Seduta n.320 del 06/08/1998
CCCXX SEDUTA
(Antimeridiana)
Giovedì 6 Agosto 1998
Presidenza del Vicepresidente Zucca
indi
del Presidente Selis
La seduta è aperta alle ore 10 e 12.
DEMONTIS, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 30 luglio 1998 (316), che è approvato.
Discussione degli articoli del testo unificato della proposta di legge La Rosa - Scano - Falconi - Marrocu - Berria - Busonera - Cherchi - Cucca - Cugini - Dettori Ivana - Fois Paolo - Ghirra - Obino - Sanna Salvatore - Sassu - Usai Pietro - Zucca: "Soppressione dell'Ente Minerario Sardo (E.M.Sa.) istituito con legge regionale 8 maggio 1968 n. 24. Costituzione di una nuova società per azioni che assume funzioni e competenze nel campo della valorizzazione delle risorse geo-minerarie ed ambientali della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 8 maggio 1968 n. 24" (94); del disegno di legge: "Interventi per la riconversione produttiva delle aree minerarie e per il riordino e la dismissione delle partecipazioni dell'Ente Minerario Sardo e delle società finanziarie regionali di settore" (350) e della proposta di legge Balletto - Fantola - Secci - Bonesu: "Soppressione dell'Ente Minerario Sardo e riordino delle società controllate e collegate" (379)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato del PL 94, del DL 350 e del PL 379. Si dia lettura del Titolo.
DEMONTIS, Segretario:
Titolo
Interventi per la riconversione delle aree minerarie, costituzione dell'Agenzia per le risorse geologiche e ambientali (ARGEA) e soppressione dell'Ente minerario sardo (EMSA)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). No, sulla votazione chiedo il voto segreto e annuncio che i Gruppi di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Partito Sardo d'Azione abbandonano l'Aula, non essendo stati risolti i problemi politici altre volte enunciati.
PRESIDENTE. E` stata richiesta la votazione segreta sul titolo, devo mettere in votazione il titolo.
SECCI (Popolari). Chiediamo i venti minuti come previsto dal Regolamento.
PRESIDENTE. Controllo il Regolamento. Sì, l'articolo 91 recita al comma 2 che in tutti i tipi di votazione i voti possono essere espressi mediante procedimento elettronico, con preavviso di almeno venti minuti da parte del Presidente. Il preavviso non è ripetuto quando nel corso della stessa seduta si effettuano altre votazioni mediante il procedimento elettronico. Il caso nostro è nel capoverso primo del comma 2, quindi preannuncio la votazione a scrutinio segreto sul Titolo che avverrà esattamente alle 10 e 36. Sospendo la seduta fino alle 10 e 36.
(La seduta sospesa alle ore 10 e 16, viene ripresa alle ore 10 e 37.)
PRESIDENTE. Riprendiamo, come previsto, i lavori con la votazione a scrutinio segreto del titolo della legge, che nasce dal combinato della proposta di legge numero 94, del disegno di legge numero 350 e della proposta di legge numero 379. Prego i colleghi di prepararsi alla votazione col sistema elettronico.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del titolo del testo unificato.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 43
Votanti 43
Maggioranza 22
Favorevoli 43
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Aresu - Balia - Ballero - Berria - Bonesu - Busonera - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Ferrari - Fois Paolo - Fois Pietro - Giagu - Ladu - Loddo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Marrocu - Marteddu - Montis - Murgia - Obino - Onida - Palomba - Petrini - Randaccio - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Tunis Gianfranco - Usai Pietro - Vassallo - Zucca.)
Si dia lettura dell'articolo 1.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 1
Sostegno alla riconversione delle aree minerarie e relativa
delimitazione
1. Al fine di sostenere la riconversione produttiva ed occupazionale nelle aree interessate dalla ristrutturazione o dalla cessazione dell'attività mineraria, l'Amministrazione regionale è autorizzata a realizzare nei comuni compresi nei bacini minerari della Sardegna gli interventi di cui agli articoli 2 e 3, coordinandoli con quelli finanziati dallo Stato in attuazione del decreto legge 24 aprile 1993, n. 121 (Interventi urgenti a sostegno del settore minerario), convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 1993, n. 204, e del relativo piano per la riconversione produttiva approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 12 marzo 1996.
2. I comuni in cui si realizzano gli interventi di cui agli articoli 2 e 3 sono individuati con decreto dell'Assessore dell'industria, sulla base dei seguenti criteri:
a) comuni nel cui territorio insistono concessioni minerarie dismesse da non oltre 15 anni o in corso di dismissione;
b) comuni in cui sono presenti in misura significativa lavoratori che sono o che sono stati impiegati nelle concessioni minerarie di cui alla lettera a);
c) limitatamente agli interventi di cui all'articolo 3, comuni nel cui territorio insistono immobili direttamente o indirettamente connessi ad attività minerarie dismesse, indipendentemente dalla data di dismissione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 2
Incentivi agli investimenti produttivi
1. Al fine di incentivare gli investimenti per la nuova realizzazione, l'ampliamento o la riattivazione di attività produttive nelle aree minerarie, è autorizzata la costituzione presso la Società finanziaria industriale rinascita Sardegna (Sfirs) di un fondo speciale destinato alla concessione, a favore di piccole e medie imprese industriali, agro-industriali e turistico-alberghiere, delle agevolazioni previste dall'articolo 30, comma 2, lettere a) e c) della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17 (legge finanziaria 1993), modificato dall'articolo 4 della legge regionale 29 settembre 1993, n. 48.
2. Per la gestione del predetto fondo l'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare con la Sfirs apposita convenzione ai sensi dell'articolo 99 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 (legge finanziaria 1991).
3. Le agevolazioni di cui al comma 1 sono concesse con decreto dell'Assessore dell'industria, a seguito di istruttoria positiva svolta dalla SFIRS e sulla base di direttive di attuazione deliberate dalla Giunta regionale ai sensi dell'articolo 6 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6 (legge finanziaria 1992). In ogni caso, per l'ammissione alle stesse agevolazioni è riconosciuta priorità alle imprese che si obbligano ad assumere e mantenere al lavoro per almeno un triennio, almeno per una parte, personale già dipendente delle società direttamente interessate da cessazione o ristrutturazione dell'attività mineraria.
4. Le agevolazioni di cui al comma 1 sono cumulabili con quelle previste da altre leggi regionali o nazionali, purché l'ammontare complessivo degli incentivi non superi l'intensità dell'aiuto stabilita dalla normativa comunitaria e nazionale per l'area in cui l'impresa è localizzata, calcolata in termini di "equivalente sovvenzione netto".
PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti numero 1. 2, 3, 4, 5, 6, 56 e 57.
Anche l'emendamento 57, pur essendo aggiuntivo all'articolo 8 va discusso per analogia di argomento in questa fase dei lavori. Si dia lettura degli emendamenti.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Proporrei di aprire prima la discussione su questo emendamento che è sostitutivo totale, e che quindi ha una valenza abbastanza particolare rispetto a tutti gli altri che sono aggiuntivi, anche perché in termini logici se dovesse passare questo emendamento non ha più senso discutere degli altri, quindi proporrei di aprire la discussione su questo emendamento. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Io direi proprio che, considerata l'importanza, è il caso che l'emendamento venga letto interamente.
PRESIDENTE. Non dubitavo che il consigliere Casu richiedesse la lettura integrale. Procediamo alla lettura integrale per la felicità del consigliere Casu.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.). Ci pare utile che anziché costituire presso la società SFIRS un fondo speciale destinato alla concessione delle agevolazioni previste dalle leggi richiamate al primo comma e successivi dell'articolo 2, prevedere direttamente incentivi nelle leggi di settore, quelle che sono appunto richiamate nel contesto dell'emendamento numero 1.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). L'articolo di cui si propone la soppressione, prevede la istituzione di incentivi agli investimenti produttivi. Stanno bene le finalità propositive dell'articolo in questione, poco convincenti appaiono gli strumenti, le modalità e i beneficiari con i quali si vuole dare attuazione a tale intendimento.
La necessità di intervento muove dalla considerazione che ciò che è in crisi non è solo il settore minerario, ma soprattutto l'economia di un vasto territorio, il Sulcis Iglesiente in primo piano. E` necessario, quindi, intervenire non sullo specifico settore in crisi, quello minerario, ma sull'intera area sottosviluppata e depressa. Non è infatti, ai giorni nostri, più concettualmente ammissibile che si creini apposite leggi di incentivazione a sostegno dei settori produttivi, che si trovino in quella particolare condizione di crisi.
Se questa fosse la scelta politica si costituirebbero dei precedenti pericolosissimi, poiché si aprirebbero varchi non controllabili all'ingresso di altri settori, per i quali allo stato attuale non è difficile diagnosticare lo stato di gravissima sofferenza.
Questo strumento non appare quindi adeguato alla gravità della situazione alla quale si intende portare rimedio, effimero rimedio - aggiungo io - anche perché, in assenza di interventi radicali, quali ad esempio i contratti d'area, vedasi tra tutti quelli di Ottana e di Porto Torres, Sassari e Alghero, contratti d'area con i quali si deve intervenire con massicci apporti di risorse di provenienza statale e anche comunitaria. Quindi noi riteniamo che nello specifico esistono già leggi di incentivazione e di sostegno, e sono appunto la legge 15, la legge 17, la 51 e via dicendo.
Per favorire il settore minerario in crisi sarebbe a questo punto sufficiente che l'Assessorato all'industria, e quegli altri interessati, con apposite direttive stabilissero un nuovo ordine di priorità per le imprese che vadano ad insediarsi nelle zone minerarie interessate dalla legge in questione.
Dicevo quindi che occorrono strumenti nuovi per dare reale impulso alle zone sottosviluppate, tra queste certamente, al pari di Ottana e Porto Torres, due delle cinque zone del territorio nazionale per le quali sono stati previsti i contratti d'area, può benissimo ricomprendersi il Sulcis Iglesiente e il guspinese. Ed oggi, anche se non mancano critiche, che se vogliamo sono pure fondate o lo sono almeno parte, possono servire allo scopo proprio i contratti d'area. La flessibilità del costo del lavoro, gli incentivi economici alle imprese, la sburocratizzazione attraverso la unicità delle procedure, la fornitura dei servizi da parte delle società miste avente anche funzione di promozione ai nuovi insediamenti, costituiscono un primo e vero passo verso la rinascita dei territori abbandonati a sé stessi.
Ciò non sarà peraltro sufficiente se a tali strumenti non seguirà un'adeguata politica nazionale, che attraverso interventi sulle politiche di bilancio, dei redditi e dei trasporti, segnatamente dei trasporti per ciò che riguarda le condizioni dell'economia isolana, se non seguirà questo tipo di politica, non si creeranno serie e durevoli prospettive per le imprese che vanno o che intendono insediarsi in questi specifici territori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). L'articolo 1, primo comma, è veramente un articolo che non precisa assolutamente niente. Evidentemente, quindi, rimane tutto nella potestà della Giunta di stabilire quali saranno i fondi, l'entità dei fondi, perché dice "società finanziaria - industriale... di un fondo speciale destinato alla concessione a favore di piccole e medie imprese industriali, agroindustriali e turistico alberghiere".
Mi pare che abbia fatto bene il collega onorevole Balletto, a mettere in evidenza la necessità che questi sostegni vadano indirizzati a tutte le piccole e medie imprese, ovunque siano localizzate; il problema dell'occupazione, se il Sulcis rappresenta un punto di riferimento ben preciso, sul quale io credo che vadano riposte le nostre attenzioni, ciò nonostante il problema della piccola e media impresa esiste in tutta l'Isola.
Perciò ritengo che l'approvazione dell'emendamento numero 1 porti alla soddisfazione di un bisogno più generalizzato per tutte le piccole e medie imprese che si trovano certo in una posizione di sofferenza, d'altra parte stabilisce dei valori e non lascia che sia la Giunta, che in modo assolutamente autonomo, in assenza del controllo del Consiglio, possa determinare le somme che verranno accreditate a questo fondo non esattamente determinato, almeno per quanto riguarda il suo ammontare.
L'emendamento fa un'analisi delle voci di bilancio che potrebbero essere alimentate, in modo tale da sostenere tutte le piccole e medie imprese di quei settori, ovunque siano localizzate.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Murgia.
MURGIA (F.D.S.-Progr.Sard.), relatore di maggioranza. Il parere della Commissione è che francamente non si capisce la motivazione di questo emendamento, perché stando alla sua lettera stabilisce un incremento di fondi su delle leggi esistenti, non c'è nessuna garanzia che questo incremento di fondi venga destinato alle aree interessate da attività mineraria e depresse, infatti a questo punto non si capisce neanche perché prevede l'istituzione di un nuovo capitolo sulla 15. L'unico elemento di novità vero, rispetto all'altro articolo, è che i fondi di 15 miliardi, destinati non al settore minerario, perché l'articolo 1 non parla affatto di destinare sostegni al settore minerario, parla di destinare sostegni a favore di piccole e medie imprese industriali, agroindustriali e turistico - alberghiere, esattamente quelle contenute nell'emendamento.
Lo scopo dell'articolo è quello di vincolare alle zone interessate da una cessazione di attività minerarie degli investimenti una riserva di fondi a favore di quelle zone, stabilendo una procedura molto semplice, molto pratica, già sperimentata, peraltro con successo, su altre iniziative di questo genere, come l'agroindustriale di Oristano e via dicendo.
Con questo emendamento si disperderebbero dei fondi ad aumento di capitoli senza alcuna motivazione. C'è di più: il tenere su un fondo unitario darebbe maggiore flessibilità all'intervento, nel senso che se le domande sul settore turistico - alberghiero superassero i tre miliardi e se fossero molto di più la legge potrebbe soddisfarle senza bisogno di rinunciare a investimenti.
Per cui il parere è contrario proprio perché si tratta di un emendamento estraneo alle finalità della legge e dell'articolo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. Condivido il parere del relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.), relatore di minoranza. E` difficile credere che il relatore di maggioranza non comprenda le motivazioni dell'emendamento. Avrebbe fatto meglio a dire che è preferibile scegliere un'altra strada, un'altra via qual è quella indicata dalla legge, ma dire che non si comprende mi sembra abbastanza azzardato. Quello che si vuole fare, infatti, è scritto e sono anche stati evidenziati i motivi, perché la istituzione di uno stanziamento di riserva per un settore che è in crisi non è la strada migliore perché quando una zona è sottosviluppata e depressa, com'è il Sulcis Iglesiente, le politiche nazionali vanno ad individuare altri strumenti, e già in Sardegna, come dicevo prima, ne abbiamo due evidenti manifestazioni, che sono il contratto d'area di Ottana e il contratto d'area di Porto Torres, Sassari e Alghero.
Questo è il vero intervento se si vogliono affrontare i problemi di una zona sottosviluppata. Riservare una quota per iniziative per le quali esistono già le leggi di settore sembra una cosa fatta in maniera azzardata, perché induce e stimola in tutti quegli altri settori che si trovano in crisi, e sono tanti, ad ottenere analogo e adeguato trattamento da parte del Consiglio regionale, stabilendo appositi stanziamenti di riserva per quei determinati settori.
Quindi si tratta di uniformare le metodiche di intervento e dare a ciascuna situazione lo strumento più appropriato. Per cui, se è vero che nella zona esistono situazioni di sofferenza sotto l'aspetto economico e finanziario, è più logico ed è più corretto intervenire rifinanziando, nella misura in cui le disponibilità lo consentano, le leggi di settore che già esistono. Quindi, per favorire gli insediamenti di nuove iniziative produttive sia nel settore industriale, sia nel settore artigianale, sia nel settore turistico-alberghiero, con apposite direttive la Giunta potrebbe individuare delle priorità a favore di quei soggetti che intendano preferire quelle zone alle quali stiano facendo riferimento, piuttosto che ad altre.
Quindi se ci fossero le direttive nelle quali l'Assessore dell'industria stabilisce che questi stanziamenti aggiuntivi sono prioritariamente destinati a quei soggetti che quelle manifestazioni di nuove iniziative produttive intendano insediarle in quei territori, sono preferite rispetto ad altre che se ne vogliono andare per esempio a Quartu o se ne vogliono andare a Muravera, oppure dove essi avrebbero preferito ove non ci fossero stati questi provvedimenti.
Quindi la finalità dell'emendamento è chiara, crediamo che sia la strada più corretta, coerente con quanto è stato fatto sino adesso e che se per queste aree si vuole intervenire con strumenti diversi ed eccezionali, questi non sono certamente rappresentati dalle quote di riserva, ma sono evidentemente altri strumenti di politica nazionale ai quali facevo riferimento in precedenza.
Quindi, ovviamente, il mio voto non può che essere favorevole all'emendamento.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, chiedo cortesemente la sospensione dei lavori per mezz'ora. Ho informato anticipatamente i colleghi Capigruppo anche della maggioranza, perché vi è una conferenza stampa già programmata da qualche giorno dei Gruppi delle opposizioni.
PRESIDENTE. Normalmente per le conferenze stampa non si interrompe, ma se non ci sono obiezioni, se è stato concordato con i Capigruppo non ho niente da obiettare, sospendiamo per mezz'ora. I lavori riprenderanno alle ore 11 e 32.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 02, viene ripresa alle ore 11 e 36)
Continuazione della discussione degli articoli del testo unificato della proposta di legge La Rosa - Scano - Falconi - Marrocu - Berria - Busonera - Cherchi - Cucca - Cugini - Dettori Ivana - Fois Paolo - Ghirra - Obino - Sanna Salvatore - Sassu - Usai Pietro - Zucca: "Soppressione dell'Ente Minerario Sardo (E.M.Sa.) istituito con legge regionale 8 maggio 1968 n. 24. Costituzione di una nuova società per azioni che assume funzioni e competenze nel campo della valorizzazione delle risorse geo-minerarie ed ambientali della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 8 maggio 1968 n. 24" (94); del disegno di legge: "Interventi per la riconversione produttiva delle aree minerarie e per il riordino e la dismissione delle partecipazioni dell'Ente Minerario Sardo e delle società finanziarie regionali di settore" (350) e della proposta di legge Balletto - Fantola - Secci - Bonesu: "Soppressione dell'Ente Minerario Sardo e riordino delle società controllate e collegate" (379)
PRESIDENTE. Avevamo previsto di riprendere alle 11 e 32, sono le 11 e 36, ci sono da illustrare gli emendamenti numero 2, 3, 4, 5, 6, 56 e anche 57. Dal numero 2 al numero 6 compreso sono firmati dal consigliere Pittalis, quindi chiedo al consigliere Casu se intende illustrarli.
CASU (F.I.). Per quanto riguarda l'emendamento numero 2, il comma 1 dell'articolo 2 dopo le parole presso la società finanziaria, industriale - rinascita Sardegna, sono aggiunte le seguenti parole "la banca CIS".
E` strano perché si indichi sempre quale istituto di credito che abbia la capacità giuridica di operare con questi finanziamenti solo la SFIRS, noi ci domandiamo perché questa possibilità non venga offerta anche alla banca CIS che opera nello stesso settore, così come opera la SFIRS; d'altra parte mi pare che consentire a due banche la possibilità di fare, in concorrenza l'una con l'altra, le stesse operazioni sia un fatto positivo e non un fatto negativo per quanto riguarda gli utenti, mentre invece dappertutto troveremo sempre, e non è solo in questo disegno di legge, è capitato anche altre volte di vedere sono la SFIRS e non la banca CIS, perciò questo emendamento non tende certamente a cancellare l'attribuzione alla SFIRS, ma intende aggiungere alla SFIRS anche la banca CIS.
PRESIDENTE. Questa illustrazione valeva per gli emendamenti 2, 3 e 4, rimane da illustrare invece l'emendamento 5 che è di tenore diverso. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.), relatore di minoranza. Con l'emendamento numero 5 si intende istituire, nella previsione che nel processo di privatizzazione intervengano imprenditori che subentrano all'EMSA, dicevo che in questo processo mentre è fondamentale l'esigenza di trovare situazioni di ricollocazione del personale, facente parte del sistema, è pure necessario che gli imprenditori che subentrino, oltre all'impegno di assumere per un triennio detto personale, forniscano anche le garanzie del mantenimento del posto di lavoro per gli stessi soggetti.
Questo perché in passato si è verificato che in situazioni analoghe se all'obbligo di assunzione, al quale peraltro si dà nella fase iniziale adempimento, non segue l'effettivo mantenimento dell'occupazione, l'obbligo in effetti viene completamente non osservato, e perché questo non si verifichi è giusto che in legge sia previsto che il processo di privatizzazione possa avvenire dietro la prestazione di adeguate ed opportune garanzie.
Questo è lo scopo dell'emendamento, e riteniamo che sia giusto e doveroso che questo tipo di garanzia venga assunta a favore della Regione.
PRESIDENTE. Può essere illustrato l'emendamento numero 6, sempre a firma Pittalis. Chi intende illustrarlo? Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.), relatore di minoranza. L'emendamento numero 6 rappresenta uno dei punti nodali della legge che, fra le altre cose, ha dato origine anche ad approfondimenti in Commissione e per i quali esistono anche ipotesi di componimento delle diverse posizioni che sono emerse, cioè quelle rappresentate dal provvedimento normativo e le finalità che questo emendamento intende produrre.
Nell'emendamento si sostiene che i territori, i Comuni che sono coinvolti nel sistema delle miniere debbano essere gli artefici e i promotori di qualsiasi iniziativa di recupero e di programmazione delle loro risorse, con questo emendamento si vuole far sì che questi terreni e fabbricati siano immediatamente trasferiti ai Comuni per dare attuazione a questa primaria esigenza. Queste sono le finalità dell'emendamento.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 56 a firma Marrocu e più ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu.
MARROCU (Progr.Fed.) Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Può essere illustrato l'emendamento 57 presentato da Bonesu, Sanna Giacomo e Serrenti, chi chiede di illustrarlo?
(Interruzione)
Non esiste una delega del genere. Non è in Aula il consigliere Bonesu, né il consigliere Sanna Giacomo, né il consigliere Serrenti; quindi, l'illustrazione non può essere fatta da uno dei proponenti, non posso che considerarlo illustrato; la lettura, del resto, è molto semplice.
Prima occorre il parere della Commissione e poi della Giunta su tutta la congerie di emendamenti. Ha facoltà di parlare il consigliere Murgia, relatore di maggioranza.
MURGIA (F.D.S.-Progr.Sard.), relatore di maggioranza. Sugli emendamenti 2, 3, e 4, pur condividendo personalmente la preoccupazione che non ci sia uno sfavore rispetto ad un istituto di credito come la banca CIS, ritengo che debbano essere respinti gli emendamenti in quanto la banca CIS è dal punto di vista normativo un istituto di credito che è assoggettato alle norme sulla concorrenza della CEE, per cui una disposizione di questa natura sarebbe in violazione con un obbligo di stabilire una procedura concorsuale tra le diverse banche che potrebbero svolgere questo servizio, e ciò porterebbe ad un inutile dispendio di tempo, di energie e di risorse, e anche ad una frammentazione di un fondo che è abbastanza limitato.
Per cui si ritiene più utile che invece sia affidato ad una società finanziaria della Regione che non ha questi vincoli di natura comunitaria, per cui ripeto, lo spirito va bene ma non è praticabile. Va tenuto presente che questa legge non solo dovrà essere notificata alla CEE come obbligo nostro, ma è comunque sotto gli occhi attenti della Commissione per la concorrenza che si sta interessando in generale della materia, e che quindi è particolarmente attenta in proposito.
La Commissione ritiene invece che vada accolto l'emendamento numero 5, che riguarda le garanzie finanziarie, in quanto trova corretto che, anche a tutela dei lavoratori che dovessero essere assunti presso imprese, quindi lasciando la società dell'EMSA, abbiano un minimo di garanzia per qualche anno di una certezza del posto di lavoro e che nel caso venga meno entro un certo tempo il posto di lavoro, sia possibile recuperare l'incentivazione che è stata data anche a condizione dell'assunzione di questi dipendenti.
Per quanto riguarda gli emendamenti 6 - 56 e 57 la posizione è che pur ritenendo che in linea di massima ci debba essere una particolare attenzione per le prerogative dei Comuni in ordine alla gestione di beni che ricadano sul loro territorio, trattandosi di una procedura estremamente complessa e di beni di natura estremamente particolare, che abbisognano di messa in sicurezza, di risanamento ambientale e che debbano essere inseriti nell'ambito di una programmazione più ampia che tenga conto del fatto che costituiscono la principale risorsa sostitutiva dell'attività mineraria dismessa, la legge prevede una procedura più articolata, che pur garantendo le legittime istanze dei Comuni, preveda una fase programmatoria di risanamento che ne consenta la migliore gestione, nell'interesse stesso dei Comuni interessati.
A questo scopo esistono delle norme previste nell'articolo 8, ed è stato presentato un ordine del giorno al Consiglio regionale che norma in dettaglio questa materia. Ma, al di là di queste ragioni di carattere generale, ce n'è una tecnica, e a mio avviso insuperabile, che rappresenta il fatto che trattandosi di beni di proprietà di società di diritto privato, sottoposte prevalentemente ad una procedura di liquidazione, esse abbiano tutti i vincoli derivanti dal Codice Civile e non possa essere disposta per legge un'alienazione di cespiti consistenti di questa società se non al termine della procedura di liquidazione, una volta che sono chiarite le varie partite in cui si articola la situazione di questi enti.
A questo scopo noi riteniamo, come Commissione, che vada respinto quindi l'emendamento numero 6, mentre potrebbero essere utilmente integrati gli emendamenti 56 e 57, in particolare l'emendamento 57 integrato della seconda parte dell'emendamento 56, dove si può in qualche modo quindi rispettare queste esigenze che abbiamo detto, cioè collocare il trasferimento ai comuni nell'ambito di una procedura di liquidazione che consenta di raggiungere questo fine, però con un meccanismo più rispettoso delle norme generali del diritto e delle esigenze particolari che hanno questi territori. Per cui inviterei i presentatori del 56 e 57 a ritirare gli emendamenti e a procedere ad una unificazione dei due testi, se questo è possibile e non c'è opposizione, in via subordinata votare per parti questi emendamenti in modo tale da conseguire, con una procedura più complessa, lo stesso risultato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. Presidente, su tutti gli emendamenti mi rimetto al parere del relatore.
PRESIDENTE. Riassumendo, se non ho capito male, il parere sia del relatore, sia della Giunta è il seguente. Gli emendamenti 2, 3 e 4 non vengono accolti, l'emendamento numero 5 viene accolto, l'emendamento 6 non viene accolto, gli emendamenti 56 e 57 sono considerati integrabili, cioè il 57 è considerato integrabile dall'ultima parte del 56; chiedo all'onorevole Bonesu, che è il presentatore dell'emendamento 57, se concorda con questa ipotesi.
BONESU (P.S d'Az). Sì, Presidente, credo che fra l'altro sia unificabile anche col 6, recependo il punto del 6 che parla di cessione a prezzo simbolico. E` stato anche elaborato un testo di unificazione di questi emendamenti che dice dopo il comma 6 - è aggiunto il seguente 6 bis - "I beni immobili pervenuti alla Regione per liquidazione dell'EMSA o delle società partecipate sono ceduti a prezzo simbolico, salvo diversa deliberazione della Giunta regionale, adottata su conforme parere della Commissione consiliare competente, motivata dal perseguimento di altro rilevante interesse pubblico e i comuni in cui sono ubicati entro 6 mesi dalla domanda presentata ai comuni interessati, corredata da un piano di utilizzo formalmente adottato dal Consiglio Comunale".
Su questo testo sono d'accordo per l'unificazione del mio emendamento sia col 56, sia ove i proponenti concordino anche con l'emendamento 6.
PRESIDENTE. Se la mia attenzione non mi ha tradito, mi pare che l'ipotesi dell'onorevole Bonesu sia una sintesi delle espressioni di parere sia del relatore, sia della Giunta, sia dei presentatori degli altri emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.), relatore di minoranza. Presidente, con riferimento a quest'ultimo aspetto, chiederei intanto che venga distribuita copia di questo progetto di unificazione degli emendamenti e volerlo un momentino considerare sospeso, cosa che frequentemente avviene, in maniera tale che ci si possa consultare e verificarne gli aspetti e se è il caso procedere ad ulteriore affinamenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). La proposta, che qui è stata illustrata adesso dal collega Bonesu, però andrebbe integrata dall'ordine del giorno che ugualmente sta subendo delle modifiche, che impegna la Giunta per quanto riguarda le direttive, per evitare che il passaggio delle proprietà immobiliari, terreni e fabbricati, ai Comuni per progetti di pubblica utilità, o per progetti che diano nuovamente lustro e sviluppo economico a quelle realtà, non venga rinviato a quando si è concluso tutto il passaggio del commissario che deve liquidare le società, passaggi che possono richiedere certamente non giorni, non una settimana, non mesi, ma può darsi anche anni e questo significherebbe che si potrebbe imbalsamare la proposta, i progetti e i piani che i comuni hanno elaborato, per i quali hanno avuto anche finanziamenti per elaborare i piani e che erano già predisposto.
Per cui andrebbe accompagnato da un ordine del giorno che è stato predisposto, che si sta anche questo correggendo dietro l'accordo, che impegna direttive anche verso il commissario liquidatore, cioè che non si attenda la possibilità che il comune acquisisca al proprio patrimonio, e quindi possa realizzare progetti, esclusivamente quando si è concluso l'iter di liquidazione, ma anche il commissario liquidatore possa accogliere richieste dei comuni interessati che hanno programmi, che hanno progetti per i quali hanno elaborato e studiato.
Quindi mentre per legge, come ha sostenuto nella Commissione e anche qui il collega Bonesu, forse questo è il massimo ottenibile in quanto potrebbe essere ritenuto non legittimo che per legge ci siano indicazioni precise al liquidatore, invece per quanto riguarda le direttive quindi che la Giunta regionale può fare possono essere indicate queste direttive anche in liquidazione.
Quindi l'emendamento, così come è proposto dal collega Bonesu, può essere ritenuto anche accoglibile, a condizione che l'ordine del giorno, che impegna la Giunta per le direttive sia strettamente legato a questo e non rinvii comunque dopo (PM/07) due o tre anni l'eventuale soluzione, perché sarebbe a questo punto forse più grave rinviare l'utilizzo dei terreni a quando si è concluso tutto l'iter di liquidazione, perché questo per i Comuni e per quelle popolazioni sarebbe un fatto comunque sicuramente negativo.
PRESIDENTE. Le due cose rimangono comunque distinte. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, mi dispiace contraddire o osservare su quanto ha sostenuto il collega Marrocu, ma non è tecnicamente possibile, cioè non possono passare i beni tout court da aziende a Comuni, devono essere acquisiti al patrimonio e poi possono essere ceduti anche a lire una o gratuitamente ai Comuni secondo quello che si disporrà, ma ci sono dei passaggi che è impossibile evitare.
PRESIDENTE. Concludendo su questo aspetto, sospendiamo l'emendamento che sintetizza le opinioni diverse, come a me pare, presentato dal consigliere Bonesu, lo metteremo in votazione e metteremo in votazione il testo di quell'emendamento, nel corso degli accordi per trovare la formulazione definitiva si ipotizzerà anche l'approvazione dell'ordine del giorno, ma io metterò in votazione l'emendamento, l'ordine del giorno ha un iter che è assolutamente distinto da quello della votazione di un emendamento.
Quindi sospendiamo per intanto l'emendamento e sospendiamo conseguentemente anche l'articolo 2 per passare al successivo.
MARROCU (Progr. Fed.).Gli emendamenti sono un articolo a parte: l'articolo 2 bis. Non sono aggiuntivi all'articolo 2; sono un nuovo articolo.
PRESIDENTE. L'articolo 2 non si può votare per spizzichi, gli emendamenti all'articolo 2 sono sospesi e li voteremo successivamente. Si dia lettura dell'articolo 3.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 3
Realizzazione di infrastrutture e progetti per l'utilizzazione
degli immobili minerari
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata, sulla base di programmi d'intervento approvati dalla Giunta regionale, a finanziare e cofinanziare opere infrastrutturali integrate nei settori dell'industria, dell'agricoltura e del turismo e progetti di recupero e riabilitazione del patrimonio immobiliare direttamente o indirettamente connesso ad attività minerarie dismesse, al fine della sua utilizzazione per attività produttive private o per iniziative di interesse pubblico, anche stipulando gli opportuni accordi di programma con amministrazioni locali ed altri soggetti pubblici e privati interessati. Gli accordi stabiliscono, in conformità alla normativa vigente, il concorso di risorse finanziarie o patrimoniali dei soggetti che li stipulano. I programmi d'intervento sono proposti alla Giunta regionale dall'Assessore dell'industria, di concerto con gli altri Assessori competenti nei diversi settori oggetto dell'intervento, e possono essere finanziati, oltre che con gli appositi stanziamenti a carico del bilancio della Regione, con le risorse previste dalle leggi regionali di settore.
2. L'approvazione dei programmi d'intervento di cui al presente articolo comporta la dichiarazione di pubblica utilità delle opere in essi considerate.
PRESIDENTE. All'articolo 3 sono stati presentati tre emendamenti Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pittalis.
PITTALIS (F.I.).Si danno per illustrati.
PRESIDENTE.Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Murgia.
MURGIA (F.D.S.-Progr.Sard.), relatore di maggioranza. Il parere è contrario, anche perché rappresentano, a nostro avviso, una inopportuna limitazione anche e soprattutto della possibilità di sviluppare iniziative private e utili sui patrimoni immobiliari dismessi dal minerario, in quanto eliminare i terreni... il patrimonio immobiliare indirettamente connesso, dal testo, vuol dire renderlo indisponibile a iniziative anche di carattere privato che intendessero sviluppare su questo territorio, cioè indisponibile nel senso di infrastrutture. Eliminare la dizione degli edifici di natura già mineraria che possono essere utilizzati per fini di interesse pubblico, avrebbe per esempio il significato di impedire, per fare un esempio concreto, che nella ex miniera di Monteponi, come sta attualmente avvenendo, si svolgano corsi universitari o corsi di laurea breve in quelle aree, cosa che chiaramente è a mio avviso insensata, perché qualora ci fossero iniziative di questo genere andrebbero certamente incentivate e non rappresenterebbero sicuramente una violazione, un attacco alla libera iniziativa privata.
Il comma 2 avrebbe effetto negativo esclusivamente sulle iniziative private che avvenissero sui terreni pubblici, in quanto qualora ci fosse un utilizzo pubblico la dichiarazione di pubblica utilità non sarebbe necessaria, sarebbe insita nella natura stessa dell'intervento, servirebbe esclusivamente a impedire che una iniziativa, per esempio turistica di grande rilievo in una certa zona, venga ostacolata dalla impossibilità di espropriare particelle di terreno, proprietà private che fossero di impedimento a questa cosa, per cui riteniamo che debbano essere respinti tutti e tre.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. La Giunta si riconosce nel parere del relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Con l'articolo 3 in argomento si dispone che la Regione abbia la possibilità di finanziare, o cofinanziare opere infrastrutturali integrate nei settori dell'industria, dell'agricoltura e del turismo, nonchè progetti di recupero e riabilitazione del patrimonio immobiliare direttamente o indirettamente connesso ad attività minerarie dismesse, al fine della sua utilizzazione per attività produttive private o per iniziative di interesse pubblico.
Presidenza del Presidente Selis
(Segue BALLETTO) Ora se ben si capisce e si giustifica l'intendimento relativamente al patrimonio direttamente connesso alle attività minerarie dismesse, non si riesce ad intendere i motivi per i quali tali iniziative debbano estendersi anche al patrimonio indirettamente connesso, intanto perché risulta difficile la individuazione di quest'ultima categoria, e poi se si vuole estendere le possibilità di intervento, ciò non deve essere fatto con la legge di riforma, ma attraverso leggi di settore.
Preoccupa inoltre, e non poco, che nell'articolo 3 si preveda una tipologia, che se appare giustificata nell'ottica dell'economia di mercato, e quindi di interventi a sostegno e di incentivazione dell'imprenditoria privata, non lo è certamente per la parte che interessa le iniziative di interesse pubblico; si farebbe, in sostanza, rientrare dalle finestre aperte dell'ARGEA ciò che con legge di riforma, ma solo a parole evidentemente, si fa uscire dalle porte dell'EMSA e dalle sue consociate, tra tutte vedasi la PROGEMISA.
A nostro parere questo è un evidente segnale che il potere pubblico non intende minimamente mollare la presa e che vuole ingerirsi, direttamente o indirettamente, nel governo dell'economia con un ruolo primario che altro non è che la causa dei mali ai quali si vorrebbe invece porre rimedio. Per i motivi anzidetti e per la necessità che la Regione assuma il ruolo proprio, e cioè di disinteressato arbitro, il che comporta la sua assenza in veste di imprenditore, sono stati proposti questi emendamenti. Diciamo che con questo intervento ho inteso discutere sia l'emendamento numero 7, sia il numero 8 e il numero 9 perché la ratio che li ispira è la medesima.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene chiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene chiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano. (Viene chiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 4.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 4
Recupero e riabilitazione ambientale
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a finanziare e cofinanziare interventi di recupero e di riabilitazione ambientale dei siti interessati da attività minerarie o di cava dismesse o in fase di dismissione, a valere sul fondo di cui all'articolo 32 della legge regionale 7 giugno 1989, n. 30 (Disciplina delle attività di cava), come modificata dalla legge regionale 21 maggio 1998, n. 15.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 10. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare questo emendamento.
BALLETTO (F.I.), relatore di minoranza. L'emendamento 10, introduttivo dell'articolo 4 bis, è collegato con il successivo articolo 5, istitutivo dell'ARGEA. Siccome l'emendamento 5 è soppressivo, riteniamo che alcune funzioni dell'ARGEA, e segnatamente quella che riguarda la costituzione del presidio minerario, debbano essere mantenuta come attività proprio per valorizzare e mantenere il patrimonio di competenze che sono state create in tanti anni di attività. Quindi, questo emendamento che introduce l'articolo 4 bis, ha proprio questa finalità.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Murgia.
MURGIA (F.D.S.-Progr.Sard.), relatore di maggioranza. Il relatore ritiene questo emendamento assolutamente inadeguato sia per raggiungere i fini che esso stesso si propone, cioè della salvaguardia delle risorse di competenza e di professionalità acquisite, perché non si vede come possano essere salvaguardate promuovendo una libera associazione aperta alla partecipazione dei soggetti sui quali al massimo la Regione può esercitare la facoltà di invitarli a partecipare ad una associazione. Anche perché tale associazione esiste già, è l'Associazione mineraria, è l'Associazione dei minatori, ce ne sono due o tre che già svolgono questa attività e non si capirebbe quale cosa(?). La verità è che si appiccica impropriamente il nome di "presidio minerario" a una associazione culturale totalmente priva di poteri, di competenze, di strumenti operativi, mentre il proponente ritiene che il presidio minerario sia una cosa ben consistente e significativa, cioè una strumentazione, una dotazione di attrezzature finalizzate esclusivamente allo scopo di costituire strumento didattico di una attività di formazione, di tecnici di paesi terzi in modo particolare, che potrebbe svolgersi in luogo della attività mineraria dismessa.
Per cui si contrabbanda per presidio minerario una mera e insignificante associazione che, ripeto, già esiste. E` totalmente incongrua alle finalità proposte e segna proprio una volontà di disperdere totalmente il patrimonio minerario della nostra Regione e la sua cultura e la sua storia.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'industria.
PINNA, Assessore dell'industria. La Giunta si riconosce nelle considerazioni fatte dal relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.), relatore di minoranza. Cosa dire? Direi che se c'è qualcosa che si contrabbanda qui è proprio la mistificazione e la volontà di mantenere il sistema camuffandolo e dandogli una verniciatura di riforma. Tutte situazioni, fatti che sono stati evidenziati nel corso della discussione generale.
Se si parte del presupposto che l'ARGEA, agenzia che ha conflitti di competenze con l'istituenda Agenzia ambientale, se si vuole sostenere che l'ARGEA che svolge compiti e funzioni invadendo i campi delle libere professioni e sottraendo possibilità di lavoro alle imprese, se si considera l'ARGEA come la prosecuzione naturale della PROGEMISA, è evidente che nel momento in cui si cerca di riportare la funzione pubblica, la funzione dell'Esecutivo a quella che le è propria, e cioè di non ingerirsi con aspetti predominanti, direi quasi monopolistici nel settore privato, evidentemente tutto ciò che tende e va contro questa concezione centralista e dirigista è evidente che possa suonare come contrabbando.
La verità è che vogliamo che la Regione si tolga dai piedi dal settore privato, la Regione intesa come potere esecutivo. Vogliamo che queste risorse, queste attività siano restituite all'iniziativa privata che è l'unica capace veramente di valorizzarle rischiando di tasca propria, cioè mettendo denaro proprio e non denaro pubblico che pare che per il semplice fatto che è denaro pubblico non costi nulla, non valga nulla. Ma il denaro pubblico è frutto dei sacrifici di chi produce e che deve giustamente contribuire alle necessità dello Stato attraverso il prelievo fiscale. Noi abbiamo tanto rispetto per il denaro dei cittadini, chiunque essi siano e comunque essi contribuiscano, che non vogliamo assolutamente che questo denaro continui ad essere sprecato da una Regione inefficiente e che non vuole ritirare i propri tentacoli dal settore privato.
Ecco perché noi diciamo che ciò che deve essere tutelato può essere tutelato da un presidio che abbia caratteristiche riduttive e limitate e che questo avvenga seriamente, con risorse che sono adeguate, ma certamente non eccessive, da parte di una associazione che coinvolga gli istituti che sono istituzionalmente, scusatemi il bisticcio di parole, destinati a questo tipo di attività. Queste sono le Università, queste sono il Centro Nazionale delle Ricerche, sono tutti gli organismi già esistenti che si occupano di ricerca anche in quel settore e che per il fatto stesso che esistono non comportano lo spreco di denaro pubblico. Se tutto questo si intende e significa contrabbandare, diciamo che siamo dei contrabbandieri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, io, più che esprimere un giudizio sull'emendamento numero 10, vorrei richiamare il Consiglio, visti i discorsi che abbiamo sentito, a riportare su un piano di maggiore serenità ed obiettività il dibattito. Sull'emendamento numero 10 si sta facendo una specie di guerra di religione, anzi l'onorevole Balletto ha detto che siccome si propone l'abolizione dell'ARGEA è necessario l'emendamento numero 10.
Direi che le questioni non stanno così, cioè l'eventuale approvazione dell'emendamento numero 10 non è in contrasto con il persistere dell'articolo sull'ARGEA, leva soltanto una delle competenze. Mi sembra che la questione sia ampiamente discutibile perché in effetti l'attività di presidio minerario comporta che l'ARGEA gestisca dei cantieri minerari. Ora, stiamo uscendo completamente dal settore minerario come Regione, come attività pubblicistica, questo può avere una certa logica affidare questo settore a privati sotto forma di una associazione senza fini di lucro. Questo consentirebbe, considerato che la Regione comunque garantirebbe il finanziamento con un miliardo annuo, ai cultori della materia mineraria di poter svolgere la loro attività senza le pastoie burocratiche di un ente pubblico come l'ARGEA. Per cui mi sembra che tutto sommato il Consiglio è chiamato a decidere se questa attività debba essere svolta da privati interessati a svolgerla con finanziamento regionale o da un ente pubblico che comunque attingerebbe dalle casse della Regione. Non mi sembra quindi che sia il caso di scatenare una guerra di religione su questo emendamento numero 10 e dico che i consiglieri possono votare liberamente a favore o contro senza nessuna altra conseguenza su tutto il contesto della legge.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Su questo emendamento chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. E` stato chiesto il voto segreto sull'emendamento numero 10 aggiuntivo. Metto prima in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 10.
Risultato della votazione.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione a scrutinio segreto dell'emendamento aggiuntivo numero 10:
Presenti 61
Votanti 60
Astenuti 1
Maggioranza 31
Favorevoli 27
Contrari 33
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giordo - Granara - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Palomba - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Schirru - Serrenti - Usai Edoardo - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Si dia lettura dell'articolo 5.
DEMONTIS, Segretario:
Art. 5
Agenzia per le risorse geologiche e ambientali (ARGEA)
1. È istituita l'Agenzia per le risorse geologiche e ambientali (ARGEA), ente regionale di diritto pubblico.
2. L'ARGEA ha finalità di:
a) ricerca, raccolta, gestione e divulgazione di dati in materia geologica, geomineraria, idrogeologica e geoambientale, anche in collaborazione con il servizio geologico nazionale, e assistenza tecnica nelle medesime materie a favore di enti pubblici che ne facciano richiesta;
b) ricerca scientifica e tecnologica nel settore della coltivazione e trasformazione delle risorse geominerarie e del sottosuolo suscettibili di valorizzazione economica anche per fini energetici;
c) predisposizione di progetti di messa in sicurezza e di riabilitazione ambientale dei siti interessati da attività minerarie e di cava dismesse;
d) attività di servizio per il costituendo parco geominerario ed altre iniziative di archeologia industriale;
e) presidio minerario, consistente nel mantenimento in efficienza di alcuni impianti minerari strettamente necessari al fine di conservare e valorizzare le tecnologie e le professionalità minerarie, anche a scopi formativi.
3. L'ARGEA svolge la sua attività sulla base di propri programmi annuali e pluriennali, nonché su appositi incarichi conferiti da enti pubblici, da soggetti esteri e da organismi internazionali, anche con riferimento alle attività di cooperazione allo sviluppo, stabilendo gli opportuni rapporti di collaborazione con le Università, il Consiglio nazionale delle ricerche ed altri istituti ed enti culturali e di ricerca nazionali ed esteri.
4. Si applicano all'ARGEA le norme recate dalla legge regionale 23 agosto 1995, n. 20 (Semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale) e dalla legge regionale 15 maggio 1995, n. 14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti, istituti ed aziende regionali). Nelle medesime leggi le parole "Ente minerario sardo (EMSA)" sono sostituite, ovunque ricorrano, dalle parole "Agenzia per le risorse geologiche e ambientali (ARGEA)".
5. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Presidente della Giunta regionale, su conforme deliberazione della Giunta medesima, adottata su proposta dell'Assessore competente in materia di industria di concerto con l'Assessore competente in materia di ordinamento degli enti regionali, si provvede alla approvazione dello statuto e della pianta organica provvisoria dell'ARGEA ed alla costituzione degli organi della medesima.
6. Alla copertura dei posti in organico si provvede, in fase di prima attuazione, mediante concorso per titoli riservato al personale già dipendente dall'EMSA e dalle società controllate dall'EMSA.
7. L'ARGEA subentra all'EMSA negli accordi stipulati con soggetti pubblici strettamente inerenti alle finalità indicate nel comma 2.
8. All'ARGEA è fatto divieto di partecipare al capitale di rischio in qualunque intrapresa e di concedere finanziamenti o rilasciare garanzie a favore di imprese.
PRESIDENTE. All'articolo 5 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 11, 13, 14, 15, 16, 38, 12, 49, 17, 37, 39, 41. Se ne dia lettura.
DEMONTIS, Segretario:
PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati, iniziando dall'emendamento numero 11, a seguire. Ha facoltà di parlare il consigliere Balletto per illustrare gli emendamenti numero 11, 12, 13, 14, 15, 16.
BALLETTO (F.I.), relatore di minoranza. La legge di riforma parte da un presupposto fondamentale ed irrinunciabile: porre rimedio a una continua emorragia di pubblico denaro, non meno di qualche migliaio di miliardi, causata da un potere politico che l'ha voluta ed alimentata nel tempo con scelte azzardate ed irresponsabili.
Altra fondamentale esigenza da tutelare sarebbe quella di salvare ciò che di buono esiste nel settore, poco per il vero se si considera che non si vi è società del gruppo che chiuda il proprio bilancio in utile, nonchè quella di salvaguardare il diritto dei lavoratori a mantenere l'occupazione. Questi obiettivi possono raggiungersi solo a condizioni che esista una vera volontà di rimuovere le cause che hanno originato il disastro. Occorre in primo luogo fare sì che la Regione esca definitivamente dal sistema che la vede coinvolta e rinunci ad esercitare, su un settore che è stato sottratto all'iniziativa privata, la propria dominante sfera di influenza. Ogni riforma, che di fatto dissimula questa necessità, non è una vera riforma poiché non affronta i problemi, anzi li ingigantisce facendo sì che nel breve periodo essi si manifestino in maniera esplosiva per le sempre più gravi implicazioni di carattere sociale che necessariamente comporteranno. La sensazione, per non dire la certezza, è che l'intero impianto della legge non voglia eliminare le cause del dissesto e che la riforma abbia finalità perpetuatrici dell'esistente. L'EMSA infatti, al di là dell'enunciazione dell'articolo 6, non si estingue, o quanto meno non cesserà in tempi brevi. La sua azione infatti non è solamente rivolta alla mera attività di realizzo delle attività e di estensione delle passività, ma sovraintende ad altre operazioni quali quelle della costituzione attraverso la fusione o l'incorporazione di società del gruppo per favorire l'immediato reimpiego dei lavoratori non ricollocati.
Nasce l'ARGEA, ente di diritto pubblico e non più società per azioni come era stato più correttamente previsto nel disegno di legge della Giunta, la quale non è altro che un doppione dell'EMSA, un doppione ingigantito perché alle originarie funzioni attribuite all'EMSA la legge, così come licenziata dalla prima commissione, attribuisce nuovi e delicati compiti invadendo altrui sfere di competenze e dando luogo a inevitabili conflitti con altri organismi regionali. Significative ed esaustive in proposito sono le considerazioni fatte dall'Ordine dei Geologi della Sardegna che così testualmente si esprimono: "Si fa presente che lo statuto dell'Ente Minerario Sardo prevede la sola valorizzazione delle risorse geominerarie, pertanto l'Ente non ha mai svolto in maniera diretta attività nel settore ambientale se non relativamente al ripristino delle aree minerarie dismesse. Il nuovo ente regionale di diritto pubblico che sostituirà di fatto l'EMSA allarga le sue competenze alla ricerca, formazione e consulenza alle materie geologiche, idrogeologiche e geoambientali, alla predisposizione di progetti di messa in sicurezza e di riabilitazione ambientale dei siti interessati da attività minerarie dismesse, di sviluppo delle cartografie geologiche e tematiche e dei relativi supporti informativi, sconfinando nel campo delle competenze delle università, enti locali, dei già esistenti centri di ricerca, tutti su base e a carattere regionale: CRS4, Consorzio 21, il futuro Parco Scientifico, dell'attività libero - professionale e di attività imprenditoriali tipicamente private, si viene così a costituire un ente pubblico con possibilità di operare nel privato non già a servizio di soggetti importanti della comunità sarda ma come struttura egemone che agirà in quasi regime di monopolio. Ancora, la parziale sovrapposizione di competenze con EAF, ESAF e ERSAT nel campo della ricerca idrologica e con l'imminente agenzia per l'ambiente, che dovrà essere costituita in forza di legge con fini istituzionali specifici nel settore ambientale. L'ingerenza con le attività istituzionali dell'amministrazione regionale per quanto attiene la pianificazione del territorio e la gestione ambientale che non possono essere subordinate a iniziative e tempi di programmazione e di attuazione di soggetti terzi, per cui si rende necessario un coordinamento tra i nuovi soggetti di cui al disegno di legge, l'amministrazione regionale, gli enti locali territoriali, soprattutto per quanto attiene la costruzione di un sistema informativo territoriale e la condivisione delle informazioni cartografiche connesse anche per quanto attiene la più ampia fruibilità da parte di tutti i soggetti interessati. Vi è il rischio di duplicare attività con sperpero di risorse finanziarie. Continua " oltre a tali incongruenze si rileva in particolare che il disposto dei commi 2 e 3 è in netto contrasto con quanto previsto dagli articoli 85 e 86, imprese pubbliche, enti e società controllate e gli articoli 92 e 93 aiuti statali e falsità(?) della concorrenza, dello Statuto Unione europea, nonchè con le recenti leggi sui lavori pubblici, gare di progettazione, ivi compresi i relativi studi geologici, idrogeologici, geotecnici, geoambientali connessi, vedasi legge Merloni.
Attraverso l'ARGEA si tengono quindi in piedi le attività che il degenerato sistema aveva riconosciuto alle società di ricerca, consulenza (PM11) e di progettazione, la cui più deleteria espressione è rappresentata dalla PROGEMISA, la quale altro non è che il principale artefice dello sfascio del settore.
Come detto in precedenza, sopravviverà un soggetto di diritto privato, cioè la PROGEMISA, il frutto delle fusioni con il compito di assicurare lavoro ai dipendenti non ricollocati, ma ciò avverrà sottraendo opportunità di lavoro ad altri imprenditori qualificati, già esistenti, che saranno esclusi, in un sistema di concorrenza deviato dalle volontà politiche della maggioranza, dalle nuove opportunità che offriranno i lavori di recupero ambientale dei territori devastati e compromessi da una scriteriata attività di sfruttamento del suolo e del sottosuolo. Non è difficile pensare con quanti e quali maggiori oneri per la Regione saranno eseguite le opere di recupero ambientale.
Questa, signori, come ho più volte affermato, non è una riforma, se questa legge passerà e questo articolo passerà saranno inevitabili per il futuro ulteriori, gravosissimi impegni finanziari, ma sarebbe ancora accettabile, pur non condividendone la logica assistenzialistica e clientelare che ne costituisce il suo fondamento ed essenza, che tutto ciò fosse espressione aperta dell'interpretazione che voi date ai fenomeni economici e sociali, cioè se questa scelta fosse frutto del vostro programma politico da sottoporre, senza mistificazioni, al giudizio dell'elettorato.
Ciò che non può assolutamente accettarsi è che la mistificazione e l'inganno, quali intendono perpetrarsi con questa odiosa e finta riforma, possa essere ancora spacciato e come contrabbandato come tale.
Non voglio aggiungere altro perché mi riservo, in sede di discussione, di fare il punto su altri aspetti che meritano di essere un pochino approfonditi.
PRESIDENTE. Ritengo, ma chiedo conferma all'onorevole Balletto, che l'illustrazione di tutta la problematica riguardi il sistema degli emendamenti, li vuole precisare? Di tutti gli emendamenti a firma Pittalis? Perché poi interviene... quindi riguardano gli emendamenti - lo dico per i colleghi - 11 - 13 - 14 - 15 - 16.
Ha domandato di parlare per illustrare gli emendamenti numero 37, 38, 39, e 41 il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). L'emendamento numero 37, Presidente, nasce dall'esigenza che è emersa anche dagli interventi di ieri da parte del Gruppo di Forza Italia, di non consentire, di non dare la possibilità esplicitamente a chi fino ad oggi ha amministrato, nella maniera nella quale abbiamo illustrato ieri, l'Ente Minerario Sardo, di poter avere la possibilità di venir ulteriormente premiato e magari ritrovarsi amministratore della costituenda agenzia ARGEA.
Ci rendiamo conto che è un emendamento sicuramente molto forte, in assoluto non provocatorio, perché questo è quello che noi abbiamo sempre sostenuto in questi anni, che chi aveva mal gestito, chi aveva negli anni consentito con gestioni ballerine, con scelte evidentemente sbagliate e disastrose rispetto alla gestione economica delle società che fanno capo all'Ente Minerario Sardo, dovesse venire in una certa qual maniera - non trovo la parola - mi viene punito, ma secondo me probabilmente questa è una parola molto forte, però sicuramente non premiato per un qualcosa, per non essere riusciti di fatto a consentire da una parte il risparmio all'amministrazione regionale, all'intera Sardegna, di decine di miliardi buttati al vento negli anni, e dall'altra di non aver saputo porre freno ad una miriade di iniziative che col tempo si sono affermate totalmente fallimentari.
Sull'emendamento numero 38 invece, Presidente, avrei da fare correzione orale rispetto al testo dell'emendamento, che andrebbe così sostituito: al comma 6 dopo le parole "in fase di prima attuazione" sono aggiunte "e comunque per i primi 5 anni"; questo in maniera tale da consentire, in fase di prima applicazione della legge, per quanto riguarda la copertura dei posti in organico per l'ARGEA, per consentire che per almeno per i primi 5 anni le disponibilità dei posti in organico vengano ricoperte interamente dal personale che proviene dall'EMSA o dalle sue società.
Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 39, anche qui avrei da fare una modifica orale all'emendamento, cassando le parole "rispettivamente locale e nazionale". L'emendamento nasce dalla necessità di rafforzare in legge quello che è un principio per noi sacrosanto, ovvero sia che società che restano sul mercato con finanziamenti pubblici e che il più delle volte, se così dovesse terminare la legge, dovessero avere anche, oltre che proventi da parte della Regione anche addirittura delle commesse, che il tutto avvenga in termini di norme comunitarie e che quindi non costituiscano ostacolo alla libera concorrenza con il mercato dei privati. Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 40, Presidente, è stato ritirato.
PRESIDENTE. Il 41 è sempre a firma Lippi - Pittalis.
LIPPI (F.I.). Sì. Il 41 invece integra il comma 6 che dice: "alla copertura dei posti in organico si provvede, in fase di prima attuazione, mediante concorso per titoli riservato a personale già dipendente dell'EMSA e delle società controllate dell'EMSA e chiediamo l'aggiunta delle parole "con contratto a tempo indeterminato".
PRESIDENTE. Riepilogando l'illustrazione fatta dal consigliere Lippi, il 40 non riguarda questo articolo, il 41 invece riguardava questo articolo. Il consigliere Lippi ha con i suoi emendamenti, emendamenti a firma Lippi - Pittalis, proposto due emendamenti orali, ed esattamente nel 39 vengono eliminate le parole rispettivamente "locale" e "nazionale" se non ci sono osservazioni l'emendamento a livello di emendamento all'emendamento viene accolto, e nel 38 bisogna aggiungere le parole "e comunque per i primi 5 anni".
Questa aggiunta - vi prego di prestare attenzione - trasforma l'emendamento da soppressivo parziale in emendamento aggiuntivo, quindi viene votato dopo l'articolo, lo preciso per questo.
Per illustrare l'emendamento numero 49 ha facoltà di parlare il consigliere Boero.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, questo emendamento, in una strategia politica contro questo mostro che è la legge che si sta per approvare, al limite converrebbe non presentarlo perché così, se non approvato, nello spirito con cui viene proposto, è motivo di rinvio della legge da parte del Governo nazionale, perché? Perché il concorso per titoli, considerato che com'è noto il personale delle consociate è regolato dalle norme di diritto privato ed è stato assunto per chiamata diretta, non può quindi essere assunto presso un ente di diritto pubblico non di certo con un concorso riservato, ma così come proposto dall'emendamento mediante pubblico concorso, altrimenti la norma sarebbe incostituzionale ai sensi degli articoli 3 e 97 della Costituzione stessa. Ecco il motivo dell'emendamento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Murgia.
MURGIA (F.D.S.-Progr.Sard.), relatore di maggioranza . Il parere sull'emendamento numero 11 ovviamente è negativo. Terrei a precisare una cosa, che al di là della elencazione dei compiti dell'ARGEA, al comma 2, che possono apparire ridondanti ed eccessivi, va tenuto presente che questi compiti non sono da intendere come intervento in attività private dell'ARGEA, a parte che esistono precisi articoli e norme che le impediscono di dar luogo a società e di intervenire in materia con caratteristiche di ente di diritto economico, ragione per cui per esempio l'emendamento 12 è respinto, in quanto si vuole mantenere questo carattere di ente regionale pubblico, si tratta esclusivamente di attività di pubblico servizio, finalizzate al migliore, più ordinato e più ampio dispiegamento di attività private nel settore minerario, di cava e nei settori a questi collegati.
Voglio far presente che se è vero che una storia dell'attività mineraria è finita, per certi versi, c'è un ampio sviluppo dell'attività di cava nel campo del granito, dei materiali per la ceramica, dei materiali industriali di varia natura, sviluppo nel quale ci sono molte imprese private che hanno bisogno di sostegno, di indirizzo, di assistenza e hanno bisogno di programmazione, che sono i compiti tipici dell'attività regionale che deve essere fatta con uno strumento apposito.
Per cui questa elencazione di servizi non costituisce affatto invadenza del settore privato, né riproposizione di compiti di società dismesse. PROGEMISA aveva come compito principale la ricerca mineraria; qui stiamo parlando di ricerca scientifica ed esclude l'attività di ricerca mineraria, che appositamente per esempio non è stata inserita nell'elenco.
Con questo strumento si consente alla Regione sarda quindi di programmare e di rilanciare lo sviluppo di un settore estremamente importante ed estremamente delicato per le sue interrelazioni con l'ambiente e, secondo, di valorizzare una delle più importanti caratteristiche della nostra regione, che è la ricchezza e la varietà geologica e la rarità del suo territorio, nonché di fare un'operazione culturale, economica e politica di straordinario rilievo, che è quello di cessare gran parte delle attività minerarie tradizionali, ma conservare delle capacità professionali, tecnologiche, culturali e di immetterle e di valorizzarle su un mercato più ampio di quello della Sardegna. Per cui la regione produttrice di materiali a basso valore aggiunto può diventare una regione che esporta servizi, consulenze, scienza e cultura in questo campo, attraverso precisi accordi già in atto col Ministero degli esteri, in una prospettiva di contributo della Sardegna agli aiuti al terzo mondo, in una prospettiva di valorizzazione della sua posizione geografica al centro del Mediterraneo e crocevia di questi incontri. Esistono programmi, progetti, finanziamenti, esistono richieste da parte del Terzo mondo che possono essere soddisfatte, ripeto, non con un'attività di produzione e di fornitura di servizi, ma con una attività di promozione, di indirizzo e di garanzia di questi servizi.
A tal fine vorrei subito anticipare che è parere della Commissione che per chiarire ogni eventuale ulteriore equivoco si debba accogliere l'emendamento aggiuntivo numero 39, non vorrei confondere, dove sostanzialmente si dice che l'ARGEA orienta la propria attività, in modo tale da non costituire ostacolo alla libera concorrenza entro il mercato (c'è un emendamento orale che toglie "locale" e "nazionale", se non ricordo male) dell'offerta di beni e servizi eccetera, anche con riguardo all'attività del lavoro autonomo professionale.
A dimostrazione della buona fede e dell'intenzione chiara del legislatore, e a rassicurazione di quanto diceva l'onorevole Balletto dell'ordine dei geologhi che si muove in questa direzione. Per cui non stiamo riportando dalla finestra quanto è uscito dalla porta e quanto è assolutamente chiaro da tutta la legge; ci troviamo in un campo di svolta vera in questo campo, dove si lasciano alla Regione e ai suoi organismi esclusivamente quanto è obbligo della Regione fare, perché è obbligo della Regione non trascurare la potenzialità di sviluppo di nessuna risorsa della nostra Regione sarda.
Al contrario, l'abolizione di questi strumenti significa una sola cosa, che sulla storia mineraria della Sardegna, non sto a fare retorica sull'importanza di quello che ha avuto, si fa tabula rasa sostanzialmente, senza lasciare assolutamente nulla in campo e senza lasciare nessuna prospettiva. Questo è inaccettabile, sarebbe delittuoso nei confronti della storia passata delle miniere e sarebbe delittuoso nei confronti di quanti, dallo sviluppo di queste attività e da una nuova presenza della Regione possono trovare ragione di soddisfazione, ragione di impegno economico sostanziale.
PRESIDENTE. L'emendamento 11 non viene accolto; è stato già annunciato l'accoglimento del 39, rimane l'emendamento numero 13.
MURGIA (F.D.S.-Progr.Sard.), relatore di maggioranza. L'emendamento numero 13 viene respinto in quanto si tratta di una versione moderata del precedente articolo, ma egualmente devastante per i fini della legge e soprattutto costituisce un ritiro dal campo della Regione Sarda sulle due questioni più innovative, più significative che si vogliono portare avanti.
Il parco geominerario costituisce uno straordinario riconoscimento internazionale, non si capisce perché la Regione Sarda non debba attrezzarsi a contribuire al successo di questo parco, fatto salvo che si parla sempre di attività di servizio A e che il parco geominerario si auspica che venga gestito direttamente dagli enti locali in primo luogo, e dai soggetti più titolati a gestirlo, qui stiamo parlando di un supporto.
Sul presidio minerario abbiamo già detto, si tratta sostanzialmente di conservare la possibilità di un'attività didattica importante che si colloca in Sardegna, con tutti i riflessi importanti che può avere anche per l'imprenditoria privata la frequentazione della nostra isola da parte di tecnici e di dirigenti minerari del terzo mondo, che vedano in questa nostra Regione un punto di riferimento per il loro bisogni, alternativi anche al dominio del capitale multinazionale che normalmente ha con questi paesi dei rapporti diversi.
Quindi si tratta di una grave amputazione della legge e di una grave amputazione, ripeto, delle prospettive di rilancio di questo mondo che non possiamo permetterci.
L'emendamento numero 14 è relativo a questo aspetto, non avrebbe senso svolgere attività di servizio, per esempio, rispetto al parco geominerario, se l'ente titolare del parco stesso non avesse la possibilità di conferirgli incarico, di prestargli quanto gli serve, sempre con questo criterio di sussidiarietà che traspare da tutta la legge, cioè che l'ARGEA fa quanto non riescono e non possono fare i privati.
La soppressione del comma 4 è ovviamente relativa all'approvazione, sarebbe conseguenza dell'approvazione dell'emendamento numero 12, una volta che venisse respinto l'emendamento numero 12 questo comma 4 resterebbe indispensabile per la completezza della legge, in quanto conseguente all'approvazione dello stesso.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 16 ha facoltà di parlare il consigliere Murgia.
MURGIA (F.D.S.-Progr.Sard.), relatore di maggioranza. Su questo problema, in una riflessione in prima Commissione avevamo pensato di accoglierlo, però una riflessione successiva in quanto la parola già dipendente in qualche modo poteva considerarsi relativa a personale che abbia fatto parte negli anni passati dell'Ente Minerario Sardo, e che adesso non ne faccia più parte, può rientrare in modo anomalo dentro questo aspetto.
Però il termine "già" può diventare indispensabile in relazione al fatto che al momento dell'applicazione di questo articolo, nella sequenza prevista dalla legge, l'Ente Minerario è già disciolto, i suoi dipendenti sono già passati alla Regione per cui l'ente non ha più dipendenti a quel momento; allora il termine "già dipendente" può essere sostituito da "personale dipendente dall'EMSA al momento dello scioglimento dell'ente stesso", è un emendamento orale che coglie il senso dell'articolo ma lo rende più praticabile, altrimenti potremmo trovarci nell'inconveniente che dicevo prima.
Sull'emendamento numero 38, così come emendato oralmente, la Commissione è favorevole. Ora abbiamo l'emendamento numero 12? Per l'emendamento numero 12, per quello che dicevo prima, noi stiamo parlando di attività di pubblico servizio, di attività da parte dell'ARGEA che non si vuole immettere sul mercato, trasformarla in una società per azioni significa aprire tante di quelle finestre per fare rientrare molto del passato dell'Ente Minerario Sardo, da essere francamente contraddittorio con questa finalità che si vuole riservare all'agenzia di ente rigorosamente pubblico, di non ingerenza nel mercato, per cui preferiamo tenere la dizione di ente pubblico, proprio per evitare che possano ripetersi un domani delle distorsioni, delle deviazioni che ci sono state nel passato nell'attività dell'ente stesso.
Sull'emendamento 49 non è accettabile, perché significherebbe rifiutare proprio le professionalità importanti che si sono create dal personale già dipendente dalle società, e dalle quali non si ritiene utile e necessario accedere, sostanzialmente è un parere negativo della Commissione.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero17 ha facoltà di parlare il consigliere Murgia.
MURGIA (F.D.S.-Progr.Sard.), relatore di maggioranza. Presidente, mi sembra tra l'altro che sia ripetitivo di un paragrafo successivo, ma era stato preannunciato il ritiro di questo emendamento. Sull'emendamento numero 37 sembra eccessivamente punitivo e poi si rischia di buttare il bambino con l'acqua sporca, potranno essere utili all'ARGEA anche delle professionalità esistenti, che si sono formate, e che non necessariamente sono da considerare responsabili degli errori che ci sono stati ma che hanno dato anche un contributo valido alla cosa, per cui viene respinto anche il 37.
Mentre preannunciavo l'accoglimento del 39 e l'accoglimento anche del 41, l'articolo prevede il contratto a tempo indeterminato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'Industria.
PINNA, Assessore dell'industria. Presidente, il parere della Giunta coincide con quello del relatore sui singoli emendamenti. Solo una brevissima considerazione che vale per l'insieme degli emendamenti, l'ARGEA ha solo compiti di interesse pubblico ben circoscritti, non può essere pervasiva di compiti affidati al mercato, alle libere professioni, nell'emendamento che testè il relatore dichiarava di accogliere, mi pare il 39, questo elemento viene ulteriormente garantito e rafforzato, non può partecipare l'ARGEA al capitale di rischio, e dunque a intraprese che possano dar luogo ad un sistema di società a cascate, come è avvenuto in passato, ma previsto dalla legge, quindi mi pare di poter dire che l'ARGEA non può essere identificata con l'EMSA, è un taglio netto rispetto all'EMSA, non può avere partecipazioni, quindi è solo un'agenzia di valorizzazione di un patrimonio che è ancora presente in Sardegna, patrimonio geologico e geominerario, ma senza funzioni operative e senza funzioni gestionali, quindi in un quadro totalmente diverso rispetto al passato.
E` uno strumento che, secondo me, è indispensabile per avere come Regione un ruolo nel valorizzare una propria risorsa, che è quella geologica e geomineraria, e che è fra le straordinarie in Europa e non solo in Italia.
PRESIDENTE. Prima di aprire la discussione, chiedo ai proponenti... il relatore prima diceva che riteneva che l'emendamento numero 17 potesse essere ritirato, se rimane chiedo il parere del relatore o se viene ritirato.
BALLETTO (F.I.). L'emendamento numero 17 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 17 è ritirato, chiedo altresì ai proponenti se l'emendamento 16, per il quale il relatore era d'accordo nella sostanza ma proponeva un'altra formulazione, invece della parola "già" - poi in sede di coordinamento verrebbe visto meglio - però l'espressione "personale" verrebbe così formulata "personale dipendente dall'Ente Minerario Sardo al momento dello scioglimento".
Quindi chiederei ai colleghi che l'hanno proposto, al collega Pittalis e agli altri che lo sostengono, se questa formulazione possa essere la formulazione definitiva e quindi in tal caso credo che verrebbe accolto, cioè è un fatto di chiarimento lessicale.
(Interruzione)
Vuole che ripeta? Per l'emendamento 16 il relatore diceva che nella sostanza si era d'accordo anche in Commissione, però per una migliore espressione e valutazione della sostanza invece di dire che è soppressa la parola "già dipendenti" bisognerebbe, perché a quel tempo l'ente sarebbe già sciolto, mi pare di capire che la formulazione che il relatore proporrebbe per una migliore comprensione del significato dell'emendamento è "personale dipendente dall'Ente Minerario Sardo al momento dello scioglimento".
BALLETTO (F.I.). Va bene.
PRESIDENTE. Viene formulata in questi termini, poi in sede di coordinamento verranno sistemate meglio, quindi anche il 16 è accolto con questa precisazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto sull'articolo e sugli emendamenti. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.), relatore di minoranza. L'Assessore ha avuto modo tanto ieri nel suo intervento, al termine della discussione generale, e poc'anzi nell'esprimere il suo parere di affermare, cosa che è corretta, che l'EMSA poteva istituire e quindi procedere alla creazione di società. Però, Assessore, ha scordato di dire che le attività principali dell'EMSA disciplinate dall'articolo 2 della legge istitutiva non prevedeva affatto che l'EMSA potesse costituire società, perché i compiti erano ben individuati alle lettere a), b), c), d) ed f) che non leggo adesso ma posso assicurare che in queste lettere non è affatto compresa la possibilità di costituire società. Lo prevede l'articolo 8, al quale articolo 8, è importante leggerlo, si dice: "Per l'attuazione dei compiti di indagine e di ricerca mineraria, e di quelli relativi alla coltivazione, si avvarrà di società". Quindi erano non attività di coltivazione da svolgere in proprio, ma si trattava di studi e ricerche finalizzate alle attività di coltivazione, quindi non è che dovesse fare l'imprenditore. Comunque, questa norma è stata forzata perché l'EMSA, poi nel tempo, non solo si è limitata a costituire o a partecipare a società che avevano funzioni di ricerca e di stimolo alla coltivazione, ma ha anche espanso la sua attività con la costituzione di società che avevano ad oggetto imprenditoriale attività che con le attività minerarie c'entravano come il cavolo a merenda, mi si passi l'espressione. E così abbiamo visto sorgere tutte quelle società che sono sorte e che sono esse motivo di doglianze quali sono appunto quelle che hanno poi originato la necessità di procedere alla riforma dell'ente.
Quindi, che cosa si può dire? Che purtroppo, colleghi, è sempre una questione di persone, non è un problema di leggi, perché se le persone, gli esecutori e gli attuatori fossero ispirati da principi di correttezza, di rispetto ortodosso delle norme, evidentemente ci si troverebbe in situazioni completamente diverse. Purtroppo non sono le buone leggi che fanno ottima amministrazione, ma sono le persone che le leggi devono applicare. Allora, quando ci troviamo di fronte ad un articolo come questo che istituisce questo soggetto che, come ho avuto modo di evidenziare in precedenza, si pone in una situazione di estrema conflittualità con altri soggetti che esistono, soprattutto nel settore della ricerca. Ma scusate, signori, cosa ci sta a fare il CRS4? Il Consorzio 21 oltre che all'attività a sostegno e a prestazioni di servizio a favore delle imprese, non ha tra il suo scopo ed oggetto principale l'attività di studio e di ricerca? Il Parco Scientifico di cui tanto si parla e che prima o poi dovrà venire alla luce, ma che cosa starà a fare? L'agenzia per le risorse ambientali che dovrà essere istituita, perché così pare perché esiste un disegno di legge nella Commissione competente, che cosa staranno a fare? E` possibile che questa Regione non trovi altre occasioni che non siano quelle di creare situazioni di conflittualità che nascono necessariamente dalla moltiplicazione dei soggetti?
Io dico che non sono le leggi, sono solamente le persone che fanno una buona amministrazione. Non mi sembra che così procedendo si renda un servizio alla nostra società e alla nostra isola. Perché, come ho avuto occasione di sottolineare ieri, di fronte a questa vastissima gamma e campo di possibilità di intervento non potranno che far seguito tutta una serie di iniziative che saranno portate a determinare organici di una certa natura e dimensione e sappiamo qual è il criterio dominante e che imperversa(?) tra la maggioranza e l'esecutivo in ordine all'occupazione dei posti che vengono a crearsi. Si precostituiscono, con questo articolo, a questa agenzia pubblica le opportunità di lavoro e vengono precostituite con denari pubblici, ma dove esiste che ancora, e lo ripeto alle soglie del terzo millennio, che la Regione debba istituire un ente e mantenerlo con le proprie risorse per potergli permettere e consentire di spaziare in campi vastissimi in posizione di conflitto con altri soggetti che già esistono. Ditemi se questa non è clientela, se questo non è atteggiamenti che sono volti e formati a garantire al sistema assistenza, ditemi se questi non sono atteggiamenti attraverso i quali si vuole ottenere facilmente il consenso elettorale. Noi questa operazione la vediamo esattamente ed esclusivamente come una operazione che è volta ad acquisire in maniera gratuita il consenso. Il consenso, signori, si ottiene con la buona amministrazione che è fatta da leggi fatte bene, possibilmente, ma questo è un compito dell'Assemblea, e da persone, da esecutivo e soggetti che rappresentano l'apparato amministrativo e di sottogoverno che abbiano a cuore l'interesse pubblico realmente e che svolgano il proprio lavoro con serietà e competenza e che non siano distratti, invece, da interessi diversi innominabili ovviamente e che sono quelli ai quali si è fatto riferimento prima.
Si è enfatizzata la costituzione di questo parco geominerario per il quale esiste anche una mozione che è stata presentata da Forza Italia ma che stranamente non arriva in quest'Aula, perché gli aspetti che sono stati posti in evidenza in quella mozione probabilmente preoccupano talune forze e taluni soggetti che dall'istituzione del parco trarranno vantaggi personali, diciamolo ancora una volta, perché è detto nella mozione, ho avuto modo di dirlo nei miei precedenti interventi, se parco minerario deve essere, parco minerario deve essere favorito e istituito, poteva essere favorito e istituito dal presidio minerario che noi intendevamo istituire con quell'articolo che il Consiglio ha ritenuto di non dover approvare. Questo sì, da parte di un soggetto che sarebbe stato competente, da parte di un soggetto che per svolgere queste iniziative non aveva bisogno di attingere al mammellone della Regione risorse smisurate, ma che poteva funzionare con risorse abbastanza limitate. Invece questo compito vuole attribuirsi all'ARGEA, così fare le fortune, come dicevo prima, di soggetti che oggi nel sistema EMSA vivono, prosperano e che non intendono assolutamente mollare la presa, e che fanno del sistema strumento per le proprie fortune e per le proprie prospettive politiche, non ultime quelle attuali regionali, e chissà forse che non ambiscano anche a cariche elettive più importanti, perché pare che l'ambizione di questi soggetti sia veramente senza limite. Noi non ci stiamo a questo tipo di discorso, non ci stiamo, lo abbiamo sostenuto per 4 anni, lo sosteniamo fortemente adesso, vogliamo soltanto sottoporre alla sensibilità dei colleghi, perché da persone responsabili, e mi rivolgo di nuovo a quel concetto iniziale, perché la buona amministrazione, le buone leggi le fanno le persone e non le fanno leggi stesse. Quindi, mi rivolgo alla sensibilità dei colleghi, perché nel momento in cui dovranno esprimere le proprie valutazioni con il voto queste siano frutto di una meditata riflessione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
BOERO (A.N.). Signor Presidente, gentili colleghe e colleghi, ieri, in fase di discussione generale ho avuto modo di rappresentare quale mostro si sta ricostituendo per via di clonazione. Ma la via degli emendamenti da parte, in modo particolare, dell'opposizione, è quel mezzo per cercare di correggere il mostro, farlo diventare un po' più vedibile, soprattutto evitare quegli aspetti che il collega Balletto che mi ha preceduto vedono sempre in primo piano la politica delle clientele, la politica del solo tornaconto partitico di schieramento, la mentalità di cercare di sistemare e risistemare gli amici degli amici per via diretta e indiretta.
Ora le professionalità alle quali si richiama il collega Murgia hanno opportunità e possono avere opportunità di fare valere queste loro stesse professionalità, proprio perché sono tali in altre intraprese o a contorno o dentro un nuovo soggetto, ma non nel modo per il quale possono continuare serenamente ad occupare, chi più o chi meno, meritatamente, la poltrona che la politica delle clientele di 30 anni fa e passa, gli è stata procurata.
Noi non possiamo guardare solo ed unicamente a delle professionalità indubbie che senza altro non tutti, perché hanno ottenuto il posto per grazia ricevuta politica poi non lo hanno meritato o non lo meritano, ma perché si sono create comunque delle situazioni di merito successivo, non possiamo andare contro la legge, la legge e gli articoli stessi della legge costituzionale, ma è anche un fatto morale, è un fatto di riferimento nei confronti delle nuove, vere, certe professionalità che, tramite un pubblico concorso e non tramite il vecchio sistema delle clientele degli amici degli amici, possono e devono avere l'opportunità, tramite un pubblico concorso, di accedere con vera professionalità determinata dall'esame di un pubblico concorso, al loro posto di lavoro come nuova opportunità per una parte abbastanza importante di quei tanti disoccupati da sempre della nostra Isola.
Ecco un aspetto che non è solo costituzionale ma è morale che il relatore Murgia, in sintonia con la politica immorale delle clientele, nel respingere l'emendamento ha non considerato. Ecco perché purtroppo ho osservato e riosservo che il vecchio modo e il vostro nuovo modo di considerare l'occupazione, il lavoro, cioè si vota per grazia ricevuta e da ricevere e non per pubblico, serio concorso.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 11, che non è stato accolto dalla Commissione e dalla Giunta. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà
BALLETTO (F.I.), relatore di minoranza. A nome del Gruppo sull'emendamento 11 chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 11.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 56
Votanti 55
Astenuti 1
Maggioranza 28
Favorevoli 25
Contrari 30
Il Consiglio non approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Balia - Ballero - Balletto - Berria - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Demontis - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Frau - Giagu - Giordo - Granara - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Metto in votazione l'emendamento numero 13, che non è stato accolto dal relatore e sul quale è stata chiesta la controprova.
PITTALIS (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto.
Votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 13.
Risultato della votazione.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 61
Astenuti 1
Maggioranza 31
Favorevoli 28
Contrari 33
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Tunis Marco - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 14. Anche questo non è stato accolto dal relatore e dalla Giunta, è stata chiesta la controprova.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Sugli emendamenti soppressivi parziali chiediamo la votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. E` stata chiesta la votazione a scrutinio segreto sugli emendamenti soppressivi parziali, che sono il 14 e il 15. Il 16 è stato accolto.
Votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 14.
Risultato della votazione.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 62
Astenuti 1
Maggioranza 32
Favorevoli 27
Contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Tunis Marco - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 15.
Risultato della votazione.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 62
Astenuti 1
Maggioranza 32
Favorevoli 25
Contrari 37
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Tunis Marco - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
L'emendamento numero 16, con un emendamento orale del relatore è stato accolto sia del relatore che dai proponenti, quindi credo che si possa votare a scrutinio palese.
Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Passiamo ora agli emendamenti sostituivi parziali. L'emendamento numero 12 non è stato accolto.
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 12.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 12.
Risultato della votazione.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 64
Astenuti 1
Maggioranza 33
Favorevoli 31
Contrari 33
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Marco - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 49. Ha domandato di parlare il consigliere Boero. Ne ha facoltà.
(V.P.V.)BOERO (A.N.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 49.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 49.
Risultato della votazione.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 65
Votanti 64
Astenuti 1
Maggioranza 33
Favorevoli 25
Contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Marco - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Metto in votazione il testo dell'articolo 5, perché poi passiamo agli emendamenti aggiuntivi.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, chiedo la votazione per parti a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Può precisare come vuole votare.
PITTALIS (F.I.). Presidente, comma per comma.
PRESIDENTE. C'è un problema di coordinamento, scusate un attimo. Bisogna stare attenti, prego i colleghi, votiamo ogni comma. Solo il 4 non si può votare perché è stato già respinto un emendamento soppressivo del 4, quindi il 4 è già approvato. Quindi, poi in sede di coordinamento, naturalmente, si farà un lavoro che tenga conto degli emendamenti già approvati.
Quindi, metto in votazione l'articolo 5, comma per comma. Il 1° comma, poi il 2°, il 3°, il 4° non si può votare perché c'è già un emendamento, il 5°, il 6° , il 7° ... anche il 6° non si può votare.
Partiamo dal comma 1°, è stato chiesto lo scrutino segreto.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del primo comma dell'articolo 5.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 69
Votanti 68
Astenuti 1
Maggioranza 35
Favorevoli 35
Contrari 33
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del secondo comma dell'articolo 5.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione del comma 2° dell'articolo 5:
Presenti 68
Votanti 67
Astenuti 1
Maggioranza 34
Favorevoli 34
Contrari 32
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
PRESIDENTE. Scusate, c'è un errore che abbiamo fatto noi come uffici, i presenti sono 68, poi c'è un astenuto, un nullo, quindi la maggioranza è di 34. Chi si astiene non è votante, quindi sono 34 i votanti c'è un astenuto che è il sottoscritto, quindi i voti necessari sono 34, i favorevoli sono giusti 34, i contrari sono 32 e quindi il Consiglio approva. Vi chiedo scusa, probabilmente con più calma qualche errore così tecnico potrebbe essere... adesso invece di mandarlo nel video mi faccio dare la tabella scritta che è più precisa.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del terzo comma dell'articolo 5.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 68
Votanti 67
Astenuti 1
Maggioranza 34
Favorevoli 34
Contrari 32
Voti nulli 1
Il Consiglio approva.
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Il 4° comma avevamo detto che non era votabile. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, siccome c'è un voto nullo, è possibile sapere di chi è, anche per evitare che non ci sia qualche problema nel meccanismo?
PRESIDENTE. I voti nulli non possiamo. E` come se uno annullasse il proprio voto. E` un modo di votazione, discutibile, ma è quello. I voti della votazione a scrutinio segreto si possono sapere soltanto gli astenuti perché sono considerati non votanti. Invece le votazioni nulle è come se uno annullasse una scheda, è un modo di votazione e rimane segreto anche esso. Non c'è un errore tecnico e, comunque per fugare ogni preoccupazione dell'onorevole Pittalis, prego i colleghi di controllare bene il voto.
Precisavo prima che il comma quarto, siccome è stato respinto un emendamento soppressivo del comma quarto, implicitamente l'Aula lo approva e quindi lo diamo per approvato.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del quinto comma dell'articolo 5.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 70
Votanti 69
Astenuti 1
Maggioranza 35
Favorevoli 36
Contrari 33
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - La Rosa - Ladu - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del comma sesto. Il comma sesto si vota perché non c'era un soppressivo ma un sostituivo e quindi non è stato approvato il sostituivo ma il comma va votato.
Risultato della votazione:
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 70
Votanti 69
Astenuti 1
Maggioranza 35
Favorevoli 36
Contrari 33
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - Ladu - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del comma settimo dell'articolo 5.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 70
Votanti 69
Astenuti 1
Maggioranza 35
Favorevoli 34
Contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - Ladu - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Schirru - Secci - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Naturalmente in sede di applicazione della legge questi problemi verranno esaminati.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico del comma ottavo.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 70
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 64
Contrari 6
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - Ladu - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Passiamo ora alla votazione degli emendamenti aggiuntivi. Siccome l'articolo è votato per parti, quindi è votato, adesso votiamo gli emendamenti aggiuntivi. Vi riepilogo la situazione. L'emendamento aggiuntivo numero 17 è stato ritirato, sono stati accolti dal relatore il 38, il 39 e il 41, non è stato accolto l'emendamento numero 37. In ordine progressivo partiamo dal numero 37 che non è stato accolto.
Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). A nome del Gruppo di Forza Italia per chiedere il voto segreto sull'emendamento numero 37.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 37.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 70
Astenuti 1
Maggioranza 36
Favorevoli 41
Contrari 28
Voti nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Balia - Ballero - Balletto - Berria - Bertolotti - Biancareddu - Biggio - Boero - Bonesu - Busonera - Carloni - Casu - Cherchi - Concas - Cucca - Cugini - Deiana - Demontis - Dettori Bruno - Dettori Ivana - Diana - Fadda - Falconi - Fantola - Ferrari - Floris - Fois Paolo - Fois Pietro - Frau - Ghirra - Giagu - Giordo - Granara - Ladu - La Rosa - Liori - Lippi - Locci - Loddo - Lombardo - Lorenzoni - Macciotta - Manchinu - Manunza - Marracini - Marrocu - Marteddu - Milia - Montis - Murgia - Obino - Onida - Oppia - Petrini - Pirastu - Pittalis - Randaccio - Sanna Giacomo - Sanna Salvatore - Sanna Nivoli - Sassu - Schirru - Secci - Serrenti - Tunis Gianfranco - Tunis Marco - Usai Edoardo - Usai Pietro - Vassallo.
Si è astenuto: il Presidente Selis.)
Metto in votazione l'emendamento numero 38, accolto dal relatore. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 39. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 41. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Riprenderemo stasera alle ore 17., partendo dall'articolo numero 6: "Soppressione dell'EMSA". Inizieremo con la votazione elettronica.
La seduta è tolta alle ore 13 e 57
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