Seduta n.319 del 03/03/1994 

CCCXIX SEDUTA

(POMERIDIANA)

GIOVEDI' 3 MARZO 1994

Presidenza del Presidente FLORIS

INDICE

Direttive per le zone agricole (Doc. 45). (Discussione e rinvio in Commissione):

PAU .........................................

MERELLA ..............................

AMADU, relatore ...................

Disegno di legge: "Riordino della disciplina in materia sanitaria ai sensi del decreto legislativo 30 dicembre 1992" (406). (Rinvio in Commissione):

MERELLA ..............................

COGODI .................................

LORETTU...............................

PORCU....................................

MANNONI .............................

DADEA ..................................

Disegno di legge: "Disposizioni integrative della legge regionale 15 maggio 1978, n. 36, relativa a provvedimenti in favore dello sport in Sardegna"(442). (Discussione e approvazione):

MANNONI .............................

(Votazione per appello nominale)

(Risultato della Votazione) .....

Istituzione comune autonomo di Padru, in atto frazione del comune di Buddusò(C.CA14) e della petizione presentata dal signor A.M., Arru e più"per la costituzione del Comune autonomo di Padru in atto Frazione del Comune Buddusò" (Pet. 4/X). (Discussione congiunta, presentazione e approvazione di oo.dd.gg.):

SATTA ANTONIO ................

Ritiro di adesione del Gruppo del partito popolare ed adesione al Gruppo Misto del consigliere Corda

Sull'ordine dei lavori:

CARUSILLO ..........................

La seduta è aperta alle ore 17 e 04.

URRACI, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta di martedì 1 marzo 1994, che è approvato.

Ritiro di adesione dal Gruppo del Partito Popolare ed adesione al Gruppo Misto del consigliere Corda

PRESIDENTE. Comunico che, in data 2 marzo 1994, è pervenuta a questa Presidenza la seguente lettera:

"Comunico che, a far data dalla presente, ritiro la mia iscrizione dal Gruppo del Partito Popolare Italiano e aderisco al Gruppo Misto.

Firmato Benvenuto Corda".

Discussione e rinvio in Commissione del disegno di legge: "Riordino della disciplina in materia sanitaria ai sensi del decreto legislativo 30 dicembre 1992" (406)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 406. Ha domandato di parlare l'onorevole Merella. Ne ha facoltà.

MERELLA (P.R.I.). Signor Presidente, vorrei intervenire, prima dell'avvio della discussione generale, sull'ordine dei lavori, chiedendole, ai sensi dell'articolo 86, secondo comma del Regolamento, la sospensione della discussione del disegno di legge e il rinvio in Commissione. Tale richiesta, signor Presidente, mi pare supportata dal fatto che un disegno di legge di questa portata che, non appena è stato annunciato, ha ovviamente richiamato l'attenzione di tante realtà della società sarda e della nostra comunità, ha creato, oltre che attenzione e interesse, anche l'esigenza di un approfondimento e di una ulteriore riflessione.

Signor Presidente, questo disegno di legge discende all'obbligo dell'adempimento di un decreto legislativo emanato dal Governo che indica criteri e direttive per realizzare una riorganizzazione e una razionalizzazione in materia sanitaria in tutte le Regioni. Questo è un disegno di legge estremamente poderoso, di 86 articoli, e in esso, per un lodevole lavoro fatto dalla Commissione, si è tentato di proporre all'Aula un sistema di assistenza che potrebbe rispondere all'esigenza della Comunità e della nostra realtà sociale in Sardegna. Pur tuttavia, io sono convinto che esso non riesca a cogliere gli obiettivi e i traguardi che si propongono con l'emanazione del decreto legislativo. Io sono convinto che quegli obiettivi di efficacia e di efficienza, pur con la lodevole iniziativa della Commissione, siano ancora aleatori e siano ancora del tutto opinabili. Io ritengo quindi che sia necessario e opportuno che la Commissione, anche per esaminare e per approfondire tutte le problematiche poste da chi in queste ore ha voluto raggiungere le diverse realtà in cui è articolata l'Assemblea regionale, la stessa Giunta, il Consiglio, le Commissioni, i Gruppi, possa riflettere e approfondire alcuni problemi che sono sorti proprio dall'invio di questo poderoso materiale che è arrivato dalla periferia.

Non vuole essere questo, signor Presidente, un tentativo di far decadere questo importante e opportuno lavoro di proposta di riordino, questa richiesta è motivata dal fatto che si vuole che si realizzi una proposta che in Aula possa sì raccogliere e attivare un confronto politico di alto livello, ma che nello stesso tempo faccia conseguire quegli obiettivi che devono coniugare l'efficacia e l'efficienza del servizio con un oculato utilizzo delle risorse. Affinché questo possa essere realizzato al meglio io le chiedo che tale disegno di legge ritorni in Commissione.

PRESIDENTE. E' stata posta, ai sensi dell'articolo 86, una questione sospensiva. Ricordo che, oltre al proponente, può parlare un consigliere per Gruppo e che ciascun intervento non può superare i cinque minuti. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Io la mia opinione la esprimo subito, sperando che i consiglieri regionali e i Gruppi consiliari vogliano discutere un po' serenamente di questa vicenda, e quindi andare un pochino oltre il dettato stretto dell'articolo 86 del Regolamento e, per quanto possibile, almeno iniziare, una discussione in Aula, di merito su questo provvedimento importante per la Regione e per la comunità regionale. Dico, almeno iniziare una discussione e una riflessione che possa essere utile per chi davvero volesse approfondire e rendersi utile per arrivare a un provvedimento legislativo di riordino delle Unità sanitarie locali, perché, al di fuori di questo sarebbe chiaro, e questo Consiglio regionale notificherebbe all'opinione pubblica e ai cittadini in Sardegna, che come Ponzio Pilato, peggio di Ponzio Pilato, si vuole lavare le mani. Però, se anche si lavasse le mani, di sicuro non si può liberare la coscienza di fronte al dovere di discutere e di approvare un progetto di riordino e di miglioramento del servizio sanitario in Sardegna.

Qui si è iniziata stasera - accade un po' troppo spesso e questo non è decoroso - una sceneggiata; un collega, pensando di dire cose che pensa, si rende megafono di opinioni più diffuse, di accordi non so dove concertati a fianco dell'Aula del Consiglio e dice: "A me pare che il provvedimento debba essere approfondito e quindi io propongo che torni in Commissione". Non è così e lo sapete bene. A parte che il collega Merella, nel fare la Commissione, l'ha anche fatta male, perché si doveva riferire, secondo il mandato ricevuto, non al comma 2 dell'articolo 86 ma al comma 1. Ero presente quando gli è stato dato il mandato e quindi lo so…

MERELLA (P.R.I.). Non è stato neanche citato.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, non si rivolga all'onorevole Merella, esprima la sua opinione sulla richiesta che c'è stata.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Presidente caro, sto esprimendo la mia opinione, con molta libertà senza offesa per nessuno, perché sto dicendo che, siccome non stiamo ancora discutendo il provvedimento e il comma 2 si riferisce a una discussione già in corso. La Presidenza avrebbe dovuto dire che la richiesta dell'onorevole Merella è inaccoglibile. Semmai si può fare riferimento al comma 1 perché il comma 2 riguarda la richiesta di sospensiva nel corso della discussione. Poiché la discussione non è iniziata, si tratta di un errore.

(Interruzione)

Ha fatto male la Commissione, perché prima dell'inizio della discussione al più ci si può riferire al comma 1 e non al comma 2.

MERELLA (P.R.I.). Ho detto in Aula quello che avevo detto in Conferenza dei Capigruppo.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Il problema sostanzialmente è questo: noi abbiamo un provvedimento, che è iscritto all'ordine del giorno del Consiglio regionale, che è datato 16 giugno '93, presentato dall'Assessore della sanità, la dottoressa Marrosu, che ha dovuto lasciare il suo posto di componente della Giunta regionale per i contrasti nella maggioranza su questo provvedimento e su altro. Questo provvedimento arriva, dopo lunghissima istruttoria in Commissione, dal 16 giugno 1993 al marzo 1994. Con una legge dello Stato che dà alla Regione 180 giorni per provvedere a questi adempimenti, e i 180 giorni decorrevano dal 30 dicembre '92, siamo a marzo del '94 e ora si dice che bisogna approfondire in Commissione. Ora tutti sanno che non è vero, che non iniziare l'esame in Aula di questo provvedimento e quindi non rinviarlo in Commissione per un approfondimento con il vincolo di riportarlo in Aula contro la tornata, significa non voler fare questa discussione e non volere questo provvedimento, cioè non voler disciplinare le Unità sanitarie locali e restare in una situazione caotica.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego di concludere.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Ho finito Presidente. Significa lasciare che sia il Governo a decidere per la Regione, a commissariare, ed è chiaro che chi ha rapporti privilegiati con il Governo avrà modo di inserire le sue richieste.

La Regione ha il dovere di decidere, c'è un provvedimento che la Commissione ha esitato praticamente all'unanimità, con la sola astensione del Gruppo Rinascita e Sardismo, quindi con la sola astensione di un Gruppo dell'opposizione, con una sola riserva su un solo articolo del Gruppo Democratico della Sinistra. Il provvedimento è maturo per essere discusso dall'Aula, appartiene all'Aula; chi lo vuol migliorare presenti gli emendamenti, verranno visti e saranno oggetto di considerazione benevola da parte di tutti. Però chiedere di rinviare in Commissione senza iniziare la discussione vuol dire scaricare su tutti una responsabilità che invece è di una parte. Quindi noi siamo contrari alla proposta e nello stesso tempo, signor Presidente, ci rimettiamo alla sua valutazione. Lei deve essere garante dei diritti dei consiglieri che hanno diritto di discutere questo provvedimento. Una sua parola di richiamo…

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io sono garante, nel bene e nel male, solo dell'applicazione del Regolamento.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Può essere utile una sua parola di richiamo in tutti i suoi aspetti formali e sostanziali e fra le garanzie principali c'è quella che il Consiglio possa discutere degli atti fondamentali della Regione e questo lo è.

PRESIDENTE. Sulla questione sospensiva proposta dell'onorevole Merella, può intervenire un consigliere per Gruppo. Ha facoltà di parlare l'onorevole Lorettu.

LORETTU (P.P.I.). Signor Presidente, come ho avuto modo di dichiarare in Conferenza dei Capigruppo, il Gruppo del Partito Popolare condivide la proposta di legge così come è stata esitata dopo un lungo lavoro all'unanimità della Commissione ottava, salvo una rilevante ma molto limitata modifica del punto di vista tecnico, che riguarda in particolare il riconoscimento dell'ospedale di Ozieri in azienda ospedaliera. Salvo questa modifica, noi condividiamo il lavoro svolto dalla Commissione; riteniamo che esso risponda alle esigenze generali e che il Consiglio possa procedere all'esame del provvedimento. Noi siamo pronti a farlo, non contestiamo però che altri possano avere esigenze diverse. Noi abbiamo esaminato ancora ieri sera, in sede di Gruppo, i vari problemi emersi anche negli ultimi giorni intorno a questo tema e abbiamo concluso in questo modo, ma non contestiamo, dicevo, che altri abbiano esigenze di ulteriori approfondimenti rispetto alle soluzioni maturate in seno alla Commissione sanità. Prendendo atto quindi della richiesta di altri Gruppi noi dichiariamo di astenerci sulla votazione della proposta Merella.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (M.S.I.-D.N.). Onorevole Presidente, per esprimere il timore fondato, mi sembra, che un rinvio in Commissione della proposta di legge sul riordino delle Unità sanitarie locali, possa portare - e realisticamente, penso che, tutti quanti lo sappiamo - ad un definitivo insabbiamento di questo progetto. Teniamo presente che noi dobbiamo riformare le Unità sanitarie locali non perché questo ci impone la nostra volontà solamente, ma anche e soprattutto perché ci sono delle leggi nazionali che obbligano il Consiglio regionale a questi adempimenti che adesso si vogliono rinviare.

La Commissione ha lavorato benissimo, più che bene: per la prima volta, nella storia dell'autonomia regionale, è stata fatta un'indagine approfondita nel territorio di tutte le realtà locali, sono stati incontrati centinaia di operatori, sono state ascoltate decine e decine di associazioni del settore, di organizzazioni sindacali, di volontariato e così via. L'istruttoria è stata quanto mai accurata e perfetta; la Commissione ha lavorato in piena sintonia con la Giunta regionale, con la presenza costante ai lavori della Commissione dell'Assessore in persona e dei tecnici dell'Assessorato. Quindi istruttoria più approfondita di questa non fu mai fatta per nessun progetto di legge e adesso rinviarlo in Commissione…

(Interruzioni)

Vorrei essere ascoltato signor Presidente. Stavo dicendo, Presidente, che mai istruttoria su disegno di legge fu fatta più approfonditamente di quella fatta dalla Commissione sanità per questo progetto. Ora io ritengo che, per sciogliere i nodi politici che questa legge fatalmente propone, bisogna che il Consiglio regionale abbia il coraggio di affrontare il toro per le corna. Il rinvio non serve a niente, la politica dello struzzo non paga, tra due o tre settimane i nodi che adesso vogliamo nascondere si riproporranno in tutta la loro grande importanza e delicatezza e noi ci troveremo ad affrontare una battaglia dopo aver perso tante settimane in discussioni che non potranno essere più approfondite di quelle che la Commissione ha fatto finora. Ecco perché, signor Presidente, vorrei che il Consiglio, conclusivamente, riflettesse bene sull'opportunità della richiesta dell'onorevole Merella.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Mannoni. Ne ha facoltà.

MANNONI (P.S.I.). Signor Presidente, non sono qui in discussione la qualità e la quantità del lavoro importante, svolto dalla Commissione competente nell'istruttoria del disegno di legge che oggi è all'attenzione del Consiglio. E' semmai da valutare il complesso delle osservazioni che al disegno di legge esitato dalla Commissione, che quando è esitato dalla Commissione è di pubblico dominio, e ciascuno lo esamina e lo affronta nelle diverse sedi e fa pervenire ai Gruppi consiliari, che non sono un'astrazione o qualcosa di abusivo nella vita del Consiglio, ma sono organismi politici ed istituzionali previsti e funzionanti, le proprie considerazioni e osservazioni in merito alla proposta uscita dalla Commissione. Ritenevamo e riteniamo ancora che il complesso delle osservazioni svolte consiglierebbero, come il collega Merella ha proposto, un rinvio della legge in Commissione per un assemblaggio meno improvvisato e meno affannoso di quello al quale i lavori dell'Aula spesso ci hanno abituato, con sospensioni, apertura di tavoli rituali e informali e la messa insieme di disegni di legge spesso non razionali. Però, di fronte all'esigenza che anche altri hanno rappresentato di non prevaricare sui diritti dell'Aula, e soprattutto considerato che il Partito di maggioranza relativa di questo Consiglio ritiene non necessario un ritorno in Commissione, i socialisti si asterranno rispetto alla richiesta dell'onorevole Merella, al quale chiediamo scusa peraltro per non aver potuto appoggiare una proposta su cui si stava convenendo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.

DADEA (P.D.S.) Signor Presidente, colleghi consiglieri, mi pare che già queste prime battute, con gli interventi su un aspetto regolamentare di natura procedurale, hanno evidenziato come sia quanto mai difficile e pericoloso affrontare una questione così rilevante, complessa e delicata, qual è appunto il provvedimento in materia di riforma del servizio sanitario regionale, in questo particolare momento in quest'Aula, perché può accadere che, nel giro di qualche ora, si possano modificare intendimenti, convinzioni preannunciate e annunciate appena qualche ora fa, in sede di Conferenza dei Capigruppo.

Le cose che stiamo dicendo qui - bisogna dirlo con molta chiarezza e nettezza - le abbiamo già dette in sede di Conferenza dei Capigruppo. E in sede di Conferenza di Capigruppo, a parte i Gruppi dell'opposizione, e neanche tutti, si era convenuto, sulla base delle osservazioni che sono pervenute copiose e numerose, in questi giorni da parte delle forze sociali, dei sindacati, dei rappresentati delle professioni, degli amministratori locali i quali hanno fatto pervenire osservazioni e suggerimenti in merito al provvedimento che è stato esitato dalla Commissione, sulla necessità di prendere in considerazione e valutare queste osservazioni. E la sede più opportuna non è il Consiglio, come già questa discussione di natura procedurale ha evidenziato, la sede naturale più idonea è la Commissione che ha svolto un lavoro quanto mai positivo attraverso l'elaborazione di questo provvedimento e in quella sede si potrà tener conto delle osservazioni e dei suggerimenti. Non può essere questo Consiglio, in questo momento, sottoposto alle spinte più disparate. Questo è fare demagogia, questa è strumentalizzare un provvedimento di questa importanza e di questa delicatezza.

Signor Presidente noi pensiamo che ci siano ancora i tempi, perché la scadenza è quella del 31 marzo e noi continuiamo a ritenere che ci sia la possibilità che la Commissione svolga un'importante iniziativa di istruttoria delle osservazioni che sono pervenute e che il provvedimento possa pervenire all'Aula entro la fine del 31 marzo - e comunque io penso che il termine non sia di natura ordinatoria - per l'approvazione.

E' evidente che se però si vuole strumentalizzare questa questione, se si vuole fare della demagogia, il Gruppo del Partito Democratico della Sinistra, che ha contribuito in Commissione ad elaborare questo importante provvedimento e che ha espresso delle riserve su un aspetto delicato qual è l'articolo 31, che riguarda l'individuazione dei presìdi ospedalieri da trasformare in azienda, che è un aspetto importantissimo del provvedimento, questo Consiglio reputa che in questo momento la sede più opportuna non sia la Commissione, ma il Consiglio, il Gruppo del Partito Democratico della Sinistra non si opporrà certo a questo. Però è evidente che in questo momento stanno prevalendo spinte di carattere demagogico strumentale e che il clima elettorale rischia di accecare un pochino tutti, anche quelli che hanno una scarsa conoscenza di questo provvedimento e anche una scarsa conoscenza del Regolamento, così come ha evidenziato qualche collega che prima diceva che sarebbe opportuno iniziare la discussione perché altrimenti questo impedirebbe al provvedimento, una volta rimandato in Commissione, di ritornare in Aula. Forse il collega Cogodi vorrà spiegare a quale articolo del Regolamento fa riferimento.

PRESIDENTE. Metto in votazione la questione sospensiva proposta dal collega Merella. Chi vota a favore della proposta è favorevole a riportare il provvedimento in Commissione per poi riportarlo in Aula. Onorevole Oppi non si possono fare dichiarazioni di voto. Onorevole Cogodi, la prego di fare silenzio.

Chi è favorevole alzi la mano.

(E'approvato)

Viene accettata la proposta del collega Merella di riportare il provvedimento in Commissione.

COGODI (Rinascita e Sardismo). Il Gruppo Rinascita e Sardismo lascia i lavori del Consiglio perché non siamo messi in condizione di lavorare perché non è vero che il provvedimento va in Commissione. Mi hanno detto che l'intento è quello di approvarlo dopo le elezioni. Questo non è un Consiglio regionale.

PRESIDENTE. Mi dispiace molto, onorevole Cogodi, mi dispiace che lo faccia lei che è stato sempre molto attento.

Discussione ed approvazione del disegno di legge: "Disposizioni integrative della legge regionale 15 maggio 1978, n. 36, relativa a provvedimenti in favore dello sport in Sardegna" (442)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 442.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha domandato di parlare l'onorevole Atzeni, relatore.

ATZENI (P.P.I.), relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, il grande interesse manifestato dai singoli colleghi e dai Gruppi politici in occasione dell'esame da parte della Commissione ottava di questo provvedimento dimostra la notevole importanza attribuita allo stesso e fa pensare che tutti i colleghi ne conoscano ampiamente i contenuti e che ci si potrebbe rimettere quindi alla relazione scritta. Ritengo tuttavia opportuno fare, davanti a questa Assemblea, una brevissima riflessione, sulle motivazioni che hanno indotto la Giunta regionale a presentare il provvedimento in esame, provvedimento approvato all'unanimità della Commissione che ne ha peraltro modificato e migliorato qualche aspetto. E' noto a tutti che, a causa delle drastiche riduzioni degli stanziamenti dei competenti capitoli dell'Assessorato dell'agricoltura per gli anni 1993 e 1994, sono venute a mancare le misure di sostegno a favore dei sodalizi sportivi isolani che operano in campionati di livello nazionale, campionati che prevedono numerose trasferte in continente comportanti costi molto onerosi, e comunque al di sopra delle possibilità delle singole società sportive. La mancanza di tali aiuti, fin qui erogati mediante forme di sponsorizzazione, che rappresentavano spesso la parte più cospicua delle entrate delle società sportive, mancanza aggravata peraltro anche dalla riduzione della entità degli interventi di sostengo da parte del CONI, sta diventando per i nostri sodalizi un impedimento quasi invalicabile non solo per la prosecuzione dei campionati federali in corso, cioè quelli relativi al 1993-94, ma anche un pericoloso ostacolo per il futuro. Una situazione di siffatta incertezza crea infatti non pochi problemi sulle scelte organizzative ed operative delle 100 società interessate; 100 ne ha contate esattamente il competente servizio dell'Assessorato dello sport in vista anche dei prossimi campionati. La Regione, dobbiamo ricordare, riconoscendo la funzione sociale dello sport con la propria legge numero 36 del 1989, si è fatta carico di promuovere la pratica sportiva e la sua diffusione quale strumento di tutela psicofisica del cittadino e di crescita culturale e civile della società. Noi tutti in questi princìpi abbiamo creduto, li abbiamo predicati e oggi coerentemente dobbiamo darne concreta testimonianza agli operatori del settore che, con grande serietà e sacrificio, seguono i nostri giovani nelle rispettive società o gruppi sportivi. Con questa iniziativa dobbiamo dare garanzie e ridare serenità al mondo sportivo. Per conseguire questo risultato è indispensabile mettere a disposizione delle società le necessarie risorse finanziarie da considerarsi peraltro, almeno per i non distratti, un prezioso e nobile investimento. L'intervento finanziario previsto dalla presente legge è pari a complessivi 10 miliardi e 800 milioni, da spendersi in ragione di 3 miliardi e 600 milioni per gli anni '93, '94, '95; tali risorse verranno assegnate, in base a criteri molto precisi fissati in legge, ai sodalizi sportivi sardi che partecipano a campionati nazionali comportanti trasferte in continente, e che non beneficino comunque di altri contributi regionali concessi per la diffusione di marchi di prodotti agricoli o commerciali. Un'ultima sottolineatura merita il provvedimento: la modifica cioè della misura massima del contributo portata dal 50 al 90 per cento delle spese ammissibili, questa boccata di ossigeno sarà ben gradita dai dirigenti delle società sportive isolane interessate, ma soprattutto sarà apprezzata dalle migliaia di giovani che potranno continuare ad impegnarsi nello svolgimento dei rispettivi campionati e guardare anche al futuro con la serenità che deve accompagnare sempre i giovani.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.

CABRAS MARCO, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. La Giunta si rimette alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 1.

URRACI, Segretaria:

Art. 1

1. Al fine di concorrere al sostegno delle attività dei sodalizi sportivi dell'Isola, l'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, a decorrere dalla stagione agonistica 1993/1994, contributi forfettari a favore dei sodalizi medesimi che partecipino a campionati nazionali comportanti trasferte fuori della Sardegna.

2. Detti contributi sono da considerarsi non cumulabili con gli interventi previsti dall'articolo 26, della legge regionale 9 giugno 1989, n. 36, per la partecipazione a campionati.

3. La misura dei contributi forfettari di cui al comma 1 sarà determinata nell'ambito del programma annuale d'intervento approvato dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 4, lettera i), della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1, ed avuto riguardo a:

a) livello di campionato disputato;

b) area geografica in cui viene disputato il campionato;

c) numero degli atleti ammessi per disciplina sportiva;

d) numero di trasferte;

e) tasse di gara ed iscrizione al campionato.

La misura dei contributi non potrà, comunque, superare il 90 per cento delle spese ammissibili.

4. I contributi forfettari sono erogati, quanto al 60 per cento, dietro dimostrazione dell'avvenuta iscrizione ai campionati di cui al comma 3 e, per la rimanente quota, a seguito dell'attestazione della loro conclusione. Per le discipline sportive di squadra per le quali ai campionati nazionali si accede dopo una qualificazione regionale, il contributo forfettario sarà concesso solo per la fase nazionale. Nel caso di ritiro dai medesimi tornei i contributi sono ridotti commisurandoli proporzionalmente al numero degli incontri disputati.

5. La concessione del contributo di cui alla presente legge non è cumulabile, per il medesimo campionato, con contributi concessi dall'Amministrazione regionale per la diffusione di mar chi di prodotti agricoli e/o commerciali.

6. L'Amministrazione regionale può condizionare la concessione del contribuito alla diffusione dell'immagine della Sardegna.

PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.

URRACI, Segretaria:

Emendamento aggiuntivo Giunta regionale

Art. 1

Dopo l'articolo 1 aggiungere articolo 1 bis

Il VII comma dell'articolo 18 della legge regionale 09 giugno 1989, n. 36 è sostituito dal seguente: "In ogni caso è data priorità al programma di interventi approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 20 dicembre 1990, integrato dalla proposta di modifica formalmente avanzata dalle Amministrazioni provinciali interessate al 28 febbraio 1994.

Le Amministrazioni provinciali beneficiane, sono ambientate, previa modifica delle convenzioni in essere con l'amministrazione regionale, ad utilizzare le somme ad esse destinate nel corso dell'esercizio finanziario 1991 per la realizzazione delle opere di cui al precedente comma". (l)

Emendamento modificativo Salis - Cogodi - Morittu - Murgia

L'articolo 1 è cosi modificato:

Il punto 1, dopo le parole 1993/94 va così riformulato: "contributi forfettari a favore dei sodalizi medesimi che partecipino a campionati o manifestazioni sportive comportanti trasferte fuori della Sardegna".

Il punto 3 - lettera e) va così riscritto: "tasse di gara ed iscrizione al campionato o alla manifestazione sportiva ".

Al punto 4, riga 3, dopo la parola ai campionati, aggiungere: "o alle manifestazioni sportive".

Al punto 4, riga 7, dopo la parola nazionali aggiungere: "o alle manifestazioni sportive nazionali".

Al punto 5, dopo la parola a campionato aggiungere "o manifestazione sportiva nazionale". (3)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Mannoni. Ne ha facoltà.

MANNONI (P.S.I.). Ho qualche difficoltà a rendermi conto del testo dell'emendamento numero 3. Vorrei fare osservazione - non ho presentato un emendamento perché non ne ho avuto il tempo - l'osservazione riguarda il comma 5 dell'articolo 1, dove si afferma: "la concessione del contributo di cui alla presente legge non è cumulabile, per il medesimo campionato, con contributi concessi dall'amministrazione regionale per la diffusione di marchi di prodotti agricoli e/o commerciali". La dizione è impropria perché l'amministrazione regionale non concede contributi per la diffusione di marchi di prodotti agricoli e commerciali ma stipula contratti…

(Interruzioni)

Se noi lasciamo questa dicitura, chi ha preso la sponsorizzazione si prende anche questo contributo.

(Interruzioni)

Abbiate pazienza non sono contributi, sono contratti…

(Interruzioni)

Chi ha una sponsorizzazione non ha un contributo, ha un contratto di pubblicità, quindi può richiedere il contributo in questione. Inoltre, l'articolo 5 rischia di creare ingiustizie, perché dice che non possono fruire del contributo di cui alla presente legge le società che ricevono contributi dalla Regione, ma chi è sponsorizzato dal Banco di Sardegna, per esempio, potrebbe avere i contributi previsti da questa legge. Vi pare una cosa giusta? Ci sono società sportive in Sardegna che sono sponsorizzata dalla Casar o dal Banco di Sardegna o da istituzioni di carattere parapubblico. Io credo che dobbiamo trovare una formulazione può precisare dell'articolo e quindi chiederei, signor Presidente, nell'interesse della legge e andando nella direzione che i colleghi della Commissione hanno indicato, una breve sospensione della seduta per formulare meglio il comma 5.

PRESIDENTE. Il comma 5 dell'articolo?

MANNONI (P.S.I.). Il comma 5 dell'articolo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Atzeni, relatore.

ATZENI (P.P.I.), relatore. La Commissione concorda sull'emendamento numero 1, non concorda sul numero 3; è d'accordo sulla proposta dell'onorevole Mannoni per l'aggiustamento del quinto punto dell'articolo 1.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 3, ha facoltà di parlare l'assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

CABRAS MARCO, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. La Giunta non lo accoglie.

PRESIDENTE. Sospendiamo la seduta. Ricordo che comunque non è possibile apportare correzioni di testo ma al più coordinare gli emendamenti

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 48, viene ripresa alle 18).

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 1.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 1, integrato secondo la proposta formulata dal consigliere Mannoni: "al quinto comma dell'articolo 1, terza riga, la parola "contributi" è sostituita da "finanziamenti".

Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Si dia lettura dell'articolo 2.

URRACI, Segretaria:

Art. 2

1. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge sono valutati in lire 2.600.000.000 annue.

2. Nel bilancio della Regione per gli anni 1994-1996 sono introdotte le seguenti variazioni:

11 - PUBBLICA ISTRUZIONE

In diminuzione

Cap. 11116 -

Contributi per manifestazioni sportive (L.R. 21 giugno 1950, n. 17, art. 16 L.R. 26 gennaio 1984, n. 5 e art. 75, L.R. 30 maggio 1989, n. 18)

1994 lire 500.000.000

1995 lire 500.000.000

1996 lire 500.000.000

Cap. 11139 -

Borse di studio per favorire la frequenza dei corsi di formazione professionale di alto contenuto scientifico e tecnologico e di scuole o corsi post-universitari, finalizzati al conseguimento di titoli di perfezionamento e di specializzazione; spese accessorie (artt. 21, 22, e 23, L.R. 7 giugno 1984, n. 28, art. 25, L.R. 26 gennaio 1989, n. 5, art. 6, L.R. 26 gennaio 1993, n. 7 e art. 39, L.R. 29 gennaio 1994, n. 2)

1994 lire 2.100.000.000

1995 lire 2.100.000.000

1996 lire 2.100.000.000

In aumento

11 - PUBBLICA ISTRUZIONE

Cap. 11120 - (Nuova istituzione) - 1.1.1.6.2.2.08.09 (05.04) - Cat. prog. 07 -

Contributi forfettari a favore dei sodalizi sportivi dell'Isola che partecipino a campionati nazionali

1994 lire 2.600.000.000

1995 lire 2.600.000.000

1996 lire 2.600.000.000


3. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente legge gravano sul sopracitato capitolo 11120 del bilancio della Regione per Tanno 1994 e su quelli corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.

PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.

URRACI, Segretaria:

Emendamento modificativo Giunta regionale

Art. 2

Nell'articolo 2 al primo comma l'importo di lire 2.600.000.000 è modificato in lire 3.600.000.000.

Nel secondo comma prima dello stato di previsione "11 - Pubblica istruzione", nella parte in diminuzione è inserito il seguente:

"03 - PROGRAMMAZIONE

Capitolo 03016 -

F.N.O.L. parte corrente

1994 lire 1.000.000.000

1995 lire 1.000.000.000

1996 lire 1.000.000.000

mediante riduzione delle riserve di cui alle seguenti voci della tabella A allegata alla legge regionale 29 gennaio 1994, n. 2:

1994voce 5 lire 1.000.000.000

1995voce 1 lire 1.000.000.000

1996voce 1 lire 1.000.000.000

Gli importi del capitolo 11120 sono modificati come segue:

1994 lire 3.600.000.000

1995 lire 3.600.000.000

1996 lire 3.600.000.000. (2)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sull'emendamento, ha facoltà di parlare il relatore onorevole Atzeni.

ATZENI (P.P.I.), relatore. La Commissione accoglie l'emendamento.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'articolo numero 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votazione per appello nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del disegno di legge numero 442.

Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 80 corrispondente al nome del consigliere Zucca).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Zucca.

Rispondono sì i consiglieri: Zucca - Amadu - Atzeni - Atzori - Cadoni - Carusillo - Casu - Corda - Cuccu - Dadea - Deiana - Demontis - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Ferrari - Giagu - Ladu Giorgio - Ladu Leonardo - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Merella - Mereu Orazio - Mulas - Muledda - Onida - Onnis - Oppi - Ortu - Pau - Pes - Pili - Porcu - Pubusa - Puligheddu - Pusceddu - Ruggeri - Sanna - Sardu - Satta Antonio - Scano - Sechi - Selis - Serra - Serra Pintus - Serrenti - Tamponi - Tarquini - Tidu - Usai Edoardo - Usai Sandro.

Si sono astenuti: Il Presidente Floris - Urraci.

Risultato della votazione

presenti 58

votanti 56

astenuti 2

maggioranza 29

favorevoli 56

contrari 0

(Il Consiglio approva).

Discussione congiunta, presentazione e approvazione di oo.dd.gg. della "Istituzione Comune autonomo di Padru, in atto frazione del Comune di Buddusò" (C.C.A. 14) e della petizione presentata dal signor A.M. Arru e più"per la costituzione del Comune autonomo di Padru in atto frazione del Comune di Buddusò" (Pet. 4/X)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca l'esame della petizione numero 4 e della Costituzione del Comune autonomo di Padru in atto frazione del Comune di Buddusò. Poiché i due documenti, riguardano lo stesso argomento, possono essere discussi congiuntamente. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare l'onorevole Tamponi, relatore.

TAMPONI (P.P.I.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare dichiaro chiusa la discussione generale.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.

CABRAS MARCO, Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica. Mi rimetto al Consiglio.

PRESIDENTE. Sono pervenuti alla Presidenza due ordini del giorno, uno relativo alla Costituzione in Comune autonomo di Padru, l'altro alla Petizione.

URRACI, Segretaria:

Ordine del giorno Satta Antonio - Tamponi - Dadea - Mannoni - Onnis - Pau - Cogodi - Usai Edoardo - Planetta sulla costituzione in comune autonomo di Padru, in atto frazione del comune di Buddusò.

Il Consiglio Regionale

VISTA la legge regionale 30 ottobre 1986, n. 58, modificata dalla legge regionale 12 gennaio 1987, n. 2, e dalla legge regionale 4 aprile 1989, n. 12;

VISTA la deliberazione del Consiglio comunale di Buddusò n. 65 in data 22 novembre 1993, con la quale si propone all'unanimità la costituzione in comune autonomo di Padru, in atto frazione del comune medesimo, e la relativa ipotesi di delimitazione territoriale;

VISTA la relazione della Giunta regionale approvata con deliberazione n. 49/82 del 28 dicembre 1993, ai sensi della legge regionale 30 ottobre 1986 n. 58, dalla quale risulta l'effettuazione dell'istruttoria e l'accertamento dei requisiti richiesti dalla stessa legge per la costituzione di Padru in comune autonomo;

VISTA la relazione della Prima Commissione del Consiglio regionale, con la quale di esprime parere favorevole alla costituzione del suddetto comune con la delimitazione territoriale di cui sopra;

RAVVISATA, sulla base delle motivazioni esposte nelle citate relazione della Giunta regionale e della Commissione consiliare, l'opportunità di accertare la volontà delle popolazioni interessate;

DELIBERA

1) di dar luogo alla consultazione per l'accertamento della volontà della popolazione in ordine alla proposta di costituire il comune auto nomo di Padru, in atto frazione di Buddusò, attribuendo allo stesso la circoscrizione territoriale riportata nella relazione della Giunta regionale approvata con deliberazione n. 49/82 del 28 dicembre 1993;

2) di limitare la consultazione di cui trattasi ai soli elettori iscritti nelle sezione elettorali della medesima frazione di Padru. (l)

Ordine del giorno Baroschi - Satta Antonio - Erittu - Marteddu sulla petizione di alcuni abitanti della frazione di Padru del Comune di Buddusò.

Il Consiglio regionale

VISTA la petizione n. 4/X con la quale un numeroso gruppo di abitanti della frazione di Padru del Comune di Buddusò chiede che il procedimento per la costituzione di detta frazione in Comune autonomo, avviato su unanime richiesta del Consiglio comunale di Buddusò, venga sospeso per consentire la formazione di una Commissione paritetica tra rappresentati del Comune madre e della frazione;

PRESO ATTO che detta richiesta non è motivata da divergenze sulla delimitazione territoriale del nuovo Comune (che è fuori discussione, essendo Padru un'isola amministrativa), ma da preoccupazioni sull'equa ripartizione dell'intero patrimonio dell'attuale Comune di Buddusò, ivi compreso quello gestito dall'azienda comunale silvo-pastorale.

CONSIDERATO che, ai sensi della normativa vigente, la Commissione paritetica ha esclusivamente il compito di definire il progetto di delimitazione territoriale del nuovo Comune, mentre le questioni patrimoniali devono essere definite successivamente all'istituzione del nuovo Comune, e che pertanto le legittime preoccupazioni degli abitanti di Padru non contrastano con lo svolgimento della consultazione popolare,

DELIBERA

di trasmettere la petizione n. 4/X alla Giunta regionale, invitandola a provvedere affinché, una volta costituito il Comune di Padru, nel decreto dell'Assessore degli enti locali sulla separazione patrimoniale e il riparto delle attività e passività, di cui all'articolo 41 della L.R. 30 ottobre 1986, n. 58, siano individuate le più opportune soluzioni per un'equa ripartizione del patrimonio dell'attuale Comune di Buddusò. (l)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'ordine del giorno Baroschi e più sulla petizione.

Ha domandato di parlare l'onorevole Antonio Satta. Ne ha facoltà.

SATTA ANTONIO (P.P.I.). Chiedo che l'ordine del giorno sulla costituzione in Comune autonomo venga votato per parti, distinguendo il punto del dispositivo del resto del testo. Per l'approvazione della prima parte dell'ordine del giorno è infatti sufficiente la maggioranza semplice, mentre per l'approvazione del punto 2 è richiesta una maggioranza più ampia. Con la votazione per parti, una eventuale mancata approvazione del punto 2, nella prescritta più ampia maggioranza, consentirebbe comunque l'accoglimento della richiesta, sia pure con l'estensione del referendum all'intera popolazione del Comune di Buddusò.

PRESIDENTE. Onorevole Satta, stiamo votando l'ordine del giorno sulla petizione, poi voteremo l'ordine del giorno sulla costituzione in Comune Autonomo.

SATTA ANTONIO (P.P.I.). Io chiedo che l'ordine del giorno per la costituzione in Comune autonomo sia votato prima.

PRESIDENTE. Quindi lei propone di votare prima l'ordine del giorno sulla costituzione e di votarlo per parti. Qual è la prima parte?

SATTA ANTONIO (P.P.I.). Fino al punto 1 del dispositivo compreso.

PRESIDENTE. Cioè fino alle parole "con deliberazione numero 49/82 del 28 dicembre 1993", votando separatamente il punto 2: "di limitare la consultazione di cui trattasi, ai soli elettori iscritti nelle sezioni elettorali della medesima frazione di Padru". Se non ci sono osservazioni metto quindi in votazione la prima parte dell'ordine del giorno a firma Antonio Satta e più. Chi l'approva alzi la mano.

(E' approvata)

Ricordo che per l'approvazione della seconda parte, è necessaria la maggioranza di tre quarti dei componenti l'Assemblea. Metto in votazione questa seconda parte. Chi l'approva alzi la mano.

SATTA ANTONIO (P.P.I.). Siccome c'è molta confusione, si può votare per appello nominale questo comma che è importante?

PRESIDENTE. Abbiamo già votato per alzata di mano, basta contare, non è un problema di appello nominale. I Segretari possono ricontare.

(Non è approvata)

Metto in votazione l'ordine del giorno sulla petizione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Discussione e rinvio in Commissione delle: "Direttive per le zone agricole" (Doc. 45)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 45: "Direttive per le zone agricole". Dichiaro aperta la discussione generale. Ha domandato di parlare l'onorevole Amadu, relatore.

AMADU (P.P.I.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Pau. Ne ha facoltà.

PAU (P.R.I.) Signor Presidente, onorevoli colleghi, queste direttive sulle zone agricole arrivano in Aula dopo un lungo iter, ma durante questo iter non sono state esperite alcune consultazioni che avrebbero consentito di portare in Aula un disegno organico più rispondente alla realtà dell'agricoltura sarda. Soprattutto il provvedimento arriva dopo una discussione nella Commissione competente per l'assetto generale del territorio senza che sia stata minimamente interpellata, in nessuna fase della sua discussione, la Commissione agricoltura. Pongo quindi all'attenzione della Presidenza, il fatto che, per una direttiva di questa portata, che interessa le zone produttive della nostra Isola, non è stata interpellata la Commissione agricoltura. Inoltre non sono state interpellate le categorie interessate e gli ordini professionali, che poi saranno quelli che daranno corpo e sostanza a queste direttive. Questo ha portato all'elaborazione di norme, per alcuni settori, in netta contraddizione con le direttive sui miglioramenti fondiari. Leggo, per esempio, il testo proposto dalla Commissione, che è stato ripreso dal testo della Giunta, all'articolo 3, quando si parla di superfici minime di intervento. Probabilmente questa norma potrebbe andare molto bene nella Pianura Padana, forse in alcune zone del Campidano, ma certamente non può andar bene in Baronia, non può andare bene in Ogliastra, non può andare bene nelle zone dell'interno. Si dice che per i cereali in terreno irriguo la superficie minima dovrà essere di ettari cinque e non si specifica, ma presumibilmente si intende accorpati; e, ancora, per i cereali - questo è ancor più paradossale - in terreno asciutto ettari dieci, mentre nelle direttive su miglioramenti fondiari la superficie minima di intervento, accorpata, è di ettari tre. Quindi questo sarebbe già in conflitto con le norme su miglioramenti fondiari. Ancora per quanto riguarda le superfici minime per residenza. Se da una parte si parla, per impianti serricoli e impianti vivaistici, di una superficie minima di ettari 0,5, non vedo perché la superficie minima per le residenze in zona agricola debba essere poi portata a ettari 1, anche se con l'indicazione "salvo quanto diversamente disposto dagli strumenti urbanistici comunali". Con le sue osservazioni signor Presidente, voglio soprattutto far notare all'Assemblea che direttive di tale portata potrebbero avere un effetto dirompente di gran lunga superiore a quello che ha avuto la legge sulla edificazione delle coste. Quindi la mia proposta, mi duole dirlo, è che la legge venga mandata in Commissione agricoltura per un ulteriore approfondimento e poi venga riportata in Aula, perché non possiamo approvare una legge che può avere effetti di grande portata per l'agricoltura della Sardegna e lo sviluppo nei prossimi anni, senza il necessario approfondimento nelle sedi opportune. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Pau ai sensi dell'articolo 86, primo comma, del Regolamento la sua richiesta deve essere sottoscritta da altri quattro consiglieri o da un Presidente di Gruppo. Ha domandato di parlare l'onorevole Merella.

MERELLA (P.R.I.). Condivido e sottoscrivo la richiesta dell'onorevole Pau. In qualità di Presidente del Gruppo Laico Federalista, la faccio mia.

PRESIDENTE. Oggi è il suo turno per richiedere sospensiva.

MERELLA (P.R.I.). In questo caso lo faccio soltanto per una questione procedurale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (P.P.I.), relatore. Signor Presidente, colleghi, in qualità di relatore, ma più che altro in qualità di componente della Commissione, in risposta alle argomentazioni del collega Pau, devo dire che la Commissione ha praticamente esitato il provvedimento all'unanimità, cercando di adempiere a quelle che erano le esigenze poste dalle finalità dello stesso provvedimento. Credo però che le argomentazioni del collega Pau e i problemi a cui esso si riferiva siano pertinenti e debbo anche dire che essendo questo un momento particolare - siamo a pochi giorni dalle elezioni - si era detto che occorreva evitare possibili motivi di strumentalizzazione. E' giusto operare in positivo e fare tutto quello che è possibile e soprattutto ciò che ci unisce e non quello che ci divide, perché quello che ci divide può essere utilizzato in un modo o nell'altro. Io sono perciò dell'avviso, che non sia opportuno opporsi alla sua proposta, credo anzi che sia una cosa legittima che questo provvedimento possa andare all'attenzione della Commissione agricoltura per tornare, eventualmente in Aula prima delle elezioni, nella prossima tornata consiliare. In ogni caso è bene, prima della sospensione dell'attività legislativa, avere questo approfondimento da parte della Commissione agricoltura, se tutti siamo d'accordo, proprio per evitare che all'interno ci siano possibilità di strumentalizzazioni politiche che credo nessuno voglia, perché vogliamo invece puntare a un provvedimento che abbia solo ricadute positive nella nostra Regione. Quindi io non mi oppongo, anzi sono favorevole, ad accogliere la proposta del consigliere Pau.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di rinvio del provvedimento non alla Commissione che lo ha esitato, ma alla Commissione agricoltura. Chi è favorevole alzi la mano.

(E' approvato)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione sul documento numero 46: "Direttive per i centri storici"; relatore l'onorevole Gabriele Satta.

(Interruzioni)

Onorevoli colleghi, non è possibile andare avanti così. Io sono costretto a sospendere i lavori del Consiglio e a rinviarli a domani mattina, quando il numero dei Consiglieri presenti in Aula sarà tale da garantire a questi provvedimenti l'attenzione che meritano. Non è possibile. Sospendo la seduta del Consiglio e la rinvio a domani mattina alle ore 10.

Ha domandato di parlare l'onorevole Carusillo. Ne ha facoltà.

CARUSILLO (P.P.I.). Presidente, io mi sentirei sequestrato qui. Capisco la sua posizione ma, la invito a riflettere se non sia il caso di coinvolgere i Capigruppo perché si preoccupino di far venire gli altri consiglieri.

PRESIDENTE. Onorevole Carusillo, il Presidente del Consiglio ha già inviato una lettera ufficiale a tutti i consiglieri invitandoli ad essere presenti. Se la gente vuole fare campagna elettorale vada a fare la campagna elettorale ma i provvedimenti devono essere seguiti con l'attenzione che meritano e io non me la sento di continuare in questa situazione con consiglieri distratti che non partecipano, quindi dichiaro chiusa la seduta e riconvoco il Consiglio per domani alle ore 10 e se non ci sarà la dovuta attenzione sospenderò di nuovo i lavori.

La seduta è tolta alle ore 18 e 39.