Seduta n.205 del 14/01/1993
CCV SEDUTA
(POMERIDIANA)
GIOVEDI'14 GENNAIO 1993
Presidenza del Presidente FLORIS
INDICE
Commemorazione dell'ex consigliere regionale Sebastiano Farre:
PRESIDENTE ..........................
Disegni di legge (Annunzio di presentazione) ………..
Proposta di legge Ruggeri Sanna E. - Cuccu- Cogodi - Lorelli - Muledda - Zucca - Satta G.: "Interventi finalizzati al sostegno e allo sviluppo delle cooperative di garanzie, dei consorzi tra cooperative di garanzie e dei consorzi misti regionali aventi come scopo la concessione di fidejussioni" (5) e del disegno di legge: "Interventi a sostegno delle cooperative artigiane e dei consorzi regionali aventi per scopo la concessione di fidejussioni a forme associative artigiane di primo grado". (127). (Continuazione della discussione del testo unificato):
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio ………………
BAROSCHI..............................
USAI SANDRO.......................
SERRENTI...............................
COGODI...................................
FADDA FAUSTO....................
RUGGERI ...............................
FADDA PAOLO......................
MELONI...................................
DADEA....................................
Proposte di legge (Annunzio di presentazione) ………………
La seduta è aperta alle ore 17 e 03.
SECHI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 21 dicembre 1992, che è approvato.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Annunzio che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
"Convalidazione del D.P.G.R. del 22 giugno 1992, n. 177, relativo al prelevamento della somma di lire 1.200.0000.000 dal fondo di riserva per spese impreviste - Cap. 03010 - a favore del capitolo 05063/01 dello stato di previsione della spesa dell'Assessorato dell'ambiente - Spese per lo smaltimento di sostanze antiparassitarie non più utilizzabili stoccate in un capannone del comune di Paulilatino". (342)
(Pervenuto il 15 dicembre 1992 ed assegnato alla seconda Commissione.)
"Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione e dei bilanci degli enti strumentali per l'anno finanziario 1993". (343)
(Pervenuto il 17 dicembre 1992 ed assegnato alla seconda Commissione.)
"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1993)". (344)
(Pervenuto il 17 dicembre 1992 ed assegnato alla seconda Commissione.)
"Proposta di bilancio per l'anno finanziario 1993 e di bilancio pluriennale per gli anni 1993-1995 (Legge di approvazione e stati di previsione)". (345)
(Pervenuto il 17 dicembre 1992 ed assegnato alla seconda Commissione.)
"Ulteriori disponibilità per le agevolazioni creditizie nei settori dell'agricoltura, dell'artigia-nato e del turismo". (348)
(Pervenuto il 18 dicembre 1992 ed assegnato alla seconda Commissione.)
"Modifiche alla legge regionale 24 ottobre 1988, n. 33 (Norme in materia politica attiva del lavoro). Modifiche all'articolo 92 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11 (Progetti speciali finalizzati all'occupazione)". (350)
(Pervenuto il 12 gennaio 1992 ed assegnato alla quarta Commissione.)
"Trasferimento di risorse finanziarie al sistema delle autonomie locali per il funzionamento e la riqualificazione dei servizi e lo sviluppo degli investimenti". (351)
(Pervenuto il 12 gennaio 1992 ed assegnato alla prima Commissione.)
"Interventi in materia di urbanistica". (352)
(Pervenuto il 12 gennaio 1992 ed assegnato alla sesta Commissione.)
"Norme di riordino degli interventi a favore delle imprese operanti nei settori del turismo, dell'artigianato e del commercio". (353)
(Pervenuto il 12 gennaio 1992 ed assegnato alla quarta Commissione.)
"Norme in materia di lavori pubblici". (354)
(Pervenuto il 12 gennaio 1992 ed assegnato alla sesta Commissione.)
"Interventi in materia ambientale". (355)
(Pervenuto il 12 gennaio 1992 ed assegnato alla terza Commissione.)
"Norme di riordino, riforma ed indirizzo sugli enti regionali". (356)
(Pervenuto il 12 gennaio 1992 ed assegnato alla prima Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Annunzio che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
dai consiglieri Sechi - Mulas M.G. - Serri - Tarquini - Porcu - Serra Pintus - Tidu:
"Tutela, valorizzazione e sviluppo delle tradizioni popolari della Sardegna". (346)
(Pervenuta il 17 dicembre 1992 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dai consiglieri Fadda P. - Ruggeri - Degortes - Pusceddu - Serrenti - Atzori - Sardu - Usai S. - Giagu:
"Interventi a sostegno dell'associazionismo tra le imprese artigiane". (347)
(Pervenuta il 18 dicembre 1992 ed assegnata alla quarta Commissione.)
dai consiglieri Dadea - Serri - Pes - Erittu - Casu - Cocco - Cuccu - Ladu L. - Lorelli - Manca - Muledda - Pubusa - Ruggeri - Sardu - Satta G. - Scano - Zucca:
"Norme regionali di attuazione della legge quadro sul volontariato (L. 11 agosto 1991, n. 266)". (349)
(Pervenuta il 5 gennaio 1992 ed assegnata alla quinta Commissione.)
Commemorazione dell'ex consigliere regionale Sebastiano Farre
PRESIDENTE. Onorevoli consiglieri, nelle scorse settimane è scomparso a Nuoro l'onorevole Sebastiano Farre, già consigliere regionale del Gruppo della Democrazia Cristiana nella quinta legislatura. Aveva sessantasette anni. Medico originario di Bitti, lavorava a Nuoro dove, fin da quando era studente, negli anni '50, era entrato nell'agone politico battendosi per il rinnovamento della classe dirigente e per una maggiore attenzione per le fasce più deboli della società. Aveva preso parte alle battaglie politiche che avevano portato alla ribalta, proprio in quegli anni, una nuova generazione di intellettuali fortemente motivati nell'impegno professionale e sociale, ed era stato eletto al Consiglio regionale nel giugno del 1965. Per tutta la legislatura si interessò dei problemi della sanità, dello sviluppo del nuorese, dei problemi veterinari degli allevamenti sardi e dei problemi dell'assistenza pubblica. Lavorò soprattutto nella Commissione agricoltura della quale era Segretario e numerosi sono stati i suoi interventi in questo settore sia con proposte di legge, sia con mozioni, interpellanze e interrogazioni. Di carattere buono e cordiale si era guadagnato la simpatia di tutti, anche quella degli avversari politici.
Nonostante fosse un buon conservatore e un amante delle tradizioni nuoresi non si poneva quasi mai al centro dell'attenzione, ma bastava una sua battuta spesso soltanto sussurrata per rivelarlo quale continuatore di un'antica saggezza popolare nemica della vuota retorica. Esaurito il suo mandato si era ritirato dalla vita politica dedicandosi, con grande passione e partecipazione per le sofferenze altrui, alla professione.
La sua scomparsa ha destato larga eco di rimpianto al quale uniamo il nostro. Giunga ai suoi familiari e al Gruppo della Democrazia Cristiana, che lo ebbe tra i suoi componenti, il cordoglio del Consiglio regionale. Sospendo la seduta per cinque minuti in segno di lutto.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 10, viene ripresa alle ore 17 e 18.)
Continuazione della discussione del testo unificato della proposta dìlegge Ruggeri - Sanna E. - Cuccu - Cogodi - Lorelli - Muledda - Zucca - Satta G.: "Interventi finalizzati al sostegno e allo sviluppo delle cooperative di garanzie, dei consorzi tra cooperative di garanzie e dei consorzi misti regionali aventi come scopo la concessione difidejussioni" (5) e del disegno di legge: "Interventi a sostegno delle cooperative artigiane e dei consorzi regionali aventi per scopo la concessione di fidejussionia forme associative artigiane di primo grado". (127)
PRESIDENTE. Riprendo la seduta. Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato della proposta di legge numero 5 e del disegno di legge numero 127. Era in corso di esame l'articolo 3, di cui è già stata data lettura; a questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SECHI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale della Giunta regionale a firma Marini
La lettera b) dell'articolo 3 è sostituita dalla seguente:
"b) abbiano, all'atto della richiesta del contributo un numero di imprese artigiane associate non inferiore a 200". (1)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. L'emendamento ha la finalità precisa di far sì che nascano delle cooperative di garanzia con una forza contrattuale adeguata per poter operare nel sistema finanziario e soprattutto per potere assicurare un'idonea tutela nella contrattazione tra imprese e sistema bancario. Da studi anche recenti è stato dimostrato che una cooperativa di garanzia per operare in modo efficiente e con bilanci in pareggio non può avere meno di mille soci. Con questo disegno di legge della Giunta regionale e con le proposte dei Gruppi che le hanno presentate si tende ad abbassare questo tetto così da favorire l'associazionismo nel settore finanziario, in Sardegna.
In effetti il provvedimento è stato presentato a metà degli anni '80 quando le cooperative di garanzia in Sardegna erano molto poche, non più di tre o quattro; oggi sono già venti e si tende ad una moltiplicazione eccessiva di questi strumenti in dimensioni estremamente esigue e piccole che non consentono alla fine di raggiungere lo scopo primario per il quale le cooperative stesse dovrebbero operare sul mercato. Per cui si ritiene che nel numero di 200 si possa indicare un limite adeguato oltre il quale effettivamente le cooperative di garanzia sono in grado di svolgere la funzione primaria per la quale sono nate, e cioè, ripeto, quella di avere forza contrattuale nel sistema creditizio fra imprese e banche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Baroschi. Ne ha facoltà.
BAROSCHI (P.S.I.). Presidente, io chiederei all'Assessore di essere un pochettino più esauriente nell'illustrare l'emendamento perché poc'anzi lui parlava di una forza contrattuale adeguata a sostegno di questo limite notevolmente ampliato, anzi raddoppiato rispetto alla proposta di legge, ma oltre questa adeguatezza non ha saputo dire, senza neanche entrare nel merito, quali sono gli elementi conoscitivi, oggettivi che portano a configurare la necessità di questo emendamento. Mi stupisce oltretutto perché nel provvedimento che è all'esame, presentato dai consiglieri Ruggeri, Sanna e più, non solo si parlava di un'altra cifra, ma addirittura essa era diversificata a seconda della sede, per esempio cinquanta nel territorio della comunità montana o nei territori conosciuti come particolarmente depressi oppure trenta nelle isole di Carloforte e di La Maddalena.
La Commissione (a meno che non abbia fatto, come dire, un esame molto superficiale, non approfondito, non di merito, sorvolando, senza entrare in profondità in una questione che a me pare invece abbastanza importante) ha ritenuto di lasciare la stessa dizione della proposta di legge. Ora la Giunta cassa tutta questa parte e propone il numero di duecento, Assessore, vorremmo capire la ratio, e le spiegazioni che lei ha dato, riguardo a una forza contrattuale adeguata, non ci soddisfano per niente. Lei ci deve fornire elementi oggettivi in base ai quali noi saremmo anche disponibili a valutare l'adeguatezza di questo emendamento, altrimenti il Gruppo socialista voterà contro.
Non vorremmo che si favorisse un processo di concentrazione dell'altra parte; tutto sommato mi sembra che la Sardegna, nel suo territorio estremamente vasto, abbia piccole collettività che hanno necessità di essere riconosciute, ancorché piccole, perché nel loro contesto sono importanti, e il consorzio fidi avrà qualche volta bisogno di adeguarsi ad una realtà insediativa territoriale che è diversa da quella che esiste in Lombardia o in altre parti. Non comprendiamo la ratio di questo emendamento e chiediamo anche - non è colpa nostra, lei ha avuto la parola per poterlo spiegare ma non l'ha fatto sufficientemente - che venga approfondito questo concetto perché noi di fronte a una non esauriente spiegazione saremo costretti a votare contro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Sandro Usai.
USAI SANDRO (D.C.). Effettivamente a me convincono di più le argomentazioni svolte dall'assessore Marini; studi recenti hanno effettivamente dimostrato - in raffronto con gli altri consorzi fidi esistenti in Sardegna su iniziativa di associazioni di commercianti, Confindustria e così via - che il numero va aumentato addirittura anche a tre o quattrocento perché il numero cento è estremamente limitato sia per l'economicità della gestione sia per una funzione aggregante che questi consorzi devono avere. Un proliferarsi eccessivo di questi consorzi di garanzia creerebbe due diverse conseguenze: primo, un dispendio di risorse finanziarie anche pubbliche eccessivo, perché noi finanziamo le cooperative come tali, e in secondo luogo non renderebbe meno contrattualmente forte le cooperative consociative rispetto alle banche.
Quindi un consorzio fidi più ha soci più ha volume d'affare, e migliori condizioni può spuntare da parte delle banche; per cui io sono del parere che il numero vada mantenuto in duecento se non addirittura aumentato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Serrenti. Ne ha facoltà.
SERRENTI (P.S.d'Az.). Per dire, signor Presidente, cari colleghi, che noi siamo molto perplessi su un emendamento come quello che viene presentato dall'Assessore. Conoscendo la nostra realtà territoriale, la distribuzione delle imprese artigiane, io credo che una forte concentrazione richiesta da questo emendamento renda di fato difficile la vita stessa delle piccole aziende che si trovano costrette ad entrare in grosse concentrazioni senza riuscire a rappresentare nel modo giusto le loro aspirazioni, i loro problemi e così via. Noi riteniamo che già cento sia elevato come numero, e lo riteniamo più congruo di quanto non sia quello dell'emendamento. Quindi noi voteremo senz'altro contro, Assessore, questo emendamento perché lo riteniamo assolutamente ingiusto, e pensiamo che possa danneggiare le imprese che sono distribuite in un certo modo nel territorio della Sardegna. Rischiamo di approvare una legge che non aiuta, che non dà benefici ma che crea ulteriori complicazioni, quando invece stiamo cercando di emanare leggi che affrontino e risolvano i problemi della gente e cerchino di rendere tutto più facile.
Obbligando le piccole aziende ad entrare in grandi organizzazioni, di fatto rompiamo anche una tradizione di democrazia che è esistente nelle aggregazioni delle imprese artigiane che si riconoscono in una organizzazione o in un'altra a volte per ragioni diverse; noi crediamo che questo debba essere mantenuto. Queste sono le ragioni per le quali noi, Assessore, voteremo contro il suo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Gruppo Misto). A me pare che sia insorto un qualche equivoco tra le finalità della legge - vedi l'articolo 1 che prevede che la Regione favorisca la qualificazione e la crescita dell'artigianato promuovendo l'accesso al credito delle cooperative di garanzia e dei Consorzi di Cooperative di garanzia - e l'emendamento numero 1 all'articolo 3 che eleva il numero da cento a duecento dei soci componenti le Cooperative di garanzia. Il ragionamento che è stato fatto io lo condivido, lo esponeva l'assessore Marini inizialmente, ripreso poi al volo dal collega Sandro Usai, e cioè più soci sono in una cooperativa, in una associazione, e più forza hanno, questo mi pare ovvio, però qui l'obiettivo non è solo dare forza, perché allora si direbbe a tutti coloro che vogliono accedere a queste provvidenze di associarsi insieme, ma di costruire una forza di contrattazione che deriva proprio dall'aggregazione. E non si tratta solo di numeri, ma devono essere presi in considerazione anche altri parametri, perché ci possono essere cento soci tutti piccoli e piccolissimi che formano sempre una cosa piccola, e ci possono essere cinquanta soci di media consistenza che risultano più forti di quegli altri cento tutti piccoli. Quindi il numero è uno dei riferimenti, non può essere un riferimento assoluto.
Allora l'articolo 1 giustamente, secondo me, tratta delle cooperative di garanzia e dei consorzi che vengono equiparati; la forza di contrattazione, l'altro obiettivo, verrà colto attraverso le forme di libero consorziamento delle cooperative, quindi mantenere nel numero di cento i soci della cooperativa, cioè dello strumento primario, consente quell'articolazione, forse anche specializzazione che in materia economica oggi è necessaria, che può essere per settori, o anche per territori, immaginiamo piccole imprese artigiane che, per promuovere obiettivi di sviluppo in un territorio, si consocino.
Può essere che recuperare duecento imprese con una qualche omogeneità ai fini dello sviluppo in un dato territorio sia difficile o impossibile, e non capisco perché la banca, quasi fosse un Moloc, si dovrebbe mangiare i soggetti piccoli. In questa materia interverranno forme di trattazione collettiva, di consociazione, di intermediazione pubblica e posto che i danari li mette la Regione, non credo che essa poi lasci questi soggetti costituiti e li butti nelle fauci delle banche, li assisterà in qualche modo; quindi non vedo questa preoccupazione di costituire soggetti grandi perché così solo sono in grado di difendersi. Invece credo che ci sia un problema di specializzare e di rendere più coerenti, con differenziate possibilità di sviluppo, le associazioni di imprese omogenee. I consorzi di cooperative hanno gli stessi vantaggi della cooperativa singola, e nello stesso tempo avranno l'assistenza della Regione.
Capita spesso che la Regione faccia i figli e poi li abbandoni, cioè emani le leggi e poi si dimentichi di averle fatte, però può anche essere che una Regione un poco più attenta, poco poco almeno, qualche volta non abbandoni i suoi figli e quindi in questo caso se ne curi, lo difenda e lo porti a buon compimento. Questa idea della cooperativa grande, grandissima, mi pare che sottintenda una concezione un tantino pericolosina, cioè dire o soggetti grandi o morte. Non è così, ci possono essere soggetti piccoli e medi che liberamente si consorziano - come prevede appunto la legge - e ci possono essere soggetti già costituiti, che fanno capo alle mille cose che presiede il collega avvocato Usai, inoltre possono essere anche soggetti piccoli in via di formazione e di sviluppo che possono, insieme a quelli, ambire a ottenere le provvidenze delle leggi essendo alla pari degli altri, cioè soggetti degni e anche validi sul piano economico.
Ecco perché mi pare che si sia un po' equivocato, proprio perché nella finalità della legge ci sono sia la cooperativa che il consorzio di cooperative, mentre nell'emendamento di cui si tratta ci si riferisce solo alle cooperative. L'obiezione è risolta già in legge, attraverso la previsione della forma del consorzio, che sarà un libero consorziamento, come libere debbono essere tutte le attività economiche e non invece sottostanti alla regola che prevede o grande o distrutta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Fausto Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA FAUSTO (P.S.I.). Senza entrare nel merito dell'emendamento io vorrei fare alcune osservazioni. Questo provvedimento di legge che ci accingiamo a licenziare, io non so se stasera, domani o quando, è frutto dell'esame da parte della Commissione di una proposta di legge presentata dal Gruppo del P.D.S. e di un disegno di legge presentato dall'allora Assessore del turismo, artigianato e commercio - Degortes - nel 1990. La Commissione consiliare competente nel febbraio 1992 ha esaminato disegno di legge e proposta di legge e ha portato all'attenzione del Consiglio un testo integrato.
Al testo approvato dalla Commissione all'unanimità vengono proposti moltissimi emendamenti, trentuno dei quali da parte della Giunta; insomma vengono presentati più emendamenti di quanti sono gli articoli contenuti nella legge. Allora io mi chiedo, considerato che gli emendamenti sono stati proposti all'attenzione del Consiglio, sul piano della correttezza, nello svolgimento dei lavori e dell'attività consiliare, è giusto prendere in esame gli emendamenti proposti dalla Giunta in questi giorni, emendamenti che modificano sostanzialmente l'impalcatura della legge, o non è più opportuno, invece, riportare gli emendamenti e il provvedimento stesso all'attenzione della Commissione consiliare competente per fare un esame di merito, per verificare che gli emendamenti snaturano e stravolgono al proposta di legge, se sono modificativi, se servono per migliorare la proposta, oppure se con gli emendamenti non si introduca una filosofia totalmente diversa - e questo è il mio parere - rispetto a quella discussa ed elaborata dalla Commissione consiliare competente all'unanimità? Allora, se dovessimo trovarci di fronte a questo secondo caso, io chiederei una discussione di merito sul provvedimento riproposta nella sede competente, la Commissione consiliare, perché innanzitutto dovremmo esaminare gli emendamenti, senza avere la possibilità di confrontarci con chicchessia sui contenuti degli emendamenti, con le rappresentanze sociali, con le rappresentanze di categoria e così via.
Faremmo probabilmente stasera un lavoro affrettato che non so se nella fase conclusiva porterà all'elaborazione di una legge moderna, aggiornata e, veramente, approvata e varata nell'interesse delle categorie interessate. Per cui chiedo che la legge venga riportata all'attenzione della Commissione consiliare competente. Sotto questo aspetto sollecito anche il parere del Presidente della stessa Commissione, la legge è stata approvata di recente, non è una legge approvata dalla Commissione quattro anni fa, non ci sono stati stravolgimenti di natura economica e sociale all'interno del Paese e della Regione che portino ad una revisione totale della legge; vuol dire che ci sono altre argomentazioni, altre questioni che vanno a mio giudizio riesaminate, appunto in sede di Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Ruggeri. Ne ha facoltà.
RUGGERI (P.D.S.). Devo dire con molta franchezza che ho paura del Superman di questo Consiglio regionale. C'è gente che ha dietro alle spalle una lunga esperienza di governo e che di fronte a fatti concreti e a esigenze che rispondono alla drammaticità della situazione, per ragioni che io non condivido e che mi sono davvero misteriose, tendono al rinvio. Ci sono leggi presenti in Consiglio regionale da molti anni, tra l'altro questo, un provvedimento che scavalca due legislature, perché questo provvedimento risale alla legislatura precedente a questa, quindi sono ormai passati parecchi anni. Allora se qualcuno in questa Regione ha avuto responsabilità di governo dovrebbe sapere di quale materia si tratta e sa anche benissimo che sul piano nazionale europeo la legislazione in questi anni ha camminato con la velocità non dico della Ferrari ma certamente ha camminato ad una velocità davvero accelerata, e sa benissimo che un provvedimento di tre anni fa oggi va visto con occhi diversi da quelli con cui lo si vedeva prima, perché richiede al mondo dell'impresa, sia grande, media o piccola, esigenze di organizzazione diverse da quelle alle quali eravamo abituati in questi anni.
Allora, io, che sono modestamente firmatario di questa legge, insieme ad altri colleghi, non sento nessuno scandalo se viene superato un ragionamento che ho fatto tre anni fa, non lo ritengo assolutamente offensivo né tanto meno, così come l'intera Commissione industria che ha ragionato in questa materia, davvero mi spaventa la logica del rinvio, la quale spesso non è dettata da ragioni oggettive. Semplicemente ho la sensazione, me lo si consenta, soltanto di inseguire particelle che non rispondono più alla logica dell'Europa del '93 dove oggi una macchina parcheggiata male viene multata per 100 mila lire; stiamo ragionando in una dimensione completamente diversa e, se noi non ci abituiamo a questo, cari miei, resteremo provinciali a vita.
Noi non entreremo mai in Europa, se il nostro ragionamento è quello di vedere il particulare; noi abbiamo bisogno di dare una spinta all'economia e quindi di favorire un'organizzazione dell'economia al più alto livello possibile, e se non c'è questo, cari miei, noi imbrogliamo il sistema, imbrogliamo gli associati, imbrogliamo il mondo e ci ritroveremo tra qualche mese ad aggiungere ai problemi che già abbiamo oggi (chimica, cartiera, eccetera) anche quelli degli imprenditori, cosiddetti artigiani. Rischiamo questo soltanto per salvare qualche particulare che non risponde a un'esigenza di organizzazione in grado di raccogliere la sfida europea, ma anche di inserirsi in un processo economico che relaziona con la piccola e media industria, che relaziona con il mondo complessivo dell'economia; e per relazionare bisogna avere gli strumenti organizzativi, produttivi, di qualità perché in una Regione, povera come la nostra, di un milione e mezzo di abitanti, cari miei, c'è bisogno di vincere la sfida.
Vi dico questo con molta rabbia perché io conosco, mentre molti di voi li ignorano, imprenditori e produzioni che voi non sapete neanche esattamente chi sono e dove si fanno in Sardegna. Allora vi racconto di un'azienda che ha un nome di donna, "Elsa", chiaro? Voi non sapete che la Sardegna con questa azienda, ha il primato nazionale della realizzazione di impianti per il sistema di sicurezza; e questi impianti di sicurezza vengono ubicati nelle maggiori banche italiane. Si chiama "Elsa", voi non lo sapete ma vince la sfida in economia perché vince la qualità; non ne esiste un'altra in nessuna Regione italiana. Cari miei, una Regione di un milione e mezzo di abitanti, caro Fausto Fadda, con questa azienda vince la sfida anche con il mercato francese perché produce l'85 per cento dei suoi prodotti...
PRESIDENTE. Onorevole Ruggeri, per cortesia parli al microfono.
FADDA FAUSTO (P.S.I.). Io non sono entrato nel merito, ho solo fatto una considerazione.
RUGGERI (P.D.S.). Fausto, per cortesia, abbi pazienza, bisogna ragionale non solo in astratto ma anche guardando alla possibilità di inserimento del nostro tessuto produttivo nel mercato europeo e mondiale. Non possiamo ragionare pensando di salvare sempre ziu Paddori; noidobbiamo dare dignità alla nostra economia e dobbiamo sforzarci come Consiglio regionale di fornire strumenti per organizzare il sistema, se vogliamo stare in Europa. Se no, cari miei, possiamo anche illuderci di vivacchiare per qualche mese, ma poi i nodi vengono al pettine, come è successo per tante altre attività produttive. Allora lo sforzo che noi dobbiamo compiere, senza che la Regione - questo è importante - debba regalare soldi, è cercare di fornire gli strumenti necessari, utili perché il sistema dell'impresa minore sia in grado di reggere, strumenti anche di carattere finanziario, ma da restituire nel modo giusto.
Altrimenti noi regaliamo miliardi per una stagione economica, ma non avremo fornito servizi, non avremo soddisfatto quelle esigenze di cui oggi c'è bisogno. Ciò che è previsto dall'articolo 3 significa consentire al sistema di dilatarsi, perché vuol dire che anziché su una parte si interviene sull'insieme del settore. In queste settimane noi abbiamo discusso sulla crisi industriale, i lavoratori in mobilità rischiano sulla propria pelle di venire licenziasti. Allora è chiaro che questo rischio deve essere esteso a tutti, non si possono favorire delle categorie a scapito delle altre; bisogna uniformare il sistema, se rischio c'è ci deve essere per tutti e non soltanto per una categoria di lavoratori.
Su questa legge, presente in Consiglio ormai da più di tre anni, ognuno ha avuto il tempo e la ragione per esprimere un'opinione, non possiamo accettare le logiche del rinvio, quando abbiamo a monte anni e anni di attesa, e questo provvedimento era già presente nella passata legislatura. Badate, mi sono stufato dei comizi in quest'Aula e di tante altre parole; o c'è concretezza, altrimenti me ne vado.
Signor Presidente, io le ho consegnato due mesi fa le mie dimissioni, me ne vado, perché se questo è il clima non me ne frega più nulla, me ne vado da questo Consiglio regionale perché non serve più a nulla restare. Se questa è la logica del rotolare da qui fino al '94, siccome io non penso né al '94 né al futuro, me ne vado; ve lo dico oggi perché è chiaro che se questa è la logica del Consiglio davvero non so più che farmene del Consiglio e neanche dei miei colleghi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Paolo Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA PAOLO (D.C.). Signor Presidente, sono stato chiamato da parte del collega Fadda ad esprimere il mio parere sulla sua richiesta di rinvio di questo provvedimento in Commissione, motivata dal fatto che gli emendamenti presentati dalla Giunta regionale stravolgerebbero completamene l'impalcatura del provvedimento stesso. Io stamattina non sono intervenuto perché sulle dimissioni di un collega si è innescato in Consiglio un dibattito ampio ed approfondito. Credo che su questi temi dovremmo soffermarci un pochino di più.
Io, per richiamare l'attenzione dei colleghi, voglio leggere che cosa stiamo discutendo ed approvando: "Interventi finalizzati al sostegno e allo sviluppo delle cooperative di garanzia, dei consorzi fra cooperative di garanzie e dei consorzi misti regionali aventi come scopo la concessione di fideiussioni". Io credo che tutti siamo a conoscenza delle difficoltà che le imprese e le cooperative stanno affrontando nel settore del credito.
Oltre i dibattiti che noi facciamo in quest'Aula sulla crisi industriale e occupativa (abbiamo anche degli operai che stanno aspettando un provvedimento in loro favore), stiamo vivendo un'emergenza che non mi permette di condividere in questo momento l'ipotesi di un rinvio. Quindi io credo che ciascuno liberamente in quest'Aula, perché abbiamo capito comunque il problema, si possa esprimere senza perdere ulteriore tempo. Del resto questa legge, prima in Commissione e poi in Consiglio, aspetta giacente da troppo tempo; credo che in questo momento sia più importante dare una risposta celere alle esigenze dei consorzi misti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Meloni. Ne ha faccia.
MELONI (P.S.d'Az.). Signor Presidente, io sono preoccupato dell'intervento del collega Ruggeri e davvero non vorrei che mantenesse fede alla sua promessa di dimissioni; se l'avessimo saputo avremo potuto fare altre considerazioni sul dibattito svolto stamattina.
Io credo che sia importante ed urgente andare avanti nell'approvazione di questo provvedimento; però c'è da dire che non si può arrivare, come al solito ed ogni volta, a discutere un provvedimento in Commissione per poi vederlo in Consiglio regionale stravolto con una serie di emendamenti che non sono né pochi, né di poco conto, né di solo coordinamento. La realtà è che ci sono emendamenti, come quello che stiamo discutendo, che stravolgono completamente l'impostazione del provvedimento stesso. Io sono del parere che sia urgente, anche se è talmente urgente che corre nelle aule del Consiglio regionale da due legislature. Questa è l'urgenza! E' stato licenziato il 28 febbraio dello scorso anno dalla Commissione all'unanimità. Ci possiamo forse un po' tutti domandare perché sino ad oggi non si è premuto, perché i colleghi che mi hanno preceduto non hanno premuto perché il provvedimento arrivasse in Aula velocemente, visto che aveva avuto l'approvazione della Commissione. Invece è arrivato alla vigilia delle ultime festività, è stato preso in esame - almeno nella discussione generale - poco prima di Natale, e oggi arriva accompagnato, in data 12 gennaio, da emendamenti che io credo debbano essere invece presi e messi da parte.
E' vero, si discute anche fuori, va bene... dicevo presi e messi da parte perché se è vero che c'era un precedente disegno della Giunta, che c'è stata una lunga e approfondita discussione in Commissione, se è vero che la Commissione l'ha discusso e approvato all'unanimità, ebbene io credo che esistano tutte le condizioni perché questo provvedimento, salvo rarissimi emendamenti di natura esclusivamente interpretativa o di coordinamento, debba esser approvato nel testo esitato dalla Commissione.
Questa è la strada più corretta, questo avrebbe dovuto chiedere correttamente Ruggeri, essendo il primo firmatario. Ad esempio, nell'articolo 3, quello per il quale oggi stiamo discutendo, si prevede sin dall'inizio il numero delle cooperative associate in misura di cento, lo prevede il proponente, lo prevede il testo del disegno di legge della Giunta, e lo prevede quello approvato all'unanimità dalla Commissione. E beh, non è possibile - cambia Giunta, cambia Assessore - che si stravolga ancora una volta la norma, che si raddoppi la previsione del numero delle imprese artigiane associate che devono essere iscritte al consorzio o alla cooperativa a cui viene riconosciuto il diritto ad ottenere i benefici della stessa legge, e poi si chieda l'approvazione urgente in Aula con tutte queste variazioni e con tutti questi stravolgimenti.
Allora credo che sia corretto anche il discorso dell'onorevole Fadda. Se la Giunta ci presenta a due giorni dalla discussione o a un giorno dalla discussione una serie di emendamenti che stravolgono il testo presentato, noi abbiamo il diritto, la necessità e il dovere di approfondirli tutti, più che in Aula nella sede competente che è la Commissione. Questo credo che sia una cosa sacrosanta, anche perché viene messo in discussione in questo modo il lavoro compiuto in tutti questi anni sia dalla precedente Giunta, sia dalla Commissione che dal Consiglio regionale. Le proposte che io faccio sono due: o la Giunta ritira gli emendamenti, proponendo e salvando quelli che sono di semplice coordinamento (una attività che può svolgere direttamente l'ufficio una volta che la legge è approvata) oppure se si insiste su tutti gli emendamenti giustamente si deve rimandare alla Commissione il provvedimento perché venga valutato da chi l'ha già discusso, da chi lo conosce e da chi ha proposto ed esitato il testo che è arrivato alla discussione in Aula.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, volgo ricordare che la proposta di sospendere l'esame deve essere formalizzata o dalla Giunta o da cinque consiglieri o da un Capogruppo. Io non posso prendere in esame le diverse richieste che vengono formulate informalmente, e comunque non è possibile rimandare in Commissione il provvedimento se non viene approvato nella stessa tornata, e per tornata si intendono appunto i lavori del Consiglio.
Io vorrei che adesso la Giunta nel dare delucidazione, se ritiene, su questo, possa anche chiedere una sospensione dei lavori del Consiglio per vedere di valutare la situazione eventualmente insieme ai Gruppi.
Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Io chiedo scusa al Consiglio se nell'illustrare l'emendamento, dando per ovvie e scontate molte cose, non ne ho chiarito bene il significato e la portata. Il quadro di partenza è questo: in Sardegna ci sono 38 mila imprese artigiane, quindi ritenere impresa difficile o disperata costituire una cooperativa di garanzia con duecento artigiani significa non avere forse presente questo quadro complessivo. Non c'è nessuna difficoltà obiettiva né formale a costituire tante cooperative di garanzia, tanto è vero che ormai in Sardegna, a differenza dell'anno in cui è stato presentato il primo disegno di legge, che poi si è trasferito negli anni e che oggi ci ritroviamo, sono nate oltre venti cooperative di garanzia e alcune di queste hanno soci ormai che arrivano al migliaio. Una delle cooperative più forti e più numerose è nelle zone interne del Nuorese, per significare che non bisogna necessariamente costituire una cooperativa di garanzia in un'area geografica a forte inurbamento. L'esigenza che abbiamo oggi è di dare un segnale chiaro, forte, non solo al mondo dell'imprenditoria diffusa ma anche alla società sarda sull'uso rigoroso e produttivo delle risorse pubbliche regionali.
C'è uno studio dell'Università Bocconi di Milano, commissionato da l'Unioncamere, illuminante da questo punto di vista; ora le spese di gestione di una cooperativa di garanzia, la più piccola che sia, si aggira intorno agli 80-100 milioni alla mano. Per poter affrontare una spesa come questa, la cooperativa di garanzia deve erogare non meno di quattro o cinque miliardi di affidamenti all'anno. Oggi non c'è in Sardegna nessuna cooperativa di garanzia che eroga all'anno quattro o cinque miliardi. Ma per poter erogare quattro o cinque miliardi all'anno la cooperativa di garanzia deve avere non meno di 450 soci; tutte le cooperative artigiane di garanzia della Sardegna hanno bilanci in rosso proprio in virtù del fatto che quantunque grandi sono piccole. Il numero di 200 soci non è un numero grande, è un numero piccolo, direi piccolissimo; la misura più corretta sarebbe stato indicare 500 soci per mettere in piedi sul mercato delle cooperative di garanzia in grado di chiudere il bilancio in pareggio. Già con 200 noi diamo un segnale minimo che ci porta a costituire cooperative di garanzia che chiuderanno i bilanci in rosso.
La ragione primaria della costituzione di una cooperativa di garanzia e di un consorzio fidi consiste nell'accentuazione della forza contrattuale col sistema bancario. Questa forma contrattuale, onorevole Cogodi, mi consenta, non la si raggiunge con la cooperativa fra i consorzi fidi, perché quella ha una funzione ben precisa indicata in legge, quella di rassicurazione, che è una funzione diversa. Quindi noi dobbiamo favorire, direi utilizzando lo strumento legislativo che abbiamo davanti, il processo di nascita e, se possibile, anche di accorpamento di piccole cooperative. Ormai la gran parte delle cooperative sono già oltre il tetto che noi abbiamo indicato nel disegno di legge, non abbiamo nessun interesse noi come Governo regionale, non ne ha il Parlamento regionale, non ne hanno le imprese, non vi è interesse di alcuno a far nascere strumenti che operano nel settore finanziario senza forza contrattuale col sistema bancario; viene meno la ragione della loro esistenza.
Questo disegno di legge tiene conto di questa situazione. Io conosco le cooperative di garanzia una per una, ne conosco i soci, ne conosco i bilanci...
VOCE: Anche l'Ersat?
MARINI, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ho con me molte di queste note, molti di questi documenti. Le modifiche che la Giunta richiede per questo provvedimento di legge, esitato dalla Commissione, che è un buon provvedimento di legge, tendono a migliorarlo ulteriormente; io dico, non perdiamo questa occasione di migliorare un testo già buono che ci collocherà sicuramente all'avanguardia nella legislazione nel nostro Pese in materia di cooperative di garanzia e consorzi fidi. Non è il nanismo nelle cooperative che darà successo alle cooperative, le condannerà ancora all'emarginazione. Non si sta stravolgendo il testo, ma lo si sta arricchendo di nuove possibilità e di nuovi contenuti. Gli emendamenti successivi vanno in questa direzione, ampliando notevolmente la linea di credito ammessa rispetto a quella che era la previsione iniziale.
Ecco perché io ritengo, consentitemi onorevoli consiglieri, che noi dobbiamo trovare il massimo di forza unitaria di questo Consiglio attorno a questo provvedimento di legge perché è atteso, lo attendono le imprese da anni, è in itinere da otto anni, da due legislature, rischia altrimenti di saltare anche questa legislatura e noi avremo condannato ancora una volta il mondo della piccola impresa ad un'attesa defatigante e inutile. La Giunta non si oppone a una sospensiva temporanea del dibattito nella seduta odierna per coordinare eventualmente, se c'è questa necessità, gli emendamenti, ma in base al Regolamento questo provvedimento di legge deve essere approvato entro la tornata e noi riteniamo che questo debba essere perché ci sono attese che non posiamo più fustigare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Dadea. Ne ha facoltà.
DADEA (P.D.S.). Presidente, io penso sia opportuno chiedere una breve sospensione, anche di dieci minuti, per veder di coordinare meglio gli emendamenti e i lavori in Aula.
PRESIDENTE. Su che cosa chiede di parlare onorevole Cogodi? Su questa richiesta di sospensiva? Perché adesso questa è pregiudiziale rispetto a tutto il resto.
COGODI (Gruppo Misto). Solo per suggerire, Presidente, proprio perché mi pare che sia preoccupazione di tutti noi fare le cose quanto prima possibile e bene, che invece di sospendere per dieci minuti i lavori del Consiglio per un coordinamento in Commissione industria, si sospenda solo l'esame del testo in discussione e si colga l'occasione perché entro quei venti minuti, mezz'ora, si discuta l'altro provvedimento di legge che la Giunta doveva far pervenire, e invece non è pervenuto, relativo all'accordo di programma sulla Sardegna centrale. Poi riprendere con l'altro provvedimento che può benissimo - se c'è accordo, come tutti hanno manifestato - essere promosso in Commissione e quindi poter rientrare in Aula con la firma dei Gruppi, posto che la Giunta non si è potuta riunire e quindi non è in condizioni di poterlo presentare in Consiglio. Era solo per fare tutte le cose che possiamo fare celermente e bene.
PRESIDENTE. Qui stiamo esaminando la richiesta dell'onorevole Dadea di sospendere i lavori del Consiglio per dieci minuti o un quarto d'ora; non siamo ancora nella fase in cui è stata formalizzata una richiesta di rinvio in Commissione della legge.
Se non ci sono opposizioni, sospendo per quindici minuti la seduta del Consiglio.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 06, viene ripresa alle ore 19 e 49. )
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, i lavori del Consiglio riprenderanno domani mattina alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 19 e 50.
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