Seduta n.431 del 08/01/2004 

CDXXXI SEDUTA

Giovedì 8 gennaio 2004

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

indi

del Presidente Serrenti

La seduta è aperta alle ore 10 e 42.

ORTU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del giovedì 18 dicembre 2003 (425) che è approvato.

Continuazione e fine della discussione sulle dichiarazioni del Presidente della Regione

PRESIDENTE. Il primo iscritto a parlare per stamattina è l'onorevole Scano al quale do la parola. Su che cosa vuole parlare, onorevole Fadda?

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Grazie Presidente, per chiedere dieci minuti di sospensione perché non credo che l'Aula sia ancora al completo, poi il collega Scano ha pazientato anche ieri, voleva intervenire.

PRESIDENTE. Il collega Scano si è preparato molto bene tutta la notte e non vede l'ora.

(Interventi fuori microfono)

PRESIDENTE. Va bene, aspettiamo cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 45, viene ripresa alle ore10 e 50.)

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Grazie Presidente; parlare di fronte a pochi forse è anche meglio, ha i suoi lati positivi perché c'è un'atmosfera più propensa alla meditazione. Io non vorrei, adesso lo dico seriamente, non vorrei perché non piace, non è nella mia indole, non vorrei, presidente Masala, maramaldeggiare perché la giornata di ieri per lei immagino non deve essere stata facile, come altre giornate che si stanno succedendo in una situazione politicamente delicata. Non vorrei, dicevo, maramaldeggiare, dico alcune cose perché ritengo di avere, come altri colleghi, il dovere di intervenire in questa discussione. Lo faccio cercando di dire cose, se ci riesco, serie ma con un tono anche leggero proprio per non uscire di misura. Mentre ascoltavo ieri le sue dichiarazioni e gli interventi dei colleghi, sia dell'opposizione che della maggioranza, mi è venuto di pensare ad un fatto, ad un episodio della recente storia europea e mondiale. Voi ricorderete, credo tutti, che nell'Unione Sovietica prima di Gorbaciov, prima che Gorbaciov diventasse segretario del PCUS, anzi prima di Andropov, perché Andropov fu quello che inaugurò l'ascesa al potere dei quadri che venivano dal KGB, che poi curiosamente e paradossalmente, questa è una cosa seria però che adesso non c'entra con le nostre vicende, furono quelli che in qualche modo cercarono di aprire la via ad una disperata possibilità di rinnovamento e di innovazione del PCUS e dell'Unione Sovietica. Prima di Andropov, vi dicevo, il Politburo scelse come capo del partito Andrej Cernenko, perché parlo di Cernenko? Perché Cernenko già quando venne eletto…

FADDA (La Margherita-D.L.). Era già morto!

SCANO (Gruppo Misto). No, adesso non esageriamo, non era morto quando venne eletto, sicuramente era malandato, era piuttosto anziano e rapidamente peggiorò. Io auguro al presidente Masala, invece, di migliorare, naturalmente e di godere per lunghissimo tempo di straordinaria salute, io naturalmente uso la metafora del punto di vista politico, non da altri punti di vista, ma il povero Cernenko stava male non solo politicamente, diciamo, ma anche fisicamente, nel senso che la sua salute andò proprio precipitando fino ad essere dopo pochi mesi di regno, tra virgolette, impossibilitato a svolgere le sue funzioni, però il Politburo non era pronto a sostituirlo e quindi il povero Cernenko non solo non poteva lasciare la carica che era gravosa, ma non poteva diciamo, nemmeno seguendo il corso naturale delle cose, morire, il che sarebbe anche un diritto naturale quando è giunto il tempo. La TASS ogni due o tre giorni, ricordate la mitica TASS?, faceva un dispaccio per dire "il compagno Cernenko ha un lieve raffreddore", Cernenko aveva questo perpetuo raffreddore che non gli consentiva di incontrare capi di Stato, di partecipare alla vita pubblica. Sennonché, e qui è il punto, e poi lascio Cernenko, arrivò il 7 novembre. Il 7 novembre che anche se si chiama la Rivoluzione d'Ottobre, ma il 7 novembre è l'anniversario della cosiddetta Rivoluzione d'Ottobre, a Mosca si teneva la sfilata delle forze armate sulla Piazza Rossa, l'assenza del capo del partito sarebbe stata interpretata come un segno di malattia gravissima. Per cui Cernenko venne portato sulla Piazza Rossa per assistere alla sfilata delle Forze Armate, i battaglioni corazzati, i tanks e via di questo genere. Venne collocato con tutti gli altri dirigenti sul Mausoleo di Lenin, come sempre, perché quella era la prassi e ad un certo punto, solo per un istante che venne immortalato però da tutti i fotografi e da tutte le televisioni del mondo, mosse la mano, proprio un attimo, un attimo e immediatamente la TASS fece il dispaccio per dire "il compagno Cernenko ha superato brillantemente il suo raffreddore e sta benissimo, gode di ottima salute". Quindici giorni dopo venne dato l'annuncio ufficiale che purtroppo il compagno Cernenko era morto. Circolava, circolarono a Mosca e nell'URSS per lungo tempo delle storielle, il cui succo, adesso non staremo qui a raccontare le storielle, ma il succo, il punto comune di tutte queste storielle era che Cernenko quando era morto in realtà era morto da due mesi. Ora, perché ho usato questa metafora? Perché, come ha già detto qualcuno, qui stiamo vivendo una situazione un po' paradossale in cui un Consiglio che non è più un Consiglio dovrebbe dare la fiducia ad una Giunta che in realtà non è una Giunta, sorretta da una maggioranza che non è una maggioranza per concludere una legislatura che in realtà tutti sappiamo essere già finita. Per cui mi pare che la metafora di Cernenko calzi a pennello.

Lei, presidente Masala, secondo me utilizzando all'inizio delle sue dichiarazioni molto sintetiche, giustamente, la metafora calcistica secondo me è stato un po' imprudente ed infatti già molti colleghi hanno ripreso - Gian Valerio Sanna, Luigi Cogodi ed altri - queste espressioni, fischio finale, le pretattiche, le manovre di riscaldamento. Potrei dire che lei se le tira un po' addosso, io avrei evitato la metafora calcistica, ma per continuare un attimo ad utilizzarle, Cappellacci, Asunis, Falchi, lasciamo stare il mio amico stimato Giorgio La Spisa che in campo sta giocando già da più tempo, ma Cappellacci, Asunis, Falchi come dire, l'allenatore li manda in campo per gli ultimi cinque minuti a partita già persa. In una squadra da tempo dissolta avrà pure un idem sentire, collega Diana, ma la squadra è dissolta e forse nemmeno sa bene più come si batte un calcio d'angolo, non dico fare una manovra complicata, ma proprio mettere il pallone lì vicino alla bandierina e cercare di calciarlo verso l'area. Si potrebbe continuare, quindi, con le metafore calcistiche, si potrebbe fare uno sforzo di fantasia o di invenzione letteraria, oppure anche non farne affatto perché tutto ciò che c'era da dire in realtà è stato già detto, tutto ciò che c'era da scrivere in realtà è stato già scritto, si può quindi anche evitare di allungare il brodo e dire poco, pochissimo.

Io per concludere faccio una considerazione in quattro punti, rapidissimi, quasi telegrafici. Primo punto: mai nella storia della Regione Autonoma Sarda ci fu più evidente, più solare fallimento di un'esperienza politica e di governo. Io leggo dalle dichiarazioni del presidente Masala, leggo una frase perché non saprei dirlo in altro modo "invero le forze di maggioranza tutte, nessuna esclusa, nelle Commissioni ed in Aula si sono sempre comportate come se tutte fossero state in ugual misura impegnate nella responsabilità di governo e ciò a dimostrazione che nonostante le divergenze, le divaricazioni più proiettate al futuro che indirizzate al presente, non è mai venuto meno quell'idem sentire al quale ho fatto riferimento prima". In Aula e nelle Commissioni! È detto in modo sublime, io mi commuovo persino a leggerle, ma solo che parla, Diana certo che può parlare di idem sentire il presidente Masala, può dirlo anche in latino, ci mancherebbe, ma parla di un'altra coalizione, di un altro luogo, di un altro tempo, non parla di voi. Io sono in una Commissione come tutti, è una Commissione presieduta dal presidente Balletto, non vedo Giorgio Balletto ma vorrei chiedergli: ma Giorgio ti sembra che nella tua Commissione, in quella che presiedi, le forze della maggioranza tutte, nessuna esclusa si sono sempre comportate come se fossero... ma se non ci siete mai! Se l'esercizio provvisorio ve l'abbiamo fatto, o a torto o a ragione, passare noi. E in Aula? Ma se ogni volta che c'è qualcosa di significativo della Giunta, la Giunta va sotto. Mai, ripeto, questo era il primo punto, nella storia, ci sono state tante cose anche del centrosinistra, ma mai veramente come in questa legislatura, in questo finale di legislatura è stato più palese, palmare, plateale il fallimento politico, ed anche sul piano del governo, di una coalizione.

Secondo punto, anche questo telegrafico: il capitolo del centrodestra al governo della regione è già chiuso. È già chiuso, morto e sepolto.

Terzo punto: la legislatura è finita da tempo, io sentivo ieri il collega Floris che diceva: bisogna cercare con un afflato di recuperare la dignità, la credibilità della classe politica, della politica, delle istituzioni, ma come? Ma quando? Ma con questo Consiglio? In due mesi? Con questa maggioranza? Con questa Giunta? Ma di cosa stiamo parlando? La legislatura è finita nella realtà, cioè nella effettualità ed è finita nella coscienza dei sardi che dicono: cosa ci stanno ancora a fare. Ha ragione Cugini in questo quando dice: cosa ci stanno tutti a fare. Cosa ci stanno tutti a fare. Perché la cosa riguarda certo con gradazioni diverse perché la responsabilità maggiore è sempre della Giunta e della maggioranza, ma la questione investe tutti. La realtà è che la legislatura si sta trascinando pietosamente, perché non dirlo, perché c'è un intreccio di interessi politici, non solo personali ma anche personali, politici e personali per arrivare fino a quella data lì.

Quarto, e ho concluso, la partita, ecco perché dico che il capitolo del centrodestra al governo della Regione per ora è chiuso, la partita è ormai tutta nel campo delle attuali opposizioni. La partita del governo futuro della Sardegna è tutta nel campo delle attuali opposizioni, è tutta nel campo del centrosinistra; ed io spero proprio che il centrosinistra non decida, involontariamente, che è meglio perdere. Perché io mi sento di dire, nessuno ha la palla di cristallo e però si possono fare dei ragionamenti perché sentiamo gli umori, parliamo con le persone, leggiamo i sondaggi, conosciamo anche la nostra storia; e quindi la realtà appare essere questa che è: il pallino è nelle mani del centrosinistra che se vuole vincere le elezioni le vince, se decide di vincere le elezioni le vince salvo eventi diciamo imprevedibili che naturalmente sono sempre possibili, ma se vuole vincere vince, anche Cernienko per concludere da dove ho iniziato poteva, ad un certo punto, ritrovare come dire una vigoria giovanile e quel giorno lì, quel 7 novembre lì sulla Piazza Rossa mettere via colbacco e pelliccia ed improvvisare un discorso trascinante, ma queste cose appartengono però al campo dell'improbabile, del quasi impossibile.

E allora, dicevo, il centrosinistra se decide di vincere io credo che vinca, che abbia la possibilità di vincere. Però, cosa che io naturalmente non mi auguro, cosa contro la quale mi batterò se volesse perdere potrebbe anche perdere.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi). Presidente, colleghi del Consiglio è difficile ovviamente fare un ragionamento nell'Aula odierna e anche nel contesto odierno che in qualche maniera si differenzi da altri ragionamenti che già in quest'Aula noi abbiamo fatto, che sono stati fatti, quindi è difficile sicuramente dire qualche cosa di nuovo, dire qualche cosa di interessante, dire qualche cosa che in qualche maniera possa rappresentare qualche cosa di differente rispetto a ciò che si è detto.

Però va detto che il ragionamento svolto dal collega Scano, anche con la abituale ironia sottile ed arguta che lo contraddistingue, è certo un ragionamento che aiuta a stare insieme in quest'Aula comprendendosi, e cercando all'interno dei due schieramenti di fare chiarezza ulteriore sulle cose che sono state fatte e su quelle che sono da fare, cercando anche di comprendersi tra maggioranza e opposizione su quelli che devono essere i ruoli reciproci e le reciproche necessità.

Io credo che il ragionamento che ha fatto il collega Scano sicuramente sia interessante e contenga inevitabilmente, bisogna dirlo, una serie di elementi lucidi e ragionevoli di verità. È anche vero che il ragionamento fatto dal collega Scano è forse un ragionamento per certi versi parziale, nel senso che quest'Aula consiliare oggi non riflette su quattro anni di governo di centrodestra che sono venuti dopo il diluvio o dopo il niente, ma riflette su quattro anni di governi di centrodestra che si sono succeduti a cinque anni di governo di centrosinistra e che hanno rappresentato la continuazione comunque di un sistema complessivo di organizzazione istituzionale delle istituzioni che, in qualche maniera, impedisce quella democrazia di alternanza che invece ciascuno di noi dà per scontata nei suoi ragionamenti.

Certo, se noi andiamo a ricordare i cinque anni che hanno preceduto l'attuale legislatura non possiamo non dimenticare, non possiamo dimenticare, non possiamo non ricordare il succedersi stentato, forse anche patetico per alcuni versi, per alcuni episodi che tutti ricordiamo delle Giunte Palomba. Cioè non ricordiamo prima di questi anni della attuale legislatura un travolgente cammino interrottosi per un motivo non comprensibile e per un motivo non ragionevole, certo non interrottosi per caso.

Quindi, probabilmente, il problema fondamentale che noi abbiamo affrontato in questa legislatura e che era stato affrontato anche nella scorsa legislatura è che questo attuale sistema istituzionale, che questo attuale Regolamento consiliare è un Regolamento consiliare, è un sistema istituzionale che comunque non è adatto a gestire situazioni complesse quali quelle di una regione come la Sardegna che nel 2004 deve integrarsi nell'Unione Europea, deve dimostrare la propria capacità di stare al passo con l'innovazione e con la globalizzazione.

Ecco, forse noi oggi, maggioranza e minoranza all'interno di questo Consiglio, e in questo dibattito non può essere taciuto questo aspetto, non possiamo non sottolineare come sia indispensabile che andiamo alla scadenza elettorale che comunque nel mese di giugno attende questo Consiglio regionale, attende questa Regione con l'idea che dovrà essere una scadenza elettorale di grande cambiamento, che quindi tutti gli schieramenti che si apprestano a partecipare a queste elezioni devono avere ben chiaro in testa che niente sarà più come era nel passato, che l'elezione diretta del Presidente della Regione introduce comunque dei nuovi meccanismi di governo e dei nuovi sistemi di alternanza tra i due schieramenti, tra quello che è chiamato a governare e quello che sarà chiamato a controllare chi governa, che rappresentano comunque una cesura forte e netta col passato.

Quindi, io credo che questo sia il primo degli elementi che noi in quest'Aula dobbiamo tenere in considerazione e il fallimento delle giunte di centrosinistra a cui ha seguito lo stento delle giunte di centrodestra di questa legislatura non è probabilmente figlio esclusivo di quel sistema istituzionale, ma è sicuramente condizionato in maniera forte e pesante da quel sistema istituzionale. E io credo che in questo sistema poi ognuno abbia cercato di svolgere nel modo migliore il ruolo che gli era stato assegnato; e questo lo dico non tanto per rispondere alle critiche che spesso sono venute dai banchi dell'opposizione all'azione dei Riformatori, che sono critiche assolutamente legittime e nel sistema democratico anzi sono quelle critiche che aiutano ciascuno di noi a fare revisione di ciò che è svolto nella propria azione e a migliorare anche lo svolgimento della propria azione. Lo dico per dare indicazione che i Riformatori hanno interpretato in questa legislatura in maniera coerente quello che era il ruolo che gli è stato assegnato dagli elettori nel 1999.

Noi abbiamo chiesto la fiducia agli elettori all'interno di una alleanza e all'interno di quella alleanza siamo rimasti in maniera coerente e leale per tutta la durata della legislatura. Ecco, io credo che questo sia e che questo fosse il compito di ogni forza che si è presentata all'interno dell'alleanza riformista, innovatrice, di cambiamento che si proponeva di essere tale nel 1999.

Io credo che questo ruolo non dovesse essere svolto, ovviamente, in maniera prona, né dovesse essere svolto inseguendo cose e idee che poco hanno a che fare con quelle della politica, con quelle della forza del pensiero e della forza della dialettica tra le forze consiliari e credo che, quindi, ai Riformatori venisse chiesto di essere quanto più possibile costruttivi all'interno della propria alleanza.

Noi non abbiamo mai rinunciato al ruolo di critica all'interno dell'alleanza, ma la critica è sempre stata svolta sui contenuti, credo che siamo l'unico Gruppo consiliare che non ha mai chiesto una votazione a scrutinio segreto, spero che sia dato atto al Gruppo dei Riformatori di essere stato un Gruppo consiliare che ha svolto con la maggior determinazione, ma anche con la maggior coerenza e lealtà possibile il proprio ruolo all'interno della maggioranza che non ha scelto soltanto il Gruppo dei Riformatori, ma hanno anche scelto per noi gli elettori che nel 1999 ci hanno dato la loro fiducia.

Ecco, e questo ragionamento sulla lealtà, sulla coerenza, ma anche sulla critica costruttiva che sempre è stata svolta in questi quattro anni e mezzo di legislatura da parte del nostro Gruppo, credo che fossero indispensabili da sottolineare per riallacciarci, per riallacciarmi anch'io, come ha fatto il collega Scano prima di me, ad una riflessione che è stata del presidente Masala e che è stata di qualche consigliere di maggioranza nel corso del suo intervento, l'idem sentire, cioè il comune sentire.

Un consigliere di maggioranza nel suo intervento ha sottolineato come esista un comune sentire che lega Forza Italia e Alleanza Nazionale e ha sottolineato come questo comune sentire lega anche l'Unione Democristiana. Io credo che questa sottolineatura fosse importante sia per il ragionamento svolto dai colleghi consiglieri di maggioranza, ma è anche importante per noi Riformatori. Certo sarebbe forse utile, importante anche se ingeneroso, approfondire cosa ha significato in quest'ultimo scorcio di legislatura questo idem sentire, cosa ha significato quando i due partiti maggiori di questa maggioranza hanno comunque scelto di avere atteggiamenti differenti sino ad oggi sulla Giunta Masala, ma probabilmente non sarebbe importante dal punto di vista del ragionamento che mi accingo a fare. Perchè il ragionamento che mi accingo a fare è che se questo comune sentire esiste tra questi tre partiti ed è figlio - e questi tre partiti lo sottolineano - di una comunione di ideali e di intenti che anche a livello nazionale viaggia a gonfie vele nel governo che rappresenta la nazione, questo stesso comune sentire non è automaticamente estensibile a tutti gli altri soggetti che hanno fatto e fanno parte di questa maggioranza di governo.

Noi Riformatori abbiamo più volte sottolineato che per noi il sentire comune è un sentire comune che va costruito, rafforzato, difeso ogni giorno, altrimenti non è; noi non abbiamo impegni ed obblighi di maggioranza che siano diversi da quelli che abbiamo stabilito e preso con i nostri elettori. Quindi, manteniamo e rispettiamo gli impegni presi sino a quando questi impegni valgono e sino a quando questi impegni sono patti e patti sottoscritti.

Quando questi impegni non valgono più, quindi quando si rinnova l'impegno con gli elettori, quando ci si ripresenta nuovamente agli elettori allora è tutto da costruire il nuovo sul quale si intende fare un ragionamento e non si costruisce replicando, clonando formule nazionali in Sardegna, perché nelle formule nazionali non tutti hanno la stessa identica presenza, non tutti hanno la stessa identica visibilità, non tutti hanno lo stesso idem sentire di cui si è parlato più volte, ammesso che questo idem sentire ci sia.

Quindi, il ragionamento che noi facciamo è che dal sentire comune si debba passare a qualche cosa in più del sentire comune, perché il sentire comune o l'aver sentito comune è cioè che obbliga oggi noi Riformatori a dare la fiducia alla Giunta Masala, a consentire al galantuomo Presidente di poter andare avanti ancora dignitosamente nella gestione dei cinque mesi che ci separano comunque dalla fine naturale della legislatura, ma non è quello che ci consente di iniziare la costruzione di qualche cosa di diverso, cioè di iniziare la costruzione di un progetto alternativo a quello della sinistra che possa essere un progetto su cui andare a scommettere per le prossime elezioni.

Perché, signori, a cinque mesi di distanza dalle elezioni il problema più importante di chi oggi governa la Regione non è quello di chiudere dignitosamente la legislatura, che pure è un problema importante, ma è quello di dare convinzione prima di tutto alle proprie truppe, anche all'interno di quest'Aula, ma poi agli elettori che sono fuori da quest'Aula, che ci sia ancora una scommessa vincente che possa consentire ad una maggioranza di ripresentarsi come maggioranza del futuro, non come maggioranza del passato.

Ecco, io credo che questo sia probabilmente il ragionamento più importante che noi oggi andiamo a fare; e credo che noi Riformatori su questo ragionamento abbiamo chiesto il coinvolgimento degli altri partner della nostra maggioranza, e abbiamo chiesto di poter ragionare insieme. Perché l'obiettivo che noi dobbiamo porci comunque è quello di iniziare a verificare e a vedere se la scommessa per il 2004 è una scommessa che si può fare insieme, se ci sono le condizioni progettuali, le condizioni, gli obiettivi che possono consentirci di scommettere insieme su un futuro da fare insieme, oppure se queste condizioni siano per scelta altrui, probabilmente non nostra, siano ormai venute mene.

Quindi, questa è la scommessa più importante che noi abbiamo alle porte e credo che da parte nostra ci sia stata in questo senso un'indicazione forte, perché non ci siamo limitati alla critica vuota, né ci siamo limitati alle dichiarazioni rese a mezzo stampa che, in qualche maniera, servissero a conquistare per un giorno la luce dei riflettori, dei giornali o delle televisioni, ma abbiamo indicato delle strade concrete, perché le strade concrete sono quelle adeguate ai nuovi schemi istituzionali con i quali noi andremo a votare per le prossime elezioni regionali; ed io le ricordo ancora a costo di essere noioso e a costo di essere ripetitivo.

Per parafrasare o per stare nell'ambito delle citazioni, non dotte come quelle che ha fatto il collega Scano, ma io ricordo di aver letto una fiaba che poi ho usato tante volte nel mondo della medicina per ricordare ai miei colleghi il meccanismo della scelta quale strada debba comunque passare, che è quella dell'imperatore cinese che, gravemente malato, viene soccorso e ha al proprio capezzale tutti i migliori medici del suo impero, medici che hanno grande fama, medici che sono abituati a riscuotere immensi onorari, medici che sono capaci di salvare ogni vita umana. E questi medici, nonostante la loro fama, la loro celebrità, la loro capacità e la loro abnegazione ed anche la loro voglia di far bene di fronte a questo sovrano non riescono a tirarlo fuori dalla malattia.

Il sovrano peggiora sempre sino ad essere in punto di morte. A quel punto chiede ai propri funzionari e dignitari di corte di andare a cercare altri medici fuori da quelli che sono i medici abituali della corte, e come chiede di cercarli? Dice loro: "Guardate, andate in giro e guardate che in Cina c'è l'usanza per ogni paziente muore ad un medico di appendere un palloncino colorato di fronte alla porta del medico, quindi voi cercate e prendete il medico che ha il minor numero di palloncini sulla sua porta, perché quel medico sarà il medico che potrà salvarmi". I dignitari girano e di fronte ad ogni porta di medico un'immensità di palloncini, come è normale per chi faccia questa professione; io l'ho fatta, la faccio e sono consapevole di fare palloncini, sino a quando riescono a trovare un medico che ha sul suo portone un unico palloncino. Lo prendono subito, lo portano alla corte del re, vengono mandati via tutti gli altri medici, viene affidato tutto a questo unico medico, il quale sta al capezzale del re e nel giro di una notte il re passa a miglior vita, muore. Qual è la morale della favoletta? La morale della favoletta è che il medico che aveva un unico palloncino aveva iniziato il giorno prima ad esercitare la sua professione medica.

Allora il meccanismo della scelta con cui deve essere scelto il Presidente della Regione non può essere un meccanismo casuale, non può essere un meccanismo basato sui palloncini, non può essere un meccanismo per cui alla regione Sardegna arrivino in testa scelte che sono fatte da altri. Noi abbiamo indicato il meccanismo delle primarie; il metodo di scelta delle primarie lo indichiamo ancora adesso perché riteniamo che sia l'unico metodo, nei grandi cambiamenti istituzionali che noi stiamo andando ad affrontare, che consenta alle due coalizioni di scegliere un candidato Presidente che sia realmente nel cuore dei sardi e nell'anima dei sardi, e quindi che sia davvero il candidato Presidente che possa interpretare nel modo migliore il cambiamento che noi andremo comunque ad affrontare all'inizio della prossima legislatura. Perché soltanto le elezioni primarie possono consentire a ciascun Gruppo politico di andare in giro per la Sardegna a coinvolgere i sardi sul proprio programma e a dire che il ticket è tra un uomo e un programma, che non ci sono uomini della provvidenza svincolati da programmi, ma che ci sono persone che interpretano un programma di governo, che interpretano un programma di cambiamento e che i sardi, già nel momento in cui scelgono il candidato per la Presidenza della Regione sappiamo che a quel candidato è unita una coalizione di governo e sappiamo che a quel candidato è unito un programma di cambiamento.

Noi crediamo che questa maggioranza non abbia fatto tutto quello che avrebbe potuto e dovuto fare, però siamo anche convinti che sarebbe stato difficile in queste condizioni a qualsiasi altra maggioranza fare meglio e diversamente da quello che si è fatto. Allora noi chiediamo ai colleghi, ai partiti che hanno fatto parte di questa maggioranza, di dirci chiaramente come intendono andare alla sfida con lo schieramento che è stato all'opposizione sino ad oggi e quali carte intendono calare sul tavolo per convincere i sardi che non ci sarà nella prossima legislatura, se vincerà questo schieramento, il rischio di ripetere una legislatura stentata e piena di difficoltà e di problemi come è stata questa. Quindi, noi chiediamo, nel rinnovare la nostra fiducia al presidente Masala, di sapere dai colleghi e dai partiti della nostra maggioranza, se l'esperienza di questa maggioranza è vincolata per altri cinque mesi e quindi è ad esaurimento e quindi è terminata col patto preso nel 1999 che si esaurisce nel 2004, o se esiste la volontà di andare ancora avanti e di contrapporsi al centro sinistra dimostrando che il centro sinistra non è adeguato a gestire la Sardegna e che c'è qualcuno che può farlo meglio, ma per farlo non è necessario, non è sufficiente che noi ci ragioniamo addosso o che noi aspettiamo il miracolo di un centro sinistra che faccia da solo qualche autogol che lo escluda dalla competizione, ma è necessario che poniamo in essere tutte le iniziative politiche che sono necessarie per poter riportare il dibattito politico del centro destra all'attenzione di tutti i sardi.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (P.P.S. - Sardistas). Signor Presidente, onorevoli colleghi e colleghe, a pochi mesi dalla fine della legislatura questo Consiglio regionale è chiamato ad esprimere un voto su quattro Assessori che avranno la delega di Assessorati importantissimi e Assessorati che sono rimasti vacanti al momento della nascita della Giunta Masala. È questo un passaggio particolarmente delicato della legislatura, non solo perché evita lo scioglimento anticipato del Consiglio che comunque sarebbe una sconfitta per tutti e soprattutto per l'autonomia regionale, ma perché sono convinto che in questo finale più tormentato del previsto possono essere fatte, se c'è la volontà, alcune cose importanti in grado di completare il lavoro fatto finora e in questi anni.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE BIGGIO

(Segue LADU.) Sarebbe davvero riduttivo se pensassimo che questo quadro passa perché si sia finalmente chiuso il cerchio, perché tutti hanno ottenuto qualcosa in ragione della quale hanno una motivazione in più per votare a favore. Non è così, la vera motivazione che ha prevalso, è che ha prevalso il senso di responsabilità da parte della coalizione che nel 1999, bisogna ricordarlo, in un momento difficile e per non dire drammatico, ha deciso, pur fra mille problemi, di far nascere questa maggioranza. Questo non significa che non ci siano stati problemi e che ancora non ci siano problemi, ma se le ragioni della governabilità prevalgono sui problemi dei singoli Gruppi, anche le situazioni più delicate possono trovare una soluzione. Certo, l'atteggiamento del partito di maggioranza relativa in certi momenti è stato incomprensibile e da noi non condiviso, abbiamo perso tempo prezioso perché i problemi incalzano, soprattutto in alcuni settori vitali per la crescita della Sardegna, ma nonostante l'impegno e lo sforzo del presidente Masala che ha assunto l'interim mettendo alcune pezze, devo dire di grande importanza, bisogna riconoscerlo, la Giunta regionale se oggi - come io credo - avrà la fiducia del Consiglio, rimangono ancora a disposizione alcuni mesi di lavoro che vanno utilizzati al meglio. Questo lo dico non solo perché noi siamo contrari alle elezioni anticipate per principio, ma soprattutto perché la Sardegna ha bisogno di risposte immediate e non può permettersi di perdere un solo giorno, soprattutto in questo momento. Ha bisogno, quindi, di spendere meglio le risorse finanziarie disponibili, ha bisogno, perché in evidente ritardo, di approvare il Dpef, di approvare la manovra finanziaria del 2004, di sciogliere nodi non facili che stanno mettendo in difficoltà la Sardegna, che sono quelli della chimica e dell'industria in genere. Da non sottovalutare anche la crisi del settore tessile e lapideo che oggi è fortemente messo in difficoltà dalla concorrenza dei paesi dell'est europeo e dei paesi orientali, per sciogliere il nodo dei trasporti, della continuità territoriale, dell'energia che con i suoi costi sempre più elevati nei confronti della concorrenza sta mettendo seriamente in difficoltà il nostro già fragile sistema produttivo. I problemi urbanistici, di assetto del territorio e dello stesso condono edilizio hanno bisogno di un serio approfondimento in questo particolare momento politico. L'ultima crisi che ha investito il mondo agropastorale non si può dire sia ancora risolta, questo nonostante l'impegno della Commissione competente, della Giunta e devo dire anche dell'intero Consiglio regionale che ha dimostrato grande senso di responsabilità in questa fase politica. La legge approvava in tempo record col convinto contributo anche dei partiti di opposizione servirà a dare alcune risposte importante all'esausto mondo agropastorale, ma lascia però purtroppo irrisolto sia il problema relativo all'indebitamento delle aziende agricole, sia quello relativo alla riduzione del prezzo del latte che è il vero motivo della crisi. Io però sono convinto che l'Assessore competente e la Giunta avranno nei prossimi mesi il pieno sostegno di tutto il Consiglio per trovare soluzioni adeguate a questo problema, che poi rimane ancora portante per quanto riguarda la economia della Sardegna. Altre emergenze importanti, quale quella della viabilità, quella idrica, hanno avuto negli ultimi tempi un forte impulso in termini progettuali e di finanziamenti anche se ancora rimane molto da fare. Ecco, su tutti questi problemi io vorrei, che questo Consiglio, nel rispetto dei propri ruoli e competenze trovi un momento di sintesi nell'esclusivo interesse della Sardegna. Signor Presidente, questo Consiglio regionale, anche a causa di una legge elettorale inadeguata, che non è stata in grado di garantire una maggioranza numerica nei confronti di nessuno degli schieramenti in campo, ha vissuto momenti difficili, per non dire drammatici, che hanno fortemente lacerato i rapporti personali prima che politici. Per tutto quello che noi abbiamo fatto, noi del P.P.S. intendo...

PRESIDENTE. Scusi un attimo onorevole Ladu. Per cortesia colleghi, chi non ha interesse agli interventi si accomodi fuori, ci sono spazi ampi e comodi per chiacchierare o per scambi di idee. Chi resta in Aula è pregato di seguire i lavori.

LADU (P.P.S. - Sardistas). Dicevo, signor Presidente, questo Consiglio regionale, a causa di una legge elettorale inadeguata, non è stato in grado di garantire una maggioranza numerica a nessuno degli schieramenti in campo; ha vissuto, come dicevo, momenti difficili, per non dire drammatici, che hanno fortemente lacerato i rapporti fra persone prima che i rapporti politici, e per tutto quello che abbiamo fatto noi del P.P.S. ci siamo assunti e ci assumeremo per intero le nostre responsabilità. Gli elettori fra non molto, e nessun altro, potranno dire se abbiamo operato bene oppure no. Noi crediamo di aver fatto per intero il nostro dovere di consiglieri regionali garantendo prima di tutto la governabilità, e poi sostenendo lealmente la Giunta e la maggioranza; altri piccoli interessi personali e di parte non hanno mai sfiorato il nostro Gruppo. Noi abbiamo lavorato e lavoreremo per la ricomposizione di questo quadro. È evidente che questo risultato non dipenderà solo da noi.

Siamo ben consapevoli che i problemi non sono ancora risolti, che ci sono ancora tentativi di far calare dall'alto scelte che invece devono maturare in casa nostra. Noi - devo ancora rimarcarlo - siamo una forza politica di forte ispirazione autonomista, regionalista e popolare e tale vogliamo rimanere, e che non va confusa, benché sia alleata, col Polo delle Libertà.

I partiti che si riconoscono nell'area di centro e che hanno una forte caratterizzazione autonomista sono fortemente radicati nel territorio della Sardegna e non vogliono essere omologati a nessuno, ed aspirano ad avere il ruolo che gli compete nell'attuale e futuro scenario politico isolano. Per quanto ci riguarda, come P.P.S., noi non abbiamo intenzione di imporre nulla a nessuno, ma non accetteremo neanche le imposizioni da parte di altri. Gli accordi politici, signor Presidente, hanno senso quando si vogliono perseguire obiettivi comuni e soprattutto quando si lavora per il bene della comunità che noi oggi rappresentiamo. Con questo spirito il nostro voto sarà a favore della Giunta e dei nuovi Assessori che avranno il nostro sostegno.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, colleghi e colleghe, la fiducia suoi nuovi quattro Assessori che ci apprestiamo a votare è l'ennesimo banco di prova per la maggioranza che da quattro anni e mezzo circa governa la Regione; una votazione che va oltre le persone, sulle quali, consentitemi, non è giusto esprimere giudizi se non dopo averli visti al lavoro. È brutto per chiunque di noi, per chiunque lo dica, del centrodestra, del centrosinistra, dell'estrema destra, dell'estrema sinistra, dire "Questo è di Mediaset", "Questo è Tizio", "Questo è Caio". Io dico che è sbagliato comunque esprimere giudizi anzitempo sulle persone. Si tratta infatti di un voto che condizionerà la vita dell'attuale coalizione; una coalizione che ha attraversato momenti difficili, ha dovuto risolvere tanti problemi e tante emergenze. Non voglio nascondere che in diverse occasioni, e di questo la maggioranza non deve certo esserne orgogliosa, le divisioni interne ai partiti, non solo di maggioranza ma anche di opposizione, e i personalismi hanno impedito a questo Consiglio e alla Giunta di poter lavorare in modo sereno e costruttivo. Ha fatto bene ieri il mio segretario regionale, il collega Oppi, a fare riferimento al lavoro nelle Commissioni. Quante volte abbiamo assistito a comportamenti delle opposizioni non lineari col proprio mandato, col mandato ricevuto dagli elettori. La maggioranza garantisca la presenza in Commissione, così possiamo lavorare. Noi veniamo votati, eletti, veniamo mandati in questo consesso per svolgere un lavoro che va al di là della politica, della politica di maggioranza e della politica di opposizione. Veniamo mandati qui per lavorare nell'interesse della gente al di là degli schieramenti politici. Nonostante tutti questi problemi il centrodestra ha dato gambe a molti progetti e risolto, come ha sottolineato lo stesso presidente Masala, molte emergenze. Parlo del problema dell'acqua, della ex legge 28 per l'imprenditoria giovanile, delle imprese chimiche, della viabilità, della continuità territoriale, della sicurezza, dei problemi legati alla sanità - il problema l'ha illustrato benissimo ieri il collega Oppi - e soprattutto al mondo agricolo, per non parlare poi dei problemi dell'energia. Iniziative assunte con coraggio dalle Giunte che si sono susseguite, ma soprattutto dall'intera maggioranza di centrodestra. Spesso, troppo spesso, viene dato rilievo a ciò che non è stato fatto, dimenticando gli sforzi e i risultati raggiunti. Non voglio dire che questo Governo ha risolto i problemi della Sardegna, anzi, c'è ancora molta strada da percorrere prima di poter dare ai sardi tutte le risposte che si aspettano, ma proprio perché la nostra coalizione ha fatto bene, nonostante le crisi e i momenti di tensione, che non sono certamente stati pochi, l'U.D.C. ritiene che sia necessaria e prioritaria la ricomposizione del quadro politico di maggioranza che ha governato per questi quattro anni e mezzo l'Isola. Per questo apprezzo, ma apprezziamo anche come partito, l'intervento dell'onorevole Mario Floris, denso di significato politico, scevro da pretestuosi condizionamenti, teso a riportare in quest'Aula il vero senso della politica, volto ad esaminare e nei limiti del possibile risolvere i problemi della gente. Va apprezzata inoltre la pacatezza e la disponibilità con cui il presidente Floris ha dichiarato di voler proseguire il cammino intrapreso. Quello che oggi viene chiesto a tutti i partiti del centrodestra è di decidere se questa coalizione ha un futuro, oggi per varare la legge finanziaria ed arrivare alla fine della legislatura, domani per presentarsi agli elettori con un programma politico che sia il frutto delle esperienze maturate e della peculiarità di ogni forza politica che si riconosce nel centrodestra. Una ricomposizione del quadro politico che parta dalle primarie per l'indicazione del prossimo candidato Presidente; un punto di partenza politicamente importante, condiviso anche dal portavoce di Forza Italia, Pietro Pittalis, in un suo recente intervento. Le primarie saranno un appuntamento importante per la coalizione, che potrà confrontarsi democraticamente per arrivare alla scelta di chi dovrà guidare, nella prossima legislatura, i partiti del centrodestra. Un confronto dove le diversità che contraddistinguono i partiti dovranno essere una forza per la coalizione e non un motivo di divisione. La nostra maggioranza dovrà mettere al primo punto del suo programma elettorale anche le riforme, quelle riforme che in questa legislatura non siamo riusciti a portare a compimento, e non sempre per colpa della maggioranza; riforme, come quella della legge elettorale e degli enti, che ormai non sono più procrastinabili. Sì, legge elettorale. Non va dimenticato che a presiedere quella Commissione era un rappresentante del centrosinistra, quindi dell'opposizione. La Commissione autonomia era presieduta dall'onorevole Emanuele Sanna, che ha lavorato alacremente assieme agli altri per far arrivare in Aula una legge che fosse la più condivisa in questo consesso, tre mesi di lavoro. Credevamo che ci fosse convincimento comune, che bisognasse salvaguardare l'autonomia della Sardegna; siamo arrivati in quest'Aula e con i soliti sistemi quella stessa legge, che tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione per tre mesi avevano discusso, elaborato, portato in Aula, con il vecchio sistema e con il solito sistema in quest'Aula hanno detto basta a quella legge elettorale. Oggi penso che in quest'Aula molti si siano pentiti di quel voto e penso che molti in quest'Aula oggi vorrebbero una legge elettorale sarda. Peccato, arriviamo in ritardo!

Il nostro partito concorda inoltre con il presidente Masala quando rivolge l'invito al partito di Forza Italia che si accinge a entrare nell'Esecutivo regionale affinché svolga con saggezza il ruolo che gli compete di forza di aggregazione, che consenta a tutte le componenti della maggioranza di sedersi allo stesso tavolo con pari dignità; una pari dignità dovuta a tutti i partiti che per quattro anni hanno fatto parte di questa maggioranza, nessun partito escluso, nessuna aggregazione esclusa.

L'UDC è sempre stato un alleato leale e coerente, crediamo che l'esperienza iniziata dal centrodestra nel 1999 debba proseguire oggi come domani, per questo motivo il partito che rappresento conferma la fiducia alla coalizione, ai quattro Assessori di Forza Italia e all'intera Giunta.

Due parole, mi sia consentito, le vorrei esprimere per commentare l'intervento dell'amico onorevole Cugini. L'onorevole Cugini, segretario del partito maggiormente rappresentato in questo consesso, ha iniziato il suo discorso dicendo: "Lei, presidente Masala, si è discostato dalle precedenti giunte Floris e Pili", poi dice, lo stesso onorevole Cugini, che il presidente Masala rivendica la continuità. Se il presidente Masala, onorevole Cugini, si è discostato dalle precedenti Giunte, lei ha sbagliato nel riprendere il presidente Masala perché evidentemente non ha chiesto la continuità, ma lei ha detto che la continuità è un imbroglio. Noi siamo coscienti di quello che abbiamo fatto, onorevole Cugini, di quello che abbiamo realizzato in questi quattro anni e mezzo, e lasci che siano gli altri a valutare e ad esprimere giudizi su questo operato, non sia lei il sacerdote di turno che esprime sulle persone la condanna o l'assoluzione, lasci che siano gli elettori. Lei ha cercato, ieri, durante il suo intervento, onorevole Cugini, voti perché la Giunta non passi; ha rivolto le richieste al movimento e ha rivolto le richieste all'onorevole Floris: "Non votate la continuità perché è un imbroglio!" Ma, lei onorevole Cugini è veramente convinto di voler lasciare questo Consiglio oggi, con cinque mesi di anticipo? Io penso che sia il primo a non volerlo lasciare!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Grazie, signor Presidente. Onorevoli colleghi credo che l'intervento del collega Cappai, che ha la capacità anche di valutare quelle che sono le intenzioni dei colleghi sul desiderio di lasciare o meno, di abbandonare comunque il Consiglio, credo che siamo di fronte a un totale fallimento, onorevole Cappai, al di là di quelli che possono essere i nostri desideri, io rinnovo l'invito al presidente Masala, che gli ho fatto l'altro giorno nell'interesse della Sardegna, non nel nostro interesse, ma nell'interesse della Sardegna: signor Presidente, indipendentemente dalla fiducia, rassegni le dimissioni, perché, guardi, io l'ho conosciuto come Capogruppo, come consigliere regionale di opposizione e se lei fosse rimasto quella persona che io ho conosciuto, l'intervento che lei avrebbe fatto in Aula ieri sarebbe stato questo: "Dopo lunghissime pretattiche ed estenuanti manovre di riscaldamento" - visto che le piacciono questi termini sportivi - "si completa oggi, io credo, la squadra di governo che dovrà condurci fino al fiasco finale di questa sciagurata legislatura". Fino al fiasco finale, signor Presidente. Vede, non è vero quello che lei scrive tra l'altro e dice: "…della quale purtroppo sono state evidenziate pochissime ombre", diciamo che sono state evidenziate pochissime luci e sono state invece nascoste, signor Presidente, le sue clientele, che sono state spudorate, e che l'hanno portato tra l'altro poi anche alla Presidenza della Regione. Sono stati nascosti i tradimenti, gli imbrogli, sono stati nascosti sino ad oggi tutti i ritardi, le assenze continue. Altro che appello, altro che comune sentire tra i colleghi della maggioranza! Tutti i ritardi della manovra finanziaria, noi oggi ci ritroviamo ancora a discutere di una crisi dopo che sono trascorsi, 27 agosto, quando è stato eletto, il 28 agosto, adesso non ricordo, signor Presidente, e lei non è riuscito ancora a completare la squadra di governo. Il collega Scano e altri colleghi hanno fatto degli esempi storici riferendosi anche a dei personaggi, a dei fatti che sono capitati sia nell'Unione Sovietica, sia in Cina. Io vorrei fare un altro esempio che calza un po' con la realtà cagliaritana. Sono iniziati i saldi in Sardegna, signor Presidente, ieri, 7 di gennaio, io non so chi abbia acquistato lei ai saldi, credo che si sia messo in vendita Forza Italia. Mai nessun Presidente di Regione ha avuto la capacità di umiliare come ha fatto lei ieri il partito di maggioranza relativa che lo sostiene. Lei ha avuto la capacità…

(Voce: "E piantala!")

FADDA (La Margherita-D.L.). Non sto scherzando, onorevole Corona. E' la verità.

CORONA (F.I.-Sardegna). Io non ho parlato!

FADDA (La Margherita-D.L.). Vabbè, chiunque sia. Credo che mai sia capitato che un Presidente di Regione non abbia avuto neanche la serietà di nominare il partito di Forza Italia. Lei non l'ha nominato una volta, una volta ne ha parlato e ha parlato come partito di maggioranza relativa. Porta male molto probabilmente! Credo che il vero vincitore e che non si è messo ai saldi con un'azione io dico politica, sia all'interno, io non condivido la scelta che ha fatto il collega Floris, però devo dire che il vero vincitore di questa battaglia è stato il presidente Floris. Forza Italia spieghi alla gente perché sta indicando adesso gli Assessori. Non voleva il collega Floris in maggioranza, perché queste erano le ragioni, vogliamo sapere con chiarezza quali sono i rapporti tra le forze politiche. Qualche altro collega diceva: "No, vogliamo tra l'altro capire se i voti dei tre del Movimento sono determinanti". Io credo che quello che sta avvenendo in quest'Aula, che dopo quattro mesi che hanno costretto il nostro Presidente a fare anche il commesso… Complimenti, Presidente, lei, guardi, ha fatto di tutto, credo, tranne che il Presidente della Giunta, e non ha gestito gli Assessorati, perché lei ha dedicato talmente tanto tempo a fare il fattorino, perché dice che le cartelle - è scritto sul giornale - se le porta lei, va negli uffici, tra l'altro creando grossi problemi anche ai commessi della Presidenza che non sanno più che cosa fare, perché dice che fa tutto lei, provvede lei, va, prende la cartella, la riporta, è davvero un Presidente, gestisce quattro Assessorati, questo è quanto lei ha dichiarato agli organi di informazione.

Ma quello che è ancora più grave, presidente Masala, è che anche le azioni che vengono compiute dalle opposizioni, come quella di esserci astenuti per permettere l'approvazione dell'esercizio provvisorio, lei banalizza tutto, presidente Masala. Noi non l'abbiamo fatto - perché sa benissimo che questo non sarebbe comunque successo - perché rischiavamo di non prendere lo stipendio, ma sono dichiarazioni di un Presidente di Regione, anziché ringraziare le opposizioni. Lei si dovrebbe vergognare per queste dichiarazioni, perché noi abbiamo avuto un grande senso di responsabilità; non è serio, non è onesto che lei utilizzi gli organi di informazione per diffamare le opposizioni, per diffamare il nostro Consiglio regionale, comunque tutto il Consiglio regionale. Questo lo dico perché se lei va a leggere quanto ci ha dichiarato ieri, con quanto ha dichiarato ai giornali, credo che se io fossi un rappresentante del partito di maggioranza relativa non voterei per i miei Assessori, perché lei li sta ricattando! Perché è vero che loro non hanno voluto chiedere il consenso e i voti all'UDS, ma è altrettanto vero che lei non poteva umiliare in questo modo il partito di maggioranza relativa. Perché l'ha fatto? Perché sa comunque che le arriveranno i voti. Perché nelle sue dichiarazioni non ha dato almeno una motivazione programmatica perché potessero rientrare in Giunta, o perché davvero era la giornata dei saldi e quindi sapeva che sarebbero comunque arrivati i nomi degli Assessori? Sono azioni politiche, presidente Masala, che non fanno onore. Non spetta a noi, non spetta a me, non spetta alla Margherita difendere i colleghi di Forza Italia, ma non è assolutamente pensabile che oggi siano diventati protagonisti quelli che non dovevano far parte di questa maggioranza. E allora io le chiedo, presidente Masala, davvero vuole completare questa legislatura? Davvero è rispettoso di quei partiti che l'hanno votato e che l'hanno sostenuto?

Guardi, io non condivido le posizioni dei collegi dell'UDC e dell'UDS, noi andremo a una manovra finanziaria che sarà una manovra da disperati! Lei lo sa, presidente Masala. Non ci sono le condizioni politiche, non ci sono le condizioni dentro la maggioranza perché si approvi una manovra finanziaria con tutti i ritardi che ci sono stati. E allora io le chiedo: si dimetta immediatamente, tanto il Consiglio due mesi prima, due mesi dopo, non cambia nulla nella storia di ciascuno di noi, si dimetta, ridia dignità alla sua Giunta, a questo Consiglio, perché credo che solo in questo modo tante cose che sono state dette su di noi, su tutto il Consiglio regionale potranno essere dimenticate dai sardi. Auguri comunque, buon lavoro!

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Non è difficile immaginare la Giunta come un ricovero di vecchie balene bianche spiaggiate dalla Prima Repubblica, o meglio pensarla molto più semplicemente come un ricovero, punto e basta.

Questo Governo nasce senza politica, con una maggioranza soltanto numerica, nasce anche con il voto del Partito Sardo d'Azione, un voto meramente tecnico, con un preciso obiettivo politico; un voto a difesa della dignità delle istituzioni autonomistiche. Non avremmo mai potuto assecondare una fine traumatica della legislatura soltanto perché qualcuno al di fuori dell'Isola così aveva deciso. I nostri numeri sono stati determinanti per impedire la realizzazione di un progetto a noi ostile, per nulla trasparente e per niente condiviso. Insediare la Giunta ha significato tutto questo e ha consentito la sopravvivenza del Consiglio regionale, perché per noi l'Assemblea dei sardi aveva compiti importanti da svolgere, primo fra tutti l'approvazione della legge elettorale. Ma, fallito questo obiettivo, registrata l'ennesima sconfitta dell'autonomia in quest'Aula, mancata l'ultima prova d'appello, non vi sono ragioni perché la Giunta stia in carica e perché il Consiglio non venga sciolto.

Quando la legge elettorale è stata seppellita in Aula e si è decretata di conseguenza l'adozione in Sardegna di quella scritta dal Parlamento Italiano per le Regioni a statuto ordinario, per quanto ci riguarda la dodicesima legislatura avrebbe dovuto terminare lì. Parlare di ricomposizione formale e sostanziale del quadro politico di maggioranza è un'impresa ardua che esiste soltanto nei pensieri del Presidente, o se preferisce "Presidente per caso", come lei stesso ha affermato, presidente Masala. E' sufficiente valutare il comportamento e l'azione politica di chi in queste ore offre la disponibilità al sostegno; sono le disponibilità dei professionisti dello sfascio di questa legislatura, di coloro che in questi anni hanno detto una cosa e ne hanno fatto un'altra, che hanno aumentato a dismisura il prezzo d'ingaggio e che poi sono pronti a sostenere in conto a grazie, e vedremo, un governo che li esclude e una maggioranza che li vuole cacciare. Nessuna partita politica può essere vinta da una squadra così composta. Ma la verità è che la partita del governo l'avete perduta e non da oggi: in cinque anni avete sperperato consenso e consumato gli ultimi spiccioli di credibilità politica. Ma ormai per questa Giunta e questa maggioranza non ci sarà altro tempo utile, non ci saranno i supplementari, non ci sarà una nuova legislatura del nulla, come quella che il centrodestra ci ha regalato in questi cinque anni di non governo della Sardegna.

Ma lo scenario politico che si presenta, le affermazioni fatte anche ieri da diversi Presidenti dei Gruppi consiliari mi lasciano veramente perplesso. E allora, onorevole Floris, lei ieri ha detto: "Non voglio partecipare alla spartizione dei posti di governo e di sottogoverno". Io non posso crederle nel momento in cui la spartizione è già avvenuta, nel momento in cui lei dovrà posizionare un suo rappresentante nella segreteria del presidente Masala,

(FT/5) un rappresentante nella segreteria dell'assessore Contu ed un rappresentante nella segreteria dell'assessore Pani. E se questo non fosse sufficiente, saremmo costretti a parlare del CRAS, della Mineraria Silius e, se l'onorevole Onida ce lo consente, della Sigma, che è in scadenza.

ONIDA (P.P.S.-Sardistas), Assessore dei lavori pubblici. Non è roba mia la Sigma!

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Non potrà parlare dell'aeroporto di Alghero e non potrà, quindi, soddisfare anche le giuste aspettative di un caro amico in quel di Alghero, che crede ancora che la politica possa essere questa, e come lei stesso ha affermato non vuol far parte dei carnefici dell'autonomia, come che lei in questi quattro anni e mezzo non abbia preso parte al governo di questa Isola sia in prima persona che attraverso i propri rappresentanti. Come che governare per quattro anni e mezzo possa far dimenticare le proprie responsabilità. Ma continua ad affermare che non vuol partecipare all'eutanasia di questa legislatura; lei preferisce far vegetare questa maggioranza, o pseudo tale, questa Giunta, una Giunta che il partito di maggioranza relativo, Forza Italia, non ha votato, e che oggi si appresta invece a nominare quattro suoi Assessori, io credo che questa non sia solo un'anomalia, ma sia un qualcosa che politicamente è difficile da spiegare. Onorevole Floris, abbiamo detto che in questi quattro anni e mezzo il mercato ha spiazzato, che la politica ha perso qualsiasi credibilità tra la gente, che quel modo di fare politica sia ormai rigettato dai sardi e che sia necessario trovare quel nuovo modo di fare politica che avvicini la gente, che possa renderla partecipe, quando lei parla di tensione morale e di etica politica, questo non rientra nella realtà dell'azione che lei sta svolgendo. Dà più l'impressione di un'optional, di come quando si va ad acquistare una macchina e gli optionals si pagano, il tettuccio apribile o i cerchi in lega, se questa è etica politica, credo che nessuno di noi possa condividerla. Il fallimento di questa legislatura noi l'avevamo già individuato da tempo, presidente Floris, due anni fa il Partito Sardo d'Azione pubblicamente le fece la proposta di partecipare a costruire quel nuovo modo di fare politica attraverso un progetto innovativo che rispondesse alle reali esigenze dei sardi. Quel progetto nazionalitario che lei solo la domenica riesce a riesumare.

Io credo che questo sia stato un errore da parte sua. Era un momento delicato della vita politica e del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna. Lei rifiutò in quella circostanza. Rifiutò di intraprendere una strada dura e difficile, ma certamente esaltante, ha preferito stare al tavolo, gestire potere per garantirsi la sopravvivenza. Io credo che neanche col potere, e i fatti lo dimostreranno con assoluta chiarezza, si potrà garantire la sopravvivenza a nessuno di noi, perché quel sistema ormai è fallito, la sfiducia è facile da toccare e da vedere fra la gente e che questo modo di fare politica deve comunque arrivare, ed arriverà. Non sarà né il sottoscritto a fermarlo né tanto meno lei. E a distanza di due anni oggi si ripresenta la stessa situazione, onorevole Floris, lo scegliere tra un progetto esaltante che non sia il polo nazionalitario che dice lei, ad Alghero lo chiamerebbero "pollo", è il difetto di pronuncia che in diverse parti dell'Isola ci portiamo dietro. Oggi lei deve scegliere se, in quel ripetere quell'offerta che il Partito Sardo d'Azione stamattina sta facendo, lei è disposto ancora una volta scegliere tra un progetto serio e reale e a parer mio entusiasmante, oltre che innovativo, oppure assecondare le sue esigenze di potere per la sopravvivenza. Tocca a lei stamattina. Lei ieri ha fatto una dichiarazione col suo intervento che non ho condiviso, e non ho condiviso buona parte del suo intervento, conoscendola, conoscendo il suo spessore politico, conoscendo la capacità di sintesi, la capacità di vedere nella politica qualcosa di positivo, lei stamattina ha questa possibilità, attaccarsi al carro del potere con quelle briciole che le ho elencato, oppure intraprendere una strada diversa, quella del cambiamento, quella dell'innovazione, quella che i sardi chiedono a gran voce fuori da quest'Aula e che qua si tarda a voler sentire, non si vuole ascoltare, non si vuole vedere la possibilità vera che su quest'Isola le cose possano e debbano cambiare.

La scelta è essere partecipi di questo cambiamento o subirne le conseguenze, le conseguenze si subiscono nel voler continuare a sopravvivere, nel modo in cui avete fatto sino ad oggi, oppure cavalcarla, esserne parta attiva, riuscire ad esprimere nella concretezza quel pensiero che ci attraversa, ma farlo con quella volontà e se è necessario con quella durezza, con quella convinzione che sino ad oggi non vi è stata.

Fare adunate, fare annunci, fare proclami, restano solo ed esclusivamente degli slogan, agli slogan non ci crede più nessuno. Non abbiamo la caratteristica di venditori, non l'abbiamo mai avuta, presidente Floris, abbiamo altre qualità, e a quelle qualità, il presidente Masala è un Presidente per caso, l'ha detto lui, se lui è per caso immaginiamoci se posso essere io ad impedire che lui continui per caso a fare il Presidente, chi può impedirlo è lei, nella scelta che dovrà fare. Nella scelta se chiedere a questa Giunta il nullaosta per fare le selezioni dell'ESAF o quelle dell'Ente forestale, se chiedere a questa Giunta tutto ciò che le ho elencato e se ho dimenticato qualcosa me ne dispiace, la scelta è quella che dentro di noi tardiamo ad esprimere, ma che prima o poi dovrà venir fuori, ma c'è il tempo per ogni cosa, ed oggi è arrivato ormai quel tempo che alla scadenza si sta avviando. Glielo ripeto, presidente Floris, la scelta è oggi, gestire potere o gestire invece il futuro di quest'Isola come la gente da tempo sta chiedendo. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Murgia. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Grazie signor Presidente, diceva il collega Vargiu che sarebbe stato difficile oggettivamente ed obiettivamente costruire da parte del Presidente della Giunta delle dichiarazioni probabilmente diverse e che potessero contenere l'universo mondo anche se per la verità alcuni interventi all'interno di quest'Aula si abbandonano alla retorica e dell'universo mondo fanno una bandiera. Il realismo politico, quindi, impone che vi siano delle scelte di medio termine, il realismo politico vuole comunque che il dibattito politico tra i due schieramenti e preciso subito che io sono un convinto bipolarista, che il dibattito tra i due schieramenti comunque vada avanti. Forse sarà necessario spendere un minuto del mio intervento per recuperare un po' gli avvenimenti, così come si sono proposti all'attenzione della politica sarda in questi ultimi mesi. Questa Giunta nasce a mio modo di vedere per salvare la coalizione, per recuperare un valore di cose concrete, ma non nasce contro nessuno. Questo è il realismo politico, poi, noi possiamo fare tutte le disquisizioni e possiamo fare tutti i ragionamenti possibili. Diceva il collega Fadda, e non mi nasconderò dietro un dito, che il Presidente della Giunta non cita nelle sue dichiarazioni Forza Italia, lo farò io, dicendo due cose che a me appaiono fondamentali. La prima, voglio anche aprire una parentesi ci sono stati anche alcuni motivi di polemica con Forza Italia negli ultimi momenti e negli ultimi periodi, non credo che manchii però quella stima di fondo ed allora certamente Forza Italia non entra dentro questa Giunta per realismo politico, Forza Italia entra ed occupa il ruolo che le è dovuto, proprio perché è un partito che rappresenta un'anima importante di questa coalizione e rappresenta e ha un posto importante nella società della Sardegna, per cui chi crede che possano esserci delle frizioni forti tali da impedire che da oggi in poi si ragioni sulla costruzione di una coalizione e di un importante candidato per essere competitivi nel 2004, fa un errore e una valutazione politica strategicamente e totalmente sbagliata.

Ed allora se questi sono gli aspetti che devono caratterizzare l'attività e l'azione politica del centrodestra, vi è un grande sentimento che è quello della ricerca necessaria che ci viene chiesta dall'opinione pubblica, dall'elettorato, soprattutto dal mondo moderato che cerchiamo di rappresentare dal mondo di destra, ci viene chiesta, c'è una domanda di unità, c'è una domanda di precisione, c'è una domanda alla quale bisogna rispondere con delle scelte precise. Io voglio dire anche alcune cose, ho ascoltato l'intervento dell'onorevole Floris ieri, l'ho ascoltato e ho anche pensato, non mi ha convinto, onorevole Floris. E le spiego il perché, sperando che il Presidente della Giunta poi non cerchi di convincermi del contrario, lei sa che io la stimo, sa che seguo i suoi ragionamenti però c'è una cosa che sinceramente non mi quadra, e guardi non è il fatto che lei faccia la sfinge e non abbia deciso di non decidere, io penso che lei in mente una piccola decisione ce l'abbia, ma c'è una piccola offesa, me lo consenta, forse sotto l'aspetto personale, che cosa le costava ieri di dire e di riferirsi per esempio alla mia persona non in quanto persona ma come responsabile dentro quest'Aula di un partito quando lei si richiama ai valori dell'etica e della morale, piuttosto che riferirsi al suo collega Gian Mario Selis sapendo che lei con noi ha condiviso quattro anni e mezzo di politica. Ecco quello che io le dico. Ecco quello che io bonariamente ed amichevolmente, ma politicamente in maniera forte le voglio sottolineare, lei in questi quattro anni non ha fatto la politica con Gian Mario Selis, ed io da Gian Mario Selis per quanto lo rispetti trovo che vi siano solchi enormi, solchi che non ci possano accomunare proprio perché c'è una differenza di valutazione politica.

SANNA EMANUELE (D.S.). Vai, Bruno, stai andando bene. Finalmente chiarezza!

MURGIA (A.N.). Adesso arrivo a voi. Allora, collega Floris, non me ne voglia, come lei sa e sa benissimo anche da profondi strappi si possono costruire le cose migliori e siccome io l'ho capito, è possibile che se io le dico queste cose il nostro rapporto in futuro potrà essere migliore, potrà essere molto migliore. Le dico che il polo di centro, secondo me, è un errore storico nell'attuale fase della politica della Sardegna, glielo ho sempre detto e l'ho sempre detto; tra l'altro lei non è colpevole di come sono andate le cose nella legislatura. Ognuno, grazie a Dio, il mio Gruppo in particolare ha colpe forse le più importanti; perché le dico questo collega Floris? Perché ieri l'intervento più, consentitemelo, tra virgolette, assurdo che abbiamo sentito dentro quest'Aula l'ha fatto Cugini. Il collega Cugini probabilmente ha pensato di essere venuto dentro l'Aula e di riprendere una di quelle loro battaglie dentro la direzione dei D.S.. Il collega Cugini non può dire: "Noi veniamo considerati male per colpa vostra", no! È un discorso diverso. Parte della dirigenza politica del suo partito e in particolare Soru dicono che quella dirigenza non ha la forza di essere innovativa e allora non può venire a difendersi da Soru dicendo dentro quest'Aula che la colpa è nostra perché quello, colleghi del centrodestra, che sta andando in onda dentro il Partito della sinistra sarda, del più importante Partito della sinistra sarda, è un vero e proprio dilaniamento che avviene semplicemente perché voi vi state combattendo per il potere e su questo combattimento voi potreste anche, me lo auguro, perdere le elezioni.

Allora, ecco perché dico e continuo a dire che quel tipo di sinistra e quel tipo di aggregazione politica non può vincere le elezioni in Sardegna perché i paletti più forti che sono stati posti a Soru sono soprattutto quelli sulla gestione del potere, sulla gestione della candidature, non certamente paletti sui temi programmatici. Allora i temi programmatici, collega Floris, ce ne sono, li possiamo vedere, li possiamo valutare, li possiamo studiare, però ottenendo che il campo sia libero e sgombro da pregiudizi.

Diceva ieri il collega Diana: "Esiste la Casa delle Libertà ed esistono gli altri partiti. Io non posso fare nessun appello, dico che la Casa delle Libertà è la casa nella quale io milito e nella quale mi riconosco a livello nazionale, ma oggi in Sardegna noi possiamo costruire un soggetto totalmente sardo e dentro quest'Aula, nel centrodestra di quest'Aula, vi sono tutte le capacità e la classe dirigente che può portare avanti questo progetto. Dico di più al collega Fantola, al quale mi legga un'amicizia e anche, penso, un tentativo comune di rinnovare la Sardegna, noi siamo disponibili...

PIRISI (D.S.). Eh…esagerato!

MURGIA (A.N.). Tu dovresti, caro Pirisi, occuparti delle candidature dei D.S. perché non si sa bene come vanno a finire. Sto parlando seriamente, non devi intervenire ogni volta, interrompere, sottolineare. Smettila, dai, fai la persona seria e ascolta.

PIRISI (D.S.). Esagerato! Falla tu!

MURGIA (A.N.). No, io sto cercando di essere serio poi aspetterò, se hai qualcosa da dire aspetterò le tue dichiarazioni di voto, sperando che abbia qualche idea interessante da proporci. Dicevo che noi siamo disponibili…

MARROCU (D.S.). Non sei uno statista neanche tu!

MURGIA (A.N.). No, non sono uno statista, manco tu però per fortuna nostra. Dicevo che noi, collega Fantola, siamo disponibili a riunirci immediatamente per approntare quel meccanismo di primarie che riteniamo possa mettere in movimento di nuovo il nostro mondo. Siamo disponibili a farlo un minuto dopo che la Giunta ha ottenuto la giusta fiducia, credo che siano favorevoli a quest'ipotesi di lavoro tutti quanti, e credo che possa anche partire contestualmente la capacità, la possibilità di questa classe dirigente a scrivere un programma. Mi piace sottolineare che Alleanza Nazionale, rispetto alle scelte in merito al progetto e ai candidati, non ha da porre veti, non ha da porre precondizioni, non ha da porre paletti.

Concludo dicendo che al contrario di quello che hanno sostenuto i colleghi del centrodestra questa Giunta ha ancora un valore,

(ES/6) questa Giunta può ancora fare delle cose, questa Giunta, secondo il nostro parere, si sta muovendo in maniera certamente difficoltosa ma in maniera capace, in maniera seria, in maniera veloce; sappiamo anche però che non abbiamo di fronte, come è stato detto ieri in quest'Aula, una Sardegna disastrata, anche questo va detto e anche all'amico presidente della Confindustria, che ritiene che la politica sia il grande problema dell'impresa; bisogna dire che l'impresa è assistita per l'80 per cento dal pubblico e anche questo ragionamento dobbiamo farlo; per cui credo che la Giunta sappia interpretare bene questo sentimento, per cui con questo auspicio, buon lavoro, Presidente.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, colleghe e colleghi, è per senso di responsabilità, per serietà e nella speranza che talune ambiguità e contraddizioni contenute nel discorso del Presidente della Giunta regionale vengano chiarite, vengano al più presto chiarite, Forza Italia voterà favorevolmente l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Dopo lunghe pretattiche e manovre di riscaldamento, lei dice in esordio, onorevole Masala, si risolve questa difficilissima crisi ulteriore del centrodestra. Per la verità questa pretattica e le manovre di riscaldamento avrebbero sfiancato anche il migliore degli atleti, tanto sono durate. Infatti la pretattica e il riscaldamento sono durate dall'inizio della crisi del Presidente Pili nel mese di luglio e sono durate sei mesi, pagate a caro prezzo dalla comunità sarda, dall'istituzione autonomistica, costate molto, secondo noi, in termini di credibilità del sistema politico generale, Murgia, del sistema politico generale, non delle direzioni dei partiti che sono un'altra cosa. Stiamo parlando dell'istituzione e di ciò che avviene qui dentro e della rappresentazione che noi diamo della politica e del governo della Regione. Ma di tutto questo travaglio, di tutta questa difficoltà, di tutta questa contraddizione, onorevole Masala, non c'è traccia nella sua introduzione a questa riunione del Consiglio, non c'è la traccia di un'analisi politica, non c'è neanche una pur breve autocritica.

Dopo lunghe pretattiche e manovre, risolte anche con un'adeguata distribuzione del potere, onorevole Oppi, non ci crede nessuno che non ci sia stata anche, come è stato ripetuto in quest'Aula, un'adeguata distribuzione del potere, anche tra coloro i quali dimostrano di essere assolutamente disinteressati alle questioni del potere non essendo in Giunta, essendo invece ben rappresentati in altre postazioni non meno delicate e non meno importanti per il governo di questa Regione, e che hanno fatto parte di questa conclusiva trattativa che porta a questo risultato che oggi ci proponete.

Si mette oggi in campo una squadra di governo che chiuderà questa tormentata legislatura di cui sempre, secondo lei, onorevole Masala, sono state oscurate le luci nonostante i fari accesi giorno e notte nei cantieri. Lei, onorevole Masala, ha scelto volutamente e ha scelto volutamente dall'inizio della sua presidenza un profilo basso, così come anche il dibattito del resto oggi è stato un dibattito e ieri di basso profilo. Un dibattito senz'anima, un dibattito nel quale lei ha teso a far assumere alla nomina degli Assessori un carattere di ordinaria amministrazione, una sorta di atto dovuto per una pratica tenuta lungamente sul tavolo e diventata ormai ingombrante.

Nella sua dichiarazione resa in Aula, onorevole Masala, non c'è traccia dei motivi che nonostante la rivendicata, l'affermata e la sottolineata continuità con le Giunte precedenti, di cui per la verità l'unico elemento di continuità è rappresentato dalla sua persona, non c'è traccia dei motivi che nonostante gli eccellenti, presunti risultati hanno prodotto il cambio in questa legislatura di ben tre Presidenti che, al netto delle crisi che vi hanno attanagliato, avviluppato e avvolto in questi quattro anni e mezzo, hanno governato in media un anno ciascuno.

Presidenza del Presidente Serrenti

(Segue Spissu) Non c'è traccia onorevole Masala dei motivi che hanno prodotto prima il dimissionamento di Floris, poi quello di Pili, la scomposizione e la ricomposizione dei Gruppi politici della presunta maggioranza con un tasso di trasformismo e di cambiamento in quest'Aula mai conosciuto e mai seriamente affrontato come questione politica grave per il costume decadente e deteriore che ha creato. E questo, onorevole Murgia, è un altro elemento che ci preoccupa più delle discussioni del nostro partito che sapremo affrontare e risolvere, così come abbiamo sempre fatto in maniera unitaria e in maniera positiva e propositiva.

Non c'è alcuna traccia, presidente Masala, della paralisi alla quale il Gruppo di potere che lei oggi guida ha rappresentato, un gruppo di potere sempre più sganciato dai problemi e dalla rappresentanza di interessi reali della Sardegna. Un gruppo di potere che ha condannato l'istituzione autonomistica rappresentata dal Consiglio con la rappresentanza cronica, non solo di una qualunque posizione politica condivisa e comune alla maggioranza nella quale dite di stare, ma persino fisica che ha impedito che la quantità e la qualità del lavoro insufficiente e da Guinness dei primati negativi di questa legislatura avesse un andamento meno disastroso di come è stato.

L'onorevole Oppi, che io stimo e del quale ho buona considerazione, negli ultimi interventi in quest'Aula continua a fare una chiamata di correità e dice: "Siamo tutti responsabili delle cose non fatte, siamo tutti responsabili di questa situazione"; per la verità questo è uno sport molto diffuso nella maggioranza, di chiamare l'opposizione a responsabilità che non si hanno. Io penso che non sia così, penso che non siamo tutti uguali di fronte alla responsabilità che dobbiamo assumere presso gli elettori sardi e presso l'opinione pubblica, penso che la gran parte delle cose non fatte sia attribuibile alla esclusiva e unica responsabilità della maggioranza. "Si poteva fare questo, si poteva fare quello" dice Oppi, "si poteva fare l'ARPA", chi è che ha impedito di fare l'ARPA? L'opposizione? Io ho partecipato da quattro anni e mezzo alle conferenze dei Capigruppo, in nessuna conferenza dei Capigruppo i Presidenti della Regione di turno né i Presidenti dei Gruppi di maggioranza hanno mai richiesto che venisse discussa l'ARPA con carattere di priorità, neanche quando lei era Assessore, onorevole Oppi.

CAPPAI (U.D.C.). Non è vero, è stato chiesto in Aula.

SPISSU (D.S.). Io quindi la seguo parzialmente onorevole Oppi su questo discorso...

OPPI (U.D.C.). Non è vero, l'abbiamo chiesto in Aula persino..

SPISSU (D.S.). Inseritelo, avete la maggioranza, chi vi impedisce di inserirlo? Non certo l'opposizione, onorevole Oppi, non ne avremmo la forza, siamo in minoranza quindi come faremmo a impedire questo evento?

Io penso che ognuno debba assumere le proprie responsabilità e noi in questi anni ne abbiamo assunte molte in tutti i procedimenti, per la verità pochi, che sono stati approvati la mano dell'opposizione è stata decisiva. Quindi io ho difficoltà a seguirla sull'annacquamento delle responsabilità e mi viene in mente un detto che è bene ricordare quando si dice che siamo tutti uguali, non siamo tutti uguali. Il detto è che Pietro non si può divertire e Paolo paga perchè Pietro si diverta; Paolo non è Paolo Fadda.

Penso che chi sta in Giunta debba assumere l'onore e l'onere di questa responsabilità senza far assumere all'opposizione le responsabilità per le cose che non vanno.

In ogni caso, secondo il presidente Masala, non c'è un problema di cose non fatte, di appuntamenti mancati; è solo che la mercanzia che questa Giunta ha prodotto e questa maggioranza ha prodotto in questi anni non è stata ben esposta perchè per il resto è stato tutto realizzato o avviato a soluzione; così per l'acqua, così per la chimica, così per la viabilità, così per la sicurezza, così per l'energia, così per l'agricoltura. Vede, onorevole Masala, o siamo in presenza di un grande equivoco oppure parliamo di due isole diverse e tutti gli attori sociali, non solo l'opposizione interessata e pregiudizialmente prevenuta verso questa Giunta, tutti gli attori sociali, sindacati, imprese, associazioni, sono in preda ad una allucinazione collettiva che invece fa emergere una realtà diversa da quella che lei dipinge; è un disastro di proporzione gigantesche.

Una realtà fatta della più grave crisi industriale che la Sardegna attraversi con il progressivo smantellamento di parti importanti del nostro sistema produttivo cui fa fronte l'inerzia e la mancanza di motivazioni della vostra maggioranza in questi settori produttivi. Come del resto è emerso in questi giorni, in presenza di un'acutissima crisi nel polo industriale di Porto Torres, laddove il deputato di Forza Italia eletto in quel territorio dice che c'è un motivo in più per smantellare quel polo industriale dannoso, pericoloso e frutto di scelte sbagliate, dimostrando quanto questa maggioranza abbia a cuore le sorti del sistema produttivo isolano e dimostrando in questo che è vero, esiste un idem sentire, in questo sì, nello smantellamento progressivo di tutto il nostro apparato produttivo senza che vi siano alternative serie e credibili.

Così come, onorevole Masala, si naviga a vista nel settore della produzione energetica in una Sardegna che presto si solleverà in volo, che si va riempiendo di pale eoliche fuori da qualunque controllo programmatorio, senza che i nodi di fondo della produzione energetica vengano affrontati in una sede adeguata e abilitata a produrre un piano energetico regionale. Così, secondo noi, si affronterebbe e si risolverebbe il problema dell'energia.

Non c'è traccia, onorevole Masala, della grave situazione economica sull'orlo quasi del dissesto finanziario delle nostre casse, del disimpegno delle somme destinate ai comuni per il piano straordinario del lavoro, dei rischi più che concreti di perdita dei fondi comunitari, della destabilizzazione che avete introdotto nel quadro dirigente regionale con uno spoil system dannoso e di parte, con un assalto disordinato alle nostre coste che sta avvenendo e che rischia di diventare una tragica eredità della vostra gestione della Regione.

Tutto questo era ed è per noi, onorevole Masala e onorevole Floris, motivo sufficiente per dichiarare esaurita questa legislatura e per ritornare alle urne concludendo questa lenta agonia che non produce alcun risultato in termini di risoluzione dei problemi, ma produce invece un effetto devastante sul grado di credibilità delle istituzioni e della politica più in generale.

Io, onorevole Floris la ascolto con attenzione ogni volta che lei parla, un po' stupito per la verità perchè non riesco a capire se lei sia davvero e veramente convinto delle cose di cui parla. Ma davvero, onorevole Floris, che non vuol rendersi responsabile dell'eutanasia e della morte di questa legislatura, peraltro già morta per noi e agli occhi dei più, agli occhi dei sardi, davvero lei pensa che si possa in questi sei mesi rilanciare un patto, qui all'interno del Consiglio, sull'economia della Regione? Davvero lei pensa che questi mesi possano essere mesi nei quali si possa produrre una qualunque riforma? Davvero lei pensa che si possa qui dentro produrre un confronto alto sulle questioni dell'autonomia, del nuovo Statuto? Dopo aver consumato quattro anni e mezzo a parlarne, a ricercare un idem sentire che nessuno ha visto, a ricercare uno spirito di Aritzo che si è perso non si sa bene dove, in quali valli; a ricercare insomma quello spirito riformatore di cui avete sempre parlato ma che nessuno ha mai visto.

Ma davvero lei è convinto che tutto questo, che non è avvenuto in quattro anni e mezzo, possa avvenire in campagna elettorale in questi ultimi tre mesi? Ma davvero lei pensa, a parte noi che ci beviamo tutto oramai e che tra di noi ci raccontiamo un sacco di storie, davvero pensa che questa storia lei la possa raccontare in Sardegna? Che la possa raccontare ai sardi? Che possa dipingersi come un'anima rinnovatrice e innovatrice dopo aver partecipato e dopo che partecipa alla sistematica spartizione delle spoglie di questa Regione dove enti fa rima con parenti? Ma davvero lei pensa che questa storiella la possiamo raccontare ai sardi? Ma davvero noi pensiamo che i cittadini che ci ascoltano possano ingurgitare qualunque medicina purché detta con tono solenne e con l'aria che si usa nelle grandi occasioni? Io penso che non sia possibile, a me non convince, apprezzo il tono con cui lei dice le cose, penso che lei sia più di me convinto che non sia possibile.

E se fosse davvero convinto le chiederei dov'è stato tutto questo tempo nel quale si è fatto carico del governo di questa Regione.

Concludendo, quindi, penso che questo dibattito abbia confermato il fatto che una maggioranza non esiste; l'autoesclusione di Forza Italia dalla discussione conferma che si sta mettendo una pezza ad una situazione disastrosa, conferma che avrete grande difficoltà a fare un Dpef serio

(PM/7) e una finanziaria conseguente a un Dpef serio; conferma che siamo soltanto in presenza di un prolungamento, non della vita di questa legislatura ma dell'agonia lenta che è iniziata da tempo e della quale, se ci consentite, voi portate la più grande responsabilità.

PRESIDENTE. L'intervento dell'onorevole Spissu era l'ultimo, io non so se il presidente Masala ha bisogno di qualche minuto per riordinare le idee, se è pronto può fare immediatamente la replica. Informo i colleghi che subito dopo la replica, prima del voto, è mia intenzione convocare la Conferenza dei Capigruppo per stabilire come procedere, anche perchè abbiamo, oltre a questo, altri appuntamenti, altri impegni.

Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.

MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Io sono perfettamente consapevole del fatto che è quasi impossibile svolgere una replica alle numerose questioni che sono state sollevate in questo relativamente lungo dibattito, anche perchè il dibattito si è svolto come se noi ci fossimo trovati di fronte al rinnovo di una Giunta, quasi ci fosse stata una Giunta dimissionaria e che si dovesse riaprire un dibattito sulla formazione della Giunta, sulle dichiarazioni programmatiche eccetera. In verità non è così, la Giunta era nella pienezza delle sue funzioni ed è, fino a questo momento, nella pienezza delle sue funzioni e si è trattato di completare una partita, chiamiamola così, per stare nel tema calcistico - sportivo, che era iniziata ai primi del mese di settembre e che ha visto le dichiarazioni del Presidente essere rese in quest'Aula il 2 settembre 2003. È come se noi oggi ci fossimo accinti a votare quello che non abbiamo fatto nel settembre 2003; questo è il punto della questione ed è anche per quello che le dichiarazioni del Presidente non hanno toccato i temi economici della Sardegna. Sarebbe stato molto facile per me dire semplicemente che in questi tre - quattro mesi ci siamo trovati di fronte all'emergenza, per esempio, di Portovesme, che ci siamo trovati di fronte all'emergenza dell'agricoltura, che ci siamo trovati di fronte a numerose altre emergenze e che alcune delle quali abbiamo anche risolto dopo numerose e faticose attività.

La Nuova Scaini, per esempio, era da anni che non si riusciva a risolvere e debbo dire che è stato risolto il problema della Nuova Scaini. Il problema dell'energia, per quanto riguarda Portovesme e tutto il sistema del Sulcis, è avviato a soluzione, abbiamo avuto aumenti di quote di energia a basso costo, c'è la garanzia dell'estensione dell'energia a basso costo o con le stesse condizioni che vigono per Alcoa a favore di Portovesme, sono dichiarazioni del Ministro Buttiglione, sono dichiarazioni ottenute in sede europea, non riesco a capire la ragione per la quale noi non ci dobbiamo scandalizzare di fronte a queste cose. E io non ho detto queste cose, non le ho dette perchè le consideravo come ad scontati e non pertinenti a questo tipo di ragionamento, perchè noi dovevamo impostare un ragionamento di tipo diverso, ecco perchè io ho parlato di continuità. Quando io ho parlato di continuità intendevo riferirmi prevalentemente alla continuità in termini di responsabilità, cioè a dire che quando si parla di questa legislatura è responsabile Italo Masala, è responsabile Pietro Pittalis, è responsabile Bruno Murgia, è responsabile Mariolino Floris, Fantola, Oppi, cioè tutti coloro che in questi quattro anni e mezzo hanno avuto la responsabilità di governare la Regione nel bene e nel male. Questo è il senso della continuità alla quale mi riferivo, perché se noi fossimo stati all'inizio della legislatura forse più correttamente avrei potuto parlare di discontinuità con la precedente Giunta, ma non sono all'inizio della legislatura, noi ci troviamo alla fine della legislatura, e quindi è evidente che se di discontinuità si poteva parlare se ne sarebbe potuto parlare nel mese di giugno - luglio - agosto - settembre - o novembre, com'è avvenuto, del 1999. È evidente che per quanto mi riguarda la continuità è nelle cose ma è anche nell'operatività, perché tutti i temi che noi abbiamo affrontato in questi mesi sono stati affrontati anche col concorso, ed è questa l'occasione per dirlo, col concorso, con la collaborazione, con la fattiva collaborazione da parte anche di esponenti di Forza Italia che hanno avuto responsabilità di Governo, per esempio gli assessori Biancareddu e La Spisa. Hanno costantemente, quotidianamente collaborato con l'attuale Giunta per affrontare insieme a noi i problemi che abbiamo avuto di fronte. E io non ho capito perchè molte volte ci siano o non ci siano certe sintonie, quasi che si parli qui di un linguaggio che è stato svolto dalla stampa e io molte volte mi trovo a dover leggere nella stampa pensieri che riguardano affermazioni fatte da me o scritti e fatti da me che io non voglio assolutamente dare, perchè sono significati diversi da quelli che ho voluto dare nelle parole usate e quindi non riesco a capire la ragione per la quale si deve dare al mio comportamento un significato completamente diverso che ho dato, ho detto e ho scritto in modo chiaro, limpido trasparente. Quando io parlo dell'oggi e del domani, intendo fare la netta distinzione tra i problemi che riguardano questo scorcio di legislatura fino al 30 giugno, se sarà al 30 giugno o al 30 maggio, quello che tutti quanti insieme noi decideremo, da quello che sarà il percorso dal primo di luglio o dal primo di giugno, quello che sarà, in poi, perchè quando l'onorevole Vargiu rivendica l'esigenza di discutere, insieme alle parti politiche che hanno avuto la responsabilità di Governo, in questo momento, per verificare insieme i percorsi da fare, i programmi da individuare, se scegliere prima il candidato e poi il programma, oppure prima il programma e poi il candidato; sono problemi reali che devono essere vissuti non con preoccupazione, con paura, ma devono essere vissuti con realismo, con senso di realismo concreto e politico perchè questo è così che si costruiscono le alleanze, è in questo modo che si costruiscono le alleanze durature. Quando io parlo dell'oggi e del domani intendo riferirmi al fatto che quello di oggi è propedeutico al domani, pur essendone distinto, perchè la prima verifica, la prima consultazione, la prima valutazione deve essere fatta all'interno di chi in questi cinque anni ha avuto la responsabilità di Governo per verificare se non sia il caso, caso mai, non di restringere, ma di allargare i confini e gli orizzonti dell'alleanza, perchè l'obiettivo non è solo quello di governare bene (perchè è quello il primo obiettivo) ma è quello di avere e di essere messi nelle condizioni di poter governare, e cioè bisogna prima vincere le elezioni, avere i numeri, e poi governare e governare bene, perchè senza i numeri è inutile che noi parliamo di avere governi buoni o governi cattivi.

Se io non avessi interesse, o se non avessi avuto interesse, a creare le condizioni affinchè i partiti del centrodestra si possano nuovamente sedere intorno a un tavolo per organizzarsi meglio, qualcuno usa la parola "rifondare la coalizione", altri usano "rifondare il centrodestra", c'è chi usa tutti questi termini. Se non ci si siede, se non avessi a cuore, diciamo così, se non avessi interesse a creare le condizioni perchè questo possa avvenire e le condizioni sono la serenità, sono la tranquillità, avere un Governo che pensi a governare e i partiti si siedano e discutono, questo vuol dire distinguere i due livelli di responsabilità. Se non avessi, diciamo così, a cuore, se non avessi la preoccupazione di quello la spugna l'avrei gettata non da oggi ma dal 28 agosto, egregio onorevole Fadda? E non è che se io citassi per tre volte di seguito la parola Margherita significherebbe che divento affezionato alla Margherita, sarebbe sempre distante ugualmente, non è dal numero delle parole e dalle volte che si usano. I vincoli sono vincoli reali, concreti nella quotidianeità e non attraverso le affermazioni occasionali in un'occasione di dichiarazione programmatica o che dir si voglia. Ecco perchè avrei preferito, pur facendogli i complimenti pubblicamente, che l'onorevole Pittalis avesse detto qui quali sono le contraddizioni delle mie dichiarazioni, e soprattutto le ambiguità, ma troveremo modo di chiarirle; siccome lui sa quello che io penso e io so quello che pensa lui, non mancherà l'occasione subito dopo per chiarire le questioni che lui mi vorrà sollevare perchè io non le ho sentite qua e quindi non posso rispondere alle cose che non ho sentito.

Signor Presidente, onorevoli colleghi, come ho detto in premessa non sono nelle condizioni di fare una replica puntuale su tutte le questioni ma mi premeva risottolineare questi aspetti del mio ragionamento ed è anche l'occasione per rinnovare la richiesta di voto a favore della Giunta, che non è la quota di Forza Italia, come qualcuno ha detto, è una parte della Giunta, cioè è la Giunta stessa e, come ho detto ieri, votare a favore significa votare la fiducia alla Giunta, votare contro significa votare la sfiducia alla Giunta, all'intera Giunta non a un pezzo di Giunta, quasi che la Giunta si potesse, una volta insediata, identificare in questo o in quello. Per quanto riguarda il problema di carattere generale è vero che io ho fatto ricorso alla metafora della partita, però debbo dire che, non so se volutamente o meno, forse nessuno ha colto veramente il senso di quella metafora, in realtà con quella metafora volevo dire che le partite durano 90 minuti e a meno che non ci siano invasioni di campo durano sempre 90 minuti, salvo i tempi supplementari, cioè hanno tempi certi non tempi occasionali e quindi le partite si giocano fino al novantesimo minuto e soprattutto si vincono al novantesimo minuto e non prima. Quindi questo vale sia per la maggioranza ma anche, senza ricorrere agli scongiuri perchè non ne ho bisogno, a quelle dell'opposizione. Certo che non farò sicuramente la fine di Cernienco perchè tra l'altro poi non sarò della partita e quindi non mi interessa la questione, sono tutti esagerati. Grazie e scusate per i riferimenti. Ringrazio anche coloro che nei loro interventi hanno fatto dei riferimenti simpatici e quest'ultimo lo era, l'ho molto apprezzato anche se per scaramanzia ho preso l'asta del microfono.

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio sono sospesi per qualche minuto, è convocata la Conferenza dei Capigruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 13, viene ripresa alle ore 13 e 19)

Annunzio di presentazione ordine del giorno

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente ordine del giorno, se ne dia lettura.

RANDAZZO, Segretario:

Votazione per appello nominale.

PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'ordine del giorno.

Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì, coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello.

(È estratto il numero 52, corrispondente al nome del consigliere Petrini Onorio).

Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Petrini Onorio.

Randazzo, Segretario procede all'appello.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 79

Votanti 75

Astenuti 4

Maggioranza 38

Favorevoli 39

Contrari 36

(Il Consiglio approva)

PS/8

Giuramento di Assessori tecnici

PRESIDENTE. Gli assessori Ugo Cappellacci, Gabriele Asunis e Tonino Falchi, nominati con l'ordine del giorno testé approvato, non essendo consiglieri regionali, devono prestare il giuramento prescritto dall'articolo 3 del Decreto del Presidente della Repubblica 19 maggio 1949, numero 250. Invito pertanto gli Assessori ad avvicinarsi al banco della Presidenza.

Do lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 3 del citato D.P.R., al termine risponderanno: "Giuro". "Giuro di essere fedele alla Repubblica, di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione".

CAPPELLACCI Ugo. Giuro

FALCHI Tonino. Giuro.

PRESIDENTE. Bene, faccio moltissimi auguri, in bocca al lupo, l'Assessore che è assente giurerà la prossima volta.

Se abbiamo finito con gli auguri gli Assessori prendano posto.

Colleghi i lavori del Consiglio per stamattina finiscono qui, il Consiglio è convocato per martedì della settimana prossima alle ore 17, con all'ordine del giorno il DPEF, salvo naturalmente questioni più urgenti che possono determinarsi in questi giorni e che possono essere viste nella Conferenza dei Capigruppo.

La seduta è tolta alle ore 13 e 34.