Seduta n.432 del 24/07/2008
CDXXXII Seduta
(ANTIMERIDIANA)
Giovedì 24 luglio 2008
Presidenza del Vicepresidente RASSU
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 05.
DAVOLI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 10 luglio 2008 (423), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Salis ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 20 maggio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questo congedo si intende accordato.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:
"Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29 (Istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36), ai sensi dell'articolo 2, comma 38, della legge 24 dicembre 2007, n. 244". (330)
(Pervenuto il 22 luglio 2008 e assegnato alla quarta Commissione)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state date risposte scritte alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Cassano in ordine all'intervento di recupero degli alloggi di proprietà ex IACP ricadenti nel Comune di Ossi in zona Litterai - Littos Longos". (1237)
(Risposta scritta in data 17 luglio 2008.)
"Interrogazione Diana sul rischio che 28 comuni della Provincia di Oristano restino esclusi dallo sviluppo della rete internet a banda larga". (1260)
(Risposta scritta in data 17 luglio 2008.)
"Interrogazione Contu sulla gara d'appalto avente per oggetto l'affidamento del servizio "Centro per la famiglia" per l'Ambito PLUS 21 - anno 2008, verificata la presenza di alcuni elementi che non rispondono o non sono compatibili con la normativa in vigore". (1210)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2008.)
"Interrogazione Caligaris sulla riapertura, con nuove caratteristiche, della selezione espletata e in attesa di pubblicazione della graduatoria a tempi ampiamente scaduti, di un operatore tecnico autista indetta dalla Provincia del Medio Campidano su richiesta dell'ASL n. 6". (1232)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2008.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì Presidente, l'aula è colma ma manca la Giunta, quindi chiedo di sospendere la seduta.
PRESIDENTE. Interrompiamo i lavori per 20 minuti, riprendono alle 10 e 30, vi prego di avvisare i colleghi di essere presenti in aula se è vero com'è vero che dobbiamo chiudere i lavori stamattina è bene che si lavori in aula.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 08, viene ripresa alle ore 10 e 31.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo i lavori.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge numero 54/B.
Siamo all'articolo 5 del progetto di legge numero 54/b.
E' aperta la discussione sull'articolo.
MORO (A.N.). Presidente, non c'è la Giunta, c'è il 20 per cento dei presenti in aula, veda lei!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Al fine di consentire ai colleghi di arrivare in aula, alcune osservazioni sull'articolo 5 della legge che istituisce e disciplina il funzionamento del Comitato regionale delle comunicazioni nella Sardegna.
L'articolo 5 attiene alle forme di collaborazione e di consultazione che il CORECOM ha la possibilità di organizzare, quindi la relazione con i soggetti che si occupano di comunicazioni e di telecomunicazioni, di radio e telediffusione, di editoria e di informazione. Le forme di collaborazione, proprio per un organismo di garanzia come noi abbiamo pensato e stiamo pensando per questa legge, sono essenziali perché vuol dire attivare un rapporto positivo e produttivo nei confronti dei soggetti che sono direttamente investiti delle funzioni istituzionali ed economiche attinenti a questo sistema.
Ed ecco perché l'articolo 5, al primo comma, elenca tutti i soggetti in modo specifico, lasciando però comunque, in ogni caso, lo spazio per integrare, attraverso la volontà che si esprime all'interno del CORECOM, questo tipo di relazioni.
In modo particolare, il primo comma stabilisce che il CORECOM promuove relazioni, rapporti di collaborazione e consultazione con la sede regionale della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, con le associazioni delle emittenti private e dell'editoria locale, con le imprese del settore delle comunicazioni e le loro associazioni, con le organizzazioni sindacali dei lavoratori del comparto dell'informazione, con l'ordine dei giornalisti, le associazioni degli utenti, ripeto questa è una norma che interviene su un ambito che non attiene solo l'informazione e la radio-telediffusione ma anche le comunicazioni, anche quelle telefoniche, quelle interattive.
Le associazioni degli utenti, quindi gli organi dell'amministrazione scolastica e universitaria, la Commissione per le pari opportunità, il Difensore civico (ancora da istituire) gli altri soggetti collettivi interessati alle comunicazioni. Io ritengo che questo articolo 5, peraltro mi pare che ci siano anche alcuni emendamenti relativi al suo miglioramento, possa avere un contenuto condivisibile e celermente approvabile.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, Assessori, colleghe e colleghi. Io relativamente a questo articolo 5 pongo un problema di interpretazione per il comma 2, nel senso che il comma 2 affida al CORECOM l'organizzazione "anche in collaborazione con la Regione" e con cadenza biennale, una Conferenza regionale in materia di comunicazioni e dei temi connessi. Io vorrei capire bene se questa Conferenza regionale in materia di comunicazioni è la Conferenza dell'informazione. Perché, vede Presidente, la Conferenza dell'informazione non può essere organizzata dal CORECOM, spetta invece, alla Regione l'organizzazione, d'intesa sicuramente con la Commissione competente, e con la collaborazione del CORECOM. Dico questo, perché intanto non vorrei che la Conferenza dell'informazione, che è stata prevista attraverso due leggi finanziarie, qui c'è l'assessore Dadea che ricorderà precisamente anche le modalità con cui si era prevista, sono a disposizione 30 mila euro, è stato fatto un emendamento nel 2007 e successivamente nel 2008, perché venisse organizzata. Ecco, io non vorrei che la Conferenza dell'informazione finisse con lo slittare addirittura alla prossima legislatura. E io invece credo e sono convinta che sia opportuno che la Conferenza dell'informazione avvenga, si attui, si organizzi addirittura entro il prossimo autunno, perché esistono tutta una serie di problemi, ne ho fatto cenno nei miei interventi, relativamente alla questione della perdita delle frequenze. Le frequenze sono un patrimonio regionale e una volta perse non è facile recuperarle, perché appunto abbiamo condizioni, anche economiche, degli operatori locali ben diverse da quelle dei grandi network nazionali. Ci sono poi di situazioni di invasioni di etere, quelle che ho richiamato con una Radio Padania. Allora, se noi non facciamo la Conferenza dell'informazione, essendoci tutti questi problemi, e non conosciamo esattamente le condizioni in cui si trovano, perché è da tempo che questa Conferenza non viene realizzata, beh c'è veramente il pericolo che alla fine si faccia una Conferenza non si sa bene più con chi, dal momento che i problemi sono gravi attualmente.
Quindi, relativamente all'articolo 5, io chiedo una modifica eventualmente del comma 2, quindi è la Regione d'intesa con la Commissione con la collaborazione del CORECOM che organizza; e chiaramente chiedo anche però contemporaneamente il rispetto della legge, della legge finanziaria perché la disposizione di una norma, secondo me, dovrebbe essere innanzitutto rispettata dalla Giunta. E quindi visto che questo impegno è stato assunto, attraverso il Consiglio regionale, chiedo il rispetto dei tempi e che la Conferenza dell'informazione si attui prima della campagna elettorale. Quindi prima che si arrivi a situazioni che poi diventano veramente difficili. Quindi io chiedo questo. Nel caso in cui non ci fosse questa modifica, io non voterò il comma 2 e quindi chiederò, Presidente, una votazione per parti e voterò contro il comma 2. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Caligaris, la sua osservazione sembra abbastanza pertinente, comunque ha chiesto di intervenire il Presidente della Commissione.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau, relatore. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.), relatore. Sì, grazie Presidente, solo per dire che io condivido totalmente quello che ha detto la collega Caligaris, più volte la Commissione ha sollecitato la Conferenza regionale dell'informazione, di cui c'era stata data assicurazione sulla convocazione e che invece non si è mai tenuta. Quindi, lo condivido totalmente anche perché è stata approvata in finanziaria una norma che ne stabilisce l'istituzione, quindi mi trova assolutamente d'accordo.
Il problema trattato all'articolo 5 comma 2, della Conferenza convocata dal CORECOM e non dalla Regione, è un'osservazione legittima e giusta, ma devo dire che in Commissione, e soprattutto i sottocommissione, ma anche in Commissione, questa proposta è venuta fuori perché nella proposta di legge che avevamo esaminato e che è stata rimandata all'Aula si faceva riferimento ad una Consulta dell'informazione. Consulta dell'informazione che non è presente in questa proposta di legge, e cioè è stata cassata, perché era stata vista dalla sottocommissione, ma poi anche approvata in Commissione, considerata quasi una doppione di quello che erano il CORECOM e soprattutto le funzioni del CORECOM. Quindi, stiamo parlando di due cose diverse: una è la Conferenza regionale sull'informazione, che io con la collega Caligaris sollecito ancora una volta, altra cosa è la Conferenza che il CORECOM in accordo con la Regione convoca ogni due anni con i soggetti interessati a questo tema.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Frau. Non ho altri iscritti a parlare. Onorevole Caligaris, conferma la sua richiesta di votazione per parti dell'articolo 5?
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente confermo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Presidente, chiedo scusa del momento dell'intervento, però mi sembra che per un'organicità relativamente al comma 2, per quanto riguarda la Conferenza regionale in materia di comunicazione e dei temi connessi, io credo che sia opportuno che questo avvenga in collaborazione con la Regione, non devono essere due cose distinte, per cui la proposta è che venga cassata la parola "anche". Per cui: il CORECOM organizza in collaborazione con la Regione.
PRESIDENTE. Quindi, lei propone di cassare la parola "anche" nel comma 2, dopo "organizza"?
BIANCU (P.D.). No: "organizza in collaborazione".
PRESIDENTE. Va bene dopo "in collaborazione". Comunque, resta il fatto che la collega Caligaris ha chiesto che venga separatamente votato il comma 2 a meno che, questa integrazione, questa variazione apportata dal collega Biancu la soddisfi.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io credo che una Conferenza biennale organizzata dal CORECOM… Questo è il mio concetto: è la Regione, d'intesa con la Commissione e con la collaborazione del CORECOM, che organizza. Non può essere affidata al CORECOM un'organizzazione di un'iniziativa di questo genere. E mi sembra di capire che così si istituisce biennalmente una Conferenza regionale, e quindi c'è anche un'organizzazione diversa e articolata, nell'altro modo si affida al CORECOM un'organizzazione su una Conferenza che non si capisce bene a che cosa deve puntare. Cioè, se dobbiamo conoscere attentamente… Quindi, io propongo: la Regione, d'intesa con la Commissione regionale competente e con la collaborazione del CORECOM, organizza. Questa è la dicitura. Io lo propongo, se si può accogliere, altrimenti, insomma…
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Caligaris. Quindi, se l'Aula è d'accordo, è stato proposto un emendamento orale al comma 2, cassando la parola "anche" dopo "il CORECOM organizza".
Bene, quindi pongo in votazione l'articolo 5…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Per le modalità di voto, Presidente, chiedo il voto elettronico palese.
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Volevo chiedere, prima della votazione, se è possibile avere trenta secondi di sospensione per poter vedere questi testi.
PRESIDENTE. Va bene, sospendiamo la seduta per tre minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 46, viene ripresa alle ore 10 e 50.)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo.
Ci sono state due proposte di emendamento orale, una dell'onorevole Biancu che cassa la parola "anche", e una dell'onorevole Caligaris che intenderebbe correggere il comma 2 in questi termini: "La Regione, d'intesa con la Commissione consiliare competente e con la collaborazione del CORECOM, organizza con cadenza biennale…". Su queste due proposte è necessario che il Consiglio si pronunci.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Presidente, ritengo che la proposta fatta dalla collega Caligaris in qualche modo faccia venir meno la richiesta di emendamento orale fatta da me, per cui ritiro la proposta di soppressione dell' "anche".
PRESIDENTE. Ritiene valida la proposta dall'onorevole Caligaris?
BIANCU (P.D.). Sì, sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io riterrei, per migliorare ancora questa proposta che sicuramente è valida, che si possa essere ancora più espliciti, cioè che la conferenza sull'informazione e sulla comunicazione la organizzi direttamente il Consiglio regionale che credo che su queste materie abbia, all'interno degli organi della regione, la competenza massima e garantisca la più ampia trasparenza e imparzialità, su temi di questa natura.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole La Spisa, lei propone come soggetto principale non la Regione ma il Consiglio regionale, abbiamo capito bene?
LA SPISA (F.I.). Esatto.
PRESIDENTE. Quindi "il Consiglio regionale, con la collaborazione del CORECOM".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, Presidente, per dire che a questo punto evidentemente cade il problema della Commissione e il testo diventerebbe: "Il Consiglio regionale organizza, con cadenza biennale, una conferenza regionale in materia di comunicazione e dei temi connessi".
PRESIDENTE. In collaborazione con il CORECOM.
BIANCU (P.D.). Sì, in collaborazione con il CORECOM, va bene.
LA SPISA (F.I.). Sì.
PRESIDENTE. Bene, siamo d'accordo su questa formulazione: "Il Consiglio regionale, con la collaborazione del CORECOM, organizza…".
Il comma 2 è così quindi modificato: "Il Consiglio regionale organizza, con la collaborazione del CORECOM, una conferenza regionale in materia di comunicazione e dei temi connessi, a cadenza biennale". E' così?
BIANCU (P.D.). Forse, per meglio scriverlo, potremmo dire così: "Il Consiglio regionale, avvalendosi della collaborazione del CORECOM, organizza…".
PRESIDENTE. E' in distribuzione la formula scritta dell'emendamento orale così proposto dall'onorevole Biancu e dai colleghi Caligaris e La Spisa. Comunque ne do lettura: il Consiglio regionale avvalendosi della collaborazione del CORECOM organizza con cadenza biennale una conferenza regionale in materia di comunicazione e dei temi connessi. Questo è il dettato del comma 2 dell'articolo 5. Quindi, onorevole Caligaris ritira la richiesta di votare, di scorporare il comma 2 dalla votazione?
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, io accolgo la proposta, intanto anche dell'onorevole La Spisa. Il problema era solo pratico organizzativo quindi se il Consiglio regionale lo organizza va benissimo, e quindi ritiro la richiesta di voto per parti e voterò a favore, evidentemente. Grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 5 così modificato. E' stata chiesta la votazione elettronica palese prego i colleghi di prendere posto.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Colleghi, ripetiamo la votazione sono troppi i colleghi che non sono riusciti, quindi annulliamo questa votazione. Rivotiamo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Cachia ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Porcu - Randazzo Vittorio - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Risponde no il consigliere: Cherchi Oscar.
Si sono astenuti: Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Pileri - Pittalis - Rassu - Sanjust.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 42
astenuti 21
maggioranza 22
favorevoli 41
contrari 1
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo parziale numero 22, sostitutivi parziali numero 20, numero 28, numero 21, numero 39, aggiuntivo numero 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:
Art. 6
Composizione, nomina e durata in carica
1. Il CORECOM è composto da cinque componenti compreso il Presidente, scelti tra persone che possiedano documentata competenza ed esperienza nel settore delle comunicazioni, nei suoi aspetti culturali, giuridici, economici e tecnologici e diano garanzia di assoluta indipendenza, sia dal sistema politico e istituzionale, sia dal sistema degli interessi di settore delle comunicazioni.
2. I componenti del CORECOM durano in carica cinque anni, non sono immediatamente rieleggibili e comunque per non più di due mandati.
3. Entro il sessantesimo giorno antecedente la scadenza del CORECOM, il Presidente del Consiglio regionale dispone la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione, sui quotidiani editi in Sardegna e su ogni altro mezzo di comunicazione ritenuto opportuno, di un invito a presentare entro trenta giorni le candidature alla carica di componente del CORECOM.
4. La documentazione a supporto delle candidature viene acquisita dalla Presidenza del Consiglio regionale che, nel termine di trenta giorni decorrenti dalla data di scadenza per la presentazione delle domande, verifica il possesso dei requisiti di ammissibilità richiesti per la nomina e invia, per conoscenza, la relativa documentazione alla commissione consiliare competente per materia.
5. Entro i successivi venti giorni, il Consiglio regionale, mediante elezione a scrutinio segreto con voto limitato a tre nomi, elegge i componenti del CORECOM che, nel rispetto del principio delle pari opportunità tra donne e uomini, devono rappresentare entrambi i generi in misura non inferiore a un terzo.
6. Nella medesima seduta il Consiglio regionale procede, mediante votazione a scrutinio segreto, all'elezione tra di essi del Presidente del CORECOM. È eletto Presidente colui che ottiene il maggior numero di voti; in caso di parità risulta eletto il più giovane di età.
7. Il decreto di nomina del Presidente e dei componenti del CORECOM è emanato dal Presidente del Consiglio regionale ed è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione. Il Presidente del Consiglio regionale informa della nomina del CORECOM l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
8. Il CORECOM, il cui quinquennio di durata in carica venga a concludersi nei tre mesi antecedenti la scadenza ordinaria del Consiglio regionale, è straordinariamente prorogato di diritto fino alla data di insediamento del nuovo Consiglio regionale. Durante il periodo di proroga straordinaria il CORECOM conserva ed esercita la pienezza dei compiti e delle funzioni. Trascorso tale periodo decorre la proroga ordinaria di cui all'articolo 9, comma 9.
9. In caso di morte, dimissioni o decadenza di un componente del CORECOM, il Presidente del Consiglio regionale, provvede, entro venti giorni dal determinarsi della vacanza, agli adempimenti necessari all'elezione, nel rispetto dei criteri stabiliti dal comma 5, di un nuovo componente scelto tra quelli già ritenuti idonei ai sensi del comma 4, che resta in carica fino alla scadenza ordinaria del CORECOM. Il divieto di immediata rieleggibilità di cui al comma 2 non si applica al componente che abbia svolto la funzione per un periodo inferiore ad un anno.
10. Trascorsi quarantacinque giorni dalla scadenza del CORECOM o dal determinarsi della vacanza, senza che il Consiglio regionale abbia provveduto alla nomina del nuovo organismo o al reintegro della vacanza, provvede, con proprio decreto, il Presidente del Consiglio regionale nei successivi quindici giorni.
Emendamento soppressivo parziale La Spisa.
Articolo 6
Il comma 8 dell'articolo 6 è soppresso. (22)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa.
Articolo 6
Il comma 2 dell'articolo 6 è sostituito dal seguente:
"I componenti del CORECOM sono eletti all'inizio di ogni legislatura del Consiglio regionale e durano in carica per tutto il corso della stessa, sono rieleggibili per una sola volta". (20)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Biancu.
Articolo 6
Il secondo comma dell'articolo 6 è sostituito dal seguente:
"2. I componenti del CORECOM durano in carica cinque anni. Essi possono essere eletti per non più di due mandati non consecutivi.". (39)
Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 6
Il comma 6 dell'articolo 6 è sostituito come segue:
"Nella medesima seduta il Consiglio regionale procede, mediante votazione elettronica a scrutinio segreto, all'elezione tra di essi del Presidente del Corecom, su proposta avanzata per il tramite del Presidente del Consiglio dai gruppi consiliari di minoranza.". (28)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa.
Articolo 6
Nel comma 6 dell'articolo 6 il termine "più giovane" è sostituito dal termine: "più anziano". (21)
Emendamento aggiuntivo Randazzo Vittorio - Frau - Sanna Simonetta - Meloni - Calledda Cassano.
Articolo 6
All'articolo 6, dopo il comma 1 è aggiunto il comma 1 bis:
"Il CORECOM elegge al suo interno un Vice Presidente secondo le modalità previste dal regolamento interno di cui all'articolo 12.". (9).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.), relatore. Grazie, Presidente. Per chiederle, se possiamo temporaneamente sospendere la discussione degli articoli e degli emendamenti relativi all'articolo 6 e all'articolo 7, perché molti degli emendamenti, le dico il numero 22, il numero 20, il numero 10 dell'articolo 7, il numero 28, il numero 9 all'articolo 6, potrebbero decadere qualora fosse approvato nella nuova formulazione l'articolo numero 17, cioè le norme transitorie. Quindi le chiedo, appunto, di sospendere la discussione di questi due articoli perché molti degli emendamenti sono proprio superati dalla nuova riproposizione dell'articolo 17.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Questa legge, che sta pian piano prendendo forma, votazione dopo votazione con alcune significative modificazioni...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole La Spisa, pensavo volesse intervenire sulla proposta dell'onorevole Frau...
LA SPISA (F.I.). Sì, su questo, una breve premessa mi bastano... questa legge ha nell'articolo 6 un punto fondamentale, un punto di snodo direi importante non capisco perché adesso accantonare quest'articolo 6 e 7 per procedere fino alla fine, perché direi invece che ha affrontato questo articolo e forse anche quello successivo poi si può andare speditamente alla conclusione. Quindi in assenza di motivazioni veramente convincenti noi non saremmo d'accordo per la sospensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.), relatore. La motivazione, onorevole La Spisa, è molto semplice non c'è nessun sotterfugio dietro. In questi emendamenti, per esempio, si fa riferimento alla nomina di un vicepresidente del CORECOM, si fa riferimento alla durata quinquennale e al fatto che sia legato alla legislatura. Nella nuova formulazione dell'articolo 17, come abbiamo discusso anche insieme a lei, la durata la prima volta che verrà eletto sarà di 30 mesi, per cui scadrà al trentesimo mese della quattordicesima legislatura, garantendo in questo modo che il CORECOM sia un organo di garanzia svincolato dalle maggioranze e svincolato dalla legislatura. La motivazione è solo questa, perché se noi per esempio andassimo a discutere l'emendamento numero 22, l'emendamento numero 22 che chiede la soppressione del comma 8 dell'articolo 6, io credo che questo dovremo bocciarlo quando invece sarebbe completamente modificato dall'articolo 17. Quindi semplicemente per questo, perché nell'articolo 17 vengono superate molti degli emendamenti che sono presenti soprattutto all'articolo 6, e uno, l'emendamento numero 10, all'articolo 7. Nessun altro problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Grazie, Presidente. C'è la possibilità, sono due strade che sono possibili: una quella che proponeva il Presidente della Commissione, l'onorevole Frau, di sospendere l'esame degli articoli 6 e 7 e dei relativi emendamenti e di andare avanti, soprattutto per il fatto che esiste l'emendamento numero 47, a cui faceva riferimento il collega Frau, sulla durata in carica del CORECOM, oppure, andare avanti regolarmente sapendo che per quanto riguarda la durata del CORECOM in sede di prima applicazione e quella di metà legislatura della prossima legislatura, che ci impegniamo ad approvare nella norma transitoria, appunto, che prevediamo con l'emendamento numero 47. Quindi, ci possono essere due strade, io credo che non ci sia assolutamente bisogno di dividerci su questo. Se l'obiettivo è quello di andare avanti senza sospendere niente, si potrebbe anche continuare con l'esame degli articoli 6 e 7, sapendo che per quanto riguarda la durata del CORECOM in sede di prima applicazione c'è un emendamento che prevede la decadenza a metà della prossima legislatura.
PRESIDENTE. Colleghi, qui stiamo andando avanti con proposte su proposte una differente dall'altra. Io ho due richieste: una di sospensiva del Presidente della Commissione, ed una da parte dall'onorevole La Spisa, invece, di procedere. Se non c'è accordo in Aula, io pongo in votazione le due richieste.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.). Sì, io ho fatto la mia proposta semplicemente per non essere costretto a dare parere negativo agli emendamenti che sono stati presentati. Se si vuole seguire questa via, per cui si continua con la discussione degli articoli 6 o 7, a me va benissimo, ed esprimeremo parere contrario agli emendamenti che sono stati presentati. L'obiettivo era solo questo. Siccome sono state trovate delle soluzioni che l'onorevole La Spisa conosce, perché ieri ne abbiamo parlato, ma se vogliamo procedere, va assolutamente bene, esprimeremo parere negativo su questi emendamenti.
PRESIDENTE. Bene, si va avanti quindi.
Come ho detto poc'anzi, è in discussione l'articolo 6 e gli emendamenti ad esso presentati, il numero 22 soppressivo parziale, i numero 20, 28, 21 e 39 sostitutivi parziali, e il numero 9 come emendamento aggiuntivo.
E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La composizione, la nomina e la durata del CORECOM, come dicevo prima, è un punto fondamentale. Vorrei dirlo brevissimamente il perché, magari non utilizzando neanche tutto il tempo. Il nocciolo della questione è che il CORECOM, che è un organismo di garanzia, per quanto è possibile nelle cose umane, quindi non c'è mai la garanzia assoluta dell'imparzialità rispetto alle vicende su cui si deve giudicare, dare pareri, o addirittura influenzare l'azione amministrativa, però bisogna fare di tutto perché il CORECOM sia uno strumento collegato all'Assemblea parlamentare, e in quanto tale capace di essere effettivamente attento a vigilare sull'attuazione delle norme su questo tema delicatissimo dell'informazione e della comunicazione. Allora, la composizione, noi abbiamo detto già nella discussione generale, e la durata devono essere calibrate in modo tale che non sia il CORECOM non solo formalmente scollegato dall'azione di governo, ma sia anche possibilmente, anche sostanzialmente, gestito, condotto in modo tale da costituire un punto di confronto, di vigilanza, di controllo, che tutte le parti politiche rappresentate nel Consiglio regionale, quindi di volta in volta di maggioranza o di opposizione, possano in qualche modo utilizzare questo strumento attraverso un'adeguata rappresentanza, in modo tale da poter valutare continuamente il rapporto fra la politica e il mondo dell'informazione e della comunicazione. Per questo noi giudicavamo negativamente il fatto che si volesse, alla fine di questa legislatura, già in qualche modo assicurare all'attuale maggioranza il controllo del CORECOM. Devo dire molto francamente che alcuni emendamenti presentati, il dibattito che si è sviluppato sia in Aula sia nella Commissione quando si sono esaminati gli emendamenti, e il confronto che si è sviluppato in queste ore, ci sta convincendo della possibilità che all'interno di maggioranza si manifesti la disponibilità a prevedere non solo che la durata del Corecom non coincida con la legislatura, e quindi in questo modo possa essere uno strumento che alternativamente controlla il mondo della comunicazione slegato da chi governa, ma addirittura, guardando l'emendamento dell'onorevole Uras, il numero 28, sembra vi sia la disponibilità a fare in modo che l'elezione del Presidente del comitato e poi l'elezione del Presidente facciano in modo che vi sia da un lato una maggioranza nel CORECOM, che inevitabilmente sarà espressa da chi è maggioranza in Consiglio regionale, ma la Presidenza, secondo una prassi parlamentare che in alcune occasioni, nella storia del Parlamento italiano, è stata rispettata molto idealmente, non sempre, ma comunque direi che noi dobbiamo prendere le buone pratiche, non le cattive, c'è la disponibilità che la Presidenza del CORECOM venga assegnata a un rappresentante indicato dalla minoranza. Credo che sia un segnale importante che, insieme altre cose che abbiamo inserito negli articoli che abbiamo già esaminato, cioè la parte del ricordo, la partecipazione del Consiglio regionale all'utilizzo delle risorse e degli strumenti della pubblicità istituzionale, così come l'attribuzione alla Commissione consiliare del compito di impulso per un progetto di legge che disciplini l'aspetto della gestione delle problematiche molto complesse e importanti come quelle delle frequenze, dell'intervento su tutte quelle manifestazioni in cui le nuove tecnologie collegate all'informazione stanno obiettivamente modificando rapidamente non solo il sistema della comunicazione, ma anche il sistema politico. Non possiamo ignorare che questa è una legge importante, non sappiamo quanto all'esterno di quest'Aula questo sia percepito. Però credo che sia già importante che noi lo percepiamo in maniera lucida e direi anche equilibrata. Se questo accadrà, io direi che si fanno dei passi avanti, e sarà un'occasione in cui il Consiglio regionale dimostrerà effettivamente di voler legiferare, avendo attenzione proprio al valore e all'importanza dell'istituzione rispetto alle complesse dinamiche del mondo dell'economia, della politica e anche della comunicazione.
Nel merito, e poi chiudo, direi che l'emendamento Uras venga approvato così com'è. Io chiederei questo, cioè che l'attribuzione alla minoranza del compito di indicare la Presidenza del CORECOM sia codificata non per una, lo dico sinceramente, sfiducia che nell'immediato da questa maggioranza ci sia l'intenzione di non mantenere un impegno preso; assolutamente penso che, almeno in quest'Aula, ci si possa dare credito che quando si dà una parola si cerca di mantenerla, ma perché nel sistema, così come viene individuato dalla legge, venga invece codificato questo principio, che non è un sano principio di democrazia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Molto brevemente, perché di questo abbiamo già parlato all'inizio della discussione su questo provvedimento. Intanto, l'articolo 6, aveva ragione prima il Presidente della Commissione, in parte è regolato dalla norma transitoria che stabilisce in fase di primo impianto, tende a stabilire in fase di primo impianto una durata limitata a trenta mesi del CORECOM, in modo tale da consentire un ricambio dei componenti del CORECOM a metà legislatura. Questo proprio per svincolarlo il più possibile da ragionamenti di schieramento di maggioranza e minoranza. L'altro elemento, che poi è anche quello che io penso finisca per sbloccare definitivamente e portare ad approvazione celerissima questa
legge, riguarda il presidente e io invito a riflettere su qual è la funzione del presidente. Prima lo diceva il collega La Spisa, e secondo me è assolutamente condivisibile quest'analisi, il presidente è il presidente dei componenti di minoranza del CORECOM e diventa difficile il ragionamento "ma non è vero, non ci sono maggioranze, né minoranze". No, ci sono maggioranze e minoranze perché all'elezione dei componenti del CORECOM si va attraverso l'utilizzo della votazione a scrutinio segreto con voto limitato a tre nomi. E allora siccome qua siamo in un Consiglio regionale che è composto da parti politiche, è chiaro ed evidente che le parti politiche di maggioranza esprimeranno i tre nomi ed è chiaro ed evidente che le parti di minoranza esprimeranno i due nomi. Nell'ambito di quei due nomi va scelto il presidente. Lo si fa per prassi parlamentare? Oggi si fa domani non si fa. io non so se in Parlamento il presidente della Commissione di vigilanza sia stato eletto, mi sto disinteressando, non siamo presenti, mi sto disinteressando alle vicende delle Commissioni e delle presidenze di Commissione dei parlamentari, ma mi pare di ricordare che sia nato un problema. Magari qualcuno di voi che è più avvertito sa anche che è stato già risolto il problema sulla Commissione parlamentare di vigilanza alla RAI, ma mi pare che fosse candidato l'onorevole Orlando e non so se è stato eletto.
(Interruzione)
Gli sono mancati i voti, quindi non è stato eletto e quindi è vacante quella funzione. E allora perché non regolarlo attraverso una disposizione legislativa? Se noi tutti siamo d'accordo e noi tutti, io mi auguro, perché penso che la funzione della mia parte politica sia una funzione che riesce ad essere esercitata sia stando nei banchi della maggioranza che stando nei banchi della minoranza, ma prima o poi noi tutti saremo maggioranza e quindi ci dovremo fare carico di questa responsabilità di apertura agli organismi di garanzia della maggiore funzione in capo alle parti politiche di minoranza.
Se noi sciogliessimo questo nodo io sono convinto, ma mi pare che questo fosse il messaggio che veniva anche dal collega La Spisa, badate, che forse non ci sarebbe manco bisogno di altre operazioni. Questa sarebbe un'ottima legge, sarebbe un'ottima legge che appartiene al Consiglio regionale, nella sua fase di predisposizione e di approvazione, ma appartiene al Consiglio regionale anche nella fase di attuazione e quindi richiama tutto integralmente il prestigio di quest'Aula rispetto agli interessi generali che sono di tutti i cittadini, che tutti i cittadini concorrono a formare nel momento in cui votano la rappresentanza popolare che sta poi dentro quest'Aula, dentro questo Consiglio regionale. Ecco perché io sostengo, e prendiamoceli cinque minuti se servono! Chiedo a tutti uno sforzo in questo senso, prendiamoci i dieci minuti che servono per sciogliere questo nodo politico, che è solo un nodo politico, non è altro e non è sicuramente un artificio tecnico.
PRESIDENTE. E' stata chiesta una sospensione per cinque minuti. Se sono d'accordo gli altri Gruppi politici… stando in aula o procediamo con gli interventi?
La seduta è sospesa cinque minuti per l'interlocuzione.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 21, viene ripresa alle ore 11 e 29.)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, possiamo riprendere.
E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io vorrei se è possibile richiamare l'attenzione dei colleghi…
PRESIDENTE. Prego, colleghi, c'è troppo brusio sinceramente, disturbate l'oratore e disturbate anche la Presidenza. Onorevole Giorico.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io vorrei richiamare brevemente l'attenzione dei colleghi sul percorso che, pur facendo una legge apparentemente su un organo diciamo collaterale rispetto a quelli più importanti dell'architettura istituzionale regionale, noi stiamo facendo e vorrei riepilogare alcuni passaggi.
Nella legge statutaria che attualmente è in vigore è previsto l'accesso della minoranza ai fondi della comunicazione istituzionale. Fu il frutto di alcuni emendamenti presentati qui e votati tra l'altro all'unanimità, dei pochi, però si affermò il principio che l'Assemblea legislativa cominciava ad occuparsi di un fatto strategico: l'opinione pubblica è fatta dalla comunicazione e spesso la politica difetta di risorse trasparenti per accedere alla comunicazione. Col disegno di legge numero 261 la Giunta regionale, nella parte conclusiva, ha cominciato a normare, per la prima volta, il piano della comunicazione istituzionale; il disegno di legge è in prima Commissione, andrà discusso. Quel disegno di legge non prevedeva la partecipazione del Consiglio regionale all'accesso ai fondi della comunicazione istituzionale, al punto che prevedeva anche l'istituzione di un comitato nel quale era rappresentata solo l'Amministrazione regionale, cioè i dirigenti degli Assessorati competenti. Noi ieri abbiamo votato un emendamento importante nel quale diciamo che quota parte dei fondi per il piano annuale della comunicazione istituzionale deve essere riconosciuto per un piano della comunicazione del Consiglio. Qual è la portata di questo emendamento? I colleghi sanno perfettamente che da qui a due-tre anni tutte le informazioni viaggeranno su un unico supporto tecnologico, cioè che la tendenza è a mettere televisioni, telefoni e Internet tutti su un unico supporto tecnologico che, ragionevolmente, sarà quello della rete Internet. Ieri noi abbiamo votato un emendamento che consentirà a questo Consiglio di veder finanziata, faccio un esempio, la web television per il Consiglio regionale, rendendo economiche le riprese in Aula e anche, se mi consentite, trasparente la democrazia perché così i cittadini vedono ciò che accade in un'Aula parlamentare. Ieri noi abbiamo votato un emendamento che consentirà - qualora il Consiglio lo volesse - ai Gruppi di accedere al digitale terrestre. Noi ieri abbiamo approvato un emendamento che potrebbe consentire l'utilizzo di frequenze per i Gruppi politici rappresentati in Consiglio e sottrarre quindi le forze politiche alla dipendenza di grandi risorse di gruppi finanziari e di gruppi dotati di grandi risorse finanziarie che generalmente non sostengono le posizioni politiche in cambio di nulla. In più, noi dovremo adesso modificare il Regolamento del Consiglio perché deve essere il Regolamento del Consiglio che disciplina come accedere a queste risorse. Abbiamo fatto una cosa importante per il domani.
Sull'articolo in discussione la proposta del collega Uras di affidare alla minoranza del CORECOM, perché questo è stato detto benissimo dall'onorevole Uras, sarà la minoranza del CORECOM a esprimere la presidenza; questo significa riconoscere la presidenza alle opposizioni. La presidenza del CORECOM andrà alla minoranza in un quadro dunque in cui la maggioranza consiliare accederà comunque, perché è del Consiglio, alle risorse della comunicazione istituzionale, ma la minoranza del Consiglio ha lo strumento per verificare che tutto questo avvenga in un quadro di legittimità e di garanzia democratica.
Io già in apertura, in discussione generale, dissi che questo era un emendamento che, coordinato con gli altri di cui ho parlato, motivava un sostegno perché viene fuori un'architettura che, secondo me, è inedita in Italia, non c'è in Italia una cosa di questo genere e va detto anche con molta chiarezza: il disinteresse con cui gli organi di stampa stanno seguendo questo dibattito è veramente curioso! Noi stiamo per la prima volta garantendo ai sardi un accesso alla comunicazione di massa economico, noi per la prima volta - credo, in Italia, non conosco altre norme di questo tipo - stiamo bilanciando la comunicazione del Governo regionale con una comunicazione istituzionale, ma della opposizione, che se oggi fosse garantita anche in Italia credo che il sistema politico italiano sarebbe differente. E' un fatto importante, ma manca un suggello che è quello che dobbiamo mettere adesso, cioè una funzione di garanzia stabilmente riconosciuta alla parte più debole. Io non ho mai fatto segreto che, per esempio, affiderei per Statuto la Commissione Statuto del Consiglio regionale sempre alle opposizioni, sempre! Come tendenzialmente si fa a livello nazionale, ma poi vediamo, come ricordava il collega Uras, che quando la politica balla può diventare anche feroce e gli accordi tra gentiluomini saltano perché la politica è purtroppo una ferocia regolata, molte volte, non è altro. Allora, per noi è decisivo che venga approvato questo emendamento del collega Uras perché suggella un'architettura di garanzia nella comunicazione che sarà di garanzia per il futuro della Sardegna, per riequilibrare i rapporti nella comunicazione e nella formazione dell'opinione pubblica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.), relatore. Signor Presidente, intanto si comincia a capire che questa che stiamo approvando era una legge importante e quindi gli schiamazzi, gli insulti, le urla di ieri, la politica violenta - come l'ha chiamata l'onorevole Maninchedda in questo momento - credo che finalmente stia lasciando il passo ad una politica ragionata e si cominci a capire che non stiamo approvando una leggina, come qualcuno ieri l'ha definita, e il mio rammarico è che l'ha definita così senza neanche averla letta, lo dico con cognizione di causa questo, naturalmente. Quindi, vedo con grande favore che anche le persone più accorte, più avvedute in quest'Aula stiano cominciando a capire che stiamo approvando una legge importante.
Devo dire che non era nelle intenzioni della nostra Commissione, ma neanche di questa maggioranza, fare del CORECOM un'altra legge che non fosse l'istituzione di un comitato di garanzia. Questo è stato fin dall'inizio l'obiettivo del lavoro della nostra Commissione. Non abbiamo mai pensato che all'interno di una commissione di garanzia o di un comitato di garanzia come il Comitato regionale di controllo sulle comunicazioni ci dovessero essere maggioranze e minoranze, presidenti o vicepresidenti espressi da una parte politica piuttosto che dall'altra, perché credo che questo non debba essere una commissione di garanzia. Infatti, abbiamo pensato - e questo articolo 6 lo mette in grande evidenza - di costruire un comitato che desse tutte le garanzie possibili di trasparenza. Intanto l'evidenza pubblica delle domande e non come purtroppo è successo fino adesso per quanto riguarda le strutture, i CORERAT che ancora sono in funzione, altri tipi di nomine, di elezioni che tutti conosciamo e del quale probabilmente tutti siamo responsabili, anzi sicuramente tutti siamo responsabili. Abbiamo scelto l'evidenza pubblica delle domande; abbiamo stabilito che siano gli Uffici di Presidenza di questo Consiglio regionale a stabilire chi ha l'idoneità per poter essere membro del CORECOM, ma non certo a fare una graduatoria degli idonei; abbiamo stabilito che i membri del CORECOM si eleggono con un massimo di tre preferenze per ogni consigliere; abbiamo stabilito che la durata della prima nomina non deve superare il trentesimo mese della XIV legislatura proprio per dare il massimo della garanzia a chi oggi è minoranza e io spero anche nella quattordicesima legislatura possa avere il Presidente del CORECOM. Quindi io credo che questa fosse assolutamente l'intenzione, ieri come oggi della seconda Commissione, e quindi guardo con molto piacere intanto il clima che si è finalmente instaurato e che ha sostituito la politica violenta che ha aperto i lavori dell'Aula ieri mattina. Sulle ulteriori garanzie che questo comitato di garanzia dovrebbe dare, beh, io ho le mie posizioni, le esprimerò quando arriveremo a discutere di quell'emendamento, eventualmente credo che noi dovremmo instaurare una prassi parlamentare diversa, probabilmente aiuterebbe sempre il corso dei lavori all'interno di questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Io credo che sia molto importante il lavoro che stiamo facendo e credo che sia una legge, come diceva il collega Maninchedda, stiamo approvando una legge importante, una legge innovativa e peraltro che può risultare anche apripista per altri livelli istituzionali, altre realtà istituzionali. In merito al tema che è stato sollevato durante questo dibattito dall'emendamento numero 28 del collega Uras, Davoli e Pisu in merito all'attribuzione ai Gruppi consiliari di minoranza della Presidenza di questo comitato, io credo che non vi sia alcuna difficoltà a prevedere come prassi parlamentare il riconoscimento ai Gruppi di minoranza del Presidente di questo comitato. Io credo che noi, così come avviene negli altri livelli istituzionali che gli organi di vigilanza, gli organi di garanzia vengono riconosciuti ai Gruppi di minoranza, non abbiamo alcuna difficoltà che anche in questa nostra realtà, dare la possibilità appunto che siano i Gruppi di minoranza a esprimere il Presidente di questo comitato. Riteniamo inopportuno, così come avviene a livello nazionale prevedere in legge il riconoscimento della Presidenza ai Gruppi di minoranza. Questo non vuol dire assolutamente che non vi sia la volontà di riconoscerlo ai Gruppi di minoranza e noi già dalla prima elezione ci sentiamo impegnati a che il Presidente del comitato di garanzia venga riconosciuto ai Gruppi di minoranza. Quindi, non una previsione legislativa, ma una volontà, con un impegno, un impegno formale del gruppo del Partito Democratico a riconoscere la Presidenza ai Gruppi di minoranza, e io credo che nel momento in cui lo stabiliamo come prassi parlamentare, come prassi consiliare, io credo che non vi sia alcuna difficoltà che questo possa avvenire non soltanto nella prima elezione, ma che possa e debba avvenire anche nelle elezioni successive alla prima.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credo che dopo un inizio che non prevedeva sicuramente nulla di buono per quanto riguarda questa legge, però poi le modifiche che sono state introdotte e che si stanno introducendo, mi stanno effettivamente convincendo che questa legge va approvata, che è una legge utile, che serve, che è una legge interessante. Soprattutto lo dico, mi aveva spaventato il fatto che questa maggioranza volesse eleggere questo comitato a fine legislatura slegandolo poi invece con l'elezione del Consiglio regionale, quindi significava che questa maggioranza volesse eleggere questo comitato che durasse poi anche l'altra legislatura sapendo che l'altra legislatura, come diceva Frau, non saranno loro a governarla, ma saranno altri appunto. Io credo che invece l'emendamento che prevede il ricambio a metà legislatura, sia una misura giusta nel senso che garantisce chiunque ci sia oggi o domani, questa è una misura a parer mio giusta. Però io ritengo che sia una misura altrettanto giusta l'emendamento che ha presentato il primo firmatario Uras, nel senso che si dice in norma che il Presidente della Commissione deve essere espresso dalla minoranza. Allora, io collega Biancu, non è che non mi fidi delle cose che dite voi, però se noi inseriamo in norma che il Presidente della Commissione deve essere indicato dalla minoranza, io credo che garantiamo tutti, perché io mi fido sì, però poi molte volte le cose cambiano e non vanno nella direzione che devono andare. Il collega Biancu dice: "Ma anche a livello nazionale non è specificato, è un fatto fiduciario più che altro quello di dare alla minoranza la Presidenza della Commissione". E questo è un limite effettivamente perché, onorevole Biancu, abbiamo visto, a livello nazionale che la minoranza non riesce a esprimere il Presidente, credo che se invece anche quella fosse normata, quella procedura, io credo che invece si sarebbe potuto eleggere, più tranquillamente, non ho detto ancora il Presidente...
BIANCU (P.D.). Perché non condividono il nome!
LADU (Fortza Paris). Non condividono il nome però in ogni caso significa che la maggioranza se non condivide il nome, certo che non condivide il nome, però allora dobbiamo dire che deve essere espresso dalla minoranza se condiviso dalla maggioranza, e non va bene. Se questo è stabilito che deve appartenere alla minoranza, allora lo dobbiamo dire perché altrimenti la maggioranza può condizionare anche la scelta della minoranza, pertanto io credo che l'emendamento che prevede la nomina del Presidente da parte della maggioranza non vada modificato, vada lasciato così com'è, nel senso che il Presidente della Commissione deve essere indicato dalla minoranza e se vogliamo essere ancora più precisi, io devo dire che bisognerebbe, se dobbiamo fare un'integrazione all'emendamento, dobbiamo dire anche, magari esplicitare meglio chi deve essere il Presidente della Commissione perché noi diciamo con questo emendamento che tre rappresentanti li elegge la maggioranza, due la minoranza, e poi invece dei due la minoranza diciamo anche che uno deve essere il Presidente però non diciamo chi dei due deve essere il Presidente. Allora possiamo eventualmente dire anche che dei due della minoranza può essere eletto Presidente chi elegge più voti perché altrimenti o comunque troviamo il sistema perché si sappia che quel rappresentante della minoranza, uno dei due della minoranza, ma chi dei due deve però fare il Presidente, con questo emendamento non è chiarito. Pertanto, se una modifica va fatta all'emendamento numero 28, io credo che debba essere fatta nella direzione di stabilire già da subito, dal momento della votazione chi deve essere il Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Io ho iscritta a parlare l'onorevole Caligaris, ma è stata iscritta fuori termine, è necessario iscriversi durante il primo intervento. Casomai intervenga magari sulle dichiarazioni di voto.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Allora Presidente, iniziamo dall'emendamento numero 22. L'emendamento numero 22, io avevo chiesto la sospensione dell'articolo, ma comunque ne chiedo il ritiro altrimenti il parere è negativo.
L'emendamento numero 20, lo stesso problema, nel senso che verrà superato qualora si approvasse l'articolo 17 emendato. In ogni caso ne chiede il ritiro, qualora non avvenisse ritirato il parere è negativo. L'emendamento numero 39, è semplicemente un fatto di forma linguistica, per cui chiaramente il parere è negativo, non modifica nulla.
PRESIDENTE. Scusi è negativo sull'emendamento numero 39?
FRAU (P.D.), relatore. Sull'emendamento numero 39 è positivo. Ho detto: "è sono un fatto linguistico". Sull'emendamento numero 28 esprimo parere positivo, così come è stato modificato nella formulazione proposta dall'onorevole Biancu. L'emendamento numero 21 è chiaramente un parere negativo, è quello che fa riferimento alla nomina del più giovane, piuttosto che del più anziano. E' una delle innovazioni di questa legge, quindi il parere è negativo. L'emendamento numero 9, lo stesso, fa riferimento alla nomina del Vicepresidente, quindi chiaramente è un emendamento che dècade. Qualora fosse approvato l'articolo 17 emendato ne chiedo il ritiro, altrimenti il parere è negativo. Basta, non ce ne sono altri.
PRESIDENTE. Grazie. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 22, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 20…
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Voto elettronico!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 20.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Cassano - Ladu.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Amadu - Capelli - Cappai - Contu - Dedoni - Diana - Lai Renato - Lai Silvio - Maninchedda - Marracini - Petrini - Pittalis - Randazzo Vittorio - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 38
astenuti 14
maggioranza 20
favorevoli 3
contrari 35
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 39. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 28, a cui è apposta la firma dell'onorevole Cerina.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Caligaris, ancor prima l'onorevole Biancu ha proposto una modifica a questo emendamento. Onorevole Biancu, abbiamo in discussione l'emendamento numero 28, al quale lei ha proposto una modifica.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, grazie Presidente. La modifica è la seguente. Leggo interamente l'emendamento: "Nella medesima seduta, il Consiglio regionale procede, mediante votazione elettronica a scrutinio segreto, con la maggioranza assoluta dei votanti, all'elezione tra di essi del Presidente del CORECOM…", con la soppressione dell'ultima parte, "…con l'impegno formale a riconoscere alle minoranze l'elezione del Presidente del Comitato".
PRESIDENTE. Io proporrei di scriverlo questo emendamento orale, perché è necessario metterlo in legge quanto ha detto, affinché i colleghi possano avere cognizione completa di quanto vuole essere fatto.
Nel contempo, se l'onorevole Caligaris vuole fare la sua dichiarazione di voto.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). No, grazie Presidente. Intanto io mi permetto di fare due sottolineature di carattere politico in questa fase del dibattito. La prima è di condivisione del percorso che sta portando al varo del CORECOM, e credo che sia stato determinante per il cambiamento del clima l'aver sgomberato il campo dall'idea che la Sardegna è una Regione canaglia, perché non ha obbedito all'autorità nazionale. Credo che, anche se in molti momenti di ci sono fasi di sospensione, credo che si stiano registrando dei dati positivi. Volevo però esprimere, per quanto piccola, qualche perplessità in merito a questo cambiamento. Perché io ho letto in termini molto positivi la possibilità che siano le opposizioni ad avere la Presidenza del CORECOM, ritenendo anche un altro fattore importante, e cioè che in virtù di questo clima che si è creato in Aula, e in virtù anche del fatto che c'è un dialogo aperto con le opposizioni, forse sono maturi anche i tempi per eleggere il difensore civico, Presidente. E anche in questo caso c'era stata la proposta, da parte dei Riformatori, che l'incarico venisse assegnato ad un esponente dell'opposizione. Io sono molto convinta che se un ruolo devono avere questi organismi, essendo a disposizione soprattutto degli interessi dei cittadini, e mi riferisco in modo particolare al Difensore civico, si debba procedere in modo diverso, e capire che queste forme istituzionali hanno un diritto ed un dovere di essere rese attive e a disposizione. So che ci sono molte richieste per il Difensore civico, che la speranza dei cittadini sardi perché questo Consiglio si decida ad eleggerlo non sono ancora del tutto tramontate e faccio appello, c'è qui anche l'assessore Secci, ma faccio appello anche al Presidente del Consiglio e all'intera Aula, perché, superata la legge sul CORECOM, si guardi con determinazione l'elezione del difensore civico.
PRESIDENTE. Mi auguro che i Capigruppo abbiano recepito insieme a noi la sua richiesta e quanto prima possano provvedere in merito.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Non si può non registrare il cambiamento di rotta perché questa discussione generale è iniziata, nell'intervento dell'onorevole Uras, con l'annuncio di questo emendamento che aveva orientato anche molti interventi in questa direzione. Nel frattempo la legge ha riempito le competenze del CORECOM di funzioni sostanzialmente di equilibrio e di garanzia, tra cui una, quella di riferire al Consiglio regionale sull'adeguatezza ai fini istituzionali del Piano della comunicazione istituzionale.
Non solo, in ragione di un principio giusto che chi vince le elezioni governi, si fa del CORECOM un organo di garanzia ma composto da rappresentanti prevalentemente espressi da coloro che vincono le elezioni.
In corso d'opera, si elimina una previsione di legge che è nell'ottica dell'equilibrio dei poteri per cui in genere, lo ripeto, che ha funzioni di controllo, di relazione, viene espresso nella funzione apicale da chi non ha la forza del governo ed ecco che torna a prevalere una filosofia, che è diffusa in molti ambienti dei grandi partiti, nella fattispecie nel Partito Democratico, che elimina una formula di garanzia che è di garanzia per tutti, non è di garanzia per alcuni, è di garanzia per tutti e la sostituisce con un impegno d'onore. Io posso fare esempi in cui quest'impegno d'onore, nella storia repubblicana, a seconda delle circostanze, viene mantenuto o non mantenuto. Una previsione di legge che affida stabilmente ad una parte minoritaria dell'organo, "minoritaria dell'organo", la funzione di guida penso che sia nell'ordine dell'equilibrio dei poteri, non della ragione per cui chi vince le elezioni determina una occupazione di tutti gli spazi perché è evidente che cosa ne consegue, ne consegue che la presidenza viene scelta d'intesa tra maggioranza e opposizione, perché diversamente quando c'è un impegno d'onore la maggioranza si elegge il suo. Io credo che, nelle funzioni di garanzia, questi accordi non siano di garanzia! Per cui, registro un mio ennesimo errore, quello di essermi fidato, ma chiedo che l'emendamento rimanga esattamente quale è e che, al limite, venga votato per parti, per consentire che rimanga traccia, con molta chiarezza, di un'impostazione differente, sia dei rapporti politici, sia del modo in cui vediamo le cose… nel senso che vorrei che l'emendamento, si tratta di un emendamento orale, nessuno vuole fare questioni, però chiediamo che venga votato per parti e chiediamo anche alla maggioranza di verificare se su una inezia di questo tipo si debba creare una frizione su un percorso che, in ragione di richieste fatte, è stato condotto in un certo modo e che con questo freno a mano tirato all'ultimo momento lascia francamente perplessi sull'affidabilità.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole Maninchedda, lei propone che l'emendamento scritto, il 28, resti tale quale, se abbiamo capito bene, e nel caso sull'emendamento orale… non s'è capito bene!
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, chiedo che venga votato per parti, nel senso che si tratta di un emendamento orale e quindi si chiede, se è d'accordo anche l'onorevole Biancu, io proporrei che venga votato per parti in questi termini: fino alla prima parte: "del presidente del CORECOM", e poi la seconda parte: "su proposta avanzata…. fino al punto".
Per cui la parte che voi intendereste cassare, io vi invito a ripensarci ma…, viene votata come seconda parte. Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Grazie Presidente. Allora, io credo che sia legittima la richiesta di votazione per parti da parte del collega Maninchedda, però io credo che sia inopportuno che noi votiamo per parti e andiamo a bocciare un qualcosa per la quale ci sentiamo impegnati a instaurare come prassi parlamentare. Io credo che andiamo a indebolire quella scelta è quella volontà, che noi ribadiamo in questo momento, di voler instaurare come prassi parlamentare il riconoscimento dell'indicazione del nome alla minoranza per la presidenza del CORECOM. Quindi, io chiederei al collega Maninchedda, prima di procedere al voto, se può ripensare su questo, perché ritengo che sarebbe sbagliato, sarebbe inopportuno e indebolirebbe quell'impegno, che rimarrebbe dagli atti del Consiglio, che invece noi oggi ci sentiamo di assumere.
Nel chiedere, prima di mettere alla votazione, Presidente, vorrei chiedere una modifica che è solo puramente tecnica dell'emendamento, cioè che vada tolto dopo "votazione elettronica", perché la votazione elettronica a scrutinio segreto indicando un nome non è possibile, mentre io lascerei che sia una "votazione a scrutinio segreto", ma non votazione elettronica. E che "la maggioranza assoluta dei votanti" si trasformi in "maggioranza assoluta dei componenti". Quindi, "elettronica" va cassato e "votanti" va modificato in "componenti".
LADU (Fortza Paris). Anche "scrutinio segreto elettronico".
BIANCU (P.D.). Scrutinio segreto elettronico, dovendo indicare un nome, onorevole Ladu, che cosa indica lei a scrutinio elettronico? Deve voltare un nome e quindi è voto segreto ma dovendo indicare un nome non è compatibile con la votazione elettronica. Quindi, io chiederei ancora una volta, al collega Maninchedda, assumendo nuovamente l'impegno a instaurare come prassi parlamentare il riconoscimento della presidenza in capo alla minoranza, di rinunciare a far bocciare la seconda parte dell'emendamento.
PRESIDENTE. Colleghi, siamo sempre sulla proposta di un emendamento orale, per cui è necessaria, come ben sapete, tra l'altro l'accordo tra le parti politiche. Quindi, vi prego, anche perché queste nuove proposte continuano un po' ad ingarbugliare la questione. Proporrei di mettere per iscritto la proposta Biancu, completa, perché per quanto abbiamo capito c'è stata una nuova aggiunta. Si finisce per non capirci niente.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, prima di scrivere chiediamo l'opinione agli altri colleghi.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). E' un emendamento tecnico questo.
PRESIDENTE. Certamente, una volta chiarito, una volta messo per iscritto, do lettura e chiaramente chiediamo ai colleghi, all'Aula se è d'accordo sull'emendamento orale. Se no si procede alla votazione dell'emendamento così com'è.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Io ho chiesto di intervenire, perché mi pare che l'emendamento originario del collega Uras, oltre che compagno, fosse più chiaro nella volontà non del Consiglio di oggi, ma del Consiglio di domani. Perché io comprendo la sottolineatura che faceva il collega Biancu, stabiliamo una correttezza, io lo comprendo, però una correttezza senza norme e come scrivere una cosa sulla sabbia. Io credo che debba vivere l'emendamento Uras perché è una norma che vive oltre questo Consiglio regionale. Ossia, il collega Biancu dice: "Per prassi noi"; ma quanti anni ci deve stare il collega Biancu in Aula per garantire quello che sta dicendo? O ci sta quanto Giagu, o ci sta quanto Floris; ma se ci sta quanto ci sono io, un altr'anno non c'è più.
Allora, io credo che dobbiamo garantire le minoranze, non questa minoranza, io non voglio garantire l'onorevole Ladu, io non voglio essere garantito dall'onorevole Ladu, che è diverso. Perché, oggi noi possiamo assumere un impegno, domani, quelli che ci sostituiranno, avranno le loro opinioni, e decideranno in base alle loro opinioni; ma, aggiungo, decideranno in base alle situazioni politiche che si troveranno di fronte. Allora, è giusto assegnarlo alle minoranze, ed è giusto assegnarlo definendolo in legge. Questa è la mia opinione. Che non è un'opinione che si vuole contrapporre, è un'opinione che vuole contribuire a una soluzione che vale per oggi e vale anche per il domani. Siccome è stato detto: questa legge è entrata male e sta uscendo bene; esce bene se esce con quella norma Uras, se non esce con la norma Uras, guardate, che non esce bene, esce zoppa. E io penso che abbiamo fatto uno sforzo positivo, riflettiamo ancora un attimo e troviamo un punto di convergenza. Perché posso concludere anche con una battuta: questa va bene a Pittalis, che un po' sta da questa parte è un po' sta dall'altra, ma quando non sarà così è bene che facciamo una norma che valga per tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Poi ti rispondo, eh.
VARGIU (Riformatori Sardi). Beh, insomma, per la legge dei grandi numeri una volta ogni tanto capita di essere d'accordo persino con Cugini; non sulla parte di Pittalis, sul resto del suo ragionamento. Perché, in effetti, io non sono riuscito a comprendere bene per quale motivo una prassi parlamentare non possa essere scritta all'interno di una norma. E devo dire al collega Biancu, e a chi eventualmente la pensasse come lui, che forse è più semplice che siano loro, visto che sono d'accordo sulla sostanza, che vengano sulle posizioni dell'emendamento numero 28, che non il contrario. E devo dire colleghi, qui in realtà nel confronto di ragionamento che stiamo attuando in Aula, c'è il confronto fra due culture: una, è la cultura della certezza del diritto, che noi ci sentiamo di rappresentare, per cui la norma è scritta, è garantita, è quella per sempre anche se questo Consiglio regionale cambiasse completamente e anche se qualcuno decidesse che in un momento fondamentale la presidenza di una struttura di garanzia debba essere della maggioranza; ci sono invece le culture che si basano sulla graziosità dell'atto, cioè sul fatto che il sovrano faccia una concessione, quindi in questo momento qualcuno prende un impegno che è una concessione nei confronti di una minoranza. Ma noi non crediamo al diritto delle concessioni, la minoranza deve essere garantita dalla certezza del diritto. Chiunque essa sia, perché non è detto che sia sempre questa la minoranza, né sempre questa la maggioranza. Quindi, colleghi, facciamo in modo che questo Consiglio faccia leggi che si fondino sulla certezza del diritto, non sulla graziosità della concessione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io vorrei ancora provare a fare un ulteriore passo avanti, rispetto alla situazione in cui ci troviamo, che può sembrare un passo grande, enorme e anche difficile da fare, ma che a me non sembra così difficile perché io, sinceramente, apprezzo molto l'atteggiamento che ha avuto complessivamente la maggioranza su questo aspetto del problema, ma anche sul resto della legge; e apprezzo anche sinceramente - o capisco, almeno - il motivo per cui il capogruppo del P.D. dice: vogliamo instaurare una prassi, basta la prassi (così come a livello parlamentare), sembra che non vi fidiate di noi. Non è assolutamente così, il capogruppo del P.D. vuole instaurare una prassi, una consuetudine, ma la consuetudine sappiamo bene che non è così forte come una legge scritta: anche la consuetudine è una fonte normativa ma non è così forte nella sua efficacia come una legge scritta, altrimenti non esisterebbero i codici, non esisterebbero le leggi o le Costituzioni. Su una cosa così importante perché non fare uno sforzo ulteriore, un impegno che codifichi in legge una regola che, come si è detto, varrà sempre e vogliamo che valga per sempre? Io, sinceramente, mi fido che l'impegno assunto dall'onorevole Biancu verrà adempiuto tra qualche settimana - e lo dico sinceramente, ripeto - ma non è detto che in futuro questo accadrà sempre. Le vicende nazionali sulla Commissione di vigilanza RAI credo che le stiamo leggendo quotidianamente sui giornali, e capiamo bene che in certe circostanze la volontà personale viene sovrastata da una serie di dinamiche, di maggioranza e di opposizione, che magari finiscono per andare anche contro le buone intenzioni dei singoli. Scrivendo in legge una regola di questo genere, credo che metteremmo tutti d'accordo e ci metteremmo tutti nelle condizioni di dire, sinceramente tutti, che questa è veramente una buona legge, dall'inizio alla fine.
Credo che ci sia ancora lo spazio per intendersi su questo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, com'è che siamo arrivati a questo? Intanto ci siamo arrivati attraverso un'interlocuzione che si è sviluppata tra i Gruppi, tra gli schieramenti; e da una posizione che diceva "il presidente del CORECOM di fatto lo sceglie chi elegge i tre componenti", quindi la maggioranza dello schieramento, siamo passati ad una affermazione totalmente contraria, cioè lo elegge certamente la minoranza. Su che cosa stiamo discutendo adesso? Sul metodo. Nella prassi parlamentare, che è quasi sempre seguita… e voglio richiamare la prassi parlamentare perché ha un peso, e questo è un Consiglio regionale che utilizza la prassi parlamentare abbastanza rispettosamente e lo fa soprattutto in relazione alle disposizioni di legge come questa che sono integralmente affidate alla sua gestione. Io non vorrei - perché questo sarebbe contrario al mio pensiero, perché il mio pensiero è garantire alle minoranze questo tipo di espressione - che nella discussione sul metodo poi si tornasse indietro, si sviluppasse una reazione per la quale alla fine non raggiungiamo l'obiettivo. E allora invito i colleghi… io condivido sia la formulazione che fa il collega Biancu - con il quale peraltro abbiamo concordato prima che una delle ipotesi di lavoro potesse essere questa -, figuratevi se poi non condivido l'emendamento che ho presentato, però la decisione che noi assumiamo, assumiamola e facciamo veramente un'espressione unanime rispetto a questo obiettivo, cioè garantire e assicurare alle minoranze l'espressione del presidente del CORECOM.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credo che l'orientamento che si è sviluppato durante la discussione della legge in senso migliorativo pare che noi lo stiamo sciupando e perdendo con la modifica che noi stiamo introducendo all'emendamento numero 28. Allora io credo che la norma deve essere chiara, perché la consuetudine, lo abbiamo visto e l'ho detto già prima, che a livello nazionale la minoranza non è certamente riuscita ad eleggere i rappresentanti che chiedeva. Pertanto io ritengo che vada inserito in norma che il presidente della commissione deve essere espressione della minoranza; e le norme devono essere chiare, devono essere comprensibili a tutti, devono capire tutti, magari può capire anche l'onorevole Cugini perché significa che se ha capito Cugini hanno capito tutti. Pertanto io credo che in norma vada inserito in modo chiaro ed inequivocabile che il presidente della commissione deve essere eletto dalla minoranza, senza che ci sia poi magari la possibilità che questo impegno d'onore che vuole assicurare Biancu possa essere mantenuto anche nel prossimo futuro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Io volevo manifestare la mia dichiarazione di voto per esprimere il favore rispetto all'emendamento del collega Luciano Uras, perché credo di dover sottolineare ai colleghi e all'Aula intera che un impegno è assunto dalle persone che stanno in Aula, ma queste persone non è detto che staranno in eterno in Aula (anche se l'augurio può essere quello di rimanere a lungo) e che pertanto abbiamo il dovere noi di codificare nella legge questo tipo di impegno. Quello che però mi stupisce, Presidente, è che ci sia l'indifferenza di tanti colleghi dell'opposizione che dovrebbero essere proprio quelli interessati a manifestazioni di sensibilità di questo tipo, e che però, ripeto, soprattutto è una garanzia per tutti, è una garanzia che non deve assolutamente superare alcune posizioni di partenza, delle posizioni logiche, che secondo me individuano in qualcuno la presunzione di rimanere in eterno in maggioranza e quindi di fare concessioni di questo genere, ben sapendo che la realtà molte volte presenta riflessi inaspettati, e che, chi pensa di ripristinare magari una posizione democristiana che l'ha visto per trent'anni al governo della Regione, può trovarsi nella posizione del Partito Comunista che si è trovato per trent'anni viceversa all'opposizione. Perché dico questo? Per ribadire il fatto che va bene per tutti e che, se siamo davvero intenzionati a mantenere fede a ciò che diciamo, se crediamo a ciò che diciamo, mettiamolo nero su bianco: assumiamoci l'impegno senza alcuna posizione integralista né futurista.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Questo problema credo che ci richiami alla mente alcune considerazioni svolte in altra circostanza, e mi riferisco a quando si parlava effettivamente di un senso di partecipazione, di maggioranza e opposizione, a dare rilievo a quella che è l'attività consiliare.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue DEDONI.) Se non vado errando… Posso, nel cambio dei Presidenti, recuperare, eventualmente, perché vorrei che questo passaggio restasse ben fermo.
Quando si è parlato che il governatore, o il Presidente della Giunta regionale, ha uno strapotere e quando si è detto che questa Aula spesso è servile nei confronti di un Esecutivo e di un Presidente che gestisce come meglio crede, abbiamo ritenuto opportuno da parte di tutti trovare qualche considerazione che elevasse il rapporto di tutela dell'istituto consiliare. Una di queste condizioni era che vi fosse il portavoce delle opposizioni, ma soprattutto si considerava che probabilmente il Presidente di questa Assemblea dovesse essere eletto tra le file dell'opposizione, perché spesso e volentieri la Presidenza del Consiglio fa gioco e sponda esclusivamente alla maggioranza e alla Giunta. Per ricordare anche quello che avveniva in altre circostanze; parlavamo del difensore civico, cosa che ancora non è stata sottolineata e che ancora non ha visto la luce in quello che era il dinamismo di trovare una condizione non più di servilità da parte del cittadino ma una posizione diversa e alternativa. Abbiamo questa circostanza e per un sistema magmatico, non certamente di chiarezza, di trasparenza, di lealtà istituzionale non si vuole scrivere quello che invece dovrebbe essere palesemente riconosciuto. Come peraltro diversi, sensibili persone della opposizione hanno riconosciuto nel voler dire che la presidenza di questo organismo lo debba avere l'opposizione, quindi la minoranza come fatto di garanzia, come fatto garantistico un sistema istituzionale che preveda controlli incrociati. Ora se questo non si fa, mi pare che si stia perdendo ancora un'occasione per dire che vi è una compiutezza di democrazia e di trasparenza sia nella formazione delle leggi e sia soprattutto, dicevo, in quello che è il percorso democratico serio, che veda compartecipe maggioranza e opposizione su diversi livelli, su diverse posizioni ma certamente riconosciuto quello che è il valore democratico che questa istituzione e soprattutto l'istituzione autonomistica nel suo complesso dovrebbe avere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io non ritengo che non vi sia nulla di scandaloso approvare l'emendamento dell'onorevole Uras così come formulato. E' stato già detto in una corretta dialettica tra maggioranza e minoranza prevedere su materia sensibile come questa, che l'indicazione possa venire dai Gruppi consiliari di minoranza, ma non vedo quale sia l'elemento ostativo. Anche perché è stato ben detto, non è un problema di affidabilità delle persone, l'onorevole Biancu è sicuramente uomo d'onore, così come è uomo d'onore anche il mio amico Renato Cugini, che da bravo testimone, sono certo, che darebbe tutto il supporto perché se non fosse scritta questa norma si potesse o si possa nel futuro dare attuazione a questo però che sarebbe soltanto non una concretezza ma solo una astrattezza. Però noi non abbiamo una garanzia, né che l'onorevole Cugini, da bravo testimone, possa sedere su quei banchi, io glielo auguro, ma non vorrei che succedesse quello che è successo a livello nazionale, che il P.D. vi ha fagocitato e via escluso dallo scenario del Parlamento italiano. Non vorrei che succedesse anche per voi la stessa cosa anche qui in Sardegna. E quindi ci mancherebbe un valente testimone e non vorremmo anche che le guerre interne al P.D. sacrificassero un uomo d'onore come l'onorevole Biancu che quindi ci mancherebbe anche un altro testimone. Ecco perché la necessità che la norma vada approvata così come scritta e che su questioni di questo genere non ci si possa affidare alle pur meritevoli, meritorie e anche buone intenzioni dei singoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. E' un piccolo scoglio che in qualsiasi discussione che si affronti quasi nella parte finale di questa legislatura, ci troviamo sempre a dover interrompere le discussioni, il dibattito. Però quello che maggiormente, signor Presidente, mi colpisce, e le dico la verità questi conciliaboli che vedo spesso a due o a tre persone, quando si devono assumere queste linee diverse da quelle scritte, mi infastidisco, e mi infastidiscono al punto che ho voluto prendere la parola in dichiarazione di voto perché sembra che vogliano dire all'Aula quanto ha detto, in un modo molto infelice, Berlusconi dice: "Mi bastano 30 parlamentari, poi il resto basta che sollevino la mano". Così è qui, ogni tanto si riuniscono 4 o 5 persone e poi ne viene fuori il risultato finale che tutti gli altri si devono adeguare. E' una forma di mancanza di rispetto verso i colleghi, è poiché qui siamo due Gruppi fondamentalmente, proprio ce la sintesi di quanto sta andando incontro o si vuole andare incontro nel Parlamento nazionale, basta che un Gruppo chieda il time out si riuniscano e non è il primo e non è la prima volta e si stabilisca la linea da seguire. E invece no, sono due o tre, si uniscono prendono le iniziative poi gli altri si devono accodare. Non è come diceva il collega Uggias che noi siamo distratti, noi siamo sconvolti perché anche in queste pratiche possono essere di facile soluzione perché basta mettere un po', collegare il cervello e assumere un po' di buon senso che si possono seguire, risolvere in poco tempo alcune questioni che sembrano quasi insormontabili. Quindi chiedo effettivamente di rinunciare a questi, come dicevo all'inizio, conciliaboli e il Capogruppo che si sente maggiormente investito del problema chieda una sospensione al Presidente, e non penso che una sospensione in questa Aula si possa rifiutare a nessuno, si stabilisca la linea da seguire all'unisono, poi veniamo in Aula e lo facciamo, perché ogni qual volta che affrontiamo questi problemi poi c'è un altro che ne tirò fuori una quisquilia ed ecco che si blocca il problema. Io rispetto all'emendamento Uras non ho nulla in contrario a votarlo, ma non ho nulla in contrario neanche a seguire il suggerimento al collega Uggias che è molto più concreto, pragmatico. Ecco per quale motivo chiedo che si ritorni veramente alla normalità e al rispetto di tutti i consiglieri che siedono in questa Aula, perché credo che non ce ne siano, i sardi non hanno affidato ad uno lo hanno affidata ad 80 la discussione sulle norme e sulle leggi che dobbiamo distribuire e chiederei effettivamente che ci fosse un po' più di rispetto quando si devono chiedere alcune cose non si facciano da soli in uno in due ma si coinvolga l'intero Gruppo o l'intera coalizione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (P.D.). Dico subito che sono per Uras prima maniera, vorrei che Uras mi spiegasse perché è d'accordo anche con l'Uras seconda maniera. Ecco, in pratica è considerato il CORECOM un organo superiore, quindi al di là delle parti. Però la sua composizione in realtà è della maggioranza, abbiamo discusso tanto sulla scadenza, è stato naturalmente un atto di cautela, finalmente qui diciamo basta la parola, e io direi che basta la parola ma tutto considerato non c'è niente di male che alla parola sia apponga anche una firma. Quindi, io sono per Uras prima maniera e vorrei sapere perché Uras non è più tanto con Uras.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, la discussione è finita e le dichiarazioni di voto anche.
Onorevole Biancu, ma l'emendamento orale resta a questo punto? Perché io ho un suo emendamento.
BIANCU (P.D.). E' solamente tecnico. Riguarda la prima parte. Le modalità di votazione.
PRESIDENTE. Sì. La votazione a scrutinio segreto è obbligatoria per Regolamento quando si tratta di persone, no?
BIANCU (P.D.). Sì, ma non elettronico, Presidente.
PRESIDENTE. Sì, ma elettronico infatti non esiste.
BIANCU (P.D.). Quindi è tecnico.
PRESIDENTE. Va bene. Quindi "elettronica", comunque, l'avremmo eliminato.
Va bene, quindi resta da votare l'emendamento numero 28 dell'onorevole Uras: "Nella medesima seduta il Consiglio regionale procede, mediante votazione a scrutinio segreto, all'elezione tra di essi del Presidente del CORECOM, su proposta avanzata per il tramite del Presidente del Consiglio dai Gruppi consiliari di minoranza".
C'è una proposta di votazione per parti, mi pare avanzata dall'onorevole Maninchedda. C'è una richiesta di votazione per parti?
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiederei cinque minuti, solo cinque, per valutare anche se tenere questa richiesta di votazione in questo modo, oppure no.
PRESIDENTE. Facciamo qualche minuto di sospensione in Aula. Il sistema di votazione, colleghi, è a scrutinio segreto inevitabilmente, trattandosi di persone.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 43 , viene ripresa alle ore 13 e 07.)
PRESIDENTE. Colleghi, se riprendiamo posto.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, grazie, Presidente, solamente per chiedere un'interruzione di dieci minuti, un quarto d'ora massimo, per un incontro del Gruppo del Partito Democratico.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Chiedo scusa, colleghi, penso che un'interruzione di dieci minuti per un problema che è sorto anche nelle intese che erano state raggiunte non comprometta l'economia del lavoro. Abbiamo deciso di concludere stamattina il nostro lavoro, facciamo questi dieci minuti di interruzione, e poi questo è l'ultimo punto complesso che resta da discutere. Confermiamo il calendario che concludiamo nella mattinata. Va bene, dieci minuti di sospensione. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 08, viene ripresa alle ore 13 e 42.)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, se prendiamo posto, proseguiamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, grazie, Presidente. Io credo che il dibattito che si è sviluppato in merito all'emendamento numero 28, relativamente alla Presidenza del CORECOM, e alle modifiche di posizione che si sono manifestate in quest'Aula, poiché nella sostanza l'emendamento che prevedeva l'introduzione della prassi parlamentare relativamente alla Presidenza del Comitato, non è sostanzialmente diversa rispetto a quella prevista in legge. Noi riteniamo di aderire all'emendamento numero 28, anche perché, ripeto, la nostra volontà era quella di prevedere la Presidenza in capo a un rappresentante della minoranza, e pertanto non abbiamo alcuna difficoltà a votare l'emendamento numero 28 con l'emendamento tecnico relativamente alla prima parte.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Biancu. L'emendamento risulta il seguente: "Nella medesima seduta il Consiglio regionale procede, mediante votazione a scrutinio segreto con la maggioranza assoluta dei componenti, all'elezione tra di essi del Presidente del CORECOM, su proposta avanzata per il tramite del Presidente del Consiglio dai Gruppi consiliari di minoranza. Va bene? Stiamo usando il testo numero 28. Insomma, in buona sostanza si cancella "elettronica" e si aggiunge "a maggioranza assoluta dei componenti". Va bene?
Va bene, colleghi, è in votazione. E' stato richiesto lo scrutinio elettronico.
Onorevole Diana, ho visto adesso la sua prenotazione, prego.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, grazie, Presidente. Io sarei tentato di astenermi da questo voto perché credo che comunque non si sia raggiunto l'obiettivo che ci si era prefissi. Voglio dire che nel momento in cui si vota a maggioranza assoluta, questo comporta che la maggioranza di quest'organismo potrà eleggere Presidente sì uno della minoranza, ma a suo insindacabile giudizio, e potrebbe non seguire quelle che, invece, sono le indicazioni che provengono dai Gruppi di minoranza. Ovviamente voterò a favore, però il problema rimane tutto quanto.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione con scrutinio elettronico palese, prego i colleghi di prendere posto.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.
(Segue la votazione)
Chiedo scusa, colleghi, annulliamo questa votazione, abbiamo un problema di sistema, e riavviamo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Floris Mario.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 68
astenuti 2
maggioranza
favorevoli 68
(Il Consiglio approva).
L'emendamento numero 21 decade.
(E' approvato)
Per l'emendamento aggiuntivo numero 9, Randazzo, Frau e più, c'è l'invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (Gruppo Misto). Sì, lo ritiro. Grazie.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati due emendamenti soppressivi parziali, numero 1 e 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:
Art. 7Funzioni del Presidente
1. Il Presidente del CORECOM:
a) lo rappresenta e cura l'esecuzione delle sue deliberazioni;
b) lo convoca, ne determina l'ordine del giorno e ne presiede le sedute;
c) sulla base dei criteri deliberati dal Comitato, coordina i compiti istruttori assegnati ai suoi componenti ed indirizza l'attività degli uffici di segreteria;
d) presenta, previa deliberazione del Comitato, la proposta di dotazione organica all'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale;
e) cura i rapporti con gli organi regionali e con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
2. In caso di assenza o di impedimento del Presidente le sue funzioni sono esercitate dal componente del CORECOM più anziano di età.
Emendamento soppressivo parziale Frau - Calledda - Meloni - Sanna Simonetta - Cassano - Pinna.
Articolo 7
All'articolo 7, 1° comma, è soppressa la lettera d). (1)
Emendamento soppressivo parziale Frau - Sanna Simonetta - Meloni - Calledda - Randazzo Vittorio - Cassano.
Articolo 7
Il comma 2 dell'articolo 7 è soppresso. (10).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Chiedo scusa, Presidente, all'articolo 6 c'era, se non ricordo male, l'emendamento numero 39, che era solo un fatto linguistico e formale, che non è stato votato, mi sembra.
PRESIDENTE. A noi risulta votato, onorevole Frau. Emendamento numero 39: "I componenti del CORECOM durano in carica cinque anni. Essi possono essere eletti per non più di due mandati non consecutivi". E' approvato.
FRAU (P.D.), relatore. Va bene, non mi risultava approvato. Allora, per quanto riguarda gli emendamenti all'articolo 7, il parere è favorevole per l'emendamento numero 1, mentre per quanto riguarda l'emendamento numero 10 è legato all'elezione di un Vicepresidente, quindi lo riteniamo ritirato.
PRESIDENTE. Quindi resta in piedi l'emendamento numero 1.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 sono stati presentati l'emendamento soppressivo parziale numero 25 dell'onorevole La Spisa e l'aggiuntivo numero 32.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e dei relativi emendamenti:
Art. 8Incompatibilità
1. I componenti del CORECOM sono soggetti alle seguenti incompatibilità:
a) politiche: componente del Parlamento europeo o nazionale, del Governo, di un consiglio o di una giunta regionale o provinciale, componente di un consiglio o di una giunta di un comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti, Presidente della Regione, sindaco, presidente della provincia; titolare di incarichi elettivi o di rappresentanza in partiti e movimenti politici, a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale; presidente, componente di organismi direttivi o direttore di un ente pubblico anche non economico o di società a prevalente capitale pubblico, nominati da organi governativi, regionali, provinciali e comunali;
b) economico-professionali: proprietario, amministratore, dirigente, dipendente o socio di imprese pubbliche o private operanti nel settore radiotelevisivo o delle telecomunicazioni, della pubblicità, dell'editoria anche multimediale, della rilevazione dell'ascolto o del monitoraggio della programmazione, a livello sia nazionale che locale, dipendente regionale, titolare di rapporti di collaborazione e consulenza attivi con i soggetti sopra citati. I soci risparmiatori delle società commerciali e delle società cooperative non versano in situazione incompatibilità.
2. Le cause di incompatibilità previste dal presente articolo non hanno effetto se l'interessato provvede, entro venti giorni dall'avvenuta comunicazione dell'elezione, a dichiarare l'accettazione dell'incarico e a dare atto dell'avvenuta rimozione di ogni causa di incompatibilità.
Emendamento soppressivo parziale La Spisa.
Articolo 8
Il comma 2 dell'articolo 8 è soppresso. (25)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 8
All'articolo 8 è aggiunto il seguente articolo 8 bis:
"Non possono essere nominati componenti del CORECOM coloro che si trovino o che si siano trovati nei tre anni precedenti in una delle seguenti condizioni:
a) componente del Parlamento europeo o nazionale, del Governo, di un consiglio o di una giunta regionale o provinciale, componente di un consiglio o di una giunta di un comune con popolazione superiore a 10.000 abitanti;
b) titolare di incarichi elettivi o di rappresentanza in partiti e movimenti politici, a livello nazionale, regionale e provinciale;
c) dirigenti di pubbliche amministrazioni locali, regionali e nazionali, di enti pubblici anche non economici o di società a prevalente capitale pubblico, nominati da organi governativi, regionali, provinciali e comunali;
d) proprietario, amministratore, dirigente, dipendente o socio di imprese pubbliche o private operanti nel settore radiotelevisivo o delle telecomunicazioni, della pubblicità, dell'editoria anche multimediale, della rilevazione dell'ascolto o del monitoraggio della programmazione, a livello sia nazionale che locale, titolare di rapporti di collaborazione e consulenza attivi con i soggetti sopra citati.
I soci risparmiatori delle società commerciali e delle società cooperative non versano in situazione incompatibilità.". (32).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Il parere è negativo sull'emendamento numero 25 e c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è negativo, per l'emendamento numero 32.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Ritiro l'emendamento numero 32, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, c'è l'emendamento numero 25 che è in votazione. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato anche l'emendamento numero 25.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 9. All'articolo 9 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo parziale numero 23 e sostitutivo parziale numero 34.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti:
Art. 9Decadenza e dimissioni
1. I componenti del CORECOM decadono qualora sopravvenga nei loro confronti una delle cause di incompatibilità di cui all'articolo 8.
2. I componenti del CORECOM decadono, altresì, qualora non intervengano, senza giustificato motivo tempestivamente comunicato al presidente, a tre sedute consecutive ovvero almeno alla metà di quelle effettuate nel corso dell'anno solare.
3. La causa di decadenza è contestata all'interessato dal Presidente del Consiglio regionale, con l'invito a presentare le proprie osservazioni entro venti giorni ovvero, nel caso di incompatibilità, a far cessare la causa entro il medesimo termine.
4. Il Presidente del CORECOM è tenuto a segnalare al Presidente del Consiglio regionale le cause di decadenza di cui sia a conoscenza.
5. Trascorso il termine di cui al comma 3, nei successivi venti giorni, il Presidente del Consiglio regionale:
a) provvede all'archiviazione del procedimento qualora la causa di decadenza risulti insussistente ovvero rimossa;
b) adotta il provvedimento di decadenza negli altri casi.
6. Le decisioni di cui al comma 5 sono comunicate all'interessato e, per conoscenza, al presidente del CORECOM e al presidente dell'Autorità.
7. Le disposizioni sulla decadenza si applicano anche al presidente del comitato.
8. Le dimissioni dei componenti del CORECOM sono presentate, per il tramite del presidente del comitato stesso, al Presidente del Consiglio regionale che ne prende atto e provvede, ai sensi dell'articolo 6, comma 9, ad attivare le procedure per la sostituzione dei componenti dimissionari, informando l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni delle dimissioni e delle relative sostituzioni. Le dimissioni del presidente del comitato sono presentate direttamente al Presidente del Consiglio regionale. I componenti dimissionari restano in carica sino alla nomina dei nuovi eletti.
9. Nel caso in cui, decorsi quarantacinque giorni dalla scadenza della nomina o dal determinarsi della vacanza, il Presidente del Consiglio regionale non abbia provveduto ad attivare le procedure di rinnovo o alla copertura della vacanza stessa, i componenti in scadenza o il componente dimissionario decadono automaticamente dall'incarico.
Emendamento soppressivo parziale La Spisa.
Articolo 9
Nel comma 9 dell'articolo 9 sono soppresse le seguenti parole: "dalla scadenza della nomina o"; "rinnovo o alla"; "i componenti in scadenza o". Mentre il termine "decadono" è sostituito dal termine: "decade". (23)
Emendamento sostitutivo parziale Pisu - Uras - Davoli.
Articolo 9
Il comma 1 è sostituito dal seguente:
"1. Il verificarsi di una delle condizioni di incompatibilità di cui all'articolo 8 ovvero il sopravvenire di una delle condizioni di ineleggibilità di cui all'articolo 8 bis, comporta la decadenza da componente del CORECOM.". (34).)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 34 è decaduto perché era collegato all'articolo 7. Metto in votazione l'emendamento numero 23 dell'onorevole La Spisa.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 10. All'articolo 10 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parziali numero 50 e 42, i sostitutivi parziali numero 11 e 41, e gli aggiuntivi numero 40 e 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti:
Art. 10Indennità di carica e rimborsi
1. Al presidente del CORECOM compete un'indennità di carica pari a quella spettante ai presidenti degli enti regionali del primo gruppo, di cui alla legge regionale 23 agosto 1995, n. 20 (Semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale), nella misura determinata dall'articolo 3, comma 20, della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008).
2. Agli altri componenti del CORECOM compete, ai sensi dell'articolo 6, comma 3, della legge regionale n. 20 del 1995, un'indennità di carica pari al 50 per cento di quella spettante al presidente.
3. Al presidente e ai componenti collocati in aspettativa senza assegni compete, inoltre, un'eventuale maggiorazione dell'indennità di carica, sino alla concorrenza massima del 30 per cento del trattamento economico spettante nell'amministrazione di provenienza.
4. Al presidente e ai componenti del CORECOM che, per ragioni attinenti al loro mandato e diverse dalla partecipazione alle sedute, si recano in località diverse da quelle di residenza, compete il trattamento economico di missione ed il rimborso delle spese di viaggio nella stessa misura prevista dall'articolo 6, comma 8, della legge regionale n. 20 del 1995, e successive modifiche.
Emendamento soppressivo parziale Frau - Biancu.
Articolo 10
All'articolo 10 il comma 3 è soppresso. (42)
Emendamento soppressivo parziale Frau - Biancu.
Articolo 10
Al comma 4 dell'articolo 10 le parole "e diverse dalla partecipazione alle sedute" sono soppresse. (50)
Emendamento sostitutivo parziale Randazzo Vittorio - Frau - Sanna Simonetta - Meloni - Calledda - Cassano.
Articolo 10
All'articolo 10, il comma 2 è sostituito da:
"Al Vicepresidente e agli altri componenti del CORECOM compete rispettivamente un'indennità di carica pari al 70% e al 50% di quella spettante al presidente ai sensi del comma 1.". (11)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Biancu.
Articolo 10
All'articolo 10 secondo comma "50%" è sostituito da "70%". (41)
Emendamento aggiuntivo Frau - Biancu.
Articolo 10
All'articolo 10 comma 1 dopo le parole "un'indennità di carica pari" è aggiunto "al 30%". (40)
Emendamento aggiuntivo Frau - Calledda - Sanna Franco - Meloni - Sanna Simonetta - Cassano - Pinna.
Articolo 10
All'articolo 10, comma 3, dopo le parole "concorrenza massima del 30%" è inserita la seguente frase "della differenza rispetto al". (2).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Signor Presidente, sugli emendamenti numero 42 e 50 il parere è favorevole, l'emendamento numero 11 lo ritiriamo perché in ogni caso, se passerà, come io mi auguro, l'articolo 17 si intenderà decaduto, quindi lo ritiriamo, anche se è stato presentato dall'onorevole Randazzo, ma firmato comunque dalla Commissione…
PRESIDENTE. Anche l'onorevole Randazzo ha dichiarato il ritiro.
FRAU (P.D.), relatore. Il parere è favorevole per gli emendamenti numero 41 e 40, mentre l'emendamento numero 2 è ritirato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 50. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento sostitutivo numero 11 è stato ritirato.
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 41. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 40. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 2 è stato ritirato.
Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 43.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e del relativo emendamento:
Art. 11Aspettative
1. Al presidente del CORECOM si applica l'istituto dell'aspettativa non retribuita previsto dalle disposizioni vigenti.
2. L'aspettativa si applica, a richiesta, qualora vi sia un conferimento di incarichi determinati e definiti nel tempo, anche ai componenti del CORECOM.
3. Al presidente non collocato in aspettativa e ai componenti del CORECOM si applicano le disposizioni sull'assenza giustificata dal luogo di lavoro secondo le vigenti disposizioni di legge.
Emendamento soppressivo totale Frau - Biancu.
Articolo 11
L'articolo 11 è soppresso. (43).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, quindi mettiamo in votazione l'articolo, ovviamente lo si boccia, perché l'emendamento soppressivo era soppressivo dell'articolo. Questa è la pratica usuale, quindi si mette in votazione l'articolo, se la volontà dell'Aula è quella di abrogare l'articolo lo si boccia.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12. All'articolo 12 sono stati presentati l'emendamento sostitutivo parziale numero 3, primo firmatario Frau, e l'emendamento aggiuntivo numero 12, primo firmatario Randazzo.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti:
Art. 12Regolamento interno
1. L'organizzazione e il funzionamento del CORECOM sono disciplinati, per quanto non direttamente disposto dalla legge, con un regolamento interno approvato dal Comitato a maggioranza assoluta entro trenta giorni dal suo primo insediamento, sentita la Commissione consiliare competente per materia e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
2. Il regolamento disciplina:
a) l'organizzazione generale del CORECOM, le modalità di convocazione delle riunioni e delle votazioni;
b) le forme di pubblicità dell'attività del CORECOM prevedendo la più ampia e tempestiva divulgazione dell'ordine del giorno e degli esiti delle sedute;
c) le modalità di consultazione dei soggetti esterni, pubblici e privati, operanti nei settori della comunicazione e dell'informazione;
d) le norme etiche di comportamento dei componenti, dei dipendenti e dei consulenti del CORECOM.
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Calledda - Sanna Franco - Meloni - Sanna Simonetta - Cassano - Pinna.
Articolo 12
All'articolo 12, comma 2, alla lettera d) la parola "dipendenti" è sostituita da "collaboratori". (3)
Emendamento aggiuntivo Randazzo Vittorio - Cassano - Cherchi Oscar - Randazzo Alberto - Diana - Amadu.
Articolo 12
All'articolo 12, comma 2 è aggiunta la lettera a) bis:
"a) bis: "le funzioni e le modalità di nomina del Vice Presidente scelto tra i componenti eletti dalla minoranza consiliare.". (12).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Sull'emendamento 3 il parere è favorevole, sull'emendamento 12, istituzione del vicepresidente, ancora una volta si invita al ritiro e il parere è contrario perché sarà superato dall'articolo 17.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
L'onorevole Randazzo ritira l'emendamento numero 12.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13. All'articolo 13 non sono stati presentati emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:
Art. 13Sedute e deliberazioni
1. Le deliberazioni del CORECOM sono assunte a maggioranza semplice con la partecipazione di almeno tre componenti del collegio. In caso di parità nelle votazioni, prevale il voto del Presidente.
2. Esse sono immediatamente inviate per conoscenza ai Presidenti della Regione e del Consiglio regionale, alla Commissione consiliare competente in materia e all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e pubblicate sul sito internet del CORECOM nonché, anche per estratto, sul Bollettino ufficiale della Regione.
3. Le sedute del CORECOM di norma non sono pubbliche. .)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 14. All'articolo 14 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parziali numero 4 e 5, l'emendamento sostitutivo parziale numero 6, l'emendamento numero 44 e l'emendamento numero 45.
Agli emendamenti numero 6 e 44 è stato presentato l'emendamento numero 19 che è un emendamento all'emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14 e dei relativi emendamenti:
Art. 14Personale
1. Il CORECOM è assistito nelle sue funzioni da un'apposita struttura organizzativa posta alle sue dirette dipendenze e dotata di piena autonomia operativa. Esso si avvale delle strutture e dei mezzi messi a disposizione dal Consiglio regionale.
2. Ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera d), la dotazione organica del CORECOM è proposta dal Presidente e approvata dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, d'intesa con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il personale, tratto dai ruoli del Consiglio regionale, è assegnato alla struttura di cui al comma 1 con delibera dello stesso Ufficio di presidenza.
3. Il CORECOM, sulla base del programma annuale di attività e nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie, può inoltre acquisire prestazioni di lavoro per esigenze di carattere occasionale e che richiedano professionalità non presenti tra il personale del Consiglio regionale, compresa la consulenza di soggetti o organismi, pubblici o privati, di riconosciuta competenza in materia di comunicazioni. Resta esclusa comunque la costituzione di rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
Emendamento soppressivo parziale Frau - Calledda - Sanna Franco - Meloni - Sanna Simonetta - Cassano - Pinna.
Articolo 14
All'articolo 14, comma 1 sono soppresse le parole"posta alle sue dirette dipendenze e". (4)
Emendamento soppressivo parziale Frau - Calledda - Sanna Franco - Meloni - Sanna Simonetta - Pinna.
Articolo 14
All'articolo 14, comma 1 è soppressa la parola "piena". (5)
Emendameento All'emendamento 6 soppressivo parziale Caligaris - Atzeri.
Articolo 14
Al comma 2 dell'articolo 14 sono soppresse le parole: "d'intesa con l'Autorità". (19)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Calledda - Meloni - Sanna Simonetta - Cassano - Pinna.
Articolo 14
Nell'articolo 14, il comma 2 è sostituito da:
"2. La dotazione organica del Co.Re.Com. è approvata dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, sentito il Co.Re.Com. e d'intesa con l'Autorità. Il personale, tratto dai ruoli del Consiglio regionale, è assegnato alla struttura di cui al comma 1 con delibera dello stesso Ufficio di presidenza. A1 reclutamento del restante personale si provvede prioritariamente a norma dell'articolo 1, comma 14, della legge 31 luglio 1997, n. 249.". (6)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Biancu.
Articolo 14
Nell'articolo 14, il comma 2 è sostituito da:
"2. La dotazione organica del Co.Re.Com. è approvata dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, sentito il Co.Re.Com.. Il personale, tratto dai ruoli del Consiglio regionale, è assegnato alla struttura di cui al comma 1 con delibera dello stesso Ufficio di presidenza.". (44)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Biancu.
Articolo 14
Nell'articolo 14, il comma 3 è sostituito da:
"3. Il Co.Re.Com., sulla base del programma annuale di attività e nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie, può inoltre acquisire, per esigenze di carattere occasionale e che richiedano professionalità non presenti tra il personale dei Consiglio regionale, consulenze di soggetti o organismi, pubblici o privati, di riconosciuta competenza in materia di comunicazioni. Resta esclusa comunque la costituzione di rapporti di lavoro dipendente o parasubordinato.". (45).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Il parere è favorevole sugli emendamenti 4 e 5. Si invita al ritiro dell'emendamento 19 in quanto accolto dall'emendamento 44. L'emendamento 6 è ritirato. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 44 e 45.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento sostitutivo parziale numero 6 è stato ritirato e c'è l'invito al ritiro anche dell'emendamento numero 19 che è un emendamento al numero 6 e che decade perché è stato ritirato quest'ultimo. Va bene.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 45. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15. All'articolo 15 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 46, degli onorevoli Frau e Biancu.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 e del relativo emendamento:
Art. 15Programma di attività
e relazione sull'attività svolta
1. Entro il 15 settembre di ogni anno il CORECOM presenta al Consiglio regionale il programma di attività per l'anno successivo unitamente al relativo fabbisogno finanziario. La parte del programma relativa alle funzioni delegate è presentata anche all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
2. Il Consiglio regionale, previo parere della competente commissione consiliare, esamina ed approva il programma.
3. Entro il 31 marzo di ogni anno il CORECOM presenta al Consiglio regionale e all'Autorità:
a) una relazione sul sistema delle comunicazioni in Sardegna;
b) un resoconto sull'attività svolta nell'anno precedente e sulla gestione della propria dotazione finanziaria che viene allegato al rendiconto annuale del Consiglio regionale.
4. Il CORECOM, d'intesa con l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, attraverso gli opportuni strumenti informativi, garantisce la massima pubblicità del programma di attività, della relazione conoscitiva sul sistema delle comunicazioni in ambito regionale.
Emendamento aggiuntivo Frau - Biancu.
Articolo 15
All'articolo 15 è aggiunto il seguente comma:
"4 bis. In sede di prima applicazione il programma di cui al primo comma è presentato entro sessanta giorni dall'insediamento del CORECOM.". (46).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Il parere sull'emendamento 46 è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare
l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 46. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16. All'articolo 16 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 7, degli onorevoli Frau, Calledda e più.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 e del relativo emendamento:
Art. 16Dotazione finanziaria
1. Sulla base del programma di attività presentato ai sensi dell'articolo 15, il Consiglio regionale assegna al CORECOM i fondi per l'esercizio delle funzioni proprie.
2. Per l'esercizio delle funzioni delegate il CORECOM dispone di risorse vincolate all'esercizio delle stesse, concordate con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in sede di convenzione.
3. Le risorse assegnate al CORECOM ai sensi dei commi 1 e 2 confluiscono in apposito capitolo del bilancio del Consiglio regionale.
Emendamento aggiuntivo Frau - Calledda - Sanna Franco - Meloni - Pinna.
Articolo 16 bis
Dopo l'articolo 16 è aggiunto il seguente:
"Art. 16 bis
Utilizzo delle frequenze
1. La Regione Sardegna, nell'ambito della propria autonomia, utilizza per fini istituzionali, di pubblica utilità e di sicurezza, le frequenze liberatesi per dismissione, comprese quelle già in uso delle servitù militari dismesse.". (7).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Molto brevemente, Presidente. Io voterò contro l'emendamento numero 7 perché ritengo che la Regione, nell'ambito della propria autonomia, possa utilizzare per fini istituzionali, di pubblica utilità e di sicurezza le frequenze liberatesi per dismissioni, comprese quelle già in uso dalle servitù militari dismesse, non è chiaro però tecnicamente come avverrà questo. Per cui io credo che sia opportuno, su questo punto, …perché si possono utilizzare in molti modi e dovrebbe essere chiarito attraverso quale strumento, perché altrimenti sarebbe più opportuno fare dei bandi pubblici in modo tale che venga assegnato rispetto al bando. Siccome non è precisato, se ci sono assicurazioni - vedo l'assessore Dadea che faceva di sì col capo - in questo senso, che vengano definiti con bandi pubblici, ha un senso altrimenti così com'è formulato si presta a problematiche anche di carattere tecnico per sapere a chi devono essere assegnate e in che modo. La ringrazio, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Caligaris. Se l'emendamento viene mantenuto naturalmente lo dobbiamo votare. Alcuni rilievi sono fondati, tuttavia, se chi lo ha presentato valuta che debba essere confermato, lo teniamo.
Onorevole Frau, ha seguito o no?
FRAU (P.D.), relatore. Grazie, Presidente. Ho seguito benissimo, c'è stata una grande discussione in Commissione su questo emendamento e su questo articolo 16 bis proposto.
PRESIDENTE. Ci dica se lo mantiene.
FRAU (P.D.), relatore. L'emendamento verrà ritirato, questo è stato l'accordo, e trasformato in un ordine del giorno che impegna la Giunta nella sede opportuna - che è quella della Conferenza Stato-Regioni - a discutere proprio di questa materia, trattando le frequenze come bene pubblico, esattamente come il demanio, come le servitù militari e come la battaglia sulle entrate che questo Consiglio ha fatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Frau.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 17. All'articolo 17 è stato presentato l'emendamento soppressivo parziale numero 26, gli emendamenti sostitutivi parziali numero 8 e 48 e l'emendamento aggiuntivo numero 47.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17 e dei relativi emendamenti:
Art. 17Disposizioni transitorie
1. In sede di prima applicazione, il Presidente del Consiglio regionale provvede ad attivare le procedure per l'elezione del presidente e dei componenti del CORECOM entro quindici giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Qualora tale data cada nei tre mesi antecedenti la scadenza della legislatura i suddetti termini decorrono dalla data di insediamento del nuovo Consiglio regionale.
2. Il Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo (CORERAT) in carica continua a svolgere le sue funzioni fino al giorno della pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione del decreto di nomina dei componenti e del Presidente del CORECOM.
3. Il CORECOM subentra nei rapporti attivi e passivi del CORERAT.
Emendamento soppressivo parziale La Spisa.
Articolo 17
Il comma 1 dell'art. 17 è soppresso. (26)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Calledda - Sanna Franco - Meloni - Sanna Simonetta - Pinna.
Articolo 17
All'articolo 17, comma 1, le parole da "15 giorni dall'entrata in vigore della presente legge" fino a "data di insediamento del nuovo Consiglio regionale" sono sostituite da "il 30 agosto 2008". (8)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Sanna Simonetta - Biancu.
Articolo 17
All'articolo 17, comma 1, le parole da "quindici giorni dall'entrata in vigore della presente legge" fino a "data di insediamento del nuovo Consiglio regionale" sono sostituite da "il 15 settembre 2008". (48)
Emendamento aggiuntivo Frau - Biancu.
Articolo 17
All'articolo 17, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
"3 bis. I componenti del CORECOM eletti in sede di prima applicazione decadono al compimento del trentesimo mese della XV Legislatura". (47).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Il parere sull'emendamento 26 è negativo. L'emendamento 8 è ritirato. Sull'emendamento 48 il parere è favorevole, e così pure sull'emendamento 47.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
Gli emendamenti numero 26 e numero 8 sono ritirati.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamenti aggiuntivo all'articolo 17, numero 47. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:
Art. 18Abrogazione di norme
1. È abrogata la legge regionale 24 febbraio 1994, n. 7 (Norme per il funzionamento del Comitato regionale sardo per il servizio radiotelevisivo. Abrogazione della L.R. 28 dicembre 1983, n. 28 e del Reg. 12 febbraio 1982 relativi al Comitato sardo per il servizio radiotelevisivo).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19, norma finanziaria. All'articolo 19 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 49, degli onorevoli Frau e Biancu.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19 e del relativo emendamento:
Art. 19Norma finanziaria
1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono valutate in euro 250.000 per l'anno 2008 e in euro 400.000 per gli anni successivi.
2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2008-2011 sono apportate le seguenti variazioni:
in aumento
UPB S01.01.001
Consiglio regionale
2008 euro 250.000
2009 euro 400.000
2010 euro 400.000
2011 euro 400.000
in diminuzione
UPB S08.01.002
FNOL Parte corrente
2008 euro 250.000
2009 euro 400.000
2010 euro 400.000
2011 euro 400.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3 della tabella A allegata alla legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008).
3. Le spese per l'attuazione della presente legge fanno carico alla suddetta UPB S01.01.001 del bilancio della Regione per gli anni 2008-2011 e su quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
Emendamento sostitutivo totale Frau - Biancu.
Articolo 19
L'articolo 19 è sostituito dal seguente:
"1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge fanno carico al bilancio del Consiglio regionale.". (49).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme.
(E' approvato)
Dobbiamo ora procedere alla votazione finale del testo, colleghi, con il voto elettronico palese.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Annuncio il voto favorevole alla legge istitutiva del CORECOM perché la discussione in Aula ha consentito sostanziali modifiche in positivo all'impianto del provvedimento.
E' stato fatto un discreto passo in avanti nell'assegnare finalmente un ruolo alla Regione in un settore importante e delicato come quello delle telecomunicazioni; consente inoltre alla Regione di respingere le pretese dell'Autorità che addirittura intendeva valutare le professionalità e le competenze dei singoli componenti dei CORERAT. Prima di concedere le deleghe, proprio con questo atteggiamento veramente inaccettabile. Inoltre esprimo soddisfazione perché la legge è stata definita dal Consiglio senza tenere conto degli ultimatum dell'autorità, che a più riprese ha accusato la Regione di avere accumulato notevoli ritardi nella istituzione del CORECOM ben sapendo che la legge non lo imponeva. Con questa legge si dà più forza anche ai CORECOM delle altre Regioni che a più riprese hanno appunto chiesto di avere più competenze e più funzioni rispetto alle deleghe assegnate dall'autorità. E anche molto importante e significativa la decisione che il Consiglio regionale organizzi, a cadenza biennale, una conferenza in materia di comunicazioni, auspico, comunque, e lo dico per sottolineare l'importanza, che la norma non si traduca in un alibi per la Giunta a non organizzare la conferenza sull'informazione, ribadisco che due leggi del Consiglio regionale lo hanno stabilito e lo hanno definito con chiarezza, così come ritengo, e mi unisco a questo anche all'appello rivolto in più occasioni dall'onorevole Uras, di rispettare l'impegno a convocare entro l'anno anche lo conferenza sull'occupazione. La ringrazio, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (P.D.). Presidente, per esprimere il mio voto favorevole e per fare una considerazione ai colleghi dell'Aula che, appunto, ho posto nell'ambito della discussione generale della legge per dire, per confermare il principio, secondo il quale se questo Consiglio vuole, non solo prende atto del lavoro positivo che ha fatto la Commissione, e nello stesso tempo ho sottolineato il fatto, che la legge che ne è scaturita dalla Commissione non era un dogma, che era aperta al contributo di tutto il Consiglio e mi pare che la discussione che c'è stata nell'ambito dell'Aula sia stata una discussione alta, una discussione che è entrata nel merito, una discussione che riuscita a trovare tutte quelle mediazioni per rendere alla Sardegna la possibilità di avere una legge che ha uno sviluppo a mio modo di vedere ancora più importante del significato che gli abbiamo attribuito oggi. E' un punto di partenza perché altre cose ci sono da fare, altre cose dobbiamo in qualche misura mettere in campo, così come mi convince l'idea e il fatto che il ritiro dell'emendamento che poneva in legge la questione delle frequenze libere, possa essere attraverso l'ordine del giorno un qual cosa diciamo così sulla quale il Consiglio deve ancora tornarci, perché credo che sia un elemento importantissimo questo, un principio di applicazione del nostro Statuto. Tutto ciò è legato al fatto che nonostante nell'ambito della discussione generale abbia posto un quesito, una questione, legato all'indennità del comitato, ci voglio tornare su questo, colleghi, ma non per aprire una polemica o per fare chissà quali considerazioni, perché se è vero che il Consiglio ha attribuito al CORECOM una funzione rilevante e importante di garanzia, è altrettanto vero che coloro i quali devono andare a svolgere quella funzione di garanzia se devono essere delle personalità le quali devono essere messe e poste in condizioni di farlo davvero autonomamente di garanzia. Allora noi dobbiamo uscire fuori da questa logica che ogni volta che parliamo di indennità pensiamo sempre agli sperperi e allo spreco. Io credo che una discussione, relativamente a chi svolge questa funzione, dobbiamo rifarla in questa Aula e stabilendo i criteri sui quali tutti quanti ci possiamo trovare d'accordo, perché sono sempre del parere, almeno io parto da un presupposto positivo che non tutti sono disonesti, che molta gente vorrebbe lavorare e per lavorare ovviamente devono essere messi nelle condizioni, se mi riferisco in modo particolare ad un magistrato a un docente universitario, deve essere messo nelle condizioni di svolgere appieno il proprio lavoro. E credo che questo sia un principio della democrazia, quindi voto a favore e in senso positivo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Rinuncio.
PRESIDENTE. Uno degli interventi più apprezzati, onorevole Cugini. Chiedo scusa per la battuta, era una battuta. Va bene colleghi non ci sono più dichiarazione di voto, quindi votiamo finalmente la legge. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 54/B.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Artizzu - Capelli - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Gallus - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 42
astenuti 22
maggioranza 22
favorevoli 42
contrari 0
(Il Consiglio approva).
Un attimo solo, colleghi, che c'è una comunicazione di servizio, a parte la proclamazione del voto. Il Consiglio è convocato per martedì alle ore 10 e 30, l'argomento all'ordine del giorno martedì sono gli istituti zooprofilattici. Ricordo che stasera si riunisce la Commissione urbanistica. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 14 e 14.
Allegati seduta
CDXXXII Seduta
(ANTIMERIDIANA)
Giovedì 24 luglio 2008
Presidenza del Vicepresidente RASSU
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 05.
DAVOLI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 10 luglio 2008 (423), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Salis ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 20 maggio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questo congedo si intende accordato.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:
"Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29 (Istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36), ai sensi dell'articolo 2, comma 38, della legge 24 dicembre 2007, n. 244". (330)
(Pervenuto il 22 luglio 2008 e assegnato alla quarta Commissione)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state date risposte scritte alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Cassano in ordine all'intervento di recupero degli alloggi di proprietà ex IACP ricadenti nel Comune di Ossi in zona Litterai - Littos Longos". (1237)
(Risposta scritta in data 17 luglio 2008.)
"Interrogazione Diana sul rischio che 28 comuni della Provincia di Oristano restino esclusi dallo sviluppo della rete internet a banda larga". (1260)
(Risposta scritta in data 17 luglio 2008.)
"Interrogazione Contu sulla gara d'appalto avente per oggetto l'affidamento del servizio "Centro per la famiglia" per l'Ambito PLUS 21 - anno 2008, verificata la presenza di alcuni elementi che non rispondono o non sono compatibili con la normativa in vigore". (1210)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2008.)
"Interrogazione Caligaris sulla riapertura, con nuove caratteristiche, della selezione espletata e in attesa di pubblicazione della graduatoria a tempi ampiamente scaduti, di un operatore tecnico autista indetta dalla Provincia del Medio Campidano su richiesta dell'ASL n. 6". (1232)
(Risposta scritta in data 21 luglio 2008.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Sì Presidente, l'aula è colma ma manca la Giunta, quindi chiedo di sospendere la seduta.
PRESIDENTE. Interrompiamo i lavori per 20 minuti, riprendono alle 10 e 30, vi prego di avvisare i colleghi di essere presenti in aula se è vero com'è vero che dobbiamo chiudere i lavori stamattina è bene che si lavori in aula.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 08, viene ripresa alle ore 10 e 31.)
PRESIDENTE. Bene colleghi, riprendiamo i lavori.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato della proposta di legge numero 54/B.
Siamo all'articolo 5 del progetto di legge numero 54/b.
E' aperta la discussione sull'articolo.
MORO (A.N.). Presidente, non c'è la Giunta, c'è il 20 per cento dei presenti in aula, veda lei!
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Al fine di consentire ai colleghi di arrivare in aula, alcune osservazioni sull'articolo 5 della legge che istituisce e disciplina il funzionamento del Comitato regionale delle comunicazioni nella Sardegna.
L'articolo 5 attiene alle forme di collaborazione e di consultazione che il CORECOM ha la possibilità di organizzare, quindi la relazione con i soggetti che si occupano di comunicazioni e di telecomunicazioni, di radio e telediffusione, di editoria e di informazione. Le forme di collaborazione, proprio per un organismo di garanzia come noi abbiamo pensato e stiamo pensando per questa legge, sono essenziali perché vuol dire attivare un rapporto positivo e produttivo nei confronti dei soggetti che sono direttamente investiti delle funzioni istituzionali ed economiche attinenti a questo sistema.
Ed ecco perché l'articolo 5, al primo comma, elenca tutti i soggetti in modo specifico, lasciando però comunque, in ogni caso, lo spazio per integrare, attraverso la volontà che si esprime all'interno del CORECOM, questo tipo di relazioni.
In modo particolare, il primo comma stabilisce che il CORECOM promuove relazioni, rapporti di collaborazione e consultazione con la sede regionale della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo, con le associazioni delle emittenti private e dell'editoria locale, con le imprese del settore delle comunicazioni e le loro associazioni, con le organizzazioni sindacali dei lavoratori del comparto dell'informazione, con l'ordine dei giornalisti, le associazioni degli utenti, ripeto questa è una norma che interviene su un ambito che non attiene solo l'informazione e la radio-telediffusione ma anche le comunicazioni, anche quelle telefoniche, quelle interattive.
Le associazioni degli utenti, quindi gli organi dell'amministrazione scolastica e universitaria, la Commissione per le pari opportunità, il Difensore civico (ancora da istituire) gli altri soggetti collettivi interessati alle comunicazioni. Io ritengo che questo articolo 5, peraltro mi pare che ci siano anche alcuni emendamenti relativi al suo miglioramento, possa avere un contenuto condivisibile e celermente approvabile.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente, Assessori, colleghe e colleghi. Io relativamente a questo articolo 5 pongo un problema di interpretazione per il comma 2, nel senso che il comma 2 affida al CORECOM l'organizzazione "anche in collaborazione con la Regione" e con cadenza biennale, una Conferenza regionale in materia di comunicazioni e dei temi connessi. Io vorrei capire bene se questa Conferenza regionale in materia di comunicazioni è la Conferenza dell'informazione. Perché, vede Presidente, la Conferenza dell'informazione non può essere organizzata dal CORECOM, spetta invece, alla Regione l'organizzazione, d'intesa sicuramente con la Commissione competente, e con la collaborazione del CORECOM. Dico questo, perché intanto non vorrei che la Conferenza dell'informazione, che è stata prevista attraverso due leggi finanziarie, qui c'è l'assessore Dadea che ricorderà precisamente anche le modalità con cui si era prevista, sono a disposizione 30 mila euro, è stato fatto un emendamento nel 2007 e successivamente nel 2008, perché venisse organizzata. Ecco, io non vorrei che la Conferenza dell'informazione finisse con lo slittare addirittura alla prossima legislatura. E io invece credo e sono convinta che sia opportuno che la Conferenza dell'informazione avvenga, si attui, si organizzi addirittura entro il prossimo autunno, perché esistono tutta una serie di problemi, ne ho fatto cenno nei miei interventi, relativamente alla questione della perdita delle frequenze. Le frequenze sono un patrimonio regionale e una volta perse non è facile recuperarle, perché appunto abbiamo condizioni, anche economiche, degli operatori locali ben diverse da quelle dei grandi network nazionali. Ci sono poi di situazioni di invasioni di etere, quelle che ho richiamato con una Radio Padania. Allora, se noi non facciamo la Conferenza dell'informazione, essendoci tutti questi problemi, e non conosciamo esattamente le condizioni in cui si trovano, perché è da tempo che questa Conferenza non viene realizzata, beh c'è veramente il pericolo che alla fine si faccia una Conferenza non si sa bene più con chi, dal momento che i problemi sono gravi attualmente.
Quindi, relativamente all'articolo 5, io chiedo una modifica eventualmente del comma 2, quindi è la Regione d'intesa con la Commissione con la collaborazione del CORECOM che organizza; e chiaramente chiedo anche però contemporaneamente il rispetto della legge, della legge finanziaria perché la disposizione di una norma, secondo me, dovrebbe essere innanzitutto rispettata dalla Giunta. E quindi visto che questo impegno è stato assunto, attraverso il Consiglio regionale, chiedo il rispetto dei tempi e che la Conferenza dell'informazione si attui prima della campagna elettorale. Quindi prima che si arrivi a situazioni che poi diventano veramente difficili. Quindi io chiedo questo. Nel caso in cui non ci fosse questa modifica, io non voterò il comma 2 e quindi chiederò, Presidente, una votazione per parti e voterò contro il comma 2. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. La ringrazio, onorevole Caligaris, la sua osservazione sembra abbastanza pertinente, comunque ha chiesto di intervenire il Presidente della Commissione.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau, relatore. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.), relatore. Sì, grazie Presidente, solo per dire che io condivido totalmente quello che ha detto la collega Caligaris, più volte la Commissione ha sollecitato la Conferenza regionale dell'informazione, di cui c'era stata data assicurazione sulla convocazione e che invece non si è mai tenuta. Quindi, lo condivido totalmente anche perché è stata approvata in finanziaria una norma che ne stabilisce l'istituzione, quindi mi trova assolutamente d'accordo.
Il problema trattato all'articolo 5 comma 2, della Conferenza convocata dal CORECOM e non dalla Regione, è un'osservazione legittima e giusta, ma devo dire che in Commissione, e soprattutto i sottocommissione, ma anche in Commissione, questa proposta è venuta fuori perché nella proposta di legge che avevamo esaminato e che è stata rimandata all'Aula si faceva riferimento ad una Consulta dell'informazione. Consulta dell'informazione che non è presente in questa proposta di legge, e cioè è stata cassata, perché era stata vista dalla sottocommissione, ma poi anche approvata in Commissione, considerata quasi una doppione di quello che erano il CORECOM e soprattutto le funzioni del CORECOM. Quindi, stiamo parlando di due cose diverse: una è la Conferenza regionale sull'informazione, che io con la collega Caligaris sollecito ancora una volta, altra cosa è la Conferenza che il CORECOM in accordo con la Regione convoca ogni due anni con i soggetti interessati a questo tema.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Frau. Non ho altri iscritti a parlare. Onorevole Caligaris, conferma la sua richiesta di votazione per parti dell'articolo 5?
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente confermo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Presidente, chiedo scusa del momento dell'intervento, però mi sembra che per un'organicità relativamente al comma 2, per quanto riguarda la Conferenza regionale in materia di comunicazione e dei temi connessi, io credo che sia opportuno che questo avvenga in collaborazione con la Regione, non devono essere due cose distinte, per cui la proposta è che venga cassata la parola "anche". Per cui: il CORECOM organizza in collaborazione con la Regione.
PRESIDENTE. Quindi, lei propone di cassare la parola "anche" nel comma 2, dopo "organizza"?
BIANCU (P.D.). No: "organizza in collaborazione".
PRESIDENTE. Va bene dopo "in collaborazione". Comunque, resta il fatto che la collega Caligaris ha chiesto che venga separatamente votato il comma 2 a meno che, questa integrazione, questa variazione apportata dal collega Biancu la soddisfi.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io credo che una Conferenza biennale organizzata dal CORECOM… Questo è il mio concetto: è la Regione, d'intesa con la Commissione e con la collaborazione del CORECOM, che organizza. Non può essere affidata al CORECOM un'organizzazione di un'iniziativa di questo genere. E mi sembra di capire che così si istituisce biennalmente una Conferenza regionale, e quindi c'è anche un'organizzazione diversa e articolata, nell'altro modo si affida al CORECOM un'organizzazione su una Conferenza che non si capisce bene a che cosa deve puntare. Cioè, se dobbiamo conoscere attentamente… Quindi, io propongo: la Regione, d'intesa con la Commissione regionale competente e con la collaborazione del CORECOM, organizza. Questa è la dicitura. Io lo propongo, se si può accogliere, altrimenti, insomma…
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Caligaris. Quindi, se l'Aula è d'accordo, è stato proposto un emendamento orale al comma 2, cassando la parola "anche" dopo "il CORECOM organizza".
Bene, quindi pongo in votazione l'articolo 5…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Per le modalità di voto, Presidente, chiedo il voto elettronico palese.
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Volevo chiedere, prima della votazione, se è possibile avere trenta secondi di sospensione per poter vedere questi testi.
PRESIDENTE. Va bene, sospendiamo la seduta per tre minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 46, viene ripresa alle ore 10 e 50.)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, riprendiamo.
Ci sono state due proposte di emendamento orale, una dell'onorevole Biancu che cassa la parola "anche", e una dell'onorevole Caligaris che intenderebbe correggere il comma 2 in questi termini: "La Regione, d'intesa con la Commissione consiliare competente e con la collaborazione del CORECOM, organizza con cadenza biennale…". Su queste due proposte è necessario che il Consiglio si pronunci.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Presidente, ritengo che la proposta fatta dalla collega Caligaris in qualche modo faccia venir meno la richiesta di emendamento orale fatta da me, per cui ritiro la proposta di soppressione dell' "anche".
PRESIDENTE. Ritiene valida la proposta dall'onorevole Caligaris?
BIANCU (P.D.). Sì, sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io riterrei, per migliorare ancora questa proposta che sicuramente è valida, che si possa essere ancora più espliciti, cioè che la conferenza sull'informazione e sulla comunicazione la organizzi direttamente il Consiglio regionale che credo che su queste materie abbia, all'interno degli organi della regione, la competenza massima e garantisca la più ampia trasparenza e imparzialità, su temi di questa natura.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole La Spisa, lei propone come soggetto principale non la Regione ma il Consiglio regionale, abbiamo capito bene?
LA SPISA (F.I.). Esatto.
PRESIDENTE. Quindi "il Consiglio regionale, con la collaborazione del CORECOM".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, Presidente, per dire che a questo punto evidentemente cade il problema della Commissione e il testo diventerebbe: "Il Consiglio regionale organizza, con cadenza biennale, una conferenza regionale in materia di comunicazione e dei temi connessi".
PRESIDENTE. In collaborazione con il CORECOM.
BIANCU (P.D.). Sì, in collaborazione con il CORECOM, va bene.
LA SPISA (F.I.). Sì.
PRESIDENTE. Bene, siamo d'accordo su questa formulazione: "Il Consiglio regionale, con la collaborazione del CORECOM, organizza…".
Il comma 2 è così quindi modificato: "Il Consiglio regionale organizza, con la collaborazione del CORECOM, una conferenza regionale in materia di comunicazione e dei temi connessi, a cadenza biennale". E' così?
BIANCU (P.D.). Forse, per meglio scriverlo, potremmo dire così: "Il Consiglio regionale, avvalendosi della collaborazione del CORECOM, organizza…".
PRESIDENTE. E' in distribuzione la formula scritta dell'emendamento orale così proposto dall'onorevole Biancu e dai colleghi Caligaris e La Spisa. Comunque ne do lettura: il Consiglio regionale avvalendosi della collaborazione del CORECOM organizza con cadenza biennale una conferenza regionale in materia di comunicazione e dei temi connessi. Questo è il dettato del comma 2 dell'articolo 5. Quindi, onorevole Caligaris ritira la richiesta di votare, di scorporare il comma 2 dalla votazione?
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente, io accolgo la proposta, intanto anche dell'onorevole La Spisa. Il problema era solo pratico organizzativo quindi se il Consiglio regionale lo organizza va benissimo, e quindi ritiro la richiesta di voto per parti e voterò a favore, evidentemente. Grazie.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 5 così modificato. E' stata chiesta la votazione elettronica palese prego i colleghi di prendere posto.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.
(Segue la votazione)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Colleghi, ripetiamo la votazione sono troppi i colleghi che non sono riusciti, quindi annulliamo questa votazione. Rivotiamo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 5.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Cachia ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pinna - Porcu - Randazzo Vittorio - Sanna Alberto - Sanna Franco - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Risponde no il consigliere: Cherchi Oscar.
Si sono astenuti: Amadu - Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Lombardo - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Pileri - Pittalis - Rassu - Sanjust.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 63
votanti 42
astenuti 21
maggioranza 22
favorevoli 41
contrari 1
(Il Consiglio approva).
Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo parziale numero 22, sostitutivi parziali numero 20, numero 28, numero 21, numero 39, aggiuntivo numero 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:
Art. 6
Composizione, nomina e durata in carica
1. Il CORECOM è composto da cinque componenti compreso il Presidente, scelti tra persone che possiedano documentata competenza ed esperienza nel settore delle comunicazioni, nei suoi aspetti culturali, giuridici, economici e tecnologici e diano garanzia di assoluta indipendenza, sia dal sistema politico e istituzionale, sia dal sistema degli interessi di settore delle comunicazioni.
2. I componenti del CORECOM durano in carica cinque anni, non sono immediatamente rieleggibili e comunque per non più di due mandati.
3. Entro il sessantesimo giorno antecedente la scadenza del CORECOM, il Presidente del Consiglio regionale dispone la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione, sui quotidiani editi in Sardegna e su ogni altro mezzo di comunicazione ritenuto opportuno, di un invito a presentare entro trenta giorni le candidature alla carica di componente del CORECOM.
4. La documentazione a supporto delle candidature viene acquisita dalla Presidenza del Consiglio regionale che, nel termine di trenta giorni decorrenti dalla data di scadenza per la presentazione delle domande, verifica il possesso dei requisiti di ammissibilità richiesti per la nomina e invia, per conoscenza, la relativa documentazione alla commissione consiliare competente per materia.
5. Entro i successivi venti giorni, il Consiglio regionale, mediante elezione a scrutinio segreto con voto limitato a tre nomi, elegge i componenti del CORECOM che, nel rispetto del principio delle pari opportunità tra donne e uomini, devono rappresentare entrambi i generi in misura non inferiore a un terzo.
6. Nella medesima seduta il Consiglio regionale procede, mediante votazione a scrutinio segreto, all'elezione tra di essi del Presidente del CORECOM. È eletto Presidente colui che ottiene il maggior numero di voti; in caso di parità risulta eletto il più giovane di età.
7. Il decreto di nomina del Presidente e dei componenti del CORECOM è emanato dal Presidente del Consiglio regionale ed è pubblicato sul Bollettino ufficiale della Regione. Il Presidente del Consiglio regionale informa della nomina del CORECOM l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
8. Il CORECOM, il cui quinquennio di durata in carica venga a concludersi nei tre mesi antecedenti la scadenza ordinaria del Consiglio regionale, è straordinariamente prorogato di diritto fino alla data di insediamento del nuovo Consiglio regionale. Durante il periodo di proroga straordinaria il CORECOM conserva ed esercita la pienezza dei compiti e delle funzioni. Trascorso tale periodo decorre la proroga ordinaria di cui all'articolo 9, comma 9.
9. In caso di morte, dimissioni o decadenza di un componente del CORECOM, il Presidente del Consiglio regionale, provvede, entro venti giorni dal determinarsi della vacanza, agli adempimenti necessari all'elezione, nel rispetto dei criteri stabiliti dal comma 5, di un nuovo componente scelto tra quelli già ritenuti idonei ai sensi del comma 4, che resta in carica fino alla scadenza ordinaria del CORECOM. Il divieto di immediata rieleggibilità di cui al comma 2 non si applica al componente che abbia svolto la funzione per un periodo inferiore ad un anno.
10. Trascorsi quarantacinque giorni dalla scadenza del CORECOM o dal determinarsi della vacanza, senza che il Consiglio regionale abbia provveduto alla nomina del nuovo organismo o al reintegro della vacanza, provvede, con proprio decreto, il Presidente del Consiglio regionale nei successivi quindici giorni.
Emendamento soppressivo parziale La Spisa.
Articolo 6
Il comma 8 dell'articolo 6 è soppresso. (22)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa.
Articolo 6
Il comma 2 dell'articolo 6 è sostituito dal seguente:
"I componenti del CORECOM sono eletti all'inizio di ogni legislatura del Consiglio regionale e durano in carica per tutto il corso della stessa, sono rieleggibili per una sola volta". (20)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Biancu.
Articolo 6
Il secondo comma dell'articolo 6 è sostituito dal seguente:
"2. I componenti del CORECOM durano in carica cinque anni. Essi possono essere eletti per non più di due mandati non consecutivi.". (39)
Emendamento sostitutivo parziale Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 6
Il comma 6 dell'articolo 6 è sostituito come segue:
"Nella medesima seduta il Consiglio regionale procede, mediante votazione elettronica a scrutinio segreto, all'elezione tra di essi del Presidente del Corecom, su proposta avanzata per il tramite del Presidente del Consiglio dai gruppi consiliari di minoranza.". (28)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa.
Articolo 6
Nel comma 6 dell'articolo 6 il termine "più giovane" è sostituito dal termine: "più anziano". (21)
Emendamento aggiuntivo Randazzo Vittorio - Frau - Sanna Simonetta - Meloni - Calledda Cassano.
Articolo 6
All'articolo 6, dopo il comma 1 è aggiunto il comma 1 bis:
"Il CORECOM elegge al suo interno un Vice Presidente secondo le modalità previste dal regolamento interno di cui all'articolo 12.". (9).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.), relatore. Grazie, Presidente. Per chiederle, se possiamo temporaneamente sospendere la discussione degli articoli e degli emendamenti relativi all'articolo 6 e all'articolo 7, perché molti degli emendamenti, le dico il numero 22, il numero 20, il numero 10 dell'articolo 7, il numero 28, il numero 9 all'articolo 6, potrebbero decadere qualora fosse approvato nella nuova formulazione l'articolo numero 17, cioè le norme transitorie. Quindi le chiedo, appunto, di sospendere la discussione di questi due articoli perché molti degli emendamenti sono proprio superati dalla nuova riproposizione dell'articolo 17.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Questa legge, che sta pian piano prendendo forma, votazione dopo votazione con alcune significative modificazioni...
PRESIDENTE. Scusi, onorevole La Spisa, pensavo volesse intervenire sulla proposta dell'onorevole Frau...
LA SPISA (F.I.). Sì, su questo, una breve premessa mi bastano... questa legge ha nell'articolo 6 un punto fondamentale, un punto di snodo direi importante non capisco perché adesso accantonare quest'articolo 6 e 7 per procedere fino alla fine, perché direi invece che ha affrontato questo articolo e forse anche quello successivo poi si può andare speditamente alla conclusione. Quindi in assenza di motivazioni veramente convincenti noi non saremmo d'accordo per la sospensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.), relatore. La motivazione, onorevole La Spisa, è molto semplice non c'è nessun sotterfugio dietro. In questi emendamenti, per esempio, si fa riferimento alla nomina di un vicepresidente del CORECOM, si fa riferimento alla durata quinquennale e al fatto che sia legato alla legislatura. Nella nuova formulazione dell'articolo 17, come abbiamo discusso anche insieme a lei, la durata la prima volta che verrà eletto sarà di 30 mesi, per cui scadrà al trentesimo mese della quattordicesima legislatura, garantendo in questo modo che il CORECOM sia un organo di garanzia svincolato dalle maggioranze e svincolato dalla legislatura. La motivazione è solo questa, perché se noi per esempio andassimo a discutere l'emendamento numero 22, l'emendamento numero 22 che chiede la soppressione del comma 8 dell'articolo 6, io credo che questo dovremo bocciarlo quando invece sarebbe completamente modificato dall'articolo 17. Quindi semplicemente per questo, perché nell'articolo 17 vengono superate molti degli emendamenti che sono presenti soprattutto all'articolo 6, e uno, l'emendamento numero 10, all'articolo 7. Nessun altro problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Grazie, Presidente. C'è la possibilità, sono due strade che sono possibili: una quella che proponeva il Presidente della Commissione, l'onorevole Frau, di sospendere l'esame degli articoli 6 e 7 e dei relativi emendamenti e di andare avanti, soprattutto per il fatto che esiste l'emendamento numero 47, a cui faceva riferimento il collega Frau, sulla durata in carica del CORECOM, oppure, andare avanti regolarmente sapendo che per quanto riguarda la durata del CORECOM in sede di prima applicazione e quella di metà legislatura della prossima legislatura, che ci impegniamo ad approvare nella norma transitoria, appunto, che prevediamo con l'emendamento numero 47. Quindi, ci possono essere due strade, io credo che non ci sia assolutamente bisogno di dividerci su questo. Se l'obiettivo è quello di andare avanti senza sospendere niente, si potrebbe anche continuare con l'esame degli articoli 6 e 7, sapendo che per quanto riguarda la durata del CORECOM in sede di prima applicazione c'è un emendamento che prevede la decadenza a metà della prossima legislatura.
PRESIDENTE. Colleghi, qui stiamo andando avanti con proposte su proposte una differente dall'altra. Io ho due richieste: una di sospensiva del Presidente della Commissione, ed una da parte dall'onorevole La Spisa, invece, di procedere. Se non c'è accordo in Aula, io pongo in votazione le due richieste.
Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.). Sì, io ho fatto la mia proposta semplicemente per non essere costretto a dare parere negativo agli emendamenti che sono stati presentati. Se si vuole seguire questa via, per cui si continua con la discussione degli articoli 6 o 7, a me va benissimo, ed esprimeremo parere contrario agli emendamenti che sono stati presentati. L'obiettivo era solo questo. Siccome sono state trovate delle soluzioni che l'onorevole La Spisa conosce, perché ieri ne abbiamo parlato, ma se vogliamo procedere, va assolutamente bene, esprimeremo parere negativo su questi emendamenti.
PRESIDENTE. Bene, si va avanti quindi.
Come ho detto poc'anzi, è in discussione l'articolo 6 e gli emendamenti ad esso presentati, il numero 22 soppressivo parziale, i numero 20, 28, 21 e 39 sostitutivi parziali, e il numero 9 come emendamento aggiuntivo.
E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). La composizione, la nomina e la durata del CORECOM, come dicevo prima, è un punto fondamentale. Vorrei dirlo brevissimamente il perché, magari non utilizzando neanche tutto il tempo. Il nocciolo della questione è che il CORECOM, che è un organismo di garanzia, per quanto è possibile nelle cose umane, quindi non c'è mai la garanzia assoluta dell'imparzialità rispetto alle vicende su cui si deve giudicare, dare pareri, o addirittura influenzare l'azione amministrativa, però bisogna fare di tutto perché il CORECOM sia uno strumento collegato all'Assemblea parlamentare, e in quanto tale capace di essere effettivamente attento a vigilare sull'attuazione delle norme su questo tema delicatissimo dell'informazione e della comunicazione. Allora, la composizione, noi abbiamo detto già nella discussione generale, e la durata devono essere calibrate in modo tale che non sia il CORECOM non solo formalmente scollegato dall'azione di governo, ma sia anche possibilmente, anche sostanzialmente, gestito, condotto in modo tale da costituire un punto di confronto, di vigilanza, di controllo, che tutte le parti politiche rappresentate nel Consiglio regionale, quindi di volta in volta di maggioranza o di opposizione, possano in qualche modo utilizzare questo strumento attraverso un'adeguata rappresentanza, in modo tale da poter valutare continuamente il rapporto fra la politica e il mondo dell'informazione e della comunicazione. Per questo noi giudicavamo negativamente il fatto che si volesse, alla fine di questa legislatura, già in qualche modo assicurare all'attuale maggioranza il controllo del CORECOM. Devo dire molto francamente che alcuni emendamenti presentati, il dibattito che si è sviluppato sia in Aula sia nella Commissione quando si sono esaminati gli emendamenti, e il confronto che si è sviluppato in queste ore, ci sta convincendo della possibilità che all'interno di maggioranza si manifesti la disponibilità a prevedere non solo che la durata del Corecom non coincida con la legislatura, e quindi in questo modo possa essere uno strumento che alternativamente controlla il mondo della comunicazione slegato da chi governa, ma addirittura, guardando l'emendamento dell'onorevole Uras, il numero 28, sembra vi sia la disponibilità a fare in modo che l'elezione del Presidente del comitato e poi l'elezione del Presidente facciano in modo che vi sia da un lato una maggioranza nel CORECOM, che inevitabilmente sarà espressa da chi è maggioranza in Consiglio regionale, ma la Presidenza, secondo una prassi parlamentare che in alcune occasioni, nella storia del Parlamento italiano, è stata rispettata molto idealmente, non sempre, ma comunque direi che noi dobbiamo prendere le buone pratiche, non le cattive, c'è la disponibilità che la Presidenza del CORECOM venga assegnata a un rappresentante indicato dalla minoranza. Credo che sia un segnale importante che, insieme altre cose che abbiamo inserito negli articoli che abbiamo già esaminato, cioè la parte del ricordo, la partecipazione del Consiglio regionale all'utilizzo delle risorse e degli strumenti della pubblicità istituzionale, così come l'attribuzione alla Commissione consiliare del compito di impulso per un progetto di legge che disciplini l'aspetto della gestione delle problematiche molto complesse e importanti come quelle delle frequenze, dell'intervento su tutte quelle manifestazioni in cui le nuove tecnologie collegate all'informazione stanno obiettivamente modificando rapidamente non solo il sistema della comunicazione, ma anche il sistema politico. Non possiamo ignorare che questa è una legge importante, non sappiamo quanto all'esterno di quest'Aula questo sia percepito. Però credo che sia già importante che noi lo percepiamo in maniera lucida e direi anche equilibrata. Se questo accadrà, io direi che si fanno dei passi avanti, e sarà un'occasione in cui il Consiglio regionale dimostrerà effettivamente di voler legiferare, avendo attenzione proprio al valore e all'importanza dell'istituzione rispetto alle complesse dinamiche del mondo dell'economia, della politica e anche della comunicazione.
Nel merito, e poi chiudo, direi che l'emendamento Uras venga approvato così com'è. Io chiederei questo, cioè che l'attribuzione alla minoranza del compito di indicare la Presidenza del CORECOM sia codificata non per una, lo dico sinceramente, sfiducia che nell'immediato da questa maggioranza ci sia l'intenzione di non mantenere un impegno preso; assolutamente penso che, almeno in quest'Aula, ci si possa dare credito che quando si dà una parola si cerca di mantenerla, ma perché nel sistema, così come viene individuato dalla legge, venga invece codificato questo principio, che non è un sano principio di democrazia.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Molto brevemente, perché di questo abbiamo già parlato all'inizio della discussione su questo provvedimento. Intanto, l'articolo 6, aveva ragione prima il Presidente della Commissione, in parte è regolato dalla norma transitoria che stabilisce in fase di primo impianto, tende a stabilire in fase di primo impianto una durata limitata a trenta mesi del CORECOM, in modo tale da consentire un ricambio dei componenti del CORECOM a metà legislatura. Questo proprio per svincolarlo il più possibile da ragionamenti di schieramento di maggioranza e minoranza. L'altro elemento, che poi è anche quello che io penso finisca per sbloccare definitivamente e portare ad approvazione celerissima questa
legge, riguarda il presidente e io invito a riflettere su qual è la funzione del presidente. Prima lo diceva il collega La Spisa, e secondo me è assolutamente condivisibile quest'analisi, il presidente è il presidente dei componenti di minoranza del CORECOM e diventa difficile il ragionamento "ma non è vero, non ci sono maggioranze, né minoranze". No, ci sono maggioranze e minoranze perché all'elezione dei componenti del CORECOM si va attraverso l'utilizzo della votazione a scrutinio segreto con voto limitato a tre nomi. E allora siccome qua siamo in un Consiglio regionale che è composto da parti politiche, è chiaro ed evidente che le parti politiche di maggioranza esprimeranno i tre nomi ed è chiaro ed evidente che le parti di minoranza esprimeranno i due nomi. Nell'ambito di quei due nomi va scelto il presidente. Lo si fa per prassi parlamentare? Oggi si fa domani non si fa. io non so se in Parlamento il presidente della Commissione di vigilanza sia stato eletto, mi sto disinteressando, non siamo presenti, mi sto disinteressando alle vicende delle Commissioni e delle presidenze di Commissione dei parlamentari, ma mi pare di ricordare che sia nato un problema. Magari qualcuno di voi che è più avvertito sa anche che è stato già risolto il problema sulla Commissione parlamentare di vigilanza alla RAI, ma mi pare che fosse candidato l'onorevole Orlando e non so se è stato eletto.
(Interruzione)
Gli sono mancati i voti, quindi non è stato eletto e quindi è vacante quella funzione. E allora perché non regolarlo attraverso una disposizione legislativa? Se noi tutti siamo d'accordo e noi tutti, io mi auguro, perché penso che la funzione della mia parte politica sia una funzione che riesce ad essere esercitata sia stando nei banchi della maggioranza che stando nei banchi della minoranza, ma prima o poi noi tutti saremo maggioranza e quindi ci dovremo fare carico di questa responsabilità di apertura agli organismi di garanzia della maggiore funzione in capo alle parti politiche di minoranza.
Se noi sciogliessimo questo nodo io sono convinto, ma mi pare che questo fosse il messaggio che veniva anche dal collega La Spisa, badate, che forse non ci sarebbe manco bisogno di altre operazioni. Questa sarebbe un'ottima legge, sarebbe un'ottima legge che appartiene al Consiglio regionale, nella sua fase di predisposizione e di approvazione, ma appartiene al Consiglio regionale anche nella fase di attuazione e quindi richiama tutto integralmente il prestigio di quest'Aula rispetto agli interessi generali che sono di tutti i cittadini, che tutti i cittadini concorrono a formare nel momento in cui votano la rappresentanza popolare che sta poi dentro quest'Aula, dentro questo Consiglio regionale. Ecco perché io sostengo, e prendiamoceli cinque minuti se servono! Chiedo a tutti uno sforzo in questo senso, prendiamoci i dieci minuti che servono per sciogliere questo nodo politico, che è solo un nodo politico, non è altro e non è sicuramente un artificio tecnico.
PRESIDENTE. E' stata chiesta una sospensione per cinque minuti. Se sono d'accordo gli altri Gruppi politici… stando in aula o procediamo con gli interventi?
La seduta è sospesa cinque minuti per l'interlocuzione.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 21, viene ripresa alle ore 11 e 29.)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, possiamo riprendere.
E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente, io vorrei se è possibile richiamare l'attenzione dei colleghi…
PRESIDENTE. Prego, colleghi, c'è troppo brusio sinceramente, disturbate l'oratore e disturbate anche la Presidenza. Onorevole Giorico.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io vorrei richiamare brevemente l'attenzione dei colleghi sul percorso che, pur facendo una legge apparentemente su un organo diciamo collaterale rispetto a quelli più importanti dell'architettura istituzionale regionale, noi stiamo facendo e vorrei riepilogare alcuni passaggi.
Nella legge statutaria che attualmente è in vigore è previsto l'accesso della minoranza ai fondi della comunicazione istituzionale. Fu il frutto di alcuni emendamenti presentati qui e votati tra l'altro all'unanimità, dei pochi, però si affermò il principio che l'Assemblea legislativa cominciava ad occuparsi di un fatto strategico: l'opinione pubblica è fatta dalla comunicazione e spesso la politica difetta di risorse trasparenti per accedere alla comunicazione. Col disegno di legge numero 261 la Giunta regionale, nella parte conclusiva, ha cominciato a normare, per la prima volta, il piano della comunicazione istituzionale; il disegno di legge è in prima Commissione, andrà discusso. Quel disegno di legge non prevedeva la partecipazione del Consiglio regionale all'accesso ai fondi della comunicazione istituzionale, al punto che prevedeva anche l'istituzione di un comitato nel quale era rappresentata solo l'Amministrazione regionale, cioè i dirigenti degli Assessorati competenti. Noi ieri abbiamo votato un emendamento importante nel quale diciamo che quota parte dei fondi per il piano annuale della comunicazione istituzionale deve essere riconosciuto per un piano della comunicazione del Consiglio. Qual è la portata di questo emendamento? I colleghi sanno perfettamente che da qui a due-tre anni tutte le informazioni viaggeranno su un unico supporto tecnologico, cioè che la tendenza è a mettere televisioni, telefoni e Internet tutti su un unico supporto tecnologico che, ragionevolmente, sarà quello della rete Internet. Ieri noi abbiamo votato un emendamento che consentirà a questo Consiglio di veder finanziata, faccio un esempio, la web television per il Consiglio regionale, rendendo economiche le riprese in Aula e anche, se mi consentite, trasparente la democrazia perché così i cittadini vedono ciò che accade in un'Aula parlamentare. Ieri noi abbiamo votato un emendamento che consentirà - qualora il Consiglio lo volesse - ai Gruppi di accedere al digitale terrestre. Noi ieri abbiamo approvato un emendamento che potrebbe consentire l'utilizzo di frequenze per i Gruppi politici rappresentati in Consiglio e sottrarre quindi le forze politiche alla dipendenza di grandi risorse di gruppi finanziari e di gruppi dotati di grandi risorse finanziarie che generalmente non sostengono le posizioni politiche in cambio di nulla. In più, noi dovremo adesso modificare il Regolamento del Consiglio perché deve essere il Regolamento del Consiglio che disciplina come accedere a queste risorse. Abbiamo fatto una cosa importante per il domani.
Sull'articolo in discussione la proposta del collega Uras di affidare alla minoranza del CORECOM, perché questo è stato detto benissimo dall'onorevole Uras, sarà la minoranza del CORECOM a esprimere la presidenza; questo significa riconoscere la presidenza alle opposizioni. La presidenza del CORECOM andrà alla minoranza in un quadro dunque in cui la maggioranza consiliare accederà comunque, perché è del Consiglio, alle risorse della comunicazione istituzionale, ma la minoranza del Consiglio ha lo strumento per verificare che tutto questo avvenga in un quadro di legittimità e di garanzia democratica.
Io già in apertura, in discussione generale, dissi che questo era un emendamento che, coordinato con gli altri di cui ho parlato, motivava un sostegno perché viene fuori un'architettura che, secondo me, è inedita in Italia, non c'è in Italia una cosa di questo genere e va detto anche con molta chiarezza: il disinteresse con cui gli organi di stampa stanno seguendo questo dibattito è veramente curioso! Noi stiamo per la prima volta garantendo ai sardi un accesso alla comunicazione di massa economico, noi per la prima volta - credo, in Italia, non conosco altre norme di questo tipo - stiamo bilanciando la comunicazione del Governo regionale con una comunicazione istituzionale, ma della opposizione, che se oggi fosse garantita anche in Italia credo che il sistema politico italiano sarebbe differente. E' un fatto importante, ma manca un suggello che è quello che dobbiamo mettere adesso, cioè una funzione di garanzia stabilmente riconosciuta alla parte più debole. Io non ho mai fatto segreto che, per esempio, affiderei per Statuto la Commissione Statuto del Consiglio regionale sempre alle opposizioni, sempre! Come tendenzialmente si fa a livello nazionale, ma poi vediamo, come ricordava il collega Uras, che quando la politica balla può diventare anche feroce e gli accordi tra gentiluomini saltano perché la politica è purtroppo una ferocia regolata, molte volte, non è altro. Allora, per noi è decisivo che venga approvato questo emendamento del collega Uras perché suggella un'architettura di garanzia nella comunicazione che sarà di garanzia per il futuro della Sardegna, per riequilibrare i rapporti nella comunicazione e nella formazione dell'opinione pubblica.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.), relatore. Signor Presidente, intanto si comincia a capire che questa che stiamo approvando era una legge importante e quindi gli schiamazzi, gli insulti, le urla di ieri, la politica violenta - come l'ha chiamata l'onorevole Maninchedda in questo momento - credo che finalmente stia lasciando il passo ad una politica ragionata e si cominci a capire che non stiamo approvando una leggina, come qualcuno ieri l'ha definita, e il mio rammarico è che l'ha definita così senza neanche averla letta, lo dico con cognizione di causa questo, naturalmente. Quindi, vedo con grande favore che anche le persone più accorte, più avvedute in quest'Aula stiano cominciando a capire che stiamo approvando una legge importante.
Devo dire che non era nelle intenzioni della nostra Commissione, ma neanche di questa maggioranza, fare del CORECOM un'altra legge che non fosse l'istituzione di un comitato di garanzia. Questo è stato fin dall'inizio l'obiettivo del lavoro della nostra Commissione. Non abbiamo mai pensato che all'interno di una commissione di garanzia o di un comitato di garanzia come il Comitato regionale di controllo sulle comunicazioni ci dovessero essere maggioranze e minoranze, presidenti o vicepresidenti espressi da una parte politica piuttosto che dall'altra, perché credo che questo non debba essere una commissione di garanzia. Infatti, abbiamo pensato - e questo articolo 6 lo mette in grande evidenza - di costruire un comitato che desse tutte le garanzie possibili di trasparenza. Intanto l'evidenza pubblica delle domande e non come purtroppo è successo fino adesso per quanto riguarda le strutture, i CORERAT che ancora sono in funzione, altri tipi di nomine, di elezioni che tutti conosciamo e del quale probabilmente tutti siamo responsabili, anzi sicuramente tutti siamo responsabili. Abbiamo scelto l'evidenza pubblica delle domande; abbiamo stabilito che siano gli Uffici di Presidenza di questo Consiglio regionale a stabilire chi ha l'idoneità per poter essere membro del CORECOM, ma non certo a fare una graduatoria degli idonei; abbiamo stabilito che i membri del CORECOM si eleggono con un massimo di tre preferenze per ogni consigliere; abbiamo stabilito che la durata della prima nomina non deve superare il trentesimo mese della XIV legislatura proprio per dare il massimo della garanzia a chi oggi è minoranza e io spero anche nella quattordicesima legislatura possa avere il Presidente del CORECOM. Quindi io credo che questa fosse assolutamente l'intenzione, ieri come oggi della seconda Commissione, e quindi guardo con molto piacere intanto il clima che si è finalmente instaurato e che ha sostituito la politica violenta che ha aperto i lavori dell'Aula ieri mattina. Sulle ulteriori garanzie che questo comitato di garanzia dovrebbe dare, beh, io ho le mie posizioni, le esprimerò quando arriveremo a discutere di quell'emendamento, eventualmente credo che noi dovremmo instaurare una prassi parlamentare diversa, probabilmente aiuterebbe sempre il corso dei lavori all'interno di questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Io credo che sia molto importante il lavoro che stiamo facendo e credo che sia una legge, come diceva il collega Maninchedda, stiamo approvando una legge importante, una legge innovativa e peraltro che può risultare anche apripista per altri livelli istituzionali, altre realtà istituzionali. In merito al tema che è stato sollevato durante questo dibattito dall'emendamento numero 28 del collega Uras, Davoli e Pisu in merito all'attribuzione ai Gruppi consiliari di minoranza della Presidenza di questo comitato, io credo che non vi sia alcuna difficoltà a prevedere come prassi parlamentare il riconoscimento ai Gruppi di minoranza del Presidente di questo comitato. Io credo che noi, così come avviene negli altri livelli istituzionali che gli organi di vigilanza, gli organi di garanzia vengono riconosciuti ai Gruppi di minoranza, non abbiamo alcuna difficoltà che anche in questa nostra realtà, dare la possibilità appunto che siano i Gruppi di minoranza a esprimere il Presidente di questo comitato. Riteniamo inopportuno, così come avviene a livello nazionale prevedere in legge il riconoscimento della Presidenza ai Gruppi di minoranza. Questo non vuol dire assolutamente che non vi sia la volontà di riconoscerlo ai Gruppi di minoranza e noi già dalla prima elezione ci sentiamo impegnati a che il Presidente del comitato di garanzia venga riconosciuto ai Gruppi di minoranza. Quindi, non una previsione legislativa, ma una volontà, con un impegno, un impegno formale del gruppo del Partito Democratico a riconoscere la Presidenza ai Gruppi di minoranza, e io credo che nel momento in cui lo stabiliamo come prassi parlamentare, come prassi consiliare, io credo che non vi sia alcuna difficoltà che questo possa avvenire non soltanto nella prima elezione, ma che possa e debba avvenire anche nelle elezioni successive alla prima.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credo che dopo un inizio che non prevedeva sicuramente nulla di buono per quanto riguarda questa legge, però poi le modifiche che sono state introdotte e che si stanno introducendo, mi stanno effettivamente convincendo che questa legge va approvata, che è una legge utile, che serve, che è una legge interessante. Soprattutto lo dico, mi aveva spaventato il fatto che questa maggioranza volesse eleggere questo comitato a fine legislatura slegandolo poi invece con l'elezione del Consiglio regionale, quindi significava che questa maggioranza volesse eleggere questo comitato che durasse poi anche l'altra legislatura sapendo che l'altra legislatura, come diceva Frau, non saranno loro a governarla, ma saranno altri appunto. Io credo che invece l'emendamento che prevede il ricambio a metà legislatura, sia una misura giusta nel senso che garantisce chiunque ci sia oggi o domani, questa è una misura a parer mio giusta. Però io ritengo che sia una misura altrettanto giusta l'emendamento che ha presentato il primo firmatario Uras, nel senso che si dice in norma che il Presidente della Commissione deve essere espresso dalla minoranza. Allora, io collega Biancu, non è che non mi fidi delle cose che dite voi, però se noi inseriamo in norma che il Presidente della Commissione deve essere indicato dalla minoranza, io credo che garantiamo tutti, perché io mi fido sì, però poi molte volte le cose cambiano e non vanno nella direzione che devono andare. Il collega Biancu dice: "Ma anche a livello nazionale non è specificato, è un fatto fiduciario più che altro quello di dare alla minoranza la Presidenza della Commissione". E questo è un limite effettivamente perché, onorevole Biancu, abbiamo visto, a livello nazionale che la minoranza non riesce a esprimere il Presidente, credo che se invece anche quella fosse normata, quella procedura, io credo che invece si sarebbe potuto eleggere, più tranquillamente, non ho detto ancora il Presidente...
BIANCU (P.D.). Perché non condividono il nome!
LADU (Fortza Paris). Non condividono il nome però in ogni caso significa che la maggioranza se non condivide il nome, certo che non condivide il nome, però allora dobbiamo dire che deve essere espresso dalla minoranza se condiviso dalla maggioranza, e non va bene. Se questo è stabilito che deve appartenere alla minoranza, allora lo dobbiamo dire perché altrimenti la maggioranza può condizionare anche la scelta della minoranza, pertanto io credo che l'emendamento che prevede la nomina del Presidente da parte della maggioranza non vada modificato, vada lasciato così com'è, nel senso che il Presidente della Commissione deve essere indicato dalla minoranza e se vogliamo essere ancora più precisi, io devo dire che bisognerebbe, se dobbiamo fare un'integrazione all'emendamento, dobbiamo dire anche, magari esplicitare meglio chi deve essere il Presidente della Commissione perché noi diciamo con questo emendamento che tre rappresentanti li elegge la maggioranza, due la minoranza, e poi invece dei due la minoranza diciamo anche che uno deve essere il Presidente però non diciamo chi dei due deve essere il Presidente. Allora possiamo eventualmente dire anche che dei due della minoranza può essere eletto Presidente chi elegge più voti perché altrimenti o comunque troviamo il sistema perché si sappia che quel rappresentante della minoranza, uno dei due della minoranza, ma chi dei due deve però fare il Presidente, con questo emendamento non è chiarito. Pertanto, se una modifica va fatta all'emendamento numero 28, io credo che debba essere fatta nella direzione di stabilire già da subito, dal momento della votazione chi deve essere il Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Io ho iscritta a parlare l'onorevole Caligaris, ma è stata iscritta fuori termine, è necessario iscriversi durante il primo intervento. Casomai intervenga magari sulle dichiarazioni di voto.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Allora Presidente, iniziamo dall'emendamento numero 22. L'emendamento numero 22, io avevo chiesto la sospensione dell'articolo, ma comunque ne chiedo il ritiro altrimenti il parere è negativo.
L'emendamento numero 20, lo stesso problema, nel senso che verrà superato qualora si approvasse l'articolo 17 emendato. In ogni caso ne chiede il ritiro, qualora non avvenisse ritirato il parere è negativo. L'emendamento numero 39, è semplicemente un fatto di forma linguistica, per cui chiaramente il parere è negativo, non modifica nulla.
PRESIDENTE. Scusi è negativo sull'emendamento numero 39?
FRAU (P.D.), relatore. Sull'emendamento numero 39 è positivo. Ho detto: "è sono un fatto linguistico". Sull'emendamento numero 28 esprimo parere positivo, così come è stato modificato nella formulazione proposta dall'onorevole Biancu. L'emendamento numero 21 è chiaramente un parere negativo, è quello che fa riferimento alla nomina del più giovane, piuttosto che del più anziano. E' una delle innovazioni di questa legge, quindi il parere è negativo. L'emendamento numero 9, lo stesso, fa riferimento alla nomina del Vicepresidente, quindi chiaramente è un emendamento che dècade. Qualora fosse approvato l'articolo 17 emendato ne chiedo il ritiro, altrimenti il parere è negativo. Basta, non ce ne sono altri.
PRESIDENTE. Grazie. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Grazie Presidente. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 22, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 20…
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Voto elettronico!
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 20.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Cassano - Ladu.
Rispondono no i consiglieri: Agus - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Amadu - Capelli - Cappai - Contu - Dedoni - Diana - Lai Renato - Lai Silvio - Maninchedda - Marracini - Petrini - Pittalis - Randazzo Vittorio - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 38
astenuti 14
maggioranza 20
favorevoli 3
contrari 35
(Il Consiglio non approva).
Metto in votazione l'emendamento numero 39. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 28, a cui è apposta la firma dell'onorevole Cerina.
Ha chiesto di intervenire l'onorevole Caligaris, ancor prima l'onorevole Biancu ha proposto una modifica a questo emendamento. Onorevole Biancu, abbiamo in discussione l'emendamento numero 28, al quale lei ha proposto una modifica.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, grazie Presidente. La modifica è la seguente. Leggo interamente l'emendamento: "Nella medesima seduta, il Consiglio regionale procede, mediante votazione elettronica a scrutinio segreto, con la maggioranza assoluta dei votanti, all'elezione tra di essi del Presidente del CORECOM…", con la soppressione dell'ultima parte, "…con l'impegno formale a riconoscere alle minoranze l'elezione del Presidente del Comitato".
PRESIDENTE. Io proporrei di scriverlo questo emendamento orale, perché è necessario metterlo in legge quanto ha detto, affinché i colleghi possano avere cognizione completa di quanto vuole essere fatto.
Nel contempo, se l'onorevole Caligaris vuole fare la sua dichiarazione di voto.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). No, grazie Presidente. Intanto io mi permetto di fare due sottolineature di carattere politico in questa fase del dibattito. La prima è di condivisione del percorso che sta portando al varo del CORECOM, e credo che sia stato determinante per il cambiamento del clima l'aver sgomberato il campo dall'idea che la Sardegna è una Regione canaglia, perché non ha obbedito all'autorità nazionale. Credo che, anche se in molti momenti di ci sono fasi di sospensione, credo che si stiano registrando dei dati positivi. Volevo però esprimere, per quanto piccola, qualche perplessità in merito a questo cambiamento. Perché io ho letto in termini molto positivi la possibilità che siano le opposizioni ad avere la Presidenza del CORECOM, ritenendo anche un altro fattore importante, e cioè che in virtù di questo clima che si è creato in Aula, e in virtù anche del fatto che c'è un dialogo aperto con le opposizioni, forse sono maturi anche i tempi per eleggere il difensore civico, Presidente. E anche in questo caso c'era stata la proposta, da parte dei Riformatori, che l'incarico venisse assegnato ad un esponente dell'opposizione. Io sono molto convinta che se un ruolo devono avere questi organismi, essendo a disposizione soprattutto degli interessi dei cittadini, e mi riferisco in modo particolare al Difensore civico, si debba procedere in modo diverso, e capire che queste forme istituzionali hanno un diritto ed un dovere di essere rese attive e a disposizione. So che ci sono molte richieste per il Difensore civico, che la speranza dei cittadini sardi perché questo Consiglio si decida ad eleggerlo non sono ancora del tutto tramontate e faccio appello, c'è qui anche l'assessore Secci, ma faccio appello anche al Presidente del Consiglio e all'intera Aula, perché, superata la legge sul CORECOM, si guardi con determinazione l'elezione del difensore civico.
PRESIDENTE. Mi auguro che i Capigruppo abbiano recepito insieme a noi la sua richiesta e quanto prima possano provvedere in merito.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Non si può non registrare il cambiamento di rotta perché questa discussione generale è iniziata, nell'intervento dell'onorevole Uras, con l'annuncio di questo emendamento che aveva orientato anche molti interventi in questa direzione. Nel frattempo la legge ha riempito le competenze del CORECOM di funzioni sostanzialmente di equilibrio e di garanzia, tra cui una, quella di riferire al Consiglio regionale sull'adeguatezza ai fini istituzionali del Piano della comunicazione istituzionale.
Non solo, in ragione di un principio giusto che chi vince le elezioni governi, si fa del CORECOM un organo di garanzia ma composto da rappresentanti prevalentemente espressi da coloro che vincono le elezioni.
In corso d'opera, si elimina una previsione di legge che è nell'ottica dell'equilibrio dei poteri per cui in genere, lo ripeto, che ha funzioni di controllo, di relazione, viene espresso nella funzione apicale da chi non ha la forza del governo ed ecco che torna a prevalere una filosofia, che è diffusa in molti ambienti dei grandi partiti, nella fattispecie nel Partito Democratico, che elimina una formula di garanzia che è di garanzia per tutti, non è di garanzia per alcuni, è di garanzia per tutti e la sostituisce con un impegno d'onore. Io posso fare esempi in cui quest'impegno d'onore, nella storia repubblicana, a seconda delle circostanze, viene mantenuto o non mantenuto. Una previsione di legge che affida stabilmente ad una parte minoritaria dell'organo, "minoritaria dell'organo", la funzione di guida penso che sia nell'ordine dell'equilibrio dei poteri, non della ragione per cui chi vince le elezioni determina una occupazione di tutti gli spazi perché è evidente che cosa ne consegue, ne consegue che la presidenza viene scelta d'intesa tra maggioranza e opposizione, perché diversamente quando c'è un impegno d'onore la maggioranza si elegge il suo. Io credo che, nelle funzioni di garanzia, questi accordi non siano di garanzia! Per cui, registro un mio ennesimo errore, quello di essermi fidato, ma chiedo che l'emendamento rimanga esattamente quale è e che, al limite, venga votato per parti, per consentire che rimanga traccia, con molta chiarezza, di un'impostazione differente, sia dei rapporti politici, sia del modo in cui vediamo le cose… nel senso che vorrei che l'emendamento, si tratta di un emendamento orale, nessuno vuole fare questioni, però chiediamo che venga votato per parti e chiediamo anche alla maggioranza di verificare se su una inezia di questo tipo si debba creare una frizione su un percorso che, in ragione di richieste fatte, è stato condotto in un certo modo e che con questo freno a mano tirato all'ultimo momento lascia francamente perplessi sull'affidabilità.
PRESIDENTE. Quindi, onorevole Maninchedda, lei propone che l'emendamento scritto, il 28, resti tale quale, se abbiamo capito bene, e nel caso sull'emendamento orale… non s'è capito bene!
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Presidente, chiedo che venga votato per parti, nel senso che si tratta di un emendamento orale e quindi si chiede, se è d'accordo anche l'onorevole Biancu, io proporrei che venga votato per parti in questi termini: fino alla prima parte: "del presidente del CORECOM", e poi la seconda parte: "su proposta avanzata…. fino al punto".
Per cui la parte che voi intendereste cassare, io vi invito a ripensarci ma…, viene votata come seconda parte. Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Grazie Presidente. Allora, io credo che sia legittima la richiesta di votazione per parti da parte del collega Maninchedda, però io credo che sia inopportuno che noi votiamo per parti e andiamo a bocciare un qualcosa per la quale ci sentiamo impegnati a instaurare come prassi parlamentare. Io credo che andiamo a indebolire quella scelta è quella volontà, che noi ribadiamo in questo momento, di voler instaurare come prassi parlamentare il riconoscimento dell'indicazione del nome alla minoranza per la presidenza del CORECOM. Quindi, io chiederei al collega Maninchedda, prima di procedere al voto, se può ripensare su questo, perché ritengo che sarebbe sbagliato, sarebbe inopportuno e indebolirebbe quell'impegno, che rimarrebbe dagli atti del Consiglio, che invece noi oggi ci sentiamo di assumere.
Nel chiedere, prima di mettere alla votazione, Presidente, vorrei chiedere una modifica che è solo puramente tecnica dell'emendamento, cioè che vada tolto dopo "votazione elettronica", perché la votazione elettronica a scrutinio segreto indicando un nome non è possibile, mentre io lascerei che sia una "votazione a scrutinio segreto", ma non votazione elettronica. E che "la maggioranza assoluta dei votanti" si trasformi in "maggioranza assoluta dei componenti". Quindi, "elettronica" va cassato e "votanti" va modificato in "componenti".
LADU (Fortza Paris). Anche "scrutinio segreto elettronico".
BIANCU (P.D.). Scrutinio segreto elettronico, dovendo indicare un nome, onorevole Ladu, che cosa indica lei a scrutinio elettronico? Deve voltare un nome e quindi è voto segreto ma dovendo indicare un nome non è compatibile con la votazione elettronica. Quindi, io chiederei ancora una volta, al collega Maninchedda, assumendo nuovamente l'impegno a instaurare come prassi parlamentare il riconoscimento della presidenza in capo alla minoranza, di rinunciare a far bocciare la seconda parte dell'emendamento.
PRESIDENTE. Colleghi, siamo sempre sulla proposta di un emendamento orale, per cui è necessaria, come ben sapete, tra l'altro l'accordo tra le parti politiche. Quindi, vi prego, anche perché queste nuove proposte continuano un po' ad ingarbugliare la questione. Proporrei di mettere per iscritto la proposta Biancu, completa, perché per quanto abbiamo capito c'è stata una nuova aggiunta. Si finisce per non capirci niente.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, prima di scrivere chiediamo l'opinione agli altri colleghi.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). E' un emendamento tecnico questo.
PRESIDENTE. Certamente, una volta chiarito, una volta messo per iscritto, do lettura e chiaramente chiediamo ai colleghi, all'Aula se è d'accordo sull'emendamento orale. Se no si procede alla votazione dell'emendamento così com'è.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Io ho chiesto di intervenire, perché mi pare che l'emendamento originario del collega Uras, oltre che compagno, fosse più chiaro nella volontà non del Consiglio di oggi, ma del Consiglio di domani. Perché io comprendo la sottolineatura che faceva il collega Biancu, stabiliamo una correttezza, io lo comprendo, però una correttezza senza norme e come scrivere una cosa sulla sabbia. Io credo che debba vivere l'emendamento Uras perché è una norma che vive oltre questo Consiglio regionale. Ossia, il collega Biancu dice: "Per prassi noi"; ma quanti anni ci deve stare il collega Biancu in Aula per garantire quello che sta dicendo? O ci sta quanto Giagu, o ci sta quanto Floris; ma se ci sta quanto ci sono io, un altr'anno non c'è più.
Allora, io credo che dobbiamo garantire le minoranze, non questa minoranza, io non voglio garantire l'onorevole Ladu, io non voglio essere garantito dall'onorevole Ladu, che è diverso. Perché, oggi noi possiamo assumere un impegno, domani, quelli che ci sostituiranno, avranno le loro opinioni, e decideranno in base alle loro opinioni; ma, aggiungo, decideranno in base alle situazioni politiche che si troveranno di fronte. Allora, è giusto assegnarlo alle minoranze, ed è giusto assegnarlo definendolo in legge. Questa è la mia opinione. Che non è un'opinione che si vuole contrapporre, è un'opinione che vuole contribuire a una soluzione che vale per oggi e vale anche per il domani. Siccome è stato detto: questa legge è entrata male e sta uscendo bene; esce bene se esce con quella norma Uras, se non esce con la norma Uras, guardate, che non esce bene, esce zoppa. E io penso che abbiamo fatto uno sforzo positivo, riflettiamo ancora un attimo e troviamo un punto di convergenza. Perché posso concludere anche con una battuta: questa va bene a Pittalis, che un po' sta da questa parte è un po' sta dall'altra, ma quando non sarà così è bene che facciamo una norma che valga per tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Poi ti rispondo, eh.
VARGIU (Riformatori Sardi). Beh, insomma, per la legge dei grandi numeri una volta ogni tanto capita di essere d'accordo persino con Cugini; non sulla parte di Pittalis, sul resto del suo ragionamento. Perché, in effetti, io non sono riuscito a comprendere bene per quale motivo una prassi parlamentare non possa essere scritta all'interno di una norma. E devo dire al collega Biancu, e a chi eventualmente la pensasse come lui, che forse è più semplice che siano loro, visto che sono d'accordo sulla sostanza, che vengano sulle posizioni dell'emendamento numero 28, che non il contrario. E devo dire colleghi, qui in realtà nel confronto di ragionamento che stiamo attuando in Aula, c'è il confronto fra due culture: una, è la cultura della certezza del diritto, che noi ci sentiamo di rappresentare, per cui la norma è scritta, è garantita, è quella per sempre anche se questo Consiglio regionale cambiasse completamente e anche se qualcuno decidesse che in un momento fondamentale la presidenza di una struttura di garanzia debba essere della maggioranza; ci sono invece le culture che si basano sulla graziosità dell'atto, cioè sul fatto che il sovrano faccia una concessione, quindi in questo momento qualcuno prende un impegno che è una concessione nei confronti di una minoranza. Ma noi non crediamo al diritto delle concessioni, la minoranza deve essere garantita dalla certezza del diritto. Chiunque essa sia, perché non è detto che sia sempre questa la minoranza, né sempre questa la maggioranza. Quindi, colleghi, facciamo in modo che questo Consiglio faccia leggi che si fondino sulla certezza del diritto, non sulla graziosità della concessione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Io vorrei ancora provare a fare un ulteriore passo avanti, rispetto alla situazione in cui ci troviamo, che può sembrare un passo grande, enorme e anche difficile da fare, ma che a me non sembra così difficile perché io, sinceramente, apprezzo molto l'atteggiamento che ha avuto complessivamente la maggioranza su questo aspetto del problema, ma anche sul resto della legge; e apprezzo anche sinceramente - o capisco, almeno - il motivo per cui il capogruppo del P.D. dice: vogliamo instaurare una prassi, basta la prassi (così come a livello parlamentare), sembra che non vi fidiate di noi. Non è assolutamente così, il capogruppo del P.D. vuole instaurare una prassi, una consuetudine, ma la consuetudine sappiamo bene che non è così forte come una legge scritta: anche la consuetudine è una fonte normativa ma non è così forte nella sua efficacia come una legge scritta, altrimenti non esisterebbero i codici, non esisterebbero le leggi o le Costituzioni. Su una cosa così importante perché non fare uno sforzo ulteriore, un impegno che codifichi in legge una regola che, come si è detto, varrà sempre e vogliamo che valga per sempre? Io, sinceramente, mi fido che l'impegno assunto dall'onorevole Biancu verrà adempiuto tra qualche settimana - e lo dico sinceramente, ripeto - ma non è detto che in futuro questo accadrà sempre. Le vicende nazionali sulla Commissione di vigilanza RAI credo che le stiamo leggendo quotidianamente sui giornali, e capiamo bene che in certe circostanze la volontà personale viene sovrastata da una serie di dinamiche, di maggioranza e di opposizione, che magari finiscono per andare anche contro le buone intenzioni dei singoli. Scrivendo in legge una regola di questo genere, credo che metteremmo tutti d'accordo e ci metteremmo tutti nelle condizioni di dire, sinceramente tutti, che questa è veramente una buona legge, dall'inizio alla fine.
Credo che ci sia ancora lo spazio per intendersi su questo.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, com'è che siamo arrivati a questo? Intanto ci siamo arrivati attraverso un'interlocuzione che si è sviluppata tra i Gruppi, tra gli schieramenti; e da una posizione che diceva "il presidente del CORECOM di fatto lo sceglie chi elegge i tre componenti", quindi la maggioranza dello schieramento, siamo passati ad una affermazione totalmente contraria, cioè lo elegge certamente la minoranza. Su che cosa stiamo discutendo adesso? Sul metodo. Nella prassi parlamentare, che è quasi sempre seguita… e voglio richiamare la prassi parlamentare perché ha un peso, e questo è un Consiglio regionale che utilizza la prassi parlamentare abbastanza rispettosamente e lo fa soprattutto in relazione alle disposizioni di legge come questa che sono integralmente affidate alla sua gestione. Io non vorrei - perché questo sarebbe contrario al mio pensiero, perché il mio pensiero è garantire alle minoranze questo tipo di espressione - che nella discussione sul metodo poi si tornasse indietro, si sviluppasse una reazione per la quale alla fine non raggiungiamo l'obiettivo. E allora invito i colleghi… io condivido sia la formulazione che fa il collega Biancu - con il quale peraltro abbiamo concordato prima che una delle ipotesi di lavoro potesse essere questa -, figuratevi se poi non condivido l'emendamento che ho presentato, però la decisione che noi assumiamo, assumiamola e facciamo veramente un'espressione unanime rispetto a questo obiettivo, cioè garantire e assicurare alle minoranze l'espressione del presidente del CORECOM.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credo che l'orientamento che si è sviluppato durante la discussione della legge in senso migliorativo pare che noi lo stiamo sciupando e perdendo con la modifica che noi stiamo introducendo all'emendamento numero 28. Allora io credo che la norma deve essere chiara, perché la consuetudine, lo abbiamo visto e l'ho detto già prima, che a livello nazionale la minoranza non è certamente riuscita ad eleggere i rappresentanti che chiedeva. Pertanto io ritengo che vada inserito in norma che il presidente della commissione deve essere espressione della minoranza; e le norme devono essere chiare, devono essere comprensibili a tutti, devono capire tutti, magari può capire anche l'onorevole Cugini perché significa che se ha capito Cugini hanno capito tutti. Pertanto io credo che in norma vada inserito in modo chiaro ed inequivocabile che il presidente della commissione deve essere eletto dalla minoranza, senza che ci sia poi magari la possibilità che questo impegno d'onore che vuole assicurare Biancu possa essere mantenuto anche nel prossimo futuro. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Io volevo manifestare la mia dichiarazione di voto per esprimere il favore rispetto all'emendamento del collega Luciano Uras, perché credo di dover sottolineare ai colleghi e all'Aula intera che un impegno è assunto dalle persone che stanno in Aula, ma queste persone non è detto che staranno in eterno in Aula (anche se l'augurio può essere quello di rimanere a lungo) e che pertanto abbiamo il dovere noi di codificare nella legge questo tipo di impegno. Quello che però mi stupisce, Presidente, è che ci sia l'indifferenza di tanti colleghi dell'opposizione che dovrebbero essere proprio quelli interessati a manifestazioni di sensibilità di questo tipo, e che però, ripeto, soprattutto è una garanzia per tutti, è una garanzia che non deve assolutamente superare alcune posizioni di partenza, delle posizioni logiche, che secondo me individuano in qualcuno la presunzione di rimanere in eterno in maggioranza e quindi di fare concessioni di questo genere, ben sapendo che la realtà molte volte presenta riflessi inaspettati, e che, chi pensa di ripristinare magari una posizione democristiana che l'ha visto per trent'anni al governo della Regione, può trovarsi nella posizione del Partito Comunista che si è trovato per trent'anni viceversa all'opposizione. Perché dico questo? Per ribadire il fatto che va bene per tutti e che, se siamo davvero intenzionati a mantenere fede a ciò che diciamo, se crediamo a ciò che diciamo, mettiamolo nero su bianco: assumiamoci l'impegno senza alcuna posizione integralista né futurista.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Questo problema credo che ci richiami alla mente alcune considerazioni svolte in altra circostanza, e mi riferisco a quando si parlava effettivamente di un senso di partecipazione, di maggioranza e opposizione, a dare rilievo a quella che è l'attività consiliare.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue DEDONI.) Se non vado errando… Posso, nel cambio dei Presidenti, recuperare, eventualmente, perché vorrei che questo passaggio restasse ben fermo.
Quando si è parlato che il governatore, o il Presidente della Giunta regionale, ha uno strapotere e quando si è detto che questa Aula spesso è servile nei confronti di un Esecutivo e di un Presidente che gestisce come meglio crede, abbiamo ritenuto opportuno da parte di tutti trovare qualche considerazione che elevasse il rapporto di tutela dell'istituto consiliare. Una di queste condizioni era che vi fosse il portavoce delle opposizioni, ma soprattutto si considerava che probabilmente il Presidente di questa Assemblea dovesse essere eletto tra le file dell'opposizione, perché spesso e volentieri la Presidenza del Consiglio fa gioco e sponda esclusivamente alla maggioranza e alla Giunta. Per ricordare anche quello che avveniva in altre circostanze; parlavamo del difensore civico, cosa che ancora non è stata sottolineata e che ancora non ha visto la luce in quello che era il dinamismo di trovare una condizione non più di servilità da parte del cittadino ma una posizione diversa e alternativa. Abbiamo questa circostanza e per un sistema magmatico, non certamente di chiarezza, di trasparenza, di lealtà istituzionale non si vuole scrivere quello che invece dovrebbe essere palesemente riconosciuto. Come peraltro diversi, sensibili persone della opposizione hanno riconosciuto nel voler dire che la presidenza di questo organismo lo debba avere l'opposizione, quindi la minoranza come fatto di garanzia, come fatto garantistico un sistema istituzionale che preveda controlli incrociati. Ora se questo non si fa, mi pare che si stia perdendo ancora un'occasione per dire che vi è una compiutezza di democrazia e di trasparenza sia nella formazione delle leggi e sia soprattutto, dicevo, in quello che è il percorso democratico serio, che veda compartecipe maggioranza e opposizione su diversi livelli, su diverse posizioni ma certamente riconosciuto quello che è il valore democratico che questa istituzione e soprattutto l'istituzione autonomistica nel suo complesso dovrebbe avere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Io non ritengo che non vi sia nulla di scandaloso approvare l'emendamento dell'onorevole Uras così come formulato. E' stato già detto in una corretta dialettica tra maggioranza e minoranza prevedere su materia sensibile come questa, che l'indicazione possa venire dai Gruppi consiliari di minoranza, ma non vedo quale sia l'elemento ostativo. Anche perché è stato ben detto, non è un problema di affidabilità delle persone, l'onorevole Biancu è sicuramente uomo d'onore, così come è uomo d'onore anche il mio amico Renato Cugini, che da bravo testimone, sono certo, che darebbe tutto il supporto perché se non fosse scritta questa norma si potesse o si possa nel futuro dare attuazione a questo però che sarebbe soltanto non una concretezza ma solo una astrattezza. Però noi non abbiamo una garanzia, né che l'onorevole Cugini, da bravo testimone, possa sedere su quei banchi, io glielo auguro, ma non vorrei che succedesse quello che è successo a livello nazionale, che il P.D. vi ha fagocitato e via escluso dallo scenario del Parlamento italiano. Non vorrei che succedesse anche per voi la stessa cosa anche qui in Sardegna. E quindi ci mancherebbe un valente testimone e non vorremmo anche che le guerre interne al P.D. sacrificassero un uomo d'onore come l'onorevole Biancu che quindi ci mancherebbe anche un altro testimone. Ecco perché la necessità che la norma vada approvata così come scritta e che su questioni di questo genere non ci si possa affidare alle pur meritevoli, meritorie e anche buone intenzioni dei singoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. E' un piccolo scoglio che in qualsiasi discussione che si affronti quasi nella parte finale di questa legislatura, ci troviamo sempre a dover interrompere le discussioni, il dibattito. Però quello che maggiormente, signor Presidente, mi colpisce, e le dico la verità questi conciliaboli che vedo spesso a due o a tre persone, quando si devono assumere queste linee diverse da quelle scritte, mi infastidisco, e mi infastidiscono al punto che ho voluto prendere la parola in dichiarazione di voto perché sembra che vogliano dire all'Aula quanto ha detto, in un modo molto infelice, Berlusconi dice: "Mi bastano 30 parlamentari, poi il resto basta che sollevino la mano". Così è qui, ogni tanto si riuniscono 4 o 5 persone e poi ne viene fuori il risultato finale che tutti gli altri si devono adeguare. E' una forma di mancanza di rispetto verso i colleghi, è poiché qui siamo due Gruppi fondamentalmente, proprio ce la sintesi di quanto sta andando incontro o si vuole andare incontro nel Parlamento nazionale, basta che un Gruppo chieda il time out si riuniscano e non è il primo e non è la prima volta e si stabilisca la linea da seguire. E invece no, sono due o tre, si uniscono prendono le iniziative poi gli altri si devono accodare. Non è come diceva il collega Uggias che noi siamo distratti, noi siamo sconvolti perché anche in queste pratiche possono essere di facile soluzione perché basta mettere un po', collegare il cervello e assumere un po' di buon senso che si possono seguire, risolvere in poco tempo alcune questioni che sembrano quasi insormontabili. Quindi chiedo effettivamente di rinunciare a questi, come dicevo all'inizio, conciliaboli e il Capogruppo che si sente maggiormente investito del problema chieda una sospensione al Presidente, e non penso che una sospensione in questa Aula si possa rifiutare a nessuno, si stabilisca la linea da seguire all'unisono, poi veniamo in Aula e lo facciamo, perché ogni qual volta che affrontiamo questi problemi poi c'è un altro che ne tirò fuori una quisquilia ed ecco che si blocca il problema. Io rispetto all'emendamento Uras non ho nulla in contrario a votarlo, ma non ho nulla in contrario neanche a seguire il suggerimento al collega Uggias che è molto più concreto, pragmatico. Ecco per quale motivo chiedo che si ritorni veramente alla normalità e al rispetto di tutti i consiglieri che siedono in questa Aula, perché credo che non ce ne siano, i sardi non hanno affidato ad uno lo hanno affidata ad 80 la discussione sulle norme e sulle leggi che dobbiamo distribuire e chiederei effettivamente che ci fosse un po' più di rispetto quando si devono chiedere alcune cose non si facciano da soli in uno in due ma si coinvolga l'intero Gruppo o l'intera coalizione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
GESSA (P.D.). Dico subito che sono per Uras prima maniera, vorrei che Uras mi spiegasse perché è d'accordo anche con l'Uras seconda maniera. Ecco, in pratica è considerato il CORECOM un organo superiore, quindi al di là delle parti. Però la sua composizione in realtà è della maggioranza, abbiamo discusso tanto sulla scadenza, è stato naturalmente un atto di cautela, finalmente qui diciamo basta la parola, e io direi che basta la parola ma tutto considerato non c'è niente di male che alla parola sia apponga anche una firma. Quindi, io sono per Uras prima maniera e vorrei sapere perché Uras non è più tanto con Uras.
PRESIDENTE. Bene, colleghi, la discussione è finita e le dichiarazioni di voto anche.
Onorevole Biancu, ma l'emendamento orale resta a questo punto? Perché io ho un suo emendamento.
BIANCU (P.D.). E' solamente tecnico. Riguarda la prima parte. Le modalità di votazione.
PRESIDENTE. Sì. La votazione a scrutinio segreto è obbligatoria per Regolamento quando si tratta di persone, no?
BIANCU (P.D.). Sì, ma non elettronico, Presidente.
PRESIDENTE. Sì, ma elettronico infatti non esiste.
BIANCU (P.D.). Quindi è tecnico.
PRESIDENTE. Va bene. Quindi "elettronica", comunque, l'avremmo eliminato.
Va bene, quindi resta da votare l'emendamento numero 28 dell'onorevole Uras: "Nella medesima seduta il Consiglio regionale procede, mediante votazione a scrutinio segreto, all'elezione tra di essi del Presidente del CORECOM, su proposta avanzata per il tramite del Presidente del Consiglio dai Gruppi consiliari di minoranza".
C'è una proposta di votazione per parti, mi pare avanzata dall'onorevole Maninchedda. C'è una richiesta di votazione per parti?
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiederei cinque minuti, solo cinque, per valutare anche se tenere questa richiesta di votazione in questo modo, oppure no.
PRESIDENTE. Facciamo qualche minuto di sospensione in Aula. Il sistema di votazione, colleghi, è a scrutinio segreto inevitabilmente, trattandosi di persone.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 43 , viene ripresa alle ore 13 e 07.)
PRESIDENTE. Colleghi, se riprendiamo posto.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, grazie, Presidente, solamente per chiedere un'interruzione di dieci minuti, un quarto d'ora massimo, per un incontro del Gruppo del Partito Democratico.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Chiedo scusa, colleghi, penso che un'interruzione di dieci minuti per un problema che è sorto anche nelle intese che erano state raggiunte non comprometta l'economia del lavoro. Abbiamo deciso di concludere stamattina il nostro lavoro, facciamo questi dieci minuti di interruzione, e poi questo è l'ultimo punto complesso che resta da discutere. Confermiamo il calendario che concludiamo nella mattinata. Va bene, dieci minuti di sospensione. Grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 08, viene ripresa alle ore 13 e 42.)
PRESIDENTE. Bene, colleghi, se prendiamo posto, proseguiamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Sì, grazie, Presidente. Io credo che il dibattito che si è sviluppato in merito all'emendamento numero 28, relativamente alla Presidenza del CORECOM, e alle modifiche di posizione che si sono manifestate in quest'Aula, poiché nella sostanza l'emendamento che prevedeva l'introduzione della prassi parlamentare relativamente alla Presidenza del Comitato, non è sostanzialmente diversa rispetto a quella prevista in legge. Noi riteniamo di aderire all'emendamento numero 28, anche perché, ripeto, la nostra volontà era quella di prevedere la Presidenza in capo a un rappresentante della minoranza, e pertanto non abbiamo alcuna difficoltà a votare l'emendamento numero 28 con l'emendamento tecnico relativamente alla prima parte.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Biancu. L'emendamento risulta il seguente: "Nella medesima seduta il Consiglio regionale procede, mediante votazione a scrutinio segreto con la maggioranza assoluta dei componenti, all'elezione tra di essi del Presidente del CORECOM, su proposta avanzata per il tramite del Presidente del Consiglio dai Gruppi consiliari di minoranza. Va bene? Stiamo usando il testo numero 28. Insomma, in buona sostanza si cancella "elettronica" e si aggiunge "a maggioranza assoluta dei componenti". Va bene?
Va bene, colleghi, è in votazione. E' stato richiesto lo scrutinio elettronico.
Onorevole Diana, ho visto adesso la sua prenotazione, prego.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, grazie, Presidente. Io sarei tentato di astenermi da questo voto perché credo che comunque non si sia raggiunto l'obiettivo che ci si era prefissi. Voglio dire che nel momento in cui si vota a maggioranza assoluta, questo comporta che la maggioranza di quest'organismo potrà eleggere Presidente sì uno della minoranza, ma a suo insindacabile giudizio, e potrebbe non seguire quelle che, invece, sono le indicazioni che provengono dai Gruppi di minoranza. Ovviamente voterò a favore, però il problema rimane tutto quanto.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione con scrutinio elettronico palese, prego i colleghi di prendere posto.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.
(Segue la votazione)
Chiedo scusa, colleghi, annulliamo questa votazione, abbiamo un problema di sistema, e riavviamo.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Masia - Mattana - Meloni - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pittalis - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Matteo - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Floris Mario.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 70
votanti 68
astenuti 2
maggioranza
favorevoli 68
(Il Consiglio approva).
L'emendamento numero 21 decade.
(E' approvato)
Per l'emendamento aggiuntivo numero 9, Randazzo, Frau e più, c'è l'invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo. Ne ha facoltà.
RANDAZZO VITTORIO (Gruppo Misto). Sì, lo ritiro. Grazie.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati due emendamenti soppressivi parziali, numero 1 e 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:
Art. 7Funzioni del Presidente
1. Il Presidente del CORECOM:
a) lo rappresenta e cura l'esecuzione delle sue deliberazioni;
b) lo convoca, ne determina l'ordine del giorno e ne presiede le sedute;
c) sulla base dei criteri deliberati dal Comitato, coordina i compiti istruttori assegnati ai suoi componenti ed indirizza l'attività degli uffici di segreteria;
d) presenta, previa deliberazione del Comitato, la proposta di dotazione organica all'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale;
e) cura i rapporti con gli organi regionali e con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
2. In caso di assenza o di impedimento del Presidente le sue funzioni sono esercitate dal componente del CORECOM più anziano di età.
Emendamento soppressivo parziale Frau - Calledda - Meloni - Sanna Simonetta - Cassano - Pinna.
Articolo 7
All'articolo 7, 1° comma, è soppressa la lettera d). (1)
Emendamento soppressivo parziale Frau - Sanna Simonetta - Meloni - Calledda - Randazzo Vittorio - Cassano.
Articolo 7
Il comma 2 dell'articolo 7 è soppresso. (10).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Chiedo scusa, Presidente, all'articolo 6 c'era, se non ricordo male, l'emendamento numero 39, che era solo un fatto linguistico e formale, che non è stato votato, mi sembra.
PRESIDENTE. A noi risulta votato, onorevole Frau. Emendamento numero 39: "I componenti del CORECOM durano in carica cinque anni. Essi possono essere eletti per non più di due mandati non consecutivi". E' approvato.
FRAU (P.D.), relatore. Va bene, non mi risultava approvato. Allora, per quanto riguarda gli emendamenti all'articolo 7, il parere è favorevole per l'emendamento numero 1, mentre per quanto riguarda l'emendamento numero 10 è legato all'elezione di un Vicepresidente, quindi lo riteniamo ritirato.
PRESIDENTE. Quindi resta in piedi l'emendamento numero 1.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 8. All'articolo 8 sono stati presentati l'emendamento soppressivo parziale numero 25 dell'onorevole La Spisa e l'aggiuntivo numero 32.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8 e dei relativi emendamenti:
Art. 8Incompatibilità
1. I componenti del CORECOM sono soggetti alle seguenti incompatibilità:
a) politiche: componente del Parlamento europeo o nazionale, del Governo, di un consiglio o di una giunta regionale o provinciale, componente di un consiglio o di una giunta di un comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti, Presidente della Regione, sindaco, presidente della provincia; titolare di incarichi elettivi o di rappresentanza in partiti e movimenti politici, a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale; presidente, componente di organismi direttivi o direttore di un ente pubblico anche non economico o di società a prevalente capitale pubblico, nominati da organi governativi, regionali, provinciali e comunali;
b) economico-professionali: proprietario, amministratore, dirigente, dipendente o socio di imprese pubbliche o private operanti nel settore radiotelevisivo o delle telecomunicazioni, della pubblicità, dell'editoria anche multimediale, della rilevazione dell'ascolto o del monitoraggio della programmazione, a livello sia nazionale che locale, dipendente regionale, titolare di rapporti di collaborazione e consulenza attivi con i soggetti sopra citati. I soci risparmiatori delle società commerciali e delle società cooperative non versano in situazione incompatibilità.
2. Le cause di incompatibilità previste dal presente articolo non hanno effetto se l'interessato provvede, entro venti giorni dall'avvenuta comunicazione dell'elezione, a dichiarare l'accettazione dell'incarico e a dare atto dell'avvenuta rimozione di ogni causa di incompatibilità.
Emendamento soppressivo parziale La Spisa.
Articolo 8
Il comma 2 dell'articolo 8 è soppresso. (25)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu.
Articolo 8
All'articolo 8 è aggiunto il seguente articolo 8 bis:
"Non possono essere nominati componenti del CORECOM coloro che si trovino o che si siano trovati nei tre anni precedenti in una delle seguenti condizioni:
a) componente del Parlamento europeo o nazionale, del Governo, di un consiglio o di una giunta regionale o provinciale, componente di un consiglio o di una giunta di un comune con popolazione superiore a 10.000 abitanti;
b) titolare di incarichi elettivi o di rappresentanza in partiti e movimenti politici, a livello nazionale, regionale e provinciale;
c) dirigenti di pubbliche amministrazioni locali, regionali e nazionali, di enti pubblici anche non economici o di società a prevalente capitale pubblico, nominati da organi governativi, regionali, provinciali e comunali;
d) proprietario, amministratore, dirigente, dipendente o socio di imprese pubbliche o private operanti nel settore radiotelevisivo o delle telecomunicazioni, della pubblicità, dell'editoria anche multimediale, della rilevazione dell'ascolto o del monitoraggio della programmazione, a livello sia nazionale che locale, titolare di rapporti di collaborazione e consulenza attivi con i soggetti sopra citati.
I soci risparmiatori delle società commerciali e delle società cooperative non versano in situazione incompatibilità.". (32).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Il parere è negativo sull'emendamento numero 25 e c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è negativo, per l'emendamento numero 32.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Ritiro l'emendamento numero 32, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, c'è l'emendamento numero 25 che è in votazione. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato anche l'emendamento numero 25.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 9. All'articolo 9 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo parziale numero 23 e sostitutivo parziale numero 34.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti:
Art. 9Decadenza e dimissioni
1. I componenti del CORECOM decadono qualora sopravvenga nei loro confronti una delle cause di incompatibilità di cui all'articolo 8.
2. I componenti del CORECOM decadono, altresì, qualora non intervengano, senza giustificato motivo tempestivamente comunicato al presidente, a tre sedute consecutive ovvero almeno alla metà di quelle effettuate nel corso dell'anno solare.
3. La causa di decadenza è contestata all'interessato dal Presidente del Consiglio regionale, con l'invito a presentare le proprie osservazioni entro venti giorni ovvero, nel caso di incompatibilità, a far cessare la causa entro il medesimo termine.
4. Il Presidente del CORECOM è tenuto a segnalare al Presidente del Consiglio regionale le cause di decadenza di cui sia a conoscenza.
5. Trascorso il termine di cui al comma 3, nei successivi venti giorni, il Presidente del Consiglio regionale:
a) provvede all'archiviazione del procedimento qualora la causa di decadenza risulti insussistente ovvero rimossa;
b) adotta il provvedimento di decadenza negli altri casi.
6. Le decisioni di cui al comma 5 sono comunicate all'interessato e, per conoscenza, al presidente del CORECOM e al presidente dell'Autorità.
7. Le disposizioni sulla decadenza si applicano anche al presidente del comitato.
8. Le dimissioni dei componenti del CORECOM sono presentate, per il tramite del presidente del comitato stesso, al Presidente del Consiglio regionale che ne prende atto e provvede, ai sensi dell'articolo 6, comma 9, ad attivare le procedure per la sostituzione dei componenti dimissionari, informando l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni delle dimissioni e delle relative sostituzioni. Le dimissioni del presidente del comitato sono presentate direttamente al Presidente del Consiglio regionale. I componenti dimissionari restano in carica sino alla nomina dei nuovi eletti.
9. Nel caso in cui, decorsi quarantacinque giorni dalla scadenza della nomina o dal determinarsi della vacanza, il Presidente del Consiglio regionale non abbia provveduto ad attivare le procedure di rinnovo o alla copertura della vacanza stessa, i componenti in scadenza o il componente dimissionario decadono automaticamente dall'incarico.
Emendamento soppressivo parziale La Spisa.
Articolo 9
Nel comma 9 dell'articolo 9 sono soppresse le seguenti parole: "dalla scadenza della nomina o"; "rinnovo o alla"; "i componenti in scadenza o". Mentre il termine "decadono" è sostituito dal termine: "decade". (23)
Emendamento sostitutivo parziale Pisu - Uras - Davoli.
Articolo 9
Il comma 1 è sostituito dal seguente:
"1. Il verificarsi di una delle condizioni di incompatibilità di cui all'articolo 8 ovvero il sopravvenire di una delle condizioni di ineleggibilità di cui all'articolo 8 bis, comporta la decadenza da componente del CORECOM.". (34).)
PRESIDENTE. L'emendamento numero 34 è decaduto perché era collegato all'articolo 7. Metto in votazione l'emendamento numero 23 dell'onorevole La Spisa.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). E' ritirato.
PRESIDENTE. E' ritirato.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 10. All'articolo 10 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parziali numero 50 e 42, i sostitutivi parziali numero 11 e 41, e gli aggiuntivi numero 40 e 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10 e dei relativi emendamenti:
Art. 10Indennità di carica e rimborsi
1. Al presidente del CORECOM compete un'indennità di carica pari a quella spettante ai presidenti degli enti regionali del primo gruppo, di cui alla legge regionale 23 agosto 1995, n. 20 (Semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale), nella misura determinata dall'articolo 3, comma 20, della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008).
2. Agli altri componenti del CORECOM compete, ai sensi dell'articolo 6, comma 3, della legge regionale n. 20 del 1995, un'indennità di carica pari al 50 per cento di quella spettante al presidente.
3. Al presidente e ai componenti collocati in aspettativa senza assegni compete, inoltre, un'eventuale maggiorazione dell'indennità di carica, sino alla concorrenza massima del 30 per cento del trattamento economico spettante nell'amministrazione di provenienza.
4. Al presidente e ai componenti del CORECOM che, per ragioni attinenti al loro mandato e diverse dalla partecipazione alle sedute, si recano in località diverse da quelle di residenza, compete il trattamento economico di missione ed il rimborso delle spese di viaggio nella stessa misura prevista dall'articolo 6, comma 8, della legge regionale n. 20 del 1995, e successive modifiche.
Emendamento soppressivo parziale Frau - Biancu.
Articolo 10
All'articolo 10 il comma 3 è soppresso. (42)
Emendamento soppressivo parziale Frau - Biancu.
Articolo 10
Al comma 4 dell'articolo 10 le parole "e diverse dalla partecipazione alle sedute" sono soppresse. (50)
Emendamento sostitutivo parziale Randazzo Vittorio - Frau - Sanna Simonetta - Meloni - Calledda - Cassano.
Articolo 10
All'articolo 10, il comma 2 è sostituito da:
"Al Vicepresidente e agli altri componenti del CORECOM compete rispettivamente un'indennità di carica pari al 70% e al 50% di quella spettante al presidente ai sensi del comma 1.". (11)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Biancu.
Articolo 10
All'articolo 10 secondo comma "50%" è sostituito da "70%". (41)
Emendamento aggiuntivo Frau - Biancu.
Articolo 10
All'articolo 10 comma 1 dopo le parole "un'indennità di carica pari" è aggiunto "al 30%". (40)
Emendamento aggiuntivo Frau - Calledda - Sanna Franco - Meloni - Sanna Simonetta - Cassano - Pinna.
Articolo 10
All'articolo 10, comma 3, dopo le parole "concorrenza massima del 30%" è inserita la seguente frase "della differenza rispetto al". (2).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Signor Presidente, sugli emendamenti numero 42 e 50 il parere è favorevole, l'emendamento numero 11 lo ritiriamo perché in ogni caso, se passerà, come io mi auguro, l'articolo 17 si intenderà decaduto, quindi lo ritiriamo, anche se è stato presentato dall'onorevole Randazzo, ma firmato comunque dalla Commissione…
PRESIDENTE. Anche l'onorevole Randazzo ha dichiarato il ritiro.
FRAU (P.D.), relatore. Il parere è favorevole per gli emendamenti numero 41 e 40, mentre l'emendamento numero 2 è ritirato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 50. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento sostitutivo numero 11 è stato ritirato.
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 41. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 40. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 2 è stato ritirato.
Passiamo all'esame dell'articolo 11. All'articolo 11 è stato presentato l'emendamento soppressivo totale numero 43.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11 e del relativo emendamento:
Art. 11Aspettative
1. Al presidente del CORECOM si applica l'istituto dell'aspettativa non retribuita previsto dalle disposizioni vigenti.
2. L'aspettativa si applica, a richiesta, qualora vi sia un conferimento di incarichi determinati e definiti nel tempo, anche ai componenti del CORECOM.
3. Al presidente non collocato in aspettativa e ai componenti del CORECOM si applicano le disposizioni sull'assenza giustificata dal luogo di lavoro secondo le vigenti disposizioni di legge.
Emendamento soppressivo totale Frau - Biancu.
Articolo 11
L'articolo 11 è soppresso. (43).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Parere conforme.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, quindi mettiamo in votazione l'articolo, ovviamente lo si boccia, perché l'emendamento soppressivo era soppressivo dell'articolo. Questa è la pratica usuale, quindi si mette in votazione l'articolo, se la volontà dell'Aula è quella di abrogare l'articolo lo si boccia.
(Non è approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12. All'articolo 12 sono stati presentati l'emendamento sostitutivo parziale numero 3, primo firmatario Frau, e l'emendamento aggiuntivo numero 12, primo firmatario Randazzo.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti:
Art. 12Regolamento interno
1. L'organizzazione e il funzionamento del CORECOM sono disciplinati, per quanto non direttamente disposto dalla legge, con un regolamento interno approvato dal Comitato a maggioranza assoluta entro trenta giorni dal suo primo insediamento, sentita la Commissione consiliare competente per materia e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
2. Il regolamento disciplina:
a) l'organizzazione generale del CORECOM, le modalità di convocazione delle riunioni e delle votazioni;
b) le forme di pubblicità dell'attività del CORECOM prevedendo la più ampia e tempestiva divulgazione dell'ordine del giorno e degli esiti delle sedute;
c) le modalità di consultazione dei soggetti esterni, pubblici e privati, operanti nei settori della comunicazione e dell'informazione;
d) le norme etiche di comportamento dei componenti, dei dipendenti e dei consulenti del CORECOM.
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Calledda - Sanna Franco - Meloni - Sanna Simonetta - Cassano - Pinna.
Articolo 12
All'articolo 12, comma 2, alla lettera d) la parola "dipendenti" è sostituita da "collaboratori". (3)
Emendamento aggiuntivo Randazzo Vittorio - Cassano - Cherchi Oscar - Randazzo Alberto - Diana - Amadu.
Articolo 12
All'articolo 12, comma 2 è aggiunta la lettera a) bis:
"a) bis: "le funzioni e le modalità di nomina del Vice Presidente scelto tra i componenti eletti dalla minoranza consiliare.". (12).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Sull'emendamento 3 il parere è favorevole, sull'emendamento 12, istituzione del vicepresidente, ancora una volta si invita al ritiro e il parere è contrario perché sarà superato dall'articolo 17.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
L'onorevole Randazzo ritira l'emendamento numero 12.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 13. All'articolo 13 non sono stati presentati emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:
Art. 13Sedute e deliberazioni
1. Le deliberazioni del CORECOM sono assunte a maggioranza semplice con la partecipazione di almeno tre componenti del collegio. In caso di parità nelle votazioni, prevale il voto del Presidente.
2. Esse sono immediatamente inviate per conoscenza ai Presidenti della Regione e del Consiglio regionale, alla Commissione consiliare competente in materia e all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e pubblicate sul sito internet del CORECOM nonché, anche per estratto, sul Bollettino ufficiale della Regione.
3. Le sedute del CORECOM di norma non sono pubbliche. .)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 14. All'articolo 14 sono stati presentati gli emendamenti soppressivi parziali numero 4 e 5, l'emendamento sostitutivo parziale numero 6, l'emendamento numero 44 e l'emendamento numero 45.
Agli emendamenti numero 6 e 44 è stato presentato l'emendamento numero 19 che è un emendamento all'emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14 e dei relativi emendamenti:
Art. 14Personale
1. Il CORECOM è assistito nelle sue funzioni da un'apposita struttura organizzativa posta alle sue dirette dipendenze e dotata di piena autonomia operativa. Esso si avvale delle strutture e dei mezzi messi a disposizione dal Consiglio regionale.
2. Ai sensi dell'articolo 7, comma 1, lettera d), la dotazione organica del CORECOM è proposta dal Presidente e approvata dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, d'intesa con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. Il personale, tratto dai ruoli del Consiglio regionale, è assegnato alla struttura di cui al comma 1 con delibera dello stesso Ufficio di presidenza.
3. Il CORECOM, sulla base del programma annuale di attività e nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie, può inoltre acquisire prestazioni di lavoro per esigenze di carattere occasionale e che richiedano professionalità non presenti tra il personale del Consiglio regionale, compresa la consulenza di soggetti o organismi, pubblici o privati, di riconosciuta competenza in materia di comunicazioni. Resta esclusa comunque la costituzione di rapporti di lavoro dipendente a tempo indeterminato.
Emendamento soppressivo parziale Frau - Calledda - Sanna Franco - Meloni - Sanna Simonetta - Cassano - Pinna.
Articolo 14
All'articolo 14, comma 1 sono soppresse le parole"posta alle sue dirette dipendenze e". (4)
Emendamento soppressivo parziale Frau - Calledda - Sanna Franco - Meloni - Sanna Simonetta - Pinna.
Articolo 14
All'articolo 14, comma 1 è soppressa la parola "piena". (5)
Emendameento All'emendamento 6 soppressivo parziale Caligaris - Atzeri.
Articolo 14
Al comma 2 dell'articolo 14 sono soppresse le parole: "d'intesa con l'Autorità". (19)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Calledda - Meloni - Sanna Simonetta - Cassano - Pinna.
Articolo 14
Nell'articolo 14, il comma 2 è sostituito da:
"2. La dotazione organica del Co.Re.Com. è approvata dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, sentito il Co.Re.Com. e d'intesa con l'Autorità. Il personale, tratto dai ruoli del Consiglio regionale, è assegnato alla struttura di cui al comma 1 con delibera dello stesso Ufficio di presidenza. A1 reclutamento del restante personale si provvede prioritariamente a norma dell'articolo 1, comma 14, della legge 31 luglio 1997, n. 249.". (6)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Biancu.
Articolo 14
Nell'articolo 14, il comma 2 è sostituito da:
"2. La dotazione organica del Co.Re.Com. è approvata dall'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, sentito il Co.Re.Com.. Il personale, tratto dai ruoli del Consiglio regionale, è assegnato alla struttura di cui al comma 1 con delibera dello stesso Ufficio di presidenza.". (44)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Biancu.
Articolo 14
Nell'articolo 14, il comma 3 è sostituito da:
"3. Il Co.Re.Com., sulla base del programma annuale di attività e nei limiti delle proprie disponibilità finanziarie, può inoltre acquisire, per esigenze di carattere occasionale e che richiedano professionalità non presenti tra il personale dei Consiglio regionale, consulenze di soggetti o organismi, pubblici o privati, di riconosciuta competenza in materia di comunicazioni. Resta esclusa comunque la costituzione di rapporti di lavoro dipendente o parasubordinato.". (45).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Il parere è favorevole sugli emendamenti 4 e 5. Si invita al ritiro dell'emendamento 19 in quanto accolto dall'emendamento 44. L'emendamento 6 è ritirato. Il parere è favorevole sugli emendamenti numero 44 e 45.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento sostitutivo parziale numero 6 è stato ritirato e c'è l'invito al ritiro anche dell'emendamento numero 19 che è un emendamento al numero 6 e che decade perché è stato ritirato quest'ultimo. Va bene.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 45. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15. All'articolo 15 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 46, degli onorevoli Frau e Biancu.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 e del relativo emendamento:
Art. 15Programma di attività
e relazione sull'attività svolta
1. Entro il 15 settembre di ogni anno il CORECOM presenta al Consiglio regionale il programma di attività per l'anno successivo unitamente al relativo fabbisogno finanziario. La parte del programma relativa alle funzioni delegate è presentata anche all'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni.
2. Il Consiglio regionale, previo parere della competente commissione consiliare, esamina ed approva il programma.
3. Entro il 31 marzo di ogni anno il CORECOM presenta al Consiglio regionale e all'Autorità:
a) una relazione sul sistema delle comunicazioni in Sardegna;
b) un resoconto sull'attività svolta nell'anno precedente e sulla gestione della propria dotazione finanziaria che viene allegato al rendiconto annuale del Consiglio regionale.
4. Il CORECOM, d'intesa con l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, attraverso gli opportuni strumenti informativi, garantisce la massima pubblicità del programma di attività, della relazione conoscitiva sul sistema delle comunicazioni in ambito regionale.
Emendamento aggiuntivo Frau - Biancu.
Articolo 15
All'articolo 15 è aggiunto il seguente comma:
"4 bis. In sede di prima applicazione il programma di cui al primo comma è presentato entro sessanta giorni dall'insediamento del CORECOM.". (46).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Il parere sull'emendamento 46 è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare
l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 46. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16. All'articolo 16 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 7, degli onorevoli Frau, Calledda e più.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 e del relativo emendamento:
Art. 16Dotazione finanziaria
1. Sulla base del programma di attività presentato ai sensi dell'articolo 15, il Consiglio regionale assegna al CORECOM i fondi per l'esercizio delle funzioni proprie.
2. Per l'esercizio delle funzioni delegate il CORECOM dispone di risorse vincolate all'esercizio delle stesse, concordate con l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in sede di convenzione.
3. Le risorse assegnate al CORECOM ai sensi dei commi 1 e 2 confluiscono in apposito capitolo del bilancio del Consiglio regionale.
Emendamento aggiuntivo Frau - Calledda - Sanna Franco - Meloni - Pinna.
Articolo 16 bis
Dopo l'articolo 16 è aggiunto il seguente:
"Art. 16 bis
Utilizzo delle frequenze
1. La Regione Sardegna, nell'ambito della propria autonomia, utilizza per fini istituzionali, di pubblica utilità e di sicurezza, le frequenze liberatesi per dismissione, comprese quelle già in uso delle servitù militari dismesse.". (7).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Molto brevemente, Presidente. Io voterò contro l'emendamento numero 7 perché ritengo che la Regione, nell'ambito della propria autonomia, possa utilizzare per fini istituzionali, di pubblica utilità e di sicurezza le frequenze liberatesi per dismissioni, comprese quelle già in uso dalle servitù militari dismesse, non è chiaro però tecnicamente come avverrà questo. Per cui io credo che sia opportuno, su questo punto, …perché si possono utilizzare in molti modi e dovrebbe essere chiarito attraverso quale strumento, perché altrimenti sarebbe più opportuno fare dei bandi pubblici in modo tale che venga assegnato rispetto al bando. Siccome non è precisato, se ci sono assicurazioni - vedo l'assessore Dadea che faceva di sì col capo - in questo senso, che vengano definiti con bandi pubblici, ha un senso altrimenti così com'è formulato si presta a problematiche anche di carattere tecnico per sapere a chi devono essere assegnate e in che modo. La ringrazio, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Caligaris. Se l'emendamento viene mantenuto naturalmente lo dobbiamo votare. Alcuni rilievi sono fondati, tuttavia, se chi lo ha presentato valuta che debba essere confermato, lo teniamo.
Onorevole Frau, ha seguito o no?
FRAU (P.D.), relatore. Grazie, Presidente. Ho seguito benissimo, c'è stata una grande discussione in Commissione su questo emendamento e su questo articolo 16 bis proposto.
PRESIDENTE. Ci dica se lo mantiene.
FRAU (P.D.), relatore. L'emendamento verrà ritirato, questo è stato l'accordo, e trasformato in un ordine del giorno che impegna la Giunta nella sede opportuna - che è quella della Conferenza Stato-Regioni - a discutere proprio di questa materia, trattando le frequenze come bene pubblico, esattamente come il demanio, come le servitù militari e come la battaglia sulle entrate che questo Consiglio ha fatto.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Frau.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 17. All'articolo 17 è stato presentato l'emendamento soppressivo parziale numero 26, gli emendamenti sostitutivi parziali numero 8 e 48 e l'emendamento aggiuntivo numero 47.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17 e dei relativi emendamenti:
Art. 17Disposizioni transitorie
1. In sede di prima applicazione, il Presidente del Consiglio regionale provvede ad attivare le procedure per l'elezione del presidente e dei componenti del CORECOM entro quindici giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Qualora tale data cada nei tre mesi antecedenti la scadenza della legislatura i suddetti termini decorrono dalla data di insediamento del nuovo Consiglio regionale.
2. Il Comitato regionale per il servizio radiotelevisivo (CORERAT) in carica continua a svolgere le sue funzioni fino al giorno della pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione del decreto di nomina dei componenti e del Presidente del CORECOM.
3. Il CORECOM subentra nei rapporti attivi e passivi del CORERAT.
Emendamento soppressivo parziale La Spisa.
Articolo 17
Il comma 1 dell'art. 17 è soppresso. (26)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Calledda - Sanna Franco - Meloni - Sanna Simonetta - Pinna.
Articolo 17
All'articolo 17, comma 1, le parole da "15 giorni dall'entrata in vigore della presente legge" fino a "data di insediamento del nuovo Consiglio regionale" sono sostituite da "il 30 agosto 2008". (8)
Emendamento sostitutivo parziale Frau - Sanna Simonetta - Biancu.
Articolo 17
All'articolo 17, comma 1, le parole da "quindici giorni dall'entrata in vigore della presente legge" fino a "data di insediamento del nuovo Consiglio regionale" sono sostituite da "il 15 settembre 2008". (48)
Emendamento aggiuntivo Frau - Biancu.
Articolo 17
All'articolo 17, dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
"3 bis. I componenti del CORECOM eletti in sede di prima applicazione decadono al compimento del trentesimo mese della XV Legislatura". (47).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Il parere sull'emendamento 26 è negativo. L'emendamento 8 è ritirato. Sull'emendamento 48 il parere è favorevole, e così pure sull'emendamento 47.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
Gli emendamenti numero 26 e numero 8 sono ritirati.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamenti aggiuntivo all'articolo 17, numero 47. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:
Art. 18Abrogazione di norme
1. È abrogata la legge regionale 24 febbraio 1994, n. 7 (Norme per il funzionamento del Comitato regionale sardo per il servizio radiotelevisivo. Abrogazione della L.R. 28 dicembre 1983, n. 28 e del Reg. 12 febbraio 1982 relativi al Comitato sardo per il servizio radiotelevisivo).)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 19, norma finanziaria. All'articolo 19 è stato presentato l'emendamento sostitutivo totale numero 49, degli onorevoli Frau e Biancu.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19 e del relativo emendamento:
Art. 19Norma finanziaria
1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono valutate in euro 250.000 per l'anno 2008 e in euro 400.000 per gli anni successivi.
2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2008-2011 sono apportate le seguenti variazioni:
in aumento
UPB S01.01.001
Consiglio regionale
2008 euro 250.000
2009 euro 400.000
2010 euro 400.000
2011 euro 400.000
in diminuzione
UPB S08.01.002
FNOL Parte corrente
2008 euro 250.000
2009 euro 400.000
2010 euro 400.000
2011 euro 400.000
mediante riduzione della riserva di cui alla voce 3 della tabella A allegata alla legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008).
3. Le spese per l'attuazione della presente legge fanno carico alla suddetta UPB S01.01.001 del bilancio della Regione per gli anni 2008-2011 e su quelle corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
Emendamento sostitutivo totale Frau - Biancu.
Articolo 19
L'articolo 19 è sostituito dal seguente:
"1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge fanno carico al bilancio del Consiglio regionale.". (49).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.
FRAU (P.D.), relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme.
(E' approvato)
Dobbiamo ora procedere alla votazione finale del testo, colleghi, con il voto elettronico palese.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Annuncio il voto favorevole alla legge istitutiva del CORECOM perché la discussione in Aula ha consentito sostanziali modifiche in positivo all'impianto del provvedimento.
E' stato fatto un discreto passo in avanti nell'assegnare finalmente un ruolo alla Regione in un settore importante e delicato come quello delle telecomunicazioni; consente inoltre alla Regione di respingere le pretese dell'Autorità che addirittura intendeva valutare le professionalità e le competenze dei singoli componenti dei CORERAT. Prima di concedere le deleghe, proprio con questo atteggiamento veramente inaccettabile. Inoltre esprimo soddisfazione perché la legge è stata definita dal Consiglio senza tenere conto degli ultimatum dell'autorità, che a più riprese ha accusato la Regione di avere accumulato notevoli ritardi nella istituzione del CORECOM ben sapendo che la legge non lo imponeva. Con questa legge si dà più forza anche ai CORECOM delle altre Regioni che a più riprese hanno appunto chiesto di avere più competenze e più funzioni rispetto alle deleghe assegnate dall'autorità. E anche molto importante e significativa la decisione che il Consiglio regionale organizzi, a cadenza biennale, una conferenza in materia di comunicazioni, auspico, comunque, e lo dico per sottolineare l'importanza, che la norma non si traduca in un alibi per la Giunta a non organizzare la conferenza sull'informazione, ribadisco che due leggi del Consiglio regionale lo hanno stabilito e lo hanno definito con chiarezza, così come ritengo, e mi unisco a questo anche all'appello rivolto in più occasioni dall'onorevole Uras, di rispettare l'impegno a convocare entro l'anno anche lo conferenza sull'occupazione. La ringrazio, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Calledda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (P.D.). Presidente, per esprimere il mio voto favorevole e per fare una considerazione ai colleghi dell'Aula che, appunto, ho posto nell'ambito della discussione generale della legge per dire, per confermare il principio, secondo il quale se questo Consiglio vuole, non solo prende atto del lavoro positivo che ha fatto la Commissione, e nello stesso tempo ho sottolineato il fatto, che la legge che ne è scaturita dalla Commissione non era un dogma, che era aperta al contributo di tutto il Consiglio e mi pare che la discussione che c'è stata nell'ambito dell'Aula sia stata una discussione alta, una discussione che è entrata nel merito, una discussione che riuscita a trovare tutte quelle mediazioni per rendere alla Sardegna la possibilità di avere una legge che ha uno sviluppo a mio modo di vedere ancora più importante del significato che gli abbiamo attribuito oggi. E' un punto di partenza perché altre cose ci sono da fare, altre cose dobbiamo in qualche misura mettere in campo, così come mi convince l'idea e il fatto che il ritiro dell'emendamento che poneva in legge la questione delle frequenze libere, possa essere attraverso l'ordine del giorno un qual cosa diciamo così sulla quale il Consiglio deve ancora tornarci, perché credo che sia un elemento importantissimo questo, un principio di applicazione del nostro Statuto. Tutto ciò è legato al fatto che nonostante nell'ambito della discussione generale abbia posto un quesito, una questione, legato all'indennità del comitato, ci voglio tornare su questo, colleghi, ma non per aprire una polemica o per fare chissà quali considerazioni, perché se è vero che il Consiglio ha attribuito al CORECOM una funzione rilevante e importante di garanzia, è altrettanto vero che coloro i quali devono andare a svolgere quella funzione di garanzia se devono essere delle personalità le quali devono essere messe e poste in condizioni di farlo davvero autonomamente di garanzia. Allora noi dobbiamo uscire fuori da questa logica che ogni volta che parliamo di indennità pensiamo sempre agli sperperi e allo spreco. Io credo che una discussione, relativamente a chi svolge questa funzione, dobbiamo rifarla in questa Aula e stabilendo i criteri sui quali tutti quanti ci possiamo trovare d'accordo, perché sono sempre del parere, almeno io parto da un presupposto positivo che non tutti sono disonesti, che molta gente vorrebbe lavorare e per lavorare ovviamente devono essere messi nelle condizioni, se mi riferisco in modo particolare ad un magistrato a un docente universitario, deve essere messo nelle condizioni di svolgere appieno il proprio lavoro. E credo che questo sia un principio della democrazia, quindi voto a favore e in senso positivo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Rinuncio.
PRESIDENTE. Uno degli interventi più apprezzati, onorevole Cugini. Chiedo scusa per la battuta, era una battuta. Va bene colleghi non ci sono più dichiarazione di voto, quindi votiamo finalmente la legge. Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 54/B.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Porcu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: Il Presidente Spissu - Artizzu - Capelli - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Gallus - La Spisa - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pittalis - Randazzo Alberto - Rassu - Sanjust - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 64
votanti 42
astenuti 22
maggioranza 22
favorevoli 42
contrari 0
(Il Consiglio approva).
Un attimo solo, colleghi, che c'è una comunicazione di servizio, a parte la proclamazione del voto. Il Consiglio è convocato per martedì alle ore 10 e 30, l'argomento all'ordine del giorno martedì sono gli istituti zooprofilattici. Ricordo che stasera si riunisce la Commissione urbanistica. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 14 e 14.
Versione per la stampa