Seduta n.168 del 19/09/2001 

Seduta ClXViii

Mercoledì, 19 Settembre 2001

(POMERIDIANA)

Presidenza del Vicepresidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 16 e 52.

MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 2 agosto 2001, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che i consiglieri regionali Carlo Dore e Pietro Fois hanno chiesto di poter usufruire di congedo per la seduta pomeridiana di oggi 19 settembre. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione della Mozione Manca - Sanna Giacomo - Granella - Balia - Cugini - Fadda sulla recrudescenza della "Blue Tongue" (47)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione della mozione numero 47. E' iscritto a parlare il consigliere Giovannelli. Ne ha facoltà.

GIOVANNELLI (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, signori della Giunta, colleghi consiglieri, certamente non mi posso definire un esperto della materia che oggi trattiamo, ma per l'importanza che essa riveste, per i devastanti effetti che produce nel tessuto economico, sociale e culturale della nostra Regione, sento l'esigenza di rappresentare la testimonianza che proviene dal territorio della Gallura e in particolare da quello di Olbia, interessati purtroppo dal fenomeno della febbre catarrale degli ovini, ovvero dalla blue tongue.

Nell'agosto del 2000 abbiamo avuto i primi casi di malattia nel Cagliaritano; la malattia si è diffusa soprattutto nella fascia occidentale della Sardegna ed è comparsa, nella terza decade di ottobre, ad Olbia, dove, fino al gennaio 2001, sono stati colpiti 112 allevamenti, con 5148 capi abbattuti e 643 capi morti, su un totale di circa 20 mila capi presenti.

Nell'agosto del 2001 c'è stata una nuova insorgenza: circa 50 allevamenti, per la maggior parte già sede di focolaio, un centinaio di capi morti e una ventina di capi abbattuti su una popolazione di circa 15 mila animali. Il Comune di Olbia quest'anno ha finanziato un progetto pilota che prevedeva la ricerca dei siti larvali della famigerata zanzara, con conseguente disinfestazione con un prodotto antilarvale. I siti larvali della piana di Olbia sarebbero dovuti essere trattati in modo sistematico con intervalli di 21 giorni, in quanto il ciclo vitale dell'imicola culicoides è proprio di 21 giorni.

Qualcosa di questo progetto non ha funzionato secondo gli intendimenti, però una cosa è certa, dopo i trattamenti - dove sono stati fatti bene - il numero dei culicoides è sceso in maniera vertiginosa. Da quel che si è potuto verificare sembra evidente che associando un prodotto antilarvale a un prodotto insetticida, dato sia nei recinti, sia nelle stalle che addosso alle pecore, si riesce a tenere lontano dagli animali l'insetto vettore del virus. E' ovvio che la disinfestazione va fatta anche nelle aziende di bovini, essendo questi portatori sani della malattia.

In quest'opera di disinfestazione si sarebbero dovuti coinvolgere direttamente gli allevatori, in particolare quelli delle aziende che sono seguite dai tecnici veterinari e agronomi dell'ARA, i quali potrebbero dare validi consigli sull'uso dei prodotti insetticidi.

A differenza della passata stagione abbiamo una sintomatologia più leggera e un minor numero di animali che muoiono. La disinfestazione praticata nelle stalle e nelle pozze d'acqua, pur non debellando l'insetto, ne fa registrare una minore presenza. Quindi l'immunità acquisita dalla pecora guarita e un minore numero di insetti pungitori fa sì che in questa stagione si registri un minore numero di perdite rispetto all'anno scorso.

Si è dibattuto in questi mesi sull'opportunità o meno di utilizzare il vaccino. Io stesso, insieme ad altri colleghi, prima dell'estate ho firmato un'interpellanza sull'argomento, quando ancora vi erano informazioni contraddittorie e sicuramente mancava il necessario supporto di esperienza. Credo che bene abbia fatto la Giunta a non procedere, fino ad ora, con le vaccinazioni, intendendo approfondire le relative problematiche.

Per quanto mi riguarda, però, ho il dovere di chiarirmi dei dubbi che ho rispetto alle soluzioni che si intendono adottare. Debbo registrare le affermazioni di chi in prima persona è impegnato nel difficile mestiere di allevatore, di chi ha competenza scientifica, di chi ha paura che la soluzione del vaccino possa essere inefficace, come dimostrerebbe l'esperienza della Corsica, dove la malattia si è scatenata nel 50 per cento degli allevamenti sottoposti a vaccinazione, e di chi ritiene che gli effetti collaterali portati dalla vaccinazione sarebbero elevati ed eccessivamente penalizzanti per gli allevatori.

Inoltre, dobbiamo tener conto, nella previsione della spesa e per l'effettiva efficacia dell'azione, della complessità della pratica di vaccinazione, e mi riferisco al personale impegnato nell'attività e alla pericolosità per gli operatori stessi. Ogni animale bovino, ovino o caprino deve essere tatuato all'orecchio o alla grassella con una sigla: BT più le ultime due cifre dell'anno, considerato che negli ovini le orecchie sono occupate dal tatuaggio del codice aziendale e dal numero progressivo, nei bovini dalle marche auricolari.

Da più parti poi si evidenziano gli effetti collaterali del vaccino. Primo fra tutti è il rischio di aborti e di malformazioni dei feti nelle pecore gravide sotto i due mesi. Mi si dice che sia quasi impossibile eliminare questo pericolo per il sistema di conduzione degli allevamenti. Infatti, gli arieti vengono introdotti nel gregge a maggio e vi rimangono fino a dicembre-gennaio. Si intuisce, poiché non tutte le pecore hanno i calori nello stesso periodo, che la vaccinazione nel periodo maggio-gennaio potrebbe causare notevoli danni economici agli allevatori. D'altra parte se si dovesse vaccinare nel periodo gennaio-aprile si manderebbero le pecore in asciutta proprio nel periodo di lattazione. Se ciò verrà confermato dovremo prenderne atto, affinché non venga vanificato il lavoro svolto in questi anni dagli allevatori, in particolare per dare sicurezza alle produzioni di qualità sia della carne che del latte.

Vorrei, dati scientifici alla mano, che mi si dimostrasse che il vaccino non produce effetti collaterali così negativi, oppure dovremmo comunque tenerci pronti ad affrontare la situazione con le giuste contromisure a garanzia degli allevatori. Se così non fosse si potrebbe ritenere auspicabile che la Regione autonoma della Sardegna proponesse all'Unione Europea di lasciare che la malattia si propaghi, si avrebbe così una sorta di vaccinazione naturale, come si fa in Australia.

Ovviamente, a prescindere dalla soluzione adottata dovremo chiedere e ottenere le risorse economiche per poter garantire agli allevatori l'indennizzo per il mancato reddito e attuare una campagna di disinfestazione finalmente valida, mirata e drastica contro gli insetti adulti e le larve.

Per concludere, non ultima tra le conseguenze della blue tongue, vorrei richiamare l'attenzione sugli enormi danni che sono derivati dal blocco della movimentazione dei bovini a carico delle aziende che oggi vivono un dramma economico senza precedenti. Apprendo con soddisfazione che la Giunta si è attivata e che a breve, sia pure a certe condizioni, potrebbe riprendere la movimentazione; anche su questo comparto dovremo indirizzare la nostra azione e produrre ulteriori atti concreti finalizzati al sostegno della categoria e della sua ripresa economica.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Signor Presidente, colleghi, Assessori presenti, premetto che condivido le considerazioni svolte dal collega Manca durante l'illustrazione della mozione, ma stamattina, nel corso della discussione, ho sentito degli interventi, compreso quello dell'onorevole Corda, che sinceramente mi lasciano perplesso, perché cancellano quanto è accaduto o quanto è stato nel corso di tutti questi mesi. Questi interventi sono stati cioè pronunciati come se nulla fosse accaduto, dimenticando che la blue tongue è è stata accertata in Sardegna nell'agosto del 2000 e che c'è stata una lunga discussione in Aula, che si è conclusa con l'approvazione, il 17 novembre 2000, di un disegno di legge che è stato pubblicato il 25 novembre dello stesso anno.

Quindi, ripeto, non si può intervenire in Aula come se nulla fosse accaduto, con lunghe disquisizioni su virus, vettori infettivi e quant'altro, perché chiunque di noi può ricorrere a un depliant o a una pubblicazione qualsiasi e sbizzarrirsi con le diverse tesi che vengono presentate. Allora il problema qual è? Il problema è che la Giunta aveva, dal 17 novembre 2000, gli strumenti per poter intervenire e attuare tutte quelle misure che gli allevatori, le organizzazioni rappresentative degli allevatori, i sindaci e altri amministratori locali hanno chiesto nei vari incontri che si sono susseguiti in questo palazzo.

La Giunta poteva e doveva intervenire, quindi è inaccettabile che oggi si parli di emergenza. A distanza di oltre un anno dall'apertura di una discussione che è approdata a delle conclusioni, è inaccettabile discutere come se nulla fosse accaduto e come se si ripresentasse l'emergenza.

Chiaro è che i fatti che sono stati riportati dalle delegazioni degli allevatori sono di una gravità inaudita, nessuno di noi lo nega, anche perché si ripetono a distanza di un anno, e richiedono un intervento adeguato.

Quest'anno ci avrebbe dovuto insegnare tante cose, e tante cose ci ha infatti insegnato; sono state fatte tante pubblicazioni, ma in gran parte sono state disattese. Ecco perché il problema si ripresenta in modo virulento in una parte dell'Isola, ed ecco perché assume la drammaticità che qui è stata descritta e nuovamente il carattere di eccezionalità.

Ma la Giunta, ripeto, aveva gli strumenti per poter intervenire, quegli strumenti che noi in quest'Aula, in un dibattuto lungo, intenso, serrato abbiamo anche a gran voce rivendicato. Noi avevamo sostenuto la necessità di un piano organico di lotta. Qualcuno dirà che il piano è stato approvato dalla Giunta lo scorso ottobre e quindi quello è lo strumento che abbiamo utilizzato nel corso di questi mesi. Io ho dei dubbi che quello strumento possa essere un piano organico di lotta; ho la netta impressione che anche quello sia, tutto sommato, un'analisi della situazione che si era determinata e anche un'elencazione di interventi possibili e necessari, però manca la fase organizzativa degli interventi, cioè manca l'attuazione, tant'è che siamo daccapo, il problema si ripresenta, è vero, in una zona diversa rispetto a quanto era accaduto l'anno scorso, ma si ripresenta comunque in modo drammatico. Ciò vuol dire che l'obiettivo che noi allora indicammo, quello di un piano serio di lotta, che eliminasse alla radice le condizioni che avevano portato all'esplosione della malattia, non è stato perseguito.

Non solo: la legge consentiva tutti gli interventi che anche stamattina le organizzazioni professionali, gli allevatori, i sindaci, gli amministratori ci hanno riproposto nell'incontro che abbiamo tenuto con loro. Hanno riproposto l'esigenza di un risarcimento tempestivo (e c'è una legge che lo prevede) e hanno chiesto che vi sia un piano preventivo, anzi, come si dice adesso, un piano di intervento che consenta di contenere la diffusione della malattia. Noi avremmo potuto predisporre e attuare un piano preventivo per evitare le conseguenze che anche in quelle aree si sono avute a causa di questa malattia degli ovini.

Ebbene, tutte queste cose, tutti questi interventi erano possibili; la Giunta li avrebbe potuti attuare perché ha uno strumento a disposizione, ha una legge che è già stata approvata dal Consiglio e quindi la Giunta può intervenire e fare adesso quello che non è riuscita a fare sinora.

Badate, anche qui va sottolineata un'esigenza, perché gli strumenti ci sono, la normativa c'è, addirittura ci sono degli operatori, che non c'erano un anno fa, ci sono servizi di vario tipo che operano nel territorio, come quelli delle ASL, dell'ARA e così via, ma occorre coordinare tutti questi interventi perché diventino produttivi. Si ripropone quindi un'esigenza che noi ponemmo inizialmente, cioè la predisposizione di un piano serio ed organico di intervento che elimini alla radice o che tenti di contenere alla radice il problema. E qui sta anche la risposta alla diatriba che si è aperta in merito a "vaccinazione sì, vaccinazione no". C'è l'esigenza di capire anche per trovare una risposta seria a quello che è accaduto nel corso di quest'anno. Ci sono dei dati e chi dispone di questi dati? Quali sono le conclusioni a cui si è pervenuti o alle quali si può pervenire prima di imbarcarsi in un'operazione dubbia - non a detta nostra, che non abbiamo gli strumenti per fare affermazioni di questo tipo, ma secondo quanto viene riferito dai tecnici - che non consentirebbe di conseguire un risultato certo?

La vaccinazione parrebbe quindi un intervento di dubbia riuscita, che non è possibile realizzare oggi, e che ci pone davvero nella condizione, se si vuole intervenire in modo serio e ordinato, di dover raccogliere dei dati e di intervenire a monte, con un piano serio che elimini le condizioni che hanno favorito il propagarsi in modo così drammatico del virus, che sono le condizioni di arretratezza strutturale della nostra agricoltura.

Occorrono, quindi, interventi strutturali, interventi di bonifica del territorio, interventi di risanamento aziendale e di prevenzione dal punto di vista igienico-sanitario. Tutte cose che avremmo dovuto fare e che non sono state fatte, ma per le quali esistono degli strumenti di legge, esistono norme regionali, ma esiste anche un decreto del Ministero delle politiche agricole e forestali che consente adeguamenti aziendali per la realizzazione di alcuni presidi anche all'interno delle aziende, anche dal punto di vista dell'organizzazione dei locali di ricovero del bestiame, che consente interventi di abbattimento della spesa fino al 60 per cento e che prevede contributi fino al 100 per cento nel campo dell'informazione e della formazione degli operatori, perché questa è l'unica strada possibile e perseguibile per contenere la malattia, in attesa anche di una discussione e di un risultato che abbia un minimo di credibilità per quanto riguarda la vaccinazione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Liori. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono un po' sorpreso di come noi riusciamo a dividerci in maniera, oserei dire, preconcetta anche su un problema che è di soluzione più tecnica che politica.

Il problema della blue tongue, che certo interessa anche noi, ma in maniera più marginale, andrebbe infatti affrontato più approfonditamente in un'altra sede, che è quella tecnica, e in Sardegna esistono le professionalità e la cultura sufficienti per affrontare in maniera adeguata il diffondersi di questa epizoozia. Diciamo che abbiamo un efficientissimo Istituto Zootecnico Profilattico e anche un Centro regionale antinsetti (se fosse di nuovo dotato dei necessari strumenti, in quanto è stato depotenziato tempo fa) che certamente, in vista di un approccio multifattoriale - come ha brillantemente detto il collega Licandro - alla malattia, che bisogna affrontare sotto vari aspetti, ci consentirebbero di avere ragione in tempi accettabili di questa malattia, per quanto è possibile e per quanto l'esperienza di altri Paesi ci insegna. Infatti nemmeno negli altri paesi dove è stata affrontata si è riusciti a eradicare completamente la blue tongue, posto che si è ripresentata anche a distanza di parecchi anni.

Intanto il quesito attuale è se vaccinare oppure no, e certamente io che sono medico ho forse strumenti culturali più adeguati ad affrontare questo problema, ma la gran parte - non me ne voglia nessuno - di questo Consiglio non riuscirebbe a prendere questa decisione, e nemmeno io da solo potrei farlo. Abbiamo visto tutti, anche in Commissione, l'anno scorso, quanta preparazione ci sia tra le persone che debbono supportare gli Assessori nel prendere decisioni così importanti. Ricordiamo la dottoressa Patta, che ci ha impressionato tutti quanti positivamente. Io non credo che dobbiamo mancare di fiducia nei confronti di queste persone e dobbiamo invece servircene, perché altrimenti non riesco a capire per quale ragione la Regione ha tenuto in vita gli enti strumentali per quaranta, cinquant'anni se poi, nel momento in cui effettivamente sono necessari, non gli dà gli strumenti per poter agire, per poter decidere.

Diciamo che in provincia di Cagliari non si sono più verificati casi di blue tongue e i bovini, gli animali selvatici, i cervidi, che sono i serbatoi naturali della malattia, non sono stati né abbattuti, né vaccinati, e questo ci dice, come prima esperienza, che la provincia si è in gran parte certamente immunizzata, altrimenti avremmo avuto nuovi casi di malattia. Bisognerebbe favorire l'immunizzazione naturale, a mio modo di vedere, però certamente ciò vorrebbe dire evitare di abbattere i capi, curare meglio i capi ammalati in modo che anche nei territori dove si verifica la patologia solo la morte naturale dell'animale debba essere rimborsata. Ma questo richiederebbe una legge nuova.

Comunque, questa scelta ci eviterebbe le spese dell'incenerimento o dell'immissione in discarica delle carogne, ma, come abbiamo detto prima, esistono anche dei farmaci ad uso topico che, lo si è sperimentato anche per altre malattie, danno ottimi risultati in quanto impediscono al culicoide di pungere e di trasmettere la malattia agli ovini.

Il problema fondamentale però, a mio modo di vedere, non è nemmeno questo, ma è quello che io ho indicato l'anno scorso, intervenendo su questo argomento in quest'aula, cioè che dal dopoguerra in Sardegna sono entrate tante e tali epizoozie e malattie degli animali che hanno creato disastri che si sarebbero potuti facilmente evitare, posto che la Sardegna è un'isola ed è lontana dalla terraferma circa 250 chilometri, e io non credo all'ipotesi che il culicoide, un insetto di due millimetri di dimensione, possa ricoprire in volo quella distanza. L'Isola si può difendere come fanno gli altri Paesi del mondo, dove operai specializzati sistematicamente provvedono alla completa disinfestazione di tutte le navi provenienti dai territori d'oltremare e soprattutto dispongono di un servizio frontaliero che in Sardegna è completamente assente, e che noi dobbiamo rivendicare nei confronti del Governo centrale. Questa situazione non è più tollerabile, è l'ennesima volta che lo si dice in quest'aula, e io invito di nuovo gli Assessori competenti a farsi portavoce presso il Governo per risolvere questo problema.

Voglio solo ricordare, e certamente ne è al corrente l'Assessore dell'agricoltura, ma anche l'Assessore della sanità, perché è successo di recente vicino a Iglesias, dove egli è nato e vive, che c'è stato un ennesimo caso di tubercolosi bovina, una malattia per la cui eradicazione la Regione ha speso tanto, anche al fine di far sì che i nostri allevamenti ottengano la certificazione attestante che la Sardegna è indenne da questa malattia.

Quindi è inutile che noi spendiamo per fare le vaccinazioni, è inutile che paghiamo dei veterinari perché si rechino in tutte le aziende agricole, perché è sufficiente che un allevatore importi dal Continente bestie malate per riportare in Sardegna la malattia, con nuove spese per la Regione, quando tutti questi disastri si sarebbero potuti evitare creando un servizio civile all'altezza delle altre nazioni del mondo.

La nostra regione non è per niente arretrata dal punto di vista culturale e può dotarsi benissimo, con la cultura che gli uomini di Sardegna hanno, di strumenti idonei ad affrontare questo problema e impedire che si verifichino nuovamente disastri di questa natura.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, chiedo scusa alla signoria vostra e ai colleghi se il mio stato di salute non mi consente ancora di svolgere il mio intervento in piedi.

Colleghi consiglieri, nella seduta del 30 agosto scorso l'Assessore regionale della sanità, l'onorevole Oppi, rispondendo a un'interpellanza da me presentata unitamente ad altri consiglieri regionali della maggioranza, ha dichiarato che la vaccinazione anti blue tongue, basata sull'uso del vaccino vivo attenuato prodotto in Sud Africa, e disponibile in 2 milioni e 500 mila dosi, è stata identificata come la migliore strategia contro l'infezione. Tale indirizzo è stato ribadito dai tecnici e dall'Unione Europea ed è stato accettato dal Ministero della salute.

Però, questo indirizzo, nonostante abbia così alti consensi, non trova atteggiamento conforme da parte di alcune organizzazioni sarde sindacali e pseudosindacali, le quali hanno detto di voler ancora riflettere in merito alla vaccinazione e, aggiungo io personalmente, magari scenderanno in piazza per impedirla.

Signori, mentre tali organizzazioni vogliono ancora riflettere, dopo aver fatto pressioni sulla Giunta, nella scorsa primavera, per frenare e rinviare la decisione di procedere, preventivamente, già nel mese di maggio, all'effettuazione di una campagna di vaccinazione pianificata degli ovini allevati in Sardegna, il morbo della lingua blu, o più correttamente la febbre catarrale ovina ha cominciato a falcidiare il patrimonio ovino in altre zone della Sardegna, in particolare in Baronia.

In questo contesto l'onorevole Manca chiede, nella mozione che stiamo discutendo oggi, di reperire le necessarie risorse finanziarie per procedere nello studio e nella sperimentazione di vaccini alternativi inattivi e ricombinati. Francamente mi pare una richiesta discutibile, anche perché l'onorevole Manca è un veterinario, quindi un tecnico, nonché componente della Commissione agricoltura. Non capisco quindi perché abbia formulato questa richiesta dilatoria, certamente dannosa per il mondo agropastorale. Una volta che si è deciso un indirizzo e si deve procedere in una certa direzione, qualsiasi altro atteggiamento tendente a frenare o impedire quell'azione allunga i tempi e probabilmente non consente di raggiungere l'obiettivo che i tecnici si sono prefissi.

Probabilmente vi sono alcuni tecnici che tendono a protrarre la discussione a tempo indeterminato. Infatti, in primo luogo vorrei ricordare che l'Ordine provinciale dei medici veterinari di Sassari, Cagliari, Nuoro e Oristano, a seguito del convegno sulla febbre catarrale ovina, che si è tenuto ad Alghero il 9 e 10 marzo del corrente anno (io sono andato personalmente a seguire i lavori), presentò una richiesta urgente di incontro con l'Assessore regionale della sanità, in cui si diceva, tra l'altro: "In caso di recrudescenza della blue tongue i servizi veterinari territoriali troverebbero grandi difficoltà a fronteggiare, dal punto di vista operativo e organizzativo, detta recrudescenza e difficilmente potrà essere tollerato, a livello statale o regionale, un nuovo e superiore sforzo economico per rifondere i danni da questa provocati".

Lo stesso autorevole organo, cioè l'Ordine provinciale dei medici veterinari di tutta la Sardegna, dichiarava: "Con gli interventi e gli strumenti complementari di lotta contro la malattia, quali la disinfestazione ambientale, l'utilizzo di repellenti sugli animali, la disponibilità di ricoveri notturni, si possono solo in parte raggiungere risultati soddisfacenti. Mentre la somministrazione di un vaccino a tutta la popolazione ovina potrebbe concretamente limitare i danni di una nuova epizoozia". Cioè l'Ordine dei veterinari si era già orientato, nel mese di marzo di quest'anno, in quella direzione. Orbene, la discussione continua.

In secondo luogo vorrei chiedere all'onorevole Manca e ai suoi illustri colleghi cofirmatari della mozione, tra cui l'onorevole Fadda Paolo che, da ex Assessore della sanità, ha contribuito sicuramente a fare in modo che fosse eliminato il posto di ispezione frontaliera, il famoso PIF, nel porto di Cagliari, unico possibile presidio per il controllo sistematico sulle importazioni di origine animale in Sardegna, se hanno letto il documento sullo studio in materia di blue tongue condotto dal Centro di referenza nazionale per le malattie esotiche e pubblicato nello scorso mese di aprile. Orbene, quel documento parla in modo diverso, ma probabilmente non l'hanno letto altrimenti, ne sono certo, non avrebbero presentato una mozione che potrebbe essere interpretata come uno strumento di contrapposizione politica, anziché di ricerca di intese sulle misure sanitarie da adottare.

Noi siamo favorevoli alle intese, e vorrei sottolineare che personalmente per quanto riguarda l'epidemia di blue tongue sono stato in prima linea e il mio Gruppo ha sempre cercato le opportune intese con gli Assessori competenti e le opposizioni, come testimoniano le interpellanze presentate in Consiglio regionale il 6 ottobre 2000 e il 6 luglio 2001. In particolare quest'ultima interpellanza, per altro ignorata dagli organi di informazione, è stata da me presentata insieme ad altri consiglieri ben prima che si verificasse la recrudescenza di blue tongue. In Baronia sono stati accertati nuovi focolai, ma noi precedentemente avevamo richiamato la Giunta a superare l'incertezza sulla strategia da adottare per attivare una rapida ed efficace azione di prevenzione.

Questa maggioranza, quindi, onorevole Manca, non può consentirle di "cavalcare" questi fatti che rappresentano un dramma per gli allevatori nuoresi e, naturalmente, per tutti quelli che ne stanno subendo in questo momento gli effetti. Lei, con una presa di posizione che lascia discutere, che certamente non dispiace a qualche organizzazione sindacale di categoria, e nemmeno - lo abbiamo letto sulla stampa - ad alcune frange politiche che sono state raffazzonate in occasione delle ultime regionali, ma che sono state trombate dagli elettori, vorrebbe rinviare nel tempo decisioni già adottate da organi ministeriali ed europei che volevano e vogliono la vaccinazione degli ovini con vaccino vivo attenuato.

Onorevole Manca - mi rivolgo a lei in quanto è il primo firmatario della mozione in discussione -, lei mette in pericolo il futuro di un intero comparto economico isolano, contribuendo a far sì che i provvedimenti che si devono adottare subiscano notevoli ritardi.

Signori consiglieri, in conclusione posso tranquillamente affermare che sull'argomento in discussione la maggioranza e la Giunta nulla hanno da rimproverarsi, in quanto sono state sempre presenti, e specialmente il Gruppo di Forza Italia è stato sempre combattivo e ha contribuito a far sì che la legge sulla blue tongue venisse approvata all'unanimità.

Così come abbiamo trovato unità di intenti in altre occasioni, ci auguriamo, e io in prima persona mi auguro che la si possa trovare in questa sede, magari nella predisposizione di un ordine del giorno appunto unitario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). "Nulla", dice il collega Tunis, "hanno da rimproverarsi la Giunta e la maggioranza". Non si comprende allora, se nulla avessero da rimproverarsi la Giunta e la maggioranza, ivi compreso e soprattutto il Gruppo Forza Italia, perché mai saremmo qui a discutere oggi, in un clima apparentemente sereno, però fortemente preoccupato, ancora una volta di questa situazione che è e si rappresenta per il futuro ancora terribile per la Sardegna. Se voi pensate che troppo a lungo ancora non avrete nulla da rimproverarvi, non potete però pensare che altri non vi rimproverino e che non si debba venire a capo di questa incapacità sostanziale e di questa sostanziale arroganza con la quale voi continuate a far finta di non sentire e di non vedere. C'è un dramma che colpisce di più in questo momento, in questa fase, una parte della Sardegna, ma che continua a essere una parte di un dramma complessivo di questa regione, che è di persone, di famiglie, di territori e di economia. Ma non lo volete capire, forse siete incapaci di comprendere che è un dramma non solo di economia, di famiglie, di persone e di territori, ma anche della società sarda, della sua cultura, della sua condizione complessiva. Avete o no capito che il danno di cui si parla non è solo un danno economico che può essere statisticamente, quantitativamente rilevato? Dieci miliardi, più dieci miliardi, ragiona così un certo Ladu, e abbiamo risolto il problema. Ma se voi non siete in grado di capire come affrontare questa situazione, di miliardi ce ne vorranno davvero tanti e quel che è peggio inutilmente. Inutilmente!

Dice stamattina l'assessore Oppi: "Ieri a Roma non c'è stato nessun fatto nuovo", poi magari, quando interverrà, dirà che ci sono stati tantissimi fatti nuovi. Per adesso nessun fatto nuovo, nulla, non capisco allora perché avete chiesto di rinviare ad oggi la riunione del Consiglio che era prevista per ieri, annunciando che c'erano fatti nuovi e sconvolgenti a Roma. Interviene il presidente Floris, bontà sua, un attimo è apparso, un attimo è intervenuto e subito se n'è andato, per aggiungere...

(Interruzione dalle tribune del pubblico)

COGODI (R.C.). "Come tutti" chi, scusa?

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, prosegua il suo intervento e prego il pubblico di fare silenzio.

COGODI (R.C.). Se si vuole si può anche dialogare.

PRESIDENTE. Non si può dialogare col pubblico e lei lo sa bene.

COGODI (R.C.). Preferirei non dover dialogare con qualcuno del pubblico strenuo e anche incauto, eccessivo difensore della Giunta regionale in questa vicenda...

(Interruzione dalle tribune del pubblico)

COGODI (R.C.). Scusate, qui c'è qualcuno che pensa che io, consigliere regionale della sinistra e di Rifondazione Comunista, per quello che rappresento e per quello che penso non debba esprimere la mia opinione critica sulla Giunta regionale della destra? Possiamo anche sospendere il Consiglio e tenere un'assemblea pubblica, però ognuno per dire la sua opinione.

(Interruzione dalle tribune del pubblico)

COGODI (R.C.). Cosa vuol dire "lo dici quando"? Adesso.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, prosegua, la prego, e si rivolga alla Presidenza.

SANNA EMANUELE. (D.S.). Signor Presidente, lei non può consentire interruzioni da parte del pubblico.

PRESIDENTE. Prego i commessi di fare in modo che il pubblico non turbi i lavori dell'Aula, e chi disturba venga pregato di accomodarsi fuori.

COGODI (R.C.). Cari cittadini sardi, allevatori, pastori presenti, badate, chiunque qui esprima un'opinione non lo fa perché deve convincere qualcuno di voi singolarmente. Noi siamo tenuti a esprimere la nostra opinione per dare un contributo alla soluzione di un problema, in questa come in altre circostanze, con rispetto.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, inviti l'onorevole Cogodi a rivolgersi all'Aula.

PRESIDENTE. L'ho già invitato, onorevole Liori. Invito anche gli altri colleghi a lasciar svolgere all'onorevole Cogodi il suo intervento. Prego, onorevole Cogodi, prosegua, ma si rivolga alla Presidenza.

COGODI (R.C.). E' chiaro che io mi rivolgo alla Presidenza e mi rivolgo al Consiglio, ma avendo alle mie spalle persone che legittimamente possono avere obiezioni da fare, lei comprende che io non posso non tener conto di eventuali obiezioni che mi vengono comunque avanzate. Forse ho capito male, comunque ho colto così. Non vorrei che poi all'esterno si desse un'immagine distorta di quello che è successo, perché può succedere anche questo, dando una rappresentazione sempre parziale del Consiglio, e magari, poiché una persona delle trecento che sono presenti ha detto mezza parola, si dice che il Consiglio regionale è stato contestato o il consigliere Cogodi, che è intervenuto, è stato contestato. E' successo qualche altra volta, quindi voglio precisare che è mezza voce su trecento persone presenti, poi non so.

La nostra opinione tuttavia l'ha già espressa prima il collega Velio Ortu, e io non avrei avuto nulla da dire di più se non avessimo constatato questa permanente sordità della maggioranza e della Giunta rispetto al problema principale, che non è tanto e solo quello di curare in modo dovuto l'emergenza, che pure c'è, emergenza di persone e di famiglie che perdendo i loro beni, le loro fonti di produzione, i mezzi di produzione, il loro capitale, rischiano di trovarsi domani in maggiore difficoltà. E se anche si risarcisse prontamente in gran parte o anche in tutto la perdita del valore del bestiame, non si risarcirebbe comunque il danno, perché se un pastore, un allevatore, un territorio fonda la sua economia su quei mezzi di produzione è chiaro che non ha messo il suo bestiame in vendita e quindi il danno principale lo subirebbe comunque. Ma il punto fondamentale non è nemmeno questo, e ci mancherebbe che la Regione non intervenisse a lenire una sofferenza, a limitare un danno in un comparto così importante dell'economia dell'Isola! Il problema dei problemi riguarda sostanzialmente il modo in cui si vuole affrontare la questione; il problema riguarda la strategia complessiva che la Giunta e la maggioranza intendono attuare per contrastare questo danno e per attuare - questa non è una petizione - l'articolo 1 della legge regionale numero 22 del 17 novembre 2000, che porta come obbligo giuridico della Regione, cioè di chi governa, di approntare un piano generale organico per studiare il fenomeno, comprenderlo, affrontarlo, sconfiggerlo. Si può dire: ho combattuto e ho perso; ho studiato, ho incaricato tutti gli istituti tecnici e scientifici della Regione di esaminare la questione; ho messo in campo una strategia di bonifica integrale dell'Isola; ho fatto la lotta generale al vettore dell'infezione, ma non sono riuscito a sconfiggerlo. Ma voi non avete fatto niente! Abbiamo constatato che dove l'anno scorso si è fatta una minima bonifica - io non parlo né da medico, né da veterinario, ognuno esprime la sua competenza - quest'anno il fenomeno non si è ripetuto. Ciò vuol dire che quel che si è fatto per aggredire il vettore della malattia ha avuto effetto, infatti quest'anno parliamo di un altro territorio. Perché non si è proseguito in quella direzione? Perché non si fa un'azione di bonifica complessiva? Altri mali sono stati sconfitti con azioni organiche, sicure, generalizzate, perché comunque si elimina alla radice il danno.

Dicono ancora l'Assessore e il Presidente della Giunta: "Noi faremo la vaccinazione e così risolveremo le cose; faremo la vaccinazione perché l'ha detto il Ministero". Ma noi abbiamo qui un Governo della Regione ministeriale? Ma questa è una Regione ministeriale o è una Regione autonoma? Ha una sua capacità di pensare, di elaborare? E chi vi ha detto che i rimedi che vi suggeriscono siano sempre i migliori, non dico in senso tecnico-scientifico, medico, ma per l'economia, per l'utilità della Regione? E quando i Ministeri hanno suggerito di espiantare le vigne in questa regione e lo si è fatto era veramente una misura di politica economica saggia o non era invece volta a salvaguardare altre vigne, altri vini, altre produzioni in altre parti d'Italia e d'Europa? E quando i Ministeri hanno detto: "Non coltivate che vi daremo un contributo sostitutivo" e non si è coltivato, si è sbagliato. Non è che quello che dicono i Ministeri o gli uffici dell'Unione Europea corrisponda sempre all'utilità complessiva e al progetto di sviluppo di questa regione. E se si volesse colpire un comparto di produzione importante in questa nostra regione? E se qualcuno ritenesse davvero che può essere endemica questa come altre pestilenze in questa regione, perché la concorrenza è fatta anche in modo sleale, perché il mercato non sempre è regolato e non sempre è trasparente? Vi ponete questi problemi almeno in modo dubitativo per capire che non basta fare quello che dice il Ministero? Se i tecnici dicono che ci può essere un altro tipo di vaccino approfondite la questione, non dite che è una scuola di pensiero. Ma quale scuola di pensiero! Valutate l'utilità e chi decide si assuma la responsabilità delle cose che si fanno.

In questa regione c'è da salvare non solo un comparto economico, non solo il patrimonio zootecnico e la pastorizia, ma anche la cultura della pastoralità, che è qualcosa di più e voi non riuscite a capirlo: è non solo la relazione con i beni e le cose, con i danari, con il latte, la lana e il formaggio, ma è la relazione degli uomini con gli altri uomini, degli uomini e delle popolazioni insediate con i territori. E' un'altra visione del mondo, del nostro mondo. Avevamo pensato che a questo servisse la Regione, a capire queste cose per intervenire sapientemente. Voi siete così cattivi gestori di poteri che non sapete neppure amministrare, ecco che il problema è perciò politico e la parola deve tornare alla politica, alla capacità di governo. Diremo dopo di più e meglio cosa pensiamo esattamente.

La Giunta, che stamani diceva di non avere nulla da dire, magari dirà che ha risolto tutto, però non finirà qui questo dibattito e questo confronto perché abbiamo diritto, in questa materia, non solo di dire, ma di contribuire a risolvere per davvero una questione che non è di una parte di questa regione, ma che è di tutta la comunità sarda.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.

FRAU (A.N.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, si è parlato molto in questi ultimi quindici giorni della febbre catarrale degli ovini; se ne è parlato in Aula e se ne è parlato lungamente anche in Commissione, dove l'assessore Oppi ha illustrato la situazione e ha spiegato che cosa la Giunta ha fatto e che cosa vuole fare. Basterebbe, quindi, leggere le trascrizioni relative a quell'intervento dell'Assessore della sanità per rendersi conto di questo.

L'Assessore ha parlato di ulteriori ottanta veterinari per intervenire in base al piano che era stato predisposto, e di questo bisogna pur rendersene conto. Ma ciò che lascia perplessi in tutta questa vicenda è il fatto che non si ricordi quello che la Giunta, la maggioranza e anche il Consiglio hanno fatto per quanto riguarda il morbo della lingua blu. Non è giusto dire che questa istituzione ha abbandonato gli allevatori, perché non è vero, se è vero come è vero che nel giro di qualche mese abbiamo approvato un'apposita legge che prevedeva lo stanziamento di 150 miliardi di lire. Alla fin fine, l'allevatore che assisteva alla moria del suo bestiame, chiedeva un contributo per poter ricostituire quel bene e andare avanti. Questa è la verità e questo dobbiamo dire. E per operare con rapidità, si è data la possibilità alle ASL e ai comuni di intervenire. Se poi qualche cosa non ha funzionato, se qualche comune non ha adempiuto completamente, se qualche ASL non ha dato tutte le risposte che ci si attendeva sicuramente non è colpa né di questa maggioranza, né di questo Consiglio regionale.

L'Assessore, l'altro ieri, ha detto che le risorse finanziarie ci sono e ha garantito che i risarcimenti arriveranno al più presto. Sono notizie confortanti, anche perché sembra che i danari non servano, però senza di essi non si va avanti. Chi chiedeva i contributi? Giustamente, come ho detto prima, li chiedevano gli allevatori, e c'era stata una certa corrispondenza tra il Governo nazionale e il Governo regionale, tra il Governo regionale e la Commissione Europea per cercare una soluzione. Credo che anche l'ultimo viaggio a Roma abbia prodotto dei risultati, se è vero come è vero che si sta studiando almeno il problema della movimentazione dei bovini. Credo che qui ci siano alcune rappresentanze del mondo agricolo e pastorale che hanno chiesto, anche al sottoscritto nella sua veste di Presidente della Commissione agricoltura, di intervenire in merito, e la Giunta ha stanziato 30 miliardi con una delibera dell'altro giorno.

Quindi dobbiamo anche dirle, cari amici, queste cose. Ci sono poi altri 13 miliardi messi a disposizione dal Ministro per le politiche comunitarie per interventi strutturali e di prevenzione nelle aree colpite dall'epidemia, per cui non possiamo dire che non è stato fatto niente.

Purtroppo, questo lo dico a titolo del tutto personale, io ho ancora alcuni dubbi sulla vaccinazione, però l'Assessore ha detto anche, durante l'audizione in Commissione, che prima di procedere in tal senso si dovrà analizzare la situazione zona per zona e verificare quale livello di immunizzazione è stato raggiunto. Io, ripeto, ho ancora dei dubbi perché ho letto che in numerose zone della Corsica, dove l'85 per cento delle pecore è stato vaccinato contro la lingua blu, la malattia si è manifestata nel 50 per cento degli animali vaccinati. Quindi bisogna tener conto anche di questo, perché io credo che i soloni dell'Unione Europea possano dire certe cose, quelli del Ministero ne possano dire delle altre, però dovremo fare una valutazione caso per caso e quindi stare molto attenti.

Cari amici, è stato fatto tanto, probabilmente ci siamo trovati impreparati nel momento in cui si è manifestata la malattia denominata lingua blu, trasmessa dal culicoides, e non per colpa di questa maggioranza e di questa Giunta, ma per colpe di altri, forse per l'impreparazione endemica che c'è e che c'è stata. Ricordiamo però che ognuno aveva la sua ricetta: disinfestare sì, disinfestare no, abbattimento sì, abbattimento no, immunizzazione sì, immunizzazione no. A mio avviso c'era un'impreparazione di base che stiamo pagando, perché, per esempio, si sapeva che l'insetto vettore c'era e probabilmente non abbiamo fatto niente perché avevamo sottovalutato il problema.

Questo, cari amici, ci deve servire da esempio per prevenire, visto che parliamo di malattie esotiche, l'eventuale insorgenza di altre malattie esotiche, perché globalizzazione non è solamente qualcosa che concerne "paesi ricchi e paesi poveri"; globalizzazione è anche movimentazione continua di uomini e merci, il che talvolta può favorire la diffusione di agenti patogeni, e sappiamo che ci sono tante altre malattie esotiche.

Allora, cari amici, riprendendo brevemente quello che ha detto il collega Liori, il quale parlava di un cordone sanitario di controllo in Sardegna, vorrei dire che, per esempio, a Porto Torres esiste una stazione marittima sanitaria funzionante; facciamola funzionare meglio perché non vogliamo che in Sardegna arrivi di tutto, ma in tal caso dobbiamo essere pronti. E per poter essere pronti, cari Assessori di competenza, dobbiamo avere una task-force preparata, formata da veterinari, biologi, entomologi, tecnici di laboratorio che analizzino in loco la situazione a scopo preventivo, per verificare quali malattie sono presenti, come sono state eventualmente curate, se sono state debellate, e ipotizzino, purtroppo, anche il loro diffondersi in Sardegna.

Quindi occorre indagare sulla presenza nel nostro territorio di eventuali vettori infettivi per essere preparati, perché ci potremmo trovare in difficoltà da un momento all'altro. Credo che il 10 agosto, quando si è verificato il primo caso di lingua blu, ci siamo trovati appunto impreparati, non sapevamo cosa fare e non lo sapevano neanche i tecnici, gli esperti che in Commissione hanno parlato di queste cose.

Allora, prevenzione innanzitutto per non trovarci, cari amici, sempre nella stessa emergenza, per non dover ogni estate stanziare ingenti risorse finanziarie per far fronte all'emergenza. Prepariamoci per tempo, credo che sia solo questo quello che io posso suggerire.

In conclusione, credo che uno strumento tecnico-scientifico che faccia studi approfonditi, che analizzi la situazione e sappia intervenire con prontezza sia ormai indispensabile nella nostra Isola per evitare sorprese come quella che è successa un anno fa.

Inoltre la costituzione di questa task-force rappresenterà veramente un capitolo di innovazione e lungimiranza politica in un campo dove purtroppo spessissimo si è navigato a vista.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Emanuele Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA EMANUELE (D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi siamo qui oggi, credo, innanzitutto per fare una verifica accurata sotto l'occhio vigile degli allevatori, delle loro organizzazioni e dei rappresentanti delle istituzioni locali sullo stato di diffusione dell'epidemia di febbre catarrale ovina nella nostra Isola e anche sulle misure e sui comportamenti della Regione, della Giunta e del Consiglio, della maggioranza e dell'opposizione, anche di ogni singolo consigliere, in ordine a questa emergenza che sta vivendo la zootecnia della nostra Regione da oltre un anno.

Io penso, cari colleghi, che il tempo della diagnosi e delle recriminazioni sull'importazione del virus della blue tongue in Sardegna o del suo vettore, l'imicola culicoides, sia alle nostre spalle e quindi spero che, da parte degli altri colleghi che interverranno e della Giunta che ci dirà fra un po' la sua opinione, non ci siano, ma non ce ne sono stati finora per la verità, a parte qualche eccezione, atteggiamenti recriminatori o sterili discussioni retrospettive, cioè con la testa prevalentemente rivolta all'indietro. Il ruolo di storico della blue tongue e di fondamentalista, prima contro la Giunta e oggi a favore del vaccino sudafricano, lo lascio tutto al collega Marco Fabrizio Tunis.

Guardiamo ai dati, guardiamo ai fatti, cari colleghi, e anche ai nostri comportamenti, delle istituzioni politiche sanitarie e quindi anche della Giunta e del Consiglio regionale. La blue tongue è tornata, anzi, come sappiamo, non se n'è mai andata dal territorio della Sardegna, quindi io penso che dobbiamo innanzitutto discutere dello stato di attuazione della legge e del piano di lotta, di prevenzione e di eradicazione, su cui tanto si sono impegnati questo Consiglio regionale e tutti i Gruppi che sono in esso rappresentati circa un anno fa.

Noi puntavamo, l'abbiamo detto allora, a curare le cause e ad evitare l'evoluzione dell'epidemia in endemia; bisogna prendere atto che finora non ci siamo riusciti. I dati - io mi permetto di anticiparli, ma li dirà poi l'Assessore che li commenterà meglio di me - che mi sono procurato ufficialmente, ieri, attraverso la Commissione consiliare, dall'Unità di crisi, dall'Assessorato regionale della sanità, e che divido grossolanamente in due fasce (i dati dell'epidemia 2000 e quelli dei primi mesi del 2001, fino al 3 aprile del 2001), dicono che sono stati abbattuti, al mese di aprile di quest'anno, 230 mila capi, che sono morti di malattia più di 40 mila capi e che abbiamo perso, quindi, circa il 10 per cento del nostro patrimonio zootecnico. Una mazzata senza precedenti per la zootecnia e per la pastorizia della nostra Isola.

Al 1° agosto di quest'anno - questo dato è un po' vecchio, ma l'Assessore ci darà il dato aggiornato - si registravano 19.547 capi abbattuti, 1.310 morti e un totale di 20.857 capi sacrificati. Un esame comparativo tra le estati (quando per condizioni ambientali e climatiche sappiamo che la malattia e il suo vettore si diffondono più facilmente nel territorio della nostra Isola) 2000 e 2001 sulla mappa territoriale del virus e del vettore penso che sia assolutamente doveroso. Ne ha fatto un cenno opportuno poc'anzi anche il collega Cogodi, ma io mi vorrei soffermare su questo punto. Bisogna essere vigili e prudenti naturalmente, e oggi, 19 settembre del 2001, dobbiamo ancora essere vigili e prudenti, però ci dobbiamo credere perché non c'è un caso di blue tongue in quelle aree dove un anno fa c'erano migliaia e migliaia di focolai e decine di migliaia di capi infetti, che poi sono morti o sono stati più frequentemente sacrificati e abbattuti.

Ha funzionato la disinfestazione, anche un po' approssimativa e scriteriata, che è stata condotta un anno fa? Non sembrerebbe, visto - anche qui ho qualche dato, ma la Giunta sarà sicuramente più puntuale - che il vettore, il culicoides, è presente non solo laddove c'è in questo momento l'epidemia e la malattia, ma è presente in quasi tutto il territorio della nostra Isola.

Ha funzionato la terapia e la profilassi? No, cari colleghi, no, cari Assessori, visto che non ci sono, come sappiamo, farmaci efficaci e non si è iniettata una sola dose di vaccino, neanche a titolo sperimentale. Allora vogliamo riflettere con la nostra testa, con le nostre forze culturali e istituzionali su questo dato, che appare persino sorprendente e contraddittorio rispetto alle generali previsioni di qualche mese fa, quando i cosiddetti esperti, che io meglio definisco "i sordi burocrati del Ministero della sanità", prevedevano invece per quest'anno e in particolare per questa estate una catastrofe più grave e più distruttiva di quella dell'estate del 2000? Dove ha colpito la blue tongue fino ai primi mesi del 2001 e dove sta colpendo adesso, nella seconda estate epidemica?

Non sono, cari colleghi, domande retoriche o fuori luogo in questa sede, in Consiglio regionale; sono temi e risposte strettamente collegati con le nostre responsabilità istituzionali, con le nostre responsabilità politiche. Lo scorso anno, come hanno ricordato molti colleghi, la malattia è partita da Pula e ha devastato gli allevamenti del Sulcis, del Campidano, della provincia di Oristano, della Nurra e del Sassarese. In quelle aree lo scorso anno e nei primi mesi del 2001 si è determinato forse oltre l'80 per cento dei danni che si sono registrati.

Quest'anno la malattia sta colpendo duramente la provincia di Nuoro, ha l'epicentro in Baronia, e bene ha fatto il collega Pasqualino Manca a richiamare tempestivamente l'attenzione di tutto il Consiglio e di tutte le forze politiche su quel problema, ma si spinge anche a sud-est, verso l'Ogliastra, e a nord-est, verso la Gallura. E' un dato su cui riflettere scientificamente e politicamente e dal quale, onorevoli Assessori e onorevoli colleghi, bisogna trarre tutti i necessari insegnamenti, senza accettare acriticamente o passivamente soluzioni o proposte che vengono da lontano.

Io vorrei fare anche una breve riflessione sugli abbattimenti e sulla mortalità. Nel 2000, dicevo, si sono avuti 49 mila capi morti e 230 mila capi abbattuti; quest'anno 1.300 capi morti e 19.500 capi abbattuti. La mortalità, ci dicono i tecnici, varia dal 3 al 30 per cento, però noi sappiamo che può essere anche molto più alta, a seconda delle condizioni ambientali, a seconda dello stato sanitario degli allevamenti e delle popolazioni ovicaprine. Però sappiamo anche che i capi che contraggono il morbo e non muoiono si immunizzano naturalmente e definitivamente, si vaccinano da soli. Su questo punto non ci sono divergenze nel mondo scientifico. Allora noi, cari colleghi, lo vorrei dire all'onorevole Contu in particolare, che stamattina non ci ha potuto dare il suo prezioso contributo nell'incontro con gli allevatori, perché è stato disturbato da un Assessore, che era casualmente di passaggio, noi abbiamo statisticamente abbattuto un numero di capi che è cinque volte superiore alla mortalità media per blue tongue. Cinque volte superiore! E' ancora applicabile, mi domando, ovunque, dopo un anno, la direttiva di abbattere tutti i capi anche in presenza di uno o pochi casi di malattia, in aree dove ci sono decine di migliaia di capi e dove l'unico fattore, l'unica leva dell'economia, l'unica leva dinamica è l'allevamento ovicaprino? Attenzione agli eccessi e agli abusi. Molti veterinari hanno seguito una linea più realistica e più prudente, qualche miope potrebbe vedere come un affare l'indennizzo o il contributo di 450 mila lire per capo abbattuto.

PRESIDENTE. Il tempo è finito, ha qualche secondo per concludere, onorevole Sanna.

SANNA EMANUELE (D.S.). Volevo dire qualcosa sulla lotta al vettore, non dico molto di più, propongo semmai alla Giunta di assumere come consulente anche il collega Corda, che io ho ascoltato con molta attenzione stamattina. Ma vorrei dire molto amichevolmente a Cesare che con le zanzariere non risolveremmo. Forse in qualche allevamento, che continua a essere in condizioni molto arretrate, bisognerà anche installare le zanzariere per evitare che questi maledetti insetti pungano le nostre pecore.

CORDA (A.N.). Lo dicono gli esperti di tutto il mondo.

SANNA EMANUELE. (D.S.). Sì, sì. Presidente, vorrei fare un telegrafico riferimento al problema dello smaltimento. Ne ha parlato stamattina qualche collega, mi sembra anche il collega Alberto Sanna. Basta con le fosse comuni, onorevoli Assessori; abbiamo reperito e stanziato con legge, l'anno scorso, risorse ingenti e sufficienti per uno smaltimento corretto, per non aggiungere danno al danno. Sulle disgrazie, come sappiamo, prosperano interessi, però io considero intollerabile che si consentano situazioni di monopolio che praticano prezzi che strangolano le aziende e i bilanci pubblici e impongono la legge del taglione.

Noi abbiamo presentato, signor Assessore, come lei sa, una interpellanza specifica su questo punto; spero che già nell'intervento di oggi la Giunta ci dia qualche notizia da questo punto di vista più rassicurante.

Ho finito, ma vorrei dire della vaccinazione, ne ho parlato tante volte negli interventi precedenti, ne abbiamo parlato in Commissione: noi non vogliamo passare, collega Tunis, per militanti contro il vaccino, ma restano in piedi tutte le nostre perplessità, tutte le nostre preoccupazioni, che mi sembrano condivise in maniera motivata anche da molti altri colleghi della maggioranza. Noi non ci dobbiamo far imporre da nessuno una vaccinoprofilassi che, come sappiamo, in questi termini non è stata sperimentata con successo in nessuna parte del mondo.

PRESIDENTE. Quello dell'onorevole Sanna era l'ultimo intervento da parte dei consiglieri. Ha facoltà di parlare, per la Giunta, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io cercherò di "volare", perché le problematiche poste sono tante. Comunque voglio ringraziare i colleghi della maggioranza per gli interventi, per la maggior parte articolati e puntuali, che hanno svolto, e voglio ringraziare in particolar modo i colleghi della opposizione, perché la discussione si è svolta in modo corretto e pacato, sono stati dati dei suggerimenti, anche se molti problemi erano stati di fatto già approfonditi. Non mi soffermerò su alcune strumentalizzazioni, ma dovrò fare riferimento ad alcuni dati certamente imprecisi che sono stati citati.

Io potrei rispondere in modo rapido e veloce a quello che è l'argomento cardine della mozione, nei suoi sette punti, al primo dei quali si chiede se la legge regionale 22 sia stata puntualmente applicata. Al riguardo devo dire di sì. Io avevo detto in Commissione che i dati erano a disposizione, la Commissione li ha richiesti e le sono stati puntualmente consegnati. Infatti li ha citati poc'anzi il collega e amico Emanuele Sanna.

Che cosa si è verificato In Sardegna? Si è verificato questo: l'anno scorso è stata di fatto invasa dal culicoides la zona occidentale; quest'anno, esattamente in termini speculari, la parte orientale. Ieri a Roma si diceva che la blue tongue è arrivata anche a Grosseto e a Viterbo. Pensate, si riteneva che probabilmente il forte maestrale avesse portato lì la blue tongue! Noi sappiamo che probabilmente le motivazioni sono altre, comunque di fatto si fantastica troppo.

Dunque i dati, che sono stati letti in modo puntuale, sono questi: circa 21 mila capi sono stati abbattuti e 1.000 praticamente sono morti. In Sardegna morivano circa 15 mila capi, con oscillazioni annue dovute ad altre malattie, oggi non si muore di altre malattie; il rapporto con l'anno scorso è 80 a 20, quest'anno invece è 95 a 5, la concentrazione è tutta nella ASL numero 3, e quindi nella provincia di Nuoro. Pensate, 200 capi in tutte le altre ASL! Ma da questi prospetti è scomparsa una delle ASL fondamentali, nel cui territorio, il Sulcis-Iglesiente, che l'anno scorso è stato l'epicentro di questa epizoozia, quest'anno non si sono avuti né focolai, né capi morti, e nemmeno capi abbattuti. Nella provincia di Cagliari globalmente, da Oristano in giù, sono stati abbattuti 36 capi; i caprini morti alla data del 18 settembre dell'anno scorso erano 400 tra abbattuti e morti, quest'anno sono 16.

Questi sono i dati. Che cosa è successo? Le affermazioni e le argomentazioni del collega Emanuele Sanna io le condivido: l'alto indice di immunizzazione, sino a questo momento, ha determinato una situazione diversa rispetto all'ecatombe dell'estate dell'anno scorso, perché quella del cagliaritano era stata un'ecatombe, con un totale di 230 mila capi abbattuti e morti, su 280 mila complessivi.

Allora è chiaro che abbiamo messo in atto tutta una serie di iniziative, abbiamo anche creato una task-force, e voglio fare una piccolissima osservazione: poc'anzi sono venuto a sapere che noi non avremmo attivato delle procedure. Innanzitutto, va detto subito che la blue tongue non è mai stata eradicata in nessuna parte del mondo - e questo è un dato fondamentale - né con la vaccinazione, né creando le condizioni perché la malattia sia endemica. Ci sono due diverse filosofie, due diverse correnti di pensiero, quella europea e quella americana. Noi abbiamo fatto una scelta di campo, perché non dirlo? Tra il 28 febbraio e i primi di marzo del 2001 la Giunta regionale ha predisposto tutti gli strumenti per fare la vaccinazione a seguito di un decreto emanato dall'Unione Europea. In quella circostanza - ci sono centinaia di articoli sul giornale che lo testimoniano - fummo convocati dalle Commissioni agricoltura e sanità in seduta congiunta, e in quella sede addivenimmo a una soluzione: aspettare, per un lasso di tempo limitato, che il Ministero competente, e quindi il Consiglio Superiore di Sanità esprimesse, sulla base degli atti e della documentazione esistente, il suo parere.

Pasqualino Manca, in modo molto corretto, l'altro giorno ha fatto riferimento a un documento. Io pensavo che si trattasse di una direttiva del Ministero, invece era un atto del Consiglio Superiore di Sanità, approvato nella seduta del 24 aprile. Siccome ci sono state addebitate alcune carenze, devo dire, avendolo letto attentamente, che quel documento dice esattamente il contrario, e cioè ha individuato nella profilassi vaccinale uno degli strumenti più efficaci per evitare il verificarsi di una epidemia su larga scala. Dice pure che l'unico vaccino - ma questo lo sanno tutti - attualmente disponibile per la blue tongue è un vaccino vivo attenuato, non ne esistono altri, che il dipartimento lo mette a disposizione avendone stoccato una certa quantità, e che la Commissione europea ha semplicemente effettuato l'ispezione alle Baleari. Si dicono tante cose, ma questo è un atto ufficiale, peraltro fornitomi dal collega Manca. E ancora: la vaccinazione ha dimostrato di non dare reazioni aspecifiche e di non esplicare effetto abortigeno. Sulla base di questo è stato espresso un parere in merito all'utilizzo del vaccino attenuato, prodotto in Sud Africa, e considerato che è difficile privare il campo dell'unico strumento attualmente disponibile e messo a disposizione, su specifica richiesta, dalle autorità sanitarie italiane, favorevoli all'uso, vengono avviati i relativi controlli. E dice anche all'organo competente, che non siamo noi, che bisogna fare una valutazione, eccetera, eccetera, che vanno definiti i livelli di responsabilità - e questa è una sciocchezza -, che devono essere avviate sperimentazioni con altri vaccini. Lo dice e individua ovviamente a questo fine l'Istituto Superiore di Sanità.

A Roma, certo, non ci hanno imposto niente e siamo noi che a seguito degli incontri ivi tenuti, allorquando il Consiglio Superiore di Sanità ha espresso il suo parere e ci ha inviato, il 7 giugno, il dispositivo perché avviassimo la vaccinazione, tutti assieme abbiamo preso la decisione di non procedere in tal senso. E devo ringraziare di questo tutta l'opposizione, che ha espresso una serie di valutazioni e ci ha invitato a soprassedere, stante il fatto che anche nelle direttive si era giudicata probabilmente inopportuna la vaccinazione, essendo già avvenuta la monta, e di fatto si era ipotizzato uno sfracello forse molto maggiore a causa degli aborti.

E' evidente che noi, non disponendo la vaccinazione, abbiamoo attivato delle procedure con le quattro province sarde. Verificato che il collega Assessore dell'ambiente era stato messo nelle condizioni (dal bilancio, che tutti correggono, modificano, eccetera) di non avere un minimo di risorse sufficienti per intervenire attraverso le strutture dell'Assessorato (siccome si fanno certe dichiarazioni, si parla di Nuoro, eccetera, lo voglio precisare), abbiamo attivato delle procedure, tra cui degli incontri con i rappresentanti delle quattro province, e - ahimè - devo dire che esse hanno predisposto un programma che però ci è stato inviato il 22 maggio. Qualcuno se n'è dimenticato e ha chiesto scusa, era l'Assessore dell'ambiente della provincia di Nuoro. Il 20 luglio le quattro province ci hanno inviato un programma che prevedeva una spesa di 40 miliardi per parco macchine, personale e strutture varie. E' chiaro che abbiamo chiesto loro di riconsiderare questo programma, e ci hanno risposto il 28 agosto. Abbiamo trovato infine un'intesa e abbiamo dato disposizioni per cominciare, cioè abbiamo messo a disposizione, per tre mesi, secondo un piano concordato - che poi leggerò - con il Ministero, una task-force, formata dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale, che ha un ruolo centrale e ha predisposto un suo programma che noi abbiamo approvato, anche in termini di risorse finanziarie, dalle province e dalle ASL, col compito di attivarsi immediatamente per portare avanti un certo discorso. Però nessuno ci può dire che siamo arrivati in ritardo. Qualcuno ha detto: "Abbiamo presentato un programma a dicembre, l'Assessorato si è confuso ". Ho scoperto stasera che è stato presentato un programma all'Assessorato dell'ambiente, ma era un'altra cosa. Noi abbiamo predisposto un programma, che adesso attueremo per un trimestre, col quale abbiamo messo a disposizione le risorse finanziarie per fare quanto è necessario per arrivare a dicembre e prendere le decisioni finali.

Allora, non è che non abbiamo fatto niente, tant'è che è riportato nelle relazioni nazionali, poi presentate alla CE, tutto il ricco programma presentato tra dicembre 1999 e febbraio del 2000, sia per quanto riguarda la sorveglianza entomologica, sia per quanto riguarda la sorveglianza sierologica. Soltanto in termini di sorveglianza entomologica le catture, a una data che non è poi quella complessiva, erano già oltre 700.

Certo che sono cose strane, ma se consideriamo le trappole che abbiamo predisposto, nella zona di Siliqua, per esempio, dove sono situate le trappole fisse e dove l'hanno scorso si è registrata la percentuale più alta di imicola culicoides, in questo momento (addirittura sono stati effettuati 8-10 prelievi alla data del 17 luglio 2001) praticamente questo culicoide è assente, e certo questo ci fa presupporre che qualche cosa si sia verificato. Voglio dire che noi abbiamo posto in essere l'azione per la disinfestazione, ma va detto subito che l'hanno scorso la stragrande maggioranza del Consiglio (maggioranza e opposizione) sosteneva che tanto la disinfestazione non avrebbe prodotto nessun effetto. Oggi sembra che sia il toccasana. Io ritengo che questo sia importante.

Si è parlato di tempistica, ma quale tempistica? Innanzitutto è stato detto qui, giustamente da qualche consigliere di Oristano, ed è pur vero, che noi abbiamo erogato le risorse finanziarie per gli abbattimenti - parlo di abbattimenti - effettuati entro il mese di gennaio del 2001. Vi sono stati errori e ritardi da parte delle ASL, e credo che allo stato sia in sospeso la documentazione della ASL di Oristano, relativa a mille capi, in quanto presentata incompleta e con sei mesi di ritardo. Evidentemente gli Uffici - non io - prima di assumersi delle responsabilità vogliono vederci chiaro.

Amici cari, stiamo attenti, abbiamo preso degli impegni, ma li abbiamo mantenuti. Va detto anche, con molta chiarezza, che noi abbiamo posto una particolare attenzione, per cui la ASL numero 3, con le ultime assunzioni avvenute non più tardi di due giorni fa, ha 40 veterinari, più di quanti se ne siano avuti nell'intera area del cagliaritano nel momento di massima emergenza. E voglio precisare che il 6 settembre abbiamo inviato alle ASL una lettera con la quale le si invitava a fornirci, in tempi rapidissimi, la documentazione relativa al numero dei capi abbattuti per poter erogare le anticipazioni. Ebbene, dalla provincia di Nuoro non è ancora pervenuta una risposta, ciò nonostante, attraverso un decreto, soltanto alla provincia di Nuoro è stata erogata a titolo di anticipazione, per venire incontro agli abbattimenti in corso, la somma di un miliardo e mezzo su un numero di conto corrente ABI 01015 del Banco di Sardegna, sede di Nuoro. Ho già detto che quella di Nuoro è una dalle poche ASL che non ci ha fatto ancora pervenire i dati ufficiali.

Questo l'ho voluto dire perché avremmo dovuto procedere alla vaccinazione, ma abbiamo deciso insieme al Ministero della salute (non ci siamo fatti imporre niente da nessuno, e infatti è sbagliato quanto riportato oggi da un giornale) che la vaccinazione sarebbe stata inopportuna in questo periodo e abbiamo fatto slittare i tempi. Ora il Ministero ci ha richiesto un progetto strategico, limitato, e allora siccome la ripresa dell'attività del vettore dell'infezione ha causato la ricomparsa dei casi di malattia a causa della mancata messa in atto...

CUGINI (D.S.). Scusi, Assessore, chi è il manager di Nuoro?

Oppi (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io ritengo che non ci siano stati i tempi tecnici, però, siccome sappiamo che la concentrazione del morbo in questo momento è in provincia di Nuoro, abbiamo provveduto a fare lo stesso un decreto per poter...

(Interruzione del consigliere Cugini)

Oppi (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. La tua è una strumentalizzazione. Sto dicendo che al momento alcune ASL non hanno risposto, e ne prendo atto, però a noi interessa la risoluzione del problema. Noi abbiamo provveduto anzitempo a cercare di risolvere il problema. Allora, dovremo fare la vaccinazione, però a dicembre questa volta decideremo tutti insieme, perché non vorremmo essere tacciati da chicchessia di essere contrari alla vaccinazione. Se decideremo di non vaccinare dovremo tenere presente che l'alternativa, cioè la coesistenza, determinerà nuovamente una situazione di difficoltà. Nessuno può pensare che il morbo sparisca perché facciamo delle piccole azioni, che per altro non hanno sortito risultati in nessuna parte del mondo. Dobbiamo fare una scelta e probabilmente si verificherà quello che ha detto poc'anzi un collega, cioè che probabilmente l'azione che intraprenderemo il 1° ottobre porterà allo stesso risultato - speriamo - a cui siamo arrivati quest'anno. Quindi decideremo insieme, non in solitudine, in modo tale che di fatto se faremo una scelta piuttosto che un'altra avremo il coraggio di portarla avanti. Al momento la scelta politica non può che essere quella della vaccinazione.

L'ordine di procedere alla vaccinazione è stato dato con l'ordinanza del Ministro della salute dell'11 maggio 2001, ma il programma concordato col Ministero della salute precisa che la mancata vaccinazione dei ruminanti allevati nella regione Sardegna è dipesa dal fatto che all'epoca della pubblicazione della suddetta ordinanza negli allevamenti ovini della regione era già avviato il ciclo riproduttivo. Considerando comunque che l'obiettivo finale di qualunque piano di interventi nella regione Sardegna è quello di giungere alla vaccinazione di tutti i ruminanti ricettivi all'infezione, l'attuale situazione epidemiologica, caratterizzata dalla ripresa dell'attività dei vettori, impone un differimento momentaneo. Cosa che noi abbiamo fatto. "A seguito di questo, le attività descritte nel presente piano sono concordate nella loro interezza con il Ministero della salute, con il Centro di referenza e con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Sassari".

Il piano si prefigge di raggiungere gli obiettivi in esso individuati entro tre mesi, e noi abbiamo programmato efficacemente tempi e modalità di vaccinazione. Quindi, gli obiettivi specifici del piano sono: primo, identificare dettagliatamente le aree della regione Sardegna dove l'attività dell'insetto vettore è tale da garantire la massima sicurezza nell'uso del vaccino; secondo, sperimentare l'efficacia e la sicurezza d'uso dei prodotti repellenti nei confronti degli insetti vettori. Tali attività permettono di raggiungere questo risultato entro il 31 dicembre 2001.

Quali sono le attività previste? La sorveglianza sierologica: si basa sull'esame di tutti i bovini sentinella dislocati sul territorio della regione. La sorveglianza sierologica su bovini sentinella verrà effettuata unicamente nelle celle che non comprendono territori in cui siano stati osservati casi di malattia da meno di 60 giorni. La frequenza dei prelievi sui bovini sentinella viene fissata a 15 giorni, con esecuzione del primo prelievo entro il 1° ottobre 2001.

Sorveglianza entomologica: verranno continuate e migliorate le azioni di monitoraggio entomologico per identificare le zone della Sardegna dove l'attività dell'insetto vettore è tale da garantire la massima sicurezza nell'uso del vaccino. A questo scopo stiamo incrementando le trappole, così come previsto peraltro negli allegati 1 e 2 dell'ordinanza del Ministro dell'11 maggio 2001.

Abbiamo dato incarico all'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Sassari di fare una sperimentazione sul campo di sostanze repellenti, anche perché, come voi sapete, recentemente, in data 1° luglio 2001, un prodotto che era considerato il toccasana è stato considerato fuori legge. Si sperimenteranno quindi due repellenti di origine americana che non hanno praticamente problemi di residui; inoltre si sta facendo un monitoraggio delle cause di aborto e di natimortalità nell'allevamento ovicaprino, al fine di evitare in modo concreto che tutte le cause non siano imputabili alla blue tongue, perché l'aborto, come sappiamo, è sempre avvenuto, indipendentemente dalla blue tongue.

Questo praticamente è il programma che noi attueremo nel trimestre, finalizzando tutto quanto a un'azione che è mirata essenzialmente a creare le condizioni ottimali per la vaccinazione, affinché non si creino ulteriori problemi di controindicazioni. E' evidente - e lo abbiamo sempre detto, probabilmente l'ho dichiarato anche oggi in un'intervista televisiva, anche al di là di posizioni diverse che ci sono all'interno della stessa maggioranza - che non è un tout court; quando avremo tutti i dati analitici concordati col Ministero, anche nella giornata di ieri, ci troveremo nelle condizioni di valutare insieme, sulla base di un quadro di riferimento diverso, quello che è successo e se è vero che in questa area enorme che va da Oristano in giù non c'è la presenza dell'imicola culicoides. Schematicamente abbiamo proceduto secondo gli standard che alcuni avevano sostenuto. L'azione nei tre mesi e una documentazione appropriata ci metteranno nelle condizioni di poter valutare attentamente, e lo faremo tutti quanti insieme, assumendocene la responsabilità, come procedere, avendo anche il coraggio di fare scelte diverse.

Fino a questo momento abbiamo avuto il coraggio di far presente - noi, e non altri - ai due Ministeri competenti la inopportunità della vaccinazione a ciclo riproduttivo già iniziato, cercando di salvaguardarci, in modo tale da non perdere quei contributi fondamentali che ci vengono dati con l'assenso dell'Unione Europea. Ed è tutto quanto perfettamente in assonanza.

Io non ho mai parlato di cifre, né di 10 né di 20 miliardi. Ho chiesto in Giunta che ci venissero messe a disposizione le risorse necessarie per poter far fronte al problema specifico degli abbattimenti dei capi. Siamo intervenuti nei confronti della task-force, delle province e dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale, addirittura mettendo a disposizione le risorse necessarie per la sperimentazione di un altro vaccino, ovviamente di concerto con l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo, che è il referente nazionale.

Questo abbiamo fatto, e fino ad oggi, grazie anche all'apporto dell'opposizione, abbiamo fatto fronte a tutte le emergenze a cui ho fatto riferimento con i residui dei fondi che avevamo dall'anno scorso, se no non avremmo potuto fare né l'accreditamento, né mettere a disposizione delle province le risorse necessarie per questa azione di contenimento, che ha certamente una valenza, che abbiamo predisposto fin dal mese di marzo, e i ritardi non sono certamente imputabili a questa Giunta, ma evidentemente al fatto che le stesse province hanno fatto slittare i tempi, o al fatto che le ingenti risorse non ci consentivano, con i residui che avevamo, di far fronte a competenze che peraltro non sono dell'Assessorato della sanità.

SANNA Emanuele (D.S.). e per quanto riguarda l'accordo di programma?

Oppi (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Io non conosco le modalità dell'accordo di programma. Credo che riguardino più prettamente l'aspetto zootecnico nel suo complesso. Non sono andato a Loculi, non mi faccio precettare da nessuno, non mi è stata chiesta la disponibilità, ho lavorato sul campo, non ho preso nessun impegno in merito. Io rispondo degli impegni che assumo e parlo dei problemi afferenti l'Assessorato che in questo momento io guido.

PRESIDENTE. L'intervento dell'Assessore conclude la serie degli interventi previsti per la mozione. Il Regolamento prevede un'eventuale replica di uno dei presentatori della mozione e poi il voto sulla mozione stessa.

Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari P.S.). Signor Presidente, prima di dare la possibilità a uno dei firmatari della mozione di replicare, così come è successo in occasione della discussione di altri drammatici problemi della nostra Isola, basti pensare a quanto successe per le alluvioni, noi siamo convinti che su questa materia non vi debba essere strumentalizzazione alcuna da parte di nessuna forza politica, neppure della maggioranza, chiaramente. Credo ciò sia utile per questo Consiglio regionale, se vogliamo fare in modo che gli operatori del settore zootecnico e gli amministratori locali, che hanno seguito con attenzione questo dibattito, possano rientrare nelle loro case dicendo che il Consiglio regionale di fronte a questi problemi ha trovato un minimo di unità.

Quindi, considerato che noi abbiamo già preparato un ordine del giorno, e credo che altrettanto abbia fatto la maggioranza, chiedo una breve sospensione dei lavori per verificare se ci sono le condizioni per presentare un ordine del giorno unitario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D). Prendo la parola sulla proposta ora avanzata dal collega Fadda, per dire che la maggioranza ritiene del tutto superfluo un ordine del giorno conclusivo, in quanto gli allevatori non di ordini del giorno hanno bisogno, ma di azioni concrete. Però, se si deve giungere a un ordine del giorno conclusivo non abbiamo nulla in contrario, sempre che la cosiddetta strumentalizzazione non ci sia, perché è chiaro che la strumentalizzazione può farla solo l'opposizione che gioca un ruolo "intelligente". Se io fossi dell'opposizione farei esattamente quello che in questo momento state facendo voi, mi pare giusto.

Ripeto, se non c'è strumentalizzazione alcuna da parte dell'opposizione, ma c'è invece l'univoca volontà di concorrere a debellare un problema che riguarda tutti quanti, siamo favorevoli a una sospensione che consenta la formulazione di un ordine del giorno unitario.

PRESIDENTE. Se sulla proposta formulata dall'onorevole Fadda, che mi pare riprendesse anche una proposta analoga dell'onorevole Tunis, non vi sono obiezioni, sospendo i lavori del Consiglio per venti minuti, in modo che i Capigruppo valutino la possibilità di pervenire a un ordine del giorno unitario.

I lavori del Consiglio sono sospesi e riprenderanno alle ore 18 e 50.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 30, viene ripresa alle ore 20 e 06.)

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori dopo una interruzione più lunga di quella che avevamo previsto, che ha consentito la stesura di un ordine del giorno unitario, firmato da tutti i Capigruppo presenti in Consiglio. Se ne dia lettura.

MANCA, Segretario:

ORDINE DEL GIORNO MANCA - CUGINI - CORONA - MURGIA - FADDA - CONTU - GRANELLA - VARGIU - BALIA - CAPELLI - COGODI sulla recrudescenza dell'epidemia di "febbre catarrale ovina".

IL CONSIGLIO REGIONALE

a conclusione della discussione sulla mozione n. 47/A;

CONSIDERATA la gravissima situazione venutasi a creare a seguito del diffondersi dell'epidemia di lingua blu, con particolare recrudescenza in territori della Sardegna e in particolare della Baronia, che in quaranta giorni ha colpito 21.000 capi ovini;

RILEVATA la necessità di dare rapida e completa attuazione al piano per combattere la malattia prevista dalla legge regionale 17 novembre 2000, n. 22, in modo particolare relativamente a:

1) lotta integrata all'insetto vettore;

2) coordinamento delle azioni di lotta con le Aziende Sanitarie Locali, I.Z.S. della Sardegna, le Province, i Comuni, gli allevatori;

CONSIDERATA preminente la necessità di completare il monitoraggio epidemiologico degli allevamenti sardi a distanza di un anno dal primo manifestarsi della malattia, al fine di accertare lo stato di immunizzazione degli animali,

impegna la Giunta regionale

1) a dare rapida e completa attuazione al piano contro la febbre catarrale degli ovini, in particolare per quanto riguarda gli interventi preventivi sia di carattere sanitario che relativamente alla lotta integrata contro l'insetto vettore;

2) a sviluppare un'azione incisiva e coordinata con il Governo nazionale per risolvere il problema dei controlli sanitari del bestiame in entrata nel territorio della Sardegna;

3) a monitorare gli allevamenti al fine di accertare lo stato immunologico degli animali rispetto alla malattia;

4) a proseguire gli interventi per assicurare rapidamente gli indennizzi previsti dalla legge regionale n. 22 del 2000 agli allevatori interessati;

5) a valutare in tutti i suoi aspetti sanitari ed economici le implicazioni della vaccinazione;

6) a dotare le Amministrazioni provinciali e l'I.Z.S. della Sardegna di risorse per potenziare l'azione sistematica di disinfestazione dei territori interessati;

7) a definire in tempi rapidi un accordo di programma che rilanci l'agricoltura e la zootecnia della Baronia e delle aree maggiormente interessate da questo fenomeno. (1)

PRESIDENTE. Il punto 5 che compare nel documento che è stato distribuito in realtà è stato riportato per errore nella fase di battitura, ma non è oggetto dell'intesa fra i Capigruppo. Quindi il punto 6 diventa il punto 5 e il 7 diventa il 6.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Intervengo preliminarmente sul testo che è stato letto e che è presentato al Consiglio. Noi abbiamo firmato un testo che è frutto di una faticosa intesa tra tutte le parti politiche presenti in Consiglio; non abbiamo firmato una minuta nella cui trascrizione si è commesso qualche errore di battitura. Prego anche la Presidenza di essere un po' più avvertita nel dire che "un punto è riportato per errore". Tutte le firme sono state apposte su un documento così composto. Io non voglio pensare che i colleghi Presidenti di Gruppo abbiamo firmato questo documento senza leggerlo. Noi del Gruppo della Rifondazione Comunista, dopo aver letto e soppesato questo documento ed esserci confrontati fra noi, abbiamo fatto prevalere le ragioni positive per aderire a un'ipotesi di accordo unitario e l'abbiamo firmato.

Il punto 5 non è un punto qualsiasi, non è un punto secondario, perché dice: "Chiarire in tutti i suoi aspetti sanitari ed economici le implicazioni della vaccinazione". Ci mancherebbe che non si volesse chiarire! Si vuol fare la vaccinazione al buio o la si vuol fare alla luce? Chiarire vuol dire dare chiarezza. Perché sarebbe un errore? Non è un errore, né il punto 5 può essere espunto per "decreto presidenziale". Chi non lo condivide può chiedere la votazione per parti dell'ordine del giorno e bocciarlo. Noi lo voteremo, anzi porremo anche una questione di armonia e di equilibrio complessivo del documento. Questo punto è connesso con il resto del testo, è uno dei punti di convergenza, per cui non c'è nessun errore. Se qualcuno vuole tornare indietro non lo voti.

Questo ho voluto chiarire preliminarmente. Noi abbiamo apposto la firma in calce a un documento già scritto, dopo averlo, parola per parola, non dico rigo per rigo, valutato, soppesato e infine prevalentemente condiviso. Rimane poi qualche nostro punto di insoddisfazione che diremo in sede di dichiarazione di voto, ma in ogni caso non accettiamo l'interpretazione sbarazzina che questo sia un errore di battitura, perché non lo è.

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, così mi era stato detto e mi è stata rappresentata l'opinione di tutti i Presidenti di Gruppo. Ovviamente, se così non è, come lei ha detto il documento resta così come è stato presentato e si procede alla votazione per parti, giustamente.

Siccome a me era stata rappresentata l'opinione di tutti i Capigruppo, lei compreso, sono incorso in questo errore del quale chiedo scusa a lei e all'Assemblea.

Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

Cugini (D.S.). Signor Presidente, intervengo su questo punto, brevemente, perché avevamo stabilito tra noi che non saremmo intervenuti sull'ordine del giorno, però siccome io sono tra i colleghi che le hanno chiesto di fare quella comunicazione, voglio precisare che lei non ha nessuna responsabilità appunto perché le è stato chiesto di comunicare che il punto 5 non andava considerato in quanto era stato spiegato che dal punto di vista tecnico è di difficile applicazione.

Però siccome non c'è contrasto, da quello che ho potuto verificare, ho suggerito poc'anzi al collega Frau, che è stato uno di quelli che si sono attivati per primi, di mantenere il punto 5 e di gestire l'azione in esso prevista nei termini tecnici in cui sarà possibile gestirla, sulla base delle competenze che abbiamo.

Quindi le chiedo scusa, Presidente, per aver commesso io un errore, ma era la conseguenza di una iniziativa che è sorta dopo che il testo dell'ordine del giorno era stato già trascritto. La mia opinione è che possa rimanere anche il punto 5 nei termini che ho detto.

PRESIDENTE. Sì, il punto 5, dopo l'osservazione dell'onorevole Cogodi, naturalmente resta, perché sul piano formale il documento firmato dai Presidenti di Gruppo è quello che è stato depositato, quindi se i Presidenti di Gruppo, o uno dei Presidenti di Gruppo ritiene che il documento sia quello si procederà alla sua discussione e successiva votazione così come l'Assemblea riterrà opportuno, per singoli punti o nel suo complesso. Se l'ordine del giorno si intende illustrato dalla lettura che è stata data e dal testo che avete a disposizione do la parola alla Giunta.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.

USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente e onorevoli consiglieri, sul punto 5 c'è un problema di natura tecnica in relazione alla competenza che è statuale per quanto riguarda l'uso e l'utilizzo dei vaccini.

L'uso e l'utilizzo del vaccino è una pratica che viene imposta, previa una verifica attenta sulla innocuità e sulla efficacia del vaccino stesso, dai competenti uffici dell'Istituto Superiore di Sanità. La valutazione economica sull'applicazione del vaccino non implica la scelta del vaccino, perché quella non è competenza di questo consesso, ma è una competenza sulla quale espleta la sua funzione istituzionale il Ministero della Salute, che acquisisce il parere del Consiglio Superiore di Sanità e il controllo sulla efficacia e innocuità dell'Istituto Superiore della Sanità per quanto riguarda il vaccino.

Certo, è stato detto, e io concordo, non vi deve essere un'applicazione passiva, senza una valutazione scientifica attenta. E' quanto ha detto il collega Oppi quando ha fatto un deciso riferimento alla necessità di verificare sul piano sierologico la copertura anticorpale e la mobilità del virus nell'ambito del territorio della Sardegna. A mio avviso, però, non possiamo riportare proprio sul piano tecnico una competenza che non è di questo consesso all'interno di un ordine del giorno, anche perché sarebbe fuorviante. Quindi dal punto di vista tecnico c'è questa difficoltà.

Presidente. Quindi qual è il parere della Giunta, assessore Usai?

USAI, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Favorevole, eccetto il punto 5.

Presidente. Dopo l'espressione del parere della Giunta, sull'ordine del giorno possono essere fatte dichiarazioni di voto. Non si apre la discussione, quindi chi lo ritiene può iscriversi a parlare per dichiarazione di voto.

E' iscritto a parlare per dichiarazione di voto il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, per quanto concerne il punto 5 possiamo anche condividere alcune perplessità che l'Assessore ha segnalato all'Assemblea, però credo, per gli impegni che lo stesso assessore Oppi ha preso nel pomeriggio, che se inserissimo una piccola modifica, cioè se sostituissimo l'espressione "a chiarire" con "a valutare", l'ordine del giorno potrebbe essere accolto anche dalla Giunta regionale, in modo tale che su questo argomento non ci siano spaccature, vista la fatica con la quale abbiamo raggiunto l'accordo.

PRESIDENTE. Siccome non vorrei essere richiamato di nuovo al rispetto del Regolamento, ricordo ai colleghi che siamo in sede di dichiarazione di voto e che eventualmente a questo documento può essere presentato un emendamento unitario, così come proposto dall'onorevole Fadda, senza aprire la discussione sul punto. Invece i colleghi possono prendere la parola per dichiarazione di voto, esprimendosi naturalmente, se lo ritengono, anche su questo punto.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Presidente, il mio Gruppo, ma penso di interpretare anche la volontà di altri Gruppi, ovviamente è molto favorevole a un ordine del giorno unitario che dimostri l'intenzione dell'intero Consiglio regionale di voler affrontare in maniera efficace questa battaglia contro una malattia così terribile.

Naturalmente non posso mancare di dire, per quanto riguarda il fatto formale relativo al punto 5, che non mi sento di votare anche questo punto, però se ci fosse un emendamento, così come è stato delineato, chiaramente lo voterei. Diversamente mi sentirei di chiedere alla Giunta di accettare il punto 5 come semplice raccomandazione. Il Regolamento consente alla Giunta di accettare un ordine del giorno come raccomandazione, e quindi anche un singolo punto senza che venga inserito nell'ordine del giorno stesso.

Se la Giunta accogliesse come raccomandazione il punto 5 esso non verrebbe inserito nell'ordine del giorno. Diversamente non ci rimane che accettare l'emendamento proposto dal consigliere Fadda.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Il Gruppo della Rifondazione Comunista ed io personalmente esprimiamo un voto favorevole all'ordine del giorno, nel suo complesso, così come è stato redatto e letto.

Devo aggiungere che noi esprimiamo un sì vero a questo ordine del giorno, ma abbiamo la sensazione che non tutte le adesioni e non tutti i sì siano sinceri, e avvertiamo il dovere di dirlo, perché quest'ordine del giorno contiene indicazioni, prescrizioni, deliberazioni. Non è vero, come un tempo si diceva, che un ordine del giorno non si nega a nessuno, così come un bicchiere d'acqua o una croce di cavaliere. L'ordine del giorno è una decisione formale, politica del Consiglio regionale; si può anche ritenere che non si governa la regione con gli ordini del giorno, però di sicuro non si governa la regione neppure contro il Consiglio regionale.

Le affermazioni che ha reso la Giunta a mezzo dell'Assessore della sanità sono diverse e per molti versi contrarie a quanto è indicato dal Consiglio con questo ordine del giorno. La Giunta si dovrà adeguare, dovrà correggere la sua condotta e quindi dovrà rispettare l'indicazione del Consiglio.

Indico in un minuto, quanto è il tempo che, mi pare, ho ancora, quali sono questi punti. Primo punto: la Giunta non ha voluto accettare, e neppure la maggioranza, l'idea che si desse un giudizio negativo sui ritardi nell'attuazione della legge che il Consiglio ha approvato un anno fa; non ha voluto che si parlasse di inadempienza, però qui si parla di dare rapida e completa attuazione alla legge. Il contrario di rapida è lenta, nel vocabolario dei sinonimi, il contrario di completa è incompleta, quindi è chiaro ed evidente che il Consiglio sta dicendo alla Giunta che con la sua condotta politica sta dando attuazione lenta e incompleta, posto che dovrà essere rapida e completa, alla legge della Regione, cioè che la Giunta è politicamente, oltre che amministrativamente, inadempiente e sta creando un danno.

Secondo punto: si dice che bisogna condurre un'azione incisiva e coordinata col Governo nazionale per risolvere il problema dei controlli sanitari del bestiame in entrata. La Giunta ha detto che non è competenza della Regione, che tutto riguarda lo Stato e il Governo.

OPPI (C.C.D.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Infatti dobbiamo stipulare…

COGODI (R.C.). Infatti qui non è scritto così, perché se il Consiglio dice alla Giunta che deve coordinare gli interventi e condurre un'azione incisiva e coordinata col Governo vuol dire che il Consiglio sta dicendo che i soggetti dell'iniziativa sono due: il Governo e la Regione, i quali insieme debbono coordinarsi. E se il Governo non fa nulla, la Regione deve fare pure qualcosa, ed è una cosa diversa.

Terzo punto: se il punto 3 - e leggete il punto 3 in coordinamento e in connessione logica anche col punto 5 - dice che bisogna monitorare gli allevamenti al fine di accertare lo stato immunologico degli animali rispetto alla malattia, per quanto capisco io, insieme al punto 5, ma anche senza il punto 5, questo vuol dire che non si deve vaccinare prima, perché se un animale fosse immunologicamente protetto, cioè fosse sano, non capisco perché dovrebbe essere vaccinato.

Allora, la Giunta ha detto: "Abbiamo scelto la vaccinazione". Poi il collega Licandro ha precisato: "In ogni caso i ruminanti dell'area di Arborea non si vaccineranno", ma nessuno ha spiegato come il Ministero pensa di vaccinare i selvatici...

PRESIDENTE. Qualche secondo per concludere, onorevole Cogodi. Io prego i colleghi di lasciare svolgere l'intervento per dichiarazione di voto nei tempi previsti, che terminano automaticamente, senza che i colleghi richiamino nessuno al rispetto del tempo. C'è un automatismo che funziona inesorabilmente. Quindi, onorevole Cogodi, la invito a concludere rapidamente.

COGODI (R.C.). L'azione di disturbo proviene da quella parte, dove non c'è convinzione e sincerità si ha fretta di concludere con l'idea che l'ordine del giorno sia un modo come un altro per concludere una giornata di lavoro. Non è così, quest'ordine del giorno è impegnativo e conclude le proposte sostanziali portate in Aula dall'opposizione - perché la discussione su questo argomento non l'ha sollecitata la Giunta, ma l'opposizione -, su indicazione delle associazioni dei produttori e degli enti locali che ci hanno dato un documento in cui sono scritte le cose che abbiamo detto, ivi compreso l'accordo di programma che la Giunta ha detto di non conoscere, o l'impegno a promuovere gli accordi di programma per la ripresa produttiva di quei territori e di quei comparti. Quest'ordine del giorno si conclude in modo contrario alla esposizione che ha fatto la Giunta. Veda la maggioranza, veda la Giunta. Ripensarci è sempre un bene, se si è in errore ci si può correggere, speriamo che la Giunta abbia capito che quello che faceva prima era inadeguato, in ritardo e insufficiente. Quello che dovrà fare adesso dovrà essere adeguato, sufficiente e diverso da quello che ha fatto finora.

CORDA (A.N.). L'onorevole Cogodi questo documento l'ha firmato. Non capisco come mai parli così.

PRESIDENTE. Onorevole Corda, per piacere! Non ci sono altre dichiarazioni di voto, quindi passiamo alla votazione del documento, che se siete d'accordo correggiamo, perché è pervenuta alla Presidenza da parte dei Capigruppo una richiesta di modifica che non si configura come un emendamento nel senso tradizionale del termine, quindi non va votata separatamente, ma poiché c'è un'intesa unanime di tutti i Capigruppo correggiamo il documento in corso d'opera.

Onorevole Cogodi, mi è sembrato di capire dal suo intervento per dichiarazione di voto il suo assenso alla correzione, nel punto 5, del verbo "chiarire" con il verbo "valutare". Mi è sembrato di capire questo, ecco perché io forse erroneamente l'ho assimilata agli altri Capigruppo, però se lei intende esprimere un'opinione diversa, prego.

COGODI (R.C.). Non c'è un processo di assimilazione, anche perché è difficile fra chi pensa e opera in modo diverso e rappresenta interessi diversi, tuttavia noi non siamo firmatari dell'emendamento, di cui quindi sono firmatari i Capigruppo di tutti i Gruppi eccetto il nostro.

Noi non abbiamo firmato quell'emendamento perché non serve a niente. Allora, per farla breve, annunciamo di essere anche favorevoli a cambiare quella parola, ma è un'altra finzione. Qualcuno mi dovrebbe spiegare qual è la differenza sostanziale fra "chiarire le implicanze del vaccino" e "valutare le implicanze del vaccino". E' ovvio che se uno chiede di chiarire sarà per avere chiara la cosa, per sapere cosa ne deriva, se uno verifica sarà che vuole sapere...

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, io ho inteso che lei è d'accordo per sostituire la parola "chiarire" con "valutare". Non posso consentirle di fare un intervento, lei lo capisce.

COGODI (R.C.). Comprendo benissimo. Siamo sul filo dei secondi, però intervenire su un emendamento è consentito.

PRESIDENTE. Sì, ma siamo sempre sul filo dei secondi in più.

COGODI (R.C.). No, Presidente, non siamo sul filo dei secondi in più, perché i colleghi del Gruppo ed io abbiamo diritto di chiedere la parola sull'emendamento, e non lo facciamo. Quindi non siamo sul filo dei secondi in più, siamo sul filo dei secondi utili a definire una questione per dire che, pur non essendo formalmente presentatori dell'emendamento, accediamo alla proposta di sostituire la parola "chiarire", perché di fatto non cambia nulla, è un'altra finzione che voi volete fare per dire: "diciamo", "non diciamo", "facciamo", "non facciamo". Si vedrà che cosa volete fare davvero, che cosa avete in animo di fare. Si vedrà alla luce dei fatti.

PRESIDENTE. A questo punto, dopo il chiarimento dell'onorevole Cogodi, credo che ci sia l'intesa per sostituire, al punto 5, il verbo "chiarire" con il verbo "valutare". Quindi il punto 5 risulta così formulato: "a valutare in tutti i suoi aspetti sanitari ed economici le implicazioni della vaccinazione."

Metto in votazione l'ordine del giorno numero 1 nella sua versione integrale così come corretto. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Il Consiglio verrà riconvocato a domicilio.

La seduta è tolta alle ore 20 e 33.