Seduta n.378 del 09/03/1999
Seduta CCCLXXVIII
Martedì 9 Marzo 1999
Presidenza del Presidente Selis
La seduta è aperta alle ore 18 e 28.
PIRAS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 25 febbraio 1999 (374), che è approvato.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti progetti di legge:
"Istituzione del Provveditorato della Regione" (504)
(Pervenuto il 26 febbraio 1999 ed assegnato alla prima Commissione.)
"Disciplina dell'attività commerciale sul territorio regionale". (505)
(Pervenuto il 3 marzo 1999 ed assegnato alla sesta Commissione.)
Comunicazioni del Presidente.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Giunta Regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge numero 1 del '77, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta nelle sedute del 3, 10, 17 e 24 novembre 1998, e nelle sedute dell'1, 3, 9, 10, 15, 17, 22 e 29 dicembre 1998.
Continuazione della discussione del testo della proposta di modifica al Regolamento interno del Consiglio regionale della Sardegna (Doc. n. 58)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussionedel documento numero 58 A, proposta di modifica al regolamento interno del Consiglio regionale della Sardegna.
Ricordo all'assemblea lo stato dei nostri lavori: avevamo sospeso gli articoli numero 20, 22, 23, 38, 44 e 96.
All'articolo 20 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
PIRAS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Montis per illustrare l'emendamento.
MONTIS (Gruppo Misto). Signor presidente, colleghi consiglieri, uno dei colleghi presenti in aula, anche molto autorevole, dice: "Esagerati". Può darsi che siamo esagerati, ma io trovo ancora, nella documentazione, riferimenti ad altre regioni del Paese o ad altri Stati, non capisco perché si debba fare riferimenti ad altri paesi, a paesi terzi o ad altre regioni ed ignorare, invece, le cose che sosteniamo, per esempio, noi.
In quasi tutte le regioni italiane, comprese le amministrazioni provinciali, comuni eccetera, chi ha rappresentato nelle elezioni dove ci sono più collegi, con lo stesso simbolo, lo stesso partito e la stessa formazione politica, anche un solo rappresentante ha diritto di essere Gruppo, di parlare a nome di quel Gruppo e di avere l'autorevolezza formale all'interno dell'istituzione e rappresentare quel Gruppo. Non capisco perché si debba mutuare altre cose da altri paesi e, invece, non si debba fare per una questione del genere.
Noi vogliamo indicare alla vostra responsabilità un problema che è sorto, che ci ha angosciato per almeno due anni in quest'Assemblea, quando per vicende politiche, indipendenti dalla nostra volontà, è stato sciolto il nostro Gruppo, e noi associati al Gruppo Misto abbiamo più volte....
PRESIDENTE. Stiamo votando il regolamento, sono problemi seri, non si può votare con questo clima. Qualunque cosa decidiamo, però, dobbiamo essere consapevoli delle cose che stiamo decidendo, invece c'è un brusio. Io non sento, e immagino che come me non sentano neanche gli altri colleghi. Quindi, chiedo ai colleghi che non ritengono di dover sentire, che quanto meno lascino sentire gli altri.
MONTIS (Gruppo Misto). La ringrazio moltissimo Presidente, io avverto la stessa difficoltà che avverte lei, perché c'è molta distrazione, probabilmente la vicinanza del rinnovo del Consiglio regionale comporta anche queste cose.
Dicevo: noi abbiamo subìto sulla nostra pelle (l'onorevole Concas ed io) questa situazione ripetutamente. Ci facemmo a suo tempo parte diligente, compilammo 80 dossier - lo ripeto ancora e lo ripeterò probabilmente ancora prima della fine di questa legislatura - lo distribuimmo a tutti i consiglieri dicendo: "Leggetevi i regolamenti delle altre regioni, vedete se in situazioni analoghe, anche un solo consigliere può rappresentare il partito, la formazione politica che si è presentata alle elezioni con questo risultato". Questo è il senso. Naturalmente in deroga, perché in deroga poi consentirebbe una valutazione reale, anche di vicende che sono spesso - come dicevo prima - indipendenti dalla nostra volontà.
Se volete respingerlo, respingetelo, io non credo... Avremo qualche difficoltà a votare un nuovo Regolamento, anche se ci sono cose interessanti e da condividere, assolutamente da condividere, come tempi ed altre cose. Però un Regolamento è completo quando sono completi i diritti dei consiglieri, dei singoli consiglieri e delle formazioni politiche di cui sono espressione.
Queste sono le motivazioni per le quali è stato presentato questo emendamento. La ringrazio moltissimo, signor Presidente, anche della sensibilità per consentire ai consiglieri di essere sentiti, non di decidere secondo le richieste e le proposte.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr.Fed.), relatore. L'emendamento proposto dai consiglieri Montis e Concas apre un problema che merita rispetto e attenzione evidentemente. La proposta tende ad estendere la deroga per la costituzione dei Gruppi. Si sa che la regola generale per la costituzione dei Gruppi è di 5 consiglieri, il Regolamento già prevede una deroga per tre consiglieri, l'emendamento propone l'estensione per un consigliere. È un tema che è stato dibattuto molto in Giunta per il Regolamento, soprattutto in situazioni contingenti di questa XI legislatura. La Giunta per il Regolamento si è trovata di fronte a una considerazione, e cioè di fronte al fatto che questa legislatura è stata caratterizzata da una straordinaria frantumazione dei Gruppi politici e che quindi non sia immaginabile favorire con norme regolamentari questa frantumazione. Comunque il problema che l'emendamento pone è reale, ripeto, merita rispetto e attenzione, tant'è che a noi è sembrato che la proposta, la formulazione di questo articolo 20 può in qualche modo recepire questo aspetto. Abbiamo rilevato che...
PRESIDENTE. No, devo sospendere la seduta perché non si capisce assolutamente nulla. Non è un'aula adeguata a discutere il Regolamento. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 41, viene ripresa alle ore 18 e 55.)
PRESIDENTE. Il consigliere Sassu relatore può esprimere il parere sull'emendamento numero 7.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Credo di poter tranquillamente proseguire dal punto in cui mi ero interrotto. Dicevo che, tuttavia, dette le considerazioni precedenti, il problema posto dai proponenti l'emendamento esiste. Alla Giunta per il Regolamento è sembrato che comunque la proposta del comma 6 dell'articolo 20 in qualche modo sia una risposta al problema che i proponenti hanno posto. Abbiamo visto che l'incremento patologico del numero di componenti il Gruppo Misto può determinare obiettivamente il rischio che si disperda l'identità politica dei singoli consiglieri che provengono da altri gruppi, ma che la proposta delle componenti politiche all'interno del Gruppo Misto insieme anche ai diritti regolamentari che sono riconosciuti in altre parti delle modifiche al Regolamento stesso possano andare in direzione del problema che i colleghi Montis e Concas propongono. Pertanto, a nome della Giunta per il Regolamento, chiedo loro che ritirino l'emendamento, diversamente il parere sarà contrario.
PRESIDENTE. Ricordo che per approvare gli articoli del Regolamento è necessaria la maggioranza qualificata di 41 voti.
Votazione nominale dell'articolo 20
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'articolo 20.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - MACCIOTTA - MANUNZA - MARRACINI - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SELIS - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - ZUCCA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 57
Maggioranza 41
Favorevoli 57
(Il Consiglio approva)
Votazione nominale dell'emendamento numero 7
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 7.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - CASU - CONCAS - DEMONTIS - GIORDO - GRANARA - MANUNZA - MARRACINI - MONTIS - OPPIA - PIRAS - TUNIS Marco.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FLORIS - FOIS Paolo - GHIRRA - LADU - LIPPI - LODDO - MACCIOTTA - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MURGIA - OBINO - ONIDA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Edoardo - USAI Pietro - ZUCCA.
Si sono astenuti i consiglieri: DIANA - FRAU - LA ROSA - LIORI - SANNA Giacomo - SELIS - SERRENTI.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 60
Votanti 53
Astenuti 7
Maggioranza 41
Favorevoli 13
Contrari 40
(Il Consiglio non approva).
Passiamo all'articolo 22, lo metto in votazione.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo numero 22.
Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LODDO - MACCIOTTA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SELIS - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - ZUCCA.
Risponde no il consigliere: BIGGIO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 59
Votanti 59
Maggioranza 41
Favorevoli 58
Contrari 1
(Il Consiglio approva.)
Articolo 23. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Presidente, sull'articolo 23 non sono stati presentati emendamenti, tuttavia nella discussione generale, alcuni colleghi avevano introdotto delle osservazioni anche rilevanti, che riguardavano soprattutto la settimana sabbatica, cioè la possibilità che è prevista dal comma 10 dell'articolo 23, di riservare una settimana di sospensione dei lavori del Consiglio e delle Commissioni, che deve essere destinata allo svolgimento delle altre attività inerenti il mandato.
La Giunta per il Regolamento, sulla base di queste osservazioni, ha ripreso la discussione su questo aspetto, ed ha riconosciuto la validità di quelle osservazioni; per cui, vorrei proporre al Consiglio la riflessione che ha fatto la Giunta per il regolamento sulla base, appunto, delle considerazioni che facevano i colleghi, cioè, quella di non ingabbiare dentro il regolamento in una norma rigida la proposta della settimana sabbatica, di riconoscerne però la validità ma non attraverso l'inserimento all'interno del Regolamento stesso, ma che può essere previsto all'interno di un ordine del giorno.
La proposta concreta potrebbe essere questa: che il Consiglio può bocciare il comma 10 dell'articolo 23 e contemporaneamente più tardi a conclusione del dibattito, cioè del voto sul Regolamento stesso, votare un ordine del giorno per riproporre attraverso l'ordine del giorno, lo stesso tema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Concas. Ne ha facoltà.
CONCAS (Gruppo Misto). Come ho già detto durante la discussione generale, non ero d'accordo per questo comma 10, e non so che cosa verrà proposto nell'ordine del giorno. Anch'io sono del parere di bocciare questo emendamento, anche perché mi sembra assurdo, perché la settimana va dal lunedì alla domenica e non vedo perché, per quale motivo questo regalo di una settimana di riposo. Perché si sa perfettamente che qui in Consiglio non si lavora dal lunedì al sabato, ma si lavora raramente dal martedì al venerdì, perché i giorni sono mercoledì, giovedì e venerdì.
Quindi, non condividiamo questo comma. Vedremo l'ordine del giorno. Intanto chiedo la votazione per parti.
PRESIDENTE. Mi pare che l'intervento dell'onorevole Concas concordi con la proposta della Giunta per il Regolamento di abolire il comma 10.
Se non ci sono altri interventi allora metterei in votazione l'articolo 23 per parti, dal comma 1 al comma 9.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo numero 23 dal comma 1 al comma 9.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIORI - LODDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - OBINO - ONIDA - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SELIS - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 58
Votanti 58
Maggioranza 41
Favorevoli 58
(Il Consiglio approva).
Metto ora in votazione il comma 10, di cui la Giunta per il Regolamento e gli intervenuti hanno proposto l'abrogazione.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del comma 10 dell'articolo 23.
Rispondono sì i consiglieri: CASU - GIORDO - GRANARA - LIPPI - MILIA - OPPIA - SANNA NIVOLI - SECCI.
Rispondono no i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - LADU - LA ROSA - LODDO - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - PETRINI - PIRAS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SELIS - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si sono astenuti i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - FLORIS - PITTALIS.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 53
Astenuti 4
Maggioranza 41
Favorevoli 8
Contrari 45
(Il Consiglio non approva).
Passiamo ora all'articolo 38 su cui apro la discussione. Poiché nessuno domanda di parlare passiamo alla votazione dell'articolo 38.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione, con procedimento elettronico, dell'articolo numero 38.
Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LIPPI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MILIA - MONTIS - OBINO - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SELIS - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 55
Votanti 55
Maggioranza 41
Favorevoli 55
(Il Consiglio approva).
Riprendiamo in esame l'articolo 44. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 3, 4 e 5. Se ne dia lettura.
SERRENTI, Segretario:
PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti ha facoltà di illustrarli.
SANNA Salvatore (Progr. Fed.). Gli emendamenti si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr.Fed.), correlatore di maggioranza. Il relatore accoglie gli emendamenti numero 3 e 4. Per quanto riguarda l'emendamento numero 5 si accoglie la prima parte dell'emendamento che si conclude con il punto del primo periodo sino a: "Il parere delle altre Commissioni competenti", mentre si chiede di ritirare o comunque di non accogliere, eventualmente, la seconda parte che inizia da: "I Presidenti delle Commissioni" fino alla conclusione dell'emendamento stesso, perché non si capirebbe. Questa parte riguarderebbe solo le leggi ordinarie mentre non include le leggi finanziarie alla legge di bilancio e poi non si capirebbe neppure un limite per il Presidente e non invece per il relatore della stessa legge.
Per cui, chiederei ai proponenti dell'emendamento numero 5 di ritirare la seconda parte dell'emendamento stesso, mentre si accoglie la prima parte.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Salvatore.
SANNA Salvatore (Progr. Fed.). I proponenti sono d'accordo.
PRESIDENTE. L'onorevole Sanna, a nome dei proponenti, ritira la parte seconda dell'emendamento 5, dalle parole: "I Presidenti delle Commissioni", sino alla fine: "Commissioni da essi presiedute". Quindi, l'emendamento conclude con le parole: "il parere delle altre commissioni competenti".
Poiché nessuno domanda di parlare, mettiamo in votazione prima gli emendamenti numero 3 e 4, poi l'articolo e poi l'emendamento numero 5 perché aggiuntivo.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.
Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - LADU - LA ROSA - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SELIS - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 54
Votanti 54
Maggioranza 41
Favorevoli 54
(Il Consiglio approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 4 alla proposta di modifica dell'articolo 44.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - LADU - LA ROSA - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SELIS - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 51
Votanti 51
Maggioranza 41
Favorevoli 51
(Il Consiglio approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione, con procedimento elettronico, dell'articolo numero 44.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - LADU - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MARRACINI - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - OPPIA - PETRINI - PITTALIS - RANDACIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SELIS - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 51
Votanti 51
Maggioranza 41
Favorevoli 51
(Il Consiglio approva).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 5 alla proposta di modifica dell'articolo 44.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIORDO - LADU - LA ROSA - MACCIOTTA - MANCHINU - MARRACINI - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - OPPIA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCHIRRU - SELIS - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto il consigliere: MANUNZA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 51
Votanti 50
Astenuti 1
Maggioranza 41
Favorevoli 50
(Il Consiglio approva).
All'articolo 96 sono stati presentati vari emendamenti. L'articolo 96 è stato riformulato a cura della Giunta del Regolamento, partendo anche da posizioni anche molto differenti. Lo sforzo che è stato fatto dalla Giunta è di trovare un punto di sintesi. Naturalmente, quando si fanno questi lavori, il punto di sintesi accontenta tutti e scontenta tutti. Ne approfitto per dire che la procedura è la seguente: l'articolo sostituivo totale è stato inviato a tutti voi, ai sensi dell'articolo 130, con i tempi dell'articolo 130.
A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti, in particolare gli emendamenti numero 1 e 2, a cura del collega Macciotta e l'emendamento numero 6 a cura dei colleghi Schirru e Sanna.
La materia è la più delicata dell'intero Regolamento; immagino che negli interventi che verranno proposti ci sarà questo resoconto. A me spetta soltanto dire che gli emendamenti presentati verranno votati con quest'ordine: prima l'emendamento numero 6 e poi di seguito gli emendamenti numero 1 e 2 a seconda della sequenza.
Lo sforzo che è stato fatto da tutti i componenti della Giunta del Regolamento è sintetizzato nell'articolo 96. Un argomento di grande difficoltà, di grande delicatezza, ma approfitto di questo passaggio per esprimere, non su questo articolo, un ringraziamento a tutti i componenti della Giunta del Regolamento, per il lavoro fatto nel complesso.
Si dia lettura integrale dell'articolo 96, così come riformulato, perché sostituisce il testo.
SERRENTI, Segretario:
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati tre emendamenti. Se ne dia lettura.
SERRENTI, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Macciotta.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, non ritornerò sulle considerazioni che ho espresso ampiamente quando c'è stata la discussione generale sulle modifiche di questo Regolamento. La presentazione di questi emendamenti è coerente con quanto ho espresso in quell'occasione. Non ritengo assolutamente coerente con la nostra funzione di consiglieri e con quelli che debbono essere i criteri e i principi su cui si informa la nostra attività, in testa quello della trasparenza, concedere il ricorso al voto segreto su questioni che con la libertà di coscienza, che è tutelata dai due commi di cui ho proposto il mantenimento, giustamente, non ha niente a che vedere. Le votazioni che abbiamo fatto in questi giorni, e in particolare stasera, dimostrano quanto sia incoerente la proposta di poter votare con il voto segreto le modifiche del Regolamento, quando stasera l'Assemblea ha dato un'ulteriore dimostrazione di assumersi le sue responsabilità ed approvare le sue determinazioni in piena trasparenza con voto palese.
PRESIDENTE. Questo è uno dei punti più delicati. Non si sente, abbiamo problemi di registrazione e siccome quello che viene detto in questi passaggi ha anche un significato interpretativo vi pregherei di evitare il brusio. Prego.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Un altro aspetto che ancora una volta voglio sottolineare visto che per le imminenti elezioni è all'ordine del giorno della nostra attenzione, è la riforma della legge elettorale. Torno a ripetere, se c'è un punto su cui i cittadini a ragione hanno la necessità di sapere con chiarezza la posizione delle forze politiche e dei singoli consiglieri che li rappresentano qui dentro non capisco perché nessuno possa esprimere la sua opinione sulle modifiche alla legge elettorale apertamente e non col voto segreto. Altro punto delicato è quello che riguarda provvedimenti di legge che si riferiscono a particolari territori bene identificati ho a particolari categorie sociali o categorie di persone o gruppi di persone. Se c'è un punto dove il cittadino ha diritto di esigere chiarezza e trasparenza perché non ci sia il minimo sospetto di possibili collusioni o di possibili interessi che non possano essere portati alla luce del sole è proprio questo. Per cui il per questo motivo io ribadisco la richiesta: prego i colleghi di fare una opportuna riflessione e è di votare gli emendamenti che ho proposto.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 6 ha facoltà di illustrarlo.
SCHIRRU (Progr. Fed.). Signor Presidente, colleghi, prendiamo atto del lavoro fatto dalla Giunta per il Regolamento pertanto ritiriamo l'emendamento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr.Fed.), correlatore di maggioranza. Mi consenta, Presidente, di esprimere un parere un po' più articolato rispetto agli altri temi oggetto di discussione oggi in Consiglio. Il fatto che sul voto segreto si pervenga solo oggi in Consiglio e con un testo aggiuntivo rispetto alla proposta generale di modifica del Regolamento dimostra in modo evidente che questo nostro lavoro in Giunta per il Regolamento su questo aspetto è stato lungo, complesso e direi anche sofferto. Come tutti sanno, come ricordava anche lei, signor Presidente, si era partiti da due posizioni molto distanti fra loro: una assumeva come regola generale il voto palese e limitava il voto segreto ai soli casi che riguardano le persone, i regolamenti e le commissioni di inchiesta. L'altra proposta, pur riaffermando la necessità generale del voto palese, prevedeva per il voto segreto una casistica decisamente più ampia. Però non c'è da meravigliarsi che su questo tema siano presenti ancora oggi posizioni politiche discordanti. Anche a livello nazionale ricordo si era acceso un dibattito vivace quando nel 1988 si pose mano a la modifica nei regolamenti della camera e del Senato sud tema dei sistema delle votazioni. Anche in quella occasione la discussione non fu univoca: vi era chi vedeva nel voto segreto uno strumento di autonomia e di libertà e nella sua eliminazione un modo per rafforzare la preminenza dei partiti nei confronti del parlamento e dei singoli deputati. Vi era invece chi vedeva nel voto segreto una copertura dietro la quale il rappresentante eletto poteva nascondersi per favorire una lobby o un interesse particolare. E poi vi era anche, sia nel parlamento che nel Senato, chi puntava a una soluzione di compromesso individuando il voto palese come norma e limitando poi l'ammissibilità al voto segreto per alcuni casi. La soluzione finale per la camera ed il Senato fu quella di orientarsi verso una mediazione, con una prevalente indicazione del voto palese. Io sono convinto che anche noi qui nel Consiglio regionale della Sardegna possiamo muoverci in sintonia con l'impostazione che si erano dati a suo tempo la camera ed il Senato. La Giunta per il Regolamento, mi pare di poterlo dire, si è mossa in questa direzione. Non so se sia l'ottimo come lavoro, certo la sintesi proposta è lontana dai testi originariamente presentati sia dall'una che dall'altra parte. Io, per esempio, ero e sono convinto della necessità del voto palese almeno per tre motivi essenziali: il primo è che il voto segreto confligge con l'esigenza di garanzia della stabilità dell'Esecutivo, soprattutto, questo, nella fase in cui si si va decisamente come in questa fase, verso il bipolarismo e va verso una precisa definizione dei ruoli, e le maggioranze quindi sono chiamate a governare, e le minoranze invece ad esercitare una funzione di controllo. Però in un Consiglio in cui le maggioranze e delle giunte risultano particolarmente deboli difficilmente si potrebbe procedere in presenza di franchi tiratori, per programmi coerenti e l'Esecutivo sarebbe costretto a scegliere tra il riconoscimento di una situazione di impotenza o la presa d'atto di una crisi politica. Basta ricordarlo, troppo spesso in questa XI legislatura il voto segreto è stato utilizzato - dal mio punto di vista naturalmente - in modo strumentale, non per consentire un voto libero al consigliere attraverso l'espressione di una volontà sul contenuto della normativa proposta, ma per mettere in difficoltà la maggioranza stessa. Io invece sono convinto che la verifica del rapporto fiduciario tra la Giunta e la sua maggioranza non deve avvenire di volta in volta sui singoli fatti marginali, sui singoli atti del Consiglio, ma deve avvenire su argomenti di importanza vitale per la sussistenza stessa della maggioranza e della Giunta. Questo è il primo motivo.
Il secondo motivo è che se la titolarità e l'esercizio della sovranità sono attribuiti al popolo, come tutti noi diciamo, credo che i rappresentanti preposti dal popolo in una assemblea elettiva non debbono non rispondere ufficialmente e palesemente di tutti i loro atti nei confronti della base e quindi l'eletto non dovrebbe potersi nascondere dietro lo scudo del voto segreto, perché il suo dissenso, proprio perché è dissenso politico, deve essere ufficializzato anche attraverso il sistema di voto.
Un terzo motivo che mi indurrebbe a propendere per il voto palese è che c'è la necessità di uniformare la disciplina del voto segreto a quella degli altri paesi europei. Io sono andato a vedere cosa capita nelle votazioni all'interno delle assemblee parlamentari dell'Unione Europea, per esempio in quelle di Belgio, Francia, Lussemburgo, Germania, Svezia, Gran Bretagna. Ebbene, tutte quelle assemblee permanenti esprimono la loro volontà con votazione a alta voce, con appello nominale, per alzata e seduta. E quindi da queste ragioni deriva la mia posizione personale. Io credo che anche gli emendamenti proposti dai colleghi Macciotta, Sanna e Schirru, che poi li hanno ritirati, sono in sintonia con un'idea originaria che io avevo avanzato alla Giunta per il Regolamento. Certo, siamo ben lontani nella formulazione, ma io credo che la formulazione sia - e questo è un elemento che voglio mettere all'attenzione dei colleghi del Consiglio - la mediazione più alta possibile nel lavoro che abbiamo fatto, pena la rottura dell'accordo, della mediazione che si è determinata all'interno della Giunta per il Regolamento e quindi pena anche il ritorno alla vecchia formulazione, quindi al fatto che non si modifichi nulla sul voto segreto nel Regolamento stesso. Per onestà politica e intellettuale devo anche dire che ero e resto convinto della necessità, invece, che si pervenga ad un testo unitario. Ne sono pienamente convinto, dopo aver fatto tutto delle riflessioni a favore del voto palese, io sono fermamente convinto, lo sottolineo in questo intervento nel Consiglio, che è necessario pervenire ad un testo unitario. Per questo obiettivo il presidente, i colleghi della Giunta per il Regolamento ed io abbiamo lavorato in tutto questo tempo. Il tema del voto segreto, come credo tutte le questioni che attengono al Regolamento, e che attengono anche alle riforme, non appartiene né alla maggioranza, né alle minoranze; appartiene al Consiglio nel suo insieme. Io ricordo che questo Consiglio regionale già nel passato, nella IX legislatura, aveva tentato di rivedere la disciplina del sistema di votazione. In quella occasione era prevalsa l'indicazione del voto segreto ed infatti è il testo che abbiamo ereditato; ma allora su quella scelta pesava in modo determinante il giudizio che si esprimeva sui partiti, che in quel periodo erano attraversati da processi patologici. Oggi credo che la situazione si sia modificata rispetto a quella fase e quindi possiamo guardare a questo argomento con più equilibrio e sulla base di questo equilibrio tentiamo di avanzare una proposta che da un lato cerchi di salvaguardare le ragioni della dialettica democratica all'interno del Consiglio e dall'altro la rapida ed efficace azione di governo.
Questo mi pare che contenga la proposta che avanziamo. Quali strade possiamo percorrere in Consiglio? Le strade possibili sono due, lo dico anche al collega Macciotta: una è quella di mantenere ciascuno rigidamente una posizione di arroccamento, lo potrei fare anche io perché molto credo ai ragionamenti che stanno alla base, ma la conclusione prevedibile, collega Macciotta, è che al di là della semplice soddisfazione di aver difeso la propria proposta, rimanga in vita la vecchia formulazione del Regolamento. L'altra strada è quella di far pervenire, così come propone la Giunta per il Regolamento, ad una forma di mediazione.
Per quanto mi riguarda, auspico che al di là del mio convincimento personale, si pervenga, così come si è riusciti in questo Consiglio ad un'ampia gamma di modifiche unitarie già approvate dal Consiglio regionale, si arrivi ad un voto unitario sul tema più avanzato possibile per quanto riguarda il voto segreto.
Noi capiamo la logica che ha ispirato questi emendamenti, ma vorrei che venisse capita anche la logica della sintesi unitaria, del lavoro unitario che ha ispirato il lavoro della Giunta per il Regolamento. Per questa ragione, signor Presidente, io chiedo al collega Macciotta, è un invito sommesso naturalmente, che ritiri l'emendamento proposto perché questo ci consente di pervenire ad un voto, questa volta sì, importante ed unitario su un tema estremamente serio qual è quello del voto segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu, che essendo relatore ci permette di completare le relazioni. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.), correlatore di maggioranza. Presidente, credo che la Giunta per il Regolamento abbia cercato , con il testo che sottopone al Consiglio, di contemperare due esigenze contrapposte, più che due proposte. Chiaramente i membri della Giunta per il Regolamento potevano avere sensibilità diverse sulle due esigenze. La prima esigenza è la chiarezza del rapporto fra eletti ed elettori, cioè che l'elettore sappia come l'eletto eserciti il mandato. La seconda questione, però, è che il singolo consigliere non sia sottoposto a pressioni indebite nell'esercizio del suo voto; come manca il vincolo di mandato così deve essere rispettata la libertà di voto. Ora le due esigenze confliggono, per cui tutte le assemblee hanno sicuramente una parte di provvedimenti che vengono votati a scrutinio segreto e una parte con voto palese, cambia la linea di demarcazione. E devo notare che non mi sembra applicabile la linea di demarcazione dei Parlamenti ad un Consiglio regionale, il Parlamento si occupa, o per lo meno dovrebbe occuparsi, di grandi questioni generali, il Consiglio regionale fa delle leggi di natura amministrativa, spesso le nostre leggi sono sostitutive di singoli provvedimenti amministrativi, per cui noi incidiamo direttamente con la normativa su posizioni singole, di gruppi, creiamo situazioni di disparità. Chiaramente gli interessati hanno mille modi per esercitare pressioni, dalla manifestazione sotto il Consiglio al corteggiamento, chiamiamolo così, dei singoli consiglieri e dei Gruppi, questione che può essere anche asfissiante, soprattutto se in queste pressioni interviene poi la stampa. Qua abbiamo avuto, soprattutto negli ultimi tempi, condizionamenti pesanti di organi di informazione di singoli giornalisti che criticavano aprioristicamente, senza conoscere neanche la vera realtà, perché poi non stanno in Aula a seguire i dibattiti, gli atteggiamenti, i voti espressi, le opinioni espresse dai singoli consiglieri regionali.
In occasione di una votazione, quella del CREL, sono stato accusato da un giornalista di essermi rifugiato dietro il muretto a secco del voto segreto. Ma se c'era uno che proprio non si è rifugiato sono io, che ho espresso chiaramente il fatto che ero contrario a quella legge. Questo è veramente l'assurdo, credo che le accuse fatte a me, probabilmente, sarebbero state fatte a tutti i consiglieri che hanno votato per la bocciatura se i voti fossero stati palesi. Questo indica che chiaramente in certi casi il voto segreto è il rifugio di un consigliere che non dispone dei mezzi di informazione potenti, di gente che è veramente legata a certi interessi e che usa i giornali per favorire questi interessi.
Ma vi sono delle norme, per esempio quelle di cui l'onorevole Macciotta propone l'abrogazione, che veramente mi lascia perplesso il fatto che si possano votare, o si debbano votare per meglio dire, essendo il voto segreto puramente facoltativo nella proposta presentata dalla Giunta per il Regolamento.
Per esempio, in materia di Regolamento consiliare abbiamo avuto negli ultimi giorni ingerenze indebite di un partito su quanto è più riservato ad un Consiglio, proprio le norme di funzionamento del Consiglio che sono norme a garanzia di un corretto funzionamento, ma soprattutto norme a protezione di diritto della minoranza di esercitare le sue funzioni. E non si può consentire che per direttive di partito, neanche direttive di gruppo consiliare, si decida sul Regolamento del Consiglio.
Stesso discorso va fatto per le norme elettorali, se lasciamo che le direttive di partito guidino un Consiglio nel decidere le norme elettorali noi avremo leggi che favoriscono solo il partito più forte, perché chiaramente un partito non può che usare le norme elettorali per rafforzare il proprio potere. Se le leggi elettorali sono equilibrate deriva proprio dal fatto che la coscienza del singolo consigliere porta, siccome siamo cittadini e consiglieri democratici, a fare delle leggi elettorali che consentono, comunque, anche alla controparte una possibilità di azione politica e di presenza efficace nel Consiglio regionale.
Stesso discorso per i provvedimenti singolari, quelli targati o con fotografia, come vengono chiamati; il voto segreto ha garantito ai consiglieri l'anonimato nella bocciatura, perché di bocciatura, nella quasi totalità dei casi, si è trattato, quando si è fatto il voto segreto. In materia di personale l'onorevole Macciotta, che è stato relatore dei provvedimenti del personale, sa bene la pressione cui è stata sottoposta la Commissione, sono stati sottoposti singoli consiglieri, da parte di gruppi più o meno grandi di personale, con richieste più o meno giustificate, che trovavano magari l'avallo fuori da questo Consiglio.
Stesso discorso le proposte firmate da un numero stragrande di consiglieri. Qui abbiamo avuto emendamenti con 54 firme che sono stati bocciati, ma con il voto segreto; se la votazione fosse stata palese quell'emendamento di cui, come è risultato, non erano convinti i firmatari sarebbe passato. Cioè il voto segreto in molti casi ha evitato delibere che il Consiglio non voleva giustamente assumere. C'è stato qualche caso in cui il voto segreto ha coperto delle delibere che forse non era opportuno assumere, ma sono state una minoranza. Ora, tutta la polemica sul voto segreto, purtroppo, non si è centrata sul dovere del consigliere di essere trasparente e sul diritto del consigliere di non essere condizionato. Si è centrata sul fatto che il voto segreto può danneggiare la maggioranza, ma danneggia la maggioranza quando i consiglieri di maggioranza sono poco convinti dell'operato della Giunta, e questi sono problemi politici che non si possono certamente risolvere creando una camicia di forza al Consiglio e portando a votare palesemente provvedimenti che per opportunità, buon senso e correttezza andrebbero invece votati con voto segreto. Per cui ritengo che la Giunta del Regolamento abbia raggiunto un accordo che forse non sarà soddisfacente, ma comunque cerca di contemperare diverse esigenze, mentre gli emendamenti dell'onorevole Macciotta vanno in senso contrario, negando ai consiglieri quel diritto di non essere schiacciati dalle pressioni indebite, che è una garanzia del corretto funzionamento di questa Assemblea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Il Regolamento consiliare, signor Presidente, ha indubbiamente mostrato tutti i suoi limiti in questa legislatura, limiti che derivano certamente dall'ottica in cui detto Regolamento era stato concepito. Il Regolamento è nato in una logica in cui non vi era certamente distinzione tra maggioranza ed opposizione, è nato in una logica consociativa, è nato in quella logica che il segretario attuale del Partito Democratico della Sinistra, che tanto si scandalizza di questo Regolamento, ha dato egli stesso fiato perché questo Regolamento poi determinasse le incongruenze che ha determinato nella vita, appunto, e in tutti i momenti di questo Consiglio. Questo lo dico perché qualche smemorato segretario del maggior partito della maggioranza invita tutti alla necessità evidenziando difetti e pecche di cui egli stesso è però padre, autore. Ed allora noi siamo d'accordo; siamo d'accordo perché siamo veramente per un autentico bipolarismo, siamo d'accordo perché dove un'opposizione funziona e ha funzionato, perché non si è prestata alle logiche consociative, è bene che si modifichi lo strumento consiliare. Ma non sono d'accordo anche con quanti addebitano in questa legislatura tutte le incongruenze o anche le inefficienze, le accuse di immobilismo di un Consiglio regionale e di una Giunta regionale al voto segreto. Noi siamo d'accordo che il voto segreto vada sicuramente meglio regolamentato, siamo d'accordo che venga limitato, ma non si può venire oggi, a chiusura della legislatura, a dire che l'immobilismo della Giunta Palomba, le sei crisi della Giunta Palomba, siano l'effetto del voto segreto. Perché se una maggioranza politica esiste, se esiste una maggioranza sui programmi, se vi è una maggioranza omogenea non c'è voto segreto che tenga, perché una maggioranza sicuramente sopravvive a qualunque ipotesi anche di voto segreto, lo si voglia anche indicare, come mi pare abbia detto il Presidente Palomba, richiamando la scena dei muretti a secco. Il fatto è che una maggioranza raccogliticcia, una maggioranza che non ha mai avuto i numeri, una maggioranza che non ha il collante politico, quella stessa maggioranza che oggi si presenta nuovamente per ingannare i sardi, allargata ad altre formazioni, oggi viene a fare la morale sul voto segreto. Noi non ci stiamo.
Stiamo attenti, perché noi abbiamo dato il nostro assenso per l'approvazione anche delle modifiche al voto segreto, ma non perché ci sentiamo corresponsabili politicamente con il centro sinistra, ma perché certamente ci rendiamo conto che in un'ottica veramente bipolare diversi debbano essere gli strumenti per regolamentare la vita e l'attività appunto di una Assemblea parlamentare. E tenuto conto degli emendamenti che sono intervenuti, signor Presidente, e soprattutto quelli del collega Macciotta, che mi pare non possano essere sicuramente non tenuti nella dovuta considerazione, io, a nome del Gruppo di Forza Italia, chiederei anche una breve sospensione avendo la necessità di un breve approfondimento sugli stessi. PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, quanto propone? Un quarto d'ora?
PITTALIS (F.I.). Anche un quarto d'ora, venti minuti.
PRESIDENTE. Sospendiamo per venti minuti, riprendiamo alle otto e un quarto.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 55, viene ripresa alle ore 20 e 24.)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Ricordo ai colleghi il punto dei nostri lavori; stiamo discutendo l'articolo 96, sostituivo totale, proposto dalla Giunta del Regolamento che riguarda le modalità di voto. Erano stati proposti tre emendamenti, uno dei quali è stato ritirato dai proponenti Schirru e Sanna, permangono gli emendamenti numero 1 e 2 del collega, onorevole Macciotta. Gli emendamenti sono stati illustrati, si sono espressi i relatori Sassu e Bonesu e siamo in sede di discussione. Invito quindi i colleghi che volessero iscriversi a parlare di segnalarmi la loro volontà. Ne approfitto per ricordare che questo è l'ultimo articolo, naturalmente poi il testo verrà coordinato, in sede di coordinamento ci sono delle puntualizzazioni da fare.
Chiedo all'onorevole Macciotta, al quale il relatore aveva chiesto se poteva ritirare gli emendamenti, se gli emendamenti rimangono.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Permangono, signor Presidente.
PRESIDENTE. Quindi permangono gli emendamenti numero 1 e 2. Se non ci sono interventi siamo in sede di votazione e per chiarire le modalità di votazione preciso, vi prego di prendere posto perchè questo è un passaggio che vorrei chiarire.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Come il dibattito ha detto, il tema in discussione è molto serio, le posizioni che sono state proposte dai diversi colleghi meritano, almeno da parte nostra, chiaramente parlo per noi, una riflessione, perché noi come Gruppo siamo stati propositori di emendamenti e i colleghi che li hanno presentati poi li hanno ritirati perché hanno apprezzato il lavoro che è stato fatto in Commissione.
Il collega Macciotta, invece, coerentemente con le posizioni espresse non solo stasera, ma anche in altre occasioni, mantiene l'emendamento. E` chiaro che aver presentato emendamenti ed averli poi ritirati per apprezzare il lavoro che è stato svolto in Commissione ha portato l'intero nostro Gruppo alla maturazione di una posizione in qualche modo intermedia. Io sinceramente vorrei che ci fosse, almeno da parte nostra, una coerenza e una conseguenza del lavoro svolto in Commissione e del contributo che hanno dato i colleghi del Gruppo. Quindi chiedo se possiamo aggiornare la votazione su questo testo a domani mattina, per avere la possibilità di maturare meglio la nostra posizione.
PRESIDENTE. E` stata fatta una proposta sull'ordine dei lavori, la delicatezza degli argomenti presuppone un'attenzione reciproca, quindi, se non ci sono osservazioni o controindicazioni, aggiorno i lavori alle ore 10 di domattina.
La seduta è tolta alle ore 20 e 33.
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