Seduta n.308 del 01/03/2007 

CCCVIII Seduta

(Pomeridiana)

Giovedì 1 marzo 2007

Presidenza del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 16 e 52.

SERRA, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 22 febbraio 2007 (302), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Davoli, Frau, Lanzi, Manca, Marrocu e Pisu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di giovedì 1 marzo 2007.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

PRESIDENTE. Colleghi, sospendo la seduta per quindici minuti, per impraticabilità del campo, come è a tutti evidente, se i colleghi mi permettono questa battuta. Prego i Capigruppo di attivarsi perché i colleghi siano in aula fra quindici minuti. Grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 54, viene ripresa alle ore 17 e 51.)

PRESIDENTE. Va bene, prego i colleghi di prendere posto. Un Segretario di… Colleghi, riprendiamo il nostro lavoro. Colleghi, io vi prego di prendere posto e speriamo di potere iniziare il nostro lavoro.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Legge statutaria della Regione Autonoma della Sardegna" (5-Stat/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 5-Stat/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, per chiederle cortesemente la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale. Prego i colleghi di prendere posto. Un altro Capogruppo che sostenga la richiesta.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

Perfetto, benissimo. Stiamo verificando il numero legale, colleghi.

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: ATZERI - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - LAI Renato - LAI Silvio - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SCARPA - SERRA - SPISSU - URAS - VARGIU.)

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, a occhio non siamo in numero legale, sono presenti 35 consiglieri. La riunione è aggiornata fra trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 52, viene ripresa alle ore 18 e 29.)

PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Bene colleghi, prendiamo posto e ricominciamo il nostro lavoro.

E' stata chiesta la verifica del numero legale dai consiglieri Ladu e Artizzu.

Colleghi, prego di prendere posto per la votazione elettronica.

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DEDONI - DIANA - FADDA - FARIGU - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - GALLUS - GESSA - GIORICO - IBBA - LADU - LAI Renato - LAI Silvio - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SPISSU - UGGIAS - URAS - VARGIU.)

PRESIDENTE. Sono presenti 70 consiglieri, siamo in numero legale.

Verificato che siamo in numero legale… Va bene, colleghi, siamo all'emendamento numero 604.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie signor Presidente, noi abbiamo chiesto la sospensione, prima del passaggio alla votazione, degli emendamenti numero 604, 744 e 757 perché hanno lo stesso contenuto; il Capogruppo dei DS mi ha comunicato che l'emendamento numero 757 viene ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, perché alla luce di quello che ha comunicato poc'anzi il Presidente della Commissione chiediamo mezz'ora di sospensione.

PRESIDENTE. Chiedo scusa colleghi, io chiedo ai colleghi che…

(Interruzioni)

Chiedo scusa colleghi, avevamo deciso di lavorare, lo vorrei ricordare, fino alle ore 20 e 30, poi capisco che non sia gradevole per nessuno che il tempo trascorra in questo modo senza lavorare, io chiederei ai colleghi che stanno proponendo all'Aula una sospensione di trenta minuti se fra trenta minuti saremo in condizione di lavorare. Perché se aggiornare fra trenta minuti significa poi ritrovarci fra mezz'ora per valutare che non siamo ancora in condizioni di procedere, insomma, è meglio che ci diciamo se sono sufficienti trenta minuti, onorevole Biancu, impegnandoci, ovviamente, a renderli sufficienti.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Noi chiediamo trenta minuti di sospensione e pensiamo che siano sufficienti.

PRESIDENTE. Va bene colleghi, trenta minuti di sospensione. Per correttezza verso tutti i colleghi se fra trenta minuti non siamo in condizione di riprendere aggiorniamo a domani i lavori del Consiglio regionale. Grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 34, viene ripresa alle ore 19 e 04.)

PRESIDENTE. Prego, colleghi, prendete posto. Comunico che l'onorevole Lanzi è rientrata dal congedo, quindi è presente.

Se un Segretario mi assiste iniziamo il lavoro.

Bene, colleghi, forse siamo in condizioni di riprendere il nostro lavoro.

L'emendamento numero 757 è stato ritirato.

MORO (A.N.). A pagina 623.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro.

MORO (A.N.). Eh, lo sa che io sono sempre un ausilio!

PRESIDENTE. Collaborativo. A pagina 623.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sulle modalità di voto, appena si vota. Elettronico palese.

PRESIDENTE. Sì, grazie onorevole La Spisa. Voto elettronico.

Va bene, colleghi, emendamento numero 604 è stata richiesta la votazione… Gli emendamenti numero 604 e 744 sono uguali, quindi li votiamo insieme. E' stata chiesta la votazione con scrutinio elettronico palese. Prego colleghi di prendere posto. Sono a pagina 621 e 622.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 604 e 744.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - DIANA - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANNA Matteo.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MARRACINI - MASIA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - PISANO - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 55

astenuti 3

maggioranza 28

favorevoli 15

contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 745. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, a margine delle sospensioni del Consiglio è emersa sostanzialmente una posizione che accelera i lavori attraverso il ritiro di alcuni emendamenti, per cui chiederei anche al Capogruppo dei D.S. di formulare il ritiro dell'emendamento relativo alla questione delle incompatibilità, delle ineleggibilità dei Presidenti di Provincia…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, è stato già ritirato e abbiamo già anche votato gli emendamenti successivi…

UGGIAS (La Margherita-D.L.). E, dicevo, ci sono anche altri emendamenti che abbiamo presentato come Gruppo de La Margherita per i quali, appunto, volevo preannunciare - adesso però non mi ritrovo il numero, lo dirò successivamente - il ritiro di alcuni per mantenere sostanzialmente - questa è la disciplina, Presidente, che proponiamo noi - il testo elaborato dalla Commissione relativamente ai tempi delle dimissioni dei Presidenti delle Province e dei sindaci nei 45 giorni, così come formulato dalla Commissione, mentre l'aumento a sei mesi per quanto riguarda le altre tipologie delle figure per le quali è prevista l'ineleggibilità. In sostanza in questo modo si avrebbe un istituto che ha una valenza propria perché i sei mesi di termine previsti proprio per le dimissioni tra la scadenza naturale del termine della legislatura e l'esercizio delle funzioni che chiameremo privilegiate consente, appunto, di avere una votazione scevra da condizionamenti e che quindi possa svolgersi in condizioni di serenità, di tranquillità, senza che ci sia alcun tipo di condizionamento determinato da una posizione privilegiata. Quindi, il "787" è da riferire esattamente, Presidente, a tutte le categorie tranne alla lettera b)…

PRESIDENTE. Eh, onorevole Uggias, quando ci arriviamo magari…

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Lo riprendo dopo.

PRESIDENTE. Sì, sì.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). D'accordo, Presidente.

PRESIDENTE. La ringrazio. Adesso siamo all'emendamento numero 745, poiché nessun altro domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 602. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 603. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo agli emendamenti sostitutivi parziali. Sostitutivo numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente, per dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 2 per il quale già abbiamo, anche durante la discussione generale, annunciato quale era l'intendimento dei Riformatori Sardi nel proporre questo emendamento. Crediamo che proprio per un fatto di uniformità, di coerenza, ma anche di sintonia rispetto a quello che ormai stiamo andando ad approvare, in maniera organica debba essere estesa la ineleggibilità non solo alle indicazioni che sono contenute nelle varie lettere del comma 1 dell'articolo 23 bis, ma, a nostro giudizio, anche alla figura degli Assessori regionali, i Presidenti e gli Assessori delle province e i sindaci dei Comuni capoluogo di provincia con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, cioè l'intendimento è quello di estenderlo quindi anche agli Assessori regionali e agli Assessori provinciali che se non alla pari, ma anche maniera superiore rispetto ad altre figure che già sono contenute nelle varie indicazioni del comma 1, davvero rappresentano un insieme di gestione di potere che giustificano ampiamente la nostra richiesta. Spero che questo emendamento sia accolto con voto favorevole dell'intera Aula.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Anche io annuncio il voto favorevole all'emendamento numero 2 sul quale sarebbe opportuno che ci fosse un minimo di riflessione, quanto meno per spiegarci quale parte eventualmente del nostro ragionamento fosse sbagliata, quindi quale parte non sia giustificata. E io chiederei anche, Presidente, sull'emendamento, così non intervengo successivamente, il voto elettronico palese.

Se siamo in regime di scelta presidenzialistica siamo in regime di differenziazione tra esecutivo e legislativo. La legge prescrive la non compatibilità tra la funzione di consigliere regionale e la funzione di Assessore regionale e mi sembra che la Margherita abbia anche ritirato gli emendamenti che prevedevano la possibilità di una sostituzione temporale del primo dei non eletti rispetto al consigliere che andasse a fare l'Assessore. Beh, insomma, se questo è, è evidente che c'è una scelta da parte del Consiglio regionale di dividere la scelta legislativa rispetto a quella che è, invece, di tipo esecutivo e quindi tenere di separati i due livelli. Allora, non si comprende per quale motivo un Assessore che è chiamato in Giunta direttamente dal Presidente sulla base delle sue competenze tecniche e delle sue capacità di sinergia con il Presidente di esplicitazione del mandato della Giunta e del Consiglio, poi diventa improvvisamente un concorrente dei consiglieri regionali nelle elezioni immediatamente successive. Cioè, colui che è stato indicato per svolgere l'attività di esecutivo da parte del Consiglio, può improvvisamente diventare un concorrente elettorale. Questo inficia tutta l'azione dell'Assessore, perché la sostanza dell'azione dell'Assessore è proprio quella che noi riteniamo che non sia condizionato da necessità di crearsi un consenso politico personale. Se invece l'Assessore sarà candidato alle prossime elezioni - e cioè sarà concorrente di ogni singolo consigliere regionale nella ricerca del voto - è evidente che l'azione dell'Assessore rischia di essere pesantemente condizionata dal fatto che l'Assessore ha degli interessi elettorali cogenti che gli necessitano di guadagnare consenso, nello stesso modo in cui colui che deve essere candidato ed è consigliere regionale fa. Si tratta quindi di una incongruenza palese e vorremmo capire - se a noi è sfuggito -qual è la parte della legge in cui questa incongruenza viene sanata. Se ci fosse un collega della maggioranza che ce lo chiarisse sarebbe una cosa utile che potrebbe anche cambiare il nostro atteggiamento rispetto all'emendamento numero 2. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Non ho iscritti a parlare, è stata richiesta la votazione con scrutinio elettronico sull'emendamento numero 2, prego i colleghi di prendere posto e di votare con il sistema elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, c'è stato un errore alla votazione!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Un qui pro quo. I verdi sono rossi, non ho capito, quanti verdi sono rossi? Cinque? Ho un po' di problemi, ripetiamo la votazione. Annulliamo questa votazione perché sono troppi quelli che hanno votato in modo sbagliato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: PISANO - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - ORRÙ - PACIFICO - PILERI - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Vittorio - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 55

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 2

contrari 53

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 219 è stato sostituito dal numero 811.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io dedicherò giusto questi pochi minuti, ancora una volta, a richiamare l'attenzione dell'Aula che se è vero come è vero che leggendo il disposto dell'articolo 23 bis, che alcuni funzionari e dirigenti della Regione, com'è giusto che siano, non possono essere eletti o comunque per essere eletti e per candidarsi debbono mettersi in aspettativa un certo numero di giorni o di mesi - se va avanti l'emendamento di cui io sono perfettamente d'accordo, di Uggias e più - devono chiedere l'aspettativa prima, io non riesco a capire il perché l'ineleggibilità dal momento che più impatto con l'elettorato sono i dirigenti provinciali degli enti regionali, specialmente quei dirigenti che fanno parte e che sono direttori di enti erogatori di provvidenze e cioè intendo dire quei funzionari dirigenti che istruiscono pratiche di finanziamento e quali ancor più dei direttori generali, ancor più dei generali e ancor più del direttore amministrativo o del direttore sanitario o del direttore generale della ASL, ha un impatto diretto con l'elettore e può condizionare non di poco la volontà elettorale, perché sono cose viste non da oggi, ma da trent'anni, da quarant'anni a questa parte. Questo è un retaggio che ci tiriamo indietro, lo dico ancora, dalla scorsa - diciamo così - Repubblica, così come la si vuol chiamare, vecchia Repubblica, ed è giusto quindi che se, come è giusto, non può essere eletto un direttore amministrativo, un presidente di un consorzio, un presidente di un ente, tanto meno - dico tanto meno - non può esserlo quel funzionario dirigente, parlo di direttore provinciale di un dipartimento, di un'agenzia o funzionario dirigente provinciale, che è quello che istruisce pratiche di finanziamento, che è quello che contatta decine e decine di elettori, che è quello che con la sua funzione ha diretto contatto ad erogare fondi regionali, quindi a condizionare buona parte dell'elettorato. Se vogliamo moralizzare, moralizziamo; se vogliamo moralizzare a metà o far finta di moralizzare e non lo si fa ben venga, però è inutile fare una cosa incompleta. Nessuno sta facendo nomi e cognomi, ma io insisto nel dire che se è incompatibile un presidente di un consorzio o un direttore amministrativo della ASL, ancor più lo è un funzionario, un direttore compartimentale, un direttore di agenzia, un direttore provinciale di un ente regionale che eroga fondi regionali. Questa è una cosa da correggere e moralmente inaccettabile, dopo di che uno può mettersi in aspettativa 90 giorni o 180 giorni prima. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.

RASSU (F.I.). Presidente, volevo chiedere il voto elettronico.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Rassu?

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 811.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - LIORI - MILIA - MORO - PETRINI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - IBBA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 14

contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 219, perché l'811 era un sostitutivo totale del 219, è stato bocciato, quindi resta in piedi l'emendamento numero 219, a meno che non sia ritirato. Resta in piedi - dopo la votazione dell'emendamento numero 811 che è stato respinto - il numero 219, di cui l'811 era sostitutivo.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, a questo punto lo ritiro, tanto è inutile insistere.

PRESIDENTE. Grazie. E' stato ritirato l'emendamento numero 219.

Passiamo all'emendamento numero 785.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Per il ritiro dell'emendamento, Presidente.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 785 è stato ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 599. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 787.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Questo è l'emendamento che rimane in piedi, Presidente, con la precisazione che gli uffici ci avevano sollecitato, il maggiore chiarimento laddove deve intendersi che le dimissioni intervengano nei centoottanta giorni antecedenti la scadenza naturale così come avevamo già indicato per l'emendamento gemello che era stato presentato per la ineleggibilità del Presidente della Giunta.

PRESIDENTE. Non oltre centoottanta giorni prima della scadenza naturale.

Antecedenti alla scadenza naturale.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto.

Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, soltanto per un chiarimento, se anche qua non sia il caso di mettere "almeno novanta giorni prima" perché se si mette "non oltre" sembra che non si possa superare il limite o fraintendo io il senso?

"E almeno" non "non oltre", "almeno novanta giorni prima" perché "non oltre" sembra che ponga un limite per cui se uno le presenta prima ovviamente non sono valide. Era solo per dare questo contributo, Presidente.

PRESIDENTE. Va bene, comunque "almeno novanta giorni prima" cioè "almeno centoottanta giorni prima". Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 600. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 23 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento aggiuntivo numero 278. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 779, c'è il parere favorevole. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 601. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 305.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 305 che riteniamo sia un emendamento di grande importanza e quest'aula non mancherà di dare l'attenzione giusta alle motivazioni che sono contenute in questo emendamento. Noi vogliamo esattamente che i nostri nipoti, i nostri figli non ci conoscano sempre seduti in quest'aula, cioè, noi vorremmo esattamente che la professione nobile dell'essere consigliere regionale non diventi davvero una professione tra virgolette e quindi crediamo che sia assolutamente coerente che si proponga che un consigliere regionale non debba fare oltre tre legislature. E' una norma quasi dovuta di moralizzazione, di forte moralizzazione e noi l'avevamo già detto anche stamattina, abbiamo pagato un prezzo enorme perché si desse visibilità a questa regola. Non abbiamo potuto candidare il nostro leader Massimo Fantola alle ultime consultazioni regionali e sicuramente il risultato sarebbe stato ben diverso per questa maggioranza di oggi se l'avessimo potuto fare perché evidentemente in maniera coerente abbiamo creduto che non fosse assolutamente ammissibile che si dovessero fare oltre tre legislature.

E se davvero oggi dovesse essere respinto questo emendamento, io credo che giustizia vuole che gli si debba restituire all'onorevole Massimo Fantola quello che gli è stato sottratto nel senso che noi dobbiamo istituire una regola finalmente che sia di forte moralizzazione e che davvero aldilà delle banalità, non diventi assolutamente una vita a tempo indeterminato dentro quest'aula e quindi, insomma, l'esercizio, la motivazione, il fare il consigliere regionale non debba essere considerata una professione a vita e quindi restituire alla regola democratica una delle regole fondamentali, cioè l'esercizio perché mandati qui dagli elettori per rispondere alle esigenze della gente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io Presidente le chiedo il voto con scrutinio elettronico palese del 305 per il quale dichiaro il mio voto a favore. E credo che ben abbia fatto il collega Pisano a rendere la propria dichiarazione di voto un po' tra il serio e il faceto perché probabilmente quest'emendamento arriva in quest'aula con un'attenzione di questo genere nel senso che è un emendamento che dichiara la non immediata rieleggibilità di un consigliere regionale dopo tre legislature, si risponde con qualche sorriso, anche qualche sorriso su esperienze personali che i colleghi del nostro partito hanno fatto, che io spero, auguro anche al collega Pisano e a me stesso di fare perché significherebbe comunque di aver avuto altri anni di fiducia da parte degli elettori. Però, ecco io mi chiedo, colleghi, se c'è qualcuno di voi che in buona fede pensi che quindici anni di permanenza all'interno di questo Consiglio regionale non siano sufficienti perché colui che vuole fare, che ha davvero del bene da fare per la sua terra, non trovi il tempo sufficiente per farlo. Io credo che quindici anni siano più che sufficienti se qualcuno di noi ha davvero qualcosa di importante da dare all'attività legislativa, all'attività politica della Sardegna in quest'aula, credo che quindici anni siano più che sufficienti per realizzare un percorso politico compiuto e per riuscire a fare per la propria terra tutto il bene che ciascuno di noi è in grado di fare. Credo che sia doveroso che dopo quindici anni in cui si è comunque invecchiati insieme ai banchi di questo Consiglio regionale, sia importante che ci sia un ricambio della classe politica perché è vero che chi sta dentro un'aula ha, così come quelli di cui stiamo elencando le ineleggibilità e le incompatibilità, ha tutta una serie di strumenti aggiuntivi rispetto a chi è fuori da quest'aula per farsi riconfermare all'interno di quest'aula sino al rischio che dentro quest'aula stiano e siano riconfermati non i migliori per i destini politici della Sardegna, ma quelli che hanno più armi, più capacità, più possibilità di utilizzare gli strumenti che la politica gli mette a disposizione. Quindi io credo che non sia un emendamento provocatorio quello che propone di fissare il limite delle tre legislature, credo che sia un emendamento logico, un emendamento che aprirebbe la classe politica, che garantirebbe un minimo in più di ricambio della classe politica e che probabilmente consentirebbe anche questa aula di dare un segnale importante nei confronti di chi sta fuori da questa aula e che ha voglia, disponibilità, capacità e intelligenza da mettere al servizio della politica in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, intanto per dire che in linea di principio io sono perfettamente d'accordo con questo emendamento. Sono portata quindi a ritenere e in questo senso vorrei anche un conforto da parte eventualmente del Presidente della Commissione o da chi per lui nel senso che ritengo che non sia stato dato un parere negativo per il fatto che è stato inserito nella legge statutaria e che magari non sia adeguato alla legge statutaria, perché altrimenti come principio, quello del rinnovamento del Consiglio, e quello della possibilità effettiva di un esercizio della funzione legislativa limitata nel tempo, mi trova assolutamente consenziente. Quindi, sotto questo profilo, io riterrei di dover votare a favore di questo emendamento, e volevo anche rimarcare qualche aspetto relativamente a questa legge statutaria, che anche stamattina è stato portato avanti, per evitare che un ragionamento teso a difendere un principio e un modo di intendere la politica, e mi riferisco anche a quanto affermava stamattina l'onorevole Pisano, cioè sto parlando del parlamentarismo, venga additato come un atteggiamento di chi è contrario ad ascoltare la voce del popolo, che mi è parso anche questo uno dei tratti che siano emersi nel dibattito. Vorrei evidenziare che non è bravo chi sostiene l'elezione diretta del Presidente, e non è certo cattivo chi sostiene che il Presidente debba essere espresso dal Consiglio. Ovviamente, chi ritiene che la politica debba avere la preminenza sulla governabilità mi trova consenziente, sono invece perplessa nei confronti di chi, semplificando, riducendo, eliminando le differenze, soprattutto tagliando le occasioni di confronto, pensi di ottenere dei seri vantaggi democratici. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, intervengo perché, a dire il vero, il limite dei tre mandati non è una novità introdotta con l'emendamento dei colleghi dei Riformatori, ma già nella Commissione si è dibattuto sul punto, perché si è ritenuto, da alcuni, che fosse anzi doveroso, quindi gli amici Riformatori, oggi, ripropongono un tema rispetto al quale, lo dico con assoluta chiarezza, io mi sono opposto, ma non per conservare un quale che sia privilegio, ma perché ritenevo e ritengo fermamente che è un modo di costruire un sistema di divieti, che snatura la funzione preminente che nella scelta delle candidature devono avere innanzitutto i partiti. Io ritengo che i partiti, come soggetti di intermediazione e di regolazione, anche di istanze che vengono dal corpo elettorale, debbano conservare la loro preminente funzione. E allora, se è veramente una battaglia in questo senso, non capisco cosa significhino tre anni anziché due. Eh, io mi sarei aspettato, forse coerente con una indicazione per far funzionare il sistema, le due legislature, forse sarebbe stata, e l'ho detto e lo dico senza che ciò riguardi i proponenti per carità, senza nessuna ironia, absit iniuria verbis, ma perché non colgo la differenza fra due legislature o tre legislature, allora lasciamo che queste cose vengano gestite dalla politica, quella che deve tornare, nella considerazione soprattutto del ruolo dei partiti, altrimenti costruiremo un sistema di divieti, che non mi pare spetti a noi legislatori decidere se l'onorevole Ladu dopo tre legislature, o l'onorevole Pittalis, o la collega Lombardo, che ha davanti a sé, perché è giovane e anche brava, che per legge le vietiamo di potersi ricandidare per la quarta volta. Non esiste! E' illiberale accedere ad un sistema di questa natura, penso davvero che mortifichi l'idea stessa di idea democratica e liberale che….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente. Ma, anche l'intervento dell'onorevole Pittalis ci ricorda che questo è stato un tema dibattuto lungamente in Commissione, dove c'erano posizioni diverse. Non è un mistero che la posizione del nostro gruppo era favorevole al limite di mandato. Non è stato possibile in Commissione sviscerare l'argomento, arrivare ad una conclusione, anche perché c'erano posizioni che richiamavano anche a possibili vizi di costituzionalità, di un limite che dovrebbe essere forse più propriamente affidato anche a dei meccanismi di autoregolamentazione. C'è però una forte condivisione del principio, quindi io chiederei, colleghi Riformatori, se fosse possibile il ritiro dell'emendamento, con l'impegno, almeno da parte nostra, a rivalutare con più tempo, in maniera più compiuta, l'argomento in sede di discussione della legge elettorale, vedendo se alcune eccezioni che erano state sollevate e che non era stato possibile risolvere e sciogliere in sede di discussione in Commissione, possono trovare magari un'accoglienza e anche un accoglimento dei limiti di mandato, che ripeto dal punto di vista politico ci vede assolutamente a favore.

Se è il ritiro non fosse possibile, preannuncio il voto contrario, ma mi auspico che invece questa richiesta, con questo impegno di supplemento di istruttoria nelle future occasioni, possa essere accolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie Presidente. Qua mi dà la sensazione che con questi emendamenti, con questa Statutaria si voglia essere recidivi in più momenti, e io sostengo che non è necessario, e non per legge bisogna mandare a casa l'individuo, e poiché viviamo in una democrazia, dico, abbastanza avanzata, penso che sia il popolo ad avere in mano le sorti del governo che si vuole dare; quindi mi sembra che sia fuor di luogo il fatto di dover stabilire che una norma, una legge, debba in impedire ad una persona di potersi ricandidare, lo abbiamo fatto addirittura col problema delle donne, dei generi, che deve essere una legge a stabilire quante devono essere. Io mi auguro, e chiederei appunto ai colleghi Riformatori che ritirassero quest'emendamento, perché mi sembra lesivo della volontà popolare, che soltanto, appunto, il popolo può stabilire non soltanto tre, ma addirittura una, e in certi casi abbiamo visto che molte candidature abortiscono prima, cioè nel senso vengono candidati ma non vengono eletti, perché il popolo ha stabilito che quella determinata persona non abbia titoli per poterli rappresentare. Quindi, a me sembra che sia una forzatura democratica, per cercare di voler stabilire quelle che possono essere le regole democratiche di una rappresentanza in questo Consiglio.

Quindi, non vorremmo essere recidivi, abbiamo sbagliato, il Consiglio penso che abbia sbagliato con quella percentuale del 40 del genere femminile, e 40 del genere maschile, mi sembra che sia un qualche cosa che bisogna ricordarcelo, e che speriamo altri possano non cercare di sancire questa grande vittoria storica, ma che possano porre fine ad una forzatura che di democrazia ha poco. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). No, solo per dire che voterò contro quest'emendamento, non certo perché Rifondazione Comunista è contraria al limite dei mandati, noi siamo perché non siano tre, siano due, ma voterò contro per una delle ragioni che sono state espresse dai presentatori, cioè la ragione morale: sarebbe morale chi ritiene di poter svolgere massimo tre legislature, e sarebbe immorale chi invece ritiene di poter essere candidato e quindi svolgere più legislature. In questo senso, gran parte dei nostri parlamentari sarebbero immorali, anche leader politici riconosciuti dagli stessi Riformatori, in questo senso sarebbero immorali i leader, diciamo gli statisti più conosciuti del nostro paese di entrambi gli schieramenti, e io questo non lo ritengo, cioè non ritengo che questa sia una valutazione, un possibile peso della moralità o dell'immoralità di ciascuno di noi, penso che la moralità e l'immoralità di ciascuno di noi si debba misurare su altri livelli.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Non ce ne vorranno gli amici e alleati dei Riformatori, però Alleanza Nazionale vota contro, perché non siamo d'accordo. Il collega Nanni Moro ha egregiamente esposto, pur nei tempi di ristretti della dichiarazione di voto, i motivi. I motivi sono riconducibili essenzialmente a un elemento che il popolo decide chi vuole come amministratore, e davanti a questo principio che vale persino più di quello presidenzialista, se dovessimo fare una scala gerarchica dei principi che devono animare la partecipazione del popolo all'amministrazione della cosa pubblica, questo vale di più. Il popolo sceglie chi lo deve amministrare e quindi imporre un limite, per legge, a quanto deve essere in termini di tempo questo mandato, ci sembra francamente, con tutto rispetto per chi ha presentato questo emendamento, che veramente ci piacerebbe che ritirasse, ci sembra profondamente inadeguato. In campo nazionale è chiaro che quando il Presidente della Repubblica dice: io affido di nuovo Prodi alla fiducia delle Camere con alcuni punti, il primo, che ha elencato il presidente Napolitano, è stato quello che deve fare la legge elettorale. Perché è riconosciuto da tutti come un fatto disdicevole che le segreterie dei partiti indichino e nominino i parlamentari, e questo è un problema che viene percepito come un problema di democrazia in Italia. Se noi sentiamo come problema, e anche Alleanza Nazionale è disponibile, e lo ha già manifestato per bocca del suo presidente, al riesame della legge elettorale, se ne siamo disponibili a riesaminare una legge elettorale i cui limiti vengono individuati proprio nella scarsa possibilità del cittadino di scegliere chi deve andare a rappresentarlo in Parlamento, come possiamo accettare che ai cittadini non venga data la facoltà di rinnovare la fiducia a un amministratore che, evidentemente, ha ritenuto capace, onesto, credibile, rappresentativo delle proprie istanze, e viceversa togliergli anche quell'altra possibilità, l'altra faccia della medaglia, quella di stigmatizzare un operato non gradito con, quella che viene chiamata, la trombatura, permettetemi la poca eleganza del termine, alle elezioni. Questo è un principio sacrosanto che francamente questo emendamento, secondo noi, non rappresenta in modo efficace. Per cui, votiamo contro, ma speriamo che l'emendamento venga ritirato. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Artizzu.

Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie, Presidente. Io voterò a favore di questo emendamento, non credo che si tratti di giudizi morali su nessuno, la moralità qui non c'entra assolutamente niente, credo semplicemente che si possa fare un ragionamento similare a quello che abbiamo fatto a proposito delle donne, nella seduta di ieri. Cioè, se noi affidiamo sempre e solo ai partiti, probabilmente non riusciamo a ottenere risultati concreti come quello che abbiamo ottenuto ieri votando gli emendamenti che riguardavano le quote in Giunta. Quindi, per un ragionamento molto simile a questo, io credo che si possa fare un ragionamento di questo genere anche qui, non possiamo lasciare che questa scelta sia affidata semplicemente ai partiti, anche perché, per quanto mi risulta, i partiti finora queste scelte in questo senso non le hanno fatte e, quindi, credo che si possa aggiungere qualcosa in questo senso. Quindici anni di permanenza in un'assemblea legislativa per una persona, mi sembrano più che sufficienti, per cui io voterò a favore di quest'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Serra. E' stata chiesta la votazione elettronica palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 305.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: CALIGARIS - PETRINI - PISANO - SERRA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIORICO - IBBA - LADU - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - LOMBARDO - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PILERI - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 57

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 5

contrari 52

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 24. All'articolo 24 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parziali dal numero 605 al 138 e gli aggiuntivi dal numero 747 al 622.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24 e dei relativi emendamenti:

Art. 24

Cause di incompatibilità

1. Non possono rivestire la carica di Presidente della Regione, di Assessore regionale e di Consigliere regionale:

a) gli assessori di province e i sindaci di comuni compresi nella regione Sardegna;

b) i componenti le commissioni tributarie e i giudici di pace che esercitino le loro funzioni in Sardegna;

c) il presidente, gli amministratori, i legali rappresentanti di società per azioni, enti, istituti anche di credito, aziende la cui nomina o designazione sia di competenza della Regione o suoi organi o di enti regionali;

d) coloro che esercitano il patrocinio professionale o prestano assistenza o consulenza, in qualsiasi forma, a imprese, enti ed associazioni nei loro rapporti contrattuali o precontrattuali con la Regione o con enti regionali;

e) coloro che hanno lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo con la Regione o con enti, istituti, agenzie, consorzi o aziende regionali; la pendenza di una lite in materia tributaria non determina incompatibilità;

f) coloro che, per fatti compiuti allorché erano amministratori o impiegati della Regione, ovvero di ente, istituto, agenzia o aziende regionali, sono stati, con sentenza passata in giudicato, dichiarati responsabili verso la Regione o verso l'ente, l'istituto, l'agenzia o l'azienda, e non hanno ancora estinto il debito;

g) coloro che, avendo un debito liquido ed esigibile verso la Regione ovvero verso ente, istituto, azienda o agenzia regionale, sono stati legalmente messi in mora ovvero, avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detti enti, abbiano ricevuto invano notificazione della cartella di pagamento da parte del concessionario della riscossione;

h) coloro che non hanno reso il conto finanziario o di amministrazione di una gestione riguardante la Regione o ente, istituto, agenzia, consorzio o azienda regionale;

i) i rappresentanti legali, i proprietari di società o di imprese private che risultino vincolate con la Regione o suoi organi per contratti di opere o di somministrazioni di beni o servizi, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative oltre il limite di un milione di euro di fatturato annuo.

2. Costituiscono inoltre condizioni di incompatibilità con la carica di assessore le cause di ineleggibilità previste dagli articoli 23 e 23bis.

3. Le ipotesi di cui alle lettere e) e h) del comma 1 non si applicano agli amministratori per fatto connesso con l'esercizio del mandato.

4. Non costituiscono cause di incompatibilità gli incarichi conferiti o le funzioni conferite agli amministratori della Regione in virtù di una norma di legge, statuto o regolamento in connessione con il mandato elettivo.

5. Le cause di incompatibilità previste dal presente articolo e dall'articolo 25, sia che esistano al momento dell'elezione sia che sopravvengano ad essa, e le cause di ineleggibilità di cui agli articoli 23 e 23 bis sopravvenute alle elezioni importano la decadenza dalla carica.

6. Quando esista al momento dell'elezione o si verifichi successivamente qualcuna delle condizioni di incompatibilità o sopravvenga una causa di ineleggibilità prevista dalla presente legge, è contestata al Presidente della Regione o al Consigliere regionale dal Consiglio regionale; all'Assessore dalla Consulta di garanzia di cui all'articolo 36.

7. L'interessato ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni o per eliminare le cause di incompatibilità o ineleggibilità sopravvenuta.

8. Entro i dieci giorni successivi dalla scadenza del termine di cui al comma 7 l'organo regionale delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di incompatibilità o di ineleggibilità sopravvenuta, invita l'interessato a rimuoverla o ad esprimere, se del caso, l'opzione per la carica che intende conservare.

9. Qualora l'interessato non vi provveda nei successivi dieci giorni, l'organo regionale lo dichiara decaduto. Contro la deliberazione da esso adottata è ammesso ricorso giurisdizionale.

10. La deliberazione deve essere, nel giorno successivo, depositata nella segreteria dell'organo regionale e notificata, entro i cinque giorni successivi, a colui che sia stato dichiarato decaduto.

11. Le deliberazioni di cui al presente articolo sono adottate d'ufficio o su istanza di qualsiasi elettore.

12. Nel caso in cui venga proposta azione di accertamento in sede giurisdizionale, il termine di dieci giorni previsto dal comma 7decorre dalla data di notificazione del ricorso.

13. Il consigliere regionale che accetti la carica di assessore regionale decade da quella di consigliere.

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al comma 1, la lettera a) è soppressa. (605)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al comma 1, lettera a), le parole "e i sindaci di comuni" sono soppresse. (606)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CALIGARIS.

Articolo 24

Nel comma 1 alla lettera a) sono soppresse le parole "compresi nella regione Sardegna". (195)

EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.

Articolo 24

Al comma 1 lettera E dopo il punto e virgola sopprimere le parole: "la pendenza di una lite in materia tributaria non determina incompatibilità". (286)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al comma 1, lettera e), le parole "la pendenza di una lite in materia tributaria non determina incompatibilità" sono soppresse. (607)

EMENDAMENTO soppressivo parziale FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.

Articolo 24

Nel 1° comma, nella lettera i) sopprimere la frase: "oltre il limite di un milione di euro di fatturato annuo". (46)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al 1° comma, lettera i) le parole: "oltre il limite di un milione di euro di fatturato annuo" sono soppresse. (608)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 2 è soppresso. (609)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 2 dell'art. 24, sono soppresse le parole "e 23 bis". (130)

EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.

Articolo 24

Il comma 3 è soppresso. (288)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 3 è soppresso. (610)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 4 è soppresso. (611)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 5 è soppresso. (612)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 5 dell'art. 24, sono soppresse le parole "e 23 bis". (134)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 6 è soppresso. (613)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al comma 6, le parole "o sopravvenga una causa di ineleggibilità" sono soppresse. (614)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto - MILIA - AMADU - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 6 dell'art. 24 le parole da "…al Presidente" fino a "…Consigliere regionale", sono soppresse. (376)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - CAPPAI - AMADU.

Articolo 24

Al comma 6 dell'art. 24 le parole da "…all'Assessore" fino a "…36", sono soppresse. (377)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al comma 8 le parole "o di ineleggibilità" sono soppresse. (615)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 9 è soppresso. (616)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 10 è soppresso. (617)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 11 è soppresso. (618)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 12 è soppresso. (619)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Il comma 13 dell'art. 24, è soppresso. (139)

EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.

Articolo 24

Il comma 13 è soppresso. (289)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 13 è soppresso. (620)

EMENDAMENTO all'emendamento numero 756 sostitutivo totale RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI

Al comma 1 la lettera a) è così sostituita:

a) i Presidenti e gli Assessori provinciali, i presidenti, i direttori generali, i direttori o responsabili provinciali, i diretori di dipartimento di enti, aziende, agenzie consorzi regionali. (813)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale MARROCU - ORRÙ - CUGINI - CORRIAS - BARRACCIU - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - FLORIS Vincenzo - LAI Silvio - MATTANA - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Franco.

Articolo 24

Al comma 1 la lettera a) è così sostituita:

a) I Presidenti e gli Assessori Provinciali, i Sindaci e gli Assessori dei Comuni compresi nella regione Sardegna. (756)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LOMBARDO - LADU - LA SPISA - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - MORO - SANNA Matteo - RASSU - SANJUST - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.

Articolo 24

Nel comma 1, la lettera a) è così di seguito sostituita: "i Presidenti delle province, gli assessori delle province e i sindaci dei comuni compresi nella Regione Sardegna". (746)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Alla lett. c) del 1 comma dell'art. 24, le parole "società per azioni" sono sostituite dalle parole "società di capitali". (126)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

La lettera d) del comma 1 dell'art. 24 è così sostituita:

d) il consulente legale, amministrativo e tecnico che presta opera in modo continuativo in favore delle imprese di cui alle lett. c-bis) e c-ter) del presente comma;. (129)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 5 dell'art. 24, le parole "di cui agli articoli", sono sostituite con le parole "di cui all'art.". (135)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 8 dell'art. 24, le parole "l'organo regionale", sono sostituite dalle parole "il Consiglio regionale con riferimento al Presidente ed ai consiglieri e la Consulta di Garanzia con riferimento agli assessori". (137)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 9 dell'art. 24, le parole "l'organo regionale", sono sostituite dalle parole "il Consiglio regionale con riferimento al Presidente ed ai consiglieri regionali e la Consulta di Garanzia con riferimento agli assessori". (138)

EMENDAMENTO aggiuntivo MURGIONI - LADU - GALLUS - LA SPISA - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - MORO - SANNA Matteo - RASSU - SANJUST - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.

Articolo 24

Nel comma 1, alla lettera a) dopo le parole "gli assessori di province e i sindaci di comuni" sono aggiunte le seguenti parole: "al di sopra dei diecimila abitanti". (747)

EMENDAMENTO aggiuntivo GALLUS - MURGIONI - LADU - LA SPISA - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - MORO - SANNA Matteo - RASSU - SANJUST - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.

Articolo 24

Nel comma 1, alla lettera a) dopo le parole "gli assessori di province e i sindaci di comuni" sono aggiunte le seguenti parole: "al di sopra dei tremila abitanti". (748)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

All'art. 24 comma 1, dopo la lett. c) è aggiunta la seguente lett.:

c-bis): "l'amministratore o il dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento di ente, istituto o azienda soggetti a vigilanza da parte della regione, o che dalla stessa, in via continuativa, una sovvenzione in tutto o in parte facoltativa, quando la parte facoltativa superi nell'anno il dieci per cento del totale delle entrate dell'ente;". (127)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

All'art. 24 comma 1, dopo la lett. c) è aggiunta la seguente lett.:

c-ter) - colui che, come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti nell'interesse della regione, ovvero in società ed imprese volte al profitto di privati, sovvenzionate dalla regione in modo continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di una legge dello stato o della regione". (128)

EMENDAMENTO aggiuntivo BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI Vittorio Renato.

Articolo 24

Nel primo comma alla lettera i) aggiungere dopo "i proprietari" l'espressione "e i soci di riferimento" e sopprimere: "oltre il limite di un milione di euro di fatturato annuo". Alla fine del quinto comma aggiungere: "secondo il procedimento indicato nei commi seguenti". (352)

EMENDAMENTO aggiuntivo FARIGU.

Articolo 24

Al comma 1 dopo la lettera i) aggiungere la lettera i): "coloro che hanno lite pendente in materia tributaria". (287)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al comma 1 dopo la lett. i) è aggiunta la lettera:

i bis) coloro che, avendo un debito liquido ed esigibile verso la Regione ovvero verso ente, istituto, azienda o agenzia da essa dipendenti, sono stati legalmente messi in mora ovvero, avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detti enti, abbiano ricevuto invano notificazione della cartella di pagamento da parte del concessionario della riscossione". (621)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Dopo il comma 2 dell'art. 24 è aggiunto il seguente comma:

2bis: "La cariche di Presidente della Regione, di Assessore regionale e Consigliere regionale sono, altresì, incompatibili con quella di membro di una delle Camere, di membro del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, di componente di altro Consiglio o Giunta regionale, di membro del Parlamento Europeo, di Presidente e di Assessore di Giunta provinciale di altre regione, nonché di Sindaco e di Assessore di Comuni di altre Regioni". (132)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 3 dell'art. 24, dopo la parola "amministratori", sono aggiunte le parole "e ai consiglieri regionali". (133)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 5 dell'art. 24, dopo le parole "dalla carica" sono aggiunte le parole "di Presidente della Regione, di Assessore regionale e di Consigliere regionale". (136)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti commi:

"5 bis. Quando esista al momento dell'elezione o si verifichi successivamente qualcuna delle condizioni di ineleggibilità previste dalla presente legge, è contestata al Presidente della Regione o al Consigliere regionale dal Consiglio regionale; all'Assessore dalla Consulta di garanzia di cui all'articolo 36.

5 ter. L'interessato ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni, trascorsi i quali l'organo regionale delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di ineleggibilità sopravvenuta, dichiara decaduto l'interessato". (622).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione… Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

MORO (A.N.). Presidente, ma la discussione generale o sugli emendamenti?

PRESIDENTE. Non ho nessun iscritto, onorevole Moro. Su tutto, sull'articolo 24.

E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Mi sembrava che avesse dato la parola a qualcheduno, ma non mi ricordo.

PRESIDENTE. Al relatore, per chiedere il parere alla Commissione.

MORO (A.N.). Allora, s'interrompeva così dopo,senza qualsiasi tipo di dibattito. Io non penso che meriti, anche questa parte della statutaria, il silenzio assoluto dell'aula.

Cause di incompatibilità, come già detto in occasione del dibattito sul precedente articolo, a nostro avviso la Commissione ha notevolmente ceduto nell'elencazione delle cause di ineleggibilità dei consiglieri regionali, e a nostro avviso ancora infatti da un lato occorre tener presente la solidità del riferimento alla normativa nazionale che prevede i casi più evidenti e quelli relativi alle figure di competenza dello Stato. Rispetto a queste, l'articolo evidenzia un impianto esageratamente limitativo e fruitivi, quasi a testimoniare un certo atteggiamento culturale di malcelata diffidenza se non di aperto antagonismo, nei confronti dell'amministrazione centrale. Sotto questo profilo riferimenti puntuali alle forze dell'ordine, agli operatori della sicurezza ed alle forze armate, appaiono purtroppo non casuali, quasi che nei loro confronti si potesse configurare una concreta possibilità di turbare o condizionare in modo diretto il libero esercizio del voto, come recita la già citata legge numero 165 del 2004 che detta i principi fondamentali in materia. Come sappiamo, ed entriamo nel campo degli esempi concreti, parlando proprio di A.N., così nessuno si sente toccato, in Parlamento siedono ex sottoufficiali e generali dei carabinieri e generali della guardia di finanza, e crediamo che il Parlamento ne abbia avuta e ne abbia un indiscusso vantaggio. Perché, le istanze di questo settore della società, peraltro colpevolmente trascurata dal governo Prodi, siano invece di importanza fondamentale per tutti i cittadini in Sardegna e fuori dalla Sardegna. La politica degli sbarramenti, che qui abbiamo spinto quasi al massimo, non è convincente e mal si addice ad una democrazia rappresentativa più aperta, come spesso e solo a parole, vorrebbe essere la nostra. Così come, francamente, esagerato appare l'inserimento nell'elenco degli incompatibili dei Prefetti, e perfino dei Viceprefetti, che operano in Sardegna. Tutti ricordiamo il caso dell'ex Prefetto di Milano che si è candidato, sconfitto, alla carica di sindaco della città, sostenuto dal centrosinistra, nessuno ha contestato il suo diritto ma piuttosto certi atti compiuti nell'esercizio del suo Ufficio e talune dichiarazioni nella sua nuova veste di esponente politico. Questa però è la democrazia, sono casi peraltro che si contano sulle dita di una mano e che, anche per questo, sembrano assai lontano dal costituire un problema particolare per la Sardegna.

Bene avrebbe fatto la Regione - lo ribadiamo ancora una volta - ad occuparsi delle situazioni che possono riguardarla da vicino, anch'esse in larghissima parte previste dalla normativa nazionale vigente; in altre parole, bastava un rinvio alla legge ed un articolo di cinque righe per risolvere la questione. Altrimenti, nel tracciare il presunto identikit del consigliere regionale del futuro, come persone libere dal peccato e da ogni tentazione terrena, si finisce davvero col limitare in modo eccessivo gli spazi di partecipazione democratica.

Scorrendo l'elenco tracciato dal legislatore statutario, e messi da parte i casi più strettamente legati all'Amministrazione regionale nel suo complesso, si può essere dipendenti pubblici ma di livello medio-inferiore; appartenenti alle forze armate o di sicurezza ma meglio se inquadrati, come si diceva, nella bassa forza; operatori dell'Amministrazione civile, ma a condizione di possedere una qualifica da mezze maniche; addirittura magistrati onorari la cui giurisdizione, sia pure per una parte di territorio (chissà poi quale e quanto estesa), coincida con il collegio elettorale assegnato.

Procedendo con questo rigore assoluto, perché allora non includere nell'elenco della legge anche i presidenti delle Camere di commercio, dei Consorzi fidi, di certe associazioni di categoria, delle società finanziarie che fanno credito al consumo, i segretari regionali delle organizzazioni sindacali o i titolari di società, poniamo, con almeno 500 dipendenti? E' una proposta che viene fatta, io mi auguro che possa portare ad una meditazione su questo problema. Forse queste figure hanno una capacità di contatto con la realtà di riferimento inferiore agli altri? Perché per loro, non compresi nell'elenco, si presume che mai in nessun caso possano turbare o condizionare il libero esercizio del voto?

La nostra è evidentemente una provocazione: non possiamo e non vogliamo competere con la maggioranza su questo terreno, sul terreno della cultura del sospetto, della riserva mentale permanente, dell'ossessione secondo la quale qualcuno può sempre truccare le carte sfruttando la posizione che ricopre. E' un po' il discorso che abbiamo sentito tante volte, e assolutamente a sproposito, parlando della Sicilia: quando vinceva il centrodestra si sentiva dappertutto l'odore di mafia però quando le spuntava la sinistra era un piacere commentare finalmente l'affermazione della società degli onesti. Ma c'è un piccolo particolare: i voti della Sicilia erano sempre gli stessi, non c'erano migrazioni di massa o effetti di impennate demografiche risalenti a molti anni addietro.

Dunque, chi è che può veramente condizionare la libera espressione del voto popolare? Probabilmente nessuno, come ha concretamente dimostrato la storia della democrazia dell'alternanza che stiamo faticosamente cercando di costruire; e certamente non è mettendo all'indice determinate categorie ed escludendone altre che si rende un buon servizio all'Istituzione.

Ciò che può davvero, più che condizionare orientare il voto dei cittadini, sono le scelte che si fanno in campo politico, economico, sociale, civile e culturale, su questi elementi si forma il giudizio degli elettori, su questi elementi lo stesso giudizio può anche cambiare a favore dell'uno o dell'altro schieramento, di questo o di quel partito. La democrazia, sotto questo profilo, e anche assunzione di responsabilità ed ha - come ben sappiamo - molti problemi di funzionamento, di efficienza, di rapporto con i cittadini, che sono cosa ben diversa dagli elenchi più o meno dettagliati delle cause di incompatibilità.

Soffermandosi su questo aspetto, la Regione perde indubbiamente una buona occasione per dare ai sardi un messaggio positivo per i loro futuro. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro.

E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io devo dire che il ragionamento svolto in Aula dal collega Moro mi è sembrato assai convincente e, probabilmente, se venisse associato ad una lettura attenta dell'articolo 24 da parte dei colleghi della maggioranza, richiederebbe una risposta un po' più attenta rispetto a quella che l'Aula immagino vorrà dargli. Nel senso che, il Rettore dell'Università di Cagliari - che è un cagliaritano verace e che ha delle battute fulminanti per definire alcune delle situazioni nelle quali si imbatte - quando viene nelle Commissioni del Consiglio regionale ad essere audito, come noi sogliamo dire, ogni tanto si stupisce del dettaglio con cui noi politici entriamo nel merito delle singole questioni e, rivolgendosi a qualcuno della Commissione che ritiene possa comprendere il dialetto cagliaritano, dice: " beh, innoi seus faendi sa cordula a sa musca", che - non c'è il collega Atzeri in questo momento - significa che stiamo dipingendo un quadro con il dettaglio eccessivo da dedicare ad ogni singolo particolare, e questo sembra, francamente, l'articolo 24. Nel senso che, pensare che una legge statutaria - che è legge rinforzata, quindi che è una legge destinata a rimanere guida della Istituzione sarda per diversi anni e quindi non è destinata a rapide modifiche in corso d'uso per effetto di verifiche che potessero dimostrare in qualche maniera la non perfetta congruenza rispetto alle necessità che si dovessero dimostrare - beh, una legge di questo genere, sembra davvero contraddittorio che entri nel dettaglio di una serie di incompatibilità che veramente alla fine sembrano costituire una maglia stretta di tipo vendicativo nei confronti di chi dovesse essere eletto consigliere regionale. Ed è strano che un Consiglio regionale che disegna, discutere e vota una legge di tipo presidenzialistico - quindi una legge che dovrebbe garantire la separazione piena tra il potere esecutivo e il potere legislativo - non si ponga il problema della eleggibilità di un Assessore regionale; cioè significa che chiunque abbia esercitato per cinque anni il potere immenso che deriva dalla carica di Assessore regionale può diventare concorrente elettorale di ciascuno di noi, perché non abbiamo previsto in nessun modo che colui sul quale è concentrato il potere di un Assessorato regionale non sia direttamente e immediatamente eleggibile nel momento in cui finisce il mandato. Non l'abbiamo previsto per questo, che sicuramente detiene un potere immenso, e prevediamo un'incompatibilità per i sindaci dei piccoli Comuni.

Voi sapete che la Sardegna è fatta di decine e decine, forse di centinaia, di piccola realtà comunali che non arrivano a toccare i mille abitanti, dove fare il Sindaco è un servizio; nel senso che un consigliere regionale che sia disponibile anche a guidare la propria comunità, sta facendo un servizio. Io capisco che l'incompatibilità possa esistere per Sindaci di Comuni grossi che sono quotidianamente assorbiti dalla loro attività all'interno del Comune nell'esercitare il mandato che gli è stato conferito dagli elettori: è evidente che il sindaco di Cagliari, quello di Quartu, quello di Sassari non possono pensare nella loro testa di poter fare il consigliere regionale. Ma il sindaco di Baradili, comune di 110 abitanti a cavallo tra la Marmilla e il Campidano, quello sta facendo un servizio alla propria comunità; quindi, nel momento in cui noi pensiamo di sottrarlo - e forse avremo anche ragione: lo sottraiamo ai compiti amministrativi che gli possono portar via una piccola parte della sua quotidianità -, ma gli stiamo impedendo di svolgere un servizio nei confronti della sua comunità, non certo ci stiamo occupando del potere che viene esercitato amministrando il comune di Baradili, perché se non ci siamo preoccupati del potere che si esercita facendo l'Assessore regionale... Ecco, io sono sicuro che il collega, amico Dadea, che interpreta in maniera rigorosa la legge che sta portando a compimento, non sarà candidato alle prossime elezioni, ma nessuno e niente glielo impedisce. Nel senso che, se l'assessore Dadea esercitasse non con spirito presidenzialista, e cioè per rendere un servizio all'Esecutivo, il suo compito, ma se lo esercitasse per trarne un utile nelle prossime liste elettorali del suo partito, se ha un partito, beh insomma io immagino che questo sarebbe cosa preoccupante, ma non preoccupante perché rischia di portare un via un posto ai consiglieri regionali aspiranti alla rielezione e candidati aspiranti alla rielezione, preoccupante perché significherebbe che la sua azione politica potrebbe essere ispirata alla necessità di cercare consenso, e non a quella di svolgere un'azione complessiva di servizio alla maggioranza nella realizzazione del programma di Governo. Quindi, ecco preoccupa effettivamente una griglia di incompatibilità estremamente stretta, perché tale non può non essere considerata una griglia che pone al comma D dell'articolo "coloro che esercitano il patrocinio nei confronti di… sostanzialmente chiunque", perché noi sappiamo bene che l'economia di questa Regione si regge sul pubblico, per cui è evidente che chi fa l'avvocato rischia di esercitare e di avere esercitato il patrocinio nei confronti di chi comunque con il pubblico è collegato, e non credo che il passare l'esercizio del padroncino ad un collega di studio, possa, se non formalmente, sanare l'incompatibilità che voi ritenete che ci sia. Così come è incredibile il comma E, cioè quello delle liti pendenti, nel senso che se non si pone un tetto all'entità della lite pendente, beh significa che ciascuno di noi che fosse a rischio di incompatibilità e che tale rischio venisse registrato da quello che viene dopo di lui in lista, potrebbe essere massacrato alla ricerca di qualche provvedimento, di qualche azione civile in corso nei confronti di un ex ESIT disciolto o di un ISOLA disciolta o di qualunque altro piccolo, medio, grande ente regionale e giusto per dire che è incompatibile e che pertanto, se per caso non sana immediatamente la situazione si può ritrovare estromesso dal Consiglio regionale dove gli elettori lo hanno indicato. Quindi insomma ci sono una serie di considerazioni, che tutto sommato creano delle perplessità, perché voi ci dite spesso quando vi segnaliamo dei problemi reali: "ne parleremo al momento della legge elettorale", insomma io credo che su questo articolo ci fosse il tanto perché ne riparlassimo al momento della legge elettorale, nel senso che forse sarebbe stato più opportuno inserire una serie di principi generali sulle incompatibilità, chiari, nitidi e molto generali, e tali possibilmente da fare incappare all'interno del principio quelli che detengono potere reale in Sardegna, e che ci preoccupano sul serio, non coloro i quali hanno una lite da 10 mila euro con la Regione o con un altro ente regionale. Ma quelli che davvero detengono del potere reale che può essere utilizzato per condizionare un'elezione, che può essere utilizzato per condizionare una campagna elettorale, ecco quei principi sarebbe stato utile vedere all'interno della legge statutaria, magari poi affidando alla legge elettorale, visto che c'è la convinzione da parte di questa maggioranza di avere i numeri e l'omogeneità politica per portarne a compimento una, magari affidando al momento della legge elettorale il compito di individuare specificamente i dettagli del mosaico, dettagli che affidati ad una legge di tipo ordinario, possono anche essere modificati con un procedimento legislativo esattamente omologo, cioè un procedimento ordinario, qualora si dimostrassero esageratamente fiscali o troppo permissivi. Quindi il ragionamento che tante volte si è fatto in questa Aula in risposta a obiezioni ad emendamenti che noi vi abbiamo presentato e cioè quel ragionamento del rimandare una parte del contenuto della legge al momento della discussione della legge elettorale, ben si atterrebbe a questo articolo 24, che sembra un articolo che renderà davvero difficile l'utilizzo nel momento di verifica delle incompatibilità dei consiglieri regionali, e che creerà probabilmente alla Giunta per il Regolamento, alla Giunta per le elezioni, e a tutti gli organi consiliari che si dovranno occupare della verifica, per non parlare dei tribunali, delle condizioni discendenti dalle incompatibilità derivanti dall'articolo 24, probabilmente causeranno contenzioso e qualche dispiacere a tanti consiglieri eletti, che avrebbero, a ben diritto, la possibilità di rimanere in questa Aula senza dovere incappare in eccessi rigorosi che in questa legge ci sembra rischino di essere introdotti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Emendamento numero 605 il parere negativo, 606 è negativo, 195 è negativo, 286 è negativo, 607 è negativo, 46 è negativo, 608 negativo, 609 negativo, 130 è negativo, 288 è negativo, 610 è negativo, 611 è negativo, 612 è negativo, 134 è negativo, 613 è negativo, 614 è negativo, 376 è negativo, 377 è negativo, 615 è negativo, 616 è negativo, 617 è negativo, 618 è negativo, 619 negativo, 139 è negativo, 289 è negativo, 620 è negativo, 756 è ritirato, 746 è negativo, il 126 è accolto, il 129 è negativo, il 135 è negativo, il 137 è negativo, il 138 è negativo, il 747 è negativo, il 748 è negativo, il 127 è negativo, il 128 è negativo, il 352 è accolto nella prima parte, nel primo comma alla lettera i aggiungere dopo i proprietari l'espressione soci di riferimento, non è accolta invece da e sopprimere sino ad annuo, e poi è accolto in secondo capoverso alla fine del quinto comma aggiungere secondo il procedimento indicato nei commi seguenti; 287 negativo, 621 è negativo, 132 è negativo, 133 negativo, 136 è negativo, 622 negativo.

PRESIDENTE. Per esprime il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 605 è in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente. Io intervengo sull'emendamento numero 605, per porre innanzitutto un ragionamento, e faccio appello nel porre questo ragionamento soprattutto a chi in questa Aula nella discussione di tutti gli articoli che sono intervenuti sino a questo momento, ha sempre richiamato un concetto costante, cioè quella della gerarchia relativa alle norme, e quindi nel ribadire il concetto che noi con questa legge statutaria, che altro non trattasi che una legge ordinaria, che viene approvata con procedura rinforzata, non può in alcun modo andare a contrastare le norme sancite nello Statuto della Sardegna. L'articolo 17 del nostro Statuto, e l'abbiamo conosciuto anche recentemente, detta in maniera esplicita, che è scritta la compatibilità per i sindaci dei Comuni al di sotto di 10 mila abitanti, se noi scriviamo questa norma, e tengo a precisare che io sono concettualmente favorevole a che si scriva questa norma, ma ovviamente è illegittima costituzionalmente, e quindi noi non lo possiamo scrivere, noi andremo a mettere in piedi un contenzioso che non avrà fine. Lo sanno bene i colleghi che sono oggi i sindaci, lo so bene io lo so bene io che ho vissuto anche l'esperienza di una sentenza della Corte di cassazione che da ragione in questi termini. Oggi è impossibile scrivere che vi sia incompatibilità per i sindaci dei comuni al di sotto di 10 mila abitanti. Se noi vogliamo fare questo errore, facciamolo, però, sempre è stato detto, per primo anche dall'assessore Dadea che è qui presente, che non era assolutamente pensabile che noi potessimo derogare da questo principio cardine, tant'è che anche la proposizione nostra di portare il numero dei consiglieri da ottanta a sessanta, si è detto, deve essere rigettata in funzione di questo principio. Quindi, mi appello a queste considerazioni per capire che non è assolutamente legittimo costituzionalmente che noi facciamo questo. Nell'ipotesi, ovviamente, voterei a favore dell'emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, grazie, Presidente. Noi abbiamo presentato alcuni emendamenti che riguardano la lettera b) dell'articolo 24, come tra l'altro questo emendamento numero 605, presentato da Diana, Liori, Artizzu, Moro e Sanna Matteo. Il nostro emendamento prevedeva la possibilità di estendere o, quantomeno, considerare l'incompatibilità per i comuni con popolazione superiore a 3 mila abitanti. Ne abbiamo presentato due: uno con 3 mila e uno con 10 mila. E' ovvio che, per quanto riguarda questo emendamento, la disponibilità sarebbe anche a un voto favorevole, con la speranza, però, di potere poi arrivare all'emendamento, in particolare il "748", che appunto stabilisce l'incompatibilità per i comuni, o meglio, i sindaci al di sopra dei 3 mila abitanti. Come ha detto prima l'onorevole Vargiu, ci sono tante piccole realtà locali nella Sardegna e, togliere la possibilità a un sindaco di un piccolo comune di potersi candidare e poi, a quel punto, di poter optare e scegliere se fare il consigliere regionale piuttosto che il sindaco, credo che sia un grave atto nei confronti delle comunità e degli enti locali. Anche perché io avrei voluto sollevare, e chiederò poi al presidente Pinna un chiarimento sul fatto che non sono stati previsti nei casi di incompatibilità, o meglio, non è stata trattata l'incompatibilità dei membri delle due Camere, che è prevista, è vero, dallo Statuto, è prevista dalla legge costituzionale, poi aggiornata con la legge numero 1 del '99; però, non capisco perché non debbano essere richiamati nell'articolo 24, anche perché poi è necessario normare come debbono essere gestite queste incompatibilità, per evitare che membri della Camera o del Senato possano, per mesi, mesi e mesi, far parte di un Consiglio regionale e di una Camera senza alcun motivo valido e senza portare benefici alla comunità sarda.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pileri. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Sì, Presidente, innanzitutto per dichiarare il ritiro dell'emendamento numero 813 e, siccome c'è una palese incongruenza tra i tre emendamenti, parlo del "746", "747" e "748", da questi ritiro la firma perché c'è palese incongruenza in tutti e tre, cioè, che ho firmato chiaramente, però ritiro la firma, in quanto non si può dire che si è d'accordo per la non candidatura a consigliere regionale per i sindaci oltre i 3 mila, poi oltre i 10 mila, e poi fare di tutta l'erba un fascio, non si può candidare nessun sindaco. Per cui ritiro la firma da questi emendamenti, ma voglio esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 605 per le stesse motivazioni che ho detto, appunto perché non si può impedire ad un sindaco, chiaramente, di un piccolo comune, o a un sindaco di un qualsiasi comune di candidarsi presso il Consiglio regionale. Lo Statuto dice che non può essere candidato il sindaco al di sopra, se non erro, dei 15 mila abitanti, quindi, ciò vuol dire che tutti gli altri si possono candidare e possono legittimamente aspirare a diventare consiglieri regionali. Per cui, ritiro la firma dagli emendamenti numero 746, 747, 748, ritiro l'"813" e dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 605.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Anche io annuncio il voto favorevole all'emendamento del collega Diana e più, il "605" e, peraltro, annuncio anche l'intenzione di votare a favore, quindi, di discutere eventualmente gli emendamenti di cui ha parlato dato il collega Rassu, cioè quelli che si accontentano, nel senso, quelli che introducono, comunque, per quanto riguarda i sindaci dei comuni della Sardegna il riferimento allo Statuto, perché il collega Pisano fa un ragionamento che mi sembra sia lineare, il collega Pisano dice: "Esiste, all'interno dello Statuto sardo, un'esplicitazione precisa che riguarda l'incompatibilità dei sindaci". Quindi, non è che noi, attraverso la legge statutaria, normiamo una questione che non è comunque regolamentata. Noi, attraverso la legge statutaria, stiamo andando a normare qualcosa che è già normato dallo Statuto, quindi stiamo introducendo un elemento che, come giustamente considera il collega Pisano, è confliggente anche con la valutazione che è stata fatta quando si è chiesto di ridurre il numero dei consiglieri regionali, già all'interno della legge statutaria, da ottanta a sessanta, ed è stato risposto che questo, pur principio accoglibile, non è possibile farlo adesso, ma si dovrà ripresentare come problema quando dovremo discutere la legge elettorale, beh, il ragionamento sulla gerarchia delle fonti dovrebbe valere anche nel momento in cui noi diciamo che la legge statutaria prevede una norma diversa rispetto a quella che stiamo introducendo all'interno della statutaria. Ma, se questo non fosse, abbiamo due emendamenti: uno che pone a 10 mila il limite delle incompatibilità per i sindaci, e cioè 10 mila abitanti del proprio comune, e cioè che ripete pedissequamente quello che c'è scritto all'interno dello Statuto regionale sardo, ma ne abbiamo anche uno che, se accetta la vostra tesi, e cioè che la statutaria possa normare una materia già normata dallo Statuto, se si accetta la vostra tesi, comunque, consentirebbe ai sindaci dei comuni al di sotto dei 3 mila abitanti di essere sindaci e, contemporaneamente, consiglieri regionali.

Allora, se voi accettato il principio che fare il sindaco di un piccolo comune sotto i 3 mila abitanti non è una rendita di potere, ma è un servizio che viene reso alla comunità da chi, magari, ha già la gratificazione e la possibilità di esercitare politica di alto livello facendo il consigliere regionale, beh, dall'accettazione di questo principio e dalla contemporanea considerazione che possiamo normare in statutaria anche in maniera confliggente con lo Statuto, beh, dovrebbe perlomeno discendere l'approvazione dell'emendamento che elimina l'incompatibilità per i sindaci dei comuni al di sotto dei 3 mila abitanti. Quindi, almeno su questo, colleghi, in questi minuti che precedono la discussione dell'emendamento specifico, noi vi chiederemo di aprire un ragionamento, quantomeno per farci sentire in aula le eventuali ragioni del vostro dissenso rispetto a quanto noi stiamo sostenendo.

Presidente, le chiederei anche il voto con scrutinio elettronico palese su questo emendamento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Non ci sono altri interventi. E' stata richiesta la votazione elettronica palese. Stiamo votando l'emendamento numero 605.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 605.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - MILIA - MORO - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIORICO - IBBA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 49

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 12

contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 606. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 195.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, solo per capire perché: "compresi nella Regione Sardegna". Mi sembra che accettare questo significhi comunque considerare positivamente e accettare che uno possa svolgere il suo ruolo di assessore in province che non sono nella Sardegna, o essere sindaci di comuni fuori dalla nostra Regione. A me sembra che questo sia contraddittorio rispetto alla norma che viene presa in considerazione, mi sembra assurdo che questo emendamento sia stato giudicato negativamente dalla Commissione, mi piacerebbe capire esattamente perché, perché se chiaramente ci si riferisce alla possibilità che un assessore di provincia e un sindaco residenti in Sardegna possano avere motivazioni di vantaggio, non capisco però perché possiamo accettare che uno abbia lo stesso incarico in un'altra Regione. Francamente non lo capisco. Comunque io voterò a favore dell'emendamento numero 195 nonostante il parere della Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sulle modalità di voto, per chiedere il voto elettronico palese, grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, anch'io voto a favore dell'emendamento della collega Caligaris che mi sembra corregga un refuso nella scrittura della legge, nel senso che è evidente che l'Assessore provinciale di Benevento non può fare il consigliere regionale in Sardegna, a meno che non abbia il dono dell'obiquità e quindi possa passare contemporaneamente una parte della sua giornata a Benevento e una parte della sua giornata nel Consiglio regionale della Sardegna, così come il sindaco di qualsiasi comune italiano difficilmente si può pensare possa svolgere la sua attività di legislatore in Sardegna. Quindi mi sembra che sia possibile chiedere… mi fa accenno mimico il collega Porcu che andiamo verso l'accettazione dell'emendamento quindi posso tagliare. Benissimo.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Sì, per dire che l'osservazione è fondata, per cui possiamo accogliere l'emendamento.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento. E' stato richiesto lo scrutinio elettronico, prego i colleghi di accomodarsi per la votazione. Dichiaro aperta la votazione. Un Segretario se è possibile, onorevole Serra, si accomodi qui, grazie…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 195.

(Segue la votazione)

L'emendamento è stato accolto colleghi, c'è qualche collega che non ha votato, chiedo scusa, possiamo annullare la votazione... La votazione è annullata. Rifacciamo la votazione, prego i colleghi di stare a posto…

LA SPISA (F.I.). Quale è l'emendamento?

PRESIDENTE. L'emendamento, onorevole La Spisa, è il numero 195 dell'onorevole Caligaris che sopprime le parole "compresi nella Regione Sardegna". L'emendamento è stato accolto dalla Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 195.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Salis e Serra hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PILERI - PINNA - PISANO - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RASSU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 47

votanti 46

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 46

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 286 che è uguale al numero 607.

Poiché nessuno ha domandato di parlare su questi emendamenti, li metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non sono approvato)

Mettiamo in votazione gli emendamenti numero 46, 608 e per la parte comune l'emendamento numero 352 a pagina 674 per le parti comuni, uguali.

Poiché nessuno domanda di parlare su questi emendamenti, li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Passiamo all'emendamento numero 609. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 130. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 288, che è uguale al numero 610. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 611. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 612. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 134. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 613. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 614. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 376. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 377. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Prego i colleghi di sollevare la mano, non diamo per acquisito il risultato.

Passiamo all'emendamento numero 615. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 616. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 617. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 618. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 619. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 139 che è uguale al numero 289 e al numero 620.

Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Grazie Presidente. L'emendamento numero 139 recita il comma 13 dell'articolo 24 che è soppresso, ed è il comma che scrive che "il consigliere regionale che accetti la carica di assessore regionale decade da quella di consigliere". Se pure la statutaria contenga la scelta di un governo presidenzialista, anzi fortemente presidenzialista, e quindi in un tale contesto appare normale che il Presidente possa scegliere i suoi Assessori all'interno e all'esterno del Consiglio, non si capisce quale sia la ragione che di fatto non legittima il consigliere regionale a ricoprire la carica di Assessore. E' come stabilire che il mandato popolare, il consenso elettorale serve a raggiungere l'Assemblea legislativa, ma è condizione impeditiva per arrivare alla Giunta senza perderla. Se fossi cattivo penserei che il fatto di conservare la carica di consigliere regionale rende più libero l'Assessore che rivestisse contemporaneamente quella carica e che lo renderebbe più difficilmente maltrattabile. Credo che niente impedisca ai governatori che si trovassero ad applicare questa legge di scegliere i loro Assessori al di fuori del Consiglio regionale, ma sarebbe più dignitoso e più giusto per questo Consiglio e per la rappresentanza popolare di cui è depositario che, comunque, ove il Presidente di turno ritenesse di scegliere un consigliere regionale come componente della sua Giunta non sia per questo umiliato fino al punto di dover rinunciare al mandato elettorale ricevuto.

Chiedo la votazione elettronica palese, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sì, grazie onorevole Cuccu. Chi sostiene la richiesta di votazione elettronica?

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

Va bene. Stiamo votando gli emendamenti numero 139, 289 e 620.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamento numero 139, 289 e 620.

(Segue la votazione)

Prendo atto che la consigliera Lanzi ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - COCCO - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - GIORICO - LA SPISA - MILIA - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANNA Simonetta.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - IBBA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MARRACINI - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISANO - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 47

votanti 46

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 13

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 746.

ATZERI (Gruppo Misto). Ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 746 è stato ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 126. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Chiedo scusa, per l'emendamento numero 126 è stato espresso parere favorevole della Commissione. Ripetiamo la votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento numero 129. Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). La lettera d) del comma 1 dell'articolo 24 dice che "coloro che esercitano il patrocinio professionale o prestano assistenza o consulenza, in qualsiasi forma, a imprese, enti ed associazioni nei loro rapporti contrattuali o precontrattuali con la Regione e con enti regionali". Il nostro emendamento chiede che sia aggiunta l'espressione "che presta opera in modo continuativo". Se non ci fosse questa esplicitazione potrebbe essere possibile che un legale che ha curato una pratica per un'impresa che ha un servizio o un appalto con la Regione, l'ha fatto una volta e basta, si renda di fatto incompatibile non si sa bene per quanto tempo, e questo può accadere per un consulente tributario, per un consulente del lavoro, per un consulente fiscale e, perché no, anche per un medico ove dovesse redigere una perizia di parte per quanto riguarda un infortunio sul lavoro accaduto - può accadere - all'interno di un'impresa che lavori per la Regione sarda.

Io credo che lo spirito della Commissione non fosse certo quello di impedire a chicchessia, avesse ogni forma di rapporto con la Regione o con enti partecipati o controllati, di poter accedere alle liste per l'elezione del Consiglio regionale e crediamo che si possa ovviare accogliendo il nostro emendamento che tende a specificare che il rapporto di lavoro, così come è descritto alla lettera d), è impeditivo ma solo ed esclusivamente quando si verifica in forma continuativa.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Anch'io esprimo il voto favorevole all'emendamento e contemporaneamente l'invito a ripensare il parere perché le argomentazioni portate qui dall'onorevole Cuccu mi sembra che siano abbastanza realistiche e convincenti. La maglia di questo articolo è già molta stretta, così come la maglia dell'articolo precedente, ma su questo tema proprio, riguardo cioè all'incompatibilità di quei professionisti che non a titolo continuativo, ma anche occasionalmente possano esercitare il patrocinio o comunque altre forme di consulenza e assistenza, anche occasionalmente riguardo a imprese, enti e associazioni nei loro rapporti contrattuali o precontrattuali con la Regione o enti regionali, mi sembra che costituisca una condizione eccessiva. Poi, il destino di questa legge, con questi eccessi di corsa ad handicap, già è abbastanza drastica. Non mi sembra che in questo caso si aiuti proprio un percorso sereno per il periodo successivo all'approvazione del Consiglio regionale e alla prevedibile sottoposizione di questa legge a una prova referendaria. Mi sembra che sia veramente eccessivo e che quindi l'emendamento numero 129 contemperi giustamente il contenuto di questo divieto.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Stiamo discutendo l'emendamento numero 129, a pagina 666. Prego, onorevole Pileri.

PILERI (F.I.). Sì, grazie. Mi ha anticipato il Capogruppo La Spisa e comunque anch'io annuncio il voto favorevole anche perché questa problematica è disciplinata dalla legge numero 154 del 23 aprile 1981 che all'articolo 3, se non ricordo male, prevede appunto che è incompatibile "il consulente legale, amministrativo e tecnico che presta opera in modo continuativo" e quindi credo che la presentazione di questo emendamento sia pertinente e quindi esprimo il voto favorevole.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io credo che quest'emendamento, che è stato presentato dai colleghi del U.D.C., sul quale io dopo aver ascoltato il collega Cuccu devo dire di non aver chiarito completamente la mia posizione, nel senso che mi sembra che sia il comma d) che il comma e) dell'articolo 24, effettivamente, alla fine disegnino una rete le cui trame si possano restringere o allargare in maniera difficilmente prevedibile. Nel senso che se quello che ha sostenuto il collega Cuccu fosse vero - e io non riesco a coglierlo nell'interpretazione autentica della norma che stiamo scrivendo - beh, sarebbe davvero inquietante. Cioè, io interpreterei che il comma d) possa consentire a chi esercita un patrocinio e una consulenza, nel momento in cui gli viene significata la situazione di incompatibilità, cessi di esercitare quel patrocinio e quella consulenza, o la affidi ad altri, e in questo momento in quel modo rimuova istantaneamente le cause di incompatibilità. Collega Cuccu - giusto perché è la parte di cui posso essere più competente - se un collega medico fa una relazione tecnica in un procedimento che ha come controparte la Regione o uno qualsiasi dei suoi satelliti, nel momento in cui il collega si astiene dal continuare questa azione dovrebbe essere rimossa la causa di incompatibilità e quindi non dovrebbe esserci più il problema. Se così non fosse è ovvio che io aderisco al suo emendamento e quindi alla richiesta che sia precisata la continuità, l'interattività del rapporto. Mi chiedo, peraltro, qualora vengano prestate delle operazioni di consulenza ad associazioni ONLUS - quindi associazioni che non hanno scopo di lucro, che peraltro hanno dei rapporti contrattuali nei confronti della Regione - questo tipo di consulenza può essere fornita? Le consulenze a titolo gratuito possono essere fornite? Stesso ragionamento si pone poi nel comma successivo, dove si dice "Coloro che hanno liti pendenti"; beh, ma se la lite pendente è di entità davvero bassa, davvero risibile rispetto a quello che è poi il complesso dell'attività che svolge un consigliere regionale, qui si stanno individuando come controparti enti, istituti, agenzie, consorzi, cioè tutta la Regione, cioè significa che chiunque ha una lite pendente sostanzialmente incompatibile deve rinunciare alla lite. Cioè, mi sembra che davvero si siano disegnate delle maglie che poi rischiano di essere veramente coercitive nei confronti di chi in queste maglie si impigliasse. Forse un attimo di riflessione sul comma d) e sul comma e) potrebbe essere utile per limare alcune cose che ci sono sfuggite fino a questo momento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Trenta secondi, Presidente, per esprimere il voto contrario. Con questo emendamento mi pare che si introduca un elemento, come dire, aleatorio. Cosa significa in modo continuativo? Ne cogliamo la ratio, però chi è che stabilisce il rapporto in modo continuativo? Qual è il parametro di riferimento? La norma noi dobbiamo cercare di costruirla proprio perché attiene neppure a cause di ineleggibilità, siamo tra le cause di incompatibilità - questo bisogna ricordare ai colleghi -, ma anche tra le cause di incompatibilità la maggior chiarezza possibile, cioè evitare che debba essere qualcuno a dirimere il caso facendo riferimento a situazione continuativa, ovvero a quella occasionale. Allora, la norma è stata costruita appositamente proprio per fare chiarezza nella sua semplicità e linearità. Per cui ritengo che questo emendamento introduca elementi davvero di non chiarezza.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie. Anch'io credo di condividere il ragionamento che ha fatto adesso anche l'onorevole Pittalis, nel senso che l'interpretazione che può essere data alla lettera d) - che capisco avvantaggi molto i componenti della Commissione che a questo dibattito e a questa discussione hanno già partecipato - non possa che essere quello di rimuovere una condizione di vantaggio che creerebbe l'essere consigliere regionale e contemporaneamente un consulente che eroga servizi a favore di enti regionali o della Regione stessa in maniera diretta. Cioè solo questo significa: significa tra l'altro normalizzare una norma che già esiste per altri enti pubblici, per i Comuni, per le Province e quindi far si, evitare che sussista una condizione di palese incompatibilità fra l'esercizio e la funzione di consigliere regionale e il consulente che eroga servizi a favore della Regione. Quindi, se questo non è, se l'interpretazione non potesse essere davvero questa che noi tutti abbiamo capito in questi termini, magari sarebbe utile che l'Assessore in questo senso possa chiarire se davvero si intende questo, credo che valga di tenere in piedi la lettera d) come condizione di incompatibilità e quindi di bocciare l'emendamento numero 129 che, invece, vorrebbe la sua soppressione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro ha domandato di parlare sull'emendamento numero 129, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 135, 137 e 138 sono decaduti.

Metto ora in votazione il testo dell'articolo 24. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento aggiuntivo numero 747. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 748. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.

(E' approvato)

Gli emendamenti numero 127 e 128 sono decaduti perché erano collegati all'emendamento numero 129.

Passiamo all'emendamento numero 352, c'è il parere favorevole della Commissione sulla prima parte e su una parte della seconda.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Allora, nel primo comma alla lettera i) aggiungere dopo "I proprietari" l'espressione "e i soci di riferimento". Poi, secondo comma, alla fine del secondo caporigo aggiungere "secondo il procedimento indicato nei commi seguenti".

PRESIDENTE. Va bene. La seconda parte era stata soppressa. Quindi, votiamo l'emendamento numero 352, c'è il parere favorevole della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, per dichiarare naturalmente il voto favorevole all'emendamento 352 ma, Presidente, anche per far emergere una contraddizione, perchè con la bocciatura dell'emendamento presentato dall'onorevole Floris - in base al quale veniva richiesta sempre la cancellazione del limite di un milione di euro - secondo me, stiamo seguendo una procedura che è quantomeno aberrante. Perché da un lato ci stringhiamo rispetto a un comma d) con una serie di limitazioni nei confronti di coloro i quali esercitano il patrocinio professionale e, comunque, in ogni caso, mentre in questo caso scatta invece il criterio soltanto qualora si superi il milione di euro. Qualcuno dovrebbe spiegarmi l'arcano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per chiedere una brevissima sospensione. Cinque minuti.

SECCI (La Margherita-D.L.). Sospendiamo l'emendamento!

PRESIDENTE. E' un emendamento aggiuntivo, quindi lo possiamo sospendere. Proseguiamo nel lavoro, poi torniamo sull'emendamento.

Passiamo all'emendamento numerro 287. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 621. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 132. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 133.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Ho chiesto di intervenire sul 132.

PRESIDENTE. Scusi, qui arriva un attimo in ritardo la...

PILERI (F.I.). Lo so, però vorrei esprimere ugualmente ancorché il voto sia stato già effettuato...

PRESIDENTE. E' già votato.

PILERI (F.I.). Io avevo chiesto prima al presidente Pinna, attenzione su questo emendamento poiché avevo evidenziato che tra le cause di incompatibilità non figuravano appunto nell'articolo 24 quelle relative all'appartenenza di una delle due Camere e credo che sia opportuno invece inserirlo per un fatto molto semplice, perché la legge, una del '99, la legge costituzionale che ha innovato la disciplina prevista dall'articolo 122, in qualche modo ha rimandato al primo comma che il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinate con legge delle Regioni nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica. Allora, noi al comma 6 dell'articolo 24 praticamente diciamo: "quando esiste al momento dell'elezione o si verifichi successivamente qualcuna delle condizioni di incompatibilità o sopravvenga una causa di ineleggibilità previste dalla presente legge", previste dalla presente legge, questa legge non prevede esplicitamente l'incompatibilità di membro della Camera con quella di consigliere regionale, è contestata dal Presidente della Regione o al consigliere regionale dal Consiglio regionale. E quindi vengono meno, di fatto, i procedimenti previsti dai commi successivi, cioè quello che l'interessato ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni eccetera eccetera... quindi viene meno una procedura che crea una trasparenza in qualche modo e un'azione chiara su quelle che sono le cause di incompatibilità tra queste due figure, perché non si può, come ho detto prima, lasciare alla discrezionalità la possibilità di rimanere in carica ed esercitare anche discrezionalmente in qualche modo il compito stabilendone i tempi e le modalità.

Quindi, chiedo se ci sarà una sospensione, una riflessione su questo aspetto che mi pare una mancanza che non è stata prevista in nessun modo nell'articolo 24.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 133.

Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu Franco Ignazio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Il comma 3 dell'articolo 24 recita: "le ipotesi di cui alle lettere "e" ed "h" del comma 1 non si applicano agli amministratori per fatto connesso con l'esercizio del mandato". Andando a vedere, si evince che la lettera "e" interessa coloro che hanno lite pendente in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo con la Regione o con enti, istituti, agenzie, consorzi o aziende regionali. La lettera "f" attiene coloro che per fatti compiuti allorché erano amministratori o impiegati della Regione, ovvero di ente, istituto o agenzia o azienda regionale sono stati, con sentenza passata in giudicato, dichiarati responsabili verso la Regione o verso l'ente, l'istituto, l'agenzia o l'azienda non hanno ancora estinto il debito. Non credo che ci siano grandi spiegazioni da dare sull'emendamento, noi riteniamo che la dicitura del comma 3 che quelle ipotesi di incompatibilità di cui alle lettere "e" ed "h" del comma 1, non si applicano agli amministratori, siano estese anche ai consiglieri regionali per fatti connessi all'esercizio del mandato. Mi parrebbe eccessivamente squilibrato che in un caso l'esercizio al mandato fosse causa o fosse motivo di esclusione di quel tipo di incompatibilità, nell'altro caso invece no.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io credo che le 21 non siano l'orario migliore per approfondire argomenti di questo genere dopo che il Consiglio ha lavorato per l'intera giornata in maniera alacre e quindi è probabilmente affaticato nei neuroni dei suoi componenti, però mi sembra che il ragionamento svolto dal collega Cuccu meriti un po' di attenzione al di là dell'orario e al di là della stanchezza, nel senso che se la Commissione nel redigere il testo definitivo della proposta di legge arrivata in aula, del disegno di legge arrivato in aula, a mio avviso mi sembra abbastanza ragionevolmente prospettato il comma 3 dell'articolo 24 e ha ragionevolmente stabilito che la causa di incompatibilità non si applichi agli amministratori che avessero, discendenti dal comma "e" ed "h" dei contenziosi che sono direttamente correlati allo svolgimento del loro mandato, beh, mi sembra che questo ragionamento debba valere paro paro anche per i consiglieri regionali, nel senso che anche i consiglieri regionali hanno la possibilità per cause che sono inerenti lo svolgimento del proprio mandato di avere dei contenziosi con la Regione o con altri enti che sono in qualche maniera collegati con la Regione. Beh, se questo si determina è difficile pensare che debba essere rimossa l'incompatibilità altrimenti non si realizza la possibilità di esplicare il mandato. Cioè, io credo che dovremo rifletterci un attimo, ci sono mille implicazioni, colleghi, che se abbiamo mezz'ora di tempo per ragionare possiamo approfondire, ma ci sono mille implicazioni che possono comportare che ciascuno di noi per motivi connessi con il proprio mandato abbia un contenzioso con la Regione o con altre strutture comunque correlate alla Regione. Allora, non scriviamo una norma che poi al momento dell'applicabilità ci rendiamo conto lede pesantemente i diritti che ciascuno di noi ha, quindi io credo che su questo emendamento, forse con lo stesso ragionamento che si sta facendo sull'emendamento per il quale l'assessore Dadea ha chiesto una breve sospensione, sia ugualmente opportuno, se non riusciamo a trovare un'identità di vedute che consenta di approvarlo, fare ugualmente una breve sospensione e vedercelo con una mente più serena che ci consenta di non commettere errori rinforzati.

PRESIDENTE. L'onorevole Vargiu propone di sospendere anche il 133. Se questa proposta viene accolta, ci sono alcune dichiarazioni di voto, non so se...

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Ritenere che le osservazioni da ultimo del collega Vargiu, ma prima ancora dell'onorevole Cuccu, ci trovano pienamente d'accordo. Penso che la questione vada valutata se ci sono elementi per farlo non in questo momento, ma mi pare che non ci sia motivo per escludere tra gli eletti i consiglieri regionali rispetto agli amministratori.

PRESIDENTE. Bene, possiamo sospenderlo colleghi chiedendo agli iscritti a parlare per dichiarazione di voto se trasferiamo la loro dichiarazione di voto alla ripresa della discussione su quest'emendamento? Il Presidente della Commissione non è iscritto, è l'unico che non è iscritto però se si iscrive...

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, relatore, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Per dire che accogliamo la richiesta di sospensione così possiamo valutare meglio sulla base sia degli interventi anche delle osservazioni fatte dall'onorevole Pittalis.

PRESIDENTE. Chiedo scusa colleghi, forse l'onorevole Caligaris... do una risposta anche a lei: il 133 lo stiamo sospendendo, ci sono due soli emendamenti anzi uno solo perché il 622 è decaduto e concludiamo i lavori ringraziando i colleghi, avevamo previsto di finirli alle 20 e 30 ma, dato che abbiamo lavorato poco, i colleghi della opposizione ci hanno consentito di lavorare fino alle 21, e di questo li ringrazio. Quindi, c'è l'emendamento numero 136.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

I lavori del Consiglio finiscono qui, ed è convocato per domani alle ore 10. La seduta è tolta, grazie.

La seduta è tolta alle ore 21 e 05.



Allegati seduta

CCCVIII Seduta

(Pomeridiana)

Giovedì 1 marzo 2007

Presidenza del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 16 e 52.

SERRA, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 22 febbraio 2007 (302), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Davoli, Frau, Lanzi, Manca, Marrocu e Pisu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di giovedì 1 marzo 2007.

Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

PRESIDENTE. Colleghi, sospendo la seduta per quindici minuti, per impraticabilità del campo, come è a tutti evidente, se i colleghi mi permettono questa battuta. Prego i Capigruppo di attivarsi perché i colleghi siano in aula fra quindici minuti. Grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 54, viene ripresa alle ore 17 e 51.)

PRESIDENTE. Va bene, prego i colleghi di prendere posto. Un Segretario di… Colleghi, riprendiamo il nostro lavoro. Colleghi, io vi prego di prendere posto e speriamo di potere iniziare il nostro lavoro.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Legge statutaria della Regione Autonoma della Sardegna" (5-Stat/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 5-Stat/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, per chiederle cortesemente la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale. Prego i colleghi di prendere posto. Un altro Capogruppo che sostenga la richiesta.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

Perfetto, benissimo. Stiamo verificando il numero legale, colleghi.

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: ATZERI - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - LAI Renato - LAI Silvio - LICHERI - MANINCHEDDA - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SCARPA - SERRA - SPISSU - URAS - VARGIU.)

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, a occhio non siamo in numero legale, sono presenti 35 consiglieri. La riunione è aggiornata fra trenta minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 52, viene ripresa alle ore 18 e 29.)

PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Bene colleghi, prendiamo posto e ricominciamo il nostro lavoro.

E' stata chiesta la verifica del numero legale dai consiglieri Ladu e Artizzu.

Colleghi, prego di prendere posto per la votazione elettronica.

Seconda verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DEDONI - DIANA - FADDA - FARIGU - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - GALLUS - GESSA - GIORICO - IBBA - LADU - LAI Renato - LAI Silvio - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PETRINI - PILERI - PINNA - PIRISI - PISANO - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SPISSU - UGGIAS - URAS - VARGIU.)

PRESIDENTE. Sono presenti 70 consiglieri, siamo in numero legale.

Verificato che siamo in numero legale… Va bene, colleghi, siamo all'emendamento numero 604.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Grazie signor Presidente, noi abbiamo chiesto la sospensione, prima del passaggio alla votazione, degli emendamenti numero 604, 744 e 757 perché hanno lo stesso contenuto; il Capogruppo dei DS mi ha comunicato che l'emendamento numero 757 viene ritirato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, perché alla luce di quello che ha comunicato poc'anzi il Presidente della Commissione chiediamo mezz'ora di sospensione.

PRESIDENTE. Chiedo scusa colleghi, io chiedo ai colleghi che…

(Interruzioni)

Chiedo scusa colleghi, avevamo deciso di lavorare, lo vorrei ricordare, fino alle ore 20 e 30, poi capisco che non sia gradevole per nessuno che il tempo trascorra in questo modo senza lavorare, io chiederei ai colleghi che stanno proponendo all'Aula una sospensione di trenta minuti se fra trenta minuti saremo in condizione di lavorare. Perché se aggiornare fra trenta minuti significa poi ritrovarci fra mezz'ora per valutare che non siamo ancora in condizioni di procedere, insomma, è meglio che ci diciamo se sono sufficienti trenta minuti, onorevole Biancu, impegnandoci, ovviamente, a renderli sufficienti.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Noi chiediamo trenta minuti di sospensione e pensiamo che siano sufficienti.

PRESIDENTE. Va bene colleghi, trenta minuti di sospensione. Per correttezza verso tutti i colleghi se fra trenta minuti non siamo in condizione di riprendere aggiorniamo a domani i lavori del Consiglio regionale. Grazie.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 34, viene ripresa alle ore 19 e 04.)

PRESIDENTE. Prego, colleghi, prendete posto. Comunico che l'onorevole Lanzi è rientrata dal congedo, quindi è presente.

Se un Segretario mi assiste iniziamo il lavoro.

Bene, colleghi, forse siamo in condizioni di riprendere il nostro lavoro.

L'emendamento numero 757 è stato ritirato.

MORO (A.N.). A pagina 623.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro.

MORO (A.N.). Eh, lo sa che io sono sempre un ausilio!

PRESIDENTE. Collaborativo. A pagina 623.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sulle modalità di voto, appena si vota. Elettronico palese.

PRESIDENTE. Sì, grazie onorevole La Spisa. Voto elettronico.

Va bene, colleghi, emendamento numero 604 è stata richiesta la votazione… Gli emendamenti numero 604 e 744 sono uguali, quindi li votiamo insieme. E' stata chiesta la votazione con scrutinio elettronico palese. Prego colleghi di prendere posto. Sono a pagina 621 e 622.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 604 e 744.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - DIANA - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANNA Matteo.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MARRACINI - MASIA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - PISANO - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 55

astenuti 3

maggioranza 28

favorevoli 15

contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 745. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Sì, Presidente, a margine delle sospensioni del Consiglio è emersa sostanzialmente una posizione che accelera i lavori attraverso il ritiro di alcuni emendamenti, per cui chiederei anche al Capogruppo dei D.S. di formulare il ritiro dell'emendamento relativo alla questione delle incompatibilità, delle ineleggibilità dei Presidenti di Provincia…

PRESIDENTE. Chiedo scusa, è stato già ritirato e abbiamo già anche votato gli emendamenti successivi…

UGGIAS (La Margherita-D.L.). E, dicevo, ci sono anche altri emendamenti che abbiamo presentato come Gruppo de La Margherita per i quali, appunto, volevo preannunciare - adesso però non mi ritrovo il numero, lo dirò successivamente - il ritiro di alcuni per mantenere sostanzialmente - questa è la disciplina, Presidente, che proponiamo noi - il testo elaborato dalla Commissione relativamente ai tempi delle dimissioni dei Presidenti delle Province e dei sindaci nei 45 giorni, così come formulato dalla Commissione, mentre l'aumento a sei mesi per quanto riguarda le altre tipologie delle figure per le quali è prevista l'ineleggibilità. In sostanza in questo modo si avrebbe un istituto che ha una valenza propria perché i sei mesi di termine previsti proprio per le dimissioni tra la scadenza naturale del termine della legislatura e l'esercizio delle funzioni che chiameremo privilegiate consente, appunto, di avere una votazione scevra da condizionamenti e che quindi possa svolgersi in condizioni di serenità, di tranquillità, senza che ci sia alcun tipo di condizionamento determinato da una posizione privilegiata. Quindi, il "787" è da riferire esattamente, Presidente, a tutte le categorie tranne alla lettera b)…

PRESIDENTE. Eh, onorevole Uggias, quando ci arriviamo magari…

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Lo riprendo dopo.

PRESIDENTE. Sì, sì.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). D'accordo, Presidente.

PRESIDENTE. La ringrazio. Adesso siamo all'emendamento numero 745, poiché nessun altro domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 602. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 603. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo agli emendamenti sostitutivi parziali. Sostitutivo numero 2.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente, per dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 2 per il quale già abbiamo, anche durante la discussione generale, annunciato quale era l'intendimento dei Riformatori Sardi nel proporre questo emendamento. Crediamo che proprio per un fatto di uniformità, di coerenza, ma anche di sintonia rispetto a quello che ormai stiamo andando ad approvare, in maniera organica debba essere estesa la ineleggibilità non solo alle indicazioni che sono contenute nelle varie lettere del comma 1 dell'articolo 23 bis, ma, a nostro giudizio, anche alla figura degli Assessori regionali, i Presidenti e gli Assessori delle province e i sindaci dei Comuni capoluogo di provincia con popolazione superiore ai 15.000 abitanti, cioè l'intendimento è quello di estenderlo quindi anche agli Assessori regionali e agli Assessori provinciali che se non alla pari, ma anche maniera superiore rispetto ad altre figure che già sono contenute nelle varie indicazioni del comma 1, davvero rappresentano un insieme di gestione di potere che giustificano ampiamente la nostra richiesta. Spero che questo emendamento sia accolto con voto favorevole dell'intera Aula.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Anche io annuncio il voto favorevole all'emendamento numero 2 sul quale sarebbe opportuno che ci fosse un minimo di riflessione, quanto meno per spiegarci quale parte eventualmente del nostro ragionamento fosse sbagliata, quindi quale parte non sia giustificata. E io chiederei anche, Presidente, sull'emendamento, così non intervengo successivamente, il voto elettronico palese.

Se siamo in regime di scelta presidenzialistica siamo in regime di differenziazione tra esecutivo e legislativo. La legge prescrive la non compatibilità tra la funzione di consigliere regionale e la funzione di Assessore regionale e mi sembra che la Margherita abbia anche ritirato gli emendamenti che prevedevano la possibilità di una sostituzione temporale del primo dei non eletti rispetto al consigliere che andasse a fare l'Assessore. Beh, insomma, se questo è, è evidente che c'è una scelta da parte del Consiglio regionale di dividere la scelta legislativa rispetto a quella che è, invece, di tipo esecutivo e quindi tenere di separati i due livelli. Allora, non si comprende per quale motivo un Assessore che è chiamato in Giunta direttamente dal Presidente sulla base delle sue competenze tecniche e delle sue capacità di sinergia con il Presidente di esplicitazione del mandato della Giunta e del Consiglio, poi diventa improvvisamente un concorrente dei consiglieri regionali nelle elezioni immediatamente successive. Cioè, colui che è stato indicato per svolgere l'attività di esecutivo da parte del Consiglio, può improvvisamente diventare un concorrente elettorale. Questo inficia tutta l'azione dell'Assessore, perché la sostanza dell'azione dell'Assessore è proprio quella che noi riteniamo che non sia condizionato da necessità di crearsi un consenso politico personale. Se invece l'Assessore sarà candidato alle prossime elezioni - e cioè sarà concorrente di ogni singolo consigliere regionale nella ricerca del voto - è evidente che l'azione dell'Assessore rischia di essere pesantemente condizionata dal fatto che l'Assessore ha degli interessi elettorali cogenti che gli necessitano di guadagnare consenso, nello stesso modo in cui colui che deve essere candidato ed è consigliere regionale fa. Si tratta quindi di una incongruenza palese e vorremmo capire - se a noi è sfuggito -qual è la parte della legge in cui questa incongruenza viene sanata. Se ci fosse un collega della maggioranza che ce lo chiarisse sarebbe una cosa utile che potrebbe anche cambiare il nostro atteggiamento rispetto all'emendamento numero 2. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Non ho iscritti a parlare, è stata richiesta la votazione con scrutinio elettronico sull'emendamento numero 2, prego i colleghi di prendere posto e di votare con il sistema elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, c'è stato un errore alla votazione!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Un qui pro quo. I verdi sono rossi, non ho capito, quanti verdi sono rossi? Cinque? Ho un po' di problemi, ripetiamo la votazione. Annulliamo questa votazione perché sono troppi quelli che hanno votato in modo sbagliato.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: PISANO - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DIANA - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - ORRÙ - PACIFICO - PILERI - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Vittorio - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 56

votanti 55

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 2

contrari 53

(Il Consiglio non approva).

L'emendamento numero 219 è stato sostituito dal numero 811.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, Presidente. Io dedicherò giusto questi pochi minuti, ancora una volta, a richiamare l'attenzione dell'Aula che se è vero come è vero che leggendo il disposto dell'articolo 23 bis, che alcuni funzionari e dirigenti della Regione, com'è giusto che siano, non possono essere eletti o comunque per essere eletti e per candidarsi debbono mettersi in aspettativa un certo numero di giorni o di mesi - se va avanti l'emendamento di cui io sono perfettamente d'accordo, di Uggias e più - devono chiedere l'aspettativa prima, io non riesco a capire il perché l'ineleggibilità dal momento che più impatto con l'elettorato sono i dirigenti provinciali degli enti regionali, specialmente quei dirigenti che fanno parte e che sono direttori di enti erogatori di provvidenze e cioè intendo dire quei funzionari dirigenti che istruiscono pratiche di finanziamento e quali ancor più dei direttori generali, ancor più dei generali e ancor più del direttore amministrativo o del direttore sanitario o del direttore generale della ASL, ha un impatto diretto con l'elettore e può condizionare non di poco la volontà elettorale, perché sono cose viste non da oggi, ma da trent'anni, da quarant'anni a questa parte. Questo è un retaggio che ci tiriamo indietro, lo dico ancora, dalla scorsa - diciamo così - Repubblica, così come la si vuol chiamare, vecchia Repubblica, ed è giusto quindi che se, come è giusto, non può essere eletto un direttore amministrativo, un presidente di un consorzio, un presidente di un ente, tanto meno - dico tanto meno - non può esserlo quel funzionario dirigente, parlo di direttore provinciale di un dipartimento, di un'agenzia o funzionario dirigente provinciale, che è quello che istruisce pratiche di finanziamento, che è quello che contatta decine e decine di elettori, che è quello che con la sua funzione ha diretto contatto ad erogare fondi regionali, quindi a condizionare buona parte dell'elettorato. Se vogliamo moralizzare, moralizziamo; se vogliamo moralizzare a metà o far finta di moralizzare e non lo si fa ben venga, però è inutile fare una cosa incompleta. Nessuno sta facendo nomi e cognomi, ma io insisto nel dire che se è incompatibile un presidente di un consorzio o un direttore amministrativo della ASL, ancor più lo è un funzionario, un direttore compartimentale, un direttore di agenzia, un direttore provinciale di un ente regionale che eroga fondi regionali. Questa è una cosa da correggere e moralmente inaccettabile, dopo di che uno può mettersi in aspettativa 90 giorni o 180 giorni prima. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.

RASSU (F.I.). Presidente, volevo chiedere il voto elettronico.

PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Rassu?

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 811.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - LA SPISA - LIORI - MILIA - MORO - PETRINI - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - IBBA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 55

votanti 54

astenuti 1

maggioranza 28

favorevoli 14

contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 219, perché l'811 era un sostitutivo totale del 219, è stato bocciato, quindi resta in piedi l'emendamento numero 219, a meno che non sia ritirato. Resta in piedi - dopo la votazione dell'emendamento numero 811 che è stato respinto - il numero 219, di cui l'811 era sostitutivo.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie, a questo punto lo ritiro, tanto è inutile insistere.

PRESIDENTE. Grazie. E' stato ritirato l'emendamento numero 219.

Passiamo all'emendamento numero 785.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Per il ritiro dell'emendamento, Presidente.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 785 è stato ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 599. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 787.

Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

UGGIAS (La Margherita-D.L.). Questo è l'emendamento che rimane in piedi, Presidente, con la precisazione che gli uffici ci avevano sollecitato, il maggiore chiarimento laddove deve intendersi che le dimissioni intervengano nei centoottanta giorni antecedenti la scadenza naturale così come avevamo già indicato per l'emendamento gemello che era stato presentato per la ineleggibilità del Presidente della Giunta.

PRESIDENTE. Non oltre centoottanta giorni prima della scadenza naturale.

Antecedenti alla scadenza naturale.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto.

Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, soltanto per un chiarimento, se anche qua non sia il caso di mettere "almeno novanta giorni prima" perché se si mette "non oltre" sembra che non si possa superare il limite o fraintendo io il senso?

"E almeno" non "non oltre", "almeno novanta giorni prima" perché "non oltre" sembra che ponga un limite per cui se uno le presenta prima ovviamente non sono valide. Era solo per dare questo contributo, Presidente.

PRESIDENTE. Va bene, comunque "almeno novanta giorni prima" cioè "almeno centoottanta giorni prima". Lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 600. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 23 bis. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento aggiuntivo numero 278. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 779, c'è il parere favorevole. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento numero 601. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 305.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì, grazie Presidente. Per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 305 che riteniamo sia un emendamento di grande importanza e quest'aula non mancherà di dare l'attenzione giusta alle motivazioni che sono contenute in questo emendamento. Noi vogliamo esattamente che i nostri nipoti, i nostri figli non ci conoscano sempre seduti in quest'aula, cioè, noi vorremmo esattamente che la professione nobile dell'essere consigliere regionale non diventi davvero una professione tra virgolette e quindi crediamo che sia assolutamente coerente che si proponga che un consigliere regionale non debba fare oltre tre legislature. E' una norma quasi dovuta di moralizzazione, di forte moralizzazione e noi l'avevamo già detto anche stamattina, abbiamo pagato un prezzo enorme perché si desse visibilità a questa regola. Non abbiamo potuto candidare il nostro leader Massimo Fantola alle ultime consultazioni regionali e sicuramente il risultato sarebbe stato ben diverso per questa maggioranza di oggi se l'avessimo potuto fare perché evidentemente in maniera coerente abbiamo creduto che non fosse assolutamente ammissibile che si dovessero fare oltre tre legislature.

E se davvero oggi dovesse essere respinto questo emendamento, io credo che giustizia vuole che gli si debba restituire all'onorevole Massimo Fantola quello che gli è stato sottratto nel senso che noi dobbiamo istituire una regola finalmente che sia di forte moralizzazione e che davvero aldilà delle banalità, non diventi assolutamente una vita a tempo indeterminato dentro quest'aula e quindi, insomma, l'esercizio, la motivazione, il fare il consigliere regionale non debba essere considerata una professione a vita e quindi restituire alla regola democratica una delle regole fondamentali, cioè l'esercizio perché mandati qui dagli elettori per rispondere alle esigenze della gente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io Presidente le chiedo il voto con scrutinio elettronico palese del 305 per il quale dichiaro il mio voto a favore. E credo che ben abbia fatto il collega Pisano a rendere la propria dichiarazione di voto un po' tra il serio e il faceto perché probabilmente quest'emendamento arriva in quest'aula con un'attenzione di questo genere nel senso che è un emendamento che dichiara la non immediata rieleggibilità di un consigliere regionale dopo tre legislature, si risponde con qualche sorriso, anche qualche sorriso su esperienze personali che i colleghi del nostro partito hanno fatto, che io spero, auguro anche al collega Pisano e a me stesso di fare perché significherebbe comunque di aver avuto altri anni di fiducia da parte degli elettori. Però, ecco io mi chiedo, colleghi, se c'è qualcuno di voi che in buona fede pensi che quindici anni di permanenza all'interno di questo Consiglio regionale non siano sufficienti perché colui che vuole fare, che ha davvero del bene da fare per la sua terra, non trovi il tempo sufficiente per farlo. Io credo che quindici anni siano più che sufficienti se qualcuno di noi ha davvero qualcosa di importante da dare all'attività legislativa, all'attività politica della Sardegna in quest'aula, credo che quindici anni siano più che sufficienti per realizzare un percorso politico compiuto e per riuscire a fare per la propria terra tutto il bene che ciascuno di noi è in grado di fare. Credo che sia doveroso che dopo quindici anni in cui si è comunque invecchiati insieme ai banchi di questo Consiglio regionale, sia importante che ci sia un ricambio della classe politica perché è vero che chi sta dentro un'aula ha, così come quelli di cui stiamo elencando le ineleggibilità e le incompatibilità, ha tutta una serie di strumenti aggiuntivi rispetto a chi è fuori da quest'aula per farsi riconfermare all'interno di quest'aula sino al rischio che dentro quest'aula stiano e siano riconfermati non i migliori per i destini politici della Sardegna, ma quelli che hanno più armi, più capacità, più possibilità di utilizzare gli strumenti che la politica gli mette a disposizione. Quindi io credo che non sia un emendamento provocatorio quello che propone di fissare il limite delle tre legislature, credo che sia un emendamento logico, un emendamento che aprirebbe la classe politica, che garantirebbe un minimo in più di ricambio della classe politica e che probabilmente consentirebbe anche questa aula di dare un segnale importante nei confronti di chi sta fuori da questa aula e che ha voglia, disponibilità, capacità e intelligenza da mettere al servizio della politica in Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, intanto per dire che in linea di principio io sono perfettamente d'accordo con questo emendamento. Sono portata quindi a ritenere e in questo senso vorrei anche un conforto da parte eventualmente del Presidente della Commissione o da chi per lui nel senso che ritengo che non sia stato dato un parere negativo per il fatto che è stato inserito nella legge statutaria e che magari non sia adeguato alla legge statutaria, perché altrimenti come principio, quello del rinnovamento del Consiglio, e quello della possibilità effettiva di un esercizio della funzione legislativa limitata nel tempo, mi trova assolutamente consenziente. Quindi, sotto questo profilo, io riterrei di dover votare a favore di questo emendamento, e volevo anche rimarcare qualche aspetto relativamente a questa legge statutaria, che anche stamattina è stato portato avanti, per evitare che un ragionamento teso a difendere un principio e un modo di intendere la politica, e mi riferisco anche a quanto affermava stamattina l'onorevole Pisano, cioè sto parlando del parlamentarismo, venga additato come un atteggiamento di chi è contrario ad ascoltare la voce del popolo, che mi è parso anche questo uno dei tratti che siano emersi nel dibattito. Vorrei evidenziare che non è bravo chi sostiene l'elezione diretta del Presidente, e non è certo cattivo chi sostiene che il Presidente debba essere espresso dal Consiglio. Ovviamente, chi ritiene che la politica debba avere la preminenza sulla governabilità mi trova consenziente, sono invece perplessa nei confronti di chi, semplificando, riducendo, eliminando le differenze, soprattutto tagliando le occasioni di confronto, pensi di ottenere dei seri vantaggi democratici. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, intervengo perché, a dire il vero, il limite dei tre mandati non è una novità introdotta con l'emendamento dei colleghi dei Riformatori, ma già nella Commissione si è dibattuto sul punto, perché si è ritenuto, da alcuni, che fosse anzi doveroso, quindi gli amici Riformatori, oggi, ripropongono un tema rispetto al quale, lo dico con assoluta chiarezza, io mi sono opposto, ma non per conservare un quale che sia privilegio, ma perché ritenevo e ritengo fermamente che è un modo di costruire un sistema di divieti, che snatura la funzione preminente che nella scelta delle candidature devono avere innanzitutto i partiti. Io ritengo che i partiti, come soggetti di intermediazione e di regolazione, anche di istanze che vengono dal corpo elettorale, debbano conservare la loro preminente funzione. E allora, se è veramente una battaglia in questo senso, non capisco cosa significhino tre anni anziché due. Eh, io mi sarei aspettato, forse coerente con una indicazione per far funzionare il sistema, le due legislature, forse sarebbe stata, e l'ho detto e lo dico senza che ciò riguardi i proponenti per carità, senza nessuna ironia, absit iniuria verbis, ma perché non colgo la differenza fra due legislature o tre legislature, allora lasciamo che queste cose vengano gestite dalla politica, quella che deve tornare, nella considerazione soprattutto del ruolo dei partiti, altrimenti costruiremo un sistema di divieti, che non mi pare spetti a noi legislatori decidere se l'onorevole Ladu dopo tre legislature, o l'onorevole Pittalis, o la collega Lombardo, che ha davanti a sé, perché è giovane e anche brava, che per legge le vietiamo di potersi ricandidare per la quarta volta. Non esiste! E' illiberale accedere ad un sistema di questa natura, penso davvero che mortifichi l'idea stessa di idea democratica e liberale che….

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente. Ma, anche l'intervento dell'onorevole Pittalis ci ricorda che questo è stato un tema dibattuto lungamente in Commissione, dove c'erano posizioni diverse. Non è un mistero che la posizione del nostro gruppo era favorevole al limite di mandato. Non è stato possibile in Commissione sviscerare l'argomento, arrivare ad una conclusione, anche perché c'erano posizioni che richiamavano anche a possibili vizi di costituzionalità, di un limite che dovrebbe essere forse più propriamente affidato anche a dei meccanismi di autoregolamentazione. C'è però una forte condivisione del principio, quindi io chiederei, colleghi Riformatori, se fosse possibile il ritiro dell'emendamento, con l'impegno, almeno da parte nostra, a rivalutare con più tempo, in maniera più compiuta, l'argomento in sede di discussione della legge elettorale, vedendo se alcune eccezioni che erano state sollevate e che non era stato possibile risolvere e sciogliere in sede di discussione in Commissione, possono trovare magari un'accoglienza e anche un accoglimento dei limiti di mandato, che ripeto dal punto di vista politico ci vede assolutamente a favore.

Se è il ritiro non fosse possibile, preannuncio il voto contrario, ma mi auspico che invece questa richiesta, con questo impegno di supplemento di istruttoria nelle future occasioni, possa essere accolto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Grazie Presidente. Qua mi dà la sensazione che con questi emendamenti, con questa Statutaria si voglia essere recidivi in più momenti, e io sostengo che non è necessario, e non per legge bisogna mandare a casa l'individuo, e poiché viviamo in una democrazia, dico, abbastanza avanzata, penso che sia il popolo ad avere in mano le sorti del governo che si vuole dare; quindi mi sembra che sia fuor di luogo il fatto di dover stabilire che una norma, una legge, debba in impedire ad una persona di potersi ricandidare, lo abbiamo fatto addirittura col problema delle donne, dei generi, che deve essere una legge a stabilire quante devono essere. Io mi auguro, e chiederei appunto ai colleghi Riformatori che ritirassero quest'emendamento, perché mi sembra lesivo della volontà popolare, che soltanto, appunto, il popolo può stabilire non soltanto tre, ma addirittura una, e in certi casi abbiamo visto che molte candidature abortiscono prima, cioè nel senso vengono candidati ma non vengono eletti, perché il popolo ha stabilito che quella determinata persona non abbia titoli per poterli rappresentare. Quindi, a me sembra che sia una forzatura democratica, per cercare di voler stabilire quelle che possono essere le regole democratiche di una rappresentanza in questo Consiglio.

Quindi, non vorremmo essere recidivi, abbiamo sbagliato, il Consiglio penso che abbia sbagliato con quella percentuale del 40 del genere femminile, e 40 del genere maschile, mi sembra che sia un qualche cosa che bisogna ricordarcelo, e che speriamo altri possano non cercare di sancire questa grande vittoria storica, ma che possano porre fine ad una forzatura che di democrazia ha poco. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). No, solo per dire che voterò contro quest'emendamento, non certo perché Rifondazione Comunista è contraria al limite dei mandati, noi siamo perché non siano tre, siano due, ma voterò contro per una delle ragioni che sono state espresse dai presentatori, cioè la ragione morale: sarebbe morale chi ritiene di poter svolgere massimo tre legislature, e sarebbe immorale chi invece ritiene di poter essere candidato e quindi svolgere più legislature. In questo senso, gran parte dei nostri parlamentari sarebbero immorali, anche leader politici riconosciuti dagli stessi Riformatori, in questo senso sarebbero immorali i leader, diciamo gli statisti più conosciuti del nostro paese di entrambi gli schieramenti, e io questo non lo ritengo, cioè non ritengo che questa sia una valutazione, un possibile peso della moralità o dell'immoralità di ciascuno di noi, penso che la moralità e l'immoralità di ciascuno di noi si debba misurare su altri livelli.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Grazie, signor Presidente. Non ce ne vorranno gli amici e alleati dei Riformatori, però Alleanza Nazionale vota contro, perché non siamo d'accordo. Il collega Nanni Moro ha egregiamente esposto, pur nei tempi di ristretti della dichiarazione di voto, i motivi. I motivi sono riconducibili essenzialmente a un elemento che il popolo decide chi vuole come amministratore, e davanti a questo principio che vale persino più di quello presidenzialista, se dovessimo fare una scala gerarchica dei principi che devono animare la partecipazione del popolo all'amministrazione della cosa pubblica, questo vale di più. Il popolo sceglie chi lo deve amministrare e quindi imporre un limite, per legge, a quanto deve essere in termini di tempo questo mandato, ci sembra francamente, con tutto rispetto per chi ha presentato questo emendamento, che veramente ci piacerebbe che ritirasse, ci sembra profondamente inadeguato. In campo nazionale è chiaro che quando il Presidente della Repubblica dice: io affido di nuovo Prodi alla fiducia delle Camere con alcuni punti, il primo, che ha elencato il presidente Napolitano, è stato quello che deve fare la legge elettorale. Perché è riconosciuto da tutti come un fatto disdicevole che le segreterie dei partiti indichino e nominino i parlamentari, e questo è un problema che viene percepito come un problema di democrazia in Italia. Se noi sentiamo come problema, e anche Alleanza Nazionale è disponibile, e lo ha già manifestato per bocca del suo presidente, al riesame della legge elettorale, se ne siamo disponibili a riesaminare una legge elettorale i cui limiti vengono individuati proprio nella scarsa possibilità del cittadino di scegliere chi deve andare a rappresentarlo in Parlamento, come possiamo accettare che ai cittadini non venga data la facoltà di rinnovare la fiducia a un amministratore che, evidentemente, ha ritenuto capace, onesto, credibile, rappresentativo delle proprie istanze, e viceversa togliergli anche quell'altra possibilità, l'altra faccia della medaglia, quella di stigmatizzare un operato non gradito con, quella che viene chiamata, la trombatura, permettetemi la poca eleganza del termine, alle elezioni. Questo è un principio sacrosanto che francamente questo emendamento, secondo noi, non rappresenta in modo efficace. Per cui, votiamo contro, ma speriamo che l'emendamento venga ritirato. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Artizzu.

Ha domandato di parlare il consigliere Serra per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SERRA (Federalista-Autonomista Sardo). Grazie, Presidente. Io voterò a favore di questo emendamento, non credo che si tratti di giudizi morali su nessuno, la moralità qui non c'entra assolutamente niente, credo semplicemente che si possa fare un ragionamento similare a quello che abbiamo fatto a proposito delle donne, nella seduta di ieri. Cioè, se noi affidiamo sempre e solo ai partiti, probabilmente non riusciamo a ottenere risultati concreti come quello che abbiamo ottenuto ieri votando gli emendamenti che riguardavano le quote in Giunta. Quindi, per un ragionamento molto simile a questo, io credo che si possa fare un ragionamento di questo genere anche qui, non possiamo lasciare che questa scelta sia affidata semplicemente ai partiti, anche perché, per quanto mi risulta, i partiti finora queste scelte in questo senso non le hanno fatte e, quindi, credo che si possa aggiungere qualcosa in questo senso. Quindici anni di permanenza in un'assemblea legislativa per una persona, mi sembrano più che sufficienti, per cui io voterò a favore di quest'emendamento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Serra. E' stata chiesta la votazione elettronica palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 305.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: CALIGARIS - PETRINI - PISANO - SERRA - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIORICO - IBBA - LADU - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - LOMBARDO - MARRACINI - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MORO - MURGIONI - ORRÙ - PACIFICO - PILERI - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 57

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 5

contrari 52

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 24. All'articolo 24 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parziali dal numero 605 al 138 e gli aggiuntivi dal numero 747 al 622.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24 e dei relativi emendamenti:

Art. 24

Cause di incompatibilità

1. Non possono rivestire la carica di Presidente della Regione, di Assessore regionale e di Consigliere regionale:

a) gli assessori di province e i sindaci di comuni compresi nella regione Sardegna;

b) i componenti le commissioni tributarie e i giudici di pace che esercitino le loro funzioni in Sardegna;

c) il presidente, gli amministratori, i legali rappresentanti di società per azioni, enti, istituti anche di credito, aziende la cui nomina o designazione sia di competenza della Regione o suoi organi o di enti regionali;

d) coloro che esercitano il patrocinio professionale o prestano assistenza o consulenza, in qualsiasi forma, a imprese, enti ed associazioni nei loro rapporti contrattuali o precontrattuali con la Regione o con enti regionali;

e) coloro che hanno lite pendente, in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo con la Regione o con enti, istituti, agenzie, consorzi o aziende regionali; la pendenza di una lite in materia tributaria non determina incompatibilità;

f) coloro che, per fatti compiuti allorché erano amministratori o impiegati della Regione, ovvero di ente, istituto, agenzia o aziende regionali, sono stati, con sentenza passata in giudicato, dichiarati responsabili verso la Regione o verso l'ente, l'istituto, l'agenzia o l'azienda, e non hanno ancora estinto il debito;

g) coloro che, avendo un debito liquido ed esigibile verso la Regione ovvero verso ente, istituto, azienda o agenzia regionale, sono stati legalmente messi in mora ovvero, avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detti enti, abbiano ricevuto invano notificazione della cartella di pagamento da parte del concessionario della riscossione;

h) coloro che non hanno reso il conto finanziario o di amministrazione di una gestione riguardante la Regione o ente, istituto, agenzia, consorzio o azienda regionale;

i) i rappresentanti legali, i proprietari di società o di imprese private che risultino vincolate con la Regione o suoi organi per contratti di opere o di somministrazioni di beni o servizi, oppure per concessioni o autorizzazioni amministrative oltre il limite di un milione di euro di fatturato annuo.

2. Costituiscono inoltre condizioni di incompatibilità con la carica di assessore le cause di ineleggibilità previste dagli articoli 23 e 23bis.

3. Le ipotesi di cui alle lettere e) e h) del comma 1 non si applicano agli amministratori per fatto connesso con l'esercizio del mandato.

4. Non costituiscono cause di incompatibilità gli incarichi conferiti o le funzioni conferite agli amministratori della Regione in virtù di una norma di legge, statuto o regolamento in connessione con il mandato elettivo.

5. Le cause di incompatibilità previste dal presente articolo e dall'articolo 25, sia che esistano al momento dell'elezione sia che sopravvengano ad essa, e le cause di ineleggibilità di cui agli articoli 23 e 23 bis sopravvenute alle elezioni importano la decadenza dalla carica.

6. Quando esista al momento dell'elezione o si verifichi successivamente qualcuna delle condizioni di incompatibilità o sopravvenga una causa di ineleggibilità prevista dalla presente legge, è contestata al Presidente della Regione o al Consigliere regionale dal Consiglio regionale; all'Assessore dalla Consulta di garanzia di cui all'articolo 36.

7. L'interessato ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni o per eliminare le cause di incompatibilità o ineleggibilità sopravvenuta.

8. Entro i dieci giorni successivi dalla scadenza del termine di cui al comma 7 l'organo regionale delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di incompatibilità o di ineleggibilità sopravvenuta, invita l'interessato a rimuoverla o ad esprimere, se del caso, l'opzione per la carica che intende conservare.

9. Qualora l'interessato non vi provveda nei successivi dieci giorni, l'organo regionale lo dichiara decaduto. Contro la deliberazione da esso adottata è ammesso ricorso giurisdizionale.

10. La deliberazione deve essere, nel giorno successivo, depositata nella segreteria dell'organo regionale e notificata, entro i cinque giorni successivi, a colui che sia stato dichiarato decaduto.

11. Le deliberazioni di cui al presente articolo sono adottate d'ufficio o su istanza di qualsiasi elettore.

12. Nel caso in cui venga proposta azione di accertamento in sede giurisdizionale, il termine di dieci giorni previsto dal comma 7decorre dalla data di notificazione del ricorso.

13. Il consigliere regionale che accetti la carica di assessore regionale decade da quella di consigliere.

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al comma 1, la lettera a) è soppressa. (605)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al comma 1, lettera a), le parole "e i sindaci di comuni" sono soppresse. (606)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CALIGARIS.

Articolo 24

Nel comma 1 alla lettera a) sono soppresse le parole "compresi nella regione Sardegna". (195)

EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.

Articolo 24

Al comma 1 lettera E dopo il punto e virgola sopprimere le parole: "la pendenza di una lite in materia tributaria non determina incompatibilità". (286)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al comma 1, lettera e), le parole "la pendenza di una lite in materia tributaria non determina incompatibilità" sono soppresse. (607)

EMENDAMENTO soppressivo parziale FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.

Articolo 24

Nel 1° comma, nella lettera i) sopprimere la frase: "oltre il limite di un milione di euro di fatturato annuo". (46)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al 1° comma, lettera i) le parole: "oltre il limite di un milione di euro di fatturato annuo" sono soppresse. (608)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 2 è soppresso. (609)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 2 dell'art. 24, sono soppresse le parole "e 23 bis". (130)

EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.

Articolo 24

Il comma 3 è soppresso. (288)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 3 è soppresso. (610)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 4 è soppresso. (611)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 5 è soppresso. (612)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 5 dell'art. 24, sono soppresse le parole "e 23 bis". (134)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 6 è soppresso. (613)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al comma 6, le parole "o sopravvenga una causa di ineleggibilità" sono soppresse. (614)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - RANDAZZO Alberto - MILIA - AMADU - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 6 dell'art. 24 le parole da "…al Presidente" fino a "…Consigliere regionale", sono soppresse. (376)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - CAPPAI - AMADU.

Articolo 24

Al comma 6 dell'art. 24 le parole da "…all'Assessore" fino a "…36", sono soppresse. (377)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al comma 8 le parole "o di ineleggibilità" sono soppresse. (615)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 9 è soppresso. (616)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 10 è soppresso. (617)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 11 è soppresso. (618)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 12 è soppresso. (619)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Il comma 13 dell'art. 24, è soppresso. (139)

EMENDAMENTO soppressivo parziale FARIGU.

Articolo 24

Il comma 13 è soppresso. (289)

EMENDAMENTO soppressivo parziale DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Il comma 13 è soppresso. (620)

EMENDAMENTO all'emendamento numero 756 sostitutivo totale RASSU - CONTU - PETRINI - LICANDRO - PILERI

Al comma 1 la lettera a) è così sostituita:

a) i Presidenti e gli Assessori provinciali, i presidenti, i direttori generali, i direttori o responsabili provinciali, i diretori di dipartimento di enti, aziende, agenzie consorzi regionali. (813)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale MARROCU - ORRÙ - CUGINI - CORRIAS - BARRACCIU - CALLEDDA - CHERCHI Silvio - FLORIS Vincenzo - LAI Silvio - MATTANA - PACIFICO - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Franco.

Articolo 24

Al comma 1 la lettera a) è così sostituita:

a) I Presidenti e gli Assessori Provinciali, i Sindaci e gli Assessori dei Comuni compresi nella regione Sardegna. (756)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LOMBARDO - LADU - LA SPISA - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - MORO - SANNA Matteo - RASSU - SANJUST - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.

Articolo 24

Nel comma 1, la lettera a) è così di seguito sostituita: "i Presidenti delle province, gli assessori delle province e i sindaci dei comuni compresi nella Regione Sardegna". (746)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Alla lett. c) del 1 comma dell'art. 24, le parole "società per azioni" sono sostituite dalle parole "società di capitali". (126)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

La lettera d) del comma 1 dell'art. 24 è così sostituita:

d) il consulente legale, amministrativo e tecnico che presta opera in modo continuativo in favore delle imprese di cui alle lett. c-bis) e c-ter) del presente comma;. (129)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 5 dell'art. 24, le parole "di cui agli articoli", sono sostituite con le parole "di cui all'art.". (135)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 8 dell'art. 24, le parole "l'organo regionale", sono sostituite dalle parole "il Consiglio regionale con riferimento al Presidente ed ai consiglieri e la Consulta di Garanzia con riferimento agli assessori". (137)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 9 dell'art. 24, le parole "l'organo regionale", sono sostituite dalle parole "il Consiglio regionale con riferimento al Presidente ed ai consiglieri regionali e la Consulta di Garanzia con riferimento agli assessori". (138)

EMENDAMENTO aggiuntivo MURGIONI - LADU - GALLUS - LA SPISA - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - MORO - SANNA Matteo - RASSU - SANJUST - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.

Articolo 24

Nel comma 1, alla lettera a) dopo le parole "gli assessori di province e i sindaci di comuni" sono aggiunte le seguenti parole: "al di sopra dei diecimila abitanti". (747)

EMENDAMENTO aggiuntivo GALLUS - MURGIONI - LADU - LA SPISA - ARTIZZU - RANDAZZO Alberto - FARIGU - MORO - SANNA Matteo - RASSU - SANJUST - CONTU - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Vittorio - AMADU.

Articolo 24

Nel comma 1, alla lettera a) dopo le parole "gli assessori di province e i sindaci di comuni" sono aggiunte le seguenti parole: "al di sopra dei tremila abitanti". (748)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

All'art. 24 comma 1, dopo la lett. c) è aggiunta la seguente lett.:

c-bis): "l'amministratore o il dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento di ente, istituto o azienda soggetti a vigilanza da parte della regione, o che dalla stessa, in via continuativa, una sovvenzione in tutto o in parte facoltativa, quando la parte facoltativa superi nell'anno il dieci per cento del totale delle entrate dell'ente;". (127)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

All'art. 24 comma 1, dopo la lett. c) è aggiunta la seguente lett.:

c-ter) - colui che, come titolare, amministratore, dipendente con poteri di rappresentanza o di coordinamento ha parte, direttamente o indirettamente, in servizi, esazioni di diritti, somministrazioni o appalti nell'interesse della regione, ovvero in società ed imprese volte al profitto di privati, sovvenzionate dalla regione in modo continuativo, quando le sovvenzioni non siano dovute in forza di una legge dello stato o della regione". (128)

EMENDAMENTO aggiuntivo BALIA - MASIA - MANINCHEDDA - SERRA - SALIS - MARRACINI - ATZERI - PITTALIS - LAI Vittorio Renato.

Articolo 24

Nel primo comma alla lettera i) aggiungere dopo "i proprietari" l'espressione "e i soci di riferimento" e sopprimere: "oltre il limite di un milione di euro di fatturato annuo". Alla fine del quinto comma aggiungere: "secondo il procedimento indicato nei commi seguenti". (352)

EMENDAMENTO aggiuntivo FARIGU.

Articolo 24

Al comma 1 dopo la lettera i) aggiungere la lettera i): "coloro che hanno lite pendente in materia tributaria". (287)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Al comma 1 dopo la lett. i) è aggiunta la lettera:

i bis) coloro che, avendo un debito liquido ed esigibile verso la Regione ovvero verso ente, istituto, azienda o agenzia da essa dipendenti, sono stati legalmente messi in mora ovvero, avendo un debito liquido ed esigibile per imposte, tasse e tributi nei riguardi di detti enti, abbiano ricevuto invano notificazione della cartella di pagamento da parte del concessionario della riscossione". (621)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - CUCCU Franco Ignazio - MILIA - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Dopo il comma 2 dell'art. 24 è aggiunto il seguente comma:

2bis: "La cariche di Presidente della Regione, di Assessore regionale e Consigliere regionale sono, altresì, incompatibili con quella di membro di una delle Camere, di membro del Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro, di componente di altro Consiglio o Giunta regionale, di membro del Parlamento Europeo, di Presidente e di Assessore di Giunta provinciale di altre regione, nonché di Sindaco e di Assessore di Comuni di altre Regioni". (132)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 3 dell'art. 24, dopo la parola "amministratori", sono aggiunte le parole "e ai consiglieri regionali". (133)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - MILIA - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO Vittorio - AMADU - RANDAZZO Alberto - CAPPAI.

Articolo 24

Al comma 5 dell'art. 24, dopo le parole "dalla carica" sono aggiunte le parole "di Presidente della Regione, di Assessore regionale e di Consigliere regionale". (136)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - LIORI - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo.

Articolo 24

Dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti commi:

"5 bis. Quando esista al momento dell'elezione o si verifichi successivamente qualcuna delle condizioni di ineleggibilità previste dalla presente legge, è contestata al Presidente della Regione o al Consigliere regionale dal Consiglio regionale; all'Assessore dalla Consulta di garanzia di cui all'articolo 36.

5 ter. L'interessato ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni, trascorsi i quali l'organo regionale delibera definitivamente e, ove ritenga sussistente la causa di ineleggibilità sopravvenuta, dichiara decaduto l'interessato". (622).)

PRESIDENTE. E' aperta la discussione… Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

MORO (A.N.). Presidente, ma la discussione generale o sugli emendamenti?

PRESIDENTE. Non ho nessun iscritto, onorevole Moro. Su tutto, sull'articolo 24.

E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Mi sembrava che avesse dato la parola a qualcheduno, ma non mi ricordo.

PRESIDENTE. Al relatore, per chiedere il parere alla Commissione.

MORO (A.N.). Allora, s'interrompeva così dopo,senza qualsiasi tipo di dibattito. Io non penso che meriti, anche questa parte della statutaria, il silenzio assoluto dell'aula.

Cause di incompatibilità, come già detto in occasione del dibattito sul precedente articolo, a nostro avviso la Commissione ha notevolmente ceduto nell'elencazione delle cause di ineleggibilità dei consiglieri regionali, e a nostro avviso ancora infatti da un lato occorre tener presente la solidità del riferimento alla normativa nazionale che prevede i casi più evidenti e quelli relativi alle figure di competenza dello Stato. Rispetto a queste, l'articolo evidenzia un impianto esageratamente limitativo e fruitivi, quasi a testimoniare un certo atteggiamento culturale di malcelata diffidenza se non di aperto antagonismo, nei confronti dell'amministrazione centrale. Sotto questo profilo riferimenti puntuali alle forze dell'ordine, agli operatori della sicurezza ed alle forze armate, appaiono purtroppo non casuali, quasi che nei loro confronti si potesse configurare una concreta possibilità di turbare o condizionare in modo diretto il libero esercizio del voto, come recita la già citata legge numero 165 del 2004 che detta i principi fondamentali in materia. Come sappiamo, ed entriamo nel campo degli esempi concreti, parlando proprio di A.N., così nessuno si sente toccato, in Parlamento siedono ex sottoufficiali e generali dei carabinieri e generali della guardia di finanza, e crediamo che il Parlamento ne abbia avuta e ne abbia un indiscusso vantaggio. Perché, le istanze di questo settore della società, peraltro colpevolmente trascurata dal governo Prodi, siano invece di importanza fondamentale per tutti i cittadini in Sardegna e fuori dalla Sardegna. La politica degli sbarramenti, che qui abbiamo spinto quasi al massimo, non è convincente e mal si addice ad una democrazia rappresentativa più aperta, come spesso e solo a parole, vorrebbe essere la nostra. Così come, francamente, esagerato appare l'inserimento nell'elenco degli incompatibili dei Prefetti, e perfino dei Viceprefetti, che operano in Sardegna. Tutti ricordiamo il caso dell'ex Prefetto di Milano che si è candidato, sconfitto, alla carica di sindaco della città, sostenuto dal centrosinistra, nessuno ha contestato il suo diritto ma piuttosto certi atti compiuti nell'esercizio del suo Ufficio e talune dichiarazioni nella sua nuova veste di esponente politico. Questa però è la democrazia, sono casi peraltro che si contano sulle dita di una mano e che, anche per questo, sembrano assai lontano dal costituire un problema particolare per la Sardegna.

Bene avrebbe fatto la Regione - lo ribadiamo ancora una volta - ad occuparsi delle situazioni che possono riguardarla da vicino, anch'esse in larghissima parte previste dalla normativa nazionale vigente; in altre parole, bastava un rinvio alla legge ed un articolo di cinque righe per risolvere la questione. Altrimenti, nel tracciare il presunto identikit del consigliere regionale del futuro, come persone libere dal peccato e da ogni tentazione terrena, si finisce davvero col limitare in modo eccessivo gli spazi di partecipazione democratica.

Scorrendo l'elenco tracciato dal legislatore statutario, e messi da parte i casi più strettamente legati all'Amministrazione regionale nel suo complesso, si può essere dipendenti pubblici ma di livello medio-inferiore; appartenenti alle forze armate o di sicurezza ma meglio se inquadrati, come si diceva, nella bassa forza; operatori dell'Amministrazione civile, ma a condizione di possedere una qualifica da mezze maniche; addirittura magistrati onorari la cui giurisdizione, sia pure per una parte di territorio (chissà poi quale e quanto estesa), coincida con il collegio elettorale assegnato.

Procedendo con questo rigore assoluto, perché allora non includere nell'elenco della legge anche i presidenti delle Camere di commercio, dei Consorzi fidi, di certe associazioni di categoria, delle società finanziarie che fanno credito al consumo, i segretari regionali delle organizzazioni sindacali o i titolari di società, poniamo, con almeno 500 dipendenti? E' una proposta che viene fatta, io mi auguro che possa portare ad una meditazione su questo problema. Forse queste figure hanno una capacità di contatto con la realtà di riferimento inferiore agli altri? Perché per loro, non compresi nell'elenco, si presume che mai in nessun caso possano turbare o condizionare il libero esercizio del voto?

La nostra è evidentemente una provocazione: non possiamo e non vogliamo competere con la maggioranza su questo terreno, sul terreno della cultura del sospetto, della riserva mentale permanente, dell'ossessione secondo la quale qualcuno può sempre truccare le carte sfruttando la posizione che ricopre. E' un po' il discorso che abbiamo sentito tante volte, e assolutamente a sproposito, parlando della Sicilia: quando vinceva il centrodestra si sentiva dappertutto l'odore di mafia però quando le spuntava la sinistra era un piacere commentare finalmente l'affermazione della società degli onesti. Ma c'è un piccolo particolare: i voti della Sicilia erano sempre gli stessi, non c'erano migrazioni di massa o effetti di impennate demografiche risalenti a molti anni addietro.

Dunque, chi è che può veramente condizionare la libera espressione del voto popolare? Probabilmente nessuno, come ha concretamente dimostrato la storia della democrazia dell'alternanza che stiamo faticosamente cercando di costruire; e certamente non è mettendo all'indice determinate categorie ed escludendone altre che si rende un buon servizio all'Istituzione.

Ciò che può davvero, più che condizionare orientare il voto dei cittadini, sono le scelte che si fanno in campo politico, economico, sociale, civile e culturale, su questi elementi si forma il giudizio degli elettori, su questi elementi lo stesso giudizio può anche cambiare a favore dell'uno o dell'altro schieramento, di questo o di quel partito. La democrazia, sotto questo profilo, e anche assunzione di responsabilità ed ha - come ben sappiamo - molti problemi di funzionamento, di efficienza, di rapporto con i cittadini, che sono cosa ben diversa dagli elenchi più o meno dettagliati delle cause di incompatibilità.

Soffermandosi su questo aspetto, la Regione perde indubbiamente una buona occasione per dare ai sardi un messaggio positivo per i loro futuro. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Moro.

E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io devo dire che il ragionamento svolto in Aula dal collega Moro mi è sembrato assai convincente e, probabilmente, se venisse associato ad una lettura attenta dell'articolo 24 da parte dei colleghi della maggioranza, richiederebbe una risposta un po' più attenta rispetto a quella che l'Aula immagino vorrà dargli. Nel senso che, il Rettore dell'Università di Cagliari - che è un cagliaritano verace e che ha delle battute fulminanti per definire alcune delle situazioni nelle quali si imbatte - quando viene nelle Commissioni del Consiglio regionale ad essere audito, come noi sogliamo dire, ogni tanto si stupisce del dettaglio con cui noi politici entriamo nel merito delle singole questioni e, rivolgendosi a qualcuno della Commissione che ritiene possa comprendere il dialetto cagliaritano, dice: " beh, innoi seus faendi sa cordula a sa musca", che - non c'è il collega Atzeri in questo momento - significa che stiamo dipingendo un quadro con il dettaglio eccessivo da dedicare ad ogni singolo particolare, e questo sembra, francamente, l'articolo 24. Nel senso che, pensare che una legge statutaria - che è legge rinforzata, quindi che è una legge destinata a rimanere guida della Istituzione sarda per diversi anni e quindi non è destinata a rapide modifiche in corso d'uso per effetto di verifiche che potessero dimostrare in qualche maniera la non perfetta congruenza rispetto alle necessità che si dovessero dimostrare - beh, una legge di questo genere, sembra davvero contraddittorio che entri nel dettaglio di una serie di incompatibilità che veramente alla fine sembrano costituire una maglia stretta di tipo vendicativo nei confronti di chi dovesse essere eletto consigliere regionale. Ed è strano che un Consiglio regionale che disegna, discutere e vota una legge di tipo presidenzialistico - quindi una legge che dovrebbe garantire la separazione piena tra il potere esecutivo e il potere legislativo - non si ponga il problema della eleggibilità di un Assessore regionale; cioè significa che chiunque abbia esercitato per cinque anni il potere immenso che deriva dalla carica di Assessore regionale può diventare concorrente elettorale di ciascuno di noi, perché non abbiamo previsto in nessun modo che colui sul quale è concentrato il potere di un Assessorato regionale non sia direttamente e immediatamente eleggibile nel momento in cui finisce il mandato. Non l'abbiamo previsto per questo, che sicuramente detiene un potere immenso, e prevediamo un'incompatibilità per i sindaci dei piccoli Comuni.

Voi sapete che la Sardegna è fatta di decine e decine, forse di centinaia, di piccola realtà comunali che non arrivano a toccare i mille abitanti, dove fare il Sindaco è un servizio; nel senso che un consigliere regionale che sia disponibile anche a guidare la propria comunità, sta facendo un servizio. Io capisco che l'incompatibilità possa esistere per Sindaci di Comuni grossi che sono quotidianamente assorbiti dalla loro attività all'interno del Comune nell'esercitare il mandato che gli è stato conferito dagli elettori: è evidente che il sindaco di Cagliari, quello di Quartu, quello di Sassari non possono pensare nella loro testa di poter fare il consigliere regionale. Ma il sindaco di Baradili, comune di 110 abitanti a cavallo tra la Marmilla e il Campidano, quello sta facendo un servizio alla propria comunità; quindi, nel momento in cui noi pensiamo di sottrarlo - e forse avremo anche ragione: lo sottraiamo ai compiti amministrativi che gli possono portar via una piccola parte della sua quotidianità -, ma gli stiamo impedendo di svolgere un servizio nei confronti della sua comunità, non certo ci stiamo occupando del potere che viene esercitato amministrando il comune di Baradili, perché se non ci siamo preoccupati del potere che si esercita facendo l'Assessore regionale... Ecco, io sono sicuro che il collega, amico Dadea, che interpreta in maniera rigorosa la legge che sta portando a compimento, non sarà candidato alle prossime elezioni, ma nessuno e niente glielo impedisce. Nel senso che, se l'assessore Dadea esercitasse non con spirito presidenzialista, e cioè per rendere un servizio all'Esecutivo, il suo compito, ma se lo esercitasse per trarne un utile nelle prossime liste elettorali del suo partito, se ha un partito, beh insomma io immagino che questo sarebbe cosa preoccupante, ma non preoccupante perché rischia di portare un via un posto ai consiglieri regionali aspiranti alla rielezione e candidati aspiranti alla rielezione, preoccupante perché significherebbe che la sua azione politica potrebbe essere ispirata alla necessità di cercare consenso, e non a quella di svolgere un'azione complessiva di servizio alla maggioranza nella realizzazione del programma di Governo. Quindi, ecco preoccupa effettivamente una griglia di incompatibilità estremamente stretta, perché tale non può non essere considerata una griglia che pone al comma D dell'articolo "coloro che esercitano il patrocinio nei confronti di… sostanzialmente chiunque", perché noi sappiamo bene che l'economia di questa Regione si regge sul pubblico, per cui è evidente che chi fa l'avvocato rischia di esercitare e di avere esercitato il patrocinio nei confronti di chi comunque con il pubblico è collegato, e non credo che il passare l'esercizio del padroncino ad un collega di studio, possa, se non formalmente, sanare l'incompatibilità che voi ritenete che ci sia. Così come è incredibile il comma E, cioè quello delle liti pendenti, nel senso che se non si pone un tetto all'entità della lite pendente, beh significa che ciascuno di noi che fosse a rischio di incompatibilità e che tale rischio venisse registrato da quello che viene dopo di lui in lista, potrebbe essere massacrato alla ricerca di qualche provvedimento, di qualche azione civile in corso nei confronti di un ex ESIT disciolto o di un ISOLA disciolta o di qualunque altro piccolo, medio, grande ente regionale e giusto per dire che è incompatibile e che pertanto, se per caso non sana immediatamente la situazione si può ritrovare estromesso dal Consiglio regionale dove gli elettori lo hanno indicato. Quindi insomma ci sono una serie di considerazioni, che tutto sommato creano delle perplessità, perché voi ci dite spesso quando vi segnaliamo dei problemi reali: "ne parleremo al momento della legge elettorale", insomma io credo che su questo articolo ci fosse il tanto perché ne riparlassimo al momento della legge elettorale, nel senso che forse sarebbe stato più opportuno inserire una serie di principi generali sulle incompatibilità, chiari, nitidi e molto generali, e tali possibilmente da fare incappare all'interno del principio quelli che detengono potere reale in Sardegna, e che ci preoccupano sul serio, non coloro i quali hanno una lite da 10 mila euro con la Regione o con un altro ente regionale. Ma quelli che davvero detengono del potere reale che può essere utilizzato per condizionare un'elezione, che può essere utilizzato per condizionare una campagna elettorale, ecco quei principi sarebbe stato utile vedere all'interno della legge statutaria, magari poi affidando alla legge elettorale, visto che c'è la convinzione da parte di questa maggioranza di avere i numeri e l'omogeneità politica per portarne a compimento una, magari affidando al momento della legge elettorale il compito di individuare specificamente i dettagli del mosaico, dettagli che affidati ad una legge di tipo ordinario, possono anche essere modificati con un procedimento legislativo esattamente omologo, cioè un procedimento ordinario, qualora si dimostrassero esageratamente fiscali o troppo permissivi. Quindi il ragionamento che tante volte si è fatto in questa Aula in risposta a obiezioni ad emendamenti che noi vi abbiamo presentato e cioè quel ragionamento del rimandare una parte del contenuto della legge al momento della discussione della legge elettorale, ben si atterrebbe a questo articolo 24, che sembra un articolo che renderà davvero difficile l'utilizzo nel momento di verifica delle incompatibilità dei consiglieri regionali, e che creerà probabilmente alla Giunta per il Regolamento, alla Giunta per le elezioni, e a tutti gli organi consiliari che si dovranno occupare della verifica, per non parlare dei tribunali, delle condizioni discendenti dalle incompatibilità derivanti dall'articolo 24, probabilmente causeranno contenzioso e qualche dispiacere a tanti consiglieri eletti, che avrebbero, a ben diritto, la possibilità di rimanere in questa Aula senza dovere incappare in eccessi rigorosi che in questa legge ci sembra rischino di essere introdotti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Emendamento numero 605 il parere negativo, 606 è negativo, 195 è negativo, 286 è negativo, 607 è negativo, 46 è negativo, 608 negativo, 609 negativo, 130 è negativo, 288 è negativo, 610 è negativo, 611 è negativo, 612 è negativo, 134 è negativo, 613 è negativo, 614 è negativo, 376 è negativo, 377 è negativo, 615 è negativo, 616 è negativo, 617 è negativo, 618 è negativo, 619 negativo, 139 è negativo, 289 è negativo, 620 è negativo, 756 è ritirato, 746 è negativo, il 126 è accolto, il 129 è negativo, il 135 è negativo, il 137 è negativo, il 138 è negativo, il 747 è negativo, il 748 è negativo, il 127 è negativo, il 128 è negativo, il 352 è accolto nella prima parte, nel primo comma alla lettera i aggiungere dopo i proprietari l'espressione soci di riferimento, non è accolta invece da e sopprimere sino ad annuo, e poi è accolto in secondo capoverso alla fine del quinto comma aggiungere secondo il procedimento indicato nei commi seguenti; 287 negativo, 621 è negativo, 132 è negativo, 133 negativo, 136 è negativo, 622 negativo.

PRESIDENTE. Per esprime il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del Presidente della Commissione.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 605 è in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie Presidente. Io intervengo sull'emendamento numero 605, per porre innanzitutto un ragionamento, e faccio appello nel porre questo ragionamento soprattutto a chi in questa Aula nella discussione di tutti gli articoli che sono intervenuti sino a questo momento, ha sempre richiamato un concetto costante, cioè quella della gerarchia relativa alle norme, e quindi nel ribadire il concetto che noi con questa legge statutaria, che altro non trattasi che una legge ordinaria, che viene approvata con procedura rinforzata, non può in alcun modo andare a contrastare le norme sancite nello Statuto della Sardegna. L'articolo 17 del nostro Statuto, e l'abbiamo conosciuto anche recentemente, detta in maniera esplicita, che è scritta la compatibilità per i sindaci dei Comuni al di sotto di 10 mila abitanti, se noi scriviamo questa norma, e tengo a precisare che io sono concettualmente favorevole a che si scriva questa norma, ma ovviamente è illegittima costituzionalmente, e quindi noi non lo possiamo scrivere, noi andremo a mettere in piedi un contenzioso che non avrà fine. Lo sanno bene i colleghi che sono oggi i sindaci, lo so bene io lo so bene io che ho vissuto anche l'esperienza di una sentenza della Corte di cassazione che da ragione in questi termini. Oggi è impossibile scrivere che vi sia incompatibilità per i sindaci dei comuni al di sotto di 10 mila abitanti. Se noi vogliamo fare questo errore, facciamolo, però, sempre è stato detto, per primo anche dall'assessore Dadea che è qui presente, che non era assolutamente pensabile che noi potessimo derogare da questo principio cardine, tant'è che anche la proposizione nostra di portare il numero dei consiglieri da ottanta a sessanta, si è detto, deve essere rigettata in funzione di questo principio. Quindi, mi appello a queste considerazioni per capire che non è assolutamente legittimo costituzionalmente che noi facciamo questo. Nell'ipotesi, ovviamente, voterei a favore dell'emendamento soppressivo.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Sì, grazie, Presidente. Noi abbiamo presentato alcuni emendamenti che riguardano la lettera b) dell'articolo 24, come tra l'altro questo emendamento numero 605, presentato da Diana, Liori, Artizzu, Moro e Sanna Matteo. Il nostro emendamento prevedeva la possibilità di estendere o, quantomeno, considerare l'incompatibilità per i comuni con popolazione superiore a 3 mila abitanti. Ne abbiamo presentato due: uno con 3 mila e uno con 10 mila. E' ovvio che, per quanto riguarda questo emendamento, la disponibilità sarebbe anche a un voto favorevole, con la speranza, però, di potere poi arrivare all'emendamento, in particolare il "748", che appunto stabilisce l'incompatibilità per i comuni, o meglio, i sindaci al di sopra dei 3 mila abitanti. Come ha detto prima l'onorevole Vargiu, ci sono tante piccole realtà locali nella Sardegna e, togliere la possibilità a un sindaco di un piccolo comune di potersi candidare e poi, a quel punto, di poter optare e scegliere se fare il consigliere regionale piuttosto che il sindaco, credo che sia un grave atto nei confronti delle comunità e degli enti locali. Anche perché io avrei voluto sollevare, e chiederò poi al presidente Pinna un chiarimento sul fatto che non sono stati previsti nei casi di incompatibilità, o meglio, non è stata trattata l'incompatibilità dei membri delle due Camere, che è prevista, è vero, dallo Statuto, è prevista dalla legge costituzionale, poi aggiornata con la legge numero 1 del '99; però, non capisco perché non debbano essere richiamati nell'articolo 24, anche perché poi è necessario normare come debbono essere gestite queste incompatibilità, per evitare che membri della Camera o del Senato possano, per mesi, mesi e mesi, far parte di un Consiglio regionale e di una Camera senza alcun motivo valido e senza portare benefici alla comunità sarda.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pileri. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Sì, Presidente, innanzitutto per dichiarare il ritiro dell'emendamento numero 813 e, siccome c'è una palese incongruenza tra i tre emendamenti, parlo del "746", "747" e "748", da questi ritiro la firma perché c'è palese incongruenza in tutti e tre, cioè, che ho firmato chiaramente, però ritiro la firma, in quanto non si può dire che si è d'accordo per la non candidatura a consigliere regionale per i sindaci oltre i 3 mila, poi oltre i 10 mila, e poi fare di tutta l'erba un fascio, non si può candidare nessun sindaco. Per cui ritiro la firma da questi emendamenti, ma voglio esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 605 per le stesse motivazioni che ho detto, appunto perché non si può impedire ad un sindaco, chiaramente, di un piccolo comune, o a un sindaco di un qualsiasi comune di candidarsi presso il Consiglio regionale. Lo Statuto dice che non può essere candidato il sindaco al di sopra, se non erro, dei 15 mila abitanti, quindi, ciò vuol dire che tutti gli altri si possono candidare e possono legittimamente aspirare a diventare consiglieri regionali. Per cui, ritiro la firma dagli emendamenti numero 746, 747, 748, ritiro l'"813" e dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 605.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Anche io annuncio il voto favorevole all'emendamento del collega Diana e più, il "605" e, peraltro, annuncio anche l'intenzione di votare a favore, quindi, di discutere eventualmente gli emendamenti di cui ha parlato dato il collega Rassu, cioè quelli che si accontentano, nel senso, quelli che introducono, comunque, per quanto riguarda i sindaci dei comuni della Sardegna il riferimento allo Statuto, perché il collega Pisano fa un ragionamento che mi sembra sia lineare, il collega Pisano dice: "Esiste, all'interno dello Statuto sardo, un'esplicitazione precisa che riguarda l'incompatibilità dei sindaci". Quindi, non è che noi, attraverso la legge statutaria, normiamo una questione che non è comunque regolamentata. Noi, attraverso la legge statutaria, stiamo andando a normare qualcosa che è già normato dallo Statuto, quindi stiamo introducendo un elemento che, come giustamente considera il collega Pisano, è confliggente anche con la valutazione che è stata fatta quando si è chiesto di ridurre il numero dei consiglieri regionali, già all'interno della legge statutaria, da ottanta a sessanta, ed è stato risposto che questo, pur principio accoglibile, non è possibile farlo adesso, ma si dovrà ripresentare come problema quando dovremo discutere la legge elettorale, beh, il ragionamento sulla gerarchia delle fonti dovrebbe valere anche nel momento in cui noi diciamo che la legge statutaria prevede una norma diversa rispetto a quella che stiamo introducendo all'interno della statutaria. Ma, se questo non fosse, abbiamo due emendamenti: uno che pone a 10 mila il limite delle incompatibilità per i sindaci, e cioè 10 mila abitanti del proprio comune, e cioè che ripete pedissequamente quello che c'è scritto all'interno dello Statuto regionale sardo, ma ne abbiamo anche uno che, se accetta la vostra tesi, e cioè che la statutaria possa normare una materia già normata dallo Statuto, se si accetta la vostra tesi, comunque, consentirebbe ai sindaci dei comuni al di sotto dei 3 mila abitanti di essere sindaci e, contemporaneamente, consiglieri regionali.

Allora, se voi accettato il principio che fare il sindaco di un piccolo comune sotto i 3 mila abitanti non è una rendita di potere, ma è un servizio che viene reso alla comunità da chi, magari, ha già la gratificazione e la possibilità di esercitare politica di alto livello facendo il consigliere regionale, beh, dall'accettazione di questo principio e dalla contemporanea considerazione che possiamo normare in statutaria anche in maniera confliggente con lo Statuto, beh, dovrebbe perlomeno discendere l'approvazione dell'emendamento che elimina l'incompatibilità per i sindaci dei comuni al di sotto dei 3 mila abitanti. Quindi, almeno su questo, colleghi, in questi minuti che precedono la discussione dell'emendamento specifico, noi vi chiederemo di aprire un ragionamento, quantomeno per farci sentire in aula le eventuali ragioni del vostro dissenso rispetto a quanto noi stiamo sostenendo.

Presidente, le chiederei anche il voto con scrutinio elettronico palese su questo emendamento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Non ci sono altri interventi. E' stata richiesta la votazione elettronica palese. Stiamo votando l'emendamento numero 605.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 605.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CUCCU Franco Ignazio - LA SPISA - MILIA - MORO - PILERI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RASSU - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIORICO - IBBA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MASIA - MATTANA - MELONI - PACIFICO - PINNA - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 49

astenuti 1

maggioranza 25

favorevoli 12

contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 606. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 195.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, solo per capire perché: "compresi nella Regione Sardegna". Mi sembra che accettare questo significhi comunque considerare positivamente e accettare che uno possa svolgere il suo ruolo di assessore in province che non sono nella Sardegna, o essere sindaci di comuni fuori dalla nostra Regione. A me sembra che questo sia contraddittorio rispetto alla norma che viene presa in considerazione, mi sembra assurdo che questo emendamento sia stato giudicato negativamente dalla Commissione, mi piacerebbe capire esattamente perché, perché se chiaramente ci si riferisce alla possibilità che un assessore di provincia e un sindaco residenti in Sardegna possano avere motivazioni di vantaggio, non capisco però perché possiamo accettare che uno abbia lo stesso incarico in un'altra Regione. Francamente non lo capisco. Comunque io voterò a favore dell'emendamento numero 195 nonostante il parere della Commissione. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Sulle modalità di voto, per chiedere il voto elettronico palese, grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, anch'io voto a favore dell'emendamento della collega Caligaris che mi sembra corregga un refuso nella scrittura della legge, nel senso che è evidente che l'Assessore provinciale di Benevento non può fare il consigliere regionale in Sardegna, a meno che non abbia il dono dell'obiquità e quindi possa passare contemporaneamente una parte della sua giornata a Benevento e una parte della sua giornata nel Consiglio regionale della Sardegna, così come il sindaco di qualsiasi comune italiano difficilmente si può pensare possa svolgere la sua attività di legislatore in Sardegna. Quindi mi sembra che sia possibile chiedere… mi fa accenno mimico il collega Porcu che andiamo verso l'accettazione dell'emendamento quindi posso tagliare. Benissimo.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Sì, per dire che l'osservazione è fondata, per cui possiamo accogliere l'emendamento.

PRESIDENTE. E' in votazione l'emendamento. E' stato richiesto lo scrutinio elettronico, prego i colleghi di accomodarsi per la votazione. Dichiaro aperta la votazione. Un Segretario se è possibile, onorevole Serra, si accomodi qui, grazie…

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 195.

(Segue la votazione)

L'emendamento è stato accolto colleghi, c'è qualche collega che non ha votato, chiedo scusa, possiamo annullare la votazione... La votazione è annullata. Rifacciamo la votazione, prego i colleghi di stare a posto…

LA SPISA (F.I.). Quale è l'emendamento?

PRESIDENTE. L'emendamento, onorevole La Spisa, è il numero 195 dell'onorevole Caligaris che sopprime le parole "compresi nella Regione Sardegna". L'emendamento è stato accolto dalla Commissione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 195.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Salis e Serra hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUGINI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MASIA - MATTANA - MELONI - ORRÙ - PACIFICO - PILERI - PINNA - PISANO - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RASSU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 47

votanti 46

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 46

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 286 che è uguale al numero 607.

Poiché nessuno ha domandato di parlare su questi emendamenti, li metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non sono approvato)

Mettiamo in votazione gli emendamenti numero 46, 608 e per la parte comune l'emendamento numero 352 a pagina 674 per le parti comuni, uguali.

Poiché nessuno domanda di parlare su questi emendamenti, li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non li approva alzi la mano.

(Non sono approvati)

Passiamo all'emendamento numero 609. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 130. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 288, che è uguale al numero 610. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 611. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 612. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 134. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 613. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 614. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 376. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 377. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Prego i colleghi di sollevare la mano, non diamo per acquisito il risultato.

Passiamo all'emendamento numero 615. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 616. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 617. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 618. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 619. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 139 che è uguale al numero 289 e al numero 620.

Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Grazie Presidente. L'emendamento numero 139 recita il comma 13 dell'articolo 24 che è soppresso, ed è il comma che scrive che "il consigliere regionale che accetti la carica di assessore regionale decade da quella di consigliere". Se pure la statutaria contenga la scelta di un governo presidenzialista, anzi fortemente presidenzialista, e quindi in un tale contesto appare normale che il Presidente possa scegliere i suoi Assessori all'interno e all'esterno del Consiglio, non si capisce quale sia la ragione che di fatto non legittima il consigliere regionale a ricoprire la carica di Assessore. E' come stabilire che il mandato popolare, il consenso elettorale serve a raggiungere l'Assemblea legislativa, ma è condizione impeditiva per arrivare alla Giunta senza perderla. Se fossi cattivo penserei che il fatto di conservare la carica di consigliere regionale rende più libero l'Assessore che rivestisse contemporaneamente quella carica e che lo renderebbe più difficilmente maltrattabile. Credo che niente impedisca ai governatori che si trovassero ad applicare questa legge di scegliere i loro Assessori al di fuori del Consiglio regionale, ma sarebbe più dignitoso e più giusto per questo Consiglio e per la rappresentanza popolare di cui è depositario che, comunque, ove il Presidente di turno ritenesse di scegliere un consigliere regionale come componente della sua Giunta non sia per questo umiliato fino al punto di dover rinunciare al mandato elettorale ricevuto.

Chiedo la votazione elettronica palese, signor Presidente.

PRESIDENTE. Sì, grazie onorevole Cuccu. Chi sostiene la richiesta di votazione elettronica?

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)

Va bene. Stiamo votando gli emendamenti numero 139, 289 e 620.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamento numero 139, 289 e 620.

(Segue la votazione)

Prendo atto che la consigliera Lanzi ha votato contro.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - COCCO - CUCCU Franco Ignazio - CUCCU Giuseppe - GIORICO - LA SPISA - MILIA - PETRINI - PILERI - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANNA Simonetta.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - IBBA - LAI Renato - LAI Silvio - LANZI - LICHERI - MARRACINI - MASIA - MATTANA - ORRÙ - PACIFICO - PINNA - PISANO - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Franco - SECCI - SERRA - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 47

votanti 46

astenuti 1

maggioranza 24

favorevoli 13

contrari 33

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'emendamento numero 746.

ATZERI (Gruppo Misto). Ritirato.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 746 è stato ritirato.

Passiamo all'emendamento numero 126. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Chiedo scusa, per l'emendamento numero 126 è stato espresso parere favorevole della Commissione. Ripetiamo la votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Emendamento numero 129. Ha domandato di parlare il consigliere Franco Ignazio Cuccu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). La lettera d) del comma 1 dell'articolo 24 dice che "coloro che esercitano il patrocinio professionale o prestano assistenza o consulenza, in qualsiasi forma, a imprese, enti ed associazioni nei loro rapporti contrattuali o precontrattuali con la Regione e con enti regionali". Il nostro emendamento chiede che sia aggiunta l'espressione "che presta opera in modo continuativo". Se non ci fosse questa esplicitazione potrebbe essere possibile che un legale che ha curato una pratica per un'impresa che ha un servizio o un appalto con la Regione, l'ha fatto una volta e basta, si renda di fatto incompatibile non si sa bene per quanto tempo, e questo può accadere per un consulente tributario, per un consulente del lavoro, per un consulente fiscale e, perché no, anche per un medico ove dovesse redigere una perizia di parte per quanto riguarda un infortunio sul lavoro accaduto - può accadere - all'interno di un'impresa che lavori per la Regione sarda.

Io credo che lo spirito della Commissione non fosse certo quello di impedire a chicchessia, avesse ogni forma di rapporto con la Regione o con enti partecipati o controllati, di poter accedere alle liste per l'elezione del Consiglio regionale e crediamo che si possa ovviare accogliendo il nostro emendamento che tende a specificare che il rapporto di lavoro, così come è descritto alla lettera d), è impeditivo ma solo ed esclusivamente quando si verifica in forma continuativa.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Anch'io esprimo il voto favorevole all'emendamento e contemporaneamente l'invito a ripensare il parere perché le argomentazioni portate qui dall'onorevole Cuccu mi sembra che siano abbastanza realistiche e convincenti. La maglia di questo articolo è già molta stretta, così come la maglia dell'articolo precedente, ma su questo tema proprio, riguardo cioè all'incompatibilità di quei professionisti che non a titolo continuativo, ma anche occasionalmente possano esercitare il patrocinio o comunque altre forme di consulenza e assistenza, anche occasionalmente riguardo a imprese, enti e associazioni nei loro rapporti contrattuali o precontrattuali con la Regione o enti regionali, mi sembra che costituisca una condizione eccessiva. Poi, il destino di questa legge, con questi eccessi di corsa ad handicap, già è abbastanza drastica. Non mi sembra che in questo caso si aiuti proprio un percorso sereno per il periodo successivo all'approvazione del Consiglio regionale e alla prevedibile sottoposizione di questa legge a una prova referendaria. Mi sembra che sia veramente eccessivo e che quindi l'emendamento numero 129 contemperi giustamente il contenuto di questo divieto.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

Stiamo discutendo l'emendamento numero 129, a pagina 666. Prego, onorevole Pileri.

PILERI (F.I.). Sì, grazie. Mi ha anticipato il Capogruppo La Spisa e comunque anch'io annuncio il voto favorevole anche perché questa problematica è disciplinata dalla legge numero 154 del 23 aprile 1981 che all'articolo 3, se non ricordo male, prevede appunto che è incompatibile "il consulente legale, amministrativo e tecnico che presta opera in modo continuativo" e quindi credo che la presentazione di questo emendamento sia pertinente e quindi esprimo il voto favorevole.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, io credo che quest'emendamento, che è stato presentato dai colleghi del U.D.C., sul quale io dopo aver ascoltato il collega Cuccu devo dire di non aver chiarito completamente la mia posizione, nel senso che mi sembra che sia il comma d) che il comma e) dell'articolo 24, effettivamente, alla fine disegnino una rete le cui trame si possano restringere o allargare in maniera difficilmente prevedibile. Nel senso che se quello che ha sostenuto il collega Cuccu fosse vero - e io non riesco a coglierlo nell'interpretazione autentica della norma che stiamo scrivendo - beh, sarebbe davvero inquietante. Cioè, io interpreterei che il comma d) possa consentire a chi esercita un patrocinio e una consulenza, nel momento in cui gli viene significata la situazione di incompatibilità, cessi di esercitare quel patrocinio e quella consulenza, o la affidi ad altri, e in questo momento in quel modo rimuova istantaneamente le cause di incompatibilità. Collega Cuccu - giusto perché è la parte di cui posso essere più competente - se un collega medico fa una relazione tecnica in un procedimento che ha come controparte la Regione o uno qualsiasi dei suoi satelliti, nel momento in cui il collega si astiene dal continuare questa azione dovrebbe essere rimossa la causa di incompatibilità e quindi non dovrebbe esserci più il problema. Se così non fosse è ovvio che io aderisco al suo emendamento e quindi alla richiesta che sia precisata la continuità, l'interattività del rapporto. Mi chiedo, peraltro, qualora vengano prestate delle operazioni di consulenza ad associazioni ONLUS - quindi associazioni che non hanno scopo di lucro, che peraltro hanno dei rapporti contrattuali nei confronti della Regione - questo tipo di consulenza può essere fornita? Le consulenze a titolo gratuito possono essere fornite? Stesso ragionamento si pone poi nel comma successivo, dove si dice "Coloro che hanno liti pendenti"; beh, ma se la lite pendente è di entità davvero bassa, davvero risibile rispetto a quello che è poi il complesso dell'attività che svolge un consigliere regionale, qui si stanno individuando come controparti enti, istituti, agenzie, consorzi, cioè tutta la Regione, cioè significa che chiunque ha una lite pendente sostanzialmente incompatibile deve rinunciare alla lite. Cioè, mi sembra che davvero si siano disegnate delle maglie che poi rischiano di essere veramente coercitive nei confronti di chi in queste maglie si impigliasse. Forse un attimo di riflessione sul comma d) e sul comma e) potrebbe essere utile per limare alcune cose che ci sono sfuggite fino a questo momento.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Trenta secondi, Presidente, per esprimere il voto contrario. Con questo emendamento mi pare che si introduca un elemento, come dire, aleatorio. Cosa significa in modo continuativo? Ne cogliamo la ratio, però chi è che stabilisce il rapporto in modo continuativo? Qual è il parametro di riferimento? La norma noi dobbiamo cercare di costruirla proprio perché attiene neppure a cause di ineleggibilità, siamo tra le cause di incompatibilità - questo bisogna ricordare ai colleghi -, ma anche tra le cause di incompatibilità la maggior chiarezza possibile, cioè evitare che debba essere qualcuno a dirimere il caso facendo riferimento a situazione continuativa, ovvero a quella occasionale. Allora, la norma è stata costruita appositamente proprio per fare chiarezza nella sua semplicità e linearità. Per cui ritengo che questo emendamento introduca elementi davvero di non chiarezza.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PISANO (Riformatori Sardi). Grazie. Anch'io credo di condividere il ragionamento che ha fatto adesso anche l'onorevole Pittalis, nel senso che l'interpretazione che può essere data alla lettera d) - che capisco avvantaggi molto i componenti della Commissione che a questo dibattito e a questa discussione hanno già partecipato - non possa che essere quello di rimuovere una condizione di vantaggio che creerebbe l'essere consigliere regionale e contemporaneamente un consulente che eroga servizi a favore di enti regionali o della Regione stessa in maniera diretta. Cioè solo questo significa: significa tra l'altro normalizzare una norma che già esiste per altri enti pubblici, per i Comuni, per le Province e quindi far si, evitare che sussista una condizione di palese incompatibilità fra l'esercizio e la funzione di consigliere regionale e il consulente che eroga servizi a favore della Regione. Quindi, se questo non è, se l'interpretazione non potesse essere davvero questa che noi tutti abbiamo capito in questi termini, magari sarebbe utile che l'Assessore in questo senso possa chiarire se davvero si intende questo, credo che valga di tenere in piedi la lettera d) come condizione di incompatibilità e quindi di bocciare l'emendamento numero 129 che, invece, vorrebbe la sua soppressione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro ha domandato di parlare sull'emendamento numero 129, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Gli emendamenti numero 135, 137 e 138 sono decaduti.

Metto ora in votazione il testo dell'articolo 24. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'emendamento aggiuntivo numero 747. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 748. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione.

(E' approvato)

Gli emendamenti numero 127 e 128 sono decaduti perché erano collegati all'emendamento numero 129.

Passiamo all'emendamento numero 352, c'è il parere favorevole della Commissione sulla prima parte e su una parte della seconda.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Allora, nel primo comma alla lettera i) aggiungere dopo "I proprietari" l'espressione "e i soci di riferimento". Poi, secondo comma, alla fine del secondo caporigo aggiungere "secondo il procedimento indicato nei commi seguenti".

PRESIDENTE. Va bene. La seconda parte era stata soppressa. Quindi, votiamo l'emendamento numero 352, c'è il parere favorevole della Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, per dichiarare naturalmente il voto favorevole all'emendamento 352 ma, Presidente, anche per far emergere una contraddizione, perchè con la bocciatura dell'emendamento presentato dall'onorevole Floris - in base al quale veniva richiesta sempre la cancellazione del limite di un milione di euro - secondo me, stiamo seguendo una procedura che è quantomeno aberrante. Perché da un lato ci stringhiamo rispetto a un comma d) con una serie di limitazioni nei confronti di coloro i quali esercitano il patrocinio professionale e, comunque, in ogni caso, mentre in questo caso scatta invece il criterio soltanto qualora si superi il milione di euro. Qualcuno dovrebbe spiegarmi l'arcano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Per chiedere una brevissima sospensione. Cinque minuti.

SECCI (La Margherita-D.L.). Sospendiamo l'emendamento!

PRESIDENTE. E' un emendamento aggiuntivo, quindi lo possiamo sospendere. Proseguiamo nel lavoro, poi torniamo sull'emendamento.

Passiamo all'emendamento numerro 287. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 621. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 132. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Passiamo all'emendamento numero 133.

Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILERI (F.I.). Ho chiesto di intervenire sul 132.

PRESIDENTE. Scusi, qui arriva un attimo in ritardo la...

PILERI (F.I.). Lo so, però vorrei esprimere ugualmente ancorché il voto sia stato già effettuato...

PRESIDENTE. E' già votato.

PILERI (F.I.). Io avevo chiesto prima al presidente Pinna, attenzione su questo emendamento poiché avevo evidenziato che tra le cause di incompatibilità non figuravano appunto nell'articolo 24 quelle relative all'appartenenza di una delle due Camere e credo che sia opportuno invece inserirlo per un fatto molto semplice, perché la legge, una del '99, la legge costituzionale che ha innovato la disciplina prevista dall'articolo 122, in qualche modo ha rimandato al primo comma che il sistema di elezione e i casi di ineleggibilità e incompatibilità del Presidente e degli altri componenti della Giunta regionale nonché dei consiglieri regionali sono disciplinate con legge delle Regioni nei limiti dei principi fondamentali stabiliti con legge della Repubblica. Allora, noi al comma 6 dell'articolo 24 praticamente diciamo: "quando esiste al momento dell'elezione o si verifichi successivamente qualcuna delle condizioni di incompatibilità o sopravvenga una causa di ineleggibilità previste dalla presente legge", previste dalla presente legge, questa legge non prevede esplicitamente l'incompatibilità di membro della Camera con quella di consigliere regionale, è contestata dal Presidente della Regione o al consigliere regionale dal Consiglio regionale. E quindi vengono meno, di fatto, i procedimenti previsti dai commi successivi, cioè quello che l'interessato ha dieci giorni di tempo per formulare osservazioni eccetera eccetera... quindi viene meno una procedura che crea una trasparenza in qualche modo e un'azione chiara su quelle che sono le cause di incompatibilità tra queste due figure, perché non si può, come ho detto prima, lasciare alla discrezionalità la possibilità di rimanere in carica ed esercitare anche discrezionalmente in qualche modo il compito stabilendone i tempi e le modalità.

Quindi, chiedo se ci sarà una sospensione, una riflessione su questo aspetto che mi pare una mancanza che non è stata prevista in nessun modo nell'articolo 24.

PRESIDENTE. Passiamo all'emendamento numero 133.

Ha domandato di parlare il consigliere Cuccu Franco Ignazio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CUCCU FRANCO IGNAZIO (U.D.C.). Il comma 3 dell'articolo 24 recita: "le ipotesi di cui alle lettere "e" ed "h" del comma 1 non si applicano agli amministratori per fatto connesso con l'esercizio del mandato". Andando a vedere, si evince che la lettera "e" interessa coloro che hanno lite pendente in quanto parte di un procedimento civile o amministrativo con la Regione o con enti, istituti, agenzie, consorzi o aziende regionali. La lettera "f" attiene coloro che per fatti compiuti allorché erano amministratori o impiegati della Regione, ovvero di ente, istituto o agenzia o azienda regionale sono stati, con sentenza passata in giudicato, dichiarati responsabili verso la Regione o verso l'ente, l'istituto, l'agenzia o l'azienda non hanno ancora estinto il debito. Non credo che ci siano grandi spiegazioni da dare sull'emendamento, noi riteniamo che la dicitura del comma 3 che quelle ipotesi di incompatibilità di cui alle lettere "e" ed "h" del comma 1, non si applicano agli amministratori, siano estese anche ai consiglieri regionali per fatti connessi all'esercizio del mandato. Mi parrebbe eccessivamente squilibrato che in un caso l'esercizio al mandato fosse causa o fosse motivo di esclusione di quel tipo di incompatibilità, nell'altro caso invece no.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io credo che le 21 non siano l'orario migliore per approfondire argomenti di questo genere dopo che il Consiglio ha lavorato per l'intera giornata in maniera alacre e quindi è probabilmente affaticato nei neuroni dei suoi componenti, però mi sembra che il ragionamento svolto dal collega Cuccu meriti un po' di attenzione al di là dell'orario e al di là della stanchezza, nel senso che se la Commissione nel redigere il testo definitivo della proposta di legge arrivata in aula, del disegno di legge arrivato in aula, a mio avviso mi sembra abbastanza ragionevolmente prospettato il comma 3 dell'articolo 24 e ha ragionevolmente stabilito che la causa di incompatibilità non si applichi agli amministratori che avessero, discendenti dal comma "e" ed "h" dei contenziosi che sono direttamente correlati allo svolgimento del loro mandato, beh, mi sembra che questo ragionamento debba valere paro paro anche per i consiglieri regionali, nel senso che anche i consiglieri regionali hanno la possibilità per cause che sono inerenti lo svolgimento del proprio mandato di avere dei contenziosi con la Regione o con altri enti che sono in qualche maniera collegati con la Regione. Beh, se questo si determina è difficile pensare che debba essere rimossa l'incompatibilità altrimenti non si realizza la possibilità di esplicare il mandato. Cioè, io credo che dovremo rifletterci un attimo, ci sono mille implicazioni, colleghi, che se abbiamo mezz'ora di tempo per ragionare possiamo approfondire, ma ci sono mille implicazioni che possono comportare che ciascuno di noi per motivi connessi con il proprio mandato abbia un contenzioso con la Regione o con altre strutture comunque correlate alla Regione. Allora, non scriviamo una norma che poi al momento dell'applicabilità ci rendiamo conto lede pesantemente i diritti che ciascuno di noi ha, quindi io credo che su questo emendamento, forse con lo stesso ragionamento che si sta facendo sull'emendamento per il quale l'assessore Dadea ha chiesto una breve sospensione, sia ugualmente opportuno, se non riusciamo a trovare un'identità di vedute che consenta di approvarlo, fare ugualmente una breve sospensione e vedercelo con una mente più serena che ci consenta di non commettere errori rinforzati.

PRESIDENTE. L'onorevole Vargiu propone di sospendere anche il 133. Se questa proposta viene accolta, ci sono alcune dichiarazioni di voto, non so se...

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Ritenere che le osservazioni da ultimo del collega Vargiu, ma prima ancora dell'onorevole Cuccu, ci trovano pienamente d'accordo. Penso che la questione vada valutata se ci sono elementi per farlo non in questo momento, ma mi pare che non ci sia motivo per escludere tra gli eletti i consiglieri regionali rispetto agli amministratori.

PRESIDENTE. Bene, possiamo sospenderlo colleghi chiedendo agli iscritti a parlare per dichiarazione di voto se trasferiamo la loro dichiarazione di voto alla ripresa della discussione su quest'emendamento? Il Presidente della Commissione non è iscritto, è l'unico che non è iscritto però se si iscrive...

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, relatore, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Per dire che accogliamo la richiesta di sospensione così possiamo valutare meglio sulla base sia degli interventi anche delle osservazioni fatte dall'onorevole Pittalis.

PRESIDENTE. Chiedo scusa colleghi, forse l'onorevole Caligaris... do una risposta anche a lei: il 133 lo stiamo sospendendo, ci sono due soli emendamenti anzi uno solo perché il 622 è decaduto e concludiamo i lavori ringraziando i colleghi, avevamo previsto di finirli alle 20 e 30 ma, dato che abbiamo lavorato poco, i colleghi della opposizione ci hanno consentito di lavorare fino alle 21, e di questo li ringrazio. Quindi, c'è l'emendamento numero 136.

Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

I lavori del Consiglio finiscono qui, ed è convocato per domani alle ore 10. La seduta è tolta, grazie.

La seduta è tolta alle ore 21 e 05.