio, per cui se 'è una richiesta di armonizzarli e di vederli in coda alla legge di assestamento, si può anche andare a vederli in coda. Rimane fermo che mi pare che sia stato espresso dagli intervenuti finora un giudizio positivo sull'emendamento numero 52 e anche sull'emendamento numero 53, che mi pare sia dello stesso tenore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). A proposito degli emendamenti numero 52 e 53. Io vorrei che tutti i colleghi ricordassero che le norme che regolano la contabilità pubblica sono molto più vincolanti e più rigide di quanto non siano quelle che riguardano le norme di contabilità privata, e c'è anche un motivo, perché si tratta - vivaddio - di amministrare e di spendere denaro pubblico. Le norme di contabilità pubblica vincolano la Regione, tanto è vero che la legge di contabilità regionale, la legge numero 11 del 1983, si ispira a quella della contabilità dello Stato. Non è che si possa a nostro piacimento modificare principi cardini sui quali si impernia la contabilità pubblica. La nostra è una contabilità di competenza, almeno in questa fase, e le somme e gli investimenti stanziati soggiacciono al principio generale che se non impegnate vanno in economia, e fintanto che questo principio non è cambiato a questo principio ci si deve attenere. Le somme che sono stanziate sono impegnate, vanno a residui e rappresentano un debito dell'ente pubblico, dell'ente Regione, nei confronti dei beneficiari, nei confronti dei quali le somme sono state impegnate. Queste possono essere mantenute, se impegnate, in bilancio per due anni. Eccezionalmente, sempre la legge di contabilità pubblica prevede che se ci sono fondati motivi i residui possono essere ancora mantenuti per un altro anno, e siamo a tre, poi vanno in perenzione. Queste sono le regole della contabilità pubblica, inserire, senza che ci siano norme di ordine superiore che consentano la facoltà, la deroga solo ed esclusivamente per talune situazioni per le quali, evidentemente, esistono inadempimenti, fratture, intralci da parte di altri enti locali o da parte dei soggetti beneficiari o dalla stessa lentezza e inettitudine della Giunta, e in questo senso si indirizzava l'intervento anche della collega Dettori, non ci porta a fare a nostro piacimento ciò che più ci torna comodo e ciò che più ci torna comodo. E badate che questi provvedimenti sono sempre indirizzati nei confronti di interventi che bene o male hanno natura di contributo e di assistenza: associazioni, manifestazioni sportive, interventi a sostegno di manifestazioni culturali, e via dicendo. E l'accanimento con cui questi provvedimenti vengono difesi soprattutto dai colleghi hanno una chiara origine e una chiara matrice, quella della visibilità personale e quindi quella del tornaconto elettorale. Vorrei ancora chiedere al relatore di maggioranza: ma dove si riscontra in questo comportamento dell'Aula quello spirito innovatore della minifinanziaria che stiamo facendo adesso e che era poi il frutto e che sarebbe dovuto essere il frutto di tanti dibattiti e di tante risoluzioni che sono state fatte, se all'ultimo momento vengono presentati, in successione rapidissima, ulteriori finanziamenti, che poi proprio con quello spirito innovatore poco hanno a che fare? Io esprimo tutto il mio sconcerto e l'amarezza nel vedere quest'Aula, questo Consiglio che si infischia di quelle che sono state le determinazioni che sono state assunte dopo aspri e dibattuti confronti. Questa è la verità sostanziale, che qui non si vuole cambiare nulla. Questo è un film già visto purtroppo, caro assessore Serrenti, e lei lo diceva poc'anzi. E' un film già visto, perché ogni anno sempre si presentano situazioni di questo genere e sempre si deve provvedere nella eccezionalità della situazione contingente. L'assessore Sassu, nel ritirare l'emendamento numero 39 in Commissione terza, giustamente rendendosi interprete di una preoccupazione che era stata rappresentata da taluni consiglieri della stessa Commissione e, per l'esattezza, devo dire da alcuni colleghi della maggioranza, ha ritirato l'emendamento proprio nella considerazione che si trattava di somme stanziate nel 1994, e si è reso conto della assurdità della proposta dell'emendamento che voleva introdurre una norma di differimento al 31 dicembre 1998.
E allora, se da parte nostra molto spesso addebitiamo alla Giunta comportamenti che riteniamo che non siano in linea con quelle che sono le idee nostre e non vogliamo imporle, ma è possibile che la maggioranza che sostiene questa Giunta debba essere in contraddizione con la stessa Giunta che sostiene? Se questo è il modo di governare, se questo è il modo di reggere le sorti della nostra gente, evidentemente, probabilmente, alla fine di questa legislatura ci troveremo in situazione di ulteriore recesso e di ulteriore degrado rispetto a quella in cui era nel momento in cui l'abbiamo presa in considerazione. Grazie.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi, con l'intervento dell'onorevole Balletto di conclude il dibattito generale. Io ho una proposta formale dell'onorevole Secci, presidente della terza Commissione, che, però chiedo alla Giunta di ribadirlo, veniva accolta, cioè dire c'è un'esigenza reale di chiarire questo problema, sospendiamo gli emendamenti numero 52 e 53, quindi gli articoli 13 e 15. Se non ci sono difficoltà, alla luce delle cose che sono state dette, io accetterei la proposta di sospensione e proporrei questo: era stato sospeso l'articolo 4 bis, se su questo articolo i chiarimenti che avevano ispirato e dettato la sospensione sono stati raggiunti, io credo che noi possiamo, lo chiedo ai proponenti degli emendamenti, riprendere e votare il 4 bis.
Ricordo ai colleghi che all'articolo 4 bis sono stati presentati i seguenti emendamenti: 11, 3, 28 e 48. L' emendamento 48, a firma Pittalis, Lippi, Balletto, Bertolotti e più, è un emendamento che sistema l'intera questione, quindi chiedo anche ai proponenti degli altri emendamenti, se rimangono gli altri emendamenti o se vengono ritirati.
BALLETTO (F.I.).Vengono ritirati.
PRESIDENTE. Allora, adesso li richiamo tutti. L'emendamento Montis-Vassallo-Concas era l'emendamento numero 3, gli altri emendamenti il numero 11 e 28. Allora andiamo con ordine, sono stati presentati: l'emendamento numero 11 che poi è quello che ha sollevato il problema, che era l'emendamento soppressivo totale, Balletto-Pittalis e più, ho motivo di ritenere, e chiedo conferma, che viene ritirato l'emendamento numero 11 e viene sostituito dall'emendamento soppressivo parziale numero 48. Naturalmente poi permangono gli altri emendamenti che sono: l'emendamento numero 3, Montis-Vassallo-Concas-Aresu, l'emendamento numero 28, Sanna-Lippi-Marteddu-Bonesu, e l'emendamento numero 48 appunto Balletto-Pittalis-Lippi e più. Mi ricordano che l'emendamento numero 3 era stato accolto sia dalla Commissione che dalla Giunta, e così pure il 28. Resta il 48 quindi possiamo passare alla votazione dall'emendamento numero 48 a firma Pittalis-Lippi-Balletto-Bertolotti-Floris del quale diamo lettura.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Per quanto riguarda l'emendamento numero 11, per il quale è stato previsto l'emendamento numero 48, va detto, perché i due emendamenti erano collegati, che la sostituzione dell'emendamento numero 11 con l'emendamento numero 48 è anche collegato all'articolo 21 per il quale era stato presentato un emendamento al comma 1, lettera b), se non ricordo male. Nel concerto delle sostituzioni evidentemente è sostituito anche quell'emendamento con un altro che è stato concordato e del quale deve essere evidentemente preso carico e dato atto.
PRESIDENTE. A questo punto per correttezza, diamo prima lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Prima di sentire il parere del relatore della Commissione e della Giunta, tenendo conto delle precisazioni che faceva il consigliere Balletto, che questo meccanismo di emendamenti va a incidere anche sulla lettera b) dell'articolo 21.
Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Sassu , relatore.
SASSU (Progr.Fed.), relatore. Il relatore si rimette all'Aula per l'emendamento numero 48.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' il risultato dell'accordo, mi sembra, che è conseguito alla discussione di stamani, quindi la Giunta lo accoglie nei contenuti.
PRESIDENTE. Chiedo al relatore e alla Giunta soprattutto, visto che il relatore si è rimesso all'Aula, che nell'accogliere questo emendamento il consigliere Balletto chiedeva che venisse precisato che in qualche modo venga accolto anche l'emendamento numero 49, questo è il senso.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SASSU, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente, la somma che va al Consorzio 21 è comunque quella che aveva definito il Governo regionale, 7 miliardi, e che era stata approvata dalla Giunta regionale con la somma di 6 miliardi e 200 milioni più 800 milioni. Avendo verificato ora che le disponibilità di cui all'articolo 4 bis sono 3 miliardi e che la riduzione che ne consegue dall'emendamento numero 49 porta comunque a 7 miliardi, l'obiettivo che si era proposto la Giunta regionale è comunque conseguito.
PRESIDENTE. Allora siamo d'accordo, i chiarimenti sono intervenuti, poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 48, questo di cui abbiamo dato lettura e concordato. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 4 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Vedremo in sede dell'articolo 21 l'emendamento numero 49. A questo punto abbiamo approvato tutti gli articoli sino all'articolo 13 e 15 per i quali c'è stata questa richiesta di sospensione, possiamo approvare l'articolo 16 per il quale credo che non ci siano problemi e poi sospendere.
Si dia lettura dell'articolo 16.
CONCAS, Segretaria:
Art. 16
Impianti sportivi ultracomunali
1. Fermo restando il carattere ultracomunale degli impianti sportivi di cui all'articolo 18 della legge regionale 9 giugno 1989, n. 36, i Comuni appartenenti alle Province in cui sono o debbono essere ubicati i suddetti impianti possono concorrere, con proprie risorse finanziarie, alla loro costruzione o al loro completamento e/o sistemazione.
2. Le Amministrazioni provinciali, cui ai sensi della precitata disposizione normativa è demandato il compito della gestione degli impianti, debbono tener conto degli apporti finanziari comunali in sede di regolamentazione della gestione delle strutture.
3. Il contributo regionale annuale destinato alle spese di gestione dell'impianto realizzato mediante integrazione finanziaria di una o più amministrazioni comunali deve essere collegato al solo intervento regionale originariamente concesso.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
I lavori riprenderanno domani mattina alle ore 9 e 30.
La seduta è tolta alle ore 20 e 07.
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