Seduta n.372 del 22/01/2008 

CCCLXXII Seduta

(POMERIDIANA)

Martedì 22 gennaio 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 17 e 08.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del mercoledì 24 ottobre 2007 (364), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che la consigliera regionale Barracciu ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 22 gennaio 2008.

Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:

"Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007". (312)

(Pervenuto il 16 gennaio 2008 e assegnato alla terza Commissione.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interrogazione Rassu, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione dei posti letto nei reparti di rianimazione presso le strutture ospedaliere della ASL numero 1 di Sassari e delle cliniche universitarie". (1125)

"Interrogazione Biancu, con richiesta di risposta scritta, sui danneggiamenti alle opere realizzate dall'Ente foreste della Sardegna nel cantiere del Grighine". (1126)

"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla sicurezza dei lavoratori della ditta Budrio fotografati nella prima pagina del quotidiano l'Unione Sarda del 15 gennaio 2008". (1127)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un intervento immediato atto a salvaguardare i diritti del personale addetto alle pulizie presso gli ospedali e le cliniche di Sassari". (1128)

"Interrogazione Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sulla trasformazione del consultorio familiare di Guspini da sede autonoma a sede distaccata". (1129)

"Interrogazione Rassu, con richiesta di risposta scritta, sulla riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza territoriale 118, sulla paventata possibilità di soppressione del servizio 118 presso l'Ospedale di Ozieri e sulla mancata attuazione del servizio 118 presso l'Ospedale di Thiesi". (1130)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza Davoli sul progetto intercomunale per lo stoccaggio e la valorizzazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata". (298)

Elezione di un Vicepresidente del Consiglio

PRESIDENTE. Va bene colleghi, procediamo con i punti iscritti all'ordine del giorno. Elezione di un Vicepresidente. Il Consiglio deve procedere alla votazione a scrutinio segreto per l'elezione di un Vicepresidente secondo quanto stabilito dall'articolo 4 primo comma del Regolamento interno. Inoltre secondo quanto disposto dall'articolo 5 terzo comma del Regolamento, è eletto chi al primo scrutinio abbia raggiunto la metà più uno dei voti. Se nessun candidato ha riportato la metà più uno dei voti si procede al ballottaggio tra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero dei voti. Procediamo quindi alla votazione per l'elezione di un Vicepresidente.

Votazione a scrutinio segreto per schede

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di un Vicepresidente. Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 77

votanti 75

astenuti 2

schede bianche 26

Hanno ottenuto voti: Biancu, 44; Masia, 5.

Proclamo eletto Vicepresidente del Consiglio: Antonio Biancu.

(Applausi)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti i consiglieri: Lombardo - Sanjust.)

Dimissione di consigliere

PRESIDENTE. Colleghi, passiamo al punto successivo all'ordine del giorno, ricordo agli onorevoli colleghi che, il 14 novembre 2007, l'onorevole Secci aveva presentato le proprie dimissioni dalla carica di consigliere a seguito della nomina ad Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, il Consiglio regionale nella medesima giornata aveva proceduto, su richiesta dell'opposizione, alla votazione a scrutinio segreto per l'accettazione delle dimissioni, il Consiglio le aveva respinte. Il consigliere Secci aveva reiterato e ha reiterato le proprie dimissioni con la seguente lettera: signor Presidente, l'Assemblea nella seduta odierna nel votare sulle mie dimissioni ha ritenuto di non accettarle. Pur apprezzando il gesto della maggioranza dei colleghi, che interpreto come espressione di quella cortesia istituzionale che per prassi del nostro Consiglio, mutuata dalla Camera dei Deputati, ha per lungo tempo in prima battuta cortesemente respinto le dimissioni dei propri componenti, ritengo però che le ragioni che stanno alla base della mia decisione permangano. La prego pertanto, la signor Presidente, nel confermare le mie irrevocabili dimissioni, di chiedere all'Assemblea di pronunziarsi definitivamente su di esse nel più breve tempo possibile.

Oggi pertanto dobbiamo nuovamente votare a scrutinio segreto. Ricordo ai colleghi che chi intende accettare le dimissioni vota sì, e quindi vota verde, chi intende respingerle vota no, e quindi vota rosso, che si astiene vota giallo. Prego i colleghi di prepararsi alla votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutino segreto, con procedimento elettronico, delle dimissioni del consigliere Secci.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 48

astenuti 2

maggioranza 25

favorevoli 27

contrari 21

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Corda.)

(Applausi)

Colleghi stiamo introducendo una nuova prassi. Vorrei pregare il Presidente della Giunta delle elezioni di convocare immediatamente la Giunta stessa affinché, esaminati gli atti degli Uffici circoscrizionali, si pronunci circa il candidato che subentrerà all'onorevole Secci. A tal fine sospendo la seduta per 10 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 50, viene ripresa alle ore 18 e 04.)

Proclamazione e giuramento di consigliere

PRESIDENTE. Do lettura del verbale della riunione della Giunta delle elezioni: "Comunico alla signoria vostra che la Giunta delle elezioni si è riunita in data 22 gennaio 2008 per verificare qual è il candidato alle elezioni regionali del 12-13 giugno 2004 che subentra al consigliere Eliseo Secci dimissionario. Dagli esami degli atti, redatti dall'Ufficio circoscrizionale di Cagliari, relativi alle elezioni regionali del 12-13 giugno 2004 risulta che l'onorevole Eliseo Secci era stato eletto nella lista numero 14 della circoscrizione provinciale di Cagliari avente il contrassegno 'Democrazia e libertà La Margherita'. I candidati della stessa lista nella medesima circoscrizione che seguono immediatamente l'ultimo eletto sono nell'ordine: Espa Marco, con cifra elettorale 3259, Cozzolino Lorenzo, con cifra elettorale 2582, Selis Gianmario, con cifra elettorale 1707."

Sulla base di quanto comunicatomi dal Presidente della Giunta delle elezioni proclamo eletto il consigliere regionale Marco Espa. Pertanto constatatone la presenza lo invito ad entrare in Aula e a prestare giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del decreto del presidente della Repubblica numero 19 maggio 1949 numero 250. Invito il collega a presentarsi di fronte al banco della presidenza. Prego.

(Il consigliere Marco Espa si avvicina al banco della Presidenza.)

Dò lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 3 del citato D.P.R. dopodiché il consigliere Espa risponderà giuro. "Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione Autonoma della Sardegna.".

ESPA: Giuro.

PRESIDENTE. Auguri, buon lavoro. Benvenuto.

(Applausi)

Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 06, viene ripresa alle ore 18 e 11.)

Discussione e approvazione del testo unificato n. 308-312/A: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007" della proposta di legge Contu - Diana - Capelli - Vargiu - Ladu - Farigu - Sanjust - La Spisa - Artizzu: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008" (308) e del disegno di legge: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per

l'anno 2008 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007" (312)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto riprendiamo la seduta. Andiamo avanti con il nostro lavoro.

L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato 308-312, autorizzazione per l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007. Prego i colleghi di prendere posto e di fare un po' di silenzio. Grazie.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Sì Presidente, mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'esercizio provvisorio, colleghi.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame del titolo.

Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007.

(Si riporta di seguito il testo del titolo:

Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007.)

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Esercizio provvisorio

1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 29 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione delle leggi regionali 7 luglio 1975, n. 27, 5 maggio 1983, n. 11, e 9 giugno 1999, n. 23), è autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 per un periodo non superiore a un mese, dal 1° al 31 gennaio 2008.

2. Ai sensi dell'articolo 29, comma 2, della legge n. 11 del 2006, gli impegni e i pagamenti di spesa non possono superare un dodicesimo dello stanziamento previsto per ciascuna unità previsionale di base dello stato di previsione della spesa della proposta di bilancio per l'anno 2008 presentato al Consiglio regionale.

3. Gli impegni e i pagamenti di spesa disposti sul conto dei residui prescindono dalla limitazione di cui al comma 2.

4. Il limite di cui al comma 2 non si applica, altresì, alle spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità e alla scadenza delle erogazioni.

5. Il limite di cui al comma 2 non si applica, infine, ai fondi per la riassegnazione dei residui perenti di cui all'articolo 26 della legge regionale n. 11 del 2006, nonché agli altri fondi di riserva di cui all'articolo 24 della stessa legge regionale..)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 2

Disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007

1. Le somme stanziate nell'esercizio 2007 quali cofinanziamento regionale alla programmazione comunitaria e statale per gli anni 2007-2013 permangono nel conto dei residui per essere utilizzate, per le finalità per le quali furono stanziate, nell'esercizio 2008 (UPB S08.01.003).

2. Le somme sussistenti in conto competenza e in conto residui del bilancio della Regione destinate alla realizzazione degli interventi inclusi nei programmi integrati d'area di cui alla legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14 (Programmi integrati d'area), e degli interventi inclusi nella programmazione negoziata sono conservati in conto residui per essere utilizzati nell'esercizio successivo.

3. Le risorse stanziate nell'esercizio 2007 e successivi e quelle sussistenti nel conto dei residui dei capitoli SC01.0216 (UPB S01.02.003) e SC04.1919 (UPB S04.08.007) al 31 dicembre 2007 destinate alla contrattazione collettiva, permangono, qualora non impegnate, in conto residui sino al loro completo utilizzo.

4. Le somme stanziate nel bilancio della Regione per l'anno 2007 destinate agli interventi relativi al settore della pesca e quelle di cui al capitolo SC07.0603 (UPB S07.06.001), non impegnate nello stesso anno, permangono nel conto dei residui per essere utilizzate, per le medesime finalità, nell'esercizio successivo.

5. I termini di utilizzo delle risorse di cui all'articolo 2, comma 1, della legge regionale 28 dicembre 2006, n. 21 (Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006), sono prorogati all'anno 2008.

6. Gli stanziamenti di cui all'articolo 28, comma 3, della legge regionale n. 2 del 2007 non utilizzati nell'esercizio 2007 sono conservati in conto residui per essere destinati, nell'esercizio 2008, ad assicurare la continuità dei servizi relativi alla gestione del patrimonio culturale di cui all'articolo 23, comma 7, della legge regionale 4 maggio 2006, n. 4 (Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo).

7. L'autorizzazione di spesa disposta dall'articolo 15, comma 8, lettera b), punto 2), della legge regionale n. 2 del 2007 (UPB S04.05.002 - cap. SC04.1156) e le economie di spesa realizzate sull'autorizzazione di spesa di cui alla legge regionale 24 dicembre 1998, n. 36 (Politiche attive sul costo del lavoro) (UPB S06.06.002 - cap. SC06.1543) sono utilizzate nell'esercizio 2008 per far fronte alle esigenze finanziarie relative alle attività di recupero, ripristino e valorizzazione di beni culturali, archeologici, storici e paesaggistici (UPB S04.06.005); l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre le conseguenti variazioni di bilancio..)

Mettiamo in votazione l'articolo 2.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore dal 1° gennaio 2008.)

LADU (Fortza Paris). Votazione elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione con il sistema elettronico palese, dall'onorevole Ladu, sull'articolo 3.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Ladu - Lanzi - Licandro - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pirisi - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uggias.

Risponde no il consigliere Floris Mario.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Capelli - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Farigu - Lai Renato - Liori - Maninchedda - Marracini - Pisano - Pittalis - Sanna Matteo - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 43

astenuti 15

maggioranza 22

favorevoli 42

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Onorevole Porcu, perché non scende nei banchi?

PORCU (Progetto Sardegna). Mi dica dove c'è posto!

PRESIDENTE. …nell'ultima bancata, vicino all'onorevole Cachia?

PORCU (Progetto Sardegna). Io sono al mio posto, Presidente.

PRESIDENTE. Votazione finale di legge. Tutti alla testa della bancata non si può stare.

Onorevole Porcu, il suo Gruppo dove sta? Qui e là.

PORCU (Progetto Sardegna). E' occupato, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, anche il mio Gruppo sta un po' qui e un po' là, se le può interessare.

PRESIDENTE. Infatti adesso vi riuniamo. Chi vuole stare al centro, chi vuole stare in periferia.

CAPELLI (U.D.C.). Vorrei che il tempo partisse da quando inizio.

PRESIDENTE. Va bene.

CAPELLI (U.D.C.). Credo che sia compito dei questori dare una disposizione razionale all'Aula.

PRESIDENTE. Certo, ma non l'hanno risolto.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Ci pensi lei, Presidente. Presidente, io credo che questo esercizio provvisorio non possa passare senza nessuna osservazione. La prima delle osservazioni è che i tempi della finanziaria, per l'ennesima volta, richiedono l'esercizio provvisorio. Noi ci asterremo su questa proposta di esercizio provvisorio unificata, in quanto l'unificazione comporta soltanto la condivisione del primo articolo, ma non degli articoli successivi. Questo esercizio provvisorio, se i colleghi che hanno votato non se ne fossero accorti, è una proposta anomala di esercizio provvisorio, rispetto ai precedenti disegni di legge e proposte di legge presentate in quest'Aula per l'esercizio provvisorio, che, all'articolo 2, propone tutta una serie di autorizzazioni per conservare le disposizioni finanziarie delle leggi, appunto, che sono proposte, per non perdere eventuali fondi che sono destinati al finanziamento delle leggi stesse o perché le stesse possano avere una continuità amministrativa. Cosa condivisibile in parte, alcuni commi sono stati stralciati dalla Commissione, perché, di fatto, è stato presentato come un disegno di legge, una "mini finanziaria", questo esercizio provvisorio, e la Commissione ha convenuto che fosse opportuno stralciare alcuni commi. Diciamo, per l'ennesima volta, si va in esercizio provvisorio, nonostante i proclami avvenuti nei mesi precedenti per la presentazione nei tempi previsti per legge per la presentazione della manovra finanziaria. Questo ancora una volta non è avvenuto e, per la prima volta, questo non è avvenuto grazie alla posizione assunta in Commissione dalla minoranza, che ha consentito uno svolgimento sereno, per quanto ci riguarda, dei lavori, nell'esame della manovra finanziaria, senza nessun tipo di ostruzionismo e facendo rilevare che l'ostruzionismo stesso è stato all'interno della maggioranza. La dimostrazione sono i tempi della finanziaria in Commissione, la dimostrazione è il fatto che noi siamo qui a discutere l'esercizio provvisorio. Abbiamo contribuito perché questo non avvenisse. Nel contempo, un'osservazione e un richiamo: all'articolo 1 sono prospettati i tempi per l'esercizio provvisorio, e il disegno di legge propone un mese di esercizio provvisorio. Concludo, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, concluda, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). A nessuno sfuggirà che oggi è il 22 di gennaio, e anche in Commissione abbiamo proposto, con senso di responsabilità, che si andasse direttamente alla proposta di due mesi di esercizio provvisorio, affinché non si ritorni con un disegno di legge in Commissione prima e in Aula dopo. Ma, razionalmente, cercando di programmare i tempi, e quindi non oberare di ulteriori proposte l'Aula, e poter concludere i lavori della finanziaria in tempi veloci. Per quanto ci riguarda questa è la nostra intenzione, anche perché riteniamo fondamentale chiudere la finanziaria regionale nel più breve tempo possibile, affinché, poi, con senso di responsabilità, l'Aula prenda coscienza della mancanza di una maggioranza, come si è visto nel voto precedente, per le dimissioni proposte del consigliere Secci, voto a cui la minoranza non ha partecipato, e si sono evidenziate le posizioni diverse interne alla maggioranza. Credo che questo sia il film che vedremo anche durante l'esame della manovra finanziaria, noi vorremmo collaborare per chiuderla in fretta, e poi, con senso di responsabilità, prendere atto che la storia di questo Governo regionale è finita.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sì, anche se siamo in una fase di rapida approvazione di un provvedimento che, in qualche modo, è da considerare dovuto, la dichiarazione di voto, che anche da parte nostra è di astensione, va motivata, va motivata non solo per una prassi che vede l'opposizione astenersi sull'esercizio provvisorio, proprio per la motivazione che ho detto, ma a questa scelta tradizionale si aggiunge, in questo caso, la sottolineatura di una responsabilità che l'opposizione si è assunta in tutta la discussione, relativa alla manovra finanziaria, che è quella di non avere determinato un allungamento artificioso dei lavori. Questo è accaduto in Commissione, con la presentazione di un numero di emendamenti legato semplicemente all'esigenza di migliorare il testo, in particolare di correggerlo dove era necessario e di aggiungere delle proposte modificative migliorative laddove fosse possibile, e che, invece, i tempi che hanno costretto questo Consiglio regionale ad approvare oggi l'esercizio provvisorio si sono allungati veramente per una responsabilità che è totalmente in capo alla maggioranza. Questo credo che emergerà facilmente anche nel corso dell'esame della legge finanziaria e del bilancio, e noi crediamo che anche in quella circostanza il nostro atteggiamento non possa che essere quello di una responsabile opposizione attenta e critica e propositiva sulle cose concrete, non certamente indirizzata a perdere tempo in maniera artificiosa.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io credo che l'atteggiamento che la minoranza ha tenuto sia in Commissione che in Aula sul disegno di legge di esercizio provvisorio da parte della Giunta sia stato esemplare, cioè sia di quelli che, se noi mai diventassimo maggioranza, vorremmo ricevere dalla minoranza e dall'opposizione, cioè un atteggiamento estremamente corretto, in cui non si è in nessuna maniera sottolineato lo scollamento che all'interno della maggioranza si è realizzato, non si è in nessuna maniera sottolineato quello che gli altri colleghi hanno detto, e cioè che un esercizio provvisorio che non autorizza la Ragioneria per il tanto che noi riteniamo sia il minimo, per cui la Ragioneria sarebbe dovuta essere autorizzata, ed è anche un esercizio provvisorio che introduce, con l'articolo 2, degli elementi che sono comunque inquietanti e che avremo modo di sottolineare durante la discussione della successiva manovra finanziaria, che sono quelli collegati al rallentamento della spesa e alla necessità di trasferire somme dall'esercizio di competenza a quello successivo, per poterne permettere la spesa. Credo che l'esercizio provvisorio introduca, da questo punto di vista, in maniera purtroppo puntuale ed inquietante, le problematiche che andremo ad affrontare durante la discussione successiva della finanziaria, e ho paura che anche per quanto riguarda l'autorizzazione che l'esercizio provvisorio contiene, saremo ugualmente costretti a riprenderla in mano, perché nonostante le nostre considerazioni che hanno suggerito ai colleghi della maggioranza…

(Interruzioni)

Parlo per gli atti Presidente, se disturbo sto anche zitto... il collega Marrocu è comprensibilmente euforico, quindi è giusto che gli venga lasciato lo spazio di esternare. Ecco, io credo che torneremo anche sull'autorizzazione che l'esercizio provvisorio stesso contiene perché è evidente che non è possibile pensare a un licenziamento della manovra finanziaria entro il 31 gennaio, e le previsioni della Giunta che autorizza soltanto un mese di esercizio, anche in questo caso specifico si rivelano, purtroppo, sbagliate.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Non ho altri iscritti a parlare, mettiamo in votazione la legge. Votazione con il sistema elettronico palese. Stiamo votando la legge, la votazione finale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, testo unificato 308-312/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Cappai - Floris Mario.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Amadu - Artizzu - Atzeri - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Maninchedda - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanna Matteo - Scarpa - Vargiu

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 64

votanti 37

astenuti 27

maggioranza 19

favorevoli 35

contrari 2

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della delibera di autorizzazione all'esercizio provvisorio del Bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2008

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la deliberazione di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio.

Se i colleghi Questori del Consiglio prendono un attimo posto nei banchi della Giunta, approviamo anche l'esercizio provvisorio del Consiglio. Un atto conseguente e obbligatorio a seguito dell'approvazione dell'esercizio provvisorio della Regione.

Invito i consiglieri questori a prendere posto nei banchi della Giunta.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Fadda, questore.

FADDA GIUSEPPE (R.C.). Sarò breve, io mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare dichiaro chiusa la discussione generale. Va bene, approviamo l'articolo unico di cui si compone la proposta di esercizio provvisorio del bilancio del Consiglio.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo unico:

Articolo unico

E' autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio dal 1° gennaio al 31 gennaio 2008 secondo lo schema degli stati di previsione delle entrate e delle spese del bilancio per l'esercizio finanziario 2007 e dei relativi provvedimenti di variazione.

Durante l'esercizio provvisorio gli impegni di spesa non potranno superare, su ciascun capitolo dello stato di previsione di cui al comma precedente, un dodicesimo dello stanziamento complessivo; tale limite non si applica qualora si tratti di spesa obbligatoria e non suscettibile di impegni o di pagamenti frazionati in dodicesimi.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della deliberazione di autorizzazione all'esercizio provvisorio del Bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2008.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Fadda ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Cucca - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Meloni - Moro - Orrù - Pacifico - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Serra - Spissu - Uggias - Uras.

Si sono astenuti i consiglieri: Cherchi Oscar - Farigu - La Spisa - Ladu - Licandro - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 50

astenuti 11

maggioranza 26

favorevoli 50

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Grazie signori Questori. Va bene colleghi, l'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 21/A, documento annuale di programmazione economico finanziaria. Poi, disegno di legge numero 301/S e disegno di legge numero 302/A, disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale, bilancio di previsione per l'anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per gli anni 2008 e 2011. I relatori sono l'onorevole Cucca e l'onorevole Vargiu per la minoranza.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Grazie Presidente…

VARGIU (Riformatori Sardi). Scusi Presidente…

PRESIDENTE. Chiedo scusa. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Scusi Presidente, sull'ordine dei lavori. Mi aspettavo che lei chiamasse la mozione urgente che riguarda le short list come d'intesa.

PRESIDENTE. Come d'intesa facciamo le relazioni e poi chiamiamo la mozione.

VARGIU (Riformatori Sardi). Mi scusi, che senso ha fare prima le relazioni e poi…

PRESIDENTE. Perché in genere, finite le relazioni, rinviamo la discussione all'indomani. Comunque non c'è questione, se l'assessore Dadea resta in aula…

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì.

PRESIDENTE. Va bene colleghi, chiamiamo la mozione sulle short list, con l'impegno che comunque facciamo poi le due relazioni sul bilancio.

Discussione della mozione Vargiu - La Spisa - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu - Farigu - Capelli - Amadu - Randazzo Vittorio - Pisano - Licandro - Cassano - Petrini - Dedoni - Contu - Rassu - Gallus - Lombardo - Sanjust - Pileri - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Milia sulle short list, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del

Regolamento (158)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 158.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Vargiu - La Spisa - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu - Farigu - Capelli - Amadu - Randazzo Vittorio - Pisano - Licandro - Cassano - Petrini - Dedoni - Contu - Rassu - Gallus - Lombardo - Sanjust - Pileri - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Milia sulle short list, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO che:

- il problema della precarizzazione del lavoro è vissuto con particolare sofferenza in Sardegna a causa della rigidità del sistema occupazionale, della complessiva stagnazione dell'economia e della carenza di opportunità di ricollocazione per i nuovi disoccupati;

- ancora la Regione Sardegna non sembra aver censito in maniera adeguata il quadro delle proprie esigenze operative in materia di personale, né aver dettagliato gli obiettivi che intende raggiungere attraverso collaborazioni intellettuali a tempo determinato e quelli che invece appartengono ad esigenze strutturali dell'istituzione e vanno pertanto perseguiti attraverso l'inquadramento di professionalità a tempo indeterminato, adeguatamente formate, aggiornate e fidelizzate, che possano rappresentare un investimento di cultura e di capacità per la Regione Sardegna;

- molti autorevoli esponenti della maggioranza di governo regionale non perdono occasione per ribadire, a parole, la propria volontà politica di superare ogni forma di lavoro precario, privilegiando le configurazioni che garantiscono la stabilità dell'attività lavorativa;

- a fronte di tali dichiarazioni di principio da parte di molti esponenti della maggioranza di governo, si registra invece una perseverante azione della Giunta regionale rivolta al reclutamento di professionalità precarie, senza che sia possibile comprendere se le acquisizioni sono rivolte a coprire esigenze specifiche e transitorie o se invece rappresentino un inadeguato tentativo di risposta a carenze strutturali dell'Amministrazione che, se non vengono definitivamente risolte, sono destinate a trascinarsi nel tempo;

- l'eventuale improprio ricorso all'utilizzo di professionalità a tempo determinato per la soddisfazione di nuove esigenze strutturali dell'Amministrazione regionale comporta l'instaurazione di rapporti di lavoro che tendono comunque e fisiologicamente alla stabilizzazione, prefigurando scenari di instabilità e conflittualità che creeranno inevitabili problemi di gestione ai futuri governi regionali;

- le perplessità relative alla congruenza con il disposto della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, delle azioni di collaborazione e consulenza attivate dalla Regione appaiono ulteriormente supportate dalla sensazione che le professionalità reclutate operino in regime di debito orario ed utilizzino i supporti fisici e tecnico-logistici dell'Amministrazione, in modo tale da configurare un impegno professionale spesso del tutto equivalente a quello del lavoratore subordinato;

- nessuna vera e seria attività di stabilizzazione delle precarietà esistenti all'interno dell'Amministrazione regionale può essere messa in atto se non vengono nel contempo definite modalità di accesso alla pubblica amministrazione che consentano il rispetto della certezza del diritto, delle esigenze e degli interessi della Regione e della dignità del singolo lavoratore;

- lo strumento delle short list, che la Giunta regionale mette sempre più spesso in campo per risolvere le esigenze operative dell'Amministrazione, appare del tutto incongruo a tali scopi perché va a generare nuovo precariato mascherando spesso da collaborazioni progettuali attività lavorative che sono invece finalizzate alla soddisfazione di compiti di istituto della Regione, destinati a durare nel tempo;

- la validità dello strumento della short list appare assolutamente contestabile anche sotto il profilo della correttezza selettiva: la fasulla formula dell'evidenza pubblica delle short list non le mette in grado di garantire alcuna oggettiva criterilogia di scelta, lasciando margini di discrezionalità pressoché totali, che non possono che generare nuove perplessità e diffidenze nei confronti delle istituzioni regionali da parte della gran massa dei disoccupati, che premono per poter ottenere un'adeguata valorizzazione meritocratica della propria professionalità;

- la rappresentazione più recente ed eclatante di tale atteggiamento distorto del governo regionale trova espressione nella determinazione n. 951 del 30 novembre 2007 dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, che indice pubblica selezione per il conferimento di incarichi di co.co.co. per le seguenti figure professionali: medico del lavoro, medico di sanità pubblica, esperto in comunicazione, addetto stampa, esperto in programmazione economico sanitaria, informatico, esperto qualificato in valutazione dei sistemi di gestione, qualità e sicurezza, farmacista esperto in farmaco-sorveglianza, esperto privacy, coordinatore di gestione e pianificazione di progetti complessi di sanità elettronica, esperto architetture e sistemi informativi di progetti complessi di sanità elettronica, esperto di infrastrutture di rete;

- è reale il convincimento che una gran parte delle professionalità richieste non siano necessarie per ricoprire compiti ed incarichi a tempo determinato, che possono esaurirsi nel breve volgere di tempo di un contratto di co.co.co., ma siano invece destinate a dare risposta a vecchie e nuove esigenze strutturali dell'Assessorato e rappresentino, pertanto, un sostanziale ampliamento mascherato dell'organico dell'Assessorato stesso;

- il meccanismo di reclutamento di tali professionalità, esplicitato nell'articolo 5 dell'avviso pubblico di selezione, è tale da garantire discrezionalità di scelta pressoché assoluta da parte della commissione nominata dal direttore generale dell'Assessorato stesso;

- il complesso delle dodici figure professionali di cui viene disposta l'acquisizione è tale da configurare una sorta di "Assessorato parallelo", con competenze raffinate e ruoli di coordinamento o di supporto ad altre attività, che fanno presupporre la presenza di strutture dedicate, con specifiche professionalità e attribuzioni di organico, ben al di là delle attuali configurazioni dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale;

- la legge regionale n. 10 del 2006 ha istituito l'Agenzia regionale della sanità, affidandole proprio quei compiti di supporto progettuale e tecnico scientifico delle attività dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, per le quali è invece correttamente previsto l'utilizzo di collaborazioni intellettuali a progetto, a tempo determinato;

- a tutt'oggi non risulta nominata l'autorevole figura del direttore dell'Agenzia (per la scelta del quale è stata pure da tempo bandita apposita procedura selettiva), né risulta che l'Agenzia stessa abbia in alcun modo esercitato neppure una delle attività per le quali è sorta,

impegna la Giunta Regionale

a riferire immediatamente al Consiglio sull'entità, sul numero, sul ruolo e sulla funzione delle posizioni di collaborazione a tempo determinato ad oggi attive presso la Regione Sardegna;

a verificare e riferire al Consiglio se tali collaborazioni rispondano tutte effettivamente al disposto dell'articolo 6 bis, comma 1, della legge regionale n. 31 del 1998, e riguardino pertanto "esperti di elevata professionalità", utilizzati per "obiettivi e progetti specifici" e non rappresentino invece un modo surrettizio per coprire ordinari vuoti di organico dell'Amministrazione, in attività che rappresentano normali (vecchi e nuovi) compiti di istituto;

a verificare quali siano le reali garanzie della professionalità e del merito individuale discendenti dall'attivazione delle short list e a dare specifica indicazione perché tutte le procedure selettive ad evidenza pubblica dell'Amministrazione regionale rispondano a criteri di oggettività tali da eliminare l'attuale, ampia discrezionalità;

a riferire se, nel caso specifico della determinazione n. 951 del 30 novembre 2007 dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, sia stata preventivamente attivata una ricognizione delle competenze professionali presenti all'interno delle strutture regionali, per escludere che esistano capacità già strutturate a cui attribuire almeno una parte dei compiti previsti dalla stessa determinazione n. 951;

a riferire se le attività per cui è prevista l'acquisizione delle professionalità della determinazione n. 951 siano tutte da configurarsi come "obiettivi o progetti specifici" e non rappresentino invece, in parte o per intero, vecchi e nuovi compiti istituzionali, per i quali è dunque indispensabile l'acquisizione tramite concorso pubblico di adeguate professionalità, assunte a tempo indeterminato, tali da costituire un patrimonio stabile di competenze, incardinato all'interno della pubblica amministrazione;

ad annullare conseguentemente la determinazione n. 951 dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, sostituendola con i bandi dei relativi concorsi pubblici per le professionalità specifiche;

a porre in essere tutte le indispensabili azioni necessarie al decollo delle attività dell'Agenzia regionale per la sanità. (158).)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. La mozione che stiamo venendo a discutere spero che, quantomeno come proposizione, quindi come capacità di focalizzare il problema, possa essere, oltre che da chi la sta illustrando e oltre che dall'Assessore che deve rispondere, spero che venga in qualche maniera recepita anche dai colleghi che sono presenti in aula, e spero che ci sia qualche valutazione di merito su quello che sta succedendo. Perché, è vero che la mozione su quelle che possiamo definire con un termine inglese brutto "short list" e che forse in maniera più competente possiamo definire come "assunzioni a tempo indeterminato" con criteri di discrezionalità che vengono messi in atto dalla Regione, questo, dicevo, è un argomento che comunque ha avuto trattazione anche in Commissione durante la discussione della legge finanziaria, del disegno di legge finanziaria in Commissione. Ma, a parte questo, è un argomento che interessa l'intera Aula, ed è uno di quegli argomenti, colleghi, sui quali c'è anche un interesse forte fuori da quest'aula, ed è uno di quegli argomenti, colleghi, io mi rammarico purtroppo del fatto che sia difficile pensare in questo momento di poter avere un'attenzione dell'Aula sull'argomento, ma vi garantisco sarebbe un problema su cui l'Aula dovrebbe mettere, se fosse possibile, la massima attenzione e sarebbe uno di quei problemi in cui sarebbe auspicabile che si raggiungesse un'intesa che l'assessore Pigliaru avrebbe definito bipartisan, cioè una di quelle intese che riguardano la destra e la sinistra indipendentemente da chi governi perché il problema è un problema che poi viene gestito con estrema difficoltà da chiunque debba gestire e debba rappresentare il governo regionale.

Da cosa trae origine la mozione che arriva oggi in aula? Trae origine da un fatto inusuale, e cioè che un Assessorato, ma è soltanto l'ultimo di un elenco che potremmo fare anche in questa sede in maniera circostanziata, cioè l'Assessorato della sanità bandisce l'ennesima delle short list regionali. Beh, insomma, direte voi: esiste un articolo di legge che consente comunque l'acquisizione diretta di consulenze o coordinate e continuative per progetti di alta professionalità o estemporanei, ma che comunque garantiscono alla Regione l'acquisizione di professionalità che non sono presenti al suo interno e consentono di scegliere figure di grande prestigio presenti all'esterno arricchendo, in quel momento specifico e per una collaborazione specifica, l'amministrazione. Bene, l'Assessorato della sanità bandisce una ricerca di personale attraverso il sistema delle short list che riguarda un medico del lavoro, un medico di sanità pubblica, un esperto in comunicazione, un addetto stampa, un esperto in programmazione economica e sanitaria, un informatico, un esperto qualificato in valutazione dei sistemi di gestione, qualità e sicurezza, un farmacista esperto in farmaco-sorveglianza, un esperto privacy, un coordinatore di gestione e pianificazione di progetti complessi di sanità elettronica, un esperto di architetture e sistemi informativi di progetti complessi di sanità elettronica e un esperto di infrastrutture di rete. Cioè l'assessore Dirindin, che avrà qualche difficoltà quando deve parlare in sardo, non ha difficoltà quando deve parlare ai sardi spiegando che in Sardegna si può entrare nella pubblica amministrazione senza concorso e si può entrare nella pubblica amministrazione senza concorso addirittura con 12 diverse figure professionali che, se voi ve le leggete, rappresentano una sorta di Assessorato parallelo e non si può certo dire che si tratti di professionalità che vengono utilizzate per brevi periodi di tempo per il raggiungimento di obiettivi precisi. Perché? Perché stiamo parlando di coordinatori di gestione, stiamo parlando di esperti in programmazione economica e sanitaria, cioè tutte le figure che fisiologicamente devono stare all'interno dell'Assessorato della sanità, ma devono starci in maniera strutturata perché devono diventare una risorsa dell'amministrazione regionale, perché dopo che l'amministrazione regionale avrà captato magari i migliori giovani che vengono dal master and back, per fare un esempio, e attraverso una procedura concorsuale certa gli avrà consentito l'inquadramento all'interno dei ruoli regionali, queste sono figure che devono crescere! Sono figure che poi rappresentano, una volta che hanno raggiunto un livello di qualificazione tecnica e professionale, di capacità di management interno all'Assessorato, di gestione perché sono dei coordinatori, non sono dei dattilografi, devono rappresentare una risorsa dell'amministrazione regionale che ha già speso e investito per la formazione di queste figure professionali, se le deve trovare al suo interno adeguatamente formate, e magari anche incentivate economicamente e professionalmente anche negli anni successivi, per tutta la durata del rapporto di lavoro. Cioè non è possibile pensare che un esperto privacy all'Assessorato regionale serva per sei mesi; un esperto regionale sulla privacy serve per i prossimi trent'anni! Quindi o l'Assessore ha in mente di cambiarlo ogni sei mesi a seconda di quelle che saranno le esigenze clientelari dell'Assessorato oppure è ovvio che deve essere una figura che va incardinata all'interno dell'Assessorato della sanità. L'esperto in comunicazione: insomma, al di là di che cosa servano un esperto in comunicazione e un addetto stampa in virtuosa simbiosi all'interno dell'Assessorato della sanità, si pensa che siano delle figure che, se devono dare le direttive alle AA.SS.LL. perché avvenga la comunicazione dell'offerta sanitaria che le singole AA.SS.LL. riescono a realizzare, si pensa che anche questa sia una figura da incardinare nel tempo all'interno di struttura dell'Assessorato. Come il medico del lavoro, il medico di sanità pubblica, cioè non è pensabile che un medico di sanità pubblica, cioè un igienista, possa servire per un tempo determinato. Oltretutto con l'Assessorato che ha un concorso aperto per medici! Quindi nel frattempo che ha un concorso aperto per medici dice che ne vuole inquadrare altri attraverso uno strumento a intuitu personae che è quello rappresentato dalla short list.

Beh, insomma, colleghi, io credo che questo non sia un problema della minoranza, oppure voi mi potreste dire: "Guarda che è un problema delle minoranze", perché magari noi non abbiamo mai usato lo strumento della short list perché non ci era venuto in mente, voi siete più geniali, però nel momento in cui si dice che anche in altre circostanze sono stati utilizzati degli strumenti che consentivano rapporti a tempo determinato di tipo intuitivo da parte della pubblica amministrazione, beh insomma colleghi, siamo arrivati a quello che stiamo verificando quotidianamente, cioè che sono rapporti che hanno creato delle professionalità dentro l'amministrazione che sono professionalità strategiche per l'amministrazione stessa e oggi noi abbiamo il problema che chi sta governando si trova pressato perché vadano incontro ad internalizzazione, perché vengano sanati, perché vengano stabilizzati. E il problema grosso è che se questi che sono stati presi in maniera atipica non vengono stabilizzati purtroppo non solo si fa un danno a chi non viene stabilizzato, e si fa un danno molto più grosso a chi non ha potuto partecipare ai concorsi, ma si fa un danno all'amministrazione regionale perché l'amministrazione regionale per formare nuovamente quelle competenze che richiedono la stabilizzazione necessita di anni di lavoro. Allora è evidente che se la vostra amministrazione sta ricorrendo, come appare fortemente sospetto che stia facendo, alla metodica delle short list, quindi delle chiamate fiduciarie perché la short list altro non è che un elenco dal quale poi si pesca chi si vuole senza nessuna procedura selettiva e senza neanche quelle garanzie comunque indispensabili che il concorso pubblico dà, beh, se attraverso la short list vengono dalla vostra amministrazione prese in carico figure professionali in gran numero e magari anche di livello qualitativo importante per l'amministrazione, si sta creando un danno all'amministrazione ventura gigantesco! Intanto si crea un danno d'immagine nei confronti di quelli che noi chiamiamo i nostri laureati, i nostri cervelli, i ragazzi a cui chiediamo di acquisire cultura. Perché? Perché noi li mandiamo a fare il master and back, ma il back dipende dall'amicizia che si ha con l'Assessore regionale! Perché se rientrati in Sardegna e infilatisi dentro una short list c'è qualcuno che graziosamente li pesca dalla short list il back ha prodotto risultato, se rientrati Sardegna i campioni del mondo, scienziati, allievi del professor Gessa hanno la volontà di aspettare e di attendere un'occasione per entrare magari a dare il loro cervello, la loro competenza qualificata all'amministrazione regionale non c'è spazio per loro perché i concorsi non ci sono e se ci sono vengono bypassati e si sovrappongono alle short list dove si entra per altra strada che non quella del merito, della professionalità, della capacità e della competenza. Quindi stiamo dando un segnale di immagine ai giovani sardi che è fortemente negativo. Un segnale di immagine che è devastante, perché stiamo dicendo che anche nella pubblica amministrazione ci sono scorciatoie che possono essere praticate dagli unti del Signore e che una volta praticate poi un modo per stabilizzarsi lo troveremo, perché oggi vengono pescati per grazia di un Assessore di centrosinistra e domani verranno stabilizzati per grazia di un governo di centrodestra, come sempre avviene perché poi le pressioni di chi è precario, di chi ne ha bisogno di lavoro, di chi ha situazioni di famiglia dolorose sono pressioni che si esercitano su chiunque stia governando, si esercitano su chiunque di noi ed è difficile dire di no alle pressioni di chi ha la competenza, di chi è all'interno, di chi con una sanatoria si riesce a risolverne il problema e pazienza se il segnale che viene dato è sempre lo stesso e cioè che non c'è competizione per gli accessi, che non c'è la possibilità di entrare per il merito. Ma non è solo questo problema. Il problema è anche, e lo abbiamo sottolineato più volte, che se noi non abbiamo la più pallida idea di quale sia la forza lavoro che noi abbiamo all'interno della Regione, di quali siano le intelligenze e le competenze di cui noi disponiamo è estremamente difficile capire come organizzare il resto della macchina regionale. E' stato verificato che all'interno dell'Assessorato alla sanità non ci sia un farmacista esperto in farmaco-sorveglianza? Perché questo, comunque, comporta la legge. E' necessario verificare, fare le ricognizioni e allora anche il messaggio che diamo all'interno dell'Amministrazione sembra negativo, quando abbiamo bisogno di professionalità elevate le cerchiamo fuori, l'Amministrazione regionale non è in grado, in nessun modo, di dare risposta a quelle che sono le esigenze normali. Abbiamo assunto dei laureati in giurisprudenza e ne abbiamo assunti anche all'interno dell'Assessorato regionale alla sanità, beh, qualcuno ci dice se non c'è un esperto in privacy? La privacy è una legge, una legge con disposizioni collegate, è possibile che i giovani e brillanti, io immagino, laureati in giurisprudenza che la Regione ha assunto dopo lunghe e selettive procedure concorsuali non conoscano la legge della privacy e quindi non siano in grado di garantire all'assessore Dirindin un esperto in privacy e lei, invece, ritiene di dover andare a cercarsi all'esterno? E i concorsi che abbiamo fatto per esperti di informatica, gestiti dall'Assessorato agli affari generali, con graduatoria ancora aperta? Beh, non hanno gli esperti di informatica che l'assessore Dirindin invece ritiene di dover cercare all'esterno? Insomma, colleghi, non c'è nella presentazione di questa mozione, da parte della minoranza, una volontà di creare casus belli nei confronti di qualcuno, neanche nei confronti dell'Assessore della sanità che pure se lo meriterebbe, ma è stata soltanto l'ultima di una lunga serie di interventi che hanno avuto tutti la stessa ragione di esistenza. Non c'è neanche la volontà di dire che noi al posto vostro saremmo stati diversi, forse è possibile che noi al posto vostro avremmo fatto la stessa cosa, forse, e avremmo sbagliato come state sbagliando voi. Non ce neanche la volontà di dire, e non lo si è detto neanche in Commissione, che da parte dell'Assessorato agli affari generali ci sia un atteggiamento che stimoli questo tipo di assunzione attraverso le short list, anzi io devo riconoscere all'assessore Dadea - glielo riconosco come sono abituato a fare pubblicamente, apprezzando una sensibilità che normalmente l'assessore Dadea ha sempre -, l'assessore Dadea mi ha fornito documentazione dalla quale, in maniera assolutamente chiara, si evince che l'Assessorato agli affari generali della Regione è estraneo a quello che sta succedendo agli Assessorati e non solo estraneo, ma che addirittura ha ripreso diverse volte gli Assessorati e gli enti della Regione richiamandoli al rispetto della norma. Quindi, l'assessore Dadea sa benissimo quali sono gli effetti negativi che il mancato controllo su una situazione di questo genere provocherebbe nelle Amministrazioni, nella sua e in quelle a venire e quindi, sostanzialmente, non solo non si oppone al controllo e alla verifica, ma addirittura è lui stesso ad averla promossa e non ha fatto niente, quando in Commissione il problema è stato posto, per evitare anzi ha sollecitato l'approvazione - che, per il momento, è temporanea, ovviamente in quanto non è ratificata dall'Aula, quindi è semplicemente un disegno di legge - della parte della finanziaria che diventa più rigorosa su questi argomenti. Però, all'assessore Dadea noi non possiamo non chiedere le cose che nel dispositivo della mozione sono chieste e che io spero che l'assessore Dadea abbia avuto, dal momento della presentazione della mozione ad oggi, il tempo di censire, e ciò quanti siano, numero, ruolo e funzioni, le posizioni dei collaboratori a tempo determinato che sono ad oggi attivate presso la Regione Sardegna; a verificare se tutte queste posizioni attivate rispondono al disposto dell'articolo 6 bis, comma 1, della legge regionale che regola questo tipo di chiamate presso la Regione; a riferire se ci sono garanzie che siano state attivate tutte le indagini all'interno della Regione per verificare che effettivamente prima dell'attivazione di queste posizioni funzionali sia stato verificato che non ci fossero le competenze specifiche richieste all'interno della Regione e a verificarlo in modo particolare per quanto riguarda la determinazione 951, con cui l'Assessorato regionale alla sanità ha deciso, sostanzialmente, di duplicarsi per poter effettuare fuori dall'Assessorato, con una logica assolutamente non comprensibile, una serie di attività che rappresentano invece compiti istituzionali fondamentali e protratti nel tempo, sicuramente protratti nel tempo, io auguro per tanti anni a venire, dell'Assessorato alla sanità stessa. Se, come riteniamo, tutte queste valutazioni non sono state fatte in maniera puntuale, se l'assessore Dadea ha avuto modo di verificarlo, la richiesta che noi facciamo è che si inizi dall'annullamento della determinazione 951 del direttore generale dell'Assessorato alla sanità, perché sia un segnale chiaro, io l'ho chiesto anche con lettera direttamente inviata all'assessore Dadea, che non ci sia né la sensazione che questa prassi sia la prassi che il Consiglio regionale della Sardegna e la Giunta sottoscrivono e né che ci sia il messaggio agli Assessorati regionali che tale prassi può essere continuata perché i controlli sono soltanto formali da parte dell'Assessorato regionale agli affari generali e soprattutto, assessore Dadea, soprattutto colleghi della maggioranza che non passi il messaggio verso i giovani sardi che la Regione non assume più per procedure concorsuali basate su selezioni rigorose e su valutazione e accertamento di merito, capacità, titolo di studio, curricula, ma che la Regione Sardegna assume attraverso dei calderoni dove chiunque può infilarsi e dove si viene salvati dal fuoco dell'inferno soltanto dalla mano di un Assessore che scegliendo, non si sa bene in base a che cosa, và e pesca la persona giusta. Questo messaggio, colleghi, io credo che sarebbe nefasto sia che lo desse il centrodestra sia che lo dia il centrosinistra. Siamo in tempo per bloccarlo, e un segnale di questo genere è ovviamente un segnale che non vale soltanto per questa Amministrazione, ma che vale anche per le Amministrazioni future, perché io credo che il richiamo al rispetto rigoroso dell'articolo 6 sia un richiamo fondamentale e credo che il messaggio ai tanti disoccupati che sono in giro in Sardegna, soprattutto a quelli che rappresentano disoccupazione intellettuale e quindi quella a più alto valore aggiunto, quella che noi vorremmo che rimanesse in Sardegna perché ne concepiamo e ne comprendiamo l'importanza per lo sviluppo della Sardegna, il messaggio che arriverebbe a questi giovani sarebbe un messaggio veramente negativo che è intollerabile per qualsiasi Amministrazione. Quindi, se anche voi ritenete che ci possano essere delle cose su cui centrodestra e centrosinistra ragionano in maniera, sempre rubando a Pigliaru, bipartisan, questa è una di quelle cose, è una di quelle vicende in cui il Consiglio regionale può esprimere una parola forte dicendo che le assunzioni avvengono all'interno dell'Amministrazione regionale attraverso concorso e quindi che tutto ciò che avviene in altra maniera deve essere codificato a principi di eccezionalità e non di ordinarietà, come qualcuno vorrebbe, che sono quelli che la nostra legge, peraltro, già dispone.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi a parlare non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Grazie. Questo argomento è stato già articolatamente e ampiamente descritto dall'illustrazione, quindi verbalmente adesso da Pierpaolo Vargiu nell'illustrazione della mozione e d'altra parte per chi avesse o abbia avuto già la pazienza di leggerla è abbastanza evidente. D'altra parte è un argomento che rimbalza sui nostri tavoli ormai da molto tempo, io ho seguito in parte i lavori della Commissione bilancio e anche in quella occasione, quando si è parlato in particolare a proposito dell'articolo 3 e di tutte le questioni collegate al grande problema del precariato, questo argomento è stato posto e abbiamo registrato in quell'occasione anche voci che provenivano dal tavolo della maggioranza che sulla questione delle short list, di questo sistema di selezione, ponevano autorevolmente anche fortissimi dubbi. Se questo è vero, se abbiamo constatato che, dico brevemente qual è il problema dal mio punto di vista in termini anche di semplice buonsenso si può vedere questo problema e cioè stiamo vivendo, tutto il sistema politico sta vivendo in questo periodo, con grave preoccupazione, il problema dell'occupazione e dall'altro il problema del precariato. Ieri un intervento di un esponente sindacale dava anche dei numeri, se non ricordo male su 31 mila, 32 mila nuove assunzioni nel corso di quest'anno solo 6 mila sono a tempo indeterminato, mentre abbiamo nel pubblico e nel privato un incremento fortissimo sì delle occasioni di lavoro, ma tutte nel terziario fortissimo in altri settori no, ma tutte a tempo indeterminato o attraverso forme contrattuali comunque non stabili. Ora, questo in Regioni in cui la mobilità del mercato del lavoro consente per chi perde il posto di lavoro, la possibilità comunque di acquisirlo, per cui un rapporto di lavoro subordinato in qualche modo è una tappa della propria esperienza lavorativa che poi può essere proseguita in altri rapporti di lavoro subordinato e non solo professionale quindi, qui nella nostra Regione invece questo tipo di esperienza lavorativa è di fatto l'ingresso in una situazione forte e lunga di instabilità, di precarietà appunto che non vuol dire solo precarietà del futuro lavorativo, ma implica come necessità, la precarietà della propria posizione familiare, delle scelte fondamentali della vita, cioè implica il protrarsi di una situazione di incertezza che mina, mina alla radice la stabilità della nostra società. Io sono convinto e credo che non bisogna assolutamente, che sia necessario non stancarsi oggi di sottolineare la gravità di questo problema che ci tocca tutti come rappresentanti politici di tutti gli schieramenti. Se questo è vero chiedo alla Giunta, e alla maggioranza se queste cose contenute nella nostra mozione risultino vere e se non risulti necessario che il Consiglio di fronte a questo problema finalmente prenda una posizione responsabile.

E' vero o no che la determinazione 951 dell'Assessorato dell'igiene e sanità prevede nell'indizione della pubblica selezione conferimento di incarichi di CO CO CO per queste figure professionali: medico del lavoro, sono state già lette ma lo ribadisco perché forse anche la nostra distrazione non ci permette di renderci conto di qual è il nocciolo della questione; medico del lavoro, medico di sanità pubblica, esperto di comunicazioni, addetto stampa, esperto in programmazione economico sanitaria, informatico, esperto qualificato in valutazione dei sistemi di gestione qualità e sicurezza, farmacista, esperto in farmaco sorvegliante, esperto privacy, coordinatore di gestione e pianificazione di progetti complessi di sanità elettronica, eccetera eccetera eccetera. Sono figure professionali che possono ridursi ad una collaborazione provvisoria corrispondente cioè ad un obiettivo e a un progetto specifico, queste figure professionali? Allora se è vero che vogliamo fare la lotta al precariato e tutti lo vogliamo fare, se è vero che nel fare la lotta al precariato, quello esistente, noi compiamo, non volendolo, purtroppo è stato segnalato anche da molti colleghi, compiamo pur non volendolo un atto di ingiustizia per coloro che sono fuori dal mercato del lavoro! Per le generazioni più giovani, se noi siamo coscienti che risolvere il problema del precariato implica un atto di ingiustizia nei confronti di chi non è neanche precario, possiamo permettere che però risolvendo il problema in maniera dolorosa consentiamo nella politica ordinaria che il problema si generi ulteriormente? Questo è il nocciolo della questione. E io credo che su questo aspetto non tanto quindi per una polemica pretestuosa, ma per una presa d'atto di situazioni che credo tocchino tutti noi. Quanti di noi incontrano persone che o sono precarie o sono totalmente disoccupate e chiedono almeno di poter finalmente avere la speranza di poter entrare in Regione o negli enti pubblici con un normale, normalissimo pubblico concorso. Ormai se si facesse una statistica, credo che in Regione dipendenti entrati con pubblico concorso ce ne siano ben pochi, pochissimi ormai. Questo è un problema grave che toglie, fra l'altro, alla stessa struttura organizzativa dei servizi che devono essere erogati, degli atti importanti di programmazione, di scelte fondamentali di Governo che la Regione deve compiere, tolgono quella possibilità anche per chi dirige. Quindi parlo dell'amministrazione, per chi dirige i nostri uffici, mirano alla possibilità di poter programmare un assetto, di programmare una costruzione di professionalità che nel futuro possano rimanere, a meno che non sia vero ciò che maliziosamente si può anche dire e realisticamente dobbiamo ammettere almeno come possibilità, Assessore, e cioè che queste short list siano in realtà il preambolo per una nuova e rinnovata operazione di clientela politica. Se questo non è vero e io, spero e credo che lei personalmente questo non lo voglia, do atto e prendo atto della sua correttezza umana, professionale e politica, se questo non è vero, se questo è solo un dubbio malizioso, dissolviamo questo dubbio con un atto molto chiaro da parte di questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Ho piacere di intervenire nella discussione sulla mozione che è stata presentata a firma Vargiu, La Spisa e più su un tema che inaugura, io credo, per i prossimi giorni approfondimenti, prese di posizione, descrizioni, ragionamenti, ipotesi di soluzione, comunque un dibattito attorno alla principale questione della società sarda, il lavoro. Come si risponde a questo bisogno diffuso e significativo, significativo per la vita delle persone, per la vita dell'intera comunità, significativo per la sua stabilità sociale, e partiamo da un ragionamento. Il ragionamento è quello su come si è formato e su come si forma, quale radice ha il precariato nella pubblica amministrazione, che connotato è andato ad assumere in questi anni, in ragione di che cosa è andato ad assumere quel tipo di connotato. Precariato nella pubblica amministrazione ce n'è dà sempre, io ricordo a tutti che nel momento in cui fu costituita la Regione autonoma della Sardegna, è uno dei limiti di questa mozione che ha molti pregi, però ha anche questo limite che chiama la Regione, Regione Sardegna. Regione Puglia, Regione Sardegna, Regione Lazio è un termine che si usa per le Regioni a Statuto ordinario. La Regione sarda è Regione autonoma della Sardegna, cioè ha uno Statuto speciale, un patto federativo di tipo diverso, di valore costituzionale, con lo Stato italiano, nell'ambito della Repubblica si distingue rispetto alle altre Regioni e quindi sarebbe opportuno anche quando negli atti ufficiali poniamo in discussione questa nostra istituzione o questioni che attengono al suo funzionamento, definirla come è, così, come è definita dallo Statuto speciale. La Regione Sardegna è una Regione autonoma ed è una Regione autonoma che ha una sua capacità legislativa primaria in materia di personale e organizzazione degli Uffici.

Quindi, quello che deriva all'amministrazione regionale in termini di organizzazione interna e di gestione del personale, deriva in quanto è deciso in quest'Aula, in questo Consiglio regionale e non è imposto da altri soggetti esterni, non è imposto dallo Stato. Quindi le scelte che si fanno di funzionamento non sono delle disgrazie che capitano, quello capita alla Regione Lazio, ma sono delle cose che vogliamo. Abbiamo voluto il precariato, il precariato, o meglio le modalità anomale di assunzione nel pubblico impiego sono antiche, quando fu istituita la Regione, la Regione fu istituita con un corpo, diciamo, di primo impianto proveniente dagli Uffici dello Stato. Successivamente e in ragione delle esigenze operative immediate furono fatte prima assunzioni, allora si chiamavano gli avventizi, gente che veniva assunta a tempo determinato, attraverso formule che non erano esattamente quelle previste dalla Costituzione, cioè la selezione concorsuale, un bando pubblico, un concorso per titoli ed esami, ma a chiamata diretta, cioè provvedevano gli uffici di gabinetto, direttamente gli Assessori all'epoca, e da quel momento sono incominciate le procedure di stabilizzazione. Ci sono autorevoli funzionari dirigenti della nostra amministrazione, o vi erano perché adesso ormai sono andati in pensione, che provengono da quel tipo di infornate, le infornate degli avventizi. E poi ci sono state norme che per sostenere l'attività lavorativa, la "285", con riferimento ai giovani, hanno organizzato forme anch'esse anomale di assunzione, chiamate attraverso l'ufficio di collocamento per i singoli progetti, o attraverso convenzioni con un sistema con le cooperative, con un sistema quindi di imprese private. E poi, successivamente, si sono inaugurate altre forme, per esempio nella pubblica amministrazione sono venuti tutti coloro che hanno svolto attività presso progetti di lavoro socialmente utili, oppure sono arrivati alla pubblica amministrazione attraverso contratti, diciamo, di natura flessibile. Tutto questo perché? Perché l'amministrazione pubblica e anche l'amministrazione regionale è straordinariamente incapace di programmare se stessa in ragione delle attività che deve svolgere, non sa quello che deve fare, e non sapendo quello che deve fare non si trova pronta nel momento in cui deve farlo, con le professionalità di cui ha bisogno; e va e attinge dove può attingere, con tutti gli strumenti, soprattutto con i pessimi strumenti che la contrattualistica di diritto privato, che ormai è anche quella che vige in ambiente pubblico, è ricondotto al diritto privato il rapporto di lavoro del dipendente pubblico, così purtroppo recita la legge di riforma sul pubblico impiego, beh, tutto il sistema della contrattualistica privata, dell'impresa… ve lo ricordate, lo dico ai colleghi Riformatori, mi dispiace che non ci sia l'onorevole La Spisa, cioè la destra che è sostenitrice di queste filosofie, più mercato nello stato, o più mercato e meno Stato? L'abbiamo avuto "più mercato" e abbiamo incominciato a mercanteggiare con le persone, con le professionalità, con la vita di questa comunità, abbiamo assunto, preso, legalizzato, cacciato via e ripreso, riconquistato, reinserito, stabilizzato, e l'amministrazione pubblica non ha funzionato meglio, ha funzionato anche peggio, in qualche circostanza in maniera pessima e continua a farlo. Io condivido molto dei contenuti di questa mozione. E va detto finalmente che non si può procedere. Noi abbiamo, lo dico all'Assessore, due piani di stabilizzazione del precariato dell'amministrazione pubblica: quello del sistema sanitario regionale in corso, derivante dalla norma inserita nel piano sanitario regionale e quello derivante dalla norma inserita in finanziera regionale, che riguarda il personale dell'amministrazione regionale degli enti e delle agenzie. Bene, se lo stiamo stabilizzando il personale, per cinque anni sono tutti pluriennali questi interventi, pluriennali per molti anni, mi pare e tre a cinque anni adesso non ricordo, quattro, quattro anni, per quattro anni almeno, io dico per cinque, non si può procedere più a nessuna assunzione in modo flessibile, basta con la flessibilità, almeno in quest'amministrazione! Si stabilizzi quello che c'è, si verifichi la qualità professionale, si facciano i concorsi, se ci sono carenze, se i carichi di lavoro non sono stati calcolati bene si calcolino bene, e si stoppino le assunzioni con le modalità che fornisce l'impresa. E' l'impresa che sta portando alla devastazione economica l'intero mondo con la sua filosofia, le borse crollano, si parla di recessione, questo pensiero unico, sviluppista all'eccesso, sempre crescere, che consuma l'ambiente, erode la terra, questa concezione che tutto è capitale, anche le persone. Ogni tanto, in qualche discussione, anche politica, esce fuori il termine "capitale umano". Però dimenticando che le persone sono uomini e donne, sangue e carne, sentimenti e passioni. Noi non accettiamo più questa cosa, si stoppi, ha ragione la mozione. Niente più assunzioni, short list, tutte cancellate! Se ce ne sono in corso, via! E si incominci a ragionare, invece, sulla migliore organizzazione dell'amministrazione per corrispondere ai bisogni della nostra comunità.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras.

E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà. Decade.

E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Rimango favorevolmente impressionato dall'intervento del collega Uras e… per cortesia sto parlando seriamente, una volta Davoli, sto parlando seriamente, abbi la pazienza di ascoltare! …e senza nessun tipo di retropensiero mi trovo decisamente d'accordo, e forse è arrivato il momento di esaminare tali situazioni - e non solo queste, queste sono piccole cose, piccole grandi cose rispetto ai problemi che quest'Aula è chiamata ad affrontare - dicevo è arrivato il momento di iniziare a parlarne senza pregiudizi, senza posizioni preconcette. Stamattina, nell'intervento con le autonomie locali, col Consiglio delle autonomie locali, ho fatto riferimento al delicato momento istituzionale che vive il nostro paese, e dal quale noi non siamo esenti. Io credo che il muro contro muro, comunque e sempre, qualsiasi sia l'argomento, sia arrivato il momento di metterlo da parte. Ritengo che ci possano essere degli argomenti con i quali si può concordare o si possa concordare con gli amici avversari politici, avversari nel senso che intendono il sistema sociale in gran parte diversamente da come lo intendo io, ma che per certi versi e su certi argomenti trovano piena coincidenza. E io, spero non diversamente da loro, non mi pongo in maniera preconcetta, non ho intenzione di attentare alla stabilità della maggioranza nel dire questo, e altrettanta disponibilità e apertura e libertà mi aspetto dai colleghi. Perciò non in maniera strumentale, e non c'è nessun attacco a questa maggioranza di governo, ma è un recupero del senso istituzionale che sto cercando di fare, io sottoscrivo, in gran parte, fuor che alcune sfumature sul sistema sociale e sul sistema economico rappresentato dal collega Uras. Condivido anche alcune osservazioni sugli aspetti negativi della globalizzazione, ma forse parlandone, e parlandone maniera libera e non cercando necessariamente il consenso con queste parole, il consenso fuori da quest'Aula, strumentalizzare tutto perché comunque mi porto a casa il consenso di qualcuno contro qualcun altro, anche su quel sistema credo che forse sia opportuno ragionare e magari, per quanto ci compete, piccola cosa, ma ripeto sono le piccole cose che fanno grandi le cose, rivedere anche alcune posizioni. Il sistema economico mondiale sta segnando il passo, è sotto gli occhi di tutti, la recessione che alle porte sia in America che in Europa, probabilmente una macchina che si riteneva perfetta, e che non esiste e che non può esistere, ha bisogno di una rivisitazione e di alcuni vincoli sulla tutela dell'uomo, dell'uomo fine a se stesso, dell'uomo come componente essenziale di un sistema ambiente, di un sistema sociale, di valori che vanno recuperati. Non è il Dio denaro che deve guidare le nostre azioni, non è il Dio denaro che deve guidare il futuro della nostra società. Cosa c'entra questo con le short list, c'entra eccome perché, vedete, qualsiasi azione di buona amministrazione, da qualunque forza politica sia portata avanti, se non è caratterizzata dalla trasparenza, se non è caratterizzata dall'equità, e del rispetto dei diritti altrui non può essere un'azione condivisibile, neanche nel nome di una efficiente ed efficace azione amministrativa. Io comprendo per esempio la necessità sposta nella delibera numero 951 di porre rimedio a una pianta organica dell'assessorato alla sanità che è carente, che manca di alcune figure, e da tempo ci si batte perché con le dovute azioni di legge e con la rivisitazione della normativa quella pianta organica, così come altre, possa essere adeguata alle esigenze odierne. Il sistema delle short list è una scorciatoia giustificata sempre e comunque dalla necessità di un intervento immediato, e nel mentre che si cercano le soluzioni per raggiungere quel effetto immediato si inseriscono delle azioni che, da qualsiasi parte si stia, non possono essere condivise e non sono condivisibili. Faccio un esempio per tutti: voi sapete che non si potrebbe, o meglio non c'è una normativa specifica che prevedeva, nel passato, la figura di un addetto stampa negli assessorati. In quella norma c'era una ratio che è costantemente calpestata nell'ultimo periodo, ma non fa parte dell'ordine del giorno, non fa parte della mozione ma è ad essa collegata. Mentre adesso si cerca, con una forzatura, di inserire una figura che la normativa non prevedeva. La mozione è molto esplicita e chiara, non è di parte soprattutto, quando richiama a quelle azioni di legge che la Giunta può fare per dare risposta a queste esigenze, lo può fare in maniera altamente professionale, lo può fare utilizzando le norme esistenti che quest'aula ha posto in essere, e che però non è ancora riuscita ad attivare, a questa carenza non si può rimediare aggirando l'ostacolo perché l'Agenzia regionale della sanità è la risposta alle esigenze dell'assessorato, specificatamente stiamo parlando dell'assessorato alla sanità. E' contraddittorio che la Giunta presenti, e siano stati approvati in commissione degli emendamenti, che riguardano l'articolo 3 la regolamentazione delle short list, cosa devono essere, come devono essere attivate, che devono essere annullate tutte quelle azioni poste in essere non rispondenti al comma 20, potrei sbagliare ma non credo di tanto, sull'articolo 3. Questa è una di quelle azioni che non rispondono a quello che la Giunta ha portato come emendamento alla finanziaria. Ma è chiaro che non rispondono! In quel momento forse c'erano altre necessità, c'era la necessità di intervenire, di costruire una struttura parallela forse? Ma passiamo anche questo! Ma perché continuare con il sistema del precariato, della discrezionalità, della non qualificazione professionale? Perché? E non ci vedo, voglio dire, io non voglio far aleggiare il sospetto su questo, non è il mio interesse in questo momento, proprio per il cappello che ho fatto in questo intervento. E' semplicemente la ricerca di scorciatoie che come tutte le scorciatoie in materia legislativa e in materia amministrativa necessariamente calpestano i diritti di qualcuno. L'abbiamo visto sulla legge numero 31, sugli attentati alla legge "31", non è un termine forte, è un termine esplicito, non vuole essere un termine forte "attentati alla legge numero31" è attentato tutto ciò che non segue un iter razionale e istituzionale per modificare una legge se non con interventi spot finanziari. Ecco perché la mozione è una mozione non di parte ma a garanzia di un sistema che deve essere trasparente, a garanzia della meritocrazia, a garanzia del pieno rispetto di norme che già regolano l'attività, la possibilità di partecipare in maniera trasparente e pubblica ad un concorso, selezione, chiamatelo come volete, per un posto di lavoro altamente qualificato.

Nel dire questo, ripeto e concludo, non sono le parole della mozione, non sono le mie parole, non sono le mie considerazioni, sono le considerazioni presenti nella finanziaria…

PRESIDENTE. Sì, concluda.

CAPELLI (U.D.C.). …presenti nella finanziaria che stiamo andando a discutere e sono state volute e in parte corrette dalla Commissione competente, dalla terza Commissione, bilancio e programmazione.

Ecco perché suggerisco un approccio "laico" a questa mozione che potrebbe essere anche l'inizio di un buon, corretto confronto sulla finanziaria regionale.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. E' iscritto a parlare il consigliere Liori ma decade.

E' iscritta a parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.

LANZI (Sinistra autonomista). Grazie Presidente, sulle short list anche il nostro gruppo ha presentato più volte delle interrogazioni e ha sottoposto all'attenzione un problema che è di metodo di selezione, che troppo spesso, anche in modo disinvolto viene utilizzato in generale dalla pubblica amministrazione. Quindi è certo ed è condiviso che vi è la necessità, se ci sono delle effettive carenze all'interno della pubblica amministrazione, di ripristinare le regole di selezione pubblica che sono fondate sul merito e non è certo accettabile usare questo sistema, cioè quello delle short list che non prevedono alcun tipo di selezione, e qui i requisiti non sono noti all'esterno, anche per figure che sono già previste nell'ambito di selezioni pubbliche avviate ma non ancora concluse. Quindi credo che proprio in coerenza con quanto abbiamo sostenuto fin dall'inizio, vi sia la necessità di utilizzare i concorsi pubblici per le figure di cui l'amministrazione regionale ha bisogno, anche per valorizzare quelle competenze che possono venire dal merito e che credo ci siano fra i giovani sardi laureati e specializzati. Quindi, la Giunta e tutta la maggioranza, io credo che debba prendere un impegno concreto, e ci sarà un'azione di questo tipo da parte nostra all'interno della finanziaria di eliminare questo sistema di selezione. Ma dall'altra c'è anche un altro problema che è quello di garantire almeno per tre anni la durata delle graduatorie dei vincitori di concorso, in modo tale che non vengano utilizzati, per le stesse figure professionali, altri sistemi come è accaduto con le short list. La sinistra in quest'Aula ha sempre sostenuto con forza la necessità di eliminare il sistema del precariato nella pubblica amministrazione e credo che questo non possa essere sbandierato a tratti ma va perseguita una politica coerente rispetto a questo, e una politica coerente significa non solo non creare più precariato ma utilizzare quei metodi di selezione che sono basati sul merito, ci riempiamo spesso e volentieri la bocca di meritocrazia, io credo che valga la pena applicarla concretamente anche per dare un po' di speranza a quei giovani sardi laureati e plurispecializzati che esistono nella nostra società. Io credo che la selezione pubblica sia ancora uno strumento di garanzia reale, non solo per chi partecipa al concorso, ma anche per la qualità di prospettiva che può avere la pubblica amministrazione e di cui certamente ha bisogno. Per questo io ritengo che da questa mozione debba nascere un impegno concreto, attraverso quegli strumenti che abbiamo a disposizione nell'immediato, quindi la finanziaria, da parte di tutti affinché questo tipo di strumento venga realmente superato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessoredegli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente, onorevoli consiglieri, io devo dire subito come premessa che il problema che è stato sollevato, attraverso la mozione primo firmatario l'onorevole Vargiu, non è un problema che riguarda solo ed esclusivamente la minoranza, è un problema che tocca la maggioranza, che tocca soprattutto il governo regionale. Perché questo è un problema, non utilizzerò questa bruttissima parola inglese short list, parlerò di collaborazioni esterne, di modalità attraverso le quali si assumono delle competenze attraverso delle collaborazioni esterne, utilizzando strumenti giuridici, i più diverse e i più disparati. Il problema delle collaborazioni esterne è un problema che ci tocca profondamente come Giunta regionale, perché un uso non corretto delle collaborazioni esterne rischia di vanificare anche quei processi di riforma che il governo regionale, la maggioranza, questo Consiglio regionale ha messo in campo e che ci sono costati, anche attraverso dei processi di razionalizzazione che hanno riguardato appunto il personale, i dipendenti regionali, un processo di razionalizzazione anche doloroso che però aveva come finalità e ha come obiettivo quello di costruire un nuovo modello di Regione e che quindi di finalizzare, anche la dotazione organica e anche le competenze e le professionalità necessarie, per costruire questo nuovo modello di Regione. Un nuovo modello di Regione che abbia come obiettivi e come finalità anzitutto quello di occuparsi di indirizzi e di programmazione e di spogliarsi possibilmente, il più possibile di quelle competenze in materia gestionale che, come abbiamo visto, devono essere necessariamente trasferite al sistema delle autonomie locali. Quindi, un utilizzo non corretto delle collaborazioni esterne rischia di vanificare i processi di riforma che abbiamo messo in atto, ma soprattutto rischia di incrinare alcuni dei principi fondamentali, anche i principi costituzionali che sono alla base della pubblica amministrazione. Abbiamo sempre detto, e di questo ne siamo profondamente convinti, che all'interno della pubblica amministrazione si può entrare solo ed esclusivamente attraverso concorsi pubblici. Noi siamo stati e abbiamo cercato di essere coerenti rispetto a questo principio che è di natura costituzionale, abbiamo messo in atto una serie di concorsi pubblici per l'acquisizione di quelle competenze e di quelle professionalità che sono assenti o che erano assenti all'interno dell'Amministrazione regionale e, quindi, non possiamo permettere che quei concorsi che ci sono costati fatica, che ci sono costati risorse possano essere vanificati; e che quindi quelle aspettative legate agli idonei di quei concorsi possano essere in qualche modo vanificate attraverso le collaborazioni esterne e comunque un uso non corretto delle collaborazioni esterne. Dicevo anche, però che questo problema non è e non può essere solamente un problema delle minoranze. Tanto è vero che per quanto riguarda il Governo regionale, per quanto riguarda anche la maggioranza, per quanto riguarda questo consiglio regionale si è già esercitato adeguatamente nel cercare di regolamentare e di regolare, di rendere trasparente il problema delle collaborazioni esterne. Io voglio ricordare che nella finanziaria del 2007 per la prima volta abbiamo introdotto della norme che pongono dei paletti molto precisi, per quanto riguarda la possibilità di ricorrere alla collaborazione esterna. Voglio ricordare che nell'articolo 7 della finanziaria del 2007 sono presenti delle caratteristiche ben precise, sono poste delle condizioni ben precise attraverso le quali si può ricorrere alle collaborazioni esterne. Si dice che le collaborazioni esterne devono avere un carattere di assoluta straordinarietà, che devono riguardare competenze e professionalità che sono assenti all'interno della Amministrazione regionale, e soprattutto ci sono due norme che noi abbiamo inserito, che il Consiglio regionale ha inserito a mio modo di vedere estremamente importanti: gli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa sono conferiti previo espletamento di procedure comparative rese pubbliche preventivamente. L'altra norma che noi abbiamo inserito, anch'essa di grande rilevanza e di grande importanza, riguarda una norma di trasparenza: l'amministrazione, le agenzie, gli enti rendono noti mediante inserimento nelle loro banche dati, accessibili al pubblico per via telematica, e nel BURAS gli incarichi conferiti ai propri consulenti, indicando l'oggetto, l'importo, la durata dell'incarico, e intendendosi soppresse tutte le altre forme di pubblicità. Significa che quindi chiunque all'interno delle direzioni generali, chiunque all'interno degli Assessorati abbia fatto ricorso a collaborazioni esterne, a consulenze ha avuto e ha l'obbligo e il dovere di dare pubblica comunicazione attraverso gli strumenti che sono a nostra disposizione. Naturalmente c'è anche l'obbligo che noi abbiamo adottato come prassi che tutte le consulenze e tutte le collaborazioni esterne devono essere date comunicazione alla ragioneria, la quale a sua volta dà comunicazione alla Corte dei conti. E' evidente che chi non si è attenuto a quelle indicazioni, a quelle prescrizioni che sono contenute all'interno dell'articolo 7 della finanziaria del 2007 se ne assumerà interamente la responsabilità di fronte alla magistratura contabile.

Per quanto riguarda poi gli altri provvedimenti che noi abbiamo inserito, che noi… ma ormai non è noi è il Consiglio regionale che li ha voluti, c'era un'altra norma che era contenuta sempre nella finanziaria del 2007 e che prevedeva un primo argine, un argine legato alla spesa da destinare alle collaborazioni esterne: la norma contenuta nell'articolo 7 della finanziaria diceva esattamente che si poteva destinare alle collaborazioni esterne il 50 per cento della spesa sostenuta nel 2006. Quindi, ponendo anche degli argini di natura contabile, di natura economica all'utilizzo delle collaborazioni esterne. Ecco perché quindi il problema, questo problema così delicato, così importante e così complesso non può essere un problema della sola minoranza, è un problema che è stato fatto proprio dall'intero Consiglio regionale, è un problema che ha impegnato e che impegna interamente il Governo regionale.

Ma c'è un altro motivo per cui le collaborazioni esterne, un uso corretto delle collaborazioni esterne è importante: perché badate che attraverso le collaborazioni esterne, un uso non corretto delle collaborazioni esterne si innescano quei meccanismi che diventano produttori di precariato. Il precariato che si è andato creando, formando in tutti questi anni all'interno dell'Amministrazione regionale è la conseguenza dell'utilizzo di consulenze e collaborazioni esterne attraverso tutte le diverse forme giuridiche che sono state utilizzate, ed è proprio quel precariato che noi abbiamo cercato, a cui abbiamo cercato di dare delle risposte concrete attraverso l'articolo 36 della finanziaria del 2007 che prevedeva il piano appunto per il superamento del precariato. Oggi quell'articolo 36 è diventato un accordo che è stato siglato con le organizzazioni sindacali, quel piano è diventato una delibera di Giunta, quel piano è in fase di attuazione, quel piano probabilmente non richiederà più quattro anni, come era previsto appunto nella finanziaria, ma pensiamo che possa essere concretizzato in un lasso di tempo naturalmente inferiore.

Ecco, da qui deriva l'importanza di questo argomento. Devo dire che come conseguenza delle norme che erano state introdotte dal Consiglio regionale nella finanziaria, l'Assessorato degli affari generali si è attivato perché quelle norme venissero scrupolosamente seguite da parte di tutti. Noi abbiamo emanato una circolare, esattamente l'8 ottobre del 2007, una circolare molto dettagliata che quindi indicava tutte le modalità attraverso le quali si poteva fare ricorso alle collaborazioni esterne, questa circolare è stata anche fatta pervenire alla Corte dei Conti. Devo anche dire che più volte ci siamo esercitati perché quei paletti, quelle condizioni dovessero essere seguite in maniera scrupolosa attraverso un continuo ricordo, un continuo cercare di fare ricordare a chi è chiamato ad osservare, appunto, le leggi della nostra Regione di dover osservare scrupolosamente quanto previsto all'interno delle nostre leggi. Ma devo dire che oltre questo, devo dire che anche la finanziaria di quest'anno, all'interno della finanziaria di quest'anno, esattamente all'interno dell'articolo 3 mi pare, è rimasto all'articolo 3, sono contenute una serie di norme estremamente importanti che rendono ancora più cogente, ancora più stringente le condizioni attraverso la quali si deve far ricorso alle collaborazioni esterne. Voglio ricordare, appunto, che c'è una norma, all'interno della finanziaria, che io penso e naturalmente auspico che venga assolutamente approvata da parte del Consiglio, che interviene proprio su quei meccanismi che generano il processo di precariato, che generano precariato. E cioè, c'è una norma che è stata mutuata dalla finanziaria nazionale che dice che si possono accendere delle collaborazioni esterne per un massimo di sei mesi, ma non sono rinnovabili e non possono essere ulteriormente accese convenzioni con quella persona nell'arco dei prossimi due anni. Questa è una norma che impedisce il moltiplicarsi del precariato, che impedisce tutti quei meccanismi che generano ulteriore precariato, perché sappiamo benissimo che si inizia con una collaborazione esterna con un COCOCO e poi viene rinnovato continuamente, fino a quando quella aspettativa non diventa un'aspettativa di stabilizzazione. Ma c'è anche un'altra norma che noi abbiamo rivendicato, e che era contenuta nel protocollo d'intesa nell'accordo fatto con le organizzazioni sindacali in materia di precariato, che assegna l'Assessorato agli affari generali e personale la possibilità di verificare e di dare un parere vincolante su qualunque, su qualunque collaborazione esterna, consulenza, che si dica, che venga accesa da parte di qualunque direzione regionale, da parte di qualunque Assessorato. Perché l'altra anomalia è che paradossalmente l'Assessorato al personale in tutti questi anni non ha avuto la benché minima possibilità, non solo di esprimere pareri sulle collaborazioni esterne, ma anche di poter monitorizzare l'utilizzo delle collaborazioni esterne. Oggi, e questo mi pare che sia un passo avanti estremamente significativo, nella finanziaria che andiamo ad affrontare, ad approvare, si dà all'Assessorato agli affari generali la possibilità di monitorare, di dare un parere vincolante, quindi ci sarà un responsabile, e responsabile sarà l'Assessorato agli lei generali per qualunque uso non corretto delle collaborazioni esterne. E c'è l'altra norma estremamente importante, che tutte le short list che non corrispondono a quei criteri, a quelle condizioni che erano contenute all'interno della finanziaria del 2007 e che sono state ulteriormente esplicitate all'interno della finanziaria oggi all'esame del Consiglio, tutte quelle short list quelle collaborazioni esterne devono essere assolutamente cassate.

Ecco quindi mi pare che il problema è un problema, come direbbe l'assessore Pigliaru, bipartisan, è un problema che interessa la maggior minoranza come interessa la maggioranza, come interessa il Governo regionale, qualunque Governo regionale abbia la responsabilità di queste questioni e di queste tematiche. Quindi è un problema che deve essere affrontato congiuntamente, è un problema che deve consentirci di cercare di fare in modo che su questioni di questa natura, che sono delicate, che sono complesse che toccano anche i bisogni primari dei nostri giovani, dei nostri laureati ci possa essere un atteggiamento l'unico, ci possa essere un atteggiamento unificante da parte dell'intero Consiglio regionale. Da parte della Giunta regionale c'è tutta la disponibilità, questa disponibilità si è anche esplicitata attraverso degli emendamenti, che sono stati accolti da parte della Commissione finanza nel corso dell'esame della finanziaria del 2008, io penso che questa collaborazione possa dare ulteriormente i suoi frutti anche nel corso della discussione. Un'unica risposta anzi due risposte sono dovute mi pare ad alcuni quesiti che sono stati posti dall'onorevole Vargiu, mi pare anche dagli altri esponenti dell'opposizione che sono intervenuti. Per quanto riguarda la short list che era stata attivata da parte dell'Assessorato alla sanità; l'Assessorato alla sanità ha attivato quella short list ma non ha attinto da quella short list, quindi non ha attinto da quella short list e quindi noi ci auguriamo che non si possa attingere se non alle condizioni che sono previste dalle norme che noi abbiamo attivato e che sono attualmente in corso.

Per quanto riguarda poi le dimensioni del fenomeno, onorevole Vargiu, le dimensioni del fenomeno sono state oggetto, mi pare l'anno scorso o due anni fa, di un'indagine da parte della Corte dei Conti che ha dato, attraverso la documentazione che le è stata fornita da parte dell'amministrazione regionale, ha dato un quadro assai dettagliato sul fenomeno delle collaborazioni esterne, delle consulenze all'interno dell'amministrazione regionale. Ma devo dire che oggi è possibile, appunto, perché c'era quella norma contenuta nella finanziaria del 2007 poter attraverso, entrando, appunto, nel sito della Regione è possibile vedere tutte le consulenze, tutte le collaborazioni esterne, tutti i contratti di COCOCO che sono stati attivati da parte delle diverse direzioni generali. E' evidente che quando attraverso l'approvazione della finanziaria ci sarà una responsabilità diretta del Assessorato del personale penso che sarà più facile non solo monitorare questo fenomeno, ma avere un quadro IL più possibile aggiornato perché si riporta ad unitarietà un fenomeno che invece si è frammentato e diviso tra tutti gli Assessorati.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, replica è una parola forte e in questo caso non la userei, nel senso che ciò che io ho sentito dire sia da diversi colleghi di minoranza intervenuti, sia nella sede, nella sua quella sì replica da parte dell'assessore Dadea, è tutto sommato un indicazione incoraggiante che molte delle questioni che sono state poste sul tappeto dalla minoranza, non appartengono, così come noi ci auguravamo, alla sensibilità della minoranza, ma appartengono alla sensibilità dell'intero Consiglio; e probabilmente rappresentano una serie di argomenti, che noi, qui parlo della cultura, che non estendo all'intero centro destra, nel senso che ognuno se ne assume le responsabilità in proprio, una cultura di cui noi ci sentiamo sicuramente portatori e che nella logica del bipolarismo, nella logica degli schieramenti che sono portatori di progetti differenti, però possono esistere dei pezzi di progetto che rappresentano un terreno di condivisione. E sono proprio questi pezzi di progetto che rappresentano un valore aggiunto di una amministrazione nel senso che ci sono alcune cose che sono condivise universalmente nella sensibilità del Consiglio regionale e che noi dobbiamo stare attenti a far emergere perché se emergono evitano a ciascuno di noi di cambiare idea con il cambio della casacca, che è la peggiore delle cose che possa succedere, sia per chi è costretto a fare goal cambiando porta così come gli cambia il colore della maglietta, ma anche per chi ci osserva, che spesso non comprende come mai i messaggi si modifichino a secondo del ruolo che nel teatrino della politica la parte riveste in quel momento contingente.

Quindi, io credo che ci siano degli elementi positivi nelle cose che abbiamo sentito dire dall'Assessore; io, assessore Dadea, le chiederei, se fosse possibile, il suo impegno formale affinché quell'azione di ricognizione, fatta uno o due anni fa dalla Corte dei conti, venga rifatta e aggiornata da parte dell'Assessorato regionale degli affari generali; e ritengo che la sede di controllo - come noi abbiamo, a mio avviso, correttamente pensato di introdurre all'interno del disegno di legge finanziaria per il 2008 - non può che essere quella dell'Assessorato degli affari generali, e non esiste soltanto il controllo e la verifica che devono essere esercitate dalla Corte dei conti, io credo che, in assenza di un organismo consiliare di verifica, forse la cosa migliore sarebbe un organismo dotato di terzietà rispetto alla Giunta, che possa andare alla verifica della compatibilità con la legge. Però, se questo non è, quantomeno che ci sia una verifica di coerenza rispetto al dettato della legge, che viene esercitata da parte dell'Assessorato degli affari generali. Sa perché le dico questo? Le dico questo perché, ovviamente, la capacità di controllo che può essere esercitata da un singolo consigliere regionale è modesta. Lei sa bene che l'Assessorato regionale della sanità avrà trecento dipendenti, quattrocento, duecento, non so; noi abbiamo le forze della disponibilità del consigliere che, attraverso Internet, attraverso la propria capacità di aggiornamento, insegue ogni giorno decine e decine di problemi diversi. Le risorse messe in campo sono cosa ben diversa. Però, le devo dire che a me aveva colpito quando avevo visto la delibera numero 941 dell'Assessorato regionale della sanità, che, nel BURAS dell'aprile del 2006, risultava una convenzione per l'incarico di consulente tecnico di architettura e sistemi applicativi per due anni e con un impegno di spesa di 144 mila euro, convenzione che scadeva il 30 di dicembre del 2007, e, guarda caso, nelle short list pubblicate dall'Assessorato regionale della sanità, compariva quella specifica figura professionale, come dire che una figura professionale che già da due anni era operativa presso la Regione lo sarebbe stata per altro tempo attraverso la short list. Non andiamo a configurare, in quel caso, una risposta a bisogni istituzionali dell'Assessorato solidi e stabili, quindi tali da dover ritenere che devono essere assolti continuativamente, e quindi che devono richiedere una risposta concorsuale, non certo una risposta convenzionale. Invece, sul BURAS del novembre del 2005, ne compariva un'altra di convenzione, quella per l'incarico di coordinatore di progetto per progetti di sanità elettronica, P.Q.-Società dell'informazione, guarda caso la stessa figura professionale prevista nel punto 10 della short list, che parlava di coordinatore di gestione e pianificazione di progetti complessi di sanità elettronica. Il coordinatore, che veniva chiamato coordinatore anche nella delibera del 30 settembre 2005, aveva una retribuzione di 240 mila euro. E' difficile pensare che alla scadenza di questa convenzione che durava due anni, avendo la necessità e la volontà di attivarne una assolutamente identica come professionalità nella short list, non si intendesse semplicemente prolungare l'incarico del professionista, che già per due anni aveva fornito alla Regione tutto ciò che in questa attività e con la determinazione numero 1435 del direttore del servizio veniva effettuata. Per cui, Assessore, il ragionamento da cui partiva la segnalazione da parte della minoranza di anomalie non era un ragionamento che fosse semplicemente basato su una sensazione, era un ragionamento che era basato su dati concreti e sulla preoccupazione che l'Assessorato regionale della sanità stesse costituendo una sorta di struttura parallela, senza nessun tipo di controllo da parte di nessuno che, convenzionalmente, si protraeva negli anni, rinnovando, dopo ben due anni di convenzioni già in essere, per ulteriore tempo, non si sa quanto, le convenzioni in essere per coordinamenti di progetti, per coordinamenti di progetti che non sono incidentali rispetto all'attività dell'Assessorato, ma che rappresentano essi stessi un'attività istituzionale dell'Assessorato, cioè un'attività destinata a durare nei decenni, non negli anni. Quindi, questa era la segnalazione.

A me dispiace che non abbia preso la parola nessuno dei colleghi che assieme a me partecipano ai lavori della Commissione sanità. Mi dispiace che il Presidente della Commissione sanità, che tante volte è presente su argomenti di questo genere, oggi sia impegnato in altra sede, e quindi non abbia potuto partecipare al dibattito. Però, il Presidente della Commissione sanità, che oggi è assente, sa perfettamente che esiste uno strumento, l'Agenzia regionale per la sanità, che è una di quelle tante agenzie attivate proforma dalla Regione, anzi dalla Regione Autonoma della Sardegna - così accontentiamo il collega Uras, che mi ha giustamente richiamato -, bene, l'Agenzia regionale della sanità, strumento di supporto tecnico che può garantire all'Assessorato della sanità quelle attività che sono garantite anche dall'articolo 6 bis, quindi quelle attività di consulenza rapida e immediata, che sono tipiche di un mercato che comunque è dinamico, di un'attività, quella della programmazione sanitaria, che comunque richiede, effettivamente, iniezioni di professionalità di alto livello, che per brevi periodi collaborino per progetti con la Regione. Bene, l'Agenzia regionale della sanità, collega Frau, collega Lai, collega Gessa - che ti intendi di sanità più di noi pur non facendo parte della Commissione - gli altri colleghi, collega Uggias, è rimasta sino ad oggi sulla carta. Esiste un bando per l'individuazione del direttore dell'Agenzia regionale della sanità, non sappiamo niente di questo bando, non sappiamo niente dell'Agenzia. E' passato più di un anno e mezzo da quando l'Agenzia è stata istituita, e l'Agenzia regionale della sanità, così come tante altre agenzie intuitivamente messe in campo in qualche legge finanziaria, purtroppo, a oggi, non opera. Quindi, sono questi gli elementi fondamentali sui quali, purtroppo, come minoranza, abbiamo un sindacato di controllo e di vigilanza che è ineludibile, e sul quale non possiamo non richiamare la maggioranza, perché, come ha detto l'assessore Dadea e come hanno detto molti dei colleghi intervenuti, questi argomenti non restino nella sensibilità della minoranza, ma siano argomenti di sensibilità consiliare, che è esattamente anche il nostro auspicio.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Dichiaro chiusa la discussione. Mettiamo ai voti la mozione.

PRESIDENTE. Metto in votazione la mozione numero 158 dell'onorevole Vargiu.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per chiedere se fosse possibile avere qualche minuto per riflettere su un ordine del giorno unitario.

PRESIDENTE. Onorevole Uras, le riflessioni bisogna che le facciate durante le cose, adesso dobbiamo procedere sulla finanziaria. Io aspetto cinque minuti. Sospendiamo per cinque minuti i lavori.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 53, viene ripresa alle ore 19 e 57.)

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, riprendiamo il lavoro.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Sì, Presidente, per proporre la sospensione del voto sulla mozione, onde consentirci di verificare la possibilità di un ordine del giorno unitario, nel frattempo andare avanti con le relazioni sulla legge finanziaria e, a conclusione delle relazioni, o se non siamo in grado di concludere stasera, domani mattina votare l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Va bene Onorevole Marrocu. Sospendiamo la votazione sulla mozione, la riprendiamo dopo…

CAPELLI (U.D.C.). No Presidente, allora facciamo le dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Fate quello che volete! Stasera facciamo le relazioni come era previsto.

CAPELLI (U.D.C.). E' mio diritto non accedere all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Io pensavo che fosse una proposta comune, se così non è passiamo alla votazione. Non ho nessuna difficoltà.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io non ho detto che arriveremo sicuramente ad un ordine del giorno unitario, ho chiesto la sospensione del voto sulla mozione a dopo le relazioni sulla finanziaria, probabilmente riusciamo ad arrivare ad un ordine del giorno, se non ci arriviamo voteremo la mozione dopo le relazioni.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 58 , viene ripresa alle ore 20 e 23.)

PRESIDENTE. Va bene colleghi, è stato presentato un ordine del giorno unitario degli onorevoli Vargiu e più, firmato praticamente da tutti i Capigruppo o chi, per conto dei Capigruppo, ha posto la firma, l'onorevole Diana, per esempio, ha sostituito l'onorevole Artizzu. Ci sono interventi colleghi?

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:

Ordine Del Giorno Vargiu - La Spisa - Uras - Marroccu - Lanzi - Diana - Ladu - Cherchi Silvio - Biancu - Capelli - Porcu - Masia - Petrini - Salis sul ricorso a forme flessibili di impiego nell'Amministrazione regionale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

- dopo un'approfondita discussione sul tema del ricorso a forme flessibili di impiego nella pubblica amministrazione regionale;

- sentito l'intervento dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione sulle iniziative già adottate in materia di reclutamento del personale e di superamento di ogni forma di precariato nel sistema pubblico della Regione,

impegna la Giunta regionale

1) a riferire in modo compiuto al Consiglio regionale su entità, numero, ruolo e funzione delle posizioni di collaborazioni esterne presso la Regione autonoma della Sardegna e sulla loro coerenza rispetto alla vigente normativa;

2) a non procedere ad alcuna assunzione tramite short list fino all'approvazione della prossima legge finanziaria.)

Mettiamo in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Discussione generale congiunta del documento annuale di programmazione economico finanziaria (DAPEF 2008) (21/A) e dei disegni di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008) (301/S/A) e "Bilancio di previsione per l'anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per gli anni

2008-2011" (302/A)

PRESIDENTE. Colleghi, io sono dell'idea di fare le relazioni alla finanziaria e, così come avviene usualmente, di aprire la giornata di domani con il dibattito.

L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 301/S/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Grazie Presidente, signori Assessori, e colleghi consiglieri. Preliminarmente credo sia necessario far presente che la relazione che è stata a allegata al disegno di legge, purtroppo, a causa di un disguido, non è esattamente la copia che era stata consegnata, perché nel trasferire dal PC alla penna, la pen drive per la stampa, il testo, è stato preso il testo vecchio non ancora corretto e quindi ci sono delle imprecisioni. Il contenuto evidentemente è assolutamente identico, ma ci sono delle imprecisioni e qualche errore. Quindi io mi scuso di questo disguido, ma non è certamente dovuto alla mia volontà, e io me ne sono accorto purtroppo solo stamattina all'una quando era stata già consegnata la copia sottoscritta. Quindi siamo pervenuti anche quest'anno, seppure con un certo ritardo rispetto ai tempi originariamente previsti, alla discussione della manovra finanziaria del 2008 che poi è la penultima prima della chiusura della legislatura. La Giunta regionale aveva presentato la manovra il 13 novembre del 2007, ed effettivamente con qualche ritardo rispetto alla data del 30 settembre prevista dalla legge. La Commissione, nella sua prima seduta, ha espresso il parere sulle norme intruse che, ai sensi dell'articolo 34 bis del regolamento consiliare, il Presidente del Consiglio ha considerato incompatibili con il dettato dell'articolo 4 della legge di contabilità. La Commissione bilancio ha quindi provveduto nella seduta del 10 gennaio 2007 ad approvare la manovra con il voto favorevole dei Gruppi di maggioranza, l'astensione del consigliere dell'UDEUR Marracini e con il voto non espresso dei Gruppi di minoranza. Anche quest'anno si è confermata la tendenza ad applicare correttamente il dettato della legge di contabilità in relazione ai contenuti della legge finanziaria: le norme considerate intruse, infatti, quelle cioè non aventi contenuto funzionale agli indirizzi di contenimento e razionalizzazione della spesa, sono state presentate in numero esiguo. Non è superfluo comunque ricordare che la Commissione, nel corso dei suoi lavori, nell'intento di sciogliere alcuni nodi problematici presentatisi durante la valutazione di alcune di queste norme considerate intruse, abbia anche suggerito al Presidente del Consiglio l'opportunità di espungere dal testo altre parti di articoli già considerati non del tutto organici con il contenuto della legge, la cui accettazione avrebbe facilitato la composizione delle posizioni in seno alla Commissione stessa e avrebbe quindi consentito un equilibrato e forse anche più veloce proseguo dei lavori. Occorre comunque dare atto che, pur nella comprensibile difficoltà di raggiungere un'intesa tra i Gruppi di maggioranza e i Gruppi d'opposizione su questo nodo specifico, il lavoro della Commissione è sempre stato indirizzato a ricercare una sintesi, anche attraverso tavoli politici che hanno impegnato non poco la stessa maggioranza. A questo proposito reputo quindi doveroso, anche a titolo meramente personale e fuori dagli schemi istituzionali, ci tengo a sottolinearlo, ringraziare per la collaborazione e il proficuo apporto dato da tutti i Commissari e, soprattutto, a quelli di minoranza, che ancora una volta hanno manifestato grande senso di responsabilità e, in qualche circostanza, più d'una, anche tanta pazienza, consentendo comunque che i lavori andassero avanti in un clima di distesa serenità e di proficua collaborazione; ovviamente sempre nel rispetto dei rispettivi ruoli. E' altrettanto doveroso quanto sentito il ringraziamento che rivolgo al dottor Alessio Loi, preziosa quanto insostituibile figura della terza Commissione, per la competenza, la disponibilità e l'assidua dedizione sempre manifestate, e al dottor Rossi che quest'anno, per la prima volta, ha assistito ai lavori, e credo abbia avuto comunque un maestro di non poco conto. Chiusa la fase preliminare dettata dall'enorme intrusa, la Commissione ha aperto il consueto giro di consultazioni con le parti sociali. Quest'anno, oltre alle audizioni dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali, del sistema degli imprenditori, degli istituti di credito del terzo settore, la Commissione ha ritenuto di arricchirsi del contributo del mondo universitario, in particolare attraverso l'audizione dei Presidenti del Consiglio degli studenti universitari di Cagliari e Sassari, i quali hanno coinvolto la Commissione stessa nel progetto di formazione e diritto allo studio negli atenei di riferimento. Naturalmente è d'obbligo riconoscere come tutti gli interlocutori si siano rilevati comunque prodighi di contributi, individuati non solo nelle istanze di cui le categorie sono portatrici, ma nel più puntuale intento di coinvolgere la Commissione nella scelta delle risoluzioni di priorità a problemi sui quali è necessaria l'intesa istituzionale fra le categorie e la Giunta regionale. Dai colloqui istituzionali è anche emersa la necessità che vadano intensificati gli impegni presi dall'Esecutivo nel finanziare le leggi di settore riguardanti il sistema produttivo (artigianato, commercio, industria) che hanno apportato solo alcuni aggiustamenti a sperequazioni ormai consolidatesi nel tempo.

Sul contenuto della legge finanziaria 2008, a fronte di una valutazione di prima lettura che si palesa nel suo complesso più semplice e meno complicata rispetto a quella che l'ha preceduta, anche in considerazione del contenuto numero degli articoli, è opportuno sottolineare che anche la manovra di quest'anno valga una cifra assai elevata, pari ad oltre 8 miliardi e 700 milioni. Nondimeno, ad un esame più approfondito, non può non sfuggire come sia qualificata da una maggiore e migliore analisi critica e innovativa rispetto a quei punti che avevano caratterizzato la finanziaria dello scorso anno.

Nello specifico, l'impostazione data allo schema della manovra conferma come ancora non si sia esaurita quella politica, da tutti apprezzata e condivisa, di risanamento del disavanzo di bilancio che ha contraddistinto l'indirizzo di questo Governo regionale. Essa, infatti, è costruita in continuità con quelle precedenti armonizzandosi col PRS (Piano regionale di sviluppo) e l'attuazione del programma di governo nazionale, nel più ampio indirizzo comunitario, come dicevo, di contenimento e di sviluppo.

Tale politica ha inciso considerevolmente sulla riqualificazione della spesa. Credo sia importante sottolineare dei dati che sono emersi, appunto, nell'esaminare questa manovra. Nel 2007 le spese correnti si sono ulteriormente ridotte, passando dal 98,2 per cento del 2004 al 71,7 attuale, con un aumento delle entrate pari al 43 per cento.

E' da sottolineare in questo sensoo come la recente riforma della legge di contabilità ha consentito di perseguire l'efficienza ed economicità dell'utilizzo della spesa, laddove l'impostazione di un bilancio che vede la spesa ripartita in capitoli, organizzata per strategie e individuata per obiettivi, assolve a quel compito di verifica puntuale dell'operato del Governo regionale.

Nell'indirizzo della politica di risanamento di questo Governo e seguendo le linee già tracciate nel 2007, anche per l'anno 2008 si autorizza l'iscrizione della somma di euro 500.000.000, la cui copertura è garantita mediante l'anticipazione di somme di pari importo sulle entrate del 2011, in ossequio al nuovo sistema consequenziale alla riforma del titolo III dello Statuto. Queste risorse serviranno a finanziare le spese destinate agli investimenti come allegate nella tabella E della legge finanziaria.

Nell'ambito delle politiche a favore del sistema degli enti locali già avviate nell'anno 2007, e secondo quanto previsto nella relativa legge finanziaria, si è previsto l'incremento del fondo unico di cui all'articolo 10. Credo che sia opportuno prestare attenzione a questo argomento. In effetti si passa da 500.000.000 di euro a 545.000.000, prevedendo una maggiore dotazione finanziaria da assegnare agli enti locali, questo per continuare appunto nella politica che era stata intrapresa sin dall'anno scorso di assegnare agli enti locali una reale capacità di spesa data anche dall'ampliamento delle loro competenze. La novità rilevante rispetto alla manovra del 2007 è la ripartizione delle risorse in due fondi, uno destinato ai comuni e l'altro alle province, con l'individuazione di una dotazione a favore dei comuni pari ad euro 477.750.000, mentre il fondo per le province è stato valutato 67.250.000 euro annui; a questi si devono anche aggiungere i 21.500.000 euro da destinare al sistema delle scuole materne. In questo modo - e anche questo è un argomento di rilevante importanza contenuto in questa finanziaria - si è superata una delicata problematica che aveva investito il settore delle scuole materne, che negli scorsi anni aveva patito non poco la carenza di risorse.

Non può inoltre sfuggire come la Commissione abbia anche accolto le indicazioni degli amministratori locali che richiedevano non solo un incremento delle risorse, ma una loro razionale indicazione data dalla qualificazione della dotazione annuale.

La ripartizione del fondo si è resa necessaria a seguito dell'esigenza di aumentare le risorse destinate alle province, stante il carico di competenze loro assegnate dalla legge numero 9, che lo scorso anno aveva determinato una sperequazione a favore dei comuni. Pertanto, onde sanare questa situazione, la Commissione ha accolto l'emendamento della Giunta diretto a ripartire il fondo tra comuni e province, appunto come già detto in precedenza, e ad incrementare il fondo destinato alle province di ulteriori 20.000.000 di euro. E' comunque doveroso ricordare che i comuni attraverso l'ANCI hanno richiesto l'incremento del fondo unico ad essi destinato sul presupposto che non sarebbero stati rispettati i parametri di ri valutazione previsti dalla normativa vigente e dagli accordi intervenuti all'esito della vertenza sulle entrate. L'argomento, è evidente, offre spunti di riflessione per l'Aula che dovrà attentamente valutare le osservazioni proposte dall'ANCI.

Sulla stessa linea di semplificazione e di responsabilizzazione delle comunità locali, la Commissione ha ritenuto di estrema importanza, al fine di razionalizzare e semplificare le procedure amministrative, intervenire incisivamente sul sistema produttivo, promuovendo la proposta avanzata dalla Giunta per l'attivazione dello Sportello unico per le attività produttive, il cosiddetto SUAP. Questa novità introduce nei comuni uno sportello unico, vicino ai centri ed impianti produttivi variamente identificati, onde agevolare una maggiore interlocuzione tra l'Amministrazione regionale e gli enti locali nel trasmettere e ricevere gli atti e i documenti del procedimento, onde rendere le procedure di rilascio di autorizzazioni estremamente rapide ed efficaci. Si tratta in buona sostanza di un superamento del sistema burocratico che in questo ultimo periodo in particolare era diventato farraginoso per non dire quasi elefantiaco.

Ulteriore rilevante novità è stata introdotta in materia di tributi con la previsione della riduzione di un punto percentuale nell'aliquota ordinaria prevista dall'IRAP a favore delle piccole e medie imprese al fine di calmierare gli effetti negativi del mancato apporto dei fondi comunitari. L'agevolazione è concessa per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010, con il solo limite che i posti di lavoro creati, a far data dal 1° gennaio 2008, siano a tempo indeterminato e vengano conservati per un minimo di due anni, rilevando solo le assunzioni effettuate dall'impresa con sede legale in Sardegna o stabilitasi nello stesso periodo d'imposta per un periodo inferiore a tre anni.

Sullo stesso fronte tributario, in ossequio all'esercizio di autonomia impositiva riconosciuta dall'articolo 8 dello Statuto sardo, la finanziaria ha meglio specificato le disposizioni disciplinanti le cosiddette "imposte sul lusso", sia riguardo le abitazioni che riguardo le imbarcazioni, che erano state introdotte nella legge finanziaria del 2007.

Quanto alle prime, si è previsto che per abitazione principale si intende pure l'immobile acquisito in proprietà, anche per effetto di successione ereditaria o atto di donazione, purché essa si trovi nel comune nel quale era stabilita la residenza anagrafica dell'interessato, variata poi per motivi di lavoro e a condizione che l'immobile non sia locato. In tal modo in sostanza si è inteso superare, almeno parzialmente, la problematica emersa lo scorso anno dell'esclusione delle case degli emigrati dalla Sardegna, che abbiano stabilito la loro residenza nella Penisola.

Quanto alle imbarcazioni, invece, la Giunta ha quest'anno recepito le istanze che erano emerse l'anno scorso in sede di approvazione della finanziaria, prevedendo una rimodulazione della norma così da renderla più organica ed equa. E' stato modificato il periodo impositivo, che passa da un anno ad una settimana, prevedendo poi un periodo massimo di applicabilità della norma di quattro settimane. Inoltre, sono state riviste e corrette le aliquote relative alle dimensioni delle imbarcazioni. E' opportuno evidenziare a questo riguardo che il contenuto del cambiamento che è stato introdotto quest'anno nella finanziaria costituisce in buona sostanza il testo dell'emendamento di sintesi che era stato proposto l'anno scorso dalla maggioranza e che per scelta dell'opposizione non si era messo in discussione in quanto per quanto l'opposizione stessa condividesse i principi in esso contenuti non aveva tuttavia dato il consenso perché venisse portato all'attenzione dell'Aula. La Giunta ha recepito il contenuto di quell'emendamento ed è stato introdotto quest'anno con la finanziaria.

Inoltre la Commissione ha ritenuto di specificare meglio la denominazione della parola "imposta" data al titolo con quella di "tassa regionale" collegandola alla ragione della sua istituzione relativa alla tutela e sostenibilità ambientale. Questo potrebbe sembrare un argomento di poco conto, ma in effetti la scelta che è stata operata dalla Giunta prima e dalla Commissione è assolutamente in linea con gli orientamenti di questa Amministrazione regionale che ha sempre qualificato l'imposizione tributaria in funzione di salvaguardia ambientale e di ricaduta e crescita nel comparto turistico locale.

Inoltre non va trascurata la particolare cura che l'Esecutivo e la Commissione hanno riconosciuto alle disposizioni riguardanti la materia dell'istruzione, della cultura e dello sport quali alti valori per una reale uguaglianza della società sarda.

In particolare, l'intervento di cui alla lettera e) del capo II dell'articolo 4, che prevede uno stanziamento di un milione di euro per gli anni dal 2008 fino al 2011 per promuovere il ritorno di docenti e ricercatori sardi che abbiano maturato importanti esperienze lavorative all'estero, al fine di abbattere la dispersione della conoscenza qualificata nella nostra Isola. Parimenti, di rilevante importanza è anche la spesa prevista di 10.000.000 di euro per gli anni dal 2008 fino al 2011, riguardo le strutture residenziali degli istituti ERSU di Cagliari e Sassari. Altrettanto dicasi per il contributo di 6.000.000 annui relativi al fitto casa per studenti fuori sede cui potranno essere assegnati 2.500 all'anno.

Resta da evidenziare che è rimasto da sciogliere il nodo delle risorse da destinare al fondo per l'università diffusa, dimezzato rispetto allo scorso anno, e quello delle risorse per le Università di Sassari e Cagliari, ritenuto insufficiente per consentire di evitare l'aumento delle tasse a carico degli studenti. Anche su questi temi si è preferito rinviare il dibattito all'Aula, al fine di trovare soluzioni condivise.

E' importante tuttavia evidenziare che anche questa finanziaria presta particolare attenzione verso l'istruzione e la cultura in genere, prevedendo un elevatissimo apporto di risorse da destinare al raggiungimento di livelli di eccellenza nell'insegnamento. Si pensi alle risorse nella misura di 6 milioni di euro destinate ai visiting professor e alle ingenti somme da destinare alle scuole in genere: 20 milioni a sostegno dell'autonomia organizzativa, 10 milioni per gli interventi contro la dispersione scolastica per favorire il diritto allo studio degli studenti disabili - anche questa è un'importante novità -, 3 milioni per la concessione di contributi a favore delle scuole pubbliche e per la fornitura di libri di testo in comodato agli studenti appartenenti a famiglie disagiate.

Ulteriore innovazione in tema di cultura è quella dell'istituzione dell'Agenzia regionale, denominata "Patrimonio culturale-Sardegna", destinata a dare sostegno alla programmazione, indirizzo, coordinamento e vigilanza dei beni culturali, degli istituti e dei luoghi della cultura. L'Agenzia risponde all'esigenza, diffusamente sentita, di mettere finalmente ordine nel settore del patrimonio culturale della Sardegna, onde conseguirne una gestione efficiente e unitaria e consentire anche un'adeguata fruizione ottimale sia ai turisti che alla collettività in genere.

Tra gli obiettivi in tema di sport si sottolinea, in particolare, la concessione di un contributo di euro 100 mila, per ciascuno degli anni dal 2008 al 2011, a favore della scuola per l'alta formazione degli operatori sportivi.

La Commissione ha poi dovuto affrontare anche il nodo relativo alla adeguatezza dell'attuale assetto delle aree industriali alle esigenze della semplificazione e nuova gestione delle politiche industriali.

Dopo un serrato dibattito, dato dalla complessità delle problematiche emerse che ha impegnato a lungo i componenti della maggioranza, con un emendamento alla finanziaria si è stabilita la soppressione delle aree industriali di dimensione comunale cedendo ai Comuni le relative funzioni. Si consente comunque ai singoli Comuni di cedere le predette funzione qualora ritengano che le stesse siano meglio gestite dalla struttura provinciale.

Per quanto concerne, invece, i consorzi aventi natura sovracomunale la maggioranza ha unanimemente delegato al Consiglio, nel termine di novanta giorni dall'approvazione della manovra finanziaria, il varo di una legge organica. Data l'esigenza di una riforma in tempi brevi, la Commissione ha tuttavia ritenuto di qualificare il termine come perentorio, lasciando alla Giunta l'onere di commissionare i consorzi suddetti nel caso di mancato rispetto del termine concesso. In questo modo si è inteso dare un forte segnale per evidenziare la necessità di una riforma della materia dei consorzi, manifestando la volontà unanimemente espressa di provvedervi in tempi brevi. Si è tuttavia stabilito di lasciare al Consiglio regionale il dibattere delle problematiche inerenti e di ricercare una soluzione condivisa nei tempi assegnati, riconoscendo così, implicitamente, la sovranità dell'Aula nelle scelte di così particolare importanza.

Anche per quanto attiene al lavoro e formazione professionale, la Commissione, data la complessità della materia, ha preferito lasciare la valutazione dell'articolo 6 del disegno di legge alle competenze e alla discussione dell'Aula consiliare.

Si è comunque voluto lanciare un appello alle forze politiche sull'importanza dei temi che costituiscono una delle emergenze prioritarie della nostra Isola. Non si può, però, trascurare il positivo risultato già raggiunto dalla Commissione riguardo le limitazione al ricorso alle short list, alla stabilizzazione dei precari e all'assunzione dei forestali, che rappresentano una prima risposta, seppure parziale, alla finalità di trasparenza amministrativa ed interventi a favore dell'occupazione.

Una particolare sensibilità si è poi registrata riguardo alle politiche per la casa. Il programma straordinario messo in campo per l'edilizia abitativa, pari a euro 85.856.000 euro, rappresenta il massimo sforzo che una Amministrazione regionale della Sardegna abbia mai realizzato fino a questo momento. Le misure volte a favorire l'acquisto, la costruzione o il recupero della prima casa abitativa sono state destinate per incrementare e valorizzare il patrimonio abitativo e il recupero di alloggi di edilizia popolare. In questo quadro rientrano anche le azioni promosse a sostenere l'infanzia, la famiglia e le giovani coppie prevedendo per queste un contributo in conto capitale d'importo sino a 25 per cento del costo dell'acquisto o di intervento sulla casa, con priorità per le coppie di nuova formazione che abbiano contratto matrimonio non prima di tre anni, o cinque per quelle con figli, alla data di approvazione della finanziaria. Su quest'ultimo punto, però, tanto la maggioranza che l'opposizione, per meglio definire i termini dell'agevolazione si sono dati appuntamento ai lavori d'Aula stante i numerosi problemi che sono sorti, appunto, su questi temi.

Sul carattere di documento di svolta della attuale manovra merita sottolineare con una nota di pregio la possibilità, riconosciuta ai cittadini di Stato extra-comunitario residenti da almeno cinque anni e in regola con le disposizioni in materia di immigrazione, la possibilità di accedere nei limiti del 10 per cento all'assegnazione degli alloggi disponibili di edilizia residenziale pubblica.

Sul fronte dell'assistenza è di rilevante importanza lo stanziamento di 20 milioni, da trasferire ai Comuni, per la realizzazione di interventi di sostegno economico, a favore di persone e famiglie prive di reddito o accertata povertà. In questo modo si dà ancora una volta, proseguendo la politica avviata l'anno scorso...

PRESIDENTE. Prego, concluda.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Due minuti e finisco. Un segnale di grandissima importanza, come dicevo, dando un segnale alle classi più deboli e disagiate, verso cui, come dicevo, già lo scorso anno la Regione Sardegna aveva manifestato attenzione particolare. Questi 20 milioni costituiscono, in buona sostanza, un aiuto verso coloro che non abbiano i mezzi minimi di sostentamento, che gli consentano loro di far fronte alle ordinarie esigenze della quotidiane.

Capitolo a parte merita la sanità, per la quale sono stati presentati un numero molto elevato di emendamenti. E' da rimarcare comunque che la Giunta ha inteso muoversi nel proporre il testo, e la Commissione ha seguito questo orientamento, come dicevo, si è ritenuto di muoversi sull'impronta conferita già dal Piano sanitario approvato lo scorso anno in attuazione del quale è stata prevista per i prossimi 10 anni la somma di 660 milioni e 600 mila euro, di cui 371 milioni - in particolare è necessario ricordare questa cifra assai elevata - nel 2008 per la realizzazione di strutture ospedaliere di eccellenza e per la ristrutturazione e riqualificazione di ospedali per il conseguimento di obiettivi strategici per la salute dei cittadini. Rilevante anche lo stanziamento di 3 milioni per l'anno 2008 e 5 milioni per l'anno 2009 per la realizzazione di un piano di comunicazione istituzionale del servizio sanitario. Infine, è stato anche previsto uno stanziamento di 1 milione di euro, in aggiunta alle risorse già stanziate, per una ipotesi di chiusura del contratto con i medici di base.

In conclusione, la Commissione ha ritenuto di condividere la filosofia che ha improntato la manovra finanziaria. Come è noto, l'inizio della discussione del documento di bilancio in Commissione è stato rallentato da un acceso confronto su alcuni temi importanti che hanno messo in luce l'esigenza di riaffermare il ruolo che il Consiglio dovrà avere nell'approvazione del presente testo.

Tuttavia lo svolgimento dei lavori in Commissione è stato quanto mai proficuo, attestato anche dalla risoluzione finale che si è tradotta nell'approvazione unanime del testo della manovra da parte dei consiglieri di maggioranza, compatibilmente con l'innegabile esigenza di rimarcare un senso di responsabilità che la politica è chiamata a rappresentare nelle scelte importanti e decisive. Resta comunque da rilevare che è indispensabile adottare strumenti innovativi, che consentano di risolvere il problema - che da più parti è stato reiteratamente rappresentato ed ha formato anche oggetto di discussione lo scorso anno - del ritardo nella spesa. Questo al fine di consentire alla manovra finanziaria che, come detto, stanzia importanti risorse a favore di molteplici settori della società sarda, di spiegare gli effetti auspicati e previsti.

La Commissione, pertanto, stante la necessità di trovare percorsi condivisi su punti importanti della manovra contabile 2008-2011, e senza l'intendimento di voler soffocare in alcun modo il dibattito in Aula che si reputa necessario e utile al fine del conseguimento di un ottimale risultato, auspica che in tempi brevi l'esame in Aula venga concluso con l'approvazione della manovra stessa.

PRESIDENTE. Il relatore di minoranza è assente, la seduta è tolta e il Consiglio è convocato per domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 47.



Allegati seduta

CCCLXXII Seduta

(POMERIDIANA)

Martedì 22 gennaio 2008

Presidenza del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 17 e 08.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del mercoledì 24 ottobre 2007 (364), che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che la consigliera regionale Barracciu ha chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 22 gennaio 2008.

Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.

Annunzio di presentazione di disegno di legge

PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno di legge:

"Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007". (312)

(Pervenuto il 16 gennaio 2008 e assegnato alla terza Commissione.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interrogazione Rassu, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione dei posti letto nei reparti di rianimazione presso le strutture ospedaliere della ASL numero 1 di Sassari e delle cliniche universitarie". (1125)

"Interrogazione Biancu, con richiesta di risposta scritta, sui danneggiamenti alle opere realizzate dall'Ente foreste della Sardegna nel cantiere del Grighine". (1126)

"Interrogazione Vargiu, con richiesta di risposta scritta, sulla sicurezza dei lavoratori della ditta Budrio fotografati nella prima pagina del quotidiano l'Unione Sarda del 15 gennaio 2008". (1127)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un intervento immediato atto a salvaguardare i diritti del personale addetto alle pulizie presso gli ospedali e le cliniche di Sassari". (1128)

"Interrogazione Cuccu Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sulla trasformazione del consultorio familiare di Guspini da sede autonoma a sede distaccata". (1129)

"Interrogazione Rassu, con richiesta di risposta scritta, sulla riorganizzazione del sistema di emergenza-urgenza territoriale 118, sulla paventata possibilità di soppressione del servizio 118 presso l'Ospedale di Ozieri e sulla mancata attuazione del servizio 118 presso l'Ospedale di Thiesi". (1130)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.

MANCA, Segretario:

"Interpellanza Davoli sul progetto intercomunale per lo stoccaggio e la valorizzazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata". (298)

Elezione di un Vicepresidente del Consiglio

PRESIDENTE. Va bene colleghi, procediamo con i punti iscritti all'ordine del giorno. Elezione di un Vicepresidente. Il Consiglio deve procedere alla votazione a scrutinio segreto per l'elezione di un Vicepresidente secondo quanto stabilito dall'articolo 4 primo comma del Regolamento interno. Inoltre secondo quanto disposto dall'articolo 5 terzo comma del Regolamento, è eletto chi al primo scrutinio abbia raggiunto la metà più uno dei voti. Se nessun candidato ha riportato la metà più uno dei voti si procede al ballottaggio tra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero dei voti. Procediamo quindi alla votazione per l'elezione di un Vicepresidente.

Votazione a scrutinio segreto per schede

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per schede per l'elezione di un Vicepresidente. Prego i consiglieri Segretari di procedere alla chiama.

(Seguono la votazione e lo spoglio delle schede)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 77

votanti 75

astenuti 2

schede bianche 26

Hanno ottenuto voti: Biancu, 44; Masia, 5.

Proclamo eletto Vicepresidente del Consiglio: Antonio Biancu.

(Applausi)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Murgioni - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Secci - Serra - Soru - Spissu - Uggias - Uras - Vargiu.

Si sono astenuti i consiglieri: Lombardo - Sanjust.)

Dimissione di consigliere

PRESIDENTE. Colleghi, passiamo al punto successivo all'ordine del giorno, ricordo agli onorevoli colleghi che, il 14 novembre 2007, l'onorevole Secci aveva presentato le proprie dimissioni dalla carica di consigliere a seguito della nomina ad Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, il Consiglio regionale nella medesima giornata aveva proceduto, su richiesta dell'opposizione, alla votazione a scrutinio segreto per l'accettazione delle dimissioni, il Consiglio le aveva respinte. Il consigliere Secci aveva reiterato e ha reiterato le proprie dimissioni con la seguente lettera: signor Presidente, l'Assemblea nella seduta odierna nel votare sulle mie dimissioni ha ritenuto di non accettarle. Pur apprezzando il gesto della maggioranza dei colleghi, che interpreto come espressione di quella cortesia istituzionale che per prassi del nostro Consiglio, mutuata dalla Camera dei Deputati, ha per lungo tempo in prima battuta cortesemente respinto le dimissioni dei propri componenti, ritengo però che le ragioni che stanno alla base della mia decisione permangano. La prego pertanto, la signor Presidente, nel confermare le mie irrevocabili dimissioni, di chiedere all'Assemblea di pronunziarsi definitivamente su di esse nel più breve tempo possibile.

Oggi pertanto dobbiamo nuovamente votare a scrutinio segreto. Ricordo ai colleghi che chi intende accettare le dimissioni vota sì, e quindi vota verde, chi intende respingerle vota no, e quindi vota rosso, che si astiene vota giallo. Prego i colleghi di prepararsi alla votazione.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutino segreto, con procedimento elettronico, delle dimissioni del consigliere Secci.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 50

votanti 48

astenuti 2

maggioranza 25

favorevoli 27

contrari 21

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Pacifico - Petrini - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Corda.)

(Applausi)

Colleghi stiamo introducendo una nuova prassi. Vorrei pregare il Presidente della Giunta delle elezioni di convocare immediatamente la Giunta stessa affinché, esaminati gli atti degli Uffici circoscrizionali, si pronunci circa il candidato che subentrerà all'onorevole Secci. A tal fine sospendo la seduta per 10 minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 50, viene ripresa alle ore 18 e 04.)

Proclamazione e giuramento di consigliere

PRESIDENTE. Do lettura del verbale della riunione della Giunta delle elezioni: "Comunico alla signoria vostra che la Giunta delle elezioni si è riunita in data 22 gennaio 2008 per verificare qual è il candidato alle elezioni regionali del 12-13 giugno 2004 che subentra al consigliere Eliseo Secci dimissionario. Dagli esami degli atti, redatti dall'Ufficio circoscrizionale di Cagliari, relativi alle elezioni regionali del 12-13 giugno 2004 risulta che l'onorevole Eliseo Secci era stato eletto nella lista numero 14 della circoscrizione provinciale di Cagliari avente il contrassegno 'Democrazia e libertà La Margherita'. I candidati della stessa lista nella medesima circoscrizione che seguono immediatamente l'ultimo eletto sono nell'ordine: Espa Marco, con cifra elettorale 3259, Cozzolino Lorenzo, con cifra elettorale 2582, Selis Gianmario, con cifra elettorale 1707."

Sulla base di quanto comunicatomi dal Presidente della Giunta delle elezioni proclamo eletto il consigliere regionale Marco Espa. Pertanto constatatone la presenza lo invito ad entrare in Aula e a prestare giuramento prescritto dall'articolo 23 dello Statuto speciale per la Sardegna e dall'articolo 3 del decreto del presidente della Repubblica numero 19 maggio 1949 numero 250. Invito il collega a presentarsi di fronte al banco della presidenza. Prego.

(Il consigliere Marco Espa si avvicina al banco della Presidenza.)

Dò lettura della formula del giuramento prevista dall'articolo 3 del citato D.P.R. dopodiché il consigliere Espa risponderà giuro. "Giuro di essere fedele alla Repubblica e di esercitare il mio ufficio al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione Autonoma della Sardegna.".

ESPA: Giuro.

PRESIDENTE. Auguri, buon lavoro. Benvenuto.

(Applausi)

Sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 06, viene ripresa alle ore 18 e 11.)

Discussione e approvazione del testo unificato n. 308-312/A: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007" della proposta di legge Contu - Diana - Capelli - Vargiu - Ladu - Farigu - Sanjust - La Spisa - Artizzu: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008" (308) e del disegno di legge: "Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per

l'anno 2008 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007" (312)

PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto riprendiamo la seduta. Andiamo avanti con il nostro lavoro.

L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato 308-312, autorizzazione per l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007. Prego i colleghi di prendere posto e di fare un po' di silenzio. Grazie.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Sì Presidente, mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'esercizio provvisorio, colleghi.

Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame del titolo.

Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007.

(Si riporta di seguito il testo del titolo:

Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007.)

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Esercizio provvisorio

1. Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 29 della legge regionale 2 agosto 2006, n. 11 (Norme in materia di programmazione, di bilancio e di contabilità della Regione autonoma della Sardegna. Abrogazione delle leggi regionali 7 luglio 1975, n. 27, 5 maggio 1983, n. 11, e 9 giugno 1999, n. 23), è autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2008 per un periodo non superiore a un mese, dal 1° al 31 gennaio 2008.

2. Ai sensi dell'articolo 29, comma 2, della legge n. 11 del 2006, gli impegni e i pagamenti di spesa non possono superare un dodicesimo dello stanziamento previsto per ciascuna unità previsionale di base dello stato di previsione della spesa della proposta di bilancio per l'anno 2008 presentato al Consiglio regionale.

3. Gli impegni e i pagamenti di spesa disposti sul conto dei residui prescindono dalla limitazione di cui al comma 2.

4. Il limite di cui al comma 2 non si applica, altresì, alle spese obbligatorie e tassativamente regolate dalla legge e non suscettibili di impegno o di pagamento frazionati in dodicesimi; tale deroga è da intendersi riferita a tutti i casi in cui le norme vigenti dispongono in ordine all'entità e alla scadenza delle erogazioni.

5. Il limite di cui al comma 2 non si applica, infine, ai fondi per la riassegnazione dei residui perenti di cui all'articolo 26 della legge regionale n. 11 del 2006, nonché agli altri fondi di riserva di cui all'articolo 24 della stessa legge regionale..)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:

Art. 2

Disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2007

1. Le somme stanziate nell'esercizio 2007 quali cofinanziamento regionale alla programmazione comunitaria e statale per gli anni 2007-2013 permangono nel conto dei residui per essere utilizzate, per le finalità per le quali furono stanziate, nell'esercizio 2008 (UPB S08.01.003).

2. Le somme sussistenti in conto competenza e in conto residui del bilancio della Regione destinate alla realizzazione degli interventi inclusi nei programmi integrati d'area di cui alla legge regionale 26 febbraio 1996, n. 14 (Programmi integrati d'area), e degli interventi inclusi nella programmazione negoziata sono conservati in conto residui per essere utilizzati nell'esercizio successivo.

3. Le risorse stanziate nell'esercizio 2007 e successivi e quelle sussistenti nel conto dei residui dei capitoli SC01.0216 (UPB S01.02.003) e SC04.1919 (UPB S04.08.007) al 31 dicembre 2007 destinate alla contrattazione collettiva, permangono, qualora non impegnate, in conto residui sino al loro completo utilizzo.

4. Le somme stanziate nel bilancio della Regione per l'anno 2007 destinate agli interventi relativi al settore della pesca e quelle di cui al capitolo SC07.0603 (UPB S07.06.001), non impegnate nello stesso anno, permangono nel conto dei residui per essere utilizzate, per le medesime finalità, nell'esercizio successivo.

5. I termini di utilizzo delle risorse di cui all'articolo 2, comma 1, della legge regionale 28 dicembre 2006, n. 21 (Autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2007 e disposizioni per la chiusura dell'esercizio 2006), sono prorogati all'anno 2008.

6. Gli stanziamenti di cui all'articolo 28, comma 3, della legge regionale n. 2 del 2007 non utilizzati nell'esercizio 2007 sono conservati in conto residui per essere destinati, nell'esercizio 2008, ad assicurare la continuità dei servizi relativi alla gestione del patrimonio culturale di cui all'articolo 23, comma 7, della legge regionale 4 maggio 2006, n. 4 (Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo).

7. L'autorizzazione di spesa disposta dall'articolo 15, comma 8, lettera b), punto 2), della legge regionale n. 2 del 2007 (UPB S04.05.002 - cap. SC04.1156) e le economie di spesa realizzate sull'autorizzazione di spesa di cui alla legge regionale 24 dicembre 1998, n. 36 (Politiche attive sul costo del lavoro) (UPB S06.06.002 - cap. SC06.1543) sono utilizzate nell'esercizio 2008 per far fronte alle esigenze finanziarie relative alle attività di recupero, ripristino e valorizzazione di beni culturali, archeologici, storici e paesaggistici (UPB S04.06.005); l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è autorizzato a disporre le conseguenti variazioni di bilancio..)

Mettiamo in votazione l'articolo 2.

Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 3.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:

Art. 3

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore dal 1° gennaio 2008.)

LADU (Fortza Paris). Votazione elettronico palese.

PRESIDENTE. E' stata richiesta la votazione con il sistema elettronico palese, dall'onorevole Ladu, sull'articolo 3.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Biancu - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - Ladu - Lanzi - Licandro - Licheri - Manca - Marrocu - Mattana - Meloni - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pirisi - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uggias.

Risponde no il consigliere Floris Mario.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Capelli - Cherchi Oscar - Dedoni - Diana - Farigu - Lai Renato - Liori - Maninchedda - Marracini - Pisano - Pittalis - Sanna Matteo - Scarpa.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 58

votanti 43

astenuti 15

maggioranza 22

favorevoli 42

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Onorevole Porcu, perché non scende nei banchi?

PORCU (Progetto Sardegna). Mi dica dove c'è posto!

PRESIDENTE. …nell'ultima bancata, vicino all'onorevole Cachia?

PORCU (Progetto Sardegna). Io sono al mio posto, Presidente.

PRESIDENTE. Votazione finale di legge. Tutti alla testa della bancata non si può stare.

Onorevole Porcu, il suo Gruppo dove sta? Qui e là.

PORCU (Progetto Sardegna). E' occupato, Presidente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, anche il mio Gruppo sta un po' qui e un po' là, se le può interessare.

PRESIDENTE. Infatti adesso vi riuniamo. Chi vuole stare al centro, chi vuole stare in periferia.

CAPELLI (U.D.C.). Vorrei che il tempo partisse da quando inizio.

PRESIDENTE. Va bene.

CAPELLI (U.D.C.). Credo che sia compito dei questori dare una disposizione razionale all'Aula.

PRESIDENTE. Certo, ma non l'hanno risolto.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Ci pensi lei, Presidente. Presidente, io credo che questo esercizio provvisorio non possa passare senza nessuna osservazione. La prima delle osservazioni è che i tempi della finanziaria, per l'ennesima volta, richiedono l'esercizio provvisorio. Noi ci asterremo su questa proposta di esercizio provvisorio unificata, in quanto l'unificazione comporta soltanto la condivisione del primo articolo, ma non degli articoli successivi. Questo esercizio provvisorio, se i colleghi che hanno votato non se ne fossero accorti, è una proposta anomala di esercizio provvisorio, rispetto ai precedenti disegni di legge e proposte di legge presentate in quest'Aula per l'esercizio provvisorio, che, all'articolo 2, propone tutta una serie di autorizzazioni per conservare le disposizioni finanziarie delle leggi, appunto, che sono proposte, per non perdere eventuali fondi che sono destinati al finanziamento delle leggi stesse o perché le stesse possano avere una continuità amministrativa. Cosa condivisibile in parte, alcuni commi sono stati stralciati dalla Commissione, perché, di fatto, è stato presentato come un disegno di legge, una "mini finanziaria", questo esercizio provvisorio, e la Commissione ha convenuto che fosse opportuno stralciare alcuni commi. Diciamo, per l'ennesima volta, si va in esercizio provvisorio, nonostante i proclami avvenuti nei mesi precedenti per la presentazione nei tempi previsti per legge per la presentazione della manovra finanziaria. Questo ancora una volta non è avvenuto e, per la prima volta, questo non è avvenuto grazie alla posizione assunta in Commissione dalla minoranza, che ha consentito uno svolgimento sereno, per quanto ci riguarda, dei lavori, nell'esame della manovra finanziaria, senza nessun tipo di ostruzionismo e facendo rilevare che l'ostruzionismo stesso è stato all'interno della maggioranza. La dimostrazione sono i tempi della finanziaria in Commissione, la dimostrazione è il fatto che noi siamo qui a discutere l'esercizio provvisorio. Abbiamo contribuito perché questo non avvenisse. Nel contempo, un'osservazione e un richiamo: all'articolo 1 sono prospettati i tempi per l'esercizio provvisorio, e il disegno di legge propone un mese di esercizio provvisorio. Concludo, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, concluda, onorevole Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). A nessuno sfuggirà che oggi è il 22 di gennaio, e anche in Commissione abbiamo proposto, con senso di responsabilità, che si andasse direttamente alla proposta di due mesi di esercizio provvisorio, affinché non si ritorni con un disegno di legge in Commissione prima e in Aula dopo. Ma, razionalmente, cercando di programmare i tempi, e quindi non oberare di ulteriori proposte l'Aula, e poter concludere i lavori della finanziaria in tempi veloci. Per quanto ci riguarda questa è la nostra intenzione, anche perché riteniamo fondamentale chiudere la finanziaria regionale nel più breve tempo possibile, affinché, poi, con senso di responsabilità, l'Aula prenda coscienza della mancanza di una maggioranza, come si è visto nel voto precedente, per le dimissioni proposte del consigliere Secci, voto a cui la minoranza non ha partecipato, e si sono evidenziate le posizioni diverse interne alla maggioranza. Credo che questo sia il film che vedremo anche durante l'esame della manovra finanziaria, noi vorremmo collaborare per chiuderla in fretta, e poi, con senso di responsabilità, prendere atto che la storia di questo Governo regionale è finita.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Sì, anche se siamo in una fase di rapida approvazione di un provvedimento che, in qualche modo, è da considerare dovuto, la dichiarazione di voto, che anche da parte nostra è di astensione, va motivata, va motivata non solo per una prassi che vede l'opposizione astenersi sull'esercizio provvisorio, proprio per la motivazione che ho detto, ma a questa scelta tradizionale si aggiunge, in questo caso, la sottolineatura di una responsabilità che l'opposizione si è assunta in tutta la discussione, relativa alla manovra finanziaria, che è quella di non avere determinato un allungamento artificioso dei lavori. Questo è accaduto in Commissione, con la presentazione di un numero di emendamenti legato semplicemente all'esigenza di migliorare il testo, in particolare di correggerlo dove era necessario e di aggiungere delle proposte modificative migliorative laddove fosse possibile, e che, invece, i tempi che hanno costretto questo Consiglio regionale ad approvare oggi l'esercizio provvisorio si sono allungati veramente per una responsabilità che è totalmente in capo alla maggioranza. Questo credo che emergerà facilmente anche nel corso dell'esame della legge finanziaria e del bilancio, e noi crediamo che anche in quella circostanza il nostro atteggiamento non possa che essere quello di una responsabile opposizione attenta e critica e propositiva sulle cose concrete, non certamente indirizzata a perdere tempo in maniera artificiosa.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io credo che l'atteggiamento che la minoranza ha tenuto sia in Commissione che in Aula sul disegno di legge di esercizio provvisorio da parte della Giunta sia stato esemplare, cioè sia di quelli che, se noi mai diventassimo maggioranza, vorremmo ricevere dalla minoranza e dall'opposizione, cioè un atteggiamento estremamente corretto, in cui non si è in nessuna maniera sottolineato lo scollamento che all'interno della maggioranza si è realizzato, non si è in nessuna maniera sottolineato quello che gli altri colleghi hanno detto, e cioè che un esercizio provvisorio che non autorizza la Ragioneria per il tanto che noi riteniamo sia il minimo, per cui la Ragioneria sarebbe dovuta essere autorizzata, ed è anche un esercizio provvisorio che introduce, con l'articolo 2, degli elementi che sono comunque inquietanti e che avremo modo di sottolineare durante la discussione della successiva manovra finanziaria, che sono quelli collegati al rallentamento della spesa e alla necessità di trasferire somme dall'esercizio di competenza a quello successivo, per poterne permettere la spesa. Credo che l'esercizio provvisorio introduca, da questo punto di vista, in maniera purtroppo puntuale ed inquietante, le problematiche che andremo ad affrontare durante la discussione successiva della finanziaria, e ho paura che anche per quanto riguarda l'autorizzazione che l'esercizio provvisorio contiene, saremo ugualmente costretti a riprenderla in mano, perché nonostante le nostre considerazioni che hanno suggerito ai colleghi della maggioranza…

(Interruzioni)

Parlo per gli atti Presidente, se disturbo sto anche zitto... il collega Marrocu è comprensibilmente euforico, quindi è giusto che gli venga lasciato lo spazio di esternare. Ecco, io credo che torneremo anche sull'autorizzazione che l'esercizio provvisorio stesso contiene perché è evidente che non è possibile pensare a un licenziamento della manovra finanziaria entro il 31 gennaio, e le previsioni della Giunta che autorizza soltanto un mese di esercizio, anche in questo caso specifico si rivelano, purtroppo, sbagliate.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu. Non ho altri iscritti a parlare, mettiamo in votazione la legge. Votazione con il sistema elettronico palese. Stiamo votando la legge, la votazione finale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, testo unificato 308-312/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Balia - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uggias - Uras.

Rispondono no i consiglieri: Cappai - Floris Mario.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Amadu - Artizzu - Atzeri - Contu - Dedoni - Diana - Farigu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Maninchedda - Marracini - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanna Matteo - Scarpa - Vargiu

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 64

votanti 37

astenuti 27

maggioranza 19

favorevoli 35

contrari 2

(Il Consiglio approva).

Discussione e approvazione della delibera di autorizzazione all'esercizio provvisorio del Bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2008

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la deliberazione di autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio.

Se i colleghi Questori del Consiglio prendono un attimo posto nei banchi della Giunta, approviamo anche l'esercizio provvisorio del Consiglio. Un atto conseguente e obbligatorio a seguito dell'approvazione dell'esercizio provvisorio della Regione.

Invito i consiglieri questori a prendere posto nei banchi della Giunta.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Giuseppe Fadda, questore.

FADDA GIUSEPPE (R.C.). Sarò breve, io mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare dichiaro chiusa la discussione generale. Va bene, approviamo l'articolo unico di cui si compone la proposta di esercizio provvisorio del bilancio del Consiglio.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo unico:

Articolo unico

E' autorizzato l'esercizio provvisorio del bilancio interno del Consiglio dal 1° gennaio al 31 gennaio 2008 secondo lo schema degli stati di previsione delle entrate e delle spese del bilancio per l'esercizio finanziario 2007 e dei relativi provvedimenti di variazione.

Durante l'esercizio provvisorio gli impegni di spesa non potranno superare, su ciascun capitolo dello stato di previsione di cui al comma precedente, un dodicesimo dello stanziamento complessivo; tale limite non si applica qualora si tratti di spesa obbligatoria e non suscettibile di impegni o di pagamenti frazionati in dodicesimi.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della deliberazione di autorizzazione all'esercizio provvisorio del Bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 2008.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Fadda ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Bruno - Cachia - Calledda - Capelli - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Cucca - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Meloni - Moro - Orrù - Pacifico - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Rassu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Serra - Spissu - Uggias - Uras.

Si sono astenuti i consiglieri: Cherchi Oscar - Farigu - La Spisa - Ladu - Licandro - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 61

votanti 50

astenuti 11

maggioranza 26

favorevoli 50

(Il Consiglio approva).

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Grazie signori Questori. Va bene colleghi, l'ordine del giorno reca la discussione del documento numero 21/A, documento annuale di programmazione economico finanziaria. Poi, disegno di legge numero 301/S e disegno di legge numero 302/A, disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale, bilancio di previsione per l'anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per gli anni 2008 e 2011. I relatori sono l'onorevole Cucca e l'onorevole Vargiu per la minoranza.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore. Grazie Presidente…

VARGIU (Riformatori Sardi). Scusi Presidente…

PRESIDENTE. Chiedo scusa. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Scusi Presidente, sull'ordine dei lavori. Mi aspettavo che lei chiamasse la mozione urgente che riguarda le short list come d'intesa.

PRESIDENTE. Come d'intesa facciamo le relazioni e poi chiamiamo la mozione.

VARGIU (Riformatori Sardi). Mi scusi, che senso ha fare prima le relazioni e poi…

PRESIDENTE. Perché in genere, finite le relazioni, rinviamo la discussione all'indomani. Comunque non c'è questione, se l'assessore Dadea resta in aula…

DADEA, Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì.

PRESIDENTE. Va bene colleghi, chiamiamo la mozione sulle short list, con l'impegno che comunque facciamo poi le due relazioni sul bilancio.

Discussione della mozione Vargiu - La Spisa - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu - Farigu - Capelli - Amadu - Randazzo Vittorio - Pisano - Licandro - Cassano - Petrini - Dedoni - Contu - Rassu - Gallus - Lombardo - Sanjust - Pileri - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Milia sulle short list, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del

Regolamento (158)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 158.

(Si riporta di seguito il testo della mozione:

Mozione Vargiu - La Spisa - Randazzo Alberto - Artizzu - Ladu - Farigu - Capelli - Amadu - Randazzo Vittorio - Pisano - Licandro - Cassano - Petrini - Dedoni - Contu - Rassu - Gallus - Lombardo - Sanjust - Pileri - Cappai - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo - Murgioni - Milia sulle short list, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

CONSIDERATO che:

- il problema della precarizzazione del lavoro è vissuto con particolare sofferenza in Sardegna a causa della rigidità del sistema occupazionale, della complessiva stagnazione dell'economia e della carenza di opportunità di ricollocazione per i nuovi disoccupati;

- ancora la Regione Sardegna non sembra aver censito in maniera adeguata il quadro delle proprie esigenze operative in materia di personale, né aver dettagliato gli obiettivi che intende raggiungere attraverso collaborazioni intellettuali a tempo determinato e quelli che invece appartengono ad esigenze strutturali dell'istituzione e vanno pertanto perseguiti attraverso l'inquadramento di professionalità a tempo indeterminato, adeguatamente formate, aggiornate e fidelizzate, che possano rappresentare un investimento di cultura e di capacità per la Regione Sardegna;

- molti autorevoli esponenti della maggioranza di governo regionale non perdono occasione per ribadire, a parole, la propria volontà politica di superare ogni forma di lavoro precario, privilegiando le configurazioni che garantiscono la stabilità dell'attività lavorativa;

- a fronte di tali dichiarazioni di principio da parte di molti esponenti della maggioranza di governo, si registra invece una perseverante azione della Giunta regionale rivolta al reclutamento di professionalità precarie, senza che sia possibile comprendere se le acquisizioni sono rivolte a coprire esigenze specifiche e transitorie o se invece rappresentino un inadeguato tentativo di risposta a carenze strutturali dell'Amministrazione che, se non vengono definitivamente risolte, sono destinate a trascinarsi nel tempo;

- l'eventuale improprio ricorso all'utilizzo di professionalità a tempo determinato per la soddisfazione di nuove esigenze strutturali dell'Amministrazione regionale comporta l'instaurazione di rapporti di lavoro che tendono comunque e fisiologicamente alla stabilizzazione, prefigurando scenari di instabilità e conflittualità che creeranno inevitabili problemi di gestione ai futuri governi regionali;

- le perplessità relative alla congruenza con il disposto della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, delle azioni di collaborazione e consulenza attivate dalla Regione appaiono ulteriormente supportate dalla sensazione che le professionalità reclutate operino in regime di debito orario ed utilizzino i supporti fisici e tecnico-logistici dell'Amministrazione, in modo tale da configurare un impegno professionale spesso del tutto equivalente a quello del lavoratore subordinato;

- nessuna vera e seria attività di stabilizzazione delle precarietà esistenti all'interno dell'Amministrazione regionale può essere messa in atto se non vengono nel contempo definite modalità di accesso alla pubblica amministrazione che consentano il rispetto della certezza del diritto, delle esigenze e degli interessi della Regione e della dignità del singolo lavoratore;

- lo strumento delle short list, che la Giunta regionale mette sempre più spesso in campo per risolvere le esigenze operative dell'Amministrazione, appare del tutto incongruo a tali scopi perché va a generare nuovo precariato mascherando spesso da collaborazioni progettuali attività lavorative che sono invece finalizzate alla soddisfazione di compiti di istituto della Regione, destinati a durare nel tempo;

- la validità dello strumento della short list appare assolutamente contestabile anche sotto il profilo della correttezza selettiva: la fasulla formula dell'evidenza pubblica delle short list non le mette in grado di garantire alcuna oggettiva criterilogia di scelta, lasciando margini di discrezionalità pressoché totali, che non possono che generare nuove perplessità e diffidenze nei confronti delle istituzioni regionali da parte della gran massa dei disoccupati, che premono per poter ottenere un'adeguata valorizzazione meritocratica della propria professionalità;

- la rappresentazione più recente ed eclatante di tale atteggiamento distorto del governo regionale trova espressione nella determinazione n. 951 del 30 novembre 2007 dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, che indice pubblica selezione per il conferimento di incarichi di co.co.co. per le seguenti figure professionali: medico del lavoro, medico di sanità pubblica, esperto in comunicazione, addetto stampa, esperto in programmazione economico sanitaria, informatico, esperto qualificato in valutazione dei sistemi di gestione, qualità e sicurezza, farmacista esperto in farmaco-sorveglianza, esperto privacy, coordinatore di gestione e pianificazione di progetti complessi di sanità elettronica, esperto architetture e sistemi informativi di progetti complessi di sanità elettronica, esperto di infrastrutture di rete;

- è reale il convincimento che una gran parte delle professionalità richieste non siano necessarie per ricoprire compiti ed incarichi a tempo determinato, che possono esaurirsi nel breve volgere di tempo di un contratto di co.co.co., ma siano invece destinate a dare risposta a vecchie e nuove esigenze strutturali dell'Assessorato e rappresentino, pertanto, un sostanziale ampliamento mascherato dell'organico dell'Assessorato stesso;

- il meccanismo di reclutamento di tali professionalità, esplicitato nell'articolo 5 dell'avviso pubblico di selezione, è tale da garantire discrezionalità di scelta pressoché assoluta da parte della commissione nominata dal direttore generale dell'Assessorato stesso;

- il complesso delle dodici figure professionali di cui viene disposta l'acquisizione è tale da configurare una sorta di "Assessorato parallelo", con competenze raffinate e ruoli di coordinamento o di supporto ad altre attività, che fanno presupporre la presenza di strutture dedicate, con specifiche professionalità e attribuzioni di organico, ben al di là delle attuali configurazioni dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale;

- la legge regionale n. 10 del 2006 ha istituito l'Agenzia regionale della sanità, affidandole proprio quei compiti di supporto progettuale e tecnico scientifico delle attività dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, per le quali è invece correttamente previsto l'utilizzo di collaborazioni intellettuali a progetto, a tempo determinato;

- a tutt'oggi non risulta nominata l'autorevole figura del direttore dell'Agenzia (per la scelta del quale è stata pure da tempo bandita apposita procedura selettiva), né risulta che l'Agenzia stessa abbia in alcun modo esercitato neppure una delle attività per le quali è sorta,

impegna la Giunta Regionale

a riferire immediatamente al Consiglio sull'entità, sul numero, sul ruolo e sulla funzione delle posizioni di collaborazione a tempo determinato ad oggi attive presso la Regione Sardegna;

a verificare e riferire al Consiglio se tali collaborazioni rispondano tutte effettivamente al disposto dell'articolo 6 bis, comma 1, della legge regionale n. 31 del 1998, e riguardino pertanto "esperti di elevata professionalità", utilizzati per "obiettivi e progetti specifici" e non rappresentino invece un modo surrettizio per coprire ordinari vuoti di organico dell'Amministrazione, in attività che rappresentano normali (vecchi e nuovi) compiti di istituto;

a verificare quali siano le reali garanzie della professionalità e del merito individuale discendenti dall'attivazione delle short list e a dare specifica indicazione perché tutte le procedure selettive ad evidenza pubblica dell'Amministrazione regionale rispondano a criteri di oggettività tali da eliminare l'attuale, ampia discrezionalità;

a riferire se, nel caso specifico della determinazione n. 951 del 30 novembre 2007 dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, sia stata preventivamente attivata una ricognizione delle competenze professionali presenti all'interno delle strutture regionali, per escludere che esistano capacità già strutturate a cui attribuire almeno una parte dei compiti previsti dalla stessa determinazione n. 951;

a riferire se le attività per cui è prevista l'acquisizione delle professionalità della determinazione n. 951 siano tutte da configurarsi come "obiettivi o progetti specifici" e non rappresentino invece, in parte o per intero, vecchi e nuovi compiti istituzionali, per i quali è dunque indispensabile l'acquisizione tramite concorso pubblico di adeguate professionalità, assunte a tempo indeterminato, tali da costituire un patrimonio stabile di competenze, incardinato all'interno della pubblica amministrazione;

ad annullare conseguentemente la determinazione n. 951 dell'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, sostituendola con i bandi dei relativi concorsi pubblici per le professionalità specifiche;

a porre in essere tutte le indispensabili azioni necessarie al decollo delle attività dell'Agenzia regionale per la sanità. (158).)

PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione. Uno dei presentatori della mozione ha facoltà di illustrarla.

VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente. La mozione che stiamo venendo a discutere spero che, quantomeno come proposizione, quindi come capacità di focalizzare il problema, possa essere, oltre che da chi la sta illustrando e oltre che dall'Assessore che deve rispondere, spero che venga in qualche maniera recepita anche dai colleghi che sono presenti in aula, e spero che ci sia qualche valutazione di merito su quello che sta succedendo. Perché, è vero che la mozione su quelle che possiamo definire con un termine inglese brutto "short list" e che forse in maniera più competente possiamo definire come "assunzioni a tempo indeterminato" con criteri di discrezionalità che vengono messi in atto dalla Regione, questo, dicevo, è un argomento che comunque ha avuto trattazione anche in Commissione durante la discussione della legge finanziaria, del disegno di legge finanziaria in Commissione. Ma, a parte questo, è un argomento che interessa l'intera Aula, ed è uno di quegli argomenti, colleghi, sui quali c'è anche un interesse forte fuori da quest'aula, ed è uno di quegli argomenti, colleghi, io mi rammarico purtroppo del fatto che sia difficile pensare in questo momento di poter avere un'attenzione dell'Aula sull'argomento, ma vi garantisco sarebbe un problema su cui l'Aula dovrebbe mettere, se fosse possibile, la massima attenzione e sarebbe uno di quei problemi in cui sarebbe auspicabile che si raggiungesse un'intesa che l'assessore Pigliaru avrebbe definito bipartisan, cioè una di quelle intese che riguardano la destra e la sinistra indipendentemente da chi governi perché il problema è un problema che poi viene gestito con estrema difficoltà da chiunque debba gestire e debba rappresentare il governo regionale.

Da cosa trae origine la mozione che arriva oggi in aula? Trae origine da un fatto inusuale, e cioè che un Assessorato, ma è soltanto l'ultimo di un elenco che potremmo fare anche in questa sede in maniera circostanziata, cioè l'Assessorato della sanità bandisce l'ennesima delle short list regionali. Beh, insomma, direte voi: esiste un articolo di legge che consente comunque l'acquisizione diretta di consulenze o coordinate e continuative per progetti di alta professionalità o estemporanei, ma che comunque garantiscono alla Regione l'acquisizione di professionalità che non sono presenti al suo interno e consentono di scegliere figure di grande prestigio presenti all'esterno arricchendo, in quel momento specifico e per una collaborazione specifica, l'amministrazione. Bene, l'Assessorato della sanità bandisce una ricerca di personale attraverso il sistema delle short list che riguarda un medico del lavoro, un medico di sanità pubblica, un esperto in comunicazione, un addetto stampa, un esperto in programmazione economica e sanitaria, un informatico, un esperto qualificato in valutazione dei sistemi di gestione, qualità e sicurezza, un farmacista esperto in farmaco-sorveglianza, un esperto privacy, un coordinatore di gestione e pianificazione di progetti complessi di sanità elettronica, un esperto di architetture e sistemi informativi di progetti complessi di sanità elettronica e un esperto di infrastrutture di rete. Cioè l'assessore Dirindin, che avrà qualche difficoltà quando deve parlare in sardo, non ha difficoltà quando deve parlare ai sardi spiegando che in Sardegna si può entrare nella pubblica amministrazione senza concorso e si può entrare nella pubblica amministrazione senza concorso addirittura con 12 diverse figure professionali che, se voi ve le leggete, rappresentano una sorta di Assessorato parallelo e non si può certo dire che si tratti di professionalità che vengono utilizzate per brevi periodi di tempo per il raggiungimento di obiettivi precisi. Perché? Perché stiamo parlando di coordinatori di gestione, stiamo parlando di esperti in programmazione economica e sanitaria, cioè tutte le figure che fisiologicamente devono stare all'interno dell'Assessorato della sanità, ma devono starci in maniera strutturata perché devono diventare una risorsa dell'amministrazione regionale, perché dopo che l'amministrazione regionale avrà captato magari i migliori giovani che vengono dal master and back, per fare un esempio, e attraverso una procedura concorsuale certa gli avrà consentito l'inquadramento all'interno dei ruoli regionali, queste sono figure che devono crescere! Sono figure che poi rappresentano, una volta che hanno raggiunto un livello di qualificazione tecnica e professionale, di capacità di management interno all'Assessorato, di gestione perché sono dei coordinatori, non sono dei dattilografi, devono rappresentare una risorsa dell'amministrazione regionale che ha già speso e investito per la formazione di queste figure professionali, se le deve trovare al suo interno adeguatamente formate, e magari anche incentivate economicamente e professionalmente anche negli anni successivi, per tutta la durata del rapporto di lavoro. Cioè non è possibile pensare che un esperto privacy all'Assessorato regionale serva per sei mesi; un esperto regionale sulla privacy serve per i prossimi trent'anni! Quindi o l'Assessore ha in mente di cambiarlo ogni sei mesi a seconda di quelle che saranno le esigenze clientelari dell'Assessorato oppure è ovvio che deve essere una figura che va incardinata all'interno dell'Assessorato della sanità. L'esperto in comunicazione: insomma, al di là di che cosa servano un esperto in comunicazione e un addetto stampa in virtuosa simbiosi all'interno dell'Assessorato della sanità, si pensa che siano delle figure che, se devono dare le direttive alle AA.SS.LL. perché avvenga la comunicazione dell'offerta sanitaria che le singole AA.SS.LL. riescono a realizzare, si pensa che anche questa sia una figura da incardinare nel tempo all'interno di struttura dell'Assessorato. Come il medico del lavoro, il medico di sanità pubblica, cioè non è pensabile che un medico di sanità pubblica, cioè un igienista, possa servire per un tempo determinato. Oltretutto con l'Assessorato che ha un concorso aperto per medici! Quindi nel frattempo che ha un concorso aperto per medici dice che ne vuole inquadrare altri attraverso uno strumento a intuitu personae che è quello rappresentato dalla short list.

Beh, insomma, colleghi, io credo che questo non sia un problema della minoranza, oppure voi mi potreste dire: "Guarda che è un problema delle minoranze", perché magari noi non abbiamo mai usato lo strumento della short list perché non ci era venuto in mente, voi siete più geniali, però nel momento in cui si dice che anche in altre circostanze sono stati utilizzati degli strumenti che consentivano rapporti a tempo determinato di tipo intuitivo da parte della pubblica amministrazione, beh insomma colleghi, siamo arrivati a quello che stiamo verificando quotidianamente, cioè che sono rapporti che hanno creato delle professionalità dentro l'amministrazione che sono professionalità strategiche per l'amministrazione stessa e oggi noi abbiamo il problema che chi sta governando si trova pressato perché vadano incontro ad internalizzazione, perché vengano sanati, perché vengano stabilizzati. E il problema grosso è che se questi che sono stati presi in maniera atipica non vengono stabilizzati purtroppo non solo si fa un danno a chi non viene stabilizzato, e si fa un danno molto più grosso a chi non ha potuto partecipare ai concorsi, ma si fa un danno all'amministrazione regionale perché l'amministrazione regionale per formare nuovamente quelle competenze che richiedono la stabilizzazione necessita di anni di lavoro. Allora è evidente che se la vostra amministrazione sta ricorrendo, come appare fortemente sospetto che stia facendo, alla metodica delle short list, quindi delle chiamate fiduciarie perché la short list altro non è che un elenco dal quale poi si pesca chi si vuole senza nessuna procedura selettiva e senza neanche quelle garanzie comunque indispensabili che il concorso pubblico dà, beh, se attraverso la short list vengono dalla vostra amministrazione prese in carico figure professionali in gran numero e magari anche di livello qualitativo importante per l'amministrazione, si sta creando un danno all'amministrazione ventura gigantesco! Intanto si crea un danno d'immagine nei confronti di quelli che noi chiamiamo i nostri laureati, i nostri cervelli, i ragazzi a cui chiediamo di acquisire cultura. Perché? Perché noi li mandiamo a fare il master and back, ma il back dipende dall'amicizia che si ha con l'Assessore regionale! Perché se rientrati in Sardegna e infilatisi dentro una short list c'è qualcuno che graziosamente li pesca dalla short list il back ha prodotto risultato, se rientrati Sardegna i campioni del mondo, scienziati, allievi del professor Gessa hanno la volontà di aspettare e di attendere un'occasione per entrare magari a dare il loro cervello, la loro competenza qualificata all'amministrazione regionale non c'è spazio per loro perché i concorsi non ci sono e se ci sono vengono bypassati e si sovrappongono alle short list dove si entra per altra strada che non quella del merito, della professionalità, della capacità e della competenza. Quindi stiamo dando un segnale di immagine ai giovani sardi che è fortemente negativo. Un segnale di immagine che è devastante, perché stiamo dicendo che anche nella pubblica amministrazione ci sono scorciatoie che possono essere praticate dagli unti del Signore e che una volta praticate poi un modo per stabilizzarsi lo troveremo, perché oggi vengono pescati per grazia di un Assessore di centrosinistra e domani verranno stabilizzati per grazia di un governo di centrodestra, come sempre avviene perché poi le pressioni di chi è precario, di chi ne ha bisogno di lavoro, di chi ha situazioni di famiglia dolorose sono pressioni che si esercitano su chiunque stia governando, si esercitano su chiunque di noi ed è difficile dire di no alle pressioni di chi ha la competenza, di chi è all'interno, di chi con una sanatoria si riesce a risolverne il problema e pazienza se il segnale che viene dato è sempre lo stesso e cioè che non c'è competizione per gli accessi, che non c'è la possibilità di entrare per il merito. Ma non è solo questo problema. Il problema è anche, e lo abbiamo sottolineato più volte, che se noi non abbiamo la più pallida idea di quale sia la forza lavoro che noi abbiamo all'interno della Regione, di quali siano le intelligenze e le competenze di cui noi disponiamo è estremamente difficile capire come organizzare il resto della macchina regionale. E' stato verificato che all'interno dell'Assessorato alla sanità non ci sia un farmacista esperto in farmaco-sorveglianza? Perché questo, comunque, comporta la legge. E' necessario verificare, fare le ricognizioni e allora anche il messaggio che diamo all'interno dell'Amministrazione sembra negativo, quando abbiamo bisogno di professionalità elevate le cerchiamo fuori, l'Amministrazione regionale non è in grado, in nessun modo, di dare risposta a quelle che sono le esigenze normali. Abbiamo assunto dei laureati in giurisprudenza e ne abbiamo assunti anche all'interno dell'Assessorato regionale alla sanità, beh, qualcuno ci dice se non c'è un esperto in privacy? La privacy è una legge, una legge con disposizioni collegate, è possibile che i giovani e brillanti, io immagino, laureati in giurisprudenza che la Regione ha assunto dopo lunghe e selettive procedure concorsuali non conoscano la legge della privacy e quindi non siano in grado di garantire all'assessore Dirindin un esperto in privacy e lei, invece, ritiene di dover andare a cercarsi all'esterno? E i concorsi che abbiamo fatto per esperti di informatica, gestiti dall'Assessorato agli affari generali, con graduatoria ancora aperta? Beh, non hanno gli esperti di informatica che l'assessore Dirindin invece ritiene di dover cercare all'esterno? Insomma, colleghi, non c'è nella presentazione di questa mozione, da parte della minoranza, una volontà di creare casus belli nei confronti di qualcuno, neanche nei confronti dell'Assessore della sanità che pure se lo meriterebbe, ma è stata soltanto l'ultima di una lunga serie di interventi che hanno avuto tutti la stessa ragione di esistenza. Non c'è neanche la volontà di dire che noi al posto vostro saremmo stati diversi, forse è possibile che noi al posto vostro avremmo fatto la stessa cosa, forse, e avremmo sbagliato come state sbagliando voi. Non ce neanche la volontà di dire, e non lo si è detto neanche in Commissione, che da parte dell'Assessorato agli affari generali ci sia un atteggiamento che stimoli questo tipo di assunzione attraverso le short list, anzi io devo riconoscere all'assessore Dadea - glielo riconosco come sono abituato a fare pubblicamente, apprezzando una sensibilità che normalmente l'assessore Dadea ha sempre -, l'assessore Dadea mi ha fornito documentazione dalla quale, in maniera assolutamente chiara, si evince che l'Assessorato agli affari generali della Regione è estraneo a quello che sta succedendo agli Assessorati e non solo estraneo, ma che addirittura ha ripreso diverse volte gli Assessorati e gli enti della Regione richiamandoli al rispetto della norma. Quindi, l'assessore Dadea sa benissimo quali sono gli effetti negativi che il mancato controllo su una situazione di questo genere provocherebbe nelle Amministrazioni, nella sua e in quelle a venire e quindi, sostanzialmente, non solo non si oppone al controllo e alla verifica, ma addirittura è lui stesso ad averla promossa e non ha fatto niente, quando in Commissione il problema è stato posto, per evitare anzi ha sollecitato l'approvazione - che, per il momento, è temporanea, ovviamente in quanto non è ratificata dall'Aula, quindi è semplicemente un disegno di legge - della parte della finanziaria che diventa più rigorosa su questi argomenti. Però, all'assessore Dadea noi non possiamo non chiedere le cose che nel dispositivo della mozione sono chieste e che io spero che l'assessore Dadea abbia avuto, dal momento della presentazione della mozione ad oggi, il tempo di censire, e ciò quanti siano, numero, ruolo e funzioni, le posizioni dei collaboratori a tempo determinato che sono ad oggi attivate presso la Regione Sardegna; a verificare se tutte queste posizioni attivate rispondono al disposto dell'articolo 6 bis, comma 1, della legge regionale che regola questo tipo di chiamate presso la Regione; a riferire se ci sono garanzie che siano state attivate tutte le indagini all'interno della Regione per verificare che effettivamente prima dell'attivazione di queste posizioni funzionali sia stato verificato che non ci fossero le competenze specifiche richieste all'interno della Regione e a verificarlo in modo particolare per quanto riguarda la determinazione 951, con cui l'Assessorato regionale alla sanità ha deciso, sostanzialmente, di duplicarsi per poter effettuare fuori dall'Assessorato, con una logica assolutamente non comprensibile, una serie di attività che rappresentano invece compiti istituzionali fondamentali e protratti nel tempo, sicuramente protratti nel tempo, io auguro per tanti anni a venire, dell'Assessorato alla sanità stessa. Se, come riteniamo, tutte queste valutazioni non sono state fatte in maniera puntuale, se l'assessore Dadea ha avuto modo di verificarlo, la richiesta che noi facciamo è che si inizi dall'annullamento della determinazione 951 del direttore generale dell'Assessorato alla sanità, perché sia un segnale chiaro, io l'ho chiesto anche con lettera direttamente inviata all'assessore Dadea, che non ci sia né la sensazione che questa prassi sia la prassi che il Consiglio regionale della Sardegna e la Giunta sottoscrivono e né che ci sia il messaggio agli Assessorati regionali che tale prassi può essere continuata perché i controlli sono soltanto formali da parte dell'Assessorato regionale agli affari generali e soprattutto, assessore Dadea, soprattutto colleghi della maggioranza che non passi il messaggio verso i giovani sardi che la Regione non assume più per procedure concorsuali basate su selezioni rigorose e su valutazione e accertamento di merito, capacità, titolo di studio, curricula, ma che la Regione Sardegna assume attraverso dei calderoni dove chiunque può infilarsi e dove si viene salvati dal fuoco dell'inferno soltanto dalla mano di un Assessore che scegliendo, non si sa bene in base a che cosa, và e pesca la persona giusta. Questo messaggio, colleghi, io credo che sarebbe nefasto sia che lo desse il centrodestra sia che lo dia il centrosinistra. Siamo in tempo per bloccarlo, e un segnale di questo genere è ovviamente un segnale che non vale soltanto per questa Amministrazione, ma che vale anche per le Amministrazioni future, perché io credo che il richiamo al rispetto rigoroso dell'articolo 6 sia un richiamo fondamentale e credo che il messaggio ai tanti disoccupati che sono in giro in Sardegna, soprattutto a quelli che rappresentano disoccupazione intellettuale e quindi quella a più alto valore aggiunto, quella che noi vorremmo che rimanesse in Sardegna perché ne concepiamo e ne comprendiamo l'importanza per lo sviluppo della Sardegna, il messaggio che arriverebbe a questi giovani sarebbe un messaggio veramente negativo che è intollerabile per qualsiasi Amministrazione. Quindi, se anche voi ritenete che ci possano essere delle cose su cui centrodestra e centrosinistra ragionano in maniera, sempre rubando a Pigliaru, bipartisan, questa è una di quelle cose, è una di quelle vicende in cui il Consiglio regionale può esprimere una parola forte dicendo che le assunzioni avvengono all'interno dell'Amministrazione regionale attraverso concorso e quindi che tutto ciò che avviene in altra maniera deve essere codificato a principi di eccezionalità e non di ordinarietà, come qualcuno vorrebbe, che sono quelli che la nostra legge, peraltro, già dispone.

PRESIDENTE. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi a parlare non oltre la conclusione del primo intervento.

E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Grazie. Questo argomento è stato già articolatamente e ampiamente descritto dall'illustrazione, quindi verbalmente adesso da Pierpaolo Vargiu nell'illustrazione della mozione e d'altra parte per chi avesse o abbia avuto già la pazienza di leggerla è abbastanza evidente. D'altra parte è un argomento che rimbalza sui nostri tavoli ormai da molto tempo, io ho seguito in parte i lavori della Commissione bilancio e anche in quella occasione, quando si è parlato in particolare a proposito dell'articolo 3 e di tutte le questioni collegate al grande problema del precariato, questo argomento è stato posto e abbiamo registrato in quell'occasione anche voci che provenivano dal tavolo della maggioranza che sulla questione delle short list, di questo sistema di selezione, ponevano autorevolmente anche fortissimi dubbi. Se questo è vero, se abbiamo constatato che, dico brevemente qual è il problema dal mio punto di vista in termini anche di semplice buonsenso si può vedere questo problema e cioè stiamo vivendo, tutto il sistema politico sta vivendo in questo periodo, con grave preoccupazione, il problema dell'occupazione e dall'altro il problema del precariato. Ieri un intervento di un esponente sindacale dava anche dei numeri, se non ricordo male su 31 mila, 32 mila nuove assunzioni nel corso di quest'anno solo 6 mila sono a tempo indeterminato, mentre abbiamo nel pubblico e nel privato un incremento fortissimo sì delle occasioni di lavoro, ma tutte nel terziario fortissimo in altri settori no, ma tutte a tempo indeterminato o attraverso forme contrattuali comunque non stabili. Ora, questo in Regioni in cui la mobilità del mercato del lavoro consente per chi perde il posto di lavoro, la possibilità comunque di acquisirlo, per cui un rapporto di lavoro subordinato in qualche modo è una tappa della propria esperienza lavorativa che poi può essere proseguita in altri rapporti di lavoro subordinato e non solo professionale quindi, qui nella nostra Regione invece questo tipo di esperienza lavorativa è di fatto l'ingresso in una situazione forte e lunga di instabilità, di precarietà appunto che non vuol dire solo precarietà del futuro lavorativo, ma implica come necessità, la precarietà della propria posizione familiare, delle scelte fondamentali della vita, cioè implica il protrarsi di una situazione di incertezza che mina, mina alla radice la stabilità della nostra società. Io sono convinto e credo che non bisogna assolutamente, che sia necessario non stancarsi oggi di sottolineare la gravità di questo problema che ci tocca tutti come rappresentanti politici di tutti gli schieramenti. Se questo è vero chiedo alla Giunta, e alla maggioranza se queste cose contenute nella nostra mozione risultino vere e se non risulti necessario che il Consiglio di fronte a questo problema finalmente prenda una posizione responsabile.

E' vero o no che la determinazione 951 dell'Assessorato dell'igiene e sanità prevede nell'indizione della pubblica selezione conferimento di incarichi di CO CO CO per queste figure professionali: medico del lavoro, sono state già lette ma lo ribadisco perché forse anche la nostra distrazione non ci permette di renderci conto di qual è il nocciolo della questione; medico del lavoro, medico di sanità pubblica, esperto di comunicazioni, addetto stampa, esperto in programmazione economico sanitaria, informatico, esperto qualificato in valutazione dei sistemi di gestione qualità e sicurezza, farmacista, esperto in farmaco sorvegliante, esperto privacy, coordinatore di gestione e pianificazione di progetti complessi di sanità elettronica, eccetera eccetera eccetera. Sono figure professionali che possono ridursi ad una collaborazione provvisoria corrispondente cioè ad un obiettivo e a un progetto specifico, queste figure professionali? Allora se è vero che vogliamo fare la lotta al precariato e tutti lo vogliamo fare, se è vero che nel fare la lotta al precariato, quello esistente, noi compiamo, non volendolo, purtroppo è stato segnalato anche da molti colleghi, compiamo pur non volendolo un atto di ingiustizia per coloro che sono fuori dal mercato del lavoro! Per le generazioni più giovani, se noi siamo coscienti che risolvere il problema del precariato implica un atto di ingiustizia nei confronti di chi non è neanche precario, possiamo permettere che però risolvendo il problema in maniera dolorosa consentiamo nella politica ordinaria che il problema si generi ulteriormente? Questo è il nocciolo della questione. E io credo che su questo aspetto non tanto quindi per una polemica pretestuosa, ma per una presa d'atto di situazioni che credo tocchino tutti noi. Quanti di noi incontrano persone che o sono precarie o sono totalmente disoccupate e chiedono almeno di poter finalmente avere la speranza di poter entrare in Regione o negli enti pubblici con un normale, normalissimo pubblico concorso. Ormai se si facesse una statistica, credo che in Regione dipendenti entrati con pubblico concorso ce ne siano ben pochi, pochissimi ormai. Questo è un problema grave che toglie, fra l'altro, alla stessa struttura organizzativa dei servizi che devono essere erogati, degli atti importanti di programmazione, di scelte fondamentali di Governo che la Regione deve compiere, tolgono quella possibilità anche per chi dirige. Quindi parlo dell'amministrazione, per chi dirige i nostri uffici, mirano alla possibilità di poter programmare un assetto, di programmare una costruzione di professionalità che nel futuro possano rimanere, a meno che non sia vero ciò che maliziosamente si può anche dire e realisticamente dobbiamo ammettere almeno come possibilità, Assessore, e cioè che queste short list siano in realtà il preambolo per una nuova e rinnovata operazione di clientela politica. Se questo non è vero e io, spero e credo che lei personalmente questo non lo voglia, do atto e prendo atto della sua correttezza umana, professionale e politica, se questo non è vero, se questo è solo un dubbio malizioso, dissolviamo questo dubbio con un atto molto chiaro da parte di questo Consiglio regionale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Ho piacere di intervenire nella discussione sulla mozione che è stata presentata a firma Vargiu, La Spisa e più su un tema che inaugura, io credo, per i prossimi giorni approfondimenti, prese di posizione, descrizioni, ragionamenti, ipotesi di soluzione, comunque un dibattito attorno alla principale questione della società sarda, il lavoro. Come si risponde a questo bisogno diffuso e significativo, significativo per la vita delle persone, per la vita dell'intera comunità, significativo per la sua stabilità sociale, e partiamo da un ragionamento. Il ragionamento è quello su come si è formato e su come si forma, quale radice ha il precariato nella pubblica amministrazione, che connotato è andato ad assumere in questi anni, in ragione di che cosa è andato ad assumere quel tipo di connotato. Precariato nella pubblica amministrazione ce n'è dà sempre, io ricordo a tutti che nel momento in cui fu costituita la Regione autonoma della Sardegna, è uno dei limiti di questa mozione che ha molti pregi, però ha anche questo limite che chiama la Regione, Regione Sardegna. Regione Puglia, Regione Sardegna, Regione Lazio è un termine che si usa per le Regioni a Statuto ordinario. La Regione sarda è Regione autonoma della Sardegna, cioè ha uno Statuto speciale, un patto federativo di tipo diverso, di valore costituzionale, con lo Stato italiano, nell'ambito della Repubblica si distingue rispetto alle altre Regioni e quindi sarebbe opportuno anche quando negli atti ufficiali poniamo in discussione questa nostra istituzione o questioni che attengono al suo funzionamento, definirla come è, così, come è definita dallo Statuto speciale. La Regione Sardegna è una Regione autonoma ed è una Regione autonoma che ha una sua capacità legislativa primaria in materia di personale e organizzazione degli Uffici.

Quindi, quello che deriva all'amministrazione regionale in termini di organizzazione interna e di gestione del personale, deriva in quanto è deciso in quest'Aula, in questo Consiglio regionale e non è imposto da altri soggetti esterni, non è imposto dallo Stato. Quindi le scelte che si fanno di funzionamento non sono delle disgrazie che capitano, quello capita alla Regione Lazio, ma sono delle cose che vogliamo. Abbiamo voluto il precariato, il precariato, o meglio le modalità anomale di assunzione nel pubblico impiego sono antiche, quando fu istituita la Regione, la Regione fu istituita con un corpo, diciamo, di primo impianto proveniente dagli Uffici dello Stato. Successivamente e in ragione delle esigenze operative immediate furono fatte prima assunzioni, allora si chiamavano gli avventizi, gente che veniva assunta a tempo determinato, attraverso formule che non erano esattamente quelle previste dalla Costituzione, cioè la selezione concorsuale, un bando pubblico, un concorso per titoli ed esami, ma a chiamata diretta, cioè provvedevano gli uffici di gabinetto, direttamente gli Assessori all'epoca, e da quel momento sono incominciate le procedure di stabilizzazione. Ci sono autorevoli funzionari dirigenti della nostra amministrazione, o vi erano perché adesso ormai sono andati in pensione, che provengono da quel tipo di infornate, le infornate degli avventizi. E poi ci sono state norme che per sostenere l'attività lavorativa, la "285", con riferimento ai giovani, hanno organizzato forme anch'esse anomale di assunzione, chiamate attraverso l'ufficio di collocamento per i singoli progetti, o attraverso convenzioni con un sistema con le cooperative, con un sistema quindi di imprese private. E poi, successivamente, si sono inaugurate altre forme, per esempio nella pubblica amministrazione sono venuti tutti coloro che hanno svolto attività presso progetti di lavoro socialmente utili, oppure sono arrivati alla pubblica amministrazione attraverso contratti, diciamo, di natura flessibile. Tutto questo perché? Perché l'amministrazione pubblica e anche l'amministrazione regionale è straordinariamente incapace di programmare se stessa in ragione delle attività che deve svolgere, non sa quello che deve fare, e non sapendo quello che deve fare non si trova pronta nel momento in cui deve farlo, con le professionalità di cui ha bisogno; e va e attinge dove può attingere, con tutti gli strumenti, soprattutto con i pessimi strumenti che la contrattualistica di diritto privato, che ormai è anche quella che vige in ambiente pubblico, è ricondotto al diritto privato il rapporto di lavoro del dipendente pubblico, così purtroppo recita la legge di riforma sul pubblico impiego, beh, tutto il sistema della contrattualistica privata, dell'impresa… ve lo ricordate, lo dico ai colleghi Riformatori, mi dispiace che non ci sia l'onorevole La Spisa, cioè la destra che è sostenitrice di queste filosofie, più mercato nello stato, o più mercato e meno Stato? L'abbiamo avuto "più mercato" e abbiamo incominciato a mercanteggiare con le persone, con le professionalità, con la vita di questa comunità, abbiamo assunto, preso, legalizzato, cacciato via e ripreso, riconquistato, reinserito, stabilizzato, e l'amministrazione pubblica non ha funzionato meglio, ha funzionato anche peggio, in qualche circostanza in maniera pessima e continua a farlo. Io condivido molto dei contenuti di questa mozione. E va detto finalmente che non si può procedere. Noi abbiamo, lo dico all'Assessore, due piani di stabilizzazione del precariato dell'amministrazione pubblica: quello del sistema sanitario regionale in corso, derivante dalla norma inserita nel piano sanitario regionale e quello derivante dalla norma inserita in finanziera regionale, che riguarda il personale dell'amministrazione regionale degli enti e delle agenzie. Bene, se lo stiamo stabilizzando il personale, per cinque anni sono tutti pluriennali questi interventi, pluriennali per molti anni, mi pare e tre a cinque anni adesso non ricordo, quattro, quattro anni, per quattro anni almeno, io dico per cinque, non si può procedere più a nessuna assunzione in modo flessibile, basta con la flessibilità, almeno in quest'amministrazione! Si stabilizzi quello che c'è, si verifichi la qualità professionale, si facciano i concorsi, se ci sono carenze, se i carichi di lavoro non sono stati calcolati bene si calcolino bene, e si stoppino le assunzioni con le modalità che fornisce l'impresa. E' l'impresa che sta portando alla devastazione economica l'intero mondo con la sua filosofia, le borse crollano, si parla di recessione, questo pensiero unico, sviluppista all'eccesso, sempre crescere, che consuma l'ambiente, erode la terra, questa concezione che tutto è capitale, anche le persone. Ogni tanto, in qualche discussione, anche politica, esce fuori il termine "capitale umano". Però dimenticando che le persone sono uomini e donne, sangue e carne, sentimenti e passioni. Noi non accettiamo più questa cosa, si stoppi, ha ragione la mozione. Niente più assunzioni, short list, tutte cancellate! Se ce ne sono in corso, via! E si incominci a ragionare, invece, sulla migliore organizzazione dell'amministrazione per corrispondere ai bisogni della nostra comunità.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Uras.

E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà. Decade.

E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Rimango favorevolmente impressionato dall'intervento del collega Uras e… per cortesia sto parlando seriamente, una volta Davoli, sto parlando seriamente, abbi la pazienza di ascoltare! …e senza nessun tipo di retropensiero mi trovo decisamente d'accordo, e forse è arrivato il momento di esaminare tali situazioni - e non solo queste, queste sono piccole cose, piccole grandi cose rispetto ai problemi che quest'Aula è chiamata ad affrontare - dicevo è arrivato il momento di iniziare a parlarne senza pregiudizi, senza posizioni preconcette. Stamattina, nell'intervento con le autonomie locali, col Consiglio delle autonomie locali, ho fatto riferimento al delicato momento istituzionale che vive il nostro paese, e dal quale noi non siamo esenti. Io credo che il muro contro muro, comunque e sempre, qualsiasi sia l'argomento, sia arrivato il momento di metterlo da parte. Ritengo che ci possano essere degli argomenti con i quali si può concordare o si possa concordare con gli amici avversari politici, avversari nel senso che intendono il sistema sociale in gran parte diversamente da come lo intendo io, ma che per certi versi e su certi argomenti trovano piena coincidenza. E io, spero non diversamente da loro, non mi pongo in maniera preconcetta, non ho intenzione di attentare alla stabilità della maggioranza nel dire questo, e altrettanta disponibilità e apertura e libertà mi aspetto dai colleghi. Perciò non in maniera strumentale, e non c'è nessun attacco a questa maggioranza di governo, ma è un recupero del senso istituzionale che sto cercando di fare, io sottoscrivo, in gran parte, fuor che alcune sfumature sul sistema sociale e sul sistema economico rappresentato dal collega Uras. Condivido anche alcune osservazioni sugli aspetti negativi della globalizzazione, ma forse parlandone, e parlandone maniera libera e non cercando necessariamente il consenso con queste parole, il consenso fuori da quest'Aula, strumentalizzare tutto perché comunque mi porto a casa il consenso di qualcuno contro qualcun altro, anche su quel sistema credo che forse sia opportuno ragionare e magari, per quanto ci compete, piccola cosa, ma ripeto sono le piccole cose che fanno grandi le cose, rivedere anche alcune posizioni. Il sistema economico mondiale sta segnando il passo, è sotto gli occhi di tutti, la recessione che alle porte sia in America che in Europa, probabilmente una macchina che si riteneva perfetta, e che non esiste e che non può esistere, ha bisogno di una rivisitazione e di alcuni vincoli sulla tutela dell'uomo, dell'uomo fine a se stesso, dell'uomo come componente essenziale di un sistema ambiente, di un sistema sociale, di valori che vanno recuperati. Non è il Dio denaro che deve guidare le nostre azioni, non è il Dio denaro che deve guidare il futuro della nostra società. Cosa c'entra questo con le short list, c'entra eccome perché, vedete, qualsiasi azione di buona amministrazione, da qualunque forza politica sia portata avanti, se non è caratterizzata dalla trasparenza, se non è caratterizzata dall'equità, e del rispetto dei diritti altrui non può essere un'azione condivisibile, neanche nel nome di una efficiente ed efficace azione amministrativa. Io comprendo per esempio la necessità sposta nella delibera numero 951 di porre rimedio a una pianta organica dell'assessorato alla sanità che è carente, che manca di alcune figure, e da tempo ci si batte perché con le dovute azioni di legge e con la rivisitazione della normativa quella pianta organica, così come altre, possa essere adeguata alle esigenze odierne. Il sistema delle short list è una scorciatoia giustificata sempre e comunque dalla necessità di un intervento immediato, e nel mentre che si cercano le soluzioni per raggiungere quel effetto immediato si inseriscono delle azioni che, da qualsiasi parte si stia, non possono essere condivise e non sono condivisibili. Faccio un esempio per tutti: voi sapete che non si potrebbe, o meglio non c'è una normativa specifica che prevedeva, nel passato, la figura di un addetto stampa negli assessorati. In quella norma c'era una ratio che è costantemente calpestata nell'ultimo periodo, ma non fa parte dell'ordine del giorno, non fa parte della mozione ma è ad essa collegata. Mentre adesso si cerca, con una forzatura, di inserire una figura che la normativa non prevedeva. La mozione è molto esplicita e chiara, non è di parte soprattutto, quando richiama a quelle azioni di legge che la Giunta può fare per dare risposta a queste esigenze, lo può fare in maniera altamente professionale, lo può fare utilizzando le norme esistenti che quest'aula ha posto in essere, e che però non è ancora riuscita ad attivare, a questa carenza non si può rimediare aggirando l'ostacolo perché l'Agenzia regionale della sanità è la risposta alle esigenze dell'assessorato, specificatamente stiamo parlando dell'assessorato alla sanità. E' contraddittorio che la Giunta presenti, e siano stati approvati in commissione degli emendamenti, che riguardano l'articolo 3 la regolamentazione delle short list, cosa devono essere, come devono essere attivate, che devono essere annullate tutte quelle azioni poste in essere non rispondenti al comma 20, potrei sbagliare ma non credo di tanto, sull'articolo 3. Questa è una di quelle azioni che non rispondono a quello che la Giunta ha portato come emendamento alla finanziaria. Ma è chiaro che non rispondono! In quel momento forse c'erano altre necessità, c'era la necessità di intervenire, di costruire una struttura parallela forse? Ma passiamo anche questo! Ma perché continuare con il sistema del precariato, della discrezionalità, della non qualificazione professionale? Perché? E non ci vedo, voglio dire, io non voglio far aleggiare il sospetto su questo, non è il mio interesse in questo momento, proprio per il cappello che ho fatto in questo intervento. E' semplicemente la ricerca di scorciatoie che come tutte le scorciatoie in materia legislativa e in materia amministrativa necessariamente calpestano i diritti di qualcuno. L'abbiamo visto sulla legge numero 31, sugli attentati alla legge "31", non è un termine forte, è un termine esplicito, non vuole essere un termine forte "attentati alla legge numero31" è attentato tutto ciò che non segue un iter razionale e istituzionale per modificare una legge se non con interventi spot finanziari. Ecco perché la mozione è una mozione non di parte ma a garanzia di un sistema che deve essere trasparente, a garanzia della meritocrazia, a garanzia del pieno rispetto di norme che già regolano l'attività, la possibilità di partecipare in maniera trasparente e pubblica ad un concorso, selezione, chiamatelo come volete, per un posto di lavoro altamente qualificato.

Nel dire questo, ripeto e concludo, non sono le parole della mozione, non sono le mie parole, non sono le mie considerazioni, sono le considerazioni presenti nella finanziaria…

PRESIDENTE. Sì, concluda.

CAPELLI (U.D.C.). …presenti nella finanziaria che stiamo andando a discutere e sono state volute e in parte corrette dalla Commissione competente, dalla terza Commissione, bilancio e programmazione.

Ecco perché suggerisco un approccio "laico" a questa mozione che potrebbe essere anche l'inizio di un buon, corretto confronto sulla finanziaria regionale.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. E' iscritto a parlare il consigliere Liori ma decade.

E' iscritta a parlare la consigliera Lanzi. Ne ha facoltà.

LANZI (Sinistra autonomista). Grazie Presidente, sulle short list anche il nostro gruppo ha presentato più volte delle interrogazioni e ha sottoposto all'attenzione un problema che è di metodo di selezione, che troppo spesso, anche in modo disinvolto viene utilizzato in generale dalla pubblica amministrazione. Quindi è certo ed è condiviso che vi è la necessità, se ci sono delle effettive carenze all'interno della pubblica amministrazione, di ripristinare le regole di selezione pubblica che sono fondate sul merito e non è certo accettabile usare questo sistema, cioè quello delle short list che non prevedono alcun tipo di selezione, e qui i requisiti non sono noti all'esterno, anche per figure che sono già previste nell'ambito di selezioni pubbliche avviate ma non ancora concluse. Quindi credo che proprio in coerenza con quanto abbiamo sostenuto fin dall'inizio, vi sia la necessità di utilizzare i concorsi pubblici per le figure di cui l'amministrazione regionale ha bisogno, anche per valorizzare quelle competenze che possono venire dal merito e che credo ci siano fra i giovani sardi laureati e specializzati. Quindi, la Giunta e tutta la maggioranza, io credo che debba prendere un impegno concreto, e ci sarà un'azione di questo tipo da parte nostra all'interno della finanziaria di eliminare questo sistema di selezione. Ma dall'altra c'è anche un altro problema che è quello di garantire almeno per tre anni la durata delle graduatorie dei vincitori di concorso, in modo tale che non vengano utilizzati, per le stesse figure professionali, altri sistemi come è accaduto con le short list. La sinistra in quest'Aula ha sempre sostenuto con forza la necessità di eliminare il sistema del precariato nella pubblica amministrazione e credo che questo non possa essere sbandierato a tratti ma va perseguita una politica coerente rispetto a questo, e una politica coerente significa non solo non creare più precariato ma utilizzare quei metodi di selezione che sono basati sul merito, ci riempiamo spesso e volentieri la bocca di meritocrazia, io credo che valga la pena applicarla concretamente anche per dare un po' di speranza a quei giovani sardi laureati e plurispecializzati che esistono nella nostra società. Io credo che la selezione pubblica sia ancora uno strumento di garanzia reale, non solo per chi partecipa al concorso, ma anche per la qualità di prospettiva che può avere la pubblica amministrazione e di cui certamente ha bisogno. Per questo io ritengo che da questa mozione debba nascere un impegno concreto, attraverso quegli strumenti che abbiamo a disposizione nell'immediato, quindi la finanziaria, da parte di tutti affinché questo tipo di strumento venga realmente superato.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessoredegli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente, onorevoli consiglieri, io devo dire subito come premessa che il problema che è stato sollevato, attraverso la mozione primo firmatario l'onorevole Vargiu, non è un problema che riguarda solo ed esclusivamente la minoranza, è un problema che tocca la maggioranza, che tocca soprattutto il governo regionale. Perché questo è un problema, non utilizzerò questa bruttissima parola inglese short list, parlerò di collaborazioni esterne, di modalità attraverso le quali si assumono delle competenze attraverso delle collaborazioni esterne, utilizzando strumenti giuridici, i più diverse e i più disparati. Il problema delle collaborazioni esterne è un problema che ci tocca profondamente come Giunta regionale, perché un uso non corretto delle collaborazioni esterne rischia di vanificare anche quei processi di riforma che il governo regionale, la maggioranza, questo Consiglio regionale ha messo in campo e che ci sono costati, anche attraverso dei processi di razionalizzazione che hanno riguardato appunto il personale, i dipendenti regionali, un processo di razionalizzazione anche doloroso che però aveva come finalità e ha come obiettivo quello di costruire un nuovo modello di Regione e che quindi di finalizzare, anche la dotazione organica e anche le competenze e le professionalità necessarie, per costruire questo nuovo modello di Regione. Un nuovo modello di Regione che abbia come obiettivi e come finalità anzitutto quello di occuparsi di indirizzi e di programmazione e di spogliarsi possibilmente, il più possibile di quelle competenze in materia gestionale che, come abbiamo visto, devono essere necessariamente trasferite al sistema delle autonomie locali. Quindi, un utilizzo non corretto delle collaborazioni esterne rischia di vanificare i processi di riforma che abbiamo messo in atto, ma soprattutto rischia di incrinare alcuni dei principi fondamentali, anche i principi costituzionali che sono alla base della pubblica amministrazione. Abbiamo sempre detto, e di questo ne siamo profondamente convinti, che all'interno della pubblica amministrazione si può entrare solo ed esclusivamente attraverso concorsi pubblici. Noi siamo stati e abbiamo cercato di essere coerenti rispetto a questo principio che è di natura costituzionale, abbiamo messo in atto una serie di concorsi pubblici per l'acquisizione di quelle competenze e di quelle professionalità che sono assenti o che erano assenti all'interno dell'Amministrazione regionale e, quindi, non possiamo permettere che quei concorsi che ci sono costati fatica, che ci sono costati risorse possano essere vanificati; e che quindi quelle aspettative legate agli idonei di quei concorsi possano essere in qualche modo vanificate attraverso le collaborazioni esterne e comunque un uso non corretto delle collaborazioni esterne. Dicevo anche, però che questo problema non è e non può essere solamente un problema delle minoranze. Tanto è vero che per quanto riguarda il Governo regionale, per quanto riguarda anche la maggioranza, per quanto riguarda questo consiglio regionale si è già esercitato adeguatamente nel cercare di regolamentare e di regolare, di rendere trasparente il problema delle collaborazioni esterne. Io voglio ricordare che nella finanziaria del 2007 per la prima volta abbiamo introdotto della norme che pongono dei paletti molto precisi, per quanto riguarda la possibilità di ricorrere alla collaborazione esterna. Voglio ricordare che nell'articolo 7 della finanziaria del 2007 sono presenti delle caratteristiche ben precise, sono poste delle condizioni ben precise attraverso le quali si può ricorrere alle collaborazioni esterne. Si dice che le collaborazioni esterne devono avere un carattere di assoluta straordinarietà, che devono riguardare competenze e professionalità che sono assenti all'interno della Amministrazione regionale, e soprattutto ci sono due norme che noi abbiamo inserito, che il Consiglio regionale ha inserito a mio modo di vedere estremamente importanti: gli incarichi di collaborazione coordinata e continuativa sono conferiti previo espletamento di procedure comparative rese pubbliche preventivamente. L'altra norma che noi abbiamo inserito, anch'essa di grande rilevanza e di grande importanza, riguarda una norma di trasparenza: l'amministrazione, le agenzie, gli enti rendono noti mediante inserimento nelle loro banche dati, accessibili al pubblico per via telematica, e nel BURAS gli incarichi conferiti ai propri consulenti, indicando l'oggetto, l'importo, la durata dell'incarico, e intendendosi soppresse tutte le altre forme di pubblicità. Significa che quindi chiunque all'interno delle direzioni generali, chiunque all'interno degli Assessorati abbia fatto ricorso a collaborazioni esterne, a consulenze ha avuto e ha l'obbligo e il dovere di dare pubblica comunicazione attraverso gli strumenti che sono a nostra disposizione. Naturalmente c'è anche l'obbligo che noi abbiamo adottato come prassi che tutte le consulenze e tutte le collaborazioni esterne devono essere date comunicazione alla ragioneria, la quale a sua volta dà comunicazione alla Corte dei conti. E' evidente che chi non si è attenuto a quelle indicazioni, a quelle prescrizioni che sono contenute all'interno dell'articolo 7 della finanziaria del 2007 se ne assumerà interamente la responsabilità di fronte alla magistratura contabile.

Per quanto riguarda poi gli altri provvedimenti che noi abbiamo inserito, che noi… ma ormai non è noi è il Consiglio regionale che li ha voluti, c'era un'altra norma che era contenuta sempre nella finanziaria del 2007 e che prevedeva un primo argine, un argine legato alla spesa da destinare alle collaborazioni esterne: la norma contenuta nell'articolo 7 della finanziaria diceva esattamente che si poteva destinare alle collaborazioni esterne il 50 per cento della spesa sostenuta nel 2006. Quindi, ponendo anche degli argini di natura contabile, di natura economica all'utilizzo delle collaborazioni esterne. Ecco perché quindi il problema, questo problema così delicato, così importante e così complesso non può essere un problema della sola minoranza, è un problema che è stato fatto proprio dall'intero Consiglio regionale, è un problema che ha impegnato e che impegna interamente il Governo regionale.

Ma c'è un altro motivo per cui le collaborazioni esterne, un uso corretto delle collaborazioni esterne è importante: perché badate che attraverso le collaborazioni esterne, un uso non corretto delle collaborazioni esterne si innescano quei meccanismi che diventano produttori di precariato. Il precariato che si è andato creando, formando in tutti questi anni all'interno dell'Amministrazione regionale è la conseguenza dell'utilizzo di consulenze e collaborazioni esterne attraverso tutte le diverse forme giuridiche che sono state utilizzate, ed è proprio quel precariato che noi abbiamo cercato, a cui abbiamo cercato di dare delle risposte concrete attraverso l'articolo 36 della finanziaria del 2007 che prevedeva il piano appunto per il superamento del precariato. Oggi quell'articolo 36 è diventato un accordo che è stato siglato con le organizzazioni sindacali, quel piano è diventato una delibera di Giunta, quel piano è in fase di attuazione, quel piano probabilmente non richiederà più quattro anni, come era previsto appunto nella finanziaria, ma pensiamo che possa essere concretizzato in un lasso di tempo naturalmente inferiore.

Ecco, da qui deriva l'importanza di questo argomento. Devo dire che come conseguenza delle norme che erano state introdotte dal Consiglio regionale nella finanziaria, l'Assessorato degli affari generali si è attivato perché quelle norme venissero scrupolosamente seguite da parte di tutti. Noi abbiamo emanato una circolare, esattamente l'8 ottobre del 2007, una circolare molto dettagliata che quindi indicava tutte le modalità attraverso le quali si poteva fare ricorso alle collaborazioni esterne, questa circolare è stata anche fatta pervenire alla Corte dei Conti. Devo anche dire che più volte ci siamo esercitati perché quei paletti, quelle condizioni dovessero essere seguite in maniera scrupolosa attraverso un continuo ricordo, un continuo cercare di fare ricordare a chi è chiamato ad osservare, appunto, le leggi della nostra Regione di dover osservare scrupolosamente quanto previsto all'interno delle nostre leggi. Ma devo dire che oltre questo, devo dire che anche la finanziaria di quest'anno, all'interno della finanziaria di quest'anno, esattamente all'interno dell'articolo 3 mi pare, è rimasto all'articolo 3, sono contenute una serie di norme estremamente importanti che rendono ancora più cogente, ancora più stringente le condizioni attraverso la quali si deve far ricorso alle collaborazioni esterne. Voglio ricordare, appunto, che c'è una norma, all'interno della finanziaria, che io penso e naturalmente auspico che venga assolutamente approvata da parte del Consiglio, che interviene proprio su quei meccanismi che generano il processo di precariato, che generano precariato. E cioè, c'è una norma che è stata mutuata dalla finanziaria nazionale che dice che si possono accendere delle collaborazioni esterne per un massimo di sei mesi, ma non sono rinnovabili e non possono essere ulteriormente accese convenzioni con quella persona nell'arco dei prossimi due anni. Questa è una norma che impedisce il moltiplicarsi del precariato, che impedisce tutti quei meccanismi che generano ulteriore precariato, perché sappiamo benissimo che si inizia con una collaborazione esterna con un COCOCO e poi viene rinnovato continuamente, fino a quando quella aspettativa non diventa un'aspettativa di stabilizzazione. Ma c'è anche un'altra norma che noi abbiamo rivendicato, e che era contenuta nel protocollo d'intesa nell'accordo fatto con le organizzazioni sindacali in materia di precariato, che assegna l'Assessorato agli affari generali e personale la possibilità di verificare e di dare un parere vincolante su qualunque, su qualunque collaborazione esterna, consulenza, che si dica, che venga accesa da parte di qualunque direzione regionale, da parte di qualunque Assessorato. Perché l'altra anomalia è che paradossalmente l'Assessorato al personale in tutti questi anni non ha avuto la benché minima possibilità, non solo di esprimere pareri sulle collaborazioni esterne, ma anche di poter monitorizzare l'utilizzo delle collaborazioni esterne. Oggi, e questo mi pare che sia un passo avanti estremamente significativo, nella finanziaria che andiamo ad affrontare, ad approvare, si dà all'Assessorato agli affari generali la possibilità di monitorare, di dare un parere vincolante, quindi ci sarà un responsabile, e responsabile sarà l'Assessorato agli lei generali per qualunque uso non corretto delle collaborazioni esterne. E c'è l'altra norma estremamente importante, che tutte le short list che non corrispondono a quei criteri, a quelle condizioni che erano contenute all'interno della finanziaria del 2007 e che sono state ulteriormente esplicitate all'interno della finanziaria oggi all'esame del Consiglio, tutte quelle short list quelle collaborazioni esterne devono essere assolutamente cassate.

Ecco quindi mi pare che il problema è un problema, come direbbe l'assessore Pigliaru, bipartisan, è un problema che interessa la maggior minoranza come interessa la maggioranza, come interessa il Governo regionale, qualunque Governo regionale abbia la responsabilità di queste questioni e di queste tematiche. Quindi è un problema che deve essere affrontato congiuntamente, è un problema che deve consentirci di cercare di fare in modo che su questioni di questa natura, che sono delicate, che sono complesse che toccano anche i bisogni primari dei nostri giovani, dei nostri laureati ci possa essere un atteggiamento l'unico, ci possa essere un atteggiamento unificante da parte dell'intero Consiglio regionale. Da parte della Giunta regionale c'è tutta la disponibilità, questa disponibilità si è anche esplicitata attraverso degli emendamenti, che sono stati accolti da parte della Commissione finanza nel corso dell'esame della finanziaria del 2008, io penso che questa collaborazione possa dare ulteriormente i suoi frutti anche nel corso della discussione. Un'unica risposta anzi due risposte sono dovute mi pare ad alcuni quesiti che sono stati posti dall'onorevole Vargiu, mi pare anche dagli altri esponenti dell'opposizione che sono intervenuti. Per quanto riguarda la short list che era stata attivata da parte dell'Assessorato alla sanità; l'Assessorato alla sanità ha attivato quella short list ma non ha attinto da quella short list, quindi non ha attinto da quella short list e quindi noi ci auguriamo che non si possa attingere se non alle condizioni che sono previste dalle norme che noi abbiamo attivato e che sono attualmente in corso.

Per quanto riguarda poi le dimensioni del fenomeno, onorevole Vargiu, le dimensioni del fenomeno sono state oggetto, mi pare l'anno scorso o due anni fa, di un'indagine da parte della Corte dei Conti che ha dato, attraverso la documentazione che le è stata fornita da parte dell'amministrazione regionale, ha dato un quadro assai dettagliato sul fenomeno delle collaborazioni esterne, delle consulenze all'interno dell'amministrazione regionale. Ma devo dire che oggi è possibile, appunto, perché c'era quella norma contenuta nella finanziaria del 2007 poter attraverso, entrando, appunto, nel sito della Regione è possibile vedere tutte le consulenze, tutte le collaborazioni esterne, tutti i contratti di COCOCO che sono stati attivati da parte delle diverse direzioni generali. E' evidente che quando attraverso l'approvazione della finanziaria ci sarà una responsabilità diretta del Assessorato del personale penso che sarà più facile non solo monitorare questo fenomeno, ma avere un quadro IL più possibile aggiornato perché si riporta ad unitarietà un fenomeno che invece si è frammentato e diviso tra tutti gli Assessorati.

PRESIDENTE. Ha domandato di replicare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, replica è una parola forte e in questo caso non la userei, nel senso che ciò che io ho sentito dire sia da diversi colleghi di minoranza intervenuti, sia nella sede, nella sua quella sì replica da parte dell'assessore Dadea, è tutto sommato un indicazione incoraggiante che molte delle questioni che sono state poste sul tappeto dalla minoranza, non appartengono, così come noi ci auguravamo, alla sensibilità della minoranza, ma appartengono alla sensibilità dell'intero Consiglio; e probabilmente rappresentano una serie di argomenti, che noi, qui parlo della cultura, che non estendo all'intero centro destra, nel senso che ognuno se ne assume le responsabilità in proprio, una cultura di cui noi ci sentiamo sicuramente portatori e che nella logica del bipolarismo, nella logica degli schieramenti che sono portatori di progetti differenti, però possono esistere dei pezzi di progetto che rappresentano un terreno di condivisione. E sono proprio questi pezzi di progetto che rappresentano un valore aggiunto di una amministrazione nel senso che ci sono alcune cose che sono condivise universalmente nella sensibilità del Consiglio regionale e che noi dobbiamo stare attenti a far emergere perché se emergono evitano a ciascuno di noi di cambiare idea con il cambio della casacca, che è la peggiore delle cose che possa succedere, sia per chi è costretto a fare goal cambiando porta così come gli cambia il colore della maglietta, ma anche per chi ci osserva, che spesso non comprende come mai i messaggi si modifichino a secondo del ruolo che nel teatrino della politica la parte riveste in quel momento contingente.

Quindi, io credo che ci siano degli elementi positivi nelle cose che abbiamo sentito dire dall'Assessore; io, assessore Dadea, le chiederei, se fosse possibile, il suo impegno formale affinché quell'azione di ricognizione, fatta uno o due anni fa dalla Corte dei conti, venga rifatta e aggiornata da parte dell'Assessorato regionale degli affari generali; e ritengo che la sede di controllo - come noi abbiamo, a mio avviso, correttamente pensato di introdurre all'interno del disegno di legge finanziaria per il 2008 - non può che essere quella dell'Assessorato degli affari generali, e non esiste soltanto il controllo e la verifica che devono essere esercitate dalla Corte dei conti, io credo che, in assenza di un organismo consiliare di verifica, forse la cosa migliore sarebbe un organismo dotato di terzietà rispetto alla Giunta, che possa andare alla verifica della compatibilità con la legge. Però, se questo non è, quantomeno che ci sia una verifica di coerenza rispetto al dettato della legge, che viene esercitata da parte dell'Assessorato degli affari generali. Sa perché le dico questo? Le dico questo perché, ovviamente, la capacità di controllo che può essere esercitata da un singolo consigliere regionale è modesta. Lei sa bene che l'Assessorato regionale della sanità avrà trecento dipendenti, quattrocento, duecento, non so; noi abbiamo le forze della disponibilità del consigliere che, attraverso Internet, attraverso la propria capacità di aggiornamento, insegue ogni giorno decine e decine di problemi diversi. Le risorse messe in campo sono cosa ben diversa. Però, le devo dire che a me aveva colpito quando avevo visto la delibera numero 941 dell'Assessorato regionale della sanità, che, nel BURAS dell'aprile del 2006, risultava una convenzione per l'incarico di consulente tecnico di architettura e sistemi applicativi per due anni e con un impegno di spesa di 144 mila euro, convenzione che scadeva il 30 di dicembre del 2007, e, guarda caso, nelle short list pubblicate dall'Assessorato regionale della sanità, compariva quella specifica figura professionale, come dire che una figura professionale che già da due anni era operativa presso la Regione lo sarebbe stata per altro tempo attraverso la short list. Non andiamo a configurare, in quel caso, una risposta a bisogni istituzionali dell'Assessorato solidi e stabili, quindi tali da dover ritenere che devono essere assolti continuativamente, e quindi che devono richiedere una risposta concorsuale, non certo una risposta convenzionale. Invece, sul BURAS del novembre del 2005, ne compariva un'altra di convenzione, quella per l'incarico di coordinatore di progetto per progetti di sanità elettronica, P.Q.-Società dell'informazione, guarda caso la stessa figura professionale prevista nel punto 10 della short list, che parlava di coordinatore di gestione e pianificazione di progetti complessi di sanità elettronica. Il coordinatore, che veniva chiamato coordinatore anche nella delibera del 30 settembre 2005, aveva una retribuzione di 240 mila euro. E' difficile pensare che alla scadenza di questa convenzione che durava due anni, avendo la necessità e la volontà di attivarne una assolutamente identica come professionalità nella short list, non si intendesse semplicemente prolungare l'incarico del professionista, che già per due anni aveva fornito alla Regione tutto ciò che in questa attività e con la determinazione numero 1435 del direttore del servizio veniva effettuata. Per cui, Assessore, il ragionamento da cui partiva la segnalazione da parte della minoranza di anomalie non era un ragionamento che fosse semplicemente basato su una sensazione, era un ragionamento che era basato su dati concreti e sulla preoccupazione che l'Assessorato regionale della sanità stesse costituendo una sorta di struttura parallela, senza nessun tipo di controllo da parte di nessuno che, convenzionalmente, si protraeva negli anni, rinnovando, dopo ben due anni di convenzioni già in essere, per ulteriore tempo, non si sa quanto, le convenzioni in essere per coordinamenti di progetti, per coordinamenti di progetti che non sono incidentali rispetto all'attività dell'Assessorato, ma che rappresentano essi stessi un'attività istituzionale dell'Assessorato, cioè un'attività destinata a durare nei decenni, non negli anni. Quindi, questa era la segnalazione.

A me dispiace che non abbia preso la parola nessuno dei colleghi che assieme a me partecipano ai lavori della Commissione sanità. Mi dispiace che il Presidente della Commissione sanità, che tante volte è presente su argomenti di questo genere, oggi sia impegnato in altra sede, e quindi non abbia potuto partecipare al dibattito. Però, il Presidente della Commissione sanità, che oggi è assente, sa perfettamente che esiste uno strumento, l'Agenzia regionale per la sanità, che è una di quelle tante agenzie attivate proforma dalla Regione, anzi dalla Regione Autonoma della Sardegna - così accontentiamo il collega Uras, che mi ha giustamente richiamato -, bene, l'Agenzia regionale della sanità, strumento di supporto tecnico che può garantire all'Assessorato della sanità quelle attività che sono garantite anche dall'articolo 6 bis, quindi quelle attività di consulenza rapida e immediata, che sono tipiche di un mercato che comunque è dinamico, di un'attività, quella della programmazione sanitaria, che comunque richiede, effettivamente, iniezioni di professionalità di alto livello, che per brevi periodi collaborino per progetti con la Regione. Bene, l'Agenzia regionale della sanità, collega Frau, collega Lai, collega Gessa - che ti intendi di sanità più di noi pur non facendo parte della Commissione - gli altri colleghi, collega Uggias, è rimasta sino ad oggi sulla carta. Esiste un bando per l'individuazione del direttore dell'Agenzia regionale della sanità, non sappiamo niente di questo bando, non sappiamo niente dell'Agenzia. E' passato più di un anno e mezzo da quando l'Agenzia è stata istituita, e l'Agenzia regionale della sanità, così come tante altre agenzie intuitivamente messe in campo in qualche legge finanziaria, purtroppo, a oggi, non opera. Quindi, sono questi gli elementi fondamentali sui quali, purtroppo, come minoranza, abbiamo un sindacato di controllo e di vigilanza che è ineludibile, e sul quale non possiamo non richiamare la maggioranza, perché, come ha detto l'assessore Dadea e come hanno detto molti dei colleghi intervenuti, questi argomenti non restino nella sensibilità della minoranza, ma siano argomenti di sensibilità consiliare, che è esattamente anche il nostro auspicio.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Dichiaro chiusa la discussione. Mettiamo ai voti la mozione.

PRESIDENTE. Metto in votazione la mozione numero 158 dell'onorevole Vargiu.

Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Per chiedere se fosse possibile avere qualche minuto per riflettere su un ordine del giorno unitario.

PRESIDENTE. Onorevole Uras, le riflessioni bisogna che le facciate durante le cose, adesso dobbiamo procedere sulla finanziaria. Io aspetto cinque minuti. Sospendiamo per cinque minuti i lavori.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 53, viene ripresa alle ore 19 e 57.)

PRESIDENTE. Va bene, colleghi, riprendiamo il lavoro.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Sì, Presidente, per proporre la sospensione del voto sulla mozione, onde consentirci di verificare la possibilità di un ordine del giorno unitario, nel frattempo andare avanti con le relazioni sulla legge finanziaria e, a conclusione delle relazioni, o se non siamo in grado di concludere stasera, domani mattina votare l'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Va bene Onorevole Marrocu. Sospendiamo la votazione sulla mozione, la riprendiamo dopo…

CAPELLI (U.D.C.). No Presidente, allora facciamo le dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE. Fate quello che volete! Stasera facciamo le relazioni come era previsto.

CAPELLI (U.D.C.). E' mio diritto non accedere all'ordine del giorno.

PRESIDENTE. Io pensavo che fosse una proposta comune, se così non è passiamo alla votazione. Non ho nessuna difficoltà.

Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io non ho detto che arriveremo sicuramente ad un ordine del giorno unitario, ho chiesto la sospensione del voto sulla mozione a dopo le relazioni sulla finanziaria, probabilmente riusciamo ad arrivare ad un ordine del giorno, se non ci arriviamo voteremo la mozione dopo le relazioni.

(La seduta, sospesa alle ore 19 e 58 , viene ripresa alle ore 20 e 23.)

PRESIDENTE. Va bene colleghi, è stato presentato un ordine del giorno unitario degli onorevoli Vargiu e più, firmato praticamente da tutti i Capigruppo o chi, per conto dei Capigruppo, ha posto la firma, l'onorevole Diana, per esempio, ha sostituito l'onorevole Artizzu. Ci sono interventi colleghi?

(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:

Ordine Del Giorno Vargiu - La Spisa - Uras - Marroccu - Lanzi - Diana - Ladu - Cherchi Silvio - Biancu - Capelli - Porcu - Masia - Petrini - Salis sul ricorso a forme flessibili di impiego nell'Amministrazione regionale.

IL CONSIGLIO REGIONALE

- dopo un'approfondita discussione sul tema del ricorso a forme flessibili di impiego nella pubblica amministrazione regionale;

- sentito l'intervento dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione sulle iniziative già adottate in materia di reclutamento del personale e di superamento di ogni forma di precariato nel sistema pubblico della Regione,

impegna la Giunta regionale

1) a riferire in modo compiuto al Consiglio regionale su entità, numero, ruolo e funzione delle posizioni di collaborazioni esterne presso la Regione autonoma della Sardegna e sulla loro coerenza rispetto alla vigente normativa;

2) a non procedere ad alcuna assunzione tramite short list fino all'approvazione della prossima legge finanziaria.)

Mettiamo in votazione l'ordine del giorno numero 1. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Discussione generale congiunta del documento annuale di programmazione economico finanziaria (DAPEF 2008) (21/A) e dei disegni di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008) (301/S/A) e "Bilancio di previsione per l'anno finanziario 2008 e bilancio pluriennale per gli anni

2008-2011" (302/A)

PRESIDENTE. Colleghi, io sono dell'idea di fare le relazioni alla finanziaria e, così come avviene usualmente, di aprire la giornata di domani con il dibattito.

L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 301/S/A.

Dichiaro aperta la discussione generale.

Ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore di maggioranza.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Grazie Presidente, signori Assessori, e colleghi consiglieri. Preliminarmente credo sia necessario far presente che la relazione che è stata a allegata al disegno di legge, purtroppo, a causa di un disguido, non è esattamente la copia che era stata consegnata, perché nel trasferire dal PC alla penna, la pen drive per la stampa, il testo, è stato preso il testo vecchio non ancora corretto e quindi ci sono delle imprecisioni. Il contenuto evidentemente è assolutamente identico, ma ci sono delle imprecisioni e qualche errore. Quindi io mi scuso di questo disguido, ma non è certamente dovuto alla mia volontà, e io me ne sono accorto purtroppo solo stamattina all'una quando era stata già consegnata la copia sottoscritta. Quindi siamo pervenuti anche quest'anno, seppure con un certo ritardo rispetto ai tempi originariamente previsti, alla discussione della manovra finanziaria del 2008 che poi è la penultima prima della chiusura della legislatura. La Giunta regionale aveva presentato la manovra il 13 novembre del 2007, ed effettivamente con qualche ritardo rispetto alla data del 30 settembre prevista dalla legge. La Commissione, nella sua prima seduta, ha espresso il parere sulle norme intruse che, ai sensi dell'articolo 34 bis del regolamento consiliare, il Presidente del Consiglio ha considerato incompatibili con il dettato dell'articolo 4 della legge di contabilità. La Commissione bilancio ha quindi provveduto nella seduta del 10 gennaio 2007 ad approvare la manovra con il voto favorevole dei Gruppi di maggioranza, l'astensione del consigliere dell'UDEUR Marracini e con il voto non espresso dei Gruppi di minoranza. Anche quest'anno si è confermata la tendenza ad applicare correttamente il dettato della legge di contabilità in relazione ai contenuti della legge finanziaria: le norme considerate intruse, infatti, quelle cioè non aventi contenuto funzionale agli indirizzi di contenimento e razionalizzazione della spesa, sono state presentate in numero esiguo. Non è superfluo comunque ricordare che la Commissione, nel corso dei suoi lavori, nell'intento di sciogliere alcuni nodi problematici presentatisi durante la valutazione di alcune di queste norme considerate intruse, abbia anche suggerito al Presidente del Consiglio l'opportunità di espungere dal testo altre parti di articoli già considerati non del tutto organici con il contenuto della legge, la cui accettazione avrebbe facilitato la composizione delle posizioni in seno alla Commissione stessa e avrebbe quindi consentito un equilibrato e forse anche più veloce proseguo dei lavori. Occorre comunque dare atto che, pur nella comprensibile difficoltà di raggiungere un'intesa tra i Gruppi di maggioranza e i Gruppi d'opposizione su questo nodo specifico, il lavoro della Commissione è sempre stato indirizzato a ricercare una sintesi, anche attraverso tavoli politici che hanno impegnato non poco la stessa maggioranza. A questo proposito reputo quindi doveroso, anche a titolo meramente personale e fuori dagli schemi istituzionali, ci tengo a sottolinearlo, ringraziare per la collaborazione e il proficuo apporto dato da tutti i Commissari e, soprattutto, a quelli di minoranza, che ancora una volta hanno manifestato grande senso di responsabilità e, in qualche circostanza, più d'una, anche tanta pazienza, consentendo comunque che i lavori andassero avanti in un clima di distesa serenità e di proficua collaborazione; ovviamente sempre nel rispetto dei rispettivi ruoli. E' altrettanto doveroso quanto sentito il ringraziamento che rivolgo al dottor Alessio Loi, preziosa quanto insostituibile figura della terza Commissione, per la competenza, la disponibilità e l'assidua dedizione sempre manifestate, e al dottor Rossi che quest'anno, per la prima volta, ha assistito ai lavori, e credo abbia avuto comunque un maestro di non poco conto. Chiusa la fase preliminare dettata dall'enorme intrusa, la Commissione ha aperto il consueto giro di consultazioni con le parti sociali. Quest'anno, oltre alle audizioni dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali, del sistema degli imprenditori, degli istituti di credito del terzo settore, la Commissione ha ritenuto di arricchirsi del contributo del mondo universitario, in particolare attraverso l'audizione dei Presidenti del Consiglio degli studenti universitari di Cagliari e Sassari, i quali hanno coinvolto la Commissione stessa nel progetto di formazione e diritto allo studio negli atenei di riferimento. Naturalmente è d'obbligo riconoscere come tutti gli interlocutori si siano rilevati comunque prodighi di contributi, individuati non solo nelle istanze di cui le categorie sono portatrici, ma nel più puntuale intento di coinvolgere la Commissione nella scelta delle risoluzioni di priorità a problemi sui quali è necessaria l'intesa istituzionale fra le categorie e la Giunta regionale. Dai colloqui istituzionali è anche emersa la necessità che vadano intensificati gli impegni presi dall'Esecutivo nel finanziare le leggi di settore riguardanti il sistema produttivo (artigianato, commercio, industria) che hanno apportato solo alcuni aggiustamenti a sperequazioni ormai consolidatesi nel tempo.

Sul contenuto della legge finanziaria 2008, a fronte di una valutazione di prima lettura che si palesa nel suo complesso più semplice e meno complicata rispetto a quella che l'ha preceduta, anche in considerazione del contenuto numero degli articoli, è opportuno sottolineare che anche la manovra di quest'anno valga una cifra assai elevata, pari ad oltre 8 miliardi e 700 milioni. Nondimeno, ad un esame più approfondito, non può non sfuggire come sia qualificata da una maggiore e migliore analisi critica e innovativa rispetto a quei punti che avevano caratterizzato la finanziaria dello scorso anno.

Nello specifico, l'impostazione data allo schema della manovra conferma come ancora non si sia esaurita quella politica, da tutti apprezzata e condivisa, di risanamento del disavanzo di bilancio che ha contraddistinto l'indirizzo di questo Governo regionale. Essa, infatti, è costruita in continuità con quelle precedenti armonizzandosi col PRS (Piano regionale di sviluppo) e l'attuazione del programma di governo nazionale, nel più ampio indirizzo comunitario, come dicevo, di contenimento e di sviluppo.

Tale politica ha inciso considerevolmente sulla riqualificazione della spesa. Credo sia importante sottolineare dei dati che sono emersi, appunto, nell'esaminare questa manovra. Nel 2007 le spese correnti si sono ulteriormente ridotte, passando dal 98,2 per cento del 2004 al 71,7 attuale, con un aumento delle entrate pari al 43 per cento.

E' da sottolineare in questo sensoo come la recente riforma della legge di contabilità ha consentito di perseguire l'efficienza ed economicità dell'utilizzo della spesa, laddove l'impostazione di un bilancio che vede la spesa ripartita in capitoli, organizzata per strategie e individuata per obiettivi, assolve a quel compito di verifica puntuale dell'operato del Governo regionale.

Nell'indirizzo della politica di risanamento di questo Governo e seguendo le linee già tracciate nel 2007, anche per l'anno 2008 si autorizza l'iscrizione della somma di euro 500.000.000, la cui copertura è garantita mediante l'anticipazione di somme di pari importo sulle entrate del 2011, in ossequio al nuovo sistema consequenziale alla riforma del titolo III dello Statuto. Queste risorse serviranno a finanziare le spese destinate agli investimenti come allegate nella tabella E della legge finanziaria.

Nell'ambito delle politiche a favore del sistema degli enti locali già avviate nell'anno 2007, e secondo quanto previsto nella relativa legge finanziaria, si è previsto l'incremento del fondo unico di cui all'articolo 10. Credo che sia opportuno prestare attenzione a questo argomento. In effetti si passa da 500.000.000 di euro a 545.000.000, prevedendo una maggiore dotazione finanziaria da assegnare agli enti locali, questo per continuare appunto nella politica che era stata intrapresa sin dall'anno scorso di assegnare agli enti locali una reale capacità di spesa data anche dall'ampliamento delle loro competenze. La novità rilevante rispetto alla manovra del 2007 è la ripartizione delle risorse in due fondi, uno destinato ai comuni e l'altro alle province, con l'individuazione di una dotazione a favore dei comuni pari ad euro 477.750.000, mentre il fondo per le province è stato valutato 67.250.000 euro annui; a questi si devono anche aggiungere i 21.500.000 euro da destinare al sistema delle scuole materne. In questo modo - e anche questo è un argomento di rilevante importanza contenuto in questa finanziaria - si è superata una delicata problematica che aveva investito il settore delle scuole materne, che negli scorsi anni aveva patito non poco la carenza di risorse.

Non può inoltre sfuggire come la Commissione abbia anche accolto le indicazioni degli amministratori locali che richiedevano non solo un incremento delle risorse, ma una loro razionale indicazione data dalla qualificazione della dotazione annuale.

La ripartizione del fondo si è resa necessaria a seguito dell'esigenza di aumentare le risorse destinate alle province, stante il carico di competenze loro assegnate dalla legge numero 9, che lo scorso anno aveva determinato una sperequazione a favore dei comuni. Pertanto, onde sanare questa situazione, la Commissione ha accolto l'emendamento della Giunta diretto a ripartire il fondo tra comuni e province, appunto come già detto in precedenza, e ad incrementare il fondo destinato alle province di ulteriori 20.000.000 di euro. E' comunque doveroso ricordare che i comuni attraverso l'ANCI hanno richiesto l'incremento del fondo unico ad essi destinato sul presupposto che non sarebbero stati rispettati i parametri di ri valutazione previsti dalla normativa vigente e dagli accordi intervenuti all'esito della vertenza sulle entrate. L'argomento, è evidente, offre spunti di riflessione per l'Aula che dovrà attentamente valutare le osservazioni proposte dall'ANCI.

Sulla stessa linea di semplificazione e di responsabilizzazione delle comunità locali, la Commissione ha ritenuto di estrema importanza, al fine di razionalizzare e semplificare le procedure amministrative, intervenire incisivamente sul sistema produttivo, promuovendo la proposta avanzata dalla Giunta per l'attivazione dello Sportello unico per le attività produttive, il cosiddetto SUAP. Questa novità introduce nei comuni uno sportello unico, vicino ai centri ed impianti produttivi variamente identificati, onde agevolare una maggiore interlocuzione tra l'Amministrazione regionale e gli enti locali nel trasmettere e ricevere gli atti e i documenti del procedimento, onde rendere le procedure di rilascio di autorizzazioni estremamente rapide ed efficaci. Si tratta in buona sostanza di un superamento del sistema burocratico che in questo ultimo periodo in particolare era diventato farraginoso per non dire quasi elefantiaco.

Ulteriore rilevante novità è stata introdotta in materia di tributi con la previsione della riduzione di un punto percentuale nell'aliquota ordinaria prevista dall'IRAP a favore delle piccole e medie imprese al fine di calmierare gli effetti negativi del mancato apporto dei fondi comunitari. L'agevolazione è concessa per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010, con il solo limite che i posti di lavoro creati, a far data dal 1° gennaio 2008, siano a tempo indeterminato e vengano conservati per un minimo di due anni, rilevando solo le assunzioni effettuate dall'impresa con sede legale in Sardegna o stabilitasi nello stesso periodo d'imposta per un periodo inferiore a tre anni.

Sullo stesso fronte tributario, in ossequio all'esercizio di autonomia impositiva riconosciuta dall'articolo 8 dello Statuto sardo, la finanziaria ha meglio specificato le disposizioni disciplinanti le cosiddette "imposte sul lusso", sia riguardo le abitazioni che riguardo le imbarcazioni, che erano state introdotte nella legge finanziaria del 2007.

Quanto alle prime, si è previsto che per abitazione principale si intende pure l'immobile acquisito in proprietà, anche per effetto di successione ereditaria o atto di donazione, purché essa si trovi nel comune nel quale era stabilita la residenza anagrafica dell'interessato, variata poi per motivi di lavoro e a condizione che l'immobile non sia locato. In tal modo in sostanza si è inteso superare, almeno parzialmente, la problematica emersa lo scorso anno dell'esclusione delle case degli emigrati dalla Sardegna, che abbiano stabilito la loro residenza nella Penisola.

Quanto alle imbarcazioni, invece, la Giunta ha quest'anno recepito le istanze che erano emerse l'anno scorso in sede di approvazione della finanziaria, prevedendo una rimodulazione della norma così da renderla più organica ed equa. E' stato modificato il periodo impositivo, che passa da un anno ad una settimana, prevedendo poi un periodo massimo di applicabilità della norma di quattro settimane. Inoltre, sono state riviste e corrette le aliquote relative alle dimensioni delle imbarcazioni. E' opportuno evidenziare a questo riguardo che il contenuto del cambiamento che è stato introdotto quest'anno nella finanziaria costituisce in buona sostanza il testo dell'emendamento di sintesi che era stato proposto l'anno scorso dalla maggioranza e che per scelta dell'opposizione non si era messo in discussione in quanto per quanto l'opposizione stessa condividesse i principi in esso contenuti non aveva tuttavia dato il consenso perché venisse portato all'attenzione dell'Aula. La Giunta ha recepito il contenuto di quell'emendamento ed è stato introdotto quest'anno con la finanziaria.

Inoltre la Commissione ha ritenuto di specificare meglio la denominazione della parola "imposta" data al titolo con quella di "tassa regionale" collegandola alla ragione della sua istituzione relativa alla tutela e sostenibilità ambientale. Questo potrebbe sembrare un argomento di poco conto, ma in effetti la scelta che è stata operata dalla Giunta prima e dalla Commissione è assolutamente in linea con gli orientamenti di questa Amministrazione regionale che ha sempre qualificato l'imposizione tributaria in funzione di salvaguardia ambientale e di ricaduta e crescita nel comparto turistico locale.

Inoltre non va trascurata la particolare cura che l'Esecutivo e la Commissione hanno riconosciuto alle disposizioni riguardanti la materia dell'istruzione, della cultura e dello sport quali alti valori per una reale uguaglianza della società sarda.

In particolare, l'intervento di cui alla lettera e) del capo II dell'articolo 4, che prevede uno stanziamento di un milione di euro per gli anni dal 2008 fino al 2011 per promuovere il ritorno di docenti e ricercatori sardi che abbiano maturato importanti esperienze lavorative all'estero, al fine di abbattere la dispersione della conoscenza qualificata nella nostra Isola. Parimenti, di rilevante importanza è anche la spesa prevista di 10.000.000 di euro per gli anni dal 2008 fino al 2011, riguardo le strutture residenziali degli istituti ERSU di Cagliari e Sassari. Altrettanto dicasi per il contributo di 6.000.000 annui relativi al fitto casa per studenti fuori sede cui potranno essere assegnati 2.500 all'anno.

Resta da evidenziare che è rimasto da sciogliere il nodo delle risorse da destinare al fondo per l'università diffusa, dimezzato rispetto allo scorso anno, e quello delle risorse per le Università di Sassari e Cagliari, ritenuto insufficiente per consentire di evitare l'aumento delle tasse a carico degli studenti. Anche su questi temi si è preferito rinviare il dibattito all'Aula, al fine di trovare soluzioni condivise.

E' importante tuttavia evidenziare che anche questa finanziaria presta particolare attenzione verso l'istruzione e la cultura in genere, prevedendo un elevatissimo apporto di risorse da destinare al raggiungimento di livelli di eccellenza nell'insegnamento. Si pensi alle risorse nella misura di 6 milioni di euro destinate ai visiting professor e alle ingenti somme da destinare alle scuole in genere: 20 milioni a sostegno dell'autonomia organizzativa, 10 milioni per gli interventi contro la dispersione scolastica per favorire il diritto allo studio degli studenti disabili - anche questa è un'importante novità -, 3 milioni per la concessione di contributi a favore delle scuole pubbliche e per la fornitura di libri di testo in comodato agli studenti appartenenti a famiglie disagiate.

Ulteriore innovazione in tema di cultura è quella dell'istituzione dell'Agenzia regionale, denominata "Patrimonio culturale-Sardegna", destinata a dare sostegno alla programmazione, indirizzo, coordinamento e vigilanza dei beni culturali, degli istituti e dei luoghi della cultura. L'Agenzia risponde all'esigenza, diffusamente sentita, di mettere finalmente ordine nel settore del patrimonio culturale della Sardegna, onde conseguirne una gestione efficiente e unitaria e consentire anche un'adeguata fruizione ottimale sia ai turisti che alla collettività in genere.

Tra gli obiettivi in tema di sport si sottolinea, in particolare, la concessione di un contributo di euro 100 mila, per ciascuno degli anni dal 2008 al 2011, a favore della scuola per l'alta formazione degli operatori sportivi.

La Commissione ha poi dovuto affrontare anche il nodo relativo alla adeguatezza dell'attuale assetto delle aree industriali alle esigenze della semplificazione e nuova gestione delle politiche industriali.

Dopo un serrato dibattito, dato dalla complessità delle problematiche emerse che ha impegnato a lungo i componenti della maggioranza, con un emendamento alla finanziaria si è stabilita la soppressione delle aree industriali di dimensione comunale cedendo ai Comuni le relative funzioni. Si consente comunque ai singoli Comuni di cedere le predette funzione qualora ritengano che le stesse siano meglio gestite dalla struttura provinciale.

Per quanto concerne, invece, i consorzi aventi natura sovracomunale la maggioranza ha unanimemente delegato al Consiglio, nel termine di novanta giorni dall'approvazione della manovra finanziaria, il varo di una legge organica. Data l'esigenza di una riforma in tempi brevi, la Commissione ha tuttavia ritenuto di qualificare il termine come perentorio, lasciando alla Giunta l'onere di commissionare i consorzi suddetti nel caso di mancato rispetto del termine concesso. In questo modo si è inteso dare un forte segnale per evidenziare la necessità di una riforma della materia dei consorzi, manifestando la volontà unanimemente espressa di provvedervi in tempi brevi. Si è tuttavia stabilito di lasciare al Consiglio regionale il dibattere delle problematiche inerenti e di ricercare una soluzione condivisa nei tempi assegnati, riconoscendo così, implicitamente, la sovranità dell'Aula nelle scelte di così particolare importanza.

Anche per quanto attiene al lavoro e formazione professionale, la Commissione, data la complessità della materia, ha preferito lasciare la valutazione dell'articolo 6 del disegno di legge alle competenze e alla discussione dell'Aula consiliare.

Si è comunque voluto lanciare un appello alle forze politiche sull'importanza dei temi che costituiscono una delle emergenze prioritarie della nostra Isola. Non si può, però, trascurare il positivo risultato già raggiunto dalla Commissione riguardo le limitazione al ricorso alle short list, alla stabilizzazione dei precari e all'assunzione dei forestali, che rappresentano una prima risposta, seppure parziale, alla finalità di trasparenza amministrativa ed interventi a favore dell'occupazione.

Una particolare sensibilità si è poi registrata riguardo alle politiche per la casa. Il programma straordinario messo in campo per l'edilizia abitativa, pari a euro 85.856.000 euro, rappresenta il massimo sforzo che una Amministrazione regionale della Sardegna abbia mai realizzato fino a questo momento. Le misure volte a favorire l'acquisto, la costruzione o il recupero della prima casa abitativa sono state destinate per incrementare e valorizzare il patrimonio abitativo e il recupero di alloggi di edilizia popolare. In questo quadro rientrano anche le azioni promosse a sostenere l'infanzia, la famiglia e le giovani coppie prevedendo per queste un contributo in conto capitale d'importo sino a 25 per cento del costo dell'acquisto o di intervento sulla casa, con priorità per le coppie di nuova formazione che abbiano contratto matrimonio non prima di tre anni, o cinque per quelle con figli, alla data di approvazione della finanziaria. Su quest'ultimo punto, però, tanto la maggioranza che l'opposizione, per meglio definire i termini dell'agevolazione si sono dati appuntamento ai lavori d'Aula stante i numerosi problemi che sono sorti, appunto, su questi temi.

Sul carattere di documento di svolta della attuale manovra merita sottolineare con una nota di pregio la possibilità, riconosciuta ai cittadini di Stato extra-comunitario residenti da almeno cinque anni e in regola con le disposizioni in materia di immigrazione, la possibilità di accedere nei limiti del 10 per cento all'assegnazione degli alloggi disponibili di edilizia residenziale pubblica.

Sul fronte dell'assistenza è di rilevante importanza lo stanziamento di 20 milioni, da trasferire ai Comuni, per la realizzazione di interventi di sostegno economico, a favore di persone e famiglie prive di reddito o accertata povertà. In questo modo si dà ancora una volta, proseguendo la politica avviata l'anno scorso...

PRESIDENTE. Prego, concluda.

CUCCA (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Due minuti e finisco. Un segnale di grandissima importanza, come dicevo, dando un segnale alle classi più deboli e disagiate, verso cui, come dicevo, già lo scorso anno la Regione Sardegna aveva manifestato attenzione particolare. Questi 20 milioni costituiscono, in buona sostanza, un aiuto verso coloro che non abbiano i mezzi minimi di sostentamento, che gli consentano loro di far fronte alle ordinarie esigenze della quotidiane.

Capitolo a parte merita la sanità, per la quale sono stati presentati un numero molto elevato di emendamenti. E' da rimarcare comunque che la Giunta ha inteso muoversi nel proporre il testo, e la Commissione ha seguito questo orientamento, come dicevo, si è ritenuto di muoversi sull'impronta conferita già dal Piano sanitario approvato lo scorso anno in attuazione del quale è stata prevista per i prossimi 10 anni la somma di 660 milioni e 600 mila euro, di cui 371 milioni - in particolare è necessario ricordare questa cifra assai elevata - nel 2008 per la realizzazione di strutture ospedaliere di eccellenza e per la ristrutturazione e riqualificazione di ospedali per il conseguimento di obiettivi strategici per la salute dei cittadini. Rilevante anche lo stanziamento di 3 milioni per l'anno 2008 e 5 milioni per l'anno 2009 per la realizzazione di un piano di comunicazione istituzionale del servizio sanitario. Infine, è stato anche previsto uno stanziamento di 1 milione di euro, in aggiunta alle risorse già stanziate, per una ipotesi di chiusura del contratto con i medici di base.

In conclusione, la Commissione ha ritenuto di condividere la filosofia che ha improntato la manovra finanziaria. Come è noto, l'inizio della discussione del documento di bilancio in Commissione è stato rallentato da un acceso confronto su alcuni temi importanti che hanno messo in luce l'esigenza di riaffermare il ruolo che il Consiglio dovrà avere nell'approvazione del presente testo.

Tuttavia lo svolgimento dei lavori in Commissione è stato quanto mai proficuo, attestato anche dalla risoluzione finale che si è tradotta nell'approvazione unanime del testo della manovra da parte dei consiglieri di maggioranza, compatibilmente con l'innegabile esigenza di rimarcare un senso di responsabilità che la politica è chiamata a rappresentare nelle scelte importanti e decisive. Resta comunque da rilevare che è indispensabile adottare strumenti innovativi, che consentano di risolvere il problema - che da più parti è stato reiteratamente rappresentato ed ha formato anche oggetto di discussione lo scorso anno - del ritardo nella spesa. Questo al fine di consentire alla manovra finanziaria che, come detto, stanzia importanti risorse a favore di molteplici settori della società sarda, di spiegare gli effetti auspicati e previsti.

La Commissione, pertanto, stante la necessità di trovare percorsi condivisi su punti importanti della manovra contabile 2008-2011, e senza l'intendimento di voler soffocare in alcun modo il dibattito in Aula che si reputa necessario e utile al fine del conseguimento di un ottimale risultato, auspica che in tempi brevi l'esame in Aula venga concluso con l'approvazione della manovra stessa.

PRESIDENTE. Il relatore di minoranza è assente, la seduta è tolta e il Consiglio è convocato per domani alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 20 e 47.