Seduta n.397 del 22/04/1999
Seduta CCCXCVII
Giovedì 22 Aprile 1999
(Antimeridiana)
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
La seduta è aperta alle ore 10 e 20.
CUCCA, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta di lunedì 19 aprile 1999 (392), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Giampiero Aresu ha chiesto di poter usufruire di due giorni di congedo a far data dal 22 aprile 1999 per motivi familiari. Se non ci sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge 7 gennaio 1991 numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta nelle sedute del 12, 19, 20, 26, 27, 29 gennaio; 1, 2, 8, 15, 22 febbraio; 2, 5, 9, 15, 16, 23, 30 marzo.
Comunico di aver ricevuto in data 20 aprile le seguenti comunicazioni:
"Il sottoscritto Manchinu onorevole Alberto, consigliere regionale dell'undicesima legislatura, eletto nel Collegio unico regionale nella lista progressista Sardegna, dichiara di appartenere al Partito dei Socialisti Democratici Italiani aderente al Gruppo consiliare di Federazione dei Socialisti e dei Democratici. Firmato Alberto Manchinu.".
"Il sottoscritto onorevole Giuseppino Balia, consigliere della undicesima legislatura, eletto nel Collegio provinciale di Nuoro, nella lista Sardegna Federazione Democratica, dichiara di appartenere al Partito dei Socialisti Democratici Italiani, progressisti Sardegna, aderente al Gruppo consiliare di Federazione dei Socialisti e dei Democratici. Firmato Giuseppe Balia.".
- Il sottoscritto onorevole Ballero Benedetto, consigliere dell'undicesima legislatura, eletto nel Collegio provinciale di Nuoro nella lista Sardegna Federazione Democratica, dichiara di appartenere al Partito dei Socialisti Democratici Italiani, progressisti Sardegna, aderente al Gruppo consiliare di Federazione dei Socialisti e dei Democratici.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge:
"Istituzione del Comitato regionale per le comunicazioni della Sardegna (Co.re.com.)". (519)
(Pervenuto il 15 aprile 1999 ed assegnato alla seconda Commissione.)
"Competenze in materia di recupero dei crediti regionali". (520)
(Pervenuto il 15 aprile 1999 ed assegnato alla terza Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:
dal consigliere FOIS Paolo:
"Tutela delle risorse genetiche vegetali autoctone della Sardegna e regolamentazione delle attività concernenti la loro raccolta a fini scientifici, economici e commerciali". (518)
(Pervenuta il 14 aprile 1999 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dai consiglieri BERTOLOTTI - FLORIS:
"Norme per la riprogrammazione dei tassi di interesse". (521)
(Pervenuta il 19 aprile 1999 ed assegnata alla terza Commissione.)
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Comunico che nella serata di ieri, a Consiglio già concluso, ho ricevuto la seguente lettera del presidente Palomba:
"Signor Presidente, oggi ho firmato con il Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Massimo D'Alema, l'Intesa istituzionale di Programma e gli accordi di programma quadro allegati. Sono in attesa di ricevere la documentazione ufficiale con i sigilli di Palazzo Chigi. Sarà mia cura farle pervenire immediatamente la stessa documentazione. Significo fin d'ora che la Giunta è a disposizione del Consiglio per riferire in merito all'Intesa ai sensi dell'articolo 119 del Regolamento".
Allora, io credo che nel corso della mattinata, appena ho la documentazione naturalmente verrà duplicata, riprodotta e distribuita a tutti i Gruppi, a tutti i consiglieri; ma nel corso della mattinata - adesso poi vediamo un momento - nella prima Conferenza dei Capigruppo che riusciamo a fare programmiamo anche questa opportuna informativa e opportuna informazione del Consiglio sul problema dell'Intesa di programma.
Devo dire che il presidente Palomba oggi è a Roma, quindi magari aspetterei che egli stesso sia presente per la Conferenza dei Capigruppo, per concordare anche con la Giunta questo incontro, questo momento importante di dibattito comune.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, non voglio aprire logicamente il dibattito su questo problema, ma penso che l'Intesa sia facilmente reperibile in qualunque delle segreterie sindacali C.G.I.L., C.I.S.L. o qualche altra sigla, qui in Consiglio non abbiamo visto neanche l'ombra di questa Intesa. Questo è un fatto grave che noi stigmatizziamo, non c'è stato alcun confronto, è un atto ancora una volta irresponsabile di una Giunta irresponsabile.
La bozza gira in tutte le segreterie di tutti i sindacati delle associazioni, non in Consiglio. Non c'è stato un confronto preliminare; un confronto postumo non ha alcun senso, si assuma il presidente Palomba e la sua Giunta la responsabilità di un'intesa che, da quanto abbiamo appreso dalle notizie di stampa, come ormai è consuetudine, è carta straccia. Si vergogni il presidente Palomba soltanto a chiedere l'attivazione anche di un dibattito in Consiglio sul tema.
PRESIDENTE. Nel corso della giornata ribadisco che al momento della Conferenza dei Capigruppo anche questa posizione verrà valutata.
Torniamo al nostro lavoro, che ieri abbiamo sospeso, di esame del 429 B), parte seconda.
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Forse, per la rilevanza dell'annuncio che lei ha dato, la Conferenza dei Capigruppo meriterebbe di essere convocata subito, così risolviamo in via preliminare eventuali problemi.
PRESIDENTE. Onorevole Masala, io non ho difficoltà a convocarla subito, forse sarebbe utile che ci fosse il presidente Palomba. La Giunta è disponibile anche a farla subito. Sospendo la seduta per dieci minuti e convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore10 e 28, viene ripresa alle ore10 e 49.)
PRESIDENTE. Comunico l'esito dei lavori della Conferenza dei Capigruppo in merito alla programmazione dell'attività dell'aula. Andremo avanti, adesso, con la legge sul personale; una volta conclusa si farà, come da programma, la proposta di legge di iniziativa popolare "Istituzione della Assemblea costituente del popolo sardo".
Invece, è stato richiesto il rinvio delle leggi dei testi in materia di urbanistica alla settimana prossima. Si continueranno i lavori domani mattina, eventualmente - tempo consentendo - si affronteranno le norme di riforma in materia di bilancio e si seguirà l'ordine del giorno.
Nel corso della giornata io spero di poter - appena arriva - riprodurre l'intesa di programma e distribuirla ai sensi del 119. E` stato programmato che la Giunta riferirà in aula sul problema dell'intesa martedì mattina in apertura dei lavori. Quindi, i lavori continuano sino a domani mattina e riprendono martedì mattina. Il pomeriggio di domani, lunedì eccetera sono stati riservati alle Commissioni per eventuali, ulteriori e ultimi adempimenti.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Signor Presidente, risulta che c'è una legge, una proposta di legge, la 471, che ha superato tutto l'iter, è pronta ad arrivare in aula e mi risulta che non viene ancora, dalla Conferenza dei Capigruppo, segnalata per essere inserita all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Che cosa è?
DETTORI BRUNO (F.S.D.-Progr. Sard.). Sull'olivicoltura ambientale, signor Presidente, 471. Siccome ho fatto richiesta a numerosi Capigruppo di fare presente questo, e i Capigruppo dicono sì, che faranno presente, e poi di fatto nessuno lo fa. La 471, olivicoltura ambientale, ha già superato tutto l'iter, è stata approvata all'unanimità in Commissione.
Chiedo a lei, signor Presidente, se è il caso che quando le Commissioni lavorano, esauriscono tutte le loro funzioni, poi le leggi debbano giacere senza essere inserite all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Onorevole Dettori, prendo atto di questo, la prima Conferenza dei Capigruppo mi faccio carico io stesso di proporlo all'attenzione della Conferenza.
Ha domandato di parlare la consigliera Dettori Ivana. Ne ha facoltà.
DETTORI IVANA (Progr. Fed.). Presidente, debbo segnalare che la legge quadro sulle fondazioni, di cui chiedo scusa ma in questo momento non rammento il numero, ha avuto tutto l'iter, incluso il parere finanziario, deve essere fatta la votazione finale in Commissione ottava. Essendo una legge che è stata costruita insieme a tutti i Gruppi di questo Consiglio regionale, non riusciamo a capire il motivo per cui non si arrivi all'atto finale e non venga richiamata con urgenza in aula.
Voglio sottolineare questo fatto perché è di una gravità estrema.
PRESIDENTE. Solleciterò la Commissione ottava a dare il parere e ne parlerò in Conferenza dei Capigruppo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, per richiamare con urgenza in aula tre proposte di legge, cosiddette pacchetto famiglia. Sono interventi urgentissimi a favore delle donne casalinghe, a favore delle lavoratrici madri, a favore dei disoccupati che sono in lista di mobilità, che sono un'urgenza, un'emergenza, tutti li abbiamo. Chiedo, quindi, ai sensi dell'articolo - mi pare - 100, che venga richiamata in aula e messa al primo punto all'ordine del giorno della prossima tornata dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, così come per le altre due proposte, le sue proposte verranno portate nella Conferenza dei Capigruppo in modo tale da tenerne conto nella programmazione dei lavori.
Continuazione della discussione degli articoli della proposta di legge Balia - Degortes - Manchinu - Sanna Salvatore - Marteddu: "Modifiche alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), assunzione delle funzioni dei centri di servizi culturali ed altre norme in materia di personale" (429/B - Parte seconda)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli della proposta di legge 429/B, parte seconda .
Siamo arrivati all'articolo 15 undecies. Voi sapete che a questo articolo é stato presentato un gran numero di emendamenti, gli uffici, in maniera mi pare molto opportuna, per consentire l'esame di questi emendamenti, hanno riprodotto gli emendamenti stessi secondo l'ordine logico e regolamentare con il quale devono essere visti ed esaminati.
Ricordo all'Assemblea che gli emendamenti sono stati tutti letti e quindi potremmo procedere in questo modo: esaminiamo prima gli emendamenti sostitutivi parziali, che sono i primi cinque che trovate nel vostro dossier, precisamente gli emendamenti numero 1, 17, 36, 45 e 66.
Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni per illustrare l'emendamento numero 1.
LORENZONI (Popolari). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 17 ha facoltà di illustrarlo.
LIPPI (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 36 ha facoltà di illustrarlo.
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Poiché il consigliere Biancareddu, presentatore dell'emendamento numero 45 è assente, l'emendamento si dà per illustrato.
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 66 ha facoltà di illustrarlo.
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Schirru, relatore.
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. Questi emendamenti hanno come unico argomento il personale di ruolo degli enti locali che presta servizio da diversi anni nell'amministrazione, di cui si chiede l'inquadramento nel ruolo medesimo. Gli emendamenti numero 1, 17, 36 e 45 hanno, ripeto, lo stesso contenuto e la Commissione ritiene di non doverli accogliere, anche perché sono stati sostituiti dall'emendamento numero 66, che ricomprende le volontà secondo alcune determinazioni fissate anche per quanto riguarda i comandi e i distacchi per altri enti, che abbiamo visto nelle leggi precedenti. Per cui io chiedo il ritiro di tutti gli altri emendamenti, mentre esprimo parere favorevole all'emendamento numero 66.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. La Giunta concorda con il relatore. Il parere sull'emendamento numero 1 è negativo, anche perché la forma potrebbe generare equivoci con la formulazione "abbia prestato" per almeno due anni, in quanto l'abbia prestato potrebbe riferirsi anche a tempo passato indeterminato e quindi non rappresenterebbe l'esigenza, da parte dell'Amministrazione regionale di servirsi di personale che attualmente non presti servizio nei suoi uffici.
Gli emendamenti numero 17, 36 e 45 hanno in comune l'abbassamento del limite che era previsto in tre anni nel testo originario a due anni, cosa che è stata pienamente recepita nell'emendamento 66, a firma del Presidente e di altri componenti della Commissione, in cui si specifica, appunto, l'abbattimento dei tre anni a due anni in servizio per l'amministrazione regionale, escludendo il personale degli uffici di gabinetto del Presidente della Giunta e degli Assessori, e il personale naturalmente estraneo all'Amministrazione regionale. Conclusivamente il parere è negativo per gli emendamenti 1, 17, 36 e 45 e favorevole all'emendamento 66.
PRESIDENTE. Ricordo che voteremo con il metodo elettronico, così come vi prego, quando chiedete la controprova, di farlo con molta chiarezza, perché non ci siano contestazioni e incertezze.
Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Molto brevemente per considerare che di tutti questi emendamenti non condivido - come già espresso in occasione degli altri emendamenti e delle altre leggi - l'abbassamento dell'anzianità prevista ai due anni dai tre originari e così, in accordo con le osservazioni che faceva l'Assessore, non condivido, se rimane il testo come tale, quel "abbia prestato servizio" in luogo del "presti servizio".
Per questi motivi voterò contro questi emendamenti, ivi compreso quello della Commissione, che non ho condiviso nella discussione in Commissione per gli stessi motivi di abbassamento dell'anzianità richiesta e chiederò su quest'ultimo, cioè sul 66, la controprova.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.
LORENZONI (Popolari). Solo per comunicare il ritiro dell'emendamento 1.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Presidente per annunciare il ritiro dell'emendamento numero 17.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Schirru. Ne ha facoltà.
SCHIRRU (Progr.Fed.), relatrice. L'emendamento numero 36 è ritirato.
PRESIDENTE. Il collega Biancareddu non c'è, quindi l'emendamento numero 45 non può essere ritirato, va messo in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, vorrei chiedere un chiarimento al presentatore dell'emendamento 66, o comunque alla collega relatrice. Si usa l'imperfetto, il verbo prestava. Ora, non è una questione solo terminologica, ma si vuol far riferimento a coloro che alla data di entrata in vigore della legge prestano servizio, quindi non prestavano servizio, perché farebbe supporre che si tratti di personale di ruolo degli enti locali che prestava servizio in precedenza, ed allora questo bisogna chiarirlo. Cioè, si chiede l'attualità della prestazione del servizio all'entrata in vigore, oppure sto capendo male io? Vorrei un chiarimento su questo, se la relatrice è così cortese, o se è un errore di verbo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Schirru. Ne ha facoltà.
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. La Commissione ha ritenuto opportuno fissare la data dell'approvazione della legge 31 come termine ultimo, quindi il personale doveva essere presente in servizio, sotto forma di comando o di distacco, alla data proprio dell'approvazione della legge 31.
PRESIDENTE. Per chiarezza, in servizio da almeno due anni?
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. Sì, in servizio da almeno due anni, però a quella data doveva essere presente in servizio.
PRESIDENTE. Quindi, ci sono due condizioni: che fosse presente in servizio a quella data e che ci fosse da almeno due anni. Chi aveva fatto più di due anni ma non era presente non entra, così come chi era presente a quella data ma da meno di due anni non rientra.
Ha domandato di parlare l' Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sostanzialmente per ricordare che poiché la legge regionale numero 31 è entrata in vigore il 3 dicembre dell'anno scorso, noi non possiamo dire oggi in una legge "che presta in servizio alla data di entrata in vigore", l'imperfetto è perché si tratta di tempo che nasce nel passato, ma i cui effetti perdurano nel presente, cioè la cui attività non è conclusa, in quanto tale è imperfetto, allora dal punto di vista linguistico credo che l'imperfetto sia giusto, proprio anche perché è riferito a norma che è già entrata in vigore. Poiché questa norma è già entrata in vigore il 2 dicembre dello scorso anno, quindi noi non possiamo usare il tempo presente per indicare un tempo che è ormai passato, quello che è chiaro è che alla data del 2 dicembre doveva essere in servizio all'interno dell'Amministrazione regionale.
Io devo anche dire che per effetto della "31" avrei dovuto rinviare ai comuni, agli enti locali tanto personale perché la "31" poneva determinate scadenze, però visto che c'era in discussione questa norma abbiamo preferito soprassedere, quindi in ogni caso il personale che attualmente è in servizio degli enti locali era anche in servizio al 2 dicembre. Non c'è personale che fosse in servizio il 2 dicembre e che poi non lo sia tuttora di fatto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Ma per capire bene la ratio della norma, chiarito quanto già detto dalla relatrice e ribadito dall'Assessore, io debbo capire se il personale di ruolo degli enti locali debba prestare servizio attualmente, oppure si riferisce al personale che ha prestato servizio in passato. Perché io non capisco allora la ratio della norma. Io posso comprendere e definire le posizioni di chi attualmente presta servizio da almeno un certo numero di anni e si trova in posizione di comando presso gli uffici dell'amministrazione regionale, non lo comprendo rispetto a chi non è attualmente in questa posizione. Ecco la ragione del chiarimento che sollecitavo, perché non vorrei aver compreso male la lettera della norma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, mi sembra che la norma abbia una funzione garantista così come è stata scritta, perché i requisiti richiesti sono due anni continuativi di servizio presso l'amministrazione regionale e il fatto di prestare in continuità, appunto, questo servizio alla data di entrata in vigore della legge "31". Questo personale, teoricamente, può oggi anche non essere più in servizio, ma questo è proprio voluto per evitare che l'ingresso, nei ruoli del personale regionale, del personale degli enti locali in questa posizione fosse subordinato a una discrezionalità dell'Assessore.
L'Assessore ha dichiarato che ha mantenuto tutto il personale in servizio, ma la legge è fatta per evitare tentazioni di qualcuno, anche del Comune che aveva già autorizzato il personale a prestare il servizio presso la Regione, di richiamarlo per fargli perdere, appunto, la possibilità di inserimento nei ruoli regionali.
Quindi cristallizzare a quella data è una garanzia che non sono ammessi giochi e giochini successivi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Presidente, prima che passi alle votazioni, soltanto per un piccolo commento sull'articolo e sugli emendamenti che trattano di un istituto che è pienamente in linea con le dichiarazioni programmatiche dell'onorevole Palomba e dei governi di centro-sinistra. Per anni ci si è riempiti la bocca di decentramento, di nuove attribuzioni agli enti locali, di dover distaccare presso enti locali personale, funzioni, fondi che dovessero essere necessari per espletare queste politiche, questa nuova politica improntata sul portare gli uffici e la pubblica amministrazione il più possibile a contatto con il cittadino, e qua invece questa è la dimostrazione dell'ennesimo fallimento di cinque anni di politica di centro-sinistra.
Qui si fa esattamente il contrario, stiamo andando a rendere definitivi trasferimenti di personale dagli enti locali alla Regione, ripeto, in totale linea con quanto stabilito per anni, a dimostrazione di come la politica spesso sia soltanto demagogia, di come i programmi spesso servano solo per apparire nelle vetrine e nei palchetti delle riunioni e delle conferenze, ma poi quando c'è la necessità di dare pratica attuazione ai principi e agli impegni che si prendono con la popolazione, con il popolo sardo, questi diventano regolarmente disattesi.
PRESIDENTE. Ho visto l'onorevole Biancareddu, onorevole Biancareddu, così per informazione, siccome la relatrice e la Giunta non hanno accolto gli altri emendamenti ed accolto il "66" e hanno chiesto agli altri colleghi di ritirare gli emendamenti, era rimasto sospeso il "45", di cui lei è firmatario, le chiedo se intende ritirarlo, considerandolo compreso nel 66 o se intende confermarlo.
BIANCAREDDU (F.I.). Lo mantengo e chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Lo mantiene e chiede il voto segreto. Allora per fare il punto, sono stati ritirati l'emendamento numero 1, il "17", "36", si vota con il voto segreto il "45" e poi voteremo il "66".
Prego i colleghi di prendere posto, avevo già ricordato in apertura che avremmo votato con il sistema elettronico.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 45, all'articolo 15 undecies.
Risultato votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 56
Votanti 55
Astenuti 1
maggioranza 28
Favorevoli 18
Contrari 36
Nulli 1
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLERO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FANTOLA - FERRARI - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LADU - LIPPI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Metto in votazione l'emendamento numero 66. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 15 undecies. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Passiamo ora al secondo gruppo di emendamenti, che sono i seguenti: 2, 33, 46, 31 e 32. Di questi emendamenti è già stata data lettura. Passiamo all'illustrazione degli stessi.
Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni per illustrare l'emendamento numero 2.
LORENZONI (Popolari). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 33 che differisce, mi pare, dall'emendamento 2 solamente per i quattro, sei anni ha facoltà di parlare il consigliere Masala.
MASALA (A.N.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 46 ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni.
LORENZONI (Popolari). L'emendamento 46 si dà per illustrato e colgo l'occasione per ritirare l'emendamento numero 2.
PRESIDENTE. E` stato ritirato l'emendamento numero 2. Per illustrare gli emendamenti numero 31 e 32 ha facoltà di parlare il consigliere Masala.
MASALA (A.N.). Gli emendamenti 31 e 32 si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. Sul 33, Poiché si tratta di un intervento per un nuovo inquadramento del personale, che è un argomento - così come abbiamo ribadito in questi giorni - rinviato alla contrattazione, pertanto si esprime parere negativo, parere contrario.
Emendamento 46, tratta dello stesso argomento ed anche su questo si esprime parere negativo.
Emendamento 31, si introduce il concorso interno, sempre per prevedere un nuovo inquadramento del personale ed anche su questo emendamento si esprime parere contrario in quanto, intanto, è escluso ormai dalle norme nazionali il concorso interno, e dall'altro si prevede un nuovo inquadramento che ribadisco è rimandato alla contrattazione. Il parere quindi è contrario.
Parere contrario anche per il numero 32 che ha lo stesso argomento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. L'emendamento numero 2 è stato ritirato. L'emendamento numero 33 e l'emendamento numero 46 sostanzialmente, a parte qualche differenza nella determinazione degli anni di servizio necessari per poter godere di questa mobilità verticale, propongono sostanzialmente la stessa problematica. Innanzitutto, io faccio rilevare che trattandosi di personale che ha almeno quindici anni di servizio riconosciuto, è personale che ha già usufruito della mobilità di cui alla legge regionale 24, quindi si tratterebbe di una doppia mobilità. Cosa che ho già avuto modo di non apprezzare nell'emendamento che è stato approvato ieri.
Secondo, qui non è previsto nessun titolo di studio particolare, si accederebbe, quindi, all'ottava qualifica in forza di questi emendamenti anche senza possedere il diploma di laurea, che credo sia un requisito minimo indispensabile per poter accedere a quella che è la qualifica apicale prima della dirigenza di tutta l'amministrazione regionale.
Ancora, non è chiaro che cosa significhi "funzioni dirigenziali" in questi emendamenti, perché le funzioni dirigenziali sono funzioni di dirigenza di servizio nel passato, prima della 31, di dirigenza del settore, quindi anche questa imprecisazione non agevola il compito dell'amministrazione se l'emendamento dovesse passare.
Quando, poi, si fa differenza tra "e/o incarichi di coordinamento" non si capisce se gli incarichi di coordinamento siano distaccati dalle funzioni dirigenziali.
Un'ultima osservazione che credo sia connessa alla equità di questo emendamento, io mi chiedo perché ancora si continui a parlare esclusivamente di personale di settima qualifica funzionale e non di personale di sesta, non di personale di quinta, non di personale di quarta. Per quale ragione, cioè, ci si preoccupa tanto di far salire di un gradino il personale di settima e non ci si pone lo stesso problema per il personale delle altre qualifiche funzionali dell'amministrazione regionale.
Ribadita, comunque, la contrarietà della Giunta nel merito generale del problema, il parere non può che essere negativo per gli emendamenti numero 46 e 33.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 31, già la relatrice ha fatto rilevare che si tratta di un nuovo concorso interno. Poiché io personalmente considero i concorsi interni del passato la madre di tutte le catastrofi dell'amministrazione regionale, perché dall'applicazione dei concorsi interni è nata la stragrande maggioranza del contenzioso attualmente in atto all'interno dell'amministrazione regionale, io credo che riproporre un metodo e un modo che ha già determinato tanto contenzioso, non faciliti certamente il governo del personale regionale.
Pertanto, non posso che esprimere a nome della Giunta un parere negativo sugli emendamenti numero 31 e numero 32, facendo anche rilevare che esiste già nella 31 una riserva di posti nei concorsi del quaranta per cento al personale dell'Amministrazione regionale, non si capisce quindi perché bisogna passare fuori dalla 31 e reintrodurre meccanismi che si pensava appartenessero ormai ad un passato.
PRESIDENTE. Ribadisco ai colleghi che intendono chiedere la controprova di farlo con evidenza.
Ha domandato di parlare consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Signor Presidente chiedo per l'emendamento 46 il voto segreto.
PRESIDENTE. Sul 46 è stato chiesto il voto segreto.
E` stata chiesta la controprova sul 33, ma siccome il 33 che stiamo per votare è alternativo al 46, se dovesse passare il 33 decade il 46. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). L'emendamento 33 viene ritirato.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 46.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 54
Astenuti 1
Maggioranza 28
Favorevoli 22
Contrari 32
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FRAU - GHIRRA - GIORDO - LA ROSA - LADU - LIORI - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANUNZA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PITTALIS - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Metto in votazione l'emendamento 31. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento 32. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni per illustrare l'emendamento numero 3.
LORENZONI (Popolari). L'emendamento numero 3 si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento 3, ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. Il parere del relatore è di non accogliere questo emendamento, in quanto si prevede un passaggio ulteriore di personale da un'amministrazione, da enti all'amministrazione regionale. Quindi non si accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello della Commissione e del relatore. Praticamente, qui si sta portando all'interno del ruolo unico regionale del personale che solo per il fatto di aver lavorato tre anni all'interno della Regione viene inquadrato nel ruolo unico regionale.
A parte le riflessioni che ha già fatto la relatrice, voglio anche dire che questo manca anche di copertura finanziaria. Quindi il parere è negativo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 3. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni, per illustrare gli emendamenti 5 e 62.
LORENZONI (Popolari). In maniera molto breve Presidente, perché questi emendamenti riguardano un aspetto che ritengo importante, indipendentemente da quella che sarà la loro sorte. Poi, so bene che la relatrice e l'Assessore hanno già espresso, anche in sede di Commissione, un parere negativo su questi emendamenti, ma io volevo approfittare della situazione, anche se per un brevissimo tempo, per informare il Consiglio di una situazione che credo già conosca, ma sulla quale ritengo sia necessario fare un approfondimento.
L'emendamento numero 5 e l'emendamento numero 62 si riferiscono al funzionamento dei Gruppi consiliari e quindi, di conseguenza, al personale che è impegnato nella loro mansione all'interno di questi Gruppi. Vi è, a mio avviso, l'esigenza di normare con una legge, quindi con un provvedimento più preciso rispetto alla legge 37 del '95, una situazione che, evidentemente, è abbastanza anomala per il nostro Consiglio.
E in questa normativa vi è l'esigenza di dare anche la giusta valorizzazione al personale che opera all'interno di questi Gruppi. Siamo in presenza, a mio avviso, di una situazione completamente anarchica, e quindi seppur potrebbe essere che questo non sia lo strumento, ma comprendendo che già comunque la legge 37 del '95 era intervenuta relativamente al riconoscimento al personale quanto meno del tempo indeterminato, come meccanismo di lavoro, non è intervenuta né per la disciplina dei profili professionali, né è intervenuta, a mio avviso, per la creazione di un ruolo speciale di personale che sia da creare all'interno del Consiglio stesso. Né, a mio avviso, sono superate le carenze con le quali i Gruppi consiliari possono chiamare o comandare presso di loro il personale in servizio.
Vi è, peraltro, un raffronto presso comuni di una certa dimensione, verso altre regioni, dove il personale comandato dai Gruppi è personale in servizio nella struttura consiliare e viene comandato per periodi brevi presso i Gruppi. Peraltro, io tengo a rimarcare che i Gruppi consiliari hanno assoluta esigenza di personale preparato, perché nei Gruppi si concorre alla formazione delle leggi, si fanno proposte, si debbono valutare le proposte degli altri, e quindi vi è assolutamente l'esigenza e l'ausilio di personale preparato.
Con questo mio emendamento io tendevo a venire incontro a queste esigenze, che sono esigenze dei Gruppi e che sono anche - lo sottolineo ancora un volta - quelle di dare dignità ed equità al personale che lavora all'interno di questi Gruppi.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. Il parere del relatore e della Commissione è contrario: pur riconoscendo che ci possono essere i problemi esposti dal consigliere Lorenzoni, però a noi sembra inopportuno e probabilmente anche scorretto affrontare questo problema all'interno di un provvedimento che sta discutendo sul personale dell'amministrazione regionale e che ha un altro regolamento, altre norme.
Tra l'altro, in uno di questi emendamenti si entra in merito al bilancio, che è proprio dell'amministrazione del Consiglio, provvedimenti quindi che non possono essere mischiati.
Per cui il parere del relatore è negativo sul numero 5 e sul numero 62.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Gli emendamenti numero 5 e 62 propongono, sostanzialmente, di immettere il personale dei Gruppi consiliari, di cui alla legge 37 del '95, nei ruoli del personale del Consiglio. Per le argomentazioni che svolgerò successivamente, ritengo che gli emendamenti siano irricevibili, e quindi la Giunta ne consiglia il ritiro, per due ragioni sostanziali.
La prima: l'organizzazione degli uffici consiliari e le competenze degli uffici consiliari, e conseguentemente anche l'inquadramento sia giuridico che economico di questo personale, sono disposti dal Regolamento interno del Consiglio. Il regolamento interno del Consiglio, infatti, all'articolo 11, comma 5, stabilisce che l'Ufficio di Presidenza emana con appositi regolamenti le norme concernenti l'ordinamento degli uffici, lo stato giuridico, il trattamento economico e la disciplina dei dipendenti del Consiglio e adotta le conseguenti deliberazioni. Questa procedura è stata attribuita al Regolamento del Consiglio per effetto dell'articolo 19 dello Statuto speciale, quando si dice che il Consiglio regionale elegge tra i suoi componenti l'Ufficio di Presidenza, e nel momento in cui il Regolamento del Consiglio attribuisce questi poteri all'Ufficio di Presidenza, si stabilisce una riserva assoluta regolamentare che è conseguente, appunto, allo Statuto speciale della Sardegna. E quindi se lo Statuto fa espresso rinvio al Regolamento, tutti gli oggetti che sono sottoposti alla disciplina regolamentare non possono essere regolati in forma diversa dalla legge e la legge stessa non può, a sua volta, in questo caso, modificare il Regolamento.
Per questa ragione si ritiene che gli emendamenti siano irricevibili e quindi se ne consiglia il ritiro.
Ma c'è una seconda considerazione che si vuole sottoporre all'attenzione del Consiglio, ed è che questo personale è entrato nei ruoli dei Gruppi consiliari senza procedure concorsuali, e altrettanto senza procedure concorsuali questo personale dovrebbe transitare all'interno dei ruoli del Consiglio regionale. Tutto questo va apertamente in violazione delle norme recenti, sia costituzionali che delle più recenti, come la Bassanini, che stabiliscono, appunto, che agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni debba accedersi esclusivamente per concorso.
Per queste ragioni si consiglia al presentatore il ritiro degli emendamenti, oppure si esprime per gli emendamenti numero 5 e numero 62 parere negativo.
RESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Nel merito degli emendamenti 5 e 62 io dico di no, cioè sono d'accordo con la relatrice, la quale ha detto che gli emendamenti sono inammissibili. Effettivamente la materia è diversa. Però io intervengo in questo momento non per entrare nel merito degli emendamenti, ma per richiamare l'attenzione della Presidenza su un aspetto che formalmente mi pare sia stato rispettato, ma nella sostanza no. E cioè: o l'assessore Loddo ci ha erudito nella sua qualità di ex questore, e allora la cosa mi andrebbe bene, oppure l'assessore Loddo è intervenuto come consigliere regionale, e la cosa ovviamente mi va ancora bene, ma se l'Assessore, come in effetti ha fatto esprimendo un parere per conto della Giunta, ha espresso il parere della Giunta la cosa non mi va più bene, perché è una invadenza delle prerogative del Consiglio il fatto che la Giunta, attraverso un suo esponente, esprima pareri positivi o negativi su questo tipo di emendamenti. Perché io il parere, allora, a termini sostanziali, di regolamento sostanziale, lo chiedo e debbo chiederlo ai questori del Consiglio, perché solo i questori sono i detentori, i possessori delle chiavi del bilancio del Consiglio regionale, oppure allo stesso Presidente, ma non posso accettare il parere da parte della Giunta su questo tema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, siamo veramente in una situazione anomala: stiamo discutendo senza le dovute forme e sedi di un problema interno al Consiglio.
La formulazione degli emendamenti, non c'è dubbio, introduce in forma di legge una interferenza su argomenti che sono propri del Consiglio, a iniziare dal bilancio interno del Consiglio stesso.
Per cui gli emendamenti andrebbero, proprio per la riserva del Regolamento che ricordava il consigliere Loddo, condivido anch'io l'osservazione dell'onorevole Masala, che essendo talmente anomala la presentazione di questi emendamenti la Giunta non deve esprimere nessun giudizio se non rilevare l'anomalia, proprio perché sono attività riservate all'autodeterminazione del Consiglio e dei suoi organi.
Per cui ritengo, appunto, che vada dichiarata l'inammissibilità dei due emendamenti, per il resto però devo rilevare che esistono problemi circa il personale dei Gruppi consiliari che sarebbe opportuno risolvere, perché l'interpretazione data alla legge con una rinuncia degli organi consiliari al controllo sulla regolare attuazione di quella legge sta portando a situazioni anomale. Ma questo credo che derivi, probabilmente, dalla necessità di un'interpretazione autentica di qualche articolo della legge sul personale dei Gruppi consiliari.
Invece, chiaramente, quella prospettata dai due emendamenti è una riforma molto più vasta, cambia la natura giuridica e il datore di lavoro di questo personale e chiaramente se lo facesse attribuendo, come ha fatto la Regione Emilia Romagna, il personale dei Gruppi all'amministrazione regionale sarebbe una norma discutibile, ma attribuirla al Consiglio, che ha una sua autonoma determinazione in materia di personale, chiaramente mi sembra che renda il tutto assolutamente inammissibile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lorenzoni. Ne ha facoltà.
LORENZONI (Popolari). Sì, signor Presidente, molto brevemente, anche perché io nella presentazione di questi emendamenti, e me ne duole per la collega Schirru, non volevo essere né inopportuno, né scorretto, anche perché, come è tradizionalmente conosciuto, non lo sono quasi mai. Se lo sono stato gliene chiedo scusa, anche per un buon rapporto di amicizia.
Voglio dire che ho colto un aspetto dell'intervento dell'Assessore che diceva che questo personale è assunto senza concorso, e questo è vero. Però se io le chiedessi l'elenco del personale che è in servizio in Regione assunto senza concorso, credo ci siano diverse cartelle dattiloscritte che mi potrebbe anche fornire.
Comunque, preso atto anche degli interventi dei colleghi Bonesu e Masala, sicuramente ritiro gli emendamenti.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lorenzoni per illustrare l'emendamento numero 8.
LORENZONI (Popolari). Si dà per illustrato, signor Presidente.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 38 ha facoltà di illustrarlo.
MARTEDDU (Popolari). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. Sul numero 8 il parere è contrario; sul numero 38 il parere è ugualmente contrario, in quanto si ritiene che comunque è certamente un'opportunità che viene data al personale di recuperare una situazione, ma questo comporta maggiori oneri per l'amministrazione, quindi si ritiene inopportuno in questo momento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Con l'emendamento numero 8 si prevede che al personale in servizio di ruolo presso l'Amministrazione regionale, che abbia prestato precedente servizio di ruolo presso l'amministrazione dello Stato a qualsiasi titolo, e che quindi ha ottenuto a suo tempo l'iscrizione al fondo di previdenza dell'ENPAS, possa essere corrisposta l'indennità di fine rapporto dal Fondo integrativo del trattamento di quiescenza, che è stato istituito con la legge regionale numero 15 del '65.
Presidenza del Vicepresidente Zucca
(Segue LODDO.) Si fa rilevare che, sebbene le intenzioni del proponente non possano che essere delle migliori, perché semplificherebbero notevolmente tutte le procedure da parte del personale, sebbene si riconosca, dunque, che le intenzioni siano le migliori, non si può non far rilevare che l'amministrazione, se questo emendamento dovesse passare, e soprattutto il Fondo integrativo di quiescenza, ci rimetterebbe una valanga di quattrini, perché nel secondo comma si dice che l'indennità di cui sopra è corrisposta dal FTQ che può rivalersi sui fondi di previdenza dell'ENPAS. Il che significa che potrebbe anche non rivalersi e quindi si tratterebbe di fondi che da un lato l'ENPAS si incamera liberamente e il FTQ, invece, tira fuori senza nessuna contropartita evidente.
Per cui il parere è che il personale debba chiedere all'ENPAS il trattamento di quiescenza per il periodo passato nello Stato e che debba chiedere al Fondo integrativo per il trattamento di quiescenza il relativo trattamento per il periodo passato all'interno del ruolo unico regionale. Pertanto si esprime parere negativo all'emendamento numero 8.
L'emendamento numero 38 riguarda, invece, personale che, ai sensi della legge 33 del 1984, è stato iscritto al Fondo integrativo del trattamento di quiescenza dalla data di presentazione della domanda. L'emendamento, invece, prevede che la data di iscrizione al FTQ decorra dalla data di inquadramento, quindi dalla data di acquisizione del personale alle dipendenze dell'amministrazione regionale. Si fa rilevare a questo proposito che il personale del ruolo unico regionale aveva già, a suo tempo, aperto un contenzioso con l'amministrazione ricorrendo al TAR, proprio su questo specifico argomento.
Il Tribunale Amministrativo Regionale in prima istanza aveva dato ragione ai ricorrenti, però l'amministrazione regionale successivamente è ricorsa al Consiglio di Stato, il quale ha, in seconda istanza, dato ragione all'amministrazione. Si tratta di una sentenza, peraltro, anche relativamente recente, che risale ai primi anni Novanta, e pertanto dal momento che l'amministrazione ha già ricevuto il conforto del Consiglio di Stato che il suo comportamento è corretto, reintrodurre oggi questo problema significa aprire nuovamente un contenzioso sul quale non si possono prevedere le conclusioni.
Un'ultima osservazione: la copertura finanziaria di 520 milioni è assolutamente inadeguata, potremmo dire che è soltanto nominale, e quindi questo emendamento mancherebbe anche di copertura finanziaria adeguata. Per queste ragioni la Giunta esprime parere negativo sugli emendamenti numero 8 e 38.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Con questo emendamento i presentatori si propongono di risolvere un vecchissimo problema, che è quello, appunto, relativo alla mancata iscrizione al FTQ del personale trasferito con D.P.R. 480 del 1975 dalla data di acquisizione alle dipendenze della Regione. E si ricorderà che, proprio con legge del 17 agosto 1978 numero 51, la Regione Autonoma della Sardegna ha disciplinato lo stato giuridico e il trattamento economico del personale dipendente dell'amministrazione regionale e ha dettato, tra l'altro, norme di inquadramento del personale trasferito da altre amministrazioni. Detto personale, inquadrato ad esaurimento nei ruoli transitori istituiti con la precitata legge numero 51, è stato successivamente inquadrato nel ruolo unico regionale. Al definitivo passaggio nel ruolo unico non è seguita tuttavia la iscrizione dei dipendenti di cui trattasi al Fondo integrativo del trattamento di quiescenza, appunto il FTQ, che è istituito a favore dei dipendenti della Regione Sardegna con la, ormai, ben nota legge numero 15 del 1965. La legge numero 51 del 1978 mentre aveva impegnato la Giunta regionale a presentare entro il 1978 un disegno di legge concernente la revisione generale della materia relativa al fondo, al successivo articolo 133 aveva disposto che, sino all'entrata in vigore della legge di revisione, nei confronti del personale su indicato non avrebbe avuto luogo l'iscrizione al fondo. Lo stesso personale sarebbe stato iscritto all'INADEL, alla CPDEL o alla CPS (?). E non essendo stata ancora attuata la revisione della disciplina del fondo l'articolo 27, secondo comma della legge regionale 25 giugno 1984 numero 33, disponeva che in attesa della nuova disciplina il personale del ruolo unico dell'amministrazione regionale, nei confronti del quale non ha avuto luogo l'iscrizione al predetto fondo, per effetto delle disposizioni dell'articolo 133 della legge numero 51 è iscritto al fondo medesimo a domanda.
Il precedente articolo 26 della stessa legge, nell'impegnare la Giunta regionale a presentare entro il 31 dicembre 1984 un disegno di legge concernente la revisione generale della materia relativa al fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di assistenza del personale dipendente dell'amministrazione regionale, ha dettato i criteri ai quali la Giunta medesima si sarebbe dovuta attenere. E tra questi quello secondo cui per il personale acquisito alle dipendenze della Regione in forza di norme di attuazione di speciali leggi regionali, l'iscrizione al fondo avrà effetto dalla data, appunto, della acquisizione, non della presentazione della domanda, ma dalla data della acquisizione. A seguito di ciò i dipendenti interessati hanno presentato domanda di iscrizione al fondo e l'Amministrazione regionale li ha, appunto, iscritti al fondo con decorrenza però dalla data di entrata in vigore della citata legge numero 33 del 1984. Si tratta, pertanto, di rendere giustizia a questi dipendenti della amministrazione regionale, che hanno proposto a suo tempo ricorso al TAR della Sardegna perché venisse riconosciuto tale diritto, e la vicenda ha avuto poi un ulteriore grado di giudizio davanti al Consiglio di Stato, il quale Consiglio di Stato, si badi, non è che non ha riconosciuto il buon diritto degli interessati, ma ha posto in rilievo ciò che la relatrice e lo stesso Assessore, sotto profili diversi, hanno in Aula richiamato e cioè il problema della copertura finanziaria, che lo stesso Consiglio di Stato, con la decisione numero 1413 del 1997, ha posto ben in evidenza. Poiché io mi sono documentato, acquisendo anche copia della sentenza del Consiglio di Stato, ho potuto verificare che, in correlazione alle variazioni in aumento sul capitolo riguardante il versamento ritenute e contributi al Fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, lo stesso Consiglio di Stato ha valutato sufficiente la somma così come quantificata nell'emendamento. Perché? Perché si fa riferimento esplicito, il Consiglio di Stato fa riferimento esplicito, cito il passo della sentenza che recita testualmente "infatti, come si legge nella relazione predisposta dall'Amministrazione regionale (quindi da organo al quale gli stessi giudici del Consiglio di Stato hanno fatto riferimento, quindi sicuramente attendibile) nell'ipotesi in cui l'iscrizione al FTQ dei richiedenti sia riconosciuta alla data della loro acquisizione alle dipendenze della Regione (io prego sia la relatrice che lo stesso Assessore di prendere nota di quanto si legge nella sentenza del Consiglio di Stato) il complessivo onere sarebbe pari ad ulteriori lire 519.451.000 per gli anni 1984 e retro".
Questa è una valutazione che ha fatto l'amministrazione regionale, che è stata correttamente riportata dai giudici, i quali giudici del Consiglio di Stato continuano, argomentando, e su questo mi rivolgo alla relatrice per comprendere meglio la questione in esame, i giudici del Consiglio di Stato dicono "occorre dunque una nuova legge regionale con la relativa copertura finanziaria ai sensi del principio fondamentale stabilito dall'articolo 81 quarto comma della Costituzione".
Il che significa che il Consiglio di Stato riconosce il buon diritto che si poneva solo un problema di copertura finanziaria, che il problema di copertura finanziaria dall'amministrazione regionale è stato correttamente individuato e quantificato in lire 519.000.000; e siccome l'emendamento reca quella copertura finanziaria e non altra, ed è una copertura finanziaria che esiste sul capitolo di riferimento, non comprendiamo quali siano gli elementi ostativi all'accoglimento, tanto più che il problema è stato correttamente analizzato e posto in evidenza non solo da chi vi parla, anzi io non ho la presunzione di sostituirmi ai colleghi, ma penso di poter a buon titolo parlare anche a nome dei Capigruppo che l'hanno sottoscritto, e cioè i colleghi Matteo Marteddu, Italo Masala e Renato Cugini. Quindi è una sollecitazione che viene da tutte le forze politiche presenti in Consiglio ed è un atto veramente di giustizia sostanziale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per fare solo due osservazioni. La prima, quella cifra di cui si parla nella sentenza del Consiglio di Stato di cinquecentoventi milioni è la cifra relativa ai ricorrenti, ma è chiaro che approvandosi questo testo di legge arriverebbero a valanga le richieste di tutti gli altri che a loro somiglianza avrebbero diritto ad ottenere lo stesso trattamento. Ecco perché riteniamo che la copertura finanziaria sia assolutamente inadeguata.
Secondo, questa cifra è valutata su base 1984, come lei stesso ha detto ad allora risale la presentazione dei ricorsi, la rivalutazione monetaria di questa sola cifra porterebbe questa cifra - sono passati qualcosa come quindici anni - ad una crescita notevolissima.
Ultima cosa, noi stiamo entrando con questo emendamento - non l'ho detto prima, lo dico adesso - nel merito del fondo integrativo del trattamento di quiescenza del personale regionale, si tenga presente che si sta andando verso una rivisitazione complessiva del fondo, ora entrare in maniera parziale all'interno di un discorso più ampio credo che non sia in questo momento opportuno, e che quindi sia più opportuno attendere la riforma complessiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Presidente, è sufficiente, per me che ho firmato, ciò che ha detto l'onorevole Pittalis, che tra l'altro è un ottimo avvocato, quindi non ne cerco altri. Era solo per chiedere il voto segreto sull'emendamento 38.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Semplicemente per ribadire ciò che ha già affermato l'Assessore Loddo. L'emendamento 8 è totalmente privo di copertura finanziaria, l'emendamento 38 ha invece una copertura assolutamente insufficiente, perché è corretto il ragionamento che è stato fatto, e cioè che la previsione è riferita ai ricorrenti, ma per un meccanismo di estensione applicativa avrebbe, naturalmente, una portata diversa ed anche effetti finanziari differenti.
E` stato chiesto il voto segreto, il Consiglio è sovrano, ma le leggi poi alla fine o hanno copertura finanziaria oppure sono esposte ai rischi di rinvio governativo.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi lo mano.
(Non è approvato)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento 38 all'articolo 15 undecies.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 56
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 30
Contrari 26
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CASU - CHERCHI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FRAU - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Passiamo agli emendamenti numero 23, 24 e 25. Ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per illustrare l'emendamento numero 23.
BALLERO (F.S.D.-Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Io richiamo l'attenzione del Consiglio su un blocco di emendamenti aggiuntivi che possono al limite essere anche - come posso dire - divisi perché sono finalizzati a ricoprire un'esigenza io credo essenziale alla corretta applicazione della legge 31.
Almeno una parte di questi emendamenti deve essere approvata, io
credo, perché senza questo la legge 31 viene snaturata e viene
snaturato anche il ruolo tra politica ed amministrazione. Credo che
tutti sappiamo che in base alla legge 31 e alla distinzione tra
funzioni politiche e funzioni amministrative è stato espressamente
previsto che tutte le funzioni di gestione amministrativa spettano
ai direttori generali. Agli Assessori competono le funzioni di
indirizzo, di direttiva, di formulazione di attività, appunto, di
programmazione nei confronti dell'attività che deve essere svolta
dai direttori generali; di controllo dell'attività svolta e di
verifica del rispetto dei programmi. Per rendere possibile
l'esplicazione di queste funzioni l'articolo 26 della legge 31 ha
espressamente già previsto che queste funzioni vengano svolte col
supporto degli uffici di staff, secondo quanto previsto
dalla legislazione vigente.
Nell'approvazione della legge 31 è mancata l'approvazione di
questi emendamenti che erano stati già presentati a nome della
Giunta regionale nel 1997, nel testo presente in Commissione, e che
per una serie di vicende sugli andamenti della legge 31 non hanno
trovato poi ingresso. Però io credo che vada sottolineata la
rilevanza del problema, perché senza alcun supporto si dovrebbe
arrivare alla situazione paradossale che l'Assessore, per dare
direttive al direttore generale, dovrebbe avvalersi del supporto
degli uffici che fanno capo al direttore generale. E` evidente che
questo è un meccanismo che non può funzionare, ma ripeto, la
sostenibilità e la necessità di queste disposizioni è già contenuta
nell'articolo 26 della legge 31, che fa rinvio ad una norma
successiva di completamento, che è mancata all'interno della 31 e
che avrebbe dovuto, appunto, essere introdotta per rendere
possibile una corretta applicazione della legge. Senza di questo
viene azzerata la funzione politica, perché diventa impossibile
l'esercizio delle funzioni di competenza degli Assessori.
Io, proprio per sgombrare il campo da equivoci ed interpretazioni che forse ne hanno condizionato negativamente l'esame in passato, proporrei, come emendamento orale, che l'ultima disposizione dell'articolo 16 bis, ed ovviamente anche del 16, che fa riferimento all'entrata vigore al 1° luglio, che comunque voleva indicare un momento successivo alle elezioni, ma perché non si possa ancora equivocare circa un possibile utilizzo della norma nella fase finale di questa legislatura, il 1° luglio può leggersi correttamente, credo, come 1° settembre, in modo che l'effettività sia dal momento di entrata in vigore della nuova Giunta, quale che sia la Giunta della prossima legislatura.
PRESIDENTE. In quale emendamento è da apportare questa eventuale correzione?
BALLERO (F.S.D.-Progr. Sard.). Sul 16 e sul 16 bis. Così come sul 16 va eliminato, nella seconda riga "dalla presente legge", perché questa era la formulazione del vecchio testo, quando era emendamento al 101.
PRESIDENTE. Quindi emendamenti sia 23 che 24, dico bene?
BALLERO (F.S.D.-Progr. Sard.). Io credo che se vogliamo dare efficienza alla prossima legislatura e se vogliamo far sì che la prossima Giunta abbia la possibilità di partire con il piede giusto, cioè dando gli indirizzi e le direttive che l'amministrazione deve rispettare nel rispetto nel voto popolare, che esprimerà appunto una maggioranza chiamata a governare la Regione, sia necessaria l'approvazione di questi emendamenti, sono tutti e tre collegati, perché ovviamente questo comporta anche la necessità di un lieve adeguamento, potrebbe anche farsene a meno, ma io credo che sia utile, della pianta organica dei dirigenti.
Io credo che però se noi non facciamo questo salto di qualità, non attribuiamo cioè alla Giunta i supporti di cui ha necessità, e sto parlando della Giunta che entrerà in carica con le prossime elezioni, e se non operiamo anche per una separazione tra ufficio di gabinetto e segreteria particolare, che sono oggettivamente due funzioni distinte e che inopportunamente nella precedente legislazione sono state unificate, se non opereremo anche per una maggiore qualificazione degli uffici di gabinetto, prevedendo la partecipazione ad essi di persone provenienti dal ruolo dirigenziale, credo che faremo un cattivo servizio alla Sardegna, e nel caso concreto staremo determinando una distorta applicazione di una legge alla quale credo, come altri sicuramente, di aver contribuito in maniera non irrilevante in questa legislatura.
Io credo che la legge 31, senza un intervento di questa natura, sia radicalmente snaturata nelle sue finalità essenziali.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti 23, 24 e 25 ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr. Fed.), relatrice. I problemi esposti dall'assessore Ballero sono stati ritenuti seri anche all'interno della Commissione che si è soffermata parecchio ad esaminare il testo di questi emendamenti.
Io personalmente, inoltre, condivido che è importante e necessario, così come ha fatto il Governo nazionale, così come stanno facendo anche i rappresentanti degli enti locali, sindaci, presidenti di provincia, proprio per applicare le norme che prevedono la distinzione dei ruoli tra quelle che sono le funzioni politiche da quelle amministrative, la necessità per esercitare meglio - ripeto - le funzioni di governo, di indirizzo, di controllo anche dei compiti svolti dai dirigenti, è necessario provvedere a costituire dei gruppi di funzionari che lavorano a stretto contatto con chi ha la responsabilità politica, per trovare anche una maggiore applicazione di quelli che sono i progetti, i programmi che il Governo regionale si dà.
E penso che sia comunque importante aver messo anche in rilievo la necessità, per poter applicare al meglio la legge 31, di pensare ad un momento di questo tipo.
Pertanto, questa è una considerazione anche mia personale, mi affido al dibattito in Aula, fermo restando che la Commissione ha espresso un parere contrario sull'emendamento 23 e, di conseguenza, 24, 25 e 26, che sono tutti conseguenti. In particolar modo i primi tre, 23, 24 e 25.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Non vi è dubbio che le considerazioni che hanno portato il consigliere Ballero a presentare questi emendamenti siano sicuramente animate da uno spirito costruttivo. Certamente si tratta di una materia sulla quale occorre riflettere e sulla quale occorre prendere decisioni, proprio anche in vista della separazione del potere politico, del ruolo politico e del ruolo amministrativo all'interno della regione. Fatta questa considerazione, e quindi apprezzato lo spirito che ha mosso il collega a presentare questi emendamenti, ne voglio fare rapidamente alcune altre.
La prima: si tratta di materia molto complessa che non può essere risolta in Aula a colpi di emendamenti.
Si tratta di una materia che ha bisogno di ampia riflessione e di costruzione comune, quindi, portarla qui in Aula senza che vi sia stato un dibattito finalizzato a questa materia, mi sembra inopportuno. Ribadisco, quindi, che occorre una riflessione complessiva nel merito.
Dire questo significa anche che questa è materia che va demandata ad una rivisitazione complessiva della legge regionale numero 1.
Si ritiene che in quell'ambito sia possibile poi apportare tutte le modifiche che sono alla base e che hanno ispirato questi emendamenti.
Vi è infine da dire che se questi emendamenti dovessero essere approvati, si ricadrebbe ancora nel difetto di cui si è parlato varie volte in occasione di questa legge, cioè, che si tratta di norme prive di copertura finanziaria e che pertanto rischierebbero, come per altro questa legge sta rischiando, di essere ulteriore motivo di rinvio governativo.
La non precisa e non sufficientemente approfondita presentazione di questi emendamenti, determina anche il fatto che, per esempio nell'emendamento numero 24, non si capisca quanti debbano essere i dirigenti in posizione di staff da attribuire ai gabinetti della Giunta e degli Assessori. Per quanto riguarda l'emendamento numero 25 - e qui mi rivolgo alla Presidenza - ritengo che questo emendamento sia irricevibile, perché determina in 270 posti la dirigenza regionale, mentre con l'articolo 15 novies, che abbiamo appena approvato, abbiamo appena determinato la dotazione organica in 250 unità, quindi, si tratterebbe di un emendamento, il numero 25, sicuramente irricevibile perché contrasta con quanto abbiamo votato non più di dieci minuti fa.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 23, 24, 25 sono stati accorpati perché hanno un'omogeneità totale di argomento. Mentre l'emendamento numero 26 lo vediamo dopo, perché ha una sua relativa autonomia.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ribadisco il parere negativo sugli emendamenti numero 23, 24 e 25.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Prendo la parola, Presidente, per dire che, obiettivamente, la prima Commissione da qualche tempo, da alcuni mesi discute sul problema o sui problemi sollevati dagli emendamenti numero 23, 24 e 25. Ne manca anche qualche altro relativo agli uffici speciali. Anche l'ultima volta che abbiamo esaminato questi emendamenti proposti, in questo caso, dal collega consigliere Ballero, perché egli li ha presentati come consigliere e non come componente della Giunta, noi siamo arrivati alla determinazione di non accogliere questi emendamenti perché ci sembrava, come hanno già detto il relatore della Commissione e l'assessore Loddo, un argomento troppo complesso e articolato che occorreva affrontare con un'apposita disciplina.
Oggi, però, credo che si potrebbe introdurre una qualche riflessione esclusivamente a proposito dell'emendamento numero 24, quello cioè relativo agli uffici di staff.
La mia opinione personale - non per altro confrontata con i colleghi della Commissione quindi, in questo caso, sto parlando esclusivamente a titolo personale - riguarda l'emendamento numero 24, nel senso che credo si potrebbe discutere dell'accoglimento di questo emendamento, a mio avviso, a patto che vengano ritirati gli altri due, cioè quelli relativi agli uffici di gabinetto e alla dotazione organica, perché, obiettivamente, l'introduzione del principio di separazione tra governo e gestione, che con la 31 è stato immesso nel corpo dell'amministrazione regionale, mette gli Assessori, quelli attuali, ma credo anche quelli futuri, se non si affiancheranno a degli staff di esperti e di consulenti, nelle condizioni di essere sostanzialmente "ostaggio" (non lo sto usando in senso negativo questo termine, ma così è) dei dirigenti che chiaramente si troverebbero anche in una condizione di conoscenza tecnico-giuridico-amministrativa preponderante rispetto a un assessore che non avesse attorno a sé uno staff di consulenti che possa, in qualche modo, aiutarlo ad assumere le funzioni di governo che deve assumere.
Naturalmente, se vi fosse tra i colleghi dell'Aula la possibilità di discutere di questa problema, di discutere, cioè, soltanto dell'emendamento numero 24, naturalmente occorrerebbe anche introdurre qualche modificazione, perché nella presentazione l'emendamento numero 24 era legato all'emendamento numero 23, e a proposito di abrogazione di norme ne prevedeva alcune che invece dovrebbero vivere se non altro sino all'entrata in vigore, o meglio, fino agli inizi della nuova legislatura, della nuova Giunta e quindi alla possibilità di mettere in piedi gli uffici di staff.
Rimarrebbe aperto un grosso problema che l'assessore Loddo ha sottolineato, quello cioè della copertura finanziaria. Non c'è alcun dubbio che questo problema rimane un problema aperto, ma, invito la Giunta in questo caso specifico a fare uno sforzo; chiederei la sospensione di questo emendamento per vederlo con più attenzione, perché credo che meriti davvero tutta la nostra attenzione. Badate: un assessore senza uno staff è un assessore che viene depotenziato di almeno il 50 per cento delle sue possibilità e capacità di governo.
PRESIDENTE. Se ho ben capito da parte del Presidente della Commissione c'è la disponibilità ad accogliere, pur con qualche modifica, l'emendamento numero 24, previo ritiro da parte del proponente degli emendamenti precedenti, cioè il 23 e il 25. Allora, in modo che la discussione sia incentrata sullo stato reale dei problemi, è bene preliminarmente sentire l'opinione dell'Assessore al riguardo, altrimenti discuteremo di cose che magari non sono più in essere.
Ha domandato di parlare come proponente il consigliere Ballero. Ne ha facoltà.
BALLERO (F.D.S.- Progr. Sard.). Credo che in caso di approvazione dell'emendamento relativo agli uffici di staff, vadano considerati automaticamente ritirati gli emendamenti numero 23 e 25, ovviamente con quelle modifiche e adeguamenti che sottolineava come necessari l'onorevole Sanna...
PRESIDENTE. Sono ritirati gli emendamenti numero 26, 25 ed anche il 23?
BALLERO (F.D.S.- Progr. Sard.). Stiamo parlando dell'emendamento numero 24. In caso di approvazione del 24 non ho nessuna difficoltà ad annunciare fin d'ora il ritiro degli emendamenti numero 23 e 25. Ovviamente, per quanto riguarda il numero 24, accogliendo l'entrata in vigore dal 1° settembre, anziché dal 1° luglio per eliminare ulteriori equivoci, eliminando nella seconda riga "dalla presente legge", e anche accogliendo la proposta del Presidente della prima Commissione, che dice: facciamo una pausa se vogliamo vedere per dieci minuti il testo complessivo, anche per trovare la copertura finanziaria che è sicuramente indispensabile", ma quando c'è una volontà e una necessità d'introdurre una norma, dobbiamo vedere anche come coprirla finanziariamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az). Gli emendamenti del consigliere Ballero, rifiutati dalla Giunta di cui fa parte, con un problema di natura politica che non è nuovo, ma dimostra la compattezza della Giunta e della maggioranza, colgono nel segno, perché in effetti per attuare la 31 è necessario dotare gli assessori di propri autonomi strumenti di conoscenza e di capacità di operare.
Mi chiedo però: che senso ha portare da 1 a 3 i segretari particolari? O, per esempio, che senso ha nell'attuale struttura dell'Assessorato dare 13 dipendenti diretti all'Assessore, in un Assessorato come quello dei trasporti che ha venti dipendenti?
Cioè, mi sembra che senza una riforma complessiva dell'amministrazione regionale e della Giunta, effettivamente questi emendamenti cadono in una situazione anomala. Ricordiamo che la Commissione stava affrontando la riforma della legge numero 1 per dare a tutti gli Assessorati una compattezza, non come oggi che vi sono Assessorati con migliaia di dipendenti, Assessorato con venti dipendenti appunto, e la maggioranza, o per meglio dire la Giunta, ha bloccato questa riforma.
Questi sono argomenti da affrontare in sede complessiva. L'esigenza esiste, non si può far dipendere l'Assessore o il Presidente dai dirigenti, se no la separazione tra i poteri politici ed i poteri amministrativi gestionali diventa puramente fittizia, perché in molte occasioni abbiamo avuto modo di notare che l'Assessore molto spesso è portavoce dei dirigenti.
Questo occorre evitarlo. L'Assessore deve esprimere la volontà politica sganciata da quella dei dirigenti, perché altrimenti non è organo né di promozione né di controllo nei confronti della struttura amministrativa. Per cui, mi dichiaro contrario agli emendamenti, perché effettivamente nell'attuale situazione però non raggiungo questo risultato.
Tra l'altro, quanto all'emendamento numero 24 mi dichiaro profondamente contrario a che vengano utilizzate in posizione di staff come consulenti degli Assessori, dei dirigenti perché questo non risolverebbe il problema ma lo aggraverebbe, perché oltre alla pressione psicologica e non solo psicologica dei dirigenti della struttura, l'assessore sarebbe sottoposto anche alla pressione dei dirigenti che si porterebbe nell'ufficio di staff.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della Programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Condivido la proposta di sospendere per 10 minuti. In tutta franchezza non solo per verificare la possibilità della copertura finanziaria, perché io ho un po' le idee confuse su questo punto - ma spero solo io - per esempio sul rapporto tra la figura del consigliere e la figura dell'assessore. Non ho nemmeno ben capito la posizione della Commissione su questa materia.
Quindi, chiedo una sospensione di 10 minuti.
(Interruzione del consigliere Sanna Salvatore)
(Segue SCANO.) Ecco perfetto, adesso l'ho capito bene, ma prima mi era apparso che non fosse del tutto così. Se la posizione è questa, l'ho capita bene e la condivido anche, ma questa è la mia opinione personale. Quindi, una sospensione di 10 minuti per approfondire un attimo la materia mi sembra saggio.
PRESIDENTE. Si chiede un sospensione della seduta o una sospensione dell'esame dell'articolo?
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Chiedo di sospendere la seduta per 10 minuti.
PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta per quindici minuti, perché il realismo vuole che dieci non siano sufficienti a priori. Riprendiamo alle ore 12.45. La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 29, viene ripresa alle ore 12 e 52.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Informo l'Aula delle determinazioni alle quali sono giunti i componenti della Commissione nell'incontro col proponente dell'emendamento numero 24, 23 e 25.
Si era rimasti d'intesa che il "23" e il "25" sarebbero stati ritirati nel caso che l'emendamento numero 24 modificato fosse stato accolto, e così è stato. Si ipotizza, cioè, di votare il primo comma dell'emendamento numero 24 fino alla parola "Regione", fino alla quarta riga, fino all'ultima parola della quarta riga. Di cassare, invece, tutta quella parte che arriva fino all'ultima riga e che finisce con le parole "previste nel comma 4", e di votare poi il comma sesto "le disposizioni di cui al presente entrano in vigore l'1/9/1999" anziché "l'1/7/1999".
Questo sembra essere l'accordo che è stato raggiunto, per cui procederei alla votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Richiederei cortesemente che lei, come ha fatto chiaramente, ma per un problema mio che non ho colto il senso delle modifiche, se potesse ripetere quanto testé ha già detto.
PRESIDENTE. E` un diritto sacrosanto, anche perché ho spiegato troppo in fretta. Si tratterebbe di votare dell'emendamento numero 24, questa parte: "Il Presidente della Giunta e gli Assessori, per l'esercizio delle competenze loro attribuite, possono avvalersi di dirigenti in posizione di staff, ai sensi dell'articolo 26 della legge 7 ottobre numero 31 recante "Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione agli uffici della Regione". Questa parte andrebbe approvata.
Tutta l'altra parte, fino al comma 6, all'ultima riga, andrebbe bocciata, cioè cassata e quindi, rimarrebbe quella parte che ho letto più "le disposizioni di cui al presente articolo entrano in vigore l'1 settembre 1999". Rimarrebbe solo questo dell'emendamento numero 24, che comporterebbe anche il ritiro degli emendamenti numero 23 e 25. Adesso è stato chiarito e possiamo procedere.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I). Signor Presidente, lei ha spiegato molto bene, ma avremmo bisogno di qualche istante per valutare le modifiche, per dichiarare se siamo d'accordo alla modifica orale oppure no.
PRESIDENTE. Qualche istante è concesso. Ci mancherebbe! Prego però i colleghi di rimanere in aula.
Riprendiamo la seduta, tanto più che sul testo formulato, come ho delucidato poco fa, si può discutere, si può intervenire.
Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Volevo fare semplicemente una considerazione; se il Consiglio ammette l'emendamento orale nei termini che il Presidente ha illustrato, mi sembra onestamente una norma pleonastica, perché se tutto si riduce al fatto di dire che il Presidente della Giunta e gli Assessori possono avvalersi, questo è già scritto nell'articolo della legge 31, ad esso relativa che dice "Tra le posizioni di staff è previsto, sono comprese anche le funzioni alla diretta dipendenza degli organi politici", specificando cioè, del Presidente della Giunta e degli Assessori.
Dice una cosa importante che questo non raccoglie, ma che comunque è scritta nella "31", che saranno utilizzati nell'ambito delle leggi che disciplineranno questo, l'utilizzazione di questi dirigenti. Allora, o com'era nell'emendamento originale noi qui diamo una certa disciplina a questi dirigenti, a questa funzione di staff, ed allora ha un senso andare ad approvare questo emendamento, o se ridotto ai minimi termini com'è stato proposto, non ha assolutamente alcun senso, perché ripete quello che abbiamo già detto.
Non solo, ma c'è da fare anche un'altra osservazione; quando si dice "il Presidente della Giunta e gli assessori per l'esercizio delle competenze loro attribuite dalla presente legge."...
PRESIDENTE. "Dalla presente legge" è stato cancellato, non c'è più, rimane "possono avvalersi di dirigenti".
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Allora va bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az). Anch'io condivido l'osservazione dell'onorevole Macciotta perché riprodurrebbe l'articolo 26 della legge 31, che parla e dice: "Il dirigente a cui sono conferite funzioni di studio, di ricerca o di consulenza, svolge alle dirette dipendenze del Presidente della Giunta o di un Assessore", e quindi è già previsto un rapporto diretto tra certi dirigenti e gli organi politici. Io non vorrei che questo emendamento fosse fatto esclusivamente al fine di aggirare la norma della 31, che dice che questi dirigenti possono essere assegnati alle dirette dipendenze degli organi politici soltanto dopo aver svolto i concorsi pubblici per la dirigenza.
Cioè, che sia un'anticipazione, un tentativo di eludere quella norma che è stata approvata con la 31 che dice: " I dirigenti sono utilizzabili in queste funzioni, purché sia completata la copertura pianta organica". Per cui mi dichiaro profondamente contrario perché non vedo nessuna utilità, anzi vedo un modo per aggirare una norma di legge che era fatta a tutela del buon andamento dell'amministrazione, cioè che i dirigenti ci fossero per tutte le posizioni dirigenziali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ballero. Ne ha facoltà.
BALLERO (F.D.S.- Progr. Sard.). Brevemente per dire che non mi appaiono pertinenti le considerazioni svolte del professor Macciotta e dal consigliere Bonesu, perché per quanto riguarda quest'ultimo non mi pare che ci sia nessun secondo fine ma, semplicemente, quello di rendere operante una norma che, ovviamente, rispetterà tutte le altre prescrizioni a cui si è fatto richiamo e che non sono in alcun modo eluse da questa norma.
La questione che invece è indispensabile, è proprio per dare applicazione ad una norma che è stata ricordata dall'articolo 26, perché si è dimenticato di leggere che l'assegnazione alle dirette dipendenze del Presidente della Giunta e di un Assessore, avverrà soltanto nel rispetto delle norme che disciplinano la composizione di diretta competenza degli uffici di direzione politica.
Cioè, quindi, la norma dell'articolo 26 della 31 presuppone che vengano riformati gli uffici di direzione politica. Finché questo non avviene, l'articolo 26 non è applicabile, però, siccome la legge 31 è già entrata in vigore, la divisione delle competenze amministrative politiche è già operante, senza questa previsione, cioè, che legittima l'utilizzo dei dirigenti in posizione di staff a presidente e agli assessori sin da subito, non vi è la possibilità per presidenti ed assessori di avvalersi di queste essenziali collaborazioni per lo svolgimento delle funzioni d'indirizzo politico che sono diverse e separate da quelle dei direttori generali.
PRESIDENTE. Se questi chiarimenti soddisfano coloro che hanno mosso obiezioni, si può procedere. Nel caso, invece, in cui le obiezioni rimangano non si può procedere ad un emendamento orale al testo dell'emendamento stesso.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Le obbiezioni permangono.
PRESIDENTE. Non si può modificare. Sul piano formale io non posso mettere in votazione un emendamento modificato, laddove non ci sia l'accordo unanime.
Metto in votazione l'emendamento così com'era stato presentato, facendolo votare per parti. Questo invece rientra nella correttezza formale. Per cui: metto in votazione il primo comma con la seguente formulazione "Il Presidente della Giunta e gli assessori, per l'esercizio delle competenze loro attribuite, possono avvalersi di dirigenti in posizione di staff, ai sensi dell'articolo 26 della legge regionale 7 ottobre 1998, numero 31, recante disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione".
Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(E` approvato )
Metto ora in votazione la parte restante, fino al comma 6 escluso. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvata)
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Volevo chiedere il voto segreto sul comma 6.
Votazione a scrutinio segreto
Presidente. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del comma 6 dell'emendamento numero 24 all'articolo 15 undecies.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 24
Contrari 33
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FRAU - GIAGU - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LADU - LIPPI - LOCCI - LODDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRASTU - PITTALIS - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ballero. Ne ha facoltà.
BALLERO (F.S.D. - Progr. Sard.).Ritiro gli emendamenti numeri 23 e 25.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Ballero per illustrare l'emendamento numero 26.
BALLERO (F.S.D. - Progr. Sard.). L'emendamento numero 26 tende a mantenere una differenziazione nella valutazione dell'anzianità, per la partecipazione ai concorsi riservati, fra coloro che già partecipavano all'ottava qualifica funzionale e tutti coloro che invece fanno parte della settima che, nell'originaria previsione legislativa, non erano abilitati a partecipare alla prova ma che, con un emendamento successivo, sono stati inseriti. Credo che l'inserimento sia giusto ma non può essere tale da determinare una situazione di palese svantaggio nei confronti di chi, originariamente, era il solo titolare della partecipazione alla prova.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 26 ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr.Fed.), relatrice. Il parere del relatore e della Commissione è contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Poiché l'introduzione della settima qualifica funzionale nel concorso di cui all'articolo 77 è stata introdotta dall'Aula, credo sia l'Aula stessa a dover valutare questo emendamento, quindi la Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, mi meraviglio, dopo che ieri è stato approvato l'emendamento numero 87, che porta tutti i laureati dalla settima all'ottava, che stiamo ancora a discutere dell'emendamento numero 26.
L'emendamento numero 26 prenderebbe caratteristiche completamente diverse se il concorso venisse bandito prima o dopo l'entrata in vigore di quella norma approvata ieri, perché se viene bandito prima dell'entrata in vigore della norma, ha un senso; se viene bandito dopo, non ha nessun senso perché ci sono soltanto quelli di ottava, avendoli tutti passati all'ottava.
Comunque, supponiamo che abbia un senso: mi sembra sia voler danneggiare il personale che in un concorso potrebbe esprimere la propria professionalità. Siccome il limite massimo del punteggio per l'anzianità è 12 punti, ne consegue che verrebbe equiparato all'ottava soltanto il personale di settima qualifica che abbia 24 anni di anzianità, cioè andiamo ad escludere e danneggiare il personale di settima qualifica che ha un'anzianità inferiore, quindi presumibilmente anche maggiori capacità innovative.
Se nella dirigenza si vogliono portare tutti i "vecchi elefanti", credo che questo emendamento risponda a questa logica; se invece vogliamo far entrare nuove forze nella dirigenza - e mi sembra che il voto di ieri del Consiglio, al di là delle polemiche, abbia la finalità di mandare avanti i giovani - mi sembra che l'emendamento sia assolutamente in controtendenza.
Per questi motivi, il principio di buon andamento dell'amministrazione soffrirebbe di questa discriminazione che avvantaggia i vecchi che non sono stati promossi perché non avevamo meriti e danneggia i giovani che dovrebbero avere prospettive per il rinnovamento dell'amministrazione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 27 ha facoltà di illustrarlo.
ballero (F.D.S.-Progr.Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 27 ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr.Fed.), relatrice. Il parere della Commissione è contrario anche perché si ritiene utile rimandare la regolamentazione dell'ufficio stampa ad altra norma specifica.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione. Si fa solo rilevare che al comma 5 di questo emendamento è previsto che l'assunzione dei giornalisti avvenga mediante pubblico concorso per titoli. Siamo sempre al solito gioco, insomma, non lo si condivide. (?)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, vedo che la Giunta ha assunto un atteggiamento responsabile su questo emendamento, però mi sembra che trattare degli uffici stampa in piena campagna elettorale, anche dopo la discussione di ieri, sia fuori luogo. Pertanto, chiedo che il Consiglio non approvi questo emendamento, non perché non vi sia un problema, ma perché la sede, il luogo e il tempo sono i più inopportuni possibili.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ballero. Ne ha facoltà.
BALLERO (F.S.D. - Progr.Sard.). Presidente, io voglio solo dire che posso anche essere d'accordo sui tempi, ma vorrei rilevare che questo emendamento, come gli altri, erano stati presentati dalla Giunta regionale alla Commissione nell'ottobre del 1997 e sono iscritti agli atti del Consiglio dall'ottobre del 1997, cioè un anno e mezzo fa.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 27, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo agli emendamenti numero 39, 72, 85 e 43, che sono stati già letti e vanno ora illustrati. Per illustrare l'emendamento numero 39 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.). Si tratta del personale in servizio presso l'Assessorato regionale del lavoro, precisamente presso l'Agenzia regionale del lavoro, assunto con contratto di diritto privato a tempo determinato.
Vi è un'anomalia nel sistema, perché detto personale presta servizio, ininterrottamente, da quasi un decennio; in questo modo vi è una palese violazione della legge regionale numero 230 del 1962 in tema di rapporto di lavoro a tempo determinato.
Il mancato accoglimento di questo emendamento creerebbe un'ingiustizia, perché dovremmo spiegare ai 28 dipendenti dell'Agenzia del lavoro perché si siano sanate, giustamente, posizioni di lavoro quali quelle dell'ex Hotel Moderno (per ricordarne alcune) o, come ieri è successo, per quelle della cooperativa Informa (anche se non è detto chiaramente in quell'emendamento).
Vorrei ricordare che i dipendenti dell'Agenzia del lavoro sono stati assunti con selezione pubblica e colloquio di idoneità; sono quindi dipendenti regionali a pieno titolo a cui si applica il contratto del personale dell'amministrazione regionale e degli enti regionali, e sono inquadrati nelle medesime fasce funzionali previste per il personale di ruolo. Il trattamento economico è del tutto identico; voglio ricordare che gli stessi partecipano anche ai progetti di produttività predisposti per il personale di ruolo.
Quindi, mi pare inconcepibile che un contratto a tempo determinato duri ininterrottamente nove anni, perché vi è una palese violazione della normativa che prima ho richiamato. Ritengo che il mancato accoglimento di questo emendamento esporrà, o esporrebbe la Regione Autonoma della Sardegna a una serie di ricorsi al Pretore del lavoro che, secondo le mie modeste conoscenze in materia di diritto del lavoro, siano senz'altro accoglibili, sussistendo tutti i requisiti e le condizioni di fatto e di diritto, per configurare un rapporto di lavoro a tempo indeterminato e quindi anche con un'esposizione della Regione Autonoma Sarda a una responsabilità di natura anche finanziaria sicuramente maggiore rispetto a una sanatoria che invece lascerebbe inalterato il profilo della responsabilità patrimoniale della Regione.
Su questo versante per la verità esistono responsabilità della Giunta regionale, perché la Sardegna è l'unica Regione che non ha provveduto al recepimento delle funzioni statali in materia di collocamento e servizi reali all'impiego.
La futura legge regionale di organizzazione, che dovrà individuare il nuovo soggetto che nella nostra regione si occuperà di politiche attive del lavoro, dovrà individuare anche quale personale dovrà essere impegnato nella nuova struttura. E' ovvio che dovrà essere personale regionale e, per intenderci, sia il personale ministeriale trasferito alla Regione, nonché il personale dell'Agenzia del lavoro che in questi dieci anni ha maturato, sui temi delle politiche attive del lavoro, una grande competenza e professionalità.
Se l'Agenzia regionale del lavoro non funziona, non è certamente per responsabilità riconducibili al personale - al quale va sicuramente il nostro elogio per la loro professionalità e la dedizione anche al lavoro - ma il problema è legato a responsabilità precise della Giunta che non ha mai valorizzato, o voluto valorizzare, il ruolo dell'Agenzia del lavoro e non ha voluto dotare questo organismo delle risorse necessarie, e tanta aspettativa stanno suscitando le leggi, come la "33" ed altre, che sono affidate alla gestione dell'Agenzia del lavoro.
Noi riteniamo che di questo si sarebbe dovuto preoccupare l'Assessore del lavoro, al di là delle "polemichette" interne al suo partito, legittime, ma per questa ragione avrebbe dovuto rassegnare le dimissioni, prendendo atto del fallimento di una politica gestionale.
Definire le posizioni contrattuali del personale precario dell'Agenzia consente, a nostro avviso, da un lato, di sanare situazioni di palese violazione della legge numero 230 e dall'altro di definire in modo coerente, già da ora, chi dovrà occuparsi di politiche del lavoro nella Regione Autonoma della Sardegna. Non si può rinviare di anno in anno l'attuazione di questi adempimenti; vi è il rischio che questi contratti scadano e vi è il rischio che vengano ulteriormente prorogati come se nulla fosse mai successo.
Il Consiglio regionale ha ora l'occasione per definire questa annosa vertenza che ha visto questi lavoratori dipendenti dell'Agenzia rivolgersi, ma inascoltati, all'assessore del lavoro Deiana, allo stesso assessore Loddo e alla stessa Giunta regionale, nonostante le rappresentazioni e le sollecitazioni dei dipendenti e delle organizzazioni sindacali in questi ultimi anni, sollecitazioni proprio volte a sanare questa inaccettabile situazione di precariato che però li ha visti ancora a mani vuote.
Penso che questo emendamento, che i dipendenti mi dicono abbia trovato sensibilità anche nelle diverse forze politiche, oggi siamo al banco di prova, dimostrare il senso di responsabilità per sanare una situazione che non rappresenta la richiesta del riconoscimento di privilegi ma di un diritto, se è vero come è vero, che questi dipendenti hanno, nel bene e nel male, retto la situazione anche precaria della nostra Agenzia del lavoro.
PRESIDENTE. Mi pare di constatare che l'emendamento numero 39 sia perfettamente coincidente sia con l'emendamento numero 85 sia con l'emendamento numero 72, a parte il fatto che nell'emendamento numero 72 c'è un comma 7 in più. Quindi mi pare che l'illustrazione che è stata fatta comprenda questi tre emendamenti, l'approvazione di uno dei quali escluderebbe a priori l'emendamento numero 43 che decadrebbe automaticamente.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per illustrare il suo emendamento, che è identico. Ne ha facoltà.
VASSALLO (Gruppo Misto). Non c'è nulla da illustrare nel senso che c'è solo da precisare una cosa che riguarda il personale dell'Agenzia del lavoro, per cui poche unità, si tratta soltanto di una norma che permette la sistemazione di alcune posizioni e che non ha nessun onere finanziario aggiuntivo rispetto agli oneri che già attualmente la Regione paga.
Penso sia un emendamento formalmente corretto che permette di sanare una situazione per cui ritengo che questo Consiglio lo debba accogliere.
PRESIDENTE. Rimane da illustrare l'emendamento numero 43 a firma del consigliere Lorenzoni, che ha facoltà di parlare.
LORENZONI (Popolari). L'emendamento si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare la consigliera Schirru, relatrice.
SCHIRRU (Progr.Fed.), relatrice. Il parere della Commissione è negativo. Su questi quattro emendamenti in Commissione si è aperta una discussione perché c'è stata una certa attenzione al problema posto attraverso questi quattro emendamenti. Però ci si è confrontati con il fatto che, primo, esiste con la legge "33" in materia di lavoro, l'amministrazione e il Consiglio ha espresso una volontà molto chiara che è quella di organizzare tutte le funzioni relative alle questioni del lavoro attraverso un servizio che ha preferito affidare ad un'entità quasi esterna come si può configurare un sistema di agenzia per avere anche una maggiore flessibilità, celerità nel disbrigo di tutte quelle funzioni e quelle pratiche necessarie ad assicurare gli obiettivi della legge numero 33.
Sarebbe importante, si è detto, prima di procedere ad un passaggio di un servizio affidato a questi operatori, intanto sapere qual è esattamente la volontà dell'Amministrazione e del governo regionale su questa materia perché, di conseguenza, l'Agenzia dovrebbe essere comunque soppressa per non avere un doppione di servizi e di competenze.
Inoltre, per quanto riguarda l'emendamento numero 72 che, col comma 7, introduce la soppressione dell'articolo 43, si sopprime però solo una parte, cioè quella relativa al personale per cui si prevede l'assunzione, cioè quel personale con rapporto di contratto a termine, lasciando all'Agenzia la possibilità di avvalersi di altro personale e di concludere eventuali rapporti di consulenza con incarichi esterni.
Per questi motivi, la Commissione ha espresso un parere negativo, perché è una materia su cui occorre una certa maggiore riflessione e anche una definizione delle scelte che vogliamo fare.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
LODDO (Gruppo Misto), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Intendo aggiungere solo poche considerazioni alla già ampia illustrazione fatta dal relatore.
La prima, sicuramente si tratta di un problema che esiste, che ha una sua ampiezza e una sua gravità, ma riteniamo che a questo problema bisogna dare risposta nel quadro più ampio delle norme di recepimento della legge nazionale. Il comitato paritetico che sta esaminando la norma di attuazione della legislazione nazionale ha già predisposto un testo che credo sia già immediatamente disponibile per essere portato all'attenzione dell'Aula.
Per quanto riguarda i costi; i costi ci sono, bisogna soltanto decidere cosa fare dell'agenzia regionale del lavoro, perché o questo personale transita nei ruoli dell'Amministrazione regionale, nel qual caso, essendo inquadrato nei ruoli dell'Amministrazione regionale, presterebbe la propria opera all'interno dell'Amministrazione regionale e non più dell'agenzia regionale del lavoro, quindi bisognerebbe assumere contestualmente personale all'interno dell'Agenzia regionale del lavoro per poter svolgere le attività che svolgeva questo personale che viene fatto transitare ed inquadrato nei ruoli dell'amministrazione regionale.
Bisognerebbe quanto meno porsi il problema di questo personale, se da un lato transita, dall'altro bisogna prevedere personale che lo sostituisca.
Voglio far rilevare un altro aspetto; nei ruoli dell'amministrazione regionale stiamo inquadrando del personale che è stato assunto con contratto di lavoro di diritto privato a tempo determinato, cioè stiamo trasformando un rapporto di lavoro a tempo determinato in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Cosa che, avvenendo senza nessuna procedura concorsuale, appare non normale, ai limiti della legittimità. Teniamo presente che questo personale, a sua volta, è stato assunto non mediante concorso, ma mediante selezione per titoli e quindi questo personale si troverebbe inquadrato nei ruoli dell'amministrazione regionale senza essere stato sottoposto ad alcuna procedura concorsuale. Questo appare contrastare, anche alla luce della 31 che sta ponendo vincoli estremamente rigidi, giustamente, per quanto riguarda l'assunzione di personale all'interno del ruolo unico dell'amministrazione regionale, e con la "31" e con i principi normali dell'assunzione di personale nella pubblica amministrazione.
Per queste ragioni, la Giunta esprime parere negativo agli emendamenti numero 39, 72 e 85. Per quanto riguarda l'emendamento numero 43 va anche aggiunto che, mentre negli altri è presente, questo emendamento è privo di copertura finanziaria e quindi vi è una ragione in più rispetto agli altri per esprimere parere negativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Solo per alcune precisazioni. Mi pare che ormai l'agenzia del lavoro, dopo le ultime disposizioni approvate da quest'Aula nel dicembre scorso, abbia ormai ben poche attribuzioni rispetto al lavoro che faceva precedentemente; quindi credo sia del tutto inutile addurre a motivo di ostacolo all'approvazione di un emendamento di questo genere il fatto che l'agenzia rimarrebbe, in questo caso, priva di personale che potesse esplicare le funzioni che l'agenzia era chiamata a mantenere nel passato.
Ormai l'agenzia del lavoro non ha più se non carichi pendenti del passato rispetto a pratiche che questo Consiglio ha deciso di dover portare a compimento, nuove attribuzione e quindi non ha nessun senso tenere personale in un'agenzia che correrebbe il rischio di non sapere più cosa fare.
Credo che necessiti a questo punto una considerazione di carattere politico; ad undici anni di distanza dalla creazione dell'agenzia credo che stia venendo alla luce tutta la demagogia che aveva portato l'allora Assessore al lavoro a cavalcare queste logiche, lo stesso assessore al lavoro che entrato in Giunta, attualmente agli enti locali, dietro la spinta delle solite politiche attive del lavoro.
Questa agenzia, al di là dell'esaminare pratiche di contributo e di finanziamento per imprese che potevano essere fatte tranquillamente dagli uffici regionali, altro non ha fatto se non l'avere costituito comitati di valutazione che potevano costituire momenti di contiguità fra potere politico ed altre forze sociali chiamate a sostenere il potere politico; il classico carrozzone demagogico per far sì che determinate logiche di carattere politico potessero andare avanti.
Mi fermo a dare un'ulteriore precisazione rispetto all'emendamento numero 72; il settimo comma aggiunto rispetto al precedente articolo 39 consentirebbe, nel momento in cui viene approvato, di chiudere la porta a quelle logiche di inserimento di personale chiamato senza i discorsi legati a concorsi, quindi nella logica privatistica. Se oggi dichiariamo "l'agenzia muore", nel senso che non ha più attribuzioni particolari, trasferiamo il personale contenuto in essa nei ruoli della Regione, lasciando aperta la porta a nuove assunzione, fra qualche anno probabilmente ci ritroveremo di nuovo il problema da affrontare in maniera ancora più esagerata rispetto a quello odierno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, premetto che sarò veramente breve, ma in primo luogo non posso non stigmatizzare il comportamento della Giunta regionale, per essa, del suo Assessore, la cui condotta sconfina quasi nell'arbitrio. Non comprendo perché ci si scandalizzi di sanare rapporti di lavoro con contratto a tempo determinato, legittimi, che perdurano ininterrottamente nel tempo da ben 10 anni, e non ci si sia scandalizzati di portare, nell'ambito dei ruoli dell'amministrazione regionale, i dipendenti dell'ex Albergo Moderno.
Chiedo all'Assessore al personale che senso ha investire ingenti risorse, in questi lunghi 10 anni, nella formazione dei dipendenti dell'agenzia del lavoro se poi questo investimento non approda a nulla o, con escamotages che non so assolutamente comprendere in quale direzione vadano, non si intende risolvere il problema.
Assessore, farò una battaglia, metterò a disposizione di questi 28 dipendenti una task force di avvocati esperti in diritto del lavoro per far rivendicare il loro diritto al riconoscimento stabile del posto di lavoro; ma assumeremo anche un'iniziativa per individuare se vi sono responsabilità di carattere erariale, di carattere contabile o di altra natura, perché i lavoratori non possono fare le spese di una gestione politica inconcludente dell'agenzia del lavoro e ne debbano fare le spese 28 dipendenti che hanno dato anche il sangue per tenere su questa struttura.
Mi pare superficiale il modo in cui si sta trattando l'argomento, perché da un lato vi è il destino di questi 28 dipendenti che hanno il diritto a vedere stabilizzato il rapporto di lavoro; dall'altro vi è un'esigenza della Regione di non disperdere le professionalità acquisite, le esperienze acquisite che possono essere messe al servizio anche quando verranno trasferite alla Regione Sardegna le funzioni relative al collocamento di cui ho già parlato.
Non mi rivolgo alla Giunta, mi rivolgo alla sensibilità dei colleghi e a quella sinistra che ha fatto le battaglie per la classe operaia perché sono operai, sono dipendenti regionali, sono persone che in questi 10 anni hanno perso altre occasioni di lavoro per legarsi, con i contratti a tempo determinato, all'agenzia. E` un atto di giustizia e su questo ci vogliamo confrontare con la sinistra e su questo valuteremo chi è più conservatore e chi è invece verso il progresso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr.Fed.). Signor Presidente, al di là dei toni accorati e delle motivazioni addotte da coloro che sono intervenuti prima di me, basta vedere che questi quattro emendamenti sono stati firmati un po' dai colleghi appartenenti a tutti i gruppi rappresentati in Aula; il problema lo conosciamo tutti, segno evidente che le persone che hanno questo problema, hanno portato all'attenzione di tutti i Gruppi e di tutti i consiglieri questa loro situazione.
Però credo che non sia sufficiente invocare la pesante situazione nella quale versano questi lavoratori e non indicare, contestualmente, soluzioni che non possono essere, a mio avviso, unilaterali. Intanto, a mio avviso, sono anche improponibili paragoni tipo quello fatto relativamente all'Hotel Moderno perché siamo di fronte a situazioni completamente differenti.
A mio avviso, qui dobbiamo prendere una decisione: se queste persone transitano nei ruoli regionali, contestualmente, cioè oggi, con questo provvedimento dobbiamo dichiarare chiusa per sempre l'Agenzia del lavoro. Questo è il punto! Non possiamo assolutamente fare diversamente; se non facessimo così e lasciassimo in vita l'Agenzia potrebbe verificarsi che domani, transitati questi dipendenti nei ruoli regionali, l'Assessore del lavoro di turno rappresenti la necessità di coprire gli organici dell'Agenzia del lavoro per portare avanti compiti istituzionali dell'Agenzia.
E` evidente, è chiaro che è così, è chiaro che non può non essere così. Se facciamo transitare questi dipendenti nei ruoli regionali, contestualmente, adesso, dobbiamo approvare un emendamento ulteriore in cui diciamo: "Da questo momento l'Agenzia è chiusa, è soppressa, non se ne fa più niente". Questo è il punto che in Commissione è stato dibattuto di più, è il punto che ha portato la Commissione ad esprimere un parere contrario, nonostante tutti riconosciamo alcune cose dette dal collega Pittalis, e cioè che nanti un qualsiasi Pretore del lavoro probabilmente, anzi quasi sicuramente - per il rinnovo indeterminato che c'è stato di questi contratti negli anni - questi lavoratori quasi sicuramente verrebbero riconosciuti come lavoratori dipendi da inquadrare nel ruolo unico regionale.
E` questo il punto politico più importante, e diventa ancora più importante alla luce di alcune considerazioni che faceva anche l'assessore Loddo, cioè che la Commissione paritetica Stato - Regione ha varato le norme di attuazione in materia di lavoro e di impiego, la prima Commissione l'ha trasmesso alla sesta Commissione per il parere di merito, la sesta Commissione l'ha restituito alla prima.... ancora no? comunque è all'esame del Consiglio, io pensavo che la sesta Commissione avesse già espresso il parere di merito, è chiaro che quindi il problema complessivo andrebbe risolto, o dovrebbe essere risolto, in quella sede, che è la sede giusta per decidere sia del destino di questo personale, sia del destino dell'Agenzia del lavoro.
Alla luce di queste considerazioni, credo che il destino di questi quattro emendamenti sia orientato, più o meno, verso una certa direzione; chiedo ai colleghi, proprio perché non c'è nessun altro tipo di opposizione, che laddove l'Aula decidesse di accogliere questi emendamenti, si decida oggi (non so neanche con quale escamotage tecnico) di chiudere davvero l'Agenzia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (Gruppo Misto). Voglio partire dal ragionamento che faceva prima l'onorevole Sanna: indubbiamente ha posto all'attenzione del Consiglio un problema anche reale circa la preoccupazione che, introducendo questa norma, accogliendo il senso degli emendamenti presentati, domani si possa determinare la possibilità, da parte dell'assessorato, di rimpiazzare i posti che si sarebbero liberati.
Però vedo anche che il ragionamento dell'onorevole Sanna è molto più articolato e complesso rispetto alla risoluzione che potremo dare oggi in quest'Aula, per cui mi limiterei a dire che, se la preoccupazione vera è quella di evitare che l'assessorato possa ricoprire ulteriormente questi posti che andrebbero a transitare dall'altra parte (non so se l'emendamento numero 72, il comma 7 aggiunto, possa avere completamente questo senso) al limite saranno necessari cinque minuti di verifica. Se verifichiamo che il punto 7 dell'emendamento numero 72 corrisponde a questo tipo di esigenza, non vedo dove sia esattamente il problema, perché a quel tipo di esigenza è stata data una risposta.
Dato che non sono in grado di valutare questo fatto, e proprio per mettere in grado i colleghi, soprattutto quelli della Commissione, per vedere se questo punto 7 possa corrispondere ad un'esigenza di tipo comune, chiederei non più di cinque minuti di sospensione per avere questo chiarimento per poi andare ad una votazione unanime da parte di questo Consiglio.
PRESIDENTE. La Presidenza è ben più generosa nel tempo: anziché cinque minuti, avrete tempo fino alle ore 17 perché alle 17 riprenderemo i lavori dell'Aula.
Ricordo ai consiglieri che nel corso della serata pomeridiana si voterà sui quattro testi legislativi.
La seduta è tolta alle ore13 e 54.
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