Seduta n.221 del 12/03/1993
CCXXI SEDUTA
VENERDI' 12 MARZO 1993
Presidenza del Vicepresidente FADDA ANTONIO
Comunicazioni del Presidente ………
Congedi ……………
Disegno di legge: "Bilancio di previsione per l'anno 1993 e bilancio pluriennale per gli anni 1993 - 1994 - 1995" (345). (Discussione e approvazione):
FERRARI ………………
PORCU …………………
CABRAS, Presidente della Giunta ………………
COGODI …………………..
(Votazione per appello nominale) ………
(Risultato della votazione) ……………
Disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1993)" (344). (Continuazione della discussione dell'articolato e approvazione):
MORITTU ……………….
LADU LEONARDO …………………
COGODI ………………
SELIS ………………….
RUGGERI …………………
CADONI …………………..
MANNONI …………………
(Votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 1)…………………
(Risultato della votazione) …………………
USAI SANDRO …………………
FERRARI ………………….
CABRAS, Presidente della Giunta ……………….
OPPI ………………..
MANCA ……………….
MULAS M. GIOVANNA ……………….
BAROSCHI …………………
(Votazione per appello nominale) …………………….
(Risultato della votazione) ……………….
Proposta di legge (Annunzio di presentazione) ………….
Proposta di legge Fadda P. - Ruggeri - Sardu - Usai S. - Cuccu - Giagu - Fadda F. - Degortes - Serrenti - Demontis - Cogodi - Merella - Pusceddu - Usai E: "Interventi a sostegno dei lavoratori occupati nei settori produttivi dell'industria, colpiti di licenziamenti o sospensione di lavoro" (371). (Discussione e approvazione):
SELIS …………………
COGODI ……………….
CUCCU …………….
DADEA ……………….
FADDA PAOLO ………………..
RUGGERI …………………….
BAGHINO …………………..
SERRENTI …………………
BAROSCHI ………………
OPPI …………………..
USAI SANDRO ………………
CABRAS, Presidente della Giunta ……………………..
(Votazione per appello nominale) ……………..
(Risultato della votazione) ……………….
Proposta di programma: "Programma pluriennale per gli anni 1993/1995" (Progr. N. 39) (Discussione dell'articolato e approvazione):
MULEDDA ………………
CABRAS, Presidente della Giunta ………………
LORETTU ………………
SELIS …………………..
BAROSCHI ………………..
CUCCU ……………….
FADDA PAOLO ………………..
COGODI ………………………
(Votazione per appello nominale) ……………….
(Risultato della votazione) …………….
Sull'ordine del giorno:
FADDA PAOLO …………………..
La seduta è aperta alle ore 10 e 18.
SECHI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 10 marzo 1993, che è approvato.
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Onnis, Desini, Pusceddu, Orazio Mereu, Serra Pintus e Meloni hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo. Si dia atto del parere contrario dell'onorevole Cogodi. Se non ci sono altre obiezioni il congedo si intende concesso.
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. E' pervenuta alla Presidenza la seguente lettera del consigliere regionale Giorgio Murgia:
"Comunico alla S.V. che in data odierna ho rassegnato le dimissioni dal Gruppo consiliare sardista a cui ho già inviato le relative motivazioni. Pertanto, secondo quanto previsto dalle norme regolamentari, chiedo di aderire al Gruppo Misto in posizioni che salvaguardano la mia più totale autonomia.
Distinti saluti. Il consigliere regionale Giorgio Murgia".
Continuazione della discussione dell'articolato e approvazione del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1993)". (344)
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame degli articoli del disegno di legge numero 344, relativamente a quegli articoli che erano stati sospesi e i cui emendamenti erano stati inviati alla seconda Commissione.
Si dia lettura dell'articolo 3.
SECHI, Segretario:
Art. 3
Fondi globali
1. Nelle tabelle A, B e B1, allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel corso degli anni 1993, 1994 e 1995.
2. I rispettivi importi di detti fondi restano determinati nel seguente modo:
a) fondo speciale per spese correnti (fondi regionali - Cap. 03016)
anno 1993 lire 126.290.000.000
anno 1994 lire 125.371.000.000
anno 1995 lire 132.492.000.000
b) fondo speciale per spese in conto capitale (fondi regionali - Cap. 03017)
anno 1993 lire 191.243.000.000
anno 1994 lire 254.436.000.000
anno 1995 lire 334.080.000.000
c) fondi speciali per spese in conto capitale (assegnazioni statali - Cap. 03019)
anno 1993 lire 45.000.000.000.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale
Art. 3
Fondi globali
Nel secondo comma è soppressa la voce c). Conseguentemente è soppressa la Tabella Bl allegata alla legge finanziaria. (15)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta per illustrare l'emendamento.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 9.
SECHI, Segretario:
CAPO II
Disposizioni in materia di opere pubbliche
Art.9
Autorizzazioni di spese varie in materia di lavori pubblici
1. Per le finalità di cui all'articolo 21, secondo comma, della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, concernenti il pagamento di oneri espropriativi, è autorizzata, nell'anno 1993, l'ulteriore spesa di lire 400.000.000 (Cap. 08261).
2. L'Amministrazione regionale è autorizzata a conferire incarichi professionali a tecnici esterni per la definizione degli adempimenti tecnici in materia di acque pubbliche di cui al regio decreto 11 dicembre 1933, n. 1775; per detti incarichi è autorizzata, nell'anno 1993, la spesa di lire 100.000.000 (Cap. 08247).
3. Lo stanziamento disponibile sul capitolo 08230 del bilancio della Regione per l'anno 1993 e per gli anni successivi è destinato, oltre che all'effettuazione delle spese relative alla tenuta, aggiornamento e pubblicazione dell'Albo appaltatori di opere pubbliche di cui alla legge regionale 27 aprile 1984, n. 13, anche alle spese derivanti dalla tenuta dell'Albo collaudatori e delle liste relative agli incarichi professionali di competenza dell'Assessorato dei lavori pubblici.
4. Le somme impegnate sugli stanziamenti degli esercizi finanziari 1992 e precedenti, per l'attuazione di programmi di opere pubbliche, sono mantenute in bilancio ai fini dell'emanazione, nel corso dell'esercizio finanziario 1993, dei provvedimenti modificativi di quelli relativi all'assunzione dei precedenti impegni di spesa nel rispetto della destinazione del finanziamento originario.
5. Per il completamento degli interventi finanziati con assegnazione del Fondo Investimenti ed Occupazione dello Stato (FIO) è autorizzata, con mezzi propri della Regione, la spesa di lire 11.000.000.000, in ragione di lire 5.000.000.000 nell'anno 1993 e di lire 6.000.000.000 nell'anno 1994 (Cap. 11110/01).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Art. 9
Dopo l'articolo 9 è inserito il seguente:
Art. 9 bis
Differimento termini impegnabilità fondi leggi regionali 24/1987 e 45/1976
1. I termini di cui all'articolo 10 della legge regionale 22 aprile 1987, n. 24 e successive modificazioni, relativi all'impegnabilità dei fondi versati dalla Regione per l'attuazione di opere pubbliche, la cui esecuzione sia stata delegata prima dell'entrata in vigore della presente legge agli enti di cui all'articolo 1 di detta legge, ancorché scaduti, sono prorogati al 31 dicembre 1993.
2. I termini di impegnabilità da parte degli enti locali dei fondi relativi all'attuazione del quinto programma triennale di opere pubbliche (1988-90) di cui al capo I della legge regionale 6 settembre 1976, n. 45 è ulteriormente prorogato al 31 dicembre 1993. (16)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta per illustrare l'emendamento.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 11 bis.
SECHI, Segretario:
Art. 11 bis
Programma regionale di opere pubbliche
1. Gli stanziamenti iscritti nel capitolo 08029/04 dei bilanci per gli anni 1993, 1994 e 1995 sono destinati all'esecuzione di opere pubbliche, tra cui quelle elencate nell'articolo 11 della legge regionale 6 settembre 1976, n. 45, e nell'articolo 5 della legge regionale 22 aprile 1987, n. 24; la spesa complessiva di ciascuna opera, considerato l'eventuale costo già sostenuto, non deve essere inferiore a lire 2.000.000.000.
2. Gli interventi sono inseriti in programmi regionali da approvarsi con le modalità definite dall'articolo 4, lett. i) della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1; tra i requisisti che devono essere tenuti presenti nella predisposizione dei programmi assumono priorità l'immediata eseguibilità, l'eventuale completamento con conseguente funzionalità e il più favorevole rapporto costi-benefici.
3. I programmi assumono come riferimento per la ripartizione territoriale i parametri delle aree di programma previste dal Piano generale di sviluppo approvato dal Consiglio regionale il 22 marzo 1991.
4. L'attuazione delle opere è delegata alle Province oppure alle Comunità montane, agli Enti strumentali della Regione, ai Consorzi di bonifica ed ai Consorzi industriali.
5. Per l'erogazione dei finanziamenti si applica il terzo comma dell'articolo 4 della legge regionale 22 aprile 1987, n. 24, come modificato dall'articolo 24 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6.
6. Per l'attuazione del programma di opere pubbliche di cui al presente articolo sono autorizzati i seguenti stanziamenti:
anno 1993 lire 14.000.000.000
anno 1994 lire 14.000.000.000
anno 1995 lire 45.000.000.000.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Cadoni - Usai E.
Art. 11 bis
Al quarto comma, alla seconda riga, prima di "Provincia" aggiungere la parola "ai Comuni". (6)
Emendamento sostitutivo parziale Cadoni - Usai E.
Art. 11 bis
Il comma 6 è sostituito dal seguente:
"6. Per l'attuazione del programma di opere pubbliche di cui al presente articolo sono autorizzati i seguenti stanziamenti:
anno 1993 lire 23.000.000.000
anno 1994 lire 25.000.000.000
anno 1995 lire 25.000.000.000. (7)
PRESIDENTE. Non sono in aula i presentatori degli emendamenti.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. La Giunta non li accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 11 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Si dia lettura dell'articolo 14.
SECHI, Segretario:
Art. 14
Fondo integrativo per finanziamento opere pubbliche - Legge n. 588 del 1962
1. Le facoltà previste dal terzo comma dell'articolo 26 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, sono estese al titolo di spesa 11.4.02/I - Fondo di riserva - del programma d'intervento 1988-89-90 del piano di Rinascita economica e sociale della Sardegna della legge 24 giugno 1974, n. 268, approvato dal CIPE il 12 marzo 1991.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Morittu - Baghino - Salis
Art. 14
Dopo l'articolo 14 è aggiunto l'articolo 14 bis.
"La Regione e tutti gli Enti di cui all'art. 1 della L.R. 22.4.1987, n. 24, nell'assegnazione di opere pubbliche da eseguirsi in Sardegna, siano esse complete o per lotti funzionali e anche se finanziate da Enti diversi dalla Regione sarda, provvedono a riscrivere nei corrispondenti capitoli dei rispettivi bilanci le somme riferite ai ribassi accertati nell'espletamento delle gare d'appalto, di qualsiasi tipo esse siano.
Le somme rese disponibili dai ribassi di cui al precedente comma vanno utilizzate per altre opere e non possono essere assegnate per perizie, revisioni o altro che non sia comunque soggetto a gara.
Nella predisposizione, stesura e attuazione dei progetti di opere pubbliche comunque da realizzarsi in Sardegna, a parità di qualità, debbono essere indicati e utilizzati prodotti e materiali costruiti nell'Isola.
Ogni altra norma in contrasto con quelle dei precedenti commi si intende abrogata". (24)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
MORITTU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, il collega che ha partecipato alla riunione della Commissione bilancio, ieri sera, mi ha comunicato che l'emendamento è stato ritirato perché giudicato improponibile. Ci riserviamo di ripresentarlo, rivisto e corretto, in occasione della discussione del disegno di legge di accompagnamento sui lavori pubblici.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 24 è ritirato.
Poiché nessun altro domanda di parlare sull'articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 15.
SECHI, Segretario:
CAPO III
Disposizioni in materia di agricoltura
Art. 15
Interventi vari in agricoltura
1. Per la concessione del concorso negli interessi sui mutui per opere di miglioramento fondiario di cui agli articoli 1 e 2 della legge regionale 8 luglio 1975, n. 30, è disposto l'ulteriore limite d'impegno di lire 5.000.000.000 (Cap. 06060) le cui annualità sono iscritte nei bilanci della Regione dall'anno 1993 all'anno 2009.
2. Per la concessione del concorso negli interessi sui prestiti di esercizio con ammortamento quinquennale, di cui agli articoli 6 e 26 della legge regionale 10 giugno 1974, n. 12, sono autorizzati gli ulteriori limiti di impegno di lire 2.000.000.000 dall'anno 1993 al 1997 e di lire 3.000.000.000 dall'anno 1994 al 1998 (Cap. 06121/01).
3. Una quota dello stanziamento del capitolo 06319 del bilancio per il 1993, non superiore a lire 1.000.000.000, è destinata alle associazioni dei produttori agricoli, riconosciute ai sensi della legge regionale 2 giugno 1983, n. 15, e successive modificazioni ed integrazioni, per le spese sostenute negli anni 1990, 1991 e 1992.
4. In relazione alle minori assegnazioni disposte dallo Stato per l'erogazione di concorsi negli interessi sui mutui di miglioramento fondiario concessi a valere sugli stanziamenti già autorizzati dalle leggi 8 novembre 1986, n. 752 e 27 dicembre 1977, n. 984, è autorizzato, con mezzi propri della Regione, il limite d'impegno di lire 17.009.000.000 (Cap. 06068/01) le cui annualità sono iscritte nei bilanci della Regione per gli anni dal 1993 al 2003.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Ladu L. - Muledda - Carusillo - Manchinu - Desini.
Art. 15
Dopo l'articolo 15 è aggiunto l'art. 15 bis.
Per saldo d'impegni previsti dalla L.R. 28.4.92 n. 6 è autorizzata per l'anno 1993 la spesa
di lire 500 milioni.
Capitolo 06205 +350 milioni
In diminuzione
Capitolo 07045 - 350 milioni. (5)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
LADU LEONARDO (P.D.S.). Signor Presidente e colleghi, come ricordate, la finanziaria dell'anno scorso prevedeva la concessione di un contributo in conto trasporti, rapportato al costo del latte, per le cooperative e le aziende di trasformazione lattiero-casearie. Il contributo è stato concesso, a seguito della presentazione della apposita domanda, a quasi tutte le cooperative e le aziende industriali. Sono rimaste escluse alcune unità produttive che non hanno avuto la possibilità, per indisponibilità di risorse, di godere dei benefici che competono a tutti gli operatori agricoli. E' un saldo di impegni, quindi, relativo ad una operazione approvata lo scorso anno.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 19 bis.
SECHI, Segretario:
Art. 19 bis
Provvidenze a favore delle aziende pastorali colpite da agalassia contagiosa
1. I contributi previsti dall'articolo 1 della legge regionale 8 agosto 1991, n. 29, relativi agli indennizzi alle aziende pastorali i cui allevamenti siano colpiti da agalassia contagiosa, possono essere erogati, nella misura prevista dall'articolo 12 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6, solo a favore delle istanze pervenute entro il 31 dicembre 1992.
2. A far data dal 1° gennaio 1995 l'articolo 1 della legge regionale n. 29 del 1991, l'articolo 12 della legge regionale n. 6 del 1992 e gli articoli 2 e 6 della legge regionale 30 ottobre 1986, n. 57 sono abrogati.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Cogodi - Salis - Urraci
Art. 19 bis
Dopo l'art. 19 bis è inserito il seguente art. 19 ter:
Art. 19 ter
L'art. 92 della L.R. 11/1988 è così sostituito:
Art. 92
1. E' autorizzata per ciascuno degli anni 1993, 1994 e 1995 la spesa di lire 160 miliardi per l'attuazione di un intervento straordinario finalizzato alla promozione di politiche attive per il lavoro attraverso il finanziamento di progetti speciali per l'occupazione.
2. A tal fine è istituito nel bilancio della Regione il capitolo 01... denominato "Fondo per il finanziamento di progetti speciali per l'occupazione nell'ambito delle politiche attive per il lavoro".
3. Per l'attuazione della presente legge l'Amministrazione regionale predispone programmi di intervento straordinario attraverso progetti speciali orientati alla creazione di nuova occupazione nei settori della produzione, dei servizi e della ricerca scientifica e tecnologica utilizzando sia, prioritariamente, progetti presentati ai sensi dell'art. 92 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, sia progetti che l'Amministrazione regionale individua tra quelli presentati alla medesima Amministrazione regionale, alla data del 31 dicembre 1992, a valere sulla legislazione vigente e che siano in possesso dei requisiti sostanziali previsti dalla presente legge.
4. I progetti devono prevedere una quota non inferiore ai due terzi in conto oneri diretti e riflessi per i lavoratori da occupare; debbono altresì tendere alla valorizzazione dell'utilizzo delle risorse regionali, statali e comunitarie.
5. I progetti di ricerca di cui al terzo comma sono promossi ed attuati da soggetti aventi come attività prevalente la ricerca e finalizzati all'impiego di giovani laureati.
6. Il progetto deve prevedere l'applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro dell'area di riferimento; l'avviamento ed il rapporto di lavoro previsto deve essere esclusivamente di natura privatistica.
7. Gli interventi si articolano per aree territoriali e secondo i criteri stabiliti dal Piano generale di sviluppo approvato dal Consiglio regionale il 22 marzo 1991 e sono attuali dall'Amministrazione regionale mediante convenzioni stipulate con soggetti pubblici e privati.
8. Gli interventi di cui alla presente legge sono destinati ad incentivare occupazione di persone nate o residenti in Sardegna da almeno cinque anni ed a figli di genitore nato in Sardegna.
Art. 92 bis
1. Il Presidente della Giunta regionale sovraintende agli interventi con funzioni di iniziativa, di direzione e di verifica dell'attuazione; il coordinamento operativo delle attività può essere delegato dal Presidente della Giunta regionale all'Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale.
2. In deroga alla normativa vigente è istituito presso la Presidenza della Giunta regionale un Ufficio speciale con compiti di istruttoria, valutazione tecnica dei progetti e di indicazione delle priorità nella individuazione degli interventi, composto da sette impiegati del ruolo unico regionale o degli enti strumentali appartenenti alla qualifica non inferiore alla settima, nominati con Decreto del Presidente della Giunta regionale; l'Ufficio, nell'espletamento delle proprie funzioni, può avvalersi di altro personale e delle strutture tecniche dell'Agenzia del lavoro.
3. L'Ufficio verifica altresì l'attuazione degli interventi e ne informa la Giunta regionale e le Commissioni del Consiglio regionale competenti in materia di lavoro e programmazione con una relazione semestrale.
Art. 92 ter
1. I progetti sono selezionati entro 120 giorni dell'entrata in vigore della presente legge e sono sottoposti all'esame del Comitato per il lavoro di cui alla legge regionale 24 ottobre 1988, n. 33, che esprime il parere entro quindici giorni dal ricevimento; la Giunta regionale invia, unitamente al predetto parere, i medesimi progetti alle Commissioni del Consiglio regionale competenti in materia di lavoro e programmazione che esprimono il proprio parere entro i successivi quindici giorni. Gli interventi sono approvati dalla Giunta regionale nei successivi quindici giorni.
Art. 92 quater
1. Nella istruttoria e nella valutazione è data priorità ai progetti che:
a) realizzano il più alto rapporto occupazione-investimenti;
b) agevolano nuova imprenditorialità;
c) utilizzano strutture ed attrezzature pubbliche già esistenti;
d) privilegiano, a parità di condizioni, soggetti di tipo cooperativo;
e) creano occupazione con caratteristiche di maggiore stabilità;
f) garantiscono il miglior rapporto costi-benefici e la migliore congruità degli investimenti rispetto agli obiettivi del progetto.
Art. 92 quinquies
1. Le attrezzature previste in progetto sono acquisite in proprietà dai soggetti esecutori che non possono cederle prima dell'attuazione del progetto ed in ogni caso prima di cinque anni dalla loro acquisizione salvo autorizzazione regionale.
2. In caso di cessazione delle attività, le predette attrezzature e i macchinari sono ceduti a titolo gratuito all'Amministrazione regionale che li acquisisce con decreto dell'Assessore competente in materia di economato.
Art. 91 sexies
1. I finanziamenti sono erogati ai soggetti esecutori con le seguenti modalità:
a) anticipazione corrispondente alle somme previste per l'acquisto di attrezzature e macchinari e spese generali;
b) anticipazione pari al 30 % delle quote relative al costo del lavoro;
c) la restante quota in rate semestrali anticipate sulla base dello stato di avanzamento del progetto.
2. A garanzia delle somme anticipate i soggetti esecutori debbono stipulare polizze di garanzia fideiussoria a favore dell'Amministrazione regionale o del soggetto attuatore, il cui costo può essere ricompreso nella quota prevista per le spese generali. (4)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
COGODI (Gruppo Misto). Io credo che questo sia l'emendamento più illustrato del mondo, perché è un testo derivato da un lavoro e da una riflessione politica molto seria, che ha impegnato i Gruppi e la Commissione programmazione per gran parte dei lavori istruttori della manovra di bilancio. In termini quantitativi credo che i quattro quinti del lavoro di Commissione, di sottocommissione e di interlocuzione politica tra i Gruppi sia stato dedicato a questa questione. Si tratta di una questione di valore capitale per questa Regione: come sbloccare, una volta per tutte, i progetti speciali per l'occupazione, per non consentire più che, dopo cinque anni, 480 miliardi iscritti nel bilancio della Regione rimangano fermi - i denari da una parte e i disoccupati dall'altra - e le leggi approvate a suo tempo inutilizzate.
Si sono dette tante cose a questo proposito, tra le altre che la normativa vigente prevedrebbe una complicata procedura istruttoria, pertanto si è posta l'esigenza di semplificare questa procedura. Vero è che queste cose più si dicono e meno si dimostrano, perché io non ho affatto constatato che vi sia una procedura così complicata. Questi progetti dovevano essere istruiti in via politica da un Comitato interassessoriale: si tratta di alcuni Assessori che si devono incontrare e non si capisce perché esistono gli Assessori, se non si vogliono neanche incontrare, non si capisce perché esiste una Giunta. La responsabilità principale di direzione sul piano politico era dunque della Giunta. L'istruttoria doveva essere svolta dagli uffici della Regione, che potevano benissimo essere istituiti ad hoc e adeguatamente organizzati. Con l'articolo 92 della legge finanziaria dell'88 la Regione si è dotata inoltre di uno strumento specifico, specializzato, che si chiama Agenzia del lavoro. Ora, io non dico che la situazione avrebbe potuto essere risolta in cinque mesi, ma trovo incredibile che in cinque anni anche l'Agenzia del lavoro sia rimasta sguarnita, che un direttore sia stato chiamato, convenzionato e per un anno, quasi due anni, abbia convissuto da solo con un telefono, che gli uffici non siano stati dotati del personale e delle attrezzature minime. Tutto questo è accaduto! Cosa c'entrano le leggi con tutto questo? Non c'entrano nulla: c'è stata una cattiva, pessima volontà applicativa delle leggi per il lavoro.
Oggi, comunque non dobbiamo fare il processo alle responsabilità. I giudizi si danno, è giusto darli, è doveroso darli, i giudizi in politica, perché non dare giudizi, in politica, vuole dire non fare politica. Però per tutte le cose ci sono i momenti, ci sono i tempi, ci sono i luoghi opportuni. Oggi il problema è di sbloccare questi finanziamenti. La procedura è stata ritenuta complicata, ma fu complicata dal Consiglio regionale, perché la proposta che si avanzò al Consiglio, già originariamente, non era di prevedere un iter interassessoriale. Furono gli Assessori che dissero: se il progetto parla di turismo ci deve essere l'Assessore del turismo, se il progetto parla di ambiente ci deve essere l'Assessore dell'ambiente, se il progetto parla di terre pubbliche ci deve essere l'Assessore dell'agricoltura. Furono gli Assessori e fu il Consiglio regionale a cambiare in questo modo la proposta originaria, dicendo che era più conveniente impegnare le competenze specifiche e prevedere dei raccordi con gli uffici specializzati, con le sensibilità politiche specifiche degli Assessori per materia e quant'altro. Comunque, una cosa, anche ritenuta ben fatta in partenza, quando si vede che non cammina si cambia. E quindi, dopo molto tempo, batti e ribatti, finalmente si è concordato, discutendo…
Sì, che parlottino. Io ho chiesto la parola e sto parlando; gli altri non l'hanno chiesta e parlottano; c'è un parlare e un parlottare. Io non so che dire.
PRESIDENTE. Prego i colleghi Dadea, Pau e Merella di prendere posto.
COGODI (Gruppo Misto). Insomma, questo richiamo l'ho fatto tante altre volte e non si dirà che non si conosce il mio pensiero in materia: questa vicenda non fa onore alla Regione. Siamo in una situazione di gravità eccezionale: l'intervento per il lavoro, che era straordinario nel 1988-89, diventa straordinarissimo nel 1993, perché tutto si sta aggravando. Ha ragione il Presidente della Giunta, quando dice (l'ha detto ieri anche in replica) che dobbiamo abbandonare il concetto di straordinarietà, non per cessare di intervenire in materia di politiche attive del lavoro, quanto per far sì che questa politica diventi ordinaria, cioè continuativa. In questo senso, rafforzativo, io concordo; però, se non è straordinario ed è ordinario, in tal senso rafforzato, l'intervento per il lavoro qualche cosa deve essere, non può essere nulla. E qualcuno di quelli che per cinque anni hanno detto che i progetti speciali per l'occupazione non partivano perché gli uffici non istruivano e perché gli Assessori non si incontravano, mi deve convincere che dopo cinque anni è accaduto un miracolo, che quelle leggi e quelle procedure che da altri, non da chi avanzava una critica e una rivendicazione, venivano giudicate complicate, adesso, improvvisamente, sarebbero tali da consentire l'immediata approvazione di tutti i progetti. Se è così, io dico, la Giunta lo faccia, però qualcuno mi deve spiegare perché per cinque anni le Giunte non lo hanno fatto: non è ammissibile, per sola cattiveria, allora, si sono lasciati svalutare quei danari, non si sono promosse occasioni di lavoro, non si sono applicate le leggi della Regione!
La riflessione che si è sviluppata tra le forze politiche ha portato a definire una normativa di tipo diverso, contenuta in questo emendamento, che non è scritto da me, ma è scritto da tutti i rappresentanti dei Gruppi consiliari ed è concordato con la Giunta regionale, con tutte le Giunte, perché c'era una Giunta del bilancio, poi è venuta fuori una Giunta del lavoro, poi è venuta fuori una Giunta di ogni Assessorato, con tutte le Giunte che fatte insieme, dovrebbe essere una la Giunta regionale...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ci sono dieci minuti di tempo, per illustrare gli emendamenti.
COGODI (Gruppo Misto). Ma non li ho ancora esauriti.
PRESIDENTE. Li ha esauriti, glielo volevo ricordare.
COGODI (Gruppo Misto). Le chiedo scusa, ho finito; credevo di non averli esauriti, non vedo neppure la luce che lampeggia. Il semaforino mi avverte sempre, questa volta lei non l'ha attivato, chiedo scusa. L'accordo politico che si è raggiunto doveva consentire di introdurre questa nuova normativa nel corso dell'approvazione della legge finanziaria e del bilancio. Si è poi ritenuto più opportuno discuterne in occasione dell'esame delle leggi di accompagnamento, che non sono di accompagnamento, tant'è che non accompagnano, ma comunque verranno discusse subito dopo. Vi è un disegno di legge specifico in materia di lavoro e non ho dubbi sul fatto che questa normativa troverà in quel contesto una collocazione adeguata. Per questa sola ragione questo emendamento può essere oggi ritirato, non perché non valga, ma perché c'è l'impegno di tutti i Gruppi a ripresentarlo unitariamente nella sede più propria.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 4 è ritirato.
Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai. Ne ha facoltà.
USAI SANDRO (D.C.). Essendo stato ritirato l'emendamento rinuncio a intervenire.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 19 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 20.
SECHI, Segretario:
CAPO IV
Disposizioni in materia di altre attività' economiche
Art. 20
Progetti speciali e comunali finalizzati all'occupazione (artt. 92 e 94, L.R. 11/1988)
1. A parziale modifica di quanto disposto dall'articolo 57 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6, l'importo complessivo da destinare nel 1993 all'attuazione dei progetti speciali finalizzati all'occupazione, disposti dall'articolo 92, della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, è determinato in lire 100.000.000.000 (Cap. 03073).
2. Lo stanziamento è iscritto al capitolo 03073 dello stato di previsione dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, denominato "Fondo per l'attuazione dei progetti speciali finalizzati all'occupazione previsti dall'articolo 92 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, annualità del 1993".
3. Al trasferimento dal "fondo" di cui al precedente comma ai capitoli presenti nel bilancio per l'anno 1993 ed elencati nella tabella F) allegata alla presente legge si procede con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio da registrarsi alla Corte dei conti, su conforme deliberazione della Giunta regionale; i trasferimenti sono disposti in presenza di progetti esecutivi che abbiano riportato l'approvazione degli organi competenti.
4. Al fine della ricostituzione del triennio di realizzazione dei progetti speciali di cui al presente articolo gli stanziamenti già autorizzati nell'anno 1992 sono differiti all'anno 1995 secondo gli importi indicati nella tabella F) indicata al precedente terzo comma.
5. Sono fatti salvi gli impegni assunti entro il 31 dicembre 1992 sui capitoli elencati nella tabella E allegata alla legge regionale 28 aprile 1992, n. 6.
6. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare ai Comuni nell'anno 1993, per l'attuazione dei progetti comunali finalizzati all'occupazione di cui all'articolo 94 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, la somma di lire 60.000.000.000 (Cap. 10136), tramite il fondo sociale di cui alla legge regionale 6 aprile 1965, n. 10; l'erogazione ai Comuni delle quote loro spettanti si effettua a fronte dell'avvio dei progetti relativi alle assegnazioni disposte sulle annualità precedenti, utilizzando per la ripartizione dei fondi i più recenti dati ISTAT.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Cogodi - Salis - Urraci.
Art. 20
Nel primo comma la somma di L. 100.000.000.000 è sostituita con "160.000.000.000 ". (3)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cogodi per illustrare il suo emendamento.
COGODI (Gruppo Misto). Ci siamo limitati a presentare due emendamenti, dei quali uno è stato ritirato. Il secondo emendamento è questo e qui bisogna dire che, se in relazione alla partita complessiva dei progetti speciali c'è un problema di tempi, c'è un problema di modi, qui, all'articolo 20, al primo comma, c'è un problema, invece, di immediata sostanza. La Giunta regionale ha proposto, la Commissione, istruendo, ha ritenuto di approvare - spero vivamente che il Consiglio regionale non voglia confermare questa volontà - un taglio di 60 miliardi delle risorse stanziate per cinque anni e non utilizzate per i progetti speciali. E' un fatto gravissimo che il Fondo per il lavoro sia rimasto inattivo per cinque anni e poi si arrivi, in conclusione, non a reintegrare quella cifra, ma a tagliarla: 160 miliardi all'anno, in cinque anni, subiscono anche una svalutazione, una diminuzione del valore; quei 480 miliardi dell'88, normati nell'89, dopo quattro anni sono già svalutati, sono già tagliati del 30 per cento, sia in conseguenza della svalutazione del danaro, cioè del capitale di investimento, sia in conseguenza dell'aumento dei costi fissi e degli altri fattori che concorrono a creare un posto di lavoro. Quindi il ritardo, l'inerzia, la non applicazione della legge ha già creato un danno, ha già tagliato quei fondi, ha già ridotto del 30 per cento la loro efficacia. Oggi la Giunta propone che si tagli anche nominalmente lo stanziamento e quindi si tolgano 60 miliardi. Io dico che va male, va malissimo, che è un segnale pessimo, anzi non è un segnale, è una misura politica pessima, perché tagliare 60 miliardi da questo fondo non utilizzato e del quale si dice oggi di voler promuovere invece una utilizzazione, non va bene, non è giusto: quei danari avevano già dei destinatari, che sono i disoccupati di questa Regione. Chi ha diritto di dire che 160 miliardi destinati ai disoccupati, dopo cinque anni di applicazione della legge, debbano essere tagliati? Nessuno ha diritto di fare questo! Né vale dire questo - io lo so, che si dice, però è una mera furberia - che non è vero che si taglia, ma semplicemente si sposta: no, che non si sposta nulla, perché i 60 miliardi previsti per le azioni di occupazione in sede locale, cioè per i Comuni, c'erano anche negli anni precedenti, anzi, erano 100 miliardi aggiuntivi per i Comuni, tutta un'altra cosa. Quindi ai comuni già andavano, nel bilancio della Regione, 100 miliardi all'anno, ma l'anno scorso si incominciò a ridurre anche lì e divennero 60. I 60 che mancano qui non è vero che sono dati ai Comuni, perché allora dovrebbero essere aggiunti e i danari dei Comuni dovrebbero diventare 60 più 60, o almeno 100! I 60 miliardi tolti dai progetti speciali sono dunque tolti e basta. L'altra obiezione sarà - me la immagino, l'ho già sentita in Commissione - che l'emendamento non è accoglibile perché privo di copertura. No, non è privo di copertura; io sto proponendo di lasciare le cose come stanno: la copertura c'era ed era il piano per il lavoro, era l'articolo 92. La copertura era la stessa dei cinque anni passati: è la Giunta che ha tolto la copertura. Io non devo indicare oggi dove andare a prendere le risorse, perché non c'è da prendere nulla da nessuna parte: basta lasciare le cose com'erano, basta lasciare i progetti speciali con la loro dotazione, come sono stati da quando la manovra per il lavoro è stata approvata, senza amputarla, senza taglieggiarla.
Semmai bisognerà che la Giunta si adoperi per trovare copertura ad altre delle tante cose del bilancio, non tutte indispensabili. C'è qualcuno che vuol mettere in competizione i fondi per dare lavoro ai disoccupati con altre cento e duecento cose del bilancio della Regione? Volete che vi elenchi, quando arriveremo ai capitoli di bilancio, 100 o 200 capitoli, poste di bilancio dove ci sono previsioni esagerate di spesa, inutili, superflue, sprecone? Volete che vi ricordi che quel Fondo per l'incentivazione dei dipendenti regionali, che inizialmente era davvero uno strumento di incentivazione, è stato portato a 30 miliardi, quando già il costo dei dipendenti regionali è di 500 miliardi, ed è diventato un'indennità, un pezzo di stipendio aggiuntivo per chi è già ben pagato da questa Regione? E a chi non è pagato niente, zero, a un disoccupato si tolgono i 60 miliardi? Ecco perché io dico: il Consiglio approvi l'emendamento. Non ci sono scuse. Se volete trovare 60 miliardi sospendete per tre minuti la seduta e io vi indicherò non 60, ma 200 miliardi di spese superflue, da tagliare, nel bilancio della Regione, se questo è il motivo tecnico. Ma c'è un motivo politico di fondo, si vogliono mettere nel nulla le politiche per il lavoro, perché se dopo cinque anni si elimina un terzo dello stanziamento, vuol dire che la volontà è quella di sbaraccare tutto, di non fare niente, di dire che non si può. E invece si può benissimo, se si vuole: ecco perché io insisto nel tenere, nel motivare così l'emendamento e insisto affinché il Consiglio regionale si pronunci con il voto. Non so se si può, ma su questo punto, se fosse possibile, io vorrei un voto per appello nominale - questa è trasparenza, non le mille altre sciocchezze - perché ogni consigliere regionale si pronunci su questo punto e si veda e si capisca chi è favorevole e chi è contrario. Ognuno deve pur giustificare quello che fa e dare in ogni luogo e in ogni situazione la stessa motivazione, non darne qui una e altrove un'altra. Questi 60 miliardi sono dei disoccupati sardi, lo sono stati inutilmente per cinque anni, non è giusto che adesso si dia loro anche un ceffone e si tolga addirittura la stessa base materiale e finanziaria attraverso cui promuovere il lavoro.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. La Giunta non può accogliere l'emendamento per le ragioni che sono state abbondantemente spiegate in sede di Commissione quando è stato affrontato l'argomento e non certamente perché vuole sottrarre le risorse ai lavoratori o ai giovani in cerca di lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.). Stiamo esaminando una normativa che dovrebbe dare rapidamente attuazione ai progetti speciali. Tutti noi condividiamo l'importanza delle politiche per il lavoro, che dovrebbero coordinarsi con le politiche produttive, soprattutto in un momento drammatico come quello che viviamo. Ma la riduzione dei fondi non prelude affatto a un ridimensionamento delle politiche per il lavoro. Si intende piuttosto dare attuazione ai progetti previa valutazione, come è stato concordato, dei progetti in atto. Io credo che una volta individuate le modalità per avviare rapidamente ed efficacemente le politiche del lavoro si possono reperire altri fondi. Quindi una contrazione dei fondi, come questa, non è un attentato alle politiche per il lavoro, ma è una razionalizzazione delle risorse esistenti in funzione di una dinamica di spesa oggi prevista.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
RUGGERI (P.D.S.). Per richiamare in quest'Aula una proposta avanzata tempo addietro, ripresa poche settimane fa e sulla quale il Presidente della Giunta assunse l'impegno di esaminare la possibile realizzazione. Fin dall'inizio dell'esperienza dei progetti speciali, approvato in Commissione esattamente un anno fa, vennero alla luce molti problemi, perché la qualità di quei progetti non era soddisfacente. Emerse già allora la proposta di attivare un rapporto con una serie di istituzioni, a partire dalle Università, che potessero aiutarci a mettere in campo una progettualità capace, per essere chiari, di saldare l'emergenza con la prospettiva. Vi sono tante competenze che, sono convinto, se chiamate, possono aiutarci a produrre una serie di progetti per spendere le risorse che noi abbiamo messo a disposizione. A me spaventa, l'idea di stanziare 300 o 400 miliardi, se poi succede, come è avvenuto, che per cinque anni non riusciamo a spenderli neanche in parte. Io vorrei, signor Presidente, che questa iniziativa venisse messa in piedi in tempi brevi: si tratta di una giornata di lavoro, non di un convegno, in cui ogni partecipante deve sentire la responsabilità di portare un proprio contributo affinché le risorse che noi adesso, col bilancio, possiamo mettere a disposizione, possano essere spese nei tempi più celeri possibili. Questo è anche un modo per rispondere concretamente ai tanti bisogni che sono presenti nella nostra Isola.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'articolo 20. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 22.
SECHI, Segretario:
Art. 22
Rifinanziamento degli interventi dei programmi di cui alla legge 24 giugno 1974, n. 268
1. Sono autorizzati i seguenti stanziamenti integrativi a favore dei programmi d'intervento di cui alla legge 24 giugno 1974, n. 268:
a) programma per l'anno 1985 - approvato dal CIPE in data 20 marzo 1986 - paragrafo 3.3, punto 4 - parco progetti, indagini e studi - lire 10.000.000.000 nell'anno 1993 (titolo di spesa 9.3.3./I);
b) programma per gli anni 1986-1987 - approvato dal CIPE il 21 gennaio 1988:
1. Paragrafo 5.1 - miglioramenti e trasformazioni del monte dei pascoli e dei terreni comunali e privati - lire 3.500.000.000 in ciascuno degli anni 1993 e 1994 (titolo di spesa 10.5.01/II);
2. paragrafo 3.1 - interventi per lo sviluppo turistico - lire 4.000.000.000 nell'anno 1993 (titolo di spesa 10.3.01/I - lett. b);
c) programma per gli anni 1988-1989-1990, approvato dal CIPE in data 12 marzo 1991:
1. paragrafo 3.7 - sviluppo urbano - lire 23.200.000.000 nell'anno 1993 e lire 11.600.000.000 nel 1994 (titolo di spesa 11.3.07/I);
2. paragrafo 2.2. - contributi in conto occupazione di cui all'articolo 11 della legge 268/1974 - lire 30.000.000.000 nell'anno 1993 e lire 8.000.000.000 in ciascuno degli anni 1994 e 1995 (titolo di spesa 11.2.02/1);
3. paragrafo 3.10 - ricerca scientifica e tecnologica - lire 15.000.000.000 per ciascuno degli anni 1993-1994 e 1995 (titolo di spesa 11.3.10/I).
2. Gli stanziamenti di cui alle lettere a), b) e ai numero 1) e 3) della lettera c) nel capitolo 03034/01, quelli di cui al numero 2) della lettera c) nel capitolo 09047; gli stessi stanziamenti sono trasferiti alla contabilità speciale di cui all'articolo 2 della citata legge 24 giugno 1974, n. 268, per essere attribuiti ai rispettivi titoli di spesa sopra indicati.
3. Lo stanziamento di cui al numero 1) della lettera b) è destinato al completamento della realizzazione dei piani di fattibilità inerenti le terre pubbliche che abbiano realizzato il secondo lotto; l'Amministrazione regionale è autorizzata ad approvare e finanziare il terzo e ultimo lotto esecutivo; l'importo massimo del contributo è quello previsto dall'articolo 38, penultimo comma, della legge regionale 27 giugno 1986, n. 44.
4. I finanziamenti di cui al numero 1 della lettera c) sono destinati:
- quanto a lire 27.000.000.000, di cui lire 18.000.000.000 nell'anno 1993 e lire 9.000.000.000 nell'anno 1994, alla realizzazione ed acquisizione di strutture ed attrezzature universitarie nelle città di Cagliari (lire 12.000.000.000), Nuoro (lire 6.000.000.000) e Sassari (lire 9.000.000.000);
- quanto a lire 6.000.000.000, di cui lire 4.000.000.000 nell'anno 1993 e lire 2.000.000.000 nell'anno 1994, alla realizzazione di progetti di valorizzazione ambientale nella città di Oristano;
- quanto a lire 1.800.000.000, di cui lire 1.200.00.000 nell'anno 1993 e lire 600.000.000 nell'anno 1994, alla realizzazione dell'automazione delle segreterie decentrate dall'Università di Cagliari.
5. Relativamente allo stanziamento di lire 12.000.000.000, destinato alle strutture ed attrezzature dell'Università della città di Cagliari, una quota non inferiore al 50 per cento è utilizzata per la realizzazione di un modulo funzionale delle stesse strutture al fine della non sospensione dei lavori nelle more delle assegnazioni di competenza dello Stato.
6. A valere sui finanziamenti erogati a favore dei programmi di ricerca di cui alla legge 24 giugno 1974, n. 268, è ammissibile una quota di spese generali sostenute e documentate da parte degli enti beneficiari in misura non superiore al 10 per cento dei finanziamenti stessi.
7. I finanziamenti di cui al numero 3 della lettera c) del primo comma vengono corrisposti, sulla base di appositi programmi di ricerca approvati dalla Giunta regionale, in rate semestrali anticipate; i soggetti attuatori, alla fine di ciascun esercizio finanziario, presentano all'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio - Centro regionale di programmazione - una relazione sull'attività svolta e sui risultati conseguiti, accompagnati dai bilanci consuntivi approvati ai sensi della normativa vigente e contenente, ai fini di rendicontazione, la separata evidenziazione delle spese sostenute per il programma di ricerca di cui al numero 3 della lettera c) del primo comma.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 10, 12, 21 e 22. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Mannoni
Art. 22
Al primo comma, lettera c), sostituire il punto 3 con il seguente:
"3. paragrafo 3.10 - ricerca scientifica e tecnologia - lire 5.000.000.000 per ciascuno degli anni 1993, 1994 e 1995 (titolo di spesa 11.3.10/I)". (10)
Emendamento modificativo Cadoni - Usai E.
Art. 22
L'importo di lire 23.200.000.000, iscritto nel punto 1 lettera c) del primo comma dell'articolo 22, è rideterminato in lire 24.700.000.000.
Nel quarto comma del medesimo articolo 22 è aggiunto il seguente aliena:
" - quanto a lire 1.500.000.000 nell'anno 1993 alla acquisizione di strutture museali nel comune di Bosa".
DL 345
In aumento
Assessorato del Bilancio
Capitolo 03034/01 - versamento alla contabilità speciale di cui alla L. 268/1974
1993 lire 1.500.000.000
1994
1995
In diminuzione
Assessorato del Bilancio
Capitolo 03017 - FNOL Investimenti
1993 lire 1.500.000.000
1994
1995
mediante riduzione voce 3 della tabella B allegata al DL 344. Conseguentemente deve essere diminuito di pari importo la lettera b) dell'articolo per l'anno 1993. (12)
Emendamento soppressivo parziale Mannoni
Art. 22
Il punto 3, lett. c) del comma 1 dell'articolo 22 è soppresso. (21)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 22
Dopo l'art. 22 è aggiunto il seguente:
Art. 22 bis
Attuazione intesa programma per le zone interne della Sardegna centrale
1. Ai fini dell'attuazione degli interventi a favore della Sardegna centrale, di cui alla delibera CIPE del 25 marzo 1992, le somme assegnate alla Regione per l'incentivazione delle attività produttive vengono versate su un apposito Fondo costituito presso il CIS e la SFIRS (Cap. 09045/13), con esclusione dello stanziamento di lire 28.000.000.000 di cui alla legge regionale 8 febbraio 1993, n. 10.
2. A carico del Fondo sono assunti gli oneri relativi ai seguenti interventi:
a) contributi in conto capitale fino alla misura massima del 40 per cento degli investimenti fissi ammissibili;
b) contributi in conto interessi sugli investimenti da realizzare o finanziamenti a tasso agevolato fino alla misura massima del 30 per cento degli investimenti stessi. Il tasso agevolato a carico dell'impresa beneficiaria, anche ai fini del computo del contributo di cui sopra, sarà pari al 36 per cento del tasso di riferimento; la durata dei benefici di cui al presente punto non può superare dodici anni di cui due di preammortamento;
c) partecipazioni delle Società finanziarie controllate dalla Regione nel capitale sociale delle nuove iniziative o concessione da parte delle medesime di prestiti partecipativi o prestiti obbligazionari, nei limiti previsti dalle norme statutarie delle Finanziarie stesse.
3. Gli interventi di cui alle lettere a) e b) del precedente comma 2 sono autorizzati dall'Assessore competente in materia di industria, su conforme deliberazione della Giunta regionale, assunta sulla base di istruttoria tecnico-economica e finanziaria dell'Ente creditizio gestore del Fondo; l'assunzione degli oneri relativi alle iniziative di cui alla lettera c) del medesimo articolo è autorizzata con la medesima procedura sulla base di appositi programmi di intervento predisposti dalle Società proponenti e con oneri a carico del Fondo costituito presso la SFIRS.
4. L'ammontare degli incentivi alle singole imprese resta comunque contenuto entro i limiti previsti dalla normativa nazionale e comunitaria per l'aiuto alle stesse, calcolato in termini di equivalente sovvenzione netta.
5. Per l'attuazione degli interventi previsti dal precedente secondo comma la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dell'industria, emana apposite direttive a' termini dell'articolo 6 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6; per la gestione del Fondo di cui al presente articolo l'Amministrazione regionale è autorizzata a stipulare apposita convenzione con l'Ente creditizio prescelto, a' termini dell'articolo 99 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 e successive integrazioni. (22)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 10 ha facoltà di illustrarlo.
MANNONI (P.S.I.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 12 ha facoltà di illustrarlo.
CADONI (M.S.I.-D.N.). Credo non ci sia bisogno di illustrarlo, perché non contrasta con le poste di bilancio previste dallo stesso articolo.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 21 ha facoltà di illustrarlo.
MANNONI (P.S.I.). Per specificare che il testo deve essere letto nella seguente maniera: "Il comma 3 dell'articolo 22 è soppresso". - Non "il punto 3, lettera c)", come è stato detto, ma il comma 3. L'emendamento si illustra da solo, il punto 3 introduce nello stanziamento delle modalità di attribuzione che sono palesemente rivolte e indirizzate a definire un unico possibile destinatario. Mi pare che questo non sia coerente con l'impostazione della finanziaria. Lo stanziamento rimane, verrà utilizzato con un programma della Giunta regionale e non con una definizione a priori di chi è il destinatario in via di fatto.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 22 ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. L'emendamento numero 22 è importante: si tratta dell'inserimento nel bilancio delle modalità di utilizzazione dei fondi trasferiti alla Sardegna sulla base dell'intesa per la Sardegna centrale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti numero 12 e 21 ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. La Giunta non accoglie l'emendamento numero 12 e accoglie l'emendamento numero 21.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare l'onorevole Edoardo Usai. Ne ha facoltà.
USAI EDOARDO (M.S.I.-D.N.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 12.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 12.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 58
maggioranza 30
favorevoli 26
contrari 32
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione: Atzeni - Baghino - Baroschi - Cabras - Cadoni - Carusillo - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Demontis - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Paolo - Fantola - Ferrari - Giagu - Ladu Giorgio - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Marteddu - Merella - Morittu - Mulas Franco - Mula Maria Giovanna - Muledda - Onida - Oppi - Pau - Pes - Pili - Planetta - Porcu - Ruggeri - Sanna - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Selis - Serrenti - Serri - Soro - Tamponi - Tarquini - Tidu - Urraci - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca.)
Metto in votazione l'articolo 22. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 22. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 23.
SECHI, Segretario:
Art. 23
Interventi a favore dell'industria e dell'artigianato
1. Per gli interventi diretti al consolidamento finanziario di cui all'articolo 3 della legge regionale 20 giugno 1989, n. 44, a favore delle piccole e medie imprese industriali sono autorizzati gli stanziamenti di lire 10.000.000.000 in ciascuno degli anni 1994 e 1995 (Cap. 09045/08).
2. Il primo comma dell'articolo 38 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, è sostituito dal seguente:
"1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a sostenere, con contributi in conto interessi, le anticipazioni concesse da enti creditizi per la realizzazione di iniziative industriali, alle quali competono incentivazioni previste da atti normativi nazionali o comunitari".
3. Sono autorizzati gli stanziamenti di lire 2.000.000.000 (Cap. 07038) per ciascuno degli anni 1994 e 1995 quali dotazioni del Fondo di rotazione per l'innovazione tecnologica - sezione aziende artigiane - istituito dall'articolo 73 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11; negli anni successivi gli stanziamenti saranno determinati con l'inclusione nella tabella di cui all'articolo 3, primo comma, lett. d) allegata alla legge finanziaria.
4. L'articolo 36, comma 3, della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, si interpreta nel senso che la procedura prevista si applica a tutte le fidejussioni regionali disciplinate dalla legge 7 maggio 1953, n. 22, e successive integrazioni.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Usai S. - Lorettu
Art. 23
Al primo comma dell'articolo 4 della L.R. 20 giugno 1989, n. 44 come modificata dalla L.R. 23 luglio 1990, n. 28, vengono aggiunti i seguenti commi: "Saranno altresì ammesse ai benefici di cui al precedente articolo le piccole e medie imprese industriali aventi sede legale ed impianti in Sardegna, che alla data di presentazione della richiesta di consolidamento vantino crediti scaduti e immobilizzati nei confronti di società facenti capo in via diretta o indiretta al sistema delle partecipazioni statali, anche se in liquidazione, e/o nei confronti di società aventi dimensioni eccedenti a quelle indicate nel successivo art. 5 e che si trovino in fase di procedura concorsuale o di liquidazione.
Fermi restando i parametri massimi di intervento di cui all'art. 3, comma 3, l'importo consolidato non potrà in ogni caso eccedere l'ammontare dei crediti scaduti e immobilizzati". (1)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare l'onorevole Sandro Usai.
USAI SANDRO (D.C.). Poiché il Presidente della Giunta ha dichiarato di condividerlo nella sostanza, io lo ritiro per ripresentarlo come emendamento alla legge di accompagnamento alla finanziaria che riguarda il settore industriale.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 1 è ritirato.
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 23. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 24 bis.
SECHI, Segretario:
Art. 24 bis
Partecipazione ai programmi di iniziativa comunitaria
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a concorrere al finanziamento di programmi di iniziativa comunitaria e di interesse regionale che comportino un costo complessivo non superiore ai 500 milioni; il concorso regionale può coprire l'intera parte di spesa non finanziata dalla CEE.
2. L'onere annuo per l'attuazione degli interventi di cui al presente articolo è valutato in lire 400.000.000 (Cap. 03059).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Mannoni
Art. 24 bis
Dopo l'articolo 24 bis è inserito il seguente:
Art. 24 bis 1
Le risorse occorrenti per l'attuazione della misura 2.4 relativa al Programma Integrato Mediterraneo per la Regione Sardegna - ricerca applicata e sportelli tecnologici - di cui al 5° comma dell'art. 55 della L.R. 28 aprile 1992, n. 6 confluiscono ad integrare il fondo consortile del Consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese, istituito ai sensi della legge regionale 23 agosto 1985, n. 21; dette somme sono utilizzate secondo le direttive circa i criteri di ammissibilità delle richieste, i parametri di congruità, le modalità di accesso e le procedure di erogazione delle provvidenze e di prestazione dei servizi, impartite dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'industria." (11)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Mannoni per illustrare il suo emendamento.
MANNONI (P.S.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si tratta di un emendamento procedurale, sul quale la Giunta non ha nulla da eccepire. L'unico problema è di capire se può essere trattato in sede di legge finanziaria oppure no. Non ho nessuna osservazione da fare di tipo diverso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.). Vorrei fare una dichiarazione. Nella sostanza questo emendamento ha una giustificazione. Io però, non riuscendo a capire sino in fondo (poiché la sequenza dei lavori non consente di approfondire i problemi) se ci sono problemi di rendicontazione e di attuazione procedurale, ho manifestato alcune perplessità che non riesco a rimuovere. Questa è la prima considerazione; la seconda considerazione è più generale. Noi dovremmo in prospettiva, a prescindere da questo emendamento, evitare di interferire con la finanziaria sulle competenze degli enti strumentali, visto che abbiamo in corso un programma di riforma del sistema degli enti. L'abbiamo fatto spesso, anche in relazione al Consorzio 21, che era nato con una finalità e poi abbiamo cambiato finalità. Se continuiamo così il sistema degli enti diverrà una realtà della quale né il Consiglio, né, forse, la stessa amministrazione regionale saranno in grado di avere piena conoscenza e controllo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Mannoni. Ne ha facoltà.
MANNONI (P.S.I.). Signor Presidente, probabilmente sarebbe stato opportuno che questo emendamento lo presentasse la Giunta. E' un testo che non aggiunge niente alla competenza dell'ente in questione, in quanto i fondi di cui si parla, derivanti dalla misura comunitaria 2.4, sono già attribuiti dalla Giunta regionale alla medesima struttura. Si tratta di semplificare la gestione del fondo dello sportello tecnologico per evitare che continui a rimanere una gestione fuori bilancio e quindi con una rendicontazione come al solito complicata e resa sempre più gravosa da un atteggiamento fiscale di controllo da parte di chi sta, in qualche maniera, rendendo difficile la vita di questo ente. E' una mera manovra semplificativa che credo si possa fare.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 24 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 24 ter.
SECHI, Segretario:
Art. 24 ter
Programma Valoren
1. Ad integrazione di quanto disposto dall'articolo 52 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, per la copertura degli oneri derivanti dalla realizzazione degli interventi ammessi ai benefici comunitari previsti dal programma "Valoren", è autorizzata l'ulteriore spesa di lire 1.857.000.000 nell'anno 1993, di cui lire 880.000.000 finanziati dalla CEE e lire 977.000.000 dalla Regione, per la realizzazione dell'impianto fotovoltaico nel Comune di Villasimius (Capp. 03061/05 e 03061/06).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Mannoni - Dadea
Art. 24
ter
Dopo l'articolo 24 ter è aggiunto il seguente:
Art. 24 quater
Finanziamento dell'attività di ricerca del CRS4
1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a corrispondere al Centro di Ricerca, Sviluppo e Studi Superiori in Sardegna (CRS4), società cooperativa a responsabilità limitata, società a prevalente partecipazione regionale, un finanziamento annuo pari a lire 10.000.000.000 per ciascuno degli anni 1993, 1994 e 1995, destinato alla attuazione di un programma di ricerca pluriennale finalizzato alla formazione del capitale umano e materiale e delle competenze necessarie per il consolidamento delle attività di ricerca scientifica e tecnologica (Cap. 03033/01).
2. Il finanziamento di cui al precedente comma viene corrisposto, sulla base di apposito programma di ricerca approvato dalla Giunta regionale, in due rate semestrali anticipate al CRS4 il quale, alla fine di ciascun esercizio finanziario, presenta all'Assessorato regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio una relazione sull'attività svolta e sui risultati conseguiti, accompagnati dal bilancio della Società approvato ai sensi della normativa vigente e contenente, ai fini di rendicontazione, la separata evidenziazione delle spese sostenute per il programma di ricerca di cui al comma precedente. (9)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Mannoni per illustrare il suo emendamento.
MANNONI (P.S.I.). L'emendamento numero 9 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 9, quindi, è ritirato.
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 24 ter. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 29.
SECHI, Segretario:
Art. 29
Incentivi per la gestione consortile di pubblici servizi - Capo IV, Legge regionale 6 settembre 1976, n. 45
1. I finanziamenti da concedere con carico agli stanziamenti iscritti ai capitoli 05014/06, 05014/07 e 08030 del bilancio della Regione per l'anno 1993 e per gli anni successivi sono disposti con i criteri e con le modalità di cui ai commi secondo, terzo, quarto e quinto dell'articolo 16 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13.
2. E' confermato, nell'anno 1993, per l'importo di lire 3.000.000.000, l'intervento di cui all'articolo 94 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6 (Cap. 08169).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 29
All'articolo 29 è aggiunto il seguente comma:
"3. E' autorizzata, nell'anno 1993, la spesa di lire 1.000.000.000 per la concessione di finanziamenti fino al 100 per cento delle spese ritenute ammissibili, per la gestione e la ristrutturazione, da parte dei comuni, di impianti idropotabili ed elettrici (Cap. 04179/10)".
SPESA
In aumento
Cap. 04179/10 (N.I.) (1.1.1.5.2.2.07.27) (08.02) - Finanziamenti ai comuni per la gestione e la ristrutturazione di impianti idropotabili ed elettrici (art. 29, comma 3, della legge finanziaria)
1993 lire 1.000.000.000
1994
1995
ENTRATA
In aumento
Cap. 12106 - IRPEF
1993 lire 1.000.000.000
1994
1995. (26)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 26 ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 29. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 26. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 30 bis.
SECHI, Segretario:
Art. 30 bis
Partecipazione regionale al capitale del Credito Industriale Sardo
1. L'autorizzazione di spesa, di lire 73.881.000.000, prevista dall'articolo 43 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6, relativa alla sottoscrizione di aumenti di capitale nel Credito Industriale Sardo, è ridotta a lire 37.612.000.000; conseguentemente è abrogata l'autorizzazione di spesa di lire 36.269.000.000, prevista per l'anno 1993 (Cap. 03070/01).
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Usai Sandro - Lorettu
Art. 30 bis
- Il titolo dell'art. 36 della L.R. 30 aprile 1991, n. 13 è sostituito dal seguente: "Fondo di garanzia delle obbligazioni emesse da imprese industriali, da istituti di credito e da società finanziarie a prevalente partecipazione regionale".
- Al primo comma dell'art. 36 della L.R. 30.4.1991, n. 13 sono aggiunte le seguenti parole:
"Ove i titoli obbligazionari siano emessi da istituti di credito al fine di destinare in via specifica la relativa provvista finanziaria a operazioni di medio credito industriale in favore di predeterminate società di capitali, aventi i requisiti di cui al comma precedente, l'Amministrazione regionale è autorizzata a prestare garanzia fideiussoria per il rimborso del debito nominale contratto dalle predette società nei confronti degli istituti di credito". (2)
Emendamento soppressivo Giunta regionale
Art. 30 bis
Partecipazione capitale CIS
E' soppresso. (23)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Sandro Usai per illustrare il suo emendamento.
USAI SANDRO (D.C.). Avendo il Presidente della Giunta condiviso la sostanza di questo emendamento e osservato che è più corretto presentarlo alla legge di accompagnamento sull'industria, viene ritirato per presentarlo in quella sede.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 2 è ritirato.
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 23 ha facoltà di illustrarlo.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 31.
SECHI, Segretario:
CAPO V
Disposizioni in materia di attività' sociali
Art. 31
Programma di formazione professionale
1. E' sospesa l'applicazione della misura della spesa per abitante indicata dall'articolo 31 della legge regionale 1° giugno 1979, n. 47.
2. La quota di mezzi propri della Regione da destinare alla realizzazione del programma di formazione professionale nel 1993 è determinata in lire 65.000.000.000 (Cap. 10001).
3. Il limite massimo retributivo per le convenzioni previsto dall'articolo 9, primo comma, della legge regionale 2 marzo 1982, n. 7, è determinato in lire 80.000 orarie.
4. La spesa di cui all'articolo 4 della legge regionale 13 giugno 1989, n. 42, è fissata in lire 100.000.000.000 ed è così ripartita:
Cap. 10001 lire 11.450.000.000
Cap. 10002 lire 24.000.000.000
Cap. 10002/01 lire 9.000.000.000
Cap. 1003 lire 55.550.000.000.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Mannoni - Cogodi - Pusceddu
Art. 31
Dopo l'art. 31 è aggiunto il seguente:
Art. 31 bis
L'art. 2 della legge 23.1.1986, n. 19 è modificato come segue: "Sono destinatarie di contributi le confederazioni delle imprese artigiane e commerciali operanti in Sardegna con proprie strutture e uffici.
L'assegnazione dei contributi è disposta in relazione alla consistenza degli aderenti ad ogni confederazione ed alla attività svolta dalla medesima". (8)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Mannoni per illustrare il suo emendamento.
MANNONI (P.S.I.). Signor Presidente, attraverso questo emendamento torna all'attenzione del Consiglio un problema che di anno in anno viene rinviato, e viene, come dire, astutamente rinviato, perché il tempo passa, finirà anche la serie di mandati di alcuni di noi e questa questione non viene mai affrontata. La questione è quella del finanziamento delle organizzazioni. In questo momento affrontiamo il problema delle organizzazioni del settore artigiano e commerciale, che è emblematico di un problema generale. A carico del bilancio regionale vi è un peso notevole, che io in questo momento non riesco a quantificare: c'è chi ha calcolato 15 miliardi, chi 20 e chi di più di interventi per sostenere organismi rappresentativi di categorie produttive. Probabilmente è anche giusto che il potere regionale favorisca, mettendo a disposizione risorse pubbliche, l'aggregazione e la rappresentanza autonoma della categorie e degli interessi sociali. Ma una visione più moderna di questi problemi dovrebbe forse indurci a individuare gli strumenti di promozione in un sistema di servizi offerti alle associazioni e alle organizzazioni sociali. Invece rimane in piedi un impianto vecchio in base al quale si finanzia ora l'organizzazione come tale, ora di centro di elaborazione dati, ora la formazione di quadri dirigenti, ora il centro studi. In sostanza abbiamo una pletora di interventi che gravano sul bilancio in maniera notevole e oggi assolutamente insopportabile dal punto di vista quantitativo e dal punto di vista qualitativo. E' una situazione ormai non più accettabile, che risponde a una visione, come dire, stantia della vita sociale e della politica e che, per di più, favorisce il consolidarsi di legami impropri tra organizzazioni sociali e forze politiche; altro che cinghie di trasmissione, spesso si tratta di veri e propri cordoni ombelicali, (anche la forza politica che io rappresento in qualche maniera vi concorre); pare che sia una situazione assolutamente non più sopportata dalla gente.
Allora occorre mettere mano radicalmente, settore per settore, da un lato alla riduzione di questo peso, e qualche passo avanti è stato fatto, sia pure in maniera insufficiente, nella discussione del bilancio di quest'anno. E bisogna fare in modo che quanto viene stanziato nel bilancio sia reso accessibile a chiunque, nella vita sociale e nella vita economica, affinché il fenomeno associativo esista e abbia un minimo di consistenza, di organizzazione, di presenza nella società sarda. L'emendamento da me presentato tende a eliminare nel settore dell'artigianato e del commercio, la strozzatura introdotta dalla legge regionale numero 19 del 1986, per cui possono essere beneficiarie dei soldi pubblici solo le organizzazioni più rappresentative. Anzitutto non si capisce qual è il criterio per determinare la maggiore rappresentatività. Per quanto riguarda poi l'altro requisito fissato dalla legge numero 19, i beneficiari devono avere uffici nelle quattro province sarde: insomma, sono sempre gli stessi modelli che vengono applicati per definire già a priori il soggetto. Io credo che tutte queste barriere vadano eliminate e propongo di stabilire che devono essere sostenute con risorse pubbliche le associazioni realmente esistenti, previa presentazione alla Giunta di una relazione circa di servizi svolti nell'anno; il sostegno dovrà essere proporzionato sia in ragione della rappresentatività dell'associazione, sia in relazione alla effettiva prestazione di servizi. Mi pare che in tal modo si stabilirebbe un criterio di equilibrio e di giustizia: mi rendo conto che ciò oggi può suscitare scalpore e scandalo, perché tende a toccare santuari; ma se tocca dei santuari, lasciamo che ci avvenga.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
RUGGERI (P.D.S.). Io colgo l'occasione di questo emendamento per sollevare un problema di carattere più generale. Noi viviamo in una fase che richiede a tutti grandi sacrifici, perciò la Regione deve darsi una regola. Non possiamo più pagare a piè di lista iniziative varie che vengono assunte dal mondo organizzato sardo, dove spesso la quota più rilevante riguarda le cene, riguarda i convegni lussuosissimi, con le serate di gala cui viene invitata la Cagliari bene e quant'altro. Allora abbiate pazienza, lo dico per tutti: occorre introdurre davvero un principio di austerità. Una cosa è il convengo scientifico, utile per far crescere tutti, altra cosa è la cena da 150 mila lire a persona: non fa crescere nessuno, anzi, spesso fa persino male, tanto che taluni debbono ricorrere al medico perché si è mangiato troppo o si sono mangiate cose nocive alla salute. La Regione non deve pagare disavanzi di associazioni culturali, né di associazioni imprenditoriali, posto che il disavanzo spesso deriva dalle tante cene al Corsaro o in altri locali, di lusso e non di lusso a Cagliari. Si paghi esattamente il servizio e basta. Poi la cena ognuno se la paghi per sé, perché io sono favorevole sull'ospitalità, ma quando l'ospitalità eccede può rivelarsi persino volgare. Una Regione come la nostra, che sta trattando col Governo la salvaguardia di migliaia di posti di lavoro, si può permettere il lusso di pagare milioni di lire per cene? Mi risulta addirittura che una cena recente sia costata 100 milioni. Insomma, francamente non se ne può più di queste cose. Allora bisogna pagare i servizi e basta, le cene ognuno se le paghi di tasca propria, perché anche noi ce le paghiamo di tasca nostra. Quanto dico vale per tutti, vale anche per gli enti strumentali. E ciò vuol dire regolamentare anche i viaggi, perché anche questa cosa è assurda, che ogni volta che c'è una mostra debbano viaggiare a decine, con mogli, figli, fidanzate, nipoti. Bisogna andare alle cose essenziali. Bisogna viaggiare quando è utile, non è necessario partire ogni volta che c'è una mostra a Barcellona, a Parigi, a Londra, eccetera. Poi non vedo, neanche ricadute. Io ho visto molti dirigenti di enti strumentali viaggiare, dopo di che mica sono cresciuti sul piano della progettualità, sono invece aumentati i passivi. Io pensavo che andare in un determinato posto li avrebbe aiutati a risanare i bilanci di quegli enti, invece no: sono aumentati i debiti.
Anche per queste ragioni non mi convince l'emendamento presentato dal collega Mannoni. Bisogna, infatti, premiare la rappresentanza vera: si possono mettere insieme quattro commercialisti, fanno un ufficio e cosa vuol dire, questo, che li dobbiamo finanziare? Il diritto di organizzarsi ce l'hanno tutti, in quattro o in cinque, ma questo non fa nascere il diritto di avere un finanziamento dalla Regione. Il bilancio della Regione, abbiate pazienza, ha un'altra filosofia: abbiamo stabilito di razionalizzare le risorse, impegnandone la massima parte per innescare lo sviluppo, mentre fra minori entrate e tagli del governo, la Sardegna si è impoverita. Noi abbiamo avuto nel 1970 il più alto reddito d'Italia, perché c'era una valanga di investimenti, in Sardegna, che hanno fatto sì che la Sardegna fosse la Regione con il reddito pro capite più alto, anche se il dato statistico, poi, non coincideva con il reddito familiare effettivo, perché era mascherato dagli ingenti investimenti della chimica di quel periodo. Oggi dobbiamo saper gestire una fase di austerità e l'austerità significa anche dare i contributi soltanto per le cose essenziali e per i servizi reali.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Leonardo Ladu. Ne ha facoltà.
LADU LEONARDO (P.D.S.). Io spero che il collega Mannoni riconsideri le valutazioni che faceva, perché, come sicuramente a lui è noto, non ho santuari inviolabili: almeno per me, non ci sono. D'altra parte mi sembrerebbe difficile non riconoscere che vi è una giungla di soggetti che succhiano e dilapidano risorse provenienti dal bilancio regionale. Però vi è soggetto e soggetto e credo che nessuno di noi possa negare il ruolo delle organizzazioni rappresentative dei grandi interessi sociali, le quali svolgono funzioni fondamentali nell'organizzazione democratica e nell'espletamento dei servizi. Se vi è una necessità di riordino, su questo terreno, che nessuno può disconoscere, bisogna pur sempre operare senza furbizie, evitando proposte univoche, circoscritte, limitate, unilaterali e, permettetemi di dirlo, estemporanee. Con molta concretezza la Commissione ha individuato alcune iniziative che sono formalizzate nella proposta di bilancio. Si è deciso di decurtare, non ricordo se del 20 o del 25 per cento, la disponibilità di risorse destinate alla generalità delle organizzazioni, comprese quelle sindacali, rispetto alla dotazione degli scorsi anni e sicuramente dell'ultimo anno. E si è deciso, per tutte le organizzazioni, di accantonare queste risorse in nuovi oneri, assumendo l'impegno, come forze politiche e come Giunta, di presentare rapidamente una proposta di riorganizzazione per decidere quali sono i parametri ed i criteri di erogazione delle risorse regionali ai vari soggetti, perché possano operare meglio, entro criteri di equità e nel rispetto di una funzione che nessuno può disconoscere, mettendo comunque fine al caos e al disordine attuali. Ora noi riconfermiamo, coerentemente alle decisioni assunte unanimemente in Commissione, questa linea di vero riordino e di vera riforma: non possiamo perciò accettare proposte unilaterali ed anzi invitiamo il Capogruppo del Partito socialista a ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Gruppo Misto). A me onestamente pareva che l'emendamento presentato e illustrato dal collega Mannoni fosse non dico una cosa ovvia e scontata, ma una cosa da considerare normale in questi tempi. Noi oscilliamo sempre tra le grandi dichiarazioni di principi e l'incapacità pratica a modificare qualsiasi cosa, ed allora delle due l'una: o si lascia tutto com'è o si dice: "Fermi tutti, riordiniamo, risistemiamo, bonifichiamo e ripartiamo in modo nuovo". Fra i due estremi, quello di lasciare tutto com'è e quello di fermare tutto e ripartire daccapo, ci sono tuttavia delle misure intermedie. Noi ci sforziamo sempre di agire con equilibrio, poi c'è chi riesce di più e chi riesce di meno, ma questo è lo sforzo che facciamo, per introdurre un qualche elemento che vada nella direzione giusta, quella che si vorrebbe perseguire per sfuggire a questa tenaglia.
L'emendamento dell'onorevole Mannoni propone solo una cosa: mantenere una linea di intervento regionale di sostegno all'associazionismo professionale o sindacale - in questo caso si tratta di due settori, quello artigiano e quello commerciale, ma il discorso vale per tutti - e però renderlo più equo, perché oggi questo intervento è eccessivo e di sicuro dispersivo. Se qualcuno di noi ha l'applicazione, la pazienza e pure il tempo di farlo, e va a guardare il bilancio della Regione, scopre un sacco di quelle cose di cui parliamo in astratto e che poi non andiamo mai a verificare in concreto. Il bilancio della Regione, quello fatto dai numeri, dai capitoli, è una miniera di notizie: vi è registrata tutta la distorsione della spesa regionale. La Commissione e il Consiglio discutono per settimane e giorni, in Aula, la finanziaria, il libro piccolo, quello che stiamo discutendo adesso, cioè 40 articoli che ci impegnano per tre mesi, ma il libro grande, quello dei 3000 capitoli di bilancio, quello sarà oggetto di una lettura rapida, possibilmente di notte e dopo mezzanotte, con i panini e le pizzette: quello via, invece è lì, la sostanza.
Prendiamo per esempio questa materia. Nel bilancio della Regione non c'è un unico contributo per le organizzazioni professionali, ce ne sono diversi, incoerenti, cioè aggiunti sempre l'uno agli altri, e quando se ne aggiunge uno non si va mai a vedere che cosa erano gli altri. Per esempio, in questa materia, di organizzazioni artigiane, nel bilancio della Regione, c'è un contributo per favorire la partecipazione: la Regione spende 2 miliardi e 210 milioni all'anno per agevolare la partecipazione di chi già ha deciso di partecipare, perché chi si iscrive a un sindacato ha deciso di partecipare. Evidentemente si vuole che partecipino più attivamente e a tal fine la Regione dà un contributo alla vita di un'organizzazione già costituita. Due miliardi e 210 milioni! Ma non è finita lì perché poi la Regione ha aggiunto un altro capitolo di bilancio: "Contributi alle confederazioni delle imprese artigiane per favorire l'innovazione". Quindi, prima dà 2 miliardi perché i partecipanti partecipino, poi dà un altro miliardo perché questi partecipanti si innovino; ma, allo stesso fine e per le stesse organizzazioni, un altro capitolo di bilancio, con legge diversa e norma diversa, dà un altro contributo straordinario alle confederazioni artigiane per programmi di riqualificazione: 250 milioni. Prima partecipano, poi si innovano, poi si riqualificano e siccome non basta, dopo che si sono partecipati, innovati e riqualificati, un altro capitolo di bilancio ancora dà un altro contributo per gestire i CED, perché riqualificandosi, innovandosi, al CED non avevano pensato: allora un altro contributo, altri 300 milioni per i CED e così via. Sommando il tutto fanno alcuni miliardi, alcuni miliardi per alcune associazioni. Il mondo delle imprese, il modo dell'associazione libera, il mondo dell'associazionismo democratico non deve essere necessariamente incentivato dal danaro pubblico. Non c'è scritto, mi pare, nell'emendamento di Mannoni, che quattro ingegneri e quattro commerciasti sono un sindacato di artigiani. Non è nelle regole, questo. Si parla di sindacati di artigiani per i quali non pare giusto, in attesa che si riordini il tutto, che alcuni vengano sostenuti e alcuni no. Ed esistono associazioni artigiane, immagino - non lo so, ma lo immagino - che svolgono attività meritevoli quanto le altre organizzazioni; saranno più piccole, però esistono, si fanno anche sentire, tra l'altro, e però sono escluse dai contributi. Per una serie di meccanismi che sono stati studiati a tavolino, vi sono invece incluse solo alcune - credo due o tre organizzazioni - e questo crea una disarmonia e anche un'ingiustizia, perché la libertà di associazione dell'impresa e dell'artigiano non può essere orientata dalla Regione: è chiaro che un'associazione super incentivata, rispetto ad una lasciata al niente, avrà più mezzi, avrà più strumenti. Invece occorre riconoscere, come conseguenza delle diverse aspirazioni ideali, se si vuole, l'articolazione delle presenze, anche la vivacità delle presenze: il che non vuol dire affatto disgregare, vuol dire riconoscere la dignità di ogni forma di associazionismo democratico. L'emendamento di Mannoni dice: "in proporzione alla consistenza e all'attività". Più giusto di questo! Consistenza vuol dire: tante imprese associate in sindacato tanto contributo, chi è mille avrà mille, chi è cento avrà cento. Perché non riconoscere il diritto di esistere a chi già esiste? Poi pranzi, sprechi non ne deve fare nessuno e se si vogliono eliminare i pranzi, ci si rivolga intanto a chi ha i soldi per farli, perché le organizzazioni alle quali non si dà nulla non possono fare neanche pranzi.
Però voglio informare il Consiglio, siccome ho avuto modo di applicarmi a questa cosa...
(Interruzioni)
Per quelli che ce li hanno; quindi non è contro l'emendamento Mannoni, il tuo intervento, è a favore dell'emendamento Mannoni. Io invito il Consiglio, e anche la Commissione, quando, collega Selis, tornerà a occuparsi di quella misura di riordino del bilancio, a voler raggruppare i capitoli di bilancio almeno in pagine distinte e a non lasciarli dispersi: verrebbero fuori dei miracoli di conoscenza. Se noi raggruppassimo in alcune pagine tutti i contributi che la Regione dà a organizzazioni sindacali e professionali, arriveremmo a tre pagine di capitoli di bilancio e a una somma che supera i 30 miliardi, esclusa tutta la convegnistica, tutta la pubblicistica, tutta la pubblicità più o meno istituzionale o veicolata per organizzazioni. Quella è a parte. Questi sono solo i contributi diretti alle organizzazioni: 7-8 organizzazioni regionali hanno circa 30 miliardi. Con 30 miliardi si organizzano imperi! Con 30 miliardi non è mica vero che si garantisce il rapporto democratico, l'articolazione, la vivacità! Con 30 miliardi dati a pochi si ossifica l'esistente, si creano imperi; si alimenta quella specie di burocrazia regionale allargata che è la burocrazia di molte organizzazioni di fatto pagate sempre e comunque dalla Regione.
Questo è un problema politico e morale serio: qui c'è un canale di finanziamento pubblico per molte attività che non sono istituzionali. Io dico che questi ragionamenti vanno approfonditi e vanno risolti con saggezza, con equilibrio. Però l'equilibrio passa attraverso il riconoscimento di diritti, perché se questo Consiglio volesse insistere - ritenendo erroneamente di far meglio - nel proteggere solo alcuni, quelli più vicini alle forze politiche, allora si porrebbe il problema fondamentale, radicale, di fermare tutto per risanare la situazione. Ma in generale fermare tutto non sarebbe utile, soprattutto in considerazione delle finalità, che immagino siano nobili per tutti, che si vogliono perseguire. Ecco perché ritengo che quell'emendamento possa essere accolto, perché va nella direzione di sbloccare una situazione, di sbloccarla con saggezza e con equilibrio e non, invece, nell'altra forma che sarebbe a quel punto, di molto, più radicale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ferrari. Ne ha facoltà.
FERRARI (P.S.I.). Signor Presidente, io intervengo molto brevemente per dire che sono d'accordo con le cose dette su questo emendamento dai presentatori, ma per dire che sono d'accordo anche con il collega Ruggeri, il quale sostiene che bisogna dilapidare le risorse regionali, e con il collega Ladu, il quale sostiene che bisogna riordinare tutto questo settore. L'anno scorso questa materia è stata oggetto di discussione e di dibattito: ricordo che intervennero per ultimi il collega Antonello Soro e l'allora assessore Fausto Fadda. Entrambi si erano impegnati, uno per la Giunta l'altro per il Consiglio, a riordinare questa materia. Fatto sta che è passato un anno intero e non è avvenuto niente. Questa materia, non solo per quanto riguarda il settore dell'artigianato e del commercio, ma per quanto riguarda tutti i settori in cui operano organizzazioni professionali e organizzazioni sindacali, deve essere veramente riordinata e io vorrei che ci fosse un impegno vero, concreto per andare al riordino. Siccome questo impegno è stato annunciato anche lo scorso anno e non si è fatto niente, io voterò a favore, oggi, di questo emendamento, benché qualcuno l'abbia definito estemporaneo. E' comunque un emendamento correttissimo dal punto di vista dei principi, anche restano aspetti non definiti e che dovrebbero essere definiti.
Una cosa però mi sento di dire ed è questa: l'anno scorso è stato detto che in linea di principio occorreva evitare di finanziare illecitamente piccole organizzazioni, organizzazioni inventate, organizzazioni che mettevano etichette sulla porta. Su questo siamo ancora tutti d'accordo. Oggi tuttavia in base ai meccanismi vigenti, organizzazioni serie, organizzazioni che offrono servizi altrettanto correttamente di quanto facciano le altre, non vengono finanziate, cioè non accedono ai finanziamenti. Il problema è di non disperdere risorse, di utilizzarle meglio, di dare risorse alle organizzazioni in funzione della qualità del lavoro che fanno, non in funzione della maggiore o minore rappresentatività Questo criterio è pur giusto, è fuori discussione, ma occorre contemperarlo con la valutazione soprattutto della qualità del lavoro e dei servizi resi. Io sono d'accordo con le cose che diceva Ruggeri, che certe attività non devono essere assolutamente finanziate. Pertanto io sottopongo all'Assemblea l'esigenza di porre davvero ordine nella materia, anche per quanto riguarda le organizzazioni sindacali, perché non è giusto che le grosse organizzazioni, che avrebbero meno bisogno di sostegni pubblici, invece vi attingano maggiormente. Concludo ribadendo che voterò a favore di questo emendamento perché afferma il principio secondo cui tutti coloro che fanno un servizio devono essere valutati alla stessa stregua in rapporto al lavoro che fanno e al servizio che rendono.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 31. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Si dia lettura dell'articolo 32.
SECHI, Segretario:
Art. 32
Integrazione fondo sanitario nazionale
1. E' autorizzato, nell'anno 1993, lo stanziamento complessivo di lire 263.000.000.000 quale integrazione della Regione per il finanziamento della spesa di parte corrente ed in conto capitale riguardante il fondo sanitario nazionale (Capitoli 12104/01,12133/02 e 12139/02).
2. A valere sullo stanziamento iscritto al Capitolo 12133/02 l'amministrazione regionale è autorizzata ad erogare in favore delle Unità sanitarie locali, nel corso dell'anno 1993, la somma di lire 10.000.000.000 per esigenze finanziarie connesse alla graduale attuazione del piano regionale per l'assistenza psichiatrica.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 32
Dopo l'articolo 32 è aggiunto il seguente:
Art. 32 bis
Integrazioni alla L.R. 25 gennaio 1988, n. 4
1. Per l'anno 1993 si prescinde all'autorizzazione al funzionamento delle strutture socio-assistenziali di cui all'articolo 41 della legge regionale 25 gennaio 1988, n. 4, purché tali strutture risultino attivate entro il 31 dicembre 1992 e sia dimostrata, mediante attestazione dell'Assessorato regionale competente, l'avvenuta presentazione della domanda e della prescritta autorizzazione.
2. Per l'anno 1993 è sospesa l'applicazione del comma 3 dell'articolo 55 della stessa legge regionale n. 4 del 1988.
3. Il contributo complessivo annuale di cui al comma 2 dello stesso articolo 55 è fissato in lire 2.200.000 per gli operatori provvisti di titolo di scuola media superiore integrata da ulteriore corso professionale; lire 2.600.000 per il personale provvisto di diploma di scuola media superiore e titolo di specializzazione triennale; di lire 2.800.000 per il personale provvisto di diploma di laurea.
4. La maggiorazione di cui al comma 5 dell' articolo 70 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 per le convenzioni stipulate con le autorità cooperative è fissata nel 10 per cento.
5. In caso di utilizzazione congiunta di personale convenzionato per la composizione di équipe territoriali multiprofessionali, la maggiorazione prevista dall'articolo 3 della legge regionale 10 dicembre 1990, n. 44, integra il compenso degli operatori.
6. All'onere di cui al presente articolo si fa fronte con gli stanziamenti previsti dal capitolo 12001/05 del bilancio regionale per l'anno finanziario 1993. (25)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Io vorrei chiedere se è tecnicamente possibile presentare un emendamento orale all'emendamento; se l'Assemblea me lo concede vorrei aggiungere un settimo comma che ripristina l'articolo 33. La Commissione ha soppresso l'articolo 33 della finanziaria: nella stesura dell'emendamento ci siamo dimenticati di mettere un settimo comma che invece ripristini l'articolo 33. Se il Consiglio non ha obiezioni l'emendamento si intende integrato con l'aggiunta di questo settimo comma.
PRESIDENTE. Allora, l'emendamento è stato illustrato e si propone di ripristinare l'articolo 33 come comma settimo dell'emendamento aggiuntivo.
Ha domandato di parlare l'onorevole Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (P.S.d'Az.). Ho già avuto modo di affermare - e voglio qui ripetermi per ricordarlo anche se tutti lo sanno - che io ho una capacità intellettiva molto tardiva, cioè tardo a capire le cose e anche a ricordarle, però mi pare che qui si stia facendo un giochetto che non mi piace proprio per niente. Il testo di questo emendamento riporta paro paro il testo del disegno di legge numero 366, approvato dalla Giunta regionale il 25 febbraio 1993, il quale è stato trasmesso per l'esame e per il parere della competente Commissione. La Commissione non ha mai esaminato questo disegno di legge, perché non si è potuta riunire. Allora, per ovviare alla mancata espressione del parere da parte della Commissione consiliare, l'unico sistema è quello di presentare un emendamento in Aula, ripeto, riportando paro paro il testo di quel disegno di legge. Ora io condivido il contenuto dell'emendamento, ma la forma, il metodo, il sistema col quale si è arrivati a portare in Aula questo argomento non mi pare che sia - diciamolo pure -corretto. Se si dovesse adottare questo sistema per tutti i disegni di legge che le competenti Commissioni non esaminano per mancanza di numero legale, perché non ci sono i commissari o per qualsiasi altra ragione, scavalcando tutte le procedure regolamentari e portando in Aula i disegni di legge sotto forma di emendamenti, la legge finanziaria, signor Presidente, diverrebbe un'"Enciclopedia Britannica", non una legge snella finalizzata a rendere più veloci le procedure di spesa regionali.
Ecco, è questo il motivo per il quale ho chiesto la parola, non tanto sulla sostanza dell'emendamento quanto sul metodo, sul sistema che si è voluto adottare per scavalcare la Commissione consiliare. Si tratta di un fatto politico a mio parere di estrema gravità, anche perché noi abbiamo sempre garantito la presenza per i lavori delle Commissioni consiliari e non ci sentiamo responsabili della mancata espressione dei pareri. Dico anche che si tratta di un fatto mortificante per questa Assemblea. Questo Consiglio ha delle norme regolamentari, delle regole che poi, per volontà certamente nascoste, mai espresse, vengono scavalcate, ignorate, aggirate anche con giochetti di questo tipo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (D.C.). Concordo pienamente con le valutazioni svolte dal collega Morittu, tanto è vero che il Gruppo della Democrazia Cristiana ieri non ha partecipato ai lavori. C'erano i tempi per fare le cose nel migliore dei modi, anche alla luce di una osservazione fatta dal Presidente del Consiglio, il quale puntualmente ha risposto che avremmo seguito le procedure che sono prassi consolidata di questo Consiglio. La Commissione ha valutato il provvedimento, però ha ritenuto di dover proporre alcune correzioni, signor Presidente. Per quanto attiene il primo comma, sopprimere la scadenza del 31 dicembre 1992 e modificare il resto come segue: "purché tali strutture risultino attivate da almeno un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge e si sia dimostrato mediante attestazione dell'Assessorato regionale competente della avvenuta presentazione della domanda e della prescritta documentazione", al posto di autorizzazione, che era sbagliato. Poi consegnerò l'elaborato che è stato predisposto dalla Commissione. Al terzo capoverso: "Il contributo complessivo annuale di cui al comma 2 dello stesso articolo 55 è fissato in lire 2.600.000 per il personale provvisto di diploma di scuola media superiore e titolo di specializzazione triennale e in lire 2.800.000 per il personale provvisto di diploma di laurea". Cioè così com'era: noi stiamo ripristinando, in effetti, quello dell'anno scorso. Abbiamo aggiunto invece il 5 bis, cui ha fatto riferimento prima il Presidente: per l'anno 1993, in deroga all'articolo 20, i programmi comunali sono approvati entro i 30 aprile. Rispetto alla prima stesura della Giunta la Commissione ritiene più congrua la data del 30 aprile, perché altrimenti allungheremo troppo i tempi. Ha fatto bene il Presidente a precisare che quello era un errore materiale, anche perché anche sul giornale di oggi leggo che la stragrande maggioranza dei comuni sardi hanno deliberato dopo il 31 gennaio perché sapevano che vi sarebbe stato questo atto da parte della Giunta. Si tratta quindi di correggere un errore materiale e a tal fine riproponiamo praticamente questa stesura come Commissione.
Una semplice osservazione, il primo comma parla di una semplice autorizzazione al funzionamento delle strutture socio-assistenziali. Lo dico perché rimanga agli atti: noi abbiamo soltanto un obiettivo, che è quello di favorire chi opera nel settore socio-assistenziale; non troviamo una stesura che ci tuteli da eventuali atti che sono al limite del socio-assistenziale. Faccio un riferimento preciso. Recentemente la Commissione sanità ha respinto all'unanimità una delibera della Giunta che riguarda la trasformazione, ancora non avvenuta, di una struttura operante nel campo della riabilitazione. Una struttura che ancora non è legittimata, poiché la trasformazione deve essere sottoposta ancora al C.P.S. Mi riferisco all'AIAS di Cortoghiana, perché non ci siano dubbi, che dovrebbe ottenere risorse finanziarie attraverso la legge numero 4 per prestazioni che sono state a suo tempo fatte attraverso un atto sanitario. Cioè sono stati mandati tanti poveri vecchi nella struttura di Cortoghiana perché venisse loro corrisposta la retta di 186 mila lire al giorno attraverso una struttura sanitaria, non per fare riabilitazione. Sembrerebbe che l'AIAS sia disponibile e attraverso questo meccanismo, in effetti, potrebbe rientrarci; noi riteniamo quindi di approvare il provvedimento e di precisare, però, che si tratta di strutture socio-assistenziali, quelle perlomeno che operano da almeno un anno. Ma non ci interesserebbe tanto questo fatto, che prima o poi deve trovare una sanatoria, poiché deve essere comunque pagato chi ha operato e chi ha gestito in termini di assistenza e non in termini sanitari. Non vorremmo piuttosto che si verificassero nel 1993 altri casi, che si aprissero grosse strutture, quindi, senza autorizzazione per fare la sanatoria alla fine del '93. Questo l'ho voluto dire perché rimanga agli atti, perché noi intendiamo tutelare tante strutture che operano da sempre e che si trovano anche in situazioni alle quali non abbiamo ancora dato le autorizzazioni, però operano con senso di responsabilità, in termini di volontariato, ormai da tanto tempo; ma non vogliamo consentire che attraverso la finestra rientri praticamente quel che noi abbiamo fatto uscire dalla porta. Quindi consegno questo elaborato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (P.D.S.). Intanto per rappresentare l'esigenza di sospendere la votazione di questo emendamento, affinché ci sia modo di vedere la proposta adesso illustrata dall'onorevole Oppi. La seconda considerazione riguarda la proposta del Presidente della Giunta: io credo che sia opportuno recepirla e approvarla, anche se il problema dovrebbe essere già risolto nel disegno di legge che è stato esaminato dalla prima Commissione e che riguarda l'istituzione del fondo unico a favore dei Comuni (sempre poi che l'Aula lo approvi) attraverso una delega, o meglio attraverso il riconoscimento della potestà dei singoli comuni di procedere all'approvazione del programma socio-assistenziale. Quindi la previsione dell'articolo 33 potrebbe essere considerata in qualche modo inutile; a titolo cautelativo, però, mi pare che la proposta del Presidente della Giunta sia corretta e debba quindi essere sostenuta.
In merito all'osservazione fatta ancora dall'onorevole Oppi va richiamato un fatto: il programma degli investimenti, che era già, e rimane, fino a questo momento, di competenza della Giunta regionale, non è stato attivato né per l'annualità 1991, né per l'annualità 1992. Molti comuni che avevano attivato i servizi in questo settore aspettavano la definizione di quel programma per intervenire su proprie strutture socio-assistenziali. Il fatto che il programma regionale non sia stato approvato ha determinato una difficoltà enorme per le amministrazioni comunali, che tentavano di razionalizzare e di programmare l'intervento nel settore con riferimento alla legge specifica, la numero 4. Ora appare chiaro che se noi non precisiamo dal punto di vista interpretativo la concatenazione dei tempi tra l'attivazione dei servizi e la dimostrazione, che deve essere data, della avvenuta presentazione della domanda, noi mettiamo fuori campo e fuori gioco un numero notevole di comuni, soprattutto di comuni minori. L'emendamento dice: "entro il 31 dicembre '92"; l'onorevole Oppi dice: "da almeno un anno", e potrebbe anche andare bene, purché l'attivazione possa essere precedente alla presentazione della domanda di autorizzazione, perché se così non fosse noi daremmo anche alla domanda di autorizzazione una decorrenza precedente, cosa che ostacolerebbe non pochi comuni e renderebbe di fatto impossibile l'utilizzazione anche delle norme del disegno di legge approvato dalla prima Commissione sull'istituzione del fondo unico a favore dei comuni.
Ribadisco comunque la richiesta, se è possibile, di sospendere la votazione di questo emendamento per dare l'opportunità ai Gruppi di rivederlo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Chiedo scusa, ma sarebbe opportuno soprassedere alla sospensiva, altrimenti meglio sospendere la seduta, dato che abbiamo soltanto un altro articolo. Io credo che i chiarimenti dell'onorevole Oppi siano accoglibili; non vedo cos'altro possa sortire da un'eventuale sospensiva. Sarei quindi per approvare l'emendamento con le integrazioni proposte.
PRESIDENTE. Nel frattempo lo possiamo distribuire senza interrompere, mentre parlano gli oratori che hanno fatto richiesta.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Gruppo Misto). Sarò abbastanza rapido, almeno in questa circostanza, per dire due cose. La prima è che il primo comma di questo emendamento, salvo vedere la migliore scrittura che ha annunciato il collega Oppi e che sarebbe in arrivo, è scritto sicuramente male, non per la terminologia, ma per la configurazione giuridica. Anche questo è un articolo di legge e si dice, in questo articolo di legge, che si prescinde dall'autorizzazione prevista da una legge della Regione, qualora ricorrano certi requisiti. Fra i requisiti si pone quello dell'avvenuta presentazione della domanda e della prescritta documentazione. Questa cosa non vuol dire nulla, cioè è un adempimento qualsiasi, perché una domanda e una documentazione, se non servono, possono anche non presentarsi, tanto più che si prescinde dalla validità della documentazione. Qui si dà una parvenza di obiettività ad un adempimento che invece di obiettività non ne ha affatto, perché delle due l'una: o la documentazione presentata, perché c'è un errore, mi pare, laddove è scritto "autorizzazione" si intende "documentazione"...
MULAS MARIA GIOVANNA (P.S.I.). E' stato corretto con "documentazione".
COGODI (Gruppo Misto). Sì, si s'intende "documentazione". Allora, delle due l'una: o è una documentazione valida ed efficace, e allora non si capisce perché non ottenga l'autorizzazione, oppure non è efficace, non è valida, cioè i certificati non sono sufficienti e allora non si può dire che la sola presentazione della domanda e dei titoli dei certificati fa sanatoria. La sanatoria allora si può collegare anche al fatto che piova o non piova. Il solo titolo di una documentazione non vuol dire nulla; bisognerà almeno parlare di valida certificazione, di valida documentazione, cioè stabilire che l'Assessore autorizza avendo preso cognizione della bontà della documentazione. Dire solo: "Presentate la domanda e la documentazione prescritta", cioè i titoli, non vuol dire nulla, come norma di legge. Perciò suggerirei di fare una norma di legge che sia una norma di legge, non una cosa che non vuol dire nulla. Io non propongo nessuna correzione: propongo di fare una norma che sia una norma. Questa non è una norma, perché non individua come condizione, come accadimento che faccia scattare un risultato - che è un adempimento amministrativo importante, qual è l'autorizzazione che deve dare la Giunta - nessuna condizione di merito, ma la sola presentazione di documentazione a prescindere dal merito della stessa. Il che giuridicamente è un assurdo.
La seconda osservazione che volevo fare riguarda la proponibilità dell'emendamento, cioè del settimo comma che la Giunta proponeva di introdurre. Io credo che l'emendamento possa essere introdotto anche se annunciato verbalmente, purché ciò non costituisca un precedente. A norma di Regolamento, infatti, non si potrebbe. L'articolo 33 in Commissione è stato soppresso, ricordo bene, perché lo chiese la Giunta; la Commissione, cioè, non l'ha soppresso per ragioni di merito, lo ha soppresso perché lo ha chiesto la Giunta. Chi rappresentava in quel momento la Giunta ha detto: "Non serve". La Giunta ci ha ripensato e oggi dice che serve. Pertanto, siccome non c'era una ragione di merito nel pronunciamento della Commissione, siccome tutti possono sbagliare, anche la Giunta, e tutti ci possiamo anche ravvedere, anche la Giunta, credo che, senza costituire precedente, anche questa previsione di termine, se utile, possa essere recuperata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Maria Giovanna Mulas. Ne ha facoltà.
MULAS MARIA GIOVANNA (P.S.I.). Per dire che probabilmente si sarebbe potuta avere una stesura più corretta della norma, se la Commissione avesse potuto esaminare per tempo il disegno di legge numero 366. Nella sostanza, tuttavia, è importante l'approvazione di questo emendamento, perché consentirebbe ai comuni di ovviare ad una serie di difficoltà di funzionamento nel settore dei servizi socio-assistenziali. Il disegno di legge è pervenuto purtroppo con ritardo, il 4 o il 5 di marzo, e la Commissione non ha potuto effettuare una regolare convocazione. Poiché si riteneva invece che il provvedimento affrontasse questioni fondamentali per i servizi socio-assistenziali nei comuni, si è chiesta la deroga al Presidente del Consiglio, con l'assenso dei Capigruppo, per riunire la Commissione durante i lavori dell'Aula. Constatando che vi era l'assenso di alcuni Gruppi politici, la Commissione non ha potuto provvedere all'esame del provvedimento, che peraltro avrebbe anche richiesto gli opportuni tempi di riflessione, e ha suggerito alla Giunta la presentazione dell'emendamento stesso.
Credo che debba essere accolta la richiesta del Presidente della Giunta per la proroga dei termini. Il problema è che poi ci siano i tempi per esaminare i piani presentati dai comuni, per fare in modo che in occasione della finanziaria del '94 non si arrivi a chiedere ancora proroghe di termini, che non assicurano certamente il regolare funzionamento dei servizi, ma si ponga mano ad una serie di emendamenti, introducendo le modifiche di cui la legge numero 4 ha bisogno.
Rispetto alle correzioni fatte in Aula dall'onorevole Oppi, io credo che possano essere accolte. Non so se c'è una stesura migliore, ma concordo sull'esigenza di garantire che non si attivino strutture prive dei necessari requisiti e nel contempo che i comuni possano far fronte al pagamento delle rette per quei soggetti che finora sono stati ricoverati nelle strutture convenzionate. L'altra questione - ed è anche questo un aspetto estremamente importante - riguarda la possibilità che i comuni si convenzionino per il 1993 con gli operatori per i servizi socio-assistenziali: possibilità da riconoscere anche a quelli che non hanno adeguato le loro piante organiche, così come previsto dal comma 3 dell'articolo 55 perché, purtroppo, anche i comuni che lo hanno fatto si sono visti respingere l'adeguamento dalla Commissione centrale di controllo. Pertanto è assolutamente indispensabile provvedere, altrimenti andrebbero a casa tutti gli operatori che attualmente sono convenzionati nei comuni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (P.D.S.). Io credo di poter esprimere un parere favorevole sulla proposta dell'onorevole Oppi, insisto però perché dal punto di vista interpretativo la seconda parte del primo comma non venga interpretata in collegamento temporale con l'affermazione "da almeno un anno", ma l'avvenuta presentazione della domanda alla Regione possa anche essere di epoca successiva. In caso contrario le attività di moltissimi comuni minori verrebbero praticamente vanificate.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. La Giunta vorrebbe che ci fosse una posizione comune, per quanto possibile: bisogna scegliere o l'una o l'altra. Mi sembra che la proposta avanzata dall'onorevole Oppi garantisca che la deroga sia più selezionata, diciamo così, e quindi io sarei per accoglierla. Accettiamo cioè di prescindere dall'autorizzazione per quelle strutture che stanno funzionando effettivamente da almeno un anno e che hanno presentato formalmente la documentazione per ottenere l'autorizzazione, se no ci potremmo trovare di fronte a una struttura che non ha mai funzionato e che ha appena presentato la documentazione. Del resto non siamo in regime di prima deroga, ma stiamo prorogando il regime di deroga, se ho capito bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Manca. Ne ha facoltà.
MANCA (P.D.S.). Chiedo scusa se sono di nuovo costretto a intervenire. Dopo averne parlato informalmente con lui mi parso di capire che l'onorevole Oppi accetti la mia osservazione. Io comunque insisto su questo aspetto, che mi pare fondamentale, perché se noi colleghiamo la decorrenza temporale della richiesta di autorizzazione all'attivazione del servizio, praticamente escludiamo la maggior parte dei piccoli comuni che attendevano l'approvazione del programma regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Manca, scusi l'interruzione, ma perché non ci presenta una proposta di modifica nel senso da lei proposto? Così la leggiamo e vediamo.
MANCA (P.D.S.). Non c'è bisogno, perché, onorevole Oppi?
(Interruzione dell'onorevole Oppi)
Mi pare di capire che l'onorevole Oppi concordi sulla mia osservazione.
PRESIDENTE. Certo, anche la Giunta.
MANCA (P.D.S.). Se si concorda su questa osservazione non ci sono problemi.
PRESIDENTE. Allora metto in votazione l'articolo 32. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 25 nel testo presentato dalla Giunta, modificato dalla Commissione, integrato dalle specificazioni che sono emerse dal dibattito in Aula e con l'aggiunta dell'articolo 33. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 41 bis.
SECHI, Segretario:
Art. 41 bis
Modifiche alla L.R. 7/1991
Contributi agli elettori emigrati
1. Nell'articolo 5 della legge regionale 15 gennaio 1991, n. 7, sono abrogate le parole "nell'ambito della cui circoscrizione risiede il richiedente emigrato".
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Art. 41 bis
All'art. 41 bis è aggiunto il seguente articolo 41 ter:
1. Nell'anno 1993 a sostegno dei lavoratori occupati in settori produttivi della industria, colpiti da licenziamenti o sospensioni di lavoro in relazione a gravi situazioni di crisi aziendale, e laddove la valutazione della Regione sia di possibile continuità o ripresa della attività produttiva in termini di validità economica, la Regione è autorizzata a corrispondere, nei limiti della somma all'uopo stanziata, ai lavoratori stessi, in via straordinaria, un sussidio "una tantum".
2. Il sussidio è corrisposto dal Tesoriere della Regione, direttamente ai lavoratori interessati, sulla base di decreto del Presidente della Giunta regionale, adottato previa deliberazione della Giunta regionale, con il quale sia dichiarato lo stato di grave crisi aziendale e siano individuato i lavoratori sospesi dal lavoro o licenziati e l'importo del sussidio.
3. La Regione rimborserà, su presentazione di quietanza, al Tesoriere Regionale, gli importi da questi erogati.
4. A tal fine è stanziata nell'anno 1993 la somma di lire 3 miliardi.
COPERTURA FINANZIARIA
Cap. 12106 - Entrata Irpef 3.000.000.000. (17)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Su questo emendamento c'è stata un'intesa raggiunta ieri nella Conferenza dei Capigruppo perché insieme alla legge finanziaria sia discussa la legge di accompagnamento che riguarda i problemi dell'industria. Quindi lo ritiriamo per riproporlo quando inizieremo la discussione su quel testo.
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 17 è stato ritirato.
Metto in votazione l'articolo 41 bis. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 43.
SECHI, Segretario:
Art. 43
Disposizioni varie
1. E' confermata, sino a nuove disposizioni, la validità delle norme di cui all'articolo 73, commi 10 e 11, della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1, concernenti la competenza all'assunzione degli impegni sui capitoli e titoli di spesa gestiti dall'Assessorato della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio; tra le categorie di programma indicate è aggiunta quella n. "03.04" denominata "rifinanziamento del Piano di rinascita e ricerca scientifica".
2. All'articolo 62, comma 4, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, le parole "lo Stato" sono sostituite con le parole "la Regione".
3. All'articolo 13, comma 4, lettera i), della legge 17 agosto 1978, n. 51, concernente le competenze del Comitato per l'organizzazione ed il personale, sono aggiunte le seguenti parole: "esclusa quella concernente la proposta di bilancio pluriennale ed annuale".
4. All'articolo 2 della legge regionale 27 giugno 1979, n. 53, le parole "Presidente della Giunta regionale" sono sostituite con le parole: "Assessore del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale".
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale.
Art. 43
Disposizioni varie
Il primo comma è sostituito dai seguenti:
1. Per l'anno 1993 e, comunque, non oltre l'entrata in vigore della Legge concernente l'Ufficio del piano di cui all'articolo 10, terzo comma, della Legge regionale 1° agosto 1975, n. 33, sono estese al direttore del centro regionale di programmazione o, in sua assenza, al vice direttore facente funzioni di direttore reggente, le norme previste per i coordinatori dell'Amministrazione regionale, dall'articolo 9, terzo comma, lettere a) e b), dall'articolo 15, primo comma, lettere d) ed e), nonché dell'articolo 16, primo comma, della legge regionale 26 agosto 1988, n. 32, relativamente ai capitoli di spesa inseriti nelle categorie di programma numero 03.01, 03.04 - ad eccezione del capitolo 03034/01, 03035, 03036, 03037 -, 03.05, 03.08 - ad eccezione dei capitoli 03060, 03061, 03061/01, 03061/02, 03063, 03065, 03068, 03070/01 e 03070/02 - , 03.09 - ad eccezione del capitolo 03073 - , 03.12 e 03.13; le stesse disposizioni sono estese ai titoli di spesa dei programmi esecutivi di cui alle leggi 11 giugno 1962, n. 588 e 24 giugno 1974, n. 268 i cui interventi sono attribuiti dagli stessi programmi alla competenza dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
1 bis. Sono abrogati il decimo e undicesimo comma dell'articolo 73 della regionale 22 gennaio 1990, n. 1. (18)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Art. 43
Disposizioni varie
E' aggiunto il seguente 5° comma:
"5. Il procedimento di cui all'articolo 10 della Legge regionale 22 aprile 1987, n. 24 è esteso ai casi di revoca della delega di cui all'articolo 4 della stessa legge, riferita ad opere pubbliche finanziate con i fondi di cui alla legge 24 giugno 1974, n. 268; le somme riversate alle entrate del competente programma d'intervento della legge 268/74 possono essere concesse ad altro ente delegato all'esecuzione della stessa opera". (19)
PRESIDENTE. Per illustrare gli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 43. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 18. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 19. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della tabella A.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella B.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
La tabella B l è stata soppressa.
Si dia lettura della tabella C.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento soppressivo parziale Soro
Tabella C
Alla lettera c) della tabella di cui all'art. 4, 1° comma, sopprimere "L.R. 13/91 art. 9, L.R. 6/92 e L.R. 20/92 art. 5 - Programma di opere pubbliche di interesse sovra comunale".
Cap. 08029/03 e relativo differimento. (13)
Emendamento soppressivo parziale Soro
Alla lettera c) della tabella C di cui all'art. 4, 1° comma, sopprimere "L.R. 12/85, art. 24 e successive modificazioni - Restauro chiese monumentali".
Cap. 08033/01 e relativo differimento. (14)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole Soro per illustrare gli emendamenti.
SORO (D.C.). Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 35, viene ripresa alle ore 12 e 43.)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. L'emendamento numero 13 mi pare che venga ritirato: ne chiedo conferma.
SORO (D.C.). Sì, è ritirato.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Sul 14 vorrei precisare, in relazione al bilancio, che la Giunta lo accoglie con una riduzione delle tabelle della voce 8: 5 miliardi per il 1993 e 5 miliardi per il 1994, e quindi col ripristino della vecchia previsione della proposta per quanto riguarda la legge regionale numero 12 dell'85, tabella C, articolo 24.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.S.I.). Questo emendamento mi dà l'occasione di chiedere alla Giunta un impegno di natura politica. Noi stiamo intervenendo sui capitoli, questo compreso, quindi, che dovrebbero poi far parte, secondo la proposta della Giunta, del provvedimento per il trasferimento delle risorse agli enti locali. Ieri la Conferenza dei Capigruppo ha deciso che prima si approva il bilancio e poi si approvano le leggi di accompagnamento; l'impegno politico che si chiede è che dall'entrata in vigore del bilancio all'entrata in vigore della legge sui trasferimenti di risorse agli enti locali, non si producano provvedimenti di spesa sui relativi capitoli da parte della Giunta. Questo è l'impegno che si chiede.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Io spero che noi riusciamo ad approvare la legge sugli enti locali prima che il bilancio diventi legge; perché come sapete se lo approviamo oggi, per l'entrata in vigore ci vuole un mese. Quindi l'impegno si tradurrà in una legge del Consiglio regionale. Ovviamente nella discussione di merito su questa legge tutte le somme che sono state già programmate e per le quali sono già stati emessi decreti dagli Assessori, saranno in qualche modo trattate in maniera diversa dalla legge di trasferimento. Questo è un fatto di procedura. L'emendamento riguarda esclusivamente questo tipo di fondi.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 14 con la modifica integrativa proposta dalla Giunta. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la tabella C. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella D.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella E.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella F.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella G.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Giunta Regionale
Tabella G
Bilancio 1993 - Modifiche ai programmi comunitari
Programma Integrato Mediterraneo (PIM)
Programma Nazionale di Interesse Comunitario (PNIC). (20)
(Il testo della tabella allegata è agli atti del Consiglio.)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta regionale. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 20. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della tabella H.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella I.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano
(E' approvata)
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del disegno di legge numero 344. Coloro i quali sono favorevoli al disegno di legge risponderanno sì; coloro i quali sono contrari al disegno di legge risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale.
(E' estratto il numero 45, corrispondente al nome del consigliere Muledda).
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Muledda.
SECHI, Segretario, procede all'appello.
Rispondono sì i consiglieri: Muledda - Onida - Oppi - Pau - Pes - Piras - Ruggeri - Sanna - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Selis - Serra - Serri - Soro - Tamponi - Tidu - Usai Sandro - Zucca - Atzeni - Baghino - Baroschi - Cabras - Carusillo - Casu - Cocco - Corda - Cuccu - Dadea - Dettori - Erittu - Fadda Paolo - Ferrari - Giagu - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Merella - Mereu Salvatorangelo - Mulas Franco - Mulas Maria Giovanna.
Rispondono no i consiglieri: Murgia - Porcu - Serrenti - Urraci - Usai Edoardo - Cogodi - Demontis - Ladu Giorgio - Morittu.
Si è astenuto: il Vicepresidente Fadda Antonio.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 57
astenuti 1
maggioranza 29
favorevoli 48
contrari 9
(Il Consiglio approva).
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Bilancio di previsione per l'anno finanziario 1993 e bilancio pluriennale per gli anni 1993-1994-1995. (345)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 345, del quale è già stata fatta la discussione generale.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ENTRATA
Art. 1
1. Sono autorizzati l'accertamento, la riscossione e il versamento, secondo le leggi in vigore, delle entrate dovute alla Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993 giusta lo stato di previsione dell'entrata annesso alla presente legge (tabella A).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
SECHI, Segretario:
Art.2
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo, è autorizzato, ove occorra, a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei Conti, l'istituzione di nuovi capitoli nello stato di previsione dell'entrata.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
SECHI, Segretario:
TOTALE GENERALE DELLA SPESA
Art. 3
1. E' approvato in lire 7.919.200.000 il totale della spesa della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
SECHI, Segretario:
Art. 4
1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 16, sesto comma, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, i capitoli degli stati di previsione della spesa del bilancio regionale per l'anno 1993 appartenenti ai titoli I, II, III e IV, sono classificati secondo le seguenti sezioni:
01 - Amministrazione generale
04 - Sicurezza pubblica
06 - Istruzione e cultura
07 - Azioni ed interventi nel campo delle abitazioni
08 - Azioni ed interventi nel campo sociale
09 - Trasporti e comunicazioni
10 - Azioni ed interventi nel campo economico
11 - Interventi a favore della finanza regionale e locale
12 - Oneri non ripartibili
2. Gli stessi capitoli sono, altresì, classificati secondo le seguenti categorie:
TITOLO I - Spese correnti
1) Servizi degli organi costituzionali della Regione
2) Personale in attività di servizio
3) Personale in quiescenza
4) Acquisto di beni e servizi
5) Trasferimenti correnti allo Stato e ad altri enti pubblici
6) Trasferimenti correnti ad altri settori
7) Interessi
8) Partite che si compensano nell'entrata
9) Somme non attribuibili
TITOLO II - Spese d'investimento
1) Beni ed opere immobiliari a carico diretto della Regione
2) Beni mobili, macchine ed attrezzature tecnico-scientifico a carico diretto della Regione
3) Trasferimenti in conto capitale allo Stato e ad altri enti pubblici
4) Trasferimenti in conto capitale ad altri settori
5) Partecipazioni azionarie e conferimenti
6) Concessione di crediti ed anticipazioni per finalità produttive
7) Concessione di crediti ed anticipazioni per finalità non produttive
8) Somme non attribuibili
TITOLO III - Spese per rimborso di mutui e prestiti
1) Mutui
2) Obbligazioni
3) Anticipazioni ed altre operazioni di credito a breve termine
TITOLO IV - Spese per partite di giro
1) Partite di giro
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELLA PRESIDENZA DELLA GIUNTA E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 5
1. E' autorizzato il pagamento delle spese della Presidenza della Giunta per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993 in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella B).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
SECHI, Segretario:
Art. 6
1. L'impegno dello stanziamento iscritto al capitolo 01060 è subordinato all'accertamento della relativa entrata di cui al capitolo 61303.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEGLI AFFARI GENERALI, PERSONALE E RIFORMA DELLA REGIONE
Art. 7
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato degli affari generali, personale e riforma della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella C).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELLA PROGRAMMAZIONE, BILANCIO, CREDITO E ASSETTO DEL TERRITORIO E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 8
l. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993, in conformità dello stato di previsione della spesa annessa alla presente legge (tabella D).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 9.
SECHI, Segretario:
Art. 9
1. Per gli effetti di cui all'articolo 23 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, sono considerate spese obbligatorie e d'ordine quelle iscritte nell'elenco n. 1 annesso alla presente legge.
2. Per i prelevamenti dal fondo di riserva per spese obbligatorie e d'ordine (Cap. 03009) di cui al precitato articolo 23, si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per prelevamenti inferiori a lire 500.000.000.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 10.
SECHI, Segretario:
Art. 10
1. Il trasferimento dai fondi di cui all'articolo 29 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, relativi alla revisione dei prezzi contrattuali, possono essere disposti a favore dei vari capitoli compresi nel titolo II, categoria 1, degli stati di previsione della spesa, nonché dei capitoli 08070/01 e 08070/02 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici.
2. Nel caso in cui i capitoli di provenienza fossero stati nel frattempo soppressi, i loro corrispondenti possono essere restituiti, ai fini di cui al primo comma, con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, da registrarsi alla Corte di Conti.
3. Si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per i trasferimenti inferiori a lire 500.000.000.
4. Le somme trasferite ai capitoli 06260, 07062 e 08026, rispettivamente degli stati di previsione della spesa dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio e dell'Assessorato dei lavori pubblici, sono ulteriormente trasferite alla contabilità speciale di cui alla legge 11 giugno 1962, n. 588, in unica soluzione per essere erogate con imputazione al titolo di spesa 5.2.01 del V programma esecutivo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 11.
SECHI, Segretario:
Art. 11
1. Al trasferimento dal fondo di cui al capitolo 03014, relativo agli oneri derivanti dall'applicazione delle norme contenute negli accordi sindacali a favore dei capitoli concernenti le spese per il personale dell'Amministrazione regionale e di quelli relativi ai contributi di funzionamento degli enti strumentali indicati nell'articolo 1 della legge regionale 25 giugno 1984, n. 33, si provvede con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, da registrarsi alla Corte dei Conti, emesso su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 12.
SECHI, Segretario:
Art. 12
1. Il pagamento delle spese iscritte al capitolo 03002 può essere ordinato con aperture di credito a favore di funzionari delegati.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 13.
SECHI, Segretario:
Art. 13
1. Lo stanziamento del capitolo 0314/01 è utilizzato secondo le modalità di cui al terzo comma dell'articolo 14 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13.
2. L'impegno dello stesso stanziamento è subordinato all'accertamento della relativa entrata di cui al capitolo 23200/parte.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 14.
SECHI, Segretario:
Art. 14
1. L'impegno dello stanziamento iscritto al capitolo 03205 è subordinato all'accertamento della relativa entrata di cui al capitolo 23415/parte.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 15.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEGLI ENTI LOCALI, FINANZE ED URBANISTICA
Art.15
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato degli enti locali, finanze ed urbanistica, per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella E).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 16.
SECHI, Segretario:
Art. 16
1. L'impegno dello stanziamento iscritto al capitolo 04162 è subordinato all'accertamento della relativa entrata di cui al capitolo 24113/parte.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 17.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELLA DIFESA DELL'AMBIENTE E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 17
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato della difesa dell'ambiente per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993 in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella F).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 18.
SECHI, Segretario:
Art.18
1. E' autorizzato sul capitolo 05100, in applicazione dell'articolo 75 della legge regionale 28 aprile 1978, n. 32, l'impegno delle somme necessarie al funzionamento dei Comitati provinciali della caccia, con esclusione di qualsiasi emolumento spettante al personale dell'Amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 19.
SECHI, Segretario:
Art.19
1. Nell'anno 1993 le spese per il funzionamento e per l'assolvimento dei compiti del Comitato regionale faunistico sono autorizzate, su conforme deliberazione del Comitato stesso, a valere sul capitolo 05104.
2. Nello stesso anno è autorizzato il finanziamento delle spese di competenza dei Comitati comunali faunistici e dei comitati comprensoriali faunistici mediante apertura di credito disposte a favore dei presidenti degli stessi organi. Tali spese gravano sullo stanziamento disposto a favore del Comitato regionale faunistico.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 20.
SECHI, Segretario:
Art. 20
1. Gli impegni degli stanziamenti dei sottoelencati capitoli sono subordinati all'accertamento delle corrispondenti entrate sui capitoli accanto agli stessi indicati:
Capitolo 05014/16 Capitolo 23200/parte
Capitolo 05014/18
Capitolo 05014/12 Capitolo 23415/parte
Capitolo 05014/15
Capitolo 05014/17 Capitolo 23416/parte
Capitolo 05014/19.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Gli articoli 21 e 22 sono soppressi.
Si dia lettura dell'articolo 23.
SECHI, Segretario:
Art. 23
1. E' approvato il bilancio di previsione dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione sarda per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993 annesso alla presente legge (allegato n. 1), a' termini dell'articolo 8 dello Statuto dell'Azienda stessa, facente parte integrante della legge regionale 29 febbraio 1956, n. 6, ed è stabilito nella somma di lire 6.350.000.000 il contributo da corrispondere all'Azienda medesima ai sensi dell'articolo 9, lettera f), del suo Statuto (Capp. 05036 e 05036/01).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 24.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELL'AGRICOLTURA E RIFORMA AGRO-PASTORALE E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 24
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella G).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 25.
SECHI, Segretario:
Art. 25
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo, di concerto con l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, è autorizzato a disporre con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti l'iscrizione al capitolo 06110 dello stato di previsione della spesa, in corrispondenza con l'accertamento effettuato in conto del capitolo 36119 dello stato di previsione dell'entrata, delle somme previste dal secondo comma dell'articolo 3 della legge regionale 15 gennaio 1991, n. 4.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E'approvato)
Si dia lettura dell'articolo 26.
SECHI, Segretario:
Art. 26
1. Gli impegni degli stanziamenti dei sottoindicati capitoli sono subordinati all'accertamento delle corrispondenti entrate sui capitoli accanto agli stessi indicati:
Capitolo 06068 Capitolo 21218
Capitolo 06171/01 Capitolo 24204
Capitolo 06405
Capitolo 06406
Capitolo 06407 Capitolo 23200/parte
Capitolo 06408
Capitolo 06405/01
Capitolo 06406/01
Capitolo 06407/01 Capitolo 23416/parte
Capitolo 06408/01
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato).
Gli articoli 27, 28 e 29 sono soppressi.
Si dia lettura dell'articolo 30.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEL TURISMO, ARTIGIANATO E COMMERCIO E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 30
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato del turismo, artigianato e commercio per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella H).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato).
Si dia lettura dell'articolo 30 bis.
SECHI, Segretario:
Art. 30 bis
1. Nello stanziamento di lire 10.000.000.000 di cui al capitolo 07011 è ricompresa la quota di lire 1.400.000.000, assegnata alla Regione in sostituzione della soppressa imposta di soggiorno, da attribuire alle aziende di soggiorno e agli enti provinciali dì turismo aventi titolo.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 31.
SECHI, Segretario:
Art. 31
1. Gli impegni degli stanziamenti dei sottoindicati capitoli sono subordinati all'accertamento delle corrispondenti entrate sui capitoli accanto agli stessi indicati:
Capitolo 07028/02 Capitolo 23413/parte
Capitolo 07028/03 Capitolo 23411/parte
Capitolo 23412
Capitolo 07100/01
Capitolo 07104/01 Capitolo 23411/parte
Capitolo 07106/01
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato).
Gli articoli 32 e 33 sono soppressi.
Si dia lettura dell'articolo 34.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEI LAVORI PUBBLICI E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 34
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dei lavori pubblici per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella I).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 35.
SECHI, Segretario:
Art. 35
1. Ai termini dell'articolo 18, settimo comma, della legge regionale 21 luglio 1976, n. 39, gli interessi attivi maturati e le economie realizzate al 31 dicembre 1992 sono portati in aumento del capitolo 08117 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dei lavori pubblici e rispettivamente dei capitoli 32407 e 36204 dello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione per l'anno 1993.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 36.
SECHI, Segretario:
Art. 36
1. Gli impegni degli stanziamenti dei sottoindicati capitoli sono subordinati all'accertamento delle corrispondenti entrate sui capitoli accanto agli stessi indicati:
Capitolo 08098 Capitolo 23225
Capitolo 08043/08
Capitolo 08210 Capitolo 23415/parte
Capitolo 08215/08
Capitolo 08105 Capitolo 23223
Capitolo 08091
Capitolo 08093 Capitolo 23227
Capitolo 08094
Capitolo 08130 Capitolo 23231
Capitolo 08301 Capitolo 23411/parte
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Gli articoli 37, 38, 39, 40 e 41 sono soppressi.
Si dia lettura dell'articolo 42.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELL'INDUSTRIA
Art. 42
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dell'industria per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella L).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 43.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEL LAVORO, FORMAZIONE PROFESSIONALE, COOPERAZIONE E SICUREZZA SOCIALE E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 43
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella M).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 44.
SECHI, Segretario:
Art. 44
1. Al versamento nel fondo per la formazione professionale, di cui alla legge regionale 1° giugno 1979, n. 47, degli stanziamenti iscritti ai capitoli 10002,10002/01,10003 e 10005 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale può procedersi subordinatamente all'accertamento della relativa entrata in conto rispettivamente dei capitoli 23242/02, 24101, 23301 e 23242.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 45.
SECHI, Segretario:
Art. 45
1. L'impegno dello stanziamento iscritto al capitolo 10203/01 è subordinato all'accertamento della relativa entrata di cui al capitolo 23302.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato).
L'articolo 46 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 47.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE, BENI CULTURALI, INFORMAZIONE, SPETTACOLO E SPORT E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 47
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella N).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 48.
SECHI, Segretario:
Art. 48
1. Nel caso in cui l'Amministrazione regionale contragga, nel corso del 1993, in tutto o in parte, i mutui previsti dall'articolo 6 della legge regionale 15 giugno 1978, n. 36, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti, l'iscrizione al capitolo 51005 dello stato di previsione dell'entrata e al capitolo 11124/04 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, di somme pari all'ammontare delle quote dei mutui medesimi delle quali i contratti relativi prevedono la somministrazione alla Regione entro il 31 dicembre 1993.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 49.
SECHI, Segretario:
Art. 49
1. Le spese di cui ai capitoli 11108 e 11131/01 possono essere ordinate mediante ordini di accreditamento a favore di funzionari delegati ai sensi dell'articolo 43 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 50.
SECHI, Segretario:
Art. 50
1. L'impegno dello stanziamento iscritto al capitolo 11078 è subordinato all'accertamento della relativa entrata di cui al capitolo 24102.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato).
L'articolo 51 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 52.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELL'IGIENE E SANITÀ' E DELL'ASSISTENZA SOCIALE E DISPOSIZIONI RELATIVE
Art. 52
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella O).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 53.
SECHI, Segretario:
Art. 53
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti, il trasferimento delle somme iscritte ai fondi da ripartire di cui ai capitoli 12113 e 12115, ai vari capitoli esistenti e a quelli da istituire per l'applicazione della legge 23 dicembre 1978, n. 833.
2. Con le stesse modalità indicate al precedente comma ed in relazione alle quantificazioni definitive che verranno accertate nel corso dell'applicazione dei criteri di riparto del fondo sanitario nazionale previste dall'articolo 17 della legge 22 dicembre 1984, n. 887, è autorizzato il ripristino - mediante opportuna riduzione agli stanziamenti portati dai vari capitoli di spesa alimentati dalla quota regionale del Fondo sanitario nazionale - delle disponibilità occorrenti nei fondi da ripartire di cui ai precitati capitoli 12113 e 12115.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 54.
SECHI, Segretario:
Art. 54
1. Gli impegni degli stanziamenti dei sottoindicati capitoli sono subordinati all'accertamento delle corrispondenti entrate sui capitoli accanto agli stessi indicati:
Capitolo 12122
Capitolo 12135 Capitolo 37206
Capitolo 12032/03 Capitolo 23507
Capitolo 12032
Capitolo 12104
Capitolo 12105
Capitolo 12113
Capitolo 12133
Capitolo 12134
Capitolo 12160 Capitolo 23501
Capitolo 12162/02
Capitolo 12193/01
Capitolo 12194
Capitolo 12196
Capitolo 12198
Capitolo 12203
Capitolo 12205
Capitolo 12001/03 Capitolo 24112/parte
Capitolo 24113/parte
Capitolo 23501/parte
Capitolo 12102 Capitolo 51008
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato).
Gli articoli 55, 56, 57 e 58 sono soppressi.
Si dia lettura dell'articolo 58 bis.
SECHI, Segretario:
Art. 58 bis
1. Con riferimento agli articoli 1 e 3, terzo comma, del decreto legge 18 gennaio 1993, n. 9, relativi al ripiano delle maggiori occorrenze finanziarie delle Unità sanitarie locali per gli anni 1990 e 1991, l'amministrazione regionale è autorizzata a contrarre nell'anno 1993 uno o più mutui per l'importo complessivo di lire 150.925.000.000, con le modalità e a condizioni non superiori a quelle previste dalle norme dello Stato per le quote a proprio carico.
2. L'onere relativo alle rate di ammortamento dei mutui di cui al primo comma, comprensivo dei corrispondenti oneri fiscali, valutato in lire 7.109.000.000 per l'anno 1993, in lire 27.070.000.000 dall'anno 1994 al 2006, in lire 20.716.000.000 per l'anno 2007 e lire 14.362.000.000 per l'anno 2008, grava sui capitoli 03148, 03148/01 e 03148/02 del bilancio pluriennale per gli anni finanziari 1993-1995 e sui capitoli corrispondenti dei bilanci per gli anni successivi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 59.
SECHI, Segretario:
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DEI TRASPORTI
Art. 59
1. E' autorizzato il pagamento delle spese dell'Assessorato dei trasporti per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993, in conformità dello stato di previsione della spesa annesso alla presente legge (tabella P).
PRESIDENTE. Poiché nessuna domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 60.
SECHI, Segretario:
QUADRO GENERALE RIASSUNTIVO
Art. 60
1. E' approvato il quadro generale riassuntivo del bilancio della Regione per l'anno finanziario dal 1° gennaio al 31 dicembre 1993.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'articolo 61 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 62.
SECHI, Segretario:
Art. 62
1. E' autorizzata l'applicazione al bilancio di previsione 1993 di una quota dell'avanzo presunto di amministrazione dell'esercizio finanziario 1992 per l'ammontare di lire 470.695.000.000.
2. La quota di cui al precedente comma è destinata alla copertura delle seguenti spese:
a) quanto a lire 150.695.000.000 per spese iscritte nel bilancio per l'anno finanziario 1993 in corrispondenza del trasferimento allo stesso di autorizzazioni di spesa finanziate da assegnazioni dello Stato a destinazione vincolata già prevista a carico degli esercizi precedenti a seguito del loro mancato impegno (capitoli elencati nella allegata tabella 1);
b) quanto a lire 100.000.000.000 per spese relative ai residui perenti iscritte nei fondi di cui ai
capitoli dell'allegata tabella 2, che costituisce parte integrante della presente legge;
c) quanto a lire 220.000.000.000 per la copertura di spese finanziate da fondi propri non specificatamente individuate.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Giunta regionale
Art. 62
L'importo di lire "470.695.000.000" iscritto nel primo comma dell'articolo 62 è rideterminato in lire "513.893.000.000".
L'importo di lire "220.000.000.000" iscritto nella lettera c) del secondo comma del medesimo articolo 62 è rideterminato in lire "263.198.000.000".
In aumento
TABELLA A ENTRATA
Capitolo 71001 - avanzo amministrazione
1993 L. 43.198.000.000
1994
1995
TABELLA O ASSESSORATO SANITÀ'
Capitolo 12001/02 - realizzazione strutture col fondo socio-assistenziale
1993 L. 42.381.000.000
1994
1995
Capitolo 12001/01 - Fondo servizi socio-assistenziali
1993 L. 817.000.000
1994
1995 . (16)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 16 ha facoltà di illustrarlo.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 16. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 62. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 63.
SECHI, Segretario:
Art. 63
1. Le articolazioni dei capitoli di spesa effettuate, ai sensi del primo comma dell'articolo 17 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, nell'anno finanziario 1992, per l'utilizzazione degli stanziamenti, in conto competenza e in conto residui, relativi agli interventi straordinari affidati alla realizzazione della Regione, ai sensi dei piani annuali di attuazione di cui alla legge 1° marzo 1986, n. 64, sulla base delle singole iniziative finanziate restano valide anche nell'anno finanziario 1993.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 64.
SECHI, Segretario:
Art. 64
1. Per gli effetti di cui all'articolo 24 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, sono considerate spese occorrenti per restituire tributi indebitamente riscossi, o tasse ed imposte su prodotti che si esportano, per integrare le assegnazioni relative a stipendi, pensioni ed altri assegni fissi, tassativamente autorizzati e regolati per legge e per integrare le dotazioni dei fondi speciali per la riassegnazione delle somme perenti agli effetti amministrativi, quelle iscritte nell'elenco n. 2 annesso alla presente legge.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 65.
SECHI, Segretario:
Art. 65
1. Per gli effetti di cui all'articolo 25 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, sono considerate spese occorrenti per la restituzione di somme avute in deposito o per il pagamento di quote di entrata devolute ad enti ed istituti, o di somme comunque riscosse per conto di terzi, quelle iscritte nell'elenco n. 3 annesso alla presente legge.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 66.
SECHI, Segretario:
Art. 66
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore medesimo, di concerto con gli Assessori rispettivamente interessati è autorizzato a disporre con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti, l'iscrizione ai competenti capitoli di spesa, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei capitoli 32404, 32405 e 36203 dello stato di previsione dell'entrata del bilancio della Regione per l'anno 1993, degli importi corrispondenti o delle minori somme effettivamente occorrenti, agli interessi attivi maturati sui conti correnti di cui all'articolo 4, comma quinto, della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, ed agli interessi attivi maturati sulle somme erogate agli enti locali con vincolo di destinazione specifica ed alle economie realizzate rispetto ai fondi messi a disposizione degli enti stessi, di cui all'articolo 9, comma terzo, della legge medesima, al 31 dicembre 1992.
2. Per capitoli competenti, ai sensi del comma precedente, si intendono quelli corrispondenti, negli stati di previsione della spesa annessi alla presente legge, ai capitoli degli esercizi anteriori ai quali sono stati imputati i versamenti e le erogazioni di cui, rispettivamente, all'articolo 4, primo comma, e all'articolo 9, primo comma, della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1.
3. Nel caso in cui gli enti gestori e gli enti locali interessati, abbiano chiesto - a' termini rispettivamente dell'articolo 4, sesto comma, e dell'articolo 9, terzo comma, della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1 - la riassegnazione degli importi, degli interessi e delle economie occorrenti per il pagamento della revisione dei prezzi contrattuali, e l'Amministrazione regionale disponga l'accoglimento di tali richieste prima che siano avvenuti i rispettivi versamenti, alle riassegnazioni stesse può farsi luogo - previa l'adozione di provvedimenti di variazione di bilancio di cui al primo comma e sulla base della dimostrazione dei correlativi accertamenti d'entrata - mediante l'emissione di ordinativi diretti da commutarsi in quietanze di entrata.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 67.
SECHI, Segretario:
Art. 67
1. Ai fini dell'applicazione del punto 4.2, secondo comma, delle norme risultanti dalla disciplina dell'accordo contrattuale per il triennio 1985-1987 di cui al decreto del Presidente della Giunta regionale 5 dicembre 1986, n. 193, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione, di concerto con l'Assessore medesimo, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti, l'iscrizione al capitolo 02017 delle somme corrispondenti alla differenza tra l'ammontare complessivo dei compensi per lavoro straordinario e la spesa effettivamente sostenuta per tali prestazioni, nel corso dell'anno 1992.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 68.
SECHI, Segretario:
Art. 68
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore medesimo di concerto con gli Assessori competenti, è autorizzato a disporre, con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti, l'istituzione di appositi capitoli negli stati di previsione della spesa e l'iscrizione ad essi, in corrispondenza con gli accertamenti effettuati in conto dei correlativi capitoli dello stato di previsione dell'entrata, istituiti a' termini del precedente articolo 2, in conformità alla specifica destinazione data ai fondi assegnati alla Regione dallo Stato o da altri enti, in applicazione di apposite norme; si prescinde dalla deliberazione della Giunta regionale per le reiscrizioni di assegnazioni statali con vincolo di specifica destinazione di cui sia stata accertata l'economia di stanziamento nell'anno finanziario 1992 con contestuale minore accertamento della relativa entrata.
2. Con lo stesso procedimento è autorizzata l'iscrizione dei fondi medesimi a capitoli già esistenti.
3. Con la procedura di cui al primo comma è autorizzata l'iscrizione delle quote dei mutui contratti dalla Regione ed i cui oneri di ammortamento siano assunti a carico del bilancio dello Stato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 69.
SECHI, Segretario:
Art. 69
1. Al fine del recepimento delle modifiche dei programmi finanziati con il concorso della Comunità economica europea e sulla base delle autorizzazioni emesse dalla stessa, ivi compresi i programmi di cui è stata autorizzata l'attuazione con gli articoli 55 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, 26 e 27 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1, 52 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13 e 55 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta del medesimo, è autorizzato a disporre con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti le necessarie variazioni di bilancio, anche con l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale 12 marzo 1976, n. 12, ed attingendo, per quanto concerne le ulteriori quote di concorso della Regione, all'apposito accantonamento predisposto nel fondo di cui al capitolo 03017 (voce 5 della tabella B) allegata alla legge finanziaria).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale
Art. 69
1. Al fine del recepimento delle modifiche dei programmi finanziati con il concorso della Comunità economica europea e sulla base delle autorizzazioni emesse dalla stessa, ivi compresi i programmi di cui è stata autorizzata l'attuazione con gli articoli 55 della legge regionale 30 maggio 1989, n. 18, 26 e 27 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1, 52 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 13, 55 della legge regionale 28 aprile 1992, n. 6, e 23 bis della legge finanziaria per l'anno 1993, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su conforme deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta del medesimo, è autorizzato a disporre con propri decreti da registrarsi alla Corte dei conti le necessarie variazioni di bilancio, anche con l'applicazione della procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale 12 marzo 1976, n. 12. (12)
PRESIDENTE. Ha facoltà di illustrare l'emendamento l'onorevole Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 12. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 70.
SECHI, Segretario:
Art. 70
1. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con le modalità di cui al precedente articolo 59, è autorizzato a disporre le variazioni di bilancio necessarie a dare attuazione al programma operativo riguardante la Regione Sardegna in base al quadro comunitario di sostegno per gli interventi strutturali comunitari relativi all'obiettivo n. 1 - ivi compresi il programma "Interreg" e gli interventi da realizzarsi con la "sovvenzione globale" -, subordinatamente all'approvazione degli stessi con decisione della Commissione della Comunità europea, ed attingendo per quanto concerne le quote di concorso della Regione, all'apposito accantonamento predisposto nel fondo di cui al capitolo al capitolo 03017 (voce 5 della tabella B) allegata alla legge finanziaria).
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento soppressivo Giunta regionale.
Art.70
L'articolo 70 è soppresso. (13)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'emendamento numero 13. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 71.
SECHI, Segretario:
Art. 71
1. Ai fini dell'applicazione di norme di leggi statali che prevedono la restituzione di quote di assegnazioni non utilizzate, si provvede mediante l'iscrizione delle somme necessarie al capitolo 03063 su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio secondo la procedura di cui all'articolo 2 della legge regionale 12 marzo 1976, n. 12.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Dopo l'articolo 71 è istituito il seguente:
Art. 71 bis
1. L'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio provvede con proprio decreto, da registrarsi alla Corte dei Conti, ad iscrivere nel bilancio per l'anno 1993 gli stanziamenti autorizzati dalla legge regionale concernente: "Ulteriori disponibilità per le agevolazioni creditizie nei settori dell'agricoltura, dell'artigianato e del turismo" approvata dal Consiglio regionale il 10 marzo 1993, subordinatamente alla sua entrata in vigore. (14)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 71. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 14. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 72.
SECHI, Segretario:
Art. 72
1. A' termini dell'articolo 5, terzo comma, della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, è approvato il bilancio pluriennale della Regione per il triennio 1993-1994-1995 nel testo allegato alla presente legge.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 73.
SECHI, Segretario:
Art. 73
1. E' approvato il bilancio pluriennale dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione sarda per il triennio 1993-1994-1995 nel testo allegato alla presente legge (allegato n. 1).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 74.
SECHI, Segretario:
Art. 74
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
La tabella 1 è stata soppressa nel testo presentato dalla Giunta; c'è una tabella 1 approvata dalla Commissione. Se ne dia lettura.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Metto in votazione la tabella 1 approvata dalla Commissione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella 2.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella 2 la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella A.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Nelle tabelle A (Entrata), G (Assessorato Programmazione) e L (Assessorato Industria) sono introdotte le seguenti variazioni (importi in milioni):
Tab. A (Entrata)
Cap. 23200/15 - Assegnazione dello Stato per l'attuazione dell'intesa di programma riguardante il riassetto territoriale delle zone interne della Sardegna centrale (Deliberazione del CIPE del 25 marzo 1992) Rif. Cap. Spesa 09045/12 28.000
Rif. Cap. Spesa 09045/13 272.000
1993 +255.000
1994
1995
Tab. D (Assessorato Programmazione)
Cap. 03011 - Fondo speciale per la riassegnazione dei residui delle spese in conto capitale dichiarati perenti agli effetti amministrativi (art. 8, 2° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 62 della legge di bilancio)
1993 +28.000
1994
1995
Cap. 03019 - Fondo speciale costituito da assegnazioni statali per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11)
1993 - 45.000
1994
1995
soppresso
Tab. L. (Assessorato Industria)
Cap. 09045/12 - diventa AS (Denominazione variata) - Contributo straordinario alla Tirsotex SpA destinato alla ristrutturazione della stessa Società e alla sottoscrizione del capitale sociale del Gruppo Tessile Ottana SpA con sede in Ottana (Deliberazione CIPE 25 marzo 1992 e art. 1, L.R. 8 febbraio 1993, n. 10) Rif. Cap. Entrata 23200/15/P
Cap. 09045/13 - (AS) 2.1.2.4.3.3.10.28 (02.02) cat. 04 - fondo per l'attuazione degli interventi a favore delle attività produttive delle zone interne della Sardegna Centrale (Deliberazione CIPE 25 marzo 1992 e art. della Legge finanziaria)
Rif. Cap. Entrata 23200/15/P
1993 +272.000
1994
1995 . (3)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Nelle tabelle A (Entrata), H (Assessorato Turismo) e I (Assessorato Lavori Pubblici) sono introdotte le seguenti variazioni (importi in milioni):
In diminuzione
Tab. A (Entrata)
Cap. 12106 - Imposta sul reddito delle persone fisiche, comprese le ritenute alla fonte di cui all'art. 23 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (art. 8, L.c. 26 febbraio 1948, n. 3, sostituito dall'art. 1 della Legge 13 aprile 1983, n. 122).
1993 6.395
1994
1995
Cap. 23411 - Contributi del Fondo europeo di sviluppo regionale (F.E.S.R.) per la realizzazione del programma integrato mediterraneo (P.I.M.): centri di formazione professionale, finanziamenti partecipativi, centri innovazioni imprese (B.I.C.), costruzione centri pilota, sistema informatico turismo, promozione turismo, infrastrutture, strutture ricettive ed itinerari nel parco di Baunei, circuiti Trenino verde e Termalismo (regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, decreto presidente Consiglio Ministri 1° febbraio 1986 e deliberazione CIPE 17 dicembre 1986 e artt. 32, 33 e 41 della Legge di bilancio)
Sostituire: rif. Cap. spesa 07100/01 £. 795
07104/01 £. 530
07106/01 £ 74
08301 £. 3.395
1993 6.395
1994
1995
Tab. H (Ass. Turismo)
Cap. 07041 - Finanziamento all'Istituto sardo organizzazione lavoro artigiano per la realizzazione di centri pilota e del monte materie prime (art. 31, L.R. 12 novembre 1982, n. 38, art. 68, L.R. 27 giugno 1986, n. 44, art. 44, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 55, 4° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 24 della legge finanziaria)
1993 1.500
1994
1995
Cap. 07100/01 - Programma integrato mediterraneo: finanziamenti all'ISOLA per la costruzione di centri pilota - quota CEE (Regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, D.P.C.M. 1° febbraio 1986, deliberazione CIPE 17 dicembre 1986, art. 55, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 55, 4° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6, art. 24 della legge finanziaria e art. 32 della legge di bilancio)
1993 1.500
1994
1995
Cap. 07104 - Programma integrato mediterraneo: finanziamenti all'Ente sardo industrie turistiche per azioni di promozione del turismo - quota regionale (Regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, D.P.C.M. 1° febbraio 1986, deliberazione CIPE 17 dicembre 1986, art. 55, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 55, 4° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 24 della legge finanziaria)
1993 1.000
1994
1995
Cap. 07104/01 - Programma integrato mediterraneo: finanziamenti all'Ente sardo industrie turistiche per azioni di promozione del turismo - quota CEE (Regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, D.P.C.M. 1° febbraio 1986, deliberazione CIPE 17 dicembre 1986, art. 55, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 55, 4° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 24 della legge finanziaria e art 32 della legge di bilancio)
1993 1.000
1994
1995
Cap. 07106 - Programma integrato mediterraneo: finanziamenti all'Ente sardo industrie turistiche per la creazione di circuiti del Trenino verde - quota regionale (Regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, D.P.C.M. 1° febbraio 1986, deliberazione CIPE 17 dicembre 1986, art. 55, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 55, 4° comma. L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 24 della legge finanziaria)
1993 500
1994
1995
Cap. 07106/01 - Programma integrato mediterraneo: finanziamenti all'Ente sardo industrie turistiche per la creazione di circuiti del Trenino verde - quota CEE (Regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, D.P.C.M. 1° febbraio 1986, deliberazione CIPE 17 dicembre 1986, art. 55, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 55, 4° comma. L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 24 della legge finanziaria e art. 32 della legge di bilancio)
1993 500
1994
1995
Tab. I (Ass. Lavori Pubblici)
Cap. 08301 - Programma integrato mediterraneo: spese per la realizzazione di opere nelle zone termali della Sardegna - quota CEE (Regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, D.P.C.M. 1° febbraio 1986, deliberazione CIPE 17 dicembre 1986, art. 55, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 55, 4° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 24 della legge finanziaria e art. 41 della legge di bilancio)
1993 3.395
1994
1995
Cap. 08301/01 - Programma integrato mediterraneo: spese per la realizzazione di opere nelle zone termali della Sardegna - quota regionale (Regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, D.P.C.M. 1° febbraio 1986, deliberazione CIPE 17 dicembre 1986, art. 55, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 6, 1° comma, L.R. 24 dicembre 1991, n. 39, art. 55, 4° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 24 della legge finanziaria)
1993 3.395
1994
1995 . (11)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti ha facoltà di illustrarli.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Io vorrei fare un emendamento tecnico all'emendamento numero 3. Prima della tabella D aggiungiamo la tabella C, "Stato di previsione della spesa degli affari generali: in aumento il capitolo 02169 per un miliardo e mezzo di spesa e, in entrata, il capitolo 12106, IRPEF, un miliardo e mezzo". Per il resto si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Allora metto in votazione la tabella A con le modifiche proposte in Aula a nome della Giunta. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della tabella B.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Ferrari - Marteddu - Zucca - Cocco - Desini - Manchinu - Pau
In aumento
Tabella B - Assessorato Trasporti
Cap. 13038 - Fondo per la concessione di anticipazioni alle imprese di navigazione
1993 L. 8.000.000.000
1994
1995
In diminuzione
Tabella D - Assessorato Bilancio
Capitolo 03017 - FNOL
1993 L. 8.000.000.000
1994
1995
mediante riduzione della voce 8 della tabella B allegata al D.L. 344 del medesimo importo.
Conseguentemente nel D.L. 344/A l'importo di lire "191.243.000.000" previsto per il 1993 dalla lettera b) dell'articolo 3 è rideterminato in lire "183.243.000.000". (2)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ferrari. Ne ha facoltà.
FERRARI (P.S.I.). Per richiamare l'attenzione dell'Assemblea sul fatto che si tratta di un'anticipazione e non di un contributo in conto capitale e per precisare che questo emendamento comporta una variazione della somma di lire 121 miliardi e 243 milioni all'articolo 3 della finanziaria. E' quindi, di conseguenza, anche una variazione della tabella B della finanziaria.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. La Giunta accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione la tabella B. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella C.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella D.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento modificativo Giunta regionale
Nelle tabella A (Entrata) e D (Assessorato Programmazione) sono introdotte le seguenti variazioni (importi in milioni):
In aumento
Tab. A (Entrata)
Cap. 12203 - Imposta ipotecaria (art. 8, L.C. 26 febbraio 1948, n. 3 e art. 34, D.P.R. 19 maggio
1949, n. 250)
1993 1.000
1994 3.000
1995 3.000
Tab. D (Ass. Programmazione)
Cap. 03016 - Fondo speciale per fronteggiare spese correnti dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11 e art. 3 della legge finanziaria)
Voce 16 (Nuova istituzione)
DDL concernente: norme in materia di protezione della fauna e sull'esercizio della caccia in Sardegna
1993 1.000
1994 3.000
1995 3.000. (6)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 6. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la tabella D. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella E.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento modificativo Giunta regionale
Tab. E
In aumento
04 Assessorato EE.LL.
Cap. 04027/05 - compiti soprintendenza libraria
1993 L. 100.000.000
1994
1995
ENTRATA
Cap. 12106 IRPEF
1993 L. 100.000.000
1994
1995 . (4)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione la tabella E. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella F.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati gli emendamenti numero 5, 9 e 15. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento modificativo Giunta regionale
Nella tabella F (Assessorato Difesa Ambiente) sono introdotte le seguenti variazioni (importi in milioni):
In diminuzione
Cap. 05086 - Indennità per sospensione attività di pesca negli stagni costieri
1993 1.000
1994
1995
In aumento
Cap. 05085/02 - (NI) 2.1.1.6.3.2.10.14 (02.07) - saldo di impegni d'esercizi decorsi relativi all'applicazione del Capo I della legge regionale 22 luglio 1991, n. 25 e successive modificazioni ed integrazioni
1993 1.000
1994
1995
Nella tabella D, allegata alla legge finanziaria, nello stato di previsione 05 - Difesa ambiente, relativamente alla legge regionale 25/91 - provvedimenti urgenti a sostegno dell'attività di pesca è inserito il capitolo 05085/02. (5)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Nella tabelle A (Entrata) e F (Assessorato Difesa Ambiente) sono introdotte le seguenti variazioni (importo in milioni):
In diminuzione
Tab. A (Entrata)
Cap. 23411 - Contributi del Fondo europeo di sviluppo regionale (F.E.S.R.) per la realizzazione del programma integrato mediterraneo (P.I.M.): centri di formazione professionale, finanziamenti partecipativi, centri innovazioni imprese (B.I.C.), costruzione centri pilota, sistema informatico turismo, promozione turismo, infrastrutture, strutture ricettive ed itinerari nel parco di Baunei, circuiti Trenino verde e Termalismo (regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, decreto presidente Consiglio Ministri 1° febbraio 1986 e deliberazione CIPE 17 dicembre 1986 e artt. 32, 33 e 41 della legge di bilancio)
Eliminare: Rif. Cap. spesa 05204/01 L. 1.530
1993 1.530
1994
1995
Cap. 12106 - Imposta sul reddito delle persone fisiche, comprese le ritenute alla fonte di cui all'art. 23 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (art. 8, L.C. 26 febbraio 1948, n. 3, sostituito dall'art. 1 della legge 13 aprile 1983, n. 122).
1993 1.530
1994
1995
Tab. F. (Ass. Difesa Ambiente)
Cap. 05204 - Programma integrato mediterraneo: finanziamenti per il parco di Baunei: realizzazione di opere di forestazione, di infrastrutture, di strutture ricettive ed itinerari - quota regionale (Regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, D.P.C.M. 1° febbraio 1986, deliberazione CIPE 17 dicembre 1986, art. 55, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 55, 4° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 24 della legge finanziaria)
1993 1.530
1994
1995
Cap. 05204/01 - Programma integrato mediterraneo: finanziamenti per il parco di Baunei: realizzazione di opere di forestazione, di infrastrutture, di strutture ricettive ed itinerari - quota CEE (Regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, D.P.C.M. 1° febbraio 1986, deliberazione CIPE 17 dicembre 1986, art. 55, L.R. 30 maggio 1989, n. 18, art. 55, 4° comma, L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 24 della legge finanziaria)
1993 1.530
1994
1995 . (9)
Emendamento modificativo Giunta regionale
TABELLA F
In aumento
Assessorato Ambiente
Cap. 05013/03 - recupero, riciclaggio e riutilizzo rifiuti
1993 5.000.000.000
1994
1995
ENTRATA
Cap. 1206 - IRPEF
1993 2.000.000.000
1994
1995
Cap. 12301 - Fabbricazione
1993 3.000.000.000
1994
1995 . (15)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti ha facoltà di illustrarli.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 9. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 15. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione la tabella F. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella G.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento modificativo Giunta regionale
Nelle tabelle A (Entrata) e G (Assessorato Agricoltura) sono introdotte le seguenti variazioni (importi in milioni):
In aumento
Tab. A. (Entrata)
Cap. 12205 - Imposta di registro (art. 37, D.P.R. 22 maggio 1975, n. 480).
1993 700
1994
1995
Tab. G (Assessorato Agricoltura)
Cap. 06163/01 - Contributi e spese per il miglioramento e il risanamento del patrimonio zootecnico (art. 17, legge 2 giugno 1961, n. 454, artt. 8 e 17, legge 27 dicembre 1977, n. 984 e art. 9, 1° comma, della L.R. 28 aprile 1992, n. 6)
1993 700
1994
1995 . (7)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Nelle tabelle A (Entrata) e G (Assessorato Agricoltura) sono introdotte le seguenti variazioni (importi in milioni):
In aumento
Tab. A. (Entrata)
Cap. 34001 - Entrate eventuali e varie.
1993 610
1994
1995
Tab. G (Assessorato Agricoltura)
Cap. 06251 - Interventi per il riordino della rete irrigua del primo distretto di Arborea - Lotto nord Arborea (Oristano) finanziati con le risorse recate dalla legge n. 64/1986 per progetti immediatamente eseguibili per interventi di rilevante interesse economico (legge 1° marzo 1986, n. 64, art. 17, comma 34, legge 11 marzo 1988, n. 67 e deliberazione CIPE del 12 maggio 1988).
1993 610
1994
1995 . (8)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamento ha facoltà di illustrarli.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 7. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 8. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto ora in votazione la tabella G. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella H.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella I.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella L.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella sono stati presentati due emendamenti. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Soro - Mannoni - Dadea
Tabella L - Assessorato Industria
In aumento
STATO DI PREVISIONE DELL'ASSESSORATO DELL'INDUSTRIA
Cap. 09008 1993 L. 2.000.000.000
Osservatorio industriale
ENTRATA
Cap. 12106 IRPEF 1993 L. 200.000.000. (1)
Emendamento modificativo Giunta regionale
Nelle tabelle A (Entrata) e L (Assessorato Industria) sono introdotte le seguenti variazioni (importi in milioni):
In aumento
Tab. A. (Entrata)
Cap. 12203 - Imposta ipotecaria (art. 8, L.C. 26 febbraio 1948, n. 3 e art. 34, D.P.R. 19 maggio 1949, n. 250)
1993 1.000
1994
1995
Cap. 34001 - Entrate eventuali e varie
1993 180
1994
1995
Cap. 12106 - Imposta sul reddito delle persone fisiche, comprese le ritenute alla fonte di cui all'art. 23 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 (art. 8, L.C. 26 febbraio 1948, n. 3, sostituito dall'art. 1 della legge 13 aprile 1983, n. 122)
1993 5.000
1994
1995
Tab. L (Assessorato Industria)
Cap. 09100 - Programma integrato mediterraneo: aumento dell'offerta dei fondi di copertura per programmi d'investimento delle PMI, mediante la concessione di finanziamenti partecipativi - quota regionale (Regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, D.P.C.M. 1° febbraio 1986, deliberazione CIPE 17 dicembre 1986, art. 55, 4° comma. L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 24 della legge finanziaria)
1993 3.090
1994
1995
Cap. 09100/01 AS - Programma integrato mediterraneo: aumento dell'offerta dei fondi di copertura per programmi d'investimento delle PMI, mediante la concessione di finanziamenti partecipativi - quota CEE (Regolamento CEE n. 2088/85 del 23 luglio 1985, D.P.C.M. 1° febbraio 1986, deliberazione CIPE 17 dicembre 1986, art. 55, 4° comma. L.R. 28 aprile 1992, n. 6 e art. 24 della legge finanziaria)
1993 3.090
1994
1995 .(10)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 10 ha facoltà di illustrarlo.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 1 ha facoltà di illustrarlo.
SORO (D.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 1 ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi lamano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la tabella L. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella M.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (M.S.I.-D.N.). Signor Presidente, per richiamare l'attenzione del Consiglio su un paio di incongruenze di questa tabella. La prima, che mi sembra abbastanza incomprensibile, riguarda il capitolo 12100 e si riferisce al contributo annuale concesso all'Unione Italiana Ciechi per il funzionamento dell'associazione stessa. E' stato aggiunto, nel testo della Commissione, che questo contributo viene dato anche all'Associazione Nazionale Privi di Vista. Mi sembra un po' strano che soltanto in denominazione del capitolo di bilancio si faccia questa operazione; è una cosa che neanche dal punto di vista tecnico riesco a capire, perché è la prima volta che ci troviamo in una situazione di questo genere. Quindi vorrei che almeno venisse ripristinata la vecchia denominazione di questo capitolo.
L'altro fatto su cui richiamo l'attenzione del Consiglio riguarda il fatto che sono stati unificati due capitoli di questa tabella; c'era un contributo che veniva dato all'Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi Civili, capitolo 13200, che poi è stato unificato con quello che riguarda gli invalidi del lavoro, che è il capitolo 1033. Mi dicono gli Uffici che soltanto in questo caso si è proceduto all'accorpamento di due capitoli. Per inciso vorrei aggiungere che oltre alle difficoltà di erogazione di questi contributi, se noi lasciamo le cose come stanno, c'è anche il fatto che già l'anno scorso il Consiglio aveva approvato un ordine del giorno con il quale si prevedeva che venisse fatta una legge generale, ad hoc, per il finanziamento di queste associazioni. Io sollecito ancora che qualcuno prenda l'iniziativa di fare una cosa del genere e vorrei anche che su questo capitolo ci fosse più chiarezza, perché mancano del tutto i criteri di ripartizione dei contributi, cosa che potrebbe portare fatalmente a una paralisi dell'utilizzo di questo capitolo. Io avevo preparato un emendamento correttivo, ma non l'ho potuto presentare, stante la decisione politica, assunta ieri sera dalla Conferenza dei Capigruppo, di non accettare più emendamenti. Mi sembra che si tratti di un fatto tecnico, sul quale richiamo l'attenzione del Presidente della Giunta perché ci illumini su quello che è successo. Non vorrei, poi, che si scatenasse la corsa a dare contributi ad associazioni che nascono per caso, perché allora ci troveremo veramente in una gravissima situazione di imbarazzo e chiedo ancora una volta che si proceda a fare una legge che disciplini questo settore. Per adesso mi sembra che sia assolutamente urgente assicurare l'erogazione dei contributi alle associazioni che già erano previste per legge. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta regionale. Io vorrei precisare che la semplice introduzione di questo titolo a integrazione del capitolo di spesa, non produce nessun effetto, perché non c'è una norma sostanziale di autorizzazione alla spesa, che invece esiste nel caso dell'Unione Italiana Ciechi ed è contenuta nella legge regionale 23 febbraio 1968, numero 14, in base alla quale noi eroghiamo il finanziamento. Senza una norma che stabilisca criteri e modalità, questa integrazione del capitolo non produce alcun effetto sostanziale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Gruppo Misto). L'onorevole Porcu ha detto alcune cose che avrebbe fatto bene a dire chi ha suggerito di farlo al collega Porcu, che per altro è un caro amico di tutti noi: le avrebbe dette meglio e forse le avremmo capite anche meglio tutti. Io voglio fare una dichiarazione, in relazione a questo problema, per dire che non dobbiamo tornare sempre su ogni questione. A nessuno può essere impedito, caro Carmelo, il diritto di associazione, e non ci sono feudi che valgano in assoluto. Il feudalesimo è finito da tempo, quello antico, e i feudalesimi o gli infeudamenti moderni sarebbe il caso che finissero pur essi. E se delle cose si discute apertamente, alla luce del sole, e alla Regione avanzano domanda associazioni e organizzazioni che dimostrano di esistere, di svolgere attività, di essere collegate a istituzioni o a enti morali riconosciuti con decreto del Presidente della Repubblica, alla pari di altre esistenti, non c'è ragione alcuna per cui ci si meravigli se un monopolio cessa di essere monopolio e se cittadini sardi esercitano il proprio diritto non in modo estemporaneo, ma riferendosi a organizzazioni di carattere nazionale, che hanno pari dignità e riconoscimento nel trattamento assicurato dallo Stato. I Gruppi hanno ricevuto una letteraccia, firmata da un rappresentante dell'Unione Italiana Ciechi, che non fa onore a chi l'ha scritta e neppure all'Associazione che si fa rappresentare, perché non si indicano come venditori di stracci e di fiori secchi altri cittadini portatori di handicap che si organizzano e hanno pari dignità di quanti si organizzano nell'Unione Italiana Ciechi. Pari vuol dire in proporzione, pari vuol dire per quello che rappresentano e che sono, e non si dice che altri cittadini, peraltro disagiati, privi di vista, appunto, come quelli che aderiscono all'Unione Italiana Ciechi, non si notifica al Consiglio regionale, senza che il Consiglio reagisca, che sono venditori di stracci, come dice la letteraccia che abbiamo ricevuto. Sì, è disonorevole definire in tal modo altri cittadini portatori di un disagio fisico, che democraticamente si organizzano: è un'offesa e io mi offendo, mi indigno perché ho ricevuto quella lettera e quindi suggerisco a ciascuno di non tutelare cause perse. Ecco perché la Giunta ha ritenuto in Commissione di tener conto dell'esistenza documentata di altre associazioni democratiche anche in questa materia. Ecco la ragione della dizione introdotta nella legge di bilancio, che non avrà immediato effetto perché è solo l'annuncio di una norma che è invece contenuta nel disegno di legge di accompagnamento: norma sostanziale che, se il disegno di legge fosse in Aula, si voterebbe prima. Si tratta semplicemente di una dizione che anticipa la proposta contenuta nel disegno di legge presentato dall'Assessorato della pubblica istruzione, che intende tener conto di un bisogno essenziale.
A me dispiace che si debba trattare in questo modo di cose così delicate, che dovrebbero invece consigliarci un po' più prudenza e di serenità. Mi dispiace quando le ragioni di una parte più disagiata dei cittadini si confondono con i giochi non tutti ordinati della politica. Bisogna dirlo, questo, bisogna dirlo! I cittadini portatori di un particolare handicap o di un particolare disagio non sono in appalto a nessuno. Dobbiamo essere tutti sensibili alla pari: l'Assemblea e tutti i consiglieri regionali. Se no si corre il rischio di incorrere anche, come dire, in qualche macroscopico errore, talvolta, in qualche autentica cantonata e andare troppo diritti sulla cantonata può anche far male.
PORCU (M.S.I.-D.N.). Presidente, vorrei replicare per fatto personale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PORCU (M.S.I.-D.N.). L'amico Luigi Cogodi si è rivolto personalmente a me, quindi una risposta gliela devo dare.
Caro Luigi - dato che tu mi hai chiamato Carmelo io ti chiamo Luigi - ognuno si fa carico della propria sensibilità e ognuno si fa carico della propria storia. Io mi porto la mia sensibilità e la mia storia, tu ti porti la tua sensibilità e la tua storia. Va bene? Su questo siamo per lo meno alla pari. Per quanto riguarda poi le associazioni, io che non faccio parte dell'Unione Italiana Ciechi, dico che l'Unione Italiana Ciechi è dal 1920 l'organizzazione associata dei ciechi italiani ed ha una storia quasi secolare, in questo Paese. Ed è inutile che noi cerchiamo di fare discorsi che servono solo per confondere le acque, perché non è giusto che io mi ritrovi in denominazione dei capitoli di bilancio una situazione che prima assolutamente era sconosciuta alla maggior parte di noi. E allora chi è che fa la scorrettezza, chi è che pone le carte in modo sbagliato sul tavolo? Noi, che ci troviamo di sorpresa con questa nuova denominazione, o chi propone artificiosamente di mettere in rilievo associazioni del genere? Questo è quello che chiedo. Ripeto quello che ho detto all'inizio del mio primo intervento: io sto chiedendo soltanto che si faccia una legge che metta ordine in questo settore. Questa era la mia premessa: si faccia la legge, perché sono intollerabili i colpi di mano, in un verso come nell'altro. Quindi, se mi permetti, si faccia la legge, siamo d'accordissimo, e poi basta.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro intervenire domanda di parlare sulla tabella M, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella N.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la tabella N. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella O.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la tabella O. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella P.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione la tabella P. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura dell'elenco numero 1.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo elenco, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'elenco numero 2.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo elenco, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'elenco numero 3.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo elenco, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'allegato numero 1.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'allegato, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Prima di procedere alla votazione finale sul disegno di legge numero 345 il Presidente della Giunta ha domandato di parlare. Ne ha facoltà.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Molto semplicemente, perché si dia atto che c'è un'esigenza di coordinamento tecnico, soprattutto per quanto riguarda le entrate, per pareggiare il bilancio. Quindi diamo mandato agli Uffici, chiusa la questione degli emendamenti, di fare le operazioni che mettano in equilibrio il bilancio che stiamo approvando, tutto qui.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del disegno di legge numero 345. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 32, corrispondente al nome del consigliere Lorettu.)
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Lorettu.
SECHI, Segretario, procede all'appello:
Rispondono sì i consiglieri: Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Merella - Mereu Orazio - Mulas Franco - Mulas M. Giovanna - Muledda - Murgia - Onida - Oppi - Pau - Pes - Pili - Piras - Ruggeri - Sanna - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Selis - Serra - Serri - Soro - Tamponi - Tidu - Usai Sandro - Zucca - Atzeni - Atzori - Baghino - Baroschi - Cabras - Carusillo - Casu - Cocco - Corda - Cuccu - Dadea - Dettori - Erittu - Fadda Fausto - Fadda Paolo - Fantola - Ferrari - Giagu - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli.
Rispondono no i consiglieri: Morittu - Porcu - Salis - Serrenti - Urraci - Usai Edoardo - Cadoni - Cogodi - Demontis - Ladu Giorgio.
Si è astenuto: il Vicepresidente Fadda Antonio.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione del disegno di legge numero 345:
presenti 65
votanti 64
astenuti 1
maggioranza 32
favorevoli 54
contrari 10
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Comunico che la Commissione programmazione è convocata per esaminare il provvedimento per l'industria. Sospendo la seduta del Consiglio per quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 49, viene ripresa alle ore 14 e 42.)
Discussione dell'articolato e approvazione della proposta di programma: "Programma pluriennale per gli anni 1993-1995" (Progr. n. 39)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca ora l'esame del programma numero 39.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della parte prima, paragrafo 1.1.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 1.2.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 1.3.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 1.4.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 1.5.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 1.6.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 1.7.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 1.8.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato.)
Si dia lettura del paragrafo 1.9.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'allegato A.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo allegato, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla parte seconda.
Si dia lettura del paragrafo 2.1.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 2.2.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del paragrafo 2.3.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E'approvato.)
Si dia lettura del paragrafo 2.4.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo paragrafo, lo metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame del paragrafo 2.5.
Si dia lettura della partizione riguardante il settore Industria e Artigianato.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa partizione, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della partizione riguardante l'Agricoltura.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa partizione sono stati presentati quattro emendamenti. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Muledda - Manunza - Ferrari - Pau - Carusillo - Urraci - Mereu - Deiana
Nel settore ovicaprino gli interventi privilegiano le aziende agro-pastorali operanti nelle zone economicamente svantaggiate. Per le aziende gravitanti nei comprensori irrigui consortili sono ammesse solo le agevolazioni creditizie. (1)
Emendamento aggiuntivo Muledda - Manunza - Ferrari - Mereu - Carusillo - Pau - Urraci - Deiana
Sono comunque ammessi a finanziamenti sia contributivo che creditizio gli interventi volti al completamento, alla ristrutturazione e ottimizzazione delle aziende agricole già esistenti. (2)
Emendamento sostitutivo totale Muledda - Manunza - Ferrari - Pau - Carusillo - Mereu - Urraci - Deiana
L'ultimo comma della pagina 186 è sostituito dal seguente:
"Per assicurare alle imprese agricole e alle cooperative di trasformazione i mezzi finanziari necessari a realizzare le spese e i lavori di miglioramento a integrazione dei contributi in conto capitale verranno erogati mutui per i quali verrà garantito l'abbattimento della differenza tra il tasso minimo di interesse previsto alla normativa vigente a carico delle imprese e delle cooperative e il tasso di interesse che gli istituti di credito richiedono per le concessioni dei mutui medesimi". (3)
Emendamento aggiuntivo Merella - Pau
Alla pagina 186, riga 15, dopo la parola "saranno finanziate" aggiungere "prevalentemente". (4)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori degli emendamenti numero 1, 2 e 3 ha facoltà di illustrarli.
MULEDDA (P.D.S.). Presidente, se mi è consentito, illustrerò tutti e quattro gli emendamenti, anche se sul 4, per motivi tecnici, non abbiamo apposto la nostra firma.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 1, il testo praticamente esclude qualsiasi possibilità di intervento finanziario in favore di aziende ovi-caprine nelle aree comprese nei comprensori irrigui consortili. Ora, in linea puramente teorica, potrebbe essere un ragionamento assolutamente congruo, ma c'è un dettaglio che a me non sfugge ed è questo: che vi sono richieste pregresse - ed altre potrebbero essere presentate - di interventi per formare aziende congrue. Il testo dell'emendamento propone che siano concesse almeno le agevolazioni creditizie.
Il secondo emendamento prevede che siano ammessi finanziamenti sia in forma contributiva che creditizia per interventi volti al completamento, alla ristrutturazione e all'ottimizzazione delle aziende serricole già esistenti nel comparto ortofrutticolo. E' un'esigenza economica elementare: noi abbiamo 500 ettari di serre ferro-vetro, in Sardegna, che vanno in qualche misura riconvertite; se non vi è un apposito finanziamento o si prevedono soltanto finanziamenti per strutture leggere, tipo plastica, si verificherà un depotenziamento di investimenti cospicui già fatti.
L'emendamento numero 3 è l'emendamento fondamentale, io credo. Nella previsione del programma si dice che è possibile avere un abbattimento sulle forme di incentivo creditizio, da parte della Regione, con un tasso di circa il 10 per cento. Finora la legislazione ha previsto che fossero fissi il dato di partenza e quello di fine per i crediti delle aziende. Adesso il criterio viene rovesciato: d'ora in poi sarà variabile il rapporto di credito dell'azienda e fisso il rapporto Regione-Banca. Questo comporta aleatorietà nei rapporti e quasi impossibilità di funzionamento congruo anche di questo incentivo. Perciò riteniamo che esso sia da riportare alla gestione principale, senza ignorare che questo può creare problemi di operatività sia all'istituto di credito sia agli uffici regionali.
Per quanto riguarda il quarto emendamento, sul quale non c'è la mia firma, poiché sembra che sia impossibile, anche su superfici cospicue, fare forestazione ove non vi sia una contiguità con altri boschi, essendovi una direttiva comunitaria che prevede incentivi rilevanti per questo tipo di interventi, sembrerebbe opportuno aggiungere almeno la parola "prevalente". Si consenta cioè prevalentemente l'operatività dell'intervento nei territori contigui ai boschi esistenti, ma si consentano anche, su superfici rilevanti, gli interventi per costituire bosco, soprattutto secondo le direttive comunitarie. Se mi è consentito, aggiungo un'annotazione: l'Assessore, col quale ho parlato, concorda su questi emendamenti.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'onorevole Presidente della Giunta.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. La Giunta li accoglie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Lorettu. Ne ha facoltà.
LORETTU (D.C.). Presidente, io leggo in questo momento, naturalmente come tutti, questi emendamenti, quindi mi è difficile fare una valutazione adeguata del loro contenuto e delle loro implicanze. Mi colpisce l'emendamento numero 2, nel quale praticamente si dice: "Sono comunque ammessi a finanziamento, sia contributivo che creditizio, gli interventi volti al completamento, alla ristrutturazione e ottimizzazione delle aziende serricole già esistenti". Cioè, in un momento di gravissima crisi, quando la Regione sta prendendo atto di non essere, in linea generale, più in grado di sostenere con contributi in conto capitale a fondo perduto tutte le iniziative e tutte le attività che fino ad oggi di questi interventi hanno goduto, mentre stiamo cercando di rivedere la legislazione esistente, frutto di stagioni ben più floride dell'attuale, bene, noi, nel comparto più ricco dell'agricoltura sarda e dell'agricoltura in genere - quello che può essere il più ricco, se gestito naturalmente con capacità imprenditoriali adeguate, quello che può essere la più redditizia delle attività agricole - continuiamo a intervenire sia con il contributo che con il mutuo. Francamente questo mi sembra in aperta contraddizione con la linea che la Regione si sta dando e mi sembra in contraddizione con tutto ciò che si dice nella manovra finanziaria che abbiamo appena approvato: mi sembra in buona sostanza che non abbia senso, se non per tutelare posizioni che francamente non sono le più meritevoli di tutela.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.). Per comprendere meglio la portata dell'emendamento. Mi pare di comprendere che quello che si sta proponendo è di trasferire la fluttuazione del costo dei mutui dall'imprenditore alla Regione. Verrebbe cioè fissato il tasso di mutuo a favore dell'imprenditore e tutto quello che si aggiunge a questo tasso va a carico della Regione. Il problema è come garantirsi che le banche su questa norma non costruiscano rendite di posizione, visto che l'imprenditore deve pagare il 5 per cento e tutto il resto è a carico della Regione. Che cosa garantisce che la Regione non favorisca una rendita di posizione delle banche o una strumentalizzazione di questa norma da parte delle banche?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Muledda. Ne ha facoltà.
MULEDDA (P.D.S.). Il tasso di riferimento per il costo dei crediti di trasformazione e di conduzione è stabilito bimestralmente con decreto del Ministero del Tesoro; quindi il costo deriva non da una politica bancaria, ma dal decreto bimestrale del Tesoro, il che vuol dire però, concretamente, che non c'è una possibilità delle banche di muovere il tasso di costo, c'è soltanto l'impossibilità per l'azienda, ove vi sia fluttuazione, di avere certezza, durante la fase di realizzazione, del mantenimento del tasso previsto nel budget. Faccio un ragionamento semplicissimo: la costituzione di un'azienda dura mediamente tre anni; al primo anno si fa il mutuo cosiddetto provvisorio, precario, che dà i tassi in quel momento vigenti; alla fine dei tre anni - facciamo l'esempio dell'ultimo bimestre del 1992 - la differenza fra l'inizio dei lavori, che era grosso modo dell'11,50 per cento, era diventata 16,25. Se il tasso a carico fosse variabile per l'impresa, col sistema proposto nel programma noi avremmo avuto un tasso superiore di quasi tre punti a carico dell'impresa. Col sistema precedente si aveva il tasso fisso per l'impresa e l'assorbimento. Così è sempre stato e così è in tutte le Regioni d'Italia: vi è un assorbimento del differenziale a rendicontazione nel momento in cui si va a liquidare il concorso-interessi da parte della Regione alla banca. Quindi non è possibile che la banca abbia una politica autonoma rispetto a questa questione.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione la partizione riguardante il settore Agricoltura. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.). Voglio dire che quest'Aula non ha consapevolezza di come si svolgono le politiche agricole, di quello che costano. Abbiamo persino fluttuazioni di tassi stabilite non per legge, ma con programmi. Io chiedo che nella prossima variazione di bilancio, che abbiamo evocato anche stamattina, ci sia un rapporto sulle politiche agricole, sui costi, sugli strumenti, sulla legislazione vigente, su tutto ciò che è agricoltura. Quest'Aula vuol fare il massimo possibile per l'agricoltura, come per tutti i settori, avendo piena consapevolezza di quello che sta succedendo nel settore, di quello che sta amministrando la Regione, di quello che stanno amministrando le strutture dell'Assessorato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Prendo atto di questa richiesta formulata dal Presidente della Commissione e cercherò di coinvolgere gli Assessori competenti, per dare con diligenza una risposta.
PRESIDENTE.
Si dia lettura della partizione riguardante il Turismo del paragrafo 2.5.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa partizione, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della partizione riguardante la Pesca.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa partizione, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della partizione riguardante la Distribuzione.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa partizione, la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura dell'allegato B.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo allegato, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Prima di passare alla votazione finale comunico all'Assemblea che è pervenuto un ordine del giorno firmato dai consiglieri Cuccu, Sardu, Baroschi, Serrenti, Baghino, Lombardo e Cogodi, del quale chiedo che il Segretario dia lettura.
SECHI, Segretario:
Ordine del giorno Cuccu - Sardu - Baroschi - Serrenti - Baghino - Lombardo - Cogodi sulla predisposizione di un contratto di programma per la costruzione di un impianto di gassificazione presso la Saras.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione del dibattito sui documenti programmatici e di bilancio,
PREMESSO che, nel programma pluriennale per gli anni 1993-1995 viene riaffermata, per il piano energetico regionale l'opzione prioritaria a favore della gassificazione del carbone del Sulcis;
APPRESO che, peraltro, la Giunta regionale della Sardegna si appresterebbe a varare un contratto di programma, da sottoporre all'approvazione del Governo, per la realizzazione presso la società Saras di Sarroch di un impianto di gassificazione dei residui pesanti risultanti dai processi di raffinazione del petrolio per la produzione di energia elettrica pari a circa 550 MW, di cui 450 MW dovrebbero essere cedute all'ENEL;
ACCERTATO che:
1) l'impianto in questione comporta per esplicita ammissione dell'Ente Nazionale per l'Energia Elettrica la liquidazione del progetto di gassificazione del carbone Sulcis, giacché nel documento recante "linee per l'aggiornamento dei programmi di generazione dell'ENEL SpA" si afferma nettamente che: "il concretizzarsi del programma SARAS (apporto alla rete ENEL di 450 MW per oltre 7000 h/a) ... porta all'annullamento dell'apporto di 340 MW dell'IGCC del Sulcis";
2) lo stesso Ministro on. Baratta nel rispondere al Senato alla mozione presentata unitariamente dai senatori sardi, ha espresso sull'utilizzo del carbone Sulcis dubbi e perplessità di tale portata da lasciare intravedere un atteggiamento decisamente negativo da parte del Governo;
CONSTATATO che, tutte le dichiarazioni a favore della gassificazione del carbone Sulcis finora fatte anche nelle sedi più autorevoli rischierebbero, se si approvasse il contratto di programma anzidetto senza che si abbiamo prima certezze sulla gassificazione del carbone Sulcis, di risultare pure e semplici declamazioni verbali tese solo a ingannare i lavoratori e le popolazioni da mesi in lotta per l'ottenimento del rispetto degli accordi sottoscritti circa la gassificazione dello stesso carbone Sulcis;
impegna la Giunta regionale
1) ad assumere iniziative stringenti al fine di ottenere dal Governo e dagli enti interessati l'assoluta certezza della realizzazione dell'impianto di gassificazione Sulcis attraverso la determinazione precisa:
a) dei finanziamenti necessari alla costruzione dell'impianto;
b) dei soggetti deputati alla realizzazione e alla gestione dello stesso;
c) delle scadenze temporali, da verificare periodicamente negli stati di avanzamento, per la conclusione dei lavori di realizzazione;
d) dei contratti di fornitura e di utilizzazione dei gas prodotti;
e) della integrazione produttiva della Saras con lo stabilimento della Prooil e più in generale con le industrie presenti nell'area cagliaritana;
2) a sospendere qualsiasi determinazione, ivi compresa l'espressione di pareri di competenza regionale circa la realizzazione dell'impianto della Saras, subordinandoli comunque, anche temporalmente, all'ottenimento delle certezze di cui al punto 1. (1)
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione sull'ordine del giorno. Una precisazione: l'ordine del giorno non può essere illustrato perché è stato presentato dopo la chiusura della discussione generale. I presentatori eventualmente, o chi avesse interesse, possono esprimere la propria opinione in sede di dichiarazione di voto.
Ha domandato di parlare l'onorevole Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Io vorrei richiamare i presentatori sul punto 2 del dispositivo dell'ordine del giorno, che è chiarissimo, nei suoi obiettivi, ma se è espresso in questo modo a mio parere rischia di riempire domani i titoli dei giornali e di scatenare una lotta fra territori che è meglio che noi non scateniamo. Perché sicuramente questo secondo punto del dispositivo verrà letto dalla stampa così: "La Regione ha deciso di sospendere gli investimenti della Saras". In una situazione come questa un simile messaggio avrebbe l'effetto che lascio a voi immaginare. Allora siccome è chiaro ciò che i proponenti si prefiggono, ma è anche chiaro che la Giunta condivide questo obiettivo, perché se no dovremmo cancellare tutte le cose che abbiamo detto fino a questo momento, io pregherei di modificare il punto 2 del dispositivo dicendo che la Giunta viene impegnata a valutare le determinazioni di competenza regionale in merito alla realizzazione, diciamo, dell'intervento produttivo della SARAS alla luce delle considerazioni fatte nella premessa. Punto e basta: che non sia un messaggio che possa essere letto nel modo che ho detto, perché sarebbe un fatto dannoso. Dico subito che la Giunta non sarebbe favorevole, senza questa modificazione, ad accogliere l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. Prima delle dichiarazioni di voto, i presentatori concordano sulla richiesta di modificazione avanzata dal Presidente della Giunta?
Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.S.I.), Su quanto suggerito dal Presidente della Giunta, il problema è questo: se le determinazioni regionali favorevoli ad avviare la costruzione della centrale Saras fossero ostative all'avvio delle procedure per la costruzione della centrale per la gassificazione del carbone, allora io non sarei d'accordo a cambiare la dizione. Se cioè esiste la possibilità di dire, dopo avere installato in Sardegna i 300 Megawatt alla Saras, che non è più necessario installarne altri, compresi quelli del carbone Sulcis, io considero questa possibilità un motivo ostativo per dare l'assenso alla Saras. Questa è la posizione.
PRESIDENTE. Occorre che si pronuncino i presentatori dell'ordine del giorno rispetto alla proposta avanzata dal Presidente della Giunta.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU (P.D.S.). Signor Presidente, chiedo scusa ai colleghi se a quest'ora abusiamo della loro pazienza su un argomento di questo genere, che tuttavia, siccome urgono i tempi, ha necessità di essere discusso qui e adesso, anche se di ben altra discussione ci sarebbe bisogno sull'argomento. Sarei d'accordo sulla formulazione proposta dal Presidente della Giunta se però evitiamo il rischio di qualunque infingimento. Deve cioè essere ben chiaro quello che si vuole significare e quello che si vuole fare. Noi non possiamo sottacere due fatti. Primo, che eravamo di fronte a un accordo di programma tra ENEL, Ministero dell'industria ed ENI che prevedeva la gassificazione del carbone del Sulcis: accordo di programma firmato nel 1991, che prevedeva l'inizio dei lavori nel 1992 e che è saltato perché l'ENEL, non lo sta dicendo in giro, a bassa voce e sommessamente, ma ha scritto testualmente, in un suo documento di aggiornamento dei programmi di generazione, come loro li chiamano, che il concretizzarsi del programma Saras, con l'apporto alla rete ENEL di 450 megawatt, porterebbe all'annullamento del programma di gassificazione del carbone. E' pacifico che per l'ENEL se parte adesso l'impianto di gassificazione Saras è annullato l'impianto di gassificazione del carbone Sulcis, con le conseguenze nefaste che vi lascio immaginare. Mille e cento persone impiegate direttamente a spasso, 700 miliardi gettati in fumo, le priorità energetiche regionali gettate alle ortiche, studi fatti di cui non si tiene conto, con l'ovvia conseguenza che una zona come quella del Sulcis rischia di ridursi a un deserto totale. Questo dice l'ENEL. Qui perciò non è proprio il caso di dividersi, cari colleghi.
PRESIDENTE. Onorevole Cuccu, però si era d'accordo che non si sarebbe aperta una discussione generale. Lei si deve dichiarare d'accordo o meno e basta.
CUCCU (P.D.S.). Sto concludendo. Sarei d'accordo, caro Presidente del Consiglio se è chiaro a tutti, è chiaro al Consiglio ed è chiaro alla Giunta, che non si dà corso ad atti che compromettano la possibilità della gassificazione del Sulcis. E' un atto che compromette la gassificazione del carbone Sulcis e dà corso al contratto di programma con la SARAS senza che vi siano assicurazioni precise circa la gassificazione del carbone del Sulcis. Se questo è lo spirito io sono d'accordo, ma temo che quando si usano parole diverse si vogliano anche nascondere intenti diversi. Se però non è così sono pronto a recepire la proposta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Fadda Paolo. Ne ha facoltà.
FADDA PAOLO (D.C.). Signor Presidente, chiedo che la discussione di questo ordine del giorno venga rinviata alla prossima settimana. Dall'intervento del Presidente della Giunta e dall'intervento del primo firmatario di questo ordine del giorno abbiamo compreso tutti la portata dell'ordine del giorno. Questo non è un ordine del giorno che possa esser votato con facilità; credo che ci debba essere una piena consapevolezza da parte del Consiglio regionale. Credo tra l'altro che dobbiamo verificare il piano energetico approvato dalla Giunta regionale, quindi chiedo che, per mettere in condizioni tutti i consiglieri di poter valutare con attenzione questo argomento, l'ordine del giorno venga rinviato alla prossima settimana.
PRESIDENTE. C'è quindi una proposta di rinvio.
(Interruzione)
Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.D.S.). Io non sono sulcitano, sono un consigliere regionale.
SATTA ANTONIO (D.C.). Era una battuta.
BAROSCHI (P.D.S.). Può avere un sapore non accettabile: lasciamola lì come battuta e basta. Per tante cose rivendico anche io il mio essere di quelle parti, ma non difendo certo interessi particolari. Se era solo una battuta, va bene sulcitano, iglesiente, e quant'altro. Io sarei anche d'accordo per fare questa discussione quando vogliamo, purché nel frattempo non si compiano atti. Se invece, come io ritengo, è opportuno che questo ordine del giorno impegni la Giunta all'interno di un contenitore come il programma, che è più adatto, allora sono anche d'accordo nel spostare di una settimana, tutto però, compresa l'approvazione del programma pluriennale. La cosa mi sembrerebbe tuttavia un po' paradossale. Nonostante l'ora, è forse più opportuno che ci facciamo carico di tutta la pazienza necessaria, come abbiamo fatto altre volte, cari colleghi. Io ritengo opportuno che questo punto venga approfondito immediatamente, anche per una altro motivo; io credo che la Giunta abbia necessità su questo punto di capire esattamente come la pensa il Consiglio e quanto prima lo sa meglio è, perché non è detto che gli altri operatori, ENEL in particolare, procedano aspettando noi. Io credo che proprio perché è una questione importante, fondamentale, sia opportuno affrontarla, anche se questo significa un po' di sacrificio da parte nostra: non cadrà il mondo se ci attardiamo qui qualche minuto in più per approfondire le questioni. Quindi sono contrario a un rinvio senza motivazioni, così come è stato chiesto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.). Presidente, io mi associo alla proposta dell'onorevole Fadda, ma non intervengo solo per dire questo. In quest'ultimo periodo un po' tutti stiamo rivendicando migliori condizioni di lavoro non solo nella discussione degli articoli e degli emendamenti, ma anche nell'esame degli ordini del giorno, che sono fatti fondamentali, anche perché non tutti gli ordini del giorno sono uguali. Questo ordine del giorno attiene al futuro energetico della Regione sarda, attiene al futuro dello sviluppo della Regione sarda e incide sui suoi equilibri territoriali. Io, in questo momento, pur avendo seguito per motivi professionali il piano energetico, non sono in grado di esprimere una valutazione. Su un ordine del giorno di questo genere la Giunta deve venire qui a dirci: questo è il bilancio energetico regionale, queste sono le carenze, queste sono le prospettive, questa è la proposta e allora noi votiamo sapendo che cosa stiamo votando. Vi è, certamente, l'esigenza di non perdere tempo, c'è però anche l'esigenza di votare un ordine del giorno così importante e significativo avendo consapevolezza di quello che stiamo votando ed avendo maturato questa consapevolezza alla luce di informazioni, di dati e di documentazioni, da parte della Giunta, sull'intero piano energetico regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Gruppo Misto). Alcuni colleghi chiedono tempo per approfondire e per pensare, data l'ora, la stanchezza e quant'altro. Io, da parte mia, non credo che discutere questo argomento oggi o domani cambi sostanzialmente le cose. Però l'ordine del giorno non si propone di ridefinire il piano energetico regionale e meno che mai quello nazionale: interviene - e per questo reca anche la mia firma - su un punto molto più preciso e molto più attuale, che è la vicenda del progetto di gassificazione del carbone Sulcis. Noi avevamo capito che le forze politiche, i sindacati, il Consiglio regionale, la Giunta regionale, nella piattaforma che sta elaborando per la scadenza istituzionale solenne riguardante la vertenza Sardegna, assumevano come punto fermo quel progetto. Nei giorni scorsi abbiamo discusso e ci siamo detti, anche senza interamente capirci tra noi, che era opportuno, prima di indire sedute solenni, che il Consiglio regionale definisse con precisione le proprie scelte politiche, per poi trovare solidarietà, consensi e forza. Altrimenti, che cosa si vuole solennizzare? Una rivendicazione generica, cose diverse e contrarie tra loro? Torneremo, nei prossimi giorni, su questa questione, su questa vicenda. Quando si è invitato il Consiglio regionale a essere non solo formalmente, ma nella sostanza capace di dire cosa vuole, senza mitigare la sua volontà, senza nasconderla nelle solennità dei riti, si intendeva esattamente questo.
Sul progetto di gassificazione del carbone, cioè sul progetto di estrazione del carbone ai fini della gassificazione come contributo di energia in questa Regione e come primo contributo, questo Consiglio è d'accordo o no? Io l'avevo letto nelle piattaforme rivendicative e pensavo che fossimo tutti d'accordo. Allora non c'entra nulla il piano energetico regionale, perché qui non viene proposto di sostituire questo intervento ad altri, anzi, si dice il contrario, si chiede che non siano altre cose, cioè una parte del tutto a sostituire il tutto. Nessuno ha detto, e qui non c'è scritto, che il progetto di gassificazione è contrario, alternativo, al progetto di energia da scorie di petrolio; qui non c'è scritto, perché sicuramente sul piano concettuale...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ci dobbiamo pronunciare sulla proposta di rinvio. Hanno già parlato uno a favore e uno contro.
COGODI (Gruppo Misto). Mi sto pronunciando. Invece di parlare tre volte sul rinvio, sull'illustrazione, sul voto, parlo una volta e dico per intero quello che penso: conviene a tutti.
(Interruzioni)
Scusate, allora sia detto che non si possono presentare ordini del giorno e allora non si presentino, però, finché in base alle regole...
FADDA PAOLO (D.C.). Sulla proposta può parlare uno a favore e uno contro.
COGODI (Gruppo Misto). Io non ho capito, siete voi a dire che sono cose importanti…
PRESIDENTE. Sì, ma sulla proposta di rinvio hanno già parlato uno a favore e uno contro, quindi dobbiamo solo votare.
COGODI (Gruppo Misto). Scusate, è stato presentato un ordine del giorno da parte di diversi consiglieri regionali, la Giunta ha espresso il suo parere suggerendo una modificazione, io su quella modificazione, per esempio, sono d'accordo, proprio per non incorrere in un'errata interpretazione, rimanendo ferma la sostanza, perché nella descrizione vi è una sostanza che è chiara e chiarissima. Il Presidente della Giunta suggerisce di non ingenerare la possibilità di un'errata interpretazione che potrebbe creare problemi, quindi, anche al concerto e all'unione delle forze che si devono mettere in campo. Rispetto all'interpretazione data dalla Giunta dell'espressione "agire conseguentemente", preciso che "conseguentemente" vuol dire coerentemente a quanto detto nella premessa. Io su questo concordo, non vedo perché si debbano acquisire piani energetici, né perché si debba rinviare, né perché si deve dare a intendere che sono messe in discussione le sorti del mondo. Si sta solo dicendo che ogni altro intervento di produzione di energia in questa Regione, nella pratica politica, nella condotta politica dello Stato, dell'ENEL e di quant'altri, forse anche di un pezzo di Regione, non deve essere addotto come motivo per indebolire la rivendicazione del progetto carbone Sulcis, tutto qui. Ragione per cui io accedo all'indicazione data dal Presidente della Giunta e ritengo che con quella modificazione del punto 2 l'ordine del giorno possa essere votato. Mentre Paolo Fadda pensa che la Saras, siccome è da quelle parti, appartenga a lui, invece appartiene a tutti noi, anche a me.
PRESIDENTE. Metto in votazione la richiesta di rinvio della discussione dell'ordine del giorno. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
La richiesta è accolta, quindi per essere discusso nella prossima tornata consiliare l'ordine del giorno deve essere trasformato in mozione.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale della proposta di programma numero 39. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 64, corrispondente al nome del consigliere Antonio Satta.)
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Antonio Satta.
SECHI, Segretario, procede all'appello.
Rispondono si i consiglieri: Satta Antonio - Sechi - Selis - Serra - Serri - Soro - Tidu - Usai Sandro - Zucca - Atzeni - Atzori - Baghino - Cabras - Carusillo - Casu - Cocco - Corda - Dadea - Dettori - Fadda Paolo - Ferrari - Giagu - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Mannoni - Manunza - Marteddu - Mereu Salvatorangelo - Mulas Franco - Mulas M. Giovanna - Muledda - Oppi - Pes - Pili - Ruggeri - Sanna - Sardu.
Rispondono no i consiglieri: Serrenti - Urraci - - Baroschi - Cadoni - Cogodi - Demontis - Ladu Giorgio - Morittu - Porcu.
Si è astenuto: il Vicepresidente Fadda Antonio - Satta Gabriele - Cuccu.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione del disegno di legge numero 345:
presenti 52
votanti 49
astenuti 3
maggioranza 25
favorevoli 40
contrari 9
(Il Consiglio approva).
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge:
dai consiglieri Fadda Paolo - Ruggeri - Sardu - Usai Sandro - Cuccu - Giagu - Fadda Fausto - Degortes - Serrenti - Demontis - Cogodi - Merella - Pusceddu - Usai Edoardo:
"Interventi a sostegno dei lavoratori occupati nei settori produttivi dell'industria colpiti da licenziamenti o sospensioni di lavoro". (371)
(Pervenuta il 12 marzo 1993 ed assegnata alla quarta Commissione.)
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Paolo Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA PAOLO (D.C.). Presidente, se i colleghi sono d'accordo, nonostante l'ora, chiederei l'inserimento all'ordine del giorno, per essere discussi questo pomeriggio della proposta di legge numero 371 e del disegno di legge numero 360.
PRESIDENTE. Se il Consiglio è d'accordo vengono inseriti all'ordine del giorno.
Discussione e approvazione della proposta di legge Fadda P. - Ruggeri - Sardu - Usai S. - Cuccu - Giagu - Fadda F. - Degortes - Serrenti - Demontis - Cogodi - Merella - Pusceddu - Usai E.: "Interventi a sostegno dei lavoratori occupati nei settori produttivi dell'industria, colpiti di licenziamenti o sospensione di lavoro". (371)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 371, relatore Paolo Fadda .
Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Paolo Fadda, relatore.
FADDA PAOLO (D.C.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.). Io penso che in quest'Aula vada detto, perché sia salva la riflessione che abbiamo fatto e la consapevolezza di tutti noi, che questo è un provvedimento di cui ognuno di noi ha presente l'urgenza, l'importanza e la necessità, dovute alla situazione di crisi. Però, proprio per questi motivi, credo che debba essere chiaro a tutti noi, all'Aula e alla coscienza di ciascuno, che è un fatto di straordinarissima amministrazione e che questo provvedimento, per quanto suggerito dall'iniziativa di alcune realtà regionali particolarmente colpite dalla crisi, è, nella configurazione scritta che viene proposta e immagino votata dall'Aula, una norma generale ed astratta, che si estende cioè alla generalità di coloro che ne hanno diritto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Gruppo Misto). Io non avrei avuto nulla da dire, perché le cose da dire le abbiamo già dette, salvo i fatti nuovi. Questo articolo di legge ce l'ho in mente anche da addormentato: quando la Giunta ha presentato il testo era bello, scritto a macchina, chiaro; poc'anzi lo abbiamo riletto in Commissione, bello, scritto a macchina e chiaro. Non ho capito perché cambiando il carattere tipografico da sinistra a destra in due pagine si modificano i testi delle leggi e perché uno, che ha diritto e dovere di fidarsi di tutti, si trovi i testi modificati Qualcuno dirà che è una cosa tecnica, ma le macchine per scrivere da sole non cambiano le parole. Il testo era scritto, la Giunta l'ha presentato, noi lo abbiamo avuto dalla Giunta, la Commissione lo ha poc'anzi visto, addirittura stabilendo che dove era scritto: "o laddove" al punto 1, si intendeva niente "o", solo "laddove", perché sono due condizioni concorrenti - stato di crisi e valutazione regionale di possibile continuità e ripresa dell'attività produttiva sono due attività concorrenti - e io adesso da un'altra parte leggo: "crisi aziendale", virgola, "e inoltre quando". "E inoltre quando" può significare che siano due condizioni disgiunte e invece non sono due condizioni disgiunte. Io vorrei sapere solo chi è e come può accadere una cosa del genere, sarà un'altra di quelle sviste, sarà un'altra di quelle cose che accadono miracolosamente, incomprensibilmente, però non è possibile che uno debba leggere quattro volte, sempre, fino all'ultimo minuto prima del voto le cose che sono scritte. I testi delle leggi sono sacri, quando la Giunta l'ha proposto e il Consiglio l'ha avuto, quando la Commissione l'ha riletto e approvato parola per parola, ivi compresa la correzione di una virgola, il testo di una legge non si può modificare se non con emendamenti in Aula da parte dei consiglieri. Chiedo che si ripristini il testo della prima facciata della parte sinistra del foglio, perché quello è il testo che è stato inizialmente presentato al Consiglio, il testo che ha visto la Commissione e che ha approvato la Commissione...
(Interruzioni)
Come, non è così? Scusate, se si devono introdurre modificazioni si presentano emendamenti! Noi siamo andati via dalla riunione della Commissione, io sono uscito fra gli ultimi, non c'era più nessuno, sono rimaste solo le sedie, quando sono uscito io, e le sedie non scrivono. Il testo era quello, se volete modificarlo qui c'è il Consiglio, il Consiglio può fare quello che vuole, è sovrano, però si modifichi con un emendamento. Abbiamo letto in Commissione il testo presentato, tant'è che abbiamo addirittura detto: lì non è "o", ma lì è "virgola". Ma il testo dall'altra parte è diverso perché pone due condizioni, ripeto, disgiunte, o così interpretabili almeno, mentre il testo che la Giunta ci ha presentato e che la Commissione ha istruito è quello di due condizioni concorrenti e si comprende che devono essere concorrenti, perché deve essere uno stato di crisi aziendale accompagnato da questa possibilità di ripresa produttiva, proprio perché delimita il campo d'azione. Se no non è vero che si vuol fare la cosa per cui ci si è impegnati, cioè delimitare l'ambito di intervento, perché con 3 miliardi non si fa tanta democrazia e tanta socialità, con 3 miliardi distribuiti a 100 mila lire a lavoratore disoccupato non si risolve il problema di nessuno, mentre l'intendimento che abbiamo discusso per il quale ci siamo impegnati alla luce del sole, era di affrontare e risolvere almeno alcune specifiche situazioni. Questo era chiaro, non è che è più vicino o più amico dei lavoratori chi vuol dare 10 mila lire a ognuno. Questa cosa era chiara in partenza; se si vuol fare si faccia, se il Consiglio non lo vuole fare non lo faccia, però non dica ieri, presentando un testo, che questa è la soluzione, perché la Giunta si è impegnata su questo e, ripeto, la Giunta non è che è di nessuno. Io non voto la Giunta, io sono contrario alla Giunta; io sono all'opposizione, rispetto alla Giunta. Però la Giunta si è impegnata su quel provvedimento, per quelle situazioni: il Consiglio nel momento in cui cambia le cose, toglie la fiducia alla Giunta, perché questa non è una cosa piccola, questo è un intervento importante sul piano politico, perché nei giorni scorsi così lo abbiamo vissuto. E non è in questo modo che si possono fare le cose migliori.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Cuccu mi preme far rilevare e portare quindi all'attenzione del Consiglio che nel testo licenziato dalla Commissione programmazione, la dizione è esattamente quella richiamata dall'onorevole Cogodi. La Commissione di merito, quella competente in materia di lavoro, l'ha successivamente, non si sa bene perché, modificata.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU (P.D.S.). Chiedo scusa, signor Presidente, ma la versione dei fatti non mi pare esattamente questa. La Commissione di merito, come ella sa, non si riunisce dopo la Commissione bilancio, ma si riunisce prima della Commissione bilancio, che dà il parere finanziario. La Commissione bilancio quindi, lo ribadisco, si riunisce dopo la Commissione di merito. E il testo della Commissione di merito è esattamente quello che è qui riportato. Io non so che cosa sia accaduto, né francamente a questo punto mi interessa molto saperlo, perché non faccio l'investigatore di professione. Tuttavia è esattamente come dice l'onorevole Cogodi, c'è una differenza sostanziale fra i due testi e non a caso la Commissione di merito, cioè la Commissione industria, ha ritenuto di approvare questo testo, che significa precisamente che vi sono situazioni, e io mi limito a citarne qualcuna (se il collega Cogodi mi ascolta si renderà conto che i problemi esistono). Per esempio la Sardamag di S. Antioco, per esempio la SIC-NIT di Portovesme dove non ci sono licenziamenti, non ci sono atti di sospensione dal lavoro e tuttavia ci sono lavoratori senza busta paga da molto tempo, che stanno nel limbo, perché siamo di fronte a procedure fallimentari; si tratta tuttavia di aziende che possono essere produttivamente e positivamente rilanciate sul mercato. Voglio comprendere se queste aziende e questi lavoratori li dobbiamo tagliare fuori da un provvedimento di questo genere. Ecco perché la Commissione di merito ha apportato questa correzione; poi non so cosa sia accaduto, ma non spetta a me stabilirlo. E' chiaro che si tratta di una modifica sostanziale, non c'è dubbio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, penso sia opportuna una brevissima sospensione, perché c'è stato indubbiamente uno scambio dei testi; cioè la Commissione programmazione si è espressa su un testo diverso rispetto a quello approvato dalla Commissione industria. Quindi penso sia necessaria una brevissima sospensione per cercare di risolvere il problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Paolo Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA PAOLO (D.C.), relatore. Se il collega Dadea chiede una sospensione nulla quaestio. Io vorrei soltanto precisare che il caos nostro non può essere riversato sui funzionari del Consiglio o su gente che batte a macchina. La responsabilità di questa confusione è delle due Commissioni e di come noi abbiamo lavorato per cercare di presentare una proposta di legge...
COGODI (Gruppo Misto). I funzionari non c'entrano proprio nulla, nessuno sta loro addebitando responsabilità.
FADDA PAOLO (D.C.), relatore. Onorevole Cogodi, adesso spiego perché ho detto così; lei quando parla non vuole essere interrotto e io desidero che questo sia reciproco, se è possibile. La Commissione lavoro ha approvato il testo che è sulla destra; mentre si stava battendo a macchina il testo che noi abbiamo licenziato è stato approvato dalla Commissione bilancio il testo che si era convinti che la Commissione industria non avesse modificato. Tutto è stato fatto velocissimamente e anzi dobbiamo ringraziare i funzionari per questo, perché si sono resi disponibili. Poiché stiamo cercando tutti di risolvere un gravissimo problema, se il testo che è sulla destra va bene, credo che il Consiglio ne possa prendere atto. Se è necessario sospendere i lavori del Consiglio per verificare se va bene oppure no, siamo disponibili anche a questo.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 15 e 50, viene ripresa alle ore 16 e 05.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori.
Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.). Presidente, per riepilogare brevissimamente la vicenda. Come è stato detto, noi nella prima seduta della Commissione avevamo un testo a sinistra del foglio e su questo abbiamo espresso il parere, esprimendo perplessità e osservazioni, però su questo abbiamo espresso il parere. Nel frattempo veniva steso un altro testo, che conteneva le modifiche evidenziate anche in Aula. La convocazione della Commissione si è resa necessaria per esaminare un testo in qualche modo diverso dal primo, sul quale ci eravamo espressi. La Commissione ha preso atto delle modifiche, non potendo entrare nel merito del testo, perché dobbiamo dare soltanto un parere finanziario; constatando che la copertura era uguale al testo precedente, ha espresso anche su questa formulazione un parere finanziario positivo. Naturalmente rimangono i problemi di merito, relativi alle differenze tra i due testi, che la Commissione non ha potuto valutare e sulle quali non può interferire. Questo è rimesso all'Aula.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Paolo Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA PAOLO (D.C.), relatore. Non c'è nessun problema, se questo garantisce gli obiettivi che vogliamo raggiungere. Se ci sono emendamenti per riportare il testo alla prima stesura non c'è, da parte almeno del Presidente della Commissione, nessun problema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
RUGGERI (P.D.S.). Vorrei chiedere una nuova, breve, sospensione per consentire la distribuzione dell'emendamento, che è già pronto in aula.
PRESIDENTE. Dispongo una sospensione della seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 09, viene ripresa alle ore 16 e 17.)
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
SECHI, Segretario:
Art.1
1. Nell'anno 1993 a sostegno dei lavoratori occupati in settori produttivi dell'industria, colpiti da licenziamenti o sospensioni di lavoro in relazione a gravi situazioni di crisi aziendale, e inoltre quando la valutazione della Regione sia di possibile continuità o ripresa dell'attività produttiva in termini di validità economica, la Regione è autorizzata a corrispondere, nei limiti della somma all'uopo stanziata, ai lavoratori stessi, in via straordinaria, un sussidio "una tantum".
2. Il sussidio è concesso con decreto del Presidente della Giunta regionale, adottato previa deliberazione della Giunta regionale, che dichiara lo stato di grave crisi aziendale, individua i lavoratori di cui al comma precedente e l'importo del sussidio. Al fine di assicurare la celerità delle corresponsioni possono essere disposte aperture di credito.
3. Per l'applicazione del presente articolo è stanziata nell'anno 1993 la somma di lire 3 miliardi (cap. 01068).
PRESIDENTE. All'articolo 1 sono stati presentati due emendamenti sostitutivi totali, uno a firma dell'onorevole Cogodi e uno a firma dell'onorevole Ruggeri. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Cogodi
Art. 1
1. Nell'anno 1993 a sostegno dei lavoratori occupati in settori produttivi dell'industria, colpiti da licenziamenti o sospensioni di lavoro in relazione a gravi situazioni di crisi aziendale, laddove la valutazione della Regione sia di possibile continuità o ripresa della attività produttiva in termini di validità economica, la Regione è autorizzata a corrispondere, nei limiti della somma all'uopo stanziata, ai lavoratori stessi, in via straordinaria, un sussidio "una tantum".
2. Il sussidio è concesso con decreto del Presidente della Giunta Regionale, adottato previa deliberazione della Giunta Regionale, con il quale sia dichiarato lo stato di grave crisi aziendale e siano individuati i lavoratori sospesi dal lavoro o licenziati e l'importo del sussidio; al fine di assicurare la celerità delle corresponsioni possono essere disposte aperture di credito.
3. Per l'applicazione del presente articolo è stanziata nell'anno 1993 la somma di lire 3 miliardi (cap. 01068). (2)
Emendamento sostitutivo totale Ruggeri
L'articolo 1 è sostituito dal seguente:
Art. 1
1. Nell'anno 1993 a sostegno dei lavoratori occupati in settori produttivi dell'industria, colpiti da licenziamenti o sospensioni di lavoro in relazione a gravi situazioni di crisi aziendale o laddove la valutazione della Regione sia di possibile continuità o ripresa dell'attività produttiva in termini di validità economica, la Regione è autorizzata a corrispondere, nei limiti della somma all'uopo stanziata, ai lavoratori stessi, in via straordinaria, un sussidio "una tantum".
2. Il sussidio è concesso con decreto del Presidente della Giunta regionale, adottato previa deliberazione della Giunta regionale, con il quale sia dichiarato lo stato di grave crisi aziendale e siano individuati i lavoratori sospesi dal lavoro o licenziati e l'importo del sussidio; al fine di assicurare la celerità delle corresponsioni possono essere disposte aperture di credito.
3. Per l'applicazione del presente articolo è stanziata nell'anno 1993 la somma di lire 3 miliardi (cap. 01068). (3)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 2 ha facoltà di parlare l'onorevole Cogodi.
COGODI (Gruppo Misto). L'emendamento è puramente e semplicemente la riproposizione integrale del testo così come è stato comunicato ieri dal Presidente della Giunta regionale all'Aula, sul quale testo si è manifestato - in via politica, non ancora formalmente, perché non si era ancora votato - un assenso, nel corso della giornata di ieri, da parte delle diverse forze politiche e dei diversi consiglieri. Quell'emendamento è stato presentato ieri come emendamento alla legge finanziaria e andava, mi pare, all'articolo 41 bis. Si è poi valutato, sempre in sede politica, che sarebbe stato più opportuno presentare quel testo, sempre come emendamento e quindi avendo per dominus la Giunta regionale, non più nella legge finanziaria, ma nella legge sull'industria, il cui esame si è convenuto ieri notte di anticipare ad oggi, contestualmente a quello della legge finanziaria (contestualità di seduta, si intende). Quindi il testo ci è stato distribuito, perché dovevamo approvarlo subito dopo. Successivamente è sopravvenuta ancora la valutazione che sarebbe stato opportuno farne un articolo di legge a sé stante, ma si intendeva sempre quel testo. Qualcuno ha sostenuto l'opportunità di tale soluzione per evitare che un eventuale rinvio della legge finanziaria da parte del Governo comporti un ritardo dell'entrata in vigore di questo articolo. Tutte queste premure attorno a questo articolo di legge presentato al Consiglio dalla Giunta, tutte queste premure, tutte queste carezze, a un certo punto si sono trasformate in ceffoni. Perché il testo avrebbe potuto essere benissimo presentato come disegno di legge. Però per fare questo la Giunta avrebbe dovuto formalmente riunirsi. E allora qualcuno ha ritenuto che si poteva aggirare questa relativa difficoltà tecnica con la presentazione non più di un disegno di legge, ma di una proposta di legge. Questo, come è noto, può avvenire in due modi. Un modo è che siano i Gruppi, come spesso accade, che firmano e quindi danno ingresso in Aula allo stesso articolo. L'onorevole Paolo Fadda e altri colleghi hanno ritenuto valesse di più che, invece dei Gruppi, fosse la Commissione lavoro a firmarla, ma non solo la Commissione lavoro, perché poi si è richiesta la firma anche dei Gruppi che non hanno componenti nella Commissione lavoro, ivi compreso il Gruppo Misto e il Gruppo Rinascita, che ha dato la firma. E ha messo la firma dopo quella dell'onorevole Fadda e degli altri su un testo già scritto che era, uguale, identico a quello della Giunta. Quindi quello era il testo convenuto, il testo concordato, il testo sottoscritto. La modifica che è stata fatta dopo è stata fatta vi et clam, con violenza e di nascosto, questa è la mia opinione: vi et clam ho detto, è una formula giuridica, significa con violenza e di nascosto, questa è la mia opinione. Anche la Commissione può usare violenza a se stessa.
CUCCU (P.D.S.). L'ha fatto la Commissione, altrimenti diciamo che le Commissioni non esistono più e lasciamo il collega Cogodi a decidere quali leggi dobbiamo approvare.
COGODI (Gruppo Misto). Le Commissioni esistono, secondo il mio modesto parere, per istruire le leggi; in questo caso non vi era neppure l'obbligo che la Commissione si intromettesse, perché sarebbe bastata la firma dei Gruppi, come altre volte si è fatto, e la legge, un articolo unico, avrebbe avuto ingresso direttamente in Aula, come altre volte si è fatto. Le Commissioni possono esprimere pareri, possono anche opporsi, certo, però non si possono opporre a se stesse, perché quel testo era sottoscritto da tutti i componenti della Commissione, i quali componenti qui l'hanno sottoscritto in un modo e lì l'hanno modificato in un altro, le stesse persone. C'era anche la mia firma, perché mi è stata chiesta, sul testo. Quando è stato modificato non mi è stato detto nulla, non sono stato neppure informato, ecco perché credo di aver ragione di dire le cose che sto dicendo. Per cui io dico: la Giunta si assuma le sue responsabilità; la Giunta ha presentato un testo, la Giunta riproponga il testo che ha presentato. L'emendamento che io ho depositato non è nient'altro che il testo della Giunta. Il secondo testo differisce sostanzialmente perché anziché condizioni concorrenti, come ho già detto prima, stabilisce delle condizioni disgiunte. Con una casistica così ampia questo provvedimento non servirà quasi a nulla: non vengono infatti messe le due condizioni insieme, cioè come condizioni che devono verificarsi l'una e l'altra, ma si dice: o l'una o l'altra. Quindi una casistica ampia. Aggiungo che anche l'emendamento presentato dal collega Ruggeri non cambia nulla, rispetto al testo della Commissione, perché già nel testo originario la formulazione è stata corretta: l'ho fatto notare in Commissione ed è stato corretto. Dal testo della Giunta, dove era detto: "crisi aziendale e laddove", poi si è tolta la "e", perché basta una virgola, "crisi aziendale, laddove" si verificano certe condizioni: crisi aziendali di quel tipo, è una sola la circostanza che deve concorrere a queste due condizioni. Mettere la "o" vuol dire disgiungere: la "o" dell'emendamento Ruggeri, "crisi aziendale o," è uguale a "inoltre", è la stessa identica cosa.
(Interruzione)
Si guarda, posso stringere tutto, l'unica cosa che non accetto è che qui si stringa l'intelligenza altrui; questo non lo accetto proprio, perché sono giorni che abbiamo parlato di queste cose, sono giorni che qui addirittura si è detto che chi ha espresso pareri o opinioni politiche faceva della demagogia. Badate, quando si usano le parole poi bisogna risponderne. Questa non è demagogia, questa è difesa di propri intendimenti, di propri convincimenti. Io rispetto i convincimenti degli altri, però quando sono espressi in modo coerente, quando non si dice una cosa ieri e una cosa oggi, quando non cambia l'opinione, che ci siano o non ci siano i lavoratori presenti: invece quando i lavoratori sono presenti si esprime un'opinione, quando i lavoratori sono assenti se ne esprime un'altra. Questo è sbagliato, è un messaggio distruttivo, non si fa così; quando uno è convinto di una cosa può anche dirlo, e se chi è presente, lavoratori o passanti, non concorda, non condivide, si può sempre rispondere: "Mi dispiace che non siate d'accordo, però la mia opinione è questa". Ma non si possono dire cose diverse a seconda della circostanza, non è giusto, questo. Io ho idea che qualcuno non abbia ancora capito, per esempio, e quindi siccome ho questo dubbio...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, occorre fare in fretta, il tempo sta lavorando contro di noi e contro i lavoratori. Rischiamo di non fare niente.
COGODI (Gruppo Misto). Contro i lavoratori, se mi consente, sta lavorando qualcun altro, non il tempo, in questa circostanza. In questa circostanza sta lavorando contro i lavoratori chi corregge i testi, non è il tempo, non sono i minuti. E' la norma che lavorerà contro i lavoratori, dal mio punto di vista, modesto quanto si vuole ma è il mio punto di vista, lo dico chiaro. E' chi corregge le norme, che ha già annunciato ai lavoratori che lavora contro di loro, perché non era obbligato nessuno ad annunciare quella misura, quel testo, quel provvedimento.
La Giunta l'ha fatto; voi volete dare un ceffone anche alla Giunta? Dateglielo, ci sono tanti modi per darglielo, perché la Giunta si è anche esposta proponendo questa norma, quindi viene sconfessata e questo è un altro fatto politico. Però a me quello che interessa di più, in questo momento, non è la Giunta, quello che mi interessa di più è che rimanga invariata la proposta originaria, che non è soddisfatta né dal testo della Commissione né dall'emendamento Ruggeri, perché l'emendamento Ruggeri, con quella "o", dice esattamente la stessa identica cosa che è nella proposta della Commissione.
PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Ruggeri per illustrare l'emendamento da lui presentato, ricordo all'Assemblea, e anche ai verbalizzanti, che abbiamo chiuso la discussione generale e che abbiamo votato positivamente il passaggio agli esami degli articoli. Siamo in sede di discussione degli emendamenti; c'è stata l'illustrazione del firmatario del primo emendamento e adesso ci sarà l'illustrazione del secondo emendamento.
Per illustrare l'emendamento numero 3 ha facoltà di parlare l'onorevole Ruggeri. La prego di attenersi ai tempi.
RUGGERI (P.D.S.). Chiederei di conoscere il parere del Presidente della Giunta.
PRESIDENTE. Il Presidente della Giunta ha già comunicato alla Presidenza che si rimette al giudizio dell'Aula.
RUGGERI (P.D.S.). Signor Presidente, colleghi, per sottolineare che ovviamente - questo sospetto va sgombrato da subito - non vi è nessuna mala fede nei comportamenti e, tanto meno, vi è, come dire, perché sia chiaro, nessuna opinione che viene modificata a seconda di chi sta nelle tribune. Quello che va perseguito è un obiettivo di carattere... vorrei che tuta l'Aula votasse. Ovviamente, siccome non ho nessuna certezza, non ho una competenza giuridica né tantomeno sono un campione di legislazione, anzi, ho mille dubbi, interloquendo tengo conto, anche sul piano dell'onestà, delle posizioni degli altri. Ma non c'era e non c'è nessun intento trasformistico, nessun tentativo di cambiare quello che si è detto ieri. Signor Presidente, intanto voglio fare una domanda precisa e ovviamente la risposta è determinata per decidere il ritiro del mio emendamento, ma anche il mio voto. Proprio perché non resti dubbio sul contenuto del provvedimento vorrei una risposta da voi, che avete più esperienza di me, che avete strumenti superiori ai miei per valutare, quindi per darmi una risposta intellettualmente onesta, perché sia possibile con il provvedimento salvaguardare l'obiettivo centrale, quello che è esattamente nella testa di tutti noi, perché non ci sia domani una gestione frantumata delle risorse, come quella del vecchio fondo sociale degli anni '70, per intenderci. Se l'obiettivo centrale è salvaguardato io, siccome voglio concorrere umilmente, assieme a tutto il resto del Consiglio, a far sì che il provvedimento sia efficace, voto e quindi il mio emendamento è ritirato. Se però resta questo dubbio sia chiaro che il mio atteggiamento sarà di natura diversa. A me è stato spiegato che era possibile conciliare le due cose, che l'una non annullava l'altra. Siccome sono le quattro del pomeriggio, è anche difficile, ve lo dico con molta umiltà, per me, valutare così, all'improvviso. Bisogna sempre fare un ragionamento e io sono un po' tardivo nella comprensione. Quello che vorrei da voi e da lei, Presidente, innanzi tutto, è sapere se questo provvedimento ottiene il risultato per cui in questi giorni abbiamo discusso, cioè se salva l'obiettivo centrale, che non ripeto, perché lo sapete tutti voi: non devo spiegare che cosa è l'obiettivo centrale. A me interessa capire la portata della norma, quando si parla di valutazione della Regione per quanto attiene la continuità o la ripresa dell'attività produttiva, che è una cosa un po' diversa. Voglio capire se concerne impianti che sono in moto, impianti che sono oggi gestiti da un gruppo di lavoratori. Questo volevo dire.
PRESIDENTE. Credo che non mancheranno gli argomenti, ai lavoratori, per discutere questa grande questione la settimana prossima.
Ha domandato di parlare l'onorevole Baghino. Ne ha facoltà.
BAGHINO (D.C.). Presidente, brevissimamente anch'io devo porre delle domande alla Giunta che ha proposto il primo testo originario. L'onorevole Cogodi ha descritto l'iter e si è accanito sull'interpretazione delle parole "e", "o", "laddove". Il testo originario della Giunta dice: "A sostegno dei lavoratori occupati in settori produttivi colpiti da licenziamenti o sospensioni di lavoro in relazione a gravi situazioni di crisi aziendale laddove la valutazione della Regione sia di possibile continuità o ripresa dell'attività produttiva". Praticamente il testo dà facoltà alla Giunta e al suo Presidente di emettere il decreto di intervento a favore dei lavoratori laddove sussistano queste condizioni.
Il consigliere Cogodi ha esposto l'iter, e la ratio di questo provvedimento: consente - tutti lo sanno, ma nessuno parlava - l'intervento solo a favore dei lavoratori dell'Enichem di Macchiareddu, oppure consente anche l'intervento, l'emanazione dei decreti a favore dei lavoratori di altre imprese che si trovano in questa medesima situazione, come la Sicmi e la Sardamag? Perché non si devono fare? E anche la Socimi, abbia pazienza, che si trovino in queste situazioni, perché? E le pongo l'altra domanda: con i tempi che corrono, se c'è la "fotografia" di un certo numero di lavoratori ben individuati, vicino a noi, non vorrei che domani la Corte dei Conti, o 1a Procura della Corte dei Conti, intravedesse nell'approvazione dell'emendamento da parte del Consiglio un caso di voto di scambio. Sa, con i tempi che corrono, se c'è la "fotografia", l'individuazione dei destinatari, si può configurare anche il reato di voto di scambio. Credo quindi che ogni discussione sia inutile e che quale che sia il testo da approvare è decisivo stabilire con chiarezza l'interpretazione della volontà dell'Aula, in particolare sapere se la Giunta interverrà anche in quelle altre industrie che si trovino in questa situazione; non c'è, infatti, solo Macchiareddu. Ecco, se il Presidente della Giunta, a nome della Giunta, dice: "Si può, con il testo originario, intervenire anche a favore delle altre industrie", io credo che la discussione può terminare, che gli emendamenti si possono togliere, che si possa togliere la seconda parte, quella a destra, della Commissione, e che possa rimanere la proposta originaria della Giunta, a meno che non ci siano altri colleghi - e allora devono presentare un emendamento - che dicano: "No, la Giunta ha proposta una cosa, noi vogliamo finalizzarla soltanto ai lavoratori di Macchiareddu". Allora c'è chiarezza, altrimenti non c'è chiarezza. Quindi l'interpretazione autentica del legislatore la deve dare la Giunta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU (P.D.S.). Io non so se l'interpretazione autentica ci risolverà i problemi: io sto ai testi. Io, nel testo, leggo che qui stiamo ragionando di un sussidio da dare ai lavoratori che si trovano in determinate condizioni: sussidio significa che stiamo pensando di dare una certa somma, non so quale sarà, quale risulterà, per lenire in qualche misura le sofferenze di lavoratori che da mesi sono senza stipendio. Ergo...
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. E quanto stiamo soffrendo noi per lenire queste sofferenze!
CUCCU (P.D.S.). Mi pare che questa ironia sia un po' fuori luogo, mi consenta, Presidente. Mi sembra fuori luogo, perché quando parlo di queste cose, so di che cosa parlo, lo sappiamo tutti di che cosa parliamo. Allora, nel testo così come viene ripresentato con l'emendamento del collega Cogodi io sono convinto che, per esempio, una di queste situazioni gravissime, almeno una, come per esempio la Sicmi di Portovesme, non rientra, perché sospensioni di lavoro e licenziamenti sono atti formali e anche giuridicamente concreti. E quindi, se non si pone l'espressione disgiuntiva, è del tutto chiaro che alcune aziende - me ne suggeriscono diverse, come l'Arbatax o altre - sono assolutamente escluse.
Allora io dico che la Giunta può fare le scelte che vuole, però personalmente non sono assolutamente disponibile a votare un provvedimento che escluda questi lavoratori, tanto più di una zona così colpita dalla crisi. E non mi si dica poi che faccio il sulcitano, perché, se mi consentite, anche questo bisognerà fare, perché a forza di non fare i sulcitani c'è chi passa sulla testa dei sulcitani in continuazione. Non mi si dica questo, perché io francamente non sono disponibile ad accettarlo.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Paolo Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA PAOLO (D.C.), relatore. Chiedo scusa se approfitto della pazienza dei colleghi. Siccome l'onorevole Cogodi ha richiamato tutti a un minimo di coerenza, io ho espresso in questi giorni la mia opinione ai colleghi della Commissione e anche al Presidente della Giunta. Io ero e rimango convinto che la battaglia che stavano conducendo gli operai per l'autogestione dell'Enichem dovesse essere l'emblema della battaglia per impedire lo smantellamento della chimica in Sardegna, e che quindi bisognasse intervenire soltanto per questi lavoratori. L'onorevole Cogodi, insieme ad altri colleghi, invece hanno detto: anziché mettere 500, 600 o 700 milioni che servirebbero per gli operai di Macchiareddu che portano avanti l'autogestione, mettiamo 3 miliardi, perché ci sono altri casi in Sardegna che meritano la nostra attenzione. Io rilevai anche allora le difficoltà, dicendo che sarebbe stato difficile individuare quali potevano essere le altre situazioni, ma se questa era la condizione perché il provvedimento venisse approvato, io non avevo niente in contrario. Allora, non so se questo significa non essere coerenti, se questo significa dire una cosa ai lavoratori e poi dirne un'altra in Aula: comunque, per portare avanti una battaglia che credo tutto il Consiglio regionale debba condividere e per aiutare gli operai in autogestione, se il prezzo che si deve pagare è cercare di aiutare anche altre persone, io ho accettato questo prezzo. E' un prezzo che ho dovuto accettare: sapevo che saremmo arrivati a queste difficoltà, pur di dare una risposta agli operai di Macchiareddu che conducono l'autogestione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Serrenti. Ne ha facoltà.
SERRENTI (P.S.d'Az.). Signor Presidente, colleghi, io, credo come molti di noi, sono stato nelle fabbriche occupate e ho potuto vedere che il dramma che vivono i lavoratori non è diverso, è uguale dappertutto: è gente che rischia di non avere i mezzi di sopravvivenza per se stessi, per i propri figli, per le proprie famiglie. Da questo punto di vista io credo che noi che siamo la classe dirigente del popolo sardo abbiamo il dovere di occuparci di tutti i lavoratori che si trovano in questa situazione. L'ho voluto dire, signor Presidente, per dare atto, come rappresentante dell'opposizione, ai colleghi della Commissione di assoluta correttezza. Quando abbiamo discusso ci siamo posti il problema di avere una visione complessiva dei drammi che stanno vivendo i lavoratori. Sul piano politico una lotta può essere più eclatante di un'altra, può porsi in modo più evidente rispetto all'opinione pubblica, ma certamente - ripeto - i drammi che si vivono sono gli stessi e la Commissione ha affrontato questo tipo di problema. Devo dare atto di correttezza a tutti i colleghi della Commissione e posso escludere che vi fosse malafede.
Io credo poi, signor Presidente, che nessuno qui possa assumere il ruolo di portabandiera della lotta dei lavoratori, attribuendo agli altri l'immagine di chi è contro i lavoratori. So bene che in quest'Aula non la pensiamo tutti nello stesso modo, però io do il benefico della buona fede a tutti e dico che, come minimo, quando si parla, si devono escludere parole che possono suonare anche offensive.
Io sono sempre stato, lo sono ancora e continuerò a esserlo, dalla parte di chi lavora e che produce, in questo Paese, però non accetto, signor Presidente, per ciò che mi riguarda - e difendendo me difendo anche gli altri - che nessuno adombri che nel mio lavoro, in quest'Aula o in Commissione, ci sia malafede. Ciò che è stato fatto è stato fatto mossi dalla volontà di affrontare il problema in termini corretti. Io sono d'accordo con la Commissione e sostengo che quell'emendamento avrebbe fatto meglio il collega Ruggeri a non ritirarlo: capisco le ragioni per le quali l'ha fatto, però non si può tutte le volte porre le cose su questo piano, io credo che non sia molto corretto e che dovremmo riflettere tutti quanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.S.I.). Onorevole Presidente, io non chiederò scusa ai colleghi per i minuti che chiedo di pazienza: richiamo qui, per me e per gli altri, la nostra funzione di legislatori. Noi abbiamo anche un dovere nei confronti dei nostri referenti, tutti quanti: quello di parlare con un linguaggio di verità. Noi non possiamo ingannare nessuno, meno che mai coloro che si trovano in una situazione di disagio, come i lavoratori di alcune aziende entrate in grave crisi momentanea, e dobbiamo dire loro che non abbiamo né la bacchetta magica, non abbiamo extrapoteri o superpoteri di decisione neanche sul piano legislativo. Abbiamo dei confini ben precisi, e se talvolta li valichiamo, in perfetta buona fede, c'è sempre qualcuno che può richiamarci al nostro dovere e per intanto respingere o rinviare una legge con adeguate motivazioni. Non staremmo compiendo fino in fondo il nostro dovere se introducessimo nella legge motivi di possibile rinvio da parte del Governo. E noi lo dobbiamo sapere che ci sono rischi di rinvio: io qui richiamo l'attenzione con la quale il Presidente della Giunta ha chiesto alla struttura di formulare questo testo, perché la questione è di estrema delicatezza e basta poco per scantonare dall'ambito legislativo nel quale siamo tenuti a rimanere. Andare oltre quell'ambito può significare solo una cosa, se fatta scientemente: che vogliamo proporre un provvedimento ben sapendo che non diventerà mai legge e allora non c'è buona fede che tenga.
Bisogna dirlo, agli interessati: se vogliamo raggiungere l'obiettivo dobbiamo rimanere dentro quei limiti, perché altrimenti l'obiettivo, ancorché scritto, votato dal Consiglio, non si persegue. Faremmo una bella figura oggi, ma una pessima figura domani. E io preferisco fare una bella figura domani, magari dicendo già da oggi che certe cose non si possono fare e parlando il linguaggio della verità.
Allora, una prima richiesta. I 3 miliardi discendono da una valutazione: se la valutazione è che i 3 miliardi servono per coprire le esigenze di una sola parte dei referenti - Macchiareddu, tanto per dire -allora sappiamo che si è voluta la restrizione a Macchiareddu; stiamo dicendo: "Sì, facciamo tutto e solo per i lavoratori di Macchiareddu", però poi il Governo rinvia il provvedimento e non vale né per loro né per gli altri. Se i 3 miliardi sono destinati alle situazioni di questo genere che ci sono in tutto il territorio dell'Isola, va bene, ma allora bisogna aumentare la dotazione finanziaria, non se ne può fare a meno.
Io poi vorrei entrare nel merito di questo articolato. Sono favorevole alla formulazione che è uscita dalla Commissione di merito, perché consente alla Giunta la valutazione di una serie di situazioni non dipendenti dalla sua volontà, perché la Giunta non ha licenziato o sospeso nessuno; è un imprenditore, che ha licenziato, è comunque un'azienda, il soggetto che ha sospeso. Do inoltre una possibilità aggiuntiva, al Governo della Regione, di valutare situazioni nelle quali l'imprenditore o è scappato o non adempie ai propri doveri e comunque ha messo i lavoratori in condizione di estremo disagio. Allora la Giunta regionale deve essere messa in grado, ancorché non si tratti di lavoratori sospesi o licenziati, di valutare se anche questi sono uguali agli altri quanto a disagio, perché l'obiettivo della legge è di affrontare un disagio dei lavoratori, non un disagio degli imprenditori. E qui io vorrei ribadire una considerazione che ho già fatto in seconda Commissione: attenzione, c'è il grosso pericolo (almeno io lo vedo, dietro questa legge) di allettare qualche imprenditore o qualche azienda - e sappiamo molto bene che quanto più sono piccole tanto più questo desiderio può nascere - incentivandoli a mettere altri lavoratori in questa situazione, tanto poi la Regione interviene "una tantum". Chi mi dice che questo non faccia gola a qualcuno? E' un pericolo che dobbiamo prevedere e quindi suggerisco anche - forse non ce n'era bisogno, ma lo voglio dire ugualmente dire, Presidente - un'attenta vigilanza da parte della Giunta. E perché dico questo? Perché non basta che noi approviamo la legge e che poi vi sia l'approvazione da parte del Governo. Una legge regionale vigente, la numero 40, all'articolo 19 prescrive che quando ci siano sovvenzioni, contributi o quant'altro, la Giunta deve con propria deliberazione fissare i criteri con i quali vengono erogati questi contributi e li deve pubblicare sul Bollettino ufficiale della Regione. Quindi non è vero che fra un paio di settimane ci saranno i contributi o i sussidi ai lavoratori, non è vero questo: ci vorranno perlomeno un paio di mesi e glielo dobbiamo dire che prima di un paio di mesi non li vedranno, posto che tutte le altre cose le superiamo. Chi avesse detto loro che fra un po' di tempo avranno questi sussidi non ha detto la verità. Ci sono normative che vanno seguite, e le abbiamo fatte noi per un'esigenza, per una garanzia di trasparenza.
Se ci fosse qualche consigliere, qualche collega che intravede ulteriori pericoli nella formulazione della legge io lo prego veramente di dirlo qui, adesso, perché magari usiamo un'ora in più, ma togliamo un altro possibile motivo di rinvio della legge. E' meglio che spendiamo un'altra ora qui, adesso, piuttosto...
MULEDDA (P.D.S.). Non c'è più il numero legale, qui.
BAROSCHI (P.S.I.). Io capisco che le sessioni di bilancio sono le meno governabili, lo sappiamo. Io, tu e credo tutti i colleghi, siamo qui disponibili a fare semplicemente il nostro dovere, anche se ciò può comportare spendere più tempo. Lo ripeto: se qualcuno tra i consiglieri ritiene opportuno togliere qualche virgola che potrebbe mettere a rischio il provvedimento, suggerisco che lo faccia adesso. La fretta non è sempre una buona consigliera.
Signor Presidente, io sono perché questa legge venga esitata oggi, se è possibile, avendo la consapevolezza che dovremo affrontare una verifica di tipo giuridico-legislativo non semplice. Sappiamo che la legge corre di rischi di essere rigettata, tanto è vero - e io sono perfettamente d'accordo - che abbiamo dovuto fare un provvedimento a parte per non inficiare, con un rigetto su questo argomento, altre leggi. Questa è una decisione saggia, che il Consiglio ha assunto. Quindi sono per esitarla al più presto, però senza che si introducano motivi di rinvio, quali per esempio le "fotografie". La previsione deve essere la più ampia possibile, perché non è possibile distinguere il disagio degli operai di Macchiareddu, da quello degli operai di Tempio, di Orgosolo, di Sant'Antioco, non ci è consentito di farlo: per noi devono essere tutti uguali, se uguale disagio hanno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (D.C.). Per dire subito che sono d'accordo con le osservazioni che ha fatto prima Paolo Fadda. I sindacalisti hanno sempre sostenuto con forza che c'è una differenza sostanziale tra chi produce un bene e chi invece vende le braccia dei lavoratori. Ricordo a questo proposito le battaglie epiche della Sicmi: due anni senza salario, una battaglia con l'imprenditore e praticamente l'imprenditore messo al bando, costretto a crearsi una struttura nel polo di Portovesme per poter produrre un bene e non vendere le braccia. Io sono stato promotore, con il Presidente della Commissione, di un'iniziativa finalizzata ad attivare uno strumento che consentisse di riavviare la macchina dell'Enichem, perché il vero problema era soltanto questo. Si trattava di trovare 400 o 500 milioni e la strada era molto complessa, Ruggeri lo ricorda bene. Io non so se questo provvedimento avrà un esito positivo, lo dico con molta chiarezza, perché l'anno scorso abbiamo sprecato cinque giorni, nella discussione del bilancio, per recuperare 100 o 150 milioni, che abbiamo tolto dal fondo di riserva di quel capitolo che va agli sfrattati, per poter dare un minimo di sussidio ai lavoratori del settore delle ferriere. Alla fine ci siamo riusciti, ma con un meccanismo che prevede di dare i soldi ai Comuni, i quali Comuni poi li devono dare agli interessati.
Questo provvedimento è nato essenzialmente per intervenire su una struttura che produce un bene, cioè l'Enichem e solo l'Enichem; poi si è aggiunto, ovviamente, il problema della Sardamag e ciò ha un significato logico. Tante altre cose hanno un significato illogico e sono soltanto frutto di demagogia, non servono, anzitutto perché non si possono fare e in secondo luogo perché gli organi di controllo non mancheranno di fare qualche rilievo. Una cosa è dare al Presidente della Giunta delle risorse finanziarie perché possa attribuire, sulla base di valutazioni di cui assume piena responsabilità, un sussidio nei casi che evidenzino un particolare stato di bisogno; una cosa invece è mettere 3 miliardi, che sono insufficienti perché ce ne vorrebbero 50, per distribuire dei contributi. E poi a chi? L'amico Cuccu ha detto alla Sicmi: e perché della Sicmi e non all'indotto della SIM, dove si è licenziato ieri e avantieri? E perché non a tutte quelle società che sono praticamente in stato di agonia, in questi giorni, e alle tante altre società che da qui a quando il provvedimento avrà efficacia, come ha detto prima Baroschi, si troveranno nelle stesse condizioni? O vogliamo fare una distinzione anche tra chi è in uno stato di bisogno a seconda delle rispettive rappresentanze politiche? Alcune società, tra quelle citate, sono le stesse contro le quali voi avete fatto battaglia campale perché venissero emarginate dai poli di sviluppo, perché evidentemente utilizzavano la povera gente e vendevano le braccia a ore. Se qui non c'è un chiarimento preciso della Giunta, voterò contro, perché io ed altri abbiamo manifestato il nostro consenso a un provvedimento che ha un obiettivo contingente, quello di dare risposte serie a dei lavoratori, a dei tecnici i quali hanno dimostrato con senso di responsabilità di essere in grado di poter lavorare e produrre indipendentemente dal padrone, che evidentemente vuole affossare queste realtà produttive. Troppo spesso però, noi, in questi ultimi tempi, ci siamo sostituiti allo Stato, giustificando sempre gli interventi in funzione della condizione di bisogno di categorie di lavoratori e di aree fra le più depresse in Sardegna.
Concludendo io vorrei riportare il discorso al motivo vero che ha indotto a predisporre questo provvedimento, elaborato con molta alchimia, perché era ed è ancora probabilmente un provvedimento che rasenta l'illegittimità. Una cosa è andare a ritirare un sussidio per proseguire un'iniziativa volta ad avviare gli impianti, altra cosa è che si prenda un sussidio perché poi lo si porti a casa. O vogliamo fare battaglie fra i poveri? Io sono perché il provvedimento mantenga la funzione originaria, essenzialmente finalizzata ad avviare un processo di ripresa produttiva per quanto riguarda i lavoratori dell'Enichem e a creare le condizioni per una trattativa seria e articolata relativamente a una realtà, quella di Sant'Antioco, caratterizzata da una monocoltura, che è la Sardamag. Altrimenti, di imprese che falliranno, anche in funzione dei provvedimenti come quello relativo alla SIM, ne avremo a iosa. Quindi io ritengo necessario che il Presidente nel suo intervento chiarisca questo aspetto, perché qualora il provvedimento venisse snaturato, io voterò contro, in quanto si snaturerebbe la volontà stessa di questo Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Usai Sandro. Ne ha facoltà.
USAI SANDRO (D.C.). Solo per condividere quanto ha detto l'onorevole Oppi e per dire che non invidio certo il Presidente della Giunta regionale quando si troverà ad attuare questa norma, che è praticamente inattuabile. Se prendiamo, per esempio, la valutazione delle possibilità di "ripresa dell'attività produttiva in termini di validità economica" e cerchiamo di applicarla al caso degli autogestiti di Macchiareddu, non saprei davvero come si faccia a determinare la validità economica. Questi operai hanno, da una parte, da provvedere all'acquisto di etilene; il sale non lo pagano perché lo prendono dalla Contivecchi; gli stabilimenti non li ammortizzano perché non sono stabilimenti propri; non si può fare il calcolo economico in base soltanto al ricavato perché il PUC è invenduto; ci vuole quindi un bilancio e una gestione completa d'azienda, che non possono essere fatti da chi non è titolare dell'azienda stessa. Io credo che questa legge stia prendendo tutti quanti in giro; questa norma è praticamente inattuabile, almeno per i casi ai quali vogliamo che venga applicata. Per queste considerazioni, pur rendendomi conto delle condizioni degli operai e sentendomi vicino a loro, io dico che voto contro perché con questa norma di legge totalmente inattuabile li stiamo prendendo in giro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
CABRAS (P.S.I), Presidente della Giunta. Io vi chiedo scusa, ma credo che a quest'ora fare sintesi sia difficile per tutti, non perché è tardi, ma perché abbiamo lavorato tante ore senza interruzione.
Io vorrei ricordare che la proposta attribuita alla Giunta, e che sostanzialmente la Giunta ha avanzato nella prima scrittura dell'emendamento, si proponeva di intervenire in casi limitati, non in casi estesi e generalizzati. Poi ovviamente il Consiglio può valutare di estenderli, questo lo vorrei dire in premessa, ma la Giunta non si proponeva di fare un provvedimento che interessasse la generalità dei casi. D'altra parte doveva essere un provvedimento che non interessasse un caso solo: non poteva essere - come qualcuno l'ha definita - una "legge fotografia". Pertanto la valutazione che è attribuita alla Giunta nel passaggio dove si dice: "laddove la valutazione della Regione sia di possibile continuità o ripresa dell'attività produttiva in termini di validità economica" era il punto o l'elemento che la Giunta si riserva di utilizzare (dobbiamo dire le cose come stanno) per restringere il campo. Ci siamo interrogati molto se questa fosse la maniera più o meno corretta per farlo, ma era lo strumento che era stato introdotto per restringere il campo. Questo è il ragionamento che c'è a monte, questa è l'opinione che stava alla base di questa proposta. La Commissione poi ha fatto un testo che ovviamente, mi permetto di dirlo, consentirebbe comunque di restringere il campo, proprio in considerazione del fatto che siamo in una situazione nella quale dobbiamo stabilire dei criteri. Io mi permetto di dire che anche con il testo uscito dalla Commissione, considerate le cose che abbiamo detto in partenza e considerate le risorse che ci sono, molto responsabilmente la Giunta deve operare restringendo il campo.
Poi io mi rimetto anche alle valutazioni del Consiglio: qui abbiamo interpretato le parole, le virgole, ci stiamo muovendo ovviamente in un campo difficile che può essere soggetto a censure, ma il punto chiave della proposta, che è stata fatta per restringere al massimo e per non dilatare troppo l'intervento, è proprio quello di consentire alla Giunta di valutare, a suo insindacabile giudizio, che in quella particolare circostanza ci siano le condizioni per una ripresa dell'attività produttiva ed economica di un determinato sito aziendale. Sappiamo che questo non vale in tutti i casi e quindi vale solo in alcuni casi. Questa valutazione consente anche di metterci al riparo da alcune obiezioni che sono state sollevate e circa una possibile strumentalizzazione proveniente dalla parte imprenditoriale e non dalla parte dei lavoratori, perché è chiaro che la valutazione è rimessa alla Giunta e che non c'è alcun automatismo. Non credo di dover aggiungere nient'altro.
In conclusione, ritengo che con questo stanziamento e per come si è avviata tutta questa fase, noi dovremo mantenere limitato il campo di azione a quei casi dove si registrano le condizioni particolari che abbiamo individuato e che non voglio ripetere. D'altra parte la dicitura è talmente generale che può consentire, premesso quello che ho detto prima, di mantenere questa finalità.
PRESIDENTE. A questo punto non rimane che mettere in votazione i due emendamenti, a meno che i due proponenti non li ritirino, ognuno con un atto di responsabilità.
Ha domandato di parlare l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
RUGGERI (P.D.S.). Ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
CABRAS (P.S.I.), Presidente della Giunta. Io inviterei anche l'altro presentatore a ritirare l'emendamento, perché le finalità e le decisioni attuative delle legge saranno quelle che ho ricordato, cioè saranno limitate a singoli episodi che abbiano certi requisiti e non potranno andare oltre. E direi che questi interventi andranno anche oltre il quarantesimo parallelo. Non ci sono limiti geografici.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Gruppo Misto). Io ho ascoltato con attenzione le argomentazioni essenziali e abbastanza precise che ha fatto il Presidente; concordo con il Presidente che anche la seconda scrittura, quella della Commissione, non osta, non impedisce che possa aversi l'intervento che si pensa e che è stato enunciato. Di questo abbiamo discusso in questi giorni: l'obiettivo principale è quello di salvaguardare la produzione in atto, l'autogestione che è un punto forte della vertenza Sardegna, non è una qualsiasi questione sociale. L'autogestione produttiva dell'Enichem è un punto forte della vertenza Sardegna, l'ha detto Oppi prima e l'hanno richiamato altri colleghi: è un problema diverso da tutti gli altri. Noi non abbiamo altre fabbriche in autogestione produttiva, altre fabbriche complesse, moderne e strategicamente collegate ad una vertenza di rilevanza regionale. Certo, ne abbiamo anche altre in analoghe condizioni, ed è per questo che poi non si tratta di "legge fotografia", che cioè non si è pensato di dire che la Regione intende intervenire su una sola situazione. Chi l'ha detto, poi, se una legge interviene su una sola cosa, quando la cosa è degna, che la Regione non lo possa fare? Lo può fare benissimo, però se avesse voluto farlo avrebbe dovuto dirlo, invece la Regione ha inteso dire che interviene anche in consimili situazioni, sempre di attività produttive in essere che possono essere salvaguardate. Quindi l'utilità è sociale e diretta, è sociale e produttiva ed anche generale. Il Presidente questo l'ha detto, l'ha richiamato, è giusto, questo era il senso e quindi quello che diciamo qui vale anche come interpretazione della legge. La legge poi si interpreta nella lettera e si interpreta anche attraverso gli atti preparatori; anche la discussione parlamentare fornisce dei criteri interpretativi della legge e in tal senso sono particolarmente rilevanti le dichiarazioni rese dal Presidente della Giunta. Benché condivida le argomentazioni del Presidente, secondo cui anche quella riscrittura consente di fare ciò che ci si ripropone, sono tuttavia ugualmente convinto che quella riscrittura non agevola l'interpretazione ma la rende un pochino più complicata, perché oggettivamente, nella lettera, amplia lo spettro e cioè mette condizioni più ricorrenti; ecco perché allora si aprono le questioni.
(Interruzioni)
Cari colleghi, credo che noi dovremo ancora convivere per un po' di tempo; io ho già detto nei giorni scorsi, lo ridirò, che non accetterò mai, ve ne andaste pure tutti a casa, se avete da fare, se volete partire...
SATTA GABRIELE (P.D.S.). Devi solo dire se ritiri l'emendamento o no, non lo devi motivare.
COGODI (Gruppo Misto). Io sto motivando le ragioni per le quali devo annunziare una mia volontà. Io credo che nessuno di voi qui incarni il Regolamento: ognuno di voi è qui un consigliere regionale, eletto e pagato per avere pazienza, per ascoltare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, vi prego, stiamo arrivando alla conclusione; onorevole Cogodi, si rivolga alla Presidenza.
COGODI (Gruppo Misto). Te ne vai quando te ne vuoi andare, ma non puoi impedire che si motivino le ragioni per cui uno qui...
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, la richiamo all'ordine del giorno, concluda il suo intervento, la prego.
COGODI (Gruppo Misto). Io concludo quando lei mi consente di parlare in silenzio, nel silenzio dell'Aula.
PRESIDENTE. Lei è invitato a concludere.
COGODI (Gruppo Misto). Signor Presidente, lei sta facendo uno sforzo eccezionale, io mi rendo conto. Io sono stanco quanto gli altri, più degli altri, io mi rendo conto dello sforzo che sta facendo lei come Presidente.
PRESIDENTE. La volevo richiamare perché è scaduto il tempo per la sua dichiarazione, ci sono cinque minuti.
COGODI (Gruppo Misto). Ci sono cinque minuti, io ero nei cinque minuti perché, vede, stanno scadendo adesso. Ma io non la rimprovero, perché lei è di passaggio lì, e ha fatto del suo meglio in questi giorni.
PRESIDENTE. Siamo tutti di passaggio, anche lei, onorevole. In questa terra è il destino di tutti.
COGODI (Gruppo Misto). Lei un po' di più, intendo nella funzione di Presidente. E quindi ha fatto del suo meglio, ha diretto benissimo il Consiglio, però proprio per questa ragione lei non ha voluto mai intervenire per riprendere coloro che impedivano a un consigliere di parlare e in questo, mi consenta, ha fatto male.
(Interruzione)
Ecco un altro. Ma chi te lo fa fare! Fai anche una brutta figura, non fai ridere, non fai guadagnare tempo...
PRESIDENTE. Per cortesia, onorevole Cogodi, non risponda a tutte le provocazioni e non le solleciti neanche, per cortesia.
COGODI (Gruppo Misto). Io non sollecito niente. So di reggere almeno quanto possono reggere gli altri, sono pazientissimo. Per le ragioni che ho detto, perché questa è un'Assemblea legislativa, questo non è un gruppo di amici, per le ragioni che ho detto, che debbono rimanere agli atti del Consiglio e che danno senso alla volontà di chi è legislatore qui, io non ritiro l'emendamento. Anche perché non sembri che abbia parlato invano, perché devo dare pure un senso alle cose che ho detto. Avrei potuto dire ritiro l'emendamento, ma pare che ci siano dei colleghi qui che prendono tutto un pochino come un gioco: se vi pare un gioco, questo, fate pure, a me sembra una cosa serissima. Quindi proprio, perché mi sembrano cose serissime, proprio perché una dizione, come ha detto il Presidente, per raggiungere l'obiettivo, è più pertinente rispetto a una seconda che lo consentirebbe ugualmente, preferisco la soluzione migliore, tra due che possono consentire ugualmente di raggiungere l'obiettivo. Ripropongo quindi il testo originario, che la Giunta ieri ha annunciato al Consiglio e che non è mio: è il testo della Giunta e quindi chiedo che il Consiglio su questo si pronunci.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
SECHI, Segretario:
Art. 2
Norma finanziaria
Nel bilancio della Regione per il 1993 sono apportate le seguenti modifiche:
In aumento
01 Presidenza della Giunta
Cap. 01068 (NI) - Interventi a sostegno dei lavoratori occupati nei settori produttivi dell'industria, colpiti da licenziamenti o sospensioni di lavoro e determinati da situazioni di crisi aziendale
L. 3.000.000.000
In diminuzione
03 Assessorato Bilancio Programmazione
Cap. 03016 - FNOL parte corrente (Voce 9 della Tabella A allegata alla legge finanziaria)
L. 3.000.000.000
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento aggiuntivo Paolo Fadda
Dopo l'articolo 2 è aggiunto il seguente:
Art. 2 bis
La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'art. 33 dello Statuto speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione. (1)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del disegno di legge numero 371. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale. (E' estratto il numero 77corrispondente al nome della consigliera Urraci).
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dalla consigliera Urraci.
SECHI, Segretario, procede all'appello.
Rispondono sì i consiglieri: Urraci - Zucca - Atzeni - Baghino - Baroschi - Cabras - Carusillo - Casu - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Demontis - Dettori - Fadda Paolo - Ferrari - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Mannoni - Manunza - Marteddu - Mereu Salvatorangelo - Morittu - Mulas M. Giovanna - Muledda - Murgia - Oppi - Pes - Ruggeri - Salis - Sanna - Sardu - Satta Gabriele - Selis - Serrenti - Serri - Tidu.
Rispondono no i consiglieri: Usai Sandro e Ladu Giorgio.
Si sono astenuti: il Vicepresidente Fadda Antonio - Porcu - Sechi.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione del disegno di legge numero 345:
presenti 46
votanti 43
astenuti 3
maggioranza 24
favorevoli 41
contrari 2
(Il Consiglio approva).
Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 17 e 28.
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