Seduta n.277 del 19/01/2007
CCLXXVII Seduta
(Antimeridiana)
Venerdì 19 gennaio 2007
Presidenza del Vicepresidente Secci
La seduta è aperta alle ore 12 e 48.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 12 gennaio 2007 (271), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Raffaele Farigu, Giovanni Battista Orrù, Antioco Porcu e Fedele Sanciu, hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 19 gennaio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
SERRA, Segretario:
"Interrogazione PISANO, con richiesta di risposta scritta, sul grave stato di insufficiente tutela della salute delle persone e di protezione della vita dei cani randagi derivante dall'esiguità dei contributi a favore dei comuni della Sardegna per la lotta al randagismo". (728)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
SERRA, Segretario:
"Mozione CAPELLI - LA SPISA - VARGIU - ARTIZZU - LADU - BIANCAREDDU - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - FARIGU - DIANA - LOMBARDO - RANDAZZO Alberto - CHERCHI Oscar - GALLUS - DEDONI - RANDAZZO Vittorio - AMADU - PISANO - MORO - SANNA Matteo - CONTU - LICANDRO - CAPPAI - PETRINI - LIORI - CASSANO - RASSU - SANCIU - SANJUST - MURGIONI, sulla delibera della Giunta regionale n. 50/21 del 5 dicembre 2006: "...direttive per la redazione del Piano di utilizzo dei litorali e il rilascio di concessioni demaniali marittime e di zone del mare territoriale", con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (114)
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che i lavori si interromperanno alle ore 14 per riprendere alle ore 16 e proseguire ad oltranza, se possibile, sino al termine dell'esame del Piano sanitario.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato dei documenti 11 e 11 bis/A.
E' all'esame dell'Aula il capitolo 4 della Parte II. A questo capitolo sono stati presentati sedici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo del capitolo e dei relativi emendamenti:
SISTEMA EMERGENZA URGENZAIl Sistema Emergenza Urgenza garantisce l'organizzazione e la gestione della complessa rete dell'emergenza, al fine di assicurare adeguata assistenza alle persone che subiscono "eventi acuti", di natura internistica o chirurgico - traumatologica, dal momento dell'evento sino alla loro ospedalizzazione. Ciò comporta un sistema estremamente complesso e delicato, tale da consentire risposte tempestive, appropriate ed omogenee in tutto il territorio regionale.
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un sistema di allarme sanitario, dotato di numero telefonico di accesso breve ed universale (118) afferente alle centrali operative;
un sistema territoriale di soccorso costituito dai mezzi di soccorso avanzato (medicalizzati) e dagli enti e associazioni di volontariato operanti in regime convenzionale;
una rete di servizi e presidi ospedalieri, funzionalmente differenziati e gerarchicamente organizzati, articolati su quattro livelli di operatività:
- punti di primo intervento;
- pronto soccorso ospedaliero;
- dipartimento di emergenza e accettazione di primo livello;
- dipartimenti di emergenza, urgenza e accettazione di secondo livello.
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Le centrali coordinano l'intervento, aggiornate in tempo reale sulle reali condizioni del paziente, via radio o via telefono, dall'ambulanza inviata sul posto; sulla base dei dati trasmessi identificano l'ospedale più idoneo a trattare quella patologia, non sempre il più vicino, verificano la disponibilità di posti letto, comunicano l'arrivo del paziente, con le informazioni necessarie a predisporre l'accettazione d'urgenza.
In Sardegna sono attive due Centrali Operative:
quella di Cagliari, che copre gli interventi nell'ambito territoriale delle vecchie province di Cagliari ed Oristano;
quella di Sassari che copre il territorio delle vecchie province di Sassari e Nuoro.
Ogni Centrale è governata da un Comitato di Gestione, composto dai direttori generali delle aziende USL afferenti.
Il sistema territoriale di soccorso si basa su due livelli di risposta: quello avanzato (medicalizzato), composto da personale convenzionato e dipendente delle aziende USL, e quello di base, delegato alle associazioni di volontariato, in regime di convenzione.
Le postazioni di soccorso avanzato sono 24; la loro distribuzione sul territorio regionale è riportata nella tavola allegata. Le associazioni di volontariato, in numero di 150 circa, assicurano il soccorso di base; la loro distribuzione sul territorio regionale è disomogenea; alcune operano in regime di reperibilità.
La rete territoriale dell'emergenza non riesce nel suo complesso a garantire l'intervento entro i tempi ritenuti ottimali: il piano territoriale di soccorso deve infatti garantire ad almeno il 70% della popolazione tempi di intervento pari o inferiori a 8 minuti in area urbana e a 20 minuti in area extraurbana.
Va evidenziato inoltre che la Sardegna è l'unica regione italiana a non disporre continuativamente dell'attività di un servizio di elisoccorso. Tenuto conto delle caratteristiche geomorfologiche della regione, delle peculiarità della rete ospedaliera e della distribuzione della alte specialità, il servizio di elisoccorso rappresenta invece uno strumento essenziale del soccorso primario e del trasporto interospedaliero urgente.
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a) l'organizzazione generale del sistema;
b) le Centrali operative;
c) il livello territoriale;
d) il livello ospedaliero.
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la costituzione del nuovo Comitato regionale per l'emergenza urgenza come organo consultivo della Regione per la programmazione del Sistema Emergenza Urgenza e per la verifica periodica dell'andamento delle attività svolte;
la revisione delle modalità di gestione delle centrali operative con il superamento dei vecchi Comitati di gestione (che non hanno in passato garantito un efficace governo del sistema) e la costituzione di comitati tecnici di coordinamento;
· la programmazione di attività di formazione, di aggiornamento e di addestramento di tutti gli operatori secondo le linee guida concordate in sede di Conferenza Stato Regioni nel marzo 2003, con attenzione a problematiche specifiche del soccorso, quali ad esempio quelle del soccorso a mare;
· la realizzazione della rete cardiologica dell'urgenza, con il coinvolgimento di Sistema territoriale di soccorso 118, dei DEA-Pronto Soccorso, delle Cardiologie-Emodinamiche-Cardiochirurgie, al fine di dare attuazione alle più aggiornate linee guida in tema di gestione delle sindromi coronariche acute. L'acquisizione di apparati di telemedicina in grado di trasmettere l'ECG a distanza, la definizione di protocolli specifici, la formazione e l'aggiornamento del personale interessato, rappresentano i passaggi necessari per arrivare a breve ad una sperimentazione su base regionale;
· la progressiva diffusione della tecnologia della telemedicina per consentire la trasmissione di dati tra i differenti livelli organizzativi dell'emergenza (diagnostica per immagini, consulenze di alta specialità), superando gli ostacoli costituiti dalla morfologia del territorio regionale;
· l'elaborazione di piani di intervento e di protocolli operativi integrati e l'attivazione dei presidi mobili finalizzati alla gestione delle maxiemergenze e delle emergenze nucleari biologiche e chimiche;
· la realizzazione di un sistema informativo unico regionale, operante in rete (Emergency Department Information System-EDIS), che consenta l'ottimizzazione dei processi assistenziali nelle emergenze-urgenze e permetta lo scambio, in tempo reale, delle informazioni;
· l'informazione adeguata della popolazione.
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· il miglioramento della copertura radio e telefonica;
· la definizione di protocolli operativi di integrazione tra rete territoriale e rete ospedaliera;
· l'adeguamento tecnologico ed organizzativo agli aumentati carichi di lavoro.
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· la revisione della rete territoriale dell'emergenza urgenza, in modo da garantire risposte adeguate in tempi idonei, anche attraverso una nuova dislocazione delle postazioni di soccorso avanzato;
· l'aggiornamento e l'adeguamento dei mezzi di soccorso, avanzato e di base, prevedendo per questi ultimi la dotazione di defibrillatori semiautomatici;
· la previsione di automediche, condotte da medici dell'emergenza territoriale, e di automezzi infermieristici, con infermieri e autisti-soccorritori dipendenti o volontari;
· l'attivazione dell'elisoccorso in forma continuativa, garantendo l'operatività di almeno due basi, operanti secondo specifici protocolli, coordinate dalle due Centrali 118, anche sperimentando forme di convenzione con Enti pubblici in possesso di elicotteri adeguati al soccorso sanitario, in grado di rispondere alle particolari esigenze di operatività e continuità del servizio;
· la riqualificazione, con eventuale potenziamento, delle aree di atterraggio e decollo degli elicotteri (elisuperfici) in prossimità dei presidi ospedalieri e nelle isole minori, in modo da consentire un utilizzo ottimale ed estensivo del mezzo aereo, integrato con i mezzi e le risorse di terra;
· la definizione, in accordo con il Dipartimento di Salute mentale e con le forze dell'ordine (vigili urbani, 113,112) , di protocolli per la risposta adeguata all'emergenza psichiatrica e in particolare per condividere le procedure per l'attuazione dei Trattamenti Sanitari Obbligatori;
· l'aggiornamento e la riqualificazione dei medici operanti nel servizio di continuità assistenziale prevedendo la loro integrazione nei punti di soccorso territoriale, anche ad attività H24, con l'obiettivo di realizzare una fitta rete sul territorio in grado di dare una prima e qualificata risposta anche ambulatoriale all'urgenza riducendo i tempi di intervento e svolgendo una funzione di filtro (triage) in integrazione con le Centrali operative 118.
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· l'identificazione delle diverse esigenze del territorio regionale, con la programmazione e pianificazione della risposta della rete ospedaliera all'emergenza e urgenza anche in funzione della geografia del territorio, dei flussi turistici, delle aree industriali;
· la pianificazione della risposta ospedaliera nell'emergenza-urgenza a livello provinciale o sovraprovinciale, con percorsi e protocolli codificati per ogni tipologia di intervento, con identificazione dei criteri di accreditamento per le strutture, il personale e le attrezzature;
· la riqualificazione, in conformità ai requisiti previsti dalla normativa sull'accreditamento delle strutture sanitarie, dei Servizi di Pronto Soccorso, anche attraverso l'istituzione, presso gli stessi, di Unità di Osservazione Breve Intensiva (OBI), finalizzate a rendere possibile, per le attività di inquadramento clinico e di terapia d'urgenza, tempi superiori a quelli propri del primo soccorso;
· la previsione di posti letto di medicina d'urgenza (degenza breve) destinati a pazienti ricoverati, secondo precisi criteri di accettazione o di esclusione, per tempi non superiori alle 72 ore, pazienti con affezioni di bassa criticità ed alta complessità. Ai fini di una gestione corretta ed efficiente delle risorse umane e strumentali, la medicina d'urgenza va collocata in prossimità del pronto soccorso;
· la previsione, all'interno della medicina d'urgenza, di letti di terapia sub-intensiva per la gestione di pazienti instabili o ad immediato rischio di instabilità (area critica), che non necessitino di terapia rianimatoria, ma di inquadramento diagnostico e procedure di monitoraggio e stabilizzazione non invasive;
· l'identificazione e riorganizzazione delle unità intensive di rianimazione generale o specializzate (UTIC, neonatali, centro ustioni) articolandole su due livelli (intensiva e subintensiva) operanti funzionalmente in rete con i dipartimenti di emergenza;
· la costituzione dei dipartimenti ospedalieri di emergenza di primo e di secondo livello secondo il criterio di intensità delle cure e la presenza di unità operative di alta specialità, prevedendo a regime un DEA di primo livello in ogni azienda USL e uno di secondo livello nei tre poli sanitari (nord, centro e sud Sardegna).
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Nel sesto capoverso, alla quarta riga, il periodo compreso tra le parole "il servizio…" e le parole "…interospedaliero urgente."è sostituito dal seguente:
"si ritiene indispensabile il potenziamento dei servizi di soccorso basati sull'elitrasporto, per cui si rende necessario l'incremento del numero delle basi operative disponibili in Sardegna e l'estensione a tutti i dodici mesi dell'anno del servizio così riadeguato." (501)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
All'undicesimo capoverso (Livello Territoriale), alla dodicesima riga, le parole "almeno due", sono sostituite dal seguente:
"tre basi, baricentricamente distribuite a copertura dell'intero territorio sardo,". (506)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
All'undicesimo capoverso (Livello Territoriale), alla venticinquesima riga, le parole "condividere le," sono sostituite dal seguente:
"collaborare nelle". (508)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
All'undicesimo capoverso (Livello Territoriale), l'ultimo punto è sostituito dal seguente:
"L'aggiornamento e la riqualificazione dei medici operanti nel servizio di continuità assistenziale, secondo il progetto obiettivo previsto dal presente Piano.". (509)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Alberto - Amadu - Randazzo Vittorio - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Dopo il primo capoverso, è aggiunto il seguente:
"Tale sistema dovrà essere strutturato e adeguato alle specifiche esigenze della nostra Regione, che sconta handicap di dispersione territoriale della popolazione e di gravi carenze della rete viaria, che rendono indispensabile un maggior utilizzo di risorse economiche tecnologiche per garantire livelli qualitativi simili a quelli di altre Regioni, caratterizzate da maggior concentrazione delle popolazioni e da miglior rete viaria. La necessità di raggiungere il soggetto bisognoso entro tempi certi e standardizzati, compatibili con le successive, necessarie azioni terapeutiche, fanno ritenere indispensabile l'incremento del numero delle basi operative disponibili in Sardegna e l'estensione a tutti i dodici mesi dell'anno del servizio così riadeguato.". (503)
EMENDAMENTO aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Dopo il 2° capoverso, è aggiunto il seguente:
"Il sistema Emergenza-Urgenza dopo sei mesi dall'entrata in vigore del Piano è oggetto di analisi da parte della commissione consiliare competente per la verifica della tempestività delle risposte, dell'appropriatezza e omogeneità delle stesse in tutto il territorio regionale.
I correttivi eventuali da apportare al Piano sono posti all'attenzione e all'approvazione del Consiglio Regionale.". (187)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Alberto - Amadu - Randazzo Vittorio - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Dopo il terzo capoverso, dopo le parole "…d'urgenza.", è aggiunto il seguente:
"Entro sessanta giorni dalla data di approvazione del presente Piano, la Regione predispone uno studio sul livello di appropriatezza dell'attività svolta dalle centrali di coordinamento, verificando la qualità delle prestazioni fornite e la percentuale di scostamento della correttezza delle indicazioni trasmesse al sistema di mezzi di trasporto. Viene altresì verificata la qualità dell'intervento dei mezzi di trasporto, le criticità legate ad eventuali ritardi nell'intervento e le motivazioni di tali ritardi, il grado di coerenza nella scelta dell'Ospedale di riferimento a cui trasportare il paziente e l'eventuale responsabilità degli errori di merito. Tale studio viene immediatamente portato a conoscenza della competente Commissione Sanità del Consiglio regionale, insieme alle proposte operative per superare le eventuali discrasie del sistema.". (502)
EMENDAMENTO aggiuntivo Randazzo Alberto - Amadu - Randazzo Vittorio - Rassu - Ladu - Gallus - Murgioni - Biancareddu - Diana - Liori - Artizzu - Capelli - Lombardo - Dedoni - Sanciu - Gallus - Milia - Vargiu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo pag. 117
Al sotto paragrafo "obiettivi del Piano" dopo la lett. d) è aggiunta la seguente:
lett. e) idroambulanze
Il servizio è svolto da due idroambulanze ormeggiate presso le isole di Carloforte e La Maddalena date in affidamento ad associazioni di volontariato. (75)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Alberto - Amadu - Randazzo Vittorio - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Al nono capoverso (Organizzazione generale del sistema), alla venticinquesima riga, nel contesto del quinto punto, dopo le parole "…della telemedicina", è aggiunto il seguente:
"affrontando e risolvendo tutte le implicazioni di carattere medico-legale, assicurativo e di tutela della Privacy. La Telemedicina necessita di un servizio che operi in sedi centralizzate e dotate di adeguata tecnologia, con organici professionali dedicati, specificamente addestrati al superamento delle criticità organizzative. Esso ha l'obiettivo di creare una organizzazione…".(497)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pirisi - Floris - Barracciu - Cerina - Sanna Franco.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
A pagina 118, alla fine del primo punto della lett. c), aggiungere le seguenti parole:
"prevedendone in particolare una a Macomer". (183)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
All'undicesimo capoverso (Livello Territoriale), alla quindicesima riga, le parole "soccorso sanitario," è aggiunto il seguente:
"e di personale numericamente sufficiente e professionalmente addestrato ad operare all'interno del sistema,". (507)
EMENDAMENTO aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo 3
Alla lett. d) del sub paragrafo "Livello Ospedaliero", nel 1° punto, dopo le parole "….della rete ospedaliera" aggiungere le seguenti:
"e degli ospedali di comunità…". (188)
EMENDAMENTO aggiuntivo Petrini - Contu - Licandro - La Spisa - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo c)
Dopo l'ultimo punto è aggiunta la seguente frase:
"Entro 180 giorni dall'entrata in vigore del presente Piano, l'Assessorato dell'Igiene e Sanità e Assistenza sociale procederà alla revisione della rete territoriale dell'emergenza urgenza, in modo da garantire risposte adeguate in tempi idonei, anche attraverso una nuova dislocazione delle postazioni di soccorso avanzato e di punti di continuità assistenziale con particolare riferimento al Sarcidano, Barbagia di Seulo e Ogliastra, dove le vie di comunicazione sono difficoltose e precarie.". (109)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Alberto - Amadu - Randazzo Vittorio - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Al termine dell'ultimo paragrafo "Livello Ospedaliero", è aggiunto il seguente:
"Il rafforzamento dei servizi ospedalieri collegati all'emergenza urgenza (P.S., Diagnostiche radiologiche e di laboratorio, Farmacia, Terapia intensiva o semintensiva, Reparti di OB) in tutti gli Ospedali di minori dimensioni che, in attuazione del presente Piano, sono destinati a importanti modifiche del proprio ruolo assistenziale.". (510)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Alberto - Amadu - Randazzo Vittorio - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Al termine dell'ultimo paragrafo "Livello Ospedaliero", è aggiunto il seguente:
"Il rafforzamento degli organici sanitari di P.S., con particolare riferimento all'obiettivo della tempestività e dell'efficienza dei programmi di triage che vengono effettuati all'ammissione del paziente.". (511)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Al termine dell'ultimo paragrafo "Livello Ospedaliero", è aggiunto il seguente:
"La predisposizione di un'adeguata campagna di sensibilizzazione della popolazione, finalizzata ad evitare l'utilizzo improprio al ricorso alla prestazione di P.S. Tale intervento dovrà essere supportato da adeguati accordi integrativi con la MMG, finalizzati all'estensione degli orari di attività ambulatoriale e di reperibilità specifica del medico.". (512).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, questo capitolo "Sistema Emergenza Urgenza" è così importante che, a differenza di altri capitoli, non è suddiviso in paragrafi. C'è però una cosa che più di altre mi colpisce in questo capitolo. Visto che questo è un Piano che ha il dito puntato sul futuro (considerate naturalmente le numerose lacune del passato e del presente), ma che è ben lungi dall'assicurare ai cittadini quell'assistenza sanitaria che chiedono e cui hanno certamente diritto, non so come mai questo capitolo non fa cenno a quella che è già, anche se da poco, contemporaneamente realtà e futuro nel sistema Emergenza Urgenza.
Realtà perché, in data 23 maggio di quest'anno, è stato pubblicato il decreto del 17 febbraio, a firma del ministro Moratti, col quale all'area medica è stata aggiunta, appunto, la disciplina Medicina d'Emergenza Urgenza. Il futuro, perché così inizia l'ultima fase dell'attivazione di questa scuola di specializzazione nei vari atenei del nostro Paese. Però, pare, ripeto pare, che nessuno di voi se ne sia accorto, benché si debba ammettere che anche i governi di centrodestra, tra i tanti disastri, ogni tanto evidentemente ne fanno una giusta.
E' vero che questo decreto ha creato e sta creando ancora delle polemiche negli ambienti medici. Polemiche che secondo me sono sterili e non portano da nessuna parte. Ad esempio vi è il parere contrario dei medici anestesisti su questa specializzazione. Gli anestesisti ritengono che questa nuova scuola sovverta un po' la formazione specialistica del medico, con effetti di disorganizzazione sanitaria e false e illusorie aspettative dei pazienti e dell'utenza in genere.
Questa frase che parla di "illusorie aspettative dei pazienti e dell'utenza in genere" l'ho letta più volte, e per un attimo ho pensato che stessero parlando del nostro Piano sanitario. Invece io credo che gli anestesisti abbiano soltanto il timore di essere esclusi dai compiti di assistenza medica nel Sistema Emergenza Urgenza.
Ma in fondo io credo che queste siano delle polemiche che a noi non possono né devono interessare, perchè io mantengo la convinzione che questo nuovo corso di laurea sia una ulteriore conquista nel sistema, complesso e realmente importante, per affrontare le emergenze. Poi affermate che la rete territoriale dell'emergenza non riesce, nel suo complesso, a garantire l'intervento entro i tempi che voi ritenete ottimali. Il piano territoriale di soccorso, infatti, deve garantire ad almeno il 70 per cento della popolazione tempi di intervento pari o inferiori agli otto minuti, per quanto riguarda l'area urbana, e a venti minuti in area extraurbana.
Parlare del 70 per cento della popolazione per me significa che in Sardegna saranno escluse, come al solito, le zone dell'Oristanese, dell'Ogliastra, del Sulcis e tutte le altre zone deboli che rappresentano appunto il restante 30 per cento..
Però, quello che mi meraviglia è che voi non specificate in quanto tempo, entro quale data noi ci proponiamo di colmare questa lacuna nel sistema dell'emergenza. Perché, vedete, quando si tratta di tagliare, di risparmiare, siete precisissimi sui tempi, quando si tratta invece di creare servizi un po' meno. L'ho già detto che entro il 2007 dobbiamo arrivare a 4,5 posti letto per mille abitanti, entro il 2010 dobbiamo arrivare a 180 ricoveri ogni mille abitanti, entro subito, invece, dobbiamo adeguarci al 75 per cento del tasso di utilizzo dei posti letto. Tutto questo probabilmente è condivisibile, sulla carta è tutto abbastanza facile, ma che cosa dite per quanto riguarda la sicurezza e la tempestività degli interventi? Dobbiamo, anche in questo caso, adeguarci ai parametri nazionali? E quanto tempo abbiamo per adeguarci ai parametri nazionali relativi al soccorso congruo? Dieci anni? Vent'anni? O millant'anni, come dice Giulio Angioni?
Altro punto dolente, ne parleremo negli emendamenti che abbiamo presentato: l'elisoccorso. Voi scrivete che la Sardegna è l'unica regione italiana a non disporre continuativamente dell'attività di questo servizio; a questo punto rifaccio la domanda: in quanto tempo ci proponiamo di adeguarci anche in questo agli importanti parametri nazionali? Oppure sono parametri inderogabili quando tagliamo e necessità derogabili quando dobbiamo garantire dei servizi? Scrivere che "…tenuto conto delle caratteristiche geomorfologiche… l'elisoccorso rappresenta" o, meglio, rappresenterebbe "uno strumento essenziale del soccorso primario..." è certamente molto bello, ma anche molto inutile. A meno che, come ho detto ieri con una battuta, che però potrebbe avere un fondo di verità, non abbiamo un tot di tempo per adeguare le caratteristiche geomorfologiche della Sardegna ai parametri nazionali.
Parlate inoltre dell'importanza del pronto soccorso, della necessità di una sua capillare diffusione, degli spazi spesso inadeguati in cui è sistemato il servizio; però volete chiudere quello di Ghilarza. Veramente noi non riusciamo a capire quali sono le logiche che seguite nel fare certe scelte. Dei quattro obiettivi da perseguire per migliorare il sistema: l'organizzazione centrale del sistema, le centrali operative, il livello territoriale e il livello ospedaliero, il terzo punto, cioè il livello territoriale, è certamente il più importante. Io resto convinto, fino a quando qualcuno non mi si dimostra l'efficacia del contrario, che al posto di un improbabile e tardivo soccorso, per quanto altamente specializzato, è sicuramente meglio un soccorso, anche se soltanto dignitoso, purché rapido. Cosa potremmo raccontare noi ai familiari di una vittima se la modernissima, ultraspecialistica e supertecnologica macchina di soccorso dovesse arrivare a decesso appena avvenuto?
Per quanto riguarda la programmazione dell'attività di formazione, vedo che c'è un punto che a me interessa molto ed è quello che prevede l'aggiornamento e la riqualificazione dei medici di guardia medica; per lo meno quelli che sopravvivranno ai vostri tagli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, io credo che proprio da una impostazione razionale, efficace ed efficiente del Sistema Emergenza Urgenza possa dipendere effettivamente la funzionalità e la tempestività della risposta ad un bisogno, in questo caso, non solo di salute ma di conservazione o meno della vita dell'utente. Io non mi soffermerò sulle figure e le professionalità mediche che debbono far parte dei vari presidi che il sistema prevede; su questo, già ha iniziato a parlarne il collega Licandro, ne parleranno ulteriormente i colleghi che più di me hanno la competenza dal punto di vista tecnico e professionale.
A me, sulla base delle mie competenze e conoscenze, compete parlare di uno dei maggiori handicap della nostra Regione, e cioè la dispersione enorme della popolazione in una miriade di piccoli centri mal collegati sia tra loro che con i centri più grandi. Presidente, io vorrei che l'Assessore ascoltasse altrimenti mi siedo.
PRESIDENTE. Anche io lo vorrei, onorevole Rassu. Ma posso solo richiamare ogni tanto a prestare attenzione.
RASSU (F.I.). Presidente, mi creda, poiché vogliamo dare un contributo alla discussione gradirei essere ascoltato.
PRESIDENTE. Colleghi, e' stata chiesta l'attenzione della Giunta, e mi sembra giusto. Prego, onorevole Rassu.
RASSU (F.I.). Dicevo che la nostra regione è caratterizzata da una dispersione della popolazione in piccoli o piccolissimi centri distanti tra loro e mal collegati, per cui organizzare questo sistema in modo razionale e ben strutturato potrà garantire la salvezza della vita di una persona.
Io credo che per creare una struttura razionale, quindi dare attuazione concreta alle enunciazioni proposte in questo capitolo del Piano (così che non debbano e non possano restare solo fini a sè stesse), sia ancora una volta necessario partire proprio dal territorio. Occorre cioè dare uno sguardo concreto, uno sguardo profondo, uno sguardo analitico alle caratteristiche territoriali dell'isola di Sardegna. Perché dico questo? Perché nel Piano è evidente che questa analisi territoriale, probabilmente, non è stata fatta in modo compiuto su tutti i vasti territori della Sardegna.
A mio avviso, ma su questo concordano anche altri colleghi - é evidente che su determinati territori c'è una carenza di attenzione, specifica e precisa, relativamente a certe malattie che in quei territori sono presenti più che in altri, con la conseguenza che in quei territori è carente anche la risposta terapeutica a quelle patologie.
Allora io chiedo, e su questo voglio l'attenzione dell'Assessore, che la rivisitazione di quelle strutture ospedaliere, che tanto piccole non sono, sto parlando degli ospedali di Thiesi e di Ittiri, possa avvenire fuori dalla concertazione del Piano. Sto pensando principalmente al presidio sanitario di Thiesi che serve centri abitati che distano 70 chilometri da Sassari e hanno difficoltà di accesso alla rete viaria principale, alla superstrada 131.
Questo può giustificare la permanenza in quel punto di una struttura che dia una risposta immediata al verificarsi di quegli "eventi acuti" che vanno diagnosticati e curati in tempi rapidissimi. Quei territori, noi lo sappiamo, sono difficilmente raggiungibili anche da parte di una "medicalizzata", così come è difficoltoso il trasporto a Sassari, soprattutto in quei casi, lo ripeto, in cui il tempo può essere determinante per la vita o la morte di un individuo.
Quindi, stante i problemi determinati da una rete viaria assolutamente insufficiente, io le chiedo ancora, Assessore, di riflettere con più attenzione su queste due strutture perché a mio parere, e lo dico senza animosità, lo dico senza spirito polemico, il volere sperimentare, non in una, ma in tutte e due queste strutture ospedaliere questi benedetti Ospedali di comunità (non sono ospedali, ormai l'abbiamo sviscerato, sappiamo che cosa sono e che cosa comportano queste strutture) significa mi creda, togliere a quei territori la possibilità di avere una efficace ed efficiente risposta di sanità; risposta alla quale il territorio ha diritto alla pari di tutti gli altri territori della Sardegna.
Quindi, che cosa chiedo? Chiedo, se è possibile estrapolare dal Piano... ma non si può parlare!.
PRESIDENTE. Scusate, colleghi.
RASSU (F.I.). Presidente, è inutile, ad alcuni non importa niente di ciò che sta a cuore ad altri!
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Rassu.
PACIFICO (D.S.). Stiamo lavorando.
RASSU (F.I.). Ma non va bene, basta aspettare cinque secondi, io sto parlando di un problema territoriale che mi interessa!
PRESIDENTE. Sì, onorevole Pacifico, però si può fare tutto nei modi e nei termini dovuti e soprattutto nei luoghi deputati.
Però l'onorevole Rassu pretende giustamente che la Giunta lo ascolti, e io non posso che dargli ragione.
RASSU (F.I.). Io sto facendo una proposta che l'Assessore può accettare o no, però è mio dovere farla e voglio che l'Assessore la ascolti. Se l'Assessore non ascolta non può rispondere né positivamente né negativamente.
Assessore, la mia proposta, e chiudo, è quella di estrapolare dalle proposte del Piano, se è possibile, la univoca proposta di sperimentazione di Ospedale di comunità lasciandola alla concertazione - come abbiamo suggerito - tra il territorio, le professionalità, le forze sindacali. In particolare chiedo che questa sperimentazione non coinvolga entrambe le strutture presenti su quel territorio ma la si limiti ad una, così che l'altra possa rispondere al verificarsi di questi "eventi acuti". Il mio accorato appello, Assessore, è giustificato da una esigenza reale perché noi conosciamo il territorio e sappiamo a cosa andremo incontro, sacrificati ad una sperimentazione che non sappiamo che fine farà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, stiamo trattando un argomento che probabilmente, dopo il livello di attenzione e di contrapposizione registrato in quest'Aula in questi ultimi giorni, accentuatosi fortemente sino alla prima mattinata di questa giornata, potrebbe sembrare qualcosa di superfluo e di non grande rilievo, mentre invece giustappunto questo capitolo sul Sistema Emergenza Urgenza pone in rilievo tutte le considerazioni, le più importanti a mio giudizio, sviluppate nel corso del dibattito.
Impone infatti una ulteriore riflessione sulla necessità che la riorganizzazione del sistema sanitario regionale tenga conto delle particolari caratteristiche del territorio dell'Isola; caratteristiche che comportano problemi nella viabilità, quindi problemi di tempi di percorrenza, da qui la necessità di una seria programmazione legata ad una pianificazione territoriale reale; si impone una riflessione anche sulla formazione professionale, di cui tanto si è parlato ieri, perché non si sa quali modalità siano state adottate nella scelta degli operatori del 118; si impone una riflessione sul male di tutti i mali di questo Piano sanitario: la carenza finanziaria.
Se è vero che siamo mossi, in quest'Aula, da una legittima aspirazione di rendere un degno servizio al popolo sardo proponendo leggi che siano attente alle esigenze, alle attese e alle aspettative del popolo medesimo, a nessuno sfuggirà (soprattutto se l'emergenza viene vissuta da vicino) l'importanza del prestare soccorso in tempi veloci. Ma in Sardegna non esiste un sistema viario che consenta, in determinate zone, di rispondere ad un'urgenza nei tempi dovuti, non esiste un sistema attrezzato di trasporto sanitario.
Non esiste un servizio di elisoccorso, che consenta di superare queste difficoltà. Io ho ricordato all'Assessore, più di una volta, di aver presentato un'interrogazione sull'organizzazione del servizio di elisoccorso, nella quale chiedo spiegazioni anche sul perchè i 38 medici e i 25 infermieri siano stati scelti con chiamata ad personam, fuori da qualunque regola. E vorrei anche chiedere come mai si dice che si provvede a fare la formazione professionale; cosa peraltro prevista, e ancora non attuata, per chi opera ormai da più di cinque anni all'interno dei Pronto soccorsi e col 118 degli ospedali. E vorrei chiedere ancora, dato che non mi è stata data risposta, come mai si è data maggiore valutazione ad un corso di tre giorni, anziché ad un anno di lavoro effettivo prestato con il 118. E qual è la distribuzione vera nel territorio, richiamata anche dai colleghi, che ha visto solo Cagliari e Sassari privilegiate a discapito delle zone interne, quelle che hanno maggiori difficoltà di interconnessione, di rapidità di percorrenza della rete viaria. Assessore dei trasporti, credo sia il caso di verificare quali sono gli accorgimenti, quali sono le iniziative da adottare per riconsiderare la percorrenza all'interno di quella rete viaria e l'interconnessione tra i punti di soccorso.
Probabilmente l'Assessore, se interverrà, dirà che è tutto risolto, che è tutto a posto, che non c'è problema, che i problemi finanziari non esistono; li vedremo più avanti nel prosieguo del dibattito anche quando parleremo dei precari, caro onorevole Uras, perché dobbiamo trovare i danari, non è sufficiente soltanto dire che esiste un precariato, bisogna che ci sia un finanziamento adeguato, che ci sia uno stanziamento adeguato, per la copertura di tutte quelle esigenze che vengono prospettate nel Piano sanitario regionale.
Certo, potremmo star zitti, potremmo dire che tutto va bene, che il Piano presentato da questa maggioranza non ha pecche (abbiamo intanto dimostrato il contrario), e anche l'ultimo confronto, aspro, di ieri notte ha dimostrato quante falsità vi siano a volte nella non accettazione di esigenze che provengono dal mondo della medicina.
C'è infatti chi vuole continuare a pensare che esista solo l'aridità dei numeri, che due più due fa quattro, che comunque bisogna restare all'interno di quel quattro, frutto di una politica che non tiene in seria considerazione la persona umana come punto di riferimento (punto di partenza e punto di arrivo) di ogni attività legislativa.
Se queste considerazioni portano a dire che tutto va bene, io credo che la minoranza avrà solo da guadagnare da un Piano sanitario che io non ho mai qualificato tale; ho sempre parlato di linee di indirizzo, molto larghe, che danneggeranno certamente molto di più questa maggioranza, questo centrosinistra che sostiene a tutto campo un Assessore che, varato il Piano sanitario, forse prenderà l'aereo e saluterà, insalutata ospite, la Sardegna.
Credo che a qualcuno dovrebbe far riflettere la condizione data, che non è certamente delle migliori. A noi resterà l'amarezza di avervi detto "ve l'avevamo detto"; forse avremo la soddisfazione di avere un ritorno elettorale, ma pur tuttavia noi siamo dispiaciuti perché si fa un torto, in prima istanza, al popolo sardo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.
PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, si esprime parere negativo sugli emendamenti numero 501, 506, 508, 509, 503, 187, 502, 183, 507, 188, 109, 510, 511. Sull'emendamento numero 75 il parere è sospeso. Gli emendamenti 497 e 512 si accolgono in parte con le modifiche che verranno proposte prima della loro votazione.
Si propone inoltre, Presidente, di inserire a pagina 120 del testo, alla riga 11, dopo le parole "non invasive", il periodo "gli indirizzi dell'Atto aziendale disciplinano la presenza dell'Osservazione Breve nel servizio di Pronto Soccorso".
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 501. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, io voterò a favore di questo emendamento che non credo rientri tra quei tanti emendamenti che possono, secondo me, essere respinti con la definizione di "pleonastico". Voi ammettete che per le caratteristiche particolari della Regione che ci rendono speciali (purtroppo quando si parla di emergenze, speciali in senso negativo) e diversi, fondamentalmente, da regioni come la Lombardia o l'Emilia-Romagna, i servizi di elisoccorso rappresentano o dovrebbero rappresentare un servizio essenziale nel Sistema Emergenza Urgenza nella necessità, appunto, di un eventuale e sempre più frequente trasporto interospedaliero.
Non dovreste perciò fare molta fatica ad approvare questo emendamento che esprime, certamente, un concetto fondamentale e assolutamente condivisibile, cioè che tutto questo si possa realizzare soltanto attraverso l'incremento del numero delle basi operative, basi operative che siano disponibili in Sardegna e che siano in grado di garantire un servizio efficiente per tutto l'anno, dodici mesi l'anno. Se poi voi tutto questo lo date per scontato, io potrei dire che questo emendamento è così ovvio nella sua chiarezza perchè, nell'ottica di quello che ha detto il presidente Soru ieri, durante la lunga maratona notturna, risponde al principio sacrosanto che un ospedale deve essere prima di tutto fruibile da parte dei cittadini.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto favorevole sull'emendamento numero 501 e per fare, visto che non ho potuto farlo nel corso della discussione generale, alcune osservazioni sul testo. Siamo certi che, relativamente al Sistema Emergenza Urgenza, nella proposta di Piano vengono analizzati soprattutto i punti critici di questo sistema in una Regione, Assessore, che dopo i fatti di Vermicino creò le prime unità di protezione civile e il primo sistema di soccorso sanitario d'urgenza del basato sul volontariato. Volontariato che in Sardegna rappresenta, ancora oggi, una delle componenti importantissime di un sistema che presenta soprattutto delle farraginosità per cui non riesce a garantire sul territorio l'assistenza sanitaria necessaria per salvare vite umane.
Due esempi a dimostrazione delle mie affermazioni. Proprio qualche mese fa, nel territorio di Arbus, è morta per infarto del miocardio una guardia forestale, dipendente della Regione, per il mancato arrivo (dovevano percorrere quaranta chilometri) delle due ambulanze inviate per prestare i primi soccorsi. Sempre nello stesso territorio, una bambina ha rischiato la vita per una puntura di vespa al collo; solo il pronto intervento di un medico presente nella zona, che aveva appresso i medicinali atti al primo soccorso, è riuscito a salvarle la vita.
I nostri interventi, e i nostri emendamenti, cercano di supplire a tutte quelle carenze che in questo sistema ci sono e, comunque sia, non si riesce a proporre un sistema integrato di Emergenza Urgenza in grado di garantire la salvezza anche di un solo nostro concittadino.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io voterò a favore dell'emendamento numero 501 che mi sembra veramente importante, sul quale sarebbe opportuno capire la filosofia della maggioranza attraverso un intervento, che io sollecito, magari del relatore.
Abbiamo detto infatti che una delle criticità del pronto soccorso e del servizio delle Emergenze Urgenze in Sardegna è quella della dispersione territoriale, cioè l'impossibilità di rispettare, a oggi, i parametri nazionali che consentono di dire che un intervento si è svolto entro i termini temporali adeguati. Allora, è evidente che l'elisoccorso può essere una risorsa aggiuntiva importantissima per cercare di far sì che l'intero sistema garantisca una risposta sanitaria di qualità.
Allora, relatore di maggioranza, io non ho capito bene quali tra gli emendamenti di questo gruppo, che riguardano l'integrazione tra il sistema delle ambulanze e quello dell'elisoccorso, sono stati accolti. Comprendendo questo, sarebbe più facile cogliere quale tipo di organizzazione volete dare al 118 in Sardegna affinchè questo esplichi la sua attività davvero entro i tempi tecnici che vengono considerati ottimali per poter garantire il soccorso al paziente che sta male.
Si tratta di un gruppo di quindici emendamenti che, ovviamente, se noi abbiamo un'idea della filosofia con cui volete affrontare questo sistema, fisiologicamente tenderà ad essere superato da un emendamento o da una posizione della maggioranza che ci consenta di capire come avviene l'integrazione tra la rete che si muove sul gommato e quella che si muove con le pale dell'elicottero. Se questo ci garantisce che avremo un miglioramento dei tempi di intervento del 118, soprattutto in quelle aree che oggi sono più critiche, è assai facile che una parte di questi emendamenti non necessiti di dibattito e neanche di dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Assessore, colleghi, Presidente del Consiglio, il potenziamento del servizio di elisoccorso è assolutamente necessario per la nostra Isola in quanto, è già stato ricordato da altri colleghi, la mancata istituzione di questo servizio ha causato il verificarsi di fatti spiacevoli soprattutto in zone di campagna. Voglio ricordare, per esempio, che la Sardegna ha oltre 40 mila cacciatori che potrebbero avere necessità di questo servizio per diversi motivi.
Proprio per sottolineare l'importanza di questo servizio, voglio portare all'attenzione dell'Aula un'esperienza personale. Nel corso di un viaggio in Spagna, mentre percorrevo una bella autostrada si verificò un tamponamento a catena che impedì il procedere in qualsiasi direzione. Ebbene, fu possibile soccorrere un malato soltanto perché l'elicottero intervenne con una celerità assolutamente straordinaria per me, non abituato a questo tipo di interventi. Tenete conto che anche la Spagna, come la Sardegna, ha una densità demografica bassa, che i comuni sono popolosi ma situati lontanissimi l'uno dall'altro e, quindi, i tempi di percorrenza sono variabili, come capita spesso nella nostra Isola, che a questi problemi aggiunge anche quello di una viabilità assolutamente arretrata rispetto agli standard dell'Europa e dell'Italia, cui noi guardiamo con attenzione.
Soltanto un servizio di questo tipo può garantire, a parte migliori modalità di trasporto, quell'immediatezza di soccorso che specie per certe patologie è necessaria; ed io, da cardiologo, forse più di altri colleghi, sono sensibile alla considerazione del tempo di arrivo del paziente in ospedale. Chiedo quindi che l'Aula consideri con particolare attenzione questo emendamento, perché darebbe una risposta, di cui la Sardegna ha tanta necessità, a quella richiesta di servizi all'altezza dei tempi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io intervengo per ribadire la mia convinzione che la Sardegna non ha un servizio di elisoccorso corretto e coerente con i dati del Piano. Si mantengono solo due basi operative, Sassari e Cagliari,, non considerando che le condizioni di gravità e di disagio vengono vissute nel centro Sardegna: a Oristano e a Nuoro. Io vi chiedo se ci sono delle condizioni di percorrenza simili a quelle della "131" tra Gavoi, Ollolai, Pompu, Villasalto e così via; ma vi rendete conto di quello che fate?
Io dico che una base ideale sarebbe quella di Fenosu; non mi permetto di proporre Ottana che è stata già presa in considerazione come nuovo punto di scalo per aerei in via di smantellamento. Se pensate, per esempio, che un Boeing 747 contiene circa 1500 chili di uranio impoverito, immaginate quale carico di inquinamento porterebbero 100 aerei smantellati in un anno! Non basterebbero certamente muri di Berlino tipo Syndial ad arginare l'inquinamento che verrebbe generato in quella landa. Quindi, non mi permetto di proporre, per l'elitrasportato, Ottana, perché non vorrei che la proposta fosse inquinata da altre tematiche che certamente andranno sviscerate e approfondite; ma ritengo che Fenosu, che è già base operativa della Forestale, possa diventare la stazione per il centro Sardegna del servizio di elisoccorso, per dare garanzie a un malato che si trova nelle zone impervie di poter avere i soccorsi nei tempi dovuti e necessari. Chiedo la votazione nominale dell'emendamento 501.
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 501.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri CORDA, UGGIAS e GIAGU hanno votato contro e che il consigliere VARGIU ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - FLORIS Mario - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FLORIS Vincenzo - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 62
Astenuti 2
Maggioranza 32
Favorevoli 21
Contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 506.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 506 nel quale si chiede l'istituzione di tre basi per l'elisoccorso rispetto alle due attuali. Emerge dal Piano la difficoltà di creare un Sistema Emergenza Urgenza diffuso sul territorio regionale e in grado di raggiungere almeno il 70 per cento della popolazione in 8 minuti nell'area urbana e in 20 minuti nelle aree extraurbane.
Abbiamo già evidenziato nella discussione generale che i tempi di percorrenza non sempre sono un obiettivo raggiungibile per l'impraticabilità della nostra rete viaria, ma alcune zone sono difficilmente raggiungibili anche con i mezzi dell'elisoccorso che non riescono, dalle due sole basi previste, a raggiungere e ad assicurare il servizio di emergenza all'intera Regione.
Verificare che tra gli obiettivi del sistema viene dedicata molta attenzione all'organizzazione regionale, alla programmazione dell'attività di formazione (teniamo conto soprattutto della sperimentazione che interessa alcuni di questi obiettivi), ci fa capire che siamo ancora lontani dall'avere un sistema che possa dare una risposta adeguata nel breve termine ai bisogni dell'emergenza. Pensiamo che neanche per il 2007, compresa la prossima stagione estiva, avremo la sicurezza che ci sarà una copertura completa del territorio regionale. Anche per quanto riguarda il miglioramento della copertura radio e telefonica credo che raggiungere livelli standard di qualità e di efficienza sia difficile con le tecnologie oggi a nostra disposizione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, innanzitutto annuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 506 e colgo questo attimo perché l'attenzione dell'Assessore si rivolga al problema sul quale, a mio giudizio, va fatta assolutamente chiarezza in quest'Aula. Assessore, il problema principale (un po' tutti noi lo stiamo dicendo) è dato dal peccato originale di questo Piano sanitario regionale: la mancanza delle risorse finanziarie.
Noi dobbiamo assolutamente sapere come riuscire a coprire tutte le azioni contenute dentro questo Piano sanitario regionale attraverso le risorse che l'Assessore dice essere sufficienti perché questo Piano possa andare avanti. Allora noi, Assessore, abbiamo preparato una cosa abbastanza interessante che si chiama "Gioco di Dirindinopoli". Questo "Gioco di Dirindinopoli…
(Il consigliere Pisano espone un tabellone di gioco a percorso)
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, si attenga all'argomento senza fare farse di cui non abbiamo bisogno.
PISANO (Riformatori Sardi). …Il Dirindinopoli… Presidente, mi segua…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, per gentilezza, la prego di mantenere un contegno adeguato all'Aula. Continui il suo intervento e non faccia riferimento a cose che non hanno nulla a che vedere con i nostri ragionamenti.
PISANO (Riformatori Sardi). E' molto pertinente! E' molto pertinente! Mi fa parlare? Il vero grande problema è capire come possiamo coprire tutte queste azioni con le risorse. Questo piccolo gioco che, come dicevo, si chiama "Gioco di Dirindinopoli"…
PRESIDENTE. Onorevole PPisano, se lei insiste sono costretto a toglierle la parola.
PISANO (Riformatori Sardi). E' una cosa semplicissima e innocente. Noi dobbiamo capire come poter…
PRESIDENTE. Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 46, viene ripresa alle ore 13 e 50.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Prego i colleghi di prendere posto. Onorevole Pisano, le ridò la parola per dichiarazione di voto a patto che tutta quella farsa che ha inscenato non sia nuovamente oggetto del suo intervento. La preavverto che, in caso contrario, sarò costretto a toglierle immediatamente la parola. Prego, onorevole Pisano.
(Una parte dei consiglieri di maggioranza abbandona l'Aula)
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, io la stimo tantissimo. Credo che la parola che lei ha usato nei miei confronti dicendo che "ho inscenato una farsa" naturalmente andrebbe valutata in maniera più attenta. E' la cosa più seria probabilmente tra tutte le cose che si sono dette in quest'Aula, perché questa domanda relativa alla…
PRESIDENTE. Lei faccia la dichiarazione di voto sull'emendamento, onorevole Pisano. Le considerazioni sui miei comportamenti le lasci a un'altra occasione.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, d'accordo Presidente. La cosa più seria alla quale ancora l'Assessore non ha risposto è esattamente la richiesta, rivolta da tanti colleghi, di farci capire con quali risorse dobbiamo attuare questo Piano, se davvero è un Piano che vuole avere dignità di Piano sanitario regionale, nel prossimo triennio. Ventidue anni fa, quando venne approvato il Piano sanitario regionale, e fu un Piano sanitario regionale sofferto quanto questo (approvato per il triennio 2003-2005 nell'aprile del 2005, e quindi a posteriori del triennio), capitò lo stesso identico problema: non si sapeva con quali risorse attuarlo. Noi abbiamo atteso 8000 giorni e speriamo che non ne occorrano altri 8000 per pentirci di questo Piano.
Assessore, lei che sicuramente ha capito che la cosa è seria, venga a fare questo gioco con noi, alle ore 16, nel sottopiano e ci aiuterà a risolverlo perché è un rebus.
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, le tolgo la parola.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il voto a favore dell'emendamento numero 506. Qualche volta in quest'Aula non riusciamo a comprenderci; e non riusciamo a comprenderci forse per la stanchezza, forse perché da tanti giorni non troviamo i canali del confronto, quelli giusti della politica, ogni qualvolta sembra di averli ricostruiti improvvisamente hanno qualche deterioramento, qualche cedimento.
Sull'emendamento numero 506 e sui problemi dell'emergenza urgenza il collega Pisano dice una cosa giusta, e cioè che voi avete come sempre un'analisi precisa del Piano; dite infatti che il 118 sardo, per tutti i problemi del territorio che conosciamo, non garantisce la possibilità di dare assistenza al paziente entro i termini dei parametri nazionali di riferimento. Perciò noi vi abbiamo proposto di aumentare le basi, di estendere l'elisoccorso, di integrare l'elisoccorso col gommato, eccetera.
Il collega Pisano stava semplicemente dicendo in maniera scherzosa una cosa seria. Qualche volta lo scherzo serve a sdrammatizzare. Non ritengo sia il caso di uscire dall'Aula (il direttore generale Gumirato direbbe che sono i consiglieri più intelligenti quelli che non ci sono, come ci ha detto quando ha presentato il Piano aziendale) quando si pone un problema serio, semplicemente non volendolo porre nel solito modo pesante proprio della politica nel dire le cose, ma semplicemente dicendo: facciamo un gioco, facciamo finta di avere delle risorse con le quali dobbiamo coprire delle caselle. Vediamo se le risorse che abbiamo a disposizione sono sufficienti per coprire le caselle.
Io, in questo, non vedo niente di offensivo nei confronti della Presidenza del Consiglio, nei confronti dell'Aula, nei confronti del collega Marrocu (ha evidentemente dei cugini appartenenti al Ku Klux Klan e quindi evoca gli incappucciati in Aula); non vedo niente di offensivo nei confronti di nessuno, né vedo qualcosa fuori tema. Se qualcuno pensa che ci sia un clima offensivo, pensa che considerazioni sulla quantità di soldi che servono a far marciare la sanità sarda siano considerazioni offensive, significa che non si è posto il problema, significa che non ha valutato qual è il modo attraverso il quale noi vogliamo coprire le esigenze della sanità sarda.
E, allora, colleghi, invece di essere piccati per ogni piccola sciocchezza, invece di dimostrare di non avere un briciolo di senso dell'umorismo, invece di non avere la capacità di mantenere attivi i canali di confronto che qualcuno tenta disperatamente di mantenere in essere, cerchiamo di ragionare sulle cose, cerchiamo di darci risposte sulle cose. E quello delle risorse economiche è un nodo aperto perché a oggi, non essendo ancora pervenuta la finanziaria, non sappiamo qual è la copertura del 2007 del Piano sanitario. Stiamo discutendo senza avere la più pallida idea di come queste esigenze saranno coperte!
PRESIDENTE. Mi sarei aspettato dal suo intervento una considerazione diversa per quest'Aula. Evidentemente la stanchezza sta avendo effetti anche su di lei.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, non sia offensivo, non sia offensivo!
PRESIDENTE. Non sia offensivo lei nei confronti di quest'Aula, onorevole Vargiu!
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Lei non è chiamato a giudicare la qualità del mio intervento. Non si permetta, Presidente! Non si permetta!
PRESIDENTE. E a lei giudicare la gente!
Onorevole Vargiu, la prego di rivolgersi a questa Presidenza con rispetto! Onorevole Dedoni, prego, svolga il suo intervento.
DEDONI (Riformatori Sardi). Credo che un attimo di riflessione da parte di tutti non guasterebbe; però, Presidente, effettivamente quando si presiede si è al di sopra delle parti, quindi non si può essere settari e bisogna dare garanzia assoluta di imparzialità a tutte le componenti di quest'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, le ricordo che sta parlando sull'emendamento e deve fare la sua dichiarazione di voto sull'emendamento. Le altre considerazioni le farà in un'altra circostanza.
DEDONI (Riformatori Sardi). Però a questi livelli si è arrivati perché tra incappucciati…, e per delinquere non c'è bisogno che si sia incappucciati, e mi fermo qui: è meglio!
BIANCU (La Margherita-D.L.). Vai avanti!
DEDONI (Riformatori Sardi). Sì, Antonio, possiamo anche andare avanti perché io dietro le spalle non ho niente...
PRESIDENTE. Onorevole Biancu, consenta all'onorevole Dedoni di svolgere il suo intervento. Onorevole Dedoni, non raccolga le provocazioni.
DEDONI (Riformatori Sardi). Noi qui abbiamo sollevato questioni serie che attengono al fatto che non c'è una disponibilità finanziaria per poter coprire gli interventi annunciati nel Piano sanitario; e stiamo inoltre dicendo che voi, maggioranza, non fate gli interessi del popolo sardo nella sua generalità. Quando un malato si trova sui monti del Gennargentu è quasi impossibile raggiungerlo. Qui c'è l'Assessore dei trasporti che certamente fa di tutto, come chiacchierare con la dottoressa Dirindin, anziché osservare con attenzione i problemi reali di connessione tra un ospedale e l'altro e le esigenze di un malato di arrivare in ospedale nei tempi giusti! Voi non fate neanche quello che dovete fare! Non date l'opportunità di istituire una terza base operativa per le zone interne!
Vi perdete nel cercare cappucci e sottocappucci. Ma cercate invece le responsabilità nelle vostre coscienze, perché siete voi che sarete responsabili e pagherete, anche elettoralmente, per le cose che oggi non state attuando e perchè non state curando i veri interessi della sanità sarda.
PRESIDENTE. Il Consiglio è riconvocato questo pomeriggio alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 14.
Allegati seduta
CCLXXVII Seduta
(Antimeridiana)
Venerdì 19 gennaio 2007
Presidenza del Vicepresidente Secci
La seduta è aperta alle ore 12 e 48.
SERRA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 12 gennaio 2007 (271), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Raffaele Farigu, Giovanni Battista Orrù, Antioco Porcu e Fedele Sanciu, hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 19 gennaio 2007.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
SERRA, Segretario:
"Interrogazione PISANO, con richiesta di risposta scritta, sul grave stato di insufficiente tutela della salute delle persone e di protezione della vita dei cani randagi derivante dall'esiguità dei contributi a favore dei comuni della Sardegna per la lotta al randagismo". (728)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
SERRA, Segretario:
"Mozione CAPELLI - LA SPISA - VARGIU - ARTIZZU - LADU - BIANCAREDDU - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - FARIGU - DIANA - LOMBARDO - RANDAZZO Alberto - CHERCHI Oscar - GALLUS - DEDONI - RANDAZZO Vittorio - AMADU - PISANO - MORO - SANNA Matteo - CONTU - LICANDRO - CAPPAI - PETRINI - LIORI - CASSANO - RASSU - SANCIU - SANJUST - MURGIONI, sulla delibera della Giunta regionale n. 50/21 del 5 dicembre 2006: "...direttive per la redazione del Piano di utilizzo dei litorali e il rilascio di concessioni demaniali marittime e di zone del mare territoriale", con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (114)
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che i lavori si interromperanno alle ore 14 per riprendere alle ore 16 e proseguire ad oltranza, se possibile, sino al termine dell'esame del Piano sanitario.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato dei documenti 11 e 11 bis/A.
E' all'esame dell'Aula il capitolo 4 della Parte II. A questo capitolo sono stati presentati sedici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo del capitolo e dei relativi emendamenti:
SISTEMA EMERGENZA URGENZAIl Sistema Emergenza Urgenza garantisce l'organizzazione e la gestione della complessa rete dell'emergenza, al fine di assicurare adeguata assistenza alle persone che subiscono "eventi acuti", di natura internistica o chirurgico - traumatologica, dal momento dell'evento sino alla loro ospedalizzazione. Ciò comporta un sistema estremamente complesso e delicato, tale da consentire risposte tempestive, appropriate ed omogenee in tutto il territorio regionale.
|
un sistema di allarme sanitario, dotato di numero telefonico di accesso breve ed universale (118) afferente alle centrali operative;
un sistema territoriale di soccorso costituito dai mezzi di soccorso avanzato (medicalizzati) e dagli enti e associazioni di volontariato operanti in regime convenzionale;
una rete di servizi e presidi ospedalieri, funzionalmente differenziati e gerarchicamente organizzati, articolati su quattro livelli di operatività:
- punti di primo intervento;
- pronto soccorso ospedaliero;
- dipartimento di emergenza e accettazione di primo livello;
- dipartimenti di emergenza, urgenza e accettazione di secondo livello.
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Le centrali coordinano l'intervento, aggiornate in tempo reale sulle reali condizioni del paziente, via radio o via telefono, dall'ambulanza inviata sul posto; sulla base dei dati trasmessi identificano l'ospedale più idoneo a trattare quella patologia, non sempre il più vicino, verificano la disponibilità di posti letto, comunicano l'arrivo del paziente, con le informazioni necessarie a predisporre l'accettazione d'urgenza.
In Sardegna sono attive due Centrali Operative:
quella di Cagliari, che copre gli interventi nell'ambito territoriale delle vecchie province di Cagliari ed Oristano;
quella di Sassari che copre il territorio delle vecchie province di Sassari e Nuoro.
Ogni Centrale è governata da un Comitato di Gestione, composto dai direttori generali delle aziende USL afferenti.
Il sistema territoriale di soccorso si basa su due livelli di risposta: quello avanzato (medicalizzato), composto da personale convenzionato e dipendente delle aziende USL, e quello di base, delegato alle associazioni di volontariato, in regime di convenzione.
Le postazioni di soccorso avanzato sono 24; la loro distribuzione sul territorio regionale è riportata nella tavola allegata. Le associazioni di volontariato, in numero di 150 circa, assicurano il soccorso di base; la loro distribuzione sul territorio regionale è disomogenea; alcune operano in regime di reperibilità.
La rete territoriale dell'emergenza non riesce nel suo complesso a garantire l'intervento entro i tempi ritenuti ottimali: il piano territoriale di soccorso deve infatti garantire ad almeno il 70% della popolazione tempi di intervento pari o inferiori a 8 minuti in area urbana e a 20 minuti in area extraurbana.
Va evidenziato inoltre che la Sardegna è l'unica regione italiana a non disporre continuativamente dell'attività di un servizio di elisoccorso. Tenuto conto delle caratteristiche geomorfologiche della regione, delle peculiarità della rete ospedaliera e della distribuzione della alte specialità, il servizio di elisoccorso rappresenta invece uno strumento essenziale del soccorso primario e del trasporto interospedaliero urgente.
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a) l'organizzazione generale del sistema;
b) le Centrali operative;
c) il livello territoriale;
d) il livello ospedaliero.
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la costituzione del nuovo Comitato regionale per l'emergenza urgenza come organo consultivo della Regione per la programmazione del Sistema Emergenza Urgenza e per la verifica periodica dell'andamento delle attività svolte;
la revisione delle modalità di gestione delle centrali operative con il superamento dei vecchi Comitati di gestione (che non hanno in passato garantito un efficace governo del sistema) e la costituzione di comitati tecnici di coordinamento;
· la programmazione di attività di formazione, di aggiornamento e di addestramento di tutti gli operatori secondo le linee guida concordate in sede di Conferenza Stato Regioni nel marzo 2003, con attenzione a problematiche specifiche del soccorso, quali ad esempio quelle del soccorso a mare;
· la realizzazione della rete cardiologica dell'urgenza, con il coinvolgimento di Sistema territoriale di soccorso 118, dei DEA-Pronto Soccorso, delle Cardiologie-Emodinamiche-Cardiochirurgie, al fine di dare attuazione alle più aggiornate linee guida in tema di gestione delle sindromi coronariche acute. L'acquisizione di apparati di telemedicina in grado di trasmettere l'ECG a distanza, la definizione di protocolli specifici, la formazione e l'aggiornamento del personale interessato, rappresentano i passaggi necessari per arrivare a breve ad una sperimentazione su base regionale;
· la progressiva diffusione della tecnologia della telemedicina per consentire la trasmissione di dati tra i differenti livelli organizzativi dell'emergenza (diagnostica per immagini, consulenze di alta specialità), superando gli ostacoli costituiti dalla morfologia del territorio regionale;
· l'elaborazione di piani di intervento e di protocolli operativi integrati e l'attivazione dei presidi mobili finalizzati alla gestione delle maxiemergenze e delle emergenze nucleari biologiche e chimiche;
· la realizzazione di un sistema informativo unico regionale, operante in rete (Emergency Department Information System-EDIS), che consenta l'ottimizzazione dei processi assistenziali nelle emergenze-urgenze e permetta lo scambio, in tempo reale, delle informazioni;
· l'informazione adeguata della popolazione.
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· il miglioramento della copertura radio e telefonica;
· la definizione di protocolli operativi di integrazione tra rete territoriale e rete ospedaliera;
· l'adeguamento tecnologico ed organizzativo agli aumentati carichi di lavoro.
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· la revisione della rete territoriale dell'emergenza urgenza, in modo da garantire risposte adeguate in tempi idonei, anche attraverso una nuova dislocazione delle postazioni di soccorso avanzato;
· l'aggiornamento e l'adeguamento dei mezzi di soccorso, avanzato e di base, prevedendo per questi ultimi la dotazione di defibrillatori semiautomatici;
· la previsione di automediche, condotte da medici dell'emergenza territoriale, e di automezzi infermieristici, con infermieri e autisti-soccorritori dipendenti o volontari;
· l'attivazione dell'elisoccorso in forma continuativa, garantendo l'operatività di almeno due basi, operanti secondo specifici protocolli, coordinate dalle due Centrali 118, anche sperimentando forme di convenzione con Enti pubblici in possesso di elicotteri adeguati al soccorso sanitario, in grado di rispondere alle particolari esigenze di operatività e continuità del servizio;
· la riqualificazione, con eventuale potenziamento, delle aree di atterraggio e decollo degli elicotteri (elisuperfici) in prossimità dei presidi ospedalieri e nelle isole minori, in modo da consentire un utilizzo ottimale ed estensivo del mezzo aereo, integrato con i mezzi e le risorse di terra;
· la definizione, in accordo con il Dipartimento di Salute mentale e con le forze dell'ordine (vigili urbani, 113,112) , di protocolli per la risposta adeguata all'emergenza psichiatrica e in particolare per condividere le procedure per l'attuazione dei Trattamenti Sanitari Obbligatori;
· l'aggiornamento e la riqualificazione dei medici operanti nel servizio di continuità assistenziale prevedendo la loro integrazione nei punti di soccorso territoriale, anche ad attività H24, con l'obiettivo di realizzare una fitta rete sul territorio in grado di dare una prima e qualificata risposta anche ambulatoriale all'urgenza riducendo i tempi di intervento e svolgendo una funzione di filtro (triage) in integrazione con le Centrali operative 118.
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· l'identificazione delle diverse esigenze del territorio regionale, con la programmazione e pianificazione della risposta della rete ospedaliera all'emergenza e urgenza anche in funzione della geografia del territorio, dei flussi turistici, delle aree industriali;
· la pianificazione della risposta ospedaliera nell'emergenza-urgenza a livello provinciale o sovraprovinciale, con percorsi e protocolli codificati per ogni tipologia di intervento, con identificazione dei criteri di accreditamento per le strutture, il personale e le attrezzature;
· la riqualificazione, in conformità ai requisiti previsti dalla normativa sull'accreditamento delle strutture sanitarie, dei Servizi di Pronto Soccorso, anche attraverso l'istituzione, presso gli stessi, di Unità di Osservazione Breve Intensiva (OBI), finalizzate a rendere possibile, per le attività di inquadramento clinico e di terapia d'urgenza, tempi superiori a quelli propri del primo soccorso;
· la previsione di posti letto di medicina d'urgenza (degenza breve) destinati a pazienti ricoverati, secondo precisi criteri di accettazione o di esclusione, per tempi non superiori alle 72 ore, pazienti con affezioni di bassa criticità ed alta complessità. Ai fini di una gestione corretta ed efficiente delle risorse umane e strumentali, la medicina d'urgenza va collocata in prossimità del pronto soccorso;
· la previsione, all'interno della medicina d'urgenza, di letti di terapia sub-intensiva per la gestione di pazienti instabili o ad immediato rischio di instabilità (area critica), che non necessitino di terapia rianimatoria, ma di inquadramento diagnostico e procedure di monitoraggio e stabilizzazione non invasive;
· l'identificazione e riorganizzazione delle unità intensive di rianimazione generale o specializzate (UTIC, neonatali, centro ustioni) articolandole su due livelli (intensiva e subintensiva) operanti funzionalmente in rete con i dipartimenti di emergenza;
· la costituzione dei dipartimenti ospedalieri di emergenza di primo e di secondo livello secondo il criterio di intensità delle cure e la presenza di unità operative di alta specialità, prevedendo a regime un DEA di primo livello in ogni azienda USL e uno di secondo livello nei tre poli sanitari (nord, centro e sud Sardegna).
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Nel sesto capoverso, alla quarta riga, il periodo compreso tra le parole "il servizio…" e le parole "…interospedaliero urgente."è sostituito dal seguente:
"si ritiene indispensabile il potenziamento dei servizi di soccorso basati sull'elitrasporto, per cui si rende necessario l'incremento del numero delle basi operative disponibili in Sardegna e l'estensione a tutti i dodici mesi dell'anno del servizio così riadeguato." (501)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
All'undicesimo capoverso (Livello Territoriale), alla dodicesima riga, le parole "almeno due", sono sostituite dal seguente:
"tre basi, baricentricamente distribuite a copertura dell'intero territorio sardo,". (506)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
All'undicesimo capoverso (Livello Territoriale), alla venticinquesima riga, le parole "condividere le," sono sostituite dal seguente:
"collaborare nelle". (508)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
All'undicesimo capoverso (Livello Territoriale), l'ultimo punto è sostituito dal seguente:
"L'aggiornamento e la riqualificazione dei medici operanti nel servizio di continuità assistenziale, secondo il progetto obiettivo previsto dal presente Piano.". (509)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Alberto - Amadu - Randazzo Vittorio - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Dopo il primo capoverso, è aggiunto il seguente:
"Tale sistema dovrà essere strutturato e adeguato alle specifiche esigenze della nostra Regione, che sconta handicap di dispersione territoriale della popolazione e di gravi carenze della rete viaria, che rendono indispensabile un maggior utilizzo di risorse economiche tecnologiche per garantire livelli qualitativi simili a quelli di altre Regioni, caratterizzate da maggior concentrazione delle popolazioni e da miglior rete viaria. La necessità di raggiungere il soggetto bisognoso entro tempi certi e standardizzati, compatibili con le successive, necessarie azioni terapeutiche, fanno ritenere indispensabile l'incremento del numero delle basi operative disponibili in Sardegna e l'estensione a tutti i dodici mesi dell'anno del servizio così riadeguato.". (503)
EMENDAMENTO aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Dopo il 2° capoverso, è aggiunto il seguente:
"Il sistema Emergenza-Urgenza dopo sei mesi dall'entrata in vigore del Piano è oggetto di analisi da parte della commissione consiliare competente per la verifica della tempestività delle risposte, dell'appropriatezza e omogeneità delle stesse in tutto il territorio regionale.
I correttivi eventuali da apportare al Piano sono posti all'attenzione e all'approvazione del Consiglio Regionale.". (187)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Alberto - Amadu - Randazzo Vittorio - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Dopo il terzo capoverso, dopo le parole "…d'urgenza.", è aggiunto il seguente:
"Entro sessanta giorni dalla data di approvazione del presente Piano, la Regione predispone uno studio sul livello di appropriatezza dell'attività svolta dalle centrali di coordinamento, verificando la qualità delle prestazioni fornite e la percentuale di scostamento della correttezza delle indicazioni trasmesse al sistema di mezzi di trasporto. Viene altresì verificata la qualità dell'intervento dei mezzi di trasporto, le criticità legate ad eventuali ritardi nell'intervento e le motivazioni di tali ritardi, il grado di coerenza nella scelta dell'Ospedale di riferimento a cui trasportare il paziente e l'eventuale responsabilità degli errori di merito. Tale studio viene immediatamente portato a conoscenza della competente Commissione Sanità del Consiglio regionale, insieme alle proposte operative per superare le eventuali discrasie del sistema.". (502)
EMENDAMENTO aggiuntivo Randazzo Alberto - Amadu - Randazzo Vittorio - Rassu - Ladu - Gallus - Murgioni - Biancareddu - Diana - Liori - Artizzu - Capelli - Lombardo - Dedoni - Sanciu - Gallus - Milia - Vargiu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo pag. 117
Al sotto paragrafo "obiettivi del Piano" dopo la lett. d) è aggiunta la seguente:
lett. e) idroambulanze
Il servizio è svolto da due idroambulanze ormeggiate presso le isole di Carloforte e La Maddalena date in affidamento ad associazioni di volontariato. (75)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Alberto - Amadu - Randazzo Vittorio - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Al nono capoverso (Organizzazione generale del sistema), alla venticinquesima riga, nel contesto del quinto punto, dopo le parole "…della telemedicina", è aggiunto il seguente:
"affrontando e risolvendo tutte le implicazioni di carattere medico-legale, assicurativo e di tutela della Privacy. La Telemedicina necessita di un servizio che operi in sedi centralizzate e dotate di adeguata tecnologia, con organici professionali dedicati, specificamente addestrati al superamento delle criticità organizzative. Esso ha l'obiettivo di creare una organizzazione…".(497)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pirisi - Floris - Barracciu - Cerina - Sanna Franco.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
A pagina 118, alla fine del primo punto della lett. c), aggiungere le seguenti parole:
"prevedendone in particolare una a Macomer". (183)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
All'undicesimo capoverso (Livello Territoriale), alla quindicesima riga, le parole "soccorso sanitario," è aggiunto il seguente:
"e di personale numericamente sufficiente e professionalmente addestrato ad operare all'interno del sistema,". (507)
EMENDAMENTO aggiuntivo Contu - La Spisa - Licandro - Petrini - Rassu - Liori - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Cherchi Oscar.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo 3
Alla lett. d) del sub paragrafo "Livello Ospedaliero", nel 1° punto, dopo le parole "….della rete ospedaliera" aggiungere le seguenti:
"e degli ospedali di comunità…". (188)
EMENDAMENTO aggiuntivo Petrini - Contu - Licandro - La Spisa - Randazzo Vittorio - Artizzu - Cherchi Oscar.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo c)
Dopo l'ultimo punto è aggiunta la seguente frase:
"Entro 180 giorni dall'entrata in vigore del presente Piano, l'Assessorato dell'Igiene e Sanità e Assistenza sociale procederà alla revisione della rete territoriale dell'emergenza urgenza, in modo da garantire risposte adeguate in tempi idonei, anche attraverso una nuova dislocazione delle postazioni di soccorso avanzato e di punti di continuità assistenziale con particolare riferimento al Sarcidano, Barbagia di Seulo e Ogliastra, dove le vie di comunicazione sono difficoltose e precarie.". (109)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Alberto - Amadu - Randazzo Vittorio - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Al termine dell'ultimo paragrafo "Livello Ospedaliero", è aggiunto il seguente:
"Il rafforzamento dei servizi ospedalieri collegati all'emergenza urgenza (P.S., Diagnostiche radiologiche e di laboratorio, Farmacia, Terapia intensiva o semintensiva, Reparti di OB) in tutti gli Ospedali di minori dimensioni che, in attuazione del presente Piano, sono destinati a importanti modifiche del proprio ruolo assistenziale.". (510)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Alberto - Amadu - Randazzo Vittorio - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Al termine dell'ultimo paragrafo "Livello Ospedaliero", è aggiunto il seguente:
"Il rafforzamento degli organici sanitari di P.S., con particolare riferimento all'obiettivo della tempestività e dell'efficienza dei programmi di triage che vengono effettuati all'ammissione del paziente.". (511)
EMENDAMENTO aggiuntivo Vargiu - Cassano - Dedoni - Pisano - Lombardo - Liori - Sanciu - Capelli - Licandro - Rassu - Petrini - Diana - Randazzo Vittorio - Amadu - Randazzo Alberto - Ladu.
Parte II - Capitolo 4 - Paragrafo Unico
Al termine dell'ultimo paragrafo "Livello Ospedaliero", è aggiunto il seguente:
"La predisposizione di un'adeguata campagna di sensibilizzazione della popolazione, finalizzata ad evitare l'utilizzo improprio al ricorso alla prestazione di P.S. Tale intervento dovrà essere supportato da adeguati accordi integrativi con la MMG, finalizzati all'estensione degli orari di attività ambulatoriale e di reperibilità specifica del medico.". (512).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, questo capitolo "Sistema Emergenza Urgenza" è così importante che, a differenza di altri capitoli, non è suddiviso in paragrafi. C'è però una cosa che più di altre mi colpisce in questo capitolo. Visto che questo è un Piano che ha il dito puntato sul futuro (considerate naturalmente le numerose lacune del passato e del presente), ma che è ben lungi dall'assicurare ai cittadini quell'assistenza sanitaria che chiedono e cui hanno certamente diritto, non so come mai questo capitolo non fa cenno a quella che è già, anche se da poco, contemporaneamente realtà e futuro nel sistema Emergenza Urgenza.
Realtà perché, in data 23 maggio di quest'anno, è stato pubblicato il decreto del 17 febbraio, a firma del ministro Moratti, col quale all'area medica è stata aggiunta, appunto, la disciplina Medicina d'Emergenza Urgenza. Il futuro, perché così inizia l'ultima fase dell'attivazione di questa scuola di specializzazione nei vari atenei del nostro Paese. Però, pare, ripeto pare, che nessuno di voi se ne sia accorto, benché si debba ammettere che anche i governi di centrodestra, tra i tanti disastri, ogni tanto evidentemente ne fanno una giusta.
E' vero che questo decreto ha creato e sta creando ancora delle polemiche negli ambienti medici. Polemiche che secondo me sono sterili e non portano da nessuna parte. Ad esempio vi è il parere contrario dei medici anestesisti su questa specializzazione. Gli anestesisti ritengono che questa nuova scuola sovverta un po' la formazione specialistica del medico, con effetti di disorganizzazione sanitaria e false e illusorie aspettative dei pazienti e dell'utenza in genere.
Questa frase che parla di "illusorie aspettative dei pazienti e dell'utenza in genere" l'ho letta più volte, e per un attimo ho pensato che stessero parlando del nostro Piano sanitario. Invece io credo che gli anestesisti abbiano soltanto il timore di essere esclusi dai compiti di assistenza medica nel Sistema Emergenza Urgenza.
Ma in fondo io credo che queste siano delle polemiche che a noi non possono né devono interessare, perchè io mantengo la convinzione che questo nuovo corso di laurea sia una ulteriore conquista nel sistema, complesso e realmente importante, per affrontare le emergenze. Poi affermate che la rete territoriale dell'emergenza non riesce, nel suo complesso, a garantire l'intervento entro i tempi che voi ritenete ottimali. Il piano territoriale di soccorso, infatti, deve garantire ad almeno il 70 per cento della popolazione tempi di intervento pari o inferiori agli otto minuti, per quanto riguarda l'area urbana, e a venti minuti in area extraurbana.
Parlare del 70 per cento della popolazione per me significa che in Sardegna saranno escluse, come al solito, le zone dell'Oristanese, dell'Ogliastra, del Sulcis e tutte le altre zone deboli che rappresentano appunto il restante 30 per cento..
Però, quello che mi meraviglia è che voi non specificate in quanto tempo, entro quale data noi ci proponiamo di colmare questa lacuna nel sistema dell'emergenza. Perché, vedete, quando si tratta di tagliare, di risparmiare, siete precisissimi sui tempi, quando si tratta invece di creare servizi un po' meno. L'ho già detto che entro il 2007 dobbiamo arrivare a 4,5 posti letto per mille abitanti, entro il 2010 dobbiamo arrivare a 180 ricoveri ogni mille abitanti, entro subito, invece, dobbiamo adeguarci al 75 per cento del tasso di utilizzo dei posti letto. Tutto questo probabilmente è condivisibile, sulla carta è tutto abbastanza facile, ma che cosa dite per quanto riguarda la sicurezza e la tempestività degli interventi? Dobbiamo, anche in questo caso, adeguarci ai parametri nazionali? E quanto tempo abbiamo per adeguarci ai parametri nazionali relativi al soccorso congruo? Dieci anni? Vent'anni? O millant'anni, come dice Giulio Angioni?
Altro punto dolente, ne parleremo negli emendamenti che abbiamo presentato: l'elisoccorso. Voi scrivete che la Sardegna è l'unica regione italiana a non disporre continuativamente dell'attività di questo servizio; a questo punto rifaccio la domanda: in quanto tempo ci proponiamo di adeguarci anche in questo agli importanti parametri nazionali? Oppure sono parametri inderogabili quando tagliamo e necessità derogabili quando dobbiamo garantire dei servizi? Scrivere che "…tenuto conto delle caratteristiche geomorfologiche… l'elisoccorso rappresenta" o, meglio, rappresenterebbe "uno strumento essenziale del soccorso primario..." è certamente molto bello, ma anche molto inutile. A meno che, come ho detto ieri con una battuta, che però potrebbe avere un fondo di verità, non abbiamo un tot di tempo per adeguare le caratteristiche geomorfologiche della Sardegna ai parametri nazionali.
Parlate inoltre dell'importanza del pronto soccorso, della necessità di una sua capillare diffusione, degli spazi spesso inadeguati in cui è sistemato il servizio; però volete chiudere quello di Ghilarza. Veramente noi non riusciamo a capire quali sono le logiche che seguite nel fare certe scelte. Dei quattro obiettivi da perseguire per migliorare il sistema: l'organizzazione centrale del sistema, le centrali operative, il livello territoriale e il livello ospedaliero, il terzo punto, cioè il livello territoriale, è certamente il più importante. Io resto convinto, fino a quando qualcuno non mi si dimostra l'efficacia del contrario, che al posto di un improbabile e tardivo soccorso, per quanto altamente specializzato, è sicuramente meglio un soccorso, anche se soltanto dignitoso, purché rapido. Cosa potremmo raccontare noi ai familiari di una vittima se la modernissima, ultraspecialistica e supertecnologica macchina di soccorso dovesse arrivare a decesso appena avvenuto?
Per quanto riguarda la programmazione dell'attività di formazione, vedo che c'è un punto che a me interessa molto ed è quello che prevede l'aggiornamento e la riqualificazione dei medici di guardia medica; per lo meno quelli che sopravvivranno ai vostri tagli.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Signor Presidente, io credo che proprio da una impostazione razionale, efficace ed efficiente del Sistema Emergenza Urgenza possa dipendere effettivamente la funzionalità e la tempestività della risposta ad un bisogno, in questo caso, non solo di salute ma di conservazione o meno della vita dell'utente. Io non mi soffermerò sulle figure e le professionalità mediche che debbono far parte dei vari presidi che il sistema prevede; su questo, già ha iniziato a parlarne il collega Licandro, ne parleranno ulteriormente i colleghi che più di me hanno la competenza dal punto di vista tecnico e professionale.
A me, sulla base delle mie competenze e conoscenze, compete parlare di uno dei maggiori handicap della nostra Regione, e cioè la dispersione enorme della popolazione in una miriade di piccoli centri mal collegati sia tra loro che con i centri più grandi. Presidente, io vorrei che l'Assessore ascoltasse altrimenti mi siedo.
PRESIDENTE. Anche io lo vorrei, onorevole Rassu. Ma posso solo richiamare ogni tanto a prestare attenzione.
RASSU (F.I.). Presidente, mi creda, poiché vogliamo dare un contributo alla discussione gradirei essere ascoltato.
PRESIDENTE. Colleghi, e' stata chiesta l'attenzione della Giunta, e mi sembra giusto. Prego, onorevole Rassu.
RASSU (F.I.). Dicevo che la nostra regione è caratterizzata da una dispersione della popolazione in piccoli o piccolissimi centri distanti tra loro e mal collegati, per cui organizzare questo sistema in modo razionale e ben strutturato potrà garantire la salvezza della vita di una persona.
Io credo che per creare una struttura razionale, quindi dare attuazione concreta alle enunciazioni proposte in questo capitolo del Piano (così che non debbano e non possano restare solo fini a sè stesse), sia ancora una volta necessario partire proprio dal territorio. Occorre cioè dare uno sguardo concreto, uno sguardo profondo, uno sguardo analitico alle caratteristiche territoriali dell'isola di Sardegna. Perché dico questo? Perché nel Piano è evidente che questa analisi territoriale, probabilmente, non è stata fatta in modo compiuto su tutti i vasti territori della Sardegna.
A mio avviso, ma su questo concordano anche altri colleghi - é evidente che su determinati territori c'è una carenza di attenzione, specifica e precisa, relativamente a certe malattie che in quei territori sono presenti più che in altri, con la conseguenza che in quei territori è carente anche la risposta terapeutica a quelle patologie.
Allora io chiedo, e su questo voglio l'attenzione dell'Assessore, che la rivisitazione di quelle strutture ospedaliere, che tanto piccole non sono, sto parlando degli ospedali di Thiesi e di Ittiri, possa avvenire fuori dalla concertazione del Piano. Sto pensando principalmente al presidio sanitario di Thiesi che serve centri abitati che distano 70 chilometri da Sassari e hanno difficoltà di accesso alla rete viaria principale, alla superstrada 131.
Questo può giustificare la permanenza in quel punto di una struttura che dia una risposta immediata al verificarsi di quegli "eventi acuti" che vanno diagnosticati e curati in tempi rapidissimi. Quei territori, noi lo sappiamo, sono difficilmente raggiungibili anche da parte di una "medicalizzata", così come è difficoltoso il trasporto a Sassari, soprattutto in quei casi, lo ripeto, in cui il tempo può essere determinante per la vita o la morte di un individuo.
Quindi, stante i problemi determinati da una rete viaria assolutamente insufficiente, io le chiedo ancora, Assessore, di riflettere con più attenzione su queste due strutture perché a mio parere, e lo dico senza animosità, lo dico senza spirito polemico, il volere sperimentare, non in una, ma in tutte e due queste strutture ospedaliere questi benedetti Ospedali di comunità (non sono ospedali, ormai l'abbiamo sviscerato, sappiamo che cosa sono e che cosa comportano queste strutture) significa mi creda, togliere a quei territori la possibilità di avere una efficace ed efficiente risposta di sanità; risposta alla quale il territorio ha diritto alla pari di tutti gli altri territori della Sardegna.
Quindi, che cosa chiedo? Chiedo, se è possibile estrapolare dal Piano... ma non si può parlare!.
PRESIDENTE. Scusate, colleghi.
RASSU (F.I.). Presidente, è inutile, ad alcuni non importa niente di ciò che sta a cuore ad altri!
PRESIDENTE. Ha ragione, onorevole Rassu.
PACIFICO (D.S.). Stiamo lavorando.
RASSU (F.I.). Ma non va bene, basta aspettare cinque secondi, io sto parlando di un problema territoriale che mi interessa!
PRESIDENTE. Sì, onorevole Pacifico, però si può fare tutto nei modi e nei termini dovuti e soprattutto nei luoghi deputati.
Però l'onorevole Rassu pretende giustamente che la Giunta lo ascolti, e io non posso che dargli ragione.
RASSU (F.I.). Io sto facendo una proposta che l'Assessore può accettare o no, però è mio dovere farla e voglio che l'Assessore la ascolti. Se l'Assessore non ascolta non può rispondere né positivamente né negativamente.
Assessore, la mia proposta, e chiudo, è quella di estrapolare dalle proposte del Piano, se è possibile, la univoca proposta di sperimentazione di Ospedale di comunità lasciandola alla concertazione - come abbiamo suggerito - tra il territorio, le professionalità, le forze sindacali. In particolare chiedo che questa sperimentazione non coinvolga entrambe le strutture presenti su quel territorio ma la si limiti ad una, così che l'altra possa rispondere al verificarsi di questi "eventi acuti". Il mio accorato appello, Assessore, è giustificato da una esigenza reale perché noi conosciamo il territorio e sappiamo a cosa andremo incontro, sacrificati ad una sperimentazione che non sappiamo che fine farà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, stiamo trattando un argomento che probabilmente, dopo il livello di attenzione e di contrapposizione registrato in quest'Aula in questi ultimi giorni, accentuatosi fortemente sino alla prima mattinata di questa giornata, potrebbe sembrare qualcosa di superfluo e di non grande rilievo, mentre invece giustappunto questo capitolo sul Sistema Emergenza Urgenza pone in rilievo tutte le considerazioni, le più importanti a mio giudizio, sviluppate nel corso del dibattito.
Impone infatti una ulteriore riflessione sulla necessità che la riorganizzazione del sistema sanitario regionale tenga conto delle particolari caratteristiche del territorio dell'Isola; caratteristiche che comportano problemi nella viabilità, quindi problemi di tempi di percorrenza, da qui la necessità di una seria programmazione legata ad una pianificazione territoriale reale; si impone una riflessione anche sulla formazione professionale, di cui tanto si è parlato ieri, perché non si sa quali modalità siano state adottate nella scelta degli operatori del 118; si impone una riflessione sul male di tutti i mali di questo Piano sanitario: la carenza finanziaria.
Se è vero che siamo mossi, in quest'Aula, da una legittima aspirazione di rendere un degno servizio al popolo sardo proponendo leggi che siano attente alle esigenze, alle attese e alle aspettative del popolo medesimo, a nessuno sfuggirà (soprattutto se l'emergenza viene vissuta da vicino) l'importanza del prestare soccorso in tempi veloci. Ma in Sardegna non esiste un sistema viario che consenta, in determinate zone, di rispondere ad un'urgenza nei tempi dovuti, non esiste un sistema attrezzato di trasporto sanitario.
Non esiste un servizio di elisoccorso, che consenta di superare queste difficoltà. Io ho ricordato all'Assessore, più di una volta, di aver presentato un'interrogazione sull'organizzazione del servizio di elisoccorso, nella quale chiedo spiegazioni anche sul perchè i 38 medici e i 25 infermieri siano stati scelti con chiamata ad personam, fuori da qualunque regola. E vorrei anche chiedere come mai si dice che si provvede a fare la formazione professionale; cosa peraltro prevista, e ancora non attuata, per chi opera ormai da più di cinque anni all'interno dei Pronto soccorsi e col 118 degli ospedali. E vorrei chiedere ancora, dato che non mi è stata data risposta, come mai si è data maggiore valutazione ad un corso di tre giorni, anziché ad un anno di lavoro effettivo prestato con il 118. E qual è la distribuzione vera nel territorio, richiamata anche dai colleghi, che ha visto solo Cagliari e Sassari privilegiate a discapito delle zone interne, quelle che hanno maggiori difficoltà di interconnessione, di rapidità di percorrenza della rete viaria. Assessore dei trasporti, credo sia il caso di verificare quali sono gli accorgimenti, quali sono le iniziative da adottare per riconsiderare la percorrenza all'interno di quella rete viaria e l'interconnessione tra i punti di soccorso.
Probabilmente l'Assessore, se interverrà, dirà che è tutto risolto, che è tutto a posto, che non c'è problema, che i problemi finanziari non esistono; li vedremo più avanti nel prosieguo del dibattito anche quando parleremo dei precari, caro onorevole Uras, perché dobbiamo trovare i danari, non è sufficiente soltanto dire che esiste un precariato, bisogna che ci sia un finanziamento adeguato, che ci sia uno stanziamento adeguato, per la copertura di tutte quelle esigenze che vengono prospettate nel Piano sanitario regionale.
Certo, potremmo star zitti, potremmo dire che tutto va bene, che il Piano presentato da questa maggioranza non ha pecche (abbiamo intanto dimostrato il contrario), e anche l'ultimo confronto, aspro, di ieri notte ha dimostrato quante falsità vi siano a volte nella non accettazione di esigenze che provengono dal mondo della medicina.
C'è infatti chi vuole continuare a pensare che esista solo l'aridità dei numeri, che due più due fa quattro, che comunque bisogna restare all'interno di quel quattro, frutto di una politica che non tiene in seria considerazione la persona umana come punto di riferimento (punto di partenza e punto di arrivo) di ogni attività legislativa.
Se queste considerazioni portano a dire che tutto va bene, io credo che la minoranza avrà solo da guadagnare da un Piano sanitario che io non ho mai qualificato tale; ho sempre parlato di linee di indirizzo, molto larghe, che danneggeranno certamente molto di più questa maggioranza, questo centrosinistra che sostiene a tutto campo un Assessore che, varato il Piano sanitario, forse prenderà l'aereo e saluterà, insalutata ospite, la Sardegna.
Credo che a qualcuno dovrebbe far riflettere la condizione data, che non è certamente delle migliori. A noi resterà l'amarezza di avervi detto "ve l'avevamo detto"; forse avremo la soddisfazione di avere un ritorno elettorale, ma pur tuttavia noi siamo dispiaciuti perché si fa un torto, in prima istanza, al popolo sardo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico, relatore.
PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, si esprime parere negativo sugli emendamenti numero 501, 506, 508, 509, 503, 187, 502, 183, 507, 188, 109, 510, 511. Sull'emendamento numero 75 il parere è sospeso. Gli emendamenti 497 e 512 si accolgono in parte con le modifiche che verranno proposte prima della loro votazione.
Si propone inoltre, Presidente, di inserire a pagina 120 del testo, alla riga 11, dopo le parole "non invasive", il periodo "gli indirizzi dell'Atto aziendale disciplinano la presenza dell'Osservazione Breve nel servizio di Pronto Soccorso".
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.
DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La Giunta esprime parere conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 501. Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, io voterò a favore di questo emendamento che non credo rientri tra quei tanti emendamenti che possono, secondo me, essere respinti con la definizione di "pleonastico". Voi ammettete che per le caratteristiche particolari della Regione che ci rendono speciali (purtroppo quando si parla di emergenze, speciali in senso negativo) e diversi, fondamentalmente, da regioni come la Lombardia o l'Emilia-Romagna, i servizi di elisoccorso rappresentano o dovrebbero rappresentare un servizio essenziale nel Sistema Emergenza Urgenza nella necessità, appunto, di un eventuale e sempre più frequente trasporto interospedaliero.
Non dovreste perciò fare molta fatica ad approvare questo emendamento che esprime, certamente, un concetto fondamentale e assolutamente condivisibile, cioè che tutto questo si possa realizzare soltanto attraverso l'incremento del numero delle basi operative, basi operative che siano disponibili in Sardegna e che siano in grado di garantire un servizio efficiente per tutto l'anno, dodici mesi l'anno. Se poi voi tutto questo lo date per scontato, io potrei dire che questo emendamento è così ovvio nella sua chiarezza perchè, nell'ottica di quello che ha detto il presidente Soru ieri, durante la lunga maratona notturna, risponde al principio sacrosanto che un ospedale deve essere prima di tutto fruibile da parte dei cittadini.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il mio voto favorevole sull'emendamento numero 501 e per fare, visto che non ho potuto farlo nel corso della discussione generale, alcune osservazioni sul testo. Siamo certi che, relativamente al Sistema Emergenza Urgenza, nella proposta di Piano vengono analizzati soprattutto i punti critici di questo sistema in una Regione, Assessore, che dopo i fatti di Vermicino creò le prime unità di protezione civile e il primo sistema di soccorso sanitario d'urgenza del basato sul volontariato. Volontariato che in Sardegna rappresenta, ancora oggi, una delle componenti importantissime di un sistema che presenta soprattutto delle farraginosità per cui non riesce a garantire sul territorio l'assistenza sanitaria necessaria per salvare vite umane.
Due esempi a dimostrazione delle mie affermazioni. Proprio qualche mese fa, nel territorio di Arbus, è morta per infarto del miocardio una guardia forestale, dipendente della Regione, per il mancato arrivo (dovevano percorrere quaranta chilometri) delle due ambulanze inviate per prestare i primi soccorsi. Sempre nello stesso territorio, una bambina ha rischiato la vita per una puntura di vespa al collo; solo il pronto intervento di un medico presente nella zona, che aveva appresso i medicinali atti al primo soccorso, è riuscito a salvarle la vita.
I nostri interventi, e i nostri emendamenti, cercano di supplire a tutte quelle carenze che in questo sistema ci sono e, comunque sia, non si riesce a proporre un sistema integrato di Emergenza Urgenza in grado di garantire la salvezza anche di un solo nostro concittadino.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Io voterò a favore dell'emendamento numero 501 che mi sembra veramente importante, sul quale sarebbe opportuno capire la filosofia della maggioranza attraverso un intervento, che io sollecito, magari del relatore.
Abbiamo detto infatti che una delle criticità del pronto soccorso e del servizio delle Emergenze Urgenze in Sardegna è quella della dispersione territoriale, cioè l'impossibilità di rispettare, a oggi, i parametri nazionali che consentono di dire che un intervento si è svolto entro i termini temporali adeguati. Allora, è evidente che l'elisoccorso può essere una risorsa aggiuntiva importantissima per cercare di far sì che l'intero sistema garantisca una risposta sanitaria di qualità.
Allora, relatore di maggioranza, io non ho capito bene quali tra gli emendamenti di questo gruppo, che riguardano l'integrazione tra il sistema delle ambulanze e quello dell'elisoccorso, sono stati accolti. Comprendendo questo, sarebbe più facile cogliere quale tipo di organizzazione volete dare al 118 in Sardegna affinchè questo esplichi la sua attività davvero entro i tempi tecnici che vengono considerati ottimali per poter garantire il soccorso al paziente che sta male.
Si tratta di un gruppo di quindici emendamenti che, ovviamente, se noi abbiamo un'idea della filosofia con cui volete affrontare questo sistema, fisiologicamente tenderà ad essere superato da un emendamento o da una posizione della maggioranza che ci consenta di capire come avviene l'integrazione tra la rete che si muove sul gommato e quella che si muove con le pale dell'elicottero. Se questo ci garantisce che avremo un miglioramento dei tempi di intervento del 118, soprattutto in quelle aree che oggi sono più critiche, è assai facile che una parte di questi emendamenti non necessiti di dibattito e neanche di dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Assessore, colleghi, Presidente del Consiglio, il potenziamento del servizio di elisoccorso è assolutamente necessario per la nostra Isola in quanto, è già stato ricordato da altri colleghi, la mancata istituzione di questo servizio ha causato il verificarsi di fatti spiacevoli soprattutto in zone di campagna. Voglio ricordare, per esempio, che la Sardegna ha oltre 40 mila cacciatori che potrebbero avere necessità di questo servizio per diversi motivi.
Proprio per sottolineare l'importanza di questo servizio, voglio portare all'attenzione dell'Aula un'esperienza personale. Nel corso di un viaggio in Spagna, mentre percorrevo una bella autostrada si verificò un tamponamento a catena che impedì il procedere in qualsiasi direzione. Ebbene, fu possibile soccorrere un malato soltanto perché l'elicottero intervenne con una celerità assolutamente straordinaria per me, non abituato a questo tipo di interventi. Tenete conto che anche la Spagna, come la Sardegna, ha una densità demografica bassa, che i comuni sono popolosi ma situati lontanissimi l'uno dall'altro e, quindi, i tempi di percorrenza sono variabili, come capita spesso nella nostra Isola, che a questi problemi aggiunge anche quello di una viabilità assolutamente arretrata rispetto agli standard dell'Europa e dell'Italia, cui noi guardiamo con attenzione.
Soltanto un servizio di questo tipo può garantire, a parte migliori modalità di trasporto, quell'immediatezza di soccorso che specie per certe patologie è necessaria; ed io, da cardiologo, forse più di altri colleghi, sono sensibile alla considerazione del tempo di arrivo del paziente in ospedale. Chiedo quindi che l'Aula consideri con particolare attenzione questo emendamento, perché darebbe una risposta, di cui la Sardegna ha tanta necessità, a quella richiesta di servizi all'altezza dei tempi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io intervengo per ribadire la mia convinzione che la Sardegna non ha un servizio di elisoccorso corretto e coerente con i dati del Piano. Si mantengono solo due basi operative, Sassari e Cagliari,, non considerando che le condizioni di gravità e di disagio vengono vissute nel centro Sardegna: a Oristano e a Nuoro. Io vi chiedo se ci sono delle condizioni di percorrenza simili a quelle della "131" tra Gavoi, Ollolai, Pompu, Villasalto e così via; ma vi rendete conto di quello che fate?
Io dico che una base ideale sarebbe quella di Fenosu; non mi permetto di proporre Ottana che è stata già presa in considerazione come nuovo punto di scalo per aerei in via di smantellamento. Se pensate, per esempio, che un Boeing 747 contiene circa 1500 chili di uranio impoverito, immaginate quale carico di inquinamento porterebbero 100 aerei smantellati in un anno! Non basterebbero certamente muri di Berlino tipo Syndial ad arginare l'inquinamento che verrebbe generato in quella landa. Quindi, non mi permetto di proporre, per l'elitrasportato, Ottana, perché non vorrei che la proposta fosse inquinata da altre tematiche che certamente andranno sviscerate e approfondite; ma ritengo che Fenosu, che è già base operativa della Forestale, possa diventare la stazione per il centro Sardegna del servizio di elisoccorso, per dare garanzie a un malato che si trova nelle zone impervie di poter avere i soccorsi nei tempi dovuti e necessari. Chiedo la votazione nominale dell'emendamento 501.
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 501.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri CORDA, UGGIAS e GIAGU hanno votato contro e che il consigliere VARGIU ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - FLORIS Mario - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FLORIS Vincenzo - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 64
Votanti 62
Astenuti 2
Maggioranza 32
Favorevoli 21
Contrari 41
(Il Consiglio non approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 506.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto a favore dell'emendamento numero 506 nel quale si chiede l'istituzione di tre basi per l'elisoccorso rispetto alle due attuali. Emerge dal Piano la difficoltà di creare un Sistema Emergenza Urgenza diffuso sul territorio regionale e in grado di raggiungere almeno il 70 per cento della popolazione in 8 minuti nell'area urbana e in 20 minuti nelle aree extraurbane.
Abbiamo già evidenziato nella discussione generale che i tempi di percorrenza non sempre sono un obiettivo raggiungibile per l'impraticabilità della nostra rete viaria, ma alcune zone sono difficilmente raggiungibili anche con i mezzi dell'elisoccorso che non riescono, dalle due sole basi previste, a raggiungere e ad assicurare il servizio di emergenza all'intera Regione.
Verificare che tra gli obiettivi del sistema viene dedicata molta attenzione all'organizzazione regionale, alla programmazione dell'attività di formazione (teniamo conto soprattutto della sperimentazione che interessa alcuni di questi obiettivi), ci fa capire che siamo ancora lontani dall'avere un sistema che possa dare una risposta adeguata nel breve termine ai bisogni dell'emergenza. Pensiamo che neanche per il 2007, compresa la prossima stagione estiva, avremo la sicurezza che ci sarà una copertura completa del territorio regionale. Anche per quanto riguarda il miglioramento della copertura radio e telefonica credo che raggiungere livelli standard di qualità e di efficienza sia difficile con le tecnologie oggi a nostra disposizione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, innanzitutto annuncio il mio voto favorevole all'emendamento numero 506 e colgo questo attimo perché l'attenzione dell'Assessore si rivolga al problema sul quale, a mio giudizio, va fatta assolutamente chiarezza in quest'Aula. Assessore, il problema principale (un po' tutti noi lo stiamo dicendo) è dato dal peccato originale di questo Piano sanitario regionale: la mancanza delle risorse finanziarie.
Noi dobbiamo assolutamente sapere come riuscire a coprire tutte le azioni contenute dentro questo Piano sanitario regionale attraverso le risorse che l'Assessore dice essere sufficienti perché questo Piano possa andare avanti. Allora noi, Assessore, abbiamo preparato una cosa abbastanza interessante che si chiama "Gioco di Dirindinopoli". Questo "Gioco di Dirindinopoli…
(Il consigliere Pisano espone un tabellone di gioco a percorso)
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, si attenga all'argomento senza fare farse di cui non abbiamo bisogno.
PISANO (Riformatori Sardi). …Il Dirindinopoli… Presidente, mi segua…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, per gentilezza, la prego di mantenere un contegno adeguato all'Aula. Continui il suo intervento e non faccia riferimento a cose che non hanno nulla a che vedere con i nostri ragionamenti.
PISANO (Riformatori Sardi). E' molto pertinente! E' molto pertinente! Mi fa parlare? Il vero grande problema è capire come possiamo coprire tutte queste azioni con le risorse. Questo piccolo gioco che, come dicevo, si chiama "Gioco di Dirindinopoli"…
PRESIDENTE. Onorevole PPisano, se lei insiste sono costretto a toglierle la parola.
PISANO (Riformatori Sardi). E' una cosa semplicissima e innocente. Noi dobbiamo capire come poter…
PRESIDENTE. Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 46, viene ripresa alle ore 13 e 50.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Prego i colleghi di prendere posto. Onorevole Pisano, le ridò la parola per dichiarazione di voto a patto che tutta quella farsa che ha inscenato non sia nuovamente oggetto del suo intervento. La preavverto che, in caso contrario, sarò costretto a toglierle immediatamente la parola. Prego, onorevole Pisano.
(Una parte dei consiglieri di maggioranza abbandona l'Aula)
PISANO (Riformatori Sardi). Presidente, io la stimo tantissimo. Credo che la parola che lei ha usato nei miei confronti dicendo che "ho inscenato una farsa" naturalmente andrebbe valutata in maniera più attenta. E' la cosa più seria probabilmente tra tutte le cose che si sono dette in quest'Aula, perché questa domanda relativa alla…
PRESIDENTE. Lei faccia la dichiarazione di voto sull'emendamento, onorevole Pisano. Le considerazioni sui miei comportamenti le lasci a un'altra occasione.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì, d'accordo Presidente. La cosa più seria alla quale ancora l'Assessore non ha risposto è esattamente la richiesta, rivolta da tanti colleghi, di farci capire con quali risorse dobbiamo attuare questo Piano, se davvero è un Piano che vuole avere dignità di Piano sanitario regionale, nel prossimo triennio. Ventidue anni fa, quando venne approvato il Piano sanitario regionale, e fu un Piano sanitario regionale sofferto quanto questo (approvato per il triennio 2003-2005 nell'aprile del 2005, e quindi a posteriori del triennio), capitò lo stesso identico problema: non si sapeva con quali risorse attuarlo. Noi abbiamo atteso 8000 giorni e speriamo che non ne occorrano altri 8000 per pentirci di questo Piano.
Assessore, lei che sicuramente ha capito che la cosa è seria, venga a fare questo gioco con noi, alle ore 16, nel sottopiano e ci aiuterà a risolverlo perché è un rebus.
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, le tolgo la parola.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, esprimo il voto a favore dell'emendamento numero 506. Qualche volta in quest'Aula non riusciamo a comprenderci; e non riusciamo a comprenderci forse per la stanchezza, forse perché da tanti giorni non troviamo i canali del confronto, quelli giusti della politica, ogni qualvolta sembra di averli ricostruiti improvvisamente hanno qualche deterioramento, qualche cedimento.
Sull'emendamento numero 506 e sui problemi dell'emergenza urgenza il collega Pisano dice una cosa giusta, e cioè che voi avete come sempre un'analisi precisa del Piano; dite infatti che il 118 sardo, per tutti i problemi del territorio che conosciamo, non garantisce la possibilità di dare assistenza al paziente entro i termini dei parametri nazionali di riferimento. Perciò noi vi abbiamo proposto di aumentare le basi, di estendere l'elisoccorso, di integrare l'elisoccorso col gommato, eccetera.
Il collega Pisano stava semplicemente dicendo in maniera scherzosa una cosa seria. Qualche volta lo scherzo serve a sdrammatizzare. Non ritengo sia il caso di uscire dall'Aula (il direttore generale Gumirato direbbe che sono i consiglieri più intelligenti quelli che non ci sono, come ci ha detto quando ha presentato il Piano aziendale) quando si pone un problema serio, semplicemente non volendolo porre nel solito modo pesante proprio della politica nel dire le cose, ma semplicemente dicendo: facciamo un gioco, facciamo finta di avere delle risorse con le quali dobbiamo coprire delle caselle. Vediamo se le risorse che abbiamo a disposizione sono sufficienti per coprire le caselle.
Io, in questo, non vedo niente di offensivo nei confronti della Presidenza del Consiglio, nei confronti dell'Aula, nei confronti del collega Marrocu (ha evidentemente dei cugini appartenenti al Ku Klux Klan e quindi evoca gli incappucciati in Aula); non vedo niente di offensivo nei confronti di nessuno, né vedo qualcosa fuori tema. Se qualcuno pensa che ci sia un clima offensivo, pensa che considerazioni sulla quantità di soldi che servono a far marciare la sanità sarda siano considerazioni offensive, significa che non si è posto il problema, significa che non ha valutato qual è il modo attraverso il quale noi vogliamo coprire le esigenze della sanità sarda.
E, allora, colleghi, invece di essere piccati per ogni piccola sciocchezza, invece di dimostrare di non avere un briciolo di senso dell'umorismo, invece di non avere la capacità di mantenere attivi i canali di confronto che qualcuno tenta disperatamente di mantenere in essere, cerchiamo di ragionare sulle cose, cerchiamo di darci risposte sulle cose. E quello delle risorse economiche è un nodo aperto perché a oggi, non essendo ancora pervenuta la finanziaria, non sappiamo qual è la copertura del 2007 del Piano sanitario. Stiamo discutendo senza avere la più pallida idea di come queste esigenze saranno coperte!
PRESIDENTE. Mi sarei aspettato dal suo intervento una considerazione diversa per quest'Aula. Evidentemente la stanchezza sta avendo effetti anche su di lei.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, non sia offensivo, non sia offensivo!
PRESIDENTE. Non sia offensivo lei nei confronti di quest'Aula, onorevole Vargiu!
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Lei non è chiamato a giudicare la qualità del mio intervento. Non si permetta, Presidente! Non si permetta!
PRESIDENTE. E a lei giudicare la gente!
Onorevole Vargiu, la prego di rivolgersi a questa Presidenza con rispetto! Onorevole Dedoni, prego, svolga il suo intervento.
DEDONI (Riformatori Sardi). Credo che un attimo di riflessione da parte di tutti non guasterebbe; però, Presidente, effettivamente quando si presiede si è al di sopra delle parti, quindi non si può essere settari e bisogna dare garanzia assoluta di imparzialità a tutte le componenti di quest'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Dedoni, le ricordo che sta parlando sull'emendamento e deve fare la sua dichiarazione di voto sull'emendamento. Le altre considerazioni le farà in un'altra circostanza.
DEDONI (Riformatori Sardi). Però a questi livelli si è arrivati perché tra incappucciati…, e per delinquere non c'è bisogno che si sia incappucciati, e mi fermo qui: è meglio!
BIANCU (La Margherita-D.L.). Vai avanti!
DEDONI (Riformatori Sardi). Sì, Antonio, possiamo anche andare avanti perché io dietro le spalle non ho niente...
PRESIDENTE. Onorevole Biancu, consenta all'onorevole Dedoni di svolgere il suo intervento. Onorevole Dedoni, non raccolga le provocazioni.
DEDONI (Riformatori Sardi). Noi qui abbiamo sollevato questioni serie che attengono al fatto che non c'è una disponibilità finanziaria per poter coprire gli interventi annunciati nel Piano sanitario; e stiamo inoltre dicendo che voi, maggioranza, non fate gli interessi del popolo sardo nella sua generalità. Quando un malato si trova sui monti del Gennargentu è quasi impossibile raggiungerlo. Qui c'è l'Assessore dei trasporti che certamente fa di tutto, come chiacchierare con la dottoressa Dirindin, anziché osservare con attenzione i problemi reali di connessione tra un ospedale e l'altro e le esigenze di un malato di arrivare in ospedale nei tempi giusti! Voi non fate neanche quello che dovete fare! Non date l'opportunità di istituire una terza base operativa per le zone interne!
Vi perdete nel cercare cappucci e sottocappucci. Ma cercate invece le responsabilità nelle vostre coscienze, perché siete voi che sarete responsabili e pagherete, anche elettoralmente, per le cose che oggi non state attuando e perchè non state curando i veri interessi della sanità sarda.
PRESIDENTE. Il Consiglio è riconvocato questo pomeriggio alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 14.
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