Seduta n.172 del 09/10/2001
CLXXII SEDUTA
Martedì 9 Ottobre 2001
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente CARLONI
indi
del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente CARLONI
La seduta è aperta alle ore 10 e 12.
Manca,Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 19 settembre 2001 (167), che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Andrea Biancareddu e Gianni Locci hanno chiesto di poter usufruire di congedo per [S1] la seduta antimeridiana del 9 ottobre 2001. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:
"Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 24 aprile 2001, n. 6 (legge finanziaria), variazioni di bilancio e disposizioni varie". (256)
(Pervenuto il 3 ottobre 2001 ed assegnato alla terza Commissione.)
Risposta scritta a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alla seguente interrogazione:
"Interrogazione PIANA sul disagio dei macellai sassaresi per il blocco delle macellazioni nei Comuni limitrofi". (374/A)
(Risposta scritta in data 5 ottobre 2001.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di interventi urgenti in favore degli agricoltori della Nurra colpiti dalla siccità". (381)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sull'autorizzazione alla coltivazione di una nuova cava in agro di Ossi". (382)
"Interrogazione CALLEDDA - FALCONI - ORRU', con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura della Acentro Ceramica di Carbonia". (383)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla legge regionale n. 64 del 1986 'Interventi per lo sviluppo delle attività musicali popolari' ". (384)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interpellanza GIAGU sulla grave situazione ambientale ed economica che si sta determinando nel Comune di Thiesi". (177)
"Interpellanza CUGINI - FADDA - DORE - BALIA - COGODI sulle preoccupanti dichiarazioni del Ministro Lunardi in ordine alla continuità territoriale in Sardegna". (178)
"Interpellanza DORE - BALIA - CUGINI - FADDA - SANNA Emanuele - BIANCU - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU sulle inadempienze del Governo in ordine alla cessione alla Regione delle Saline di Molentargius e delle relative pertinenze immobiliari". (179)
"Interpellanza COGODI - ORTU -VASSALLO sulle inadempienze del Governo e della Giunta regionale in ordine al passaggio del patrimonio pubblico regionale ed alla gestione del compendio Molentargius-Saline e delle relative pertinenze immobiliari". (180)
PRESIDENTE. Si dia annuncio della mozione pervenuta alla Presidenza. MANCA, Segretario:
"Mozione CUGINI - FADDA - DORE - BALIA - COGODI sulle preoccupanti dichiarazioni del ministro Lunardi in ordine alla continuità territoriale in Sardegna". (49)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Voglio ricordare che è stata chiesta, ai sensi dell'articolo 54, secondo comma, del Regolamento, la convocazione straordinaria del Consiglio per discutere la mozione numero 49 appena annunziata, tuttavia devo informare l'Aula che ho ricevuto una telefonata da parte del Presidente della Giunta, che mi pregava di rinviare i lavori alle ore 11 avendo dovuto incontrare una delegazione di forestali che svolgevano una manifestazione di protesta presso gli uffici della Giunta.
Direi che è opportuno accogliere la richiesta del Presidente della Giunta, senza perdere molto tempo, anzi impiegandolo per riunire brevemente la Conferenza dei Capigruppo. Vi ricordo che abbiamo appena letto una mozione per la quale è stata chiesta la convocazione straordinaria del Consiglio, potremmo decidere quando fare quella riunione. Poi c'è anche un'altra questione di cui discutere, ho ricevuto una lettera da alcuni consiglieri per la quale vorrei consultarmi con i Capigruppo.
Quindi, se non vi sono osservazioni, sospendo la seduta sino alle ore 11.
Intanto i Capigruppo sono pregati di seguirmi nella saletta attigua all'aula.
Ha domandato di parlare l'onorevole Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, siamo costretti - diciamo - ad accogliere la richiesta che il Presidente della Giunta ha fatto. Ci dispiace perché credo che i problemi con i forestali potessero essere risolti prima, credo che chiederanno un incontro anche con i Capigruppo, quindi non so se i lavori dell'Aula potranno svolgersi con quella celerità che tutti noi ci auguravamo.
Ne prendiamo atto, il Presidente della Giunta ha fatto una richiesta alla quale non possiamo dire di no, però, teniamo anche conto, signor Presidente, mi rivolgo a lei, che molto probabilmente verrà richiesto un incontro anche con noi e allora anche noi chiederemo di sospendere i lavori del Consiglio.
PRESIDENTE. La richiesta quindi è accolta.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Vorrei dire, prima della Conferenza, perché anche se non siamo di buon mattino si suol dire che il buon giorno si vede dal mattino, che è prevedibile che anche la giornata di lavoro prevista per oggi si svolgerà in modo abbastanza difficoltoso perché sono annunciate da giorni, e ne abbiamo notizia quindi dobbiamo tenerne conto, delegazioni dei forestali, in ragione di una legge che è in istruttoria in Commissione e quindi la Giunta dovrà dire cosa vuole fare, dei lavoratori degli inceneritori che avanzano le loro richieste, delegazioni di pastori di un'altra zona della Sardegna dove si è diffusa la blue tongue e siamo punto e a capo.
Allora, la domanda che io rivolgo al Presidente del Consiglio è la seguente: intende o no tenere conto di tutto quello che accade e sentire la Giunta regionale - che non si sa se sia in carica o si sia dimessa, se prima di dimettersi debba approvare alcuni atti importanti, cosa incredibile!, uno che approva gli atti importanti dovrebbe attuarli, non dimettersi, oppure non è vero che quegli atti sono importanti - prima di partecipare ad una riunione che potrebbe essere anche vacua, inutile, dispersiva e dare l'impressione che sia il Consiglio che non riesce a lavorare? Il Presidente tuteli il Consiglio regionale anche nell'immagine e nella rappresentazione esterna, almeno quello, e quindi chieda, innanzitutto, al Presidente della Giunta che ci riferisca, in Conferenza se lo ritiene, ma riferisca all'Aula, quali sono gli intendimenti veri, se ce ne sono, della Giunta regionale. Quindi, la mia richiesta è che il Presidente del Consiglio sia incaricato di svolgere un preliminare incontro con il Presidente della Giunta regionale per sapere cosa ne sarà dei lavori del Consiglio, che cosa sarà in grado di sostenere o di non sostenere la Giunta regionale in Aula. Perché altrimenti daremo uno spettacolo davvero poco edificante, ma che comunque a noi non compete. Noi siamo convocati qui per lavorare, noi vogliamo che possano essere esitati gli argomenti all'ordine del giorno, se la Giunta è in grado di reggere almeno la parte, se è una commedia, regga almeno la parte in commedia.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il Presidente non c'è, arriverà alle 11. Ha chiesto di sospendere la seduta, e non mai accaduto che non si sia tenuto conto di una richiesta in tal senso del Presidente della Giunta. Alle 11 io rivolgerò al Presidente le domande che lei ha posto. I lavori sono sospesi fino alle ore 11. E` convocata la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 18, viene ripresa alle ore 11 e 12.)
PRESIDENTE. Vi prego di prendere posto, colleghi, per cortesia. Voglio ricordare all'Aula che siamo in sede di discussione del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2002- 2004 e che abbiamo già votato la parte prima, compreso l'allegato, adesso dobbiamo continuare con la discussione della parte seconda. Voglio ricordare che gli interventi non possono superare i dieci minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà
COGODI (R.C.). In realtà, signor Presidente e colleghi, io prima ancora di entrare nel merito dalla parte di documento che è all'esame del Consiglio, intendo formalmente proporre in Aula un'obiezione che i colleghi Presidenti dei Gruppi conoscono, perché l'ho già esposta nel corso della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, la conoscono quindi anche il Presidente del Consiglio e la Giunta.
Noi riproponiamo preliminarmente una questione di procedibilità, la riproponiamo preliminarmente e formalmente. Il Consiglio regionale ha espresso un voto con il quale ha bocciato la premessa di questo documento, premessa che, come risulta dagli atti del Consiglio, per espressa dichiarazione della Giunta regionale, ripresa e comunicata all'Aula dal Presidente di turno del Consiglio, è stata definita, un attimo prima del voto, parte essenziale ed integrante del documento. Tale dichiarazione è stata resa in risposta a un consigliere regionale della maggioranza che chiedeva di non mettere in votazione quella parte. Quella parte è stata invece messa in votazione con questa caratterizzazione formale data dalla Giunta, raccolta dal Presidente del Consiglio e comunicata formalmente, come risulta agli atti. Perché si possa procedere perciò è necessario che in relazione ad ognuna delle parti che sarà posta in votazione vi sia una dichiarazione formale, da parte del Presidente coadiuvato dagli uffici, che attesti che la parte in discussione non contrasta, formalmente e/o sostanzialmente, con la precedente decisione del Consiglio di bocciare la premessa.
Per quanto attiene la prima parte, questa dichiarazione è stata resa e l'abbiamo anche parzialmente accettata, nel senso che la prima parte è una sorta di analisi generale sull'andamento dell'economia e quant'altro, però, adesso ci addentriamo nella parte relativa al merito e deve essere certificato che non vi è contrasto, perché se vi fosse contrasto non si potrebbe procedere, si potranno approvare solo le parti non in contrasto con la decisione precedentemente assunta, e se su ogni parte non fosse riscontrato alcun contrasto ci sarebbe da chiedersi come mai sia stata considerata essenziale quella premessa che non sarebbe confermata da nessun'altra parte, che cioè risulterebbe estranea al rimanente testo. Quella era la testa, tagliata la testa adesso si vogliano fare camminare i piedi senza la testa. C'è un'illogicità manifesta in questo, una illogicità formale, istituzionale e poi sul piano politico si potrà ancora dire nel merito, perché se il Presidente della Giunta annuncia che si dimetterà un attimo dopo approvato il DPEF, più opportuno sarebbe che si dimettesse un attimo prima; avrà il tempo la maggioranza che eleggerà il nuovo Presidente, di riformulare un DPEF che non sia un "lombrico", intendo dire in senso biologico, cioè, fra gli animali, con le mie scarse conoscenze, conosco solo il lombrico che diviso in due fa due lombrichi; altri animali se vengono divisi in due muoiono. In questo caso, essendo stata bocciata una parte dichiarata integrante, essenziale, se il resto vive, sarebbe un "lombrico" politico istituzionale.
Bisogna quindi che ragioniamo un poco ed allora, invece di chiederla parte per parte io questa certificazione di coerenza, che è necessaria, la chiedo preliminarmente, cioè chiedo - se è necessario un minuto al Presidente per acquisire il parere degli uffici lo prenda - che preliminarmente al Consiglio sia data una certificazione attraverso la quale risulti che le parti successive che dovremo discutere non sono in contrasto in niente, in nulla, nella sostanza intendo dire, non nelle parole che si usano, con la decisione assunta dal Consiglio di bocciare la premessa. In ogni caso, si è capito - ho finito davvero e chiedo scusa - quale è la posizione del Gruppo della Rifondazione Comunista su questo documento, noi riteniamo che il voto che il Consiglio ha dato sia risolutivo e pertanto non si possa procedere nell'esame del DPEF. Noi abbiamo presentato anche degli emendamenti al testo, credo che siano gli unici emendamenti presentati. Avevamo in cantiere diversi altri emendamenti, per non essere in contraddizione con noi stessi, giacché teniamo alla nostra coerenza, già ce n'è di contraddizioni negli altri e le lasciamo tutte a loro, ovviamente noi diciamo fin d'ora che ritiriamo i nostri emendamenti, perché sarebbero emendamenti a un corpo morto e noi vogliamo emendare cose vive e non cose morte.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il minuto che lei mi ha suggerito di prendere non è necessario, perché lei aveva già posto la questione nella Conferenza dei Capigruppo, ma l'aveva posta anche precedentemente. Io ho discusso dell'argomento con gli uffici, i quali hanno espresso un parere, anche per iscritto, secondo il quale ciò che abbiamo votato, la parte alla quale lei si riferisce, quella che non è stata approvata dal Consiglio...
Onorevole Cogodi, se durante il suo intervento io parlassi al telefono, lei si offenderebbe. Più di una volta lei si è rivolto a me chiedendo la mia attenzione; io adesso sto rispondendo a lei, quindi la prego, così come prego a tutti gli altri colleghi, di spegnere tutti i telefoni.
Le dicevo, gli uffici dicono che la parte che abbiamo votato e che il Consiglio non ha approvato, è un preambolo, che non ha alcun contenuto precettivo, contenuto che invece le parti che seguono hanno. Ciò che abbiamo votato e che il Consiglio non ha approvato, è una mera dichiarazione di intenti che come tali possono essere perseguiti o non perseguiti dalle parti del documento che vengono dopo e quindi non può esserci contraddizione fra la decisione di bocciare il preambolo e quanto poi operativamente viene indicato.
Gli uffici mi dicevano, riferisco un loro ragionamento: "Presidente, ammettiamo il caso che il preambolo venga approvato e tutto il resto non venga approvato, il documento non esisterebbe, perché rimarrebbe semplicemente il preambolo, gli intenti, ma privo della parte esecutiva". Allora, per farla breve, gli uffici certificano che non incorriamo in quella norma del Regolamento che prevede che non si possano votare di nuovo argomenti già votati, perché quell'articolo del Regolamento nega la possibilità che su uno stesso argomento il Consiglio si possa esprimere più volte, per evitare l'espressione di due manifestazioni di volontà in contraddizione fra loro, non è questo il caso.
Il fatto che il preambolo non sia stato approvato non pregiudica la capacità alle parti che vengono successivamente di incidere operativamente. Detto questo io pregherei di chiudere questo argomento perché, ripeto, gli uffici sono disponibili a rendere il loro parere anche per iscritto, e di procedere alla discussione sulla parte seconda. Se l'onorevole Cogodi, come ha annunciato, vuole ritirare gli emendamenti, li consideriamo ritirati.
Passiamo adesso alla discussione della parte seconda. Ha chiesto di parlare Il consigliere Cogodi.
Onorevole Cogodi, intende intervenire sulla parte seconda? Perché l'argomento precedente l'abbiamo chiuso.
COGODI (R.C.). Ho chiesto la parola ovviamente sulla parte seconda, invece lei è sempre alla parte prima, perché oltre essa, intendo la parte prima della legislatura, è difficile che arrivi. Ho chiesto la parola, e spero che altri colleghi dell'opposizione o chi fu maggioranza riterrà di dire una parola in merito, sull'argomento sul quale è possibile prendere la parola, cioè sulla parte del DPEF in discussione.
Ovviamente noi siamo impediti, è impedito il Consiglio dal dare un contributo di merito su questa, come sulle parti successive, perché noi non ci troviamo di fronte a un documento mutilato, anche un mutilato può sopravvivere - esistono anche le associazioni dei mutilati e degli invalidi, che sono persone che vivono e che solidarmente aiutiamo tutti, anche quando abbiamo un deficit funzionale tuttavia possiamo sopperire in altri modi, e chi di noi non ha un qualche deficit? - qui noi ci troviamo di fronte ad un documento morto, e voi potete arrampicarvi sugli specchi, potete arzigogolare, ma dovete fornire qualche argomentazione che regga almeno alla logica, perché i presenti, quelli che eventualmente ci ascoltano, quelli che dovrebbero essere informati, non possono non chiedersi che cosa stia succedendo qua dentro. Però adesso discutiamo di questo e stiamo a questo argomento.
Risulta agli atti del Consiglio regionale, e non si tratta delle dichiarazioni di un singolo consigliere o di un singolo Gruppo, risulta formalmente agli atti del Consiglio regionale da cui tutti voi, Presidente in testa e uffici pure, siete pagati giustamente per svolgere una funzione, una dichiarazione della Giunta che è titolare del documento - il documento è presentato al Consiglio dalla Giunta, è la Giunta che sa quale è il valore del documento e delle sue parti - che attesta che quella parte era essenziale ed integrante e ne ha chiesto e preteso il voto...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la prego…
COGODI (R.C.). Io sto parlando sulla parte seconda.
PRESIDENTE. No, lei non sta parlando sulla parte seconda. La questione pregiudiziale è chiusa.
COGODI (R.C.). Io qui devo dire quello che penso e le ragioni politiche che mi consentono...
PRESIDENTE. Ci metta in condizione di lavorare, intervenga sulla parte seconda.
COGODI (R.C.). Guardi che non è detto che così lei stia lavorando, lei sta occupando il tempo, non è detto che stia lavorando.
Presidente. Lei questa mattina ha voglia di offendere tutti.
COGODI (R.C.). Sto chiedendo a tutti, ivi compreso lei e innanzitutto lei, che deve garantire il corretto funzionamento del Consiglio regionale...
PRESIDENTE. E anche il rispetto.
COGODI (R.C.). Sto ponendo una domanda e la sto ponendo nell'ambito di un ragionamento politico che attiene al merito del DPEF.
PRESIDENTE. Non le tolgo la parola, ma parli della seconda parte.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Cogodi, non puoi monopolizzare l'Aula.
COGODI (R.C.). Ho o no diritto a dieci minuti, a norma di Regolamento, per poter esprimere una valutazione politica su un atto del Consiglio? O pensate di poterci impedire anche di parlare? O pensate che siccome, Balletto rinuncia alla ragione e al ragionamento, altri non abbiano diritto di difenderli? Ho o no diritto ad intervenire per dieci minuti entro cui esprimere un ragionamento politico?
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei può intervenire per dieci minuti, ma deve attenersi all'argomento in discussione, non può ogni volta parlare delle cose di cui vuole lei. Abbia pazienza! Questo impone il Regolamento e la prego, molto spesso la lascio parlare, le lascio dire tutto quello che vuole, ma lei sta tornando su un argomento già esaurito, ci sta tenendo fermi mezz'ora, su una questione pregiudiziale che è stata superata.
COGODI (R.C.). Scusi, io sto utilizzando il tempo concessomi dal Regolamento per esprimere la mia opinione su una parte del documento, e sto spiegando perché mi è impedito di entrare nel merito, sto spiegando perché un Gruppo politico in questo Consiglio deve ritirare i suoi emendamenti al documento, ritenuti da noi migliorativi del testo, rinunciando alla sua funzione; un Gruppo politico è mortificato e si rende conto di questo attentato. Se altri singoli consiglieri di maggioranza e di opposizione o di altri Gruppi, non avvertono la gravità di questo fatto, non può essere impedito a noi di avvertirla; e se io illustro le ragioni politiche per cui non possiamo dare un contributo sul contenuto del testo in discussione, perché ripeto, io consigliere regionale, ma tutti i consiglieri regionali, di fronte a una certificazione ufficiale che è agli atti del Consiglio, che definisce essenziale ed integrante quella parte bocciata apprendiamo per bocca del Presidente del Consiglio che quella parte è ritenuta dagli uffici, e non ho capito da quali uffici, una dichiarazione di intenti. Ma se la Giunta, che è titolare del documento, l'ha definita parte essenziale ed integrante, chi altro può qualificarla giuridicamente in un altro modo? Nessuno! Quello che io avevo chiesto, e chiedo ancora, e credo debba fortemente volere e chiedere l'intero Consiglio regionale, non è la qualificazione giuridica del documento, ma è un accertamento sulla sussistenza di contrasti fra la decisione di bocciare quella prima parte e la votazione delle parti successive, oppure sulla coerenza dell'intero documento in riferimento alla parte bocciata. Noi diciamo che c'è coerenza, perché se ci fosse contrasto la Giunta avrebbe presentato un documento contrastato e contrastante, anomalo, incoerente al suo interno. Noi riteniamo che la Giunta abbia presentato un documento coerente, logicamente sviluppato, quindi l'accertamento che abbiamo chiesto, non è quello, che non può essere dato a nessun ufficio, di qualificare politicamente e neppure giuridicamente un documento che è già qualificato, per espressa volontà e dichiarazione resa da chi ne è titolare; deve essere invece certificato se nelle parti successive non vi siano proposizioni, diciture, intendimenti, programmi annunciati, criteri che contrastino con elementi di tal fatta, che erano contenuti nella parte che il Consiglio ha bocciato, perché questo è un documento che traccia le linee giuda sulla base delle quali deve essere poi formulato il bilancio della Regione, perché sarebbe curioso che in un documento come questo si potessero enunciare criteri contrastanti, indicando non in cinque o sei, ma in seicentoottantadue parti, tutti i criteri possibili e immaginabili, quel che passa passa. Cosa vuol dire? Questo è un documento che ha una sua logica, una sua unitarietà, una sua impostazione unitaria.
Noi lo abbiamo valutato nel merito, abbiamo presentato una relazione di minoranza, abbiamo detto in materia di lavoro, per esempio, che contiene cose abominevoli, contiene l'ipotesi, la proposta, l'indirizzo di abrogare le politiche attive del lavoro, e questa proposta è contenuta sia nella premessa, sia in un'altra parte del documento. Mi volete rispondere? Se la stessa proposizione è contenuta sia nella premessa, ed è un indirizzo su cui fondare la manovra finanziaria, e il medesimo indirizzo è contenuto sia nella premessa bocciata, sia in un'altra parte che potrebbe essere approvata, mi sapete dire voi, in conclusione, cosa avrà deciso il Consiglio regionale? Se ha deciso sul medesimo argomento, due cose contrastanti, che fanno a pugni e a cazzotti fra di loro? Non si può governare così, e non si possono neppure dirigere le istituzioni così. E dico di più: non possiamo neppure vivere noi nelle istituzioni, così, facendo finta che logica, consequenzialità, serietà non abbiano senso. Senso invece ne hanno, ne debbono avere. Ecco perché insisto, perché a una domanda si dia una risposta, può essere positiva o negativa, ma la risposta deve vertere sul punto su cui si pone il quesito.
Noi non abbiamo chiesto una qualificazione giuridica della premessa - rappresenta comunque una novità assoluta che si dica che la premessa è una dichiarazione di intenti, questo lo può dire solo la Giunta che è titolare del documento, non lo può dire nessun ufficio - deve essere invece certificato che non vi è contrasto tra la decisione di bocciare gli indirizzi contenuti nella prima parte e la eventuale approvazione dei medesimi indirizzi confermati nelle parti successive, perché essendo un accertamento tecnico quello che deve essere fatto, se non lo avete capito, può essere anche confutato, perché se lo stesso criterio è scritto, non è che perché qualcuno dice che non c'è contrasto esso verrà cancellato, rimane scritto, e il quadro sinottico, comparato delle parti in contrasto, noi lo abbiamo, ed è un tale contrasto che cava gli occhi anche a chi non ne ha.
Per cui, per favore, questo è stare in argomento, abbiamo utilizzato il tempo anche con le interruzioni inopportune sia della Presidenza sia del...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il tempo a sua disposizione è terminato. Ha ancora due secondi per concludere.
COGODI (R.C.). La ringrazio molto per i due secondi, ci rinuncio volentieri e in un solo secondo chiedo ancora che mi dia risposta alla domanda che le ho formulato.
PRESIDENTE. Credo di parlare italiano e di parlare anche in maniera comprensibile. Credo di averle già risposto e non ho altro da aggiungere. Lei ha utilizzato i dieci minuti a lei garantiti per la discussione della parte seconda ed ora chiedo se ci sono altri che vogliono intervenire sulla parte seconda.
Ha domandato di parlare l'onorevole Vassallo. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Se ci sono altri iscritti per favore conceda la parola seguendo il criterio dell'alternanza, come dice il Regolamento.
PRESIDENTE. No, non ci sono altri iscritti.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Io mi sono iscritto a parlare.
PRESIDENTE. Non l'ho vista, le do la parola. Allora, alterniamo un intervento della maggioranza con uno dell'opposizione.
E' iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
Balletto (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente, è sempre un piacere intervenire dopo l'onorevole Cogodi nei dibattiti, soprattutto in un dibattito importante come questo. E' piacevole ascoltare l'onorevole Cogodi che porta sempre nel dibattito argomentazioni nuove, spunti nuovi da approfondire, proprio per rendere produttivo il lavoro di quest'Aula! Mi sembra che negli ultimi sei o sette interventi l'ho sempre sentito parlare su questo preambolo, la cui non approvazione, a suo modo di vedere, non consentirebbe il prosieguo della discussione e delle votazioni. Basterebbe sotto questo aspetto semplicemente dire, leggendo l'ultima pagina del preambolo, la pagina 5, che enuncia il contenuto dei vari capitoli, indicando tutti gli argomenti che ancora dobbiamo discutere e dei quali ancora...
ORTU (R.C.). E' stato bocciato!
Balletto (F.I.-Sardegna). No, non sono stati bocciati i capitoli. Il preambolo parla addirittura di come è organizzato il DPEF e delle cose che si dovranno fare e che sono indicate nei vari capitoli, dei quali il primo abbiamo anche già votato e approvato. La verità è che...
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, devo rivolgere l'invito anche a lei a non riaprire il dibattito sulla questione pregiudiziale che è stata posta e la cui discussione è chiusa, pertanto, la prego, non torni su questo argomento, parli della parte seconda del DPEF.
Balletto (F.I.-Sardegna). Ha ragione Presidente, chiedo scusa, ma non sono riuscito a sottrarmi a questo piccolissimo spunto polemico che voleva portare alla considerazione dell'Aula altri aspetti che nulla hanno a che vedere con quell'intervento.
SANNA GIAN VALERIO (Popolari-P.S.). Non è presente la Giunta.
spissu (d.s.). Si può sospendere la seduta in attesa che arrivi un rappresentante della Giunta?
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, posso chiederle di sospendere il suo intervento per un momento, non è presente nessun rappresentante della Giunta. E' arrivato l'assessore Masala. Prego, onorevole Balletto.
Balletto (F.I.-Sardegna). Per quel che riguarda il contenuto del DPEF non si hanno difficoltà ad affermare che l'attività di governo di questa maggioranza sia la migliore in assoluto da quando esiste l'autonomia della regione Sardegna. Vi è da dire, se si volesse essere appena appena onesti, che la si può e la si deve confrontare con altre che hanno preceduto l'attuale e poiché le situazioni non nascono con la nascita delle maggioranze ma risentono delle eredità del passato, di fronte a questo passato chiunque si imbatterebbe nelle difficoltà che la situazione odierna presenta. E' vero che per operare bene c'è la necessità di riformare la nostra Regione, la nostra amministrazione, ed è anche vero, perché non vi è parte politica che si sottragga dall'affermarlo, che le riforme sono patrimonio di tutti e che non possono essere approvate dalla sola maggioranza in contrapposizione con la minoranza, soprattutto quando la maggioranza, per vicende politiche, non è forte numericamente e attraversa momenti di attrito o di conflitto politico al proprio interno. Però è anche vero che chi ha a cuore la responsabilità di chi amministra, sia che appartenga alla maggioranza sia che appartenga all'opposizione, se non tiene in considerazione questi problemi è evidente che non fa cosa giusta, non contribuisce a risolvere i problemi dei rappresentati e sostanzialmente da utilità solamente a sé stesso. Ecco, nel DPEF è indicata anche questa esigenza di procedere alla riforma dell'amministrazione regionale, e ad essa sono chiamate tutte le forze che sono presenti in Consiglio, nessuna deve sottrarsi, se non vuole avere una gestione che in una certa misura non risolve i problemi indicati. Per ciò che riguarda la questione del lavoro, va detto che, dal punto di vista della maggioranza, vengono privilegiate nel DPEF tutte quelle misure che consentono un'agevole gestione degli incentivi,, cioè che operano con criteri di automatismo, rispetto ad altre che invece necessitano di approfondite, elaborate e costose istruttorie che rallentano l'erogazione degli incentivi rendendoli inefficaci. Sotto questo aspetto, mi riferisco alla volontà che è stata dimostrata dalla maggioranza e dalla Giunta di insistere su incentivi del tipo automatico, quali sono previsti nella legge 36 del 1998, e soprattutto insistere nella direzione dell'intervento fiscale, attraverso la riduzione di un punto percentuale dell'aliquota Irap, ritenendo che questo tipo di intervento sia in grado di agevolare un grande numero di imprese, di piccole imprese, e di liberi professionisti che a causa della situazione del mercato, in fase non certamente di espansione, si trovano in condizioni di difficoltà.
E' ovvio che queste imprese che si trovano in condizioni di precario equilibrio, che si trovano a dover chiudere i conti economici in condizioni di pareggio, nel momento in cui saranno sostenute da una manovra fiscale - pur nei limiti abbastanza contenuti, ma che non possono essere diversi da quelli che sono stati proposti, essendo la Regione intervenuta sull'unico tributo di sua competenza - è ovvio che l'alleggerimento fiscale che si propone, consentirà loro di far pendere la bilancia del proprio stato economico verso una situazione di maggiore benessere piuttosto che di peggioramento. Questo consentirà ad esse di non intervenire sui costi di natura corrente, che sono ovviamente rappresentati in prima misura dai costi del personale, evitando il licenziamento, e addirittura, se le mette nelle condizioni di autofinanziarsi con i risparmi che si ottengono in questo modo, di rilanciare le proprie di attività e addivenire a nuove assunzioni. Nuove assunzioni che sono altresì favorite dalla volontà di rifinanziare la legge numero 36, che ha consentito, in pochissimo tempo, in verità questa rapidità nasce dal fatto che la legge era stata bloccata presso la Comunità Europea, perché doveva essere notificata, e quindi le aspettative del mondo imprenditoriale si sono concentrate e manifestate tutte nel momento in cui la legge è diventata operativa, così come detto nel DPEF e come a tutti è noto, di avviare più di 5.000 nuove assunzioni.
Questa scelta di politica economica può essere condivisa o meno dalle opposizioni, che come è giusto devono essere libere di esprimere le loro valutazioni, libertà che in un sistema pienamente democratico, qual è il nostro, devono sussistere ed essere rafforzate, però è anche vero che chi ha il compito e la responsabilità di governo fa le proprie scelte, che daranno risultati a seconda dei quali si potrà affermare che quelle scelte erano corrette, che erano frutto di una avveduta lungimiranza politica o al contrario ci si potrà esprimere in termini negativi se quei risultati voluti, sperati e ritenuti conseguibili nel documento di programmazione economica e finanziaria, a posteriori, dovessero risultare negativi.
L'attuale maggioranza governa da soli due anni e mai e poi mai è stato dato a nessuno di ritenere che i grandi problemi atavici che il centro sinistra ha consegnato a questa maggioranza nel corso di due anni potessero essere risolti.
PRESIDENTE. La prego di concludere.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sto concludendo, Presidente. E` anche vero che questi grandi problemi potranno non essere risolti nel corso di una sola legislatura. Ma oggi affermare, come certa parte irresponsabile dell'opposizione fa, che questi risultati non sono stati conseguiti, e dare la croce alla maggioranza è solamente pretestuoso, è solamente propagandistico, è solamente sterile ostruzionismo. Sotto questo aspetto, ancora ringrazio la Giunta per l'oculatezza e la capacità che ha dimostrato in coerenza con i programmi della maggioranza nel predisporre questo documento di programmazione.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Rinuncio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SERRENTI
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto della Parte seconda del Documento di programmazione economica e finanziaria, Documento numero 26/A.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 74
votanti 73
astenuti 1
maggioranza 37
favorevoli 38
contrari 35
(Il Consiglio approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO -BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO -COGODI - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU -GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO -PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI
Si dia lettura della Parte terza del DPEF e degli allegati B e C.
PIANA, Segretario:
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, procediamo in questa discussione un po' stanca su questo documento di programmazione economica e finanziaria. Stiamo assistendo, quasi con rassegnazione, ad una manomissione gigantesca dello strumento fondamentale della politica economica in Sardegna ad opera della vostra sfiancata coalizione di governo che produrrà, così come sta producendo, l'abbassamento del livello del confronto tre le forze politiche e sociali in questa Isola, su tematiche decisive per la qualità del nostro futuro sviluppo, per il futuro delle imprese, dei lavoratori, dei disoccupati e delle famiglie. Questa sedicente coalizione rinnovatrice che lei, onorevole Floris, guida, sta producendo seri e duraturi guai a questa regione, guai che i vostri quotidiani proclami e le vostre quotidiane invenzioni non riescono più a mascherare, nonostante l'indulgenza dei mezzi di informazione, nonostante il torpore nel quale sembrano cadute molte amministrazioni locali e molte forze sociali. E credo che non possiate continuare, come fa l'onorevole Balletto, a dire che i mali vengono da lontano, dopo due anni che governate questa Regione.
Io non mi lamento della eventuale differente visione dello sviluppo, dei settori più sensibili sui quali far leva o degli eventuali diversi modi di sostenere il reddito, tipici della dialettica politica e del normale scontro fra destra e sinistra. Mi lamento della totale assenza di un disegno per la nostra terra, della rinuncia, o meglio della incapacità a delineare un condiviso, almeno da parte vostra, piano di sviluppo intorno al quale costruire il reperimento delle risorse, il rapporto con lo Stato, il rapporto con le comunità locali. Manca qualunque visione strategica che non sia un generico "lasciar fare" camuffato da liberismo e da libertà di mercato, una libertà senza fini e senza sbocchi. Così il vostro terzo DPEF, nel quale si sarebbero dovuti nettamente vedere i segni della vostra politica in Sardegna, che da due anni e mezzo impropriamente guidate, è ridotto a rango di un generico e male assortito documento, un documento quasi illeggibile, data la mole, che con gravissimo ritardo il Consiglio approverà senza un confronto vero, a ridosso di una manovra finanziaria che solo per pudore, e per evitare il totale disprezzo del Consiglio, non avete ancora approvato, ma che è già pronta, concertata con le cosiddette parti sociali e quindi secondo voi più forte, più democratica, più, a parole, rispondente ai bisogni del nostro popolo.
Questo DPEF, e lo sapete bene, non ha né anima né corpo, né contiene alcuna indicazione utile ad affrontare le difficilissime sfide che abbiamo davanti, quelle del rapporto con lo Stato e della diminuzione ulteriore delle risorse, così come già scritto nella manovra finanziaria del governo Berlusconi. Eppure due anni di gestione della Regione, nei quali avete accumulato forti ritardi e, per vostra stessa ammissione, residui passivi ingentissimi, avrebbero potuto essere utilizzati per cambiare registro, per provare a volare, per provare a delineare prospettive meno fumose.
Questo documento non è soltanto fuori dai tempi previsti dalla legge di contabilità, è fuori dal tempo della politica economica nazionale ed internazionale. Dopo avere dipinto a tinte fosche gli scenari economici nazionali ed internazionali, dichiarate con una sicurezza disarmante che prevedete una crescita per la Sardegna non inferiore al tre per cento del pil. Questa previsione, lo sapete, è la più ottimistica nel nostro Paese, ma anche a livello internazionale; la proposta di finanziaria nazionale del vostro Governo Berlusconi prevede infatti una crescita media per il Paese pari al due e mezzo per cento, e pecca certamente di eccessivo ottimismo, infatti è stata scritta prima dell'11 settembre. E tuttavia, anche seguendo il ragionamento che voi proponete basato sulla stima di un così elevato tasso di crescita, si rileva la contraddittorietà di questo dato con quello che ne conseguirebbe direttamente, cioè il tasso di disoccupazione che mantenete a un bassissimo livello: 20.000 nuovi occupati fino al 2004 per effetto di tutte le misure in campo, le manovre ordinarie, il quadro comunitario di sostegno, le politiche straordinarie del lavoro, eccetera. Si prevede, cioè, che dall'attuale 19,2 per cento di tasso di disoccupazione si passi al 17,7 - 18 per cento. In un tempo nel quale voi dite che si dispiegheranno tutte le incredibili, radiose politiche che state mettendo in campo, compreso l'uso dei dodicimila miliardi del quadro comunitario di sostegno, si riuscirà a intaccare soltanto debolmente la struttura del mercato del lavoro.
Ora, senza fare demagogia e rendendomi conto che tocco argomenti per i quali gli Assessori competenti non sono interessati, essendo puntualmente assenti dall'Aula, dicevo, ora senza fare demagogia né della facile ironia, ma voi credete davvero di potervi presentare alla Sardegna con questi numeri? Ma voi credete davvero che ai nostri disoccupati che, sempre più numerosi, stanno riprendendo la strada di una moderna emigrazione, possano essere soddisfatti di questa prospettiva disastrosa e senza speranza, fondata sugli incentivi automatici, come voi dite? Ma a che cosa vi serve un Assessore del lavoro, ma credo che da oggi possiamo anche chiamarlo "Assessore - assente - al non lavoro", la cui unica occupazione è quella di gestire, consociativamente e clientelarmente, un sistema formativo costosissimo ed utile soltanto a chi ormai della formazione ha fatto un business.
Il lavoro, che rappresenta la vera emergenza sociale, civile, democratica, la frontiera del nostro tempo, viene nel vostro DPEF liquidato con poche battute, la legge numero 17 deve essere abbandonata e ci affidiamo, dite, agli incentivi automatici, al più stando attenti agli interventi di sostegno al lavoro temporaneo in aree di particolare disagio, con un sussidio al reddito; e ognuno capisce quello che vuole capire. Ma questo è davvero incredibile, assurdo e inconcepibile. Non c'è nel vostro DPEF, lunghissimo e illeggibile, nessuna seria analisi di cosa ci succede intorno, non si riesce a capire come e quanto gli sgravi di imposta, per esempio, della finanziaria nazionale stiano intervenendo nel nostro mercato del lavoro, e l'unica cosa che ci proponete, e che proponete alla Sardegna, sono le automatiche regalie della legge numero 36 del 1998, che quasi certamente saranno persino inutilizzabili se l'Unione Europea, come pare, accoglierà la proposta della finanziaria nazionale di azzeramento degli oneri sociali nel primo triennio di assunzione per tutte le regioni del meridione, Sardegna inclusa.
Insomma, abbiamo un Assessorato che impropriamente chiamiamo al lavoro e del quale, dopo questo DPEF, si può benissimo fare a meno, cominciando così a risparmiare quel famoso 18 per cento che voi proponete di risparmiare. Ma secondo voi si può rinunciare, così come pare nel DPEF, a politiche attive, serie e strutturali sull'occupazione e sui dati di base che determinano l'occupazione. Dai dati del DPEF emerge una situazione di preoccupante difficoltà nonostante l'ottimismo di maniera che mostrate nel prevedere una crescita del 3 per cento; una difficoltà che senza un chiaro indirizzo rischia di mancare la possibilità della riduzione del divario col resto del paese. E quando si dice che il nostro pil è il 75 per cento di quello nazionale, ma i consumi sono al 90 per cento, credo che sia sbagliato lasciare intendere che viviamo al di sopra delle nostre possibilità, e infatti se si disaggrega il dato si scopre che il consumo delle famiglie è solo l'82 per cento, cioè poco più del 75 per cento; e questo è il dato concreto, reale, depurato da quello della pubblica amministrazione.
Concludo qui perché ho esaurito il mio tempo, proseguirò intervenendo in sede di discussione delle prossime parti.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I. - Sardegna). Certamente il collega Spissu ha fatto un esame che, per certi versi e in certi particolari punti può essere anche condiviso, non certamente nel suo complesso e nella sua impostazione, perché quando parla di pil al tre per cento non vi sono difficoltà ad ammettere che questo valore debba essere rivisto al ribasso; anche in funzione di quelli che sono stati i tragici avvenimenti dell'11 settembre, oggi l'economia, che già stentava, che a livello mondiale mostrava segnali di stagnazione, indubbiamente per un atto scellerato e criminale che è stato compiuto da gente irresponsabile, e non voglio entrare nel merito di quella vicenda, è stata portata veramente quasi ad una situazione di collasso. E pensare che la Regione Sardegna possa risolvere il problema della crescita autonomamente con proprie forze e su questo inserire anche elementi di polemica, mi sembra esagerato; noi, piccola Regione del mediterraneo, non certamente sviluppata, con problemi di crescita e di occupazione che non ho difficoltà ad ammettere, che sono un'eredità che è stata consegnata a questa maggioranza da governi variamente formati, col coinvolgimento di forze politiche di diversa estrazione. Ed ancora io ripeto, perché è un refrain che riaffiora continuamente, voler far credere a chi ci ascolta, a chi ci guarda, che questi problemi irrisolti o che si aggravano siano attribuibili alla responsabilità di chi oggi governa, mi sembra che sia, come dicevo prima, pretestuoso.
Se è infatti vero che in questi due anni, caro collega Spissu, poco meno di due anni di governo di centrodestra - perché l'attuale Governo è entrato in carica nel novembre del 1999e da allora svolge le sue funzioni, quindi da meno di due anni - per quanto possano essere e siano valide le considerazioni fatte recentemente dal collega Scano e in precedenza anche dal collega Gianmario Selis, non tutti gli effetti positivi che si riscontrano nella attuale fase economica, e cioè la diminuzione della disoccupazione, passata dal 20,5 al 18,8 con un decremento dell'1,7 nel giro di un anno, siano frutto dell'azione di questa attuale amministrazione - è chiaro che i processi economici sono legati l'uno all'altro e che su questo aspetto possono anche aver influito misure poste in essere dagli esecutivi precedenti - è anche vero che se quelle misure non fossero state rafforzate, non fossero state ulteriormente spinte con innovazione e volontà di attuarle, un'amministrazione che male fa'avesse operato, certamente avrebbe impedito gli effetti benefici di quei provvedimenti semmai ci fossero, perché quanto meno dovremmo fare esami più approfonditi per verificare se gli effetti positivi nascono solo ed esclusivamente da quelle misure; dicevo, andare a sostenere questo, non so dove possa portare, non so chi avvantaggi e a chi invece dispensi torti. Altro segnale che ci danno gli indicatori, e leggiamolo come deve essere letto, dando i meriti a chi a questo processo ha concorso e sta concorrendo, alla vecchia amministrazione, per quanto ad essa può legittimamente attribuirsi, e alla nuova per quanto la stessa sta facendo, che sottolinea la crescita, è quello del saldo attivo tra nuove imprese ed imprese che muoiono di circa 3.500 unità.
Io concludo dicendo che nel proporre queste misure, queste scelte di politica economica, l'attuale maggioranza, e quindi l'Esecutivo che la rappresenta, non ha perso di vista il problema del risanamento dei conti della finanza regionale, problema che, ancora una volta non ho difficoltà ad ammetterlo, è stato fortemente sentito dall'assessore Piersandro Scano, quando, nel corso della precedente legislatura, almeno questa è stata la mia impressione, per battersi per il risanamento della finanza regionale, contro la spesa non dico allegra, ma contro l'inefficienza della spesa, talvolta si è trovato in notevole imbarazzo e difficoltà con la parte politica che lo sosteneva in quella Giunta; quindi i meriti vanno, se si è intellettualmente onesti, dispensati a chi ce li ha, anche perché il sottrarli non serve a nessuno e non risolve il problema che noi oggi dobbiamo affrontare, quello di far crescere la nostra Isola dal punto di vista economico, dal punto di vista sociale, dal punto di vista dell'occupazione. La Giunta, pur con le polemiche che si sono accese su debiti effettivi o debiti non effettivi, è sensibile al problema del risanamento dei conti e nel DPEF come enunciazione, questa volontà è contenuta. Si tratta, giustamente come avviene sempre nelle cose, di capire se questa volontà annunciata sarà perseguita, se si avrà la forza di farlo e se la stessa opposizione, su un argomento di vitale importanza per il futuro della Sardegna, vorrà dare il proprio contributo per risolvere il problema.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Vorrei fare alcune considerazioni, tra l'altro stimolate dai ripetuti interventi dell'onorevole Balletto. E` singolare come spesso si rappresentano i processi in quest'Aula e come si vuole rappresentare il DPEF ed è singolare, tra l'altro, il modo con cui si leggono e si interpretano i dati.
L'onorevole Balletto, nel suo intervento, in sostanza diceva che tutto quello che di negativo emerge nella situazione economica e finanziaria dell'Isola, va attribuito alle precedenti esperienze di Governo e, invece, quanto di nuovo emergerebbe, in qualche misura va ricondotto, anzi tutto andrebbe ricondotto, allo sforzo che sta compiendo questa Giunta. L'onorevole Balletto non tiene conto, per esempio, che la filosofia che guida il DPEF, che è stato impostato a luglio, nonostante i ritardi con cui è pervenuto al Consiglio, è tutta fondata, come lui stesso ha sostenuto, sugli incentivi automatici, scommettendo in sostanza su una crescita miracolosa che dovrebbe avvenire in Sardegna in funzione di questi automatismi, sia per quanto riguarda gli incentivi alle imprese, sia per quanto riguarda anche la ripresa dei processi di crescita economica e di sviluppo. Tant'è che viene abbandonata la strada che si era tentato di perseguire, di suscitare sviluppo a livello locale per incrementare il processo di crescita dell'economia dell'Isola e anche per recuperare le aree più deboli, e quindi in questo modo tentare di rafforzare l'insieme del tessuto economico della nostra Isola e costruire premesse solide per una ipotesi di ripresa.
Si dice che tutto quello che di negativo si affaccia all'orizzonte, deriva dalle precedenti esperienze e, per esempio, si dimentica che, a pagina 33, lo stesso DPEF presentato da questa Giunta riconosce che il 2000, cioè un anno la cui responsabilità va messa in capo a questa amministrazione regionale, rispetto al trend degli ultimi anni, è l'anno peggiore per quanto riguarda il tasso di crescita per la Sardegna.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di cessare il brusio e di consentire un corretto svolgimento dell'intervento. Prego onorevole Ortu.
ORTU (R.C.). Al punto tale, che lo stesso documento, a pagina 33, riconosce che in quest'ultimo anno, cioè il 2000, la Sardegna risulterebbe avere il tasso di crescita più basso rispetto a tutte le regioni italiane. Ecco, questo è il risultato di quella svolta, che fu preannunciata durante la costituzione di questa Giunta e di questa maggioranza. Badate, il 2000 è l'anno che segna il picco più basso del tasso di crescita che in qualche misura negli anni precedenti, era risultata sostenuta. Ebbene, il DPEF, nonostante ciò, affida tutta la sua impostazione, la sua filosofia all'incremento e agli incentivi automatici e prevede un tasso di crescita del 3 per cento, in una ipotesi di crescita del PIL pari al 3 per cento, previsione che discende dall'impostazione del DPEF nazionale ed è basata sulle stime di crescita fatte dal Governo Berlusconi a luglio, cioè precedentemente all'aprirsi di una fase di contenimento della crescita a livello mondiale che ha portato a una revisione, ben prima dell'11 settembre, degli indici di crescita del prodotto interno lordo in tutti i paesi, compreso quello italiano.
PRESIDENTE. Prego, ancora i colleghi di prendere posto; chi ha necessità di discutere lo faccia fuori dall'aula per cortesia. Prego, onorevole Ortu.
ORTU (R.C.). Ebbene nonostante l'ipotesi di crescita che viene presentata nel DPEF derivi da dati che ormai tutti riconoscono non attendibili - perché il DPEF regionale è costruito sull'impostazione del DPEF nazionale, che prevedeva una crescita del PIL del 2 o 4 per cento, e una crescita per il Mezzogiorno del 6 per cento da cui il DPEF, che è stato presentato in aula, fa derivare un'ipotesi di crescita del 3 per cento anche per la Sardegna - nonostante poi successivamente siano accaduti fatti che sono stati anche richiamati in quest'aula, nessuno ha sentito il dovere, nemmeno in sede di esame del DPEF a settembre in Commissione, e poi adesso in sede di esame in Consiglio, di rivedere le previsioni, le stime del tasso di crescita ipotizzato e cambiare impostazione politica, come sarebbe stato necessario. Con la bocciatura della premessa sarebbe stato possibile operare anche una correzione, che sarebbe stata salutare per la maggioranza, ma sarebbe stata salutare anche per gli interessi e per le esigenze di sviluppo che pure sono presenti in modo drammatico nella nostra Isola. Ecco perché noi siamo contrari agli automatismi, ecco perché siamo contrari a questa impostazione ed ecco perché noi riteniamo che il voto negativo dell'Aula, sia un'occasione che non solo deve essere colta per apportare quelle correzioni che sono necessarie, ma rappresenti anche un'occasione da cogliere per mettere in luce la contraddizione dell'impostazione complessiva non condivisibile di questo documento rispetto alle esigenze della Sardegna, quindi rispetto alle esigenze di crescita e di sviluppo che noi in quest'aula ci siamo proposti di evidenziare e sostenere in modo adeguato.
PRESIDENTE. E' iscritto a palare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (C.C.D.). Signor Presidente, mi scuso se, come è capitato anche a qualche altro collega, intervenendo su una parte, esprimerò qualche giudizio anche sull'insieme del documento di programmazione economica e finanziaria che stiamo discutendo. Penso che sia importante per ciascuno di noi, di qualsiasi parte del documento si parli, ricordarsi dell'elemento essenziale che caratterizza questo documento, e cioè un ritardo imperdonabile nella presentazione, tanto da farne, a detta di molti colleghi - e io condivido questo giudizio - un documento a questo punto quasi inutile rispetto alla funzione che la legge di contabilità assegna ad esso.
Quindi, stiamo parlando perché è giusto farlo, stiamo parlando perché è un argomento che in qualche maniera desta molto interesse, ma stiamo parlando anche in presenza di una serie di atti che si stanno predisponendo in altre sedi, come la manovra finanziaria per il triennio 2002 e 2004, e non si sa su quali basi la Giunta e la maggioranza la stiano discutendo e stiano procedendo alla concertazione con le parti sociali, perché a noi era stato insegnato, quando abbiamo deciso di modificare la legge di contabilità, che il documento di programmazione economica e finanziaria andava presentato a maggio e approvato entro la fine di giugno in modo tale che a settembre potesse essere presentata la manovra finanziaria.
Quindi, se pure con questa limitazione, io penso che alcuni giudizi debbano essere dati, e per quanto riguarda la parte terza che stiamo discutendo, sullo stato di attuazione della politica regionale, io penso che ci siano molte cose da dire; molte cose sono da dire sul giudizio sulle cose fatte, ed è stato anche questo oggetto di discussione in più di una circostanza, sul ritardo colpevole, sul ritardo quasi incomprensibile che c'è nella attuazione di tutti gli strumenti di politica economica della Regione, siano essi derivanti da finanziamenti europei, siano essi derivanti dall'intesa Stato-Regione, siano essi derivanti dalla programmazione economica o più propriamente riferentesi al bilancio.
Faccio qualche osservazione sullo stato di attuazione del POR. Umilmente e con molta modestia faccio il sindaco di un paese piccolo della nostra Sardegna e, come tanti sindaci, mi sono grandemente meravigliato per come è stato impostato il discorso sugli strumenti di attuazione del POR nella nostra Isola, sia per quanto riguarda i tempi che i contenuti. Mi riferisco naturalmente a quell'oggetto misterioso, che è ancora tale, perché so che la Commissione che si sta occupando di cercare di capire dove si deve andare a parare per utilizzare gli 800 miliardi dei PIT, versa in terribili difficoltà. Si comprende che ci sia una difficoltà terribile, perché non si può pensare di programmare 800 miliardi di investimenti europei in 50 giorni considerando in questo lasso di tempo anche un mese di ferie. Cioè non si può pensare che una programmazione così importante, così fondamentale, così innovativa rispetto ai nostri modelli, con la partecipazione dei privati, con la partecipazione prevalente delle forze vive della società e quanto altro, non si può pensare che queste cose possano essere fatte in 40 giorni. Tant'è che io sono convinto che si siano fatti dei pasticci, tant'è che io sono convinto, e spero di non essere un uccello del malaugurio, che questa sarà o potrà essere o si avvia a essere un'altra delle tante occasioni perdute per la nostra Sardegna.
Allora, probabilmente, Presidente, Assessore della programmazione che brillano per la loro assenza, e mi chiedo anche questo, se è normale che si discuta un documento di questa importanza, se è normale che si discuta di questi elementi fondamentali del nostro futuro in assenza dei rappresentanti istituzionali deputati ad occuparsi di queste cose. Però evidentemente ci sono ragioni di altro genere che impediscono loro di essere presenti.
Assieme a questa, perché mi dicono che il tempo sta trascorrendo in maniera inesorabile, io sono abituato ai venti minuti, i dieci mi sono stretti purtroppo, l'altra considerazione che volevo fare sullo stato di attuazione dei programmi è che mi ha sorpreso, meravigliato - seppure io ricordo in qualche maniera di essere stato critico quando la legge numero 37 del 1998 è nata e quindi non voglio dimenticare le osservazioni che allora facevo e redimermi ora - il fatto che una Giunta regionale, oggi, dopo soli due anni, possa giudicare negativamente uno strumento così complesso, così articolato, così innovativo. Mi chiedo quale altra legge fondamentale di sviluppo e di crescita della nostra Isola dopo un tempo di attuazione così limitato abbia avuto un giudizio negativo, quale quello che la Giunta propone nel DPEF. Penso che ci siano elementi nelle stesse affermazioni contenute nel DPEF, dalle quali si può evincere che probabilmente i risultati che si attendevano dall'applicazione dell'articolo 19 della legge numero 37 si possono realizzare. Perché se sono veri i numeri e le percentuali riportate circa l'utilizzo delle risorse e il numero degli occupati, ipotizzando l'utilizzo del 100 per cento delle risorse, probabilmente non si è distanti dai risultati attesi. E quindi non si è distanti probabilmente dall'obiettivo che la legge si proponeva e che tutti ci si attendeva. Non solo, ma ormai le nostre comunità locali, i nostri comuni, che hanno faticato a pensarsi e a strutturarsi come soggetti di sviluppo e di crescita del proprio territorio in termini di intraprese occupazionali, non soltanto di infrastrutturazione così come erano abituati a fare, si stanno finalmente abituando a questo nuovo ruolo, quindi rischiamo di mandare a monte annche una crescita culturale e un nuovo indirizzo che i nostri amministratori con fatica avevano, in qualche maniera, fatto propri.
Potrò fare altre osservazioni negli interventi successivi.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Secci.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, della Parte terza e degli allegati B e C del Documento numero 26/A.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 74
votanti 74
maggioranza 38
favorevoli 37
contrari 37
(Il Consiglio non approva)
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO -BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO -COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)
Ritengo che sia opportuna una breve sospensione dei lavori per consentire la valutazione di quanto è avvenuto in questa circostanza.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 44, viene ripresa alle ore 14 e 31.)
Sulla regolarità della votazione
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Comunico che, essendo stato contestato il voto giacché è stato attribuito a malfunzionamento del sistema elettronico l'aver computato erroneamente il voto espresso da un consigliere, la Presidenza sta valutando la regolarità della votazione ai fini della possibile applicazione dell'articolo 98 del Regolamento. Poiché l'interpretazione di tale articolo non è univoca, soprattutto per il fatto che il Regolamento non prevede quali possono essere i casi di anomalia o di irregolarità, e quindi non si è ancora raggiunta una decisione definitiva, si è ritenuto opportuno, invece di fare attendere ancora il Consiglio su una decisione che è complessa già di per sé e il cui esito potrebbe avere rilevanti conseguenze da un punto di vista politico, mentre noi invece vorremmo scindere il fatto puramente tecnico dell'interpretazione del Regolamento dalle conseguenze, che invece una decisione di questo genere necessariamente ha,, sospendere i lavori sino alle quattro del pomeriggio.
(La seduta, sospesa alle 14 e 33, viene ripresa alle ore17 e 02.)
Presidente. Riprendiamo i lavori per comunicare all'Aula che la Presidenza ha cercato di mettersi in contatto con agli uffici del Senato e della Camera per avere un conforto sulla decisione da prendere nel merito, che almeno per quanto riguarda la Regione sarda non ha dei precedenti, per cui siamo in attesa che gli uffici vengano posti a conoscenza degli eventuali precedenti della Camera e del Senato sul punto. Poiché mi sembra che non sia corretto e giusto fare aspettare i colleghi in attesa di questo responso, e i lavori d'altronde non possono andare avanti; chiudo la seduta. Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 17e 04.
[S1] N.B.: ai lavori pomeridiani erano presenti.
Allegati seduta
Risposta scritta ad interrogazione
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Piana sul disagio dei macellai sassaresi per il blocco delle macellazioni nei Comuni limitrofi. (374)
In riscontro alla nota sopra emarginata, si trasmettono gli elementi di risposta disponibili.
Deve evidenziarsi che con deliberazione di Giunta Regionale n. 8/22 del 27.02.2001 sono state prorogate al 31.12.2001 tutte le autorizzazioni regionali rilasciate ai sensi del D.P.R. 203/88 ivi comprese quelle scadute.
Nel territorio della provincia di Sassari hanno quindi potuto riprendere l'attività, ove valutato conveniente, n. 25 impianti di termodistribuzione a servizio di mattatoi comunali e n. 5 impianti privati.
Con determinazione 940 del Direttore Generale dell'Assessorrato, pubblicata nel BURAS n. 15 del 18.05.2001 sono state, inoltre, determinate le procedure amministrative e fissate le prescrizioni tecniche per l'ottenimento dell'autorizzazione.
Occorre quindi, necessariamente, presentare richiesta all'Assessorato, il cui diniego deve essere formalizzato entro 60 gg. dalla presentazione della stessa.
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozione annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA GIAGU sulla grave situazione ambientale ed economica che si sta determinando nel comune di Thiesi.
Il sottoscritto,
appresa con preoccupazione la notizia secondo la quale potrebbe esserci l'eventualità che il Sindaco di Thiesi disponga la chiusura dei caseifici che operano in quel territorio in quanto il sistema depurativo non dà sufficienti garanzie di smaltire i reflui della produzione lattiera e quindi esisterebbe il reale pericolo di un inquinamento delle acque del Bidighinzu e del rio Mannu;
preso atto delle reiterate comunicazioni del Sindaco alle autorità regionali di un serio allarme ambientale e della conseguente richiesta urgente di interventi volti a scongiurare questo fatto;
considerato:
- il contesto in cui si stanno determinando questi avvenimenti che è costituito da un tessuto industriale rappresentato da caseifici che lavorano un terzo dell'intera produzione del latte in Sardegna;
- che la chiusura di questi stabilimenti, per il rischio inquinamento, provocherebbe un danno incalcolabile per l'economia agropastorale della nostra Isola;
- il danno di immagine sui mercati italiani ed esteri che deriva da un eventuale blocco di questi caseifici che esportano l'80 per cento del loro prodotto;
rilevato che Thiesi, pur essendo inserita tra le priorità di intervento, è stata esclusa dalla prima 'tranche' di finanziamenti del piano provinciale delle acque;
considerato che è necessaria qualsiasi azione per scongiurare gli scenari ipotizzati,
chiede di interpellare il Presidente della Regione, l'Assessore della difesa dell'ambiente e l'Assessore dei lavori pubblici per conoscere quali siano gli intendimenti della Giunta regionale in ordine al problema sollevato e se non ritengano urgente e prioritario consentire l'adeguamento dell'impianto di depurazione di Thiesi in modo che i reflui dei caseifici vengano trattati e non rappresentino più una minaccia di inquinamento. (177)
INTERPELLANZA CUGINI - FADDA - DORE - BALIA - COGODI sulle preoccupanti dichiarazioni del Ministro Lunardi in ordine alla continuità territoriale in Sardegna.
I sottoscritti,
premesso che ritengono quanto mai singolari e preoccupanti le ultime dichiarazioni del Ministro Lunardi con le quali viene esternata l'intenzione di rivedere la politica dei sussidi per la continuità territoriale della Sardegna, tutto ciò in netto contrasto con la normativa in materia;
premesso che tali dichiarazioni contrastano decisamente non solo con le disposizioni di legge, ma anche con quanto affermato dallo stesso Ministro in data 2 agosto 2001, in occasione di una visita ufficiale nell'Isola, che ha assicurato "il suo intervento presso l'ENAC affinché gli esiti della gara internazionale gli fossero comunicati tempestivamente in modo tale che si potessero emettere i decreti e di conseguenza i sardi già da questo autunno avrebbero viaggiato con tariffe agevolate";
constatato che le recenti dichiarazioni del Ministro, purtroppo, sono in linea con il voto contrario che il centrodestra aveva espresso in Parlamento in occasione dell'approvazione della legge sulla continuità territoriale e constatato che è reale il rischio che la maggioranza di centrodestra determini l'abrogazione della legislazione attuale perpetuando così l'ingiustizia nei confronti dei sardi;
preso atto che la lettera del Presidente della Regione, indirizzata al Ministro Lunardi e al Presidente del Consiglio dei Ministri, conferma che la Sardegna, nonostante i proclami e i tour estivi nell'Isola dei vari rappresentanti del Governo accompagnati dal Ministro Pisanu, sta vivendo una nuova e preoccupante fase di isolamento dovuta probabilmente all'influenza delle teorie distorte della Lega Nord in materia di riconoscimento di un diritto rivendicato, e finalmente ottenuto, da tutti i sardi per la peculiarità della nostra Isola;
preoccupati per le gravissime conseguenze di queste dichiarazioni e per il protrarsi del danno nei confronti dei cittadini sardi;
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per conoscere se non ritiene insufficiente l'iniziativa finora assunta con la lettera inviata al Ministro e se invece non ritiene opportuno, necessario e urgente riferire in Consiglio sulle dichiarazioni del Ministro e sulla necessità di un coinvolgimento nella vicenda di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale in modo che unitamente si possa difendere un diritto dei sardi sancito dalle leggi nazionali. (178)
INTERPELLANZA DORE - BALIA - CUGINI - FADDA - SANNA Emanuele - BIANCU - CALLEDDA - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU -MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU sulle inadempienze del Governo in ordine alla cessione alla Regione delle Saline di Molentargius e delle relative pertinenze immobiliari.
I sottoscritti, premesso che:
- con legge regionale n. 5 del 1999 è stato istituito il Parco naturale del Molentargius - Saline (art. 1), la cui gestione doveva essere affidata ad un consorzio, da costituirsi attraverso un'apposita convenzione, dalla Provincia di Cagliari e dai Comuni di Cagliari, Quartu S. Elena, Quartucciu e Selargius (art. 3);
- nonostante il lungo tempo trascorso, tale consorzio di gestione del Parco non è stato ancora costituito per cui l'intero compendio, composto da beni ambientali di valore inestimabile (tutelati dagli accordi di RAMSAR del 1971 e dal Piano paesistico del Molentargius e Monte Urpinu, approvato con decreto dell'Assessore regionale della pubblica istruzione n. 7 del 12 gennaio 1979 e ribadito dalla Direttiva CEE n. 92/43 ed oggetto di un Piano di risanamento costato alla collettività oltre 100 miliardi di lire), è tuttora esposto al degrado ed all'abusivismo se non addirittura al rischio dell'estinzione, com'è avvenuto durante l'estate dell'anno 2000;
- al fine di rimuovere questa scandalosa situazione, sono stati posti in essere negli ultimi anni numerosi interventi da esponenti del mondo ambientalista, nonché da parte di rappresentanti politici, sia a livello parlamentare sia a livello regionale;
- in particolare, con una mozione presentata in data 2 novembre 2000 da ben trentaquattro consiglieri regionali (primo firmatario Emanuele Sanna), trasformata in un ordine del giorno sottoscritto da quindici consiglieri ed approvato all'unanimità dal Consiglio nella seduta del 3 agosto 2001, si impegnava la Giunta Regionale, fra l'altro: "a promuovere una pressante iniziativa politica ed istituzionale verso il Governo nazionale per l'immediato trasferimento al patrimonio ed alle competenze della nostra Regione Autonoma di tutto il compendio Molentargius - Saline e di tutti i beni già in uso all'amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato, risolvendo contestualmente l'annoso contenzioso tra il Ministero delle Finanze ed i Comuni di Cagliari e Quartu S. Elena";
- il perseguimento dei predetti obiettivi, che sono del resto in totale sintonia con gli impegni internazionali e con la normativa vigente è contrastato dalla maggioranza che ormai da anni governa il Comune di Cagliari la quale, dopo essersi a suo tempo opposta all'inserimento nel Parco del compendio del Poetto e non aver fatto alcunché per fermare l'abusivismo edilizio nella zona di Medau su Cramu, più di recente, da un lato, in occasione dell'iter di approvazione del Piano Urbanistico Comunale, ha tentato di spazzare via il vincolo di inedificabilità e di tutela integrale esistente nel territorio del Molentargius, con l'obiettivo dello sfruttamento edilizio di una consistente zona del medesimo (costringendo il Co.Re.Co. ad intervenire per sventare lo sciagurato progetto), dall'altro, nella persona dell'Assessore all'urbanistica ed ambiente Giampaolo Marchi, ha affermato - dopo il voto del Consiglio regionale - che il Comune non è disposto ad accettare che una parte pregiata del territorio comunale quale quella del Molentargius sia gestita da terzi;
- siffatta presa di posizione è in palese contrasto, oltreché con la normativa che disciplina la materia e con il citato deliberato unanime del Consiglio regionale, anche con l'orientamento espresso e ribadito dall'Assessore regionale della difesa dell'ambiente Emilio Pani;
- nei giorni scorsi si è appreso che il Governo Berlusconi nella persona del Ministro per l'economia, in occasione di una Conferenza dei Servizi, avrebbe posto il veto al trasferimento alla Regione delle saline e degli edifici costituenti il complesso pertinenziale delle medesime;
- tale presa di posizione contrasta in modo palese, non solo con l'articolo 14 dello Statuto regionale, secondo cui la Regione, nell'ambito del suo territorio succede nei beni e diritti patrimoniali dello Stato di natura immobiliare (……), compresi i beni e diritti connessi a servizi di competenza statale ed a Monopoli fiscali che abbiano perso tale condizione (cosa verificatasi ormai da molti anni in dipendenza della cessazione dell'attività di estrazione del sale), ma anche con la legge finanziaria (n. 388) del 2000 e con il protocollo Stato - Regione dello stesso anno, che prevedono il trasferimento delle saline come punto essenziale per la realizzazione del Parco;
- la presa di posizione del Governo, che ha formato oggetto di una recentissima interpellanza presentata del Senatore D.S. Rossano Caddeo, ha giustamente destato sconcerto e preoccupazione nella pubblica opinione e nel mondo ambientalista (vedasi la denunzia del WWF di questi giorni) in quanto costituisce un nuovo ulteriore ostacolo alla realizzazione del Parco;
- tenuto conto di quanto si è detto, non è da escludere che l'inopinata ed ingiustificata presa di posizione del Ministro per l'economia sia frutto delle pressioni sul Governo che certamente non sono mancate da parte da parte di esponenti locali notoriamente collegati con una delle forze politiche che guida sia il Governo nazionale che quello della città di Cagliari che, come si è detto, vedono l'attuazione del Parco come un ostacolo insormontabile alla realizzazione delle loro mire speculative sulla zona.
Tutto ciò premesso, i sottoscritti chiedono di interpellare in Aula il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
a) quali attività hanno posto in essere dopo la delibera di approvazione dell'ordine del giorno citato, assunto all'unanimità dal Consiglio regionale il 3 agosto 2001 per garantirne la concreta realizzazione;
b) come intendono operare, di fronte alle intenzioni manifestate sia dal Comune di Cagliari, sia dal Ministro per l'economia, dirette a contrastare la rapida conclusione dell'iter di realizzazione del Parco, per garantire l'osservanza della legge ed i deliberati del Consiglio regionale. (179)
INTERPELLANZA COGODI - ORTU - VASSALLO sulle inadempienze del Governo e della Giunta Regionale in ordine al passaggio del patrimonio pubblico regionale ed alla gestione del compendio Molentargius - Saline e delle relative pertinenze immobiliari.
I sottoscritti, premesso che:
- la L.R. n. 5 del 1999 ha istituito il Parco naturale di Molentargius - Saline;
- gli enti locali cointeressati non hanno ancora provveduto alla stipula della prevista convenzione per la gestione del Parco, nonostante la c.d. "omogeneità politica" che connota attualmente queste Amministrazioni (Provincia, Comuni di Cagliari, Quartu, Quartucciu, Selargius);
- il quadro della "omogeneità" si completa col carattere dello stesso Governo nazionale e del Governo regionale;
- perdurano in modo colpevole, dannoso ed illegittimo le omissioni di detti Enti pubblici sia in ragione della tutela necessaria del grande patrimonio naturalistico sia in ragione dell'attribuzione alla Regione Autonoma della Sardegna della piena titolarità del bene naturalistico in forza della legge costituzionale (art. 14 dello Statuto).
- dette gravi omissioni non sono casuali, ma sempre più palesemente ispirate dalle mire speculative che si vogliono favorire nel complesso naturalistico e dintorni;
chiedono di interpellare il Presidente della Regione per sapere quali iniziative abbia posto in essere in ottemperanza ai deliberati del Consiglio regionale ed in forza delle leggi vigenti. (180)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di interventi urgenti in favore degli agricoltori della Nurra colpiti dalla siccità.
Il sottoscritto,
vista la grave condizione in cui versano le aziende agricole operanti nella Nurra, che negli ultimi anni, a causa della persistente siccità, si sono trovate nella situazione di dover pagare le bollette per la fornitura spesso insufficiente dell'acqua;
considerato che, sempre a causa della scarsità di acqua, molte aziende agricole hanno subìto notevoli danni per la mancata produzione e che tutto ciò, tenuto conto della crisi generale dell'agricoltura, crea un ulteriore sfiducia negli agricoltori;
ritenuto che la Giunta regionale debba mantenere fede agli impegni assunti sia in sede di Commissione consiliare per l'agricoltura che in Consiglio regionale in favore di un settore che nella Nurra rappresenta una fondamentale realtà economica e sociale, valutando in collaborazione e d'intesa con il Consorzio Bonifica della Nurra, gli interventi più urgenti,
chiede di interrogare il Presidente della Regione e gli Assessori dell'agricoltura e riforma agropastorale e della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per sapere se siano a conoscenza dello stato di disagio in cui versano gli agricoltori della Nurra e per conoscere quali iniziative intendano assumere, innanzitutto, disponendo la sospensione dei contributi dal 1999 ad oggi e attivando tutti gli interventi possibili e consentiti in favore degli agricoltori della Nurra con particolare riguardo alle provvidenze promesse per i danni subiti a causa della siccità. (381)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sulla autorizzazione alla coltivazione di una nuova cava in agro di Ossi.
Il sottoscritto chiede di interrogare l'Assessore dell'industria per sapere:
1) se sia a conoscenza che, con determinazione n. 541 del 3 settembre 2001, l'Assessorato dell'industria ha autorizzato la Italcementi alla coltivazione di una cava di calcare in località "Su Padru" fra i comuni di Ossi e Muro, concessione che vede l'opposizione convinta e sacrosanta delle amministrazioni interessate, già gravate da tempo da altre attività estrattive, contestate dalle popolazioni per i danni paesaggistici al territorio e senza alcun beneficio economico per i residenti;
2) se l'Assessorato sia stato informato che la zona interessata a questa nuova autorizzazione è ubicata nella periferia del comune di Ossi ed è in buona parte destinata a zona di salvaguardia, a servizi pubblici e ad edificazione privata ai sensi del vigente piano urbanistico comunale;
3) per quali motivi, prima di un simile provvedimento, non siano stati interpellati, come promesso in più occasioni, gli amministratori di Ossi e se, pertanto, non sia opportuno annullare questa nuova autorizzazione, anche perché la concessionaria, che già a suo tempo sfruttò altra cava ormai abbandonata, non ha mai intrapreso il ripristino ambientale. (382)
INTERROGAZIONE CALLEDDA - FALCONI - ORRÙ, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura della Acentro Ceramica di Carbonia.
I sottoscritti,
premesso che l'Azienda Acentro Ceramica con sede a Carbonia, dopo il fallimento dell'accordo tra le parti del 28 settembre scorso, ha deciso di cessare definitivamente l'attività produttiva e di procedere al licenziamento dei 30 lavoratori dipendenti;
preso atto del costante e fattivo impegno dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali che, attraverso la disponibilità a soluzioni alternative alla decisione aziendale, quali ad esempio l'invio in mobilità per alcune unità lavorative, il ricorso al contratto di solidarietà, hanno consentito nel corso di questi mesi, anche se con grosse difficoltà, di mantenere l'azienda in produzione;
rimarcato che, nonostante questo atteggiamento responsabile, l'Acentro Ceramica, per giustificare la drastica decisione, denuncia oggi una situazione economica grave che non gli consentirebbe di stare nel mercato, soprattutto, a causa di costi energetici altissimi;
sottolineato che, dopo un esasperante periodo di incontri e di infruttuosi tentativi di confronto tra le parti, i lavoratori, al fine di favorire la ricerca di ogni possibile soluzione negoziale, hanno deciso di chiedere l'intervento dell'autorità prefettizia di Cagliari e di presidiare gli impianti a partire dal 1° ottobre 2001 e fino a che non si troverà un tavolo di trattative sindacato-azienda atto a scongiurare tutti i licenziamenti;
rilevato che l'Assessore regionale dell'industria ha rifiutato di incontrare i lavoratori della Acentro Ceramica del centro sulcitano, adducendo il motivo che non si tratta di una società diretta né consociata della Regione Sardegna e ha finora manifestato una persistente indisponibilità a concorrere fattivamente ad una azione di supporto negoziale;
considerato che la chiusura dell'Azienda costituirebbe l'ennesimo drammatico colpo ad una economia già fortemente provata e penalizzata, per la quale è al contrario necessario trovare opportunità e incentivi al fine di creare maggiore occupazione e nuove prospettive economiche ed occupazionali alle popolazioni suscitane,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'industria per sapere quali atti abbia compiuto o intenda compiere per impedire che l'Acentro Ceramica di Carbonia venga chiusa definitivamente con il conseguente licenziamento dei trenta lavoratori dipendenti. (383)
INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla legge regionale n. 64 del 1986 "Interventi per lo sviluppo delle attività musicali popolari".
Il sottoscritto,
premesso che la legge finanziaria 2001 aveva previsto la somma pari a lire 500 milioni per sostenere gli interventi per lo sviluppo delle attività musicali popolari;
considerato che, seppur insufficiente, lo stanziamento rappresentava per le bande musicali e per i cori un incentivo per le attività svolte;
preso atto che per il 2001, non solo non si vogliono aggiungere risorse, ma sono addirittura scomparse quelle già esistenti;
ritenuto che le bande musicali ed i cori, che svolgono la propria attività gratuitamente, diffondono, rappresentano e valorizzano il patrimonio culturale sardo tramandandolo all'interno delle comunità locali e quindi evitando che vada disperso,
chiede di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione, anche in considerazione della sua indiscussa sensibilità ed attenzione per la cultura e le tradizioni popolari sarde, per sapere:
- se corrisponda al vero che la legge regionale n. 64 del 1986 risulta ora priva di fondi;
- se così fosse, se non ritenga, dal momento che si sta predisponendo la manovra finanziaria per il 2002, di recuperare le risorse destinate e non utilizzate nell'anno 2001 e di incrementarle per evitare il ripetersi di questa situazione. (384)
MOZIONE CUGINI - FADDA - DORE - BALIA - COGODI sulle preoccupanti dichiarazioni del Ministro Lunardi in ordine alla continuità territoriale in Sardegna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
PREMESSO CHE:
- ritiene quanto mai singolari e preoccupanti le ultime dichiarazioni del Ministro Lunardi secondo il quale sulla continuità territoriale in Sardegna "a Roma si teme che, dopo il caso Sardegna, altre regioni svantaggiate avanzino le stesse pretese" e premesso che conseguenti a tali dichiarazioni viene esternata chiaramente l'intenzione di rivedere la politica dei sussidi, tutto ciò in netto contrasto con la normativa in materia;
- tali dichiarazioni contrastano decisamente non solo con le disposizioni di legge, ma anche con quanto affermato dallo stesso Ministro in data 2 agosto, in occasione di una visita ufficiale nell'Isola, che ha assicurato "il suo intervento presso l'ENAC affinché gli esiti della gara internazionale gli fossero comunicati tempestivamente in modo tale che si potessero emettere i decreti e di conseguenza i sardi già da questo autunno avrebbero viaggiato con tariffe agevolate";
CONSTATATO che le recenti dichiarazioni del Ministro, purtroppo, sono in linea con il voto contrario che il centrodestra aveva espresso in Parlamento in occasione dell'approvazione della legge sulla continuità territoriale e constatato che è reale il rischio che la maggioranza di centrodestra determini l'abrogazione della legislazione attuale perpetuando così l'ingiustizia nei confronti dei sardi;
PRESO ATTO che la lettera del Presidente della Regione, indirizzata al Ministro Lunardi e al Presidente del Consiglio dei Ministri, conferma che la Sardegna, nonostante i proclami e i tour estivi nell'Isola dei vari rappresentanti del Governo accompagnati dal Ministro Pisanu, sta vivendo una nuova e preoccupante fase di isolamento dovuta probabilmente all'influenza delle teorie distorte della Lega Nord in materia di riconoscimento di un diritto rivendicato, e finalmente ottenuto, da tutti i sardi per la peculiarità della nostra Isola;
PREOCCUPATO per le gravissime conseguenze di queste dichiarazioni e per il protrarsi del danno nei confronti dei cittadini sardi;
VISTA l'insufficienza dell'iniziativa assunta dal Presidente della Regione con la lettera inviata al Ministro dei trasporti,
impegna la Giunta regionale
a riferire in Consiglio sulle dichiarazioni del Ministro e sulla necessità di un coinvolgimento nella vicenda di tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale in modo che unitariamente si possa difendere un diritto dei sardi sancito dalle leggi nazionali. (49)
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