Seduta n.357 del 01/08/2007
CCCLVII Seduta
(Pomeridiana)
Mercoledi' 1 agosto 2007
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 17 e 05.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 25 luglio 2007 (350), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Farigu e Pittalis hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 1 agosto 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione con nota 1 agosto 2007, ha informato di aver nominato l'onorevole Eliseo Secci Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. All'onorevole Secci i nostri auguri di buon lavoro.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Interrogazione Lai Renato - Marracini - Pittalis - Atzeri - Maninchedda, con richiesta di risposta scritta, sulla richiesta di istituzione del servizio di guardia medica nel Comune di Budoni". (939)
"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla crisi dell'azienda conserviera Palmera e sul mantenimento dei livelli occupazionali, a seguito delle indiscrezioni giornalistiche e delle dichiarazioni dei rappresentanti sindacali". (940)
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Interpellanza Porcu sul grave caso di inquinamento di una vasta area delle coste sud occidentali e sud orientali della Sardegna."(259)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Mozione Lanzi - Licheri - Fadda - Serra - Cugini sulle iniziative da adottare per il miglioramento del servizio al fine di ridurre i ritardi negli indennizzi per le alluvioni.". (135)
PRESIDENTE. Proseguiamo l'esame della legge. Passiamo all'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:
Art. 2
Alta formazione e inserimento lavorativo nel settore della ricerca scientifica e innovazione tecnologica
1. La Regione, al fine di sviluppare, attrarre e mantenere nel sistema della ricerca in Sardegna un capitale umano altamente qualificato:
a) favorisce l'alta formazione dei giovani ricercatori attraverso la concessione di contributi individuali a fondo perduto o altre forme di incentivi per la partecipazione a programmi di studio e di lavoro presso centri di ricerca di riconosciuto prestigio internazionale;
b) favorisce accordi, promuove e finanzia forme di collaborazione tra imprese ed enti di ricerca pubblici e privati e università della Sardegna e tra questi e i centri di ricerca di riconosciuto prestigio internazionale al di fuori del territorio regionale;
c) promuove l'inserimento di ricercatori altamente qualificati nel sistema regionale della ricerca e delle imprese, anche attraverso il cofinanziamento di progetti di ricerca, l'istituzione di borse per l'inserimento lavorativo e, limitatamente alle università e agli enti pubblici di ricerca,attraverso il finanziamento di contratti di lavoro pluriennali rinnovabili e di progetti di ricerca;
d) prevede incentivi per le imprese della Sardegna che investono nell'alta formazione svolta dalle università e da altri centri di ricerca di riconosciuto prestigio internazionale.)
PRESIDENTE. Grazie colleghi. Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi parziali numero 1, 2 e l'aggiuntivo numero 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti:
Art. 3
Promozione e sostegno del sistema regionale della ricerca
1. La Regione, allo scopo di promuovere l'attività di ricerca scientifica fondamentale o di base e applicata nel proprio territorio:
a) favorisce la realizzazione di centri di eccellenza per la ricerca scientifica e sostiene l'attività di quelli riconosciuti dagli organismi competenti in ambito nazionale ed europeo;
b) incentiva la creazione di consorzi o altre forme associative tra università, enti e centri di ricerca pubblici e privati e imprese;
c) finanzia o cofinanzia progetti di ricerca fondamentale o di base di particolare valore conoscitivo che trovino in Sardegna ottimali condizioni per la loro esecuzione e/o che abbiano avuto accesso a programmi di ricerca internazionali, comunitari e nazionali presentati da università ed enti pubblici di ricerca; la quota per i suddetti interventi non dovrà essere inferiore al 20 per cento dei fondi annualmente stanziati per la presente legge;
d) cofinanzia progetti di ricerca applicata e di sviluppo precompetitivo presentati da imprese, università ed enti e centri di ricerca pubblici e privati e da consorzi o altre forme associative tra questi soggetti aventi sede in Sardegna;
e) facilita, attraverso apposite intese, l'utilizzo da parte dei ricercatori operanti in Sardegna delle grandi attrezzature scientifiche presenti nel territorio regionale e l'accesso alle informazioni della Biblioteca scientifica regionale istituita dalla presente legge;
f) istituisce premi annuali da assegnare a ricercatori per pubblicazioni scientifiche di eccellenza realizzate in Sardegna.
Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 3
Nella lettera c) del comma 2 dell'art. 3 le parole "la quota per i suddetti interventi non dovrà essere inferiore al 20% dei fondi annualmente stanziati per la presente legge" sono sostituite dalle seguenti "la quota per i suddetti interventi non dovrà essere inferiore all'1% delle compartecipazioni all'imposta sul reddito delle persone fisiche;". (1)
Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 3
Nella lettera e) del comma 1 dell'articolo 3, le parole "istituita dalla presente legge" sono sostituite dalle seguenti: "di cui all'articolo 4, lettera b)". (2)
Emendamento aggiuntivo Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 3
Nella lettera d) del comma 1 dell'articolo 3, prima della parola "cofinanzia" sono aggiunte le parole: "finanzia o". (3).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Gessa, relatore.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Allora, sull'emendamento numero 2, parere positivo, sull'emendamento numero 3 parere positivo, numero 4...
PRESIDENTE. No, no aspetti, l'1... no, no aspetti onorevole... L'1, il 2 e il 3 sono emendamenti all'articolo 3.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Allora sull'emendamento numero 1 all'articolo 3 comma 1 parere positivo, sull'articolo 3 comma 1 parere positivo, sull'emendamento numero 2 e sull'emendamento numero 3 parere positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Emendamento numero 1.
Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Chiedo il voto elettronico, Presidente!
PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Cassano?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Corda ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Giagu - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Secci.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - La Spisa - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 45
astenuti 5
maggioranza 23
favorevoli 45
(Il Consiglio approva).
Emendamento numero 2.
CASSANO (Riformatori Sardi). Per chiedere il voto elettronico palese, Presidente!
PRESIDENTE. Bene. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Cassano?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.
(Segue la votazione)
Si da atto che i consiglieri La Spisa e Corda hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Giagu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Secci - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Dedoni - Randazzo Vittorio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 47
astenuti 3
maggioranza 24
favorevoli 47
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Articolo 3.
Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Per chiedere il voto elettronico palese Presidente!
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Rassu, Gallus, Dedoni, Pisano, Cassano e Vargiu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Giagu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Secci - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 51
astenuti 1
maggioranza 26
favorevoli 51
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Emendamento aggiuntivo numero 3.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico palese.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Bruno - Cachia - Caligaris - Cappai - Cerina - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - La Spisa - Rassu.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo il risultato della votazione:
presenti 31
votanti 28
astenuti 3
maggioranza 15
favorevoli 28
PRESIDENTE. Non c'è il numero legale; la seduta è sospesa per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 17, viene ripresa alle ore 17 e 49.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Colleghi, stiamo votando l'emendamento aggiuntivo numero 3, all'articolo 3.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento aggiuntivo numero 3 all'articolo 3.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Amadu e Moro hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Milia - Moro - Orrù - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 51
astenuti 1
maggioranza 25
favorevoli 51
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4, a cui è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 17.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e del relativo emendamento:
Art. 4
Divulgazione dell'informazione e della cultura scientifica
1. La Regione, al fine di contribuire alla divulgazione della cultura scientifica in Sardegna:
a) sostiene, in collaborazione con le università, gli enti e i centri pubblici di ricerca, la realizzazione degli obiettivi didattici tramite programmi scientifici integrati con i curricula scolastici;
b) promuove la costituzione, anche attraverso l'utilizzo e il potenziamento del patrimonio scientifico delle biblioteche delle università della Sardegna, di una biblioteca scientifica regionale in rete con altre biblioteche pubbliche e private.
Emendamento aggiuntivo Caligaris - Gessa - Cerina - Davoli - Barracciu - Sanna Franco - Frau - Pinna - Sanna Simonetta - Corda
Articolo 4
Dopo la lettera b) è aggiunta la seguente lettera "bis) istituisce il premio regionale biennale "A scuola di scienza" destinato agli studenti delle scuole medie di secondo grado per progetti che testimonino evidenti capacità ideative e tecnico-pratiche. (17).)
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente. Molto brevemente per illustrare le ragioni che hanno ispirato questo emendamento e volendo rimarcare il fatto che si vuole dare rilievo, proprio in sintonia con quanto ha rilevato stamane nella sua relazione l'onorevole Gessa, al ruolo importante che questa legge può svolgere in tutto il tessuto culturale della Regione, in sintonia con l'articolo 2 che pone in evidenza, nel comma a), la necessità della divulgazione culturale. Del resto l'onorevole Davoli, che conosce bene il mondo della scuola, sa quanto sia importante dare uno spazio significativo proprio alla cultura scientifica e anche dare spazio alla possibilità per i giovani, che manifestano interesse, di potersi misurare in questi ambiti sin da giovani. Può anche rappresentare l'occasione per stimolare nei giovani proprio la voglia di studiare. Si è pensato ad un premio da istituire ogni due anni per dare il tempo anche agli insegnanti di poter collaborare con gli studenti, eventualmente per stimolare in loro la capacità progettuale e per offrire l'opportunità alle scuole secondarie di essere presenti in questo percorso. Penso anche che possa fare da trampolino in una condizione scolastica che tende alla qualità. Noi oggi riceviamo sollecitazioni in questo senso, sia per valorizzare il ruolo degli insegnanti, ma soprattutto per dare un'immagine positiva della scuola. Ecco, l'emendamento è nato da questo ragionamento, dal fatto che si tratta della prima legge di settore ed è un aspetto importante collegarla strettamente al mondo della formazione, come del resto viene fatto anche per altre parti relativamente ai curricula scolastici. Approfitto anche dell'occasione, anche se non lo vedo in Aula, per fare gli auguri all'assessore Secci e per confidare massimamente nella sua lunga esperienza di consigliere regionale e perché mi auguro che l'assessore Secci, al contrario di qualcun altro, non dia risposte fotocopia alle interrogazioni che vengono presentate e che pongono all'attenzione problemi che riguardano la comunità e che avrebbero bisogno, magari volta per volta, di risposte opportune e sintetiche ma anche di tratti politici e non solo tecnici. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore sull'emendamento 17, ha facoltà di parlare il consigliere Gessa, relatore.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(E' approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5; non ci sono emendamenti all'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:
Art. 5
Trasferimento di conoscenze e competenze scientifiche e tecnologiche
1. La Regione, al fine di promuovere il trasferimento delle conoscenze e competenze scientifiche e tecnologiche presso le imprese e le amministrazioni pubbliche nonché lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali innovative in Sardegna:
a) promuove l'avvio di iniziative imprenditoriali basate sulla conoscenza prodotta in Sardegna dalle università e dagli enti e centri di ricerca pubblici e privati che abbiano una ricaduta economica ed occupazionale;
b) sostiene, per un periodo di tempo non superiore a due anni, la proprietà intellettuale di scoperte di particolare interesse realizzate dalle università e dagli enti e centri pubblici di ricerca operanti in Sardegna;
c) sostiene programmi per favorire il distacco temporaneo di ricercatori e tecnici dalle università e dagli enti pubblici di ricerca alle amministrazioni pubbliche e alle imprese operanti in Sardegna e viceversa;
d) cofinanzia progetti di trasferimento tecnologico tra il sistema della ricerca e quello delle imprese e delle amministrazioni pubbliche;
e) sostiene la costituzione, il potenziamento e il coordinamento di appositi strumenti informativi secondo il modello dei "liaison office".)
(E' approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6; sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi parziali numero 4, 16, e l'aggiuntivo numero 15.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:
Capo II Razionalizzazione degli interventiArt. 6
Razionalizzazione degli interventi e unificazione delle competenze in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica
1. La Regione, al fine di razionalizzare la gestione delle politiche per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica in Sardegna:
a) istituisce il Fondo unico regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica;
b) unifica le competenze per l'attuazione degli interventi nel settore presso un unico Assessorato regionale;
c) istituisce la Consulta regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica;
d) istituisce i Comitati tecnici consultivi regionali d'area in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica;
e) istituisce l'Anagrafe regionale della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica.
2. La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, contestualmente all'istituzione dei suddetti organismi, emana un atto di indirizzo che dispone modalità e procedure del loro funzionamento.
Emendamento Sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 6
Nella lettera b) del comma 1 dell'art. 6 le parole "presso un unico Assessorato regionale" sono sostituite dalle seguenti "presso l'Assessorato regionale alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio". (4)
Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Davoli - Cerina - Barracciu - Uras
Articolo 6
Nella lettera b) del comma 1 dell'articolo 6, le parole "presso un unico Assessorato regionale" sono sostituite dalle seguenti: "presso la presidenza della Giunta regionale". (16)
Emendamento aggiuntivo Sanna Simonetta - Davoli - Gessa - Cachia - Uras
Articolo 6
Nel comma 1 dell'articolo 6 è aggiunta la seguente lettera f) "attribuisce alla" Direzione generale per l'innovazione tecnologica e per le tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni" istituita con l'articolo 21 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, anche le competenze in materia di ricerca scientifica e conseguentemente ne modifica la denominazione in "Direzione generale per la ricerca scientifica, l'innovazione tecnologica e le tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni" potenziandone la struttura anche in deroga al limite di cui al comma 1 dell'articolo 29 della legge regionale 13 novembre 1998 n. 32, alla determinazione del quale, in ogni caso, non concorrono le nomine conferite a personale in servizio ed in quiescenza dell'amministrazione regionale e delle altre amministrazioni pubbliche della Sardegna. (15).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, per chiedere la sospensione dell'articolo 6, proseguire con l'articolo 7 e discutere dell'articolo 6 dopo l'articolo 13. Grazie.
PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni sospendiamo la discussione dell'articolo 6.
Passiamo all'esame dell'articolo 6 bis, a cui è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e del relativo emendamento:
Capo III
Organizzazione e valutazione
Art. 6 bis
Fondo unico regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica
1. Il Fondo unico regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica comprende tutte le risorse comunitarie, nazionali e regionali ed eventuali lasciti o donazioni di privati.
Emendamento aggiuntivo Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 6 bis
Dopo il comma 1 dell'art. 6 bis è aggiunto il seguente comma 1 bis. La Giunta Regionale, in attuazione delle linee programmatiche definite nel Piano regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica, con propria deliberazione, individua annualmente le quote del fondo da destinare alle singole linee di intervento nel rispetto delle previsioni dei soggetti che contribuiscono alla costituzione del fondo stesso e dei vincoli di ammissibilità della spesa dettati dalla vigente normativa comunitaria, nazionale e regionale.". (5).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore sull'emendamento 17, ha facoltà di parlare il consigliere Gessa, relatore.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 6 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votiamo ora l'emendamento aggiuntivo numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7, cui sono stati presentati gli emendamenti: soppressivo parziale numero 6, sostitutivo parziale 7 e aggiuntivo numero 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:
Art. 7
Consulta regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica
1. La Consulta regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica è organo consultivo della Giunta regionale in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica per la programmazione regionale e in particolare per l'elaborazione del Piano regionale di sviluppo e del Piano regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica.
2. La Consulta regionale, attraverso una procedura partecipata di consultazione delle imprese, delle università, degli enti e centri di ricerca pubblici e privati, supporta la Giunta regionale nella individuazione dei fabbisogni principali di ricerca ed alta formazione e delle direttrici fondamentali di sviluppo nonché nella individuazione degli strumenti di attuazione.
3. La Consulta è composta da:
a) l'Assessore regionale di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b);
b) i Rettori delle Università degli studi di Cagliari e Sassari o i loro delegati;
c) un rappresentante degli enti pubblici di ricerca presenti nel territorio regionale da questi designato;
d) un rappresentante degli enti o centri privati di ricerca presenti nel territorio regionale da questi designato;
e) un rappresentante delle aziende sanitarie locali;
f) un rappresentante delle fondazioni che operano nel campo della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna;
g) il presidente del Consorzio Sardegna ricerche, organismo di gestione, promozione e sviluppo del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna;
h) due rappresentanti delle organizzazioni e delle imprese maggiormente rappresentative nel settore agricolo, industriale, artigianale, del terziario e dei servizi, da esse designati.
Emendamento soppressivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 7
Nella lettera g) del comma 3 dell'articolo 7, dopo le parole: "il presidente del Consorzio Sardegna ricerche" sono soppresse le parole: "organismo di gestione, promozione e sviluppo del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna. (6)
Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 7
Nella lettera h) del comma 3 dell'articolo 7, le parole: "due rappresentanti delle organizzazioni e delle imprese maggiormente rappresentative nel settore agricolo, industriale, artigianale, del terziario e dei servizi da esse designati;" sono sostituite dalle seguenti: "un rappresentante delle organizzazioni delle imprese e un rappresentante delle organizzazioni sindacali, da esse designati;". (7)
Emendamento aggiuntivo Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 7
Dopo la lettera h) del comma 3 dell'articolo 7, è aggiunta la seguente lettera:
"h bis) il direttore generale dell'AGRIS, Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione autonoma della Sardegna.". (8).)
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente. Soltanto per porre una questione di carattere tecnico, prima che si approvi l'articolo, nel senso che è stato presentato l'emendamento numero 6 nel quale si cancella la dicitura: "organismo di gestione, promozione e sviluppo del parco scientifico e tecnologico della Sardegna" relativamente alla lettera g). Io però volevo chiedere una spiegazione in merito alla dicitura "Consorzio Sardegna ricerche", perché il "Consorzio Sardegna ricerche" in pratica non esiste, esiste "Sardegna ricerche", ed esiste il Consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese. Siccome la Regione ormai ha acquisito, cioè…non esiste più formalmente un Consorzio, mi domandavo se questa dicitura: "Consorzio Sardegna ricerche" fosse propria o se fosse semplicemente uno "svarione" o se corrispondesse ad un qualcosa perché non si capisce esattamente se stiamo parlando di questo Consorzio o di un altro Consorzio. Non lo so, volevo semplicemente porre l'accento su questo aspetto che non mi sembra secondario visto che lo stiamo inserendo in legge. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa, relatore. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Nella deliberazione di Giunta con cui Sardegna ricerche è stata istituita c'è "Consorzio Sardegna ricerche".
PRESIDENTE. Quindi c'è: "Consorzio Sardegna ricerche" istituito da una deliberazione della Giunta. Quindi si fa riferimento alla…
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente. Solo per segnalare che nella composizione della consulta, alla lettera e), è previsto un rappresentante delle aziende sanitarie locali. Questa dicitura escluderebbe un rappresentante delle aziende ospedaliere o delle aziende miste. Se la dicitura è solo "un rappresentante delle aziende sanitarie locali" si riferisce solo alle AA.SS.LL., automaticamente verrebbero escluse le aziende ospedaliere, per esempio il Brotzu, cardiochirurgia, non sto qui adesso a… che potrebbe essere lui il rappresentante scientifico della parte ospedaliera, o le neocostituite aziende miste. Suggerirei di allargare la terminologia, riservando sempre il posto a una unità. Però una unità che può essere definita e scelta o indicata in un ambito più ampio delle aziende ospedaliere, AA.SS.LL., e aziende miste.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa, relatore. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Sono d'accordo. Per quanto riguarda le aziende miste, già i rettori delle Università sono presenti, però gli ospedali, come il Brotzu, potrebbero essere appunto omologati assieme alle AA.SS.LL., quindi propongo un emendamento orale accogliendo questo suggerimento.
PRESIDENTE. Allora, l'emendamento orale potrebbe essere così: "un rappresentante delle aziende sanitarie locali, ospedaliere e miste". Va bene? Perché è vero che ci sono i rettori, ma è vero che le aziende miste hanno i direttori generali. Va bene?
Stiamo verificando la questione sollevata dall'onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Semplicemente per dire che è vero che nella delibera è così, ma non è un consorzio è un solo socio; non guasta se mettiamo Sardegna ricerche S.r.l. e basta. E si risolve il problema.
DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Possiamo prendere tempo perché sto facendo una verifica?
PRESIDENTE. Sospendiamo l'articolo perché, essendo il numero 6 un emendamento sostitutivo parziale, non possiamo procedere all'approvazione degli altri aspetti.
Passiamo all'esame dell'articolo 7 bis.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 bis:
Art. 7 bis Comitati tecnici consultivi regionali d'area1. I Comitati tecnici consultivi regionali d'area sono organi di consulenza della Giunta regionale in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica per ciascuna delle seguenti macroaree:
a) scienze matematiche, informatiche, fisiche, chimiche e ingegneristiche;
b) scienze della terra e dell'ambiente;
c) scienze della vita;
d) scienze umane e sociali.
2. Ogni comitato tecnico è composto da cinque esperti di comprovata competenza nei diversi settori delle suddette macroaree nominati dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 6, sentito il parere della Commissione consiliare competente.)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì, sull'articolo 7 bis per segnalare alcuni aspetti al relatore e chiedere se è possibile che li consideri. L'articolo 7 bis istituisce dei comitati tecnici regionali d'area che vengono dichiarati consultivi, per macroaree (scienze matematiche, scienze della terra, scienze della vita e scienze umane e sociali). Il secondo comma dice che i membri di questi comitati vengono indicati, vengono nominati dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessorato, ma ho visto l'emendamento e sarà su proposta della Presidenza della Giunta. I comitati non sono meramente consultivi, perché l'articolo è collegato al successivo articolo 9 bis, dove i comitati indicano i valutatori per area.
Allora, la prima obiezione è di tipo politico: la nomina dei comitati non vede la comunità scientifica, in alcun modo, coinvolta, è la politica che sceglie i membri dei comitati; mentre le organizzazioni professionali, le associazioni scientifiche, gli atenei non hanno neanche la possibilità di indicare rose all'interno delle quali la politica possa scegliere, perché l'emendamento che voi avete presentato dice che vengono nominati dalla Presidenza sentita la Commissione, ma rimaniamo in un ambito politico. Sarebbe stato opportuno che le comunità scientifiche potessero esprimere almeno le rose all'interno delle quali scegliere. In secondo luogo, riprendo la discussione… Su questo vorrei che ci fosse una valutazione perché, a mio avviso, la comunità scientifica deve poter indicare le rose all'interno delle quali, quando si tratta di competenze di settore, sceglie la politica, perché viceversa è chiaro che favoriamo un lobbismo di vicinanza alla politica, da parte degli studiosi, che ha provocato tanti danni nella comunità scientifica: valutate. Secondo elemento, che invece è di tipo più specifico, torno ad approfondire ciò che dicevo stamane: il comitato tecnico di scienze umane e sociali. Ora, al di là della denominazione, vi sono alcune scienze, ad esempio la demografia, la demografia storica, alcuni settori della sociologia, alcuni settori della psicologia, della psicolinguistica, che possono essere adeguatamente valutati dal sistema di valutazione che viene previsto dall'articolo 9 bis. Che è un articolo che richiama un deliberato della Commissione che individua dei parametri di valutazione dei progetti scientifici. Parametri efficaci, ma non efficaci nel settore delle filologie, delle letterature, della ricerca storica. Vorrei fare degli esempi al Consiglio se me lo consentite. Uno dei fattori, non l'unico, uno dei fattori di valutazione della qualità di una ricerca è il cosiddetto fattore di impatto, cioè, dove tu lo pubblichi, la rivista che impatto ha, che diffusione ha? eccetera. Allora vi faccio degli esempi: noi siamo oggi in grado di sapere come i nuragici chiamassero i nuraghi e sappiamo che la parola nuraghe, nurache, non è la parola che loro utilizzavano ma è la sua latinizzazione, la parola che usavano i sardi nuragici era nurac, noi conosciamo questo termine da un'iscrizione. L'articolo che ha svelato qual era la forma e che ci ha insegnato che nurac nasce dal fatto che i sardi sono ostili, il sardo neolatino, la lingua neolatina, è ostile alle parole terminanti per consonante, quindi abbiamo aggiunto una e. E' il professor Paulis che ha pubblicato questo articolo negli atti di un convegno, neanche di grande rinomanza. Ancora, la cosiddetta Veneretta di Macomer, sicuramente non conosciuta da tutti ma almeno dal mio collega Pirisi, è certamente nota. La Veneretta di Macomer noi l'abbiamo sempre datata 5000 a.C. cioè la riteniamo legata al neolitico, invece due ricercatori hanno pubblicato in una rivistina sperduta e hanno dimostrato che si tratta del paleolitico, 5000 anni prima! Vogliamo andare su una dimensione più ampia? Carlo Dionisotti, che è stato uno dei più grandi studiosi di storia della letteratura italiana, ha pubblicato il suo articolo, con cui ha cambiato l'approccio alla storia della letteratura italiana, in una rivistina quasi sconosciuta e poi ripubblicata a distanza di decenni, di decenni, su Einaudi; è a lui che dobbiamo se oggi non parliamo più di storia della letteratura italiana, ma parliamo di storia della letteratura degli italiani, a lui dobbiamo il riconoscimento che i sistemi regionali sono sistemi culturali in Italia. Bene, se fossero state valutate col fattore di impatto queste cose non avrebbero avuto nessuna incidenza, nessuna valorizzazione.
C'è un altro elemento: il mondo umanistico non modifica materialmente la realtà, non la modifica, il mondo umanistico forma persone; nel mondo umanistico l'interpretazione è una parte decisiva ed ha una grande componente di opinabilità. Come facciamo a valutare questo genere di impatto? C'è sempre il rischio che la politica valuti bene ciò che è conforme al suo indirizzo, e valuti male ciò che non è conforme. Per cui ripongo, in via meramente interlocutoria, perché non credo sia emendabile, ma ripongo il problema della necessità che il mondo umanistico che ho in qualche modo individuato, il mondo delle scienze filosofiche, delle discipline filosofiche, delle discipline umanistiche abbiano il loro ruolo. Vi faccio un esempio: c'è uno sconosciuto russo che si chiama Florensky che oggi viene conosciuto grazie ai lavori di Cacciari, che però quando si è cominciato a parlarne in Europa era uno sconosciuto, ed è lui che ha spiegato moltissime cose, un biologo, un matematico, un teologo della visione della storia dei russi, che hanno inciso tanto sulla storia d'Europa, anche lui in una dimensione marginale, Kant non era mai uscito dalla sua città.
Allora io vorrei dire che questo tipo di discipline umanistiche hanno bisogno di una legislazione che aumenti la libertà dei ricercatori, che aumenti, cioè che faccia arrivare risorse perché lavorino, senza stare a controllare troppo la natura del loro lavoro. Si è sempre detta in quest'Aula, ed io mi sono astenuto, che i soldi a pioggia all'editoria hanno fatto scrivere un mare di sardi. Se noi oggi abbiamo molti scrittori è perché tanto hanno scritto prima, grazie ai soldi della Regione. Il mondo umanistico ha bisogno di libertà, e ha bisogno di soldi non controllati dalla politica. Occorre ragionare su una legge sulla cultura che abbia questi indirizzi rispetto ad una legge sulla ricerca applicata, che io capisco deve avere questi meccanismi di controllo, che temo invece si trasformino in un controllo politico, quando sono indirizzati ad un oggetto, che non possono e non devono controllare. Grazie.
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'articolo 7 bis.
Ha domandato di parlare il consigliere Gessa, relatore. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Allora vorrei rispondere a Paolo Maninchedda, dicendo che ha ragione nel merito di queste cose. Un articolo recente su Science dice: forse Newton e Darwin non sarebbero finanziati oggi. Però, devo anche dire che in effetti la Giunta regionale poi deve selezionare questi comitati tecnici, e potremo proporre, ancora una volta, come emendamento orale: scelti in una rosa di nomi proposti, io direi dalla consulta. Ricordando anche che nell'articolo 9 bis, finalmente, poi questi non sono liberi totalmente, perché si deve avvalere di revisori, di norma anonimi, individuati nell'albo del Ministero dell'Università, cioè, quando finalmente devono scegliere. Però sono d'accordo su un emendamento orale, sì il 7 bis, e allora lo potremo chiamare: comma due lettera C.: ogni comitato tecnico è composto da cinque esperti di comprovata competenza nei diversi settori delle diverse discipline, dunque nominati dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore di cui eccetera eccetera; nominati dalla Giunta regionale, scelti da una rosa di nomi proposti dalla consulta.
PRESIDENTE. Onorevole Gessa può ripetere?
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Ogni comitato tecnico è composto da cinque membri di comprovata competenza nei diversi settori delle suddette macro aree, nominati dalla Giunta, scelti da una rosa di nomi proposti dalla consulta.
PRESIDENTE. Quindi "su proposta dell'Assessore" va via? Scelti da una rosa di nomi nominati dalla consulta. Possiamo rileggere: delle suddette macro aree nominati dalla Giunta regionale scelti da una rosa di nomi indicati dalla consulta, sentito il parere della Commissione consiliare competente. La consulta di cui all'articolo 7. Va bene così? Va bene!
(E' approvato)
Siamo in condizioni di tornare all'articolo 7. Assessore, può chiarire il punto G., il Presidente del Consorzio Sardegna ricerche?
Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, penso che sia corretta la dizione, che è contenuta nell'articolo 7 al punto G. cioè il Presidente del Consorzio Sardegna ricerche, lasciare questa dizione. Poi naturalmente c'è stata una delibera di Giunta a cui faceva riferimento l'onorevole Caligaris che ha approvato, però direi che tutto l'iter ancora non è, non si è completato per intero. Per cui per adesso la dizione più corretta è quella di Consorzio Sardegna ricerche.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, votiamo.
(E' approvato)
(E' approvato)
(E' approvato)
(E' approvato)
L'articolo 8 è soppresso.
Passiamo all'esame dell'articolo 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 9
Anagrafe regionale della ricerca scientifica e innovazione tecnologica
1. L'Anagrafe regionale della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica raccoglie tutte le informazioni e i dati necessari per il coordinamento delle politiche regionali a sostegno della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica. In particolare raccoglie e aggiorna, anche in collegamento con altre banche dati, informazioni relative a imprese, enti e centri di ricerca regionali, nazionali e internazionali, nonché i dati relativi ai progetti di ricerca finanziati dalla Regione e le notizie relative alle strutture ed agli enti e centri di ricerca pubblici e privati della Sardegna.
2. Le informazioni e i dati dell'Anagrafe sono pubblici, vengono aggiornati costantemente e resi disponibili per via telematica..)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì, secondo me c'è un'incongruenza sul testo perché secondo me si parla, siamo, lo dico per i colleghi, siamo al sistema di valutazione e… no ah 9 bis, chiedo scusa, chiedo scusa.
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 9, onorevole Maninchedda poi le ridiamo la parola.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 9 bis. All'articolo 9 bis sono stati presentati gli emendamenti soppressivo parziale numero 9, gli aggiuntivi numero 10 e numero 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 9 bis
Sistema di valutazione
1. I programmi e i progetti di ricerca sono valutati ex ante, in itinere ed ex post secondo standard internazionalmente riconosciuti e secondo principi di imparzialità, pubblicità e trasparenza avvalendosi dell'opera di revisori anonimi individuati dall'albo del Ministero dell'università e della ricerca indicati dal Comitato tecnico d'area di competenza, di cui all'articolo 7 bis e che possibilmente non operino nel territorio regionale. La valutazione dei progetti deve rispettare il modello adottato nella decisione n. 1513/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2002, relativa al VI programma quadro di azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione volto a contribuire alla realizzazione dello Spazio europeo della ricerca e all'innovazione (2002-2006).
2. In caso di inadempimento o difforme esecuzione rispetto al progetto approvato, sempre che non sussistano giustificate motivazioni scientifiche, si applicano criteri sanzionatori.
Emendamento soppressivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Cerina - Davoli - Barracciu
Articolo 9 bis
Nel comma 1 dell'art. 9 bis le parole "I programmi e" sono soppresse. (9)
Emendamento aggiuntivo Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 9 bis
Nel comma 1 dell'articolo 9 bis, dopo le parole "revisori" inserire le parole "di norma". (10)
Emendamento aggiuntivo Frau - Pacifico - Uggias - Lai - Porcu
Articolo 9 bis
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis) Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche ai programmi e i progetti di cui all'art. 24 della L.R. n. 10 del 2006, coordinati all'interno della macro area "Scienze della vita". (18).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Non avevo visto gli emendamenti, ma rimane l'obiezione. Allora, a un certo punto, si parla di avvalersi di valutatori individuati dall'albo del Ministero dell'Università, e si dice "dei revisori anonimi individuati dall'albo". Allora, se li si individua, non sono anonimi, quindi o sono estratti, cioè abbiamo un albo, li estraiamo, oppure, se c'è una delibera che li individua, non sono anonimi. E' un problema solo per capire la ratio dell'articolo. Cioè, se sono individuati all'interno di un albo, viene meno l'anonimato. Il criterio dell'anonimato è un criterio di selezione che si usa nelle grandi riviste scientifiche: io mando un articolo e non so da chi viene valutato, non so, da tre in genere, e, se tutti e tre dicono che l'articolo va bene, l'articolo viene pubblicato. Però, se i nomi sono noti, la facoltà di avvicinare, eccetera eccetera, viene mantenuta. Allora, o è "estratti" o si toglie "anonimi". Vedete che fare, però non si può mantenere una norma che dice "anonimi individuati", perché evidentemente è in contrasto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io credo che il collega Maninchedda abbia in effetti sottolineato un aspetto che è abbastanza importante. Ora, l'anonimato del revisore, in realtà, è per chi in effetti partecipa, cioè per chi presenta il progetto, quindi non deve conoscere chi valuterà praticamente quel progetto, ma credo che probabilmente l'estrazione sia il sistema più adatto, quindi credo che l'emendamento orale proposto dal collega sia accoglibile dall'intera Aula. Quello che invece mi lascia perplesso è l'emendamento numero 10, dove si chiede praticamente l'inserimento delle parole "di norma". A questo punto, credo che decada, non abbia più nessun significato, in quanto la dicitura nuova "avvalendosi dell'opera di revisori di norma anonimi estratti", a questo punto, diventa "anonimi" e basta, e di conseguenza credo che il "di norma" non abbia nessun significato e non abbia nessun valore, quindi credo che l'emendamento numero 10, se l'emendamento orale del collega Maninchedda è accolto, decada automaticamente.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Gessa. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Intanto, "anonimi estratti", e qui va bene. Per quanto riguarda "di norma", è stato messo perché ci sono dei progetti per i quali questa organizzazione è adeguata, ma ci sono piccoli progetti, o ci possono essere, dove, andare a cercare dei revisori anonimi, diventa probabilmente improponibile. Ecco, io non ho niente in contrario che vengano messi sempre, e quindi, se vogliamo togliere "di norma", a me va bene; solo che, a volte, ci troveremo nella difficoltà, in un piccolo progetto, magari di ricerca applicata su come migliorare il vino di Nuoro, e chiamare questi revisori "anonimi" mi pare un tantino eccessivo. Però non ho alcun preconcetto, quindi se vogliamo toglierlo, io sono d'accordo.
PRESIDENTE. Se non capisco male, onorevole Gessa e onorevole Maninchedda, sparisce "anonimi".
PORCU (Progetto Sardegna). Sì, lo togliamo.
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). E' meglio lasciarlo.
PRESIDENTE. Scusate, non è che il fatto che siano sorteggiati garantisca l'anonimato. Il fatto che siano sorteggiati garantisce, appunto, che sono estratti a sorte. L'anonimato può essere garantito da un organismo terzo, che può essere il Ministero. Anche perché poi, più sotto, diciamo "indicati".
Ha domandato di parlare il consigliere Gessa. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). C'è la possibilità di trasferire la parola "di norma" prima di "estratti", "di norma estratti dall'albo del Ministero", unicamente per, come ho già detto… facciamo così.
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Io volevo semplicemente dire che "revisori anonimi" è la dicitura fissa usata dal Ministero, "sono anonimi" semplicemente, rispetta colui che viene nominato dal revisore. Per cui, rimangono "revisori anonimi". Io l'ho fatto per dieci anni e credo di avere in tal senso una certa esperienza. "Estratti a sorte va molto meglio", e ora "di norma" acquisisce anche un suo senso. Certo che sull' "indicati" che viene subito dopo bisogna rifletterci un attimo.
PRESIDENTE. Va bene, proviamo a leggere la frase: "avvalendosi dell'opera di revisori anonimi estratti di norma dall'albo del Ministero dell'Università e della ricerca". Questo "indicati dal comitato tecnico d'area di competenza, di cui all'articolo 7 bis" è cassato. "Che possibilmente non operino nel territorio regionale", anche qui, è inutile, perché abbiamo detto che sono anonimi e che sono estratti a sorte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io lascerei "di norma" dopo "avvalendosi", perché altrimenti, se si mette dopo "di norma", i revisori possono non essere attinti dall'albo ministeriale, che invece è una garanzia. Quindi metterei "avvalendosi di norma", come l'ha letto il Presidente, era posticipato. Allora, "avvalendosi di norma" va bene, poi, certo che, se si accetta l'emendamento "di estratti", salta la seconda parte "indicati dal comitato tecnico", però va lasciato "che possibilmente non operino nel territorio regionale", perché diversi sono presenti negli albi e sarebbe opportuno che una valutazione fosse non legata ai circuiti interni che possono essere condizionati da diverse cose. Il concetto di "anonimato", che io non capisco da dove viene, se posso Presidente, viene da una definizione ministeriale. Il problema è che siccome vanno in una delibera, e c'è una delibera formale, l'anonimato, in qualche modo, viene meno, perché si sa chi sono, perché vengono estratti, però è un titolo. Io contestavo la dimensione dell' "individuato" anziché "estratto". Una volta che si procede in questo modo, sarebbe opportuno che questi revisori non fossero nel circuito regionale, perché è facile che siano appartenenti talvolta a stesse scuole, e verrebbe meno quella terzietà che garantisce uno sguardo imparziale. Quindi io lascerei, Presidente, la parte del territorio.
PRESIDENTE. Colleghi, è un po' complicato, ovviamente, fare le leggi così in Aula, però ci proviamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Vorrei chiedere… d'accordo chiaramente su tutta la prima parte delle modifiche proposte come emendamento orale e del comma 1 dell'articolo 9 bis. Poiché però nell'articolo 9 bis è previsto l'emendamento numero 18, io chiedo all'Aula se è possibile che questo articolo e quindi anche il successivo emendamento aggiuntivo, il numero 18, possa essere discusso e quindi, meglio, approvato dopo l'articolo 16, cioè dopo l'approvazione della norma finanziaria. Se si è d'accordo…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). D'accordo.
PRESIDENTE. Va bene. Intanto votiamo l'emendamento soppressivo parziale numero 9.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Mettiamo in votazione l'articolo che si leggerebbe così: "Pubblicità e trasparenza, avvalendosi di norma dell'opera di revisori anonimi estratti dall'Albo del Ministero dell'Università e della ricerca che possibilmente non operino nel territorio regionale".
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Senza "possibilmente".
PRESIDENTE. "Che non operino nel territorio regionale". Bene, con questa stesura conclusiva andiamo ai voti.
Metto in votazione l'articolo 9 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 10 è decaduto perché abbiamo già modificato il testo, nell'emendamento numero 18 c'è un rinvio alla norma finanziaria.
Passiamo all'esame dell'articolo 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10: Art. 10 Rapporti Regione-Ministero dell'università e della ricerca
1. La Regione stipula accordi e protocolli d'intesa con il Ministero dell'università e della ricerca per il coordinamento degli strumenti di programmazione in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica e per la condivisione di metodologie e competenze per l'attuazione del Piano regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica..)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 11.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:
Art. 11 Rapporti Regione-Università1. Gli interventi relativi alla ricerca scientifica e all'innovazione tecnologica in favore delle università della Sardegna sono finanziati con risorse del Fondo unico regionale istituito dalla presente legge. E' conseguentemente abrogata la lettera b) dell'articolo 2 della legge regionale 8 luglio 1996, n. 26 (Norme sui rapporti tra la Regione e le Università della Sardegna).
2. La Regione, al fine di stimolare una virtuosa competitività tra i ricercatori, incentivare il reclutamento di ricercatori sulla base di criteri meritocratici e far crescere il livello qualitativo delle università della Sardegna, istituisce un sistema di premialità annuali da assegnarsi, sulla base dei principi enunciati all'articolo 9 bis, a quei dipartimenti e gruppi di ricerca universitari che abbiano dimostrato la migliore produttività scientifica.
3. Coerentemente con quanto previsto dalla legge regionale n. 26 del 1996, gli altri rapporti tra la Regione e le università della Sardegna sono regolati da apposita convenzione triennale e gli interventi regionali per l'università a ciò dedicati provengono dal fondo globale istituito dall'articolo 3 della medesima legge.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12. All'articolo 12 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 11 e il sostitutivo parziale numero 12.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti:
Art. 12
Piano regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica
1. Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, approva il Piano regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica in armonia con gli indirizzi della programmazione regionale e coerentemente con gli indirizzi del Piano nazionale per la ricerca e con gli orientamenti comunitari in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica.
2. Il Piano contiene gli indirizzi strategici da perseguire su base triennale e individua per ogni annualità il programma delle attività, i tempi e le modalità di svolgimento, le risorse umane, strumentali e materiali necessarie e la relativa analisi economico-finanziaria per la completa realizzazione degli interventi. In particolare, specifica:
a) i settori di interesse prioritario verso i quali indirizzare i progetti e, per ciascun settore, gli obiettivi, le strategie e le linee di intervento;
b) i soggetti ammissibili;
c) il sistema di monitoraggio;
d) l'insieme delle risorse di carattere tecnico, organizzativo e finanziario da impiegare nel triennio e le modalità di gestione di tali risorse;
e) la ripartizione annuale delle risorse finanziarie;
f) le fonti finanziarie.
3. In sede di prima attuazione, il Piano è presentato dalla Giunta regionale al Consiglio regionale entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge.
Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 12
Nel comma 1 dell'art. 12 le parole "Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, approva" sono sostituite dalle seguenti "La Giunta regionale, acquisito il parere della Commissione consiliare competente, che si esprime entro trenta giorni, approva". (11)
Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 12
Nel comma 3 dell'articolo 12 le parole "In sede di prima attuazione, il Piano è presentato dalla Giunta regionale al Consiglio regionale entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge" sono sostituite dalle seguenti: "In sede di prima attuazione, il Piano è approvato dalla Giunta regionale entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge". (12).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Gessa, relatore.
GESSA (Progetto Sardegna). relatore. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Per quel che riguarda l'emendamento numero 12… siamo lì?
PRESIDENTE. Siamo al numero 11, prima l'emendamento sostitutivo parziale numero 11 e poi il sostitutivo parziale numero 12 dell'articolo 12.
DEDONI (Riformatori Sardi). Allora no.
PRESIDENTE. Va bene. Allora votiamo l'emendamento sostitutivo parziale numero 11.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì Presidente. Ovviamente, essendo firmatario c'è il parere positivo della Giunta e del relatore. Io non capisco perché si voglia modificare l'articolo che è stato approvato dalla Commissione. C'è un diretto coinvolgimento del Consiglio regionale, è uno dei pochi articoli in cui il Consiglio regionale interviene, ed essendo un Piano di ricerca io credo che il Consiglio regionale abbia titolo e sia sulla prerogativa esprimersi su un Piano. Torniamo al discorso del potere regolamentare in capo alla Giunta o in capo al Consiglio. E' ricorrente il tentativo della Giunta di espropriare il Consiglio delle sue priorità. Io credo che una discussione di merito, all'interno, e di sostanza, così come sta avvenendo oggi, sul Piano regionale per la ricerca scientifica debba direttamente interessare il Consiglio regionale e non la Commissione, così come riportato "parere della Commissione competente", che tra l'altro non è neanche vincolante perché è un semplice parere. Io credo che la Commissione abbia esitato un articolo in maniera corretta che unanimemente avete portato avanti, non capisco il perché lo si voglia modificare con un semplice intervento di valutazione di parere della Commissione. E sminuisce, in questo modo, per l'ennesima volta si cerca di sminuire il ruolo del Consiglio regionale, che quando è chiamato a discutere nel merito di qualcosa in maniera libera, confrontando le opinioni di tutti come oggi sta avvenendo, è in grado di poterlo fare, ed è in grado di poterlo fare con l'apporto anche di quelle conoscenze, di quelle professionalità, di quelle figure che in Commissione per vari motivi non possono partecipare o non partecipano. E qui credo che, superando il fatto che il Consiglio regionale debba essere sempre una montagna da superare, ma che può essere un luogo di aperta e libera discussione, io credo che l'articolo 12 abbia la sua dignità e che tale dignità non vada calpestata con l'emendamento numero 11. Perciò io voterò contro l'emendamento numero 11.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, grazie Presidente. Conformemente, in linea con l'intervento del collega Capelli, anche a me pare che trattandosi del Piano regionale per la ricerca scientifica, sia assolutamente opportuno che venga ripristinato il testo approvato dalla Commissione, il testo dell'articolo 12. E' una delle poche occasioni, l'unica, ma importante, peraltro, nella quale il Consiglio regionale sarebbe chiamato ad esprimersi. Tutti peraltro abbiamo consapevolezza che la Commissione è fatta di un numero limitato di componenti e non sempre rappresentativi di tutte le realtà politiche che ci sono nel Consiglio regionale, per cui io pregherei i presentatori dell'emendamento di ritirarlo e votare il comma 1 dell'articolo 12 così come è stato approvato in Commissione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Sì Presidente. Volevo, su questo emendamento, visto che l'abbiamo già fatto per l'altro articolo, chiedere il rinvio in modo da poter definire. Il mio punto di vista è che il Piano della ricerca non è svincolato dal Piano della ricerca quadro nazionale, e quindi per molti aspetti è un Piano attuativo, perché non ha libertà a 360 gradi, ma si interfaccia con quello che è il Piano nazionale per la ricerca. Però, siccome mi sembra che su questo punto le posizioni siano diverse, io credo che sia opportuno un approfondimento che chiederei venga fatto spostando l'articolo, a questo punto, visto che si tratta di un sostitutivo parziale, alla norma finanziaria, come abbiamo fatto già per l'altro articolo precedentemente.
PRESIDENTE. Propone di rinviare l'emendamento numero 11 alla norma finanziaria?
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, anche l'articolo.
PRESIDENTE. Sospendiamo tutto… tutti i colleghi che erano iscritti a parlare?
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. No Presidente. Naturalmente la Giunta regionale è sempre molto rispettosa dei convincimenti e anche dell'espressione di volontà del Consiglio, però, onorevole Capelli, in questo caso, guardi, che non c'è nessuna volontà di prevaricazione da parte della Giunta regionale. Questa è una proposta di legge che è stata predisposta dalla Commissione, dal Consiglio, quindi non c'è nessuna volontà da parte della Giunta regionale di prevaricare le prerogative del Consiglio. Quindi non abbiamo chiesto noi che il Piano venisse approvato con le modalità che sono indicate. Quindi mi pare che sia un luogo comune quello di continuare a ripetere che c'è una volontà di prevaricazione da parte della Giunta. Poi sul fatto che un Piano sulla ricerca scientifica, che ha dei contenuti eminentemente tecnici, scientifici, molto specialistici possa essere approvato dal Consiglio la Giunta qualche perplessità ce l'ha, comunque si rimette alla volontà del Consiglio.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. I colleghi che erano iscritti a parlare, non so se su questo emendamento, sono invitati a posticipare l'intervento, se rinviamo l'articolo, al momento in cui affronteremo l'articolo.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io invece volevo affermare che secondo me questo emendamento debba essere ritirato, che la questione debba rimanere così come è all'articolo 12. Ritengo…
PRESIDENTE. Sì, ma, mi scusi onorevole, abbiamo… c'è una richiesta di sospendere la discussione…
CALIGARIS (Gruppo Misto). E io non sono d'accordo. Non sono d'accordo, Presidente. Posso esprimere anche…
PRESIDENTE. Lei sta entrando nel merito. Uno può dire "non sono d'accordo" e poi ci rimettiamo all'Aula, se è questo il suo intendimento; se invece fa un intervento e poi mi dice "non sono d'accordo" stiamo entrando nel merito. Quindi sciogliamo la questione preliminare: se lo rinviamo rinviamo anche la discussione, se invece non lo rinviamo facciamo tutta la discussione qui e ora.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Io, Presidente, sono del parere che rinviarlo adesso non sia utile.
PRESIDENTE. Ci rimettiamo all'Aula.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Va bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Simonetta Sanna. Ne ha facoltà. Ci pronunziamo sul rinvio o no, senza entrare nel merito.
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Sì, io sono per il rinvio, però vorrei fare una considerazione che può essere utile per riflettere da parte del Consiglio e da parte della Commissione successivamente. Quindi, brevissimamente, la considerazione è la seguente: onestamente non ritengo che il Piano regionale per la ricerca scientifica possa essere discusso in Consiglio perché si tratta di un atto…
PRESIDENTE. No, mi scusi, faccio a lei la stessa osservazione…
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Va bene.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Sanna, se affrontiamo la discussione sull'articolo, io lascio intervenire lei e tutti gli altri colleghi che lo hanno richiesto, se invece decidiamo di rinviare l'articolo la affrontiamo nel momento in cui lo discutiamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Io vorrei chiedere al Consiglio se possa consentire di sviluppare la discussione, perché viceversa io non sono ostile a un rinvio, però il rinvio sta maturando senza che siano individuate le modalità di soluzione del problema. Allora, io non sono ostile al rinvio perché sono sempre disponibile alle soluzioni ragionevoli, ma si sta rinviando senza che si individui la via d'uscita. Io, per esempio, penso che ci sia una via d'uscita e non è uno scontro ideologico tra Consiglio e Giunta. Se fosse possibile discuterne e poi sottoporre la richiesta di rinvio in maniera tale che ci sia un orientamento anche su che cosa fare durante la sospensione è un conto, viceversa rinviamo ma rinviamo totalmente alla cieca!
PRESIDENTE. No, chiedo scusa, io capisco questo: che i presentatori dell'emendamento, che sono alcuni consiglieri, a questo punto, sentite alcune obiezioni fatte dal primo intervenuto hanno evidentemente bisogno di valutare e riflettere ed eventualmente anche di valutare il ritiro dell'emendamento, quindi propongono semplicemente di posticipare la discussione di merito a fra due articoli, perché stiamo concludendo la legge, quindi non è che lo rinviamo a chissà quando. Nel frattempo può darsi che i presentatori maturino un convincimento che renda superflua la discussione che stiamo facendo. Quindi chiedo all'Aula, chiedo ai colleghi di pronunciarsi sul rinvio della discussione a fra qualche articolo. Siamo d'accordo per il rinvio? Va bene. Quindi è sospeso l'articolo 12 e i suoi emendamenti.
L'articolo 13 è soppresso.
Passiamo all'esame dell'articolo 14.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:
Art. 14 Relazione sullo stato di attuazione1. Entro il mese di febbraio di ciascun anno la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione degli interventi previsti nel Piano regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica.
2. La relazione deve far riferimento in particolare:
a) al quadro dei finanziamenti assegnati ai beneficiari e alla descrizione qualitativa e quantitativa dei progetti finanziati;
b) alle attività di promozione ed informazione promosse e adottate;
c) alle ricadute occupazionali, formative ed economiche degli investimenti.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15 bis.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 bis:
Art. 15 bis Notifica delle azioni configurabili come aiuti di Stato1. Gli atti emanati in applicazione della presente legge che prevedono l'attivazione di azioni configurabili come aiuti di Stato, ad eccezione dei casi in cui gli aiuti sono erogati in conformità a quanto previsto dai regolamenti comunitari di esenzione, sono oggetto di notifica ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato dell'Unione Europea.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16. Alla norma finanziaria abbiamo rinviato l'emendamento numero 18; inoltre è stato presentato un emendamento sostitutivo totale, il "13".
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 e del relativo emendamento:
Capo V
Norma finanziaria e norme finali
Art. 16
Norma finanziaria
1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono determinate in euro 75.000.000 annui a decorrere dall'anno 2007; alle stesse si fa fronte con quota parte delle entrate proprie della Regione di cui all'articolo 8, lettera a) dello Statuto speciale della Sardegna.
Emendamento sostitutivo totale Gessa - Sanna Simonetta - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 16
L'art. 16 Norma finanziaria è sostituito dal seguente:
1. agli oneri derivanti dalla attuazione della presente legge si fa fronte, a decorrere dall'anno 2008, con le risorse previste nel bilancio pluriennale della Regione per gli anni 2007-2010 finalizzate alla ricerca scientifica e tecnologica. Con la legge di approvazione del bilancio pluriennale della Regione per l'anno 2008 gli stanziamenti previsti a favore della ricerca scientifica e tecnologica comprensivi dei fondi regionali, delle assegnazioni statali e dei fondi comunitari sono stanziati nello stato della spesa, nella Strategia 02-Funzione Obiettivo 04 in due distinte UPB ove sono iscritte rispettivamente le risorse regionali e di provenienza statale o comunitaria.
2. con la legge finanziaria relativa all'anno 2008 è determinato l'importo da destinare alla ricerca di base o fondamentale di cui all'art. 3 della presente legge in misura non inferiore all'1 per cento delle compartecipazioni dell'imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all'art. 8, comma 1, lettera a) dello Statuto Speciale della Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, come modificato dall'art. 1, comma 834, della legge 27 dicembre 2006 n. 296.
3. con la stessa legge finanziaria relativa all'anno 2008, in coerenza con quanto previsto dal comma 8 dell'art. 24 della legge regionale 28 luglio 2006 n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5) lo stanziamento annuale complessivo per la ricerca biomedica e sanitaria non può essere inferiore al due per mille dello stanziamento previsto per il sistema sanitario regionale. (Gli altri commi del suddetto art. 24 della L.R. 28 luglio 2006 n. 10 si intendono abrogati.). (13).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà. Lei aveva proposto anche il rinvio dell'emendamento numero 18 alla norma finanziaria, prego.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Sulla norma finanziaria, quindi l'articolo 16 e gli emendamenti numero 13 e 18, io credo che vadano approfondite un attimino quelle che sono state le ragioni della proposta della Commissione nell'esitare la proposta di legge con questo articolo 16 che individua praticamente nell'annualità 2007, che poi in realtà potrebbe essere spostata tranquillamente anche all'annualità 2008, un importo generico di 75 milioni di euro. Questa è chiaramente una norma finanziaria che vede, praticamente, un importo globale della sommatoria di tutto quello che dovrebbe essere il finanziamento della ricerca scientifica in Sardegna. Invece, nell'emendamento numero 13 si ha una sorta di stravolgimento di quella che era la richiesta fatta, il lavoro fatto all'interno della Commissione, quindi la proposta della Commissione, con l'individuazione di tre commi che onestamente diventano difficili da capire e da poter interpretare. Al comma 1, nell'emendamento numero 13, si individuano i fondi per la ricerca scientifica, a decorrere dall'anno 2008, con risorse previste nella finanziaria, quindi nel bilancio 2007-2010, che però in realtà non si riesce a capire realmente a quanto ammontano realmente queste risorse e quali sono realmente queste risorse, che in realtà, da una mia brevissima verifica, da un mio brevissimo controllo, sono decisamente inferiori ai 75 milioni di euro che noi, invece, avevamo previsto nella norma finanziaria a copertura di questa legge importantissima, definita così da tutti i colleghi consiglieri regionali.
Nel comma 2, invece, addirittura "è determinato l'importo da destinare alla ricerca di base in misura non inferiore all'1 per cento delle compartecipazioni dell'imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all'articolo 8", mentre invece noi prevedevamo, di questi 75 milioni di euro, il 20 per cento, se non ricordo male, per la ricerca di base di quell'importo lì. A quanto corrisponde - mi pongo a questo punto questa domanda - l'1 per cento della compartecipazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all'articolo 8 dello Statuto speciale della Sardegna, eccetera, eccetera? Non corrisponde certamente a quello che era la nostra proposta del 20 per cento su quell'importo che avevamo previsto.
Sul terzo comma, invece, io credo che cozzi completamente con l'emendamento numero 18, quindi credo che comunque debba essere necessariamente cassato il comma 3 dell'emendamento numero 13, in modo che automaticamente l'emendamento numero 18 possa decadere, perché credo che a questo punto non abbia più significato definire e stabilire che i progetti possono essere finanziati, anche quelli dell'articolo 24 della legge regionale numero 10 del 2005.
Quindi, chiedo al Consiglio di rivedere quelle che sono le posizioni dei colleghi Gessa, Sanna e chi ha firmato, comunque, l'emendamento numero 13 e credo che la dicitura da approvare all'interno di questo Consiglio regionale sia quella proposta realmente dalla Commissione, quindi della proposta che si ha oggi in Aula di questa legge, perché credo che sia anche, diciamo così, lo scopo, lo spirito finale, la filosofia finale, di quello che è stato il lavoro che noi abbiamo fatto all'interno della Commissione per poter ottenere, per poter dare importanza vera alla ricerca scientifica in Sardegna e avere garanzia e certezza di quello che dal 2008 la ricerca scientifica avrà, per quanto riguarda il nostro territorio regionale, come finanziamenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Silvio Lai. Ne ha facoltà.
LAI SILVIO (D.S.). Sull'emendamento numero 13, io penso che la ratio dei primi due commi, lo dico anche al collega Oscar Cherchi, è quello, più tecnico che politico, di andare a recuperare tutte le risorse presenti nei vari settori dalla diversa provenienza, quindi europei, nazionali e via dicendo, metterle con questo emendamento in un'unica UPB e quindi avere disponibili realmente le riserve provenienti dalle varie fonti. Quindi, penso che vada trattato sotto il profilo tecnico, mantenendo l'obiettivo di destinare quella quota nazionale e, soprattutto, contenendo all'interno di quei primi due commi anche la quota necessaria per la ricerca di base. Quindi, io sotto questo aspetto lo invito a valutare questo dato.
Per ciò che riguarda, invece, il terzo comma, è evidente che il comma 18 - che il collega Cherchi ha chiesto di discutere insieme - e l'ultima frase del comma 3 è in contrasto, ovvero l'emendamento numero 18 tende a mantenere l'articolo 24 della legge di riforma dei servizi sanitari, cioè della "10", tende a mantenerla e non ad abrogarla, perché quell'articolo è stato il frutto di un lungo lavoro della Commissione, approvato dall'intero Consiglio regionale, che aveva tre obiettivi, sostanzialmente. Il primo, porre tutta la ricerca biomedica e sanitaria, sia quella presente dentro il sistema universitario, sia quella presente dentro il sistema sanitario pubblico - le AA.SS.LL., le aziende ospedaliere, le aziende ospedaliere universitarie una volta nate - sotto un'unica guida, sotto un'unica capacità anche di guida, da parte dell'Assessorato, di un principio e sotto un principio che si chiama quello della lealtà reciproca che è presente nel comma 2. Cioè questo è un settore dove le aziende farmaceutiche influenzano molto, il principio della leale collaborazione vincola a utilizzare quelle risorse secondo quelli che sono gli indirizzi del sistema sanitario regionale. Quindi, orientare tutta la ricerca del campo medico verso obiettivi che siano del servizio sanitario regionale, verso obiettivi di emergenza sanitaria, verso obiettivi di priorità sanitaria. Ora, quell'articolo aveva quella caratteristica, dava poi un percorso chiaro e trasparente di accesso a questi fondi e poi un sistema di giudizio che poi è stato ripreso nella legge attuale sulla ricerca. Allora, l'emendamento numero 18 veniva collegato come comma 3, all'articolo sulla valutazione, perché nell'articolo sulla valutazione in più rispetto all'articolo 24, al comma 7 dell'articolo 24, veniva citata anche la decisione 1113 del Consiglio europeo che dà delle specificità rispetto al meccanismo di valutazione. Io penso che sarebbe un errore cancellare l'articolo 24 che parla di ricerca biomedica e sanitaria. Con l'emendamento numero 18 noi riconduciamo quella ricerca biomedica e sanitaria, pur mantenendo nell'ambito degli obiettivi clinici, degli obiettivi sanitari e del Piano sanitario regionale, della connessione tra sistemi ospedalieri, sistemi sanitari e sistemi universitari, la riconduciamo dentro un macrosistema sottoponendola agli stessi criteri di valutazione, ma lasciamo che possa svolgere il suo percorso con la fluidità e con i tempi che sono necessari nel sistema sanitario, nel sistema medico e nel sistema della salute, che sono spesso più rapidi, più immediati, rispetto a quelli che sono in altri sistemi.
Aggiungo che è importante che nella ricerca biomedico-sanitaria ci sia da una parte l'input relativo ai bisogni di salute, la sperimentazione e immediatamente il ritorno clinico. Questa circolazione dei risultati e della sperimentazione può essere mantenuta soltanto se si mantiene anche una specificità della ricerca biomedica e sanitaria. Quindi, nella legge quadro viene riportata, viene riportato lo stesso tema di valutazione, ma non vengono cancellate né le procedure, né quelli che sono i criteri di connessione che erano stati raggiunti come sintesi dal dibattito sulla legge di riforma delle politiche sanitarie.
Quindi, la mia proposta è quella di approvare l'emendamento numero 18 o, in alternativa, quella di votare per parti il "13", eliminando il terzo comma o l'ultima frase del terzo comma.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, le chiedo di aiutarmi a ricapitolare. Noi abbiamo in sospeso l'articolo 6 e l'articolo 12?
PRESIDENTE. Proviamo a ricapitolare, ci fermiamo all'articolo 16 che stiamo affrontando, poi faccio il riassunto.
PORCU (Progetto Sardegna). No, perché alla luce anche di quanto discusso dal collega Lai sull'articolo 18 e sulle sue osservazioni, sull'emendamento numero 18...
PRESIDENTE. L'emendamento numero 18 l'abbiamo trasferito alla norma finanziaria.
PORCU (Progetto Sardegna). Benissimo, mi è chiarissimo, noi siamo all'articolo 17 sulla norma finanziaria.
PRESIDENTE. Articolo 16!
PORCU (Progetto Sardegna). All'articolo 16 sulla norma finanziaria. Alla luce di quanto osservava, le chiedo mezz'ora di sospensione per poter verificare e chiarire gli aspetti emersi su questi articoli e su questo emendamento, così potremo rapidamente vedere se ci sono le condizioni per chiudere rapidamente sul "6", sul "12" e sull'articolo 16. Credo che, forse, sia la cosa migliore, piuttosto che procedere a incastri, concederci una pausa dove nell'insieme valutiamo le questioni che sono emerse nel dibattito e ci diamo mezz'ora di sospensione. Grazie.
PRESIDENTE. Io ho sei iscritti a parlare, se chi è iscritto a parlare ritiene che questa pausa serva anche per agevolare la discussione successiva, facciamo mezz'ora di sospensione, va bene?
CAPELLI (U.D.C.). Sull'ordine dei lavori, sulla proposta di Porcu!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io non sono pregiudizialmente contrario alla sospensione, vorrei però, Presidente, chiarire una cosa, cioè noi stiamo abusando - come, per altri versi, di alcune altre norme regolamentari - della richiesta di sospensione. L'Aula è il luogo dove si decidono e si discutono anche i pareri diversi e dove nasce e si crea l'idea e la sintesi. Non può essere che per ogni difficoltà la maggioranza o qualcuno della maggioranza chieda di sospendere, ne parlate un attimo e si interrompe il confronto che mi sembra molto più produttivo del fatto che ci si apparti per decidere qual è la linea di maggioranza da portare avanti. Ripeto, non osto alla sospensione, mi sembra però un abuso e mi sembra controproducente rispetto al confronto che si deve svolgere in Aula, rappresentando ognuno le proprie posizioni, a volte anche non per forza necessariamente in linea con le posizioni di Gruppo su queste materie, su queste vicende, ma non è che bisogna sempre sospendere perché bisogna trovare l'unità politica, non ve la stiamo chiedendo l'unità politica su questa materia! Perciò, affrontiamo il confronto produttivo che possa portare poi a sintesi l'opinione dell'Aula, non dell'auletta, ma che porti l'opinione dell'Aula.
PRESIDENTE. Colleghi, ovviamente le sospensioni servono per agevolare il lavoro, se si ritiene che non sia un metodo corretto io non ho difficoltà a dare la parola a chi ha chiesto di intervenire. Siccome le opinioni non sono convergenti affrontiamo la discussione in Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì Presidente, la ringrazio. Onorevole Capelli, le sospensioni, anche su argomenti di assoluta importanza, sono sempre state richieste di volta in volta dalle parti, e non si vuole espropriare l'Aula della possibilità di approfondire il dibattito. Peraltro, è risultato del tutto evidente che parti della maggioranza condividono alcune delle osservazioni che pure in prima istanza sono state fatte da componenti dell'opposizione. Allora, siccome mi è parso peraltro, Presidente, di comprendere che l'onorevole Capelli sollecitava sì il dibattito in Aula e in ogni caso il dibattito in Aula verrà ripreso dai punti ai quali siamo rimasti, però non si opponeva, questo io ho compreso circa la sospensione, io ripropongo, Presidente, l'ipotesi di una sospensione di mezz'ora, solo con l'intenzione di agevolare lo svolgimento dei lavori.
PRESIDENTE. Va bene colleghi. Che facciamo? Votiamo, sospendiamo perché siamo tutti d'accordo? Lasciamo le iscrizioni a parlare tal quali e fra mezz'ora riprendiamo dal punto nel quale stiamo interrompendo. Sospendo la seduta per trenta minuti. Riprendiamo alle 19 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 02, viene ripresa alle ore 20 e 31.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Volevo chiedere la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Un attimo colleghi, c'è un problema di sistema, c'è un blocco, adesso risolviamo.
(Interruzione)
Va bene colleghi, stiamo facendo una verifica del numero legale.
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uras - Vargiu.)
PRESIDENTE. Sono presenti 60 consiglieri, siamo in numero legale.
Penso che dobbiamo concludere la seduta qui, e riprendiamo la discussione su questa legge domani mattina alle ore 10. La seduta è tolta.
Convoco una Conferenza dei Capigruppo, per domani mattina alle 9 e 30. Colleghi alle 9 e 30 di domani mattina è convocata anche la Commissione sanità.
La seduta è tolta alle ore 20 e 37.
Allegati seduta
CCCLVII Seduta
(Pomeridiana)
Mercoledi' 1 agosto 2007
Presidenza del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 17 e 05.
CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di mercoledì 25 luglio 2007 (350), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Farigu e Pittalis hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 1 agosto 2007.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione con nota 1 agosto 2007, ha informato di aver nominato l'onorevole Eliseo Secci Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. All'onorevole Secci i nostri auguri di buon lavoro.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Interrogazione Lai Renato - Marracini - Pittalis - Atzeri - Maninchedda, con richiesta di risposta scritta, sulla richiesta di istituzione del servizio di guardia medica nel Comune di Budoni". (939)
"Interrogazione Sanna Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla crisi dell'azienda conserviera Palmera e sul mantenimento dei livelli occupazionali, a seguito delle indiscrezioni giornalistiche e delle dichiarazioni dei rappresentanti sindacali". (940)
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Interpellanza Porcu sul grave caso di inquinamento di una vasta area delle coste sud occidentali e sud orientali della Sardegna."(259)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Mozione Lanzi - Licheri - Fadda - Serra - Cugini sulle iniziative da adottare per il miglioramento del servizio al fine di ridurre i ritardi negli indennizzi per le alluvioni.". (135)
PRESIDENTE. Proseguiamo l'esame della legge. Passiamo all'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:
Art. 2
Alta formazione e inserimento lavorativo nel settore della ricerca scientifica e innovazione tecnologica
1. La Regione, al fine di sviluppare, attrarre e mantenere nel sistema della ricerca in Sardegna un capitale umano altamente qualificato:
a) favorisce l'alta formazione dei giovani ricercatori attraverso la concessione di contributi individuali a fondo perduto o altre forme di incentivi per la partecipazione a programmi di studio e di lavoro presso centri di ricerca di riconosciuto prestigio internazionale;
b) favorisce accordi, promuove e finanzia forme di collaborazione tra imprese ed enti di ricerca pubblici e privati e università della Sardegna e tra questi e i centri di ricerca di riconosciuto prestigio internazionale al di fuori del territorio regionale;
c) promuove l'inserimento di ricercatori altamente qualificati nel sistema regionale della ricerca e delle imprese, anche attraverso il cofinanziamento di progetti di ricerca, l'istituzione di borse per l'inserimento lavorativo e, limitatamente alle università e agli enti pubblici di ricerca,attraverso il finanziamento di contratti di lavoro pluriennali rinnovabili e di progetti di ricerca;
d) prevede incentivi per le imprese della Sardegna che investono nell'alta formazione svolta dalle università e da altri centri di ricerca di riconosciuto prestigio internazionale.)
PRESIDENTE. Grazie colleghi. Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi parziali numero 1, 2 e l'aggiuntivo numero 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti:
Art. 3
Promozione e sostegno del sistema regionale della ricerca
1. La Regione, allo scopo di promuovere l'attività di ricerca scientifica fondamentale o di base e applicata nel proprio territorio:
a) favorisce la realizzazione di centri di eccellenza per la ricerca scientifica e sostiene l'attività di quelli riconosciuti dagli organismi competenti in ambito nazionale ed europeo;
b) incentiva la creazione di consorzi o altre forme associative tra università, enti e centri di ricerca pubblici e privati e imprese;
c) finanzia o cofinanzia progetti di ricerca fondamentale o di base di particolare valore conoscitivo che trovino in Sardegna ottimali condizioni per la loro esecuzione e/o che abbiano avuto accesso a programmi di ricerca internazionali, comunitari e nazionali presentati da università ed enti pubblici di ricerca; la quota per i suddetti interventi non dovrà essere inferiore al 20 per cento dei fondi annualmente stanziati per la presente legge;
d) cofinanzia progetti di ricerca applicata e di sviluppo precompetitivo presentati da imprese, università ed enti e centri di ricerca pubblici e privati e da consorzi o altre forme associative tra questi soggetti aventi sede in Sardegna;
e) facilita, attraverso apposite intese, l'utilizzo da parte dei ricercatori operanti in Sardegna delle grandi attrezzature scientifiche presenti nel territorio regionale e l'accesso alle informazioni della Biblioteca scientifica regionale istituita dalla presente legge;
f) istituisce premi annuali da assegnare a ricercatori per pubblicazioni scientifiche di eccellenza realizzate in Sardegna.
Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 3
Nella lettera c) del comma 2 dell'art. 3 le parole "la quota per i suddetti interventi non dovrà essere inferiore al 20% dei fondi annualmente stanziati per la presente legge" sono sostituite dalle seguenti "la quota per i suddetti interventi non dovrà essere inferiore all'1% delle compartecipazioni all'imposta sul reddito delle persone fisiche;". (1)
Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 3
Nella lettera e) del comma 1 dell'articolo 3, le parole "istituita dalla presente legge" sono sostituite dalle seguenti: "di cui all'articolo 4, lettera b)". (2)
Emendamento aggiuntivo Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 3
Nella lettera d) del comma 1 dell'articolo 3, prima della parola "cofinanzia" sono aggiunte le parole: "finanzia o". (3).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Gessa, relatore.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Allora, sull'emendamento numero 2, parere positivo, sull'emendamento numero 3 parere positivo, numero 4...
PRESIDENTE. No, no aspetti, l'1... no, no aspetti onorevole... L'1, il 2 e il 3 sono emendamenti all'articolo 3.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Allora sull'emendamento numero 1 all'articolo 3 comma 1 parere positivo, sull'articolo 3 comma 1 parere positivo, sull'emendamento numero 2 e sull'emendamento numero 3 parere positivo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Emendamento numero 1.
Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Chiedo il voto elettronico, Presidente!
PRESIDENTE. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Cassano?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Corda ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Giagu - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Secci.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - La Spisa - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Vargiu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 45
astenuti 5
maggioranza 23
favorevoli 45
(Il Consiglio approva).
Emendamento numero 2.
CASSANO (Riformatori Sardi). Per chiedere il voto elettronico palese, Presidente!
PRESIDENTE. Bene. Chi sostiene la richiesta dell'onorevole Cassano?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 2.
(Segue la votazione)
Si da atto che i consiglieri La Spisa e Corda hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Diana - Floris Mario - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Giagu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Secci - Vargiu.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Dedoni - Randazzo Vittorio.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 50
votanti 47
astenuti 3
maggioranza 24
favorevoli 47
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Articolo 3.
Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.
CASSANO (Riformatori Sardi). Per chiedere il voto elettronico palese Presidente!
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 3.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Rassu, Gallus, Dedoni, Pisano, Cassano e Vargiu hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Balia - Bruno - Cachia - Caligaris - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Contu - Corda - Corrias - Cuccu Franco Ignazio - Cuccu Giuseppe - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Gallus - Gessa - Giagu - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Moro - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Porcu - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Matteo - Scarpa - Secci - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 51
astenuti 1
maggioranza 26
favorevoli 51
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Emendamento aggiuntivo numero 3.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo il voto elettronico palese.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 3.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Bruno - Cachia - Caligaris - Cappai - Cerina - Corda - Corrias - Davoli - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - Lai Renato - Lanzi - Licheri - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Porcu - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - La Spisa - Rassu.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo il risultato della votazione:
presenti 31
votanti 28
astenuti 3
maggioranza 15
favorevoli 28
PRESIDENTE. Non c'è il numero legale; la seduta è sospesa per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 17, viene ripresa alle ore 17 e 49.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Colleghi, stiamo votando l'emendamento aggiuntivo numero 3, all'articolo 3.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento aggiuntivo numero 3 all'articolo 3.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri Amadu e Moro hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licandro - Licheri - Liori - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Milia - Moro - Orrù - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Rassu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Vargiu.
Si è astenuto: il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 52
votanti 51
astenuti 1
maggioranza 25
favorevoli 51
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 4, a cui è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 17.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e del relativo emendamento:
Art. 4
Divulgazione dell'informazione e della cultura scientifica
1. La Regione, al fine di contribuire alla divulgazione della cultura scientifica in Sardegna:
a) sostiene, in collaborazione con le università, gli enti e i centri pubblici di ricerca, la realizzazione degli obiettivi didattici tramite programmi scientifici integrati con i curricula scolastici;
b) promuove la costituzione, anche attraverso l'utilizzo e il potenziamento del patrimonio scientifico delle biblioteche delle università della Sardegna, di una biblioteca scientifica regionale in rete con altre biblioteche pubbliche e private.
Emendamento aggiuntivo Caligaris - Gessa - Cerina - Davoli - Barracciu - Sanna Franco - Frau - Pinna - Sanna Simonetta - Corda
Articolo 4
Dopo la lettera b) è aggiunta la seguente lettera "bis) istituisce il premio regionale biennale "A scuola di scienza" destinato agli studenti delle scuole medie di secondo grado per progetti che testimonino evidenti capacità ideative e tecnico-pratiche. (17).)
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente. Molto brevemente per illustrare le ragioni che hanno ispirato questo emendamento e volendo rimarcare il fatto che si vuole dare rilievo, proprio in sintonia con quanto ha rilevato stamane nella sua relazione l'onorevole Gessa, al ruolo importante che questa legge può svolgere in tutto il tessuto culturale della Regione, in sintonia con l'articolo 2 che pone in evidenza, nel comma a), la necessità della divulgazione culturale. Del resto l'onorevole Davoli, che conosce bene il mondo della scuola, sa quanto sia importante dare uno spazio significativo proprio alla cultura scientifica e anche dare spazio alla possibilità per i giovani, che manifestano interesse, di potersi misurare in questi ambiti sin da giovani. Può anche rappresentare l'occasione per stimolare nei giovani proprio la voglia di studiare. Si è pensato ad un premio da istituire ogni due anni per dare il tempo anche agli insegnanti di poter collaborare con gli studenti, eventualmente per stimolare in loro la capacità progettuale e per offrire l'opportunità alle scuole secondarie di essere presenti in questo percorso. Penso anche che possa fare da trampolino in una condizione scolastica che tende alla qualità. Noi oggi riceviamo sollecitazioni in questo senso, sia per valorizzare il ruolo degli insegnanti, ma soprattutto per dare un'immagine positiva della scuola. Ecco, l'emendamento è nato da questo ragionamento, dal fatto che si tratta della prima legge di settore ed è un aspetto importante collegarla strettamente al mondo della formazione, come del resto viene fatto anche per altre parti relativamente ai curricula scolastici. Approfitto anche dell'occasione, anche se non lo vedo in Aula, per fare gli auguri all'assessore Secci e per confidare massimamente nella sua lunga esperienza di consigliere regionale e perché mi auguro che l'assessore Secci, al contrario di qualcun altro, non dia risposte fotocopia alle interrogazioni che vengono presentate e che pongono all'attenzione problemi che riguardano la comunità e che avrebbero bisogno, magari volta per volta, di risposte opportune e sintetiche ma anche di tratti politici e non solo tecnici. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore sull'emendamento 17, ha facoltà di parlare il consigliere Gessa, relatore.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(E' approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 5; non ci sono emendamenti all'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:
Art. 5
Trasferimento di conoscenze e competenze scientifiche e tecnologiche
1. La Regione, al fine di promuovere il trasferimento delle conoscenze e competenze scientifiche e tecnologiche presso le imprese e le amministrazioni pubbliche nonché lo sviluppo di nuove iniziative imprenditoriali innovative in Sardegna:
a) promuove l'avvio di iniziative imprenditoriali basate sulla conoscenza prodotta in Sardegna dalle università e dagli enti e centri di ricerca pubblici e privati che abbiano una ricaduta economica ed occupazionale;
b) sostiene, per un periodo di tempo non superiore a due anni, la proprietà intellettuale di scoperte di particolare interesse realizzate dalle università e dagli enti e centri pubblici di ricerca operanti in Sardegna;
c) sostiene programmi per favorire il distacco temporaneo di ricercatori e tecnici dalle università e dagli enti pubblici di ricerca alle amministrazioni pubbliche e alle imprese operanti in Sardegna e viceversa;
d) cofinanzia progetti di trasferimento tecnologico tra il sistema della ricerca e quello delle imprese e delle amministrazioni pubbliche;
e) sostiene la costituzione, il potenziamento e il coordinamento di appositi strumenti informativi secondo il modello dei "liaison office".)
(E' approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 6; sono stati presentati gli emendamenti sostitutivi parziali numero 4, 16, e l'aggiuntivo numero 15.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:
Capo II Razionalizzazione degli interventiArt. 6
Razionalizzazione degli interventi e unificazione delle competenze in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica
1. La Regione, al fine di razionalizzare la gestione delle politiche per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica in Sardegna:
a) istituisce il Fondo unico regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica;
b) unifica le competenze per l'attuazione degli interventi nel settore presso un unico Assessorato regionale;
c) istituisce la Consulta regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica;
d) istituisce i Comitati tecnici consultivi regionali d'area in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica;
e) istituisce l'Anagrafe regionale della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica.
2. La Giunta regionale, sentita la Commissione consiliare competente, contestualmente all'istituzione dei suddetti organismi, emana un atto di indirizzo che dispone modalità e procedure del loro funzionamento.
Emendamento Sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 6
Nella lettera b) del comma 1 dell'art. 6 le parole "presso un unico Assessorato regionale" sono sostituite dalle seguenti "presso l'Assessorato regionale alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio". (4)
Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Davoli - Cerina - Barracciu - Uras
Articolo 6
Nella lettera b) del comma 1 dell'articolo 6, le parole "presso un unico Assessorato regionale" sono sostituite dalle seguenti: "presso la presidenza della Giunta regionale". (16)
Emendamento aggiuntivo Sanna Simonetta - Davoli - Gessa - Cachia - Uras
Articolo 6
Nel comma 1 dell'articolo 6 è aggiunta la seguente lettera f) "attribuisce alla" Direzione generale per l'innovazione tecnologica e per le tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni" istituita con l'articolo 21 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, anche le competenze in materia di ricerca scientifica e conseguentemente ne modifica la denominazione in "Direzione generale per la ricerca scientifica, l'innovazione tecnologica e le tecnologie dell'informazione e delle comunicazioni" potenziandone la struttura anche in deroga al limite di cui al comma 1 dell'articolo 29 della legge regionale 13 novembre 1998 n. 32, alla determinazione del quale, in ogni caso, non concorrono le nomine conferite a personale in servizio ed in quiescenza dell'amministrazione regionale e delle altre amministrazioni pubbliche della Sardegna. (15).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, per chiedere la sospensione dell'articolo 6, proseguire con l'articolo 7 e discutere dell'articolo 6 dopo l'articolo 13. Grazie.
PRESIDENTE. Se non ci sono obiezioni sospendiamo la discussione dell'articolo 6.
Passiamo all'esame dell'articolo 6 bis, a cui è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e del relativo emendamento:
Capo III
Organizzazione e valutazione
Art. 6 bis
Fondo unico regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica
1. Il Fondo unico regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica comprende tutte le risorse comunitarie, nazionali e regionali ed eventuali lasciti o donazioni di privati.
Emendamento aggiuntivo Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 6 bis
Dopo il comma 1 dell'art. 6 bis è aggiunto il seguente comma 1 bis. La Giunta Regionale, in attuazione delle linee programmatiche definite nel Piano regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica, con propria deliberazione, individua annualmente le quote del fondo da destinare alle singole linee di intervento nel rispetto delle previsioni dei soggetti che contribuiscono alla costituzione del fondo stesso e dei vincoli di ammissibilità della spesa dettati dalla vigente normativa comunitaria, nazionale e regionale.". (5).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore sull'emendamento 17, ha facoltà di parlare il consigliere Gessa, relatore.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Il parere è favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 6 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votiamo ora l'emendamento aggiuntivo numero 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 7, cui sono stati presentati gli emendamenti: soppressivo parziale numero 6, sostitutivo parziale 7 e aggiuntivo numero 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:
Art. 7
Consulta regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica
1. La Consulta regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica è organo consultivo della Giunta regionale in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica per la programmazione regionale e in particolare per l'elaborazione del Piano regionale di sviluppo e del Piano regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica.
2. La Consulta regionale, attraverso una procedura partecipata di consultazione delle imprese, delle università, degli enti e centri di ricerca pubblici e privati, supporta la Giunta regionale nella individuazione dei fabbisogni principali di ricerca ed alta formazione e delle direttrici fondamentali di sviluppo nonché nella individuazione degli strumenti di attuazione.
3. La Consulta è composta da:
a) l'Assessore regionale di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b);
b) i Rettori delle Università degli studi di Cagliari e Sassari o i loro delegati;
c) un rappresentante degli enti pubblici di ricerca presenti nel territorio regionale da questi designato;
d) un rappresentante degli enti o centri privati di ricerca presenti nel territorio regionale da questi designato;
e) un rappresentante delle aziende sanitarie locali;
f) un rappresentante delle fondazioni che operano nel campo della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna;
g) il presidente del Consorzio Sardegna ricerche, organismo di gestione, promozione e sviluppo del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna;
h) due rappresentanti delle organizzazioni e delle imprese maggiormente rappresentative nel settore agricolo, industriale, artigianale, del terziario e dei servizi, da esse designati.
Emendamento soppressivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 7
Nella lettera g) del comma 3 dell'articolo 7, dopo le parole: "il presidente del Consorzio Sardegna ricerche" sono soppresse le parole: "organismo di gestione, promozione e sviluppo del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna. (6)
Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 7
Nella lettera h) del comma 3 dell'articolo 7, le parole: "due rappresentanti delle organizzazioni e delle imprese maggiormente rappresentative nel settore agricolo, industriale, artigianale, del terziario e dei servizi da esse designati;" sono sostituite dalle seguenti: "un rappresentante delle organizzazioni delle imprese e un rappresentante delle organizzazioni sindacali, da esse designati;". (7)
Emendamento aggiuntivo Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 7
Dopo la lettera h) del comma 3 dell'articolo 7, è aggiunta la seguente lettera:
"h bis) il direttore generale dell'AGRIS, Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione autonoma della Sardegna.". (8).)
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Sì Presidente. Soltanto per porre una questione di carattere tecnico, prima che si approvi l'articolo, nel senso che è stato presentato l'emendamento numero 6 nel quale si cancella la dicitura: "organismo di gestione, promozione e sviluppo del parco scientifico e tecnologico della Sardegna" relativamente alla lettera g). Io però volevo chiedere una spiegazione in merito alla dicitura "Consorzio Sardegna ricerche", perché il "Consorzio Sardegna ricerche" in pratica non esiste, esiste "Sardegna ricerche", ed esiste il Consorzio per l'assistenza alle piccole e medie imprese. Siccome la Regione ormai ha acquisito, cioè…non esiste più formalmente un Consorzio, mi domandavo se questa dicitura: "Consorzio Sardegna ricerche" fosse propria o se fosse semplicemente uno "svarione" o se corrispondesse ad un qualcosa perché non si capisce esattamente se stiamo parlando di questo Consorzio o di un altro Consorzio. Non lo so, volevo semplicemente porre l'accento su questo aspetto che non mi sembra secondario visto che lo stiamo inserendo in legge. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Caligaris. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa, relatore. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Nella deliberazione di Giunta con cui Sardegna ricerche è stata istituita c'è "Consorzio Sardegna ricerche".
PRESIDENTE. Quindi c'è: "Consorzio Sardegna ricerche" istituito da una deliberazione della Giunta. Quindi si fa riferimento alla…
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente. Solo per segnalare che nella composizione della consulta, alla lettera e), è previsto un rappresentante delle aziende sanitarie locali. Questa dicitura escluderebbe un rappresentante delle aziende ospedaliere o delle aziende miste. Se la dicitura è solo "un rappresentante delle aziende sanitarie locali" si riferisce solo alle AA.SS.LL., automaticamente verrebbero escluse le aziende ospedaliere, per esempio il Brotzu, cardiochirurgia, non sto qui adesso a… che potrebbe essere lui il rappresentante scientifico della parte ospedaliera, o le neocostituite aziende miste. Suggerirei di allargare la terminologia, riservando sempre il posto a una unità. Però una unità che può essere definita e scelta o indicata in un ambito più ampio delle aziende ospedaliere, AA.SS.LL., e aziende miste.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa, relatore. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Sono d'accordo. Per quanto riguarda le aziende miste, già i rettori delle Università sono presenti, però gli ospedali, come il Brotzu, potrebbero essere appunto omologati assieme alle AA.SS.LL., quindi propongo un emendamento orale accogliendo questo suggerimento.
PRESIDENTE. Allora, l'emendamento orale potrebbe essere così: "un rappresentante delle aziende sanitarie locali, ospedaliere e miste". Va bene? Perché è vero che ci sono i rettori, ma è vero che le aziende miste hanno i direttori generali. Va bene?
Stiamo verificando la questione sollevata dall'onorevole Caligaris.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Semplicemente per dire che è vero che nella delibera è così, ma non è un consorzio è un solo socio; non guasta se mettiamo Sardegna ricerche S.r.l. e basta. E si risolve il problema.
DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Possiamo prendere tempo perché sto facendo una verifica?
PRESIDENTE. Sospendiamo l'articolo perché, essendo il numero 6 un emendamento sostitutivo parziale, non possiamo procedere all'approvazione degli altri aspetti.
Passiamo all'esame dell'articolo 7 bis.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 bis:
Art. 7 bis Comitati tecnici consultivi regionali d'area1. I Comitati tecnici consultivi regionali d'area sono organi di consulenza della Giunta regionale in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica per ciascuna delle seguenti macroaree:
a) scienze matematiche, informatiche, fisiche, chimiche e ingegneristiche;
b) scienze della terra e dell'ambiente;
c) scienze della vita;
d) scienze umane e sociali.
2. Ogni comitato tecnico è composto da cinque esperti di comprovata competenza nei diversi settori delle suddette macroaree nominati dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 6, sentito il parere della Commissione consiliare competente.)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì, sull'articolo 7 bis per segnalare alcuni aspetti al relatore e chiedere se è possibile che li consideri. L'articolo 7 bis istituisce dei comitati tecnici regionali d'area che vengono dichiarati consultivi, per macroaree (scienze matematiche, scienze della terra, scienze della vita e scienze umane e sociali). Il secondo comma dice che i membri di questi comitati vengono indicati, vengono nominati dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessorato, ma ho visto l'emendamento e sarà su proposta della Presidenza della Giunta. I comitati non sono meramente consultivi, perché l'articolo è collegato al successivo articolo 9 bis, dove i comitati indicano i valutatori per area.
Allora, la prima obiezione è di tipo politico: la nomina dei comitati non vede la comunità scientifica, in alcun modo, coinvolta, è la politica che sceglie i membri dei comitati; mentre le organizzazioni professionali, le associazioni scientifiche, gli atenei non hanno neanche la possibilità di indicare rose all'interno delle quali la politica possa scegliere, perché l'emendamento che voi avete presentato dice che vengono nominati dalla Presidenza sentita la Commissione, ma rimaniamo in un ambito politico. Sarebbe stato opportuno che le comunità scientifiche potessero esprimere almeno le rose all'interno delle quali scegliere. In secondo luogo, riprendo la discussione… Su questo vorrei che ci fosse una valutazione perché, a mio avviso, la comunità scientifica deve poter indicare le rose all'interno delle quali, quando si tratta di competenze di settore, sceglie la politica, perché viceversa è chiaro che favoriamo un lobbismo di vicinanza alla politica, da parte degli studiosi, che ha provocato tanti danni nella comunità scientifica: valutate. Secondo elemento, che invece è di tipo più specifico, torno ad approfondire ciò che dicevo stamane: il comitato tecnico di scienze umane e sociali. Ora, al di là della denominazione, vi sono alcune scienze, ad esempio la demografia, la demografia storica, alcuni settori della sociologia, alcuni settori della psicologia, della psicolinguistica, che possono essere adeguatamente valutati dal sistema di valutazione che viene previsto dall'articolo 9 bis. Che è un articolo che richiama un deliberato della Commissione che individua dei parametri di valutazione dei progetti scientifici. Parametri efficaci, ma non efficaci nel settore delle filologie, delle letterature, della ricerca storica. Vorrei fare degli esempi al Consiglio se me lo consentite. Uno dei fattori, non l'unico, uno dei fattori di valutazione della qualità di una ricerca è il cosiddetto fattore di impatto, cioè, dove tu lo pubblichi, la rivista che impatto ha, che diffusione ha? eccetera. Allora vi faccio degli esempi: noi siamo oggi in grado di sapere come i nuragici chiamassero i nuraghi e sappiamo che la parola nuraghe, nurache, non è la parola che loro utilizzavano ma è la sua latinizzazione, la parola che usavano i sardi nuragici era nurac, noi conosciamo questo termine da un'iscrizione. L'articolo che ha svelato qual era la forma e che ci ha insegnato che nurac nasce dal fatto che i sardi sono ostili, il sardo neolatino, la lingua neolatina, è ostile alle parole terminanti per consonante, quindi abbiamo aggiunto una e. E' il professor Paulis che ha pubblicato questo articolo negli atti di un convegno, neanche di grande rinomanza. Ancora, la cosiddetta Veneretta di Macomer, sicuramente non conosciuta da tutti ma almeno dal mio collega Pirisi, è certamente nota. La Veneretta di Macomer noi l'abbiamo sempre datata 5000 a.C. cioè la riteniamo legata al neolitico, invece due ricercatori hanno pubblicato in una rivistina sperduta e hanno dimostrato che si tratta del paleolitico, 5000 anni prima! Vogliamo andare su una dimensione più ampia? Carlo Dionisotti, che è stato uno dei più grandi studiosi di storia della letteratura italiana, ha pubblicato il suo articolo, con cui ha cambiato l'approccio alla storia della letteratura italiana, in una rivistina quasi sconosciuta e poi ripubblicata a distanza di decenni, di decenni, su Einaudi; è a lui che dobbiamo se oggi non parliamo più di storia della letteratura italiana, ma parliamo di storia della letteratura degli italiani, a lui dobbiamo il riconoscimento che i sistemi regionali sono sistemi culturali in Italia. Bene, se fossero state valutate col fattore di impatto queste cose non avrebbero avuto nessuna incidenza, nessuna valorizzazione.
C'è un altro elemento: il mondo umanistico non modifica materialmente la realtà, non la modifica, il mondo umanistico forma persone; nel mondo umanistico l'interpretazione è una parte decisiva ed ha una grande componente di opinabilità. Come facciamo a valutare questo genere di impatto? C'è sempre il rischio che la politica valuti bene ciò che è conforme al suo indirizzo, e valuti male ciò che non è conforme. Per cui ripongo, in via meramente interlocutoria, perché non credo sia emendabile, ma ripongo il problema della necessità che il mondo umanistico che ho in qualche modo individuato, il mondo delle scienze filosofiche, delle discipline filosofiche, delle discipline umanistiche abbiano il loro ruolo. Vi faccio un esempio: c'è uno sconosciuto russo che si chiama Florensky che oggi viene conosciuto grazie ai lavori di Cacciari, che però quando si è cominciato a parlarne in Europa era uno sconosciuto, ed è lui che ha spiegato moltissime cose, un biologo, un matematico, un teologo della visione della storia dei russi, che hanno inciso tanto sulla storia d'Europa, anche lui in una dimensione marginale, Kant non era mai uscito dalla sua città.
Allora io vorrei dire che questo tipo di discipline umanistiche hanno bisogno di una legislazione che aumenti la libertà dei ricercatori, che aumenti, cioè che faccia arrivare risorse perché lavorino, senza stare a controllare troppo la natura del loro lavoro. Si è sempre detta in quest'Aula, ed io mi sono astenuto, che i soldi a pioggia all'editoria hanno fatto scrivere un mare di sardi. Se noi oggi abbiamo molti scrittori è perché tanto hanno scritto prima, grazie ai soldi della Regione. Il mondo umanistico ha bisogno di libertà, e ha bisogno di soldi non controllati dalla politica. Occorre ragionare su una legge sulla cultura che abbia questi indirizzi rispetto ad una legge sulla ricerca applicata, che io capisco deve avere questi meccanismi di controllo, che temo invece si trasformino in un controllo politico, quando sono indirizzati ad un oggetto, che non possono e non devono controllare. Grazie.
PRESIDENTE. Mettiamo in votazione l'articolo 7 bis.
Ha domandato di parlare il consigliere Gessa, relatore. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Allora vorrei rispondere a Paolo Maninchedda, dicendo che ha ragione nel merito di queste cose. Un articolo recente su Science dice: forse Newton e Darwin non sarebbero finanziati oggi. Però, devo anche dire che in effetti la Giunta regionale poi deve selezionare questi comitati tecnici, e potremo proporre, ancora una volta, come emendamento orale: scelti in una rosa di nomi proposti, io direi dalla consulta. Ricordando anche che nell'articolo 9 bis, finalmente, poi questi non sono liberi totalmente, perché si deve avvalere di revisori, di norma anonimi, individuati nell'albo del Ministero dell'Università, cioè, quando finalmente devono scegliere. Però sono d'accordo su un emendamento orale, sì il 7 bis, e allora lo potremo chiamare: comma due lettera C.: ogni comitato tecnico è composto da cinque esperti di comprovata competenza nei diversi settori delle diverse discipline, dunque nominati dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore di cui eccetera eccetera; nominati dalla Giunta regionale, scelti da una rosa di nomi proposti dalla consulta.
PRESIDENTE. Onorevole Gessa può ripetere?
GESSA (Progetto Sardegna), relatore. Ogni comitato tecnico è composto da cinque membri di comprovata competenza nei diversi settori delle suddette macro aree, nominati dalla Giunta, scelti da una rosa di nomi proposti dalla consulta.
PRESIDENTE. Quindi "su proposta dell'Assessore" va via? Scelti da una rosa di nomi nominati dalla consulta. Possiamo rileggere: delle suddette macro aree nominati dalla Giunta regionale scelti da una rosa di nomi indicati dalla consulta, sentito il parere della Commissione consiliare competente. La consulta di cui all'articolo 7. Va bene così? Va bene!
(E' approvato)
Siamo in condizioni di tornare all'articolo 7. Assessore, può chiarire il punto G., il Presidente del Consorzio Sardegna ricerche?
Ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, penso che sia corretta la dizione, che è contenuta nell'articolo 7 al punto G. cioè il Presidente del Consorzio Sardegna ricerche, lasciare questa dizione. Poi naturalmente c'è stata una delibera di Giunta a cui faceva riferimento l'onorevole Caligaris che ha approvato, però direi che tutto l'iter ancora non è, non si è completato per intero. Per cui per adesso la dizione più corretta è quella di Consorzio Sardegna ricerche.
PRESIDENTE. Va bene colleghi, votiamo.
(E' approvato)
(E' approvato)
(E' approvato)
(E' approvato)
L'articolo 8 è soppresso.
Passiamo all'esame dell'articolo 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo:
Art. 9
Anagrafe regionale della ricerca scientifica e innovazione tecnologica
1. L'Anagrafe regionale della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica raccoglie tutte le informazioni e i dati necessari per il coordinamento delle politiche regionali a sostegno della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica. In particolare raccoglie e aggiorna, anche in collegamento con altre banche dati, informazioni relative a imprese, enti e centri di ricerca regionali, nazionali e internazionali, nonché i dati relativi ai progetti di ricerca finanziati dalla Regione e le notizie relative alle strutture ed agli enti e centri di ricerca pubblici e privati della Sardegna.
2. Le informazioni e i dati dell'Anagrafe sono pubblici, vengono aggiornati costantemente e resi disponibili per via telematica..)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sì, secondo me c'è un'incongruenza sul testo perché secondo me si parla, siamo, lo dico per i colleghi, siamo al sistema di valutazione e… no ah 9 bis, chiedo scusa, chiedo scusa.
PRESIDENTE. Siamo all'articolo 9, onorevole Maninchedda poi le ridiamo la parola.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 9 bis. All'articolo 9 bis sono stati presentati gli emendamenti soppressivo parziale numero 9, gli aggiuntivi numero 10 e numero 18.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:
Art. 9 bis
Sistema di valutazione
1. I programmi e i progetti di ricerca sono valutati ex ante, in itinere ed ex post secondo standard internazionalmente riconosciuti e secondo principi di imparzialità, pubblicità e trasparenza avvalendosi dell'opera di revisori anonimi individuati dall'albo del Ministero dell'università e della ricerca indicati dal Comitato tecnico d'area di competenza, di cui all'articolo 7 bis e che possibilmente non operino nel territorio regionale. La valutazione dei progetti deve rispettare il modello adottato nella decisione n. 1513/2002/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 27 giugno 2002, relativa al VI programma quadro di azioni comunitarie di ricerca, sviluppo tecnologico e dimostrazione volto a contribuire alla realizzazione dello Spazio europeo della ricerca e all'innovazione (2002-2006).
2. In caso di inadempimento o difforme esecuzione rispetto al progetto approvato, sempre che non sussistano giustificate motivazioni scientifiche, si applicano criteri sanzionatori.
Emendamento soppressivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Cerina - Davoli - Barracciu
Articolo 9 bis
Nel comma 1 dell'art. 9 bis le parole "I programmi e" sono soppresse. (9)
Emendamento aggiuntivo Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 9 bis
Nel comma 1 dell'articolo 9 bis, dopo le parole "revisori" inserire le parole "di norma". (10)
Emendamento aggiuntivo Frau - Pacifico - Uggias - Lai - Porcu
Articolo 9 bis
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
2 bis) Le disposizioni di cui ai commi precedenti si applicano anche ai programmi e i progetti di cui all'art. 24 della L.R. n. 10 del 2006, coordinati all'interno della macro area "Scienze della vita". (18).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Non avevo visto gli emendamenti, ma rimane l'obiezione. Allora, a un certo punto, si parla di avvalersi di valutatori individuati dall'albo del Ministero dell'Università, e si dice "dei revisori anonimi individuati dall'albo". Allora, se li si individua, non sono anonimi, quindi o sono estratti, cioè abbiamo un albo, li estraiamo, oppure, se c'è una delibera che li individua, non sono anonimi. E' un problema solo per capire la ratio dell'articolo. Cioè, se sono individuati all'interno di un albo, viene meno l'anonimato. Il criterio dell'anonimato è un criterio di selezione che si usa nelle grandi riviste scientifiche: io mando un articolo e non so da chi viene valutato, non so, da tre in genere, e, se tutti e tre dicono che l'articolo va bene, l'articolo viene pubblicato. Però, se i nomi sono noti, la facoltà di avvicinare, eccetera eccetera, viene mantenuta. Allora, o è "estratti" o si toglie "anonimi". Vedete che fare, però non si può mantenere una norma che dice "anonimi individuati", perché evidentemente è in contrasto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io credo che il collega Maninchedda abbia in effetti sottolineato un aspetto che è abbastanza importante. Ora, l'anonimato del revisore, in realtà, è per chi in effetti partecipa, cioè per chi presenta il progetto, quindi non deve conoscere chi valuterà praticamente quel progetto, ma credo che probabilmente l'estrazione sia il sistema più adatto, quindi credo che l'emendamento orale proposto dal collega sia accoglibile dall'intera Aula. Quello che invece mi lascia perplesso è l'emendamento numero 10, dove si chiede praticamente l'inserimento delle parole "di norma". A questo punto, credo che decada, non abbia più nessun significato, in quanto la dicitura nuova "avvalendosi dell'opera di revisori di norma anonimi estratti", a questo punto, diventa "anonimi" e basta, e di conseguenza credo che il "di norma" non abbia nessun significato e non abbia nessun valore, quindi credo che l'emendamento numero 10, se l'emendamento orale del collega Maninchedda è accolto, decada automaticamente.
PRESIDENTE. Grazie. E' iscritto a parlare il consigliere Gessa. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). Intanto, "anonimi estratti", e qui va bene. Per quanto riguarda "di norma", è stato messo perché ci sono dei progetti per i quali questa organizzazione è adeguata, ma ci sono piccoli progetti, o ci possono essere, dove, andare a cercare dei revisori anonimi, diventa probabilmente improponibile. Ecco, io non ho niente in contrario che vengano messi sempre, e quindi, se vogliamo togliere "di norma", a me va bene; solo che, a volte, ci troveremo nella difficoltà, in un piccolo progetto, magari di ricerca applicata su come migliorare il vino di Nuoro, e chiamare questi revisori "anonimi" mi pare un tantino eccessivo. Però non ho alcun preconcetto, quindi se vogliamo toglierlo, io sono d'accordo.
PRESIDENTE. Se non capisco male, onorevole Gessa e onorevole Maninchedda, sparisce "anonimi".
PORCU (Progetto Sardegna). Sì, lo togliamo.
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). E' meglio lasciarlo.
PRESIDENTE. Scusate, non è che il fatto che siano sorteggiati garantisca l'anonimato. Il fatto che siano sorteggiati garantisce, appunto, che sono estratti a sorte. L'anonimato può essere garantito da un organismo terzo, che può essere il Ministero. Anche perché poi, più sotto, diciamo "indicati".
Ha domandato di parlare il consigliere Gessa. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). C'è la possibilità di trasferire la parola "di norma" prima di "estratti", "di norma estratti dall'albo del Ministero", unicamente per, come ho già detto… facciamo così.
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Io volevo semplicemente dire che "revisori anonimi" è la dicitura fissa usata dal Ministero, "sono anonimi" semplicemente, rispetta colui che viene nominato dal revisore. Per cui, rimangono "revisori anonimi". Io l'ho fatto per dieci anni e credo di avere in tal senso una certa esperienza. "Estratti a sorte va molto meglio", e ora "di norma" acquisisce anche un suo senso. Certo che sull' "indicati" che viene subito dopo bisogna rifletterci un attimo.
PRESIDENTE. Va bene, proviamo a leggere la frase: "avvalendosi dell'opera di revisori anonimi estratti di norma dall'albo del Ministero dell'Università e della ricerca". Questo "indicati dal comitato tecnico d'area di competenza, di cui all'articolo 7 bis" è cassato. "Che possibilmente non operino nel territorio regionale", anche qui, è inutile, perché abbiamo detto che sono anonimi e che sono estratti a sorte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Io lascerei "di norma" dopo "avvalendosi", perché altrimenti, se si mette dopo "di norma", i revisori possono non essere attinti dall'albo ministeriale, che invece è una garanzia. Quindi metterei "avvalendosi di norma", come l'ha letto il Presidente, era posticipato. Allora, "avvalendosi di norma" va bene, poi, certo che, se si accetta l'emendamento "di estratti", salta la seconda parte "indicati dal comitato tecnico", però va lasciato "che possibilmente non operino nel territorio regionale", perché diversi sono presenti negli albi e sarebbe opportuno che una valutazione fosse non legata ai circuiti interni che possono essere condizionati da diverse cose. Il concetto di "anonimato", che io non capisco da dove viene, se posso Presidente, viene da una definizione ministeriale. Il problema è che siccome vanno in una delibera, e c'è una delibera formale, l'anonimato, in qualche modo, viene meno, perché si sa chi sono, perché vengono estratti, però è un titolo. Io contestavo la dimensione dell' "individuato" anziché "estratto". Una volta che si procede in questo modo, sarebbe opportuno che questi revisori non fossero nel circuito regionale, perché è facile che siano appartenenti talvolta a stesse scuole, e verrebbe meno quella terzietà che garantisce uno sguardo imparziale. Quindi io lascerei, Presidente, la parte del territorio.
PRESIDENTE. Colleghi, è un po' complicato, ovviamente, fare le leggi così in Aula, però ci proviamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Vorrei chiedere… d'accordo chiaramente su tutta la prima parte delle modifiche proposte come emendamento orale e del comma 1 dell'articolo 9 bis. Poiché però nell'articolo 9 bis è previsto l'emendamento numero 18, io chiedo all'Aula se è possibile che questo articolo e quindi anche il successivo emendamento aggiuntivo, il numero 18, possa essere discusso e quindi, meglio, approvato dopo l'articolo 16, cioè dopo l'approvazione della norma finanziaria. Se si è d'accordo…
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gessa. Ne ha facoltà.
GESSA (Progetto Sardegna). D'accordo.
PRESIDENTE. Va bene. Intanto votiamo l'emendamento soppressivo parziale numero 9.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Mettiamo in votazione l'articolo che si leggerebbe così: "Pubblicità e trasparenza, avvalendosi di norma dell'opera di revisori anonimi estratti dall'Albo del Ministero dell'Università e della ricerca che possibilmente non operino nel territorio regionale".
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Senza "possibilmente".
PRESIDENTE. "Che non operino nel territorio regionale". Bene, con questa stesura conclusiva andiamo ai voti.
Metto in votazione l'articolo 9 bis. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 10 è decaduto perché abbiamo già modificato il testo, nell'emendamento numero 18 c'è un rinvio alla norma finanziaria.
Passiamo all'esame dell'articolo 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10: Art. 10 Rapporti Regione-Ministero dell'università e della ricerca
1. La Regione stipula accordi e protocolli d'intesa con il Ministero dell'università e della ricerca per il coordinamento degli strumenti di programmazione in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica e per la condivisione di metodologie e competenze per l'attuazione del Piano regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica..)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 10. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 11.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:
Art. 11 Rapporti Regione-Università1. Gli interventi relativi alla ricerca scientifica e all'innovazione tecnologica in favore delle università della Sardegna sono finanziati con risorse del Fondo unico regionale istituito dalla presente legge. E' conseguentemente abrogata la lettera b) dell'articolo 2 della legge regionale 8 luglio 1996, n. 26 (Norme sui rapporti tra la Regione e le Università della Sardegna).
2. La Regione, al fine di stimolare una virtuosa competitività tra i ricercatori, incentivare il reclutamento di ricercatori sulla base di criteri meritocratici e far crescere il livello qualitativo delle università della Sardegna, istituisce un sistema di premialità annuali da assegnarsi, sulla base dei principi enunciati all'articolo 9 bis, a quei dipartimenti e gruppi di ricerca universitari che abbiano dimostrato la migliore produttività scientifica.
3. Coerentemente con quanto previsto dalla legge regionale n. 26 del 1996, gli altri rapporti tra la Regione e le università della Sardegna sono regolati da apposita convenzione triennale e gli interventi regionali per l'università a ciò dedicati provengono dal fondo globale istituito dall'articolo 3 della medesima legge.)
PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 11. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 12. All'articolo 12 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 11 e il sostitutivo parziale numero 12.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12 e dei relativi emendamenti:
Art. 12
Piano regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica
1. Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, approva il Piano regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica in armonia con gli indirizzi della programmazione regionale e coerentemente con gli indirizzi del Piano nazionale per la ricerca e con gli orientamenti comunitari in materia di ricerca scientifica e innovazione tecnologica.
2. Il Piano contiene gli indirizzi strategici da perseguire su base triennale e individua per ogni annualità il programma delle attività, i tempi e le modalità di svolgimento, le risorse umane, strumentali e materiali necessarie e la relativa analisi economico-finanziaria per la completa realizzazione degli interventi. In particolare, specifica:
a) i settori di interesse prioritario verso i quali indirizzare i progetti e, per ciascun settore, gli obiettivi, le strategie e le linee di intervento;
b) i soggetti ammissibili;
c) il sistema di monitoraggio;
d) l'insieme delle risorse di carattere tecnico, organizzativo e finanziario da impiegare nel triennio e le modalità di gestione di tali risorse;
e) la ripartizione annuale delle risorse finanziarie;
f) le fonti finanziarie.
3. In sede di prima attuazione, il Piano è presentato dalla Giunta regionale al Consiglio regionale entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge.
Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 12
Nel comma 1 dell'art. 12 le parole "Il Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale, approva" sono sostituite dalle seguenti "La Giunta regionale, acquisito il parere della Commissione consiliare competente, che si esprime entro trenta giorni, approva". (11)
Emendamento sostitutivo parziale Gessa - Sanna Simonetta - Cachia - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 12
Nel comma 3 dell'articolo 12 le parole "In sede di prima attuazione, il Piano è presentato dalla Giunta regionale al Consiglio regionale entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge" sono sostituite dalle seguenti: "In sede di prima attuazione, il Piano è approvato dalla Giunta regionale entro sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge". (12).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Gessa, relatore.
GESSA (Progetto Sardegna). relatore. Parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Per quel che riguarda l'emendamento numero 12… siamo lì?
PRESIDENTE. Siamo al numero 11, prima l'emendamento sostitutivo parziale numero 11 e poi il sostitutivo parziale numero 12 dell'articolo 12.
DEDONI (Riformatori Sardi). Allora no.
PRESIDENTE. Va bene. Allora votiamo l'emendamento sostitutivo parziale numero 11.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì Presidente. Ovviamente, essendo firmatario c'è il parere positivo della Giunta e del relatore. Io non capisco perché si voglia modificare l'articolo che è stato approvato dalla Commissione. C'è un diretto coinvolgimento del Consiglio regionale, è uno dei pochi articoli in cui il Consiglio regionale interviene, ed essendo un Piano di ricerca io credo che il Consiglio regionale abbia titolo e sia sulla prerogativa esprimersi su un Piano. Torniamo al discorso del potere regolamentare in capo alla Giunta o in capo al Consiglio. E' ricorrente il tentativo della Giunta di espropriare il Consiglio delle sue priorità. Io credo che una discussione di merito, all'interno, e di sostanza, così come sta avvenendo oggi, sul Piano regionale per la ricerca scientifica debba direttamente interessare il Consiglio regionale e non la Commissione, così come riportato "parere della Commissione competente", che tra l'altro non è neanche vincolante perché è un semplice parere. Io credo che la Commissione abbia esitato un articolo in maniera corretta che unanimemente avete portato avanti, non capisco il perché lo si voglia modificare con un semplice intervento di valutazione di parere della Commissione. E sminuisce, in questo modo, per l'ennesima volta si cerca di sminuire il ruolo del Consiglio regionale, che quando è chiamato a discutere nel merito di qualcosa in maniera libera, confrontando le opinioni di tutti come oggi sta avvenendo, è in grado di poterlo fare, ed è in grado di poterlo fare con l'apporto anche di quelle conoscenze, di quelle professionalità, di quelle figure che in Commissione per vari motivi non possono partecipare o non partecipano. E qui credo che, superando il fatto che il Consiglio regionale debba essere sempre una montagna da superare, ma che può essere un luogo di aperta e libera discussione, io credo che l'articolo 12 abbia la sua dignità e che tale dignità non vada calpestata con l'emendamento numero 11. Perciò io voterò contro l'emendamento numero 11.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Federalista-Autonomista Sardo). Sì, grazie Presidente. Conformemente, in linea con l'intervento del collega Capelli, anche a me pare che trattandosi del Piano regionale per la ricerca scientifica, sia assolutamente opportuno che venga ripristinato il testo approvato dalla Commissione, il testo dell'articolo 12. E' una delle poche occasioni, l'unica, ma importante, peraltro, nella quale il Consiglio regionale sarebbe chiamato ad esprimersi. Tutti peraltro abbiamo consapevolezza che la Commissione è fatta di un numero limitato di componenti e non sempre rappresentativi di tutte le realtà politiche che ci sono nel Consiglio regionale, per cui io pregherei i presentatori dell'emendamento di ritirarlo e votare il comma 1 dell'articolo 12 così come è stato approvato in Commissione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Sì Presidente. Volevo, su questo emendamento, visto che l'abbiamo già fatto per l'altro articolo, chiedere il rinvio in modo da poter definire. Il mio punto di vista è che il Piano della ricerca non è svincolato dal Piano della ricerca quadro nazionale, e quindi per molti aspetti è un Piano attuativo, perché non ha libertà a 360 gradi, ma si interfaccia con quello che è il Piano nazionale per la ricerca. Però, siccome mi sembra che su questo punto le posizioni siano diverse, io credo che sia opportuno un approfondimento che chiederei venga fatto spostando l'articolo, a questo punto, visto che si tratta di un sostitutivo parziale, alla norma finanziaria, come abbiamo fatto già per l'altro articolo precedentemente.
PRESIDENTE. Propone di rinviare l'emendamento numero 11 alla norma finanziaria?
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, anche l'articolo.
PRESIDENTE. Sospendiamo tutto… tutti i colleghi che erano iscritti a parlare?
Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. No Presidente. Naturalmente la Giunta regionale è sempre molto rispettosa dei convincimenti e anche dell'espressione di volontà del Consiglio, però, onorevole Capelli, in questo caso, guardi, che non c'è nessuna volontà di prevaricazione da parte della Giunta regionale. Questa è una proposta di legge che è stata predisposta dalla Commissione, dal Consiglio, quindi non c'è nessuna volontà da parte della Giunta regionale di prevaricare le prerogative del Consiglio. Quindi non abbiamo chiesto noi che il Piano venisse approvato con le modalità che sono indicate. Quindi mi pare che sia un luogo comune quello di continuare a ripetere che c'è una volontà di prevaricazione da parte della Giunta. Poi sul fatto che un Piano sulla ricerca scientifica, che ha dei contenuti eminentemente tecnici, scientifici, molto specialistici possa essere approvato dal Consiglio la Giunta qualche perplessità ce l'ha, comunque si rimette alla volontà del Consiglio.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore. I colleghi che erano iscritti a parlare, non so se su questo emendamento, sono invitati a posticipare l'intervento, se rinviamo l'articolo, al momento in cui affronteremo l'articolo.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, io invece volevo affermare che secondo me questo emendamento debba essere ritirato, che la questione debba rimanere così come è all'articolo 12. Ritengo…
PRESIDENTE. Sì, ma, mi scusi onorevole, abbiamo… c'è una richiesta di sospendere la discussione…
CALIGARIS (Gruppo Misto). E io non sono d'accordo. Non sono d'accordo, Presidente. Posso esprimere anche…
PRESIDENTE. Lei sta entrando nel merito. Uno può dire "non sono d'accordo" e poi ci rimettiamo all'Aula, se è questo il suo intendimento; se invece fa un intervento e poi mi dice "non sono d'accordo" stiamo entrando nel merito. Quindi sciogliamo la questione preliminare: se lo rinviamo rinviamo anche la discussione, se invece non lo rinviamo facciamo tutta la discussione qui e ora.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Io, Presidente, sono del parere che rinviarlo adesso non sia utile.
PRESIDENTE. Ci rimettiamo all'Aula.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Va bene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Simonetta Sanna. Ne ha facoltà. Ci pronunziamo sul rinvio o no, senza entrare nel merito.
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Sì, io sono per il rinvio, però vorrei fare una considerazione che può essere utile per riflettere da parte del Consiglio e da parte della Commissione successivamente. Quindi, brevissimamente, la considerazione è la seguente: onestamente non ritengo che il Piano regionale per la ricerca scientifica possa essere discusso in Consiglio perché si tratta di un atto…
PRESIDENTE. No, mi scusi, faccio a lei la stessa osservazione…
SANNA SIMONETTA (La Margherita-D.L.). Va bene.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Sanna, se affrontiamo la discussione sull'articolo, io lascio intervenire lei e tutti gli altri colleghi che lo hanno richiesto, se invece decidiamo di rinviare l'articolo la affrontiamo nel momento in cui lo discutiamo.
Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Sull'ordine dei lavori, Presidente. Io vorrei chiedere al Consiglio se possa consentire di sviluppare la discussione, perché viceversa io non sono ostile a un rinvio, però il rinvio sta maturando senza che siano individuate le modalità di soluzione del problema. Allora, io non sono ostile al rinvio perché sono sempre disponibile alle soluzioni ragionevoli, ma si sta rinviando senza che si individui la via d'uscita. Io, per esempio, penso che ci sia una via d'uscita e non è uno scontro ideologico tra Consiglio e Giunta. Se fosse possibile discuterne e poi sottoporre la richiesta di rinvio in maniera tale che ci sia un orientamento anche su che cosa fare durante la sospensione è un conto, viceversa rinviamo ma rinviamo totalmente alla cieca!
PRESIDENTE. No, chiedo scusa, io capisco questo: che i presentatori dell'emendamento, che sono alcuni consiglieri, a questo punto, sentite alcune obiezioni fatte dal primo intervenuto hanno evidentemente bisogno di valutare e riflettere ed eventualmente anche di valutare il ritiro dell'emendamento, quindi propongono semplicemente di posticipare la discussione di merito a fra due articoli, perché stiamo concludendo la legge, quindi non è che lo rinviamo a chissà quando. Nel frattempo può darsi che i presentatori maturino un convincimento che renda superflua la discussione che stiamo facendo. Quindi chiedo all'Aula, chiedo ai colleghi di pronunciarsi sul rinvio della discussione a fra qualche articolo. Siamo d'accordo per il rinvio? Va bene. Quindi è sospeso l'articolo 12 e i suoi emendamenti.
L'articolo 13 è soppresso.
Passiamo all'esame dell'articolo 14.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14:
Art. 14 Relazione sullo stato di attuazione1. Entro il mese di febbraio di ciascun anno la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale una relazione sullo stato di attuazione degli interventi previsti nel Piano regionale per la ricerca scientifica e l'innovazione tecnologica.
2. La relazione deve far riferimento in particolare:
a) al quadro dei finanziamenti assegnati ai beneficiari e alla descrizione qualitativa e quantitativa dei progetti finanziati;
b) alle attività di promozione ed informazione promosse e adottate;
c) alle ricadute occupazionali, formative ed economiche degli investimenti.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 15 bis.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 bis:
Art. 15 bis Notifica delle azioni configurabili come aiuti di Stato1. Gli atti emanati in applicazione della presente legge che prevedono l'attivazione di azioni configurabili come aiuti di Stato, ad eccezione dei casi in cui gli aiuti sono erogati in conformità a quanto previsto dai regolamenti comunitari di esenzione, sono oggetto di notifica ai sensi degli articoli 87 e 88 del Trattato dell'Unione Europea.)
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 16. Alla norma finanziaria abbiamo rinviato l'emendamento numero 18; inoltre è stato presentato un emendamento sostitutivo totale, il "13".
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16 e del relativo emendamento:
Capo V
Norma finanziaria e norme finali
Art. 16
Norma finanziaria
1. Le spese previste per l'attuazione della presente legge sono determinate in euro 75.000.000 annui a decorrere dall'anno 2007; alle stesse si fa fronte con quota parte delle entrate proprie della Regione di cui all'articolo 8, lettera a) dello Statuto speciale della Sardegna.
Emendamento sostitutivo totale Gessa - Sanna Simonetta - Sanna Franco - Davoli - Cerina - Barracciu
Articolo 16
L'art. 16 Norma finanziaria è sostituito dal seguente:
1. agli oneri derivanti dalla attuazione della presente legge si fa fronte, a decorrere dall'anno 2008, con le risorse previste nel bilancio pluriennale della Regione per gli anni 2007-2010 finalizzate alla ricerca scientifica e tecnologica. Con la legge di approvazione del bilancio pluriennale della Regione per l'anno 2008 gli stanziamenti previsti a favore della ricerca scientifica e tecnologica comprensivi dei fondi regionali, delle assegnazioni statali e dei fondi comunitari sono stanziati nello stato della spesa, nella Strategia 02-Funzione Obiettivo 04 in due distinte UPB ove sono iscritte rispettivamente le risorse regionali e di provenienza statale o comunitaria.
2. con la legge finanziaria relativa all'anno 2008 è determinato l'importo da destinare alla ricerca di base o fondamentale di cui all'art. 3 della presente legge in misura non inferiore all'1 per cento delle compartecipazioni dell'imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all'art. 8, comma 1, lettera a) dello Statuto Speciale della Sardegna, di cui alla legge costituzionale 26 febbraio 1948, n. 3, come modificato dall'art. 1, comma 834, della legge 27 dicembre 2006 n. 296.
3. con la stessa legge finanziaria relativa all'anno 2008, in coerenza con quanto previsto dal comma 8 dell'art. 24 della legge regionale 28 luglio 2006 n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5) lo stanziamento annuale complessivo per la ricerca biomedica e sanitaria non può essere inferiore al due per mille dello stanziamento previsto per il sistema sanitario regionale. (Gli altri commi del suddetto art. 24 della L.R. 28 luglio 2006 n. 10 si intendono abrogati.). (13).)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà. Lei aveva proposto anche il rinvio dell'emendamento numero 18 alla norma finanziaria, prego.
CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Sulla norma finanziaria, quindi l'articolo 16 e gli emendamenti numero 13 e 18, io credo che vadano approfondite un attimino quelle che sono state le ragioni della proposta della Commissione nell'esitare la proposta di legge con questo articolo 16 che individua praticamente nell'annualità 2007, che poi in realtà potrebbe essere spostata tranquillamente anche all'annualità 2008, un importo generico di 75 milioni di euro. Questa è chiaramente una norma finanziaria che vede, praticamente, un importo globale della sommatoria di tutto quello che dovrebbe essere il finanziamento della ricerca scientifica in Sardegna. Invece, nell'emendamento numero 13 si ha una sorta di stravolgimento di quella che era la richiesta fatta, il lavoro fatto all'interno della Commissione, quindi la proposta della Commissione, con l'individuazione di tre commi che onestamente diventano difficili da capire e da poter interpretare. Al comma 1, nell'emendamento numero 13, si individuano i fondi per la ricerca scientifica, a decorrere dall'anno 2008, con risorse previste nella finanziaria, quindi nel bilancio 2007-2010, che però in realtà non si riesce a capire realmente a quanto ammontano realmente queste risorse e quali sono realmente queste risorse, che in realtà, da una mia brevissima verifica, da un mio brevissimo controllo, sono decisamente inferiori ai 75 milioni di euro che noi, invece, avevamo previsto nella norma finanziaria a copertura di questa legge importantissima, definita così da tutti i colleghi consiglieri regionali.
Nel comma 2, invece, addirittura "è determinato l'importo da destinare alla ricerca di base in misura non inferiore all'1 per cento delle compartecipazioni dell'imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all'articolo 8", mentre invece noi prevedevamo, di questi 75 milioni di euro, il 20 per cento, se non ricordo male, per la ricerca di base di quell'importo lì. A quanto corrisponde - mi pongo a questo punto questa domanda - l'1 per cento della compartecipazione dell'imposta sul reddito delle persone fisiche di cui all'articolo 8 dello Statuto speciale della Sardegna, eccetera, eccetera? Non corrisponde certamente a quello che era la nostra proposta del 20 per cento su quell'importo che avevamo previsto.
Sul terzo comma, invece, io credo che cozzi completamente con l'emendamento numero 18, quindi credo che comunque debba essere necessariamente cassato il comma 3 dell'emendamento numero 13, in modo che automaticamente l'emendamento numero 18 possa decadere, perché credo che a questo punto non abbia più significato definire e stabilire che i progetti possono essere finanziati, anche quelli dell'articolo 24 della legge regionale numero 10 del 2005.
Quindi, chiedo al Consiglio di rivedere quelle che sono le posizioni dei colleghi Gessa, Sanna e chi ha firmato, comunque, l'emendamento numero 13 e credo che la dicitura da approvare all'interno di questo Consiglio regionale sia quella proposta realmente dalla Commissione, quindi della proposta che si ha oggi in Aula di questa legge, perché credo che sia anche, diciamo così, lo scopo, lo spirito finale, la filosofia finale, di quello che è stato il lavoro che noi abbiamo fatto all'interno della Commissione per poter ottenere, per poter dare importanza vera alla ricerca scientifica in Sardegna e avere garanzia e certezza di quello che dal 2008 la ricerca scientifica avrà, per quanto riguarda il nostro territorio regionale, come finanziamenti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Silvio Lai. Ne ha facoltà.
LAI SILVIO (D.S.). Sull'emendamento numero 13, io penso che la ratio dei primi due commi, lo dico anche al collega Oscar Cherchi, è quello, più tecnico che politico, di andare a recuperare tutte le risorse presenti nei vari settori dalla diversa provenienza, quindi europei, nazionali e via dicendo, metterle con questo emendamento in un'unica UPB e quindi avere disponibili realmente le riserve provenienti dalle varie fonti. Quindi, penso che vada trattato sotto il profilo tecnico, mantenendo l'obiettivo di destinare quella quota nazionale e, soprattutto, contenendo all'interno di quei primi due commi anche la quota necessaria per la ricerca di base. Quindi, io sotto questo aspetto lo invito a valutare questo dato.
Per ciò che riguarda, invece, il terzo comma, è evidente che il comma 18 - che il collega Cherchi ha chiesto di discutere insieme - e l'ultima frase del comma 3 è in contrasto, ovvero l'emendamento numero 18 tende a mantenere l'articolo 24 della legge di riforma dei servizi sanitari, cioè della "10", tende a mantenerla e non ad abrogarla, perché quell'articolo è stato il frutto di un lungo lavoro della Commissione, approvato dall'intero Consiglio regionale, che aveva tre obiettivi, sostanzialmente. Il primo, porre tutta la ricerca biomedica e sanitaria, sia quella presente dentro il sistema universitario, sia quella presente dentro il sistema sanitario pubblico - le AA.SS.LL., le aziende ospedaliere, le aziende ospedaliere universitarie una volta nate - sotto un'unica guida, sotto un'unica capacità anche di guida, da parte dell'Assessorato, di un principio e sotto un principio che si chiama quello della lealtà reciproca che è presente nel comma 2. Cioè questo è un settore dove le aziende farmaceutiche influenzano molto, il principio della leale collaborazione vincola a utilizzare quelle risorse secondo quelli che sono gli indirizzi del sistema sanitario regionale. Quindi, orientare tutta la ricerca del campo medico verso obiettivi che siano del servizio sanitario regionale, verso obiettivi di emergenza sanitaria, verso obiettivi di priorità sanitaria. Ora, quell'articolo aveva quella caratteristica, dava poi un percorso chiaro e trasparente di accesso a questi fondi e poi un sistema di giudizio che poi è stato ripreso nella legge attuale sulla ricerca. Allora, l'emendamento numero 18 veniva collegato come comma 3, all'articolo sulla valutazione, perché nell'articolo sulla valutazione in più rispetto all'articolo 24, al comma 7 dell'articolo 24, veniva citata anche la decisione 1113 del Consiglio europeo che dà delle specificità rispetto al meccanismo di valutazione. Io penso che sarebbe un errore cancellare l'articolo 24 che parla di ricerca biomedica e sanitaria. Con l'emendamento numero 18 noi riconduciamo quella ricerca biomedica e sanitaria, pur mantenendo nell'ambito degli obiettivi clinici, degli obiettivi sanitari e del Piano sanitario regionale, della connessione tra sistemi ospedalieri, sistemi sanitari e sistemi universitari, la riconduciamo dentro un macrosistema sottoponendola agli stessi criteri di valutazione, ma lasciamo che possa svolgere il suo percorso con la fluidità e con i tempi che sono necessari nel sistema sanitario, nel sistema medico e nel sistema della salute, che sono spesso più rapidi, più immediati, rispetto a quelli che sono in altri sistemi.
Aggiungo che è importante che nella ricerca biomedico-sanitaria ci sia da una parte l'input relativo ai bisogni di salute, la sperimentazione e immediatamente il ritorno clinico. Questa circolazione dei risultati e della sperimentazione può essere mantenuta soltanto se si mantiene anche una specificità della ricerca biomedica e sanitaria. Quindi, nella legge quadro viene riportata, viene riportato lo stesso tema di valutazione, ma non vengono cancellate né le procedure, né quelli che sono i criteri di connessione che erano stati raggiunti come sintesi dal dibattito sulla legge di riforma delle politiche sanitarie.
Quindi, la mia proposta è quella di approvare l'emendamento numero 18 o, in alternativa, quella di votare per parti il "13", eliminando il terzo comma o l'ultima frase del terzo comma.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (Progetto Sardegna). Presidente, le chiedo di aiutarmi a ricapitolare. Noi abbiamo in sospeso l'articolo 6 e l'articolo 12?
PRESIDENTE. Proviamo a ricapitolare, ci fermiamo all'articolo 16 che stiamo affrontando, poi faccio il riassunto.
PORCU (Progetto Sardegna). No, perché alla luce anche di quanto discusso dal collega Lai sull'articolo 18 e sulle sue osservazioni, sull'emendamento numero 18...
PRESIDENTE. L'emendamento numero 18 l'abbiamo trasferito alla norma finanziaria.
PORCU (Progetto Sardegna). Benissimo, mi è chiarissimo, noi siamo all'articolo 17 sulla norma finanziaria.
PRESIDENTE. Articolo 16!
PORCU (Progetto Sardegna). All'articolo 16 sulla norma finanziaria. Alla luce di quanto osservava, le chiedo mezz'ora di sospensione per poter verificare e chiarire gli aspetti emersi su questi articoli e su questo emendamento, così potremo rapidamente vedere se ci sono le condizioni per chiudere rapidamente sul "6", sul "12" e sull'articolo 16. Credo che, forse, sia la cosa migliore, piuttosto che procedere a incastri, concederci una pausa dove nell'insieme valutiamo le questioni che sono emerse nel dibattito e ci diamo mezz'ora di sospensione. Grazie.
PRESIDENTE. Io ho sei iscritti a parlare, se chi è iscritto a parlare ritiene che questa pausa serva anche per agevolare la discussione successiva, facciamo mezz'ora di sospensione, va bene?
CAPELLI (U.D.C.). Sull'ordine dei lavori, sulla proposta di Porcu!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io non sono pregiudizialmente contrario alla sospensione, vorrei però, Presidente, chiarire una cosa, cioè noi stiamo abusando - come, per altri versi, di alcune altre norme regolamentari - della richiesta di sospensione. L'Aula è il luogo dove si decidono e si discutono anche i pareri diversi e dove nasce e si crea l'idea e la sintesi. Non può essere che per ogni difficoltà la maggioranza o qualcuno della maggioranza chieda di sospendere, ne parlate un attimo e si interrompe il confronto che mi sembra molto più produttivo del fatto che ci si apparti per decidere qual è la linea di maggioranza da portare avanti. Ripeto, non osto alla sospensione, mi sembra però un abuso e mi sembra controproducente rispetto al confronto che si deve svolgere in Aula, rappresentando ognuno le proprie posizioni, a volte anche non per forza necessariamente in linea con le posizioni di Gruppo su queste materie, su queste vicende, ma non è che bisogna sempre sospendere perché bisogna trovare l'unità politica, non ve la stiamo chiedendo l'unità politica su questa materia! Perciò, affrontiamo il confronto produttivo che possa portare poi a sintesi l'opinione dell'Aula, non dell'auletta, ma che porti l'opinione dell'Aula.
PRESIDENTE. Colleghi, ovviamente le sospensioni servono per agevolare il lavoro, se si ritiene che non sia un metodo corretto io non ho difficoltà a dare la parola a chi ha chiesto di intervenire. Siccome le opinioni non sono convergenti affrontiamo la discussione in Aula.
Ha domandato di parlare il consigliere Balia sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì Presidente, la ringrazio. Onorevole Capelli, le sospensioni, anche su argomenti di assoluta importanza, sono sempre state richieste di volta in volta dalle parti, e non si vuole espropriare l'Aula della possibilità di approfondire il dibattito. Peraltro, è risultato del tutto evidente che parti della maggioranza condividono alcune delle osservazioni che pure in prima istanza sono state fatte da componenti dell'opposizione. Allora, siccome mi è parso peraltro, Presidente, di comprendere che l'onorevole Capelli sollecitava sì il dibattito in Aula e in ogni caso il dibattito in Aula verrà ripreso dai punti ai quali siamo rimasti, però non si opponeva, questo io ho compreso circa la sospensione, io ripropongo, Presidente, l'ipotesi di una sospensione di mezz'ora, solo con l'intenzione di agevolare lo svolgimento dei lavori.
PRESIDENTE. Va bene colleghi. Che facciamo? Votiamo, sospendiamo perché siamo tutti d'accordo? Lasciamo le iscrizioni a parlare tal quali e fra mezz'ora riprendiamo dal punto nel quale stiamo interrompendo. Sospendo la seduta per trenta minuti. Riprendiamo alle 19 e 30.
(La seduta, sospesa alle ore 19 e 02, viene ripresa alle ore 20 e 31.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Volevo chiedere la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. E' stata richiesta la verifica del numero legale, prego i colleghi di prendere posto. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Un attimo colleghi, c'è un problema di sistema, c'è un blocco, adesso risolviamo.
(Interruzione)
Va bene colleghi, stiamo facendo una verifica del numero legale.
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Fadda - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uras - Vargiu.)
PRESIDENTE. Sono presenti 60 consiglieri, siamo in numero legale.
Penso che dobbiamo concludere la seduta qui, e riprendiamo la discussione su questa legge domani mattina alle ore 10. La seduta è tolta.
Convoco una Conferenza dei Capigruppo, per domani mattina alle 9 e 30. Colleghi alle 9 e 30 di domani mattina è convocata anche la Commissione sanità.
La seduta è tolta alle ore 20 e 37.
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