Seduta n.299 del 27/11/2002
CXCIX SEDUTA
(ANTIMERIDIANA)
Giovedì, 27 Novembre 2002
Presidenza del Vicepresidente BIGGIO
La seduta è aperta alle ore 10 e 25.
LICANDRO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta dell'8 novembre 2002(293), che è approvato.
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente proposta di legge:
Dal consigliere LICANDRO: "Modifiche alla legge regionale 8 maggio 1985, n. 11, e successive (Nuove norme per le provvidenze a favore dei neuropatici)". (369)
(Pervenuta il 21 novembre 2002 ed assegnata alla settima Commissione.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
LICANDRO, Segretario:
"Mozione SANNA Giacomo - MANCA sulla dismissione delle basi militari nel territorio della Sardegna. (92)
"Mozione DEIANA - LOCCI - DETTORI - CASSANO - DEMURU - LAI - CORONA - CORDA - CAPPAI - IBBA - VARGIU - PACIFICO - MANCA - BIANCU - VASSALLO - FADDA - ONIDA - TUNIS sull'attuazione del decreto legislativo n. 368 del 1999 riguardante la formazione specialistica dei medici". (93)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della proposta di legge numero 284/A. Si dia lettura dell'articolo 3.
LICANDRO, Segretario:
Art. 3
Istanza per il riconoscimento dello status di Agenzia governativa regionale
1. Gli organismi che intendono ottenere il riconoscimento dello status di Agenzia governativa regionale devono inoltrare apposita richiesta al Presidente della Regione, corredata di tutta la documentazione idonea a comprovare la sussistenza dei requisiti di cui all'articolo 2.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Murgia - Capelli
Le parole "al Presidente della Regione" sono sostituite dalle seguenti: "all'Assessore della Programmazione, Bilancio e Assetto del territorio". (1)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 1 ha facoltà di illustrarlo.
MURGIA (A.N.). Signor Presidente, si tratta di "assecondare" le competenze dell'Assessorato della programmazione che noi sappiamo essere, in realtà, il motore della gestione dello sviluppo economico, nonché in qualche modo di "alleggerire" il ruolo del Presidente della Regione dagli aspetti burocratici. L'emendamento va visto proprio in questa prospettiva, direi che è quasi una questione di praticità.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pirastu, relatore.
PIRASTU (F.I.-Sardegna), relatore. Si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Noi abbiamo avuto modo di manifestare, fin dalla discussione generale, le nostre fondate ragioni di perplessità sull'insieme di questo provvedimento che, sostanzialmente, poggia sulla incapacità della Giunta, che dovrebbe essere, perché talora così viene chiamata, il Governo della Regione, di governare anche l'amministrazione.
Si è pertanto riconosciuto che questa norma legislativa, o questo complesso di norme, serve per dare autorità alla funzione di governo che evidentemente autorità non ne ha, perché tutte le cose che sono previste, che si dovrebbero fare attraverso questa legge, sono tutte cose che la Giunta regionale, il Governo vero e autentico della Regione, potrebbe egualmente fare. Però si è riconosciuto, da parte della maggioranza, che non si riesce a governare il processo perché intervengono sconnessioni, divisioni, gelosie, renitenze negli uffici e negli istituti costituiti della Regione che già hanno questo potere, questa funzione. Con l'autorità derivante dalla legge la Giunta potrebbe invece intervenire e rilasciare il patentino di Agenzia governativa, cioè stabilire chi deve agire per conto del Governo, perché questo è l'Agenzia governativa.
Il Governo dovrebbe essere la Giunta, la Giunta potrebbe benissimo dare le sue disposizioni, le sue direttive, le sue decisioni, però con la legge ha più potere di fare quello che può già fare e rilasciare appunto il patentino a questo o a quell'ufficio della Regione, o ente della Regione, per fare le cose che già dovrebbe fare.
Noi abbiamo anche rappresentato un'altra fondata ragione di perplessità: che in realtà in questo modo, oltre che dare più autorità all'autorità e più potere a chi il potere ce l'ha, si voglia aprire la strada ad altri interventi collaterali di altre strutture, partecipate dal pubblico, moltiplicando così gli enti e i soggetti. Perché quella dizione contenuta nell'articolo 2, per cui si dice che fra i requisiti vi debba essere quello di essere questi enti o soggetti o agenzie di proprietà della Regione, e poi la precisazione che la proprietà da parte della Regione può essere acquisita in modo diretto e indiretto attraverso quote di maggioranza, non è stata chiarita.
Non si è chiarito; se una cosa è di proprietà della Regione, quali quote di maggioranza debbano essere acquisite, perché se la Regione ne ha la proprietà dovrebbe acquisire non quote di maggioranza, ma l'intera consistenza di un soggetto che si candidi e quindi ottenga il patentino per queste funzioni. Rimangono questi misteri, questi equivoci, che sono tutti preordinati, ovviamente, per l'inserimento di altri soggetti, non c'è dubbio.
Ora, con l'articolo 3, e soprattutto con l'emendamento a firma Murgia-Capelli, questa fondata ragione di perplessità chiaramente si rafforza e assume non più il carattere di perplessità, di dubbio, ma di certezza altra. Questa norma era stata pensata, e così è stata esposta, per mettere ordine, cioè per ristabilire l'autorità, proprio perché pezzi di Regione confliggono anziché cooperare, si bloccano e bloccano anziché rispondere al Governo come dovrebbero, mettendo in capo alla Giunta questo potere. In capo alla Giunta è la Giunta e il capo della Giunta è il Presidente della Regione. Adesso, assente Pili e presente Masala, con un emendamento, il Capogruppo del partito di Masala, Murgia, propone che questa funzione unificante, che questa funzione di omogeneità e insieme di indirizzo non sia in capo, come si prevedeva, al Presidente della Regione, ma sia in capo all'Assessore della programmazione. Allora saremo punto e a capo! Cioè, dov'è la ragione unificante? Dov'è la sintesi? Dov'è la visione di insieme?
E' chiaro ed evidente che anche in questo caso si ripropone una questione, e cioè che sul piano politico questo Governo della Regione più che una coalizione è un affastellamento di parti, dove ognuno cerca sempre di difendere la sua parte, in danno della visione d'insieme e della funzionalità complessiva. L'emendamento Murgia-Capelli è una plateale sconfessione, ancora una volta, del presidente Pili. Presentate una proposta legislativa per ricreare l'autorità, la semplificazione e l'autorità d'insieme e poi vi contraddite con un emendamento, assente Pili; adesso Pili invece è presente e dirà che logica più mantiene questo provvedimento legislativo se l'annunciato proposito di unificare in capo alla Giunta questo potere, l'annunciato proposito, che è la ratio di questa legge, è contraddetto immediatamente dalla restituzione o dalla imputazione del medesimo potere in capo a un pezzo della Giunta che riproporrebbe tutti i conflitti che hanno bloccato il sistema.
Ora, a noi, il presidente Pili, sul piano politico, è sicuramente meno simpatico che a voi, perché voi lo avete eletto e voi lo tenete, signori "destri", però non è che voi tenete il presidente Pili in quanto Presidente e però in quanto Presidente contestate in ogni occasione e platealmente, come in questo caso, la funzione del Presidente, che è anche di coordinamento, che è anche di garanzia d'insieme, chiunque sia il Presidente! Fosse anche Masala il Presidente, ma si dà il caso che Masala non sia Presidente.
Quindi, sul piano politico questo emendamento è un ceffone a Pili, sul piano istituzionale è una distorsione, perché la funzione unificante nel nostro sistema, per il sistema organizzatore della Regione, è in capo alla Presidenza e quando si parla di Giunta è in capo al Presidente. Sul piano funzionale e della ratio della legge che proponete è un'enorme contraddizione che "spiaccica sul muro" tutto il proposito, almeno quello annunciato, il buon proposito che era contenuto in questa legge.
Per queste ragioni, oltre a confermare la nostra contrarietà di fondo sull'insieme della proposta, rafforzata dalla presentazione di questo tipo di emendamenti, non può che essere espressa contrarietà all'emendamento stesso perché contraddice (almeno salvate la logica!) l'annunciato proposito di semplificazione e di migliore funzionalità.
In assenza di Pili la Giunta ha dichiarato di rimettersi all'Aula, presente Pili può darsi che la Giunta si chieda quale logica possa contenere questo emendamento e magari alla sua maggioranza dica di non contraddire quello che la Giunta e la maggioranza stessa hanno detto che avrebbero condiviso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.
PIRASTU (F.I.-Sardegna), relatore. Io approfitto della discussione sull'emendamento per chiarire i concetti che ho già provato a esplicitare ieri, ma probabilmente non sono stato chiaro, almeno non per alcuni colleghi. Il problema che cerchiamo di risolvere con questo provvedimento non è un problema di maggiore autorevolezza, queste cose può farle la Giunta e sarebbe sufficiente; ma stiamo cercando di rispondere alla necessità di avere un quadro normativo di riferimento, richiesto anche dall'Unione Europea ai fini della rendicontazione delle risorse relative alle misure dell'Asse IV, sviluppo locale, inerenti appunto le Agenzie governative. Una delibera di Giunta è un atto amministrativo che secondo il parere autorevole, ma è anche il parere che conta, dell'Unione Europea - non è sufficiente.
Vorrei anche ricordare che, purtroppo, siccome la legge 31/98 l'abbiamo approvata noi nella scorsa legislatura, è ovvio che quando si parlava di impasse ci si riferiva al fatto che, in mancanza di una previsione normativa, i direttori generali di turno ovviamente non potevano, in maniera legittima, rifiutarsi di firmare quelle determinazioni chela legge 31pone in capo alla loro responsabilità, relative all'assegnazione di risorse; assegnazione di cui chiaramente il direttore firmatario del provvedimento deve rendere conto. In sede di rendicontazione l'Unione Europea chiede infatti quali sono le procedure utilizzate per l'assegnazione diretta, e in mancanza di una normativa specifica sicuramente avrebbe potuto, dico avrebbe, poi può darsi anche che non ci sarebbe stato questo problema, sollevare eccezioni.
Nessun intervento collaterale, quindi; vorrei inoltre ricordare al collega Cogodi, il quale oltre che essere un consigliere regionale è anche un fine giurista, che quando si parla di proprietà è ovvio che, collegato anche al fatto che l'organo amministrativo deve essere designato dalla Regione, c'è una sorta di interlocuzione organica con la Regione. Si parla di una partecipazione superiore al 51 per cento; avere il 51, il 60, il 70 o l'80 per cento è la stessa precisa identica cosa quando si ha la possibilità di nominare la maggioranza dell'organo amministrativo.
Sull'articolo 4 vorrei dire, non per svilire, che la Giunta svolge una funzione notarile. Perciò, e parlo ovviamente non come relatore della Commissione, ma a titolo personale, credo che l'emendamento non intenda essere assolutamente uno schiaffo al presidente Pili, anche perché poi nessun Presidente e nessun Assessore è eterno, quindi nella fase della predisposizione di una norma si guardano gli assetti complessivi che devono essere salvaguardati.
Sicuramente l'Assessore della programmazione nelle interlocuzioni con l'Unione Europea ha un ruolo, così come il Presidente, di primaria importanza. Io penso, quindi, che questo sia un particolare di poco conto e sicuramente non c'è nessuna motivazione di carattere politico dietro questo emendamento. Un emendamento che credo abbia solo la funzione di evitare un passaggio intermedio; in tutti i casi, si sarebbe potuta magari prevedere anche una concertazione dell'Assessore della programmazione, ma se si ritiene di dover attribuire direttamente all'Assessore questo compito è semplicemente un fatto interno di organizzazione burocratica in riferimento a questo tipo di problemi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Naturalmente di qualunque cosa si può dire tutto e il contrario di tutto. Si può dire che un emendamento che contenga la sostituzione della parola "Presidente" con la parola "Assessore della programmazione" sia di carattere rivoluzionario, come si può dire il contrario. Se ogni volta che noi facciamo una cosa e cerchiamo di correggere anche un errore che può apparire materiale, perché è un errore materiale, in quanto l'istruttoria di una cosa di questo genere rientra, ai sensi della legge 1 del '77 votata da questo Consiglio, nella competenza della programmazione, non è niente di male.
Credo che sia abbastanza normale che si ripristini la regolarità di un funzionamento, perché i compiti della Presidenza, che sono di coordinamento, come è stato detto, e anche di rappresentanza dell'amministrazione, si estrinsecano attraverso l'atto monocratico; l'atto monocratico è quello attraverso il quale si estrinseca, si materializza, si pubblicizza, si rende ufficiale l'attribuzione della qualifica di status di Agenzia governativa.
L'emendamento che è stato presentato all'articolo 3, è di assoluta innocenza sotto questo profilo. Caso mai si deve discutere dell'emendamento o meglio dell'articolo 4 che, tecnicamente, andrebbe riformulato nel seguente modo: "Il Presidente della Regione attribuisce con proprio decreto, previa delibera della Giunta su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, lo status di Agenzia governativa agli organismi che abbiano i requisiti indicati nell'articolo 2". La Commissione avrebbe potuto scriverlo in questo modo, invece l'ha presentato nel modo in cui l'ha presentato.
Però, l'articolo 4 concretamente così verrà attuato, perché le delibere di Giunta, egregio onorevole Cogodi e colleghi esimi, vengono sempre attuate con decreto del Presidente della Regione. Quindi non c'è niente di rivoluzionario, è la rimessione nei giusti binari di una competenza. Ma se questo suscita tanto scalpore, perché può essere interpretato dall'onorevole Cogodi e forse dai posteri, dagli studiosi come una scorrettezza, l'Assessore della programmazione che in questo momento sta parlando dichiara di non avere nessunissimo interesse a che nel provvedimento ci sia scritto "Assessore della programmazione" o "Presidente della Giunta", posto che l'istruttoria verrà comunque posta in essere dal competente Assessorato della programmazione indipendentemente da quello che c'è scritto in norma. Perché di qualunque domanda dovesse essere inoltrata alla Presidenza della Giunta, fino a quando continua ad essere in vigore la legge 1 del '77, ovviamente gli estremi verranno trasmessi all'Assessorato della programmazione per l'istruttoria, perché soltanto questo Assessorato potrà dire, attraverso l'esame dei complementi di programma, la parola definitiva. Questo era il senso della proposta, e non altro.
Pertanto, a parziale modifica del parere favorevole che era stato dato, la Giunta si rimette all'Aula coerentemente con quanto detto dal relatore della Commissione. Intendiamo dimostrare, con i fatti concreti, che quello che si voleva fare era una cosa corretta, sotto il profilo tecnico, e che non c'era nessuna volontà di offendere l'autorevolezza del Presidente della Giunta, autorevolezza che non dipende certo dalla formulazione dell'articolo 3 o 4 di questa legge. Una legge - giova ancora ripeterlo - che serve a rafforzare una prassi, determinata da una potestà che già esiste, e a creare omogeneità nei comportamenti della pubblica amministrazione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
LICANDRO, Segretario:
Art. 4
Attribuzione dello status di Agenzia governativa regionale
1. La Giunta regionale, su proposta del Presidente della Regione, attribuisce con propria delibera lo status di Agenzia governativa regionale agli organismi che abbiano i requisiti indicati nell'articolo 2.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente e onorevoli colleghi, se è possibile, qualora venisse approvato l'emendamento numero 2, io chiederei, ne ho già parlato nel precedente intervento, di riformulare l'articolo 4 inserendo le parole "con decreto del Presidente della Regione su delibera della Giunta regionale, su proposta di…". Ovviamente, se non dovesse passare l'emendamento numero 2, la proposta viene ritirata.
PRESIDENTE. All'articolo 4 è stato proposto l'emendamento numero 2. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Murgia - Capelli
Le parole "su proposta del Presidente della Regione" sono sostituite dalle seguenti: "su proposta dell'Assessore della Programmazione, Bilancio e Assetto del territorio". (2)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Murgia per illustrare l'emendamento.
MURGIA (A.N.). Presidente, le motivazioni che abbiamo espresso illustrando il precedentemente emendamento, grosso modo, stanno alla base anche di questo emendamento. Si chiede cioè di affidare all'Assessorato della programmazione la gestione di questa partita, proprio per i motivi che tra l'altro ha espresso poc'anzi l'assessore Masala nel suo intervento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Pirastu, relatore.
PIRASTU (F.I.-Sardegna), relatore. Si rimette all'Aula. E` comunque superfluo rilevare che, essendo stato approvato il precedente emendamento, questo ne è una conseguenza logica. Altrimenti ci troveremmo di fronte ad un Assessorato che istruisce una procedura e al Presidente poi che emette un provvedimento. Stiamo attenti, però, perché la motivazione - a mio avviso - è diversa da quella prospettata dall'assessore Masala. E' ovvio che tutte le delibere di Giunta vengono emanate con un decreto del Presidente, ma ciò non vuol dire che la formulazione debba essere espressa in quei termini; quella è una cosa prevista dalla legge, il significato era diverso.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Conforme.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). E' chiaro che l'emendamento numero 2, sul piano tecnico ed anche logico-giuridico, è consequenziale all'emendamento che è già stato approvato all'articolo 3, però è anche ovvio che ripropone interamente la questione che già è contenuta nell'articolo suddetto.
Intanto è chiaro ed evidente che questo emendamento primo firmatario Murgia, Capogruppo di A.N., è una rivendicazione di competenza, concordata anche con Pili ovviamente. Alleanza Nazionale stava infatti per aprire la crisi alla Regione, ha bloccato la Regione per due mesi, perché chiedeva visibilità, chiedeva dignità e la dignità si è tradotta nel rivendicare competenze in capo ai suoi Assessori, anche laddove la ragione, la ratio, la funzionalità ciò dovrebbe escludere. Tant'è che questo "tipo di dignità" era escluso quando il disegno di legge è stato presentato, quando è stato pensato, quando è stato istruito in Commissione, solo in Aula ci si ricorda che c'è anche una dignità di parte che deve essere affermata. Questo è di tutta evidenza.
Meno evidente è la ragione per la quale il relatore - che è di maggioranza, l'onorevole Pirastu - dichiari che le motivazioni dell'emendamento sono diverse da quelle che ha dato l'Assessore della programmazione. E mettetevi almeno d'accordo! Presentate una norma che tutti voi dite di condividere, però già in partenza le date due significati diversi.
Immaginate, questa voleva essere una normativa di semplificazione, di funzionalità e di unificazione e già voi, l'Assessore che dovrebbe gestire poi la norma e il relatore che è quello che dà il senso principale alla medesima, non due consiglieri qualsiasi, danno alla norma un significato diverso, l'interpretazione che dà uno è diversa da quella che dà l'altro. Immaginiamo cosa dovrebbe fare poi l'interprete della legge, ne darà un'altra, ancora diversa rispetto alle altre due.
Le norme, quando si propongono, si propongono per una finalità e almeno chi le propone si deve mettere d'accordo sulla finalità che vuole perseguire, perché se non si mette d'accordo neppure chi le propone immaginiamo quale può essere l'utilità di una disposizione di legge. Dice l'assessore Masala: "Stiamo correggendo un errore materiale". Ma dov'è l'errore materiale? Voi state cambiando la norma, non diciamo parole tanto per dirle, non diciamo parole al vento!
Fare leggi è una competenza, una funzione estremamente delicata e di responsabilità, non c'è bisogno di dire che si sta correggendo un errore materiale, perché errore materiale vuol dire che la materialità di un atto dice una cosa e la sua trascrizione ne dice un'altra. Qui c'è solo materia dura, non c'è materialità di errore. Ma la materia dura è la materia grigia del cervello, che non vuole comprendere le cose elementari! Dov'è l'errore materiale che dai banchi della Giunta si dice essere in fase di correzione?.
Voi state cambiando l'imputazione delle competenze pensate in capo alla Giunta in base ad un disegno che, condivisibile o meno, però almeno aveva una sua organicità, cammin facendo invece vi siete chiesti perché mai l'Assessore della programmazione, esponente di A.N., avrebbe dovuto rinunciare a una competenza che, in base alla derivazione meccanica dalla legge numero 1, invece avrebbe potuto esercitare; dimenticando che la legge numero 1 è anch'essa una legge, identica e uguale alla legge che il Consiglio sta approvando!
Intendo dire che la legge numero 1 non è una legge costituzionale, è una legge della Regione, quindi di pari rango rispetto a questa in discussione. Perciò, volendo, il Consiglio può attribuire le competenze con legge così come le ha attribuite la legge numero 1. Perché dire queste cose? Mi sforzo anch'io, così come si sforzano gli altri colleghi, di dire cose che abbiano un senso e di svolgere una funzione, quella responsabile e delicata che noi dobbiamo svolgere; però, non trattiamo più le leggi, importanti o meno importanti che siano, come se fossero divagazioni, dissertazioni da salotto.
Le leggi impongono una responsabilità perché poi ordinano i poteri, poi costituiscono diritti e anche doveri, e non può essere trattata in questo modo semplicione una materia così delicata e così seria.
Quindi non c'è nessun errore materiale, c'è solo la rivendicazione di una competenza da parte di una forza politica, la maggioranza ritiene di dare questo contentino a una parte politica, al Presidente della Regione si toglie la funzione che dovrebbe avere sul piano della funzionalità, la funzione cioè di unificazione e di sintesi. Voi che siete per il presidenzialismo dimostrate una bella fiducia nel Presidente! Voi siete per il presidenzialismo senza Presidente! Perché voi il presidenzialismo non lo concepite, voi della destra, come un fatto di efficienza e di funzionalità, voi lo concepite come un fatto di autoritarismo. Quindi chiunque, secondo voi, rappresenti l'autorità, dite "presidenzialismo" per dire "autoritarismo". Perché se voleste dire davvero presidenzialismo, cioè riconoscere le funzioni unificanti e di sintesi e di buona armonia di una persona che tiene conto di tutto il sistema, quindi coordina un sistema e lo rende più efficiente, non si comprende perché adesso togliete al Presidente una competenza che voi stessi, con la proposta di legge, pensavate di riconoscere e la ridate all'Assessore della programmazione solo perché è della vostra parte politica e ne fate una questione di contrattazione, anche all'interno di ogni legge, rispetto al doveroso riconoscimento delle funzioni che una buona legge dovrebbe in ogni caso, comunque in ogni situazione, garantire.
PRESIDENTE. Se nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento numero 2.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 2 con le modifiche proposte dall'assessore Masala per la Giunta.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 34
Votanti 34
Maggioranza 18
Favorevoli 33
Contrari 1
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - VARGIU.)
Poiché manca il numero legale, la seduta è sospesa fino alle ore 11.30. Convoco nel frattempo la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 04, viene ripresa alle ore 11 e 55.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Comunico all'Assemblea, prima di procedere alla ripetizione della votazione, che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso di modificare l'ordine del giorno rinviando gli argomenti di cui ai punti 4,5, 6 e 7, il primo su richiesta di alcuni proponenti delle mozioni e gli altri su richiesta della Giunta dovendo l'Assessore della sanità assentarsi per impegni istituzionali. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, per ricordare a noi tutti che la Conferenza dei Capigruppo non ha deciso quanto da lei comunicato, ma ha deciso di proseguire con l'ordine del giorno; eventualmente, se ci fossero delle richieste di sospensiva queste verrebbero sottoposte al voto dell'Aula, così come previsto dal Regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, sono state proposte diverse cose; in chiusura dei lavori della Conferenza io ho comunicato ai Capigruppo che avrei dato notizia all'Aula delle richieste di rinvio, già pervenute dalle parti interessate, in merito ai punti dell'ordine del giorno che ho precedentemente elencato.
Credo di aver ottemperato, in particolare, ai desiderata della vostra parte politica informando l'Aula del fatto che è stato chiesto il rinvio del punto 5 che tratta l'istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente. Onorevole Fadda, lei vuole che la Giunta chieda questo rinvio in Aula? La Giunta l'ha chiesto in Conferenza dei Capigruppo e questo, credo con sufficiente precisione, sto comunicando all'Aula, perché mi sembrava di avere inteso che voi volevate che questa richiesta di rinvio fosse rilevata in Aula. Se ho sbagliato chiedo venia, probabilmente ho male inteso.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Mi riservo di intervenire sull'ordine del giorno, così come altri colleghi che lo riterranno opportuno, successivamente. Al momento voglio ricordare che siamo in sede di votazione; la seduta infatti era stata sospesa per mezz'ora in quanto la votazione precedente era stata dichiarata nulla per mancanza del numero legale. La seduta deve riprendere perciò con la votazione e qui è chiaramente in atto una manfrina per cercare la gente che deve votare. Quindi chiedo che si rispetti il punto procedimentale nel quale siamo e che si proceda alla votazione.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, intende reiterare la richiesta di voto segreto?
COGODI (R.C.). Sì, la reitero.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento 2 con le modifiche proposta dall'assessore Masala per la Giunta.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 39
Votanti 38
Astenuti 1
Maggioranza 20
Favorevoli 37
Voti nulli 1
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - OPPI - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si è astenuto il consigliere: COGODI.)
Poiché manca il numero legale, dichiaro chiusa la seduta. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.
La seduta è tolta alle ore 12 e 04.
Allegati seduta
Testo delle mozioni annunziate in apertura di seduta
MOZIONE SANNA Giacomo - MANCA sulla dismissione delle basi militari nel territorio della Sardegna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
EVIDENZIATA la richiesta di pace nel mondo, ribadita di recente nella manifestazione di Firenze dello scorso sabato 9 novembre c.a., da migliaia di cittadini, da organizzazioni ed associazioni umanitarie di ispirazione laica e cattolica, da rappresentanti delle forze politiche e del lavoro e da autorevoli esponenti delle rappresentanze politiche dei popoli minoritari d'Europa;
RICORDATO il successo straordinario della recente marcia della pace di Laconi;
RIMARCATA la tradizione pacifista del popolo sardo, la cultura della pace nelle istituzioni della Sardegna ed il rifiuto della guerra quale strumento utile per dirimere le controversie fra i popoli e fra gli Stati;
SOTTOLINEATO che senza che mai il popolo sardo si sia espresso favorevolmente, 24 mila ettari del territorio della Sardegna sono sottratti ai Sardi e destinati al demanio militare, contro i 16 mila ettari del resto della penisola Italiana;
RICORDATO che il territorio dell'isola di Santo Stefano è stato sottratto surrettiziamente alla Regione Sarda, senza che neppure il Parlamento italiano ne fosse informato e nonostante fosse previsto il pronunciamento e la ratifica della Camera dei Deputati;
CONSIDERATO che i poligoni militari sono fondato motivo di timore e di preoccupazioni per le popolazioni interessate dagli insediamenti e non vi è certezza alcuna sulle implicazioni che ne derivano in ordine all'ambiente ed alla salute dei Sardi;
CONSIDERATO altresì, che le rassicurazioni fornite dai comandi militari non soddisfano le richieste di trasparenza e chiarezza, provenienti dai cittadini e dalle amministrazioni interessate;
CONSTATATO che Quirra, Villaputzu, Escalaplano, Armungia, Ballao, Jerzu, Tertenia, Villagrande, Arzana, Lotzorai, Ulassai, Arbatax, Teulada, Sant'Anna Arresi, Decimomannu, La Maddalena e Cagliari, sono considerate zone a rischio in Sardegna;
RILEVATO che il delicato e prezioso lavoro di volontari, associazioni, nonché alcune importanti segnalazioni delle amministrazioni interessate, forniscono dati allarmanti, peraltro mai smentiti da fonti ufficiali e senza che i preposti organismi abbiano prodotto contro analisi, in particolare:
a) a Quirra, risulta che 6 militari sono deceduti per patologie tumorali, 4 ne sono attualmente affetti e dei 150 civili, 2 sono deceduti per patologie tumorali e 11 ne sono affetti, con un'incidenza del 10% sulla popolazione civile;
b) a Escalaplano, su una popolazione complessiva di 2.600 abitanti, 11 bambini sono nati con gravi malformazioni genetiche e di questi, ben 5 dopo il 1998, e sono 14 i casi di tumori tiroidei accertati;
c) a Teulada, 3 militari risultano colpiti da leucemia e patologia a carico dei linfonodi e nella popolazione si riscontra un sensibile aumento dell'incidenza tumorale a partire dagli anni '80;
d) a La Maddalena, anche di recente, un medico di base ha denunciato l'alta incidenza di malformazioni alla nascita, tra cui focomelia e tumori dell'ipofisi;
RICORDATO che già nel 1990, il Prof. Cortellesa, fisico nucleare di chiara fama internazionale, responsabile della gestione dei dati socio sanitari e ambientali dell'istituto superiore di Sanità, affermò pubblicamente che i dati relativi al tasso di radioattività emanati da fonte statunitense a Santo Stefano, non erano corrispondenti alla realtà;
RICORDATO, altresì, che la Città di Cagliari è al terzo posto della graduatoria italiana per mortalità da inquinamento;
SOTTOLINEATO che nel passato la base di Santo Stefano è stata oggetto di varie ristrutturazioni ed ampliamenti, del tutto ingiustificati ed inammissibili rispetto alle reali esigenze;
APPRESO da autorevoli organi di informazione che l'US Navy statunitense intende intensificare la propria presenza a La Maddalena, potenziando la base militare, attraverso una serie di iniziative mirate alla promozione di Santo Stefano da base navale d'appoggio a vera e propria base navale, con il trasferimento delle basi navali statunitensi di stanza in Turchia nell'isola di Santo Stefano che garantirebbe così l'assistenza continua a minimo 8 sommergibili nucleari;
APPRESO altresì che il raddoppio della base Us Navy prevede la realizzazione di una serie di costruzioni in calcestruzzo, l'acquisizione del caseggiato dismesso di Faravelli per sottoporlo a ristrutturazione ed altri interventi di potenziamento, tali da consentire l'incremento delle presenze dei militari statunitensi che aumenterebbero di ben 5.000 unità, passando da 3.000 ad 8.000 unità;
CONSIDERATO che tale incremento delle presenze comporterebbe immaginabili conseguenze per quanto attiene i problemi di sovraffollamento e di coabitazione nell'isola, nonché prevedibili problematiche in ordine alle eventuali concessioni edilizie per la realizzazione di nuovi alloggi da destinare ad abitazione dei militari;
RICORDATO che l'isola di La Maddalena con il suo Arcipelago sono Parco Nazionale, istituito per legge e come tale protetto da specifici provvedimenti, che mal si coniugano con la presenza di armamenti nucleari e con il permanere delle strutture militari;
RIMARCATO che la presenza delle basi militari rappresenta una grave penalizzazione per l'intero territorio della Sardegna, una mortificazione dell'autonomia speciale, un pericolo per la salute dei Sardi, nonché un ostacolo per le attività economiche, compromettendo le vocazioni dei nostri territori, ad iniziare da quelle turistiche della Gallura;
RICORDATO altresì, che il Consiglio regionale della Sardegna, ha liberamente, democraticamente, formalmente e solennemente, dichiarato la sovranità del popolo sardo sul suo territorio;
impegna il Presidente della Regione
- a manifestare al Governo italiano la ferma contrarietà e l'indisponibilità della Regione sarda, ad accettare qualunque forma di potenziamento delle basi militari presenti in Sardegna, ad iniziare da quelle di La Maddalena e Santo Stefano;
- ad intraprendere le opportune iniziative perché sia costituito un osservatorio ambientale in ogni poligono militare che ospiti militari dei paesi dell'alleanza atlantica, al fine di assicurare un corretto e continuo monitoraggio della qualità dell'aria, delle acque e dell'ambiente circostante;
- alla predisposizione di un piano di dismissione di tutte le servitù militari, a qualunque titolo costituite in Sardegna, restituendo quei territori alla disponibilità dei Sardi, perché vengano destinati ad usi produttivi e civili. (92)
MOZIONE DEIANA - LOCCI - DETTORI - CASSANO - DEMURU - LAI - CORONA - CORDA - CAPPAI - IBBA - VARGIU - PACIFICO - MANCA - BIANCU - VASSALLO - FADDA - ONIDA - TUNIS sull'attuazione del decreto legislativo n. 368 del 1999 riguardante la formazione specialistica dei medici.
IL CONSIGLIO REGIONALE
VISTA la pubblicazione del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 368, relativo alla "Attuazione della direttive 93/16/CEE in materia di libera circolazione dei medici e di reciproco riconoscimento dei loro diplomi, certificati ed altri titoli e delle direttive 97/59/CE, 98/21/CE, 98/63/CE e 99/46/CE che modifica la direttiva 93/16/CEE";
APPRESO che la proposta di legge finanziaria per il 2003 non ha previsto le risorse necessarie a finanziare i contratti annuali di formazione-lavoro per i medici iscritti alle scuole di specializzazione in medicina e chirurgia previsti dal decreto legislativo n. 368 del 1999;
VISTO che con sentenza del 25 febbraio 1999 la Corte di Giustizia U.E. ha attribuito allo specializzando in medicina e chirurgia la spettanza del "versamento di una somma di denaro a titolo di retribuzione del lavoro subordinato svolto nei centri universitari od ospedalieri";
PRESO ATTO che l'attuazione del decreto legislativo n. 368 del 1999 conferirebbe uno status giuridico-professionale più definito dello specializzando come lavoratore con garanzie formative, previdenziali, di malattia, di titoli, di carriera, ecc., determinando così i diritti e le responsabilità del medico in formazione impegnato in attività assistenziali nel servizio sanitario nazionale;
CONSIDERATA l'importanza dell'utilizzo del medico specializzando nei compiti assistenziali, nella funzione di "supplenza" del personale strutturato e, quindi, come professionista laureato, nell'esercizio quotidiano del lavoro all'interno delle strutture universitarie o convenzionate;
APPRESO che il progetto di legge finanziaria inibisce dall'anno 1993 l'aggiornamento al tasso programmato di inflazione della borsa di studio, nonostante il comma 1 dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 257 del 1991 preveda un continuo aggiornamento, impedendo così l'esercizio professionale al di fuori dei centri universitari od ospedalieri e creando in tal modo una sorta di medico posteggiato con una indennità di circa 800 euro al mese;
SOTTOLINEATO il ruolo essenziale svolto dai medici specializzandi nel sistema sanitario sardo, operanti all'interno del sistema sanitario nazionale, e conosciuto il disagio che sta provocando nei reparti l'astensione ad oltranza dalle attività assistenziali;
RICORDATA la sensibilità e la volontà politica dimostrata dal Consiglio regionale della Sardegna con l'approvazione della legge regionale 31 marzo 1992, n. 5, concernente "Contributo alle Università della Sardegna per l'istituzione di borse di studio per la frequenza delle scuole di specializzazione delle facoltà di medicina e chirurgia",
fa propria
la richiesta dei medici iscritti nelle scuole di specializzazione e titolari di borse di studio affinché nella legge finanziaria siano approvati i fondi per finanziare i contratti di formazione lavoro e
impegna la Giunta regionale
a chiedere al Governo nazionale:
a) la rapida e completa applicazione del decreto legislativo n. 368 del 1999 per tutti i medici in formazione specialistica attualmente in corso;
b) la definizione di un contratto di lavoro di tipo subordinato nel quale siano chiaramente specificati gli obiettivi didattico-formativi che dovranno essere raggiunti in itinere;
c) un trattamento economico adeguato, non inferiore a quanto stabilito per il livello contributivo inferiore dell'accordo collettivo nazionale dell'area medica, con corrispondente tutela dei contributi a fini previdenziali;
d) l'estensione dei benefici contributivi ed il riconoscimento dei titoli di carriera contemplati per tutti i medici che siano specializzandi secondo le modalità previste dal decreto legislativo n. 257 del 1991;
e) il corretto funzionamento dell'osservatorio nazionale della formazione medica specialistica. (93)
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