Seduta n.451 del 24/02/2004
CDLI Seduta
(Antimeridiana)
Martedì 24 Febbraio 2004
Presidenza del Vicepresidente Biggio
La seduta è aperta alle ore 10 e 45.
RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del Venerdì 13 Febbraio 2004 (445).
PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni il verbale si intende... Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Mi consentirà il Presidente, annoiando i presenti ovviamente, l'istanza, di riformulare l'istanza che ho formulato in diverse circostanze e che ho annunciato che riformulerò in occasione di ogni lettura di processo verbale. Ho chiesto e ancora richiedo di conoscere, dalla Presidenza del Consiglio, attraverso la consultazione opportuna degli uffici, quale sia la configurazione che in questo Consiglio regionale si dà alla seduta del Consiglio, non avendosi criterio interpretativo sicuro e assistendo a questa evenienza, che in alcuni giorni la mattina e la sera si fanno valere due sedute, in altre circostanze per giorni e giorni si intende che la seduta sia unica, anche cambiandosi l'argomento in discussione. Chiedo ancora una volta di sapere quando è possibile che questo criterio oggettivo di individuazione della seduta consiliare possa essere fornito all'Aula per la garanzia di tutti dalla Presidenza del Consiglio. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, come ebbi occasione di dirle allorquando lei ha fatto la sua richiesta, la sua richiesta avrebbe seguito l'iter normale, le procedure che si usano in questi casi, e nel momento in cui fosse stato completato il parere da sottoporle, da inviarle, le sarebbe stato inviato. Evidentemente, se non è stato inviato, non è pervenuto ancora il parere degli uffici. Questa è la situazione: Le devo comunque, in coda a questa risposta dovuta, far osservare che la sua richiesta poteva essere fatta adesso, dopo l'approvazione del verbale e non prima. Grazie comunque di averci rammentato. È pertinente, ma dopo.
COGODI (R.C.). È legata al processo verbale.
PRESIDENTE. Non è legata al processo verbale, perché latu sensu si può legare tutto a tutto, comunque diciamo che è una personale interpretazione la mia, consideriamola tale. È inutile affrontare una disquisizione sulla pertinenza o meno della sua osservazione. Poiché non ci sono osservazioni, il verbale è approvato.
Assenza per motivi istituzionali
PRESIDENTE. Comunico che, ai sensi del comma 5, dell'articolo 5 del Regolamento, il consigliere Roberto Capelli è assente nella giornata del 24 febbraio per motivi istituzionali.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Mario Diana ha chiesto congedo per la seduta del 24 febbraio. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Ha facoltà di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Colgo l'occasione di intervenire su questo punto dei congedi perché in altre circostanze l'ho fatto, quindi non è materia addotta surrettiziamente. Io ho sempre ritenuto e ho provato ad esprimere questa opinione nel Consiglio regionale in questi anni, che l'articolo 59 del Regolamento, che consente i congedi come forma di legittima astensione dai lavori del Consiglio, sostanzialmente indica due cose, due obblighi. Uno è che i consiglieri regionali, in quanto tali, sono tenuti obbligatoriamente alla partecipazione ai lavori del Parlamento nel quale hanno chiesto di essere eletti e nel quale sono stati eletti e che vi è un obbligo politico, morale e anche giuridico di essere presenti ordinariamente, salvo cause di forza maggiore o congedo autorizzato dal Consiglio stesso, dall'astenersi dai lavori del Consiglio. Questo recita l'articolo 59 del Regolamento. Per questo mi sono permesso in altre circostanze di dire che quando si chiede il congedo, senza che si debba indagare, ci mancherebbe, e neppure che si debba giustificare partitamente, salvo quindi l'ambito di riservatezza personale, la privacy come si dice oggi, e quant'altro, tuttavia si indichi almeno quando si tratta di impegni istituzionali o personali in altre circostanze, più o meno quale sia l'ambito di questo impegno, proprio perché il congedo, essendo autorizzato dal Consiglio, deve essere autorizzato con contezza, diciamo così. Naturalmente se uno è assente per indisposizione o per malattia ci mancherebbe che sia tenuto a dire quale malattia, voglio dire, può essere anche un mal di testa e basta dire malattia. Naturalmente chi è assente per malattia è chiaro che non è in via Roma a dirigere un'assemblea. Ecco, tutto qui, perché ci sia un avvicinamento, una verosimiglianza fra le ragioni del congedo che si richiede e l'autorizzazione che il Consiglio dà, se no non si capirebbe, sarebbe una prassi usuale e inutile quella di dire: il Consiglio approva. Che cosa approva se mai e poi mai è consentito neppure avere una almeno generica indicazione di motivo. Questa interlocuzione, signor Presidente, la prego di essere per un attimo cortesemente attento al mio dire, in questa circostanza acquista una particolare rilevanza perché io pongo a lei Presidente del Consiglio che esercita questa funzione alta e delicata, le pongo una questione rispetto alla quale chiedo una immediata pronuncia della Presidenza. L'articolo 59 del Regolamento - pongo una questione regolamentare estremamente ritengo delicata e incisiva - obbliga i consiglieri regionali ad essere partecipi, e ci mancherebbe, nei lavori del Consiglio. Ripeto, l'obbligo è politico, è morale ma è anche giuridico salvo il congedo autorizzato. Io chiedo a questa autorevole Presidenza quale sia attualmente lo status del consigliere regionale Pili Mauro, il quale da ben due settimane diserta i lavori del Consiglio regionale, cui è tenuto a partecipare per Regolamento, che ripeto indica un obbligo politico ma anche giuridico, quale sia lo status di consigliere regionale che si astiene dal partecipare alle riunioni del Consiglio dichiarando pubblicamente che questo è il Palazzo che deve essere vituperato e che noi che sediamo qui a svolgere il nostro compito saremmo i vituperandi. Io non mi reputo, e penso che nessun collega si riputi vituperando, né il Presidente del Consiglio credo che si astenga dal tutelare la dignità della massima istituzione regionale e posto che il consigliere regionale Pili Mauro non sta esercitando una qualsiasi funzione politica, anche passeggiare, andare, concionare, comiziare è una funzione politica, ma non in spregio dei lavori e della funzione del Consiglio regionale, soprattutto quando il consigliere regionale Pili Mauro è per ciò compensato, per fare invece il consigliere regionale nel frattempo, si astiene da più di cinque sedute, il Regolamento dà delle prescrizioni obbligatorie alla Presidenza del Consiglio in questi casi, che non mi risulta siano state esercitate, e svolge questa funzione ben assistito da funzioni pubbliche, non dico solo di sindaci o di amministratori di parte nei territori, che pure esercitano funzioni pubbliche, ma anche di pezzi di Amministrazione regionale, e persino di Assessori regionali. Vedi il caso di Isili dove l'Assessore della Sanità, unitamente a chi esercita, in altri momenti può esercitare una funzione politica però indicando a dispregio il Consiglio regionale e i suoi lavori, pezzi di Giunta regionale, di questa Giunta regionale lo accompagnano in questa sistematica azione denigratoria della massima Assemblea regionale, alla quale liberamente ognuno di noi ha chiesto ai cittadini di essere corrisposto quando si è candidato e ha richiesto un voto dei cittadini che ha ottenuto e per il quale si ha a quel punto non solo diritto, ma dovere di essere presenti e di partecipare ai lavori.
Io, quindi, chiedo immediatamente che la Presidenza del Consiglio si pronunci in ragione dello status del consigliere Pili Mauro in riferimento all'articolo 59 del Regolamento del Consiglio Regionale.
PRESIDENTE. Direi che nella proposta c'è un eccesso di accusa, personalmente questo, non come Presidente del Consiglio. Come Presidente del Consiglio devo leggere la norma e regolarmi e applicare soltanto e tener conto solo della norma, salvo poi chiaramente approfondimenti che potranno essere fatti e svolti attraverso gli uffici. La norma, articolo 59, onorevole Cogodi, al comma quattro prevede che i nomi dei consiglieri che non partecipino per oltre cinque giornate di sedute consecutive alle sedute del Consiglio senza aver ottenuto regolare congedo, sono annunziati dal Presidente del Consiglio in Assemblea. Io credo che questo Regolamento, ancorché meritevole di grossi interventi e di un gran maquillage e cure assorbenti e restringenti per alcuni versi porta e ha un certo senso. È stato fatto non da persone che l'hanno fatto a caso, l'hanno fatto cum grano salis, cioè con una certa idea di quella che è la figura anche del consigliere regionale e che taluni di noi hanno ancora, probabilmente sbagliando. E qui non c'è altro provvedimento se non questo, oltre poi alle ritenute economiche che Ella conosce. Non c'è altro strumento, per cui lascio a lei l'interpretazione di quanto è contenuto nel Regolamento. Io non ho altri strumenti per poter valutare, il Regolamento non dice altro, non posso prendere per il collo nessuno e portarlo in Aula, né la Presidenza, né nessuno dei colleghi consiglieri, per ciascuno di noi, attiene alla coscienza di ciascuno di noi, io penso e al modo di considerare ognuno le situazioni. Non ho altri strumenti.
COGODI (R.C.). Ha lo strumento dell'annuncio.
PRESIDENTE. Ma quello viene applicato automaticamente, caro onorevole Floris, io su questo non...
COGODI (R.C.). Ha lo strumento dell'annuncio.
PRESIDENTE. Sono quattro giorni con l'aggiornamento del Regolamento.
COGODI (R.C.). Sedute, non giorni. Torniamo al problema delle sedute.
PRESIDENTE. Colleghi credo che tutti siate più o meno informati sulla grave disgrazia occorsa, per cui ho bisogno di consultarmi coi Capigruppo, sospendo i lavori per un quarto d'ora per una consultazione breve con i Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 58, viene ripresa alle ore 11 e 30.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. La Conferenza dei Capigruppo ha deciso, in segno di lutto, di interrompere i lavori di questa tornata per la scomparsa del cardiochirurgo prof. Ricchi, del tecnico perfusionista Gianmarco Pinna e del cardiochirurgo prof. Antonio Carta, inoltre dei due piloti dell'aereo che li trasportava, signori Zurner e Giacomuzzi. I nostri cardiochirurghi scompaiono mentre adempivano il proprio dovere e lasciano il vuoto più totale oltre che nelle loro famiglie, nella medicina e nella cardiochirurgia della Sardegna. Per questo sospendiamo i lavori fino alle ore 17 di questo pomeriggio.
La seduta è tolta alle ore 11 e 32.
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