Seduta n.102 del 01/12/2000
CII SEDUTA
Venerdì 1° Dicembre 2000
Presidenza del Presidente SERRENTI
indi
del Vicepresidente CARLONI
La seduta è aperta alle ore 10 e 43.
Manca, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 26 ottobre 2000, che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che i consiglieri regionali Amadu, Morittu, Nuvoli, Piana e Sanna Nivoli hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 1° dicembre 2000. Il consigliere regionale Fantola ha chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta antimeridiana del 1° dicembre 2000. Tutti i congedi sono stati chiesti per motivi familiari. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta all'interrogazione Tunis Marco sul rischio igienico sanitario esistente in località Monte Idu (Teulada). (186)
(Risposta scritta in data 29 novembre 2000.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interrogazione SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sulla presunta violazione degli articoli 19 e 20 della Legge 20 maggio 1970, n. 300, e dell'articolo 67 del CIRL forestali. (252)
"Interrogazione SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sulla carenza dei collegamenti marittimi fra la Sardegna e la Corsica". (253)
"Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi irregolarità nella gestione della ASL. n. 1 di Sassari". (254)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sull'ordinamento degli uffici e dei servizi del Comune di Bono". (255)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di interventi in favore degli allevatori sardi, i cui ovini sono stati colpiti dalla scrapie". (256)
"Interrogazione SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nella installazione di un ripetitore televisivo RAI nel territorio di Nughedu Santa Vittoria". (257)
"Interrogazione FADDA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione da parte della Regione delle somme spettanti ai vincitori di borse di studio per corsi di specializzazione post-laurea". (258)
"Interrogazione VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulle discariche controllate di rifiuti speciali e pericolosi". (259)
"Interrogazione NUVOLI, con richiesta di risposta scritta, sull'erogazione da parte della Regione di consistenti contributi alla Fondazione Ente Lirico di Cagliari in particolare per l'allestimento della stagione estiva 2000". (260)
"Interrogazione MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulle carenze e sulla pericolosità della strada statale 131 nel tratto della zona industriale Muros-Cargeghe". (261)
"Interrogazione GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sulle assunzioni nei cantieri forestali". (262)
"Interrogazione TUNIS Marco, con richiesta di risposta scritta, sulle eventuali incongruenze e contraddizioni relativamente al nuovo bando per il primo insediamento di giovani agricoltori". (263)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul funzionamento dell'Ufficio postale di Tissi". (264)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla richiesta di irrogazione da parte dell'Ufficio delle entrate, relativamente all'opera di potenziamento dell'acquedotto del Bidighinzu, condotta principale per Sassari e i Comuni di Ossi, Tissi, Ittiri, Usini, di cui al P.S. 25/74". (265)
"Interrogazione TUNIS Marco, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi in materia di riabilitazione denunciati dalle comunità terapeutiche"" (266)
"Interrogazione SANNA Gian Valerio - FADDA - SELIS - GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata nomina dei responsabili dei settori di alcuni Servizi ripartimentali dell'agricoltura". (267)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sui contributi alla Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili (A.N.M.I.C.)". (268)
"Interrogazione PIANA, con richiesta di risposta scritta, sui dati scaturiti durante il Congresso dei pediatri svoltosi il 17 novembre 2000 a Milano, sulla recrudescenza dei casi di meningite". (269)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
MANCA, Segretario:
"Interpellanza MARROCU - SELIS - CUGINI - FADDA - BALIA - DETTORI Bruno - SANNA Alberto - DEMURU - GIAGU - MANCA sulla situazione in cui versa il settore bieticolo-saccarifero in Sardegna". (96)
"Interpellanza SANNA Alberto - CUGINI - MARROCU - DEMURU sul mancato pagamento delle provvidenze a favore dei serricoltori per i danni causati dal virus giallo del pomodoro nelle annate agrarie 1994/1995, 1995/1996 e 1996/1997". (97)
"Interpellanza AMADU sulla chiusura del ponte Colombo (Porto Torres) e sui danni che ne derivano all'intero sistema produttivo della zona industriale di Porto Torres e del Sassarese". (98)
"Interpellanza TUNIS Marco - PILO - LIORI - CORONA - LA SPISA sul problema relativo alla realizzazione di discariche del CASIC nel Comune di Uta". (99)
"Interpellanza CAPPAI - CONTU sui ritardi delle AA.SS.LL. della Sardegna nei pagamenti alle aziende fornitrici di beni e servizi". (100)
"Interpellanza SPISSU - CUGINI - LAI - MORITTU sugli aumenti degli indici di edificabilità nell'agro di Sassari". (101)
"Interpellanza MANCA - SANNA Giacomo sul 'Marchio Carni Sardegna' e blocco dell'importazione di bovini e derivati di cui non sia possibile conoscere la completa tracciabilità". (102)
"Interpellanza SANNA Emanuele - FADDA - DORE - CALLEDDA - PINNA - SANNA Salvatore sulla inadeguatezza strutturale e sulla crescente insicurezza della S.S. 195 (Cagliari-Pula-Teulada)". (103)
"Interpellanza PUSCEDDU - CALLEDDA - SANNA Alberto - MORITTU - FALCONI - PIRISI sui processi di ristrutturazione della Tirrenia e sui conseguenti rischi di penalizzazione per i dipendenti sardi". (104)
"Interpellanza VASSALLO - COGODI - ORTU sull'applicazione delle norme previste dall'articolo 17 della L.R. n. 37 del 1998 e dell'articolo 25 della L.R. n. 17 del 2000 riguardanti i lavoratori socialmente utili". (105)
"Interpellanza MANCA - SANNA Giacomo sulla estensione della zona di protezione per 'Blue tongue' all'intero territorio della Regione sarda". (106)
"Interpellanza BALIA - DETTORI Ivana - DEMURU - FALCONI - IBBA - MASIA - PIRISI sulla drammatica situazione dei lavoratori della Barbagia Flores". (107)
"Interpellanza DORE - FADDA - DETTORI Bruno - SELIS - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Alberto - BALIA - BIANCU - PACIFICO - CALLEDDA - LAI - PIRISI - PUSCEDDU - CUGINI - SPISSU - FALCONI - MARROCU - ORRU' - DETTORI Ivana - DEMURU sulla illegittimità dei 7 decreti dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma n. 1340-n. 1346/P del 3 agosto 2000, riguardanti le procedure di selezione per l'assunzione di n. 7 funzionari e istruttori direttivi da adibirsi all'Ufficio di controllo interno di gestione". (108)
"Interpellanza CALLEDDA - MORITTU - SANNA Alberto sull'adeguamento della strada statale 126 Iglesias-Sant'Antioco". (109)
"Interpellanza AMADU sulla necessità di una revisione dei provvedimenti istitutivi del Consorzio di bonifica del Nord Sardegna". (110)
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, lei prima aveva chiesto di parlare. Su che cosa?
COGODI (R.C.). Avevo chiesto di parlare sull'argomento che in quel momento era sottoposto al parere del Consiglio, cioè i congedi. E siccome avevo chiesto di parlare, il Presidente si è affrettato a dare una motivazione generica uguale per tutti: tutti hanno chiesto il congedo per motivi familiari.
Io ho più volte chiesto che i congedi, che sono una prerogativa dei consiglieri regionali e quindi possono essere, se non ci sono obiezioni, accordati dal Consiglio, siano accompagnati da congrua motivazione. Non mi pare che possa essere una congrua motivazione una giustificazione d'ufficio uguale per tutti. Se l'assenza dai lavori del Consiglio è dovuta a motivi di salute, è chiaro ed evidente che lo stato cagionevole di salute sarà certificato da un'autorità sanitaria, che rilascerà quindi un certificato medico. La dizione generica "motivi familiari" detta dal Presidente, e identica per tutti i congedi richiesti, è talmente labile che non consente al Consiglio di dare il parere, perché chi non ha ragioni familiari dirette, indirette, prossime o lontane? In questo modo i consiglieri regionali potrebbero non venire mai in Consiglio regionale ed essere giustificati nella loro assenza sempre e comunque.
Ora, nessuno vuole entrare nell'ambito della privacy di ciascuno, però una ragione familiare deve essere tale, deve avere una qualche incidenza nella propria attività lavorativa, ragione per cui chiedo (io non vorrei far perdere tempo al Consiglio, visto che l'abbiamo già chiesto altre volte, purtroppo siamo costretti a ripetere sempre le stesse cose) che venga sempre data lettura della domanda di congedo e della motivazione che ogni singolo consigliere adduce. E' questione di pochi secondi. Nominativamente ogni consigliere presenta la sua richiesta di congedo, perché non sta chiedendo una cosa ovvia, ma sta chiedendo di astenersi dalla sua funzione di legislatore, senz'altra conseguenza, come se fosse in Aula, quindi chiedo che sia data lettura della specifica motivazione in modo che il Consiglio, come dice la regola, sia posto in condizione di dare il proprio parere, perché se la regola dice "se non vi sono opposizioni" vuole dire che normalmente ci si può opporre, e ci si oppone se non c'è ragione sufficiente perché congedo sia concesso.
La questione dei congedi sta diventando in ogni caso una cosa poco seria: chiunque non abbia voglia di venire in Consiglio prende altri impegni, tanto il congedo è un fatto ovvio, basta una telefonata, immagino. Sarei curioso di vedere se ci sono effettivamente le domande nominative di questi sette, otto, dodici consiglieri che oggi sarebbero in congedo. Oggi è venerdì, inizia il week-end lungo, ed è presumibile, non c'è nulla di male in questo, che così come i due terzi del Consiglio sono assenti senza aver presentato quella domandina, qualcun altro abbia pensato: "Io mi premuro con il congedo". Siccome questo modo di fare non è commendevole, non è onorevole, non è neppure minimamente serio, e noi l'abbiamo più volte denunciato, tanto che rischiamo di essere noiosi, vorrei che una volta per tutte chi deve ricevere le domande di congedo le ricevesse effettivamente e per favore ci si attenga alle regole.
Per intanto, ripeto, chiedo che venga data lettura delle singole domande e della motivazione addotta da ognuno dei consiglieri regionali che ha chiesto il congedo.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io ho qui le domande di congedo con le relative motivazioni. Su sua esplicita richiesta, prego il consigliere Segretario di darne lettura.
MANCA, Segretario:
"Il sottoscritto consigliere regionale Salvatore Amadu, chiede, ai sensi dell'articolo 59 del Regolamento interno del Consiglio regionale, di poter usufruire di un giorno di congedo per il 1° dicembre 2000, per motivi familiari. Distinti saluti".
"Il sottoscritto Giampaolo Nuvoli chiede un giorno di congedo per la giornata di venerdì 1° dicembre 2000, per motivi familiari".
"Il sottoscritto consigliere regionale comunica che non può partecipare alla seduta odierna del Consiglio regionale per motivi personali, pertanto chiede di poter usufruire di un giorno di congedo. Distinti saluti, Cicito Morittu".
"Il sottoscritto consigliere regionale Salvatore Piana chiede, ai sensi dell'articolo 59 del Regolamento interno del Consiglio regionale, di poter usufruire di 1 giorno di congedo per il 1° dicembre 2000. Distinti saluti".
"Il sottoscritto Noemi Sanna, consigliere regionale, a norma dell'articolo 2, comma V, della deliberazione dell'Ufficio di Presidenza numero 221 del 4 maggio 1977, modificata con deliberazione numero 37 del 29 febbraio 1980 e con deliberazione numero 55 del 21 marzo 2000, fa presente di non poter partecipare alla seduta del Consiglio del 1° dicembre 2000, e chiede congedo per motivi personali".
"Il sottoscritto consigliere regionale Massimo Fantola chiede di poter usufruire di congedo dai lavori dell'Assemblea nella seduta antimeridiana del 1° dicembre 2000 per impegni di partito. Cordiali saluti".
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, è stata data lettura delle domande di congedo e delle relative motivazioni. Naturalmente, poiché chi concede il congedo è l'Aula, io mi rifaccio alla prassi. Non è mai stato rifiutato un congedo e nessuno ha mai verificato se le motivazioni fossero più o meno corrette. Lei ha espresso la sua posizione, mi pare che sia contrario per le ragioni che ha esposto, si può anche procedere a una votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Noi della Rifondazione Comunista non abbiamo espresso nessuna posizione contraria, abbiamo chiesto che venisse dato conto pubblicamente delle motivazioni, che ci paiono labili, comunque generiche, e chiaramente ripetitive, talmente ripetitive che c'è da pensare che questi consiglieri si siano riuniti per decidere quale motivazione addurre. Tuttavia, lasciamo che il Consiglio si pronunci, non vogliamo apparire scortesi.
Qui però non si tratta di cortesie. Noi ci disinteressiamo, nel senso cioè che se ci fosse una votazione ci asterremmo, rimarchiamo il fatto che addurre motivazioni in questo modo, a cliché, non è corretto, almeno così non appare, per cui forse è opportuno che il Presidente, o chi si riterrà, segnali al Consiglio che quando si chiede il congedo deve essere data una motivazione specifica e verificabile, perché talvolta accade che il Consiglio approva un congedo e dopo un attimo il consigliere che l'ha chiesto compare in aula. Può trattarsi solo di un ritardo, oppure di un impegno mancato che fa venir meno anche la ragione del congedo. Non vorremmo che accadesse anche oggi, ma forse è già accaduto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, colleghi consiglieri, è da un po' di tempo che assistiamo a queste richieste, di dubbia legittimità, da parte del collega Cogodi, per conoscere le specifiche delle domande di congedo, che possono essere naturalmente circoscritte a problemi politici o personali. Sicuramente questo argomento è stato preso in considerazione dall'Ufficio di Presidenza, il quale avrà precisato che in base alla legge 675/96 non si possono fornire dati personali. Ritengo che almeno la prerogativa di un consigliere regionale di fare riferimento a impegni personali o politici, anziché dire esplicitamente che deve incontrare un grande elettore o una grande elettrice, vada salvaguardata.
Io contesto il fatto che il collega Cogodi continui a formulare richieste di questo genere che rasentano l'illegittimità, e chiedo che venga salvaguardata la dignità dei consiglieri regionali che non sono tenuti a giustificare a lui il motivo della loro assenza. Signor Presidente, a lei che rappresenta tutta l'Assemblea chiedo di salvaguardare la dignità di tutti i consiglieri regionali, pertanto inviti l'onorevole Cogodi ad astenersi, in futuro, dal fare richieste ridicole.
PRESIDENTE. Onorevole Tunis, le richieste di congedo sono sottoposte all'approvazione dell'Aula. Pertanto, tutti i colleghi hanno il diritto di esprimere la propria opinione, favorevole o contraria, su una richiesta di congedo. Poiché il Regolamento non lo precisa, la richiesta è avanzata non al Presidente, che non concede congedi, ma all'Assemblea, la quale si esprime nel merito.
Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Intervengo solo per pochi secondi, non per dare forza al discorso proposto dall'onorevole Cogodi, ma semplicemente per far rilevare che mi sembra limitativo chiedere che venga posta più attenzione alle richieste dei consiglieri di assentarsi per le motivazioni le più varie. E' una cosa poco seria, mi sembra, se prima non si interviene su un altro aspetto, cioè sulle assenze croniche dai lavori delle Commissioni, che vengono sempre giustificate con una semplicissima dichiarazione.
Allora se non si riesce a intervenire in merito alle assenze reali, io credo che un consigliere, se lo prevede il Regolamento, abbia il diritto di chiedere congedo. E siccome credo che siamo tutti gentiluomini, se si adducono motivi di salute o motivi familiari, penso che si possa evitare di mandare il medico fiscale o l'ispettore Cogodi a casa del consigliere assente per verificare se l'assenza sia giustificabile o meno.
Credo che sarebbe più opportuno fare in modo che chi è assente senza aver chiesto congedo, soprattutto per il lavoro nelle Commissioni, venga perseguito dal punto di vista amministrativo, così come prevede il nostro Regolamento. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dore. Ne ha facoltà.
DORE (I DEMOCRATICI). L'onorevole Cogodi, che è anche un valente avvocato, non ha bisogno di difensori, però ritengo che il problema che ha sollevato, non per la prima volta quest'oggi, sia fondato, perché effettivamente l'impressione è che si faccia abuso della prerogativa del congedo.
Nessuno impedisce ai consiglieri di assentarsi, ognuno è libero di fare quello che crede, rimettendosi ovviamente al proprio elettorato, alla propria coscienza e all'opinione pubblica. Però, siccome nessuno ha prescritto che in caso di assenza ci debbano essere egualmente i ritorni di carattere economico, se l'assenza è fondata su motivi seri, evidentemente non ci sarà nessuna conseguenza di carattere economico, se invece è dovuta ai motivi più svariati, espressi, come nel caso specifico, in modo così generico da risultare effettivamente a cliché, e quindi abbastanza discutibili anche sul piano del buon gusto, io credo che il problema debba essere sollevato.
Questo discorso si ricollega a quello che diceva l'onorevole Corda in merito al lavoro nelle Commissioni, perché è veramente disdicevole che si prosegua sulla linea che si sta seguendo, cioè qualcuno non si presenta affatto, qualcuno firma "per conto di", qualcun altro firma e dopo cinque minuti se ne va per i fatti suoi.
Questo è un modo di abusare di certe prerogative. Le prerogative spettano, ma devono essere meritate con un comportamento corretto, serio e responsabile, e soprattutto sottoposto al vaglio, ripeto ancora una volta, dell'elettorato e dell'opinione pubblica.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi su questo argomento, lo consideriamo chiuso.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento delle interpellanze numero 82, 88 e 101. Per le interpellanze numero 91 e 98 i presentatori hanno chiesto un rinvio ad altra seduta.
Si dia lettura dell'interpellanza numero 82/A.
MANCA, Segretario:
INTERPELLANZA SPISSU - SANNA Salvatore - PACIFICO - CALLEDDA - PINNA sui presunti abusi nel consumo dei carburanti nei cantieri dell'Azienda foreste demaniali di Sassari denunciati dal consigliere Frau.
I sottoscritti,
premesso che la stampa regionale e le televisioni locali hanno dato grande risalto all'interrogazione del consigliere Antonio Frau sui presunti abusi verificatisi nel consumo dei carburanti nei cantieri forestali del Servizio provinciale dell'Azienda foreste demaniali di Sassari,
chiedono d'interpellare l'Assessore della difesa dell'ambiente e l'Assessore del personale per sapere:
1) se siano state accertate situazioni di ammanco di carburante in uno qualsiasi dei cantieri forestali di competenza dell'Azienda foreste demaniali di Sassari ovvero se sia accertato che si tratti di meri errori materiali, aritmetici e di scrittura;
2) il nome e la qualifica funzionale del funzionario incaricato del controllo sulla contabilità dei carburanti, quali compiti abbia svolto finora nell'Amministrazione regionale e se sia stato oggetto, dall'inizio dell'attività, di contestazioni o addebiti disciplinari e per quali motivi;
3) da chi sia stato incaricato e con quali compiti specifici;
4) qualora fosse accertato che i presunti abusi ed ammanchi dovessero essere infondati, data la campagna di stampa, lesiva per l'immagine dell'Azienda Foreste e di coloro che vi lavorano, seguita all'interrogazione del consigliere Frau, quali provvedimenti intendano adottare per ripristinare la verità dei fatti;
5) se dovesse corrispondere al vero quanto esposto al punto 4) e, soprattutto, che il funzionario in argomento abbia artatamente palesato all'esterno meri errori materiali come abusi e ammanchi, quali provvedimenti intendano adottare nel caso specifico. (82/A)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'interpellanza ha facoltà di illustrarla.
spissu (D.S.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, questa interpellanza intende palesare la preoccupazione mia e dei colleghi che con me l'hanno sottoscritta a seguito della denuncia all'opinione pubblica, all'Assessore competente, allo stesso Consiglio regionale, di una intollerabile, così come è stata definita, situazione che si sarebbe determinata nei mesi scorsi nell'Azienda foreste demaniali della provincia di Sassari.
Le anomalie, gli abusi e persino la indebita distrazione di fondi pubblici naturalmente non possono essere tollerati da alcun cittadino e men che meno da chi, come noi consiglieri regionali, è chiamato a rispondere dell'attività della Regione, dei suoi enti strumentali, della regolarità delle azioni che in essi si svolgono, dell'utilizzo degli uomini e dei mezzi.
Poiché sono convinto che non tutto della politica possa essere banalmente ridotto a strumentalità o, peggio, a denigrazione e ingiuria, credo che quando avvengono pubbliche e ripetute denunce di cattiva amministrazione, sia nostro preciso dovere richiedere che venga fatta piena luce e che non si lascino cadere nell'oblio atti così coscienziosi e mossi dalla tutela per l'interesse generale del popolo sardo.
Per questo motivo interpelliamo l'Assessore competente perché chiarisca finalmente e definitivamente, in Consiglio regionale, se le irregolarità e le grosse anomalie denunciate da un funzionario dell'Azienda foreste di Sassari, così autorevolmente, e responsabilmente, io aggiungo, riprese da un nostro collega in Consiglio, siano state oggetto di puntuale ispezione e verifica e quali risultati queste ispezioni e verifiche abbiano prodotto. Anche per conoscere, qualora le denunce si fossero rivelate rispondenti al vero, quali provvedimenti siano stati assunti o si intenda assumere verso dipendenti o dirigenti che si fossero resi responsabili dei fatti pubblicamente evidenziati, ma persino della persecuzione verso chi, addetto al controllo, sarebbe stato oggetto di intollerabili pressioni e di vere e proprie azioni di mobbing. Se invece, al contrario, si è trattato di una inspiegabile e infondata campagna diffamatoria che avrebbe tratto in inganno anche un autorevole rappresentante del popolo sardo in questo Consiglio regionale, credo che l'Assessore abbia il dovere di assumere tutti i provvedimenti del caso verso chi, incaricato dell'esercizio di funzioni di controllo, non solo ha controllato male, ma ha proiettato un'ombra sinistra su dirigenti e dipendenti, così improvvidamente chiamati in causa, e ha indotto un autorevole rappresentante del popolo sardo a ripetuti errori.
Ovviamente, se quanto accertato dai suoi uffici confermasse la regolarità e la correttezza dell'operato dell'Azienda foreste demaniali di Sassari, si renderebbe necessario un intervento volto alla rimozione di chi non può svolgere evidentemente funzioni di controllo, ma anche volto a ripristinare presso l'opinione pubblica l'immagine delle persone e della stessa Azienda, così gravemente tirata in ballo per fini sconosciuti, ma certamente alla luce di fatti poco nobili.
Noi siamo interessati, Assessore, a evitare che negli enti strumentali della Regione avvengano fatti che non siano rispondenti a criteri di trasparenza, di correttezza e di linearità amministrativa. Ci interessa che soprattutto nell'Azienda foreste demaniali, anche in questa difficile e delicata fase di assunzione, in un momento di gravissima crisi occupazionale della nostra regione, nei cantieri forestali, di lavoratori disoccupati, non avvengano fatti che stanno al di fuori, al di sopra e al di là delle norme sul collocamento e che potrebbero produrre un'attenzione che certamente noi svilupperemo in Consiglio regionale, ma potrebbero produrre anche un'azione rispetto alla quale noi attiveremo altri organi della Repubblica.
Questa interpellanza intende fare chiarezza su un episodio, ma intende anche richiamare lei, Assessore, e la Giunta nel suo complesso, a un'attenzione più generale su fatti che sono sotto i nostri occhi, che si potrebbero svolgere nei prossimi giorni e che potrebbero riportare anche clamorosamente, qui in Consiglio regionale, la nostra attenzione.
PRESIDENTE. L'Assessore degli affari generali ha chiesto di poter concorrere nella risposta insieme all'Assessore dell'ambiente. Credo che per dare una risposta esauriente sia opportuno sentire entrambi.
Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
MASALA (a.n.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, intervengo brevemente solo per precisare che la Direzione generale degli affari generali e del personale, per quanto di sua competenza, ha già avviato gli accertamenti preliminari volti ad appurare eventuali responsabilità a carico dei dipendenti dell'amministrazione regionale, al fine di consentire le opportune valutazioni circa la sottoposizione dei responsabili a giudizio disciplinare, nonché la segnalazione al giudice contabile, qualora emergessero danni all'erario regionale. La risposta nel merito la darà l'assessore Pani.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore della difesa dell'ambiente.
PANI, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Signori consiglieri, già in occasione della prima segnalazione, che era stata fatta al sottoscritto Assessore dal funzionario incaricato delle verifiche sui consumi dei carburanti, avevo predisposto un'azione di verifica che allora era stata affidata al Direttore provinciale dell'Azienda foreste demaniali di Sassari. Verbalmente il direttore allora in carica, il dottor Graziano Nudda, mi aveva espresso il convincimento che si trattasse di un'ipotesi di ammanco assolutamente non provata, se non attraverso un'indagine seria, puntuale e precisa che doveva essere svolta.
Io, naturalmente, avevo le comunicazioni, non solo verbali, ma anche scritte, che il funzionario addetto aveva evidenziato, e insistendo in maniera particolare, trattandosi di un caso importante, rilevante, soprattutto per quanto, così come gli interpellanti richiedono, possa essere inteso come ipotesi di reato, avevo chiesto che fosse nominata una Commissione di tecnici, perché nella valutazione delle gestioni dei consumi di carburanti in riferimento a mezzi di proprietà dell'Azienda foreste demaniali era ed è quanto mai possibile proprio l'individuazione del reato che si ascrive come sottrazione di bene pubblico e quindi, in concomitanza di ipotesi aggravanti, perseguibile a norma di legge.
Avendo ricevuto l'interpellanza ai primi del mese di ottobre, esattamente il 10 ottobre, ho sollecitato l'ufficio, che nel frattempo era stato variato e modificato nelle espressioni apicali più importanti, a presentarmi con la massima urgenza una risposta. "Alla data odierna non risultano" - mi diceva l'ufficio in data 18 ottobre - "accertati ammanchi di carburante in alcuni cantieri forestali di Sassari, in quanto la questione è oggetto di un'inchiesta amministrativa non ancora conclusa".
Il funzionario dell'Azienda foreste demaniali incaricato dei controlli contabili nella gestione del carburante dei cantieri forestali gestiti dall'Azienda foreste demaniali della provincia di Sassari, è la signora Gavina Panu, settima qualifica del ruolo unico regionale. La stessa signora Gavina Panu è stata oggetto, in precedenza, di una contestazione disciplinare, non attinente all'incarico svolto, archiviata dall'Assessorato del personale. L'incarico concernente la verifica contabile dei fogli di marcia degli automezzi e la correttezza dei relativi rifornimenti è stato a suo tempo da me personalmente conferito - e questo io l'ho già detto - al dottor Graziano Nudda, allora coordinatore pro tempore del servizio provinciale di amministrazione della provincia di Sassari. Ogni decisione riguardante i provvedimenti da adottare può essere assunta solo una volta appurata la realtà dei fatti e con l'assoluta certezza che dagli stessi derivino le ipotesi di reato che nella interpellanza sono adombrati. Io avevo presentato una richiesta apposita alla direzione provinciale. Tanto è quanto risulta agli atti di questo Assessorato.
Garantisco che questo accertamento sarà condotto assolutamente sino alla fine e ove fossero ipotizzati i reati, che spero non siano stati commessi, presenterò io stesso le denunce presso le sedi competenti. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per dichiarare se è soddisfatto.
spissu (D.S.). Mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'Assessore dell'ambiente, che invito, insieme all'assessore Masala, naturalmente, a completare questo accertamento nel più breve tempo possibile e a riportare la serenità e la tranquillità nell'Azienda foreste e fra le persone che sono state coinvolte in questa vicenda.
PRESIDENTE. Passiamo all'interpellanza numero 88/A. Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
INTERPELLANZA SANNA Giacomo - MANCA sulla incompatibilità delle nomine negli enti regionali previste dalla legge regionale 23 agosto 1995, n. 20.
I sottoscritti, premesso che:
- nella scorsa legislatura è stata approvata la legge regionale 23 agosto 1995 n. 20 inerente "Semplificazione e razionamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale";
- l'articolo 4, comma 5, della su citata legge stabilisce i casi di incompatibilità,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
- se abbia provveduto, mediante commissioni o altri uffici, ad accertare la legittimità delle nomine ed il rispetto delle norme inerenti le incompatibilità di cui all'articolo 4 della legge regionale n. 20 del 1995;
- in caso di risposta affermativa, se non ritenga opportuno procedere ad ulteriori verifiche;
- se tali iniziative abbiano interessato il Consiglio di amministrazione dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna, dove è manifesta una situazione di evidente incompatibilità, secondo quanto stabilito dall'articolo 4 (comma 5, punti b e h) della legge regionale n. 20 del 1995, che stabilisce che non possono essere nominati amministratori coloro i quali, in qualità di componenti di un organo o ufficio, siano tenuti ad esprimere pareri o ad esercitare controllo su atti dell'ente per il quale si procede alla nomina e neppure coloro che siano dipendenti dello Stato in qualifica dirigenziale. (88/A)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'interpellanza ha facoltà di illustrarla.
MANCA (Gruppo Misto). Per la semplificazione e la razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale, nella scorsa legislatura il Consiglio regionale ha approvato la legge regionale numero 20 del 23 agosto 1995, pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione il 31 agosto dello stesso anno.
All'articolo 4 di questa legge vengono stabiliti i requisiti degli amministratori: ai commi 4 e 5 sono previste le incompatibilità, e in particolare le lettere b) e h) del comma 5 stabiliscono, rispettivamente, che l'incarico di amministratore è incompatibile con la qualità di componente di un organo o ufficio tecnico tenuto a esprimere pareri o a esercitare controlli su atti dell'ente per il quale si procede alla nomina e con la posizione di dipendente dello Stato in qualifica dirigenziale.
Il Gruppo del Partito Sardo d'Azione, nel corretto esercizio delle funzioni dei suoi consiglieri regionali e nella corretta applicazione del ruolo politico dei consiglieri dell'opposizione, ha proceduto a una verifica a campione delle nomine fatte dalla Giunta e dal Consiglio, riscontrando alcune situazioni di palese violazione della legge regionale numero 20 del 23 agosto '95.
Fra queste la più evidente è senz'altro quella attinente alla nomina in qualità di consigliere di amministrazione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna del dottor Romano Marabelli, Direttore generale del Dipartimento degli alimenti, nutrizione e sanità pubblica veterinaria del Ministero della Sanità. La funzione del Ministero della Sanità nei riguardi dell'Istituto zooprofilattico è regolata dal decreto legislativo numero 270 del 30 giugno '93. All'articolo 2 esso prevede che sia di competenza statale il coordinamento degli istituti e l'attribuzione di compiti e funzioni di interesse nazionale e internazionale. L'articolo 6 dello stesso decreto, riguardante il finanziamento agli istituti, stabilisce che questo sia a carico del fondo sanitario nazionale, con ripartizione annuale fatta dal Comitato interministeriale per la programmazione economica, su proposta del Ministero della Sanità, d'intesa con la Conferenza permanente Stato-Regioni, sulla base di requisiti strutturali e tecnologici in relazione alle esigenze del territorio di competenza.
A nostro avviso, il dottor Marabelli, che è la massima autorità sanitaria veterinaria dello Stato italiano, è in situazione di palese incompatibilità con l'incarico di consigliere di amministrazione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale: è in pratica controllore e controllato, programmatore ed esecutore, finanziatore e beneficiario. Non mettendo in discussione la professionalità del dottor Marabelli, professionista stimato nel mondo veterinario italiano ed europeo, e non conoscendo il rapporto contrattuale dello stesso con lo Stato italiano, crediamo siano sufficienti le motivazioni appena accennate per ritenere doveroso un intervento da parte della Giunta e del Consiglio al fine di rimuovere le cause di incompatibilità ravvisate. In particolare chiediamo che, ai sensi dell'articolo 4, comma 8, della legge regionale numero 20 del 1995, il Presidente della Giunta contesti le cause di incompatibilità all'interessato.
Crediamo inoltre opportuno richiedere una verifica delle nomine finora fatte dalla Giunta e dal Consiglio per assicurare il rispetto delle norme contenute nella legge 20, ciò a garanzia della corretta gestione amministrativa degli enti strumentali della Regione e di quelli di diritto pubblico operanti in ambito regionale.
Sul piano prettamente politico riteniamo che in Sardegna siano presenti professionalità e capacità tali da poter ricoprire incarichi di prestigio e responsabilità nel mondo della sanità veterinaria. Il ricorso ad intelligenze esterne all'Isola in via di principio ci vede totalmente contrari. Soprattutto ora che all'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, oltre al continentale Marabelli, sembra poter approdare, con funzioni di direttore, un professionista del Centro Italia, nonostante siano presenti all'interno dell'Istituto ben cinque dirigenti sardi in possesso di professionalità e titoli adeguati per ricoprire tale importante funzione.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (a.n.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Signor Presidente, la risposta agli interpellanti va data tenendo presente quello che è il procedimento per la nomina del consiglio di amministrazione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale per la Sardegna, il quale, ai sensi dell'articolo 17 della legge 20, è composto da cinque membri scelti fra esperti, anche di organizzazione e programmazione, in materia di sanità, di cui uno designato dal Ministero della sanità. E, infatti, mentre si rassicurano gli interpellanti sulla attenta valutazione di tutte le cause di incompatibilità, ai sensi del comma 4 dell'articolo 4 della legge 20, per tutti i componenti i consigli di amministrazione di tutti gli enti strumentali, con riferimento all'unico caso di funzionario o di componente il consiglio di amministrazione designato da amministrazioni diverse da quelle regionali, Consiglio o Giunta, nel caso specifico il funzionario indicato dall'interpellante designato dal Ministero della sanità, gli uffici competenti della Presidenza, all'atto della designazione da parte del Ministero, fecero rilevare che, a giudizio della Presidenza della Giunta, il funzionario si trovava in condizione di incompatibilità per assumere l'incarico di componente del consiglio di amministrazione dell'ente.
A questa osservazione, che è stata fatta formalmente al Ministero della sanità, il predetto Ministero, sentito il parere del proprio Ufficio legislativo, ha replicato ritenendo che con riferimento ai funzionari designati del Ministero della sanità non sussisterebbero condizioni di incompatibilità, che evidentemente sussistono a termini della legge regionale.
In presenza di tali reiterate richieste da parte del Ministero della sanità, il Presidente nient'altro ha potuto fare che includere il nominativo in questione tra i componenti del consiglio di amministrazione dell'Istituto zooprofilattico, naturalmente riservandosi di approfondire la questione, perché evidentemente è sorto un conflitto importante e anche abbastanza interessante tra amministrazione centrale dello Stato e Regione. E' evidente che si tratta di un problema che riguarda la composizione del consiglio di amministrazione, a seguito delle pronunce della Corte Costituzionale in tema proprio di Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, e siccome rientra nella esclusiva competenza della Regione sarda naturalmente noi non possiamo non pretendere che vengano applicate integralmente le norme regionali.
Quindi, diciamo che gli accertamenti sono stati fatti nel modo che io ho ora riferito, che ragioni di opportunità hanno ritenuto di adottare un provvedimento così come l'ho riferito, ma che allo stesso tempo sono in corso approfondimenti per dirimere questa questione relativa a questo importante argomento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarare se è soddisfatto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). A me fa piacere che siano in corso degli approfondimenti, perché non vorrei si ripetesse quello che è successo nella passata legislatura, quando cioè il Ministero designò un dipendente che non era ancora dirigente, ma lo divenne successivamente, e nonostante il caso di incompatibilità fosse più che evidente nulla fu fatto. Tanto che il dipendente in questione non chiese neanche di essere collocato in aspettativa (diversamente da qualche dipendente regionale che fu costretto a mettersi in aspettativa), e percepì sia lo stipendio da dirigente sia l'indennità di consigliere di amministrazione dell'Istituto zooprofilattico.
Oggi si ripete uno scenario quasi identico: sappiamo benissimo che il dottor Marabelli è incompatibile per legge regionale, e quindi dello Stato; legge che lei conosce benissimo, assessore Masala, in quanto partecipò attivamente ai lavori istruttori della Commissione competente per materia. Sto parlando della legge numero 20, e quindi dell'anno 1995.
Oggi io mi chiedo se le leggi regionali non le dobbiamo fare osservare noi per primi, se qualunque Ministero possa vanificare la volontà legislativa di questo Consiglio e se qualsiasi stortura di carattere legislativo attuata a livello ministeriale possa arrivare in Sardegna ed essere accettata passivamente.
Io vorrei sapere quale sarà la durata di questi accertamenti: se si tratta di una legislatura non siamo d'accordo, se invece fosse di qualche giorno, potremmo anche aspettare. Aspetteremo qualche giorno per capire con quale attenzione la Giunta sta seguendo questo problema, ma poi trasformeremo l'interpellanza in mozione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Ne ha facoltà.
OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Noi stamattina stavamo definendo il problema relativo ai risarcimenti per la blue tongue. Io sono qui solo per far osservare al Presidente, siccome sono stato oggetto di critiche in altra circostanza, che io sono presente e che invece mancano gli interpellanti. Peraltro qualche interpellante c'è, ma evidentemente non vuole discutere l'interpellanza.
Sono intervenuto solo perché ciò che ho detto venga messo a verbale e rimanga agli atti di questo Consiglio.
PRESIDENTE. Assessore, come lei stesso ha detto, è stato chiesto il rinvio dello svolgimento delle interpellanze numero 91 e 98.
Segue ora l'interpellanza numero 101.
Se ne dia lettura.
LICANDRO, Segretario:
INTERPELLANZA SPISSU - CUGINI - LAI - MORITTU sugli aumenti degli indici di edificabilità nell'agro di Sassari.
I sottoscritti,
premesso che nella città di Sassari da diversi anni è in corso un dibattito su ipotetici, generalizzati aumenti degli indici di edificabilità nell'agro;
considerato che, nel tempo, anche a causa di una spontanea tendenza delle popolazioni alla residenza fuori dalla città, o per risolvere il problema primario dell'abitazione, si è venuta determinando in un'area vastissima una condizione di edificazione che, sebbene regolarizzata anche attraverso le sanatorie, crea enormi problemi di dotazione dei servizi primari quali strade, acqua, fognature, illuminazione, etc.;
atteso che il tema ha costituito un impegno elettorale dell'attuale maggioranza al governo di Sassari e che ancora oggi, attraverso pubbliche e contraddittorie dichiarazioni, si lascia intendere ai cittadini che sarà possibile una edificazione al di fuori della città, delle zone di espansione e della pianificazione urbanistica nelle borgate, mediante un generico incremento degli indici;
appurato che tali annunci determinano una aspettativa notevole che provoca fra l'altro una abnorme situazione di frazionamento dei terreni agricoli;
considerato che un tale argomento, su cui sono necessarie certezze normative, non può essere utilizzato per esclusivi fini di propaganda elettorale, né di contrapposizione fra le forze politiche al governo o all'opposizione,
chiedono di interpellare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica per conoscere:
1) se intenda intervenire in questa delicata materia di competenza regionale e statale;
2) attraverso quali nuove norme e con quali strumenti esistenti ritenga possa rendersi praticabile l'ipotesi di incremento degli indici di fabbricabilità in aree classificate agro. (101/A)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'interpellanza ha facoltà di illustrarla.
SPISSU (D.S.). Signor Presidente, da molti anni nel territorio della città di Sassari avviene un fenomeno di edificazione consistente in aree non destinate dai vigenti strumenti urbanistici alla edificazione.
Il fenomeno ha avuto momenti di acutezza nei periodi di maggiore tensione abitativa, causati, ovviamente, dalla necessità che molti cittadini avevano di accedere al bene primario dell'abitazione nei periodi di forte inurbamento e di crescita della popolazione della città. Questo fenomeno è stato in larga parte di natura spontanea ed è stato via via sanato con le diverse leggi che si sono succedute; leggi di sanatoria dell'abusivismo edilizio, naturalmente.
A questo va aggiunta una spontanea tendenza, favorita dalla vastità del territorio comunale e da una cultura fortemente radicata fra i cittadini sassaresi, a costruire seconde case fuori del perimetro urbano, che ha portato ormai all'edificazione di migliaia di vani che necessiteranno di consistenti e costosissimi interventi per la dotazione di servizi minimi essenziali, per i quali non saranno assolutamente sufficienti i fondi versati con la Bucalossi per le urbanizzazioni, e che sono tuttavia necessari per garantire, soprattutto ai nuclei più consistenti, i servizi minimi indispensabili ad una adeguata qualità della residenza: luce, acqua, fogne, strade, ritiro dei rifiuti, eccetera.
In una materia nella quale sarebbe utile un intervento ordinatore riqualificante da parte del Comune di quanto fin qui avvenuto e la dotazione attraverso consistenti interventi dei servizi primari fondamentali, si è invece promossa, nel tempo, una campagna mirante a un incremento puro e semplice degli indici di fabbricabilità nell'agro di Sassari, che dà per acquisita la edificabilità in tutte le fasce circostanti con lotti minimi di 3.000 metri quadri, altezza di 7 metri, indici di 0,10 metri cubi per metro quadro.
Per molti mesi, dal 1997 in qua, anche attraverso la costituzione di un apposito comitato, si sono raccolte le firme di cittadini sassaresi (si parla di 34.000 firme, un quarto della popolazione residente nella città) su questo semplice e banale slogan che ha generato naturalmente aspettative, ha prodotto una polverizzazione della proprietà agraria, è diventato programma elettorale della compagine che ha portato alla elezione dell'attuale sindaco, ed è diventato anche programma approvato dal Consiglio comunale di Sassari. Quando il sindaco appena eletto,dopo pochi mesi, resosi conto di quanto sia arduo pagare questa cambiale, prova a fare timidamente retromarcia, viene proditoriamente strattonato dai suoi compagni di viaggio che lo richiamano all'impegno di incremento generalizzato di edificabilità nell'agro, secondo appunto i documenti richiamati.
Ora, poiché tale materia è strettamente e rigidamente normata a livello nazionale e regionale, e i piani urbanistici comunali, nelle loro previsioni espansive, come noi sappiamo, devono fondarsi su rigidissime analisi di valutazione di crescita della popolazione residente, preoccupati da una martellante e fuorviante propaganda che genera, come ho già detto, aspettative consistenti ed è terreno di scontro politico, mentre non dovrebbe esserlo, chiediamo di sapere se in materia urbanistica siano nel frattempo intervenuti fatti nuovi tali da giustificare fondatamente simili richieste; se le azioni di cui noi siamo preoccupati non provochino alterazioni profonde dell'attuale assetto del territorio degne della vigilanza dell'Assessorato competente per materia; se le aspettative provocate dalle promesse e dai programmi elettorali non stiano producendo un nuovo e generalizzato fenomeno di abusivismo, su cui la Regione dovrebbe vigilare.
Se, invece, nel frattempo ci siamo distratti ed è ora possibile incrementare estensivamente gli indici di fabbricabilità in aree vastissime del territorio sassarese, ma non solo sassarese a questo punto, tanto vale che noi tutti lo sappiamo così che gli amministratori di Sassari si possano muovere lungo questa nuova direzione di sviluppo della città in materia urbanistica.
Da qui nasce la nostra preoccupazione e per questo vorremmo una risposta da parte dell'Assessore degli enti locali. Grazie.
PRESIDENTE. Ha facoltà di rispondere l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.
MILIA (F.I.-Sardegna), Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Signor Presidente, rispondo all'onorevole Spissu su un argomento che sta a cuore all'Assessore dell'urbanistica della Regione Sardegna, in quanto anch'egli abitante nell'agro di Sassari.
Per quanto riguarda l'interpellanza numero 101/A, a firma Spissu, Cugini, Lai e Morittu, credo che alcune precisazioni debbano essere fatte, perché il sottoscritto, già nella scorsa legislatura, in occasione della discussione delle ultime due leggi finanziarie, si fece promotore di emendamenti volti non certo all'aumento dell'indice di edificabilità nell'agro di Sassari, quanto alla realizzazione di quelle infrastrutture che purtroppo mancano in tutto l'agro, prime fra tutte fognature e condotte d'acqua corrente. Tant'è che l'allora Assessore della programmazione, l'onorevole Pier Sandro Scano, intervenendo su questi emendamenti, si fece parte diligente e, riconoscendo l'assoluta particolarità della città di Sassari e del suo agro, indicò una strada per reperire le risorse necessarie per il completamento delle infrastrutture relative a fogne e acqua. Questo era stato l'impegno del precedente Assessore della programmazione, ora all'opposizione; l'impegno dell'attuale Assessore dell'urbanistica è quello di riferire agli interroganti che niente è in cantiere da parte sua perché vengano modificati in questo senso il decreto Floris e la legge regionale che governa la norma di cui ci occupiamo. Al contrario, mentre nel disegno di legge che deve essere esitato dalla Giunta la prossima settimana, su proposta del sottoscritto e dell'Assessore della pubblica istruzione, l'onorevole Onida, sono previste alcune modificazioni del decreto Floris, in questo caso non abbiamo ancora intrapreso nessuna iniziativa.
Credo, comunque, che la rivisitazione completa del decreto Floris sia molto più complessa, e potrà anche occuparsi del cambiamento eventuale dell'indice di cubatura in agro di Sassari, che per adesso, come tutti sappiamo, corrisponde allo 0,03. La Regione Sardegna non ha neanche mai recepito il decreto del Presidente della Repubblica per quanto riguarda appunto gli indici dell'agro, quindi, crediamo che, allo stato, niente possa essere cambiato e niente vi sia in itinere da parte di questo Assessorato regionale perché il comune di Sassari, così come gli altri comuni, possa avere indici diversi di cubatura, se non attraverso una decisione di questo Consiglio regionale, qualora volesse intraprendere questo cambiamento che certamente è necessario per alcune zone. Ma prima degli indici di cubatura, come ho già riferito in apertura del mio intervento, credo si debba fare una riflessione su tutte le infrastrutture necessarie nell'agro di Sassari.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per dichiarare se è soddisfatto.
SPISSU (D.S.). Io mi dichiaro soddisfatto della risposta dell'Assessore per la parte relativa a una questione che era contenuta nella nostra interpellanza, cioè quella sulla riqualificazione di quanto già avvenuto nella città di Sassari in termini di infrastrutturazione e urbanizzazioni, che saranno costosissime e di cui credo che la Regione sarda debba farsi carico.
Credo che la restante parte della risposta più che agli interpellanti debba essere indirizzata a chi nella città di Sassari, anche ricoprendo ruoli primari di amministrazione, continua a imbrogliare la gente dicendo che sarà possibile costruire ovunque, purché si abbia un lotto di tremila metri.
Credo che questa indicazione precisa, puntuale e chiara debba arrivare ai cittadini di Sassari perché, ripeto, questo non può essere argomento di campagna elettorale, né si possono raccogliere le firme su un tema così delicato sul quale si generano aspettative e anche interessi economici, ancorché diffusi, comunque consistenti. Quindi, io credo che questa parte della risposta dell'Assessore vada indirizzata principalmente e prioritariamente a chi oggi ha responsabilità di amministrazione (e ne aveva anche ieri) e ricopre persino ruoli importanti nell'amministrazione della Regione Autonoma della Sardegna e in questo Consiglio regionale. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché rispetto agli accordi presi nella precedente Conferenza dei Capigruppo è necessario qualche cambiamento, è opportuno convocare di nuovo la Conferenza per decidere sul prosieguo dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 45, viene ripresa alle ore 12 e 27.)
PRESIDENTE. Sulla base dell'accordo raggiunto nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, i lavori proseguono secondo la sequenza stabilita nell'ordine del giorno, che ora reca la discussione unificata degli schemi di norme di attuazione 1/A e 2/A.
Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna, relatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. Poiché credo che si stia procedendo alla predisposizione di alcuni ordini del giorno, chiedo due minuti di sospensione per consentire che gli stessi vengano fotocopiati e distribuiti ai consiglieri.
PRESIDENTE. Se c'è da aspettare due minuti, aspettiamo.
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. Credo che due minuti siano sufficienti. Secondo me è opportuno che tutti i colleghi abbiano l'ordine del giorno relativo a ogni singola norma per poterne seguire lo schema.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti in attesa che vengano preparati i documenti da distribuire ai colleghi.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 29, viene ripresa alle ore 12 e 45.)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Sanna, per svolgere la relazione sullo schema di norma di attuazione 1/A.
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. Grazie Presidente, spero che gli ordini del giorno siano stati firmati da tutti i Capigruppo.
Le due norme di attuazione sono abbastanza importanti, se i colleghi hanno avuto modo di leggerle si saranno resi conto di questo.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, mi perdoni, la interrompo solo due secondi per una precisazione. Stiamo procedendo all'esame degli schemi di norme di attuazione 1/A e 2/A. Adesso il relatore svolgerà una relazione unica, a cui seguiranno la discussione unificata e la votazione.
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. Non so se ci sia stata una decisione in tal senso da parte della Conferenza, per me non ci sono problemi. Presidente, se l'Aula è d'accordo io non ho nessuna difficoltà a procedere in tal senso.
FADDA (Popolari-P.S.). Si fa prima l'una e poi l'altra.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, è chiaro che il voto va dato separatamente, trattandosi di due schemi di norme di attuazione diversi; poiché il relatore è lo stesso possono però essere illustrati congiuntamente. La discussione sarà unificata, mentre la votazione avverrà separatamente, questo è conforme al Regolamento.
FADDA (Popolari-P.S.). Il fatto è che in questo caso il relatore è lo stesso, ma se vi fossero due relatori diversi come procederemmo?
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni procediamo come stabilito.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione unificata degli schemi di norme di attuazione 1/A e 2/A. Dichiaro aperta la discussione. Ha facoltà di parlare il consigliere Salvatore Sanna, relatore.
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. La norma di attuazione 1/A è una norma di carattere generale che sostanzialmente definisce il conferimento, anche per quanto riguarda la Sardegna, delle funzioni trasferite o delegate dallo Stato, in attuazione della legge numero 59 del 1997 (la famosa legge Bassanini 1), avviato con il decreto legislativo 31 marzo 1998 numero 112.
Anziché seguire la strada che è stata seguita nelle altre regioni, cioè fare singole norme per ogni comparto di materie, la Commissione paritetica ha proposto una norma di carattere generale, composta di pochi articoli, che definisce tutto il percorso. Naturalmente è inutile insistere sull'importanza dell'approvazione di questa norma di attuazione perché, se i colleghi hanno avuto modo di leggere ieri il fascicolo sugli gli enti locali allegato a Il Sole 24 ore, avranno trovato, per quanto riguarda le Regioni a Statuto ordinario, un inserto con dentro tutta la problematica inerente all'esercizio di queste funzioni delegate o trasferite dallo Stato alle Regioni, Province e Comuni, , ma in più avranno avuto la possibilità di leggere come siano stati definiti i rapporti tra Stato, Regioni, Province e Comuni per quanto attiene alle risorse finanziarie e al personale.
Preciso questo per dire che in sostanza, ancora una volta, noi siamo in ritardo come Regione a Statuto speciale rispetto a quanto ormai nelle altre Regioni a Statuto ordinario si sta mettendo in pratica. L'approvazione della norma di attuazione numero 1 crea quindi - da qui l'importanza - le condizioni di base perché la Sardegna possa attivare tutta un'altra serie di procedure interne ed esterne che portino innanzi tutto a definire con lo Stato la provvista finanziaria e i problemi del personale in relazione e in stretta connessione con le funzioni trasferite. E questo è un punto molto importante che credo sia facilmente comprensibile. Un altro aspetto, che io personalmente reputo ancora più importante, è il fatto che la Regione, a sua volta, dovrà procedere in tempi rapidissimi a ridisegnare la distribuzione di queste funzioni e poteri decidendo quali debba trattenere presso di sé e quali invece debba trasferire alle Province e ai Comuni, in applicazione rigida, io dico, perché la Regione non può esimersi dal fare questo, del principio di sussidiarietà, così come articolato, previsto e definito nell'articolo 4 della richiamata legge numero 59, la Bassanini 1. Questo è importante perché sinora la Regione, quando vi sono stati trasferimenti di funzioni, ha spesso trattenuto presso di sé tutte le funzioni e molto raramente ha provveduto a trasferire a cascata le funzioni verso il sistema delle autonomie.
Quindi due, come dicevo, sono le questioni più importanti: la ridefinizione dei rapporti Stato-Regione, per quanto attiene alle questioni finanziarie del personale, e il riordino interno della Regione per la dislocazione di queste funzioni nel livello istituzionale più opportuno, che non deve essere definito dalla Regione, perché è già definito da tutti i principi enunciati nell'articolo 4 della legge 59.
La Commissione autonomia del Consiglio regionale ha esaminato la proposta di norma di attuazione e ha fatto soltanto qualche osservazione. In particolare leggo l'ultimo comma della relazione: "Il decreto legislativo numero 112 del 1998 ha operato infatti, oltre che un conferimento di funzioni e compiti alle Regioni (che sono peraltro tenute ad applicare il principio di sussidiarietà, conservando le sole funzioni che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale e conferendo tutte le altre alle province, ai comuni e agli altri enti locali), anche un conferimento diretto di funzioni agli enti locali. Tale conferimento diretto agli enti locali è già operante anche per la Sardegna", come per le Regioni a Statuto ordinario. L'osservazione che fa la Commissione è che se si lasciasse la dizione così come prevista dalla norma si potrebbe ingenerare un equivoco, cioè il fatto che il conferimento sia già operante anche per la Sardegna potrebbe sembrare messo in dubbio dal riferimento agli enti locali che è contenuto nello schema. Non è una questione di poco conto, come potrebbe sembrare, per cui, in sostanza, si suggerisce che venga modificata questa dizione.
A questa relazione è allegato l'ordine del giorno di approvazione della norma, che è stato firmato dai Capigruppo presenti in Consiglio, e quindi, quando arriverà il momento opportuno, se il Presidente me lo consentirà, provvederò ad illustrare anche l'ordine del giorno.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Il fatto che il parere in Commissione sia stato reso all'unanimità (si intende l'unanimità dei componenti quella Commissione), non esime il Consiglio dal fare una valutazione di merito sia sullo schema di norma di attuazione, sia sulle stesse osservazioni che la Commissione consiliare, in via istruttoria, ha ritenuto di elaborare e di proporre al Consiglio.
Io voglio limitarmi a una semplice osservazione, che vale per entrambi gli schemi, ma principalmente per lo schema 1/A. Ancora una volta, il Consiglio regionale, e direi la Sardegna, rappresentata dal Consiglio regionale, si ritrova nell'antipatica e iniqua situazione di vedere attuazioni parziali del suo Statuto di autonomia, per mezzo della normativa di attuazione, a distanza di più di mezzo secolo; non solo, si tratta di una normativa di attuazione di tipo stemperato, al ribasso, rinunciatario, direi lesivo dell'originario spirito e anche della lettera dello Statuto di autonomia. Il Consiglio approverà questo schema di norma di attuazione, penso che lo voteremo anche noi, perché conviene approvarlo, meglio qualcosa che niente, però il Consiglio, la Regione, le sue istituzioni debbono essere consapevoli che stanno compiendo un altro atto di rinuncia, di abdicazione.
Cosa contiene lo schema 1/A? Contiene la previsione, in via generale, dell'attribuzione, della devolution, cioè devoluzione (adesso va di moda questo termine) alla Regione autonoma niente meno che dei poteri che sono già attribuiti o che verranno comunque attribuiti alle Regioni ordinarie.
COGODI (R.C.). Qualcuno dice "almeno". Ma lo schema non dice "almeno", lo schema prevede quelle competenze. E' chiaro che quel che ne deriva è che almeno quelle competenze la Regione autonoma avrà; e questo è già un beneficio, non è un male, perché la Regione autonoma, anziché stare al di sotto del livello di competenze delle Regioni a Statuto ordinario, può guadagnare il traguardo di avere almeno quelle competenze.
Ma se questo "almeno" mi viene dato, anche se mi spetta qualcosa di più e di diverso, non è logico che io lo rifiuti. Se ho un credito di 10, e intanto mi viene offerto 5, io non lo rifiuto dicendo "o tutto o niente". Intanto prendo 5 e resto creditore di un altro 5. Ma che sia io stesso a chiudere la partita, a concordare il tutto, restando creditore di quel di più e di diverso, che sia io a concordare con il potere centrale, in esito a una lunga istruttoria, che a me verrà dato quel che è stato dato alle Regioni ordinarie, è chiaro ed evidente che implicitamente, prendetela come vi pare, questo è un atto di rinuncia e di abdicazione, o per lo meno di incapacità.
Dov'è la specialità? Perché si continua a rivendicare una specialità? Io non so cosa intendano molti quando parlano di specialità; quelli che esercitano l'attività di di trattorista, non perché guidano i trattori nei campi, ma perché hanno le trattorie, per specialità intendono i piatti tipici del luogo. Io non so cosa intendano molti e che cosa dovremmo intendere noi per specialità; non so cosa intendano i fautori e i forsennati assertori delle nuove assemblee costituenti per i nuovi statuti di autonomia, più speciali e specialissimi. So bene cosa intendi tu Giacomo, perché conosco la tua storia e la tua cultura, non quella personale, ma quella che rappresenti nel filone politico-culturale del sardismo; conosco il pensiero e la storia della politica in Sardegna, ma la mia curiosità va poco poco più in là, verso il centro e la destra di questo schieramento. Io non so cosa intendano, per esempio, la destra e il centro "fantolista" quando consumano la loro funzione politica e istituzionale nel rivendicare nuovi statuti, più poteri e, invece, mai una volta che utilizzino, non una parola intera, che è faticoso, ma un accenno di parola, un balbettio, quando quest'Assemblea non costituente, ma costituita, e pure oggi rappresentante dei diritti e dei buoni diritti del popolo sardo, deve difendere le sue prerogative e le deve contrattare con lo Stato in base alle garanzie costituzionali che sono nello Statuto vigente di autonomia. Mai una parola, mai un cenno, mai una riflessione, mai una preoccupazione esternata in concreto. Mai! Meglio la fuga in avanti, meglio gli alibi, meglio parlare d'altro, tanto l'importante è che qualcuno ci creda, e poco importa se non è vero.
Ma vi rendete conto che, dopo cinquant'anni di esistenza dello Statuto di autonomia, noi oggi stiamo concordando con lo Stato che quello che per il momento va bene è che vengano attribuiti a questa Regione i poteri delle Regioni ordinarie? Vi rendete conto che tutto il sistema dell'accordo, tutto il sistema della trattativa che ruotava intorno alla Commissione paritetica era finalizzato a ottenere per questa Regione qualcosa di più e di diverso, in tutti i campi? Questo presuppone però la capacità di questa Regione di pensare, di elaborare, di proporre, perché il di più e il diverso, cioè lo speciale, quello che è più funzionale agli interessi del popolo sardo e della Sardegna nessuno mai da Roma ce lo darà; dovremmo essere noi capaci di pensarlo, di elaborarlo e di proporlo, ma non c'è questa capacità. Ecco, allora, che è meglio accomodarsi, è meglio ricevere il piatto già confezionato dagli altri. In attesa, si dice, di ridisegnare il quadro, prendiamo in prestito il quadro disegnato dagli altri e intanto facciamo pure finta che stiamo conquistando nuovi traguardi di autonomia.
Questo è e questo rimane, e io penso che sia doveroso almeno dirlo, sottolinearlo criticamente. La Commissione autonomia compie, ogni volta che siamo di fronte a uno schema di norma di attuazione, uno sforzo considerevole per migliorare i testi, per introdurre elementi più significativi e vicini ai buoni diritti di questa Regione, che è autonoma perché dovrebbe avere capacità di elaborazione e di proposta sua. Ma se la Commissione consiliare autonomia ogni volta deve fare questo è perché, evidentemente, il Governo della Regione, in questo caso questa Giunta regionale, fa le trattative o burocraticamente o con disinteresse o al ribasso, e quindi con sostanziale incapacità a trattare e a ottenere risultati. Complice anche quel procedimento abbastanza debole, usiamo questa espressione, per cui nella Commissione paritetica, formata da due rappresentanti del Governo centrale e da due rappresentanti della Regione, la Regione si limita a indicare due figure professionali. In genere sono due ritenuti alti burocrati dell'amministrazione regionale, che concordano, fanno, ipotizzano. So anch'io quanto sia importante l'attività del Consiglio regionale e del Governo regionale, e a mio avviso non c'è sufficiente attenzione; sicuramente non ce n'è da parte di questa Giunta, ma devo dire che non ce n'è stata storicamente per dare indirizzi alla delegazione trattante. I due ritenuti alti burocrati in genere incontrano altri alti burocrati, qualche volta le cose tornano alla valutazione politica, qualche volta la Giunta dà indirizzi, ma mai il Consiglio è chiamato preventivamente a dare una sua valutazione, un'indicazione di merito. Qui le cose arrivano quando sono già ipotizzate; il Consiglio fa delle osservazioni che non so se poi tornano alla Commissione, non dovrebbero tornarvi, perché tutto si dovrebbe concludere in via definitiva in sede centrale.
Ecco, noi siamo a questo punto proprio in un momento in cui si parla tanto, e giustamente, di nuovo Statuto, di nuova tensione autonomistica e anche della giusta esigenza - so quello che sto dicendo, per quanto ci riguarda - di un momento assembleare specifico per l'elaborazione del nuovo Statuto. Ma vi è una contraddizione, cioè mentre si parla di un'assemblea costituente, nonostante i poteri e gli strumenti che già esistono l'Assemblea costituita non è capace di elaborare e avanzare proposte. E siccome, in definitiva, sarebbero le stesse persone essere pure presenti o influenti in un'assemblea costituente, è chiaro che se quest'altra assemblea fosse un doppione di questa per qualità e capacità di pensiero e di elaborazione essa sarebbe inutile. E' già sufficiente questa Assemblea, non c'è bisogno di costituirne un'altra.
Ecco dov'è il punto. Se la cultura politica sarda, di governo e di opposizione - non dobbiamo tirarci fuori -, non è capace di esprimere qualcosa di meglio, non lo è né in questa né in altre assemblee. Se non è capace di usare gli strumenti che ha è inutile che ne chieda di nuovi; se non sa guidare il trattore vecchio è inutile che ne chieda uno nuovo e più grande. Non so se sia vecchio, comunque questo strumento è datato, poco utilizzato anche dal punto di vista delle risorse istituzionali che poteva produrre e comunque, ancora una volta, siamo in aula a registrare un atto di resa, un attestarsi, che è grande conquista, dopo cinquant'anni di autonomia, alla soglia dei poteri che già sono stati riconosciuti alle altre Regioni.
Quest'Aula dovrebbe essere capace di fare qualcosa di più, e se ne fosse capace ci starebbero bene anche quei bambini che ho visto in televisione, vestiti in costume sardo, che qui, in questo spazio, ballavano, cantavano, facevano sa strumpa e mettevano il berretto al Presidente del Consiglio! Sarebbe degno anche quello spettacolo se quest'aula, prima di essere destinata agli spettacoli dei bambini e dei loro insegnanti, fosse valorizzata dalla capacità di elaborazione sul piano istituzionale che compete innanzitutto all'Assemblea legislativa.
Con queste notazioni critiche diamo anche noi il voto favorevole a questo schema di norma di attuazione, ma senza enfasi e totale convinzione. Propendiamo per dare un voto perché non dev'essere mai indebolita la forza della Regione, anche quando prevale una contrattazione, un risultato al ribasso, come in questa circostanza ancora, però non si dica che tutti la pensiamo allo stesso modo e tutti siamo ugualmente soddisfatti. Poi chi vuole giocare ad essere più sardista dei sardisti, più autonomista dell'autonomia, più nazionalitario delle nazioni, continui il suo gioco, tanto è un gioco fatuo, che prima o poi si dissolverà come nebbia al sole.
PRESIDENTE. Comunico che allo schema di norma di attuazione numero 1/A è stato presentato un ordine del giorno.
Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO SANNA Salvatore - CUGINI - FADDA - BIANCU - USAI - CONTU - COSSA - FLORIS Emilio sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna recante : "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alla regione Sardegna, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59".
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSIDERATO che lo schema di norma di attuazione è volto a semplificare ed accelerare il processo di conferimento alla Regione di funzioni amministrative attualmente esercitate dallo Stato in un ampio arco di materie, comprese nei settori organici dello sviluppo economico e attività produttive, del territorio, ambiente e infrastrutture, dei servizi alla persona e alla comunità;
TENUTO CONTO del fatto che il processo di conferimento è stato avviato, per le Regioni ordinarie, con il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, mentre per la Sardegna occorre passare attraverso la speciale procedura delle norme di attuazione, prevista dall'articolo 56 dello Statuto per il passaggio di uffici e personale dallo Stato alla Regione;
PRESO ATTO che la commissione paritetica propone di approvare, in luogo di una lunga serie di norme sostanzialmente ripetitive, una singola disposizione con la quale si attribuiscono alla Sardegna quelle funzioni amministrative, attribuite alle Regioni ordinarie col decreto legislativo n. 112 del 1998, che non siano già state attribuite alla nostra Regione da precedenti norme di attuazione;
RITENUTO che tale soluzione sia utile a colmare il ritardo e l'isolamento della Sardegna rispetto alle Regioni ordinarie in questa fase di profonda e rapida ridefinizione dei rapporti tra Stato e Regioni;
osservato che sarebbe opportuno sopprimere i riferimenti agli enti locali contenuti negli articoli 1 e 4 dello schema di norma di attuazione; il decreto legislativo n. 112 del 1998 ha operato infatti, oltre che un conferimento di funzioni e compiti alle Regioni (che sono peraltro tenute ad applicare il principio di sussidiarietà, conservando le sole funzioni che richiedono l'unitario esercizio a livello regionale e conferendo tutte le altre alle province, ai comuni e agli altri enti locali), anche un conferimento diretto di funzioni agli enti locali; tale conferimento diretto agli enti locali è già operante anche per la Sardegna, cosa che potrebbe sembrare messa in dubbio dal riferimento agli enti locali contenuto nello schema,
esprime
parere favorevole sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna recante: "Conferimento di funzioni e compiti amministrativi alla regione Sardegna, in attuazione del Capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59". (1)
PRESIDENTE. Propongo di procedere alla votazione successivamente, pertanto chiedo all'onorevole Salvatore Sanna di illustrare anche lo schema di norma di attuazione 2/A.
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. Signor Presidente, lo schema di norma di attuazione 2/A riguarda invece il conferimento di funzioni amministrative della Regione in materia di agricoltura.
La norma, così come proposta dalla Commissione paritetica, all'articolo 1 definisce il trasferimento di funzioni e compiti alla Regione e precisa anche quali funzioni rimangono fermamente in capo allo Stato; all'articolo 2 ridefinisce le funzioni e i compiti dello Stato; all'articolo 3 introduce la delega agli enti locali di una parte di queste funzioni e, infine, all'articolo 4 definisce il trasferimento delle risorse alla Regione.
Anche questa è una norma, credo che sia superfluo dirlo, molto importante; la Commissione autonomia ha fatto alcune osservazioni, in questo caso osservazioni molto più consistenti, e ha proposto di subordinare il parere favorevole del Consiglio regionale alla revisione delle parti sulle quali appunto sono state formulate osservazioni, perché , come dicevo, si tratta di questioni un po' più importanti.
Entrando nel merito, al comma 1 dell'articolo 1 della norma proposta in sostanza si dice quanto già previsto dal decreto legislativo 143/97 per le Regioni a Statuto speciale. E questo, a nostro avviso, è un limite. Del resto, lo stesso decreto prevede, per le Regioni a Statuto ordinario, che le funzioni siano esercitate direttamente oppure mediante delega o attribuzione alle province, ai comuni, alle comunità montane o ad altri enti funzionali.
L'altro limite è presente all'articolo 3 della norma di attuazione, dove si parla soltanto di delega senza citare il conferimento in forma di attribuzione; tra l'altro, dalla titolarità del conferimento vengono esclusi altri enti locali e funzionali, cioè i consorzi di bonifica o anche i consorzi obbligatori fra utenti o fra le Camere di commercio. Il testo della norma proposta prevede soltanto che la delega possa essere attribuita a province, comuni e comunità montane, e questo è sostanzialmente un limite che viene imposto alla Regione.
Ancora, nel comma 1 dell'articolo 4, lo strumento per il trasferimento, che dovrebbe essere un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, viene, uso un termine improprio, declassato a un decreto ministeriale. Al comma 3 dello stesso articolo sembrerebbe che la norma dia per scontato che il personale statale trasferito debba essere inquadrato subito nei ruoli regionali, mentre sarebbe più opportuno lasciare alla Regione stessa la possibilità di inquadrarlo negli enti presso i quali la relativa funzione sarà trasferita, perché non possiamo continuare a inglobare nella Regione personale statale senza costringerlo a seguire la funzione. In altre parole, se la funzione viene allocata presso una provincia o un comune, non si capisce perché invece il personale debba essere trattenuto presso la Regione. Questo è un altro limite, a mio avviso è il più pesante ed è quello per il quale il Governo regionale dovrebbe attivarsi affinché la norma venga modificata nel senso da me che ho esposto.
Infine, per quanto riguarda il comma 2 dell'articolo 2, in cui si elencano i compiti che sono riservati allo Stato, evidentemente ai signori della Commissione paritetica è sfuggito il fatto che la Regione esercita già, entro le 12 miglia, competenza primaria in materia di risorse ittiche, marine e di interesse nazionale e quindi, se noi vogliamo definire che lo Stato mantiene presso di sé le competenze relative alle risorse ittiche, marine e di interesse nazionale, dobbiamo precisare che ciò può avvenire soltanto oltre le 12 miglia, perché entro le 12 miglia la competenza, ripeto, è già della Regione.
Lo stesso problema si pone quando si chiede che dalla norma di attuazione vengano cancellate le parole "Specie cacciabili ai sensi dell'articolo 18, comma 3 della legge 11 febbraio '92 numero 157 ", perché, come spesso ha detto il collega Siro Marrocu, credo che la Sardegna abbia una competenza propria in materia di caccia e che quindi non siano ad essa automaticamente estensibili le questioni di carattere nazionale.
Ecco, in relazione a queste osservazioni la Commissione autonomia, esprimendo una valutazione sulla proposta di norma, propone al Consiglio di subordinare il parere favorevole al fatto che vengano definite queste questioni che io ho sollevato nella relazione.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Intervengo per fare due rapidissime osservazioni. La prima è relativa a un punto che il collega Salvatore Sanna, in qualità di relatore, ha già rappresentato e che è contenuta nella relazione della Commissione. Mi riferisco al trasferimento del personale statale.
Io credo che se non fosse sufficiente quanto è affermato nella relazione - e secondo me lo è -, se vi fossero dubbi, dovrebbe rimanere chiaro agli atti che la volontà univoca del Consiglio regionale è che questo personale non venga automaticamente trasferito nei ruoli regionali. Può essere trasferito alla Regione, ma non necessariamente inserito, come sempre accade, nel ruolo unico regionale, perché poi l'esperienza insegna, e in modo talmente ripetitivo da essere pure noioso, che una volta che questo personale è transitato dai ruoli dello Stato a quelli della Regione tutto diventa più difficile: l'articolazione interna, l'attribuzione del personale laddove serve, eccetera. Allora, siccome si sta compiendo un'operazione di trasferimento di funzioni e di personale, contestualmente si chiarisca che questo personale segue le funzioni.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, scusi un secondo. Per cortesia, onorevole Emilio Floris, prenda posto per favore.
COGODI (R.C.). Lui non è interessato a queste cose, deve fare la Costituente, il nuovo Statuto; dello Statuto attuale non gli importa molto, lui è già nel futuro.
Tornando al presente, ritengo che per quanto riguarda il trasferimento del personale l'interpretazione debba essere univoca.
Il secondo punto, che invece secondo me non è sufficientemente tratteggiato nella relazione, è quello relativo agli oneri: nelle norme di attuazione si usa sempre la formula "verranno censiti beni, mezzi, strumenti, personale e le risorse finanziarie necessarie a garantire l'esercizio delle nuove funzioni attribuite alla Regione", però, di norma, ben sappiamo che ci si riferisce alla spesa storica e allo stato delle cose nel momento in cui si opera il trasferimento, mentre va precisato, anche perché il tutto avviene con un decreto governativo, in cui non vi è ambito di ricontrattazione, che ogni trasferimento diventa un onere aggiuntivo per la Regione. Tendenzialmente, quindi, lo Stato si scarica di spese e responsabilità proprie che vengono, in via di decentramento, attribuite alle Regioni o agli enti locali, i quali si ritrovano un'entrata, stabilita sulla base della spesa storica, che col tempo non è più sufficiente a garantire l'esercizio di quelle funzioni.
Occorrerebbe pertanto trovare un meccanismo, se non di adeguamento automatico anno per anno, almeno di compensazione; per esempio un fondo globale da ricontrattare periodicamente e che consenta alla Regione di avere dallo Stato quanto è necessario perché le funzioni trasferite siano esercitate, e possibilmente esercitate al meglio. Se no tutta questa partita si traduce anche in un'ulteriore diminuzione delle entrate della Regione, perché una maggiore spesa obbligatoria è, di fatto, una minore entrata della Regione, una minore disponibilità. Se poi interviene il passaggio automatico dallo Stato alla Regione, ben sappiamo che, in molte situazioni, le condizioni normative giuridiche ed economiche del personale regionale sono superiori a quelle statali, per cui questa maggiore spesa diventa del tutto automatica e immediata.
Conforta il fatto che la relazione della prima Commissione sulla norma di attuazione 2/A, a differenza di quella sulla norma 1/A, si conclude dicendo che il parere favorevole del Consiglio è subordinato all'accoglimento delle osservazioni fatte. Questa clausola, che a me sembra, non dico garantista in assoluto, ma abbastanza incisiva, non è contenuta, ripeto, nell'altra relazione, ed è meglio che sia chiara, nel senso che il parere che il Consiglio esprime vale in quanto queste osservazioni verranno poi accolte. Per l'ipotesi che non venissero accolte, essendo il parere subordinato a un obiettivo che si rappresenta, è chiaro che lo stesso parere del Consiglio cadrebbe.
Questa clausola mi pare rafforzativa e in qualche modo utile, ripeto, e per questa ragione, insieme alle notazioni critiche che abbiamo esposto prima e che per molti versi riferiamo anche a questo schema di norma di attuazione, anche il nostro voto sarà favorevole.
PRESIDENTE. Allo schema di norma di attuazione 2/A è stato presentato un ordine del giorno. Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO SANNA Salvatore - CUGINI - FADDA - BIANCU - USAI - CONTU - COSSA - FLORIS Emilio sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna recante: "Conferimento di funzioni amministrative alla Regione in materia di agricoltura".
IL CONSIGLIO REGIONALE
VISTO lo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna recante il conferimento di funzioni amministrative alla Regione in materia di agricoltura;
OSSERVATO che:
- la dizione dell'articolo 1, comma 1, si differenzia da quella del decreto legislativo n. 143 del 1997, in quanto prevede che le funzioni statali siano "trasferite alla Regione", mentre il decreto legislativo per le Regioni ordinarie prevede che le funzioni siano "esercitate direttamente o mediante delega o attribuzione (…) alle province, ai comuni, alle comunità montane o ad altri enti locali e funzionali"; limitativa risulta anche la formulazione dell'articolo 3, in cui si parla soltanto di delega, non citando il conferimento in forma di attribuzione, e non si citano fra i possibili titolari del conferimento gli "altri enti locali e funzionali", tra cui sono compresi i consorzi di bonifica, i consorzi obbligatori fra utenti, le camere di commercio;
- nell'articolo 4, comma 1, lo strumento per il trasferimento dovrebbe essere un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, non un decreto ministeriale;
- nell'articolo 4, comma 3, sembra darsi per scontato che il personale statale trasferito debba essere inquadrato in Regione, mentre sarebbe più opportuno lasciare la possibilità di un inquadramento presso gli enti locali destinatari del conferimento di funzioni e compiti in materia agricola;
- nell'articolo 2, comma 2, nel rispetto delle competenze già conferite alla Regione in materia di caccia e pesca già attribuita alla Regione, si devono sostituire le parole "risorse ittiche di interesse nazionale" con "risorse ittiche marine di interesse nazionale oltre le 12 miglia" e si devono altresì sopprimere le parole "specie cacciabili ai sensi dell'articolo 18, comma 3, della Legge 11 febbraio 1992, n. 157";
esprime
parere favorevole sullo schema di norma di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna recante: "Conferimento di funzioni amministrative alla Regione in materia di agricoltura", a condizione che siano accolte le osservazioni che precedono. (1)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.
MASALA (A.N.), Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Intervengo brevemente per affermare che la Giunta condivide l'operato della Commissione, compresa la relazione svolta dall'onorevole Salvatore Sanna in aula. Condivide quindi tutte le osservazioni che sono state fatte, non ultima quella relativa al trasferimento del personale statale, nel senso che si deve intendere che il personale viene trasferito insieme alle funzioni, cioè il personale deve seguire le funzioni.
Credo che debba essere condivisa anche la preoccupazione di chi afferma che quando si parla di trasferimento di oneri ci si deve riferire alla spesa storica intesa in senso dinamico, cioè deve essere precisato che effettivamente la Regione deve poter assumere le nuove funzioni ricevendo anche, da parte dello Stato, il relativo carico di risorse finanziarie, così come storicamente esso si è rappresentato.
Io ritengo, però, di dover fare una brevissima precisazione per quanto riguarda i tempi di attuazione di questo conferimento di funzioni alla Regione, perché non sarebbe generoso affermare, per il solo fatto che saranno approvati oggi da questo Consiglio, che questi due schemi di norme di attuazione sono stati elaborati dietro le direttive di questa Giunta. Infatti, entrambi recano la data del 15 novembre 1999, cioè sono stati elaborati in precedenza. Questa Giunta si è limitata a chiedere la modifica di alcuni elementi, in particolare per quanto riguarda le modalità di recepimento del decreto legislativo numero 112 che, nel testo originario, prevedeva il rinvio a una serie di altre norme di attuazione per materia. Lo strumento del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, a seguito di una trattativa in sede di Conferenza Stato-Regioni, agevola questo compito e quindi rende possibile un esame anche in termini di contenuti.
In previsione di questo recepimento del decreto legislativo numero 112, la Giunta regionale, già nel luglio del 2000, aveva deliberato l'istituzione di un tavolo tecnico, costituito dai Direttori generali, ed uno più precisamente politico all'interno della Conferenza Stato-Regioni che attualmente ha compiti soltanto consultivi, tuttavia può essere utile avere in questo momento la sua collaborazione. Si è già adoperata per creare le condizioni operative in modo che in seguito all'approvazione del parere del Consiglio questi tavoli possano iniziare a funzionare concretamente. Peraltro il primo tavolo si è già riunito il 5 ottobre, mentre la Conferenza Stato-Regioni si è tenuta il 23 novembre. All'interno della Conferenza si sta formando l'organismo politico che dovrà concretamente individuare le materie che devono essere riservate alla Regione, tra quelle che saranno trasferite, e quelle che invece, più correttamente, dovranno essere trasferite agli enti locali, individuando nell'ente comune il soggetto titolare, in linea generale, dell'attività amministrativa, perché più vicino al cittadino. Evidentemente il comune è il primo punto di riferimento, ma naturalmente, seguendo il principio di sussidiarietà, vi sono anche le unioni dei comuni, le comunità montane e le province.
Cogliendo l'occasione della rivisitazione delle materie che verranno trasferite ai sensi del decreto legislativo numero 112, si prenderanno in considerazione anche le materie amministrative attualmente già di competenza regionale per verificare se e quali di esse dovranno essere trasferite, secondo lo stesso schema, agli enti locali. Quindi, diciamo che con questi schemi di norme di attuazione si è avviato senz'altro un processo utile per realizzare anche in Sardegna il decentramento amministrativo.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione degli ordini del giorno. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE. (D.S.), relatore. Non avendo avuto modo di illustrare l'ordine del giorno, quanto meno vorrei fare una dichiarazione di voto sullo schema di norma di attuazione 1/A (interverrò successivamente sullo schema 2/A).
Bene ha fatto l'assessore Masala a ricordare che questi due schemi sono sostanzialmente le ultime due questioni provenienti dalla passata legislatura ancora rimaste aperte, soprattutto in sede di prima Commissione. Per quanto mi riguarda, io credo di aver adempiuto una sorta di dovere, anche assumendo l'incarico di relatore su questi due schemi che provenivano dalla passata legislatura. Credo anche che con la loro approvazione si sia concluso l'esame di tutto quello che rimaneva da esaminare della passata legislatura.
La considerazione che voglio fare - e che interessa molto poco la maggior parte dei colleghi, soprattutto quelli della maggioranza - è che, a parte le questioni provenienti dalla passata legislatura, questa maggioranza non è stata in grado di produrre nulla, in un anno e mezzo, che fosse in qualche modo degno di essere portato all'approvazione dell'Aula, perché le poche cose che siamo riusciti a fare sono delle leggi che sono state approvate solo grazie all'impegno dei colleghi dell'opposizione e del centrosinistra. Credo che alla stragrande maggioranza dei colleghi sfugga l'importanza che ha l'approvazione dello schema di norma relativa al recepimento del decreto legislativo 112. Se i colleghi se ne rendessero pienamente conto, probabilmente parteciperebbero in maniera più convinta anche alla discussione sui problemi che sono stati sollevati anche oggi.
PRESIDENTE. Onorevole Pili, la prego.
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. Non mi disturba, Presidente, non mi disturba per niente, perché in tutti i casi credo che i colleghi della maggioranza siano presi da interessi diversi rispetto a questi. Probabilmente stanno pensando al forum di domani e di dopodomani. Vi chiedo cortesemente, colleghi della maggioranza, di non vendere, al forum, cose che non solo non avete fatto, ma non vi passano neanche per l'anticamera del cervello! Non fate come l'onorevole Contu, che si inventa questioni relative a proposte di legge risolutive in merito alla Conferenza Regione-enti locali, non sapendo che da un anno e mezzo è stata presentata una proposta di legge su cui la prima Commissione sta lavorando senza che nessuno della maggioranza abbia mai detto niente, senza che neanche il Governo regionale abbia mai detto niente.
In un'intervista recente anche l'assessore Masala ha sostenuto di aver già risolto il problema della Conferenza Regione-enti locali. Io sto ancora aspettando la grazia di vedere arrivare in prima Commissione un disegno di legge approvato dalla Giunta su proposta dell'assessore Masala.
Allora, adesso voi andate pure alla bancarella del forum e vendetevi cose che non solo non avete fatto, ma non vi sognate neanche di fare, perché non ne siete capaci.
USAI (A.N.). Di che cosa sta parlando? Non parli per enigmi, sia chiaro.
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. Se volete potete anche non approvare queste norme di attuazione, ma io mi auguro che, dopo questa provocazione, qualcuno di voi si alzi e mi risponda nel merito, in maniera tale che ci possa essere un confronto in aula e non nei diversi forum dove ogni tanto andate o dite di voler andare per fare le riforme o le assemblee costituenti per le riforme.
Intervenite in aula quando ci sono questioni da discutere, date dignità con il vostro comportamento a questo Consiglio, perché esso ha il diritto di avere la dignità che voi gli sottraete continuamente. Al Capogruppo di Forza Italia, che è così preoccupato del forum, e che, per altro, è membro della prima Commissione, dico: vieni in Commissione, intervieni in aula nel merito delle questioni, anziché ciarlare come stai facendo da quel banco. Raccogli la sfida, intervieni nel merito, confrontati qui, non sottrarti al confronto. Perché ti sottrai al confronto? Confrontati qui, in aula, su questi che sono i problemi veri, perché con queste norme noi stiamo dando ai sardi le pari opportunità rispetto a qualsiasi cittadino italiano. Allora, ti vuoi confrontare nel merito di questo? Dimmi che cos'hai da dire, che cos'hai da proporre, visto che finora non hai proposto nulla. Questo è il punto.
Signor Presidente, preso atto, dal mio punto di vista, che ci sono questi problemi politici che niente hanno a che vedere, naturalmente, con le norme di attuazione che, per altro, rimangono per me fondamentali, proprio in relazione alla possibilità che i cittadini sardi abbiano pari opportunità rispetto agli altri cittadini italiani, dichiaro il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Volevo ringraziare il collega Salvatore Sanna che si è fatto carico di riprendere argomenti che, come giustamente egli ha detto, erano andati in coda nella precedente legislatura, portandoli all'attenzione del Consiglio. Spero che il Consiglio approvi il lavoro che è stato fatto, così come - bisogna essere corretti fino in fondo - ci ha chiesto il presidente Floris. Infatti, se questa mattina egli non avesse sostenuto l'esigenza dell'approvazione di questi due schemi di norme di attuazione, forse noi ne avremmo rimandato l'esame.
Quindi, va ringraziato il collega Sanna e va richiamata l'attenzione da parte del presidente Floris. Va anche detto, ai colleghi che non hanno partecipato alla costruzione degli ordini del giorno e alla raccolta delle firme, che abbiamo avuto difficoltà a far firmare l'ordine del giorno dai colleghi Capigruppo della maggioranza, e che anche questo è stato possibile grazie all'intervento del presidente Floris. Si può dire, quindi, che questi sono i provvedimenti Salvatore Sanna-Floris Mario, sui quali vi è stata l'opposizione dei Capigruppo della maggioranza e il sostegno dei colleghi dell'opposizione.
Condivido le argomentazioni e anche l'esigenza dell'approvazione di queste due norme, mentre non sono d'accordo con il collega Tore Sanna su un punto da lui trattato. A mio avviso, infatti, non si può pretendere che si condivida il merito dei provvedimenti, di tutti, non solo di questi, senza conoscerne effettivamente il contenuto. Collega Sanna, non è giusto pretendere che chi non partecipa alle riunioni delle Commissioni poi approvi i provvedimenti senza conoscerne il contenuto. E' una richiesta che non mi trova per niente d'accordo, e spero che i colleghi siano conseguenti con il comportamento che hanno tenuto in Commissione, perché è bene collaborare, come abbiamo fatto fino adesso, però non dobbiamo esagerare con la richiesta di partecipazione e soprattutto di consenso, sapendo perfettamente che questo consenso non ci può essere per insufficiente conoscenza dell'argomento.
Quindi, collega Salvatore Sanna, su questa parte io e anche gli altri colleghi ci dissociamo, rimane una tua opinione. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Mi pare che la vera anima del collega Salvatore Sanna sia emersa, cioè quell'anima comunista, poco liberale, poco tollerante. D'altra parte potremmo citare tante situazioni politiche divertenti riguardante il comune che egli amministra, dove veramente si comporta in una maniera molto liberale!
Detto questo, il Presidente della Commissione, l'onorevole Nuvoli, mi ha avvertito che su queste norme di attuazione non c'era praticamente nulla da eccepire, anche perché erano state già prese in considerazione nella scorsa legislatura, e che si era raggiunto un accordo pieno in Commissione. Su questo accordo pieno io ho fatto affidamento, ma evidentemente non esisteva. Vuol dire che la prossima volta, prima di affidare l'incarico di relatore al collega Salvatore Sanna o ad altri esponenti dell'opposizione, faremo una riflessione più attenta.
CUGINI (D.S.). Adesso ci minacci?
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Per carità non è una minaccia, la minaccia non la attuo attraverso un sistema parlamentare democratico come quest'Aula; le minacce le lascio ad altri, le lascio al collega Sanna che minaccia di intervenire. Io penso che la democrazia sia tale per cui uno interviene quando ritiene di dover intervenire.
Mi pare che su queste norme di attuazione non ci fosse discussione, non so perché il collega Salvatore Sanna abbia voluto sconfinare. Comunque, se vuole sconfinare sarà accettata da parte mia e da parte del Gruppo di Forza Italia qualsiasi sua provocazione. Le risposte non mancano.
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. E' una sfida, non è una minaccia.
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). D'altra parte se a lei duole, onorevole Sanna, che esista una posizione diversa riguardo alla costituente, riguardo ad altro tipo di assemblee oltre a questa, se a lei duole che ci sia una consultazione anche al di fuori del palazzo su cose che riguardano tutti i sardi, questo è un suo punto di vista, ma lei deve rispettare anche il punto di vista degli altri.
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. La sfida è sulle norme di attuazione.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, abbia pazienza!
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. Io ne ho molta.
PRESIDENTE. Ne abbia ancora di più, la prego.
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. Sa, noi comunisti non ne abbiamo tanta, ne abbiamo una riserva limitata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Chiedo scusa ai colleghi, ma l'intervento "molto qualificato" del collega Emilio Floris sull'argomento mi induce a fare alcune considerazioni di carattere generale.
Onorevole Floris, quando si discutono argomenti di questa importanza e l'opposizione partecipa in termini costruttivi, come abbiamo fatto noi, la maggioranza non può lasciar intendere di aver fatto un favore all'opposizione nell'attribuire l'incarico di relatore al collega Salvatore Sanna. No, non ci avete fatto un favore. Molto probabilmente, come oggi avete dimostrato, voi non sapevate neanche di che cosa dovevamo discutere e sono dovuti intervenire l'assessore Masala e il presidente Floris per dirvi che questi ordini del giorno dovevano essere firmati. Non è un argomento che interessa l'opposizione, anche se il merito del lavoro fatto nella scorsa legislatura è da assegnare alla maggioranza, però, quando dei Capigruppo della maggioranza si rifiutano di firmare un ordine del giorno nell'interesse della Sardegna, e noi siamo stati costretti a minacciare di ritirare le nostre firme pur di farvelo firmare, il senso di responsabilità…
FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Lei sa bene di che cosa stiamo parlando.
FADDA (Popolari-P.S.). Sì, infatti arrivo anche a questo.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che siamo in sede di dichiarazione di voto.
FADDA (Popolari-P.S.). Ci sono persone che continuano a formulare accuse nei nostri confronti: comunisti, non comunisti, siete questo o quest'altro. Quello che mi meraviglia e mi dispiace - lo dico anche all'assessore Ladu - è che le cose buone dei democristiani l'onorevole Emilio Floris le abbia perse. Nessun democristiano, infatti, neanche lui, che apparteneva, tra l'altro, alla sinistra democristiana, nemmeno quando esisteva il muro di Berlino, si è mai permesso di dire queste cose, e non riesco a capire che cosa c'entrino. Poi, se vogliamo, possiamo discutere anche di questo, della storia di ciascuno di noi, dentro i singoli partiti.
Quindi, invito l'onorevole Emilio Floris a non provocare, perché queste cose non servono. Storicamente possiamo anche fare delle verifiche sulle giunte fatte insieme con i comunisti, quando c'era ancora il muro di Berlino. Potrei dire, perché era un suo seguace, che le abbiamo fatte anche insieme al presidente Floris, ma siamo sempre in famiglia e quindi non cambia nulla nel ragionamento che sto facendo.
Detto questo, credo che l'opposizione stia dimostrando un grande senso di responsabilità anche in questa occasione, cercando di far approvare delle norme di attuazione che sono importanti per la nostra Isola. Abbiamo cercato ancora una volta, e non ci siamo riusciti, come non ci siamo riusciti in occasione della discussione del complemento di programmazione, di confrontarci con la maggioranza su temi che interessano la nostra Isola. Molto probabilmente la maggioranza sta per approvare anche questi provvedimenti a scatola chiusa, come ha fatto dall'inizio di questa legislatura. Per quanto ci riguarda il voto è favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, se vuole la Presidenza del Consiglio può organizzare e anche finanziare un convegno sullo studio delle storie personali dei componenti della Democrazia Cristiana!
FADDA (Popolari-P.S.). Se parliamo di Cuba, sì!
PRESIDENTE. Parliamo di quello che vuole, non c'è nessun problema, anche di Cuba e di tanti altri posti.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io credo che il tema in discussione sia talmente importante che si corre il rischio di svilirlo con una posizione che non può rientrare nei compiti e nei doveri istituzionali del relatore della Commissione.
Il tema, dicevo, è estremamente importante, ma rappresenta anche l'apertura di un fronte che da troppi anni vede la Regione contrapposta allo Stato. Si tratta, è stato detto negli interventi variegati che ci sono stati stamani, di un atto legislativo che consente di mettere le Regioni a Statuto speciale a confronto con quelle a Statuto ordinario. E' evidente che si tratta di un passo obbligato, però, lo sottolineo con estrema chiarezza, privo di contenuto. Avrei preferito che l'esame di questi schemi di norme di attuazione non si soffermasse su quello che è un atto dovuto da parte di questo Consiglio regionale, sul quale si è accumulato uno straordinario ritardo e che attribuisce alla nostra Regione a Statuto speciale quello che già tutte le Regioni a Statuto ordinario hanno ottenuto. Il problema è dare contenuti.
Onorevole Fadda, non mi posso rivolgere solo alla Giunta, mi devo rivolgere anche a chi sta dall'altra parte, perché se questa maggioranza ha la responsabilità di governo in regione, voi avete responsabilità di governo a livello nazionale. Quando all'articolo 2 si dice, nel testo che stiamo per approvare attraverso l'ordine del giorno, che devono ancora essere definiti gli adeguamenti dell'ordinamento finanziario della Regione necessari per utilizzare questi nuovi poteri, si sta dicendo che lo Stato, nonostante abbia trasferito ad altre Regioni le funzioni e anche i fondi, non l'ha fatto con la Regione sarda, lasciando una partita assolutamente indistinta, quella relativa a un accordo che avete sottoscritto nella precedente legislatura, continuo a ribadirlo, vuoto di risorse finanziarie, cioè l'intesa istituzionale di programma. Io credo che sia necessario porre fine agli atteggiamenti assolutamente dilatori.
Su questo credo che l'intero Consiglio regionale debba evitare di assumere un ruolo di opposizione non funzionale all'obiettivo di raccogliere anche quelle risorse, perché, badate, è sempre il pulpito quello che deve dirimere la verità, e il pulpito da cui arrivano i richiami oggi non è adeguato, anzi, mi permetto di dire che è assolutamente inadeguato, perché se così non fosse voi dovreste spiegare per quale motivo, nella precedente legislatura, questa norma di attuazione assolutamente semplice ed elementare non è stata adottata e perché, dopo tre anni dall'entrata vigore del decreto legislativo numero 112 e dalla sua attuazione per quanto riguarda le Regioni a Statuto ordinario, ancora oggi la Sardegna non ha una partita finanziaria certa, definita con lo Stato nazionale.
Allora credo che sia pleonastico dire che noi votiamo a favore; è un voto assolutamente anacronistico, ma che deve impegnare tutto il Consiglio regionale. Questo è lo spirito unitario!
Potremmo anche noi utilizzare le relazioni delle Commissioni per mettere dei tasselli per una parte o per l'altra del Consiglio, ma non serve. Non si possono utilizzare le relazioni, per svolgere le quali la Commissione designa all'unanimità un suo componente, per lanciare attacchipolitici. Queste norme di attuazione meritano, invece, l'unità del Consiglio, sapendo che dovremo presentarci a Roma per chiedere le risorse necessarie per l'esercizio delle funzioni che ci vengono conferite. Per questo il nostro voto è favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Contu. Ne ha la facoltà.
CONTU (C.C.D.). Sarò brevissimo, Presidente, anzi non volevo neppure intervenire perché considero anch'io il voto a favore un atto dovuto. Però sono state dette alcune cose che, a mio giudizio, per amore della verità, vanno riportate alla loro giusta dimensione.
E' stato detto che i Capigruppo della maggioranza si rifiutano di firmare quest'ordine del giorno. Io l'ho firmato e sono un Capogruppo della maggioranza. E l'ho firmato persino senza leggerlo. Mi è stato detto: "Firma" e io ho firmato, quindi con fiducia estrema verso chi mi ha chiesto di firmare.
FADDA (Popolari-P.S.). La verità è quella che ho detto io, l'abbiamo ritirato per indurre a firmarlo, visto che nessuno dei Capigruppo presenti nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo voleva sottoscriverlo.
CONTU (C.C.D.). Onorevole Fadda, quando lei nomina i Capigruppo, deve specificare il capogruppo X, il capogruppo Y e il capogruppo Z, tanto per essere chiari.
Mi sono anche meravigliato, quando, rientrando in aula, ho sentito il relatore Salvatore Sanna - mi corregga se sbaglio, onorevole Sanna - dire: "Contu, si è impadronito dell'argomento della Conferenza Regione-enti locali, e si è dimenticato che c'è già una proposta di legge in merito". Non l'ho dimenticato, io sono favorevole alla sua proposta di legge, perché ritengo che la Conferenza permanente Regione-enti locali vada istituita. Se una colpa mi si può attribuire, è semmai quella di dare spesso ragione anche agli amici dell'opposizione. Infatti, quando ritengo, in coscienza, che essi abbiano ragione io sono sempre disposto a dare loro ragione.
Quindi, mi meraviglia questo suo attacco, onestamente non me lo sarei aspettato. Così come non mi aspetto che un relatore, designato all'unanimità dalla Commissione, approfitti di questo ruolo per attaccare la maggioranza anche su argomenti, come quello riguardante Chia, che esulano da questo contesto.
Io voterò comunque a favore, ma ritengo che caso mai il Consiglio regionale sardo debba cominciare a porsi il problema dell'utilità delle norme di attuazione, cioè debba chiedersi se veramente la riscrittura dello Statuto sardo eliminerà uno strumento così negativo nei confronti della Regione sarda, che è stato sopportato per tanti anni e di cui oggi, francamente, non si vede più l'utilità. Ecco perché molti di noi credono nella possibilità della riscrittura dello Statuto sardo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
Cogodi (R.C.). Io avevo già annunciato il voto favorevole del Gruppo di Rifondazione Comunista, argomentando pure nel merito quando era il momento giusto di discutere queste due norme di attuazione. Ma in questo Consiglio accadono cose strane: quando si devono discutere le cose nel merito, tutti fanno altro, quando invece si dovrebbe fare altro, tutti vogliono discutere nel merito.
Normalmente accade che il collega Pili, che è sempre appostato lì, "in panchina", scende in campo e dice: "Adesso vado e faccio goal". Peccato che il più delle volte arriva a tempo scaduto e a partita finita.
PILI (F.I.-Sardegna). Solo tu rispetti il tempo regolamentare!
COGODI (R.C.). Io sono in campo quando si gioca la partita.
PILI (F.I.-Sardegna). Stai in panchina, all'attacco, in difesa.
COGODI (R.C.). Hai detto bene, per la prima volta, da un po' di tempo a questa parte, hai detto tutto bene. Quando c'è da giocare giochiamo e giochiamo nel ruolo giusto, siamo comunisti e quindi giochiamo da comunisti, non giochiamo quel gioco strano per cui non si capisce quale sia la squadra nella quale si deve giocare e la porta in cui fare goal. Cioè, noi non passiamo tanto facilmente di campo, stiamo nella stessa squadra e vinciamo o perdiamo, qualche volta pareggiamo, però tutti sanno chi siamo.
E' curioso che questo Consiglio regionale, che per tutta la mattina ha proceduto in modo così stentato, si sia improvvisamente animato quando si sono messi a bisticciare tra di loro i democristiani. Democristiani di centro, di destra, di governo e di opposizione, e quando bisticciano i democristiani pare che la politica qua dentro si risvegli.
Quando il collega Tore Sanna ha detto cose precise, impegnative per la Regione, e quando qualcuno di noi ha provato a giocare nel modo in cui ha imparato e vuole giocare, tutti erano intenti a fare altro. Contu non è entrato quando Tore Sanna parlava di una certa cosa; noi eravamo qui, e Contu è uscito. Sì è uscito, non è entrato. Poi interviene per dire:" Ma io sono entrato quando stava finendo". No, sei uscito quando stava iniziando. Questa è la serietà, come se noi qui parlassimo a chi non ci vede! Può darsi che non ci veda quasi nessuno, ma tra noi ci vediamo.
SANNA EMANUELE (D.S.). Ma non deve giustificarsi ogni volta che esce.
COGODI (R.C.). No, ma si giustifichi almeno tutte le volte che entra!
TUNIS MARCO (F.I.-Sardegna). Fai il "Grande fratello".
COGODI (R.C.). Ci mancano anche i fratellastri!
PRESIDENTE. Prego i colleghi di non interrompere l'oratore.
COGODI (R.C.). Presidente, li richiami all'ordine e consenta che, nei pochi minuti che ho a disposizione, io possa esprimere un'opinione politica.
Io confermo quanto nel merito io e altri colleghi abbiamo già sostenuto, e dico che non si può stare a questo giochino perverso, a questo teatrino - avete inventato questa espressione della politica -, i cui attori o comparse, non so quanti fanno una cosa o l'altra, siete voi. Che senso ha, per la serietà con cui questi argomenti sono stati introdotti e trattati dall'opposizione questa mattina, che si concluda il dibattito in questo modo? Dire chi oggi governa, chi ha la responsabilità del governo…
(Interruzione)
COGODI (R.C.). Presidente, lei lo sa, se non lo sa glielo faccio sapere…
PRESIDENTE. Ma non era riferito a lei.
COGODI (R.C.). Non mi interessa. Quando un consigliere regionale sta parlando e un altro a voce alta, che sta pure guardando una partita, dice: "Goal!" mi disturba. Lei ha il dovere di impedire che chi parla venga disturbato.
PRESIDENTE. Io lo impedisco, ma lei lo tenga a mente, perché qualche volta succede anche a lei questo. E' giusto che lo teniamo tutti a mente.
COGODI (R.C.). Lei faccia quello che deve fare adesso, poi valuteremo le altre situazioni.
PRESIDENTE. Ricordo a tutti i colleghi che quando un consigliere sta parlando è giusto ascoltarlo.
COGODI (R.C.). Lei porterà questo Consiglio alla pratica impossibilità di procedere nei suoi compiti, ma le assicuro che il giorno che arriveremo a questo limite, e ci siamo quasi, lei non avrà fatto una grande cosa.
Io ho chiesto e continuo a chiedere di poter esprimere un'opinione, cosa che il più delle volte non è consentito fare.
Dicevo che chi governa ha la responsabilità del governo, e noi non facciamo di tutte le erbe un fascio, sappiamo che anche tra chi governa c'è gente attenta, operosa e intelligente che cerca di risolvere qualche problema. Noi non condividiamo nulla né della configurazione politica, né della condotta politica dell'attuale maggioranza e dell'attuale Governo regionale, tuttavia riconosciamo che ci sono, come sempre accade, persone che sono attente e altre che fanno un gioco perverso, quale quello, che si ripete da troppo tempo, di chi scende in campo all'ultimo minuto o fuori tempo massimo, sempre per rivendicare chissà quali nuovismi e chissà quali rinnovate capacità di governo di questa Regione.
Siete al governo! Siete il Governo! Mauro Pili, tu sei un pilastro, una colonna portante di questa maggioranza e di questo Governo regionale. Se la sorte che ti hanno riservato i tuoi compari è quella di farti sedere tra i banchi del Consiglio e non su quelli della Giunta, sono affari tuoi. Voi governate da più di un anno questa regione e avete il dovere, e anche il diritto, di rivendicare a voi quel che accade dal punto di vista del governo in questa regione. Non si può continuare a dire: "Questo provvedimento è vecchio, questo provvedimento è privo di contenuti e tuttavia è un atto dovuto". Noi non saremmo tenuti a fare niente se fosse tutta roba vecchia e priva di contenuti. Sarebbero scatole vuote e pure vecchie, perché mai le dovremmo approvare? Abbiamo detto più onestamente un'altra cosa: queste norme sono insufficienti, tuttavia utili, elaborate nel tempo nel quale sono state elaborate, che oggi andrebbero aggiornate, rafforzate e migliorate. Voi da un anno e mezzo a questa parte, da quando governate e ne avete la responsabilità, non avete fatto questo aggiornamento. Punto.
Non vi abbiamo detto ritiratevi o suicidatevi solo per questo. Vi abbiamo detto: "Avete la responsabilità, esercitatela, ma non fate derivare tutto quello che accade oggi da ciò che può essere accaduto avant'ieri. Anche perché avant'ieri a governare questa regione e a impostare le sue politiche c'eravate voi! Mauro, c'eri tu!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il tempo a sua disposizione è già scaduto da due minuti, abbia pazienza! L'ho invitata a concludere e deve concludere, le concedo cinque secondi per farlo.
Cogodi (R.C.). Ho concluso. Se lei tenesse il dibattito nell'alveo delle sue regole e le discussioni di merito si svolgessero quando è il momento di svolgerle…
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, sono regole che ci siamo dati, che anche lei ha contribuito a dare. Lei non può aggiustare le regole ogni volta, secondo la sua convenienza. Le ho detto, abbia pazienza, che il suo tempo è scaduto.
Cogodi (R.C.). Lei sa benissimo che ho dovuto utilizzare la metà del tempo a mia disposizione per rispondere a coloro ai quali lei non ha impedito di interrompere. Questo è anche accaduto.
Comunque noi su questa materia, come sulle altre, abbiamo fatto interventi di merito, abbiamo richiamato le utilità parziali, i difetti e i limiti che sono contenuti in questi schemi di norme di attuazione; abbiamo chiamato chi governa alle sue responsabilità, abbiamo in sostanza dato il nostro contributo.
In quell'ordine del giorno unitario dei Presidenti di Gruppo, sarà un caso o non sarà un caso, la nostra firma non c'è, tuttavia il nostro voto ci sarà. Noi votiamo comunque a favore di queste norme di attuazione, perché le riteniamo un passo avanti, seppure piccolo e debole, però abbiamo voluto richiamare il Consiglio e chi oggi esercita le funzioni di governo alla necessità di migliorare questo sistema e di non ricorrere sempre alla polemichetta sterile e inutile, perché l'insulto, ben si sa, non ha fiato per poter reggere il confronto a distanza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Io dichiarerò il voto a favore in trenta secondi.
Ho preso la parola perché in questa effervescenza finale del Consiglio sono state dette delle cose, alcune utili, altre meno, qualcuna fuori luogo. Ne ho trovato fuori luogo e sbagliata una in particolare: nel corso nel suo intervento, l'onorevole Pili ha fatto riferimento all'intesa istituzionale di programma, per dire che è vuota di risorse finanziarie. Pili appartiene a quella scuola che ritiene che la pubblicità venga prima della verità. Io appartengo a una scuola diversa, e credo che la verità sia più importante della pubblicità, e che alla lunga la pubblicità, se fondata su cose non vere, probabilmente nemmeno funziona.
L'intesa istituzionale di programma ha con sé un documento che si chiama "Protocollo aggiuntivo sulle risorse finanziarie", in cui sono scritte due cose: la Sardegna, per quanto riguarda le risorse comunitarie, passa da quella che era ormai diventata la sua dotazione, cioè dall'8 per cento, al 13 per cento, e per la parte relativa alle risorse nazionali per lo sviluppo del Mezzogiorno passa dall'8 - 9 per cento al 12 per cento. Sto facendo le cifre togliendo i decimali.
PILI (F.I.-Sardegna). Era un atto dovuto.
SCANO (D.S.). No, non era un atto dovuto, come tu sai benissimo. Tu le cose le sai; molte non le sai, altre quando le sai preferisci non saperle. Che sappia tutto non c'è nessuno, sicuramente ci sono persone che non sanno niente. Non mi sto riferendo all'onorevole Pili, nel caso specifico.
L'Assessore della Programmazione, Pittalis, che, giustamente, per la sua funzione istituzionale, sta gestendo queste questioni, sa benissimo che non può condividere quell'affermazione che ha fatto Pili.
PRESIDENTE. Non ho capito la dichiarazione di voto.
DETTORI IVANA (D.S.). L'ha detto all'inizio. Ascolti!
SCANO (D.S.). Io non amo replicare al Presidente, ma ho detto: esprimerò la dichiarazione di voto favorevole in trenta secondi.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Chiedo la votazione nominale con procedimento elettronico.
PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da altri sette consiglieri.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri Alberto SANNA, SPISSU, MARROCU, PACIFICO, FALCONI, CALLEDDA e Salvatore SANNA.)
PRESIDENTE. Ricordo che la tessera di votazione è stata distribuita a tutti i consiglieri che la devono tenere con sé. Solo eccezionalmente si dovrebbe fare ricorso alla copia che resta a disposizione presso gli Uffici.
Presidente. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'ordine del giorno numero 1 allo schema di norma di attuazione 1/A.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ONNIS - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PILI - PILO - PIRISI - PITTALIS - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
Si è astenuto: il Presidente SERRENTI.
CORDA (A.N.). Presidente, il mio voto a favore non è stato registrato. PRESIDENTE. Trattandosi di una votazione nominale si terrà conto anche del suo voto.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 62
Votanti 61
Astenuti 1
Maggioranza 32
Favorevoli 61
(Il Consiglio approva.)
PRESIDENTE. Passiamo all'ordine del giorno numero 1 allo schema di norma di attuazione 2/A.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. Intervengo rapidamente per dichiarare il mio voto favorevole. Chiedo anche scusa ai colleghi se nell'intervento precedente ho urtato la suscettibilità di qualcuno, non era nelle mie intenzioni, però voglio precisare una cosa: io ho svolta la relazione in maniera unitaria, non ho introdotto nessun elemento di giudizio e ho espresso le mie opinioni in dichiarazione di voto. Non so se i colleghi del centrodestra adesso vogliano porre limiti anche alle dichiarazioni di voto. Vedano loro.
Il collega Pili ha definito vuote di contenuto le norme di attuazione, e queste sono affermazioni, come le ha definite Pier Sandro Scano, meramente propagandistiche, che dimostrano una non conoscenza della materia. Io chiedo davvero molto sommessamente al collega Pili di leggersi le cose. Se le legga, collega Pili! Si informi, studi, collega Pili, lei deve studiare!
PILI (F.I.-Sardegna). Studi anche lei! Lei è un presuntuoso, la smetta di fare il professore in quest'aula!
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. Si metta a studiare!
PILI (F.I.-Sardegna). Lei cerchi di capire!
SANNA SALVATORE (D.S.), relatore. Sì, sì, io cerco di capire, cerco di capire anche lei, ma lei si metta a studiare qualche volta!
L'ultima questione è questa: visto che è già la seconda volta che il collega Emilio Floris richiama problemi legati al comune di Villasimius, gli faccio presente che a Villasimius ogni 4 anni si svolgono elezioni democratiche. Se lei è curioso e vuole discutere di Villasimius in Consiglio regionale io ne sono orgoglioso, però, le faccio notare che io non ho mai chiesto di parlare in Consiglio regionale delle cliniche, quindi, abbia pazienza, per cortesia!
PILI (F.I.-Sardegna). La smetta! State facendo scadere il Consiglio.
PRESIDENTE. Colleghi, vi devo richiamare a un dibattito un po' più sereno.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'ordine del giorno numero 1 allo schema di norma di attuazione 2/A. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione congiunta delle mozioni numero 29 e 33. Nella precedente seduta la votazione era stata rinviata per consentire la predisposizione di un ordine del giorno unitario. Poiché non è stato raggiunto un accordo tra i Gruppi di maggioranza e opposizione dobbiamo ora procedere alla votazione delle mozioni.
Metto in votazione la mozione numero 29. Chi l'approva alzi la mano.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Onorevole Cogodi, intende fare una dichiarazione di voto?
COGODI (R.C.). Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Poiché siamo in sede di votazione, si può parlare solo per dichiarazione di voto.
COGODI (R.C.) Siamo in sede di votazione, siamo in sede di intervento, siamo nel Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, abbia pazienza!
RASSU (F.I.-Sardegna). La votazione è in corso!
COGODI (R.C.). Le assicuro che io ho chiesto di parlare prima dell'inizio della votazione.
RASSU (F.I.-Sardegna). Non è vero!
COGODI (R.C.). Come fai a dire che non è vero?
RASSU (F.I.-Sardegna). Perché non è vero!
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io non le voglio togliere la possibilità di dire ciò che pensa, per carità, siccome l'unico strumento che abbiamo a disposizione...
COGODI (R.C.). Senta, io non parlo, però chiedo, per l'ultima volta, che sia garantito a me e a tutti i consiglieri il diritto di iscriversi a parlare nel tempo debito. Esistono tanti strumenti, qui lo strumento usato è l'occhio umano, ma vi ho detto cento volte che per quanto abbiate la vista di un'aquila e abbiate anche gli occhi laterali come l'aquila, avete il dovere di guardare o di far guardare da tutte le parti.
Non insisto per parlare, però chiedo, per l'ultima volta, che si stabilisca un criterio attraverso il quale si capisca chi ha chiesto la parola e quando l'ha chiesta. Con i bilanci miliardari di questo Consiglio regionale si possono acquistare pulsanti e pulsantini; evidentemente non si vuole trovare il modo per capire quando un consigliere chiede di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, gli Uffici mi dicono che lei ha chiesto di parlare nel momento esatto in cui io stavo aprendo la votazione.
COGODI (R.C.). Ma quali uffici le hanno detto questo? Se gli Uffici non guardano non vedono. Chiedo solo che per il futuro immediato si stabilisca un modo per sapere con certezza quando un consigliere chiede di parlare, senza che un bugiardo qualsiasi possa impunemente dire cose non vere.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, vuole fare una dichiarazione di voto?
COGODI (R.C.). No.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Presidente, non prendo la parola per rendere una dichiarazione di voto, ma per parlare su questo episodio specifico. Non faccio una dichiarazione di voto perché mi pare assurdo che a me venga concesso di farla e all'onorevole Cogodi no, avendo egli chiesto di parlare prima che venisse indetta la votazione. Poiché siedo nei banchi immediatamente successivi a quello dell'onorevole Cogodi io ho sentito chiaramente la sua richiesta.
PRESIDENTE. Onorevole Balia, lei può intervenire per dichiarazione di voto.
BALIA (F.S.D.). Presidente, mi consenta solo di dire una cosa: io non ho capito ancora quanto il Consiglio regionale spenda, per esempio, per mantenere efficiente il sistema elettronico di votazione, e sarebbe opportuno saperlo visto che dall'inizio dell'anno la mia postazione continua a non funzionare correttamente. Però mi chiedo se, per evitare contestazioni, non sia più opportuno che prima di mettere in votazione qualunque documento lei, Presidente, chieda se vi è qualcuno che intende esprimere la propria opinione. Basterebbe questa misura prudenziale per evitare che nascano equivoci e per consentire anche all'onorevole Cogodi di esprimere la sua opinione. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione la mozione numero 29. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvata)
Sono stati presentati due ordini del giorno. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario :
Ordine del giorno SANNA G. - CUGINI - BALIA - FADDA - BIANCU.
IL CONSIGLIO REGIONALE
A conclusione del dibattito sulle mozioni n. 29 e 33
PRESO ATTO che al fine di conseguire l'obiettivo della continuità territoriale della Sardegna, in conformità delle disposizioni di cui al regolamento CEE 2408/92 ed in attuazione dell'articolo 36 della Legge 17 maggio 1999, n. 144, il Ministero dei Trasporti ha emanato l'apposito decreto per l'imposizione degli oneri di servizio pubblico riguardo ai servizi aerei sulle rotte da e per la Sardegna, secondo le modalità stabilite nella conferenza dei servizi, tenutasi a Cagliari lo scorso 28 febbraio, indetta e presieduta, su delega del Ministero dei Trasporti, dal Presidente della Giunta regionale;
EVIDENZIATO che la Giunta regionale ha ritenuto opportuno non confrontare la propria proposta con le Compagnie aeree attualmente impegnate nei collegamenti di linea fra la Sardegna e il Continente;
VALUTATA la durissima reazione delle Compagnie aeree al dispositivo contenente i nuovi criteri di determinazione delle tariffe e soprattutto valutata la singolare protesta della Meridiana che ha minacciato di uscire dal mercato della Sardegna e trasferire la sua potenzialità di vettore internazionale fuori dall'Isola;
PRESO ATTO che le Compagnie aeree hanno ulteriormente inasprito la loro contrarietà al nuovo sistema tariffario ricorrendo al TAR del Lazio contro il decreto del Ministero dei Trasporti e considerato che questa azione dimostra ancora una volta una intollerabile situazione di oligopolio che penalizza l'Isola e sulla quale non si è pronunciato il Garante della concorrenza nonostante il suo intervento sia stato più volte sollecitato, nella scorsa legislatura, dalla Presidenza del Consiglio Regionale;
PREOCCUPATO che il ricorso presentato al TAR del Lazio rischia di ritardare l'imposizione degli oneri di servizio pubblico e le procedure per l'eventuale gara comunitaria, mentre si registrano indescriminati e consistenti aumenti tariffari, praticati da tutte le Compagnie aeree, che stanno provocando un ulteriore inasprimento d'animo dei cittadini sardi e un grave danno alle imprese;
DETERMINATO a ribadire che la Sardegna ha bisogno di nuovi investimenti, di radicare nell'Isola le aziende serie ed evitare che queste per diversi motivi siano costrette ad abbandonare il nostro territorio;
Impegna la Giunta regionale
1. Ad una attenta, approfondita e seria riflessione delle modalità di imposizione degli oneri di servizio pubblico, approvate in sede di conferenza dei servizi il 28 febbraio 2000, al fine di impedire che le strumentalizzazioni che da più parti si vanno affermando vanifichino la più concreta delle ipotesi finora formulata per la realizzazione della continuità territoriale fra la Sardegna e il Continente;
2. A riferire in Consiglio in merito al ricorso al TAR fatto dalle Compagnie aeree per rendere inapplicabile i nuovi criteri di tariffazione del trasporto aereo;
3. Ad assumere le iniziative necessarie presso il Garante della concorrenza per verificare e denunciare l'intollerabile situazione di oligopolio;
4. Ad attivare un confronto immediato col Governo per pervenire a norme di attuazione dell'art. 53 dello Statuto che conferiscano alla Sardegna reale potere in materia di trasporti;
5. A definire il Piano regionale dei trasporti entro tre mesi e a riferire subito in Consiglio Regionale sullo stato di elaborazione e attuazione dello stesso. (1)
Ordine del giorno PILI - CAPELLI - CONTU - USAI - FLORIS Emilio - COSSA - SCARPA - FRAU - FEDERICI - MURGIA - ONNIS - LICANDRO - BIGGIO sul ricorso delle Compagnie aeree Meridiana e Volare al TAR Lazio.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione del dibattito sulla mozione n. 33;
SENTITE le dichiarazioni del Presidente della Giunta regionale;
dà mandato
alla Giunta regionale di presentare opposizione alla richiesta di sospensione nanti il TAR del Lazio da parte delle Compagnie aeree Meridiana e Volare;
si impegna
la Giunta regionale a riferire sulle determinazioni nell'attuazione della legge relativa alla continuità territoriale. (2)
PRESIDENTE. Metto in votazione la mozione numero 33. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Intervengo per dichiarare il voto a favore e per rimarcare tutto ciò che è accaduto, dall'ultima riunione ad oggi, su questo tema.
Nella precedente seduta si è svolto un dibattito su queste due mozioni, a cui abbiamo partecipato soltanto noi dell'opposizione insieme al presidente Floris. Vista la generale partecipazione ho capito che l'argomento era di "grande" interesse, ma ho recepito positivamente la proposta avanzata alla fine della seduta dal Capogruppo di Forza Italia, l'onorevole Emilio Floris, di predisporre un ordine del giorno unitario. Non si è proceduto alla votazione delle mozioni proprio per consentire la predisposizione dell'ordine del giorno, e adesso stiamo votando le mozioni, per il semplice motivo che chi ha proposto di presentare un ordine del giorno unitario non ha provveduto a scriverlo.
In realtà un ordine del giorno è stato predisposto ieri (non certo dal proponente, bensì, ancora una volta, dall'opposizione) ed è stato immediatamente consegnato alla maggioranza per avere un minimo di tempo per confrontarci e valutare se vi era la volontà di trasformarlo in un ordine del giorno unitario. Ci siamo resi conto che invece la proposta di predisporre un ordine del giorno era stata fatta forse per rinviare la votazione delle mozioni e quindi il pronunciamento dell'Aula, per cui sull'ordine del giorno non si è raggiunto un accordo. Non era nelle nostre intenzioni predisporre un ordine del giorno firmato solo dai Capigruppo dell'opposizione; il nostro intento era invece quello di fare un ordine del giorno unitario, per arrivare alla conclusione, che noi riteniamo importantissima, di una rivendicazione dell'intera Isola, che da anni attende risposte, e forse sta per ottenerle. Comunque le nostre osservazioni sono state prese come elemento di disturbo per chi sta guidando in questo momento.
Noi non vogliamo disturbare nessuno; vogliamo, in un tema come questo, contribuire al raggiungimento dell'obiettivo che ci si è posti. Abbiamo fatto le nostre osservazioni in piena serenità e, riteniamo, anche in modo costruttivo. Diciamo che non sono state recepite. Io mi auguro, comunque, che il progetto vada in porto, che il giorno 7 i due ricorsi presentati al TAR del Lazio non vengano accettati e che quindi la sospensione del decreto ministeriale non venga accordata perché, diversamente, noi avremmo perso solo del tempo.
Mi auguro anche che, un giorno, la delibera dell'ultima Giunta Palomba, quella che prevedeva la spesa di 900 milioni per fare uno studio su chissà che cosa, venga resa pubblica per portare a conoscenza di quest'Aula se quei 900 milioni sono stati spesi e come, o se non sono stati spesi e si è invece attivato, senza la necessità di spendere denaro, un altro studio in seguito al quale si sta portando a compimento questa iniziativa. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io non so se tutti i colleghi abbiano informazioni sufficienti per rendersi conto che qui non c'è chi sia particolarmente impaziente. Il fatto è che accadono cose che non riesco a comprendere e di cui non si dà informazione al Consiglio.
Se si fosse data un'informazione anche minima al Consiglio, come era suo diritto avere, non su tutti i passaggi, ma almeno sul contenuto della controversia che si è sviluppata nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, in toni anche accesi, tra il Presidente della Regione e i presentatori delle mozioni o alcuni di essi, tutti i colleghi avrebbero avuto contezza del fatto che poco fa non parlavamo di una cosa piccola, e che la mia precedente richiesta di parlare non era per dire due parole (abbiamo tante occasioni per dirne due, quattro od otto), bensì per spiegare, prima di procedere alla votazione, perché si è iniziata e poi conclusa una discussione, nel Consiglio regionale, attorno a due mozioni presentate da diversi Gruppi o compagini dell'opposizione, su cui si è stentato a far sì che qualcuno della maggioranza interloquisse. Mi pare che alla fine abbia chiesto di interloquire, come al solito arrivando fuori tempo massimo, il collega Pili. E tanto era fuori tempo massimo che non ha potuto parlare perché erano scaduti i termini per potersi iscrivere, nonostante avessimo sospeso il Consiglio proprio per consentire a qualcuno della maggioranza di intervenire nella discussione alla ripresa dei lavori.
Presidenza del Vicepresidente CARLONI
(Segue COGODI.) Parlavamo di trasporti e soprattutto di trasporto aereo, cioè di una materia così delicata e incidente nella vita economica, sociale e civile dei sardi per cui credo che qualsiasi maggioranza e soprattutto qualsiasi Giunta avrebbero colto l'occasione per intervenire nella discussione, posto che la questione era stata sollevata seppure dall'opposizione per eliminare eventuali preoccupazioni e anche per criticare l'operato della Giunta e della maggioranza. Se no che opposizione sarebbe? Se l'opposizione non esprimesse delle critiche si aggregherebbe alla maggioranza, infatti tutti quelli che erano all'opposizione e non avevano capacità di critica si sono aggregati alla maggioranza e hanno fatto bene. Erano d'accordo con la maggioranza e sono andati lì, perché dovevano stare qui? Però, se ancora c'è un'opposizione e rimane tale, essa ha capacità, volontà e anche il gusto della critica, a fin di bene.
Noi non abbiamo compreso perché mai un Governo della regione, se davvero è impegnato in questa grande battaglia, che dice di voler vincere, sulla continuità territoriale, non abbia colto, come si suol dire, la palla al balzo e non abbia favorito l'emergere dal Consiglio regionale di una posizione unitaria, forte, giusta, che rafforzasse le azioni, la condotta, le proposte che lo stesso Governo regionale dice che sta compiendo per arrivare a una soluzione. Ci chiediamo perché mai ci sia stata un'interlocuzione in aula, anche con la Giunta, sulle tante questioni rappresentate dal Presidente della Giunta e della Regione (un po' di meno ne ha rappresentato l'Assessore dei trasporti, ma lo farà in altro momento e in altro luogo). E abbiamo apprezzato non solo le notizie avute, ma anche il modo e la determinazione con cui il Presidente della Giunta ha riproposto interamente la grande questione della continuità territoriale. Non si è capito perché mai essendo stato il Capogruppo del partito di maggioranza relativa a chiedere una dilazione di qualche giorno della conclusione di quella discussione, per addivenire a una determinazione più ampia del Consiglio (che non fosse solo quella dei proponenti, i quali, essendo opposizione sono anche minoranza, ed essendo minoranza non hanno i numeri per farla approvare), non si sia voluta neppure iniziare un'interlocuzione.
C'è qualcosa che noi non sappiamo? Non è la cultura del sospetto, è una semplice domanda. Non è logico ciò che è accaduto; qualsiasi governo avrebbe tentato, almeno su posizioni accettabili, di avere un conforto dal Consiglio sulla sua battaglia. Questo Governo ha detto alla maggioranza (o la maggioranza ha detto al suo Governo, non so che cosa sia accaduto esattamente): "Sui trasporti con l'opposizione non si fa niente, ci pensiamo noi, risolveremo tutto noi". Noi aspettiamo che voi risolviate qualcosa o che le cose si risolvano comunque. Sappiamo che ci sono delle complicazioni, sappiamo che ci sono dei ritardi e dei rischi, sappiamo che la battaglia per la continuità territoriale è una battaglia nobile. Ci sarebbe stato tutto da guadagnare e niente da perdere se il Consiglio fosse stato messo in condizione - non può farlo perché ciò ha negato la Giunta e ciò nega la maggioranza - di esprimere questa posizione forte e utile.
Ciò detto, mi chiedevo, ancora una volta, perché mai se c'è una ragione politica non la si esplicita di fronte al Consiglio e non la si rende pubblica? Perché mai, se c'è una ragione politica, che non è interamente compresa da noi, si ricorre al trucco di rinviare l'argomento alle ore 14 e 30, quando il Consiglio è meno seguito e tutti hanno necessariamente voglia di andar via? Perché mai si ricorre al trucco di non guardare chi chiede di parlare e si dice, utilizzando gli strumenti che offrono le istituzioni, che non si può più discutere nel merito?
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, il suo tempo è scaduto già da tre minuti.
COGODI (R.C.). Queste sono le considerazioni che intendevo fare prima che si procedesse alle votazioni. Sono considerazioni che dette allora potevano avere un senso, dette ora hanno ugualmente senso, ma non hanno la stessa efficacia, non possono averla perché una mozione è già stata votata ed è stata respinta; si voterà e si respingerà anche la seconda mozione e voi, maggioranza e Giunta, riterrete così di aver vinto. Avrete vinto con un voto piccolo piccolo, respingendo in quest'aula le mozioni dell'opposizione. La battaglia è un'altra, ed è quella che bisogna vincere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Intervengo brevemente per tentare, anche se forse non ci riuscirò, di riprendere il filo del lavoro unitario che si voleva fare e che invece non siamo riusciti a portare a conclusione, nonostante la nostra disponibilità per la costruzione di un ordine del giorno adeguato alla delicatezza del problema - si tratta di trasporti - e che tenesse conto anche delle scadenze dei prossimi giorni, in quanto sono già state fissate le date delle udienze.
Pongo la questione al Presidente della Giunta regionale, in assenza dell'Assessore dei trasporti, e gli chiedo: che interesse abbiamo noi, come Regione sarda, non dico a presentarci agli appuntamenti già fissati per la verifica delle posizioni assunte dalle compagnie aeree, ma a dare l'idea, dal punto di vista politico, che siamo disinteressati alla soluzione che abbiamo proposto con le due mozioni e, aggiungo, senza nessuna difficoltà, anche con l'intervento dello stesso Presidente della Giunta? Perché i colleghi della maggioranza tentano di impedire questo sforzo costruttivo che abbiamo cercato di portare a conclusione solo perché una parte di loro non ha trattato da vicino l'argomento?
Se c'è ancora un margine di recupero delle parti delle mozioni sulle quali siamo d'accordo, io sono favorevole a percorrere fino in fondo questa strada. E' in atto un rapporto conflittuale tra le compagnie aeree che operano in Sardegna e i cittadini sardi, per il tramite della opposizione che fanno alla Regione, allo Stato e anche all'Unione Europea su una procedura che è stata posta in essere per stabilire i costi effettivi del trasporto delle persone. Noi chiediamo, con le nostre mozioni, che la Sardegna, rappresentata dal Consiglio e dalla Giunta regionali, sia presente a quel confronto per difendere gli interessi dei sardi, ma la maggioranza risponde votando contro le mozioni e facendo venir meno persino l'identità di vedute che questa settimana era emersa nell'intervento del Presidente della Giunta. Sarà una linea nuova quella che viene proposta dalla maggioranza, sarà l'evento di Forza Italia e del nuovismo convergere ma votare contro, e poi assentarsi dando l'idea che i sardi non abbiano riferimenti istituzionali in una situazione delicata come questa. Sarà utile, ma non dovete pretendere che noi condividiamo questa vostra posizione. Voi potete anche votare contro il nostro ordine del giorno, ma non potrete lamentarvi se domani diremo che siete a fianco delle compagnie che vogliono tenere alte le tariffe, penalizzando i sardi, che siete un tutt'uno con loro.
Ha ragione il collega Cogodi a chiedersi che cosa impedisca di trovare un punto d'incontro unitario. Siccome dobbiamo ancora votare la mozione 33,vediamo se riusciamo almeno a dare un segnale. Ma se anche in questa votazione chiederete la controprova, impedendo così che la mozione sia approvata, dimostrerete che ciò che conta per voi è solo sconfiggere l'opposizione che vuole trattare per portare a conclusione una rivendicazione giusta, come giustamente è stata rappresentata dal presidente Floris martedì scorso.
Allora, io chiedo di riflettere un attimo. Noi, chiaramente, voteremo a favore della mozione 33, ma mi fa specie che il collega Contu, che non è un parlamentare di prima nomina, si sia lasciato prendere dal nuovo ordine di classe che è stato introdotto stamattina, cioè "liberali contro comunisti", e abbia usato il termine comunista per cercare di offendere chi comunista è stato. Quando qualcuno mi chiama comunista a me fa solo un complimento, e così pure al collega Sanna e a tanti altri che sono qui. Non ci offendiamo se ci chiamano comunisti; per offenderci bisogna usare altri termini, come per esempio imbroglioni, ignoranti, gente che copia le cose, affaristi. Se ci chiamano così ci offendiamo, ma mi pare che il termine comunista non possa certamente essere portato a quel livello. Se vi fa piacere chiamateci pure comunisti, ma chi se ne frega!
COGODI (R.C.). Come, chi se ne frega?
CUGINI (D.S.). Chi se ne frega del senso che loro danno al termine comunista.
Quindi, presidente Floris, lei che altre volte ha dimostrato attenzione, lo so, creandosi qualche problema con la maggioranza, questo lo capisco perfettamente, interceda anche stavolta presso la maggioranza.
PRESIDENTE. Il suo tempo è scaduto, onorevole Cugini.
Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, spero di non essere fuori tempo massimo e l'onorevole Cogodi mi perdoni se utilizzerò i miei cinque rispettosissimi minuti di tempo a disposizione per un intervento.
La proposta fatta dall'onorevole Emilio Floris tre giorni fa aveva un obiettivo, che è quello che adesso in qualche modo si sta rivendicando, e cioè far emergere una posizione unitaria di questo Consiglio regionale a supporto di quello che in qualche modo sta avvenendo in un contenzioso storico tra la Regione e lo Stato ....
CUGINI (D.S.). Perché la rivendicate adesso? I colleghi sanno che l'abbiamo rivendicata da martedì, quando abbiamo presentato la mozione.
PILI (F.I.-Sardegna). Onorevole Cugini, io accetto volentieri la sua interlocuzione, però cerchiamo di non interromperci a vicenda, visto che il clima in quest'aula è abbastanza teso.
CUGINI (D.S.). Se l'interruzione è utile, va apprezzata.
PILI (F.I.-Sardegna). Sto cercando di argomentare e di spiegare che la richiesta dell'onorevole Floris, su cui non vi è stata possibilità di discussione e di giudizio, è stata dettata da un convincimento, quello di rappresentare davanti al Tar una posizione unitaria del Consiglio regionale. Io credo che la proposta di predisporre un ordine del giorno unitario in aula e non nei meandri del Consiglio non avesse questo obiettivo.
Chiedo scusa ai colleghi se alle ore 14 e 46 mi permetto di presentare un ordine del giorno di tre righe: "Il Consiglio regionale, sentito l'intervento del Presidente della Giunta Regionale, dà mandato alla Giunta regionale di presentare ricorso contro le compagnie aeree".
CUGINI (D.S.). L'abbiamo già chiesto nella mozione.
PILI (F.I.-Sardegna). Questa è la posizione con cui il Consiglio regionale può qualificare sé stesso, perché né il Presidente della Regione, né questo Consiglio, né la Sardegna possono accettare che le compagnie aeree nella nostra Isola facciano di tutto e di più, anche ciò che le norme comunitarie vietano (e anche su questo dovremmo far intervenire lo Stato), come prevedere aumenti delle tariffe nel periodo di esame delle stesse da parte della Conferenza di servizi. Infatti le tariffe sotto esame, per legge non si possono modificare, quindi anche questo comportamento va contestato.
Io sono convinto che ci sia solo una strada da seguire; chiunque affermi che oggi si può tentare la strada della mediazione con le compagnie aeree, con lo Stato e con l'Unione Europea sta dicendo una cosa non vera, perché una mediazione non è possibile sul piano giuridico, e io dico che non deve essere possibile sul piano politico. Questa Giunta regionale e il suo Presidente devono avere il mandato pieno di questo Consiglio per difendere gli interessi della Sardegna ad oltranza.
Io credo, signor Presidente della Giunta, che né lei, né la Giunta, né questa maggioranza debbano farsi intimorire da nessuno su questa partita. Le compagnie aree potranno anche avere ragione al primo e al secondo stadio, ma la Sardegna non può accettare di essere remissiva rispetto a chi in questi anni ha fatto e disfatto tutto. Il Consiglio regionale si deve schierare con nettezza, per questo chiedo ai colleghi dell'opposizione di concordare con noi nel dare mandato alla Giunta perché si opponga alle richieste delle compagnie aeree.
Questa è la posizione della maggioranza, questa è la posizione unitaria su cui possiamo convergere, non quella di trattare con l'uno o con l'altro, di rimettere in corsa un un procedimento amministrativo che è già avviato e che ha l'imprimatur dello Stato (anzi del Governo, di cui i partiti che voi rappresentate in quest'Aula sono componenti fondamentali) e dell'Unione Europea. Cioè, due soggetti principi del procedimento amministrativo, appunto l'Unione Europea e lo Stato, hanno dato l'assenso alle tariffe stabilite dalla Conferenza di servizi. E allora, come possiamo noi, come Regione, non essere autorevolmente rappresentati in quel ricorso attraverso un mandato preciso del Consiglio regionale? Questo era lo spirito della richiesta del Capogruppo di Forza Italia, l'onorevole Emilio Floris. Questo obiettivo volevamo raggiungere: un auspicio unitario, se siamo d'accordo...
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Perché non l'ha scritto in questi due giorni?
PILI (F.I.-Sardegna). Bastava dirlo, perché nelle interlocuzioni questo era chiaro. Io non voglio fare polemiche, perché mi pare che su questo tema le polemiche e le divisioni non servano. Se c'è la volontà unanime diamo mandato al Presidente della Giunta attraverso un ulteriore documento dell'Assemblea legislativa sarda, della massima assemblea sarda; un mandato chiaro, netto, per significare che la Sardegna non intende fare un solo passo indietro nella contrapposizione con le compagnie aeree, che tra l'altro stanno usufruendo di un privilegio, perché gli oneri di servizio pubblico sono appunto un privilegio anche per loro.
Io vorrei che non fossero imposti gli oneri di servizio pubblico, vorrei che ci fosse la gara internazionale, a cui tutti possono concorrere. In virtù del fatto che hanno sempre operato le compagnie aeree possono utilizzare gli oneri di servizio pubblico; questo è un privilegio e ciò nonostante si permettono anche di presentare ricorso. Bene fa, quindi, il Presidente della Giunta regionale a contrapporsi davanti al TAR, e bene farebbe il Consiglio regionale a darle sostegno totale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Quando ero ragazzo c'era una compagnia che si chiamava LAI, che non è il cognome di un sardo, bensì significava Linee Aeree Italiane, e già allora chi non aveva sufficienti disponibilità finanziarie era costretto a prendere la nave, perché l'aereo costava troppo. Sono trascorsi da allora molti lustri e il costo del biglietto aereo per recarsi fuori della Sardegna è sempre troppo elevato.
La Regione Autonoma della Sardegna, in più di cinquant'anni di autonomia, è stata amministrata da governi di centro, di centrosinistra, di sinistra, di sinistra coi sardisti, eccetera, fino all'anno scorso. Ebbene, il problema della continuità territoriale, e quindi della possibilità di far pagare ai sardi un prezzo pari a quello che gli altri cittadini italiani pagano per spostarsi nella Penisola è stato posto con forza per la prima volta nel mese di agosto 1999 dall'onorevole Pili, subito dopo essere stato eletto Presidente della Giunta, ed è stato poi portato avanti con grande fermezza e anche con grandi risultati, debbo dire, dall'attuale Giunta di centrodestra, in particolare dal presidente Floris, che finalmente ha ottenuto che dopo solo tre mesi di gestione del centrodestra ci fosse...
CUGINI (D.S.). Le tariffe sono aumentate!
CORDA (A.N.). Voi avete, colleghi dell'opposizione, la cattiva abitudine di interrompere quando si dicono cose che non condividete.
CUGINI (D.S.). E' così, le tariffe sono aumentate, ma non per l'intervento di Mario Floris!
CORDA (A.N.). Vi vorremmo ricordare che oltre alla vostra opinione, che è rispettabile e autorevole, anche se spesso è fuori dalla logica, ci sono le opinioni degli altri e quindi ascoltatele. Se siete d'accordo lo dite, se non siete d'accordo dissentite, però consentite almeno che uno possa parlare. Se sono rimasti dei minuti di quelli che l'onorevole Cogodi ha rubato in questi mesi chiedo di poterli anch'io utilizzare, parlo di minuti.
COGODI (R.C.). Stai attento a quel che dici!
CORDA (A.N.). Dicevo che finalmente è stato affrontato il problema della continuità territoriale. L'altro ieri ho sentito il relatore fare affermazioni che non rispondono a verità, per esempio in ordine all'analisi dei costi. Si capiva chiaramente anche dal testo della mozione, che è stata già votata per la verità: "Considerato che i livelli tariffari proposti e approvati dalla Conferenza di servizi, il 28 febbraio 2000, derivano da analisi e studi elaborati nel 1997 dagli uffici regionali, e che nel contempo sono intervenute evidenti variazioni in aumento di alcune voci di costo, quali ad esempio i carburanti, non ascrivibili dunque alla volontà dei vettori aerei". Quindi quasi a difesa di queste compagnie aeree, ebbene, è stato anche detto che poiché il dollaro adesso...
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Di cose non vere tu ti riempi la bocca! Studia!
CORDA (A.N.). Ti chiedo scusa, Giacomo, se mi consenti di finire interverrai dopo.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, lasci intervenire.
CORDA (A.N.). Io la bocca la tengo aperta finché il Presidente me lo consente, anche se mi interrompi io continuo a parlare, non ti preoccupare.
Dicevo che è stato anche detto che questi costi sarebbero lievitati anche a causa dell'andamento del dollaro, che è passato dalle 1.600-1.700 lire di qualche tempo fa alle 2.300 lire di oggi. E' stato detto che sono lievitati i costi sostenuti dalle compagnie aeree, non solo quelli relativi ai carburanti, ma anche quelli di gestione a terra, per esempio. La voce più rilevante è quella del cosiddetto handling aeroportuale, che consiste in tutte le operazioni che vengono svolte a terra dal momento del touch down point, cioè da quando l'aereo atterra e viene tirato il freno a mano. Allora, questi costi, in cui è compreso tutto, trasporto dei passeggeri, manutenzione dei motori degli aerei, delle strutture, eccetera, incidono per il 30 per cento sul costo del volo. Ma questi costi, onorevole Sanna, non vengono calcolati in dollari, bensì in lire italiane.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Ma chi gliel'ha detto? Dove si è informato?
CORDA (A.N.). Questo io l'ho scoperto perché mi sono informato adeguatamente, probabilmente laddove lei non si è informato.
Allora questi costi vengono calcolati, poiché siamo in Italia, in lire italiane; gli unici costi che vengono calcolati in dollari sono quelli relativi al carburante, perché lo compriamo all'estero e quindi lo paghiamo in dollari. Però, anche su questo, le vorrei ricordare... Presidente, io non posso continuare a parlare in queste condizioni.
PRESIDENTE. Onorevole Giacomo Sanna, la prego, se vorrà potrà fare anche lei una dichiarazione di voto.
CORDA (A.N.). Sto solo citando dei dati che la sfido a contraddire dopo che avrò finito il mio intervento.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Queste sfide non mi interessano per niente.
CORDA (A.N.). Allora, un md 80, che come voi sapete ha sostituito il dc 9, ed è l'aereo maggiormente usato nelle rotte da e per la Sardegna, per arrivare a Roma impiega esattamente un'ora, da quando si accendono i motori a quando vengono spenti, quindi le ore sono due per i voli di andata e ritorno. In due ore di volo vengono consumati 5682 litri di kerosene. Il kerosene costava 400 lire al litro circa, e per effetto dell'aumento del dollaro, questo è vero, ma anche per accordi fra compagnie aeree, perché non è solo l'aumento del prezzo del barile che incide sul costo del carburante, attualmente costa 835 lire al litro. Quindi il costo totale del carburante necessario per andare e tornare da Roma, cioè 5682 litri ... Presidente io non riesco più a capire cosa devo fare per poter parlare senza essere interrotto. Evidentemente, quello che dico suscita qualche reazione, mi fa piacere.
Dicevo che il costo del carburante per il volo di andata e ritorno da Roma è esattamente di 4.724.470 lire, su un costo complessivo, compresi quindi i costi di handling di cui parlavo prima, i costi di ammortamento, gli oneri finanziari, le imposte e quant'altro, di 27.130.456 lire. Poi ci possono essere degli errori, ma questo è il costo complessivo del volo di andata e ritorno da Roma, su cui il carburante incide per circa 4 milioni e 700 mila lire. Quindi non si racconti che l'aumento del costo del biglietto è stato determinato dall'aumento del costo del carburante, perché è una presa in giro della gente che sa ragionare.
PIRISI (D.S.). Tempo!
CORDA (A.N.). Che il rispetto del tempo venga chiesto da quella parte dove normalmente del tempo...
PRESIDENTE. Onorevole Corda, non raccolga le provocazioni. La prego di concludere perché il tempo a sua disposizione è finito.
CORDA (A.N.). Io ho concluso, naturalmente sono del parere che debba essere aperta una vertenza nei confronti delle compagnie aeree, fino al punto di costringerle, anche con azioni clamorose, ad applicare, per esempio, le tariffe in vigore in Corsica e nel resto d'Europa. Vorrei ricordare che in America, dieci anni fa, con un biglietto da 500 dollari, che valeva per un mese, era possibile volare una volta al giorno su tutto il territorio nazionale.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che si terrà conto delle interruzioni indebite. Io mi sto attenendo alla forma. Ovviamente il collega a cui è stata data la facoltà di parlare ha il diritto di recuperare il tempo perduto.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io credo che sia chiaro a tutti che respingere le mozioni non significa niente, perché ci sono argomenti che hanno una forza implicita, che non è basata sui numeri, ma è basata sui fatti e sulla ragione. Premetto questo non per introdurre ulteriori elementi di polemica, ma per introdurre qualche precisazione successiva.
Quando i colleghi del Polo ci dicono: "Se volete sostenere questa battaglia dite alla Giunta che sostenete la sua azione nei confronti del TAR", noi rispondiamo che la Giunta nei confronti del TAR ha già resistito, e che in quella sede la forza che conta è la forza del diritto, non quella di qualche firma in più. Non stiamo facendo una petizione; si resiste con la forza del diritto e noi, da questo punto di vista, crediamo che la Giunta abbia fatto e faccia tutto il possibile con i massimi sostegni giuridici che può avere.
Quello che stavamo cercando di introdurre in quest'Aula, oltre ad argomenti che potessero sostenere l'ulteriore azione della Giunta, era qualcosa di più e di diverso. Abbiamo cioè colto l'occasione della discussione dei ricorsi delle compagnie aeree per richiamare anche alcuni sentimenti popolari, che potevano essere alla base dell'azione di questo Consiglio, sottolineando degli aspetti particolarmente evidenti: l'arroganza e la durissima azione delle compagnie, il danno conseguente alle loro minacce, il fatto che abbiano ugualmente inasprito la lotta ricorrendo al TAR e che ci sia stato, secondo noi senza un'adeguata reazione della Giunta, un aumento delle tariffe che ha messo in crisi i cittadini sardi, i quali prima hanno sentito parlare di tariffe agevolate e poi hanno scoperto che il prezzo dei biglietti era aumentato, il fatto che da più di un mese e mezzo noi avevamo sollevato il problema con una interpellanza. Probabilmente l'atteggiamento tiepido da parte della maggioranza, lo dico senza inflessioni polemiche, era conseguente al fatto che alcuni parlamentari del Polo, in occasione della votazione della legge sulla continuità territoriale, non avevano votato a favore. Al di là di queste cose, noi volevamo cogliere l'occasione perché la classe dirigente di questa regione, su un argomento che non è né di destra né di sinistra, ma che interessa tutti i cittadini, non si limitasse a dire alla Giunta: "Vai avanti e resisti davanti al TAR", perché questo è implicito, ma facesse qualcosa di più. Abbiamo bisogno di fare un ordine del giorno, come dice il collega Pili, per dire alla Giunta di resistere in sede di tribunale amministrativo? Questo è pleonastico, è nelle cose, fa parte dei doveri della Giunta fare questo; se non lo facesse sarebbe clamoroso.
Noi stiamo dicendo qualcosa di più: stiamo dicendo che il senso dell'ordine del giorno (il cui testo sostanzialmente è uguale a quello delle mozioni, ma depurato dalle critiche di natura politica verso la Giunta) era quello di dire: preso atto con grande preoccupazione della durissima reazione delle compagnie aeree contro il decreto del Ministero dei trasporti contenente la determinazione delle nuove tariffe; preso atto che esse hanno ulteriormente inasprito la loro contrarietà al nuovo sistema tariffario ricorrendo al TAR del Lazio contro tale decreto; preso atto che c'è una situazione di oligopolio che ci penalizza e che occorre un'azione decisa anche nei confronti dell'Autorità garante della concorrenza, riteniamo che ci sia la necessità di reagire a questa situazione.
Innanzi tutto occorre certamente resistere di fronte al TAR, informare il Consiglio, ricorrere nei confronti dell'Autorità garante della concorrenza per denunciare questa situazione di oligopolio, aprire una trattativa col Governo per dare maggiori contenuti, attraverso norme di attuazione, all'articolo 53 dello Statuto, riportare in quest'Aula il piano dei trasporti. Quindi si è inteso dare alla Giunta e a questo Consiglio l'occasione di trovare un momento di coesione, non tanto sul fatto che la Giunta debba resistere davanti al Tar, il che, ripeto, è un atto dovuto, la Giunta ha già adempiuto e non ha bisogno, da questo punto di vista, di pacche sulle spalle, quanto sulla necessità di aprire un dibattito in Consiglio su una tematica più ampia, sulla quale abbiamo detto: "Non cerchiamo di dividerci, cerchiamo di trovare l'unità, perché l'obiettivo della continuità territoriale, e non solo della riduzione delle tariffe, merita l'impegno comune di tutti".
Dette queste cose, a noi sembra che sia ancora utile cercare su questo livello una possibile mediazione; se non fosse possibile, chiediamo che la mozione numero 33 venga votata per parti, prima la premessa e poi la parte dispositiva punto per punto. Sono otto punti, mi auguro che almeno su qualche punto ci sia convergenza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, io credo che non ci sia un sardo, fuori di questo palazzo, disponibile a condividere il modo in cui è stata trattata questa questione. E credo che non ci sia un sardo, fuori di questo palazzo, che non si senta profondamente mortificato rispetto a come è stato trattato l'argomento dei trasporti. C'è veramente da preoccuparsi, presidente Floris, perché se ci si divide anche quando si è tutti d'accordo, quando si sa che i sardi sono veramente stanchi di come sono trattati dal punto di vista dei trasporti, e naturalmente vogliono risposte credibili e convincenti, vuol dire che questa Regione ha proprio perso la bussola.
Come si può, presidente Floris, prima respingere la mozione 29 e poi chiedere di concordare ancora una volta una proposta unitaria? Sempre a tempo scaduto! A noi sembra demenziale questo atteggiamento e quest'Aula avrebbe dovuto trovare le energie per mostrarsi unita su questo problema.
Presidente Floris, ancora una volta stiamo perdendo l'occasione per dare un ruolo a questa Assemblea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). E' strano, signor Presidente della Giunta regionale, che su ordini del giorno come quelli relativi alle norme di attuazione, che abbiamo discusso e approvato alcuni minuti or sono, l'opposizione sia stata costretta a minacciare di ritirare le proprie firme per avere anche le firme della maggioranza. E' strano che l'onorevole Emilio Floris, Presidente del Gruppo Forza Italia, dopo la sua replica, signor Presidente della Giunta, che aveva anche eliminato una serie di dubbi che noi avevamo, chieda di fare un ordine del giorno unitario e poi egli stesso si rifiuti di sottoscrivere una bozza di ordine del giorno predisposta dall'opposizione.
E' strano che adesso, dopo che l'opposizione si è vista costretta a ritirare il suo ordine del giorno, si proponga un nuovo ordine del giorno. Quando l'onorevole Emilio Floris si è rivolto a noi dicendo: "Su argomenti così importanti sediamoci intorno a un tavolo per verificare se ci sono le condizioni per raggiungere una posizione unitaria", noi abbiamo accettato questo invito. E' strano, presidente Floris, che ora l'onorevole Pili faccia un appello a tutto il Consiglio dicendo: "Dobbiamo resistere di fronte al TAR" (ciò che noi riteniamo un atto dovuto), visto che il primo atto di sfiducia nei confronti della Giunta è venuto proprio dall'onorevole Pili, il quale, in una conferenza stampa da lui convocata, non fidandosi degli avvocati e della capacità della Giunta di resistere di fronte al TAR, ha detto che il partito di Forza Italia resisterà anch'esso di fronte al TAR. Questo per dire che le strumentalizzazioni…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Per cortesia, non si può dialogare, lasciate intervenire l'onorevole Fadda.
FADDA (Popolari-P.S.). Dicevo che le strumentalizzazioni su questo argomento ci sono state. Non volevo parlare della prima Conferenza di servizi tenuta dal presidente Pili, che fu molto elettoralistica e strumentale. Non volevo parlare del voto che il centrodestra e alcuni esponenti sardi, il che è ancora più grave, perché io comprendo se su questa legge sulla continuità territoriale, onorevole Pili ...
PILI (F.I.-Sardegna). L'ho già spiegato. Era una legge utile solo per far perdere tempo! Questo è uno slogan!
FADDA (Popolari-P.S.). Sì, ma voi date una spiegazione a tutto. In fatto di comunicazione siete bravissimi; è in fatto di contenuti che non ci siete! La giornata di oggi ne è un'ulteriore dimostrazione, perché non siete stati in grado di elaborare neanche un ordine del giorno, pur avendo due giorni di tempo. Noi ieri vi abbiamo consegnato un nostro documento sul quale avremmo potuto discutere insieme con serietà. Voi, invece, siete stati soltanto capaci di presentare, all'ultimo momento, due righe che chiamate ordine del giorno. Bene, potete farlo, ma credo che questo argomento meriti da parte del Consiglio regionale, da parte vostra in modo particolare, un'attenzione diversa. Lo dico perché su questo tema anche l'ordine del giorno che noi abbiamo presentato, signor Presidente della Giunta, era un'ottima base di discussione. Si è voluto rifiutare anche questo.
COGODI (R.C.). Vorrei sapere se si possono ancora presentare ordini del giorno.
PILI (F.I.-Sardegna). Basta leggersi il Regolamento!
PRESIDENTE. Non serve a nessuno polemizzare così, per cortesia consentite all'onorevole Fadda di continuare il suo intervento.
FADDA (Popolari-P.S.). Noi prendiamo atto anche di questo, cioè che non si è stati in grado di confrontarsi in questi due giorni, nonostante, signor Presidente della Giunta, la bozza di ordine del giorno che l'opposizione ha consegnato al centrodestra fosse un'ottima base di discussione per poter raggiungere un accordo.
E allora, signor Presidente della Giunta, io ritengo che veramente, quando non si vogliono firmare gli ordini del giorno sulle norme di attuazione, quando non si vuole neanche discutere su un ordine del giorno, tra l'altro richiesto proprio dalla maggioranza, lei debba iniziare a preoccuparsi, perché non sempre ci sarà da parte nostra la disponibilità che abbiamo dimostrato su questi temi, che riteniamo vitali per la nostra Isola, a cercare un accordo unitario. Se c'è una parte del Consiglio a cui non dovrebbe interessare un accordo unitario è proprio l'opposizione, ma ci siamo sempre detti che le divergenze politiche vanno superate in favore dei superiori interessi della Sardegna.
Prendiamo atto di questo comportamento del centrodestra e ci dispiace davvero che, su argomenti di questa portata, la maggioranza non sia in grado neanche di elaborare un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). E' incredibile, signor Presidente, che su un argomento quale quello della continuità territoriale, così fortemente sentito da tutti i sardi e per il quale erano state presentate le mozioni 29 e 33, la cui votazione è stata rinviata nel tentativo di costruire un ordine del giorno unitario, si sia arrivati al punto e al livello al quale oggi questo Consiglio regionale è arrivato.
La prima mozione è stata già respinta, la seconda verrà in ogni caso respinta dalla maggioranza, però una cosa è certa e garantita: questa maggioranza non potrà fingere che il problema della continuità territoriale non esista. E' un problema che resta in maniera imponente sul tappeto. E' stato detto con forte disprezzo che nel passato le Giunte di centrosinistra e le Giunte democristiane non hanno risolto il problema, ma io mi limito semplicemente a ricordare che molti di quegli uomini che nel passato avrebbero potuto affrontare e risolvere questo problema, oggi siedono nei banchi della Giunta regionale e anche di questo Consiglio e fanno parte dell'attuale maggioranza.
E' strabiliante che l'Assessore dei trasporti - lo dico con molto rispetto, trattandosi di persona che rispetto merita - sia totalmente assente al dibattito. Pare che l'argomento in discussione non riesca a coinvolgere tutti, nemmeno chi, relativamente alla continuità territoriale e ai trasporti, ha responsabilità di natura diretta. Ma ciò che desta maggiore sorpresa è che il centrodestra, dopo aver rifiutato il tentativo di costruzione di un ordine del giorno unitario e dopo che una delle due mozioni è stata posta in votazione e non approvata, fuori tempo massimo, a dibattito consiliare concluso, ha finalmente presentato un proprio ordine del giorno. E cosa si dice in quest'ordine del giorno? Non si dice assolutamente nulla; è un ordine del giorno ridicolo, e se venisse messo in votazione e noi decidessimo di abbandonare l'aula, perché non merita un'espressione di voto, voi non avreste i numeri per approvarlo, perché i vostri consiglieri l'aula l'hanno abbandonata da tempo.
In quest'ordine del giorno, guarda caso, si dà mandato alla Giunta (quasi che davvero la Giunta regionale avesse bisogno di un mandato di questo Consiglio) di opporsi alla richiesta di sospensione del decreto ministeriale presentata dalle compagnie aeree al TAR del Lazio. E' questo, onorevole Pili, ciò di cui la Sardegna ha bisogno? La Sardegna ha bisogno che sia il Consiglio regionale a legittimare il Presidente della Giunta a fare opposizione davanti al TAR del Lazio!
Ecco perché l'ordine del giorno numero 2 appare ridicolo e ridicole appaiono le conclusioni, laddove si chiede che il Presidente della Giunta regionale riferisca a quest'Aula i risultati relativi all'attuazione della legge sulla continuità territoriale.
Io credo che il problema avrebbe meritato maggiore attenzione, avrebbe meritato di non essere ridicolizzato con i richiami che alcuni di voi, a cominciare dall'onorevole Corda, hanno fatto, e avrebbe meritato, in questo caso sì, un segnale unitario da parte di tutto il Consiglio regionale, che invece non riesce a raggiungere quella unità di intenti che forse sarebbe servita per trovare la soluzione.
Se ritirate l'ordine del giorno numero 2, che non ha senso alcuno, è un conto; in caso contrario ci vedremo costretti ad abbandonare l'Aula proprio per evidenziarne la ridicolaggine.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta, onorevole Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, colleghi del Consiglio, è chiaro che l'ordine del giorno presentato dalla maggioranza vuole significare, al di là delle parole, un'adesione all'operato della Giunta regionale. Così come mi sembra strano che adesso si voglia far credere che le mozioni erano un sintomo di incoraggiamento e non di censura verso la Giunta. Stiamo attenti, perché c'è qualcosa che non quadra. Condannare una Giunta per una eccessiva difesa degli interessi dei sardi mi sembra per lo meno strano!
FADDA (Popolari-P.S.). Non abbiamo fatto questo.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Noi ci troviamo di fronte a un attacco frontale delle compagnie aeree che hanno fatto ricorso contro il decreto del Ministero dei trasporti che sancisce l'imposizione degli oneri di servizio. Quindi non c'entrano niente i prezzi, non c'entrano niente le tariffe. E' lo strumento del decreto che le compagnie aeree intendono attaccare! E di fronte a questo noi cosa facciamo? Sapevamo benissimo che di fronte a questo nuovo strumento le lobbies, i potentati, gli interessi si sarebbero mossi a 360 gradi. Lo sapevamo, ma non è qualcosa che abbiamo fatto noi come Regione. Io sono stato delegato dal Ministro a indire e presiedere, come a sua volta fece l'onorevole Pili, la Conferenza di servizi, a cui hanno partecipato solamente l'ENAC (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile) e la Regione, cioè gli unici soggetti abilitati a imporre gli oneri di servizio. E che cosa abbiamo fatto, come Regione? Abbiamo semplicemente prospettato i bisogni della nostra comunità.
Le tariffe sono basse? Ma le tariffe non sono basse; noi abbiamo stabilito il gravame delle tariffe sul bilancio dello Stato, abbiamo stabilito quanto lo Stato deve dare per ogni passeggero. Vi assicuro, siccome ci ho lavorato personalmente giorno e notte per mesi, che il lavoro è serissimo. Vedersi accusare, in una mozione, di fare cose datate al 1997 non fa piacere, perché non è vero.
Allora cerchiamo di vedere le cose come stanno. Queste tariffe, per altro, sono passate al vaglio dello Stato italiano e dell'Unione Europea, che le ha dichiarate legittime, e i chiarimenti che sono stati chiesti dalle compagnie aeree all'ENAC, allo Stato, alla Regione e all'Unione Europea sono stati dati, onorevole Selis! Non lasciamoci influenzare da chi non vuole gli oneri di servizio, o da chi vorrebbe ancora il monopolio. Per la prima volta nella storia d'Italia si impongono oneri di servizio, e questa prima volta riguarda la Sardegna. E' chiaro che quando ci presenteremo nanti il TAR, come diceva l'onorevole Selis, tratteremo i problemi sotto il profilo giuridico e tecnico-scientifico, ma soprattutto parleremo della rilevanza socioeconomica dell'imposizione degli oneri di servizio, che per la prima volta sanano un problema atavico.
Io non vorrei che il Consiglio si dividesse su questa vicenda, perché, badate, tutti i sardi stanno aspettando. Questa vicenda rappresenta per loro una questione radicale di scontro con lo Stato. Io so bene cosa stiamo facendo qua, e voglio prendere in considerazione aspetti particolari trattati nelle mozioni, non le censure verso la Giunta. Tutto ciò che non è censura nei confronti della Giunta io lo raccolgo, certo che lo raccolgo! Lo raccolgo come raccomandazione, sempre nell'intento di informare il Consiglio.
Onorevole Cogodi, quando mi è stato chiesto, come Presidente della Regione, di rendere dichiarazioni su qualche argomento specifico, io ho sempre adempiuto. Mi rendo conto che questo problema, probabilmente per il ruolo centrale che il Consiglio ha, doveva essere trattato in quest'aula, così come tanti altri problemi che dovremo affrontare in futuro. Facciamo in modo che ci sia un'approfondita discussione primma che qualsiasi provvedimento venga attuato, ma in questo caso veramente io non mi sento di dire che non abbiamo fatto il nostro dovere o che non l'abbiamo fatto fino in fondo. Dirò di più: per quanto riguarda le preoccupazioni che sono emerse in questa sede sul fatto che alcune compagnie che operano in Sardegna hanno anche problemi legati all'occupazione, potremmo verificare la possibilità di applicare la norma che prevede l'aggiornamento delle tariffe se consideriamo l'aumento dei costi del carburante non come rischio di impresa, ma come fatto anomalo, in modo da contemperare le esigenze poste da tali compagnie, affiancandoci all'azione della Meridiana.
E' chiaro che io non posso votare a favore della mozione 33, perché contiene dei punti che per la Giunta sono inaccettabili. Quindi è una mozione da respingere. Se si trova un'intesa, certamente non sarà la Giunta ad opporsi, però a me sembra che dividerci su un problema che interessa tutti non sia utile per nessuno.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Io credo che questo argomento, l'ha detto il collega Balia, lo ripeto, tocchi davvero i sentimenti di tutti noi, per cui concludere un dibattito che si è protratto per alcuni giorni con la presentazione di un documento come l'ordine del giorno numero 2, in cui si dà mandato alla Giunta di fare quello è suo dovere fare, e che peraltro ha già fatto, e noi ci auguriamo che lo abbia fatto nel miglior modo possibile, non è una cosa accettabile. Se vogliamo prenderci in giro possiamo farlo, ma noi non voteremo un ordine del giorno che rappresenta un'offesa alla Giunta, perché crediamo che la Giunta abbia operato con tutta l'autorevolezza possibile, mobilitando anche risorse intellettuali e giuridiche, e poi riferirà nel merito.
Perché dico questo? Perché se sgombriamo il campo da questo ordine del giorno che non ha realmente significato alcuno, allora la mozione 33 rimane. Noi abbiamo predisposto un ordine del giorno, lo diceva il collega Giacomo Sanna, ovviamente depurato dalle polemiche, perché sappiamo benissimo che non si può chiedere alla maggioranza di votare un ordine del giorno contenente critiche alla Giunta, e per di più lo abbiamo dato ieri alla maggioranza, affinché eventuali punti che potevano infastidire venissero eliminati. Non abbiamo però considerato il mandato alla Giunta di resistere in giudizio come mero fatto burocratico, ma l'abbiamo inserito in un quadro più ampio di sostegno all'Esecutivo, stigmatizzando il comportamento delle compagnie aeree, valorizzando l'importanza della determinazione della Conferenza di servizi, del decreto del Ministero dei trasporti e della legge sulla continuità territoriale. Nel contempo abbiamo espresso preoccupazione per ciò che stanno avvenendo. Tutto questo era contenuto nell'ordine del giorno che noi abbiamo predisposto e che, ripeto, vi abbiamo fatto pervenire ieri perché poteste eventualmente modificarlo. Voi avete detto che l'ordine del giorno non sussisteva e ci avete, a questo punto, costretto a ritirarlo, quindi sono rimaste le mozioni, che ovviamente contengono parti più critiche rispetto a un ordine del giorno.
Se l'ordine del giorno numero 2, che non ha nessun significato, fosse ritirato allora si potrebbe riaprire un dialogo; se, invece, rimanesse in campo, e la Giunta lo accogliesse, chi lo ha proposto si assumerebbe davvero il rischio di rompere l'unità di questo Consiglio, il che francamente non ha senso, vista la nostra disponibilità a trovare su questo tema un'unità che sostenga l'azione della Giunta, non tanto per darle mandato a fare cose che deve comunque fare, ma perché abbia più forza politica e propulsiva.
Propongo quindi di ritirare l'ordine del giorno numero 2 per cercare di capire se c'è la possibilità di convergere su una posizione unitaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
PILI (F.I.-Sardegna). L'ordine del giorno numero 2, per essere chiari, nasce dalla volontà di focalizzare un punto su cui era sembrato non ci fosse un'intesa.
FADDA (Popolari-P.S.). Ma basta vedere l'ordine del giorno che abbiamo presentato noi.
PILI (F.I.-Sardegna). Sull'ordine del giorno proposto inizialmente non vi è in alcun punto il richiamo a una partecipazione diretta del Consiglio regionale attraverso il mandato alla Giunta regionale di opporsi con forza davanti al Tar.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Perché non hai partecipato alla predisposizione di quell'ordine del giorno?
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, stiamo discutendo di quello che si può fare adesso, non di quello che si doveva fare prima. La prego di concludere, onorevole Pili.
PILI (F.I.-Sardegna). L'ordine del giorno a cui fanno riferimento i colleghi dell'opposizione non teneva conto di questo aspetto e conteneva, per contro, dei presupposti di censura, che lo stesso Presidente della Giunta regionale ha richiamato e che non potevano essere condivisi. E' evidente che vi era una divergenza sostanziale, non solo formale, tra maggioranza e opposizione. Dalle parole dell'onorevole Selis è emersa però la volontà di convergere sugli aspetti positivi contenuti nelle mozioni, che pure sono presenti, eliminando quelli negativi e di censura che sono stati richiamati.
L'unico punto che noi chiediamo di introdurre è quello riguardante "l'appoggio totale" e non il "mandato a presentare", perché la Giunta certamente fa il suo dovere, ma è molto importante che abbia il supporto unitario del Consiglio. Questo era lo spirito dell'ordine del giorno numero 2, chi vuole intendere diversamente può intendere quello che vuole.
PIRISI (D.S.). Lo hai scritto tu.
PRESIDENTE. Faccia la sua proposta, onorevole Pili.
PILI (F.I.-Sardegna). La proposta è certamente quella di integrare una bozza di ordine del giorno che è già stata richiamata dall'onorevole Selis, dando mandato e sostegno alla Giunta regionale perché si opponga, davanti al Tar, all'iniziativa delle compagnie aeree.
PIRISI (D.S.). L'ha già fatto.
PRESIDENTE. Raccomando a chi deve ancora intervenire di essere sintetico e di fare proposte che definiscano la vicenda e non la infiammino.
Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.). Io farò un intervento breve e cercherò di individuare qualche strumento regolamentare che ci consenta di uscire da un'impasse che a me onestamente non piace. Francamente avrei preferirei che si pervenisse a un ordine del giorno unitario, e dico anche che uno sforzo in questo senso, se c'è buona volontà da parte di tutti i Gruppi, si può fare. Non entro nel merito della vicenda, sto solo cercando di individuare gli strumenti regolamentari che consentano di uscire da questa impasse in maniera confacente non solo ai desideri di questa Assemblea, ma di tutto il popolo sardo.
Credo che arrivati a questo punto le soluzioni siano due: procedere alla votazione, e certamente la maggioranza non potrà votare a favore della mozione 33, presentata dall'opposizione, anche perché contiene frasi un po' ingiuriose, nel senso che qui si dice...
PRESIDENTE. Onorevole Contu, la prego non censuri quello che hanno detto gli altri.
CONTU (C.C.D.). Ha ragione, se no neanche il mio apporto sarà positivo. Dal punto di vista regolamentare potremmo procedere alla votazione della mozione 33 e, senza porre in discussione gli ordini del giorno che sono stati presentati, aggiornare i lavori del Consiglio a lunedì prossimo, alle ore 18, in modo da dare la possibilità di raggiungere un accordo su un ordine del giorno unitario, il che, secondo me, è ancora possibile se c'è un minimo di buona volontà. Questa è una strada che secondo me potrebbe essere percorsa.
MORITTU (D.S.). Ha chiesto di sospendere i lavori non di votare la mozione.
CONTU (C.C.D.). La mozione non te la voto. Non voglio entrare nel merito, perché il Presidente giustamente mi ha richiamato, dico soltanto che non si può approvare una mozione formulata in questo modo. Cerchiamo di fare uno sforzo di volontà tutti quanti. La mia proposta formale è di interrompere i lavori in modo che si possa raggiungere un accordo e predisporre un ordine del giorno unitario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (DS.). Come lei sa i miei interventi, quando presiede lei, sono sempre costruttivi. E' chiaro che questa porcheria non può essere messa in votazione, oppure ve la votate voi.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, ho già chiesto di non censurare quello che scrivono gli altri, siamo in sede propositiva.
CUGINI (D.S.). Esatto, ma una premessa bisogna farla per capirsi. Il presidente Floris, nel suo intervento, ha di fatto sostenuto le ragioni di fondo della nostra mozione. Comprendo, e lui stesso l'ha detto, che non può votare la parte che esprime critiche verso la Giunta, però le ragioni di fondo sono state da lui condivise.
Noi abbiamo prima presentato la mozione numero 33, poi l'abbiamo sospesa e abbiamo presentato un ordine del giorno che è stato successivamente ritirato, e ora non ci potete chiedere di sospendere nuovamente la mozione. Noi vogliamo che la mozione sia messa in votazione, se la maggioranza effettivamente ne accoglie lo spirito. Siccome non avete voluto accettare il nostro ordine del giorno, scrivetene uno voi e noi valuteremo se possiamo condividerne il contenuto, ma non pretendete che noi partecipiamo alla votazione dell'ordine del giorno numero 2 che non si capisce neanche da chi è firmato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pili. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, stabiliamo se siamo in sede di dichiarazioni di voto e quante volte ciascun consigliere può intervenire.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, siamo in una situazione nella quale si sta cercando un accordo per votare sia la mozione sia l'ordine del giorno. Questo è il punto, mi sembra di aver capito questo.
Si sta intervenendo sull'ordine dei lavori, sul quale si è consentito, per sei anni, di parlare di tutto e del contrario di tutto.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Se siamo in sede di dichiarazioni di voto, mi iscrivo a parlare.
PRESIDENTE. Non si deve iscrivere a parlare nessuno. Stiamo discutendo l'ordine dei lavori.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Siamo in sede di dichiarazioni di voto. C'è qualcuno che faccia rispettare il Regolamento?
PRESIDENTE. Sono qui apposta per questo, per far osservare il Regolamento, onorevole Sanna, e per garantire il miglior andamento dei lavori. Prego, onorevole Pili.
PILI (F.I.-Sardegna). Credo che la maggioranza abbia fatto l'ultimo tentativo possibile, quello di trovare una strada unitaria. I termini utilizzati sono offensivi, l'ordine del giorno numero 2 è stato definito "ridicolo", ma noi ritenevamo che fosse una proposta di sostegno chiaro e onesto di quest'Aula alla Giunta per opporsi e per contrapporsi alle compagnie aeree non soltanto con la propria forza, ma anche con quella del Consiglio, in un consesso come quello del Tar. Preso atto che non c'è questa disponibilità, ritiriamo l'ordine del giorno numero 2 e chiediamo che sia immediatamente messa in votazione la mozione.
PRESIDENTE. Benissimo, l'onorevole Selis ha chiesto la votazione per parti.
Metto in votazione la prima parte della mozione numero 33, contenente la premessa fino alle parole "impegna la Giunta" escluse. Chi l'approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvata)
Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà. SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Considerato che c'è un po' di confusione, chiedo la votazione nominale di ciascun punto.
PRESIDENTE. La richiesta deve essere appoggiata da altri sette consiglieri.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FADDA, SELIS, Alberto SANNA, Salvatore SANNA, CUGINI, BALIA e LAI.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 1) della mozione numero 33.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DETTORI Bruno - FADDA - FALCONI - GIAGU - LAI - MANCA - MARROCU - ORRU' - ORTU - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - LADU - LICANDRO - LIORI - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ONNIS - PILI - PITTALIS - RASSU - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 20
Contrari 30
(Il Consiglio non approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione, con procedimento elettronico, del punto 2) della mozione numero 33.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DETTORI Bruno - FADDA - GIAGU - LAI - MANCA - MARROCU - ORRU' - ORTU - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - LADU - LICANDRO - LIORI - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ONNIS - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 19
Contrari 31
(Il Consiglio non approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione, con procedimento elettronico, del punto 3) della mozione numero 33.
Rispondono sì i consiglieri: BIANCAREDDU - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DETTORI Bruno - FADDA - MANCA - MARROCU - ORRU' - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SELIS.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FRAU - LADU - LICANDRO - LIORI - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ONNIS - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
I consiglieri Giagu e Ortu, dichiarano di votare a favore.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 46
Votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 17
Contrari 29
(Il Consiglio non approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione, con procedimento elettronico, del punto 4) della mozione numero 33.
Ricordo che il consigliere che ha chiesto la votazione nominale e i sette che l'hanno appoggiata devono rimanere in aula, altrimenti la richiesta non è valida.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - DETTORI Bruno - FADDA - FLORIS Mario - GIAGU - LAI - MANCA - MARROCU - ORRU' - ORTU - PIRISI - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SELIS.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FOIS - FRAU - LADU - LICANDRO - LIORI - MASALA - MILIA - MURGIA - ONNIS - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
Presidente. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 48
Votanti 48
Maggioranza 25
Favorevoli 19
Contrari 29
(Il Consiglio non approva).
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.) Chiedo il voto segreto su tutti i punti successivi.
(Proteste dal centrodestra)
PRESIDENTE. Poiché non sono presenti gli otto consiglieri che hanno chiesto la votazione nominale, passiamo alla votazione punto per punto, come richiesto dall'onorevole Selis, per alzata di mano.
SELIS (Popolari-P.S.). Se gli otto richiedenti devono stare in aula, conti otto voti in più. Noi siamo proprio in otto.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non ci sono.
SELIS (Popolari-P.S.). Scusi, Presidente, lei sa contare, immagino di sì, siamo otto.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Devono essere presenti il richiedente e i sette consiglieri che hanno appoggiato la richiesta. L'onorevole Giacomo Sanna è assente.
SELIS (Popolari-P.S.). Allora otto di noi chiedono di nuovo la votazione nominale.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Siamo in fase di votazione, lei è stato Presidente…
SELIS (Popolari-P.S.). Onorevole Balletto, apriamo una polemica anche sul Regolamento?
Presidente, le ricordo che le votazioni sono una fase importante; sto chiedendo semplicemente la modalità di votazione. E' stata chiesta la votazione nominale, la richiesta è appoggiata da otto consiglieri, quindi è ancora valida. Successivamente è stata chiesta la votazione segreta e secondo me la richiesta è ammissibile. Perché non sarebbe ammissibile?
PRESIDENTE. Sono state già fatte delle dichiarazioni di voto.
SELIS (Popolari-P.S.). Le dichiarazioni di voto sono state fatte sulla mozione nel suo complesso, non sui singoli punti.
(Interruzioni)
Presidente, le pongo una domanda: sui singoli punti che sono in votazione si possono ancora fare dichiarazioni di voto?
PRESIDENTE. No, non si possono più fare dichiarazioni di voto.
SELIS (Popolari-P.S.). Comunque, procediamo con la votazione nominale, gli otto consiglieri che appoggiano la richiesta ci sono.
PRESIDENTE. Prego i consiglieri che appoggiano la richiesta di alzarsi in piedi.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri FADDA, MARROCU, CALLEDDA, CUGINI, BALIA, GIAGU e Bruno DETTORI.)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 5) della mozione numero 33.
Rispondono sì i consiglieri: DETTORI Bruno - MARROCU - SELIS.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - LADU - LICANDRO - LIORI - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ONNIS - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
I consiglieri BALIA, CALLEDDA, CUGINI, FADDA, GIAGU devono considerarsi astenuti.
Risultato della votazione
Presidente. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 40
Votanti 35
Astenuti 5
Maggioranza 18
Favorevoli 3
Contrari 32
(Il Consiglio non approva)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del punto 6) della mozione numero 33.
Rispondono no i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - COSSA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FOIS - FRAU - LADU - LICANDRO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - ONNIS - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RASSU - SCARPA - TUNIS Marco - USAI - VARGIU.
PRESIDENTE. I consiglieri Corda e Liori hanno dichiarato dal banco il voto contrario.
Presidente. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 40
Votanti 32
Astenuti 8
Maggioranza 17
Contrari 32
(Il Consiglio non approva)
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Chiedo scusa, sul tabellone luminoso non c'erano 32 caselle accese, bensì 29.
PILI (F.I.-Sardegna). Non cambia niente, Gian Mario!
SELIS (Popolari-P.S.). Ho capito che non cambia niente, ma ci vuole un minimo di rispetto della regolarità. Se poi ce lo chiedete votiamo e andiamo via, non abbiamo problemi, però, per regolarità, perché non si crei un precedente, devo dire che il tabellone indicava 29 votanti. Sono quelli i voti validi o c'è un'altra sede in cui si conta, dalla quale evidentemente l'opposizione è tagliata fuori?
PILI (F.I.-Sardegna). L'ha già dichiarato il Presidente.
SELIS (Popolari-P.S.). Non ha dichiarato nulla. I voti validi sono quelli che appaiono sul tabellone, non c'è un'altra sede in cui si contano i voti.
PRESIDENTE. Mi dicono gli Uffici che nel numero dei votanti apparso sul tabellone non è compreso neppure il consigliere Liori, che è arrivato in ritardo ma ha dichiarato dal banco di votare contro.
Onorevole Corda, la votazione è chiusa con l'esito che ho dichiarato prima ed è inutile che lei parli. Se ci sono dubbi procediamo all'appello nominale.
Prego, onorevole Selis.
CORDA (A.N.). Possibile che solo se chiedono la parola Cogodi e Selis viene data la facoltà di parlare?
PRESIDENTE. No, la potete chiedere tutti e settantanove.
SELIS (Popolari-P.S.). Dia la parola a Corda.
PRESIDENTE. Vuol riferire sul suo voto, onorevole Corda?
CORDA (A.N.). Io volevo non solo confermare il mio voto, che ho dichiarato prima, ma anche dire che esiste il diritto di ogni consigliere presente in aula di esprimere un voto, anche se, in qualche modo, è difficile esercitare questo diritto a causa di un sistema di votazione evidentemente non facile da interpretare e comunque non perfettamente funzionante. Credo che il voto di ogni consigliere possa essere dichiarato e quindi se ne debba obbligatoriamente tener conto.
Inoltre, Presidente, lei prima ha consentito che dei voti di astensione o contrari fossero modificati su semplice dichiarazione dei consiglieri che li avevano espressi. Così all'onorevole Cogodi, che è intervenuto dopo che era già iniziata la votazione, è stato consentito di fare una dichiarazione di voto e poi di votare anziché astenersi. Non capisco la ragione per cui si impedisca a me e all'onorevole Liori di esprimere un voto e di considerarlo valido a tutti gli effetti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Voglio solo dire che le questioni regolamentari non sono questioni di lana caprina. Possiamo anche innervosirci, però sono le regole che ci consentono di convivere e di andare avanti.
Io vorrei sapere se i voti validi sono quelli che compaiono sul tabellone, perché sono quelli che noi riusciamo a controllare. Se poi ne vengono annunciati degli altri, questo significa che c'è un'altra sede di controllo della quale noi non siamo partecipi. Io vorrei solamente sapere questo, poi sul resto ci possiamo mettere d'accordo.
PRESIDENTE. E' suo diritto sapere quello che è successo. I voti validi sono quelli risultanti dal tabulato scritto. Lei ha il diritto di sapere chi ha votato, e io le dico sulla base del tabulato chi era presente e chi ha votato.
SELIS (Popolari-P.S.). Quanti sono i votanti?
PRESIDENTE. Sono 32. Se volete leggo i nomi uno per uno.
SELIS (Popolari-P.S.). Io ho chiesto solamente la certificazione da parte del Presidente, non ho altre necessità. Lo chiedevo dapprima, bastava dirmelo.
PRESIDENTE. Siamo in fase della votazione del punto 7) della mozione numero 33. Gli Uffici mi hanno informato che non sono presenti né il richiedente la votazione nominale né i sette che hanno appoggiato la richiesta, per cui si vota per alzata di mano.
Metto in votazione il punto 7) della mozione numero 33. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione il punto 8) della mozione numero 33. Chi l'approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). La mozione numero 29 è stata già votata?
PRESIDENTE. Sì.
SELIS (Popolari-P.S.). Quindi con la mozione 29 abbiamo concluso. Benissimo, allora faccio mio l'ordine del giorno numero 1, a firma Giacomo Sanna, Cugini, Balia, Fadda e Biancu, per tenere aperta una linea di confronto. E poi non è detto che lo si debba discutere ora, comunque l'ordine del giorno numero 1 è riproposto da me e dai colleghi dell'opposizione che sono in aula in questo momento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Stando alle regole testé ricordate dall'onorevole Selis, e al fatto che quel che conta è ciò che si dichiara pubblicamente, e quindi quello che compare negli atti ufficiali, devo dire che a me è parso - perché questo è ciò che io ho sentito, e credo che l'abbiamo sentito tutti - che la richiesta di fare proprio l'ordine del giorno numero 1 sia stata fatta dall'onorevole Selis dopo la votazione della mozione numero 33, cioè dopo che è stato rimosso, diciamo così, dai documenti consiliari, il documento al quale farebbe riferimento l'ordine del giorno.
A mio giudizio, non essendoci un atto principale, l'ordine del giorno non può essere fatto proprio da nessuno. Questa è la mia opinione; è un'opinione discutibile, ma io la rassegno all'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.). Presidente, colleghi, io mi permetto di insistere sulla mia primitiva proposta di interrompere l'esame dei due ordini del giorno e di rinviarlo all'inizio della seduta di lunedì, per consentire un tentativo ulteriore, a cui francamente io tengo, di predisporre un ordine del giorno unitario, cosa che secondo me farebbe anche onore a questa Assemblea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, probabilmente ho commesso un errore io, perché il nostro ordine del giorno non era stato ritirato.
CONTU (C.C.D.). Neanche quello che ho firmato io era stato ritirato.
SELIS (Popolari-P.S.). E' esattamente quello che sto dicendo. Nonostante le osservazioni del collega Masala noi non ci opponiamo al fatto che venga fatto proprio, anche perché ricordo, e poco fa insistevo su questo, che quando si vota per parti un provvedimento, oltre a votare le parti, si deve votare probabilmente anche l'intero provvedimento. Può darsi che mi sia distratto, ma secondo me la votazione finale della mozione non l'abbiamo fatta, però non ne faccio una questione formale. L'ordine del giorno numero 1 non è stato ritirato, quindi è ancora in discussione. Noi non ci opponiamo a che venga mantenuto anche l'ordine del giorno numero 2, vogliamo semplicemente che si proceda alla discussione o alla votazione.
PRESIDENTE. Preso atto che sussistono entrambi gli ordini del giorno, vorrei sapere se l'onorevole Contu insiste sulla proposta di sospendere la discussione e la votazione degli ordini del giorno, altrimenti si va avanti.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Comprendo perfettamente lo spirito dell'intervento del collega Contu, perché in effetti nel corso della giornata anche noi abbiamo espresso opinioni simili alle sue, però egli può parlare solo per l'ordine del giorno numero 2. Egli dice: abbiamo presentato l'ordine del giorno numero 2, l'abbiamo fatto con un certo spirito, chiediamo che se ne sospenda la votazione per concordare un ordine del giorno unitario. Questo è legittimo, ma non si può sospendere la votazione del nostro ordine del giorno, su cui anzi chiediamo il voto segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.). La nostra proposta era diversa. Noi proponevamo di rinviare l'esame e la votazione degli ordini del giorno a lunedì, ma se questa proposta non è accettata ne prendiamo atto.
PRESIDENTE. Lei ha fatto una proposta ben chiara, cioè di sospendere entrambi gli ordini del giorno e l'Aula, nella sua sovranità, può anche decidere in tal senso.
Ha domandato di parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Vorrei fare una breve osservazione. Forse ero distratto, però mi è sembrato di capire che questi ordini del giorno sono stati entrambi ritirati già da parecchio. Non è che fra una settimana ci svegliamo e chiediamo di rimetterli in discussione. Qualunque documento ritirato può essere fatto proprio, ma entro breve tempo; non ci si può svegliare in ritardo, così come spesso succede.
Secondo me siamo fuori tempo massimo per poter riportare questi ordini del giorno all'attenzione dell'Aula. Io li considero decaduti, perché una cosa è che se ne chieda la sospensione, nel qual caso la discussione può avvenire dopo un'ora, un mese o un anno, altro è chiederne il ritiro. Ed è previsto che un ordine del giorno o qualunque altro documento ritirato possa essere fatto proprio da un altro consigliere o da più consiglieri e quindi ripresentato, ma immediatamente, altrimenti, con la stessa logica, io chiedo che venga ripreso in esame il bilancio che abbiamo discusso l'anno scorso, il che non mi sembra giusto.
PRESIDENTE. Non c'è dubbio che vanno messi in votazione entrambi gli ordini del giorno. L'onorevole Contu ha proposto di rinviarne la discussione a lunedì prossimo. Se vi sono opposizioni metto in votazione la proposta dell'onorevole Contu.
SELIS (Popolari-P.S.). Un momento, cosa vuol dire metto in votazione? C'è un argomento all'ordine del giorno, si voti quello.
PRESIDENTE. Ho capito che ci sono due argomenti all'ordine del giorno, però i lavori dell'Assemblea possono essere sospesi se un consigliere lo chiede. Mi sembra che l'onorevole Contu abbia chiesto proprio la sospensione della discussione degli ordini del giorno.
SELIS (Popolari-P.S.). Bisogna esaurire tutti gli argomenti all'ordine del giorno. Cosa vuol dire sospensione?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Io eviterei di attivare i Presidenti dell'"Ufficio complicazione affari semplici". In Conferenza dei Presidenti di Gruppo è stato concordato che l'argomento principale da discutere lunedì prossimo è il complemento di programmazione. Evitiamo, lo dico al presidente Floris, di introdurre meccanismi che mettano in discussione questa indicazione.
Noi chiediamo che venga rispettato l'impegno preso nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo (a cui il collega Contu non ha partecipato per impegni personali), cioè riprendere i lavori del Consiglio lunedì con la discussione del complemento di programmazione. Se voi modificate quest'ordine dei lavori, le conseguenze le valuteremo successivamente.
CONTU (C.C.D.).E' una minaccia?
CUGINI (D.S.). Può essere una promessa di collaborazione. Penso che il collega Contu possa chiedere di sospendere la votazione del suo ordine del giorno, ma chiedo che l'ordine del giorno presentato da noi sia votato a scrutinio segreto stasera, perché avendo contribuito, insieme ad altri colleghi, anche a quelli che sono andati via, alla organizzazione dei lavori della prossima settimana gradirei che tale organizzazione non fosse messa in discussione.
Allora, io chiedo che venga rispettata la decisione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo e che lunedì i lavori inizino con la discussione del complemento di programmazione. Chiedo inoltre la votazione a scrutinio segreto dell'ordine del giorno numero 1. Per quanto riguarda l'ordine del giorno numero 2 i colleghi che l'hanno presentato facciano quello che meglio credono.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.). Scusi, Presidente, ma è veramente inusitato che si trasformi la mia proposta in un'altra proposta. La mia proposta consisteva in un invito, sia al centrodestra sia al centrosinistra, di interrompere momentaneamente i lavori per cercare di raggiungere un accordo, se è vero che si vuole arrivare alla formulazione di un ordine del giorno unitario.
Ritengo che sia una proposta sensata, però se non c'è questa volontà è una proposta inutile, perché è chiaro che se voi chiedete la votazione del vostro ordine del giorno lo spirito unitario non esiste. Non esiste cioè la volontà di ritirare i due ordini del giorno per predisporne uno unitario. A me questo dispiace, però, non posso certamente impedirvi di votare il vostro ordine del giorno. Anche se da un punto di vista strettamente regolamentare, poiché sono le 16 e 30, ho anche diritto, come componente di questa Assemblea, di chiedere l'interruzione dei lavori. Posso anche chiedere alla Presidenza di non riprendere i lavori stasera, ma di aggiornarli a lunedì, alle ore 17.
E' vero quello che lei dice, onorevole Cugini: noi abbiamo deciso che lunedì, alle 18 in punto, i lavori incomincino con la discussione di un altro argomento, e lei ci minaccia dicendo: "Se non fate così, gli accordi presi non li riteniamo più validi". Onorevole Cugini, lei ha il diritto di dire anche queste cose, ma se ci fosse buona volontà probabilmente basterebbe anticipare i lavori di mezz'ora. Le ricordo che il Consiglio è stato convocato per le ore 18, e io ho proposto di iniziare alle ore 17. Diciamoci la santa verità, ciò che è successo stamattina non è stato, per me, ma forse per tutti, entusiasmante. Assolutamente! Io faccio appello al buon senso e anche al senso di responsabilità, se vogliamo usare questa parola grossa, e credo che ci siano le condizioni per trovare un accordo.
Francamente vorrei far notare all'onorevole Cugini che quando si firma una mozione che contiene, tra gli altri, tre commi offensivi nei confronti della maggioranza non si parte certamente con spirito unitario. Io capisco la polemica, ma capisco anche che ci siamo impantanati in una discussione che non è stata certamente entusiasmante, né eccellente. Possiamo ancora rimediare? Secondo me sì. Non sto dicendo che la colpa sia tutta del centrosinistra, sarà anche in parte del centrodestra, dico però che possiamo ancora trovare un accordo per formulare un ordine del giorno unitario. Quindi, rinnovo l'invito alle due parti, maggioranza e opposizione, di interrompere i lavori adesso e di riprenderli lunedì prossimo alle ore 17, anziché alle 18 come stabilito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Sono contrario ovviamente, per le considerazioni esposte durante il dibattito, a votare adesso l'ordine del giorno che l'onorevole Gian Mario Selis ha fatto proprio. In ogni caso non possono esserci schermaglie regolamentari, perché se voi volete votare l'ordine del giorno numero 1 perché in questo momento la maggioranza non ha i numeri per respingerlo, noi usciamo dall'aula e facciamo mancare il numero legale. Quindi non giochiamo su questo.
Si è proposto di concordare un ordine del giorno unitario e voi avete chiesto alla maggioranza di predisporlo; la maggioranza si è dichiarata disponibile, quindi che senso ha votare adesso?
Onorevole Cugini, siamo tutti bravi, il Regolamento lo conosciamo tutti, è inutile che stiamo qui a discutere. Io suggerisco di aggiornare i lavori a lunedì, quando verrà presentato l'ordine del giorno della maggioranza.
CUGINI (D.S.). Quindi l'ordine del giorno numero 2 nella sostanza non esiste, è lo strumento per arrivare a lunedì.
FLORIS MARIO (C.S.), Presidente della Giunta. Non c'è dubbio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Ha ragione il presidente Floris, un po' ci conosciamo, anche se non fino in fondo, ed è chiaro che su questi argomenti di carattere generale nessuno di voi potrà convincere l'Assemblea che Pili sostiene la posizione del presidente Floris più di Cugini. Anche se vi sforzate non ci crede nessuno. Io sostengo la linea unitaria proposta dal Presidente della Giunta, Pili fa finta di sostenerla. Quindi questo argomento è chiuso.
Io sto cercando di trovare un punto d'incontro che ci permetta effettivamente di mantenere le posizioni chiare e distinte. Ma se mi si ripropone quest'ordine del giorno numero 2 come uno strumento, è chiaro che io dico che questa è carta straccia. Se invece rimane un'idea, allora è un'altra cosa.
PILI (F.I.-Sardegna). Non fare le sceneggiate napoletane che ti contraddistinguono.
CUGINI (D.S.). Io non sono napoletano e neanche milanese, e soprattutto non sono abituato a fare sceneggiate. Tu te ne intendi, ho capito che tu te ne intendi.
PRESIDENTE. Prego i colleghi di essere sintetici, perché ci sono le premesse per sospendere la seduta.
CUGINI (D.S.). La sceneggiata l'hai fatta tu, io rimango alla posizione che ha espresso il Presidente della Giunta regionale. L'ordine del giorno numero 2 è carta straccia è come tale lo consideriamo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, probabilmente troveremo su queste cose un accordo, ma intervengo solo per sottolineare alcuni passaggi temporali.
Noi abbiamo posto questo problema con una interpellanza il 19 ottobre, cioè esattamente un mese e mezzo fa. Poi l'abbiamo riproposto con due mozioni, di cui abbiamo chiesto la discussione urgente non per farvi perdere tempo, perché non ne avete voi di tempo da perdere, e non ne abbiamo neppure noi, ma perché questo tema ci sembrava importante. Abbiamo iniziato la discussione, mi pare, martedì e abbiamo poi deciso di rinviarla a a venerdì. Noi abbiamo provveduto a depurare il testo delle due mozioni dalle inflessioni critiche nei confronti della Giunta, che ovviamente erano presenti, essendo appunto mozioni dell'opposizione, e l'abbiamo trasposto nell'ordine del giorno che abbiamo consegnato ieri alla maggioranza, affinché verificasse se qualche parte poteva essere migliorata. Oggi ne abbiamo discusso per un'intera mattinata, e alla fine ci chiedete di rinviare la discussione. Possiamo fare quello che volete, però, poi non dite che siamo noi che facciamo ostruzionismo, che facciamo perdere tempo. Questo è il punto.
Lunedì possiamo anche iniziare i lavori con la discussione degli ordini del giorno se siamo d'accordo, però ciò significa iniziare un nuovo dibattito, e quindi rubare tempo alla discussione del complemento di programmazione. E questo noi non lo vogliamo, perché ci siamo impegnati a concludere entro mercoledì, mi pare, ed è un impegno che vogliamo rispettare.
Cosa vogliamo fare? Non siamo noi allora che facciamo ostruzionismo, che tiriamo la corda! Questa mattina, con meno polemiche e meno tensioni, visto che c'era tutta la disponibilità da parte nostra a concordare un testo unitario, avremmo tranquillamente potuto raggiungere un accordo. Credo che si possa ancora fare, per cui chiedo un minuto senza sospendere la seduta, perché possiamo consultarci tra noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Facendo riferimento alla proposta del Presidente della Giunta, il quale adesso si sta informalmente consultando con i Capigruppo della maggioranza, noi accettiamo l'ipotesi di rinviare la discussione degli ordini del giorno alla settimana prossima. Chiediamo però la facoltà di decidere, in apertura di seduta, il momento in cui metterli in discussione.
Per essere chiari: se nel frattempo si raggiunge un accordo, il tutto si esaurirà in cinque minuti; se saremo ancora per aria, poiché non vogliamo rubare un solo giorno alla discussione del complemento di programmazione, la discussione degli ordini del giorno sarà rinviata ad altro momento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Signor Presidente, vorrei sapere di che cosa discuteremo lunedì sera. Avevo chiesto di parlare prima che l'onorevole Selis facesse la sua proposta sia per respingere certe affermazioni dell'opposizione, come "L'ordine del giorno numero 2 è carta straccia" (ma lasciamo perdere queste cose, sono tutte stupidaggini che indubbiamente non servono se vogliamo trovare un accordo), sia per evidenziare che l'onorevole Selis ha fatto proprio un ordine del giorno che risultava ritirato, almeno da parte di alcuni dei proponenti.
In quest'ordine del giorno sono scritte tante cose, e principalmente voglio far notare, perché ho l'impressione che per questo motivo non lo si possa fare proprio, che alcuni punti sono identici ai punti 5, 6, 7 e 8 della mozione 33, che abbiamo già votato e non approvato.
PRESIDENTE. Mi consenta, onorevole Frau, l'onorevole Selis ha proposto di lasciare immutato lo stato dei fatti. I due ordini del giorno verranno discussi successivamente.
FRAU (A.N.). Io credo che non sia accettabile, ecco tutto.
PRESIDENTE. Se entro lunedì pomeriggio si raggiungerà un accordo su un ordine del giorno unitario, questo sarà discusso all'inizio della seduta, in caso contrario la discussione dei due ordini del giorno sospesi sarà rinviata ad altro momento, senza pregiudicare l'ordine del giorno stabilito in precedenza dalla Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
I lavori del Consiglio riprenderanno lunedì 4 dicembre alle ore 17.
La seduta è tolta alle ore 16 e 45.
Allegati seduta
Risposta scritta ad interrogazione
Risposta scritta dell'Assessore dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale all'interrogazione Tunis Marco sul rischio igienico-sanitario esistente in località Monte Idu (Teulada). (186)
In risposta alla nota prot. n. 32657 del 04/10/2000 pari oggetto, si comunicano gli adempimenti espletati da questo Servizio in merito al rischio igienico-sanitario ipotizzato nell'interrogazione presentata dall'On. Marco Fabrizio Tunis per la presenza di un allevamento suinicolo allo stato brado nella località Monte Idu in territorio del Comune di Teulada:
a seguito di segnalazione anonima pervenuta a quest'Ufficio in data 04/05/1999, ove si comunicava che nella località TUERRA in territorio del Comune di TEULADA, un non meglio definito Sig. MANCA di Teulada aveva da circa tre anni un allevamento suinicolo allo stato brado, con circolazione dei capi lungo strade e terreni senza alcun controllo, il Servizio Veterinario, coadiuvato dal Comando Stazione dei Carabinieri di Teulada e dal Comando Vigili Urbani del Comune di Teulada, eseguiva un sopralluogo in località MONTE IDU-TUERRA ove venivano rinvenuti 34 maiali, condotti dal Sig. MANCA Gianfranco nato a Teulada l'11/11/1972, mentre la proprietà era da attribuire al fratello MANCA Antonello nato a Teulada il 13/11/1969.
Dopo questo sopralluogo il Comando dei Carabinieri della Stazione di Teulada provvedeva a denunciare all'A.G. i Sig.ri MANCA per i reati di pascolo abusivo in fondo altrui e abbandono e malgoverno di animali (art. 636 C.P.) e danneggiamento di luogo destinato ad uso pubblico (art. 635 parte 3°).
Questo Servizio nel contempo accertava che il Sig. MANCA Antonello possedeva un registro aziendale per suini, recante il codice identificativo dell'allevamento 084CA147, vidimato in data 07.11.1997 dall'Ufficio Veterinario dell'ASL n° 7 presso il Comune di Teulada.
Con lettera del 27 maggio 1999, indirizzata al Sig. Sindaco del Comune di Teulada, il Dott. Antonio CASU Veterinario dipendente di questa ASL operante in quel Comune, segnalava che il DAIS n° 1855 del 14/09/1993 e il DAIS n° 340 del 19/03/1997 vietano il pascolo brado dei suini e, pertanto, chiedeva l'adozione dei provvedimenti di legge per la risoluzione del problema.
In data 04/06/1999 lo scrivente Responsabile del Servizio, spediva tutte le relazioni sui sopralluoghi eseguiti dal Dott. CASU alla Procura della Repubblica presso la Pretura Circondariale di Cagliari, al Sindaco del Comune di Teulada, al Comando Stazione dei Carabinieri di Teulada e per conoscenza, al Responsabile del Dipartimento di Prevenzione della ASL n° 7 di Carbonia.
In data 02 luglio 1999 il Dott. CASU accertava che i suini presi in carico nel registro aziendale dal Sig. MANCA Antonello erano in numero di due e provenivano dal Comune di Sarroch - località Perd'e sali - come da fotocopia esibita del Modello 4, redatto dal venditore Sig. MANCA Carlo, proprietario di un allevamento suinicolo con codice 066CA015. Questa certificazione di trasporto è irregolare e priva di validità perché mancante del necessario visto del Servizio Veterinario dell'ASL n° 8 di Cagliari, da apporre al momento della visita sanitaria degli animali in partenza, come precisa la normativa in vigore per il trasporto di suini sia destinati all'allevamento che direttamente al macello (D.M. 04.07.1995 come modificato dal D.M. 13.03.1996, dall'O.M. 27.04.1983, dall'O.M. 19.03.1979 e dall'art. 16 del D.M. 18.10.1991 n. 427).
In data 28/09/1999 lo stesso Dott. CASU chiedeva al Sig. Sindaco del Comune di Teulada l'emissione di un'ordinanza per il raduno coatto dei suini, al fine di poter accertare l'applicazione del D.P.R. 317/96 istitutivo dell'anagrafe del bestiame nella parte che impone ai proprietari e/o detentori il tatuaggio identificativo e nello stesso tempo procedere ai prelievi ematici per il controllo sanitario dei suini, secondo le norme di legge in vigore per l'eradicazione della Peste Suina Classica, Peste Suina Africana, Malattia Vescicolare e Morbo di Aujeszky.
Il giorno 11 ottobre 1999 n° 16 suini vengono sottoposti a prelievo ematico con esito negativo per la Peste Suina Classica, Peste Suina Africana, Malattia Vescicolare Suina. Un soggetto risultò sieropositivo per la malattia di Aujeszky ma, sulla base della normativa vigente, non fu adottato alcun provvedimento sanitario specifico. Nella stessa data, il Servizio Veterinario appose placche auricolari identificative a ciascun soggetto sottoposto a controllo sanitario.
Lo scrivente in data 25 ottobre 1999, tra le diverse informazioni date al Sig. Sindaco del Comune di Teulada sullo stato sanitario dell'allevamento del Sig. MANCA Antonello, ribadiva l'inderogabile necessità di reperire o far costruire all'interessato un ricovero per tutti i suini posseduti, richiamando l'assoluto divieto di pascolo brado esistente per i suini allevati nella Provincia di Cagliari.
In data 30/05/2000, dopo diversi inutili tentativi effettuati nei mesi precedenti, il Servizio Veterinario eseguiva nuovi prelievi ematici su n° 15 scrofe che risultarono negative agli esami per Malattia Vescicolare, Morbo di Aujeszky Peste Suina Classica e Peste Suina Africana eseguiti presso l'Istituto Zooprofilattico della Sardegna - Sezione di Cagliari. I restanti suini: 1 verro, 3 scrofe, 6 lattoni di circa 30 giorni e 17 porchettoni di circa 65 giorni, scapparono da un foro nella recinzione e non fu possibile sottoporli a prelievi ematici.
In data 31.08.2000 quest'Ufficio comunicava al Sig. Sindaco del Comune di Teulada l'estrema necessità di imporre al Sig. MANCA Antonello la destinazione dei suini in idonei locali, debitamente autorizzati dal Servizio Veterinario, stante il divieto di pascolo brado per i suini allevati nella Provincia di Cagliari, ribadito dalla Determinazione n° 1044 datata 29.06.2000 emanata da codesta Direzione dipartimentale.
L'Ufficio Veterinario di Teulada, segnalava, inoltre, le carenze igienico-sanitarie della struttura adibita a ricovero dei suini e indicava quale unico possibile rimedio il trasferimento degli animali in una porcilaia autorizzata.
Il Sindaco del Comune di Teulada con ordinanza n° 54 datata 08/09/2000, intimava al Sig. MANCA Antonello:
1. di cessare immediatamente il pascolo allo stato brado dei suini;
2. di sottoporre il bestiame di sua proprietà alle operazioni di identificazione e controllo sierologico, provvedendo in particolare al ricovero degli animali, che verranno posti sotto sequestro, in struttura idonea ed autorizzata;
3. di dare atto che, in caso di inadempienza, tali operazioni vengano eseguite dallo stesso Comune con addebito delle spese a carico del trasgressore.
In data 13.10.2000 il Servizio Veterinario congiuntamente alla locale Stazione Carabinieri ed al Comando Polizia Municipale eseguiva un sopralluogo presso il più volte richiamato allevamento suinicolo constatando che il sig. Manca non ha ottemperato alle disposizioni impartite dall'ordinanza sindacale n° 54/2000 adducendo quale giustificazione l'impossibilità a reperire altro terreno e idonei locali per l'allevamento dei suini.
Disponibile per ogni eventuale chiarimento, è gradita l'occasione per porgere i più distinti saluti.
Testo delle interpellanze e interrogazioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA MARROCU - SELIS - CUGINI - FADDA - BALIA - DETTORI Bruno - SANNA Alberto - DEMURU - GIAGU - MANCA sulla situazione in cui versa il settore bieticolo-saccarifero in Sardegna.
I sottoscritti,
premesso che con delibera del maggio 1999, la Giunta regionale ha approvato il "progetto di rilancio dell'attività bieticolo-saccarifera e del sistema agro-industriale in Sardegna", in quanto rispondente alle finalità di sviluppo e ammodernamento dell'intero settore agro-industriale e di cui la filiera bieticolo-saccarifera risulta componente essenziale;
rilevato che nel maggio del 2000 la Commissione dell'Unione Europea ha approvato il progetto di ristrutturazione delle Zuccherificio Sadam Isz di Villasor e gli interventi in esso previsti;
sottolineato che la persistente siccità sta provocando un drammatico rallentamento nelle semine per la prossima campagna bieticola, che devono essere tassativamente concluse entro il mese di novembre, tanto che dei 7000 ettari programmati e previsti dal piano di ristrutturazione, che rappresentano la superficie indispensabile all'equilibrio economico dello zuccherificio, soltanto una parte (circa 1500 ettari) è stata sottoposta a semina;
considerato che il permanere di questa situazione comporterebbe il concreto rischio di chiusura dello stabilimento, che occupa 90 dipendenti fiss i e circa 200 stagionali, con l'irreversibile smantellamento di tutta la filiera bieticolo-saccarifera e del relativo indotto occupazionale ed il conseguente trasferimento su altre regioni italiane della quota comunitaria di zucchero che, come noto, coincide con il fabbisogno dell'Isola;
evidenziati i problemi che si determinerebbero in materia di riconversione colturale in assenza di valide alternative reddituali e con la conseguenza di determinare disequilibri nelle altre produzioni tradizionali;
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'agricoltura per sapere quali atti abbiano compiuto o intendano compiere per:
1) assicurare fin da ora, nell'ambito delle disponibilità idriche destinate all'agricoltura, priorità alle esigenze della superficie che sarà investita a barbabietole da zucchero;
2) garantire l'immediata attivazione a favore dei bieticoltori, ove ne ricorrano i presupposti in termini di perdita di posti di lavoro, delle provvidenze regionali previste per i casi di calamità naturali, che tengano conto dei rilevanti costi di impianti colturare delle barbabietole. (96)
INTERPELLANZA SANNA Alberto - CUGINI - MARROCU - DEMURU sul mancato pagamento delle provvidenze a favore dei serricoltori per i danni causati dal virus giallo del pomodoro nelle annate agrarie 1994/1995, 1995/1996 e 1996/1997.
I sottoscritti,
premesso che nelle annate agrarie 1994/1995, 1995/1996 e 1996/1997 le coltivazioni di pomodoro da mensa in serra di oltre 2000 aziende della Sardegna sono state colpite dal virus giallo del pomodoro causando danni in misura non inferiore al 60 per cento della produzione lorda vendibile;
vista la delibera n. 40/51 della Giunta regionale pubblicata nel BURAS n. 36 del 3 dicembre 1999 che, in base all'articolo 14 della legge regionale n. 8 del 1998, riconosce i danni causati dal virus giallo del pomodoro in serra nelle annate agrarie richiamate in premessa;
considerato che:
- la Commissione Europea, con nota del 17 maggio 1999, si è espressa positivamente sulla compatibilità della misura in questione con il mercato comune;
- sono disponibili sul fondo di solidarietà regionale risorse pari a 60 miliardi di lire;
ritenuta particolarmente grave la crisi che attraversa il settore serricolo, anche a seguito della prolungata siccità di queste ultime annate e del preoccupante livello di indebitamento che interessa anche le aziende serricole;
ritenuti, inoltre, oltremodo gravi e non più tollerabili i ritardi dell'Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale della Regione autonoma della Sardegna che a tutt'oggi non ha ancora provveduto al pagamento delle provvidenze dovute,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere quali siano stati i motivi del ritardo già richiamato e quali iniziative intendano assumere perché le aziende serricole interessate possano avere le provvidenze dovute quanto più rapidamente possibile e, in tutti i casi, non oltre il termine del 15 dicembre 2000, data ultima prevista per l'effettuazione dei pagamenti dell'esercizio 2000, pena l'ulteriore ritardo di altri 3 o 4 mesi per motivi di bilancio. (97)
INTERPELLANZA AMADU sulla chiusura del ponte Colombo (Portorres) e sui danni che ne derivano all'intero sistema produttivo della zona industriale di Portotorres e del Sassarese.
Il sottoscritto,
viste le gravissime conseguenze derivanti all'intero sistema produttivo della zona industriale di Portotorres e del territorio del Sassarese dalla chiusura del ponte Colombo di Portotorres al transito dei camion pesanti, situazione che sta determinando la forte mobilitazione e al giustificata protesta da parte di tutte le organizzazioni e le associazioni di categoria degli imprenditori del territorio;
considerato che la soluzione immediata può essere ricercata nell'attivare ogni utile iniziativa per completare la camionabile Sassari-Portorres e che per questo obiettivo può essere determinante l'intervento della Giunta regionale in modo diretto con un'azione presso tutti gli enti interessati, Anas compresa, al fine di superare le eventuali difficoltà tecnico-burocratiche,
chiede di interpellare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per conoscere gli intendimenti della Giunta regionale e le iniziative che la stessa Giunta intende immediatamente attivare per dare adeguate risposte al sistema produttivo di Portotorres e del Sassarese in relazione alle gravi conseguenze per i divieti al transito sul ponte Colombo. (98)
INTERPELLANZA TUNIS Marco FABRIZIO - PILO - LIORI - CORONA - LA SPISA sul problema relativo alla realizzazione di discariche del CASIC nel Comune di Uta.
I sottoscritti,
premesso che in base al piano regionale di smaltimento dei rifiuti devono essere individuate delle aree in cui realizzare delle discariche per soddisfare le esigenze del bacino n. 1 di Cagliari;
rilevato che un sito per discarica è stato individuato dal CASIC nel territorio comunale di Uta, in località "Sa tanca de su marchesu";
evidenziato che il CASIC, nella persona del suo Presidente, con atteggiamento autoritario, vuole imporre all'Amministrazione comunale di Uta e alla popolazione locale, l'individuazione e realizzazione di una seconda discarica in località "Mitza de fundali" senza il preventivo consenso di quella comunità e di chi istituzionalmente la rappresenta, adducendo a giustificazione il consenso precedentemente avuto dall'ex Sindaco che probabilmente non aveva "la capacità giuridica" di esprimerlo per mancanza di una maggioranza consiliare;
osservato che, comunque, il CASIC non può esimersi, quanto meno per motivi di opportunità, dal confrontarsi democraticamente con l'attuale amministrazione comunale e la popolazione residente, su una decisione così importante che determinerà un'alterazione rilevante dell'ambiente in quel territorio,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere se non ritengano opportuno e necessario:
1) intervenire presso il CASIC affinché la decisione di realizzare la seconda discarica consortile nel comune di Uta venga sospesa;
2) convocare le parti interessate per trovare una soluzione che salvaguardi prioritariamente gli interessi degli abitanti di Uta, cercando altrove, in altri comuni consorziati, la soluzione del problema. (99)
INTERPELLANZA CAPPAI - CONTU sui ritardi delle AA.SS.LL. della Sardegna nei pagamenti alle aziende fornitrici di beni e servizi.
I sottoscritti,
premesso che le AA.SS.LL. della Sardegna già da alcuni mesi non procedono più al pagamento dei loro fornitori di beni e servizi;
considerato che tale situazione pone in gravissime difficoltà finanziarie i citati fornitori;
considerato altresì, che vi è il rischio concreto che le aziende fornitrici possano agire giudiziariamente per il pagamento delle loro prestazioni;
rilevato che un tale fatto non farebbe altro che determinare un ulteriore aggravio, a causa del contenzioso, alle già disastrose finanze delle AA.SS.LL. isolane,
tutto ciò premesso chiedono di interpellare l'Assessore regionale della sanità per conoscere gli intendimenti della Giunta regionale su tale problema e quali possibili iniziative, eventualmente anche legislative, intenda porre in essere per prevenire il rischio paventato. (100)
INTERPELLANZA SPISSU - CUGINI - LAI - MORITTU sugli aumenti degli indici di edificabilità nell'agro di Sassari.
I sottoscritti,
premesso che nella città di Sassari da diversi anni è in corso un dibattito su ipotetici, generalizzati aumenti degli indici di edificabilità nell'agro;
considerato che, nel tempo, anche a causa di una spontanea tendenza delle popolazioni alla residenza fuori dalla città, o per risolvere il problema primario dell'abitazione, si è venuta determinando in un'area vastissima una condizione di edificazione che, sebbene regolarizzata anche attraverso le sanatorie, crea enormi problemi di dotazione dei servizi primari quali strade, acqua, fognature, illuminazione, etc.;
atteso che il tema ha costituito un impegno elettorale dell'attuale maggioranza al governo di Sassari e che ancora oggi, attraverso pubbliche e contraddittorie dichiarazioni, si lascia intendere ai cittadini che sarà possibile una edificazione al di fuori della città, delle zone di espansione e della pianificazione urbanistica nelle borgate, mediante un generico incremento degli indici;
appurato che tali annunci determinano una aspettativa notevole che provoca fra l'altro una abnorme situazione di frazionamento dei terreni agricoli;
considerato che un tale argomento, su cui sono necessarie certezze normative, non può essere utilizzato per esclusivi fini di propaganda elettorale, né di contrapposizione fra le forze politiche al governo o all'opposizione,
chiedono di interpellare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica per conoscere:
1) se intenda intervenire in questa delicata materia di competenza regionale e statale;
2) attraverso quali nuove norme e con quali strumenti esistenti ritenga possa rendersi praticabile l'ipotesi di incremento degli indici di fabbricabilità in aree classificate agro. (101)
INTERPELLANZA MANCA - SANNA Giacomo sul "Marchio Carni Sardegna" e blocco dell'importazione di bovini e derivati di cui non sia possibile conoscere la completa tracciabilità.
I sottoscritti, premesso che:
- l'allarme per il morbo BSE, encefalopatia spongiforme, comunemente noto come "mucca pazza", ha fatto sì che nella penisola italiana oltre 30 città abbiano sospeso la distribuzione delle carni di manzo nelle mense scolastiche;
- nella nostra Regione si assiste ad un generalizzato calo dei consumi di carni bovine e le Amministrazioni comunali di Sassari ed Oristano hanno assunto la decisione di bandire la carne rossa dalle mense delle scuole e degli asili nido cittadini ed altri comuni della Sardegna hanno attivato una serie di misure precauzionali concordando rispettivamente con le aziende sanitarie locali e con i gestori dei servizi mensa, controlli e variazioni nella lista dei cibi;
- il patrimonio bovino della Sardegna, rappresentato da oltre dieci mila aziende e da trecento dieci mila capi da latte e da carne, non corre alcun rischio e le carni prodotte dagli animali allevati nell'isola sono rigorosamente controllate e sono esenti dalle conseguenze di "mucca pazza";
- per il manifestarsi, nell'intero territorio regionale, dell'epidemia della "blue tongue", circa settanta mila capi bovini, in quanto specie sensibili alla febbre catarrale maligna, sono interessati dalle misure restrittive e precauzionali adottate in merito, che impediscono la movimentazione del bestiame e l'eventuale esportazione di capi vivi;
- tale situazione fa sì che si manifestino gravi ed inevitabili ripercussioni economiche sull'intero settore zootecnico, basti considerare i danni derivanti dalla mancata produzione o anche quelli derivanti dalla impossibilità di vendere i capi in eccesso;
rimarcato che gli allevamenti bovini sardi non sono mai stati interessati dal morbo BSE chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'agricoltura e l'Assessore regionale dell'igiene e sanità per sapere:
- quali misure urgenti intendano adottare per favorire la macellazione ed il consumo di carni bovine provenienti da allevamenti sardi;
- quali iniziative intendano intraprendere per favorire, attraverso un disciplinare di produzione, l'ufficializzazione del "Marchio Carni Sardegna";
- se non ritengano opportuno promuovere una campagna di informazione volta a dissolvere i timori e le preoccupazioni dei consumatori anche verso le carni provenienti da allevamenti sardi;
- quali iniziative intendano adottare per sostenere l'azione di quelle associazioni di produttori sardi che attendono il riconoscimento del marchio di origine controllata per le carni bovine, per le quali è possibile conoscere data di nascita, di macellazione ed azienda di provenienza;
- quali azioni intendano promuovere affinché in Sardegna, per misura precauzionale, si eviti l'importazione di bovini e suoi derivati di cui non sia possibile assicurare la completa tracciabilità. (102)
INTERPELLANZA SANNA Emanuele - FADDA - DORE - CALLEDDA - PINNA - SANNA SALVATORE sulla inadeguatezza strutturale e sulla crescente insicurezza della S.S. 195 (Cagliari-Pula-Teulada).
I sottoscritti,
considerato che nell'ambito delle documentate e sempre più insostenibili carenze della rete stradale della nostra Regione lo stato della strada statale n. 195, che collega numerosi ed importanti Comuni e realtà produttive della Sardegna Sud-occidentale, si configura ormai come una vera e propria emergenza;
ricordato che l'importante arteria, che collega l'area urbana di Cagliari con i Comuni di Capoterra, Sarroch, Villa San Pietro, Pula, Domus De Maria e Teulada, oltre all'intenso traffico di autoveicoli privati e mezzi pubblici, deve assicurare il trasporto continuo con mezzi pesanti dei prodotti del polo chimico e petrolchimico ubicato in quell'area dove opera la più grande raffineria di idrocarburi del Mediterraneo;
sottolineato che la strada in questione, oltre ad attraversare un territorio fortemente antropizzato, deve servire un'area industriale e un comprensorio turistico fra i più importanti della Regione;
rilevato che i dati ufficiali e le statistiche hanno documentato in maniera incontrovertibile che in questa arteria, oltre il progressivo intasamento e rallentamento dei tempi di percorrenza, si registra anche un drammatico incremento degli incidenti gravi con un tasso di mortalità che ha fatto assumere purtroppo alla S.S. 195 il triste primato di strada tra le più pericolose d'Italia;
ricordato inoltre che, soprattutto a seguito della realizzazione del Porto Canale di Cagliari e del tumultuoso sviluppo degli insediamenti abitativi e turistici in particolare nel territorio di Capoterra, si è determinata una ulteriore penalizzazione nella mobilità delle popolazioni residenti nei Comuni raggiungibili solo attraverso la S.S. 195;
richiamato in particolare, il fatto che, a seguito delle denunce delle popolazioni locali, l'Amministrazione regionale, d'intesa con i comuni interessati e col CASIC, ha destinato consistenti risorse finanziarie per intervenire con adeguamenti strutturali almeno sui tratti più critici dell'arteria stradale in questione e in particolare:
a) sistemazione del tratto dalla dorsale consortile al bivio di Capoterra (finanziamento Agenzia per lo Sviluppo del Mezzogiorno di lire 13.615.000.000 - Decreto trasferimento n. 2504 del 23.09.1994);
b) tratto Sarroch-Pula (circonvallazione Villa San Pietro) finanziato dall'Assessorato dei lavori pubblici della Regione sarda con la somma di lire 8 miliardi;
sottolineato che per i suddetti interventi il CASIC ha predisposto i relativi progetti esecutivi sottoponendoli anche ai prescritti pareri degli organi tecnici regionali, in particolare quello relativo alla circonvallazione di Villa San Pietro approvato dal C.T.R con nota n. 174 dell'11 dicembre 1995;
ricordato, inoltre, che per il tratto dal bivio di Capoterra al Km. 14,700 è stato già predisposto dal CASIC il progetto di massima e deliberato nel 1997 un finanziamento dell'Assessorato dei lavori pubblici della Regione sarda di lire 3 miliardi e 500 milioni per un "Progetto generale esecutivo e primo tratto funzionale";
accertato che le necessarie gare d'appalto e procedure esecutive per i tratti suindicati sono state sospese sine die per l'intervento della Regione e segnatamente dell'Assessorato ai lavori pubblici che nel gennaio del 1999 ha sostanzialmente bloccato gli accordi precedentemente raggiunti tra CASIC-ANAS e Regione Autonoma della Sardegna;
sottolineato che il tracciato della nuova strada nel tratto Capoterra-Poggio dei Pini-Torre degli Ulivi è stato più volte rettificato e messo in discussione, con notevole dilazione dei tempi progettuali ed esecutivi, pare per poco chiare interferenze di proprietari di aree ricadenti nel naturale tracciato dell'asse viario;
denunciato, quindi, il rischio che agguerriti e ben protetti interessi privati possano prevalere anche nelle iniziative dell'Amministrazione regionale su vitali e pressanti esigenze pubbliche;
considerato che la Regione ha successivamente affidato un nuovo progetto globale della 195 ad una società di ingegneria con sede a Roma,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere:
1) quali iniziative abbiano assunto per la più rapida realizzazione degli interventi già finanziati e progettati sui tratti della S.S. 195 che vanno dalla dorsale consortile al bivio di Capoterra e dal Km. 23 all'abitato di Pula;
2) quali passi siano stati fatti per garantire che i progetti esecutivi redatti dal CASIC, col consenso e i finanziamenti della Regione, vengano eseguiti senza reiterare incarichi ad altri professionisti o studi o società di ingegneria per nuovi, costosi e discutibili progetti che si configurerebbero come una non rigorosa utilizzazione di fondi destinati alla più accurata e trasparente realizzazione di opere pubbliche;
3) quali iniziative siano state promosse per dare corso e concretezza agli impegni assunti dal Governo nazionale e dall'ANAS con l'Intesa Istituzionale di Programma del 29 aprile 1999 che nello specifico Accordo di Programma-Quadro per la viabilità statale (21.04.1999) individua la 195 all'interno del sistema viario sardo come "strada di interesse regionale (o di connessione nazionale) di primo livello, con la funzione di collegare tra loro aree-programma e i sistemi urbani di riferimento e le stesse con i principali nodi di interscambio e completamento della rete fondamentale" e ha previsto un finanziamento di 168 miliardi aggiuntivo delle opere già finanziate con 61 miliardi (40 ANAS, 13+8 CASIC-Regione). (103)
INTERPELLANZA PUSCEDDU - CALLEDDA - SANNA Alberto - MORITTU - FALCONI - PIRISI sui processi di ristrutturazione della Tirrenia e sui conseguenti rischi di penalizzazione per i dipendenti sardi.
I sottoscritti,
premesso che:
- nell'ambito dei processi di privatizzazione del sistema delle partecipazioni statali la Tirrenia, già appartenente al settore FINMARE del gruppo IRI, ha avviato processi di ristrutturazione aziendale e di ammodernamento della flotta;
- attualmente la Tirrenia di Navigazione Spa assume il ruolo di capogruppo delle aziende di cabotaggio Adriatica, Caremar, Saremar, Siremar e Toremar che svolgono i collegamenti per le isole minori;
- in data 9/10/2000 tra la Tirrenia di Navigazione Spa, assistita dalla Fedarlinea, e le Organizzazioni sindacali FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI è stato siglato un accordo relativo al trasferimento dalla società Tirrenia alla Società Adriatica delle linee e dei relativi mezzi nautici impiegati sui collegamenti Genova-Termini Imerese e Livorno-Catania;
- il suddetto accordo sindacale prevede tra l'altro la verifica, in via preventiva, dell'eventuale possibilità di operare la mobilità definitiva presso la società Adriatica e, qualora il numero delle richieste volontarie non fosse sufficiente a coprire il fabbisogno dei 51 posti di organico, si procederà comunque al trasferimento della restante quota di personale;
considerato che il piano di mobilità rischia di penalizzare i dipendenti sardi che verrebbero trasferiti su rotte estranee alla Sardegna;
ritenuto che i dipendenti sardi della società Tirrenia rischiano di subire una ingiusta discriminazione a tutto vantaggio di colleghi continentali e con rapporto di lavoro stagionale che continuerebbero a lavorare nelle navi passeggeri in servizio per la Sardegna;
rilevato che, nonostante il progressivo numero dei passeggeri trasportati, il potenziamento delle linee non ha comportato alcun incremento dell'occupazione dei marittimi sardi, malgrado il consistente numero di iscritti qualificati e specializzati in attesa di imbarco presenti nei collocamenti della gente di mare presso i porti della Sardegna;
valutato il ruolo strategico che le società di navigazione devono assumere per garantire la continuità territoriale tramite una efficiente ed adeguata rete di mobilità da e per la Sardegna;
preoccupati che la liberalizzazione del cabotaggio marittimo e la conseguente accresciuta competitività del settore, anche per effetto dei Regolamenti comunitari, più che dare impulso alla riorganizzazione gestionale delle Società rischia di avere esclusivamente riflessi negativi sui livelli occupazionali e sulla qualità dei servizi di navigazione;
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei trasporti per conoscere:
1) quali iniziative intendano porre in essere affinché i processi di ristrutturazione della Tirrenia e l'avvio delle procedure di mobilità non risultino penalizzanti per l'esiguo numero dei dipendenti sardi;
2) se corrisponda a verità che alcune OO.SS. abbiano ritirato la firma dell'accordo del 9/10/2000;
3) i motivi per i quali la politica del personale della Tirrenia privilegi i dipendenti continentali con turno stagionale, utilizzati nei nuovi mezzi veloci, mentre i dipendenti sardi vengono impiegati nelle "carrette" merci;
4) se siano a conoscenza dell'intendimento della Tirrenia di cedere due navi merci ad ex dirigenti Finmare per garantire da privati la linea Olbia-Civitavecchia e quindi al di fuori del sistema di convenzione con lo Stato;
5) se da tale operazione non possa derivare uno scadimento della qualità dei servizi, una riduzione del personale ed il venire meno delle garanzie contrattuali di lavoro, con pregiudizio della sicurezza nella navigazione e nel comparto di bordo;
6) se non ritengano opportuno promuovere una indagine sulla qualità dei servizi di trasporto passeggeri e merci offerto dai vettori attualmente presenti sulle tratte via mare da e per la Sardegna;
7) se non ritengano necessaria una puntuale iniziativa di vigilanza e controllo sull'attività gestionale dell'armamento privato. (104)
INTERPELLANZA VASSALLO - COGODI - ORTU sull'applicazione delle norme previste dall'articolo 17 della L.R. n. 37 del 1998 e dall'articolo 25 della L.R. n. 17 del 2000 riguardanti i lavoratori socialmente utili.
I sottoscritti,
appreso che l'Assessorato regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale ha provveduto ad informare le organizzazioni sindacali che provvederà ad erogare direttamente agli interessati i contributi previsti dall'articolo 17 della legge regionale n. 37 del 1998 (Norme concernente interventi finalizzati all'occupazione e allo sviluppo del sistema produttivo regionale e di assestamento e rimodulazione del bilancio) per la ricostruzione del trattamento previdenziale;
appreso altresì dalla comunicazione dell'Assessorato del lavoro, inviata agli enti utilizzatori di lavoratori socialmente utili, con prot. 31018 del 17 ottobre 2000, che si intende dare applicazione al comma 6, dell'articolo 25 della legge regionale n. 17 del 2000 (Modifiche e integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000-2002 e disposizioni varie), assicurando agli enti locali sardi la copertura degli oneri derivanti dall'attivazione delle proroghe previste dal decreto legislativo n. 81 del 2000;
considerato che:
- tali disposizioni, pur attuative di parte della normativa in materia di lavori socialmente utili, anche di recente approvata dal Consiglio regionale, risultano parziali e comunque inadeguate a raggiungere il principale obiettivo individuato dal legislatore, di dare ai lavoratori dei progetti socialmente utili stabilità occupazionale da lavoro produttivo, pubblico o privato;
- sono passati ormai due anni dall'approvazione della legge regionale n.37 del 1998, dove all'articolo 17, ai fini dell'intervento regionale per la copertura di parte degli oneri previdenziali derivanti da contribuzione volontaria a favore dei lavoratori socialmente utili, si prevedeva venisse attivata una specifica convenzione con l'INPS;
- tale convenzione, a tutt'oggi non risulta ancora stipulata, pertanto l'INPS, unico soggetto abilitato a quantificare correttamente le quote dovute da ciascun lavoratore avente titolo alla contribuzione volontaria, non risulta coinvolto e allo stato non sussiste alcuna garanzia che le risorse regionali stanziate siano realmente utilizzate per le finalità stabilite dalla legge;
- sarebbe legittimo prevedere il rimborso delle quote spettanti solo nella eventualità in cui il lavoratore, per i ritardi dell'Amministrazione regionale nella applicazione della legge, abbia già provveduto direttamente ai versamenti dovuti;
- l'Assessore del lavoro, come si evince dalla citata circolare prot. 31018 del 17 ottobre 2000, ha dato attuazione solo al comma 6 dell'articolo 25 della citata legge regionale n. 17 del 2000 che prevede la copertura degli oneri a carico dei Comuni per l'attivazione delle proroghe previste dal decreto legislativo n. 81 del 2000, in ritardo e in maniera insufficiente per assicurare il regolare pagamento delle retribuzioni dei lavoratori socialmente utili;
- non si è attivata ancora alcuna iniziativa per la predisposizione dei Piani locali e del conseguente Piano regionale di stabilizzazione occupazionale previsti dallo stesso articolo 25, in tal modo determinando il depotenziamento della norma legislativa che consente il superamento positivo dell'attuale fase di precarietà e di assenza di adeguate forme di tutela in cui si trovano i lavoratori socialmente utili;
- senza la predisposizione dei citati Piani locali e regionale di stabilizzazione non potrà condursi in modo efficace il confronto con il Governo nazionale per il raggiungimento degli accordi previsti dall'articolo 8, comma 2, del decreto legislativo n. 81 del 2000, con i quali ottenere i necessari cofinanziamenti da destinare alla stabilizzazione occupazionale dei lavoratori socialmente utili sardi;
chiedono di interpellare l'Assessore Regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
1) se intenda avviare, in considerazione della prossima imminente scadenza dei termini previsti dalla legge, le procedure per la predisposizione dei Piani locali di stabilizzazione occupazionale, assicurando agli enti utilizzatori la necessaria assistenza, anche attraverso il coinvolgimento dell'Agenzia Regionale del Lavoro;
2) se abbia consapevolezza che tali piani sono preliminari e necessari alla definizione del Piano regionale di stabilizzazione;
3) se abbia delineato, anche solo indicativamente, i criteri fondamentali per l'elaborazione del Piano regionale di stabilizzazione;
4) se corrisponda al vero che la quota assicurata dalla Regione per gli oneri previdenziali dei lavoratori socialmente utili aventi titolo alla contribuzione volontaria sia erogata direttamente al lavoratore e, in tal caso, se ritenga di dover chiarire alla Commissione consiliare le ragioni che hanno indotto l'Assessorato del lavoro a non ricorrere alla stipula della prevista convenzione con l'INPS, e infine se non convenga sulla necessità di modificare il procedimento in atto rendendolo più coerente al dettato legislativo. (105)
INTERPELLANZA MANCA - SANNA Giacomo sulla estensione della zona di protezione per "blue tongue" all'intero territorio della Regione sarda.
I sottoscritti,
premesso che:
- l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità, in deroga ad una precedente decisione del medesimo Assessorato, con apposito provvedimento ha consentito la movimentazione di animali delle specie sensibili alla febbre catarrale maligna, per l'immediata macellazione, senza preventiva visita clinica veterinaria;
- numerose aziende, in seguito ai vincoli sanitari imposti alla movimentazione di animali vivi all'interno delle zone di protezione, sono impossibilitate ad usufruire di pascoli situati in zone libere, prive cioè di vincoli sanitari, e sono dunque costrette a sopportare oneri aggiuntivi per l'acquisto di scorte vive (mangimi e foraggi);
- l'intero comparto zootecnico risulta essere fortemente penalizzato dall'estendersi dell'epidemia che ormai interessa l'intero territorio regionale;
- i danni economici derivanti dal mancato pagamento di anticipazioni o rimborsi, rischiano di compromettere il futuro di numerose aziende operanti in Sardegna,
chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'igiene e sanità per sapere se non giudichi opportuno valutare positivamente la possibilità di estendere all'intero territorio della Regione Sardegna lo stato di zona di protezione per la febbre catarrale maligna, al fine di consentire, comunque con le dovute misure di sicurezza, deroghe alla movimentazione di animali vivi sensibili alla blue tongue in ambito regionale, per ovviare agli inconvenienti ed alle ulteriori penalizzazioni derivanti dai divieti di movimentazione. (106)
INTERPELLANZA BALIA - DETTORI Ivana - DEMURU - FALCONI - IBBA - MASIA - PIRISI sulla drammatica situazione dei lavoratori della Barbagia Flores.
I sottoscritti,
premesso che la Barbagia Flores, impianto di floricoltura in serre situato a Villanova Strisaili, occupa attualmente quattordici persone tra lavoratori dipendenti a tempo indeterminato e determinato e collaboratori;
considerato che il personale suddetto non percepisce gli stipendi da ben cinque mesi, nonostante la produzione, quantitativamente e qualitativamente di ottimo livello, venga stabilmente immessa sul mercato;
constatato che:
- la proprietà continua a disattendere gli accordi raggiunti con il personale nell'agosto scorso e che, allo stato di agitazione delle maestranze risponde con il licenziamento di quattro dipendenti, fra cui una delegata sindacale;
- nottetempo e in modo clandestino, al posto dei lavoratori locali sono stati immessi nel ciclo produttivo quattro lavoratori extracomunitari senegalesi, per i quali esprimiamo naturalmente il massimo rispetto, ma vogliamo evitare che vengano strumentalizzate potenzialità lavorative che già vivono condizioni di forte disagio sociale;
rilevato che la situazione di estrema tensione, aggravata dal fatto che interessa una zona già fortemente colpita da povertà e disoccupazione, potrebbe facilmente degenerare in manifestazioni poi incontrollabili;
considerato altresì che l'azienda ha fruito di cospicui finanziamenti regionali,
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
a) se siano a conoscenza della situazione suesposta;
b) cosa intendano fare per ricondurre la situazione a condizioni di legittimità e di garanzia per la conservazione stabile dei posti di lavoro oggi a rischio;
c) se non ritengano necessario verificare gli accordi intercorsi fra Regione autonoma della Sardegna e attuale proprietà al fine di garantire il rispetto degli impegni assunti. (107)
INTERPELLANZA DORE - FADDA - DETTORI Bruno - SELIS - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Alberto - BALIA - BIANCU - PACIFICO - CALLEDDA - LAI - PIRISI - PUSCEDDU - CUGINI - SPISSU - FALCONI - MARROCU - ORRU' - DETTORI Ivana - DEMURU sulla illegittimità dei 7 decreti dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma n. 1340 - n. 1346/P del 3 agosto 2000, riguardanti le procedure di selezione per l'assunzione di n. 7 funzionari e istruttori direttivi da adibirsi all'Ufficio di controllo interno di gestione.
I sottoscritti,
premesso che:
- con decreti N° 1340/P, 1341/P, 1342/P, 1343/P, 1344/P, 1345/P e 1346/P del 3 agosto 2000 l'Assessore Regionale agli Affari Generali, Personale e Riforma ha bandito N° 7 selezioni per soli titoli per l'assunzione di 4 funzionari tecnici e 3 Istruttori direttivi da impiegare nell'Ufficio di controllo interno di gestione in attività lavorative ascrivibili rispettivamente alla VIIIª ed alla VIIª qualifica funzionale, in materie informativa e informatica, amministrativa e giuridica, di elaborazione dati, economico-statistica, istituzionale, amministrativa e giuridica;
- tali provvedimenti sono illegittimi in quanto:
a) anzitutto, contrastano con il combinato disposto dell'art.52 della L. R. N° 31 del 1998 e dell'art.6 della L.R. N° 6 del 2000 in base ai quali le assunzioni dei dipendenti regionali (salvo alcune ipotesi particolari) possono aver luogo solo per concorso pubblico, per titoli, per esami e titoli o per corso-concorso e in taluni casi per soli titoli, escludendo quindi la possibilità di assunzioni per selezione;
b) in secondo luogo, i decreti assessoriali di cui trattasi, anziché dare preminenza al possesso del diploma di laurea conseguito nelle specifiche discipline oggetto delle selezioni (materia informativa e informatica, amministrativa e giuridica, economico statistica, istituzionale amministrativa e giuridica), considerano invece equivalenti fra loro i vari diplomi di laurea, anche se conseguiti in materie del tutto estranee a quelle in oggetto;
c) inoltre, fra i titoli valutabili ai fini del punteggio sono compresi i «corsi di specializzazione» anche se della durata di soli 2 giorni, mentre non figurano i corsi di perfezionamento universitari (che durano non meno di 6 mesi e si concludono con un esame), il che significa che un candidato che abbia frequentato un corso di perfezionamento o una scuola di specializzazione universitaria, la cui durata minima è di due anni, o abbia conseguito un dottorato di ricerca, si trova svantaggiato rispetto a chi abbia frequentato 2 o 3 corsi di specializzazione anche solo di 2 giorni ciascuno;
d) infine, è riconosciuto un trattamento particolarmente e ingiustificatamente vantaggioso, con il riconoscimento di un punteggio che va da un minimo di 0,25 ad un massimo di 12 punti su un totale di 20, a coloro che, pur sprovvisti di titoli accademici o di attestati di specializzazione, corsi di perfezionamento, etc., abbiano semplicemente lavorato, con la qualifica di funzionario o equiparato, presso organismi pubblici o privati per periodi a partire da un minimo di 15 giorni;
- tutto ciò fa ritenere in modo inequivocabile che non solo non si sia voluta attribuire la giusta preferenza a coloro che abbiano una particolare qualificazione nelle discipline oggetto delle selezioni, ma si sia invece inteso predisporre una corsia preferenziale per persone che già abbiano lavorato o lavorino a titolo precario per la Regione;
- per di più, le commissioni giudicatrici delle predette selezioni non sono state formate nel rispetto dei principi di cui all'art.55 della L.R. N° 31/1998 che prevede che le medesime siano composte da "esperti di provata competenza nelle materie di concorso". Infatti negli elenchi approvati con decreto assessoriale N° 487/P del 3 aprile 2000, dai quali dovranno essere sorteggiati i componenti delle commissioni in questione, figurano persone che non hanno alcuna specifica competenza nella relativa materia;
- tutto ciò oltre a concretare una palese violazione delle norme indicate nonché dei principi di eguaglianza, imparzialità e buona amministrazione di cui agli artt. 3 e 97 della Costituzione, ha altresì causato giustificate proteste da parte di coloro che si vedono esclusi in partenza dalle selezioni, con vasta eco sulla stampa e conseguente grave discredito nell'opinione pubblica e, se portato alle estreme conseguenze, alimenterà inevitabilmente un notevole contenzioso giudiziario;
tutto ciò premesso chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore degli affari generali, personale e riforma per sapere se, tenuto conto dell'evidente illegittimità dei decreti di cui in premessa, non ritengano di annullarli in sede di autotutela. (108)
INTERPELLANZA CALLEDDA - MORITTU - SANNA Alberto, sull'adeguamento della strada statale 126 Iglesias-Sant'Antioco.
I sottoscritti,
considerato che l'intesa Stato-Regione del 21 aprile 1999, prevede un finanziamento di 60 miliardi da destinarsi all'ammodernamento della strada statale 126 e un finanziamento di 1 miliardo e 500 milioni attribuito alla Regione sarda per la progettazione della stessa;
ricordato che l'importante arteria collega la piana del Cixerri, il Fluminese e l'Iglesiente alla zona industriale di Portovesme;
sottolineato che la statale in questione, che oltre al traffico pesante diretto alla zona industriale è percorsa da un continuo traffico privato e da mezzi pubblici, deve sopportare, nel periodo autunnale e invernale, interminabili colonne di mezzi pesanti dell'Esercito Italiano diretti al poligono di Teulada, e nel periodo estivo quello dei vacanzieri diretti alle località turistiche costiere;
rilevato che la strada statale 126, così come la maggior parte delle strade sarde, è priva dei minimi sistemi di sicurezza: non esiste, infatti, un cavalcavia, è ricca di incroci a raso ed è tanto pericolosa da essere definita "la strada della morte",
chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere:
- quali iniziative abbiano assunto nei confronti del Governo nazionale per dar seguito a quanto concordato nell'intesa Stato-Regione del 1999;
- quali atti siano stati assunti relativamente alle risorse a disposizione della Regione sarda per la progettazione della SS 126;
- se non ritengano, nel caso in cui la Regione non sia in grado di effettuare la progettazione di cui sopra, di dover incaricare l'ANAS per l'espletamento di tale compito. (109)
INTERPELLANZA AMADU sulla necessità di una revisione dei provvedimenti istitutivi del Consorzio di bonifica del Nord Sardegna.
Il sottoscritto
premesso che:
- in applicazione della legge regionale n. 21 del 1984 è stato costituito il Consorzio di bonifica del Nord Sardegna accorpando il Consorzio di bonifica di Chilivani con i consorzi riuniti della Provincia di Sassari (Bassavalle del Coghinas, Piana di Perfugas, Santa Lucia di Bonorva, Campu Lazzari e Campu Giavesu);
- contro il succitato consorzio si è manifestata immediatamente la forte contrarietà del mondo agricolo e dei Comuni interessati che a più riprese e successivamente hanno opposto ed espresso una ferma contrarietà alla citata fusione;
considerato che il malcontento potrebbe ulteriormente inasprirsi ed esplodere con manifestazioni pubbliche;
ritenuto che le legittime aspettative per una immediata revisione dei provvedimenti che a suo tempo hanno portato all'istituzione del Consorzio di bonifica del Nord Sardegna debbano trovare urgente applicazione al fine di evitare le giustificate iniziative di protesta degli agricoltori e degli amministratori locali, dando luogo all'individuazione di tre consorzi autonomi (Consorzio di bonifica dell'agro di Chilivani, Consorzio di bonifica dell'Anglona, Consorzio di bonifica del Meilogu), così come richiesto dalle parti interessate,
chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere i provvedimenti urgenti che la Giunta regionale intende assumere per una immediata revisione del Consorzio di bonifica del Nord Sardegna in conformità alle legittime e giustificate aspettative degli agricoltori e degli amministratori locali recepite anche dal Commissario straordinario dello stesso Consorzio. (110)
INTERROGAZIONE SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sulla presunta violazione degli articoli 19 e 20 della Legge 20 maggio 1970, n. 300, e dell'articolo 67 del CIRL forestali.
Il sottoscritto,
considerato che in data 17 ottobre 2000, si è svolta un'assemblea con i lavoratori forestali dei cantieri dell'Azienda foreste demaniali del Monte Grighine in provincia di Oristano, promossa da una fantomatica associazione sindacale autonoma;
visto che la direzione dell'A.F.D.R.S. di Oristano, nella persona del dott. Santino Ruggiu, avrebbe autorizzato il suddetto "sindacato autonomo" a tenere l'assemblea, nonostante la diffida a non concedere la stessa firmata in data 17 ottobre 2000 dai competenti sindacati FLAI-CGIL, FISBA-CISL, UILA-UIL e inviata alla attenzione del dott. S. Ruggiu;
considerato che la concessione dell'assemblea ha comportato la violazione degli articoli 19 e 20 della Legge n. 300 del 1970 e dell'articolo 67 del CIRL forestali, che disciplinano con chiarezza i diritti sindacali in ordine alla convocazione delle assemblee retribuite nei luoghi di lavoro,
chiede di interrogare l'Assessore della difesa dell'ambiente per conoscere quali iniziative concrete intenda mettere in essere per:
1) accertare l'ipotetica avvenuta violazione degli articoli 19 e 20 della Legge n. 300 del 1970, e dell'articolo 67 del CIRL forestali e le eventuali responsabilità;
2) impartire disposizioni precise agli uffici competenti perché fatti di questa natura non abbiano a ripetersi. (252)
INTERROGAZIONE SANNA Giacomo - MANCA, con richiesta di risposta scritta, sulla carenza dei collegamenti marittimi fra la Sardegna e la Corsica.
I sottoscritti, premesso che:
- dal 16 ottobre 2000 i collegamenti marittimi fra la Sardegna e la Corsica sono limitati a due sole corse giornaliere con partenza da Santa Teresa di Gallura alle ore 8.00 ed alle ore 15.00 e da Bonifacio alle ore 9.30 ed alle 16.30;
- la Società di navigazione marittima SAREMAR, a seguito della cessione della M\T Carloforte ad operatori privati, assicura i collegamenti su tale tratta con la sola M\T Ichnusa, in quanto è l'unica della flotta in regola per l'effettuazione dei collegamenti internazionali,
interrogano l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:
1) se sia a conoscenza che numerosissime richieste di passaggio di mezzi commerciali continuano a restare inevase a causa dell'impossibilità da parte della SAREMAR di soddisfare le esigenze di trasporto degli operatori economici, soprattutto autotrasportatori, che al momento sono costretti a sopportare pesanti disagi e penalizzazioni;
2) se non giudichi opportuno, adoperarsi per dar seguito alle pressanti richieste tendenti all'ottenimento del ripristino di una terza corsa giornaliera fra la Sardegna e la Corsica, con l'anticipo della prima partenza da Santa Teresa di Gallura alle ore 7.30 ed il posticipo alle ore 17.30 dell'ultima partenza da Bonifacio;
3) se sia a conoscenza che la compagnia di navigazione marittima "Moby Lines" ha più volte fatto trapelare il proprio interesse per il mantenimento in esercizio della linea Sardegna - Corsica, anche nei mesi invernali, con tre corse giornaliere;
4) se si sia valutato che in caso di avaria della M\T Ichnusa, della compagnia SAREMAR, questa non potrebbe esser sostituita e ciò causerebbe l'interruzione dei collegamenti fra le isole di Sardegna e Corsica. (253)
INTERROGAZIONE PIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle gravi irregolarità nella gestione della ASL n. 1 di Sassari.
Il sottoscritto,
premesso che con la precedente gestione la ASL n. 1 di Sassari ha accumulato una passività di circa 140 mld, causando innumerevoli problemi alla attuale gestione che si trova impossibilitata a garantire la corretta e regolare amministrazione dell'Azienda;
preso atto che in data 11 ottobre 2000 il Ministero del Tesoro e del Bilancio, con lettera recante il numero di protocollo n. 0081819 a firma del Ragioniere generale dello Stato, informava le autorità competenti delle irregolarità gestionali emerse dai verbali trasmessi dai revisori dei conti che concernono principalmente: imputazione di spese a capitoli non pertinenti; ingiustificato conferimento di incarichi professionali ad esterni per lo svolgimento di attività rientranti nella competenza del personale dipendente; insufficienti motivazioni giustificative al ricorso alla trattativa privata;
considerata la gravità di quanto contenuto nella comunicazione del Ministero del Tesoro,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:
- i dettagli delle irregolarità emerse dai verbali dei revisori dei conti e rilevate dal Ministero del Tesoro;
- quali sono le reali responsabilità della precedente dirigenza, dei revisori dei conti e della precedente Giunta regionale;
- se accertate le responsabilità, intenda procedere alla eventuale richiesta di risarcimento danni. (254)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sull'ordinamento degli uffici e dei servizi del Comune di Bono.
Il sottoscritto, premesso che:
a) con deliberazione della Giunta comunale n. 174 del 3 ottobre 2000 è stato approvato il Regolamento sull'ordinamento degli uffici e dei servizi del Comune di Bono, con le norme di accesso e allegata dotazione organica per il triennio 2000-2002;
b) l'articolo 6, comma 1, del decreto legislativo n. 29 del 1993 e successive modificazioni, nella sua correlazione con l'articolo 7 del vigente contratto collettivo di lavoro dei dipendenti del comparto delle autonomie locali, in ordine ai provvedimenti attinenti l'organizzazione e disciplina degli uffici, accessi e dotazioni organiche, prescrive la consultazione delle organizzazioni sindacali;
c) prima dell'emanazione di detto Regolamento non è stata sentita l'UGL (Unione Generale del Lavoro), organizzazione sindacale firmataria del vigente contratto collettivo di lavoro, alla quale obbligatoriamente doveva essere inviata l'informazione e la documentazione, preliminarmente alla approvazione della riorganizzazione degli uffici e dei servizi, per un proprio parere,
chiede di interrogare gli Assessori regionali degli enti locali, finanze e urbanistica e del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere:
1) se il comportamento dell'Amministrazione comunale di Bono (SS), in merito alla riorganizzazione degli uffici e dei servizi e alla esclusione della organizzazione sindacale UGL, non abbia violato le norme legislative, nazionali e regionali, e il contratto collettivo di lavoro sulla partecipazione e consultazione sindacale;
2) se non sia opportuno, poiché il procedimento di controllo è ancora in corso ai sensi dell'articolo 35 della legge regionale 13 dicembre 1994, n. 38, intervenire presso il CORECO, affinché la delibera dell'Amministrazione comunale di Bono venga annullata;
3) se altre organizzazioni sindacali, prima della emanazione del Regolamento, siano state preventivamente consultate. (255)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di interventi in favore degli allevatori sardi, i cui ovini sono stati colpiti dalla scrapie.
Il sottoscritto,
preso atto della grave situazione in cui versano numerosi allevatori sardi che hanno subito rilevanti danni a causa della scrapie, cosiddetta "pecora pazza", che ha colpito le loro greggi;
considerato che nel 2000 vi sono state finora ben otto denunce di focolai di scrapie verificatisi in diverse località della Sardegna compresa la provincia di Sassari (Ozieri e Buddusò);
preso atto che agli allevatori colpiti competono, in base alla normativa vigente, gli indennizzi per la ricostituzione delle scorte vive, misure che gli interessati non possono attuare stante il divieto di movimentazione degli animali e quindi di commercializzazione disposto per bloccare la diffusione della febbre catarrale (blue tongue), situazione che determina ulteriori danni derivanti agli allevatori dal mancato reddito;
ritenuto, pertanto, che occorre prevedere, così come è stato disposto per situazioni analoghe, interventi in favore degli allevatori per far fronte ai danni complessivamente subiti, a causa della scrapie e delle restrizioni nella commercializzazione,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere i provvedimenti normativi che l'Assessorato e la Giunta regionale intendono assumere per venire incontro agli allevatori sardi colpiti da scrapie, ai quali giustamente competono equi risarcimenti per l'abbattimento del bestiame, per il mancato reddito e per la ricostituzione delle scorte. (256)
INTERROGAZIONE SANNA Alberto, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi nella installazione di un ripetitore televisivo RAI nel territorio di Nughedu Santa Vittoria.
Il sottoscritto,
premesso che l'Amministrazione comunale di Nughedu Santa Vittoria ha avviato nel 1998 una pratica per la realizzazione di un ripetitore televisivo RAI nel proprio territorio;
considerato che il Comune di Nughedu Santa Vittoria ha provveduto ad inoltrare tutta la documentazione richiesta dalla RAI per il rilascio dell'autorizzazione;
considerato, inoltre, che da tempo l'ente RAI è stato ripetutamente sollecitato, viste le costanti lamentele di gran parte della popolazione residente in quel comune impossibilitata alla ricezione dei canali pubblici, affinché provveda alla installazione del ripetitore;
constatato che a tutt'oggi il problema è ancora irrisolto,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere se e quali iniziative intenda intraprendere verso la RAI affinché si porti a soluzione il problema quanto più rapidamente possibile. (257)
INTERROGAZIONE FADDA, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata erogazione da parte della Regione delle somme spettanti ai vincitori di borse di studio per corsi di specializzazione post-laurea.
Il sottoscritto,
accertato che dal mese di maggio non vengono più erogati i ratei spettanti ai vincitori di borse di studio regionali;
considerato che alle giuste proteste dei borsisti la Regione risponde con la giustificazione che sono esauriti i fondi stanziati e constatato che questo fatto sta chiaramente determinando serie difficoltà finanziarie presso quanti non sono purtroppo in grado di anticipare i costi, in alcuni casi abbastanza elevati, per la loro specializzazione post-laurea,
chiede di interrogare l'Assessore regionale della pubblica istruzione per conoscere quali iniziative intende adottare la Giunta regionale per ripristinare urgentemente la normalità nell'erogazione dei ratei e nel pagamento delle somme dovute. Inoltre chiede di conoscere i reali motivi, se esistono, per i quali lo stanziamento previsto nel capitolo di spesa del bilancio è esaurito o se questo stanziamento è stato sottostimato in fase di elaborazione della manovra finanziaria della Regione. (258)
INTERROGAZIONE VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sulle discariche controllate di rifiuti speciali e pericolosi.
Il sottoscritto,
verificato che nel triangolo Porto Torres - Sassari - Stintino sono state localizzate, dalla Regione sarda, numerose discariche sia di rifiuti solidi urbani che di rifiuti speciali e pericolosi, trasformando così il territorio in una vera e propria pattumiera della nostra Isola;
accertato che è ormai certa la presenza di rifiuti pericolosi provenienti dal continente e che soltanto la casualità ha consentito l'accertamento di questo grave e deleterio fenomeno;
accertato altresì che con deliberazione n. 35/23 del 17 agosto 2000 la Giunta regionale ha approvato la variazione del progetto di modifica dell'impianto di discarica controllata di tipo 2B, per una volumetria di 200.000 MC per rifiuti speciali della società Ecosesto S.p.A. di Milano, sita in località Canaglia (Sassari) in discarica che può accogliere i rifiuti dell'allegato D del D.Lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, classificati pericolosi;
verificato che, a seguito di ciò, la Giunta regionale ha approvato la determinazione del Direttore Generale dell'Assessorato della difesa dell'ambiente del 15 settembre 2000, n. 2133/IV, e deliberato di approvare la richiesta di modifica dell'impianto in questione e di dare mandato all'Assessorato della difesa dell'ambiente per il rilascio dell'autorizzazione all'esercizio;
verificato altresì che, nello stesso atto deliberativo, la Giunta regionale invita il Comune di Sassari a procedere ad una variante dello strumento urbanistico comunale vigente, ai sensi della legge regionale n. 45 del 1989, per riclassificare l'area con una destinazione di zona pertinente con l'attività di discarica;
considerato che se pur il D.Lgs n. 22 del 1997 pone in capo alla Regione l'approvazione dei progetti di discariche e relative autorizzazioni, questa non possa in alcun modo alienare i diritti delle Comunità locali e delle rispettive amministrazioni in tema di programmazione urbanistica e sviluppo del proprio territorio;
ritenuta l'approvazione del progetto presentato dalla società Ecosesto di Milano lesiva per gli interessi delle comunità locali, insistendo in un aerea già altamente carica di presenze altamente inquinanti;
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per conoscere:
1) se, in fase di approvazione della succitata deliberazione, si sia provveduto ad esaminare gli effetti che tale atto comporta, per il territorio interessato, a causa dell'aumento del carico inquinante in un area assai limitata come quella sopra citata;
2) quali ragioni abbiano determinato l'accoglimento del progetto di discarica per rifiuti speciali in una fase iniziale e la riclassificazione in pericolosi in questa fase;
3) come sia possibile localizzare una discarica in un'area non ancora classificata per tale finalità, senza il preventivo assenso e valutazione di compatibilità urbanistica e ambientale dell'ente locale interessato;
4) se non ritengano lesivo delle autonomie locali invitare il Comune di Sassari a procedere ad una variante dello strumento urbanistico comunale al fine di riclassificare l'area con una destinazione pertinente con l'attività di discarica;
5) se il Comune di Sassari si sia in qualche modo espresso favorevolmente al progetto iniziale di discarica di tipo 2B e all'attuale riclassificazione;
6) se non fosse altresì più opportuno, prima di procedere alle autorizzazioni, attivare un incontro in conferenza di servizi con tutti i soggetti interessati all'intervento: il Comune di Sassari, nel cui territorio insiste la discarica e i Comuni di Porto Torres e Stintino, perché limitrofi all'insediamento della discarica (ossia quelli che maggiormente risentono degli effetti devastanti della stessa), al fine di analizzare compiutamente costi e benefici sia della presenza che della riclassificazione della discarica stessa;
7) se, in virtù di quanto specificato, non sia doveroso da parte della Giunta regionale procedere alla revoca dell'atto pubblicato nel Bollettino Ufficiale del 9 ottobre 2000 che rende efficace il provvedimento autorizzativo eventualmente disposto dall'Assessorato della difesa dell'ambiente; (259)
INTERROGAZIONE NUVOLI, con richiesta di risposta scritta, sull'erogazione da parte della Regione di consistenti contributi alla Fondazione Ente Lirico di Cagliari in particolare per l'allestimento della stagione estiva 2000.
Il sottoscritto chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dello spettacolo e l'Assessore del turismo per sapere se corrisponde al vero che:
- la Regione dovrebbe, in base al piano economico presentato per l'anno 2000, erogare alla Fondazione Ente Lirico di Cagliari lire 33 miliardi di cui 14 per la sola stagione estiva e 7 per la così detta "isola di musica";
- complessivamente questa Fondazione dovrebbe incassare circa 63 miliardi di contributi, di cui 17 a carico dello Stato e 6 del Comune di Cagliari ed altri enti, oltre agli anzidetti 33 miliardi, mentre gli incassi al botteghino risultano esigui;
- nonostante queste elargizioni ad una Fondazione certamente anomala (nessun imprenditore privato finora contribuisce alla programmazione nello spirito della legge sulla trasformazione degli enti lirici), è scandaloso il programma concertistico imminente, laddove, su ben 19 manifestazioni e 38 serate, soltanto cinque risultano i solisti italiani e nessun sardo!! Tanto da chiedersi perché mai i nostri concertisti di talento, molti o pochi che siano, non debbano essere scritturati;
- il Presidente del Consiglio di amministrazione della Fondazione abbia posto all'o.d.g. il rinnovo della carica al sovrintendente in assenza del rappresentante della Regione dimissionario e di quello del Ministero, deceduto;
- il compenso annuale del sovrintendente è quantitativamente simile a quello della Scala di Milano e precisamente 330 milioni di lire annui e che il primo atto deliberativo all'insediamento fu proprio il "ritocco" di queste prebende (in precedenza 100 milioni);
- per propagandare le iniziative della Fondazione si spendono 400 milioni in pubblicità senza vantaggi economici significativi;
- non esiste a Cagliari vera produzione di spettacolo e di lirica che generebbe indotto culturale ed occupazionale e si porrebbe come fattore di crescita professionale e laboratorio di ricerca e formazione dei giovani artisti;
- neanche un sardo (dico uno) riveste incarichi di rilievo nello staff del sovrintendente, ad esempio: segretario artistico, capo ufficio produzione, direttore degli allestimenti scenici, "light designer", etc. con i rispettivi segretari essi pure esterni e tutti ben remunerati;
- la Fondazione nella ripartizione delle risorse ha avuto incredibili privilegi a danno di tutto il resto della Sardegna e di Sassari in particolare;
- con tanto dispendio di risorse da parte della Regione per una macchina mangiasoldi, con scarsissimo rientro per l'Isola, sarebbe opportuno ridurre drasticamente i finanziamenti per dirottarli a vantaggio di altri enti e associazioni al fine di investire sulle energie culturali prevalentemente locali;
- occorre un drastico cambiamento nella politica culturale regionale in quanto allo stato attuale soltanto le persone "bene" cagliaritane possono avvalersi degli spettacoli della Fondazione ancorché in gran parte a carico di tutti i contribuenti sardi;
- le lamentele perfino fra gli aspiranti all'ingresso nel coro e nell'orchestra diventano sempre più numerose ed alimentano il sospetto di una sorta di "pulizia" quasi etnica nei confronti dei sardi.
Per tutto quanto sopra esposto e qualora corrispondesse al vero, il sottoscritto chiede in particolare agli Assessori interrogati un'immediata inversione di rotta nella politica musicale. (260)
INTERROGAZIONE MASIA, con richiesta di risposta scritta, sulle carenze e sulla pericolosità della strada statale 131 nel tratto della zona industriale Muros-Cargeghe.
Il sottoscritto,
avendo appreso dalle lamentele di coloro che hanno avuto modo di percorrere la strada statale 131 dello stato in cui versa l'importante arteria nel tratto della zona industriale Muros-Cargeghe tratto spaventosamente presente nelle cronache locali per il ripetersi di incidenti stradali spesso gravissimi e talvolta anche mortali, poiché:
- da troppo tempo si protraggono i lavori di sistemazione della viabilità e degli svincoli;
- non esiste attualmente un'adeguata segnaletica orizzontale;
- non sono presenti guardrail laterali;
- manca totalmente una barriera spartitraffico centrale;
- non esiste sufficiente illuminazione di sicurezza notturna che evidenzi lavori in corso,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere se siano anche loro a conoscenza di quanto sopra esposto e se e come intendano responsabilmente prendere opportuni provvedimenti idonei a far sì che tali inconvenienti non si protraggano nel tempo, non aggravino o semplicemente per limitare la pericolosità del tratto stradale fornendo le adeguate strutture e sovrastrutture necessarie. (261)
INTERROGAZIONE GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sulle assunzioni nei cantieri forestali.
Il sottoscritto, avendo avuto notizia dell'ormai imminente avviamento al lavoro di circa 500 forestali dei quali 144 in provincia di Sassari da impiegarsi nei cantieri di Padru, Alà dei Sardi, Buddusò, Montresta, Bultei, Anela, Bono, Illorai, Burgos, Pattada, Alghero, Tula, Oschiri, Tempio, Asinara e constatati i criteri di assunzione che fanno parte dell'intesa di massima siglata con le organizzazioni sindacali,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura per sapere se tra questi criteri non ritiene di dover inserire un dispositivo che consenta agli operai che hanno prestato la loro opera come stagionali da svariati anni, in particolare a quelli che hanno svolto il compito di vedetta, di partecipare alle selezioni per queste assunzioni. Si darebbe così l'opportunità a costoro di poter entrare tra i 500 da assumere, rimediando ad una trascuratezza che non ha alcuna giustificazione. (262)
INTERROGAZIONE TUNIS Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sulle eventuali incongruenze e contraddizioni relativamente al nuovo bando per il primo insediamento di giovani agricoltori.
Il sottoscritto,
premesso che sul BURAS è stato pubblicato il nuovo bando per l'erogazione di un premio di circa 50 milioni per il primo insediamento di giovani agricoltori;
evidenziato che molti, dopo attenta lettura, rilevano che sul problema della imprenditoria giovanile sia stato un grave errore aver tagliato fuori completamente tutti coloro che non sono stati finanziati per il primo bando, in contraddizione con quanto affermato dall'Assessore regionale dell'agricoltura in Commissione sull'argomento, e pure in Aula durante la discussione sull'assestamento del bilancio, il quale dava ampie garanzie al riguardo;
rilevato che il fatto è ancora più grave in quanto il predetto Assessore aveva, in maniera discutibile, a suo tempo inviato lettera con la quale comunicava a tutti coloro che avevano inoltrato la domanda tesa a ottenere il contributo secondo il primo bando (precisamente per l'importo di 30 milioni circa) o l'accoglimento della domanda, oppure il mancato finanziamento con riferimento però al fatto che sarebbero stati finanziati con il bando successivo;
rilevato, altresì, che esiste contraddittorietà fra i requisiti previsti dal nuovo bando, in particolare laddove si parla di Capo Azienda, fra un articolo e l'altro, in quanto uno si riferisce a situazione prima del bando, e altro a situazione dopo il bando stesso,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale:
1) per sapere se il fatto denunciato corrisponda a verità;
2) se intenda procedere, in vie brevissime, a restituire certezze ad un mondo agricolo che attraversa una crisi gravissima e quindi revocare il bando stesso, sostituendolo con altro più preciso, magari con l'aiuto della Commissione consiliare competente, al fine di restituire credibilità e immagine ad una Regione che vuole essere operativa e sicura. (263)
INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul funzionamento dell'Ufficio postale di Tissi.
Il sottoscritto,
vista la grave situazione e gli innumerevoli disagi che sta creando l'apertura per soli due giorni alla settimana dell'Ufficio postale di Tissi;
tenuto conto dell'importanza che questo servizio svolge per gli utenti;
considerato che la decisione dell'Ente Poste S.p.A. è un'offesa non solo per i cittadini di Tissi ma anche per i Comuni limitrofi che, in alcuni casi, si servono di quell'ufficio;
considerata anche la giusta protesta del sindaco e dell'amministrazione comunale di Tissi, ai quali si esprime incondizionata solidarietà;
ritenuto che tale decisione sia inaccettabile e perfino offensiva per l'intera popolazione di Tissi e per lo stesso territorio;
ritenuto ancora che sia ingiustificato, inaccettabile ed offensivo il comportamento dell'Ente Poste che penalizza i piccoli centri, quasi esistessero i cittadini di serie A e di serie B,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
a) quali provvedimenti intenda adottare al fine di agevolare, e non permettere che vengano penalizzate situazioni già disagevoli per gli utenti;
b) se non ritenta urgente e non più rinviabile intervenire con forza presso l'Ente Poste S.p.A. affinché riveda tale provvedimento restrittivo e garantisca agli utenti un regolare servizio degno di un paese civile. (264)
INTERROGAZIONE CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla richiesta di irrogazione da parte dell'Ufficio delle entrate, relativamente all'opera di potenziamento dell'acquedotto del Bidighinzu, condotta principale per Sassari e i comuni di Ossi, Tissi, Ittiri, Usini, di cui al P.S. 25/74.
Il sottoscritto,
premesso che l'impresa GECOPRE S.p.A., con sede in Cagliari, in data 24 luglio 1984 in nome e per conto della cassa per il Mezzogiorno, ha chiesto e ottenuto il decreto di occupazione d'urgenza degli immobili per l'esecuzione dei lavori in oggetto;
rilevato che l'occupazione d'urgenza era destinata ad essere resa definitiva entro i termini previsti dalle norme contrattuali e tutti gli atti conseguenti con spesa a carico dell'ente espropriante;
visto che nella stragrande maggioranza dei casi i proprietari dei terreni interessati nei comuni di Sassari, Ossi, Tissi, Usini, Ittiri, oltre ai danni per la realizzazione del progetto hanno ricevuto un'indennità di esproprio irrisoria;
avendo appreso che, in questi giorni, i proprietari degli immobili stanno ricevendo richieste di pagamento con cifre da capogiro per svariati milioni per "erronea tassazione della tassa di registro";
considerato che l'articolo 6 del decreto espropriativo recita testualmente che "la spesa necessaria fino alla completa definizione degli atti di registro compresa la trascrizione presso l'Ufficio Tecnico Erariale saranno a carico dell'ente espropriante";
constatato che i cittadini non sono responsabili di questi errori, è quindi illegittimo, a parere del sottoscritto, chiedere, come sta avvenendo, agli stessi di pagare, e sottolineo che oltre al danno subentra la beffa,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dei lavori pubblici per sapere:
1) se siano a conoscenza di quanto sopra esposto;
2) se non sia il caso, dopo aver verificato quanto sopra, di far rispettare alla lettera l'articolo 6 del decreto espropriativo, che prevede che le spese siano a carico dell'ente espropriante;
3) se non ritengano, nelle more degli opportuni accertamenti, di disporre e chiedere la sospensione immediata dell'irrogazione delle sanzioni notificate agli interessati da parte dell'Ufficio delle entrate di Cagliari. (265)
INTERROGAZIONE TUNIS Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sui ritardi in materia di riabilitazione denunciati dalle comunità terapeutiche.
Il sottoscritto,
premesso che il Parlamento nazionale ha varato la Legge n. 45 del febbraio 2000 in materia di prevenzione, cura e reinserimento dei tossicodipendenti;
rilevato che nella materia la Regione sarda si era impegnata per elaborare ed attuare un piano regionale;
osservato che a tutt'oggi la stessa Regione non ha ancora recepito l'atto di intesa Stato-Regione nella materia citata di tossicodipendenza;
evidenziato che i percorsi burocratici e gli iter legislativi probabilmente rallentano la rapida presentazione (e conseguente approvazione) di norme al riguardo;
considerato altresì che senza quegli strumenti la Regione non può erogare i finanziamenti che dal 1997 lo Stato ha assegnato alla Sardegna, per cui le comunità terapeutiche sono costrette a esborsi onerosi per centinaia di milioni, in attesa dei flussi finanziari regionali;
rilevato che le predette comunità svolgono un'attività integrativa e talvolta sostitutiva di competenze regionali, con dedizione e competenza e, quindi, sono degne della considerazione più ampia, per cui necessitano di provvedimenti amministrativo-finanziari conseguenti e tempestivi;
osservato inoltre che tale situazione gravissima ha costretto gli operatori e le comunità a rendere pubblico lo stato di disagio e, quindi, il loro malcontento,
chiede di interrogare l'Assessore regionale della sanità per sapere:
1) se le notizie citate corrispondono a verità;
2) se, in caso di risposta positiva, intende in tempi brevissimi venire incontro ai disagi denunciati dalle Comunità stesse;
3) in quali tempi prevede di predisporre gli atti burocratici e legislativi per sanare la situazione. (266)
INTERROGAZIONE SANNA Gian Valerio - FADDA - SELIS - GIAGU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata nomina dei responsabili dei settori di alcuni Servizi ripartimentali dell'agricoltura.
I sottoscritti,
premesso che con decreto del Presidente della Giunta regionale n. 4 del 13 gennaio 2000 è stata data attuazione a quanto prescritto agli articoli 12, 13, 14 e 71 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, in materia di ridefinizione dei servizi;
accertato che con decreto dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione n. 546/8 dell'11 aprile 2000 si è provveduto alla conferma provvisoria dei settori e delle unità organizzative in applicazione del citato articolo 71 della legge regionale n. 31 del 13 novembre 1998 con particolare richiamo alle strutture dell'Assessorato dell'agricoltura;
considerato che, a seguito degli atti in premessa, con decreti assessoriali datati aprile e maggio 2000 sono stati nominati i responsabili dei settori in capo ai diversi Servizi ripartimentali dell'agricoltura, ad esclusione di alcuni e in particolare di quelli del Servizio di Oristano,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per conoscere quali ragioni impediscano l'immediata nomina dei responsabili dei settori del Servizio ripartimentale dell'agricoltura di Oristano.
Si intende inoltre conoscere se non si ritenga tale condizione discriminatoria rispetto al contesto organizzativo regionale e tale da indurre pregiudizio al buon funzionamento dell'apparato periferico dell'Assessorato dell'agricoltura, specie nell'attuale periodo gravato da preoccupanti e profonde crisi settoriali. (267)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sui contributi alla Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili (A.N.M.I.C.).
Il sottoscritto, premesso che:
a) l'Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi Civili è un ente morale dello Stato che, ai sensi del D.P.R. 23/121/1978, rappresenta e tutela i diritti morali ed economici degli invalidi civili;
b) sono attive in Sardegna quattro sedi provinciali ubicate a Cagliari, Sassari, Nuoro ed Oristano che rappresentano circa 100.000 invalidi;
c) per la propria attività e funzionamento la Regione Sardegna concesse inizialmente all'ANMIC sarda la somma di lire 500 milioni annui, cifra che però è andata diminuendo negli anni, mettendo in grave difficoltà questa benemerita associazione;
d) per mancanza di un regolamento sulla rendicontazione delle spese, da un controllo dei bilanci 1993/94/95 e 96 emersero delle pezze giustificative non ammissibili a detta della struttura burocratica dell'Assessorato, tant'è che l'associazione si è venuta a trovare nelle condizioni di dover restituire delle somme consistenti, aggiungendo crisi a crisi, col rischio di non poter più espletare tutti i servizi agli associati,
chiede di interrogare l'Assessore del lavoro per sapere:
1) per quali motivi negli anni la somma concessa (cifra di per se stessa insufficiente) per il funzionamento dell'ANMIC della Sardegna sia diminuita, creando problemi alla Associazione ed ai suoi assistiti;
2) se non sia opportuno - anche in considerazione della importante attività sociale svolta - riportare il contributo almeno alla cifra iniziale, affinché il servizio agli invalidi civili sia sempre puntuale e sufficiente;
3) se non sia opportuno infine emanare un regolamento sulla rendicontazione chiaro e preciso, al fine di conoscere preventivamente quali siano le spese ammissibili, eliminando così discrezionalità e contenziosi. (268)
INTERROGAZIONE PIANA, con richiesta di risposta scritta, sui dati scaturiti durante il Congresso dei pediatri svoltosi il 17 novembre 2000 a Milano, sulla recrudescenza dei casi di meningite.
Il sottoscritto, premesso che:
- nel corso del Congresso nazionale della Società italiana di infettivologia pediatrica svoltosi il 17 novembre 2000 a Milano, gli esperti del settore hanno fornito i dati sulla recrudescenza dei casi di meningite nel mondo, a causa di un batterio, lo "streptococco pneumoniae", resistente agli antibiotici;
- da qualche anno ceppi di "streptococco pneumoniae" si stanno diffondendo minacciosamente anche nei Paesi a più elevato indice di benessere, tra i quali anche l'Italia;
- durante il convegno sono stati illustrati i dati di uno studio epidemiologico effettuato in alcune Cliniche pediatriche italiane, tra le quali è stata inserita la Clinica pediatrica di Sassari;
considerata la gravità delle notizie sopra riportate,
chiede di interrogare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale per sapere se il suo Assessorato sia conoscenza dei dati relativi alla Clinica sassarese, quanti siano i casi registrati nello studio su citato e se questi sono aumentati a causa dello "streptococco pneumoniae" e quali azioni intenda intraprendere per tranquillizzare i cittadini su un problema così sentito, visto il grido di allarme rivolto alle autorità sanitarie e scolastiche italiane da parte degli esperti. (269)
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