Seduta n.134 del 14/03/2001 

CxXXIV SEDUTA

(Pomeridiana)

Mercoledì 14 marzo 2001

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Carloni

indi

del Vicepresidente Spissu

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 15 e 38.

RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di venerdì 9 marzo 2001 (129) che è approvato.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, non si può approvare il processo verbale in una situazione di questo tipo. Allora, o si sospende la seduta in modo tale che in Aula ci sia qualcuno o chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Su cosa chiede il voto segreto?

ORTU (R.C.). Sull'approvazione del processo verbale.

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, noi dobbiamo applicare il Regolamento, l'articolo 58 recita: "La Presidenza non è tenuta a verificare se il Consiglio sia oppure no in numero legale per deliberare se non quando ciò sia richiesto da cinque consiglieri, e il Consiglio stia per procedere a qualche votazione. Non può essere chiesta la verifica del numero legale prima dell'approvazione del processo verbale, né prima di votazioni che si debbono fare per alzata di mano." e ai sensi dell'articolo 56, comma 2, il processo verbale, se non vi sono osservazioni, si intende approvato senza votazione. In caso contrario, la votazione ha luogo per alzata di mano.

ORTU (R. C.). No, no, si vota per approvarlo, si dà per approvato quando non ci sono osservazioni. Siccome ci sono osservazioni, allora lei lo deve mettere in votazione.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, al di là di questo problema, torniamo al discorso fatto anche stamattina. Lo spirito dell'intervento del collega Ortu era proprio questo: se vogliamo procedere in tempi rapidi eccetera, insomma, torniamo al discorso già fatto, alla fine diventa anche noioso ripeterlo, i consiglieri, soprattutto della maggioranza, devono essere presenti in Aula. Noi non stiamo ostacolando l'iter di approvazione della manovra finanziaria. La richiesta della votazione del processo verbale era solamente un modo, secondo me positivo, di invitare la maggioranza a essere presente in Aula; questa richiesta dite che non può essere avanzata, non chiediamo di sospendere la seduta, non chiediamo nessun termine, però troviamo il modo, lo trovi la maggioranza, di procedere secondo gli accordi che abbiamo tutti sottoscritto. Insomma questi discorsi tra il collega Pittalis e me sono stati fatti e rifatti in Commissione, diventa un po' per tutti poco produttivo e umiliante proseguire in questo modo; quindi, si può discutere sul fatto che possa essere chiesta la votazione a scrutinio segreto, ma il processo verbale si deve approvare. Ciò significa che il Consiglio deve poter esprimere la sua volontà, il Presidente può anche sostenere che non si può votare a scrutinio segreto, ma se si chiede la votazione si deve votare; allora, potremmo non chiederla a scrutinio segreto, ma nominale, siamo presenti in otto per avanzare questa richiesta, ma a che giova?

PRESIDENTE. Onorevole Selis, mi perdoni, non c'è nessun problema, basta chiedere una breve sospensione della seduta, vedo anch'io lo scarso numero di consiglieri presenti.

SELIS (Popolari-P.S.). Io non chiedo la sospensione; noi siamo pronti ad andare avanti. Mi pare di capire che se dovessimo votare, la maggioranza non c'è, il collega Granara, dall'alto della sua saggezza forse ci propone una soluzione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Io capisco i motivi che hanno portato l'onorevole Selis e l'onorevole Ortu a questa sollecitazione. I giorni scorsi abbiamo ripreso i lavori alle 16, forse alcuni colleghi non hanno capito perfettamente, staranno sicuramente arrivando, ho visto che tanti colleghi sono al bar, io chiederei, se possibile, una sospensione di qualche minutino. Tanto oramai stanno entrando tutti, mi sembra assurdo chiedere la verifica del numero legale e ritardare di un'ora i lavori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Siamo contrari ad ogni sospensione di qualche minutino, come dice il colleghino Granatino, perché di questa vicenda, della discussione della manovra finanziaria, proprio non se ne può più. Non se ne può più. Noi abbiamo subito la condizione per la quale le proposte....

GRANARA (F.I.-Sardegna). Abbiamo due modi diversi per chiedere le cose.

COGODI (R.C.). Noi abbiamo subito la condizione per la quale questa finanziaria è stata presentata con tre mesi di ritardo, abbiamo subito la condizione per la quale per due mesi la maggioranza, per suo conto, ha cincischiato in Commissione, e siamo ormai da diverse settimane in Aula con la pretesa di questa Giunta e di questa maggioranza, una pretesta veramente assurda, stante la responsabilità e la colpa grave che accompagna tutta questa vicenda, con la pretesa assurda di non modificare nulla e di venir meno anche ai pur minimi accenni di apertura, accenni labili quanto si vuole, che però potevano fare intravedere una qualche volontà di dare risposta a domande che sono state avanzate dalla parte del Consiglio che, pur essendo minoritaria, rappresenta qualcosa in questa Regione. Abbiamo assistito al tentativo della maggioranza di non tener fede neppure alla propria parola, di rimangiarsi tutto e di non cambiare niente. Non si può andare avanti in questo modo. Non possiamo subire oltre questa situazione.

Noi chiediamo al Presidente del Consiglio, se vuol fare il Presidente, chiediamo al Consiglio, se vuole essere Consiglio, di andare avanti ininterrottamente, da questo momento in poi, a discutere nel rispetto delle prerogative previste dal Regolamento, cioè dando la possibilità ad ogni consigliere regionale, me compreso - combatto per la libertà di tutti ivi compresa la mia - di essere in grado di partecipare ai lavori, di capire ogni cosa grande o piccola che in questo Consiglio regionale si dovrà decidere, perché quello che verrà sancito con votazione per alzata di mano o con schede,sarà regola, sarà legge di questa Regione nella quale svolgo la funzione, non so quanto degnamente, comunque legittimamente, di legislatore. Voglio capire tutto, voglio sapere e sentire tutto, voglio essere partecipe di ogni cosa che si deciderà. Le maggioranze che si formeranno assumeranno le decisioni, ne avranno la responsabilità, alla minoranza non dovranno concedere nulla, non vogliono ascoltare, non vogliono tenere fede manco alla parola che essi hanno speso. Fate quello che vi pare, il nostro Gruppo rivendica il diritto di andare avanti, di essere utile dando il suo contributo anche di proposta e comunque di essere garantito potendo prendere parte a tutte le decisioni. Siamo contrari ad ogni sospensione, vogliamo andare avanti, vogliamo che il Consiglio sieda in permanenza fino alla conclusione; quando sarà lo deciderà il Consiglio e le energie e le forze che chi compone questa assemblea sarà capace di manifestare.

PRESIDENTE. Metto in votazione il processo verbale. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Risposta scritta ad interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni. Se ne dia lettura.

RANDAZZO, Segretario:

"Interrogazione VASSALLO - COGODI - ORTU su disposizioni in materia di impatto ambientale". (239)

(Risposta scritta in data 12 marzo 2001.)

"Interrogazione CASSANO sul mancato utilizzo dello stabilimento termale 'Casteldoria'". (294)

(Risposta scritta in data 12 marzo 2001.)

"Interrogazione PIRISI - BALIA - FALCONI - DEMURU - DETTORI Ivana - MANCA sulla vertenza dei lavoratori delle aziende "Mompiano" e "Corallo" di Suni". (302)

(Risposta scritta in data 12 marzo 2001.)

"Interrogazione LIORI sulla notizia della perdita del finanziamento per la realizzazione di un acquedotto nella Costa Verde". (304)

(Risposta scritta in data 12 marzo 2001.)

"Interrogazione FRAU sulla paventata vaccinazione per combattere la febbre catarrale degli ovini". (305)

(Risposta scritta in data 12 marzo 2001.)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C). Chiedo come mai lei stesso ha consentito, nel corso della seduta di ieri sera, la votazione a scrutinio segreto per l'approvazione del processo verbale.

PRESIDENTE. Non è il caso, onorevole Ortu, che ritorni sull'argomento, che non c'entra nulla l'ordine del giorno. Sull'ordine del giorno ha domandato di parlare il consigliere Biggio.

ORTU (R.C.). Le ho chiesto le motivazioni!

FLORIS Mario (C.S.),Presidente della Giunta. Glielo chiedi in privato. Queste sono cose strumentali, lo sappiamo benissimo!

ORTU (R.C.). Le cose in privato le fai tu!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Ortu, se lei insiste io sospendo la seduta e la faccio accompagnare fuori.

(Proteste dal Gruppo di Rifondazione Comunista)

PRESIDENTE. La seduta è sospesa per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 15 e 50, viene ripresa alle ore 15 e 56.)


PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori del Consiglio. Chiedo ai colleghi di prendere posto e vorrei che i Questori si attivassero per mantenere l'ordine in aula qualora fosse necessario.

Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2001)" (141/A)

PRESIDENTE. Ricordo che l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge 141/A e che nella precedente seduta sono stati letti e parzialmente illustrati gli emendamenti ai commi dal 42 al 52 dell'articolo. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 457.

COGODI (R.C.). Non c'è questo emendamento.

PRESIDENTE. Stiamo illustrando l'emendamento numero 457, posto a pagina 78 bis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'emendamento numero 457 propone la sostituzione della previsione contenuta nel comma 47, col quale si provvedeva a colmare una carenza della legge regionale numero 14 del 1996 sui programmi integrati d'area, che non aveva disposto la consultazione delle parti sociali.

Noi qui facciamo un ulteriore passo in avanti introducendo, anche con riferimento ai PIA, la concertazione, quella vera, e la ragione per la quale si prevede...

COGODI (R.C.). L'emendamento non c'è ancora, lo faccia distribuire per capire di che cosa sta parlando.

PRESIDENTE. Va bene, onorevole Cogodi, lasci finire l'Assessore, poi distribuiremo l'emendamento. Onorevole Cogodi, non interrompa chi sta parlando.

COGODI (R. C.). Io non interrompo, voglio capire cosa sta dicendo, perché sta illustrando un emendamento di cui non abbiamo il testo.

PRESIDENTE. E` nel suo diritto, però stia calmo. Torni al suo posto, avrà copia dell'emendamento.

BIGGIO (A.N.). Basta andare a prenderla, è a disposizione.

PRESIDENTE. I questori possono farci lavorare tranquillamente? Intervenite e chiedete all'onorevole Cogodi di stare al suo posto. Dobbiamo andare avanti.

COGODI (R. C.). Io sto al mio posto se lei mi fa capire cosa sta illustrando. Si sta illustrando un emendamento che io non ho…

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, un commesso l'ha già depositato sul suo banco; se lei fosse rimasto al suo posto avrebbe avuto l'emendamento in tempo utile.

COGODI (R.C.). Le assicuro che io mi sono alzato quando l'Assessore stava già parlando.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 28.

PITTALIS (F.I. - Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 391.

COGODI (R.C.). Questo emendamento, come altri consimili, tenta di ristabilire, per quanto possibile, un rapporto di correttezza nelle relazioni istituzionali: il potere della Giunta di governare, anche il dovere della Giunta di governare bene, e il potere del Consiglio (che è un potere per altro riconosciuto dalle leggi di rango costituzionale, quindi da norme che non sono attaccabili e espropriabili dalle maggioranze politiche di turno che, per fortuna, possono fare leggi ordinarie della Regione), e di contrastare quella tendenza apertamente manifestata e in modo così eccessivo praticata in questi giorni, che tenta, senza modifiche costituzionali, di attuare in questa Regione una sorta di golpe bianco, cercando di sottrarre cioè indebitamente al Consiglio regionale della Sardegna i suoi poteri, che sono i poteri, sì, di legislazione, ma le leggi le fanno le maggioranze, ma anche di controllo, di indirizzo. Non tutte queste prerogative sono in se e per se solo della maggioranza, ci sono alcune prerogative che appartengono anche ai rappresentanti del popolo sardo, a tutti coloro che siedono in questo Consiglio regionale. Si concretano nel diritto di conoscere per poter valutare, conoscere per poter decidere, conoscere per poter indirizzare; prerogative tutte poste in capo a tutti i consiglieri regionali e che non possono essere in alcun modo intaccate.

Quando abbiamo sollecitato la Giunta regionale, anche in questa tornata consiliare, a fornire atti fondamentali per la discussione della finanziaria, perché qui si adottano norme, qui si fanno leggi fondate su presupposti che a una parte del Consiglio (quella che non è maggioranza, quella che non ha il filo diretto con la Giunta, né lo vuole avere, essendo la Giunta espressione di una parte del Consiglio), sfuggono. E' chiaro che quando questi atti non vengono forniti, quando questi elementi di conoscenza non vengono dati, si sta espropriando il Consiglio e ad ogni suo componente di un potere costituzionalmente garantito.

Ecco perché diciamo che in ordine ad atti rilevanti della programmazione regionale, agli atti rilevanti di governo, non ai singoli atti che derivano dall'applicazione della leggi e dalla loro regolamentazione, ma ai grandi programmi con i quali si decide come utilizzare le risorse pubbliche, di tutti, con i quali si decide a chi e quando dare le risorse che sono di tutti, non è pensabile che sia tagliato fuori il potere di indirizzo e, prima ancora del potere di indirizzo il dovere di conoscenza, che appartengono al Consiglio regionale, ed alle sue articolazioni, l'Assemblea plenaria e le Commissioni. Quando noi proponiamo che sia sentita la Commissione consigliare competente in materia, quale articolazione del Consiglio, prevediamo quindi la teorica, almeno teorica, possibilità per ogni consigliere regionale di conoscere quali sono gli atti rilevanti di governo che adotta la Giunta regionale.

Può essere che quando la destra avrà vinto per davvero, se vincerà, possa umiliare le assemblee elettive; può essere che quando la destra avrà il potere per davvero possa utilizzarlo anche in modo prevaricante. Attualmente questo potere non ce l'ha. Attualmente noi viviamo in uno Stato in cui vige un sistema repubblicano, sancito da una Costituzione, che ha i suoi valori, che ha le sue finalità e abbiamo un sistema delle autonomie nelle quali avevamo capito che i valori costituzionali dovevano essere esaltati, e non, invece, umiliati. Avevamo capito che l'autonomia era un di più di democrazia, non un di meno, non una chiusura, non un recinto, non una gabbia, come voi vorreste. Ecco perché diciamo, inutilmente forse, non alla Giunta, perché non ci crede, né alla maggioranza in sé e per sé, perché non ci crede, ma al Consiglio come istituzione, all'Assemblea elettiva e rappresentativa degli interessi generali di un popolo, di difendere le sue prerogative. Questo non equivale ad un'azione di ostacolo all'approvazione degli atti; bisogna decidere, e presto, quello che è da decidere, bisogna deciderlo subito, ma bisogna decidere bene, decidere in democrazia.

La discussione di questa manovra finanziaria ancora ci darà l'occasione di verificare e di valutare quante cose invece voi vorreste decidere fuori della democrazia, fuori dai riferimenti generali, fuori dagli interessi di tutti, fuori da un equilibrio, fuori da un'equità. "Non passerà", dice il Presidente della Regione; che cosa non passerà? Non passerà un emendamento presentato dall'opposizione? Non passerà una proposta avanzata dall'opposizione? Può darsi che non passi, non passerà perché voi boccerete questa proposta. Però, noi ci batteremo perché venga chiarito fino in fondo che quella che non passerà, perché voi la boccerete, non è una richiesta personalistica, non è una richiesta corporativa, non è una richiesta che rientri nel novero del favoritismo che qualcuno può anche praticare, ma non da queste parti. "Non passerà", dice il Presidente - poi chiarirà che cosa non passerà - ma se riferito a noi, sia chiaro fin d'ora che quello che non passerà non è nulla che ci appartenga personalmente, a non passare, se ciò si verificherà, sarà qualcuna di quelle proposte che noi abbiamo avanzato, legittimamente, nell'interesse generale di persone, di parte del popolo di questa Regione, che riteniamo debbano essere giustamente tenute in conto non solo da noi. Ritengo che anche voi dovreste tenerle in conto, perché finché ci sarà almeno un'idea di giustizia voi non potete considerare i danari pubblici come una torta da dividere e dare solo a chi volete; voi dovete consentire che le briciole, come abbiamo detto ieri,almeno le briciole, siano date a quelli che non hanno avuto e che non hanno niente! "Non passerà", dice il Presidente della Giunta, non passerà la proposta di dare almeno le briciole a chi non ha avuto niente; però prima che non passi sicuramente voi aspetterete un pochino, perché di queste ragioni e di questi argomenti noi non solo abbiamo il diritto, ma abbiamo il dovere di parlarvi. Cosa che faremo puntualmente anche nei giorni futuri, così come abbiamo fatto finora.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 42 presentato dall'onorevole Amadu può essere illustrato.

AMADU (C.S.). Si dà per illustrato.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 182 ha facoltà di illustrarlo.

SPISSU (D.S.). L'emendamento presentato da me e da numerosi altri colleghi intende proporre una soluzione a un problema relativo all'area Sassari-Alghero-Porto Torres, beneficiaria di un contratto d'area il cui secondo protocollo si è concluso con un bando del mese di ottobre scorso, al quale hanno partecipato numerosissime imprese per investimenti pari a circa 1.200 miliardi. Le imprese sono state selezionate sulla base di un'accurata e puntualissima istruttoria del sistema bancario, che era stato individuato dal responsabile unico, nel caso specifico l'amministrazione provinciale di Sassari, e che delle varie richieste presentate dalle aziende ha stilato una graduatoria tenendo conto che il 70 per cento delle risorse di questo bando - e qui torna un po' il discorso che facevamo stamattina con l'Assessore dell'industria - sono state destinate a imprese ad alto contenuto di innovazione tecnologica, sia per prodotto che per il processo produttivo, e il restante 30 per cento a imprese così dette tradizionali, sempre naturalmente del settore della produzione e non dei servizi.

Dalla graduatoria che è stata stilata sono state eliminate tutte quelle aziende che non erano in condizione di dimostrare il possesso dei requisiti necessari, e in modo particolare, il possesso di mezzi propri e la bontà dell'idea imprenditoriale. Quindi, la maggior parte delle imprese è stata esclusa; delle imprese ammesse alla graduatoria soltanto una parte verrà finanziata; 54 imprese sono state escluse perché i finanziamenti e la risorse a disposizione di questo secondo protocollo sono esauriti. Queste 54 imprese, che hanno presentato richieste per un investimento complessivo di circa 150 miliardi, producono un'occupazione pari a 600 posti di lavoro e interessano, ripeto, per il 70 per cento il settore dell'innovazione tecnologica e per il 30 per cento settori tradizionali. Sono imprese, localizzate nell'area di Sassari-Alghero-Porto Torres, che hanno un lotto industriale assegnato e che hanno dimostrato al sistema bancario di possedere una capacità di intervento con mezzi propri superiore al 50 per cento dell'intrapresa. Non si tratta, con questo emendamento, di destinare una risorsa finanziaria da utilizzare in un protocollo aggiuntivo che verrà; si tratta di finanziare quelle imprese che sono già state selezionate, che sarebbero pronte, se ci fossero le risorse, a intraprendere immediatamente le iniziative proposte essendo, lo dicevo, destinatarie di un lotto in area industriale e avendo i mezzi necessari per fare l'investimento. Quindi, io credo che, contrariamente a quello che l'Assessore della programmazione ha detto in Commissione e anche qui in Aula, questo emendamento non debba seguire le sorti più generali della programmazione negoziata, perché l'occasione va colta qui e ora. Queste imprese forse tra un anno saranno localizzate altrove o gli imprenditori non avranno più l'utilità a investire. Sono pronte adesso se ci sono le risorse finanziarie.

Per questo motivo, poiché si tratta di un investimento consistente in quest'area territoriale capace di produrre effetti immediati, nel senso che le aziende sono immediatamente disponibili a insediarsi, noi crediamo che ci sia un interesse a non perdere questa occasione che, ripeto, è certificata oltre che dai soggetti titolari del contratto d'area, dal sistema bancario, che ha fatto una istruttoria rigidissima da cui sono state escluse oltre 600 imprese che avevano partecipato a questo bando. Non è un emendamento di una parte, riguarda un'area intera, le imprese sono per lo più di imprenditori locali, ma anche di imprenditori che vengono da fuori della Sardegna, le iniziative sono assolutamente valide e positive e valutate tali da chi ha fatto l'istruttoria delle pratiche.

Quindi, noi crediamo che sia utile, che sia opportuno insistere perché questo emendamento venga accolto e che non sia giusto fare subire a questo emendamento la sorte e la discussione che faremo sulla programmazione negoziata perché questa discussione, fatta tra un anno, rischierebbe di essere priva di senso perché l'utilità e l'interesse di queste aziende a localizzarsi nell'area di Sassari-Alghero-Porto Torres potrebbe essere nel frattempo venuta meno, così come vengono meno le idee imprenditoriali che devono collocarsi sui mercati in tempi dati e non in tempi infiniti.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, l'emendamento numero 237 è uguale, cambia solamente l'importo. L'emendamento che ha appena illustrato prevede un finanziamento di 70 miliardi, l'altro 80 miliardi. Le chiedo quale dei due emendamenti vuole mantenere.

SPISSU (D.S.). Ritiro il numero 182, mantenendo il numero 237. E' quello la cui copertura economica è corretta e coincide con quella prevista dall'emendamento numero 42, presentato dall'onorevole Amadu.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 182 è ritirato, rimane il numero 237, per il quale vale l'illustrazione già fatta.

Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per illustrare l'emendamento numero 123.

BALIA (F.S.D.). Io voglio richiamare, in maniera molto sentita, la sensibilità del Presidente della Giunta regionale, dell'Assessore della programmazione, della maggioranza tutta, relativamente alla portata di questo emendamento, pregandoli di impegnarsi in una riflessione seria prima di arrivare a una qualunque determinazione.

Già in occasione della decisione di destinare una quota parte dei fondi del Programma operativo regionale (POR) al finanziamento dei Piani integrati territoriali (PIT), si è sviluppato all'interno di quest'aula un dibattito abbastanza impegnativo, abbastanza importante, sull'esigenza di prevedere una territorializzazione di quel tipo di investimento, partendo da una serie di considerazioni.

Una prima considerazione era quella che alcuni territori della Sardegna, non altri, e comunque non tutti, avevano consentito il permanere dell'intera Sardegna all'interno dell'Obiettivo 1. Questo elemento di per se stesso ci pareva allora, e ci pare ancora oggi, importante ai fini della decisione di destinare almeno una quota parte di quei fondi a territori individuati, sottraendoli alle fantasie imprenditoriali del momento ed anche alle capacità propositive che territori più forti sicuramente hanno rispetto a zone marginali dell'intera isola.

Dicevamo allora, e lo ripetiamo oggi, che continuando ad operare sulla base delle logiche in passato seguite, logiche tutte tese alla tutela dei territori maggiormente sviluppati, rischieremmo una volta di più di creare ulteriori sacche di povertà. Dicevamo e ripetiamo che c'era e c'è il rischio di un avvitamento, di un potenziamento, ma in negativo naturalmente, del circolo vizioso della povertà e che solo attraverso metodiche precostituite, predefinite, politicamente corrette, politicamente e tecnicamente concordate, si può rendere giustizia ai territori più marginali, che credo obiettivamente meritino questo livello di attenzione,. Se noi non tentassimo di territorializzare in qualche modo, attraverso qualche forma, parte di quelle risorse finanziarie ,correremmo il rischio di assistere all'aumento, anziché alla diminuzione,del divario all'interno dei territori della Sardegna.

Rischieremmo così di uscire dell'Obiettivo 1, speriamo si trovino meccanismi e forme per permanervi nonostante l'ingresso di altri paesi ancora più poveri, ma, dicevo, rischieremmo di uscire dall'Obiettivo 1 senza avere inciso minimamente sulla struttura economica, sulla struttura sociale, delle zone economicamente più deboli nelle quali anche il livello delle tensioni sociali è notevolmente più alto e più esasperato. Infatti, se non si adottano correttivi, la spesa, in maniera naturale, finirebbe con l'essere proiettata verso le zone più ricche della Sardegna. Con questo emendamento si tenta di destinare, una percentuale dei fondi destinati ai PIT a quelle province il cui prodotto interno lordo è inferiore al 75 per cento della media europea. Naturalmente, siccome vi è piena consapevolezza che, oltre che intere province anche alcuni territori delle restanti province si ritrovano nelle stesse identiche condizioni di svantaggio, l'emendamento prevede un trattamento di uguale favore anche nei confronti di quei territori. Invece il restante 50 per cento dei fondi riservati ai PIT dovrebbe essere impegnato con i criteri previsti dalla legge regionale numero 4 del 2 gennaio 1997.

Ritengo che l'illustrazione dell'emendamento possa concludersi in questa fase, ma mi appello soprattutto alla sensibilità dell'assessore Pittalis, che essendo uno dei figli di quei territori, penso debba guardare ad essi con particolare attenzione, rendendo finalmente merito a quella terra.

PRESIDENTE. Onorevole Balia, gli emendamenti numero 123 e 128, di cui lei è il primo firmatario, hanno lo stesso contenuto, quale dei due intende mantenere?

BALIA (F.S.D.). Rimane il numero 123.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 128 è ritirato.

Per illustrare l'emendamento numero 449 ha facoltà di parlare il consigliere Orrù.

ORRU' (D.S.). L'emendamento numero 449 sostituisce il numero 136 e si propone, qualche obiettivo in più, oltre quelli che sono stati illustrati dal collega Balia poc'anzi, obiettivi che cercherò rapidamente di illustrare. Innanzitutto, quello del riequilibrio, quello di definire gli ambiti territoriali in maniera un po' più precisa e meno vaga e infine di proporre uno schema, un indirizzo di procedura attuativa. Per quanto riguarda il riequilibrio non aggiungo nulla a quello che ha sostenuto poc'anzi, che mi trova perfettamente d'accordo, il collega Balia, se non una considerazione,, se vogliamo rafforzativa: quella condizione che ha portato al permanere della Sardegna nell'Obiettivo 1, e cioè la presenza di vaste aree del territorio regionale che si trovano sotto il parametro del 75 per cento del PIL europeo, paradossalmente senza l'adozione di un meccanismo che consenta un riequilibrio, sarebbe destinata a permanere nelle medesime condizioni per cui quelle aree e quelle zone potrebbero essere ulteriormente penalizzate e marginalizzate. Mi spiego: se la riserva del 40 per cento delle risorse del POR ai PIT, non trova poi un meccanismo certo di ripartizione, è evidente che tali risorse verranno allocate laddove vi saranno maggiori richieste; soprattutto se si adotta il criterio delle aree di programma, e quindi il criterio demografico, è evidente che proprio le aree più deboli paradossalmente si troveranno ulteriormente penalizzate. Quindi la proposta che viene fatta in questo emendamento, che può essere anche modificato, è quella ulteriormente rafforzativa di riservare una quota del 60 per cento delle risorse a quelle province e a quegli ambiti territoriali.

Le ragioni per le quali sono stati indicati, oltre alle province, gli ambiti territoriali sono state accennate poco fa; infatti l'area programma di Cagliari o l'area programma di Sassari, che sono due aree programma con un PIL al di sopra del 70 per cento di quello europeo e non certamente al di sotto, vedono al loro interno ambiti territoriali come per esempio il Sarrabus Gerrei, il basso Sulcis, la Trexenta, la Marmilla, il Meilogu o il Goceano, per altro vasti, che certamente non mi risulta che contribuiscano a elevare questo parametro, anzi si trovano nelle stesse condizioni in cui si trovano le province più povere, per cui la formulazione di entrambi gli emendamenti è fatta in modo tale che gli ambiti territoriali, proponenti un pit, se rientrano in quella condizione possano concorrere alla assegnazione di quella quota riservata del 50 o del 60 per cento delle risorse, a seconda dell'emendamento che se si vorrà prendere in considerazione.

Ancora a proposito degli ambiti territoriali vorrei precisare che si fa riferimento alla delimitazione delle nuove circoscrizioni provinciali, a mio avviso per due ragioni, la prima perché sono più attinenti, più omogenei alla esperienza che è stata sinora maturata nell'attuazione degli strumenti di programmazione negoziata, mi riferisco in modo particolare ai patti territoriali. Se le province hanno ritenuto doveroso prendere posizione su questo problema come hanno fatto stamattina, io credo che il Presidente della provincia di Cagliari parlasse a nome e per conto dell'Unione delle province sarde, è evidente che non hanno solo la preoccupazione, ma la certezza che non si andrà in quella direzione, o che si sta andando in una direzione non giusta. Credo che sarebbe un errore non dare continuità a quella esperienza, anche perché in quella occasione si sono costituiti gli strumenti di partecipazione dei soggetti sociali e degli enti locali. Inoltre mi sembra un po' paradossale che il Consiglio regionale all'unanimità approvi e sostenga il riordino delle circoscrizioni provinciali e al primo passaggio importante, quello che dovrebbe dare contenuti alle nuove circoscrizioni provinciali, non dimostri coerenza e in pratica le ignori.

In ultimo, l'indicazione procedurale, cioè quella dei bandi. I tempi, lo ricordavano altri prima di me, sono abbastanza stretti. Se entro il 30 giugno, almeno indicativamente, devono essere dati gli indirizzi, e entro il 31 ottobre devono essere selezionati i piani integrati territoriali, io credo che sarebbe interesse della Regione sarda adottare una procedura già sperimentata, quella dei bandi, che è stata adottata per le leggi regionali numero 15 del 1994, numero 9 del 1998,, e per la legge nazionale numero 488 del 1992 oltre che per altre leggi. Si tratta di una procedura verificata, ma anche verificabile e trasparente. Penso che questo sarebbe uno strumento adatto, poi naturalmente il Consiglio regionale disciplinerà le altre procedure attuative.

PRESIDENTE. Onorevole Orrù, voglio farle osservare che l'emendamento da lei illustrato è alternativo al numero 123 pertanto se il Consiglio approvasse quest'ultimo, dovremmo dichiararlo decaduto.

L'emendamento 136 è stato ritirato. Ha facoltà di parlare il consigliere Morittu per illustrare l'emendamento numero 150.

MORITTU (D.S.). Signor Presidente, a me spiace dover illustrare questo emendamento in assenza dell'interlocutore principale, cioè dell'assessore Milia, naturalmente sono presenti il Presidente della Giunta e l'Assessore della programmazione, ma a lui in particolare mi volevo rivolgere nell'illustrare questo emendamento.

L'emendamento propone un finanziamento aggiuntivo per l'annualità 2001 a valere sulla legge regionale numero 29 del 1998 sul recupero e valorizzazione dei centri storici. Lo stanziamento proposto è di 50 miliardi aggiuntivi, ma in realtà si tratta del recupero dei 50 miliardi che non sono stati spesi nella annualità 2000. Non è una richiesta che avanzo solo come consigliere regionale insieme ad altri colleghi, ma lo faccio anche a nome delle tante amministrazioni comunali, di alcune delle quali io personalmente, ma non soltanto io, lo stesso Assessore Milia e altri consiglieri regionali della maggioranza abbiamo anche incontrato gli amministratori, che protestano fortemente per essere stati esclusi dal programma varato dalla Giunta nel dicembre del 2000 per un totale di 93 miliardi a fronte di una richiesta ben superiore.

Per altro lo stesso onorevole Milia nelle premesse della sua delibera di Giunta del dicembre, che ho citato, ci informa che 177 comuni sardi hanno avanzato richiesta di finanziamento per un ammontare complessivo di 398 miliardi che produrrà un volume di investimenti indotti di ben 836 miliardi. Mi pare un volume d'affari, considerando anche le ricadute occupazionali e di sviluppo, non trascurabile per la nostra isola. A fronte di queste richieste la Regione ha stanziato solo 93 miliardi con il programma 98/99, nel corso della precedente legislatura. Utilizzando un ragionamento fatto in quest'aula dall'onorevole Pittalis a proposito della legge regionale 7 giugno 1984, numero 28, si può affermare che da parte della Regione vi è un debito di circa 305 miliardi a fronte di richieste per 398 miliardi, dichiarate legittime da parte dell'assessorato degli enti locali e urbanistica,, tra le quali ben 127 riguardano programmi integrati, che richiedono procedure complesse che hanno coinvolto in accordi sottoscritti anche soggetti privati, realizzando un rapporto positivo tra pubblico e privato. La legge numero 29, infatti, lo abbiamo detto tante volte, ha davvero sollecitato tante richieste ed è stata accolta positivamente sia dalle amministrazioni comunali che dai privati.

Mi si potrebbe obiettare che lo stanziamento previsto per il 2001 è di 50 miliardi, per altro la tranche annuale stabilita dall'impianto originario della legge, forse con l'aggiunta di altri 20 o 30 miliardi a valere sul POR, ma stiamo parlando di richieste inevase del 98/99 per un ammontare di 305 miliardi, alle quali si devono aggiungere quelle presentate nel 2000 da alcuni comuni e quelle che i comuni avanzeranno nel 2001. Io credo che i 50 miliardi previsti più gli ipotetici 30 miliardi annunciati dall'Assessore, siano insufficienti a rispondere alle richieste che verranno avanzate nella annualità 2000, rimane però il debito di 305 miliardi accumulato nelle annualità 98/99. Io credo che se il finanziamento per soddisfare le richieste inevase presentate sulla base della legge 28 è stato considerato dall'onorevole Pittalis alla stregua di un debito, allo stesso modo debba essere considerato il finanziamento che noi proponiamo, perché non credo che il volume d'affari che ne deriverà non produrrà sviluppo e lavoro. Produrrà sviluppo e lavoro per le imprese specializzate, per le imprese edili, ma io credo che rappresenti una opportunità di sviluppo anche turistico per la nostra Isola. Si tratta di agevolare, con queste misure, un turismo più diffuso e mi meraviglia molto il fatto che vi sia disattenzione rispetto ad una politica di intervento volta al raggiungimento di risultati vivamente auspicati nelle dichiarazioni programmatiche del Presidente Floris. In esse si guarda positivamente al modello di sviluppo scozzese, che ha favorito la diffusione della risorse turistica nel territorio, e mi chiedo, come si possa realizzare tale modello, senza stanziare le risorse per altro sollecitate e richieste da parte dei soggetti interessati.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

(Segue MORITTU.) E poi, si realizzerebbe davvero uno sviluppo turistico diffuso e integrato, attraverso la valorizzazione dei beni culturali, ambientali e così via. Una opportunità, quindi, di sviluppo positivo credo anche sotto il profilo ambientale.

Perché dico questo? Perché ritengo che questo sia l'unico intervento che valorizzerebbe l'ambiente rispetto agli altri interventi turistici cosiddetti "a bocca di spiaggia" o "a bocca di scoglio", che sappiamo bene producono effetti a volte anche non disciplinabili da un punto di vista ambientale. Si tratta quindi di un'occasione per avere una ricaduta positiva anche da questo punto di vista, un'occasione per far rinascere quel genius loci che possedevano bene i vecchi costruttori che non conoscevano l'architettura, ma conoscevano il modo di intervenire sapientemente nei nostri territori, un'occasione per recuperare linee, forme, rapporti di semplice armonia che forse ci consentirà di superare le bruttezze di un modernismo privo di qualità, che un acuto commentatore ha definito una sorta di "McDonaldizzazione" dell'architettura sarda., Anche da questo punto di vista, credo rappresenti un'occasione per un recupero di qualità delle nostre povere ma armoniose architetture.

Ritengo che l'emendamento sia meritevole di accoglimento, ho cercato di portare alcuni argomenti, se ne possono portare anche tantissimi altri, ma credo che la protesta, e, in termini positivi, anche la richiesta forte da parte dei comuni e dei privati cittadini, sia una riprova di questa necessità.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare consigliere Calledda per illustrare l'emendamento numero 157.

CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, io ho ascoltato con attenzione già stamattina l'assessore e diversi colleghi che sono intervenuti in Aula, i quali dicevano che in una materia così complessa, soprattutto legata alle agevolazioni e alla contrattazione negoziata, ai contratti d'area, occorrerebbe avere un piano organico di intervento; se questo è vero bisogna tuttavia sottolineare che proprio a causa della mancanza di una proposta organica e complessiva nell'ambito della finanziaria, i vari consiglieri regionali si sono sentiti in dovere di presentare emendamenti.

Io ho voluto presentare questo emendamento almeno per due ragioni: la prima è che il Sulcis-Iglesiente, il nostro territorio, sta tentando con sforzi significativi di uscire fuori da una logica, così come molti dei colleghi hanno detto in passato e ribadito anche adesso, assistenzialista, sta tentando di sviluppare un'economia diversa rispetto a quella del passato, sta tentando soprattutto di superare la monocultura mineraria che tanti danni ha fatto nel nostro territorio, sta tentando di superare anche la monocultura industriale, e in questa direzione alcuni sforzi sono stati fatti. Voglio ricordare ai colleghi che ormai l'area di Portovesme è del tutto privatizzata, non c'è più alcuna iniziativa delle partecipazioni statali, anche se in quell'area, in quella zona industriale, permangono contraddizioni forti; fra le tante voglio ricordare le difficoltà oggettive che viviamo quotidianamente a causa della presenza della discarica di fanghi rossi dell'Euroallumina. Anche questo è un problema al quale ancora oggi non siamo riusciti a dare una risposta. Per questi motivi noi riteniamo che lo sviluppo economico che dobbiamo incentivare in quel territorio non sia più basato sulla grande industria, che sia necessario fare una inversione di tendenza e puntare soprattutto sulla piccola e media industria, che può rappresentare in qualche misura una prospettiva per quel territorio, anche se fino a quando non ci saranno iniziative concrete in tal senso, è del tutto evidente che dovremo combattere anche per mantenere l'esistente.

Questo significa che alcuni risultati positivi che si sono raggiunti con il Contratto d'area del Sulcis-Iglesiente, con il quale 14 aziende sono state già finanziate. Nel protocollo aggiuntivo sono indicate ulteriori 28 aziende che hanno superato l'istruttoria, delle quali 22 impiantano nuove attività e solo 6 hanno richiesto finanziamenti per ampliamenti, aziende che possono, in qualche misura, essere il volano di un modello di sviluppo diverso rispetto a quello del passato. Queste 22 nuove aziende, per altro, sulla base delle istruttorie fatte, possono creare 1000 nuovi posti di lavoro.

Questo lo voglio rimarcare, perché ritengo sia un dato sul quale dobbiamo fare una riflessione. Anche in quest'Aula, in queste giornate e in queste settimane, abbiamo discusso delle diverse concezioni delle politiche attive del lavoro, mi riferisco in modo particolare alla funzione che hanno la Regione e lo Stato nel finanziare i lavoratori sociali utili. Se non vogliamo più fare assistenzialismo in una determinata maniera, assessore Pittalis, iniziamo davvero a fare una politica economica di incentivazione industriale che consenta anche di superare queste contraddizioni. Mille posti di lavoro - visto che abbiamo parlato a lungo in queste settimane e in questi giorni di stabilizzazione di parte dei lavoratori socialmente utili - possono essere una occasione straordinaria. Quando facciamo questo tipo di ragionamenti ci riferiamo al fatto che nonostante le molte iniziative in corso e quelle già realizzate, mi riferisco al parco geominerario, mi riferisco alla questione della centrale enel, mi riferisco ad altre iniziative, bisogna tener conto che quel territorio fino a metà degli anni ottanta era gestito dalle partecipazioni statali; non per questo crediamo che la Regione debba in qualche misura accollarsi tutte le spese derivanti dalle catastrofi che hanno determinato le partecipazioni statali, però riteniamo anche che la Regione debba guardare a quel territorio con un occhio di riguardo. Quando faccio questa considerazione non penso assolutamente di fare un ragionamento di carattere campanilistico, in qualche misura di curare e di preoccuparmi solo dei problemi di quel territorio, ma credo che sia possibile oggi, attraverso le risorse della Regione, stanziare 60 miliardi per queste 28 imprese che hanno superato l'istruttoria utilizzando la legge regionale numero 15 del 1994, e trovare le soluzioni che ci consentono di avviare un diverso sviluppo economico e di dare una speranza a questo territorio.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 272 è ritirato.

Per esprimere in parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 334 il parere è negativo, è favorevole sul numero 446, negativo sul numero 73, favorevole sul numero 28 e sul numero 457, negativo sul numero 391. La Commissione si rimette all'Aula per quanto riguarda gli emendamenti numero 42 e 237, esprime parere negativo sugli emendamenti numero 123 e 449, in considerazione anche del fatto che sull'attuazione dei meccanismi di finanziamento dei piani integrati territoriali, sono all'esame della Commissione seconda le direttive proposte dalla Giunta e riteniamo che debba essere quella la sede in cui eventualmente affrontare problemi di ripartizione delle risorse, in considerazione di aree particolarmente svantaggiate.

Per quanto riguarda l'emendamento 150 sui centri storici, pur condividendone la sostanza in quanto interviene in maniera molto significativa su un problema sentito veramente da tutti, c'è comunque da rilevare che un aumento delle risorse deriverà anche dal POR, che destina a questo intervento ulteriori finanziamenti, particolarmente importanti per le imprese e per gli enti locali interessati ai programmi di riqualificazione urbana dei centri storici. Pertanto si esprime parere negativo anche sul numero 150, in considerazione del fatto non che la sostanza dell'emendamento sia sottovalutata, ma che ulteriori risorse finanziarie sono state previste anche attraverso altri strumenti di programmazione. In sostanza, pur comprendendo che la finalità è ampiamente condivisibile, obiettivamente più di tanto in questo momento non riteniamo si possa fare.

Si esprime parere negativo anche sull'emendamento numero 157.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è sostanzialmente conforme a quello del relatore, pur distinguendo due ambiti: uno è quello relativo alla programmazione negoziata. Mi riferisco agli emendamenti che riguardano i contratti di programma per l'area del Sulcis-Iglesiente e per l'area di Porto Torres; non sono ricomprese in questi emendamenti anche altre aree che sono nella stessa situazione, mi riferisco in particolare all'oristanese, ad altre zone del sassarese come l'Anglona, mi riferisco in particolare alla provincia di Nuoro per quanto riguarda il protocollo aggiuntivo del contratto di programma di Ottana o alcuni patti territoriali, come quello per l'alta montagna che, per ritardi di istruttoria, non è stato ammesso a livello centrale.

Faccio questa premessa doverosa, perché ritengo che il problema vada senz'altro e con urgenza riconsiderato alla luce anche delle nuove norme che sono previste proprio in questa finanziaria, nelle quali proponiamo il coordinamento in sede regionale delle iniziative finanziarie entro un quadro di riferimento programmatico organico, volto all'utilizzazione razionale di tutti gli strumenti della programmazione negoziata, quelli di livello nazionale e quelli di livello regionale. I contratti di programma, come i patti territoriali, risentono di un vizio d'origine, e cioè il fatto che l'interlocuzione è stata fatta direttamente con lo Stato senza alcun coinvolgimento della Regione. Nel momento in cui ci si è resi conto oggettivamente che era impossibile, da parte del Governo nazionale, dare risposta a tutti i patti e i contratti presentati si è cercato di coinvolgere le Regioni prevedendo il cofinanziamento da parte di queste ultime.

La Regione Sardegna, da parte sua, ha fatto tutto il possibile dando risposta positiva innanzitutto a tutti i patti verdi, ai contratti nel settore agroindustriale e anche ad alcuni contratti nel settore turistico. Tant'è che noi abbiamo già accantonato le risorse necessarie per far fronte all'impegno che la Regione ha assunto in materia. Così come avevamo detto sì al cofinanziamento del patto dell'area vasta di Cagliari, dunque sono rimasti fuori alcuni contratti, ma proprio perché è venuto meno l'impegno da parte del Governo centrale, e a questo proposito si apre il grosso problema della voragine che si creerebbe dal punto di vista finanziario, perché è assolutamente impossibile far fronte a tutte le istanze che il Governo nazionale non ha accolto, esclusivamente con risorse della Regione.

Allora abbiamo proposto e proponiamo di rivedere tutti questi progetti secondo quell'ottica, che mi pare sia stata suggerita anche dai banchi dell'opposizione, cioè l'ottica di un riequilibrio effettivo delle risorse in ambito territoriale; ritengo che in questo modo possano trovare accoglimento tutte le istanze, anche quelle che oggi vengono presentate in ordine sparso con gli emendamenti che sono stati dinanzi illustrati. Il tentativo che abbiamo promosso con il comma 42 e i seguenti è proprio quello di rimettere finalmente ordine in questo settore, vieppiù a seguito anche del trasferimento dal livello centrale a quello regionale delle competenze in materia di contratti di programma e di patti territoriali.

Per quanto riguarda la problematica dei cosiddetti Pit voi ricorderete, perché è stato anche discusso in sede di approvazione da parte del Consiglio del complemento di programmazione, che abbiamo proprio voluto dare un particolare significato ai progetti integrati, perfino nella individuazione delle risorse giacché si è deciso di destinare ad essi almeno il 40 per cento delle risorse finanziarie assegnate al por Sardegna. Nel corso dell'esame del complemento di programmazione, e in seguito anche delle direttive che la Giunta regionale ha già predisposto in forma di bozza e che ha inviato alla Commissione seconda, e su questo inviterei i consiglieri anche a riflettere, la Commissione seconda è stata investita del problema dei progetti integrati perché dia quegli indirizzi e ogni ulteriore elemento di supporto in modo che possa anche meglio articolarsi il confronto con le parti istituzionali, economiche e sociali. Proprio questa mattina sui PIT è in corso il confronto con le organizzazioni sindacali, nei prossimi giorni sono previsti incontri con le rappresentanze del sistema delle autonomie locali, con gli stessi Presidenti delle province e con gli imprenditori.

Personalmente devo dire che condivido appieno lo spirito, la sostanza degli emendamenti, in particolare quello che ha come primo firmatario Balia, perché pone un problema vero, quello di realizzare, attraverso questo strumento, un vero e proprio riequilibrio territoriale, andando al di là del semplice criterio delle aree programma che presuppone che tutte le aree siano nella stessa condizione cosa che, come tutti quanti noi sappiamo, non corrisponde alla realtà, perché vi sono aree forti, aree marginali, aree ancora deboli.

Quindi, ripeto, accogliendo la sostanza, lo spirito e le finalità che si propone l'emendamento, al fine di non creare una sovrapposizione tra quello che sta elaborando la Commissione seconda penso anche in questi giorni, perché io ho già inviato forse da un mese, poco meno o poco più, ora non ricordo esattamente quando, il documento contenente le direttive e stiamo attendendo come Giunta l'elaborazione di questi indirizzi. Potrebbe essere anche quella la sede nella quale recepire il contenuto degli emendamenti, quello di Balia in particolare, ma mi pare che ricalchi sostanzialmente anche quelli che sono stati presentati dai consiglieri del Gruppo D.S.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (C.S.). Intervengo in riferimento all'emendamento numero 42 da me presentato. Credo che il problema a cui l'emendamento stesso si riferisce sia stato già accennato in vari interventi; mi rendo anche conto che, così come ha detto l'assessore Pittalis, lo stesso emendamento è riduttivo rispetto alla portata dei problemi che i contratti d'area in Sardegna pongono perché, evidentemente, coinvolgono più aree, più zone, più territori interessati e sicuramente il mio emendamento è riduttivo rispetto alle esigenze più generali dei territori della Sardegna.

Il mio emendamento ha lo scopo, da un lato di impedire il rischio di vanificare nuove iniziative industriali tendenti a dare una prima risposta, parziale ma comunque significativa, alle esigenze di sviluppo economico ed occupazionale di un territorio quale quello del sassarese, che necessita di risposte adeguate e tempestive, dall'altro di non vanificare e non deludere tante iniziative di imprese che si sono mosse nello sforzo di mettere in sinergia idee e risorse private per concorrere, insieme alle istituzioni pubbliche, a risollevare il dramma della disoccupazione.

Credo che tutti sappiamo che in particolare nel nord Sardegna l'emigrazione sta diventato un fatto quotidiano, e solo le famiglie toccate dall'emigrazione sanno cosa significhi avere un figlio, un padre di famiglia, costretto ad andare fuori dalla Sardegna per riuscire a sostentare con dignità il proprio nucleo familiare e poter sopravvivere senza delinquere o compiere atti che sono contrari alla convivenza pacifica e alla sicurezza. In questo senso credo sia nostro dovere recepire quelle istanze che localmente sono fondate su presupposti seri e su obiettivi condivisibili sotto il profilo economico e sociale.

Ricordo anche che il Presidente dell'Amministrazione provinciale di Sassari fece pervenire tempestivamente ai consiglieri regionali una nota molto accorata con la quale chiedeva attenzione a questo problema, e quindi la mia iniziativa nasce anche dal recepimento di questa istanza politica e soprattutto istituzionale. Altre province non hanno fatto pervenire istanze di questo tipo, per lo meno per quanto mi riguarda, probabilmente perché ogni territorio ha interessato i referenti politico-istituzionali propri, altrimenti avrei potuto recepirle e tenerne conto nello stesso emendamento. Ritengo che dobbiamo in qualche modo tenere conto di queste aspettative ed operare conseguentemente con i mezzi di cui possiamo disporre, perciò credo che la Giunta e il Consiglio debbano fare uno sforzo nella direzione che queste istanze giuste del territorio pongono in termini pacifici, ma direi in qualche caso drammatici, tenuto conto dei problemi che devono essere affrontati.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Intervengo principalmente sull'emendamento numero 237, Presidente, perché durante la discussione della manovra finanziaria, si ha l'abitudine di parlare spesso e volentieri di politica di riequilibrio, una politica di riequilibrio che però lascia sempre comunque a desiderare in quanto di riequilibrio non se ne riscontra alcuno. La verità è che in assenza di un progetto strategico, chi non ha un quadro generale cui ricollegarsi, deve fare riferimento alle iniziative degli altri e in questo caso il richiamo fatto dall'emendamento numero 237 al protocollo aggiuntivo del contratto d'area di Porto Torres ne è la testimonianza.

Gli 80 miliardi richiesti con l'emendamento consentirebbero la nascita di 54 aziende che hanno progettualità, che hanno aree a disposizione, che hanno fideiussioni già depositate in banca a garanzia dell'attendibilità, e quindi della volontà di portare a compimento i progetti da loro proposti, e che sono rimaste fuori dalla prima tranche di finanziamenti, perché esauriti; senza risorse disponibili la compartecipazione non ha significato alcuno.

In questa logica, la creazione di 500 o 600 nuovi posti di lavoro da parte di 54 aziende in quel territorio passa quasi in secondo piano e quindi inosservata. Di fronte a questo tipo di atteggiamento a me viene quasi l'obbligo di dare ragione al collega Cogodi, perché in uno scenario come questo i lavori socialmente utili sono l'unica difesa reale di un comparto, quello dei disoccupati, dei senza lavoro che neanche quando le imprese si attivano e hanno volontà di rischiare entro un meccanismo di compartecipazione vera, reale, trova risposte, trova riscontri in una manovra finanziaria come questa, ricca rispetto a quelle precedenti, adducendo da parte vostra, a giustificazione di ciò, il fatto che siete impossibilitati.

Ho ascoltato attentamente l'intervento dell'assessore Pittalis, nel quale ha affermato che tutto ciò è iniziato per il fatto che la Regione è stata tenuta al di fuori della concertazione sugli strumenti della programmazione negoziata, lo capisco, però questo non può portarci a non tenere nella giusta considerazione tutto ciò che si è sviluppato in positivo, diversamente noi saremo costretti ad affrontare un problema di rilevanza sociale troppo grande, quale quello della disoccupazione, destinando parte dei finanziamenti a interventi rispondenti alla logica dei senza lavoro, perché questa è l'unica risposta che saremo in grado di dare. Credo che la dignità di ogni persona, soprattutto di quelli che non hanno lavoro, vada comunque salvaguardata, ma non cercando di sopperire nel modo in cui forse sino ad oggi si è fatto, avvilendo ulteriormente quelle stesse persone, ma nel modo più giusto, creando i presupposti di un vero e proprio sviluppo, trovando le imprese che abbiano idee, volontà di concretizzarle in progetti reali, partecipando all'investimento, il tutto in attesa di quel famoso progetto strategico. Oggi questo non si verifica per il semplice motivo che l'esigenza di quella politica del riequilibrio, a cui facevo riferimento, non può essere tacitata con un semplice ordine del giorno. Cari colleghi, qualcuno dice che gli ordini del giorno non si negano a nessuno, e anche in questo caso lo slogan è valido, ma così non portano a niente, soprattutto quando comportano impegni di carattere finanziario che poi, quotidianamente, vengono disattesi. E' un modo come un altro per manifestare all'esterno che comunque l'attenzione c'è, ma non c'è la volontà di risolvere i problemi e di dare risposte concrete alle richieste che stanno arrivando dai singoli imprenditori, ma anche dai singoli cittadini che da tempo aspettano di avere un lavoro. Questa esigenza non può essere svilita nel modo in cui qualcuno vuole fare. Proviamo a fare i conti, nel quadro di una politica di riequilibrio, dei finanziamenti erogati a chi sinora ha avuto, a chi ha avuto meno, rispetto a chi non ha avuto nulla, ma non per fare campanilismo o una battaglia tra poveri, per riattivare, quanto meno, misure di riequilibro vere e reali, concrete possibilità di sviluppo per ogni singolo territorio, altrimenti saranno le richieste appoggiate da maggioranze trasversali ad avere la forza di far arrivare risorse, creando ulteriori disequilibri, senza sposare alcun progetto di sviluppo; questo sarà il risultato finale.

Poiché una priorità deve essere data, sono convinto che sia stato un bene finanziare iniziative nel Sulcis, o nella Sardegna centrale, ma in altre realtà di danari non ne sono arrivati per niente, e non è pensabile continuare in questo modo, perché la Sardegna è unica, non si possono fare zone ricche e zone povere, zone avvantaggiate e zone svantaggiate, e non si può non tenere conto che l'industria chimica è arrivata al fallimento anche in quella zona, basta vedere come si è ridotto il numero degli occupati, in questi ultimi venti-trent'anni, come quegli impianti stanno chiudendo giorno dopo giorno e non è sufficiente né la mobilitazione di chi ci lavora, quindi delle parti sociali, né l'impegno, non sempre frequente, degli enti locali

E' inutile che il Presidente della provincia, che è espressione della stessa coalizione che sostiene questa maggioranza di governo, chiami a raccolta consiglieri regionali, indistintamente, per denunciare quello che io sto dicendo in quest'aula; perché altrettanto ha fatto, assessore Pittalis, in riferimento ai patti verdi, finanziati solo parzialmente, di Thiesi, e Macomer, quest'ultimo riguardante il settore lattiero-caseario; la settimana scorsa si è svolta una riunione alla presenza proprio del Presidente della provincia: non si può gridare "al lupo al lupo", per poi disattendere il problema quando viene discusso in quest'aula, trattando queste realtà alla stessa stregua delle altre realtà di questo territorio regionale. Non lo si può accettare! Ritengo che sia necessario anche assumersi le proprie responsabilità; questo importo di 80 miliardi rappresenta il tetto massimo dell'eventuale spesa, che quindi potrebbe essere anche inferiore e che non dovrebbe essere un esborso diretto, assessore Pittalis, perché lei sa benissimo che l'investimento può essere realizzato anche attraverso il POR per cui adottando questa soluzione il tetto massimo di spesa diminuirebbe. Nonostante la situazione delle imprese che di volta in volta potrebbero anche dimostrare lordi non essere credibili, ritengo che comunque si debba rispondere a queste richieste. Ribadisco che a mio avviso non è possibile rinviare ulteriormente, e lavarsi la coscienza con un semplice ordine del giorno.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). E` sicuramente difficile potersi riferire all'insieme delle questioni che sono contenute in questi dieci commi e nei molti emendamenti che sono stati presentati; selezionando i vari temi, mi riferirò principalmente alla proposta modificativa che da più parti è stata avanzata con numerosi emendamenti, di riequilibrio territoriale nella ripartizione delle risorse regionali.

Il tema del riequilibrio dovrebbe trovare orecchie attente ed animo molto sensibile nell'Assemblea dell'autonomia sarda, perché rappresenta la bandiera che viene issata e portata all'attenzione del potere centrale quando si varca il mare. Se noi abbiamo da avanzare una rivendicazione verso il Governo centrale, verso l'Unione europea, verso le istituzioni sovraregionali, alziamo, giustamente, la bandiera del riequilibrio; diciamo che il divario delle condizioni non è giusto, comporta un esproprio di diritti, diciamo che è un sopruso che non può essere tollerato oltre, diciamo che non è adeguato il governo e i governi che non garantiscono su base nazionale ed europea uno sviluppo equilibrato. Ma questo concetto, questa idea, questa rivendicazione, questa bandiera, perché non dovrebbe valere più in terra patria? Perché non dovrebbe valere più nella sede dell'autogoverno, cioè in casa propria? Perché se parliamo di riequilibrio in sede regionale, allora la questione non vale più, e sembra che l'azione di governo della destra debba essere improntata al principio opposto. Questo concetto politico, bisogna un po' ripeterlo, perché parrebbe che qui governi nessuno, che qui le istituzioni siano neutre; questa è la fase nella quale questa Regione è governata dalla destra, ed è governata dalla destra con queste scelte, è governata dalla destra con questi squilibri, è governata dalla destra male. I territori vanno intesi non solo come luoghi, come cose, ma come territori con la "T" maiuscola, territori come ambito nel quale si svolgono la vita dei residenti, la vita umana, le relazione sociali e quelle economiche. Quindi, quando si dice territori si intende popolazioni, quando si dice popolazioni si intende gente, ed è alla gente, a quella gente, a tutte le parti della Sardegna che bisogna che questa Regione, se questa è la sede dell'autogoverno, dia risposte, non dico tutte intere in un solo giorno, ma risposte che siano tendenzialmente eque, che puntino al riequilibro interno.

Se così non si facesse, sarebbe valida la teoria che nazionalmente è stata più volte addotta nel tempo, quella che ha castigato il Meridione e che ha sostenuto che lo sviluppo dualistico del Paese, con un nord forte, direttamente agganciato all'Europa, quella più forte e più autorevole, non sarebbe un danno per tutto il Paese, anzi sarebbe una risorsa, sarebbe un bene. E' stata teorizzata l'idea del "sistema paese", dell'Italia locomotiva al nord e treno nel suo insieme; si è teorizzato che la locomotiva del nord avrebbe trainato anche l'ultimo dei vagoni del sud, e che l'interesse del Meridione sarebbe stato di rimanere agganciato alla locomotiva per essere trainato. Però abbiamo visto che la locomotiva va spesso da sola, che sgancia i vagoni, che il nord forte diventa sempre più forte, e non solo economicamente, e il sud già debole diventa sempre più debole, e non solo economicamente, anche socialmente, anche politicamente, per cui, il tema del riequilibrio, in buona sostanza, è anche il tema della democrazia, è anche il tema delle relazioni culturali e politiche in un paese così come in una regione.

Riequilibrio territoriale quindi vuol dire essere attenti e a tutte le popolazioni, tenere in conto tutta la gente; ed è fra questa gente tutta che vi è quella parte di popolo che voi non volete prendere in considerazione, ed è nei territori più indietro, più arretrati nello sviluppo che è concentrata anche quella parte di popolazione più diseredata, quella che ha meno, e non ha solo meno beni materiali, ma anche meno lavoro, meno occupazione, meno occasione di produrre, ma sempre di più ha meno fiducia, sempre di più ha meno pazienza.

Dice il Presidente di questa aggregazione numerica che voi insistete ancora a chiamare maggioranza...

USAI EDOARDO (A.N.).Guarda i voti.

COGODI (R.C.). I voti sono la risultante di una aggregazione numerica, quando si vota si contano numeri. Voi siete una sommatoria di numeri, perché nessuno mi convincerà mai che voi avete un programma politico che avete rappresentato al popolo sovrano e che abbia ottenuto la risultante numerica che corrisponda a quei numeri che oggi si esprimono da quei banchi...

USAI (A.N.). Se avessi questa opinione mi preoccuperei molto.

COGODI (R.C.). Che lei si preoccupi non è ragione di molta preoccupazione nostra; neppure ci porta grande conforto, diciamo che la cosa ci è del tutto indifferente in questa fase e in questa dimensione.

CORDA (A.N.). Noi siamo contenti di essere diversi.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, la prego.

COGODI (R.C.). Siamo tutti contenti che lei sia diverso, rimanga diverso e si distingua sempre.

Dicevo che i ragionamenti che noi avanziamo in quest'Aula non vi debbono sembrare frutto di una partigianeria o residuo di ideologie tramontate. Noi riteniamo di avere il dovere, e vorremmo avvertire questo dovere insieme a tutti voi, di rappresentare anche quei diritti totalmente negati; vi chiediamo di fare un ragionamento almeno di proporzioni, noi non vi abbiamo mai proposto di utilizzare tutti i fondi del bilancio della Regione per aprire un grande cantiere di lavoro, anche il più utile, il più produttivo della nostra Regione, ed occupare i centomila disoccupati. Abbiamo detto, essendo però questo l'obiettivo, i cento e i duecento mila disoccupati, tutti, fino all'ultimo, per intanto, si inizi, si avvii un progetto, che abbiamo definito progetto di lavoro verde, per affrontare la prima delle emergenze ma anche tutelare la maggiore ricchezza della Sardegna, il suo ambiente, contro l'alterazione, l'inquinamento, la devastazione. Si tratta quindi di un progetto di lavoro produttivo, per il cui avvio abbiamo quantificato, a valere su questa manovra finanziaria, che dispone di tre - quattromila miliardi in più rispetto all'anno scorso, un finanziamento di cento miliardi, cento...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, sono decorsi i dieci minuti a sua disposizione. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.

Sanna Salvatore (D.S.). Interverrò su tre questioni, Presidente. Partendo dall'emendamento numero 457 presentato dalla Giunta, a seguito anche dell'emendamento da me presentato, il numero 73, che ho avuto modo di illustrare stamattina, riguardanti entrambi le modifiche alla legge regionale numero 14 del 1996, quella sui piani integrati d'area.

Il punto di partenza, però, deve essere senz'altro quello contenuto nell'articolato del disegno di legge che stiamo esaminando, e in particolare al comma 47, nel senso che la mia opposizione a tale comma discendeva dal fatto che arbitrariamente la Giunta, a mio avviso, pretendeva di inserire al comma 4 dell'articolo 2 della legge numero 14, una "chiamata alle armi" delle cosiddette parti sociali in sede decisionale finale, che fa capo alla Regione. Peraltro, ho avuto modo di dire stamattina che il coinvolgimento delle parti sociali, ma non solo, anche delle parti istituzionali, a mio avviso, sarebbe stato più opportuno ricercarlo nel momento di ipotesi di costruzione del piano integrato d'area e quindi, con una certa soddisfazione, prendo atto che il Governo regionale, con l'emendamento numero 457, di fatto ha accolto, seppure parzialmente, queste indicazioni. Infatti tale emendamento, intanto sposta la concertazione dal tavolo regionale al tavolo provinciale, e quindi la colloca nella giusta dimensione istituzionale, nella fase iniziale, tant'è vero che non si riferisce più al comma 4 dell'articolo 2 della legge citata, come invece riportato nel comma 47 dell'articolato del disegno di legge, ma si riferisce appunto al comma 2 dell'articolo 3, che richiama, come livello istituzionale, non già la Giunta regionale, ma la provincia.

Quindi diciamo che questo percorso e questa procedura mi convincono, credo che questo sia il giusto livello di concertazione, peraltro sperimentato, per esempio, in altri strumenti della programmazione negoziata, come i patti territoriali, però pongo all'assessore Pittalis un problema, perché quando si dice, nell'emendamento 457, "l'espressione "e alle forze economiche e sociali" è sostituita con "e con il partenariato delle forze economiche e sociali"", io chiedo all'assessore Pittalis di aggiungere "con il partenariato delle forze istituzionali, economiche e sociali", perché se no, attenzione, siamo sempre punto e a capo, perché chiunque partecipa a questo tavolo, che di volta in volta si allarga o si restringe, chiunque, tranne, spesso, proprio i soggetti deputati a svolgere la funzione di governo, e cioè le istituzioni. Allora, se si apporta questa correzione e si dice "con il partenariato delle forze istituzionali, economiche e sociali", naturalmente sempre in riferimento al comma 2 del articolo 3 della legge numero 14, sono disponibile a ritirare il mio emendamento. Quindi, per concludere su questo punto, io credo che ci siano le condizioni per ristabilire una procedura che in qualche modo non snaturi la legge 14 da un lato e dall'altro anzi tenda anche a riconoscere formalmente il ruolo del partenariato.

Il secondo punto sul quale vorrei intervenire è l'emendamento numero 391, l'ennesimo emendamento, cioè, che in qualche modo riapre questa discussione, che è ormai centrale anche in ogni intervento che personalmente sto facendo tra ieri e oggi, sul ruolo delle Commissioni consiliari; badate, la mia non è un'ossessione, è che davvero io sono convinto - anche a seguito delle discussioni e degli interventi fatti da altri colleghi stamattina e ieri e della, passatemi il termine, pervicacia con la quale invece la Giunta regionale e i colleghi della maggioranza si ostinano a non voler recepire questa indicazione, e non dico queste cose per individuare percorsi di consociazione che a me stanno molto antipatici; credo che né il presidente Floris, né altri possano dire a me personalmente in quest'aula, di aver cercato di trovare accordi o in qualche modo di agevolare forme di consociazione - dicevo che sono convinto che tutte le leggi di settore che attribuiscono alle commissioni funzioni precise, sino a quando non verranno modificate e sino a quando non cambierà in questa Regione la forma di governo, e si chiarirà definitivamente quali saranno le funzioni del Governo regionale e quali quelle del Consiglio, vadano tenute in piedi e che non si possa pensare di arrivare a obiettivi di semplificazione, semplicemente smantellando le procedure che sinora sono state seguite.

L'ultima considerazione la vorrei fare in relazione ai così detti PIT, dicendo che in sostanza condivido le preoccupazioni dei colleghi che hanno presentato gli emendamenti partendo dalla esigenza del riequilibrio territoriale, ma mi pongo una domanda che è questa: è del tutto evidente che il riequilibrio territoriale, come qualsiasi riequilibrio, deve avere un presupposto centrale, e il presupposto centrale, badate, non può essere che quello di un governo regionale autorevole. Se manca un livello istituzionale autorevole è chiaro che qualsiasi riequilibrio diventa difficile, perché si scatena la rincorsa dei territori o dei microterritori regionali che non hanno altra scelta di fronte a sé se non quella del così detto "assalto alla diligenza". Questo è il punto. Poi la discussione la possiamo incentrare sul tema degli ambiti territoriali. decidendo se l'aggregazione territoriale debba essere quella delle attuali province o quella delle circoscrizioni provinciali individuate con lo schema di assetto provinciale previsto dalla legge numero 4 del 1994.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, a questo blocco di commi, sono stati presentati alcuni emendamenti attraverso i quali è stata articolata una proposta che punta a qualificare i dieci commi che stiamo discutendo. Meraviglia il fatto che da parte della Giunta, pur apprezzandone e condividendone lo spirito (ma lo spirito è una cosa che non si può toccare con mano), non se ne riesce a cogliere la sostanza. Per cui, io voglio fare un ragionamento proprio sul fatto che se lo spirito è giusto, e lo si vuole condividere, tanto meglio sarebbe condividerne anche la sostanza. Perché? Perché, vedete, sono stati presentati numerosi emendamenti che puntano a realizzare una serie di obiettivi da tutti considerati condivisibili, da tutti considerati urgenti, da tutti considerati indispensabili. Indispensabili a cosa? Indispensabili a superare il divario che vi è tra territori della Sardegna, ma soprattutto a superare quel divario che mantiene nella condizione di sottosviluppo e sottooccupazione migliaia di giovani della nostra isola.

Siamo di fronte alla possibilità concreta di far sorgere diverse imprese che creerebbero nuove opportunità di lavoro che sono state quantificate, in una situazione in cui le stesse imprese sono state monitorate dagli enti e dalle banche che avevano il compito di monitorarle, si è accertata la loro solidità finanziaria e si è verificato che quei soggetti che avevano fatto richiesta di finanziamento per attivare le intraprese, hanno tutti i requisiti di legge, ma non solo, tali iniziative permetterebbero di fare decollare una serie di aree che più di altre sono state caratterizzate da forti espulsioni dai cicli produttivi. Che c'è di meglio se non rispondere concretamente a questo tipo di richieste?

Vedete, voi rifiutate il nostro progetto, il mio collega Cogodi lo chiama progetto di lavoro verde, progetto di lavoro produttivo, alcune volte dite che siete disponibili a ragionarci, ad accoglierlo in parte, poi nel concreto vediamo che invece lo rifiutate in toto. E lo rifiutate dicendo che tutto sommato quello che noi vi chiediamo è di fare assistenza, di dare un po' di soldi ai disoccupati, che così non si crea sviluppo, che per dar lavoro è necessario finanziare le imprese perché è l'impresa che sviluppa l'economia, e ci presentate un modello di sviluppo molto preciso, però quando andiamo a fondo ed esaminiamo le proposte concrete vediamo che quel modello che voi dite di voler sostenere, nella pratica poi lo rifiutate perché non volete adottare misure concrete, questa è la realtà dei fatti. Questa mancanza di volontà la dice lunga sulla vera filosofia del vostro governo e sulla filosofia che spinge la Giunta regionale a privilegiare i particolarismi, al di fuori di qualsiasi logica capace di dare risposte concrete e articolate anche alle istanze provenienti dai territori; insomma tutto ciò induce a porci qualche domanda, il male è che a queste domande non riusciamo ad avere da voi nessuna risposta, se non in termini generici.

L'onorevole Sanna, poc'anzi diceva che qualcuno ha intenzione di presentare un ordine del giorno; personalmente sono d'accordo con la teoria che un ordine del giorno non si nega a nessuno ma, come giustamente diceva l'onorevole Sanna, possiamo, in questa fase, di fronte alla drammaticità della crisi occupazionale in cui stiamo vivendo, accontentarci degli ordini del giorno o invece non dobbiamo tramutare le dichiarazioni che più volte si fanno, non soltanto qua, ma anche sulla stampa, in fatti concreti?

Noi stiamo ancora aspettando di capire, e abbiamo posto il problema ieri, la veridicità della notizia apparsa su un quotidiano martedì 13 marzo: "LSU: entro sette giorni si definiscono le modalità di impiego di 3150 persone", stiamo ancora cercando di capire come si disossano stabilizzare 3150 persone. Noi incominciamo a dubitare, anzi dubitiamo, anzi affermiamo che sono tutte dichiarazioni puramente strumentali, pubblicitarie, fatte in un periodo abbastanza delicato; tra pochi giorni infatti, inizierà una campagna elettorale combattuta, per cui riteniamo che servano solo a confondere la mente della gente. Noi non abbiamo bisogno, in questa sede istituzionale, di confondere nessuno, noi abbiamo il dovere di prendere decisioni, di risolvere i problemi che ci vengono posti, di predisporre i mezzi, gli strumenti e i soldi perché le cose si facciano, perché le imprese possano vivere, perché le intraprese possano nascere; questo è il nostro dovere. Peraltro una dimostrazione di come si trattano i territori, di come si intenda il federalismo anche nella nostra isola, vi è stata alcuni giorni fa, in occasione dell'ultima riunione della Conferenza Stato-Regione che, sulla questione dei siti inquinati, ha completamente tagliato fuori un'area importante della Sardegna. Io, vede Presidente, non mi sarei scandalizzato se i 23 miliardi che erano stati destinati dal Ministero all'area di Porto Torres fossero stati anche ridotti a pochi miliardi, ma un segnale almeno ci doveva essere del fatto che anche quel sito venisse tenuto nella debita considerazione a livello nazionale, almeno quanto le altre aree del paese; invece si è dovuta registrare una posizione di netta chiusura e si è cancellato anche il nome di quell'area dal protocollo di intesa. Sono queste le cose che non condividiamo, che non possiamo accettare,e che non soltanto noi in quest'aula ma anche i cittadini fuori rifiutano. Per i cittadini sardi e per le aree della Sardegna si usano pesi e misure diversi. E' opportuno opporsi, lottare perché venga adottata una politica che attui una maggiore eguaglianza tra le persone e i territori.

Un'altra questione che noi riproponiamo anche in questa occasione è quella della partecipazione del Consiglio alla conoscenza delle scelte che la Giunta fa. Attraverso l'emendamento numero 391 noi riproponiamo la facoltà delle Commissioni di conoscere ed esprimere parere su quello che la Giunta fa.

Io vedo che il tempo sta scadendo, per cui mi riservo di approfondire questa parte in sede di dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Alcuni giorni fa un quotidiano sardo titolava "Si lanciano le uova, arrivano trenta miliardi"; nel leggere quel titolo in rilievo in seconda pagina, ho pensato che quel fatto contenesse un messaggio estremamente negativo, non per l'Assessore interessato, che aveva ricevuto le uova, né per la parte politica che esso rappresentava, cioè il centrodestra, ma per tutti noi, maggioranza e minoranza, per tutti noi impegnati nell'attività politica. Perché il messaggio che si lanciava alla società sarda diceva che era sufficiente organizzare una gazzarra, un lancio di uova, per riuscire a porre all'attenzione delle forze politiche il problema che magari si era tentato invano di proporre alle stesse, per giorni, per settimane, per mesi .

Quando il collega Pinna decise di andare in fondo alla galleria del Pozzo Sella, per porre al centro dell'attenzione i problemi del Parco geominerario, io ritengo che anche in quell'occasione si sia registrata una sconfitta della politica, perché si è dovuta drammatizzare una situazione, sino ad occupare un pozzo di una miniera per 126 giorni, per ottenere di porre al centro dell'attenzione, una questione aperta da anni.

Noi abbiamo scelto, invece, di porre direttamente i problemi delle parti sociali che vogliamo rappresentare, dei territori dai quali proveniamo e dei quali vogliamo rappresentare le istanze, di categorie di lavoratori che vogliamo qui rappresentare, nella Commissione e in aula, in questo estenuante e lungo dibattito sulla manovra finanziaria, attraverso emendamenti sui quali abbiamo chiesto e ripetutamente chiediamo che si apra un confronto vero, concreto. Io devo dire che questo non sta avvenendo.

Mi chiedo che coerenza possa vantare il relatore di maggioranza, il collega Presidente della Commissione bilancio e programmazione, se ieri ed anche stamane ripetutamente, nell'esprimere il parere su numerosi emendamenti, ha affermato che la Commissione ritiene che non si possono accogliere emendamenti che tendano a ridurre gli stanziamenti del Fondo nuovi oneri legislativi. L'ha ripetuto in continuazione, in ogni occasione, anche stamane, per motivare il parere contrario sugli emendamenti presentati. Sugli emendamenti numero 42 e 237, invece, che pure sottraggono 80 miliardi a tale Fondo, non esprime parere contrario ma si rimette all'aula; esprime invece parere contrario su un altro emendamento, il numero 157, che è identico agli altri due ma riguarda un'altra area territoriale. Che coerenza è rinvenibile in queste posizioni? Quale è la diversità tra questi emendamenti? Entrambi trovano copertura attingendo alle risorse del Fondo nuovi oneri legislativi, e il relatore di maggioranza aveva assicurato che mai la maggioranza avrebbe accettato questa impostazione; entrambi tendono a finanziare due contratti d'area di due aree territoriali della Sardegna che hanno necessità e bisogno di iniziative imprenditoriali; si deve constatare semplicemente che la coerenza viene a mancare perché basta la firma di un consigliere di maggioranza per modificare il parere della Commissione e del relatore. La differenza tra i due emendamenti, infatti, è semplicemente che in uno c'è la firma del collega Amadu nell'altro non c'è la firma di alcun consigliere di maggioranza, per il resto, dal punto di vista dell'impostazione, sono analoghi. Credo che anche questo aspetto sia negativo, non positivo, che questa mancanza di coerenza non sia accettabile e che anche questo sia un elemento di scontro politico.

Io voterò a favore, lo dico già da adesso, dell'emendamento numero 42, dell'emendamento numero 237 e dell'emendamento numero 157, perché tutti e tre gli emendamenti, quello che riguarda il Sulcis, quello che riguarda Porto Torres, quello che riguarda il contratto di programma dell'Oristanese hanno le stesse finalità, riguardando territori che hanno bisogno di iniziative imprenditoriali in quelle aree, che hanno avuto contrattazione negoziata conclusa, che possono attivare nuove imprese, e perché ritengo che il vero piano del lavoro sia quello che individua e finanzia una impresa che sia capace di assicurare, assieme all'occupazione e all'impiego, un lavoro vero e soprattutto la produzione di reddito. Credo che finanziare contratti di programma che individuano soggetti reali che hanno proposto progetti veri, già istruiti, che individuano possibilità reali di creare lavoro ed occupazione e reddito, sia un modo corretto di rispondere a quelle richieste di nuova occupazione che i territori avanzano. Mi comporterò su questi tre emendamento nello stesso identico modo, indipendentemente dal fatto che in uno ci sia una certa firma e negli altri no, perché occorre che, così come noi siamo coerenti nel sostenere le nostre rivendicazioni, analoga coerenza mostri anche la maggioranza e il suo relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Orrù. Ne ha facoltà.

ORRU' (D.S.). Intendo brevemente fare due considerazioni, una delle quali sull'emendamento numero 150 che riguarda il completamento degli interventi relativi ai piani integrati e di riqualificazione urbana previsti dalla legge regionale numero 29 del 1998. Si tratta di uno strumento che ha suscitato grandi aspettative, una grande domanda, tant'è che vi sono centinaia di richieste inevase, per mancanza di copertura finanziaria. La stessa delibera della Giunta regionale che ha dettato la programmazione delle annualità '98-'99 accerta, mi pare, non vorrei sbagliarmi, in 60 miliardi il fabbisogno finanziario per il prossimo triennio, cioè 2001-2002-2003, non per soddisfare tutte le richieste ma semplicemente per coprire il fabbisogno delle domande decretate.

Ora delle due l'una, o si esaurisce lo stanziamento previsto di 50 miliardi, per cui i comuni che rifaranno domanda nella annualità in corso si troveranno una disponibilità non di 50 miliardi, ma di 20 o di 30, e così dicasi per l'anno prossimo e per il 2003, o si attingerà ad altre risorse. Ma a quali? Ritengo quindi che l'emendamento che è stato proposto intervenga su due aspetti importanti. Da parte della maggioranza si dice di no al lavoro assistito, ma anche al lavoro produttivo, perché questo emendamento incentiva la creazione di lavoro produttivo; c'è un investimento di 50 miliardi che può essere automaticamente raddoppiato ma che poi produce un indotto che sappiamo essere tre - quattro volte superiore, per altro a favore di un patrimonio di esperienze, di competenze, di imprenditoria diffuse su tutto il territorio regionale, ed interviene anche salvaguardando una parte importante del nostro patrimonio storico e architettonico che ovunque è uno degli indicatori principali che certificano la qualità della vita di un paese e di una regione.

A nostro avviso, e questo era l'intendimento della legge regionale 29, si tratta di un obiettivo condivisibile da maggioranza ed opposizione, nel quale tutto il Consiglio regionale può riconoscersi. Io non credo che rispondendo negativamente a quelle aspettative noi facciamo il bene della Sardegna.

Voglio fare infine qualche considerazione sulle risposte date dall'assessore Pittalis; come sosteneva il collega Sanna poc'anzi le Commissioni d'ora in poi avranno poco di cui occuparsi, stante il dispositivo del comma 33 approvato stamattina, perché ormai saranno gli esperti o l'Assessore dell'industria o l'Assessore della programmazione che si occuperanno, di concerto, di tutto. Io ho visto le direttive alle quali accennava l'Assessore, devo dire che non pongono nessun tipo di vincolo sull'obiettivo del riequilibrio, e rappresentano un passo indietro rispetto alle stesse discussioni e indicazioni che erano scaturite dal Consiglio. C'è di tutto e di più, su quella riserva del 40 per cento non è che i soggetti locali su cui si deve far leva, che devono fare animazione economica, sono poi soggetti decisionali, no, è poi introdotta la categoria dei PIT regionali, chi li gestisce? Ovviamente devono essere gestiti centralmente, non si fa il percorso inverso, perché possono anche esserci i PIT regionali, ma devono scaturire da quelle concertazioni.

Ci sono ovviamente i PIT tematici, ci sono quelli settoriali, c'è di tutto e di più, che cosa rimane al riequilibrio? Perché tutto poi sarà sviluppo locale, quindi, io credo che se contestualmente sia le organizzazioni sociali e sia le province stamattina dicono che si sentono espropriate delle loro prerogative - e non lo stanno dicendo le province governate dal centro sinistra, lo stando dicendo le provincie come istituzioni locali, e non abbiamo ancora sentito i comuni - beh, io credo che debba suonare un campanello d'allarme che non riguarda noi minoranza, ma penso che debba riguardare in modo particolare i colleghi della maggioranza. Perché i colleghi della maggioranza? Io vi chiedo: ma siete sul serio convinti che le sorti di un obiettivo generale che qualifica l'intero Consiglio regionale, quello di introdurre sul serio elementi di riequilibrio nello sviluppo della Sardegna, che è un obiettivo generale che non riguarda singoli territori, che non penalizza un territorio contro l'altro, possano essere affidate all'assessore di turno che cambia magari tra tre mesi, la butto lì a indovinare, ma sarà così, le intese prese a livello di maggioranza chi le controlla? Quindi, parlo dal vostro punto di vista, non dal mio punto di vista.

Siete davvero convinti che questa sia la cosa giusta da fare? Che siano gli accordi tra i soggetti sociali che vi garantiscono? I soggetti sociali e imprenditoriali faranno prevalere gli interessi forti e le risorse le investiranno laddove produrranno di più, non nelle aree marginali. Io non vedo nessun tipo di garanzia in queste risposte che sono state date, e penso che se adotterete, o adotteremo la politica di non disturbare il manovratore di turno, il risultato sarà che il riequilibrio sarà ancora un auspicio, come dire, una rivendicazione che dovremo avanzare ancora a lungo in quest'Aula ed anche fuori di quest'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Io vorrei brevemente tornare sull'episodio iniziale non per riaprire una polemica, ma semplicemente per dire che difficilmente è nella mia consuetudine eccedere, tento sempre di controllare i toni, e quando accade, per la verità, è perché in qualche misura, così come è accaduto in parte stasera, mi sono sentito toccato nel diritto di potere esprimere il mio pensiero. Però, io vorrei anche dire che qualora le mie parole avessero tradito le intenzioni e in qualche modo fossero suonate offensive per qualcuno, questo non era nei miei intendimenti.

Tuttavia, vorrei anche precisare che ritengo che sia compito di chi presiede l'Aula, chiunque sia il Presidente di turno in quel determinato momento, difendere e tutelare il diritto del consigliere di esprimere il proprio pensiero in aula in modo sereno, evitando anche che sia interrotto, e tanto più che gli siano rivolti inviti - anche perché qui discutiamo pubblicamente di questioni che non riguardano noi personalmente, almeno così spero - a procedere a chiarimenti personali al di fuori di quest'aula. Questo affermo per chiarire, qualora fosse necessario, le mie intenzioni, ribadendo però l'esigenza di essere tutelato nell'esercizio del mandato che mi è stato affidato non da chi è presente in quest'aula, ma da coloro che fuori di quest'aula chiedono anche a noi di rappresentarli e portare le loro ragioni.

D'altronde solo questo è lo spirito che ci ha animato nel corso di queste settimane, di questi giorni, nella battaglia che abbiamo condotto in quest'aula, con l'obiettivo di tentare di dare un contributo che possa poi essere utile a dare risposte concrete a tanti lavoratori ma anche a tanti disoccupati che si sono rivolti e si rivolgono a noi come singoli consiglieri, che si rivolgono alle forze politiche, di opposizione e di maggioranza, oppure si rivolgono allo stesso Esecutivo con la speranza di trovare risposte ai loro problemi.

Noi abbiamo criticato e continuiamo a criticare aspramente l'impostazione della finanziaria, perché la riteniamo inadeguata su questo terreno. Pensiamo che questo sia un nostro diritto, e pensiamo anche che questo nostro diritto debba essere rispettato all'interno di questa aula. Tanto più queste critiche dovrebbero essere colte da chi ha gli strumenti per dare risposte e dovrebbe apprezzare le sollecitazioni, anche aspre, che possono pur venire dalle opposizioni, come un apporto, un tentativo, un contributo a creare le condizioni perché i provvedimenti, anche quelli più perfetti, se è possibile, siano, con il contributo e il concorso delle idee, migliorati. Noi abbiamo avanzato critiche anche aspre, ma questa era l'intenzione e questo era l'obiettivo. D'altronde poi, scorrendo i diversi commi della finanziaria, compresi il blocco di commi che siamo chiamati a discutere in questa fase del dibattito in Consiglio, noi diciamo come non potrebbe essere altrimenti, perché anche il contenuto di questi commi sta a dimostrare quanto da noi in questa aula abbiamo già denunciato, con gli interventi che abbiamo sviluppato non solo sulla manovra finanziaria ma anche in relazione ad altri atti fondamentali di programmazione; mi riferisco ad esempio al complemento di programmazione, in occasione del cui esame abbiamo avanzato una serie di osservazioni, una serie di giudizi critici su aspetti che poi ritroviamo anche nell'impostazione dell'articolato di questa parte della finanziaria.

Durante il dibattito sul complemento di programmazione noi dicemmo che aveva una impostazione sbagliata, che penalizzava lo aree deboli, le zone interne, quelle più colpite dal degrado economico e dalla disoccupazione. In sostanza dicevamo che quella impostazione, così come quella contenuta in questa parte dell'articolato della finanziaria, tendeva a privilegiare le aree forti, quindi a riprodurre all'interno della regione lo stesso processo di discriminazione che a livello nazionale viene perpetrato nei confronti della nostra Isola. Dicevamo che l'ipotesi contenuta in quel documento, cioè di puntare sui poli forti, sulla così detta locomotiva, non era accettabile, per questa ragione noi la respingemmo allora ed è per la stessa regione che noi ci opponiamo e respingiamo l'impostazione che è contenuta in questa parte dell'articolato. Si riproducono i processi distorsivi, si aumenta il divario e le zone interne continuano a essere quelle più emarginate anche all'interno del processo di sviluppo che pure si tenta di mettere in atto all'interno della nostra Isola. Questo va a discapito di una esigenza che noi abbiamo evidenziato nel dibattito in aula e che riproponiamo anche questa sera, cioè quella di creare le condizioni perché con lo sviluppo si possano dare risposte ai disoccupati, ai lavoratori precari, a quella gran massa di lavoratori che oggi più che mai si trovano espulsi dal processo produttivo.

E' una battaglia che noi consideriamo fondamentale per la nostra stessa connotazione politica, una battaglia che pensiamo che non interessi solo ed esclusivamente Rifondazione Comunista, una battaglia che dovrebbe essere colta nel suo significato più profondo da tutti, che quindi dovrebbe ottenere risultati concreti.

Nel corso di questi giorni è stato pubblicato il risultato di uno tra i tanti sondaggi che vengono effettuati in occasione della prossima, imminente campagna elettorale o della campagna elettorale ormai in corso, su quali dovrebbero essere le risposte fondamentali da dare ai bisogni primari dei cittadini. Se osserviamo le risposte che vengono date, i dati sono stati pubblicati da Il Corriere della Sera - ripeto, così come ho avuto modo di dire ieri, si tratta di un sondaggio e di dati che senz'altro non sono frutto della nostra impostazione, tanto meno possono essere tacciati di essere di parte, o di essere riconducibili a noi; si tratta di un sondaggio commissionato da Il Corriera della Sera

PRESIDENTE. Il tempo a sua disposizione è scaduto, onorevole Ortu. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.

SCARPA (Gruppo Misto). Credo che nessuno dentro questa aula sia contrario al contenuto degli emendamenti numero 42, a firma del collega Amadu, numero 182, 237 e 272, a firma dei colleghi Spissu e più, e numero 157, a firma dei colleghi Calledda e più. Con essi si dà risposta a esigenze che sono sentite da tutti, facendo in modo che iniziative immediatamente attuabili, che hanno già superato l'istruttoria, possano essere realizzate, che possa essere combattuta la disoccupazione. Credo che nessuno qua dentro si direbbe contrario a queste iniziative, non finanziate solo perché le risorse dello Stato non sono state sufficienti, ripeto, nessuno potrebbe dire che queste esigenze non siano degne di attenzione, e lo stesso assessore Pittalis ha ampiamente dimostrato sensibilità e fornito ogni garanzia circa l'interesse dell'Esecutivo al finanziamento di queste iniziative.

In ogni consesso democratico, dove c'è un governo autorevole, la sola dichiarazione di un suo componente per conto di una maggioranza dovrebbe essere sufficiente, e quindi l'autorevole affermazione del collega Pittalis dovrebbe già rassicurare l'Aula circa l'attenzione dell'Esecutivo per questi problemi. Tuttavia quello che i consiglieri e i parlamentari possono fare, e quello che faranno utilizzandogli strumenti previsti dal Regolamento, è proporre un documento che vincoli formalmente l'Esecutivo all'assolvimento degli impegni che sono stati assunti, pertanto sarà presentato un ordine del giorno con il quale si chiederà alla Giunta regionale di tenere nel dovuta considerazione le questioni poste dai colleghi con questi emendamenti.

Meritano inoltre qualche considerazione gli emendamenti numero 123 e 128, a firma Balia e più, l'emendamento numero 449 e l'emendamento numero 150, a firma dei colleghi Morittu e più. L'assessore Pittalis ha giustamente riferito all'Aula il fatto che recentemente è stata rimessa alla Commissione seconda una bozza di delibera relativa alle modalità di attuazione dei PIT; bozza che deve essere ancora discussa dalla Commissione che dovrà fornire indicazioni e direttive alla Giunta. Così come mi risulta che la stessa Giunta debba ancora svolgere tutta l'attività di consultazione del partenariato sociale e istituzionale perché vengano raccolte in questo documento tutte le istanze.

Mettere in discussione l'esito della consultazione con il partenariato significa un po' mettere in discussione le fondamenta dello stesso ordinamento dell'Unione europea, che di questo elemento ha fatto una bandiera e un pilastro di tutta la sua attività. Quello che vorrei dire è questo: io stesso, e tutti i colleghi con cui ho parlato, condividiamo il contenuto di questi emendamenti, cioè condividiamo la necessità che vi sia da parte dell'Esecutivo un'attenzione nei confronti delle zone che, in ragione del loro basso livello di reddito, hanno contribuito a che le risorse del Quadro comunitario di sostegno confluissero in Sardegna. La proposta che mi permetto di fare è questa: sospendere la votazione di questi emendamenti per verificare, qualora non si raggiunga l'accordo su un testo normativo, se vi sia la possibilità che tutte le forze politiche presenti in Consiglio concordino almeno un ordine del giorno, che vincoli la Giunta per il futuro al rispetto di questo principio, cioè che una quota consistente dei finanziamenti per i PIT debba essere destinata ai territori con il più basso livello di reddito. Dico questo perché la determinazione oggi dei criteri rigidi rischia di creare delle storture applicative, alle quali magari poi non riusciremmo a porre rimedio.

Per quanto riguarda l'attività della seconda Commissione, non voglio parlare delle altre, ma parlo della seconda Commissione, voglio subito rassicurare i colleghi, innanzitutto quelli che fanno parte della Commissione, ma anche gli altri, circa il fatto che tutti gli atti amministrativi di esecuzione del Programma operativo regionale e del Complemento di programmazione dovranno essere ad essa trasmessi in forza di una norma contenuta nella legge regionale numero 20 del 1998, che impone alla Giunta la trasmissione immediata degli atti esecutivi, pertanto la Commissione potrà svolgere la sua attività di controllo. Quindi non vedo pericoli di vulnus dei principi democratici sotto questo profilo. Suggerirei, se siamo tutti d'accordo, di sospendere la votazione degli emendamenti relativi ai pit proprio per verificare se si possa elaborare su questo concetto, che mi sembra sia condiviso da tutti, un testo che garantisca il rispetto di questo principio per il futuro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

selis (Popolari-P.S.). Intervengo brevemente sugli emendamenti, che stiamo discutendo, sui pit, per sottolineare quanto queste proposte, soprattutto se condivise e, se ve ne fosse la necessità, modificate, potrebbero essere qualificanti per la manovra finanziaria.

Ho apprezzato poco fa le cose che diceva l'Assessore, quando affermava: "Io queste cose le condivido, discutiamone in Aula, vediamo se discuterne in Commissione", eccetera. Io credo che sia questa la sede giusta, perché di fatto si tratta di una norma di principio che deve servire come indirizzo, attraverso la quale il Consiglio, che dà gli indirizzi, specifica le direttive, le scelte, agli organi, la Giunta da un lato e le Commissioni da un altro, che poi le devono attuare ed applicare.

A me non sembra che sia un atto di grande significato il rinviare ulteriormente. E' un momento delicato, voi sapete, lo sanno l'Assessore e soprattutto il Presidente, ma lo sappiamo tutti, che siamo rimasti dentro l'Obiettivo 1 perché abbiamo zone depresse, e non sono solamente le zone interne, ma oltre alla Barbagia, il Gerrei, il Sarrabus, l'Anglona, eccetera eccetera; siamo rimasti nell'Obiettivo 1 grazie a queste zone, che hanno livelli di reddito più bassi degli altri, e la gente di queste zone si chiede se questa notevole quantità di risorse ottenute dalla Regione grazie alla loro condizione, non venga poi distribuita magari nelle zone in cui è più facile investire e nelle aree forti, quindi si crei un ulteriore squilibrio che non è accettabile.

Lasciando al collega Cugini una maggiore specificazione di questi argomenti, concludo dicendo che a me sembra che su una cosa ci sia un accordo generale, in pratica sulla necessità di dare un segnale forte, non di formulare solo una promessa con un generico ordine del giorno, ma di inserire nella legge finanziaria una norma concordata che stabilisca la riserva di una percentuale, sull'ammontare della quale si può discutere, ne abbiamo già discusso, possiamo continuare a discuterne, a favore di questi territori. Credo che solo così diamo ad essi non solo un po' più di speranza, ma anche un po' più di fiducia e la possibilità di attivarsi, di mettere in movimento energie imprenditoriali.

Più volte vari colleghi hanno sottolineato in questa aula che uno degli obiettivi della programmazione dovrebbe essere affrontare con più decisione il problema dello spopolamento, mi pare che nei giorni scorsi, nel corso della discussione generale lo abbia affermato il collega Scano ma anche tanti altri colleghi, soprattutto chi è più sensibile ai problemi delle zone interne,. Questo è un problema di grande rilevanza non solo economica, dico forse delle cose banali che voi conoscete più di me, ma anche sociale, culturale, antropologica, se volete; si stanno spopolando e deteriorando intere zone nelle quali la fuga dei giovani preclude la possibilità di affrontare processi di sviluppo. Ma come facciamo a dire ai giovani di rimanere in questi territori, se almeno da oggi non arriva un segnale forte? Come facciamo a dire agli imprenditori, come facciamo a dire ai ceti più vivi di queste zone di rimanere, di lottare, se rinviamo costantemente queste misure? Credo che in Commissione poi si potranno elaborare le norme di attuazione di questo indirizzo generale, però il principio che sancisce solennemente che il Consiglio nella sua interezza, maggioranza ed opposizione, insieme alla Giunta, hanno presente il problema delle zone interne, delle aree depresse, dei comuni in via di spopolamento e a questi si accingono a dare risposte e non solo a fare promesse, stanziando risorse e definendo per essi e con i loro rappresentanti i piani integrati territoriali, questa mi pare una proposta che dobbiamo avere insieme il coraggio di concretizzare oggi con una norma decisa, discussa, definita assieme. Una norma che sia davvero percepita da quegli amministratori, da quei giovani e dalle loro famiglie, da quegli imprenditori, come un segnale forte di attenzione, di sostegno.

Ecco perché invito tutti, me per primo, ma assieme a me il Consiglio, la maggioranza, l'opposizione e la Giunta, ad essere più sensibili a questi problemi e a dare questo segnale. Piuttosto che fare un ordine del giorno sarebbe meglio non fare nulla, perché forse di ordini del giorno questi territori hanno i cassetti e gli armadi pieni, invece la norma di principio che verrà attuata attraverso i programmi e le norme di dettaglio, la norma che diventa una criterio fondamentale su cui si impernia la volontà del Consiglio e quella della Giunta e sulla quale per una volta, e spero non sia l'unica, maggioranza e opposizione si trovano d'accordo a sostegno di queste idee, mi pare che possa rappresentare, tra tanti limiti di questa finanziaria, un elemento qualificante che capace di dare legittimità e consenso ad un intera classe dirigente. Per questo faccio appello a tutti noi, alla Giunta in particolare, alla Commissione, di trovare la formulazione adatta e di fare un atto di coraggio che dia speranza e un segnale forte a questi territori e a questi comuni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.

dettori bRUNO (I DEMOCRATICI). Sono d'accordo con quanto ha sostienuto adesso l'onorevole Selis, però capisco anche che un emendamento di questo tipo modificherebbe fortemente l'impianto delle norme in discussione, per cui, effettivamente, è difficile che l'Aula riesca a portare a sintesi un argomento quale questo che stiamo trattando, naturalmente questo comporterebbe una perdita di tempo, ma se non è questa, quale dovrebbe essere la sede nella quale questi argomenti possano avere cittadinanza? E' chiaro che una soluzione si sarebbe dovuta trovare nel corso dell'esame della manovra finanziaria da parte della Commissione programmazione e bilancio, i cui componenti avrebbero dovuto approfondire questi temi. Purtroppo ragioni diverse, probabilmente il ritardo della presentazione della manovra, la tensione per i diversi modi di pensare, la tutela dei diversi campanili, non hanno consentito di approfondire questi temi, dunque siamo qui oggi a fare appello alla sensibilità prima di ciascuno di noi, poi della Giunta, per vedere se ci può essere una soluzione, non di compromesso, ma che indichi una strada nuova che dia risposte a queste aspettative. Facevo una riflessione durante i vari interventi: assessore Pittalis, nelle aree dove non c'è vivacità del sistema economico spendiamo risorse per tentare di incentivare e potenziare, se non a livello europeo almeno in maniera adeguata, l'iniziativa economica, attraverso la cultura, attraverso l'università, attraverso mille strumenti.

Per le aree dove si manifesta qualche iniziativa economica cosa facciamo invece? Ad esse non prestiamo attenzione, rispondiamo di aspettare, che ci può essere un'occasione propizia più in là, che dobbiamo vedere bene il contesto generale, e quando si propongono delle soluzioni, ci meditiamo troppo a lungo, in altre parole si aspetta che quel poco di iniziativa economica che è presente muoia, oppure scelga altre strade, espatri, vada altrove. La funzione, credo, di noi consiglieri, della Giunta, della maggioranza, della minoranza è anche quella di riflettere su queste cose e credo che sia a portata di mano una soluzione, penso se la soluzione che è stata proposta viene approvata non trionfi Amadu perché ha presentato l'emendamento né trionfi nessun altro consigliere che ha proposto emendamenti del medesimo tenore, non è un problema personale questo, e se noi diamo interpretazioni di questo tipo, pensando che dietro queste proposte ci sia un interesse personale, anche noi ci troviamo nelle condizioni di subire condizionamenti strani ed anche inesistenti. Noi questo emendamento lo sosteniamo fino in fondo, non possiamo accettare la proposta di un suo ritiro a fronte della presentazione di un ordine del giorno, che, per carità, ha sempre una sua funzione e una sua valenza, ma nessuno di noi può rientrare nei propri territori e dire alle popolazioni di stare tranquille perché i loro problemi saranno risolti con un ordine del giorno. Credo che di questo problema dobbiamo farci carico, con la serenità, con la consapevolezza e con la responsabilità che competono a questa Assemblea e che non possiamo non cogliere questa occasione irripetibile, rappresentata dall'avere maggiori risorse a disposizione e rientrare con le mani vuote, specie nei confronti di quegli imprenditori che sono venuti a scommettere e tentano ancora di scommettere, nonostante tutto, anche le loro risorse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Sanna Alberto Ne ha facoltà.

Sanna Alberto (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la discussione di questo pomeriggio sta affrontando la questione più rilevante della manovra finanziaria, che riguarda non solo le scelte prioritarie di sviluppo che devono essere fatte, ma i problemi veri del mancato sviluppo di interi territori della nostra Isola.

Io credo che il permanere delle situazioni di forte riequilibrio, di fatto significhi che lo sviluppo, anche nella nostra Isola, avviene senza un progetto complessivo, cioè senza che ci sia da parte dell'amministrazione regionale un forte intervento correttivo; penso che possiamo affermare che in Sardegna si sono sviluppate le aree che storicamente avevano maggiori opportunità, perché erano più vicine ai porti, agli aeroporti, agli assi viari fondamentali, come la "131", le ferrovie; in effetti storicamente la nostra regione si è sviluppata, e non è una caratteristica soltanto della nostra regione, dove appunto ci sono le infrastrutture primarie, da quelle di trasporto, all'acqua e così via. A mio parere il problema di fondo, è che noi dobbiamo dare a quelle aree della Sardegna che sono in forte ritardo di sviluppo, le medesime opportunità, creando le infrastrutture che non ci sono. Certo, se noi non abbiamo questa idea precisa è chiaro che le risorse, al di là di quello che noi diciamo e vogliamo, continueranno ad andare nelle aree forti, che non sono fortissime, però sono molto forti rispetto ad altre aree molto deboli, che purtroppo si stanno spopolando con conseguenze drammatiche per buona parte del centro Sardegna.

Nella nostra Isola abbiamo grandi risorse ambientali, storiche, archeologiche, culturali, però non le possiamo valorizzare se non c'è appunto un disegno capace di garantire a tutti i territori, non dico pari opportunità perché questo non potremmo mai farlo, perché le distanze non si possono del tutto annullare, però un minimo di condizioni perché ci si avvii su questa strada. Questa Giunta regionale, non diversamente dalle precedenti, non mostra invece molta attenzione verso questi problemi, noi, dico noi per dire chi proviene dai territori deboli di questa Isola, abbiamo sempre dovuto condurre battaglie in questo senso, battaglie che spesso si sono risolte in un nulla di fatto, perché i poteri forti anche in Sardegna esistono e portano le risorse nelle aree che ne hanno meno bisogno, ed anche in riferimento alla programmazione negoziata si rischia di fare la stessa fine.

La decisione presa dal Governo qualche giorno fa di finanziare il patto territoriale di Budoni per il turismo, dipende in parte dal fatto che l'amministrazione regionale non ha indicato priorità, cosa che doveva fare, partendo senz'altro dal ritardo di sviluppo dei territori che avanzano queste proposte di programmazione negoziata. In mancanza di qualsiasi iniziativa da parte dell'amministrazione regionale, a livello governativo, hanno prevalso spinte politiche territoriali. La costa occidentale della Sardegna, se si esclude Alghero, che insediamenti turistici può vantare? Ma la costa occidentale della Sardegna ha diritto o no per questa Regione e per il Consiglio ad avere in futuro uno sviluppo economico e sociale? Io mi chiedo questo. Le potenzialità della costa occidentale non sono inferiori a quelle della costa orientale, però si continuano a finanziare progetti sulla costa orientale, dove già il turismo c'è, è partito, da noi non è partito, ma lo si vuole far partire? Prima non c'erano progetti, oggi che ci sono li vogliamo finanziare?

Io sto intervenendo perché ho sentito l'onorevole La Spisa che, rispetto a emendamenti diversi ma della stessa natura, proposti dalla maggioranza e dall'opposizione, mostra un atteggiamento parziale, tendendo a privilegiare una proposta avanzata da un territorio forte; ritengo questo inaccettabile, non è questo il modo di procedere, e va denunciato con forza, e chiediamo alla Regionale che garantisca maggiore equità, che significa partire da quelli che stanno peggio. Questo è il terreno del confronto politico e bisogna che ciascuno abbia il coraggio di assumere pubblicamente le proprie posizioni, perché non è possibile che noi continuiamo ad assistere passivamente ad un processo inesorabile di impoverimento complessivo di buona parte della nostra regione. Le risorse che abbiamo a disposizione non sono poche, vanno spese bene privilegiando gli interventi infrastrutturali e quelli finalizzati a sostenere e rilanciare le aree deboli. Le risorse le abbiamo, troviamo le forme e i modi perché questo avvenga.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

cugini (D.S.). La discussione che stiamo facendo questo pomeriggio, il Presidente Floris lo potrà senz'altro confermare, era in qualche modo annunciata perché tratta, almeno per una parte, di una serie di argomenti che sono stati occasione di verifica, anche ravvicinata, nei giorni passati oltre ad essere stati affrontati in Commissione. Quindi l'esigenza che abbiamo sottoposto alla attenzione della maggioranza e della Giunta viene questo pomeriggio richiamata dai colleghi attraverso i loro interventi.

Perché insistiamo sulla logica che presiede le politiche comunitarie rivolte alle regioni dell'Obiettivo uno, e perché richiamiamo nelle nostre considerazioni l'esigenza di rispondere alle parti più deboli del territorio sardo e dentro tali zone alle realtà produttive sarde? Lo facciamo perché questo Consiglio regionale è stato impegnato, anche nel passato recente, in una discussione sulle zone emarginate e sulla migrazione anche interna alla nostra regione che ha prodotto documenti e orientamenti votati all'unanimità.

Quindi per quanto riguarda noi, noi sta per centrosinistra, e devo dire anche per quella parte del centrosinistra di allora che è trasmigrata nel centrodestra, si tratta di confermare una linea e un principio che è stato anche alla base delle iniziative che abbiamo assunto razionalmente e a livello europeo, quando abbiamo sostenuto, come maggioranza di allora, l'esigenza che la nostra Regione rimanesse nell'obiettivo uno. Poiché si tratta di una risposta, da dare anche rapidamente, occorre predisporre non un ordine del giorno, così come il collega Scarpa proponeva, ma una norma che risponda alla logica che è stata qui manifestata in riferimento alle competenze che alle province vengono assegnate, e alla funzione che le province svolgeranno come attori principali in ordine ai pit, questo era infatti lo spirito anche delle precedenti leggi. Il collega Tore Sanna ha richiamato i principi della legge regionale numero 14 del 1996 si i piani integrati d'area (PIA), ma se il collega Balia volesse intervenire sull'argomento, perché l'anno scorso è stato relatore in terza Commissione su una proposta di modifica della legge numero 14 finalizzata a demandare competenze alle province e migliorare persino lo strumento dei PIA, potrà senz'altro dare un contributo ancora più preciso rispetto al mio. Però il punto è questo: le province devono essere attori principali dell'impiego della risorsa pubblica, e la destinazione vincolate del 40 per cento delle risorse che voi avete indicato anche come conseguenza di una contrattazione sindacale, a mio giudizio è insufficiente perché finanzia un intervento da attuare attraverso i PIT che deve essere finalizzato al riequilibrio, ed è possibile che il 40 per cento sia sufficiente per qualche realtà territoriale sviluppata, ma è senz'altro insufficiente per le realtà storicamente più deboli. Allora penso che questo 40 per cento debba essere elevato e portato al 60 per cento, le competenze debbano rimanere in capo alle province e i pit regionali debbano essere strumenti territoriali sui quali la Regione può anche emanare indirizzi generali, ma la loro realizzazione deve avvenire nei luoghi dove ci sono le domande e le esigenze dello sviluppo. Quindi bisogna trovare una formulazione che questi concetti ritrasformi in impegni della maggioranza e in atti di governo delle province. Noi non facciamo questo ragionamento perché vogliamo trasferire in mano al centrosinistra risorse messe a disposizione dalla Regione, perché gli attuali governi delle amministrazioni provinciali non sono in mano nostra. Ma le province stamattina hanno diffuso un comunicato attraverso la stampa che conferma questo giudizio. Lo so, presidente Floris, tu dici che tutti rivendicano, ma non stiamo parlando delle rivendicazioni, stiamo parlando della configurazione che lo strumento dei PIT deve avere; che tutti i territori rivendichino è nella logica delle cose, però noi stiamo proponendo la strumentazione conseguente a quel tipo di rivendicazione, che può anche essere in contrasto con le richieste di alcune realtà provinciali, il principio direttivo che noi proponiamo deve essere infatti finalizzato al riequilibrio vero in quelle realtà.

L'altro punto che vorrei affrontare riguarda i contratti di programma; è stato richiamato in diversi emendamenti e questa mattina è stato proposto alla nostra attenzione anche dall'assessore Pittalis che ha assicurato che porrà a disposizione le risorse necessarie. Io ho ricevuto, al pari dei colleghi della provincia di Sassari, una nota del Presidente della Giunta provinciale di Sassari Masala, nella quale rivendica un intervento nell'area di crisi di Porto Torres per far fronte alle richieste avanzate dalle imprese che hanno già ottenuto in parte finanziamenti, e, assieme ad altri colleghi abbiamo trasformato quelle indicazioni in emendamento, così come ha fatto autonomamente il collega Amadu, senza concordare con noi la sua iniziativa. Anche a questo proposito voglio ricordare che la vecchia maggioranza, anche per l'attività positiva dell'allora assessore Luridiana nella Giunta Soddu della Provincia di Sassari, aveva promosso uno strumento che si chiama promin, promozione industriale, che è stato finanziato per consentire l'inizio dell'attività, e era anche quello conseguenza di un protocollo d'intesa allora firmato dal Presidente Palomba con il governo Prodi. Quindi la nostra attenzione non è né strumentale, Presidente Floris, né campanilistica, ma è lo sviluppo di una iniziativa che noi abbiamo promosso in passato, purtroppo, allora come adesso, con l'opposizione dell'attuale schieramento che governa.

Allora perché non accogliere le richieste che vengono avanzate dai diversi territori? Io sono anche dell'idea che si possa dare risposta alle diverse richieste avanzate in percentuale, perché i contratti d'area hanno ottenuto risorse, c'è chi ha ottenuto di più e chi ha ottenuto di meno, però è chiaro che la sensibilità, l'equilibrio ma anche la solidarietà tra i territori potrebbero tradursi nella destinazione di una parte delle risorse al contratto d'area di Porto Torres, ma non esclusivamente; diamo un segnale in quella direzione ma spostiamo una parte delle risorse in una delle zone più deboli, che può essere l'oristanese. Noi non ci opponiamo all'adozione di criteri che riequilibrino anche l'uso delle risorse, perché sta nella logica che è stata richiamata negli interventi che hanno preceduto il mio e che hanno riproposto l'argomento.

Si tratta, per quanto riguarda la nostra parte politica, il centro sinistra e i compagni di Rifondazione Comunista, ed anche per gli amici e compagni sardisti, di confermare una impostazione. Voi ci dovete dire sì o no, e lo dovete fare non come ha fatto La Spisa, sbagliando, però non è un problema, che si è rimesso all'Aula su un emendamento che un collega della maggioranza ha proposto autonomamente, e sull'emendamento che è stato sottoscritto anche da me si è rimesso all'Aula invitandola però a bocciarlo. Ci deve essere un riequilibrio delle condizioni, su questo tutti concordiamo, infatti la finalità degli emendamenti è la stessa, la funzione che vogliamo svolgere è una funzione positiva e il dibattito impegnato che si è svolto questo pomeriggio lo conferma. L'invito che rivolgiamo al presidente Floris è quello di trovare sui pit ed anche sulle altre questioni che sono state poste all'attenzione dell'Assemblea, una linea di convergenza, che non può essere quella che ha proposto La Spisa, ma quella proposta alla nostra attenzione dai colleghi che hanno trattato l'argomento, quella che nei giorni passati abbiamo indicato come una soluzione che può qualificare questa manovra finanziaria e anche il rapporto tra le forze politiche che, seppure da posizioni diverse, sono impegnate a sostenere una iniziativa volta a ridistribuire più equamente i fondi comunitari che derivano alla Sardegna dalla permanenza nell'obiettivo uno.

Tratto un altro argomento semplicemente, non perché sia strettamente collegato a questi, ma perché è collegato alle discussioni che stiamo facendo e che è riferito a una iniziativa che è stata assunta dall'assessore Luridiana, che ringrazio per questo, per rispondere al dialogo che abbiamo aperto, iniziativa che ritengo, presidente Floris, insufficiente, non per quanto riguarda la strumentazione, ma per quanto riguarda l'impegno che noi abbiamo proposto all'attenzione. L'emendamento proposto va riformulato bene in modo tale che venga sottoscritto da tutti quelli che condividono il lavoro che è stato fatto. Quel lavoro adesso non è utile per i ragionamenti che abbiamo fatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

masia (F.S.D.). Credo che intanto vada ribadita, ancora una volta, l'esigenza, sempre più palese, che attraverso questi emendamenti si cerchi di riequilibrare lo sviluppo, di tenere presente che in Sardegna ci sono situazioni di sviluppo enormemente diverse, ci sono zone notevolmente svantaggiate, per le quali si pretende solidarietà da parte di territori che in questo momento si ritrovano avvantaggiati, zone nelle quali sicuramente, in momenti come questo, con interventi adeguati, si possono creare occasioni di recupero del divario economico che tutti quanti noi auspichiamo. Da questi emendamenti, sono anche pochi, per certi versi differenti rispetto ai pacchetti che abbiamo esaminato fino a poco fa, emerge costantemente, per quanto diversi siano, un'esigenza forte.

Si cerca attraverso i contratti d'area, la legge sui centri storici, l'utilizzo delle risorse che il POR mette a disposizione, di offrire occasioni di riequilibrio. Mentre all'inizio, mi pare che questo vada sottolineato, è emersa una volontà ferma di respingere in maniera complessiva e totale qualunque richiesta, anche se sottoscritta da colleghi della maggioranza, alla fine qualche apertura per certi versi ci fa pure ben sperare. Io ritengo che coloro che hanno sottoscritto gli emendamenti relativi ai contratti d'area di Porto Torres, del Sulcis, coloro che stanno cercando di indurre questa Giunta ad aumentare le risorse destinate al finanziamento della legge regionale numero 29 del 1998, con tutto quello che comporta, e il Capogruppo dei Socialisti Uniti che ha presentato gli emendamenti che riservano alle zone più disagiate una percentuale delle risorse previste dal POR Sardegna, tutti costoro, dicevo, credo che sentano fortemente l'esigenza di cui parlavo all'inizio.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

(Segue MASIA.) La legge regionale numero 29 del 1998, che, come alcuni colleghi hanno sottolineato, sta incontrando un grande consenso da parte degli amministratori e da parte dei cittadini, ha visto inutilizzato lo stanziamento di 50 miliardi previsto nel bilancio dello scorso anno. Noi riteniamo che il recupero, quest'anno, di ulteriori 50 miliardi, così come proposto nell'emendamento numero 150, sia estremamente necessario per dare una risposta immediata alle forti richieste scaturite a seguito dell'approvazione della legge regionale numero 23 del 2000, che, modificando in meglio la precedente, l'hanno rimessa in corso.

L'aspettativa da parte degli amministratori e dei cittadini nei centri storici è dimostrata dal notevole numero di domande, che adesso aumenterà con la presentazione, al 31 marzo, delle nuove, per un ammontare complessivo, si dice, di centinaia di miliardi. Io ritengo che il rifinanziamento di questa legge sia non solo utile, ma importante per dimostrare la capacità che hanno le amministrazioni di dare risposta, in questo momento, alle esigenze dei cittadini.

Per quanto riguarda i contratti d'area di cui si parlava, mi riferisco in particolare a quello di Porto Torres, nella cui area vi è una forte richiesta di insediamenti che solo in parte sono stati finanziati a causa delle limitate risorse disponibili, credo che sia estremamente importante per uno come me che vive la situazione di grave crisi e di disoccupazione di quella zona, sottolineare quanto ci si aspettasse da questa finanziaria nella quale, purtroppo, per quella zona e per quella parte di territorio non esistano risposte.

Qualcuno dei colleghi che mi ha preceduto poco fa, oltre che parlare di questo aspetto, ha sottolineato anche la situazione di marginalizzazione di quel territorio, arrivando a descrivere tutta la zona occidentale della Sardegna. Io credo che nei confronti di quella zona ci sia una disattenzione complessiva che provoca la perdita delle opportunità potenzialmente presenti. Si parla di turismo, io parlerei anche di tante altre opportunità, tra le quali vi è sicuramente quella che può essere data da coloro che vorrebbero produrre nel loro paese e sono obbligati invece a spostarsi in altre parti del territorio, nella migliore ipotesi della Sardegna, spesso e volentieri, del Continente e, perché no, del resto dell'Europa. Credo che da parte della Giunta sia importante dare risposte a queste richieste.

Ci sono, per concludere, segnali di disponibilità. Noi ci attendiamo risposte concrete, norme precise da inserire nella legge finanziaria, solo così potremo tornare tranquilli nei nostri territori.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, parto dall'ultima considerazione che ha fatto il collega Masia: vi sono segnali di disponibilità. Penso che sia molto importante sottolineare che un segnale di disponibilità questo pomeriggio è venuto a seguito di una discussione seria, serrata, sul merito delle questioni proposte; voglio rimarcare il fatto che è avvenuto tutto quanto qui in aula, non con accordi sottobanco o trasversali.

Voglio toccare, in questo mio breve intervento, due questioni molto importanti delle quali numerosi colleghi hanno già parlato. Esse rappresentano molto probabilmente il cuore della manovra finanziaria e sono sicuramente le due questioni determinanti, nei prossimi anni, per lo sviluppo armonico dell'intera Isola. Ecco perché anch'io voglio rimarcare alcuni concetti, per altro ribaditi da tutti i colleghi del centrosinistra che sono intervenuti. Mi riferisco ai PIT e alla programmazione negoziata. Sui PIT sono state dette molte cose, le cose che ricordava Gian Mario Selis nel suo intervento non solo le conosciamo, ma le condividiamo tutti, il centrosinistra e il centrodestra condividono questa analisi. E il fatto di condividerla non significa assolutamente mettersi insieme, significa semplicemente condividerla. Si tratta, quindi, di dare risposte conseguenti ad un qualcosa che si condivide. E quando le diverse forze politiche condividono l'analisi di un problema senza dare ad esso risposta concreta,, la politica non è credibile. E quando le risposte che la politica dà si allontanano in maniera crescente dall'analisi condivisa da tutti, è sempre meno credibile. Allora cerchiamo davvero in concreto, in questo caso, se vogliamo parlare anche in Sardegna di federalismo solidale, di dare gambe a quegli emendamenti che sono molto simili tra loro, e che intervengono sui PIT per dare una risposta reale alle esigenze di riequilibrio territoriale della Sardegna.

Voglio sottolineare il fatto che il centrosinistra, perché questi emendamenti hanno le firme di tutti i rappresentanti dei Gruppi del centrosinistra, al suo interno ha trovato la forza di proporli, e non è una cosa scontata, perché tra i proponenti ci sono i rappresentanti di Cagliari e di Fonni, ciò significa che il rappresentante di Cagliari che ha firmato quegli emendamenti è d'accordo con quello di Fonni sull'esigenza di attuare il federalismo solidale all'interno della nostra regione. Questo ragionamento è volto a stimolare in questa direzione anche i colleghi del centrodestra che condividono questi principi. Allora andiamo avanti con questi emendamenti; è evidente che in quest'ottica a portare a casa un risultato del genere non può essere un singolo consigliere regionale, non può essere un partito, ma non può essere neanche una coalizione. Allora è necessario trovare punti di incontro, il che non significa fare consociativismo, ma condividere un problema e dare risposta concreta, unitaria da parte del Consiglio regionale a un problema condiviso. Allora bisogna, molto probabilmente, sospendere l'esame di questi emendamenti per studiare non un ordine del giorno, collega Scarpa, un ordine del giorno non si nega a nessuno ma resta un ordine del giorno e nulla più, ma per studiare assieme, questo sì, una soluzione concreta che vada in questa direzione.

Secondo punto che volevo brevemente ricordare sulla programmazione negoziata: anche in riferimento ad essa sono stati presentati diversi ma analoghi e talvolta uguali emendamenti per lo stesso territorio o per territori diversi. Perché anche in questo caso il problema è comune e molto importante. Lo è ancora di più oggi perché sempre di più lo Stato sta decentrando questa materia, anzi è pressoché decentrata alle Regioni e quindi noi come Regione siamo chiamati a questo compito ma, visto che non abbiamo ancora una normativa sulla programmazione negoziata, tranne la legge numero 14 del 1996 sui PIA, a volte non siamo pronti con gli strumenti regionali a gestire masse di risorse consistenti. Allora da subito dobbiamo dare risposte per governare questa massa di risorse, e bisogna governarle bene, partendo, anche in questo caso, dell'esistente, che in questo caso è rappresentato dagli strumenti della programmazione negoziata nazionale. Strumenti che, dai primi anni '90 in tutto il Mezzogiorno, ma in particolare in Sardegna, con fatica sono stati avviati, ma che sono decollati nei successivi anni e che hanno dato risposte concrete. Penso che questi strumenti non debbano essere buttati via, anzi debbano diventare patrimonio nostro, li dobbiamo utilizzare proprio perché pur con una fase di avvio difficile hanno successivamente dato risultati concreti; utilizziamo allora quelle macchine che sono pronte, che sono calde, che non debbono essere appunto buttate via. In quale modo? Io penso che i diversi emendamenti proposti, come primi firmatari, dai colleghi Amadu, Spissu, Calledda, possano essere unificati in un unico testo, non in un ordine del giorno, ma in una norma concreta basata sul ragionamento che la reindustrializzazione della Sardegna non può riguardare solamente un polo industriare del passato, ma deve riguardare i diversi siti industriali che hanno subito in questi anni, soprattutto in questi anni, una fortissima deindustrializzazione a causa della smobilitazione della industria chimica di base, dell'industria mineraria e di altre grandi industrie dello Stato che hanno abbandonato la Sardegna. Questo deve essere, secondo me, il filo conduttore del nostro ragionamento, anche perché in quei territori, mi riferisco all'area industriale di Porto Torres, all'area industriale del Sulcis, all'area industriale di Ottana, nelle quali si è verificata la deindustrializzazione, sono già operativi strumenti quali, appunto, i contratti d'area. Allora in quelle zone esistono già gli strumenti, attribuiamo ulteriori risorse nazionali e regionali a quei contratti d'area che sono stati già finanziati dallo Stato e dalla Regione, si tratta di assumere questo impegno, non con un ordine del giorno, lo ripeto ancora una volta, ma con emendamenti che diventino norme precise e che diano risposte possibilmente unitarie. Questo, infatti, non può essere un risultato portato a casa da un collega consigliere, da alcuni Gruppi, anche della Coalizione. Su queste due questioni penso che si possa trovare un punto di incontro e se vi è realmente la volontà manifestata in tal senso, penso che si possa ipotizzare di sospendere l'esame dei diversi emendamenti per elaborare una proposta unitaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.

PIRISI (D.S.). Signor Presidente, colleghi, io vorrei intervenire su tre emendamenti: il primo è il numero 73 relativo al comma 47 dell'articolo 1 che si riferisce ai piani integrati d'area; il secondo è il numero 223 relativo ai PIT; il terzo è il numero 150 che attiene alla legge regionale numero 29 del 1998 sulla tutela e valorizzazione dei centri storici.

Io, signor Presidente, colleghi, ho apprezzato molto le parole che ha detto l'assessore Pittalis quando ha affermato di condividere spirito e sostanza dell'emendamento numero 123. Credo quindi che sia stata espressa da parte del Governo della Regione, come ricordava poco fa il collega Falconi, una certa disponibilità a ragionare, a discutere su una questione di così grande rilevanza e che giustamente non interessa soltanto qualche consigliere all'interno di quest'Aula, ma un po' tutti.

Molto brevemente dico che sull'emendamento numero 73, relativo al comma 47 che modifica le disciplina dei piani integrati d'area, che poi è stato modificato dall'emendamento numero 457, presentato dall'Esecutivo, non voglio fare dei grandi commenti perché ha già parlato bene il collega Salvatore Sanna il cui intervento condivido totalmente, perché di fatto la Giunta con quell'emendamento ha riportato al centro dell'azione, come soggetti attivi per la programmazione, gli enti locali e i soggetti dei territori.

Circa il discorso dei PIT, ritengo che vada affermato ancora una volta che la programmazione deve venire assolutamente dal basso ed è giusto che vengano riconosciuti gli enti locali e le forze politiche, imprenditoriali e sociali dei diversi territori come i destinatari e gli attori principali della programmazione del proprio territorio. Sono profondamente convinto, comunque, che la regia non possa che essere regionale, cioè che la cornice all'interno della quale debbono essere collocate le diverse azioni dello sviluppo non può che essere a regia regionale, ma in un rapporto molto forte di coesione con i diversi territori della nostra isola. All'interno di questo mio breve ragionamento, voglio dire che deve essere chiaro che la Regione deve avere la funzione centrale di definire le linee e la cornice all'interno della quale l'economia si deve sviluppare.

Ma anche se sullo sviluppo abbiamo idee diverse, su un punto credo che tutti dobbiamo essere d'accordo: l'esigenza del riequilibrio riguarda diverse zone depresse di tutte e quattro le province sarde e interessa sia la maggioranza che la minoranza che oggi siedono nei banchi di questo Consiglio. Credo che sia opportuno a questo punto che venga dato un segnale molto forte e corale in questa direzione. Nessuno di noi può pensare che parlare di riequilibrio debba richiamare alla nostra mente idee che forse in maniera errata sono state messe in campo nel passato, e cioè che esso riguardi in pratica qualche zona del nostro territorio, e in modo particolare il nuorese, afflitta in qualche misura dalla piaga che sta diventando quasi endemica dello spopolamento, e si tenda a trascurare invece il fatto che ci sono nella nostra isola altri territori che sono altrettanto deboli ed afflitti anche essi da questo problema gravissimo, la Trexenta, la Marmilla, il Sarrabus Gerrei, come pure nel sassarese il Goceano, la Nurra, la Romangia, l'Anglona eccetera.

Allora, colleghi e signori Assessori, ritengo che se ragioniamo badando concretamente al fatto che sia necessario mettere tutti i cittadini della nostra Isola nelle condizioni di poter permanere all'interno dei propri paesi e delle proprie città, faremo una azione che certamente verrà considerata positiva e meritoria . Penso che non avremo in futuro grandi opportunità per correggere eventuali scelte che non andassero in questa direzione. Io ritengo che sia indispensabile proporre tutti insieme misure concrete nella legge finanziaria e non un ordine del giorno, come ci ha invitato a fare il collega Scarpa, che rappresenta comunque il segno di un'apertura interessante, se vogliamo trovare una soluzione che possa dare opportunità simili a tutti i diversi cittadini dell'Isola. Credo che, adottando questa scelta, faremo un grande servizio anche alle altre zone dell'Isola che oggi camminano ad una velocità superiore perché non ci limiteremmo a rispondere soltanto a delle istanze che vengono dalla parte più debole della nostra Sardegna, ma anche al grave pericolo di congestionamento e inurbamento selvaggio che si sta verificando nelle zone che attraggono maggiormente la popolazione.

Non penso che intorno a questo punto dobbiamo dividerci; veniva ricordato, io ne sono assolutamente convinto, che questa deve essere una battaglia corale, di tutti, a prescindere dal fatto che oggi sieda questa maggioranza nei banchi di governo. E` una battaglia che certamente deve essere condivisa e portata avanti da tutti. All'interno di questo discorso credo che bene si collochi l'emendamento numero 150, che è stato proposto come primo firmatario dal collega Morittu e che abbiamo firmato e sosteniamo in tanti, che prevede, per il 2001, il recupero dei 50 miliardi non spesi nel precedente anno per la tutela e valorizzazione dei centri storici. Penso che esso abbia positive ricadute di carattere occupazionale, per la conservazione del patrimonio storico, architettonico, artistico, ambientale, come già è stato detto, perché con il recupero delle tipologie edilizie e della morfologia urbana, non ritengo che stiamo facendo una operazione quasi di facciata o di mero restauro al contrario si tratta di una operazione che può avere ricadute veramente apprezzabili anche sul comparto turistico con l'introduzione del sistema dell'albergo diffuso all'interno di questi paesi e di questi comuni. Quindi, ritengo che, complessivamente, questi emendamenti da parte dell'Esecutivo debbano essere visti con l'attenzione che meritano.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.

PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, la discussione su questo gruppo di commi dell'articolo 1 evidenzia, dal punto di vista politico, la centralità di un tema, vale a dire il tema del ciclo unico della programmazione. Infatti gli argomenti che sono stati toccati nel dibattito riguardano due aspetti: da una parte il ruolo che ha avuto la legge numero 14 del 1996 sui programmi integrati d'area e l'esigenza di soddisfare i bisogni che scaturiscono dai territori attraverso gli strumenti della programmazione negoziata, in particolare i contratti d'area, con la presentazione di tutta una serie di emendamenti riguardanti i contratti d'area della provincia di Sassari, del Sulcis, della Sardegna centrale e di quant'altro. L'altro aspetto riguarda la problematica dei programmi integrati territoriali.

Il tutto a mio parere va inquadrato nell'ambito delle politiche per lo sviluppo locale che noi dobbiamo porre in essere in questa Regione. Qual è l'approccio che la Giunta ci propone? Con il comma 42 si dice che al fine di favorire il coordinamento in sede regionale delle varie iniziative, viene istituito una sorta di fondo per la programmazione negoziata nel quale sono convogliate le risorse previste per i PIA, a valere sulla legge regionale numero 14 del 1996. Però utilizzando una formula secondo la quale questi fondi possono essere utilizzati anche come quota regionale di finanziamento degli interventi cofinanziati dallo Stato e dall'Unione Europea. Nella dotazione che è stata prevista per questo fondo, che in questo modo assume la funzione quasi di un fondo di rotazione, perché serve anche per anticipare le quote di cofinanziamento statale e per il cofinanziamento degli interventi attuati attraverso i fondi strutturali europei per il periodo 2000-2006, viene ricostituita quella dotazione che era stata sottratta, in occasione della manovra del bilancio precedente, per finanziare gli interventi per risarcire i danni provocati all'agricoltura. Viene dunque ricostituito uno stanziamento di 120 miliardi nel 2001 e di 204 miliardi nel 2002. Come si intende operare nella proposta della Giunta? Innanzitutto a questo punto sarebbe veramente istruttivo leggere lo stato di attuazione dei PIA, nel quale viene proprio evidenziato che la sottoscrizione degli accordi di programma, per un totale di 38, comporta per la Regione un fabbisogno di 941 miliardi, solo parzialmente coperti dalle disponibilità che sono state inserite in bilancio, che sono 836 miliardi.

Le stesse note di programma, peraltro, danno anche la destinazione di questo fondo per la programmazione negoziata in quanto viene detto che circa 93 miliardi vengono destinati proprio al cofinanziamento dei pia, mentre resta una cifra pari a poco più di 31 miliardi per il cofinanziamento degli strumenti di programmazione negoziata approvati dal Cipe. Per cui le risorse finanziarie stanziate mi sembrano del tutto insufficienti, rispetto anche alle richieste che sono contenute in una serie di emendamenti.

Ma soprattutto - a mio parere - il senso che vedo nell'operazione che cerca di fare la Giunta è quello di determinare tutta una serie di progetti sponda, che non sono altro che i PIA, da poter scaricare sulle annualità 2000 - 2001 dei fondi strutturali europei, per poi liberare una massa di risorse finanziarie per gli esercizi successivi.

Io ritengo che sarebbe opportuno verificare questa operazione sui relativa ai progetti sponda, anche sulla base delle direttive dell'Unione europea, perché il sistema, con la riforma dei fondi strutturali per il sessennio 2000 - 2006, è profondamente diverso rispetto a quanto ci è stato consentito di fare in vigenza del Piano operativo plurifondo (POP) 1994 - 1999, quando proprio per non perdere le risorse si è largamente utilizzato lo strumento dei progetti sponda.

Ora, nella programmazione comunitaria, si impone l'uso del metodo del bastone e della carota. La carota è rappresentata dalla premialità per le regioni che riusciranno a spendere, nella misura del 6 e poi del 4 per cento. Il bastone è rappresentato dal disimpegno automatico delle somme. Prendiamo, per esempio, l'annualità che è già trascorsa: i fondi relativi all'annualità 2000 devono essere spesi entro il 31/12/2002, pena la spada d Damocle del disimpegno automatico delle somme. Ora, in considerazione del fatto che sulla base di studi che sono stati elaborati a livello comunitario, i tempi medi in Italia per il passaggio dal progetto al contratto sono di 18 mesi, c'è già motivo di preoccuparsi giacché rischiamo anche di perdere i finanziamenti del 2000. Questa affermazione non la sto facendo io ma è tratta da dichiarazioni di autorevoli funzionari del Ministero del Tesero e del Bilancio riportate anche sul Il Sole 24 ore, di non poche settimane fa.

Per cui, dobbiamo stare veramente attenti quando elaboriamo questa manovra, che da un certo punto di vista può essere un'operazione di ingegneria finanziaria, perché l'esigenza primaria che abbiamo è quella di velocizzare soprattutto la spesa; per cui si dice che nel 2001 parte di quei 31 miliardi, verranno utilizzati esclusivamente e prioritariamente per due misure, che sono la 3.13, che riguarda la ricerca e lo sviluppo tecnologico, che prevede anche azioni di animazione economica; e la 7.1, che è quella relativa all'assistenza tecnica. Da tutto ciò appare evidente come rispetto a tutta l'articolazione degli interventi che sono previsti nel POR e nel complemento di programmazione, siamo veramente in forte ritardo.

E' inoltre da sottolineare che con queste norme noi stiamo trasferendo parte del contenuto del complemento di programmazione nella legislazione regionale attraverso la legge finanziaria, dalla posizione iniziale per cui il complemento di programmazione da parte di questa Giunta, non si voleva neanche sottoporre all'approvazione del Consiglio perché non era un adempimento obbligatorio, in quanto non è soggetto all'approvazione degli organismi comunitari, adesso stiamo arrivando all'assurdo di un disciplinare il complemento di programmazione con legge, con tutto ciò che comporta fare un'operazione di questo tipo. Prendiamo l'esempio dei PIT in riferimento ai quali c'era stato, nel corso della discussione del complemento di programmazione, un tentativo di prevedere in un ordine del giorno, ispirato dall'onorevole Pili e sottoscritto da tutti i capigruppo della maggioranza, la scansione operativa di tale strumento. In tale occasione ci si era pronunciati persino contro l'ordine del giorno come fonte di disciplina della materia, adesso si vuole definire tutto in legge con i rischi che questa operazione comporta.

Io ho concluso il tempo a mia disposizione, mi riservo, magari in sede di dichiarazione di voto, di sviluppare un'altra parte dell'intervento che intendevo proporre all'attenzione dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Signor Presidente, è ovvio che in occasione di ogni dibattito sulla manovra finanziaria, o comunque su documenti finanziari di rilievo, importanti, sia la maggioranza che li predispone, che l'opposizione che cerca di introdurre modifiche, migliorie, aggiornamenti ed aggiustamenti partano dal presupposto che dietro ogni documento, dietro ogni manovra vi sia un'idea di progetto di sviluppo, vi sia un'ipotesi di rinascita, vi sia un'ipotesi di riscatto. Credo che non vi sia maggioranza che non parta, avendo chiaro in testa, un indirizzo ed una prospettiva del genere.

Purtroppo accade, e spesso - io non nascondo che è accaduto a me, in occasione di questo dibattito - che il dibattito si svolga su canoni di estrema rigidità, di recita di ruoli, di contrapposizioni fra parti e da questo, spesso, naturalmente, nasce stanchezza, dalla stanchezza, anche in aula, nascono sentimenti di delusione e dai sentimenti di delusione è ovvio che nasca anche un certa rassegnazione, la rassegnazione di chi sa di non riuscire ad incidere perché si trova davanti ad un pacchetto più o meno organico, ma che rischia di essere un pacchetto blindato, inmmodificabile.

L'onorevole Falconi, prima, nell'introdurre il proprio intervento, mi pare che sottolineasse il fatto che settori della maggioranza, l'assessore della programmazione, la Giunta regionale, pare abbiano invece riservato un'attenzione particolare ad alcuni emendamenti che noi consideriamo strategici. Questo si traduce sicuramente anche in un recupero di voglia di lotta, di voglia propositiva, di voglia di partecipazione, cioè si ritraduce in una diversa, in una maggiore legittimazione del Consiglio regionale che in un confronto, serrato sì, ma serio e dignitoso con la Giunta, propone ipotesi verificando che alcune di esse possono trovare accoglimento. Mi è parso di comprendere, dalle interlocuzioni che vi sono state all'interno dell'aula, dal dibattito, così come si è svolto dentro l'aula in maniera trasparente, che ha determinato quella rivitalizzazione del Consiglio a cui prima accennavo, mi è parso di capire, soprattutto dagli interventi dell'assessore Pittalis prima, e del Presidente di commissione Scarpa, un riconoscimento di una situazione di fatto nel sistema economico della Sardegna.

Il riconoscere l'esistenza di quella situazione, del persistere di quelle condizioni di disagio economico, significa, naturalmente, anche volontà politica di diverso approccio alla soluzione da dare al problema. Mi pare che da questa consapevolezza nasca anche la volontà nella maggioranza, di tradurre in un atto concreto, che non sia un ordine del giorno le proposte avanzate. Dobbiamo infatti riconoscere, colleghi tutti, che di ordini del giorno, anche nel passato, anche quando governava il centrosinistra ne abbiamo proposti e approvati a bizzeffe, poi sono rimasti buone dichiarazioni di intenti, ma hanno incontrato una notevole difficoltà a essere tradotti in atti concreti. Sono rimasti lì come testimonianza per il futuro, come testimonianza di un'esigenza, ma non hanno fatto un passo in avanti. Mi pare, invece, ora, di comprendere, dalle cose soprattutto affermate dall'Assessore in aula, che vi sia la volontà di inserire all'interno della legge finanziaria una norma che modifichi e migliori il contenuto dell'emendamento numero 123 e di altri emendamenti consimili.

Assessore Pittalis, se si riesce a definire stasera una nuova formulazione della norma e a farla votare dall'Aula, che dia quelle garanzie a cui l'emendamento 123 è ispirato, ben venga; ma se stasera non fossimo ancora totalmente pronti, perché vi è da studiare in maniera più compiuta, più seria, più attenta una nuova formulazione, si può eventualmente sospendere la votazione di quegli emendamenti, che poi verrebbero ritirati, verificando insieme come riformularli.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io ho già svolto alcune considerazioni nell'esprimere il parere sul complesso degli emendamenti e ritengo, anche alla luce del dibattito che si è sviluppato su un argomento di particolare importanza, come quello relativo ai progetti integrati territoriali, che possiamo valutare, nel corso dei lavori, se è possibile trovare una nuova formulazione della norma che consenta di tener conto del giusto problema che è stato posto, soprattutto nell'ottica di quel riequilibrio territoriale a favore del quale un po' tutti, dall'opposizione e dalla maggioranza, si sono espressi.

PRESIDENZA DEL PRESIDENZA SERRENTI

(Segue PITTALIS.) Dunque, la votazione sugli emendamenti che fanno riferimento a questo particolare problema può, allo stato, essere sospesa e utilizziamo il corso dei lavori per trovare una soluzione da proporre unitariamente all'attenzione dell'Aula.

PRESIDENTE. Stiamo per votare, colleghi. Alcuni emendamenti sono stati accantonati, altri sono stati unificati.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Di questo gruppo di commi, considerato come un unico articolo, chiediamo la votazione per parti, intendendo per parte ogni autonoma norma, rappresentata dai singoli commi.

PRESIDENTE. E' stata chiesta la votazione per parti, intendendo per parte ogni comma. Ricordo ai colleghi, se si devono fare dichiarazioni di voto, di chiedere la parola e fare una dichiarazione di voto unica per tutti gli emendamenti.

Metto in votazione l'emendamento numero 334. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

E' necessario che siano presenti due Segretari, uno della maggioranza e uno dell'opposizione, pertanto chiedo a uno dei Segretari dell'opposizione di prendere posto presso il banco della presidenza.

Metto in votazione l'emendamento numero 446. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 73 è ritirato.

Per quanto riguarda l'emendamento numero 457 chiedo una precisazione all'Assessore della programmazione. L'onorevole Sanna, nel suo intervento, aveva suggerito di aggiungere nell'ultima riga la parola "istituzionali" dopo "forze". E' accettata questa dizione?

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì.

PRESIDENTE. Metto in votazione, con questa correzione, l'emendamento numero 457. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Votiamo ora il testo, comma per comma, e poi voteremo gli emendamenti aggiuntivi. Siamo al comma 42.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intendo rendere la dichiarazione di voto sul comma 42. Potremmo anche ipotizzare di rinunciare alla dichiarazione di voto sui successivi commi, tuttavia tenendo conto che abbiamo già abbondantemente discusso in quest'aula sul diritto di dichiarare il proprio voto ad ogni votazione e non c'è proprio ragione che si riprenda da capo a discutere su queste questioni.

Per cui, per intanto dichiaro il voto contrario al comma 42 dell'articolo 1 della finanziaria, essendo anche il comma 42 un tassello di quella manovra complessiva che noi, nel suo insieme, non condividiamo e respingiamo. Per quanto è possibile, in pochi minuti, vorrei riafferrare un po' il bandolo di quel ragionamento che abbiamo appena accennato e che siamo tenuti, per quanto riguarda il gruppo di Rifondazione Comunista, a sviluppare nei modi e nei tempi che il Regolamento ci consente. Noi non accettiamo di buon grado non solo la volontà negativa che la Giunta regionale essenzialmente e autorevolmente ha annunciato a mezzo del suo Presidente questo pomeriggio, che la maggioranza o parte della maggioranza parrebbe di condividere, non accettiamo proprio di buon grado l'idea che una misura anche minima, nei termini nei quali è stata prospettata e nei termini nei quali è stata in passato accettata, per dichiarazioni rese in più occasioni dalla maggioranza e dalla stessa Giunta regionale, adesso, come abbiamo apprendiamo, non sia più valida.

Ci riferiamo a quella proposta che noi abbiamo il dovere di rappresentare, ancora una volta, di sostenere, di sottolineare, a quella proposta per cui 100 miliardi del bilancio della Regione siano destinati a sostenere un progetto di lavoro utile, produttivo, un progetto di risanamento ambientale, perché 100 miliardi della Regione, insieme a 100 miliardi dello Stato, che può cofinanziare il progetto con i fondi per l'occupazione, possono consentire di lavorare, in questa Regione, a 5000 unità. Noi abbiamo detto che in questa cifra sono ricompresi i lavoratori socialmente utili, i lavoratori del Parco geominerario, quelli della ditta Mazzoni che sono abbandonati giù nell'atrio del Consiglio regionale, come soluzione transitoria in attesa di nuove possibilità occupazionali, e ancora altri disoccupati. Abbiamo detto e ripetiamo che non è ammissibile che con un aumento delle risorse disponibili, per questo anno, paria a 3 - 4 mila miliardi, non si vogliano destinare cento miliardi a questa finalità che si ripaga da sola, perché questa è una regione che ha un patrimonio pubblico enorme e in grande abbandono la cui manutenzione rappresenta un'utilità per la Regione, perché questa è una regione che ha il suo territorio disastrato, in gran parte avvelenato, attraversato da tante pestilenze e per la quale un progetto di risanamento ambientale è utile, fa risparmiare danaro, consente utilità. L'abbiamo detto e lo ripetiamo. Abbiamo il dovere di ripeterlo e il dovere di richiamare la Giunta, la maggioranza e tutto il Consiglio almeno a rispondere positivamente a questa proposta che noi abbiamo avanzato e vogliamo sostenere ora e fino alla fine della discussione in aula di questa manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente, dato che si vota per argomenti omogenei, il mio voto si riferisce al comma 42 in quanto gli altri commi non trattano argomenti omogenei a tale comma.

Comunque sia, intervengo per esprimere il mio voto contrario e per ribadire un concetto che poc'anzi non avevo fatto in tempo ad esprimere compiutamente. Mi riferisco in modo particolare all'emendamento numero 391 e alla possibilità, da parte del Consiglio regionale, di esplicare i suoi compiti di controllo e di verifica sugli atti che vengono posti in essere dalla Giunta regionale.

Fa specie ed è curioso vedere come da una parte si aprano delle disponibilità generiche, tutte da verificare nel concreto, e dall'altra si continui a negare il diritto al Consiglio di poter controllare e verificare. Dico questo perché voglio richiamare un evento che è successo non più di un mese fa quando la Commissione sesta ebbe modo, così come previsto dalla legislazione vigente, di verificare un programma dell'Assessorato del turismo, in materia di contributi all'attività alberghiera, se non vado errato, e invitò più volte l'Assessore a modificare le direttive che stava applicando. Il fatto che la Commissione, a nome e per conto del Consiglio, ha verificato che l'Assessore in questione agiva in difformità rispetto alle indicazioni del Consiglio, non deve essere considerato un'ingerenza nell'attività dell'esecutivo; la verifica e il controllo consistono proprio in questo, noi non vogliamo sindacare quello che voi fate, ma voi dovete rispettare, nell'applicazione delle leggi, gli indirizzi impartiti dal Consiglio; non vi può essere una delega in bianco, né può verificarsi che il Consiglio discuta, dia indicazioni, invii anche documenti e poi dall'altra parte si faccia quello che si vuole. Questo non è ammissibile, la partecipazione democratica all'esame del lavoro della Giunta è un fatto indispensabile. Qualcuno diceva: "I tempi sono cambiati, non ci deve essere alcun consociativismo". Ma nessuno vuole alcuna forma di consociativismo, però è pure vero che non abbiamo ancora una forma di governo presidenziale, anche se bisogna capire cosa si intenda e come si voglia applicarla, perché l'elezione diretta del Presidente non significa che possa fare e disfare come vuole, altrimenti non si capirebbe il senso della rappresentanza parlamentare che esercita il potere legislativo.

Per cui non riusciamo a comprendere questa ottusità nel voler respingere a tutti i costi degli emendamenti che intendono reintrodurre elementi di democrazia in questa aula, noi siamo preoccupati per questo atteggiamento e legittimamente preoccupati perché se questa è l'aria che tira, già vediamo quello che potrà succedere domani, non è certamente aria buona, aria sana quella che sta per arrivare con questo vento in Sardegna, "aria bassa", come si dice nel sassarese.

Ecco perché noi non possiamo condividere l'insieme di questa manovra. Perché pur contenendo aspetti condivisibili, è pervasa da una filosofia che punta a penalizzare il Consiglio, punta a penalizzare la rappresentanza democratica eletta da tutti i cittadini sardi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Anche io, Presidente, riprendo il filo del ragionamento che ho esposto nell'intervento che ho fatto nella discussione generale e ho dovuto interrompere a causa dello scadere del tempo. Riprendo il filo del ragionamento per ribadire che il nostro voto rimane contrario perché siamo contrari all'impostazione di questa manovra finanziaria, siamo contrari in modo particolare al fatto che le risorse che destina la finanziaria alle politiche per il lavoro sono di ben scarsa rilevanza rispetto all'ammontare complessivo delle risorse disponibili: una cifra inferiore al 5 per cento dei 13 mila miliardi complessivamente previsti in bilancio. Questo lo affermiamo anche perché, così come stavo sottolineando nella parte conclusiva dell'intervento precedente, la questione dell'occupazione è centrale non solo ed esclusivamente per noi, che l'abbiamo posta con forza e che, ribadiamo, consideriamo tanto importante da condizionare anche l'attività complessiva di governo della Regione e quindi tutte le sue scelte fondamentali, a partire dell'impostazione del bilancio.

La questione del lavoro non è centrale solo per noi, se andiamo a vedere i dati, come dicevo nell'intervento precedente, pubblicati da Il Corriere della Sera, di lunedì 12 marzo 2001, di uno dei tanti sondaggi fatti in occasione della tornata elettorale, dai quali risulta che l'occupazione viene posta al primo posto tra i problemi da affrontare per il 29 per cento degli intervistati, addirittura viene prima della criminalità che è al secondo posto con il 28 per cento, prima della sanità, delle pensioni, della giustizia, del fisco e quindi viene posta come questione fondamentale. E viene posto come problema più importante da parte di elettori di entrambi gli schieramenti, dello schieramento del centrosinistra e di quello del centrodestra, anche se con percentuali differenti: vi è una sensibilità maggiore da parte degli elettori del centrosinistra rispetto a quelli del centrodestra ed anche questo è comprensibile, d'altronde rispecchia anche le posizioni assunte in quest'aula. Ripeto però che, anche in Sardegna, l'elettorato sia di centrodestra che di centrosinistra indica il lavoro come la questione fondamentale e prioritaria da affrontare, alla quale deve essere data maggiore attenzione, non solo nel corso della campagna elettorale ma anche nelle proposte programmatiche e nell'azione del futuro governo.

Per questa ragione noi abbiamo ribadito e ribadiamo anche nel corso di questa discussione in aula, in relazione all'articolato della finanziaria, l'esigenza di affrontare questo problema in termini concreti, confrontandosi sull'ipotesi da noi avanzata, cioè un progetto verde che sia capace di dare risposte ai problemi di tutela ambientale del territorio, ma anche a quelli dei tanti disoccupati presenti nella nostra isola.

PRESIDENTE. Metto in votazione il comma 42. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il comma 43. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il comma 44. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il comma 45. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Il comma 46 è stato abrogato. E' stato abrogato anche il comma 47. Metto in votazione il comma 48. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il comma 49. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il comma 50. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione il comma 51. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Chiedo su questo comma la votazione nominale con procedimento elettronico.

PRESIDENTE. Sette consiglieri devono appoggiare la sua richiesta.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, SPISSU, PUSCEDDU, LAI, SCANO, MORITTU, PIRISI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione, con procedimento elettronico, del comma 51 all'articolo 1.

Il consigliere Emanuele SANNA dichiara di essersi astenuto.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO -CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SCARPA - TUNIS Gianfranco -TUNIS Marco - USAI - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - GIAGU - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU - VASSALLO.

Si sono astenuti: Il Presidente SERRENTI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:

presenti 76

votanti 73

astenuti 3

maggioranza 37

favorevoli 43

contrari 30

(Il Consiglio approva)

Metto in votazione il comma 52. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Passiamo agli emendamenti aggiuntivi. Metto in votazione l'emendamento numero 28. Chi lo approva alzi la mano.

(E` approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 391. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 42.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.

PRESIDENTE. Sull'emendamento in votazione c'è una precisazione che deve fare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Gli emendamenti numero 42 e 237, nell'attuale formulazione, sono privi di copertura finanziaria. Non ho mai sollevato un problema di questa natura, ma voglio, tenuto conto anche dell'entità delle risorse indicate, richiamare l'attenzione e della Presidenza del Consiglio e dei presentatori, per le valutazione del caso.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Intendo solo osservare che, se non sbaglio, nel Fondo nuovi oneri legislativi, sono stati accantonati 250 miliardi, giù di lì. Allora siccome le risorse ci sono, se il Consiglio approvasse questa norma, gli stanziamenti previsti in tale Fondo verrebbero ridotti e bisognerebbe rimodularli, ma formalmente la copertura c'è e quindi si può votare. La disponibilità delle risorse è accertata perché nella proposta di bilancio della Giunta regionale vengono riservati al Fondo nuovi oneri qualcosa come 250 miliardi, se poi le risorse vengono decurtate di questa somma, il Consiglio, la Giunta ne terranno conto o rimpinguando il Fondo o rimodulando la destinazione di questi stanziamenti alle priorità ritenute essenziali. Però mi pare che la copertura sia indiscutibile.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.

LA SPISA (F.I.- Sardegna), relatore di maggioranza. Io credo che sia ampiamente sostenibile l'osservazione fatta dall'Assessore, in quanto il riferimento al Fondo nuovi oneri legislativi è fatto genericamente. Se passasse un emendamento di questo tipo, noi non sapremo a quale voce della tabella del Fondo nuovi oneri dovremo sottrarre queste somme, credo che sarebbe un atto del tutto arbitrario da parte del Consiglio rispetto alle indicazione molto precise delle tabelle.

PRESIDENTE. I presentatori, o comunque chi sosterrà l'emendamento numero 42, cerchino di indicare su quale voce della tabella deve gravare il prelievo di questa somma, solo dopo di allora io potrò considerarlo ricevibile perché ha la copertura finanziaria. L'indicazione del FNOL è troppo generica.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Nella tabella relativa ai nuovi oneri, giustamente indicata dal collega La Spisa, i fondi sono stati dislocati in maniera precisa, però è una dislocazione che ancora non è stata approvata. Quindi, io ho da un lato la disponibilità di risorse, (250 miliardi, adesso verificatelo) da un altro lato la proposta della Giunta che indica la loro precisa destinazione. Noi stiamo incidendo non sulla destinazione, che non abbiamo ancora votato, ma sul plafond finanziario, e questo ci consente di rinviare alla Giunta - o se volete potremo farlo noi al momento necessario - anche la rimodulazione degli stanziamenti così decurtati. La destinazione dei fondi non l'abbiamo ancora votata e quindi non potete dire che l'emendamento manca di copertura. Io opero sulla parte finanziaria non sulla destinazione. Se fosse approvato questo emendamento avremo 80 miliardi in meno su quel Fondo, nel momento in cui lo voteremo decideremo quali sono le priorità su cui allocare le risorse.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, che io ricordi neanche lei aveva mai ammesso, da Presidente, emendamenti così formulati.

SELIS (Popolari-P.S.). Non li ho mai respinti; solo quando erano scritti in maniera sconveniente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Io non so, comunque non ricordo che cosa abbiano accettato a loro tempo Selis, Emanuele Sanna, Felicetto Contu e tutti quelli che hanno presieduto nei 50 anni precedenti il Consiglio regionale, so che questi emendamenti....

BIGGIO (A.N.). Lei non è mai stato al governo Regionale?

PRESIDENTE. Prosegua, onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). Per cortesia e per deferenza nei suoi confronti, essendomi rivolto, come prescrive il Regolamento, al Presidente del Consiglio, oltre che all'intero Consiglio, non posso che attendere la sua disponibilità. Siccome sono stato interrotto dal collega Biggio, che mi chiedeva se io sia mai stato in Giunta regionale, rispondo di sì, ma non c'entra nulla con quello che dicevo perché mi riferivo invece al fatto che, secondo la mia opinione, è del tutto ininfluente che altri Presidenti del Consiglio, da quando esiste la Regione, si siano comportati in altro modo, questo ai fini della decisione che dobbiamo adottare adesso.

L'osservazione che volevo avanzare è questa: questi emendamenti sono stati illustrati e lungamente discussi in Aula. Ora io non posso ritenere che sia una cosa accettabile che degli emendamenti che vengono presentati ed ammessi, da nessuno contrastati per quanto attiene i requisiti firmali, che vengono discussi, nel momento nel quale vanno a votazione si eccepisca che non hanno copertura finanziaria; ma se non hanno copertura finanziaria ora neppure ce l'avevano prima, e perché ci avete sottoposto allo stress di discutere a lungo emendamenti che non erano validi? Il fatto è, signor Presidente del Consiglio e colleghi del Consiglio tutti, che questa non è l'Assemblea legislativa, questa sempre di più sta diventando l'assemblea dei giochini, degli inganni, dei tranelli, dei furbetti, e non ha proprio senso una cosa del genere, non porta onore a nessuno. C'è il problema di chiarire meglio a quale voce della tabella si riferisce l'indicazione di copertura finanziaria? Si sospenda la seduta e si consenta a chi ha presentato gli emendamenti di specificarlo. Ma è impensabile che l'Assessore del bilancio obietti adesso la non ricevibilità di un emendamento che è stato lungamente discusso in Aula, rispetto al quale la Giunta stessa ha interloquito, è intervenuta, ha espresso pareri di merito, e poi alla fine si possa dire: "non vale". Saremmo gente poco seria, o trascinati in una condizione di essere insieme a gente poco seria, e non è ammissibile questo.

Chiedo che venga sospesa la seduta per il tempo sufficiente perché si precisi se c'è da precisare, se chi l'ha presentato intenderà precisare, a quale voce della tabella si riferisce la copertura dell'emendamento e poi si proceda, però non senza aver rimarcato che questo modo di esercitare il governo è davvero singolare, ma proprio singolare in quanto appartiene al singolo, e speriamo che rimanga tutto in capo al singolo perché se dovesse poco poco estendere sarebbe davvero grave non solo per le persone che rappresentano le istituzioni ma per le istituzioni stesse.

PRESIDENTE. Onorevole Scano, lei voleva dire qualcosa a proposito?

SCANO (D.S.). Beh, quello che ritengo giusto Presidente, non qualcosa! Io non sono polemico con la Presidenza di solito, ma siccome mi rivolgo nel modo dovuto al Presidente, chiederei che anche il Presidente faccia lo stesso.

PRESIDENTE. Infatti intendevo qualcosa nel merito e non altro.

SCANO (D.S.). Accetto la precisazione. Io intendo dire la mia opinione sotto il profilo formale della correttezza della copertura finanziaria indicata.

Penso che si possa sostenere seriamente che la copertura finanziaria sia incompleta, in quanto manca l'indicazione della voce; penso invece che sia assolutamente non sostenibile dire che la copertura finanziaria non c'è e dunque che l'emendamento non sia ammissibile. Il mio ragionamento è molto semplice: nella tabella indicata ci sono le risorse, anche sovrabbondanti rispetto alla quota indicata in questo emendamento. Gran parte dell'accantonamento è destinato ai disegni di legge collegati, che come è noto, allo stato, costituiscono una proposta della Giunta, ma non una decisione del Consiglio, non solo perché i disegni di legge, come è naturale, non sono ancora stati esaminati e discussi, ma perché è il Consiglio - adesso non posso indicare l'articolo del Regolamento - che al termine nella manovra definisce la natura di disegno di legge collegato. E' del tutto evidente, quindi, che fino a quel momento, non essendosi il Consiglio pronunciato, i fondi destinati alla copertura dei disegni di legge collegati sono disponibili per ciò che il Consiglio deliberi. Quindi, la copertura finanziaria è assolutamente corretta, a mio modesto giudizio. Deve essere semplicemente precisata con l'indicazione della voce. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (C.S.). Signor Presidente, intervengo solo per sottolineare che l'argomento che fa discutere questo Consiglio mi pare sia importante e richiami la responsabilità nostra e della Giunta in modo stringente perché, davanti all'opportunità di dare risposte concrete, credo che ognuno di noi si debba assumere proprio la responsabilità di ricercare ogni possibile soluzione affinché, non in modo evasivo, ma in modo concreto e corretto si possa venire incontro a legittimi interessi di territori che hanno necessità di battere uno dei drammi principali di questa terra: la disoccupazione.

Io credo che davanti a questi possibili e anche non superficiali, ma anzi direi, quando è il caso, anche opportuni rilievi di carattere tecnico, si possa procedere in questo modo: valutare prima gli aspetti formali e poi entrare nel merito politico. Per cui si può seguire questa strada: sospendere la votazione su questo emendamento e su altri eventuali emendamenti, verificare la compatibilità tecnica e poi, eventualmente, se l'argomento è di un peso notevole, perché credo che le esigenze sottese a questi emendamenti non possano essere liquidate così, propongo che sia esaminato dalla Commissione anche domani, prima dell'inizio della seduta affinché si pronunci sulla copertura finanziaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Presidente, intendevo dire, che sulla tabella relativa agli stanziamenti previsti per i nuovi oneri legislativi, le risorse previste nell'unità previsionale di base sono poi destinate alle singole voci indicate. Certo che occorre fare, secondo una certa tesi, una modifica, aumentare lo stanziamento di tale UPB, perché altrimenti occorrerebbe dire che la tesi posta dal Governo e dal Presidente della Commissione è corretta. Quello che qui dentro mi hanno insegnato coloro i quali mi hanno proceduto, molto esperti, già al governo, è che chi propone gli emendamenti deve indicare la copertura. Le norme contenute nella nuova legge di contabilità recano questo indirizzo. Sia indicata la copertura.

Nella tabella B sono indicate l'unità previsionale di base e le singole voci cui le risorse sono destinate. Allora, si indichi la copertura semmai, perché qui stiamo soltanto a sostenere delle tesi, ognuno sostiene la sua. Io non sostengo nessuna delle due, però il fatto certo è che sono indicate le destinazioni delle singole poste: la cooperazione, le imprese commerciali, gli artigiani, i giovani, i programmi di iniziativa comunitaria, l'edilizia scolastica e quant'altro. Allora, si indichi da quale voce dobbiamo sottrarre le risorse.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Per togliere tutti dall'impaccio, propongo che si indichi la voce 16 della tabella B che ha uno stanziamento di 200 miliardi.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intendete sottrarre le risorse destinate all'imprenditoria giovanile?

VASSALLO (R.C.). Sì.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Bravi, diminuite gli stanziamenti dalla legge regionale numero 28!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Non è che si possano sottrarre risorse così ingenti. Intanto è necessario vedere se la proposta verrà accettata dal presentatore dell'emendamento, cioè dall'onorevole Amadu, perché forse è meglio assicurare la copertura, riducendo in percentuali uguali tutte le voci indicate nella tabella B così che nessuno possa dire che stiamo svuotando solo ed esclusivamente una voce.

PRESIDENTE. Colleghi, anche se la tabella B non è stata ancora approvata, è evidente che comunque indica risorse la cui destinazione è precisata nelle singole voci. Sottrarre una certa somma dalla voce cui è stata destinata per finanziare un altro intervento, richiede una scelta politica che deve essere fatta dal Consiglio. Quindi, chi propone l'emendamento deve indicare con precisione la copertura, può essere anche quella suggerita dall'onorevole Giacomo Sanna, può essere quella della voce 16, ma un'indicazione ci deve essere, perché si tratta comunque di una scelta politica che spetta al Consiglio.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Voglio richiamare l'attenzione su due questioni. La prima è che con l'approvazione di questo emendamento, anche trovando la copertura finanziaria, noi lasciamo scoperte istanze che provengono dalla provincia di Cagliari, dalla provincia di Nuoro e dalla provincia di Oristano, che sono state tutte respinte, ma non perché non meritevoli di accoglimento, ma per un problema di carattere finanziario. Il collega Alberto Sanna ha posto il problema del Consorzio turistico, del contratto di programma di Oristano, altri colleghi hanno posto quello del Sulcis-Iglesiente, altri l'hanno posto, e lo pongo io stesso, con riferimento al protocollo aggiuntivo dell'area di Ottana, lo pongo con riferimento, badate, ad altri contratti anche della stessa provincia di Sassari, di altre zone, come l'Anglona e come la Gallura. Allora, c'è questo primo aspetto che io ho invitato i proponenti a valutare, perché si tratta di considerare questa materia nel suo complesso, proprio in quell'ottica del vero riequilibrio territoriale da tutti condivisa. Dall'altro la soluzione prospettata dall'onorevole Pier Sandro Scano mi trova perfettamente d'accordo: è sufficiente che il presentatore indichi le voci della tabella B e, come giustamente ricordava l'onorevole Biggio, si tratta di sottrarre le risorse all'apprendistato, all'artigianato, alle impresse commerciali, alla legge regionale 28, perché queste sono indicate nella tabella B. Se ne assuma la responsabilità il presentatore e chi sostiene questa impostazione a danno di altre categorie e associazioni, non ultimo anche il settore dei consorzi fidi nel settore turistico, commerciale, nell'industria e nella cooperazione, con le quali appunto è stato raggiunto l'accordo in fase di predisposizione della manovra finanziaria.

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, io vorrei chiudere questo dibattito, perché ho già espresso la mia opinione in merito alla ricevibilità.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Io credo che la preoccupazione che l'Assessore ha rappresentato in questo suo ultimo intervento, di non trascurare esigenze analoghe in tutti i territori sia corretta, si tratta di esigenze che hanno trovato espressione anche attraverso altri emendamenti che voteremo successivamente. Proprio perché c'è questo tipo di difficoltà, mi pareva di aver compreso che su questi emendamenti relativi alla contrattazione negoziata che riguardavano appunto diversi territori ci fosse la volontà almeno di parte del Consiglio, se non dell'Assessore, di sospendere la votazione per questa sera e di valutare in quali modi e in quali termini si possono trovare risposte alle necessità segnalate per tutti i territori, questo per evitare che il Sulcis entri in competizione con il sassarese, per evitare che l'Assessore contrapponga l'oristanese ad altri territori. Poiché tutti condividiamo questa esigenza, abbiamo detto di essere favorevoli a sospendere la votazione sugli emendamenti, per verificare insieme in quale modo possiamo dare una risposta complessiva alle esigenze che negli emendamenti sono rappresentate Poi se l'Assessore insiste a dire che non se ne parla proprio, naturalmente li votiamo, la copertura finanziaria si può ricavare decurtando del 15 per cento gli stanziamenti di ciascuna voce della tabella B, ma, ripeto, questa è una strada che non approda da nessuna parte, tuttavia se questa è l'unica via d'uscita, votiamo e in questo modo prendiamo atto, obtorto collo, della volontà dell'Assessore.

PRESIDENTE. Il problema della ricevibilità è superato perché comunque la copertura finanziaria è indicata, prego gli uffici di prenderne nota, detraendo il 15 per cento da ogni posta della tabella B.

CALLEDDA (D.S.). Anche per gli altri emendamenti?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Con il collega Pittalis bisogna essere forse più chiari di quanto non siamo stati anche questo pomeriggio. E' inutile cercare di determinare una contrapposizione tra territori, perché io questo pomeriggio, sapendo che lei avrebbe fatto questo tentativo, ho ipotizzato una soluzione che è diversa da questa che ha richiamato lei, che in qualche modo si rifà anche al suggerimento che proponeva il collega Amadu di sospendere l'esame degli emendamenti per sottoporli al parere della Commissione. Quando sono intervenuto ho detto che l'emendamento in discussione prevede una copertura di ottanta miliardi e che, in presenza di altri emendamenti presentati per venire incontro alle esigenze di altri territori che prevedono coperture simili, questi ottanta miliardi previsti per Porto Torres, in una logica di solidarietà e di partecipazione attiva anche nella Giunta, Presidente Serrenti, si possono ridurre per rispondere, abbiamo detto, positivamente anche ad altri territori; in altre parole il ragionamento opposto a quello che fa l'Assessore. In una logica collaborativa adesso il collega Spissu ha anche suggerito un meccanismo che può non portare ad una quantificazione in una somma generale, penso che se c'è una disponibilità di dialogare su questi problemi, e non è strumentale la posizione che esprime l'assessore Pittalis, si possa sospendere la votazione, come proponeva il collega Amadu, andare in Commissione che è la sede propria, trovare un equilibrio tra esigenze dei diversi territori con la disponibilità, avendo io firmato un emendamento simile a quello del collega Amadu, ad una riduzione (parlo del mio emendamento o degli emendamenti firmati anche da me), in modo tale che si determini una convergenza da parte del Consiglio; aggiungo che da parte nostra c'è la disponibilità perfino a ritirarlo o a ritirare gli emendamenti in presenza di una soluzione concordata che risponda alle istanze provenienti dai diversi territori che hanno operato nella direzione che è stata richiamata nel corso del dibattito del pomeriggio. Mi pare che se c'è la volontà, si possano trovare le risorse ed anche le risposte ai territori ed anche le soluzioni tecniche per quanto riguarda la copertura, così come proponeva il collega Spissu. Mi pare che siamo nella logica più che collaborativa e di disponibilità al dialogo, senza introdurre elementi di contrapposizione territoriale su argomenti seri, rispondenti a domande di aziende che intendono operare nel territorio della Sardegna.

PRESIDENTE. Io devo prendere atto che, risolta la questione di ordine tecnico con l'indicazione della copertura finanziaria, l'emendamento numero 42 è ricevibile con la proposta di modifica avanzata prima dell'onorevole Sanna Giacomo e poi dall'onorevole Spissu, c'è una proposta di sospensione alla quale la Giunta non ha dato risposta, che devo pertanto porre in votazione.

CUGINI (D.S.). Gradirei una risposta, potrebbe essere anche negativa; ho proposto, rifacendomi anche all'intervento del collega Amadu, di sospendere la votazione degli emendamenti, di ragionare sul merito e di trovare, nel limite del possibile, le risposte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta, ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. La mancata risposta della Giunta equivale alla nostra contrarietà a riportare il provvedimento in Commissione, ormai le risorse finanziarie a disposizione sono note a tutti, non c'è niente di nascosto, ognuno si assuma le proprie responsabilità, pertanto chiediamo che si voti l'emendamento che è stato presentato, perché il rinvio in Commissione di tutti gli emendamenti relativi a queste richieste provenienti dai diversi territori significherebbe ancora di più compromettere l'equilibrio di questa finanziaria. Credo pertanto che sia inutile trattare nuovamente questo argomento in Commissione.

PRESIDENTE. Io non vorrei consentire il protrarsi senza fine di questo dibattito, quindi la prego, onorevole Scarpa non le posso dare la parola, la dò invece all'onorevole Amadu solo perché è il proponente dell'emendamento numero 42 e potrebbe anche ritirarlo.

Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.

AMADU (C.S.). Ho chiesto la parola perché avendo il Presidente della Giunta espresso la non utilità di un passaggio in Commissione, la mia proposta può essere anche limitata a una sospensione della votazione sino a domani mattina per una valutazione che può essere positiva o contraria. Niente di scandaloso se domani mattina ci accorgiamo che l'emendamento non può essere approvato perché la sua copertura può stravolgere l'impalcatura della manovra finanziaria, se invece ci accorgiamo che è possibile trovare una copertura finanziaria, senza stravolgere nulla, anche attraverso soluzioni parziali, attraverso la riduzione del finanziamento, ma che costituiscano un tentativo di risposta alle esigenze del territorio di Porto Torres, del sassarese e di altri territori, possiamo procedere di comune accordo; abbiamo perso tante ore in discussioni che non sono approdate a nulla, che credo che rinviare a domani questa sia, se non altro, saggio.

PRESIDENTE. Colleghi, ci sono due proposte: una di sospensione dell'esame degli emendamenti con rinvio in Commissione e un'altra di sospenderne l'esame fino a domani mattina. Diciamo che si può ridurre a questa ultima proposta anche quella avanzata dall'onorevole Cugini Io devo chiedere che su queste due proposte si pronunci l'Aula.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S.). Parlo a favore della proposta del collega Amadu. Ho capito dall'inrtervento del Presidente Floris che non c'è la disponibilità della Giunta ad un rinvio in Commissione degli emendamenti. E come l'ho capito io, l'ha capito il collega Amadu che in sostanza propone un'interlocuzione politica, usiamo questo termine che serve per chiarire il concetto; io sono d'accordo che si faccia anche questo tentativo perché gli emendamenti pongono un problema sentito nel territorio sardo, così come è stato detto negli interventi, e quindi noi come opposizione siamo favorevoli all'accoglimento della proposta che ha fatto il collega Amadu di una trattazione dell'argomento anche fuori dalla Commissione.

PRESIDENTE. Devo segnalare una cosa agli uffici.

CUGINI (D.S.). I colleghi hanno capito che io sono favorevole alla sospensione dell'esame solo dell'emendamento relativo al contratto d'area di Porto Torres; devo chiarire che sono favorevole alla sospensione di tutti gli emendamenti che sono stati proposti e che hanno per oggetto questo argomento, mi sembrava chiaro già dal mio precedente intervento, però adesso è più chiaro.

Se si cerca di costruire una soluzione attraverso l'interlocuzione politica che il collega Amadu proponeva, è chiaro che dovrà riguardare tutti i territori, compresi quelli che sono stati trattati con un risultato non positivo in aula, come quello di Oristano.

PRESIDENTE. Per informare in modo completo i colleghi che hanno presentato l'emendamento 42, onorevole Spissu, mi corre l'obbligo di precisare che la copertura risultante dalla diminuzione del 15 per cento di tutte le poste finanziarie previste dà una somma che si avvicina agli ottanta miliardi: esattamente 78 miliardi 337 milioni; pertanto va chiarito che l'emendamento, qualora venisse approvato, sarà corretto in tal senso.

Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.

BIGGIO (A.N.). Io comprendo le istanze che vengono portate e le ragioni anche politiche ed anche molto fini e importanti, qualificate e qualificanti, che vengono addotte in merito a questo emendamento, però la Commissione ha discusso per mesi dei problemi relativi a questa manovra finanziaria, e non vedo perché si debba tornare in Commissione, semmai dovrebbero essere attivate altre sedi di confronto. Ma anche in sede politica le discussioni sono state già fatte, nonostante ciò si stanno proponendo nuove richieste di giorno in giorno, non è una cosa corretta e non va bene.

Allora, siamo arrivati al termine della discussione su questo argomento, occorre procedere, come da Regolamento, al voto. Le risposte sono state date, alcune indicazioni di massima dall'Assessore furono date, se non ricordo male; occorre comprendere che noi condividiamo le esigenze proposte per carità, non voglio essere frainteso, ne avremmo anche noi da avanzare ma se questo emendamento fosse approvato ciascuno chiederebbe qualche intervento a favore del territorio di provenienza, io in particolare per tutta la Sardegna, ma verrebbero presentati emendamenti per Cagliari, per il Sulcis, per il Guspinese e tanti altri. Ed allora non imbarchiamoci in operazioni di questo tenore, respingiamo le richieste di chi vuole imbarcare questa maggioranza in un discorso che in questo momento non deve essere portato avanti; chiedo pertanto che si proceda al voto come da norma.

PRESIDENTE. C'è una richiesta di sospensione, hanno parlato uno a favore e uno contro. Mi rivolgo all'aula, chi è d'accordo sulla sospensione alzi la mano. I segretari conteggino i voti. (Viene richiesta la controprova.) Chi è contrario alla sospensione è pregato di alzare la mano.

(Non è approvata)

Sull'emendamento numero 42 è stata richiesta la votazione a scrutinio segreto. Prego i colleghi di prendere posto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 42 e 237 abbinati.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 73

astenuti 1

maggioranza 37

favorevoli 30

contrari 43

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI -FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

L'emendamento 182 è ritirato. Gli emendamenti numero 123 e 449 la Giunta aveva accettato di accantonarli. Pertanto passiamo alla votazione dell'emendamento numero 150, a pagina 87. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.

SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Ho chiesto di parlare pensando che l'argomento trattato fosse il numero 237.

PRESIDENTE. Il numero 237 è stato votato insieme al 42; l'ho specificato prima della votazione.

Passiamo allora all'emendamento numero 150 a pagina 87; anche in relazione alla sua copertura finanziaria occorre indicare a quale voce della tabella ci riferiamo, in caso contrario non posso considerarlo ricevibile. I proponenti indichino la voce della tabella B.

Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Ribadiamo la stessa indicazione che è stata data dall'onorevole Spissu in riferimento all'emendamento appena cassato. Diciamo che la copertura è assicurata attraverso una riduzione in percentuale di tutte le voci sino a concorrere all'intera cifra indicata.

PRESIDENTE. L'indicazione è che i cinquanta miliardi vanno a gravare sul F.N.O.L. in una percentuale uguale per ogni voce di tabella fino al raggiungimento di quella cifra.

Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.

MORITTU (D.S.). Chiedo, a nome del Gruppo D.S. la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero150.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 150.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 74

votanti 73

astenuti 1

maggioranza 37

favorevoli 31

contrari 41

nulli 1

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI -FANTOLA - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Metto in votazione l'emendamento numero 157. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento 272 è ritirato. .

Si dia lettura dei commi dal numero 53 al 60.

ORTU, Segretario:

53. Per la realizzazione ed il completamento di edifici di culto è autorizzata nell'anno 2001 la spesa di lire 10.000.000.000 (euro 5.164.568,99) (UPB S08.044 - cap. 08033).

54. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 11, comma 4, della legge regionale n. 4 del 2000, è integrata per l'anno 2001 di lire 7.000.000.000 (euro 3.615.198,29) (UPB S08.044 - cap. 08033/01).

55. E' autorizzata per l'attuazione di un programma straordinario di interventi per la realizzazione di mattatoi intercomunali l'ulteriore spesa di lire 6.000.000.000 (euro 3.098.741,39) per l'anno 2001 (UPB S08.051- cap. 08073/01).

56. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 34 della legge regionale 18 gennaio 1999, n. 1, è integrata per l'anno 2001 di lire 4.000.000.000 (euro 2.065.827,6) (UPB S08.044 - cap. 08084).

57. Il limite d'impegno autorizzato dall'articolo 15 della legge regionale 31 maggio 1984, n. 26, e successive modificazioni e integrazioni, è rideterminato in lire 6.400.000.000 (euro 3.305.324,15) per l'anno 2001, in lire 5.800.000.000 (euro 2.995.450,01) per l'anno 2002 e in lire 5.500.000.000 (euro 2.840.512,94) per l'anno 2003 (UPB S08.066 - cap. 08109).

58. Per la prosecuzione degli interventi della legge regionale 30 dicembre 1985, n. 32, e successive modificazioni ed integrazioni, è autorizzata nell'anno 2001 l'ulteriore spesa di lire 40.000.000.000 (euro 20.658.275,96) (UPB S08.066 - cap. 08112).

59. Per le finalità di cui all'articolo 1 della legge regionale 30 dicembre 1985, n. 32, e successive modifiche e integrazioni, a decorrere dal 30 giugno 2001 l'Amministrazione regionale contribuisce all'abbattimento degli interessi di ammortamento per un periodo massimo di venti semestralità della durata del mutuo.

60. L'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 10, comma 8, della legge regionale n. 1 del 1999, è integrata per l'anno 2001 di lire 10.000.000.000 (euro 5.164.568,99) (UPB S08.041 - cap. 08180).

PRESIDENTE. A questi commi sono stati presentati gli emendamenti numero 302, 303, 394, 15, 458, 68, 34, 239, 74, 426, 257, 310, 247, 384, 71, 89, 93, 222, 223, 185.

Se ne dia lettura.

ORTU, Segretario:

Emendamento sostitutivo parziale Selis - Scano - Spissu - Fadda - Dore - Masia.

Nell'articolo 1, comma 53, l'importo di lire 10.000.000.000 è rideterminato in lire 20.000.000.000= (UPB S08.044 - Cap. 08033)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S08.044 - Cap. 08033

Competenza anno 2001 - lire 20.000.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00

Competenza anno 2001 - lire 10.000.000.000

Mediante riduzione della Voce 15 della Tabella A (302)

Emendamento sostitutivo parziale Selis - Scano - Dettori Ivana - Balia - Spissu - Vassallo.

Nell'articolo 1, comma 56, l'importo è rideterminato in lire 10.000.000.000= (UPB S08.044 - Cap. 08084)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S08.044 - Cap. 08084

Competenza anno 2001 - lire 10.000.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 - Cap. 03016-00

Competenza anno 2001 - lire 6.000.000.000

Mediante riduzione della Voce 15 della Tabella A (303)

Emendamento aggiuntivo Vassallo - Cogodi - Ortu.

All'art. 1, comma 59, dopo le parole "della durata del mutuo", è aggiunta la seguente espressione:

Tale periodo aggiuntivo di contribuzione è esteso ai mutui attivati successivamente al 1° giugno 1991. (394)

Emendamento aggiuntivo Granara - Biggio - Floris - Corona - Calledda - Pacifico - Balletto.

Nell'articolo 1 dopo il comma 53 è aggiunto il seguente:

"53bis. E' autorizzata nell'anno 2001 la spesa complessiva di lire 15.000.000.000 da destinare in ragione di lire 10.000.000.000 per il completamento del porto di Carloforte e di lire 5.000.000.000 per interventi di dragaggio nel canale di San Pietro e nei porti di Calasetta e di Carloforte (UPB S08.041 - cap. 08182/01)."

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

08 - LAVORI PUBBLICI

UPB S08.041 Investimenti nel comparto portuale, ivi compreso quello turistico

Anno 2001 (comp.) lire 15.000.000.000 (cassa) lire 15.000.000.000

Capitolo da impinguare:

08182/01 (NI) 2.1.2.1.0.3.10.15

Spese per il completamento del porto di Carloforte e per interventi di dragaggio nel canale di San Pietro e nei porti di Calasetta e di Carloforte (art. 1, comma 53bis della presente legge).

IN DIMINUZIONE

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.002 Fondo di riserva per spese obbligatorie e impreviste

Anno 2001 (comp.) lire 15.000.000.000 (cassa) lire 15.000.000.000

Capitolo da stornare:

03009 Fondo di riserva per spese obbligatorie e impreviste (15)

Emendamento sostitutivo parziale Floris Emilio - Granara.

Comma 53bis emendamento 68: dragaggio canale di San Pietro, porti di Calasetta e Carloforte. La copertura finanziaria è sostituita dalla seguente:

(UPB S04.027 cap. 04110) anno 2001 lire 5.000.000.000 (458)

Emendamento aggiuntivo Granara - Biggio - Floris - Corona - Calledda - Pacifico - Balletto - Fois - Sanna Salvatore - Masia.

Nell'articolo 1 dopo il comma 53 è aggiunto il seguente:

"53bis. E' autorizzata nell'anno 2001 la spesa di lire 5.000.000.000 per interventi di dragaggio nel canale di San Pietro e nei porti di Calasetta e di Carloforte (UPB S08.041)."

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO

08 - LAVORI PUBBLICI

UPB S08.041 Investimenti nel comparto portuale, ivi compreso quello turistico

Anno 2001 (comp.) lire 5.000.000.000 (cassa) lire 5.000.000.000

Capitolo da impinguare:

08182/01 (NI) Spese per il completamento del porto di Carloforte e per interventi di dragaggio nel canale di San Pietro e nei porti di Calasetta e di Carloforte (art. 1, comma 53bis della presente legge).

IN DIMINUZIONE

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.002 Fondo di riserva per spese obbligatorie e impreviste

Anno 2001 (comp.) lire 5.000.000.000 (cassa) lire 5.000.000.000

Capitolo da stornare:

03009 Fondo di riserva per spese obbligatorie e impreviste (68)

Emendamento aggiuntivo Frau - Usai - Sanna Noemi - Murgia - Biggio - Corda - Onnis.

Dopo il comma 53 dell'art. 1 è aggiunto il seguente:

"Per il completamento - come previsto dall'art. 12, comma 6 della L.R. 17/2000 - della stazione marittima per passeggeri di Porto Torres, comprese tutte le infrastrutture viarie di accesso, l'Amministrazione Regionale è autorizzata a stanziare la somma di lire 1.500.000.000 nell'anno 2001 e lire 5.000.000 nell'anno 2001".

Copertura finanziaria

IN AUMENTO

Stato di previsione 08 dell'Assessorato dei Lavori Pubblici

UPB S08.041 capitolo 08183

Anno 2001 lire 1.500.000.000

Anno 2002 lire 500.000.000

IN DIMINUZIONE

03 PROGRAMMAZIONE

UPB S03.007 Tabella B - Voce 1

Anno 2001 lire 1.500.000.000

Anno 2002 lire 500.000.000

(34)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Fadda - Vassallo.

Art. 1

All'articolo 1, dopo il comma 53, è aggiunto il seguente:

"53/bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento integrativo di lire 3.500.000.000 per la costruzione della stazione marittima di Porto Torres. (UPB S08.041 - Cap. 08183-00)"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S08.041 - Cap. 08183-00 Spese integrative alla realizzazione della stazione marittima di Porto Torres.

Competenza anno 2001 lire 3.500.000.000=

In diminuzione

UPB 03.006 - Cap. 03016-00 Nuovi oneri legislativi.

Competenza anno 2001 lire 3.500.000.000=

Emendamento aggiuntivo Scarpa.

Art. 1

Dopo il comma 53 dell'articolo 1, è aggiunto il seguente:

"Per il completamento degli interventi previsti dall'art. 12, comma 6, della L.R. 04.08.2000, n. 17, e per la realizzazione delle necessarie infrastrutture viarie di accesso e dei parcheggi, è autorizzata la spesa di lire 1.500.000.000 nell'anno 2001 e di lire 500.000.000 nell'anno 2002".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

08 - LAVORI PUBBLICI

UPB S08.041 - Cap. 08183-00

Anno 2001 lire 1.500.000.000=

Anno 2002 lire 500.000.000=

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB S03.007 Tabella B - Voce 1

Anno 2001 lire 1.500.000.000=

Anno 2002 lire 500.000.000=

(74)

Emendamento aggiuntivo Cogodi - Vassallo - Ortu.

Art. 1

Comma 53

All'articolo 1, comma 53, è aggiunto il seguente comma:

L'Amministrazione regionale è autorizzata a operare per il completamento degli interventi previsti dall'art. 12, comma 6, della L.R. 4 agosto 2000, n. 17, nonché delle relative infrastrutture viarie di accesso e dei connessi parcheggi di servizio, è autorizzata la spesa di L. 1.200.000.000 nell'annualità 2001 e di L. 800.000.000 nell'annualità 2002.

Il predetto stanziamento graverà sulla UPB S08041 capitolo 08183-00 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei Lavori Pubblici. Le somme necessarie sono prelevate, per le corrispondenti annualità, dalla Tabella B - Nuovi oneri legislativi - Fondi regionali - UPB S03007 - Voce 1. (426)

Emendamento aggiuntivo Calledda - Orrù - Fadda - Pusceddu - Deiana - Ortu.

Art. 1

Dopo il comma 53 è aggiunto il seguente:

"53/bis. È autorizzata, nell'anno 2001, la spesa di lire 10.000.000.000= per l'adeguamento e la sistemazione del fondale del Porto di Buggerru" (UPB S08.041 - Cap. 08183-01 (N.I.))

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S08.041 - Cap. 08183-01 (N.I.) - Contributo per l'adeguamento e la sistemazione del fondale del Porto di Buggerru.

Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000=

In diminuzione

03 - BILANCIO

UPB 03.006 - Cap. 03016-00 - Fondo nuovi oneri legislativi.

Competenza anno 2001 lire 10.000.000.000=

(257)

Emendamento aggiuntivo Sanna A. - Biancu - Sanna G.V. - Morittu - Calledda - Dore - Demuru - Ortu.

Art. 1

Dopo l'articolo 1, comma 53, è aggiunto il seguente:

"1. È autorizzata per l'anno 2001 la spesa di lire 20.000.000.000 (euro 10.329.138) per la concessione di un contributo straordinario a favore della Provincia di Oristano finalizzato all'adeguamento funzionale del Porto di Oristano. (UPB S13.024)"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S13.024 Investimenti per la realizzazione di strutture e servizi di trasporto

Competenza 2001 lire 20.000.000.000

Competenza 2002 -------------------

Competenza 2003 -------------------

In diminuzione

03 - PROGRAMMAZIONE

UPB 03.007

Competenza 2001 lire 20.000.000.000

Competenza 2002 -------------------

Competenza 2003 -------------------

(310)

Emendamento aggiuntivo Masia - Morittu - Deiana - Giagu - Dettori B. - Vassallo.

Art. 1

All'articolo 1, dopo il comma 53, è aggiunto il seguente:

"5/bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 8.000.000.000 per lo studio di fattibilità e costruzione e sistemazione degli accessi a mare nelle coste Nord occidentali della Sardegna. (UPB S07.016 - Cap. 07003-00)"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S07.016 - Cap. 07003-00 - Contributi alle Province, ai Comuni, agli Enti provinciali per il Turismo ed alle stazioni ed Aziende di cura, soggiorno e turismo per l'esecuzione di opere anche non permanenti, atte a valorizzare le località di particolare interesse turistico.

Competenza 2001 lire 8.000.000.000

In diminuzione

UPB 03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza 2001 lire 8.000.000.000

(247)

Emendamento aggiuntivo Ortu - Cogodi - Vassallo.

Art. 1

All'articolo 1, dopo il comma 53, è aggiunto il seguente:

"53/bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata, nell'anno finanziario 2001, ad erogare un finanziamento di lire 8.000.000.000 per lo studio di fattibilità e costruzione e sistemazione degli accessi a mare nelle coste della Sardegna. (UPB S07.016 - Cap. 07003-00)"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S07.016 - Cap. 07003-00 - Contributi alle Province, ai Comuni, agli Enti provinciali per il Turismo ed alle stazioni ed Aziende di cura, soggiorno e turismo per l'esecuzione di opere anche non permanenti, atte a valorizzare le località di particolare interesse turistico.

Competenza 2001 lire 8.000.000.000

In diminuzione

UPB 03.006 - Cap. 03016-00 - Nuovi oneri legislativi

Competenza 2001 lire 8.000.000.000

(384)

Emendamento aggiuntivo Sanna S. - Biancu - Demuru - Pirisi - Sanna G.V..

Art. 1

Dopo il comma 60 sono aggiunti i seguenti:

"60/bis. Nell'articolo 20 comma 1 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4, sono abrogate le parole: "dette somme possono essere utilizzate secondo le modalità di cui all'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, e successive modificazioni e integrazioni".

60/ter. Nell'articolo 23 della medesima legge è abrogato il comma 10.

60/quater. Nell'articolo 34 comma 6 della medesima legge è abrogato il secondo periodo." (71)

Emendamento aggiuntivo Cossa - Cassano - Vargiu - Contu - Capelli - Fois.

Art. 1

Dopo il comma 60 dell'articolo 1 è aggiunto il seguente:

- All'art. 1 della L.R. 15.05.1995, n. 14, è aggiunto il seguente comma:

"l'attività di indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli Enti elencati nel primo comma, è estesa agli Enti Provinciali del Turismo e alle Aziende Autonome di Soggiorno e Turismo della Sardegna".

- All'art. 9 della L.R. 15.05.1995, n. 14, è aggiunta la seguente lettera c):

"le disposizioni di cui alla Legge 23 ottobre 1978, n. 62 e successive modifiche ed integrazioni, concernenti il controllo di legittimità, di merito e sostitutivi, riguardanti gli Enti Provinciali del Turismo e alle Aziende Autonome di Soggiorno e Turismo della Sardegna". (89)

Emendamento aggiuntivo Amadu.

Art. 1

Dopo il comma 60 è aggiunto il seguente:

Al VII° comma dell'art. 6 della L.R. 23 agosto 1995, n. 20, è cassata la dizione "con esclusione del Presidente". (93)

Emendamento aggiuntivo Selis - Falconi - Dore - Dettori B. - Fadda.

Art. 1

Nell'articolo 1 dopo il comma 60 è aggiunto il seguente:

"Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale un disegno di legge di riforma degli Enti regionali; nel caso di mancata presentazione del predetto disegno di legge, i Consigli di Amministrazione degli stessi enti decadono e sono sostituiti da commissari straordinari che durano in carica fino alla entrata in vigore della legge di riforma". (222)

Emendamento aggiuntivo Selis - Dettori I. - Fadda.

Art. 1

Nell'articolo 4 dopo il comma 60 è aggiunto il seguente:

"Entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge la Giunta regionale predispone un piano di privatizzazione delle società a partecipazione regionale da sottoporre al parere della Commissione consiliare competente in materia di bilancio". (223)

Emendamento aggiuntivo Spissu - Fadda - Balia - Dettori B..

Art. 1

Dopo il comma 60 è aggiunto il seguente:

"Gli stanziamenti relativi al capitolo 07026-07 (UPB S07.028) sono cos' rideterminati:

Competenza anno 2001 lire 42.029.000.000=

Competenza anno 2001 lire 17.769.000.000=

Competenza anno 2001 lire 83.562.000.000=

Il capitolo 09049 (UPB S09.02) viene azzerato." (185)

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 302 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, l'intervento indicato nell'emendamento che io sostengo, sta molto a cuore alla Giunta, anzi la maggioranza mi ha pregato di presentarlo.

Credo che non sfuggirà a nessuno l'importanza di questo emendamento, che tende a integrare e ampliare le risorse per gli edifici di culto. La Giunta aveva fatto un primo stanziamento, nel dibattito e in commissione è emersa l'esigenza di aumentarlo. Lo proponiamo confidando nella benevola accoglienza da parte del Presidente della Commissione, dal quale mi dividono motivi politici, ma mi uniscono altre idealità, e anche da parte della Giunta.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 303 ha facoltà di illustrarlo.

SELIS (Popolari-P.S.). C'è l'esigenza, in molti comuni, di rifare le strutture cimiteriali. E' un problema serio, del quale si parla poco, ma per i comuni è davvero reale. Non mi soffermo su questo argomento, comunque, al di là di ogni altra considerazione, chi fra noi ha fatto il sindaco sa che questo è un problema davvero serio.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 394 ha facoltà di illustrarlo.

VASSALLO (R.C.). E' un emendamento molto semplice che segue la logica dello stesso comma 59, che prevede che per le finalità della legge regionale 30 dicembre 1985, numero 32, la legge sulla prima casa, l'amministrazione regionale dal 30 giugno del 2001 contribuisce all'abbattimento degli interessi di ammortamento per un periodo massimo di venti semestralità.

L'emendamento, per determinare una condizione di parità nei confronti di coloro che hanno il mutuo ancora in corso, estende ad essi tale disciplina più favorevole. Per cui abbiamo provveduto a formulare l'emendamento aggiungendo, dopo le parole "della durata del mutuo", l'espressione: "Tale periodo aggiuntivo di contribuzione è esteso ai mutui attivati successivamente al primo giugno 1991", che è l'anno di riferimento dei mutui ancora in corso.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 15 e 68 sono uguali, varia solo la posta finanziaria, quindi i presentatori, che sono gli stessi, devono dire quale dei due intendono mantenere.

GRANARA (F.I.-Sardegna). Intendo illustrare il primo emendamento, Presidente, il numero 68.

PRESIDENTE. Il 15 è ritirato?

GRANARA (F.I.-Sardegna). Mi scusi,, Presidente, io illustro l'emendamento numero 15.

PRESIDENTE. Sì, ma io le ho detto, onorevole Granara, mi scusi, che gli emendamenti numero 15 e 68 hanno lo stesso contenuto, quindi uno dei due dovrebbe essere ritirato.

GRANARA (F.I. - Sardegna). No, Presidente, hanno contenuti diversi; uno riguarda delle opere portuali nel loro insieme e l'altro...

PRESIDENTE. Allora li illustri tutti e due, sia gentile. Ha facoltà di parlare il consigliere Granara per illustrare gli emendamenti.

GRANARA (F.I.-Sardegna). A me dispiace dover illustrare un emendamento che prevede finanziamenti a favore del territorio dal quale provengo, perché di questo si tratta, in una finanziaria che deve avere un respiro diverso, però a volte ci sono delle esigenze che sono vitali.

La scorsa legislatura in quest'Aula veniva approvato, da tutte le forze politiche, un emendamento che dava il via alla ristrutturazione e all'adeguamento del porto di Carloforte, un porto che era stato iniziato nel 1914, che accoglieva fino agli anni '50 vaporetti da 150 tonnellate e che negli ultimi periodi sta accogliendo navi da mille tonnellate, e da sei viaggi al giorno siamo arrivati a 60 - 70 viaggi al giorno, con un traffico annuo di oltre quindicimila approdi.

Basta pensare che, prima che si effettuassero questi lavori, che sono stati deliberati nell'altra legislatura da tutte le forze politiche, la banchina era alta 60 centimetri dal pelo dell'acqua, e i venti provenienti dai quadranti di sud, sud-ovest, falciavano il lungomare. Oggi la banchina è regolare. Sulle banchine già approdano i primi panfili, per cui con pochissimo lavoro saremo in grado di ospitare 400 imbarcazioni. Un lavoro eseguito secondo modalità particolarmente parsimoniose, senza spreco alcuno, e che oggi deve essere completato. Si tratta di dotare di nuovi attracchi i traghetti; lo spazio è già stato individuato, i lavori sono già stati avviati in una zona leggermente più defilata, che consentirà sicuramente uno smaltimento del traffico delle autovetture in entrata e in uscita molto più adeguato.

Nello stesso emendamento è previsto, signor Presidente, il finanziamento di interventi di dragaggio, che oramai sono necessari perché periodicamente nei canali si alza il fondale, quindi il pescaggio viene notevolmente ridotto; questi interventi devono riguardare la canaletta di approdo, la canaletta di traffico, il porto di Calasetta, dove oramai esiste da troppo tempo una secca che necessariamente va tolta per evitare incagli, come ultimamente si è verificato, che sono stati segnalati in termini molto pericolosi anche dalle autorità portuali. E` un intervento strutturale già avviato grazie a questo Consiglio, facciamo pertanto appello alla sensibilità dell'Aula perché si possa dare seguito adesso.

PRESIDENTE. Insisto nel dire che gli emendamenti sono uguali, l'unica cosa che cambia è l'importo. Diciamo che il numero 68 è compreso nel 15.

Il numero 458 è un emendamento all'emendamento appena illustrato, e ne riformula la copertura finanziaria, pertanto non credo che debba essere illustrato.

Ha facoltà di parlare il consigliere Frau per illustrare l'emendamento numero 34.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente, è inutile ricordare tutta la storia della stazione marittima di Porto Torres, che ancora deve essere costruita, e della sua importanza, perché non è pensabile che un porto così trafficato come quello di Porto Torres, non debba avere una stazione marittima adeguata ai tempi.

Ricordo che, durante la discussione dell'assestamento di bilancio dello scorso anno, fu stanziato un miliardo per la costruzione di questa stazione marittima. Questa somma sicuramente non era sufficiente, fu detto subito, e l'assessore Pittalis prese l'impegno in quel momento di trovare ulteriori finanziamenti nella finanziaria del 2001. Pertanto l'emendamento da me presentato con altri colleghi serve proprio per trovare altre somme, che io ho quantificato in lire un miliardo e cinquecento milioni per il 2001 e in cinquecento milioni per il 2002.

A proposito della copertura finanziaria, vorrei far presente che probabilmente non va bene l'unità previsionale di base indicata in diminuzione, la S03.007, e pertanto, (pregherei gli uffici di prender nota di questa nuova copertura finanziaria), mentre resta ferma l'indicazione dell'UPB S03.041 capitolo 08183 per quanto riguarda l'aumento, in diminuzione va indicata la UPB S03.002 capitolo 03009 per un importo pari a un miliardo e cinquecento milioni per il 2001, e cinquecento milioni per il 2002.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masia per illustrare l'emendamento numero 239.

MASIA (F.S.D.). L'emendamento tratta dello stesso argomento di quello appena illustrato, e credo che tratti dello stesso argomento anche quello successivo al mio; dico questo per evidenziare l'importanza dell'emendamento che si propone, che mi pare sia ampiamente condiviso come si può evincere dal numero dei colleghi di differenti parti politiche che lo sottoscrivono. Questo emendamento si differenzia dagli altri per l'importo dello stanziamento che proponiamo. Anzi, a questo proposito voglio specificare che la copertura finanziaria è assicurata tramite diminuzione in percentuale uguale di tutte le voci indicate nella tabella A sino a concorrere all'importo indicato.

Debbo dire anche che è già stato evidenziato come già da anni questo problema esista. Credo che sarebbe stato opportuno, per quei colleghi che non hanno avuto occasione di vederla, ma credo che siano pochi, portare alcune fotografie di quella che è la baraccopoli che in questo momento è presente nel porto di Porto Torres; credo che sia, come mi è capitato di affermare altre volte, una vergogna per tutta la Sardegna, e ritengo che vada pure evidenziato come questo emendamento non debba essere considerato, come altri emendamenti, a tutela di una parte di territorio ma sia evidente che questa esigenza, segnalata in tanti emendamenti coinvolge tutta la Regione.

Circa un milione di passeggeri ogni anno utilizzano il porto di Porto Torres; sappiamo come da qui a qualche giorno riprenderanno a funzionare le navi superveloci e come i passeggeri vengono trattati sia al momento della partenza come al momento dell'arrivo. A tutte le ore sono assoggettati all'abbandono, alla disorganizzazione, non vi è possibilità alcuna di ricovero, nei momenti in cui naturalmente è necessario, né sono presenti i servizi che solitamente sono necessari. Manca totalmente, come è stato detto, e l'importo indicato nell'emendamento credo che sia quello più giusto per portare a compimento un'opera che riteniamo estremamente importante per quel territorio e per tutto il nord della Sardegna, manca, come dicevo, la certezza di avere finanziamenti sufficienti per poter finire le opere necessarie, comprese quelle di contorno, le infrastrutture necessarie, la viabilità, i parcheggi, gli impianti, l'illuminazione. Tutte queste opere vanno ad insediarsi in una zona particolarmente delicata, qual è appunto quella del porto che è stata identificata per l'insediamento, nella quale è necessario porre la massima attenzione alla tutela del patrimonio storico.

Credo che non sia possibile continuare a marginalizzare questa parte di territorio, continuando, come sino ad ora si è fatto, con un atteggiamento evidente di totale disattenzione nei confronti di questa struttura; non so se con questo emendamento si riuscirà a modificare questo atteggiamento, dato il numero dei firmatari forse qualche finanziamento si riuscirà ad ottenerlo.

Ribadisco che è un problema di tutti, ribadisco anche che le risorse necessarie sono dell'entità che il sottoscritto ha voluto evidenziare, ribadisco che solamente la immediata disponibilità dell'intera somma avrebbe dato certezza anche dell'inizio dei lavori. E' stato affermato che alcune risorse sono già disponibili, voi sapete che quando si progettano i lavori pubblici occorre che questi siano realizzabili per lotti funzionali, le somme che sono oggi disponibili non consentono neanche di realizzare la struttura, mi auguro che le risorse del tutto insufficienti che sono state messe a disposizione allora, vengano adeguate approvando l'emendamento che abbiamo proposto. Tengo ad evidenziare questo aspetto per il semplice fatto che la costruzione di un'opera di questo genere non può essere ulteriormente ritardata.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa per illustrare l'emendamento 74.

SCARPA (Gruppo Misto). Anche questo emendamento è riferito alle opere di completamento della stazione marittima di Porto Torres. Mi risulta che un milione e quattrocentomila passeggeri transitino annualmente nel porto di Porto Torres, non un milione. Non c'è neanche un servizio igienico; chiunque di voi debba prendere il traghetto e va a Portorres e abbia bisogno di espletare un bisogno fisiologico, non potrà farlo, e lo stesso vale anche per tutti i turisti che vengono in Sardegna.

Lo stanziamento delle risorse necessarie per ultimare quest'opera è essenziale, indispensabile e indifferibile, non se ne può fare assolutamente a meno; si tratta delle stesse somme indicate nell'emendamento a firma Frau ed altri. Non si tratta sicuramente di un'opera a rilevanza solo locale né di un emendamento di interesse locale perché l'esistenza di una stazione marittima efficiente è interesse di tutti, sicuramente anche dei cittadini di Porto Torres, ma ancora di più, di tutta la Sardegna.

Anche per il mio emendamento faccio riferimento alla copertura finanziaria indicata dal collega Frau, e chiedo all'Aula di approvarlo perché non tratta di una esigenza della maggioranza o di Porto Torres ma di tutta la Sardegna.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento 426.

VASSALLO (R.C.). Mi sembra che sia anche superfluo ritornare su un argomento che i colleghi hanno trattato ampiamente e in maniera esaustiva.

Tengo soltanto a precisare una cosa, Assessore: nell'assestamento del bilancio abbiamo stanziato a questo scopo una certa cifra, tutti eravamo coscienti che era insufficiente e c'era l'impegno comune di reperire le ulteriori risorse necessarie con la manovra finanziaria ora in discussione, così ci eravamo intesi.

Il mio emendamento, così come quelli a firma Scarpa e Frau ed altri ha questa finalità, per cui le chiedo soltanto il rispetto degli impegni a suo tempo assunti.

Per quanto riguarda la copertura finanziaria, se si ritiene più opportunamente formulata quella poc'anzi indicata dall'onorevole Frau, ci adeguiamo a quella proposta.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Calledda per illustrare l'emendamento 257.

CALLEDDA (D.S.). Signor Presidente, questo emendamento è stato presentato a seguito della risposta a un'interrogazione presentata dal sottoscritto qualche mese fa; trattasi di un finanziamento per interventi da attuare nel porticciolo di Buggerru, un'opera che è costata sino a questo momento qualcosa come cinquanta miliardi. A causa dell'errata progettazione, del modo con il quale si sono realizzate le opere, ogni anno bisogna intervenire per dragare la sabbia che invade tutta l'area del porto. Noi pensiamo che avendo speso già diverse decine di miliardi per la realizzazione di quest'opera, sia necessario intervenire per portare a soluzione in via definitiva il problema che si presenta ogni anno.

Questo problema secondo me ci deve far riflettere, perché non basta rivendicare la costruzione strutture, ma è anche necessario avere strutture che siano soprattutto efficienti e utili a tutta la collettività. Credo che senza questo intervento questo porticciolo continuerà a restare una incompiuta e non potrà mai entrare in funzione.

PRESIDENTE. Consigliere Calledda, deve indicare una voce della tabella dalla quale prendere poi le risorse.

CALLEDDA (D.S.). La copertura può essere assicurata attraverso il metodo che è stato indicato anche in riferimento agli altri emendamenti, che poi sono stati bocciati: la diminuzione in percentuale degli stanziamenti di tutte le voci.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare l'emendamento 310.

SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). A proposito di riequilibrio, vorrei attirare l'attenzione sul fatto che precedenti emendamenti vanno nella direzione di potenziare importanti infrastrutture del territorio regionale, ed Oristano non poteva non essere presente dal momento che la rilevanza sul piano commerciale del suo porto, è legata ad un suo rapido completamento funzionale, che consenta a questa infrastruttura di poter lavorare 24 ore su 24. Oggi la mancanza di particolari infrastrutture, come ad esempio le banchine e l'illuminazione notturna, non consente questo ciclo continuo di lavoro che porterebbe, tra l'altro, un ritorno in termini di redditività della stessa infrastruttura.

A proposito dico solamente questo, che nel corso di una breve interlocuzione, l'Assessore competente ha proposto di rinviare un possibile finanziamento di queste opere ad una data imprecisata, quando verranno programmati i fondi CIPE per le zone depresse. Mi verrebbe da dire che andando avanti in questo modo, le zone depresse continuerebbero a rimanere tali, mentre si presterebbe attenzione solamente alle aree già sviluppate che, tutto sommato hanno un circuito produttivo e funzionale consolidato, lasciando indietro quelle aree che invece hanno bisogno di un riequilibrio che non solo richiede attenzione politica ma anche il completamento infrastrutturale.

PRESIDENTE. Consigliere Sanna, anche di questo emendamento bisogna indicare la copertura. Propone anche lei la diminuzione percentuale degli stanziamenti di tutte le voci della tabella B?

SANNA Gian Valerio (Popolari-P.S.). Si, come per il precedente.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Masia per illustrare l'emendamento 247.

MASIA (F.S.D.). Anche questo emendamento tratta di interventi resi necessari a causa dei ritardi che sono presenti in alcune zone della Sardegna. La zona per la quale si richiede il finanziamento, come in altri interventi è stato affermato, è in forte ritardo e per di più completamente trascurata da parte di chi programma. Naturalmente sto parlando della zona nord occidentale della Sardegna, in riferimento alle infrastrutture necessarie per la sua valorizzazione da un punto di vista turistico ricettivo. Il finanziamento richiesto tiene conto della particolare limitatezza delle risorse disponibili, e quindi in qualche modo è da ritenersi estremamente modesto rispetto all'importo che sarebbe necessario per poter recuperare questi forti ritardi.

Sto parlando di una zona perimetrale che partendo da Bosa arriva a Santa Teresa, nella quale soltanto in un paio di comuni, e mi riferisco ad Alghero e Stintino, le coste sono realmente valorizzate; tutto il resto invece è estremamente in abbandono, lasciato all'incuria o alla capacità di intervenire dei comuni, che dovendo affrontare ben altri problemi, lasciano questi sempre per ultimi, li rinviano sempre, e sono nella impossibilità di intervenire.

Si tratta di tener presente che in questa zona esistono un aeroporto e un porto, e credo che a nessuno sfugga che rappresentando questa zona la porta principale della Sardegna per i turisti, in questa situazione la maggior parte di coloro che arrivano per visitarla, non si trattengono perché non hanno la possibilità di poter fruire delle sue bellezze naturali. Non esiste viabilità che consenta ad alcuni comuni dell'interno di potersi in qualche modo collegare con la costa, e quindi di mettere a disposizione il loro patrimonio di cultura, di tradizione, e perché no, anche immobiliare, in un'ipotesi, di cui da tempo si parla e che pochi riescono a realizzare, di albergo diffuso, che limiterebbe sicuramente il continuo aumento delle volumetrie nella zona costiera. In questa zona non esistono discese a mare, per cui spesso quelli che si vogliono avventurare in queste coste sono obbligati a parcheggiare lungo le strade, con grandi pericoli per chi naturalmente si ferma e anche con l'impossibilità di trattenersi, perché, essendo di intralcio, viene pure cacciato.

In questo modo si perdono occasioni di sviluppo. Con un finanziamento limitato, di otto miliardi, si potrebbe determinare un rientro, da un punto di vista economico, moltiplicato probabilmente anche per mille. Credo che questo limitato intervento che il sottoscritto con alcuni colleghi del centro sinistra sta chiedendo, forse potrebbe aver maggior fortuna se non ci fosse la sensazione, naturalmente spiacevole, che tutti quanti noi stiamo avvertendo nella discussione di questa finanziaria, di una chiusura netta anche di fronte a richieste importanti, naturalmente non solo questa, ma anche altre che sono state avanzate e che sicuramente, se non in questo momento, dovrebbero avere maggior fortuna nell'immediato futuro, non perché appoggiate da una parte ma perché riguardano territori in crisi perché è lontani, in crisi perché ci si dimentica che ci sono risorse che valorizzate potrebbero far bene anche al resto della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi per illustrare l'emendamento numero 384.

COGODI (R.C.). L'emendamento numero 384 differisce dal 247 solo per il fatto che prevede che un intervento regionale a garanzia dell'accesso al mare dei cittadini debba essere svolto non solo in un tratto di costa ma, semmai, in tutto il perimetro della Sardegna. Tuttavia noi intendiamo illustrare questo emendamento assumendo il mare ed assumendo il diritto dei cittadini come una metafora; oltre al valore in sé dell'emendamento il mare per una regione come la nostra, che è un'isola, è per antonomasia il bene di tutti. Ed è davvero sconcertante dover constatare che invece a molti cittadini è inibito l'accesso. In realtà i miliardi che si richiedono da una parte e dall'altra non sono destinati ad assicurare alla gente l'accesso al mare. Spesso si tratta di costi che sono determinati dagli impedimenti che altri hanno posto a che i cittadini possano accedere al mare: recinzioni, muraglioni, per chilometri e chilometri e chilometri lungo l'asse costiero della Sardegna non vi è un varco aperto al pubblico, solo cancelli, cancellate, condomini, case private che impediscono ai cittadini di accedere al mare.

Così come il mare è il bene naturale di tutti, dovrebbe essere il bene naturale di tutti anche il bilancio della Regione. E questo diritto negato a molti sardi di accedere al loro mare, è equivalente al diritto negato a molti sardi di accedere ai benefici del loro bilancio, del loro patrimonio di risorse finanziarie. Noi torniamo al tema che ci è più caro. Oggi siamo stati offesi, e questa giornata di lavoro consiliare noi riteniamo non dovrà terminare prima che noi reagiamo all'insulto che ci è stato rivolto; quando dico "noi" intendo un Gruppo politico, il Gruppo di Rifondazione Comunista. Il Presidente della Regione, chiunque sia, ha rivolto un'invettiva: "La vostra proposta non passerà". Non era in discussione nessuna nostra proposta. Noi vogliamo che pubblicamente si chiarisca che la nostra proposta, immaginiamo, pensiamo, riteniamo, ma deve chiarirlo il Presidente, che la nostra proposta sia quella relativa al lavoro. Non passerà? Può darsi. Noi diciamo che passerà. Prima o poi passerà. Non passa con questa finanziaria, non passa con questo bilancio? Non passa con questa maggioranza? Non passa con questa insensibilità? Passerà! Perché quando di fronte a una manovra finanziaria di migliaia di miliardi ci siamo misurati con questa questione, ed abbiamo chiesto cento miliardi, cento miserabili miliardi di quella montagna di danari che questa Giunta sbandiera di fronte a tutti, per cinquemila lavoratori, almeno per cinquemila disoccupati degli attuali duecentomila. Abbiamo chiesto cento miliardi per una proposta di lavoro ambientale, di lavoro produttivo, di lavoro vero per una parte minima dei disoccupati, ed avete risposto con l'insulto, dopo che per giorni ci avete detto "stiamo considerando, stiamo studiando, stiamo scrivendo, stiamo adottando le misure tecniche, stiamo cercando la copertura finanziaria"! Oggi invece abbiamo ricevuto l'insulto. "La vostra proposta non passerà", dice il Presidente della Regione. Ma non lo sta dicendo a noi, lo sta dicendo a quei disoccupati, lo sta dicendo a quelli che non hanno nulla. Ed allora discutiamone. Siamo a metà marzo e il bilancio della Regione è in discussione, siamo ancora all'articolo 1 della finanziaria. Ed andiamo avanti, discutiamo ancora. Noi stiamo qui. Giampiero Pinna mi pare che sia rimasto più di 200 giorni (quanto era Giampiero?) in una galleria di una miniera abbandonata per chiedere il Parco ggeominerario, per occupare i lavoratori socialmente utili, gente che ha diritti, che aspetta e che è capace di fare cose buone e ai quali non date risposte.

Voi avete detto: "La risposta c'è", dite quale è la risposta! Gli operai della ditta Mazzoni sono accampati fuori dal palazzo del Consiglio da più di due mesi dormendo in una tenda anche quando piove, anche quando fa freddo! Voi avete detto: "La risposta c'è". Dite dov'è! Ditelo adesso, stanotte, o quando volete, noi stiamo qui! Caro Giampiero, la nostra miniera è questa, perché questo è il nostro posto di lavoro! Il nostro pozzo Sella è questo, perché questo è il nostro posto di lavoro. Torni il Presidente della Regione e dica a quale nostra proposta si riferiva, perché le nostre proposte sono tutte degne! Noi non abbiamo mai chiesto nulla per noi personalmente, né appannaggi e neppure orientamenti della spesa pubblica della Regione. Venga il Presidente della Regione e dica qual è la proposta che non passerà. Se si riferisce alla proposta del lavoro, la nostra proposta, invece passerà, e noi, comunque, per intanto passiamo di qui e stiamo qui. Vi aspettiamo, proponiamo di lavorare tutta la notte, se volete rimanere anche voi, di andare avanti, di discutere via via, di confrontarci e di darci quelle risposte che fino a ieri avete detto che avevate, perché avete detto "sì" a una domanda legittima, e oggi invece, quando sono tornati a volare i falchi nella vostra maggioranza, avete fatto circolare la voce che era "no" e al no si è aggiunto anche l'insulto che ci è stato rivolto in quest'aula.

Noi non accettiamo insulti; possiamo essere pazienti, e siamo pazienti, e pazientemente aspettiamo, ci confrontiamo e ci misuriamo ed esponiamo ragioni che non sono nostre personali. Noi rappresentiamo ragioni che vorremmo che tutti voi rappresentaste. Volete rappresentarle tutti insieme? Volete avanzare voi le proposte? Noi siamo disposti a votarle, purché siano però proposte che vanno nella direzione che vi abbiamo indicato. Questo è quel che allo stato delle cose vi possiamo dire; noi siamo qui per continuare a lavorare ininterrottamente e in ogni caso il Gruppo di Rifondazione Comunista rimarrà in quest'aula fino a quando non verranno date quelle risposte appaganti e anche quei chiarimenti che in modo anche equivoco, forse poco comprensibile per taluno, rispetto all'invettiva che è stata pronunciata, sono indispensabili e necessari. Aspettiamo dalla Giunta e dal suo Presidente, aspettiamo dal Consiglio un cenno di risposta alle proposte che abbiamo avanzato: cento miliardi per rispondere alle esigenze di almeno 5000 giovani, donne, disoccupati di questa regione, per un progetto di risanamento ambientale e di tutela dei beni culturali, da attuare subito in questa nostra Isola.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 71 ha facoltà di illustrarlo.

SANNA SALVATORE (D.S.). Presidente, questo emendamento è stato presentato assieme ai colleghi della prima Commissione, anche a seguito della nota inviata dall'Associazione dei comuni della Sardegna relativa all'utilizzo sempre più massiccio che da qualche anno si sta facendo con le leggi regionali, dei cosiddetti conti correnti per trasferire risorse al sistema dei comuni.

In effetti, la nota fa presente, appunto, il disagio provocato da questo massiccio riutilizzo di queste procedure, l'apertura dei conti correnti, regolate dalla legge regionale numero 1 del '75, sicuramente una legge datata, quando peraltro la Giunta regionale più volte ha enfatizzato la chiusura di circa ventimila conti correnti bancari non utilizzati. Ora invece si è deciso di riprendere con questa pratica, ricorrendo a procedure che provocano distorsioni che in qualche modo si era ritenuto di dover eliminare. Inoltre vi è un'anomalia istituzionale che personalmente giudico abbastanza grave, in quanto per poter procedere in questo modo la Regione individua, motu proprio, dei funzionari delegati dalla Regione, che però non sono dipendenti della Regione, ma sono dipendenti di altre amministrazioni, in questo caso i comuni o le province, i quali con l'istituzione regionale non hanno nessun rapporto di dipendenza funzionale. Peraltro il ricorso a queste procedure è fonte di complicazioni contabili, di aggravio di lavoro per i comuni e per gli enti locali, che sono costretti a rendicontazioni amministrative e giudiziali di numerosissime gestioni. Ma l'aggravio di lavoro è anche per la stessa amministrazione regionale che naturalmente deve controllare queste procedure sia sotto il profilo della regolarità amministrativa e contabile, sia anche a causa dell'assoggettamento, in sede giurisdizionale, al controllo della Corte dei Conti. Quindi è naturale che si chieda l'abbandono di queste procedure e che si riprenda la procedura ordinaria che è quella dell'accredito dei fondi presso le tesorerie degli enti locali, anche se suggeriamo che questo trasferimento di risorse alle tesorerie degli enti locali avvenga con una certa gradualità, in maniera tale da non costituire dei fondi che in qualche modo possano rimanere inutilizzati.

Queste sono le motivazioni che ci hanno indotto a presentare questo emendamento, che si illustra da sé, perché è molto chiaro, però, prima di concludere, vorrei sottolineare il fatto che sicuramente la Regione non può gravare con procedure inique, in qualche modo, il sistema degli enti locali, magari perché gli uffici della Regione in questo modo ritengono di avere a disposizione uno strumento più agevole. Non mi sembra e non ci sembra una giustificazione valida, riteniamo che il sistema delle autonomie abbia sviluppato in questi anni una grossa capacità di gestione e anche una responsabilità di gestione, ed è per questo motivo che insistiamo nel chiedere l'abolizione di questa procedura.

D'altra parte, si badi, il ricorso a queste procedure sembra tanto più anacronistico in un momento nel quale anche i colleghi del centrodestra, con molto ritardo, io aggiungo, stanno riscoprendo la necessità di imprimere un'accelerazione al processo di decentramento; io ho ricevuto diversi inviti da parte dell'assessore Masala a partecipare a riunioni dove appunto si discute di decentramento, magari avrei preferito che questa consultazione allargata fosse avvenuta dopo un contestuale confronto anche col Consiglio regionale, come sempre si è fatto, ma tant'è. Si è cambiato metodo, io spero che questo metodo approdi a qualche soluzione, per adesso ci sono soltanto dei puntini sospensivi; a un anno e mezzo dal varo di questa Giunta, il cavallo di battaglia delle riforme mi pare che sia sicuramente blindato nella stalla e che da lì non si muova per niente. In questo contesto, utilizzare ancora ostinatamente e pervicacemente procedure che sicuramente creano i problemi ai quali ho accennato, al sistema delle autonomie a noi pare una cosa iniqua, ed è per questo motivo che con questo emendamento chiediamo, appunto, di ristabilire l'ordinaria e tranquilla amministrazione derivante dall'uso di procedure corrette per il trasferimento di risorse.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cossa per illustrare l'emendamento numero 89.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Presidente, sarò molto breve. Con questo emendamento si intende abrogare l'obsoleto regime di controlli di legittimità e di merito che la legge regionale numero 62 del 1978, e successive modificazioni ed integrazioni, affidavano ai comitati di controllo sugli atti degli enti provinciali del turismo e delle aziende autonome di soggiorno e turismo dell'Isola. L'abrogazione dei preesistenti controlli, sopravvissuti nonostante il trasferimento alla Regione sarda di tutte le funzioni amministrative concernenti gli enti e le aziende, si rende necessaria per riportare ad unità l'attività di indirizzo, controllo, vigilanza e tutela su tutti gli enti strumentali e/o dipendenti dalla Regione Sardegna, in conformità all'orientamento generale che in siffatta materia il legislatore regionale ha introdotto con la legge 15 maggio 1995, numero 14. Gli enti provinciali del turismo e le aziende di soggiorno e turismo, pur all'origine enti di derivazione statale, sono ormai da tempo enti strumentali della Regione. Da qui la necessità di sottoporre ad uniforme disciplina l'attività di controllo applicando la medesima legge regionale numero 14 del 1995 a tutti gli enti della Regione. La sopravvivenza di differenti controlli affidati per un verso ai comitati e per l'altro alla stessa Regione sarda che, stante la natura strumentale degli enti in argomento, è pur sempre titolare in maniera concorrente dei poteri di vigilanza, produce una irragionevole e incongrua duplicazione dell'attività di controllo.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 93 presentato dal collega Amadu, che non vedo in Aula, si dà per illustrato.

Gli emendamenti numero 222 e 223 sono spostati all'articolo 3; l'emendamento numero 185 è stato spostato all'articolo 2.

Per esprimere il parere ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore di maggioranza.

LA SPISA (F.I.- Sardegna), relatore di maggioranza. Sull'emendamento numero 302, il parere della Commissione è stato negativo in considerazione del fatto che la dotazione nella proposta di legge finanziaria presentata dalla Giunta è stata ritenuta già consistente. Lo stesso ragionamento vale per il numero 303. Sul numero 394, pur comprendendo che la disposizione proposta può portare sicuramente ad agevolazioni, l'osservazione che si può fare è che l'evidente aggravio di spesa che comporterebbe l'estensione di questo beneficio rischi di far saltare la dotazione complessiva dello stanziamento e non possa in qualche modo ridurre l'efficacia della stessa legge in riferimento alla quantità dei nuovi mutui da agevolare. E` un'osservazione credo opportuna.

Per quanto riguarda gli emendamenti numero 15 e 68, la Commissione si rimette all'Aula valutando positivamente sia questi due emendamenti, sia l'altra serie che riguarda la stazione marittima di Porto Torres, gli emendamenti numero 34, 239, 74 e 426, per tutti i quali la Commissione si rimette all'Aula in considerazione del fatto che gli interventi previsti sono da considerare non eminentemente localistici, ma, come è stato a più riprese sottolineato, riguardanti, in riferimento alla stazione marittima di Porto Torres, un'opera che è di interesse regionale non di un territorio particolare. Per quanto riguarda le questioni legate alle difficoltà del porto di Carloforte, l'atteggiamento favorevole all'intervenire su questo problema deriva dal fatto che si tratta evidentemente di un'isola nell'isola, per la quale interventi di questo genere sono tesi proprio a garantire, da parte regionale, la continuità territoriale.

Diverso discorso invece è stato fatto per quanto riguarda il numero 257 e il numero 310 che prevedono interventi per altri porti per i quali il parere della Commissione, della maggioranza ovviamente che l'ha espresso, è negativo perché occorre maggiore ponderazione sull'opportunità di interventi su situazioni particolari quali quelle indicate, che non sono di particolare gravità come quelle di Porto Torres e Carloforte,.

Sugli emendamenti numero 247 e 384, riguardanti lo stesso argomento, il parere è negativo; sul numero 71 la Commissione si rimette all'Aula; sull'emendamento numero 89 si rimette all'Aula; sul numero 93 è stato espresso parere negativo.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il parere della Giunta è sostanzialmente conforme a quello del relatore, non senza precisare che, con riferimento agli emendamenti numero 302 e 303 le risorse destinate agli edifici di culto ed agli interventi cimiteriali sono davvero sufficienti per coprire la gamma di interventi, se si considera che, rispetto al passato, la previsione è stata portata da due miliardi a quaranta miliardi complessivamente, a valere sui capitoli dei lavori pubblici e della pubblica istruzione, così come hanno ricevuto un incremento i fondi per le opere cimiteriali. Mi permetto inoltre di osservare che le risorse vengono attinte dalla voce 15 della tabella A che prevede un intervento qualificante, quale quello del diritto allo studio. Per quanto riguarda l'emendamento numero 394, noi abbiamo già previsto la possibilità di estendere, portandolo da nove sostanzialmente a dieci anni, il periodo di riferimento per quanto riguarda l'abbattimento degli interessi di ammortamento, l'emendamento numero 394 fa riferimento ai mutui attivati successivamente al giugno 1991, determinando un onere aggiuntivo che nell'emendamento purtroppo non è quantificato neanche con l'indicazione generica della tabella, della voce e quindi della unità previsionale di base. In ogni caso, l'emendamento comporterebbe, così come è formulato, una riduzione della quantità di mutui concedibili. Invito l'onorevole Granara a ritirare l'emendamento numero 15, così come invito tutti i presentatori degli emendamenti relativi ad interventi infrastrutturali sulle opere portuali a ritirarli, perché riteniamo sufficienti le risorse già previste, che sono pari a ventisei miliardi per interventi che riguardano proprio le opere portuali e un miliardo per la manutenzione. Si tratta quindi di valutare eventualmente, e lo farà l'Assessore dei lavori pubblici, la compatibilità al quadro finanziario di riferimento delle opere che oggi vengono portate all'attenzione dell'Aula, non senza però sottolineare che alcuni interventi, come per esempio quelli di ultimazione di alcuni porti, come quello di Carloforte, possono essere finanziati con le risorse CIPE per le aree depresse. Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 68, così come è riformulato nella parte relativa alla copertura finanziaria, trattandosi di un provvedimento che riguarda il dragaggio nel canale di San Pietro e nei porti di Calasetta e di Carloforte rispetto al quale era stato già assunto, anche nel corso della discussione della precedente manovra finanziaria, un impegno, sono dell'avviso che,tale impegno si debba onorare, come mi pare ovvio fare ogni qualvolta la Giunta assume un impegno di questa natura. L'avremmo fatto anche con riferimento alle altre strutture, ma tenendo conto appunto dell'entità delle risorse già previste; ripeto, c'è l'UPB 0841 con una dotazione di 26 miliardi, dove eventualmente possono trovare accoglimento le richieste avanzate, se non completamente, nell'ambito del programma che formulerà l'Assessore dei lavori pubblici.

Per quanto riguarda invece gli emendamenti numero 34, 239 e 74, penso che possano essere unificati, invitando i proponenti a limitare lo stanziamento alla sola annualità del 2001, come fa l'emendamento numero 239, a firma Masia e più, però, ritenendo corretta l'indicazione della copertura che ha fornito l'onorevole Frau e ritenendo quindi a questo fine che gli emendamenti indicati, compreso quello dell'onorevole Scarpa, possano essere unificati con l'indicazione di un miliardo e mezzo per l'anno 2001, facendo riferimento alla copertura indicata dall'onorevole Frau. Chiedo scusa, mi era sfuggito perché in un foglio volante, l'emendamento numero 426 che ha come firmatari Cogodi, Vassallo e Ortu, che va nella stessa direzione, per il quale vale lo stesso discorso.

Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 71, io inviterei il collega Sanna Salvatore e gli altri presentatori al ritiro perché le cose dette sono certamente condivisibili, ma si riferiscono ad interventi oramai esauriti; per esempio, l'intervento richiamato dell'articolo 20, comma 1, della legge finanziaria del 2000 sostanzialmente, si riferisce al gassificatore del Sulcis Iglesiente, in riferimento al quale, mi dice l'Assessore dell'industria, il sito è stato già acquistato e quindi le risorse già utilizzate. L'articolo 23, il comma 10, si riferisce agli interventi di cui all'articolo 19 della legge numero 37 del 1998 che è anche in questo caso un meccanismo già messo in moto ed infine, l'articolo 34, comma 6, si riferisce all'informatizzazione diffusa ed anche in questo caso vale lo stesso discorso perché si tratta di programmi già operativi, in itinere. Accogliamo pertanto l'emendamento come raccomandazione, come suggerimento, ma raccomandazione mi pare il termine più appropriato, per il futuro con riferimento ad interventi che riguardino il sistema degli enti locali. L'emendamento numero 93 non si accoglie; sull'emendamento numero 89 lascio all'Assessore della riforma la valutazione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Io mi permetto di invitare i proponenti dell'emendamento numero 89 al ritiro perché non mi pare adeguata la legge finanziaria come sede di disciplina della materia, possiamo magari accoglierlo come raccomandazione per un riesame della questione e quindi, eventualmente, proporre anche un disegno di legge che disciplini i controlli anche con riferimento agli enti turistici, però so anche che fu presentato un disegno di legge collegato nella finanziaria dell'anno scorso che è ancora agli atti del Consiglio e quindi al limite si può o sollecitarne l'esame oppure attendere una nuova iniziativa in questo senso. Comunque la Giunta può impegnarsi ad approfondire il tema ma l'invito al ritiro mi pare assolutamente d'obbligo perché non è questa la sede per affrontare un tema in modo non sufficientemente approfondito e istruito.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Era mia intenzione prima che chiudesse la seduta, chiedere se non fosse il caso di predisporre, è meglio che lo sappiamo stasera piuttosto che domani, una eventuale seduta notturna per domani, piuttosto che finire sabato, come pare ci sia intenzione di fare. E' meglio che lo sappiamo da stasera, così ognuno di noi si organizza come meglio crede.

PRESIDENTE. Sulla proposta dell'onorevole Contu, ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.

SANNA SALVATORE (D.S.). Presidente, a me era sembrato di capire da alcune cose che riferiva in particolare il mio Capogruppo, che in caso di seduta notturna l'Aula dovesse essere informata dalla mattina. Adesso, badate, io chiedo soltanto una cosa, personalmente non ho mai avuto problemi a lavorare e credo di averlo sempre dimostrato, e quindi io non ho niente da dire, però abbiamo lavorato ininterrottamente dalle tre e mezza di questo pomeriggio fino ad adesso, e mi pare, con un alto livello di discussione e direi anche proficuamente. Non si può pretendere che i consiglieri tutti stiano attenti e all'altezza della situazione per un numero di ore così ampio. Ed allora, niente da dire sulla necessità, sul dovere di lavorare, però chiedo al Presidente del Consiglio e alla Conferenza dei Capigruppo di organizzare i lavori in maniera tale (naturalmente c'è anche il problema del personale, questo lo diamo per scontato perché il personale credo abbia esattamente le stesse esigenze che abbiamo noi, né più né meno), che ciascuno di noi possa prevedere anche i tempi di riposo.

PRESIDENTE. Io propongo di rinviare la discussione a domani mattina. Il primo iscritto a parlare domani è l'onorevole Cogodi. La discussione proseguirà domani mattina, propongo di chiudere ora i lavori del Consiglio.

COGODI (R.C.). Noi possiamo parlare anche stasera; l'abbiamo già detto.

PRESIDENTE. Sì, però onorevole Cogodi, noi avevamo anche detto che avremo lavorato fino alle 22. pertanto i lavori del Consiglio finiscono adesso; convoco immediatamente la Conferenza dei Capigruppo, però intanto i colleghi possono andare a casa.

I lavori riprenderanno domani mattina alle ore 9 e 30.

La seduta è tolta alle ore 22 e 01.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Vassallo - Cogodi - Ortu sulle disposizioni in materia di impatto ambientale. (239)

Agli atti dei competenti uffici dell'Assessorato non risulta alcuna richiesta di procedura di valutazione di impatto ambientale inerente le tipologie progettuali di cui all'art. 18 della legge regionale 20.4.2000, n. 4.

Si precisa che ai sensi del precitato art. 18, le procedure di valutazione di impatto ambientale (V.I.A.) devono essere esperite con le modalità previste dalle normative comunitarie, nazionali e regionali in materia, dalle quali si evince che l'attuazione del procedimento di V.I.A. consegue ad apposita istanza da parte del committente e/o Autorità proponente.

Si evidenzia, altresì, nel contempo, che esulano dalle competenze dell'Autorità preposta alla definizione delle procedure in argomento, le funzioni di vigilanza, prevenzione e repressione di violazioni compiute a danno dell'ambiente.

Risposta scritta dell'Assessore dei Lavori Pubblici all'interrogazione Cassano sul mancato utilizzo dello Stabilimento Termale Casteldoria (SS). (294)

In riferimento alla nota prot. n. 54/Gab, del 1.02.2001, pervenuta all'Ufficio scrivente in data 12.02.2001 prot. 2524, si riportano di seguito gli elementi di risposta all'interrogazione di cui all'oggetto.

Negli anni 1986/87 la Regione finanzia un programma straordinario di interventi a favore della Provincia di Sassari per il recupero strutturale del fabbricato delle Terme di Casteldoria per un importo complessivo di 5.000 milioni, detti lavori vengono consegnati in data 14.03.1991 prevedendo l'ultimazione in data 13.09.1992 (durata lavori 552 giorni), a seguito di modifiche progettuali legate ai risultati delle indagini geognostiche (effettuate in data 19.07.1991 dall'Ing. Doneddu) e alla realizzazione delle aree di defaticamento nonché alla redazione di n. 2 perizie di variante con relative proroghe dei lavori. Gli stessi vengono ultimati in data 1.12.1995 con approvazione degli atti di collaudo in data 7.06.1996 giusta deliberazione dell'Amministrazione provinciale n. 478/96.

Con la redazione del collaudo statico redatto dall'Ing. Macone una vasca di circa mq. 90 per un metro di altezza che doveva essere ubicata nel 3° piano viene spostata al 1° piano essendo i solai non idonei a sopportare detto carico.

In data 22.12.1994 con D.C.G.LL.PP. n. 1703, vengono stanziati ulteriori 15.000 milioni per il completamento e valorizzazione sempre del complesso termale di Casteldoria, detto finanziamento viene diviso in cinque lotti così ripartito:

· 3.000 milioni completamento del fabbricato delle Terme - lavori consegnati in data 19.04.1999, ultimazione prevista in data Febbraio 2001;

· 2.550 milioni strada di circonvallazione S.Maria Coghinas - lavori ultimati e collaudati;

· 3.200 milioni costruzione strada di accesso alle Terme - lavori in fase di ultimazione;

· 3.000 milioni costruzione ponte pedonale sul fiume Coghinas - lavori in fase di ultimazione;

· 3.250 milioni costruzione di un centro polivalente nel Comune di Viddalba - progetto esecutivo approvato lavori in fase di appalto.

Nella fase di esecuzione dei lavori del 1° Lotto (3.000 milioni - D.C.G.LL.PP. n. 1703) a seguito dello spostamento delle vasche dal 3° piano al piano terra viene dato incarico all'Ing. Mossone di verificare il carico max ammissibile per il posizionamento di dette vasche da parte dell'impresa Edilcualbu al piano terra. In data 29.08.2000 vengono consegnati detti elaborati (all. A) dai quali emerge la necessità di eseguire un'ulteriore analisi statica approfondita sulle strutture di fondazione dell'edificio, detta relazione recita nelle conclusioni finali: "Pertanto si diffida dall'esecuzione di qualunque operazione sul fabbricato, se non dopo la sua messa in sicurezza, una meticolosa campagna di sondaggi ed un conseguente rinforzo generale. A maggior ragione non è pensabile che lo stabilimento sia aperto al pubblico nelle attuali condizioni statiche."

A seguito di quanto sopra l'Amministrazione provinciale con propria deliberazione n. 298/2000 (all. B) nomina una commissione di esperti per l'analisi statica del fabbricato e proposta di stralcio delle vasche terapeutiche previste nel progetto esecutivo, poiché la loro realizzazione è dipendente dai risultati dell'analisi statica del fabbricato.

Detta commissione, composta da Ing. Silvano Freschi, Ing. Antonio Ponzeveroni, Ing. Costantino Porcu, Dott. Geol. Stefano Conti, in data 4.01.2001 presenta all'Amministrazione provinciale una relazione tecnica preliminare di accertamento delle condizioni di stabilità statica strutturale delle Terme di Casteldoria (all. C), che nelle conclusioni recita:

· "non sussistono pericoli di crollo o di dissesto statico da attribuire a deficienze strutturali, quali carenze di armature o qualità non idonea dei materiali utilizzati;

· non sussistono pericoli di cedimenti sostanziali delle fondazioni imputabili ad errato dimensionamento delle medesime;

· non sussistono motivate ragioni che portino a ritenere che la situazione geologica dei piani di fondazione possa indurre cedimenti che non siano quelli dovuti al normale assestamento di edifici similari".

Detta Commissione dovrebbe concludere i lavori entro il mese di Febbraio 2001.

Pertanto in base ai lavori svolti dalla Commissione si escludono situazioni di precaria stabilità del fabbricato termale.

Per quanto concerne l'utilizzo dello stabilimento termale, ormai in fase di completa ultimazione, si precisa che l'Amministrazione provinciale sta sondando il mercato per quanto concerne l'ipotesi gestionale (idonea impresa), non essendo stata questa particolarità valutata in fase di progettazione, inoltre la stessa Amministrazione ha presentato all'Assessorato all'Industria richiesta tendente ad ottenere il rinnovo della concessione mineraria scaduta nel 1998 per il funzionamento dello stabilimento senza la quale viene a mancare l'elemento essenziale per l'apertura delle terme.

Per opportuna conoscenza si allegano alla presente:

· Relazione di massima per il completamento e la valorizzazione del complesso termale di Casteldoria redatta dall'Amministrazione provinciale di Sassari;

· Protocollo d'intesa tra l'Amministrazione regionale, l'Amministrazione provinciale, l'Amministrazione della Comunità montana n. 2, del 2.12.1994;

· D.C.G.LL.PP. n. 1703 del 22.12.1994;

· Conclusioni generali dell'Ing. Mossone;

· Deliberazione della Giunta provinciale di nomina della commissione di esperti per analisi statica del fabbricato delle Terme;

· Relazione tecnica preliminare di accertamento delle condizioni statiche delle terme;

· Situazione cronologica dei lavori nel fabbricato termale.

(Gli allegati alla presente risposta sono agli atti del Consiglio)

Risposta scritta dell'Assessore dell'industria all'interrogazione PIRISI - BALIA - FALCONI - DEMURU - DETTORI IVANA - MANCA sulla vertenza dei lavoratori delle aziende "Mompiano" e "Corallo" di Suni. (302)

L'Assessore dell'Industria, in merito alla vicenda dei due complessi industriali "Mompiano" e "Corallo" di Suni riferisce che sono state interessate, anche attraverso gli organi amministrativi della Texal, molteplici aziende industriali per verificare la possibilità di rilevare le due attività e trovare quindi una collocazione ai dipendenti attualmente in mobilità. Per quanto riguarda i tentativi effettuati dalla Intex in particolare, fa presente che l'unica alternativa reperita da detta finanziaria aveva riguardato la Società Barzago di Uboldo (VA), interessata a rilevare il complesso della "Corallo", per la quale erano state attivate dalla SFIRS tutte le procedure per la concessione delle agevolazioni regionali previste dalla L.R. 66/76 e 17/93 oltre ad una partecipazione diretta della SFIRS; nel corso del perfezionamento delle varie operazioni tese a far ottenere i finanziamenti già deliberati in favore di detta società, in data 28/06/200 la società Barzago veniva dichiarata fallita dal Tribunale di Busto Arsizio.

Successivamente non si è riusciti a trovare altri imprenditori interessati a rilevare l'attività.

Per quanto riguarda la "Mompiano", grazie all'interessamento di questo Assessorato, 15 ex dipendenti sono stati assunti dalla GTM che ha rilevato le attività della Texal.

Allo stato attuale l'Assessorato ha interessato la SFIRS affinché effettui un'operazione di scouting tendente a ricercare degli operatori del settore tessile interessati alle due iniziative. La ricerca è peraltro molto complessa soprattutto in funzione delle lavorazioni che venivano effettuate nei due stabilimenti che vedono la concorrenza di altre realtà industriali ubicate in territori più avvantaggiati soprattutto per gli alti costi di trasporto esistenti in Sardegna.

Risposta scritta dell'Assessore dei lavori pubblici all'interrogazione Liori sulla notizia della perdita del finanziamento per la realizzazione di un acquedotto nella Costa Verde. (304)

In data 28/10/98 è stato sottoscritto l'accordo di programma, approvato con D.P.G.R. n. 258 del 29/12/98, afferente l'attuazione del Programma Integrato d'Area PIA CA. 01 - Ovest - Nord - Ovest.

Detto accordo prevedeva anche il finanziamento dell'approvvigionamento idrico della Marina di Arbus, codice CA1.1, dell'importo preventivato di lire 15.000 milioni, a totale carico regionale, cap. 08035 - anni 1996/1999.

Con determinazione del Direttore Generale dell'Assessorato dei Lavori Pubblici n. 205 in data 26/03/99 la realizzazione dell'opera è stata delegata all'E.S.A.F., Ente sardo Acquedotti e Fognature, ai sensi della L.R. 22/04/87, n. 24.

Contestualmente è stata disposta l'erogazione, al succitato Ente, a termini dell'art. 4 della L.R. 24/87 e dell'art. 5 dell'accordo di programma, di una prima quota del finanziamento complessivo di lire 3.750 milioni.

Detto accredito è stato perfezionato dalla Ragioneria regionale con l'emissione del mandato n. 86 in data 03/05/99, a gravare sul cap. 08035/.03/Res. Esercizio 1999.

Detta determinazione dispone, inoltre, che il finanziamento è assoggettato alla disciplina di cui all'art. 10 della già citata L.R. 24/87 che testualmente, tra le altre cose, prevede al comma 4 che "i fondi versati dalla Ragioneria in applicazione dell'art. 4 della presente legge devono essere impegnati dall'Ente interessato entro il 31/12 dell'anno successivo a quello del versamento".

Pertanto, essendo stati i fondi (primo acconto) versati nell'anno 1999, i termini di impugnabilità scadevano il 31/12/2000.

Per quanto superfluo, si richiama l'attenzione sul fatto che per impegno di spesa è da intendersi quello formalmente assunto in conseguenza di contratti e di altre autorizzazioni di spesa, nonché quello assunto in dipendenza di obbligazioni giuridicamente perfezionate.

Nel caso in esame, peraltro interessante svariati finanziamenti P.I.A. di tutta la Sardegna ed altre opere delegate, l'E.S.A.F. con nota n. 1122 del 24/01/2001, nel comunicare di aver avviato la richiesta delle prescritte autorizzazioni di legge agli Enti preposti, dichiara implicitamente di non aver ottemperato, non disponendo neanche di un progetto approvato, a quanto disposto dalla più volte citata legge regionale in merito all'impegno.

Ciò porta, automaticamente, alla perdita del finanziamento, salvo che i termini di impugnabilità non vengano prorogati con legge regionale.

Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene e della sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione Frau sulla paventata vaccinazione per combattere la febbre catarrale degli ovini. (305)

1) L'On. Assessore dell'Igiene e Sanità è a conoscenza della Decisione della Commissione di cui si argomenta nella interrogazione in oggetto e per quanto riguarda l'"Autorità" citata nella stessa si ritiene di poter asserire che questa è "l'Autorità centrale di uno Stato membro competente per effettuare i controlli veterinari o qualsiasi autorità veterinaria cui essa abbia delegato tale competenza".

2) Lo scrivente Assessorato ha deciso di intraprendere una campagna di profilassi vaccinale nei confronti della febbre catarrale degli ovini in completa sintonia con il Ministero della Sanità, con l'Istituto Zooprofilattico di Teramo (Istituto di referenza per le malattie esotiche e Centro Epidemiologico Nazionale), con l'Istituto Zooprofilattico della Sardegna e con i servizi veterinari della Aziende U.S.L. della Sardegna. Nella piena coscienza che il presidio immunizzante che verrà utilizzato (l'unico al momento a disposizione) non è scevro da controindicazioni ed effetti collaterali, si è optato per tale strategia sanitaria, dopo approfondita analisi della situazione con i rappresentanti delle su citate Istituzioni, alla luce delle seguenti recenti acquisizioni di ulteriore conoscenza in relazione all'argomento.

a) Il dato più allarmante e significativo è che l'indagine sierologica (che poteva essere intrapresa solo nella fase di minima incidenza della malattia) svolta su un campione statisticamente valido dei soggetti presenti negli allevamenti sedi di focolai ha evidenziato una quasi insignificante immunità residua e pertanto in presenza di una eventuale recrudescenza della malattia, per l'anno 2001 ci si può verosimilmente attendere un'evolversi dell'epidemia con un danno quasi pari a quello registrato nell'anno 2000.

b) La profilassi vaccinale è in atto o comunque è stata disposta per altre regioni italiane ed in altri stati europei e pertanto, ormai, (soprattutto la vaccinazione in atto nella confinante Corsica, zona epidemiologicamente omogenea a quella Sarda), espone comunque il territorio della Regione Sardegna al rischio di essere interessato da nuove varianti virali di origine vaccinale, evenienza che rimane una delle maggiori controindicazioni all'utilizzo del vaccino attuale.

c) Altra recente conoscenza che fa propendere per l'attuazione della profilassi vaccinale è che l'Unione Europea ha disposto una visita ispettiva nelle Isole Baleari tesa a verificare le risultanze della campagna vaccinale. Dal rapporto ufficiale notificato il 6 febbraio u.s. emerge che la somministrazione del vaccino non ha evidenziato rimarchevoli effetti collaterali come riportato in letteratura. In altre parole, i danni daeffetti collaterali conseguenti alla somministrazione del vaccino riscontrati nelle Isole Baleari sono minimi.

d) Possibilità di attuare la campagna vaccinale con una situazione stagionale favorevole e cioè in un periodo in cui l'insetto non dovrebbe essere al massimo della sua attività ed il virus non è al culmine della circolazione fra le specie sensibili e comunque prima che inizi la fase di gravidanza degli animali da sottoporre a vaccinazione.

Proseguendo nella risposta al punto 2) lettera c) della interrogazione di che trattasi, si evidenzia che non verranno interessati dalla vaccinazione gli animali della specie bovina e pertanto la movimentazione degli stessi verso territori extraregionali sarà comunque possibile alle condizioni dettate da particolari protocolli internazionali e già al momento percorribili. Se, invece, per "movimentazione" ci si riferisce a quella all'interno del territorio regionale, la stessa, in seguito alla vaccinazione, sarà ulteriormente concessa e potrà essere attuata senza limitazioni. Al contrario, in caso di non vaccinazione gli spostamenti all'interno del territorio Sardo saranno ancora sottoposti a rigidi vincoli sanitari. Non si trascura il fatto che in caso di vaccinazione gli animali della specie ovina saranno, con forte probabilità, inibiti alla movimentazione verso i territori continentali. Nell'analisi costi benefici di una decisione sanitaria di tale portata, quest'ultima possibilità non appare sicuramente la più rilevante.

Non risponde a verità, infine, che tale campagna di profilassi vaccinale precluda per sempre un tentativo di eradicazione della malattia. A parte il fatto che tale traguardo non solo non è mai stato raggiunto da nessun Paese, ma non è mai stato neanche preso in considerazione, una corretta campagna vaccinale è, come avvenuto in passato per altre patologie, il primo passo verso l'eradicazione.

3) L'On. Assessore dell'Igiene e Sanità è dettagliatamente informato sullo stato dell'arte riguardo la ricerca scientifica nei confronti di vaccini di "nuova generazione" contro la febbre catarrale degli ovini. Pertanto comunica che il vaccino in questione non solo non risulta "brevettato" ma al momento, anche a detta della Direzione dell'Istituto Zooprofilattico della Sardegna, non si ha nessuna comunicazione circa la effettiva possibilità della fabbricazione di tale prodotto in dosi quantitativamente adeguate ed in tempi brevi. Tale Direzione, peraltro, ha ribadito che "allo stato attuale si ritiene inevitabile ricorrere alla protezione vaccinale delle popolazioni ovine dell'isola". In altre parole il vaccino con virus vivo attenuato è al momento l'unico a disposizione delle autorità sanitarie. Ciò non toglie che tale presidio possa essere utilizzato in futuro ed a tale scopo si informa che è intenzione dell'On. Assessore impegnare le Autorità Centrali affinché gli studi e le ricerche in corso nei confronti siano privilegiate ed accelerate.