Seduta n.264 del 17/07/2002 

CLXIV SEDUTA

Mercoledì 17 Luglio 2002

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente SALVATORE SANNA

La seduta è aperta alle ore 10 e 15.

Ortu, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 3 luglio 2002, che è approvato.

Continuazione della discussione delle partizioni del Documento

di Programmazione Economica e Finanziaria 2003-2005. (Doc. n. 39/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione delle partizioni del documento numero 39/A. Siamo arrivati alla quarta partizione. Ricordo che il vicepresidente Sanna aveva adottato il sistema di votazione delle palline; è una decisione che può sembrare forzata, ma io credo che il Presidente del Consiglio regionale o chi ne svolge le funzioni abbia il dovere di applicare il Regolamento in tutte le sue parti, compresa quella molto delicata relativa al voto segreto, sul quale si potrà eccepire quanto si vuole e ritenerlo politicamente immorale o non adeguato ai tempi che viviamo, tuttavia è previsto nel Regolamento e, fino a quando questo non verrà modificato, il voto segreto deve poter essere praticato.

CARLONI (A.N.). Certo, nei modi prescritti dal Regolamento.

PRESIDENTE. Nei modi dovuti. Mi faccia parlare, onorevole Carloni, lei è sempre così tranquillo, se mi contesta anche lei siamo veramente…

CARLONI (A.N.). Lei ieri non era presente.

PRESIDENTE. Io seguo i lavori dal monitor, vedo le cose che accadono in Aula.

Dicevo che il voto segreto deve poter essere praticato, e quando gli strumenti che usiamo solitamente non si prestano a garantire la segretezza, io credo che sia giusto che o su richiesta di una parte del Consiglio o anche ad iniziativa dello stesso Presidente, che ha il dovere di garantire la segretezza del voto, possono essere utilizzati sistemi che si ritiene possano essere in grado di garantirla.

Pertanto, riprendiamo i lavori esattamente dal punto in cui sono stati sospesi dal collega Sanna. Ricordo che alla seconda votazione non c'era il numero legale e i lavori sono stati rinviati a stamattina. Prego i Segretari di procedere alla chiama e i commessi di predisporre le urne. I Questori vigilino, ci diano una mano. Come ieri i colleghi saranno chiamati uno per volta, la Giunta è pregata di lasciare un po' di spazio.

E' stato sollevato un problema che è bene chiarire subito. Quando un voto viene mostrato, e pertanto non è più segreto, voi comprendete che, per un solo voto, è complicato rifare tutta la votazione, quindi il Presidente, sentiti i Segretari, potrebbe anche decidere di ritenere valida la votazione e di annullare quel voto. Lo dico prima così non ci sono problemi.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Stiamo facendo cose molto sbagliate.

PRESIDENTE. Venga lei a farle, onorevole Balletto!

BALLETTO (F.I.-Sardegna). No, per carità, sto dicendo che, a termini di Regolamento, stiamo facendo cose molto sbagliate che la maggioranza non può accettare. Presidente. Non si possono accettare queste violazioni del Regolamento.

PRESIDENTE. Onorevole Balletto, non sto violando il Regolamento, lo sto interpretando.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Il Regolamento non ha bisogno di essere interpretato, la norma è chiarissima. Ha sbagliato il presidente Sanna ieri, lei sta sbagliando perché il Regolamento è chiaro, non è questione di interpretazione del Regolamento.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. No, non è a tutela del singolo consigliere.

spissu (d.s.). Presidente, allontani i facinorosi.

PRESIDENTE. Questo non è un campo di battaglia, cerchiamo di spiegarci e di trovare una soluzione,

Sul Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.-Sardegna). Con molta serenità, Presidente, io credo che alla base ci sia non dico un equivoco ma un tentativo di mistificare la realtà dei fatti. Io non sono contrario a che il Presidente giustamente proponga le modalità che ritiene opportune per garantire la segretezza del voto, ma sempre nel rispetto del Regolamento. Questo vuol dire rispettare e tutelare tutti noi. E' stato detto che sono stati spostati di banco alcuni consiglieri per poter controllare il voto. Questo non è assolutamente vero, io la invito a chiedere ai Questori di mettersi vicino ai banchi per vedere se questo accade.

Detto questo, siccome quanto è stato detto non è vero, ed è stato dimostrato dalle precedenti votazioni, ivi compresa la votazione del terzo capoverso, durante la quale i colleghi erano in quei banchi e lì resteranno sino alla fine, fino a quando non decideranno di spostarsi, perché ci sono, lei lo sa, alcune postazioni difettose. Io il mio voto non l'ho mai fatto controllare da nessuno, e nessuno lo ha mai controllato. Se lei nota, alcuni consiglieri del centrosinistra si sono spostati di banco, quindi questa è veramente una prevaricazione del diritto e della dignità di ogni consigliere. Stiamo calpestando la dignità del Consiglio regionale, perché stiamo trasformando il Consiglio regionale in qualcosa non solo di poco credibile ma anche di poco dignitoso.

Ci sono i mezzi per controllare se effettivamente la segretezza del voto è tutelata. Noi non abbiamo nessuna intenzione di controllare i voti di chicchessia, perché i voti la maggioranza li ha, e la compattezza che ieri ha dimostrato, abbandonando l'aula in segno di protesta, lo conferma. E' una questione di principio, nessun consigliere può impormi di cambiare banco, perché il Regolamento non impone ai consiglieri di mantenere sempre lo stesso posto. Si rispetta il Regolamento, si fanno le votazioni come previsto dal Regolamento. Questo è importante per tutti noi, e dobbiamo parlarne con molta serenità, perché si sta trasformando un problema inesistente in un casus belli, solo ed esclusivamente per dimostrare che questa maggioranza se non controlla i voti non esiste. La maggioranza esiste, è compatta, l'ha dimostrato e lo dimostrerà ancora. E' una questione di principio, Presidente, nessun consigliere può alzarsi a dire ciò che deve fare o non deve fare l'Aula. Quindi la prego di far rispettare il Regolamento.

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, di questo controllo del voto si è parlato in quest'Aula è ne hanno parlato i giornali, è diventata una cosa poco seria. Io devo avere la certezza che il voto venga espresso davvero liberamente dai colleghi. Né io né il collega Sanna, né il collega Biggio, potremmo agire in modo diverso. Dobbiamo garantire la segretezza del voto, senza entrare nel merito di aspetti che sono più squisitamente politici e che appartengono alla politica di maggioranza e opposizione o solo della maggioranza o della opposizione.

Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, io ho molto rispetto della sua funzione e della sua persona, però ritengo di dover protestare per questa imposizione, che vivo con sofferenza, di un sistema di voto che a mio modo di vedere è contro ogni norma regolamentare. Per quanto riguarda me nessuno ha mai osato controllare il mio voto, né mai avrei permesso a nessuno di controllarlo.

Siccome qui, gratuitamente, a mio modo di vedere, si sta offendendo la dignità di tutto il Consiglio e l'onorabilità di ogni singolo consigliere, mi interessa tutelare soprattutto la mia onorabilità , ma anche quella del consigliere più lontano da me politicamente.

Questo atteggiamento, a mio modo di vedere, ci danneggia tutti quanti, ed ecco perché io non parteciperò a questa votazione, signor Presidente. Del resto sarebbe molto più facile ed eviterebbe tutte queste sceneggiate, tutte queste - mi permetta la parola - pagliacciate, chiedere ai consiglieri di mettere in vista il proprio cellulare per evitare che si possa controllare il voto di chicchessia. Sarebbe molto più semplice e ci eviterebbe tutto questo via vai di persone, perché io lo dico, e mantengo la parola, rifiuterò fino alla fine di votare con questo sistema. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Liori, non ho dubbi che lei si comporti e si sia sempre comportato come ha detto.

Ha domandato di parlare, dai banchi dei consiglieri, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io voglio precisare, perché rimanga agli atti, che cosa si è verificato ieri. Io ho potuto riscontrare che il Presidente del Consiglio ha guardato una parte dell'Aula e non ha guardato l'altra. Ieri si è verificata un'anomalia, e si verifica anche oggi, e cioè che alcuni consiglieri dei due schieramenti politici non hanno preso il posto abituale. Io non posso interpretare il pensiero dei colleghi, però siccome nessuno ha avuto l'assegnazione di un posto, mi preoccupa il fatto che siamo accusati di essere improduttivi, anche dalla stampa, e continuando in questo modo lo saremo, perché si voterà sempre col sistema delle palline. Anche questo sistema d'altra parte si presta a giochetti. Può avvenire, per esempio, che manchino delle palline, come è avvenuto molte altre volte, per cui non avendo le palline sufficienti si deve annullare la votazione, perché se non sono stati inventati degli artifizi particolari, qualche pallina si può togliere anche dall'urna, e quindi il voto sarebbe nullo. Ma se il Gruppo di Forza Italia avesse mandato stamattina una lettera dicendo che d'ora in avanti intende assumere quella postazione, il Presidente cosa farebbe? Ne dovrebbe prendere atto, salvo che si voglia fare un sorteggio per decidere la collocazione di ogni consigliere. Siccome - mi consenta una battuta, Presidente - non siete riusciti a farlo neanche per assegnarci i posti macchina, penso che non sia fattibile. Io c'ero riuscito, come Questore, con una facilità estrema, non ho ancora il mio posto disponibile, evidentemente c'è molta disorganizzazione. Quindi ritengo, proprio per la proficuità del nostro lavoro, che dobbiamo stare molto attenti, perché questo meccanismo, se non si raggiunge un accordo di massima correttezza fra le parti, potrebbe portare a un allungamento costante dei tempi, per le anomalie che si possono verificare con una facilità estrema e che ci farebbero perdere altri mesi rispetto a quelli che abbiamo già perso, con un tipo di votazione che comunque non dà maggiori garanzie. Probabilmente possono essere studiate altre forme di votazione che diano maggiori garanzie per tutti quanti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.

PISANO (Rif.Sardi-U.D.R.). Presidente, io credo che stiamo assistendo ad una farsa che è proprio ossessiva, oserei dire kafkiana, perché stiamo andando ad usare un determinato sistema di votazione, soltanto perché c'è il sospetto di un controllo del voto segreto. Noi non possiamo assolutamente, come maggioranza, adottare un metodo di votazione solo perché c'è il sospetto del controllo del voto.

Però, poiché si ritiene che il voto elettronico possa essere controllato, io ho provato a verificare quali possono essere le tecniche che permettono di controllare il voto, e le assicuro, Presidente, che non esiste nessuna possibilità, se non lo voglio io, che il mio voto possa essere controllato! Non esiste, perché verificare il colore del led, significa posizionarsi perfettamente sull'asse verticale, su un cono che è di 3 centimetri soltanto e sfido chiunque a verificare qual è il colore del led che io accendo.

Ora lei, Presidente, per correttezza nei confronti di quest'Aula, dovrebbe dimostrare che un altro sistema non è altrettanto controllabile, perché anche votando con le palline, possono esserci non uno ma mille sistemi di controllo del voto,. Quindi, non è che in questo modo eludiamo questa sorta di sospetto, né la maggioranza può accettare che si utilizzi questo sistema proprio perché è gravato da quel sospetto.

PRESIDENTE. Credo che, se c'è rispetto reciproco, qualsiasi sistema di voto si equivalga e possa essere adottato. Se però viene a mancare la fiducia, è chiaro che ogni sistema di voto può essere utilizzato in maniera non corretta.

Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.

CORONA (F.I.-Sardegna). Presidente, chiedo una Conferenza dei Capigruppo, per cercare di risolvere questa situazione e votare più celermente. Grazie.

SANNA EMANUELE (D.S.). Gli chieda di mettersi la cravatta!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Presidente, io credo - e lo pensiamo in molti, forse anche lei, Presidente - che in quest'Aula si senta l'esigenza di ripristinare la legalità. Una legalità che viene sistematicamente violata allorquando non si rispetta quello che è il "Vangelo" del Consiglio regionale, cioè il Regolamento. È veramente incredibile che un consigliere debba chiedere la parola per domandare che venga rispettato il Regolamento. E` una cosa veramente incredibile!

Ripristinare la legalità vuole dire anche restituire ad ogni consigliere il diritto che il Regolamento gli dà di chiedere la parola appunto, in qualunque momento, sul Regolamento. Bene, lei, Presidente, ora mi ha dato la parola, io ieri ho impiegato 20 minuti, e insistenze veramente oltre le righe, per riuscire ad ottenere che venisse rispettato un mio diritto, che non è solo un mio diritto ma un diritto di ogni consigliere.

Il Regolamento dice che il Presidente è colui che deve interpretare il Regolamento, è vero, ma l'interpretazione interviene laddove non c'è chiarezza. Dove invece la norma è chiara e inequivocabile, non è assolutamente interpretabile in modo diverso, la norma va applicata non va interpretata. Allora, se l'articolo 94, al comma 1, dice che le votazioni a scrutinio segreto avvengono con sistema elettronico, e al comma 2 precisa che qualora il sistema elettronico non funzioni e questo non funzionamento venga accertato da un tecnico, si procede alla votazione col sistema delle palline, il Regolamento dice una cosa chiara che non è interpretabile, Presidente, è da applicare. Allora, quando un Presidente decide di non tenere conto del Regolamento, sta violando palesemente la legalità di questa Assemblea.

Anche quando la sinistra non ascolta queste cose, perché le fa comodo, viola il diritto di ogni consigliere di dire la sua. Allora, cari colleghi, il rispetto per le persone è un'altra delle cose che deve caratterizzare l'attività consiliare. È una cosa incredibile che si debba chiedere che ci sia rispetto reciproco in quest'Aula, è una cosa che indigna non solo noi, ma tutti i sardi perché non stiamo certamente dando un'immagine buona di quest'Assemblea. Allora, io credo che l'opposizione quando qualcuno parla...

(Interruzione del consigliere Sanna Alberto)

Amici, il Regolamento dice che si parla quando il Presidente dà la parola. Lei adesso sta parlando a vuoto e sta violando il Regolamento e sta violando anche il mio diritto di parlare! Lei può parlare in questo modo nella piazza del mercato, non in questa Assemblea. Lei deve chiedere la parola!

PRESIDENTE. Onorevole Sanna, lasci parlare l'oratore!

CORDA (A.N.). Ripeto, il Presidente naturalmente può decidere quello che vuole perché è la massima autorità di questa Assemblea, però ha anche il dovere di tutelare il diritto di tutti che questo Regolamento venga rispettato. Grazie Presidente.

PRESIDENTE. Prima di dare la parola all'onorevole Cogodi voglio leggere l'articolo 94 del Regolamento che recita: "La votazione per scrutinio segreto ha luogo normalmente mediante procedimento elettronico".

CORDA (A.N.). Mica c'è la guerra!

PRESIDENTE. Mi faccia dire, "nella normalità dei casi" vuol dire che prevede anche che ci siano casi non normali. Poi dice: "In caso di difetto dei relativi dispositivi". Qual è il difetto? Il difetto non è solo che non funzioni il pulsante, il difetto è anche che quel sistema non sia atto a garantire il risultato; se c'è un difetto il Presidente dispone...

(Interruzioni)

Questa è l'interpretazione che ha dato la Presidenza, per cui andiamo avanti.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Molto rapidamente, anche per interrompere questo lungo prologo e questo eccessivo monologo del centrodestra. Noi siamo puramente e semplicemente adesso di fronte, per fortuna, esattamente al ripristino della legalità. Noi avevamo dall'inizio dell'attività di voto, in relazione al DPEF, sollevato questa questione. Se si fosse risolta subito e prima non saremmo arrivati a questa complicazione, almeno nei toni.

Prendo la parola per dire due cose. La prima è che il voto segreto è una delle modalità di voto sancite dal Regolamento del Consiglio regionale. Dire che il voto segreto è immorale, vuole dire ritenere immorali tutti quelli che l'hanno pensato, che l'hanno praticato, che l'hanno inserito in un Regolamento e possono farne uso. Io non ci capisco più nulla! Alcuni di noi sono sconcertati dal modo eccessivamente leggero - per usare un eufemismo - e disinvolto con cui si usano le parole.

Le parole sono pietre! Le parole hanno un senso, traducono i concetti e i convincimenti. Se in quest'Aula, ancora stamane, si registra negli atti ufficiali del Consiglio, che esponenti, io non dico autorevoli, più autorevoli o meno autorevoli, ma esponenti, consiglieri regionali della destra, dicono che il Presidente del Consiglio sta calpestando la dignità del Consiglio regionale, vuole dire che, nell'opinione di chi lo dice e della parte politica che ciò condivide e non obietta e non corregge, stanno dando al Presidente del Consiglio la patente di calpestatore della dignità del Consiglio. E` agli atti!

Se si dice: "Bisogna ripristinare la legalità", vuole dire che il Consiglio è nell'illegalità, ed è tenuto nell'illegalità da chi deve garantirne la legalità. Se si dice: "Si sta promuovendo un farsa ossessiva", vuol dire che c'è un soggetto promotore della farsa ossessiva che non può che essere la Presidenza del Consiglio.

Hanno senso le parole "Immoralità, illegalità, farsa, travolgimento della dignità"? Io, fossi Presidente del Consiglio, mi chiederei perché mai la parte ritenuta peraltro maggioritaria del Consiglio, la parte peraltro che mi avrebbe eletto in quel caso, mi tratta in questo modo. Non è uno sgarbo formale, è una dichiarazione politica forte! Di sfiducia fondamentale! Che non riguarda solo il Presidente, riguarda il Consiglio! Perché un Consiglio senza Presidente, un Consiglio senza arbitro non può lavorare. Io non so quando arriveremo a capo di questa questione. Fortunatamente - questa è la seconda cosa che voglio dire - il Presidente Salvatore Sanna ha applicato finalmente il Regolamento. Lo ha applicato non in modo rigoroso, in modo ordinario, normale, ovvio, perché laddove è previsto, è legittimo, non immorale ma moralissimo, il ricorso al voto segreto, fino a quando non cambiano le regole. Questa è la legalità, a meno non ci siano obiezioni di coscienza qualcuno un tempo ha addotto un'obiezione di coscienza, ma è una coscienza che è rimasta vigile per qualche giorno, poi dopo qualche giorno quella coscienza è venuta meno. Se è obiezione di coscienza, è un altro discorso! Può accadere anche per altre cose ugualmente legittime, legali, che però personalmente uno può ritenere illegittime. Quello è un fatto di coscienza ma non di legalità.

Ma cosa dice l'articolo 94 del Regolamento? E' stato già detto, ma cosa dice nella sostanza? Le forme possono essere adattate a diversi ragionamenti, la sostanza è che il voto segreto o è segreto o non vale. Per essere segreto deve essere garantito da un sistema che sia atto allo scopo. Quando hanno inventato questo sistema elettronico, si riteneva che questo sistema fosse tra i tanti modi - tutti manomissibili, perché la fantasia umana è fervida nel manomettere, nel mettere la mano dove non la deve mettere, e nel cambiare le cose, e nel togliere anche le cose agli altri - il più garantista, perché era anonimo, perché era meccanico, perché evitava di nascondere le palline e di consegnarle al vicino. Quante volte abbiamo assistito a colleghi che votando avevano tante palline in mano, dategli da chi era andato a votare prima, che gli cadevano quando arrivava vicino all'urna? La cosa più semplice era dare le palline a chi votava dopo, sono cose accadute che sono a conoscenza di tutti.

SANNA EMANUELE (D.S.). Non dare suggerimenti.

COGODI (R.C.). Non sono suggerimenti, immaginati se aspettano i nostri suggerimenti, questi, per queste cose sono espertissimi. Tuttavia, conclusivamente, devo dire che il voto segreto è tale quando oggettivamente è garantita la finalità. Il difetto del congegno può essere un difetto meccanico, cioè quello che dice il Regolamento al comma 2, "in caso di difetto dei relativi congegni o dispositivi", cioè il sistema non riceve l'impulso, oppure impazzisce, e questo è un difetto meccanico; ma può essere anche un difetto funzionale che vale tanto quanto l'altro, anzi anche peggio, perché del difetto meccanico il consigliere non è responsabile, il difetto funzionale significa invece che io che annullo volontariamente l'effetto voluto dalla legge, dal Regolamento in questo caso, che ha valore di legge interna, e io che annullo l'efficienza del sistema, sto rendendo difettoso il meccanismo perché non è più atto a raggiungere lo scopo.

Noi avevamo chiesto il voto con procedimento elettronico, è chiaro ed evidente, perché di norma - dice il Regolamento - il voto segreto ha luogo mediante procedimento elettronico, il voto segreto però, non il voto segreto reso non segreto. Si sono rappresentate due evenienze. Sono state eliminate? La prima è una diversa dislocazione strategica dei consiglieri della maggioranza il cui voto di fatto non era sicuro, accompagnati, "torni a scuola accompagnato dai genitori", la seconda anomalia erano i cellulari posti vicino alla postazione di voto il cui display, qualcuno dice, riflette il colore. Dice Pisano: "Non riflettono il colore". Ma non è meglio togliere i cellulari?

Allora, se si riconducono a normalità le cose, cioè che ognuno sta al posto che occupa usualmente, e si tolgono dai banchi tutti i cellulari, almeno fino a quel livello è garantita quella segretezza che con quel sistema di voto segreto elettronico il Consiglio riteneva di garantire.

Ora dicono i giornali, e raccontano a tutti - si dirà: ma i giornali che cosa c'entrano, possono anche non dire la verità - rappresentano al popolo, alla conoscenza pubblica il fatto che - così è stata chiamata in versione giornalistica - ci sia una disposizione dei posti chiamata "tattica Comincioli". Sarà vero o non sarà vero, però è giorni e giorni che il popolo apprende che c'è una "tattica Comincioli" che ha disposto in un certo modo le pedine in campo; si dice…

(Interruzioni)

Io penso che non sia vero, ho troppo rispetto dei colleghi per pensare che possa essere vero che taluno accetti una tale cosa, però sto dicendo che siccome da giorni si porge questo argomento alla pubblica conoscenza e quindi si rappresenta questa cosa, l'unico modo di smentirla è che ognuno torni al suo posto. L'unico modo! Perché io non ci credo.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, può concludere per favore?

COGODI (R.C.). Ho finito. La seconda questione è quella dei cellulari che rifletterebbero il colore della lucetta. È vero, non è vero? Ci potrebbero essere anche altri marchingegni che ancora non sono stati individuati, allora si tolgano i cellulari, si depositino tutti da una parte e si può adottare anche il sistema elettronico. Se si elimina la causa che rende inefficace, quindi non funzionale quel sistema di voto segreto, è inutile il ricorso al sistema delle palline, diversamente è chiaro ed evidente che il Presidente Sanna ieri non ha fatto l'eroe - io spero che nessuno di noi abbia mai l'occasione di fare l'eroe - non ha fatto l'eroe, ha semplicemente applicato il Regolamento, tentando di usare un sistema di votazione che è previsto dalle regole che garantisse il risultato, cioè possibilmente la segretezza del voto. Chiunque non si attiene a questo sta violando il Regolamento.

PRESIDENTE. Colleghi, io ho aperto la discussione su questo argomento prima perché si tratta di una questione pregiudiziale e quindi vorrei chiuderla per andare avanti nei lavori. Se lo desiderano, tutti i consiglieri possono parlare su questa questione, io non mi spavento perché i consiglieri vogliono intervenire su questo.

Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, io avrei fatto volentieri a meno di intervenire in quest'Aula su un argomento che non è certamente da considerare un argomento nobile, perché credo che come me molti consiglieri regionali siano pervasi da un senso di frustrazione, di sgomento e di vergogna per il decadimento che c'è, per come non siamo stati in grado di nobilitare in qualche modo il Consiglio regionale, quindi la massima Assemblea legislativa. Ho sentito parlare di legalità, di democrazia e di libertà. Ma se è vero come è vero che in tutti i consessi mondiali, dal congresso degli Stati Uniti d'America, alla Conferenza dell'Unione Europea, al Parlamento nazionale, in tutte le assemblee legislative chi applica e chi decide sul Regolamento è il Presidente, la prima legalità è quella di non permettersi di parlare di Regolamento! Di non permettersi! Perché questa è la prima legalità; e io ho motivi nei suoi confronti per dire il contrario, perché sono stato leso nei miei diritti, politici, partitici, ho tutti che mi danno ragione eppure non ho fatto niente.

Pazienza! Arriverà un altro Presidente che mi auguro mi darà ragione, ma intanto rispetto la decisione del Presidente. Allora, io non parlerei di idoneità del voto segreto attraverso il meccanismo elettronico, perché questa è una cosa di cui abbiamo discusso tutti, abbiamo detto che questo mezzo è un mezzo idoneo. Ovviamente - qui ne va della dignità dei singoli consiglieri regionali - se qualcuno, nell'esercizio libero delle sue prerogative politiche, vuole farsi controllare il voto, si faccia controllare il voto, qui ne va della dignità del singolo consigliere regionale.

Io credo che l'invito che il Presidente Serrenti ha rivolto a quest'Assemblea, di non dare la sensazione che stiamo in qualche modo coartando la volontà di nessuno, vada accolto e che si debba andare rapidamente al voto attraverso il sistema elettronico, se è questo che il Presidente decide. Ma, ripeto, il Presidente può decidere quello che vuole! Quello che ritengo si debba evitare è scaricare sempre sull'Assemblea l'applicazione del Regolamento che è compito del Presidente che presiede in quel momento e che va rispettato. Perché, vedete, nella vita, oggi siamo maggioranza, domani possiamo essere minoranza, ma le regole valgono sempre, non si possono applicare solo una volta! Le regole valgono per tutti e bisogna che la maggioranza garantisca la minoranza e la minoranza garantisca la maggioranza.

Ecco perché io, Presidente, la inviterei a sospendere questa discussione, perché è ridicola - ci stanno guardando tutti! - e ad applicare il Regolamento, a dare una sua interpretazione logica e procedere al voto.

PRESIDENTE. Io l'ho già fatto, non devo ripetermi. Ho detto che si ricomincia col sistema di votazione utilizzato ieri. Quindi, ho chiesto che venissero disposte le urne e che si procedesse al voto. Se poi qualcuno vuole intervenire sul Regolamento e contestare è libero di farlo, naturalmente rimane il fatto che il Regolamento lo interpreta il Presidente. Io, e lo faccio convinto che questo sia giusto, senza voler danneggiare nessuno, né da una parte né dall'altra, sto cercando di interpretare il Regolamento, e quando il Presidente interpreta il Regolamento qualche volta può dispiacere a qualcuno, qualche volta a qualcun altro. E` un ruolo scomodo quello del Presidente perché finisce per scontentare, un volta ciascuno, quasi tutti, però deve applicare il Regolamento secondo il suo criterio di giustizia.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Ma quando mi dà la parola?

PRESIDENTE. Onorevole Spissu, vuole parlare adesso?

SPISSU (D.S.). E' da un po' che ho chiesto di parlare.

PRESIDENTE. Scusi, onorevole Capelli. Prego, onorevole Spissu.

SPISSU (D.S.). C'è un modo di gestire le iscrizioni a parlare, Presidente, che non va bene, non è che lei possa decidere a sua discrezione quando dare la parola ai consiglieri. Io, Presidente, non devo fare un lungo discorso perché non ho capito in quale fase siamo e se è aperta una discussione. Io ho chiesto ieri il voto segreto sul punto 4 del documento di programmazione economica e finanziaria, e il Presidente Sanna ha garantito quello che prescrive il Regolamento, cioè che la votazione sia davvero segreta, attraverso l'uso delle palline.

Questo è avvenuto dopo che noi denunciamo da giorni un controllo del voto che impedisce la sua segretezza. Non è aperta la discussione sul voto segreto, il voto segreto è previsto dal Regolamento, e quelli che oggi si scaldano tanto contro il voto segreto sono gli stessi che hanno fatto cadere la Giunta Floris e che consentono a questa Giunta e a questa maggioranza di governare questa fase.

Quindi io, Presidente, io non ho da farle nessuna richiesta se non quella di procedere alla votazione e di assicurare a tutti noi che il voto avvenga nella segretezza, evitando che si renda nulla la votazione come è stato fatto ieri, rendendo palese il proprio voto e facendo vedere le palline, quindi annullando quel voto prima che la pallina venga deposta nelle urne, garantendo quindi che l'esercizio dello voto segreto sia un esercizio pieno e reale. Solo questo è il modo di fugare tutti i dubbi che si addensano su questa Assemblea.

Siccome non c'è nessun problema di controllo, come si dice, si faccia pure la votazione segreta ed ognuno voti in libertà e in coscienza, e problemi non ce n'è per nessuno.

PRESIDENTE. Poi mi piegherà che cosa devo fare di più per garantire questo.

Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Pensavo che l'onorevole Spissu avesse chiesto di poter parlare prima di me perché doveva fare annunci importanti. Non mi sembra che abbia aggiunto niente a una decisione che, tra l'altro, il Presidente ha già preso. Io invece sarò molto breve, rispettando pienamente le sue decisioni in ordine all'interpretazione del Regolamento e alle modalità di voto che mi sembra tra l'altro siano già state previste. Perciò noi siamo in questo momento in sede di votazione.

Perciò richiamerei l'onorevole Spissu, l'onorevole Cogodi e me stesso, perché io in questo momento sto intervenendo su un argomento non previsto dal Regolamento, che tra l'altro dispone che nessuna votazione possa essere fatta prima dei dieci minuti dalla ripresa dei lavori, ma a quanto mi risulta è già passata un'ora. Siccome siamo in sede di votazione e l'articolo 97 dice:" Cominciata la votazione non è più concesso intervenire fino alla proclamazione del voto", mi scuso di aver chiesto e preso la parola, e spero che altrettanto facciano i colleghi.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, la votazione non è ancora cominciata.

CAPELLI (U.D.C.). E' cominciata ieri.

PRESIDENTE. Io l'ho annunciata ma non è ancora cominciata; è stata posta una questione pregiudiziale, il Regolamento dice che la questione pregiudiziale può essere posta e che ha priorità rispetto ad altre questioni.

CAPELLI (U.D.C.). Pensavo di darle una mano, Presidente.

PRESIDENTE. Sì, ma sto cercando di chiarire il problema, e lei è sempre molto utile quando mi dà una mano.

Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Grazie Presidente, sarò brevissimo; condivido quello che diceva poco fa il collega Oppi quando affermava che, nel momento in cui noi accettassimo oggi di votare col sistema delle palline, questo starebbe a significare che d'ora in avanti si dovrebbe sempre procedere in questo modo, in quanto questo sistema viene considerato l'unico che ci garantisce la segretezza del voto. Io non sono d'accordo. Non sono d'accordo sul fatto che questo sia l'unico modo perché ho fiducia nel sistema elettronico, che dal punto di vista tecnico secondo me non presenta difetti. E, per essere costruttivo, dico che il mio punto di vista è che, se è vero che il sistema è valido, quello che non è valido è l'uso che noi ne facciamo. Il problema, quando si usa il sistema elettronico, sia per il voto segreto, sia per il voto nominale, per il quale probabilmente incide meno e ci interessa meno, è che si lascia passare troppo tempo tra il momento in cui si apre la votazione e il momento in cui la si chiude. Se si chiudesse rapidamente la votazione, come si fa in altre assemblee parlamentari dalle quali possiamo prendere esempio, sono sicuro, Presidente, che non ci sarebbero possibilità di controllo del voto né da parte di quelli che ci stanno vicino, né da parte di quelli che, se andassero in giro, così come capita all'interno di questo Consiglio, perderebbero il diritto di votare per il semplice fatto che la votazione sarebbe immediatamente chiusa. Io credo che andrebbe ripristinato questo metodo, io credo che la scelta che è stata fatta oggi di votare col sistema delle palline vada pure bene, ma il metodo sarebbe che quando si va al voto segreto….

PRESIDENTE. In questa votazione, onorevole Masia, perché nessuno ha chiesto di utilizzarlo sempre.

MASIA (S.D.I.-S.U.). Io dico che se noi oggi accettassimo questo metodo, come l'unico che possa garantire la segretezza del voto, d'ora in avanti dovremmo adottare sempre questo metodo.

Io credo che la segretezza del voto col sistema elettronico si possa garantire soltanto riducendo i tempi al minimo e non ci sarebbe né il problema dei led che possono essere visti attraverso i cellulari, né la possibilità spostandosi di vedere il voto del collega vicino. Questo è il metodo che lei dovrebbe adottare e questo è quello che avremmo dovuto adottare ieri e sempre.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, ci sono due questioni che sono in realtà in discussione in questo momento, che sono poi quelle che hanno originato quanto è accaduto ieri.

Io credo che quanto è accaduto ieri, compresa l'interpretazione del Regolamento, abbia delle motivazioni politiche, che sia un tentativo di mettere in difficoltà la maggioranza, ma questo è un discorso che vedremo successivamente.

Io sono convinta che se mi viene data, come dire, l'opportunità di rispondere esclusivamente alla mia coscienza, nella mia funzione di eletta al Consiglio regionale, di quel che faccio certamente la tutela di questo mio diritto non deve essere affidata ai miei oppositori, che è quello che è successo ieri.

Io considero dunque grave il fatto che il vicepresidente del Consiglio, che io peraltro stimo moltissimo, che presiedeva i lavori ieri quando sono accaduti i fatti, si sia preoccupato di accettare le condizioni di votazione imposte dall'opposizione; perché questo, Presidente, è successo.

E` successo che il centrosinistra ha chiesto la votazione a scrutinio segreto accettando il voto elettronico a condizione che i colleghi della maggioranza tornassero nei posti che essi avevano deciso quali dovevano essere.

Per questo, Presidente, io mi sono sentita toccata nella mia libertà e nel mio diritto di esercitare il mio ruolo di consigliere regionale come ritengo opportuno, Presidente, senza che me lo debba dire il collega Spissu o chicchessia.

Io rispondo a me stessa, alla mia coscienza e agli elettori che mi hanno votato, non ai colleghi dell'opposizione, di quel che faccio.

Allora, su questo si è aperta una questione di principio perché, poiché il Regolamento non dice che la consigliera Pilo si deve sedere al primo banco a sinistra, mi siedo dove mi pare e piace, perché si può votare in qualsiasi postazione di questo Consiglio. E quel che è grave invece è che il vicepresidente Sanna che presiedeva ieri abbia deciso, durante il gioco, di cambiare le regole; questa è la cosa che io non posso condividere. Cosa si può dire allora?

Per quanto riguarda il Regolamento, io ho sempre accettato di buon grado, anche quando non le condividevo, le interpretazioni del Presidente del Consiglio, ma l'interpretazione del Presidente del Consiglio non può superare lo stesso Regolamento, perché altrimenti diventa un'autentica barzelletta, non un Regolamento.

Il Regolamento è fatto perché ciascuno di noi abbia quanto meno idea dei suoi diritti e dei suoi doveri che vengono sanciti dal Regolamento; l'interpretazione fantasiosa del Regolamento, a tutela di una parte contro l'altra è, invece, un modo per dire che in qualsiasi momento possiamo, a seconda della convenienza, reinterpretare tutto. Presidente, questo dal mio punto di vista è assolutamente inaccettabile, perché il Regolamento, su questo punto, è assolutamente chiaro e inequivocabile, noi non possiamo accettare di far finta...

(Interruzioni dai banchi del centrosinistra )

Presidente, le chiedo per gentilezza di chiedere ai miei colleghi di lasciarmi parlare perché ho diritto di dire quello che mi pare.

PRESIDENTE. Mi pare giusto, onorevole Pilo. Chiedo ai colleghi un po' di silenzio.

PILO (F.I.-Sardegna). Io quando non voglio sentire le cose che non mi piacciono esco, non disturbo, siete pregati di uscire se non vi piace.

PRESIDENTE. L'onorevole Pilo non disturba mai, è vero.

PILO (F.I.-Sardegna). Allora, dicevo che il Regolamento consente a ciascuno di noi di sapere quali sono i suoi diritti e i suoi doveri, e non è possibile che anche norme che sono chiarissime vengano da oggi in poi messe in discussione a seconda di chi le interpreta. Questo, Presidente, dal mio punto di vista, è assolutamente inaccettabile.

E` per questo che dico che questo è un fatto, come dire, di opportunità politica, a seconda delle richieste della opposizione, ed io non posso acconsentire a questo.

In ogni caso, io credo che se l'Aula è sovrana, possa essere sovrana anche in questo momento, per cui le chiedo di sottoporre al voto dell'Aula le modalità di votazione che devono essere utilizzate in questo momento. Perché, caro Presidente, a me di quello che si legge sui giornali, Comincioli, non Comincioli, poco mi interessa, e credo che non è che da qui in avanti, come spesso fanno per la verità, e come spesso noi accettiamo che facciano, i giornalisti debbano decidere che cosa succede in quest'Aula, perché forse l'onorevole Cogodi è abituato a far decidere ai giornalisti di chi sono le colpe, di chi sono le responsabilità, se uno è un assassino o una persona per bene. Io sono abituata a rispondere personalmente di quello che faccio, quindi, non accetto che "L'Unione Sarda" e "La Nuova Sardegna" debbano decidere quali sono le modalità di votazione attraverso il tramite del mio collega onorevole Sanna che ieri ha presieduto la seduta.

Presidente, tutte le cose che si sono dette, tra l'altro, durante questa discussione, sui problemi di democrazia e di legalità, non toccano lei, Presidente, ma toccano il Presidente che ha presieduto ieri, per non fare nomi e cognomi, perché a lui io rivolgo l'accusa di faziosità e non a lei, Presidente Serrenti.

Per cui le chiedo di porre...

(Interruzioni dai banchi del centrosinistra)

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Perché non lasciate parlare la collega? Volete sempre parlare voi. State calmi!

PILO (F.I.- Sardegna). Io ho il tempo che il Presidente mi dà, come tutti avete avuto il tempo che il Presidente vi ha dato.

(Interruzioni)

Scusi Presidente, deve continuare a lasciarmi insultare dai colleghi dell'opposizione?

PRESIDENTE. Scusate, richiamerò io l'onorevole Pilo a concludere il suo intervento, non c'è bisogno che lo facciate voi; abbiate l'accortezza, la gentilezza e la cortesia di lasciarla parlare.

La prego onorevole Pilo arrivi alla sua conclusione.

PILO (F.I.-Sardegna). Quindi chiudo chiedendole che sia l'Aula, con il proprio voto, a decidere le modalità di votazione che devono essere utilizzate in questA occasione.

SPISSU (D.S.). Non è previsto dal Regolamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirastu. Ne ha facoltà.

PIRASTU (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, voglio fare alcune brevissime considerazioni anche se questo argomento, come giustamente diceva qualcuno, non è sicuramente uno degli argomenti nobili su cui discutere. Però credo, prima di tutto, che pensare che questo non sia un precedente sia sbagliato, perché è ovvio che anche in futuro tutte le volte che un Gruppo o alcuni consiglieri richiederanno il voto segreto col sistema delle palline, non vedo per quale motivo, se oggi viene concesso, non debba essere concesso. Quindi, questo è un precedente che potrebbe portare alla paralisi della vita del Consiglio.

Io chiederei, e penso che renderebbero in questo modo un buon servizio al Consiglio, ai colleghi dell'opposizione, se, considerato anche che il significato politico di un'eventuale bocciatura di questa quarta parte sarebbe irrilevante, rinunciassero alla richiesta di voto segreto in quest'occasione, e chiedessero invece il voto palese con sistema elettronico. Per il futuro credo comunque che l'Ufficio di Presidenza dovrebbe, fino a che il voto segreto non verrà abolito, studiare quei meccanismi che possano evitare il controllo del voto. Ma a parte il controllo del voto credo che sarebbe salutare per quest'Aula se venisse vietato in maniera assoluta l'utilizzo dei telefonini durante i lavori; forse verrebbe meno anche il problema del controllo del voto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.

DEMURU (D.S.). Sarò molto breve. Io vorrei introdurre un elemento di serenità, dichiarando di accettare qualsiasi modalità di votazione che il Presidente deciderà di adottare; però volevo aggiungere questo: l'onorevole Pilo si è appellata al principio del Regolamento, e io sono totalmente d'accordo.

Il Regolamento dice espressamente che il Presidente del Consiglio decide l'interpretazione del Regolamento stesso e le modalità di voto. Richiedere la votazione dell'Aula su questo non mi sembra che sia aderente a questo principio base.

Per quanto riguarda il voto segreto, personalmente penso che il voto segreto anche se ha necessità di essere regolamentato, sia un'espressione di democrazia, e che pertanto vada accettato, e una volta che è accettato va anche tutelato; quindi, io invito tutti al rispetto vero e sostanziale del Regolamento, quindi a non contestare in tutti i momenti il Presidente che è il solo titolato a prendere alcune decisioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Granella. Ne ha facoltà.

GRANELLA (I DEMOCRATICI). Voglio soltanto fare un plauso all'intervento dell'onorevole Floris che è stato equilibratissimo; non ne condivido la richiesta finale di cambiare il sistema di voto in quanto il Regolamento non ce lo consente, il Presidente ha già deciso di votare con quel sistema.

Vorrei ribadire che la modalità di voto con le palline non è stata chiesta dalla minoranza, ma è stata decisa dal Presidente come deve essere, quindi qua stiamo stravolgendo il Regolamento.

Qua c'è una maggioranza che parla dei propri diritti, non ho ancora sentito da parte della maggioranza la parola doveri, forse i doveri li ha soltanto la minoranza. Sento perciò il dovere di ricordare ai consiglieri della maggioranza che soltanto quattro mesi fa il voto segreto è stato da loro considerato un atto nobilissimo e oggi diventa un atto esecrabile. Perché? Non sono sicuri dei voti che hanno? Lo dicano chiaramente. Prendiamo un po' di coscienza e diciamo ai sardi che in Consiglio regionale non v'è certezza né del diritto né dell'amministrazione.

Tutto questo movimento mi ha ricordato una favola di Fedro, quella del lupo e dell'agnello; la maggioranza con tutta la sua potenza è scappata ieri sera dall'Aula dicendo all'agnello che intorbidiva l'acqua, pur se stava molto più a valle.

PRESIDENTE. Bene, procediamo alla votazione, prego i segretari di venirmi ad assistere e di procedere alla chiama.

(Interruzione del consigliere Spissu)

Onorevole Spissu, perché mi deve ricordare lei quello che devo dire e quello che devo fare? L'ho già detto, abbia pazienza, se vuole fare il mio suggeritore si sieda qua vicino, così almeno la sento. Vuole fare il suggeritore a tutti i costi, so che lei era un uomo di teatro, ma faceva l'attore non il suggeritore!

SPISSU (D.S.). Non sono mai stato uomo di teatro, lei è di teatro dietro la tenda.

Continuazione della discussione e approvazione delle partizioni del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria 2003-2005 (Doc. n. 39/A)

Terza votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione segreta con il sistema delle palline sulla quarta partizione. Prego i Segretari di procedere alla chiama.

(I consiglieri della maggioranza abbandonano l'aula in segno di protesta)

(Seguono la chiama)

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SALVATORE SANNA

( e la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 36

votanti 35

astenuti 1

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Si è astenuto il consigliere: CAPPAI.)

Poiché non è stato raggiunto il numero legale sospendo la seduta sino alle ore 12 e 10.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 32, viene ripresa alle ore 12 e 36.)

PRESIDENTE. Colleghi, comunico che il problema è stato in qualche misura superato. Ricordo che la votazione con le palline era stata chiesta perché sembrava che garantisse meglio il voto segreto. Nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, e di questo ringrazio tutti i Capigruppo, della maggioranza e della opposizione, c'è stato uno sforzo per ristabilire quel minimo di fiducia che è necessaria fra noi tutti in quest'aula, e quindi si torna al voto elettronico. Devo però chiedere ai colleghi di osservare alcune norme di comportamento. Non tornerò sull'argomento, per cui chiedo a tutti di ascoltare, anche a chi sta parlando al telefono, io aspetto che finiscano perché secondo me se uno parla al telefono non può ascoltare il Presidente del Consiglio. Scusate la pretesa, onorevole Murgia, vi prego.

Si vota a scrutinio segreto col sistema elettronico, io darò tutto il tempo perché i colleghi si preparino, cioè inseriscano la scheda, mettano la mano sulla tastiera, siano pronti a votare, aprirò la votazione, che rimarrà aperta solo cinque secondi, trascorsi i quali io chiuderò la votazione. Devo anche chiedere ai colleghi che occupino le postazioni solite, non quelle assegnate, perché non ci sono postazioni assegnate, ma le postazioni dove solitamente ognuno di noi si siede. Detto questo ricordo che stiamo votando la parte quarta del DPEF, chiedo ai colleghi di prepararsi al voto.

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Su che cosa vuole intervenire?

spissu (d.s.). Sull'intesa che è stata raggiunta che prevedeva anche la sparizione dei telefonini dai banchi.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, è vero. I telefonini devono essere messi in tasca. Onorevole Satta, su che cosa vuole intervenire? Stiamo votando, vi prego.

SATTA (F.I.-Sardegna). La mia postazione solita è questa, però non ha mai funzionato, per cui normalmente mi sposto per votare. Vorrei chiarire che mi sposto solo perché questa postazione non funziona dal punto di vista tecnico.

PRESIDENTE. Va benissimo, d'accordo. Si sposti, raggiunga una postazione più sicura, onorevole Satta.

spissu (d.s.). Proviamo il sistema, Presidente?

PRESIDENTE. Possiamo fare una votazione per provare il sistema. Onorevole Pinna, cosa voleva dire?

PINNA (Gruppo Misto). Chiedo una votazione palese.

PRESIDENTE. Va bene, facciamo una votazione palese solo per verificare col tabellone se il sistema funziona. Votate come volete.

(Segue una votazione nominale di prova)

Hanno solo segnato la presenza, senza votare, Amadu, Corona, Pirisi, Capelli, Locci, Sanna, Corda, Masala, Scano, quindi non vengono riportati nel tabellone, però hanno segnato la presenza e risulta dal tabulato. Pare che il sistema funzioni, siamo d'accordo? I colleghi sono tutti pronti? Gli Uffici mi dicono che bisogna fare un'altra votazione di prova perché hanno resettato il sistema. Fate come prima, votate o "sì" o "no", come volete.

(Segue una seconda votazione nominale di prova)

Il sistema funziona. Procediamo alla votazione.

Quarta votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione elettronica segreta sulla quarta partizione del Documento numero 39/A.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 79

votanti 78

astenuti 1

maggioranza 40

favorevoli 43

contrari 35

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI -DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI -VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Si dia lettura dell'allegato 1.

(Segue lettura)

Poiché nessuno domanda di parlare su questo allegato, lo metto in votazione.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo di parlare

PRESIDENTE. Prego, onorevole Fadda, parli, però vi prego di chiedere di parlare al momento giusto. Quando il Presidente ha già indetto la votazione non si può chiedere di parlare. Onorevole Fadda, le do la parola, però la invito ad essere più tempestivo nella richiesta di parlare.

FADDA (Popolari-P.S.). E lei un po' più calmo! Chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'allegato 1.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 78

votanti 77

astenuti 1

maggioranza 39

favorevoli 38

contrari 39

(Il Consiglio non approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO -BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI -DEIANA - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI -SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Si dia lettura dell'allegato 2.

(Segue lettura)

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo il voto segreto.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'allegato 2.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 79

votanti 78

astenuti 1

maggioranza 40

favorevoli 42

contrari 36

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI -DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU -PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI -SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Si dia lettura dell'allegato 3a.

(Segue lettura)

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

spissu (d.s.). Chiedo il voto segreto anche sull'allegato 3a.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'allegato 3a.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 78

votanti 77

astenuti 1

maggioranza 39

favorevoli 39

contrari 38

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO -BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU -VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Allegato 3b. Se ne dia lettura.

(Segue lettura)

Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo il voto segreto.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Io ho guardato da questa parte, onorevole Spissu...

(Interruzioni)

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'allegato 3b.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 79

votanti 78

astenuti 1

maggioranza 40

favorevoli 40

contrari 38

(Il Consiglio approva)

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO -BIANCAREDDU - BIANCU - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI -DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS -USAI - VARGIU - VASSALLO.

Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.)

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Può ripetere il risultato della votazione precedente? Credo che alcuni di noi abbiano compreso male, quindi chiedo che ci ripeta i risultati.

PRESIDENTE. I votanti sono stati 77.

SELIS (Popolari-P.S.). Sì, più il Presidente che naturalmente è in Aula.

PRESIDENTE. Io non ho votato.

SELIS (Popolari-P.S.). Sono 78.

PRESIDENTE. Adesso chiarisco, la schermata dava 77 votanti perché io non ho votato. Quando ho annunciato il risultato della votazione ho detto: presenti 78, astenuti 1, votanti 77, favorevoli 39, contrari 38, il Consiglio approva. Il Presidente non ha votato. Si può controllare. Però il Presidente è stato contato tra i presenti.

SELIS (Popolari-P.S.). Il chiarimento che chiedo è questo: la maggioranza significa la maggioranza dei votanti...

(Interruzioni)

SELIS (Popolari-P.S.). È un chiarimento, non è un oggetto di polemica, è solamente un chiarimento del quale ho bisogno. È legittimo, no?

PRESIDENTE. Onorevole Selis, la maggioranza dei votanti, cioè dei presenti meno gli astenuti.

SELIS (Popolari-P.S.). Credo che sia utile una verifica che faremo insieme.

PRESIDENTE. Io sono presente ma mi sono astenuto, quindi non posso essere contato tra i votanti.

(Interruzioni)

Ma non è questa forse la polemica che lei...

(Interruzioni)

Sì, la maggioranza è 39, io mi sono astenuto. Scusate un po', chiariamo questa cosa.

Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, la ringrazio di avermi dato la parola, voglio solamente chiarire questo aspetto perché così non rimangono dubbi non credo che anche su questo bisogni fare polemica, è solamente un dialogo che consente di chiarire. Se i presenti sono 78, 77 votanti e il Presidente astenuto che ha dichiarato il voto di astensione e l'ha replicato, la maggioranza di 78 è 40.

PRESIDENTE. No, perché si intende la maggioranza dei votanti, quindi i presenti meno gli astenuti. Io sono astenuto, quindi, la maggioranza richiesta è 39; queste sono elaborazioni che fa la macchina e confermo: la maggioranza richiesta è 39, sono presenti 78, astenuti 1, votanti 77, favorevoli 39, cioè la maggioranza minima richiesta, e il Consiglio ha approvato.

Passiamo adesso al voto finale. Vi ricordo che il voto è palese. Prego i colleghi di predisporsi alla votazione elettronica nominale.

Ha domandato di parlare il consigliere Pinna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PINNA (Gruppo Misto). Mi dispiace interrompere l'incanto di queste votazioni così veloci, però vorrei fare alcune osservazioni conclusive su questo DPEF che la maggioranza si appresta ad approvare. Ovviamente io lo faccio per dichiarare prima di tutto il mio voto contrario e poi per fare alcune osservazioni su questo documento. Non è secondario il fatto che l'allegato numero 1 - il ruolo della Sardegna nell'economia nazionale ed internazionale - sia stato bocciato, ed è un bene che sia stato bocciato perché questo DPEF pone la Sardegna al di fuori dell'economia nazionale, al di fuori del contesto internazionale. Con questo DPEF state programmando la stagnazione economica e sociale della nostra Regione, e questo non è soltanto per quanto è previsto nelle pagine 65 e 66, dove c'è scritto "Non bisogna includere nuovi e maggiori interventi rispetto all'esercizio precedente". Lo dico perché è successo qualcosa da quando voi state governando, e quello che è successo è un fallimento totale della vostra azione di governo. Un esempio per tutti, il blocco dei PIT, lo strumento principale che avrebbe dovuto consentire di prospettare nuove opportunità di lavoro in Sardegna. La vostra previsione del PIL all'1,9 per cento contro quella del 3 per cento del Governo nazionale potrà generare soltanto un tasso - dite voi - di occupazione, se verranno rispettate le previsioni dell'0,8 per cento.

Questa non è neanche una goccia d'acqua rispetto ai 340 mila cittadini sardi ancora iscritti all'Ufficio di collocamento e ai 124 mila in cerca di prima occupazione, con dati sulla disoccupazione giovanile che raggiungono quasi il 50 per cento, e soprattutto dati impressionanti che confermano, appunto, la stagnazione della nostra economia sull'occupazione di lunga durata, che arrivano a percentuali che superano il 60 per cento, esattamente 62,5 per cento alla fine dell'anno scorso.

Quindi, il mio è un voto contrario perché voi state programmando la stagnazione economica, state togliendo la speranza ai giovani e a tutti i disoccupati della Sardegna. Li state ancora condannando a vivere una condizione di esclusione e di povertà, oppure ad emigrare. Il dato recente sui 12 mila giovani emigrati nel corso degli ultimi tre anni è emblematico del disastro che state compiendo nella nostra Regione. Soltanto annunci, l'ultimo è di ieri sera - l'ho sentito in una emittente locale - "Un Piano Marshall per la forestazione", ecco un'altra delle trovate; si va avanti ancora per enunciazioni, come se queste fossero l'illusione per tutti noi.

Infine, ricordando alcuni aspetti particolari, non posso non far riferimento in questa circostanza alle altre illusioni che proponete, che il Presidente propone per superare la crisi idrica della Sardegna. Questa idea...

PRESIDENTE. Onorevole Pinna, scusi un secondo, colleghi c'è chiasso e ci sono cellulari che interferiscono con i microfoni del Consiglio. Grazie.

PINNA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Io continuo a fare l'intervento, poi eventualmente mi farà recuperare questo tempo. Dicevo: la crisi idrica, ancora illusioni, il collegamento con la Corsica dove non c'è acqua, dove stanno cercando di fronteggiare l'emergenza con altre soluzioni che pure si chiedono in Sardegna come i dissalatori. Infine, la cosa che non posso tacere in questa circostanza, la dico perché resti agli atti, è quest'altra grande mistificazione lanciata ieri dal Presidente sulle acque sotterranee, sembra che adesso tutto si debba risolvere con le acque sotterranee. Voglio ricordare in questa circostanza l'emendamento numero 381, l'ultimo presentato alla finanziaria, perché in ogni finanziaria io ho presentato questi emendamenti per le acque sotterranee, dove si proponeva di realizzare in modo organico una ricerca sulle acque sotterranee.

Mese di novembre del 1997, elezioni amministrative ad Iglesias, il Presidente si cala nel pozzo per impedire la fermata di quelle pompe! La fermata di quelle pompe per lui era un disastro ecologico e noi sostenevamo che stava...

PRESIDENTE. Qualche secondo ancora per concludere.

PINNA (Gruppo Misto). Presidente, mi faccia recuperare il tempo che ho perso e prego i colleghi, se lo ritengono, di prestare un minimo di attenzione.

Dicevo: una grande pagliacciata per bloccare quella grande risorsa che doveva risalire, e adesso che sta risalendo e non è ancora risalita (questo lo dico per tutti), ed è una falda che si sta assestando, seppure i risultati sono quelli che noi avevamo previsto, il Presidente Pili si inventa non di dare l'acqua all'ospedale di Sirai o alla città di Carbonia che è rifornita dalle autobotti, o ai paesi del basso Sulcis che sono fortemente deficitari d'acqua, ma di portarla a Cagliari. E di portarla come? Non perché io mi opponga e sia contrario a dare l'acqua a Cagliari, ma semplicemente per il fatto che, emungendo dieci milioni di metri cubi d'acqua da quella falda, il Presidente Pili sta decidendo di distruggere anche quella risorsa.

Io mi auguro che ci sia una rivolta della gente, una rivolta delle amministrazioni locali, perché questa scelta non è equa e si sta preparando un disastro ecologico anche di quella falda. Queste scelte che voi proponete sono davvero disastrose non solo perché create la stagnazione della nostra economia, ma perché state preparando disastri per il nostro ambiente.

PRESIDENTE. Concluda, la prego, onorevole Pinna.

PINNA (Gruppo Misto). Sto chiudendo, Presidente. Sarà un disastro per il nostro ambiente; non si soffermo ulteriormente; ribadisco semplicemente il mio voto contrario perché davvero con questo DPEF per la Sardegna si apre una pagina molto buia, e mi auguro che voi non riusciate a realizzare queste politiche di sottosviluppo che state proponendo. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Businco per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BUSINCO (Rif. Sardi-U.D.R.). Grazie signor Presidente, voglio dichiarare il mio voto favorevole e svolgere qualche brevissima considerazione, prima di tutto voglio dare atto alla Giunta regionale di aver presentato questo DPEF nel pieno rispetto delle norme sulla contabilità. La presentazione nei tempi previsti dalla legge di un documento così importante per la vita politica, sociale ed economica della nostra comunità, non costituisce soltanto un adempimento formale, ma è anche un atto politico serio e concreto.

Debbo rilevare che lo sforzo compiuto dalla Giunta regionale possiede in sé elementi di novità progettuali, ed è in perfetta linea di continuità con i precedenti DPEF. Ho rilevato in particolare un tentativo significativo di costruire un DPEF di programma, difficile per la sua collocazione temporale, in quanto a cavallo tra questa e la prossima legislatura, prendo anche atto della volontà espressa dall'assessore Masala, a nome dell'Esecutivo, di fare della concertazione con le parti sociali, con i sindacati, un metodo ordinario di governo.

Credo che sia fuori discussione anche che il nodo più intricato da sciogliere sia quello dell'indebitamento della Regione, perché sono certo che la consistenza della spesa sarà ulteriormente aggravata dalle nuove disposizioni dell'Europa alle Regioni e dal DPEF del Governo centrale. Questa evenienza dovrà formare, a mio parere, oggetto di un rigoroso confronto politico tra le forze presenti in quest'Aula: imprenditori, sindacati e tutte le altre categorie sociali.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, voglio solo chiarire perché poco fa ho chiesto le informazioni che lei ricorda, cioè ho chiesto esattamente quanti erano i presenti. Lei, giustamente, mi ha risposto che i presenti erano 78, di cui 77 votanti e il Presidente astenuto.

Voglio dare lettura all'Aula (anche per giustificare il mio intervento di prima e questo di adesso) dell'articolo 21 dello Statuto, quindi, della legge costituzionale che guida i nostri lavori e che, come sappiamo, è sovraordinata a tutte le altre norme di qualunque tipo. L'articolo 21 dice testualmente (i colleghi che vogliono possono prendere lo Statuto e verificarlo): "Le deliberazioni del Consiglio regionale non sono valide se non è presente la maggioranza dei suoi componenti e se non sono adottate a maggioranza dei presenti". Ora i presenti, per dichiarazione del Presidente, sono 78, la maggioranza dei presenti su 78 è 40. Questa espressione non lascia adito a dubbi e a interpretazioni, perché voi potete interpretare quello che volete, il Presidente può interpretare il Regolamento, ma questa non è una norma regolamentare. E' una norma statutaria e lo Statuto dice che le votazioni sono valide se sono adottate a maggioranza dei presenti. Ripeto, i presenti erano 78, come ha dichiarato il Presidente, credo che ci sia stato - a mio avviso, lo dico con molta pacatezza - un errore di conteggio, cosa che può capitare a tutti, può capitare ai consiglieri, ai funzionari e a tutti, anche al Presidente, credo che su questo occorra un momento di verifica più attenta perché, ripeto, è lo Statuto all'articolo 21 che recita il testo che ho appena letto. Le chiedo, Presidente, di fare un'ulteriore verifica. Grazie.

PRESIDENTE. Onorevole Selis, non voglio aprire un dibattito su questo. Le rispondo io. L'articolo 21 dello Statuto è stato oggetto, come lei potrà ben immaginare, in questi oltre 50 anni di storia dell'autonomia, di polemiche e di discussioni, tant'è che si rese necessaria un'interpretazione di quell'articolo che fu fatta dall'allora Presidente del Consiglio Ghinami in quest'Aula, e si scrisse l'articolo 58 del Regolamento che dice:

"Le deliberazioni del Consiglio non sono valide, ai sensi dell'articolo 21 dello Statuto speciale per la Sardegna, se non è presente la maggioranza dei suoi componenti e se non sono adottate a maggioranza dei presenti votanti". Quindi l'interpretazione l'ha data il Consiglio in quell'occasione, ma posso, onorevole Selis, anche essere più preciso, poiché noi facciamo tante cose tutti i giorni e ci capita magari di dimenticare qualcosa, questa interpretazione dell'articolo 58 del Regolamento e dell'articolo 21 dello Statuto non è originale da parte mia, perché anche lei, in qualità di Presidente del Consiglio l'ha interpretata così. Può veder gli atti, se si vuole accomodare al banco della Presidenza, onorevole Selis, ma lo dico senza polemica

SELIS (Popolari-P.S.). Il Regolamento era diverso. L'abbiamo cambiato l'anno scorso. L'astenuto è un votante.

PRESIDENTE. No, questo è il Regolamento vigente, onorevole Selis, se lei dice che la norma statutaria è superiore come forza e come rango al Regolamento, non c'è dubbio, però il Consiglio in quel caso ne aveva dato una interpretazione e l'ha introdotta successivamente nel Regolamento. Lei stesso l'ha applicata così!

Tuttavia, onorevole Selis, a me pare che l'argomento sia interessante da approfondire dal punto di vista giuridico, e lo approfondiremo, se lei ritiene. Adesso invece io vi devo richiamare all'ultima parte del compito che ci aspetta, che è la votazione finale del DPEF.

Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Grazie Presidente. Dichiaro, ovviamente, il mio voto favorevole al DPEF perché questo documento, come ho avuto modo di dire nel corso della discussione, soprattutto ieri per ciò che riguardava la quarta parte, quella relativa alle risorse, si presenta come documento completo, fornito di approfondite analisi sulla situazione socioeconomica della Sardegna e, in funzione di questa analisi, traccia gli indirizzi, le linee, gli obiettivi che devono essere perseguiti e raggiunti.

Va ribadito con forza che, da quando è stato introdotto il documento economico di programmazione economica e finanziaria, per la prima volta sono stati rispettati i termini di presentazione del documento. Questo metterà la Giunta nella condizione di avviare tutte le procedure e tutti gli atti per la presentazione del bilancio entro il termine del 30 settembre del corrente anno. Se questo avverrà - come io sono convinto avvenga - metterà l'Assemblea nelle condizioni di lavorare nel miglior modo possibile e di non dover lavorare sotto la pressione della fretta e dell'attività ostruzionistica che, da parte delle opposizioni, potrebbe essere posta in essere, anzi sicuramente sarà posta in essere così come è avvenuto in passato e come è avvenuto anche in questa edizione.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE

(Segue BALLETTO). La prova del fatto che il DPEF centra il segno è data dal fatto che in quest'Aula non c'è stata battaglia, perché dopo le sbandierate dichiarazioni dell'opposizione di dura battaglia in Aula sui contenuti, questa battaglia proprio non vi è stata, perché l'opposizione ha fatto leva solo ed esclusivamente sul supposto sfilacciamento della maggioranza, ritenendo che il DPEF dovesse cadere per effetto dei franchi tiratori e non per effetto dei suoi contenuti, la cui non validità non è stata assolutamente dimostrata in quest'Aula, perché sia in discussione generale, sia nella discussione delle singole parti del documento, l'opposizione è stata totalmente assente perché ha incentrato la sua attività su questioni di pura polemica, di puro ostruzionismo perché, evidentemente, non ha idee, non ha proposte, come peraltro è stato abbondantemente messo in luce da esponenti del centrosinistra stesso.

L'unica forza politica che ha cercato veramente di entrare nel merito con proposte alternative e modificative è il Partito della Rifondazione Comunista, le cui proposte non sono state accolte ovviamente perché le prospettive e le opinioni sono differenti e divergenti, per altri aspetti esiste una legge organica che è presente in Commissione, per cui la maggioranza ha ritenuto, discutendone ed approfondendone i contenuti, di non doverli - per le motivazioni che ho detto prima - accogliere.

Però l'unica vera attività propositiva è arrivata solo da quel partito, l'opposizione non ha avuto né capacità, né forza perché non ha idee, perché non ha proposte alternative.

presidente. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Per dichiarare senza mezzi termini la nostra contrarietà e il nostro voto negativo a questo documento di programmazione economica e finanziaria; e per richiamare un fatto, che noi riteniamo debba essere presente oggi al Consiglio, all'opinione pubblica e debba rimanere anche presente per le prossime occasioni di confronto politico.

Il Consiglio regionale ha perso nel suo insieme una grande occasione, ha mancato un grande appuntamento, è venuto meno ad un suo dovere fondamentale, che era quello, attorno al DPEF, di discutere per davvero e di confrontare posizioni politiche programmatiche di fondo, quelle che sostiene la destra, non condivisibili, quelle che sostiene la destra, da contrastare, da contestare e da respingere, e quelle che sostiene l'opposizione democratica, nei modi più diversi che si vuole, che debbono essere proposte altre, presentate, confrontate, sottoposte al giudizio del Consiglio e dell'opinione pubblica, approvate o non approvate con voto conclusivo.

Oggi la destra - e da ultimo il collega onorevole Giorgio Balletto - può dire: "L'opposizione non ha fatto l'opposizione". Noi contestiamo, per quanto ci riguarda, questo assunto. Il collega Balletto onestamente riconosce che almeno la nostra parte politica ha tentato di introdurre un elemento di proposta diversa, non esaustiva, sicuramente non organica e non completa, non abbiamo gli uffici studi, le forze e le capacità che si richiedono per presentare un intero DPEF alternativo, però noi abbiamo presentato una proposta e ci è stato impedito in quest'Aula di poterla discutere.

La proposta della maggioranza è una proposta di stagnazione dello sviluppo, di blocco della crescita, quell'1,9 per cento di crescita ipotizzata nei prossimi tre anni a fronte del 3 per cento nazionale, dice della condanna della nostra Regione al sottosviluppo, cioè all'aumento del divario anche nello sviluppo distorto che è dell'Italia, che è di questa parte del mondo in cui la Sardegna è, l'aumento del divario, la diminuzione della crescita, anche della crescita distorta. Quello 0,8 per cento in meno rispetto al 18 per cento di disoccupati dice della condanna nel medio e lungo periodo di decine di migliaia di sardi e di giovani, e di decine di migliaia di sardi emigrati, a non avere neppure speranza di avere nella loro Regione un inserimento nel circuito della produzione e del lavoro.

Noi abbiamo proposto un'idea diversa e alternativa. Abbiamo detto: "Partiamo dalle capacità di lavoro, censiamo tutte le disponibilità, le intelligenze, le disponibilità di lavoro e le capacità professionali. Censiamo tutte le capacità imprenditoriali in questa Regione e diamo un sostegno in risorse, non solo finanziarie, ma istituzionali e finanziarie e di condizione complessiva e ambientale a tutte queste energie vive e vitali, che appartengono alla comunità sarda, invertiamo quindi il processo e consentiamo una diversa qualità dello sviluppo".

Su questo punto, a questa parte dell'opposizione, al Gruppo di Rifondazione Comunista è stata tolta la parola in un momento di concitazione creata ad arte, perché, su tre consiglieri del nostro Gruppo, nessuno potesse intervenire nel dibattito! Ci è stato impedito di intervenire in questa discussione, di sostenere le nostre ragioni.

Noi riteniamo le nostre ragioni giuste, altri le riterranno sbagliate, tuttavia non è consentito che ciò possa mai più accadere. Noi torneremo su questa nostra proposta, è all'attenzione del Consiglio e dell'opinione pubblica, su questo svilupperemo, accentueremo e radicalizzeremo ancora di più la nostra opposizione.

PRESIDENTE. Qualche secondo all'onorevole Cogodi.

COGODI (R.C.). La nostra opposizione che è di merito, che è di contenuti, che non è tatticistica, che non è l'opposizione di Sua Maestà, ma è l'opposizione della sinistra, della sinistra sarda, della sinistra alternativa, di Rifondazione Comunista che vuol dare voce a quella parte di popolo sardo che è da tempo esclusa, ancora esclusa, e dai vostri programmi dovrebbe rimanere per sempre esclusa, dalla partecipazione alla cosa pubblica, ai beni pubblici, alle risorse della Regione e dell'autonomia.

presidente. Ha domandato di parlare la consigliera Pilo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Io preannuncio il mio voto favorevole al DPEF, perché credo che alcune indicazioni che in esso sono contenute siano una base di partenza importante per un riordino generale del funzionamento della Regione.

Credo che gli aspetti fondamentali siano principalmente sul piano del metodo, perché il DPEF propone un metodo che stabilisce degli obiettivi chiari, stabilisce anche l'indicazione delle azioni e dei progetti concreti sulle linee direttrici, prevede l'indicazione dei responsabili, prevede delle funzioni di controllo e prevede incentivi con criteri di premialità.

Ora tutto questo, sostanzialmente, nel funzionamento della Regione è una grande novità, e debbo anche dire che, essendo stata presente alla riunione del Comitato di Sorveglianza, l'altro giorno, ho potuto verificare che le accuse principali che ci sono state mosse sono state proprio quelle legate, come dire, alla mancanza di percorsi e procedure standardizzate e chiare che probabilmente i funzionari di questa Regione avrebbero dovuto predisporre per stabilire un percorso che fosse poi verificabile.

Questa è la novità: la verificabilità dei progetti, dei percorsi, degli obiettivi e dei responsabili. Sino ad oggi infatti si è proceduto con un criterio per cui gli stanziamenti si spalmavano sul territorio, ai Comuni, ai soggetti interessati, consentendo fra l'altro in tutti questi lunghi anni valutazioni da parte di progettisti esterni alla Sardegna, e consentendo a imprese esterne alla Sardegna di intervenire in quest'Isola proprio sulla base di un ragionamento del tipo "Dove ci sono soldi da spendere, non importa come? In Sardegna" e arrivavano qua a frotte come avvoltoi.

La scelta invece che si fa attraverso questo DPEF è sostanzialmente basata sul ragionamento che si fa per i Paesi del terzo mondo, cioè il problema non è di regalare loro il grano, ma di insegnargli a produrlo. Le scelte che sono contenute in questo DPEF, le scelte di infrastrutture e di investimenti sono quelle che creano le precondizioni di cui tanto abbiamo parlato per un futuro migliore della nostra Isola. E credo anche che sui contenuti ci siano delle novità sostanziali, il percorso indicato, con la specificazione delle priorità, è assolutamente innovativo rispetto a quanto è capitato fino ad ora.

Chiudo, Presidente, con un ringraziamento all'intero centrosinistra, perché quello che è capitato ieri e oggi, e durante la discussione del DPEF in Aula, mi ha consentito di ritrovare le ragioni dell'appartenenza al centrodestra. Qualche volta ho delle perplessità perché non sempre sono totalmente d'accordo su alcuni contenuti e su alcune modalità, ma debbo dire che la mia voglia di libertà, di possibilità di esprimermi, la mia voglia di entrare nel merito delle cose, che è in netto contrasto con quanto il centrosinistra ha fatto in questi giorni in quest'Aula, mi ha veramente aiutato a ritrovarmi totalmente e pienamente in un centrodestra che certamente le ragioni della libertà continua a sostenerle.

E vorrei anche dire una cosa ai colleghi del centrosinistra, benché poco interessati. Avete sbagliato, colleghi, nel pensare che tutta la vostra azione potesse essere limitata a trovare falle nei rapporti interni al centrodestra, non ricordo chi di voi l'altro giorno, ha detto: "Non abbiamo molta fretta, ma speriamo che voi resistiate ancora per poco" e tutto ciò che succede in quest'Aula, soprattutto quello che è successo ieri, è la dimostrazione che in realtà la vostra preoccupazione non sono gli interessi della Sardegna, ma è la riconquista del potere perché la Sardegna deve tornare a essere vostra. Non lo sarà, cari colleghi dell'opposizione, perché l'azione del centrodestra, grazie a questo DPEF, sarà ancora più efficace ed incisiva per il futuro della Sardegna.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Non essere così sicura.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pilo. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Presidente, noi alla fine di questa confusa discussione sul DPEF voteremo no, ribadendo con questo voto quello che abbiamo detto nella discussione, facendo, a noi pare, il nostro mestiere di oppositori. E` un po' buffo e paradossale che ci sia chi dalla maggioranza ci spiega come deve essere fatta l'opposizione, e che anche dall'opposizione ci sia qualcuno che ci racconta come sarebbe opportuno fare meglio e diversamente l'opposizione.

Noi abbiamo scelto su questo DPEF una linea oppositoria che parte dal presupposto, e lo confermiamo al seguito di questa discussione, che questo documento non è un documento di programmazione economica e finanziaria. Ripetiamo, e l'abbiamo detto durante la discussione, che questo documento è una palese dimostrazione di dissociazione politica e programmatica, tanta e tale è la distanza che intercorre tra tutta la prima parte costruita fuori dalla Sardegna e raccontata con una filosofia dello sviluppo, su cui si può essere d'accordo o in disaccordo, ma che si proietta nel prossimo decennio, non nel prossimo triennio, e la parte che attiene all'uso delle risorse, alle entrate e agli strumenti che si utilizzeranno per la realizzazione dei cosiddetti obiettivi previsti in tutta la prima parte.

E` per questo che noi, non condividendo il modo in cui è stato costruito questo documento, non condividendo il percorso che ha portato a questo documento, che è un documento che ha negato il confronto con la società sarda, che ha negato il confronto con le forze sociali, che è stato costruito in laboratorio da una società fuori dalla Sardegna, è per questo che abbiamo deciso di non presentare un documento alternativo. Non perché siamo senza idee, non perché non potessimo fare emendamenti che ritoccavano parole, come pure è stato fatto in questa discussione, ma perché ritenevamo e riteniamo che l'intera impostazione del documento di programmazione economica e finanziaria sia tale da impedire un confronto e da impedire la possibilità che posizioni differenti dopo il confronto si integrino e possano produrre una sintesi.

Questo non è avvenuto dall'inizio della discussione, non è avvenuto in Commissione, dove è stata negata la possibilità del confronto e la possibilità anche della modifica delle eventuali posizioni che noi giudicassimo sbagliate; è un documento che, ripeto, ha all'interno una palese, esplicita e gravissima contraddizione, ed è per questo che noi abbiamo svolto la nostra azione in questo modo in quest'Aula. E` un documento che non ha tempo, mentre il documento di programmazione economica e finanziaria invece deve avere obiettivi certi, quantificabili, risorse destinate per quegli obiettivi e la possibilità della verifica entro il tempo dato.

Si parla di incentivazione fiscale alle imprese, questa non è possibile, non è consentita, eppure c'è mezzo documento che ritiene che le imprese saranno incentivate attraverso l'uso dello strumento fiscale, si fa affidamento su entrate che il DPEF nazionale nega e che non esistono e voi dite che bisogna ricontrattare non si sa bene dove.

Questo è un documento di programmazione economica e finanziaria che è in linea con la politica di dissesto che voi state portando avanti, che è in linea con la politica del non progetto, come è emerso nel Comitato di Sorveglianza, che metterà a rischio nei prossimi anni l'utilizzo dei fondi comunitari.

Allora, se i progetti ci sono, il primo modo per dimostrare che ci sono progetti è quello di utilizzare fino in fondo e puntualmente i fondi comunitari.

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere.

SPISSU (D.S.). Quindi sono questi i motivi per i quali noi votiamo contro. La maggioranza è soddisfatta del capolavoro di questi giorni, ha superato il voto, ma i primi a essere meravigliati di aver superato lo scoglio del voto sono i consiglieri della maggioranza, di questa maggioranza che non è convinta di essere una maggioranza o che sa di non essere una maggioranza. Avete usato tutti gli strumenti per impedire il voto, per evitare che avvenisse segretamente, poi avete tirato un sospiro di sollievo, forse per qualche soccorso che è arrivato in modo insperato e in modo assolutamente gratuito.

I primi ad essere sorpresi di questa situazione siete sicuramente voi, ma il fatto che abbiate superato questo scoglio non significa che abbiate superato i problemi e noi non mancheremo di fare una opposizione dura e di denuncia su tutti gli argomenti, a cominciare dai prossimi giorni, chiamandovi in Aula sulle mozioni che abbiamo presentato e chiedendovi conto delle azioni e dei progetti che state mettendo in campo sul problema dell'acqua, sulle zone interne, su tutte le emergenze della Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Murgia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MURGIA (A.N.). Grazie Presidente. Ovviamente il parere del gruppo di Alleanza Nazionale è un parere assolutamente favorevole a quello che abbiamo già giudicato, in fase di dibattito, un ottimo documento. Ovviamente il nostro parere è totalmente all'opposto di quello che ha appena espresso il collega Giacomo Spissu. Noi crediamo che l'opinione pubblica invece, alla fine, sarà assolutamente contraria all'uso smodato e ossessivo che il centro sinistra fa del voto segreto, in realtà sostenendolo, in realtà facendo credere che il voto segreto sia uno strumento da utilizzare sempre e continuamente.

Noi plaudiamo molto all'azione che la Giunta e in particolare l'Assessore Masala, hanno portato avanti, perché questo finalmente è un documento la cui approvazione al 17 luglio non è troppo in ritardo ma rispecchia i tempi un po' lenti della nostra politica.

Il centro destra ha superato invece una prova assolutamente difficile. Certamente non basta, siamo però sulla buona strada, lo testimonia anche il dibattito che è stato aperto, certamente non il dibattito che si è consumato nelle fila del centro sinistra, con molti colleghi consiglieri che non sono voluti intervenire, smentendo anche quello che diceva il collega Scano quando sosteneva che il DPEF era un momento di grande dibattito. Questo grande dibattito probabilmente non è avvenuto nei banchi del centro sinistra.

Sulla questione dei fondi comunitari è meglio dire due parole chiare, perché a leggere con attenzione il documento prodotto dal Comitato di Sorveglianza certamente le cose sostenute sono assolutamente il contrario di ciò che il centro sinistra ha appena sostenuto, perché invece dice espressamente che la Sardegna sta movendosi con molta attenzione e in maniera positiva, spendendo bene i fondi comunitari. Certamente non basta, ma siamo sulla buona strada. Voglio fare un'ultima annotazione per concludere. Sulla questione del dialogo sociale, oggi che vi è probabilmente maggiore serenità dentro l'Aula e per quanto riguarda la situazione politica, noi siamo favorevoli a questo dialogo, siamo soddisfatti e raccogliamo l'invito che viene anche dai sindacati, l'abbiamo potuto leggere sui giornali di stamattina, raccogliamo l'invito a riaprire il tavolo, e lo diciamo con senso di ottimismo, a riaprire il dialogo sociale sulle emergenze, emergenze che non possono riguardare solamente il centro destra. Quindi su alcuni temi è inutile che ci sia battaglia, un centro destra intelligente saprà capire le cose che dirà la sinistra; la sinistra farà un grosso errore se si chiuderà in un fortino come ha fatto in questi ultimi due giorni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (SDI - SU). Presidente, noi voteremo contro questo DPEF e voteremo contro perché non ne condividiamo i contenuti. Abbiamo già detto in altri interventi che i proponimenti, le idee contenute all'interno del DPEF intanto lamentavano due carenze, una di sostanza, forte: non si può costruire nulla se le risorse finanziarie previste sono quelle contenute nel quadro finanziario contenuto all'interno del DPEF e nelle pagine conclusive del medesimo. Di fatto tutti i proponimenti, tutte le idee, tutte le azioni, per noi deboli, per noi fragili, per noi confuse, per noi con obiettivi poco chiari, in ogni caso cozzavano di fatto contro questa ipotesi di perseguibilità e diventavano di per ciò stesso assolutamente non perseguibili. Io voglio spendere due parole sul modo di fare opposizione e sulle teorizzazioni, al riguardo, che in quest'Aula vi sono state. Io credo che ciascun Gruppo politico sia libero di fare opposizione nei modi, nelle forme, con i contenuti e con le azioni che ritiene opportune a condizione che siano compatibili col Regolamento e con i principi di buon comportamento all'interno dell'Aula medesima. L'onorevole Cogodi riteneva allora, ritiene ancora oggi, di dover fare opposizione in una maniera diversa, è libero di farlo, questo non significa che possa contestare i modi e le forme attraverso le quali altri Gruppi politici, all'interno del Consiglio regionale si raffrontano. In buona sostanza, noi abbiamo ritenuto assolutamente non emendabile questo DPEF. Infine voglio fare un'ultima considerazione - mi dispiace che a presiedere in questa fase vi sia il Presidente Sanna e non il Presidente Serrenti - sulle interpretazioni poco fa sostenute relativamente all'intervento dell'onorevole Selis. Non intendendo ritornare nel merito; nel merito ritengo infatti giusta l'interpretazione che la Presidenza e gli uffici hanno dato, anche alla luce di documenti precedentemente presentati. L'osservazione invece riguarda un altro aspetto: il Presidente del Consiglio regionale, pure presente in Aula, si è astenuto, cioè non ha espresso la propria posizione nel merito. Da ciò discende quell'interpretazione, ma discende anche un'altra importante considerazione, che quell'allegato che era all'esame del Consiglio, è stato approvato in quanto il Presidente del Consiglio regionale non si è espresso in alcun modo; questo atteggiamento ha chiaramente comportato un notevole ausilio nei confronti della maggioranza perché solo quel comportamento, non di non partecipazione alla votazione, ma di partecipazione attraverso un voto di astensione, ha consentito che quella parte del DPEF ottenesse i voti sufficienti per essere approvata.

La conclusione è che quella parte del DPEF è passata e l'astensione del Presidente del Consiglio regionale di fatto ha avuto il valore di un voto favorevole al DPEF medesimo. Le considerazioni sulla tenuta e sulla stabilità della maggioranza le lascio naturalmente fare a voi.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda per dichiarazioni di voto. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Presidente, naturalmente io annuncio il voto favorevole e lo faccio convinto perché il documento di programmazione economica e finanziaria, presentato dall'assessore Masala e dalla Giunta, è un buon documento che risponde alle esigenze che la Sardegna ha di colmare il ritardo di sviluppo e di dotarsi di quelle strutture primarie indispensabili per fare sviluppo che non abbiamo. E non è che non le abbiamo perché siamo stati poco fortunati, non le abbiamo perché non sono state fatte. Noi dobbiamo pensare che queste strutture primarie non servono solamente per lo sviluppo, ma nel caso dell'acqua servono addirittura per la vita, perché senza acqua non c'è vita, non c'è sviluppo. E allora, che il Presidente Pili annunciando interventi urgenti, interventi anche per appaltare i lavori con procedure abbreviate, abbia affrontato finalmente questo problema grandissimo che esiste da 50 anni, questo credo che vada solamente a merito suo e della sua voglia di fare cose importanti per la Sardegna.

Questo DPEF prevede le risorse per affrontare le grandi emergenze. Questo DPEF pone attenzione anche all'aspetto complessivo delle entrate, pone l'esigenza di ricontrattare con lo Stato i decimi di competenza della Regione, pone addirittura il problema di ricontrattare un nuovo piano di rinascita perché di questo la Sardegna ha bisogno, i tre piani fatti in precedenza sono serviti solo a sperperare il denaro che ci veniva dato.

Io adesso vorrei dire due cose, non voglio parlare del fatto che la maggioranza abbia tenuto o non abbia tenuto, perché credo che i numeri non abbiano bisogno di commenti, i numeri ci sono e sono quelli. Non voglio neanche dire qualcosa sul voto segreto, perché ho già parlato abbastanza su questo, e tutti conoscono la mia opinione, voglio però ricordare che, per quanto riguarda la votazione sul documento che secondo l'onorevole Selis sarebbe caduto in Aula perché avrebbe preso 39 voti, vorrei ricordare che, fermo restando il rispetto per l'articolo 21 dello Statuto, che però è stato interpretato, già in passato, in questo senso, come diceva il Presidente, questo Consiglio, in questi tre anni ha, credo almeno quaranta o cinquanta volte, applicato il Regolamento che prevede che quando si accerta il numero legale si considera presente chi preme il pulsante e non chi è in Aula, e non c'è nessuna indicazione nel Regolamento che dica che il Presidente possa essere esentato dall'osservare questa regola. La regola è - e voi tante volte avete ottenuto che non ci fosse il numero legale pur essendo presenti in Aula - che se non si preme il pulsante con il sistema elettronico non si è presenti, non è che si è astenuti, proprio non si è presenti.

Prima di concludere vorrei ricordare al Presidente Serrenti l'impegno che aveva preso di riunire subito dopo l'approvazione del DPEF la Giunta per il Regolamento e io mi auguro che venga convocata presto, così come era stato promesso.

Voglio dire un'ultima cosa sull'ordine dei lavori e ho finito: ho appreso, spero non sia vero, che dopo la votazione si interromperanno i lavori e che non si lavorerà questo pomeriggio e neanche domani e dopodomani che è venerdì. A me sembra francamente che sia una cosa non accettabile. Con tutto l'onere di provvedimenti che dobbiamo esaminare, con un ordine del giorno che è molto nutrito, credo che sarebbe un atto di irresponsabilità non lavorare fino a martedì o mercoledì prossimo, col pretesto che devono lavorare le Commissioni. L'attività del Consiglio, ricordiamolo, prevale su quella delle Commissioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari - P.S.). Presidente, i regolamenti rappresentano la fonte che regola la vita delle assemblee e costituiscono il patto di convivenza tra tutte le forze politiche democraticamente espresse che ne fanno parte. Continuare, come si fa in quest'Aula, a offendere i regolamenti, significa offendere i valori fondamentali che sono alla base di questa democrazia. Noi abbiamo chiesto il rispetto del Regolamento, abbiamo chiesto il rispetto della libertà, abbiamo chiesto il rispetto della coscienza. Mi rendo conto che per alcuni colleghi, non per tutti ma per alcuni colleghi del centro destra, quelli che abbiamo sentito anche poc'anzi, queste parole, la libertà, la coscienza, la democrazia abbiano poco significato, per cui credo che su questo terreno il dialogo sia quantomeno difficile.

Noi abbiamo considerato il DPEF non emendabile, nonostante gli sforzi di buona volontà, rispettiamo coloro che hanno tentato di emendarlo, ma questo documento non è emendabile per alcuni fatti fondamentali, e lo spieghiamo. Certo, rimane per noi l'onere, e sarà un nostro impegno di presentare linee politiche e programmatiche, e lo faremo nel bilancio e in tutte le altre occasioni, che siano alternative alle vostre, ma lavorare su questo documento, che più che un documento di programmazione è un'opera buffa, mi consenta assessore, sarebbe stato difficile e forviante. Perché un'opera buffa? - Sembra che l'abbia scritta Dario Fo - Perché è anonima, non ha radicamento, chi conosce l'amministrazione, chi conosce anche i funzionari dell'amministrazione, come io li conosco, sa che non avrebbero mai scritto cose così ovvie, così banali, così asettiche, così scontate. E` un'opera buffa perché estranea alla Sardegna; io sfido l'assessore a dirmi in quale pagina di questo documento c'è un'analisi sui problemi reali della Sardegna, sull'agricoltura, sull'industria, sui problemi delle zone interne, sull'artigianato. E voi mi dovete spiegare come si fa a fare delle politiche che non siano fondate su analisi di settore in cui enunciate gli obiettivi, analizzate i settori e in cui si dica: queste sono le strategie per uscire da questa situazione. E' un'opera buffa perché è schizofrenica, perché c'è una frattura evidente tra il documento e le schede degli Assessorati, che sono forse più naïf, ma in qualche modo più vere nella loro limitatezza. E' un'opera buffa perché quando si arriva alle politiche si dicono cose vaghe, insignificanti, che varrebbero per la Calabria, per la Sardegna, per la Sicilia, e non si fa uno sforzo operativo. E allora, da questo punto di vista, se lo sviluppo - cito forse cose su cui concordiamo - è rigore di gestione, voi mi dovete spiegare se sono rigore la vostra politica finanziaria e la politica di indebitamento o se non ci portano alla bancarotta. Se lo sviluppo è innovazione, allora voi mi dovete spiegare in che cosa consiste la vostra innovazione nella macchina amministrativa e quali riforme avete fatto in questi tre anni. Neanche una, e siete al fallimento, siete vecchi e invecchiati ancora prima di nascere. Se lo sviluppo è politiche, azioni, progetti, voi mi dovete spiegare dove sono le risorse per finanziare queste politiche e questi progetti. Se lo sviluppo è efficienza ed efficacia, voi mi dovete spiegare come è possibile essere efficienti ed efficaci senza uno straccio di monitoraggio, di coscienza della vostra linea amministrativa. Se lo sviluppo è competitività, voi mi dovete dire se siete competitivi in Europa con questa capacità di gestire le politiche comunitarie. Se lo sviluppo è razionalità, voi mi dovete dire se è razionale il vostro modo di programmare e di amministrare e dov'è, per esempio, il ciclo unico della programmazione. Se lo sviluppo è coinvolgimento e decentramento, voi mi dovete dire se non siete invece portati a fare una politica di accentramento, di concentrazione, di centralismo burocratico e clientelare. Ma se lo sviluppo è soprattutto capacità di mettere intorno a un tavolo i soggetti che creano lo sviluppo, e quindi non solo la Regione, ma gli enti locali, gli imprenditori, i sindacati, le categorie, non per consultarli, perché la concertazione non è...

PRESIDENTE. Qualche secondo.

SELIS (Popolari-P.S.). Ho chiuso, Presidente. Ma la concertazione, concetto a voi sconosciuto, è il coinvolgimento, è la contrattazione dei ruoli sociali diversi che ogni componente può dare. Si tratta di chiedere agli imprenditori che cosa faranno, ai sindacati che cosa faranno, agli enti locali che cosa faranno per raggiungere tutte queste cose.

Di fronte ai problemi causati dalla siccità, di fronte agli incendi, di fronte agli incidenti sulle strade, di fronte alla disoccupazione, di fronte ai problemi delle zone interne, voi continuate a darci solamente conferenze stampa, continuate a darci scenografie, continuate a darci annunci, siete portatori più di una cultura questuante che vi porta a fare il giro della questua nelle discoteche piuttosto che andare a fare progetti di sviluppo, e state mettendo in gioco la vostra e forse anche la nostra dignità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (F.I.-Sardegna). L'onorevole Selis ha parlato di opera buffa, e se non fosse per la stima e anche il rigore che riconosciamo nella persona e nel politico Gian Mario Selis, avrei detto che ha saputo bene interpretare il ruolo di protagonista di quell'opera buffa, perché è vero quanto stamattina hanno già detto i colleghi del mio Gruppo, in particolare l'onorevole Pilo e l'onorevole Balletto, e cioè che è stata persa un'occasione per il centrosinistra per far capire quanto meno il progetto o l'idea di un progetto alternativo a quello proposto dalla maggioranza di centrodestra. Per la verità non l'abbiamo compreso neanche nell'ultimo intervento dell'onorevole Selis, probabilmente, se queste cose le avesse recitate, e con lui tutta l'opposizione, nel corso del dibattito, sarebbe stato utile un confronto sulle questioni di merito.

Siamo al voto finale sul DPEF. Per la verità, se non ho inteso male, l'onorevole Balia pone la maggioranza sul chi va là: "State attenti ai problemi di stabilità al vostro interno". Forse egli non ha ben udito l'intervento del Capogruppo dei DS, e cioè dell'onorevole Giacomo Spissu, che intervenendo poco fa addirittura ha parlato di "soccorso rosso". Questo fa intendere, caro onorevole Balia, che sicuramente avete forse più di un problema all'interno del centrosinistra, e cioè forse più di un contrasto, più di quanto probabilmente oggi alla luce del sole li appalesa la maggioranza di centrodestra.

E allora, vedete, l'opposizione legittimamente fa il suo mestiere; oggi ci avete detto che ci sono anche modi di intendere l'opposizione differenti tra il partito della Rifondazione Comunista e gli altri partiti che compongono l'opposizione. Voi la chiamate dialettica, evidentemente stanno emergendo i primi veri contrasti, le prime vere fratture all'interno del vostro schieramento. E questo è emerso, se è vero quello che dice l'onorevole Spissu, che è uomo d'onore, e io non ho certamente nessun elemento per dubitare della sua parola da uomo d'onore, se è intervenuto il "soccorso rosso" questo è sicuramente un problema che ci auguriamo che i mezzi di comunicazione riportino con l'enfasi con la quale ogni piccolo incidente che capita nel centrodestra viene normalmente enfatizzato. Abbiamo saputo che i franchi tiratori, quindi, non sono un patrimonio dei banchi del centrodestra, è un fatto di cultura antica che risiede nei banchi del centrosinistra. E avete fatto, quindi, mi chiedo, tutto un pandemonio perché si verificasse dunque quello che è successo. Dico quindi ai colleghi del centrosinistra: chi è causa del suo mal pianga se stesso.

Questa maggioranza ha dimostrato, pur con le difficoltà che sono sotto gli occhi di tutti, di avere i numeri, di avere capacità anche di poter fare fronte unitario e di fare coesione.

Presidente Pili, assessore Masala, voi avete proposto all'Aula un buon DPEF, un DPEF che sicuramente tiene conto anche delle strategie del DPEF nazionale, che non sono di poco conto, e di quel patto per gli italiani che mi auguro possa essere replicato anche qui in Sardegna con un patto specifico per i sardi. Ecco perché mi associo a quanti hanno posto con forza la necessità di riaprire il tavolo con tutte le parti sociali, e lo dico a evitare strumentali polemiche anche con la stessa CGIL. A noi non interessano i tatticismi, la divisione del sindacato; a noi interessa affrontare seriamente i problemi, apprezziamo oggi questa richiesta che viene dalla stessa CGIL, e pertanto io penso che questo Esecutivo e questa maggioranza abbiano tutte le carte in regola per poter programmare questa fine legislatura tenendo conto che quegli obiettivi dello sviluppo e del lavoro sono già a portata di mano, tenendo conto anche dei dati positivi che non sono stati rilevati dall'Assessore, dalla Giunta o da qualche collega della maggioranza, ma che sono stati forniti dalla SVIMEZ, pubblicati anche questa mattina, dai quali risulta addirittura un 4,2 per cento di occupati in più rispetto all'1,9 della media nazionale. Questo vuol dire che siamo sulla strada giusta ed è la ragione per la quale daremo un voto, senza condizionamenti, positivo su questo DPEF.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Onorevoli colleghi, l'ora è tarda e cercherò di essere quanto più breve possibile, però un breve intervento almeno sento di doverlo fare in quanto sono stato quasi tirato per i capelli soprattutto dall'intervento dell'onorevole Selis. Intanto noi andiamo a una deriva dell'attività del Consiglio che non può essere sottaciuta, deriva che è determinata soprattutto dall'ostruzionismo che in questi anni è stato fatto su tutto e su qualunque cosa si sia tentato di far approvare in quest'Aula, salvo qualche caso rarissimo determinato dall'emergenza tipo la blue tongue o l'alluvione. Qui si è fatto ostruzionismo, ripeto, su tutto quanto, si è fatto un uso, secondo me, distorto del voto segreto, soprattutto un filibustering anche su provvedimenti che certamente non avrebbero meritato questo tipo di atteggiamento. Quando si decide di bocciare un provvedimento che chiede l'uso di turni di lavoro continuati per accelerare opere pubbliche indispensabili per il bene della Sardegna credo non si faccia bene neanche l'ostruzionismo. Qualcuno ha detto: "L'ostruzionismo lo facciamo come ci pare", però il giudizio poi alla fine lo danno i sardi e lo danno su tutti e non solo sulla maggioranza.

Vorrei chiedere, perché mi sembra di ricordare male, vorrei chiederlo a me stesso e anche a qualche altro collega di maggioranza e di opposizione, se in passato, fino a qualche tempo fa, non esistesse in Italia un sistema diffuso di controllo, non dico del voto dei parlamenti e dei consigli, ma addirittura degli elettori, basato sulle preferenze multiple che un referendum ha provveduto ad abrogare. Onorevole Selis, vorrei ricordarle questo, non per altro, perché quando si danno giudizi morali sugli altri, bisogna ricordare da dove si viene, per capirci. Quindi, io credo che sia indispensabile in quest'Aula rivedere il Regolamento; urge sempre di più arrivare a capo di questa attività, la Giunta per il Regolamento soprattutto sull'uso del voto segreto deve trovare una soluzione fra le parti. Certo, sono cosciente che qualunque sia il Regolamento che si andrà ad approvare non risolverà i problemi se non ci sarà una volontà e un cambiamento delle coscienze di ogni singolo consigliere, e lo dico a me prima che a tutti, noi siamo chiamati a svolgere un'importante funzione pubblica, funzione però, non disfunzione, signori colleghi dell'Aula.

Voglio concludere con un plauso al collega Masala per il rispetto dei tempi previsti dalla legge per la presentazione del DPEF, che è stato approvato nel migliore dei modi, e io vi risparmio tutto il resto dell'intervento proprio per far risparmiare tempo all'Aula, augurando buon appetito a tutti. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (I DEMOCRATICI). Grazie, Presidente. Non è presente nel documento alcuna indicazione sugli obiettivi programmatici dello sviluppo regionale che ci si prefigge di raggiungere, così come è del tutto assente l'esame dei risultati raggiunti in termini economici e dello stato di realizzazione dei programmi previsti. Nel capitolo sul lavoro è assente un'analisi sulle tendenze del mercato del lavoro in Sardegna e sugli obiettivi di fondo e manca una riflessione specifica sul rapporto impresa e lavoro e sul nesso con le politiche per l'impresa. E' praticamente assente il riferimento alla programmazione negoziata. Il problema delle risorse disponibili e della loro ottimale utilizzazione costituisce una politica prioritaria per qualsiasi governo regionale e come tale avrebbe richiesto una esplicita previsione all'interno del DPEF, che per altro non si trova. Non sono parole mie o di un esponente dell'opposizione, sono semplicemente alcuni degli spunti di un documento ben noto a tutti, perché è stato distribuito a tutti prima che iniziasse la discussione sul DPEF, del tavolo di coordinamento delle associazioni imprenditoriali che lamentavano, giustamente, oltre a queste disfunzioni, quella scandalosa e diciamo rivoluzionaria, in senso negativo, perché non si è mai verificata, mancanza di concertazione.

E allora, cosa c'era, cosa ci sarebbe stato da emendare in un documento di questo genere, che è totalmente mancato sul piano della concertazione, che rappresenta l'incapacità, che rappresenta l'arroganza per come è stato proposto, per come è stato portato avanti in modo becero, collega Balletto, durante la discussione -discussione, si fa per dire - in Commissione? Mai era successa una cosa di questo genere. Un documento che rappresenta il vuoto totale, caro Assessore, con tutta la sua buona volontà, perché sappiamo che non l'ha preparato lei, ma l'ha preparato qualcun altro altrove e voi avete cercato in qualche modo di rattopparlo, di aggiustarlo, di rifinirlo anche con innegabile buona volontà, però questo non basta, perché avete lavorato su un qualcosa che non era stato preparato da voi e che soprattutto non era stato preparato in Sardegna e con riferimento alle esigenze della Sardegna.

E allora, cosa c'è da dire? Cosa si poteva emendare su un documento che è frutto della filosofia di una maggioranza che si ispira al Billionaire. Si chiama così, presidente Pili, quella famosa discoteca che voi frequentate con tanta assiduità e con tanto impegno per poi magari pretendere di fare l'elemosina a una realtà seria e importante come quella delle zone interne regionali? Cosa si può emendare su una porcheria di questo genere? Cosa si può dire ai disoccupati? Certo, qualcuno lodevolmente cerca di ottenere qualcosa, però, caro Cogodi, di fronte al vuoto, di fronte al nulla, di fronte all'impraticabile, io credo veramente che pretendere di ottenere qualche cosa significhi intanto voler fare la quadratura del cerchio, il che è impossibile, e in secondo luogo cercare in qualche modo di ottenere che cosa? Le briciole, l'elemosina, ma non è così che si fa l'opposizione, e questa non è un'accusa a te, Cogodi, che la sai fare e la sai fare bene, questa è una constatazione della realtà. Di fronte a un atteggiamento, a un documento, a una produzione di questo genere, l'unico modo di fare l'opposizione è quello di rigettarlo, di rigettarlo totalmente perché non si tratta di migliorare qualcosa che esiste, si tratta di cercare di rabberciare qualcosa che non esiste e soprattutto di fare un estremo tentativo di raccogliere le briciole, di raccogliere l'elemosina. La Sardegna delle briciole e dell'elemosina di questa Giunta non sa che farsene. Io credo che questo sia il giudizio conclusivo e fondamentale.

I componenti del Gruppo dei Democratici-Margherita voteranno ovviamente in senso negativo e speriamo che l'anno prossimo ci riservi qualcosa di buono, visto che ancora una volta le persone per bene della maggioranza, di questa cosiddetta maggioranza, hanno perso un'occasione per buttare a mare questa Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Intanto annuncio il voto contrario del partito che rappresentiamo in quest'Aula. Se avevamo necessità di conferme di questo credo che oggi sia facile riscontrare che questa maggioranza vive nella contraddizione. Vive nella contraddizione in ogni suo atto, in ogni dichiarazione che fa.

Il precedente DPEF è stato bocciato per il 50 per cento. Il significato di quel DPEF è stato stravolto dalla Finanziaria del 2002, in piena contraddizione con esso. Alcune forze politiche dell'opposizione hanno dichiarato con grande chiarezza che questo DPEF é inemendabile, ma quando l'opposizione svolge il proprio ruolo viene accusata di ostruzionismo, quando invece ritiene di non dover intervenire perché, per libera scelta questo ritiene giusto, si dice che perde un'occasione, cioè pretendete anche di indicarci il modo di fare opposizione e quindi come portare un contributo alla discussione di quest'Aula.

In un intervento precedente ho detto che era necessario che l'opposizione potesse decidere da sola, in piena autonomia, come fare l'opposizione e che la maggioranza aveva altri problemi importanti da risolversi. E invece ci si ripete, ci si ripete col problema del voto segreto, sette mesi fa il voto segreto utilizzato per far cadere la Giunta Floris era per voi un atto nobile, oggi, dopo sette mesi, il voto segreto è un'infamia. Tra qualche mese cambierete ancora parere perché questo vi sarà necessario. Ritenete, e vi diciamo grazie per l'invito, che anche l'opposizione sulle grandi emergenze debba intervenire. Amici della maggioranza, sulle grandi emergenze, non solo non interviene l'opposizione, perché non portate gli argomenti in Aula ed è costretta a farlo tramite le mozioni, ma non intervenite neanche voi al vostro interno, perché non avete la capacità di affrontare, in un confronto vero, reale, costruttivo, dato che si tratta di emergenze, i problemi più importanti che in questo momento affliggono l'Isola. Riuscite a contraddirvi dall'inizio alla fine del discorso. Affermate che un anno di Governo nazionale produce benefici in termini occupazionali, mentre tre anni di Governo regionale non sono sufficienti, ce ne vogliono almeno dieci; si vede che c'è qualcosa di negativo che però continuate a voler nascondere.

Ritorno sul problema dell'acqua. La Corsica non ha acqua, lo testimoniano le dichiarazioni sulla stampa francese dal mese di aprile e qui non si ha il coraggio, in questo documento, di citare la parola Corsica, la si vuole mimetizzare. Però, l'onorevole Pilo che dice che gli imprenditori arrivano dal continente appena sanno che ci sono soldi in Sardegna, se ritiene, mi può spiegare come mai voi li fate arrivare in questo momento, si tratti di piano telematico, li fate arrivare voi, si tratti di Corsica e, se vi ricordate, l'ex Société Française Des Eaux, oggi diventata invece Société Des Eaux, è quella che dovrebbe realizzare quello che voi ritenete, o per lo meno il Presidente della Giunta ritiene, il rimedio di tutti i mali della nostra Isola: portare l'acqua dalla Corsica.

Avete già individuato anche i soggetti che dovranno realizzare queste opere, siete talmente bravi da negare a quest'Aula, a ottanta consiglieri tranne uno che l'ha deciso, cosa dovremmo fare per le emergenze. Qualsiasi tipo di emergenza, a parte la lingua blu, a parte l'alluvione, in quest'Aula ormai non transita, avete deciso fuori da quest'Aula come risolvere i problemi. Il fatto è che non ci riuscite, ogni giornno cambiate strategia!

Il significato di questo DPEF, tenetelo bene a mente, verrà stravolto nella prossima finanziaria né più e né meno come avete fatto per il precedente, riuscendo a modificare in corso d'opera la stessa finanziaria. L'ha modificata la Giunta, l'ha modificata la maggioranza, l'ha modificata il Consiglio e, arrivati a questo punto, per garantire la coerenza, una parola chiara sul modo in cui quest'Isola dovrebbe ritrovare la via dello sviluppo, qualcuno la vuol dire con precisione, con chiarezza per far sì che poi quest'Aula possa dibattere, contribuire, trovare soluzioni? Questo non le volete fare, perché le soluzioni le state trovando nelle segrete stanze e siccome noi le segrete stanze le vogliamo aprire, lo faremo quanto prima, con gli strumenti che il Regolamento ci consente, e per chi fa opposizione è chiaro il fatto che si può anche fare opposizione tenendo in piedi questa Giunta, ma io faccio opposizione, il mio partito fa opposizione soprattutto per cambiare questa Giunta, questo è l'obbligo per chi sta da questa parte e non quello di monetizzare l'opposizione in termini di convenienza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io chiedo...

SANNA EMANUELE (D.S.). Quanti devono ancora intervenire, Presidente?

PRESIDENTE. Colleghi, questo dovrebbe essere l'ultimo intervento, ma voi sapete che per dichiarazione di voto possono esservi altre richieste di intervenire. Non ci aggiorniamo alle cinque, concludiamo in mattinata, onorevole Corda.

FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo scusa ai colleghi, comprendo che l'ora è tarda e che qualche collega ha bisogno di andare a mangiare, però parlerò solo per pochi secondi. Noi, come ha fatto brillantemente il collega Selis, preannunciamo il nostro voto contrario e lo facciamo con molta serenità perché siamo convinti che quanto dichiarato dalle organizzazioni sindacali, dai sessantamila sardi che sono scesi in piazza sia da condividere, quanto dichiarato dagli imprenditori in documenti ufficiali sia da condividere, quanto dichiarato dalle associazioni, tipo l'Anci, dove siete presenti anche voi, sia da condividere. Noi abbiamo cercato, caro Presidente Balletto, di farti capire che era necessario un minimo di audizione delle parte sociali. Voi ce l'avete impedito, noi abbiamo partecipato agli scioperi, abbiamo sentito i giudizi che le organizzazioni sindacali hanno dato su di voi, sulla vostra Giunta e sulla maggioranza. Guardate, potete essere anche soddisfatti, onorevole Pittalis, lei la vedo oggi veramente soddisfatto, perché noi possiamo avere all'interno di questo Consiglio degli ottimi attori, però le garantisco che di opere buffe abbiamo anche dei pessimi registi. Io non so se lei sia uno dei registi, però, mi creda, il tono enfatico che ha caratterizzato il suo intervento questo DPEF non lo merita. Io non so se questa sia un'opera buffa o meno, però so che è in contraddizione con tantissime norme che abbiamo, so che entrerà in contraddizione con la manovra finanziaria e ce ne accorgeremo quando la Giunta presenterà la manovra finanziaria, le posso dire che avete fatto di tutto e non potete nasconderlo. Io non le dico dove lei era qualche giorno fa e la preoccupazione che aveva, non si preoccupi dell'opposizione, mi creda onorevole Pittalis, lo dico con molta serenità, non si preoccupi dell'opposizione. Io credo che lei abbia da preoccuparsi non soltanto di accusare l'opposizione, ma abbia da preoccuparsi per questa maggioranza e per questa Giunta, perché basta leggere il DPEF e il giudizio che è stato dato, basta vedere quante riforme avete fatto, basta vedere l'emergenza idrica, basta vedere l'emergenza industriale, basta vedere i forestali che sono fuori, sì, onorevole Pili, lei oggi può anche sorridere, so che è un sorriso di nervosismo, so che lei non è soddisfatto, lo so. Lo so, però una cosa che io ho sempre cercato di fare in quest'Aula, è cercare di capire quali possono essere le ragioni anche degli altri e, mi creda, lei non sorrida per gli interventi dei colleghi, lei cerchi di piangere per la sua maggioranza e per la sua Giunta, perché sta piangendo, guardi glielo dico con molta serenità, sta piangendo la Sardegna, lei è bravo - glielo ho detto in altre occasioni - a fare annunci, a partecipare, e lo vediamo in tutte le televisioni e in tutte le feste mondane della Sardegna, ha bisogno di trasmettere questa immagine, di giovane che partecipa alle premiazioni o alle serate al Billionnaire, ha bisogno di farsi propaganda anche quando in una di queste serate decidono di dare pochi soldi a Lula, ma lei sa benissimo, perché ha avuto un'educazione cattolica, che quando si compiono azioni di questo tipo, quello che fa la mano destra non lo deve sapere la sinistra.

Lei cerca di sfruttare qualsiasi occasione, anche delle elemosine, per farsi un po' di propaganda e allora, onorevole Liori, abbiamo assistito tutti, hanno assistito i giornalisti, all'ostruzionismo che il Presidente Pili, che questa Giunta, ha fatto in questa occasione. Ci accusate di non avere presentato degli emendamenti, ma ci accusate quando li presentiamo perché ci dite che facciamo ostruzionismo, ci accusate quando non li presentiamo perché ci dite che non sappiamo fare l'opposizione, ci chiedete di ritirare gli emendamenti che abbiamo presentato sulle norme per esempio sul personale. Diteci una volta per sempre com'è che volete che noi facciamo l'opposizione. Guardate, quello che noi...

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Continuate così! Va benissimo.

FADDA (Popolari-P.S.). No, onorevole Balletto, noi possiamo molto probabilmente far male anche l'opposizione, però quello che voi state facendo perché non sapete fare la maggioranza, sta creando grossi guai alla nostra Isola.

PRESIDENTE. Con l'intervento del consigliere Fadda si concludono le dichiarazioni di voto. Prego i colleghi di prendere posto per il voto finale sul DPEF.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del DPEF.

(Interruzioni)

Allora, non avendo fatto in tempo a votare, i seguenti colleghi dovranno dichiarare il voto. Quindi, per cortesia, state al vostro posto...

(Interruzioni)

La collega Dettori Ivana.

DETTORI (D.S.). No.

PRESIDENTE. Il collega Giorgio Oppi.

OPPI (U.D.C.). Sì.

PRESIDENTE. Il collega Giovannelli Giovanni.

GIOVANELLI (F.I.-Sardegna). Sì.

PRESIDENTE. Il collega Pacifico Nazareno.

PACIFICO (Gruppo Misto). No.

PRESIDENTE. Il collega Licandro Gerolamo.

LICANDRO (F.I.-Sardegna). Sì.

PRESIDENTE. Il collega Pili Mauro.

PILI (F.I.-Sardegna). Sì.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Un attimo, abbiate pazienza.

Il collega Balletto.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Favorevole.

PRESIDENTE. Il collega Fois.

FOIS (P.P.S.-Sardistas). Sì.

PRESIDENTE. Il collega Capelli.

CAPELLI (U.D.C.). Sì.

PRESIDENTE. Il collega Ladu.

LADU (P.P.S.-Sardistas). Sì.

PRESIDENTE. Il collega Sanna Emanuele.

SANNA EMANUELE (D.S.). No.

PRESIDENTE. Il collega Morittu.

MORITTU (D.S.). No.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BIANCAREDDU - BUSINCO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA -FLORIS - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - PIANA - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI -VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - ORRU' - ORTU - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU -VASSALLO.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 78

votanti 78

maggioranza 40

favorevoli 43

contrari 35

(Il Consiglio approva)

Colleghi, comunico che la prima e la terza commissione sono convocate per domani alle 10; la quarta commissione si riunirà alle ore 17 e 15, la quinta commissione si riunirà stasera alle ore 17; e infine la Conferenza dei Capigruppo è convocata domani alle ore 16. Il Consiglio sarà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 14 e 35.