Seduta n.235 del 19/09/2006 

CCXXXV Seduta

Martedì 19 settembre 2006

Presidenza della Vicepresidente Lombardo

indi

del Vicepresidente Secci

La seduta è aperta alle ore 10 e 25.

RANDAZZO ALBERTO, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del 12 settembre 2006 (229), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Fedele Sanciu ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 19 settembre 2006.

Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione LA SPISA - CONTU - SANJUST - RASSU - SANCIU sul progetto di istituzione del parco di Gutturu Mannu". (372)

(Risposta scritta in data 14 settembre 2006)

"Interrogazione SANJUST sulle tre selezioni pubbliche per titoli e colloquio di tipo motivazionale, indette dall'Agenzia del lavoro il 28 ottobre 2005 e pubblicate online il 19 novembre 2005". (394)

(Risposta scritta in data 14 settembre 2006)

"Interrogazione SANNA Matteo sulla nuova selezione pubblica dell'Agenzia regionale del lavoro". (402)

(Risposta scritta in data 14 settembre 2006)

"Interrogazione CONTU - LA SPISA sull'utilizzo delle risorse liberate dei progetti POR relative finanziamenti dell'offerta formativa sperimentale di cui alla Legge 28 marzo 2003, n. 53, anno formativo 2005-2006, in attuazione della delibera della Giunta n. 39/7 del 5 agosto 2005". (438)

(Risposta scritta in data 14 settembre 2006)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

RANDAZZO ALBERTO, Segretario f.f.:

Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla moria di pesci nella laguna di San Teodoro e sugli interventi in sostegno dei pescatori.(611)

Interrogazione Amadu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata approvazione del Regolamento di attuazione di cui al comma 10 dell'articolo 44 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23.(612)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

RANDAZZO ALBERTO, Segretario f.f.:

Interpellanza Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Biancareddu - Amadu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio sulle assunzioni a tempo indeterminato presso l'Azienda ospedaliera "G. Brotzu" di Cagliari. (189)

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che l'elezione dei componenti la Consulta per il nuovo Statuto di autonomia e sovranità del popolo sardo, ai sensi della legge regionale 23 maggio 2006 numero 7, si terrà lunedì 2 ottobre alle ore 10.30. Ricordo che in base a quanto previsto dalla medesima legge regionale, almeno 72 ore prima del giorno previsto per la votazione, quindi non oltre alle ore 10.e 30 di venerdì 29 settembre, le liste dei candidati devono essere depositate presso la Presidenza del Consiglio regionale. Le modalità, relative a tale elezione, sono dettagliatamente indicate in una nota, trasmessa a cura di questa Presidenza, a tutti i consiglieri regionali.

Discussione della mozione Rassu - Petrini - Licandro - Sanciu - Randazzo - La Spisa - Ladu - Amadu - Farigu - Pisano - Cappai - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Cassano - Diana - Sanna Matteo - Moro - Liori - Artizzu - Contu - Biancareddu - Dedoni - Vargiu - Sanjust sul problema dell'assistenza sanitaria nella Provincia di Sassari e sul futuro degli ospedali di Thiesi, Ittiri e Ozieri, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (87)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 87.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Rassu - Petrini - Licandro - Sanciu - Randazzo - La Spisa - Ladu - Amadu - Farigu - Pisano - Cappai - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Cassano - Diana - Sanna Matteo - Moro - Liori - Artizzu - Contu - Biancareddu - Dedoni - Vargiu - Sanjust sul problema dell'assistenza sanitaria nella Provincia di Sassari e sul futuro degli ospedali di Thiesi, Ittiri e Ozieri, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che da oltre un anno e mezzo è cambiata la gestione della ASL n. 1 di Sassari, dove la vecchia dirigenza è stata allontanata "per dare un forte segnale di cambiamento";

STIGMATIZZATO il fatto che:

- è trascorso ormai metà del mandato per la nuova dirigenza ed è necessario fare il bilancio della situazione;

- i miglioramenti, più volte annunciati negli ultimi tempi, sono rappresentati esclusivamente dai tagli pesanti sia sulla qualità che sulla quantità delle prestazioni erogate, conseguenti a chiusure e ridimensionamenti di reparti e servizi, nonché alla mancata sostituzione di dipendenti andati in pensione o invogliati al trasferimento;

CONSIDERATO che:

- certamente pesa non poco sul bilancio della ASL n. 1 l'aumento delle consulenze esterne ritenute "necessarie", se non "indispensabili", considerata "la mancanza di professionalità in loco" come più volte ribadito dalla dirigenza;

- si sta di continuo assistendo ad una progressiva ed inesorabile trasformazione delle strutture ospedaliere dell'azienda sassarese in poco più che infermerie e pronto soccorso.

- si ha l'impressione che si voglia attuare un progetto specifico di declassamento della sanità sassarese e del nord Sardegna nel suo insieme, dove è rappresentata quasi la metà dei sardi che si ritiene abbiano gli stessi diritti di quelli che abitano nel capoluogo regionale e nella sua provincia.

A TAL PROPOSITO SI SOTTOLINEA CHE:

a) nell'ospedale di Sassari è andato recentemente in pensione il direttore della cardiochirurgia e a tutt'oggi non è stato bandito un concorso per sostituirlo;

b) da alcuni anni è vacante il posto di primario del reparto di urologia;

c) recentemente è andato in pensione il primario del reparto di chirurgia maxillo-facciale;

d) da oltre tre anni sono stati banditi i concorsi per il primario della I e II Divisione di medicina, ma non sono ancora stati nominati gli eventuali vincitori;

e) la promessa dell'istituzione di un reparto di chirurgia pediatrica è stata definitivamente accantonata;

SOTTOLINEATO ANCORA che:

a) nell'ospedale di Alghero non è stato ancora definito il concorso per il primario di laboratorio e per il primario di pronto soccorso;

b) nell'ospedale di Ozieri, e per quanto riguarda gli ospedali minori, l'attività chirurgica nelle diverse specialità è stata drasticamente ridotta per mancanza di anestesisti;

c) l'attività di day surgery polispecialistico, che poteva rappresentare un centro di eccellenza nell'ottica di una razionalizzazione con riduzione di posti letto ed una reale risposta ai bisogni di salute della popolazione, viene svolto in quasi regime di volontariato e senza sale operatorie efficienti;

d) nell'ospedale di Ittiri:

- la Divisione pneumologia è stata soppressa, i medici e gli infermieri trasferiti;

- è stato abolito il servizio ambulatoriale di fisiopatologia respiratoria e allergologia che pure dava concrete risposte a numerosi pazienti provenienti da tutto il territorio aziendale;

- l'unità operativa di medicina non ha un responsabile individuato; risultano in servizio tre medici strutturati ed uno a contratto, assieme a due dirigenti medici di chirurgia (chiusa da diversi anni), che garantiscono anche il servizio di pronto soccorso e l'accompagnamento protetto dei pazienti verso altre strutture;

- il laboratorio è in attesa di declassamento a centro prelievi;

- in radiologia il mammografo è fuori servizio da circa un anno e non è stato, né si intende rimetterlo in funzione;

- la sala operatoria, costata oltre due miliardi di lire e perfettamente a norma dal punto di vista impiantistico (forse l'unica in tutta l'Azienda), è ancora chiusa in attesa dell'ispezione dei Vigili del fuoco e dell'accreditamento da parte dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale;

- il personale infermieristico in servizio è assolutamente carente e mancano figure professionali in grado di garantire una turnazione seria nell'arco delle 24 ore;

e) nell'ospedale di Thiesi:

- l'unità operativa di chirurgia (unico reparto in Sardegna individuato come centro di chirurgia ambulatoriale e day surgery polispecialistico, che pur con numerose problematiche da risolvere, in special modo per la dotazione organica, si stava avviando a diventare un centro di eccellenza e di riferimento sia in termini di quantità che di qualità delle prestazioni erogate oltre che di risparmio) è chiusa da un anno a seguito del riscontro di problematiche tecniche nella sala operatoria, mai messa a norma malgrado gli impegni assunti e le assicurazioni rese in pubblico dal direttore generale della ASL n. 1;

- nella Divisione di medicina l'organico infermieristico non è tutt'ora sufficiente ed è carente come figure professionali;

- il servizio di cardiologia, con un solo medico, che effettua anche i turni di guardia in pronto soccorso, non riesce a garantire, pur in presenza di dotazioni strumentali, la continuità delle prestazioni in special modo ambulatoriali;

- i lavori del centro dialisi si protraggono da troppo tempo senza arrivare ad una conclusione e ad un concreto avvio del servizio, indispensabile per il territorio;

- il pronto soccorso viene effettuato, a turnazione, da cinque medici che garantiscono la guardia in medicina e i trasporti protetti in ambulanza che, al pari di quella di Ittiri, è vecchia di oltre 20 anni;

- il laboratorio è in attesa di declassamento a centro prelievi, manca un'ambulanza medicalizzata indispensabile per tutto il territorio, la cui mancanza ha di fatto causato la perdita di alcune vite umane a causa di incidenti automobilistici;

- il reparto di radiologia è in attesa di declassamento a teleradiologia;

- non si intravede la data di inizio dei lavori di adeguamento per il reparto RSA;

- il centro di salute mentale ha un organico del tutto insufficiente, fuori norma, con grave discapito per i cittadini;

impegna la Giunta regionale

a riferire in Aula, alla prima riunione utile, su quanto riportato nella presente mozione e nello specifico sugli interventi che intende attivare:

1) nell'immediato per risolvere il problema ormai diventato strutturale della realtà ospedaliera della città di Sassari e della sua provincia;

2) per tutelare e potenziare l'attività dei piccoli ospedali di Thiesi ed Ittiri, rendendo funzionali le unità chirurgiche e i reparti di degenza fornendo il personale necessario, medico, paramedico ed infermieristico, attivando le sale operatorie, salvaguardando i laboratori ed il reparto di radiologia ed attivando la dialisi all'ospedale di Thiesi;

3) per dotare gli ospedali di Thiesi e Ittiri di un'ambulanza medicalizzata, stante i molteplici decessi per incidenti automobilistici avvenuti per la mancanza di mezzi idonei al pronto soccorso d'urgenza;

4) per dare garanzie sul futuro dell'ospedale di Ozieri e dei piccoli ospedali di Ittiri e Thiesi e quali siano le azioni che si intende intraprendere per potenziare e per impedirne il loro declino iniziato ormai da due anni a questa parte. (87).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Senza ricorrere alla richiesta del numero legale, però vorrei chiedere un breve rinvio di 15-20 minuti, per poter permettere che l'Aula sia partecipata in maniera degna di rispetto, almeno, agli argomenti che si stanno affrontando, altrimenti chiediamo la verifica del numero legale, ma non mi sembra il caso.

BIANCU (La Margherita-D.L.). La chiediamo noi la verifica del numero legale.

LA SPISA (F.I.). Allora chiedetela!

PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori, riprenderanno alle ore 10 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 29, viene ripresa alle ore 10 e 40.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Prego i colleghi di prendere posto.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarla. Prego onorevole Rassu, può illustrare la mozione, le ricordo che ha a disposizione 20 minuti. Prego.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente, Assessore, colleghi. Ma, io credo che basterebbe in questi giorni dare lettura di uno dei numerosi articoli che i nostri quotidiani locali hanno pubblicato, per poter porre all'attenzione e alla riflessione di questo Consiglio la ormai non più, assolutamente, nascondibile, chiamiamola così, situazione quasi esasperata che sta attraversando la sanità in Sardegna. Dai titoli dei giornali e dal loro contenuto negli articoli è stata data una sufficiente illustrazione della situazione di grave disagio che la nostra sanità in Sardegna attualmente ha: primari a Cagliari, mai è successo sino ad oggi, che praticamente si ribellano stante la continua noncuranza, così almeno è stato detto, e la continua disattenzione che l'Assessore della sanità ha nei loro confronti e nei confronti della struttura; il Primario di chirurgia dell'ospedale di Ozieri che va via sbattendo la porta perché in un anno e mezzo non è riuscito a farsi ricevere dal Direttore generale e tanto meno da questa direzione generale ha avuto segnali in risposta alla soluzione delle problematiche strutturali e organizzative dello stesso reparto di chirurgia e dell'intero ospedale; il Presidente della Provincia di Nuoro, che certamente non è di questa parte politica, abbiamo visto e sentito come si è espresso nei confronti dell'Assessorato della sanità, e così via e così via e così via. Dietro questi esempi, dietro queste eclatanti manifestazioni di disagio che provengono dal mondo della sanità, da medici, dal personale paramedico, da primari e dal personale amministrativo danno un segnale forte, inequivocabile che le cose non stanno andando bene e che quanto è stato detto, un anno e mezzo, quasi due anni fa, all'arrivo della scienza sanitaria d'oltremare e quanto è stato programmato, di fatto, nei fatti, nulla si vede, nulla succede, anzi, abbiamo assistito e stiamo assistendo a un peggioramento della qualità dell'assistenza sanitaria in Sardegna e dell'organizzazione della sanità stessa regionale. Beh, qualche domanda dobbiamo qui porcela, sinceramente, senza scendere nelle polemiche di parte, dal centrosinistra al centrodestra. Qui si sta parlando della salute dei sardi, della nostra salute, della salute del popolo della Sardegna, che con questa ventata di neocolonialismo d'oltremare, probabilmente, lo si voleva assolutamente risolvere, perché loro rappresentavano la panacea per tutti i mali della nostra sanità. Non è stato così e mi dispiace. Io non sono contro le professionalità che possono arrivare da fuori, ma se le professionalità che arrivano da fuori portano addirittura alla dirigenza altre professionalità che hanno fallito nel loro compito, che hanno fallito nel loro mandato, è necessario rifletterci, è necessario porci la domanda. Dobbiamo assolutamente andare avanti così? Ma ne siamo certi di questo? Perché stiamo, ripeto, parlando della salute nostra, dei nostri figli, dei nostri amici, della salute della Sardegna. Ecco l'invito ad una riflessione e ho voluto presentare assieme ai colleghi del centrodestra e come primo firmatario la mozione sulla situazione della sanità nella Provincia di Sassari, perché ormai è arrivata a un punto di non ritorno.

Non si può in alcun modo concepire, non si può concepire la sanità con una politica che non abbia una strategia precisa, mandando avanti, Assessore, con i tagli sia qualitativi che quantitativi all'interno del mondo della sanità, all'interno delle strutture sanitarie stesse, perché i tagli e il risparmio delle spese, quando si parla di salute, non trovano dall'altra parte, certamente, una risposta positiva, ma bensì una risposta negativa. Non si può non dotare un reparto di chirurgia dell'indispensabile, non del di più, dell'indispensabile personale parasanitario, sanitario e delle attrezzature necessarie che lì sono indispensabili per salvare vite, per dare garanzie alla salute, al cittadino, che è il primo bene naturale, sancito anche, difeso anche dalla nostra Costituzione. Non si può arrivare al punto del non ritorno in cui venti primari dell'Ospedale Brotzu si sollevano contro questa politica inesistente di programmazione sanitaria; non si può sopportare che un chirurgo vada via perché il direttore aziendale, per un anno e mezzo, non lo ascolta, non lo riceve, non sente quali sono le vere esigenze, le vere istanze, le vere necessità di quella struttura ospedaliera, seppure periferica. Ed ecco quindi che arriviamo al dunque. C'è una politica ormai diffusa di abolire queste strutture ospedaliere periferiche per trasformarle in poliambulatori, non tenendo conto della caratteristica territoriale che gli ospedali periferici in Sardegna hanno, danno. Parlo dell'ospedale di Thiesi, ad esempio, nel mio territorio, ma parlo dell'ospedale di Ittiri, parlo della struttura ospedaliera di Ozieri che è stata un esempio di efficienza, storicamente riconosciuto da tutti sino a qualche anno fa e che ha dato un sostanziale ed eccellente contributo alla modernizzazione della sanità isolana sino a qualche anno fa. Oggi, Ozieri, che rappresenta la capitale del Logudoro-Meilogu, si ritrova a dibattere, si trova a un punto di non ritorno col reparto di chirurgia che non funziona, col Primario che è andato via, col Primario di anestesia che è andato via, con due anestesisti che, di fatto, sono lì part-time, con due ortopedici che pare debbano essere trasferiti a Sassari a breve scadenza. Ma questo cosa vuol dire, dotare un ospedale delle strutture necessarie per rispondere alle esigenze della salute, Assessore? Non si può lasciare Sassari così com'è da quando è andato via il primario, il dottor Barboso, senza un primario di cardiochirurgia, non si può una struttura ospedaliera come il Santa Annunziata lasciare senza un primario di chirurgia. E' dovuto, e ripeto, è dovuto andare in pensione il Primario di chirurgia massillofacciale, il dottor Garau, qualche mese fa, e ripeto, non è che andato via per sua scelta, è dovuto andare via. Perché? Ma perché continuava a non avere risposte, continuava a non potere e dover espletare il suo mandato, la sua professionalità, eccellente tra l'altro, per mancanza di che cosa? Principalmente, di contatti e di risposte dalla direzione sanitaria e aziendale. Queste sono cose che stanno sulla stampa giornalmente. Sassari ancora non ha un reparto di chirurgia pediatrica infantile, una Provincia che malgrado il taglio di Olbia ha ancora al suo interno oltre 200 mila abitanti. La chirurgia pediatrica è ospitata dalla chirurgia generale, presso il professor Dettori, il Primario dispone di una stanza con quattro letti, un medico che va in prestito e due infermieri. Questo è il reparto di chirurgia pediatrica della Provincia di Sassari. Ci si aspettava tanto per quanto è stato detto da queste nuove dirigenze, dalla scienza, appunto, che è venuta da oltremare e che doveva e poteva, secondo i programmi, dare alla nostra sanità un impulso nuovo, una nuova concezione della struttura sanitaria stessa e della politica gestionale della sanità che doveva salvare ancora la nostra sanità. Di questo non si è visto niente! Assistiamo a una chiusura del dialogo tra le dirigenze e i medici, tra le dirigenze e i primari, specialmente su Sassari da quando il Direttore generale se n'è andato via dal Palazzo rosa da via Monte Grappa, che era dentro la struttura sanitaria, per andare in un'altra sede, dove ha aperto l'ufficio in un'altra sede, se prima era inaccessibile il suo contatto, oggi è diventato impossibile anche individuare dove si trova. Ma, possiamo e dobbiamo prendere in mano queste cose, se un dirigente non va bene è necessario cambiarlo, perché non sta né a Modena, né a Torino né a Bologna la scienza infusa, tanto meno può stare qui, ma vista la qualità di ciò che c'è stato importato, e ripeto ancora, con una politica neo colonialista, altro che i panini bolognesi che hanno dominato la campagna elettorale durante le elezioni scorse, passate, a noi non c'è rimasta neanche la mortadella oltre al panino, a noi neanche sos ossoso, neanche le ossa stanno rimanendo, altro che panini bolognesi, qui è arrivata Bologna, Torino, Modena e quant'altro tutta assieme e perché cosa? Per non risolvere un bel niente, perché questo è sotto gli occhi di tutti e non lo dice il Consiglio regionale, lo dice tutto il personale medico della Sardegna, lo dicono gli amministratori sanitari della Sardegna, lo dice il personale paramedico, lo dicono i sardi, la qualità della salute è peggiorata, la gente è incerta, non ci sono risposte certe, sono riniziati i viaggi della speranza in continente, ed hanno destinazioni precise e specifiche, e perché? Perché qui non si riescono a trovare risposte concrete, risposte sufficienti alle esigenze della salute dei sardi. Ma, andando nello specifico, ho citato Sassari, posso citare Alghero, posso citare Ozieri dove, per fermarmi solo ed esclusivamente al reparto di chirurgia dove esisteva un reparto di day surgery polispecialistico, che poteva rappresentare anche un centro di eccellenza nell'ottica della razionalizzazione, con la riduzione dei posti letto e la reale risposta ai bisogni della popolazione, che veniva svolto, mi creda, proprio quasi in regime di volontariato da quel chirurgo e dai suoi colleghi, da quel chirurgo che è andato via sbattendo la porta per non aver avuto mai risposte concrete, mai, ma non solo, per non essere stato mai ricevuto dal Direttore generale, una cosa che sembra sinceramente assurda, parrebbe non vera ma purtroppo le cose stanno così. E' stato abolito il servizio ambulatoriale … patologia respiratoria e allergologica che pure dava concrete risposte ai cittadini. Se andiamo sinceramente a parlare dell'ospedale di Ittiri e dell'ospedale di Thiesi, siamo quasi ormai a livello di pronti soccorsi, ma neanche funzionali, è stata chiusa a Thiesi la sala operatoria da oltre due anni, il Direttore generale si è impegnato in pubblico, presenti i colleghi del territorio stesso, di riaprirla a brevissimo e non è stato fatto, si sta per chiudere il laboratorio di radiologia per trasformarlo in un laboratorio di teleradiologia, quindi cioè, non ci sarà personale, si sta chiedendo il laboratorio analisi, non è partita ancora la dialisi benché i lavori siano stati iniziati oltre un anno e mezzo fa, c'è poco personale nel reparto medicina, c'è poco personale infermieristico, funziona a singhiozzo il servizio di igiene mentale perché sono presenti due strutture infermieristiche che sono dei portantini e non sono certo infermieri professionali che non possono addirittura star lì, tra le altre cose, non possono dare assistenza diretta e concreta al medico specialista che lì va ad operare. Manca in tutto il territorio una, dico un'ambulanza medicalizzata. Abbiamo avuto parecchi incidenti mortali, vite umane che potevano, a detta degli stessi medici, essere salvate se nel territorio fosse stata presente un'ambulanza medicalizzata, ancora vige un'ambulanza da oltre 25 anni che, assolutamente, non risponde, non dico alle esigenze di un immediato soccorso, ma ormai è talmente obsoleta, talmente non funzionale che è possibile, che possa capitare di tutto, così come sta capitando proprio perché non funziona. Se parliamo di Ittiri, è stato chiuso e portato a Sassari il reparto di pneumologia, la sala operatoria che è stata ripristinata, la Regione ha speso tre anni e mezzo fa 2 miliardi di vecchie lire per il ripristino di quella sala operatoria, probabilmente è l'unica sala operatoria funzionante, è proprio rispondente alle esigenze di legge in tutta la ASL di Sassari e ancora resta chiusa, e non viene aperta. A Thiesi operava un reparto di chirurgia in day surgery, che era un reparto di eccellenza in Sardegna, era stata una sperimentazione portata avanti, pur con numerose problematiche che giustamente riscontrava, ma specialmente, data la dotazione organica che questa equipe, settimanalmente, periodicamente, di cui era dotata, parlo di un chirurgo maxillo facciale, l'ortopedico, l'angiologo, il chirurgo generale, il chirurgo toracico, bene, in un anno, in sei mesi hanno effettuato qualcosa come 600 interventi e cioè, praticamente dal punto di vista economico, questa equipe dava risposte concrete anche in questo senso. Da oltre due anni è chiusa la sala operatoria ed ancora non è stata aperta. Il servizio di cardiologia in questo ospedale è garantito da un medico che è un santo, un martire, che da solo, oltre che far servizio ambulatoriale, fa servizio di guardia e opera all'interno del reparto di medicina. Il pronto soccorso viene effettuato a turnazione con cinque medici, che sono i medici poi, che costituiscono, oggi, la struttura ospedaliera di Thiesi, chiaramente, ma con scarsi risultati efficienti. Allora io mi domando questo: è evidente che quando si inizia a chiudere, a tagliare, a ricucire senza una strategia fissa, senza una strategia precisa, sia sugli ospedali di Sassari sia sugli ospedali periferici è chiaro che c'è l'intenzione che questi ospedali vengano ridimensionati, per usare un eufemismo, è evidente che c'è la volontà politica di chiudere la struttura ospedaliera per trasformarla in poliambulatorio non tenendo conto che caratterialmente, territorialmente, quelle strutture sono nate perché quando, a partire da Mara, o da Padria si impiega, Assessore, un'ora, un'ora e un quarto per arrivare a Sassari, un infartuato o un malato grave arriva già deceduto, morto, quelle strutture sono nate nei nostri territori perché qui non siamo a Modena, non siamo a Bologna non siamo a Torino, abbiamo una struttura viaria che è ancora ferma come sedi stradali ai primi del 900, non abbiamo una rete viaria che consenta nell'arco di 20 minuti di coprire, purtroppo, 50 chilometri, per coprire quei 50 chilometri, partendo da quei paesi come per partire da Nughedu per arrivare a Sassari ci vuole un'ora e un quarto, e qui stiamo giocando sulla pelle dei nostri cittadini, sulla pelle dei sardi non si può pensare ad una sanità con una politica solo ed esclusivamente puntata sui tagli, sulle economie, sui tagli alle spese. Non è possibile poi ricucire tagliando da una parte per ricucire dall'altra, queste sono cose, Assessore, che non stanno in questo mondo, perché la pelle è nostra, non vostra, è nostra e noi abbiamo un detto in Sardegna che dice: In pedde anzena, corrias largas cioè se uno deve tagliare i legaggi per le scarpe in una pelle di altri, se li fa più larghi come se li tagliasse nella propria pelle, è un modo di dire per dire, che quando la salute è degli altri, purché stiamo bene noi non ci interessa niente. Questa è l'impressione, forse sbagliata Assessore, non lo metto in dubbio, ma è questa l'impressione che attualmente, in Sardegna, ha della sanità il sardo e i cittadini sardi. Ma, io dico questo, se facciamo un esame dalla situazione, mi creda, neanche, quando i tecnici, parlo dei direttori generali, parlo degli Assessori, erano dei politici, oppure erano di nomina politica in Sardegna si è arrivati a questo livello, perché abbiamo un livello della sanità assolutamente insufficiente. Noi di mali ne abbiamo altri, ne abbiamo tanti di mali, Assessore, ma almeno questo diritto alla salute dobbiamo averlo, dobbiamo essere certi che in Sardegna, un cittadino deve poter andare in una struttura ospedaliera vicina, dico vicino, quando si tratta di 20, 30 km dal proprio centro, dal proprio paese, per poter trovare assistenza, per poter trovare chi gli dà assistenza sanitaria. Oggi questa particolarità in Sardegna, specialmente in provincia di Sassari non esiste, io non dico assolutamente, non lo penso neanche che a Cagliari non debba nascere un centro di eccellenza, ben venga e ben nasca, ci mancherebbe altro, ma questo non vuol dire che dev'essere assolutamente compromessa negli altri territori delle altre province periferiche, principalmente, nelle strutture periferiche, nelle strutture ospedaliere periferiche non debba e non possa essere, assolutamente, compromessa l'assistenza sanitaria. Quei centri possono diventare centri di specializzazione, dare risposte effettive ai cittadini di quei territori, oltre che risposte immediate del pronto soccorso efficiente e di quanto ho detto, e non chiudere e relegarli a dei veri e propri lazzaretti, questo voglio dire Assessore, perché è una politica sanitaria certa… non abbiamo ancora visto il Piano regionale sanitario, tanto meno a richiesta sul territorio, presenti anche i colleghi è stato chiesto al dottor Zanaroli, il direttore generale di Sassari, quale sia stato il Piano sanitario della provincia di Sassari. Ha detto che ce lo avrebbe fatto vedere. Lo stiamo ancora aspettando! Ha solo detto che doveva risparmiare 85 milioni di euro. Questo è stato fatto! Sulla pelle dei sardi!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento e che il tempo a disposizione è di dieci minuti.

E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS (Fortza Paris). Grazie, signora Presidente. Assessore, colleghe e colleghi, la presente mozione solleva un argomento delicato che riguarda l'amministrazione della sanità della provincia di Sassari con particolare riferimento al futuro degli ospedali di Thiesi, Ittiri, Alghero e Ozieri, ma che per le problematiche contenute sicuramente assume una dimensione regionale. E giunti a metà della legislatura è lecito oggi porsi di fronte a questi delicati argomenti con un approccio teso a tracciare un primo bilancio sulla gestione del sistema sanitario nella nostra regione, ovviamente più in particolare per la provincia di Sassari, però lasciandoci alle spalle la fase degli annunci, dei proclami e degli slogan.

Anzitutto vorrei porre in evidenza che delle ostentate dichiarazioni rilasciate dalla responsabile della sanità regionale sul miglioramento delle prestazioni, sull'efficienza dei servizi e dei mezzi, esse non hanno, a tutt'oggi, trovato alcun riscontro positivo. Al contrario ogni giorno rimbalzano notizie da tutta l'Isola di un malessere diffuso che oramai gli operatori sanitari manifestano apertamente in tutte le sedi e talvolta anche platealmente. Ma a mio avviso il fatto più grave non è solamente che siano gli operatori a lamentarsi, ma piuttosto gli utenti, i comuni cittadini che riferiscono che niente è cambiato purtroppo rispetto al passato, anzi lamentano la chiusura di servizi e di strutture che invece in passato erano presenti. Sarebbe fin troppo facile, se non fosse riduttivo data la delicatezza della materia, chiudere questo con una battuta che in quest'Aula è stata usata, per non dire abusata, spessissimo nel corso di questa legislatura e cioè che tutta la grande rivoluzione che avrebbe dovuto modificare il mondo sanitario regionale si è ridotta ad una politica perseguita con certosina determinazione sicuramente, ma fatta soltanto di tagli forsennati o meglio indiscriminati. Tagli pesanti, cito dalla mozione, "sia sulla qualità che sulla quantità delle prestazioni erogate, conseguenti a chiusure e ridimensionamenti di reparti e servizi, nonché alla mancata sostituzione di dipendenti andati in pensione o invogliati al trasferimento". Se tutta la politica per migliorare la sanità sarda poggia, com'è vero che poggia, su una filosofia mirata esclusivamente a perseguire finalità ragionieristiche di risanamento del bilancio, cosa che non dico che sia del tutto inopportuna, però mi sembra di poter affermare che la strada intrapresa è peggiore del male che si vuole curare. Se infatti talvolta alcuni tagli si rendono necessari per evitare degli sprechi, le risorse finanziarie liberate devono essere necessariamente, a mio avviso, reinvestite per migliorare la qualità dei servizi e delle prestazioni, cosa che sinora non mi pare si sia verificata. E qui, apro una piccola parentesi che riguarda un episodio o meglio un qualcosa che si sta verificando da alcuni mesi e che riguarda il fatto, appunto, che anche quando le risorse le abbiamo e cito il, ormai devo dire, famoso milione di euro che venne destinato per i ricercatori del Centro di ricerca della sclerosi multipla e della talassemia, ecco dico, anche quei fondi sono inspiegabilmente bloccati. Ormai sono passati mesi e gli operatori reclamano urgentemente che si chiarisca qual è il motivo per il quale questi fondi non vengono assegnati a chi di competenza. Noi abbiamo, come Commissione sanità, sono felice che sia presente il presidente Masia, vedo qui anche Mariuccia Cocco, vedo Paola Lanzi, cioè mi sto rivolgendo a coloro i quali appartengono alla cosiddetta maggioranza; bene, noi abbiamo ricevuto in audizione sia l'Assessore per ben due volte, sia gli operatori interessati, parlo del professor Galanello e della professoressa Marrosu ai quali è stato sempre detto con molta tranquillità e riconfermato, ripeto, dalle parole dell'Assessore che i problemi erano risolti, si trattava semplicemente di un avverbio, un "prioritariamente" che non si sapeva come dovesse essere interpretato. Una volta chiarita la finalità sia dell'emendamento, emendamento a prima firma Pacifico, quindi non veniva da questa parte, sia la finalità dell'Aula, sia quella della Commissione si credeva che i problemi fossero risolti. A tutt'oggi, 19 di settembre, mi risulta che la situazione non sia assolutamente sbloccata. Tutt'altro. C'è un ingorgo di cui noi, approfittiamo dalla presenza dell'Assessore, appunto, per capire nella sua replica quali siano i veri motivi per cui questi soldi, ripeto si tratta di un milione di euro, ma si tratta soprattutto di utenti che adesso si rivolgono ai centri e che sono ovviamente ricevuti come sempre grazie alla professionalità di chi ci lavora, ma che sicuramente potrebbero avere anche un sorriso in più garantito da chi si vede retribuire per il lavoro che svolge. Quindi approfitto, ripeto, e faccio questo appello anche gli altri colleghi della Commissione, di maggioranza ovviamente, affinché oggi si possa avere finalmente una risposta indiretta da parte dell'Assessore.

Continuando però con la discussione sulla mozione è ovvio che peraltro a fronte di una politica di rigore assoluto, quasi di furore, si riscontra un eccessivo ricorso all'istituto delle consulenze esterne che se non inserite in un quadro qualitativamente adeguato sono perfettamente inutili, se non addirittura dannose. Mi soffermo brevemente sulle motivazioni che si accompagnano nella stipula di dette convenzioni ritenute, cito sempre dalla mozione, "necessarie se non indispensabili considerata la mancanza di professionalità in loco". A controbattere questa tesi assurda, lasciatemelo dire, basterebbe far ricorso a tutta una fiorente letteratura sanitaria che attesta le grandi qualità e professionalità della sanità sarda sia in campo medico che in campo manageriale. Senza ricorrere ad una facile ironia vorrei sottolineare come grazie anche a queste consulenze esterne la sanità sarda abbia compiuto un grande passo indietro, altrimenti come spiegare tutto il malcontento che ruota attorno al sistema sanitario? E a proposito di professionalità sarde riconosciute, cosa potremmo dire di ciò che sta succedendo e che è successo all'ospedale di Ozieri, esattamente nella divisione di chirurgia? Un valentissimo professionista quale è il dottor Angelino Gadeddu che è stato costretto ad andare via sbattendo la porta, dopo aver operato per tre anni in condizioni che dire disastrose è poco, condizioni che ha puntualmente e sempre manifestato, messo per iscritto e comunicato alla direzione generale la quale, a quanto sappiamo noi e visto ciò che ha fatto a quanto sapeva purtroppo, ahimè, anche lui, ha fatto completamente orecchie da mercante e di conseguenza ha costretto una vera professionalità sarda ad abbandonare il suo posto di lavoro. Questo è un fatto che va denunciato e a cui si deve dare per forza grande eco perché, credetemi, in tre anni il dottor Gadeddu in condizioni, ripeto, quasi da terzo mondo è riuscito a mandare avanti la chirurgia per quella provincia, per quella zona, ma non solo. Oltre 1300 interventi di cui il 60 per cento nella ASL di Sassari, ma a lui sono anche finiti tantissimi altri pazienti delle varie AA.SS.LL., parlo di quelle di Nuoro e di Oristano. Quindi un fior di professionista che purtroppo è dovuto andare via sbattendo la porta. Chiediamo anche per questo che ci siano delle risposte oggi in Aula anche se devo dire che la denuncia che è contenuta in questa mozione va oltre queste considerazioni di premessa perché tocca aspetti anche drammatici, se vogliamo. Mi riferisco alla situazione dei cosiddetti piccoli ospedali che un tempo rappresentavano il fiore all'occhiello della sanità sarda perché fortemente voluti e nati per dare un servizio sanitario di prossimità ai cittadini, un servizio che fosse compenetrato nella realtà socioculturale nella quale si trovava ad operare. Sappiamo bene, infatti, che la nostra isola è caratterizzata da un vastissimo territorio a fronte di una scarsissima densità della popolazione e per questo necessita di una politica di interventi non sono nella sanità, di cui trattiamo, che per raggiungere gli standard qualitativi del resto della Repubblica fa registrare nell'isola ovviamente costi sensibilmente superiori. Se non partiamo da questa considerazione, che definirei propedeutica a tutto il discorso, è facile cadere nell'equivoco di ritenere queste importanti e insostituibili realtà uno spreco. Io credo che su questa realtà deve essere fatta una riflessione approfondita, scevra da una visione aziendalistica di un servizio che deve porsi come primo obiettivo quello del miglioramento della qualità della vita, dell'assistenza e della prevenzione per i cittadini a cui è rivolto. E qui si innesca il discorso sull'ospedale di Ghilarza che, probabilmente, riprenderò nella prossima mozione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gallus. E' iscritto a parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Grazie Presidente, consiglieri, consigliere, io parlo rivolgendomi all'Assessore. Io ho conosciuto l'Assessore perché tanti anni fa è stata bravissima a organizzare l'unità spinale in Italia, gli davo una grande fiducia, gli do ancora una grande fiducia. Assessore, sono passati 2 anni e mezzo, io ero convinto veramente, arrivando in Sardegna lei, che organizzasse veramente qualcosa di eccezionale. Dopo 2 anni e mezzo, Assessore, io devo fare un piccolo intervento perché è giusto così, sono un po' deluso, Assessore, la sanità in Sardegna sta tornando indietro e, allora, io mi chiedo, o non la lasciano lavorare perché le capacità ce le ha, o non la lasciano lavorare oppure non so, mi deve spiegare lei perché a 2 anni e mezzo dal suo arrivo siamo così! Dico semplicemente dei dati, io dico semplicemente dei dati reali, Rassu ha parlato tanto della sua Sassari e della sua provincia, queste realtà identiche e uguali, se non peggiori, sono nella provincia di Cagliari o in tutta la Sardegna. Allora, Assessore, o lei veramente inizia a fare qualcosa oppure io ho perso la fiducia in lei, e me ne dispiace, io le ricordo un dato, Assessore, quando siamo arrivati qua io in Commissione sanità le ho detto "Assessore, quanto ci vorrà per fare l'azienda mista che è importante per i cagliaritani e per la Sardegna?" lei mi ha detto "Se non ho ostacoli 7 mesi, 8 mesi". Assessore, sono passati 2 anni e mezzo e di questo a me dispiace veramente, ma non per me, ma per i sardi, per la gente che ha bisogno di andare in quelle specializzazioni e non ci può andare o sono limitate! Io non parlo solo di Cagliari ma parlo di tutti i sardi, vi faccio un esempio, ha detto bene il mio collega Rassu che negli ospedali non c'è più assistenza, quasi l'assistenza la fanno i medici perché mancano gli infermieri! E' una realtà e lei lo sa Assessore, lei sa quanti numeri di iscrizione abbiamo concesso alle due Università di Cagliari e Sassari? A Cagliari 60 posti per infermieri, Assessore, 60, suddivisi 30 a Cagliari e 30 a Nuoro! Sa a Sassari quanti ne abbiamo dati? 100, non so perché poi a Sassari 100! Questo è grave! Sa a fronte di quanti iscritti quanti ragazzi vogliono fare gli infermieri? Circa 780. Sa il fabbisogno della Sardegna sono 800 infermieri abbiamo bisogno attualmente, oggi, in Sardegna, di circa 800 infermieri professionali, e questo è un male, è un male, ha ragione Rassu, non c'è l'assistenza adeguata ai pazienti, è un male! Assessore io queste cose gliele devo dire, perché gliele ho dette sempre in altra sede ma non è servito a niente, gliele devo dire perché è giusto così! Un'altra cosa gravissima dei nostri medici sardi che si laureano, lei lo sa la regione Sardegna quanti tagli ha fatto sulle borse? 100, invece di aumentare qualcosina siamo tornati indietro. Il mio presidente Soru, perché è anche il mio Presidente, ha detto "I sardi devono studiare, devono laurearsi, studiare e andare anche fuori". Ma i nostri sardi una volta che hanno studiato, si sono presi la laurea in medicina e non hanno la specializzazione, fuori non possono andare devono stare qua dentro, volevo dire in Sardegna, perché gli chiudono le porte. Pensi un po' possono fare solo le guardie mediche se fanno il concorso, guardia medica se riescono a farla. Così gli chiudiamo le porte ad andarsene fuori, a lavorare fuori, anche all'estero, quanti nostri sardi sono andati fuori e sono diventati bravissimi, diamo la possibilità a questi giovani medici di diventare anche loro bravissimi e tornare qui in Sardegna sennò, Assessore, questa possibilità non gliela diamo. Lei mi creda, sto parlando di cose che sento dal cuore, le sento perché le vivo in mezzo alla gente, con la gente, tutti i giorni e questi ragazzi vanno aiutati, lei sa che sono anche all'Università dunque queste cose le so molto bene, vanno aiutati. Assessore, lei sa che fra 10 anni andranno a casa centinaia di specializzati, di medici che lavorano in ospedale e noi ci troveremo fra 10 anni, se non si programma niente, ci troveremo tra 10 anni che cosa? Ci troveremo gli ospedali senza medici specializzati, se non programmiamo da adesso, perché più di 500 medici vanno in pensione e la cifra mi sto tenendo molto basso, massimo fra 8 anni, succede com'è successo con gli infermieri, siamo senza infermieri professionali. Questi sono i dati veri, reali, che la gente tocca tutti i giorni, Assessore, che sente veramente, e me ne dispiace perché lei è brava, non capisco perché non va avanti su questa strada e lo sa molto bene! L'azienda mista, una cosa bellissima che serve a tutti, non si fa, l'azienda mista, Assessore, ha esattamente il policlinico di Monserrato ha 3 o 4 sale di chirurgia ferme! Dipende da lei farle funzionare, dia la possibilità al policlinico di farle funzionare tutte e 4, una anche per i disabili! Lei lo sa che ci sono disabili gravi che non possono andarsi a curare da nessuna parte i denti perché ci vuole l'anestesia totale e nessuno glielo fa, questo è grave! Sa quanti ce ne sono o devono pregare qualche dentista per fargli qualche estrazione e far venire, i genitori devono pagare il dentista, due specialisti anestesisti perché sennò non possono farlo perché devono farlo in anestesia totale, quanto costa a un genitore che ha avuto la disgrazia di avere anche un figlio disabile? Queste sono le realtà della vita, aiutiamo questa gente, siamo qui per questo e, invece, queste sale rimangono chiuse. All'Università abbiamo la scuola di specializzazione in odontoiatria, un sacco di professori ci sono, mandiamoli lì a lavorare anche per questa gente, non costa tanto alla Regione perché sono medici strutturati che li paga lo Stato, basta aprire una sala per questi ragazzi, ma sa quanti disabili hanno bisogno? E questo è grave perché non si fa da tanti anni, ci sono delle persone che lasciano i figli in quelle condizioni, a morire dal mal di denti perché non hanno i soldi e la possibilità di farlo, perché se non si fa l'anestesia totale non si possono fare estrazioni e questa è un'altra cosa grave, Assessore, bisogna provvedere, sono piccole cose che servono a migliaia di gente, di gente comune che gli serve la sanità, purtroppo! E poi faccio un passaggio all'unità spinale, Assessore, l'unità spinale, lei lo sa che sono, esattamente in Sardegna stanno succedendo 30 casi all'anno, noi abbiamo 15 posti letto. Io le ho chiesto più volte di aumentare almeno 4 o 5 posti letto, "Vediamo, sì, sì, va bene..." e ancora niente! L'unità spinale non è una realtà cagliaritana, come diceva Rassu, è una realtà regionale dove tutti questi ragazzi, da tutti gli ospedali, li portano a Cagliari, dunque è una cosa, realtà regionale, io non capisco, l'unità spinale perché è ancora appoggiata alla ASL 8, non lo capisco Assessore, più volte gliel'ho detto! Faccia qualcosa, lei lo sa più di me! Io ho ancora fiducia in lei, voglio vedere se riesce a fare un po', qualcosa, a riportare in linea e in carreggiata la sanità sarda, per lasciare un buon ricordo quando va via Assessore, un buon ricordo ai piemontesi…

PRESIDENTE. Grazie onorevole Petrini. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Assessore, un ingenuo come me quando lei fu nominata Assessore dal presidente Soru aveva considerato che il Presidente intendesse per così dire difendere i sardi e i sardi più deboli, quelli che hanno bisogno di essere curati, avesse bisogno per così dire di mettersi al riparo dei poteri forti che sicuramente intorno al mondo della sanità ieri, avantieri, oggi e purtroppo anche domani ruotano. E, perché lei, persona, di sicura intelligenza come io ho potuto rilevare ascoltandola, la voce è uno specchio abbastanza fedele della personalità, più di quanto spesso non lo siano le espressioni del viso, è persona sicuramente intelligente e si sarà interrogata, come mai il Presidente della Regione sarda sceglie me, non sarda a fare l'Assessore alla sanità nella Regione Sardegna.

Lei se l'è sicuramente domandato, e sicuramente ha inquadrato la sua indicazione, la sua nomina, proprio nella volontà di mettere al riparo gli interessi, come dire, così rilevanti che attengono alla sanità e al sociale, ecco no, e la sua nomina. Per la verità, ripeto, anch'io, certamente ingenuo avevo inquadrato questa scelta in quel senso. Però c'è, alla luce dei fatti, da farsi la domanda esattamente opposta, c'è tutta questa seria, perfetta volontà di cambiamento in termini positivi per agire in un settore così dominato dai poteri forti, che sempre hanno poteri forti, occulti e spesso non troppo, che hanno sempre, come dire insidiato e governato di fatto il mondo della sanità e non solo in Sardegna. Però, c'è l'altra domanda, o è una scelta fatta al di fuori della Sardegna, perché io non ho motivi per non stimarla e per non apprezzarla, non ho nessun motivo per non riconoscere in lei, Assessore, qualità e preparazione professionale di livello superiore, ma, me lo consentirà e non la prenda come un atto di poco riguardo nei suoi confronti se penso che comunque non è un valore assoluto, che potevasi trovare in Sardegna sicuramente personalità di corrispondente livello professionale e competenza, e allora, alla luce dei fatti dicevo, non mi sembra dall'andamento della sanità e della sofferenza diffusa, e non solo tra i medici, e non è tra gli operatori della sanità, ma nella gente, nel quotidiano, nella quotidiana sofferenza diffusa nei cittadini sardi rispetto alle risposte che non vengono, dai servizi sanitari. Allora c'è questa delusione, che cosa le ha impedito, perché sicuramente lei si è chiesta il perché della sua nomina, come mai non è nelle condizioni, non è stata nelle condizioni di realmente realizzare quelle risposte, quelle attese, quegli obiettivi? Allora o non ha avuto impedimenti gravi che le hanno impedito di dare la risposta alle attese, alle attese del Presidente, immagino innanzitutto, oppure che cosa è accaduto e chi gliel'ha impedito! O è altro l'obiettivo, di poter agire in questo mondo quasi in franchigia, con una personalità che non avesse possibilità facili di contaminazione dei poteri locali e che obbedisse invece ad altro. Sono interrogativi, io non mi metto qui a trinciare giudizi, al massimo posso chiedere al Consiglio e soprattutto alla maggioranza del Consiglio, oggi chiamata a uno straordinario impegno di verifica, è il cosiddetto tagliando di mezza legislatura, la parte attinente alla sanità non è una parte della macchina indifferente, merita attenzione, molta attenzione nell'effettuare il tagliando, nell'eseguire il tagliando di metà legislatura, perché io non sto qui, io prendo lo spunto solo dalla mozione per quanto riguarda Ozieri, ma chi è che non sa che per un qualunque servizio radiologico o di medicina nucleare, va nelle strutture pubbliche e ci vogliono mesi e mesi, e spesso quasi un anno, si va nel privato e le risposte sono da lì a pochi giorni!

Così per le analisi, è strano che la struttura pubblica non sia mai nelle condizioni di dare risposte immediate, mentre nel privato tutto questo avviene, allora perché non funziona la struttura pubblica? E'una insufficienza organizzativa? E' una incapacità dei preposti operatori sanitari pubblici? O vi è solo altre logiche? Io vorrei davvero verificare, un'indagine sul mondo della sanità per andare a mettere a fuoco il perché di tutte queste mancate risposte nella complessiva, servizio sanitario, non sto elencando perché è tutto o quasi che non funziona, eppure nel mondo della sanità come qualcuno già ricordava prima di me, la Sardegna ha espresso valori alti ed esprime valori alti, il problema quindi non è soltanto della questione della Provincia di Sassari, il problema è generale e prendiamo lo spunto da quello per fare una denuncia e chiedere una seria indagine su tutto ciò che attiene il sistema sanitario sardo. La stampa stesso, mi chiedo spesso, che si occupa di tante cose sempre importanti ma non non di così grosso …. non abbia mai, mai, la stampa sarda, le testate sarde, non abbiano mai condotto una seria indagine per denunciare le inadeguatezze, le insufficienze, spesso atteggiamenti arroganti nei confronti del cittadino, eppure lì, se si vuole davvero risparmiare, non è con la soppressione dei servizi di questo, che l'altro piccolo ospedale perchè i conti della ragioneria non funzionano, ma ci sono ragionamenti di carattere sociale e considerazioni di carattere sociale, data la strutturazione della nostra Regione, e la sua scarsa densità della popolazione per cui i conti, in termine, non possono tornare, ma i servizi vicino al cittadino bisogna portarli, eppure là, nel sistema sanitario sono convinto che se è adeguatamente governato e razionalizzato com'era sicuramente, così avevo capito io, nella mia ingenuità, negli intendimenti della sua nomina ad Assessore della sanità qua in Sardegna. Io, personalmente io, esente dal ticket devo fare quattro o cinque trafile per mettermi un timbro, "esente assoluto quale grande invalido" eccetera, e tutto questo, ma ho citato una banalità da me vissuta e mi sono chiesto " ma come mai, vado lì con tutte le indicazioni, ma è così per tanti altri"? Io sono un "grande invalido" fortunato, privilegiato, che se la sa cavare, ma il povero diavolo che non ha nessuno, che deve pregare qualcuno che l'accompagni, nella struttura sanitaria è costretto a fare queste stupide ed inutili, e costose per la pubblica amministrazione, trafile. Ma non si può! E allora, colleghi della maggioranza, molti di voi sono compagni straordinariamente sensibili ed educati, formati alla grande sensibilità sociale, il tagliando fatelo e fatelo a partire dalla sanità! Grazie Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Io vorrei iniziare questo breve intervento leggendo due passaggi di una nota che ho ricevuto, scritta a mano - non anonima, è firmata! - che dà uno spaccato nel quale alcuni dei nostri concittadini o conterranei vivono. Questo signore mi scrive che percepiva un assegno erogato in base e ai sensi dell'articoli 7 e 9 della "20" del '97. Percepiva un assegno, appunto, dignitoso.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue CAPELLI.) La nota è del giugno 2006: "Da due anni a questa parte tale assegnazione mi è stata rideterminata alla modica cifra di euro 8,23, pari a euro 98,76 annui. Con tale provvedimento, ritengo sia stato leso un mio sacrosanto diritto acquisito!" Non vado oltre perché non è argomento di oggi, sarà argomento in altra sede e ho ritenuto inopportuno fare una segnalazione all'Assessorato su questa triste situazione, che si vive in quel di Tonara, perché - ahimè! - a tutte le interrogazioni, interpellanze e quant'altro non si è mai avuta risposta e si continua a non avere risposta! Ecco perché il collega Rassu ha ritenuto opportuno che un argomento di grandissima importanza… - Ma che l'Assessore sicuramente definirà, come ha avuto modo di definire per altre vertenze sulla stampa, come un argomento che entra nel particolare. Va vista nel contesto generale l'erogazione nei servizi sanitari! E perciò nel contesto generale purtroppo qualcuno deve fare sacrifici e quant'altro! -Ma io ritengo che questo sia lo spunto per rappresentare una realtà sarda! Anche perché chi risponde che va visto nel contesto generale, ovviamente, mostra grandi limiti nella conoscenza del particolare! Ed essendo la Sardegna una regione-nazione, che ha tutte le problematiche di una piccola nazione, con le isole nell'isola, ovviamente non si può prestare ad un esame di contesto generale, tralasciando le realtà particolari territoriali. Ma non mi attardo su questo perché non ho nessuna intenzione di illustrare le condizioni socio-economiche e geografiche della Sardegna. Mi rammarica semmai l'assenza, più che giustificata sicuramente, del Presidente a questo triste e squallido dibattito! Perché lo definisco triste e squallido, se non vile? Perché ho notato che, come in precedenza su altre mozioni riguardanti la sanità buon'ultima quella sulla peste suina, caro Assessore, la sua maggioranza la lascia sola! Sicuramente lei non ha bisogno di avvocati difensori, però è quanto meno particolare che soltanto il Presidente della Commissione si sia iscritto per partecipare a questo dibattito. Ed è già una conquista! Perché nelle precedenti, nessuno della maggioranza si è alzato da quei banchi per sostenere la sua politica sanitaria, in quel caso la politica di prevenzione veterinaria, e nessuno oggi si sente di poter esprimere il proprio parere in difesa di un'accusa ben precisa presente in questa mozione! Ecco perché mi dispiace che magari non sia presente il Presidente che, con il suo solito colpo di teatro, avrebbe potuto ravvivare questa riunione di Consiglio. E ha perso una grande occasione! Ha perso la grande occasione magari di fare l'ennesima uscita demagogica e populistica! E la sanità si presta perché è un servizio che tocca tutti! E' un'esigenza, è un diritto che tocca tutti i sardi! Magari nel momento in cui le rappresenterò - se non in questo intervento, nel prossimo - la situazione della spesa farmaceutica, il presidente Soru avrebbe potuto lanciare lo slogan: "Compriamoci le case farmaceutiche! Così potremo abbassarne i costi!". Cosa che mi sembra stia già disponendo in quel di Praga, in qualche modo, il nostro illuminato Presidente! È chiaro anche che l'assenza di altri illustri colleghi a questo dibattito, nell'iscrizione a questo dibattito nasconda le gravi difficoltà che oggi ci sono all'interno della maggioranza. Sicuramente saranno molto più impegnati nel discutere il valzer delle poltrone e, ahimè, la lasciano sola qui a difendere l'indifendibile! In precedenza, negli anni scorsi, le discussioni sulla sanità sono sempre state affollatissime, da parte di tutte le componenti politiche di questo Consiglio. Fino ad arrivare - e riprendo quanto detto correttamente e condivido quanto detto dal collega Farigu! - fino ad arrivare alla richiesta di una Commissione d'inchiesta sulla sanità in Sardegna, sul sistema sanitario. Bene, io mi permetterò di ricopiare quella richiesta - allora prima firmataria fu l'onorevole Dettori, Ivana Dettori! - io ricopierò quella mozione, quella richiesta dell'allora minoranza, oggi, maggioranza e la proporrò all'Aula, proprio per seguire l'indicazione del collega Farigu. È necessario fare chiarezza sulla sanità, oggi quanto ieri se non più di ieri! Perciò una Commissione che vada a fondo sulle problematiche, sulle illegittimità a cui non si è avuta ancora risposta e voi siete maestri, soprattutto nell'Assessorato dei consulenti, nel produrre atti illegittimi! Non ultimo quello dell'assunzione di un amministrativo al Brotzu, nel momento in cui lo stesso Assessore emana una circolare che richiama la finanziaria nazionale, ma anche a quell'interrogazione, interpellanza - Beh, interpellanza, forse sì, avrò risposta perché la chiederò all'ordine del giorno del Consiglio! - in cui dichiara che è fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato. E questo è uno dei casi che le ho segnalato, ai quali difficilmente avrò risposta e per il quale il Direttore generale del Brotzu, infischiandosene bellamente delle prescrizioni dell'Assessore, ha proceduto ugualmente all'assunzione a tempo indeterminato. Ovviamente, nell'interpellanza che ho prodotto, ci sono tutte le indicazioni di merito, nonché nomi, cognomi e delibere richiamate. Però, si dimentica che neanche l'Assessore alla sanità, servizi sociali può evidentemente sostituirsi, anche se discendente dal Regno sabaudo, alle norme di indirizzo generale per tutte le regioni, che la legge nazionale demanda al Presidente del Consiglio dei Ministri. Ma veniamo al merito della mozione, per rimandare poi all'altro intervento alcune considerazioni. E' stata declamata la sua bravura Assessore. Io non discuto di questo, anche perché non la conosco, non so da dove proviene, fino ad oggi credo che abbia dimostrato la sua inadeguatezza a guidare, invece, l'Assessorato! Perché la sua eventuale ma non dimostrata bravura è stata superata, sicuramente, dalla sua supponenza ed arroganza! Arroganza che ha dimostrato con i Primari, ma non vado a ripetere cose che sono già state ricordate! Arroganza e supponenza che è stata dimostrata con gli annunci, sono stati ricordati i protocolli d'intesa, forse questa settimana inizieremo con il Piano sanitario regionale. Ma che va a superare anche quanto i comuni di Isili, di Padria, San Gavino ed altri le hanno detto sulla razionalizzazione ospedaliera, rigettandola e rispedendola al mittente! Lei non ha il sostegno della gente sarda. Mi sembra che non abbia il sostegno della gente sarda, mi sembra che sia finito il momento degli spot e delle enunciazioni, credo che il Sistema sanitario regionale abbia necessità di serie risposte e di interventi che, pur facendo dimenticare il passato, quanto voi volete ottenere, possano garantire un futuro migliore.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie Presidente. Io credo di prendere la parola a nome di tutta la maggioranza anche perché in questo specifico argomento credo che si stia discutendo, e si sta discutendo molto in aula, ma anche per dare una voce un po' unitaria, in particolare quando le mozioni sono così specifiche, così puntuali, infatti questa è una mozione che non si ferma a denunciare un aspetto di carattere generale, entra nel merito di molte singole questioni della ASL di Sassari e poi magari le usa per ampliare…come dicevo è una mozione che porta risposte altrettanto puntuali, quasi a dire che forse è necessaria la risposta di un direttore generale, e quindi non da discutere qui all'interno dell'aula ma all'interno della Commissione sanità. Comunque sia ci penserà credo l'Assessore, a qualcuna di queste penserò di dare anch'io delle risposte, però mi sembra opportuno evidenziare, onorevole Rassu, che la sua, che è una mozione presentata neanche da tutti i colleghi della destra, non è la prima, io credo che non sarà nemmeno l'ultima di quelle che pervengono in aula, questa è sull'assistenza sanitaria nella provincia di Sassari ma è evidente che noi stiamo vivendo una fase, non può sfuggire naturalmente, una fase di massima attenzione ai problemi della sanità in Sardegna proprio perché, lo stiamo vedendo, molti sono i problemi che stanno avvenendo sulla stampa, molti anche di carattere strumentale, forse qualcuno è anche vero se si vuole! Comunque sia, la verità è che noi stiamo affrontando una importante stagione, sta arrivando a compimento un Piano sanitario regionale ed è naturale che da ogni singola parte, da ogni singola realtà della Sardegna, pervengano solleciti ed attenzioni, per noi è più che naturale che dopo anni di dibattito, dove si sta lavorando per cambiare quella che è la cultura dei sardi relativamente a questo importante problema, è giusto! Mi domando però se si debbano utilizzare un certo tipo di strumenti. Io credo che alcuni atteggiamenti che passano per essere scontati non lo siano e debbo dire anche che ho perplessità perché questa mozione che ha alcuni aspetti che cerca di evidenziare probabilmente poteva essere utilizzata in maniera diversa. Io diro perché poteva essere utilizzate in maniera diversa: perché ritengo che forse la destra, trascinata in questa mozione dall'onorevole Rassu, qualche volta ha utilizzato in maniera diversa gli argomenti della sanità ed è per questo che probabilmente sbaglia l'obiettivo onorevole Rassu, e il mio sollecito è proprio quello probabilmente di guardare bene e con attenzione a quello che sta facendo perché altri, onorevole Rassu, hanno utilizzato questi argomenti per promuovere il proprio territorio, per promuovere la propria sanità, per essere nella rete più visibili attori piuttosto che denigrare, come sta facendo lei, in maniera anche gratuita. Io credo che bene avrebbe fatto, magari anche in quest'occasione, ad evidenziare quelle che sono le potenzialità della sanità sassarese, le parti positive che esistono nella provincia e quello che si sta facendo nel territorio per proporsi, per proiettare all'esterno, per candidarsi a crescere nel sistema sanitario regionale, perché di questo noi in questo momento stiamo parlando e perché credo che su questa linea maggiormente lei avrebbe trovato colleghi anche all'interno di quest'aula nel seguirla. Ed è su questo confronto che credo noi dovremo muoverci, su questa base che credo che debba avvenire il dibattito, specialmente in questo periodo, e non solo sulle lamentele che possono provenire da Sassari come stanno provenendo anche da altre parti del territorio ma in particolare in questo momento, io credo che a lei non sfugga, come non sfugge a nessun altro. "Stigmatizzare", come dice lei onorevole Rassu, non serve perché su questa strada è perdente, trascina anche altri che forse se fossero meglio informati di sicuro non la seguirebbero, come credo che non l'avrebbero sicuramente seguita se i maggiori dati che io cerco di dare, senza naturalmente toccare troppo nel profondo, lei stesso li avesse riportati. Per esempio, sul primario che sbatte la porta andando via, io credo che non sarebbe stato male se lei avesse detto che la ridotta attività chirurgica nell'ospedale di Ozieri è dovuta probabilmente perché c'è una gestione poco accorta di quelle che sono le risorse presenti, perché non è vero che non ci sono anestesisti, ce ne sono sempre sette che possono essere più che sufficienti per qualunque attività chirurgica ed è anche vero, a me giunge questo, che forse se quel primario facesse meno mobbing nei confronti di chi vuole lavorare, probabilmente usando meglio quelle che sono le risorse, sicuramente ci sarebbero stati risultati diversi.

Io credo che fornire informazioni utili a capire come si sta muovendo la sanità sassarese, sia più utile in questo momento proprio per i motivi che ho detto, intanto diciamo subito che nella ASL di Sassari è aumentato in maniera consistente l'assistenza domiciliare, è aumentata l'assistenza specialistica, e questi sono dati che sono inconfutabili e che naturalmente fanno capire come si sta cambiando nella sanità a Sassari, ma io credo anche in maniera più diffusa nel resto delle AA.SS.LL. della Sardegna. Si è mantenuto, è vero onorevole Rassu, il tasso degli anni precedenti relativamente ai ricoveri però nonostante l'obiettivo che tutti quanti i manager si stiano ponendo, perché questo è chiaramente l'indirizzo che viene dall'assessorato, perché questa è l'attuazione dell'indirizzo del Governo nazionale occorre dire che, non sfugga nemmeno all'onorevole Rassu, nella ASL di Sassari era totalmente inefficiente il sistema informatico. I tassi di cui ha appena parlato in questa mozione erano bassi rispetto alla media regionale, onorevole Rassu, perché migliaia di schede non venivano registrate, e questo non andava bene! E' stato rimesso in piedi di quest'anno e mezzo, dove lei dice non si è fatto niente, il sistema informatico, nessuna scheda relativa ai pazienti viene più dimenticata e quindi è aumentato il numero dei ricoveri ma proprio perché è più attinente alla realtà il dato che emerge, proprio perché si sta operando in maniera diversa. Sono diminuiti anche, onorevole Rassu, i ricoveri inappropriati, la ASL di Sassari si caratterizzava per questo, nella precedente gestione. Il numero dei ricoveri inappropriati erano esagerati, e lei sa bene quanto incida sulla spesa della sanità questo aspetto ed è su questo fronte naturalmente che si sta operando, si sta perseguendo una politica che serve ad eliminare tutto ciò che è superfluo e che non serve. Onorevole Rassu, nella sua mozione puntuale, troppo puntuale in alcuni elementi che lei riporta, io credo che ci sia bisogno probabilmente anche di dare alcune rispose, tutto questo naturalmente porterebbe via molto tempo e avremo sicuramente, se lei crede, occasione di parlare anche di questi aspetti, come credo che sia giusto in ogni territorio, di entrare più nel puntuale nei territori, piuttosto che qui dentro, perché è probabile che in quel confronto forse ci sia la possibilità di arrivare a risultati che non siano soltanto di un confronto di parte. Qui possiamo approfondire soltanto alcuni aspetti, lei parla dei tagli alle prestazioni, beh…io posso dirle davvero che nessuna riduzione di prestazioni erogate c'è stata nella ASL di Sassari, non risulta, anzi i dati a dir la verità evidenziano il contrario e sulla chiusura di reparti e servizi, a me non risulta che ci siano reparti che sono stati chiusi, io posso dire soltanto che si sta operando nella direzione di quello che è il progetto perché pneumologia a Ittiri era in prestito, era soltanto in maniera provvisoria, doveva rientrare a Sassari non è possibile che possa essere un importante struttura di questo genere tenuta a Ittiri e non a Sassari! E'su questo, che doveva essere fatto già da tempo, che questa dirigenza ha operato. Sulla mancata sostituzione di dipendenti, come dice lei, malati o trasferiti, perché se ne vanno, perché stanno male, io credo che sia totalmente da smentire. Sì, credo sia necessario appunto procedere velocemente. Io credo che, onorevole Rassu e onorevoli colleghi, a Sassari c'è in atto un'operazione seria di riqualificazione, credo che sia anche un messaggio nei confronti delle altre realtà, occorre maggiore sinergia tra le varie AA.SS.LL. e le strutture ospedaliere della Sardegna, e una rete che veda tutti che non devono dare tutto, ma dove è necessario tendere a prestazioni da erogare ai massimi livelli. Il Piano sanitario… un minuto, Presidente.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Masia.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). …riprende in Commissione da oggi con audizioni che servono proprio per dare risposte puntuali a quelli che sono gli argomenti che stanno emergendo e sono le risposte che devono trovare spazio all'interno del Piano sanitario. Avremo occasione, durante le audizioni ma anche nelle visite che faremo nei territori, di entrare maggiormente in merito e allora sarà questa l'occasione, anche, per dare risposte più puntuali ad alcuni argomenti che noi riteniamo totalmente strumentali.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Masia. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, signor Presidente. La mozione che oggi abbiamo all'attenzione del Consiglio è chiaro, collega Masia, che non poteva rappresentare quello che in bene la sanità sarda è stata in grado di programmare ed è in grado, ancora oggi, di gestire. Se dovessimo venire qui a presentare delle mozioni per fare il processo "dell'imbrodo", collega Masia, molto probabilmente il significato del Consiglio regionale e il significato di questo dibattito perderebbe assolutamente d'interesse. E, comunque sia, nonostante il tema portato in discussione sia di alta valenza, ritengo che il suo unico intervento su questo tema, consigliere e collega Masia, ci fa capire con quanta distrazione i colleghi della maggioranza stanno seguendo la sanità sarda. E' chiaro che la mozione evidenzia e analizza la sanità della ASL numero 1 di Sassari ma, nello stesso tempo, sono certo del fatto che altrettanti discorsi e altrettante mozioni avremmo potuto presentarle sulle restanti Aziende sanitarie della Sardegna. Del resto abbiamo assunto un'iniziativa che è stata quella di iniziare una serie di percorsi di visita, da parte dei consiglieri della minoranza della Commissione sanità, alle varie Aziende sanitarie e nel corso degli ultimi mesi abbiamo avuto occasione di denunciare tutta una serie di incongruenze, di sprechi, di disservizi e di disagi creati alla nostra popolazione dalla mancanza dell'esercizio non solo di controllo, ma della capacità di programmazione e di gestione dei servizi sanitari.

Assessore, io all'annuncio della sua nomina ad Assessore regionale della sanità definii la sua nomina uno schiaffo alla sanità sarda, un sonoro ceffone alla sanità sarda, credo che quella definizione fosse giusta nel momento in cui noi ci troviamo ad esaminare le problematiche portate all'attenzione della ASL di Sassari, ma che io intendo, per quelle che sono le acquisizioni e le conoscenze realizzate nel corso degli ultimi mesi, che fosse appropriata quella definizione, ma che fossero inappropriati e inadeguati il suo ruolo e quello di tanti direttori generali nominati da lei stessa. E' chiaro che se io leggo da "L'Unione Sarda" di venerdì 15 settembre che lei alla domanda del giornalista: "Dietro la protesta può esserci una strumentalizzazione politica?", ed è riferita al Presidente dalla Provincia di Nuoro, lei risponde: "C'è sicuramente". Ma se lei si pone di fronte ai problemi che il Presidente della Provincia di Nuoro, in quel caso, che le sottopone tutta una serie di problematiche della sanità che non trovano risposte nel finanziamento e nella realizzazione non solo di progetti già programmati ma, soprattutto, trova una risposta di questo tipo, è chiaro che i ceffoni poi le arrivano un po' da tutte le parti, e di sicuro in Aula non è presente né il Presidente né tanto meno i consiglieri né de La Margherita, nel caso specifico, né delle altre parti politiche che compongono la maggioranza, che sostengono questa Giunta, si levano a sua difesa e di sicuro non portano un contributo per far capire a noi, che non riusciamo a capire, quali sono i tratti positivi che hanno caratterizzato la sua azione nella gestione della sanità sarda da ormai due anni e mezzo circa.

Allora, io credo che riprendendo dalla stampa di oggi un concetto, che io condivido in pieno uno per formazione professionale, due per operatore della sanità: "informazione medica c'è chi dice che è inutile". Ma quando l'azione di programmazione non favorisce la cultura della salute ma attiva soltanto processi che sono quelli dell'incentivo della spesa, fatto che lei giudica negativamente per i due primi trimestri di quest'anno finanziario, allora io mi chiedo ma davvero si pensa di modificare il livello della sanità in Sardegna soltanto con le convenzioni con la Regione Piemonte legata al controllo della spesa sui farmaci? Ma davvero lei pensa che migliora la sanità sarda attivando le convenzioni con la Regione Piemonte per la radioterapia? Ma davvero lei pensa che migliorerà la sanità in Sardegna mandando i nostri operatori dei servizi psichiatrici a formarsi a Trieste? Questi sono tutti temi che io le ho posto già e che attendono ancora risposta rispetto a interrogazioni e a interpellanze. Ma davvero noi pensiamo di migliorare la sanità in Sardegna senza partire dai servizi di base, senza partire da quelle camere calde di cui le ho parlato nei documenti che le ho inoltrato rispetto ai pronto soccorso, rispetto alla situazione di sfacelo che caratterizza la gestione dei pronto soccorso, compresi anche la gestione del personale che oggi è inadeguato per dare le risposte di primo intervento nei pronto soccorso.

Partiamo, quindi, da una parte dall'educazione sanitaria e dall'altra dai servizi di base, quelli di accesso alle strutture sanitarie. Oppure le devo ricordare che il poliambulatorio di Selargius, completato da più di due anni, non è stato ancora messo a disposizione della collettività di Selargius, Quartucciu e così via? Oppure la devo parlare del servizio di psichiatria dell'ASL di Oristano che è stato temporaneamente, per qualche mese, spostato a Ghilarza e invece non si sa ancora quando e come tornerà a Oristano? Ma le devo parlare di che cosa, Assessore?

Io di sicuro le voglio dire che anche la denuncia dei colleghi di Rifondazione Comunista, speculazioni sugli alimenti per i celiaci, non sono un tema di poco conto, fanno parte della cultura alimentare e fanno parte, soprattutto, di una di quelle risposte da dare al giornalista che su "La Nuova Sardegna" propone il tema "informazione medica c'è chi dice che è inutile". Ma davvero noi pensiamo di affrontare il grosso problema del diabete in Sardegna, come quello della celiachia, senza interventi di formazione e senza interventi, soprattutto, di informazione ai cittadini; quando sappiamo che su questa indagine risulta che in Italia il 29 per cento, soltanto, della popolazione conosce la relazione tra i fattori di rischio non solo del diabete e delle malattie cardiovascolari, che qui in Sardegna grazie a Dio rappresentano una grossa voce della spendita farmaceutica. Ma noi davvero possiamo pensare che qui in Sardegna possano migliorare le condizioni generali di salute della popolazione, pensando che possiamo continuare a ridurre quelle che sono, non solo le strutture periferiche, ma soprattutto ad abbattere quelli che sono i servizi di base nel territorio? Perché il collega Rassu ci ha parlato prevalentemente delle strutture sanitarie, ma i servizi di base dei territori che sono stati privati di tutta una serie di operatori, nel tempo, compreso il suo - di nuova nomina - direttore dell'assistenza ospedaliera in Assessorato: è stato assunto nella ASL di Sanluri (senza fare nomi) in qualità di assistente del servizio di igiene pubblica, oggi fa il direttore dei servizi ospedalieri presso l'Assessorato; ma dico anche il direttore generale della ASL di Oristano: era un operatore assunto nella ASL di Sanluri...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Contu!

CONTU (F.I.). E' stato privato il territorio di quelle figure. Grazie, Presidente.

Ma devo dire, molto probabilmente non usciamo dalle nebbie, Assessore, lei non riesce ad uscire dalle nebbie del territorio da cui proviene e purtroppo ha creato una grande nebulosa anche sulla sanità sarda, e noi davvero aspettiamo ancora, non solo il Piano sanitario regionale, ma aspettiamo soprattutto le risposte, non solo ai problemi sollevati dai colleghi, mai ai tanti altri che magari solleverà chi interviene dopo di me. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. E' iscritto a parlare il consigliere Cassano ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie, signor Presidente. Colleghe e colleghi consiglieri, caro Assessore, io ho firmato con piacere la mozione che ha come primo firmatario il collega Rassu, non solo per denunciare le carenze, le deficienze, i ritardi, gli abusi, che vengono consumati quotidianamente alla ASL numero 1 di Sassari, cosa che io in altra occasione ho avuto modo di sottolineare, di richiamare all'Assessore qui presente e l'Assessore continua a fare orecchie da mercante, nel senso che - forse per il tempo che gli è consentito e ha a sua disposizione - più di una volta dimentica di dare risposte, non solo scritte ma anche verbali. Ed allora, io colgo l'occasione per denunciare questi fatti, per ricordare che la sanità in Sardegna è allo sfascio, bene ha fatto qualche collega di altra provincia a ricordare che, se dovessimo trasferire tale mozione (quella sulla provincia di Sassari) in altre province, in altre realtà, credo che la situazione non cambi, cioè la situazione, così come è grave a Sassari, è grave nelle altre province, di Cagliari, di Oristano e via dicendo.

Voglio subito ricordare all'assessore Dirindin che lei rappresentava la novità in Sardegna tra le tante figure professionali, oltre che la figura professionale vi era anche il problema di una donna a capo di un Assessorato così importante, era chiamata a dare risposte efficienti ai problemi emergenti. Bene, per tutta risposta lei non ha fatto altro che aggravare, anche in modo inusuale per ciò che riguarda questo Assessorato, i problemi della nostra Isola.

Io le ho portato in altra occasione degli esempi: io le ricordo che a Sassari le pazienti, le donne (visto che lei è una donna) continuano a pagare di tasca loro per la prevenzione sulla mammografia il ticket sanitario, io le ho sollevato il problema e le ho ricordato che La ASL numero 8 di Cagliari - sto parlando della Sardegna, sto parlando della nostra Isola - continuano a non pagare il ticket. Io non voglio fare una guerra tra poveri ma voglio ricordare che Sassari non può essere considerata di "serie B" ma deve essere considerata alla pari delle altre Unità sanitarie locali. Lei continua a non rispondere, né per iscritto nè tanto meno in maniera verbale.

E' di oggi, è di qualche giorno fa, lo scandalo che è venuto fuori per ciò che riguarda la Bipiesse Riscossioni attraverso la ASL numero 1. Qui in questa cartella, assessore Dirindin, io la invito a verificare, ci sono decine, centinaia di richieste di pagamento per il ticket al Pronto soccorso di Sassari: è una cosa indegna, è una cosa vergognosa! Io la invito a recarsi a Sassari per vedere le code, le file interminabili di persone anziane che hanno 70, 80 anni, per andare lì allo sportello e dire: "io sono esente". "Bene, lei può andare". E' una vergogna che si possa richiamare, chiamare l'assistito per andare al Pronto soccorso a dimostrare che poi è esente, quindi non deve pagare il ticket del Pronto soccorso. Bene, io ho avuto modo anche di presentare un'interrogazione, a tutto questo lei continua a fare orecchie da mercante.

Che dire poi del Piano sanitario regionale, lei ne ha fatto un cavallo di battaglia, assieme a tutti gli altri colleghi della maggioranza, e mi meraviglio - non lo vedo in aula, il Presidente della Commissione sanità -, io, caro collega Masia, non so se lei abbia cambiato residenza... io la prima cosa che farò appena esco da quest'aula andrò a verificare se il collega Masia si è trasferito a Cagliari o in altra perché evidentemente i problemi di Sassari non li conosce o gli sfuggono di mano. Perché difendere l'operato dell'Assessore, difendere nel dire che non ci sono carenze, che non si sono tagli negli uffici, mi pare sia una cosa veramente grave. Reparti che chiudono, specificità che vengono eliminate, risposte che non vengono date, il personale che non viene ricevuto dai dirigenti dell'Azienda sanitaria, che addirittura si sono trasferiti d'ufficio, da Via Monte Grappa a Via Catalochino, per non essere disturbati, solo perché in Via Catalochino vi è un sistema di chiusura ermetica dove non è possibile accedere per ciò che riguarda i pazienti. E' una cosa veramente indegna! Cioè, mentre da una parte dice che dobbiamo essere vicini al cittadino, all'utente, ai problemi della gente che ha bisogno, dall'altro invece si chiudono le porte perché nessuno vuole essere disturbato!

Che dire poi sull'assistenza all'estero. Io le sottopongo e le chiedo pubblicamente, in questo Consiglio regionale - voglio che rimanga agli atti di questo Consiglio regionale - che una ragazza indigente, che non ha possibilità economiche o finanziarie, deve andare in Cina ad effettuare un intervento chirurgico, cosa che non è fattibile, non è possibile effettuare in Sardegna, probabilmente non è possibile effettuare in ambito nazionale. Bene, ci sono popolazioni che si sono mobilitate per sottoscrivere, per dare un contributo, un'adesione spontanea a questo tipo di assistenza; bene, io le chiedo che lei faccia un atto di buona volontà: dimostri veramente attenzione e prenda a cuore questo caso che io le sto proponendo, suggerendo, cioè una ragazza - credo che non capiti tutti i giorni - che si deve recare in Cina per effettuare un intervento, cosa che non è fattibile realizzare in ambito regionale e in ambito nazionale. Quindi, almeno su questo, mi auguro che lei possa dare qualche modesta o attenta risposta.

Che dire poi delle aziende miste? Anche su questo ne avete fatto, caro presidente Masia e cari colleghi consiglieri regionali della maggioranza, ne avete fatto un cavallo di battaglia. Io mi ricordo quando ero in Commissione sanità nella precedente legislatura, si parlava tutti giorni: "Azienda qua, azienda là...". Dopodiché non se ne è più parlato, tutto è passato nel dimenticatoio, non si parla più di aziende miste, non si sa neppure quando e come andranno eventualmente a realizzarsi.

E allora, si parla di "tagliandi", il segretario regionale dei D.S. oggi, ieri, in questi giorni, dice che bisogna "fare il tagliando". Ebbene, assessore Dirindin, ma lei non ritiene che anche lei debba fare il proprio tagliando a una macchina che tarda a partire e che non funziona e che deve essere cambiata? Io ho una "Giulietta" Alfa Romeo che ha 26 anni, però, in previsione che questa macchina si bloccasse del tutto, me la sono comprata nuova, e quindi credo che sia giunto il momento di cambiare l'Assessore per dare una svolta veramente reale a questa sanità in Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cassano. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore, colleghi, la mozione che noi stiamo discutendo, quella presentata dall'onorevole Rassu e più, parla in modo particolare della situazione dell'assistenza sanitaria in provincia di Sassari e io credo che, invece, prendendo lo spunto dalla situazione sanitaria nella provincia di Sassari, noi dovremmo fare una discussione, un dibattito, sulla situazione sanitaria in tutta la regione sarda, perché io credo che siamo quasi a metà legislatura ed è tempo anche di fare bilanci, Assessore, di capire come sta procedendo la sanità e come eventualmente noi vogliamo impegnare la prossima parte della legislatura per definire, per risolvere, per migliorare anche la situazione sanitaria in Sardegna. Allora c'è, ci sono alcuni problemi di grande importanza, insomma, che aspettano una risposta da parte di questa Giunta regionale, una risposta, insomma, che sembrava imminente quasi, all'inizio della legislatura, però praticamente i risultati non si vedono. E in primis c'è la situazione del Piano sanitario regionale, abbiamo sentito poc'anzi, che sta per essere discusso in Commissione, e io credo che questo sia un elemento importante della vita di questo Consiglio regionale, ma soprattutto un elemento importante che riguarda la situazione della sanità in Sardegna, perché noi dobbiamo capire cosa vogliamo fare della sanità in Sardegna, quale sarà il destino dei piccoli ospedali, come verrà distribuita la sanità in Sardegna, e fino a quale livello di autosufficienza noi possiamo effettivamente spingere. Perché, Assessore, io le posso dire, io faccio il medico di base, e beh, posso testimoniare che sono tantissimi i pazienti che si curano fuori dalla Sardegna, e per patologie che, sicuramente, potrebbero essere eseguite bene anche in Sardegna. Ecco io credo che se noi non riusciremo ad interrompere questo circuito, che praticamente vede una vasta parte di popolazione della Sardegna, che predilige la cura e il trattamento fuori dalla Sardegna, in Italia e talvolta in Europa, e in altre parti del mondo, ecco credo che questo sia uno degli obiettivi principali che noi dovremmo porci all'atto dell'approvazione del Piano sanitario regionale, ma io credo che siccome il Piano sanitario regionale, lo vedo, almeno dalla stesura iniziale che è stata avanzata, lo vedo una cosa molto generica, noi dovremo davvero riempire di contenuti, questo Piano e poi vedere di analizzare tutte queste cose, e vedere all'interno della Sardegna che tipo di sanità noi vogliamo praticare, vogliamo garantire. Allora io, così, mi aspettavo, che questa mattina, partendo proprio da questa mozione, si facesse un dibattito, che anticipasse un po' quello che è la discussione del Piano sanitario regionale, e che servisse anche per fare un esame approfondito della situazione sanitaria in Sardegna. Tutto questo non c'è stato, la maggioranza tace, nonostante ci siano grossi problemi, ma anche la Giunta vedo soltanto l'Assessore della sanità presente, gli altri Assessori non si vedono, il Presidente non si vede, la maggioranza praticamente affida al Presidente della Commissione Masia una difesa d'ufficio, che non mi pare sia una cosa molto seria. Mentre noi avremmo preferito, ci saremmo aspettati, da parte della maggioranza, una vera discussione sulla sanità oggi in Sardegna. Ma così, a parte queste considerazioni generali, io volevo, così, fare anche qualche considerazione di carattere, Assessore, più localistico, e in modo particolare io, visto che se n'è parlato anche in questi giorni sulla stampa in lungo e in largo, io volevo parlare anche della situazione, che si sta verificando in Provincia di Nuoro, fermo restando, ormai, che è palese lo squilibrio che c'è tra gli interventi nei due poli forti sanitari di Sassari e Cagliari, mentre la Provincia di Nuoro, mi pare, che sia relegata ad una situazione veramente marginale. Giorni fa c'è stata una polemica con il Presidente della Provincia di Nuoro, che praticamente lamentava una situazione di disattenzione nei confronti della Provincia di Nuoro. Lei ha detto, ha risposto dicendo che gli interventi in Provincia di Nuoro sono stati fatti, che il Presidente della Provincia di Nuoro era alla ricerca di una visibilità, approfittando di questi problemi seri che riguardano la sanità. Può darsi che sia anche vero, può darsi che sia anche vero, però la realtà vera è che i problemi della sanità ci sono in Provincia di Nuoro, sono forti, sono problemi seri, più seri anche di quelli che ha detto e che ha sottolineato il Presidente della Provincia di Nuoro, che forse in materia di sanità non conosceva bene tutta la situazione. Lei nella risposta al Presidente della Provincia di Nuoro ha detto che i soldi ci sono, ci sono delle risorse aggiuntive, che non erano state prese in considerazione, allora dal Presidente della Provincia, allora io le posso dire oggi, Assessore, che quello che ha detto non è vero, è vera invece un'altra cosa, che lei utilizzando i fondi all'articolo 20, le rimanenze degli appalti, quelli che sono già soldi dell'azienda sanitaria numero 3 di Nuoro, verranno riutilizzati a Nuoro, però quelli non sono fondi che ha dato questa Giunta regionale, quei fondi, all'articolo 20, Assessore, li ha dati la passata Giunta regionale, non è merito di questa Giunta regionale, sì, Assessore, e praticamente si sta utilizzando, si stanno riutilizzando le risorse che praticamente erano già state destinate alla Provincia di Nuoro. Quindi io credo che bisogna dirla tutta la verità, e io credo che, se noi oggi noi vogliamo fare un tipo di politica, che sia, che interessi tutta la Sardegna, in modo particolare alcuni punti, alcuni poli cruciali per quanto riguarda lo sviluppo dell'assistenza sanitaria in Sardegna, io credo che noi dovremo fare delle politiche, delle scelte che siano scelte coerenti, che siano scelte giuste che vanno in quella direzione. Si è parlato ripetutamente del fatto che è una vecchia, un vecchio progetto che vede come la Provincia di Nuoro terzo polo sanitario in Sardegna, e lo stesso Assessore regionale ha detto, lei e la Giunta sono orientati a costituire a istituire questo terzo polo sanitario in Provincia di Nuoro, però io credo che bisogna partire da fatti concreti, affinché questo si possa verificare, perché, Assessore, fare il terzo polo sanitario significa creare le condizioni affinché questo sia tale, il terzo polo sanitario significa, Assessore, che noi dobbiamo attivare la radioterapia, che praticamente in questo momento, per carenza di personale non c'è, non c'è, non c'è, dobbiamo attivare una innovazione tecnologica che praticamente non c'è, perché mancano i fondi, la polemica del primario della ginecologia, di questi giorni dall'ospedale di Nuoro, credo l'abbia seguita, la risonanza magnetica, c'è una sola risonanza magnetica in Provincia di Nuoro, e che non è idonea, ormai superata, soprattutto non è idonea per le patologie cardiovascolari, così come le Tac, le due Tac, che attualmente dispone l'azienda sanitaria numero 3, ormai sono superate anche queste, non hanno il total body, quindi praticamente hanno bisogno di una rivisitazione anche questi strumenti, così come l'emodinamica.

PRESIDENTE. Concluda onorevole Ladu.

LADU (Fortza Paris). Così come l'emodinamica, credo insomma, che se noi non dotiamo, questo servizio dell'organico giusto, questa non potrà mai decollare seriamente. Si è parlato così per quanto riguarda i distretti anche della famosa questione, che io per questioni di tempo adesso non voglio affrontare, del centro dialisi di Siniscola che dopo anni di discussione

PRESIDENTE. Così… onorevole… Ladu.

LADU (Fortza Paris). E così ho finito la questione della medicina di base c'è uno stato di agitazione per quanto riguarda la medicina di base in Sardegna, praticamente non è stata mandata avanti la convenzione, quella che riguarda la parte regionale, non si capisce perché ci sia questa refrattarietà, questa mancanza di volontà di andare ad affrontare i problemi che sono quelli che partono dall'assistenza sanitaria in periferia, proprio dalla medicina di base e quella…

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, la prego, non mi metta in imbarazzo.

LADU (Fortza Paris). E poi se mai lo riprendo, quella che… Grazie.

PRESIDENTE. La ringrazio. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente, colleghi del Consiglio. Io mi rivolgo, fondamentalmente, ai colleghi del centrosinistra. Non abbiamo chiesto durante questo dibattito in aula il numero legale, se l'avessimo chiesto, probabilmente, avremmo dovuto rinviare più e più volte i lavori, ma avremmo sperato che l'occasione delle mozioni, la prima è in discussione, presentate dal centrodestra, potesse essere un'occasione per discutere di sanità in Sardegna con voi, per discutere in aula di sanità in Sardegna, anche in preparazione del passaggio del documento sul piano sanitario regionale nella Commissione sanità.

Purtroppo, non abbiamo ancora sentito voci provenienti dai banchi della maggioranza, le voci della politica, nel senso che al di là di quello che l'Assessore dirà e al di là di quello che è stato l'intervento, più compitino che intervento, del presidente della Commissione sanità, Masia, sarebbe stato utile e interessante sentire interventi autorevoli sulla sanità in Sardegna, sui 5 mila miliardi di vecchie lire, qualcosa in più, che ogni anno questa Regione investe nella sanità, magari da parte del collega Biancu, capogruppo della Margherita, da parte del collega Marrocu, capogruppo dei D.S., che non sono in Aula, sicuramente, magari stanno ascoltando attraverso il circuito televisivo chiuso o stanno discutendo di sanità in qualche altro camerino, però, sarebbe stato interessante che ne sentissimo la voce in Aula. Magari del collega Marracini, che tra l'altro autorevolmente prende posizione spesso su argomenti di sanità, del collega Ibba, non dico tanto del collega Porcu e del collega Frau che normalmente sono tifosi, e quindi sono un po' obnubilati nel modo di ragionare, nel modo di presentare dalla loro condizione di tifosi. Però, da altri colleghi che hanno responsabilità politiche nei loro partiti, importanti, sentire una voce su quella che è la situazione della sanità in Sardegna, dopo due anni e due mesi sarebbe stata una cosa interessante, davvero interessante. Devo dire interessante anche perché voci ne abbiamo sentito in questo periodo, tutte voci del centrosinistra. Abbiamo sentito la voce del presidente della Provincia del medio Campidano, Tocco, e non era una voce in difesa delle politiche sanitarie di questa Regione. Poi abbiamo sentito la voce del presidente della Provincia di Cagliari, Milia, e non era una voce in difesa delle politiche sanitarie di questa Regione. Poi abbiamo sentito la voce del presidente della Provincia di Nuoro, Deriu, anch'esso non di centrodestra e abbiamo appreso, devo dire con sconcerto, che la voce non era in critica della sanità sarda, ma era esclusivamente per trovare degli spazi pubblicitari all'interno dei giornali. Ci aspettiamo le scuse del presidente Deriu all'assessore Dirindin. Poi abbiamo sentito la voce del collegio dei primari del Brotzu, credo che sia la prima volta che venti primari su ventiquattro sentano il bisogno di prendere la parola per denunciare la sostanziale obsolescenza dell'ospedale e la sua inadeguatezza a ricoprire quel ruolo nelle politiche di eccellenza che la sua condizione di azienda ad alta specializzazione comporterebbe. Queste voci si levano mentre le cifre, cioè i conti economici, sono quelli noti, conosciuti. Noi abbiamo avuto spese nel 2005 di 194 milioni di euro, superiori rispetto a quelle del 2004, la spesa quindi non è sotto controllo, abbiamo avuto una stanziale incapacità di programmazione analoga peraltro a quella degli anni precedenti, uno stanziamento iniziale di 2 mila 320 milioni di euro e un consuntivo di 2 mila 718, con uno sfondamento, lo sanno i Capigruppo di maggioranza, di 398 milioni di euro.

I ritardi. I ritardi, la qualità dell'assistenza, le lista d'attesa. E' cambiato qualcosa, colleghi della maggioranza, nella percezione da parte del cittadino sardo della qualità dell'assistenza in Sardegna? Cioè, queste spese che rimangono sostanzialmente analoghe aumentano rispetto agli anni precedenti, sono accompagnate da una percezione di riqualificazione della spesa e quindi di miglioramento della qualità della prestazione che viene offerta, che voi avete registrato presso i cittadini sardi, presso quella che con un termine bruttissimo viene chiamata l'utenza sanitaria. Sarebbe interessante che i colleghi della maggioranza si alzassero e fugassero dubbi, perplessità, che ormai gravano come macigni sulla gestione di questa sanità sarda in ciascuno di voi. E i ritardi? I ritardi con cui affrontiamo i problemi. Vi dimenticate che il Piano sanitario regionale doveva essere approvato, sarebbe dovuto essere approvato entro il dicembre del 2004, o che le aziende miste sarebbero dovute partire entro l'aprile del 2005? Seicento giorni di ritardo, cinquecento giorni di ritardo. Vi sembrano cose da poco? Sarà il caso di discutere, non perché noi, in nessuna misura e in nessuna maniera, vogliamo contestare il vostro diritto a fare le politiche della sanità in Sardegna, ci mancherebbe altro, è sempre il solito discorso, avete vinto le elezioni, avete il diritto, il dovere, direi, per quanto riguarda la sanità, di gestire i problemi della sanità in Sardegna. Ma avete anche il dovere di parlare con noi, di spiegarci, di farci capire, di aiutarci a comprendere quali sono le difficoltà che avete incontrato, quali sono i motivi per cui non siete andati avanti e per cui forse non andrete avanti neanche nei prossimi mesi. Cioè, cose che noi vi chiederemmo, che vorremmo sapere, che vorremmo ci fosse un rapporto di scambio di informazione tra noi e voi, in modo da aiutarci a capire, a chiarire, a sapere. Non ci consolano le esternazioni continue dell'Assessorato regionale della sanità, che interviene anche sul numero degli studenti delle facoltà di medicina di Cagliari e di Sassari, dicendo che devono essere ridotti. E su quale base lo dice? Ha mai fornito a questo Consiglio regionale o alla Commissione sanità un'analisi dettagliata sulla presenza dei medici in Sardegna? Ci ha mai detto qual è l'età media dei medici negli ospedali oggi in Sardegna? Ci ha mai detto qual è la previsione nel pensionamento dei medici che oggi hanno cinquant'anni e passa, come età media negli ospedali della Sardegna? E ci ha mai detto cosa ha suggerito l'Assessorato regionale della sanità alle facoltà di medicina sulle scuole di specializzazione per programmare in maniera accurata il mercato del lavoro in rapporto a quello della cultura, della cultura post-universitaria in Sardegna? Sono questi i dubbi, i problemi, gli interrogativi che gravano come macigni sulla politica della sanità sarda. Io ho il sospetto che questi dubbi non siano, queste situazioni non siano a conoscenza dei consiglieri regionali del centrosinistra, cioè ho il sospetto che i consiglieri regionali di centrosinistra della sanità sarda non parlino tra di loro, che non sappiano i dati, che non conoscano quelle che sono le situazioni reali della sanità sarda, e mi piacerebbe, c'è una seconda mozione dopo questa, che si alzassero gli autorevoli esponenti del centrosinistra, Siro Marrocu, Biancu, Licheri, Ibba, Marracini, e ci spiegassero che loro conoscono nel dettaglio quello che sta succedendo nella sanità sarda, che lo condividano nel dettaglio e che questo che oggi l'opposizione dice è semplicemente la solita critica che l'opposizione fa nei confronti della maggioranza. Colleghi, è capitato, è capitato anche in quest'aula, che noi abbiamo detto che, pur apprezzando le capacità da professore universitario della professoressa Dirindin, che probabilmente ne farebbero un ottimo consulente per un Assessore politico, credevamo che fosse utile per la Regione che fosse ritenuta esaurita la sua esperienza da Assessore regionale in Sardegna. Il mio collega Cassano, intervenendo, lo ha ribadito. Io vi direi: "Lasciatela! La cosa migliore è che la lasciate a fare l'Assessore, ma non per voi, è la cosa migliore per l'opposizione, perché purtroppo la politica sanitaria della Regione Sardegna è l'esempio migliore della politica del fumo senza arrosto della Giunta Soru e della Giunta del centrosinistra. E' l'esempio migliore del fallimento totale della dissociazione completa tra l'enunciazione di principio e ciò che è stato realizzato di fatto nella politica di questa Giunta regionale. Dal nostro punto di vista, lunga vita all'assessore Dirindin, lunga vita politica, intendo dire, all'assessore Dirindin. Lasciatela! Lasciatela quanto più a lungo possibile, a questo centrodestra fa senz'altro bene, non so quanto alla sanità sarda, non so quanto a voi.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente, la massiccia presenza e anche l'appassionata difesa che la maggioranza fa, oggi, dell'Assessore regionale alla sanità, la dice lunga sullo stato di salute di questa maggioranza di centrosinistra e sulle dinamiche che sono in corso, proprio in questi giorni, che sono assolutamente pacifiche, serene e costruttive all'interno della maggioranza stessa e nei confronti del Presidente della Regione. Io peraltro, credo che dopo aver letto oggi sui giornali che è intendimento del Governatore abolire le province, credo che uno dei prossimi passi o successivo a questo oppure precedente, sarà quello di abolire anche gli assessorati, che sicuramente, sono considerati un'entità inutile, costosa e talvolta anche di disturbo, il prossimo passo potrebbe essere quello direttamente di abolire il Consiglio regionale e così si creerebbe un organo monocratico che, assolutamente indisturbato, potrebbe provvedere a illuminare la Sardegna con queste e con altre felici intuizioni che da due anni a mezzo caratterizzano l'azione di Governo del Presidente Soru. In ogni caso dicevo, che l'assessore Dirindin viene lasciata in beata solitudine, in questo momento e non è una novità, già da tempo si sa, più o meno, per voci che amichevolmente vengono rivolte nei corridoi e anche in altre sedi, che l'assessore Dirindin non gode della stima di una parte consistente, considerevole e decisiva di questa maggioranza. Lo si è visto, lo si è dimostrato in diverse occasioni, oggi se ne dà un'altra dimostrazione abbastanza esplicita, pur nel silenzio di una buona parte della maggioranza, ne prendiamo atto, ma le diciamo anche, Assessore, con tutto il rispetto verso la sua persona e anche verso il lavoro che ella svolge, che questa forma di distacco, questa forma di disistima, in realtà non è soltanto un atteggiamento che le riserva una parte della sua maggioranza, è un atteggiamento che ormai si sta diffondendo, in modo abbastanza massiccio, un po' in tutta la Sardegna. Lei era stata catapultata in Sardegna per motivi, dinamiche e con modalità che ci sono ignote, ma, certamente, si era innescato, comunque, un po' per un senso di ospitalità che caratterizza noi sardi e di accoglienza verso coloro che vengono a lavorare nella nostra terra, una certa atmosfera di attesa nei confronti del suo operato. Lei aveva fatto delle cose importanti precedentemente nella sua vita accademica, nella sua attività accademica, spesso in modo, a mio avviso, anche esageratamente legato ad una determinata parte politica, agendo in virtù di un mandato che alcuni personaggi della politica italiana le attribuivano, ma, comunque, certamente non sono in discussione le sue capacità, e quindi si era creata una sorta di attesa nei confronti di quello che sarebbe stato il suo operato, anche perché, lei, ricordo nelle sue prime apparizioni e partecipazioni al Consiglio regionale, l'aveva alimentata questa attesa, dicendo che quello che era successo fino ad oggi ed in particolare quello che era successo durante i 5 anni del Governo precedente di centrodestra, era stata la distruzione del sistema sanitario sardo, una distruzione attuata o per incapacità o anche per una deliberata condiscendenza verso lo strapotere e il condizionamento che alcuni poteri forti avevano attuato nella sanità. Quindi si attendeva da lei una stagione di novità, una stagione di risanamento, uno scatto di reni , un salto di qualità che, a due anni e mezzo dal suo insediamento, cioè a metà del mandato di questa Giunta regionale, sempre che questa Giunta regionale finisca il mandato, sempre che ci troviamo non a metà ma magari forse già, quasi vicini al capolinea, o vicini comunque ad un considerevole rimpasto in Giunta che non sappiamo se la potrà riguardare oppure no, questo rinnovamento, questo risanamento del sistema sanitario sardo certamente non c'è stato, ci si aspettava un qualcosa di nuovo sotto il sole, provvedimenti risolutivi di tutte le problematiche legate alla società sarda e anche una ventata di pulizia, insomma un qualcosa o un insieme di cose che dessero finalmente le risposte che i cittadini sardi stanno aspettando e che certamente aspettavano anche durante il Governo di centrodestra, non è certamente mia intenzione dire che ciò che era stato fatto in precedenza era buono e il cattivo è arrivato dopo, sicuramente problemi gravi ce ne erano e sono stati anche accentuati, probabilmente, da errori e da carenze del Governo della parte politica di cui faccio parte. Certamente però, assessore Dirindin, quello che lei ha fatto nei due anni e mezzo del suo mandato non è stato assolutamente quello di risanare, non è stato assolutamente quello di ripulire, non è stato assolutamente quello di dare ai sardi, ai pazienti sardi, ai familiari, a coloro che sono affetti da varie problematiche che li spingono e li costringono a un approccio con il servizio sanitario regionale, quelle risposte che da lei ci si attendeva. Io direi che davvero nulla è cambiato nel sistema dei servizi sanitari sardi, o se è cambiato è cambiato qualcosa in peggio. Le liste d'attesa sono ancora infinite, manca personale negli ospedali, mancano i medici, mancano gli infermieri, non è migliorata in alcun modo la prevenzione, non è migliorata in alcun modo l'assistenza territoriale, anzi, come segnaliamo noi dall'opposizione con questa e con l'altra mozione relativa ai problemi della sanità che oggi sono in discussione, i problemi sono ancora più gravi che in passato e noi segnaliamo proprio dei problemi che sono direttamente riconducibili a carenze della sua azione amministrativa, Assessore, noi segnaliamo dei problemi che sono a lei imputabili, come ad esempio quando si privano i cittadini di un servizio essenziale, come è quello di una guardia medica o quando, in quelle guardie mediche che rimangono in attività, in funzione si lasciano i medici ma anche i pazienti che hanno bisogno, magari nelle ore notturne di essere visitati, di quella protezione, di quella sorveglianza, delle guardie giurate, di personale di questo genere che è garanzia del fatto che i cittadini, e anche i medici, non siano lasciati nelle ore notturne o diurne alla mercé dei delinquenti. E le ricordo, Assessore, che è stato versato del sangue in Sardegna, è morta della gente perché le guardie mediche erano senza sorveglianza armata, sono morte delle persone, ricordo in particolare la morte della giovane dottoressa, in seguito alla quale la Regione provvide a trovare dei soldi per mettere delle guardie a vigilanza di queste guardie mediche ed ora lei le vuole togliere, ed ora lei le sta togliendo, ed ora lei le ha tolte in buona parte dei casi, dimenticandosi che c'è morta persino della gente a causa di questo problema che è imputabile ad una carenza amministrativa della Regione, perché non si può abbandonare una guardia medica alla mercé di tutti coloro che, talvolta malintenzionati, possono avvicinarsi e quindi mettere a repentaglio la vita dei medici che ci lavorano, che spesso sono giovani, sono forse all'inizio della carriera, che hanno anche meno capacità di poter raffrontare certe situazioni di pericolo e certe situazioni di emergenza, per non parlare del fatto che rimangono esposti, in questo modo ai delinquenti, anche i pazienti che per loro disgrazia hanno bisogno di essere curati nelle ore notturne, magari in zone periferiche di un paese, magari in una zona degradata dove è più facile ed è più probabile che possano succedere incidenti di questo genere. Ora io mi chiedo, Assessore, se lei, in tutta coscienza ritiene di aver bene operato, privando, intanto sopprimendo alcune guardie mediche, e lei sa quale è la situazione delle strade e della viabilità in Sardegna, sa quanto è difficile, perché credo che in questi due anni a mezzo abbia imparato, abbia conosciuto qualcosa che riguarda la Sardegna, credo che lei sappia quanto è difficile, soprattutto per una persona anziana, in mancanza ovviamente nelle ore notturne, ad esempio, di trasporti pubblici che possono portare da un paese all'altro, o magari della circostanza in cui questo povero disgraziato non abbia a disposizione un'automobile o qualcuno che lo accompagni in automobile, raggiungere una guardia medica che dista magari alcuni chilometri di distanza. Mi chiedo, davvero se lei ritiene di aver ben operato riguardo a questo, vedo che il tempo sta per finire, interverrò anche più tardi. Ma voglio chiederle davvero, quando lei prenderà la parola per replicare se si sente di avere svolto un servizio degno dei cittadini che amministra.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Artizzu. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Signor Presidente, onorevoli consiglieri, la mozione di cui ci stiamo occupando entra nel dettaglio di alcune questioni molto specifiche che riguardano la ASL di Sassari e io cercherò di offrire alcuni contributi di chiarezza rispetto ai problemi specifici. Posto che si è inserita la discussione riguardante la ASL di Sassari in un contesto più generale, senza uscire dal tema rispetto al quale mi è chiesto di rispondere, peraltro vorrei fare qualche premessa in modo da dare alcuni chiarimenti all'Aula rispetto a quanto si sta facendo. Il processo di rinnovamento e di razionalizzazione della sanità in questa Regione è un processo difficile e credo che tutti loro ne siano consapevoli, ce lo siamo detti tante volte in quest'Aula e anche fuori, e richiede che sia percorso un sentiero che abbiamo detto molte volte stretto e continua ad essere stretto anche in questi ultimi mesi nonostante l'apertura del patto con il Governo nazionale sulla sanità, su alcuni temi particolari in modo da modificare, ove possibile, alcuni degli articoli che facevano parte del patto sottoscritto nel 2005, in modo da consentire alle Regioni su alcuni argomenti di poter operare con maggiore efficacia. Il sentiero è stretto ed è - l'abbiamo sempre detto, io l'ho sempre sostenuto e non mi pare che nessuno abbia detto che la realtà è diversa -l'unico sentiero che ci possiamo permettere di seguire, che è quello di riordinare questo sistema, ammodernarlo, fare in modo che le risorse che sono impiegate dentro la sanità siano utilizzate al meglio e garantire una qualità dei servizi migliore di quella di prima. Sappiamo che è sempre molto difficile combinare insieme la riqualificazione dei servizi e la riduzione o il contenimento della crescita della spesa sanitaria, però il punto di partenza da cui noi siamo partiti ci rende possibile, seppur con grande difficoltà e con grandi sacrifici da parte di tutti, fare qualche cosa in questo senso. Io porto soltanto alcuni elementi di conoscenza, qualora non fossero a conoscenza di tutti, rispetto a quello che è stato fatto in questi anni. Sono due anni e qualche mese, non credo nessuno possa pensare che si possa capovolgere completamente la situazione di una sanità, che è comunque un settore complesso e delicato, in due anni. Certo, avevamo incominciato a lavorare cercando di bruciare alcuni tempi; qualche volta ci siamo riusciti, qualche volta non ci siamo riusciti perché le difficoltà incontrate - l'ho dichiarato più volte - sono state superiori rispetto a quelle che avevamo preventivato, ma molta strada lungo questo sentiero stretto è stata fatta. Molta ce ne resta ancora da fare, ma abbiamo avviato un percorso che riteniamo possa considerarsi non soltanto positivo per la sanità di questa regione, ma anche un percorso rispetto al quale ormai diventa sempre più difficile pensare di tornare indietro e quindi che verrà comunque portato avanti in modo efficace nel momento in cui si tratterà di dare attuazione. Intanto riguardo alla spesa che è stata ripresa sia per quel che riguarda Sassari, sia per quel che riguarda la Regione. Il 2005 è stato un anno in cui la crescita della spesa complessiva di questa regione è stata inferiore al resto della nazione e questa spesa è comunque cresciuta molto anche per effetto del fatto che nel 2005 non era stato possibile finanziare il costo dei rinnovi contrattuali che riguardavano gli anni precedenti, dal 2002 in avanti, perché le AA.SS.LL. non avevano accantonato le risorse necessarie per i rinnovi contrattuali. Quindi abbiamo caricato sul 2005 il costo dei rinnovi contrattuali. Avremmo potuto fare - e dal punto di vista strettamente politico sarebbe stato vantaggioso, ma non abbiamo voluto fare questo soltanto per dare visibilità a un anno rispetto all'altro in maniera diversa - riaprire i bilanci degli anni precedenti e inserire le spese negli anni precedenti, ma tanto si trattava di somme che dovevano essere pagate e quindi, inserite nell'anno 2005 tutte o distribuite negli anni precedenti, non cambiava la sostanza delle cose. Nel complesso il 2005 è stato un anno che siamo riusciti a chiudere, e stiamo chiudendo anche gli adempimenti con il livello nazionale, senza assestamento e senza incappare negli automatismi che erano stati previsti dal Governo precedente per le regioni con disavanzi non coperti, automatismi che, come sapete, prevedevano l'aumento delle imposte obbligatoriamente nelle singole realtà. Stiamo anche cercando di recuperare le risorse ancora del 2001 che non erano state recuperate e che possono essere utilizzate in questi anni per continuare a coprire quella parte di disavanzo che comunque continua ad esserci perché, ovviamente, il rientro dal disavanzo non è così rapido né come vorremmo, né come ci è possibile tenuto conto dell'aumento dei finanziamenti. Lo stesso ha fatto la ASL di Sassari che è quella, all'interno della regione, che ha avuto il tasso di incremento della spesa nel 2005 più basso dell'intera regione: ha avuto un incremento dei costi di produzione di poco superiore al 2 per cento a fronte di una media regionale che è intorno al 5 per cento. E questo è stato fatto non tagliando i servizi, su questo mi vorrei soffermare qualche minuto, ma tagliando là dove è stato possibile individuarli attraverso una attenta, faticosa e qualche volta anche non così facile da realizzare perché tocca alcuni nervi difficili da cambiare della sanità, un'attenta ricognizione di quelle voci di costo che potevano essere modificate, tagliate o recuperate perché a queste voci di costo non corrispondevano qualche volta neanche il rispetto delle norme contrattuali e qualche altra volta neanche la possibilità di avere dei servizi superiori. Faccio qualche esempio riguardo alla realtà di Sassari. Nella realtà di Sassari vi erano incarichi dirigenziali affidati senza le procedure previste dalle norme contrattuali, assegnati ad personam e senza l'assegnazione degli obiettivi, cosa che è necessaria per la verifica finale. Nella realtà di Sassari c'erano circa 200 posizioni organizzative individuate quando per le dimensioni della realtà di Sassari le posizioni organizzative mediamente nelle ASL analoghe sono intorno a una cinquantina. Sono state cambiate queste posizioni organizzative e sono state previste, appunto, 50 posizioni organizzative che sono in corso di assegnazione con le modalità che sono previste dalle norme contrattuali. Così come nella realtà di Sassari, ma potrei raccontarvi altri episodi in altre realtà, ma credo che non ci interessa tanto ad andare a recuperare le cose del passato, ci interessa cercare di capire che cosa possiamo fare ancora di meglio per il futuro, era stato impiegato del personale attraverso le cooperative senza che ci fosse alcun contratto con queste cooperative. Certamente non è facile agire in queste condizioni, quando le situazioni di irregolarità nei contratti, e ho fatto solo qualche esempio, si contano a centinaia e non a unità. Quindi è stato fatto un lavoro puntuale per mettere intanto in regola queste posizioni e poi mantenere soltanto le posizioni che è necessario perché la realtà organizzativa e dell'assistenza della provincia lo richiede. Sono state revocate delle indennità dipartimentali non spettanti. E' stata fatta, proprio a Sassari, un'azione intensa sull'assistenza farmaceutica che, come loro sanno benissimo, è una delle principali voci che spiegano il disavanzo che abbiamo ancora nella sanità e Sassari è la realtà che è fra le migliori che sono riuscite a contenere l'aumento della spesa per l'assistenza farmaceutica, a far partire con maggiore intensità, ma molto c'è ancora da fare, e su questo sono d'accordo, la distribuzione diretta dei farmaci anche con il gradimento degli assistiti che hanno capito che questo poteva comportare qualche volta qualche disagio, ma nel complesso una maggiore capacità nella continuità assistenziale di avere i presidi e i farmaci di cui avevano bisogno. Così come per primi a Sassari hanno incominciato a lavorare per raccomandare, non certo obbligare perché questo non compete alla Regione, ma a raccomandare con fermezza a tutti i medici prescrittori di prescrivere là dove la letteratura scientifica internazionale, non quella sarda, non quella italiana, ma quella internazionale precisa che ci sono farmaci che sono assolutamente ugualmente efficaci, equivalenti dal punto di vista della capacità di curare i pazienti, di utilizzare i farmaci che costano un terzo o la metà rispetto ad altri che costano molto di più. Questo ha consentito qualche primo risultato e sono d'accordo che i risultati potrebbero e dovrebbero essere superiori e rispetto all'intensità di questi interventi stiamo lavorando intensamente, anche in questi ultimi due mesi, e certamente la richiesta che abbiamo fatto nei territori di individuare modalità per contenere alcune voci di spesa che avevamo l'impressione che potessero essere ulteriormente tenute sotto controllo ha creato qualche fibrillazione, ma credo che sia assolutamente doveroso, trattandosi di soldi dei contribuenti e trattandosi di una Regione che ha un debito enorme rispetto al quale deve rientrare, chiedere alla dirigenza e a tutti gli operatori che hanno capacità di spesa che rientrino sotto questo profilo. Forse, in qualche caso, i servizi che sono stati erogati ai pazienti sono cambiati e sono cambiati perché, anche qui dico solo due parole, perché molto spesso come succede anche in altre realtà, per carità, molto spesso si tratta di servizi che non necessariamente sono quelli più efficaci rispetto alle specifiche esigenze di salute della popolazione. Su questo abbiamo lavorato molto e riprenderò subito dopo quando parliamo dei piccoli ospedali, perché piccoli ospedali è un altro tema di cui si è parlato con riguardo a Sassari e in generale con riguardo a questa regione. Piccoli ospedali, Ittiri e Thiesi, di cui anche nella mozione viene chiesto qual è il destino che la Regione prevede per questi. Certamente, l'abbiamo più volte specificato, nel documento di Piano - sia nella versione che è stata approvata, quasi ormai un anno fa, dalla Giunta, sia nell'integrazione che è stata approvata più recentemente - abbiamo indicato qual è la logica con la quale riteniamo si debba partire, non è mica una logica nostra, è quello che sta facendo tutto il mondo, che ha a cuore il futuro della sanità pubblica. Anzi, non è una logica nostra tant'è vero che per i piccoli ospedali abbiamo ripreso in grandissima parte quanto il Consiglio regionale di questa regione aveva già detto nel 1998, nel momento in cui aveva presentato una razionalizzazione della rete ospedaliera che prevedeva per i piccoli ospedali la trasformazione, in molti casi, da struttura a bassa complessità assistenziale. Ittiri e Thiesi sono due ospedali che, abbiamo detto, insieme a tanti altri non saranno chiusi, sicuramente, perché abbiamo voluto tenere conto delle specificità della regione, delle difficoltà dal punto di vista della viabilità e anche del ruolo che hanno queste piccole strutture sul territorio dal punto di vista sociale, perché costituiscono un punto di riferimento importante di rassicurazione per il cittadino. Però vanno trasformati, Ittiri e Thiesi sono due ospedali che chiamarli di piccole dimensione è quasi un eufemismo, 27 posti letto e 39 posti letto. Ora, è bene che ci diciamo che non soltanto ormai da decenni la normativa nazionale dice che gli ospedali con meno di 120 posti letto dovrebbero essere chiusi, ma le riflessioni che sono state fatte negli ultimi 2 anni, 2 anni e mezzo a livello nazionale, tendono a portare questa soglia a 220-250 posti letto. Tant'è vero che i prossimi finanziamenti che saranno dati per gli investimenti in edilizia ospedaliera, ahimè, probabilmente terranno conto di questi vincoli, perché? Non soltanto per ragioni di efficienza ma per ragioni di efficacia innanzitutto, perché i piccoli ospedali, ovviamente, trattano una casistica molto semplice, inevitabilmente, sono fondamentali ma sono fondamentali per dare rassicurazione ai cittadini per problemi di bassissima complessità, perché nessuno di noi porterebbe un proprio familiare con un problema grave di salute in un ospedale che ha 20, 30, 40 o anche 80 posti letto, lo porterebbe in un ospedale più complesso. L'ospedale di piccole dimensioni che svolge una funzione che molti chiamano "da casa della salute" sul territorio e che è quello che noi abbiamo previsto per Ittiri e Thiesi, sono gli ospedali che hanno un punto di primo intervento aperto 24 ore al giorno, ed è quello che stiamo potenziando, che hanno una chirurgia diurna e fungono da ospedali per il ricovero a ciclo diurno e poi, siccome questi ospedali spesso stanno nei territori come Ittiri e Thiesi in cui c'è un'alta percentuale di persone anziane, devono avere principalmente una funzione non specificamente per i problemi acuti ma per i problemi postacuti dove possono essere trattati pazienti più vicino alla loro residenza, ed è questo quello che abbiamo previsto per Ittiri e Thiesi. Così come l'abbiamo previsto in queste strutture, abbiamo anche indicato la possibilità di ristrutturare questi ospedali in modo che le RSA che erano previste costruite fuori dell'ospedale possono essere costruite all'interno dell'ospedale, in modo che tutto quello che riguarda la sanità dei pazienti in quel territorio possa fare riferimento ad un'unica struttura. In questa logica Ittiri e Thiesi, e rispondo a un altro aspetto che è stato toccato più volte e comunque è stato previsto nella mozione che ho letto attentamente, riguarda la radiologia e il laboratorio analisi. Radiologia e laboratorio analisi che, certamente, devono anche, seppur in una struttura così piccola, devono anch'essi essere in grado di garantire interventi di qualità. Ebbene, nell'ospedale, nella ASL di Sassari quello che si sta facendo è cercare di capire come si può far convivere una piccola struttura con risposte di qualità. Sul laboratorio analisi si stanno costruendo, si sta riorganizzando la rete dei laboratori analisi prevedendo di convertire questi laboratori periferici in centri prelievi. Io non credo che questo sia da guardare con occhi negativi, come è scritto nella mozione, perché i centri prelievi sono... i prelievi è importante che siano fatti disseminati sul territorio, poi dove si fanno materialmente le analisi non importa, anzi, è bene importante che sia fatto laddove se ne fanno grandi quantità e dove ci sono professionisti capaci e dove il referto ha un'alta probabilità di essere corretto, i referti poi vengono restituiti sul territorio ai pazienti. Il laboratorio analisi si sta riorganizzando su tutta la ASL di Sassari e via via sarà così anche nel resto della regione in questa maniera. Lo stesso per quel che riguarda la radiologia, dove è previsto, anche qui innovando, che nell'ospedale di Ittiri e di Thiesi dove non si fanno, ad esempio, esami di tipo contrastografico, sia possibile la digitalizzazione delle immagini che sono ottenute dalle apparecchiature tradizionali e che poi queste immagini siano inviate telematicamente al centro radiollogico di riferimento di Sassari, il quale le esamina e poi dopo le restituirà con tutti gli approfondimenti del caso se necessario, li restituirà al luogo in cui il paziente ha fatto l'analisi e la radiografia e, quindi, restituirà un referto molto più sicuro di quanto non potrebbe essere diversamente sul territorio.

Per quel che riguarda le singole questioni che sono state sollevate dalla mozione con riguardo a singoli contratti, o comunque posizioni, dentro le strutture di Sassari, vorrei in ogni caso dire che, certo, i problemi del personale ci sono e credo di aver già detto una volta che la Regione Sardegna ha promosso un tavolo tecnico a livello nazionale sulla questione del personale che peraltro, fintanto che non cambia la finanziaria, sia la finanziaria del 2004, sia quella del 2005 e anche quella del 2006, fintanto che non cambia la finanziaria sul personale i vincoli che abbiamo sono fortemente rilevanti. In ogni caso con il personale che abbiamo a disposizione e con le possibilità che abbiamo, tenuto conto dei vincoli della finanziaria, ci terrei a dire che non mi risulta che ci siano stati dei servizi che non sono stati resi possibili per la mancanza di personale e questo grazie alla disponibilità degli operatori che ancora ora, nonostante le difficoltà e nonostante qualche critica di qualche primario ovviamente, però gli operatori che sono al fronte nella sanità reagiscono in maniera adeguata. Porto soltanto qualche indicazione: intanto il posto di cardiochirurgia è stato bandito e si sta espletando il concorso; poi ci sono i posti di primario di urologia e chirurgia maxillo-facciale, è stato chiesto quando si bandiranno i concorsi, questi sono due reparti che è previsto vadano all'azienda mista e nel rispetto della futura direzione dell'azienda mista, che dovrà concordare con l'Università, appunto, le soluzioni a vari livelli non è stato ancora bandito un concorso, peraltro non è necessario bandire il concorso per poter garantire i servizi, i servizi stanno garantendoli il personale che è presente. Lo stesso, per la prima e seconda divisione di medicina dove l'atto aziendale che grazie all'approvazione da parte del Consiglio regionale della legge numero 10 del 2006, si procederà, speriamo con una certa rapidità, a riorganizzare all'interno dell'azienda le varie posizioni e, quindi, conferire le posizioni che è necessario conferire. Con riguardo, ancora nei pochi minuti che mi sono concessi, con riguardo al caso di Ittiri, la sala operatoria, la sala operatoria che era costata 2 miliardi di lire a suo tempo, e che, peraltro, non aveva una scala antincendio per questo non otteneva il nulla osta da parte di vigili del fuoco, si sta operando per dotare della scala antincendio in modo che poi questa sala operatoria possa essere utilizzata all'interno di quella riconversione, che è stato detto, che è previsto per l'ospedale di Ittiri...

PRESIDENTE. Prego, Assessore.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Lo stesso per l'ospedale di Thiesi, rispetto a un tema che è stato sollevato come importante e che in effetti è importante, è il "Centro dialisi", il "Centro dialisi", e anche qui erano necessari interventi per i vigili del fuoco entro fine ottobre e mi è stato confermato che il "Centro dialisi" potrà funzionare. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei Assessore.

Ha domandato di replicare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, Presidente e grazie all'Assessore per le risposte, che per alcuni versi, comunque sia, non trovo puntuali, ma prima della risposta all'Assessore, non per polemizzare, ci mancherebbe altro, per la stima che mi lega, l'amicizia al collega Masia, voglio dire questo al collega Masia, la mia mozione viene dopo aver presentato, con un'interrogazione circostanziata all'Assessore, non avendo avuto risposta, dopo aver avuto incontri a Thiesi alla presenza del direttore generale del corpo ospedaliero, di tutti gli amministratori del territorio presente anche il collega Licheri, dopo un altro incontro con tutti gli amministratori del territorio, quindi questi problemi sono stati prima affrontati nel territorio, portati all'attenzione della direzione generale, la quale tra l'altro si è impegnata sin da allora, come ho detto, a dare effettive risposte che non sono venute. E forse ha ragione, sono risposte che deve darci la direzione generale della ASL, ma se la direzione generale della ASL, chiusa come è, in via Catalucchino in quel bunker paradisiaco ed è di difficile accesso non solo per noi ma anche per i medici, per i primari come abbiamo detto, mi domando e dico come possiamo avere risposte da chi risposte fino ad oggi non ne ha dato a nessuno. Comunque, giustamente, ammetto quella che è stata la difesa d'ufficio del Presidente della Commissione sanità, ma la situazione purtroppo è quella che è, è sotto gli occhi di tutti, nessuno può negarla, è incontrovertibile, è necessario porre rimedio. Per quanto, andando nello specifico, io non mi ritengo completamente soddisfatto, ad esempio, l'Assessore ha detto che nel Thiesi di Ittiri, opera in sede di chirurgia diurna, non è vero Assessore, perché le due sale operatorie sono chiuse, chiuse da due anni e nessuno estrae neanche un'unghia incarnata. Quindi, vede che è poco informata, ciò che a me dispiace, come ha detto qualche collega, è che verosimilmente o probabilmente lei sta approfondendo tutte le sue esperienze professionali anche di manager per dare delle risposte positive al problema gravissimo della sanità in Sardegna, ma questo non le sta riuscendo ed io non esito a dire che questo dipende dalla incapacità dei manager che sono stati portati in Sardegna perché non c'è un'altra soluzione e un'altra risposta plausibile a questa domanda, poiché è vero, se è vero com'è vero, che Sassari così come lei ha detto è nellostandard regionale, è la ASL che giustamente ha contenuto di più la spesa, benissimo ma andiamo a vedere il perché e per come, e torniamo un po' indietro, pur rimanendo dentro quella riconversione che io ancora non conosco perché non sono al corrente del Piano sanitario regionale degli ospedali di Ittiri e Thiesi, io ho detto nella mozione e nel mio intervento che verosimilmente queste strutture, a mio parere e ad avviso anche di esperti, ad avviso anche dei medici e dei chirurghi, potrebbero benissimo trasformarsi in centri di specializzazione, certamente anche per interventi di "post-acuti", ma questo lo stiamo dicendo da anni e da anni e da anni… Ma se a questo si vuole arrivare, non aprendo, vabbè… ho saputo oggi che probabilmente fino a ottobre viene aperta la dialisi, se a questo si vuole arrivare bloccando la sala operatoria perché ci vogliono degli accorgimenti che non vengono fatti dove lì operava una équipe polispecialistica, chirurgica, fatto apposta ad esempio e con esperienza in tutta la Sardegna, unica in Italia, ha dato dei risultati ottimi ed eccellenti ed ora non c'è più, se lì non c'è il personale per far funzionare la medicina, se lì si vuol togliere il centro laboratorio di analisi, ciò vuol dire che, tot laboratori d'analisi non hanno più ragione di esserci là dentro, Assessore, nella chirurgia, nella medicina, è chiaro che la riconversione contempla non la chiusura fisica dei battenti delle porte degli ospedali di Ittiri e Thiesi, ma chiaramente la loro, il loro ridimensionamento ma non a strutture specializzate ma bensì a semplici poliambulatorii che non sono altro, e lei mi insegna, nella materia, che tutto sono fuorché strutture ospedaliere che non ci siamo mai illusi di dare il nome di struttura ospedaliera né a Ittiri, né a Thiesi ma in quel contesto storico, in quel contesto territoriale, in quel contesto economico e sociale risultano essere delle strutture indispensabili, è un presidio sanitario indispensabile per il territorio, mi consenta Assessore, non è possibile che un chirurgo della valenza del dottor Cadeddu, vada via dall'ospedale di Ozieri sbattendo la porta perché non riesce ad avere risposte né tanto meno a colloquiare col direttore generale, quando quel direttore generale in presenza mia e di tutta la Commissione Sanità, presente anche il collega Masia si è impegnato a creare ad Ozieri, non una ASL, ma un esperimento affinché, data la sua caratteristica territoriale, poteva essere, non amministrata, ma diretta da un minimanager, data proprio la complessità della gestione, non dimentichiamoci che Sassari è la ASL più grande di tutta l'Italia, rappresenta la ASL territorialmente senz'altro in Sardegna e sappiamo tutti che è di difficile gestione, è di difficile amministrazione, ed allora perché territorialmente si vuole distruggere quello che già esiste, quello che storicamente per tanti anni grazie anche alle donazioni che hanno fatto degli emeriti cittadini per dare sollievo alla sanità nel territorio, per dare sollievo a quei cittadini meno abbienti hanno creato prima di noi, ed allora, lo si vuol chiudere, per che cosa, per accentralizzare, per grattacielizzare, l'ho detto in un'altra occasione, la sanità. Ma questo è proprio ciò che ha prodotto quelle grosse voragini di debito pubblico, perché l'accentramento, perché l'accorpamento, perché quella grattacielizzazione come l'ho voluta chiamare, pur rispondendo in teoria ad una politica economica, non mi viene ora la parola esatta, non ha prodotto risultati nei tempi che ci si è sperati, ha prodotto voragini non controllabili, ed ha ragione lei, perché più cosa c'è, più gente c'è, più è grande la struttura, meno è controllabile, bene invece sarebbe, in una politica economica anche dei piccoli numeri, dare dignità di struttura a quelle piccole realtà ospedaliere dove possono senz'altro esercitare delle specializzazioni e dare assistenza immediata e diretta, non certamente per interventi a "cuore aperto", a quel territorio che fisicamente, che geograficamente risulta purtroppo essere lontano stante la mancanza di collegamenti viari e di altri collegamenti, vedasi poi, perché lei forse non lo sa, poc'anzi ho chiamato Sassari per una curiosità, ho chiesto a che ora arrivava il pullman dell'Arst che parte da Sassari per Cagliari, diretto alle 11, mi hanno risposto alle tre e venti! Ma lei immagini, ma lei immagini in che mondo viviamo ancora, e questa è la riforma dei trasporti, allora se riforma deve essere sanitaria, Assessore, la si faccia con i territori, la si faccia consultando la base, la si faccia consultando quei medici che non ricevono i suoi direttori generali, la si faccia consultando quei primari che sono ogni giorno a diretto contatto con i nostri malati perché poi, alla fine, è l'utente, è il malato che sta pagando caro questo prezzo, perché se lei si informa, vedrà anche che la mortalità e i decessi su Sassari sono aumentati, sono aumentati in quest'anno e mezzo, e sono dati che abbiamo alla mano. Qualche motivazione ci sarà, e non mi si può dire che bisogna aspettare ora l'accordo con l'università affinché sul reparto della chirurgia maxillo-facciale, bisogna decidere. Allora, io sono stato un po' osteggiato, ma non osteggiato per non voler l'azienda mista, io ho sempre asserito che l'azienda mista deve essere di tipo B, praticamente di tipo A, cioè le aziende miste universitarie devono essere dell'università e deve gestirsele l'università, e non di tipo B con una gestione mista, tra Regione e università, ma lo sa perché? Non per aver niente contro l'università, perché la Regione resterà, farà come ha sempre fatto, il "mammasantissima", cioè portare soldi in quella voragine, si aprirà un'altra voragine, Assessore, in quel caso, allora nel reparto di maxillo-faciale, come nel reparto di urologia sono proprie dell'ospedale civile, dell'ospedalità sassarese dove ci sono valenti professionisti ed io ripeto che, e ritengo che non c'è assoluta necessità affinché questi vadano in un'azienda mista, e diventino dei reparti universitari. Ha capito perché abbiamo dei primari, dei dottori valentissimi e che sono in questo momento sottostimati e sottovalutati? Su Ozieri, e lei lo sa quanto me, a fine mese andrà via il dottor Zanetti, l'ortopedico, e anche l'altro sta andando via, è andato via in pensione il dottor Pireddu che è il primario anestesista e sono senza anestesisti, come pare stia andando via il dottor Pala, che è un altro anestesista ed allora mi dice come fa a funzionare il reparto chirurgia di Ozieri, quando non ha primario, non ha anestesisti e non ha niente? Ora non è che io stia dando la colpa a lei perché questo sia successo e ha detto bene, io non ho difficoltà ad ammettere che in due anni non si può assolutamente cambiare completamente quella che è la situazione della sanità in Sardegna. Ma chi si è presentato? Me lo dica lei? O chi ha presentato, chi si è presentato, quando si è presentata all'inizio, nell'esordio dicendo che si sarebbe dato un segnale di forte cambiamento alla nostra sanità, questo mi creda, non vuol dire solo tagliare le spese, contenere la spesa, perché contenere la spesa molte volte, forse lei non se ne rende conto, vuol dire anche farla sulla pelle dei malati, è vero che ci sono spese, ma potrebbero essere contenute anche le spese per le consulenze, io lo dico senza polemica alcuna, lo dico senza polemica alcuna e se è vero che è vero che la Regione ha dei soldi per comprarsi metà Sardegna, coste ed altro, può benissimo spendere quei soldi prima per… - dico che è demagogia per essere chiari! - allora li spendiamo per la salute dei nostri cittadini Assessore! Quindi io non mi ritengo soddisfatto di quello che ha detto, perché proprio il dito sulla piaga non l'ha messo! Ha detto che verranno ridimensionati, che non verranno chiusi quegli ospedali, certamente non fisicamente, ma senz'altro come ospedali non esisteranno più! Esisteranno come poliambulatori poco funzionali, che non risponderanno mai più alle esigenze di quei cittadini, che pagheranno sulla loro pelle la mancanza di un'assistenza diretta!

PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. E' conclusa la discussione della mozione, siamo nella fase di votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Per chiedere il voto elettronico palese!

PRESIDENTE. E' stato richiesto il voto elettronico palese, chi lo accompagna?

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

Prego i colleghi di prendere posto. Prego un Segretario di assistere.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 87.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere UGGIAS ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - GALLUS - GIORICO - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - MILIA - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 69

astenuti 2

maggioranza 35

favorevoli 27

contrari 42

(Il Consiglio non approva).

Prossimo punto all'ordine del giorno è la discussione della mozione numero 82.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei chiedere una brevissima pausa di cinque minuti di sospensione prima di iniziare questa mozione.

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, il Consiglio è sospeso per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 14, viene ripresa alle ore 13 e 23.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Se i colleghi riprendono posto devo comunicare al Consiglio che all'ordine del giorno è iscritta, come dicevo, la mozione numero 82. Però la conferenza dei Capigruppo aveva anche deciso che le due mozioni sarebbero state discusse ed esaurite nella tornata dei lavori di stamattina, siccome sono state poi convocate, così come d'intesa, per questo pomeriggio le Commissioni per lavorare sui provvedimenti, l'intesa era che se non si riuscisse a completare - e mi sembra che il tempo residuo di lavoro sia assolutamente limitato e insufficiente! - che si utilizzasse il martedì successivo per il completamento dell'esame delle mozioni. Per cui il Consiglio oggi finisce qua ed è aggiornato alle ore 10 di martedì della prossima settimana. Grazie.

La seduta è tolta alle ore 13 e 25.



Allegati seduta

CCXXXV Seduta

Martedì 19 settembre 2006

Presidenza della Vicepresidente Lombardo

indi

del Vicepresidente Secci

La seduta è aperta alle ore 10 e 25.

RANDAZZO ALBERTO, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta del 12 settembre 2006 (229), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Fedele Sanciu ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 19 settembre 2006.

Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione LA SPISA - CONTU - SANJUST - RASSU - SANCIU sul progetto di istituzione del parco di Gutturu Mannu". (372)

(Risposta scritta in data 14 settembre 2006)

"Interrogazione SANJUST sulle tre selezioni pubbliche per titoli e colloquio di tipo motivazionale, indette dall'Agenzia del lavoro il 28 ottobre 2005 e pubblicate online il 19 novembre 2005". (394)

(Risposta scritta in data 14 settembre 2006)

"Interrogazione SANNA Matteo sulla nuova selezione pubblica dell'Agenzia regionale del lavoro". (402)

(Risposta scritta in data 14 settembre 2006)

"Interrogazione CONTU - LA SPISA sull'utilizzo delle risorse liberate dei progetti POR relative finanziamenti dell'offerta formativa sperimentale di cui alla Legge 28 marzo 2003, n. 53, anno formativo 2005-2006, in attuazione della delibera della Giunta n. 39/7 del 5 agosto 2005". (438)

(Risposta scritta in data 14 settembre 2006)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

RANDAZZO ALBERTO, Segretario f.f.:

Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla moria di pesci nella laguna di San Teodoro e sugli interventi in sostegno dei pescatori.(611)

Interrogazione Amadu - Biancareddu - Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata approvazione del Regolamento di attuazione di cui al comma 10 dell'articolo 44 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23.(612)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

RANDAZZO ALBERTO, Segretario f.f.:

Interpellanza Capelli - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Biancareddu - Amadu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio sulle assunzioni a tempo indeterminato presso l'Azienda ospedaliera "G. Brotzu" di Cagliari. (189)

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico che l'elezione dei componenti la Consulta per il nuovo Statuto di autonomia e sovranità del popolo sardo, ai sensi della legge regionale 23 maggio 2006 numero 7, si terrà lunedì 2 ottobre alle ore 10.30. Ricordo che in base a quanto previsto dalla medesima legge regionale, almeno 72 ore prima del giorno previsto per la votazione, quindi non oltre alle ore 10.e 30 di venerdì 29 settembre, le liste dei candidati devono essere depositate presso la Presidenza del Consiglio regionale. Le modalità, relative a tale elezione, sono dettagliatamente indicate in una nota, trasmessa a cura di questa Presidenza, a tutti i consiglieri regionali.

Discussione della mozione Rassu - Petrini - Licandro - Sanciu - Randazzo - La Spisa - Ladu - Amadu - Farigu - Pisano - Cappai - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Cassano - Diana - Sanna Matteo - Moro - Liori - Artizzu - Contu - Biancareddu - Dedoni - Vargiu - Sanjust sul problema dell'assistenza sanitaria nella Provincia di Sassari e sul futuro degli ospedali di Thiesi, Ittiri e Ozieri, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento (87)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 87.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Rassu - Petrini - Licandro - Sanciu - Randazzo - La Spisa - Ladu - Amadu - Farigu - Pisano - Cappai - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Cassano - Diana - Sanna Matteo - Moro - Liori - Artizzu - Contu - Biancareddu - Dedoni - Vargiu - Sanjust sul problema dell'assistenza sanitaria nella Provincia di Sassari e sul futuro degli ospedali di Thiesi, Ittiri e Ozieri, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che da oltre un anno e mezzo è cambiata la gestione della ASL n. 1 di Sassari, dove la vecchia dirigenza è stata allontanata "per dare un forte segnale di cambiamento";

STIGMATIZZATO il fatto che:

- è trascorso ormai metà del mandato per la nuova dirigenza ed è necessario fare il bilancio della situazione;

- i miglioramenti, più volte annunciati negli ultimi tempi, sono rappresentati esclusivamente dai tagli pesanti sia sulla qualità che sulla quantità delle prestazioni erogate, conseguenti a chiusure e ridimensionamenti di reparti e servizi, nonché alla mancata sostituzione di dipendenti andati in pensione o invogliati al trasferimento;

CONSIDERATO che:

- certamente pesa non poco sul bilancio della ASL n. 1 l'aumento delle consulenze esterne ritenute "necessarie", se non "indispensabili", considerata "la mancanza di professionalità in loco" come più volte ribadito dalla dirigenza;

- si sta di continuo assistendo ad una progressiva ed inesorabile trasformazione delle strutture ospedaliere dell'azienda sassarese in poco più che infermerie e pronto soccorso.

- si ha l'impressione che si voglia attuare un progetto specifico di declassamento della sanità sassarese e del nord Sardegna nel suo insieme, dove è rappresentata quasi la metà dei sardi che si ritiene abbiano gli stessi diritti di quelli che abitano nel capoluogo regionale e nella sua provincia.

A TAL PROPOSITO SI SOTTOLINEA CHE:

a) nell'ospedale di Sassari è andato recentemente in pensione il direttore della cardiochirurgia e a tutt'oggi non è stato bandito un concorso per sostituirlo;

b) da alcuni anni è vacante il posto di primario del reparto di urologia;

c) recentemente è andato in pensione il primario del reparto di chirurgia maxillo-facciale;

d) da oltre tre anni sono stati banditi i concorsi per il primario della I e II Divisione di medicina, ma non sono ancora stati nominati gli eventuali vincitori;

e) la promessa dell'istituzione di un reparto di chirurgia pediatrica è stata definitivamente accantonata;

SOTTOLINEATO ANCORA che:

a) nell'ospedale di Alghero non è stato ancora definito il concorso per il primario di laboratorio e per il primario di pronto soccorso;

b) nell'ospedale di Ozieri, e per quanto riguarda gli ospedali minori, l'attività chirurgica nelle diverse specialità è stata drasticamente ridotta per mancanza di anestesisti;

c) l'attività di day surgery polispecialistico, che poteva rappresentare un centro di eccellenza nell'ottica di una razionalizzazione con riduzione di posti letto ed una reale risposta ai bisogni di salute della popolazione, viene svolto in quasi regime di volontariato e senza sale operatorie efficienti;

d) nell'ospedale di Ittiri:

- la Divisione pneumologia è stata soppressa, i medici e gli infermieri trasferiti;

- è stato abolito il servizio ambulatoriale di fisiopatologia respiratoria e allergologia che pure dava concrete risposte a numerosi pazienti provenienti da tutto il territorio aziendale;

- l'unità operativa di medicina non ha un responsabile individuato; risultano in servizio tre medici strutturati ed uno a contratto, assieme a due dirigenti medici di chirurgia (chiusa da diversi anni), che garantiscono anche il servizio di pronto soccorso e l'accompagnamento protetto dei pazienti verso altre strutture;

- il laboratorio è in attesa di declassamento a centro prelievi;

- in radiologia il mammografo è fuori servizio da circa un anno e non è stato, né si intende rimetterlo in funzione;

- la sala operatoria, costata oltre due miliardi di lire e perfettamente a norma dal punto di vista impiantistico (forse l'unica in tutta l'Azienda), è ancora chiusa in attesa dell'ispezione dei Vigili del fuoco e dell'accreditamento da parte dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale;

- il personale infermieristico in servizio è assolutamente carente e mancano figure professionali in grado di garantire una turnazione seria nell'arco delle 24 ore;

e) nell'ospedale di Thiesi:

- l'unità operativa di chirurgia (unico reparto in Sardegna individuato come centro di chirurgia ambulatoriale e day surgery polispecialistico, che pur con numerose problematiche da risolvere, in special modo per la dotazione organica, si stava avviando a diventare un centro di eccellenza e di riferimento sia in termini di quantità che di qualità delle prestazioni erogate oltre che di risparmio) è chiusa da un anno a seguito del riscontro di problematiche tecniche nella sala operatoria, mai messa a norma malgrado gli impegni assunti e le assicurazioni rese in pubblico dal direttore generale della ASL n. 1;

- nella Divisione di medicina l'organico infermieristico non è tutt'ora sufficiente ed è carente come figure professionali;

- il servizio di cardiologia, con un solo medico, che effettua anche i turni di guardia in pronto soccorso, non riesce a garantire, pur in presenza di dotazioni strumentali, la continuità delle prestazioni in special modo ambulatoriali;

- i lavori del centro dialisi si protraggono da troppo tempo senza arrivare ad una conclusione e ad un concreto avvio del servizio, indispensabile per il territorio;

- il pronto soccorso viene effettuato, a turnazione, da cinque medici che garantiscono la guardia in medicina e i trasporti protetti in ambulanza che, al pari di quella di Ittiri, è vecchia di oltre 20 anni;

- il laboratorio è in attesa di declassamento a centro prelievi, manca un'ambulanza medicalizzata indispensabile per tutto il territorio, la cui mancanza ha di fatto causato la perdita di alcune vite umane a causa di incidenti automobilistici;

- il reparto di radiologia è in attesa di declassamento a teleradiologia;

- non si intravede la data di inizio dei lavori di adeguamento per il reparto RSA;

- il centro di salute mentale ha un organico del tutto insufficiente, fuori norma, con grave discapito per i cittadini;

impegna la Giunta regionale

a riferire in Aula, alla prima riunione utile, su quanto riportato nella presente mozione e nello specifico sugli interventi che intende attivare:

1) nell'immediato per risolvere il problema ormai diventato strutturale della realtà ospedaliera della città di Sassari e della sua provincia;

2) per tutelare e potenziare l'attività dei piccoli ospedali di Thiesi ed Ittiri, rendendo funzionali le unità chirurgiche e i reparti di degenza fornendo il personale necessario, medico, paramedico ed infermieristico, attivando le sale operatorie, salvaguardando i laboratori ed il reparto di radiologia ed attivando la dialisi all'ospedale di Thiesi;

3) per dotare gli ospedali di Thiesi e Ittiri di un'ambulanza medicalizzata, stante i molteplici decessi per incidenti automobilistici avvenuti per la mancanza di mezzi idonei al pronto soccorso d'urgenza;

4) per dare garanzie sul futuro dell'ospedale di Ozieri e dei piccoli ospedali di Ittiri e Thiesi e quali siano le azioni che si intende intraprendere per potenziare e per impedirne il loro declino iniziato ormai da due anni a questa parte. (87).)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Senza ricorrere alla richiesta del numero legale, però vorrei chiedere un breve rinvio di 15-20 minuti, per poter permettere che l'Aula sia partecipata in maniera degna di rispetto, almeno, agli argomenti che si stanno affrontando, altrimenti chiediamo la verifica del numero legale, ma non mi sembra il caso.

BIANCU (La Margherita-D.L.). La chiediamo noi la verifica del numero legale.

LA SPISA (F.I.). Allora chiedetela!

PRESIDENTE. Sospendiamo i lavori, riprenderanno alle ore 10 e 40.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 29, viene ripresa alle ore 10 e 40.)

PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Prego i colleghi di prendere posto.

Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrarla. Prego onorevole Rassu, può illustrare la mozione, le ricordo che ha a disposizione 20 minuti. Prego.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente, Assessore, colleghi. Ma, io credo che basterebbe in questi giorni dare lettura di uno dei numerosi articoli che i nostri quotidiani locali hanno pubblicato, per poter porre all'attenzione e alla riflessione di questo Consiglio la ormai non più, assolutamente, nascondibile, chiamiamola così, situazione quasi esasperata che sta attraversando la sanità in Sardegna. Dai titoli dei giornali e dal loro contenuto negli articoli è stata data una sufficiente illustrazione della situazione di grave disagio che la nostra sanità in Sardegna attualmente ha: primari a Cagliari, mai è successo sino ad oggi, che praticamente si ribellano stante la continua noncuranza, così almeno è stato detto, e la continua disattenzione che l'Assessore della sanità ha nei loro confronti e nei confronti della struttura; il Primario di chirurgia dell'ospedale di Ozieri che va via sbattendo la porta perché in un anno e mezzo non è riuscito a farsi ricevere dal Direttore generale e tanto meno da questa direzione generale ha avuto segnali in risposta alla soluzione delle problematiche strutturali e organizzative dello stesso reparto di chirurgia e dell'intero ospedale; il Presidente della Provincia di Nuoro, che certamente non è di questa parte politica, abbiamo visto e sentito come si è espresso nei confronti dell'Assessorato della sanità, e così via e così via e così via. Dietro questi esempi, dietro queste eclatanti manifestazioni di disagio che provengono dal mondo della sanità, da medici, dal personale paramedico, da primari e dal personale amministrativo danno un segnale forte, inequivocabile che le cose non stanno andando bene e che quanto è stato detto, un anno e mezzo, quasi due anni fa, all'arrivo della scienza sanitaria d'oltremare e quanto è stato programmato, di fatto, nei fatti, nulla si vede, nulla succede, anzi, abbiamo assistito e stiamo assistendo a un peggioramento della qualità dell'assistenza sanitaria in Sardegna e dell'organizzazione della sanità stessa regionale. Beh, qualche domanda dobbiamo qui porcela, sinceramente, senza scendere nelle polemiche di parte, dal centrosinistra al centrodestra. Qui si sta parlando della salute dei sardi, della nostra salute, della salute del popolo della Sardegna, che con questa ventata di neocolonialismo d'oltremare, probabilmente, lo si voleva assolutamente risolvere, perché loro rappresentavano la panacea per tutti i mali della nostra sanità. Non è stato così e mi dispiace. Io non sono contro le professionalità che possono arrivare da fuori, ma se le professionalità che arrivano da fuori portano addirittura alla dirigenza altre professionalità che hanno fallito nel loro compito, che hanno fallito nel loro mandato, è necessario rifletterci, è necessario porci la domanda. Dobbiamo assolutamente andare avanti così? Ma ne siamo certi di questo? Perché stiamo, ripeto, parlando della salute nostra, dei nostri figli, dei nostri amici, della salute della Sardegna. Ecco l'invito ad una riflessione e ho voluto presentare assieme ai colleghi del centrodestra e come primo firmatario la mozione sulla situazione della sanità nella Provincia di Sassari, perché ormai è arrivata a un punto di non ritorno.

Non si può in alcun modo concepire, non si può concepire la sanità con una politica che non abbia una strategia precisa, mandando avanti, Assessore, con i tagli sia qualitativi che quantitativi all'interno del mondo della sanità, all'interno delle strutture sanitarie stesse, perché i tagli e il risparmio delle spese, quando si parla di salute, non trovano dall'altra parte, certamente, una risposta positiva, ma bensì una risposta negativa. Non si può non dotare un reparto di chirurgia dell'indispensabile, non del di più, dell'indispensabile personale parasanitario, sanitario e delle attrezzature necessarie che lì sono indispensabili per salvare vite, per dare garanzie alla salute, al cittadino, che è il primo bene naturale, sancito anche, difeso anche dalla nostra Costituzione. Non si può arrivare al punto del non ritorno in cui venti primari dell'Ospedale Brotzu si sollevano contro questa politica inesistente di programmazione sanitaria; non si può sopportare che un chirurgo vada via perché il direttore aziendale, per un anno e mezzo, non lo ascolta, non lo riceve, non sente quali sono le vere esigenze, le vere istanze, le vere necessità di quella struttura ospedaliera, seppure periferica. Ed ecco quindi che arriviamo al dunque. C'è una politica ormai diffusa di abolire queste strutture ospedaliere periferiche per trasformarle in poliambulatori, non tenendo conto della caratteristica territoriale che gli ospedali periferici in Sardegna hanno, danno. Parlo dell'ospedale di Thiesi, ad esempio, nel mio territorio, ma parlo dell'ospedale di Ittiri, parlo della struttura ospedaliera di Ozieri che è stata un esempio di efficienza, storicamente riconosciuto da tutti sino a qualche anno fa e che ha dato un sostanziale ed eccellente contributo alla modernizzazione della sanità isolana sino a qualche anno fa. Oggi, Ozieri, che rappresenta la capitale del Logudoro-Meilogu, si ritrova a dibattere, si trova a un punto di non ritorno col reparto di chirurgia che non funziona, col Primario che è andato via, col Primario di anestesia che è andato via, con due anestesisti che, di fatto, sono lì part-time, con due ortopedici che pare debbano essere trasferiti a Sassari a breve scadenza. Ma questo cosa vuol dire, dotare un ospedale delle strutture necessarie per rispondere alle esigenze della salute, Assessore? Non si può lasciare Sassari così com'è da quando è andato via il primario, il dottor Barboso, senza un primario di cardiochirurgia, non si può una struttura ospedaliera come il Santa Annunziata lasciare senza un primario di chirurgia. E' dovuto, e ripeto, è dovuto andare in pensione il Primario di chirurgia massillofacciale, il dottor Garau, qualche mese fa, e ripeto, non è che andato via per sua scelta, è dovuto andare via. Perché? Ma perché continuava a non avere risposte, continuava a non potere e dover espletare il suo mandato, la sua professionalità, eccellente tra l'altro, per mancanza di che cosa? Principalmente, di contatti e di risposte dalla direzione sanitaria e aziendale. Queste sono cose che stanno sulla stampa giornalmente. Sassari ancora non ha un reparto di chirurgia pediatrica infantile, una Provincia che malgrado il taglio di Olbia ha ancora al suo interno oltre 200 mila abitanti. La chirurgia pediatrica è ospitata dalla chirurgia generale, presso il professor Dettori, il Primario dispone di una stanza con quattro letti, un medico che va in prestito e due infermieri. Questo è il reparto di chirurgia pediatrica della Provincia di Sassari. Ci si aspettava tanto per quanto è stato detto da queste nuove dirigenze, dalla scienza, appunto, che è venuta da oltremare e che doveva e poteva, secondo i programmi, dare alla nostra sanità un impulso nuovo, una nuova concezione della struttura sanitaria stessa e della politica gestionale della sanità che doveva salvare ancora la nostra sanità. Di questo non si è visto niente! Assistiamo a una chiusura del dialogo tra le dirigenze e i medici, tra le dirigenze e i primari, specialmente su Sassari da quando il Direttore generale se n'è andato via dal Palazzo rosa da via Monte Grappa, che era dentro la struttura sanitaria, per andare in un'altra sede, dove ha aperto l'ufficio in un'altra sede, se prima era inaccessibile il suo contatto, oggi è diventato impossibile anche individuare dove si trova. Ma, possiamo e dobbiamo prendere in mano queste cose, se un dirigente non va bene è necessario cambiarlo, perché non sta né a Modena, né a Torino né a Bologna la scienza infusa, tanto meno può stare qui, ma vista la qualità di ciò che c'è stato importato, e ripeto ancora, con una politica neo colonialista, altro che i panini bolognesi che hanno dominato la campagna elettorale durante le elezioni scorse, passate, a noi non c'è rimasta neanche la mortadella oltre al panino, a noi neanche sos ossoso, neanche le ossa stanno rimanendo, altro che panini bolognesi, qui è arrivata Bologna, Torino, Modena e quant'altro tutta assieme e perché cosa? Per non risolvere un bel niente, perché questo è sotto gli occhi di tutti e non lo dice il Consiglio regionale, lo dice tutto il personale medico della Sardegna, lo dicono gli amministratori sanitari della Sardegna, lo dice il personale paramedico, lo dicono i sardi, la qualità della salute è peggiorata, la gente è incerta, non ci sono risposte certe, sono riniziati i viaggi della speranza in continente, ed hanno destinazioni precise e specifiche, e perché? Perché qui non si riescono a trovare risposte concrete, risposte sufficienti alle esigenze della salute dei sardi. Ma, andando nello specifico, ho citato Sassari, posso citare Alghero, posso citare Ozieri dove, per fermarmi solo ed esclusivamente al reparto di chirurgia dove esisteva un reparto di day surgery polispecialistico, che poteva rappresentare anche un centro di eccellenza nell'ottica della razionalizzazione, con la riduzione dei posti letto e la reale risposta ai bisogni della popolazione, che veniva svolto, mi creda, proprio quasi in regime di volontariato da quel chirurgo e dai suoi colleghi, da quel chirurgo che è andato via sbattendo la porta per non aver avuto mai risposte concrete, mai, ma non solo, per non essere stato mai ricevuto dal Direttore generale, una cosa che sembra sinceramente assurda, parrebbe non vera ma purtroppo le cose stanno così. E' stato abolito il servizio ambulatoriale … patologia respiratoria e allergologica che pure dava concrete risposte ai cittadini. Se andiamo sinceramente a parlare dell'ospedale di Ittiri e dell'ospedale di Thiesi, siamo quasi ormai a livello di pronti soccorsi, ma neanche funzionali, è stata chiusa a Thiesi la sala operatoria da oltre due anni, il Direttore generale si è impegnato in pubblico, presenti i colleghi del territorio stesso, di riaprirla a brevissimo e non è stato fatto, si sta per chiudere il laboratorio di radiologia per trasformarlo in un laboratorio di teleradiologia, quindi cioè, non ci sarà personale, si sta chiedendo il laboratorio analisi, non è partita ancora la dialisi benché i lavori siano stati iniziati oltre un anno e mezzo fa, c'è poco personale nel reparto medicina, c'è poco personale infermieristico, funziona a singhiozzo il servizio di igiene mentale perché sono presenti due strutture infermieristiche che sono dei portantini e non sono certo infermieri professionali che non possono addirittura star lì, tra le altre cose, non possono dare assistenza diretta e concreta al medico specialista che lì va ad operare. Manca in tutto il territorio una, dico un'ambulanza medicalizzata. Abbiamo avuto parecchi incidenti mortali, vite umane che potevano, a detta degli stessi medici, essere salvate se nel territorio fosse stata presente un'ambulanza medicalizzata, ancora vige un'ambulanza da oltre 25 anni che, assolutamente, non risponde, non dico alle esigenze di un immediato soccorso, ma ormai è talmente obsoleta, talmente non funzionale che è possibile, che possa capitare di tutto, così come sta capitando proprio perché non funziona. Se parliamo di Ittiri, è stato chiuso e portato a Sassari il reparto di pneumologia, la sala operatoria che è stata ripristinata, la Regione ha speso tre anni e mezzo fa 2 miliardi di vecchie lire per il ripristino di quella sala operatoria, probabilmente è l'unica sala operatoria funzionante, è proprio rispondente alle esigenze di legge in tutta la ASL di Sassari e ancora resta chiusa, e non viene aperta. A Thiesi operava un reparto di chirurgia in day surgery, che era un reparto di eccellenza in Sardegna, era stata una sperimentazione portata avanti, pur con numerose problematiche che giustamente riscontrava, ma specialmente, data la dotazione organica che questa equipe, settimanalmente, periodicamente, di cui era dotata, parlo di un chirurgo maxillo facciale, l'ortopedico, l'angiologo, il chirurgo generale, il chirurgo toracico, bene, in un anno, in sei mesi hanno effettuato qualcosa come 600 interventi e cioè, praticamente dal punto di vista economico, questa equipe dava risposte concrete anche in questo senso. Da oltre due anni è chiusa la sala operatoria ed ancora non è stata aperta. Il servizio di cardiologia in questo ospedale è garantito da un medico che è un santo, un martire, che da solo, oltre che far servizio ambulatoriale, fa servizio di guardia e opera all'interno del reparto di medicina. Il pronto soccorso viene effettuato a turnazione con cinque medici, che sono i medici poi, che costituiscono, oggi, la struttura ospedaliera di Thiesi, chiaramente, ma con scarsi risultati efficienti. Allora io mi domando questo: è evidente che quando si inizia a chiudere, a tagliare, a ricucire senza una strategia fissa, senza una strategia precisa, sia sugli ospedali di Sassari sia sugli ospedali periferici è chiaro che c'è l'intenzione che questi ospedali vengano ridimensionati, per usare un eufemismo, è evidente che c'è la volontà politica di chiudere la struttura ospedaliera per trasformarla in poliambulatorio non tenendo conto che caratterialmente, territorialmente, quelle strutture sono nate perché quando, a partire da Mara, o da Padria si impiega, Assessore, un'ora, un'ora e un quarto per arrivare a Sassari, un infartuato o un malato grave arriva già deceduto, morto, quelle strutture sono nate nei nostri territori perché qui non siamo a Modena, non siamo a Bologna non siamo a Torino, abbiamo una struttura viaria che è ancora ferma come sedi stradali ai primi del 900, non abbiamo una rete viaria che consenta nell'arco di 20 minuti di coprire, purtroppo, 50 chilometri, per coprire quei 50 chilometri, partendo da quei paesi come per partire da Nughedu per arrivare a Sassari ci vuole un'ora e un quarto, e qui stiamo giocando sulla pelle dei nostri cittadini, sulla pelle dei sardi non si può pensare ad una sanità con una politica solo ed esclusivamente puntata sui tagli, sulle economie, sui tagli alle spese. Non è possibile poi ricucire tagliando da una parte per ricucire dall'altra, queste sono cose, Assessore, che non stanno in questo mondo, perché la pelle è nostra, non vostra, è nostra e noi abbiamo un detto in Sardegna che dice: In pedde anzena, corrias largas cioè se uno deve tagliare i legaggi per le scarpe in una pelle di altri, se li fa più larghi come se li tagliasse nella propria pelle, è un modo di dire per dire, che quando la salute è degli altri, purché stiamo bene noi non ci interessa niente. Questa è l'impressione, forse sbagliata Assessore, non lo metto in dubbio, ma è questa l'impressione che attualmente, in Sardegna, ha della sanità il sardo e i cittadini sardi. Ma, io dico questo, se facciamo un esame dalla situazione, mi creda, neanche, quando i tecnici, parlo dei direttori generali, parlo degli Assessori, erano dei politici, oppure erano di nomina politica in Sardegna si è arrivati a questo livello, perché abbiamo un livello della sanità assolutamente insufficiente. Noi di mali ne abbiamo altri, ne abbiamo tanti di mali, Assessore, ma almeno questo diritto alla salute dobbiamo averlo, dobbiamo essere certi che in Sardegna, un cittadino deve poter andare in una struttura ospedaliera vicina, dico vicino, quando si tratta di 20, 30 km dal proprio centro, dal proprio paese, per poter trovare assistenza, per poter trovare chi gli dà assistenza sanitaria. Oggi questa particolarità in Sardegna, specialmente in provincia di Sassari non esiste, io non dico assolutamente, non lo penso neanche che a Cagliari non debba nascere un centro di eccellenza, ben venga e ben nasca, ci mancherebbe altro, ma questo non vuol dire che dev'essere assolutamente compromessa negli altri territori delle altre province periferiche, principalmente, nelle strutture periferiche, nelle strutture ospedaliere periferiche non debba e non possa essere, assolutamente, compromessa l'assistenza sanitaria. Quei centri possono diventare centri di specializzazione, dare risposte effettive ai cittadini di quei territori, oltre che risposte immediate del pronto soccorso efficiente e di quanto ho detto, e non chiudere e relegarli a dei veri e propri lazzaretti, questo voglio dire Assessore, perché è una politica sanitaria certa… non abbiamo ancora visto il Piano regionale sanitario, tanto meno a richiesta sul territorio, presenti anche i colleghi è stato chiesto al dottor Zanaroli, il direttore generale di Sassari, quale sia stato il Piano sanitario della provincia di Sassari. Ha detto che ce lo avrebbe fatto vedere. Lo stiamo ancora aspettando! Ha solo detto che doveva risparmiare 85 milioni di euro. Questo è stato fatto! Sulla pelle dei sardi!

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi al banco della Presidenza non oltre la conclusione del primo intervento e che il tempo a disposizione è di dieci minuti.

E' iscritto a parlare il consigliere Gallus. Ne ha facoltà.

GALLUS (Fortza Paris). Grazie, signora Presidente. Assessore, colleghe e colleghi, la presente mozione solleva un argomento delicato che riguarda l'amministrazione della sanità della provincia di Sassari con particolare riferimento al futuro degli ospedali di Thiesi, Ittiri, Alghero e Ozieri, ma che per le problematiche contenute sicuramente assume una dimensione regionale. E giunti a metà della legislatura è lecito oggi porsi di fronte a questi delicati argomenti con un approccio teso a tracciare un primo bilancio sulla gestione del sistema sanitario nella nostra regione, ovviamente più in particolare per la provincia di Sassari, però lasciandoci alle spalle la fase degli annunci, dei proclami e degli slogan.

Anzitutto vorrei porre in evidenza che delle ostentate dichiarazioni rilasciate dalla responsabile della sanità regionale sul miglioramento delle prestazioni, sull'efficienza dei servizi e dei mezzi, esse non hanno, a tutt'oggi, trovato alcun riscontro positivo. Al contrario ogni giorno rimbalzano notizie da tutta l'Isola di un malessere diffuso che oramai gli operatori sanitari manifestano apertamente in tutte le sedi e talvolta anche platealmente. Ma a mio avviso il fatto più grave non è solamente che siano gli operatori a lamentarsi, ma piuttosto gli utenti, i comuni cittadini che riferiscono che niente è cambiato purtroppo rispetto al passato, anzi lamentano la chiusura di servizi e di strutture che invece in passato erano presenti. Sarebbe fin troppo facile, se non fosse riduttivo data la delicatezza della materia, chiudere questo con una battuta che in quest'Aula è stata usata, per non dire abusata, spessissimo nel corso di questa legislatura e cioè che tutta la grande rivoluzione che avrebbe dovuto modificare il mondo sanitario regionale si è ridotta ad una politica perseguita con certosina determinazione sicuramente, ma fatta soltanto di tagli forsennati o meglio indiscriminati. Tagli pesanti, cito dalla mozione, "sia sulla qualità che sulla quantità delle prestazioni erogate, conseguenti a chiusure e ridimensionamenti di reparti e servizi, nonché alla mancata sostituzione di dipendenti andati in pensione o invogliati al trasferimento". Se tutta la politica per migliorare la sanità sarda poggia, com'è vero che poggia, su una filosofia mirata esclusivamente a perseguire finalità ragionieristiche di risanamento del bilancio, cosa che non dico che sia del tutto inopportuna, però mi sembra di poter affermare che la strada intrapresa è peggiore del male che si vuole curare. Se infatti talvolta alcuni tagli si rendono necessari per evitare degli sprechi, le risorse finanziarie liberate devono essere necessariamente, a mio avviso, reinvestite per migliorare la qualità dei servizi e delle prestazioni, cosa che sinora non mi pare si sia verificata. E qui, apro una piccola parentesi che riguarda un episodio o meglio un qualcosa che si sta verificando da alcuni mesi e che riguarda il fatto, appunto, che anche quando le risorse le abbiamo e cito il, ormai devo dire, famoso milione di euro che venne destinato per i ricercatori del Centro di ricerca della sclerosi multipla e della talassemia, ecco dico, anche quei fondi sono inspiegabilmente bloccati. Ormai sono passati mesi e gli operatori reclamano urgentemente che si chiarisca qual è il motivo per il quale questi fondi non vengono assegnati a chi di competenza. Noi abbiamo, come Commissione sanità, sono felice che sia presente il presidente Masia, vedo qui anche Mariuccia Cocco, vedo Paola Lanzi, cioè mi sto rivolgendo a coloro i quali appartengono alla cosiddetta maggioranza; bene, noi abbiamo ricevuto in audizione sia l'Assessore per ben due volte, sia gli operatori interessati, parlo del professor Galanello e della professoressa Marrosu ai quali è stato sempre detto con molta tranquillità e riconfermato, ripeto, dalle parole dell'Assessore che i problemi erano risolti, si trattava semplicemente di un avverbio, un "prioritariamente" che non si sapeva come dovesse essere interpretato. Una volta chiarita la finalità sia dell'emendamento, emendamento a prima firma Pacifico, quindi non veniva da questa parte, sia la finalità dell'Aula, sia quella della Commissione si credeva che i problemi fossero risolti. A tutt'oggi, 19 di settembre, mi risulta che la situazione non sia assolutamente sbloccata. Tutt'altro. C'è un ingorgo di cui noi, approfittiamo dalla presenza dell'Assessore, appunto, per capire nella sua replica quali siano i veri motivi per cui questi soldi, ripeto si tratta di un milione di euro, ma si tratta soprattutto di utenti che adesso si rivolgono ai centri e che sono ovviamente ricevuti come sempre grazie alla professionalità di chi ci lavora, ma che sicuramente potrebbero avere anche un sorriso in più garantito da chi si vede retribuire per il lavoro che svolge. Quindi approfitto, ripeto, e faccio questo appello anche gli altri colleghi della Commissione, di maggioranza ovviamente, affinché oggi si possa avere finalmente una risposta indiretta da parte dell'Assessore.

Continuando però con la discussione sulla mozione è ovvio che peraltro a fronte di una politica di rigore assoluto, quasi di furore, si riscontra un eccessivo ricorso all'istituto delle consulenze esterne che se non inserite in un quadro qualitativamente adeguato sono perfettamente inutili, se non addirittura dannose. Mi soffermo brevemente sulle motivazioni che si accompagnano nella stipula di dette convenzioni ritenute, cito sempre dalla mozione, "necessarie se non indispensabili considerata la mancanza di professionalità in loco". A controbattere questa tesi assurda, lasciatemelo dire, basterebbe far ricorso a tutta una fiorente letteratura sanitaria che attesta le grandi qualità e professionalità della sanità sarda sia in campo medico che in campo manageriale. Senza ricorrere ad una facile ironia vorrei sottolineare come grazie anche a queste consulenze esterne la sanità sarda abbia compiuto un grande passo indietro, altrimenti come spiegare tutto il malcontento che ruota attorno al sistema sanitario? E a proposito di professionalità sarde riconosciute, cosa potremmo dire di ciò che sta succedendo e che è successo all'ospedale di Ozieri, esattamente nella divisione di chirurgia? Un valentissimo professionista quale è il dottor Angelino Gadeddu che è stato costretto ad andare via sbattendo la porta, dopo aver operato per tre anni in condizioni che dire disastrose è poco, condizioni che ha puntualmente e sempre manifestato, messo per iscritto e comunicato alla direzione generale la quale, a quanto sappiamo noi e visto ciò che ha fatto a quanto sapeva purtroppo, ahimè, anche lui, ha fatto completamente orecchie da mercante e di conseguenza ha costretto una vera professionalità sarda ad abbandonare il suo posto di lavoro. Questo è un fatto che va denunciato e a cui si deve dare per forza grande eco perché, credetemi, in tre anni il dottor Gadeddu in condizioni, ripeto, quasi da terzo mondo è riuscito a mandare avanti la chirurgia per quella provincia, per quella zona, ma non solo. Oltre 1300 interventi di cui il 60 per cento nella ASL di Sassari, ma a lui sono anche finiti tantissimi altri pazienti delle varie AA.SS.LL., parlo di quelle di Nuoro e di Oristano. Quindi un fior di professionista che purtroppo è dovuto andare via sbattendo la porta. Chiediamo anche per questo che ci siano delle risposte oggi in Aula anche se devo dire che la denuncia che è contenuta in questa mozione va oltre queste considerazioni di premessa perché tocca aspetti anche drammatici, se vogliamo. Mi riferisco alla situazione dei cosiddetti piccoli ospedali che un tempo rappresentavano il fiore all'occhiello della sanità sarda perché fortemente voluti e nati per dare un servizio sanitario di prossimità ai cittadini, un servizio che fosse compenetrato nella realtà socioculturale nella quale si trovava ad operare. Sappiamo bene, infatti, che la nostra isola è caratterizzata da un vastissimo territorio a fronte di una scarsissima densità della popolazione e per questo necessita di una politica di interventi non sono nella sanità, di cui trattiamo, che per raggiungere gli standard qualitativi del resto della Repubblica fa registrare nell'isola ovviamente costi sensibilmente superiori. Se non partiamo da questa considerazione, che definirei propedeutica a tutto il discorso, è facile cadere nell'equivoco di ritenere queste importanti e insostituibili realtà uno spreco. Io credo che su questa realtà deve essere fatta una riflessione approfondita, scevra da una visione aziendalistica di un servizio che deve porsi come primo obiettivo quello del miglioramento della qualità della vita, dell'assistenza e della prevenzione per i cittadini a cui è rivolto. E qui si innesca il discorso sull'ospedale di Ghilarza che, probabilmente, riprenderò nella prossima mozione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Gallus. E' iscritto a parlare il consigliere Petrini. Ne ha facoltà.

PETRINI (F.I.). Grazie Presidente, consiglieri, consigliere, io parlo rivolgendomi all'Assessore. Io ho conosciuto l'Assessore perché tanti anni fa è stata bravissima a organizzare l'unità spinale in Italia, gli davo una grande fiducia, gli do ancora una grande fiducia. Assessore, sono passati 2 anni e mezzo, io ero convinto veramente, arrivando in Sardegna lei, che organizzasse veramente qualcosa di eccezionale. Dopo 2 anni e mezzo, Assessore, io devo fare un piccolo intervento perché è giusto così, sono un po' deluso, Assessore, la sanità in Sardegna sta tornando indietro e, allora, io mi chiedo, o non la lasciano lavorare perché le capacità ce le ha, o non la lasciano lavorare oppure non so, mi deve spiegare lei perché a 2 anni e mezzo dal suo arrivo siamo così! Dico semplicemente dei dati, io dico semplicemente dei dati reali, Rassu ha parlato tanto della sua Sassari e della sua provincia, queste realtà identiche e uguali, se non peggiori, sono nella provincia di Cagliari o in tutta la Sardegna. Allora, Assessore, o lei veramente inizia a fare qualcosa oppure io ho perso la fiducia in lei, e me ne dispiace, io le ricordo un dato, Assessore, quando siamo arrivati qua io in Commissione sanità le ho detto "Assessore, quanto ci vorrà per fare l'azienda mista che è importante per i cagliaritani e per la Sardegna?" lei mi ha detto "Se non ho ostacoli 7 mesi, 8 mesi". Assessore, sono passati 2 anni e mezzo e di questo a me dispiace veramente, ma non per me, ma per i sardi, per la gente che ha bisogno di andare in quelle specializzazioni e non ci può andare o sono limitate! Io non parlo solo di Cagliari ma parlo di tutti i sardi, vi faccio un esempio, ha detto bene il mio collega Rassu che negli ospedali non c'è più assistenza, quasi l'assistenza la fanno i medici perché mancano gli infermieri! E' una realtà e lei lo sa Assessore, lei sa quanti numeri di iscrizione abbiamo concesso alle due Università di Cagliari e Sassari? A Cagliari 60 posti per infermieri, Assessore, 60, suddivisi 30 a Cagliari e 30 a Nuoro! Sa a Sassari quanti ne abbiamo dati? 100, non so perché poi a Sassari 100! Questo è grave! Sa a fronte di quanti iscritti quanti ragazzi vogliono fare gli infermieri? Circa 780. Sa il fabbisogno della Sardegna sono 800 infermieri abbiamo bisogno attualmente, oggi, in Sardegna, di circa 800 infermieri professionali, e questo è un male, è un male, ha ragione Rassu, non c'è l'assistenza adeguata ai pazienti, è un male! Assessore io queste cose gliele devo dire, perché gliele ho dette sempre in altra sede ma non è servito a niente, gliele devo dire perché è giusto così! Un'altra cosa gravissima dei nostri medici sardi che si laureano, lei lo sa la regione Sardegna quanti tagli ha fatto sulle borse? 100, invece di aumentare qualcosina siamo tornati indietro. Il mio presidente Soru, perché è anche il mio Presidente, ha detto "I sardi devono studiare, devono laurearsi, studiare e andare anche fuori". Ma i nostri sardi una volta che hanno studiato, si sono presi la laurea in medicina e non hanno la specializzazione, fuori non possono andare devono stare qua dentro, volevo dire in Sardegna, perché gli chiudono le porte. Pensi un po' possono fare solo le guardie mediche se fanno il concorso, guardia medica se riescono a farla. Così gli chiudiamo le porte ad andarsene fuori, a lavorare fuori, anche all'estero, quanti nostri sardi sono andati fuori e sono diventati bravissimi, diamo la possibilità a questi giovani medici di diventare anche loro bravissimi e tornare qui in Sardegna sennò, Assessore, questa possibilità non gliela diamo. Lei mi creda, sto parlando di cose che sento dal cuore, le sento perché le vivo in mezzo alla gente, con la gente, tutti i giorni e questi ragazzi vanno aiutati, lei sa che sono anche all'Università dunque queste cose le so molto bene, vanno aiutati. Assessore, lei sa che fra 10 anni andranno a casa centinaia di specializzati, di medici che lavorano in ospedale e noi ci troveremo fra 10 anni, se non si programma niente, ci troveremo tra 10 anni che cosa? Ci troveremo gli ospedali senza medici specializzati, se non programmiamo da adesso, perché più di 500 medici vanno in pensione e la cifra mi sto tenendo molto basso, massimo fra 8 anni, succede com'è successo con gli infermieri, siamo senza infermieri professionali. Questi sono i dati veri, reali, che la gente tocca tutti i giorni, Assessore, che sente veramente, e me ne dispiace perché lei è brava, non capisco perché non va avanti su questa strada e lo sa molto bene! L'azienda mista, una cosa bellissima che serve a tutti, non si fa, l'azienda mista, Assessore, ha esattamente il policlinico di Monserrato ha 3 o 4 sale di chirurgia ferme! Dipende da lei farle funzionare, dia la possibilità al policlinico di farle funzionare tutte e 4, una anche per i disabili! Lei lo sa che ci sono disabili gravi che non possono andarsi a curare da nessuna parte i denti perché ci vuole l'anestesia totale e nessuno glielo fa, questo è grave! Sa quanti ce ne sono o devono pregare qualche dentista per fargli qualche estrazione e far venire, i genitori devono pagare il dentista, due specialisti anestesisti perché sennò non possono farlo perché devono farlo in anestesia totale, quanto costa a un genitore che ha avuto la disgrazia di avere anche un figlio disabile? Queste sono le realtà della vita, aiutiamo questa gente, siamo qui per questo e, invece, queste sale rimangono chiuse. All'Università abbiamo la scuola di specializzazione in odontoiatria, un sacco di professori ci sono, mandiamoli lì a lavorare anche per questa gente, non costa tanto alla Regione perché sono medici strutturati che li paga lo Stato, basta aprire una sala per questi ragazzi, ma sa quanti disabili hanno bisogno? E questo è grave perché non si fa da tanti anni, ci sono delle persone che lasciano i figli in quelle condizioni, a morire dal mal di denti perché non hanno i soldi e la possibilità di farlo, perché se non si fa l'anestesia totale non si possono fare estrazioni e questa è un'altra cosa grave, Assessore, bisogna provvedere, sono piccole cose che servono a migliaia di gente, di gente comune che gli serve la sanità, purtroppo! E poi faccio un passaggio all'unità spinale, Assessore, l'unità spinale, lei lo sa che sono, esattamente in Sardegna stanno succedendo 30 casi all'anno, noi abbiamo 15 posti letto. Io le ho chiesto più volte di aumentare almeno 4 o 5 posti letto, "Vediamo, sì, sì, va bene..." e ancora niente! L'unità spinale non è una realtà cagliaritana, come diceva Rassu, è una realtà regionale dove tutti questi ragazzi, da tutti gli ospedali, li portano a Cagliari, dunque è una cosa, realtà regionale, io non capisco, l'unità spinale perché è ancora appoggiata alla ASL 8, non lo capisco Assessore, più volte gliel'ho detto! Faccia qualcosa, lei lo sa più di me! Io ho ancora fiducia in lei, voglio vedere se riesce a fare un po', qualcosa, a riportare in linea e in carreggiata la sanità sarda, per lasciare un buon ricordo quando va via Assessore, un buon ricordo ai piemontesi…

PRESIDENTE. Grazie onorevole Petrini. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Assessore, un ingenuo come me quando lei fu nominata Assessore dal presidente Soru aveva considerato che il Presidente intendesse per così dire difendere i sardi e i sardi più deboli, quelli che hanno bisogno di essere curati, avesse bisogno per così dire di mettersi al riparo dei poteri forti che sicuramente intorno al mondo della sanità ieri, avantieri, oggi e purtroppo anche domani ruotano. E, perché lei, persona, di sicura intelligenza come io ho potuto rilevare ascoltandola, la voce è uno specchio abbastanza fedele della personalità, più di quanto spesso non lo siano le espressioni del viso, è persona sicuramente intelligente e si sarà interrogata, come mai il Presidente della Regione sarda sceglie me, non sarda a fare l'Assessore alla sanità nella Regione Sardegna.

Lei se l'è sicuramente domandato, e sicuramente ha inquadrato la sua indicazione, la sua nomina, proprio nella volontà di mettere al riparo gli interessi, come dire, così rilevanti che attengono alla sanità e al sociale, ecco no, e la sua nomina. Per la verità, ripeto, anch'io, certamente ingenuo avevo inquadrato questa scelta in quel senso. Però c'è, alla luce dei fatti, da farsi la domanda esattamente opposta, c'è tutta questa seria, perfetta volontà di cambiamento in termini positivi per agire in un settore così dominato dai poteri forti, che sempre hanno poteri forti, occulti e spesso non troppo, che hanno sempre, come dire insidiato e governato di fatto il mondo della sanità e non solo in Sardegna. Però, c'è l'altra domanda, o è una scelta fatta al di fuori della Sardegna, perché io non ho motivi per non stimarla e per non apprezzarla, non ho nessun motivo per non riconoscere in lei, Assessore, qualità e preparazione professionale di livello superiore, ma, me lo consentirà e non la prenda come un atto di poco riguardo nei suoi confronti se penso che comunque non è un valore assoluto, che potevasi trovare in Sardegna sicuramente personalità di corrispondente livello professionale e competenza, e allora, alla luce dei fatti dicevo, non mi sembra dall'andamento della sanità e della sofferenza diffusa, e non solo tra i medici, e non è tra gli operatori della sanità, ma nella gente, nel quotidiano, nella quotidiana sofferenza diffusa nei cittadini sardi rispetto alle risposte che non vengono, dai servizi sanitari. Allora c'è questa delusione, che cosa le ha impedito, perché sicuramente lei si è chiesta il perché della sua nomina, come mai non è nelle condizioni, non è stata nelle condizioni di realmente realizzare quelle risposte, quelle attese, quegli obiettivi? Allora o non ha avuto impedimenti gravi che le hanno impedito di dare la risposta alle attese, alle attese del Presidente, immagino innanzitutto, oppure che cosa è accaduto e chi gliel'ha impedito! O è altro l'obiettivo, di poter agire in questo mondo quasi in franchigia, con una personalità che non avesse possibilità facili di contaminazione dei poteri locali e che obbedisse invece ad altro. Sono interrogativi, io non mi metto qui a trinciare giudizi, al massimo posso chiedere al Consiglio e soprattutto alla maggioranza del Consiglio, oggi chiamata a uno straordinario impegno di verifica, è il cosiddetto tagliando di mezza legislatura, la parte attinente alla sanità non è una parte della macchina indifferente, merita attenzione, molta attenzione nell'effettuare il tagliando, nell'eseguire il tagliando di metà legislatura, perché io non sto qui, io prendo lo spunto solo dalla mozione per quanto riguarda Ozieri, ma chi è che non sa che per un qualunque servizio radiologico o di medicina nucleare, va nelle strutture pubbliche e ci vogliono mesi e mesi, e spesso quasi un anno, si va nel privato e le risposte sono da lì a pochi giorni!

Così per le analisi, è strano che la struttura pubblica non sia mai nelle condizioni di dare risposte immediate, mentre nel privato tutto questo avviene, allora perché non funziona la struttura pubblica? E'una insufficienza organizzativa? E' una incapacità dei preposti operatori sanitari pubblici? O vi è solo altre logiche? Io vorrei davvero verificare, un'indagine sul mondo della sanità per andare a mettere a fuoco il perché di tutte queste mancate risposte nella complessiva, servizio sanitario, non sto elencando perché è tutto o quasi che non funziona, eppure nel mondo della sanità come qualcuno già ricordava prima di me, la Sardegna ha espresso valori alti ed esprime valori alti, il problema quindi non è soltanto della questione della Provincia di Sassari, il problema è generale e prendiamo lo spunto da quello per fare una denuncia e chiedere una seria indagine su tutto ciò che attiene il sistema sanitario sardo. La stampa stesso, mi chiedo spesso, che si occupa di tante cose sempre importanti ma non non di così grosso …. non abbia mai, mai, la stampa sarda, le testate sarde, non abbiano mai condotto una seria indagine per denunciare le inadeguatezze, le insufficienze, spesso atteggiamenti arroganti nei confronti del cittadino, eppure lì, se si vuole davvero risparmiare, non è con la soppressione dei servizi di questo, che l'altro piccolo ospedale perchè i conti della ragioneria non funzionano, ma ci sono ragionamenti di carattere sociale e considerazioni di carattere sociale, data la strutturazione della nostra Regione, e la sua scarsa densità della popolazione per cui i conti, in termine, non possono tornare, ma i servizi vicino al cittadino bisogna portarli, eppure là, nel sistema sanitario sono convinto che se è adeguatamente governato e razionalizzato com'era sicuramente, così avevo capito io, nella mia ingenuità, negli intendimenti della sua nomina ad Assessore della sanità qua in Sardegna. Io, personalmente io, esente dal ticket devo fare quattro o cinque trafile per mettermi un timbro, "esente assoluto quale grande invalido" eccetera, e tutto questo, ma ho citato una banalità da me vissuta e mi sono chiesto " ma come mai, vado lì con tutte le indicazioni, ma è così per tanti altri"? Io sono un "grande invalido" fortunato, privilegiato, che se la sa cavare, ma il povero diavolo che non ha nessuno, che deve pregare qualcuno che l'accompagni, nella struttura sanitaria è costretto a fare queste stupide ed inutili, e costose per la pubblica amministrazione, trafile. Ma non si può! E allora, colleghi della maggioranza, molti di voi sono compagni straordinariamente sensibili ed educati, formati alla grande sensibilità sociale, il tagliando fatelo e fatelo a partire dalla sanità! Grazie Presidente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Io vorrei iniziare questo breve intervento leggendo due passaggi di una nota che ho ricevuto, scritta a mano - non anonima, è firmata! - che dà uno spaccato nel quale alcuni dei nostri concittadini o conterranei vivono. Questo signore mi scrive che percepiva un assegno erogato in base e ai sensi dell'articoli 7 e 9 della "20" del '97. Percepiva un assegno, appunto, dignitoso.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SECCI

(Segue CAPELLI.) La nota è del giugno 2006: "Da due anni a questa parte tale assegnazione mi è stata rideterminata alla modica cifra di euro 8,23, pari a euro 98,76 annui. Con tale provvedimento, ritengo sia stato leso un mio sacrosanto diritto acquisito!" Non vado oltre perché non è argomento di oggi, sarà argomento in altra sede e ho ritenuto inopportuno fare una segnalazione all'Assessorato su questa triste situazione, che si vive in quel di Tonara, perché - ahimè! - a tutte le interrogazioni, interpellanze e quant'altro non si è mai avuta risposta e si continua a non avere risposta! Ecco perché il collega Rassu ha ritenuto opportuno che un argomento di grandissima importanza… - Ma che l'Assessore sicuramente definirà, come ha avuto modo di definire per altre vertenze sulla stampa, come un argomento che entra nel particolare. Va vista nel contesto generale l'erogazione nei servizi sanitari! E perciò nel contesto generale purtroppo qualcuno deve fare sacrifici e quant'altro! -Ma io ritengo che questo sia lo spunto per rappresentare una realtà sarda! Anche perché chi risponde che va visto nel contesto generale, ovviamente, mostra grandi limiti nella conoscenza del particolare! Ed essendo la Sardegna una regione-nazione, che ha tutte le problematiche di una piccola nazione, con le isole nell'isola, ovviamente non si può prestare ad un esame di contesto generale, tralasciando le realtà particolari territoriali. Ma non mi attardo su questo perché non ho nessuna intenzione di illustrare le condizioni socio-economiche e geografiche della Sardegna. Mi rammarica semmai l'assenza, più che giustificata sicuramente, del Presidente a questo triste e squallido dibattito! Perché lo definisco triste e squallido, se non vile? Perché ho notato che, come in precedenza su altre mozioni riguardanti la sanità buon'ultima quella sulla peste suina, caro Assessore, la sua maggioranza la lascia sola! Sicuramente lei non ha bisogno di avvocati difensori, però è quanto meno particolare che soltanto il Presidente della Commissione si sia iscritto per partecipare a questo dibattito. Ed è già una conquista! Perché nelle precedenti, nessuno della maggioranza si è alzato da quei banchi per sostenere la sua politica sanitaria, in quel caso la politica di prevenzione veterinaria, e nessuno oggi si sente di poter esprimere il proprio parere in difesa di un'accusa ben precisa presente in questa mozione! Ecco perché mi dispiace che magari non sia presente il Presidente che, con il suo solito colpo di teatro, avrebbe potuto ravvivare questa riunione di Consiglio. E ha perso una grande occasione! Ha perso la grande occasione magari di fare l'ennesima uscita demagogica e populistica! E la sanità si presta perché è un servizio che tocca tutti! E' un'esigenza, è un diritto che tocca tutti i sardi! Magari nel momento in cui le rappresenterò - se non in questo intervento, nel prossimo - la situazione della spesa farmaceutica, il presidente Soru avrebbe potuto lanciare lo slogan: "Compriamoci le case farmaceutiche! Così potremo abbassarne i costi!". Cosa che mi sembra stia già disponendo in quel di Praga, in qualche modo, il nostro illuminato Presidente! È chiaro anche che l'assenza di altri illustri colleghi a questo dibattito, nell'iscrizione a questo dibattito nasconda le gravi difficoltà che oggi ci sono all'interno della maggioranza. Sicuramente saranno molto più impegnati nel discutere il valzer delle poltrone e, ahimè, la lasciano sola qui a difendere l'indifendibile! In precedenza, negli anni scorsi, le discussioni sulla sanità sono sempre state affollatissime, da parte di tutte le componenti politiche di questo Consiglio. Fino ad arrivare - e riprendo quanto detto correttamente e condivido quanto detto dal collega Farigu! - fino ad arrivare alla richiesta di una Commissione d'inchiesta sulla sanità in Sardegna, sul sistema sanitario. Bene, io mi permetterò di ricopiare quella richiesta - allora prima firmataria fu l'onorevole Dettori, Ivana Dettori! - io ricopierò quella mozione, quella richiesta dell'allora minoranza, oggi, maggioranza e la proporrò all'Aula, proprio per seguire l'indicazione del collega Farigu. È necessario fare chiarezza sulla sanità, oggi quanto ieri se non più di ieri! Perciò una Commissione che vada a fondo sulle problematiche, sulle illegittimità a cui non si è avuta ancora risposta e voi siete maestri, soprattutto nell'Assessorato dei consulenti, nel produrre atti illegittimi! Non ultimo quello dell'assunzione di un amministrativo al Brotzu, nel momento in cui lo stesso Assessore emana una circolare che richiama la finanziaria nazionale, ma anche a quell'interrogazione, interpellanza - Beh, interpellanza, forse sì, avrò risposta perché la chiederò all'ordine del giorno del Consiglio! - in cui dichiara che è fatto divieto di procedere ad assunzioni di personale a tempo indeterminato. E questo è uno dei casi che le ho segnalato, ai quali difficilmente avrò risposta e per il quale il Direttore generale del Brotzu, infischiandosene bellamente delle prescrizioni dell'Assessore, ha proceduto ugualmente all'assunzione a tempo indeterminato. Ovviamente, nell'interpellanza che ho prodotto, ci sono tutte le indicazioni di merito, nonché nomi, cognomi e delibere richiamate. Però, si dimentica che neanche l'Assessore alla sanità, servizi sociali può evidentemente sostituirsi, anche se discendente dal Regno sabaudo, alle norme di indirizzo generale per tutte le regioni, che la legge nazionale demanda al Presidente del Consiglio dei Ministri. Ma veniamo al merito della mozione, per rimandare poi all'altro intervento alcune considerazioni. E' stata declamata la sua bravura Assessore. Io non discuto di questo, anche perché non la conosco, non so da dove proviene, fino ad oggi credo che abbia dimostrato la sua inadeguatezza a guidare, invece, l'Assessorato! Perché la sua eventuale ma non dimostrata bravura è stata superata, sicuramente, dalla sua supponenza ed arroganza! Arroganza che ha dimostrato con i Primari, ma non vado a ripetere cose che sono già state ricordate! Arroganza e supponenza che è stata dimostrata con gli annunci, sono stati ricordati i protocolli d'intesa, forse questa settimana inizieremo con il Piano sanitario regionale. Ma che va a superare anche quanto i comuni di Isili, di Padria, San Gavino ed altri le hanno detto sulla razionalizzazione ospedaliera, rigettandola e rispedendola al mittente! Lei non ha il sostegno della gente sarda. Mi sembra che non abbia il sostegno della gente sarda, mi sembra che sia finito il momento degli spot e delle enunciazioni, credo che il Sistema sanitario regionale abbia necessità di serie risposte e di interventi che, pur facendo dimenticare il passato, quanto voi volete ottenere, possano garantire un futuro migliore.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie Presidente. Io credo di prendere la parola a nome di tutta la maggioranza anche perché in questo specifico argomento credo che si stia discutendo, e si sta discutendo molto in aula, ma anche per dare una voce un po' unitaria, in particolare quando le mozioni sono così specifiche, così puntuali, infatti questa è una mozione che non si ferma a denunciare un aspetto di carattere generale, entra nel merito di molte singole questioni della ASL di Sassari e poi magari le usa per ampliare…come dicevo è una mozione che porta risposte altrettanto puntuali, quasi a dire che forse è necessaria la risposta di un direttore generale, e quindi non da discutere qui all'interno dell'aula ma all'interno della Commissione sanità. Comunque sia ci penserà credo l'Assessore, a qualcuna di queste penserò di dare anch'io delle risposte, però mi sembra opportuno evidenziare, onorevole Rassu, che la sua, che è una mozione presentata neanche da tutti i colleghi della destra, non è la prima, io credo che non sarà nemmeno l'ultima di quelle che pervengono in aula, questa è sull'assistenza sanitaria nella provincia di Sassari ma è evidente che noi stiamo vivendo una fase, non può sfuggire naturalmente, una fase di massima attenzione ai problemi della sanità in Sardegna proprio perché, lo stiamo vedendo, molti sono i problemi che stanno avvenendo sulla stampa, molti anche di carattere strumentale, forse qualcuno è anche vero se si vuole! Comunque sia, la verità è che noi stiamo affrontando una importante stagione, sta arrivando a compimento un Piano sanitario regionale ed è naturale che da ogni singola parte, da ogni singola realtà della Sardegna, pervengano solleciti ed attenzioni, per noi è più che naturale che dopo anni di dibattito, dove si sta lavorando per cambiare quella che è la cultura dei sardi relativamente a questo importante problema, è giusto! Mi domando però se si debbano utilizzare un certo tipo di strumenti. Io credo che alcuni atteggiamenti che passano per essere scontati non lo siano e debbo dire anche che ho perplessità perché questa mozione che ha alcuni aspetti che cerca di evidenziare probabilmente poteva essere utilizzata in maniera diversa. Io diro perché poteva essere utilizzate in maniera diversa: perché ritengo che forse la destra, trascinata in questa mozione dall'onorevole Rassu, qualche volta ha utilizzato in maniera diversa gli argomenti della sanità ed è per questo che probabilmente sbaglia l'obiettivo onorevole Rassu, e il mio sollecito è proprio quello probabilmente di guardare bene e con attenzione a quello che sta facendo perché altri, onorevole Rassu, hanno utilizzato questi argomenti per promuovere il proprio territorio, per promuovere la propria sanità, per essere nella rete più visibili attori piuttosto che denigrare, come sta facendo lei, in maniera anche gratuita. Io credo che bene avrebbe fatto, magari anche in quest'occasione, ad evidenziare quelle che sono le potenzialità della sanità sassarese, le parti positive che esistono nella provincia e quello che si sta facendo nel territorio per proporsi, per proiettare all'esterno, per candidarsi a crescere nel sistema sanitario regionale, perché di questo noi in questo momento stiamo parlando e perché credo che su questa linea maggiormente lei avrebbe trovato colleghi anche all'interno di quest'aula nel seguirla. Ed è su questo confronto che credo noi dovremo muoverci, su questa base che credo che debba avvenire il dibattito, specialmente in questo periodo, e non solo sulle lamentele che possono provenire da Sassari come stanno provenendo anche da altre parti del territorio ma in particolare in questo momento, io credo che a lei non sfugga, come non sfugge a nessun altro. "Stigmatizzare", come dice lei onorevole Rassu, non serve perché su questa strada è perdente, trascina anche altri che forse se fossero meglio informati di sicuro non la seguirebbero, come credo che non l'avrebbero sicuramente seguita se i maggiori dati che io cerco di dare, senza naturalmente toccare troppo nel profondo, lei stesso li avesse riportati. Per esempio, sul primario che sbatte la porta andando via, io credo che non sarebbe stato male se lei avesse detto che la ridotta attività chirurgica nell'ospedale di Ozieri è dovuta probabilmente perché c'è una gestione poco accorta di quelle che sono le risorse presenti, perché non è vero che non ci sono anestesisti, ce ne sono sempre sette che possono essere più che sufficienti per qualunque attività chirurgica ed è anche vero, a me giunge questo, che forse se quel primario facesse meno mobbing nei confronti di chi vuole lavorare, probabilmente usando meglio quelle che sono le risorse, sicuramente ci sarebbero stati risultati diversi.

Io credo che fornire informazioni utili a capire come si sta muovendo la sanità sassarese, sia più utile in questo momento proprio per i motivi che ho detto, intanto diciamo subito che nella ASL di Sassari è aumentato in maniera consistente l'assistenza domiciliare, è aumentata l'assistenza specialistica, e questi sono dati che sono inconfutabili e che naturalmente fanno capire come si sta cambiando nella sanità a Sassari, ma io credo anche in maniera più diffusa nel resto delle AA.SS.LL. della Sardegna. Si è mantenuto, è vero onorevole Rassu, il tasso degli anni precedenti relativamente ai ricoveri però nonostante l'obiettivo che tutti quanti i manager si stiano ponendo, perché questo è chiaramente l'indirizzo che viene dall'assessorato, perché questa è l'attuazione dell'indirizzo del Governo nazionale occorre dire che, non sfugga nemmeno all'onorevole Rassu, nella ASL di Sassari era totalmente inefficiente il sistema informatico. I tassi di cui ha appena parlato in questa mozione erano bassi rispetto alla media regionale, onorevole Rassu, perché migliaia di schede non venivano registrate, e questo non andava bene! E' stato rimesso in piedi di quest'anno e mezzo, dove lei dice non si è fatto niente, il sistema informatico, nessuna scheda relativa ai pazienti viene più dimenticata e quindi è aumentato il numero dei ricoveri ma proprio perché è più attinente alla realtà il dato che emerge, proprio perché si sta operando in maniera diversa. Sono diminuiti anche, onorevole Rassu, i ricoveri inappropriati, la ASL di Sassari si caratterizzava per questo, nella precedente gestione. Il numero dei ricoveri inappropriati erano esagerati, e lei sa bene quanto incida sulla spesa della sanità questo aspetto ed è su questo fronte naturalmente che si sta operando, si sta perseguendo una politica che serve ad eliminare tutto ciò che è superfluo e che non serve. Onorevole Rassu, nella sua mozione puntuale, troppo puntuale in alcuni elementi che lei riporta, io credo che ci sia bisogno probabilmente anche di dare alcune rispose, tutto questo naturalmente porterebbe via molto tempo e avremo sicuramente, se lei crede, occasione di parlare anche di questi aspetti, come credo che sia giusto in ogni territorio, di entrare più nel puntuale nei territori, piuttosto che qui dentro, perché è probabile che in quel confronto forse ci sia la possibilità di arrivare a risultati che non siano soltanto di un confronto di parte. Qui possiamo approfondire soltanto alcuni aspetti, lei parla dei tagli alle prestazioni, beh…io posso dirle davvero che nessuna riduzione di prestazioni erogate c'è stata nella ASL di Sassari, non risulta, anzi i dati a dir la verità evidenziano il contrario e sulla chiusura di reparti e servizi, a me non risulta che ci siano reparti che sono stati chiusi, io posso dire soltanto che si sta operando nella direzione di quello che è il progetto perché pneumologia a Ittiri era in prestito, era soltanto in maniera provvisoria, doveva rientrare a Sassari non è possibile che possa essere un importante struttura di questo genere tenuta a Ittiri e non a Sassari! E'su questo, che doveva essere fatto già da tempo, che questa dirigenza ha operato. Sulla mancata sostituzione di dipendenti, come dice lei, malati o trasferiti, perché se ne vanno, perché stanno male, io credo che sia totalmente da smentire. Sì, credo sia necessario appunto procedere velocemente. Io credo che, onorevole Rassu e onorevoli colleghi, a Sassari c'è in atto un'operazione seria di riqualificazione, credo che sia anche un messaggio nei confronti delle altre realtà, occorre maggiore sinergia tra le varie AA.SS.LL. e le strutture ospedaliere della Sardegna, e una rete che veda tutti che non devono dare tutto, ma dove è necessario tendere a prestazioni da erogare ai massimi livelli. Il Piano sanitario… un minuto, Presidente.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Masia.

MASIA (Federalista-Autonomista Sardo). …riprende in Commissione da oggi con audizioni che servono proprio per dare risposte puntuali a quelli che sono gli argomenti che stanno emergendo e sono le risposte che devono trovare spazio all'interno del Piano sanitario. Avremo occasione, durante le audizioni ma anche nelle visite che faremo nei territori, di entrare maggiormente in merito e allora sarà questa l'occasione, anche, per dare risposte più puntuali ad alcuni argomenti che noi riteniamo totalmente strumentali.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Masia. E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Grazie, signor Presidente. La mozione che oggi abbiamo all'attenzione del Consiglio è chiaro, collega Masia, che non poteva rappresentare quello che in bene la sanità sarda è stata in grado di programmare ed è in grado, ancora oggi, di gestire. Se dovessimo venire qui a presentare delle mozioni per fare il processo "dell'imbrodo", collega Masia, molto probabilmente il significato del Consiglio regionale e il significato di questo dibattito perderebbe assolutamente d'interesse. E, comunque sia, nonostante il tema portato in discussione sia di alta valenza, ritengo che il suo unico intervento su questo tema, consigliere e collega Masia, ci fa capire con quanta distrazione i colleghi della maggioranza stanno seguendo la sanità sarda. E' chiaro che la mozione evidenzia e analizza la sanità della ASL numero 1 di Sassari ma, nello stesso tempo, sono certo del fatto che altrettanti discorsi e altrettante mozioni avremmo potuto presentarle sulle restanti Aziende sanitarie della Sardegna. Del resto abbiamo assunto un'iniziativa che è stata quella di iniziare una serie di percorsi di visita, da parte dei consiglieri della minoranza della Commissione sanità, alle varie Aziende sanitarie e nel corso degli ultimi mesi abbiamo avuto occasione di denunciare tutta una serie di incongruenze, di sprechi, di disservizi e di disagi creati alla nostra popolazione dalla mancanza dell'esercizio non solo di controllo, ma della capacità di programmazione e di gestione dei servizi sanitari.

Assessore, io all'annuncio della sua nomina ad Assessore regionale della sanità definii la sua nomina uno schiaffo alla sanità sarda, un sonoro ceffone alla sanità sarda, credo che quella definizione fosse giusta nel momento in cui noi ci troviamo ad esaminare le problematiche portate all'attenzione della ASL di Sassari, ma che io intendo, per quelle che sono le acquisizioni e le conoscenze realizzate nel corso degli ultimi mesi, che fosse appropriata quella definizione, ma che fossero inappropriati e inadeguati il suo ruolo e quello di tanti direttori generali nominati da lei stessa. E' chiaro che se io leggo da "L'Unione Sarda" di venerdì 15 settembre che lei alla domanda del giornalista: "Dietro la protesta può esserci una strumentalizzazione politica?", ed è riferita al Presidente dalla Provincia di Nuoro, lei risponde: "C'è sicuramente". Ma se lei si pone di fronte ai problemi che il Presidente della Provincia di Nuoro, in quel caso, che le sottopone tutta una serie di problematiche della sanità che non trovano risposte nel finanziamento e nella realizzazione non solo di progetti già programmati ma, soprattutto, trova una risposta di questo tipo, è chiaro che i ceffoni poi le arrivano un po' da tutte le parti, e di sicuro in Aula non è presente né il Presidente né tanto meno i consiglieri né de La Margherita, nel caso specifico, né delle altre parti politiche che compongono la maggioranza, che sostengono questa Giunta, si levano a sua difesa e di sicuro non portano un contributo per far capire a noi, che non riusciamo a capire, quali sono i tratti positivi che hanno caratterizzato la sua azione nella gestione della sanità sarda da ormai due anni e mezzo circa.

Allora, io credo che riprendendo dalla stampa di oggi un concetto, che io condivido in pieno uno per formazione professionale, due per operatore della sanità: "informazione medica c'è chi dice che è inutile". Ma quando l'azione di programmazione non favorisce la cultura della salute ma attiva soltanto processi che sono quelli dell'incentivo della spesa, fatto che lei giudica negativamente per i due primi trimestri di quest'anno finanziario, allora io mi chiedo ma davvero si pensa di modificare il livello della sanità in Sardegna soltanto con le convenzioni con la Regione Piemonte legata al controllo della spesa sui farmaci? Ma davvero lei pensa che migliora la sanità sarda attivando le convenzioni con la Regione Piemonte per la radioterapia? Ma davvero lei pensa che migliorerà la sanità in Sardegna mandando i nostri operatori dei servizi psichiatrici a formarsi a Trieste? Questi sono tutti temi che io le ho posto già e che attendono ancora risposta rispetto a interrogazioni e a interpellanze. Ma davvero noi pensiamo di migliorare la sanità in Sardegna senza partire dai servizi di base, senza partire da quelle camere calde di cui le ho parlato nei documenti che le ho inoltrato rispetto ai pronto soccorso, rispetto alla situazione di sfacelo che caratterizza la gestione dei pronto soccorso, compresi anche la gestione del personale che oggi è inadeguato per dare le risposte di primo intervento nei pronto soccorso.

Partiamo, quindi, da una parte dall'educazione sanitaria e dall'altra dai servizi di base, quelli di accesso alle strutture sanitarie. Oppure le devo ricordare che il poliambulatorio di Selargius, completato da più di due anni, non è stato ancora messo a disposizione della collettività di Selargius, Quartucciu e così via? Oppure la devo parlare del servizio di psichiatria dell'ASL di Oristano che è stato temporaneamente, per qualche mese, spostato a Ghilarza e invece non si sa ancora quando e come tornerà a Oristano? Ma le devo parlare di che cosa, Assessore?

Io di sicuro le voglio dire che anche la denuncia dei colleghi di Rifondazione Comunista, speculazioni sugli alimenti per i celiaci, non sono un tema di poco conto, fanno parte della cultura alimentare e fanno parte, soprattutto, di una di quelle risposte da dare al giornalista che su "La Nuova Sardegna" propone il tema "informazione medica c'è chi dice che è inutile". Ma davvero noi pensiamo di affrontare il grosso problema del diabete in Sardegna, come quello della celiachia, senza interventi di formazione e senza interventi, soprattutto, di informazione ai cittadini; quando sappiamo che su questa indagine risulta che in Italia il 29 per cento, soltanto, della popolazione conosce la relazione tra i fattori di rischio non solo del diabete e delle malattie cardiovascolari, che qui in Sardegna grazie a Dio rappresentano una grossa voce della spendita farmaceutica. Ma noi davvero possiamo pensare che qui in Sardegna possano migliorare le condizioni generali di salute della popolazione, pensando che possiamo continuare a ridurre quelle che sono, non solo le strutture periferiche, ma soprattutto ad abbattere quelli che sono i servizi di base nel territorio? Perché il collega Rassu ci ha parlato prevalentemente delle strutture sanitarie, ma i servizi di base dei territori che sono stati privati di tutta una serie di operatori, nel tempo, compreso il suo - di nuova nomina - direttore dell'assistenza ospedaliera in Assessorato: è stato assunto nella ASL di Sanluri (senza fare nomi) in qualità di assistente del servizio di igiene pubblica, oggi fa il direttore dei servizi ospedalieri presso l'Assessorato; ma dico anche il direttore generale della ASL di Oristano: era un operatore assunto nella ASL di Sanluri...

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Contu!

CONTU (F.I.). E' stato privato il territorio di quelle figure. Grazie, Presidente.

Ma devo dire, molto probabilmente non usciamo dalle nebbie, Assessore, lei non riesce ad uscire dalle nebbie del territorio da cui proviene e purtroppo ha creato una grande nebulosa anche sulla sanità sarda, e noi davvero aspettiamo ancora, non solo il Piano sanitario regionale, ma aspettiamo soprattutto le risposte, non solo ai problemi sollevati dai colleghi, mai ai tanti altri che magari solleverà chi interviene dopo di me. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Contu. E' iscritto a parlare il consigliere Cassano ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Grazie, signor Presidente. Colleghe e colleghi consiglieri, caro Assessore, io ho firmato con piacere la mozione che ha come primo firmatario il collega Rassu, non solo per denunciare le carenze, le deficienze, i ritardi, gli abusi, che vengono consumati quotidianamente alla ASL numero 1 di Sassari, cosa che io in altra occasione ho avuto modo di sottolineare, di richiamare all'Assessore qui presente e l'Assessore continua a fare orecchie da mercante, nel senso che - forse per il tempo che gli è consentito e ha a sua disposizione - più di una volta dimentica di dare risposte, non solo scritte ma anche verbali. Ed allora, io colgo l'occasione per denunciare questi fatti, per ricordare che la sanità in Sardegna è allo sfascio, bene ha fatto qualche collega di altra provincia a ricordare che, se dovessimo trasferire tale mozione (quella sulla provincia di Sassari) in altre province, in altre realtà, credo che la situazione non cambi, cioè la situazione, così come è grave a Sassari, è grave nelle altre province, di Cagliari, di Oristano e via dicendo.

Voglio subito ricordare all'assessore Dirindin che lei rappresentava la novità in Sardegna tra le tante figure professionali, oltre che la figura professionale vi era anche il problema di una donna a capo di un Assessorato così importante, era chiamata a dare risposte efficienti ai problemi emergenti. Bene, per tutta risposta lei non ha fatto altro che aggravare, anche in modo inusuale per ciò che riguarda questo Assessorato, i problemi della nostra Isola.

Io le ho portato in altra occasione degli esempi: io le ricordo che a Sassari le pazienti, le donne (visto che lei è una donna) continuano a pagare di tasca loro per la prevenzione sulla mammografia il ticket sanitario, io le ho sollevato il problema e le ho ricordato che La ASL numero 8 di Cagliari - sto parlando della Sardegna, sto parlando della nostra Isola - continuano a non pagare il ticket. Io non voglio fare una guerra tra poveri ma voglio ricordare che Sassari non può essere considerata di "serie B" ma deve essere considerata alla pari delle altre Unità sanitarie locali. Lei continua a non rispondere, né per iscritto nè tanto meno in maniera verbale.

E' di oggi, è di qualche giorno fa, lo scandalo che è venuto fuori per ciò che riguarda la Bipiesse Riscossioni attraverso la ASL numero 1. Qui in questa cartella, assessore Dirindin, io la invito a verificare, ci sono decine, centinaia di richieste di pagamento per il ticket al Pronto soccorso di Sassari: è una cosa indegna, è una cosa vergognosa! Io la invito a recarsi a Sassari per vedere le code, le file interminabili di persone anziane che hanno 70, 80 anni, per andare lì allo sportello e dire: "io sono esente". "Bene, lei può andare". E' una vergogna che si possa richiamare, chiamare l'assistito per andare al Pronto soccorso a dimostrare che poi è esente, quindi non deve pagare il ticket del Pronto soccorso. Bene, io ho avuto modo anche di presentare un'interrogazione, a tutto questo lei continua a fare orecchie da mercante.

Che dire poi del Piano sanitario regionale, lei ne ha fatto un cavallo di battaglia, assieme a tutti gli altri colleghi della maggioranza, e mi meraviglio - non lo vedo in aula, il Presidente della Commissione sanità -, io, caro collega Masia, non so se lei abbia cambiato residenza... io la prima cosa che farò appena esco da quest'aula andrò a verificare se il collega Masia si è trasferito a Cagliari o in altra perché evidentemente i problemi di Sassari non li conosce o gli sfuggono di mano. Perché difendere l'operato dell'Assessore, difendere nel dire che non ci sono carenze, che non si sono tagli negli uffici, mi pare sia una cosa veramente grave. Reparti che chiudono, specificità che vengono eliminate, risposte che non vengono date, il personale che non viene ricevuto dai dirigenti dell'Azienda sanitaria, che addirittura si sono trasferiti d'ufficio, da Via Monte Grappa a Via Catalochino, per non essere disturbati, solo perché in Via Catalochino vi è un sistema di chiusura ermetica dove non è possibile accedere per ciò che riguarda i pazienti. E' una cosa veramente indegna! Cioè, mentre da una parte dice che dobbiamo essere vicini al cittadino, all'utente, ai problemi della gente che ha bisogno, dall'altro invece si chiudono le porte perché nessuno vuole essere disturbato!

Che dire poi sull'assistenza all'estero. Io le sottopongo e le chiedo pubblicamente, in questo Consiglio regionale - voglio che rimanga agli atti di questo Consiglio regionale - che una ragazza indigente, che non ha possibilità economiche o finanziarie, deve andare in Cina ad effettuare un intervento chirurgico, cosa che non è fattibile, non è possibile effettuare in Sardegna, probabilmente non è possibile effettuare in ambito nazionale. Bene, ci sono popolazioni che si sono mobilitate per sottoscrivere, per dare un contributo, un'adesione spontanea a questo tipo di assistenza; bene, io le chiedo che lei faccia un atto di buona volontà: dimostri veramente attenzione e prenda a cuore questo caso che io le sto proponendo, suggerendo, cioè una ragazza - credo che non capiti tutti i giorni - che si deve recare in Cina per effettuare un intervento, cosa che non è fattibile realizzare in ambito regionale e in ambito nazionale. Quindi, almeno su questo, mi auguro che lei possa dare qualche modesta o attenta risposta.

Che dire poi delle aziende miste? Anche su questo ne avete fatto, caro presidente Masia e cari colleghi consiglieri regionali della maggioranza, ne avete fatto un cavallo di battaglia. Io mi ricordo quando ero in Commissione sanità nella precedente legislatura, si parlava tutti giorni: "Azienda qua, azienda là...". Dopodiché non se ne è più parlato, tutto è passato nel dimenticatoio, non si parla più di aziende miste, non si sa neppure quando e come andranno eventualmente a realizzarsi.

E allora, si parla di "tagliandi", il segretario regionale dei D.S. oggi, ieri, in questi giorni, dice che bisogna "fare il tagliando". Ebbene, assessore Dirindin, ma lei non ritiene che anche lei debba fare il proprio tagliando a una macchina che tarda a partire e che non funziona e che deve essere cambiata? Io ho una "Giulietta" Alfa Romeo che ha 26 anni, però, in previsione che questa macchina si bloccasse del tutto, me la sono comprata nuova, e quindi credo che sia giunto il momento di cambiare l'Assessore per dare una svolta veramente reale a questa sanità in Sardegna. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cassano. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore, colleghi, la mozione che noi stiamo discutendo, quella presentata dall'onorevole Rassu e più, parla in modo particolare della situazione dell'assistenza sanitaria in provincia di Sassari e io credo che, invece, prendendo lo spunto dalla situazione sanitaria nella provincia di Sassari, noi dovremmo fare una discussione, un dibattito, sulla situazione sanitaria in tutta la regione sarda, perché io credo che siamo quasi a metà legislatura ed è tempo anche di fare bilanci, Assessore, di capire come sta procedendo la sanità e come eventualmente noi vogliamo impegnare la prossima parte della legislatura per definire, per risolvere, per migliorare anche la situazione sanitaria in Sardegna. Allora c'è, ci sono alcuni problemi di grande importanza, insomma, che aspettano una risposta da parte di questa Giunta regionale, una risposta, insomma, che sembrava imminente quasi, all'inizio della legislatura, però praticamente i risultati non si vedono. E in primis c'è la situazione del Piano sanitario regionale, abbiamo sentito poc'anzi, che sta per essere discusso in Commissione, e io credo che questo sia un elemento importante della vita di questo Consiglio regionale, ma soprattutto un elemento importante che riguarda la situazione della sanità in Sardegna, perché noi dobbiamo capire cosa vogliamo fare della sanità in Sardegna, quale sarà il destino dei piccoli ospedali, come verrà distribuita la sanità in Sardegna, e fino a quale livello di autosufficienza noi possiamo effettivamente spingere. Perché, Assessore, io le posso dire, io faccio il medico di base, e beh, posso testimoniare che sono tantissimi i pazienti che si curano fuori dalla Sardegna, e per patologie che, sicuramente, potrebbero essere eseguite bene anche in Sardegna. Ecco io credo che se noi non riusciremo ad interrompere questo circuito, che praticamente vede una vasta parte di popolazione della Sardegna, che predilige la cura e il trattamento fuori dalla Sardegna, in Italia e talvolta in Europa, e in altre parti del mondo, ecco credo che questo sia uno degli obiettivi principali che noi dovremmo porci all'atto dell'approvazione del Piano sanitario regionale, ma io credo che siccome il Piano sanitario regionale, lo vedo, almeno dalla stesura iniziale che è stata avanzata, lo vedo una cosa molto generica, noi dovremo davvero riempire di contenuti, questo Piano e poi vedere di analizzare tutte queste cose, e vedere all'interno della Sardegna che tipo di sanità noi vogliamo praticare, vogliamo garantire. Allora io, così, mi aspettavo, che questa mattina, partendo proprio da questa mozione, si facesse un dibattito, che anticipasse un po' quello che è la discussione del Piano sanitario regionale, e che servisse anche per fare un esame approfondito della situazione sanitaria in Sardegna. Tutto questo non c'è stato, la maggioranza tace, nonostante ci siano grossi problemi, ma anche la Giunta vedo soltanto l'Assessore della sanità presente, gli altri Assessori non si vedono, il Presidente non si vede, la maggioranza praticamente affida al Presidente della Commissione Masia una difesa d'ufficio, che non mi pare sia una cosa molto seria. Mentre noi avremmo preferito, ci saremmo aspettati, da parte della maggioranza, una vera discussione sulla sanità oggi in Sardegna. Ma così, a parte queste considerazioni generali, io volevo, così, fare anche qualche considerazione di carattere, Assessore, più localistico, e in modo particolare io, visto che se n'è parlato anche in questi giorni sulla stampa in lungo e in largo, io volevo parlare anche della situazione, che si sta verificando in Provincia di Nuoro, fermo restando, ormai, che è palese lo squilibrio che c'è tra gli interventi nei due poli forti sanitari di Sassari e Cagliari, mentre la Provincia di Nuoro, mi pare, che sia relegata ad una situazione veramente marginale. Giorni fa c'è stata una polemica con il Presidente della Provincia di Nuoro, che praticamente lamentava una situazione di disattenzione nei confronti della Provincia di Nuoro. Lei ha detto, ha risposto dicendo che gli interventi in Provincia di Nuoro sono stati fatti, che il Presidente della Provincia di Nuoro era alla ricerca di una visibilità, approfittando di questi problemi seri che riguardano la sanità. Può darsi che sia anche vero, può darsi che sia anche vero, però la realtà vera è che i problemi della sanità ci sono in Provincia di Nuoro, sono forti, sono problemi seri, più seri anche di quelli che ha detto e che ha sottolineato il Presidente della Provincia di Nuoro, che forse in materia di sanità non conosceva bene tutta la situazione. Lei nella risposta al Presidente della Provincia di Nuoro ha detto che i soldi ci sono, ci sono delle risorse aggiuntive, che non erano state prese in considerazione, allora dal Presidente della Provincia, allora io le posso dire oggi, Assessore, che quello che ha detto non è vero, è vera invece un'altra cosa, che lei utilizzando i fondi all'articolo 20, le rimanenze degli appalti, quelli che sono già soldi dell'azienda sanitaria numero 3 di Nuoro, verranno riutilizzati a Nuoro, però quelli non sono fondi che ha dato questa Giunta regionale, quei fondi, all'articolo 20, Assessore, li ha dati la passata Giunta regionale, non è merito di questa Giunta regionale, sì, Assessore, e praticamente si sta utilizzando, si stanno riutilizzando le risorse che praticamente erano già state destinate alla Provincia di Nuoro. Quindi io credo che bisogna dirla tutta la verità, e io credo che, se noi oggi noi vogliamo fare un tipo di politica, che sia, che interessi tutta la Sardegna, in modo particolare alcuni punti, alcuni poli cruciali per quanto riguarda lo sviluppo dell'assistenza sanitaria in Sardegna, io credo che noi dovremo fare delle politiche, delle scelte che siano scelte coerenti, che siano scelte giuste che vanno in quella direzione. Si è parlato ripetutamente del fatto che è una vecchia, un vecchio progetto che vede come la Provincia di Nuoro terzo polo sanitario in Sardegna, e lo stesso Assessore regionale ha detto, lei e la Giunta sono orientati a costituire a istituire questo terzo polo sanitario in Provincia di Nuoro, però io credo che bisogna partire da fatti concreti, affinché questo si possa verificare, perché, Assessore, fare il terzo polo sanitario significa creare le condizioni affinché questo sia tale, il terzo polo sanitario significa, Assessore, che noi dobbiamo attivare la radioterapia, che praticamente in questo momento, per carenza di personale non c'è, non c'è, non c'è, dobbiamo attivare una innovazione tecnologica che praticamente non c'è, perché mancano i fondi, la polemica del primario della ginecologia, di questi giorni dall'ospedale di Nuoro, credo l'abbia seguita, la risonanza magnetica, c'è una sola risonanza magnetica in Provincia di Nuoro, e che non è idonea, ormai superata, soprattutto non è idonea per le patologie cardiovascolari, così come le Tac, le due Tac, che attualmente dispone l'azienda sanitaria numero 3, ormai sono superate anche queste, non hanno il total body, quindi praticamente hanno bisogno di una rivisitazione anche questi strumenti, così come l'emodinamica.

PRESIDENTE. Concluda onorevole Ladu.

LADU (Fortza Paris). Così come l'emodinamica, credo insomma, che se noi non dotiamo, questo servizio dell'organico giusto, questa non potrà mai decollare seriamente. Si è parlato così per quanto riguarda i distretti anche della famosa questione, che io per questioni di tempo adesso non voglio affrontare, del centro dialisi di Siniscola che dopo anni di discussione

PRESIDENTE. Così… onorevole… Ladu.

LADU (Fortza Paris). E così ho finito la questione della medicina di base c'è uno stato di agitazione per quanto riguarda la medicina di base in Sardegna, praticamente non è stata mandata avanti la convenzione, quella che riguarda la parte regionale, non si capisce perché ci sia questa refrattarietà, questa mancanza di volontà di andare ad affrontare i problemi che sono quelli che partono dall'assistenza sanitaria in periferia, proprio dalla medicina di base e quella…

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, la prego, non mi metta in imbarazzo.

LADU (Fortza Paris). E poi se mai lo riprendo, quella che… Grazie.

PRESIDENTE. La ringrazio. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente, colleghi del Consiglio. Io mi rivolgo, fondamentalmente, ai colleghi del centrosinistra. Non abbiamo chiesto durante questo dibattito in aula il numero legale, se l'avessimo chiesto, probabilmente, avremmo dovuto rinviare più e più volte i lavori, ma avremmo sperato che l'occasione delle mozioni, la prima è in discussione, presentate dal centrodestra, potesse essere un'occasione per discutere di sanità in Sardegna con voi, per discutere in aula di sanità in Sardegna, anche in preparazione del passaggio del documento sul piano sanitario regionale nella Commissione sanità.

Purtroppo, non abbiamo ancora sentito voci provenienti dai banchi della maggioranza, le voci della politica, nel senso che al di là di quello che l'Assessore dirà e al di là di quello che è stato l'intervento, più compitino che intervento, del presidente della Commissione sanità, Masia, sarebbe stato utile e interessante sentire interventi autorevoli sulla sanità in Sardegna, sui 5 mila miliardi di vecchie lire, qualcosa in più, che ogni anno questa Regione investe nella sanità, magari da parte del collega Biancu, capogruppo della Margherita, da parte del collega Marrocu, capogruppo dei D.S., che non sono in Aula, sicuramente, magari stanno ascoltando attraverso il circuito televisivo chiuso o stanno discutendo di sanità in qualche altro camerino, però, sarebbe stato interessante che ne sentissimo la voce in Aula. Magari del collega Marracini, che tra l'altro autorevolmente prende posizione spesso su argomenti di sanità, del collega Ibba, non dico tanto del collega Porcu e del collega Frau che normalmente sono tifosi, e quindi sono un po' obnubilati nel modo di ragionare, nel modo di presentare dalla loro condizione di tifosi. Però, da altri colleghi che hanno responsabilità politiche nei loro partiti, importanti, sentire una voce su quella che è la situazione della sanità in Sardegna, dopo due anni e due mesi sarebbe stata una cosa interessante, davvero interessante. Devo dire interessante anche perché voci ne abbiamo sentito in questo periodo, tutte voci del centrosinistra. Abbiamo sentito la voce del presidente della Provincia del medio Campidano, Tocco, e non era una voce in difesa delle politiche sanitarie di questa Regione. Poi abbiamo sentito la voce del presidente della Provincia di Cagliari, Milia, e non era una voce in difesa delle politiche sanitarie di questa Regione. Poi abbiamo sentito la voce del presidente della Provincia di Nuoro, Deriu, anch'esso non di centrodestra e abbiamo appreso, devo dire con sconcerto, che la voce non era in critica della sanità sarda, ma era esclusivamente per trovare degli spazi pubblicitari all'interno dei giornali. Ci aspettiamo le scuse del presidente Deriu all'assessore Dirindin. Poi abbiamo sentito la voce del collegio dei primari del Brotzu, credo che sia la prima volta che venti primari su ventiquattro sentano il bisogno di prendere la parola per denunciare la sostanziale obsolescenza dell'ospedale e la sua inadeguatezza a ricoprire quel ruolo nelle politiche di eccellenza che la sua condizione di azienda ad alta specializzazione comporterebbe. Queste voci si levano mentre le cifre, cioè i conti economici, sono quelli noti, conosciuti. Noi abbiamo avuto spese nel 2005 di 194 milioni di euro, superiori rispetto a quelle del 2004, la spesa quindi non è sotto controllo, abbiamo avuto una stanziale incapacità di programmazione analoga peraltro a quella degli anni precedenti, uno stanziamento iniziale di 2 mila 320 milioni di euro e un consuntivo di 2 mila 718, con uno sfondamento, lo sanno i Capigruppo di maggioranza, di 398 milioni di euro.

I ritardi. I ritardi, la qualità dell'assistenza, le lista d'attesa. E' cambiato qualcosa, colleghi della maggioranza, nella percezione da parte del cittadino sardo della qualità dell'assistenza in Sardegna? Cioè, queste spese che rimangono sostanzialmente analoghe aumentano rispetto agli anni precedenti, sono accompagnate da una percezione di riqualificazione della spesa e quindi di miglioramento della qualità della prestazione che viene offerta, che voi avete registrato presso i cittadini sardi, presso quella che con un termine bruttissimo viene chiamata l'utenza sanitaria. Sarebbe interessante che i colleghi della maggioranza si alzassero e fugassero dubbi, perplessità, che ormai gravano come macigni sulla gestione di questa sanità sarda in ciascuno di voi. E i ritardi? I ritardi con cui affrontiamo i problemi. Vi dimenticate che il Piano sanitario regionale doveva essere approvato, sarebbe dovuto essere approvato entro il dicembre del 2004, o che le aziende miste sarebbero dovute partire entro l'aprile del 2005? Seicento giorni di ritardo, cinquecento giorni di ritardo. Vi sembrano cose da poco? Sarà il caso di discutere, non perché noi, in nessuna misura e in nessuna maniera, vogliamo contestare il vostro diritto a fare le politiche della sanità in Sardegna, ci mancherebbe altro, è sempre il solito discorso, avete vinto le elezioni, avete il diritto, il dovere, direi, per quanto riguarda la sanità, di gestire i problemi della sanità in Sardegna. Ma avete anche il dovere di parlare con noi, di spiegarci, di farci capire, di aiutarci a comprendere quali sono le difficoltà che avete incontrato, quali sono i motivi per cui non siete andati avanti e per cui forse non andrete avanti neanche nei prossimi mesi. Cioè, cose che noi vi chiederemmo, che vorremmo sapere, che vorremmo ci fosse un rapporto di scambio di informazione tra noi e voi, in modo da aiutarci a capire, a chiarire, a sapere. Non ci consolano le esternazioni continue dell'Assessorato regionale della sanità, che interviene anche sul numero degli studenti delle facoltà di medicina di Cagliari e di Sassari, dicendo che devono essere ridotti. E su quale base lo dice? Ha mai fornito a questo Consiglio regionale o alla Commissione sanità un'analisi dettagliata sulla presenza dei medici in Sardegna? Ci ha mai detto qual è l'età media dei medici negli ospedali oggi in Sardegna? Ci ha mai detto qual è la previsione nel pensionamento dei medici che oggi hanno cinquant'anni e passa, come età media negli ospedali della Sardegna? E ci ha mai detto cosa ha suggerito l'Assessorato regionale della sanità alle facoltà di medicina sulle scuole di specializzazione per programmare in maniera accurata il mercato del lavoro in rapporto a quello della cultura, della cultura post-universitaria in Sardegna? Sono questi i dubbi, i problemi, gli interrogativi che gravano come macigni sulla politica della sanità sarda. Io ho il sospetto che questi dubbi non siano, queste situazioni non siano a conoscenza dei consiglieri regionali del centrosinistra, cioè ho il sospetto che i consiglieri regionali di centrosinistra della sanità sarda non parlino tra di loro, che non sappiano i dati, che non conoscano quelle che sono le situazioni reali della sanità sarda, e mi piacerebbe, c'è una seconda mozione dopo questa, che si alzassero gli autorevoli esponenti del centrosinistra, Siro Marrocu, Biancu, Licheri, Ibba, Marracini, e ci spiegassero che loro conoscono nel dettaglio quello che sta succedendo nella sanità sarda, che lo condividano nel dettaglio e che questo che oggi l'opposizione dice è semplicemente la solita critica che l'opposizione fa nei confronti della maggioranza. Colleghi, è capitato, è capitato anche in quest'aula, che noi abbiamo detto che, pur apprezzando le capacità da professore universitario della professoressa Dirindin, che probabilmente ne farebbero un ottimo consulente per un Assessore politico, credevamo che fosse utile per la Regione che fosse ritenuta esaurita la sua esperienza da Assessore regionale in Sardegna. Il mio collega Cassano, intervenendo, lo ha ribadito. Io vi direi: "Lasciatela! La cosa migliore è che la lasciate a fare l'Assessore, ma non per voi, è la cosa migliore per l'opposizione, perché purtroppo la politica sanitaria della Regione Sardegna è l'esempio migliore della politica del fumo senza arrosto della Giunta Soru e della Giunta del centrosinistra. E' l'esempio migliore del fallimento totale della dissociazione completa tra l'enunciazione di principio e ciò che è stato realizzato di fatto nella politica di questa Giunta regionale. Dal nostro punto di vista, lunga vita all'assessore Dirindin, lunga vita politica, intendo dire, all'assessore Dirindin. Lasciatela! Lasciatela quanto più a lungo possibile, a questo centrodestra fa senz'altro bene, non so quanto alla sanità sarda, non so quanto a voi.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente, la massiccia presenza e anche l'appassionata difesa che la maggioranza fa, oggi, dell'Assessore regionale alla sanità, la dice lunga sullo stato di salute di questa maggioranza di centrosinistra e sulle dinamiche che sono in corso, proprio in questi giorni, che sono assolutamente pacifiche, serene e costruttive all'interno della maggioranza stessa e nei confronti del Presidente della Regione. Io peraltro, credo che dopo aver letto oggi sui giornali che è intendimento del Governatore abolire le province, credo che uno dei prossimi passi o successivo a questo oppure precedente, sarà quello di abolire anche gli assessorati, che sicuramente, sono considerati un'entità inutile, costosa e talvolta anche di disturbo, il prossimo passo potrebbe essere quello direttamente di abolire il Consiglio regionale e così si creerebbe un organo monocratico che, assolutamente indisturbato, potrebbe provvedere a illuminare la Sardegna con queste e con altre felici intuizioni che da due anni a mezzo caratterizzano l'azione di Governo del Presidente Soru. In ogni caso dicevo, che l'assessore Dirindin viene lasciata in beata solitudine, in questo momento e non è una novità, già da tempo si sa, più o meno, per voci che amichevolmente vengono rivolte nei corridoi e anche in altre sedi, che l'assessore Dirindin non gode della stima di una parte consistente, considerevole e decisiva di questa maggioranza. Lo si è visto, lo si è dimostrato in diverse occasioni, oggi se ne dà un'altra dimostrazione abbastanza esplicita, pur nel silenzio di una buona parte della maggioranza, ne prendiamo atto, ma le diciamo anche, Assessore, con tutto il rispetto verso la sua persona e anche verso il lavoro che ella svolge, che questa forma di distacco, questa forma di disistima, in realtà non è soltanto un atteggiamento che le riserva una parte della sua maggioranza, è un atteggiamento che ormai si sta diffondendo, in modo abbastanza massiccio, un po' in tutta la Sardegna. Lei era stata catapultata in Sardegna per motivi, dinamiche e con modalità che ci sono ignote, ma, certamente, si era innescato, comunque, un po' per un senso di ospitalità che caratterizza noi sardi e di accoglienza verso coloro che vengono a lavorare nella nostra terra, una certa atmosfera di attesa nei confronti del suo operato. Lei aveva fatto delle cose importanti precedentemente nella sua vita accademica, nella sua attività accademica, spesso in modo, a mio avviso, anche esageratamente legato ad una determinata parte politica, agendo in virtù di un mandato che alcuni personaggi della politica italiana le attribuivano, ma, comunque, certamente non sono in discussione le sue capacità, e quindi si era creata una sorta di attesa nei confronti di quello che sarebbe stato il suo operato, anche perché, lei, ricordo nelle sue prime apparizioni e partecipazioni al Consiglio regionale, l'aveva alimentata questa attesa, dicendo che quello che era successo fino ad oggi ed in particolare quello che era successo durante i 5 anni del Governo precedente di centrodestra, era stata la distruzione del sistema sanitario sardo, una distruzione attuata o per incapacità o anche per una deliberata condiscendenza verso lo strapotere e il condizionamento che alcuni poteri forti avevano attuato nella sanità. Quindi si attendeva da lei una stagione di novità, una stagione di risanamento, uno scatto di reni , un salto di qualità che, a due anni e mezzo dal suo insediamento, cioè a metà del mandato di questa Giunta regionale, sempre che questa Giunta regionale finisca il mandato, sempre che ci troviamo non a metà ma magari forse già, quasi vicini al capolinea, o vicini comunque ad un considerevole rimpasto in Giunta che non sappiamo se la potrà riguardare oppure no, questo rinnovamento, questo risanamento del sistema sanitario sardo certamente non c'è stato, ci si aspettava un qualcosa di nuovo sotto il sole, provvedimenti risolutivi di tutte le problematiche legate alla società sarda e anche una ventata di pulizia, insomma un qualcosa o un insieme di cose che dessero finalmente le risposte che i cittadini sardi stanno aspettando e che certamente aspettavano anche durante il Governo di centrodestra, non è certamente mia intenzione dire che ciò che era stato fatto in precedenza era buono e il cattivo è arrivato dopo, sicuramente problemi gravi ce ne erano e sono stati anche accentuati, probabilmente, da errori e da carenze del Governo della parte politica di cui faccio parte. Certamente però, assessore Dirindin, quello che lei ha fatto nei due anni e mezzo del suo mandato non è stato assolutamente quello di risanare, non è stato assolutamente quello di ripulire, non è stato assolutamente quello di dare ai sardi, ai pazienti sardi, ai familiari, a coloro che sono affetti da varie problematiche che li spingono e li costringono a un approccio con il servizio sanitario regionale, quelle risposte che da lei ci si attendeva. Io direi che davvero nulla è cambiato nel sistema dei servizi sanitari sardi, o se è cambiato è cambiato qualcosa in peggio. Le liste d'attesa sono ancora infinite, manca personale negli ospedali, mancano i medici, mancano gli infermieri, non è migliorata in alcun modo la prevenzione, non è migliorata in alcun modo l'assistenza territoriale, anzi, come segnaliamo noi dall'opposizione con questa e con l'altra mozione relativa ai problemi della sanità che oggi sono in discussione, i problemi sono ancora più gravi che in passato e noi segnaliamo proprio dei problemi che sono direttamente riconducibili a carenze della sua azione amministrativa, Assessore, noi segnaliamo dei problemi che sono a lei imputabili, come ad esempio quando si privano i cittadini di un servizio essenziale, come è quello di una guardia medica o quando, in quelle guardie mediche che rimangono in attività, in funzione si lasciano i medici ma anche i pazienti che hanno bisogno, magari nelle ore notturne di essere visitati, di quella protezione, di quella sorveglianza, delle guardie giurate, di personale di questo genere che è garanzia del fatto che i cittadini, e anche i medici, non siano lasciati nelle ore notturne o diurne alla mercé dei delinquenti. E le ricordo, Assessore, che è stato versato del sangue in Sardegna, è morta della gente perché le guardie mediche erano senza sorveglianza armata, sono morte delle persone, ricordo in particolare la morte della giovane dottoressa, in seguito alla quale la Regione provvide a trovare dei soldi per mettere delle guardie a vigilanza di queste guardie mediche ed ora lei le vuole togliere, ed ora lei le sta togliendo, ed ora lei le ha tolte in buona parte dei casi, dimenticandosi che c'è morta persino della gente a causa di questo problema che è imputabile ad una carenza amministrativa della Regione, perché non si può abbandonare una guardia medica alla mercé di tutti coloro che, talvolta malintenzionati, possono avvicinarsi e quindi mettere a repentaglio la vita dei medici che ci lavorano, che spesso sono giovani, sono forse all'inizio della carriera, che hanno anche meno capacità di poter raffrontare certe situazioni di pericolo e certe situazioni di emergenza, per non parlare del fatto che rimangono esposti, in questo modo ai delinquenti, anche i pazienti che per loro disgrazia hanno bisogno di essere curati nelle ore notturne, magari in zone periferiche di un paese, magari in una zona degradata dove è più facile ed è più probabile che possano succedere incidenti di questo genere. Ora io mi chiedo, Assessore, se lei, in tutta coscienza ritiene di aver bene operato, privando, intanto sopprimendo alcune guardie mediche, e lei sa quale è la situazione delle strade e della viabilità in Sardegna, sa quanto è difficile, perché credo che in questi due anni a mezzo abbia imparato, abbia conosciuto qualcosa che riguarda la Sardegna, credo che lei sappia quanto è difficile, soprattutto per una persona anziana, in mancanza ovviamente nelle ore notturne, ad esempio, di trasporti pubblici che possono portare da un paese all'altro, o magari della circostanza in cui questo povero disgraziato non abbia a disposizione un'automobile o qualcuno che lo accompagni in automobile, raggiungere una guardia medica che dista magari alcuni chilometri di distanza. Mi chiedo, davvero se lei ritiene di aver ben operato riguardo a questo, vedo che il tempo sta per finire, interverrò anche più tardi. Ma voglio chiederle davvero, quando lei prenderà la parola per replicare se si sente di avere svolto un servizio degno dei cittadini che amministra.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Artizzu. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Grazie Signor Presidente, onorevoli consiglieri, la mozione di cui ci stiamo occupando entra nel dettaglio di alcune questioni molto specifiche che riguardano la ASL di Sassari e io cercherò di offrire alcuni contributi di chiarezza rispetto ai problemi specifici. Posto che si è inserita la discussione riguardante la ASL di Sassari in un contesto più generale, senza uscire dal tema rispetto al quale mi è chiesto di rispondere, peraltro vorrei fare qualche premessa in modo da dare alcuni chiarimenti all'Aula rispetto a quanto si sta facendo. Il processo di rinnovamento e di razionalizzazione della sanità in questa Regione è un processo difficile e credo che tutti loro ne siano consapevoli, ce lo siamo detti tante volte in quest'Aula e anche fuori, e richiede che sia percorso un sentiero che abbiamo detto molte volte stretto e continua ad essere stretto anche in questi ultimi mesi nonostante l'apertura del patto con il Governo nazionale sulla sanità, su alcuni temi particolari in modo da modificare, ove possibile, alcuni degli articoli che facevano parte del patto sottoscritto nel 2005, in modo da consentire alle Regioni su alcuni argomenti di poter operare con maggiore efficacia. Il sentiero è stretto ed è - l'abbiamo sempre detto, io l'ho sempre sostenuto e non mi pare che nessuno abbia detto che la realtà è diversa -l'unico sentiero che ci possiamo permettere di seguire, che è quello di riordinare questo sistema, ammodernarlo, fare in modo che le risorse che sono impiegate dentro la sanità siano utilizzate al meglio e garantire una qualità dei servizi migliore di quella di prima. Sappiamo che è sempre molto difficile combinare insieme la riqualificazione dei servizi e la riduzione o il contenimento della crescita della spesa sanitaria, però il punto di partenza da cui noi siamo partiti ci rende possibile, seppur con grande difficoltà e con grandi sacrifici da parte di tutti, fare qualche cosa in questo senso. Io porto soltanto alcuni elementi di conoscenza, qualora non fossero a conoscenza di tutti, rispetto a quello che è stato fatto in questi anni. Sono due anni e qualche mese, non credo nessuno possa pensare che si possa capovolgere completamente la situazione di una sanità, che è comunque un settore complesso e delicato, in due anni. Certo, avevamo incominciato a lavorare cercando di bruciare alcuni tempi; qualche volta ci siamo riusciti, qualche volta non ci siamo riusciti perché le difficoltà incontrate - l'ho dichiarato più volte - sono state superiori rispetto a quelle che avevamo preventivato, ma molta strada lungo questo sentiero stretto è stata fatta. Molta ce ne resta ancora da fare, ma abbiamo avviato un percorso che riteniamo possa considerarsi non soltanto positivo per la sanità di questa regione, ma anche un percorso rispetto al quale ormai diventa sempre più difficile pensare di tornare indietro e quindi che verrà comunque portato avanti in modo efficace nel momento in cui si tratterà di dare attuazione. Intanto riguardo alla spesa che è stata ripresa sia per quel che riguarda Sassari, sia per quel che riguarda la Regione. Il 2005 è stato un anno in cui la crescita della spesa complessiva di questa regione è stata inferiore al resto della nazione e questa spesa è comunque cresciuta molto anche per effetto del fatto che nel 2005 non era stato possibile finanziare il costo dei rinnovi contrattuali che riguardavano gli anni precedenti, dal 2002 in avanti, perché le AA.SS.LL. non avevano accantonato le risorse necessarie per i rinnovi contrattuali. Quindi abbiamo caricato sul 2005 il costo dei rinnovi contrattuali. Avremmo potuto fare - e dal punto di vista strettamente politico sarebbe stato vantaggioso, ma non abbiamo voluto fare questo soltanto per dare visibilità a un anno rispetto all'altro in maniera diversa - riaprire i bilanci degli anni precedenti e inserire le spese negli anni precedenti, ma tanto si trattava di somme che dovevano essere pagate e quindi, inserite nell'anno 2005 tutte o distribuite negli anni precedenti, non cambiava la sostanza delle cose. Nel complesso il 2005 è stato un anno che siamo riusciti a chiudere, e stiamo chiudendo anche gli adempimenti con il livello nazionale, senza assestamento e senza incappare negli automatismi che erano stati previsti dal Governo precedente per le regioni con disavanzi non coperti, automatismi che, come sapete, prevedevano l'aumento delle imposte obbligatoriamente nelle singole realtà. Stiamo anche cercando di recuperare le risorse ancora del 2001 che non erano state recuperate e che possono essere utilizzate in questi anni per continuare a coprire quella parte di disavanzo che comunque continua ad esserci perché, ovviamente, il rientro dal disavanzo non è così rapido né come vorremmo, né come ci è possibile tenuto conto dell'aumento dei finanziamenti. Lo stesso ha fatto la ASL di Sassari che è quella, all'interno della regione, che ha avuto il tasso di incremento della spesa nel 2005 più basso dell'intera regione: ha avuto un incremento dei costi di produzione di poco superiore al 2 per cento a fronte di una media regionale che è intorno al 5 per cento. E questo è stato fatto non tagliando i servizi, su questo mi vorrei soffermare qualche minuto, ma tagliando là dove è stato possibile individuarli attraverso una attenta, faticosa e qualche volta anche non così facile da realizzare perché tocca alcuni nervi difficili da cambiare della sanità, un'attenta ricognizione di quelle voci di costo che potevano essere modificate, tagliate o recuperate perché a queste voci di costo non corrispondevano qualche volta neanche il rispetto delle norme contrattuali e qualche altra volta neanche la possibilità di avere dei servizi superiori. Faccio qualche esempio riguardo alla realtà di Sassari. Nella realtà di Sassari vi erano incarichi dirigenziali affidati senza le procedure previste dalle norme contrattuali, assegnati ad personam e senza l'assegnazione degli obiettivi, cosa che è necessaria per la verifica finale. Nella realtà di Sassari c'erano circa 200 posizioni organizzative individuate quando per le dimensioni della realtà di Sassari le posizioni organizzative mediamente nelle ASL analoghe sono intorno a una cinquantina. Sono state cambiate queste posizioni organizzative e sono state previste, appunto, 50 posizioni organizzative che sono in corso di assegnazione con le modalità che sono previste dalle norme contrattuali. Così come nella realtà di Sassari, ma potrei raccontarvi altri episodi in altre realtà, ma credo che non ci interessa tanto ad andare a recuperare le cose del passato, ci interessa cercare di capire che cosa possiamo fare ancora di meglio per il futuro, era stato impiegato del personale attraverso le cooperative senza che ci fosse alcun contratto con queste cooperative. Certamente non è facile agire in queste condizioni, quando le situazioni di irregolarità nei contratti, e ho fatto solo qualche esempio, si contano a centinaia e non a unità. Quindi è stato fatto un lavoro puntuale per mettere intanto in regola queste posizioni e poi mantenere soltanto le posizioni che è necessario perché la realtà organizzativa e dell'assistenza della provincia lo richiede. Sono state revocate delle indennità dipartimentali non spettanti. E' stata fatta, proprio a Sassari, un'azione intensa sull'assistenza farmaceutica che, come loro sanno benissimo, è una delle principali voci che spiegano il disavanzo che abbiamo ancora nella sanità e Sassari è la realtà che è fra le migliori che sono riuscite a contenere l'aumento della spesa per l'assistenza farmaceutica, a far partire con maggiore intensità, ma molto c'è ancora da fare, e su questo sono d'accordo, la distribuzione diretta dei farmaci anche con il gradimento degli assistiti che hanno capito che questo poteva comportare qualche volta qualche disagio, ma nel complesso una maggiore capacità nella continuità assistenziale di avere i presidi e i farmaci di cui avevano bisogno. Così come per primi a Sassari hanno incominciato a lavorare per raccomandare, non certo obbligare perché questo non compete alla Regione, ma a raccomandare con fermezza a tutti i medici prescrittori di prescrivere là dove la letteratura scientifica internazionale, non quella sarda, non quella italiana, ma quella internazionale precisa che ci sono farmaci che sono assolutamente ugualmente efficaci, equivalenti dal punto di vista della capacità di curare i pazienti, di utilizzare i farmaci che costano un terzo o la metà rispetto ad altri che costano molto di più. Questo ha consentito qualche primo risultato e sono d'accordo che i risultati potrebbero e dovrebbero essere superiori e rispetto all'intensità di questi interventi stiamo lavorando intensamente, anche in questi ultimi due mesi, e certamente la richiesta che abbiamo fatto nei territori di individuare modalità per contenere alcune voci di spesa che avevamo l'impressione che potessero essere ulteriormente tenute sotto controllo ha creato qualche fibrillazione, ma credo che sia assolutamente doveroso, trattandosi di soldi dei contribuenti e trattandosi di una Regione che ha un debito enorme rispetto al quale deve rientrare, chiedere alla dirigenza e a tutti gli operatori che hanno capacità di spesa che rientrino sotto questo profilo. Forse, in qualche caso, i servizi che sono stati erogati ai pazienti sono cambiati e sono cambiati perché, anche qui dico solo due parole, perché molto spesso come succede anche in altre realtà, per carità, molto spesso si tratta di servizi che non necessariamente sono quelli più efficaci rispetto alle specifiche esigenze di salute della popolazione. Su questo abbiamo lavorato molto e riprenderò subito dopo quando parliamo dei piccoli ospedali, perché piccoli ospedali è un altro tema di cui si è parlato con riguardo a Sassari e in generale con riguardo a questa regione. Piccoli ospedali, Ittiri e Thiesi, di cui anche nella mozione viene chiesto qual è il destino che la Regione prevede per questi. Certamente, l'abbiamo più volte specificato, nel documento di Piano - sia nella versione che è stata approvata, quasi ormai un anno fa, dalla Giunta, sia nell'integrazione che è stata approvata più recentemente - abbiamo indicato qual è la logica con la quale riteniamo si debba partire, non è mica una logica nostra, è quello che sta facendo tutto il mondo, che ha a cuore il futuro della sanità pubblica. Anzi, non è una logica nostra tant'è vero che per i piccoli ospedali abbiamo ripreso in grandissima parte quanto il Consiglio regionale di questa regione aveva già detto nel 1998, nel momento in cui aveva presentato una razionalizzazione della rete ospedaliera che prevedeva per i piccoli ospedali la trasformazione, in molti casi, da struttura a bassa complessità assistenziale. Ittiri e Thiesi sono due ospedali che, abbiamo detto, insieme a tanti altri non saranno chiusi, sicuramente, perché abbiamo voluto tenere conto delle specificità della regione, delle difficoltà dal punto di vista della viabilità e anche del ruolo che hanno queste piccole strutture sul territorio dal punto di vista sociale, perché costituiscono un punto di riferimento importante di rassicurazione per il cittadino. Però vanno trasformati, Ittiri e Thiesi sono due ospedali che chiamarli di piccole dimensione è quasi un eufemismo, 27 posti letto e 39 posti letto. Ora, è bene che ci diciamo che non soltanto ormai da decenni la normativa nazionale dice che gli ospedali con meno di 120 posti letto dovrebbero essere chiusi, ma le riflessioni che sono state fatte negli ultimi 2 anni, 2 anni e mezzo a livello nazionale, tendono a portare questa soglia a 220-250 posti letto. Tant'è vero che i prossimi finanziamenti che saranno dati per gli investimenti in edilizia ospedaliera, ahimè, probabilmente terranno conto di questi vincoli, perché? Non soltanto per ragioni di efficienza ma per ragioni di efficacia innanzitutto, perché i piccoli ospedali, ovviamente, trattano una casistica molto semplice, inevitabilmente, sono fondamentali ma sono fondamentali per dare rassicurazione ai cittadini per problemi di bassissima complessità, perché nessuno di noi porterebbe un proprio familiare con un problema grave di salute in un ospedale che ha 20, 30, 40 o anche 80 posti letto, lo porterebbe in un ospedale più complesso. L'ospedale di piccole dimensioni che svolge una funzione che molti chiamano "da casa della salute" sul territorio e che è quello che noi abbiamo previsto per Ittiri e Thiesi, sono gli ospedali che hanno un punto di primo intervento aperto 24 ore al giorno, ed è quello che stiamo potenziando, che hanno una chirurgia diurna e fungono da ospedali per il ricovero a ciclo diurno e poi, siccome questi ospedali spesso stanno nei territori come Ittiri e Thiesi in cui c'è un'alta percentuale di persone anziane, devono avere principalmente una funzione non specificamente per i problemi acuti ma per i problemi postacuti dove possono essere trattati pazienti più vicino alla loro residenza, ed è questo quello che abbiamo previsto per Ittiri e Thiesi. Così come l'abbiamo previsto in queste strutture, abbiamo anche indicato la possibilità di ristrutturare questi ospedali in modo che le RSA che erano previste costruite fuori dell'ospedale possono essere costruite all'interno dell'ospedale, in modo che tutto quello che riguarda la sanità dei pazienti in quel territorio possa fare riferimento ad un'unica struttura. In questa logica Ittiri e Thiesi, e rispondo a un altro aspetto che è stato toccato più volte e comunque è stato previsto nella mozione che ho letto attentamente, riguarda la radiologia e il laboratorio analisi. Radiologia e laboratorio analisi che, certamente, devono anche, seppur in una struttura così piccola, devono anch'essi essere in grado di garantire interventi di qualità. Ebbene, nell'ospedale, nella ASL di Sassari quello che si sta facendo è cercare di capire come si può far convivere una piccola struttura con risposte di qualità. Sul laboratorio analisi si stanno costruendo, si sta riorganizzando la rete dei laboratori analisi prevedendo di convertire questi laboratori periferici in centri prelievi. Io non credo che questo sia da guardare con occhi negativi, come è scritto nella mozione, perché i centri prelievi sono... i prelievi è importante che siano fatti disseminati sul territorio, poi dove si fanno materialmente le analisi non importa, anzi, è bene importante che sia fatto laddove se ne fanno grandi quantità e dove ci sono professionisti capaci e dove il referto ha un'alta probabilità di essere corretto, i referti poi vengono restituiti sul territorio ai pazienti. Il laboratorio analisi si sta riorganizzando su tutta la ASL di Sassari e via via sarà così anche nel resto della regione in questa maniera. Lo stesso per quel che riguarda la radiologia, dove è previsto, anche qui innovando, che nell'ospedale di Ittiri e di Thiesi dove non si fanno, ad esempio, esami di tipo contrastografico, sia possibile la digitalizzazione delle immagini che sono ottenute dalle apparecchiature tradizionali e che poi queste immagini siano inviate telematicamente al centro radiollogico di riferimento di Sassari, il quale le esamina e poi dopo le restituirà con tutti gli approfondimenti del caso se necessario, li restituirà al luogo in cui il paziente ha fatto l'analisi e la radiografia e, quindi, restituirà un referto molto più sicuro di quanto non potrebbe essere diversamente sul territorio.

Per quel che riguarda le singole questioni che sono state sollevate dalla mozione con riguardo a singoli contratti, o comunque posizioni, dentro le strutture di Sassari, vorrei in ogni caso dire che, certo, i problemi del personale ci sono e credo di aver già detto una volta che la Regione Sardegna ha promosso un tavolo tecnico a livello nazionale sulla questione del personale che peraltro, fintanto che non cambia la finanziaria, sia la finanziaria del 2004, sia quella del 2005 e anche quella del 2006, fintanto che non cambia la finanziaria sul personale i vincoli che abbiamo sono fortemente rilevanti. In ogni caso con il personale che abbiamo a disposizione e con le possibilità che abbiamo, tenuto conto dei vincoli della finanziaria, ci terrei a dire che non mi risulta che ci siano stati dei servizi che non sono stati resi possibili per la mancanza di personale e questo grazie alla disponibilità degli operatori che ancora ora, nonostante le difficoltà e nonostante qualche critica di qualche primario ovviamente, però gli operatori che sono al fronte nella sanità reagiscono in maniera adeguata. Porto soltanto qualche indicazione: intanto il posto di cardiochirurgia è stato bandito e si sta espletando il concorso; poi ci sono i posti di primario di urologia e chirurgia maxillo-facciale, è stato chiesto quando si bandiranno i concorsi, questi sono due reparti che è previsto vadano all'azienda mista e nel rispetto della futura direzione dell'azienda mista, che dovrà concordare con l'Università, appunto, le soluzioni a vari livelli non è stato ancora bandito un concorso, peraltro non è necessario bandire il concorso per poter garantire i servizi, i servizi stanno garantendoli il personale che è presente. Lo stesso, per la prima e seconda divisione di medicina dove l'atto aziendale che grazie all'approvazione da parte del Consiglio regionale della legge numero 10 del 2006, si procederà, speriamo con una certa rapidità, a riorganizzare all'interno dell'azienda le varie posizioni e, quindi, conferire le posizioni che è necessario conferire. Con riguardo, ancora nei pochi minuti che mi sono concessi, con riguardo al caso di Ittiri, la sala operatoria, la sala operatoria che era costata 2 miliardi di lire a suo tempo, e che, peraltro, non aveva una scala antincendio per questo non otteneva il nulla osta da parte di vigili del fuoco, si sta operando per dotare della scala antincendio in modo che poi questa sala operatoria possa essere utilizzata all'interno di quella riconversione, che è stato detto, che è previsto per l'ospedale di Ittiri...

PRESIDENTE. Prego, Assessore.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Lo stesso per l'ospedale di Thiesi, rispetto a un tema che è stato sollevato come importante e che in effetti è importante, è il "Centro dialisi", il "Centro dialisi", e anche qui erano necessari interventi per i vigili del fuoco entro fine ottobre e mi è stato confermato che il "Centro dialisi" potrà funzionare. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie a lei Assessore.

Ha domandato di replicare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, Presidente e grazie all'Assessore per le risposte, che per alcuni versi, comunque sia, non trovo puntuali, ma prima della risposta all'Assessore, non per polemizzare, ci mancherebbe altro, per la stima che mi lega, l'amicizia al collega Masia, voglio dire questo al collega Masia, la mia mozione viene dopo aver presentato, con un'interrogazione circostanziata all'Assessore, non avendo avuto risposta, dopo aver avuto incontri a Thiesi alla presenza del direttore generale del corpo ospedaliero, di tutti gli amministratori del territorio presente anche il collega Licheri, dopo un altro incontro con tutti gli amministratori del territorio, quindi questi problemi sono stati prima affrontati nel territorio, portati all'attenzione della direzione generale, la quale tra l'altro si è impegnata sin da allora, come ho detto, a dare effettive risposte che non sono venute. E forse ha ragione, sono risposte che deve darci la direzione generale della ASL, ma se la direzione generale della ASL, chiusa come è, in via Catalucchino in quel bunker paradisiaco ed è di difficile accesso non solo per noi ma anche per i medici, per i primari come abbiamo detto, mi domando e dico come possiamo avere risposte da chi risposte fino ad oggi non ne ha dato a nessuno. Comunque, giustamente, ammetto quella che è stata la difesa d'ufficio del Presidente della Commissione sanità, ma la situazione purtroppo è quella che è, è sotto gli occhi di tutti, nessuno può negarla, è incontrovertibile, è necessario porre rimedio. Per quanto, andando nello specifico, io non mi ritengo completamente soddisfatto, ad esempio, l'Assessore ha detto che nel Thiesi di Ittiri, opera in sede di chirurgia diurna, non è vero Assessore, perché le due sale operatorie sono chiuse, chiuse da due anni e nessuno estrae neanche un'unghia incarnata. Quindi, vede che è poco informata, ciò che a me dispiace, come ha detto qualche collega, è che verosimilmente o probabilmente lei sta approfondendo tutte le sue esperienze professionali anche di manager per dare delle risposte positive al problema gravissimo della sanità in Sardegna, ma questo non le sta riuscendo ed io non esito a dire che questo dipende dalla incapacità dei manager che sono stati portati in Sardegna perché non c'è un'altra soluzione e un'altra risposta plausibile a questa domanda, poiché è vero, se è vero com'è vero, che Sassari così come lei ha detto è nellostandard regionale, è la ASL che giustamente ha contenuto di più la spesa, benissimo ma andiamo a vedere il perché e per come, e torniamo un po' indietro, pur rimanendo dentro quella riconversione che io ancora non conosco perché non sono al corrente del Piano sanitario regionale degli ospedali di Ittiri e Thiesi, io ho detto nella mozione e nel mio intervento che verosimilmente queste strutture, a mio parere e ad avviso anche di esperti, ad avviso anche dei medici e dei chirurghi, potrebbero benissimo trasformarsi in centri di specializzazione, certamente anche per interventi di "post-acuti", ma questo lo stiamo dicendo da anni e da anni e da anni… Ma se a questo si vuole arrivare, non aprendo, vabbè… ho saputo oggi che probabilmente fino a ottobre viene aperta la dialisi, se a questo si vuole arrivare bloccando la sala operatoria perché ci vogliono degli accorgimenti che non vengono fatti dove lì operava una équipe polispecialistica, chirurgica, fatto apposta ad esempio e con esperienza in tutta la Sardegna, unica in Italia, ha dato dei risultati ottimi ed eccellenti ed ora non c'è più, se lì non c'è il personale per far funzionare la medicina, se lì si vuol togliere il centro laboratorio di analisi, ciò vuol dire che, tot laboratori d'analisi non hanno più ragione di esserci là dentro, Assessore, nella chirurgia, nella medicina, è chiaro che la riconversione contempla non la chiusura fisica dei battenti delle porte degli ospedali di Ittiri e Thiesi, ma chiaramente la loro, il loro ridimensionamento ma non a strutture specializzate ma bensì a semplici poliambulatorii che non sono altro, e lei mi insegna, nella materia, che tutto sono fuorché strutture ospedaliere che non ci siamo mai illusi di dare il nome di struttura ospedaliera né a Ittiri, né a Thiesi ma in quel contesto storico, in quel contesto territoriale, in quel contesto economico e sociale risultano essere delle strutture indispensabili, è un presidio sanitario indispensabile per il territorio, mi consenta Assessore, non è possibile che un chirurgo della valenza del dottor Cadeddu, vada via dall'ospedale di Ozieri sbattendo la porta perché non riesce ad avere risposte né tanto meno a colloquiare col direttore generale, quando quel direttore generale in presenza mia e di tutta la Commissione Sanità, presente anche il collega Masia si è impegnato a creare ad Ozieri, non una ASL, ma un esperimento affinché, data la sua caratteristica territoriale, poteva essere, non amministrata, ma diretta da un minimanager, data proprio la complessità della gestione, non dimentichiamoci che Sassari è la ASL più grande di tutta l'Italia, rappresenta la ASL territorialmente senz'altro in Sardegna e sappiamo tutti che è di difficile gestione, è di difficile amministrazione, ed allora perché territorialmente si vuole distruggere quello che già esiste, quello che storicamente per tanti anni grazie anche alle donazioni che hanno fatto degli emeriti cittadini per dare sollievo alla sanità nel territorio, per dare sollievo a quei cittadini meno abbienti hanno creato prima di noi, ed allora, lo si vuol chiudere, per che cosa, per accentralizzare, per grattacielizzare, l'ho detto in un'altra occasione, la sanità. Ma questo è proprio ciò che ha prodotto quelle grosse voragini di debito pubblico, perché l'accentramento, perché l'accorpamento, perché quella grattacielizzazione come l'ho voluta chiamare, pur rispondendo in teoria ad una politica economica, non mi viene ora la parola esatta, non ha prodotto risultati nei tempi che ci si è sperati, ha prodotto voragini non controllabili, ed ha ragione lei, perché più cosa c'è, più gente c'è, più è grande la struttura, meno è controllabile, bene invece sarebbe, in una politica economica anche dei piccoli numeri, dare dignità di struttura a quelle piccole realtà ospedaliere dove possono senz'altro esercitare delle specializzazioni e dare assistenza immediata e diretta, non certamente per interventi a "cuore aperto", a quel territorio che fisicamente, che geograficamente risulta purtroppo essere lontano stante la mancanza di collegamenti viari e di altri collegamenti, vedasi poi, perché lei forse non lo sa, poc'anzi ho chiamato Sassari per una curiosità, ho chiesto a che ora arrivava il pullman dell'Arst che parte da Sassari per Cagliari, diretto alle 11, mi hanno risposto alle tre e venti! Ma lei immagini, ma lei immagini in che mondo viviamo ancora, e questa è la riforma dei trasporti, allora se riforma deve essere sanitaria, Assessore, la si faccia con i territori, la si faccia consultando la base, la si faccia consultando quei medici che non ricevono i suoi direttori generali, la si faccia consultando quei primari che sono ogni giorno a diretto contatto con i nostri malati perché poi, alla fine, è l'utente, è il malato che sta pagando caro questo prezzo, perché se lei si informa, vedrà anche che la mortalità e i decessi su Sassari sono aumentati, sono aumentati in quest'anno e mezzo, e sono dati che abbiamo alla mano. Qualche motivazione ci sarà, e non mi si può dire che bisogna aspettare ora l'accordo con l'università affinché sul reparto della chirurgia maxillo-facciale, bisogna decidere. Allora, io sono stato un po' osteggiato, ma non osteggiato per non voler l'azienda mista, io ho sempre asserito che l'azienda mista deve essere di tipo B, praticamente di tipo A, cioè le aziende miste universitarie devono essere dell'università e deve gestirsele l'università, e non di tipo B con una gestione mista, tra Regione e università, ma lo sa perché? Non per aver niente contro l'università, perché la Regione resterà, farà come ha sempre fatto, il "mammasantissima", cioè portare soldi in quella voragine, si aprirà un'altra voragine, Assessore, in quel caso, allora nel reparto di maxillo-faciale, come nel reparto di urologia sono proprie dell'ospedale civile, dell'ospedalità sassarese dove ci sono valenti professionisti ed io ripeto che, e ritengo che non c'è assoluta necessità affinché questi vadano in un'azienda mista, e diventino dei reparti universitari. Ha capito perché abbiamo dei primari, dei dottori valentissimi e che sono in questo momento sottostimati e sottovalutati? Su Ozieri, e lei lo sa quanto me, a fine mese andrà via il dottor Zanetti, l'ortopedico, e anche l'altro sta andando via, è andato via in pensione il dottor Pireddu che è il primario anestesista e sono senza anestesisti, come pare stia andando via il dottor Pala, che è un altro anestesista ed allora mi dice come fa a funzionare il reparto chirurgia di Ozieri, quando non ha primario, non ha anestesisti e non ha niente? Ora non è che io stia dando la colpa a lei perché questo sia successo e ha detto bene, io non ho difficoltà ad ammettere che in due anni non si può assolutamente cambiare completamente quella che è la situazione della sanità in Sardegna. Ma chi si è presentato? Me lo dica lei? O chi ha presentato, chi si è presentato, quando si è presentata all'inizio, nell'esordio dicendo che si sarebbe dato un segnale di forte cambiamento alla nostra sanità, questo mi creda, non vuol dire solo tagliare le spese, contenere la spesa, perché contenere la spesa molte volte, forse lei non se ne rende conto, vuol dire anche farla sulla pelle dei malati, è vero che ci sono spese, ma potrebbero essere contenute anche le spese per le consulenze, io lo dico senza polemica alcuna, lo dico senza polemica alcuna e se è vero che è vero che la Regione ha dei soldi per comprarsi metà Sardegna, coste ed altro, può benissimo spendere quei soldi prima per… - dico che è demagogia per essere chiari! - allora li spendiamo per la salute dei nostri cittadini Assessore! Quindi io non mi ritengo soddisfatto di quello che ha detto, perché proprio il dito sulla piaga non l'ha messo! Ha detto che verranno ridimensionati, che non verranno chiusi quegli ospedali, certamente non fisicamente, ma senz'altro come ospedali non esisteranno più! Esisteranno come poliambulatori poco funzionali, che non risponderanno mai più alle esigenze di quei cittadini, che pagheranno sulla loro pelle la mancanza di un'assistenza diretta!

PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. E' conclusa la discussione della mozione, siamo nella fase di votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Per chiedere il voto elettronico palese!

PRESIDENTE. E' stato richiesto il voto elettronico palese, chi lo accompagna?

(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)

Prego i colleghi di prendere posto. Prego un Segretario di assistere.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 87.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere UGGIAS ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FARIGU - FLORIS Mario - GALLUS - GIORICO - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - MILIA - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 71

votanti 69

astenuti 2

maggioranza 35

favorevoli 27

contrari 42

(Il Consiglio non approva).

Prossimo punto all'ordine del giorno è la discussione della mozione numero 82.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Vorrei chiedere una brevissima pausa di cinque minuti di sospensione prima di iniziare questa mozione.

PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni, il Consiglio è sospeso per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 14, viene ripresa alle ore 13 e 23.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Se i colleghi riprendono posto devo comunicare al Consiglio che all'ordine del giorno è iscritta, come dicevo, la mozione numero 82. Però la conferenza dei Capigruppo aveva anche deciso che le due mozioni sarebbero state discusse ed esaurite nella tornata dei lavori di stamattina, siccome sono state poi convocate, così come d'intesa, per questo pomeriggio le Commissioni per lavorare sui provvedimenti, l'intesa era che se non si riuscisse a completare - e mi sembra che il tempo residuo di lavoro sia assolutamente limitato e insufficiente! - che si utilizzasse il martedì successivo per il completamento dell'esame delle mozioni. Per cui il Consiglio oggi finisce qua ed è aggiornato alle ore 10 di martedì della prossima settimana. Grazie.

La seduta è tolta alle ore 13 e 25.