Seduta n.127 del 24/07/1996
CXXVII SEDUTA
(POMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente Federici
La seduta è aperta alle ore 16 e 41.
DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 27 giugno 1996 (123), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Il consigliere Busonera Gabriella, ha chiesto di potere usufruire di un giorno di congedo a far data dal 24 luglio. Se non ci sono opposizioni, il congedo si intende accordato.
Sospendo la seduta per dieci minuti perché è assente la Giunta.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 42, viene ripresa alle ore 16 e 53.)
Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato delle proposte di legge Piras - Marteddu - Secci - Fadda - Ladu - Onida - Tunis Gianfranco "Norme per l'esercizio della caccia" (74), Amadu - Demontis - Ferrari - Lorenzoni - Manunza - Montis "Norme per la protezione della fauna selvatica e per l'esercizio della caccia in Sardegna" (83), Boero - Carloni - Biggio - Usai Edoardo - Sanna Nivoli - Locci "Norme di tutela, valorizzazione ambientale e riordino dell'attività venatoria. Costituzione di aziende ed esercizio di attività plurime integrate ad indirizzo agro-silvo-faunistico-venatorio-ricreativo-sportivo-agonistico." (162) e del disegno di legge "Norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell'equilibrio ambientale e disciplina dell'attività venatoria in Sardegna". (202)
PRESIDENTE. Dobbiamo riprendere mi pare con il parere del relatore della Commissione sugli emendamenti all'articolo 9.
Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu, relatore.
MARROCU (Progr. Fed.), relatore. Il relatore della Commissione esprime parere negativo sull'emendamento numero 105, l'emendamento numero 185 è stato invece ritirato perché aveva lo stesso contenuto, era di Bertolotto e Randaccio, è rimasto l'emendamento numero 105 Diana, e si esprime parere negativo all'accoglimento di questo emendamento. Dico anche il perché visto che l'altra volta qualcuno mi ha rimproverato del non dire il perché, perché se pure è vero che questa sarebbe l'unica Regione che mantiene al comitato faunistico poteri anche deliberativi, secondo la Commissione e secondo il relatore togliere questi poteri al comitato faunistico significa spogliarlo di una qualsiasi responsabilità, finirebbe per essere un comitato che poi non si riunisce perché non è in grado di incidere realmente rispetto almeno sulla questione del calendario venatorio. Abbiamo deciso, mediando su posizioni differenti, di lasciare al comitato faunistico poteri deliberativi esclusivamente in materia di calendario venatorio e spostare altre voci sulle quali nel passato il comitato faunistico deliberava e a esprimere soltanto dei pareri e di essere di volta in volta sentito. Quindi è una mediazione che abbiamo raggiunto in Commissione che io voglio qui difendere respingendo e quindi dando parere negativo sull'emendamento numero 105, del resto una volta che abbiamo definitivo nell'articolo 50 il periodo di caccia in modo preciso con i paletti fissi, mi pare che il comitato all'interno di questo periodo di caccia possa tranquillamente, avvalendosi anche dell'istituto che si viene a costituire, tranquillamente fare un calendario venatorio che non apra(?) in contrasto(?) aperto(?) come negli ultimi anni. Quindi sull'emendamento numero 105 di Diana, cioè di togliere al comitato faunistico poteri deliberativi in relazione al calendario venatorio esprimo parere negativo. Per l'emendamento numero 122 in relazione a non prevedere nel comitato regionale faunistico la presenza di un rappresentante dell'Assessorato dell'ambiente, parere negativo. Faccio notare anche la contraddizione del fatto che il collega che l'ha presentato, Achille Boero, sosteneva la tesi che era corretto sopprimere mi pare il punto b) dell'articolo 9 per rendere questo comitato più snello eccetera. E poi presenta tutta una serie di altri emendamenti che caricherebbero di altre dieci o venti unità il comitato regionale faunistico. Quindi si toglie un rappresentante funzionale come quello dell'Assessorato e poi se ne presentano altri. Quindi parere negativo sull'emendamento numero 122. Parere negativo ugualmente sempre per lo stesso motivo sull'emendamento numero 123. Anche qui paradossalmente mentre si propone di dare al comitato regionale faunistico un nome che richiami le responsabilità tecnico-scientifiche cioè in un emendamento si propone di chiamare il comitato regionale faunistico, comitato regionale tecnico scientifico faunistico regionale, allo stesso tempo i due esperti che sono nominati vengono proposti sopprimendo la lettera e) che non siano invece presenti nel comitato regionale faunistico. Cioè gli si vuole dare una caratteristica tecnico-scientifica e si vuole eliminare i pochi tecnici che in quel comitato vengono invece nominati. Quindi parere negativo anche ad accogliere l'emendamento numero 123. Accoglimento invece dell'emendamento numero 11, numero 125 e numero 238. Il numero 19 a me risulta ritirato stamattina. L'emendamento numero 11 viene accolto, l'emendamento numero 125 è la stessa cosa dell'emendamento numero 11 e viene accolto perché sopprime la lettera g) e il numero 238 viene accolto. Allora nella lettera d) del comma 2 dell'articolo 9 vengono soppresse le parole "scelto tra esperti in servizio presso l'Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sardegna" nel senso che l'Assessorato della sanità può scegliere anche se non è proveniente l'esperto dall'Istituto Zooprofilattico. Questo è il concetto. Quindi gli emendamenti numero 11, 125 e 238 si accolgono. L'emendamento numero 121 la Commissione esprime parere negativo e anche il relatore, è l'emendamento Boero che modifica il nome del comitato regionale faunistico in Comitato regionale tecnico scientifico faunistico. Allora, due sono le osservazioni, la prima che non basta cambiare nome per dargli connotati tecnico-scientifici perché io potrei chiamarmi Gianmario ma non sarei comunque il Presidente del Consiglio. La seconda questione è che noi prevediamo nella stessa legge la costituzione di un Istituto regionale per la fauna selvatica che ha, quello sì, compiti tecnico-scientifici. Per cui un Comitato che è fatto di rappresentanze provenienti dal mondo venatorio, dal mondo ambientalista, dal mondo agricolo prevalentemente non ha, indipendentemente dal nome, quelle funzioni tecnico-scientifiche. Cioè non è sufficiente cambiare il nome per avere un riconoscimento di funzioni tecnico-scientifiche. Quindi il parere è negativo. Mi dispiace invece che questo emendamento venga caricato di tante responsabilità tanto da prevedere addirittura che se non passa questo emendamento ci sarebbe un voto contrario sulla legge complessiva da parte di un intero Gruppo politico. Mi auguro che non avvenga così perché non ritengo comunque che sia una cosa sulla quale vale la pena veramente di determinare il voto su una legge in relazione ad un nome di un comitato che, ripeto, può anche chiamarsi tecnico-scientifico, ma dalla composizione questa funzione tecnico-scientifica non l'ha visto che delibera solo su materie di calendario venatorio, su tutto l'altro esprime solo un parere, viene sentito, invece le funzioni tecnico-scientifiche le diamo nella stessa legge che è stata esitata in Commissione, anche con il voto del proponente, all'istituendo istituto regionale per la fauna selvatica. Quindi il parere è negativo, pur non caricando questo emendamento di quelle responsabilità che io credo non abbia di arrivare persino al voto contrario sull'intera legge.
Sull'emendamento numero 252 il parere è favorevole, è stato recepito dalla Commissione ed è ovviamente legato all'accoglimento dell'emendamento numero 11 perché si sposta il rappresentante delle associazioni animaliste alle associazioni ambientaliste. Il parere è favorevole anche sull'emendamento numero 14 che prevede la durata del Comitato per tutta la legislatura. Il parere è favorevole anche sull'emendamento numero 124 che riguarda i rappresentanti delle province individuati tra esperti in materia. Il parere è negativo invece sull'emendamento numero 126, questo emendamento che era legato all'emendamento numero 125 di Boero, cioè si sopprime il rappresentante dell'ente per la protezione degli animali, e si porta questo rappresentante alla rappresentanza degli ambientalisti, con la differenza però che nell'emendamento numero 126 rimangono in due e non in tre come era nell'emendamento numero 252 della Commissione, perché sopprime la designazione fatta per il rappresentante dell'ente per la protezione degli animali però la riporta portando da due a tre la rappresentanza degli ambientalisti. Quindi il parere è negativo sull'emendamento numero 126 che ridurrebbe la presenza degli ambientalisti nel Comitato creando una disparità che andrebbe anche in contrasto con i principi della 157. Il parere è negativo anche sull'emendamento numero 127 per le organizzazioni professionali agricole, nel senso che tali organizzazioni ovviamente si faranno rappresentare da chi riterranno corretto farsi rappresentare ed entrano nel Comitato faunistico non solo in funzione di esperti in materia venatoria ma anche in materia agricola perché entrano a tutelare gli interessi dei proprietari dei terreni, quindi gli interessi delle aziende agricole. Quindi il parere è negativo anche sul 127. Il parere è poi negativo anche sugli emendamenti numero 128, 129 e 130 per le stesse ragioni qui sostenute egregiamente dal collega Boero, e cioè che è giusto che questo Comitato non venga caricato di tante rappresentanze che poi finirebbero per renderlo non operativo. Per cui le rappresentanze che abbiamo previsto nell'articolo sono più che sufficienti a rappresentare bene gli interessi che intorno alla tutela della fauna e al prelievo venatorio possono essere rappresentati. Così come il parere è negativo sull'emendamento numero 218. Non si sa ancora perché non l'abbiamo ancora definito quanti ambiti in Sardegna avremo, prevedere in questo Comitato un rappresentante per ogni ambito territoriale, noi abbiamo scritto da otto a sedici, ma potrebbero essere addirittura se passasse qualche emendamento visto che non l'abbiamo ancora affrontato, potrebbero essere anche di più perché vi sono emendamenti che prevedono ambiti da dieci a quindicimila ettari, quindi ne nascerebbero più di cento in Sardegna, prevedere un rappresentante per ogni ambito secondo me è veramente ridicolo, si caricherebbe questo Comitato di tante presenze che si rischierebbe di non renderlo operativo. E siccome io gli riconosco quella funzione importante al Comitato faunistico, tant'è che respingiamo l'emendamento che gli vuole togliere poteri deliberativi, io ritengo che caricarlo ulteriormente di queste presenze sia un fatto dannoso. Noi abbiamo previsto invece per queste presenze un processo inverso, cioè dagli ambiti si va nei comitati provinciali e nel Comitato regionale faunistico è prevista la partecipazione delle province che insieme partecipano alla stesura del piano regionale faunistico. Quindi anche sull'emendamento numero 218 il parere è negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
SABA, Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Randaccio. Ne ha facoltà.
RANDACCIO (F.I.). Signor Presidente, dopo l'attenta relazione del collega Marrocu, che a parere suo evidenzia la logica o meno sia del provvedimento esitato dalla Commissione, sia anche degli emendamenti presentati in prevalenza dall'opposizione, non mi trova assolutamente d'accordo. Prima di tutto perché una logica c'è, forse non è la stessa logica che alberga nella volontà del collega Marrocu, ma ciò non significa che la logica non ci sia. Perché il discorso è molto semplice: il Comitato faunistico deve essere un Comitato politico o un Comitato tecnico? Devono essere degli esperti tecnici che valutano le situazioni ambientali, faunistiche e quanto di tecnico ci possa essere relativamente a tutte le organizzazioni e agli interessati del settore, oppure deve essere un falso comitato tecnico di elezione politica che deve prendere decisioni che sono state tolte all'Assessore politico e che vengono prese da un Comitato politico. Noi, io in particolare, ma so anche di altri colleghi, riteniamo invece che il Comitato debba essere un Comitato tecnico-scientifico e nella logica di questa affermazione sono stati presentati emendamenti, dove il collega Boero, che so essere molto logico ha chiesto nell'emendamento 121 all'articolo in discussione di variare da Comitato regionale faunistico in Comitato regionale scientifico faunistico di tutela ambientale, che ha un significato che è chiaro a tutti, logico; e sono sicuro che con un po' di attenzione, anche a lei, collega Marrocu, questa logica riuscirà a comprenderla. Tanto è vero che tutti gli altri emendamenti che ne sono seguiti sono emendamenti che vanno verso questa logica, non era ridicola, perché non c'è niente di ridicolo nell'affermare che un Comitato possa essere politico o scientifico. Se io dico che deve essere politico utilizzo la sua logica per cui inserisco dei tecnici nominati dal Consiglio, se invece dico che deve essere, come logica, un organismo, tecnico scientifico utilizzo un altro sistema, né più né meno ridicolo del suo. Per cui anche l'inserire in questo Comitato, proprio perché noi lo vorremmo tecnico-scientifico, un rappresentante per ogni ambito territoriale di caccia, visto che gli ambiti territoriali di caccia avranno un compito fondamentale e importante nell'ambito della legge, esercitano compiti di gestione faunistica e di organizzazione dell'esercizio venatorio all'interno della A.T.C., per cui sono il punto di partenza, sono gli organismi che sono più vicini alle necessità dei cacciatori e degli ambientalisti. Allora perché proprio i rappresentanti di quest'organo no? Perché sono poco politici? Perché forse sono più vicini alla realtà? Perché forse sono quelli in grado di percepire meglio le necessità sia dei cacciatori e sia della tutela e della difesa ambientale? Ecco, vede collega Marrocu, ma anche gentili colleghi della Commissione, una logica c'è; si può non essere d'accordo su questa logica ma sicuramente non è ridicola.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). L'emendamento numero 14 mi desta notevoli perplessità, perché crea tutti gli inconvenienti che si sono voluti evitare con la legge numero 11. Perché il "decadono con la fine della legislatura consiliare" vuol dire che deve esser rinnovato entro 45 giorni da quella data.
Ora è chiaro che in quel periodo il Consiglio ben difficilmente può provvedere alla nomina dei membri di sua competenza, per cui provvederà normalmente, a quel punto, il Presidente del Consiglio, spogliando il Consiglio, credo con una norma a regime, delle sue attribuzioni. Per cui io invito il proponente e chiedo all'Ufficio di Presidenza di accettare di trasformare l'emendamento in meramente soppressivo, cioè sopprimendo la dizione "restano in carica tre anni" scadrebbe 180 giorni dopo la fine della legislatura, il che consentirebbe un rinnovo programmato insieme a tutte le altre cariche di scadenza del Consiglio. Altrimenti stiamo dicendo chiaramente di rimettere la nomina nelle mani del Presidente del Consiglio e non del Consiglio.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 105 io sono favorevole per un motivo credo diverso da quello che propone l'onorevole Diana. Io credo che sia importante che vengano tolte le competenze deliberative al Comitato regionale faunistico perché rappresentano, nell'ambito dell'organizzazione regionale, un caso di deresponsabilizzazione dell'Assessore. Cioè nel momento in cui l'Assessore, sul calendario venatorio e su altri argomenti a cui si vuol dare carattere deliberativo delle competenze del Comitato, può dire: "ha deciso il Comitato", io credo che al Consiglio regionale manchi l'interlocutore politico, manchi l'interfaccia, manchi il responsabile. Non possiamo prendercela con un organo collegiale così composito; mi pare un'anomalia nell'ambito dell'Amministrazione regionale. Per cui il levare il carattere deliberativo non diminuisce l'efficacia del Comitato, perché l'Assessore, per decidere diversamente, dovrebbe comunque adeguatamente motivare. Però una volta che prende le decisioni, sia in senso conforme sia, eccezionalmente, in senso difforme, ne è responsabile politicamente, ne risponde davanti al Consiglio, ha il Consiglio il potere di controllo su quest'attività della Giunta. Se lasciamo invece il carattere deliberativo alle decisioni del Comitato, noi, come Consiglio, siamo totalmente impotenti ad intervenire e non possiamo ricercare una responsabilità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.
MILIA (F.I.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo argomento, cioè il potere deliberativo del Comitato faunistico, abbiamo dibattuto animatamente e compiutamente già in Commissione. Vorrei ricordare a tutti i colleghi che il Comitato faunistico nella sua struttura ha dei meriti enormi, e tutti i sardi, non solo i cacciatori, devono sapere che, per merito di questo Comitato faunistico, nel succedersi degli anni si è avuto un calendario venatorio il più restrittivo d'Europa, un'osservanza delle regole comportamentali le più restrittive d'Europa, una chiarezza e un'assoluta attinenza a quelle che erano le necessità della Sardegna anno per anno, anche quando il Comitato faunistico ha deliberato di chiudere la caccia per alcune specie, come la pernice, una delle nostre specie principe.
Allora, di che cosa verrebbe spogliato l'Assessore di turno che noi sappiamo che anche quest'anno ha portato il Comitato faunistico a deliberare all'unanimità su un calendario che ogni anno è sempre più contrastato, e invece, ancora una volta, per l'assoluta intelligenza e preparazione dei membri che si sono susseguiti in questo Comitato, si è avuta la riprova che sotto la direzione dell'Assessore di turno, quest'anno il professor Saba, si è trovata una soluzione, la migliore e la più congeniale per quella che è l'attività venatoria in Sardegna.
Sopprimendo questo potere deliberativo in capo al Comitato faunistico, di converso, avremmo praticamente un annullamento di un organo. Perché le associazioni venatorie che fanno del volontariato, dell'associazionismo motivo di colleganza e di socialità, hanno come precipuo scopo, oltre a programmare le attività delle associazioni stesse, anche quello di discutere all'interno delle varie associazioni quali sono le proposte e quali sono le cose migliori, anno per anno, stagione venatoria per stazione venatoria. Qualora questi membri designati delle associazioni venatorie venissero privati di questo potere deliberativo le stesse associazioni verrebbero decapitate. Questo è il primo punto; ma ci sono associazioni che hanno contribuito negli anni, come ho già detto, a far sì che la Sardegna sia una delle poche regioni d'Italia ad avere ancora un patrimonio faunistico, e questo non dobbiamo dimenticarlo, degno di rilievo.
E non è vero che, nel caso che questo potere deliberativo venisse tolto al Comitato e venisse unicamente posto in capo all'Assessore, nessuno di noi del Consiglio potrebbe avere forza politica per attaccare l'Assessore di turno, perché abbiamo visto che un anno non troppo lontano, perché parliamo di due anni fa, nonostante il parere del Comitato faunistico, l'Assessore di turno prese una decisione, quella di chiudere la caccia, che portò a ben gravi conseguenze politiche per l'Assessore stesso. Quindi abbiamo dimostrato, non più di due anni fa, che l'Assessore si assume le sue responsabilità e il Consiglio può validamente contrastarle e validamente attaccare politicamente queste persone.
Il Comitato faunistico regionale, col nome che, con una serie di emendamenti, i colleghi, soprattutto il collega Boero, vuole cambiare, assumerà - è nelle nostre speranze - una valenza scientifica che, come ha già brillantemente spiegato il collega Boero, mancava non solo sulla carta ma anche sostanzialmente. E allora un motivo di più per fregiarsi di questo appellativo, di questo nuovo appellativo di Comitato scientifico, e un Comitato scientifico non può che avere nelle sue risoluzioni una votazione collegiale, questa votazione collegiale deve essere democratica, deve essere certo regolata con l'ultimo voto in caso di parità dal voto dell'Assessore, però i voti dei vari membri delle associazioni ambientalistiche, naturalistiche, degli esperti che saranno cooptati in questo comitato dovranno contare, perché diversamente questo comitato scientifico non avrà nessuna valenza e a nessuno importerà niente, perché alle riunioni di questo comitato nessuno andrà a dibattere e ci troveremo, questo sì che è il quadro che mi prefiguro, il solito ornitologo in servizio permanente e convenzionato, che dovrà dare i pareri all'Assessore di turno. Questo noi non lo vogliamo, perché abbiamo davanti tanti bei documenti, che vengono lautamente compensati a carico dei contribuenti. Noi crediamo che questi documenti, invece, dovranno essere stilati con l'aiuto di questo Comitato scientifico che, come ho già detto, dovrà avere parere deliberativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (Progr.Fed.). Sull'emendamento numero 14 la mia intenzione era quella di stabilire una coincidenza temporale tra la durata della legislatura regionale e il Comitato, cioè l'intenzione era quella di non consentire che ci fosse questa scadenza di tre anni che rispetto alla durata della legislatura consiliare è differente. Quindi io non ho ragioni particolari per attestarmi su questa definizione; se fosse ammissibile la proposta del collega Bonesu la trovo ragionevole, perché l'intenzione era esattamente questa, al di là del fatto che io tecnicamente, per una mia carenza, lo abbia scritto in maniera non propria, però, ripeto, se è accoglibile il suggerimento del collega Bonesu, non ho niente in contrario.
Sull'emendamento numero 105, invece, ritengo che le argomentazioni portate questo pomeriggio da Bonesu, e sviluppate stamattina anche dal sottoscritto, siano valide e non possano essere liquidate con presunte attribuzioni di mala intenzione agli Assessori di turno, perché, là dove l'Assessore di turno non è persona responsabile e non svolge il proprio dovere secondo quelli che sono gli orientamenti politici che lo sostengono, va sfiduciato, ma va sfiduciato nella sede propria. Quindi io credo che l'idea che si debba creare una sorta di difesa, di bunker contro questi Assessori che vanno a scardinare il calendario venatorio sia qualcosa che denota da parte del mondo venatorio una paura del confronto democratico e intendono regolare i rapporti di forza in un Comitato là dove la rappresentanza del mondo venatorio ha una netta predominanza. Il Comitato rappresenta interessi precisi: rappresenta gli interessi del mondo venatorio, quelli del mondo agricolo e quelli del mondo ambientalista, insieme a un'espressione di interessi delle amministrazioni provinciali e dell'amministrazione regionale, delle strutture, in sostanza, che governano questo. Quindi è un luogo dove si confrontano posizioni, dove si forma un orientamento sulla base di una pluralità di opinioni che vengono espresse. Paradossalmente l'Assessore che è presente nel Comitato è messo nella condizione di dover partecipare, in prima persona o per via di un delegato, ad una votazione che lo mette in minoranza, che gli impedisce di esercitare in pieno quello che invece dovrebbe essere un suo potere. A questo proposito credo che l'Assessore dell'ambiente stamattina, il professor Saba, non era presente in quest'Aula quando io avevo richiesto alla Giunta un proprio esplicito parere; io ripeto la sollecitazione, perché ritengo che non sia sufficiente da parte dell'Assessore, in particolare in questo caso, rimettersi all'Aula senza esprimere una valutazione su quello che è e deve essere il ruolo dell'Assessore dell'ambiente, carica che egli ricopre in questo momento, cioè vorrei sentir dire dal professor Saba che non è indifferente il fatto che sia il Comitato a decidere in sua vece.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Presidente, colleghe e colleghi, poc'anzi ascoltando con attenzione le parole del relatore della Commissione, ho assistito all'esercizio assoluto della contraddizione e adesso vengo a spiegarmi. Il relatore dice che non si spiega il senso del mio emendamento, che dà dignità scientifica ed ambientale al Comitato regionale faunistico, e fa degli esempi abbastanza privi di consistenza, dicendo che se lui non si chiamasse Siro Marrocu, ma Gian Mario Selis, sarebbe la stessa cosa. Mi pare che non vi sia nessun collega che possa sottoscrivere una similitudine del genere, non nelle persone, ma nel ruolo delle persone, perché Gian Mario Selis, risulta essere il Presidente istituzionale di quest'Aula e in quanto tale ha particolari prerogative, ha una veste che non è discutibile, e in base a questa veste determina i lavori stessi del Consiglio.
Ma entriamo nel concreto: mi critica, il relatore della Commissione, perché personalmente, con gli emendamenti che sono consequenziali al titolo scientifico che dovrebbe prendere il Comitato regionale, va a dire che lo privo di carattere per il quale io vado a titolare lo stesso articolo. Ma penso che il collega Marrocu o non ha letto attentamente tutti gli emendamenti, o li ha letti troppo bene e risponde a ben altre logiche, quelle logiche che gli consentono di dire di essere d'accordo sul potere deliberativo del Comitato regionale faunistico, ma lasciando la componenza del Comitato regionale faunistico così come l'ha descritta e, addirittura, approvando l'emendamento numero 238, come primo firmatario il Presidente della Commissione, leva ulteriori qualificazioni e specifiche. Infatti, l'emendamento numero recita "nella lettera d) del comma 2 dell'articolo 9 sono soppresse le parole 'scelto tra esperti in servizio presso l'Istituto Zooprofilattico sperimentale della Sardegna'". A quali logiche politico-clientelari si ispira questo strano emendamento che arriva in zona Cesarini e di cui non c'è stata ombra, profumo o odore in Commissione? Praticamente appunto vi è una battaglia a levare per un verso quel titolo qualificativo scientifico che mi propongo e che ci proponiamo in tanti colleghi che mi hanno già preceduto e si sono espressi in questo senso cioè quel titolo qualificativo scientifico all'Istituto ma che cosa lo disturba, di che cosa - mi domando io - ha paura o timore il relatore interno della Commissione e chiunque altro dovesse sottoscrivere questo uguale parere, di che cosa ha paura? Che questo organo assurga alla valenza primaria, scientifica e ambientale che deve assurgere? Io non ho difficoltà a confessare che sono sufficientemente e politicamente maligno in via preventiva, in via costruttiva, nell'interesse della categoria che intendiamo tutelare con questa legge se nel suo iter costruttivo in quest'Aula viene fuori nel modo giusto, e sottolineo, sono malignamente politico perché se quest'organo, come ho espresso stamattina, non ha una valenza scientifico-ambientale è un organo regolarmente prigioniero di tutti i ricorsi che ha dovuto patire la categoria, quei ricorsi che politicamente stranamente sono vicini all'ambiente anche del collega Siro indipendentemente dalle sue opinioni personali in materia, ma non si può giocare ai due tavoli, dire io sono a favore di questo, sono con i cacciatori e togliere nel contempo qualcosa di importantissimo e di vitale, di necessario perché i cacciatori possano vivere serenamente il lato primario, che riguarda la loro passione, la creazione del calendario venatorio in una forma indiscutibile, incontestabile scientificamente. Allora, se questa mia malignità fosse puramente una malignità ne chiedo anticipatamente scusa all'interessato ma l'interessato deve dimostrarci che è solo una mia malignità e dare questa titolarità scientifica speciale al comitato regionale faunistico non è certo di nessun impedimento alla buona legge che egli stesso in varie dichiarazioni auspica che venga fuori. Cioè deve dimostrare, deve dimostrarci che cosa impedisce lo sviluppo della legge e della creazione del calendario venatorio se l'organo preposto alla creazione del calendario venatorio si chiami, o semplicemente come in passato, comitato regionale faunistico, con tutti i punti interrogativi che ho poc'anzi sottolineato, oppure si venga a chiamare finalmente comitato regionale scientifico di tutela ambientale. Non dovrebbe aver nessun timore lui e nessun altro collega perché si possa dare al mondo venatorio questa garanzia di carattere scientifico. Allora, questo è il discorso che riguarda l'emendamento che eventualmente istituirebbe se la volontà di quest'Aula lo consentirà questo grande balzo in avanti qualificativo della legge. Ma facciamo un passo indietro perché qui stiamo parlando di una somma di emendamenti che riguardano tutti l'articolo 9, che si riferisce al comitato regionale faunistico o sperabilmente comitato regionale scientifico di tutela ambientale. Mi riferisco ovviamente all'emendamento numero 105 che tenderebbe a levare i poteri deliberativi a questo comitato. Qui il collega Marrocu si trova d'accordo con me, lo ha espresso, ma a che vale avere poteri deliberativi se poi a seguire tutta la sua componenza con gli emendamenti che vengono portati avanti da altri colleghi ne prefigura una situazione di totale minoranza assoluta del mondo venatorio nei confronti del mondo anticaccia ambientalista, nei confronti di tutto un mondo politico di rappresentanze che poco avrebbero a che fare direttamente per le specifiche di cui si deve interessare questo organismo, è chiaro che si concede quello che poi in pratica non serve. Avere un potere deliberativo in un organismo dove il mondo venatorio si troverà sempre e comunque in minoranza e massima concessione per fregare(?)pregare(?) il mondo venatorio. Allora è nell'esame della sostanza, del numero, della qualità degli emendamenti che daranno componenza definitiva al comitato regionale faunistico o al comitato regionale scientifico di tutela ambientale, che si vede se questo potere deliberativo ha un senso o meno e quindi, cari colleghi, bisogna dirla tutta, davanti alla categoria la prima l'interessata alla buona soluzione definitiva di questa legge, perché non si possono negare le evidenti conseguenze di aver sì un potere deliberativo e ovviamente io mi pongo, il mio Gruppo, i colleghi che hanno parlato prima di me, d'accordo con me, mi pongo perché questo emendamento del collega Diana non trovi accoglienza, ma non è di certo l'eventuale scampato pericolo dell'emendamento del collega Gavino Diana, che dalla sua ottica, dalla parte che l'ha ispirato persegue ovviamente, coerentemente, le sue strategie posto che è espresso da un mondo che con il mondo venatorio ha ancora grosse difficoltà a coniugare una forma qualsiasi collaborativa e fino all'altro giorno l'associazione a cui si ispira era in primo piano firmataria per contestare i nostri calendari venatori. Se poi avverrà un cambiamento comportamentale, se poi avverrà una forma di collaborazione non sarò certo io né il mondo venatorio a negarla, cioè che ci sia un salto di qualità, che finisca il muro contro muro, però fino ad oggi questa è la realtà che abbiamo e questa è la realtà con la quale ci dobbiamo confrontare. Ecco perché mi dichiaro ovviamente contrario; bene ha fatto il collega Randaccio, bene ha fatto il collega Milia a ricordare la validità tecnico scientifica dei calendari venatori espressi da un Comitato deliberativo che per primo, nell'interesse della categoria, si è sempre preoccupato dei vari processi faunistico ambientali e in sintonia alle reali possibilità della fauna sarda ha sempre deliberato dei calendari venatori apprezzabilissimi. Solo chi con cecità politica e con fegato avversario al mondo venatorio si è porto con i soliti ricorsi. Caro Presidente, collegare il ragionamento logico di tutti questi emendamenti, quelli porti dal sottoscritto e dai colleghi che si ispirano alla stessa filosofia reale, sostanziale a favore del mondo venatorio e del mondo ambientale, perché va ricordato fino alla nausea che non c'è caccia senza ambiente e non c'è ambiente senza caccia, questo deve entrare nei cuori e nella mente di voi tutti, colleghi, perché la serietà e la serenità di ciò che affermo è incontestabile. E questa filosofia deve convincere coloro che pur non facendo parte del mondo venatorio, li deve convincere che i primi difensori dell'ambiente sono coloro che dall'ambiente traggono principale beneficio e ristoro del proprio animo che deriva dall'esercizio della propria passione che trae radici dalla notte dei tempi ed ha creato la prima civiltà del mondo nella terra. Quindi, caro Presidente, la soppressione di alcune componenze negli emendamenti del sottoscritto, in risposta al ragionamento del collega Marrocu, non solo non è logico ma è consequenziale a ciò che ho detto e a ciò che io continuo ad affermare, sopprimere delle rappresentanze che sono un raddoppio dell'aspetto politico, come ha espresso il collega Randaccio, vuol dire levare la pesante intromissione in un Comitato che deve essere tecnico scientifico della politica. Quale espressione di scientificità può avere la rappresentanza politica espressa anche da quest'Aula. Mentre inserire i degni rappresentanti del mondo venatorio, coloro che vivono in questo ambiente, ne traggono motivo di lavoro, di cultura e di esistenza, di socialità, cioè porgersi contro da parte del relatore, contro la possibilità di avere nel Comitato scientifico di tutela ambientale il rappresentante dell'associazione più importante, primaria, quella degli allevatori di fauna selvatica, chi conosce con attenzione, per chi ne vuole avere... chi nulla ha da fare vada a farla fuori dall'aula, visto che il Presidente un po' si dimentica di riportare l'ordine nell'aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Boero, di avermi ricordato questo. Prego l'Aula di avere maggiore attenzione e maggiore rispetto per l'intervento del collega Boero. Ricordo però al collega Boero di cercare di mantenersi nei termini, che sono dieci minuti per ogni emendamento.
BOERO (A.N.). I termini, caro Presidente, io ci sono dentro, perché ho moltiplicato i dieci minuti per ogni emendamento.
PRESIDENTE. Per carità, anzi le ho suggerito che ha moltissimo tempo a disposizione.
BOERO (A.N.). Grazie, signor Presidente. Chiaramente non ho la presunzione di essere gradevole e di essere ascoltato da tutti, ciò che devo dire nell'interesse della categoria e nell'importanza del passaggio di questi emendamenti non può essere sottaciuto assolutamente, perché è uno dei punti nodali della legge e quindi secondo come vengono o non vengono accolti dall'Aula determinerà ovviamente il tipo di voto anche del mio Gruppo. Allora, dicevo, negare agli allevatori della fauna selvatica un loro rappresentante che senso logico ha da parte del relatore interno della Commissione? Lo deve dire non all'onorevole Boero, lo deve dire ai cacciatori con i quali ogni tanto si porge intelligentemente, con voce suadente, che lui è amico dei cacciatori, spieghi il perché alla categoria nega il diritto di rappresentanza nel Comitato regionale scientifico di tutela ambientale e del rappresentante degli allevatori della fauna selvatica. Spieghi perché nega il diritto di rappresentanza dell'ente nazionale della cinofilia italiana; è assurdo porsi contro una simile rappresentanza. In Commissione non si è raggiunta l'unanimità, ma che si porgesse contro questo rappresentante il collega Diana non mi altera, non mi fa meraviglia, è sempre coerente a se stesso. Ora in Commissione non si è raggiunta l'unanimità però questo se la memoria non mi inganna ha trovato il parere della maggioranza quasi assoluto e della Commissione; perché negare la rappresentanza della cinofilia quando il cane da caccia con le sue razze, con i suoi allevatori che della caccia vivono e si sostanziano, della caccia ne fanno quasi una poesia se non una poesia assoluta, allora negare la rappresentanza, in questo caso realmente tecnica, in questo caso realmente scientifica, a quale disegno oscuro corrisponde questa negazione, che paura può fare a chi con il mondo venatorio ancora ha difficoltà di dialogare la rappresentanza della cinofilia. Ecco la coerenza; e quando i miei emendamenti richiedono ai rappresentanti degli agricoltori, che ci devono essere in quanto il mondo della caccia deve dialogare con il mondo degli allevatori ma ne richiede una rappresentanza con titolazione di esperti nella materia di cui si tratta. Ecco che io sono coerente, caro relatore, quando richiami la mia incoerenza, io sono coerente alla titolazione scientifico-ambientale dell'organo che deve avere questa qualità. Ecco perché, caro Presidente, in sede di dichiarazione di voto, emendamento per emendamento devono venire fuori le responsabilità di chi gioca eventualmente a due tavoli o a un tavolo solo, non della maggioranza o dell'opposizione, ma nell'interesse del mondo venatorio ambientale o scientifico o di chi di questo mondo non ne vuole più l'esistenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.), relatore. Chiedo scusa ai colleghi se riprendo la parola per due chiarimenti; chiedo scusa perché, in effetti, questo articolo è importante, quasi il 10 per cento degli emendamenti sono su questo articolo. Capisco i colleghi: la legge ha tantissimi articoli, molti emendamenti, c'è un po' di stanchezza, si vuole fare in fretta, però è giusto anche che si discuta e si ascoltino i colleghi. Ci tengo però a precisare due cose: forse c'è stato un malinteso o mi sono spiegato male, in relazione all'emendamento numero 218, nel quale non ho voluto offendere né i presentatori né il contenuto dell'emendamento, non ho ritenuto l'emendamento illogico e ridicolo, ho solo precisato che qualora venisse accolto l'emendamento successivo che dà agli ambiti territoriali dimensioni dai 10 ai 15 mila, e quindi istituirebbe in Sardegna un centinaio di ambiti, quel comitato diventerebbe ridicolo, perché avrebbe una composizione di oltre 130 rappresentanze che lo renderebbe inoperativo.
Quindi non era l'emendamento, perché penso che nella volontà di chi ha proposto quell'emendamento non si ipotizzi 100 ambiti ma ne ipotizzi magari, perché ho visto l'emendamento successivo degli interessati, da 4 a 6; uno per provincia. Ovviamente per chi ne ipotizza uno per provincia, avere una rappresentanza degli ambiti nel Comitato faunistico (?) diventa un fatto normale e logico. Caso mai mi chiederei se fosse veramente accettabile quest'ipotesi, se non si creerebbe una situazione di contrapposizione tra l'ambito e la provincia o il comitato provinciale che avrebbero dimensioni e competenze identiche e avrebbero due situazioni anche queste di contrapposizione.
Quindi io volevo precisare che non ho ritenuto illogico e ridicolo l'emendamento, ho ritenuto che non poteva essere accolto perché non abbiamo ancora definito le dimensioni degli ambiti e, paradossalmente, se venisse accolto un emendamento che ridà dimensioni ridotte e quindi porterebbe ad istituire 100 ambiti, questo comitato diventerebbe, il Comitato sì, ridicolo, se composto da altre 100 rappresentanze che sarebbe inoperativo.
Quindi se sono stato frainteso ritiro perché non era certamente intenzione mia, era lungi da me l'intenzione di offendere i colleghi presentatori.
Infine però, allo stesso tempo, chiedo che altrettanto rispetto ci sia nei confronti del relatore, perché in Commissione si è lavorato su quattro progetti di legge, si è lavorato dopo mesi di discussioni e di contrapposizioni, si è trovato un punto di equilibrio e invito i colleghi a rispettare, non dico questo punto di equilibrio, perché poi ognuno è libero di sostenere le proprie motivazioni, ma rispettare chi ha lavorato con senso di responsabilità e di equilibrio. Non per essere né amico né nemico dei cacciatori, né amico né nemico di nessun altro, ma ha lavorato con senso di equilibrio e di responsabilità e ha trovato un punto di mediazione e di sintesi, e quel punto di mediazione e di sintesi lo difende, ivi compreso il fatto che si respinge, da parte del relatore, l'emendamento numero 105, che nella sua filosofia viene condiviso, ma si respinge perché si è ritenuto in Commissione di mediare rispetto a due pesi contrapposti e di mantenere al Comitato regionale faunistico i compiti deliberativi sull'aspetto più importante che era il calendario venatorio. E questo emendamento il relatore, ripeto, perché ha ritenuto questo un punto di equilibrio della Commissione, lo ha difeso respingendo un emendamento che veniva pur da un collega del proprio Gruppo. Quindi si è lavorato, non per definirsi amico o nemico di nessuno, ma con senso di responsabilità e di equilibrio.
Infine allo stesso Achille vorrei ricordare che io... Va bene l'esempio scherzoso lui non l'ha capito, ma non è questo che conta, conta il fatto che io ho detto che, a me personalmente, è indifferente se il comitato si chiami o non si chiami scientifico, ambientale e faunistico, ho detto semplicemente che può anche chiamarsi scientifico, e quindi essere accontentato Achille Boero rispetto al nome del comitato, ma questo non gli dà connotati scientifici, perché comunque è la rappresentanza e i compiti che questo comitato ha che gli dà i connotati; e i connotati scientifici noi insieme abbiamo deciso che li abbia l'Istituto regionale per la fauna selvatica. Per cui si può anche accontentare Achille Boero dandogli quel nome, ma il comitato avrà i compiti che insieme abbiamo deciso che deve avere quel comitato. Per cui non volevo anche qui fare nessuna forzatura; personalmente sono indifferente che passi o non passi quell'emendamento. Non sono tra coloro che chiederanno controprova rispetto a quell'emendamento perché come non è l'abito che fa il monaco, non è il nome che dà i connotati al comitato. Però invito ad avere - questo lo dico ad entrambi i colleghi presentatori di emendamenti - a non riportare forzatamente la discussione già avvenuta in Commissione perché il senso di equilibrio e di responsabilità ci può portare ad approvare una legge non eccezionale, ma comunque la migliore legge possibile rispetto a questioni così delicate che dividono, come l'argomento caccia.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 105. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 122. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 123. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.)
RANDACCIO (F.I.). Non è stata chiesta la controprova.
PIRAS, Segretario. E' stata chiesta; l'ha chiesta Marrocu.
BOERO (A.N.). Non è vero.
(Interruzioni)
PIRAS, Segretario. Allora io me ne vado.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 59, viene ripresa alle ore 18 e 07.)
PRESIDENTE. Capisco che l'argomento caccia sia un argomento abbastanza "sanguigno", però prego l'Assemblea di riprendere l'abituale abito. Ho già spiegato stamattina che l'Ufficio di Presidenza ha un Segretario, oggi nella persona dell'onorevole Piras, che attesta quanto succede in aula, credo con funzioni paragonabili a quelle di un notaio. Ora, se voi permettete, la Presidenza non può, anche perché non pare che ci siano motivi per farlo, disattendere ciò che il Segretario attesta. Allora riprendiamo dalla votazione sull'emendamento numero 123. E' stata chiesta la controprova. Chi lo approva alzi la mano.
CADONI (A.N.). E' entrata tanta gente che non c'era.
PRESIDENTE. Se ci sono obiezioni sull'ordine dei lavori non c'è nessun problema, basta chiedere la parola.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Io non sono perfettamente d'accordo con il Presidente allorquando afferma che il Segretario è unico giudice sulla validità o meno, anche in ordine alla richiesta di controprova, perché il Regolamento si riferisce ai Segretari, ma anche al Presidente. Quindi la prego, signor Presidente, di voler assumere ella la responsabilità di rinnovare questa votazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Nizzi. Ne ha facoltà.
NIZZI (F.I.). Presidente, tutta l'Aula chiaramente si è accorta che non è stata chiesta la controprova su questo emendamento, per cui io ritengo valida la votazione che si è tenuta, e comunque rimane una decisione del Presidente dell'Assemblea mettere o no in votazione nuovamente lo stesso emendamento già votato ed approvato. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Sulla questione di carattere procedurale. Faccio notare che tra le attribuzioni del Presidente vi è quella di vigilare sulle funzioni dei Questori e dei Segretari, ma soprattutto quella di proclamare il risultato, che mi risulta per quella votazione essere già stato effettuato. Nel momento in cui un risultato viene proclamato in quest'Aula soltanto motivi di inficiamento, di carattere procedurale, possono portare a non considerarlo, ma faccio presente che il risultato è già stato proclamato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Io faccio notare che per prassi di questa Assemblea un intervento contrario su un emendamento o su un articolo è sempre stato interpretato come richiesta di controprova. Siccome mi risulta che l'onorevole Marrocu si sia espresso contrariamente all'emendamento, per la prassi che è sempre stata seguita, questo comunque deve essere inteso come richiesta di controprova.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Siamo tutti per il rispetto del Regolamento, rispettate anche gli interventi che si svolgono, uno per volta e non con dialoghi tra intervenienti.. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, colleghi e collega Piras Segretario, ancorché convinto di quello che i miei occhi e le mie orecchie hanno visto e sentito, chiedo comunque scusa dei toni accesi da me usati perché seriamente provocato da un fatto proceduralmente comunque censurabile. Nulla di personale nei confronti di nessuno, ma è mai possibile che quando l'opposizione e le menti componenti dell'opposizione riescono a spuntarla su un emendamento succedono dei fatti strani. Poi, caro Presidente, io in questi quasi due anni di lavoro ho assistito alla sua Presidenza, della sua stimata e simpatica collega, del Presidente Gian Mario Selis, ma non ho mai assistito a un ripensamento su un risultato proclamato. Faccio mia l'osservazione del collega Bertolotti e mi meraviglio dell'intervento del collega Bonesu che evidentemente verificando, verificato e verificabile talvolta si pone a sostegno e talvolta si pone contro gli interessi della maggioranza dando interpretazioni assurde a ciò che non è mai esistito in quest'Aula da quando io ve ne faccio parte. Se poi in sede di Conferenza dei capigruppo, in sede di Regolamento, si debba introdurre questa sua fantasiosa interpretazione, beh sarà un nuovo modo di procedere ma oggi prego il collega Bonesu di risparmiarci queste sue strane difese con interpretazioni che per l'attuale non hanno consistenza. Chiedo scusa di nuovo per i miei toni accesi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Randaccio. Ne ha facoltà.
RANDACCIO (F.I.). Grazie Presidente, io mi unisco alle scuse del collega Boero non ho, come del resto tutti noi dell'opposizione, sentito la richiesta del collega Marrocu sulla comprova, mi è stato assicurato da colleghi a lui vicino che questo è stato fatto, non ho ragione di pensare sulla buona fede, sulla parola di alcun collega in quest'Aula, per cui prendo atto di questo, chiedo scusa, pregherei però i colleghi e lei, Presidente, magari poi darà le indicazioni in questi termini vista l'importanza del dibattito e visto che tutti noi evidentemente teniamo a cuore le sorti di questa legge, di dare delle indicazioni precise, certe, forti anche dei toni in maniera tale che sia inequivocabile per tutti qualsiasi tipo di richiesta e credo, con la premessa delle mie scuse se ho dato indicazioni diverse, ma insomma io ho esclusivamente sentito quel che ho sentito, quello che non ho sentito, prego i colleghi di essere più forti quali sono sicuro sanno essere, in tanti momenti, anche nel momento importante della richiesta di una comprova. Salto le mie valutazioni sulla prassi, credo che non ce ne sia bisogno. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (P.D.). Io voglio intervenire in questo dibattito procedurale perché senza fare alcun commento sulla prassi che si è instaurata nei tempi in questo Consiglio, una volta che nascono incidenti del genere mi è assolutamente oscuro e incomprensibile come possa sorgere una discussione su una votazione dando per scontato che quando si chiede chi è favorevole, e si alzano delle mani, che nessuno conta, vorrei sapere in base a quale criterio si può dire che quell'articolo o quella legge è stata approvata o respinta senza bisogno che sia richiesta la controprova. Cioè a questo punto bisogna anche che, a mio avviso, sia opportuno darsi una regolata precisa in questo campo e che non basta che si alzino una o due mani e gli altri stiano con le mani conserte, per dire che l'articolo è approvato, perché a questo punto nascono questi incidenti che non dovrebbero nascere perché non esiste votazione in cui senza la conta di quelli che sono favorevoli, di quelli che sono contrari e di quelli che si astengono, sia valida la votazione stessa. Questo è il parere che tenevo a esprimere.
PRESIDENTE. Ora se non ci sono altri interventi, poiché è evidente che sull'ordine dei lavori la parola spetta alla Presidenza, io mi farò soccorrere da quella che è l'esperienza normale di tutte le assemblee dove esiste un Segretario che attesta e un verbale che sino a prova contraria in tutte le assemblee fa fede sino a querela di falso di quello che è successo e che è la rappresentazione esatta di tutto ciò che succede in un'aula. Pertanto prego il funzionario perché dia lettura del verbale su ciò che è successo per appurare quello che sembrerebbe il nodo della discussione, se cioè Marrocu abbia chiesto o no la controprova. Che il Segretario dia lettura della bozza di verbale per vedere che cosa è successo. Così mi pare che accertiamo il fatto, dato che qui a chiunque di noi può sfuggire ma siccome c'è un segretario, un funzionario che ...
PIRAS, Segretario. Qui ci sono degli appunti del funzionario, c'è l'appunto 123 dove attesta che l'onorevole Marrocu ha chiesto la controprova. Questo è un verbale non è stato fatto adesso perché c'è un seguito.
PRESIDENTE. Forse sono andato, il verbale non è approvato, sono andato oltre il Regolamento ma tanto per verificare una verità cioè questi accertamenti, l'Ufficio della Presidenza, perché non è onnisciente e non può vedere tutto, specialmente in un'aula dove l'ordine certe volte viene un po' disatteso, allora è evidente che può anche ritornare indietro se decisioni vi siano state o che non vi sono state, e mi pare però che dall'Ufficio di Presidenza promani anche dalle dichiarazioni di parecchi colleghi, che effettivamente ci sia stata questa richiesta di controprova, a me sfuggita onestamente, ma colta da altri ai quali certamente non si può affibbiare la patente di favoritismo nei confronti dell'uno o dell'altro. Questa è stata una divagazione dell'Ufficio di Presidenza, io credo che qua se vogliamo andare avanti con uno spirito di collaborazione che vi chiede anche l'Ufficio di Presidenza, che vi chiede davvero anche l'Ufficio di Presidenza perché il compito di questa Assemblea è quello di portare avanti i lavori in modo sereno e non in altri modi. Allora io chiedo il massimo della collaborazione, prego che questi incidenti comprese le intemperanze verbali che si sono verificate, abbiano a cessare. Io ritengo in questo momento e credo di poterla assumere in perfetta buona fede la decisione che la votazione vada fatta con la controprova, perché la stessa è stata richiesta. Pertanto metto in votazione di nuovo l'emendamento numero 123 con la controprova. Chi lo approva alzi la mano.
CADONI (A.N.). Posso dire una cosa?
PRESIDENTE. Ascoltate, ognuno di voi può dirmi tutto ciò che vuole, ma io ho dato la parola sull'ordine dei lavori, bastava chiederlo, la Presidenza che è stata invitata ad assumersi le responsabilità delle decisioni non ha nessuna difficoltà ad assumersene le responsabilità, dopo parlerà mi deve scusare.
Metto in votazione l'emendamento numero 123. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
CARLONI (A.N.). Vorremmo sapere il risultato.
PRESIDENTE. Per alzata di mano non è previsto che si esprima il risultato del conteggio.
BOERO (A.N.).Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ma, ha già avuto la parola sull'ordine dei lavori, l'abbiamo ascoltata, ha esaurito l'argomento.
BOERO (A.N.). No, lei non mi ha ascoltato.
PRESIDENTE. Non ho deciso come lei forse sperava, ma l'ho ascoltata. Io le chiedo di poter andare avanti con i lavori dell'Assemblea.
BOERO (A.N.). Io ho chiesto di parlare sull'ordine dei lavori successivo a quello che lei ha già detto, non sto entrando nel merito del precedente.
PRESIDENTE. Va bene, allora. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Presidente, penso che di agitati non ci sia solo il sottoscritto e di persone, compresa la sua, che si porgono velocemente per interpretare il pensiero di chi deve prendere ancora la parola sull'ordine dei lavori, io penso sia il caso che la calmata ce la diamo tutti in quest'Aula. Allora, quando io dico che la calmata ce la dobbiamo dare tutti, ce la dobbiamo dare tutti, perché sull'ordine dei lavori oggi si spiega e ci si comprende e si va in ordine, non c'è offesa per nessuna e il Presidente dell'Aula sa che comunque non vi è animus cattivo nei suoi confronti da parte del sottoscritto né di chiunque in quest'Aula. E' un invito, poi se qualcuno ci vuole mettere il dito sul nervo scoperto, si assuma le proprie responsabilità, onorevole Balia. Comunque a noi, lei Presidente, ha giustamente per sua interpretazione che non contesto più posto avanti la votazione secondo come da richiesta, cioè della controprova, richiesta fatta dall'onorevole Marrocu che lei si è fatta certificare dal Segretario; anche se, nulla contro il Segretario, con una tempistica, per i maligni dubbia, non sua per carità, comunque sia si è svolto e si è svolto con la controprova. La controprova, da quando ci sono, in questi due anni, i voti si contano. Allora le domando, Presidente, com'è che non ci vuole porgere il numero dei voti perché votazione è avvenuta, con richiesta del collega Marrocu, acclarata e certificata, di controprova. E quando un qualsiasi collega, non ero io, le chiede gentilmente la presentazione del risultato dei voti non sta chiedendo niente di illecito. Questo è il mio pensiero sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Boero, proprio per riacquistare tutti la calma ripropongo la votazione nei termini in cui lei dice, allora sempre sul solito emendamento, chi lo approva alzi la mano. Che cosa devo contare se nessuno alza la mano? Zero?
VOCI. Zero!
PRESIDENTE. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.
(Non è approvato)
Credo che questa volta possiamo andare avanti con calma e serenità. Mi pare che non ci siano problemi, non c'è animosità da parte di nessuno, non ci sono fatti personali né nient'altro. Se posso passo all'altro emendamento che sono l'11 e il 125 abbinati.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano. Chi si astiene.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 238. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.
MILIA (F.I.). Chiedo sull'emendamento numero 121 la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 121.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 67
votanti 67
maggioranza 34
favorevoli 28
contrari 38
voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Aresu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Cadoni - Carloni - Casu - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Fantola - Federici - Ferrari - Floris - Frau - Ghirra - Giagu - Granara - Ladu - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Marracini - Marrocu - Marteddu - Masala - Milia - Montis - Nizzi - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Piras - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Scano - Secci - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 252. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Per esprimere il parere del relatore della Commissione sull'emendamento numero 14 così come proposto dal consigliere Bonesu, ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu.
MARROCU (Progr. Fed.), relatore. Il relatore è favorevole.
Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, la votazione precedente è avvenuta in un modo che anche il collega onorevole Macciotta, del quale ho apprezzato interamente il senso dell'intervento, è avvenuta in un modo rapido, quando una gran parte dei colleghi stavano riprendendo posto dopo gli esiti del risultato della votazione a scrutinio segreto.
Stavo riprendendo posto anch'io, ho fatto appena in tempo a sentire "è approvato". Adesso non porto avanti la polemica, per carità, ma facendo quest'osservazione, io dico a me stesso e ai colleghi che la pensano come me che occorre un minuto o due minuti di attesa o un richiamo all'attenzione dell'Aula su cosa si sta facendo; se l'Aula è distratta o i suoi componenti stanno guadagnando, dopo un fatto importante come quello di una votazione a scrutinio segreto, la loro posizione.
Non contesto il risultato della votazione dell'emendamento, per carità, non voglio accendere ulteriori polveri, però noi qui stiamo legiferando emendamenti, articoli devono arrivare, a mio modo di vedere, al momento della votazione, con un minimo di attenzione di noi tutti. Quindi sull'emendamento numero 14 chiaramente non mi trovo d'accordo; esprimo il mio voto contrario e chiedo la controprova perché sia chiaro chi decide una cosa e chi ne decide un'altra, al di là di chi vince.
PRESIDENTE. Il consigliere Boensu ha proposto che l'emendamento numero 14 debba essere inteso come soppressivo delle parole "restano in carica tre anni". In questo modo, non precisando termini, il comitato verrebbe rinnovato 180 giiorni dopo la scadenza della legislatura, così come prevede la legge regionale numero 11 del 1995 e così come l'emendamento si propone. Il presentatore Diana condivide la proposta, così come il relatore si è espresso poco fa. Se si è d'accordo, mi rivolgo anche all'onorevole Boero, che l'emendamento numero 14 si intenda come soppressivo parziale delle parole "restano in carica tre anni" lo porrei in votazione con questa nuova formulazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, evidentemente io stamattina ero distratto, ma mi è parso di capire che gli emendamenti verbali non erano accoglibili; mi illumini.
PRESIDENTE. Onorevole Boero, proprio per questo motivo io ho chiesto se tutti fossero d'accordo, perché se vi è l'unanimità quella preclusione cade. Poiché invece vi è una preclusione, come arguisco dal suo intervento, io pongo in votazione l'emendamento nel testo originario. Metto quindi in votazione l'emendamento numero 14 nel testo originario. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 124.
LADU (Popolari). E' stato già votato.
PRESIDENTE. Scusate, ma poi ci si rimprovera che non riusciamo a cogliere chissà che cosa. Se chi chiede la parola si fa vedere con un'alzata di mano sull'ordine dei lavori recepiamo i discorsi, se no non possiamo recepirli.
Metto in votazione l'emendamento numero 124. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 126. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 127. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 128.
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 128.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto del
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 63
maggioranza 32
favorevoli 20
contrari 42
voti nulli 1
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Aresu - Balia - Balletto - Berria - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Cadoni - Carloni - Casu - Concas - Cucca - Cugini - Degortes - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Federici - Ferrari - Floris - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Ladu - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Marracini - Marras - Marrocu - Marteddu - Masala - Milia - Montis - Nizzi - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Piras - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Scano - Secci - Tunis Gianfranco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.)
Metto in votazione l'emendamento numero 129.
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 129.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 129.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 19
Contrari 35
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Aresu - Balia - Balletto - Berria - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Carloni - Casu - Cucca - Cugini - Degortes - Demontis - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Federici - Ferrari - Frau - Ghirra - Giagu - Granara - Ladu - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Lombardo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Marras - Marrocu - Masala - Murgia - Nizzi - Obino - Oppia - Petrini - Piras - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Scano - Tunis Gianfranco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.)
Metto in votazione l'emendamento numero 130. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 218. Ha domandato di parlare il consigliere Randaccio. Ne ha facoltà.
RANDACCIO (F.I.). Grazie Presidente, l'emendamento come è chiaro a tutti ha l'intenzione di inserire un rappresentante per ogni ambito territoriale di caccia istituito in Sardegna. Allora in effetti quanto indicato dal collega Marrocu è da me recepito nel senso che l'articolo 53, che fa riferimento a questo emendamento e per cui al numero degli ambiti territoriali, potrebbe dare adito, valutando... scusa collega Siro perché era rivolto in particolare alla Commissione e a te..., allora dicevo l'articolo 53, che va ad istituire gli ambiti territoriali e anche il numero di questi ambiti territoriali, effettivamente creerebbe, magari nel momento in cui il Consiglio decidesse di istituire 100 ambiti territoriali, 100 rappresentanti, è ovvio per logica, sempre seguendo la logica, che non sarebbe operativamente valido un comitato di questo tipo. Mi rendo conto di questo, d'altra parte ritengo importante che all'interno di questo comitato ci sia comunque una presenza degli ATC. Chiedo quindi sia al collega Marrocu, quale Presidente della Commissione, e anche a tutti gli altri colleghi dell'Aula di poter rimandare la discussione di questo emendamento e quindi anche la votazione finale dell'articolo 9, dopo aver valutato e dopo aver eventualmente discusso e approvato l'articolo di riferimento, cioè l'articolo 53. Grazie.
PRESIDENTE. Sull'emendamento evidentemente, perché l'articolo è stato già votato. Onorevole Marrocu se non vi sono opposizioni la discussione sull'emendamento numero 218 e mi pare che non vi siano, la discussione sull'emendamento in discussione viene rimandata alla discussione dell'articolo 53.
MARROCU (Progr. Fed.). Nessuna difficoltà ad accogliere la proposta.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 10.
PIRAS, Segretario:
Art. 10
Compiti del Comitato regionale faunistico
1. Il Comitato regionale faunistico delibera sulla formazione del calendario venatorio.
2. Il Comitato regionale faunistico esprime parere:
a) sul Piano faunistico-venatorio regionale e sugli atti della pianificazione faunistico-venatoria;
b) sulla istituzione di divieti temporanei di caccia al fine di salvaguardare l'equilibrio del patrimonio faunistico;
c) sull'autorizzazione ad immettere selvaggina estranea alla fauna indigena;
d) sulla definizione dei procedimenti sanzionatori per le violazioni alle prescrizioni ed ai divieti previsti dalla presente legge;
e) sulla determinazione del numero degli anni di sospensione dell'autorizzazione regionale di caccia prevista dalla legislazione vigente;
f) sull'istituzione di oasi permanenti di protezione faunistica e di cattura, di zone temporanee di ripopolamento e di cattura e sui relativi programmi di gestione, di zone pubbliche o private per l'allevamento della selvaggina a scopo di studio e ripopolamento e di aziende faunistico-venatorie e agri-turistico-venatorie;
g) sui provvedimenti relativi alla detenzione e commercio della selvaggina viva e al commercio della selvaggina morta d'importazione;
h) sui ricorsi presentati, ai sensi dell'articolo 25, contro il decreto che istituisce le oasi permanenti di protezione faunistica e di cattura e le zone temporanee di ripopolamento e di cattura.
3. Il Comitato regionale faunistico formula proposte:
a) sulla vigilanza venatoria;
b) sulle iniziative volte all'educazione venatoria e naturalistica;
c) sulla protezione dell'ambiente dall'inquinamento e dagli incendi.
4. Il Comitato regionale faunistico svolge le altre funzioni ad esso attribuite dalla presente legge.
PRESIDENTE. All'articolo 10 sono stati presentati gli emendamenti numero 186, 222, 132, 15, 73, 131, 16 e 187.
Ha domandato di parlare il consigliere Randaccio. Ne ha facoltà.
RANDACCIO (F.I.). Signor Presidente, relativamente agli emendamenti numero 186 e 187 a firma mia e del collega Bertolotti, coerentemente con il ritiro dell'emendamento all'articolo precedente, intendo ritirare anche questi. Chiarisco, nell'articolo 9 nell'emendamento da me presentato dove si eliminava la parola "deliberativo" si istituiva poi l'articolo 10 con questi due emendamenti. Ora essendo decaduto l'emendamento all'articolo 9 non hanno senso neanche questi due emendamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (Progr. Fed.). Per fare propri gli emendamenti del collega Randaccio.
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'emendamento numero 186.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Presidente, chiedo scusa, ma ho la sensazione che l'emendamento numero 186 sia decaduto e comunque se approvato andrebbe in contrasto con l'articolo 9, così come è stato approvato in conseguenza dell'emendamento presentato dall'onorevole Diana. Cioè, se il Comitato non ha potere deliberativo, perché mi sembra che sia stata tolta quella parola, non può essere adesso mantenuto questo. Mi pare che sia in contrasto logico.
PRESIDENTE. E' necessario un attimo di controllo, onorevole Masala. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (Progr. Fed.). Presidente, per dichiararmi in disaccordo con il collega Masala che propone un'interpretazione che fa entrare in contrasto l'eventuale approvazione di questi emendamenti con il contenuto dell'articolo 9 appena approvato. Nell'articolo 9 quando si parla del Comitato regionale faunistico e della sua composizione si dice al comma 1 che il Comitato regionale faunistico, quale organo tecnico consultivo e deliberativo per la pianificazione, eccetera eccetera, quindi rimane questa definizione di organo deliberativo. Poi c'è una specificazione sulle cose sulle quali il Comitato regionale esprime o non esprime parere o delibera. Il fatto che non ci sia scritto su che cosa delibera non inficia il fatto che abbia un potere deliberativo, secondo la mia interpretazione, mentre coerentemente con quanto sostenuto prima io ritengo che sul calendario venatorio ci debba essere l'espressione di un semplice parere e non una delibera.
PRESIDENTE. Onorevole Boero vedo che lei alza la mano per parlare. Vediamo prima di dare lettura degli emendamenti e poi si aprirà la discussione generale. Se mi consente io prendo una decisione che ritengo che sia compatibile, poi si aprirà la discussione. Quindi adesso diamo lettura degli emendamenti e dopo in fase di discussione ognuno potrà sostenere le proprie tesi. Non me ne voglia, non mi fraintenda, altrimenti davvero non andiamo avanti, perché nel momento in cui il Segretario stava iniziando la lettura degli emendamenti si è ritenuto di dare la parola perché si riteneva che ci fossero delle istanze di ritiro degli emendamenti stessi, per snellire.
Ma se si estende questo discorso si va alla discussione, mentre invece poi ognuno potrà dire ciò che ritiene sull'emendamento e sull'articolo.
Si dia lettura degli emendamenti.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 186 ha facoltà di illustrarlo.
DIANA (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 222 ha facoltà di illustrarlo.
DIANA (Progr. Fed.). Questo emendamento si propone di eliminare le lettere c) e d) dei compiti del Comitato regionale faunistico. Sulla questione dell'autorizzazione a immettere selvaggina estranea alla fauna indigena c'è un problema, che il termine immissione tecnicamente significa liberare in natura della fauna estranea a quella autoctona. Allora siccome penso tra l'altro che questo sia un orientamento largamente condiviso, non mi pare che nella legge ci sia la possibilità di immettere in natura fauna diversa da quella autoctona, penso che sia una cosa assolutamente inutile prevedere. Tra l'altro il fatto che venga tolta questa definizione, questa parte del comma, non compromette il fatto che fauna estranea possa essere allevata per scopi amatoriali o ornamentali, ma con condizioni diverse a rispetto a quelle che sono le immissioni in natura.
La seconda parte dell'emendamento, invece, si propone di eliminare la lettera d) laddove il Comitato faunistico esprime parere sulla definizione dei processi sanzionatori per la violazione alle prescrizioni e ai divieti della presente legge. Ora tutti noi siamo consapevoli che laddove ci sono sanzioni previste, le sanzioni si applicano, e non mi pare, se io interpreto bene la parte dell'articolo, non mi pare che ci sia la necessità di definire un particolare procedimento per sanzionarle. La sanzione c'è e si applica semplicemente; e l'organo preposto non può essere, neanche in questo caso un Comitato, ma deve essere un organo istituzionale capace di assumere la responsabilità di applicare una sanzione.
Per fare un esempio banale: se io prendo una multa per divieto di sosta, non è che poi vado a farmi rappresentare dall'Automobil Club per definire il procedimento della sanzione; c'è un organo che mi attribuisce quella precisa sanzione e io pago e ho finito. Quindi lo scopo è quello di togliere al Comitato regionale faunistico compiti che, ritengo, nel primo caso vadano oltre le intenzioni contenute nella legge e, nell'altro, mi pare che sia eccessivo che la definizione dei procedimenti sanzionatori siano fatti non da un organo istituzionale, ma da un Comitato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 132 ha facoltà di illustrarlo.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, il senso di questo emendamento è di levare al Comitato regionale faunistico, nella lettera f), la possibilità di esprimere parere sulla creazione di aziende faunistico-venatorie e agroturistiche venatorie perché queste realtà devono, a mio parere, far parte del piano faunistico regionale, come poi è altresì recitato in altre parti di questa legge.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 15 ha facoltà di illustrarlo.
DIANA (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 73 ha facoltà di illustrarlo.
CARLONI (A.N.). C'è quasi la presunzione che la sanzione da erogare debba essere sempre in numero di anni; mi sembra che sia un errore manifesto perché la sanzione della sospensione dell'autorizzazione può essere data anche a mesi e non ad anni.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 131 ha facoltà di illustrarlo.
BOERO (A.N.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 16 ha facoltà di illsutrarlo.
DIANA (Progr. Fed.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 187 ha facoltà di illustrarlo.
DIANA (Progr. Fed.).Si da per illustrato
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu.
MARROCU (Progr. Fed:), relatore. Sugli emendamenti numero 186, 187 e 15, trattandosi dello stesso argomento già discusso e votato all'articolo 9, cioè i poteri deliberativi del Comitato faunistico in materia di calendario venatorio, il parere è negativo. Quindi il relatore non accoglie il 15, il 186 e il 187. Si accoglie invece l'emendamento numero 131, l'emendamento numero 73 e l'emendamento numero 132. Non si accoglie l'emendamento numero 222.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
SABA, Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta si rimette al Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, soltanto per ribadire quanto espresso in precedenza. L'articolo 9, così come è stato votato, attribuisce al Comitato regionale faunistico due sfere di poteri: un potere deliberativo e un potere consultivo. L'articolo 10 successivo, quello attualmente in discussione sostanzia questi due poteri che sono in capo al Comitato regionale faunistico e al primo comma individua proprio l'oggetto dei poteri deliberativi di questo Comitato. Pertanto non solo prendo atto del fatto che il relatore abbia dichiarato di non accogliere questo emendamento soppressivo, ma a mio giudizio sarebbe addirittura inammissibile, perché affidare un potere a un organo che non abbia come oggetto un contenuto è chiaro che non può essere assolutamente ammissibile. Pertanto confermo quanto ho detto.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 186. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato).
Metto in votazione l'emendamento numero 222. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato).
Metto in votazione l'emendamento numero 132. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato).
L'emendamento numero 15 è ritirato.
Metto in votazione l'emendamento numero 73. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato).
Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato).
L'emendamento numero 187 è decaduto.
Si dia lettura dell'articolo 11.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 11
Compiti delle Province
1. Alle Province sono attribuiti compiti di pianificazione, di tutela dell'ambiente, della fauna e in materia di caccia nei limiti di cui alla presente legge.
2. Le Province si avvalgono, quali organi tecnico-consultivi, dei Comitati provinciali faunistici.
3. Le Province, in particolare, provvedono:
a) a predisporre la proposta di piano provinciale faunistico-venatorio;
b) a predisporre ed attuare i piani di miglioramento ambientale tesi a favorire la riproduzione naturale di fauna selvatica, nonché i piani di immissione;
c) a predisporre ed attuare i piani di gestione delle oasi permanenti, di protezione faunistica e di cattura e delle zone temporanee di ripopolamento e di cattura loro affidate e a presentare all'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente le relazioni annuali delle attività svolte e dei risultati ottenuti;
d) ad istituire e regolare la gestione delle zone per l'addestramento di cani e per le gare degli stessi, anche su selvaggina allo stato naturale;
e) a vigilare sull'osservanza dei divieti fissati dalla presente legge, dal piano regionale faunistico-venatorio e dal calendario venatorio;
f) a seguire l'andamento della riproduzione delle specie selvatiche;
g) a curare l'immissione di idonee specie selvatiche autoctone;
h) ad accertare gli eventuali danni alle colture provocati dalla fauna selvatica;
i) a curare tecnicamente le operazioni di prelievo e di immissione di fauna selvatica nel territorio di competenza;
l) a collaborare con gli organismi competenti per l'attività di studi e indagine in ordine alla pianificazione del territorio a fini faunistici, alla conservazione dell'ambiente e alla lotta contro gli incendi e gli inquinamenti, alla consistenza, riproduzione e prelievo del patrimonio faunistico, alle correnti migratorie e all'esercizio della caccia;
m) a rilasciare i certificati di abilitazione venatoria;
n) a vigilare sull'attività e sul funzionamento degli organi degli ambiti territoriali di caccia;
o) a svolgere le altre funzioni attribuite dalla presente legge.
4. La Regione trasferisce alle Province risorse finanziarie per lo svolgimento delle funzioni previste dal presente articolo e per il funzionamento dei Comitati provinciali faunistici, di cui all'articolo 12, e delle Commissioni per l'abilitazione venatoria di cui all'articolo 44.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 18 e 223, che sono stati ritirati.
Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 12.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 12
Comitati provinciali faunistici
1. I Comitati provinciali faunistici di cui al comma 2 dell'articolo 11 assumono le iniziative attinenti alla pianificazione e alla disciplina dell'attività faunistico-venatoria.
2. In particolare:
a) formulano proposte in ordine alla pianificazione faunistico-venatoria provinciale;
b) formulano proposte per l'istituzione di oasi permanenti di protezione faunistica e di cattura e di zone temporanee di ripopolamento e di cattura nonché di zone pubbliche e private per l'allevamento della fauna selvatica a scopo di studio e ripopolamento;
c) formulano proposte in ordine all'immissione di idonee specie selvatiche;
d) formulano proposte per l'istituzione di zone per l'addestramento di cani e per le gare degli stessi, anche su selvaggina allo stato naturale;
e) rendono pareri su ogni altra questione che venga loro sottoposta da parte dei competenti organi provinciali.
PRESIDENTE. All'articolo 12 sono stati presentati due emendamenti di cui uno è stato ritirato. Si dia lettura dell'emendamento numero 133.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Boero per illustrare il suo emendamento.
BOERO (A.N.). Colleghi, Presidente, il senso di questo emendamento è di ridare queste competenze, questa possibilità, alle province già contenute nella vecchia legge numero 32 sulla caccia consentendo in tal modo una attività di cinofilia internazionale. Molti di voi, perlomeno tutti i colleghi non cacciatori e che non seguono, per un loro legittimo modo di vivere questo aspetto, la cinofilia, non sanno che la Sardegna è oggetto di richieste mondiali di gare su selvaggina naturale, gare che si svolgono nelle zone di divieto, oasi, zone di ripopolamento e cattura e così via discorrendo, ovviamente nei periodi in cui non si dà disturbo alla riproduzione perché in queste zone si ha il riscontro ottimale di questo tipo di selvaggina. Queste gare si svolgono esclusivamente con il cane e per il cane senza lo sparo, quindi senza l'abbattimento della selvaggina e danno all'Italia e alla Sardegna in modo particolare una possibilità con la cinofilia internazionale di notorietà turistica, di sviluppo turistico, di promozione della Sardegna nei suoi migliori aspetti naturalistici e ambientali, poiché il mondo della cinofilia, e quando parlo del mondo, parlo proprio di tutto il mondo internazionale, diciamo che conosce la Sardegna sotto questo aspetto e sarebbe veramente disdicevole che per effetto di questa legge non si potesse proseguire su qualcosa che non è prelievo venatorio, su qualche cosa che non fa danno alle specie, che invece è promozione turistica e promozione sempre migliore dell'immagine della nostra isola. Questo è il senso dell'emendamento che io spiego alla cortese attenzione dei colleghi che questo aspetto fino ad oggi non conoscevano e quindi confido nella loro attenzione a questo aspetto promozionale e turistico dell'isola. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu, relatore.
MARROCU (Progr. Fed.), relatore. Il relatore esprime parere negativo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
SABA, Assessore della difesa dell'ambiente. La Giunta si rimette al parere dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Presidente, la discussione sull'emendamento è per cercare di far capire al relatore della Commissione l'importanza di questo emendamento. Vedo che non è che mi ascolti con attenzione, forse non vuole accogliere l'importanza di questo emendamento, chiaramente se questo emendamento non viene accolto non è di certo un porgersi in modo contrario al sottoscritto, ma è un porgersi in modo contrario a quella cinofilia di cui è stato dato finalmente riconoscimento come possibilità di appartenere al comitato regionale faunistico, se questa possibilità viene negata alla cinofilia internazionale mondiale di continuare a conoscere quei siti ambientali meravigliosi che la Sardegna riserva e che ci fa preferire a livello mondiale per la creazione di gare mondiali dove vede l'Italia, la Sardegna, i sardi primeggiare, ecco questo aspetto io ritengo, ripeto, non posso che ripetere all'attenzione di tutti i colleghi, porgo questa preghiera, che si liberino dall'aspetto politico della questione e lo considerino proprio dall'aspetto promozionale della nostra Regione. Il bloccare una attività del genere, porgendosi in modo negativo, come ha attualmente espresso il collega relatore della Commissione, forse non è stato considerato negli aspetti, forse mi sono spiegato male, forse non sono riuscito a farmi capire. Non è una attività con lo sparo, non è una attività propria di caccia, è una attività sportiva, mondiale, della cinofilia mondiale, che sceglierebbe altrimenti altre regioni, altri stati e non porterebbe più quel minimo di ricchezza che giudici di stampo mondiale portano, che giurie di stampo mondiale portano perché vengono in Sardegna per queste gare che partecipanti cinofili di tutto il mondo portano in Sardegna, senza fare nessun danno, sottolineo senza fare nessun danno, perché non avviene con lo sparo, perché avviene nei tempi in cui non si dà disturbo alla riproduzione. Prego il relatore e i colleghi di capire ciò e di porgersi in modo giusto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (Progr. Fed.). Signor Presidente, colleghi solo per un breve intervento a proposito dell'emendamento numero 133; stiamo parlando dei compiti dei Comitati provinciali faunistici e stiamo parlando della possibilità che essi possano formulare proposte per l'istituzione di zone per l'addestramento dei cani e di gare per gli stessi anche su selvaggina naturale. L'emendamento del collega Boero, che ringrazio per le parole di stima che in più occasioni ha avuto modo di pronunciare in quest'aula, e che ricambio, pone il problema della possibilità che questo addestramento e queste gare possano svolgersi in aree dove è previsto il divieto per l'attività venatoria, e che queste cose avvengano senza lo sparo. Io non sono un tecnico per capire se in queste situazioni la fauna possa subire un effettivo disturbo, però io credo che noi abbiamo tante zone in Sardegna che hanno una importanza faunistica rilevante e che non sono zone precluse alla caccia, e che offrono spazi direi smisurati rispetto alla esigenza che il collega Boero pone. Andare ad interferire invece con aree che sono vietate alla caccia, che magari possono essere aree particolarmente delicate, penso ai siti dove magari ci sono i cervi, o i mufloni, eccetera, e determinare con le gare delle situazioni di disturbo mi creerebbe molti problemi. Io credo quindi, io ho presentato un emendamento per togliere la parte che diceva "anche su selvaggina allo stato naturale", mi sono poi ricreduto, mi sono fatto convincere dalle argomentazioni che anche il collega Boero ed altri hanno portato, ed ho ritirato l'emendamento ritenendo che possano esserci questo addestramento e queste gare anche su selvaggina allo stato naturale. Il fatto però che possano essere previste su spazi dove c'è il divieto dell'attività venatoria, quindi si presuppone che siano zone sottoposte ad un particolare regime di protezione, questo non mi trova d'accordo. Quindi credo che il collega Boero faccia cosa giusta a mantenere la formulazione contenuta nel punto d) dell'articolo 12, ritirando l'altro ritenendo di non avere con questo una penalizzazione particolare perché, ripeto, il territorio sardo offre una infinità di possibilità e di opportunità che garantiscono sul fatto che questa attività possa appunto svolgersi con i caratteri che il collega diceva prima.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Milia. Ne ha facoltà.
MILIA (F.I.). Signor Presidente, signori colleghi, brevemente per illustrare il parere favorevole del nostro Gruppo all'emendamento presentato dal collega Boero. Chi non conosce la cinofilia agonistica, chi non conosce il mondo della cinofilia, chi non sa che ha raggiunto in Italia vertici non dico vicini a quelli dell'ippica, ma andiamo in quella direzione, non può immaginarsi che cosa voglia dire addestrare cani su selvaggina naturale, correre la coppa Europa o il campionato del mondo su selvaggina naturale, senza lo sparo, e non ha idea degli interessi economici che si tira dietro il mondo della cinofilia. Basti pensare che una schiera di centinaia di dresseurs professionisti sono costretti, poiché in Sardegna e in poche altre regioni dove potrebbe essere svolta questa attività, non è permessa fino ad oggi, ad andare in Polonia, in Iugoslavia, in Belgio per allenare i cani degli italiani spendendo centinaia di milioni. Questo è il primo aspetto economico. Secondo aspetto, il problema del disturbo alla selvaggina è assolutamente inesistente. Terzo aspetto e mi ricollego a quanto ha detto il collega Diana, il problema non è che in Sardegna non esistano i siti dove allenare i cani, ma non esistono in questo modo, se venisse bocciato questo emendamento, i siti idonei a svolgere quel tipo di gare; perché per concentrare una gara in tre giorni e far arrivare da tutto il mondo questi dresseurs con i loro caravans al seguito, le giurie internazionali, occorrono siti dove la selvaggina è facilmente reperibile, ed è questo il succo dell'emendamento Boero, i siti dove la selvaggina è facilmente reperibile non sono altro che quelle eventuali oasi di protezione faunistica, oasi di ripopolamento e cattura dove si è sicuri che gli incontri e quindi le gare assumeranno un valore certamente qual è quello che ci si augura. Perché se si è costretti ad andare in Polonia, ad andare in Iugoslavia per allenare i cani e svolgere queste gare è perché lì esistono delle zone apposite ma che non sono zone addestramento cani, perché la zona addestramento cani, così come è previsto nel provvedimento numero 157 è una zona dove si immette della selvaggina che non vale niente, diciamocelo francamente, per dare i primi rudimenti al cane. Le zone di cui parla l'emendamento Boero sono quelle zone dove la selvaggina naturale ha comportamenti ed abitudini come quelli che deve avere la selvaggina naturale. Quindi quel tipo di cani, quel genere di cinofilia cerca queste zone e valica i confini delle Alpi spendendo centinaia di milioni per trovare queste zone. Tagliarci le mani e le gambe forse perché qualcuno non ha capito lo spirito di questo emendamento, penso che sia un disastro anche per questa nuova legge che andiamo ad approvare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Nizzi. Ne ha facoltà.
NIZZI (F.I.). Presidente, cari colleghi, è proprio per parlare dello spirito di questo emendamento; inizialmente ero un po' titubante sull'interpretazione di questa norma ma poi, vedendo esattamente quale può essere lo spirito e soprattutto nel senso dell'opportunità di lavoro che può dare questo emendamento. Sappiamo benissimo la carenza di posti di lavoro, la carenza di opportunità di lavoro che esistono nella nostra Sardegna. I cacciatori sono abituati a spendere dei soldi, per cui molto facilmente questa potrebbe divenire un'opportunità di lavoro ed una fonte di reddito per le zone dove esistono queste riserve. Per cui io propongo e chiedo agli amici di sostenere questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Signor Presidente, solo per dire che le argomentazioni degli ultimi due interventi preoccupano ancora di più. Cioè noi dovremmo avere in una zona dal 20 al 30 per cento di territorio agro-silvo-pastorale destinato alla protezione in funzione del ripopolamento e così via e questo dovrebbe servire invece, una volta che ci sia abbastanza fauna, che è stata in quell'area lasciata appositamente per favorire il ripopolamento, dovrebbe essere lo sfogo di gare di cinofilia che arrivano con caravans, come diceva Sergio Milia, che vanifica tutto lo sforzo che si è fatto nel riservare quelle aree al ripopolamento. Per cui proprio le argomentazioni che sono state portate mi fanno dire che è giusto che queste gare si facciano, ma si facciano nelle aree agro-silvo-pastorali che è il 70 per cento che rimane, minimo, del territorio agro-silvo-pastorale per l'attività venatoria senza vanificare lo sforzo che è stato fatto nel riservare le aree a zone o ad oasi di ripopolamento. Le argomentazioni riportate mi convincono quindi che è giusto respingere l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Cari colleghi, in sede di dichiarazione di voto su questo emendamento, cerco ancora una volta perché dalle simpatiche amichevoli espressioni del collega Gavino, che contraccambio, perchè pur partendo spesso in Aula da posizioni e modi di vedere abbastanza lontani, con Gavino, senza escludere nessun collega della Commissione, spesso si è trovato un modo abbastanza civile e simpatico di spiegarci, di capire le cose proprio nell'ottica decisamente ambientale. E' chiaro che far capire e condividere alcuni aspetti come questo che stiamo dibattendo adesso su questo emendamento, non è una cosa semplice. Qui adesso, rapidamente, in sede di dichiarazione di voto, insisto nel dire al collega Gavino e al collega Marrocu che non è una questione di percentuali, se mi ascolta il collega Marrocu, non è una questione di percentuali di territorio, ma è un fatto di tipologia di territorio. Queste oasi, che già esistono, queste zone di ripopolamento e cattura che già esistono, per loro natura, e senza dare, caro Gavino, problemi ai cervi, perché non è mai stata chiesta e mai verrà chiesta una gara, per esempio, nell'oasi, indipendentemente che sia del WWF dove sono i cervi, perché le gare si fanno esclusivamente con i cani da ferma, in modo particolare, e non da seguito, e anche se si fanno con cani da seguito ma non con selvaggina tipo i cervi. Questo nella cinofilia anche internazionale. Quindi non esiste questo problema; lo dico così perché è chiaro che prima di saperlo è giusta la preoccupazione che il collega Gavino, anche da questo punto di vista, esternava.
Quindi spiego ancora al collega Gavino e al collega Marrocu: non è una questione di percentuale; è una questione di tipologia di terreno, è una questione di tecnica di gara, perché sì la selvaggina naturale si trova, fortunatamente, in una certa consistenza su tutto il resto del territorio silvo-agro-pastorale, ma non si trova e non si troverà mai in quella concentrazione che queste oasi fanno trovare, hanno sempre fatto trovare per svolgere tecnicamente, in modo produttivo, questo tipo di gare.
E' la tipologia della gara che porta a privilegiare ciò che fino a oggi e fino a ieri è accaduto in Sardegna senza nessun danno, e che dovrebbe poter continuare ad accadere, perché l'incontro della selvaggina deve trovare una certa concentrazione che in queste oasi avviene. Per fare una gara nel territorio agro-silvo-pastorale, laddove in 10 ettari si possono trovare un certo numero di capi, se ne deve trovare in 100 ettari non vi è possibilità tecnica, reale di svolgere queste gare secondo i canoni a livello agonistico internazionale e mondiale.
Questo è il senso; vorrei che i colleghi mi capissero, non si sta facendo e chiedendo niente di nuovo, si sta chiedendo, con questo emendamento, di proseguire in qualche cosa che è servito e serve all'immagine della Sardegna, senza nessun danno, tanto meno ai cervi. Inviterei, se ce ne daranno la possibilità, i colleghi che giustamente hanno espresso le loro perplessità a partecipare visivamente, ospiti di queste organizzazioni a queste gare, per capire che nulla di danno vi è, ma anzi molto di promozionale, molto di etico, molto di ambientale si realizza.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 133, lo metto in votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Siccome l'ora è tarda, siamo tutti un po' stanchi, una dichiarazione di voto che precede una richiesta di votazione a scrutinio segreto quanto meno pretende un'astensione da parte dell'onorevole Boero.
BOERO (A.N.). Mi dichiaro astenuto.
Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 133
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 133.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 45
Votanti 44
Astenuti 1
Maggioranza 23
Favorevoli 21
Contrari 22
Voti nulli 1
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Ballero - Berria - Bonesu - Cadoni - Concas - Cucca - Cugini - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Federici - Ferrari - Floris - Frau - Ghirra - Giagu - Granara - Ladu - La Rosa - Liori - Lorenzoni - Macciotta - Marrocu - Masala - Milia - Nizzi - Obino - Onida - Oppia - Piras - Randaccio - Sanna Salvatore - Sassu - Scano - Secci - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il consigliere Boero.)
Metto in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (P.D.). Presidente, ai sensi del primo comma dell'articolo 100 del Regolamento, chiedo, come primo proponente, i termini per la discussione nella prima Commissione della proposta di legge numero 168, "Norme procedurali per le nomine di competenza del Consiglio regionale e della Giunta regionale relative agli organi di cui alla legge regionale numero 11 del 1995.". Chiedo i termini di quattro mesi a partire da oggi.
PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la richiesta è accolta.
I lavori del Consiglio riprenderanno domani alle ore 9 e 30.
La seduta è tolta alle ore 20 e 41.
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