Seduta n.355 del 31/07/2007 

CCCLV Seduta

(POMERIDIANA)

Martedi' 31 luglio 2007

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 17 e 19.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 24 luglio 2007 (348), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Silvio Cherchi, Davoli, Liori, Meloni e Salis hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di martedì 31 luglio 2007.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della mozione numero 129.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io non vorrei chiedere la verifica del numero legale perché veramente… non si può, quindi, civilmente sapere se il Presidente verrà, non verrà, quando è presente, aspettarlo… cioè, credo che possa essere utile qualche minuto di sospensione per capire questo, perché credo che così non si possa lavorare dignitosamente. Già stamattina, sappiamo, c'era un motivo, un impegno sicuramente importante, però il Consiglio deve sapere se è presente o non è presente il Presidente, visto che la questione lo riguarda direttamente.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, il Presidente sarà sicuramente qui il più rapidamente possibile, il problema è che si può comunque andare avanti nella discussione, nel senso che c'è la Giunta, il Presidente è puntualmente informato degli interventi e delle opinioni dei colleghi. Quindi, io proporrei di andare avanti perché abbiamo anche tardato per effetto di una riunione dell'Ufficio di Presidenza che è durata più del previsto, quindi chiederei la cortesia ai colleghi di procedere con il dibattito e con la discussione.

MORO (A.N.). Non esiste!

PRESIDENTE. Onorevole Moro, per piacere. Ma cosa non esiste! Sospendo per cinque minuti la seduta.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 21, viene ripresa alle ore 17 e 42.)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto, ricominciamo i nostri lavori. Colleghi, il Presidente ci sta raggiungendo, quindi iniziamo il nostro lavoro con gli interventi che sono previsti.

Su un incidente mortale sul lavoro all'Eurallumina di Portovesme

PRESIDENTE. Abbiamo avuto notizia che questa mattina un operaio di 29 anni di Iglesias, Simone Medas, è morto in un incidente sul lavoro travolto da un grosso filtro nello stabilimento dell'Eurallumina a Portovesme. Simone Medas si aggiunge all'elenco delle vittime dei morti sul lavoro, a lui e alla sua famiglia va il nostro pensiero. Propongo al Consiglio regionale un minuto di silenzio.

(L'Assemblea osserva un minuto di silenzio.)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Sì Presidente, sull'ordine dei lavori. Io dico questo e vorrei che i colleghi mi ascoltassero. Ormai non passa settimana che non abbiamo una morte per incidente sul lavoro. Il Consiglio regionale l'altro ieri ha votato, all'interno della legge sugli appalti, un articolo che in buona parte affronta questo discorso e questa problematica, che però è ancor più frequente in Sardegna, dove settimana per settimana si sta verificando purtroppo una tragedia. Io chiedo che sia posto all'ordine del giorno del Consiglio, e che il Consiglio dedichi una seduta a dibattere questo problema, affinché prenda effettivamente coscienza di quanto sta accadendo e si faccia un'indagine precisa sulla sicurezza delle imprese, specialmente di quelle, tipo l'Eurallumina, che hanno una grandissima importanza per l'occupazione, sia a livello locale che a livello regionale, affinché il Consiglio regionale affronti questo problema, perché non passa settimana senza che accada una tragedia sul lavoro.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Rassu. Io condivido le cose che lei dice; è pervenuta alla Presidenza una mozione sulla situazione relativa, appunto, al ripetersi di incidenti mortali sul lavoro, firmata da tutti i gruppi politici in Consiglio regionale. Quindi, poi vedremo in quale modo trattarla e affrontare l'argomento.

Continuazione della discussione della mozione La Spisa - Vargiu - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu - Farigu - Cappai - Capelli - Diana - Cassano - Dedoni - Pisano - Randazzo Vittorio - Milia - Amadu - Cuccu Franco Ignazio sulla sospensione del giudizio di parificazione del rendiconto 2006 da parte della Corte dei Conti (129)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (Gruppo Misto). Sì grazie Presidente, chiedo scusa. Poche presenze, come è capitato stamattina, e anche la settimana scorsa più volte, i lavori sono stati sospesi proprio per mancanza del numero legale. Nonostante ci siano diverse leggi da discutere, mi chiedo, se non avremmo fatto meglio, anziché imbarcarci in una inutile mozione, ad affrontare queste leggi. Ci troviamo, invece, oggi a discutere, questo sì, del solito argomento; a parlare ancora una volta della politica delle entrate. Argomento, che come ben sappiamo, ci ha portato via molto tempo anche l'anno scorso e all'inizio di quest'anno. La politica delle entrate, la vertenza sulle entrate, la ricerca delle risorse, l'utilizzo di queste risorse. Dal 2010 per la Regione Sardegna si rendono disponibili circa un miliardo e mezzo di euro, sono molto di più di una boccata di ossigeno, come si è abituati a dire, e per averli, come tutti sappiamo, abbiamo deciso di far fronte noi alla spesa sanitaria, abbiamo minacciato le cosiddette tasse sul lusso, che poi a dir la verità ci siamo pure affezionati e ce le siamo tenute, abbiamo preso in carico oneri sulla continuità territoriale, sui trasporti interni e quanto altro, e però sembrava che finisse tutto lì. E che mentre si portavano avanti le riforme ci attendessero, si attendessero meglio i tempi migliori. Due anni di sacrifici, si diceva, ma poi, poi dal 2010, come qualcuno ha detto, potremmo farci una nuova 131 ogni anno, potremo raddoppiare elettrificare le ferrovie, sarà un gioco da ragazzi con quelle risorse, insomma con quelle risorse la Sardegna avrebbe cambiato, avrebbe svoltato pagina, avrebbe cambiato volto. Quest'anno la finanziaria ha tardato ad arrivare, ma una volta arrivata è emerso che le risorse previste per il 2012, 2013, 2014 potevano essere anticipate al 2007, 2008, 2009, e ci siamo chiesti: ma si può? Qualcuno diceva boh!? Noi dello S.D.I. abbiamo da subito evidenziato le nostre forti perplessità e non soltanto perché ne abbiamo parlato fra noi, perché in qualche modo abbiamo cercato di capire anche con altri se questo era possibile. Ma dietro le assicurazioni della Presidenza del Consiglio, dietro le affermazioni convinte ed il supporto di dichiarati pareri autorevoli dell'Assessorato del bilancio, e dello stesso presidente Soru, noi dello S.D.I., con tutta la maggioranza, abbiamo convenuto che si poteva percorrere questa strada. Oggi debbo dire che tutto il Consiglio ha la responsabilità di queste scelte, avendo approvato la legge finanziaria, che contiene all'interno, appunto, questi aspetti, è il Consiglio che è coinvolto in questo. Quindi le nostre perplessità non erano, in qualche modo, superate, e non sono superate nemmeno adesso. Perché? Perché, se è vero che sul piano tecnico poteva essere un errore, un errore contabile, così come è stato detto, è sul piano politico che ritengo che l'aspetto sia più grave. Se questa legge non viene accettata dal Governo tornare indietro è difficile, correggere significa, significava e significa sicuramente perdere credibilità, significa proporre a posteriori misure correttive, soluzioni tampone, significava, questo dicevamo, e significa, vanificare i princìpi sui cui si basa, su cui si caratterizza la legge finanziaria. La nuova legge finanziaria, che abbiamo detto che è una legge importante. Ma è importante non per questi aspetti, che stanno invece emergendo, e che ci dispiace pure che emergano, ma perché all'interno della finanziaria è previsto il fondo unico, perché c'è una proposta di welfare importante sul lavoro, sull'assistenza e per il fatto che per la prima volta le risorse per gli investimenti, questo è quello che va rimarcato, e si sta rimarcando in questo periodo, hanno percentuali che sul valore complessivo del bilancio toccano il 40 per cento, come non si era mai visto. Bene, è successo quello che noi non volevamo, è successo che la Corte dei Conti, i giudici si sono espressi sulla legittimità, sulla legittimità costituzionale della legge. Loro anzi, non è che si sono pronunciati, a dir la verità, ma hanno rimesso gli atti alla Corte Costituzionale. Le leggi regionali, dal 2001, una volta approvate e promulgate, non hanno più alcun controllo preventivo, credo che noi questo lo sappiamo. C'era il controllo preventivo del Governo, che fino ad allora, se non era d'accordo, ci rinviava la legge, e se noi gliela rispedivamo così com'era stata approvata, andava dritta alla la Corte Costituzionale, quella che è la trafila che oggi la legge in questione sta facendo. Io ritengo che, lo dico naturalmente perché ne sono convinto, che qualche forma di controllo sia sempre necessaria: anche le leggi statali, le leggi nazionali, sappiamo che hanno questo controllo. Prima di essere promulgate, c'è il Presidente della Repubblica che esprime il suo parere. Per noi non è così dal 2001, e d'altronde poi c'è capitato quello che abbiamo visto: per la prima volta in Italia, per la prima volta per una Regione, la Corte dei Conti ha rimesso una legge alla Corte Costituzionale. Se lo ha fatto, non credo che lo abbia fatto con leggerezza, questo è quello che mi sembra opportuno fare emergere. Noi dello S.D.I. non diciamo, al pari di facili profeti, l'avevamo detto, noi non ci poniamo da quella parte, abbiamo votato la legge finanziaria, non solo per spirito di parte, perché se fosse stato possibile per i Sardi avere quelle risorse disponibili tra qualche anno, ma spendibili da subito, sicuramente avrebbero fatto comodo. Avrebbero fatto molto comodo. Ciò che non condividiamo è la reazione che vi è stata, pur ammettendo di aver condiviso quell'errore, è la reazione successiva che c'è stata, che non condividiamo. Da questa reazione noi ci vogliamo distinguere, e lo facciamo perché in questo non può essere spirito di parte, credo da parte di nessuno, né della maggioranza né dell'opposizione. Lo facciamo con convinzione. Che la Corte dei Conti possa svolgere un ruolo politico di parte, io mi rivolgo al presidente Soru, naturalmente, è un'affermazione che non doveva essere fatta, doveva essere evitata, è servita solo a rendere meno credibile il Presidente e questa maggioranza che rappresenta. La maggioranza del centrosinistra sicuramente può sbagliare, può sbagliare anche il Consiglio, ma non in queste cose, non mettendo in dubbio la terzietà dei giudici, questo noi sicuramente non ce l'aspettavamo. Più alto è l'incarico, più una persona ricopre incarichi alti, e credo che il presidente Soru abbia la più alta carica in questo momento nella nostra Regione, carica politica intendo, più le sue affermazioni, se sono sbagliate portano a ridurre la fiducia che il cittadino ha nelle istituzioni. E credo che questo sia uno dei problemi che noi stiamo vivendo in questo momento, questo ci va di evidenziare a noi socialisti, perché oltre questo, oltre alle riflessioni che sono emerse, a che cosa altro serve questa mozione? A chi è rivolta? Io credo che sia rivolta al Consiglio principalmente, allora se è rivolta al Consiglio, il Consiglio ha la capacità e l'autonomia per affrontare i problemi, la Corte dei Conti si è rivolta a noi. Benissimo, noi dobbiamo dare risposte facendo in modo che se è necessario vengano fuori delle proposte per modificare almeno in quella parte la legge finanziaria. Noi dello S.D.I., al pari di altri, ritenendo impropria questa mozione, e qualunque altro ordine del giorno possa scaturire su questo argomento, se ci venisse proposto il voto noi non votiamo, usciamo dall'Aula, perché non ci sembra opportuno, ci sembra opportuno invece rimarcare che attraverso questa mozione, il risultato che si sta sempre più evidenziando ancora una volta e che non ci troviamo d'accordo e che ci preoccupa molto e fortemente, è la mancanza di capacità di ascolto da parte di chi ci rappresenta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). In attesa del trepidante arrivo del Presidente, se è possibile verificare la presenza del numero legale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO ALBERTO (U.D.C.). Appoggio la richiesta.

(Appoggia la richiesta il consigliere Alberto Randazzo.)

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue la verifica)

Risultato della verifica

(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Atzeri - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Giuseppe - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Licandro - Licheri - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Moro - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.)

PRESIDENTE. Sono presenti 61 consiglieri, siamo in numero legale.

E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Colleghi, la mia profonda convinzione, anzi, il mio sentimento quasi sacrale sulle istituzioni della nostra Repubblica, e quindi anche delle nostre istituzioni autonomistiche, e il mio senso della politica profondamente maturato in oltre cinquant'anni di milizia nel Partito Socialista, e un lungo impegno quindi nella politica e nel sociale non mi consentono di affrontare questo dibattito in chiave meramente polemica ed elettoralmente utilitaristica, consapevole come sono che i fatti che anche questa mozione ci ridà l'occasione di dibattere sono fatti che nuocciono profondamente alle nostre istituzioni democratiche, che allontanano sempre di più il cittadino dalla politica e dalla fiducia nelle istituzioni. Diversamente, se invece mi adagiassi nella suggestione della polemica utilitaristica, sarei costretto a ringraziare non solo il proconsole Soru del Governo Prodi, ma tutti i suoi centurioni, per rimanere in una similitudine di configurazione repubblicana, ma sarei più portato a pensare, sarei portato a ringraziare il gran vassallo e i valvassori e i cavalier serventi che l'hanno aiutato a porre in essere questa serie di atti, che stanno allontanando sempre di più la Sardegna dai suoi processi di sviluppo in tutti i campi: economici, sociali, culturali. Lo dicono con estrema chiarezza tutti i dati relativi alla nostra situazione industriale, alla nostra situazione agricola, alla condizione della scuola, della formazione professionale, del turismo e così via. Sarebbe troppo facile, quindi, fare un intervento, ripeto, improntato in termini di propaganda elettorale. La situazione è così grave che non me lo posso permettere, io non me lo posso permettere, e non me lo voglio permettere, con la speranza che un qualcosa, prima o poi, scuota tutti quanti noi, scuota le forze politiche, in particolare del nostro sistema democratico, e ci porti ad uscire da questo tunnel, che è un tunnel che non è soltanto socio-economico, come dicevo prima, ma è un tunnel anche istituzionale e politico. Il mancato rispetto di questo Presidente, non solo nei confronti di noi poveri consiglieri, abitanti di un Consiglio ormai che raccoglie soltanto la disistima e il disprezzo del Presidente, ma un atteggiamento del Presidente che non rispetta pienamente, me lo consenta, Presidente del Consiglio, nemmeno lei, lei nel suo ruolo di Presidente, perché io sono certo che lei ha fatto ogni sforzo per cercare di raccordare questo Consiglio di cui lei è massima espressione e solenne rappresentanza, ha cercato in tutti i modi di impedire che il Governatore, così ama chiamarsi, non arrivasse al punto di avere così manifesta disistima e direi quasi disprezzo di questa istituzione del Consiglio. Altre volte ho detto che la Giunta si era ridotta ormai a una sorta di personale, assunto dalle società di interinale, che prendeva, licenziava e assumeva a piacimento. Quindi avevo detto in quell'occasione, probabilmente dibattevamo della statutaria, che, quando ci fossimo accinti ad affrontare la riforma dello Statuto, questi organi istituzionali fondamentali, come la Giunta e il Consiglio, potevamo già iscriverli come memoria istituzionale. Dissi, Presidente, al Presidente del Consiglio, forse nel mio primo intervento, che lei era figlio della crisi della politica, nel 2004, figlio della crisi dei partiti, figlio della crisi dell'intero sistema politico che in quel momento governava, dominava in Sardegna, frutto di tante legislature abbastanza tormentate, abbastanza disgreganti, o frutto della disgregazione politica, di tutti i partiti politici, perché non riguardava soltanto la legislatura dal '99 al 2004, ma riguardava anche quella dal '94 al '99. Sono state due legislature, che potremmo sottolineare senza tema di apparire artatamente drammatici, nefaste per la nostra democrazia, per la nostra autonomia. E' da lì che è nata questa Presidenza, figlia di quella crisi, e allora dissi, però, che non si facesse molte illusioni il Presidente, figlio di quella crisi, perché apparivano dei segnali di riscossa che pendevano, come dire, a far sperare in una rianimazione della politica, di quella vera, della rianimazione dei partiti in senso più positivo, e, se questo fosse avvenuto, il presidente Soru, in quest'Aula, non ci sarebbe tornato. La mia lezione, scusatemi la presunzione di questa autoaffermazione, il presidente Soru l'ha presa molto sul serio, tanto è vero che, dalla extra-politica da cui era approdato per la crisi dei partiti politici allora, adesso pensa di porvi un rimedio, candidandosi alla segreteria regionale, costituendo un partito del partito democratico, e ritiene con quello di superare l'episodio di allora, cercare di acquisire la strumentazione adesso formalmente democratica per poter tornare in questo Consiglio, questa volta vestito con i panni della più formale democrazia. Però, Presidente, mi consenta di dirle che i suoi episodi, che io non sto qui a elencare, li hanno elencati tutti i colleghi che sono intervenuti, fatti che si riferiscono a deliberati della Giunta, determinazione, ad incarichi, a Saatchi & Saatchi e dintorni, e via via discorrendo, le ombre che incombono su molti incarichi professionali. Tanto è vero che nella finanziaria si è sentito il bisogno, non partito dalla minoranza, ma dalla maggioranza, di contenere questo suo strapotere, di poter incaricare professionisti esterni all'Amministrazione, perché lei non ha soltanto poca stima dei consiglieri, pochissima stima di molti Assessori, come ha manifestato, ha poca stima della struttura regionale, dei suoi dirigenti, del suo ufficio legale, che pure sono lì, approdati dietro concorsi spesso impegnativi e molto qualificati. Lei ha disprezzo per tutti, e cerca di rimuovere tutto e di avvalersi di risorse esterne per poter meglio e al riparo di tutto esercitare questo suo bisogno incontenibile di potere. Però, concludo Presidente, a me appaiono, questi suoi comportamenti, tutti quegli atti che abbiamo elencato e potremo elencare, come esercitazioni di un campanaro che si esercita ai rintocchi della morte, della morte politica si intende, e le espressioni che oggi sono sui giornali, espressioni delle confraternite politiche che lo sorreggono, gli suggeriscono questa immagine liturgica di un funerale politico. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Farigu.

E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, onorevoli colleghi, la mozione ci propone un argomento che io ritengo molto importante. Lo ritengo importante così come ho ritenuto importante l'articolo della finanziaria che ha trattato l'argomento dell'anticipazione e della risoluzione di gran parte del problema derivante da un ingente disavanzo presente nella contabilità regionale. A quella norma, Rifondazione Comunista ha prestato attenzione nel merito sin dall'inizio, la ritiene importante, sicuramente innovativa, e anche un indice di rilievo rispetto ad un contesto normativo che si è molto modificato in questi anni, anche per quanto attiene la competenza delle Regioni in materia di contabilità pubblica. Questo lo dico perché a me pare che nel corso del dibattito si sia perso l'oggetto della questione, e che inizialmente si volesse dimostrare, secondo me in modo impossibile, perché è del tutto infondata la tesi, che ci fosse stato da parte di questo Consiglio e da parte quindi del soggetto proponente la legge finanziaria (Giunta e Presidente), una sorta di comportamento illegale, e che questo comportamento illegale fosse certificato dall'assunzione della decisione di non parificare il rendiconto da parte della Corte dei Conti. Allora, tutto questo è, come ben noto a voi tutti, assolutamente inesistente. Prima questione. Rispetto a che cosa sarebbe illegale una legge regionale che definisce determinate previsioni, per esempio quelle di cui all'articolo 1 della finanziaria del 2007, quelle relative cioè all'anticipazione di 500 milioni di euro e alla riduzione del disavanzo di un miliardo e 500 milioni circa di euro? In che cosa sarebbe illegale una legge della Regione? Una legge della Regione non può essere illegale, anzi, è assolutamente legittima, ed è legittima in ragione delle norme costituzionali. Qua si è detto: "Viola le norme costituzionali". Io me le sono andate anche a leggere le norme costituzionali e ho scoperto che ce ne sono alcune che invece dicono l'esatto contrario. Come è noto, l'articolo 117 della Costituzione è stato di recente modificato e l'articolo 117 della Costituzione attribuisce alla Regione l'iniziativa legislativa nelle materie di legislazione concorrente, all'interno del quale c'è quella della armonizzazione dei bilanci pubblici, del coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario. Cosa vuol dire questo? Possiamo aprire una lunga discussione e non è il caso, ma queste materie, cioè quelle della finanza pubblica e dell'armonizzazione della finanza pubblica con il sistema tributario, e quindi gli interventi anche in materia espositiva, sono competenza delle Regioni, le quali hanno l'iniziativa legislativa concorrente, e può il Governo dire: "questa cosa non va bene" e ricorrere alla Corte Costituzionale per far dalla stessa dichiarare, nel caso in cui non vada bene, per quali ragioni non va bene. Ma la legge è legge, e tutte le leggi che si approvano in questo Consiglio valgono, e questa rinuncia all'autonomia di questo Consiglio da parte di chi ogni tanto ne rivendica invece il valore, mi sembra assurdo, incomprensibile. Noi siamo talmente strumentali nel ragionamento che siamo arrivati a dire che gli organi di giustizia, che pure esistono perché la Carta costituzionale ne prevede l'esistenza e gli dà una funzione, come quella, per esempio, di esaminare un atto della Regione e sollevare lì le eccezioni di incostituzionalità, caso mai, di una norma, che può essere della Regione o dello Stato, ma non sostituisce l'organo legislativo, non stabilisce la verità; propone bensì ad un altro soggetto che è stato scelto anch'esso dal costituente di dirimere la questione. Quindi, legittimamente questo Consiglio regionale ha approvato le leggi finanziarie nelle quali ha introdotto quelle norme di contabilità pubblica, e ha introdotto anche le norme di nuova imposizione e le ha introdotte per dare un'utilità alla politica di cui si parla tanto solo per i costi, non c'è niente di più costoso di una cosa inutile. Se io fossi consapevole che sono qua dentro per fare cose che non servono a nulla perché sono vincolato, da una parte dalle norme comunitarie e dall'altra dai Direttori generali degli Assessorati per cui le leggi che facciamo non sono mai applicabili, Presidente, dimettiti e sciogli il Consiglio, perché non serve a nulla, è un costo, è solo un costo. Io non sono convinto di questo, sono cioè convinto che il Consiglio serva, e serva per la funzione che deve esercitare, cioè quella di fare le leggi, e quando fa le leggi, siccome rispetta la Costituzione, le leggi valgono fino a quando, così come quelle che vengono approvate dal Parlamento nazionale, non interviene un organo che ha una potestà specifica, cioè quella di verificare la costituzionalità delle norme che vengono approvate, ed è la Corte Costituzionale. Quindi noi abbiamo fatto il nostro dovere, l'abbiamo fatto bene il nostro dovere e l'abbiamo fatto bene anche per un'altra ragione, che non è solo quella del fatto che avevamo diritto a fare il nostro dovere, anzi avevamo il dovere di fare il nostro dovere; abbiamo fatto meglio, perché abbiamo introdotto delle innovazioni. Si dice: "La finanza creativa". Senza cadere in quella cosa obbrobriosa che ci ha propinato Tremonti per tanti anni, rispetto ad una situazione che è modificata perché c'è un contesto normativo europeo, c'è una modifica anche sul piano nazionale delle procedure, c'è… Noi veniamo dal bilancio di competenza, siamo passati a quello di cassa; veniamo dai capitoli e abbiamo istituito le UPB e le UPB sono delle unità previsionali di base dove è possibile una gestione più autonoma, più libera delle risorse finanziarie che sono allocate nel bilancio pubblico, cioè siamo in un progress. Non più tardi di qualche mese fa abbiamo approvato una nuova legge di contabilità e siamo passati ad un bilancio pluriennale, quadriennale che mira agli obiettivi. Anche queste disposizioni mirano agli obiettivi. L'obiettivo principale è questo: che avevamo il 2 per cento delle risorse manovrabili e questo Consiglio ha il 32 per cento delle risorse manovrabili, ed ha in questo senso recuperato utilità, perché fare leggi senza copertura finanziaria, come saremmo stati costretti se non ci fossero state queste norme, sarebbe stato inutile e inutile sarebbe stata l'esistenza di quest'Assemblea.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.

E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, la ringrazio di avermi dato la parola perché su questa materia il Consiglio regionale ha scritto centinaia di pagine e così come il Consiglio regionale anche gli organi di informazione locali, regionali e nazionali. A me preme sottolineare che la sezione giurisdizionale e le sezioni riunite della Corte dei Conti per la Regione Sardegna, come dovrebbe essere noto e non lo è, evidentemente, sono state istituite con la legge dello Stato nel 1984, con la legge numero 658, su esplicita richiesta della Regione autonoma della Sardegna perché tutto fosse trasparente e sotto controllo. L'abbiamo voluta noi la Corte dei Conti. L'articolo 2 di questa legge attribuisce alla sezione giurisdizionale di Cagliari precise funzioni tra cui, in base alle norme e ai princìpi generali concernenti l'attività giurisdizionale propria della Corte dei Conti, i giudizi di conto e di responsabilità in materia di contabilità pubblica riguardanti gli amministratori regionali, delle Province, dei Comuni, degli enti locali e di tutti gli enti operanti nella Regione autonoma della Sardegna. Questi giudizi sono regolati non solo dalla legge istitutiva della Corte dei Conti, ma anche dal testo unico delle leggi sulla Corte dei Conti e dal relativo regolamento di procedura. Contro le decisioni della sezione giurisdizionale, limitatamente alla materia di contabilità pubblica, come dispone l'articolo 4 della legge che ho citato, è ammesso appello alle sezioni riunite della Corte dei Conti. Questo stesso articolo attribuisce alle sezioni riunite regionali la deliberazione sul rendiconto generale della Regione verificato dalla sezione di controllo. La deliberazione e la relazione sul rendiconto, come recita l'ultimo capoverso di chiusura di quest'articolo 4, sono trasmesse contemporaneamente al Presidente del Consiglio regionale prima e al Presidente della Giunta regionale dopo.

Ho voluto richiamare le norme non solo per dire che la Corte dei Conti ha agito nella pienezza dei suoi poteri e delle sue funzioni, ma anche e soprattutto per ricordare che la procedura indica con chiarezza la strada da percorrere a tutela delle prerogative del Consiglio e della Giunta regionale. Quelle, non altre. Regole e procedure che nessuno di noi, a maggior ragione il Presidente della Regione, può ignorare, disconoscere e far prevalere come invece ha prevalso il sentimento, l'impulso, l'insofferenza o peggio ancora la ripulsa, come un bambino colto con le mani nel vasetto della marmellata. Ci si esprime oltretutto a giudizio, se è vero, dell'opinione pubblica, contro le istituzioni e i suoi rappresentanti, coinvolgendo tutti, e l'abbiamo sentito anche in quest'Aula, in una forma di generalizzazione e di valutazioni negative che sono invece da attribuire a pochi o a chi ritiene che la politica sia quella che è stata detta in quest'Aula, che noi siamo liberi di fare tutto quello che vogliamo, senza regole, piegando le regole al nostro desiderio, piegando le leggi a quelli che sono i nostri progetti. Questa non solo è anarchia, ma è mancanza assoluta di ogni tipo di democrazia. Noi quelle insofferenze e quelle ripulse le rifiutiamo totalmente, nella sostanza e nel metodo. Nel metodo perché chi è ai vertici della pubblica amministrazione, a tutti i livelli, deve avere sempre senso di responsabilità, accortezza e rispetto per i giudizi e le opinioni altrui, a maggior ragione quando si tratta di giudizi che sono affidati ad atti di amministrazione pubblica. Presidente, avuta conoscenza diretta del giudizio sfavorevole e severo della Corte dei Conti sulla parificazione del rendiconto 2006 del bilancio della Regione, avrebbe dovuto avere, nel manifestare la sua contrarietà ad un provvedimento che bocciava il suo modo di intendere e praticare la contabilità pubblica, che io credevo che fosse il suo modo, ma mi rendo conto è il modo di tutto il centrosinistra, un maggiore, come dire, aplomb e rimettersi serenamente al superiore giudizio invocato dalla Corte Costituzionale, producendo gli argomenti, se ne ha, di diritto a sostegno delle sue procedure e non lasciandosi andare, come ha fatto, ad esprimere anche valutazioni di carattere personale, professionale di singoli operatori della giurisdizione contabile, mettendo nel ridicolo e trascinandosi l'intera istituzione regionale, che tali valutazioni rifiuta, esprimendo, come esprimo, solidarietà ed una serena accettazione del giudizio formulato dalla Corte dei Conti, attendendo, per una completa valutazione politica nel merito, quella che sarà la decisione della Corte Costituzionale.

PRESIDENTE. Grazie.

E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Credo che il dibattito che si è svolto in queste ore all'interno di quest'Aula sia un dibattito importante; dibattito importante perché ci ha consentito di ritornare, a distanza di sette mesi, su ragionamenti che erano già stati fatti nel mese di dicembre dello scorso anno, quando il Consiglio regionale andò a votare il testo di legge dell'esercizio provvisorio. Io credo che abbia ragione il collega Paolo Maninchedda quando dice che la discussione di oggi non nasce esclusivamente o non nasce punto da un atto del Presidente della Regione Sardegna o della Giunta, ma nasce da un atto del Consiglio regionale sardo, nel senso che in quella circostanza il Presidente e la Giunta presentarono un provvedimento, il Consiglio regionale lo discusse e lo esaminò approfonditamente, e lo discusse con una serie di diversificazioni di metodo e di merito, che erano abbastanza chiare e abbastanza evidenti e che già in quella circostanza consentirono a ciascuno di noi di farsi un'idea precisa su quale fosse l'argomento del contendere. Perché nessuno contesta alla Regione Sardegna l'utilizzo di risorse aggiuntive, se non dal punto di vista politico intendo ovviamente. Negli anni della finanziaria 2007 e negli anni successivi, semplicemente già in quella circostanza noi iniziammo a dire che l'utilizzo di risorse per l'anno 2007 poteva avvenire soltanto nella certezza delle disponibilità delle risorse stesse e che qualora la certezza della disponibilità delle risorse non ci fosse stata, c'era un metodo che, per quanto per alcuni versi disdicevole e per alcuni versi fastidioso, era stato utilizzato anche dalle Amministrazioni precedenti ed era il metodo della contrazione del mutuo. Metodo che costantemente e sostanzialmente qualunque famiglia sarda utilizza ogni qualvolta ha bisogno di risorse economiche che sono, in quel momento, superiori rispetto alle entrate di cui dispone e che vanno, ovviamente, a incidere sulla disponibilità degli anni successivi perché vanno a impegnare risorse degli anni successivi.

Anche quando abbiamo avuto da discutere la finanziaria del 2007, in Commissione e in Aula, i ragionamenti sono stati dello stesso tenore, nel senso che è evidente che si è fatto anche il ragionamento su come il Governo regionale intendeva approvvigionarsi di risorse economiche, ma poi la discussione fondamentale della finanziaria non è stata sul come ci si approvvigionava delle risorse economiche, ma è stata su come si utilizzavano le risorse di cui si stava, comunque, dichiarando la disponibilità all'interno della manovra finanziaria. Cioè, era assolutamente evidente, ma ci fu un'affermazione in questo senso di diversi colleghi autorevoli della maggioranza, che se per caso non ci fosse stata, per qualunque motivo, - in questo caso dovremo dire per intervento della Corte Costituzionale e del Governo - non ci fosse stata la certificazione che le entrate che erano state poste all'interno dei capitoli di bilancio della Regione, se queste entrate non ci fossero state, comunque il Governo regionale avrebbe fatto fronte con risorse proprie alla necessità economica della Regione e non ci sarebbe stato alcun taglio rispetto a quelle che erano le proposte che la legge finanziaria e il bilancio stavano sostanzialmente certificando per la Regione Sardegna per l'anno 2007. Per cui, la maggioranza si pose in quelle circostanze - già da allora, fin da allora - il problema della ipotesi in cui le risorse che venivano messe in disponibilità per l'anno 2007 provenienti dalle annualità successive, non fossero state realisticamente disponibili. Io ricordo perfettamente, presidente Soru, che senza avere nessuna competenza tecnica in materia, ovviamente, le chiesi esplicitamente se a una famiglia fosse consentito lo stesso meccanismo di anticipazione di risorse che lei proponeva all'interno dell'esercizio provvisorio del 2006 e lei mi rispose, sostanzialmente, che lei riteneva che non ci fosse una divaricazione tra impegno e spesa perché la lentezza della spesa era comunque tale per cui le somme impegnate nella annualità 2007 sarebbero state spese quando già le disponibilità economiche ci sarebbero state. Lei mi disse in quella circostanza forse una cosa che una famiglia normale si potrebbe permettere con difficoltà, ma se noi abbiamo il problema di far studiare i nostri figli, questo è comunque un atto che dobbiamo, con responsabilità, ugualmente fare. Insomma, colleghi, già in quella circostanza la diversificazione delle condizioni era chiara, ed era altrettanto chiaro che sulla tesi che in quel momento andava esprimendo la minoranza in Consiglio regionale ci fossero comunque motivate adesioni tecniche - che comparivano oltretutto in quei giorni anche sui giornali o sui blog internettiani - che ci facevano capire come una buona parte, direi la quasi totalità del mondo accademico, del mondo che ha comunque competenze tecniche rispetto agli argomenti che si trattavano, aveva delle perplessità altrettanto forti e altrettanto grandi quali quelle che venivano espresse dalla minoranza.

Per cui, è ovvio che non possa stupire se poi il giudizio della Corte dei Conti è stato quello che ha generato lo sconcerto, che è sembrato generare sconcerto da parte di chi governa la Regione Sardegna. La cosa che probabilmente è più fastidiosa e che diventa il problema fondamentale che probabilmente oggi stiamo trattando in Aula, perché è l'unico problema nuovo rispetto alle discussioni già fatte su cui ciascuno di noi conosce il parere dell'altro, la cosa che sconcerta di più, la cosa che infastidisce di più, la cosa che sembra più fuori dalla misura e fuori dalle regole del confronto, è la reazione rispetto all'intervento della Corte dei Conti, non perché ciascuno di noi intenda difendere l'esistenza in vita della Corte dei Conti, forse quando qualcuno di voi ha sostenuto che una parte delle attività della Corte dei Conti non siano adeguate né tecnicamente nella fase di istruttoria, ma neanche probabilmente nella fase in cui viene certificato rispetto a quelle che sono moderne esigenze di contabilità pubblica, forse chi dice queste cose ha anche ragioni, ha anche frecce nel suo arco. Però io devo dire che quando la Corte dei Conti manifestava nei confronti del bilancio della Regione un atteggiamento di apprezzamento per gli sforzi di risanamento che la Corte dei Conti considerava positivi quando li registrava, nessuno si è sognato di dire che la Corte dei Conti era un organismo superato, che la Corte dei Conti non aveva più nessun senso e che la Corte dei Conti era passata rispetto alle esigenze nuove della contabilità pubblica in Sardegna. Quindi, che invece questo atteggiamento ci sia stato nel momento in cui la Corte dei Conti ha dato un giudizio che era quello sostanzialmente diffuso nel mondo accademico e non solo sul bilancio della Regione, insomma, la veemenza con cui l'atto - noi riteniamo doveroso - della Corte dei Conti è stato accolto, è tale da lasciare sconcertati. Nel senso che non sconcerta ciò che la Corte dei Conti ha rilevato, perché ciò che la Corte dei Conti ha rilevato era noto a tutti e quindi non è elemento aggiuntivo di discussione oggi in quest'Aula. Ciò che sconcerta è l'atteggiamento con cui il Governo regionale ha accolto la censura da parte della Corte dei Conti, perché un atteggiamento scomposto, di aggressione sentendosi aggrediti, in cui l'atteggiamento della Corte dei Conti è stato addirittura considerato un attacco politico rispetto alla Giunta e al Governo della Sardegna, colleghi, questo è ciò che nell'ambito del gioco democratico è assolutamente intollerabile. Il problema grosso è questo! Non è più, il problema grosso, quello relativo a poste di bilancio che voi forzando contabilmente una situazione che politicamente ritenevate di dover forzare avete fatto tra il dicembre del 2006 e l'aprile, maggio, di quest'anno. Quello che è diventato il problema più importante è la intolleranza alla critica anche quando la critica arriva dai canali tradizionalmente preposti ad esercitare questa critica che non è tollerabile in un sistema democratico. Questa è la cosa più grave che si è verificata in questi giorni o nei mesi scorsi, in seguito alla decisione della Corte dei Conti, ed è questo quello su cui tutti voi, colleghi di maggioranza, dovreste ragionare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vincenzo Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS VINCENZO (D.S.). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, signor Assessore, onorevoli colleghi, la notizia della morte all'Eurallumina di Simone Medda, oltre all'amarezza, al dolore e alla rabbia, pone anche a questo Consiglio il problema della sicurezza nei luoghi del lavoro. Su questo sarà necessario, al di là dell'ordine del giorno, indirizzare la nostra attenzione perché è inaccettabile, nel 2007, continuare a morire in questo modo assurdo.

Ritornando all'ordine del giorno, credo che la mozione numero 129 sulla sospensione del giudizio di parificazione da parte della Corte dei Conti sul rendiconto 2006, per la parte relativa alla copertura di una parte del bilancio con quote di compartecipazione relativa agli anni 2013-2015, mette in campo un'operazione strumentale, con il solo obiettivo di cancellare una scelta strategica contenuta anche nel bilancio 2007 che è di grande rilevanza per la nostra Isola, che vede nel risanamento finanziario la precondizione essenziale per riavviare lo sviluppo economico e sociale della nostra terra. E' necessario, e questo lo dico anche a qualche nuovo paladino delle libertà, inquadrare il rendiconto 2006 partendo dall'utilizzo poco produttivo delle risorse regionali avvenuto negli anni scorsi, in palese violazione dell'articolo 119 della Costituzione sui fini dell'indebitamento e dell'articolo 11 dello Statuto sulle funzioni di controllo del Consiglio. Nessuno di noi vuole mettere in discussione l'autonomia e l'autorevolezza della Corte dei Conti, siamo rispettosi del ruolo e delle funzioni che la Corte esercita nella pienezza dei suoi poteri. Anche se va detto che questo controllo è scomparso perché anacronistico in gran parte delle Regioni italiane ed appare, come scriveva Carlo Dore nei giorni scorsi, quasi un ruolo da carabiniere sulla nostra autonomia. Bisogna ricordare infatti che la riscrittura del Titolo V della Costituzione contenuta nella Legge costituzionale numero 3 del 2001 amplia i poteri legislativi delle Regioni ed elimina una serie di controlli. Questa riforma costituzionale, nel decentrare una serie di poteri dello Stato, ha dato la possibilità alle Regioni di decidere con più autonomia sul loro destino. Mi chiedo e vi chiedo: "Qual è la colpa, il delitto che è stato commesso iscrivendo a bilancio nel 2006 e nel 2007 entrate certe, garantite dallo Stato con il fine, non di arricchire qualcuno, ma di sanare una situazione debitoria che tarpava le ali all'economia sarda?" L'aver scelto questa strada evitando di contrarre nuovi mutui, liberando risorse verso lo sviluppo, non credo che possa rappresentare un attentato alla stabilità democratica del Paese, onorevole Capelli, il rilievo che viene fatto è quello delle quote in bilancio che non sono riferite all'anno di presentazione del bilancio. Bisogna ricordare che le entrate che sono iscritte a bilancio sono state certificate dall'articolo 102 della finanziaria statale dello scorso anno. A parte l'ironia dell'onorevole La Spisa che si augura che a partire dal 2010 entri realmente a pieno regime il nuovo sistema delle entrate, c'è da dire che per il periodo transitorio lo Stato riconosce di avere un debito nei confronti della Regione Sardegna, che verrà, come ricordava anche l'onorevole La Spisa, rateizzato a partire dal 2007 fino al 2009. Lo Stato non è un soggetto volatile che prende gli impegni e scompare, per cui esiste la certezza delle entrate future ed è all'interno di questa cornice che il bilancio 2006 è pienamente legittimo in tutta la sua interezza. Sono certo che la Corte Costituzionale, come ha fatto altre volte alla fine ci darà ragione perché non stiamo attentando agli interessi della Sardegna, ma stiamo difendendo, anche con misure coraggiose, nate da una situazione straordinaria caratterizzata però anche da uno scenario nuovo in termini di entrate, gli interessi della nostra Isola. Se la Corte non dovesse darci ragione, gli impegni di spesa verranno comunque mantenuti e questo è il dato politico più significativo. Il problema che si pone partendo da questo fatto e voglio dirlo in modo particolare ad una forza storica come il Partito sardo, è quello della difesa della nostra autonomia statuale che saremo chiamati a difendere anche su altre scelte che autonomamente questo Consiglio ha fatto. Qui non esistono governi amici o nemici, esiste invece secondo me un nodo che va sciolto e riguarda il grado di convincimento che abbiamo all'interno di questa Aula che rappresenta la massima espressione politica del nostro popolo, sul valore del nostro Statuto di autonomia. Il sardismo, diceva Lussu, altro non significa che appello all'iniziativa e all'autogoverno. Allora mi chiedo: "E' forse un male difendere fino in fondo il valore e l'essenza della nostra autonomia?" La cosa vera è che oggi al di là delle belle enunciazioni degli anni passati, stiamo realmente realizzando il sogno che avevano molti nostri padri autonomisti.

Mario Melis di fronte a un risultato come quello ottenuto dal presidente Renato Soru sulle servitù militari, ad iniziare dalla riacquisizione della Maddalena, avrebbe organizzato per festeggiare degnamente l'evento i balli in piazza non solo a Oliena, ma in tutta la Sardegna. Perché non ammettere con onestà intellettuale che si è riusciti ad ottenere anche con la positiva conclusione della vertenza sulle entrate, risultati impensabili fino a qualche legislatura fa? A Mauro Pili che straparla e cerca di riversare sull'azione del Governo regionale ogni giorno fiumi di veleno, sarebbe facile e scontato ricordargli che con il suo governo amico ha portato a casa risultati insufficienti e modesti. Da parte nostra ribadiamo, anche sulle cosiddette tasse sul lusso, il valore etico di quelle imposte. Per queste ragioni non soltanto non facciamo passi indietro rispetto alle scelte fatte, ma nel ribadire il nostro fermo convincimento, crediamo che si tratti per la Sardegna di riaffermare le prerogative del suo Statuto, il valore vero della nostra autonomia all'interno anche di nuovi poteri contenuti nella riforma del Titolo V della Costituzione. Per questo attenderemo con serenità il giudizio della Corte Costituzionale, confermando fin da ora, come dicevo prima, tutti gli impegni di spesa assunti che sono il frutto di una precisa scelta politica fatta non dallo Spirito Santo, ma da questo Consiglio, ed è sul valore di questa scelta che attua il programma di Governo che abbiamo presentato all'elettorato che oggi si può misurare la credibilità politica di questa maggioranza, ma permettetemi, anche la credibilità di questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Cosa c'entra l'autonomia con la sciatteria legislativa? Cosa c'entra l'autonomia con la tecnocrazia? E' la morte dell'autonomia. Cosa c'entra l'autonomia con il presidenzialismo? Cosa c'entra la protervia con lo spirito nobile dell'autonomia che l'amico Floris ha ricordato poc'anzi? Ma noi saremmo ben lieti di festeggiare se ci fosse sensibilità politica.

Questa non è un'Aula di giurisprudenza, questa è un'Aula che deve legiferare.

E la parabola politica del presidente Soru ha dimostrato tutti i limiti, perché ha violato sistematicamente le leggi e le istituzioni che non hanno chinato il capo ai suoi voleri. Cosa c'entra l'autonomia? Questo orgoglio autonomistico che appare sulla stampa, detto da gente che dal punto di vista filosofico-politico ha perseguito il centralismo e lo statalismo. Cosa c'entra col sardismo questo? Per fortuna sta emergendo la differenza genetica. Avete dilapidato quella rendita di posizione che era chiamato l'anti berlusconismo. Se qualcuno si permetteva di attaccare a testa bassa come ha fatto il presidente Soru la magistratura, veniva etichettato come eretico, quasi avesse la vocazione all'eversione istituzionale. Lui, presidente Soru, vi ha sottratto questa rendita di capitale, perché oltre che goffamente negare di aver proferito quelle frasi in conferenza stampa, ha detto che lo ha fatto Berlusconi, e lo può fare anche lui, altrimenti non è garantita la sua permanenza in questo panorama politico. Ma, noi sardisti non siamo garantisti d'inverno e anti garantisti d'estate. Io mi richiamo un po' alla coerenza, ecco perché questi signori che bofonchiano, che hanno piegato non solo la testa per il Piano paesaggistico regionale, perché ho intravisto, mi è sembrato di sentire i decibel, il mio orecchio è allenato a questi decibel del consigliere che ad orologeria cerca di disturbare chi liberamente esprime dei concetti, e quindi mi richiamo anche al presidente Spissu che spesso tira le orecchie a questi disturbatori. Ma, cosa emerge, quali sono gli elementi di perplessità di quest'attacco frontale del presidente Soru a magistrati contabili che, tra l'altro, non hanno emesso sentenze, hanno detto solo, svolgendo sino in fondo il loro dovere, che intravedevano profili di illegittimità in questa finanziaria e quindi lo sottoponevano al vaglio occhiuto della Corte Costituzionale. Che male ha fatto la Corte dei Conti, ex garantisti? Ditemelo voi! Ha svolto il proprio dovere. Allora un Presidente della Regione oltre ad essere esperto di bond e del mondo pubblicitario, dovrebbe sapere che in un regime democratico ci sono anche i contrappesi, le istituzioni che garantiscono i diritti fondamentali dei cittadini, cioè la terzietà. Questa democrazia non si può chinare tutta al proprio volere, questo noi lo dobbiamo impedire, è per questo che questa mozione oggi, con forti ritardi, è sottoposta all'attenzione del Consiglio; mozione che certamente non avrà il mio voto perché, come hanno espresso altri miei colleghi, spetta alla bravura del legislatore trovare i correttivi qualora la Corte Costituzionale confermasse il giudizio della Corte dei Conti. Però, la critica, il dissenso sono accettabili, ma devono essere canalizzati nelle sedi opportune istituzionali, devono essere fatti anche con garbo e con motivi tecnici. In poche parole, la Corte dei Conti, con un lessico un po' mimetizzato e tecniche giuridiche ha detto che se ciò che ha fatto il presidente Soru l'avesse fatto un'azienda privata saremmo di fronte ad un falso in bilancio. Ha detto chiaramente questo concetto. E siccome avvelenare i pozzi, taroccare i bilanci è uno dei reati più immorali che possano esistere, perché viene a mancare il diritto fondamentale dei cittadini, vengono ipotecate risorse future, e anche mettere in gravi difficoltà i Governi che verranno dopo, ecco perché questa, dicevo, non è un'Aula di giurisprudenza, ma dobbiamo fare politica. Dal punto di vista politico noi sardisti esprimiamo solidarietà alla Corte dei Conti e non condividiamo quest'azione di governo, ma senza offendere nessuno, senza insinuare. Abbiamo assunto questa posizione anche nel dibattito durante la finanziaria, ripetiamo questi concetti. Quindi, una seria politica di governo non deve essere solo trasparente, ma deve anche apparire tale, fuori da ogni sospetto. Invece noi assistiamo, con quest'enorme concentrazione di poteri, derivanti da questo sistema, anche al conflitto di interessi, all'emarginazione continua del Consiglio regionale che è legata alla bonomia del Presidente, che è gravato da una moltitudine di impegni. Perché, se continuava il Presidente ad assentarsi, questo Consiglio non aveva armi per onorare uno dei pochi strumenti, e blandi, in possesso dell'opposizione, della minoranza. Ma la democrazia è fatta anche dal sale cosparso dalla minoranza. Noi non abbiamo molti strumenti! E da quanti giorni che rincorriamo e pretendiamo di dibattere questa mozione, senza mortificare nessuno, ma analizzando e criticando ciò che è successo. Perché noi politicamente non condividiamo queste azioni, noi pensiamo che la magistratura, soprattutto la Corte dei Conti, deve fare fin in fondo il proprio dovere, proprio perché è un organo superiore che deve vigilare sulle azioni subordinate del Governo, in questo caso della Regione. Non bisogna mostrare insofferenza, intolleranza, a chi censura, bisogna essere sereni, tranquilli, aspettare il giudizio della Corte Costituzionale e individuare i correttivi. Questo volevo dire, caro amico Floris, e così come agli inizi dicevo che il presidente Soru rappresentava una speranza, e abbiamo appoggiato le sue azioni anche in campo di servitù militari, e ancora lo sosteniamo, però lealmente, quando non condividiamo i suoi atteggiamenti, le sue azioni di governo, glielo diciamo, poi lui ne farà l'uso che ritiene opportuno.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Atzeri.

E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Grazie Presidente. Ma, prima di questi ultimi interventi, tra cui quello del collega Atzeri, del collega Vargiu e del collega Floris, ero indeciso se votare a favore di questa mozione, per lo meno per quanto riguarda il punto 1, perché questa è una mozione utile, ben scritta, pone dei problemi corretti, perché c'è stato un fatto importante come la sospensione del giudizio della Corte dei Conti, si pongono una serie di problematiche e nell'impegno alla Giunta si chiede, per esempio, di valutare le conseguenze sull'esercizio finanziario in corso. Io dico già di essere pronto a votare la mozione fino al punto 1, perché credo che sia una richiesta legittima del Consiglio di capire meglio quali possono essere le conseguenze della sospensione del giudizio della Corte dei Conti e la sua eventuale reiterazione da parte della Corte Costituzionale. E credo che sia utile questo ruolo svolto dalla minoranza, per aiutarci a capire e per dibattere. Credo che sia meno comprensibile e meno utile quando nel dibattito parliamo di tutto tranne che della mozione. Io negli ultimi interventi ho sentito parlare di aplomb istituzionale, di galateo, di come ci si comporta con la Corte dei Conti. Il collega Atzeri ha uno strano concetto dell'offesa, perché c'è sempre qualcuno che offende, ma poi quando l'accusa è: "Taroccate i conti", evidentemente lui non offende ma sta dando un giudizio politico e non è un'offesa, quindi è curioso questo modo di discutere e di procedere. Allora io a questo punto, pur volendo votare la mozione, chiedo al collega La Spisa di ritirarla e di prepararne un'altra dove censuriamo il comportamento del Presidente della Regione e lo invitiamo a fare un corso di galateo costituzionale, in modo che impari finalmente a comportarsi con gli altri organi e faccia ripetizioni. Probabilmente il Ministro Fioroni, che oggi alle agenzie di stampa ha spiegato che gli italiani hanno un debito formativo nella matematica, si è dimenticato che forse avrebbe dovuto fare più educazione civica; però, tutti noi! Allora io non credo, colleghi, che sia utile presentare una mozione su una cosa giusta e parlare d'altro, di tasse sul lusso, di riprendere altri argomenti sullo sviluppo ecc., perché allora perdete un'occasione che voi stessi avete chiesto, di svolgere un ruolo costruttivo e utile di informazione, di controllo sugli atti della Giunta regionale. Allora, io più modestamente torno all'oggetto della mozione, per provare a capire qual è l'impatto di questa grave anticipazione di cui stiamo parlando. E la prima riflessione che vorrei fare è che questa discussione avviene in un contesto in cui le norme sulla contabilità pubblica stanno cambiando, stanno passando da un regime di cassa ad un regime di competenza. Voi pensate che le contabilità pubbliche sono così curiose, che anche se i bilanci li faccio sulle previsioni di entrate, diciamo, di ricavi e di costi, i consuntivi sono sempre sulla base della competenza. Le amministrazioni pubbliche non fanno gli stati patrimoniali, non assommano complessivamente il debito, è molto difficile rapportare per esempio i debiti finanziari rispetto a quelli che sono gli insiemi dei beni posseduti dall'amministrazione pubblica. Che ci sia una grande confusione - poi al collega Cugini chiederò se sto andando bene, visto che dispensa sempre utili suggerimenti -, su cos'è competenza, cioè su quale è il ricavo che matura, come diritto alla riscossione, anche futura, ma matura in un dato esercizio, e cos'è la cassa, cioè quando un ricavo, un diritto dove l'entrata si materializza per cassa, lo testimonia che ci sia molta confusione, proprio la relazione della Corte dei Conti, che a pagina 3 dice che non ci sono solo i 1.500 milioni di euro, ma c'è anche un'altra entrata nel bilancio del 2006 che va cassata, anche quella relativa ai 500 milioni con i quali sono state sistemate le partite dell'Iva del 2004, 2005 e 2006, e dice che: "ci sono altre poste che comportano l'iscrizione in bilancio di entrate non di competenza dell'esercizio", e precisa quali sono e dice: "per esempio i 500 milioni relativi a crediti che verranno in maturazione in anni successivi al 2006", e quindi li spiega e quindi dice che: "questi crediti relativi agli anni 2004, 2005 e 2006, siccome non vengono incassati nel 2007, non sono di competenza dell'esercizio". Ma credo che basta aver fatto un corso di ragioneria 1 per sapere che se il diritto a quell'entrata matura nel 2004, 2005 e 2006 sono obbligato, dal punto di vista di un'azienda privata, a metterlo a ricavo nel primo esercizio in cui quel diritto viene sancito. Quindi è chiaro da questa stessa documentazione della Corte dei Conti che non c'è assolutamente chiarezza su che cos'è cassa e su cos'è competenza. Perché vogliamo discutere se quei 500 milioni iscritti a bilancio del 2006 sono di competenza del 2006, se sono relativi al 2004, 2005 e 2006? Eppure la Corte dei Conti pone in rilievo che, siccome sono incassati in futuro, non sono di competenza. Ma allora stiamo parlando di bilanci per cassa o per competenza? E la Corte dei Conti lo sa che cos'è la cassa e la competenza? Dalle pagine 3 e 4 della sua relazione è chiaro di no, perché è evidente che non hanno… da questo punto di vista la Corte dei Conti non ha idea di che cosa sia una partita di competenza del 2006 perché, se relativa ad un bilancio del 2004, è di competenza. Allora, colleghi, io sto contribuendo al dibattito, sto parlando del tema. Allora, a questo punto, siccome è chiaro che c'è confusione, ed è legittimo quindi che poniamo il problema, perché la Corte dei Conti alle pagine 3 e 4, se qualcuno di noi ha studiato, dimostra, così, di essere confusa su cos'è di competenza, allora andiamo a vedere quanto vale questa fantomatica operazione, cioè andiamo a rispondere alla mozione e andiamo a vedere quanto vale l'anticipazione di 1.500 milioni di euro, perché noi cosa stiamo facendo? Non stiamo anticipando… stiamo dicendo che andiamo a pagare debiti pregressi, lasciati dal centrodestra, con i risparmi futuri. Qual era la transizione finanziaria alternativa che potevamo fare? Potevamo contrarre mutui. Cosa succede quando contraggo mutui? Devo pagare un interesse. Qual è l'interesse su 1.500 milioni di euro? Circa 70 milioni di euro. Quanto è 70 milioni di euro sul bilancio 2006? Circa l'uno per mille! Quindi voi state facendo una grande discussione su un'azione che dal punto di vista del bilancio, rispondendo alla mozione, vale l'uno per mille del bilancio! Se voi immaginate le poste con il relativo grado di incertezza di un bilancio, credo che un bilancio in assestamento, per quello che si verifica, abbia variazioni di diverse decine di punti percentuali. Quindi, stiamo dicendo che le conseguenze di questa anticipazione sono l'uno per mille, anzi lo 0,5 per mille, stiamo parlando di 70 milioni di euro su un bilancio di 6 miliardi e 200 milioni di euro.

Quindi stiamo parlando del nulla! Siccome abbiamo stabilito che stiamo parlando del nulla, dal punto di vista dell'impatto nel bilancio, andiamo a parlare di politica: dal punto di vista…siccome lei ha parlato di training autogeno, onorevole La Spisa, io il training autogeno non ho bisogno di farlo perché sono in buona fede, non lo dico 10 volte, lo dico soltanto una volta, perché credo che se noi decidiamo di pagare i debiti pregressi che ci sono stati lasciati, non da questa amministrazione, non diciamo di quale colore, perché non mi interessa, facendo i risparmi futuri… a valere sui risparmi futuri, è un'operazione che dal punto di vista contabile è virtuosa! Non è che sto taroccando i bilanci, sto rendendo meno disponibili possibilità di spese future perché non autorizzando nei mutui, nel momento in cui dovesse verificarsi l'esigenza di un pagamento, sto in qualche modo diminuendo la disponibilità di spesa oltre quelle che saranno le normali entrate della Regione. E da questo punto di vista, io non amo fare polemiche, in particolare non amo fare polemiche con il collega Maninchedda, che è un collega con il quale mi è anche successo di condividere una esperienza, un progetto, e mi dispiace che abbia nel frattempo cambiato idea, perché avrei auspicato che potesse continuare a dare un contributo pieno com'è in grado di darlo. Il collega Maninchedda fa un'operazione del tutto strumentale, devo dire purtroppo demagogica parlando del caso Parmalat, perché lui dice: "E' assimilabile al caso Parmalat!" credo che non ci sia un'affermazione più falsa, perché il caso Parmalat che cosa è stato? E' stato mettere in bilancio entrate false per coprire debiti veri, e in questo modo ricapitalizzare l'azienda, vendere azioni che non avevano quel valore agli azionisti e sottrarre azioni ai risparmiatori. Noi qui stiamo facendo il contrario! Stiamo mettendo entrate vere, che sono quelle dello Stato, e vi sfido a dire che non sono vere, perché il flusso di cassa che ci garantisce lo Stato, per effetto del PIL che cresce, cresce in tutto il dopoguerra, stiamo mettendo entrate vere per coprire debiti presunti perché i debiti che derivano dal disavanzo è tutto da dimostrare che si manifesteranno, perché non sono ancora debiti finanziari, sono obbligazioni la cui certezza maturerà quando il servizio verrà erogato. Quindi abbiamo avuto, da questo punto di vista, un atteggiamento opposto, stiamo mettendo entrate vere al servizio di debiti incerti! E' un atteggiamento contabilmente prudente. Non solo siamo in buona fede dal punto di vista politico, ma credo che la Corte dei Conti dirà che siamo anche nella piena legittimità costituzionale.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Porcu.

Ha facoltà di parlare, per la Giunta, il Presidente della Regione.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Grazie Signor Presidente. Partecipo naturalmente con impegno e con il massimo rispetto ai lavori del Consiglio. Ho partecipato anche stamattina all'introduzione del dibattito, ascoltando per intero la relazione del proponente, del primo firmatario della mozione e di alcuni consiglieri. Peraltro alcuni di quelli che ho ascoltato vedo che adesso non ci sono e quindi non ascolteranno la mia risposta. Credo che non sia strettamente necessario e indispensabile che il Presidente della Regione interrompa il proprio lavoro, anche oggi c'erano delle questioni importanti e irrinunciabili da seguire. Trovo sbagliato che il dibattito in Consiglio non possa proseguire pur in presenza dei rappresentanti della Giunta.

Peraltro si è parlato, come sempre, di tutto e di più. Si è parlato di turismo, di tiranni, di tasse, di incarichi professionali, e si è parlato anche della Corte dei Conti. Se n'è parlato senza spostare di un millimetro i convincimenti di ciascuno e credo che sia difficile spostare i convincimenti, laddove forse i convincimenti più che sulla riflessione, sul merito, nascono dai pregiudizi o dalle convenienze di schieramento o dalla necessità di portare anche fuori da quest'Aula le notizie. E mi viene voglia di rispondere un pochino a tutti. Sul turismo, cito un giornale amico, l'Unione sarda, che nella giornata di oggi, non vorrei mettere nei guai qualcuno per culpa in vigilando, riporta una lettera di un lettore che si firma con nome e cognome: "Ho fatto un giro dei principali porti della Sardegna, dalla Costa Smeralda fino a Bosa, ad Alghero, a Castelsardo, a Villasimius, per vedere di persona la situazione, sorpresa! Nella maggior parte di porti non c'è disponibilità di posti barche, anche gli operatori mi hanno detto che bisogna prenotare con largo anticipo. Ho potuto constatare che ai diportisti della tassa sul lusso non interessa granché, la stanno pagando senza problemi, e mi sorge un dubbio: tutto il baccano su questa tassa era semplice propaganda politica?". Forse sì, e anche la discussione di oggi o altre discussioni che forse abbiamo fatto in questo Consiglio regionale rischia a volte di sembrare solo dovuta ad esigenze di una qualche propaganda politica. Stando alla Corte dei Conti, capisco che possa essere una occasione ghiotta, approfittare di un titolo impreciso, o di un titolo parzialissimo, per provare a ribaltare una situazione incontrovertibile e cioè che ci sono stati cinque anni in cui le finanze della Regione sono state massacrate, in cui l'esposizione bancaria della Regione è passata da 300 milioni di euro a 3 miliardi, moltiplicata per 10, in cui il servizio del debito, la rata che bisogna pagare ogni anno, e che lasciamo anche per gli anni prossimi, è passato da circa 27 milioni a circa 370 milioni di euro. Questo è incontrovertibile, e allora proviamo a ribaltare la frittata, a far finta che in realtà questa maggioranza non stia facendo le cose o che non stia risanando la situazione finanziaria e i bilanci di ogni singolo anno, proviamo a dire che qui si truccano le carte, che c'è il caso Parmalat, proviamo…magari qualcuno ci crede! Allora, per riportare le cose con un po' di verità leggo la relazione della Corte dei Conti di quest'anno, non dell'anno scorso, di quest'anno, udienza del 28 giugno del 2007, pagina 22, mi scuserete se leggo anch'io: "Le risultanze contabili della gestione finanziaria relativa all'esercizio 2006 sono significative al di là delle variazioni percentuali in più o in meno registrate in sede di analisi del rendiconto dalla netta inversione di tendenza che l'Esecutivo ha impresso alla politica economica e finanziaria della Regione, con particolare riguardo ad un effettivo controllo delle entrate e delle spese, il conseguimento dell'obiettivo del risanamento finanziario del bilancio che già con il DPEF del 2005-2007 la Regione si è posta con carattere di priorità, si basa su un quadro assestato delle entrate, fondato sulla certezza giuridica delle ragioni del credito non soggette dunque a mutevoli e controversi calcoli dei competenti uffici. Su entrambi i versanti si intravedono gli effetti di una politica finanziaria più dinamica che da un lato ha portato all'espansione rilevante, sebbene in prospettiva, del volume delle entrate compartecipate, dall'altro ad una migliore razionalizzazione della spesa". Queste sono il paragrafo, le risultanze del Rendiconto generale. Per dire che in generale la Corte dei Conti, anche quest'anno, ha richiamato lo sforzo che si sta facendo per un maggiore controllo delle entrate e per una migliore razionalizzazione della spesa. Di cosa si è occupata la Corte dei Conti e su che cosa ha sospeso il giudizio? Su due cose: l'imputazione del bilancio 2006 di 500 milioni di IVA aggiunta alle quote già preventivamente ipotizzate dallo Stato, ma non accettate dalla Regione, per gli anni 2004, 2005 e 2006, sulla base di una transazione, di un'intesa, di una lunga discussione e dell'intesa che poi si è raggiunta in sede di Consiglio dei ministri e che è stata riflessa nella legge finanziaria del 2007 per l'anno 2004, 2005 e 2006, come è scritto nella stessa legge finanziaria; quindi, di competenza di quegli anni e quindi giustamente inserita nel bilancio del 2006, la Regione ha avuto 500 milioni di euro in più. La Corte dei Conti dice: poiché è pagato in vent'anni si sarebbe dovuto iscrivere nei prossimi vent'anni. Confondendo, come qualcuno ha già richiamato, l'annualità per cassa con l'annualità per competenza. L'annualità di bilancio non vuol dire nulla, l'annualità di bilancio vuol dire qualcosa quando alla parola annualità, qualcuno aggiunge che cosa, a che annualità si riferisce: alla cassa o alla competenza. E i bilanci ora, delle pubbliche amministrazioni, si fanno per competenza e questo bilancio, che noi abbiamo approvato, è un bilancio per competenza e, giustamente, quei 500 milioni di euro sono stati inseriti nel bilancio del 2006.

Tanto giustamente, che la stessa Corte dei Conti è divisa, la Procura dice, quindi il procuratore Scano: "Con richiamo ai princìpi e alle considerazioni svolte in precedenza, si ritiene che, per gli esercizi in riferimento, sia stata appurata la ragione del credito, il suo esatto ammontare e la persona del creditore, a nulla rilevando che il procedimento di acquisizione delle entrate, per gli importi stabiliti, giunga a compimento, per espressa disposizione di legge, in ciascuno degli anni considerati". Cioè ha detto che era giusto. Poi la Corte sta dicendo una cosa diversa, è sua facoltà dirlo, avere una posizione diversa da quella del procuratore Scano, da quella della Ragioneria generale, da quella del Ministro delle finanze, da quella del suo Governo, legittimo che abbia una posizione diversa, così come è legittimo che il Presidente della Regione difenda l'operato suo e dell'intero Consiglio regionale.

La differenza che rimane è sul miliardo e mezzo di euro, che, come qualcuno ha richiamato giustamente, sono stati anticipati o considerati nelle annualità 2013, 2014 e 2015 e portati alla copertura del disavanzo; non del disavanzo 2006, neanche di quello del 2005, neanche di quello del 2004, ma soprattutto, totalmente direi, dei disavanzi degli anni precedenti che sono stati accumulati non da questa maggioranza ma dalla maggioranza che c'ha preceduto. Cioè, è stato contestato il modo con cui non stiamo sciupando i soldi della Regione, non stiamo sprecando le future entrate che gli altri dovranno spendere, ma il modo con cui stiamo cercando di porre rimedio ai bilanci scellerati dei cinque anni precedenti. Su questo la Corte dei Conti ha un'opinione diversa e legittimamente impugna davanti alla Corte Costituzionale la legge della Regione. E' legittimo impugnarla, tutti si stracciano le vesti dalla felicità, "Finalmente!", "L'avevamo detto!", "Era sbagliato!", "Ormai se ne occupa la Corte Costituzionale, finalmente!". Volevo richiamare, lo richiamo, soprattutto e anche, al consigliere del Partito Sardo d'Azione che dice: che c'entra con l'autonomia questo pressappochismo legislativo, di questo Consiglio regionale?

ATZERI (Gruppo Misto). Sta sbagliando, non ho detto così.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Credo di aver sentito bene. Poi magari qualcuno può andare a leggersi i verbali. Che c'entra con l'autonomia questo pressappochismo di questo Consiglio regionale che legifera in maniera così imprecisa? Questo Consiglio regionale ha legiferato, in questa tredicesima legislatura, nel 2004, nel 2005, nel 2006, ed è stato già richiamato undici volte nei suoi provvedimenti all'attenzione della Corte Costituzionale. Per ora vi voglio dare una buona notizia, colleghi: abbiamo vinto cinque a zero. Per cinque volte la Corte Costituzionale ha rigettato, da qualunque parte siano venute, le impugnative del Governo, sia dal Governo del centrodestra che del centrosinistra. Vi voglio dare atto e complimentarmi con voi per la qualità del vostro lavoro, perché avete vinto cinque a zero fino a adesso in tutte…

PITTALIS (Gruppo Misto). Anche il caso Lai.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Chiedo scusa, onorevole Pittalis, non l'ho sentita, se vuole, dopo me lo può dire, magari le rispondo. Per ora non l'ho sentita e faccio fatica a sentirla anche perché è all'ultimo banco.

Quindi, avete vinto cinque a zero, avete vinto cinque a zero! La prima volta quando c'è stato detto dal Governo Berlusconi che la tutela dell'ambiente è competenza esclusiva dello Stato e, quindi, se lo Stato non se ne occupa noi non ce ne dobbiamo occupare. Rigettato. Altre volte sul Consiglio delle autonomie, altre volte sulle modalità di nomina e revoca negli enti locali. Fino anche, è questione recentissima, mi pare di due settimane fa, alla Corte Costituzionale, che rigetta l'ultimo capolavoro del Governo Berlusconi che, nell'ultima riunione del Consiglio dei ministri, ha impugnato la legge finanziaria della Regione Sardegna per il 2006. L'ha impugnata…

CAPELLI (U.D.C.). Non dica fesserie. Non si è espressa!

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Guardi, le consiglio di leggerselo con maggiore attenzione. Io preferirei non fare un dibattito, ma le consiglio di leggerselo con più dell'attenzione. Sì, guardi ce l'ho qui.

CAPELLI (U.D.C.). Non è stato contratto il mutuo!

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Evidentemente abbiamo un livello di comprensione diverso.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, poi eventualmente…

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Evidentemente abbiamo un livello di comprensione diverso, però la prego di rispettare chi sta parlando come io rispetto lei.

CAPELLI (U.D.C.). Se avesse ascoltato stamattina…

(Interruzioni dai banchi del centrosinistra)

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, per piacere…

CAPELLI (U.D.C.). Va beh, difendetelo voi…

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, noi difendiamo il diritto di parlare, così come lo difendo per lei quando parla lei.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Ma questo ormai è un classico in questo Consiglio regionale e questo è un classico del consigliere Capelli, che evidentemente ha una considerazione asimmetrica dei rapporti in Consiglio regionale, per cui qualcuno deve solamente ascoltare e quando parla dev'essere interrotto.

CAPELLI (U.D.C.). No, deve dire la verità!

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, la prego. Vada avanti, Presidente.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Se avessi un'ora la leggerei la sentenza della Corte Costituzionale di due settimane fa e proverei anche a commentarla.

Quindi, non sono preoccupato dell'ennesima impugnativa delle leggi della Regione, fino adesso ci sta andando bene e non ho motivo di dubitare che anche questa impugnativa possa andar bene e vedere premiate le capacità legislative di questo Consiglio regionale, anche perché, in questo caso particolare, ci siamo avvalsi anche della discussione ampia con la Ragioneria generale dello Stato, con i tecnici del dipartimento delle politiche fiscali e dell'economia; non solo quindi con la parte politica del Governo. E abbiamo rivisto anche con loro, successivamente all'impugnativa dalla Corte dei Conti, lo stato delle cose sul bilancio impugnato. E' stato detto: "Ma non è questo quello che conta, non è il merito che conta". Per me il merito è abbastanza importante, perché, come detto e come dice il Procuratore, a pagina 22, è importante che si sia fatta un'opera così complessa di risanamento. Qualcuno stamattina ha provato a dire: no, se quel miliardo e mezzo, quella copertura di disavanzo fosse illegittima il disavanzo torna a 3 miliardi, quindi non c'è stato nessun risanamento. Come dire che il risanamento del bilancio del paese, dello Stato italiano, non accadrà fintanto che uno non ha annullato il debito pubblico, o il disavanzo dello Stato, non essendo invece una politica di risanamento invertire le dinamiche del debito pubblico, e cioè invertire la tendenza crescente ad aumentare il debito pubblico con disavanzi d'esercizio crescenti di anno in anno. Bene, questo centrosinistra, mi pare con sacrifici, con sfide importanti, ha dato dimostrazione nel 2005, nel 2006 e col bilancio del 2007 di quello che ha fatto nella riqualificazione e nel contenimento della spesa. Quindi, quell'attività di risanamento si è compiuta e poiché è stato fatto uno sforzo importante, di cui sono grato a tutti quelli che hanno partecipato, compresi i consiglieri del centrodestra, le parti sociali e tutti quanti, lo Stato ci ha garantito da subito, ma in maniera crescente, e a regime dal 2010, maggiori entrate. Una parte di quelle maggiori spese, che abbiamo fatto nel passato, potranno essere finanziate da queste maggiori entrate. Non solo il ragionamento che abbiamo fatto con lo Stato era questo: noi abbiamo diritto ad una nuova compartecipazione, ad una compartecipazione più rispettosa dei princìpi dell'articolo 8 del nostro Statuto, ma abbiamo diritto anche ad un pregresso, a dei crediti maturati, a delle compartecipazioni che non c'avete dato, e che se ci aveste dato quei 3 miliardi di disavanzo non ci sarebbero, magari sarebbero un miliardo e mezzo. Vi ricordate, dicevamo che lo Stato ci doveva almeno un miliardo e mezzo. Bene, lo Stato ci ha dato delle nuove compartecipazioni estremamente più vantaggiose delle altre, a regime questo maggior vantaggio vale circa un miliardo e mezzo di euro all'anno, e allora era concordato addirittura con lo Stato, che una parte di queste maggiori entrate future servissero per ripianare una parte dei debiti precedenti. Capisco che siano discorsi anche un pochino difficili da fare in questa maniera, comunque aspetto in maniera serenissima il pronunciamento della Corte dei Conti. E' stato detto, ma non è nel merito, a questo punto dobbiamo parlare di come mai, io sia stato così irrispettoso, qualcuno lo ha definito di un organo superiore. Io non lo definisco un organo superiore, lo definisco la magistratura contabile, che ha le sue prerogative e le sue responsabilità, non superiori alle prerogative e alle responsabilità del Consiglio regionale e della Regione Sardegna. E io sono certamente rispettoso della loro possibilità di giudizio, ma credo che si possa essere altrettanto rispettosi del giusto diritto di critica del Presidente della Regione, che dice: state attenti che state facendo politica. Ed è vero che stanno facendo politica, lo ridico anche oggi, perché stanno entrando nel merito delle leggi della Regione sarda, stanno entrando nel merito delle leggi di bilancio del Consiglio regionale della Sardegna, che ha quest'autonomia, all'interno dei princìpi contabili riconosciuti per il paese, come ha riconosciuto la Ragioneria generale e il Ministero delle finanze. Quindi, è un momento in cui diciamo ad ogni piè sospinto: la Corte dei Conti boccia; in realtà propone un tema all'esame della Corte Costituzionale, o il Governo boccia. Per ora tutte le bocciature si sono ritrasformate in una promozione, e io sono certo che sia questa della Corte dei Conti, sia la recente impugnativa da parte del Governo sulle tasse, su alcuni aspetti almeno, si trasformeranno ancora una volta, io credo, nel riconoscimento del giusto diritto di questa Regione, che peraltro riassumo in questo modo: c'è uno Stato centralista, a prescindere dai Governi, che qualche volta esagera. Nel 2004 ci ha detto: non possiamo tutelare l'ambiente, l'ambiente lo deve tutelare lui, anche se poi non lo tutela. Nel 2006, dopo che c'è stato riconosciuto il diritto di tutelare l'ambiente, ci stiamo anche dotando autonomamente degli strumenti finanziari, delle risorse per poter esercitare quella tutela dell'ambiente, per poter esercitare quella tutela dell'ambiente e promuovere un diverso modello di sviluppo. Alla fine è veramente, è assolutamente un discorso sull'autonomia, sull'autonomia di questa Regione, che si assume la responsabilità di tutelare l'ambiente con una legge, che all'inizio c'è stata contestata in sede di Corte Costituzionale. Con l'uso della capacità impositiva che abbiamo da 40 anni, o forse più, che anch'essa ci serve per dotarci degli strumenti finanziari per esercitare questa autonomia, altrimenti l'autonomia diventa solamente un esercizio oratorio che ognuno esercita chissà come.

La sostanza è che questa maggioranza, con il bilancio del 2007, con la legge finanziaria del 2007, ha raggiunto l'equilibrio del bilancio, agendo sulle entrate e sulla riqualificazione della spesa, come parla la pagina 22 della Corte dei Conti, e che grazie ad una lotta, che tutti quanti abbiamo fatto assieme, stiamo riuscendo forse a trovare delle modalità diverse dalla accensione di nuovi mutui per il ripagamento dei debiti che sono stati contratti nei cinque anni da parte di chi ci ha preceduto. Oggi si è freddamente parlato di tutto, qualche volta non riconoscendo anche il lavoro che viene fatto da questa Amministrazione regionale, l'ultima cosa di cui si è parlato, si è parlato ancora una volta di parcelle, di…

PRESIDENTE. Prego concluda.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Altri due minuti. Un minuto. Di parcelle, di consulenze, degli sprechi. In effetti, ora mi possono sfuggire i numeri, abbiamo ridotto in maniera significativa dal 2004 al 2006 le consulenze, e tra queste le consulenze legali, per un totale, per arrivare a un totale mi pare di poco meno di 6 milioni, poi ci siamo detti che nel 2007 le avremmo voluto ridurre ulteriormente, mi pare del 50 percento. E tra queste ci sono le consulenze legali, che noi usiamo non in spregio o non fidandoci dell'Ufficio legale della Regione, che anzi cerchiamo di valorizzare, stiamo mandando in tribunale anche dei giovani in maniera che si allarghi il campo delle capacità, delle competenze che la Regione può esprimere nei tribunali amministrativi o civili della Sardegna. Però veramente è sempre due pesi e due misure. Approfitto di questa sede per citare un fatto importante. In questo momento noi stiamo avendo difficoltà a vederci restituito lo stagno di Molentargius alla periferia di Cagliari, tra Cagliari e Quartu. Ed è urgente che ci venga restituito, è urgente che ci venga restituito perché nel frattempo sono stati collaudati i lavori, sono stati consegnati, non si sa a chi consegnarli, se alla Regione, allo Stato, e non stiamo riuscendo a farceli restituire e non ci vengono restituiti in questo momento perché il problema numero 1 è la possibile parcella, o la richiesta di parcella del consulente legale nominato dalla precedente Amministrazione regionale del centrodestra. Che sta chiedendo, e ci ha citato in giudizio, 70 milioni di euro, sta chiedendo 70 milioni di euro e ci ha citato in giudizio, e ci ha citato in giudizio presso il tribunale di Roma. Io credo che, forse perché abbia qualche imbarazzo che la cosa si sappia a Cagliari, per questo ho piacere di raccontarla a tutti voi, in maniera che chi lo possa consigliare gli dica di recedere da chiedere 70 milioni di euro alla Regione, e di facilitarci questo processo di riacquisizione di beni regionali. Peraltro ci chiede 70 milioni perché: ha perso una causa davanti alla Corte Costituzionale e perdendo la causa ci chiede 13 milioni. Un nostro consulente ha vinto una causa e ci ha chiesto 10 mila euro, vuol dire 1.300 volte di meno, però ha vinto la causa, non l'ha persa. E quei beni che stiamo riuscendo ad ottenere, li stiamo ottenendo fuori da questa consulenza, che ormai abbiamo revocato per conflitto di interessi…

PRESIDENTE. … prego…

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. …e per altre amenità varie. Per chiudere, questi dibattiti sono interessanti, si parla di tutto, ci vorrebbe più tempo per parlare di tutto, ma finisco complimentandomi ancora una volta con voi, non preoccupatevi, per ora avete vinto cinque a zero.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Cosa farà la Corte Costituzionale? Cosa si fa quando si va in guerra: io dico che fino ad ora chi ha detto "vinceremo" è finito male…

(Interruzioni)

E quindi, aspetto davvero serenamente il giudizio della Corte Costituzionale, molto serenamente perché comunque e qualunque cosa decida la Corte Costituzionale, qualunque cosa decida, rimane il fatto, già segnalato, che oggi la certezza dei nostri bilanci è nelle sue mani, nelle valutazioni di questa Corte e questo già è una cosa grave. Così come è grave, ma non ho parlato io di consulenze, così come è grave ormai il problema delle consulenze. Io credo che il Presidente farebbe bene, oltre che parlare di questo consulente per la questione di Molentargius, a portarci un giorno o l'altro, l'elenco e il confronto tra le spese legali di oggi e del passato, per il volume dei contenziosi che oggi la Regione Sardegna deve affrontare, a causa dell'ostinazione con cui la Giunta regionale, il suo Presidente, i suoi Assessori confermano, ripetono decreti, non ottemperando a sentenze, per esempio del tribunale amministrativo, come è successo ad esempio per la pesca del corallo, come è successo per altre cose. E le mura e i corridori dicono che Presidente e Assessori dicono: "Non preoccupatevi, andate avanti, paga la Regione". Vorrei sapere tutte queste cose. Un giorno o l'altro, Presidente, questi conti ce li porti in Aula, oltre a fare qualche spot su qualche consulenza legale, che evidentemente le è andata storta. La verità, mi sembra, i fatti - la verità, per carità, non voglio parlare di verità in questo caso - i fatti che ci interessano sono questi. La Corte dei Conti, lei dice, ci ha lodato. Ci ha lodato? Quando? In che data? Mi sembra che ha detto a fine dicembre del 2006, sbaglio?

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. 28 giugno 2006.

LA SPISA (F.I.). Perfetto. Ora, la Corte dei Conti, quando parla di risanamento, e quando, così come dice il procuratore Scano, che lei cita, e dice esplicitamente che l'anticipazione al 2006 si risolverebbe in una palese elusione del principio dell'annualità del bilancio, sancito dall'articolo 81 della Costituzione, e che si tratta di regola fondamentale, un'operazione che si traduce in un'allocazione dagli effetti asimmetrici delle relative poste, che è tale da influire sulle risultanze definitive della gestione finanziaria 2006, e quando dice che l'importo di un miliardo e mezzo di euro stanziato incide sul carico dei residui attivi, quando dice quindi che questa posta va corretta, vuol dire una cosa semplicissima, poi che la Corte dia ragione o non dia ragione rimane un fatto. Lei ha detto: "La Corte dice che abbiamo risanato. Tutti dicono che abbiamo risanato il bilancio, perché il disavanzo è stato portato a livelli più bassi". Ma, se il disavanzo viene coperto da un'anticipazione di entrate che è illegittima, Presidente, illegittima, in questo caso, non vuole dire contro una legge regionale, significa illegittima rispetto alla norma costituzionale. Il problema che pone la Corte dei Conti alla Corte Costituzionale, e quindi in questo senso, non entra nel merito della legislazione regionale, e non fa politica. Lei continua letteralmente a confondere; forse, come dice Porcu, qualcuno confonde tra cassa e competenza. Lei continua ancora a confondere tra rispetto della legittimità ordinaria e rispetto della legittimità costituzionale, e probabilmente anche questo va affrontato. Ma io non credo che lei non conosca la distinzione, non vuole conoscerla e non vuole riconoscerla davanti a tutti. Il fatto è che il disavanzo, che a fine del 2004 era di 2 miliardi e 800 milioni, se venisse costretta la Regione a cassare l'entrata accertata di un miliardo e mezzo, e se conseguentemente dovesse essere anche cassato l'accertamento di entrata per il 2007 di altri 500 milioni, il disavanzo, dovendo voi per forza, necessariamente, o tagliare spese, cosa credo molto difficile, o ricorrere a una nuova autorizzazione al mutuo, schizzerebbe a 3 miliardi e 300 milioni di euro. Allora, di quale risanamento state parlando? Di quale risanamento state cercando di parlare per distribuirlo in pillole di propaganda, a un popolo sardo che credete davvero un popolo di allocchi? Il disavanzo reale, qualunque cosa dica la Corte Costituzionale, il disavanzo reale è questo. Non avete risanato nulla. Avete solo tagliato qualche spesa e fra l'altro male, nei posti proprio sbagliati, e avete detto anche, lei lo ha ribadito, Presidente, che la vertenza entrate si è risolta positivamente perché vi sarà un introito di un miliardo e mezzo annuo in più. Bene, prendiamo per buona questa previsione, io davvero lo spero che sia così, ma è la spesa sanitaria, è la spesa per la continuità territoriale che graverà su questi incrementi. Dove andrà, dove andrà? Questo è il risanamento di cui avete parlato. Il problema quindi che noi sottoponiamo all'attenzione di tutti è un problema reale. Noi non crediamo e non vogliamo credere alle giustificazioni che portate. Ci dite: "Ma come, siete contenti che la Corte dei Conti entri nel merito delle leggi? Siete contenti che il Governo nazionale abbia impugnato la legge?" No, non siamo contenti di questo, prendiamo atto semplicemente del fatto che queste impugnazioni nascono da una preoccupazione di certezza del diritto, di rispetto della norma costituzionale, che è stata posta a presidio della legalità, che invece in questa Regione è violata, è violata continuamente, Presidente. E non siamo solo noi a dirlo. Vi dà fastidio sentirlo dire, ma la Corte dei Conti vi ha pizzicato, pizzicato a gonfiare il bilancio, così come il vostro Governo amico vi ha pizzicato a mettere tasse contro le norme costituzionali, vi ha pizzicato su una cosa che oltretutto è ingiusta e inutile. Un vostro rappresentante, il vostro collega di Giunta, professor Pigliaru, definisce la scelta di tassare i non residenti come una scelta politicamente miope e non coraggiosa. E' troppo facile tassare chi non vota in Sardegna, Presidente, perché tanto lei, in questo modo, sa perfettamente che chi può votare, non essendo colpito, non è responsabile, non può cioè agire, come dice lucidamente nell'articolo di ieri il professor Pigliaru, non può esercitare quella funzione responsabile di controllo, che chi vota e paga le tasse può legittimamente esercitare. Ci sono altre strade. Noi abbiamo detto: "Siamo in tempo per correggerle queste norme". Facciamolo. Facciamolo, siamo disponibili responsabilmente a rivederle queste norme, ma ci rendiamo conto che siamo di fronte a un'ostinazione, un'ostinazione veramente inaudita, veramente inutile rispetto alle esigenze che voi cercate soltanto formalmente di difendere. Questa è veramente propaganda, non è quella che abbiamo fatto noi oggi, non è quella che possiamo fare per qualche minuto, per qualche ora, in questo Consiglio regionale, e che voi invece ripetutamente, e lei, Presidente, fa ripetutamente su questo tema del risanamento dei conti della Regione, in Sardegna, fuori della Sardegna, molto spesso in trasmissioni televisive o radiofoniche dove non ha un contraddittorio per poter essere in qualche modo contestato rispetto a quello che sta accadendo. Ma finalmente anche la stampa nazionale, oggi, in questi giorni, ha parlato del presidente Soru come un Presidente non solo che compie azioni mirabolanti a favore della Sardegna, ma un Presidente che è stato colto in un'azione illegittima dal suo stesso Governo amico, presieduto da chi insieme sta fondando il partito di cui vuole diventare segretario e padrone.

PRESIDENTE. Bene, colleghi, andiamo avanti. Dobbiamo mettere in votazione la mozione. Dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Certo non basterebbero tre minuti per rispondere alla replica del presidente Soru. Vede, Presidente, noi non confondiamo bilancio di competenza e bilancio di cassa, ma questo sarebbe meno grave rispetto a chi confonde l'autonomia con l'indipendentismo e con l'anarchia. Stamattina, come altre volte ho fatto, ho discusso dello Stato di diritto e della certezza di diritto, e non sono felice, come lei ritiene possa essere. Io sono politicamente decisamente infelice, e le sue parole rendono ancora più triste questa infelicità. Sono felice per tanti altri motivi nella mia vita, fortunatamente, per questo devo dire che condivido l'infelicità dei sardi su queste esperienze. Mi sono permesso di interromperla, Presidente, per tutta una serie di imprecisioni, che ovviamente in tre minuti non posso dimostrare, ma i colleghi potranno leggere la sentenza a cui lei ha fatto riferimento. Così come trovo molto scorretto, decisamente scorretto quanto lei ha detto per esempio sull'incarico agli avvocati, fatti dalla nostra Giunta. Quegli avvocati hanno consentito che lei rientrasse in possesso, la Regione sarda… vede, anche io sbaglio, dico lei, mi sto quasi convincendo che lei sia la Sardegna, ma la responsabilità di tutto questo non è sua, è di questi signori, dei cavalier serventi che non hanno il coraggio di contraddire quello che dice. Lei ha riavuto la Manifattura tabacchi, la Sardegna, grazie a quell'intervento e a quella sentenza, e anzi, le devo dire che con delibera del 28 settembre 2006, lei ha rinunciato a decine di miliardi di lire di danni per accettare la transazione per l'illecita occupazione della Manifattura tabacchi da parte dello Stato. Come vede ho fatto memoria, ma cosa ben diversa è che mai lei ha cercato di discutere dei 700 milioni e passa di euro che lei sta concedendo all'architetto Koolhaas illegittimamente per lo studio di Sant'Elia, e non riesce ancora a formalizzare quella delibera perché sa che non è possibile la formalizzazione di quella delibera. Vede Presidente, io le ho detto una volta: "Io confido e mi auguro che lei dimostri la sua buona fede". In tre anni, da quel giorno, il giorno dell'insediamento, lei non è riuscito ancora a convincermi; ben poca cosa, ben poca cosa! Come lei sta pensando in questo momento, perché il suo pensiero è di facile lettura. Peggio è, invece, che qualcuno continui a sostenere questa lucida follia del Governo della Sardegna.

PRESIDENTE. Va bene colleghi, si misurano le parole. Onorevole Capelli, come vota?

CAPELLI (U.D.C.). A lei cosa sembra?

PRESIDENTE. Non a me cosa sembra, lei cosa dichiara, dato che è una dichiarazione di voto?

CAPELLI (U.D.C.). Allora, prima di tutto non le consento di esprimere giudizi sui miei interventi, e in ogni caso voto a favore della mozione…

PRESIDENTE. No, io esprimo giudizi sulle parole. Bene, per questo ha preso la parola, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). No, lei dovrebbe invece esprimere giudizi sugli atteggiamenti che si assumono in questa Aula.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, si accomodi.

Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Condivido il richiamo ai toni, del Presidente del Consiglio. Intervengo per dire due cose. Il Presidente della Giunta ha detto delle cose importanti in Aula e cerco di essere sintetico rispetto alle sue affermazioni. Sul merito. Io ho letto la relazione della Corte dei Conti e del procuratore, ho letto anche quella precedentemente inviata a questo Consiglio, voluminosa, che le consiglio di leggere e che non riassumo. Però sul merito la Corte dei Conti dice questo: la legge del dicembre 2006 con cui noi abbattiamo, usando le entrate al futuro, il disavanzo, utilizza un istituto, che è l'accertamento di entrate. L'accertamento di entrate è un istituto che riguarda soldi veri che abbiamo. Questi non sono soldi veri. Lei ha detto un'altra cosa che spiega quale è la sua intenzione, e cioè dice: "Io sono un amministratore virtuoso" e bisogna riconoscere che nell'anno, nell'esercizio, i suoi disavanzi non sono quelli degli anni precedenti; questo è oggettivo. Per cui lei si riserva, gestendo bene la cassa, di non contrarre nuovi mutui, e quindi, progressivamente, attraverso questo artificio, riuscire ad abbattere il disavanzo. In sostanza la grave illegittimità formale lei la contempera con una virtù di fatto di gestione di cassa; questa è la sua idea, però siccome domani non ci sarà lei, questo è un istituto che può portarci lontano e io di fronte ad un potere che sta sopra le regole ho paura per la mia libertà, io contesto l'istituto. Poi lei ha detto un'altra cosa. Ha parlato delle politiche fiscali e del modo di intendere l'autonomia. Su questo bisognerebbe aprire un grande dibattito. Io credo che quello di oggi sia stato un dibattito un po' inconcludente, però c'è un elemento sostanziale per cui dico oggi, come ho già detto, che non voterò, ma c'è un elemento sostanziale. La politica fiscale che noi abbiamo sempre rivendicato, dal Governo ha avuto scritto, una volta i sette decimi, adesso i nove decimi. Il Governo, con un ordine del giorno del Senato ci dava i tre decimi, quindi una legge non è una certezza, purtroppo è così, l'abbiano imparato nel passato. C'è invece un'attesa dei sardi sulla politica fiscale che è quella che non può essere la pressione fiscale uguale a quella che c'è nel resto d'Italia che ancora è disattesa, e che attende che questo Consiglio se ne occupi, perché quelle sono le politiche di cui abbiamo bisogno, le politiche che abbassino le tasse che dall'Unità d'Italia sono uguali anche in Sardegna e non è giusto che lo siano.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Maninchedda.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Intanto per esprimere una positiva valutazione sul dibattito suscitato dalla mozione presentata dal centrodestra, perché ha consentito di mettere l'accento su diversi aspetti, e chiarire anche molte questioni. Condivido molte perplessità che sono state espresse in questa Aula, nonostante le dichiarazioni rassicuranti del presidente Soru. Tuttavia voterò contro questa mozione per due diversi motivi. Il primo è di carattere pratico. Oggi votare a favore di questo provvedimento non ha senso, perché non modifica la sostanza di quanto è avvenuto. Il secondo, perché come socialista mi sembra doveroso, in attesa del giudizio della Corte Costituzionale, porre eventualmente rimedio alla situazione che si è venuta a creare. Sono quindi pronta a contribuire e a sottoscrivere la proposta di legge che il collega Maninchedda e altri colleghi si accingono a presentare alla ripresa dei lavori subito dopo le ferie estive, ma in questo momento ritengo di dover votare contro la mozione. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Io non entro nel merito dei tanti ragionamenti abbastanza complessi, perché non sono né economista né un redattore di bilanci, mi baso sempre sulla mia poca competenza, ma sulla realtà dei fatti. Dice un nostro proverbio sardo: "A contos male fattos si bi torrat". E cioè, se si è sbagliato è necessario rimediare. Dall'ultima frase detta dal Presidente quasi a conclusione del suo discorso ho capito, e si è fatto capire, in quanto ha detto: se il Governo ci avesse fatto incassare… in altre parole ha detto questo… i crediti pregressi, avremmo avuto una situazione di bilancio chiaramente pareggiata, giusta. E' penso che sia dipeso tutto da questa mancanza di rispetto dell'impegno che probabilmente il Governo ha preso con il Governo regionale, e cioè l'autorizzazione ad oggi delle entrate future per coprire praticamente quelle che sono le spese in più che lo Stato, almeno con l'accordo che ha fatto con la Regione, ci ha imposto, ad iniziare dalla sanità; sta qui il vero buco, perché la verità sta qui. Alle spese accertate attualmente, non abbiamo, in questo momento, l'autorizzazione delle entrate future. Partendo dal presupposto che la Corte Costituzionale dia ragione a questa nuova impostazione di bilancio, la possiamo chiamare artifizio, la possiamo chiamare finanza creativa o qualsivoglia, ammesso e non concesso resta un dato di fatto che se la Corte Costituzionale ci desse ragione noi avremo le spese coperte oggi con entrate che debbono arrivare nel futuro, e quindi avremo il Governo futuro o chi per lui che, di fatto, si troverebbe, in mancanza di queste entrate future che noi, nel nostro bilancio, utilizzeremo ora e quindi rifaremo mancare per il futuro. Allora io dico questo; tutto questo per che cosa? Per non accendere un mutuo che poteva coprire queste spese? Questa è in parole semplici la questione. Probabilmente saremo costretti ad attuare una variazione di bilancio e quindi ad arrivare sempre a quella accensione del mutuo. Per cui mi domando: era proprio necessario tutto questo se si dovesse arrivare per forza alla variazione di bilancio e quindi ad accendere anche un mutuo per coprire l'autorizzazione delle entrate future? Perché se ciò fosse stato fatto nessuno avrebbe potuto dire niente perché la mancanza delle entrate attualmente ipotizzate nel futuro sarebbe stata coperta dal mutuo. Ecco quindi che mi dico: probabilmente a contos male fattos si bi deve torrare, ma con molta serenità perché è stata intentata. Io questo sinceramente…

Sto chiudendo, Presidente.

PRESIDENTE. Concluda, onorevole Rassu.

RASSU (F.I.). E' stata intentata una nuova formula, un nuovo modo che probabilmente non è andato in porto, e nel caso così fosse, si affaccia la variazione di bilancio. Io chiaramente voto a favore della mozione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Rassu.

Ha domandato di parlare il consigliere Farigu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Vede, quando io ho definito il Presidente della nostra Regione "proconsole di Prodi" l'ho detto secondo me a ragion veduta. Il console nazionale Prodi, accogliendo una vecchia e corale battaglia di tutte le forze politiche e sociali sarde, ha accolto la nuova disciplina delle entrate nella finanziaria per il 2007. L'ha accolta però con un artifizio, e io dico con un imbroglio politico, perché stabilisce che le nuove entrate partiranno dal 2013, invece gli oneri che si assume direttamente la Regione (sanità, trasporti, eccetera) entrano in vigore. Però l'imbroglio è politico. Il proconsole, nello sforzo di imitarlo, si è messo anche a giocare con le norme costituzionali e con le norme che disciplinano la scienza delle finanze, ma per questo può trovare rimedio sia rispetto alla violazione dell'articolo 81 della nostra Costituzione, che parla chiaro, non mi pare che ci vogliano scienziati di diritto costituzionale particolari. Può affidare al consorzio delle università riunite, che in un'associazione temporanea di imprese di cui fa parte anche Tiscali, un corso di aggiornamento professionale per i magistrati della Corte dei Conti sarda, e magari inserendo anche il ministro Padoa Schioppa, e affidare questo aggiornamento professionale al collega Chicco Porcu coadiuvato dall'esperto costituzionalista che si è dimostrato in quest'Aula stasera, il collega e amico mio carissimo Luciano Uras. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Farigu.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io voterò a favore della mozione, ma come solitamente avviene, Presidente, il Presidente della Regione sostiene che noi parliamo di tutto tranne che dell'argomento in discussione. Lui ha parlato di tutto lo scibile umano tranne che del problema che noi stiamo affrontando. Questi soldi, che qualcuno non vuol capire annuali e disponibili, non ci sono! Sono promesse del Governo nazionale nei confronti della Regione. Promesse! E' già avvenuto tante altre volte che nella finanziaria lo Stato abbia inserito debiti della Regione e poi con le finanziarie successive, vedi continuità territoriale, i soldi sono spariti. Però il Presidente si rivolge sempre a questo risanamento del bilancio. Ma guardate, colleghi del Consiglio, che un risanamento del bilancio fatto di tagli indiscriminati, di disoccupazione, è un grande indebitamento del fattore umano nei confronti della Regione. Io non vedo ancora nessun tipo di disegno preciso, c'è un'escalation fantascientifica di iniziative pirotecniche che vogliono rovinare tutta la legislazione, ma senza un piano generale, non di sviluppo, neanche di affrontamento della quotidianità dei problemi della Regione. L'unico dato certo che noi abbiamo in Sardegna è che siamo privi di un programma e senza basi, senza effetti positivi, fatto di privazioni e di rinunce che hanno fatto crescere una cosa nella Regione sarda: la povertà. Questo è l'unico dato che esiste da quando c'è l'avvento Soru in Sardegna.

PRESIDENTE. Grazie.

Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Grazie, signor Presidente. Io non parteciperò al voto, come ho annunciato, però non aspetterò con molta pazienza e serenità il giudizio della Corte Costituzionale, anzi sono fortemente preoccupato perché la politica la dobbiamo fare noi e quindi questo luogo, dove la politica era la sintesi e la mediazione democratica, lascia lo spazio all'apprensione sociale, all'apprensione politica, all'apprensione amministrativa, frutto di queste spregiudicate azioni di un Presidente della Giunta che riconferma stasera e non riconosce il ruolo della Corte dei Conti. L'istituzione di garanzia che deve presidiare la libertà e i diritti fondamentali dei cittadini, se viene messa in discussione da un'altra istituzione importante come questa regionale, finirà con l'allontanare ulteriormente i cittadini! E' diseducativo! E' immorale questo! Ma come si può plaudire o sorridere di fronte a queste gravi affermazioni? Se il presidente Soru confonde l'autonomia con la facoltà di avere mani libere, vulnerare le leggi e far chinare il capo anche alle istituzioni di garanzia, ha un concetto molto singolare dell'autonomia! Perché è la sua libertà, e questa è tecnocrazia! Ecco perché noi siamo fortemente preoccupati, perché se anche la Corte Costituzionale dovesse dare ragione alla Giunta, qui stiamo veramente avvelenando i pozzi, perché queste somme non esistono, sono virtuali! E stiamo autorizzando anche i Governi futuri a individuare somme da mettere in bilancio che ipotecheranno le generazioni future! Questa è sciatteria legislativa. Cosa c'entra con l'autonomia la possibilità di offendere chiunque? Di fare ciò che vuole? Di ricattare il Consiglio regionale? Ma è veramente degno di guidare la Sardegna un uomo che interpreta l'autonomia in questo modo? Ma io veramente ho forti perplessità dal punto di vista politico. E' censurabile quest'atteggiamento! Ecco perché non parteciperemo al voto di questa mozione, pur riconoscendo l'importanza di aver sollevato un gravissimo problema, perché nella storia della autonomia sarda non si è mai vista una contrapposizione così rancorosa, forte, piena di livore contro un'altra istituzione, che deve assicurare la terzietà, altro che non è un'istituzione importante! Ha il compito di verificare la legittimità, di entrare nel merito, altrimenti che senso avrebbe questa Corte dei Conti? E' veramente un ferro vecchio da rottamare? Ma questo lo può desiderare chi non vuole controlli, chi è intollerante alle…

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Atzeri.

Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, io intervengo per preannunciare che per quanto riguarda i Popolari UDEUR usciremo dall'Aula e non parteciperemo al voto, ma mi premeva intanto fare un'osservazione. A mio avviso il Presidente sbaglia ancora quando dice che la Corte dei Conti sta facendo politica. La Corte dei Conti fa il suo dovere, ciò che la Costituzione e le leggi dello Stato e della Regione le assegnano, quindi non sta facendo politica. Troppo comodo seguire quell'andazzo che quando c'è qualcosa che non va bene allora il sistema è quello della denigrazione, appunto accusandola di fare politica.

L'altro aspetto. Io vorrei che una volta per tutte si parlasse di come il debito della Regione è venuto cumulandosi, perché a me dispiace in questa sede dovere difendere l'allora assessore Pier Sandro Scano, l'allora presidente Palomba, lo stesso onorevole Luigi Cogodi che nel 1998, voglio ricordare, hanno fatto una cosa saggia, con il Piano straordinario del lavoro e con altre iniziative, creando in quell'anno 1.600 miliardi di indebitamento a valere sugli esercizi successivi. E vorrei invitare il presidente Soru perché vorrei che, e penso che l'abbia fatto in buona fede, forse non leggendo i dati, sempre che, fino al 2000 il bilancio ha registrato la punta più bassa dell'indebitamento della Regione in tutti questi ultimi vent'anni. Lo dico perché ero responsabile allora io della programmazione. Quello che è avvenuto dopo il 2000, voglio dire, è responsabilità di cui possiamo anche parlare, però i fatti vanno anche riportati nella loro giusta dimensione, anche perché i mille miliardi dell'allora legge numero 28 sull'imprenditoria giovanile, la siccità, le alluvioni non si pagavano con i bruscolini. Quindi, c'è stata un'azione seria ed evitiamo di ricorrere alle soluzioni ragionieristiche perché chiunque saprebbe fare l'Assessore al bilancio o governare una Regione, appunto, indebitando le generazioni future.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, io volevo - nell'annunciare il mio voto contrario alla mozione perché credo che la mozione sia ormai inutile, nel senso che la parte che impegna la Giunta è stata già sciolta, già spiegata - volevo precisare che nel mio intervento, quando ho parlato di valutare le conseguenze sull'esercizio finanziario in corso, ho parlato dell'impatto dell'1 per mille, in realtà 70 milioni di euro su circa 6 miliardi e 200 di bilancio, che è un impatto che può arrivare all'1 per cento. Dico, perché può arrivare? Perché ci stiamo mettendo nell'ipotesi che durante l'esercizio si dovrebbe andare a contrarre per intero i 1.500 milioni di mutuo che vanno a coprire l'eventuale trasformazione di disavanzo in debito. Quindi, è il caso peggiore possibile; nel caso peggiore possibile l'impatto sarebbe di 70 milioni di euro, quindi al massimo l'1 per cento. Quindi, credo che la discussione oggi verte su un impatto che è veramente trascurabile, credo che i temi siano stati politici e credo che anche dalle dichiarazioni di voto sia importante ricordare che se non sono certe le leggi - qualche collega l'ha detto nelle dichiarazioni di voto - le leggi non sono certe, niente è certo, è possibile fare le previsioni solo con la saccoccia e con la cassa. Cioè, sarebbe come dire che ho i soldi in banca, la banca viene rapinata, valgono solo i soldi sotto il materasso. Io vorrei ricordare che se è successo che in un ordine del giorno fossero assegnati alla Sardegna solo tre decimi è proprio perché non c'era una legge, ma c'era una negoziazione che andava fatta anno per anno su quello che era la compartecipazione all'IVA necessaria per il normale funzionamento della Regione. Adesso, almeno bisogna fare una legge, ma se si fa una legge si cambia una legge, la Regione Sardegna si può opporre perché è su un tema che la riguarda e ci sarebbe tutto il tempo anche per prendere le contromosse. Quindi, io credo che almeno le leggi dobbiamo considerarle certe ai fini contabili, perché altrimenti andremo a fare ragionamenti di livello diverso, di cos'è certo nella vita e di cos'è certo nella nostra attività di tutti giorni. Ecco perché credo che il dibattito di oggi sia stato un dibattito da una parte inutile, per quella parte politica in cui abbiamo parlato di tutto, invece più utile per chiarire ai cittadini che non c'è nessun pericolo, che l'impatto massimo è dell'1 per cento e che, quindi, per tutti i motivi che abbiamo spiegato siamo ragionevolmente tranquilli e certi che la Corte Costituzionale non potrà che riconoscere la legittimità delle nostre ragioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Il dibattito sulla mozione che noi abbiamo presentato devo dire che è stato soddisfacente, anche perché mi pare che dalla discussione sono emersi alcuni elementi di grande interesse che bene farebbe la Giunta e la maggioranza a prendere in considerazione. Devo dire, però, che la replica del presidente Soru non mi ha assolutamente convinto, non tanto perché continua a dire che la Corte dei Conti probabilmente era motivata da altre motivazioni - scusate la ripetizione - nel senso che secondo lui la Corte dei Conti ha agito perché era condizionata da motivazioni politiche. Io credo che invece lui sulle osservazioni di fondo che ha posto la Corte dei Conti non ha risposto perché sull'articolo 81 della Costituzione che contesta alla Regione l'elusione del principio dell'annualità del bilancio, lui non ha dato risposte, questo è il vero punto! Così come i profili di diseallineamento della norma prevista dallo Statuto autonomo della Regione sarda, lui non ha dato risposte e pertanto lui oggi ha costruito un castello parlando di risanamento finanziario, di risanamento contabile, che sappiamo che non esiste, che è un vero artifizio e in sostanza non può pensare di dire di aver risanato il bilancio quando lui sta inserendo nel bilancio del 2007 entrate che noi sappiamo entreranno nel 2013. Questo non è un modo serio di risanare il bilancio, questo è un modo strano che parla di risanamento quando invece si stanno facendo trucchi al bilancio. E poi cosa significa risanare? Certo, trucchi, assessore Dadea, e poi cosa significa risanamento? Quando uno non mangia, come sta succedendo in Sardegna, certo risparmia, ma fino a quando può durare questo digiuno? La Sardegna è in una situazione di crisi profonda e non può certamente subire tutti i tagli che sta subendo dalla politica regionale. Se risanamento significa questo noi non siamo assolutamente d'accordo. Io credo che questa Regione abbia bisogno di quelle risorse che sono assolutamente indispensabili per portare avanti un'economia che langue, che è morta e per questo ha bisogno, per poter camminare, di nuove risorse. Ecco, questo dovrebbe fare la Regione. Poi può darsi che il risanamento invece di un anno avrà bisogno di cinque anni, però intanto non blocchiamo, non facciamo morire uno che è già malato grave. Per questo io voto a favore della mozione. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Io voterò a favore della mozione. Avevo deciso di non intervenire, ma le considerazioni fatte dal Presidente della Giunta che critica il centrodestra di parlare di tutto e il contrario di tutto, mi ha convinto ad intervenire. Io vorrei chiedere al Presidente - però come al solito non è in Aula e come al solito non ascolta le repliche - vorrei sapere cosa ha risposto sulla mozione, perché la mozione chiedeva due cose: valutare le conseguenze sull'esercizio finanziario in corso; due, proporre immediatamente al Consiglio regionale le relative misure correttive a valere sul bilancio del 2007. Bene, a nessuna di queste due richieste il Presidente ha accennato minimamente nella sua replica. Ha parlato di tutto e del contrario di tutto e a me non è sfuggito un particolare, che troppo spesso parla di beni demaniali e quando accenna ai beni demaniali parla solo dei beni demaniali sulle coste. Bene stava facendo il collega Capelli, con dati di fatto, a dire le cose che doveva dire, però le cose giuste danno fastidio al Presidente, non le vuole mai ascoltare, non esistono beni demaniali di serie A e beni demaniali di serie B. A lui interessa La Maddalena, interessa Molentargius, però tante altre cose dell'interno non gli sono mai interessate! E a proposito di quei 60 milioni, 70 milioni di euro, io non lo so se la cifra sia quella e non voglio entrarci in merito, farebbe bene il Presidente a portare dati concreti in Aula perché spesso e volentieri dice: "Posso sbagliare sui numeri", noi vorremmo che lui non sbagli sui numeri, però quell'incarico era stato dato per tutti i beni demaniali della Sardegna e non solo per Molentargius. E' giusto che dica le cose e che chiami le cose con nome e cognome, con nome e cognome e che non dica ai sardi che solo per riprendersi Molentargius ha speso 70 miliardi.

Io condanno il comportamento del Presidente che ancora una volta abbandona l'Aula, capisco la fretta per firmare il decreto di nomina del nuovo Assessore, forse non vuole continuare ad occuparsi di bilancio e non vede l'ora di nominare il collega Secci. Ben venga il collega Secci Assessore al bilancio. Io una domanda vorrei fare al collega Secci, siccome è stato Sindaco come me, il collega Secci, da Assessore al bilancio, avrebbe consentito un'operazione del genere?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, onorevoli colleghi, voterò contro la mozione che è stata presentata e le ragioni sono quelle che prima accennavo nell'intervento. La provvista finanziaria è fondamentale per quello che noi dobbiamo fare, noi facciamo leggi che devono avere copertura. L'articolo 81 della Costituzione dice che ad ogni spesa prevista deve corrispondere una dotazione di risorse adeguata. Se noi non avessimo inserito all'interno della manovra finanziaria una nuova gestione delle entrate e non avessimo fatto questo, anche avuto riguardo alle modalità di superamento del disavanzo che in parte, ha ragione il collega Porcu, è un disavanzo originato da promesse di debito, da autorizzazioni a contrazione di mutui che ancora non si sono concretizzate. Se noi non avessimo fatto questo, non avremmo avuto i soldi per fare gli interventi sulla carta da 80 milioni di euro, non avremmo avuto i soldi per fare gli interventi sui non autosufficienti, altri 120 milioni di euro, non avremmo avuto i soldi per intervenire su tutte queste materie nella finanziaria e nelle leggi che dovremo fare nel corso di questo esercizio. Io sono uno di quelli che più di ogni altro si è scandalizzato e ha anche attivato un conflitto nei confronti della Giunta e del Presidente, perché in alcune altre circostanze, esattamente nella finanziaria del 2004 e anche in quella del 2005 tutte le operazioni di contenimento della spesa riducevano l'intervento sulle politiche sociali e sulle politiche del lavoro. Ecco perché io ci credo a queste modalità, e un po' di sforzo dovremmo farlo tutti, oggi serve per orientare meglio l'azione di governo di questa maggioranza, domani servirà ad aumentare meglio quella della maggioranza che uscirà fuori dalle urne nella prossima consultazione elettorale.

PRESIDENTE. Stiamo votando la mozione. E' stata richiesta la votazione elettronica dall'onorevole Alberto Randazzo.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della mozione numero 129.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Contu - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Sanna Matteo - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Uggias - Uras.

Si è astenuto: il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 57

astenuti 1

maggioranza 29

favorevoli 22

contrari 35

(Il Consiglio non approva).

Discussione e approvazione della mozione Uras - Porcu - Marracini - Masia - Dedoni - Biancu - Marrocu - Lanzi - Giagu - Atzeri - Diana - Moro - Randazzo Alberto - Lombardo - Farigu - Contu - Cherchi Oscar - Rassu - Lai Renato - Caligaris - Sanna Francesco sull'attuale situazione relativa al ripetersi di incidenti mortali sul lavoro nel territorio regionale e sulla esigenza di adeguati interventi a garanzia della sicurezza dei lavoratori sardi, alla luce del gravissimo e luttuoso episodio verificatosi oggi negli impianti dell'Eurallumina, a Portovesme, nel Sulcis Iglesiente (137)

PRESIDENTE. Colleghi, io vi proporrei di fare entrare nella discussione in Aula la mozione che è stata presentata da numerosi colleghi di tutti i Gruppi politici relativa agli incidenti mortali che continuano a ripetersi nella nostra Regione, ultimo quello che è avvenuto oggi nella Eurallumina di Portovesme. E' una mozione che invita nel suo dispositivo conclusivo gli Assessori regionali del lavoro e dell'industria a riferire al Consiglio sulle dinamiche che hanno determinato questo incidente e i modi attraverso i quali si intende affrontare la complessa problematica degli incidenti sul lavoro.

L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 137.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Uras - Porcu - Marracini - Masia - Biancu - Marrocu - Lanzi - Giagu - Dedoni - Atzeri - Diana - Moro - Randazzo Alberto - Lombardo - Farigu - Contu - Cherchi Oscar - Rassu - Caligaris - Lai Renato - Sanna Francesco - Balia sull'attuale situazione relativa al ripetersi di incidenti mortali sul lavoro nel territorio regionale e sull'esigenza di adeguati interventi a garanzia della sicurezza dei lavoratori sardi, alla luce del gravissimo e luttuoso episodio verificatosi oggi negli impianti dell'Eurallumina a Portovesme, nel Sulcis Iglesiente.

IL CONSIGLIO REGIONALE

PREMESSO che:

- permane drammatica la situazione relativa agli incidenti sul lavoro, spesso gravissimi e causa di permanente invalidità e morte, e che tale situazione, colpisce pesantemente anche la nostra Regione in ogni settore dell'attività produttiva, industriale, agricola e dei servizi;

- si è avuta notizia di un grave e luttuoso episodio verificatosi presso gli impianti industriali di Portovesme e, in particolare, dell'Euroallumina, dove ha perso la vita un giovanissimo lavoratoree a tempo determinato, l'operaio Simone Medas, di Iglesias;

ALLA LUCE di questo ennesimo fatto, esprimendo al contempo il proprio unanime cordoglio ai familiari tutti per la prematura e tragica scomparsa del giovane lavoratore di Iglesias, Simone Medas,

impegna gli Assessori regionali del lavoro, formazione professionale,

cooperazione e sicurezza sociale e dell'industria

a riferire al Consiglio sulle dinamiche che hanno determinato l'incidente mortale di cui trattasi e sugli interventi che la Giunta regionale intende adottare perché si determinino le più adeguate condizioni di sicurezza per i lavoratori tutti, senza eccezione alcuna, relativamente ai diversi settori produttivi, agli ambiti territoriali, alle condizioni contrattuali e operative,

e invita la Giunta regionale

ad operare con la massima attenzione al fine di verificare che siano integralmente adottate tutte le misure di controllo di propria competenza e di competenza di altri organi e amministrazioni pubbliche, nell'ambito del territorio regionale. (137).)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione.

Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrare la mozione.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, la diamo per illustrata perché il contenuto l'ha sintetizzato al meglio lei. Si tratta di cogliere questa occasione per fissare nelle prossime settimane una seduta da destinare a questo argomento come tutti quanti noi abbiamo chiesto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente. Ovviamente sostengo e sono d'accordo sulla mozione, mi preme però sottolineare e chiederle perché le mozioni sui fatti del 23 e 24 luglio u.s. cioè gli incendi che si sono sviluppati soprattutto nel centro Sardegna, presentati con una mozione all'attenzione del Consiglio da parte del centrosinistra e da parte del centrodestra, che tra loro sono concordi, non abbiano avuto accesso alla discussione dell'Aula in quella sede.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, c'è una richiesta di tutti i gruppi politici di farla entrare stasera con caratteristiche d'urgenza, evidentemente...

CAPELLI (U.D.C.). Quale?

PRESIDENTE. Questa, questa che stiamo... Se lei non è d'accordo è una cosa...

CAPELLI (U.D.C.). Su questa sono d'accordo!

PRESIDENTE. E allora?

CAPELLI (U.D.C.). Ho aggiunto una domanda!

PRESIDENTE. Non è entrata perché non è stata richiesta come mozione da far entrare urgentemente in Aula da tutti i gruppi politici come questa, questo è il motivo semplicemente, come lei sa, non tutto può entrare in Aula con caratteristiche d'urgenza.

CAPELLI (U.D.C.). No mi scusi, era richiesta da tutti i Gruppi politici!

PRESIDENTE. Era richiesto da tutti che si discutesse una mozione, due mozioni, non che entrasse in Aula così come si sta facendo stasera per questa. Va bene, onorevole Capelli, ci fermiamo su questa, fra l'altro non credo che presiedessi io quella sera, quindi...

CAPELLI (U.D.C.). No, no presiedeva lei!

PRESIDENTE. Va bene. Mettiamo ai voti questa mozione che ripeto, è un invito, è un impegno... sì, onorevole Caligaris su che cosa intende parlare?

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente, soltanto perché chiedo che venga aggiunto il mio nome alla mozione, condividendone l'urgenza e l'assoluta opportunità.

PRESIDENTE. Va bene colleghi. Metto in votazione la mozione numero 137. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

La seduta si conclude qui. Il Consiglio è convocato per domani alle ore 10 per esaminare il successivo punto all'ordine del giorno: la proposta di legge 220/A sulla promozione della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna.

La seduta è tolta alle ore 20 e 13.