Seduta n.167 del 16/02/2006
CLXVII SEDUTA
(Antimeridiana)
Giovedì 16 febbraio 2006
Presidenza del Vicepresidente Fadda Paolo
indi
del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del mercoledì 8 febbraio 2006 (161), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Maninchedda e Pacifico hanno chiesto un giorno di congedo per la giornata del 16 febbraio 2006.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Ricordo che è all'ordine del giorno la continuazione della discussione del disegno di legge 199/S/A. Siamo all'esame dell'articolo 9, al quale sono stati presentati dieci emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9 e dei relativi emendamenti:
Art. 9
Disposizioni in materia di sanità e assistenza sociale
1. L'integrazione regionale al finanziamento della spesa sanitaria è determinato sulla base della definizione della stessa spesa da parte dello Stato, intervenuta con apposita delibera CIPE; per tale finalità, nell'anno 2006, è autorizzata una spesa valutata in euro 702.204.000 (UPB S12.029 e S12.030).
2. È autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 100.000 a favore del coordinamento regionale della Lega italiana per la lotta contro i tumori, per il funzionamento e per l'attuazione di un programma di educazione sanitaria (UPB S12.027).
3. Per le finalità di cui alla lettera a) del comma 15 dell'articolo 13 della legge regionale n. 7 del 2005, relative ad uno studio delle malattie ereditarie del metabolismo, è autorizzata, nell'anno 2006, l'ulteriore spesa di euro 200.000 (UPB S12.027).
4. Per la riorganizzazione delle funzioni regionali in materia di donazioni, prelievi e trapianti di organi, tessuti e cellule, è autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 1.500.000 (UPB S12.044).
5. È autorizzato, nell'anno 2006, lo stanziamento di euro 820.000 quale contributo straordinario a favore dell'Istituto zooprofilattico della Sardegna per lo svolgimento delle proprie attività (UPB S12.057).
6. Per fronteggiare l'epizoozia denominata "blue tongue" di cui agli articoli 6 e 8 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 15, è autorizzata una spesa valutata in annui euro 600.000 (UPB S12.059).
7. È autorizzata, nell'anno 2006, l'erogazione di un ulteriore contributo di euro 50.000 a favore del "Coordinamento volontario penitenziario di Cagliari ONLUS" per la realizzazione, presso la Casa circondariale di Buoncammino, in accordo con la relativa direzione e nell'ambito delle previsioni del nuovo ordinamento penitenziario, di un progetto-pilota consistente nell'attivazione, mediante apposito sportello, di servizi a favore dei detenuti e delle rispettive famiglie (UPB S12.068).
8. Per la prosecuzione degli interventi previsti dal comma 9 dell'articolo 15 della legge regionale n. 3 del 2003, è autorizzata una spesa valutata in annui euro 200.000 (UPB S12.068).
9. Fino all'approvazione del provvedimento di riordino delle provvidenze di cui all'articolo 48 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23 (Sistema integrato dei servizi alla persona), a favore dei cittadini affetti da neoplasia maligna di cui alla lettera f) dell'articolo 1 della legge regionale 3 dicembre 2004, n. 9, sono erogati esclusivamente i rimborsi per le spese di viaggio e soggiorno.
10. Il 20 per cento delle risorse destinate agli interventi di cui all'articolo 3 della legge regionale 30 marzo 1997, n. 20, sono attribuite alle aziende sanitarie locali interessate per la predisposizione e la diretta realizzazione di progetti terapeutici riabilitativi a favore di persone con disturbo mentale.
11. È autorizzata per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 la spesa di euro 400.000 per la realizzazione di attività finalizzate al reinserimento sociale e lavorativo, a favore di persone con provvedimenti penali detentivi e/o in esecuzione penale esterna, gestite da organismi di volontariato iscritti al Registro regionale, in raccordo con gli uffici regionali dell'Esecuzione penale esterna, il Centro giustizia minorile e le rispettive Magistrature di sorveglianza (UPB S12.068).
12. Al fine di accelerare le procedure di approvazione delle opere di edilizia sanitaria e di accrescere la capacità di spesa, le funzioni del Comitato tecnico regionale sanitario, previste dalla lettera c) dell'articolo 4 della legge regionale 23 novembre 1962, n. 18 (Abrogazione della legge regionale 2 febbraio 1950, n. 1, e istituzione del comitato tecnico regionale sanitario), sono attribuite, in relazione al valore dei progetti, rispettivamente, alla sezione competente per materia del Comitato tecnico amministrativo regionale e al Comitato tecnico amministrativo provinciale di cui agli articoli 13 e 18 della legge regionale n. 24 del 1987. La legge regionale n. 18 del 1962 è abrogata.
13. Al fine di garantire il completamento di interventi di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico che risultano incompiuti e a rischio di degrado, è autorizzata, nell'anno 2006, la spesa complessiva di euro 66.000.000. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale, tenuto conto di criteri di urgenza, ai sensi della lettera i) dell'articolo 4, della legge regionale n. 1 del 1977 e successive modifiche ed integrazioni (UPB S12.029).
EMENDAMENTO sostitutivo totale CAPELLI - OPPI - LA SPISA - VARGIU - ARTIZZU - LADU.
Art. 9
L'emendamento n. 123 è sostituito dal seguente:
"Fino all'approvazione del provvedimento di riordino delle provvidenze di cui all'articolo 48 della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23, della quale viene abrogato l'articolo 45 (sistema integrato dei servizi alla persona), a favore dei cittadini affetti da neoplasia maligna di cui alla lettera f) dell'articolo 1 della legge regionale 3 dicembre 2004, n. 9, sono erogati esclusivamente i rimborsi per le spese di viaggio e soggiorno.". (140)
EMENDAMENTO soppressivo parziale LADU - OPPI - CAPELLI - LA SPISA - DIANA - CONTU - VARGIU - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO.
Art. 9
Il comma 9 dell'art. 9 è soppresso. (123)
EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - OPPI - LADU - LA SPISA - DIANA - CONTU - VARGIU - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - GALLUS - MURGIONI - MORO.
Art. 9
Il comma 13 dell'art. 9 è soppresso.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S03.006 anno 2006 Euro 66.000.000
In diminuzione
UPB S12.029 anno 2006 Euro 66.000.000. (122)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale DEDONI - PISANO - VARGIU.
Art. 9
Al comma 3 dell'art. 9 la spesa di euro 200.000 è rideterminata in euro 250.000.
In aumento
12. Sanità
UPB SI2.027 - Lotta contro le patologie croniche e sociali
Anno 2006 euro 50.000
In diminuzione
03. Programmazione
UPB S03.006 - Fondo nuovi oneri legislativi di parte corrente
Anno 2006 euro 50.000
mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria. (10)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - CAPELLI - LA SPISA - LADU - DIANA - CONTU - VARGIU - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO
Art. 9
La spesa di cui al comma 11 dell'alt. 9 è rideterminata per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008 in Euro 1.000.000
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S12.068 anno 2006 Euro 600.000
anno 2007 Euro 600.000
anno 2008 Euro 600.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 Euro 600.000
anno 2007 Euro 600.000
anno 2008 Euro 600.000
(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (121)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA.
Art. 9
Al comma 11 dell'art. 9, le parole "gestite da organi di volontariato iscritti al registro regionale" sono sostituite dalle parole "gestite da organizzazioni ONLUS". (43)
EMENDAMENTO aggiuntivo SCARPA - ATZERI.
Art. 9
All' art. 9 dopo il comma 12 è aggiunto il seguente comma:
"12 bis. E' autorizzata per l'anno 2006 la spesaa di euro 5.000.000 per il finanziamento dell' art. 33 comma 2 della legge regionale 20.12.2005 n. 23 (istituzione del reddito di cittadinanza)."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB nuova istituzione anno 2006 + euro 5.000.000
In diminuzione
UPB S03.006 anno 2006 - euro 5.000.000. (27)
EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - DEDONI - VARGIU.
Art. 9
Dopo il comma 13 dell'articolo 9, è aggiunto il seguente comma:
"13 bis. E' autorizzata la spesa di euro 10.000.000 per l'anno 2006, di euro 5.000.000 per ciascuno degli anni 2007 e 2008 , per l'attuazione di un programma di finanziamento di interventi a favore degli enti locali di cui all'art. 20 della L.R. n. 12 /2005, per garantire il completamento di opere di realizzazione di strutture socio assistenziali di case protette e di comunità alloggio."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S 12.069 (Investimenti nel settore socio assistenziale)
Anno 2006 - 10.000.000
Alino 2007 - 5.000.000
Anno 2008 - 5.000.000
In diminuzione (fondi per nuovi oneri legislativi di parte corrente)
UPB S03-006
Anno 2006 - 10.000.000
Anno 2007 - 5.000.000
Anno 2008 - 5.000.000
Mediante riduzione della voce 13 tab.A allegata alla Legge Finanziaria. (18)
EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar - ATZERI.
Art. 9
Nell'art. 9 è aggiunto il comma 13 bis: "E' autorizzata per l'anno 2006 la concessione di un contributo straordinario dì Euro 50.000 a favore della ASL n. 5 di Oristano da destinare all'ADI, servizio dì Assistenza Domiciliare Integrata"
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
12 - Igiene, Sanità e Assistenza sociale
UPB S12.048 Assistenza Domiciliare Integrata
Anno 2006 Euro 50.000
In diminuzione
01 Presidenza della Giunta
UPB S01.052 (Pubblicità istituzionale)
Anno 2006 Euro 50.000. (36)
EMENDAMENTO aggiuntivo URAS - DAVOLI - PISU.
Art. 9
Dopo l'articolo 9 del DDL 199/S/A - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2006) è aggiunto il seguente:
Articolo 9 bis
(Interventi di contrasto all'esclusione sociale e alla povertà - Fondo regionale di solidarietà sociale)
"Per l'attuazione dell'art. 33 della Legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23, è incrementato il fondo di cui alla UPB S04.019 - cap. 04028-00, rispettivamente per l'anno 2006 di 40 milioni di euro, e per gli anni 2007 e 2008 di 20 milioni di euro.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione tabella A punto 13)
Anno 2006 40.000.000 euro
Anno 2007 20.000.000 euro
Anno 2008 20.000.000 euro
In aumento UPB S04.019 - cap. 04028-00
Anno 2006 40.000.000 euro
Anno 2007 20.000.000 euro
Anno 2008 20.000.000 euro (33).)
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 27 e 36 sono stati dichiarati inammissibili.
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, mi pare opportuno probabilmente rinviare l'inizio della seduta. Non c'è nessuno in Aula e si sta discutendo di un argomento estremamente importante. Chiedo un quarto d'ora di sospensione, se è possibile.
(Interruzione del consigliere Oppi)
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, su che cosa intende intervenire?
OPPI (U.D.C.). Chiedo la verifica del numero legale con il Capogruppo di Forza Italia, onorevole La Spisa.
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, poiché si tratta della prima votazione della giornata, sospendo la seduta per dieci minuti onde consentire il decorso dei termini di cui all'articolo 91, comma 3, del Regolamento. Procederemo alla verifica alle ore 10 e 10.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 03, viene ripresa alle ore 10 e 17.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i nostri lavori. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Ritiriamo la richiesta.
PRESIDENTE. Invito i colleghi a riprendere posto. Ringrazio l'onorevole Oppi e l'onorevole La Spisa perchè hanno ritirato la richiesta della verifica del numero legale.
Allora, abbiamo letto l'articolo 9 e gli emendamenti ad esso presentati.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io semplicemente volevo chiedere che sia presente in Aula, se come ho capito non è possibile l'assessore Dirindin, quanto meno l'assessore Pigliaru. Aspettiamo che arrivi.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. E' già qui.
VARGIU (Riformatori Sardi). Benissimo.
PRESIDENTE. L'assessore Pigliaru si è assentato un attimo ma sta arrivando.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.
URAS (R.C.). Presidente…
VARGIU (Riformatori Sardi). Vale anche per l'onorevole Uras che ci sia un rappresentante della Giunta che si intenda di bilancio!
URAS (R.C.). Vale anche per l'onorevole Uras! La ringrazio, onorevole Vargiu!
PRESIDENTE. Onorevole Uras, le chiedo di aspettare un minuto.
Ecco è arrivato l'assessore Pigliaru. Prego, onorevole Uras.
URAS (R.C.). Intervengo nella discussione sulla presentazione degli emendamenti relativi all'articolo 9, perchè io e alcuni colleghi abbiamo presentato un emendamento che mira a dare una dotazione finanziaria all'articolo 33 della legge regionale 23 dicembre 2005, numero 23, ovverosia alla legge sui servizi alla persona. L'articolo 33 della legge sui servizi alla persona stabilisce che è istituito il reddito di cittadinanza. Stabilisce altresì che, entro 90 giorni dall'approvazione della predetta legge 33, venga approvato uno specifico provvedimento legislativo che abbia come obiettivo la definizione dei criteri e delle modalità attraverso le quali si riconosce il reddito di cittadinanza. Che cos'è il reddito di cittadinanza nella letteratura contemporanea? Ha diverse formulazioni o meglio contiene diverse formulazioni di sostegno al reddito, ma soprattutto diverse formulazioni di procedure di inclusione sociale. L'Unione Europea, anche gli Stati più avanzati della stessa Unione ...
PRESIDENTE. Inviterei i colleghi a prendere posto. Onorevole Cuccu, onorevole Lai, accomodatevi ai vostri posti. Onorevole Giorico, onorevole Questore. Prego onorevole Uras.
URAS (R.C.). Grazie Presidente. Dicevo: il reddito di cittadinanza contiene diverse formulazioni degli strumenti attraverso i quali si sostiene il reddito, ma soprattutto si attivano processi di inclusione sociale.
Partiamo da un dato. Qua in Sardegna, lo si diceva nei giorni scorsi, sono stati censiti circa duecentomila poveri. Il dato nazionale parla di percentuali che vanno attorno al 13 o 14 per cento. Cioè, parliamo di milioni di persone in condizioni di povertà. La povertà sta colpendo, mi faceva prima vedere un collega il titolo di un libro edito da Einaudi "La fine del ceto medio"; qualcuno potrebbe pensare che tutti diventano ceto alto, cioè si trovano in una condizione di vita migliore. No! Il ceto medio scompare, e scompare perchè si impoverisce.
Io provengo dal comparto del pubblico impiego, ho amici, ex colleghi funzionari di una pubblica amministrazione e conosco altri che svolgono attività di concetto. C'è molta... non è ancora venuto il momento, della formazione professionale parleremo più avanti!
Stiamo attenti alla questione della povertà. C'è una cosa appesa dall'inizio della legislatura che bisogna pure che noi ci poniamo il problema di risolvere, ci arriva una sollecitazione in questo senso dal sindacato, ci arriva dalla Curia. Oggi ho ripreso un articolo de "L'Unione Sarda", uno dei giornali locali più pubblicati, che riporta una lettera di sacerdoti del Sulcis nella quale si dice che sono fortemente preoccupati per le condizioni economiche che stanno influenzando la vita sociale degli abitanti della zona e che è sempre più comune che le famiglie si rivolgano alle Caritas territoriali per chiedere anche solo qualche derrata alimentare che permetta loro di arrivare al mese successivo; si legge ancora che è proprio in queste condizioni di forte disagio sociale che si creano situazioni e casi disperati ai quali purtroppo non sempre si è in grado di dare una risposta.
Noi abbiamo di fronte un dramma, quello di una povertà che si diffonde! Uno oggi con 1000 euro guadagnati onestamente dal suo lavoro, se vive a Cagliari e deve pagare 500 o 600 euro di affitto, con una moglie e due figli a carico, non sopravvive! Ci dobbiamo porre il problema! Siamo quelli che stanno con i piedi al caldo! Siamo quelli che si trovano in una condizione privilegiata, che devono svolgere qua anche una funzione di risposta ai bisogni sociali! E della questione del reddito di cittadinanza e della povertà, ogni tanto ne parliamo per rinviare sempre a dopo!
Che cosa chiediamo noi? 40 milioni di euro per quest'anno, 20 per l'anno prossimo, 20 per l'anno, successivo in modo da poter incominciare ad affrontare e aggredire questo problema, perchè non ci cresca l'erba sotto i piedi mentre gli altri stanno male! E non lo facciamo in termini provocatori. Non è un intervento di inserimento al lavoro che furbescamente si introduce nell'attuazione di una legge altra, che ha finalità altre, che comunque potrebbero essere anche aggiuntive e ricomprese rispetto a questa filosofia di intervento di costituzione di un reddito di cittadinanza per coloro che non hanno di che sopravvivere. E' qualcosa di più! E' il riconoscimento del diritto alla vita!
La vita non si difende facendo solo leggi anti abortiste! La vita non si difende facendo soltanto interventi di natura caritatevole! La vita si difende riconoscendola! Riconoscendo i diritti che ad essa sono connessi in un paese civile come il nostro! La Costituzione, quella che stanno depredando del suo valore originario, prevede che ogni cittadino italiano abbia diritto ad una vita libera e dignitosa. Quindi, affrancata dal ricatto del bisogno!
Questo problema non è un problema di Uras, non è un problema di alcuni colleghi di questo Consiglio, non è un problema di un partito, è un problema sociale forte che riguarda tutti, che riguarda soprattutto le responsabilità di governo. Mi si chiede perchè ogni tanto sono critico. Nella politica, anche in questa di oggi e anche all'interno della mia coalizione, io vedo strumentalità spesso, vedo che c'è più attenzione ad un problema come quello che sta ponendo l'onorevole Biancareddu all'onorevole Secci, oppure a qualche problema limitato, territoriale, da collegio elettorale piuttosto che ai grandi problemi che riguardano la società sarda che sono evocati da tutti nelle piazze, negli uffici delle amministrazione pubbliche, presso le parrocchie, nelle curie, nel mondo del volontariato!
C'è più attenzione alle risposte parziali, qui chiudo perchè mi pare di aver sollevato la questione, lo dice Eco riferendosi a Bobbio che non giudicava un terzista, proponeva un impegno da una parte precisa, ma accompagnato dal dovere perseguito ad ogni costo di mediare criticando, ponendo sempre non solo gli avversari ma soprattutto gli amici di fronte alle loro proprie contraddizioni.
Questa coalizione di centrosinistra, se non ha il coraggio di affrontare correttamente il problema della povertà, è in piena contraddizione con se stessa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto).Signor Presidente, colleghi, nel maggio del 1997, quasi dieci anni fa, l'Eurostat, l'Istituto Europeo di Statistica aveva reso noto che 57 milioni di europei...
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, chiedo scusa un attimo, non sta illustrando nessun emendamento?
CALIGARIS (Gruppo Misto). No.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.
SECCI (La Margherita-D.L.),relatore di maggioranza. Esprimo parere negativo sugli emendamenti numero 123, 122, e 121.
CAPELLI (U.D.C.). Il "122" non c'è.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 122 è ritirato.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Chiedo scusa, Presidente, mi sono distratto un attimo evidentemente. Ho già espresso il parere sull'emendamento numero 121. Sull'emendamento numero 43 esprimo parere positivo, il "27" non c'è, per il "18" il parere è negativo, il "36" non c'è. Sull'emendamento numero 33 il parere è negativo e invito i presentatori al ritiro.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello espresso dal relatore.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 33, anche io invito i presentatori al ritiro. Abbiamo una interlocuzione in corso sul reddito di cittadinanza. La Giunta sta affrontando, con tutta la maggioranza, il tema in questione. Quando parleremo dell'articolo 7, affronteremo la possibilità di iscrivere 10 o più milioni in una delle componenti del reddito di cittadinanza come...
PRESIDENTE. Assessore, si limiti al parere.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. No, mi faccia dare la motivazione. Mi hanno detto che altrimenti mi appiattisco troppo sul parere del Presidente della Commissione. Mi faccia soltanto dire molto velocemente una motivazione sull'argomento che riteniamo un punto politicamente molto importante.
Quindi, la motivazione è che sul reddito di cittadinanza crediamo di doverci muovere nella direzione indicata dall'onorevole Uras, ma dobbiamo farlo con molta attenzione e prudenza, perchè non c'è una soluzione facile al problema della povertà. Il reddito di cittadinanza consta di varie componenti, una delle quali, lo dice anche l'onorevole Uras, è l'indennità di inserimento. L'indennità di inserimento ha il vantaggio di poter consentire una vera sperimentazione per valutare quante persone riusciamo a rendere occupabili e, quindi, ci consente di valutare quante risorse sono necessarie per ogni nuovo posto di lavoro creato.
Per quanto riguarda in generale il reddito di cittadinanza, faccio notare all'onorevole Uras che anche i 40 milioni che lui propone di iscrivere sarebbero da questo punto di vista una frazione per il problema che lui stesso ha definito. Questo implica la necessità di lavorare con attenzione su questo tema e crediamo che sia giusto partire dall'indennità di inserimento.
Ricordo anche che ci sono altri 30 milioni per le situazioni di disoccupazione grave che vengono iscritte in questo bilancio. Quindi, l'invito è al ritiro per lavorare insieme nella direzione di cui abbiamo parlato.
PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Colleghi, dicevo che nel maggio del 1997, quasi dieci anni fa, l'Eurostat che è l'Istituto Europeo di Statistica...
PRESIDENTE. Onorevole Caligaris, chiedo scusa. Invito davvero i colleghi a prendere posto.
Onorevole Secci, sul "140" si era espresso il relatore?
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, chiedo che si esprima prima il Presidente del Consiglio; secondo me, non è ammissibile.
PRESIDENTE. Lei adesso c'è, mi dica qual è il suo parere.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il parere è contrario, però non è ammissibile, Presidente, perchè modifica una norma.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Se i colleghi prendono posto, riprendiamo anche i lavori. Parlare in queste condizioni diventa difficile per chiunque.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Speriamo che sia la volta buona. Dicevo che il Centro Studi Europei aveva reso noto che, nel 1997, 57 milioni di europei vivevano in condizioni di povertà. Queste statistiche attribuivano alla Francia il 16 per cento delle famiglie povere, alla Germania il 13 per cento, alla Grecia il 24 per cento e all'Italia il 18 per cento. In quest'ultimo decennio il numero dei poveri è ulteriormente cresciuto concentrandosi nelle zone più sensibili dei paesi europei, vale a dire in quelle aree territoriali culturalmente ed economicamente depresse.
Il reddito è uno dei concetti chiave del capitalismo; il reddito di cittadinanza è una conseguenza naturale di una società che, dopo la caduta del muro di Berlino, ha sposato pienamente il neo liberismo; è quindi una misura divenuta indispensabile in un contesto sociale in cui la disoccupazione è un fenomeno purtroppo strutturale. Per poter incidere è quindi indispensabile intervenire con iniziative che possano investire in modo profondo il sistema economico, ciò anche a vantaggio dei consumi.
In attesa che le riforme ed i provvedimenti di questa e delle prossime finanziarie diano una tale scossa da imprimere un autentico movimento verso la risalita della nostra realtà nel crinale in forte pendenza, dobbiamo affrontare tempestivamente le emergenze sociali. La crisi occupativa rende quindi il reddito di cittadinanza una questione prioritaria.
La legge regionale della Sardegna, dopo alcune sperimentazioni in Campania, in Friuli e in altri centri italiani, può davvero rappresentare un modello nazionale. I socialisti della Rosa nel Pugno sono molto impegnati su questo fronte. Esiste però un'emergenza povertà a cui bisogna porre subito un rimedio.
Due settimane fa una giovane è stata trovata morta dentro la casa in cui viveva, senza luce, senza gas, senza telefono. E' morta a poco più di 30 anni per inedia, per fame! La settimana scorsa, una giovane madre ha impugnato una pistola giocattolo con cui ha minacciato un macellaio ottenendo 20 euro e finendo in carcere! Ieri, lo ricordava l'onorevole Uras, un appello di sette parroci del Sulcis che chiedono aiuto all'Unione Europea dicendo: "Qui la gente muore di fame".
Non voglio commentare ulteriormente questo genere di notizie ma credo di essere stata esplicita. Sono anche convinta che siamo tutti consapevoli delle conseguenze di questa situazione. Siamo arrivati a un punto di rottura che richiede un vero atto di responsabilità di tutta la classe politica!
Come socialista non posso più accettare di lasciare che le cose vadano avanti secondo logiche che non hanno niente di umano! Dal momento del programma per cambiare la Sardegna, sottoscritto dai partiti del centrosinistra, a oggi il quadro sociale soprattutto per effetto delle scelte nazionali, purtroppo è notevolmente cambiato in peggio. Io sono molto miope, colleghi, ma non sono cieca. Ecco perché, come è accaduto anche nel nostro recente passato, davanti a gravi emergenze sociali c'è stata e c'è la necessità di una riflessione comune.
Dobbiamo secondo me trovare una soluzione liberandoci dai rispettivi ruoli e senza irrigidimenti di parte. Le leggi ci sono, si tratta esclusivamente di trovare un accordo sul tipo di provvedimento da adottare e nel quale far confluire un consistente stanziamento.
E' indispensabile però che il meccanismo di spesa consenta interventi rapidi, semplici ed efficaci. In attesa della legge sul reddito di cittadinanza occorre inserire da subito in questo articolo, o se preferite in quello sul lavoro, un provvedimento che davvero rappresenti un freno alla crescente povertà; la strada potrebbe essere quella di coinvolgere i comuni che sono più vicini alle difficoltà dei cittadini.
Coerentemente a quanto sostenuto nel dibattito generale, quando ho espresso perplessità sulla, per me, eccessiva fretta di risanare i conti della Regione (non voglio sottolinearlo, però credo che l'assessore Pigliaru dovrebbe essere in Aula in questo momento, colleghi, anche se l'assessore Dadea glielo riferirà credo con dovizia di particolari), penso che per questa emergenza si debba fare un'eccezione: un eventuale aumento del disavanzo sarebbe giustificato per l'assenza in Sardegna di opere infrastrutturali importanti di cui godono altre Regioni, e in presenza, invece, di un drastico taglio dei trasferimenti governativi - lo richiamava anche ieri mattina l'assessore Carlo Mannoni - e del mancato rifinanziamento dell'articolo 13 dello Statuto. Intervenire su una così grave emergenza non significa compromettere le riforme e neppure la prospettiva di ripresa di uno sviluppo reale per tutta la Regione! Nuocciono molto di più, al contrario, riforme a metà, come un commissariamento temporaneo, per esempio all'Ersat, e senza il dovuto coinvolgimento dei lavoratori sui progetti di trasformazione, e non risolvere con la difesa dei posti di lavoro la questione della formazione professionale. Rivolgo quindi un appello al presidente Soru, a cui spero lo riferirete, a tutta la Giunta, ai Capogruppo di maggioranza e di opposizione perchè sull'emergenza povertà sia trovata un'intesa unitaria. Personalmente, anche se le parole dell'Assessore aprono un importante spiraglio, sosterrò la proposta dell'emendamento numero 33.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, le chiederei qualche istante per consentire all'assessore Pigliaru di rientrare in Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. E' la seconda volta che solleva questo problema. La manovra finanziaria che è stata presentata è opera collegiale della Giunta nella sua interezza, Giunta che è, al momento, rappresentata. Io capisco naturalmente che lei abbia necessità e che preferisca che ci sia anche l'Assessore del bilancio e della programmazione, magari anche il Presidente, però le posso assicurare che la Giunta è ampiamente rappresentata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). La ringrazio, assessore Dadea, per la sua precisazione, ma come lei sa è inusuale che una discussione di bilancio si svolga in assenza dell'Assessore direttamente interessato a quella parte di bilancio che si discute. Per cui il desiderio di avere come interlocutore l'assessore Pigliaru...
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, per gentilezza, la sua voce si sente sin qui, immagino il collega Vargiu in che condizioni...
VARGIU (Riformatori Sardi). Non mi dà fastidio, mi fa piacere, accompagna.
Quindi, assessore Dadea, mi scuso perchè non volevo in nessuna maniera, ovviamente, sminuire la sua presenza in Aula, ma semplicemente, non avendo la possibilità di avere l'assessore Dirindin come interlocutrice, era quanto meno utile avere l'assessore Pigliaru che è il responsabile delle cifre. Appunto mi rammarico dell'assenza dell'assessore Dirindin e avrei preferito svolgere questo intervento in sua presenza, so che è malata, le faccio gli auguri della più pronta guarigione in modo da poter essere poi un'interlocutrice reale nelle ulteriori discussioni che noi avremo intorno ai temi della sanità.
Chiedevo la presenza dell'assessore Pigliaru perché, in realtà, volevo svolgere un ragionamento (che poi eventualmente potrò riprendere nelle dichiarazioni di voto se occorre) generale sulla sanità. Il ragionamento è questo: i Riformatori Sardi, nei confronti delle politiche di innovazione rappresentate da questa Giunta, hanno mantenuto un atteggiamento di grande disponibilità, in particolare, nel riguardo delle innovazioni sul sistema sanitario prospettate dall'assessore Dirindin, innovazioni che avevano un loro fascino e che avevano acceso delle note di speranza importanti in tutti i cittadini sardi, stante sia l'importanza della sanità in Sardegna, sia il fatto che la sanità in Sardegna rappresenta sostanzialmente quasi il 50 per cento o il 40 del bilancio complessivo della Regione.
Devo dire che, a oggi, noi manifestiamo una delusione profonda per quello che si sta realizzando in sanità e vorremmo avere, se è possibile, delle risposte, dei chiarimenti dai colleghi di maggioranza, anche dalla Giunta, che ci aiutassero ad essere più fiduciosi per quanto riguarda il futuro. Io ho in mano delle cifre che vorrei sottoporre sia ai colleghi dell'Aula sia all'Assessore del bilancio per poter ragionare insieme. Nel 2005, questa Giunta regionale ha stanziato complessivamente per la sanità 2320 milioni di euro, a fine anno abbiamo il consuntivo del 2005 (che ancora non è definitivo perché sappiamo che gli uffici lo certificano e lo rendono definitivo soltanto nel mese di aprile), o il preconsuntivo (chiamiamolo così, che si avvicina molto e sempre per difetto, mai per eccesso, ai dati finali) che ci indica una spesa di 2680 milioni di euro. Stiamo dicendo che i finanziamenti per la sanità del 2005 sono stati sottodimensionati dal momento in cui sono stati fatti alla fine dell'anno di ben 360 milioni di euro;, ed è una questa cifra è possibile che aumenti, cioè c'è una sottovalutazione, un buco, chiamatelo come desiderate, di 360 milioni di euro, buco che è stato ripianato, nel senso che la Giunta regionale ha provveduto a mettere ulteriori risorse sopra questi capitoli della sanità, ma rimane il sottodimensionamento iniziale e la spesa finale.
Bene, nella finanziaria del 2006, la posta finanziaria che viene messa in essere (cioè la quota del 29 per cento di compartecipazione rispetto alla spesa totale che è a carico della Regione) è di 702 milioni di euro. Ciò significa che si prevede in sanità una spesa di circa 2400 milioni di euro, cioè una spesa che è già di 300 milioni di euro in meno rispetto al consuntivo del 2005, cioè la Giunta regionale dichiara, attraverso la finanziaria, di avere in mente di spendere, nella sanità sarda, 300 milioni, facciamo la cifra all'ingrosso, 250 o 300 milioni di euro in meno dell'anno scorso.
Allora io vorrei capire come avverrà il meccanismo di contenimento della spesa che consentirà alla Regione non soltanto di risparmiare, rispetto al 2005, 250 milioni di euro, ma anche di migliorare l'erogazione dei servizi, che è l'obiettivo finale e sostanziale della sanità in qualunque Regione italiana. Se non ci fosse una spiegazione di questo genere, beh, si consoliderebbe l'idea che in questo momento c'è nella finanziaria di quest'anno un sottodimensionamento significativo della spesa sanitaria di cui è necessario avere qualche risposta. Sottolineo la delusione che i Riformatori a questo momento avrebbero esternato direttamente all'assessore Dirindin qualora fosse stata presente in Aula perché, a fronte delle dichiarazioni di cambiamento, di riqualificazione della spesa, di miglioramento della qualità dell'assistenza, poco si è visto, a meno che non valga quello che un conduttore di trasmissione televisiva disponibile fa dire all'assessore Dirindin e cioè che si è fatto il giardinetto della psichiatria dell'ospedale Santissima Trinità o, come ha detto il direttore generale Gumirato, si sono puliti gli ospedali che sono stati trovati sporchi.
Io credo che non siano queste le risposte di qualità della salute e dell'assistenza che in Sardegna si aspetta in qualche modo il cittadino sardo. Quindi avrei voluto capire, dall'interlocuzione con l'Assessore, quali sono le risposte, in termine di qualità, che in questo momento vengono date, perché queste risposte, cari colleghi, non si vedono e non si intravedono. Mi rivolgo ai colleghi del centrosinistra che, con la stessa disponibilità, con lo stesso interesse, con la stessa attenzione dei Riformatori, hanno dato un'apertura di credito alla Giunta in questo settore e ora aspettano delle risposte. Quello che oggi abbiamo visto, colleghi, non è edificante. Abbiamo visto un'occupazione delle sfere apicali della sanità da parte di tecnici illustri, che provenivano da fuori Sardegna perché garantivano equilibrio ed equanimità, ma non abbiamo visto il cambiamento discendente da questa occupazione, mentre nelle parti medio basse della sanità continua quello di cui ci siamo sempre lamentati, vengono trasferiti da ASL ad altre gli "accozzati", diventano primari gli "accozzati", vengono premiati coloro che sono sintonizzati con il potere politico di questo momento. Queste affermazioni che faccio non sono di tipo demagogico, ma sono affermazioni che posso documentare, in qualsiasi modo e momento, mettendo i nomi e i cognomi a fianco alle cose che sto dicendo.
Quindi questa è la sofferenza, questa è la delusione, questo è il notevole dispiacere, l'imbarazzo, con cui oggi intervengo in Aula. A fronte di questa delusione, a fronte della inadeguatezza che la Giunta ha dimostrato nei temi della sanità, insomma, c'è un disegno di legge che forse diventerà un collegato alla finanziaria che, colleghi del centrosinistra, è una legge delega alla Giunta. Ho contato, nel disegno di legge collegato alla finanziaria, 21 deleghe alla Giunta; riprendiamo il discorso che ha fatto Paolo Maninchedda ieri, io lo riprendo volentieri per quanto riguarda la sanità, 21 deleghe alla Giunta, nel disegno di legge collegato la parola "Giunta regionale" è presente 38 volte.
Ricordatevi quello che vi ha detto Paolo Maninchedda ieri e, credetemi, su questo disegno delega, che la Giunta ha presentato, sarete voi, se lo vorrete, a fare una battaglia, noi non la faremo, noi ci limiteremo a dire che questa Giunta, inadeguata in sanità, non merita una delega totale alla soluzione dei problemi della sanità, questa Giunta che in venti mesi non ha cambiato la sanità sarda non merita di avere in mano i pieni poteri, la bacchetta magica totale per la soluzione dei problemi della sanità perché non ha dato sul campo la dimostrazione di avere la capacità politica, io non dico la capacità tecnica, quella non si può neanche intravedere perché a parte la discussione, a parte ciò che ha scritto, a parte ciò che ha detto ai convegni, non si è visto niente, il giudizio tecnico è impossibile, ma ha dimostrato inadeguatezza politica rispetto ai problemi sul tappeto sia dal punto di vista delle cifre, sia dal punto di vista della capacità di dialogo con la sanità sarda.
Quindi non saremo noi a negarle quella delega in bianco che oggi sta chiedendo con il collegato alla finanziaria, se collegato sarà; sarete voi che vi dovete esprimere se avete fiducia totale, fiducia piena e volete dare una delega in bianco. Colleghi, datela e poi giudicheremo sui fatti.
PRESIDENTE. Devo dare due comunicazioni. Prima di tutto non posso dare la parola al consigliere Ibba perché si è iscritto dopo il primo intervento, potrà fare poi dichiarazioni di voto; e poi devo dichiarare non ammesso l'emendamento numero 140 che, pur essendo stato dichiarato ammissibile, da un esame che gli Uffici hanno fatto non rientra tra gli emendamenti ammissibili.
E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, certamente i toni sono differenti rispetto alle discussioni alle quali abbiamo assistito in Commissione, l'imminente campagna elettorale fa chiaramente sentire la sua significativa avanzata. Però, al di là del dato elettoralistico e in maniera oggettiva, io devo esprimere una valutazione complessivamente positiva sull'articolo e sui commi presenti in finanziaria in materia di sanità. Lo faccio anche con precisione dicendo che (nonostante, ad esempio, chi mi ha preceduto abbia rilevato che nel complesso esiste una previsione di spesa inferiore di 250 milioni circa) non significa che tutto ciò che viene speso sia speso bene rispetto a ciò che può essere stato precedentemente; ci può essere un miglioramento della qualità della spesa rispetto ad un dato quantitativo, in questo senso va rilevato che esistono dati certi e precisi che indicano la strada di un netto miglioramento dell'assetto finanziario in termini di sanità.
Posso richiamare, ad esempio, il miglioramento del rapporto tra spesa in conto corrente e spesa in conto capitale. Se andiamo a vedere il comma 13 dell'articolo vediamo che è prevista una spesa di 63, più 3, cioè di 66 milioni in conto capitale, che vengono destinati complessivamente a interventi di edilizia sanitaria e di ammodernamento tecnologico che risultino incompiuti o a rischio di degrado. E' un passo significativo se pensiamo al fatto, se non ricordo male, che nell'ultimo bilancio il capitolo corrispondente prevedeva uno stanziamento all'incirca di 4 o 5 milioni di euro. Questo dà un senso chiaro e significativo di questo miglioramento dell'assetto interno, anche se effettivamente può essere diverso il dato complessivo della spesa.
In questo senso, Presidente, mi consenta personalmente di manifestare anche la soddisfazione per quello che è stato sia l'orientamento precedente della Giunta, in due delibere già adottate, sia il parere della Commissione che, all'unanimità, pur non chiedendo una specificazione nel capitolo di spesa e nella norma della finanziaria, ha chiesto che la priorità della spesa di questi interventi in conto capitale andasse ad essere destinata al completamento dell'ospedale di Olbia, unica struttura complessivamente in corso di costruzione che sarà chiamata a dare risposte adeguate ad un territorio la cui popolazione al momento è costretta a numerose peregrinazioni non solo nell'ambito del territorio stesso ma anche verso altre Aziende sanitarie locali o addirittura al di fuori della Regione. Ecco che quindi in maniera certa, con risorse certe, si sta facendo con chiarezza un passo avanti, si sta ponendo una pietra significativa per la soluzione di un problema della sanità, che attanaglia una parte rilevante di questo territorio.
Presidente, è certo che ci sono altri aspetti positivi, come ci sono anche altri aspetti negativi; non possiamo dimenticare, tra i primi, anche il finanziamento per una spesa di 1 milione e 500 mila euro per le funzioni in materia di donazioni, prelievi e trapianti di organi, tessuti e cellule. E' un passo significativo che stiamo compiendo verso l'aggressione di problemi gravi che attanagliano da sempre la nostra Regione, sono quei mali endemici e quei mali che, purtroppo, vedono un progressivo aumento, nella Regione Sardegna, in termini epidemiologici per quanto riguarda certe patologie.
Voglio fare un riferimento (seppure si tratta di un provvedimento ancora in corso di esame da parte della Commissione, la proposta di Piano regionale sanitario) a quella che rappresenta una delle priorità dell'azione della Regione Sardegna, della Giunta e dell'intero Consiglio, mi riferisco a patologie che purtroppo caratterizzano la nostra Regione in maniera molto più significativa e rilevante rispetto a ciò che avviene per quanto riguarda altre Regioni, in particolare alla sclerosi multipla che vede purtroppo i cittadini della Sardegna penalizzati da un indice elevatissimo rispetto ad altre realtà.
In questo senso, credo che però debba essere messo in evidenza che, sia dal punto di vista della ricerca, sia dal punto di vista dello sviluppo, i centri, attualmente individuati a Cagliari e a Sassari, possono trovare maggiori risorse e maggiori attenzioni. Credo che, da questo punto di vista, le università e le aziende sanitarie siano espressamente chiamate a dare risposte maggiori e migliori a questa base di utenti che, ripeto, purtroppo quasi quotidianamente aumenta in maniera significativa.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Signor Presidente, ritengo che in quest'Aula, contrariamente a quello che mi sembra di capire, di sanità se ne stia parlando spesso e credo anche che i colleghi siano tutti quanti più che convinti che questo problema in questa legislatura si sta affrontando anche con convinzione e determinatezza.
Oggi si parla di finanziaria, si parla di risorse, naturalmente di risorse anche per la sanità, per l'assistenza sociale, per ciò che naturalmente in questa partita può giocare ancora oggi, con i problemi che sono a tutti noi presenti, questa amministrazione. Per chi sa leggere, naturalmente non sfugge che, anche per quanto riguarda la sanità, le poste in bilancio risentono dello spirito di questa finanziaria che è una finanziaria di risanamento, però se è vero che le aspettative, per un settore così importante, sono ampie, è pur vero anche che le risposte non è che sono del tutto insufficienti, non foss'altro perché se andassimo a paragonare le proposte di questa finanziaria con quelle degli anni precedenti, di sicuro, ed è stato già citato, emergerebbe qualche elemento in più di attenzione. I 66 milioni di euro messi a disposizione per gli interventi era da tempo che non si vedevano e, per quanto noi siamo coscienti della loro totale insufficienza, di sicuro danno qualche piccola risposta come quella per esempio che ha evidenziato qualche attimo fa il collega Uggias relativamente all'opportunità di portare a compimento il secondo lotto dell'ospedale di Olbia che dà la possibilità naturalmente, ed è per questo che la Commissione ne ha condiviso la valutazione, di avere dal Governo altri 14 milioni di euro messi a disposizione per il completamento del primo lotto.
Dicevo, sono insufficienti rispetto ai tantissimi bisogni che noi sicuramente abbiamo presenti; sappiamo sicuramente che, nella sanità, nei presidi, negli ospedali, le dotazioni, le attrezzature e le tecnologie necessarie oggi sono vecchie, superate e spesso anche assenti, così come avvertiamo una totale insufficienza per ciò che riguarda le strutture che dovrebbero essere rilette, riviste, non soltanto per ciò che riguarda la dotazione degli impianti che spesso non sono a norma ma anche per ciò che riguarda la qualità che deve essere offerta a chi purtroppo deve utilizzare la sanità stando all'interno degli ospedali.
Io ritengo che siamo tutti coscienti di questo e che intorno a questo noi dobbiamo di sicuro lavorare, però obiettivamente condivido anche il processo che si sta portando avanti. Sappiamo che la sanità in Sardegna oggi è sottoposta ad un ampio processo di riforma che non sfugge a nessuno, l'abbiamo iniziato da qualche tempo e lo abbiamo fatto, mi pare che sia evidente, coinvolgendo tutta quanta la Sardegna e proprio tutta la Sardegna, non soltanto gli operatori, sa che questo Governo regionale sta operando verso questa direzione non senza difficoltà per il semplice fatto, qui è stato detto, che ci sono delle stratificazioni, delle situazioni di difficile rimozione, e che il tempo che deve essere recuperato è molto, forti sono i ritardi che noi sentiamo in questo settore ed è quindi chiaro che l'impegno che deve essere sviluppato verso questa direzione non è di poco conto.
Eppure, colleghi, io credo che su questa direzione ci si stia muovendo, sappiamo che è stata approvata da poco la legge sui servizi integrati alla persona, una legge estremamente importante, che si caratterizza in particolare perché cerca di dare quelle che sono le risposte che qui, io lo condivido, vengono fortemente denunciate; ha ragione il collega Uras quando evidenzia (naturalmente lo fa con tutta la sua passione) l'esigenza di stare attenti allo stato sociale che noi in questo momento abbiamo, alle nuove povertà che si stanno vivendo, lo fa anche la collega Caligaris quando dice dell'impegno che deve essere profuso in particolare verso coloro che in questo momento stanno soffrendo e per i quali noi sicuramente non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia.
Eppure, colleghi, noi stiamo vivendo quest'anno di transizione coscienti del fatto che, se c'è l'impegno di questo Consiglio, si possono condurre in porto tutte le leggi di riforma che possono essere la risposta a ciò che denuncia l'onorevole Vargiu quando dice che niente si sta facendo o quando dice che si sente soltanto, cosa posso dire?, emergere il livello delle clientele. Condivido il fatto che questo costume vada modificato, ma non si può dire nemmeno che esso emerga solo in questa fase, l'abbiamo sofferto, l'abbiamo vissuto, l'abbiamo potuto constatare anche nelle fasi precedenti e credetemi probabilmente è un costume che per sradicare non si può affrontare se non attraverso le riforme e le leggi che devono dare le risposte a tutti per fare in modo che questa sia una sanità più vicina al cittadino.
Dicevo che questo è un anno di transizione perché ci si aspetta l'impegno di questa maggioranza a far sì che, attraverso un collegato, si possa portare in porto, entro il mese di marzo, recuperando così i ritardi, l'attuazione nella nostra Regione della legge 229. E' impegnata la Commissione, naturalmente non senza difficoltà perché sappiamo che cosa significa lavorare intorno ad un importante strumento di questa dimensione, però sappiamo che, attraverso questa legge, se riuscissimo a farla, ci sarebbe davvero la risposta, almeno quella che corrisponde ad una grande aspettativa di una rivisitazione di tutta la sanità in Sardegna, per preparare poi anche quella che è l'opportunità di poter calare anche il piano sanitario che totalmente rivedrebbe e rileggerebbe la sanità in Sardegna.
Quando in Commissione si è entrati nel merito della manovra finanziaria, credo che siano emersi alcuni aspetti che corre l'obbligo di riportare a quest'Aula, lo farò molto velocemente, in particolare l'esigenza di maggiori attenzioni rispetto alle risorse che devono essere trasferite dallo Stato alla nostra Regione. E' un aspetto che noi non possiamo prendere, diciamo, sotto gamba; è un fatto che noi abbiamo vissuto, diciamo, nella disattenzione generale, alla fine di quest'anno, per quanto riguarda i trasferimenti dello Stato alla nostra Regione, nel particolare, proprio per la sanità, perché ci sono state delle situazioni per le quali noi perdiamo grandi opportunità che settorialmente possono essere le risposte che noi stiamo andando a cercare. Un esempio è stato riportato, riguarda il Fondo nazionale delle grandi risorse per le quali non si sa minimamente qual è la parte dovuta alla nostra Regione, sappiamo di aver diritto a quelle risorse che sarebbero da indirizzare esclusivamente e direttamente appunto alla sanità.
Voi sapete anche quante sono le funzioni che il Governo nazionale trasferisce alla nostra Regione e quanto poi ciò non corrisponde in trasferimenti di risorse, per cui ci ritroviamo con maggiori funzioni, con maggiori impegni, con maggiori incarichi però con le stesse risorse, tenendo conto di questo aspetto è chiaro che ci si ritrova nelle situazioni in cui ci stiamo ritrovando.
Credo di poter dire che questa è una finanziaria di transizione, in particolare per questo importante settore. All'interno di questa finanziaria ci sono alcune piccole risposte, principalmente di indirizzo; io credo che ci dobbiamo muovere tenendo conto appunto che, attraverso le leggi specifiche, che speriamo di poter portare in porto nel più breve tempo possibile, possono trovare appunto una risposta quelle forti esigenze che noi condividiamo, sicuramente non soltanto per la sanità. Questo che stiamo vivendo un po' tutti è un momento estremamente difficile che noi, come Consiglio regionale, naturalmente non possiamo minimamente disattendere.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Io credo che ci sia un po' di confusione mentale. Innanzitutto devo precisare che non ci sono soldi per la tecnologia perché nel bilancio ci sono 63 milioni di euro per quanto riguarda un programma che l'assessore Pigliaru ci ha promesso che ci avrebbe fatto avere e che invece non abbiamo avuto, è chiaro no? Per la tecnologia ci sono soltanto 3 milioni di euro, il che vuol dire che non si rispetta niente riguardo al passato, non facciamo confusione, nel bilancio 3 milioni per la tecnologia, cioè "zero", non avete guardato bene il bilancio e noi l'abbiamo sostenuto anche in Commissione.
Per quanto riguarda la sanità, va detto subito che c'è stato un incremento costante, negli ultimi tre anni, di 200 milioni di euro all'anno, ha ragione il collega quando dice che il buco del 2004 è stato… mai viste tante risorse finanziarie e, sempre per amore della verità, lo dico al collega Uggias che è stato veramente corretto, va detto e precisato che normalmente avevamo 40 miliardi di vecchie lire sempre per investimenti, tutti gli anni, vista anche la carenza di risorse finanziarie e l'attacco degli altri Assessorati, perché in effetti si "magna" tutto la sanità, anche quest'anno se lo "magna" rispetto agli altri Assessorati, è chiaro, si sono ridotti quegli investimenti perché avevamo avuto 670 miliardi di vecchie lire per tecnologia e per edilizia sanitaria e, nell'integrazione di questo, sono stati inseriti 14 milioni di euro, qualcuno se li è inventati, mentre 35 milioni di euro nella seconda tranche dell'articolo 20 sono stati inseriti per il completamento dell'ospedale di Olbia, di questi 11 milioni e rotti in modo molto allegro sono stati praticamente dirottati per il primo lotto con una integrazione di ulteriori fondi, ma sempre di quei 35 messi a disposizione per il completamento.
C'è stato un contenzioso, lo sanno tutti, che è stato, non sanato, è stato arrangiato, recentemente si è cercato di risolvere il problema, non lo voglio recitare, vi dico soltanto che, per quanto riguarda le risorse finanziarie aggiuntive, per quanto è detto l'incarico del coordinamento a sicurezze è stato dato d'emblée senza fare niente e sia superiore a 200 mila euro, così come praticamente l'approvazione in linea tecnica, nonostante gli impegni assunti col Ministero, è stata fatta in tre giorni senza addirittura che sia passata attraverso gli organi competenti, che sono il CTRS e il CTAP, ricorrendo all'espediente artificioso di considerare solo i lavori e non l'opera pubblica nel suo complesso che prevede l'esecuzione di lavori edili, cioè un falso, ma non ci interessa, l'importante è che si vada avanti.
Quindi, apprezzo la correttezza del collega Uggias che ha ripristinato un minimo di verità in quest'Aula, però non inventiamoci le cifre, non inventiamoci di essere contenti di tante risorse finanziarie mai viste; noi siamo contenti, però c'è un altro errore, 3 milioni di euro non bastano per le richieste di Oristano, per la tecnologia, cifra purtroppo prevista nei due capitoli.
Ora quello che sta succedendo nella sanità è un pochino strano, per cui noi abbiamo dei problemi, non è un buon articolo questo, è fatto male, è fatto troppo male, perché è vero che quest'anno, addirittura con le frasi fatte non si ottiene niente, abbiamo risparmiato un sacco di soldi, abbiamo avuto un incremento, per quanto riguarda il settore farmaceutico, caro Assessore, da 29 milioni e 348 mila euro sino a 32 milioni e 819, 3 milioni e mezzo in più nel mese di gennaio; non inventiamoci una cosa storica, c'è una riduzione del 17 per cento, è fatta sino a dicembre quando partirà il cosiddetto farmaco gratuito. La ASL compra attraverso una capofila, distribuisce poi ai grossisti e quindi viene dato per alcune patologie, si modifica un parametro perché si scarica sui beni e servizi; quindi la riduzione è fatta attraverso un artifizio che noi abbiamo consigliato altre volte di fare, non gabbiamo il prossimo! Tutti i giorni c'è malasanità come non mai, basta leggere i giornali, peraltro non solo si danno soldi in modo anomalo alla "1" e alla "8", ma addirittura Zanaroli diceva ieri che i soldi sono pochi, che ha avuto soltanto 48 milioni di euro integrativi nel 2005, che ce ne vogliono altri, in quanto non bastano perchè è un pozzo senza fondo. Allora i miglioramenti di qualità, quali sono? E poi, non contestateci i dati perché i dati sono questi, 248 milioni, è vero, avete messo che nella Conferenza Stato-Regioni c'è l'impegno di 190 milioni di euro, ma 90 di fatto sono per un presunto deficit del 2005 e 100 sono per i contratti.
Siccome noi non siamo "gonzi", abbiamo chiesto ai direttori generali se le cifre corrispondevano per arrivare a 102 milioni di euro, ci hanno detto che alla "6" non sono 9 e 2 ma sono 13, che alla "3" non ne sono previsti 13 ma molti di più perché sappiamo benissimo che, a suo tempo, il premio di produttività nella ASL numero 3 era il più alto in Sardegna.
Che cosa però bisogna precisare? Ovviamente, Assessore, non poteva fare diversamente, l'anno scorso l'abbiamo corretta, facendole notare che 680 milioni, rapportati all'assegnazione dello Stato, non erano sufficienti, infatti sono cresciuti, quest'anno sono 702, perché non avendo voi il riparto, è giusto, vi siete adeguati, aumenteranno come aumenteranno le risorse, cioè voi calcolate che aumentando le risorse aumenta l'assegnazione, quindi probabilmente si potrà riuscire a sanare il buco. Però, sulla base del dato obiettivo di oggi, voi siete intorno ai 300 milioni di buco nel 2005, anche se di fatto c'è il contratto, non cerchi qualche furbetto di turno di farci capire che in effetti si spende per il contratto, anche nel 2000 c'era il contratto e c'erano ovviamente 300 milioni di buco perché il contratto, costato 170 miliardi di vecchie lire, era fatto in funzione anche dell'incremento delle risorse provenienti dallo Stato.
Vedete, in questo bilancio, mancano alcune cose, io pensavo che si sarebbe nuovamente tenuto presente il progetto 5A del quale il collega Uras e molti colleghi si sono preoccupati, sto parlando della ß-talassemia nella scuola dell'obbligo, sto parlando della sclerosi multipla cui avete fatto riferimento, sto parlando del professor Pani, del professor Rosati, è inutile che noi incrementiamo una voce, addirittura si toglie quel minimo di supporto, dopo anni di battaglie per i tumori,avete tolto la retta!
Dove sono questi grandi miglioramenti, questi stravolgimenti? C'è in essere in questo momento una trasformazione profonda nel settore della psichiatria; non più tardi di ieri sera, amici cari, onorevole Pisu, dieci persone sono ritornate in carcere non potendosi attivare procedure particolari, cioè il ricovero coatto. Qualcuno ha chiesto dove sono le strutture alternative; passerà tanto tempo prima che si possano realizzare.
Ci sono illegittimità palesi, come quella di qualche giorno fa quando il dottor Gumirato ha trasferito dei fondi, erogati per un centro di diagnosi e cura, per l'acquisto di una casa famiglia a Selargius; questo è reato, perché una parte di quei fondi, gli asini non lo sanno, sono dell'articolo 20, quindi è necessaria una precisa procedura: bisogna inoltrare una domanda alla Regione, la quale (come ha già fatto recentemente per quanto riguarda il problema specifico di Olbia), avanza una richiesta al Ministero, dopodiché il nucleo di valutazione dà l'assenso, solo allora si può procedere all'acquisto; non vorrei che fossero stati già acquistati dei locali senza preventiva autorizzazione ministeriale. Ecco quale situazione noi stiamo vivendo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Sinceramente sono sorpreso dalle dichiarazioni di alcuni consiglieri della maggioranza quando parlano di cambiamenti di questa manovra finanziaria relativi alla sanità. Non riesco veramente a capire dove siano questi cambiamenti o questi miglioramenti, se vogliamo essere più precisi, perché chi opera nella sanità, come il sottoscritto, sa bene che non è così, che non abbiamo visto miglioramenti fino adesso.
Gli unici miglioramenti della sanità in Sardegna riguardano il fatto che per la prima volta la sanità è governata da un Assessore non sardo, che ci sono diversi direttori generali, amministrativi e sanitari che non sono sardi, ma non abbiamo visto altre novità; onestamente devo anche dire che questi direttori non ci devono insegnare nulla perché noi abbiamo materiale umano sicuramente migliore di quello importato dal Piemonte o da altre Regioni d'Italia.
Allora, secondo me, noi dovremmo fare veramente una riflessione come Consiglio regionale, non perché siamo contro qualcuno, ma perché credo che se queste persone, arrivate da fuori, avessero migliorato le condizioni della gestione della sanità, le condizioni politiche, io sarei potuto essere anche d'accordo, ma sinceramente non vedo questo cambiamento in positivo. Soprattutto vedo che, nella sanità, sono aumentate le spese perché il bilancio è sempre in aumento a fronte di una riduzione dei servizi sanitari e della loro qualità. Allora dov'è il cambiamento? Perché dobbiamo fare discorsi artificiosi dicendo cose non vere, che si sa che non sono vere, tutti i sardi sono consapevoli che non c'è nessun miglioramento, nessun aumento di servizi anche dal punto di vista qualitativo mentre invece le spese continuano a aumentare.
Questo è il vero problema: c'è una dilatazione delle spese sanitarie a danno di altri settori produttivi della Sardegna; oggi questa Regione è incapace di affrontare altre emergenze importanti, abbiamo visto che cosa sta succedendo in questi giorni. La Regione è occupata da parte di operatori appartenenti a tutti i settori produttivi della Sardegna, mi pare che ancora adesso ci sia qualche occupazione in atto; questa Regione non ha più risorse però è capace di spendere soldi, più di quanto non abbia speso negli anni passati, per una sanità che ha una spesa incontrollabile, che non è gestibile, che non riesce, diciamo, a organizzare e a ridurre i livelli di spesa.
Perché il Presidente della Commissione sanità, Masia, dice che questa è una finanziaria di risanamento? Ma dove è una finanziaria di risanamento? Una finanziaria di risanamento è quando si fanno dei tagli, si organizzano in modo diverso i servizi, la gestione; io non vedo nulla di tutto questo, non c'è nessun risanamento per quanto riguarda la sanità, c'è soltanto un aumento sconsiderato della spesa sanitaria che credo dovrebbe far riflettere veramente questo Consiglio regionale.
Si parla tanto di questi 66 milioni di euro destinati al completamento dell'edilizia sanitaria, ma allora vuol dire che non si sa quanto è stato speso negli anni passati per quanto riguarda l'edilizia sanitaria!A questo proposito c'è anche un piccolo giallo che non è stato mai chiarito a sufficienza, per il quale si è dimostrata veramente la scorrettezza, devo dirlo, da parte dell'Assessore regionale il quale, andato ad Olbia, ha accusato il Consiglio regionale, o meglio una minoranza del Consiglio regionale, dicendo che praticamente si volevano cancellare dalla spesa sanitaria i fondi per l'ospedale di Olbia.
Sono bugie! Sono cose false! Nessuno ha mai capito la questione, perché non era scritto da nessuna parte che quei fondi riguardavano l'ospedale di Olbia, quindi l'Assessore ha commesso una grave scorrettezza quando ha voluto, diciamo, accusare tutti i consiglieri regionali dell'opposizione per un emendamento che chiedeva chiarezza, non chiedeva la soppressione dei finanziamenti previsti per Olbia.
Io mi sono sentito offeso dalle dichiarazioni di questo Assessore, che la dicono lunga sulla buona fede di certi governanti non sardi insomma. Veramente è un fatto gravissimo, sono rimasto sorpreso dalla cattiveria e dalla malafede di persone che hanno voluto attribuire, alla minoranza, certe posizioni non sue, perché non era certo volontà della minoranza cancellare i fondi che servivano, se mai serviranno, per completare l'ospedale di Olbia; ancora oggi non c'è scritto da nessuna parte che questi soldi sono destinati al completamento dell'ospedale di Olbia.
Io mi auguro che sia così perché, voglio dire, ciò che è scritto in finanziaria non è esattamente questo. Io mi auguro che sia così, però mi pare che sia ben poca cosa, se anche fosse così, di fronte a tutte le richieste avanzate per quanto riguarda gli interventi in materia di edilizia sanitaria e a tutti gli altri interventi che mancano. La sanità dovrà migliorare dal punto di vista qualitativo e tecnico; si è detto prima, mi pare lo stesse dicendo l'onorevole Oppi, le spese per la tecnologia sono veramente nulla, significa che noi dovremo andare avanti con gli stessi strumenti, che non possono essere gli stessi da un anno all'altro, che hanno bisogno di continuo rinnovamento, miglioramento e adeguamento per essere competitivi nei confronti della sanità ben più agguerrita delle altre Regioni d'Italia e d'Europa.
Io credo quindi che questa sanità effettivamente, per quanto ci riguarda, meriti un voto assolutamente negativo, perché aumenta i livelli di spesa e soprattutto perché non migliora i servizi; c'è un malcontento diffuso da parte di tutti gli operatori della sanità perché non vedono nessun cambiamento soprattutto per quanto riguarda le parti nevralgiche della medicina dove si dovrebbe vedere veramente un passo avanti nei confronti della competitività fortissima delle altre Regioni d'Italia.
Pertanto il giudizio che noi diamo, in questa finanziaria, per la politica sanitaria è un giudizio assolutamente negativo, se il risultato di certe importazioni di personale voluto dal presidente Soru è questo, io credo che si poteva fare molto meglio anche senza varcare il mare e senza compiere scelte che non mi pare abbiano dato finora esiti positivi che possano far ben sperare per quanto riguarda la sanità in Sardegna.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anch'io intervengo per manifestare la delusione, così come ha fatto brillantemente il mio collega Vargiu, che deriva a tutti noi in funzione di quello che è il dibattito, ormai quasi soffocato, compattato nello spazio ma anche nella qualità, relativo a questa finanziaria. Lo faccio perchè va notata una cosa innanzitutto: c'è stato un arretramento su alcune posizioni che, a mio giudizio, di certo non qualificano bene l'attuale Giunta regionale. L'arretramento è derivato dal fatto che ci fu una conquista notevole, di grande coesione sociale per la Sardegna, quando il presidente Soru guidò la marcia dei Sardi a Roma per rivendicare quelle entrate che, davvero in maniera indebita, furono sottratte e sono attualmente ancora sottratte alla Sardegna.
Una battaglia, quindi, che è stata condivisa unanimemente da tutti. In quell'occasione, l'affermazione del presidente Soru, che poi costituisce il vero elemento di coesione sociale, era che l'indebitamento della Sardegna derivasse unicamente da un problema fisiologico. Un indebitamento derivato esattamente da queste risorse che ci venivano sottratte. I toni sono cambiati, queste affermazioni oggi non ci sono più e il presidente Soru due giorni fa, qui, in quest'Aula, ha dichiarato invece che il problema dell'indebitamento ha motivazioni diverse.
Ieri ci siamo accaldati, qualcuno ha anche urlato perchè sembrava giusta la rivendicazione per riparare il tetto e qualche altro problema alla casa natia di Gramsci, il mio collega Dedoni ha affermato anche "Gramsci non è morto, è vivo nella coscienza di tutti noi", sua in particolare, il che quindi naturalmente dà merito a questo Consiglio regionale di aver avuto la forza di riappropriarsi di un elemento così importante per la Sardegna; ma io mi chiedo, lo chiedo anche al consigliere Uras (che vedo proprio di fronte e quindi è possibile fargli delle domande), che cosa starà pensando Antonio Gramsci in questo momento, visto che tra l'altro è vivo, se davvero ci si preoccupa e si dedica tanto tempo in questo Consiglio regionale ad un problema relativo alla sua abitazione mentre invece il grande vero problema della Sardegna, della povertà, di quel documento richiamato dalla Conferenza episcopale sarda, di quel documento del clero dell'iglesiente, di quel documento sulle povertà della Caritas, qui non viene discusso?
E' evidente che il problema è esattamente questo. Quando il presidente Soru, così come fece Cesare, decise di saltare il Rubicone, lo fece evidentemente a metà; l'ha detto meglio di tutti in questo momento il consigliere Oppi. Il problema della Sardegna è un problema risolto a metà perchè il riconoscimento della spesa storica relativa al settore sanità è un problema che davvero andava affrontato alla pari dell'appropriazione indebita delle risorse che il Governo ci sottrae dal 1991 ad oggi. Quindi, pari dignità nel presentare questo problema al Governo e più coraggio ad avere questi 702 milioni di euro che il collega Vargiu dice essere oggi il peso nel settore della sanità da parte del bilancio regionale per coprire tutto ciò che oggi è difficilmente copribile.
Noi abbiamo presentato un emendamento, il numero 18, lo dico con orgoglio perchè presiede in questo momento l'onorevole Fadda, che era Assessore della sanità qualche anno fa. Lei, onorevole Fadda, bisogna dargliene atto, in quella occasione, ricorderà bene, fu un grosso sostenitore di un programma di finanziamento a favore degli enti locali della Sardegna per la realizzazione di strutture socio-sanitarie. Quelle strutture socio-sanitarie, che lei ebbe il merito di avviare e di far realizzare in tutta la Sardegna, furono un elemento di grossa semplificazione e abbattimento della quota della spesa sanitaria sarda; perchè le cosiddette case protette, le cosiddette case dell'anziano, i centri di aggregazione sociale sono delle strutture che davvero ci fanno risparmiare nel settore sanità, a costo zero.
Noi ci chiediamo come sia possibile che oggi non ci sia un euro dentro il bilancio regionale per favorire, realizzare e completare queste strutture nell'ambito di ogni piccolo comune. Un anziano che viene ospedalizzato, io non sono un tecnico del settore, penso che costi nell'ordine di grandezza di 500 euro al giorno, non lo so, forse meno, forse di più, però costa un'infinità; un anziano che risiede in una di queste strutture costa zero. E' un grande elemento che non può essere ignorato da questo Consiglio regionale!
Dice bene l'onorevole Oppi quando afferma che occorrono delle somme in conto investimenti che ci facciano recuperare la spesa in conto gestione relativa al settore sanità. Se noi non imbocchiamo questa strada, non potremo in maniera irreversibile mai ottenere dei risultati! L'assessore della salute, Dirindin, oggi è malata, altrimenti probabilmente avrebbe con grande attenzione sentito queste cose, io spero che guarisca naturalmente il più in fretta possibile, che si tratti di un qualcosa di veramente lieve, se non lo fosse, proporrei che venisse ricoverata a Isili o a San Gavino o in qualche altro ospedale periferico perchè davvero possa constatare qual è il livello qualitativo oggi della sanità in Sardegna. Non è solo quello che viene denunciato da Gumirato, o dai managers che oggi amministrano la sanità,è quello che il cittadino quotidianamente misura nel momento in cui deve soltanto rivolgersi ad uno sportello sanitario per avere un semplice esame diagnostico. E' quello il vero grande problema!
Ieri ho fatto il tentativo per poter avere una visita radiologica a Senorbì, ebbene sono stato prenotato esattamente fra quattro mesi e mezzo, cioè io potrei fare sì questa visita radiologica ma fra quattro mesi e mezzo. Ecco, questa è la sanità oggi in Sardegna! Questi sono i tempi di risposta, addirittura anche otto mesi mi suggerisce qualche collega, però davvero è così. Possiamo fare qualcosa? Il problema è grandissimo perchè torniamo alla delusione iniziale. Noi oggi non possiamo accettare che davvero finisca questa finanziaria come è accaduto all'avaro di Molière che, per poter risparmiare, ha fatto sì che i suoi cavalli non mangiassero, che i suoi figli pure non mangiassero e quando gli servivano i cavalli per andare a fidanzarsi con la sua bella Marianne, questi non ce la facevano.
Insomma davvero il rischio è che non possiamo andare, dove vogliamo andare con la Sardegna, perchè "i cavalli" non avranno la forza di portarci dove noi vorremo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Vorrei iniziare con una piccola premessa di un minuto (che lei, se non mi basterà il tempo, potrà farmi recuperare) in merito all'emendamento numero 140 che ha dichiarato non ammissibile motivandolo con il fatto che si modifica una legge. Io vorrei richiamare la sua attenzione sulla possibilità di rivedere questa opinione, leggendo soprattutto la finanziaria.
Le cito alcuni commi e alcuni articoli che sono decisamente intrusi per lo stesso motivo che lei ha rilevato, come l'articolo 1, nel quale comma 13 si vanno ad abrogare delle disposizioni di legge o il comma 14 che recita testualmente: "L'articolo 144 della legge regionale 4 giugno 1988, numero 11, è abrogato". Ancora: il comma 3 dell'articolo 3, che abbiamo già discusso, così come altri commi, il "4" dell'articolo 4 che per gli stessi motivi dovrebbe essere considerato intruso, ma dico anche il comma 9 dell'articolo 9 che stiamo discutendo, che di fatto va a modificare la legge numero 9 del 2004che poi richiama la 27 del 1983. Per cui non vedo e non condivido il fatto che lei ritenga o che gli Uffici ritengano intruso e quindi non ammissibile il "140". Se seguiamo una coerenza di valutazione, io ritengo che il "140" debba essere ammissibile così come le vorrei ricordare tutta una serie di emendamenti presentati che hanno inciso, modificandole, sulle leggi regionali. Sicuramente abbiamo assistito in questa Aula, non da parte di questa Presidenza ma in diverse occasioni, a valutazioni non sempre lineari e coerenti e a giudizi diversi a seconda di chi avanza le proposte.
Passiamo ora invece alla mia opinione sulla finanziaria (perciò sul documento, il disegno di legge 199/S/A), sull'articolo 9 e quindi sulla sanità. Credo che tutti i giudizi e le valutazioni espressi finora, giustamente, hanno portato il livello del dibattito su argomenti non presenti in finanziaria, perchè di fatto, sul disegno di legge che stiamo discutendo, di sanità non si parla. Cioè non si parla di tutti quegli argomenti che sono al centro dell'attenzione del Consiglio, ma anche dell'opinione pubblica, che vanno dalla lista d'attesa alla spesa farmaceutica, agli interventi sulle strutture, sulle infrastrutture, sulla tecnologia e quant'altro, in questa finanziaria non se ne parla. Inviterei i colleghi a notare che non si parla neanche di un altro settore fondamentale dell'Assessorato della sanità, il settore veterinario. Non se ne parla proprio. Non si dice nulla in una fase in cui, per l'ennesima volta, la Sardegna è abbastanza provata dalle emergenze sanitarie per quanto riguarda il settore veterinario.
Se dobbiamo comunque necessariamente discutere e dare un giudizio, probabilmente sarà più opportuno anche in questo caso trasferirlo al bilancio. Si è parlato della necessità di economizzare, di razionalizzare, di abbattere la spesa; ad oggi non mi risulterebbe. Certo è difficile comunque, nonostante la Giunta sia adeguatamente rappresentata, parlare del tema specifico non essendoci il diretto responsabile. Dovremmo parlare di numeri, dovremmo parlare di interventi alquanto scarni, di questi pochi commi dell'articolo 9 per la sanità, ma è abbastanza antipatico parlare non in presenza del responsabile diretto. Perciò cercherò di porre dei problemi, lungi da me muovere delle accuse, farò solo delle considerazioni.
Noi pensiamo al controllo della spesa, però tutti i colleghi si saranno resi conto che mentre alla collega professoressa Cerina, ieri, sono stati negati 50 mila euro per la ricerca (mi sembra che fossero 50 mila euro), negati alla sua proposta ovviamente, non per lei, credo di essermi spiegato adeguatamente, confermiamo invece in questo bilancio 850 mila euro, caro professor Gessa, per le consulenze, le riconfermiamo per l'ennesima volta, nonostante il richiamo della Corte dei Conti di pochi giorni fa. Questa Giunta è stata formalmente richiamata, anche la nostra lo fu fortunatamente in misura diversa, perchè gli impegni sono stati triplicati. Nonostante appena l'altro giorno la Giunta sia stata richiamata dalla Corte dei Conti, rinnoviamo, in questo capitolo come in altri, ma in questo specificatamente, 850 mila euro per consulenze. A cosa servono? Servono questi 850 mila euro (che poi vanno sommati, giustamente mi fa notare il collega Oppi, all'altro capitolo sino a raggiungere il milione e 300 mila euro di consulenze) per costruire quella struttura parallela a tutti nota, presente nell'Assessorato della sanità, tant'è che oggi se voi avete necessità di un chiarimento non chiamate il dirigente, non chiamate il funzionario, perchè non lo sanno, dovete chiamare quella struttura parallela che è stata costruita specificatamente all'interno dell'Assessorato della sanità, quella struttura consulenziale che, tra l'altro, vi devo dire, ha poca conoscenza delle realtà territoriali della nostra Regione, in particolare richiamo il settore veterinario.
Se voi avete avuto modo di leggere l'ultimo decreto (mi suona male questo termine "decreto del Presidente della Giunta regionale", sembra più un editto che un decreto) sulla peste suina africana, io credo che avremo modo di rallegrare gli animi, nel senso che qualche sorriso credo non possa mancare sul viso dei colleghi che avranno l'opportunità e avranno la voglia di leggerselo. Bisognerebbe dire al Presidente della Regione, anche lui non è presente, che nella nostra formula parlamentare di organizzazione istituzionale della Regione, non è previsto il decreto legge. Non è previsto, però magari ce lo ritroviamo nel maxi collegato, visto che poi tutti gli argomenti riportano al futuro, a quello che sarà. Ma con quello che sarà abbiamo iniziato nel 2004. Abbiamo iniziato con un piano sanitario che doveva essere prima presente a Natale, poi è stato rimandato a Pasqua, poi è passato un anno e mezzo e oggi finalmente quel che noi abbiamo visto di un piano sanitario è stato presentato all'attenzione della Commissione e del Consiglio. Però noi siamo in uno stato di diritto, vero Assessore? Perlomeno così dovrebbe essere, allora continuiamo a denunciare le illegittimità, vedasi le nomine di direttori generali, di direttori amministrativi, di direttori sanitari, denuncia politica ovviamente; sono altre istituzioni, e vedo che se ne stanno occupando comunque, che devono valutare in altri termini queste illegittimità.
Abbiamo iniziato con l'annullamento di alcune delibere in maniera illegittima, delibere che oggi si stanno riprendendo simili, uguali, le si stanno riproponendo in Giunta, però alla distanza di un anno. Ovviamente non mi basterà il tempo per dare il giudizio complessivo su quanto proposto dall'articolo 9, ma io credo che gli interventi fatti, soprattutto i risultati ottenuti ad oggi, che noi tutti auspicavamo potessero essere migliori del passato, siano confermati dalle piazze, dall'atteggiamento degli operatori sanitari, dalle continue occupazioni e proteste a cui deve prestare attenzione questo Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Una brevissima precisazione, onorevole Capelli, credo che lei sia d'accordo con la Presidenza nel dire che l'emendamento numero 140, per le norme che esistono, non sia ammissibile. E' d'accordo anche lei, lo so. Se poi sono state date delle valutazioni diverse per argomenti che si ritenevano attinenti alla finanziaria per altri articoli durante i lavori della Commissione, questa Presidenza in questo momento non è responsabile. Credo che su questo emendamento, da lei presentato, anche lei al mio posto avrebbe fatto la stessa cosa che ho fatto io.
CAPELLI (U.D.C.). L'avrei fatta dall'inizio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intanto devo riportare all'Aula il dispiacere e le scuse dell'assessore Dirindin che è assente appunto perchè influenzata. Sarebbe certamente stata particolarmente appropriata la sua presenza di fronte soprattutto al tipo di discussione che si è svolta che, come ha sottolineato l'onorevole Capelli, è andata naturalmente, forse inevitabilmente, oltre i pochi commi presenti oggi in finanziaria. D'altronde, se la finanziaria viene costituita con una interpretazione rigorosa o rigida del concetto di norma intrusa, naturalmente è di quello che dobbiamo discutere in attesa di discutere altre norme, forse più cariche di contenuto, che arriveranno attraverso collegati o disegni di legge.
Io, quindi, mi limito a rispondere sui numeri e mi rivolgo in particolare, ma non solo, all'onorevole Vargiu per parlare della differenza tra quanto è scritto in competenza all'inizio del 2005 e quanto poi visto in consuntivo, che ammonta a 360 milioni di euro, cioè la differenza tra i 2320 ed i 2680. Questa differenza è in gran parte o interamente dovuta a due voci: la prima voce è la quota parte di copertura del disavanzo del 2004 per una somma di circa 125 milioni a cui si sono sommati gli 85 milioni che avevamo accantonato in competenza nel 2005, quindi andando a copertura del disavanzo del 2004 non può naturalmente essere utilizzata come previsione per la competenza 2005. Inoltre c'è una voce straordinaria, che è stata annunciata e ampiamente discussa nel passato, di circa 250 milioni che vanno a copertura di debiti pregressi della Regione Sardegna nei confronti delle A.S.L. per il periodo 2001-2004. La differenza macroscopica tra il dato consuntivo e il dato iniziale ha delle componenti che non fanno riferimento direttamente al 2005; a questo va aggiunto il deficit maturato nel 2005 che, al netto del contratto, è oggi stimato intorno ai 100 milioni di euro.
In questo caso, come in un altro caso, non abbiamo ancora dati definitivi, stiamo lavorando su stime che si approssimano sempre più.
(Interruzione)
Sì, però ho detto al netto del contratto, quindi per la questione dei 100 come lei sa, ci sono i 100 del contratto. Per quanto riguarda il deficit in quanto tale, stiamo parlando di una cifra che va aggiunta al consuntivo 2005, per avere un'idea dell'andamento della spesa sanitaria. Quindi, questa lettura dei dati in modo importante è naturalmente diversa da quella che ha dato l'onorevole Vargiu.
Si può forse notare che effettivamente l'andamento del disavanzo, anno per anno, è in diminuzione, non certamente in aumento, anche perchè nel frattempo sta aumentando la ripartizione.
OPPI (U.D.C.). Nel 2003 era nettamente inferiore.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io faccio riferimento ai dati che naturalmente conosco, quindi, rispetto al 2004 posso dirlo con certezza. Questo è il dato con cui fare i conti per definire quanto davvero si è speso in sanità nel 2005.
Per il 2006, stiamo facendo adesso le iscrizioni. L'onorevole Oppi ha ricordato che dobbiamo basarci anche qui su dati provvisori quindi, per quanto riguarda quei 702 milioni, probabilmente ci saranno alcuni aggiustamenti che comporteranno anche per noi ulteriori iscrizioni. Abbiamo la presunzione di pensare ad un 2006 come ad un anno in cui il deficit della sanità sarà molto più basso che nel passato, anche in virtù di alcune iniziative soprattutto legate al contenimento della spesa farmaceutica che nel frattempo si stanno adottando.
Onorevole Oppi, lei ha ragione, avevo annunciato una precisazione sui 63 milioni, l'avrebbe data naturalmente l'assessore Dirindin in sua presenza, io posso fare un'inadeguata supplenza a questo compito, segnalando il fatto che circa il 50 per cento di quella spesa effettivamente è pensato, allocato e programmato per il completamento dell'ospedale di Olbia, mentre la restante parte è da programmare. A questo punto è forse il caso di sottolineare che l'iscrizione in bilancio riferita alla ripartizione, me lo faccia dire un po' imprecisamente, fra edilizia e tecnologia, sta all'interno di una UPB e che quindi è del tutto possibile, per la parte da programmare, operare delle modifiche a vantaggio della tecnologia qualora queste necessità venissero espresse con chiarezza, come probabilmente avverrà da parte del sistema.
PRESIDENTE. Passiamo ora alla votazione. Metto in votazione l'emendamento numero 123.
Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Scusi, devo intervenire sul "123" o sul contenuto complessivo dell'articolo 9? Io vorrei fare una dichiarazione di voto sul complesso.
PRESIDENTE. Ho capito, le darò la parola al momento in cui voteremo l'articolo, allora farà la sua dichiarazione di voto.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Il "123" è soppressivo del comma 9 dell'articolo 9. Io continuo a insistere, Presidente. Continuo a insistere perché se possiamo fare un ragionamento insieme, e se lei non si pone pregiudizialmente contro, e non credo, allora lei noterà che il comma 9 è modificativo (un argomento che lei tra l'altro conosce molto bene), in quanto, dopo tutti i vari riferimenti, richiama la legge numero 27 del 1983. Praticamente che cosa fa? Toglie la contribuzione, l'assegno mensile, modificando l'articolo 1 della legge numero 27 del 1983, lo modifica determinando l'esclusione della contribuzione sotto forma di assegno mensile per i cittadini affetti da neoplasia maligna. La legge numero 27 del 1983 concede assegno mensile, rimborso delle spese di viaggio e soggiorno e sussidi per il cittadino affetto da talassemia, emofilia, emolinfopatia maligna e quant'altro, aggiungiamo noi che in varie occasioni è stato fatto riferimento, per lo stesso tipo di contribuzione, ai cittadini affetti da neoplasia maligna. Perciò modifichiamo di fatto la legge numero 27 del 1983.
Mi si dice che questo potrebbe essere ammesso perchè comunque comporta una riduzione di spesa, in quanto se ne elimina una; poi nel merito, il fatto che noi stiamo togliendo dei rimborsi previsti per legge a chi ha la sfortuna di avere una neoplasia maligna è un altro discorso, questo lo valuterà ognuno di voi nel voto. Aggiungo che anche l'abrogazione dell'articolo 45 della "23" è una diminuzione di spesa, perchè va a rivedere la composizione del Comitato di gestione, che ha diritto a dei rimborsi spesa, non ad un gettone, per cui stiamo diminuendo la spesa di una legge, così come della "27". Allo stesso modo, è uguale.
Io credo che, se si ha l'onestà intellettuale di ragionare, sia comprensibile che non regga il fatto che l'emendamento all'emendamento numero 123 non sia ammesso. La prego, per l'ultima volta, di rivedere le sue posizioni. Voto a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Intervengo per chiedere la votazione nominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri PISANO, MURGIONI, RASSU, LOMBARDO, SANCIU, PETRINI, SANJUST.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 123.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - FLORIS Mario - GALLUS - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SPISSU - UGGIAS - URAS.
Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - MARRACINI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 69
Votanti 67
Astenuti 2
Maggioranza 34
Favorevoli 23
Contrari 44
(Il Consiglio non approva)
Metto in votazione l'emendamento numero 10. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, l'ultima volta era riferita al fatto che, avendo votato il "123", decadeva il "140", ma nell'esprimere il mio parere favorevole all'emendamento numero 10 e ricordando che qui c'è una ulteriore richiesta di 250 mila euro al comma 3 dell'articolo 9 in discussione, vorrei riportare il discorso sulla legittimità degli atti a cui abbiamo fatto riferimento precedentemente. Vede, Assessore, parlando di stato di diritto, e diritto anche per chi non potrà rientrare in questo ulteriore finanziamento per quanto riguarda lo studio delle malattie ereditarie del metabolismo, io le vorrei ricordare che anche lei ha responsabilità come gli altri, perché presumo che in Giunta si voti, perlomeno così credo, e se non si vota che comunque si discuta e che si esprimano pareri. Noi saremmo stati curiosi di conoscere l'esito del provvedimento sull'istituzione delle Aziende miste e avremmo pensato di ritrovare qualcosa, oltre che in finanziaria, nel maxi collegato di cui tanto si parla; invece neanche l'ombra.
Le Aziende miste dove sono? Le Aziende miste sono le aziende università-ospedali, non se ne parla più nonostante l'annuncio che è stato firmato, un anno e mezzo fa, quasi due, il protocollo d'intesa che, praticamente, non può vedere la luce perché non si approva il Piano sanitario, allora si disse che bastava la delibera di Giunta. Voi tutti, compreso il presidente Masia della Commissione sanità, avete appoggiato questa decisione.
Oggi, caro Presidente della Commissione sanità, dovrebbe andarsi a vedere le ultime quattro delibere della Giunta sulle linee guida per la riabilitazione, altro pezzettino di quel Piano sanitario, a pezzetti si sta cercando di dare delle risposte, illegittimamente però perché, in assenza dell'approvazione del Piano sanitario, questo non poteva essere fatto. Badi bene, Assessore, sa perché dico questo? Perché la giustificazione addotta per l'abrogazione delle delibere emanate dalla precedente Giunta è la stessa motivazione usata dall'Assessore della sanità per abrogare quelle delibere che oggi ripropone in assenza di Piano sanitario.
Io credo che i consiglieri debbano avere memoria e, nel caso in cui non abbiano memoria, debbano andare a rivedersi gli atti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Anch'io voterò a favore di questo emendamento; si tratta di 50 mila euro. Mi meraviglio quando, per attivare 28 progetti obiettivo, che poi bisogna pagare, si inventa una illegittimità; prima un collega ha citato il fatto che ci sono strani personaggi in questo Assessorato. La legge prevede un determinato numero di comandi, l'Assessore lo sa perfettamente, di là a tempo parziale o a tempo totale ce ne sono 28 più un tentativo maldestro, anche nel collegato, di altre figure sotto forma di consulenze.
Siccome noi avevamo delle leggi di settore specifico (per esempio una era sulla ß-talassemia, un'altra per il registro donatori di midollo osseo), l'anno scorso abbiamo fatto uno sforzo per cercare di incrementare le risorse, è inutile che si parli di malattie rare, di diabete o di sclerosi multipla, qui non vedo da nessuna parte atti concreti perché possiamo dare spinta a coloro i quali fanno le battaglie, gli studi eccetera.
Non si danno più le risorse finanziarie per effettare dei progetti di ricerca, sto parlando di settori trainanti, dei più importanti, perché per quanto riguarda la sclerosi multipla noi siamo a livello della Scozia, primi, per quanto riguarda invece il diabete siamo purtroppo lo stesso in posizione tale per cui cresce a dismisura e certamente, rispetto all'Italia, risultiamo i primi. Queste malattie comportano grossi oneri finanziari, per esempio per la sclerosi multipla l'interferone richiede, grosso modo, pro capite 20 o 25 milioni all'anno di spesa. Quindi, che voi diciate sempre "no", anche quando noi chiediamo, indipendentemente dalle appartenenze, 50 mila euro, importanti, per uno studio specifico che da anni raggiunge anche risultati, ci meraviglia. Ovviamente voto a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Dichiaro, ovviamente, il mio voto contrario all'emendamento proposto, però colgo l'occasione per sottolineare alla Giunta che si è interrotto un percorso che pure era incominciato con incontri specifici con l'Assessore della sanità in Commissione, grazie anche all'iniziativa del Presidente della Commissione sanità in Consiglio.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue URAS.). I progetti a cui si riferisce l'onorevole Oppi sono progetti che hanno occupato, per alcuni anni, 38 laureati tra medici e biologi, gente qualificata, quasi tutti anche muniti di dottorati di ricerca, giovani che hanno fatto, nel precariato dell'università e nel precariato di questi progetti, esperienza utile, hanno anzi reso un servizio a sostegno delle strutture sanitarie competenti su temi assolutamente rilevanti come l'eradicazione della talassemia o, come si diceva, la sclerosi multipla, le malattie cardiovascolari e metaboliche, le neoplasie con Pani, cioè tutta una serie di interventi specifici, venivano dal Piano straordinario per il lavoro del 1988, erano i progetti speciali finalizzati all'occupazione nel settore sanità, avevano incominciato (perché c'era stato un impasse presso il Consiglio Regionale nella Commissione competente per diversi anni) ad attivarsi nel 1995, hanno funzionato per circa sei anni. Dopo sei anni, questi ricercatori bravi, competenti, professionalizzati, sono stati cacciati in mezzo alla strada, anzi non vanno neppure in mezzo alla strada, rimangono all'università in attesa che si possa verificare l'occasione della partecipazione ad un concorso come tecnici laureati o come ricercatori, lavorando gratis, anche se hanno 35, 38, 39, 36 anni, hanno famiglia, per la gran parte sono donne.
Io dico che, una volta affrontato il problema, si era anche individuata qualche ipotesi di soluzione, dopodiché non se n'è fatto nulla; ma perché bisogna distruggere sempre tutto? Possiamo recuperare qualche cosa?
(Interruzione del consigliere La Spisa)
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, sulle modalità di voto?
L'onorevole La Spisa chiede il voto elettronico.
Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Io non voterò a favore di questo emendamento perchè credo che sia una cosa veramente ridicola tentare di inseguire una dimensione specifica di ogni singolo problema apportando correzioni da 200 a 250 mila euro, cercando di ridurre il problema, che è di carattere generale e di impostazione del Servizio sanitario regionale nella sua impostazione terapeutica e curativa, con dei pannicelli e delle risorse che vanno sempre più, come dire, in aggiunta. Io credo che sia invece opportuno che noi possiamo pensare che se davvero vogliamo fare di questa manovra, di questa legge finanziaria, per quanto riguarda la sanità, un momento di programmazione seria, dobbiamo pensarla proprio in termini di impostazione e di prospettiva.
Pertanto a me risulta difficile comprendere il concetto di questa finanziaria come una finanziaria di risanamento per la sanità, perchè non è così, perchè sarebbe una finanziaria di risanamento se gli interventi fossero soltanto limitati ad iniziative di carattere correttivo e non si dimenticasse invece il fatto che stanno a monte di tutta questa ispirazione del contenuto dell'articolo 9 due impostazioni di carattere fondamentale di cui la Commissione ha già iniziato a prendere visione e a discutere: il nuovo Piano sanitario regionale e la legge di attuazione della "229" in Sardegna, più conosciuta come modifica della legge regionale numero 5.
Se non si parte, nel ragionamento di ognuno di questi singoli emendamenti, dal fatto che esiste un'impostazione nuova che si sta orientando, qualunque intervento rischia di essere un intervento, come dire, personalizzato che sfugge ad una logica di carattere generale. Allora qual è la logica di carattere generale che invece, secondo me, noi dobbiamo avere coraggio di condividere in quest'Aula? Il contenimento della spesa sanitaria non può essere una modalità vincolata a un meccanismo col quale la spesa si consuma, perchè il contenimento della spesa non è un fatto, come dire, aritmetico o matematico o contabile, è un fatto di impostazione politica.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Ricordo ai colleghi che il tempo a disposizione è di tre minuti.
CASSANO (Riformatori Sardi). Sarò brevissimo, signor Presidente, giusto per dire che voterò a favore dell'emendamento numero 10 che mira praticamente ad aumentare risorse per le patologie croniche sociali, in favore quindi della povera gente, caro collega Uras. Lei che è molto attento alla povera gente, è strano che dichiari il suo voto contrario a questo emendamento. Voglio portare un esempio in quest'Aula. Cari colleghi consiglieri regionali, mi viene in mente oggi, adesso, in questo momento, mi pare che la A.S.L. di Sassari, per un esperto modenese, un noto professionista, ha speso 30 mila euro per l'espressione di un suo parere seduta stante; ha speso 30 mila euro! Qui stiamo chiedendo per l'intera Sardegna, per la povera gente, per coloro che soffrono di queste patologie, 50 mila euro in più! Non stiamo chiedendo la luna, stiamo chiedendo delle risorse che servono per venire incontro, per alleviare le sofferenze di questa povera gente.
Bene, questa Giunta regionale, formata da proletari, da coloro che dichiarano di essere vicini al popolo, alla gente, ai lavoratori, invita a votare contro questo emendamento. Noi ne prendiamo atto, è bene che la gente lo sappia e la Sardegna altrettanto faccia poi riferimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io voterò a favore dell'emendamento numero 10, benché mi renda conto che effettivamente sia un intervento che sposta poco la situazione per quanto riguarda i centri e la lotta contro le patologie croniche e sociali, comunque la migliora sicuramente; condivido alcune osservazioni del collega Ibba quando prima diceva che, più che discuterlo in questa fase, va inserito in un contesto più generale, più globale della sanità in Sardegna.
Condividendo il ragionamento, non essendo però contemplato ancora da nessuna parte, o comunque non in maniera adeguata, io credo che un passo in avanti oggi lo possiamo fare nella consapevolezza che la sanità non può essere gestita in questo modo, va gestita in modo complessivo. Dobbiamo lavorare per migliorare, per approvare le leggi di settore che devono essere approvate, la legge "229", il Piano sanitario regionale; tutta una serie di situazioni devono essere viste all'interno della legislazione sanitaria, anche perchè noi oggi ci rendiamo perfettamente conto che spendiamo troppe risorse in quanto la gente va a curarsi altrove, in continente, addirittura all'estero. Io credo invece che noi possiamo organizzare in Sardegna una sanità che sia, non dico, del tutto autosufficiente ma sicuramente che possa dare risposte alla gran parte delle patologie che oggi non vengono curate in Sardegna, all'interno di questa Regione. Credo che dovremmo lavorare nella logica di evitare che troppa gente ricorra all'esterno per farsi curare, però guardando anche qual è la realtà della Sardegna.
Ci sono anche tanti altri interventi che sono stati dimenticati da questa finanziaria, per tutta una serie di altre patologie sociali che riguardano la Sardegna, non mi pare che ci sia stata l'attenzione dovuta; credo che noi dovremmo comunque parlarne e ben vengano gli emendamenti che danno una risposta diversa anche in questa finanziaria, pur sapendo che non si risolverà il problema, ci mancherebbe altro, perché ci vogliono sicuramente interventi strutturali diversi, più importanti e una visione più globale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Per annunciare la mia astensione su questo emendamento perché, pur non credendo nelle politiche dei panni caldi, ritengo che un segnale sia significativo nel dare un aiuto a situazioni drammatiche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Voterò a favore di questo emendamento. Voglio riprendere però il ragionamento che ha fatto il collega Ibba, che io condivido. Sono sicuro che non sia questo, Raimondo, il momento in cui decideremo il futuro della sanità sarda, non è l'emendamento numero 10, non sono i 50 mila euro che sono contenuti al suo interno. Però, ai colleghi del centrosinistra, all'amico Raimondo Ibba, all'assessore Pigliaru, che ha rivisitato i numeri, sottolineo che, fermo restando che ci siamo sempre detti, lo ribadiamo in quest'Aula, tra di noi ma anche a tutti i sardi, non è dai numeri della spesa che noi giudichiamo la qualità dell'efficienza della sanità sarda; i numeri della spesa aumentino pure, a noi sta bene, se contemporaneamente avviene il processo di riqualificazione della spesa, anzi devono aumentare perchè aumentano i bisogni della sanità e quindi le risposte che noi dobbiamo dare in sanità.
Però, assessore Pigliaru, forse non lo so, ma si possono stiracchiare anche i numeri di bilancio, che io pensavo fossero delle cose fisse; i numeri dicono che, nel 2004, si sono spesi 230 milioni di euro in meno che nel 2005, quindi l'incremento della spesa continua ad avere lo stesso tipo di curva, di cuspide, di trend, di impennata, che aveva negli anni passati quando noi andavamo ogni anno a registrare comunque una spesa fuori controllo, che andava a crescere in una maniera che non era né controllata né giustificata da una riqualificazione della spesa, da un miglioramento dei servizi.
Io vorrei sottolineare questo ai colleghi di maggioranza che sono dei politici. Non migliorano i servizi al cittadino e a lei, che è un tecnico dei numeri, la spesa continua a salire; nel 2006, lei dovrà affrontare, la sua Giunta dovrà affrontare gli stessi problemi che si sono affrontati nel passato. Ne è consapevole?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Io sto seguendo attentamente il dibattito nel quale sono intervenuti tantissimi colleghi, qualificati medici, con eloquenza e con competenza di merito, però voglio dire che quando si parla di intervenire sulle classi sociali deboli, sulle esigenze della gente che ha necessità, sulle classi meno abbienti, si deve essere conseguenti.
Quando ieri il collega Uras e il collega Davoli, ma Uras principalmente, si sono accalorati giustamente per poter dotare l'Università della Sardegna centrale di altri 50 mila euro, e quando la collega Cerina, non essendo stata accontentata, stava per andare via, io ho capito l'accaloramento e ho ammesso anche il gesto poiché era una giusta richiesta che andava incontro ad una esigenza di quel territorio che certamente non viene appagato con quella piccola differenza per quanto riguarda la pubblica istruzione.
Allora mi domando che cosa si deve urlare per poter far capire determinate esigenze. Qui si chiedono 50 mila euro in più per una giusta causa che riguarda tutti i cittadini della Sardegna, non è una marchetta che va a colpire quel territorio, quel comune, quel consigliere, è un'esigenza. Ho sentito i pareri di alcuni colleghi medici, certo non risolverà il problema, ma viene da confrontarlo alle centinaia di migliaia di euro che vengono elargite, giustamente come ha detto il collega Cassano, in convenzioni più o meno necessarie o più o meno giuste, io abolirei tutte le convenzioni perchè sono sicuro che non arrivano a niente, basta un buon amministratore oculato per arrivare a risolvere il problema, per essere chiari. Questa è una mia impressione personale.
Io credo che possa essere prestata attenzione, certamente non creerà un buco nel bilancio più di quelli che già ci sono, né tanto meno risolverà i problemi della sanità o conterrà le spese della sanità che sono sempre destinate ad aumentare, le spese della sanità non possono essere contingentate, la salute dei cittadini non ha prezzo. Se è necessario dare un segnale in questo senso venga dato, tutto qui!
Ci sono altri punti in cui bisogna stringere probabilmente, quando le spese sono esorbitanti e non giustificate nel contingente; penso ai 40 miliardi che debbono andare giustamente ai parchi e che ancora non esistono, o ad altre cose. Allora perchè questa cecità? Perché questa rigidità su cose che riguardano l'attuale, la necessità reale dei cittadini meno abbienti? In definitiva si dice una cosa e se ne fa un'altra.
PRESIDENTE. Il consigliere La Spisa aveva chiesto la votazione elettronica.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 10.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Manca ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CAPELLI - CASSANO - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DEDONI - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - MARRACINI - MILIA - MORO - OPPI - PETRINI - PISANO - PISU - PITTALIS - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MATTANA - ORRU' - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS.
Si sono astenuti: Il Presidente SPISSU - CALIGARIS - DAVOLI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 63
Votanti 60
Astenuti 3
Maggioranza 30
Favorevoli 25
Contrari 35
(Il Consiglio non approva)
Metto in votazione l'emendamento numero 121. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Al riguardo ovviamente non posso che essere favorevole e non solo perchè sono il primo firmatario. Parlo sempre di artifizi, ho bisogno di specificare almeno due cose. Perchè chiediamo un incremento di risorse? Non c'è la Dirindin, ma forse non lo sa neanche lei. Io conosco una legge, la "309", per la quale lo Stato ogni anno ci dava, e ci ha dato anche quest'anno, 2 milioni e mezzo di euro, 5miliardi, che servivano per progetti non presenti nella normale attività, attraverso la "309" si finanziavano i centri di ascolto, le comunità terapeutiche e il reinserimento nel mondo del lavoro di ex detenuti o ex tossicodipendenti. La Regione quindi attribuiva a queste centinaia di persone che venivano assorbite dalle industrie, dalle imprese in generale, 18 milioni pro capite.
Sono venuto a conoscenza che improvvisamente, illuminati da una grande capacità programmatoria, i 2 milioni e mezzo sono stati dirottati, non so se fosse legittimo, nel fondo comune. Il fondo vuol dire fondo dell'assistenza, quindi se qualche volta qualcuno svegliandosi dice che è stata aumentata la posta, viene aumentata anche per questi interventi da parte dello Stato; nel caso specifico tutti questi comuni, il comune di Carbonia come quello magari di Olbia, le varie strutture ai diversi livelli eccetera, hanno attivato, attraverso questo intervento della legge numero 309, la possibilità di inserimento nel mondo del lavoro.
Bene, io sono convinto, siccome è scomparsa questa voce con la quale si aiutavano centinaia di persone, che non ci sia stato un monitoraggio, per cui in qualsiasi caso i 400 mila euro non possono essere sufficienti per centinaia di persone che si trovano in una particolare situazione. E' un numero, probabilmente bisognerà togliere lo zero, si giocherà al lotto il "40", che io gioco spesso perchè sono nato nel 1940, ma non ha un senso logico proprio come la stragrande maggioranza di molti altri interventi all'interno di questa finanziaria.
Riteniamo che la cifra sia insufficiente, visto che i soldi della "309", in modo diciamo anomalo, sono stati indirizzati verso il fondo generale e che ovviamente ai comuni serviranno per i disoccupati, per aiutare la povera gente, in assenza di assegni di cittadinanza, eccetera. Sta di fatto che la cifra è insufficiente per cui naturalmente voto a favore dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Per gli stessi motivi che citavo nel precedente intervento, a me pare che sia inutile fare una discussione su 600 mila, 400 mila o 200 mila; vorrei completare il ragionamento per il quale, nel momento in cui noi cerchiamo di dare qualificazione al Servizio sanitario regionale, attraverso la modifica degli impegni economici nelle rispettive UPB, invece che attraverso la qualità del progetto a cui il Servizio sanitario regionale deve tendere, non solo in termini di assistenza terapeutica, ma in termini di garanzie della qualità della salute offerta, credo che noi continuiamo a tappare un buco di un colabrodo e a lasciare aperti gli altri.
Su questo dobbiamo essere ragionevolmente seri. In base a questa logica è da trent'anni che la spesa sanitaria in Italia e in tutti gli altri paesi del mondo è in progressiva espansione, il fatto che sia in progressiva espansione non è un parametro di per sé sufficiente se non si tiene conto che il divario tra l'investimento economico e la qualità dei servizi non segue lo stesso trend di crescita.
Credo che sia invece necessario che noi poniamo il problema, onorevole Oppi, in termini di rapporto tra i bisogni assistenziali e le risorse ad esso destinate; tenendo conto che le risorse ad esso destinate è un aspetto quantitativo del problema e che non può arrivare prima della quantificazione dei bisogni ai quali dobbiamo assistere, se continuiamo con questo meccanismo questa logica strabica continuerà a farci fare risultati strabici e anche scelte di carattere legislativo strabiche.
Siccome qui c'è un problema di chi ordina la spesa, qual è la fonte che determina la spesa, allora su questo bisogna riconoscere che, soprattutto dopo la modifica del Titolo V della Costituzione, il più grosso ordinatore di spesa in ogni Regione d'Italia è la stessa Regione, perchè le linee di politica sanitaria sono quelle che determinano la spesa e la determinano in maniera positiva o in maniera negativa a seconda che la stessa progettualità della spesa sia una spesa utile o sia una spesa male indirizzata e male destinata.
Se noi non facciamo uno sforzo per cercare di inquadrare all'interno di un processo globale complessivo...
PRESIDENTE. Onorevole Ibba, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Dichiaro la mia astensione su questo emendamento. Intervengo su questo specifico argomento per una questione molto semplice, poneva giustamente il problema l'onorevole Ibba, noi abbiamo bisogno di studiare, di conoscere, di quantificare, di organizzare i servizi, cioè abbiamo bisogno di strutture che abbiano, come missione, quella di attrezzare l'istituzione pubblica ad affrontare le emergenze, i bisogni, le procedure di recupero, le procedure di inclusione sociale.
Io ho fatto una piccola esperienza nell'amministrazione regionale, negli ultimi anni, prima che arrivasse la decisione di impoverire e quasi distruggere una struttura che era stata rilanciata, parlo dell'Agenzia regionale del lavoro, attraverso una relazione col Tribunale di sorveglianza, col dottor Bonsignore e con operatori di primo livello in questo settore come Ettore Cannavera, avevamo tentato, anche ricercando fondi comunitari, di affrontare il problema dell'inserimento lavorativo e del reinserimento sociale di questi soggetti.
Adesso l'Agenzia non se ne occupa più perchè abbiamo deciso che il problema, che riguarda i disperati, sembra quasi che non ci interessi; ci interessa altro! Avevamo riscontrato però, nell'analisi fatta, che non basta avere risorse finanziarie a disposizione, che bisogna studiare metodologie di reinserimento che non sono neppure più solo ed esclusivamente delegabili al sistema del volontariato, che bisogna mettere un tasso di tecniche, di conoscenza scientifica superiore, che bisogna valutare in modo corretto il bisogno e che è necessario, al contempo, avere chiara l'idea degli strumenti da utilizzare.
Tutta questa serie di problemi dovrebbe essere ben affrontata attraverso gli strumenti, le strutture che l'Amministrazione regionale con il sistema delle autonomie locali…
PRESIDENTE. Onorevole Uras, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io voterò a favore dell'emendamento, ricordando due cose al collega Ibba. Prima di tutto con piacere noto che finalmente si sta spostando l'attenzione sulla qualità, sui bisogni a cui deve dare risposta la sanità, perciò che finalmente un po' tutti vadano oltre quello al quale invece sono stati molto attenti e cioè la quantità.
Rimarco anche un'altra cosa, che se siamo qui a parlare di queste poche cose, di queste povere cose, dei 50 mila euro, dei 400 mila euro, è perchè stiamo parlando di una vostra proposta che è poca cosa, che si sofferma soltanto su queste misere cose di quantità e non di qualità.
Avremmo sicuramente voluto parlare, come è già stato ricordato in precedenza, delle liste d'attesa per esempio, che sono una risposta ai bisogni della gente, avremmo voluto parlare di spesa farmaceutica che è una risposta ai bisogni della gente, magari ricordandoci anche che, qualche anno fa, l'assessore Oppi prima e qualcun altro dopo aveva attivato la distribuzione diretta del farmaco e che oggi, riscontro con piacere, viene ulteriormente migliorata con le stesse condizioni della distribuzione diretta anche attraverso le farmacie.
Di questo avremmo voluto parlare, dei problemi reali della sanità che non dà quelle risposte che lei ha sollecitato; in merito alla quantità in tutto il mondo ha ricordato che sale la spesa sanitaria, sale per tutta una serie di motivi che lei sicuramente conosce molto meglio di me, legata alle patologie, legata alla nuova tecnologia che va e si rincorre mese dopo mese. Lei sa che una tecnologia, fino ad ieri validissima, viene superata dopodomani da una tecnologia sostituiva e migliorativa per quanto riguarda la diagnostica; perciò ci vogliono denari, ci vogliono finanze per stare dietro anche ai miglioramenti tecnologici applicati alla medicina.
Di questo avremmo voluto parlare, ma se di questo non si parla e purtroppo siamo legati a migliorare soltanto alcuni interventi quantitativi, di ben poca cosa come lei li definisce, succede solo ed esclusivamente perchè l'unica proposta reale che è arrivata in quest'Aula è questa legge, non le altre che da tempo promettete di preparare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Per annunciare la mia astensione su questo emendamento. Per tutte le problematiche che abbiamo affrontato in Commissione Diritti Civili, su questa questione credo si debba fare una riflessione più attenta e, pur non condividendo completamente le considerazioni dell'onorevole Oppi, non posso esimermi dal non considerarlo come un segnale forte per dare senso a tutte le iniziative in questo settore.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 43. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 9.
Ha domandato di parlare il consigliere Davoli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Vorrei dire intanto all'onorevole Pisano che forse Antonio Gramsci sta osservando quest'Aula e la sta osservando con attenzione, soprattutto da questa parte, perchè da questa parte quanto meno si sta riuscendo a porre con forza l'argomento proprio delle nuove povertà, attraverso la proposta del reddito di cittadinanza. Il reddito di cittadinanza che, secondo noi, è uno strumento nuovo di questa società contemporanea, di una società che ormai si è avviata verso il postfordismo; non è il solito strumento che, in tante leggi, in tante norme, prevede un accompagnamento, un'agevolazione o il favorire l'inserimento al lavoro, è un nuovo strumento e come tale noi lo vediamo.
Una settimana fa c'è stata una grossa e bellissima manifestazione, in via Trento, organizzata dai sindacati confederali, dalle associazioni di volontariato, dalla Chiesa, dalla Caritas; avevano sa bertula, evidentemente uno strumento, un elemento e un oggetto molto significativo,. Si discuteva lì, prima di andare a incontrare il presidente Soru, appunto delle nuove povertà, che è una cosa molto molto diversa. Guardate, anche nei nostri paesi dell'interno, dove la solidarietà finora aveva nascosto in maniera molto straordinaria, usiamo questo termine, le povertà che esistevano, certi strumenti di coesione sociale stanno per essere praticamente cancellati, stanno scomparendo.
Allora, quando parliamo di reddito di cittadinanza, parliamo di uno strumento assolutamente nuovo, che cerca di costruire e di favorire l'inclusione sociale in questa società, non in quella di vent'anni fa o di trent'anni fa. Le dichiarazioni dell'Assessore, questa disponibilità a discutere, a vedere, eccetera ci fanno ancora sperare anche se, con atteggiamento critico, assolutamente critico ma non costruttore di divisioni, noi voteremo a favore di questo articolo e vedremo le prospettive che la Giunta ci porrà davanti per ragionare in maniera seria del nuovo reddito di cittadinanza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Io invece voglio dichiarare il mio voto favorevole al complesso dell'articolo 9 della legge finanziaria, perchè i numerosi interventi dei colleghi, per la verità, non sono riusciti a convincermi del fatto che l'impostazione che sto usando è un'impostazione da rivedere e che quindi meriterebbe un giudizio negativo, anche perchè, nell'ultimo esempio che ha citato l'onorevole Capelli, quello che riguarda i costi connessi alla politica del farmaco, noi non abbiamo mai fatto un ragionamento, non sul costo intrinseco del farmaco, ma sul costo commerciale che il farmaco innesca come mezzo di commercio, perchè le logiche che sino ad oggi sono sempre state adottate,che hanno sempre causato la maggior parte dei fallimenti, sono quelle che tendevano sempre a determinare un abbassamento e una diminuzione dei consumi, una diminuzione della messa a disposizione dei cittadini bisognosi di terapia farmacologica, di prodotti selezionati nelle più varie e strane fantasiose categorie o addirittura, in alcuni casi, anche con l'apposizione di ticket, che non hanno mai prodotto nessun risultato. Quando l'onorevole Oppi si era dichiarato su questa posizione, da Assessore della sanità, lei ricorda che io l'avevo condivisa.
Bene, io invece voglio sottolineare un altro aspetto del problema "farmaco", costo del farmaco e politica del farmaco, che significa quattro punti in più rispetto alla media nazionale calcolata del 13 per cento. Noi, secondo me, non stiamo dentro il 13 per cento, noi non possiamo stare dentro il 13 per cento , proprio perchè quel 13 per cento è il risultato medio derivante dalla somma diviso due di popolazione di regioni ad alta densità con regioni a bassa densità e con caratteristiche orogeografiche particolari; noi abbiamo diritto di stare nella parte che sta al di sopra del 13 per cento. Su questo apriremo un ragionamento forte, sia in Commissione che probabilmente in quest'Aula.
Per i problemi della commercializzazione, c'è un sovrappiù del valore commerciale che fino ad oggi ha sempre speso la Regione sui farmaci, che attiene non alle caratteristiche del prodotto ma alle modalità con le quali...
PRESIDENTE. Onorevole Ibba, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io vorrei esprimere il mio voto contrario a questo articolo ed aggiungere che è un voto contrario con riserva, nel senso che spero di poter modificare il giudizio che sono costretto oggi a dare in Aula (insieme a me, i Riformatori), al più presto, quanto prima; intendo con ciò dire che, dopo aver interloquito sui soldi con l'assessore Pigliaru, forse in modo non completamente soddisfacente, io credo che l'assessore Pigliaru abbia capito che ci sono soldi che non sono previsti in bilancio e che devono essere tirati fuori in futuro.
Abbiamo cercato anche di interloquire con qualche collega di buona volontà della maggioranza sulla qualità dei servizi, cioè su cosa si aspettano come qualità di servizi, come riqualificazione della spesa, come speranza di migliorare l'assistenza che potremmo offrire ai cittadini sardi. Mi sembra di intravedere buona volontà e, devo dire, concordanza di obiettivi con diversi di loro. Allora io vorrei invitare i miei colleghi di maggioranza a chiedere all'Assessore, che purtroppo oggi non è in Aula e quindi non ci può rispondere, come nel 2006 si dovranno spendere almeno 250 milioni di euro in meno del 2005 e contemporaneamente migliorare i servizi.
Esiste un collegato, una legge delega, la riforma della legge "5", l'attuativo del "229", che è pronto in Commissione e che dà una serie di deleghe alla Giunta, spieghi la Giunta qual è il quadro complessivo attraverso il quale otterrà la riduzione della spesa di 250 milioni di euro e contemporaneamente il miglioramento dei servizi. Ci deve essere una strategia, io spero che i colleghi del centrosinistra la conoscano e che, quanto prima, in Aula l'Assessore, in Commissione i colleghi del centrosinistra, ce la spieghino per poterla condividere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Voglio esordire dicendo subito che, per quanto riguarda la spesa farmaceutica, l'ho detto prima, c'è un incremento nel mese di gennaio di 3 milioni di euro e in più, onorevole Ibba, c'è l'8 per cento di incremento sulle ricette, questo dice tutto. In effetti cosa si sta cercando di fare nel caso specifico? Io sono d'accordo sulle cose che dice; in Sardegna abbiamo gli emofilici, che costano molto, abbiamo la sclerosi multipla e abbiamo tante altre cose, per le quali si è cercato sempre di fare una battaglia per avere un riconoscimento da parte dello Stato. Però quello che noi vogliamo dire è che questo bilancio, è inutile che si voglia dire, è smunto. Non dobbiamo adottare due pesi e due misure, perché noi abbiamo la sensibilità e la correttezza politica di votare contro, non aspettiamo input. Quando ieri sera è stato detto che bisognava dare 50 mila euro ad una persona che è valida, uno scienziato, li abbiamo dati, abbiamo votato a favore, quindi se i 50 mila, i 200, 300 non contano, togliamo tutto, c'è gente che si chiama Cucca, Gessa, Brotzu eccetera, non è che a loro togliamo e non diamo e diamo ad un altro. Noi siamo favorevoli a effettuare uno studio attento che non c'era nel caso specifico.
Comunque voglio dire, con molta chiarezza, che abbiamo avuto un incremento di risorse in questi anni: nel 2004, 2 miliardi e 100 milioni di euro, (poi c'è l'incremento del deficit), nel 2005, 2 miliardi e 300 milioni di euro, nel 2006, 2 e 508, poi ci sarà l'incremento dello Stato. Quindi c'è un incremento di risorse annuo. Io ho visto scomparire tutta una serie di voci, di conseguenza è un bilancio smunto, spoglio, dove non è migliorato niente. Non c'è un miglioramento dei servizi, almeno in questi venti mesi non c'è stato, non è stata ridotta la lista d'attesa in questi mesi, lo sapete tutti quanti. Non solo, dell'ADI, che era il vostro cavallo di battaglia, non si parla più,eppure si sono spesi in qualche anno anche 30 miliardi.
Allora per comprenderci: le malattie sociali sono scomparse, per le famose ambulanze, se ci crediamo, non c'è più il capitolo, ci sono poche voci e quelle poche voci sarebbero la grande programmazione. Non vogliamo esprimere giudizi in anteprima, siamo in attesa di vedere cose concrete, vogliamo evitare però che si facciano prevaricazioni. Gli Uffici di questo Consiglio hanno detto che, per esempio, il protocollo d'intesa era un atto di programmazione, ciò nonostante si è andati avanti…
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, il tempo a sua disposizione è terminato.
OPPI (U.D.C.). Non ho visto il segnale.
PRESIDENTE. Il segnale non lo dà perché non è programmato per i tre minuti; si deve riprogrammare il sistema.
OPPI (U.D.C.). Non funziona niente!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Per esigenze personali, non ho potuto esprimere il giudizio e il voto sull'emendamento numero 43 sul quale richiamerei l'attenzione di alcuni colleghi, è stato consumato un altro golpe, come quello dell'articolo 45 della legge sul volontariato, perché sostituendo al comma 11 dell'articolo 9 le parole "gestite da organi di volontariato iscritti al registro regionale" si sono inserite le Onlus. Ben si sono guardati i colleghi presentatori dell'emendamento di illustrarlo, di intervenire o di dire qualcosa. E' passato l'ennesimo golpe, è passato col silenzio (anche il mio purtroppo, perchè avevo una necessità impellente e non mi sono reso conto che c'era questo emendamento in discussione), perciò comprende tutti, anche i vostri amici che state cercando di tutelare con l'articolo 45, voi state danneggiando ulteriormente il mondo del volontariato;quanto meno di queste cose se ne discute e ai colleghi si illustrano, non passano così col silenzio.
In ogni caso, detto questo, voterò contro. Condivido il ragionamento dell'onorevole Ibba, al quale ricordo la sua veste di presidente regionale dell'ordine, o provinciale; è vero che non ci si concentra sui costi commerciali della distribuzione del farmaco, tant'è che in una discussione nella quale qualcuno cercava di intravedere le soluzioni sui costi commerciali, con una sorta di programmazione di centralizzazione d'acquisto (non le centrali d'acquisto che sono state fatte per altri motivi), qualcuno rispose - nelle sue vesti istituzionali - che allora bisognava intaccare gli interessi delle case farmaceutiche perché lì si incide, intaccando gli interessi delle case farmaceutiche. Allora, se su questo siamo d'accordo, proviamo a parlare e a discutere negli interessi dei cittadini in primis, probabilmente la soluzione per diminuire il costo della spesa farmaceutica c'è, l'importante è comprendere se tutti la vogliamo perseguire, e non solo far mandare avanti qualcuno, il Don Chisciotte di turno, che poi viene schiacciato dalla lobby delle case farmaceutiche e, in alcuni casi, perdonatemi, anche sostenuta da quella dei medici.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, per esprimere il mio voto contrario all'articolo 9, con rammarico e senza avere sentito l'Assessore della sanità in quest'Aula, avrei preferito che, in sua sostituzione, venisse il presidente Soru, che ormai si è sostituito al servizio ispettivo della Regione perché non fa altro che girare, nelle tarde ore notturne, per i reparti degli ospedali per vedere come funziona la sanità sarda. Appena 10 giorni fa, alle 10 e 30 di notte, quindi alle 22 e 30, si è recato al servizio psichiatrico dell'ospedale Santissima Trinità, ha ben guardato negli sgabuzzini, ha guardato nel sottoscala, vorrei sapere cosa stava cercando, e cosa ha portato in quest'Aula a seguito di queste incursioni, passatemi il termine, per migliorare la sanità sarda.
Io sono esterrefatto, colleghi del centrosinistra, ho condotto una battaglia in quest'Aula per tre o quattro lunghi anni per inserire i malati di cancro, per dircelo in parole povere, tra quelli che avevano diritto alla diaria e non solo al rimborso spese viaggio; voi, col comma 9 di questo articolo, gliela togliete nuovamente. Io sono stato sindaco per lunghi 12 anni, ho avuto modo di toccare con mano i problemi di un malato di cancro, che deve recarsi quasi quotidianamente in ospedale a fare la chemioterapia. Bene, con quella legge, l'anno scorso o l'altro anno, noi avevamo dato a queste persone la possibilità di accedere a una diaria, voi gliela state togliendo!
Un malato di cancro, spesso disoccupato (ecco dove sono i poveri, Uras!), deve sopportare lunghi ed estenuanti viaggi per fare la chemioterapia, con questo comma 9 dell'articolo 9, gli diamo solo il rimborso spese mentre gli abbiamo tolto la diaria. Per due anni, chi darà da mangiare a quel povero disgraziato? Voi mi insegnate, in questo siete maestri, tutte le associazioni di volontariato che fanno le pratiche per le pensioni lo sanno, che quando quella persona fa la domanda per esserle riconosciuta la pensione…
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, il tempo a sua disposizione è terminato.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, chiedo scusa se, nell'esprimere il voto contrario sull'emendamento numero 18, ritornerò sull'emendamento numero 43, quindi...
PRESIDENTE. Siamo in sede di discussione dell'articolo, onorevole Biancu.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Allora, nell'esprimere il voto favorevole sull'articolo, chiedo scusa, ritornerò un attimo sull'emendamento numero 43 che impropriamente è stato riportato, durante la discussione sull'articolo, dal collega Capelli. Bene, io credo che non possiamo continuare in quest'Aula a fare delle insinuazioni. Questo emendamento era stato già discusso in Commissione, non presente in Commissione, ma discusso in Commissione,ci siamo resi conto in Commissione in ritardo che mancava l'emendamento specifico, però questo argomento è stato discusso in Commissione, ritenendo così necessario utilizzare la formula "Onlus" e non l'intera articolazione prevista nel precedente comma 11; tutto ciò per garantire la possibilità di continuare gli interventi che, negli altri anni, anche durante il Governo del centrodestra, riguardavano "Il Samaritano" e "San Lorenzo".
Quindi nessun blitz, soltanto una formulazione diversa da quella prevista in finanziaria da parte della Giunta, uguale a quella della Commissione bilancio, la quale non dava la possibilità di ricomprendere quegli interventi per cui questo stanziamento era stato previsto. Ripeto, nessun blitz ma soltanto il frutto di un ragionamento, tra l'altro condiviso anche da una parte dell'opposizione che era presente in Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Intervengo sulle modalità di voto, Presidente, per chiedere il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri: Gallus, Contu, Diana, Sanjust, Moro, Murgioni, Licandro)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 9.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - UGGIAS - URAS.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Silvio - CONTU - CUCCU Franco Ignazio - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LADU - LICANDRO - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.
Si sono astenuti: Il Presidente SPISSU - SCARPA.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 60
Votanti 58
Astenuti 2
Maggioranza 30
Favorevoli 36
Contrari 22
(Il Consiglio approva)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 18. Il "27" era stato non ammesso.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io voterò a favore dell'emendamento. Se posso, però, vorrei rivolgermi agli Uffici per l'ennesima volta chiedendo come mai l'emendamento numero 43 è stato ammesso, se è una modifica di legge che non comporta diminuzione di spesa, mentre altri emendamenti sono stati dichiarati inammissibili. Io chiedo che venga usato un solo metro e una sola misura nella valutazione degli emendamenti. Il "140" è stato dichiarato inammissibile perché comportava una modifica di legge e il "43" (ammesso con riserva in Aula dopo una discussione che mi risulta sia già avvenuta in Commissione) è stato invece dichiarato ammissibile.
A questo punto mi chiedo, mi rivolgo anche a lei, assessore Pigliaru, se è garantito lo stato di diritto, se abbiamo tutti gli stessi diritti qui dentro. E' una domanda credo lecita, perché altrimenti di che cosa stiamo discutendo? Diteci come volete fare la finanziaria, quali sono gli indirizzi, qual è la linea che volete seguire ed approvatevi la finanziaria. Noi stiamo cercando di fare una discussione costruttiva per quanto possibile su una cosa che di costruttivo ha ben poco, però se abbiamo due modi diversi di giudicare le cose, allora è inutile intervenire e discutere. Siamo all'ennesima valutazione: due pesi e due misure.
PRESIDENTE. Il "43" è il rifinanziamento di una norma contenuta nella finanziaria dell'anno scorso, quindi una norma che già esiste, semplicemente. Non viene modificata, c'è una precisazione: c'è scritto "gestite da organizzazioni Onlus", altro è abolire, abrogare un articolo di una norma più generale. E' stata discussa in Commissione, è stata conseguentemente valutata.
(Interruzione del consigliere Capelli)
PRESIDENTE. E' stata discussa in Commissione, è stata valutata.
(Interruzioni dei consiglieri Oppi e Capelli)
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, non usiamo parole che tanto non servono, cerchiamo di fare il nostro lavoro con l'equilibrio e la correttezza che serve.
LAI (D.S.). Era così nella finanziaria dello scorso anno, era esattamente così!
PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, questa è l'interpretazione, naturalmente è un'interpretazione... chiedo scusa ai colleghi!
(Interruzioni dei consiglieri Oppi e Biancu)
CAPELLI (U.D.C.). Ammetteteli e bocciateli, ma non usate questi strumenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). La ringrazio Presidente. Io voterò a favore dell'emendamento numero 18, e lo farò motivando questo voto positivo proprio in funzione delle cose che sono state dette nella discussione generale. Il collega Biancu intervenendo prima e credendo di intervenire proprio sull'emendamento numero 18 stava annunciando che avrebbe votato contro l'emendamento numero 18, io non so se si tratti di una anticipazione di quello che davvero vorrà fare adesso, lo dico anche per confrontare in maniera molto serena il comportamento di noi colleghi, tutti i colleghi di questo Consiglio, in rapporto ad un problema così evidente e così grande.
Se oggi, a costo zero, nelle strutture socio-sanitarie della Sardegna, soprattutto quelle gestite dai piccoli comuni in maniera diretta o indiretta, riusciamo ad abbattere il costo relativo alla ospedalizzazione di molti dei ricoverati che invece sono nelle case protette, nelle case dell'anziano, di sicuro l'elemento non può che essere inteso come un elemento fortemente positivo, di grande impatto rispetto a quello che è lo spirito della riduzione della spesa sanitaria.
Un collega, al quale ho chiesto ragguagli perché tecnicamente conosce meglio di me le cose, mi diceva che un malato cronico o un malato in determinati reparti arriva al costo quotidiano di 2 mila euro al giorno; colleghi, nel mio piccolissimo comune, noi abbiamo alcuni malati terminali nella struttura di una cosiddetta casa protetta, se non fossero lì questi ricoverati, di sicuro, sarebbero in ospedale, perché non avrebbero i familiari alcuna possibilità di tenerli in casa, al di là dell'affetto e dell'amore che tutti sappiamo vogliono ai propri genitori. Un malato terminale ospedalizzato ha un costo veramente enorme. Io dico che 10 milioni di euro per raggiungere questo piccolo, piccolissimo obiettivo costituisce davvero un risultato grande per questo Consiglio regionale, oltre che significativo perché si va verso un obiettivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Siccome ci avviciniamo piano piano anche ad alcune questioni di sostanza politica, è bene essere chiari. Io ho un elenco di emendamenti dichiarati inammissibili a cui non vorrei che in qualche misura se ne aggiungessero altri. Mi apprestavo ad esprimere un orientamento circa i contenuti dell'emendamento numero 27, che ha una differenza di poco rispetto all'emendamento successivo che è il "33" che parla di reddito di cittadinanza, l'unica differenza è che istituisce una nuova UPB, mentre l'emendamento numero 33 carica la dotazione finanziaria per il reddito di cittadinanza su una UPB esistente per gli interventi socio-assistenziali ai comuni.
Allora siccome si gioca anche una partita attorno alle valutazioni tecniche, io ho notato che in altri articoli che ancora dobbiamo esaminare ci sono elementi di rilievo rispetto alla ammissibilità o non ammissibilità di emendamenti, perché non vale il ragionamento che una legge viene di fatto modificata da una norma solo e esclusivamente in ragione della sostanza così come viene espressa dallo stesso emendamento. Cioè una cosa sarebbe se fosse uguale sostanzialmente dire, così come è scritto nella norma originaria, che "tutti i soggetti hanno possibilità di accedere ad un beneficio", oppure "possono accedere ad un beneficio solo i soggetti che hanno una determinata caratteristica giuridica", ma la cosa non è uguale, è diversa. Se ho bisogno di scriverlo, vuol dire che chi la deve applicare ha bisogno che sia scritta, allora vuol dire che c'è una modifica della sostanza della norma. Il mio voto è di astensione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per chiedere chi abbia formulato la valutazione di inammissibilità dell'emendamento numero 27, cioè se sia il recepimento di un'indicazione della Commissione o se sia un giudizio espresso dalla Presidenza. Per chiedere inoltre quale sia il giudizio della Presidenza sull'emendamento numero 33. Intervengo nella prima occasione utile sull'emendamento numero 27 perché su di esso non vi è stata la possibilità di iscriversi a parlare, faccio anche rilevare che la motivazione data, cioè che esso prevede nuove spese, è differente dalla motivazione di inammissibilità dell'emendamento data in Commissione. Si parla di necessità di una norma sostanziale, motivazione che io non condivido, perché la norma sostanziale esiste, il fatto che debba essere prevista una norma di attuazione non impedisce il finanziamento di questa legge che è legge della Regione; mi sembra assurdo. Come diceva il collega Capelli, si modificano i destinatari di un finanziamento, non si è modificata la legge; si sta dicendo che, anziché un certo universo di destinatari, di utenti di una legge, l'universo è differente il che non implicherebbe modifiche, per cui sarebbe un emendamento ammissibile; invece sarebbe inammissibile finanziare una legge approvata dal Consiglio regionale sarebbe inammissibile nella legge finanziaria.
Tralascio le osservazioni su singoli interventi finanziati, le cui motivazioni mi sono sembrate assolutamente inesistenti, su complessi termali o su altre cose di questo genere, come ho detto anche in Commissione, in quest'Aula si sta dicendo che nel modificare il Regolamento abbiamo scherzato, perché in questa finanziaria è entrato tutto e il contrario di tutto, mentre invece non sarebbe dovuto accadere, considerato che è stato fatto un provvedimento omnibus in cui è rientrato tutto quello che è stato escluso della legge finanziaria.
Mi piacerebbe una delucidazione da parte del Presidente sulle ragioni che hanno indotto a dichiarare inammissibile l'emendamento numero 27; condivido invece la posizione sull'emendamento numero 33, che ha il mio voto favorevole. Visto che la forma è sostanza in questa fase, credo che sia indispensabile che vengano chiarite le ragioni di questa differenza di trattamento dato che l'emendamento numero 33 non è contenuto in questa tabella degli emendamenti dichiarati inammissibili.
PRESIDENTE. Onorevole Scarpa, io ripeto quello che abbiamo già detto: i criteri adottati, per considerare ammissibili intanto gli articoli della finanziaria quando sono stati trasmessi dalla Giunta al Consiglio e successivamente gli emendamenti, sono analoghi, non sono di merito, ma sono basati sull'applicazione delle leggi.
Relativamente all'emendamento numero 27 è la Presidenza, con i poteri conferiti dal Regolamento, che ha stabilito che l'emendamento è inammissibile perché fa riferimento all'articolo 33 vigente nel quale si parla di reddito di cittadinanza e nel quale si fa esplicito riferimento ad apposito provvedimento legislativo da assumere entro 90 giorni per la determinazione sia dei criteri che delle spese. Perciò questa materia è riferita non alla finanziaria, ma ad apposito provvedimento legislativo che normerà e regolamenterà il reddito di cittadinanza. La norma è intrusa per questo motivo.
CAPELLI (U.D.C.). Anche il "33" allora!
PRESIDENTE. Quando arriveremo al "33", torneremo a discuterne, perché mi sto guardando via via le cose già viste per dare ai colleghi delle risposte che siano esaurienti; comunque non si fa una valutazione di merito nella scelta, si fa una valutazione soltanto di carattere formale, colleghi, così è stato prima, così è e così continuerà ad essere. Tranne le cose che sono, come dire, ai bordi dell'interpretazione, abbiamo cercato di usare con equilibrio questo criterio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Nell'esprimere il mio voto favorevole all'emendamento numero 18, Presidente, faccio mie le considerazioni del collega Capelli e del collega Scarpa per quanto riguarda gli emendamenti dichiarati inammissibili. Approfitto altresì per proseguire il mio intervento precedente, per dire che questa manovra finanziaria, nel settore della sanità ma anche nel settore socio-assistenziale, è un fallimento. Ripeto ancora che bene farebbe il presidente Soru ad andare, anziché al Servizio psichiatrico dell'ospedale Santissima Trinità, all'ospedale Marino a chiedere perché è stato chiuso il Pronto soccorso e perché, in questo modo, si verifica che all'ospedale Brotzu il tempo di attesa per chi arriva al Pronto soccorso dura sei ore. Al Brotzu, prima di essere visitato al Pronto soccorso, si aspettano sei ore, salvo il codice particolare! Sono queste le cose di cui ci saremmo dovuti preoccupare, e non inventare chi deve gestire questa o quell'altra struttura. Anche questo, ma non era il primo punto per risolvere i problemi della sanità.
Entrando nel merito dell'emendamento numero 18, io invito gli amministratori locali presenti in quest'Aula a leggerlo con attenzione. Gli stessi enti locali, tre anni fa, si dissero soddisfatti perché l'allora Assessore finanziò, con la legge 8, la realizzazione di case protette e comunità alloggio nel territorio regionale. Di quella legge oggi non si parla più, non si parla di rifinanziarla, si tolgono i soldi, noi che stiamo attenti a queste cose cerchiamo di ripristinare i finanziamenti, però ci viene detto che non ci sono soldi!
Presidente, c'è troppo brusio, c'è bisticcio all'interno del centrosinistra, io voglio continuare a parlare e, possibilmente, essere ascoltato da coloro i quali hanno studiato la manovra finanziaria nel settore socio-assistenziale. Dicevo, ci fu un sussulto di orgoglio perché venne finanziata la "8" e quindi la realizzazione di quelle opere. Oggi non ci sono più fondi; si propone con questo emendamento, ecco mi rivolgo a voi amministratori locali del centrosinistra, di rifinanziare quelle opere che sono necessarie ed urgenti perché il popolo sardo sta invecchiando e si ha oggi sicuramente più bisogno di queste opere piuttosto che di asili nido, però nessuno parla. Nel mio piccolo comune, io ho creato due strutture: una casa alloggio senza una lira…
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, il tempo a sua disposizione è terminato.
Colleghi, è in votazione l'emendamento numero 18. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione elettronica.
PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.
(Appoggia la richiesta il consigliere VARGIU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 18.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Salis ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPPAI - CASSANO - CONTU - DEDONI - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - SANCIU - SANNA Matteo - SCARPA - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - MANCA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.
Si sono astenuti: Il Presidente SPISSU - DAVOLI - URAS.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 60
Votanti 57
Astenuti 3
Maggioranza 29
Favorevoli 19
Contrari 38
(Il Consiglio non approva)
Colleghi, sospendo la seduta per cinque minuti perché l'onorevole Scarpa ha posto un problema reale, può essere che abbiamo fatto un errore nella comunicazione dell'elenco degli emendamenti non ammessi, quindi vi chiedo cinque minuti per valutare la questione.
SCARPA (Gruppo Misto). Ritiro la questione.
PRESIDENTE. Il fatto che lei la ritiri non elimina il problema per la Presidenza.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 26 , viene ripresa alle ore 13 e 48)
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, riprendiamo i lavori. Stiamo votando l'emendamento numero 18.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, ci annuncia la decisione che è stata assunta?
PRESIDENTE. C'è una discussione su che cosa dobbiamo votare.
Dunque, sono questioni tecniche più che di sostanza, stiamo valutando la questione sollevata dall'onorevole Scarpa sull'emendamento numero 27 che, dagli Uffici, è stato ritenuto non ammissibile per i motivi che ho già detto, però è analogo all'emendamento numero 33 che è inserito nell'elenco degli emendamenti ammissibili per un errore, nel senso che la valutazione era che fosse inammissibile ma nell'elenco non è stato trascritto.
Siccome c'è un'analoga questione che ritorna su un emendamento dell'articolo 7, poiché è la Presidenza che valuta la ammissibilità degli emendamenti, propongo di sospendere il giudizio della Presidenza sugli emendamenti numero 27 e 33; alla ripresa dei lavori, vi dirò la valutazione che la Presidenza farà approfondendo meglio di quanto non abbiamo potuto fare adesso le questioni. Tutto ciò detto, l'articolo 9 è quindi esitato, passiamo all'articolo 10.
Abbiamo votato già l'emendamento numero 18, io pensavo che dovessimo rivotarlo invece mi dicono che è stato votato, tra l'altro con scrutinio elettronico. L'emendamento numero 36 non è ammesso.
Passiamo all'articolo 10.
(Interruzione del consigliere La Spisa)
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa su che cosa intende intervenire?
LA SPISA (F.I.). Presidente, poiché abbiamo finito l'esame di un articolo, iniziarne un altro, con le illustrazioni, gli emendamenti e gli interventi, credo che non ci porti a risparmiare molto tempo, mancando 9 minuti alle ore 14, credo che sia opportuno sospendere adesso la seduta e riprenderla nel pomeriggio.
PRESIDENTE. Va bene. Riprendiamo i lavori alle ore 16. Ricordo ai colleghi che stasera si lavora fino alle ore 22 certamente; a quel punto valuteremo se siamo in condizioni di concludere questa sera o se ci dobbiamo aggiornare alla mattinata di domani.
La seduta è tolta alle ore 13 e 51.
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