Seduta n.352 del 08/04/2003 

CCCLII SEDUTA

(POMERIDIANA)

Martedì 8 aprile 2003

Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA

indi

del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente BIGGIO

La seduta è aperta alle ore 16 e 04.

LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 2 aprile 2003 (346), che è approvato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale

della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 383/A. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 606. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, prendo la parola sull'emendamento 606 per dichiarare il nostro voto contrario. Io mi auspico che la Giunta, l'assessore Masala abbia cognizione della portata di quest'emendamento, ce l'abbia fino in fondo per le cose che sono state dette, per le stesse proposte che si sono intersecate ancora non positivamente, ma che si sono comunque discusse finora.

Io credo che questo emendamento abbia le caratteristiche di una cognizione particolare degli enti locali in Sardegna, lo evidenzia la modalità con la quale la Regione intende scaricare in capo ai comuni un onere, che significa anche l'onere dell'applicazione di una legge, sostanzialmente. Io non so quanto sia realistico, nella considerazione che gli enti locali in Sardegna oggi bisognerebbe conoscere in che stato sono dal punto di vista del proprio indebitamento. Questo modo di procedere non tiene neanche conto della capacità debitoria che c'è nei comuni, che a dire il vero andrà diminuendo per effetto della diminuzione dei trasferimenti che subiranno già da questo esercizio finanziario e vorrei capire dove è rinvenibile, all'interno di questa concezione un po' paradossale, ma sostanzialmente irriverente e denigratoria degli enti locali, dove è rinvenibile la modalità con la quale la Giunta regionale, la maggioranza tiene conto, io credo anche con un pizzico di riconoscenza, del fatto che i comuni abbiano in questi anni, proprio attraverso questo strumento, potuto concorrere, attraverso propri cofinanziamenti all'attuazione dei PIT, ancorché la loro approvazione sia stata molto limitata e comunque insufficiente rispetto alle proposte.

E' chiaro che con una previsione di questo genere voi avete già deciso di rinunciare al concorso dei comuni alla compartecipazione alla realizzazione dei programmi comunitari. A dire la verità non è che siamo in una condizione talmente favorevole e talmente rosea da poterci permettere questo lusso, ma io credo che proprio questa cognizione sia il limite che accompagna le valutazioni del collega Balletto sul ruolo che hanno svolto i comuni in questi anni rispetto a questi obiettivi. Non mi meraviglia la sua concezione antiautonomia, d'altra parte ne abbiamo visto di tutti i colori, però sarebbe molto facile e anche singolare, sotto un profilo del taglio legislativo, immaginare che d'ora in poi tutte le leggi che la Regione fa, in qualche modo, e che designano competenze a carico dei comuni, le legislazioni possono avere queste caratteristiche: "Sì, noi ti facciamo la legge e facciamo una previsione normativa a cliché dove, se la vuoi usare, ti devi caricare di debiti tu". E' un bel modo di concepire il decentramento, l'equiordinazione, e sulla base di questo principio costituzionale questa norma è in palese violazione di questo principio, e di questo bisognerà tener conto perché chiaramente, se dovesse passare questo emendamento, io credo che i comuni si organizzeranno per impugnare la legge finanziaria con questa norma qua, perché chiaramente questa norma comporta una delegittimazione delle funzioni delle autonomie dei comuni spostando a metà, dopo un paio d'anni di applicazione dell'articolo 19 della 37, spostando sulle spalle dei comuni gli oneri che invece noi avevamo individuato perché ci fosse un elemento indotto dalla politica regionale di promozione dell'occupazione e dello sviluppo.

Io vedo molto in maniera buia il futuro della Regione da questo punto di vista, laddove la Regione rinunci al partenariato e alla sussidiarietà reale sui progetti di sviluppo con i comuni, con un atteggiamento di questo genere noi non potremo che avere dei risultati dannosi sia per lo svolgimento e il compimento dal Quadro comunitario di sostegno sia per quanto riguarda la realizzazione di un quadro di sinergie tra le funzioni della Regione e le funzioni dei comuni. Io mi auguro che vi sia rimasto un barlume di saggezza e di lungimiranza e che questo vi porti a ritirare questo emendamento nell'interesse e nel rispetto delle autonomie e di ciò che costituzionalmente si è modificato in questi anni, attribuendo ai comuni delle funzioni superiori e delle dignità superiori. Starà a voi dimostrare da che parte state: dalla parte di una visione ragionieristica dell'autonomia regionale volta, come sostiene Balletto, a far quadrare i conti, paghi chi paghi, oppure una visione dell'autonomia regionale integrata con la funzione degli enti locali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io voglio sperare, signor Presidente, colleghi, che i presentatori di questo emendamento vogliano rinunciarvi.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei sull'emendamento 606 è già intervenuto, quindi ha già dichiarato e non posso concederle di fare una seconda dichiarazione di voto.

COGODI (R.C.). Chiedo scusa, lei mi ha chiamato e io diligentemente ho risposto.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, grazie, onorevole Cogodi.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Con molta serenità io chiedo al collega Balletto di ritirare questo emendamento prima che prosegua il dibattito sulle dichiarazioni di voto. So di chiedere a lui un grossissimo sacrificio, perché so che cosa pensa del piano straordinario per il lavoro. Debbo dire, se l'onorevole Corona sta un attimo attento, onorevole Corona chiedo a lei, che ha firmato insieme al vicecoordinatore regionale di Forza Italia questo emendamento, di ritirare questo emendamento. E' grave, perché io riesca a comprendere qual è la filosofia, qual è la politica che ha animato in questa finanziaria il collega Balletto, se questo non dovesse avvenire io chiedo ai colleghi della maggioranza, a chi in questi giorni ha tentato di difendere le autonomie locali, di leggere con molta attenzione questo emendamento presentato dagli esponenti di Forza Italia, e parlo del Presidente della Commissione bilancio, del Capogruppo e del vicecoordinatore regionale. Noi non potremmo mai accettare, ve lo diciamo con molta serenità, ma sono convinto di interpretare anche il pensiero di tanti colleghi della maggioranza che hanno degli amministratori comunali, che sentono gli amministratori comunali, che un emendamento di questa portata anche gli amici Riformatori, come l'onorevole Fantola, credo la pensino allo stesso modo, altrimenti credo di riferirmi a qualche altro suo collega che svolge anche le funzioni di sindaco.

Allora, io chiedo da subito, perché noi su questo e su tutti gli altri emendamenti che ci sono, se non viene ritirato questo emendamento, faremo dichiarazioni di voto. Potremmo rimanere sino a maggio su questo problema, però credo che non sia ammissibile che dopo che si fanno le dichiarazioni in favore delle autonomie locali noi condizioniamo in un modo così pesante le autonomie locali. Allora io chiedo al Presidente della Giunta, all'assessore Masala, se questo emendamento è stato deciso, concordato con le autonomie locali, si esprima subito, l'ha fatto in altre occasioni, ci dovete dire qual è la posizione della Giunta regionale su questo emendamento. Noi chiederemo il voto elettronico palese, dopo aver fatto tutte le dichiarazioni; chiederemo il voto elettronico palese perché stiamo andando a penalizzare proprio quelle autonomie che non hanno la possibilità di contrarre dei mutui. Allora questo non è venire incontro al piano straordinario per il lavoro.

Assessore Masala, presidente Pili, esprimetevi subito, dite, in modo particolare lo chiedo al presidente Pili, ai suoi colleghi di partito che ritirino questo emendamento, lo facciano. Io non so se la Giunta altrimenti verrà sconfitta a voto palese su questo emendamento, io sono convinto di sì, io sono convinto che i colleghi della maggioranza, mi riferisco ai Riformatori. Vero, signor sindaco dei Riformatori? Io non credo che lei sia in condizioni di poter votare questo emendamento. Allora presidente Pili, lo chiedo a lei di ritirare questo emendamento, lo faccia, lo faccia immediatamente senza che ci debba essere una rottura su un problema così importante come quello del piano per il lavoro, caricandolo sulle spalle dei comuni che non sono in condizioni di poterlo fare.

Io termino convinto che il presidente Pili avrà la sensibilità di chiedere ai suoi colleghi di partito che questo emendamento venga ritirato immediatamente. Su questo ne facciamo una battaglia di principio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io speravo di non dover intervenire perché auspico che l'appello fatto adesso dal collega Fadda venga subito accolto. In effetti sull'emendamento 606 anch'io credo che il collega Balletto dovrebbe fare lo sforzo, anche se di sforzo non si tratta, di ritirarlo. C'è stato intorno a questo argomento un dibattito che dura ormai da due mesi in quest'Aula e c'è anche un'interlocuzione, forse non avrà fatto passi in avanti, forse si è arenata, forse non ha determinato quei risultati che tutti stiamo auspicando, però chiaramente questo emendamento fa tornare indietro notevolmente l'interlocuzione avuta.

Noi chiediamo che siano trasferite competenze e risorse agli enti locali, l'emendamento si propone di trasferire agli enti locali debiti. E', chiaramente, se viene mantenuto, una provocazione. Non può essere certamente approvato ed è giusto che sia ritirato, per consentire che possa proseguire tranquillamente l'interlocuzione che c'è stata. Quindi credo che l'appello del collega Fadda possa essere accolto dalla Giunta e dai presentatori e ritirato l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Anch'io voglio esprimere alcune brevi considerazioni dicendo che questa non può essere la proposta di mediazione che è stata invocata in diverse occasioni da parte del centrodestra. Questa è una proposta inaccettabile, per cui ritengo che correttezza vorrebbe che l'emendamento venisse ritirato, altrimenti l'agibilità, rispetto anche ai ragionamenti che sono stati posti in essere in quest'Aula nel corso di questi giorni, chiaramente sarà difficile perseguirla e tanto meno penso che questo sia un emendamento che è in grado di raccogliere l'invito che è stato portato e presentato in quest'Aula a conclusione della giornata di lavori di venerdì e, se questa è la risposta, di questo dobbiamo in qualche modo prendere atto. Ma non solo, io non penso che questo possa essere anche l'atteggiamento che è perseguibile da parte della Giunta. La Giunta ha, in qualche modo, nel corso di questi giorni durante la discussione sugli emendamenti all'articolo 18, manifestato l'esigenza di rispondere in termini positivi alle richieste avanzate dalla opposizione, ma se questo è deve dire con chiarezza qual è l'atteggiamento e qual è il suo pronunciamento rispetto all'emendamento proposto dall'onorevole Balletto. Si tratta di un arretramento rispetto all'impostazione che è prevalsa nel corso degli anni nell'attuazione dell'articolo 19 della legge 37.

Con questa impostazione, chiaramente, si creano ulteriori difficoltà ai comuni in una situazione in cui anche nel corso dell'attuazione del piano straordinario per il lavoro, di questo provvedimento, pure sono emerse da parte delle stesse amministrazioni comunali. In questo modo si creerebbe una ulteriore difficoltà invece che andare nella direzione richiesta dalle amministrazioni comunali, che era quella di avere un supporto, quindi di facilitare la possibilità e quindi gli strumenti stessi che consentissero l'attuazione dell'articolo 19 della legge 37.

Noi riteniamo che rispetto a questa ipotesi, davvero, in quest'Aula ci dev'essere una interlocuzione che consenta comunque di approdare ad un risultato che dia risposte, non solo alle giuste considerazioni poste da noi durante una lunga discussione che pure si è svolta in quest'Aula, ma alle considerazioni che a più riprese sono state portate nei diversi incontri che ci sono stati nel corso di questi mesi e di queste settimane nelle interlocuzioni che hanno portato e che sono state rappresentate dall'ANCI, e che hanno portato i diversi amministratori, i sindaci anche dei vostri comuni.

Noi riteniamo che appunto ci siano le condizioni per trovare una soluzione in positivo, e io sono uno di quelli che pensa che finalmente questo Consiglio deve poter dare un bilancio a questa Regione, deve poter dare un bilancio a questa Regione, ma non penso che questa sia la strada per dare un bilancio a questa Regione, non penso che questa sia la strada che possa perseguire quell'ipotesi, che pure è emersa in quest'Aula, di riuscire in qualche modo a prosciugare la finanziaria in modo tale da rendere agibile la possibilità concreta di approvarla anche in tempi che, a questo punto, definire accettabili è perfino ridicolo.

Io penso che una parola decisiva debba venire da parte dell'Assessore, della Giunta e la parola decisiva deve passare attraverso il ritiro dell'emendamento per aprire la strada ad una composizione che, in qualche modo, consenta davvero di salvare lo spirito dell'ipotesi e della proposta che era contenuta nell'articolo 39, che è stata avanzata in quest'Aula con la proposizione di alcuni emendamenti, anche da parte nostra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, anch'io per esprimere una netta contrarietà nei confronti di questo emendamento proposto dagli onorevoli Balletto, Corona e Pittalis. Anch'io naturalmente mi unisco al coro dei colleghi che ne chiedono l'immediato ritiro ai presentatori, che non vedo neanche in Aula. Le ragioni sono anche abbastanza semplici, l'emendamento oltre che avere, come dire, un contenuto provocatorio, ma non provocatorio soltanto nei confronti dell'opposizione, è provocatorio nei confronti delle amministrazioni locali, ma è provocatorio anche nei confronti di comuni quale il comune di Cagliari, per esempio, che ultimamente ha tessuto le lodi dell'articolo 19 e ne ha chiesto la sua applicazione in futuro con le risorse, così come erano state previste nelle annualità precedenti.

Io non so davvero se gli onorevoli proponenti Balletto, Corona e Pittalis abbiano interloquito con le loro amministrazioni, cioè con le amministrazioni rette dal centrodestra, ma - badate - questo emendamento davvero ha un contenuto, è una sorta di de profundis rispetto all'articolo 19.

Dicevo che, prima che provocatorio, è impraticabile, perché in qualche modo vincola una applicazione della norma dell'articolo 19 alla capacità di indebitamento degli enti locali, che loro dovrebbero contrarre i mutui al posto della Regione, uno; due, alla capacità di risposta da parte della Cassa depositi e prestiti. In pratica diciamo che, così come è stato previsto in questo emendamento, l'articolo 19 risulta assolutamente inapplicabile, non c'è comune in Sardegna che possa, sulla base di questo emendamento, contrarre mutui per mandare avanti gli obiettivi che per altro sono stati anche raggiunti, seppure in modo parziale, ma raggiunti in maniera soddisfacente.

Guardate, io leggevo i dati che sono stati forniti dall'Assessorato degli enti locali ed urbanistica, nell'annualità del 1999...

(Brusio in Aula)

MORITTU (D.S.). Presidente dia una scampanellata, se è così cortese.

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia!

MORITTU (D.S.). Ognuno di noi insomma vuole dire due cose, ma sperando che le cose che dice possano essere sentite, ritenute in qualche modo utili per una riflessione su un tema abbastanza difficile, che divide la maggioranza dall'opposizione, ma in altre occasioni le divisioni poi hanno portato anche ad una sintesi accettabile da parte di questo Consiglio. Mi riferisco alle annualità precedenti dove sistematicamente il centrodestra ha sempre proposto l'eliminazione dell'articolo 19 della legge 37, poi puntualmente il dibattito in Consiglio ha fatto sì che l'articolo 19 venisse riproposto e sino ad oggi è sempre stato riproposto in maniera corretta ed esauriente, quanto meno sul livello delle risorse.

Oggi l'onorevole Pittalis, che è firmatario di questo emendamento, ci propone una norma che davvero contrasta con quanto lui stesso ha affermato a conclusione del dibattito di venerdì a seguito dell'intervento del collega del centrosinistra. Lui ha dato dimostrazione di voler riflettere responsabilmente sull'applicazione dell'articolo 19 della 37, non mi pare che questo emendamento vada in questa direzione.

Dicevo sugli effetti positivi, poiché c'è un gran dire sul fatto che l'articolo 19 della 37 non abbia prodotto risultati, rileggo il riepilogo che ci è stato fornito dall'Assessore regionale degli enti locali ed urbanistica. Nell'annualità del '99 la spesa di 193 miliardi ...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Morittu.

MORITTU (D.S.). ... ha prodotto 3602 posti di lavoro stabili. Io ho fatto un calcolo veloce, corrispondono ad un investimento per addetto di 50 milioni di lire. Io sfido chiunque qua dentro a trovarmi un investimento così basso per ogni addetto sulla "28", sui contratti di programma, cioè su tutte le politiche di sviluppo che sono state in qualche modo intraprese da questa Regione in questi anni. Davvero il risultato, secondo me, è un risultato portentoso; certo nessuno di noi pensa che sia un risultato sufficiente, nessuno di noi pensa che l'articolo 19 sia la panacea per i mali della disoccupazione né pensa che la disoccupazione in Sardegna possa essere risolta utilizzando l'articolo 19, ma l'articolo 19 ha sicuramente dato un risultato secondo me anche al di là delle aspettative dei legislatori che l'hanno proposto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Molto brevemente, anche perché mi sembra contraddittorio l'emendamento 606 rispetto a quanto spesso ripetuto in quest'Aula dai banchi del centrodestra di lavorare per l'ammodernamento, per le riforme, per la semplificazione delle procedure amministrative. Se poi andiamo a vedere l'emendamento 606 è l'esatto contrario di tutto questo, è la netta contraddizione di quanto spesso è stato affermato qui, in modo particolare dal primo firmatario di questo emendamento dell'onorevole Balletto.

Qui noi ci troviamo di fronte, anziché ad un unico mutuo che viene contratto dalla Regione, a 377 mutui che dovrebbero essere contratti dalle singole amministrazioni comunali, senza tener conto di quella che potrà essere anche la capacità o meno di indebitamento delle singole amministrazioni, per cui molte di esse si troverebbero nella condizione anche di non poterlo contrarre per aver già utilizzato interamente quella che è la loro capacità di indebitamento.

Io vorrei ricordare qui, tra l'altro, perché rileggendo attentamente l'emendamento 606 mi viene alla mente una precedente esperienza, decisamente negativa di questa Regione, che fu la legge 33 dell'85 che autorizzava i comuni alla contrazione dei mutui per opere pubbliche. Venne data la possibilità ai singoli comuni di poter contrarre questi mutui; bene, sapete quanti mutui vennero contratti dalle amministrazioni comunali? Nessuno. Questo vuol significare che l'obiettivo che sembrerebbe porsi anche l'emendamento 606 vada proprio in quella direzione, cioè nella direzione di bloccare in modo surrettizio il funzionamento dell'articolo 19. Noi conosciamo quali sono le valutazioni del collega Balletto per quanto riguarda il piano straordinario del lavoro. Lui non l'ha mai nascosto e questo va merito a lui per la chiarezza rispetto alla sua posizione rispetto all'articolo 19, cioè lui non crede all'articolo 19, non crede al piano straordinario per il lavoro. Però a questo punto io credo che sia molto più corretto, molto più serio che si dica con chiarezza di essere contro il piano straordinario per il lavoro. La nostra posizione è diversa, è diversa per le diverse considerazioni che sono state fatte dai colleghi anche stamattina e questo pomeriggio, cioè noi il giudizio che diamo rispetto all'esperienza del piano straordinario del lavoro è un giudizio sicuramente positivo.

Certo ha dovuto scontare tempi di avvio diciamo abbastanza significativi, però certamente i risultati sono estremamente positivi, sono positivi per la possibilità che hanno avuto le amministrazioni comunali di cimentarsi in questa nuova loro attività di promozione dello sviluppo territoriale, sono positivi anche per quelli che sono i risultati della prima annualità, che possiamo valutare qual è stata la ricaduta anche in termini occupazionali che è quella del 1999 che incominciamo a vedere anche per quella che riguarda il 2000.

Per quanto riguarda il 2001, che è quella che noi oggi vediamo come quella più in ritardo, ho già avuto modo di dire che il ritardo non è imputabile solo ai comuni, non è imputabile prevalentemente ai comuni, ma è imputabile ai ritardi con i quali anche oggi dobbiamo riscontrare ancora del blocco relativo ai PIT 2001. Quindi io credo che il lavoro, gli interventi, il confronto che si è prodotto in questi giorni relativamente alla finanziaria, in particolar modo all'articolo 19 della "37", meriterebbe un trattamento diverso, meriterebbe un avanzamento diverso rispetto a questo tornare indietro che viene proposto con l'emendamento 606, per cui credo anch'io che, per cercare di avanzare e di guardare il lavoro che si è fatto ...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Biancu.

BIANCU (La Margherita - D.L.). Concludo dicendo appunto che, perché vi possa essere una prosecuzione nell'avanzamento relativo al merito del comma 1 dell'articolo 18, anch'io ritengo che sia opportuno, nell'interesse generale e anche dell'accelerazione dell'approvazione della finanziaria, che venga ritirato l'emendamento 606.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Presidente, io sono un po' sconcertato perché qui si sta dicendo, da diverse parti si sente dire ...

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia. Colleghi vogliamo prendere posto per consentire all'onorevole Pirisi di svolgere la sua dichiarazione di voto?! Prego, onorevole Pirisi.

PIRISI (D.S.). Grazie Presidente. Dicevo che a me pare...

PRESIDENTE. Per cortesia, non è possibile lavorare in Aula in questo modo, colleghi! Prego, onorevole Pirisi.

PIRISI (D.S.). Io dicevo che è avvertita da parte di tutti l'esigenza di chiudere quanto prima questa finanziaria, abbiamo sentito che le parti sociali insistono nei confronti del Governo di questa Regione affinché si trovi un punto di caduta e un punto di approdo; noi abbiamo detto, come centrosinistra, quali sono i punti qualificanti che riteniamo debbano essere introdotti, però ci troviamo un emendamento come questo, come il 606 e, io chiedo scusa, Presidente, ma di fronte alle dichiarazioni che sono state fatte un po' da tutte le parti, dalle amministrazioni di centrodestra, ha citato il collega Morittu un attimo fa il comune di Cagliari, che ha giudicato in maniera estremamente positiva la legge, il piano straordinario per il lavoro, che la legge 37, l'articolo 19 in modo particolare è stato ritenuto importante, a me non pare che l'emendamento 606 vada nella strada, si ponga nell'ottica di favorire un approdo che sia quanto meno oggi non periglioso come quello che abbiamo incontrato fino ad oggi.

Di fronte ad un emendamento come questo io credo che l'opposizione e io spero anche le cosiddette "colombe", onorevole Fantola...

(Interruzioni)

PIRISI (D.S.). Lei ormai ha avuto questo ruolo, siamo a Pasqua, la colomba tra poco si consuma! Però io credo che sia opportuno che anche dai banchi del centrodestra si levi qualche voce per dire: "Ritirate questo emendamento", che venga ritirato, perché altrimenti non credo che la fine di questa finanziaria sarà molto tranquilla e serena. Quindi io veramente rivolgo un invito anche al primo firmatario, al Presidente Balletto, affinché ritiri questo emendamento, perché si pone in un'ottica diametralmente opposta a tutti gli enunciati che abbiamo sentito proferire in questi giorni, in questo periodo. Quindi l'hanno già rivolto questo invito tanti colleghi, signor Presidente, io mi unisco chiaramente al coro dei consiglieri che sono intervenuti precedentemente per dire che questo emendamento sarebbe un colpo mortale per la legge numero 37 e per l'articolo 19.

Quindi ritengo che debba esserci da parte dei colleghi della maggioranza un pronunciamento chiaro, limpido che vada verso il ritiro dell'emendamento stesso, affinché il confronto possa avvenire in maniera più serena e in maniera più tranquilla.

Il collega Biancu, tra l'altro, ha fatto degli esempi concreti su quella che è stata, diciamo, la strada che è stata seguita in epoche diverse (vedasi per esempio la legge 33) e di quali sono stati i risultati che quella legge ha prodotto. Per cui abbiamo anche dei precedenti storici che ci dicono di come questo emendamento possa portare verso una strada senza sbocco e senza uscita, la legge 37, della quale stiamo ragionando e stiamo discorrendo.

Quindi signor Presidente io, più che annunciare il voto contrario a questo emendamento, rivolgo ancora una volta un invito affinché venga ritirato. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, lei è già intervenuto in materia, quindi può intervenire solo per questioni procedurali.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Siccome sono stato invitato più volte al ritiro di questo emendamento, io intervengo per dire che la materia relativa all'articolo 18 primo comma è il punto, se non sbaglio, focale di tutta la manovra finanziaria, perché di questo articolo si è parlato in discussione generale e nell'ambito di tutti gli interventi che sono stati fatti nel corso della discussione. Ci sono state interlocuzioni per ciò che riguarda questo articolo, si è cercato in vari modi di trovare un'intesa che mettesse in pace e d'accordo le tesi contrapposte, si è lavorato, non si è arrivati alla stesura di un emendamento di sintesi che tenesse conto delle diverse posizioni che sono emerse sino adesso, va detto che questo emendamento è stato presentato all'inizio della finanziaria e quindi non è un emendamento di emendamento e che quindi se questo emendamento non fosse stato condiviso era facilissimo fare un emendamento soppressivo, cosa che non è stata fatta, ma io mi rendo conto che è necessario ancora procedere ad interlocuzioni per trovare una via di convergenza per ciò che riguarda la controversa materia e in quest'ottica, per quanto mi riguarda, me personalmente e i presentatori, siamo disponibili alla sospensione della votazione dell'emendamento per favorire ancora quel dialogo che deve portare ad una ipotesi di condivisione. Quindi per quanto mi riguarda la mia proposta, Presidente, è della sospensione dell'emendamento per dare la possibilità che ancora si svolgano quegli incontri per trovare una definizione alla controversa questione.

PRESIDENTE. E` del tutto evidente che, se venisse accolta la sospensione proposta relativamente all'emendamento 606, avanzata ora dal collega Balletto, è chiaro che occorre sospendere tutti gli emendamenti che in qualche modo riguardano il primo comma; quindi questo lo dico perché i colleghi che eventualmente intendessero pronunciarsi sulla proposta dell'onorevole Balletto tengano conto anche di quest'altra conseguenza. I colleghi Sanna Alberto, Cugini e Secci avevano chiesto di intervenire in discussione di voto, ma ritengo preliminarmente di dover dare la parola all'onorevole Fadda, che credo invece debba pronunciarsi sulla proposta sospensiva dell'onorevole Balletto.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Per dire che se c'è una necessità di interrompere i lavori per esaminare questo emendamento, noi non abbiamo nulla in contrario, ma per le ragioni che diceva anche lei e credo anche per altre ragioni evidenti noi desideriamo che questo emendamento, prima della ripresa dei lavori, venga comunque esaminato dall'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. A me pare che l'onorevole Balletto, nel proporre la sospensione dell'emendamento 606, abbia chiesto la sospensione dell'emendamento, non la sospensione dei lavori, per cui forse sarebbe più corretto andare avanti, all'esame del secondo comma, che sono completamente slegati rispetto al comma uno.

PRESIDENTE. Pare che le posizioni siano abbastanza chiare, c'è una richiesta di sospensione, una proposta di sospensione avanzata dall'onorevole Balletto relativa all'esame e alla votazione dell'emendamento 606, che appunto era in fase di votazione, si stavano svolgendo le dichiarazioni di voto. Mi pare che questa proposta non sia stata accolta dall'onorevole Fadda, che proponeva eventualmente un'interruzione dei lavori per eventualmente individuare altri percorsi. Quindi se non si arriva ad una proposta di sintesi...

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Sono state fatte delle interruzioni dei lavori più volte per trovare degli accomodamenti, per trovare delle vie di mezzo, per trovare sintesi alle posizioni diverse certamente tra maggioranza e opposizione. Ogni volta è stato un flop, questa maggioranza, ancorché io la definisco malaconcia, è da un mese e più che si deve subire gli insulti, le prevaricazioni e quant'altro da un'opposizione, perché in questo caso comunque, quando si tratta di maggioranza e opposizione con tutta quella che è stata anche la storia, è inutile che ce la ripetiamo, le cose peggiori le ha avute chi le ha avute, è inutile che ce lo ripetiamo... La mia proposta è diversa, io ho inteso diversamente la richiesta dell'onorevole Balletto, si sospende l'esame di questo emendamento, i lavori continuano, parallelamente si può, senza interrompere, non interruzione come ha interpretato l'onorevole Fadda, se c'è una volontà si interloquisce, mentre i lavori però proseguono perché i lavori devono ormai proseguire, ormai della finanziaria, devono andare avanti, o a torto o a ragione, chi ha sbagliato e chi sbaglierà pagherà, chi non avrà sbagliato non pagherà, ma si vada ormai avanti, non c'è possibilità, abbiamo interrotto troppe volte. Io sono contrario a qualsiasi sospensione.

PRESIDENTE. Mi pare che siano chiare le questioni in discussione. L'onorevole Balletto, l'avevo già precisato io altre volte, ha chiesto semplicemente la sospensione dell'esame del 606 e della votazione del 606, non ha chiesto l'interruzione dei lavori dell'Aula. Su questa proposta si è espresso l'onorevole Fadda per dire che, a suo avviso, si doveva invece procedere alla sospensione dei lavori, non all'accantonamento, oppure alternativamente alla prosecuzione nell'esame del 606, mi è sembrato di intendere in questo modo. Quindi le questioni sono queste, se non vi sono altre proposte in campo, io mi trovo costretto ...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, su che cosa?

COGODI (R.C.) Sulla proposta di sospensione.

PRESIDENTE. Io sono in una situazione di questo tipo, onorevole Cogodi, ho già sentito un intervento a favore e uno contrario all'ipotesi, quindi mi sto accingendo a mettere in votazione la proposta dell'onorevole Balletto.

(Interruzione del consigliere Cogodi)

PRESIDENTE. Sì, va bene, allora per fare un po' di chiarezza sulla proposta dell'onorevole, devo mettere in votazione la proposta dell'onorevole Balletto. Sulla proposta dell'onorevole Balletto di sospendere l'emendamento, mi pare che ci siano state espressioni di volontà chiare, cioè la proposta dell'onorevole Balletto non è stata accolta dall'onorevole Fadda; quindi mettiamo in votazione la proposta fatta dall'onorevole Balletto relativa alla sospensione dell'esame del voto sulla 606. Poi onorevole Spissu su che cosa vuole intervenire? Aveva già chiesto anche l'onorevole Cogodi.

SPISSU (D.S.). Sì, Presidente, ma la procedura che lei....

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Spissu.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente, non per contrastare la sua esatta e corretta rappresentazione dei fatti, ma per precisare che in realtà il collega Fadda non è intervenuto esattamente in favore della proposta di Balletto di sospendere l'esame solo di questo emendamento, ma il collega Fadda ha avanzato un'altra più ampia, incisiva e diversa proposta, sostanzialmente diversa, cioè di sospendere anche i lavori del Consiglio per consentire, per valutare se per davvero quanto da tempo ed anche in tutta la giornata odierna viene annunciato, a dire il vero più fuori dall'Aula che in Aula. Noi viviamo una condizione un po' scissa, non è schizofrenica, ma insomma, in Aula sentiamo certe cose come consiglieri regionali che in teoria dovremmo saperne di più, perché siamo qui, quindi di quello che accade dovremmo saperne di più, poi sentiamo una radio e sentiamo dire che il popolo apprende che invece ci sono emendamenti in via di redazione, ipotesi d'accordo che dovrebbe essere - come dire - rappresentato da tutte le parti politiche, cose delle quali invece noi poverini che siamo qui non ne sappiamo niente. Allora, anche l'istanza avanzata dal collega Paolo Fadda avrà un suo fondamento, ha un suo fondamento, cioè chiedere alla maggioranza: "Ma è vero che state elaborando una diversa proposta più interessante, più rispondente almeno a quella che è la richiesta che l'opposizione in questo tempo sta avanzando?".

Allora è meglio che l'apprendiamo, la conosciamo e possiamo dire: "Va bene, anzi va benissimo. Oppure va solo bene, oppure va bene così così, oppure va bene niente", allora non si può in Aula, continuare a rappresentare ognuno la sua verità parziale, perché è tutta sua, della sua parte e all'esterno veicolare e gli organi d'informazione riprendere e diramare il messaggio che c'è in via di redazione una scrittura di una nuova norma che riguarderebbe tutti, perché riguarderebbe il Consiglio.

Allora la proposta del collega Fadda è fondata, quindi io semmai in parte sto parlando in favore della proposta del collega Fadda che è una proposta diversa da quella di Balletto, sono due le proposte avanzate in Aula. Invece l'altro pezzetto di mia considerazione vorrei farlo sulla proposta e sulle conseguenze della proposta del collega Balletto; non concordo neppure del tutto sul fatto che la sospensione dell'emendamento 606 di per sé comporti la sospensione degli altri emendamenti sullo stesso tema, perché non c'è un ordine logico; l'emendamento 606 viene prima, solo esclusivamente perché è stato depositato un attimo prima. Non è che gli emendamenti hanno una consequenzialità logica, per cui potrebbe essere che altri emendamenti sullo stesso tema, che non collidono, anzi che possono o comprendere il 606 o trattare la materia rispetto ad una diversa cadenza temporale, il triennio per esempio come l'emendamento successivo anziché l'annualità, possono essere ugualmente discussi dal Consiglio, poi semmai in sede di conclusione di voto si potrà definire che il voto semmai si rimanda al momento nel quale se c'è ipotesi di mettere insieme diverse proposte, questa si metta insieme. Però non vedo neppure un fatto impeditivo sul piano logico, che si prosegua anche nell'esame degli emendamenti che trattano la stessa questione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, soltanto sulle procedure che lei intende adottare mettendo in votazione una proposta di sospensione dell'emendamento 606, accogliendo l'eventuale proposta fatta, la proposta, non eventuale, fatta dall'onorevole Balletto, se la votazione insieme alla sospensione dell'emendamento 606 sospende anche gli altri emendamenti al comma 1, io sono assolutamente contrario a questa interpretazione e a questa procedura. Se s'intende dire che solo l'emendamento 606 è sospeso perché l'onorevole Balletto intende sospenderlo e si va avanti nella discussione e negli emendamenti successivi, questa può essere una tesi accolta, altrimenti andiamo al voto dall'emendamento 606, così come viene proposto, sul quale com'è stato detto noi siamo totalmente contrari per l'impostazione che questo emendamento contiene, relativamente alla modalità di finanziamento dell'articolo 19 della 37. E` per questo motivo che noi stiamo continuando a richiedere il ritiro di questo emendamento.

PRESIDENTE. La sospensione del 606, questa Presidenza ritiene di dover insistere su questa posizione, sostanzialmente sospende anche gli altri emendamenti perché il 606 è sostitutivo parziale del primo comma dell'articolo ed essendo stato presentato per primo è posto nell'ordine logico, e quindi è giusto che la procedura di esame e di voto sia quella, per cui se si sospende il 606 si sospendono anche gli altri emendamenti che sono stati presentati successivamente al 606. Mi pare che questa sia un'interpretazione assolutamente corretta e logica, quindi è inutile che insistiamo su questo punto.

Quindi c'è una proposta dell'onorevole Balletto di sospendere questo esame, se passa questa proposta quindi si sospende l'esame degli altri emendamenti presentati successivamente al 606 e relativi naturalmente al comma primo dell'articolo. Siccome mi pare che siano state espressioni di voto a favore e contro la proposta dell'onorevole Balletto, io metto in votazione... onorevole Fadda su cosa deve intervenire?

FADDA (La Margherita-D.L.). Sul tipo di votazione.

PRESIDENTE. No! Si vota per alzata di mano! Sto mettendo in votazione una proposta! I consiglieri per cortesia stiano a posto, i colleghi Segretari sono pregati di prendere nota delle espressioni di voto, la metto in votazione. Chi approva la proposta dell'onorevole Balletto di sospendere l'esame del 606, alzi la mano.

(E` approvata)

Quindi sospendiamo l'emendamento 606 e gli altri emendamenti relativi al comma 1. Sono sospesi, oltre al 606, il 628, l'827, l'828, l'829, il 653, il 450, il 598 che ha come sostitutivi totali il 771 e il 772.

Passiamo all'emendamento numero 219, pagina 449, primo firmatario l'onorevole Biancu. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Noi ci esprimiamo favorevolmente all'emendamento 219 che, come è stato argomentato, integra gli stanziamenti del comma 2. Non possiamo non rilevare al proposito come l'atteggiamento della maggioranza, testé dimostrato con l'accantonamento del comma 1 in qualche modo cerca una forma di confronto che vuole più che altro evidenziare le contrapposizioni che non la discussione di merito. Fate voi, in ogni caso, credo che su questo argomento conterà l'esito finale e l'esito finale non è quello che asseconda una posizione delle opposizioni o una vostra, è quello che viene percepito all'esterno, è quello che verrà in qualche modo realizzato dalle amministrazioni comunali. Quello che sorprende è che sembrerebbe che voi non vi riferiate affatto alle amministrazioni comunali, benché ce ne siano molte che con voi hanno qualcosa a che fare, a dire il vero ce ne sono parecchie che avete abituato ad un tipo di rapporto con esse, del tutto singolare, molto basato sul do ut des e poco sulla valutazione che i provvedimenti devono avere un carattere generale che devono osservare e rispettare una condizione complessiva e devono avere anche una sorta di imparzialità di fondo. Credo che tutto questo non ci porterà molto lontano, aggraverà il percorso della finanziaria perché normalmente, come si usa durante i dibattiti della finanziaria, gli accantonamenti degli emendamenti ci conducono alla fine. Ed è bene che su problemi di questo genere dove al fondo ci sono concezioni profondamente diverse, avevamo detto il confronto si svolgesse e si svolgesse subito per consentire di comprendere come avremmo potuto portare più o meno velocemente in porto questa finanziaria. A me dispiace perché tutto sommato, anche questo rinvio, che produce una sorta di sospensione a giudizio, delle questioni che noi abbiamo rilevato più importanti, non faciliterà il percorso successivo, non lo faciliterà affatto, perché non si può anche qui, come sempre accade in questo Consiglio, perdere giorni ed ore sulla discussione di merito su una questione e poi sospenderla perché ci sono delle articolazioni mentali che in qualche modo dicono che è più conveniente sospenderla. Il fatto che questo Consiglio non riesca quasi mai, sulle questioni importanti a iniziare e chiudere un discorso, a iniziarlo ed a chiuderlo con la chiarezza e la linearità che meriterebbe in questa sede, è un segno di decadimento, è un segno che alle questioni nodali si preferiscono le tattiche e le modalità di ricattarsi l'uno con l'altro. Quando noi abbiamo rifiutato questo tipo di rinvio alludevamo a questo fatto, che chi ci legge dall'esterno ha bisogno di capire come inizia un ragionamento e come finisce e come la politica e le istituzioni rispondono, con un sì o con un no ai problemi, non con dei rinvii o con delle sospensioni. La politica è sospesa da molto tempo in Sardegna, oltre che la democrazia. La politica, perché i cittadini preferiscono risposte sbagliate, ma decisioni, no "non decisioni" e noi stiamo tenendo appesi i comuni ad una questione che è stata rilevata e che voi sapete è stata rilevata tra le condizioni principali delle rivendicazioni che i comuni vi hanno sottoposto. Non solo li avete privati del concorso alla costruzione della finanziaria, considerandoli controparte, offendendoli da questo punto di vista, ma ancora oggi a quaranta e passa giorni di bilancio continuiamo a non dare risposte a chi ce le chiede da molto. Credo che si commenti da sé, e il giudizio su di voi continua a essere peggiore di quello col quale avete iniziato questa finanziaria.

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, naturalmente nella prosecuzione del lavori ho omesso di dire che al 219 erano stati presentati come emendamenti sostitutivi totali l'824, l'825, l'826. Quindi per quanto riguarda le votazioni l'ordine sarà: emendamento 824 perché è il più lontano e l'826 che è il più vicino e poi il 219. Quindi, adesso mettiamo in votazione...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Un attimo lasciatemi annunciare. Mettere in votazione non significa che sto aprendo le procedure, si possono anche svolgere se nessuno chiede di votare diversamente possono anche svolgersi le dichiarazioni di voto. Avevo il dovere di avvertire i colleghi che le dichiarazioni di voto non debbono più riguardare il 219, ma l'824 e l'826 eventualmente che sono stati presentati come sostituivi totali al 219. Ho come iscrizioni a parlare quella dell'onorevole Cogodi e poi quella dell'onorevole Floris. Quindi, detto questo dò la parola all'onorevole Cogodi per svolgere la propria dichiarazione di voto, tenuto conto che...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Sì, l'onorevole Floris chiederemo successivamente quando gli darò la parola, su come intende svolgere la propria dichiarazione di voto. Prego, onorevole Cogodi, tra l'altro l'onorevole Cogodi è anche presentatore dell'emendamento 824, ma in questo caso sta svolgendo una dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Se ci siamo capiti, la dichiarazione di voto è relativa all'824, quindi rimane impregiudicata la domanda di dichiarazione di voto sul precedente 219. Questo mi fa piacere perché vede, può accadere che anche i Presidenti sbaglino!

PRESIDENTE. Sbagliano spessissimo! Soprattutto il sottoscritto!

COGODI (R.C.). E non solo il sottoscritto, quello soprascritto voglio dire. Perché quando anche si può sbagliare in qualche riferimento, qualche situazione basta, è un lavoro complesso, difficile, prenderne atto e renderne conto e si procede. Questo fa bene a tutti, fa bene anche alla salute!

Tuttavia la dichiarazione di voto nel merito, rispetto all'emendamento 824, è una dichiarazione positiva perché questo emendamento, in buona sostanza, tende a ricostruire in capo all'articolo 24 della legge numero 4 del 2000, che l'ultima edizione è la finanziaria del 2000. A suo tempo nel 2000, Presidente Floris, quindi, questa maggioranza regnante nella quale stagione, nella primavera del 2000 si riuscì a fare un'integrazione estremamente migliorativa sia della precedente normativa in materia di cantieristica comunale, traducendola ed orientandola verso progetti comunque di intervento nei settori produttivi, culturali, archeologici e quant'altro di utile a livello locale, quindi riqualificando con una normativa abbastanza puntale e mirata anche quell'ex articolo 94 della finanziaria dell'88 noto come "primo piano per il lavoro"; dall'88 al 2003, 15 anni, come vedete un pezzo del primo piano per il lavoro arriva fino ai giorni nostri, ed è un pezzo al quale tutti dicono di tenere, così come tutti dicono di tenere molto all'altro pezzo del primo piano del lavoro dell'88, cioè i progetti speciali che, a ben vedere, o anche a vedere e basta, nel settore culturale, nel settore bosco, nel settore della prevenzione sanitaria, nel settore litorali, cioè tutte le azioni, i progetti speciali del primo piano per il lavoro, da 15 anni il Consiglio regionale pezzo a pezzo li proroga, quindi qualsiasi maggioranza governi, quindi vuol dire che si riconosce un'utilità. Voglio ricordare che anche il primo piano per il lavoro, quello dell'88 ebbe un avvio stentato, molto stentato, molto più dell'articolo 19 della 37 che quasi sta andando a regime nel giro di qualche anno. Ricordo benissimo che per riuscire a far decollare i progetti speciali nell'anno 1992, 1993 fu necessaria una grande protesta dopo quattro o cinque anni! Per sbloccare l'avvio di quei primi progetti, tant'è che fu necessario modificare la legge, istituire un servizio, istituire un ufficio speciale presso la Presidenza, che tuttora esiste, per sbloccare quella partita di progetti speciali che poi invece partirono benissimo tant'è che vennero riconfermati. Allora, questo sta a significare che è sempre difficile, quando si avanzano cose nuove, che queste vengano capite e soprattutto vengano colte nel loro vero significato e vengano fatte funzionare. Questo vale anche per l'articolo 19 al quale torneremo dopo, mentre per il riferimento all'articolo 24 della finanziaria 2000, che altro non è il riferimento alla cantieristica comunale, vorrei capire se c'è stata addirittura una proposta da parte del Presidente della Giunta, di convertire la gran parte dell'articolo 19 in cantieristica comunale, mi sapete dire perché la settimana scorsa volevate convertire 100, 200, 600 miliardi in cantieristica comunale, e adesso che c'è l'articolo sui cantieri comunali togliete 15 miliardi, di quello che avevano già? Era così importante una settimana fa che volevate metterci 600 miliardi nell'articolo 19, non è più importante adesso, perché li togliete 15 miliardi! Noi vi stiamo dicendo più seriamente: "Lasciate quello che c'era", che 100 miliardi, quello che usualmente va ai comuni su questa partita è quello che - come dire - i comuni stessi ritengono essere un'entità abbastanza congrua per avere attivo anche questo intervento che vale in quanto combinato con gli altri, ivi compreso il 19 al quale dopo torneremo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif. Sardi - U.D.R.). Signor Presidente, voterò contro questo emendamento, dichiaro il mio voto contrario così come voglio far rilevare che noi ci siamo astenuti sulla proposta presentata dall'onorevole Balletto, non per distinguerci, ma perché tutto quello che sta avvenendo in quest'Aula ci sembra una farsa! Forse non è, come dice Gian Valerio Sanna, che è sospesa la democrazia, ma sicuramente è sospesa la politica. Sull'articolo 19 della 37 noi abbiamo consumato oceani di parole e fiumi di inchiostro pensando di rinviare l'esame dell'articolo 18 per accelerare i lavori, credo che non si stia facendo una cosa che possa avere se non altro i connotati del buon senso. Questo è lo snodo politico della finanziaria avendo superato tutto il resto. O c'è questo accordo o non c'è questo accordo! Se non c'è questo accordo la maggioranza voti il testo che deve votare e non finga di trovare o di voler trovare a tutti i costi una soluzione unitaria; la soluzione unitaria si trova quando è possibile trovarla, quando non è possibile trovarla non si fanno questi artifici! Perché se noi andiamo avanti, noi avremo da parte dell'Assemblea ancora di più una presa di posizione ferrea in attesa che si sblocchi poi l'articolo 18. La proposta che veniva fatta per dirimere questa controversia che ormai conoscono tutti, tutti gli stazzi e gli ovili della Sardegna; quindi questa soluzione se non viene trovata ed esiste una maggioranza, si vada avanti con quello che ha concordato non un emendamento di una parte della maggioranza, ma la maggioranza nel suo complesso. Ecco perché noi abbiamo dichiarato l'astensione, perché siamo come tutti quanti stanchi di questo balletto che va da una parte all'altra.

PRESIDENTE. Colleghi, ricordo che siamo in fase di votazione dell'emendamento 824.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Presidente, credo che bisogna ascoltare con attenzione le parole che ha detto il Presidente Floris; noi non possiamo permetterci comunque, di andare oltre l'esame della finanziaria, se non abbiamo risolto i problemi del comma 1 perché, perché al di là della sospensiva di tutta una serie di emendamenti, credo che il comma 1 sia al centro del dibattito politico tra maggioranza ed opposizione. Ho chiesto con molta serenità al collega Balletto, al collega Corona e al collega Pittalis, di ritirare questo emendamento; non riesco a comprendere quali sono le motivazioni che hanno spinto la maggioranza a sospendere l'esame di questo emendamento, se non quello di avere delle riserve di carattere mentale e anche di carattere politico per dire: "comunque condizioneremo l'opposizione". Noi le cose che dovevamo chiedere le avevamo chieste in Aula: sapete quali sono le richieste che tutte le opposizioni hanno avanzato? Tenere in piedi una spada di Damocle come questa, credo che non serva a nessuno. Noi su questo emendamento, voi lo sapete, non abbiamo chiesto il voto segreto, ci siamo limitati a fare delle dichiarazioni di voto e chiederemo il voto palese a scrutinio elettronico. Questo per dire che comunque chi si dichiara a favore degli enti locali non potrà votare questo emendamento! Se c'è imbarazzo, io credo da parte della maggioranza, l'imbarazzo doveva essere tolto subito! Il collega Balletto doveva assumere un minimo di senso di responsabilità su questa vicenda perché è anche Presidente e relatore della finanziaria.

Quindi rinnovo l'invito al collega Balletto perché ritorniamo ad esaminare il comma 1, al collega Balletto, perché comunque il suo emendamento venga ritirato, e credo che questo ci permetterà di esaminare anche con molta più celerità tutti gli articoli che rimangono ancora della finanziaria.

PRESIDENTE. Può esprimere il suo voto in relazione all'824, onorevole Fadda?

FADDA (La Margherita - D.L.). Favorevole.

PRESIDENTE. E` favorevole all'824! Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, esprimo in apertura il mio voto contrario all'emendamento 824; vorrei sottolineare però una cosa, perché è stato detto adesso in quest'Aula è stato sostenuto dalle opposizioni, che col comma 1 dell'articolo 18 c'è lo snodo politico di questa finanziaria. Credo che non bisogna dare importanza più di quella che hanno a singoli commi di questa finanziaria perché, l'unica cosa per la quale è conosciuto il comma 1 dell'articolo 18 e l'articolo 19 della 37 in Sardegna è solo perché costituisce il freno a mano di questa finanziaria. Non credo che sia nell'articolo 1, nello stesso articolo 19 della 37 lo snodo dell'economia regionale, così come non credo nella funzione dell'articolo 19 della 37. Ci sono altri strumenti, mi auguro che, così come abbiamo visto, all'interno della finanziaria ci siano altri provvedimenti degni di nota. Non credo che il comma 1 meriti il blocco istituzionale, economico e sociale che noi stiamo causando alla Sardegna. Se invece si vuole fare strumento per avere un po' di visibilità credo che allora aggiungiamo danno al danno. Si riferisce anche in quest'aula, lo riferiva anche poc'anzi il collega Cogodi, e io di questo, sinceramente, con molto rispetto e con molta serenità, devo dichiarare di esserne un po' stanco, del fatto che si siano delle interlocuzioni fra le parti per trovare un emendamento di sintesi, l'unico presentabile a questo punto al comma 1 dell'articolo 18, perché non possiamo presentare emendamenti in questa fase, soltanto un emendamento di sintesi potrebbe trovare accesso, quindi dobbiamo pensare agli emendamenti che abbiamo, compreso il 606, sulla cui valutazione e nel merito mi esprimerò nel momento in cui parleremo del 606 approfonditamente o faremo dichiarazioni di voto sul 606, ma caricare di valenza politica questo comma della finanziaria, rispetto alla situazione che stiamo vivendo, non credo che sia proprio il caso. Credo semmai sia il caso di andare avanti sulla finanziaria, perché forse dimentichiamo che i sardi e la Sardegna qui richiamata anche in precedenti interventi, vogliono, desiderano, pretendono che questa finanziaria venga approvata e vengano sbloccati i fondi per l'industria, per il commercio, per l'artigianato, per la sanità, per l'agricoltura e quant'altro, e non fermarsi semplicemente a un comma che ci sta incatenando in quest'aula da ormai troppo tempo. Se siamo qui 120 giorni a parlare di finanziaria e bilancio, parte per responsabilità della maggioranza, vista la presentazione fuori termine della stessa finanziaria, ma gran parte in quest'aula a tediarci con operazioni ostruzionistiche che vogliono dilazionare ulteriormente i tempi della finanziaria nell'interesse della Sardegna, mi sembra che più alta contraddizione di questa non possa esistere.

Noi abbiamo necessità di approvare la finanziaria, abbiamo anche detto che tutte le problematiche politiche con l'opposizione o interne alla maggioranza saranno prese in considerazione dalla maggioranza stessa subito dopo la finanziaria, ma noi abbiamo un dovere: dare risposta alle parti sociali qui richiamate, ai sindacati, alle associazioni, a tutte le parti sociali richiamate molto spesso e a volte non sempre opportunamente dai colleghi dell'opposizione, dobbiamo dare risposte. Quello che ci chiedono oggi non è un'ulteriore concertazione, non è dividerci ulteriormente sul comma 1 dell'articolo 18; ci chiedono e chiediamo di accorciare il più possibile i tempi per l'approvazione di una finanziaria che sta mettendo la Sardegna in ginocchio, il sistema economico e il sistema sociale della Sardegna in ginocchio. Questa è la nostra responsabilità, perciò andiamo avanti col comma 2, torneremo sul comma 1, che non è comunque la parte fondante dell'economia della Sardegna, anzi, se un distinguo va fatto, va fatto con il sistema assistenziale che questo comma, come l'articolo 19 della 37 e come altri richiamati dal collega Cogodi poc'anzi, danni al sistema economico e sociale della Sardegna, e ci sono voluti anni per ripararli, così come richiamato dallo stesso onorevole Cogodi poc'anzi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, io sono chiaramente d'accordo e voterò a favore dell'emendamento, ma intervengo per dire a lei e ai colleghi che ci ascoltano che dare una risposta positiva o negativa non è la stessa cosa. Non è vero che in Sardegna si attende una risposta, si attende una risposta positiva; poi ci sono colleghi come il collega Capelli che vorrebbero dare una risposta negativa, ma non si può sostenere la tesi che tra il sì e il no si deduce che la risposta è uguale. No, gli enti locali, gli amministratori vogliono una risposta positiva. Io ho inteso l'intervento del collega Floris come l'esigenza di dare una risposta positiva, questo è il punto; non è vero che il sistema economico regionale vuole una risposta qualunque. Teorizzare questa tesi e proporre questa ipotesi di lavoro è nascondere il conflitto che c'è tra le diverse valutazioni che si fanno sulla finanziaria. Il collega Capelli deve mettersi il cuore in pace: in questo Consiglio regionale c'è una parte larga del Consiglio che vuole riscrivere la finanziaria, che ha concorso nella riscrittura e vuole continuare a migliorarla. Tra questi ci siamo noi del centrosinistra. Di volta in volta si aggregano a questa ipotesi, a voto palese e a voto segreto, altri colleghi, e il sistema economico, imprenditoriale e amministrativo della Sardegna apprezza questo sforzo. Quindi non è vero che si vuole una risposta qualunque, si vuole una risposta positiva.

Quando noi sosteniamo la tesi che l'emendamento Balletto - mi scuserai Giorgio, lo richiamo non perché voglio discutere di quello - non contribuisce alla costruzione di quella risposta, quando noi sosteniamo questa tesi lo facciamo perché i colleghi che sono qui in aula e che hanno un'esperienza amministrativa, sindaci, consiglieri comunali, dicono che la legge, l'articolo 19 della legge 37 ha dato delle risposte positive, poi anche noi aggiungiamo: non tutte quelle che ci aspettavamo, questo è vero, non tutte quelle che avevamo ipotizzato, questo è vero. Ma noi diciamo: "Allora occorre fare in modo che ferma restando la legge, fermo restando l'articolo, ferme restando le risorse ci sia uno sforzo nel Consiglio per migliorarlo". Se invece si tende a prendere tempo, a non affrontare l'argomento, a spostarlo in avanti non si dà un contributo alla soluzione del problema. Venerdì sera il collega Secci ha fatto un intervento che alcuni colleghi del Consiglio hanno letto come una divisione nel centrosinistra; no, è un arricchimento della discussione che c'è nel centrosinistra per costruire una soluzione positiva. Un arricchimento della posizione.

LIORI (A.N.). Non esagerare, va'!

CUGINI (D.S.). Non esagero collega Liori. Un arricchimento, perché abbiamo detto che quella parte della finanziaria è molto attesa all'esterno e dobbiamo riscriverla in Aula, e ci dobbiamo confrontare in Aula, perché deve essere chiaro a tutti chi è d'accordo per sostenere la funzione degli enti locali e chi ha un'opinione diversa, che non vuol dire che è in disaccordo, ma ha un'opinione diversa.

Allora, è possibile rallentare il confronto, riferito allo scontro, per dare voce a chi vuole migliorare l'articolo 19? Lo dico per Vargiu che ipotizzava le elezioni anticipate. Sappiamo che i Riformatori non vogliono le elezioni anticipate; sappiamo che le vuole solo Pili per essere riproposto a Presidente, ma non è di questo che stiamo discutendo, stiamo discutendo della finanziaria, facciamo uno sforzo per rispondere alle esigenze che vengono proposte. Io ho letto - lo devo dire - anche adesso l'intervento del collega Floris, riferito al Consiglio, come il contributo o un contributo per riprendere il filo del ragionamento e della soluzione positiva e anche ravvicinata della finanziaria. Chi sostiene tesi diverse, come il collega Balletto, esprime un'opinione che è contraria all'opinione larga che c'è in questo Consiglio, perché io vi ho sentiti, volete approvarla rapidamente, vogliamo approvarla rapidamente, ma il sì e il no non possono essere proposti come una soluzione uguale. Il sì è positivo e il no, onorevole Capelli, è negativo. Lei conferma ancora il no, lo sostenga e rimarrà da solo su questa tesi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Credo che non si possa dire che la nostra posizione, come un po' faceva nell'intervento il collega Capelli, sia quella del "tanto peggio, tanto meglio". Se noi opportunisticamente avessimo scelto questa strada, oggi avremmo favorito che si votasse in quest'Aula l'emendamento 606, perché avrebbe talmente scatenato e scatenerebbe nella nostra Sardegna una rivolta tale da parte degli enti locali, anche quelli governati del centrodestra, che avrebbe creato proprio quella situazione del tanto peggio, tanto meglio. Non c'è da parte nostra questa posizione opportunistica. Devo dire che anche a me, invece, molti cittadini chiedono se non sia il caso di accelerare e di chiudere rapidamente la discussione sulla finanziaria. Sono quei cittadini disillusi che dicono: "Ma tanto non ci sarà un'assunzione di responsabilità da parte della maggioranza", e forse la vostra battaglia non porterà a risultati, se non quello di aver bloccato per mesi la discussione della finanziaria. Anche se io sono convinto che cento voti nella quale la proposta della maggioranza è stata bocciata abbiano comunque già migliorato la finanziaria perché hanno tolto spese inutili, dannose e anche mirate. Non so se sia vero che non siamo riusciti a trasmettere ai nostri cittadini, ai sardi, il senso della nostra battaglia; non so se le forze sociali hanno capito che il nostro obiettivo, in questa lunga battaglia, era quello di richiamare la maggioranza a un senso di responsabilità e a dare risposte in materia proprio di politica di sviluppo, rifinanziando le leggi di settore nei (?) settori produttivi, in materia di trasferimento di risorse agli enti locali, com'è all'articolo 18 il primo comma che abbiamo sospeso, in materia di finanziamenti al no profit e così via. L'obiettivo era questo, l'obiettivo è ancora questo. C'è stata l'interlocuzione, io sono d'accordo su questo con l'onorevole Floris, c'è stata un'interlocuzione perché c'è stata la presa d'atto che era necessario che su alcuni punti ci fosse un punto d'incontro, un punto d'incontro che non si è trovato, ma la verità è che il ritardo col quale si sta approvando questa manovra finanziaria è dovuto a un elemento che non si tiene mai in considerazione, che in quest'Aula non c'è una maggioranza. In quest'Aula non c'è una maggioranza che è in grado di governare, non c'è una maggioranza che è in grado di esprimersi, non c'è una maggioranza che è in grado farci una proposta concreta in relazione agli argomenti di cui stiamo battagliando da mesi, ed è per questo che rimaniamo inchiodati. Ci fosse un'autorevole maggioranza era in grado o di fare proposte contrapposte a quelle della minoranza e di sfidarci al voto, oppure di trovare un punto d'incontro. Siccome questa maggioranza non c'è, è una maggioranza che con è in grado neppure di far ritirare un emendamento che noi definiamo provocatorio, offensivo verso gli enti locali, quello che trasferisce i debiti come l'emendamento 606, perché il Presidente della Commissione bilancio non è in grado di assumersi la responsabilità di ritirarlo. E rimane lì, come minaccia all'interlocuzione che c'è tra la maggioranza e la minoranza sul piano del lavoro. E' una maggioranza che non è in grado neppure di fare questo, neppure di chiamare il consigliere regionale Balletto a ritirare un emendamento che è provocatorio. Cioè è una maggioranza che da un lato dice che vuole accogliere l'appello dei cittadini sardi ad accelerare, che però nel suo comportamento concreto in Aula, come quello dimostrato oggi sull'emendamento 606, non vuole che si faccia in fretta, vuole che si continui, ed è la maggioranza che vuole perseguire la politica del tanto peggio, tanto meglio, perché vuole che la gente parli dei tempi di discussione della finanziaria e non parli invece del fatto che mancano i soldi per il piano del lavoro, che mancano i soldi per i comuni, che mancano i soldi per le imprese. Vuole che si parli, attraverso una campagna di stampa, solo dei tempi di discussione e non del fatto che questa finanziaria non risponde invece agli interessi dei sardi. E' la maggioranza che non c'è e che sta dimostrando anche oggi nella discussione del primo comma dell'articolo 18 che non c'è, che non ha autorevolezza e che non ha diritto di governare.

PRESIDENTE. Vorrei ricordare ai colleghi che ancora intendono intervenire in questa sede che stiamo svolgendo dichiarazioni di voto sull'emendamento sostitutivo totale 824 dell'emendamento 219, quindi non può essere che in dichiarazione di voto si parli ancora del comma 1 dell'articolo 18, che è stato sospeso. Colleghi, ci rendiamo tutti quanti conto della situazione, però invito i colleghi, per quanto è possibile, ad attenersi all'argomento in discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Stando in tema annuncio il voto favorevole all'emendamento 824, perché è in linea con l'emendamento collegato che abbiamo presentato come Gruppo. Io credo che nella nostra discussione era nelle cose che poi questo atteggiamento producesse delle distorsioni sulla concentrazione del ragionamento di merito. L'unica cosa che sarebbe stata auspicabile è che dopo queste scelte, credo le uniche serie che ha fatto questa maggioranza in questo corso della finanziaria, cioè chiedere rinvii e sfuggire alle responsabilità, sarebbe stato utile perlomeno non scendere sul terreno della provocazione e dell'ipocrisia, perché quando l'onorevole Capelli ci parla di certe cose bisogna ricordare come stanno i fatti: se la Giunta avesse presentato secondo il proprio dovere, secondo legge questa finanziaria come doveva nei tempi suoi, oggi noi saremmo alla metà di febbraio nella discussione. Allora non possiamo non riconoscere: punto primo, che questa finanziaria è stata segnata da ritardi incompressibili e ingiustificabili da parte della Giunta; secondo, avete fatto un tempo di un'inutile concertazione, perché non so che cosa avete concertato, dal momento che tutte le forze sociali e tutte le forze politiche e di opposizione erano contro e sono rimaste contro; terzo, vi siete chiusi a riccio a ogni interlocuzione fin dall'inizio, respingendo con atteggiamento assurdo il dialogo; quarto, vi siete sfidati dentro la maggioranza in maniera chiara, un Gruppo contro l'altro. Avete siglato l'armistizio a dopo la finanziaria, perché l'avete detto voi in quest'aula, avete firmato l'armistizio per risolvere i vostri problemi fuori da qui, quando invece quei problemi hanno condizionato la vita della finanziaria, e oggi ci venete a dire che non stiamo rinviando un nodo, quando questa è l'unica partita di una finanziaria che ci dovete spiegare, fino a qui, che cosa dà ai sardi? Perché quando ci viene chiesta, colleghi, l'accelerazione della finanziaria, pensate che la gente sia così sciocca da non paragonarla con quello che la finanziaria ha rappresento negli anni scorsi, quando avete speso solo le spese obbligatorie? Ma che cosa pensate di avere inciso sulla Regione e sulle forze sociali spendendo il 40 per cento?

Ci chiedono di muoverci perché, constatata l'inutilità di ciò che ci avete proposto, vorrebbero che il nostro tempo fosse impiegato a fare leggi più utili alla Regione, e sapendo che nelle Commissioni ci sarà più saggezza di quella che si sta manifestando in quest'aula.

L'unica cosa che voglio dire al collega Floris è questa: è da un certo tempo che stiamo, in maniera comune, constatando che la pensiamo allo stesso modo sul fatto che una certa parte politica e una certa esperienza politica in questa legislatura ha bloccato la politica. Lascio perdere la democrazia, perché per qualcuno è un ragionamento molto complicato. Si è bloccata la politica; l'unica cosa che non abbiamo ancora capito è per quale motivo, pensandola su un principio importante come questo allo stesso modo, siamo ancora dalle parti opposte. Credo che sia un tema per l'onorevole Floris, per riflettere sulla prospettiva e non sarebbe male che riflettessero anche altri. Questa finanziaria ha due connotazioni principali: quella di togliere, come in questo caso, i soldi che spettano di diritto e in maniera parametrica agli enti locali per destinare i soldi che voi volete alla vostra discrezionalità, per portare un sistema di democrazia coercitiva che non fa giustizia del ruolo degli enti locali. Questa è la costante, assieme a tutte le norme che vi siete proposti per portare via i poteri dal Consiglio e metterveli in capo alla Giunta, per realizzare questo disegno paradossale che vi porta il risultato che vi dovrà portare prima o poi, primo negli enti locali e secondo nella società organizzata.

Sappiate che su queste cose, lezioni sui tempi e suoi modi, ve li dovete fare in casa vostra perché le responsabilità ce le avete voi ed è giusto che ve le ricordiamo con un indice e una scansione particolare. Se poi il Presidente Pili vuole mettere in testa all'indice le ragioni dei suoi capricci che hanno condizionato la vita politica degli ultimi anni, lo faccia pure perché tanto lo sa tutta la Sardegna.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della regione. Una camomilla per l'onorevole Sanna che mi sembra un po' alterato!

PRESIDENTE. Onorevole Pili, per cortesia!

Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Presidente e colleghi, si è parlato tanto di questo articolo 19 della 37, se ne parla ormai da mesi, per non dire da anni. E` diventato famosissimo ormai. Vedete, i monumenti l'uomo li ha sempre eretti a testimonianza, appunto al mondo, di quanto sia stata importante ed incisiva l'azione in vita di un uomo, di un progetto, di un'idea. Io credo che ci sia un evidente monumento alla disfatta dell'articolo 19 della 37 e questo evidente monumento alla disfatta è costituito dal fatto che, nel triennio 1999, 2000 e 2001 oggi, mese di aprile del 2003, ben 600 miliardi dei mille messi a disposizione non sono stati spesi. Questa è l'evidente disfatta di un provvedimento relativo ad una legge sbagliata. Allora io poco prima di prendere la parola ho sentito alcuni colleghi che, per un evidente inflessione dialettale, comune a molti paesi, anche a quello dove sono cresciuto io, dove pronunciano tutte le doppie al contrario, ha pronunciato la parola comma con una sola "m". Questa parola, questo "coma", credo che fotografi l'attività di quest'Aula costretta ad un coma vigile da un'attività ostruzionistica dell'opposizione. Questa è la realtà. Ora io dico che così continuando in questo modo io credo che il coma ben più profondo lo rischia la nostra economia. Noi siamo nel mese di aprile del 2003 e siamo in quest'Aula da 42 giorni a discutere di una legge finanziaria che, detto tra virgolette, altro non è che una sorta di - molto semplificando - spartizione o di divisione del pane e dei pesci. C'è chi ne vuole tanto, chi ne vuole di più, ma questo è nella realtà. Io lo dissi anche nel mio intervento sulla discussione generale, che dando cinquanta miliardi in più all'uno o all'altro si fanno più o meno contenti, più o meno scontenti, ma nella realtà nulla cambia per l'economia della Sardegna. Mentre invece qui si attribuisce grande valore alle strategie di coalizione, alle strategie di partito, non gliene frega niente a nessuno se i commercianti, se gli artigiani, se gli agricoltori, se i disoccupati aspettano questa finanziaria come fosse la manna e non arriva mai. Noi stiamo distribuendo, attraverso questa finanziaria, voi, chi ha le mani in pasta, 18 mila miliardi o più, lira più o lira meno, che non arrivano da nessuna parte perché qui si litiga e non si litiga perché si vuole fare il bene della Sardegna come qualcuno dice, si litiga per interessi di coalizione, per litigi interni anche alla maggioranza. Anche alla maggioranza! Ma certamente per un'opposizione al di fuori dei tempi che impedisce il lavoro e cerca di distruggere, anziché di proporre cose migliori. E allora io dico che in queste condizioni non si può andare avanti. Anche in maggioranza ci sono fibrillazioni, ci sono franchi tiratori che, a voto segreto, colpiscono articoli, commi, emendamenti, che probabilmente dietro a questi voti segreti si nascondono interessi anche i più turpi, i più vergognosi. Ecco io dico che si dovrebbe, per una questione di decenza nei confronti del popolo sardo, porre fine a questa vergognosa disputa sulla divisione del pane e dei pesci. Si dovrebbe finalmente cercare di trovare un accordo lineare, ricordandoci che chi governa ha titolo per governare, ma se ha titolo lo faccia. E lo faccia anche a voto segreto. Se non ha titolo che i franchi tiratori abbiano il coraggio di venir fuori allo scoperto e di aprire, se ne hanno voglia, la crisi. Vedremo se noi saremo d'accordo, io credo di no!

PRESIDENTE. Onorevole Corda, per cortesia, vuole esprimere il suo voto in relazione all'824? Grazie!

CORDA (A.N.). Pensavo che dopo cinque minuti di discussione fosse chiaro, il mio voto è contrario.

PRESIDENTE. No, non era assolutamente chiaro.

CORDA (A.N.). Adesso lo è. E` contrario.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie Presidente, io dichiaro di votare a favore dell'824, perché questo emendamento è coerente con la battaglia che stiamo conducendo per migliorare la finanziaria. Io mi rendo conto che dai banchi della maggioranza ci sia, e monti sempre di più, un certo fastidio, una certa insofferenza perché rispetto all'evidenza dei fatti c'è, appunto, fastidio. Come si fa da un lato a ricercare l'accordo e dall'altro a presentare emendamenti che peggiorano il testo della finanziaria che già di per sé è una finanziaria che soprattutto, per quanto riguarda il trasferimento delle risorse ai comuni e le politiche per il lavoro, segna davvero il punto più basso in questi quattro anni. Già vengono dimezzate le risorse a sostegno dell'articolo 19 della 37, ma questo non basta. La maggioranza, non l'opposizione, quindi non si capisce contro chi se la debbano prendere l'onorevole Capelli, l'onorevole Corda. Chi ha presentato l'emendamento che ha bloccato i lavori dell'Aula stasera è niente meno che il Presidente della Commissione programmazione, cioè esponente insomma di primo piano della maggioranza, che è stato capace di dare un ulteriore colpo a questi aspetti della politica della Regione, è chiaro che l'opposizione non può non opporsi ad una prospettiva di questo genere. Insomma questa finanziaria che ha a disposizione oltre 19 mila miliardi di vecchie lire, colpisce i comuni, colpisce le imprese, colpisce l'agricoltura. L'onorevole Corda ha richiamato l'agricoltura. Gli agricoltori non hanno niente da aspettare da questa finanziaria, tanto ci sia o non ci sia, risorse per loro non ce ne sono. Abbiamo fatto una battaglia per prevedere un minimo di risorse per l'agricoltura, questa battaglia non è servita a niente perché la maggioranza si è compattata e ha respinto l'emendamento che era finalizzato a finanziare la legge 21.

Questa finanziaria colpisce le possibilità di aprire nuovi cantieri di forestazione, colpisce i lavoratori dell'antincendio, insomma colpisce il mondo del lavoro. Dal mondo del lavoro che viene attivato, dalle imprese attivate dall'articolo 19 ai lavoratori stagionali, ai lavoratori dell'ente foreste, insomma colpisce la parte più debole del sistema economico regionale. E noi come centrosinistra dovremmo stare a guardare? Questo ci sta chiedendo la maggioranza, in modo anche provocatorio. E` chiaro, noi faremo la nostra battaglia fino in fondo per migliorare questa finanziaria che è inaccettabile così com'è. Poi è chiaro, su certi articoli abbiamo ottenuto certi risultati, su altri purtroppo non siamo riusciti a conseguire i risultati sperati. Però certamente non si può chiedere a noi di rinunciare a portare avanti fino in fondo la nostra battaglia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, cercherò di essere brevissimo per non rubare molto tempo al dibattito sulla finanziaria.

PRESIDENTE. Colleghi, è chiedere troppo se chiediamo di silenziare i telefonini? Grazie!

CAPPAI (U.D.C.). Dicevo Presidente che ruberò pochissimi attimi al dibattito sulla finanziaria perché anch'io sono uno di quelli che sostiene che prima si arriva al traguardo meglio è, perché i sardi stanno a guardare quello che avviene in quest'Aula. Intervengo solo per dire che, come U.D.C., noi non siamo contrari alla legge 37 e soprattutto all'articolo 19, così come qualcuno sostiene che… il mio Capogruppo non è contrario alla 37...

(Interruzioni dei consiglieri Sanna Alberto e Cugini)

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia!

CAPPAI (U.D.C.). Interpretate male l'articolo 19, interpretate male sempre quello che un altro dice perché...

PRESIDENTE. Onorevole Cappai svolga il suo intervento.

CAPPAI (U.D.C.). Bisogna stare sempre attenti ed ascoltare con attenzione.

Il mio Capogruppo non ha detto quello, io volevo fare alcune considerazioni sulla 37. E' vero che molti fondi non sono stati spesi in tempo utile, bisognerebbe andare a vedere quali sono le cause. Io non lo so di chi siano, so solo che i funzionari che hanno gestito questa legge non appartengono a questa maggioranza, così cominciamo a chiarire anche questo. Ma io dico che non si può concedere ai comuni il mutuo per la prima annualità con un anno di ritardo. E qualcuno dovrebbe conoscere, soprattutto chi è amministratore, la prima annualità, cioè quella relativa al '99 è arrivata a fine 2000 ai comuni. Quindi i comuni non potevano spendere non avendo la disponibilità finanziaria. Poi, la legge è andata corretta, perché bisogna dire anche questo, non erano più i comuni che ricorrevano ai mutui, ma era direttamente la Regione che dava i soldi ai comuni; e chi ha programmato - l'ho detto in un'altra occasione e lo ripeto oggi - per il triennio la spendita di quelle somme ed ha ottenuto solo ad agosto del 2002 la comunicazione che gli era stata accreditata la terza annualità, non poteva certo impegnarsi.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue CAPPAI.) Ecco, caro Corda, perché ancora tutti i fondi non sono stati spesi. Solo per una questione burocratica, ma le posso garantire, onorevole Corda, che da sindaco difenderò fino in fondo questa legge, difenderò fino in fondo l'articolo 19 perché è l'unica che dà l'opportunità agli enti locali di alleviare, seppure in modo limitato, la disoccupazione. Al centrosinistra dico un'altra cosa però: dieci interventi per dichiarazione di voto sull'emendamento 824, in questi dieci interventi per dichiarazione di voto nessuno ha richiamato l'emendamento 824.

Allora quando venite accusati che fate ostruzionismo, quando venite accusati di fare ostruzionismo, è giusto, non è sbagliato. Il 606 è accantonato, è sospeso! Ragioniamo sugli altri. Può darsi che nelle interlocuzioni si arrivi anche a riparlare del 606, ma siate anche voi obiettivi. Parliamo degli emendamenti successivi.

CUGINI (D.S.). Concordiamo perfettamente. Collega Capelli, chiediamo scusa!!!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Io potrei, se il mio Segretario regionale me lo consente, rinunciare al mio intervento e dichiararmi totalmente d'accordo col collega Cappai. Lui lo fa da sindaco, io lo faccio da ex sindaco. Chi ha vissuto nelle amministrazioni comunali, e chi lo ha fatto come il sottoscritto per vent'anni, conosce bene le problematiche degli amministratori comunali. A me è parso che invece i colleghi del centrodestra che sono intervenuti poco prima di Cappai, abbiano la necessità di conoscere quelle problematiche e non le conoscono per il semplice fatto che non hanno fatto gli amministratori comunali. Ma io non gliene faccio una colpa di questo, io lo renderei obbligatorio prima di arrivare in quest'Aula, un po' quanto meno un corso, un master per amministratori locali, prima di parlare dei problemi delle autonomie locali, perché di questo stiamo parlando con il comma 1 e anche il comma 2, collega Cappai, perché è un tutt'uno. Stiamo parlando dei trasferimenti dal bilancio regionale al sistema delle autonomie locali. Il problema è lo stesso, quindi possiamo parlare dell'emendamento che è in discussione al quale io voterò a favore, ma possiamo tornare e parlare del 606, che è un insulto alle autonomie locali. Sono stati trovati una serie di aggettivi, è veramente un ritorno indietro.

Badate, la difficoltà che incontriamo noi non è al confronto, non è certamente ad entrare nel merito dei problemi, quello che può apparire un atteggiamento ostruzionistico è la volontà invece, che a questo punto non è celata, di portare il più possibile al sistema delle imprese e al sistema delle autonomie locali con leggi trasparenti non in capo ai "califfati" o meglio definiti Assessorati. No, con leggi come questa. E` lì che non abbiamo la stessa impostazione, è lì che intervengono il collega Corda, il collega Balletto, il collega Capelli per dire che è per auto inventarsi che l'articolo 19 della 37 non ha funzionato. Ma dove? Perché non ha funzionato? Se il comune capoluogo, governato dal centrodestra, è il maggiore sponsor perché ha operato e opera bene con questa legge dando risposte a chi risposte attraverso le altre leggi non ha, ed è riuscito a creare micro impresa, di quelle micro imprese che non hanno risposte diversamente. Questa legge è arrivata in quei comuni, non solo a Cagliari, a Esporlatu non so quanti di voi sa dove è Esporlatu, dove non ci sono altre risposte, non ci sono altre risorse, attraverso queste leggi trasparenti arrivano somme anche in quelle deboli comunità. Ma allora è l'impostazione generale che è diversa fra noi e diverse impostazioni della maggioranza. Questo è il problema, lo sottolineava poco prima il collega Marrocu, che noi non abbiamo un interlocutore per poter trovare un accordo tecnico possibile. Non c'è interlocuzione seria perché avete già manifestato poco fa, in quest'Aula, diverse posizioni antitetiche l'una dall'altra e allora non bisogna assolutamente parlare di ostruzionismo nostro. Siete voi che con questo modo di fare bloccate l'erogazione dei fondi, bloccate quindi questa finanziaria. Noi cercheremo di fare del nostro meglio per convincervi che - uso anche un termine forte - il ricatto posto dal mantenimento dell'emendamento Balletto e più, il 606, ma noi non ci stiamo andremo avanti con la nostra battaglia, se questa è la sfida.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente se non facessi probabilmente un torto alla storia e agli storiografi probabilmente la contesa che si sta sviluppando su un argomento certamente importante rievoca battaglie del passato tra guelfi e ghibellini, ma probabilmente per stare ai nostri tempi mi pare più una battaglia da armata Brancaleone perché il collega Dore, non ho detto che sei Brancaleone tu, no, mi guardo bene dal dire che tu sei Brancaleone. Se dovessi dire il personaggio storico che tu mi evochi probabilmente sorrideresti non me.

(Interruzioni)

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Se l'onorevole Dore...

PRESIDENTE. Colleghi chiedo scusa...

E' un diversivo, però insomma. La prego continui onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). E` anche simpatico il collega Dore, ma ci mancherebbe altro. Ogni tanto anche per stemperare questo clima tetro che spesso si respira anche all'interno di quest'Aula. Dicevo però che mi pare che sia una contesa a chi la spara più grossa; qui sono stati evocati addirittura toni apocalittici, come se c'è un centrodestra contro il sistema delle autonomie locali, contro i comuni e dall'altra parte chi invece si erge a paladino, a difensore degli enti locali.

Ma vedete la finalità propria dell'emendamento 606, se andiamo a vedere quanti emendamenti il centrosinistra ha presentato, e che per pudore sono stati ritirati, la finalità era proprio quella e rimane proprio quella di consentire fino in fondo una seria e serena interlocuzione con le opposizioni su un tema di questa portata.

E allora io avrei capito che dal centrosinistra venisse qualche proposta anche alla luce del sole, nella chiarezza, e che si smettessero questi toni che davvero non consentono di poter, su una materia di questa portata, trovare soluzioni comuni, ma rischiano ancora di creare una grande divaricazione. E allora ecco perché mi pareva che la seduta di venerdì si fosse chiusa sotto questo auspicio, e mi pare però oggi, da parte nostra un po' di maggioranza e soprattutto da parte dell'opposizione, non si sia potuto cogliere questo segnale distensivo che mi pare utile proprio per dare sistemazione ad una materia di questa portata.

E allora ecco perché per dovere esprimo anch'io il voto contrario sull'emendamento in discussione, ma evidentemente non si può continuare a insistere su un aspetto che rischia di diventare davvero strumentale. Quindi se il tempo che noi abbiamo ancora davanti lo si può utilizzare per una seria interlocuzione, noi siamo ancora disponibili su questi temi, ma altrimenti è giusto chi ha detto e chi ha invitato, perché riteniamo che la maggioranza abbia i numeri per approvare o per bocciare emendamenti e quant'altro.

Non voglio qui evocare per rispondere al collega, mi pare non Orrù, ma non ricordo chi dai banchi dell'opposizione faceva riferimento al mondo del lavoro. Anche noi siamo interessati a chiudere in fretta l'articolo 18, passare all'esame anche di quegli emendamenti che riguardano operai forestali, personale del servizio antincendio, ai quali doverosamente dobbiate dare una risposta e mi auguro questa volta anche nel voto palese e chiaro da parte di tutta l'Aula

FADDA (La Margherita-D.L.). Anche in Commissione era palese il voto, quando avete modificatola legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io starò al tema anche se però ovviamente come tutti gli altri poi una qualche divagazione mi sarà concessa. Annuncio subito il voto favorevole all'emendamento 824 perché va nella direzione che noi dall'inizio di questa finanziaria abbiamo sostenuto, abbiamo proposto, cioè quella di ripristinare, perlomeno, le risorse agli enti locali. Questo relativo all'articolo 24 della legge regionale 4 del 2000, cioè interventi comunali finalizzati all'occupazione, è uno di quei capitoli della finanziaria e del bilancio che risultano sotto stimati rispetto alla dotazione provvista per il 2002 che per altro vorrei ricordare che già nel 2001 subì una significativa e ingiustificata contrazione.

Vorrei ricordare che attraverso questi progetti comunali finalizzati all'occupazione ne usufruiscono circa quattromila famiglie all'anno, quattromila lavoratori all'anno, cioè sono quattromila buste paga che vengono garantite per la realizzazione di importanti opere degli enti locali che, attraverso questa contrazione, che tra l'altro saremo costretti a registrare, chiaramente un certo numero di questi non avrebbero più l'opportunità che gli si è presentata fino a quest'anno.

Però vorrei ritornare un attimo alle considerazioni che faceva il collega Cappai perché io credo che, caro Nello, la tua voce è stata l'unica voce anche nella giornata di oggi e continuando anche con la giornata di venerdì, che si è levata a favore dell'articolo 19 della legge 37. Quindi questi interventi di dichiarazioni di voto anche sull'emendamento 824 perlomeno sono serviti a capire che qualcuno anche nel centrodestra, e la tua voce fino a questo momento è l'unica che si è levata a difesa dell'articolo 19, cioè le cose che sono state dette qui in quest'Aula dai tuoi colleghi della maggioranza sono delle voci che si sono levate a dichiarare il fallimento dell'articolo 19, il mancato raggiungimento degli obiettivi, il notevolissimo ritardo e quindi la non spendita delle risorse. Meno male che è arrivato il tuo punto di vista, di una persona, di un sindaco che opera tutti i giorni e che tra l'altro ha individuato anche uno degli obiettivi e uno dei problemi che noi abbiamo sollevato anche in questa finanziaria, cioè il discorso della programmazione pluriennale delle risorse, della triennalità. Il problema che tu hai dovuto scontare nel tuo comune, nella tua comunità di non avere la disponibilità dell'intera triennalità e di aver dovuto rinviare alla terza annualità quello che era un programma che tu avevi individuato rispondente alla tua comunità è dovuto a questo.

Quindi noi stiamo chiedendo che nel ripristino delle risorse che erano precedentemente stanziate, vi sia anche la previsione della triennalità, perché ci sia la possibilità di una programmazione più consistente, più seria, più rispondente a quelli che sono i reali bisogni.

Il collega Falconi ricordava prima quanto ha sostenuto la stessa amministrazione di Cagliari per quanto riguarda il rifinanziamento dell'articolo 19. Ma non è solo l'amministrazione di Cagliari governata dal centrodestra, io ho qui la comunicazione del sindaco della città di Oristano e quindi mi sembrerebbe che sarebbe opportuno che qualche altro collega del centrodestra prendesse nota di quanto dice il sindaco del Comune di Oristano in una nota inviata al Presidente della Giunta e a tutti i consiglieri regionali della provincia dove dice che: "verificato che questa forma di finanziamento ha creato decine di posti di lavoro e avviato a costruzione opere che porteranno benefici occupativi all'intera comunità, tenuto conto che l'eventuale soppressione del piano straordinario del lavoro comporterebbe gravissimi danni all'economia della nostra città, provocando la perdita di numerosi posti di lavoro", bene conclude chiedendo ovviamente il rifinanziamento dell'articolo 19.

Quindi signori qui non è un problema del centrosinistra; il centrosinistra ha raccolto questa domanda che viene dal territorio, ha raccolto la domanda che viene dalle amministrazioni locali che va nella direzione di rifinanziare questo importante strumento, sia per la promozione dello sviluppo locale sia per la creazione di nuova occupazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io devo intervenire perché sono stato chiamato in causa più volte. Voglio ricordare ai colleghi, ai quali respingo tutte le osservazioni che hanno fatto, nessuna esclusa, che noi siamo intervenuti e abbiamo chiesto la sospensione di questo articolo non nel momento della discussione dell'articolo e degli emendamenti, ma nel momento del voto. Nel momento del voto e cioè nel momento in cui tutte le interlocuzioni, che sono state poste in essere in questi ultimi dieci giorni per trovare una convergenza, avevano dimostrato di non aver dato nessun risultato.

Colleghi, eravamo di fronte alla votazione dell'emendamento. E la votazione dell'emendamento in un senso o nell'altro avrebbe posto la parola fine a questo problema. Vedo che non c'è interesse, rinuncio Presidente.

PRESIDENTE. L'onorevole Balletto rinuncia.

Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io mi dichiaro non favorevole all'emendamento. Però va precisato, si è detto prima che il nostro Capogruppo abbia espresso giudizi negativi, sia un affossatore. Qui dentro si sente parlare molto di sofferenza. Noi cominceremo a parlare anche noi in modo tale che si sappia che i tempi non saranno brevi, è meglio che ormai siamo orientati verso la settimana successiva, quindi alla vigilia di Pasqua perché i tempi tecnici non ci sono più. Del resto le velate minacce servono relativamente, ma qui dentro si parla molto di sofferenza, di fastidio, del fatto che ci sia qualcuno che vuole evitare che si diano le risorse ai comuni. Noi siamo favorevoli, non siamo fra coloro i quali provengono le frasi dall'estrema sinistra o dalla estrema destra possano dire che la legge è sbagliata; non lo abbiamo mai detto e non lo diciamo! Quindi non l'ha detto Capelli, non l'ha detto Cappai, non lo dico io, non lo dice il nostro Gruppo.

Noi diciamo che la legge va finanziata, l'unico problema che ci può essere praticamente può essere quello delle risorse finanziarie, abbiamo preso atto che, ci sono anche da questo punto di vista interpretazioni diverse, è un fatto soltanto di risorse finanziarie.

Così come non mi risulta che ci siano, siano state ridotte queste, soprattutto per quanto riguarda i comuni perché sulla base di un'interlocuzione - sono intervenuto per dire questo in modo puntuale - vedete, cioè mettiamoci d'accordo, se si votano a scrutinio segreto sulle sigle sia che sia C.C. o sia C.B.C. normalmente non passano perché le sigle non sono simpatiche a nessuno. Non sono simpatiche a una parte e non sono simpatiche neanche a noi, per amore della verità, perché non ci piacciono le mortificazioni e sarà il momento utile per dare praticamente le risposte adeguate a chi nel segreto dell'urna si diverte. Ma non mi riferisco a voi, mi riferisco all'altra parte, perché 26 voti pesano per oggi e per domani.

Detto questo vi sono praticamente dei tempi. I tempi però li state allungando molto anche voi, perché vedi, non c'è Gian Valerio, ha detto prima: "Sforzo del Consiglio per migliorarla". Ma al tempo stesso hai detto: "Fino a qui cosa ha dato ai sardi?" Evidentemente se hai detto questo non è stata migliorata, con la tua frase: sino a qui cosa ha dato ai sardi, cioè abbiamo perso molto tempo, abbiamo perso 45 giorni, ma abbiamo dato poco evidentemente. Allora questo è un provvedimento che può essere discusso, certo è centrale, lo vogliamo discutere. Abbiamo detto facciamo come avete chiesto più volte anche voi; andiamo avanti per trovare un minimo di sintesi. Però vedete la cosa peggiore è quando si parla di mancata concertazione. Farò nomi e cognomi non ve ne dispiaccia, perché non si lancia la gente senza il paracadute sia che sia da una parte che sia dall'altra. Allora, nessuno può dire qui dentro - perché a questo punto non si è più affidabili - che non sa niente, perché tutti sanno tutto e più di tutto. A me è capitato di andare in una stanza, mi si dice che la sera precedente c'era anche l'amico Cogodi, quindi sapeva - me lo ha detto il mio Capogruppo - salvo che si dimostri che è un bugiardo e in quella sede si è parlato e si sono messe in essere alcune cose. Forse la cifra non era eccessiva e si è detto sia l'amico Falconi, sia l'amico Elisio Secci lanciati evidentemente senza paracadute: "Andate nella vostra parte politica e riferite e ci incontriamo". Quanto si è rientrati in quest'Aula sembrava di essere a Fort Apache senza aver detto nulla di quella che è stata l'interlocuzione. Allora io credo che quello che è stato detto non si possa rimangiare. Che se quelle risorse che sono aggiuntive che evidentemente ci sono le risorse, saranno i tredici miliardi più i milioni di euro più cinque per i comuni, le risorse aggiuntive per quanto riguarda l'articolo 19 della legge 37 non debbano, anzi possano essere incrementate nell'interlocuzione. Se l'interlocuzione, però siccome l'amico Fantola anche lui senza paracadute, raccontava una volta una barzelletta molto intelligente, Carmelino Porcu, riferita proprio al suo leader Segni che lanciandosi aveva confuso il paracadute con il sacco a pelo del saccopelista dell'aereo e evidentemente va precisato che anche stasera l'amico Fantola, salvo che sia da ricovero, ha presentato un documento di sintesi che tendeva a dire, che stravolgeva quello presentato in precedenza, che aveva connotati più alla Cogodi, ma si può interloquire su questo in un'Aula o in Aula, lo dirai a lui, se non si può interloquire concludiamo questo e andiamo avanti.

PRESIDENTE. Concluda, prego, onorevole Oppi.

OPPI (U.D.C.). Se invece si vuole interloquire ritengo ci saranno modi e tempi perché senza che ci siano vincitori e vinti, c'è tutta la disponibilità a trattare. C'era dall'inizio e ci deve essere oggi e io ritengo che ci siano tutte queste condizioni.

Quindi se dobbiamo andare avanti, lo facciamo in Aula o non in Aula con responsabilità reciproche, l'importante è sapere dove si vuole andare. Se però si ha la presunzione che una parte soccomba e si voglia dimostrare che quello che ha fatto è una aberrazione e dall'altra parte ci sono i santoni, questo non può essere accettato.

Quindi ci vuole essere una interlocuzione e quindi evitiamo le scaramucce, non buttiamo niente a mare, ci sono le condizioni perché in altra sede o in Aula attraverso le forme rituali si possa arrivare a conclusioni serie.

PRESIDENTE. Ho capito che su questo emendamento l'onorevole Oppi vota contro.

OPPI (U.D.C.)., Assessore dell'igiene e sanità e della assistenza sociale. L'ho detto all'inizio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S). Presidente, io dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento 824 che incrementa le somme a disposizione nel comma 2 dell'articolo 18 che ci sembrano insufficienti. E questo ragionamento dell'insufficienza delle somme a disposizione del piano straordinario del lavoro è un tema ricorrente nella nostra discussione che io vorrei fare, onorevole Oppi, conclusivamente in Aula alla luce del sole, senza negare interlocuzioni, senza negare le esigenze di approfondimento che anche fuori dall'Aula sono necessarie.

Non ci sono colleghi che vengono lasciati senza paracadute, ci sono evidentemente punti di caduta politici che non sono stati superati e che non minano l'interlocuzione che c'è stata.

Allora si tratta di capire se i punti politici aperti possono essere chiusi, si chiudono in Aula per quanto è possibile chiuderli in Aula con le esigenze di approfondimento che in Aula è possibile farlo, mantenendo chiari i concetti interno ai quali stiamo conducendo la discussione in questi giorni, che non sono né minacciosi né ultimativi né quelli di chi vuol far soccombere parti. Noi intendiamo, perché ne siamo convinti, affermare la bontà del piano straordinario del lavoro e dell'articolo 19 della 37. Ci hanno convinto poco in questi mesi le tesi di coloro che sostenevamo che l'articolo 19 della 37 è stato un fallimento. Siamo stati poco convinti della tesi che ha sostenuto, che sull'articolo 19 della 37, i comuni sono inadempienti, noi riteniamo che l'articolo 19 della 37 abbia funzionato, che i soldi siano stati utilizzati dai comuni e che se non si sono totalmente spesi è perché molti progetti sono ancora in corso. Che la finalità che si intendeva perseguire con l'articolo 19 della 37, quella cioè di promuovere lo sviluppo locale è largamente conseguita e vedremo i risultati via via che vi spiegheranno tutte le loro potenzialità.

Allora, per questi motivi noi riteniamo che l'articolo 19 nella 37 debba essere rifinanziato, tesi del resto accolta nel comma 1 dell'articolo 18. In parte noi diciamo, ma comunque contenuta nel comma 1 dell'articolo 18, e noi riteniamo che debba essere dato al finanziamento del piano straordinario del lavoro un respiro triennale, perché i comuni possano far conto fino al completamento del quadro comunitario di sostegno su risorse certe di cofinanziamento. Allora, se su questo siamo d'accordo, questo va scritto e stabiliamo una posta di bilancio triennale per l'articolo 19 della 37. Poi, diciamo che probabilmente la materia andrebbe rivisitata. Non siamo in condizioni di farlo nella discussione della finanziaria, ci rinviamo a una norma che approfondisca e che affronti meglio tutta la materia del piano straordinario del lavoro, dell'articolo 19 della 37 quindi è la materia relativa allo sviluppo locale riordinando la legislazione fin qui sviluppatasi. Anche qui se siamo d'accordo lo scriviamo così come lo sto dicendo se il concetto è quello che ci interessa salvaguardare, se invece intendiamo dire cose diverse è chiaro che le scritture non risolvono la differenza concettuale e politica esistente; ma se, così come a me sembra, le distanze non sono lontanissime, questo può essere scritto e la maggioranza assuma le responsabilità di scriverlo anziché giocare su presunte difficoltà dell'opposizione e divergenze nella materia.

La terza questione, quella relativa al vincolo che viene dato ai comuni della spendita entro date certe che vuole essere un vincolo politico, programmatico e di utilizzo dei fondi per le finalità per i quali i fondi sono destinate, anche questo, siccome è materia sulla quale in questi giorni il confronto si è ampiamente sviluppato e ci sono delle convergenze possibili, ci fermiamo a scriverlo così come stiamo dicendo, e a me pare che questo corrisponda ad un buon lavoro che noi facciamo e lo facciamo, esplicitamente in quest'Aula senza interlocuzioni fumose che sembrerebbero sottintendere questioni e negozi che non esistono se non sulle questioni che ho richiamato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio, per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Grazie Presidente, onorevoli colleghi. Io mi atterrò al tema, a termini di Regolamento, dell'emendamento 824. Allora, in attesa che si ritorni alla politica, che è sparita come ho sentito affermare e che non c'è più, posso anche forse condividere o ce n'è molto poca, ed osservo che tutto questo dramma dei comuni, i comuni offesi, i comuni vilipesi, i comuni abbandonati eccetera, in fondo in fondo non hanno, manca a parere dei proponenti, che devono essere ben strettamente informati precisamente al centesimo, sarebbero offesi ed andrebbero a chissà quali crisi, perché mentre l'emendamento proposto dalla legge finanziaria parla di 45.539.000, euro, occorre aggiungerne, perché non siano offesi, perché non siano distrutti, perché non vadano in crisi, non vadano in fallimento, 950 mila o un milione di euro.

Io non credo assolutamente a quanto, con molta capacità di verbo, con molta dialettica, con molti improperi nei confronti di questa maggioranza, e ciò è stato detto e sostenuto fin ora, perché in termini ragionieristici meramente non è possibile pensare che un finanziamento rispetto di 45.539.000 euro o un finanziamento di 46.539.000 euro possano fare la differenza. Con tutto questo si sono perse circa un'ora, e se ne perderà ancora per sentire gli emendamenti, chissà quali altre ragioni, continuando a passare il Regolamento perché si parla di un emendamento e poi invece si va a finire sempre sul discorso del comma 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Noemi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Grazie Presidente. Un intervento brevissimo, prima di tutto per chiarirmi le idee perché non capisco di che cosa si stia parlando, nel senso che lo capisco benissimo, però formalmente si parla di una cosa e si dice qualcos'altro.

Io sull'emendamento 824 non ho la minima idea di che cosa dica, di che cosa l'Aula abbia intenzione di fare, e siccome siamo su quel terreno, io esprimo un mio voto, diciamo, per esempio di astensione in questo momento perché non so qual è l'argomento, l'Aula non mi ha aiutato in questo senso. Però c'è un retro pensiero dominante che comincia personalmente ad urtarmi, perché non si può affermare che il centro destra sia così ostinatamente contro lo sviluppo locale, questo non lo si può dire perché i nostri comuni: Cagliari, Oristano, Sassari, sono città governate dal centro destra e noi sappiamo quali sono le esigenze di...

SPISSU (D.S.). "Governate" è una parola grossa.

SANNA NIVOLI (A.N.). Lasciami finire, e sai perché sto intervenendo adesso? Sto intervenendo adesso perché comunque l'atmosfera si sta ammorbidendo perché prima eravate insolenti, arroganti, usavate soltanto l'insulto personale e non era possibile nessun tipo di relazione. Adesso che si sta ammorbidendo, io credo che uno spiraglio, francamente non possiamo andare avanti per tutto il mese sul discorso di un accordo o di un non accordo, ci sono dei saggi che sono stati nominati a gran voce da quest'Aula, io credo che i saggi possono raccogliere le esigenze di tutta l'Aula e sottolineare il fatto che comunque il centro destra non è mai stato contro i comuni, e io personalmente non sono contro lo sviluppo locale...

(Interruzioni)

SANNA NIVOLI (A.N.). Non mi volete ascoltare, Cugini abbi pazienza, solo quando parla Cogodi lo ascolti!

Per essere molto seri: non è possibile in quest'Aula, che dovrebbe essere la massima espressione istituzionale, ridurre un problema di scelte di politiche finanziarie sui comuni in una contesa fra due parti. Chiuso il discorso.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento 824, lo metto in votazione.

FADDA (La Margherita - D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico palese; sette persone che appoggiano la richiesta!

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Gian Valerio SANNA, GIAGU, GRANELLA, Emanuele SANNA, MORITTU, PIRISI, SPISSU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 824.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - SANNA NIVOLI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 72

Astenuti 2

Maggioranza 37

Favorevoli 32

Contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Passiamo adesso all'826, che è il secondo del gruppo di emendamenti che voteremo, è il più vicino alla formulazione del testo, cioè dell'emendamento 219.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'emendamento 826, lo dico anche a beneficio oltreché degli altri colleghi anche della collega Noemi Sanna, riguarda ancora un incremento possibile e doveroso relativo ai fondi da attribuire ai comuni per i progetti di occupazione in sede locale; così è chiaro di che cosa stiamo parlando perché il comma 2 dell'articolo 18, alla spesa usuale, che era di cento miliardi all'anno, che da quindici anni la Regione riconosce ai comuni in parti eque, perché questi danari si danno ai comuni in base agli abitanti ed ai disoccupati, quindi senza nessun arbitrio da parte di nessuno, con giustizia, questi finanziamenti che usualmente sono stati mediamente di cento miliardi l'anno, quest'anno vengono ridotti a circa novanta, cioè mancano dieci miliardi. Stiamo parlando di questo: restituire ai comuni almeno quei dieci miliardi in conto di una delle azioni per il lavoro, poi torniamo al 19, che con questa finanziaria si stanno togliendo, così chi è d'accordo vota a favore, chi è contrario vota contro e si capisce di cosa stiamo parlando.

Qualche collega si è lamentato, ma siamo quattro settimane che discutiamo attorno, prima sullo sfondo e poi adesso più da vicino d'appresso e poi ancora ne discuteremo dopo a commento della legge per il lavoro, sì, siamo quattro settimane quest'anno, però siamo quattro anni che noi stiamo difendendo il piano per il lavoro. Se voi fate memoria, e c'eravate tutti, è il quarto anno, da quando esiste il centro destra, fin dal 2000, che l'unica forma di convinzione, ma non è una convinzione, è un pregiudizio politico e ideologico, è stato quello di smantellare il piano per il lavoro. Non ci siete riusciti nei quattro anni precedenti, vediamo se ci riuscite quest'anno! Volendo ci riuscirete, però non credo che in questo Consiglio, che è lo stesso di questi quattro anni, ci sia una maggioranza contro le leggi per il lavoro.

In questo Consiglio, al di là delle Giunte e al di là delle formule di maggioranza, si è dimostrato che c'è una maggioranza favorevole alla conservazione e al miglioramento della legge 37 del piano per il lavoro. In questo Consiglio c'è una maggioranza che si è espressa negli anni in favore della legge 37 e in favore delle leggi per il lavoro.

Per favore, questa maggioranza si manifesti ancora una volta, prima si manifesta meglio è per tutti, perché parliamo di danari che debbono arrivare a tutti i comuni della Sardegna e che debbono sostenere nuove impresa locali ed occupazione in sede locale.

La legge ha dato ottimi risultati, è inutile dire: è fallita, è assistenza! Non è vero niente, io ho 220, vi ho già annunciato, ne ho citato qualcuno, ho citato qualche comune piccolo, ho citato il comune di Cagliari, cioè ho citato i dati relativi all'attuazione in questi comuni e dappertutto si evince che con quaranta - cinquanta milioni si creano posti di lavoro stabili, piccola impresa nel settore dei servizi, nel settore dell'artigianato, nel settore delle attività turistiche, in tutti i comuni della Sardegna. Ho censito 220 comunicati e notizie pubbliche di 220 comuni della Sardegna. Io non so se avrò la possibilità di citarli tutti 220, se avrò 220 occasioni ancora di parole in questo Consiglio in questi giorni, adesso vi cito, per esempio, Nuraminis. Nuraminis, annualità 2002, legge 37, l'applicazione: 20 nuovi posti di lavoro stabili e continuativi nel comune di Nuraminis solo con una annualità, il che vuole dire che con le quattro annualità questi 20 diventano 80 e con la nuova triennalità possono diventare più di 100, ma non lo dico io, è il comunicato del Comune firmato dal Sindaco di Nuraminis, sindaco Vaquer di Nuraminis. Il sindaco Vaquer mi risulta non è di centro sinistra, è, invece, credo di altra propensione politica.

PRESIDENTE. Consigliere Cogodi concluda, prego.

COGODI (R.C.). ...si aggiunge è che anche l'opposizioni, ha detto il Capogruppo dell'opposizione Cappai: "Noi siamo d'accordo" e il comune di Nuraminis all'unanimità vota l'applicazione della legge per il lavoro in quel comune, venti occupati con una sola annualità. Ecco dov'è l'unità di intenti, ecco dove si fa l'unanimità, nei territori, nei luoghi, questo lo sanno gli amministratori locali, quindi di ogni parte politica. Ecco la novità, ecco la bontà di questa legge. Allora dobbiamo sbloccare interlocuzione, interlocuzione, ma insomma abbiamo interloquito già troppo, votiamo il sostegno dell'articolo 19 della legge per il lavoro, chi ha idee per migliorarle esponga le sue idee migliorative, smettetela di pensare, quella minoranza che ancora lo pensa, che le leggi per il lavoro in questa regione possano essere dopo quattro anni, quest'anno possano essere espiantate. Non è possibile e in ogni caso se voi lo pensaste ancora noi abbiamo il dovere di dimostrare a voi ed ognuno in ogni stazzo della Sardegna, fino all'ultimo stazzo, come dice il collega Floris, che questa è la bontà della legge e noi la difendiamo fino alla fine.

PRESIDENTE. Colleghi, io voglio pregare tutti di attenervi ai tempi regolamentari. L'ho già detto in qualche altra occasione, perché se questo atteggiamento di cortesia (a volte è davvero difficile tagliare le parole) significa che ognuno di noi parla due minuti in più, voi capite che nell'economia complessiva del tempo davvero non è gestibile. Per cui prego tutti di attenersi ai tempi, eccezionalmente si può consentire di parlare per trenta secondi, dieci secondi in più, il tempo che serve per concludere un concetto, una espressione.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, spero di un utilizzare per intero il tempo a mia disposizione. Preannuncio il mio voto contrario all'emendamento 826, che nel merito è uguale all'824, che abbiamo votato prima. Ma è ovvio che, passatemi il termine, tirato per i capelli, ho necessità di fare qualche chiarimento rispetto all'intervento di prima. Continuo a dire che sarebbe follia, come ho detto prima, pensare che i fondi non spesi dell'articolo 19 della 37 non nascondano una qualche manchevolezza nel sistema. Io non ho detto che sono contrario alla legge 37, ho sottolineato che qualcosa in parte non condivido, per esempio, il comma b) dell'articolo 19 della 37, perché è soprattutto quello che ha portato i comuni a non potere applicare le risorse finanziarie che vengono loro destinate dalla Regione.

Pensare che i comuni non vogliano spendere credo che sia, come ho detto prima, pura follia. E' evidente che qualcosa nel meccanismo non funziona, così come, ho fatto riferimento, non funziona il sistema assistenziale che molto spesso intorno alle leggi sul lavoro è stato creato anche nel recente passato. E' vero che si è perso tempo nella finanziaria, forse al collega Gian Valerio Sanna è sfuggita la prima parte del mio intervento, quando dissi che la prima responsabilità è stata sicuramente la nostra nell'aver portato fuori termine la finanziaria per tanti motivi che non stiamo ad analizzare. Ma due errori non fanno una cosa giusta, nel senso che adesso con un ostruzionismo che si blocca su un comma della finanziaria, noi stiamo continuando a non dare le risposte che ci vengono richieste dalle parti sociali, caro Siro, sai perché? Perché quando si dice: "Noi stiamo cercando di spiegare alle parti sociali i nostri obiettivi, i nostri progetti, eccetera", ma voi le ascoltate le parti sociali? Cercate di capire cosa dicono le parti sociali? Forse bisognerebbe ascoltare e interpretare quello che le parti sociali cercano di trasmettere al sistema politico, che non è bianco o nero, positivo o negativo, che è la chiara visione degli estremi, caro collega Cugini, perché non esiste solo il bianco e il nero, esistono anche i colori intermedi, esistono anche i colori dell'arcobaleno, che non sono fatti soltanto dal bianco e dal nero. Ecco perché noi abbiamo aperto a un confronto e continuiamo a dire che è utile, necessario e possibile un confronto, è possibile un accordo sull'articolo 19 della 37. Ecco perché le interlocuzioni che sono avvenute, non nelle segrete stanze, ma conosciute e avvenute con tutte le parti politiche che compongono questo Consiglio e con piena conoscenza di tutte le parti politiche di questo Consiglio, sono avvenuti dei confronti e si sono trovati anche degli accordi che subito dopo sono stati smentiti, subito dopo sono stati corretti. Perciò non si riesce più a capire se questa maggioranza che ha firmato l'armistizio, e l'armistizio è una cosa possibile anche in politica, perché ci sono delle priorità e in questo momento la priorità è la legge finanziaria per la Sardegna, e insisto su questo, perché questo è quello che ritengo che sia corretto, è quello che le parti sociali comunicano, e perché mi rendo conto, nel sistema burocratico, amministrativo, economico e sociale, del danno che si sta provocando dilazionando ulteriormente i termini. Ma l'armistizio è perché si riconoscono delle priorità: la priorità è la finanziaria. I problemi politici del sistema politico, non solo di questa maggioranza, ma del sistema che ci costringe a governare in questo modo o a partecipare anche ai lavori del Consiglio in questo modo, con un Regolamento che più volte abbiamo criticato, tutto questo l'abbiamo rimandato a dopo, perché la priorità continua a essere non solo l'articolo 19 della 27, o il comma 1 dell'articolo 18 della finanziaria, ma è l'approvazione, dare una finanziaria non negativa, non nera, non bianca, modificata in quello che abbiamo fatto fino ad oggi, alla Sardegna.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli anche per aver mantenuto l'impegno di non utilizzare tutto il tempo, ci ha fatto risparmiare un paio di secondi.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Nell'annunciare il nostro voto a favore dell'emendamento in votazione, credo di poter affermare che il Consiglio ormai è incagliato, che quando il numero degli interventi della maggioranza si equivalgono a quelli della opposizione è segno evidente che c'è, oltre a una perdita di tempo, un qualcosa che non sta funzionando, che non possiamo dire che questo sia ostruzionismo da entrambe le parti.

Il tentativo fatto dal collega Balletto di bypassare momentaneamente l'emendamento 606 e tutti gli altri di riferimento del comma 1, alla luce di ciò che sta accadendo credo che non abbia prodotto il beneficio che lo stesso collega Balletto si era preposto. E non possiamo far finta di niente. Ritengo che sia necessario, dopo aver fatto questo tentativo, ritornare al punto di partenza, ritornare alla discussione o, per meglio dire, la discussione è già avvenuta, ad affrontare anche con il voto, se è necessario, l'emendamento 606 e tutto il resto, perché è impensabile che si possa bypassare il comma 1, cercare di andare avanti, verificare quello che sta accadendo, e quello che sta accadendo è dimostrato nei fatti, che non stiamo riuscendo ad andare avanti. Perché? Perché rimane un problema di fondo ed è necessario che il Consiglio si pronunci, come del resto molti colleghi, soprattutto sindaci della maggioranza, hanno fatto fino a questo momento.

Allora, il tentativo è stato fatto, onorevole Balletto, ci rendiamo conto che non ha dato quel risultato a cui facevo riferimento poc'anzi. Credo che sia necessario, invece, riprendere dal comma 1, dall'emendamento 606, per fare assoluta chiarezza, e poi se qualcuno ha interesse a fare un'interlocuzione la faccia pure, ma questo chiarimento, per il significato che ha lo stesso emendamento, per quelle che sono, invece, le interpretazioni degli interventi fatti dai colleghi di maggioranza e di opposizione credo che non possa facilitare assolutamente il proseguo del lavoro di quest'Aula. E quindi approfitto di questa dichiarazione di voto, Presidente, per porre all'attenzione dell'Aula questa necessità, questa possibilità vera di sbloccare una situazione che ormai riteniamo non possa dare nessun tipo di risposta. Riprendiamo da dove abbiamo interrotto, forse questo ci potrà aiutare.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, lei è stato molto chiaro, spetta a qualcuno dare risposte. Io, per ciò che mi riguarda, devo andare avanti. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, per esprimere il mio e il nostro voto favorevole all'emendamento 826, che ovviamente anche va anch'esso nella direzione del rifinanziamento del comma 2 dell'articolo 18. Io credo che questa riflessione che stiamo facendo e che da qualche parte sosterrebbe che c'è al fondo una comune valutazione sugli enti locali e sulla modalità di avere attenzione agli enti locali, rappresenta di per sé un passo in avanti, sempre che i famosi saggi di cui parla la collega Noemi Sanna vengano scovati. Normalmente in una sede parlamentare chi è che deve essere il saggio se non la Giunta, se non il Presidente, cioè colui che ha l'onere della risposta, non dell'annuncio, della risposta? Invece noi dobbiamo cercare i saggi quasi sempre tra i banchi, qua e là, questa è l'anomalia vera di questa legislatura, il fatto che c'è un'abdicazione a un dovere principale, quello di essere la Giunta la parte che dialoga, la Giunta la parte che propone le mediazioni, la Giunta che si adopera perché rispetto alle posizioni parlamentari si possa estrarre una sintesi. Non ci può essere saggezza, collega Noemi, se la Giunta è poi il luogo dove possono naufragare i tentativi della saggezza.

Allora, io credo che dovremmo da un lato prendere atto di questa anomalia, dall'altro valutare come le mediazioni poi sono frutto anche di cedimenti da una parte e dall'altra, ma anche di sinergie da una parte e dall'altra. Sulla questione che riguarda le affermazioni del collega Capelli io non sollevo questioni. Noi stiamo parlando, enfatizzando questa questione: "La finanziaria è attesa dalla gente, non vedono l'ora di vederla conclusa", e poi, sostanzialmente, ci dà un riconoscimento che i sardi attendono di avere questa finanziaria, cioè quella che abbiamo fatto finora e quindi di fatto il collega Capelli sta dando a noi il riconoscimento che abbiamo più volte sollecitato, cioè quello di avere riposizionato la finanziaria in una collocazione che certamente non è quella con la quale è entrata in quest'Aula. E da questo punto di vista le nostre posizioni si avvicinano. Non siamo d'accordo sul fatto che una finanziaria può essere misurata nei suoi effetti con una valutazione ex ante; le finanziarie valgono per quello che sono in grado di produrre. A conti fatti, salvo alcune disposizioni sulle entrate, cancellati gli obiettivi strategici, non ci rimane che discutere sul problema del lavoro e degli enti locali. Di questo stavamo discutendo e si è dovuto in qualche modo tranciare questa discussione, quasi ad evitare il confronto. Questo da un lato è un venir meno alle nostre responsabilità e dall'altro allontana il raccordo tra coloro che hanno o dicono di avere una comune intesa su questi problemi.

Io credo che noi dovremmo fare il punto cercando di riprendere, se è possibile, il ragionamento dove l'abbiamo lasciato e chiedere a chi ha questa responsabilità, a chi dovrebbe avere questa saggezza, di liberare il campo dalle provocazioni, perché normalmente chi è saggio non usa la provocazione, chi è saggio usa la metafora, usa la cultura politica, usa la tolleranza, usa anche la necessità di recuperare proposte quando le proposte non ci sono, ma mi verrebbe da chiedere a chi dice che concertazione c'è stata: ma voi, di quello che è contenuto nell'emendamento 606, avete parlato coi sindaci? Avete parlato con le associazioni degli enti locali? Siete sicuri che lo condividano? A questa domanda dovete essere in condizioni di rispondere, non di dire a noi che non siamo in condizioni di confrontarci con voi su questi problemi. La concertazione vera è portare dentro l'aula il consenso quando c'è, e quando non c'è non farlo passare per un surrogato di bassa lega.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Molto brevemente, cercherò anche di risparmiare qualche secondo che si è preso in più il collega Gian Valerio. Io vorrei, con molta serenità, rispondere al collega Oppi, non so se sia in aula. Se noi stiamo conducendo questa battaglia, non la stiamo conducendo perché ci siamo svegliati la mattina e abbiamo detto: "La Giunta regionale e la maggioranza la pensano come noi". Allora io vorrei ricordare al collega Oppi e a tutti i colleghi della maggioranza, anche alla collega Noemi, che la Giunta regionale aveva licenziato il provvedimento senza una lira per quanto concerne i problemi del lavoro. La battaglia che è stata condotta dalle parti sociali, la battaglia che è stata condotta dalle opposizioni, devo dire la battaglia che ha condotto anche una parte del maggioranza ha fatto sì che venissero inseriti 83 milioni di euro. Adesso il collega Cappai dice: "Noi, come amministratori locali, non possiamo programmare se non nella triennalità", e noi stiamo conducendo un'altra battaglia, perché anche nell'articolo che è stato licenziato dalla Commissione, si prevede il finanziamento soltanto per il 2003. Io credo che queste siano battaglie che stiamo facendo tutti nell'interesse dei comuni, nell'interesse dei disoccupati. Allora se c'è questo interesse, se c'è un cambio, io devo dire, questo è importante, anche culturale, perché io non dimentico le accuse che sono state fatte agli enti locali sulla incapacità degli amministratori di spendere le risorse. Voi ricorderete come è iniziata questa battaglia da parte delle opposizioni, con accuse verso gli amministratori locali di non essere in grado di spendere e di non creare occupazione. Nel dibattito che noi abbiamo creato in aula, credo che abbiamo convinto, ci siamo convinti un pochino tutti di più che le risorse che noi stavamo dando ai comuni servivano per creare occupazione; non solo, ma che i comuni comunque, quando è capitato che non sono stati in grado di spendere, non era per responsabilità degli enti locali, ma era per responsabilità della Giunta regionale.

Quindi credo che se c'è questo nuova clima, un clima sereno, su queste cose, sulle risorse che possono e debbono essere aumentate, sulla triennalità degli interventi, io credo che già l'Aula abbia espresso una maggioranza e si possa su questo invitare di nuovo il collega Balletto a ritirare quell'emendamento, che non soltanto non è stato concordato con le parti sociali, ma dalle dichiarazioni che alcuni esponenti della maggioranza hanno fatto non è stato concordato neanche all'interno della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Io voglio ricordare a tutti, e segnatamente al collega Fadda che è intervenuto in questo momento, che se non avessi chiesto la sospensione di questo emendamento l'avremmo già votato, e quindi c'è stata una dimostrazione di apertura totale verso la necessità di continuare le interlocuzioni per arrivare a un testo che sia condiviso, non apprezzato da tutti, ma che sia condiviso, come normalmente avviene quando in politica ci sono tesi che si contrappongono.

Quindi, se questa sospensione non ci fosse stata, noi l'avremmo già votato, con l'esito, possiamo immaginare quale sarebbe stato, ma avremmo già chiuso forse, probabilmente e definitivamente il problema senza la soddisfazione di tutti quanti, perché o sarebbe stato approvato l'emendamento della maggioranza oppure sarebbe stato bocciato, e quindi la soddisfazione sarebbe stata di una parte in contrapposizione con l'altra.

Quindi io vorrei che proprio con onestà intellettuale qualcuno riconoscesse che la sospensione è andata nella direzione di trovare quella intesa e quella convergenza che altrimenti rischiava di non esserci. E allora, sotto questo aspetto, che cosa si viene a dire che è un emendamento provocatorio? Colleghi dell'opposizione sappiate che questo emendamento è stato presentato il 5 marzo, se non fosse stato condiviso e tutti quanti avessero avuto la voglia di leggerselo, perché oggi mi viene in mente che qualcuno non l'ha letto, ci voleva molto poco, nell'ambito degli 800 emendamenti che sono stati presentati, presentare un emendamento soppressivo in più che avrebbe detto fuori perché questo non ci interessa. Non è stato fatto, per distrazione, per incuria, per ignoranza, ignoranza nel senso che non è stato letto. Io voglio dire anche un'altra cosa, colleghi, se voi andate a guardarvi gli emendamenti successivi, l'827 primo firmatario Cogodi, all'ultimo comma dice una cosa non molto diversa da quella che è detto nell'emendamento 606 perché si dice: i predetti mutui sono comunque contratti nell'arco del triennio, sulla base delle necessità determinate dall'effettiva attuazione dei programmi e che cosa c'è di più che può consentire l'attuazione del programma quando è lo stesso comune che avendo presentato il suo progetto è in grado di chiedere il mutuo per la parte che gli è stata assegnata quando nell'emendamento è detto che la Regione non lascia i Comuni in balia di se stessi trasferendo ad essi l'onere del pagamento, perché nell'emendamento è detto che la Regione stanzia i soldi, le somme, le risorse occorrenti per fare fronte al pagamento e all'estinzione di quei mutui che i comuni si contrattano. Ed allora noi diciamo: che cosa c'è di così storto, di così perverso quando si dice al Comune: "sii efficiente, vuoi programmare il tuo sviluppo? Fai veramente dei programmi e dei progetti seri e una volta che i programmi e i progetti seri ci sono, tu il mutuo te lo puoi contrarre perché la Regione te lo paga perché ha stanziato le risorse per pagarlo". Questa è mancanza di serietà, questo non è affrontare un problema nell'ambito delle divisioni diverse che abbiamo. Noi siamo convinti che i comuni non possono essere promotori dello sviluppo, non sono incapaci i comuni, non hanno gli strumenti. Voi potete mai pensare che la maggiore parte dei comuni che hanno meno di mille abitanti o poco più di mille siano in grado di dotarsi di quegli strumenti che gli consentano di portare avanti programmi di sviluppo dei loro territori? Questo lo dicevamo nel 1999, quando si è approvata la legge, questo l'avete detto voi di centrosinistra, quando rispetto alla stesura originaria del provvedimento avete inserito nella norma il fatto che i comuni dovessero contrarre i mutui. Ed oggi gridate allo scandalo? L'avevate voluto voi! Quindi sull'emendamento ovviamente sono contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente, certo per dichiarare subito la mia contrarietà a questo emendamento, io voglio rimarcare perché mi pare che qua si stia creando qualche equivoco, quindi parlo a nome di Alleanza Nazionale ovviamente, ma immagino di rappresentare anche il parere di tutta la maggioranza. La maggioranza non vuole andare assolutamente contro i comuni e se ne guarda bene di essere contro i comuni, non l'ha mai manifestato, e non l'ha mai detto, però l'opposizione che io continuo a definire minoranza continua imperterrita a voler veicolare delle notizie che certamente non corrispondono al vero. E' lungi da noi la volontà di voler andare contro gli enti locali e contro i comuni. E per quanto mi riguarda è lungi da me da volerlo fare, visto che comunque rappresento ufficialmente un ente locale che per quanto non abbia con la 37 grande attinenza, però certamente i rapporti con le amministrazioni locali è stretto e forte.

Allora qui bisogna essere chiari. Noi non vogliamo assolutamente distrarre risorse dagli enti locali per destinarle ad altro, vorremmo solo che gli enti locali fossero messi nella condizione di poter meglio operare e meglio spendere quelle risorse. Non voglio qua sollevare il problema se i 600 miliardi non sono spesi o non sono impegnati per responsabilità dei comuni o per responsabilità della legge. Io credo che molte delle responsabilità stiano anche nella legge e non a caso la legge che è una legge tutta del centrosinistra, perché nel '99 il centrosinistra governava la Regione Sardegna, è tutta del centrosinistra, però nel 2000 la contrazione dei mutui a carico della Regione l'ha fatto questo Governo di centrodestra e di questo bisogna che qualcuno se ne renda conto, non è che ce ne dobbiamo dimenticare, perché la norma che prevedeva la contrazione dei mutui a carico della Regione è nata nel 2000, non nel '99, quindi non era compresa nella legge che era stata approvata dal Consiglio regionale nel 1999, con un'amministrazione di centrosinistra. E quindi io voglio ribadire la nostra piena disponibilità a sostenere le amministrazioni locali perché riteniamo che questa legge comunque sia, per quanto possa non essere condivisa, contiene degli elementi che in qualche maniera possano sostenere l'economia dei comuni, ma per fare questo è che l'emendamento Balletto è un emendamento che certamente rappresenta una novità. Certo non siamo d'accordo però da qui a dire che non siamo d'accordo su questo emendamento, da qui a dire che invece noi vogliamo spogliare gli enti locali delle risorse che in questa finanziaria sono state messe nel comma 1 e nel comma 2, da qui ci passa veramente molta differenza! Allora stiamo attenti anche alle cose che diciamo. E` vero che ci siamo detti di tutto e di più, in questi 42 giorni di finanziaria, però io credo che a questo punto bisogna riportare l'attenzione sulla politica, bisogna cercare di smetterla di scagliarci veleni l'uno contro l'altro, gruppi contro gruppi, all'interno dei gruppi perché, scusate, anche sulle modifiche o sull'accordo presunto che circola, che aleggia in quest'Aula, non mi pare che tutti quanti siamo d'accordo neanche nel centrosinistra mi pare che ci sia grande accordo neanche sulla triennalità. Allora anche su questo cerchiamo di parlarci chiaro, perché mi pare che non tutti quanti siano d'accordo neanche per la triennalità. Allora c'è un'ipotesi che prevede, va be' poi lo vedremo, poi può darsi che io mi sbagli, mi pare comunque che non tutti quanti o perlomeno possono votare anche a favore della triennalità però forse in cuor loro diventa come la legge sulle province quando tutti quanti avete votato a favore della legge sulla province però in cuor vostro, a voto segreto, la legge sulle province non sarebbe mai passata. E siccome bisogna avere il coraggio delle proprie azioni e io il coraggio ce l'ho, io dico che non sono d'accordo sulla triennalità e dico anche che non sono d'accordo a perdere tempo per un milione di euro in più su 45 milioni e 995 mila euro che sono già previsti nel comma 2 perché non ha senso, si può dialogare e produrre molto di più parlando di questioni che più ci interessano e che certamente sono più produttive per noi, ma soprattutto per i cittadini che ci stanno ad ascoltare.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro chiede di parlare, siamo al voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto palese elettronico.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Gian Valerio SANNA, GIAGU, GRANELLA, Emanuele SANNA, MORITTU, PIRISI, SPISSU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 826.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - DEIANA - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione dell'emendamento 826:

Presenti 70

Votanti 69

Astenuti 1

Maggioranza 35

Favorevoli 32

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Siamo all'emendamento numero 219. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'emendamento 219 è l'emendamento padre di quei figlioli che erano gli emendamenti agli emendamenti. In buona sostanza propone principalmente l'incremento alla dotazione finanziaria di cui al comma 2 dell'articolo 18. Dico due parole perché voglio in parte, e per la parte che merita, dare atto che anche in alcuni nostri emendamenti, e per questo verso anche nell'emendamento così contestato e negativo di cui è primo firmatario Balletto, quello di cui si parlava prima, è vero, è contenuta una modalità di contrazione dei mutui che si avvicina nelle modalità, quindi va dato atto di questo, ma questo è una parte del tutto, cioè ipotizzare che i mutui si contraggano man mano che i progetti sono pronti e quindi quando servono i danari, fermo restando che il mutuo non è un problema chi lo contrae, il problema è chi lo paga, e fermo restando e nell'una e nell'altra ipotesi dei due emendamenti che comunque è la Regione che non solo garantisce ma paga il mutuo, è chiaro ed evidente che per quell'aspetto vi è una comunanza anche tra alcuni nostri emendamenti e l'emendamento dello stesso collega Balletto. Il problema di fondo non è chi contrae i mutui, il problema di fondo è chi li paga e siamo tutti d'accordo, mi pare, che qualunque sia il mutuo lo paga la Regione, non è che la Regione può fare una legge nella quale dice: "Comune, puoi fare un mutuo, però te lo paghi tu!" non ci sarebbe bisogno di legge regionale per fare questo. Il problema di fondo è se la legge 37, se l'articolo 19, da migliorare come ognuno intenda che dovrà essere migliorato, rimane nella buona considerazione e rimane vigente nella legislazione della Regione, questo è il punto intorno al quale stiamo girando, non dico da quattro settimane ma ripeto stiamo girando da quattro anni e mentre quattro anni fa e tre anni fa e ancora l'anno scorso avevamo anche meno elementi dimostrativi, quest'anno abbiamo più elementi dimostrativi della bontà, della funzionalità e dei benefici che, in tutti i territori della Sardegna, fino all'ultimo stazzo, sta dando appunto la legge 37 e il programma per il lavoro di cui all'articolo 19.

Ho detto della ricerca piccola e povera che noi abbiamo fatto, 220 comuni ci hanno dato i loro riscontri attraverso i comunicati che loro hanno fatto all'esterno. Di questi 220 ne ho citato quattro o cinque in questi due giorni, se continuiamo li citerò tutti e 220, vi ho detto di Cagliari, città capoluogo, di alcuni altri comuni piccoli e medi della Sardegna, ve ne cito un altro: Villacidro. Comunicato comunale: approvato il piano della legge 37 relativo non a tutto ma a una parte, però in questa parte con una media di 25 mila euro, dice il Comune, é il suo programma, sono i suoi progetti, si dichiara l'obiettivo ed è certificato perché il programma approvato dalla Regione, quello che va in esecuzione, la nascita di 48 nuovi posti di lavoro attraverso nuove imprese, 48 nuove piccole imprese nel Comune di Villacidro. Vi sembra poco tutto questo? Non è qui, non è in questo modo, attraverso questa diffusione, come dire, grande, è una diffusione positiva di tante piccole imprese che vedete nascono nei piccoli e piccolissimi comuni o nei comuni medi e nei comuni grandi. Non è questo il progetto di sviluppo altro di questa Regione? Non è questa una prospettiva di sviluppo fondata sui fattori locali, sulle risorse locali e con una ricaduta occupazionale che è inferiore ai 50 milioni per addetto? Ma ditemi di quale settore produttivo, ditemi di quale industria, ditemi di quale intervento, ditemi di quale sgravio fiscale alle imprese esistenti con meno di 50 milioni...

PRESIDENTE. Concluda, qualche secondo ancora.

COGODI (R.C.). Sì, meno di 50 milioni si crea un nuovo posto di lavoro stabile e una nuova piccola impresa che sarà pure destinata, qualcuna di queste, anche a crescere, se l'idea è stata buona e se ha al centro un operatore che poi è il lavoratore che dallo stato di inattività e di non produzione entra nel mondo produttivo, questo è il cuore del problema, di questo stiamo discutendo, di questo credo che il Consiglio regionale si convincerà così ancora in questa che è la vera interlocuzione, non quella che si svolge a lato.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 219, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Andando avanti colleghi, l'emendamento 630 e naturalmente l'aggiuntivo 818 del 630 decadono insieme al comma 7, quindi siamo al 223 con gli emendamenti 822 e 823.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Per riprendere il discorso fatto precedentemente. Sul fatto del sospendere...

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, mi scusi, per capirci, sta facendo dichiarazioni di voto sul 822 o sta intervenendo sull'ordine del giorno?

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sull'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Prego.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per il semplice motivo che dal collega Balletto è stato chiesto di sospendere la discussione, o meglio il voto sul 606 e sugli altri emendamenti di riferimento al comma 1. Noi abbiamo sospeso, ci siamo fatti il comma 2, questo non significa che dobbiamo farci tutto l'articolo, credo che sia necessario, superato adesso il comma 2, ritornare al comma 1, a quella fase interrotta che non ci ha consentito di espletare il voto per l'approvazione del comma 1. Non si può continuare ad andare avanti senza pensare che quell'interruzione era un'interruzione momentanea. L'interruzione momentanea c'è stata, gli emendamenti in riferimento al comma 2 sono stati esitati e di conseguenza credo che sia necessario ritornare al comma 1 e quindi all'emendamento 606.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, prima di mettere in votazione l'822 e l'823 che sono legati al 223, mi corre l'obbligo di richiamare l'attenzione dell'Aula sul fatto che il comma nono che prevedeva lo stanziamento di 500 milioni a favore del comune di Tempio, io avevo proposto che la somma venisse spostata all'emendamento numero 59 che, coordinato insieme all'emendamento Biancu e all'emendamento Tunis Marco fosse comprensivo, avesse una dotazione finanziaria di due milioni di euro per gli interventi relativamente alle alluvioni del '98, del 2001 e del 2003, cioè comprendendo quelli dell'agosto 2002 e del 2003, per cui se dovesse passare quest'ipotesi di sintesi, con riferimento al 59, il comma nono evidentemente viene a cessare e quindi decadrebbero anche il 223, 822 e 823.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Assessore, c'è un problema, che noi abbiamo ritirato l'emendamento soppressivo del comma 9 perché la sintesi non si fa su un aggiuntivo come è il 59, si dovrebbe fare sul 223 che è sostitutivo e no, perché rimarrebbe in piedi il 9, cosa che invece abbiamo concordato eliminando il soppressivo perché venisse sostituito nel testo del comma 9 il testo unificante e quindi non diventa un aggiuntivo, diventa un sostitutivo, per cui noi ci troveremmo un aggiuntivo di sintesi col 9 che rimane in piedi, mentre avevamo concordato che il 9 andava ricompreso nell'emendamento complessivo. Quindi tecnicamente bisogna operare sul 223; cioè la sintesi sul 59 va fatta sul 223 sennò il comma 9 rimane in piedi.

PRESIDENTE. E` necessario dare la parola all'Assessore perché su questo occorre un chiarimento.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, io non faccio una questione di privilegiare il 59 o il 223, a me interessa la sostanza, cioè sul piano tecnico quello che deve essere seguito, gli uffici poi ci sorreggeranno. A me interessa che tecnicamente venga approvato un emendamento che sia comprensivo, per due milioni complessivi di euro, delle alluvioni del dicembre '98, delle alluvioni del 2002 e quelle del febbraio del 2003 di cui all'emendamento Tunis. Ok?

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Nel merito siamo d'accordo.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Perfetto. Poi tecnicamente lo vedono gli uffici come fare, quindi se si deve votare il 223 a me va bene, non è un problema, l'importante è che sia comprensivo di tutto.

PRESIDENTE. Il 223 è comprensivo di tutte le specificazioni fatte dall'Assessore.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Le spiego. L'Assessore, quando siamo arrivati al 223, ha detto che questo si doveva vedere in capo all'emendamento 59 o 56, adesso non mi ricordo, per stabilire un testo unificante; d'accordo? Questo riguarda anche il comma 9. Siccome noi, in virtù della sostituzione del testo del comma 9, abbiamo ritirato l'emendamento soppressivo perché questo argomento è ricompreso nel testo di sintesi, è del tutto evidente che non possiamo fare il testo di sintesi sul 56 perché quello è aggiuntivo nell'articolo, ma lo dobbiamo fare sostitutivo del comma 9 ed allora dobbiamo far capo, la sintesi deve operare sul 223 e quindi deve essere approvato adesso, non il testo del 223 ma il testo che proporrà la Giunta.

PRESIDENTE. Dicevo esattamente questo. Così, col testo che ha proposto l'Assessore, voteremo il 223, naturalmente permangono sia l'emendamento 822 che l'823 che sono sostitutivi parziali e il nuovo 223 si intende nella formulazione proposta adesso all'Assessore, ma questo è un problema che risolveranno gli uffici in sede di coordinamento, terranno conto di quanto affermato.

E` stata chiesta una sospensione, vi sono obiezioni?

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Non ho chiesto la sospensione. Ho detto che la sospensione momentanea del comma 2 e degli emendamenti deve avere termine.

PRESIDENTE. Allora non ho capito, chiedo scusa.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). La sospensione momentanea è stata chiesta per il 606.

PRESIDENTE. Adesso, onorevole Sanna, votiamo il 223 e i due emendamenti e poi torniamo indietro, non vedo che cosa cambia. L'altro è sospeso comunque; adesso votiamo il 223 con i suoi emendamenti e poi decidiamo come procedere. Il 346 ha il testo quindi non possiamo andare oltre il voto del testo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Dichiarazione di voto sull'emendamento che è in discussione.

PRESIDENTE. Sull'emendamento che stiamo votando, l'822.

COGODI (R.C.). L'822 che è nostro. L'822 adegua questa somma che si ipotizza di alcuni milioni di euro per costituire un fondo che possa sopperire a tutte le esigenze che siano fondate in ragione di risarcimento, ristoro di danni effettivi che siano intervenuti a causa di eventi alluvionali tra il 1998 e il 2002, cioè un arco di tempo abbastanza vasto, un fondo non troppo consistente per tenere conto di quei casi consimili che in alcune situazioni, in alcuni luoghi, si sono verificati che sono sfuggiti, come dire, al censimento e alla considerazione dei grandi disastri.

Dal punto di vista di chi subisce il danno, di un cittadino che subisce un danno in conseguenza di un evento naturale avverso, che sia in compagnia di 200 persone o che sia in compagnia di 10 persone nella disgrazia non è che per lui cambi molto, non è che mal comune mezzo gaudio quando si subiscono dei danni.

Per questo motivo noi diciamo si costituisca questo fondo e con criteri oggettivi si tenga conto dei casi consimili dovunque si siano verificati e quandunque si siano verificati, perché non è che se l'alluvione è grande e i colpiti sono molti allora scatta la molla dell'emozione, dell'allarme sociale e lì si interviene, in altre situazioni che sono di pari gravità per chi subisce, qualche volta anche di gravità maggiore non si interviene.

La differenza tra i nostri emendamenti, questi di Rifondazione, ma i nostri dell'opposizione, anche quello che porta la firma di Biancu e Sanna, la differenza sta che noi indichiamo un criterio, mentre voi col nono comma dell'articolo 18 dite: Tempio Pausania. Anche a Tempio Pausania si ha avuto un danno, ma un danneggiato di Tempio Pausania in questa Regione se si è avuto lo stesso danno in un altro comune, da un'altra parte e cos'è, non vale nulla? Ecco dov'è la differenza, badate, questa è una differenza di cultura politica, avete voi della destra, Diana tu esponi argomenti e ragionamenti, come dire, interessanti e anche consequenziali il più delle volte, però sfugge un punto, che è la regolazione, il criterio, l'oggettività degli interventi, poi torneremo alle cose del lavoro.

Badate, se c'è un altro elemento distintivo e unico nelle leggi per il lavoro che il centrosinistra è vero e ce ne vantiamo. Ognuno di noi, per quello che di più o di meno, quello che è riuscito a fare ha fatto, ce ne vantiamo. Quelle leggi per il lavoro, dai progetti speciali, ai cantieri comunali, all'articolo 19 hanno una regola aurea che non c'è nessuna discrezionalità di chi governa nel distribuire i fondi. Perché fai così? Non fare così, fai così!

Perché dati 330 miliardi io ho potuto fare il primo decreto di attribuzione ai comuni delle somme in un minuto, perché messi i 330 miliardi, 330 al computer un impiegato ha schiacciato un tasto per i 337 comuni della Sardegna ed è venuto fuori un foglio in un minuto; quella è l'attribuzione ai comuni, ai 377 comuni, a prescindere da chi sia il sindaco, di che colore sia, ai comuni in base al bisogno sociale registrato nei dati che sono il tasso di disoccupazione locale, quindi lì è la diversità di cultura politica.

Noi vogliamo leggi oggettive dove il diritto sia garantito e quando uno ottiene un qualcosa dalla sua Regione che non debba ringraziare nessuno "Ho ottenuto il ponte da Ladu" ma perché? Hai ottenuto di realizzare un'opera pubblica, se era utile, dalla Regione che ha fatto un programma serio e giusto. Ecco dov'è la differenza ed ecco perché comprendiamo che voi volete superare questa regola, la volete superare lì come la volete superare qui con interventi nominativi. Il comune di Tempio perché così si può dire che a Tempio ho fatto avere quello. Facciamo regole generali che sono quelle che permettono di fare le cose sagge e utili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, non intendevo fare una dichiarazione di voto, intendevo chiedere all'Assessore che venisse data lettura dell'emendamento di sintesi relativo al 223 e al 59 e agli altri.

PRESIDENTE. Onorevole Biancu, è stato scritto, lo stiamo facendo battere a macchina, lo fotocopiamo e lo distribuiamo.

Su che cosa vuole intervenire onorevole Tunis, dichiarazione di voto?

TUNIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Dichiarazione di voto sull'emendamento che noi abbiamo in esame.

PRESIDENTE. 822. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Debbo chiedere scusa all'Aula se non ho potuto partecipare al momento della discussione dell'emendamento, però mi hanno riferito che l'Assessore sull'emendamento 223 ha tenuto a precisare che poteva essere e l'Assessore però non è presente, per cui io chiederei di poter conoscere che all'emendamento 223 possa essere abbinato, perché sembra che verbalmente ha fatto sapere anche l'emendamento 43, che riguarda il Sarrabus dove io sono primo firmatario insieme a una serie di sette-otto consiglieri rappresentanti dei Gruppi politici. Per cui chiederei che potesse questo emendamento tener conto di questa specifica.

PRESIDENTE. Lei prepari l'emendamento di sintesi e poi vediamo. Intanto il voto dell'822e dell'823 non modificano da questo punto di vista la sostanza del 223. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento 822, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto sull'emendamento 823. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ho seguito un po' l'andamento dei lavori, siamo anche intervenuti per dichiarazione di voto. Non vorremmo ancora ripetere le cose già dette, ma se questi emendamenti 822 e 823 riprendono l'emendamento 223 e si ipotizza un emendamento di sintesi in questa materia, essendo diversa solo la cifra indicata nei diversi emendamenti, ma l'eventualità di una sintesi non riguarderà tutti gli emendamenti? Oppure si fa sintesi fino ad un certo punto poi "Puh, quelli non li vogliamo!" non credo; siccome nessuno l'ha detto questo, va beh uno è già stato votato, è stato respinto, possiamo anche ritirarlo se è in via di elaborazione un emendamento di sintesi verrà superato, quando si sintetizza si sintetizzi tutto, è la stessa materia, analoga, varia solo di poco poco la cifra.

PRESIDENTE. Queste cose le abbiamo dette, onorevole Cogodi, prima che lei facesse la dichiarazione di voto sull'822 e lei non ha detto che l'avrebbe ritirato, scusi.

COGODI (R.C.). Ho detto che andava raccordato con l'insieme, fatta una misura complessiva e di riequilibrio.

PRESIDENTE. Se lei l'avesse ritirato, così come mi pare stia dicendo per l'823, poi l'Assessore...

COGODI (R.C.). Se io lo ritiro non può andare in sintesi. Gli emendamenti, quelli di sintesi, sostituiscono emendamenti, se io lo ritiro non entra, però...

PRESIDENTE. Se stiamo votando, onorevole Cogodi, o si ritira o si vota, io non è che ho altre prospettive.

COGODI (R.C.). Chiedo scusa ancora una volta, non voglio apparire come quello che... per carità manca di riguardo minimo con quello che può conseguire.

L'822, o meglio il...

PRESIDENTE. L'822 è già votato e bocciato, adesso il 823.

COGODI (R.C.). Il 223 non è stato ritirato?

PRESIDENTE. No.

COGODI (R.C.). Perché? Perché si sta sintetizzando.

PRESIDENTE. No, stiamo votando; la sintesi riguarda le cose che ha detto l'Assessore. Lei evidentemente non ha seguito, mi scusi onorevole Cogodi. L'Assessore ha detto che avrebbe fatto una sintesi di un certo numero di cose e le ha pure elencate. Se lei, rispetto alle cose che ha detto l'Assessore, non ritira l'822 significa che lei intende portarlo avanti e lo mette in votazione, così pure per l'823. Se deve chiarire qualcosa con l'Assessore la chiarisca, sennò io l'823, se lei non lo ritirasse, io lo metto in votazione e lascio che decida l'Aula.

COGODI (R.C.). Io mi sono permesso di dire che l'Assessore, non per malevolenza sicuramente, ha fatto riferimento al 223 e non agli altri emendamenti, mi pare di capire che intendeva tutta la partita. Basta che l'Assessore intenda tutta la partita. Perché dici no? Tu ancora non sei Assessore, quando sarai Assessore dirai no. Se intenda tutta la partita diciamo che il 223 segue la stessa sorte, cioè il 222 segue la stessa sorte del 223.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, l'onorevole Cogodi ha ragione nella parte in cui io ho detto che l'emendamento di sintesi, diciamo così, o più esattamente il 223 doveva considerarsi collegato al 59 più all'emendamento Biancu e all'emendamento presentato dall'onorevole Tunis. In realtà anche l'823 è un doppione nel senso che è da considerarsi assorbito, per cui l'emendamento di sintesi può essere più correttamente, diciamo così, indicato come sintesi del 223 che è capofila, del 59, del 43, non mi ricordo il numero di quello presentato... dell'823 e dell'emendamento presentato dall'onorevole Biancu di cui non ricordo il numero. Il 223 perfetto. Quindi 223, 59, 43 e 823.

PRESIDENTE. Detto questo aspettiamo di conoscere l'emendamento di sintesi per poterlo votare. E` stato presentato un emendamento di sintesi. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

"Il comma 9 dell'articolo 18, è sostituito dal seguente:

9. E' autorizzata, nell'anno 2003 la spesa di euro 2.000.000 per la concessione di un finanziamento ai Comuni della Sardegna per l'erogazione di contributi ai privati danneggiati dagli eventi meteo-alluvionali e meteorici del 3. 12. 1998, del 25.08.2002 e del 27-28 febbraio 2003.

All'erogazione dei suddetti contributi i Comuni provvedono in analogia con la procedura stabilita dalla Giunta regionale in attuazione della legge regionale 17 dicembre 1999, n. 26

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S04.016

Anno 2003 euro 2.000.000

In diminuzione

UPB S10.049

Anno 2003 euro 1.500.000".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, per far notare, non so se sia un errore nella lettura, o che sia un errore nella formulazione dell'emendamento di sintesi, in quanto mancherebbe il fatto avvenuto il 9/10/02 relativo a Pirri, quindi manca l'intervento relativo al 9/10/02.

PRESIDENTE. Lo correggiamo e lo rileggiamo. Quindi è stata aggiunta la data 9/10/2002, in aggiunta a quanto letto prima. E` chiaro che questo emendamento, che è sostitutivo totale di tutti quelli che abbiamo enunciato, cioè del 223, dell'823, del 43, 59 e 726, quindi se non sono ritirati quelli decadono automaticamente.

Metto in votazione l'emendamento di sintesi. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Adesso voteremo l'emendamento 346, dopo di che bisogna che ci fermiamo perché abbiamo degli emendamenti sospesi che dobbiamo necessariamente votare prima del testo. Adesso votiamo il 346.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. All'emendamento 346 la Giunta aveva proposto un emendamento orale che voglio richiamare anche per sapere se è stato accolto. Dovrebbe essere così, al comma 12 le parole: "Sono erogate sulla base delle direttive di cui all'articolo 5 della legge regionale numero 45 del 1989, sono sostituite dalle seguenti: sono erogati sulla base di apposite direttive, elaborate secondo le disposizioni di cui all'articolo 5 della legge regionale numero 45/1989."

PRESIDENTE. E` chiaro a tutti? Onorevole Morittu ha sempre bisogno di intervenire? L'Assessore ha proposto, lo ripeto, un aggiustamento dell'emendamento 346 che dice così: sono erogate sulla base di apposite direttive elaborate - questa è la Giunta - secondo le disposizioni di cui all'articolo 5 della legge 45 dell'89.

Nel testo originario c'è una bella differenza, onorevole Pirisi, il testo originario diceva: sono erogate sulla base di apposite direttive, cioè sono direttive che devono essere emanate, invece noi qui stiamo facendo, con quanto detto all'Assessore, riferimento all'articolo 5 della 45, quindi fa una bella differenza. Se siamo d'accordo o no questo è un altro discorso, però rispetto al testo originario fa una bella differenza.

Stiamo facendo dichiarazioni di voto. Se c'è bisogno di un minuto aspettiamo un minuto senza neanche uscire dall'Aula, vediamo un po' questa cosa e poi andiamo avanti.

Mi comunica l'Assessore che l'emendamento proposto è ritirato, il testo rimane quello originario, cioè l'emendamento orale. Il testo dell'emendamento orale dell'Assessore ritirato, rimane pertanto il testo originario del 346, è tutto chiaro? Il parere dell'Assessore, mi comunica, è negativo, quindi il parere della Giunta. Io non posso che... adesso stiamo facendo le dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente, ma io nell'illustrazione dell'emendamento, io mi rendo conto che la materia è anche un po' ostica nel senso che uno nel merito la conosce oppure dalle parole, come dire, non è che si capisca molto. Però insomma io ho richiamato l'attenzione del Consiglio perché ritengo questa norma, così come scritta nel comma 12 dell'articolo 18, una norma da un lato pericolosa, dall'altro inapplicabile e anche confusa. Perché la norma si riferisce, quella del comma 12, a contributi ai comuni per la redazione degli strumenti degli arredi urbanistici, sia generali che attuativi, e richiama, la stessa norma, una serie di vecchie leggi di finanziamento che vanno dalla legge 28 del '93 alla legge numero 6 del 2001. Sono tutte leggi che hanno trovato applicazione senza alcuna direttiva, semplicemente con una delibera di Giunta che ripartisce le somme da dare ai Comuni, punto. Allora perché invece in questo caso si richiamano le direttive per dare i danari ai comuni, direttive ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 45. Se noi andiamo a vedere che cosa c'è scritto nell'articolo 5 della legge regionale 45 non si fa alcun riferimento a contributi ai comuni per la redazione dei piani, parla di tutt'altre cose l'articolo 5 della 45; parla di direttive da emanarsi dalla Giunta con l'approvazione del Consiglio regionale e in questo caso invece il trucco, mi si consenta una parola usata anche in termini benevoli, diciamo così, la svista, invece si dice nel comma 12 dell'articolo in discussione che le direttive vengono approvate dalla sola Giunta regionale, cioè col parere della Commissione stiamo sostanzialmente avocando alla Giunta un potere che la 45 dava al Consiglio, ma la 45 dava al Consiglio il potere sulle direttive agricole e mi risulta che le direttive agricole sono state approvate da questo Consiglio regionale. Le direttive che prevedono criteri e modalità di dimensionamento dei piani urbanistici, insomma in parole povere, chiedo scusa colleghi, la cosa è abbastanza delicata. Equivocando da una norma di finanziamento ai piani, richiamando le direttive che non c'entrano niente col finanziamento ai piani urbanistici dei comuni, si dà alla Giunta il potere di emanare direttive generiche su tutto, anche sul dimensionamento dei piani urbanistici. Il vecchio io l'ho citato, il vecchio decreto dell'83, il cosiddetto decreto Floris potrebbe essere rivisto dalla Giunta e determinare così criteri per il dimensionamento dei piani urbanistici, quindi volumi, distanze, standard e così via senza che questo Consiglio regionale ne sia coinvolto. Per fare un esempio piccolo, potrebbe per esempio dire questa direttiva sul dimensionamento, potrebbe dire: anziché il criterio di un metro cubo a metro lineare di spiaggia valgono due metri cubi a metro lineare di spiaggia, sostanzialmente si snatura completamente la pianificazione urbanistica esistente. Io ho chiesto all'Assessore un chiarimento su questo punto più volte, non mi è stata data alcuna risposta, adesso l'emendamento orale della Giunta è un changé, le parole si cambiano, si pospongono le parole ma la sostanza è esattamente la stessa, cioè si fa riferimento ad un articolo, quello della 45, che davvero non ci azzecca niente con i provvedimenti di contributi ai comuni per il finanziamento dei piani. Tutte le leggi richiamate sono state applicate semplicemente con una delibera della Giunta, senza richiamare alcuna direttiva, senza fare direttive, semplicemente emanando dei criteri di massima da parte della Giunta per il finanziamento ai comuni. Come si fa per la 29, come ha fatto per la 29 la Giunta regionale recentemente, come solitamente fa quando deve distribuire, diciamo così, dei contributi previsti dalla legge, ma l'articolo 5 davvero, guardate, io vi invito a leggerlo, della 45...

PRESIDENTE. Prego concluda.

MORITTU (D.S.). E` l'obiettivo che il comma 12 dell'articolo 18 in questione si pone, è altra cosa. E allora se la Giunta si intestardisce mi fa capire che l'obiettivo è un altro, non quello di finanziare i comuni ma quello di mettere mano a norme sostanziali che io credo siano di competenza di questo Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sì, per dichiarare il voto favorevole all'emendamento per quanto può servire, insomma dire, non è una cosetta quella di cui si sta parlando. Io non so, questa finanziaria bisogna affrontarla proprio ben muniti e ben corazzati. Ad ogni riga scatta una trappola micidiale; adesso questo punto 12, questo comma 12 dell'articolo 18, sotto il titolo: "Disposizioni a favore dei comuni" (meno male che è a favore dei comuni!) trattando di contributi e sostegni finanziari che la Regione dà in diverse materie anche per la programmazione e la redazione degli strumenti urbanistici, impropriamente, del tutto impropriamente richiama le direttive di cui all'articolo 5 della legge 45, cioè della legge urbanistica, con questa differenza, dice: "Questi contributi sono erogati sulla base delle direttive di cui all'articolo 5 della legge urbanistica", si mette il punto e finisce lì, invece no, continua: "Da emanarsi con decreto del Presidente della Regione previa delibera della Giunta". Cioè sta modificando la legge 45; nessuno ci aveva pensato, non era chiaro. Cioè questo comma 12 dell'articolo 18 sotto il titolo "Disposizioni in favore dei Comuni" sta modificando la legge 45, perché le direttive, queste direttive non sono le direttive applicative delle leggi, che quelli sono atti amministrativi e li fa la Giunta, queste sono le prescrizioni generali in materia di assetto del territorio, di cui all'articolo 5 della 45 che sono competenza del Consiglio regionale. Invece di dire ecco dove... Vede, Assessore Masala, anche mettendocela tutta, qualche volta non si riesce mai a pensare sufficientemente male. Se una Giunta regionale, una maggioranza vuole abrogare una norma scrive: "L'articolo 5 della legge 45 è abrogato" oppure scrive: "L'articolo 5 della legge 45, della legge urbanistica, è così modificato", invece no, voi non lo dite, lo inserite surrettiziamente parlando d'altro e in conclusione di un percorso tortuoso di un fiume carsico, che va sotto terra, sparisce, riappare da un'altra parte, voi portate l'acqua a casa senza che si sia capito bene che voi state modificando la legge 45 parlando d'altro; cioè quelle direttive generali in materia di assetto del territorio che è competenza del Consiglio regionale in base alla legge vigente, in questo modo voi la rendete competenza della Giunta regionale e opera con decreto del Presidente della Giunta.

Avete tolto al Consiglio o vorreste togliere, spero che il Consiglio si renda conto di questo, invito la Giunta e l'Assessore a soprassedere, o meglio approvando l'emendamento si dice: "Approvi la Giunta le direttive apposite, ma le approvi - le direttive apposite - in ragione di quello che prevede questo comma 12", non richiamando surrettiziamente le direttive dell'articolo 5 della 45. Tutto qui, tutto qui.

Ecco quindi, se si può dire, se c'è un'altra circostanza nella quale gli emendamenti, l'elaborazione e l'attenzione anche, qualche volta di tutti, qualche volta di qualche collega che in certe materie è più attento, ecco i contributi che vengono in Aula, vengono dal Consiglio, possono portare a fare le cose meglio, più saggiamente. Secondo me, proprio l'emendamento 346 aiuta a mantenere intatta la ragione di fondo per cui la Giunta regionale deve con le sue direttive applicare questa norma, e però evitare che attraverso il richiamo improprio ed ambiguo di direttive altre si tolga in questo modo, senza che sia evidente nella norma, un potere deliberativo al Consiglio per metterlo invece in capo alla Giunta, e non stiamo parlando di cosette, stiamo parlando delle prescrizioni generali in materia urbanistica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Questo comma 12 rappresenta il distillato della vostra concezione legislativa, è una cosa paradossale. Prima di tutto vorremmo sapere quali sono i contributi che si riferiscono a quello che voi richiamate all'articolo 1 comma 17 della 6/2001 che parla sostanzialmente di una norma che dice al termine dell'articolo 13 della legge 11/83 "Gli importi da iscrivere negli stati previsione della spesa in relazione a leggi di spesa permanenti di cui alla quantificazione …(?) è rinviata alla legge finanziaria, restano determinati nelle misure indicate dalla tabella F)", cosa significa? Che voi gestite i contributi con direttive sulla base di norme di questo genere? Cioè, una norma che fa rinvio a quegli stanziamenti, ad una tabella, sono oggetto di una direttiva che dovrebbe normare e disciplinare l'erogazione di quali contributi? Stessa cosa dicasi per il comma 5 dell'articolo 2 della numero 7 del 2002. Qui siamo sull'orlo della pazzia! Sull'orlo della pazzia legislativa, Assessore Masala! Lei ci deve dire, in questo comma 12, quali sono le fonti normative dei contributi che lei intende dare come direttive, punto primo.

Punto secondo: questa legge, questo comma è in violazione di legge perché prima di tutto voi non abrogate la previgente normativa che rimane in vigore, ergo, se qualcuno prende in mano le direttive e ve le impugna sulla base del comma 8 dell'articolo 5 della 45, voi non fate nulla, voi non potete fare nulla.

Terza cosa: io avverto i colleghi sulla pericolosità di questo comma; lo dico soprattutto a quelli che hanno curato, come l'onorevole Floris, nel tempo la materia urbanistica. Non si può barattare, sulla scusa di direttive per contributi, la materia urbanistica, perché l'articolo 5 e quelle direttive alle quali voi vi riferite per dare i contributi, hanno lo scopo di orientare, coordinare e gestire gli strumenti urbanistici, non quello di erogare risorse o contributi, hanno lo scopo di orientare. Ed allora il fatto che voi fate in Giunta e sentite la Commissione le direttive che possono capovolgere l'orientamento generalizzato e che spetta al Consiglio regionale in ordine alla concezione e alla gestione degli strumenti urbanistici in Sardegna, è un fatto di una equivocità più unica che rara.

Per essere chiari, dopo anni che abbiamo dibattuto master plan sì, master plan no, con questa norma possono farsi master plan senza neanche interpretare ed interpellare il Consiglio regionale. Questa è la verità. E voi non potete permettervi di confrontarvi col Consiglio in questi termini, perché i contributi sono già disciplinati, la stessa norma che riguarda la legge regionale numero 7, stabilite già voi in legge come devono essere dati i contributi, perché dice che i programmi di intervento sono determinati dalla Giunta regionale sentita la Commissione, con i criteri della legge tal dei tali. Per cui questo è un trucco, questo è un classico trucco per far cadere in scacco il Consiglio che, sulla base delle vocazioni di meri contributi, cioè materia tutto sommato non sospetta, vuole intervenire dando una delega piena alla Giunta per modificare la legislazione urbanistica.

Questo è il merito, assumetevene la responsabilità, noi denunciamo questa cosa e denunciamo anche che qualora venga approvata questa in legge finanziaria noi non potremo fare a meno che impugnare la legge finanziaria alla Corte Costituzionale perché è in palese contrasto con la vigenza dell'attuale articolo 8, comma 5 della legge 45, che vi obbliga a emanare direttive sulla base del parere e del voto del Consiglio regionale.

Questo è quanto, poi spetta a voi chiarirci le cose e dirci la verità, che non avete detto non solo a noi, ma penso neanche alla vostra maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE (D.S.). Io intervengo, signor Presidente, telegraficamente per rafforzare il ragionamento molto chiaro e molto rigoroso che hanno svolto i colleghi, e in particolare poc'anzi il collega Morittu, e per segnalare che mentre il Consiglio, in un clima abbastanza distratto, discute di problemi così rilevanti, è assente dai banchi della Giunta l'Assessore maggiormente competente in questa materia, che chiacchiera naturalmente agli angoli dell'Aula. Io pregherei il Presidente del Consiglio e anche il Presidente della Giunta di richiamare il collega Biancareddu a seguire con maggiore attenzione il punto delicato della discussione che stiamo affrontando, anche perché questo problema non è un coniglio che esce come tanti dal cilindro della Giunta attraverso gli emendamenti qui in aula; questa norma, allora era, se non ricordo male, il comma 8 dell'articolo 18, è stato oggetto di un'attenta valutazione da parte delle Commissioni, della Commissione che io presiedo e anche della Commissione quarta, come ricordava prima il collega Morittu, quando è stata presentata con gravissimo ritardo di tre mesi la legge finanziaria, sotto Natale, all'esame del Consiglio regionale.

Le Commissioni, è bene ricordarlo, signor Presidente, nonostante il colossale ritardo della Giunta, hanno sostanzialmente rispettato i termini previsti dal Regolamento, e nella prima decade di gennaio hanno formulato il loro parere che poi è stato trasmesso alla Commissione bilancio del Consiglio regionale.

E su questo punto, nonostante la simpatica volitività con cui il Presidente, l'assessore Biancareddu si è presentato all'audizione nella prima Commissione, la Commissione autonomia, quando ha sostenuto che sostanzialmente in tempi di vacche magre non si stavano riducendo i trasferimenti finanziari ai comuni, cosa poi un po' ridicolizzata dallo stesso esame non solo dell'Aula, ma della Commissione successivamente, a proposito di questo punto la Commissione ha segnalato puntualmente all'Assessore e alla Commissione bilancio, nel parere, nel non condividere la tendenza presente in diverse parti del disegno di legge finanziaria a sottrarre al Consiglio regionale competenze finora ad esso attribuite per quanto riguarda la determinazione di direttive di indirizzi di carattere generale e di particolare rilievo programmatico, ha su questo punto scritto testualmente che l'articolo 18, comma 8, con la cui parte finale viene implicitamente sottratta al Consiglio regionale la competenza sull'approvazione delle direttive per la redazione degli strumenti urbanistici comunali.

La Commissione finanze ha sicuramente bonificato e migliorato il testo inaccettabile presentato dalla Giunta in Consiglio regionale, però su questo punto è rimasto praticamente intatto il testo formulato dalla Giunta regionale.

Adesso, però, siamo in tempo per correggere, perché questa è una cosa davvero pericolosa e insopportabile, signor Presidente. Non è approssimazione e non è neanche distrazione, così come non è casuale la distrazione dell'Assessore dell'urbanistica. Voi volete mutilare una legge e un complesso di norme di fondamentale importanza per tutelare non solo le prerogative del Consiglio, ma per tutelare la corretta e rigorosa utilizzazione del patrimonio territoriale, ambientale e naturale della nostra Isola che, come sappiamo, è anche la risorsa economica più importante di cui dispone la nostra comunità regionale per il proprio futuro e per il proprio sviluppo.

Spero che i colleghi, tutti i colleghi, compresi i colleghi della maggioranza, avvertano la delicatezza e la portata della decisione che dobbiamo assumere.

FADDA (La Margherita-D.L.). E' opportuno che parli la Giunta.

PRESIDENTE. Sì, ma non è finito, ha domandato di parlare il consigliere Dore, ed è opportuno che la Giunta parli per ultima. Prego, onorevole Dore.

DORE (La Margherita-D.L.). Io spero che la Giunta parli e spieghi e chiarisca, ammesso e non concesso che ci sia qualcosa da chiarire, perché il pasticcio è talmente grosso che credo che chiarimenti non ce ne possano essere.

Giorni fa è stato distribuito a tutti una specie di manuale nel quale si parla di tecnica legislativa, che tutti chiaramente dovrebbero conoscere, leggere perché se si fa questo mestiere, o meglio si pretende di svolgere questo compito, evidentemente il minimo di rudimenti non devono mancare.

Ma qui, purtroppo, c'è il fondato sospetto che dietro l'ignoranza (che poi non scusa proprio nessuno, perché un legislatore non può scusarsi delle corbellerie commesse dicendo di essere ignorante) c'è sempre la possibilità che si nascondano i gatti e le volpi, che in questo Consiglio e soprattutto in questa Giunta non mancano, come abbiamo già visto. L'anno scorso abbiamo assistito al tentativo del presidente Pili di infilare più volte e soprattutto nella finanziaria la famosa variante urbanistica, con la quale si potevano fare i giochi di prestigio; quest'anno vediamo quest'altro pasticcio, quest'altra, chiamiamola come vogliamo, porcheria, tentativo di imbroglio e cose del genere.

Io non sto a ripetere ciò che hanno detto i colleghi, molto bene, non sto a ripeterlo perché è già stato sufficientemente illustrato e io a nome di tutti, di tutto il Consiglio, anche di chi magari la pensa in un altro modo, ringrazio chi ha scoperto questo trabocchetto. Lo ringrazio, perché questo dimostra quali sono le competenze che stanno da questa parte, quali sono le competenze e qual è la serietà con la quale quasi tutti, forse tutti i consiglieri del centrosinistra svolgono il loro ruolo, che poi è un ruolo svolto, come qui si vede, non per fare, come diceva l'onorevole Corda, la divisione dei pani e dei pesci, è un ruolo svolto per adempiere seriamente e correttamente la propria funzione, che è una funzione di interesse generale.

Allora, intanto mi sembra vergognoso da un punto di vista della trasparenza questo riferimento, questa congerie di norme così, e io credo che il buongusto in una finanziaria soprattutto composta di tanti articoli sarebbe che a margine di ogni disposizione citata ci fosse il testo della disposizione, perché non è giusto che chi deve occuparsi di questa roba vada a scervellarsi nella ricerca di tutta una serie di testi, trascriverseli e così via perdendo un sacco di tempo e spesso anche confondendo le idee. Quindi questo è certamente un fatto da notare, però siccome il riferimento è tanto assurdo, poco pertinente che non può essere altro che un tentativo di arrivare a quello che è stato denunciato dai colleghi. E qui stiamo parlando non di patate, non di noccioline, ma stiamo parlando della legislazione urbanistica regionale.

Quindi io spero che l'Assessore abbia, ripeto, il buongusto di spiegare come mai si è arrivati a un pastrocchio di questo genere, che però sotto il pastrocchio nasconde evidentemente o almeno verosimilmente tante altre cose.

PRESIDENTE. Al parola alla Giunta.

FADDA (La Margherita-D.L.). Poi le dichiarazioni di voto continuano.

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, deve fare una dichiarazione di voto? Però la Giunta deve concludere, facciamo prima le dichiarazioni di voto, poi parlerà la Giunta, Assessore, la prego, perché se vengono sollevate questioni...

FADDA (La Margherita-D.L.). La Giunta non conclude, fa dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Mi scusi un momento, certo, ha perfettamente ragione, però lei capisce che gli interventi dei colleghi, che sono problematici spesso, pongono delle questioni possono trovare nell'intervento della Giunta una qualche risposta.

Adesso ha chiesto di fare dichiarazione di voto l'onorevole Pirisi, se è sempre del parere di fare... Aspettiamo che i colleghi concludano le dichiarazioni e dopo parlerà la Giunta.

PIRISI (D.S.). Presidente, io rinuncio alla dichiarazione di voto se la Giunta dichiara che accoglie l'emendamento che è stato proposto da noi. In tal caso io rinuncio, cioè se dà parere favorevole sull'emendamento io rinuncio. L'assessore Masala, chiedo scusa... Assessore? Il tempo sta scorrendo, io vorrei interloquire con lui.

PRESIDENTE. L'Assessore, sta valutando proprio questo aspetto, diamogli due secondi. <

PIRISI (D.S.). Assessore Masala, io rinuncio al mio intervento se lei dichiara di accogliere l'emendamento che abbiamo proposto. Se lei dichiarasse questo, io rinuncio. No? Cioè, lei dichiara di accogliere l'emendamento? L'ha fatto lei, però è nella norma finanziaria, se vuole parlare l'Assessore. In tal caso io rinuncio, purché sia accolto, altrimenti non rinuncio affatto. Io voglio svolgere...

PRESIDENTE. Faccia la sua dichiarazione, onorevole Pirisi, dopo si vedrà.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, anche per richiamare i colleghi che due o tre ore fa ci stavano dicendo che avevano fretta di concludere la finanziaria, però abbiamo detto che noi vogliamo una finanziaria che sia una finanziaria positiva, come ha dichiarato il collega Cugini e che sia una finanziaria che vada bene ai sardi.

Noi abbiamo, assessore Masala ed anche assessore Biancareddu, espresso come Commissione quarta un parere di totale contrarietà all'approvazione della norma di cui al articolo 18, comma 8, che è diventato poi 12, della proposta di legge finanziaria, e il parere espresso conclude dicendo: "Se la Giunta regionale intende dotarsi di una norma di condotta generale concernente tale contributi, appare del tutto logico che l'intero Consiglio regionale sia chiamato ad esprimere la propria valutazione su tale atto generale, evitando poi di entrare nel merito delle singole questioni. Tali motivazioni pertanto ne chiedono la soppressione". Cioè, noi già in Commissione quarta avevamo chiesto la soppressione di questo comma, cioè del comma 8 di allora, diventato poi 12, perché è evidente a tutti che ormai, insomma, qui non è che possiamo parlare in maniera, come dire, molto delicata e molto soft.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue PIRISI.) Assessore Masala, qua si tratta ancora una volta di un sotterfugio, perbacco, si vuole parlare di erogazione di danari e invece state trasformando, modificando in maniera surrettizia una norma sostanziale che è quella del già citato articolo 5 della legge numero 45, che conclude, al comma 8 dell'articolo 5 è detto: "Le direttive, i vincoli regionali e gli schemi di assetto territoriale sono approvati dal Consiglio regionale previa deliberazione della Giunta regionale e sono resi esecutivi con decreto del Presidente della Giunta regionale". Cioè, ancora una volta, il tentativo da parte di questa maggioranza è di espropriare questo Consiglio, cari colleghi, maggioranza e minoranza. Ma che ne sappiamo noi della buonafede degli Assessori? Si vuole spogliare questo Consiglio di norme sostanziali che incidono sull'assetto generale della nostra Isola. E' un fatto gravissimo che non può passare sotto silenzio. Io invito i colleghi della maggioranza a prendere visione concretamente di ciò di cui stiamo parlando e non ho dubbi che loro stessi, a voto palese o a voto segreto, questo comma lo bocceranno.

E io confido, assessore Biancareddu, anche sul fatto che lei voglia intervenire aula per dire che questa materia non può essere regolata, come state cercando di fare, perché credo che ci sarebbe una sollevazione generale da parte di tutti, Assessore. Questa norma è veramente, più norma intrusa di questa credo che non ne esistano, sebbene ce ne siano veramente tante!

Quindi anche per far andare avanti agevolmente e agilmente la manovra eliminate queste cose, altrimenti qui ciascuno di noi interverrà e domani saremo ancora bloccati su questo punto, fino a quando non ci sarà un atto di resipiscenza. L'assessore Masala poi dice: "Io sarei d'accordo per questo emendamento orale"; emendamento orale che non cambia niente di quello che era stato proposto nell'emendamento scritto e quindi se non è zuppa è pan bagnato, però, insomma, qua si vuole assolutamente gabellare l'Aula!

Non vedo più l'assessore Oppi, non vedo il presidente Floris, non vedo persone che erano in quest'aula quando, per esempio, il cosiddetto decreto Floris del 20 dicembre 1983 - noto come il 2266/U - è stato promulgato, è stato votato in quest'Assemblea e oggi, con un colpettino di spugna come questo, si vorrebbe veramente dare una botta insopportabile a quelli che devono essere l'assetto e la pianificazione del nostro territorio.

E' evidente che una questione come questa, penso che per tutti quanti i consiglieri dovrebbe esserlo, diventi dirimente, che sia inaccettabile il mantenimento. Chiediamo quindi all'Assessore che si pronunci favorevolmente per l'accoglimento dell'emendamento da noi proposto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi...

MARROCU (D.S.). Liori sta occupando abusivamente i banchi della Giunta!

PRESIDENTE. Scusi un attimo, onorevole Vassallo, perché qui non si riesce a sentire, non si capisce niente, se i colleghi hanno la compiacenza di...Onorevole Marrocu, cosa devo fare? Io ho un Regolamento da far rispettare, abbiate pazienza e ho bisogno di sentire i vostri interventi perché potremmo essere chiamati in causa in ogni momento.

VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi io sono stato in religioso silenzio per tutta la serata, però di fronte a questo fatto penso che questo Consiglio non possa rimanere in silenzio, penso che ci sia la necessità che tutta l'Aula, rispetto a questo comma 12, discuta e discuta fino in fondo e che ci sia da parte della Giunta, e io chiamo in causa il Presidente della Regione, l'onorevole Pili, ci dia veramente una risposta chiara al vero senso di questo comma 12, perché veramente qua siamo di fronte, per quello che si può leggere, ad un vero e proprio colpo di mano che attraverso una norma intrusa si vuole stravolgere l'intera gestione urbanistica. In effetti il senso di questo comma attraverso l'utilizzo di questo articolo 5 della legge regionale 45 con la scusa dei contributi, con la scusa di erogare contributi si vuole modificare la legge urbanistica vigente.

Peraltro, non si capisce come si possa comprendere che per arrivare, per erogare i contributi si debba operare con decreto del Presidente della Regione, così come peraltro prevede l'articolo 5, così come tra l'altro prevede questo comma numero 12. Mi meraviglia il fatto che qua, quando si chiede di operare alcuni elementi di chiarezza, il Presidente si alzi e se ne vada della Presidenza, dagli scranni della Giunta e la stessa cosa faccia lo stesso Assessore. Se c'è bisogno di un'interlocuzione, io lo dico, colleghi, si sospende un attimo, si interloquisca perché questa questione non può passare così. Io non vado avanti Presidente, non vado avanti se questa questione non si chiarisce nelle sedi opportune. Peraltro vedo che c'è un'interlocuzione a latere della discussione, per cui sospendo anche il mio intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Premesso...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Premesso che l'assessore Biancareddu è titolare dell'Assessorato competente per materia, tuttavia io esprimo la mia opinione che, diciamo così, è riferita sia al testo del comma 12, così come licenziato dalla Commissione, sia con riferimento all'emendamento numero 346. Nell'emendamento numero 346 lasciando la legislazione così com'è, e cioè quindi lasciando anche il comma 12 così com'è scritto, si limita ad affidare alla Giunta il potere di emanare direttive in ordine a questa materia.

Quindi, diciamo che il Consiglio, votando l'emendamento numero 346 in realtà, si spoglierebbe di eventuali sue prerogative per affidarle in toto alla Giunta regionale, perché si limita a dire che viene cassato il riferimento all'articolo 45 e che i contributi vengono erogati sulla base di apposite direttive. Non è detto da parte di chi, né la fonte giuridica alla quale si riferisce, ma le direttive, quindi evidentemente si riferisce a direttive di carattere amministrativo, posto che le direttive nient'altro hanno che carattere amministrativo, se non c'è una norma che dica il contrario.

Questa è l'opinione che io mi faccio dell'emendamento, la Giunta che cosa aveva fatto in riferimento a questo? Aveva detto: "Ma perché queste direttive devono essere orfane, tra virgolette? Devono avere un aggancio a qualche cosa e si dà il caso, e qui sono gli uffici che intervengono, non l'assessore Masala, gli uffici che intervengono, si dà il caso che il richiamo all'articolo 5 può essere considerato opportuno, aperta parentesi, in quanto in detto articolo, in detta legge cioè, sono previste le caratteristiche di contenuto delle direttive medesime", cioè c'è una specie di limite di agganci, quindi è un riferimento per relationem si dice così, non è la soppressione surrettiziamente dell'articolo 5 della legge 45, ma è un riferimento e un aggancio a questo.

FADDA (La Margherita-D.L.). Assessore, non continui. Perde la causa!

SPISSU (D.S.). Non faccia offesa all'intelligenza!

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ora, un momento, io posso anche perdere la causa, non sarebbe la prima, qualcuno qui forse non ne ha perso, io sì, io mi vanto di avere un lungo elenco di cause perse anche se ho un altrettanto elenco di cause vinte. Quindi, alle volte, quello che non si fa, in genere, sono i pareggi nelle cause.

Comunque, questo è quello che io ritengo. Gli uffici continuano che questo riferimento per quanto opportuno non è essenziale, per cui se questo Consiglio ritiene che siano fondate le ragioni addotte e quindi ad eventuali, non so, intendimenti, chissà, fraudolenti, perché è stato (?) da parte dell'Assessorato degli enti locali, io faccio una cosa, chiedo che venga sospesa ed approfondita, non vedo per quale ragione questo emendamento numero 346 insieme al comma 12 dell'articolo 1 non possa essere sospeso; abbiamo sospeso tanti altri articoli, quindi se è necessario un approfondimento con l'assessore Biancareddu, io credo che si possa tranquillamente fare, quindi per quanto mi riguarda si potrebbe fare questo; anzi, faccio formale richiesta di una sospensione sia dell'emendamento sia dell'articolo 12 al quale si riferisce e l'assessore Biancareddu poi parlerà per verificare la percorribilità di questa strada.

CUGINI (D.S.). Presidente, sentiamo l'assessore Biancareddu.

PRESIDENTE. Scusi, per capire, Assessore, questo non si può votare prima del testo, va risolto prima del testo.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna),Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Cari colleghi, mi conoscete come un pacifista e cercherò di esserlo fino alla fine. Devo dire che oggi per la prima volta in ogni caso, nonostante la mia indole, ho sentito un certo fastidio per certe affermazioni fatte. Questo articolo che, essendo un articolo di finanziaria o meglio un comma di finanziaria, non era sicuramente una manovra occulta in quanto è passato in Commissione, ce l'abbiamo sotto gli occhi da quarantadue giorni, quindi si trattava solo di leggerlo attentamente, quindi non è né frutto di un errore né frutto di un raggiro, era un articolo che aveva una certa finalità, se questa finalità non è condivisa o può essere corretta, nessuno erge barricate, per cui l'importante è che ci sia sempre questo rapporto di correttezza e che non ci sia questa ombra di mistero di chissà cosa la Giunta e l'Assessore voglia fare scrivendo un emendamento.

Ci sono diversi metodi per scrivere emendamenti, voi me lo insegnate, ci sono quelli che si capiscono alla prima lettura e quelli che bisogna leggere tre volte, e forse questo appartiene alla seconda categoria, ma non per questo si tratta di manovre occulte. Per cui, se il Consiglio, a quanto pare dalla discussione è emerso che è preferibile emendarlo così come proposto dai colleghi Morittu e più, la Giunta accoglie questo emendamento.

PRESIDENTE. Allora c'è la proposta della Giunta di recepire l'emendamento così com'è.

Ci sono iscritti a parlare Vassallo, Orrù, Spissu, Granella, Biancu, Selis, Fadda ed Ortu.

(Interruzioni)

Rinunciano a parlare sull'argomento.

Quindi, va cassato da "sono erogati" fino a "numero 45 del 1989" e si sostituisce con "sono erogati sulla base di apposite direttive".

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, credo che l'approfondimento di questo comma ci abbia portato alla conclusione che non serve assolutamente il comma 12 perché, quanto detto dai colleghi che sono intervenuti prima, già i contributi per i comuni sono normati, cioè tutte queste leggi hanno delle norme per erogare i contributi, quindi non riesco a comprendere perché noi dobbiamo emanare delle direttive per delle leggi che contengono già le modalità di erogazione dei contributi.

Allora, siccome le finalità, Assessore, comprendiamo che non erano proprio quelle dei contributi, a questo punto rimangono le norme che ciascuna di queste leggi hanno, va bene? Quindi credo che dobbiamo bocciare tutto il comma 12.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU, (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Onorevole Fadda, se come è vero le norme riportate, le leggi riportate contengono già i criteri, non è sicuramente un atto amministrativo che li può modificare, noi con atto amministrativo quindi con delibera di Giunta possiamo solo specificare i criteri già previsti in legge. Quindi sono due cose perfettamente compatibili e noi abbiamo dichiarato di accogliere l'emendamento dei colleghi, credo di essere già coerente con quanto chiesto dal Consiglio. Adesso lei sta chiedendo un'altra cosa.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 346, accolto dalla Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Dobbiamo tornare adesso, prima del voto sul testo, all'emendamento 606.

(Interruzioni)

Non è stato ritirato; nulla è stato comunicato a questa Presidenza. State comodi. Per il 606 non c'erano iscritti a parlare per dichiarazione di voto. Per dichiarazione di voto ci si iscrive di volta in volta, non ce n'erano, non risultano. Nulla è stato lasciato qui.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Per ricordarle che sul 606 la discussione, o meglio le dichiarazioni non si erano concluse. L'Aula ha votato la richiesta di sospensione dell'emendamento...

PRESIDENTE. Io non ho detto questo, ho detto che non avevo iscritti, non ho detto che è vietato fare dichiarazioni.

SPISSU (D.S.). Chiedo scusa, allora ho capito male, chiedo scusa.

PRESIDENTE. Era un pour parler purtroppo a microfono acceso.

Assessore, sul 606 ha una comunicazione? Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 606 in realtà ripristina, se non ho capito male, un criterio che era quello originario dell'articolo 19 della legge 37. L'articolo 19 della legge 37 quando fu approvata prevedeva la contrazione dei mutui da parte dei comuni e l'onere a carico della Regione. E` accaduto che, con l'articolo 23 della legge finanziaria, se non ricordo male, del 2000 o del 2001, del 2000, questo Consiglio accogliendo le istanze che venivano dal mondo degli enti locali aveva deciso di contrarre direttamente i mutui anziché costringere i comuni a contrarre i mutui tenendo l'onere eccetera, poiché nella sostanza non cambiava niente se non dal punto di vista della procedura; e cioè una cosa è che il mutuo venga acceso, contratto dal comune e poi sottoposto all'esame del Consiglio regionale o della Giunta e quindi una doppia istruttoria, altra cosa è contrarre direttamente il mutuo da parte della Regione. Questo era il senso della modifica. Per cui, il ritornare così al procedimento del 1999, secondo me, ma questo lo dico secondo me perché la Giunta si è già espressa nel rimettersi all'Aula perché i due procedimenti sono ugualmente validi, sia che si contragga direttamente da parte della Regione, sia che si contragga da parte dei comuni, questo è il senso del ragionamento, però nel caso di specie siccome noi abbiamo il 2000, il 2001 e il 2002 sotto forma di mutui erogati, contratti direttamente dalla Regione, se noi trovassimo il sistema per evitare la contrazione dei mutui ancor prima che sorgano esigenze da parte dei comuni e quindi evitando cioè che si facciano i mutui in anticipo, anticipati e quindi caricando sul bilancio regionale delle spese in anticipo, io non credo che sia preferibile il tornare indietro al metodo precedente.

Per cui, secondo me, è preferibile mantenere il criterio che è stato adottato con l'articolo 23 della legge finanziaria del 2000; se i proponenti, l'onorevole Balletto, che tra l'altro è il Presidente della Commissione, l'onorevole Corona e l'onorevole Pittalis, fossero di questo avviso, io come Giunta, credo a nome della Giunta di poterli invitare al ritiro di questo emendamento, perché in questo modo noi potremmo, diciamo così, non complicarci ulteriormente il percorso con riferimento al comma 1 dell'articolo 1, perché il tema in discussione non credo, il vero tema in discussione non credo sia quello delle modalità di mutuo, cioè se debba essere il comune o la Regione, posto che l'onere è comunque a carico della Regione, quindi grava sempre sul bilancio regionale, quanto piuttosto l'entità, l'impostazione, il futuro di questa legge se deve essere mantenuta così come è, se deve essere integrata, se deve essere modificata eccetera.

Credo che il tema della discussione debba essere, diciamo così, l'altro e non le modalità. Quindi alla luce di queste considerazione io naturalmente non posso che rimettermi ai proponenti perché evidentemente la decisione sul ritiro o non ritiro dell'emendamento spetta solo ed esclusivamente ai proponenti, se condividono naturalmente le considerazioni che io ho fatto adesso.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Masala. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Prendo atto delle dichiarazioni e delle richieste della Giunta e quindi per un obbligo, Assessore, e un vincolo di maggioranza che sento fortissimo, io dichiaro di aderire, pur ovviamente non condividendo le argomentazioni portate adesso dall'Assessore; soprattutto perché il punto centrale della manovra finanziaria è stato quello di contenere l'indebitamento, e questo emendamento in questa forma oltre ad impegnare e a responsabilizzare i comuni, andava proprio nella direzione del contenimento dell'indebitamento, cosa che in questa circostanza e con il ritiro dell'emendamento non si raggiunge, sia per ciò che riguarda il monte dei debiti, sia per quanto riguarda la responsabilizzazione dei comuni che devono andare in quella direzione.

Ma tant'è proprio perché sento forte il vincolo di maggioranza alla quale non intendo sottrarre il mio impegno e la mia lealtà, pur non condividendo, dichiaro di ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento 606 è ritirato. Passiamo agli emendamenti 827, 828 e 829, di cui votiamo l'827 e poi l'829 perché sono tre uguali, si differenziano solo per le cifre come nei casi precedenti, sono emendamenti sostitutivi parziali. Se tutti sono al posto si vota l'emendamento 827.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Chi è lo sciocco che dice queste stupidaggini! Nessuno? Allora, ho sentito male!

Presidente per chiedere la votazione per parti, comma per comma.

PRESIDENTE. Colleghi vi devo ricordare di usare un linguaggio consono a quest'Aula, per cortesia. E` stata chiesta la votazione per parti, comma per comma.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente e colleghi, con questo emendamento ed anche altri che lo accompagnano si ripropone la questione che da tempo si sta affrontando, poi si sospende, poi si torna, poi tutti riconoscono che questo è il punto focale, così è stato detto, di questa manovra finanziaria, e cioè qual è la sorte della legge 37 e del suo articolo 19 per il sostegno dello sviluppo locale e dell'occupazione.

Da più parti si annuncia a più riprese che vi è la possibilità di un passo avanti da parte della maggioranza, e noi questo passo avanti sempre annunciato siamo lì a tentare di vederlo, di intravederlo, che ci venga rappresentato, perché non sarà un passo avanti immaginiamo interamente soddisfacente della necessità e della proposta che noi avanziamo, che poi è di ripristino di un sistema di sostegno finanziario agli enti locali della Sardegna, per lo sviluppo e per l'occupazione locale, però da quanto è stato rappresentato, ripeto, a più riprese e che è stato pure in diversi ambienti creduto questo annuncio, questo passo avanti forse è opportuno che si riesca a misurarlo. Per cui - per quanto vale - io suggerirei ai colleghi della maggioranza che intendono prospettare questa novità, che per cortesia la enuncino in modo che ne possiamo tenere conto anche nella discussione e nel confronto politico, se non ricorre sempre questo ritornello, questa litania, c'è una interlocuzione, ed interlocuzione vuol dire che più parti si scambiano un'opinione o una proposta, dove viva questa interlocuzione, qui in Aula no, vicino all'Aula non so! Forse è opportuno appunto che vi sia questa esplicitazione.

Ora, l'abbiamo detto, ci vediamo in qualche modo costretti, è proprio una costrizione che dobbiamo subire, costretti a ribadire che le autonomie locali, i rappresentanti delle autonomie locali, i comuni, ma soprattutto le comunità locali che sono i destinatari di questi interventi finanziari della Regione, hanno tratto e traggono, e possono ancora trarre grande beneficio da questo intervento normativo e finanziario della Regione, che si rappresenta essere di grande entità, ma non lo è di grande entità. Perché se coloro che sono tenuti fuori dal mondo del lavoro in questa Regione sono di sicuro più del venti per cento della società o di quanti nella società sono in condizioni di lavoro, non si capisce perché della provvista finanziaria pubblica e regionale meno del cinque per cento, perché di questo si tratta, debba sostenere le leggi delle politiche attive del lavoro. Si dice ancora oggi: approviamo la finanziaria perché dodici mila miliardi, diciotto mila miliardi, perché i commercianti aspettano, le imprese aspettano, e non so quanti altri aspettano, ma perché i disoccupati non dovrebbero aspettare? O devono aspettare tutta la vita per avere almeno conservato un provvedimento che li riguarda e che sta dando buoni frutti e che può darne ancora nel presente e può darne ancora nel futuro? Io non cito come hanno fatto altre fonti ed altri interventi che a livello locale, poi se sarà necessario ancora ricorreremo a questo tipo anche di illustrazione, perché i comuni con quello che fanno parlano una lingua molto più chiara e convincente di quanto non possono essere i nostri argomenti.

Ho citato prima alcuni comuni, adesso ho la scheda di Villacidro, ve la risparmio, ma è sempre nel novero dei tanti, tantissimi comuni, allo stato sono pressoché la totalità, che hanno iniziato ad applicare bene la legge e che ne stanno misurando i risultati e i frutti benefici.

Noi riproponiamo, quindi, la dotazione finanziaria, riproponiamo la triennalità, riteniamo che questo sia un atto, come dire, doveroso da parte del Consiglio regionale ed anche un atto di saggezza che in conclusione farà bene a tutti.

PRESIDENTE. Non ho altre iscrizioni a parlare. Prima di procedere c'è una comunicazione dell'assessore Masala.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, chiedo scusa anche alla Presidenza e al Consiglio per non averlo detto prima, ma sia l'emendamento 628 che gli emendamenti 827, 828 e 829, sono privi di copertura, cioè la copertura esiste soltanto nei limiti di quello che è indicato nell'articolo 1, cioè nei limiti di 83 milioni, quindi, tutte le somme qui superiori a quell'importo non hanno copertura perché non è indicata.

PRESIDENTE. Non essendoci copertura non possiamo procedere alla votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Una rapida osservazione: perché è privo di copertura? Se una norma della Regione, che è una norma di legge, cioè la legge, dice che si fa fronte al piano per il lavoro, cioè al rifinanziamento nel triennio con la contrazione di uno o più mutui di pari importo secondo le condizioni e le modalità previste dall'articolo 1, condizioni e modalità. E` chiaro che se ne modifica l'importo, e l'articolo 1 che cosa è? Non è una norma della Regione che è in fieri, questa è una norma, tutt'al più nascerebbe dopo, in conclusione, una questione di coordinamento fra diverse indicazioni che il Consiglio regionale darebbe, sennò quell'articolo 1, abbiamo ragione noi, diventava una camicia di forza, ma in una camicia di forza si mettono i matti e non i savi! Quindi, può essere un limite indicativo di cui certamente il Consiglio nel suo operare progressivo tiene conto, sennò torna un punto, Presidente del Consiglio in quanto Presidente e buon Presidente, torniamo ad un punto. Noi abbiamo chiesto a più riprese e da più parti di avere l'insieme delle dotazioni finanziarie, delle somme, cioè dei danari che si sono liberati in forza degli atti deliberativi del Consiglio, che avendo cassato diverse norme sostanziali accompagnate da poste finanziarie, hanno - come dire - liberato risorse; quindi, vogliamo sapere quanto c'è di risorsa finanziaria disponibile per la copertura delle proposte di modifica dell'altra parte della finanziaria a cui tutti abbiamo diritto ed anche dovere di concorrere.

Allora, torniamo al punto: per favore questa rappresentazione delle disponibilità finanziarie, per cui l'Assessore dice: per l'emendamento la copertura è lì, per altri dice: la copertura non c'è! Eh no! Si mettono, si rappresentino in modo evidente al Consiglio, in modo che si sappia, quella dotazione finanziaria liberata per le decisioni che il Consiglio ha già assunto con i suoi voti, e si decida come dev'essere indirizzata. Può darsi che si voglia conservarla per altre leggi future, può darsi che si voglia fare un bel regalo all'Assessore e può darsi che si voglia fare quel che si vuole, ma è il Consiglio che lo decide, per deciderlo deve sapere, sennò siccome noi non possiamo entrare nei meandri e nei conti e nei calcoli complicati della ragioneria interna e della contabilità interna, dove troviamo, saremmo impossibilitati o handicappati, e cioè messi in situazioni di difficoltà, nel reperire le dotazioni finanziarie in senso tecnico. In ogni caso noi per questa ragione abbiamo indicato il ricorso al mutuo, se l'Assessore ha invece, come ha, risorse regionali disponibili ancora meglio, noi rinunciamo e raccogliamo anche un'eventuale indicazione orale dell'Assessore che dica: "no, mutuo no", oppure: "mutuo tutto no, una parte, l'altra parte invece è reperibile attraverso questo monte risorse di cui la Regione allo stato dispone". Però noi non possiamo rinunciare a rappresentare l'opportunità di una norma che anche in altre ipotesi che ci sono state prospettate, come dire, richiedono esborsi considerevoli; quindi, vuol dire che o di riffa o di raffo la copertura finanziaria o c'è o è irreperibile.

Non vorremmo che adesso questa proposta non ha copertura o difficilmente l'avrebbe, altre proposte consimili magari l'hanno, non so, forse è opportuna una piccola riflessione sul punto, sennò invece di agevolare ci complica il cammino tutto questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di fare una comunicazione l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Naturalmente questo scambio di opinioni non è molto rituale, però data la delicatezza dell'argomento mi pare che sia opportuno.

Vede, onorevole Cogodi, se lei nell'emendamento avesse scritto UPB S1020 e ci fossero scritti dei soldi là dentro, io avrei anche potuto dar ragione a lei così come in altre occasioni, essendo stata indicata una copertura diversa da quella gradita, diciamo così, alla Giunta, ci può essere la risposta da parte della Giunta nel senso di accogliere la richiesta di modifica oppure no.

In realtà gli emendamenti così come sono stati scritti hanno la copertura, ma nei limiti che sono indicati nel secondo periodo del comma medesimo, laddove è scritto che il mutuo viene coperto con le somme iscritte nella UPB 04017 capitolo 04048. Ora si dà il caso che questa UPB abbia effettivamente una copertura, ma nei limiti di 83 milioni così come è scritto nel comma 1 dell'articolo 18; cioè lei per poter dare copertura a questo emendamento avrebbe dovuto indicare quanto meno, sia pure in modo errato, un'altra UPB, un altro capitolo, non questo, avendo indicato questo, quello è coperto, è già occupato per gli 83 milioni, per cui noi non possiamo su quella UPB avere un'ulteriore copertura, ecco perché manca la copertura.

Se lei avesse, diciamo così, errato nell'indicazione, avremmo anche potuto discutere della cosa, ma in questo caso proprio non si può fare assolutamente niente, perché l'emendamento deve avere comunque l'indicazione di una copertura, sia pure errata, ma che comunque nel momento in cui viene formulato sia esistente. In questo caso la copertura non era più nella disponibilità di nessuno, neppure nel momento in cui è stato formato e scritto l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Intervengo per sottolineare la correttezza dell'impostazione e delle affermazioni che ha dato poc'anzi l'Assessore; le UPB indicate per l'individuazione delle rate di ammortamento del mutuo sono incapienti per quanto riguarda la somma e, pertanto, sotto questo aspetto l'emendamento essendo privo di copertura, per Regolamento e per prassi consolidata, è inammissibile. Mi risulta peraltro che gli emendamenti agli emendamenti possono essere presentati solo e nella misura in cui ci fosse la piena e totale condivisione da parte dell'Aula, cosa che pare invece non sussista.

Questo è il primo elemento che addirittura è assorbente e discriminante; ma se poi volessimo entrare nel merito mi preme ricordare che questo emendamento qui se fosse ammesso, votato ed approvato, comporterebbe un indebitamento per la Regione di ulteriori 830 miliardi rispetto all'indicazione, alla copertura che è stata data nella legge finanziaria; ed allora io sono ancora a chiedere dove sono finite e dove sono andate tutte le osservazioni e le raccomandazioni, che sono state fatte in quest'Aula più di una volta, diciamo anche ripetutamente, nelle quali affermazioni si sottolineava il pericoloso, da me condiviso, stato di indebitamento raggiunto dalla finanza regionale. Se questo emendamento fosse votato ed accolto noi ci troveremmo, forse anche prima della fatidica data indicata dall'Assessore, a non avere le disponibilità per far fronte alle spese correnti.

Quindi, anche sotto questo aspetto è opportuno che l'Aula rifletta sull'entità dell'emendamento che porterebbe l'indebitamento a cifre non sostenibili dall'attuale stato della finanza regionale. Ma rimane ferma ovviamente la pregiudiziale relativa alla mancanza di copertura che non può essere a mio modo di vedere modificata sulla base di un emendamento orale, ritenendo anche che questa non può essere materia attratta al famoso concetto e prassi, molto in voga, seconda la quale in fase di coordinamento si può aggiustare tutto e il contrario di tutto.

PRESIDENTE. Le dispiace avvicinarsi un attimo onorevole Balletto, un attimo senza andare via dall'Aula, un attimo di consultazione.

A causa della mancanza di copertura gli emendamenti 628, 829, 828, 827 non sono votabili.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente, per capire da che cosa è determinata questa sua interpretazione. Io capisco che ha chiamato l'onorevole Balletto a consulto, però sarebbe bene che chiami a consulto anche qualcun altro, quanto meno i presentatori degli emendamenti, perché mi permetto di far osservare che l'emendamento 628 così come gli altri, prevedono una particolare copertura e prevedono una particolare copertura attraverso un aumento di...

PRESIDENTE. Sì, ma non è coperto! Semmai lei può scrivere a questa Presidenza e le sarà data risposta. Non è coperto, per cui non è votabile.

VASSALLO (R.C.). Se mi fa terminare! Scusi un attimo!

PRESIDENTE. Lei sta parlando in via eccezionale per cui dovrebbe anche concludere, perché non è coperto e in questo momento non le darò una risposta!

VASSALLO (R.C.). Io sto dicendo, Presidente, che al comma secondo dell'emendamento 827 così come gli altri è prevista una particolare copertura, attraverso l'indebitamento; per cui noi proponiamo che attraverso l'indebitamento si coprano questi emendamenti e come lo proponiamo? Lo proponiamo attraverso l'applicazione del comma uno dell'articolo 1 comma cinque, che prevede - il comma formulato dalla Giunta - esattamente il modo di come fare l'indebitamento, al limite con l'approvazione di questo emendamento si potranno porre problemi dopo per quelli che verranno, però, se questa manovra non fosse, se questo emendamento non fosse consentito saremmo di fronte ad una finanziaria bloccata, scusate! Questo non è mai avvenuto. Per cui non si capisce perché e su quali motivazioni giuridiche è basata la non presentazione e il non accoglimento di porre in votazione un emendamento come questo, mi scusi, Presidente!

PRESIDENTE. Per quello che può valere il tentativo della consultazione è stato proprio questo, onorevole Vassallo. Lo dico giusto per quanto possa valere, ma non è qui il caso di andare sempre alle motivazioni di intenzioni e alle interpretazioni che costantemente date ad ogni azione qui dentro in quest'Aula, qualcuno e chiunque compia, che non siano consone ai vostri indirizzi e al vostro spirito, e al vostro modo di interpretare qualunque cosa si faccia in quest'Aula.

Detto questo e fatta questa premessa, anche nel caso da lei citato, questo è il caso che stavamo esaminando appunto, non è possibile perché lì ci sono altrettanti vincoli nel riferimento a cui lei si è (scusi il bisticcio di parole) riferito, pertanto questa è la decisione.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Presidente, mi consenta in maniera molto rispettosa di manifestare però un certo sconcerto. Lo sconcerto discende dall'aver assistito alle modalità attraverso le quali si è poi pervenuti a questa decisione. Abbiamo visto il relatore in Aula correre per fornire una sua chiave di lettura...

PRESIDENTE. E' stato chiamato; non è corso.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Pure se chiamato, Presidente, così come abbiamo assistito alle corse dell'Assessore Masala, sia rivolgendosi direttamente alla Presidenza, sia al segretario generale, sia nei confronti di altri funzionari. Ecco, io voglio rispettosamente far notare che se si consulta l'Assessore e il relatore che nel caso in specie si sono dimostrati come parte fortemente interessata, sarebbe stato logico consultare anche le altre parti. Però, ciò detto, Presidente, mi consenta, se noi dovessimo davvero seguire questo criterio e questa forma, per ora ed anche per il futuro, l'Assessore avrebbe trovato una metodica molto facile per eliminare sul nascere ogni e qualunque problema, attraverso l'affermazione: "questo emendamento non può più essere posto in votazione perché manca di copertura finanziaria", poi aggiunge: "se però una copertura l'avesse avuta pure errata avremmo potuto introdurre le eventuali variazioni", ma la copertura sia pure errata, di fatto ce l'ha, ed è quella in riferimento ai mutui; quindi, Assessore Masala, non può dire che non c'è una copertura. C'è una copertura errata, ha dichiarato che avrebbe potuto trovare lei una copertura corretta. Quindi, l'invito è all'Assessore, che naturalmente tanto è interessato ad accoglierlo che non ascolta nulla di ciò che viene dai banchi dell'opposizione, non ascolta nulla, non ascolta neanche un'ipotesi, una proposta di suggerimento, Assessore! Quindi, è evidente che lei ha già assunto una sua determinazione che considera irrevocabile. La copertura non è che manca, Assessore, c'è! E` indicata; ed è indicata nell'incremento dei mutui; è una copertura errata. Lei ha sostenuto poc'anzi che in caso di copertura errata avrebbe lei potuto trovare la copertura corretta, quindi, consideri l'indicazione data dall'onorevole Cogodi, come un'indicazione errata e trovi lei la copertura corretta.

Tra l'altro, Presidente, io vorrei con molta umiltà, davvero, però, vorrei che venisse tenuto in conto, perché è un'osservazione che l'opposizione sta facendo ormai da parecchi giorni, vorrei conoscere qual è lo stato della situazione contabile rispetto a quegli emendamenti che dall'Aula sono stati bocciati; l'Assessore Masala nei giorni scorsi ha detto, su richiesta dell'onorevole Selis, che richiedeva calcoli: "noi abbiamo piena consapevolezza che quei calcoli possono essere verificati in ogni e qualunque momento", ha chiesto qualche giorno di tempo, il tempo è maturato, possiamo oggi conoscere qual è la situazione a seguito della bocciatura di emendamenti, che pure erano emendamenti che contenevano risorse che sono state, così, risparmiate? Assessore Masala dove sono quelle risorse? Ed in quale misura finiscono con l'incidere? E non è possibile che noi attingiamo a quelle risorse per dare piena copertura agli emendamenti proposti dall'onorevole Cogodi e più? Io onestamente ritengo di sì e ritengo invece che gli altri tentativi, le risposte rapide ed affrettate che state assumendo e che significano semplicemente non ammettere l'emendamento per mancanza di copertura finanziaria, sia una metodica un attimino di comodo per questa maggioranza.

PRESIDENTE. Onorevole Balia, noi dobbiamo avere per porre in votazione un articolo la copertura finanziaria, qui manca l'indicazione dei piani di ammortamento e l'indicazione delle UPB da cui prelevare le somme residue relative ad altre somme.

Quindi, non c'è indicazione né da chi ha fatto la proposta e né dalla Giunta, a questo abbiamo teso quando abbiamo fatto un attimo di approfondimento, non essendo venute fuori né indicazioni da parte vostra, né indicazioni dall'altra parte, non è sufficiente prendere, perché da quella UPB è coperta la UPB dell'articolo 1, onorevole Cogodi ha un plafond che si è esaurito con quella cifra, perché indicato con quel plafond. Allora non è possibile fare il discorso su quel plafond,. Ecco perché diventa non perseguibile la cosa. Non si può andare avanti in questo senso. Onorevole Cogodi in via eccezionale un ultimo intervento e poi chiudiamo.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Noi non è che vogliamo complicare il cammino della finanziaria, siamo ad un punto che abbiamo tutti detto essere un punto delicato, non vorremmo che adesso si arrivi ad un punto delicato e si procede a colpi di sciabola! C'è stato detto che se avessimo indicato una UPB anche errata ma che avesse avuto capienza, cioè contenuto finanziario, cioè che avesse danari dentro, questo poteva ritenere l'emendamento ammissibile. Non c'è stato dato il tempo neppure di specificare, perché il consulto volante, autorevole quanto si vuole, ma insomma non c'è stata data la possibilità di compiere neppure quell'operazione che sempre si compie quando si avanza qualche obiezione in materia di copertura, di precisare la copertura; allora, noi la copertura la precisiamo indicando la UPBE 03032 capitolo 51005, né si può dire: ma quella UPB quando si era presentata con l'articolo 1 aveva di fronte a sé una compatibilità per cui era il risultato di una sommatoria.

Perché quella sommatoria si è fortemente modificata cammin facendo nell'esame della finanziaria; tutto quello che è caduto ha liberato risorse. Ora, per un verso non ci viene dato il quadro delle risorse che sono liberate e alle quali potremmo fare riferimento per le coperture finanziarie. Per altro verso non ci viene dato il tempo di precisare il numero della UPB, che precisiamo, non si fa neppure obiezione di merito, si dice solo un problema formale di copertura e di capienza della UPB che avete indicato. Mi pare insomma che tutto questo non è che aiuta la cosiddetta interlocuzione, perché insomma a prenderci così alla "fidata" come si suol dire, come si dice in sardo, non va bene! Noi ci siamo anche fidati un poco dell'interlocuzione in essere, dei vostri proclami, di proposta di risposta in gran parte alla domanda che è stata avanzata, il cammino da fare è ancora lungo! Se voi, come dire, create queste difficoltà, sgambetti e trabocchetti, e difficoltà formali, poi nessuno dica: ma stiamo parlando d'altro, dopo, oppure non è proprio in tema, oppure quant'altro siete in grado di dire. Insomma noi vorremmo che si proceda in modo più ordinato possibile. Io non riprendo le cose che ha detto poc'anzi il collega Balia, che erano cose estremamente puntuali sul piano politico ed anche sul piano tecnico, non ci pare che serva una forzatura del tipo di quella che si sta operando in via puramente procedurale, per cui ancora insistiamo nel dire che noi precisiamo l'indicazione dell'UPB nella E03032 capitolo 51005 che sicuramente ha la capienza.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi ma si tratta di un capitolo di entrate quello. Come fa a coprirlo?

COGODI (R.C.). Per l'entità, per il corrispondente. Se entra potrà anche uscire, oppure entra e non esce? Se no ci dia il quadro delle risorse, e facciamo prima. E' da cinque giorni che lo stiamo dicendo. Dateci il quadro delle risorse liberate attraverso il voto del Consiglio.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io ho sospeso più di un minuto, siamo ormai venti minuti, quasi mezz'ora, abbiamo cercato una soluzione, non si è trovata, lei ha cercato una soluzione, mi parla di entrate e sulle entrate non si può coprire, mi dicono i tecnici che non è una copertura questa, non può valere come copertura, io soggiungo, a titolo personale: mi pare che siano risorse non esigue per cui per quanto ci sia qualche risparmio nella finanziaria, non credo che anche sommando i risparmi, non credo, a spanne, lo dico così, giusto per una valutazione di carattere generale; non credo che si possa arrivare a coprire, perché oltretutto lei non si è tenuto neanche diciamo alle vecchie quantità di risorse, le ha implementate enormemente, naturalmente, come esistesse solo quello, tra l'altro. Quindi io non so, comunque non è affare mio questo, io devo mettere in votazione ciò che è votabile.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Giusto per precisare, per beneficio della verità. L'indicazione che ha dato l'onorevole Cogodi sulla copertura non rappresenta la copertura, perché il comma 2 non vuole indicare la copertura, indica solamente l'autorizzazione a contrarre mutui e quindi dev'essere indicata la voce sulla quale quei mutui andranno a costituirsi e questa autorizzazione incrementa quella dotazione. Se questa, in senso lato, non è la copertura, allora non è valida neanche la copertura dell'intero mutuo prevista al comma 1. E' solo per la precisione, però per il resto va vene quello che avete fatto. Non mi interessa.

PRESIDENTE. Semmai era l'articolo 1, non l'articolo 2.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Comma 2.

PRESIDENTE. Il comma 2 ha seguito, ma l'indicazione era sull'articolo 1.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 653 ha facoltà di illustrarlo. Onorevole Pinna?

VASSALLO (R.C.). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Un attimo, prima parla l'onorevole Pinna e poi parla lei sull'ordine dei lavori. Prego, onorevole Pinna.

VASSALLO (R.C.). Se fa parlare l'onorevole Pinna fa parlare…

PINNA (Gruppo Misto). Prego, Presidente, faccia parlare l'onorevole Vassallo.

PRESIDENTE. No, scusi un attimo, non è che uno si iscrive a parlare e poi lei alza la mano e deve interrompere. Parla l'onorevole Pinna, fa le sue dichiarazioni, dopodiché interviene lei sull'ordine dei lavori. Scusi, abbia la pazienza, aveva la parola lui.

VASSALLO (R.C.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.

PRESIDENTE. Interviene l'onorevole Pinna se deve intervenire, sennò non interviene più, rinuncia all'intervento? Non lascia la parola, rinuncia all'intervento? Non rinuncia? Allora intervenga, per cortesia.

VASSALLO (R.C.). Presidente, io chiedo la parola sull'ordine dei lavori. Non ha la precedenza?

PRESIDENTE. Se lo vuole sapere non esiste neanche questa richiesta sull'ordine dei lavori.

VASSALLO (R.C.). Sull'ordine del giorno, Presidente.

PRESIDENTE. Dopo.

COGODI (R.C.). Dopo, quando? Ma state scherzando? Se ne avete voglia lavoriamo, sennò andiamo a casa! Lo dicono tutti ordine dei lavori, vuol dire ordine del giorno, va bene! Lo deve dare!

VASSALLO (R.C.). Presidente, io voglio fare una pregiudiziale...

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, la invito a lasciar parlare l'onorevole Pinna, sennò devo fare il primo avviso, poi faccio il secondo e poi il terzo. Prego, onorevole Pinna.

COGODI (R.C.). non è che con questa storia degli avvisi non possiamo lavorare! Non è che noi non dobbiamo svolgere il nostro ruolo politico con questa storia degli avvisi. Abbia pazienza! Perché qui con la storia e ti avviso e ti riavviso noi non possiamo svolgere un ruolo politico. Abbiate pazienza!

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Stai parlando da questo pomeriggio, basta!

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, la prego di iniziare il suo intervento.

COGODI (R.C.). Basta lo dici a casa tua!

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Questa è casa mia.

COGODI (R.C.). No, è casa anche nostra, siamo rappresentanti di un Gruppo politico.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Allora rispetta il Regolamento.

COGODI (R.C.). Questo è un Gruppo politico che vuole un chiarimento su emendamenti importanti su cui non c'è chiarezza, sulla non ammissibilità. E non è solo opinione nostra!

CORONA (F.I.-Sardegna). E basta!

COGODI (R.C.). Corona, vai a mugugnare a casa tua!

PRESIDENTE. Vi prego di lasciar svolgere l'intervento all'onorevole Pinna, per cortesia.

COGODI (R.C.). Ma il collega Vassallo ha chiesto la parola sull'ordine dei lavori e lei non può...

PRESIDENTE. L'onorevole Vassallo parlerà dopo l'onorevole Pinna, che stava già parlando, perché c'è questa abitudine di interrompere puntualmente con questa storia dell'ordine dei lavori. Prego, onorevole Pinna.

COGODI (R.C.). Ha chiesto prima l'onorevole Vassallo.

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, io sono pronto a parlare, se lei mi mette in condizioni.

COGODI (R.C.). Perché deve parlare dopo se ha chiesto prima? Ha chiesto prima! Non è che uno può fare quello che vuole! Io chiedo scusa, ma non è possibile!

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, mi dica lei quando posso iniziare.

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, io gliel'ho detto già da tempo, se deve anche lei far parte del gioco, me lo dica! Allora smette di intervenire anche lei, per cortesia intervenga.

PINNA (Gruppo Misto). No, io non faccio parte del gioco, Presidente, però le ho già detto che, per quanto mi riguarda, poteva parlare il collega Vassallo prima di me. Se lei ritiene che io debba parlare prima, mi metta in condizioni di parlare senza che ci sia...

PRESIDENTE. Gliel'ho già spiegato, onorevole Pinna.

PINNA (Gruppo Misto). Se ci sono le condizioni io certamente intervengo.

VASSALLO (R.C.). Chiedo la parola.

COGODI (R.C.). Noi siamo un Gruppo politico, non siamo passanti, e vogliamo essere rispettati, abbia pazienza!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la invito intanto a tacere perché chi sta chiedendo la parola è il suo collega. Onorevole Vassallo la invito a sedersi, se ha voglia di passeggiare esca dall'aula, e la invito a non disturbare più l'onorevole Pinna. E le faccio il secondo avviso, se vuole arrivare al terzo, me lo dica, perché arriviamo anche al terzo, va bene?

DORE (La Margherita-D.L.). Cartellino rosso?

PRESIDENTE. Qui ho sentito parlare di tutti i colori, che quest'Aula è un disordine, allora non è più un disordine? Volete il disordine? Fate quello che volete! Vogliamo andare a briglie sciolte, prego! Andiamo a briglie sciolte, non c'è nessuno che gestisce? Io ho dato la parola all'onorevole Pinna, e se tra un attimo non interviene gliela tolgo, e così avremo avuto soddisfazione. Onorevole Pinna, vuole intervenire o non vuole intervenire?

PINNA (Gruppo Misto). Sì che intervengo.

PRESIDENTE. Allora, la prego, inizi a parlare.

VASSALLO (R.C.). Chiedo la parola.

PRESIDENTE. La prego di continuare, onorevole Pinna.

PINNA (Gruppo Misto). Io continuo se ci sono le condizioni, Presidente era semplicemente...

VASSALLO (R.C.). Chiedo la parola.

PRESIDENTE. Io sospendo la seduta per cinque minuti, poi vediamo che cosa ne viene fuori.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 28, viene ripresa alle ore 21 e 33.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Onorevole Pinna, prego.

PINNA (Gruppo Misto). Signor Presidente, il mio intervento è molto succinto, molto rapido, perché in fase di presentazione dell'emendamento avevo già fatto riferimento un po' al significato simbolico di quest'emendamento che era più per avviare una riflessione piuttosto che avere la pretesta di fare la battaglia in occasione della finanziaria, anche perché mi rendo conto che si tratta di una norma complessa che richiede attenzione, riflessione particolare e spero che tenendo conto anche delle dichiarazioni fatte, prendendo atto favorevolmente delle dichiarazioni fatte dall'assessore Masala, che questa riflessione e questa discussione possa essere ripresa presto nel Consiglio regionale, nelle Commissioni e nell'Aula, anche perché credo che sia indispensabile affrontare questo problema della istituzione dell'indennità d'inserimento per i giovani disoccupati, per gli inoccupati e per i disoccupati, per l'assegnazione di un assegno e di un'indennità di 400 - 500 euro al mese, sia bene riprenderla in collegamento con la riforma dei servizi dell'impiego anche perché l'indennità d'inserimento, come la proponiamo, deve essere collegata a programmi di formazione, di riqualificazione e di orientamento tutto mirato all'inserimento lavorativo.

Con queste motivazioni dichiaro di ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Grazie. L'emendamento numero 653 è ritirato. L'emendamento 450 contiene errore, un refuso del dattilografo per le competenze a copertura finanziaria in aumento competenza anni 2003, 2004, 2005 e lo stesso in diminuzione, gli anni indicati sono 2003, 2004, 2005. L'emendamento 450.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. L'emendamento numero 450, pur tenendo conto delle correzioni che sono state date, è privo di copertura, perché viene indicata la UPB S 03006 che ha un carico al capitolo indicato di 30 milioni. Ora, anche per rispondere alle osservazioni precedentemente fatte, il Regolamento stabilisce che l'emendamento deve avere la copertura, il che non significa che la copertura deve essere, diciamo così, esatta nel momento in cui arriva alla votazione. Significa che deve essere esatta nel momento in cui si presenta, cioè se io faccio un emendamento e do una copertura indicando una UPB che non esiste, l'emendamento è privo di copertura; diverso è se io indico una UPB che ha le somme indicate che magari, a seguito di votazioni successive, possono venir meno, allora il discorso è diverso. Ma nel caso di specie, per esempio, l'emendamento è privo di copertura dall'origine, perché le scritture a disposizione del consigliere, del Consiglio, dimostrano che nella UPB FNOL spese correnti non ci sono altro che 30 milioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, intervengo per precisare, oltre a ciò che ha già precisato lei, che si tratta proprio di mero errore materiale, e cioè le competenze si riferiscono naturalmente agli anni 2003-2004-2005, ma questo lo ha già chiarito lei. Sulla copertura va da sé che anche dalla prima annualità, 2003, indicata in 172 milioni di euro, vanno detratti gli 83 milioni di euro che sono per altro già garantiti. Quindi la competenza per il 2003 non sono 172 milioni di euro, ma 89 milioni di euro.

Per quanto riguarda la UPB in diminuzione indicherei la UPB S 03008, dal capitolo 03040/00, cioè della programmazione negoziata, dove c'è capienza.

PRESIDENTE. E per il 2004 e 2005? Resta così?

FALCONI (D.S.). Sì, resta così.

PRESIDENTE. Assessore?

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Devo verificare, formalmente non ci sono problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto su questo emendamento.

BALLETTO (F.I.-Sardegna) relatore di maggioranza. Presidente, chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Le ricordo che può dichiarare solo l'astensione.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Presidente, intanto va detto che per questo emendamento ci sono le stesse considerazioni di fondo che sono state fatte per quello che in precedenza è stato dichiarato inammissibile, quindi pongo la questione perché sull'emendamento in discussione, la copertura indicata è...

ORTU (R.C.). Devi dichiarare il voto e basta!

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Tu fregatene! Io dico quello che mi pare e mi piace, come fate voi in qualsiasi circostanza! Come fate voi in qualsiasi circostanza! Velio, dillo che sei nervoso allora, abbi pazienza! Abbi pazienza, un momentino di calma!

Quindi non c'è copertura e questo io l'ho fatto presente in sede di parere ed anche in questo caso la copertura non può essere cambiata perché per essere cambiata ci vuole un emendamento all'emendamento e siccome non c'è condivisione su questo argomento la copertura non può essere cambiata! Rinuncio alla dichiarazione di voto, io pongo la questione della pregiudiziale perché non c'è copertura.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, si è sempre accettata la copertura durante il corso dei lavori.

Onorevole Masala, vuole chiarire? Vuole intervenire?

FADDA (La Margherita-D.L.). Solo per dichiarazione di voto. E' astenuto se parla, come è astenuto l'onorevole Balletto! Non può parlare, siamo in fase di dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Scusi, Assessore parli con me! Allora, onorevole Fadda!... Io non so.

SPISSU (D.S.). Presidente, vorrei ricordare che siamo in sede di dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. L'Assessore ha due possibilità: comunicare a me ciò che vuole comunicare ed io lo comunico all'Aula... Ha già parlato. Va bene, Assessore, non comunichi, va ai voti.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto della Regione. Presidente, io insisto e chiedo di poter parlare sulla copertura. Ho diritto di farlo!

FADDA (La Margherita-D.L.). Non può parlare!

(Interruzioni)

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il presentatore dell'emendamento ha fatto un'indicazione, io ho diritto di sostituire quell'indicazione.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Com'è il Regolamento? Un attimo prego!

(Interruzioni)

E` una proposta migliorativa, lasciatelo parlare! L'Assessore parla per un'informazione all'Aula.

(Interruzioni)

Ma serve per perfezionare la copertura!

(Interruzioni)

Va bene, non parla!

(Interruzioni)

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Votiamo domani mattina.

FADDA (La Margherita-D.L.). Lo decide il Presidente, non lo decide l'Assessore quando votiamo. Va bene?

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io mi ritiro.

FADDA (La Margherita-D.L.). Lo so che non vota nessuno. Fate mancare il numero legale!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Per cortesia prendete posto! Io metto in votazione l'emendamento numero 450.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 450.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 34

Votanti 33

Astenuti 1

Maggioranza 17

Favorevoli 32

Voti nulli 1

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si è astenuto: BIGGIO.)

Poiché non c'è il numero legale, il Consiglio è convocato domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 21 e 47.



Allegati seduta

CCCLII SEDUTA

(POMERIDIANA)

Martedì 8 aprile 2003

Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA

indi

del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente BIGGIO

La seduta è aperta alle ore 16 e 04.

LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 2 aprile 2003 (346), che è approvato.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale

della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 383/A. Siamo in fase di votazione dell'emendamento numero 606. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, prendo la parola sull'emendamento 606 per dichiarare il nostro voto contrario. Io mi auspico che la Giunta, l'assessore Masala abbia cognizione della portata di quest'emendamento, ce l'abbia fino in fondo per le cose che sono state dette, per le stesse proposte che si sono intersecate ancora non positivamente, ma che si sono comunque discusse finora.

Io credo che questo emendamento abbia le caratteristiche di una cognizione particolare degli enti locali in Sardegna, lo evidenzia la modalità con la quale la Regione intende scaricare in capo ai comuni un onere, che significa anche l'onere dell'applicazione di una legge, sostanzialmente. Io non so quanto sia realistico, nella considerazione che gli enti locali in Sardegna oggi bisognerebbe conoscere in che stato sono dal punto di vista del proprio indebitamento. Questo modo di procedere non tiene neanche conto della capacità debitoria che c'è nei comuni, che a dire il vero andrà diminuendo per effetto della diminuzione dei trasferimenti che subiranno già da questo esercizio finanziario e vorrei capire dove è rinvenibile, all'interno di questa concezione un po' paradossale, ma sostanzialmente irriverente e denigratoria degli enti locali, dove è rinvenibile la modalità con la quale la Giunta regionale, la maggioranza tiene conto, io credo anche con un pizzico di riconoscenza, del fatto che i comuni abbiano in questi anni, proprio attraverso questo strumento, potuto concorrere, attraverso propri cofinanziamenti all'attuazione dei PIT, ancorché la loro approvazione sia stata molto limitata e comunque insufficiente rispetto alle proposte.

E' chiaro che con una previsione di questo genere voi avete già deciso di rinunciare al concorso dei comuni alla compartecipazione alla realizzazione dei programmi comunitari. A dire la verità non è che siamo in una condizione talmente favorevole e talmente rosea da poterci permettere questo lusso, ma io credo che proprio questa cognizione sia il limite che accompagna le valutazioni del collega Balletto sul ruolo che hanno svolto i comuni in questi anni rispetto a questi obiettivi. Non mi meraviglia la sua concezione antiautonomia, d'altra parte ne abbiamo visto di tutti i colori, però sarebbe molto facile e anche singolare, sotto un profilo del taglio legislativo, immaginare che d'ora in poi tutte le leggi che la Regione fa, in qualche modo, e che designano competenze a carico dei comuni, le legislazioni possono avere queste caratteristiche: "Sì, noi ti facciamo la legge e facciamo una previsione normativa a cliché dove, se la vuoi usare, ti devi caricare di debiti tu". E' un bel modo di concepire il decentramento, l'equiordinazione, e sulla base di questo principio costituzionale questa norma è in palese violazione di questo principio, e di questo bisognerà tener conto perché chiaramente, se dovesse passare questo emendamento, io credo che i comuni si organizzeranno per impugnare la legge finanziaria con questa norma qua, perché chiaramente questa norma comporta una delegittimazione delle funzioni delle autonomie dei comuni spostando a metà, dopo un paio d'anni di applicazione dell'articolo 19 della 37, spostando sulle spalle dei comuni gli oneri che invece noi avevamo individuato perché ci fosse un elemento indotto dalla politica regionale di promozione dell'occupazione e dello sviluppo.

Io vedo molto in maniera buia il futuro della Regione da questo punto di vista, laddove la Regione rinunci al partenariato e alla sussidiarietà reale sui progetti di sviluppo con i comuni, con un atteggiamento di questo genere noi non potremo che avere dei risultati dannosi sia per lo svolgimento e il compimento dal Quadro comunitario di sostegno sia per quanto riguarda la realizzazione di un quadro di sinergie tra le funzioni della Regione e le funzioni dei comuni. Io mi auguro che vi sia rimasto un barlume di saggezza e di lungimiranza e che questo vi porti a ritirare questo emendamento nell'interesse e nel rispetto delle autonomie e di ciò che costituzionalmente si è modificato in questi anni, attribuendo ai comuni delle funzioni superiori e delle dignità superiori. Starà a voi dimostrare da che parte state: dalla parte di una visione ragionieristica dell'autonomia regionale volta, come sostiene Balletto, a far quadrare i conti, paghi chi paghi, oppure una visione dell'autonomia regionale integrata con la funzione degli enti locali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io voglio sperare, signor Presidente, colleghi, che i presentatori di questo emendamento vogliano rinunciarvi.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei sull'emendamento 606 è già intervenuto, quindi ha già dichiarato e non posso concederle di fare una seconda dichiarazione di voto.

COGODI (R.C.). Chiedo scusa, lei mi ha chiamato e io diligentemente ho risposto.

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, grazie, onorevole Cogodi.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Con molta serenità io chiedo al collega Balletto di ritirare questo emendamento prima che prosegua il dibattito sulle dichiarazioni di voto. So di chiedere a lui un grossissimo sacrificio, perché so che cosa pensa del piano straordinario per il lavoro. Debbo dire, se l'onorevole Corona sta un attimo attento, onorevole Corona chiedo a lei, che ha firmato insieme al vicecoordinatore regionale di Forza Italia questo emendamento, di ritirare questo emendamento. E' grave, perché io riesca a comprendere qual è la filosofia, qual è la politica che ha animato in questa finanziaria il collega Balletto, se questo non dovesse avvenire io chiedo ai colleghi della maggioranza, a chi in questi giorni ha tentato di difendere le autonomie locali, di leggere con molta attenzione questo emendamento presentato dagli esponenti di Forza Italia, e parlo del Presidente della Commissione bilancio, del Capogruppo e del vicecoordinatore regionale. Noi non potremmo mai accettare, ve lo diciamo con molta serenità, ma sono convinto di interpretare anche il pensiero di tanti colleghi della maggioranza che hanno degli amministratori comunali, che sentono gli amministratori comunali, che un emendamento di questa portata anche gli amici Riformatori, come l'onorevole Fantola, credo la pensino allo stesso modo, altrimenti credo di riferirmi a qualche altro suo collega che svolge anche le funzioni di sindaco.

Allora, io chiedo da subito, perché noi su questo e su tutti gli altri emendamenti che ci sono, se non viene ritirato questo emendamento, faremo dichiarazioni di voto. Potremmo rimanere sino a maggio su questo problema, però credo che non sia ammissibile che dopo che si fanno le dichiarazioni in favore delle autonomie locali noi condizioniamo in un modo così pesante le autonomie locali. Allora io chiedo al Presidente della Giunta, all'assessore Masala, se questo emendamento è stato deciso, concordato con le autonomie locali, si esprima subito, l'ha fatto in altre occasioni, ci dovete dire qual è la posizione della Giunta regionale su questo emendamento. Noi chiederemo il voto elettronico palese, dopo aver fatto tutte le dichiarazioni; chiederemo il voto elettronico palese perché stiamo andando a penalizzare proprio quelle autonomie che non hanno la possibilità di contrarre dei mutui. Allora questo non è venire incontro al piano straordinario per il lavoro.

Assessore Masala, presidente Pili, esprimetevi subito, dite, in modo particolare lo chiedo al presidente Pili, ai suoi colleghi di partito che ritirino questo emendamento, lo facciano. Io non so se la Giunta altrimenti verrà sconfitta a voto palese su questo emendamento, io sono convinto di sì, io sono convinto che i colleghi della maggioranza, mi riferisco ai Riformatori. Vero, signor sindaco dei Riformatori? Io non credo che lei sia in condizioni di poter votare questo emendamento. Allora presidente Pili, lo chiedo a lei di ritirare questo emendamento, lo faccia, lo faccia immediatamente senza che ci debba essere una rottura su un problema così importante come quello del piano per il lavoro, caricandolo sulle spalle dei comuni che non sono in condizioni di poterlo fare.

Io termino convinto che il presidente Pili avrà la sensibilità di chiedere ai suoi colleghi di partito che questo emendamento venga ritirato immediatamente. Su questo ne facciamo una battaglia di principio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io speravo di non dover intervenire perché auspico che l'appello fatto adesso dal collega Fadda venga subito accolto. In effetti sull'emendamento 606 anch'io credo che il collega Balletto dovrebbe fare lo sforzo, anche se di sforzo non si tratta, di ritirarlo. C'è stato intorno a questo argomento un dibattito che dura ormai da due mesi in quest'Aula e c'è anche un'interlocuzione, forse non avrà fatto passi in avanti, forse si è arenata, forse non ha determinato quei risultati che tutti stiamo auspicando, però chiaramente questo emendamento fa tornare indietro notevolmente l'interlocuzione avuta.

Noi chiediamo che siano trasferite competenze e risorse agli enti locali, l'emendamento si propone di trasferire agli enti locali debiti. E', chiaramente, se viene mantenuto, una provocazione. Non può essere certamente approvato ed è giusto che sia ritirato, per consentire che possa proseguire tranquillamente l'interlocuzione che c'è stata. Quindi credo che l'appello del collega Fadda possa essere accolto dalla Giunta e dai presentatori e ritirato l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Anch'io voglio esprimere alcune brevi considerazioni dicendo che questa non può essere la proposta di mediazione che è stata invocata in diverse occasioni da parte del centrodestra. Questa è una proposta inaccettabile, per cui ritengo che correttezza vorrebbe che l'emendamento venisse ritirato, altrimenti l'agibilità, rispetto anche ai ragionamenti che sono stati posti in essere in quest'Aula nel corso di questi giorni, chiaramente sarà difficile perseguirla e tanto meno penso che questo sia un emendamento che è in grado di raccogliere l'invito che è stato portato e presentato in quest'Aula a conclusione della giornata di lavori di venerdì e, se questa è la risposta, di questo dobbiamo in qualche modo prendere atto. Ma non solo, io non penso che questo possa essere anche l'atteggiamento che è perseguibile da parte della Giunta. La Giunta ha, in qualche modo, nel corso di questi giorni durante la discussione sugli emendamenti all'articolo 18, manifestato l'esigenza di rispondere in termini positivi alle richieste avanzate dalla opposizione, ma se questo è deve dire con chiarezza qual è l'atteggiamento e qual è il suo pronunciamento rispetto all'emendamento proposto dall'onorevole Balletto. Si tratta di un arretramento rispetto all'impostazione che è prevalsa nel corso degli anni nell'attuazione dell'articolo 19 della legge 37.

Con questa impostazione, chiaramente, si creano ulteriori difficoltà ai comuni in una situazione in cui anche nel corso dell'attuazione del piano straordinario per il lavoro, di questo provvedimento, pure sono emerse da parte delle stesse amministrazioni comunali. In questo modo si creerebbe una ulteriore difficoltà invece che andare nella direzione richiesta dalle amministrazioni comunali, che era quella di avere un supporto, quindi di facilitare la possibilità e quindi gli strumenti stessi che consentissero l'attuazione dell'articolo 19 della legge 37.

Noi riteniamo che rispetto a questa ipotesi, davvero, in quest'Aula ci dev'essere una interlocuzione che consenta comunque di approdare ad un risultato che dia risposte, non solo alle giuste considerazioni poste da noi durante una lunga discussione che pure si è svolta in quest'Aula, ma alle considerazioni che a più riprese sono state portate nei diversi incontri che ci sono stati nel corso di questi mesi e di queste settimane nelle interlocuzioni che hanno portato e che sono state rappresentate dall'ANCI, e che hanno portato i diversi amministratori, i sindaci anche dei vostri comuni.

Noi riteniamo che appunto ci siano le condizioni per trovare una soluzione in positivo, e io sono uno di quelli che pensa che finalmente questo Consiglio deve poter dare un bilancio a questa Regione, deve poter dare un bilancio a questa Regione, ma non penso che questa sia la strada per dare un bilancio a questa Regione, non penso che questa sia la strada che possa perseguire quell'ipotesi, che pure è emersa in quest'Aula, di riuscire in qualche modo a prosciugare la finanziaria in modo tale da rendere agibile la possibilità concreta di approvarla anche in tempi che, a questo punto, definire accettabili è perfino ridicolo.

Io penso che una parola decisiva debba venire da parte dell'Assessore, della Giunta e la parola decisiva deve passare attraverso il ritiro dell'emendamento per aprire la strada ad una composizione che, in qualche modo, consenta davvero di salvare lo spirito dell'ipotesi e della proposta che era contenuta nell'articolo 39, che è stata avanzata in quest'Aula con la proposizione di alcuni emendamenti, anche da parte nostra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, anch'io per esprimere una netta contrarietà nei confronti di questo emendamento proposto dagli onorevoli Balletto, Corona e Pittalis. Anch'io naturalmente mi unisco al coro dei colleghi che ne chiedono l'immediato ritiro ai presentatori, che non vedo neanche in Aula. Le ragioni sono anche abbastanza semplici, l'emendamento oltre che avere, come dire, un contenuto provocatorio, ma non provocatorio soltanto nei confronti dell'opposizione, è provocatorio nei confronti delle amministrazioni locali, ma è provocatorio anche nei confronti di comuni quale il comune di Cagliari, per esempio, che ultimamente ha tessuto le lodi dell'articolo 19 e ne ha chiesto la sua applicazione in futuro con le risorse, così come erano state previste nelle annualità precedenti.

Io non so davvero se gli onorevoli proponenti Balletto, Corona e Pittalis abbiano interloquito con le loro amministrazioni, cioè con le amministrazioni rette dal centrodestra, ma - badate - questo emendamento davvero ha un contenuto, è una sorta di de profundis rispetto all'articolo 19.

Dicevo che, prima che provocatorio, è impraticabile, perché in qualche modo vincola una applicazione della norma dell'articolo 19 alla capacità di indebitamento degli enti locali, che loro dovrebbero contrarre i mutui al posto della Regione, uno; due, alla capacità di risposta da parte della Cassa depositi e prestiti. In pratica diciamo che, così come è stato previsto in questo emendamento, l'articolo 19 risulta assolutamente inapplicabile, non c'è comune in Sardegna che possa, sulla base di questo emendamento, contrarre mutui per mandare avanti gli obiettivi che per altro sono stati anche raggiunti, seppure in modo parziale, ma raggiunti in maniera soddisfacente.

Guardate, io leggevo i dati che sono stati forniti dall'Assessorato degli enti locali ed urbanistica, nell'annualità del 1999...

(Brusio in Aula)

MORITTU (D.S.). Presidente dia una scampanellata, se è così cortese.

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia!

MORITTU (D.S.). Ognuno di noi insomma vuole dire due cose, ma sperando che le cose che dice possano essere sentite, ritenute in qualche modo utili per una riflessione su un tema abbastanza difficile, che divide la maggioranza dall'opposizione, ma in altre occasioni le divisioni poi hanno portato anche ad una sintesi accettabile da parte di questo Consiglio. Mi riferisco alle annualità precedenti dove sistematicamente il centrodestra ha sempre proposto l'eliminazione dell'articolo 19 della legge 37, poi puntualmente il dibattito in Consiglio ha fatto sì che l'articolo 19 venisse riproposto e sino ad oggi è sempre stato riproposto in maniera corretta ed esauriente, quanto meno sul livello delle risorse.

Oggi l'onorevole Pittalis, che è firmatario di questo emendamento, ci propone una norma che davvero contrasta con quanto lui stesso ha affermato a conclusione del dibattito di venerdì a seguito dell'intervento del collega del centrosinistra. Lui ha dato dimostrazione di voler riflettere responsabilmente sull'applicazione dell'articolo 19 della 37, non mi pare che questo emendamento vada in questa direzione.

Dicevo sugli effetti positivi, poiché c'è un gran dire sul fatto che l'articolo 19 della 37 non abbia prodotto risultati, rileggo il riepilogo che ci è stato fornito dall'Assessore regionale degli enti locali ed urbanistica. Nell'annualità del '99 la spesa di 193 miliardi ...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Morittu.

MORITTU (D.S.). ... ha prodotto 3602 posti di lavoro stabili. Io ho fatto un calcolo veloce, corrispondono ad un investimento per addetto di 50 milioni di lire. Io sfido chiunque qua dentro a trovarmi un investimento così basso per ogni addetto sulla "28", sui contratti di programma, cioè su tutte le politiche di sviluppo che sono state in qualche modo intraprese da questa Regione in questi anni. Davvero il risultato, secondo me, è un risultato portentoso; certo nessuno di noi pensa che sia un risultato sufficiente, nessuno di noi pensa che l'articolo 19 sia la panacea per i mali della disoccupazione né pensa che la disoccupazione in Sardegna possa essere risolta utilizzando l'articolo 19, ma l'articolo 19 ha sicuramente dato un risultato secondo me anche al di là delle aspettative dei legislatori che l'hanno proposto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Molto brevemente, anche perché mi sembra contraddittorio l'emendamento 606 rispetto a quanto spesso ripetuto in quest'Aula dai banchi del centrodestra di lavorare per l'ammodernamento, per le riforme, per la semplificazione delle procedure amministrative. Se poi andiamo a vedere l'emendamento 606 è l'esatto contrario di tutto questo, è la netta contraddizione di quanto spesso è stato affermato qui, in modo particolare dal primo firmatario di questo emendamento dell'onorevole Balletto.

Qui noi ci troviamo di fronte, anziché ad un unico mutuo che viene contratto dalla Regione, a 377 mutui che dovrebbero essere contratti dalle singole amministrazioni comunali, senza tener conto di quella che potrà essere anche la capacità o meno di indebitamento delle singole amministrazioni, per cui molte di esse si troverebbero nella condizione anche di non poterlo contrarre per aver già utilizzato interamente quella che è la loro capacità di indebitamento.

Io vorrei ricordare qui, tra l'altro, perché rileggendo attentamente l'emendamento 606 mi viene alla mente una precedente esperienza, decisamente negativa di questa Regione, che fu la legge 33 dell'85 che autorizzava i comuni alla contrazione dei mutui per opere pubbliche. Venne data la possibilità ai singoli comuni di poter contrarre questi mutui; bene, sapete quanti mutui vennero contratti dalle amministrazioni comunali? Nessuno. Questo vuol significare che l'obiettivo che sembrerebbe porsi anche l'emendamento 606 vada proprio in quella direzione, cioè nella direzione di bloccare in modo surrettizio il funzionamento dell'articolo 19. Noi conosciamo quali sono le valutazioni del collega Balletto per quanto riguarda il piano straordinario del lavoro. Lui non l'ha mai nascosto e questo va merito a lui per la chiarezza rispetto alla sua posizione rispetto all'articolo 19, cioè lui non crede all'articolo 19, non crede al piano straordinario per il lavoro. Però a questo punto io credo che sia molto più corretto, molto più serio che si dica con chiarezza di essere contro il piano straordinario per il lavoro. La nostra posizione è diversa, è diversa per le diverse considerazioni che sono state fatte dai colleghi anche stamattina e questo pomeriggio, cioè noi il giudizio che diamo rispetto all'esperienza del piano straordinario del lavoro è un giudizio sicuramente positivo.

Certo ha dovuto scontare tempi di avvio diciamo abbastanza significativi, però certamente i risultati sono estremamente positivi, sono positivi per la possibilità che hanno avuto le amministrazioni comunali di cimentarsi in questa nuova loro attività di promozione dello sviluppo territoriale, sono positivi anche per quelli che sono i risultati della prima annualità, che possiamo valutare qual è stata la ricaduta anche in termini occupazionali che è quella del 1999 che incominciamo a vedere anche per quella che riguarda il 2000.

Per quanto riguarda il 2001, che è quella che noi oggi vediamo come quella più in ritardo, ho già avuto modo di dire che il ritardo non è imputabile solo ai comuni, non è imputabile prevalentemente ai comuni, ma è imputabile ai ritardi con i quali anche oggi dobbiamo riscontrare ancora del blocco relativo ai PIT 2001. Quindi io credo che il lavoro, gli interventi, il confronto che si è prodotto in questi giorni relativamente alla finanziaria, in particolar modo all'articolo 19 della "37", meriterebbe un trattamento diverso, meriterebbe un avanzamento diverso rispetto a questo tornare indietro che viene proposto con l'emendamento 606, per cui credo anch'io che, per cercare di avanzare e di guardare il lavoro che si è fatto ...

PRESIDENTE. Concluda onorevole Biancu.

BIANCU (La Margherita - D.L.). Concludo dicendo appunto che, perché vi possa essere una prosecuzione nell'avanzamento relativo al merito del comma 1 dell'articolo 18, anch'io ritengo che sia opportuno, nell'interesse generale e anche dell'accelerazione dell'approvazione della finanziaria, che venga ritirato l'emendamento 606.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Presidente, io sono un po' sconcertato perché qui si sta dicendo, da diverse parti si sente dire ...

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia. Colleghi vogliamo prendere posto per consentire all'onorevole Pirisi di svolgere la sua dichiarazione di voto?! Prego, onorevole Pirisi.

PIRISI (D.S.). Grazie Presidente. Dicevo che a me pare...

PRESIDENTE. Per cortesia, non è possibile lavorare in Aula in questo modo, colleghi! Prego, onorevole Pirisi.

PIRISI (D.S.). Io dicevo che è avvertita da parte di tutti l'esigenza di chiudere quanto prima questa finanziaria, abbiamo sentito che le parti sociali insistono nei confronti del Governo di questa Regione affinché si trovi un punto di caduta e un punto di approdo; noi abbiamo detto, come centrosinistra, quali sono i punti qualificanti che riteniamo debbano essere introdotti, però ci troviamo un emendamento come questo, come il 606 e, io chiedo scusa, Presidente, ma di fronte alle dichiarazioni che sono state fatte un po' da tutte le parti, dalle amministrazioni di centrodestra, ha citato il collega Morittu un attimo fa il comune di Cagliari, che ha giudicato in maniera estremamente positiva la legge, il piano straordinario per il lavoro, che la legge 37, l'articolo 19 in modo particolare è stato ritenuto importante, a me non pare che l'emendamento 606 vada nella strada, si ponga nell'ottica di favorire un approdo che sia quanto meno oggi non periglioso come quello che abbiamo incontrato fino ad oggi.

Di fronte ad un emendamento come questo io credo che l'opposizione e io spero anche le cosiddette "colombe", onorevole Fantola...

(Interruzioni)

PIRISI (D.S.). Lei ormai ha avuto questo ruolo, siamo a Pasqua, la colomba tra poco si consuma! Però io credo che sia opportuno che anche dai banchi del centrodestra si levi qualche voce per dire: "Ritirate questo emendamento", che venga ritirato, perché altrimenti non credo che la fine di questa finanziaria sarà molto tranquilla e serena. Quindi io veramente rivolgo un invito anche al primo firmatario, al Presidente Balletto, affinché ritiri questo emendamento, perché si pone in un'ottica diametralmente opposta a tutti gli enunciati che abbiamo sentito proferire in questi giorni, in questo periodo. Quindi l'hanno già rivolto questo invito tanti colleghi, signor Presidente, io mi unisco chiaramente al coro dei consiglieri che sono intervenuti precedentemente per dire che questo emendamento sarebbe un colpo mortale per la legge numero 37 e per l'articolo 19.

Quindi ritengo che debba esserci da parte dei colleghi della maggioranza un pronunciamento chiaro, limpido che vada verso il ritiro dell'emendamento stesso, affinché il confronto possa avvenire in maniera più serena e in maniera più tranquilla.

Il collega Biancu, tra l'altro, ha fatto degli esempi concreti su quella che è stata, diciamo, la strada che è stata seguita in epoche diverse (vedasi per esempio la legge 33) e di quali sono stati i risultati che quella legge ha prodotto. Per cui abbiamo anche dei precedenti storici che ci dicono di come questo emendamento possa portare verso una strada senza sbocco e senza uscita, la legge 37, della quale stiamo ragionando e stiamo discorrendo.

Quindi signor Presidente io, più che annunciare il voto contrario a questo emendamento, rivolgo ancora una volta un invito affinché venga ritirato. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, lei è già intervenuto in materia, quindi può intervenire solo per questioni procedurali.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Siccome sono stato invitato più volte al ritiro di questo emendamento, io intervengo per dire che la materia relativa all'articolo 18 primo comma è il punto, se non sbaglio, focale di tutta la manovra finanziaria, perché di questo articolo si è parlato in discussione generale e nell'ambito di tutti gli interventi che sono stati fatti nel corso della discussione. Ci sono state interlocuzioni per ciò che riguarda questo articolo, si è cercato in vari modi di trovare un'intesa che mettesse in pace e d'accordo le tesi contrapposte, si è lavorato, non si è arrivati alla stesura di un emendamento di sintesi che tenesse conto delle diverse posizioni che sono emerse sino adesso, va detto che questo emendamento è stato presentato all'inizio della finanziaria e quindi non è un emendamento di emendamento e che quindi se questo emendamento non fosse stato condiviso era facilissimo fare un emendamento soppressivo, cosa che non è stata fatta, ma io mi rendo conto che è necessario ancora procedere ad interlocuzioni per trovare una via di convergenza per ciò che riguarda la controversa materia e in quest'ottica, per quanto mi riguarda, me personalmente e i presentatori, siamo disponibili alla sospensione della votazione dell'emendamento per favorire ancora quel dialogo che deve portare ad una ipotesi di condivisione. Quindi per quanto mi riguarda la mia proposta, Presidente, è della sospensione dell'emendamento per dare la possibilità che ancora si svolgano quegli incontri per trovare una definizione alla controversa questione.

PRESIDENTE. E` del tutto evidente che, se venisse accolta la sospensione proposta relativamente all'emendamento 606, avanzata ora dal collega Balletto, è chiaro che occorre sospendere tutti gli emendamenti che in qualche modo riguardano il primo comma; quindi questo lo dico perché i colleghi che eventualmente intendessero pronunciarsi sulla proposta dell'onorevole Balletto tengano conto anche di quest'altra conseguenza. I colleghi Sanna Alberto, Cugini e Secci avevano chiesto di intervenire in discussione di voto, ma ritengo preliminarmente di dover dare la parola all'onorevole Fadda, che credo invece debba pronunciarsi sulla proposta sospensiva dell'onorevole Balletto.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Per dire che se c'è una necessità di interrompere i lavori per esaminare questo emendamento, noi non abbiamo nulla in contrario, ma per le ragioni che diceva anche lei e credo anche per altre ragioni evidenti noi desideriamo che questo emendamento, prima della ripresa dei lavori, venga comunque esaminato dall'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. A me pare che l'onorevole Balletto, nel proporre la sospensione dell'emendamento 606, abbia chiesto la sospensione dell'emendamento, non la sospensione dei lavori, per cui forse sarebbe più corretto andare avanti, all'esame del secondo comma, che sono completamente slegati rispetto al comma uno.

PRESIDENTE. Pare che le posizioni siano abbastanza chiare, c'è una richiesta di sospensione, una proposta di sospensione avanzata dall'onorevole Balletto relativa all'esame e alla votazione dell'emendamento 606, che appunto era in fase di votazione, si stavano svolgendo le dichiarazioni di voto. Mi pare che questa proposta non sia stata accolta dall'onorevole Fadda, che proponeva eventualmente un'interruzione dei lavori per eventualmente individuare altri percorsi. Quindi se non si arriva ad una proposta di sintesi...

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Sono state fatte delle interruzioni dei lavori più volte per trovare degli accomodamenti, per trovare delle vie di mezzo, per trovare sintesi alle posizioni diverse certamente tra maggioranza e opposizione. Ogni volta è stato un flop, questa maggioranza, ancorché io la definisco malaconcia, è da un mese e più che si deve subire gli insulti, le prevaricazioni e quant'altro da un'opposizione, perché in questo caso comunque, quando si tratta di maggioranza e opposizione con tutta quella che è stata anche la storia, è inutile che ce la ripetiamo, le cose peggiori le ha avute chi le ha avute, è inutile che ce lo ripetiamo... La mia proposta è diversa, io ho inteso diversamente la richiesta dell'onorevole Balletto, si sospende l'esame di questo emendamento, i lavori continuano, parallelamente si può, senza interrompere, non interruzione come ha interpretato l'onorevole Fadda, se c'è una volontà si interloquisce, mentre i lavori però proseguono perché i lavori devono ormai proseguire, ormai della finanziaria, devono andare avanti, o a torto o a ragione, chi ha sbagliato e chi sbaglierà pagherà, chi non avrà sbagliato non pagherà, ma si vada ormai avanti, non c'è possibilità, abbiamo interrotto troppe volte. Io sono contrario a qualsiasi sospensione.

PRESIDENTE. Mi pare che siano chiare le questioni in discussione. L'onorevole Balletto, l'avevo già precisato io altre volte, ha chiesto semplicemente la sospensione dell'esame del 606 e della votazione del 606, non ha chiesto l'interruzione dei lavori dell'Aula. Su questa proposta si è espresso l'onorevole Fadda per dire che, a suo avviso, si doveva invece procedere alla sospensione dei lavori, non all'accantonamento, oppure alternativamente alla prosecuzione nell'esame del 606, mi è sembrato di intendere in questo modo. Quindi le questioni sono queste, se non vi sono altre proposte in campo, io mi trovo costretto ...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, su che cosa?

COGODI (R.C.) Sulla proposta di sospensione.

PRESIDENTE. Io sono in una situazione di questo tipo, onorevole Cogodi, ho già sentito un intervento a favore e uno contrario all'ipotesi, quindi mi sto accingendo a mettere in votazione la proposta dell'onorevole Balletto.

(Interruzione del consigliere Cogodi)

PRESIDENTE. Sì, va bene, allora per fare un po' di chiarezza sulla proposta dell'onorevole, devo mettere in votazione la proposta dell'onorevole Balletto. Sulla proposta dell'onorevole Balletto di sospendere l'emendamento, mi pare che ci siano state espressioni di volontà chiare, cioè la proposta dell'onorevole Balletto non è stata accolta dall'onorevole Fadda; quindi mettiamo in votazione la proposta fatta dall'onorevole Balletto relativa alla sospensione dell'esame del voto sulla 606. Poi onorevole Spissu su che cosa vuole intervenire? Aveva già chiesto anche l'onorevole Cogodi.

SPISSU (D.S.). Sì, Presidente, ma la procedura che lei....

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Spissu.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente, non per contrastare la sua esatta e corretta rappresentazione dei fatti, ma per precisare che in realtà il collega Fadda non è intervenuto esattamente in favore della proposta di Balletto di sospendere l'esame solo di questo emendamento, ma il collega Fadda ha avanzato un'altra più ampia, incisiva e diversa proposta, sostanzialmente diversa, cioè di sospendere anche i lavori del Consiglio per consentire, per valutare se per davvero quanto da tempo ed anche in tutta la giornata odierna viene annunciato, a dire il vero più fuori dall'Aula che in Aula. Noi viviamo una condizione un po' scissa, non è schizofrenica, ma insomma, in Aula sentiamo certe cose come consiglieri regionali che in teoria dovremmo saperne di più, perché siamo qui, quindi di quello che accade dovremmo saperne di più, poi sentiamo una radio e sentiamo dire che il popolo apprende che invece ci sono emendamenti in via di redazione, ipotesi d'accordo che dovrebbe essere - come dire - rappresentato da tutte le parti politiche, cose delle quali invece noi poverini che siamo qui non ne sappiamo niente. Allora, anche l'istanza avanzata dal collega Paolo Fadda avrà un suo fondamento, ha un suo fondamento, cioè chiedere alla maggioranza: "Ma è vero che state elaborando una diversa proposta più interessante, più rispondente almeno a quella che è la richiesta che l'opposizione in questo tempo sta avanzando?".

Allora è meglio che l'apprendiamo, la conosciamo e possiamo dire: "Va bene, anzi va benissimo. Oppure va solo bene, oppure va bene così così, oppure va bene niente", allora non si può in Aula, continuare a rappresentare ognuno la sua verità parziale, perché è tutta sua, della sua parte e all'esterno veicolare e gli organi d'informazione riprendere e diramare il messaggio che c'è in via di redazione una scrittura di una nuova norma che riguarderebbe tutti, perché riguarderebbe il Consiglio.

Allora la proposta del collega Fadda è fondata, quindi io semmai in parte sto parlando in favore della proposta del collega Fadda che è una proposta diversa da quella di Balletto, sono due le proposte avanzate in Aula. Invece l'altro pezzetto di mia considerazione vorrei farlo sulla proposta e sulle conseguenze della proposta del collega Balletto; non concordo neppure del tutto sul fatto che la sospensione dell'emendamento 606 di per sé comporti la sospensione degli altri emendamenti sullo stesso tema, perché non c'è un ordine logico; l'emendamento 606 viene prima, solo esclusivamente perché è stato depositato un attimo prima. Non è che gli emendamenti hanno una consequenzialità logica, per cui potrebbe essere che altri emendamenti sullo stesso tema, che non collidono, anzi che possono o comprendere il 606 o trattare la materia rispetto ad una diversa cadenza temporale, il triennio per esempio come l'emendamento successivo anziché l'annualità, possono essere ugualmente discussi dal Consiglio, poi semmai in sede di conclusione di voto si potrà definire che il voto semmai si rimanda al momento nel quale se c'è ipotesi di mettere insieme diverse proposte, questa si metta insieme. Però non vedo neppure un fatto impeditivo sul piano logico, che si prosegua anche nell'esame degli emendamenti che trattano la stessa questione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, soltanto sulle procedure che lei intende adottare mettendo in votazione una proposta di sospensione dell'emendamento 606, accogliendo l'eventuale proposta fatta, la proposta, non eventuale, fatta dall'onorevole Balletto, se la votazione insieme alla sospensione dell'emendamento 606 sospende anche gli altri emendamenti al comma 1, io sono assolutamente contrario a questa interpretazione e a questa procedura. Se s'intende dire che solo l'emendamento 606 è sospeso perché l'onorevole Balletto intende sospenderlo e si va avanti nella discussione e negli emendamenti successivi, questa può essere una tesi accolta, altrimenti andiamo al voto dall'emendamento 606, così come viene proposto, sul quale com'è stato detto noi siamo totalmente contrari per l'impostazione che questo emendamento contiene, relativamente alla modalità di finanziamento dell'articolo 19 della 37. E` per questo motivo che noi stiamo continuando a richiedere il ritiro di questo emendamento.

PRESIDENTE. La sospensione del 606, questa Presidenza ritiene di dover insistere su questa posizione, sostanzialmente sospende anche gli altri emendamenti perché il 606 è sostitutivo parziale del primo comma dell'articolo ed essendo stato presentato per primo è posto nell'ordine logico, e quindi è giusto che la procedura di esame e di voto sia quella, per cui se si sospende il 606 si sospendono anche gli altri emendamenti che sono stati presentati successivamente al 606. Mi pare che questa sia un'interpretazione assolutamente corretta e logica, quindi è inutile che insistiamo su questo punto.

Quindi c'è una proposta dell'onorevole Balletto di sospendere questo esame, se passa questa proposta quindi si sospende l'esame degli altri emendamenti presentati successivamente al 606 e relativi naturalmente al comma primo dell'articolo. Siccome mi pare che siano state espressioni di voto a favore e contro la proposta dell'onorevole Balletto, io metto in votazione... onorevole Fadda su cosa deve intervenire?

FADDA (La Margherita-D.L.). Sul tipo di votazione.

PRESIDENTE. No! Si vota per alzata di mano! Sto mettendo in votazione una proposta! I consiglieri per cortesia stiano a posto, i colleghi Segretari sono pregati di prendere nota delle espressioni di voto, la metto in votazione. Chi approva la proposta dell'onorevole Balletto di sospendere l'esame del 606, alzi la mano.

(E` approvata)

Quindi sospendiamo l'emendamento 606 e gli altri emendamenti relativi al comma 1. Sono sospesi, oltre al 606, il 628, l'827, l'828, l'829, il 653, il 450, il 598 che ha come sostitutivi totali il 771 e il 772.

Passiamo all'emendamento numero 219, pagina 449, primo firmatario l'onorevole Biancu. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Noi ci esprimiamo favorevolmente all'emendamento 219 che, come è stato argomentato, integra gli stanziamenti del comma 2. Non possiamo non rilevare al proposito come l'atteggiamento della maggioranza, testé dimostrato con l'accantonamento del comma 1 in qualche modo cerca una forma di confronto che vuole più che altro evidenziare le contrapposizioni che non la discussione di merito. Fate voi, in ogni caso, credo che su questo argomento conterà l'esito finale e l'esito finale non è quello che asseconda una posizione delle opposizioni o una vostra, è quello che viene percepito all'esterno, è quello che verrà in qualche modo realizzato dalle amministrazioni comunali. Quello che sorprende è che sembrerebbe che voi non vi riferiate affatto alle amministrazioni comunali, benché ce ne siano molte che con voi hanno qualcosa a che fare, a dire il vero ce ne sono parecchie che avete abituato ad un tipo di rapporto con esse, del tutto singolare, molto basato sul do ut des e poco sulla valutazione che i provvedimenti devono avere un carattere generale che devono osservare e rispettare una condizione complessiva e devono avere anche una sorta di imparzialità di fondo. Credo che tutto questo non ci porterà molto lontano, aggraverà il percorso della finanziaria perché normalmente, come si usa durante i dibattiti della finanziaria, gli accantonamenti degli emendamenti ci conducono alla fine. Ed è bene che su problemi di questo genere dove al fondo ci sono concezioni profondamente diverse, avevamo detto il confronto si svolgesse e si svolgesse subito per consentire di comprendere come avremmo potuto portare più o meno velocemente in porto questa finanziaria. A me dispiace perché tutto sommato, anche questo rinvio, che produce una sorta di sospensione a giudizio, delle questioni che noi abbiamo rilevato più importanti, non faciliterà il percorso successivo, non lo faciliterà affatto, perché non si può anche qui, come sempre accade in questo Consiglio, perdere giorni ed ore sulla discussione di merito su una questione e poi sospenderla perché ci sono delle articolazioni mentali che in qualche modo dicono che è più conveniente sospenderla. Il fatto che questo Consiglio non riesca quasi mai, sulle questioni importanti a iniziare e chiudere un discorso, a iniziarlo ed a chiuderlo con la chiarezza e la linearità che meriterebbe in questa sede, è un segno di decadimento, è un segno che alle questioni nodali si preferiscono le tattiche e le modalità di ricattarsi l'uno con l'altro. Quando noi abbiamo rifiutato questo tipo di rinvio alludevamo a questo fatto, che chi ci legge dall'esterno ha bisogno di capire come inizia un ragionamento e come finisce e come la politica e le istituzioni rispondono, con un sì o con un no ai problemi, non con dei rinvii o con delle sospensioni. La politica è sospesa da molto tempo in Sardegna, oltre che la democrazia. La politica, perché i cittadini preferiscono risposte sbagliate, ma decisioni, no "non decisioni" e noi stiamo tenendo appesi i comuni ad una questione che è stata rilevata e che voi sapete è stata rilevata tra le condizioni principali delle rivendicazioni che i comuni vi hanno sottoposto. Non solo li avete privati del concorso alla costruzione della finanziaria, considerandoli controparte, offendendoli da questo punto di vista, ma ancora oggi a quaranta e passa giorni di bilancio continuiamo a non dare risposte a chi ce le chiede da molto. Credo che si commenti da sé, e il giudizio su di voi continua a essere peggiore di quello col quale avete iniziato questa finanziaria.

PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, naturalmente nella prosecuzione del lavori ho omesso di dire che al 219 erano stati presentati come emendamenti sostitutivi totali l'824, l'825, l'826. Quindi per quanto riguarda le votazioni l'ordine sarà: emendamento 824 perché è il più lontano e l'826 che è il più vicino e poi il 219. Quindi, adesso mettiamo in votazione...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Un attimo lasciatemi annunciare. Mettere in votazione non significa che sto aprendo le procedure, si possono anche svolgere se nessuno chiede di votare diversamente possono anche svolgersi le dichiarazioni di voto. Avevo il dovere di avvertire i colleghi che le dichiarazioni di voto non debbono più riguardare il 219, ma l'824 e l'826 eventualmente che sono stati presentati come sostituivi totali al 219. Ho come iscrizioni a parlare quella dell'onorevole Cogodi e poi quella dell'onorevole Floris. Quindi, detto questo dò la parola all'onorevole Cogodi per svolgere la propria dichiarazione di voto, tenuto conto che...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Sì, l'onorevole Floris chiederemo successivamente quando gli darò la parola, su come intende svolgere la propria dichiarazione di voto. Prego, onorevole Cogodi, tra l'altro l'onorevole Cogodi è anche presentatore dell'emendamento 824, ma in questo caso sta svolgendo una dichiarazione di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Se ci siamo capiti, la dichiarazione di voto è relativa all'824, quindi rimane impregiudicata la domanda di dichiarazione di voto sul precedente 219. Questo mi fa piacere perché vede, può accadere che anche i Presidenti sbaglino!

PRESIDENTE. Sbagliano spessissimo! Soprattutto il sottoscritto!

COGODI (R.C.). E non solo il sottoscritto, quello soprascritto voglio dire. Perché quando anche si può sbagliare in qualche riferimento, qualche situazione basta, è un lavoro complesso, difficile, prenderne atto e renderne conto e si procede. Questo fa bene a tutti, fa bene anche alla salute!

Tuttavia la dichiarazione di voto nel merito, rispetto all'emendamento 824, è una dichiarazione positiva perché questo emendamento, in buona sostanza, tende a ricostruire in capo all'articolo 24 della legge numero 4 del 2000, che l'ultima edizione è la finanziaria del 2000. A suo tempo nel 2000, Presidente Floris, quindi, questa maggioranza regnante nella quale stagione, nella primavera del 2000 si riuscì a fare un'integrazione estremamente migliorativa sia della precedente normativa in materia di cantieristica comunale, traducendola ed orientandola verso progetti comunque di intervento nei settori produttivi, culturali, archeologici e quant'altro di utile a livello locale, quindi riqualificando con una normativa abbastanza puntale e mirata anche quell'ex articolo 94 della finanziaria dell'88 noto come "primo piano per il lavoro"; dall'88 al 2003, 15 anni, come vedete un pezzo del primo piano per il lavoro arriva fino ai giorni nostri, ed è un pezzo al quale tutti dicono di tenere, così come tutti dicono di tenere molto all'altro pezzo del primo piano del lavoro dell'88, cioè i progetti speciali che, a ben vedere, o anche a vedere e basta, nel settore culturale, nel settore bosco, nel settore della prevenzione sanitaria, nel settore litorali, cioè tutte le azioni, i progetti speciali del primo piano per il lavoro, da 15 anni il Consiglio regionale pezzo a pezzo li proroga, quindi qualsiasi maggioranza governi, quindi vuol dire che si riconosce un'utilità. Voglio ricordare che anche il primo piano per il lavoro, quello dell'88 ebbe un avvio stentato, molto stentato, molto più dell'articolo 19 della 37 che quasi sta andando a regime nel giro di qualche anno. Ricordo benissimo che per riuscire a far decollare i progetti speciali nell'anno 1992, 1993 fu necessaria una grande protesta dopo quattro o cinque anni! Per sbloccare l'avvio di quei primi progetti, tant'è che fu necessario modificare la legge, istituire un servizio, istituire un ufficio speciale presso la Presidenza, che tuttora esiste, per sbloccare quella partita di progetti speciali che poi invece partirono benissimo tant'è che vennero riconfermati. Allora, questo sta a significare che è sempre difficile, quando si avanzano cose nuove, che queste vengano capite e soprattutto vengano colte nel loro vero significato e vengano fatte funzionare. Questo vale anche per l'articolo 19 al quale torneremo dopo, mentre per il riferimento all'articolo 24 della finanziaria 2000, che altro non è il riferimento alla cantieristica comunale, vorrei capire se c'è stata addirittura una proposta da parte del Presidente della Giunta, di convertire la gran parte dell'articolo 19 in cantieristica comunale, mi sapete dire perché la settimana scorsa volevate convertire 100, 200, 600 miliardi in cantieristica comunale, e adesso che c'è l'articolo sui cantieri comunali togliete 15 miliardi, di quello che avevano già? Era così importante una settimana fa che volevate metterci 600 miliardi nell'articolo 19, non è più importante adesso, perché li togliete 15 miliardi! Noi vi stiamo dicendo più seriamente: "Lasciate quello che c'era", che 100 miliardi, quello che usualmente va ai comuni su questa partita è quello che - come dire - i comuni stessi ritengono essere un'entità abbastanza congrua per avere attivo anche questo intervento che vale in quanto combinato con gli altri, ivi compreso il 19 al quale dopo torneremo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif. Sardi - U.D.R.). Signor Presidente, voterò contro questo emendamento, dichiaro il mio voto contrario così come voglio far rilevare che noi ci siamo astenuti sulla proposta presentata dall'onorevole Balletto, non per distinguerci, ma perché tutto quello che sta avvenendo in quest'Aula ci sembra una farsa! Forse non è, come dice Gian Valerio Sanna, che è sospesa la democrazia, ma sicuramente è sospesa la politica. Sull'articolo 19 della 37 noi abbiamo consumato oceani di parole e fiumi di inchiostro pensando di rinviare l'esame dell'articolo 18 per accelerare i lavori, credo che non si stia facendo una cosa che possa avere se non altro i connotati del buon senso. Questo è lo snodo politico della finanziaria avendo superato tutto il resto. O c'è questo accordo o non c'è questo accordo! Se non c'è questo accordo la maggioranza voti il testo che deve votare e non finga di trovare o di voler trovare a tutti i costi una soluzione unitaria; la soluzione unitaria si trova quando è possibile trovarla, quando non è possibile trovarla non si fanno questi artifici! Perché se noi andiamo avanti, noi avremo da parte dell'Assemblea ancora di più una presa di posizione ferrea in attesa che si sblocchi poi l'articolo 18. La proposta che veniva fatta per dirimere questa controversia che ormai conoscono tutti, tutti gli stazzi e gli ovili della Sardegna; quindi questa soluzione se non viene trovata ed esiste una maggioranza, si vada avanti con quello che ha concordato non un emendamento di una parte della maggioranza, ma la maggioranza nel suo complesso. Ecco perché noi abbiamo dichiarato l'astensione, perché siamo come tutti quanti stanchi di questo balletto che va da una parte all'altra.

PRESIDENTE. Colleghi, ricordo che siamo in fase di votazione dell'emendamento 824.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita - D.L.). Presidente, credo che bisogna ascoltare con attenzione le parole che ha detto il Presidente Floris; noi non possiamo permetterci comunque, di andare oltre l'esame della finanziaria, se non abbiamo risolto i problemi del comma 1 perché, perché al di là della sospensiva di tutta una serie di emendamenti, credo che il comma 1 sia al centro del dibattito politico tra maggioranza ed opposizione. Ho chiesto con molta serenità al collega Balletto, al collega Corona e al collega Pittalis, di ritirare questo emendamento; non riesco a comprendere quali sono le motivazioni che hanno spinto la maggioranza a sospendere l'esame di questo emendamento, se non quello di avere delle riserve di carattere mentale e anche di carattere politico per dire: "comunque condizioneremo l'opposizione". Noi le cose che dovevamo chiedere le avevamo chieste in Aula: sapete quali sono le richieste che tutte le opposizioni hanno avanzato? Tenere in piedi una spada di Damocle come questa, credo che non serva a nessuno. Noi su questo emendamento, voi lo sapete, non abbiamo chiesto il voto segreto, ci siamo limitati a fare delle dichiarazioni di voto e chiederemo il voto palese a scrutinio elettronico. Questo per dire che comunque chi si dichiara a favore degli enti locali non potrà votare questo emendamento! Se c'è imbarazzo, io credo da parte della maggioranza, l'imbarazzo doveva essere tolto subito! Il collega Balletto doveva assumere un minimo di senso di responsabilità su questa vicenda perché è anche Presidente e relatore della finanziaria.

Quindi rinnovo l'invito al collega Balletto perché ritorniamo ad esaminare il comma 1, al collega Balletto, perché comunque il suo emendamento venga ritirato, e credo che questo ci permetterà di esaminare anche con molta più celerità tutti gli articoli che rimangono ancora della finanziaria.

PRESIDENTE. Può esprimere il suo voto in relazione all'824, onorevole Fadda?

FADDA (La Margherita - D.L.). Favorevole.

PRESIDENTE. E` favorevole all'824! Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, esprimo in apertura il mio voto contrario all'emendamento 824; vorrei sottolineare però una cosa, perché è stato detto adesso in quest'Aula è stato sostenuto dalle opposizioni, che col comma 1 dell'articolo 18 c'è lo snodo politico di questa finanziaria. Credo che non bisogna dare importanza più di quella che hanno a singoli commi di questa finanziaria perché, l'unica cosa per la quale è conosciuto il comma 1 dell'articolo 18 e l'articolo 19 della 37 in Sardegna è solo perché costituisce il freno a mano di questa finanziaria. Non credo che sia nell'articolo 1, nello stesso articolo 19 della 37 lo snodo dell'economia regionale, così come non credo nella funzione dell'articolo 19 della 37. Ci sono altri strumenti, mi auguro che, così come abbiamo visto, all'interno della finanziaria ci siano altri provvedimenti degni di nota. Non credo che il comma 1 meriti il blocco istituzionale, economico e sociale che noi stiamo causando alla Sardegna. Se invece si vuole fare strumento per avere un po' di visibilità credo che allora aggiungiamo danno al danno. Si riferisce anche in quest'aula, lo riferiva anche poc'anzi il collega Cogodi, e io di questo, sinceramente, con molto rispetto e con molta serenità, devo dichiarare di esserne un po' stanco, del fatto che si siano delle interlocuzioni fra le parti per trovare un emendamento di sintesi, l'unico presentabile a questo punto al comma 1 dell'articolo 18, perché non possiamo presentare emendamenti in questa fase, soltanto un emendamento di sintesi potrebbe trovare accesso, quindi dobbiamo pensare agli emendamenti che abbiamo, compreso il 606, sulla cui valutazione e nel merito mi esprimerò nel momento in cui parleremo del 606 approfonditamente o faremo dichiarazioni di voto sul 606, ma caricare di valenza politica questo comma della finanziaria, rispetto alla situazione che stiamo vivendo, non credo che sia proprio il caso. Credo semmai sia il caso di andare avanti sulla finanziaria, perché forse dimentichiamo che i sardi e la Sardegna qui richiamata anche in precedenti interventi, vogliono, desiderano, pretendono che questa finanziaria venga approvata e vengano sbloccati i fondi per l'industria, per il commercio, per l'artigianato, per la sanità, per l'agricoltura e quant'altro, e non fermarsi semplicemente a un comma che ci sta incatenando in quest'aula da ormai troppo tempo. Se siamo qui 120 giorni a parlare di finanziaria e bilancio, parte per responsabilità della maggioranza, vista la presentazione fuori termine della stessa finanziaria, ma gran parte in quest'aula a tediarci con operazioni ostruzionistiche che vogliono dilazionare ulteriormente i tempi della finanziaria nell'interesse della Sardegna, mi sembra che più alta contraddizione di questa non possa esistere.

Noi abbiamo necessità di approvare la finanziaria, abbiamo anche detto che tutte le problematiche politiche con l'opposizione o interne alla maggioranza saranno prese in considerazione dalla maggioranza stessa subito dopo la finanziaria, ma noi abbiamo un dovere: dare risposta alle parti sociali qui richiamate, ai sindacati, alle associazioni, a tutte le parti sociali richiamate molto spesso e a volte non sempre opportunamente dai colleghi dell'opposizione, dobbiamo dare risposte. Quello che ci chiedono oggi non è un'ulteriore concertazione, non è dividerci ulteriormente sul comma 1 dell'articolo 18; ci chiedono e chiediamo di accorciare il più possibile i tempi per l'approvazione di una finanziaria che sta mettendo la Sardegna in ginocchio, il sistema economico e il sistema sociale della Sardegna in ginocchio. Questa è la nostra responsabilità, perciò andiamo avanti col comma 2, torneremo sul comma 1, che non è comunque la parte fondante dell'economia della Sardegna, anzi, se un distinguo va fatto, va fatto con il sistema assistenziale che questo comma, come l'articolo 19 della 37 e come altri richiamati dal collega Cogodi poc'anzi, danni al sistema economico e sociale della Sardegna, e ci sono voluti anni per ripararli, così come richiamato dallo stesso onorevole Cogodi poc'anzi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Signor Presidente, io sono chiaramente d'accordo e voterò a favore dell'emendamento, ma intervengo per dire a lei e ai colleghi che ci ascoltano che dare una risposta positiva o negativa non è la stessa cosa. Non è vero che in Sardegna si attende una risposta, si attende una risposta positiva; poi ci sono colleghi come il collega Capelli che vorrebbero dare una risposta negativa, ma non si può sostenere la tesi che tra il sì e il no si deduce che la risposta è uguale. No, gli enti locali, gli amministratori vogliono una risposta positiva. Io ho inteso l'intervento del collega Floris come l'esigenza di dare una risposta positiva, questo è il punto; non è vero che il sistema economico regionale vuole una risposta qualunque. Teorizzare questa tesi e proporre questa ipotesi di lavoro è nascondere il conflitto che c'è tra le diverse valutazioni che si fanno sulla finanziaria. Il collega Capelli deve mettersi il cuore in pace: in questo Consiglio regionale c'è una parte larga del Consiglio che vuole riscrivere la finanziaria, che ha concorso nella riscrittura e vuole continuare a migliorarla. Tra questi ci siamo noi del centrosinistra. Di volta in volta si aggregano a questa ipotesi, a voto palese e a voto segreto, altri colleghi, e il sistema economico, imprenditoriale e amministrativo della Sardegna apprezza questo sforzo. Quindi non è vero che si vuole una risposta qualunque, si vuole una risposta positiva.

Quando noi sosteniamo la tesi che l'emendamento Balletto - mi scuserai Giorgio, lo richiamo non perché voglio discutere di quello - non contribuisce alla costruzione di quella risposta, quando noi sosteniamo questa tesi lo facciamo perché i colleghi che sono qui in aula e che hanno un'esperienza amministrativa, sindaci, consiglieri comunali, dicono che la legge, l'articolo 19 della legge 37 ha dato delle risposte positive, poi anche noi aggiungiamo: non tutte quelle che ci aspettavamo, questo è vero, non tutte quelle che avevamo ipotizzato, questo è vero. Ma noi diciamo: "Allora occorre fare in modo che ferma restando la legge, fermo restando l'articolo, ferme restando le risorse ci sia uno sforzo nel Consiglio per migliorarlo". Se invece si tende a prendere tempo, a non affrontare l'argomento, a spostarlo in avanti non si dà un contributo alla soluzione del problema. Venerdì sera il collega Secci ha fatto un intervento che alcuni colleghi del Consiglio hanno letto come una divisione nel centrosinistra; no, è un arricchimento della discussione che c'è nel centrosinistra per costruire una soluzione positiva. Un arricchimento della posizione.

LIORI (A.N.). Non esagerare, va'!

CUGINI (D.S.). Non esagero collega Liori. Un arricchimento, perché abbiamo detto che quella parte della finanziaria è molto attesa all'esterno e dobbiamo riscriverla in Aula, e ci dobbiamo confrontare in Aula, perché deve essere chiaro a tutti chi è d'accordo per sostenere la funzione degli enti locali e chi ha un'opinione diversa, che non vuol dire che è in disaccordo, ma ha un'opinione diversa.

Allora, è possibile rallentare il confronto, riferito allo scontro, per dare voce a chi vuole migliorare l'articolo 19? Lo dico per Vargiu che ipotizzava le elezioni anticipate. Sappiamo che i Riformatori non vogliono le elezioni anticipate; sappiamo che le vuole solo Pili per essere riproposto a Presidente, ma non è di questo che stiamo discutendo, stiamo discutendo della finanziaria, facciamo uno sforzo per rispondere alle esigenze che vengono proposte. Io ho letto - lo devo dire - anche adesso l'intervento del collega Floris, riferito al Consiglio, come il contributo o un contributo per riprendere il filo del ragionamento e della soluzione positiva e anche ravvicinata della finanziaria. Chi sostiene tesi diverse, come il collega Balletto, esprime un'opinione che è contraria all'opinione larga che c'è in questo Consiglio, perché io vi ho sentiti, volete approvarla rapidamente, vogliamo approvarla rapidamente, ma il sì e il no non possono essere proposti come una soluzione uguale. Il sì è positivo e il no, onorevole Capelli, è negativo. Lei conferma ancora il no, lo sostenga e rimarrà da solo su questa tesi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Credo che non si possa dire che la nostra posizione, come un po' faceva nell'intervento il collega Capelli, sia quella del "tanto peggio, tanto meglio". Se noi opportunisticamente avessimo scelto questa strada, oggi avremmo favorito che si votasse in quest'Aula l'emendamento 606, perché avrebbe talmente scatenato e scatenerebbe nella nostra Sardegna una rivolta tale da parte degli enti locali, anche quelli governati del centrodestra, che avrebbe creato proprio quella situazione del tanto peggio, tanto meglio. Non c'è da parte nostra questa posizione opportunistica. Devo dire che anche a me, invece, molti cittadini chiedono se non sia il caso di accelerare e di chiudere rapidamente la discussione sulla finanziaria. Sono quei cittadini disillusi che dicono: "Ma tanto non ci sarà un'assunzione di responsabilità da parte della maggioranza", e forse la vostra battaglia non porterà a risultati, se non quello di aver bloccato per mesi la discussione della finanziaria. Anche se io sono convinto che cento voti nella quale la proposta della maggioranza è stata bocciata abbiano comunque già migliorato la finanziaria perché hanno tolto spese inutili, dannose e anche mirate. Non so se sia vero che non siamo riusciti a trasmettere ai nostri cittadini, ai sardi, il senso della nostra battaglia; non so se le forze sociali hanno capito che il nostro obiettivo, in questa lunga battaglia, era quello di richiamare la maggioranza a un senso di responsabilità e a dare risposte in materia proprio di politica di sviluppo, rifinanziando le leggi di settore nei (?) settori produttivi, in materia di trasferimento di risorse agli enti locali, com'è all'articolo 18 il primo comma che abbiamo sospeso, in materia di finanziamenti al no profit e così via. L'obiettivo era questo, l'obiettivo è ancora questo. C'è stata l'interlocuzione, io sono d'accordo su questo con l'onorevole Floris, c'è stata un'interlocuzione perché c'è stata la presa d'atto che era necessario che su alcuni punti ci fosse un punto d'incontro, un punto d'incontro che non si è trovato, ma la verità è che il ritardo col quale si sta approvando questa manovra finanziaria è dovuto a un elemento che non si tiene mai in considerazione, che in quest'Aula non c'è una maggioranza. In quest'Aula non c'è una maggioranza che è in grado di governare, non c'è una maggioranza che è in grado di esprimersi, non c'è una maggioranza che è in grado farci una proposta concreta in relazione agli argomenti di cui stiamo battagliando da mesi, ed è per questo che rimaniamo inchiodati. Ci fosse un'autorevole maggioranza era in grado o di fare proposte contrapposte a quelle della minoranza e di sfidarci al voto, oppure di trovare un punto d'incontro. Siccome questa maggioranza non c'è, è una maggioranza che con è in grado neppure di far ritirare un emendamento che noi definiamo provocatorio, offensivo verso gli enti locali, quello che trasferisce i debiti come l'emendamento 606, perché il Presidente della Commissione bilancio non è in grado di assumersi la responsabilità di ritirarlo. E rimane lì, come minaccia all'interlocuzione che c'è tra la maggioranza e la minoranza sul piano del lavoro. E' una maggioranza che non è in grado neppure di fare questo, neppure di chiamare il consigliere regionale Balletto a ritirare un emendamento che è provocatorio. Cioè è una maggioranza che da un lato dice che vuole accogliere l'appello dei cittadini sardi ad accelerare, che però nel suo comportamento concreto in Aula, come quello dimostrato oggi sull'emendamento 606, non vuole che si faccia in fretta, vuole che si continui, ed è la maggioranza che vuole perseguire la politica del tanto peggio, tanto meglio, perché vuole che la gente parli dei tempi di discussione della finanziaria e non parli invece del fatto che mancano i soldi per il piano del lavoro, che mancano i soldi per i comuni, che mancano i soldi per le imprese. Vuole che si parli, attraverso una campagna di stampa, solo dei tempi di discussione e non del fatto che questa finanziaria non risponde invece agli interessi dei sardi. E' la maggioranza che non c'è e che sta dimostrando anche oggi nella discussione del primo comma dell'articolo 18 che non c'è, che non ha autorevolezza e che non ha diritto di governare.

PRESIDENTE. Vorrei ricordare ai colleghi che ancora intendono intervenire in questa sede che stiamo svolgendo dichiarazioni di voto sull'emendamento sostitutivo totale 824 dell'emendamento 219, quindi non può essere che in dichiarazione di voto si parli ancora del comma 1 dell'articolo 18, che è stato sospeso. Colleghi, ci rendiamo tutti quanti conto della situazione, però invito i colleghi, per quanto è possibile, ad attenersi all'argomento in discussione.

Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Stando in tema annuncio il voto favorevole all'emendamento 824, perché è in linea con l'emendamento collegato che abbiamo presentato come Gruppo. Io credo che nella nostra discussione era nelle cose che poi questo atteggiamento producesse delle distorsioni sulla concentrazione del ragionamento di merito. L'unica cosa che sarebbe stata auspicabile è che dopo queste scelte, credo le uniche serie che ha fatto questa maggioranza in questo corso della finanziaria, cioè chiedere rinvii e sfuggire alle responsabilità, sarebbe stato utile perlomeno non scendere sul terreno della provocazione e dell'ipocrisia, perché quando l'onorevole Capelli ci parla di certe cose bisogna ricordare come stanno i fatti: se la Giunta avesse presentato secondo il proprio dovere, secondo legge questa finanziaria come doveva nei tempi suoi, oggi noi saremmo alla metà di febbraio nella discussione. Allora non possiamo non riconoscere: punto primo, che questa finanziaria è stata segnata da ritardi incompressibili e ingiustificabili da parte della Giunta; secondo, avete fatto un tempo di un'inutile concertazione, perché non so che cosa avete concertato, dal momento che tutte le forze sociali e tutte le forze politiche e di opposizione erano contro e sono rimaste contro; terzo, vi siete chiusi a riccio a ogni interlocuzione fin dall'inizio, respingendo con atteggiamento assurdo il dialogo; quarto, vi siete sfidati dentro la maggioranza in maniera chiara, un Gruppo contro l'altro. Avete siglato l'armistizio a dopo la finanziaria, perché l'avete detto voi in quest'aula, avete firmato l'armistizio per risolvere i vostri problemi fuori da qui, quando invece quei problemi hanno condizionato la vita della finanziaria, e oggi ci venete a dire che non stiamo rinviando un nodo, quando questa è l'unica partita di una finanziaria che ci dovete spiegare, fino a qui, che cosa dà ai sardi? Perché quando ci viene chiesta, colleghi, l'accelerazione della finanziaria, pensate che la gente sia così sciocca da non paragonarla con quello che la finanziaria ha rappresento negli anni scorsi, quando avete speso solo le spese obbligatorie? Ma che cosa pensate di avere inciso sulla Regione e sulle forze sociali spendendo il 40 per cento?

Ci chiedono di muoverci perché, constatata l'inutilità di ciò che ci avete proposto, vorrebbero che il nostro tempo fosse impiegato a fare leggi più utili alla Regione, e sapendo che nelle Commissioni ci sarà più saggezza di quella che si sta manifestando in quest'aula.

L'unica cosa che voglio dire al collega Floris è questa: è da un certo tempo che stiamo, in maniera comune, constatando che la pensiamo allo stesso modo sul fatto che una certa parte politica e una certa esperienza politica in questa legislatura ha bloccato la politica. Lascio perdere la democrazia, perché per qualcuno è un ragionamento molto complicato. Si è bloccata la politica; l'unica cosa che non abbiamo ancora capito è per quale motivo, pensandola su un principio importante come questo allo stesso modo, siamo ancora dalle parti opposte. Credo che sia un tema per l'onorevole Floris, per riflettere sulla prospettiva e non sarebbe male che riflettessero anche altri. Questa finanziaria ha due connotazioni principali: quella di togliere, come in questo caso, i soldi che spettano di diritto e in maniera parametrica agli enti locali per destinare i soldi che voi volete alla vostra discrezionalità, per portare un sistema di democrazia coercitiva che non fa giustizia del ruolo degli enti locali. Questa è la costante, assieme a tutte le norme che vi siete proposti per portare via i poteri dal Consiglio e metterveli in capo alla Giunta, per realizzare questo disegno paradossale che vi porta il risultato che vi dovrà portare prima o poi, primo negli enti locali e secondo nella società organizzata.

Sappiate che su queste cose, lezioni sui tempi e suoi modi, ve li dovete fare in casa vostra perché le responsabilità ce le avete voi ed è giusto che ve le ricordiamo con un indice e una scansione particolare. Se poi il Presidente Pili vuole mettere in testa all'indice le ragioni dei suoi capricci che hanno condizionato la vita politica degli ultimi anni, lo faccia pure perché tanto lo sa tutta la Sardegna.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della regione. Una camomilla per l'onorevole Sanna che mi sembra un po' alterato!

PRESIDENTE. Onorevole Pili, per cortesia!

Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Presidente e colleghi, si è parlato tanto di questo articolo 19 della 37, se ne parla ormai da mesi, per non dire da anni. E` diventato famosissimo ormai. Vedete, i monumenti l'uomo li ha sempre eretti a testimonianza, appunto al mondo, di quanto sia stata importante ed incisiva l'azione in vita di un uomo, di un progetto, di un'idea. Io credo che ci sia un evidente monumento alla disfatta dell'articolo 19 della 37 e questo evidente monumento alla disfatta è costituito dal fatto che, nel triennio 1999, 2000 e 2001 oggi, mese di aprile del 2003, ben 600 miliardi dei mille messi a disposizione non sono stati spesi. Questa è l'evidente disfatta di un provvedimento relativo ad una legge sbagliata. Allora io poco prima di prendere la parola ho sentito alcuni colleghi che, per un evidente inflessione dialettale, comune a molti paesi, anche a quello dove sono cresciuto io, dove pronunciano tutte le doppie al contrario, ha pronunciato la parola comma con una sola "m". Questa parola, questo "coma", credo che fotografi l'attività di quest'Aula costretta ad un coma vigile da un'attività ostruzionistica dell'opposizione. Questa è la realtà. Ora io dico che così continuando in questo modo io credo che il coma ben più profondo lo rischia la nostra economia. Noi siamo nel mese di aprile del 2003 e siamo in quest'Aula da 42 giorni a discutere di una legge finanziaria che, detto tra virgolette, altro non è che una sorta di - molto semplificando - spartizione o di divisione del pane e dei pesci. C'è chi ne vuole tanto, chi ne vuole di più, ma questo è nella realtà. Io lo dissi anche nel mio intervento sulla discussione generale, che dando cinquanta miliardi in più all'uno o all'altro si fanno più o meno contenti, più o meno scontenti, ma nella realtà nulla cambia per l'economia della Sardegna. Mentre invece qui si attribuisce grande valore alle strategie di coalizione, alle strategie di partito, non gliene frega niente a nessuno se i commercianti, se gli artigiani, se gli agricoltori, se i disoccupati aspettano questa finanziaria come fosse la manna e non arriva mai. Noi stiamo distribuendo, attraverso questa finanziaria, voi, chi ha le mani in pasta, 18 mila miliardi o più, lira più o lira meno, che non arrivano da nessuna parte perché qui si litiga e non si litiga perché si vuole fare il bene della Sardegna come qualcuno dice, si litiga per interessi di coalizione, per litigi interni anche alla maggioranza. Anche alla maggioranza! Ma certamente per un'opposizione al di fuori dei tempi che impedisce il lavoro e cerca di distruggere, anziché di proporre cose migliori. E allora io dico che in queste condizioni non si può andare avanti. Anche in maggioranza ci sono fibrillazioni, ci sono franchi tiratori che, a voto segreto, colpiscono articoli, commi, emendamenti, che probabilmente dietro a questi voti segreti si nascondono interessi anche i più turpi, i più vergognosi. Ecco io dico che si dovrebbe, per una questione di decenza nei confronti del popolo sardo, porre fine a questa vergognosa disputa sulla divisione del pane e dei pesci. Si dovrebbe finalmente cercare di trovare un accordo lineare, ricordandoci che chi governa ha titolo per governare, ma se ha titolo lo faccia. E lo faccia anche a voto segreto. Se non ha titolo che i franchi tiratori abbiano il coraggio di venir fuori allo scoperto e di aprire, se ne hanno voglia, la crisi. Vedremo se noi saremo d'accordo, io credo di no!

PRESIDENTE. Onorevole Corda, per cortesia, vuole esprimere il suo voto in relazione all'824? Grazie!

CORDA (A.N.). Pensavo che dopo cinque minuti di discussione fosse chiaro, il mio voto è contrario.

PRESIDENTE. No, non era assolutamente chiaro.

CORDA (A.N.). Adesso lo è. E` contrario.

PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Grazie Presidente, io dichiaro di votare a favore dell'824, perché questo emendamento è coerente con la battaglia che stiamo conducendo per migliorare la finanziaria. Io mi rendo conto che dai banchi della maggioranza ci sia, e monti sempre di più, un certo fastidio, una certa insofferenza perché rispetto all'evidenza dei fatti c'è, appunto, fastidio. Come si fa da un lato a ricercare l'accordo e dall'altro a presentare emendamenti che peggiorano il testo della finanziaria che già di per sé è una finanziaria che soprattutto, per quanto riguarda il trasferimento delle risorse ai comuni e le politiche per il lavoro, segna davvero il punto più basso in questi quattro anni. Già vengono dimezzate le risorse a sostegno dell'articolo 19 della 37, ma questo non basta. La maggioranza, non l'opposizione, quindi non si capisce contro chi se la debbano prendere l'onorevole Capelli, l'onorevole Corda. Chi ha presentato l'emendamento che ha bloccato i lavori dell'Aula stasera è niente meno che il Presidente della Commissione programmazione, cioè esponente insomma di primo piano della maggioranza, che è stato capace di dare un ulteriore colpo a questi aspetti della politica della Regione, è chiaro che l'opposizione non può non opporsi ad una prospettiva di questo genere. Insomma questa finanziaria che ha a disposizione oltre 19 mila miliardi di vecchie lire, colpisce i comuni, colpisce le imprese, colpisce l'agricoltura. L'onorevole Corda ha richiamato l'agricoltura. Gli agricoltori non hanno niente da aspettare da questa finanziaria, tanto ci sia o non ci sia, risorse per loro non ce ne sono. Abbiamo fatto una battaglia per prevedere un minimo di risorse per l'agricoltura, questa battaglia non è servita a niente perché la maggioranza si è compattata e ha respinto l'emendamento che era finalizzato a finanziare la legge 21.

Questa finanziaria colpisce le possibilità di aprire nuovi cantieri di forestazione, colpisce i lavoratori dell'antincendio, insomma colpisce il mondo del lavoro. Dal mondo del lavoro che viene attivato, dalle imprese attivate dall'articolo 19 ai lavoratori stagionali, ai lavoratori dell'ente foreste, insomma colpisce la parte più debole del sistema economico regionale. E noi come centrosinistra dovremmo stare a guardare? Questo ci sta chiedendo la maggioranza, in modo anche provocatorio. E` chiaro, noi faremo la nostra battaglia fino in fondo per migliorare questa finanziaria che è inaccettabile così com'è. Poi è chiaro, su certi articoli abbiamo ottenuto certi risultati, su altri purtroppo non siamo riusciti a conseguire i risultati sperati. Però certamente non si può chiedere a noi di rinunciare a portare avanti fino in fondo la nostra battaglia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, cercherò di essere brevissimo per non rubare molto tempo al dibattito sulla finanziaria.

PRESIDENTE. Colleghi, è chiedere troppo se chiediamo di silenziare i telefonini? Grazie!

CAPPAI (U.D.C.). Dicevo Presidente che ruberò pochissimi attimi al dibattito sulla finanziaria perché anch'io sono uno di quelli che sostiene che prima si arriva al traguardo meglio è, perché i sardi stanno a guardare quello che avviene in quest'Aula. Intervengo solo per dire che, come U.D.C., noi non siamo contrari alla legge 37 e soprattutto all'articolo 19, così come qualcuno sostiene che… il mio Capogruppo non è contrario alla 37...

(Interruzioni dei consiglieri Sanna Alberto e Cugini)

PRESIDENTE. Colleghi per cortesia!

CAPPAI (U.D.C.). Interpretate male l'articolo 19, interpretate male sempre quello che un altro dice perché...

PRESIDENTE. Onorevole Cappai svolga il suo intervento.

CAPPAI (U.D.C.). Bisogna stare sempre attenti ed ascoltare con attenzione.

Il mio Capogruppo non ha detto quello, io volevo fare alcune considerazioni sulla 37. E' vero che molti fondi non sono stati spesi in tempo utile, bisognerebbe andare a vedere quali sono le cause. Io non lo so di chi siano, so solo che i funzionari che hanno gestito questa legge non appartengono a questa maggioranza, così cominciamo a chiarire anche questo. Ma io dico che non si può concedere ai comuni il mutuo per la prima annualità con un anno di ritardo. E qualcuno dovrebbe conoscere, soprattutto chi è amministratore, la prima annualità, cioè quella relativa al '99 è arrivata a fine 2000 ai comuni. Quindi i comuni non potevano spendere non avendo la disponibilità finanziaria. Poi, la legge è andata corretta, perché bisogna dire anche questo, non erano più i comuni che ricorrevano ai mutui, ma era direttamente la Regione che dava i soldi ai comuni; e chi ha programmato - l'ho detto in un'altra occasione e lo ripeto oggi - per il triennio la spendita di quelle somme ed ha ottenuto solo ad agosto del 2002 la comunicazione che gli era stata accreditata la terza annualità, non poteva certo impegnarsi.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue CAPPAI.) Ecco, caro Corda, perché ancora tutti i fondi non sono stati spesi. Solo per una questione burocratica, ma le posso garantire, onorevole Corda, che da sindaco difenderò fino in fondo questa legge, difenderò fino in fondo l'articolo 19 perché è l'unica che dà l'opportunità agli enti locali di alleviare, seppure in modo limitato, la disoccupazione. Al centrosinistra dico un'altra cosa però: dieci interventi per dichiarazione di voto sull'emendamento 824, in questi dieci interventi per dichiarazione di voto nessuno ha richiamato l'emendamento 824.

Allora quando venite accusati che fate ostruzionismo, quando venite accusati di fare ostruzionismo, è giusto, non è sbagliato. Il 606 è accantonato, è sospeso! Ragioniamo sugli altri. Può darsi che nelle interlocuzioni si arrivi anche a riparlare del 606, ma siate anche voi obiettivi. Parliamo degli emendamenti successivi.

CUGINI (D.S.). Concordiamo perfettamente. Collega Capelli, chiediamo scusa!!!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Io potrei, se il mio Segretario regionale me lo consente, rinunciare al mio intervento e dichiararmi totalmente d'accordo col collega Cappai. Lui lo fa da sindaco, io lo faccio da ex sindaco. Chi ha vissuto nelle amministrazioni comunali, e chi lo ha fatto come il sottoscritto per vent'anni, conosce bene le problematiche degli amministratori comunali. A me è parso che invece i colleghi del centrodestra che sono intervenuti poco prima di Cappai, abbiano la necessità di conoscere quelle problematiche e non le conoscono per il semplice fatto che non hanno fatto gli amministratori comunali. Ma io non gliene faccio una colpa di questo, io lo renderei obbligatorio prima di arrivare in quest'Aula, un po' quanto meno un corso, un master per amministratori locali, prima di parlare dei problemi delle autonomie locali, perché di questo stiamo parlando con il comma 1 e anche il comma 2, collega Cappai, perché è un tutt'uno. Stiamo parlando dei trasferimenti dal bilancio regionale al sistema delle autonomie locali. Il problema è lo stesso, quindi possiamo parlare dell'emendamento che è in discussione al quale io voterò a favore, ma possiamo tornare e parlare del 606, che è un insulto alle autonomie locali. Sono stati trovati una serie di aggettivi, è veramente un ritorno indietro.

Badate, la difficoltà che incontriamo noi non è al confronto, non è certamente ad entrare nel merito dei problemi, quello che può apparire un atteggiamento ostruzionistico è la volontà invece, che a questo punto non è celata, di portare il più possibile al sistema delle imprese e al sistema delle autonomie locali con leggi trasparenti non in capo ai "califfati" o meglio definiti Assessorati. No, con leggi come questa. E` lì che non abbiamo la stessa impostazione, è lì che intervengono il collega Corda, il collega Balletto, il collega Capelli per dire che è per auto inventarsi che l'articolo 19 della 37 non ha funzionato. Ma dove? Perché non ha funzionato? Se il comune capoluogo, governato dal centrodestra, è il maggiore sponsor perché ha operato e opera bene con questa legge dando risposte a chi risposte attraverso le altre leggi non ha, ed è riuscito a creare micro impresa, di quelle micro imprese che non hanno risposte diversamente. Questa legge è arrivata in quei comuni, non solo a Cagliari, a Esporlatu non so quanti di voi sa dove è Esporlatu, dove non ci sono altre risposte, non ci sono altre risorse, attraverso queste leggi trasparenti arrivano somme anche in quelle deboli comunità. Ma allora è l'impostazione generale che è diversa fra noi e diverse impostazioni della maggioranza. Questo è il problema, lo sottolineava poco prima il collega Marrocu, che noi non abbiamo un interlocutore per poter trovare un accordo tecnico possibile. Non c'è interlocuzione seria perché avete già manifestato poco fa, in quest'Aula, diverse posizioni antitetiche l'una dall'altra e allora non bisogna assolutamente parlare di ostruzionismo nostro. Siete voi che con questo modo di fare bloccate l'erogazione dei fondi, bloccate quindi questa finanziaria. Noi cercheremo di fare del nostro meglio per convincervi che - uso anche un termine forte - il ricatto posto dal mantenimento dell'emendamento Balletto e più, il 606, ma noi non ci stiamo andremo avanti con la nostra battaglia, se questa è la sfida.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente se non facessi probabilmente un torto alla storia e agli storiografi probabilmente la contesa che si sta sviluppando su un argomento certamente importante rievoca battaglie del passato tra guelfi e ghibellini, ma probabilmente per stare ai nostri tempi mi pare più una battaglia da armata Brancaleone perché il collega Dore, non ho detto che sei Brancaleone tu, no, mi guardo bene dal dire che tu sei Brancaleone. Se dovessi dire il personaggio storico che tu mi evochi probabilmente sorrideresti non me.

(Interruzioni)

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Se l'onorevole Dore...

PRESIDENTE. Colleghi chiedo scusa...

E' un diversivo, però insomma. La prego continui onorevole Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). E` anche simpatico il collega Dore, ma ci mancherebbe altro. Ogni tanto anche per stemperare questo clima tetro che spesso si respira anche all'interno di quest'Aula. Dicevo però che mi pare che sia una contesa a chi la spara più grossa; qui sono stati evocati addirittura toni apocalittici, come se c'è un centrodestra contro il sistema delle autonomie locali, contro i comuni e dall'altra parte chi invece si erge a paladino, a difensore degli enti locali.

Ma vedete la finalità propria dell'emendamento 606, se andiamo a vedere quanti emendamenti il centrosinistra ha presentato, e che per pudore sono stati ritirati, la finalità era proprio quella e rimane proprio quella di consentire fino in fondo una seria e serena interlocuzione con le opposizioni su un tema di questa portata.

E allora io avrei capito che dal centrosinistra venisse qualche proposta anche alla luce del sole, nella chiarezza, e che si smettessero questi toni che davvero non consentono di poter, su una materia di questa portata, trovare soluzioni comuni, ma rischiano ancora di creare una grande divaricazione. E allora ecco perché mi pareva che la seduta di venerdì si fosse chiusa sotto questo auspicio, e mi pare però oggi, da parte nostra un po' di maggioranza e soprattutto da parte dell'opposizione, non si sia potuto cogliere questo segnale distensivo che mi pare utile proprio per dare sistemazione ad una materia di questa portata.

E allora ecco perché per dovere esprimo anch'io il voto contrario sull'emendamento in discussione, ma evidentemente non si può continuare a insistere su un aspetto che rischia di diventare davvero strumentale. Quindi se il tempo che noi abbiamo ancora davanti lo si può utilizzare per una seria interlocuzione, noi siamo ancora disponibili su questi temi, ma altrimenti è giusto chi ha detto e chi ha invitato, perché riteniamo che la maggioranza abbia i numeri per approvare o per bocciare emendamenti e quant'altro.

Non voglio qui evocare per rispondere al collega, mi pare non Orrù, ma non ricordo chi dai banchi dell'opposizione faceva riferimento al mondo del lavoro. Anche noi siamo interessati a chiudere in fretta l'articolo 18, passare all'esame anche di quegli emendamenti che riguardano operai forestali, personale del servizio antincendio, ai quali doverosamente dobbiate dare una risposta e mi auguro questa volta anche nel voto palese e chiaro da parte di tutta l'Aula

FADDA (La Margherita-D.L.). Anche in Commissione era palese il voto, quando avete modificatola legge.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io starò al tema anche se però ovviamente come tutti gli altri poi una qualche divagazione mi sarà concessa. Annuncio subito il voto favorevole all'emendamento 824 perché va nella direzione che noi dall'inizio di questa finanziaria abbiamo sostenuto, abbiamo proposto, cioè quella di ripristinare, perlomeno, le risorse agli enti locali. Questo relativo all'articolo 24 della legge regionale 4 del 2000, cioè interventi comunali finalizzati all'occupazione, è uno di quei capitoli della finanziaria e del bilancio che risultano sotto stimati rispetto alla dotazione provvista per il 2002 che per altro vorrei ricordare che già nel 2001 subì una significativa e ingiustificata contrazione.

Vorrei ricordare che attraverso questi progetti comunali finalizzati all'occupazione ne usufruiscono circa quattromila famiglie all'anno, quattromila lavoratori all'anno, cioè sono quattromila buste paga che vengono garantite per la realizzazione di importanti opere degli enti locali che, attraverso questa contrazione, che tra l'altro saremo costretti a registrare, chiaramente un certo numero di questi non avrebbero più l'opportunità che gli si è presentata fino a quest'anno.

Però vorrei ritornare un attimo alle considerazioni che faceva il collega Cappai perché io credo che, caro Nello, la tua voce è stata l'unica voce anche nella giornata di oggi e continuando anche con la giornata di venerdì, che si è levata a favore dell'articolo 19 della legge 37. Quindi questi interventi di dichiarazioni di voto anche sull'emendamento 824 perlomeno sono serviti a capire che qualcuno anche nel centrodestra, e la tua voce fino a questo momento è l'unica che si è levata a difesa dell'articolo 19, cioè le cose che sono state dette qui in quest'Aula dai tuoi colleghi della maggioranza sono delle voci che si sono levate a dichiarare il fallimento dell'articolo 19, il mancato raggiungimento degli obiettivi, il notevolissimo ritardo e quindi la non spendita delle risorse. Meno male che è arrivato il tuo punto di vista, di una persona, di un sindaco che opera tutti i giorni e che tra l'altro ha individuato anche uno degli obiettivi e uno dei problemi che noi abbiamo sollevato anche in questa finanziaria, cioè il discorso della programmazione pluriennale delle risorse, della triennalità. Il problema che tu hai dovuto scontare nel tuo comune, nella tua comunità di non avere la disponibilità dell'intera triennalità e di aver dovuto rinviare alla terza annualità quello che era un programma che tu avevi individuato rispondente alla tua comunità è dovuto a questo.

Quindi noi stiamo chiedendo che nel ripristino delle risorse che erano precedentemente stanziate, vi sia anche la previsione della triennalità, perché ci sia la possibilità di una programmazione più consistente, più seria, più rispondente a quelli che sono i reali bisogni.

Il collega Falconi ricordava prima quanto ha sostenuto la stessa amministrazione di Cagliari per quanto riguarda il rifinanziamento dell'articolo 19. Ma non è solo l'amministrazione di Cagliari governata dal centrodestra, io ho qui la comunicazione del sindaco della città di Oristano e quindi mi sembrerebbe che sarebbe opportuno che qualche altro collega del centrodestra prendesse nota di quanto dice il sindaco del Comune di Oristano in una nota inviata al Presidente della Giunta e a tutti i consiglieri regionali della provincia dove dice che: "verificato che questa forma di finanziamento ha creato decine di posti di lavoro e avviato a costruzione opere che porteranno benefici occupativi all'intera comunità, tenuto conto che l'eventuale soppressione del piano straordinario del lavoro comporterebbe gravissimi danni all'economia della nostra città, provocando la perdita di numerosi posti di lavoro", bene conclude chiedendo ovviamente il rifinanziamento dell'articolo 19.

Quindi signori qui non è un problema del centrosinistra; il centrosinistra ha raccolto questa domanda che viene dal territorio, ha raccolto la domanda che viene dalle amministrazioni locali che va nella direzione di rifinanziare questo importante strumento, sia per la promozione dello sviluppo locale sia per la creazione di nuova occupazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io devo intervenire perché sono stato chiamato in causa più volte. Voglio ricordare ai colleghi, ai quali respingo tutte le osservazioni che hanno fatto, nessuna esclusa, che noi siamo intervenuti e abbiamo chiesto la sospensione di questo articolo non nel momento della discussione dell'articolo e degli emendamenti, ma nel momento del voto. Nel momento del voto e cioè nel momento in cui tutte le interlocuzioni, che sono state poste in essere in questi ultimi dieci giorni per trovare una convergenza, avevano dimostrato di non aver dato nessun risultato.

Colleghi, eravamo di fronte alla votazione dell'emendamento. E la votazione dell'emendamento in un senso o nell'altro avrebbe posto la parola fine a questo problema. Vedo che non c'è interesse, rinuncio Presidente.

PRESIDENTE. L'onorevole Balletto rinuncia.

Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io mi dichiaro non favorevole all'emendamento. Però va precisato, si è detto prima che il nostro Capogruppo abbia espresso giudizi negativi, sia un affossatore. Qui dentro si sente parlare molto di sofferenza. Noi cominceremo a parlare anche noi in modo tale che si sappia che i tempi non saranno brevi, è meglio che ormai siamo orientati verso la settimana successiva, quindi alla vigilia di Pasqua perché i tempi tecnici non ci sono più. Del resto le velate minacce servono relativamente, ma qui dentro si parla molto di sofferenza, di fastidio, del fatto che ci sia qualcuno che vuole evitare che si diano le risorse ai comuni. Noi siamo favorevoli, non siamo fra coloro i quali provengono le frasi dall'estrema sinistra o dalla estrema destra possano dire che la legge è sbagliata; non lo abbiamo mai detto e non lo diciamo! Quindi non l'ha detto Capelli, non l'ha detto Cappai, non lo dico io, non lo dice il nostro Gruppo.

Noi diciamo che la legge va finanziata, l'unico problema che ci può essere praticamente può essere quello delle risorse finanziarie, abbiamo preso atto che, ci sono anche da questo punto di vista interpretazioni diverse, è un fatto soltanto di risorse finanziarie.

Così come non mi risulta che ci siano, siano state ridotte queste, soprattutto per quanto riguarda i comuni perché sulla base di un'interlocuzione - sono intervenuto per dire questo in modo puntuale - vedete, cioè mettiamoci d'accordo, se si votano a scrutinio segreto sulle sigle sia che sia C.C. o sia C.B.C. normalmente non passano perché le sigle non sono simpatiche a nessuno. Non sono simpatiche a una parte e non sono simpatiche neanche a noi, per amore della verità, perché non ci piacciono le mortificazioni e sarà il momento utile per dare praticamente le risposte adeguate a chi nel segreto dell'urna si diverte. Ma non mi riferisco a voi, mi riferisco all'altra parte, perché 26 voti pesano per oggi e per domani.

Detto questo vi sono praticamente dei tempi. I tempi però li state allungando molto anche voi, perché vedi, non c'è Gian Valerio, ha detto prima: "Sforzo del Consiglio per migliorarla". Ma al tempo stesso hai detto: "Fino a qui cosa ha dato ai sardi?" Evidentemente se hai detto questo non è stata migliorata, con la tua frase: sino a qui cosa ha dato ai sardi, cioè abbiamo perso molto tempo, abbiamo perso 45 giorni, ma abbiamo dato poco evidentemente. Allora questo è un provvedimento che può essere discusso, certo è centrale, lo vogliamo discutere. Abbiamo detto facciamo come avete chiesto più volte anche voi; andiamo avanti per trovare un minimo di sintesi. Però vedete la cosa peggiore è quando si parla di mancata concertazione. Farò nomi e cognomi non ve ne dispiaccia, perché non si lancia la gente senza il paracadute sia che sia da una parte che sia dall'altra. Allora, nessuno può dire qui dentro - perché a questo punto non si è più affidabili - che non sa niente, perché tutti sanno tutto e più di tutto. A me è capitato di andare in una stanza, mi si dice che la sera precedente c'era anche l'amico Cogodi, quindi sapeva - me lo ha detto il mio Capogruppo - salvo che si dimostri che è un bugiardo e in quella sede si è parlato e si sono messe in essere alcune cose. Forse la cifra non era eccessiva e si è detto sia l'amico Falconi, sia l'amico Elisio Secci lanciati evidentemente senza paracadute: "Andate nella vostra parte politica e riferite e ci incontriamo". Quanto si è rientrati in quest'Aula sembrava di essere a Fort Apache senza aver detto nulla di quella che è stata l'interlocuzione. Allora io credo che quello che è stato detto non si possa rimangiare. Che se quelle risorse che sono aggiuntive che evidentemente ci sono le risorse, saranno i tredici miliardi più i milioni di euro più cinque per i comuni, le risorse aggiuntive per quanto riguarda l'articolo 19 della legge 37 non debbano, anzi possano essere incrementate nell'interlocuzione. Se l'interlocuzione, però siccome l'amico Fantola anche lui senza paracadute, raccontava una volta una barzelletta molto intelligente, Carmelino Porcu, riferita proprio al suo leader Segni che lanciandosi aveva confuso il paracadute con il sacco a pelo del saccopelista dell'aereo e evidentemente va precisato che anche stasera l'amico Fantola, salvo che sia da ricovero, ha presentato un documento di sintesi che tendeva a dire, che stravolgeva quello presentato in precedenza, che aveva connotati più alla Cogodi, ma si può interloquire su questo in un'Aula o in Aula, lo dirai a lui, se non si può interloquire concludiamo questo e andiamo avanti.

PRESIDENTE. Concluda, prego, onorevole Oppi.

OPPI (U.D.C.). Se invece si vuole interloquire ritengo ci saranno modi e tempi perché senza che ci siano vincitori e vinti, c'è tutta la disponibilità a trattare. C'era dall'inizio e ci deve essere oggi e io ritengo che ci siano tutte queste condizioni.

Quindi se dobbiamo andare avanti, lo facciamo in Aula o non in Aula con responsabilità reciproche, l'importante è sapere dove si vuole andare. Se però si ha la presunzione che una parte soccomba e si voglia dimostrare che quello che ha fatto è una aberrazione e dall'altra parte ci sono i santoni, questo non può essere accettato.

Quindi ci vuole essere una interlocuzione e quindi evitiamo le scaramucce, non buttiamo niente a mare, ci sono le condizioni perché in altra sede o in Aula attraverso le forme rituali si possa arrivare a conclusioni serie.

PRESIDENTE. Ho capito che su questo emendamento l'onorevole Oppi vota contro.

OPPI (U.D.C.)., Assessore dell'igiene e sanità e della assistenza sociale. L'ho detto all'inizio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S). Presidente, io dichiaro il mio voto a favore dell'emendamento 824 che incrementa le somme a disposizione nel comma 2 dell'articolo 18 che ci sembrano insufficienti. E questo ragionamento dell'insufficienza delle somme a disposizione del piano straordinario del lavoro è un tema ricorrente nella nostra discussione che io vorrei fare, onorevole Oppi, conclusivamente in Aula alla luce del sole, senza negare interlocuzioni, senza negare le esigenze di approfondimento che anche fuori dall'Aula sono necessarie.

Non ci sono colleghi che vengono lasciati senza paracadute, ci sono evidentemente punti di caduta politici che non sono stati superati e che non minano l'interlocuzione che c'è stata.

Allora si tratta di capire se i punti politici aperti possono essere chiusi, si chiudono in Aula per quanto è possibile chiuderli in Aula con le esigenze di approfondimento che in Aula è possibile farlo, mantenendo chiari i concetti interno ai quali stiamo conducendo la discussione in questi giorni, che non sono né minacciosi né ultimativi né quelli di chi vuol far soccombere parti. Noi intendiamo, perché ne siamo convinti, affermare la bontà del piano straordinario del lavoro e dell'articolo 19 della 37. Ci hanno convinto poco in questi mesi le tesi di coloro che sostenevamo che l'articolo 19 della 37 è stato un fallimento. Siamo stati poco convinti della tesi che ha sostenuto, che sull'articolo 19 della 37, i comuni sono inadempienti, noi riteniamo che l'articolo 19 della 37 abbia funzionato, che i soldi siano stati utilizzati dai comuni e che se non si sono totalmente spesi è perché molti progetti sono ancora in corso. Che la finalità che si intendeva perseguire con l'articolo 19 della 37, quella cioè di promuovere lo sviluppo locale è largamente conseguita e vedremo i risultati via via che vi spiegheranno tutte le loro potenzialità.

Allora, per questi motivi noi riteniamo che l'articolo 19 nella 37 debba essere rifinanziato, tesi del resto accolta nel comma 1 dell'articolo 18. In parte noi diciamo, ma comunque contenuta nel comma 1 dell'articolo 18, e noi riteniamo che debba essere dato al finanziamento del piano straordinario del lavoro un respiro triennale, perché i comuni possano far conto fino al completamento del quadro comunitario di sostegno su risorse certe di cofinanziamento. Allora, se su questo siamo d'accordo, questo va scritto e stabiliamo una posta di bilancio triennale per l'articolo 19 della 37. Poi, diciamo che probabilmente la materia andrebbe rivisitata. Non siamo in condizioni di farlo nella discussione della finanziaria, ci rinviamo a una norma che approfondisca e che affronti meglio tutta la materia del piano straordinario del lavoro, dell'articolo 19 della 37 quindi è la materia relativa allo sviluppo locale riordinando la legislazione fin qui sviluppatasi. Anche qui se siamo d'accordo lo scriviamo così come lo sto dicendo se il concetto è quello che ci interessa salvaguardare, se invece intendiamo dire cose diverse è chiaro che le scritture non risolvono la differenza concettuale e politica esistente; ma se, così come a me sembra, le distanze non sono lontanissime, questo può essere scritto e la maggioranza assuma le responsabilità di scriverlo anziché giocare su presunte difficoltà dell'opposizione e divergenze nella materia.

La terza questione, quella relativa al vincolo che viene dato ai comuni della spendita entro date certe che vuole essere un vincolo politico, programmatico e di utilizzo dei fondi per le finalità per i quali i fondi sono destinate, anche questo, siccome è materia sulla quale in questi giorni il confronto si è ampiamente sviluppato e ci sono delle convergenze possibili, ci fermiamo a scriverlo così come stiamo dicendo, e a me pare che questo corrisponda ad un buon lavoro che noi facciamo e lo facciamo, esplicitamente in quest'Aula senza interlocuzioni fumose che sembrerebbero sottintendere questioni e negozi che non esistono se non sulle questioni che ho richiamato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio, per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Grazie Presidente, onorevoli colleghi. Io mi atterrò al tema, a termini di Regolamento, dell'emendamento 824. Allora, in attesa che si ritorni alla politica, che è sparita come ho sentito affermare e che non c'è più, posso anche forse condividere o ce n'è molto poca, ed osservo che tutto questo dramma dei comuni, i comuni offesi, i comuni vilipesi, i comuni abbandonati eccetera, in fondo in fondo non hanno, manca a parere dei proponenti, che devono essere ben strettamente informati precisamente al centesimo, sarebbero offesi ed andrebbero a chissà quali crisi, perché mentre l'emendamento proposto dalla legge finanziaria parla di 45.539.000, euro, occorre aggiungerne, perché non siano offesi, perché non siano distrutti, perché non vadano in crisi, non vadano in fallimento, 950 mila o un milione di euro.

Io non credo assolutamente a quanto, con molta capacità di verbo, con molta dialettica, con molti improperi nei confronti di questa maggioranza, e ciò è stato detto e sostenuto fin ora, perché in termini ragionieristici meramente non è possibile pensare che un finanziamento rispetto di 45.539.000 euro o un finanziamento di 46.539.000 euro possano fare la differenza. Con tutto questo si sono perse circa un'ora, e se ne perderà ancora per sentire gli emendamenti, chissà quali altre ragioni, continuando a passare il Regolamento perché si parla di un emendamento e poi invece si va a finire sempre sul discorso del comma 1.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Noemi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA NIVOLI (A.N.). Grazie Presidente. Un intervento brevissimo, prima di tutto per chiarirmi le idee perché non capisco di che cosa si stia parlando, nel senso che lo capisco benissimo, però formalmente si parla di una cosa e si dice qualcos'altro.

Io sull'emendamento 824 non ho la minima idea di che cosa dica, di che cosa l'Aula abbia intenzione di fare, e siccome siamo su quel terreno, io esprimo un mio voto, diciamo, per esempio di astensione in questo momento perché non so qual è l'argomento, l'Aula non mi ha aiutato in questo senso. Però c'è un retro pensiero dominante che comincia personalmente ad urtarmi, perché non si può affermare che il centro destra sia così ostinatamente contro lo sviluppo locale, questo non lo si può dire perché i nostri comuni: Cagliari, Oristano, Sassari, sono città governate dal centro destra e noi sappiamo quali sono le esigenze di...

SPISSU (D.S.). "Governate" è una parola grossa.

SANNA NIVOLI (A.N.). Lasciami finire, e sai perché sto intervenendo adesso? Sto intervenendo adesso perché comunque l'atmosfera si sta ammorbidendo perché prima eravate insolenti, arroganti, usavate soltanto l'insulto personale e non era possibile nessun tipo di relazione. Adesso che si sta ammorbidendo, io credo che uno spiraglio, francamente non possiamo andare avanti per tutto il mese sul discorso di un accordo o di un non accordo, ci sono dei saggi che sono stati nominati a gran voce da quest'Aula, io credo che i saggi possono raccogliere le esigenze di tutta l'Aula e sottolineare il fatto che comunque il centro destra non è mai stato contro i comuni, e io personalmente non sono contro lo sviluppo locale...

(Interruzioni)

SANNA NIVOLI (A.N.). Non mi volete ascoltare, Cugini abbi pazienza, solo quando parla Cogodi lo ascolti!

Per essere molto seri: non è possibile in quest'Aula, che dovrebbe essere la massima espressione istituzionale, ridurre un problema di scelte di politiche finanziarie sui comuni in una contesa fra due parti. Chiuso il discorso.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento 824, lo metto in votazione.

FADDA (La Margherita - D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.

PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto elettronico palese; sette persone che appoggiano la richiesta!

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Gian Valerio SANNA, GIAGU, GRANELLA, Emanuele SANNA, MORITTU, PIRISI, SPISSU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 824.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - SANNA NIVOLI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 74

Votanti 72

Astenuti 2

Maggioranza 37

Favorevoli 32

Contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Passiamo adesso all'826, che è il secondo del gruppo di emendamenti che voteremo, è il più vicino alla formulazione del testo, cioè dell'emendamento 219.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'emendamento 826, lo dico anche a beneficio oltreché degli altri colleghi anche della collega Noemi Sanna, riguarda ancora un incremento possibile e doveroso relativo ai fondi da attribuire ai comuni per i progetti di occupazione in sede locale; così è chiaro di che cosa stiamo parlando perché il comma 2 dell'articolo 18, alla spesa usuale, che era di cento miliardi all'anno, che da quindici anni la Regione riconosce ai comuni in parti eque, perché questi danari si danno ai comuni in base agli abitanti ed ai disoccupati, quindi senza nessun arbitrio da parte di nessuno, con giustizia, questi finanziamenti che usualmente sono stati mediamente di cento miliardi l'anno, quest'anno vengono ridotti a circa novanta, cioè mancano dieci miliardi. Stiamo parlando di questo: restituire ai comuni almeno quei dieci miliardi in conto di una delle azioni per il lavoro, poi torniamo al 19, che con questa finanziaria si stanno togliendo, così chi è d'accordo vota a favore, chi è contrario vota contro e si capisce di cosa stiamo parlando.

Qualche collega si è lamentato, ma siamo quattro settimane che discutiamo attorno, prima sullo sfondo e poi adesso più da vicino d'appresso e poi ancora ne discuteremo dopo a commento della legge per il lavoro, sì, siamo quattro settimane quest'anno, però siamo quattro anni che noi stiamo difendendo il piano per il lavoro. Se voi fate memoria, e c'eravate tutti, è il quarto anno, da quando esiste il centro destra, fin dal 2000, che l'unica forma di convinzione, ma non è una convinzione, è un pregiudizio politico e ideologico, è stato quello di smantellare il piano per il lavoro. Non ci siete riusciti nei quattro anni precedenti, vediamo se ci riuscite quest'anno! Volendo ci riuscirete, però non credo che in questo Consiglio, che è lo stesso di questi quattro anni, ci sia una maggioranza contro le leggi per il lavoro.

In questo Consiglio, al di là delle Giunte e al di là delle formule di maggioranza, si è dimostrato che c'è una maggioranza favorevole alla conservazione e al miglioramento della legge 37 del piano per il lavoro. In questo Consiglio c'è una maggioranza che si è espressa negli anni in favore della legge 37 e in favore delle leggi per il lavoro.

Per favore, questa maggioranza si manifesti ancora una volta, prima si manifesta meglio è per tutti, perché parliamo di danari che debbono arrivare a tutti i comuni della Sardegna e che debbono sostenere nuove impresa locali ed occupazione in sede locale.

La legge ha dato ottimi risultati, è inutile dire: è fallita, è assistenza! Non è vero niente, io ho 220, vi ho già annunciato, ne ho citato qualcuno, ho citato qualche comune piccolo, ho citato il comune di Cagliari, cioè ho citato i dati relativi all'attuazione in questi comuni e dappertutto si evince che con quaranta - cinquanta milioni si creano posti di lavoro stabili, piccola impresa nel settore dei servizi, nel settore dell'artigianato, nel settore delle attività turistiche, in tutti i comuni della Sardegna. Ho censito 220 comunicati e notizie pubbliche di 220 comuni della Sardegna. Io non so se avrò la possibilità di citarli tutti 220, se avrò 220 occasioni ancora di parole in questo Consiglio in questi giorni, adesso vi cito, per esempio, Nuraminis. Nuraminis, annualità 2002, legge 37, l'applicazione: 20 nuovi posti di lavoro stabili e continuativi nel comune di Nuraminis solo con una annualità, il che vuole dire che con le quattro annualità questi 20 diventano 80 e con la nuova triennalità possono diventare più di 100, ma non lo dico io, è il comunicato del Comune firmato dal Sindaco di Nuraminis, sindaco Vaquer di Nuraminis. Il sindaco Vaquer mi risulta non è di centro sinistra, è, invece, credo di altra propensione politica.

PRESIDENTE. Consigliere Cogodi concluda, prego.

COGODI (R.C.). ...si aggiunge è che anche l'opposizioni, ha detto il Capogruppo dell'opposizione Cappai: "Noi siamo d'accordo" e il comune di Nuraminis all'unanimità vota l'applicazione della legge per il lavoro in quel comune, venti occupati con una sola annualità. Ecco dov'è l'unità di intenti, ecco dove si fa l'unanimità, nei territori, nei luoghi, questo lo sanno gli amministratori locali, quindi di ogni parte politica. Ecco la novità, ecco la bontà di questa legge. Allora dobbiamo sbloccare interlocuzione, interlocuzione, ma insomma abbiamo interloquito già troppo, votiamo il sostegno dell'articolo 19 della legge per il lavoro, chi ha idee per migliorarle esponga le sue idee migliorative, smettetela di pensare, quella minoranza che ancora lo pensa, che le leggi per il lavoro in questa regione possano essere dopo quattro anni, quest'anno possano essere espiantate. Non è possibile e in ogni caso se voi lo pensaste ancora noi abbiamo il dovere di dimostrare a voi ed ognuno in ogni stazzo della Sardegna, fino all'ultimo stazzo, come dice il collega Floris, che questa è la bontà della legge e noi la difendiamo fino alla fine.

PRESIDENTE. Colleghi, io voglio pregare tutti di attenervi ai tempi regolamentari. L'ho già detto in qualche altra occasione, perché se questo atteggiamento di cortesia (a volte è davvero difficile tagliare le parole) significa che ognuno di noi parla due minuti in più, voi capite che nell'economia complessiva del tempo davvero non è gestibile. Per cui prego tutti di attenersi ai tempi, eccezionalmente si può consentire di parlare per trenta secondi, dieci secondi in più, il tempo che serve per concludere un concetto, una espressione.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, spero di un utilizzare per intero il tempo a mia disposizione. Preannuncio il mio voto contrario all'emendamento 826, che nel merito è uguale all'824, che abbiamo votato prima. Ma è ovvio che, passatemi il termine, tirato per i capelli, ho necessità di fare qualche chiarimento rispetto all'intervento di prima. Continuo a dire che sarebbe follia, come ho detto prima, pensare che i fondi non spesi dell'articolo 19 della 37 non nascondano una qualche manchevolezza nel sistema. Io non ho detto che sono contrario alla legge 37, ho sottolineato che qualcosa in parte non condivido, per esempio, il comma b) dell'articolo 19 della 37, perché è soprattutto quello che ha portato i comuni a non potere applicare le risorse finanziarie che vengono loro destinate dalla Regione.

Pensare che i comuni non vogliano spendere credo che sia, come ho detto prima, pura follia. E' evidente che qualcosa nel meccanismo non funziona, così come, ho fatto riferimento, non funziona il sistema assistenziale che molto spesso intorno alle leggi sul lavoro è stato creato anche nel recente passato. E' vero che si è perso tempo nella finanziaria, forse al collega Gian Valerio Sanna è sfuggita la prima parte del mio intervento, quando dissi che la prima responsabilità è stata sicuramente la nostra nell'aver portato fuori termine la finanziaria per tanti motivi che non stiamo ad analizzare. Ma due errori non fanno una cosa giusta, nel senso che adesso con un ostruzionismo che si blocca su un comma della finanziaria, noi stiamo continuando a non dare le risposte che ci vengono richieste dalle parti sociali, caro Siro, sai perché? Perché quando si dice: "Noi stiamo cercando di spiegare alle parti sociali i nostri obiettivi, i nostri progetti, eccetera", ma voi le ascoltate le parti sociali? Cercate di capire cosa dicono le parti sociali? Forse bisognerebbe ascoltare e interpretare quello che le parti sociali cercano di trasmettere al sistema politico, che non è bianco o nero, positivo o negativo, che è la chiara visione degli estremi, caro collega Cugini, perché non esiste solo il bianco e il nero, esistono anche i colori intermedi, esistono anche i colori dell'arcobaleno, che non sono fatti soltanto dal bianco e dal nero. Ecco perché noi abbiamo aperto a un confronto e continuiamo a dire che è utile, necessario e possibile un confronto, è possibile un accordo sull'articolo 19 della 37. Ecco perché le interlocuzioni che sono avvenute, non nelle segrete stanze, ma conosciute e avvenute con tutte le parti politiche che compongono questo Consiglio e con piena conoscenza di tutte le parti politiche di questo Consiglio, sono avvenuti dei confronti e si sono trovati anche degli accordi che subito dopo sono stati smentiti, subito dopo sono stati corretti. Perciò non si riesce più a capire se questa maggioranza che ha firmato l'armistizio, e l'armistizio è una cosa possibile anche in politica, perché ci sono delle priorità e in questo momento la priorità è la legge finanziaria per la Sardegna, e insisto su questo, perché questo è quello che ritengo che sia corretto, è quello che le parti sociali comunicano, e perché mi rendo conto, nel sistema burocratico, amministrativo, economico e sociale, del danno che si sta provocando dilazionando ulteriormente i termini. Ma l'armistizio è perché si riconoscono delle priorità: la priorità è la finanziaria. I problemi politici del sistema politico, non solo di questa maggioranza, ma del sistema che ci costringe a governare in questo modo o a partecipare anche ai lavori del Consiglio in questo modo, con un Regolamento che più volte abbiamo criticato, tutto questo l'abbiamo rimandato a dopo, perché la priorità continua a essere non solo l'articolo 19 della 27, o il comma 1 dell'articolo 18 della finanziaria, ma è l'approvazione, dare una finanziaria non negativa, non nera, non bianca, modificata in quello che abbiamo fatto fino ad oggi, alla Sardegna.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli anche per aver mantenuto l'impegno di non utilizzare tutto il tempo, ci ha fatto risparmiare un paio di secondi.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Nell'annunciare il nostro voto a favore dell'emendamento in votazione, credo di poter affermare che il Consiglio ormai è incagliato, che quando il numero degli interventi della maggioranza si equivalgono a quelli della opposizione è segno evidente che c'è, oltre a una perdita di tempo, un qualcosa che non sta funzionando, che non possiamo dire che questo sia ostruzionismo da entrambe le parti.

Il tentativo fatto dal collega Balletto di bypassare momentaneamente l'emendamento 606 e tutti gli altri di riferimento del comma 1, alla luce di ciò che sta accadendo credo che non abbia prodotto il beneficio che lo stesso collega Balletto si era preposto. E non possiamo far finta di niente. Ritengo che sia necessario, dopo aver fatto questo tentativo, ritornare al punto di partenza, ritornare alla discussione o, per meglio dire, la discussione è già avvenuta, ad affrontare anche con il voto, se è necessario, l'emendamento 606 e tutto il resto, perché è impensabile che si possa bypassare il comma 1, cercare di andare avanti, verificare quello che sta accadendo, e quello che sta accadendo è dimostrato nei fatti, che non stiamo riuscendo ad andare avanti. Perché? Perché rimane un problema di fondo ed è necessario che il Consiglio si pronunci, come del resto molti colleghi, soprattutto sindaci della maggioranza, hanno fatto fino a questo momento.

Allora, il tentativo è stato fatto, onorevole Balletto, ci rendiamo conto che non ha dato quel risultato a cui facevo riferimento poc'anzi. Credo che sia necessario, invece, riprendere dal comma 1, dall'emendamento 606, per fare assoluta chiarezza, e poi se qualcuno ha interesse a fare un'interlocuzione la faccia pure, ma questo chiarimento, per il significato che ha lo stesso emendamento, per quelle che sono, invece, le interpretazioni degli interventi fatti dai colleghi di maggioranza e di opposizione credo che non possa facilitare assolutamente il proseguo del lavoro di quest'Aula. E quindi approfitto di questa dichiarazione di voto, Presidente, per porre all'attenzione dell'Aula questa necessità, questa possibilità vera di sbloccare una situazione che ormai riteniamo non possa dare nessun tipo di risposta. Riprendiamo da dove abbiamo interrotto, forse questo ci potrà aiutare.

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, lei è stato molto chiaro, spetta a qualcuno dare risposte. Io, per ciò che mi riguarda, devo andare avanti. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, per esprimere il mio e il nostro voto favorevole all'emendamento 826, che ovviamente anche va anch'esso nella direzione del rifinanziamento del comma 2 dell'articolo 18. Io credo che questa riflessione che stiamo facendo e che da qualche parte sosterrebbe che c'è al fondo una comune valutazione sugli enti locali e sulla modalità di avere attenzione agli enti locali, rappresenta di per sé un passo in avanti, sempre che i famosi saggi di cui parla la collega Noemi Sanna vengano scovati. Normalmente in una sede parlamentare chi è che deve essere il saggio se non la Giunta, se non il Presidente, cioè colui che ha l'onere della risposta, non dell'annuncio, della risposta? Invece noi dobbiamo cercare i saggi quasi sempre tra i banchi, qua e là, questa è l'anomalia vera di questa legislatura, il fatto che c'è un'abdicazione a un dovere principale, quello di essere la Giunta la parte che dialoga, la Giunta la parte che propone le mediazioni, la Giunta che si adopera perché rispetto alle posizioni parlamentari si possa estrarre una sintesi. Non ci può essere saggezza, collega Noemi, se la Giunta è poi il luogo dove possono naufragare i tentativi della saggezza.

Allora, io credo che dovremmo da un lato prendere atto di questa anomalia, dall'altro valutare come le mediazioni poi sono frutto anche di cedimenti da una parte e dall'altra, ma anche di sinergie da una parte e dall'altra. Sulla questione che riguarda le affermazioni del collega Capelli io non sollevo questioni. Noi stiamo parlando, enfatizzando questa questione: "La finanziaria è attesa dalla gente, non vedono l'ora di vederla conclusa", e poi, sostanzialmente, ci dà un riconoscimento che i sardi attendono di avere questa finanziaria, cioè quella che abbiamo fatto finora e quindi di fatto il collega Capelli sta dando a noi il riconoscimento che abbiamo più volte sollecitato, cioè quello di avere riposizionato la finanziaria in una collocazione che certamente non è quella con la quale è entrata in quest'Aula. E da questo punto di vista le nostre posizioni si avvicinano. Non siamo d'accordo sul fatto che una finanziaria può essere misurata nei suoi effetti con una valutazione ex ante; le finanziarie valgono per quello che sono in grado di produrre. A conti fatti, salvo alcune disposizioni sulle entrate, cancellati gli obiettivi strategici, non ci rimane che discutere sul problema del lavoro e degli enti locali. Di questo stavamo discutendo e si è dovuto in qualche modo tranciare questa discussione, quasi ad evitare il confronto. Questo da un lato è un venir meno alle nostre responsabilità e dall'altro allontana il raccordo tra coloro che hanno o dicono di avere una comune intesa su questi problemi.

Io credo che noi dovremmo fare il punto cercando di riprendere, se è possibile, il ragionamento dove l'abbiamo lasciato e chiedere a chi ha questa responsabilità, a chi dovrebbe avere questa saggezza, di liberare il campo dalle provocazioni, perché normalmente chi è saggio non usa la provocazione, chi è saggio usa la metafora, usa la cultura politica, usa la tolleranza, usa anche la necessità di recuperare proposte quando le proposte non ci sono, ma mi verrebbe da chiedere a chi dice che concertazione c'è stata: ma voi, di quello che è contenuto nell'emendamento 606, avete parlato coi sindaci? Avete parlato con le associazioni degli enti locali? Siete sicuri che lo condividano? A questa domanda dovete essere in condizioni di rispondere, non di dire a noi che non siamo in condizioni di confrontarci con voi su questi problemi. La concertazione vera è portare dentro l'aula il consenso quando c'è, e quando non c'è non farlo passare per un surrogato di bassa lega.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Molto brevemente, cercherò anche di risparmiare qualche secondo che si è preso in più il collega Gian Valerio. Io vorrei, con molta serenità, rispondere al collega Oppi, non so se sia in aula. Se noi stiamo conducendo questa battaglia, non la stiamo conducendo perché ci siamo svegliati la mattina e abbiamo detto: "La Giunta regionale e la maggioranza la pensano come noi". Allora io vorrei ricordare al collega Oppi e a tutti i colleghi della maggioranza, anche alla collega Noemi, che la Giunta regionale aveva licenziato il provvedimento senza una lira per quanto concerne i problemi del lavoro. La battaglia che è stata condotta dalle parti sociali, la battaglia che è stata condotta dalle opposizioni, devo dire la battaglia che ha condotto anche una parte del maggioranza ha fatto sì che venissero inseriti 83 milioni di euro. Adesso il collega Cappai dice: "Noi, come amministratori locali, non possiamo programmare se non nella triennalità", e noi stiamo conducendo un'altra battaglia, perché anche nell'articolo che è stato licenziato dalla Commissione, si prevede il finanziamento soltanto per il 2003. Io credo che queste siano battaglie che stiamo facendo tutti nell'interesse dei comuni, nell'interesse dei disoccupati. Allora se c'è questo interesse, se c'è un cambio, io devo dire, questo è importante, anche culturale, perché io non dimentico le accuse che sono state fatte agli enti locali sulla incapacità degli amministratori di spendere le risorse. Voi ricorderete come è iniziata questa battaglia da parte delle opposizioni, con accuse verso gli amministratori locali di non essere in grado di spendere e di non creare occupazione. Nel dibattito che noi abbiamo creato in aula, credo che abbiamo convinto, ci siamo convinti un pochino tutti di più che le risorse che noi stavamo dando ai comuni servivano per creare occupazione; non solo, ma che i comuni comunque, quando è capitato che non sono stati in grado di spendere, non era per responsabilità degli enti locali, ma era per responsabilità della Giunta regionale.

Quindi credo che se c'è questo nuova clima, un clima sereno, su queste cose, sulle risorse che possono e debbono essere aumentate, sulla triennalità degli interventi, io credo che già l'Aula abbia espresso una maggioranza e si possa su questo invitare di nuovo il collega Balletto a ritirare quell'emendamento, che non soltanto non è stato concordato con le parti sociali, ma dalle dichiarazioni che alcuni esponenti della maggioranza hanno fatto non è stato concordato neanche all'interno della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Io voglio ricordare a tutti, e segnatamente al collega Fadda che è intervenuto in questo momento, che se non avessi chiesto la sospensione di questo emendamento l'avremmo già votato, e quindi c'è stata una dimostrazione di apertura totale verso la necessità di continuare le interlocuzioni per arrivare a un testo che sia condiviso, non apprezzato da tutti, ma che sia condiviso, come normalmente avviene quando in politica ci sono tesi che si contrappongono.

Quindi, se questa sospensione non ci fosse stata, noi l'avremmo già votato, con l'esito, possiamo immaginare quale sarebbe stato, ma avremmo già chiuso forse, probabilmente e definitivamente il problema senza la soddisfazione di tutti quanti, perché o sarebbe stato approvato l'emendamento della maggioranza oppure sarebbe stato bocciato, e quindi la soddisfazione sarebbe stata di una parte in contrapposizione con l'altra.

Quindi io vorrei che proprio con onestà intellettuale qualcuno riconoscesse che la sospensione è andata nella direzione di trovare quella intesa e quella convergenza che altrimenti rischiava di non esserci. E allora, sotto questo aspetto, che cosa si viene a dire che è un emendamento provocatorio? Colleghi dell'opposizione sappiate che questo emendamento è stato presentato il 5 marzo, se non fosse stato condiviso e tutti quanti avessero avuto la voglia di leggerselo, perché oggi mi viene in mente che qualcuno non l'ha letto, ci voleva molto poco, nell'ambito degli 800 emendamenti che sono stati presentati, presentare un emendamento soppressivo in più che avrebbe detto fuori perché questo non ci interessa. Non è stato fatto, per distrazione, per incuria, per ignoranza, ignoranza nel senso che non è stato letto. Io voglio dire anche un'altra cosa, colleghi, se voi andate a guardarvi gli emendamenti successivi, l'827 primo firmatario Cogodi, all'ultimo comma dice una cosa non molto diversa da quella che è detto nell'emendamento 606 perché si dice: i predetti mutui sono comunque contratti nell'arco del triennio, sulla base delle necessità determinate dall'effettiva attuazione dei programmi e che cosa c'è di più che può consentire l'attuazione del programma quando è lo stesso comune che avendo presentato il suo progetto è in grado di chiedere il mutuo per la parte che gli è stata assegnata quando nell'emendamento è detto che la Regione non lascia i Comuni in balia di se stessi trasferendo ad essi l'onere del pagamento, perché nell'emendamento è detto che la Regione stanzia i soldi, le somme, le risorse occorrenti per fare fronte al pagamento e all'estinzione di quei mutui che i comuni si contrattano. Ed allora noi diciamo: che cosa c'è di così storto, di così perverso quando si dice al Comune: "sii efficiente, vuoi programmare il tuo sviluppo? Fai veramente dei programmi e dei progetti seri e una volta che i programmi e i progetti seri ci sono, tu il mutuo te lo puoi contrarre perché la Regione te lo paga perché ha stanziato le risorse per pagarlo". Questa è mancanza di serietà, questo non è affrontare un problema nell'ambito delle divisioni diverse che abbiamo. Noi siamo convinti che i comuni non possono essere promotori dello sviluppo, non sono incapaci i comuni, non hanno gli strumenti. Voi potete mai pensare che la maggiore parte dei comuni che hanno meno di mille abitanti o poco più di mille siano in grado di dotarsi di quegli strumenti che gli consentano di portare avanti programmi di sviluppo dei loro territori? Questo lo dicevamo nel 1999, quando si è approvata la legge, questo l'avete detto voi di centrosinistra, quando rispetto alla stesura originaria del provvedimento avete inserito nella norma il fatto che i comuni dovessero contrarre i mutui. Ed oggi gridate allo scandalo? L'avevate voluto voi! Quindi sull'emendamento ovviamente sono contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie Presidente, certo per dichiarare subito la mia contrarietà a questo emendamento, io voglio rimarcare perché mi pare che qua si stia creando qualche equivoco, quindi parlo a nome di Alleanza Nazionale ovviamente, ma immagino di rappresentare anche il parere di tutta la maggioranza. La maggioranza non vuole andare assolutamente contro i comuni e se ne guarda bene di essere contro i comuni, non l'ha mai manifestato, e non l'ha mai detto, però l'opposizione che io continuo a definire minoranza continua imperterrita a voler veicolare delle notizie che certamente non corrispondono al vero. E' lungi da noi la volontà di voler andare contro gli enti locali e contro i comuni. E per quanto mi riguarda è lungi da me da volerlo fare, visto che comunque rappresento ufficialmente un ente locale che per quanto non abbia con la 37 grande attinenza, però certamente i rapporti con le amministrazioni locali è stretto e forte.

Allora qui bisogna essere chiari. Noi non vogliamo assolutamente distrarre risorse dagli enti locali per destinarle ad altro, vorremmo solo che gli enti locali fossero messi nella condizione di poter meglio operare e meglio spendere quelle risorse. Non voglio qua sollevare il problema se i 600 miliardi non sono spesi o non sono impegnati per responsabilità dei comuni o per responsabilità della legge. Io credo che molte delle responsabilità stiano anche nella legge e non a caso la legge che è una legge tutta del centrosinistra, perché nel '99 il centrosinistra governava la Regione Sardegna, è tutta del centrosinistra, però nel 2000 la contrazione dei mutui a carico della Regione l'ha fatto questo Governo di centrodestra e di questo bisogna che qualcuno se ne renda conto, non è che ce ne dobbiamo dimenticare, perché la norma che prevedeva la contrazione dei mutui a carico della Regione è nata nel 2000, non nel '99, quindi non era compresa nella legge che era stata approvata dal Consiglio regionale nel 1999, con un'amministrazione di centrosinistra. E quindi io voglio ribadire la nostra piena disponibilità a sostenere le amministrazioni locali perché riteniamo che questa legge comunque sia, per quanto possa non essere condivisa, contiene degli elementi che in qualche maniera possano sostenere l'economia dei comuni, ma per fare questo è che l'emendamento Balletto è un emendamento che certamente rappresenta una novità. Certo non siamo d'accordo però da qui a dire che non siamo d'accordo su questo emendamento, da qui a dire che invece noi vogliamo spogliare gli enti locali delle risorse che in questa finanziaria sono state messe nel comma 1 e nel comma 2, da qui ci passa veramente molta differenza! Allora stiamo attenti anche alle cose che diciamo. E` vero che ci siamo detti di tutto e di più, in questi 42 giorni di finanziaria, però io credo che a questo punto bisogna riportare l'attenzione sulla politica, bisogna cercare di smetterla di scagliarci veleni l'uno contro l'altro, gruppi contro gruppi, all'interno dei gruppi perché, scusate, anche sulle modifiche o sull'accordo presunto che circola, che aleggia in quest'Aula, non mi pare che tutti quanti siamo d'accordo neanche nel centrosinistra mi pare che ci sia grande accordo neanche sulla triennalità. Allora anche su questo cerchiamo di parlarci chiaro, perché mi pare che non tutti quanti siano d'accordo neanche per la triennalità. Allora c'è un'ipotesi che prevede, va be' poi lo vedremo, poi può darsi che io mi sbagli, mi pare comunque che non tutti quanti o perlomeno possono votare anche a favore della triennalità però forse in cuor loro diventa come la legge sulle province quando tutti quanti avete votato a favore della legge sulla province però in cuor vostro, a voto segreto, la legge sulle province non sarebbe mai passata. E siccome bisogna avere il coraggio delle proprie azioni e io il coraggio ce l'ho, io dico che non sono d'accordo sulla triennalità e dico anche che non sono d'accordo a perdere tempo per un milione di euro in più su 45 milioni e 995 mila euro che sono già previsti nel comma 2 perché non ha senso, si può dialogare e produrre molto di più parlando di questioni che più ci interessano e che certamente sono più produttive per noi, ma soprattutto per i cittadini che ci stanno ad ascoltare.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro chiede di parlare, siamo al voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto palese elettronico.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri Gian Valerio SANNA, GIAGU, GRANELLA, Emanuele SANNA, MORITTU, PIRISI, SPISSU.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 826.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - DEIANA - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CARLONI - CASSANO - CORDA - CORONA - DIANA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione dell'emendamento 826:

Presenti 70

Votanti 69

Astenuti 1

Maggioranza 35

Favorevoli 32

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Siamo all'emendamento numero 219. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). L'emendamento 219 è l'emendamento padre di quei figlioli che erano gli emendamenti agli emendamenti. In buona sostanza propone principalmente l'incremento alla dotazione finanziaria di cui al comma 2 dell'articolo 18. Dico due parole perché voglio in parte, e per la parte che merita, dare atto che anche in alcuni nostri emendamenti, e per questo verso anche nell'emendamento così contestato e negativo di cui è primo firmatario Balletto, quello di cui si parlava prima, è vero, è contenuta una modalità di contrazione dei mutui che si avvicina nelle modalità, quindi va dato atto di questo, ma questo è una parte del tutto, cioè ipotizzare che i mutui si contraggano man mano che i progetti sono pronti e quindi quando servono i danari, fermo restando che il mutuo non è un problema chi lo contrae, il problema è chi lo paga, e fermo restando e nell'una e nell'altra ipotesi dei due emendamenti che comunque è la Regione che non solo garantisce ma paga il mutuo, è chiaro ed evidente che per quell'aspetto vi è una comunanza anche tra alcuni nostri emendamenti e l'emendamento dello stesso collega Balletto. Il problema di fondo non è chi contrae i mutui, il problema di fondo è chi li paga e siamo tutti d'accordo, mi pare, che qualunque sia il mutuo lo paga la Regione, non è che la Regione può fare una legge nella quale dice: "Comune, puoi fare un mutuo, però te lo paghi tu!" non ci sarebbe bisogno di legge regionale per fare questo. Il problema di fondo è se la legge 37, se l'articolo 19, da migliorare come ognuno intenda che dovrà essere migliorato, rimane nella buona considerazione e rimane vigente nella legislazione della Regione, questo è il punto intorno al quale stiamo girando, non dico da quattro settimane ma ripeto stiamo girando da quattro anni e mentre quattro anni fa e tre anni fa e ancora l'anno scorso avevamo anche meno elementi dimostrativi, quest'anno abbiamo più elementi dimostrativi della bontà, della funzionalità e dei benefici che, in tutti i territori della Sardegna, fino all'ultimo stazzo, sta dando appunto la legge 37 e il programma per il lavoro di cui all'articolo 19.

Ho detto della ricerca piccola e povera che noi abbiamo fatto, 220 comuni ci hanno dato i loro riscontri attraverso i comunicati che loro hanno fatto all'esterno. Di questi 220 ne ho citato quattro o cinque in questi due giorni, se continuiamo li citerò tutti e 220, vi ho detto di Cagliari, città capoluogo, di alcuni altri comuni piccoli e medi della Sardegna, ve ne cito un altro: Villacidro. Comunicato comunale: approvato il piano della legge 37 relativo non a tutto ma a una parte, però in questa parte con una media di 25 mila euro, dice il Comune, é il suo programma, sono i suoi progetti, si dichiara l'obiettivo ed è certificato perché il programma approvato dalla Regione, quello che va in esecuzione, la nascita di 48 nuovi posti di lavoro attraverso nuove imprese, 48 nuove piccole imprese nel Comune di Villacidro. Vi sembra poco tutto questo? Non è qui, non è in questo modo, attraverso questa diffusione, come dire, grande, è una diffusione positiva di tante piccole imprese che vedete nascono nei piccoli e piccolissimi comuni o nei comuni medi e nei comuni grandi. Non è questo il progetto di sviluppo altro di questa Regione? Non è questa una prospettiva di sviluppo fondata sui fattori locali, sulle risorse locali e con una ricaduta occupazionale che è inferiore ai 50 milioni per addetto? Ma ditemi di quale settore produttivo, ditemi di quale industria, ditemi di quale intervento, ditemi di quale sgravio fiscale alle imprese esistenti con meno di 50 milioni...

PRESIDENTE. Concluda, qualche secondo ancora.

COGODI (R.C.). Sì, meno di 50 milioni si crea un nuovo posto di lavoro stabile e una nuova piccola impresa che sarà pure destinata, qualcuna di queste, anche a crescere, se l'idea è stata buona e se ha al centro un operatore che poi è il lavoratore che dallo stato di inattività e di non produzione entra nel mondo produttivo, questo è il cuore del problema, di questo stiamo discutendo, di questo credo che il Consiglio regionale si convincerà così ancora in questa che è la vera interlocuzione, non quella che si svolge a lato.

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 219, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Andando avanti colleghi, l'emendamento 630 e naturalmente l'aggiuntivo 818 del 630 decadono insieme al comma 7, quindi siamo al 223 con gli emendamenti 822 e 823.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Per riprendere il discorso fatto precedentemente. Sul fatto del sospendere...

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, mi scusi, per capirci, sta facendo dichiarazioni di voto sul 822 o sta intervenendo sull'ordine del giorno?

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Sull'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Prego.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Per il semplice motivo che dal collega Balletto è stato chiesto di sospendere la discussione, o meglio il voto sul 606 e sugli altri emendamenti di riferimento al comma 1. Noi abbiamo sospeso, ci siamo fatti il comma 2, questo non significa che dobbiamo farci tutto l'articolo, credo che sia necessario, superato adesso il comma 2, ritornare al comma 1, a quella fase interrotta che non ci ha consentito di espletare il voto per l'approvazione del comma 1. Non si può continuare ad andare avanti senza pensare che quell'interruzione era un'interruzione momentanea. L'interruzione momentanea c'è stata, gli emendamenti in riferimento al comma 2 sono stati esitati e di conseguenza credo che sia necessario ritornare al comma 1 e quindi all'emendamento 606.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, prima di mettere in votazione l'822 e l'823 che sono legati al 223, mi corre l'obbligo di richiamare l'attenzione dell'Aula sul fatto che il comma nono che prevedeva lo stanziamento di 500 milioni a favore del comune di Tempio, io avevo proposto che la somma venisse spostata all'emendamento numero 59 che, coordinato insieme all'emendamento Biancu e all'emendamento Tunis Marco fosse comprensivo, avesse una dotazione finanziaria di due milioni di euro per gli interventi relativamente alle alluvioni del '98, del 2001 e del 2003, cioè comprendendo quelli dell'agosto 2002 e del 2003, per cui se dovesse passare quest'ipotesi di sintesi, con riferimento al 59, il comma nono evidentemente viene a cessare e quindi decadrebbero anche il 223, 822 e 823.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Assessore, c'è un problema, che noi abbiamo ritirato l'emendamento soppressivo del comma 9 perché la sintesi non si fa su un aggiuntivo come è il 59, si dovrebbe fare sul 223 che è sostitutivo e no, perché rimarrebbe in piedi il 9, cosa che invece abbiamo concordato eliminando il soppressivo perché venisse sostituito nel testo del comma 9 il testo unificante e quindi non diventa un aggiuntivo, diventa un sostitutivo, per cui noi ci troveremmo un aggiuntivo di sintesi col 9 che rimane in piedi, mentre avevamo concordato che il 9 andava ricompreso nell'emendamento complessivo. Quindi tecnicamente bisogna operare sul 223; cioè la sintesi sul 59 va fatta sul 223 sennò il comma 9 rimane in piedi.

PRESIDENTE. E` necessario dare la parola all'Assessore perché su questo occorre un chiarimento.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, io non faccio una questione di privilegiare il 59 o il 223, a me interessa la sostanza, cioè sul piano tecnico quello che deve essere seguito, gli uffici poi ci sorreggeranno. A me interessa che tecnicamente venga approvato un emendamento che sia comprensivo, per due milioni complessivi di euro, delle alluvioni del dicembre '98, delle alluvioni del 2002 e quelle del febbraio del 2003 di cui all'emendamento Tunis. Ok?

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Nel merito siamo d'accordo.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Perfetto. Poi tecnicamente lo vedono gli uffici come fare, quindi se si deve votare il 223 a me va bene, non è un problema, l'importante è che sia comprensivo di tutto.

PRESIDENTE. Il 223 è comprensivo di tutte le specificazioni fatte dall'Assessore.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L.). Le spiego. L'Assessore, quando siamo arrivati al 223, ha detto che questo si doveva vedere in capo all'emendamento 59 o 56, adesso non mi ricordo, per stabilire un testo unificante; d'accordo? Questo riguarda anche il comma 9. Siccome noi, in virtù della sostituzione del testo del comma 9, abbiamo ritirato l'emendamento soppressivo perché questo argomento è ricompreso nel testo di sintesi, è del tutto evidente che non possiamo fare il testo di sintesi sul 56 perché quello è aggiuntivo nell'articolo, ma lo dobbiamo fare sostitutivo del comma 9 ed allora dobbiamo far capo, la sintesi deve operare sul 223 e quindi deve essere approvato adesso, non il testo del 223 ma il testo che proporrà la Giunta.

PRESIDENTE. Dicevo esattamente questo. Così, col testo che ha proposto l'Assessore, voteremo il 223, naturalmente permangono sia l'emendamento 822 che l'823 che sono sostitutivi parziali e il nuovo 223 si intende nella formulazione proposta adesso all'Assessore, ma questo è un problema che risolveranno gli uffici in sede di coordinamento, terranno conto di quanto affermato.

E` stata chiesta una sospensione, vi sono obiezioni?

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Non ho chiesto la sospensione. Ho detto che la sospensione momentanea del comma 2 e degli emendamenti deve avere termine.

PRESIDENTE. Allora non ho capito, chiedo scusa.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). La sospensione momentanea è stata chiesta per il 606.

PRESIDENTE. Adesso, onorevole Sanna, votiamo il 223 e i due emendamenti e poi torniamo indietro, non vedo che cosa cambia. L'altro è sospeso comunque; adesso votiamo il 223 con i suoi emendamenti e poi decidiamo come procedere. Il 346 ha il testo quindi non possiamo andare oltre il voto del testo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Dichiarazione di voto sull'emendamento che è in discussione.

PRESIDENTE. Sull'emendamento che stiamo votando, l'822.

COGODI (R.C.). L'822 che è nostro. L'822 adegua questa somma che si ipotizza di alcuni milioni di euro per costituire un fondo che possa sopperire a tutte le esigenze che siano fondate in ragione di risarcimento, ristoro di danni effettivi che siano intervenuti a causa di eventi alluvionali tra il 1998 e il 2002, cioè un arco di tempo abbastanza vasto, un fondo non troppo consistente per tenere conto di quei casi consimili che in alcune situazioni, in alcuni luoghi, si sono verificati che sono sfuggiti, come dire, al censimento e alla considerazione dei grandi disastri.

Dal punto di vista di chi subisce il danno, di un cittadino che subisce un danno in conseguenza di un evento naturale avverso, che sia in compagnia di 200 persone o che sia in compagnia di 10 persone nella disgrazia non è che per lui cambi molto, non è che mal comune mezzo gaudio quando si subiscono dei danni.

Per questo motivo noi diciamo si costituisca questo fondo e con criteri oggettivi si tenga conto dei casi consimili dovunque si siano verificati e quandunque si siano verificati, perché non è che se l'alluvione è grande e i colpiti sono molti allora scatta la molla dell'emozione, dell'allarme sociale e lì si interviene, in altre situazioni che sono di pari gravità per chi subisce, qualche volta anche di gravità maggiore non si interviene.

La differenza tra i nostri emendamenti, questi di Rifondazione, ma i nostri dell'opposizione, anche quello che porta la firma di Biancu e Sanna, la differenza sta che noi indichiamo un criterio, mentre voi col nono comma dell'articolo 18 dite: Tempio Pausania. Anche a Tempio Pausania si ha avuto un danno, ma un danneggiato di Tempio Pausania in questa Regione se si è avuto lo stesso danno in un altro comune, da un'altra parte e cos'è, non vale nulla? Ecco dov'è la differenza, badate, questa è una differenza di cultura politica, avete voi della destra, Diana tu esponi argomenti e ragionamenti, come dire, interessanti e anche consequenziali il più delle volte, però sfugge un punto, che è la regolazione, il criterio, l'oggettività degli interventi, poi torneremo alle cose del lavoro.

Badate, se c'è un altro elemento distintivo e unico nelle leggi per il lavoro che il centrosinistra è vero e ce ne vantiamo. Ognuno di noi, per quello che di più o di meno, quello che è riuscito a fare ha fatto, ce ne vantiamo. Quelle leggi per il lavoro, dai progetti speciali, ai cantieri comunali, all'articolo 19 hanno una regola aurea che non c'è nessuna discrezionalità di chi governa nel distribuire i fondi. Perché fai così? Non fare così, fai così!

Perché dati 330 miliardi io ho potuto fare il primo decreto di attribuzione ai comuni delle somme in un minuto, perché messi i 330 miliardi, 330 al computer un impiegato ha schiacciato un tasto per i 337 comuni della Sardegna ed è venuto fuori un foglio in un minuto; quella è l'attribuzione ai comuni, ai 377 comuni, a prescindere da chi sia il sindaco, di che colore sia, ai comuni in base al bisogno sociale registrato nei dati che sono il tasso di disoccupazione locale, quindi lì è la diversità di cultura politica.

Noi vogliamo leggi oggettive dove il diritto sia garantito e quando uno ottiene un qualcosa dalla sua Regione che non debba ringraziare nessuno "Ho ottenuto il ponte da Ladu" ma perché? Hai ottenuto di realizzare un'opera pubblica, se era utile, dalla Regione che ha fatto un programma serio e giusto. Ecco dov'è la differenza ed ecco perché comprendiamo che voi volete superare questa regola, la volete superare lì come la volete superare qui con interventi nominativi. Il comune di Tempio perché così si può dire che a Tempio ho fatto avere quello. Facciamo regole generali che sono quelle che permettono di fare le cose sagge e utili.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, non intendevo fare una dichiarazione di voto, intendevo chiedere all'Assessore che venisse data lettura dell'emendamento di sintesi relativo al 223 e al 59 e agli altri.

PRESIDENTE. Onorevole Biancu, è stato scritto, lo stiamo facendo battere a macchina, lo fotocopiamo e lo distribuiamo.

Su che cosa vuole intervenire onorevole Tunis, dichiarazione di voto?

TUNIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Dichiarazione di voto sull'emendamento che noi abbiamo in esame.

PRESIDENTE. 822. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

TUNIS (Rif. Sardi-U.D.R.). Debbo chiedere scusa all'Aula se non ho potuto partecipare al momento della discussione dell'emendamento, però mi hanno riferito che l'Assessore sull'emendamento 223 ha tenuto a precisare che poteva essere e l'Assessore però non è presente, per cui io chiederei di poter conoscere che all'emendamento 223 possa essere abbinato, perché sembra che verbalmente ha fatto sapere anche l'emendamento 43, che riguarda il Sarrabus dove io sono primo firmatario insieme a una serie di sette-otto consiglieri rappresentanti dei Gruppi politici. Per cui chiederei che potesse questo emendamento tener conto di questa specifica.

PRESIDENTE. Lei prepari l'emendamento di sintesi e poi vediamo. Intanto il voto dell'822e dell'823 non modificano da questo punto di vista la sostanza del 223. Poiché nessun altro domanda di parlare su questo emendamento 822, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene?

(Non è approvato)

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto sull'emendamento 823. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ho seguito un po' l'andamento dei lavori, siamo anche intervenuti per dichiarazione di voto. Non vorremmo ancora ripetere le cose già dette, ma se questi emendamenti 822 e 823 riprendono l'emendamento 223 e si ipotizza un emendamento di sintesi in questa materia, essendo diversa solo la cifra indicata nei diversi emendamenti, ma l'eventualità di una sintesi non riguarderà tutti gli emendamenti? Oppure si fa sintesi fino ad un certo punto poi "Puh, quelli non li vogliamo!" non credo; siccome nessuno l'ha detto questo, va beh uno è già stato votato, è stato respinto, possiamo anche ritirarlo se è in via di elaborazione un emendamento di sintesi verrà superato, quando si sintetizza si sintetizzi tutto, è la stessa materia, analoga, varia solo di poco poco la cifra.

PRESIDENTE. Queste cose le abbiamo dette, onorevole Cogodi, prima che lei facesse la dichiarazione di voto sull'822 e lei non ha detto che l'avrebbe ritirato, scusi.

COGODI (R.C.). Ho detto che andava raccordato con l'insieme, fatta una misura complessiva e di riequilibrio.

PRESIDENTE. Se lei l'avesse ritirato, così come mi pare stia dicendo per l'823, poi l'Assessore...

COGODI (R.C.). Se io lo ritiro non può andare in sintesi. Gli emendamenti, quelli di sintesi, sostituiscono emendamenti, se io lo ritiro non entra, però...

PRESIDENTE. Se stiamo votando, onorevole Cogodi, o si ritira o si vota, io non è che ho altre prospettive.

COGODI (R.C.). Chiedo scusa ancora una volta, non voglio apparire come quello che... per carità manca di riguardo minimo con quello che può conseguire.

L'822, o meglio il...

PRESIDENTE. L'822 è già votato e bocciato, adesso il 823.

COGODI (R.C.). Il 223 non è stato ritirato?

PRESIDENTE. No.

COGODI (R.C.). Perché? Perché si sta sintetizzando.

PRESIDENTE. No, stiamo votando; la sintesi riguarda le cose che ha detto l'Assessore. Lei evidentemente non ha seguito, mi scusi onorevole Cogodi. L'Assessore ha detto che avrebbe fatto una sintesi di un certo numero di cose e le ha pure elencate. Se lei, rispetto alle cose che ha detto l'Assessore, non ritira l'822 significa che lei intende portarlo avanti e lo mette in votazione, così pure per l'823. Se deve chiarire qualcosa con l'Assessore la chiarisca, sennò io l'823, se lei non lo ritirasse, io lo metto in votazione e lascio che decida l'Aula.

COGODI (R.C.). Io mi sono permesso di dire che l'Assessore, non per malevolenza sicuramente, ha fatto riferimento al 223 e non agli altri emendamenti, mi pare di capire che intendeva tutta la partita. Basta che l'Assessore intenda tutta la partita. Perché dici no? Tu ancora non sei Assessore, quando sarai Assessore dirai no. Se intenda tutta la partita diciamo che il 223 segue la stessa sorte, cioè il 222 segue la stessa sorte del 223.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente, l'onorevole Cogodi ha ragione nella parte in cui io ho detto che l'emendamento di sintesi, diciamo così, o più esattamente il 223 doveva considerarsi collegato al 59 più all'emendamento Biancu e all'emendamento presentato dall'onorevole Tunis. In realtà anche l'823 è un doppione nel senso che è da considerarsi assorbito, per cui l'emendamento di sintesi può essere più correttamente, diciamo così, indicato come sintesi del 223 che è capofila, del 59, del 43, non mi ricordo il numero di quello presentato... dell'823 e dell'emendamento presentato dall'onorevole Biancu di cui non ricordo il numero. Il 223 perfetto. Quindi 223, 59, 43 e 823.

PRESIDENTE. Detto questo aspettiamo di conoscere l'emendamento di sintesi per poterlo votare. E` stato presentato un emendamento di sintesi. Se ne dia lettura.

LICANDRO, Segretario:

"Il comma 9 dell'articolo 18, è sostituito dal seguente:

9. E' autorizzata, nell'anno 2003 la spesa di euro 2.000.000 per la concessione di un finanziamento ai Comuni della Sardegna per l'erogazione di contributi ai privati danneggiati dagli eventi meteo-alluvionali e meteorici del 3. 12. 1998, del 25.08.2002 e del 27-28 febbraio 2003.

All'erogazione dei suddetti contributi i Comuni provvedono in analogia con la procedura stabilita dalla Giunta regionale in attuazione della legge regionale 17 dicembre 1999, n. 26

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S04.016

Anno 2003 euro 2.000.000

In diminuzione

UPB S10.049

Anno 2003 euro 1.500.000".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (La Margherita-D.L.). Presidente, per far notare, non so se sia un errore nella lettura, o che sia un errore nella formulazione dell'emendamento di sintesi, in quanto mancherebbe il fatto avvenuto il 9/10/02 relativo a Pirri, quindi manca l'intervento relativo al 9/10/02.

PRESIDENTE. Lo correggiamo e lo rileggiamo. Quindi è stata aggiunta la data 9/10/2002, in aggiunta a quanto letto prima. E` chiaro che questo emendamento, che è sostitutivo totale di tutti quelli che abbiamo enunciato, cioè del 223, dell'823, del 43, 59 e 726, quindi se non sono ritirati quelli decadono automaticamente.

Metto in votazione l'emendamento di sintesi. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

PRESIDENTE. Adesso voteremo l'emendamento 346, dopo di che bisogna che ci fermiamo perché abbiamo degli emendamenti sospesi che dobbiamo necessariamente votare prima del testo. Adesso votiamo il 346.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. All'emendamento 346 la Giunta aveva proposto un emendamento orale che voglio richiamare anche per sapere se è stato accolto. Dovrebbe essere così, al comma 12 le parole: "Sono erogate sulla base delle direttive di cui all'articolo 5 della legge regionale numero 45 del 1989, sono sostituite dalle seguenti: sono erogati sulla base di apposite direttive, elaborate secondo le disposizioni di cui all'articolo 5 della legge regionale numero 45/1989."

PRESIDENTE. E` chiaro a tutti? Onorevole Morittu ha sempre bisogno di intervenire? L'Assessore ha proposto, lo ripeto, un aggiustamento dell'emendamento 346 che dice così: sono erogate sulla base di apposite direttive elaborate - questa è la Giunta - secondo le disposizioni di cui all'articolo 5 della legge 45 dell'89.

Nel testo originario c'è una bella differenza, onorevole Pirisi, il testo originario diceva: sono erogate sulla base di apposite direttive, cioè sono direttive che devono essere emanate, invece noi qui stiamo facendo, con quanto detto all'Assessore, riferimento all'articolo 5 della 45, quindi fa una bella differenza. Se siamo d'accordo o no questo è un altro discorso, però rispetto al testo originario fa una bella differenza.

Stiamo facendo dichiarazioni di voto. Se c'è bisogno di un minuto aspettiamo un minuto senza neanche uscire dall'Aula, vediamo un po' questa cosa e poi andiamo avanti.

Mi comunica l'Assessore che l'emendamento proposto è ritirato, il testo rimane quello originario, cioè l'emendamento orale. Il testo dell'emendamento orale dell'Assessore ritirato, rimane pertanto il testo originario del 346, è tutto chiaro? Il parere dell'Assessore, mi comunica, è negativo, quindi il parere della Giunta. Io non posso che... adesso stiamo facendo le dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Grazie signor Presidente, ma io nell'illustrazione dell'emendamento, io mi rendo conto che la materia è anche un po' ostica nel senso che uno nel merito la conosce oppure dalle parole, come dire, non è che si capisca molto. Però insomma io ho richiamato l'attenzione del Consiglio perché ritengo questa norma, così come scritta nel comma 12 dell'articolo 18, una norma da un lato pericolosa, dall'altro inapplicabile e anche confusa. Perché la norma si riferisce, quella del comma 12, a contributi ai comuni per la redazione degli strumenti degli arredi urbanistici, sia generali che attuativi, e richiama, la stessa norma, una serie di vecchie leggi di finanziamento che vanno dalla legge 28 del '93 alla legge numero 6 del 2001. Sono tutte leggi che hanno trovato applicazione senza alcuna direttiva, semplicemente con una delibera di Giunta che ripartisce le somme da dare ai Comuni, punto. Allora perché invece in questo caso si richiamano le direttive per dare i danari ai comuni, direttive ai sensi dell'articolo 5 della legge regionale 45. Se noi andiamo a vedere che cosa c'è scritto nell'articolo 5 della legge regionale 45 non si fa alcun riferimento a contributi ai comuni per la redazione dei piani, parla di tutt'altre cose l'articolo 5 della 45; parla di direttive da emanarsi dalla Giunta con l'approvazione del Consiglio regionale e in questo caso invece il trucco, mi si consenta una parola usata anche in termini benevoli, diciamo così, la svista, invece si dice nel comma 12 dell'articolo in discussione che le direttive vengono approvate dalla sola Giunta regionale, cioè col parere della Commissione stiamo sostanzialmente avocando alla Giunta un potere che la 45 dava al Consiglio, ma la 45 dava al Consiglio il potere sulle direttive agricole e mi risulta che le direttive agricole sono state approvate da questo Consiglio regionale. Le direttive che prevedono criteri e modalità di dimensionamento dei piani urbanistici, insomma in parole povere, chiedo scusa colleghi, la cosa è abbastanza delicata. Equivocando da una norma di finanziamento ai piani, richiamando le direttive che non c'entrano niente col finanziamento ai piani urbanistici dei comuni, si dà alla Giunta il potere di emanare direttive generiche su tutto, anche sul dimensionamento dei piani urbanistici. Il vecchio io l'ho citato, il vecchio decreto dell'83, il cosiddetto decreto Floris potrebbe essere rivisto dalla Giunta e determinare così criteri per il dimensionamento dei piani urbanistici, quindi volumi, distanze, standard e così via senza che questo Consiglio regionale ne sia coinvolto. Per fare un esempio piccolo, potrebbe per esempio dire questa direttiva sul dimensionamento, potrebbe dire: anziché il criterio di un metro cubo a metro lineare di spiaggia valgono due metri cubi a metro lineare di spiaggia, sostanzialmente si snatura completamente la pianificazione urbanistica esistente. Io ho chiesto all'Assessore un chiarimento su questo punto più volte, non mi è stata data alcuna risposta, adesso l'emendamento orale della Giunta è un changé, le parole si cambiano, si pospongono le parole ma la sostanza è esattamente la stessa, cioè si fa riferimento ad un articolo, quello della 45, che davvero non ci azzecca niente con i provvedimenti di contributi ai comuni per il finanziamento dei piani. Tutte le leggi richiamate sono state applicate semplicemente con una delibera della Giunta, senza richiamare alcuna direttiva, senza fare direttive, semplicemente emanando dei criteri di massima da parte della Giunta per il finanziamento ai comuni. Come si fa per la 29, come ha fatto per la 29 la Giunta regionale recentemente, come solitamente fa quando deve distribuire, diciamo così, dei contributi previsti dalla legge, ma l'articolo 5 davvero, guardate, io vi invito a leggerlo, della 45...

PRESIDENTE. Prego concluda.

MORITTU (D.S.). E` l'obiettivo che il comma 12 dell'articolo 18 in questione si pone, è altra cosa. E allora se la Giunta si intestardisce mi fa capire che l'obiettivo è un altro, non quello di finanziare i comuni ma quello di mettere mano a norme sostanziali che io credo siano di competenza di questo Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Sì, per dichiarare il voto favorevole all'emendamento per quanto può servire, insomma dire, non è una cosetta quella di cui si sta parlando. Io non so, questa finanziaria bisogna affrontarla proprio ben muniti e ben corazzati. Ad ogni riga scatta una trappola micidiale; adesso questo punto 12, questo comma 12 dell'articolo 18, sotto il titolo: "Disposizioni a favore dei comuni" (meno male che è a favore dei comuni!) trattando di contributi e sostegni finanziari che la Regione dà in diverse materie anche per la programmazione e la redazione degli strumenti urbanistici, impropriamente, del tutto impropriamente richiama le direttive di cui all'articolo 5 della legge 45, cioè della legge urbanistica, con questa differenza, dice: "Questi contributi sono erogati sulla base delle direttive di cui all'articolo 5 della legge urbanistica", si mette il punto e finisce lì, invece no, continua: "Da emanarsi con decreto del Presidente della Regione previa delibera della Giunta". Cioè sta modificando la legge 45; nessuno ci aveva pensato, non era chiaro. Cioè questo comma 12 dell'articolo 18 sotto il titolo "Disposizioni in favore dei Comuni" sta modificando la legge 45, perché le direttive, queste direttive non sono le direttive applicative delle leggi, che quelli sono atti amministrativi e li fa la Giunta, queste sono le prescrizioni generali in materia di assetto del territorio, di cui all'articolo 5 della 45 che sono competenza del Consiglio regionale. Invece di dire ecco dove... Vede, Assessore Masala, anche mettendocela tutta, qualche volta non si riesce mai a pensare sufficientemente male. Se una Giunta regionale, una maggioranza vuole abrogare una norma scrive: "L'articolo 5 della legge 45 è abrogato" oppure scrive: "L'articolo 5 della legge 45, della legge urbanistica, è così modificato", invece no, voi non lo dite, lo inserite surrettiziamente parlando d'altro e in conclusione di un percorso tortuoso di un fiume carsico, che va sotto terra, sparisce, riappare da un'altra parte, voi portate l'acqua a casa senza che si sia capito bene che voi state modificando la legge 45 parlando d'altro; cioè quelle direttive generali in materia di assetto del territorio che è competenza del Consiglio regionale in base alla legge vigente, in questo modo voi la rendete competenza della Giunta regionale e opera con decreto del Presidente della Giunta.

Avete tolto al Consiglio o vorreste togliere, spero che il Consiglio si renda conto di questo, invito la Giunta e l'Assessore a soprassedere, o meglio approvando l'emendamento si dice: "Approvi la Giunta le direttive apposite, ma le approvi - le direttive apposite - in ragione di quello che prevede questo comma 12", non richiamando surrettiziamente le direttive dell'articolo 5 della 45. Tutto qui, tutto qui.

Ecco quindi, se si può dire, se c'è un'altra circostanza nella quale gli emendamenti, l'elaborazione e l'attenzione anche, qualche volta di tutti, qualche volta di qualche collega che in certe materie è più attento, ecco i contributi che vengono in Aula, vengono dal Consiglio, possono portare a fare le cose meglio, più saggiamente. Secondo me, proprio l'emendamento 346 aiuta a mantenere intatta la ragione di fondo per cui la Giunta regionale deve con le sue direttive applicare questa norma, e però evitare che attraverso il richiamo improprio ed ambiguo di direttive altre si tolga in questo modo, senza che sia evidente nella norma, un potere deliberativo al Consiglio per metterlo invece in capo alla Giunta, e non stiamo parlando di cosette, stiamo parlando delle prescrizioni generali in materia urbanistica.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Questo comma 12 rappresenta il distillato della vostra concezione legislativa, è una cosa paradossale. Prima di tutto vorremmo sapere quali sono i contributi che si riferiscono a quello che voi richiamate all'articolo 1 comma 17 della 6/2001 che parla sostanzialmente di una norma che dice al termine dell'articolo 13 della legge 11/83 "Gli importi da iscrivere negli stati previsione della spesa in relazione a leggi di spesa permanenti di cui alla quantificazione …(?) è rinviata alla legge finanziaria, restano determinati nelle misure indicate dalla tabella F)", cosa significa? Che voi gestite i contributi con direttive sulla base di norme di questo genere? Cioè, una norma che fa rinvio a quegli stanziamenti, ad una tabella, sono oggetto di una direttiva che dovrebbe normare e disciplinare l'erogazione di quali contributi? Stessa cosa dicasi per il comma 5 dell'articolo 2 della numero 7 del 2002. Qui siamo sull'orlo della pazzia! Sull'orlo della pazzia legislativa, Assessore Masala! Lei ci deve dire, in questo comma 12, quali sono le fonti normative dei contributi che lei intende dare come direttive, punto primo.

Punto secondo: questa legge, questo comma è in violazione di legge perché prima di tutto voi non abrogate la previgente normativa che rimane in vigore, ergo, se qualcuno prende in mano le direttive e ve le impugna sulla base del comma 8 dell'articolo 5 della 45, voi non fate nulla, voi non potete fare nulla.

Terza cosa: io avverto i colleghi sulla pericolosità di questo comma; lo dico soprattutto a quelli che hanno curato, come l'onorevole Floris, nel tempo la materia urbanistica. Non si può barattare, sulla scusa di direttive per contributi, la materia urbanistica, perché l'articolo 5 e quelle direttive alle quali voi vi riferite per dare i contributi, hanno lo scopo di orientare, coordinare e gestire gli strumenti urbanistici, non quello di erogare risorse o contributi, hanno lo scopo di orientare. Ed allora il fatto che voi fate in Giunta e sentite la Commissione le direttive che possono capovolgere l'orientamento generalizzato e che spetta al Consiglio regionale in ordine alla concezione e alla gestione degli strumenti urbanistici in Sardegna, è un fatto di una equivocità più unica che rara.

Per essere chiari, dopo anni che abbiamo dibattuto master plan sì, master plan no, con questa norma possono farsi master plan senza neanche interpretare ed interpellare il Consiglio regionale. Questa è la verità. E voi non potete permettervi di confrontarvi col Consiglio in questi termini, perché i contributi sono già disciplinati, la stessa norma che riguarda la legge regionale numero 7, stabilite già voi in legge come devono essere dati i contributi, perché dice che i programmi di intervento sono determinati dalla Giunta regionale sentita la Commissione, con i criteri della legge tal dei tali. Per cui questo è un trucco, questo è un classico trucco per far cadere in scacco il Consiglio che, sulla base delle vocazioni di meri contributi, cioè materia tutto sommato non sospetta, vuole intervenire dando una delega piena alla Giunta per modificare la legislazione urbanistica.

Questo è il merito, assumetevene la responsabilità, noi denunciamo questa cosa e denunciamo anche che qualora venga approvata questa in legge finanziaria noi non potremo fare a meno che impugnare la legge finanziaria alla Corte Costituzionale perché è in palese contrasto con la vigenza dell'attuale articolo 8, comma 5 della legge 45, che vi obbliga a emanare direttive sulla base del parere e del voto del Consiglio regionale.

Questo è quanto, poi spetta a voi chiarirci le cose e dirci la verità, che non avete detto non solo a noi, ma penso neanche alla vostra maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Emanuele Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE (D.S.). Io intervengo, signor Presidente, telegraficamente per rafforzare il ragionamento molto chiaro e molto rigoroso che hanno svolto i colleghi, e in particolare poc'anzi il collega Morittu, e per segnalare che mentre il Consiglio, in un clima abbastanza distratto, discute di problemi così rilevanti, è assente dai banchi della Giunta l'Assessore maggiormente competente in questa materia, che chiacchiera naturalmente agli angoli dell'Aula. Io pregherei il Presidente del Consiglio e anche il Presidente della Giunta di richiamare il collega Biancareddu a seguire con maggiore attenzione il punto delicato della discussione che stiamo affrontando, anche perché questo problema non è un coniglio che esce come tanti dal cilindro della Giunta attraverso gli emendamenti qui in aula; questa norma, allora era, se non ricordo male, il comma 8 dell'articolo 18, è stato oggetto di un'attenta valutazione da parte delle Commissioni, della Commissione che io presiedo e anche della Commissione quarta, come ricordava prima il collega Morittu, quando è stata presentata con gravissimo ritardo di tre mesi la legge finanziaria, sotto Natale, all'esame del Consiglio regionale.

Le Commissioni, è bene ricordarlo, signor Presidente, nonostante il colossale ritardo della Giunta, hanno sostanzialmente rispettato i termini previsti dal Regolamento, e nella prima decade di gennaio hanno formulato il loro parere che poi è stato trasmesso alla Commissione bilancio del Consiglio regionale.

E su questo punto, nonostante la simpatica volitività con cui il Presidente, l'assessore Biancareddu si è presentato all'audizione nella prima Commissione, la Commissione autonomia, quando ha sostenuto che sostanzialmente in tempi di vacche magre non si stavano riducendo i trasferimenti finanziari ai comuni, cosa poi un po' ridicolizzata dallo stesso esame non solo dell'Aula, ma della Commissione successivamente, a proposito di questo punto la Commissione ha segnalato puntualmente all'Assessore e alla Commissione bilancio, nel parere, nel non condividere la tendenza presente in diverse parti del disegno di legge finanziaria a sottrarre al Consiglio regionale competenze finora ad esso attribuite per quanto riguarda la determinazione di direttive di indirizzi di carattere generale e di particolare rilievo programmatico, ha su questo punto scritto testualmente che l'articolo 18, comma 8, con la cui parte finale viene implicitamente sottratta al Consiglio regionale la competenza sull'approvazione delle direttive per la redazione degli strumenti urbanistici comunali.

La Commissione finanze ha sicuramente bonificato e migliorato il testo inaccettabile presentato dalla Giunta in Consiglio regionale, però su questo punto è rimasto praticamente intatto il testo formulato dalla Giunta regionale.

Adesso, però, siamo in tempo per correggere, perché questa è una cosa davvero pericolosa e insopportabile, signor Presidente. Non è approssimazione e non è neanche distrazione, così come non è casuale la distrazione dell'Assessore dell'urbanistica. Voi volete mutilare una legge e un complesso di norme di fondamentale importanza per tutelare non solo le prerogative del Consiglio, ma per tutelare la corretta e rigorosa utilizzazione del patrimonio territoriale, ambientale e naturale della nostra Isola che, come sappiamo, è anche la risorsa economica più importante di cui dispone la nostra comunità regionale per il proprio futuro e per il proprio sviluppo.

Spero che i colleghi, tutti i colleghi, compresi i colleghi della maggioranza, avvertano la delicatezza e la portata della decisione che dobbiamo assumere.

FADDA (La Margherita-D.L.). E' opportuno che parli la Giunta.

PRESIDENTE. Sì, ma non è finito, ha domandato di parlare il consigliere Dore, ed è opportuno che la Giunta parli per ultima. Prego, onorevole Dore.

DORE (La Margherita-D.L.). Io spero che la Giunta parli e spieghi e chiarisca, ammesso e non concesso che ci sia qualcosa da chiarire, perché il pasticcio è talmente grosso che credo che chiarimenti non ce ne possano essere.

Giorni fa è stato distribuito a tutti una specie di manuale nel quale si parla di tecnica legislativa, che tutti chiaramente dovrebbero conoscere, leggere perché se si fa questo mestiere, o meglio si pretende di svolgere questo compito, evidentemente il minimo di rudimenti non devono mancare.

Ma qui, purtroppo, c'è il fondato sospetto che dietro l'ignoranza (che poi non scusa proprio nessuno, perché un legislatore non può scusarsi delle corbellerie commesse dicendo di essere ignorante) c'è sempre la possibilità che si nascondano i gatti e le volpi, che in questo Consiglio e soprattutto in questa Giunta non mancano, come abbiamo già visto. L'anno scorso abbiamo assistito al tentativo del presidente Pili di infilare più volte e soprattutto nella finanziaria la famosa variante urbanistica, con la quale si potevano fare i giochi di prestigio; quest'anno vediamo quest'altro pasticcio, quest'altra, chiamiamola come vogliamo, porcheria, tentativo di imbroglio e cose del genere.

Io non sto a ripetere ciò che hanno detto i colleghi, molto bene, non sto a ripeterlo perché è già stato sufficientemente illustrato e io a nome di tutti, di tutto il Consiglio, anche di chi magari la pensa in un altro modo, ringrazio chi ha scoperto questo trabocchetto. Lo ringrazio, perché questo dimostra quali sono le competenze che stanno da questa parte, quali sono le competenze e qual è la serietà con la quale quasi tutti, forse tutti i consiglieri del centrosinistra svolgono il loro ruolo, che poi è un ruolo svolto, come qui si vede, non per fare, come diceva l'onorevole Corda, la divisione dei pani e dei pesci, è un ruolo svolto per adempiere seriamente e correttamente la propria funzione, che è una funzione di interesse generale.

Allora, intanto mi sembra vergognoso da un punto di vista della trasparenza questo riferimento, questa congerie di norme così, e io credo che il buongusto in una finanziaria soprattutto composta di tanti articoli sarebbe che a margine di ogni disposizione citata ci fosse il testo della disposizione, perché non è giusto che chi deve occuparsi di questa roba vada a scervellarsi nella ricerca di tutta una serie di testi, trascriverseli e così via perdendo un sacco di tempo e spesso anche confondendo le idee. Quindi questo è certamente un fatto da notare, però siccome il riferimento è tanto assurdo, poco pertinente che non può essere altro che un tentativo di arrivare a quello che è stato denunciato dai colleghi. E qui stiamo parlando non di patate, non di noccioline, ma stiamo parlando della legislazione urbanistica regionale.

Quindi io spero che l'Assessore abbia, ripeto, il buongusto di spiegare come mai si è arrivati a un pastrocchio di questo genere, che però sotto il pastrocchio nasconde evidentemente o almeno verosimilmente tante altre cose.

PRESIDENTE. Al parola alla Giunta.

FADDA (La Margherita-D.L.). Poi le dichiarazioni di voto continuano.

PRESIDENTE. Onorevole Pirisi, deve fare una dichiarazione di voto? Però la Giunta deve concludere, facciamo prima le dichiarazioni di voto, poi parlerà la Giunta, Assessore, la prego, perché se vengono sollevate questioni...

FADDA (La Margherita-D.L.). La Giunta non conclude, fa dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Mi scusi un momento, certo, ha perfettamente ragione, però lei capisce che gli interventi dei colleghi, che sono problematici spesso, pongono delle questioni possono trovare nell'intervento della Giunta una qualche risposta.

Adesso ha chiesto di fare dichiarazione di voto l'onorevole Pirisi, se è sempre del parere di fare... Aspettiamo che i colleghi concludano le dichiarazioni e dopo parlerà la Giunta.

PIRISI (D.S.). Presidente, io rinuncio alla dichiarazione di voto se la Giunta dichiara che accoglie l'emendamento che è stato proposto da noi. In tal caso io rinuncio, cioè se dà parere favorevole sull'emendamento io rinuncio. L'assessore Masala, chiedo scusa... Assessore? Il tempo sta scorrendo, io vorrei interloquire con lui.

PRESIDENTE. L'Assessore, sta valutando proprio questo aspetto, diamogli due secondi. <

PIRISI (D.S.). Assessore Masala, io rinuncio al mio intervento se lei dichiara di accogliere l'emendamento che abbiamo proposto. Se lei dichiarasse questo, io rinuncio. No? Cioè, lei dichiara di accogliere l'emendamento? L'ha fatto lei, però è nella norma finanziaria, se vuole parlare l'Assessore. In tal caso io rinuncio, purché sia accolto, altrimenti non rinuncio affatto. Io voglio svolgere...

PRESIDENTE. Faccia la sua dichiarazione, onorevole Pirisi, dopo si vedrà.

Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, anche per richiamare i colleghi che due o tre ore fa ci stavano dicendo che avevano fretta di concludere la finanziaria, però abbiamo detto che noi vogliamo una finanziaria che sia una finanziaria positiva, come ha dichiarato il collega Cugini e che sia una finanziaria che vada bene ai sardi.

Noi abbiamo, assessore Masala ed anche assessore Biancareddu, espresso come Commissione quarta un parere di totale contrarietà all'approvazione della norma di cui al articolo 18, comma 8, che è diventato poi 12, della proposta di legge finanziaria, e il parere espresso conclude dicendo: "Se la Giunta regionale intende dotarsi di una norma di condotta generale concernente tale contributi, appare del tutto logico che l'intero Consiglio regionale sia chiamato ad esprimere la propria valutazione su tale atto generale, evitando poi di entrare nel merito delle singole questioni. Tali motivazioni pertanto ne chiedono la soppressione". Cioè, noi già in Commissione quarta avevamo chiesto la soppressione di questo comma, cioè del comma 8 di allora, diventato poi 12, perché è evidente a tutti che ormai, insomma, qui non è che possiamo parlare in maniera, come dire, molto delicata e molto soft.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue PIRISI.) Assessore Masala, qua si tratta ancora una volta di un sotterfugio, perbacco, si vuole parlare di erogazione di danari e invece state trasformando, modificando in maniera surrettizia una norma sostanziale che è quella del già citato articolo 5 della legge numero 45, che conclude, al comma 8 dell'articolo 5 è detto: "Le direttive, i vincoli regionali e gli schemi di assetto territoriale sono approvati dal Consiglio regionale previa deliberazione della Giunta regionale e sono resi esecutivi con decreto del Presidente della Giunta regionale". Cioè, ancora una volta, il tentativo da parte di questa maggioranza è di espropriare questo Consiglio, cari colleghi, maggioranza e minoranza. Ma che ne sappiamo noi della buonafede degli Assessori? Si vuole spogliare questo Consiglio di norme sostanziali che incidono sull'assetto generale della nostra Isola. E' un fatto gravissimo che non può passare sotto silenzio. Io invito i colleghi della maggioranza a prendere visione concretamente di ciò di cui stiamo parlando e non ho dubbi che loro stessi, a voto palese o a voto segreto, questo comma lo bocceranno.

E io confido, assessore Biancareddu, anche sul fatto che lei voglia intervenire aula per dire che questa materia non può essere regolata, come state cercando di fare, perché credo che ci sarebbe una sollevazione generale da parte di tutti, Assessore. Questa norma è veramente, più norma intrusa di questa credo che non ne esistano, sebbene ce ne siano veramente tante!

Quindi anche per far andare avanti agevolmente e agilmente la manovra eliminate queste cose, altrimenti qui ciascuno di noi interverrà e domani saremo ancora bloccati su questo punto, fino a quando non ci sarà un atto di resipiscenza. L'assessore Masala poi dice: "Io sarei d'accordo per questo emendamento orale"; emendamento orale che non cambia niente di quello che era stato proposto nell'emendamento scritto e quindi se non è zuppa è pan bagnato, però, insomma, qua si vuole assolutamente gabellare l'Aula!

Non vedo più l'assessore Oppi, non vedo il presidente Floris, non vedo persone che erano in quest'aula quando, per esempio, il cosiddetto decreto Floris del 20 dicembre 1983 - noto come il 2266/U - è stato promulgato, è stato votato in quest'Assemblea e oggi, con un colpettino di spugna come questo, si vorrebbe veramente dare una botta insopportabile a quelli che devono essere l'assetto e la pianificazione del nostro territorio.

E' evidente che una questione come questa, penso che per tutti quanti i consiglieri dovrebbe esserlo, diventi dirimente, che sia inaccettabile il mantenimento. Chiediamo quindi all'Assessore che si pronunci favorevolmente per l'accoglimento dell'emendamento da noi proposto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi...

MARROCU (D.S.). Liori sta occupando abusivamente i banchi della Giunta!

PRESIDENTE. Scusi un attimo, onorevole Vassallo, perché qui non si riesce a sentire, non si capisce niente, se i colleghi hanno la compiacenza di...Onorevole Marrocu, cosa devo fare? Io ho un Regolamento da far rispettare, abbiate pazienza e ho bisogno di sentire i vostri interventi perché potremmo essere chiamati in causa in ogni momento.

VASSALLO (R.C.). Presidente, colleghi io sono stato in religioso silenzio per tutta la serata, però di fronte a questo fatto penso che questo Consiglio non possa rimanere in silenzio, penso che ci sia la necessità che tutta l'Aula, rispetto a questo comma 12, discuta e discuta fino in fondo e che ci sia da parte della Giunta, e io chiamo in causa il Presidente della Regione, l'onorevole Pili, ci dia veramente una risposta chiara al vero senso di questo comma 12, perché veramente qua siamo di fronte, per quello che si può leggere, ad un vero e proprio colpo di mano che attraverso una norma intrusa si vuole stravolgere l'intera gestione urbanistica. In effetti il senso di questo comma attraverso l'utilizzo di questo articolo 5 della legge regionale 45 con la scusa dei contributi, con la scusa di erogare contributi si vuole modificare la legge urbanistica vigente.

Peraltro, non si capisce come si possa comprendere che per arrivare, per erogare i contributi si debba operare con decreto del Presidente della Regione, così come peraltro prevede l'articolo 5, così come tra l'altro prevede questo comma numero 12. Mi meraviglia il fatto che qua, quando si chiede di operare alcuni elementi di chiarezza, il Presidente si alzi e se ne vada della Presidenza, dagli scranni della Giunta e la stessa cosa faccia lo stesso Assessore. Se c'è bisogno di un'interlocuzione, io lo dico, colleghi, si sospende un attimo, si interloquisca perché questa questione non può passare così. Io non vado avanti Presidente, non vado avanti se questa questione non si chiarisce nelle sedi opportune. Peraltro vedo che c'è un'interlocuzione a latere della discussione, per cui sospendo anche il mio intervento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Premesso...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Premesso che l'assessore Biancareddu è titolare dell'Assessorato competente per materia, tuttavia io esprimo la mia opinione che, diciamo così, è riferita sia al testo del comma 12, così come licenziato dalla Commissione, sia con riferimento all'emendamento numero 346. Nell'emendamento numero 346 lasciando la legislazione così com'è, e cioè quindi lasciando anche il comma 12 così com'è scritto, si limita ad affidare alla Giunta il potere di emanare direttive in ordine a questa materia.

Quindi, diciamo che il Consiglio, votando l'emendamento numero 346 in realtà, si spoglierebbe di eventuali sue prerogative per affidarle in toto alla Giunta regionale, perché si limita a dire che viene cassato il riferimento all'articolo 45 e che i contributi vengono erogati sulla base di apposite direttive. Non è detto da parte di chi, né la fonte giuridica alla quale si riferisce, ma le direttive, quindi evidentemente si riferisce a direttive di carattere amministrativo, posto che le direttive nient'altro hanno che carattere amministrativo, se non c'è una norma che dica il contrario.

Questa è l'opinione che io mi faccio dell'emendamento, la Giunta che cosa aveva fatto in riferimento a questo? Aveva detto: "Ma perché queste direttive devono essere orfane, tra virgolette? Devono avere un aggancio a qualche cosa e si dà il caso, e qui sono gli uffici che intervengono, non l'assessore Masala, gli uffici che intervengono, si dà il caso che il richiamo all'articolo 5 può essere considerato opportuno, aperta parentesi, in quanto in detto articolo, in detta legge cioè, sono previste le caratteristiche di contenuto delle direttive medesime", cioè c'è una specie di limite di agganci, quindi è un riferimento per relationem si dice così, non è la soppressione surrettiziamente dell'articolo 5 della legge 45, ma è un riferimento e un aggancio a questo.

FADDA (La Margherita-D.L.). Assessore, non continui. Perde la causa!

SPISSU (D.S.). Non faccia offesa all'intelligenza!

MASALA (A.N), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ora, un momento, io posso anche perdere la causa, non sarebbe la prima, qualcuno qui forse non ne ha perso, io sì, io mi vanto di avere un lungo elenco di cause perse anche se ho un altrettanto elenco di cause vinte. Quindi, alle volte, quello che non si fa, in genere, sono i pareggi nelle cause.

Comunque, questo è quello che io ritengo. Gli uffici continuano che questo riferimento per quanto opportuno non è essenziale, per cui se questo Consiglio ritiene che siano fondate le ragioni addotte e quindi ad eventuali, non so, intendimenti, chissà, fraudolenti, perché è stato (?) da parte dell'Assessorato degli enti locali, io faccio una cosa, chiedo che venga sospesa ed approfondita, non vedo per quale ragione questo emendamento numero 346 insieme al comma 12 dell'articolo 1 non possa essere sospeso; abbiamo sospeso tanti altri articoli, quindi se è necessario un approfondimento con l'assessore Biancareddu, io credo che si possa tranquillamente fare, quindi per quanto mi riguarda si potrebbe fare questo; anzi, faccio formale richiesta di una sospensione sia dell'emendamento sia dell'articolo 12 al quale si riferisce e l'assessore Biancareddu poi parlerà per verificare la percorribilità di questa strada.

CUGINI (D.S.). Presidente, sentiamo l'assessore Biancareddu.

PRESIDENTE. Scusi, per capire, Assessore, questo non si può votare prima del testo, va risolto prima del testo.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna),Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Cari colleghi, mi conoscete come un pacifista e cercherò di esserlo fino alla fine. Devo dire che oggi per la prima volta in ogni caso, nonostante la mia indole, ho sentito un certo fastidio per certe affermazioni fatte. Questo articolo che, essendo un articolo di finanziaria o meglio un comma di finanziaria, non era sicuramente una manovra occulta in quanto è passato in Commissione, ce l'abbiamo sotto gli occhi da quarantadue giorni, quindi si trattava solo di leggerlo attentamente, quindi non è né frutto di un errore né frutto di un raggiro, era un articolo che aveva una certa finalità, se questa finalità non è condivisa o può essere corretta, nessuno erge barricate, per cui l'importante è che ci sia sempre questo rapporto di correttezza e che non ci sia questa ombra di mistero di chissà cosa la Giunta e l'Assessore voglia fare scrivendo un emendamento.

Ci sono diversi metodi per scrivere emendamenti, voi me lo insegnate, ci sono quelli che si capiscono alla prima lettura e quelli che bisogna leggere tre volte, e forse questo appartiene alla seconda categoria, ma non per questo si tratta di manovre occulte. Per cui, se il Consiglio, a quanto pare dalla discussione è emerso che è preferibile emendarlo così come proposto dai colleghi Morittu e più, la Giunta accoglie questo emendamento.

PRESIDENTE. Allora c'è la proposta della Giunta di recepire l'emendamento così com'è.

Ci sono iscritti a parlare Vassallo, Orrù, Spissu, Granella, Biancu, Selis, Fadda ed Ortu.

(Interruzioni)

Rinunciano a parlare sull'argomento.

Quindi, va cassato da "sono erogati" fino a "numero 45 del 1989" e si sostituisce con "sono erogati sulla base di apposite direttive".

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, credo che l'approfondimento di questo comma ci abbia portato alla conclusione che non serve assolutamente il comma 12 perché, quanto detto dai colleghi che sono intervenuti prima, già i contributi per i comuni sono normati, cioè tutte queste leggi hanno delle norme per erogare i contributi, quindi non riesco a comprendere perché noi dobbiamo emanare delle direttive per delle leggi che contengono già le modalità di erogazione dei contributi.

Allora, siccome le finalità, Assessore, comprendiamo che non erano proprio quelle dei contributi, a questo punto rimangono le norme che ciascuna di queste leggi hanno, va bene? Quindi credo che dobbiamo bocciare tutto il comma 12.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

BIANCAREDDU, (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Onorevole Fadda, se come è vero le norme riportate, le leggi riportate contengono già i criteri, non è sicuramente un atto amministrativo che li può modificare, noi con atto amministrativo quindi con delibera di Giunta possiamo solo specificare i criteri già previsti in legge. Quindi sono due cose perfettamente compatibili e noi abbiamo dichiarato di accogliere l'emendamento dei colleghi, credo di essere già coerente con quanto chiesto dal Consiglio. Adesso lei sta chiedendo un'altra cosa.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 346, accolto dalla Giunta. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Dobbiamo tornare adesso, prima del voto sul testo, all'emendamento 606.

(Interruzioni)

Non è stato ritirato; nulla è stato comunicato a questa Presidenza. State comodi. Per il 606 non c'erano iscritti a parlare per dichiarazione di voto. Per dichiarazione di voto ci si iscrive di volta in volta, non ce n'erano, non risultano. Nulla è stato lasciato qui.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Per ricordarle che sul 606 la discussione, o meglio le dichiarazioni non si erano concluse. L'Aula ha votato la richiesta di sospensione dell'emendamento...

PRESIDENTE. Io non ho detto questo, ho detto che non avevo iscritti, non ho detto che è vietato fare dichiarazioni.

SPISSU (D.S.). Chiedo scusa, allora ho capito male, chiedo scusa.

PRESIDENTE. Era un pour parler purtroppo a microfono acceso.

Assessore, sul 606 ha una comunicazione? Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 606 in realtà ripristina, se non ho capito male, un criterio che era quello originario dell'articolo 19 della legge 37. L'articolo 19 della legge 37 quando fu approvata prevedeva la contrazione dei mutui da parte dei comuni e l'onere a carico della Regione. E` accaduto che, con l'articolo 23 della legge finanziaria, se non ricordo male, del 2000 o del 2001, del 2000, questo Consiglio accogliendo le istanze che venivano dal mondo degli enti locali aveva deciso di contrarre direttamente i mutui anziché costringere i comuni a contrarre i mutui tenendo l'onere eccetera, poiché nella sostanza non cambiava niente se non dal punto di vista della procedura; e cioè una cosa è che il mutuo venga acceso, contratto dal comune e poi sottoposto all'esame del Consiglio regionale o della Giunta e quindi una doppia istruttoria, altra cosa è contrarre direttamente il mutuo da parte della Regione. Questo era il senso della modifica. Per cui, il ritornare così al procedimento del 1999, secondo me, ma questo lo dico secondo me perché la Giunta si è già espressa nel rimettersi all'Aula perché i due procedimenti sono ugualmente validi, sia che si contragga direttamente da parte della Regione, sia che si contragga da parte dei comuni, questo è il senso del ragionamento, però nel caso di specie siccome noi abbiamo il 2000, il 2001 e il 2002 sotto forma di mutui erogati, contratti direttamente dalla Regione, se noi trovassimo il sistema per evitare la contrazione dei mutui ancor prima che sorgano esigenze da parte dei comuni e quindi evitando cioè che si facciano i mutui in anticipo, anticipati e quindi caricando sul bilancio regionale delle spese in anticipo, io non credo che sia preferibile il tornare indietro al metodo precedente.

Per cui, secondo me, è preferibile mantenere il criterio che è stato adottato con l'articolo 23 della legge finanziaria del 2000; se i proponenti, l'onorevole Balletto, che tra l'altro è il Presidente della Commissione, l'onorevole Corona e l'onorevole Pittalis, fossero di questo avviso, io come Giunta, credo a nome della Giunta di poterli invitare al ritiro di questo emendamento, perché in questo modo noi potremmo, diciamo così, non complicarci ulteriormente il percorso con riferimento al comma 1 dell'articolo 1, perché il tema in discussione non credo, il vero tema in discussione non credo sia quello delle modalità di mutuo, cioè se debba essere il comune o la Regione, posto che l'onere è comunque a carico della Regione, quindi grava sempre sul bilancio regionale, quanto piuttosto l'entità, l'impostazione, il futuro di questa legge se deve essere mantenuta così come è, se deve essere integrata, se deve essere modificata eccetera.

Credo che il tema della discussione debba essere, diciamo così, l'altro e non le modalità. Quindi alla luce di queste considerazione io naturalmente non posso che rimettermi ai proponenti perché evidentemente la decisione sul ritiro o non ritiro dell'emendamento spetta solo ed esclusivamente ai proponenti, se condividono naturalmente le considerazioni che io ho fatto adesso.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Masala. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Prendo atto delle dichiarazioni e delle richieste della Giunta e quindi per un obbligo, Assessore, e un vincolo di maggioranza che sento fortissimo, io dichiaro di aderire, pur ovviamente non condividendo le argomentazioni portate adesso dall'Assessore; soprattutto perché il punto centrale della manovra finanziaria è stato quello di contenere l'indebitamento, e questo emendamento in questa forma oltre ad impegnare e a responsabilizzare i comuni, andava proprio nella direzione del contenimento dell'indebitamento, cosa che in questa circostanza e con il ritiro dell'emendamento non si raggiunge, sia per ciò che riguarda il monte dei debiti, sia per quanto riguarda la responsabilizzazione dei comuni che devono andare in quella direzione.

Ma tant'è proprio perché sento forte il vincolo di maggioranza alla quale non intendo sottrarre il mio impegno e la mia lealtà, pur non condividendo, dichiaro di ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. L'emendamento 606 è ritirato. Passiamo agli emendamenti 827, 828 e 829, di cui votiamo l'827 e poi l'829 perché sono tre uguali, si differenziano solo per le cifre come nei casi precedenti, sono emendamenti sostitutivi parziali. Se tutti sono al posto si vota l'emendamento 827.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

(Interruzioni)

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Chi è lo sciocco che dice queste stupidaggini! Nessuno? Allora, ho sentito male!

Presidente per chiedere la votazione per parti, comma per comma.

PRESIDENTE. Colleghi vi devo ricordare di usare un linguaggio consono a quest'Aula, per cortesia. E` stata chiesta la votazione per parti, comma per comma.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Presidente e colleghi, con questo emendamento ed anche altri che lo accompagnano si ripropone la questione che da tempo si sta affrontando, poi si sospende, poi si torna, poi tutti riconoscono che questo è il punto focale, così è stato detto, di questa manovra finanziaria, e cioè qual è la sorte della legge 37 e del suo articolo 19 per il sostegno dello sviluppo locale e dell'occupazione.

Da più parti si annuncia a più riprese che vi è la possibilità di un passo avanti da parte della maggioranza, e noi questo passo avanti sempre annunciato siamo lì a tentare di vederlo, di intravederlo, che ci venga rappresentato, perché non sarà un passo avanti immaginiamo interamente soddisfacente della necessità e della proposta che noi avanziamo, che poi è di ripristino di un sistema di sostegno finanziario agli enti locali della Sardegna, per lo sviluppo e per l'occupazione locale, però da quanto è stato rappresentato, ripeto, a più riprese e che è stato pure in diversi ambienti creduto questo annuncio, questo passo avanti forse è opportuno che si riesca a misurarlo. Per cui - per quanto vale - io suggerirei ai colleghi della maggioranza che intendono prospettare questa novità, che per cortesia la enuncino in modo che ne possiamo tenere conto anche nella discussione e nel confronto politico, se non ricorre sempre questo ritornello, questa litania, c'è una interlocuzione, ed interlocuzione vuol dire che più parti si scambiano un'opinione o una proposta, dove viva questa interlocuzione, qui in Aula no, vicino all'Aula non so! Forse è opportuno appunto che vi sia questa esplicitazione.

Ora, l'abbiamo detto, ci vediamo in qualche modo costretti, è proprio una costrizione che dobbiamo subire, costretti a ribadire che le autonomie locali, i rappresentanti delle autonomie locali, i comuni, ma soprattutto le comunità locali che sono i destinatari di questi interventi finanziari della Regione, hanno tratto e traggono, e possono ancora trarre grande beneficio da questo intervento normativo e finanziario della Regione, che si rappresenta essere di grande entità, ma non lo è di grande entità. Perché se coloro che sono tenuti fuori dal mondo del lavoro in questa Regione sono di sicuro più del venti per cento della società o di quanti nella società sono in condizioni di lavoro, non si capisce perché della provvista finanziaria pubblica e regionale meno del cinque per cento, perché di questo si tratta, debba sostenere le leggi delle politiche attive del lavoro. Si dice ancora oggi: approviamo la finanziaria perché dodici mila miliardi, diciotto mila miliardi, perché i commercianti aspettano, le imprese aspettano, e non so quanti altri aspettano, ma perché i disoccupati non dovrebbero aspettare? O devono aspettare tutta la vita per avere almeno conservato un provvedimento che li riguarda e che sta dando buoni frutti e che può darne ancora nel presente e può darne ancora nel futuro? Io non cito come hanno fatto altre fonti ed altri interventi che a livello locale, poi se sarà necessario ancora ricorreremo a questo tipo anche di illustrazione, perché i comuni con quello che fanno parlano una lingua molto più chiara e convincente di quanto non possono essere i nostri argomenti.

Ho citato prima alcuni comuni, adesso ho la scheda di Villacidro, ve la risparmio, ma è sempre nel novero dei tanti, tantissimi comuni, allo stato sono pressoché la totalità, che hanno iniziato ad applicare bene la legge e che ne stanno misurando i risultati e i frutti benefici.

Noi riproponiamo, quindi, la dotazione finanziaria, riproponiamo la triennalità, riteniamo che questo sia un atto, come dire, doveroso da parte del Consiglio regionale ed anche un atto di saggezza che in conclusione farà bene a tutti.

PRESIDENTE. Non ho altre iscrizioni a parlare. Prima di procedere c'è una comunicazione dell'assessore Masala.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, chiedo scusa anche alla Presidenza e al Consiglio per non averlo detto prima, ma sia l'emendamento 628 che gli emendamenti 827, 828 e 829, sono privi di copertura, cioè la copertura esiste soltanto nei limiti di quello che è indicato nell'articolo 1, cioè nei limiti di 83 milioni, quindi, tutte le somme qui superiori a quell'importo non hanno copertura perché non è indicata.

PRESIDENTE. Non essendoci copertura non possiamo procedere alla votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Una rapida osservazione: perché è privo di copertura? Se una norma della Regione, che è una norma di legge, cioè la legge, dice che si fa fronte al piano per il lavoro, cioè al rifinanziamento nel triennio con la contrazione di uno o più mutui di pari importo secondo le condizioni e le modalità previste dall'articolo 1, condizioni e modalità. E` chiaro che se ne modifica l'importo, e l'articolo 1 che cosa è? Non è una norma della Regione che è in fieri, questa è una norma, tutt'al più nascerebbe dopo, in conclusione, una questione di coordinamento fra diverse indicazioni che il Consiglio regionale darebbe, sennò quell'articolo 1, abbiamo ragione noi, diventava una camicia di forza, ma in una camicia di forza si mettono i matti e non i savi! Quindi, può essere un limite indicativo di cui certamente il Consiglio nel suo operare progressivo tiene conto, sennò torna un punto, Presidente del Consiglio in quanto Presidente e buon Presidente, torniamo ad un punto. Noi abbiamo chiesto a più riprese e da più parti di avere l'insieme delle dotazioni finanziarie, delle somme, cioè dei danari che si sono liberati in forza degli atti deliberativi del Consiglio, che avendo cassato diverse norme sostanziali accompagnate da poste finanziarie, hanno - come dire - liberato risorse; quindi, vogliamo sapere quanto c'è di risorsa finanziaria disponibile per la copertura delle proposte di modifica dell'altra parte della finanziaria a cui tutti abbiamo diritto ed anche dovere di concorrere.

Allora, torniamo al punto: per favore questa rappresentazione delle disponibilità finanziarie, per cui l'Assessore dice: per l'emendamento la copertura è lì, per altri dice: la copertura non c'è! Eh no! Si mettono, si rappresentino in modo evidente al Consiglio, in modo che si sappia, quella dotazione finanziaria liberata per le decisioni che il Consiglio ha già assunto con i suoi voti, e si decida come dev'essere indirizzata. Può darsi che si voglia conservarla per altre leggi future, può darsi che si voglia fare un bel regalo all'Assessore e può darsi che si voglia fare quel che si vuole, ma è il Consiglio che lo decide, per deciderlo deve sapere, sennò siccome noi non possiamo entrare nei meandri e nei conti e nei calcoli complicati della ragioneria interna e della contabilità interna, dove troviamo, saremmo impossibilitati o handicappati, e cioè messi in situazioni di difficoltà, nel reperire le dotazioni finanziarie in senso tecnico. In ogni caso noi per questa ragione abbiamo indicato il ricorso al mutuo, se l'Assessore ha invece, come ha, risorse regionali disponibili ancora meglio, noi rinunciamo e raccogliamo anche un'eventuale indicazione orale dell'Assessore che dica: "no, mutuo no", oppure: "mutuo tutto no, una parte, l'altra parte invece è reperibile attraverso questo monte risorse di cui la Regione allo stato dispone". Però noi non possiamo rinunciare a rappresentare l'opportunità di una norma che anche in altre ipotesi che ci sono state prospettate, come dire, richiedono esborsi considerevoli; quindi, vuol dire che o di riffa o di raffo la copertura finanziaria o c'è o è irreperibile.

Non vorremmo che adesso questa proposta non ha copertura o difficilmente l'avrebbe, altre proposte consimili magari l'hanno, non so, forse è opportuna una piccola riflessione sul punto, sennò invece di agevolare ci complica il cammino tutto questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di fare una comunicazione l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Naturalmente questo scambio di opinioni non è molto rituale, però data la delicatezza dell'argomento mi pare che sia opportuno.

Vede, onorevole Cogodi, se lei nell'emendamento avesse scritto UPB S1020 e ci fossero scritti dei soldi là dentro, io avrei anche potuto dar ragione a lei così come in altre occasioni, essendo stata indicata una copertura diversa da quella gradita, diciamo così, alla Giunta, ci può essere la risposta da parte della Giunta nel senso di accogliere la richiesta di modifica oppure no.

In realtà gli emendamenti così come sono stati scritti hanno la copertura, ma nei limiti che sono indicati nel secondo periodo del comma medesimo, laddove è scritto che il mutuo viene coperto con le somme iscritte nella UPB 04017 capitolo 04048. Ora si dà il caso che questa UPB abbia effettivamente una copertura, ma nei limiti di 83 milioni così come è scritto nel comma 1 dell'articolo 18; cioè lei per poter dare copertura a questo emendamento avrebbe dovuto indicare quanto meno, sia pure in modo errato, un'altra UPB, un altro capitolo, non questo, avendo indicato questo, quello è coperto, è già occupato per gli 83 milioni, per cui noi non possiamo su quella UPB avere un'ulteriore copertura, ecco perché manca la copertura.

Se lei avesse, diciamo così, errato nell'indicazione, avremmo anche potuto discutere della cosa, ma in questo caso proprio non si può fare assolutamente niente, perché l'emendamento deve avere comunque l'indicazione di una copertura, sia pure errata, ma che comunque nel momento in cui viene formulato sia esistente. In questo caso la copertura non era più nella disponibilità di nessuno, neppure nel momento in cui è stato formato e scritto l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Intervengo per sottolineare la correttezza dell'impostazione e delle affermazioni che ha dato poc'anzi l'Assessore; le UPB indicate per l'individuazione delle rate di ammortamento del mutuo sono incapienti per quanto riguarda la somma e, pertanto, sotto questo aspetto l'emendamento essendo privo di copertura, per Regolamento e per prassi consolidata, è inammissibile. Mi risulta peraltro che gli emendamenti agli emendamenti possono essere presentati solo e nella misura in cui ci fosse la piena e totale condivisione da parte dell'Aula, cosa che pare invece non sussista.

Questo è il primo elemento che addirittura è assorbente e discriminante; ma se poi volessimo entrare nel merito mi preme ricordare che questo emendamento qui se fosse ammesso, votato ed approvato, comporterebbe un indebitamento per la Regione di ulteriori 830 miliardi rispetto all'indicazione, alla copertura che è stata data nella legge finanziaria; ed allora io sono ancora a chiedere dove sono finite e dove sono andate tutte le osservazioni e le raccomandazioni, che sono state fatte in quest'Aula più di una volta, diciamo anche ripetutamente, nelle quali affermazioni si sottolineava il pericoloso, da me condiviso, stato di indebitamento raggiunto dalla finanza regionale. Se questo emendamento fosse votato ed accolto noi ci troveremmo, forse anche prima della fatidica data indicata dall'Assessore, a non avere le disponibilità per far fronte alle spese correnti.

Quindi, anche sotto questo aspetto è opportuno che l'Aula rifletta sull'entità dell'emendamento che porterebbe l'indebitamento a cifre non sostenibili dall'attuale stato della finanza regionale. Ma rimane ferma ovviamente la pregiudiziale relativa alla mancanza di copertura che non può essere a mio modo di vedere modificata sulla base di un emendamento orale, ritenendo anche che questa non può essere materia attratta al famoso concetto e prassi, molto in voga, seconda la quale in fase di coordinamento si può aggiustare tutto e il contrario di tutto.

PRESIDENTE. Le dispiace avvicinarsi un attimo onorevole Balletto, un attimo senza andare via dall'Aula, un attimo di consultazione.

A causa della mancanza di copertura gli emendamenti 628, 829, 828, 827 non sono votabili.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente, per capire da che cosa è determinata questa sua interpretazione. Io capisco che ha chiamato l'onorevole Balletto a consulto, però sarebbe bene che chiami a consulto anche qualcun altro, quanto meno i presentatori degli emendamenti, perché mi permetto di far osservare che l'emendamento 628 così come gli altri, prevedono una particolare copertura e prevedono una particolare copertura attraverso un aumento di...

PRESIDENTE. Sì, ma non è coperto! Semmai lei può scrivere a questa Presidenza e le sarà data risposta. Non è coperto, per cui non è votabile.

VASSALLO (R.C.). Se mi fa terminare! Scusi un attimo!

PRESIDENTE. Lei sta parlando in via eccezionale per cui dovrebbe anche concludere, perché non è coperto e in questo momento non le darò una risposta!

VASSALLO (R.C.). Io sto dicendo, Presidente, che al comma secondo dell'emendamento 827 così come gli altri è prevista una particolare copertura, attraverso l'indebitamento; per cui noi proponiamo che attraverso l'indebitamento si coprano questi emendamenti e come lo proponiamo? Lo proponiamo attraverso l'applicazione del comma uno dell'articolo 1 comma cinque, che prevede - il comma formulato dalla Giunta - esattamente il modo di come fare l'indebitamento, al limite con l'approvazione di questo emendamento si potranno porre problemi dopo per quelli che verranno, però, se questa manovra non fosse, se questo emendamento non fosse consentito saremmo di fronte ad una finanziaria bloccata, scusate! Questo non è mai avvenuto. Per cui non si capisce perché e su quali motivazioni giuridiche è basata la non presentazione e il non accoglimento di porre in votazione un emendamento come questo, mi scusi, Presidente!

PRESIDENTE. Per quello che può valere il tentativo della consultazione è stato proprio questo, onorevole Vassallo. Lo dico giusto per quanto possa valere, ma non è qui il caso di andare sempre alle motivazioni di intenzioni e alle interpretazioni che costantemente date ad ogni azione qui dentro in quest'Aula, qualcuno e chiunque compia, che non siano consone ai vostri indirizzi e al vostro spirito, e al vostro modo di interpretare qualunque cosa si faccia in quest'Aula.

Detto questo e fatta questa premessa, anche nel caso da lei citato, questo è il caso che stavamo esaminando appunto, non è possibile perché lì ci sono altrettanti vincoli nel riferimento a cui lei si è (scusi il bisticcio di parole) riferito, pertanto questa è la decisione.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Presidente, mi consenta in maniera molto rispettosa di manifestare però un certo sconcerto. Lo sconcerto discende dall'aver assistito alle modalità attraverso le quali si è poi pervenuti a questa decisione. Abbiamo visto il relatore in Aula correre per fornire una sua chiave di lettura...

PRESIDENTE. E' stato chiamato; non è corso.

BALIA (S.D.I. - S.U.). Pure se chiamato, Presidente, così come abbiamo assistito alle corse dell'Assessore Masala, sia rivolgendosi direttamente alla Presidenza, sia al segretario generale, sia nei confronti di altri funzionari. Ecco, io voglio rispettosamente far notare che se si consulta l'Assessore e il relatore che nel caso in specie si sono dimostrati come parte fortemente interessata, sarebbe stato logico consultare anche le altre parti. Però, ciò detto, Presidente, mi consenta, se noi dovessimo davvero seguire questo criterio e questa forma, per ora ed anche per il futuro, l'Assessore avrebbe trovato una metodica molto facile per eliminare sul nascere ogni e qualunque problema, attraverso l'affermazione: "questo emendamento non può più essere posto in votazione perché manca di copertura finanziaria", poi aggiunge: "se però una copertura l'avesse avuta pure errata avremmo potuto introdurre le eventuali variazioni", ma la copertura sia pure errata, di fatto ce l'ha, ed è quella in riferimento ai mutui; quindi, Assessore Masala, non può dire che non c'è una copertura. C'è una copertura errata, ha dichiarato che avrebbe potuto trovare lei una copertura corretta. Quindi, l'invito è all'Assessore, che naturalmente tanto è interessato ad accoglierlo che non ascolta nulla di ciò che viene dai banchi dell'opposizione, non ascolta nulla, non ascolta neanche un'ipotesi, una proposta di suggerimento, Assessore! Quindi, è evidente che lei ha già assunto una sua determinazione che considera irrevocabile. La copertura non è che manca, Assessore, c'è! E` indicata; ed è indicata nell'incremento dei mutui; è una copertura errata. Lei ha sostenuto poc'anzi che in caso di copertura errata avrebbe lei potuto trovare la copertura corretta, quindi, consideri l'indicazione data dall'onorevole Cogodi, come un'indicazione errata e trovi lei la copertura corretta.

Tra l'altro, Presidente, io vorrei con molta umiltà, davvero, però, vorrei che venisse tenuto in conto, perché è un'osservazione che l'opposizione sta facendo ormai da parecchi giorni, vorrei conoscere qual è lo stato della situazione contabile rispetto a quegli emendamenti che dall'Aula sono stati bocciati; l'Assessore Masala nei giorni scorsi ha detto, su richiesta dell'onorevole Selis, che richiedeva calcoli: "noi abbiamo piena consapevolezza che quei calcoli possono essere verificati in ogni e qualunque momento", ha chiesto qualche giorno di tempo, il tempo è maturato, possiamo oggi conoscere qual è la situazione a seguito della bocciatura di emendamenti, che pure erano emendamenti che contenevano risorse che sono state, così, risparmiate? Assessore Masala dove sono quelle risorse? Ed in quale misura finiscono con l'incidere? E non è possibile che noi attingiamo a quelle risorse per dare piena copertura agli emendamenti proposti dall'onorevole Cogodi e più? Io onestamente ritengo di sì e ritengo invece che gli altri tentativi, le risposte rapide ed affrettate che state assumendo e che significano semplicemente non ammettere l'emendamento per mancanza di copertura finanziaria, sia una metodica un attimino di comodo per questa maggioranza.

PRESIDENTE. Onorevole Balia, noi dobbiamo avere per porre in votazione un articolo la copertura finanziaria, qui manca l'indicazione dei piani di ammortamento e l'indicazione delle UPB da cui prelevare le somme residue relative ad altre somme.

Quindi, non c'è indicazione né da chi ha fatto la proposta e né dalla Giunta, a questo abbiamo teso quando abbiamo fatto un attimo di approfondimento, non essendo venute fuori né indicazioni da parte vostra, né indicazioni dall'altra parte, non è sufficiente prendere, perché da quella UPB è coperta la UPB dell'articolo 1, onorevole Cogodi ha un plafond che si è esaurito con quella cifra, perché indicato con quel plafond. Allora non è possibile fare il discorso su quel plafond,. Ecco perché diventa non perseguibile la cosa. Non si può andare avanti in questo senso. Onorevole Cogodi in via eccezionale un ultimo intervento e poi chiudiamo.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Noi non è che vogliamo complicare il cammino della finanziaria, siamo ad un punto che abbiamo tutti detto essere un punto delicato, non vorremmo che adesso si arrivi ad un punto delicato e si procede a colpi di sciabola! C'è stato detto che se avessimo indicato una UPB anche errata ma che avesse avuto capienza, cioè contenuto finanziario, cioè che avesse danari dentro, questo poteva ritenere l'emendamento ammissibile. Non c'è stato dato il tempo neppure di specificare, perché il consulto volante, autorevole quanto si vuole, ma insomma non c'è stata data la possibilità di compiere neppure quell'operazione che sempre si compie quando si avanza qualche obiezione in materia di copertura, di precisare la copertura; allora, noi la copertura la precisiamo indicando la UPBE 03032 capitolo 51005, né si può dire: ma quella UPB quando si era presentata con l'articolo 1 aveva di fronte a sé una compatibilità per cui era il risultato di una sommatoria.

Perché quella sommatoria si è fortemente modificata cammin facendo nell'esame della finanziaria; tutto quello che è caduto ha liberato risorse. Ora, per un verso non ci viene dato il quadro delle risorse che sono liberate e alle quali potremmo fare riferimento per le coperture finanziarie. Per altro verso non ci viene dato il tempo di precisare il numero della UPB, che precisiamo, non si fa neppure obiezione di merito, si dice solo un problema formale di copertura e di capienza della UPB che avete indicato. Mi pare insomma che tutto questo non è che aiuta la cosiddetta interlocuzione, perché insomma a prenderci così alla "fidata" come si suol dire, come si dice in sardo, non va bene! Noi ci siamo anche fidati un poco dell'interlocuzione in essere, dei vostri proclami, di proposta di risposta in gran parte alla domanda che è stata avanzata, il cammino da fare è ancora lungo! Se voi, come dire, create queste difficoltà, sgambetti e trabocchetti, e difficoltà formali, poi nessuno dica: ma stiamo parlando d'altro, dopo, oppure non è proprio in tema, oppure quant'altro siete in grado di dire. Insomma noi vorremmo che si proceda in modo più ordinato possibile. Io non riprendo le cose che ha detto poc'anzi il collega Balia, che erano cose estremamente puntuali sul piano politico ed anche sul piano tecnico, non ci pare che serva una forzatura del tipo di quella che si sta operando in via puramente procedurale, per cui ancora insistiamo nel dire che noi precisiamo l'indicazione dell'UPB nella E03032 capitolo 51005 che sicuramente ha la capienza.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi ma si tratta di un capitolo di entrate quello. Come fa a coprirlo?

COGODI (R.C.). Per l'entità, per il corrispondente. Se entra potrà anche uscire, oppure entra e non esce? Se no ci dia il quadro delle risorse, e facciamo prima. E' da cinque giorni che lo stiamo dicendo. Dateci il quadro delle risorse liberate attraverso il voto del Consiglio.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io ho sospeso più di un minuto, siamo ormai venti minuti, quasi mezz'ora, abbiamo cercato una soluzione, non si è trovata, lei ha cercato una soluzione, mi parla di entrate e sulle entrate non si può coprire, mi dicono i tecnici che non è una copertura questa, non può valere come copertura, io soggiungo, a titolo personale: mi pare che siano risorse non esigue per cui per quanto ci sia qualche risparmio nella finanziaria, non credo che anche sommando i risparmi, non credo, a spanne, lo dico così, giusto per una valutazione di carattere generale; non credo che si possa arrivare a coprire, perché oltretutto lei non si è tenuto neanche diciamo alle vecchie quantità di risorse, le ha implementate enormemente, naturalmente, come esistesse solo quello, tra l'altro. Quindi io non so, comunque non è affare mio questo, io devo mettere in votazione ciò che è votabile.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Giusto per precisare, per beneficio della verità. L'indicazione che ha dato l'onorevole Cogodi sulla copertura non rappresenta la copertura, perché il comma 2 non vuole indicare la copertura, indica solamente l'autorizzazione a contrarre mutui e quindi dev'essere indicata la voce sulla quale quei mutui andranno a costituirsi e questa autorizzazione incrementa quella dotazione. Se questa, in senso lato, non è la copertura, allora non è valida neanche la copertura dell'intero mutuo prevista al comma 1. E' solo per la precisione, però per il resto va vene quello che avete fatto. Non mi interessa.

PRESIDENTE. Semmai era l'articolo 1, non l'articolo 2.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Comma 2.

PRESIDENTE. Il comma 2 ha seguito, ma l'indicazione era sull'articolo 1.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 653 ha facoltà di illustrarlo. Onorevole Pinna?

VASSALLO (R.C.). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

PRESIDENTE. Un attimo, prima parla l'onorevole Pinna e poi parla lei sull'ordine dei lavori. Prego, onorevole Pinna.

VASSALLO (R.C.). Se fa parlare l'onorevole Pinna fa parlare…

PINNA (Gruppo Misto). Prego, Presidente, faccia parlare l'onorevole Vassallo.

PRESIDENTE. No, scusi un attimo, non è che uno si iscrive a parlare e poi lei alza la mano e deve interrompere. Parla l'onorevole Pinna, fa le sue dichiarazioni, dopodiché interviene lei sull'ordine dei lavori. Scusi, abbia la pazienza, aveva la parola lui.

VASSALLO (R.C.). Sull'ordine dei lavori, Presidente.

PRESIDENTE. Interviene l'onorevole Pinna se deve intervenire, sennò non interviene più, rinuncia all'intervento? Non lascia la parola, rinuncia all'intervento? Non rinuncia? Allora intervenga, per cortesia.

VASSALLO (R.C.). Presidente, io chiedo la parola sull'ordine dei lavori. Non ha la precedenza?

PRESIDENTE. Se lo vuole sapere non esiste neanche questa richiesta sull'ordine dei lavori.

VASSALLO (R.C.). Sull'ordine del giorno, Presidente.

PRESIDENTE. Dopo.

COGODI (R.C.). Dopo, quando? Ma state scherzando? Se ne avete voglia lavoriamo, sennò andiamo a casa! Lo dicono tutti ordine dei lavori, vuol dire ordine del giorno, va bene! Lo deve dare!

VASSALLO (R.C.). Presidente, io voglio fare una pregiudiziale...

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, la invito a lasciar parlare l'onorevole Pinna, sennò devo fare il primo avviso, poi faccio il secondo e poi il terzo. Prego, onorevole Pinna.

COGODI (R.C.). non è che con questa storia degli avvisi non possiamo lavorare! Non è che noi non dobbiamo svolgere il nostro ruolo politico con questa storia degli avvisi. Abbia pazienza! Perché qui con la storia e ti avviso e ti riavviso noi non possiamo svolgere un ruolo politico. Abbiate pazienza!

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Stai parlando da questo pomeriggio, basta!

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, la prego di iniziare il suo intervento.

COGODI (R.C.). Basta lo dici a casa tua!

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Questa è casa mia.

COGODI (R.C.). No, è casa anche nostra, siamo rappresentanti di un Gruppo politico.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Allora rispetta il Regolamento.

COGODI (R.C.). Questo è un Gruppo politico che vuole un chiarimento su emendamenti importanti su cui non c'è chiarezza, sulla non ammissibilità. E non è solo opinione nostra!

CORONA (F.I.-Sardegna). E basta!

COGODI (R.C.). Corona, vai a mugugnare a casa tua!

PRESIDENTE. Vi prego di lasciar svolgere l'intervento all'onorevole Pinna, per cortesia.

COGODI (R.C.). Ma il collega Vassallo ha chiesto la parola sull'ordine dei lavori e lei non può...

PRESIDENTE. L'onorevole Vassallo parlerà dopo l'onorevole Pinna, che stava già parlando, perché c'è questa abitudine di interrompere puntualmente con questa storia dell'ordine dei lavori. Prego, onorevole Pinna.

COGODI (R.C.). Ha chiesto prima l'onorevole Vassallo.

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, io sono pronto a parlare, se lei mi mette in condizioni.

COGODI (R.C.). Perché deve parlare dopo se ha chiesto prima? Ha chiesto prima! Non è che uno può fare quello che vuole! Io chiedo scusa, ma non è possibile!

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, mi dica lei quando posso iniziare.

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, io gliel'ho detto già da tempo, se deve anche lei far parte del gioco, me lo dica! Allora smette di intervenire anche lei, per cortesia intervenga.

PINNA (Gruppo Misto). No, io non faccio parte del gioco, Presidente, però le ho già detto che, per quanto mi riguarda, poteva parlare il collega Vassallo prima di me. Se lei ritiene che io debba parlare prima, mi metta in condizioni di parlare senza che ci sia...

PRESIDENTE. Gliel'ho già spiegato, onorevole Pinna.

PINNA (Gruppo Misto). Se ci sono le condizioni io certamente intervengo.

VASSALLO (R.C.). Chiedo la parola.

COGODI (R.C.). Noi siamo un Gruppo politico, non siamo passanti, e vogliamo essere rispettati, abbia pazienza!

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la invito intanto a tacere perché chi sta chiedendo la parola è il suo collega. Onorevole Vassallo la invito a sedersi, se ha voglia di passeggiare esca dall'aula, e la invito a non disturbare più l'onorevole Pinna. E le faccio il secondo avviso, se vuole arrivare al terzo, me lo dica, perché arriviamo anche al terzo, va bene?

DORE (La Margherita-D.L.). Cartellino rosso?

PRESIDENTE. Qui ho sentito parlare di tutti i colori, che quest'Aula è un disordine, allora non è più un disordine? Volete il disordine? Fate quello che volete! Vogliamo andare a briglie sciolte, prego! Andiamo a briglie sciolte, non c'è nessuno che gestisce? Io ho dato la parola all'onorevole Pinna, e se tra un attimo non interviene gliela tolgo, e così avremo avuto soddisfazione. Onorevole Pinna, vuole intervenire o non vuole intervenire?

PINNA (Gruppo Misto). Sì che intervengo.

PRESIDENTE. Allora, la prego, inizi a parlare.

VASSALLO (R.C.). Chiedo la parola.

PRESIDENTE. La prego di continuare, onorevole Pinna.

PINNA (Gruppo Misto). Io continuo se ci sono le condizioni, Presidente era semplicemente...

VASSALLO (R.C.). Chiedo la parola.

PRESIDENTE. Io sospendo la seduta per cinque minuti, poi vediamo che cosa ne viene fuori.

(La seduta, sospesa alle ore 21 e 28, viene ripresa alle ore 21 e 33.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Onorevole Pinna, prego.

PINNA (Gruppo Misto). Signor Presidente, il mio intervento è molto succinto, molto rapido, perché in fase di presentazione dell'emendamento avevo già fatto riferimento un po' al significato simbolico di quest'emendamento che era più per avviare una riflessione piuttosto che avere la pretesta di fare la battaglia in occasione della finanziaria, anche perché mi rendo conto che si tratta di una norma complessa che richiede attenzione, riflessione particolare e spero che tenendo conto anche delle dichiarazioni fatte, prendendo atto favorevolmente delle dichiarazioni fatte dall'assessore Masala, che questa riflessione e questa discussione possa essere ripresa presto nel Consiglio regionale, nelle Commissioni e nell'Aula, anche perché credo che sia indispensabile affrontare questo problema della istituzione dell'indennità d'inserimento per i giovani disoccupati, per gli inoccupati e per i disoccupati, per l'assegnazione di un assegno e di un'indennità di 400 - 500 euro al mese, sia bene riprenderla in collegamento con la riforma dei servizi dell'impiego anche perché l'indennità d'inserimento, come la proponiamo, deve essere collegata a programmi di formazione, di riqualificazione e di orientamento tutto mirato all'inserimento lavorativo.

Con queste motivazioni dichiaro di ritirare l'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Rinuncio.

PRESIDENTE. Grazie. L'emendamento numero 653 è ritirato. L'emendamento 450 contiene errore, un refuso del dattilografo per le competenze a copertura finanziaria in aumento competenza anni 2003, 2004, 2005 e lo stesso in diminuzione, gli anni indicati sono 2003, 2004, 2005. L'emendamento 450.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie, Presidente. L'emendamento numero 450, pur tenendo conto delle correzioni che sono state date, è privo di copertura, perché viene indicata la UPB S 03006 che ha un carico al capitolo indicato di 30 milioni. Ora, anche per rispondere alle osservazioni precedentemente fatte, il Regolamento stabilisce che l'emendamento deve avere la copertura, il che non significa che la copertura deve essere, diciamo così, esatta nel momento in cui arriva alla votazione. Significa che deve essere esatta nel momento in cui si presenta, cioè se io faccio un emendamento e do una copertura indicando una UPB che non esiste, l'emendamento è privo di copertura; diverso è se io indico una UPB che ha le somme indicate che magari, a seguito di votazioni successive, possono venir meno, allora il discorso è diverso. Ma nel caso di specie, per esempio, l'emendamento è privo di copertura dall'origine, perché le scritture a disposizione del consigliere, del Consiglio, dimostrano che nella UPB FNOL spese correnti non ci sono altro che 30 milioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, intervengo per precisare, oltre a ciò che ha già precisato lei, che si tratta proprio di mero errore materiale, e cioè le competenze si riferiscono naturalmente agli anni 2003-2004-2005, ma questo lo ha già chiarito lei. Sulla copertura va da sé che anche dalla prima annualità, 2003, indicata in 172 milioni di euro, vanno detratti gli 83 milioni di euro che sono per altro già garantiti. Quindi la competenza per il 2003 non sono 172 milioni di euro, ma 89 milioni di euro.

Per quanto riguarda la UPB in diminuzione indicherei la UPB S 03008, dal capitolo 03040/00, cioè della programmazione negoziata, dove c'è capienza.

PRESIDENTE. E per il 2004 e 2005? Resta così?

FALCONI (D.S.). Sì, resta così.

PRESIDENTE. Assessore?

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Devo verificare, formalmente non ci sono problemi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo il voto segreto su questo emendamento.

BALLETTO (F.I.-Sardegna) relatore di maggioranza. Presidente, chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Le ricordo che può dichiarare solo l'astensione.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Presidente, intanto va detto che per questo emendamento ci sono le stesse considerazioni di fondo che sono state fatte per quello che in precedenza è stato dichiarato inammissibile, quindi pongo la questione perché sull'emendamento in discussione, la copertura indicata è...

ORTU (R.C.). Devi dichiarare il voto e basta!

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Tu fregatene! Io dico quello che mi pare e mi piace, come fate voi in qualsiasi circostanza! Come fate voi in qualsiasi circostanza! Velio, dillo che sei nervoso allora, abbi pazienza! Abbi pazienza, un momentino di calma!

Quindi non c'è copertura e questo io l'ho fatto presente in sede di parere ed anche in questo caso la copertura non può essere cambiata perché per essere cambiata ci vuole un emendamento all'emendamento e siccome non c'è condivisione su questo argomento la copertura non può essere cambiata! Rinuncio alla dichiarazione di voto, io pongo la questione della pregiudiziale perché non c'è copertura.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, si è sempre accettata la copertura durante il corso dei lavori.

Onorevole Masala, vuole chiarire? Vuole intervenire?

FADDA (La Margherita-D.L.). Solo per dichiarazione di voto. E' astenuto se parla, come è astenuto l'onorevole Balletto! Non può parlare, siamo in fase di dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. Scusi, Assessore parli con me! Allora, onorevole Fadda!... Io non so.

SPISSU (D.S.). Presidente, vorrei ricordare che siamo in sede di dichiarazione di voto.

PRESIDENTE. L'Assessore ha due possibilità: comunicare a me ciò che vuole comunicare ed io lo comunico all'Aula... Ha già parlato. Va bene, Assessore, non comunichi, va ai voti.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto della Regione. Presidente, io insisto e chiedo di poter parlare sulla copertura. Ho diritto di farlo!

FADDA (La Margherita-D.L.). Non può parlare!

(Interruzioni)

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il presentatore dell'emendamento ha fatto un'indicazione, io ho diritto di sostituire quell'indicazione.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Com'è il Regolamento? Un attimo prego!

(Interruzioni)

E` una proposta migliorativa, lasciatelo parlare! L'Assessore parla per un'informazione all'Aula.

(Interruzioni)

Ma serve per perfezionare la copertura!

(Interruzioni)

Va bene, non parla!

(Interruzioni)

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Votiamo domani mattina.

FADDA (La Margherita-D.L.). Lo decide il Presidente, non lo decide l'Assessore quando votiamo. Va bene?

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io mi ritiro.

FADDA (La Margherita-D.L.). Lo so che non vota nessuno. Fate mancare il numero legale!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Per cortesia prendete posto! Io metto in votazione l'emendamento numero 450.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 450.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 34

Votanti 33

Astenuti 1

Maggioranza 17

Favorevoli 32

Voti nulli 1

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si è astenuto: BIGGIO.)

Poiché non c'è il numero legale, il Consiglio è convocato domani mattina alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 21 e 47.