Seduta n.328 del 19/03/2003 

CCCXXVIII SEDUTA

Mercoledì 19 Marzo 2003

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA

indi

del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 10 e 07.

cappai, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 12 marzo 2003 (322).

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri DETTORI - PACIFICO - BALIA - DORE - MANCA - PINNA - SCANO:

"Politiche di sostegno alla famiglia negli impegni di cura verso i figli". (427)

(Pervenuta il 13 marzo 2003 ed assegnata alla settima Commissione.)

dai consiglieri LAI - SPISSU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - FALCONI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore:

"Legge quadro per le politiche familiari in Sardegna". (428)

(Pervenuta il 14 marzo 2003 ed assegnata alla settima Commissione.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, credo che dopo 15 giorni di battaglia in Aula sia necessario abbassare i toni per avere un sereno confronto da parte di tutti. Però alcune cose credo che sia opportuno dircele. La finanziaria è stata presentata da un Governo di centro destra, da una maggioranza di centro destra che ha una sua filosofia, la filosofia della vita, una filosofia economica e quindi ha presentato determinate cose proprio in funzione dei suoi obiettivi. Credo che questa filosofia sia diversa da quella che è la filosofia del centro sinistra, altrimenti saremo stati un pochettino tutti uguali e quindi non ci sarebbero state differenze; ma le differenze ci sono e ci sono ancora di più nel momento in cui si parla di bipolarismo, questo bipolarismo che non è bipartitismo. O ci crediamo o non ci crediamo, quindi se ci crediamo abbiamo due blocchi diversi, distinti e quindi che hanno idee diverse. Quindi io posso anche capire che all'opposizione di centro sinistra non piaccia la finanziaria, però non riesco a capire come mai nell'ambito della finanziaria non ci sia qualche cosettina che può andare bene. Allora credo che il tutto sia fatto per dire no, per il gusto di dire no! Salvo poi, colleghi, pentirsi su qualche cosa. E` stato detto ieri che l'emendamento presentato al comma 4 dell'articolo 8 in cui viene rifinanziata la legge 32 è stato ritirato, finalmente dico io! Allora questi emendamenti si presentano così per routine, li fa qualcuno a ciclostile oppure siete entrati nel merito, articolo per articolo, emendamento per emendamento? Perché guarda caso non c'è articolo, non c'è emendamento in cui non ci sia un emendamento soppressivo, anzi su alcuni commi ci sono più: ci sono uno, due, tre e anche quattro emendamenti soppressivi che non vengono da forze politiche diverse, ma nell'ambito delle stesse forze politiche. Quindi, cari colleghi, credo che non sia questo il modo di andare avanti, credo - stavo dicendo - che qualche cosa può essere rivista, può essere migliorata, ma l'impalcatura è quella, perché è l'impalcatura voluta da questa maggioranza e da questo Governo. Ma ciò che è ancora più grave - lasciatemelo dire - è anche il voler dire sempre no, i signori no anche sugli emendamenti che vengono presentati dalla maggioranza. E mi rifaccio, lo dico con la massima tranquillità, all'emendamento numero 33, presentato dal collega Rassu, da chi vi parla e d'altri, a proposito dell'ultimazione dei lavori per quanto concerne la strada di collegamento Pozzo Maggiore - Bosa. Credo che sia un'opera importante per quel territorio interprovinciale, tanto è importante che gli stessi sindaci di quel territorio, che non sono tutti sindaci del centro destra, anzi sono in buona parte sindaci del centro sinistra, ultimamente hanno avuto degli incontri sia con l'Assessore Ladu, sia con l'Assessore Amadu, sia con l'Assessore Masala ai quali hanno così presentato questa proposta, con una relazione dettagliata in cui dicono che l'unico modo per far uscire quel territorio, quindi collegandolo al mare verso Bosa, dall'invecchiamento, dalla perdita inesorabile e costante di abitanti, dagli alti tassi di disoccupazione (sto leggendo quello che hanno scritto) è questa opera. Si vede che alcuni colleghi del centro sinistra, guarda caso, per dire no all'emendamento presentano un emendamento soppressivo di questo emendamento, salvo poi, ripensandoci - e probabilmente il tutto è stato fatto così, senza rendersi conto del tutto di quello che si stava facendo - e presentare un emendamento identico all'emendamento che avrebbero voluto sopprimere. Credo, cari colleghi, che non sia questo il modo di andare avanti. Capisco, dicevo, che ci sia qualche cosa che può essere rivista, ma credo che la stessa maggioranza già in Commissione, ma anche in Aula siano disponibili a questo, però non si può andare avanti così, muro contro muro: io dico no perché lo presenti tu e non se ne parla più. Credo, cari amici, che non sia questo il modo di andare avanti, perché tenete presente che molti emendamenti che abbiamo presentato anche noi sono emendamenti che chiedono gli Enti locali, che vogliono gli Enti locali, che vogliono le amministrazioni che governano in quelle zone; quindi sono emendamenti migliorativi e non si capisce il perché di certe prese di posizione. Se cadesse l'articolo cadrebbero anche questi emendamenti; se cadesse qualcuno dei commi cadrebbero questi emendamenti e quindi non si potrebbero dare risposte a quelle che sono le aspettative degli Enti locali di quelle zone. Ho voluto dire questo, colleghi, perché credo che così non si possa andare avanti. E ai colleghi della maggioranza voglio dire anche un'altra cosa: non credo che ce l'abbia imposto nessuno di far sì che la Sardegna avesse una maggioranza di centro destra; il popolo ci ha dato la possibilità di farlo, abbiamo preso questi impegni e quindi questi impegni noi li dobbiamo portare avanti sino a fine del mandato, perché quello è il momento in cui la gente ci dirà se abbiamo fatto bene o se abbiamo fatto male! Pertanto non è pensabile che continuino ad esserci alcuni comportamenti come ci sono stati in questo periodo, è tempo di smetterla con l'usare il voto segreto per sparare contro questo o l'altro Assessore, non va assolutamente bene, perché in questo modo, cari amici, l'immagine di questa maggioranza va a pezzi e quando l'immagine va a pezzi come facciamo noi a presentarci domani all'elettorato? Credo che in questo momento ci sia coesione, abbiamo preso impegni con gli elettori, abbiamo fatto alcune scommesse che noi dobbiamo portare avanti. Non è il momento, a scrutinio segreto principalmente consumare vendette, altrimenti lo si dica chiaramente, senza aspettare il voto segreto, si abbia il coraggio di alzarsi in Aula, così coram populo e dire come la si pensi, in modo che ognuno di noi poi possa decidere che cosa fare. Quindi credo che non sia questo il momento; credo che questo sia il momento di andare avanti, approvare la finanziaria, andare avanti per approvare altre leggi per dare le risposte che la gente vuole, quindi per poterci presentare tutti quanti insieme, la maggioranza di centro destra alle elezioni dell'aprile - maggio 2004 per chiedere i voti e per poter continuare a governare la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente, cercherò di essere breve, io voglio riallacciarmi, non voglio scendere nel particolare o nei particolari degli emendamenti personalizzati o meno, gli emendamenti sono tutti personalizzati. Credo che comunque da emendamento a emendamento possa essere distinto l'interesse di interi territori o l'interesse diretto di un unico centro, quindi non mi soffermo su questo.

Voglio riallacciarmi, invece, ad alcuni interventi pacati e propositivi che ieri sera sono stati fatti in Aula, dall'intervento del collega Emanuele Sanna, dall'intervento del collega Pittalis ad altri. Sinceramente preferivo non intervenire in questo frangente in quanto desideravo principalmente ascoltare, vedere e constatare se ancora in Aula c'è la possibilità di riportare la politica nei binari consoni e nei binari che permettano al dialogo politico di avere come obiettivo solo ed esclusivamente l'interesse generale dell'Isola e non solo ed esclusivamente l'interesse diretto di una parte o dell'altra, affinché una parte o l'altra soccomba disinteressandosi completamente - ripeto - degli interessi dell'altro. Per fare questo è indispensabile, necessario innanzitutto, abbassare i toni, sia da una parte che dall'altra, abbassare oppure lasciar perdere i segnali di sfida, i guanti lanciati da una parte o dall'altra. Veniamo alla discussione che riguarda l'articolo 8, credo che probabilmente così come ha detto all'inizio il collega Onida, caratterialmente probabilmente ognuno di noi, nei confronti dell'Assessore, ha qualcosa da rimproverare, ma questo non vuol dire assolutamente e non giustifica una cancellazione totale di quello che è il programma dei lavori pubblici, perché il programma dei lavori pubblici non riguarda direttamente l'Assessore Ladu, ma riguarda direttamente e completamente le opere e le iniziative e gli interventi che riguardano l'intera Isola a partire dall'acquisto della prima casa - come qualche collega che mi ha preceduto ha detto - per arrivare poi ad opere di grandi infrastrutture che sono indispensabili ed ormai improcrastinabili per determinati territori.

Allora se effettivamente si cerca il confronto politico e se effettivamente si vuole dare un input diverso e positivo a questo dibattito riportando il dibattito al dialogo politico, ad un confronto anche serrato, ad un confronto critico dentro quest'Aula, certamente, e lo dico in coscienza, la creazione di soppressione continua di tutti gli articoli e di tutti i commi non vuol dire questo confronto, non vuol dire dialogo, ma vuole dire solo ostruzionismo, vuol dire solo il no assoluto su tutto e su tutti come se non esistesse niente di positivo che possa proporre questa maggioranza. Così non è; la maggioranza ha dimostrato anche durante il dibattito un'attenzione anche critica nei confronti della Giunta, tant'è vero che alcuni emendamenti del centro sinistra, qualcuno anche di importanza politica abbastanza pesante, sono stati passati con voto segreto chiaramente, con voti che senz'altro provenivano anche dalla maggioranza. Fatto questo senz'altro criticabile, ma che comunque ha evidenziato il fatto che su determinate materie anche in seno alla maggioranza c'è un'attenzione critica nei confronti di qualche proposta della Giunta di centro destra. Bene, questi sono segnali, sia da una parte che dall'altra, ed allora dico: "Perché non si porta il confronto sul contenuto dell'articolo 8?" Sul contenuto si apre il dibattito, si corregge, ci si confronta, ma ci si confronta seriamente, ci si confronta sul piano politico, sugli obiettivi che nell'articolo 8 si prefiggono, si prefigge la Giunta di raggiungere se questi obiettivi, così come ha detto per esempio la collega Pilo ieri che critica sul comma 3 di questo articolo e ha dichiarato che non voterà il comma 3 dell'articolo, ecco che quindi c'è anche da parte nostra un qualcosa che dobbiamo e possiamo dire alla Giunta, ma confrontiamoci su questo! Non andiamo sul binario dell'ostracismo totale a tutti i costi e a qualsiasi condizione, perché con questo non diamo senz'altro né noi né voi un contributo - credetemi - alla soluzione dei problemi che attanagliano la nostra società.

Credo che possa essere aperto questo confronto e riportare quindi il dibattito di questa finanziaria, che di fatto concretamente è l'ultima che viene dibattuta (io spero almeno in questo scorcio di tempo) seriamente da quest'Aula prima delle prossime elezioni; confrontiamoci, tentiamo di migliorarla in Aula se ciò non è stato possibile - almeno a vostro dire - in Commissione o in Giunta, tentiamo di dare il nostro contributo anche critico da una parte o dall'altra sui soli contenuti affinché da quest'Aula possa uscire una finanziaria che vada veramente incontro alle esigenze delle popolazioni sarde. Non credo che portando tutto sulla disponibilità, portando tutto il bagaglio dell'articolo 8 sulla disponibilità degli Enti locali, dati i tempi e date anche ciò che gli Enti locali possono e non possono fare con la loro autonomia, non credo ci siano né i tempi né tanto meno oltre i tempi i modi per poter dare risposte immediate, perché di questo ha bisogno la nostra società, nei vari settori produttivi, alla scuola, alle famiglie. Quindi il mio è principalmente un invito, un invito al confronto anche serrato ma sereno, ad un confronto critico ma sereno, ad un confronto politico che porti ambedue le parti in causa in Aula a misurarsi veramente e criticamente ma politicamente e correttamente affinché questa finanziaria possa sinceramente dare delle risposte concrete ai territori e alle nostre popolazioni. Credo che siamo ancora in tempo a fare questo perché sia da parte nostra, ma anche da parte vostra, credo principalmente, malgrado le notizie che appaiono sulla stampa, credo non stiamo dando una buona impressione ai cittadini sardi, né tanto meno si sta dando alle nostre popolazioni esempi di serietà, esempi di maturità politica, esempi di correttezza principalmente politica e in senso di risposte ai nostri elettori. Ecco quindi l'invito, credo che proprio su questo articolo ci si può misurare. Una sua bocciatura, certo, darebbe una vittoria dal punto di vista immediato, politico alla minoranza, ma credetemi è la vittoria di Pirro per quanto possa pensarlo io, perché la vera vittoria dell'Aula è quella di confrontarsi - lo ripeto ancora - quello di sviscerare comma per comma nel caso l'articolo 8, dare dentro questo articolo un contributo determinante e serio da ambedue le parti che sono presenti in Aula. Quindi un invito alla moderazione, un invito al confronto politico.

Credo, se pensiamo appena ad un particolare importante, all'importanza che ha questo PIL con l'infinitesimo particolare della scena nazionale e mondiale, se pensiamo che oggi, stanotte probabilmente verrà sferrato l'attacco di una guerra che, per le sue connotazioni, avrà una connotazione mondiale. Lascio alla vostra riflessione anche questo particolare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Il Consiglio a questo punto si trova in una condizione, in una fase curiosa: la maggioranza presenta la sua finanziaria, dovrebbe difenderla anche; la difende per modo di dire, i risultati si vedono, però dai banchi della maggioranza continuano ad arrivare delle affermazioni a dir poco strampalate. Si continua a dire che l'opposizione fa opposizione, e che cosa dovrebbe fare? Se potesse farebbe governo, ma siccome è minoranza fa opposizione. La maggioranza dovrebbe essere consapevole di questo fatto e anche del fatto che essa deve fare governo. Ci troviamo invece da qualche giorno nella curiosa condizione che è la maggioranza che fa opposizione. Nella giornata di ieri noi abbiamo rinunciato a illustrare i nostri emendamenti, che abbiamo diritto di proporre, proprio perché facciamo l'opposizione, avanziamo proposte altre rispetto a quelle che avete proposto voi. Se noi illustriamo gli emendamenti siamo in torto o saremmo in torto perché esercitiamo il diritto di illustrare le proposte che avanziamo; se noi rinunciamo, per andare oltre ed anche un po' per accelerare i lavori, a illustrare gli emendamenti, allora ci dev'essere qualche "machiavello", allora intervenite voi, e intervenite a ripetizione, bloccate il Consiglio, così come l'avete bloccato ieri. Poi apprendiamo dagli organi di informazione, l'indomani mattina, che avete bloccato i lavori perché alcuni dei vostri componenti sarebbero stati non in Aula, come dovevano essere o potevano essere, sono affari loro in definitiva, ma in buona compagnia di un ministro che passava in Sardegna. Volete essere accompagnatori dei ministri? Accompagnate i ministri, ma non lamentatevi poi se voi vi fate ostruzionismo!

Per non dire, ancora una volta, dei ritardi di mesi e mesi con cui avete presentato il bilancio, con cui avete bivaccato in Commissione, per oltre due mesi, e ancora ritardate i lavori in Aula. Si dice per altro verso: "Bisogna parlare di merito". E che cos'altro stiamo facendo, se non trattando di merito? Il merito vostro o demerito vostro è quello che è contenuto nella proposta e noi, attraverso gli emendamenti, attraverso alcuni principali emendamenti e gli altri che soccorrono vi stiamo proponendo da sempre alcuni modifiche, collega Rassu, di merito, di contenuto, di impostazione della finanziaria, e su questo voi non rispondete. Ecco dov'è il punto. Si possono abbassare i toni, alzare i toni, anzi arriviamo anche a stare zitti e quando stiamo zitti noi parlate voi, per disturbarvi da soli! Però sui contenuti e sul merito proprio voi non avanzate nessuna proposta di risposta. Apprendiamo anche dalla stampa (che informa e deve fare quello, se no che funzione avrebbe l'informazione, se non informare?) che sarebbe in corso una trattativa fra maggioranza e parte dell'opposizione. Questa trattativa sarebbe una trattativa orale che conduce Fantola. Noi aspettiamo di vedere traccia da qualche parte di questa trattativa orale, di vedere qualche risultanza; vorremmo anche conoscere come e dove si svolge, con quale mandato, se Fantola è un mero esploratore per conto di una parte della maggioranza o di tutta la maggioranza, che cosa va a portare l'ambasciatore, insomma vorremmo conoscere qualcosa di più, ma tutti dicono: "Alla luce del sole", qui sole non ce n'è, c'è una grande lampadina che imita il sole, però ditele qui le cose. Oralmente, Fantola, dille qui le cose che stai proponendo, non adesso, quelle di cui c'è roba scritta, quindi è cosa di ieri, così almeno ci possiamo regolare. Per altro verso ancora dite: "Qui siamo all'articolo 8, parliamo di opere pubbliche, perché volete confondere Ladu con un'opera pubblica?" Noi non abbiamo mai confuso Ladu con un'opera pubblica, Ladu è e rimane un'opera privata; non stiamo confondendo le opere pubbliche con l'assessore Ladu, stiamo discutendo del merito. Per altro, se per vigilare su Ladu servono quattro guardiani, come propone il collega Onida, uno per ogni angolo della stanza, non siamo noi che stiamo mettendo in dubbio la capacità di governo dell'assessore Ladu, mi pare che lo metta in dubbio il suo più stretto collaboratore, se propone, non dico uno, ma addirittura, ripeto, quattro guardiani per custodire Ladu.

LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Per quando ci sarà lui, questo. Per la sua fase, non per la mia.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per cortesia, non interloquisca con l'assessore Ladu. Prego, svolga il suo intervento.

COGODI (R.C.). Immagini se raccolgo la provocazione dell'assessore Ladu! Prendo atto però della dichiarazione dell'Assessore, che i guardiani, i quattro guardiani, uno per ogni angolo della stanza, saranno utili, dice l'assessore Ladu, non adesso che c'è, ma appena subentrerà il collega Onida. Invece di scambiarvi l'Assessorato vi scambierete anche i guardiani, non lo so, però è questo modo di discutere fra di voi che non aiuta neppure il confronto. Noi stiamo discutendo di merito e vorremmo che sulle cose voi diceste cosa pensate, poi vedremo partitamente tutto l'articolo 8, ma se dobbiamo iniziare dal comma 1 dell'articolo 8 già l'opposizione ha incominciato a dire cosa pensa. Io condivido e quindi confermo il giudizio pesante che è stato espresso già sul comma 1, ma come si fa a dire, a scrivere e a pensare di realizzare un'opera chiamata pubblica, che varrebbe per intanto, per l'anno 2003, 3 miliardi della Regione per ripristinare un canale navigabile nello stagno di Santa Gilla in funzione della sicurezza dell'aeroporto? Ma sono cose talmente strampalate, 3 miliardi! E poi dite, però, che per le attività sociali non c'è una lira; però voi dite che per sostenere in questa regione la legislazione del lavoro, che avete taglieggiato, che avete massacrato nella proposta di bilancio, non si possono recuperare risorse, non ce ne sono! E questo cos'è? Oltre a una serie enorme, perché è con questi colpi di 7, di 8, di 15, di 3 miliardi che poi voi saccheggiate il bilancio della Regione. Cosa sono questi 3 miliardi per ripristinare il canale navigabile nello stagno di Santa Gilla? Ma l'aeroporto di Cagliari non è un'opera tutta nuova? Non è un'opera che da due anni a questa parte si sta sempre inaugurando? Io non ho capito perché all'assessore Ladu gli hanno… Una volta ha visitato il cantiere, mi pare, aveva un casco, adesso lo vedo sempre col casco anche quando va a fare il biglietto all'aeroporto! Il casco credo che gliel'abbiano dato una volta per visitare il cantiere, però evidentemente è molto vocato all'elmetto e quindi lo usa spesso. Ma, voglio dire, se questo aeroporto, se quest'opera tutta nuova, che dovrebbe essere inaugurata, anche con le accelerazioni che voi dite, con le visite continue che state imprimendo, nelle prossime settimane, il progetto di questo aeroporto tutto nuovo avrà previsto o no l'emergenza e le misure di sicurezza? Oppure, se non si ripristina il canale navigabile in funzione della sicurezza dell'aeroporto, quell'aeroporto non è sicuro, è fuori legge? Come si fa a scrivere in finanziaria adesso che per l'emergenza aeroportuale dello scalo di Cagliari-Elmas si deve finanziare con questo bilancio un'opera che appartiene alla sicurezza dell'aeroporto? Sono delle cose che noi poniamo e rispetto alle quali voi non rispondete. Evidentemente non è così, evidentemente qui si sta riaprendo il rubinetto degli studi, delle progettazioni, di quelle opere inutili che si ripetono ogni qualche anno, anzi che continuano sempre e non finiscono mai. Ecco dov'è che sono le risorse, ecco perché mancano ad altre finalità, ecco perché noi poi ancora vi diremo, visto che quanto abbiamo detto non vi è sufficiente, che debbono essere parte, queste e altre risorse, ma parte grande delle risorse della finanziaria destinate alle finalità sociali e alle finalità produttive e a sostegno del lavoro.

Quindi siamo ad un confronto di merito, più merito di questo! Vediamo se dalla maggioranza vengono cenni di risposta rispetto a questa diversa e alternativa proposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Satta. Ne ha facoltà.

SATTA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, gentili colleghe e cari colleghi, come membro della quarta Commissione sento il dovere di intervenire, seppure brevemente, sull'articolo 8 della finanziaria.

Anch'io, come molti altri colleghi che mi hanno preceduto, non condivido appieno alcune parti di questo articolo, come quelle di molti altri articoli, ma il contenuto di questo articolo, che si riferisce alle opere pubbliche, è talmente importante per lo sviluppo della Sardegna che mi sarei aspettato da parte dell'opposizione più emendamenti costruttivi, realistici e utili, piuttosto che emendamenti soppressivi parziali e tanto meno totali, oppure irrealistici o contraddittori. Capisco il ruolo di contrasto che l'opposizione deve svolgere, ma esiste contrasto costruttivo e contrasto non costruttivo. Quello scelto in questo caso mi sembra essere non costruttivo o prevalentemente non costruttivo. A dire il vero, come membro della maggioranza, mi sarei atteso da parte dell'Esecutivo un maggiore coinvolgimento mio e dei miei colleghi nel programma finanziario. Per questo mi sono visto costretto firmare qualche emendamento anche con colleghi dell'opposizione, in particolare a riguardo del sistema viario. Come si fa a parlare tanto di continuità territoriale con la Penisola e il resto del Continente e sottovalutare la continuità all'interno della nostra Isola? E' vero, non abbiamo a disposizione molte risorse finanziarie, ma quelle poche risorse andrebbero utilizzate in maniera più attenta e prioritaria. Tutti noi vorremmo favorire i nostri territori di provenienza, ma in un disegno di sviluppo generale e a lungo termine non faremmo in questo modo l'interesse della Sardegna e a lungo andare neppure dei nostri territori. Risolveremmo sì tanti piccoli problemi locali, ma il problema principale, quello della continuità territoriale interna, che è alla base del nostro sviluppo, risulterebbe irrisolto.

Dunque non sono pienamente soddisfatto di questo articolo e più in generale dell'intera manovra finanziaria, ma sono ancora meno d'accordo sulle azioni dell'opposizione, che ha presentato 40 e più emendamenti di soppressione dell'articolo 8. Non è questo il modo di migliorare la finanziaria, come non lo è quello di sostenere in maniera incondizionata la finanziaria o quello dei franchi tiratori. Se non si è d'accordo con la posizione della propria maggioranza lo si dichiari, perché è più onesto nei confronti dei nostri colleghi, ma è soprattutto più utile alla Sardegna.

Personalmente mi opporrò agli emendamenti soppressivi, mentre sarò disponibile a votare a favore di quegli emendamenti della maggioranza e della opposizione che reputerò realistici, equilibrati, sostenibili dal punto di vista finanziario e utili al sistema delle opere pubbliche della Sardegna e, in particolare, alla gestione delle risorse idriche e del sistema viario. Vi ringrazio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, anch'io sento il dovere di intervenire sull'articolo 8, per non solo per argomentare i numerosi emendamenti soppressivi che hanno la mia firma, ma anche per fare qualche considerazione un po' più generale, la farò in premessa, sull'articolo 8 e su ciò che questo articolo ha in qualche modo rappresentato nella discussione che si è avuta ieri in Consiglio; una discussione assai curiosa che ha visto la maggioranza alternare interventi di resistenza ostruzionistica a interventi di richiesta di pacificazione, ma anche a interventi di tipo confessionale. Mi riferisco, in particolare, all'intervento del capogruppo onorevole Onida. Sulla resistenza ostruzionistica per la verità abbiamo anche raggiunto, secondo me, livelli anche impensabili. Passi che l'onorevole Balletto, per altro riconosciuto come un militante al servizio della maggioranza, serio, che sa fare anche l'ostruzionismo stando in maggioranza, ma è una funzione che lui assolve da bravo soldato, però abbiamo assistito a un intervento ostruzionistico persino da parte dell'Assessore regionale della programmazione e del bilancio, l'Assessore che dovrebbe volere l'approvazione della finanziaria in tempi velocissimi e certissimi. Davvero è stata una cosa curiosa, per altro con una concessione di tempo, anche questa, come dire, curiosa, da parte della Presidenza del Consiglio. Di tutto hanno parlato l'onorevole Balletto, nell'esprimere il parere, e lo stesso Assessore, fuorché dei pareri, tant'è che alla fine sono stati concessi tempi supplementari per esprimere velocissimamente i pareri di competenza.

Perché noi abbiamo presentato tanti emendamenti soppressivi? Ma davvero non c'è una ragione? Ma davvero era solo una sorta di furia iconoclasta? Volevamo buttare a terra tutto senza una ratio? Certo, forse un emendamento sul quale si è in qualche modo appuntata la verve polemica della maggioranza, cioè l'emendamento numero 335 al comma 4, è sicuramente un mero errore tecnico, tant'è che al comma 4 abbiamo un altro emendamento, il 378, che implementa la dotazione finanziaria sulla legge 32. Però ci si è divertiti a mettere in evidenza questo errore. Ma, guardate, sul comma 4, se noi andiamo a vedere il bilancio di competenza, vediamo che le risorse a residui sono praticamente pari a zero, così come sono pari a zero i residui di un altro capitolo che è quello delle progettazioni, dirò comunque, farò una considerazione sull'uno e sull'altro di questi commi. Come si fa a continuare ad implementare i capitoli relativi ai lavori pubblici, mettendo annualmente risorse continue quando i residui totali, iscritti nei capitoli di competenza dell'Assessorato dei lavori pubblici ammontano a 1.151 milioni di euro, tradotti in lire 2.229 miliardi, sono pari a tre volte la competenza dell'Assessorato dei lavori pubblici, e sono pari al 35 per cento dell'intero ammontare dei residui del bilancio regionale, oltre un terzo dei residui del bilancio regionale sono iscritti nei capitoli dell'Assessorato dei lavori pubblici. Sulla viabilità regionale ci sono 176 miliardi di residui, sull'acqua ce ne sono 790 miliardi di residui, sull'emergenza idrica; sui geni civili ce ne sono 116 miliardi e quelli ascritti agli enti locali, sui quali peraltro è scesa la scure della polemica dell'Assessore dei lavori pubblici che si difende dicendo: "Non è colpa mia, è colpa degli enti locali - ahimè - che non spendono le risorse che io annualmente gli do", insomma, queste risorse sono pari a 470 miliardi e sono appena il 20 per cento circa dell'intero ammontare dei residui dei lavori pubblici. Ma perché anche sul tema degli enti locali, sia comuni e province, si accumulano residui? Ma ce lo siamo chiesti perché? Se andiamo a vedere i programmi che vengono fatti dall'Assessorato dei lavori pubblici, questi hanno sempre data o primi di dicembre o 30 di dicembre; ma non solo i programmi da parte dell'Assessorato sono tardivi, ma sono anche - come dire - programmi abbastanza casuali o programmi che hanno riportato una logica che è una logica che chiamo di "centralismo localistico", cioè a dire le risorse decido io come spenderle e dove spenderle, poi però queste risorse le spalmo con una logica che è una logica che non ha niente a che vedere con un disegno organico di crescita infrastrutturale della Sardegna, ma risponde piuttosto ad obiettivi che io chiamo obiettivi di carattere clientelare, soprattutto peraltro rivolti a zone che qualcuno ha definito di fortificazione elettorale dell'Assessore. Se vi guardate qualche delibera che riguarda i programmi di spesa per contributi ai comuni, per esempio per l'ampliamento dei cimiteri, qualcuno l'ha ricordato come una cosa molto importante, ma come si fa ad ampliare i cimiteri con 60 mila euro, 45 mila euro, 50 mila euro, una spalmatura nel triennio che non serve a niente se non - come dire - ad accontentare, a promettere qualcosa quest'anno, il prossimo anno e il prossimo anno ancora; salvo poi il prossimo anno rivedere il programma e far slittare quelli che sono più amici in quell'annualità, quelli che sono meno amici nell'annualità successiva, quelli che sono meno amici ancora nella terza annualità e poi in giro si continua con uno spostamento continuo degli amici e dei meno amici, e dei meno amici ancora, sempre però traslati negli anni successivi, con una spalmatura di risorse che non raggiunge assolutamente gli obiettivi perché non risponde a logiche di progettazione funzionale, ma risponde semplicemente a logiche di spalmatura, di promesse qua e là un po' per tutti ed è evidente che allora se la logica è questa, che è una logica assolutamente contrastante con quella introdotta qualche anno fa sui triennali, come dire, la logica del triennale è che io affronto un periodo medio, breve, e programmo le risorse, ma se le programmo con questa spalmatura minuziosa, polverizzata, è evidente che nessuno è in grado poi di affrontare quell'opera e allora di quell'opera ne faccio un pezzettino oggi, un pezzettino domani, un pezzettino dopodomani e alla fine noi assistiamo a opere che durano 10 anni, magari opere anche minori, ma nel contempo che succede? Succede che per esempio la 25 diminuisce di dotazione, e diminuisce di dotazione soprattutto la parte che riguarda gli investimenti, ma non è più utile, non è più logico, non è più razionale invece implementare la 25? E` questa la proposta che noi facciamo - non vedo l'onorevole Balletto - ma c'è una proposta di sintesi che risponde alla logica degli emendamenti soppressivi, cioè tutti questi danari dell'articolo 8 devono essere traslati - buona parte di questi naturalmente - noi chiediamo che vengano traslati sulla 25, in modo che l'ente locale possa, con la certezza delle risorse che gli deriva dalla 25, attivare mutui a valere sugli investimenti e farsi i cimiteri, le strade, l'illuminazione e la miriade di opere che sono contemplate in programmi davvero polverizzati assunti dall'Assessore regionale dei lavori pubblici.

Io nel proseguo della discussione, comunque mi riservo di approfondire i temi che ho appena accentato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente e colleghi, io non sono particolarmente vocato alle opere pubbliche e ai lavori pubblici, ma ho sentito un intervento che mi è interessato per le conoscenze che ho potuto maturare in materia: il comma 1 "Lavori per il canale navigabile per le emergenze aeroportuali nello scavo di Cagliari-Elmas".

Vede, onorevole Cogodi, mi dispiace che non ci sia; lei è sempre molto, vede sempre nero, vede sempre ombre, nubi, non so quale sia la sua esperienza nelle diverse materie, ma non c'è mai un qualcosa fatto da altri che non abbia dei riscontri e dei risvolti, ecco mi fa piacere che l'onorevole Cogodi è rientrato in Aula, avere dei risvolti tenebrosi, chissà che cosa c'è dietro, quanta roba c'è dietro, quali imbrogli ci sono dietro, quali cose ci sono dietro.

COGODI (R.C.). Anche davanti.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, l'onorevole Cogodi deve sapere e deve conoscere che la sicurezza dell'aeroporto, sia esso un aeroporto per un milione di passeggeri o per due milioni com'è attualmente, o un aeroporto che si porti a un traffico di tre, quattro milioni come si auspica nei prossimi anni, sempre di sicurezza si tratta anche se fosse di cento voli soltanto all'anno. E` un problema di sicurezza, non c'è altro problema. Non c'entra niente le costruzioni dei nuovi capannoni, nuove stazioni eccetera. E' un problema di sicurezza e attiene le competenze dei vari enti che sono demandati a questo che devono provvedere a determinati lavori, quegli enti e quelle istituzioni a cui la cura delle aree marine, lacustri o quant'altro sono affidate. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Grazie Presidente. Ognuno di noi viene da un territorio, è eletto in un territorio e quindi si presuppone che ognuno di noi conosca il territorio di provenienza. Qui siamo 80 consiglieri, e ogni qualvolta arriviamo al capitolo delle opere pubbliche, è il capitolo nel quale arrivano un numero consistente di emendamenti, poi, ognuno di noi guarda il contenuto dell'articolato dei vari capitoli e ci rendiamo conto che permane e sussiste una visione del tutto centralizzata.

La discussione di ieri ha dimostrato che sull'articolo 8 siano avvenuti tutta una serie di ragionamenti: il primo fra tutti è che si è capito in qualche misura che il clima che è interno all'Aula poteva in qualche modo cambiare il contenuto di questo articolo o addirittura sopprimerlo del tutto. E quindi abbiamo assistito ad una lunghissima serie di interventi da parte della maggioranza, io ho salutato anche positivamente questo fatto, perché sembrava che la discussione sulla finanziaria fosse tutta una discussione legata all'opposizione e dunque al centrosinistra, ho ascoltato con attenzione l'appello accorato dell'assessore Ladu e su alcune cose devo dire che mi trovo anche d'accordo. Faccio un esempio: si è parlato del canale di Sant'Antioco, del porto di Sant'Antioco. L'anno scorso, come Quarta commissione, facemmo una missione in quel sito e tutti quanti abbiamo in qualche misura capito che lì bisognava intervenire. Sono iniziati i lavori e in qualche modo questi lavori devono essere ultimati. Dico questo per dire che non c'è una pregiudiziale su tutte le cose, però credo anche che il problema non è l'articolo 8 in quanto tale, ma il problema è l'impianto della finanziaria.

Allora, onorevole Onida, lei ha lanciato una proposta ieri, io sono sempre per la trattativa alla luce del sole, chiara e limpida, non so se si debba fare triumvirato o quante personalità di quest'Aula possono in qualche misura concorrere a vedere il contenuto dell'articolo 8. Però io voglio rilanciare, se la trattativa ci deve essere, la trattativa deve essere svolta in Aula, ed i problemi che abbiamo posto, non sono solo esclusivamente i problemi dell'articolo 8, ma sono il problema del lavoro, le risorse da attribuire agli enti locali, le risorse da attribuire al terzo settore, le risorse da attribuire al settore produttivo.

Allora, se dobbiamo fare una trattativa questi sono i quattro elementi che più volte sono stati messi alla discussione tra opposizione e maggioranza. Io resto un po' allibito dalle notizie di stampa, le trattative, che c'è qualcuno che sta trattando e altri che stanno a guardare. Credo che la trattativa si deve in qualche misura aprire in Aula e credo che alcune considerazioni che sono state fatte, sono state fatte non così casualmente, ma sono state fatte perché vogliamo dare anche il nostro contributo alla conclusione di questa finanziaria.

Voglio fare una proposta, Assessore, sull'articolo 8. Intanto voglio dire, in quest'Aula, in diverse circostanze, in diversi momenti, abbiamo parlato di federalismo, di devoluzione eccetera eccetera, allora in questo articolo 8 prendiamo tre, quattro progetti che hanno una valenza regionale. Abbiamo tutto il settore delle dighe, il settore della viabilità e delle infrastrutture.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue CALLEDDA.) Allora, promuoviamo tre, quattro progetti che hanno una valenza regionale. Se vogliamo fare una cosa seria e togliere quegli emendamenti definiti con un linguaggio più o meno allegro, se vogliamo togliere gli emendamenti cosiddetti di marchetta, tutte le altre risorse trasferiamole direttamente ai comuni, e saranno i comuni a decidere quali opere sono necessarie in quel comune e perché devono essere realizzate. Se noi insomma non facciamo questa operazione di trasferimento, sulla vicenda delle opere pubbliche continueremo a fare una discussione dove ognuno di noi si sente legittimato a presentare emendamenti, a intervenire e a difendere le questioni di carattere campanilistico.

Io credo che questa sia una strada se vogliamo in qualche misura trovare una soluzione adeguata a questo problema. Se noi non facciamo questo, assessore Ladu, c'è il rischio che ognuno di noi, a torto o a ragione, mantenga fede e porti avanti una battaglia per avere anche, nell'ambito del troppo territorio, un momento di visibilità, perché ognuno di noi poi ha competenze dal punto di vista politico, ha riferimenti, ha dal punto di vista dell'azione politica quotidiana azioni che intraprende e porta avanti con determinazione, e io credo che su questo lei dovrebbe dare una risposta, pena che davvero questo articolo 8 venga bocciato del tutto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Anch'io cercherò, pur non avendo ascoltato - e me ne dispiace e mi scuso - i colleghi che hanno poc'anzi parlato, non ho potuto ascoltare i colleghi e quindi rischio di essere ripetitivo, pure se la ripetitività di un argomento può essere qualche volta non solo convincente per chi vogliamo convincere, ma opportuno, e in questo caso è opportuno essere anche ripetitivi, perché quando parliamo di inversione di tendenza che c'è stata in questa amministrazione di centrodestra rispetto all'andamento generale delle cose in Italia e in Sardegna, quando parliamo di pericoloso riaccentramento delle centrali di spesa dal sistema delle autonomie locali nuovamente accentrato ai califfati regionali, bisogna pur essere ripetitivi, perché oggi in Sardegna - ne siamo consapevoli e lo riconosciamo - ci sono amministrazioni comunali, amministrazioni provinciali, comunità montane amministrate dal centrodestra e dal centrosinistra, ma in questo ragionamento che stiamo facendo dai banchi del centrosinistra, le amministrazioni locali trovano unità di argomenti, unità di intenti e trovano anche e hanno anche le stesse richieste da fare, da porre non solo a questo Assessorato dei lavori pubblici, ma a tutti gli Assessorati. E comunque arriva da quel mondo una richiesta di decentramento e di applicazione di leggi nazionali vigenti che appunto c'è in termini unitari, perché l'ANCI rappresenta non i comuni del centrosinistra, l'organizzazione delle province non rappresenta la provincia di centrosinistra o l'uncem delle comunità montane, sono organizzazioni che rappresentano il sistema delle autonomie di centrodestra e di centrosinistra.

Per cui le richieste vengono da quel mondo e sono portate in termini unitari. Ma non solo, a queste le loro richieste sono accompagnate e da noi centrosinistra sono sottoscritte queste richieste, anche le richieste dei comuni del centrodestra sono accompagnate da argomenti pregnanti, quali le modifiche al Titolo V della Costituzione che ci sono state, che obbligano la Regione a decentrare, che rendono gli enti paritetici rispetto alla scala gerarchica del passato.

Ma il vostro approccio a questo nuovo modo di vedere le cose lo avete già manifestato in sede di predisposizione di questa finanziaria quando vi siete rifiutati non di fare questi capitoli assieme almeno alle autonomie locali, ma neanche di consultarli, non di concertare, non li avete neanche consultati. Questo è il vostro modo di fare.

Ed allora a questo bisogna porre rimedio se ce la facciamo, non come centrosinistra, come Aula bisogna porre rimedio. Perché noi siamo certamente per dare risposte concrete, siamo per dare risposte concrete con la "32" alle richieste dei comuni, ma su una cosa divergiamo rispetto al vostro modo di fare; noi siamo per lasciare la dignità, non solo agli enti ma a chi gli enti li rappresenta, ai sindaci affinché non si manifesti mai più ciò che si sta manifestando e ciò che voi state non solo rivitalizzando, ma state rinforzando quel pietismo di finanziamenti, quei condizionamenti politici, quei condizionamenti fatti con il discrimine politico, con il discrimine territoriale, con il discrimine - aggiungo anche questo, e io non uso molto facilmente le cose forti - anche discrimine di collegio. Queste cose sono in una società civile come la nostra, in una società avanzata, complessa, sono cose assolutamente ormai intollerabili!

Ed allora se andiamo a vedere (e andremo a vedere se non ce la facciamo in questi pochi minuti di discussione generale, li vedremo capitolo per capitolo) dove state accentrando nuovamente le risorse per poi governarle in quei modi, con quel modo! E ciò che si manifesta negli altri capitoli, qui si manifesta ancora di più, proprio perché è rivolto a quel sistema di autonomie locali del quale sicuramente i colleghi prima di me hanno parlato. Hanno parlato - questo l'ho sentito - del canale navigabile. Certo che se quello è il nuovo, ci scopriamo nel 2003 una regione simile all'Olanda, per cui dobbiamo fare i canali navigabili e, contemporaneamente, quando stiamo facendo questo garantiamo un rifinanziamento, ma non un rifinanziamento dell'anno scorso, ma di vent'anni fa, di diciannove anni fa, di diciotto anni fa, dell'anno scorso, si ripete quest'anno il tentativo di finanziamento al sistema termale. Io di questo ne ho accennato nella discussione generale alla finanziaria, ci torneremo, adesso non abbiamo il tempo di parlarne ma badate, io l'ho definito inquietante qui in Aula, ma non è solo inquietante. Badate, è l'antitesi di ciò che voi dichiarate dappertutto, nelle dichiarazioni programmatiche quando parlate di modernità, quando parlate di project financing, di turismo, di compartecipazione dei privati. Quella è l'antitesi di ciò che dite, però le cifre che mettete sono le realtà, è quello che fate. I dieci miliardi di lire che lì mettete, sono la realtà! Sono la realtà! Tutto il resto, le dichiarazioni programmatiche - Presidente Pili - quando parlate di project financing e di privati e di circuito termale sardo, quella è pura fantasia e resta tale.

Allora, che coerenza c'è fra le cose che dite e le cose che fate. Sono sempre più lontane fra di loro. Perché lì i romani hanno saputo fare meglio di come state facendo voi, perché ciò che serve in quelle terme di Fordongianus sono solamente ancora oggi, nel 2003, le terme che ci hanno lasciato i romani. Il circuito termale sardo è ancora quello, e non si è riusciti non solo a definirle, a finirle nonostante tutti gli ingenti finanziamenti dispersi - poi vedremo più accuratamente in quali rivoli - ma dispersi in tutti questi anni e, ancora oggi, non si riesce appunto a creare in Sardegna quel segmento di turismo che può essere affidato al sistema privato, al sistema del project financing, e c'è la disponibilità nel mercato nazionale e internazionale ad assumersi impegni finanziari adesso, a completarlo, a gestirlo soprattutto quel sistema! Ma nulla vi interessa, non è questo che vi interessa, è altro che vi interessa!

E non sto, Assessore, parlando della cultura del sospetto, sto parlando di cose reali, di cose che sono già successe, di un finanziamento reale che voi proponete e che presumibilmente andrà in porto.

C'è un'altra serie di articoli targati per territorio, targati per consigliere. Io penso che non qualifichi nessuno questo modo di fare, non qualifichi nessuno! E' un qualcosa che stavamo già cercando di superare, ma voi non solo ci state tornando ma state amplificando le cose con Sant'Antioco e con Bosa. Per ogni intervento potremmo citare a chi corrisponde. L'intervento a Bosa sul Monte Crispu faceva dare del "Conte di Monte Crispu" a un mio ex collega del centrodestra della precedente legislatura. Anche questo si ripete di anno in anno, un po' come quello delle terme di Fordongianus. Si ripete perché, evidentemente si deve ripetere.

Poi ci sono naturalmente anche delle cose serie, anche delle grandi opere, perché no? E vanno condivise. Perché se si parla di interconnessione fra i due sistemi idrici del Tirso, il sistema della media valle del Tirso con il sistema del Flumendosa, e qui sono previste le risorse per questa interconnessione che risolve un problema.

PRESIDENTE. Onorevole Falconi arrivi alla conclusione.

FALCONI (D.S.). Sì, grazie Presidente. E` chiaro che quelle cose vanno salvaguardate perché sono opere di carattere regionale. Ma su questo chiudo e poi torneremo nell'articolato, nei vari commi.

Ma tutte le altre cose che non sono di carattere regionale, ma che sono di carattere provinciale e ancora più comunale, ma che ragione abbiamo di diminuire le risorse finanziarie con la "25", e soprattutto con le opere pubbliche, e allochiamo nuovamente le risorse in questo califfato per poi condizionare i sindaci?! Bene questo non è un modo di fare. Noi combatteremo fino alla fine questo modo di fare, questo articolo e questi commi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente e onorevoli colleghi, in questa occasione, cioè nella discussione generale che si sta facendo sull'articolo 8 e sui suoi commi, sono state dette, sono state mosse molte critiche a un certo modo di emendare la finanziaria. Io credo che gli atteggiamenti fondamentalisti alla fine nascondano la sostanza delle cose e non ci aiutino ad affrontare positivamente i problemi.

Credo che molti emendamenti soppressivi siano utili perché determinati interventi non sono condivisibili - e già diversi colleghi sono intervenuti per chiarire quali - e quindi in certi casi sia opportuno sopprimere determinate parti della finanziaria. Quindi l'emendamento soppressivo di per sé non è distruttivo, non ha questa funzione, cari colleghi della maggioranza. Certamente è un modo anche per modificare, in modo anche sostanziale una determinata proposta.

Per quanto riguarda poi gli altri emendamenti, si è detto e si sono bollati tutti come emendamenti di campanile, o con termini anche più forti. Io credo che anche su questi vada fatto un ragionamento. Intanto, voglio ricordare che alcuni emendamenti che sono stati presentati, e che riguardano la provincia di Oristano, riguardano interventi che ricadono nel territorio della provincia di Oristano, non sono assolutamente emendamenti, cosiddetti, di campanile.

Voglio richiamarne alcuni, per esempio quello che pone la necessità dell'adeguamento della viabilità statale, perché in questo articolo 8 si chiede - e io ho seguito molto attentamente l'intervento dell'onorevole Masala in questo senso, che sosteneva la necessità di mettere a disposizione dell'assessorato le risorse necessarie per approntare una serie di progetti sulla "128", sulla "125 e su altre strade importanti di interesse regionale.

Noi abbiamo presentato un emendamento, uno in particolare, che si pone l'obiettivo di adeguare le principali strade statali che attraversano la provincia di Oristano e che la collegano con le altre province della Sardegna; il riferimento è alla Oristano-Bosa, il riferimento è alla strada che collega Oristano con la Costa Verde, alla "388" che collega Oristano con la provincia di Nuoro, alla "442" che collega la provincia di Oristano nel lato sud-orientale con la provincia di Cagliari e di Nuoro. Insomma, sono arterie fondamentali che non trovano la possibilità di essere proposte in nessun programma regionale, nazionale o di altro genere, perché non c'è la progettazione.

Quindi, proponiamo che in capo all'amministrazione provinciale siano messe a disposizione le risorse necessarie perché sia approntato un pacchetto di progetti per adeguare questa viabilità. Viabilità che non è di interesse solo della provincia di Oristano, ma è una viabilità di interesse regionale. Quindi nessun campanile o marchetta insomma - anche se è una brutta parola che proprio non mi piace - sono interventi seri che dovrebbero essere predisposti dall'assessorato regionale dei lavori pubblici nell'ambito di un programma generale di adeguamento della viabilità d interesse regionale della nostra regione. Questo non c'è e noi chiediamo che questo sia previsto. Come chiediamo che a proposito del sistema Flumineddu - e se i rappresentanti della Giunta presenti volessero prestarmi un minimo di attenzione, io gliene sarei grato, soprattutto all'onorevole Pili che tutto fa quando si discute in quest'Aula, fuorché seguire il dibattito - l'emendamento che riguarda la diga di S'Allusia (e quando si parla di acqua l'onorevole Pili o si infastidisce o se ne va), dicevo l'emendamento sul sistema Flumineddu prevede una cosa molto semplice, prevede che sia rispettata la volontà di quei territori. Cioè sto parlando della provincia di Oristano ma non solo, ma anche di territori ampi della provincia di Nuoro e della provincia di Cagliari, che vedono bene, che vogliono, che stanno rivendicando da anni la realizzazione della diga di S'Allusia in territorio di Samugheo e di Laconi.

Questa diga darebbe una prospettiva di sviluppo a quella parte della Sardegna, non solo alla Marmilla della provincia di Oristano ma alla Marmilla cagliaritana e del Medio Campidano. Questo intervento sarebbe davvero un intervento molto importante - l'onorevole Ladu sa di che cosa sto parlando - però mentre si è consapevoli di questo e mentre si dice di voler portare avanti quest'opera, contemporaneamente si portano avanti altri interventi che sono l'esatto opposto di quello che chiedono i territori. Si sta portando avanti nei programmi del Ministro Lunardi e della Giunta regionale e negli ultimi provvedimenti anche adottati dal commissario per l'emergenza idrica a fine anno, si prevede la realizzazione della traversina di Bau Elinu.

Assessore Ladu, lei ha avuto modo di partecipare ad un incontro qualche mese fa con i sindaci di quel territorio, dove tutti unanimemente le hanno chiesto che la traversina di Bau Elinu, proposta dal consorzio di bonifica di Oristano è l'esatto contrario di quello che chiedono quei territori! Che quell'intervento vorrei che fosse molto chiaro, nega la diga di S'Allusia! O si fa l'uno o si fa l'altro.

Quindi noi con questo emendamento ribadiamo questa esigenza e poniamo l'esigenza che la Giunta regionale, prima di tutto realizzi la diga di S'Allusia, perché questo vuole quel territorio, perché questo serve per lo sviluppo di quel territorio! La traversa di Bau Elinu serve solo per portare via l'acqua dal Flumineddu e per convogliarla nella diga grande di Busachi, al servizio dei Campidani. L'acqua lì c'è ed è abbondante, va usata bene! E l'acqua della Marmilla, va data alla Marmilla e a quel territorio perché altrimenti non ha alcuna prospettiva di sviluppo.

Questo volevo dire all'onorevole Pili che è venuto ad Oristano ed è ha promesso le due opere, ben sapendo che l'una esclude l'altra e che stanno imbrogliando quei territori! Quindi noi, siccome la traversa di Bau Elinu ha già un progetto esecutivo e ha anche pareri e autorizzazioni diversi, allora non vogliamo che quell'opera sia portata avanti perché è l'esatto contrario di quello che vuole questo territorio.

Quindi, come vedete non sono emendamenti di campanile, sono emendamenti che pongono esigenze di fondo che riguardano lo sviluppo di quei territori. Un'ultima considerazione voglio fare sul comma terzo dell'articolo 8; io ho sentito interventi con accenti diversi sulle questioni che riguardano le opere termali. Voglio intervenire su questo punto perché mi sembra che questa materia richieda un approfondimento e un chiarimento definitivo. Certo che se le cose vengono poste nei termini in cui sono poste dal comma terzo, molti dubbi sono giustificati, anche vicende vecchie, soprattutto la vicenda Maltauro insomma giustifica molte preoccupazioni o sospetti; però, io credo che su questa questione - onorevole Ladu - ci sia bisogno di fare chiarezza una volta per tutte. Che cosa voglio dire? Voglio dire che ci sono opere termali, cioè stabilimenti termali che sono stati ultimati, che sono già in funzione, per esempio lo stabilimento di Fordongianus è stato ultimato - sto parlando dello stabilimento delle terme di Fordongianus; non siamo più ai tempi dei romani per fortuna - collega Falconi - bisogna che sappiamo che lo stabilimento è stato ultimato, inaugurato e sta funzionando bene. Si sta lavorando per realizzare l'albergo in base alla vecchia concessione fatta a suo tempo da, mi pare allora fosse assessore l'onorevole Pili il padre dell'attuale Presidente.

Allora, su questa questione va detta una cosa molto chiara; ci sono delle opere che sono collaterali all'intervento sulle terme. Credo che queste opere, che fanno parte di programmi a suo tempo approvati, vadano portate avanti. Vadano portate avanti però attraverso un programma, chiaro e trasparente, dove si prevedono risorse da attribuire ai comuni. Bisogna sapere quali sono le opere da fare.

Quindi che la Giunta proponga un programma concordato con i comuni, discusso nella commissione lavori pubblici, e però le risorse devono essere trasferite ai comuni e debbano essere i comuni a gestire e ad attuare questi interventi. Secondo me questo è il modo trasparente e chiaro che taglia fuori, che chiude una pagina di sospetti o di altro, e che consente a questo comparto fondamentale per l'economia di gran parte della nostra Isola, di poter avere la prospettiva e le prospettive che può avere e che necessitano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente e colleghi: si è parlato molto in queste ultime ore di una sorta di esagerazione che l'opposizione avrebbe fatto presentando una serie di emendamenti soppressivi e aggiuntivi. Io credo che non sfugga a nessuno, meno che mai all'assessore Ladu, che tutto questo ha un significato. Non è una voglia di divertirsi, ha un significato e il proprio significato che noi vogliamo dare non è quello di, in qualche modo, censurare o dare un giudizio di valore dell'assessore; perché stia tranquillo, collega Ladu, non è questo il problema. Il problema è che noi, credo anche con un atteggiamento che abbiamo sviluppato le finanziarie precedenti, contestiamo fondamentalmente e rigorosamente la logica e la filosofia di questo articolo 8 e di come la politica dei lavori pubblici continua, nonostante l'intervenuta modifica del titolo V, a rappresentare una parte anomala delle funzioni di programmazione di bilancio della Regione sarda. Perché quando noi abbiamo 10 commi che riguardano interventi d'interesse locale, che interessano direttamente i comuni per importi anche, tutto sommato poco significatavi, ma dobbiamo ancora assistere alle farse di fine anno, quando la Giunta litiga se fare la circonvallazione di Desulo o non farla?

O dobbiamo riconoscere l'equa (?) ordinazione dei comuni che sono sovrani nel decidere le loro priorità, e quindi è nostro dovere mettere a loro disposizione maggiori risorse perché in via autonoma possano loro programmare le loro priorità e le loro emergenze.

Assessore Ladu, l'emendamento che noi gli abbiamo presentato, il 136, è l'esemplificazione della profonda riforma che noi invochiamo delle politiche dei lavori pubblici in Sardegna, quello di trasferire sui fondi d'investimento dei comuni tutte le risorse di programmi insufficienti e privi di significato oggi, per dare modo ai comuni di trovarsi maggiori risorse che consentano in via autonoma di decidere loro quali sono le priorità!

E se mi consente, anche quella di eliminare una concezione troppo amministrativa della politica dei lavori pubblici contraria al decentramento, discriminatoria in questi anni rispetto ai sindaci spesso taglieggiati per le loro appartenenze - ho avuto già modo di dirlo - e che privano la programmazione regionale, da molti anni, sulla materia dei lavori pubblici, di una reale dimostrazione di equilibrio territoriale che tenga conto delle esigenze di tutti.

Dopo l'esperienza delle scorse finanziarie ci saremmo attesi, assessore Ladu, che lei venisse qua a presentare o nelle commissioni, a presentare un regolamento che indicasse i criteri di priorità, i criteri per conseguire gli equilibri territoriali, oppure un regolamento che indicasse, per obiettivi, quali sarebbero dovute essere le strategie che si proponeva l'assessorato dei lavori pubblici.

Ma non possiamo fare a meno che leggere il Dpef che avete approvato e cercare dentro questo documento di rileggere un po' di coerenza fra quello che pronunciate e quello che realizzate, o vi proponete di realizzare. Invece tutto questo non avviene. Si esaspera in questo articolo quello che l'assessore Masala contesta a noi, o ha contestato a noi in momenti nei quali la legislazione nazionale non prevedeva nei confronti dei comuni particolari livelli di decentramento. Ma noi stiamo andando al contrario. Maggiore è l'impulso alla legislazione per il decentramento, maggiore è la forza accentratrice che la Regione e queste politiche dei lavori pubblici fanno. I nostri emendamenti, quelli che provengono dai nostri territori, sono la risposta a quel mancato diritto dell'equilibrio territoriale fatto, non per le appartenenze Assessore, ma per i bisogni, per la chiarezza, per le funzioni territoriali che i comuni assolvono!

E tutto questo non c'è stato. Allora noi siamo contrari alla filosofia; e se c'è un punto sul quale il presidente Pili e l'assessore Masala avrebbero dovuto, senza arrivare a questo punto della discussione, intervenire per aprire un confronto con le opposizioni, sarebbe stato proprio l'annuncio di un conflitto su questo articolo di queste proporzioni e per queste ragioni di fondo. Perché, badi assessore Ladu, le grandi aspettative delle corporazioni consigliari (le chiamo così) sono tutte intorno a portare a casa un risultato per dimostrare ai propri amministratori ed ai propri elettori di aver raggiunto chissà quale successo. Poco male se la Sardegna a pezzi e slabbrata se ne va per le sue storie, allontanandosi dai processi europei e allontanandosi dai processi di decentramento e di valorizzazione dei comuni.

Poi un'altra cosa: noi non accettiamo accuse da parte di nessuno sull'etica parlamentare! Quando assistiamo in quest'Aula, in maniera indecente, al riecheggiare di promesse di valzer delle poltrone, tutte interne ai partiti, come se la Giunta istituzionale della Regione sarda sia la passerella di un defilét di moda dove si alternano chi vuole senza un minimo di rispetto di quella collegialità di fondo che dovrebbe ispirare l'azione di governo, per accontentare l'esigenze di potere e di alternanza di potere di singole persone, per singole finalità! Questo è l'elemento vergognoso, che è stata la base dell'inizio dei dibattiti di questa finanziaria che riecheggia anche nel dibattito dell'Aula!

Avete evitato la verifica che il collega Floris vi chiede da mesi, che sta alla radice del cancro che attanaglia la disunità e la dissoluzione della vostra maggioranza, bene quella verifica che sembrava avere il senso di una finalità globale è stata messa da parte per accelerare i processi e per mettere in primo piano i processi dei vostri balletti delle poltrone per politiche che non hanno senso e che danno vergogna aggiuntiva, oltre al meritto, alle prestazioni di questa Giunta regionale, di questa maggioranza che su queste cose avrebbe dovuto avere il pudore del silenzio e il pudore della responsabilità.

PRESIDENTE. L'onorevole Biancu rinuncia a parlare. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente sulle modalità di voto, per chiedere il voto per scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente, io utilizzerò soltanto qualche minuto, perché mi preme soprattutto esporre due concetti chiave: relativamente alla condivisione o meno della finanziaria e anche di questo articolo 8, è chiaro che nessuno di noi può pretendere di condividere ogni articolo, ogni comma della legge. Si condivide globalmente o non si condivide; questo è un messaggio che intendo dire. Io ho capito molto con grande rispetto, ho ascoltato anche con grande attenzione l'intervento dell'onorevole Onida. Debbo dire che essendo stato anche cinque anni in opposizione, ho sempre sostenuto che i ruoli dovessero rimanere distinti: il ruolo della maggioranza è quello di assunzione della responsabilità di governo e il ruolo dell'opposizione è quello di assumere la funzione di controllo e di stimolare, se necessario la maggioranza a svolgere questo... non posso però non dare una risposta, con riferimento al comma 1 dell'articolo 8 che non riguarda l'assessorato ai lavori pubblici, ma riguarda, come chiaramente esposto dall'indicazione della UPB, riguarda l'assessorato dell'ambiente, e relativamente alle osservazioni che sono state fatte sull'argomento io debbo dire come stanno le cose, sulla base di quello che mi viene comunicato dal direttore generale dell'ambiente. La situazione è la seguente: l'opera fu realizzata alcuni anni fa in attuazione etc. per alcuni anni non è stata esercitata alcuna attività di manutenzione, conseguentemente, in questo momento, il canale non è percorribile. Cioè in questo momento non è assolutamente utilizzabile per qualunque esigenza dovesse intervenire, in caso di calamità naturale. Conseguentemente, la protezione civile non può utilizzare il canale per mezzi di trasporto in questo canale, qualora ci fosse la necessità dovute a cause di calamità naturale.

La proposta che viene fatto dall'Assessorato all'ambiente è proprio quella di consentire la pulizia, il drenaggio di questo canale per rendere percorribile il canale stesso a suo tempo realizzato, di modo che si possa intervenire con i mezzi di trasporto nella malaugurata ipotesi in cui ci fossero delle calamità naturali. Relata refero a questo Consiglio. La parola all'onorevole per il proseguo.

LADU (P.P.S. - Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Io voglio dare qualche risposta, perché mi pare che le osservazioni che sono state fatte, onorevole Spissu, abbiamo diciamo bisogno, credo che sia corretto dare un minimo di risposta per quello che si riuscirà a fare, perché mi rendo conto che con il tempo..

PRESIDENTE. Onorevole Ladu scusi un secondo. A fine dibattito la Giunta ha diritto a dieci minuti di tempo per la replica. I dieci minuti se li sono divisi l'assessore Masala e l'assessore Ladu il quale è intervenuto nella discussione generale. Adesso sta utilizzando parte dei cinque minuti che spettano alla Giunta per la replica. Prego onorevole Ladu.

LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Per dire che io mi sento in dovere di dare delle risposte perché alcune cose che sono state dette, hanno bisogno da parte della Giunta, diciamo, di un chiarimento. Mi dispiace, invece, che io in così poco tempo dovrà dare diverse risposte; però nei limiti del tempo che ho a mia disposizione tenterò di dare alcune risposte. Relativamente al comma 1 l'ha già detto l'Assessore Masala è un capitolo dell'Assessorato all'ambiente che è solamente allocato qui, ma non riguarda sicuramente i lavori pubblici.

Per quanto, invece, riguarda il discorso delle terme e gli interventi insomma che sono previsti diciamo nel comma 3 - c'è la collega Pilo che ha fatto delle osservazioni giuste - però, io devo ricordare, e qui mi ha preceduto l'onorevole Alberto Sanna, che la Regione Sardegna ha firmato una convenzione dove ha preso un impegno preciso per le terme di Fordongianus, dove noi non possiamo assolutamente - è un impegno pluriennale - disattendere gli impegni che noi prendiamo, non ci sono altre risorse, anche se io avrei voluto che, su questo capitolo, ci fossero maggiori risorse perché la richiesta che proviene dal territorio è sicuramente ben molto più significativa. Così come per quanto riguarda la viabilità.

Ricordo ai colleghi onorevoli, insomma, che i fondi per la viabilità sono 7 milioni di euro circa e più 2 milioni e 8 di euro, manco 10 milioni di euro, quindi meno di 20 miliardi e, voglio dire, questa è la cifra più bassa che l'Assessorato ai lavori pubblici in questi ultimi cinquant'anni sta mettendo a disposizione per la viabilità. Se mi dite che è possibile fare una programmazione seria con queste risorse, credo che davvero questo non sia assolutamente possibile.

L'altro capitolo, invece, riguarda i fondi, circa 6 milioni di euro che la Regione dà alle Province e che praticamente viene ripartito alle province su una base di tutta una serie di parametri di estensione territoriale, viabilità e cose del genere, che comunque transitano soltanto all'Assessorato ai lavori pubblici, ma non gestisce sicuramente l'Assessorato.

Quindi, voglio dire: con queste risorse non è possibile fare programmazione seria e fare interventi diciamo in tutto il territorio; ed è vero, noi siamo costretti molte volte a tappare dei buchi, a fare degli interventi tampone, che non sono interventi che possono configurarsi in una seria programmazione relativamente alla viabilità.

Però, voglio - poi su questo ci torneremo - dire qualche cosa su quanto ha detto l'onorevole Morittu relativamente ai residui passivi. Su questo ci voglio tornare perché bisogna essere chiari. Allora, bisogna dire onorevole Morittu che noi abbiamo un bilancio che è formato da fondi regionali e dai trasferimenti statali; per quanto riguarda i fondi regionali, noi abbiamo impegnato al 31 dicembre oltre il novanta per cento delle risorse. Però l'onorevole Morittu giustamente si lamenta per il fatto che i comuni hanno le risorse soltanto a fine anno e non all'inizio dell'anno. Però l'onorevole Morittu sa bene che la legge numero 15, relativamente ai lavori pubblici, è stata approvata nel mese di agosto, che noi a settembre avevamo avuto la disponibilità delle risorse, e che noi, invece, in due mesi abbiamo programmato tutte le risorse al punto di impegnarle tutte entro il 30 di dicembre.

Per quanto riguarda invece i fondi statali, anche questo è un argomento molto serio; però, bisogna dire qual è la situazione dei fondi residui. Cioè se sono tutti nella disponibilità nostra. Io vi posso assicurare, onorevole Morittu, e comunque su questo mi impegno a portare diciamo la situazione reale per quanto riguarda i fondi in questo Consiglio, insomma perché le posso assicurare che non sono fondi che sono a disposizione dell'Assessorato ai lavori pubblici. Anche questi molte volte sono fondi che transitano nei lavori pubblici, che noi non abbiamo a disposizione molte volte, tipo i fondi POR dove noi praticamente potevamo impegnare entro il 31 dicembre del 2002, soltanto il 30 per cento e quindi, però, risulta in carico a noi. Per quanto riguarda invece l'edilizia residenziale pubblica, praticamente noi abbiamo avuto le risorse non all'inizio dell'anno da parte del Governo nazionale, ma le abbiamo avute nell'estate del 2002. Abbiamo fatto il programma nel mese di ottobre del 2002. Abbiamo mandato tutto ai comuni, i quali comuni devono a loro volta fare i bandi ed i programmi, e poi una volta che praticamente ci manderanno in questi mesi - diciamo - i programmi i vari comuni, noi potremo impegnare le risorse. Però fino a quando noi non avremmo fatto questo lavoro, noi non siamo assolutamente in condizioni di impegnare le risorse.

Per quanto riguarda lo stesso discorso delle convenzioni dell'ANAS: c'è stato, mi rendo conto, che ci sono dei ritardi, però vi assicuro che non sono dovuti diciamo a inadempienza della Regione, dell'Assessorato ai lavori pubblici, perché sono problemi dovuti, soprattutto in questo momento particolare, alla trasformazione dell'Anas che è diventata società per azioni, che ha allungato i termini anche alla firma delle convenzioni, perché anche all'interno della situazione dell'ANAS c'erano problemi perché in questa fase di passaggio non hanno firmato subito le convenzioni. Però devo dire anche che per quanto riguarda le risorse, sono risorse che comunque gestisce direttamente l'ANAS e non gestisce direttamente l'Assessorato ai lavori pubblici. Vi posso assicurare, al contrario, che le risorse, insomma quelle che sono di diretta dipendenza della Regione, hanno una velocità sicuramente molto più rapida di quanto non fosse in passato, così come la programmazione delle risorse, per quanto riguarda i trasferimenti statali, sono in qualsiasi momento in condizioni di dimostrare che stanno procedendo molto più velocemente di quanto non sia successo in passato.

Onorevole Falconi, ma lei non può dire che non bisogna fare interventi frammentari per non dire che sono clientelari. Perche le ricordo che lei è stato il primo che voleva trasformare un intervento PIA importante in piccoli interventi nel suo territorio, che riguardano marciapiedi ed altre cose! Non può venire oggi a dire a me che non dobbiamo fare piccoli interventi clientelari, quando credo che questo tipo di interventi li stiano chiedendo altri e non certo il sottoscritto il quale si è opposto, invece, a questo tipo di logica!

Così, come ha ragione l'onorevole Gian Valerio Sanna quando dice che probabilmente bisogna ripensare la programmazione dei lavori pubblici. Io sono perfettamente d'accordo. Ne parlavo stamattina con l'Assessore Masala, io non sono per niente contento di come vengono programmate queste risorse, sicuramente hanno bisogno di una rivisitazione, ma anche l'Assessorato dei lavori pubblici ha bisogno di una situazione nuova anche dal punto di vista legislativo. Allora, l'Assessorato, i funzionari, l'Assessore, insomma, stanno predisponendo una legge importante, un testo unico che cancella tutta la legislazione del passato e, adeguandosi anche alle nuove disposizioni nazionali ed europee, e soprattutto in linea con quelle che sono le esigenze della Regione Autonoma della Sardegna, stiamo presentando una legge che è sicuramente avanzatissima e di grande importanza, dove sono previste anche situazioni nuove per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche, che credo che sia un argomento di grande importanza.

Io non condivido quello che tu hai detto, perché sono cose sicuramente di grande importanza, però vi assicuro che quello che stiamo facendo noi sta andando questa direzione. Così come attualmente sono gestite le risorse, mi rendo conto che è difficile spiegare alla gente come si possa fare a programmare bene, però con le risorse che oggi abbiamo a disposizione, non credo che si potesse fare meglio. Avrei potuto dire altre cose, ma mi rendo conto che non è possibile.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto. Sono ammesse solo le dichiarazioni di astensione. Se ce ne sono, fatemi un segno e io le ammetto.

Poiché è la prima votazione, aspettiamo il tempo che serve perché vi forniate del tesserino. Su che cosa vuole parlare onorevole Rassu? Si vuole astenere?

RASSU (F.I.-Sardegna). No, glielo faccia dire all'onorevole Spissu che vuole il voto segreto, perché ancora non l'ha detto.

PRESIDENTE. No, l'ha detto. Non l'ho chiesto io il voto segreto, ma il consigliere Spissu. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io volevo solamente chiedere ai colleghi dell'opposizione di ritirare l'emendamento, perché la possibilità di intervenire in soppressione ce l'avete con tutti gli emendamenti soppressivi comma per comma. Se questo articolo venisse bocciato, ci sono cose che voi vorreste che invece ci siano, e questo sarebbe... E' un invito, poi fate come credete.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, siamo in fase di votazione. E' stato chiesto il voto segreto, l'ha chiesto l'onorevole Spissu. Ricordo che votiamo gli emendamenti 124 e 339 che sono uguali; il primo, il 124, è dei colleghi Sanna Gian Valerio e altri; il secondo, è di Morittu e altri.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 124 e 339.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 79

votanti 78

astenuti 1

maggioranza 40

favorevoli 43

contrari 35

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO -BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI -FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU -SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Decadono praticamente quasi tutti gli emendamenti. Colleghi, se vogliamo continuare, io ho bisogno di un po' di attenzione e di silenzio, vi prego. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, mi pare che l'esito di questa votazione imponga - noi ce ne facciamo carico - la richiesta di una sospensione da parte del Gruppo di Forza Italia, perché abbiamo necessità di conferire con i colleghi della maggioranza.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni credo che possiamo accordare un quarto d'ora o venti minuti, sono sufficienti? Onorevole Pittalis, vorrei capire, la richiesta di sospensione è di pochi minuti o andiamo a stasera?

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, riterrei che si possa riprendere in un tempo... noi avremo bisogno almeno di una mezzora o tre quarti d'ora. Quindi, mi pare che raggiungendo le ore 13 si possa andare anche a questo pomeriggio. E' una valutazione che lascio a lei, signor Presidente. Noi avremo bisogno di mezz'ora o tre quarti d'ora.

PRESIDENTE. Allora andiamo questo pomeriggio alle ore 16, però, colleghi, stasera ho bisogno di una Conferenza dei Presidenti di Gruppo perché dobbiamo programmare i lavori, perché c'è ancora moltissimo da fare e io vi proporrò di lavorare anche il fine settimana. La seduta è rinviata alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 11 e 53.



Allegati seduta

CCCXXVIII SEDUTA

Mercoledì 19 Marzo 2003

(ANTIMERIDIANA)

Presidenza del Vicepresidente Salvatore SANNA

indi

del Presidente SERRENTI

La seduta è aperta alle ore 10 e 07.

cappai, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 12 marzo 2003 (322).

Annunzio di presentazione di proposte di legge

PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute alla Presidenza le seguenti proposte di legge:

dai consiglieri DETTORI - PACIFICO - BALIA - DORE - MANCA - PINNA - SCANO:

"Politiche di sostegno alla famiglia negli impegni di cura verso i figli". (427)

(Pervenuta il 13 marzo 2003 ed assegnata alla settima Commissione.)

dai consiglieri LAI - SPISSU - CALLEDDA - CUGINI - DEMURU - FALCONI - MARROCU - MORITTU - ORRU' - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Salvatore:

"Legge quadro per le politiche familiari in Sardegna". (428)

(Pervenuta il 14 marzo 2003 ed assegnata alla settima Commissione.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, credo che dopo 15 giorni di battaglia in Aula sia necessario abbassare i toni per avere un sereno confronto da parte di tutti. Però alcune cose credo che sia opportuno dircele. La finanziaria è stata presentata da un Governo di centro destra, da una maggioranza di centro destra che ha una sua filosofia, la filosofia della vita, una filosofia economica e quindi ha presentato determinate cose proprio in funzione dei suoi obiettivi. Credo che questa filosofia sia diversa da quella che è la filosofia del centro sinistra, altrimenti saremo stati un pochettino tutti uguali e quindi non ci sarebbero state differenze; ma le differenze ci sono e ci sono ancora di più nel momento in cui si parla di bipolarismo, questo bipolarismo che non è bipartitismo. O ci crediamo o non ci crediamo, quindi se ci crediamo abbiamo due blocchi diversi, distinti e quindi che hanno idee diverse. Quindi io posso anche capire che all'opposizione di centro sinistra non piaccia la finanziaria, però non riesco a capire come mai nell'ambito della finanziaria non ci sia qualche cosettina che può andare bene. Allora credo che il tutto sia fatto per dire no, per il gusto di dire no! Salvo poi, colleghi, pentirsi su qualche cosa. E` stato detto ieri che l'emendamento presentato al comma 4 dell'articolo 8 in cui viene rifinanziata la legge 32 è stato ritirato, finalmente dico io! Allora questi emendamenti si presentano così per routine, li fa qualcuno a ciclostile oppure siete entrati nel merito, articolo per articolo, emendamento per emendamento? Perché guarda caso non c'è articolo, non c'è emendamento in cui non ci sia un emendamento soppressivo, anzi su alcuni commi ci sono più: ci sono uno, due, tre e anche quattro emendamenti soppressivi che non vengono da forze politiche diverse, ma nell'ambito delle stesse forze politiche. Quindi, cari colleghi, credo che non sia questo il modo di andare avanti, credo - stavo dicendo - che qualche cosa può essere rivista, può essere migliorata, ma l'impalcatura è quella, perché è l'impalcatura voluta da questa maggioranza e da questo Governo. Ma ciò che è ancora più grave - lasciatemelo dire - è anche il voler dire sempre no, i signori no anche sugli emendamenti che vengono presentati dalla maggioranza. E mi rifaccio, lo dico con la massima tranquillità, all'emendamento numero 33, presentato dal collega Rassu, da chi vi parla e d'altri, a proposito dell'ultimazione dei lavori per quanto concerne la strada di collegamento Pozzo Maggiore - Bosa. Credo che sia un'opera importante per quel territorio interprovinciale, tanto è importante che gli stessi sindaci di quel territorio, che non sono tutti sindaci del centro destra, anzi sono in buona parte sindaci del centro sinistra, ultimamente hanno avuto degli incontri sia con l'Assessore Ladu, sia con l'Assessore Amadu, sia con l'Assessore Masala ai quali hanno così presentato questa proposta, con una relazione dettagliata in cui dicono che l'unico modo per far uscire quel territorio, quindi collegandolo al mare verso Bosa, dall'invecchiamento, dalla perdita inesorabile e costante di abitanti, dagli alti tassi di disoccupazione (sto leggendo quello che hanno scritto) è questa opera. Si vede che alcuni colleghi del centro sinistra, guarda caso, per dire no all'emendamento presentano un emendamento soppressivo di questo emendamento, salvo poi, ripensandoci - e probabilmente il tutto è stato fatto così, senza rendersi conto del tutto di quello che si stava facendo - e presentare un emendamento identico all'emendamento che avrebbero voluto sopprimere. Credo, cari colleghi, che non sia questo il modo di andare avanti. Capisco, dicevo, che ci sia qualche cosa che può essere rivista, ma credo che la stessa maggioranza già in Commissione, ma anche in Aula siano disponibili a questo, però non si può andare avanti così, muro contro muro: io dico no perché lo presenti tu e non se ne parla più. Credo, cari amici, che non sia questo il modo di andare avanti, perché tenete presente che molti emendamenti che abbiamo presentato anche noi sono emendamenti che chiedono gli Enti locali, che vogliono gli Enti locali, che vogliono le amministrazioni che governano in quelle zone; quindi sono emendamenti migliorativi e non si capisce il perché di certe prese di posizione. Se cadesse l'articolo cadrebbero anche questi emendamenti; se cadesse qualcuno dei commi cadrebbero questi emendamenti e quindi non si potrebbero dare risposte a quelle che sono le aspettative degli Enti locali di quelle zone. Ho voluto dire questo, colleghi, perché credo che così non si possa andare avanti. E ai colleghi della maggioranza voglio dire anche un'altra cosa: non credo che ce l'abbia imposto nessuno di far sì che la Sardegna avesse una maggioranza di centro destra; il popolo ci ha dato la possibilità di farlo, abbiamo preso questi impegni e quindi questi impegni noi li dobbiamo portare avanti sino a fine del mandato, perché quello è il momento in cui la gente ci dirà se abbiamo fatto bene o se abbiamo fatto male! Pertanto non è pensabile che continuino ad esserci alcuni comportamenti come ci sono stati in questo periodo, è tempo di smetterla con l'usare il voto segreto per sparare contro questo o l'altro Assessore, non va assolutamente bene, perché in questo modo, cari amici, l'immagine di questa maggioranza va a pezzi e quando l'immagine va a pezzi come facciamo noi a presentarci domani all'elettorato? Credo che in questo momento ci sia coesione, abbiamo preso impegni con gli elettori, abbiamo fatto alcune scommesse che noi dobbiamo portare avanti. Non è il momento, a scrutinio segreto principalmente consumare vendette, altrimenti lo si dica chiaramente, senza aspettare il voto segreto, si abbia il coraggio di alzarsi in Aula, così coram populo e dire come la si pensi, in modo che ognuno di noi poi possa decidere che cosa fare. Quindi credo che non sia questo il momento; credo che questo sia il momento di andare avanti, approvare la finanziaria, andare avanti per approvare altre leggi per dare le risposte che la gente vuole, quindi per poterci presentare tutti quanti insieme, la maggioranza di centro destra alle elezioni dell'aprile - maggio 2004 per chiedere i voti e per poter continuare a governare la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente, cercherò di essere breve, io voglio riallacciarmi, non voglio scendere nel particolare o nei particolari degli emendamenti personalizzati o meno, gli emendamenti sono tutti personalizzati. Credo che comunque da emendamento a emendamento possa essere distinto l'interesse di interi territori o l'interesse diretto di un unico centro, quindi non mi soffermo su questo.

Voglio riallacciarmi, invece, ad alcuni interventi pacati e propositivi che ieri sera sono stati fatti in Aula, dall'intervento del collega Emanuele Sanna, dall'intervento del collega Pittalis ad altri. Sinceramente preferivo non intervenire in questo frangente in quanto desideravo principalmente ascoltare, vedere e constatare se ancora in Aula c'è la possibilità di riportare la politica nei binari consoni e nei binari che permettano al dialogo politico di avere come obiettivo solo ed esclusivamente l'interesse generale dell'Isola e non solo ed esclusivamente l'interesse diretto di una parte o dell'altra, affinché una parte o l'altra soccomba disinteressandosi completamente - ripeto - degli interessi dell'altro. Per fare questo è indispensabile, necessario innanzitutto, abbassare i toni, sia da una parte che dall'altra, abbassare oppure lasciar perdere i segnali di sfida, i guanti lanciati da una parte o dall'altra. Veniamo alla discussione che riguarda l'articolo 8, credo che probabilmente così come ha detto all'inizio il collega Onida, caratterialmente probabilmente ognuno di noi, nei confronti dell'Assessore, ha qualcosa da rimproverare, ma questo non vuol dire assolutamente e non giustifica una cancellazione totale di quello che è il programma dei lavori pubblici, perché il programma dei lavori pubblici non riguarda direttamente l'Assessore Ladu, ma riguarda direttamente e completamente le opere e le iniziative e gli interventi che riguardano l'intera Isola a partire dall'acquisto della prima casa - come qualche collega che mi ha preceduto ha detto - per arrivare poi ad opere di grandi infrastrutture che sono indispensabili ed ormai improcrastinabili per determinati territori.

Allora se effettivamente si cerca il confronto politico e se effettivamente si vuole dare un input diverso e positivo a questo dibattito riportando il dibattito al dialogo politico, ad un confronto anche serrato, ad un confronto critico dentro quest'Aula, certamente, e lo dico in coscienza, la creazione di soppressione continua di tutti gli articoli e di tutti i commi non vuol dire questo confronto, non vuol dire dialogo, ma vuole dire solo ostruzionismo, vuol dire solo il no assoluto su tutto e su tutti come se non esistesse niente di positivo che possa proporre questa maggioranza. Così non è; la maggioranza ha dimostrato anche durante il dibattito un'attenzione anche critica nei confronti della Giunta, tant'è vero che alcuni emendamenti del centro sinistra, qualcuno anche di importanza politica abbastanza pesante, sono stati passati con voto segreto chiaramente, con voti che senz'altro provenivano anche dalla maggioranza. Fatto questo senz'altro criticabile, ma che comunque ha evidenziato il fatto che su determinate materie anche in seno alla maggioranza c'è un'attenzione critica nei confronti di qualche proposta della Giunta di centro destra. Bene, questi sono segnali, sia da una parte che dall'altra, ed allora dico: "Perché non si porta il confronto sul contenuto dell'articolo 8?" Sul contenuto si apre il dibattito, si corregge, ci si confronta, ma ci si confronta seriamente, ci si confronta sul piano politico, sugli obiettivi che nell'articolo 8 si prefiggono, si prefigge la Giunta di raggiungere se questi obiettivi, così come ha detto per esempio la collega Pilo ieri che critica sul comma 3 di questo articolo e ha dichiarato che non voterà il comma 3 dell'articolo, ecco che quindi c'è anche da parte nostra un qualcosa che dobbiamo e possiamo dire alla Giunta, ma confrontiamoci su questo! Non andiamo sul binario dell'ostracismo totale a tutti i costi e a qualsiasi condizione, perché con questo non diamo senz'altro né noi né voi un contributo - credetemi - alla soluzione dei problemi che attanagliano la nostra società.

Credo che possa essere aperto questo confronto e riportare quindi il dibattito di questa finanziaria, che di fatto concretamente è l'ultima che viene dibattuta (io spero almeno in questo scorcio di tempo) seriamente da quest'Aula prima delle prossime elezioni; confrontiamoci, tentiamo di migliorarla in Aula se ciò non è stato possibile - almeno a vostro dire - in Commissione o in Giunta, tentiamo di dare il nostro contributo anche critico da una parte o dall'altra sui soli contenuti affinché da quest'Aula possa uscire una finanziaria che vada veramente incontro alle esigenze delle popolazioni sarde. Non credo che portando tutto sulla disponibilità, portando tutto il bagaglio dell'articolo 8 sulla disponibilità degli Enti locali, dati i tempi e date anche ciò che gli Enti locali possono e non possono fare con la loro autonomia, non credo ci siano né i tempi né tanto meno oltre i tempi i modi per poter dare risposte immediate, perché di questo ha bisogno la nostra società, nei vari settori produttivi, alla scuola, alle famiglie. Quindi il mio è principalmente un invito, un invito al confronto anche serrato ma sereno, ad un confronto critico ma sereno, ad un confronto politico che porti ambedue le parti in causa in Aula a misurarsi veramente e criticamente ma politicamente e correttamente affinché questa finanziaria possa sinceramente dare delle risposte concrete ai territori e alle nostre popolazioni. Credo che siamo ancora in tempo a fare questo perché sia da parte nostra, ma anche da parte vostra, credo principalmente, malgrado le notizie che appaiono sulla stampa, credo non stiamo dando una buona impressione ai cittadini sardi, né tanto meno si sta dando alle nostre popolazioni esempi di serietà, esempi di maturità politica, esempi di correttezza principalmente politica e in senso di risposte ai nostri elettori. Ecco quindi l'invito, credo che proprio su questo articolo ci si può misurare. Una sua bocciatura, certo, darebbe una vittoria dal punto di vista immediato, politico alla minoranza, ma credetemi è la vittoria di Pirro per quanto possa pensarlo io, perché la vera vittoria dell'Aula è quella di confrontarsi - lo ripeto ancora - quello di sviscerare comma per comma nel caso l'articolo 8, dare dentro questo articolo un contributo determinante e serio da ambedue le parti che sono presenti in Aula. Quindi un invito alla moderazione, un invito al confronto politico.

Credo, se pensiamo appena ad un particolare importante, all'importanza che ha questo PIL con l'infinitesimo particolare della scena nazionale e mondiale, se pensiamo che oggi, stanotte probabilmente verrà sferrato l'attacco di una guerra che, per le sue connotazioni, avrà una connotazione mondiale. Lascio alla vostra riflessione anche questo particolare.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Il Consiglio a questo punto si trova in una condizione, in una fase curiosa: la maggioranza presenta la sua finanziaria, dovrebbe difenderla anche; la difende per modo di dire, i risultati si vedono, però dai banchi della maggioranza continuano ad arrivare delle affermazioni a dir poco strampalate. Si continua a dire che l'opposizione fa opposizione, e che cosa dovrebbe fare? Se potesse farebbe governo, ma siccome è minoranza fa opposizione. La maggioranza dovrebbe essere consapevole di questo fatto e anche del fatto che essa deve fare governo. Ci troviamo invece da qualche giorno nella curiosa condizione che è la maggioranza che fa opposizione. Nella giornata di ieri noi abbiamo rinunciato a illustrare i nostri emendamenti, che abbiamo diritto di proporre, proprio perché facciamo l'opposizione, avanziamo proposte altre rispetto a quelle che avete proposto voi. Se noi illustriamo gli emendamenti siamo in torto o saremmo in torto perché esercitiamo il diritto di illustrare le proposte che avanziamo; se noi rinunciamo, per andare oltre ed anche un po' per accelerare i lavori, a illustrare gli emendamenti, allora ci dev'essere qualche "machiavello", allora intervenite voi, e intervenite a ripetizione, bloccate il Consiglio, così come l'avete bloccato ieri. Poi apprendiamo dagli organi di informazione, l'indomani mattina, che avete bloccato i lavori perché alcuni dei vostri componenti sarebbero stati non in Aula, come dovevano essere o potevano essere, sono affari loro in definitiva, ma in buona compagnia di un ministro che passava in Sardegna. Volete essere accompagnatori dei ministri? Accompagnate i ministri, ma non lamentatevi poi se voi vi fate ostruzionismo!

Per non dire, ancora una volta, dei ritardi di mesi e mesi con cui avete presentato il bilancio, con cui avete bivaccato in Commissione, per oltre due mesi, e ancora ritardate i lavori in Aula. Si dice per altro verso: "Bisogna parlare di merito". E che cos'altro stiamo facendo, se non trattando di merito? Il merito vostro o demerito vostro è quello che è contenuto nella proposta e noi, attraverso gli emendamenti, attraverso alcuni principali emendamenti e gli altri che soccorrono vi stiamo proponendo da sempre alcuni modifiche, collega Rassu, di merito, di contenuto, di impostazione della finanziaria, e su questo voi non rispondete. Ecco dov'è il punto. Si possono abbassare i toni, alzare i toni, anzi arriviamo anche a stare zitti e quando stiamo zitti noi parlate voi, per disturbarvi da soli! Però sui contenuti e sul merito proprio voi non avanzate nessuna proposta di risposta. Apprendiamo anche dalla stampa (che informa e deve fare quello, se no che funzione avrebbe l'informazione, se non informare?) che sarebbe in corso una trattativa fra maggioranza e parte dell'opposizione. Questa trattativa sarebbe una trattativa orale che conduce Fantola. Noi aspettiamo di vedere traccia da qualche parte di questa trattativa orale, di vedere qualche risultanza; vorremmo anche conoscere come e dove si svolge, con quale mandato, se Fantola è un mero esploratore per conto di una parte della maggioranza o di tutta la maggioranza, che cosa va a portare l'ambasciatore, insomma vorremmo conoscere qualcosa di più, ma tutti dicono: "Alla luce del sole", qui sole non ce n'è, c'è una grande lampadina che imita il sole, però ditele qui le cose. Oralmente, Fantola, dille qui le cose che stai proponendo, non adesso, quelle di cui c'è roba scritta, quindi è cosa di ieri, così almeno ci possiamo regolare. Per altro verso ancora dite: "Qui siamo all'articolo 8, parliamo di opere pubbliche, perché volete confondere Ladu con un'opera pubblica?" Noi non abbiamo mai confuso Ladu con un'opera pubblica, Ladu è e rimane un'opera privata; non stiamo confondendo le opere pubbliche con l'assessore Ladu, stiamo discutendo del merito. Per altro, se per vigilare su Ladu servono quattro guardiani, come propone il collega Onida, uno per ogni angolo della stanza, non siamo noi che stiamo mettendo in dubbio la capacità di governo dell'assessore Ladu, mi pare che lo metta in dubbio il suo più stretto collaboratore, se propone, non dico uno, ma addirittura, ripeto, quattro guardiani per custodire Ladu.

LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Per quando ci sarà lui, questo. Per la sua fase, non per la mia.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, per cortesia, non interloquisca con l'assessore Ladu. Prego, svolga il suo intervento.

COGODI (R.C.). Immagini se raccolgo la provocazione dell'assessore Ladu! Prendo atto però della dichiarazione dell'Assessore, che i guardiani, i quattro guardiani, uno per ogni angolo della stanza, saranno utili, dice l'assessore Ladu, non adesso che c'è, ma appena subentrerà il collega Onida. Invece di scambiarvi l'Assessorato vi scambierete anche i guardiani, non lo so, però è questo modo di discutere fra di voi che non aiuta neppure il confronto. Noi stiamo discutendo di merito e vorremmo che sulle cose voi diceste cosa pensate, poi vedremo partitamente tutto l'articolo 8, ma se dobbiamo iniziare dal comma 1 dell'articolo 8 già l'opposizione ha incominciato a dire cosa pensa. Io condivido e quindi confermo il giudizio pesante che è stato espresso già sul comma 1, ma come si fa a dire, a scrivere e a pensare di realizzare un'opera chiamata pubblica, che varrebbe per intanto, per l'anno 2003, 3 miliardi della Regione per ripristinare un canale navigabile nello stagno di Santa Gilla in funzione della sicurezza dell'aeroporto? Ma sono cose talmente strampalate, 3 miliardi! E poi dite, però, che per le attività sociali non c'è una lira; però voi dite che per sostenere in questa regione la legislazione del lavoro, che avete taglieggiato, che avete massacrato nella proposta di bilancio, non si possono recuperare risorse, non ce ne sono! E questo cos'è? Oltre a una serie enorme, perché è con questi colpi di 7, di 8, di 15, di 3 miliardi che poi voi saccheggiate il bilancio della Regione. Cosa sono questi 3 miliardi per ripristinare il canale navigabile nello stagno di Santa Gilla? Ma l'aeroporto di Cagliari non è un'opera tutta nuova? Non è un'opera che da due anni a questa parte si sta sempre inaugurando? Io non ho capito perché all'assessore Ladu gli hanno… Una volta ha visitato il cantiere, mi pare, aveva un casco, adesso lo vedo sempre col casco anche quando va a fare il biglietto all'aeroporto! Il casco credo che gliel'abbiano dato una volta per visitare il cantiere, però evidentemente è molto vocato all'elmetto e quindi lo usa spesso. Ma, voglio dire, se questo aeroporto, se quest'opera tutta nuova, che dovrebbe essere inaugurata, anche con le accelerazioni che voi dite, con le visite continue che state imprimendo, nelle prossime settimane, il progetto di questo aeroporto tutto nuovo avrà previsto o no l'emergenza e le misure di sicurezza? Oppure, se non si ripristina il canale navigabile in funzione della sicurezza dell'aeroporto, quell'aeroporto non è sicuro, è fuori legge? Come si fa a scrivere in finanziaria adesso che per l'emergenza aeroportuale dello scalo di Cagliari-Elmas si deve finanziare con questo bilancio un'opera che appartiene alla sicurezza dell'aeroporto? Sono delle cose che noi poniamo e rispetto alle quali voi non rispondete. Evidentemente non è così, evidentemente qui si sta riaprendo il rubinetto degli studi, delle progettazioni, di quelle opere inutili che si ripetono ogni qualche anno, anzi che continuano sempre e non finiscono mai. Ecco dov'è che sono le risorse, ecco perché mancano ad altre finalità, ecco perché noi poi ancora vi diremo, visto che quanto abbiamo detto non vi è sufficiente, che debbono essere parte, queste e altre risorse, ma parte grande delle risorse della finanziaria destinate alle finalità sociali e alle finalità produttive e a sostegno del lavoro.

Quindi siamo ad un confronto di merito, più merito di questo! Vediamo se dalla maggioranza vengono cenni di risposta rispetto a questa diversa e alternativa proposta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Satta. Ne ha facoltà.

SATTA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, gentili colleghe e cari colleghi, come membro della quarta Commissione sento il dovere di intervenire, seppure brevemente, sull'articolo 8 della finanziaria.

Anch'io, come molti altri colleghi che mi hanno preceduto, non condivido appieno alcune parti di questo articolo, come quelle di molti altri articoli, ma il contenuto di questo articolo, che si riferisce alle opere pubbliche, è talmente importante per lo sviluppo della Sardegna che mi sarei aspettato da parte dell'opposizione più emendamenti costruttivi, realistici e utili, piuttosto che emendamenti soppressivi parziali e tanto meno totali, oppure irrealistici o contraddittori. Capisco il ruolo di contrasto che l'opposizione deve svolgere, ma esiste contrasto costruttivo e contrasto non costruttivo. Quello scelto in questo caso mi sembra essere non costruttivo o prevalentemente non costruttivo. A dire il vero, come membro della maggioranza, mi sarei atteso da parte dell'Esecutivo un maggiore coinvolgimento mio e dei miei colleghi nel programma finanziario. Per questo mi sono visto costretto firmare qualche emendamento anche con colleghi dell'opposizione, in particolare a riguardo del sistema viario. Come si fa a parlare tanto di continuità territoriale con la Penisola e il resto del Continente e sottovalutare la continuità all'interno della nostra Isola? E' vero, non abbiamo a disposizione molte risorse finanziarie, ma quelle poche risorse andrebbero utilizzate in maniera più attenta e prioritaria. Tutti noi vorremmo favorire i nostri territori di provenienza, ma in un disegno di sviluppo generale e a lungo termine non faremmo in questo modo l'interesse della Sardegna e a lungo andare neppure dei nostri territori. Risolveremmo sì tanti piccoli problemi locali, ma il problema principale, quello della continuità territoriale interna, che è alla base del nostro sviluppo, risulterebbe irrisolto.

Dunque non sono pienamente soddisfatto di questo articolo e più in generale dell'intera manovra finanziaria, ma sono ancora meno d'accordo sulle azioni dell'opposizione, che ha presentato 40 e più emendamenti di soppressione dell'articolo 8. Non è questo il modo di migliorare la finanziaria, come non lo è quello di sostenere in maniera incondizionata la finanziaria o quello dei franchi tiratori. Se non si è d'accordo con la posizione della propria maggioranza lo si dichiari, perché è più onesto nei confronti dei nostri colleghi, ma è soprattutto più utile alla Sardegna.

Personalmente mi opporrò agli emendamenti soppressivi, mentre sarò disponibile a votare a favore di quegli emendamenti della maggioranza e della opposizione che reputerò realistici, equilibrati, sostenibili dal punto di vista finanziario e utili al sistema delle opere pubbliche della Sardegna e, in particolare, alla gestione delle risorse idriche e del sistema viario. Vi ringrazio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, anch'io sento il dovere di intervenire sull'articolo 8, per non solo per argomentare i numerosi emendamenti soppressivi che hanno la mia firma, ma anche per fare qualche considerazione un po' più generale, la farò in premessa, sull'articolo 8 e su ciò che questo articolo ha in qualche modo rappresentato nella discussione che si è avuta ieri in Consiglio; una discussione assai curiosa che ha visto la maggioranza alternare interventi di resistenza ostruzionistica a interventi di richiesta di pacificazione, ma anche a interventi di tipo confessionale. Mi riferisco, in particolare, all'intervento del capogruppo onorevole Onida. Sulla resistenza ostruzionistica per la verità abbiamo anche raggiunto, secondo me, livelli anche impensabili. Passi che l'onorevole Balletto, per altro riconosciuto come un militante al servizio della maggioranza, serio, che sa fare anche l'ostruzionismo stando in maggioranza, ma è una funzione che lui assolve da bravo soldato, però abbiamo assistito a un intervento ostruzionistico persino da parte dell'Assessore regionale della programmazione e del bilancio, l'Assessore che dovrebbe volere l'approvazione della finanziaria in tempi velocissimi e certissimi. Davvero è stata una cosa curiosa, per altro con una concessione di tempo, anche questa, come dire, curiosa, da parte della Presidenza del Consiglio. Di tutto hanno parlato l'onorevole Balletto, nell'esprimere il parere, e lo stesso Assessore, fuorché dei pareri, tant'è che alla fine sono stati concessi tempi supplementari per esprimere velocissimamente i pareri di competenza.

Perché noi abbiamo presentato tanti emendamenti soppressivi? Ma davvero non c'è una ragione? Ma davvero era solo una sorta di furia iconoclasta? Volevamo buttare a terra tutto senza una ratio? Certo, forse un emendamento sul quale si è in qualche modo appuntata la verve polemica della maggioranza, cioè l'emendamento numero 335 al comma 4, è sicuramente un mero errore tecnico, tant'è che al comma 4 abbiamo un altro emendamento, il 378, che implementa la dotazione finanziaria sulla legge 32. Però ci si è divertiti a mettere in evidenza questo errore. Ma, guardate, sul comma 4, se noi andiamo a vedere il bilancio di competenza, vediamo che le risorse a residui sono praticamente pari a zero, così come sono pari a zero i residui di un altro capitolo che è quello delle progettazioni, dirò comunque, farò una considerazione sull'uno e sull'altro di questi commi. Come si fa a continuare ad implementare i capitoli relativi ai lavori pubblici, mettendo annualmente risorse continue quando i residui totali, iscritti nei capitoli di competenza dell'Assessorato dei lavori pubblici ammontano a 1.151 milioni di euro, tradotti in lire 2.229 miliardi, sono pari a tre volte la competenza dell'Assessorato dei lavori pubblici, e sono pari al 35 per cento dell'intero ammontare dei residui del bilancio regionale, oltre un terzo dei residui del bilancio regionale sono iscritti nei capitoli dell'Assessorato dei lavori pubblici. Sulla viabilità regionale ci sono 176 miliardi di residui, sull'acqua ce ne sono 790 miliardi di residui, sull'emergenza idrica; sui geni civili ce ne sono 116 miliardi e quelli ascritti agli enti locali, sui quali peraltro è scesa la scure della polemica dell'Assessore dei lavori pubblici che si difende dicendo: "Non è colpa mia, è colpa degli enti locali - ahimè - che non spendono le risorse che io annualmente gli do", insomma, queste risorse sono pari a 470 miliardi e sono appena il 20 per cento circa dell'intero ammontare dei residui dei lavori pubblici. Ma perché anche sul tema degli enti locali, sia comuni e province, si accumulano residui? Ma ce lo siamo chiesti perché? Se andiamo a vedere i programmi che vengono fatti dall'Assessorato dei lavori pubblici, questi hanno sempre data o primi di dicembre o 30 di dicembre; ma non solo i programmi da parte dell'Assessorato sono tardivi, ma sono anche - come dire - programmi abbastanza casuali o programmi che hanno riportato una logica che è una logica che chiamo di "centralismo localistico", cioè a dire le risorse decido io come spenderle e dove spenderle, poi però queste risorse le spalmo con una logica che è una logica che non ha niente a che vedere con un disegno organico di crescita infrastrutturale della Sardegna, ma risponde piuttosto ad obiettivi che io chiamo obiettivi di carattere clientelare, soprattutto peraltro rivolti a zone che qualcuno ha definito di fortificazione elettorale dell'Assessore. Se vi guardate qualche delibera che riguarda i programmi di spesa per contributi ai comuni, per esempio per l'ampliamento dei cimiteri, qualcuno l'ha ricordato come una cosa molto importante, ma come si fa ad ampliare i cimiteri con 60 mila euro, 45 mila euro, 50 mila euro, una spalmatura nel triennio che non serve a niente se non - come dire - ad accontentare, a promettere qualcosa quest'anno, il prossimo anno e il prossimo anno ancora; salvo poi il prossimo anno rivedere il programma e far slittare quelli che sono più amici in quell'annualità, quelli che sono meno amici nell'annualità successiva, quelli che sono meno amici ancora nella terza annualità e poi in giro si continua con uno spostamento continuo degli amici e dei meno amici, e dei meno amici ancora, sempre però traslati negli anni successivi, con una spalmatura di risorse che non raggiunge assolutamente gli obiettivi perché non risponde a logiche di progettazione funzionale, ma risponde semplicemente a logiche di spalmatura, di promesse qua e là un po' per tutti ed è evidente che allora se la logica è questa, che è una logica assolutamente contrastante con quella introdotta qualche anno fa sui triennali, come dire, la logica del triennale è che io affronto un periodo medio, breve, e programmo le risorse, ma se le programmo con questa spalmatura minuziosa, polverizzata, è evidente che nessuno è in grado poi di affrontare quell'opera e allora di quell'opera ne faccio un pezzettino oggi, un pezzettino domani, un pezzettino dopodomani e alla fine noi assistiamo a opere che durano 10 anni, magari opere anche minori, ma nel contempo che succede? Succede che per esempio la 25 diminuisce di dotazione, e diminuisce di dotazione soprattutto la parte che riguarda gli investimenti, ma non è più utile, non è più logico, non è più razionale invece implementare la 25? E` questa la proposta che noi facciamo - non vedo l'onorevole Balletto - ma c'è una proposta di sintesi che risponde alla logica degli emendamenti soppressivi, cioè tutti questi danari dell'articolo 8 devono essere traslati - buona parte di questi naturalmente - noi chiediamo che vengano traslati sulla 25, in modo che l'ente locale possa, con la certezza delle risorse che gli deriva dalla 25, attivare mutui a valere sugli investimenti e farsi i cimiteri, le strade, l'illuminazione e la miriade di opere che sono contemplate in programmi davvero polverizzati assunti dall'Assessore regionale dei lavori pubblici.

Io nel proseguo della discussione, comunque mi riservo di approfondire i temi che ho appena accentato. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente e colleghi, io non sono particolarmente vocato alle opere pubbliche e ai lavori pubblici, ma ho sentito un intervento che mi è interessato per le conoscenze che ho potuto maturare in materia: il comma 1 "Lavori per il canale navigabile per le emergenze aeroportuali nello scavo di Cagliari-Elmas".

Vede, onorevole Cogodi, mi dispiace che non ci sia; lei è sempre molto, vede sempre nero, vede sempre ombre, nubi, non so quale sia la sua esperienza nelle diverse materie, ma non c'è mai un qualcosa fatto da altri che non abbia dei riscontri e dei risvolti, ecco mi fa piacere che l'onorevole Cogodi è rientrato in Aula, avere dei risvolti tenebrosi, chissà che cosa c'è dietro, quanta roba c'è dietro, quali imbrogli ci sono dietro, quali cose ci sono dietro.

COGODI (R.C.). Anche davanti.

BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, l'onorevole Cogodi deve sapere e deve conoscere che la sicurezza dell'aeroporto, sia esso un aeroporto per un milione di passeggeri o per due milioni com'è attualmente, o un aeroporto che si porti a un traffico di tre, quattro milioni come si auspica nei prossimi anni, sempre di sicurezza si tratta anche se fosse di cento voli soltanto all'anno. E` un problema di sicurezza, non c'è altro problema. Non c'entra niente le costruzioni dei nuovi capannoni, nuove stazioni eccetera. E' un problema di sicurezza e attiene le competenze dei vari enti che sono demandati a questo che devono provvedere a determinati lavori, quegli enti e quelle istituzioni a cui la cura delle aree marine, lacustri o quant'altro sono affidate. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.

CALLEDDA (D.S.). Grazie Presidente. Ognuno di noi viene da un territorio, è eletto in un territorio e quindi si presuppone che ognuno di noi conosca il territorio di provenienza. Qui siamo 80 consiglieri, e ogni qualvolta arriviamo al capitolo delle opere pubbliche, è il capitolo nel quale arrivano un numero consistente di emendamenti, poi, ognuno di noi guarda il contenuto dell'articolato dei vari capitoli e ci rendiamo conto che permane e sussiste una visione del tutto centralizzata.

La discussione di ieri ha dimostrato che sull'articolo 8 siano avvenuti tutta una serie di ragionamenti: il primo fra tutti è che si è capito in qualche misura che il clima che è interno all'Aula poteva in qualche modo cambiare il contenuto di questo articolo o addirittura sopprimerlo del tutto. E quindi abbiamo assistito ad una lunghissima serie di interventi da parte della maggioranza, io ho salutato anche positivamente questo fatto, perché sembrava che la discussione sulla finanziaria fosse tutta una discussione legata all'opposizione e dunque al centrosinistra, ho ascoltato con attenzione l'appello accorato dell'assessore Ladu e su alcune cose devo dire che mi trovo anche d'accordo. Faccio un esempio: si è parlato del canale di Sant'Antioco, del porto di Sant'Antioco. L'anno scorso, come Quarta commissione, facemmo una missione in quel sito e tutti quanti abbiamo in qualche misura capito che lì bisognava intervenire. Sono iniziati i lavori e in qualche modo questi lavori devono essere ultimati. Dico questo per dire che non c'è una pregiudiziale su tutte le cose, però credo anche che il problema non è l'articolo 8 in quanto tale, ma il problema è l'impianto della finanziaria.

Allora, onorevole Onida, lei ha lanciato una proposta ieri, io sono sempre per la trattativa alla luce del sole, chiara e limpida, non so se si debba fare triumvirato o quante personalità di quest'Aula possono in qualche misura concorrere a vedere il contenuto dell'articolo 8. Però io voglio rilanciare, se la trattativa ci deve essere, la trattativa deve essere svolta in Aula, ed i problemi che abbiamo posto, non sono solo esclusivamente i problemi dell'articolo 8, ma sono il problema del lavoro, le risorse da attribuire agli enti locali, le risorse da attribuire al terzo settore, le risorse da attribuire al settore produttivo.

Allora, se dobbiamo fare una trattativa questi sono i quattro elementi che più volte sono stati messi alla discussione tra opposizione e maggioranza. Io resto un po' allibito dalle notizie di stampa, le trattative, che c'è qualcuno che sta trattando e altri che stanno a guardare. Credo che la trattativa si deve in qualche misura aprire in Aula e credo che alcune considerazioni che sono state fatte, sono state fatte non così casualmente, ma sono state fatte perché vogliamo dare anche il nostro contributo alla conclusione di questa finanziaria.

Voglio fare una proposta, Assessore, sull'articolo 8. Intanto voglio dire, in quest'Aula, in diverse circostanze, in diversi momenti, abbiamo parlato di federalismo, di devoluzione eccetera eccetera, allora in questo articolo 8 prendiamo tre, quattro progetti che hanno una valenza regionale. Abbiamo tutto il settore delle dighe, il settore della viabilità e delle infrastrutture.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI

(Segue CALLEDDA.) Allora, promuoviamo tre, quattro progetti che hanno una valenza regionale. Se vogliamo fare una cosa seria e togliere quegli emendamenti definiti con un linguaggio più o meno allegro, se vogliamo togliere gli emendamenti cosiddetti di marchetta, tutte le altre risorse trasferiamole direttamente ai comuni, e saranno i comuni a decidere quali opere sono necessarie in quel comune e perché devono essere realizzate. Se noi insomma non facciamo questa operazione di trasferimento, sulla vicenda delle opere pubbliche continueremo a fare una discussione dove ognuno di noi si sente legittimato a presentare emendamenti, a intervenire e a difendere le questioni di carattere campanilistico.

Io credo che questa sia una strada se vogliamo in qualche misura trovare una soluzione adeguata a questo problema. Se noi non facciamo questo, assessore Ladu, c'è il rischio che ognuno di noi, a torto o a ragione, mantenga fede e porti avanti una battaglia per avere anche, nell'ambito del troppo territorio, un momento di visibilità, perché ognuno di noi poi ha competenze dal punto di vista politico, ha riferimenti, ha dal punto di vista dell'azione politica quotidiana azioni che intraprende e porta avanti con determinazione, e io credo che su questo lei dovrebbe dare una risposta, pena che davvero questo articolo 8 venga bocciato del tutto. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Anch'io cercherò, pur non avendo ascoltato - e me ne dispiace e mi scuso - i colleghi che hanno poc'anzi parlato, non ho potuto ascoltare i colleghi e quindi rischio di essere ripetitivo, pure se la ripetitività di un argomento può essere qualche volta non solo convincente per chi vogliamo convincere, ma opportuno, e in questo caso è opportuno essere anche ripetitivi, perché quando parliamo di inversione di tendenza che c'è stata in questa amministrazione di centrodestra rispetto all'andamento generale delle cose in Italia e in Sardegna, quando parliamo di pericoloso riaccentramento delle centrali di spesa dal sistema delle autonomie locali nuovamente accentrato ai califfati regionali, bisogna pur essere ripetitivi, perché oggi in Sardegna - ne siamo consapevoli e lo riconosciamo - ci sono amministrazioni comunali, amministrazioni provinciali, comunità montane amministrate dal centrodestra e dal centrosinistra, ma in questo ragionamento che stiamo facendo dai banchi del centrosinistra, le amministrazioni locali trovano unità di argomenti, unità di intenti e trovano anche e hanno anche le stesse richieste da fare, da porre non solo a questo Assessorato dei lavori pubblici, ma a tutti gli Assessorati. E comunque arriva da quel mondo una richiesta di decentramento e di applicazione di leggi nazionali vigenti che appunto c'è in termini unitari, perché l'ANCI rappresenta non i comuni del centrosinistra, l'organizzazione delle province non rappresenta la provincia di centrosinistra o l'uncem delle comunità montane, sono organizzazioni che rappresentano il sistema delle autonomie di centrodestra e di centrosinistra.

Per cui le richieste vengono da quel mondo e sono portate in termini unitari. Ma non solo, a queste le loro richieste sono accompagnate e da noi centrosinistra sono sottoscritte queste richieste, anche le richieste dei comuni del centrodestra sono accompagnate da argomenti pregnanti, quali le modifiche al Titolo V della Costituzione che ci sono state, che obbligano la Regione a decentrare, che rendono gli enti paritetici rispetto alla scala gerarchica del passato.

Ma il vostro approccio a questo nuovo modo di vedere le cose lo avete già manifestato in sede di predisposizione di questa finanziaria quando vi siete rifiutati non di fare questi capitoli assieme almeno alle autonomie locali, ma neanche di consultarli, non di concertare, non li avete neanche consultati. Questo è il vostro modo di fare.

Ed allora a questo bisogna porre rimedio se ce la facciamo, non come centrosinistra, come Aula bisogna porre rimedio. Perché noi siamo certamente per dare risposte concrete, siamo per dare risposte concrete con la "32" alle richieste dei comuni, ma su una cosa divergiamo rispetto al vostro modo di fare; noi siamo per lasciare la dignità, non solo agli enti ma a chi gli enti li rappresenta, ai sindaci affinché non si manifesti mai più ciò che si sta manifestando e ciò che voi state non solo rivitalizzando, ma state rinforzando quel pietismo di finanziamenti, quei condizionamenti politici, quei condizionamenti fatti con il discrimine politico, con il discrimine territoriale, con il discrimine - aggiungo anche questo, e io non uso molto facilmente le cose forti - anche discrimine di collegio. Queste cose sono in una società civile come la nostra, in una società avanzata, complessa, sono cose assolutamente ormai intollerabili!

Ed allora se andiamo a vedere (e andremo a vedere se non ce la facciamo in questi pochi minuti di discussione generale, li vedremo capitolo per capitolo) dove state accentrando nuovamente le risorse per poi governarle in quei modi, con quel modo! E ciò che si manifesta negli altri capitoli, qui si manifesta ancora di più, proprio perché è rivolto a quel sistema di autonomie locali del quale sicuramente i colleghi prima di me hanno parlato. Hanno parlato - questo l'ho sentito - del canale navigabile. Certo che se quello è il nuovo, ci scopriamo nel 2003 una regione simile all'Olanda, per cui dobbiamo fare i canali navigabili e, contemporaneamente, quando stiamo facendo questo garantiamo un rifinanziamento, ma non un rifinanziamento dell'anno scorso, ma di vent'anni fa, di diciannove anni fa, di diciotto anni fa, dell'anno scorso, si ripete quest'anno il tentativo di finanziamento al sistema termale. Io di questo ne ho accennato nella discussione generale alla finanziaria, ci torneremo, adesso non abbiamo il tempo di parlarne ma badate, io l'ho definito inquietante qui in Aula, ma non è solo inquietante. Badate, è l'antitesi di ciò che voi dichiarate dappertutto, nelle dichiarazioni programmatiche quando parlate di modernità, quando parlate di project financing, di turismo, di compartecipazione dei privati. Quella è l'antitesi di ciò che dite, però le cifre che mettete sono le realtà, è quello che fate. I dieci miliardi di lire che lì mettete, sono la realtà! Sono la realtà! Tutto il resto, le dichiarazioni programmatiche - Presidente Pili - quando parlate di project financing e di privati e di circuito termale sardo, quella è pura fantasia e resta tale.

Allora, che coerenza c'è fra le cose che dite e le cose che fate. Sono sempre più lontane fra di loro. Perché lì i romani hanno saputo fare meglio di come state facendo voi, perché ciò che serve in quelle terme di Fordongianus sono solamente ancora oggi, nel 2003, le terme che ci hanno lasciato i romani. Il circuito termale sardo è ancora quello, e non si è riusciti non solo a definirle, a finirle nonostante tutti gli ingenti finanziamenti dispersi - poi vedremo più accuratamente in quali rivoli - ma dispersi in tutti questi anni e, ancora oggi, non si riesce appunto a creare in Sardegna quel segmento di turismo che può essere affidato al sistema privato, al sistema del project financing, e c'è la disponibilità nel mercato nazionale e internazionale ad assumersi impegni finanziari adesso, a completarlo, a gestirlo soprattutto quel sistema! Ma nulla vi interessa, non è questo che vi interessa, è altro che vi interessa!

E non sto, Assessore, parlando della cultura del sospetto, sto parlando di cose reali, di cose che sono già successe, di un finanziamento reale che voi proponete e che presumibilmente andrà in porto.

C'è un'altra serie di articoli targati per territorio, targati per consigliere. Io penso che non qualifichi nessuno questo modo di fare, non qualifichi nessuno! E' un qualcosa che stavamo già cercando di superare, ma voi non solo ci state tornando ma state amplificando le cose con Sant'Antioco e con Bosa. Per ogni intervento potremmo citare a chi corrisponde. L'intervento a Bosa sul Monte Crispu faceva dare del "Conte di Monte Crispu" a un mio ex collega del centrodestra della precedente legislatura. Anche questo si ripete di anno in anno, un po' come quello delle terme di Fordongianus. Si ripete perché, evidentemente si deve ripetere.

Poi ci sono naturalmente anche delle cose serie, anche delle grandi opere, perché no? E vanno condivise. Perché se si parla di interconnessione fra i due sistemi idrici del Tirso, il sistema della media valle del Tirso con il sistema del Flumendosa, e qui sono previste le risorse per questa interconnessione che risolve un problema.

PRESIDENTE. Onorevole Falconi arrivi alla conclusione.

FALCONI (D.S.). Sì, grazie Presidente. E` chiaro che quelle cose vanno salvaguardate perché sono opere di carattere regionale. Ma su questo chiudo e poi torneremo nell'articolato, nei vari commi.

Ma tutte le altre cose che non sono di carattere regionale, ma che sono di carattere provinciale e ancora più comunale, ma che ragione abbiamo di diminuire le risorse finanziarie con la "25", e soprattutto con le opere pubbliche, e allochiamo nuovamente le risorse in questo califfato per poi condizionare i sindaci?! Bene questo non è un modo di fare. Noi combatteremo fino alla fine questo modo di fare, questo articolo e questi commi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente e onorevoli colleghi, in questa occasione, cioè nella discussione generale che si sta facendo sull'articolo 8 e sui suoi commi, sono state dette, sono state mosse molte critiche a un certo modo di emendare la finanziaria. Io credo che gli atteggiamenti fondamentalisti alla fine nascondano la sostanza delle cose e non ci aiutino ad affrontare positivamente i problemi.

Credo che molti emendamenti soppressivi siano utili perché determinati interventi non sono condivisibili - e già diversi colleghi sono intervenuti per chiarire quali - e quindi in certi casi sia opportuno sopprimere determinate parti della finanziaria. Quindi l'emendamento soppressivo di per sé non è distruttivo, non ha questa funzione, cari colleghi della maggioranza. Certamente è un modo anche per modificare, in modo anche sostanziale una determinata proposta.

Per quanto riguarda poi gli altri emendamenti, si è detto e si sono bollati tutti come emendamenti di campanile, o con termini anche più forti. Io credo che anche su questi vada fatto un ragionamento. Intanto, voglio ricordare che alcuni emendamenti che sono stati presentati, e che riguardano la provincia di Oristano, riguardano interventi che ricadono nel territorio della provincia di Oristano, non sono assolutamente emendamenti, cosiddetti, di campanile.

Voglio richiamarne alcuni, per esempio quello che pone la necessità dell'adeguamento della viabilità statale, perché in questo articolo 8 si chiede - e io ho seguito molto attentamente l'intervento dell'onorevole Masala in questo senso, che sosteneva la necessità di mettere a disposizione dell'assessorato le risorse necessarie per approntare una serie di progetti sulla "128", sulla "125 e su altre strade importanti di interesse regionale.

Noi abbiamo presentato un emendamento, uno in particolare, che si pone l'obiettivo di adeguare le principali strade statali che attraversano la provincia di Oristano e che la collegano con le altre province della Sardegna; il riferimento è alla Oristano-Bosa, il riferimento è alla strada che collega Oristano con la Costa Verde, alla "388" che collega Oristano con la provincia di Nuoro, alla "442" che collega la provincia di Oristano nel lato sud-orientale con la provincia di Cagliari e di Nuoro. Insomma, sono arterie fondamentali che non trovano la possibilità di essere proposte in nessun programma regionale, nazionale o di altro genere, perché non c'è la progettazione.

Quindi, proponiamo che in capo all'amministrazione provinciale siano messe a disposizione le risorse necessarie perché sia approntato un pacchetto di progetti per adeguare questa viabilità. Viabilità che non è di interesse solo della provincia di Oristano, ma è una viabilità di interesse regionale. Quindi nessun campanile o marchetta insomma - anche se è una brutta parola che proprio non mi piace - sono interventi seri che dovrebbero essere predisposti dall'assessorato regionale dei lavori pubblici nell'ambito di un programma generale di adeguamento della viabilità d interesse regionale della nostra regione. Questo non c'è e noi chiediamo che questo sia previsto. Come chiediamo che a proposito del sistema Flumineddu - e se i rappresentanti della Giunta presenti volessero prestarmi un minimo di attenzione, io gliene sarei grato, soprattutto all'onorevole Pili che tutto fa quando si discute in quest'Aula, fuorché seguire il dibattito - l'emendamento che riguarda la diga di S'Allusia (e quando si parla di acqua l'onorevole Pili o si infastidisce o se ne va), dicevo l'emendamento sul sistema Flumineddu prevede una cosa molto semplice, prevede che sia rispettata la volontà di quei territori. Cioè sto parlando della provincia di Oristano ma non solo, ma anche di territori ampi della provincia di Nuoro e della provincia di Cagliari, che vedono bene, che vogliono, che stanno rivendicando da anni la realizzazione della diga di S'Allusia in territorio di Samugheo e di Laconi.

Questa diga darebbe una prospettiva di sviluppo a quella parte della Sardegna, non solo alla Marmilla della provincia di Oristano ma alla Marmilla cagliaritana e del Medio Campidano. Questo intervento sarebbe davvero un intervento molto importante - l'onorevole Ladu sa di che cosa sto parlando - però mentre si è consapevoli di questo e mentre si dice di voler portare avanti quest'opera, contemporaneamente si portano avanti altri interventi che sono l'esatto opposto di quello che chiedono i territori. Si sta portando avanti nei programmi del Ministro Lunardi e della Giunta regionale e negli ultimi provvedimenti anche adottati dal commissario per l'emergenza idrica a fine anno, si prevede la realizzazione della traversina di Bau Elinu.

Assessore Ladu, lei ha avuto modo di partecipare ad un incontro qualche mese fa con i sindaci di quel territorio, dove tutti unanimemente le hanno chiesto che la traversina di Bau Elinu, proposta dal consorzio di bonifica di Oristano è l'esatto contrario di quello che chiedono quei territori! Che quell'intervento vorrei che fosse molto chiaro, nega la diga di S'Allusia! O si fa l'uno o si fa l'altro.

Quindi noi con questo emendamento ribadiamo questa esigenza e poniamo l'esigenza che la Giunta regionale, prima di tutto realizzi la diga di S'Allusia, perché questo vuole quel territorio, perché questo serve per lo sviluppo di quel territorio! La traversa di Bau Elinu serve solo per portare via l'acqua dal Flumineddu e per convogliarla nella diga grande di Busachi, al servizio dei Campidani. L'acqua lì c'è ed è abbondante, va usata bene! E l'acqua della Marmilla, va data alla Marmilla e a quel territorio perché altrimenti non ha alcuna prospettiva di sviluppo.

Questo volevo dire all'onorevole Pili che è venuto ad Oristano ed è ha promesso le due opere, ben sapendo che l'una esclude l'altra e che stanno imbrogliando quei territori! Quindi noi, siccome la traversa di Bau Elinu ha già un progetto esecutivo e ha anche pareri e autorizzazioni diversi, allora non vogliamo che quell'opera sia portata avanti perché è l'esatto contrario di quello che vuole questo territorio.

Quindi, come vedete non sono emendamenti di campanile, sono emendamenti che pongono esigenze di fondo che riguardano lo sviluppo di quei territori. Un'ultima considerazione voglio fare sul comma terzo dell'articolo 8; io ho sentito interventi con accenti diversi sulle questioni che riguardano le opere termali. Voglio intervenire su questo punto perché mi sembra che questa materia richieda un approfondimento e un chiarimento definitivo. Certo che se le cose vengono poste nei termini in cui sono poste dal comma terzo, molti dubbi sono giustificati, anche vicende vecchie, soprattutto la vicenda Maltauro insomma giustifica molte preoccupazioni o sospetti; però, io credo che su questa questione - onorevole Ladu - ci sia bisogno di fare chiarezza una volta per tutte. Che cosa voglio dire? Voglio dire che ci sono opere termali, cioè stabilimenti termali che sono stati ultimati, che sono già in funzione, per esempio lo stabilimento di Fordongianus è stato ultimato - sto parlando dello stabilimento delle terme di Fordongianus; non siamo più ai tempi dei romani per fortuna - collega Falconi - bisogna che sappiamo che lo stabilimento è stato ultimato, inaugurato e sta funzionando bene. Si sta lavorando per realizzare l'albergo in base alla vecchia concessione fatta a suo tempo da, mi pare allora fosse assessore l'onorevole Pili il padre dell'attuale Presidente.

Allora, su questa questione va detta una cosa molto chiara; ci sono delle opere che sono collaterali all'intervento sulle terme. Credo che queste opere, che fanno parte di programmi a suo tempo approvati, vadano portate avanti. Vadano portate avanti però attraverso un programma, chiaro e trasparente, dove si prevedono risorse da attribuire ai comuni. Bisogna sapere quali sono le opere da fare.

Quindi che la Giunta proponga un programma concordato con i comuni, discusso nella commissione lavori pubblici, e però le risorse devono essere trasferite ai comuni e debbano essere i comuni a gestire e ad attuare questi interventi. Secondo me questo è il modo trasparente e chiaro che taglia fuori, che chiude una pagina di sospetti o di altro, e che consente a questo comparto fondamentale per l'economia di gran parte della nostra Isola, di poter avere la prospettiva e le prospettive che può avere e che necessitano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente e colleghi: si è parlato molto in queste ultime ore di una sorta di esagerazione che l'opposizione avrebbe fatto presentando una serie di emendamenti soppressivi e aggiuntivi. Io credo che non sfugga a nessuno, meno che mai all'assessore Ladu, che tutto questo ha un significato. Non è una voglia di divertirsi, ha un significato e il proprio significato che noi vogliamo dare non è quello di, in qualche modo, censurare o dare un giudizio di valore dell'assessore; perché stia tranquillo, collega Ladu, non è questo il problema. Il problema è che noi, credo anche con un atteggiamento che abbiamo sviluppato le finanziarie precedenti, contestiamo fondamentalmente e rigorosamente la logica e la filosofia di questo articolo 8 e di come la politica dei lavori pubblici continua, nonostante l'intervenuta modifica del titolo V, a rappresentare una parte anomala delle funzioni di programmazione di bilancio della Regione sarda. Perché quando noi abbiamo 10 commi che riguardano interventi d'interesse locale, che interessano direttamente i comuni per importi anche, tutto sommato poco significatavi, ma dobbiamo ancora assistere alle farse di fine anno, quando la Giunta litiga se fare la circonvallazione di Desulo o non farla?

O dobbiamo riconoscere l'equa (?) ordinazione dei comuni che sono sovrani nel decidere le loro priorità, e quindi è nostro dovere mettere a loro disposizione maggiori risorse perché in via autonoma possano loro programmare le loro priorità e le loro emergenze.

Assessore Ladu, l'emendamento che noi gli abbiamo presentato, il 136, è l'esemplificazione della profonda riforma che noi invochiamo delle politiche dei lavori pubblici in Sardegna, quello di trasferire sui fondi d'investimento dei comuni tutte le risorse di programmi insufficienti e privi di significato oggi, per dare modo ai comuni di trovarsi maggiori risorse che consentano in via autonoma di decidere loro quali sono le priorità!

E se mi consente, anche quella di eliminare una concezione troppo amministrativa della politica dei lavori pubblici contraria al decentramento, discriminatoria in questi anni rispetto ai sindaci spesso taglieggiati per le loro appartenenze - ho avuto già modo di dirlo - e che privano la programmazione regionale, da molti anni, sulla materia dei lavori pubblici, di una reale dimostrazione di equilibrio territoriale che tenga conto delle esigenze di tutti.

Dopo l'esperienza delle scorse finanziarie ci saremmo attesi, assessore Ladu, che lei venisse qua a presentare o nelle commissioni, a presentare un regolamento che indicasse i criteri di priorità, i criteri per conseguire gli equilibri territoriali, oppure un regolamento che indicasse, per obiettivi, quali sarebbero dovute essere le strategie che si proponeva l'assessorato dei lavori pubblici.

Ma non possiamo fare a meno che leggere il Dpef che avete approvato e cercare dentro questo documento di rileggere un po' di coerenza fra quello che pronunciate e quello che realizzate, o vi proponete di realizzare. Invece tutto questo non avviene. Si esaspera in questo articolo quello che l'assessore Masala contesta a noi, o ha contestato a noi in momenti nei quali la legislazione nazionale non prevedeva nei confronti dei comuni particolari livelli di decentramento. Ma noi stiamo andando al contrario. Maggiore è l'impulso alla legislazione per il decentramento, maggiore è la forza accentratrice che la Regione e queste politiche dei lavori pubblici fanno. I nostri emendamenti, quelli che provengono dai nostri territori, sono la risposta a quel mancato diritto dell'equilibrio territoriale fatto, non per le appartenenze Assessore, ma per i bisogni, per la chiarezza, per le funzioni territoriali che i comuni assolvono!

E tutto questo non c'è stato. Allora noi siamo contrari alla filosofia; e se c'è un punto sul quale il presidente Pili e l'assessore Masala avrebbero dovuto, senza arrivare a questo punto della discussione, intervenire per aprire un confronto con le opposizioni, sarebbe stato proprio l'annuncio di un conflitto su questo articolo di queste proporzioni e per queste ragioni di fondo. Perché, badi assessore Ladu, le grandi aspettative delle corporazioni consigliari (le chiamo così) sono tutte intorno a portare a casa un risultato per dimostrare ai propri amministratori ed ai propri elettori di aver raggiunto chissà quale successo. Poco male se la Sardegna a pezzi e slabbrata se ne va per le sue storie, allontanandosi dai processi europei e allontanandosi dai processi di decentramento e di valorizzazione dei comuni.

Poi un'altra cosa: noi non accettiamo accuse da parte di nessuno sull'etica parlamentare! Quando assistiamo in quest'Aula, in maniera indecente, al riecheggiare di promesse di valzer delle poltrone, tutte interne ai partiti, come se la Giunta istituzionale della Regione sarda sia la passerella di un defilét di moda dove si alternano chi vuole senza un minimo di rispetto di quella collegialità di fondo che dovrebbe ispirare l'azione di governo, per accontentare l'esigenze di potere e di alternanza di potere di singole persone, per singole finalità! Questo è l'elemento vergognoso, che è stata la base dell'inizio dei dibattiti di questa finanziaria che riecheggia anche nel dibattito dell'Aula!

Avete evitato la verifica che il collega Floris vi chiede da mesi, che sta alla radice del cancro che attanaglia la disunità e la dissoluzione della vostra maggioranza, bene quella verifica che sembrava avere il senso di una finalità globale è stata messa da parte per accelerare i processi e per mettere in primo piano i processi dei vostri balletti delle poltrone per politiche che non hanno senso e che danno vergogna aggiuntiva, oltre al meritto, alle prestazioni di questa Giunta regionale, di questa maggioranza che su queste cose avrebbe dovuto avere il pudore del silenzio e il pudore della responsabilità.

PRESIDENTE. L'onorevole Biancu rinuncia a parlare. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente sulle modalità di voto, per chiedere il voto per scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.) Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente, io utilizzerò soltanto qualche minuto, perché mi preme soprattutto esporre due concetti chiave: relativamente alla condivisione o meno della finanziaria e anche di questo articolo 8, è chiaro che nessuno di noi può pretendere di condividere ogni articolo, ogni comma della legge. Si condivide globalmente o non si condivide; questo è un messaggio che intendo dire. Io ho capito molto con grande rispetto, ho ascoltato anche con grande attenzione l'intervento dell'onorevole Onida. Debbo dire che essendo stato anche cinque anni in opposizione, ho sempre sostenuto che i ruoli dovessero rimanere distinti: il ruolo della maggioranza è quello di assunzione della responsabilità di governo e il ruolo dell'opposizione è quello di assumere la funzione di controllo e di stimolare, se necessario la maggioranza a svolgere questo... non posso però non dare una risposta, con riferimento al comma 1 dell'articolo 8 che non riguarda l'assessorato ai lavori pubblici, ma riguarda, come chiaramente esposto dall'indicazione della UPB, riguarda l'assessorato dell'ambiente, e relativamente alle osservazioni che sono state fatte sull'argomento io debbo dire come stanno le cose, sulla base di quello che mi viene comunicato dal direttore generale dell'ambiente. La situazione è la seguente: l'opera fu realizzata alcuni anni fa in attuazione etc. per alcuni anni non è stata esercitata alcuna attività di manutenzione, conseguentemente, in questo momento, il canale non è percorribile. Cioè in questo momento non è assolutamente utilizzabile per qualunque esigenza dovesse intervenire, in caso di calamità naturale. Conseguentemente, la protezione civile non può utilizzare il canale per mezzi di trasporto in questo canale, qualora ci fosse la necessità dovute a cause di calamità naturale.

La proposta che viene fatto dall'Assessorato all'ambiente è proprio quella di consentire la pulizia, il drenaggio di questo canale per rendere percorribile il canale stesso a suo tempo realizzato, di modo che si possa intervenire con i mezzi di trasporto nella malaugurata ipotesi in cui ci fossero delle calamità naturali. Relata refero a questo Consiglio. La parola all'onorevole per il proseguo.

LADU (P.P.S. - Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Io voglio dare qualche risposta, perché mi pare che le osservazioni che sono state fatte, onorevole Spissu, abbiamo diciamo bisogno, credo che sia corretto dare un minimo di risposta per quello che si riuscirà a fare, perché mi rendo conto che con il tempo..

PRESIDENTE. Onorevole Ladu scusi un secondo. A fine dibattito la Giunta ha diritto a dieci minuti di tempo per la replica. I dieci minuti se li sono divisi l'assessore Masala e l'assessore Ladu il quale è intervenuto nella discussione generale. Adesso sta utilizzando parte dei cinque minuti che spettano alla Giunta per la replica. Prego onorevole Ladu.

LADU (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Per dire che io mi sento in dovere di dare delle risposte perché alcune cose che sono state dette, hanno bisogno da parte della Giunta, diciamo, di un chiarimento. Mi dispiace, invece, che io in così poco tempo dovrà dare diverse risposte; però nei limiti del tempo che ho a mia disposizione tenterò di dare alcune risposte. Relativamente al comma 1 l'ha già detto l'Assessore Masala è un capitolo dell'Assessorato all'ambiente che è solamente allocato qui, ma non riguarda sicuramente i lavori pubblici.

Per quanto, invece, riguarda il discorso delle terme e gli interventi insomma che sono previsti diciamo nel comma 3 - c'è la collega Pilo che ha fatto delle osservazioni giuste - però, io devo ricordare, e qui mi ha preceduto l'onorevole Alberto Sanna, che la Regione Sardegna ha firmato una convenzione dove ha preso un impegno preciso per le terme di Fordongianus, dove noi non possiamo assolutamente - è un impegno pluriennale - disattendere gli impegni che noi prendiamo, non ci sono altre risorse, anche se io avrei voluto che, su questo capitolo, ci fossero maggiori risorse perché la richiesta che proviene dal territorio è sicuramente ben molto più significativa. Così come per quanto riguarda la viabilità.

Ricordo ai colleghi onorevoli, insomma, che i fondi per la viabilità sono 7 milioni di euro circa e più 2 milioni e 8 di euro, manco 10 milioni di euro, quindi meno di 20 miliardi e, voglio dire, questa è la cifra più bassa che l'Assessorato ai lavori pubblici in questi ultimi cinquant'anni sta mettendo a disposizione per la viabilità. Se mi dite che è possibile fare una programmazione seria con queste risorse, credo che davvero questo non sia assolutamente possibile.

L'altro capitolo, invece, riguarda i fondi, circa 6 milioni di euro che la Regione dà alle Province e che praticamente viene ripartito alle province su una base di tutta una serie di parametri di estensione territoriale, viabilità e cose del genere, che comunque transitano soltanto all'Assessorato ai lavori pubblici, ma non gestisce sicuramente l'Assessorato.

Quindi, voglio dire: con queste risorse non è possibile fare programmazione seria e fare interventi diciamo in tutto il territorio; ed è vero, noi siamo costretti molte volte a tappare dei buchi, a fare degli interventi tampone, che non sono interventi che possono configurarsi in una seria programmazione relativamente alla viabilità.

Però, voglio - poi su questo ci torneremo - dire qualche cosa su quanto ha detto l'onorevole Morittu relativamente ai residui passivi. Su questo ci voglio tornare perché bisogna essere chiari. Allora, bisogna dire onorevole Morittu che noi abbiamo un bilancio che è formato da fondi regionali e dai trasferimenti statali; per quanto riguarda i fondi regionali, noi abbiamo impegnato al 31 dicembre oltre il novanta per cento delle risorse. Però l'onorevole Morittu giustamente si lamenta per il fatto che i comuni hanno le risorse soltanto a fine anno e non all'inizio dell'anno. Però l'onorevole Morittu sa bene che la legge numero 15, relativamente ai lavori pubblici, è stata approvata nel mese di agosto, che noi a settembre avevamo avuto la disponibilità delle risorse, e che noi, invece, in due mesi abbiamo programmato tutte le risorse al punto di impegnarle tutte entro il 30 di dicembre.

Per quanto riguarda invece i fondi statali, anche questo è un argomento molto serio; però, bisogna dire qual è la situazione dei fondi residui. Cioè se sono tutti nella disponibilità nostra. Io vi posso assicurare, onorevole Morittu, e comunque su questo mi impegno a portare diciamo la situazione reale per quanto riguarda i fondi in questo Consiglio, insomma perché le posso assicurare che non sono fondi che sono a disposizione dell'Assessorato ai lavori pubblici. Anche questi molte volte sono fondi che transitano nei lavori pubblici, che noi non abbiamo a disposizione molte volte, tipo i fondi POR dove noi praticamente potevamo impegnare entro il 31 dicembre del 2002, soltanto il 30 per cento e quindi, però, risulta in carico a noi. Per quanto riguarda invece l'edilizia residenziale pubblica, praticamente noi abbiamo avuto le risorse non all'inizio dell'anno da parte del Governo nazionale, ma le abbiamo avute nell'estate del 2002. Abbiamo fatto il programma nel mese di ottobre del 2002. Abbiamo mandato tutto ai comuni, i quali comuni devono a loro volta fare i bandi ed i programmi, e poi una volta che praticamente ci manderanno in questi mesi - diciamo - i programmi i vari comuni, noi potremo impegnare le risorse. Però fino a quando noi non avremmo fatto questo lavoro, noi non siamo assolutamente in condizioni di impegnare le risorse.

Per quanto riguarda lo stesso discorso delle convenzioni dell'ANAS: c'è stato, mi rendo conto, che ci sono dei ritardi, però vi assicuro che non sono dovuti diciamo a inadempienza della Regione, dell'Assessorato ai lavori pubblici, perché sono problemi dovuti, soprattutto in questo momento particolare, alla trasformazione dell'Anas che è diventata società per azioni, che ha allungato i termini anche alla firma delle convenzioni, perché anche all'interno della situazione dell'ANAS c'erano problemi perché in questa fase di passaggio non hanno firmato subito le convenzioni. Però devo dire anche che per quanto riguarda le risorse, sono risorse che comunque gestisce direttamente l'ANAS e non gestisce direttamente l'Assessorato ai lavori pubblici. Vi posso assicurare, al contrario, che le risorse, insomma quelle che sono di diretta dipendenza della Regione, hanno una velocità sicuramente molto più rapida di quanto non fosse in passato, così come la programmazione delle risorse, per quanto riguarda i trasferimenti statali, sono in qualsiasi momento in condizioni di dimostrare che stanno procedendo molto più velocemente di quanto non sia successo in passato.

Onorevole Falconi, ma lei non può dire che non bisogna fare interventi frammentari per non dire che sono clientelari. Perche le ricordo che lei è stato il primo che voleva trasformare un intervento PIA importante in piccoli interventi nel suo territorio, che riguardano marciapiedi ed altre cose! Non può venire oggi a dire a me che non dobbiamo fare piccoli interventi clientelari, quando credo che questo tipo di interventi li stiano chiedendo altri e non certo il sottoscritto il quale si è opposto, invece, a questo tipo di logica!

Così, come ha ragione l'onorevole Gian Valerio Sanna quando dice che probabilmente bisogna ripensare la programmazione dei lavori pubblici. Io sono perfettamente d'accordo. Ne parlavo stamattina con l'Assessore Masala, io non sono per niente contento di come vengono programmate queste risorse, sicuramente hanno bisogno di una rivisitazione, ma anche l'Assessorato dei lavori pubblici ha bisogno di una situazione nuova anche dal punto di vista legislativo. Allora, l'Assessorato, i funzionari, l'Assessore, insomma, stanno predisponendo una legge importante, un testo unico che cancella tutta la legislazione del passato e, adeguandosi anche alle nuove disposizioni nazionali ed europee, e soprattutto in linea con quelle che sono le esigenze della Regione Autonoma della Sardegna, stiamo presentando una legge che è sicuramente avanzatissima e di grande importanza, dove sono previste anche situazioni nuove per quanto riguarda la gestione delle risorse idriche, che credo che sia un argomento di grande importanza.

Io non condivido quello che tu hai detto, perché sono cose sicuramente di grande importanza, però vi assicuro che quello che stiamo facendo noi sta andando questa direzione. Così come attualmente sono gestite le risorse, mi rendo conto che è difficile spiegare alla gente come si possa fare a programmare bene, però con le risorse che oggi abbiamo a disposizione, non credo che si potesse fare meglio. Avrei potuto dire altre cose, ma mi rendo conto che non è possibile.

PRESIDENTE. E' stato chiesto il voto segreto. Sono ammesse solo le dichiarazioni di astensione. Se ce ne sono, fatemi un segno e io le ammetto.

Poiché è la prima votazione, aspettiamo il tempo che serve perché vi forniate del tesserino. Su che cosa vuole parlare onorevole Rassu? Si vuole astenere?

RASSU (F.I.-Sardegna). No, glielo faccia dire all'onorevole Spissu che vuole il voto segreto, perché ancora non l'ha detto.

PRESIDENTE. No, l'ha detto. Non l'ho chiesto io il voto segreto, ma il consigliere Spissu. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io volevo solamente chiedere ai colleghi dell'opposizione di ritirare l'emendamento, perché la possibilità di intervenire in soppressione ce l'avete con tutti gli emendamenti soppressivi comma per comma. Se questo articolo venisse bocciato, ci sono cose che voi vorreste che invece ci siano, e questo sarebbe... E' un invito, poi fate come credete.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, siamo in fase di votazione. E' stato chiesto il voto segreto, l'ha chiesto l'onorevole Spissu. Ricordo che votiamo gli emendamenti 124 e 339 che sono uguali; il primo, il 124, è dei colleghi Sanna Gian Valerio e altri; il secondo, è di Morittu e altri.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 124 e 339.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 79

votanti 78

astenuti 1

maggioranza 40

favorevoli 43

contrari 35

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO -BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI -FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU -SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Decadono praticamente quasi tutti gli emendamenti. Colleghi, se vogliamo continuare, io ho bisogno di un po' di attenzione e di silenzio, vi prego. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, mi pare che l'esito di questa votazione imponga - noi ce ne facciamo carico - la richiesta di una sospensione da parte del Gruppo di Forza Italia, perché abbiamo necessità di conferire con i colleghi della maggioranza.

PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni credo che possiamo accordare un quarto d'ora o venti minuti, sono sufficienti? Onorevole Pittalis, vorrei capire, la richiesta di sospensione è di pochi minuti o andiamo a stasera?

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, riterrei che si possa riprendere in un tempo... noi avremo bisogno almeno di una mezzora o tre quarti d'ora. Quindi, mi pare che raggiungendo le ore 13 si possa andare anche a questo pomeriggio. E' una valutazione che lascio a lei, signor Presidente. Noi avremo bisogno di mezz'ora o tre quarti d'ora.

PRESIDENTE. Allora andiamo questo pomeriggio alle ore 16, però, colleghi, stasera ho bisogno di una Conferenza dei Presidenti di Gruppo perché dobbiamo programmare i lavori, perché c'è ancora moltissimo da fare e io vi proporrò di lavorare anche il fine settimana. La seduta è rinviata alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 11 e 53.