Seduta n.393 del 13/02/2008
CCCXCIII Seduta
Mercoledì 13 febbraio 2008
(POMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente BIANCU
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 34.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 6 febbraio 2008 (386), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Giuseppe Cuccu, Mario Floris, Licandro, Sabatini e Vargiu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 13 febbraio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni questi congedi si intendono accordati.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A.
Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 sono stati presentati i seguenti emendamenti: soppressivo totale numero 107, sostitutivo totale numero 911 a cui sono collegati gli emendamenti numero 974, 975, 976, 977, 979, 980, 981, 982, 983, 984, 985, 986 e 987; soppressivi parziali numero 381, 382, 383 e 384; sostitutivi parziali numero 118, 420 a cui sono collegati gli emendamenti numero 953, 896, 108, 110, 839 e 112; aggiuntivi numero 562, 837, 109, 809, 931, 934, 246, 561, 846, 486, 502, 560, 111, 117, 545, 546, 559, 825, 895, 11, 836, 113, 114, 115, 116, 808, 938, 942, 949, 119 e 896 al quale è stato collegato l'emendamento numero 953. Poi ci sono provenienti dagli altri articoli gli emendamenti numero 835, 877 a cui è collegato l'emendamento numero 978, 527, 864, 950, 566, 822 e 889. Dall'articolo 5 l'emendamento numero 889.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti:
Art. 6
Disposizioni in materia di lavoro e di formazione professionale
1. Per le finalità di cui all'articolo 43 della legge regionale n. 20 del 2005, è autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 20.000.000 destinata alla realizzazione di un programma di azioni sperimentali nelle forme previste dal medesimo articolo, da destinarsi prioritariamente a giovani e donne (UPB S02.02.001, S02.03.006 e S06.06.003).
2. Per il finanziamento degli interventi regionali in favore di lavoratori socialmente utili finalizzati alla stabilizzazione degli stessi è autorizzata la spesa di euro 26.254.000 per l'anno 2008 e per ciascuno degli anni 2009, 2010, 2011 e 2012 (UPB S02.03.002).
3. E' autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 100.000 quale integrazione regionale alle assegnazioni statali per il finanziamento della attività delle consigliere e dei consiglieri di parità di cui al capo IV del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell'articolo 6 della L. 28 novembre 2005, n. 246) (UPB S01.03.003).
4. Per l'esercizio delle funzioni regionali in materia di formazione professionale previste all'articolo 74 della legge regionale n. 9 del 2006, e per garantire il costo lordo del personale iscritto all'albo di cui alla legge regionale n. 42 del 1989, operante presso le agenzie formative di cui all'articolo 19, comma 11, della legge regionale n. 4 del 2006, è autorizzata, a valere sull'UPB S02.02.001, una spesa valutata in euro 2.000.000 per gli anni 2008 e 2009 ed in euro 630.000 per gli anni 2010 e 2011 (UPB S02.02.001).
5. Per far fronte agli oneri, anche residui, derivanti dall'applicazione dell'articolo 19 della legge regionale n. 4 del 2006 e dell'articolo 30 della legge regionale n. 2 del 2007, in materia di incentivazione alla cancellazione dall'albo del personale docente e non docente di cui alla legge regionale n. 42 del 1989, e di ricollocazione del personale iscritto a tale albo presso enti pubblici, è autorizzata la spesa di euro 17.349.000 per l'anno 2008 e di euro 3.249.000 per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011 (UPB S02.02.001).
6. Nelle more dell'attuazione dell'articolo 10 della legge regionale n. 9 del 2006, è autorizzata, nell'anno 2008, una spesa valutata in euro 20.000.000 finalizzata all'attuazione del piano annuale di formazione professionale da elaborare d'intesa tra la Regione e le province. Nell'attuazione del piano annuale di formazione deve essere data priorità di utilizzo del personale iscritto all'albo di cui all'articolo 1 della legge regionale n. 42 del 1989 anche attraverso la mobilità tra gli enti di formazione. Una parte delle attività previste nel piano annuale, d'intesa tra la Regione e le province, può essere affidata alla gestione diretta dei centri regionali di formazione professionale. Con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di formazione professionale sono effettuate le necessarie variazioni al bilancio (UPB S02.02.001).
7. Nella legge regionale n. 20 del 2005 sono introdotte le seguenti modifiche:
a) la lettera f) del comma 6 dell'articolo 11 è sostituita dalla seguente:
"f) dal consigliere regionale di parità nominato ai sensi del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198.";
b) nel comma 5 dell'articolo 15 le parole: "provinciale di cui all'articolo 8" sono sostituite dalle seguenti: "regionale di cui all'articolo 11.";
c) nel comma 1 dell'articolo 35 le parole: "ai sensi dell'articolo 32 della legge regionale 25 gennaio 1988, n. 4" sono sostituite dalle seguenti: "ai sensi della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23,".
8. Per l'attuazione degli interventi regionali per l'occupazione è istituito nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione il Fondo regionale per l'occupazione alla cui dotazione finanziaria concorrono le assegnazioni provenienti dal bilancio regionale, dal bilancio statale e dai fondi comunitari; la relativa gestione è affidata all'Assessorato regionale competente in materia di lavoro.
9. Le risorse di cui all'articolo 35, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007, e quelle stanziate per le medesime finalità negli esercizi 2008 e successivi qualora non impegnate nell'anno di riferimento sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo e confluiscono nel fondo di cui al comma 8; l'Assessore regionale competente in materia di bilancio è autorizzato ad apportare le necessarie variazioni di bilancio.
Emendamento soppressivo totale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
L'art. 6 è soppresso. (107)
Emendamento sostitutivo totale Uras - Lanzi - Serra - Cugini - Davoli - Fadda - Licheri - Pisu.
Articolo 6
L'art. 6 è sostituito dal seguente:
Art. 6
Disposizioni in materia di lavoro e di formazione professionale
1. Per l'attuazione degli interventi regionali per l'occupazione è istituito nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione il "Fondo regionale per l'occupazione" alla cui dotazione finanziaria concorrono le assegnazioni provenienti dal bilancio regionale, quantificata in prima applicazione con euro 154.254.000 per l'esercizio 2008, e dalle assegnazioni del bilancio statale e dai fondi comunitari attribuite al medesimo fondo in ragione delle finalità all'Assessorato regionale competente in materia di lavoro, anche nella sua qualità di autorità di gestione delle risorse del fondo sociale europeo per la Regione Autonoma della Sardegna. L'Assessore regionale del lavoro riferisce alla Giunta regionale e, con cadenza trimestrale, alla competente Commissione consiliare sui risultati dell'andamento delle spese programmate. (UPB N.I.)
2. Le risorse di cui all'articolo 35, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007, e quelle stanziate per le medesime finalità negli esercizi 2007 e successivi qualora non impegnate nell'anno di riferimento sono conservate nel conto dei residui per essere utilizzate nell'esercizio successivo e confluiscono nel fondo di cui al precedente comma; l'Assessore regionale competente in materia di bilancio è obbligato ad apportare le necessarie variazioni di bilancio per la piena attuazione del presente articolo e per la costituzione delle dotazioni di cui al predetto Fondo regionale per l'occupazione.
3. Per le finalità di cui all'articolo 43 della legge regionale n. 20 del 2005, è autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 30 milioni destinata alla realizzazione di un programma di azioni sperimentali nelle forme previste dal medesimo articolo, da destinarsi prioritariamente a giovani e donne, e a progetti mirati di inserimento e reinserimento lavorativo, anche di lavoratori disoccupati, in mobilità o in cassa integrazione, provenienti da situazioni di crisi occupazionale. La predetta spesa è effettuata a valere sulle disponibilità di cui al "Fondo" previsto nel comma 1 del presente articolo.
3 bis. Il "Piano regionale per i servizi, le politiche del lavoro e l'occupazione" in prima applicazione, in deroga all'articolo 13 della legge regionale 5 dicembre 2005, n. 20, è approvato dal Consiglio regionale entro il 30 marzo 2008, su proposta della Giunta regionale. Il predetto Piano è predisposto con la partecipazione delle rappresentanze sociali e istituzionali; a tal fine la Conferenza regionale per l'occupazione, che opera anche con le modalità e gli effetti della conferenza di servizio di cui all'articolo 20 della legge regionale 22 agosto 1990, n. 40, si conclude entro il 1° marzo 2008.
3 ter. Il Piano predetto - articolato secondo quanto disposto nella citata legge regionale n. 20/2005 - dovrà disciplinare un sistema di ammortizzatori sociali regionale complementare a quello previsto dalla vigente normativa statale, finalizzato:
- ad assicurare ai lavoratori interessati forme di anticipazione dei benefici già concessi dai competenti Ministeri, fatto salvo il diritto dell'Amministrazione regionale all'integrale recupero delle risorse finanziarie anticipate;
- ad interventi di sostegno al reddito, di natura straordinaria destinati ai medesimi soggetti una sola volta, in relazione a situazioni di crisi occupazionale acute, nei diversi settori della produzione e dei servizi, alla cui gestione non si può provvedere con gli strumenti disposti dalla vigente legislazione;
- ad estendere l'accesso ai benefici di cassa integrazione e di mobilità in deroga riconosciuti in forza di accordi con i competenti Ministeri, tramite concorso finanziario regionale non superiore al 50 per cento del costo previsto, e comunque nei limiti di bilancio stabiliti nel piano.
3 quater. Nel medesimo Piano sono, inoltre, compresi:
1) il programma degli interventi (azioni e progetti) a titolarità regionale finalizzati all'occupazione di cui al precedente comma 3;
2) il rifinanziamento, nelle misure stabilite nello stesso piano, del programma "Sardegna fatti bella", da definire e articolare per ambiti territoriali ottimali, d'intesa con le province;
3) il consolidamento e il potenziamento dei Centri servizi per il lavoro e delle agenzie per il sostegno allo sviluppo con priorità per i nuovi bacini d'impiego, di cui alle misure 3.1, 3.4, 3.10, tramite la stabilizzazione, entro l'esercizio 2008, dei lavoratori impiegati nelle relative attività; la relativa spesa è prevista nella misura di 10 milioni di euro a valere sul Fondo di cui al comma 1del presente articolo.
4. Per il finanziamento degli interventi regionali in favore di lavoratori socialmente utili finalizzati alla stabilizzazione degli stessi è autorizzata la spesa di euro 26.254.000 per l'anno 2008 e per ciascuno degli anni 2009, 2010, 2011 e 2012 a carico del Fondo regionale per l'occupazione.
5. Le azioni e i progetti di cui al precedente comma, su iniziativa dell'Assessorato del Lavoro, Formazione Professionale, Cooperazione e Sicurezza Sociale, sono individuati e realizzati prioritariamente con il ricorso alle forme pattizie di cui all'articolo 24 della L.R. 40/1990 e avvalendosi, in deroga alle vigenti normative, anche degli enti, aziende e agenzie regionali e/o istituite con legge regionale e delle società controllate o partecipate dalla Regione. I relativi accordi di cui al citato articolo 24, sono pubblicati entro 10 giorni dalla loro stipula nel Bollettino ufficiale (BURAS) e nel sito internet della Regione e si provvede con le disponibilità finanziarie del Fondo di cui al precedente comma 1.
5 bis. Il personale docente e non docente del sistema privato della formazione professionale convenzionata (definire criteri soggettivi di anzianità di servizio) che, alla data di approvazione della presente legge e nel corso dell'esercizio, sia stato o sia interessato dalle procedure per il superamento dell'albo di cui alla L.R. 42/1989, o da quelle di licenziamento a causa della contrazione delle attività formative regionali, anche se non inserito nell'albo della citata legge 42 e con almeno 10 anni di servizio continuativo a tempo indeterminato, e non risulti alla medesima data, in esodo incentivato o in fase di assegnazione agli enti locali, secondo quanto previsto dalle leggi finanziarie regionali 2006 e 2007, in deroga alle vigenti disposizioni in materia di personale del comparto della Regione e degli enti, è assegnato all'Agenzia regionale per il lavoro, di cui alla L.R. 20/2005, tramite contratti di lavoro individuali di diritto privato a tempo indeterminato, confluisce in un apposito ruolo speciale ad esaurimento e conserva i trattamenti economici, normativi e previdenziali in godimento all'atto della predetta assegnazione. Il personale impiegato presso le Amministrazioni pubbliche locali e presso gli altri enti pubblici ai sensi delle disposizioni di cui alla legge regionale finanziaria 2007, articolo 30 alla scadenza delle convenzioni è mantenuto in servizio presso gli stessi enti, in forza di nuove convenzioni stipulate dall'Agenzia regionale del lavoro, i relativi oneri sono a carico del fondo di cui al primo comma del presente articolo.
6. In fruizione di un organico sviluppo dell'attività pubblica formativa e di orientamento il predetto personale è impiegato presso i C.R.F.P., coordinati allo scopo dalla Agenzia regionale per il lavoro che opera in attuazione di specifico programma definito nell'ambito del Piano regionale per i servizi, le politiche del lavoro, e l'occupazione di cui alla L.R. 5 dicembre 2005, n. 20, articolo 13. Ai fini della migliore organizzazione di tale attività, sentito il CREL, le organizzazioni sindacali e dell'impresa, le istituzioni locali e l'Università, l'Agenzia svolge i compiti di programmazione e gestione. Gli oneri derivanti per l'attuazione del presente comma sono valutati in euro 18 milioni per ciascuno degli esercizi 2008, 2009, 2010 e 2011 e costituiscono parte integrante degli stanziamenti attribuiti al Fondo regionale per l'occupazione (UPB N.I.)
7. E' autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 100.000 quale integrazione regionale alle assegnazioni statali per il finanziamento della attività delle consigliere e dei consiglieri di parità di cui al capo IV del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell'articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246) (UPB S01.03.003).
8. Per l'esercizio delle fruizioni regionali in materia di formazione professionale previste all'articolo 74 della legge regionale n. 9 del 2006, e per garantire il costo lordo del personale iscritto all'albo di cui alla legge regionale n. 42 del 1989, operante presso le agenzie formative di cui all'articolo 19, comma 11, della legge regionale n. 4 del 2006, è autorizzata, a valere sull'UPB S02.02.001, una spesa valutata in euro 2.000.000 per gli anni 2008 e 2009 ed in euro 630.000 per gli anni 2010 e 2011 (UPB 502.02.001).
9. Per far fronte agli oneri, anche residui, derivanti dall'applicazione dell'articolo 19 della legge regionale n. 4 del 2006 e dell'articolo 30 della legge regionale n. 2 del 2007, in materia di incentivazione alla cancellazione dall'albo del personale docente e non docente di cui alla legge regionale n. 42 del 1989, e di ricollocazione del personale iscritto a tale albo presso enti pubblici, è autorizzata la spesa di euro 17.349.000 per l'anno 2008 e di euro 3.249.000 per ciascuno degli anni 2009, 2010 e 2011 (UPB 502.02.001).
10. Nelle more dell'attuazione dell'articolo 10 della legge regionale n. 9 del 2006, è autorizzata, nell'anno 2008, una spesa valutata in euro 20.000.000 finalizzata all'attuazione del piano annuale di formazione professionale da elaborare d'intesa tra la Regione e le province. Nell'attuazione del piano annuale di formazione deve essere data priorità di utilizzo del personale già iscritto all'albo di cui all'articolo 1 della legge regionale n. 42 del 1989, anche attraverso la mobilità tra gli enti di formazione. Con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di formazione professionale sono effettuate le necessarie variazioni al bilancio (UPB 502.02.001).
11. Nella legge regionale n. 20 del 2005 sono introdotte le seguenti modifiche:
a) la lettera f) del comma 6 dell'articolo 11 è sostituita dalla seguente:
"f) dal consigliere regionale di parità nominato ai sensi del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198.";
b) nel comma 5 dell'articolo 15 le parole: "provinciale di cui all'articolo 8" sono sostituite dalle seguenti: "regionale di cui all'articolo 11.";
c) nel comma 1 dell'articolo 35 le parole: "ai sensi dell'articolo 32 della legge regionale 25 gennaio 1988, n. 4" sono sostituite dalle seguenti: "ai sensi della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23,".
12. La Regione, ai fini di una organica trattazione del fenomeno del precariato, definisce, tramite l'Assessorato del lavoro, d'intesa con gli enti locali, le OO.SS. e le associazioni datoriali, un piano pluriennale, di durata massima quinquennale, di stabilizzazione dei lavoratori precari, con forme contrattuali flessibili o atipiche, del sistema pubblico e privato. Nel predetto piano costituiscono specifici allegati i "piani di stabilizzazione" della Regione e degli enti, delle agenzie regionali e del sistema sanitario regionale, approvati secondo le rispettive disposizioni normative.
Il piano è approvato dal Consiglio regionale entro 90 giorni dalla promulgazione della presente legge, nell'ambito di quello previsto dall'articolo 13 della L.R. 20/2005, ed è realizzato privilegiando gli accordi decentrati tra le parti datoriali e sindacali interessate, anche ricorrendo all'applicazione di vigenti normative d'incentivazione. E' fatto divieto alle amministrazioni pubbliche regionali ed a quelle sottoposte al controllo della Regione di procedere, nei cinque anni successivi all'entrata in vigore della presente legge, ad assunzioni con forme contrattuali atipiche. Sono, comunque, sospese tutte le assunzioni di personale non dirigente, a qualunque titolo effettuate, che non prevedano procedure selettive pubbliche concorsuali. E' fatto divieto alle stesse amministrazioni di effettuare assunzioni a tempo determinato nella copertura di vacanze permanenti di organico tali da determinare con l'utilizzo di ricorrenti proroghe posizioni precarie di lavoro.
Le necessarie risorse sono valutate in 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2008, 2009, 2010 e 2011, a valere sul "Fondo per l'occupazione" di cui al comma 1 del presente articolo.
13. Disposizione sui bandi di gara per servizi alle pubbliche amministrazioni. I bandi di gara per i servizi esternalizzati delle pubbliche amministrazioni regionali (enti, agenzie, società pubbliche) e locali, delle ASL, dei presidi ospedalieri e delle altre amministrazioni sanitarie, devono obbligatoriamente contenere adeguate disposizioni atte a garantire: l'applicazione dei contratti collettivi di riferimento; procedure di verifica puntuale della regolarità dei versamenti previdenziali e assicurativi a favore dei lavoratori impiegati; il divieto di licenziamento per riduzione di personale in corso di esecuzione degli appalti aggiudicati; l'indicazione del numero e delle qualifiche del personale da impegnare e i relativi carichi di lavoro, la definizione dei limiti di ribasso per le offerte al fine di garantire la compatibilità con il rispetto integrale delle predette disposizioni.
COPERTURA FINANZIARIA
Ai fini della costituzione del fondo di cui al comma 1 (UPB nuova istituzione) si provvede oltre che con le dotazioni finanziarie previste per il 2008 in attuazione dell'articolo 43 della L.R. 20/2005 pari a 20 milioni di euro (di cui alle UPB S02.02.001, S02.03.0065 e S06.06.003) e agli stanziamenti per la stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili pari a 26.254.000 (UPB S02.03.002), ad una dotazione aggiuntiva di euro 108 milioni per il medesimo esercizio 2008, mediante corrispondente riduzione delle dotazioni delle sotto elencate UPB.
Per gli anni successivi si provvede altresì ai sensi delle disposizioni di cui alla L.R. 11/2006 in materia di contabilità regionale.
In riduzione esercizio 2008:
UPB S10.03.010 (programmazione negoziata) Cap. SC01.0628 nella misura di 50 milioni di euro
UPB S08.01.004 (perenzioni) Cap. SC08.0045 nella misura di 18 milioni di euro
UPB S08.01.003 (FNOL riduzione voce 2 della tabella B della L.R. finanziaria) nella misura di 10 milioni di euro
UPB S06.01.003 - Cap. SC05.0055 nella misura di 20 milioni di euro.
In aumento esercizio 2008:
Fondo regionale per l'occupazione (UPB N.I.) 108 milioni di euro. (911)
Emendamento all'emendamento numero 911 sostitutivo totale Giunta regionale.
Articolo 6
L'articolo 6 è sostituito dal seguente:
Art. 6
Disposizioni in materia di lavoro e formazione professionale
1. Per l'attuazione degli interventi regionali per l'occupazione è istituito nello stato di previsione della spesa del bilancio della Regione il "fondo regionale per l'occupazione" alla cui dotazione finanziaria concorrono le assegnazioni provenienti dal bilancio regionale, dal bilancio statale e dai fondi comunitari; la relativa gestione e' affidata all'Assessorato competente in materia di lavoro, che si avvale anche delle procedure di cui all'articolo 24 della legge regionale 22 agosto 1990, n. 40. In particolare nel fondo confluiscono:
a) le risorse, non ancora impegnate, di cui all'articolo 35, comma 1, della legge regionale n. 2 del 2007;
b) la somma per l'anno 2008, di euro 25.000.000 destinata alla realizzazione di un programma di azioni sperimentali nelle forme previste dall'articolo 43 della legge regionale n. 20 del 2005, da destinarsi prioritariamente a giovani e donne, e a progetti mirati di inserimento e reinserimento lavorativo anche di lavoratori disoccupati, in mobilità o in cassa integrazione, provenienti da situazioni di crisi occupazionale;
c) la somma di euro 26.254.000 per l'anno 2008 e per ciascuno degli anni 2009, 2010, 2011 e 2012, per il finanziamento degli interventi regionali in favore di lavoratori socialmente utili finalizzati alla stabilizzazione degli stessi;
d) la somma, per l'anno 2008, di euro 10.000.000 per il rifinanziamento del programma "Sardegna fatti bella" di cui all'articolo 15 della legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, a favore degli Enti che concorrano al finanziamento dei progetti inclusi nel programma medesimo in misura pari al 50 per cento delle spese ammesse;
e) la somma, per gli anni dal 2008 al 2013, valutata in annui euro 12.000.000 a valere sulle risorse derivanti dalla programmazione di cui al FSE per gli anni 2007-2013, per il consolidamento e il potenziamento dei Centri Servizi per il Lavoro e delle Agenzie per il sostegno allo sviluppo con priorità per i nuovi bacini d'impiego di cui alle Misure 3.1, 3.4 e 3.10 del POR 2000-2006, e per il mantenimento in servizio dei lavoratori già impiegati nelle medesime funzioni in attuazione delle predette misure, nel corso del precedente esercizio. La Giunta Regionale predispone specifica proposta legislativa, ai fini della definitiva stabilizzazione dei predetti lavoratori e previa verifica sullo stato degli strumenti regionali e territoriali del sistema dei servizi per il lavoro e lo sviluppo;
f) la somma di euro 20.000.000, per l'anno 2008 e successivi per il finanziamento delle attività di formazione professionale e di euro 17.349.000 per l'anno 2008 e di euro 3.349.000 per gli anni 2009, 2010 e 2011, per il superamento dell'albo di cui alla legge regionale n. 42 del 1989; le risorse non impiegate per tali ultime finalità sono destinate ad incrementare le disponibilità relative alle attività di formazione;
il personale ricompreso nell'albo dell'articolo 1 della legge regionale 13 giugno 1989, n. 42, che non abbia fruito della risoluzione incentivata del rapporto ai sensi dell'articolo 30 della legge regionale n. 2 del 2007 o quello che cessa a scadenza naturale del contratto di ricollocazione ai sensi dell'articolo 19 della legge regionale n. 4 del 2006 il cui rapporto di lavoro con l'ente di provenienza sia cessato o cessi entro il 31 dicembre 2008, è iscritto in una lista speciale ad esaurimento istituita presso l'Assessorato competente in materia di formazione professionale, il quale continua a promuoverne la ricollocazione presso gli enti pubblici.
Il personale iscritto nella lista resta a disposizione dell'amministrazione regionale per essere impiegato dai centri regionali di formazione professionale, per l'attuazione del piano di cui al comma 2 e per ogni altra attività inerente alla formazione professionale.
L'amministrazione regionale, con effetto dalla data di iscrizione nella lista subentra agli enti di provenienza nelle convenzioni con gli Enti locali, nei rapporti giuridici ed economici col personale suddetto al quale continua ad applicarsi il contratto collettivo di lavoro di settore e la rispettiva disciplina previdenziale privatistica, con oneri a carico dell'amministrazione.
g) la somma di euro 500.000 per interventi di sostegno al reddito, di natura straordinaria, destinati ai medesimi soggetti una sola volta, in relazione a situazioni di crisi occupazionale acute, nei diversi settori della produzione e dei servizi, alla cui gestione non si può provvedere con gli strumenti disposti dalla vigente legislazione
h) la somma di euro 302.000.000, per l'anno 2008, per la realizzazione degli interventi inclusi nella programmazione comunitaria per gli anni 2007-2013 e relativi agli Assi I, II, III e IV finanziati dal FSE e destinati al miglioramento delle capacità lavorative, all'occupabilità, all'inclusione e alla valorizzazione del capitale umano.
L'Assessore al bilancio è autorizzato ad apportare le conseguenti variazioni di bilancio nonché variazioni compensative tra le somme autorizzate nelle lettere di cui al comma 1.
2. Il "Piano regionale per i servizi, le politiche del lavoro e l'occupazione in prima applicazione, in deroga all'articolo 13 della Legge regionale 5 dicembre 2005, n. 20, è approvato dal Consiglio regionale, su proposta della Giunta regionale. Il predetto piano è predisposto con la partecipazione delle rappresentanze sociali ed istituzionali; a tal fine è indetta entro il 1° marzo 2008 la Conferenza regionale per l'occupazione.
3. Per far fronte alle esigenze dei lavoratori colpiti da licenziamenti o sospensioni di lavoro in relazione a gravi situazioni di crisi aziendale la Regione è autorizzata a costituire presso la SFIRS, nei limiti della somma all'uopo stanziata, un Fondo le cui risorse sono destinate ai medesimi lavoratori che risultino beneficiari di ammortizzatori sociali, previa valutazione dell'Amministrazione regionale. Il suddetto fondo è deputato a svolgere una funzione anticipatoria, nella misura del 100 per cento, dei benefici degli ammortizzatori sociali nella fase antecedente alla loro erogazione. L'Ente previdenziale competente provvede a riversare nel Fondo le somme così anticipate, una volta esigibili dal lavoratore beneficiario. I rapporti tra SFIRS e Regione e quelli tra SFIRS ed Ente previdenziale sono disciplinati da apposita convenzione. Le modalità procedurali ed i criteri di funzionamento del Fondo sono definiti da Direttiva di attuazione approvata con delibera dalla Giunta regionale su proposta del Presidente della Regione di intesa con gli Assessori competenti. Per tali finalità è autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 3.000.000 (U.P.B. S05.03.004).
4. E' autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 100.000 quale integrazione regionale alle assegnazioni statali per il finanziamento dell'attività delle consigliere e dei consiglieri di parità di cui al capo IV del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198 (Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell'articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246 (U.P.B. S01.03.003).
5. Nell'articolo 30, al comma 7 della legge regionale n. 2 del 2007, dopo la lettera e) è inserita la seguente:
"d) il 100 per cento del trattamento stipendiale per l'assunzione a tempo indeterminato di personale appartenente alle categorie protette effettuato dalle amministrazioni provinciali, amministrazioni comunali ed altri enti pubblici"
6. Nella legge regionale n. 20 del 2005 sono introdotte le seguenti modifiche:
a) la lettera f) del comma 6 dell'articolo 11 è sostituita dalla seguente:
"f) dal consigliere regionale di parità nominato ai sensi del decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198";
b) nel comma 5 dell'articolo 15 le parole: "provinciale di cui all'articolo 8" sono sostituite dalle seguenti:
"regionale di cui all'articolo 11";
c) nel comma 1 dell'articolo 35 le parole: "ai sensi dell'articolo 32 della legge regionale 25 gennaio 1988, n. 4" sono sostitute dalle seguenti: "ai sensi della legge regionale 23 dicembre 2005, n. 23";
7. Per le finalità di cui all'articolo 11 della legge regionale n.20 del 2005, sino alla piena operatività della commissione regionale per i servizi e le politiche del lavoro, l'Assessorato competente in materia di lavoro opera, sentite le organizzazioni sindacali e dell'impresa più rappresentative a livello regionale e i presidenti delle province o loro delegati.
8. I bandi di gara per i servizi esternalizzati delle Pubbliche amministrazioni regionali (Enti, Agenzie, Società pubbliche) e locali, delle ASL, dei Presidi ospedalieri e delle altre Amministrazioni Sanitarie, devono obbligatoriamente contenere adeguate disposizioni atte a garantire: l'applicazione dei contratti collettivi di riferimento, procedure di verifica puntuale della regolarità dei versamenti previdenziali e assicurativi a favore dei lavoratori impiegati; l'indicazione del personale da impegnare e i relativi carichi di lavoro.
9. Nell'affidamento delle attività di formazione professionale è data priorità alle agenzie formative che utilizzino i lavoratori della formazione professionale convenzionata in cassa integrazione o in mobilità, anche senza assegno.
10. E' autorizzata una spesa di euro 2.000.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009, 2010 e 2011 da ripartire fra i Comuni singoli o associati e le province che attuano processi di mobilità volontaria e di riorganizzazione per l'inserimento nelle proprie dotazioni organiche del personale delle Comunità montane che cessano per effetto dell'applicazione della legge regionale n. 12 del 2005.
11. Alle assunzioni di personale con contratti di lavoro flessibile effettuate dagli enti locali, il cui onere è finanziato con trasferimenti di risorse regionali, non si applicano i termini di cui alle disposizioni dell'articolo 3, comma 79 della legge 14 dicembre 2007, n. 244.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
U.P.B. S01.06.001
2008 € 2.000.000
2009 € 2.000.000
2010 € 2.000.000
2011 € 2.000.000
U.P.B. S02.02.005
2008 € 5.000.000
U.P.B. S04.06.007
2008 € 10.000.000
U.P.B. S05.03.004
2008 € 3.000.000
U.P.B. E361.010 (cap. N.l.)
2008 € 13.000.000
In diminuzione
U.P.B. S01.03.010
2008 € 7.000.000
U.P.B. S08.01.004
2009 € 2.000.000
U.P.B. S08.02.002
2010 € 2.000.000
2011 € 2.000.000 (974)
Emendamento all'emendamento numero 974 aggiuntivo Silvio Cherchi - Giagu - Lai Silvio - Cugini - Cuccu Giuseppe - Uggias - Masia - Caligaris - Farigu.
Articolo 6
Dopo il comma 9 è inserito il seguente:
9 bis. La Giunta regionale, valutata la centralità dei sistemi di formazione e qualificazione del lavoro nell'ambito della strategia complessiva di competitività del sistema Sardegna è autorizzata a finanziare un paino regionale di riorganizzazione del sistema delle agenzie formative da concludersi entro il 31 dicembre 2008. Possono essere finanziate le spese relative ai costi per: la creazione di un sistema di qualità certificato ISO, un programma di riorganizzazione aziendale per la competitività sul mercato, la riqualificazione del personale, gli oneri finanziari maturati nell'ambito delle attività con la pubblica amministrazione. Ai fini dell'attuazione del programma è autorizzata la spesa complessiva di euro 5.000.000.)
9 ter. Per fare fronte alla copertura totale degli oneri pregressi degli anni 2004, 2006 e 2007 e dei relativi oneri finanziari, sostenuti dalle agenzie formative per il costo lordo del personale iscritto all'albo di cui alla legge regionale n. 42 del 1989 è autorizzata per l'anno 2008 la spesa di euro 5.000.000 (UPB S02.02.001)
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S02.02.001
2008 euro 10.000.000
In diminuzione
Programmazione negoziata. (975)
Emendamento all'emendamento numero 974 aggiuntivo Calledda - Mattana - Cucca - Licheri - Marrocu - Francesco Sanna - Biancu - Sabatini - Salis - Serra - Uras - Corda - Alberto Sanna - Porcu.
Articolo 6
1. Per la realizzazione di interventi di politiche di sviluppo e per l'occupazione nel settore ambientale, la Giunta regionale provvede alla adozione della proposta istitutiva di parchi naturali regionali, fra quelli individuati ai sensi della normativa regionale in materia, previa acquisizione della preliminare intesa dei comuni interessati, anche attraverso le procedure in materia di istruttoria pubblica e conferenza dei servizi di cui alla L.R. 40/1990. Tale disegno di legge è trasmesso alla V Commissione Consiliare permanente che entro 30 giorni provvede alla sua istruttoria, ai fini del successivo esame da parte del Consiglio regionale nella prima seduta utile. Le risorse finanziarie, in conto residui, di cui alle UPB S04.08.001 e S04.08.002, pari a complessivi 21.467.000 euro, sono conservate per essere impiegate nel corso dell'esercizio 2008 negli interventi di tutela all'interno dei perimetri dei parchi così istituiti, ove prioritariamente sono impiegati, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di collocamento, i lavoratori disoccupati residenti nei comuni interessati. (976)
Emendamento all'emendamento numero 974 aggiuntivo Rassu - La Spisa - Petrini - Ladu.
Articolo 6
Per le stabilizzazioni di cui all'articolo 36 della legge regionale n. 2 del 2007, è valutato utile il servizio maturato anche partire dal 1.1.2002, qualora gli avviamenti al lavoro riguardino le qualifiche per cui è richiesta la scuola dell'obbligo. (977)
Emendamento all'emendamento numero 974 aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo
Dopo il comma 2 dell'articolo 6 dell'emendamento n. 974 è aggiunto il seguente comma:
Al fine di poter garantire ai lavoratori disoccupati il diritto a fruire dell'istituto dell'accertamento di professionalità, ai sensi dell'articolo 14 della legge 56/87 e successive modificazioni, è istituito presso l'Assessorato Regionale del Lavoro e della Formazione Professionale della Sardegna lo "Sportello per l'accertamento delle Professionalità ", finalizzato al riconoscimento delle qualifiche professionali.
I lavoratori disoccupati richiedono, per il tramite dei Centri dei Servizi per il Lavoro, l'accertamento di professionalità allo sportello regionale di cui al comma precedente che provvedere a nominare le commissione di accertamento e ad avviare i richiedenti ai singoli centri di formazione professionale regionali. (979)
Emendamento all'emendamento numero 974 aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 6
Dopo il comma 4 dell'articolo 6 dell'emendamento n. 974 è aggiunto il seguente comma:
Al fine di favorire e agevolare l'occupazione dei disoccupati e di rafforzare le azioni contro il precariato, l'amministrazione regionale è autorizzata a realizzare un bando straordinario ai sensi della L.R. 23.12.98 n. 36 per la concessione a favore delle piccole imprese di contributi finalizzati all'abbattimento degli oneri previdenziali e assistenziali
Copertura finanziaria
In Aumento:
UPB S02.03.002 Politiche attive del Lavoro-
Anno 2008 euro 15.000.000
Anno 2009 euro 15.000.000
Anno 2010 euro 15.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva della tabella 2
dell'allegata Tabella B alla legge finanziaria
Anno 2008 euro 15.000.000
Anno 2009 euro 15.000.000
Anno 2010 euro 15.000.000 (980)
Emendamento all'emendamento numero 974 aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 6
Dopo il comma 2 dell'articolo 6 dell'emendamento N. 974 è aggiunto il seguente comma :
La Regione in attuazione degli orientamenti nazionali per la stabilizzazione del personale del pubblico impiego e al fine di garantire il regolare funzionamento dell'apparato amministrativo per il quale è in corso un rapido processo di adeguamento e modernizzazione provvederà nell'arco del biennio 2008-2009 ad inquadrare a tempo indeterminato nel ruolo del proprio organico, il personale precario che presenta i seguenti requisiti:
a) Aver prestato lavoro anche non continuativo, con qualsiasi forma contrattuale riferita a personale inquadrato nell'area D del personale dell'Amministrazione Regionale , diretto e indiretto, anche con rapporto di lavoro prestato presso società di lavoro interinale, per un periodo di almeno 36 mesi nell'arco degli ultimi cinque anni alla data di entrata in vigore della presente legge;
b) possesso del titolo di laurea o equipollente richiesto per l'accesso alle categorie di cui al comma a);
Il personale in possesso dei requisiti di cui alle lettere a) e b) saranno inseriti in una graduatoria permanente formulata sulla base del parametro dell'anzianità di servizio acquisita e dalla quale si attingeranno i nominativi per la stabilizzazione nell'arco temporale del triennio 2007-2009. (981)
Emendamento all'emendamento numero 974 aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 6
Dopo il comma 4 dell'articolo 6 dell'emendamento n. 974 sono inseriti i seguenti commi aggiuntivi:
1. La Regione Autonoma della Sardegna, anche in attuazione delle disposizioni introdotte dal comma 417 e dai commi 519,520, 529 e 940 dell'art.l della legge 27 dicembre 2006 n. 296 (finanziaria 2007) sulla stabilizzazione del personale precario, così come modificate e integrate dai commi 86-106 della legge 24 Dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008), entro tre mesi dall' entrata in vigore della presente legge, predispone, sentite le organizzazioni sindacali, nell'ambito della programmazione dei fabbisogni per gli anni 2008,2009 e 2010, un piano regionale per la progressiva stabilizzazione sia dei lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, sia con contratto di collaborazione coordinata e continuativa e sia con contratto di lavoro instaurato con agenzia di lavoro interinale quando il lavoro precario sia stato svolto all'interno dei pubblici uffici dell'amministrazione regionale e abbia riguardato mansioni e compiti ordinari dei pubblici dipendenti ricompresi tra le funzioni istituzionali proprie dell'amministrazione regionale.
2. Rimane escluso dalle procedure di stabilizzazione di cui 1 presente comma il personale di diretta collaborazione degli organi politici presso le amministrazione regionale
3. Il personale precario a domanda sarà inserito in una graduatoria permanente formulata sulla base del parametro dell'anzianità di servizio acquisita verrà stabilizzato nell'arco del triennio 2007-2009 con l'inquadramento a tempo indeterminato nel ruolo del proprio organico.
4.1 requisiti di accesso alla graduatoria di cui al comma precedente del personale precario dovranno essere i seguenti :
a) Aver prestato lavoro anche non continuativo, con qualsiasi forma contrattuale riferita a personale che abbia complessivamente nell'arco degli ultimi cinque anni alla data di entrata in vigore della presente legge per un periodo complessivo di almeno 36 mesi, anche non continuativamente e con diverse tipologie contrattuali
b) possesso del titolo di studio richiesto per l'accesso alla categoria di inquadramento. (982)
Emendamento all'emendamento numero 974 aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu - Rassu.
Articolo 6
Dopo il comma 4 dell'articolo 6 dell'emendamento n. 974 è inserito il seguente comma :
E' autorizzata, per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 la spesa di euro 100.000.000 destinata al finanziamento del fondo istituito presso lo stato di Previsione della Presidenza della Giunta denominato "Imprenditoria Giovanile" per il primo programma di interventi attuativi della legge regionale 24 gennaio 2002 n. l a favore della creazione dell'imprenditoria giovanile. Il programma degli interventi sarà unicamente destinato alla creazione di microimprese e i massimali di investimento di cui alle lettere a) , b) e e) dell'articolo 9 delle direttive attuative approvate con delibera di G.R. n. 22 del 21 luglio 2003, sono contenuti rispettivamente in 300.000, 200.000, e 500.000 euro.
Copertura finanziaria
In Aumento :
UPB S06.03.028 - Investimenti a favore della cooperazione e della imprenditoria giovanile
Anno 2008 euro 50.000.000
Anno 2009 euro 50.000.000
Anno 2010 euro 50.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della Tabella B allegata
Anno 2008 euro 50.000.000
Anno 2009 euro 50.000.000
Anno 2010 euro 50.000.000 (983)
Emendamento all'emendamento numero 974 aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu - Rassu.
Articolo 6
Dopo il comma4 dell'articolo 6 dell'emendamento n. 974 è inserito il seguente comma :
L'Amministrazione regionale è autorizzata a realizzare un programma di interventi denominato "Siguresa in Sardegna" finalizzato alla emersione del lavoro nero, alla effettiva prevenzione degli infortuni sul lavoro e alla tutela dei lavoratori esposti al rischio delle carenze dei sistemi e degli
impianti di sicurezza negli ambienti di lavoro.
Per tale finalità è autorizzata per l'anno 2008 la spesa di euro 50.000.000
Il piano degli interventi predisposto dalla Giunta Regionale, entro novanta giorni dall'approvazione della presente legge, prevede le seguenti iniziative:
a) pubblicazione di un bando straordinario ai sensi della L.R. 23.12.98 n. 36 per la concessione a favore delle piccole imprese di contributi finalizzati all'abbattimento degli oneri previdenziali e assistenziali;
b) predisposizione di un piano di formazione professionale "finalizzato aziendale" rivolto a giovani disoccupati per il conseguimento della qualifica di "esperto della sicurezza" a favore di imprese o di associazioni temporanee di imprese che si obblighino a garantire la totale assunzione degli allievi che superano il periodo formativo, e alle quali vengono attribuiti i benefici occupazionali previsti dal bando di cui alla lettera precedente;
e) un intervento contributivo a favore delle organizzazioni sindacali e delle associazioni che operano a favore delle imprese nel settore della prevenzione degli infortuni e tutela della sicurezza negli ambienti di lavoro, che realizzino specifici piani di promozione della legalità lavorativa e della emersione del lavoro nero;
Copertura finanziaria
In Aumento :
UPB S05.01.013 - Igiene e sicurezza degli ambienti di vita e del lavoro
Anno 2008 euro 50.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della Tabella B, allegata alla legge finanziaria
ANNO 2008- euro50.000.000 (984)
Emendamento all'emendamento numero 974 aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 6
dopo il comma 2 dell'articolo 6 dell'emendamento n. 974 è inserito il seguente comma :
l'Amministrazione regionale è autorizzata a realizzare nel corso del 2008 un programma straordinario di interventi di politiche attive di lavoro ai sensi dell'articolo 19 della legge n. 37/98 da finanziarsi a favore dei Comuni della Sardegna secondo le modalità di riparto previste dall'articolo 10 della L.R. n.2 del 29 maggio 2007
Copertura finanziaria
In Aumento :
UPB S02.03.007 - Politiche attive del lavoro
Anno 2008 euro 100.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della Tabella B, allegata alla legge finanziaria
Anno 2008 euro 100.000.000 (985)
Emendamento all'emendamento numero 974 aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 6
Dopo il comma 4 dell'articolo 6 dell'emendamento n. 974 è aggiunto il seguente comma :
Al fine di garantire la realizzazione dei percorsi di cui alla Legge 53/03, viene autorizzata la spesa per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 di euro 20.000.000 per l'avvio del primo ciclo e per il completamento dei cicli successivi degli anni formativi 2008/2009, 2009/2010 e 2010/2011.
Copertura finanziaria
In Aumento :
UPB S06.03.028 - Investimenti a favore della cooperazione e della imprenditoria giovanile
Anno 2008 euro 20.000.000
Anno 2009 euro 20.000.000
Anno 2010 euro 20.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 -FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce
2 della tabella B allegata
Anno 2008 euro 20.000.000
Anno 2009 euro 20.000.000
Anno 2010 euro 20.000.000 (986)
Emendamento all'emendamento numero 974 aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 6
Dopo il comma 2 dell'articolo 6 dell'emendamento N. 974 è inserito il seguente comma :
E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 10.000.000 quale quota regionale aggiuntiva per il bando della legge 215/92 a sostegno dell'imprenditoria femminile e ai sensi della L.R. n. 26/2000 per la promozione ed il sostegno delle imprese gestite da donne in Sardegna.
Copertura finanziaria
In Aumento :
UPB S06.03.026 - Investimenti a sostegno dell'imprenditoria femminile
Anno 2008 euro 10.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alle voci della tabella A, allegata alla legge finanziaria
Anno 2008- euro 10.000.000 (987)
Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Rassu.
Articolo 6
Il comma 1 dell'art. 6 è soppresso.
Gli oneri relativi all'UPB S02.02.005 pari alla cifra di 20.000.000 sono trasferiti alla disponibilità dei fondi relativi al FNOL di cui alla tabella A. (381)
Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa - Lombardo - Rassu.
Articolo 6
Nel comma 6 dell'art. 6 la frase che inizia con le parole "una parte delle attività previste ..." sino al punto della stessa, è soppressa. (382)
Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa.
Articolo 6
Il comma 8 dell'art. 6 è soppresso. (383)
Emendamento soppressivo parziale Contu - Sanjust - La Spisa.
Articolo 6
Il comma 9 dell'art. 6 è soppresso. (384)
Emendamento sostitutivo Parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
I commi 4, 5 e 6 sono sostituiti dai seguenti:
"3 bis. Il personale dipendente degli enti di formazione professionale inserito nell'albo di cui all'art. 1 della L.R. 13 giugno 1989, n. 42, che non abbia optato per l'esodo incentivato di cui all'art. 30 della L.R. 29 maggio 2007, n. 2, e che non abbia concrete e immediate opportunità di utilizzo all'interno del sistema della formazione professionale convenzionata, continua a permanere in detto albo in attesa di ricollocazione e nelle more dell'approvazione della legge regionale di riforma del sistema. La permanenza nell'albo è finalizzata ad accompagnare detto processo di ricollocazione presso le strutture degli enti locali, ovvero nelle strutture territoriali della formazione professionale pubblica e dei servizi per l'impiego, secondo procedure di mobilità previste dalle specifiche aree contrattuali. Durante la permanenza nel ruolo, il personale garantisce altresì la disponibilità all'inserimento in attività formative a programmazione regionale, qualsiasi sia il soggetto chiamato a realizzarle.
3 ter. Per il restante personale assunto a tempo indeterminato presso gli enti di formazione professionale convenzionata viene creata apposita sezione aggiuntiva dell'albo di cui al precedente comma, nella quale transiterà detto personale al quale verranno garantite le medesime opportunità di ricollocamento e di riconoscimento contrattuale, in attesa delle prossima applicazione della legge regionale di riforma dell'istruzione e della formazione. professionale e della definizione dell'apposito albo da essa istituito.
3 quater. Il comma 7 dell'art. 30 della L.R. 29 maggio 2007, n. 2, è così modificato:
a) le parole "per un massimo di tre anni" sono sostituite con "per un massimo di cinque anni;
b) la lettera a) è abrogata;
c) nella lettera b), le parole "75 per cento" sono sostituite con "100 per cento" e la parola "restanti" è abrogata;
d) nella lettera c), le parole "75 per cento" sono sostituite con "100 per cento".
3 quinquies. Nelle more dell'attuazione dell'art. 10 della L.R. 12 giugno 2006, n. 9, è autorizzata, nell'anno 2008, una spesa valutata in euro 30.000.000, finalizzata all'attuazione del piano annuale di formazione professionale da elaborare d'intesa tra la Regione e le Province. Nell'attuazione del piano annuale di formazione deve essere data priorità all'utilizzo del personale iscritto all'albo di cui all'art. 1 della L.R. 13 giugno 1989, n. 42, anche attraverso la mobilità tra gli enti di formazione. Una parte delle attività previste nel piano annuale, d'intesa tra la Regione e le Province, può essere affidata alla gestione diretta dei centri regionali di formazione professionale. Con decreto dell'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, su proposta dell'Assessore regionale competente in materia di formazione professionale, sono effettuate le necessarie variazioni al bilancio (UPB S02.02.00)".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi. (118)
Emendamento sostitutivo parziale Marracini - Pittalis - Lai Renato.
Articolo 6
All'art. 6 i commi 4, 5 e 6 sono sostituti dai seguenti:
"4 bis. Il personale dipendente degli enti di formazione professionale inserito nell'albo di cui all'art. 1 della L.R. 13 giugno 1989, n. 42, che non abbia optato per l'esodo incentivato di cui all'art. 30 della L.R 29 maggio, 2007, n. 2, e che non abbia concrete e immediate opportunità di utilizzo all'interno del sistema della formazione professionale convenzionata, continua a permanere in detto albo in attesa di ricollocazione e nelle more dell'approvazione della legge regionale di riforma del sistema. La permanenza nell'albo è finalizzata ad accompagnare detto processo di ricollocazione presso le strutture degli enti locali, ovvero nelle strutture territoriali della formazione professionale pubblica e dei servizi per l'impiego, secondo procedure di mobilità previste dalle specifiche aree contrattuali. Durante la permanenza nel ruolo, il personale garantisce altresì la disponibilità all'inserimento in attività formative a programmazione regionale, qualsiasi sia il soggetto chiamato a realizzarle.
4 ter. Per il restante personale assunto a tempo indeterminato presso gli enti di formazione professionale convenzionata viene creata apposita sezione aggiuntiva dell'albo di cui al precedente comma, nella quale transiterà detto personale al quale verranno garantite le medesime opportunità di ricollocamento e di riconoscimento contrattuale, in attesa della prossima applicazione della legge regionale di riforma dell'istruzione e della formazione professionale e della definizione dell'apposito albo da essa istituito.
4 quater. Il comma 7 dell'art. 30 della L.R 29 maggio 2007, n. 2 è così modificato:
a) le parole "per un massimo di tre anni" sono sostituite con "per un massimo di cinque anni";
b) la lettera a) è abrogata." (420)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
Nel comma 4, le parole "euro 2.000.000" sono sostituite con "euro 4.000.000". (108)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
Nel comma 5, le parole "euro 17.349.000" e "euro 3.249.000" sono sostituite rispettivamente con "euro 23.749.000" e "euro 8.249.000".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi. (110)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
Il comma 6 è sostituito dal seguente:
"6. A partire dall'entrata in vigore della presente legge, la Regione organizza i corsi di formazione professionale di primo grado rivolti ai disoccupati. Il personale degli enti che organizzano tali corsi è inserito nell'organico della Regione. Per le finalità di cui al presente comma è autorizzata la spesa di euro 30.000.000 nell'anno 2008".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi. (839)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
Nel comma 8, le parole "la relativa gestione è affidata all'Assessorato regionale competente in materia di lavoro" sono sostituite con "gli interventi finanziati con le risorse di cui al Fondo regionale per l'occupazione sono inseriti nel Piano regionale per l'occupazione, adottato dalla Commissione regionale per i servizi e le politiche del lavoro di cui all'art. 11 della L.R. 5 dicembre 2005, n. 20". (112)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 6
Dopo il comma 2 dell'articolo 6 è inserito il seguente comma:
"E' autorizzata, nell'anno 2007, la spesa di euro 10.000.000 quale quota regionale aggiuntiva per il bando della legge 215/92 a sostegno dell'imprenditoria femminile e ai sensi della L.R. n. 26/2000 per la promozione ed il sostegno delle imprese gestite da donne in Sardegna.".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S06.03.026 - Investimenti a sostegno dell'imprenditoria femminile
Anno 2008 euro 10.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B, allegata alla legge finanziaria
Anno 2008 euro 10.000.000 (562)
Emendamento aggiuntivo Frau - Marrocu - Orrù - Cuccu Giuseppe - Fadda - Lanzi - Floris Vincenzo - Porcu.
Articolo 6
Dopo il comma 2 dell'art. 6 è aggiunto il seguente comma:
"2 bis. E' autorizzato, nell'anno 2008, lo stanziamento di euro 1.000.000 destinato a finanziare e coordinare un programma finalizzato alla gestione di crisi occupazionali o al reimpiego dei lavoratori appartenenti al settore della componentistica metalmeccanica per auto, di cui all'accordo governativo sottoscritto in data 15 maggio 2006 tra il Ministero del lavoro, la Regione Sardegna, le parti sociali e l'INPS (UPB S02.03.001 - cap. SC02.0729)." (837)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
Alla fine del comma 4 è aggiunto il seguente comma:
"4 bis. Per le finalità di cui alla L.R. 13 giugno 1989, n. 42, è autorizzata la spesa di euro 40.000.000 per l'anno 2008".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi. (109)
Emendamento aggiuntivo Frau - Porcu - Pinna.
Articolo 6
Dopo il comma 5 dell'art. 6 è aggiunto il seguente comma:
"5 bis. Dopo la lettera c) del comma 7 dell'art. 30 della legge regionale n. 2 del 2007 è aggiunta la seguente:
d) il 100 per cento del trattamento stipendiale per l'assunzione a tempo indeterminato di personale appartenente alle categorie protette effettuato dalle amministrazioni provinciali, amministrazioni comunali e da altri enti pubblici." (809)
Emendamento aggiuntivo Cuccu Franco Ignazio - Giagu - Cherchi Silvio - Lai Silvio - Cugini - Uggias - Masia.
Articolo 6
Dopo il comma 5 è inserito il seguente comma 5 bis:
"La Giunta Regionale, valutata la centralità dei sistemi di formazione e qualificazione del lavoro nell'ambito della strategia complessiva di competitività del sistema Sardegna è autorizzata a finanziare un piano regionale di riorganizzazione del sistema delle agenzie formative da concludersi entro il 31 dicembre 2008. Possono essere finanziate le spese relative ai costi per: la creazione di un sistema di qualità certificato ISO, un programma di riorganizzazione aziendale per la competitività sul mercato, la riqualificazione del personale, gli oneri finanziari maturati nell'ambito delle attività con la pubblica amministrazione.
Ai fini dell'attuazione del programma è autorizzata la spesa complessiva di euro 5.000.000"
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S02.02.005
Anno 2008 euro 2.000.000
In diminuzione
UPB S02.02.001 Cap. SC02.0471
Anno 2008 euro 5.000.000 (931)
Emendamento aggiuntivo Cherchi Silvio - Lai Silvio - Uggias - Masia - Balia - Cuccu Giuseppe - Giagu.
Articolo 6
Dopo il comma 5 è inserito il seguente comma 5 bis:
"Per fare fronte alla copertura totale degli oneri pregressi degli anni 2004, 2006 e 2007 e dei relativi oneri finanziari, sostenuti dalle agenzie formative per il costo lordo del personale iscritto all'albo di cui alla legge regionale 42/89 è autorizzata per l'anno 2008 la spesa d curo 5.000.000 (UPB S02.02.001) di cui euro 3.000.000 provenienti dai residui 2005 delle convenzioni stralcio."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S02.02.001
Anno 2008 euro 2.000.000
In diminuzione
FNOL
Anno 2008 euro 2.000.000 (934)
Emendamento aggiuntivo Balia - Masia.
Articolo 6
All'art. 6 è aggiunto il seguente comma 6 bis):
"Al fine di consentire l'accompagnamento graduale verso la definitiva ricollocazione del personale di cui alle legge regionale n. 42 del 1989 la scadenza dell'albo di cui all'art. 1 della legge suddetta è prorogata al 31 dicembre 2008." (246)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 6
Dopo il comma 6 dell'articolo 6 è aggiunto il seguente comma:
"Al fine di garantire la realizzazione dei percorsi di cui alla Legge 53/03, viene autorizzata la spesa per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 di euro 12.500.000 per l'avvio del primo ciclo e per il completamento dei cicli successivi degli anni formativi 2008/2009, 2009/2010 e 2010/2011.". (561)
Emendamento aggiuntivo La Spisa.
Articolo 6
All'art. 6, dopo il comma 6, è aggiunto il seguente comma 6 bis:
"Al fine di dotare anche la Provincia del Medio Campidano dell'importante presidio costituito dalla struttura dell'Ispettorato ripartimentale territoriale del Corpo forestale, necessario a garantire un livello di tutela ambientale, di protezione civile e di servizi che rientrino negli standard ordinari dei restanti ambiti territoriali provinciali, è autorizzata per l'anno 2008, la spesa di euro 50.000 per la locazione dei locali idonei ad ospitare il Servizio Territoriale del Corpo Forestale e di V.A. del Medio Campidano." (UPB S04.08.0____) (846)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Murgioni - Gallus - Contu.
Articolo 6
Dopo il comma 7 dell'articolo 6 è aggiunto il seguente comma 7 bis:
1. Stante il perdurare della crisi economica che attanaglia la provincia di Cagliari, allo scopo di agevolare il ricollocamento dei dipendenti di aziende ubicate nella provincia stessa il cui trattamento di mobilità sia scaduto il 31 dicembre 2007 o comunque siano in scadenza nel 2008 e che compiano o abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età entro il 31 dicembre 2008, è prevista la possibilità di un loro utilizzo, mediante contratti a progetto da parte dell'Amministrazione regionale, degli Enti e Agenzie regionali e degli Enti locali della provincia di Cagliari che ne dovessero fare richiesta per sopperire alle carenze di organico dovute al blocco delle assunzioni.
2. A tal fine è istituito un elenco, tenuto presso 1'Assessorato del Lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale ove i predetti lavoratori verranno iscritti, previa loro istanza.
3. Il soggetto richiedente potrà attingere al personale iscritto nel predetto elenco nel rispetto dei principi di eguaglianza, pari opportunità e trasparenza e secondo i criteri che verranno emanati dall'Assessore del Lavoro entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
4. I predetti lavoratori potranno essere utilizzati per il raggiungimento di obiettivi determinati previa sottoscrizione di un contratto individuale a progetto, di durata determinata e rinnovabile, nel rispetto della vigente disciplina legislativa sull'accesso del personale nell'Amministrazione regionale, con espletamento di funzioni assimilabili a quelle corrispondenti alle aree A, B e C, cosi come individuate dai vigenti CCRL, e in conformità della professionalità posseduta da ciascun lavoratore.
5. Il rapporto di lavoro cosi instaurato non comporta 1'immissione nei ruoli dell'Amministrazione beneficiaria.
6. Gli oneri derivanti dall'applicazione della presente norma sono stimati in euro 1.300.000 e vanno a valere sul Fondo regionale per l'occupazione di cui al comma 8 dell'articolo 6 della presente legge.
7. Qualora l'assunzione venga effettuata da un Ente o Agenzia regionale o da un Ente locale, la Regione provvederà ad assegnare le relative risorse economiche attingendo ai fondi di cui al precedente comma 6. (486)
Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Cuccu Giuseppe - Cherchi Silvio - Sabatini.
Articolo 6
Dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma:
"7 bis. Le disposizioni della legge regionale 26 aprile 1993 n. 20 (Interventi a sostegno dei lavoratori occupati nei settori produttivi dell'industria, colpiti da licenziamento o sospensione di lavoro) sono estese al settore dei servizi.". (502)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 6
Dopo il comma 7 dell'articolo 6 è inserito il seguente comma:
"L'Amministrazione regionale è autorizzata a realizzare nel corso del 2008 un programma straordinario di interventi di politiche attive di lavoro ai sensi dell'articolo 19 della legge n. 37/98 da finanziarsi a favore dei Comuni della Sardegna secondo le modalità di riparto previste dall'articolo 10 della L.R n. 2 del 29 maggio 2007.".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S02.03.007 - Politiche attive del lavoro
Anno 2008 euro 210.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B, allegata alla legge finanziaria
Anno 2008 euro 210.000.000 (560)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
Nel comma 8, dopo le parole "e dai fondi comunitari" è aggiunta la seguente frase: "per una somma complessiva non inferiore a euro 1.000.000.000".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi. (111)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
Alla fine del comma 8 sono aggiunti i seguenti commi:
"8 bis. Per le finalità di cui all'art. 41 della L.R. 5 dicembre 2005, n. 20, è autorizzata la spesa di euro 12.000.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010.
8 ter. Per le finalità di cui all'art. 45 della L.R. 5 dicembre 2005, n. 20, è autorizzata la spesa di euro 10.000.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010.
8 quater. Per le finalità di cui all'art. 46 della L.R. 5 dicembre 2005, n. 20, è autorizzata la spesa di euro 5.000.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010.".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi. (117)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 6
Dopo il comma 8 dell'articolo 6 è inserito il seguente comma:
"8 bis. L'Amministrazione regionale è autorizzata a realizzare un programma di interventi denominato "Siguresa in Sardegna" finalizzato alla emersione del lavoro nero, alla effettiva prevenzione degli infortuni sul lavoro e alla tutela dei lavoratori esposti al rischio delle carenze dei sistemi e degli impianti di sicurezza negli ambienti di lavoro.
Per tale finalità è autorizzata per l'anno 2008 la spesa di curo 50.000.000.
Il piano degli interventi predisposto dalla Giunta Regionale, entro novanta giorni dall'approvazione della presente legge, prevede le seguenti iniziative:
a) pubblicazione di un bando straordinario ai sensi della L.R. 23.12.98 n. 36 per la concessione a favore delle piccole imprese di contributi finalizzati all'abbattimento degli oneri previdenziali e assistenziali;
b) predisposizione di un piano di formazione professionale "finalizzato aziendale" rivolto a giovani disoccupati per il conseguimento della qualifica di "esperto della sicurezza" a favore di imprese o di associazioni temporanee di imprese che si obblighino a garantire la totale assunzione degli allievi che superano il periodo formativo, e alle quali vengono attribuiti i benefici occupazionali previsti dal bando di cui alla lettera precedente;
c) un intervento contributivo a favore delle organizzazioni sindacali e delle associazioni che operano a favore delle imprese nel settore della prevenzione degli infortuni e tutela della sicurezza negli ambienti di lavoro, che realizzino specifici piani di promozione della legalità lavorativa e della emersione del lavoro nero."
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S05.01.013 - Igiene e sicurezza degli ambienti di vita e del lavoro
Anno 2008 euro 50.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B, allegata alla legge finanziaria
Anno 2008 euro 50.000.000 (545)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 6
Dopo il comma 8 dell'articolo 6 è inserito il seguente comma:
"8 bis. E' autorizzata per l'anno 2008 la spesa di euro 25.000.000 per finanziare un bando a favore dello sviluppo dell'imprenditoria e dell'occupazione giovanile nei settori della produzione di beni e servizi, ivi compresi i servizi socio assistenziali, del settore turismo, delle opere complementari alle attività turistiche e della produzione di servizi turistici, ai sensi della L.R. n. 1 del 24 gennaio 2002.".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S01.06.001 - Investimenti a favore della cooperazione e della imprenditoria giovanile
Anno 2007 euro 25.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B, allegata alla legge finanziaria
Anno 2007 euro 25.000.000 (546)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 6
Dopo il comma 8 dell'articolo 6 è inserito il seguente comma:
"E' autorizzata, per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010 la spesa di euro 100.000.000 destinata al finanziamento del fondo istituito presso lo stato di previsione della Presidenza della Giunta denominato "Imprenditoria Giovanile" per il primo programma di interventi attuativi della legge regionale 24 gennaio 2002 n. l a favore della creazione dell'imprenditoria giovanile. Il programma degli interventi sarà unicamente destinato alla creazione di microimprese e i massimali di investimento di cui alle lettere a), b) e c) dell'articolo 9 delle direttive attuative approvate con delibera di G.R. n. 22 del 21 luglio 2003, sono contenuti rispettivamente in 300.000, 200.000, e 500.000 euro.
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S06.03.028 - Investimenti a favore della cooperazione e della imprenditoria giovanile
Anno 2008 euro 100.000.000
Anno 2009 euro 100.000.000
Anno 2010 euro 100.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva di cui alla voce 2 della tabella B, allegata alla legge finanziaria
Anno 2008 euro 100.000.000
Anno 2009 euro 100.000.000
Anno 2010 euro 100.000.000 (559)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Marracini - Lai Renato - Atzeri.
Articolo 6
Dopo il comma 8 dell'art. 6 è aggiunto il comma 8 bis:
"1. Per le finalità di cui all'art. 19 della Legge Regionale n. 37 del 1998, l'Amministrazione Regionale è autorizzata alla spesa di euro 98.500.000 per l'anno 2008, e euro150.000.000 per ciascuna annualità 2009 e 2010.
I Comuni hanno l'obbligo di rendicontare le spese alla Amministrazione regionale entro 24 mesi dall'accreditamento delle somme loro assegnate; in caso di inadempienza i Comuni saranno tenuti alla restituzione, in favore della Regione, delle somme erogate.
2. Al punto B del comma 1 dell'art. 19 della L.R. n. 37 del 1998, dopo le parole "artistici e naturalistici", sono aggiunte le seguenti: "dei servizi e del turismo", intendendo comunque il finanziamento solo per le nuove attività produttive.
3. Il punto c) del comma 1 art. 19 della L.R. n. 37 del 1998 è soppresso.
COPERTURA FINANZIARIA
In diminuzione
UPB S01.03.010 - FNOL Investimenti
Anno 2008 euro 23.500.000
UPB S01.03.010 - Programmazione negoziata
Anno 2008 euro 75.000.000
UPB S01.03.010 - FNOL Investimenti
Anno 2009 euro 20.000.000
UPB S01.03.010 - Programmazione negoziata
Anno 2009 euro 130.000.000
UPB S01.03.010 - FNOL Investimenti
Anno 2010 euro 20.000.000
UPB S01.03.010 - Programmazione negoziata
Anno 2010 euro 130.000.000
In aumento
Anno 2008 euro 98.500.000
Anno 2009 euro 150.000.000
Anno 2010 euro 150.000.000 (825)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 6
Dopo il comma 8 è istituito il seguente:
"8 bis. Per far fronte alle esigenze dei lavoratori occupati nei settori produttivi dell'industria colpiti da licenziamenti o sospensioni di lavoro in relazione a gravi situazioni di crisi aziendale, la Regione è autorizzata a costituire presso I Sfirs, nei limiti della somma all'uopo stanziata, un Fondo, le cui risorse sono destinate ai medesimi lavoratori che risultino beneficiari di ammortizzatori sociali, quando la valutazione dell'Amministrazione regionale sia di possibile continuità o ripresa dell'attività produttiva in termini di validità economica.
Il suddetto Fondo è deputato a svolgere una funzione anticipatoria, nella misura del 100 per cento, dei benefici degli ammortizzatori sociali nella fase antecedente alla loro erogazione. L'Ente previdenziale competente provvede a riversare nel Fondo le somme così anticipate, una volta esigibili dal lavoratore beneficiario.
I rapporti tra Sfirs e Regione e quelli tra Sfirs ed Ente previdenziale sono disciplinati da apposita convenzione.
Le modalità procedurali ed i criteri di funzionamento del Fondo sono definiti da Direttiva di attuazione approvata con delibera della Giunta regionale su proposta del Presidente della Regione di intesa con gli Assessori competenti.
Lo stanziamento per l'attuazione della presente norma è determinato in annui euro 500.000 (U.P.B. S05.03.004).".
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S05.03.004 - Interventi a favore dei lavoratori e loro associazioni
Anno 2008 euro 500.000
Anno 2009 euro 500.000
Anno 2009 euro 500.000
Anno 2010 euro 500.000
In diminuzione
UPB S08.01.004 - Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare
Anno 2008 euro 500.000
Anno 2009 euro 500.000
Anno 2009 euro 500.000
Anno 2010 euro 500.000 (895)
Emendamento aggiuntivo Scarpa.
Articolo 6
Dopo il comma 9 dell'articolo 6 è aggiunto il seguente:
"9 bis. E' stabilita per l'anno 2008, nell'ambito della costituenda rete dei servizi per il lavoro, la prosecuzione delle attività dei Ce.S.I.L. istituiti con la misura 3.4 del Por Sardegna 2000-2006 per promuovere l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati.
I servizi per il lavoro offerti dai Ce.S.I.L. saranno erogati con modalità fissate in apposite convenzioni da stipularsi tra le province di riferimento, i titolari del coordinamento e i Comuni sedi di sportelli Ce.S.I.L..
Al fabbisogno finanziario per il loro funzionamento si provvederà per la parte prevalente facendo ricorso alla risorse previste nel Por Sardegna FSE 2007-2013 - misura 4.3 Asse III - inclusione sociale, e per la parte residua con risorse ordinarie. (11)
Emendamento aggiuntivo Marrocu - Floris Vincenzo - Sanna Franco - Pisu - Frau.
Articolo 6
All'articolo 6, dopo il comma 9, è aggiunto il seguente comma:
"9 bis. Nell'ambito della costituenda rete dei servizi per il lavoro è autorizzata, per l'anno 2008, la prosecuzione dell'attività dei CeSIL istituiti con la Misura 3.4 del POR 2000-2006 per promuovere l'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati. I servizi per il lavoro offerti dai CeSIL sono prestati con modalità fissate in apposite convenzioni da stipularsi tra le province di riferimento, titolari del coordinamento e i comuni sedi di sportello CeSIL; alle necessarie risorse finanziarie si fa fronte per il 90 per cento con le risorse previste nel POR Sardegna FSE 2007-2013 - Misura 4.3 - Asse III - Inclusíone sociale e per la parte residua con le risorse del bilancio ordinario degli enti.". (836)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
Alla fine del comma 9 è aggiunto il seguente:
"9 bis. Per le finalità di cui all'art. 19 della L.R 24 dicembre 1998, n. 37, è autorizzata la spesa di euro 75.000.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi (113)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
Alla fine del comma 9 è aggiunto il seguente:
"9 bis. E' autorizzata la spesa di euro 1.800.000 per la realizzazione di un programma straordinario di interventi per favorire l'occupazione, da realizzarsi nel Comune di La Maddalena".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi (114)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
Alla fine del comma 9 è aggiunto i seguenti commi:
"9 bis. E' costituito un fondo permanente finalizzato a coprire gli oneri derivanti dall'istituzione di un contributo regionale avente carattere di ammortizzatore sociale. L'intervento riguarda i settori non coperti dalle indennità di cui alla L. 23 luglio 1991, n. 223.
9 ter. L'intervento di cui al comma precedente concorre a integrare sino alla copertura massima del 100 per cento il sussidio relativo alle prestazioni in deroga di cui al D.Lgs. 30 settembre 2005, n. 203.
9 quater. Per le finalità di cui al comma 9 bis è autorizzata la spesa di euro 60.000.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi (115)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
Alla fine del comma 9 è aggiunto i seguenti commi:
"9 bis. E' istituito, presso l'Assessorato regionale al Lavoro, l'Osservatorio regionale sul mercato del lavoro. La composizione dell'Osservatorio è disposta dalla Giunta regionale con propria deliberazione, sentite la Commissione regionale per i servizi e le politiche del lavoro e la Commissione consiliare competente in materia di lavoro.
9 ter. L'Osservatorio regionale sul mercato del lavoro opera al fine di disporre di analisi delle tendenze e dei fenomeni relativi al mercato del lavoro, a supporto della programmazione e valutazione delle politiche del lavoro. L'Osservatorio, in particolare, svolge attività finalizzate a:
a) arricchire, con dati statistici ricavati dal SIL, le informazioni disponibili sul mercato del lavoro regionale e provinciale;
b) monitorare con tempestività l'andamento congiunturale;
c) analizzare le modificazioni strutturali;
d) valutare l'impatto delle politiche del lavoro, comunitarie, nazionali, regionali e provinciali;
e) collaborare con le strutture competenti e con gli enti e organismi pubblici e privati interessati all'affinamento delle metodologie, all'interpretazione e alla diffusione dei risultati ottenuti dalle indagini sui fabbisogni professionali;
f) collaborare con l'osservatorio nazionale del mercato del lavoro;
g) promuovere ed effettuare indagini su tematiche specifiche, nell'ambito del programma annuale di attività.
9 quater. L'Osservatorio si coordina con le amministrazioni provinciali che organizzano, al proprio interno, specifiche banche dati alfine di facilitare l'attività dell'Osservatorio stesso, e può condurre, per conto di soggetti diversi da Regione ed enti locali, ricerche ed elaborazioni statistiche a pagamento in ordine a specifiche tematiche non contemplate dalla sua attività di istituto.
9 quinquies. Il programma annuale di attività dell'Osservatorio è approvato dalla Giunta regionale, sentite la Commissione regionale per i servizi e le politiche del lavoro e la Commissione consiliare competente in materia di lavoro.
9 sexies. La lettera d) dell'art. 15 e l'art. 26 della L.R. 5 dicembre 2005, n. 20, sono abrogati.
9 septies. Per le finalità di cui ai commi 9 bis - 9 septies è autorizzata la spesa di euro 500.000 per l'anno 2008".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi (116)
Emendamento aggiuntivo Frau - Porcu - Pinna.
Articolo 6
Nell'articolo 6 è inserito il seguente comma:
"9 bis. E' autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 1.000.000 destinata totalmente a progetti di formazione a titolarità regionale da svolgersi, d'intesa tra Regione e Province, presso i Centri Regionali di formazione professionale e rivolti ai "lavoratori coinvolti in processi di mobilità, collocati in cassa integrazione straordinaria o comunque interessati dall'applicazione di provvedimenti in materia di ammortizzatori sociali". Per la programmazione di tali attività, finalizzate al ricollocamento di persone espulse o in procinto di essere espulse dal mercato del lavoro a seguito di crisi e ristrutturazioni aziendali verrà utilizzata, per la definizione dei progetti da finanziare nelle situazioni di maggiore criticità e/o difficoltà, la modalità "just in time". (UPB S02.02.001).". (808)
Emendamento aggiuntivo Uras - Serra - Davoli - Pisu - Licheri - Lanzi - Cugini - Fadda.
Articolo 6
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente comma 9 bis:
Clausola sociale
I lavoratori impiegati in attività di servizio, oggetto di gara d'appalto, presso Pubbliche amministrazioni regionali (Enti, Agenzie, Società Pubbliche) e locali, delle ASL, dei Presidi ospedalieri e delle altre Amministrazioni sanitarie, qualora subentri alla precedente ditta appaltatrice un nuovo soggetto, è trasferito allo stesso, con le garanzie dell'articolo 2112 del Codice civile, facendo riferimento alla posizione giuridica ricoperta e al trattamento economico che non può, in alcun caso, essere inferiore a quello corrisposto nella ditta di provenienza.
Il comma precedente si applica a tutti i lavoratori dei servizi, oggetto di gare di appalto che si siano svolte - e anche concluse - nei 18 mesi precedenti alla data di approvazione della presente legge. Le Pubbliche amministrazioni interessate potranno, in relazione all'applicazione del presente comma, conseguentemente definire, qualora necessaria, una eventuale revisione dei prezzi applicati all'atto dell'aggiudicazione. (938)
Emendamento aggiuntivo Uras - Serra - Davoli - Pisu - Lanzi - Cugini.
Articolo 6
Dopo il comma 9 dell'articolo 6 è aggiunto il seguente:
"Alle province di Nuoro e Ogliastra, nell'ambito delle dotazioni di cui all'articolo 43 della L.R. 20/2005, è autorizzato il trasferimento di 360.000 euro per la realizzazione di un progetto occupazionale nell'ambito del piano di attività del centro provinciale antinsetti. (942)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu - Lanzi - Serra.
Articolo 6
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente comma 9 bis:
"Il personale di cui al comma 21 dell'art. 32 della L.R. 2/2007 è stabilizzato all'interno del sistema sanitario regionale in forza dio specifici progetti occupazionali attuati attraverso le forme pattizie di cui all'articolo 24 della L.R. 40/1990, nell'ambito delle azioni sperimentali di cui all'articolo 43 della L.R. 20/2005. Si provvede nell'ambito delle dotazioni finanziarie del fondo regionale per l'occupazione per il 2008." (949)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 6
Dopo l'art. 6 è aggiunto il seguente:
"6 bis
Interventi straordinari inerenti la crisi occupazionale che interessa la provincia di Cagliari
1. Stante il perdurare della crisi economica che attraversa la provincia di Cagliari, allo scopo di agevolare il ricollocamento dei dipendenti di aziende ubicate nell'area il cui trattamento di mobilità è scaduto il 31 dicembre 2007 o è in scadenza nel 2008 e che abbiano compiuto il cinquantesimo anno di età entro il 31 dicembre 2008, è prevista la possibilità del loro utilizzo, con contratti a progetto, da parte della Regione, dei propri enti strumentali e ausiliari, e degli enti locali della provincia di Cagliari che ne dovessero fare richiesta per sopperire alle carenze di organico dovute al blocco delle assunzioni.
2. A tal fine è istituito un elenco, tenuto dall'Assessorato del Lavoro, Formazione professionale, Cooperazione e Sicurezza sociale, ove i predetti lavoratori verranno iscritti, dietro istanza degli interessati.
3. Il soggetto pubblico richiedente potrà attingere al personale iscritto nel predetto elenco, nel rispetto dei principi di eguaglianza, pari opportunità e trasparenza e secondo criteri che verranno emanati dall'Assessore del Lavoro entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
4. I predetti lavoratori potranno essere utilizzati per il raggiungimento di determinati obiettivi, previa sottoscrizione di un contratto individuale a progetto, di durata determinata e rinnovabile, nel rispetto della vigente disciplina legislativa sull'accesso del personale nell'Amministrazione regionale, con espletamento delle funzioni assimilabili a quelle corrispondenti alle aree A, B e C, come individuate dai vigenti CCRL, in conformità con la professionalità posseduta da ciascuno.
5. Il rapporto di lavoro così instaurato non comporta l'immissione nei ruoli dell'amministrazione beneficiaria.
6. La spesa per l'attuazione del presente articolo è stimata in euro 1.300.000.
7. Qualora l'assunzione venga effettuata da un ente strumentale o ausiliario della Regione, o da un ente locale, la Regione provvederà ad assegnare all'ente le relative risorse economiche, attingendo dai fondi di cui al precedente comma 6.".
COPERTURA FINANZIARIA
Fondo nuovi oneri legislativi (119)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 6
Dopo l'articolo 6 è inserito il seguente:
Art. 6 bis
Disposizioni speciali per il personale della formazione professionale
1. Il personale ricompresso nell'albo dell'articolo 1 della legge regionale 13 giugno 1989, n. 42, che non abbia fruito della risoluzione incentivata del rapporto ai sensi dell'articolo 30 della legge regionale n. 2 del 2007 o quello che cessa a scadenza naturale del contratto di ricollocazione ai sensi degli articoli n. 19 della legge regionale n. 4 del 2006 e n. 6 della presente legge, il cui rapporto di lavoro con l'ente di provenienza sia cessato o cessi entro il 31 dicembre 2008, è iscritto in una lista speciale ad esaurimento istituita presso l'assessorato competente in materia di formazione professionale, il quale continua a promuoverne la ricollocazione presso gli enti pubblici.
2. Il personale iscritto nella lista di cui al comma 1 resta a disposizione dell'amministrazione regionale per essere impiegato dai centri regionali di formazione professionale, per l'attuazione del piano di cui all'articolo 6, comma 6 e per ogni altra attività inerente alla formazione professionale.
3. L'amministrazione regionale, con effetto dalla data di iscrizione nelle liste di cui al comma 1, subentra agli enti di provenienza, nelle convenzioni con gli enti locali, nei rapporti giuridici, economici col personale di cui al presente articolo al quale continua ad applicarsi il contratto collettivo di lavoro di settore e la rispettiva disciplina previdenziale privatistica, con oneri a carico dell'amministrazione regionale e gravanti per i periodi di impiego nelle attività formative, sui fondi a ciò vincolati, e nei restanti periodi sugli appositi stanziamenti del bilancio regionale.
4. Agli oneri derivanti dall'applicazione del presente articolo si fa fronte con gli stanziamenti previsti per gli anni 2008, 2009 e 2010 nella U.P.B. S02.01.001. (896)
Emendamento all'emendamento numero 896 sostitutivo totale Capelli - Cuccu Franco Ignazio - Milia - Cappai - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio.
Articolo 6
Disposizioni speciali per il personale della formazione professionale
L'albo regionale di cui alla legge regionale n. 42 del 1989 è cancellato al 31 dicembre 2008.
1. Il personale dipendente degli enti di formazione professionale inserito nell'albo di cui all'art. 1 della L.R. 13 giugno 1989, n. 42, che non abbia optato per l'esodo incentivato di cui all'art. 30 della L.R. 29 maggio 2007, n. 2, e che non abbia concrete e immediate opportunità di utilizzo all'interno del sistema della formazione professionale convenzionata, continua a permanere in detto albo in attesa di ricollocazione e nelle more dell'approvazione della legge regionale di riforma del sistema. La permanenza nell'albo è finalizzata ad accompagnare detto processo di ricollocazione presso le strutture degli enti locali, ovvero nelle strutture territoriali della formazione professionale pubblica e dei servizi per l'impiego, secondo procedure di mobilità previste dalle specifiche aree contrattuali. Durante la permanenza nel ruolo, il personale garantisce altresì la disponibilità all'inserimento in attività formative a programmazione regionale, qualsiasi sia il soggetto chiamato a realizzarle.
2. Per il restante personale assunto a tempo indeterminato presso gli enti di formazione professionale convenzionata viene creata apposita sezione aggiuntiva dell'albo di cui al precedente comma, nella quale transiterà detto personale al quale verranno garantite le medesime opportunità di ricollocamento e di riconoscimento contrattuale, in attesa delle prossima applicazione della legge regionale di riforma dell'istruzione e della formazione professionale e della definizione dell'apposito albo da essa istituito.
3. Il comma 7 dell'art. 30 della L.R. 29 maggio 2007, n. 2, è così modificato:
a) le parole "per un massimo di tre anni" sono sostituite con "per un massimo di cinque anni";
b) la lettera a) è abrogata;
4. Al fine di consentire la conclusione del processo di esodo incentivato entro il termine di cui al comma 1, l'amministrazione regionale è autorizzata ad finanziare i costi lordi relativi al personale iscritto all'albo di cui alla legge regionale n. 42/89 operante presso le agenzie formative, per una spesa valutata in euro 7.000.000 per l'anno 2008 (UPB S02.02.001)
5. Per fare fronte alla copertura totale degli oneri pregressi degli anni 2004, 2005,2006 e 2007 e dei relativi oneri finanziari, sostenuti dalle agenzie formative per il costo lordo del personale iscritto all'albo di cui alla legge regionale n.42/89 è autorizzata per l'anno 2008 la spesa di euro 5.000.000 (UPB S02.02.001) , di cui euro 3.000.000 provenienti dai residui 2005 delle convenzioni stralcio. (953)
Emendamento all'emendamento numero 877 aggiuntivo Rassu - La Spisa - Petrini - Ladu.
Articolo 3
Per le stabilizzazioni di cui all'articolo 36 della legge regionale n. 2 del 2007, è valutato utile il servizio maturato anche partire dal 1.1.2002, qualora gli avviamenti al lavoro riguardino le qualifiche per cui è richiesta la scuola dell'obbligo. (978).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Signor Presidente del Consiglio, signori Assessori, colleghe e colleghi, in apertura non posso non esprimere ampia soddisfazione proprio perché la maggioranza ha recuperato il rapporto con il sindacato, valorizzando così il ruolo e il significato della condivisione con le forze sociali che pure hanno espresso ancora qualche perplessità in merito soprattutto alla riscrittura dell'articolo. Non vi è dubbio che il nuovo articolo 6 rappresenta un passo avanti significativo rispetto alla crisi occupazionale che si registra in Sardegna, rileviamo un positivo segnale nella realizzazione di un programma di azioni sperimentali, soprattutto per i giovani e le donne, un aspetto che per i socialisti fa parte di quel reddito di cittadinanza, anche se per ora mancano delle parti che sono relative proprio a corsi di formazione destinati alla ricollocazione nel mondo del lavoro, quindi non solo sussidi. I progetti mirati e di inserimento e reinserimento quindi non potranno credo prescindere dall'esigenza di un accompagnamento finalizzato, importante e significativo anche l'intervento per i lavoratori socialmente utili e per "Sardegna fatti bella", un ristoro per il territorio. Il rafforzamento dei centri servizi per il lavoro e delle agenzie per il sostegno allo sviluppo darà sicuramente dei risultati anche se la proposta di una specifica norma di iniziativa della Giunta non figura temporalizzata. Sostanzialmente appare risolta anche la questione della formazione professionale rispetto all'albo della legge numero 42, è invece ancora insoluto il problema della "47" e penso anche che ci sia da riflettere sulla questione della formazione professionale, in particolare per il futuro di questa importante funzione formativa, considerando che non possiamo ritenere che il 100 per cento dei giovani sardi debba proseguire gli studi. Indispensabile e provvidenziale, quindi, sotto il profilo occupazionale è anche il fondo per i lavoratori Legler, quelli che rientrano all'interno di questa categoria, penso anche alla Palmera, alla Queen è il sostegno ai consiglieri e alle consigliere di parità. Esprimo invece qualche perplessità su almeno tre punti. Se non ci sono i finanziamenti per i nuovi oneri legislativi, la norma sull'istruzione che comprende la formazione professionale non avrà gambe e quindi la formazione rischia di essere definitivamente cancellata. Il secondo aspetto, pur confermando piena fiducia alla Giunta e all'assessora Congera, ritengo che i progetti mirati all'inserimento e reinserimento lavorativo debbano essere portati all'attenzione della Commissione consiliare competente così come penso che l'indizione entro il primo marzo 2008 della conferenza regionale per l'occupazione, mi sembra una previsione eccessivamente ottimistica, quindi forse la data potrebbe anche essere rivista a meno che non ci siano già le condizioni per farla. Terzo e ultimo punto, lo chiedo alla Giunta, che cosa ne sarà del bando di gara per l'affidamento del servizio triennale di assistenza, segreteria tecnica e consulenze per la gestione della formazione professionale per il quale i sindacati hanno chiesto la revoca. Chiedo, Assessore, garanzie anche sulla questione delle donne delle pulizie che sono rimaste senza lavoro per un bando quantomeno sconcertante dell'amministrazione regionale, ricordo che da 600 si è passati a 240 lavoratori costretti a ritmi inaccettabili che prefigurano forme concrete di sfruttamento. Ricordo anche che lavorano tre ore alla settimana con 300 euro al mese. E' stata questa del bando internazionale una iniziativa della Giunta che ha determinato malumori nella maggioranza, e questo non lo si può negare. Quindi, penso e spero che quel fondo che è stato istituito possa rappresentare veramente un aiuto per queste persone.
Richiamo in conclusione, non perché è un argomento residuale, ma al contrario, per rimarcarne l'importanza, un problema a cui dare, penso una risposta concreta, mi riferisco alla cassa integrazione in deroga che interessa oltre 2000 lavora tori, si tratta di persone che attualmente hanno un aiuto di 400 euro circa al mese e una condizione economico finanziaria che non permette neppure di vivere, specialmente quando si hanno dei figli. Chiedo quindi che l'assessore Secci presenti un emendamento a nome della Giunta in modo tale che questo aspetto venga ricompreso nelle forme che l'Assessore riterrà opportune proprio per rimpinguare l'apposito fondo destinato a questi lavoratori. Per i socialisti questo è un aspetto significativo e importante, direi irrinunciabile. Sono sufficienti, com'è stato fatto un calcolo, 10 milioni di euro, in modo da permettere a queste famiglie di raggiungere un sussidio di circa 800 euro per vivere. Penso che sarebbe un'attenzione importantissima per i lavoratori e le loro famiglie considerando il disagio che si protrae nel tempo e soprattutto per una larga fetta di giovani che soffrono per una condizione che non permette loro neppure di ipotizzare un futuro e se noi vogliamo crescere socialmente con la condivisione di tutti, è bene che ci facciamo particolarmente carico di tutte quelle condizioni di difficoltà e agiamo in modo tale che non possano esserci persone che restano indietro soltanto perché si trovano prive di mezzi.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, Assessori, colleghe e colleghi, il tema del lavoro, della precarietà e povertà, della formazione professionale così come quello delle aree interne svantaggiate di cui parlo spesso in questa Assemblea, suscitano in me una particolare passione e interesse. Sicuramente anche perché provengo socialmente e geograficamente da queste classi e dalle aree geografiche più deboli.
Ma ovviamente queste questioni sono tra quelle prioritarie sul piano politico, almeno da parte del mio partito e dell'intera sinistra. I dati e soprattutto la conoscenza diretta che noi abbiamo di queste problematiche ci portano ad assumerci la responsabilità politica di affrontarli in modo serio dando risposte concrete a questi lavoratori e comunità della Sardegna. E' stato detto a sproposito che la sinistra ha voluto su questi argomenti sollevare una bandierina, ma davvero c'è qualcuno che pensa che la sinistra abbia bisogno di dimostrare a chicchessia che difende i più deboli e indifesi? Non credo, perché la sinistra è di per sé la rappresentanza politica naturale delle classi popolari. Poi ci sono anche altri che dal proprio punto di vista si occupano di questi problemi e che rispettano, per cui noi della sinistra facciamo il nostro mestiere e nessuno di questi deve meravigliarsi. Di certo non si meravigliano i lavoratori con cui viviamo, discutiamo, lottiamo assieme a stretto contatto giornaliero. Questo l'ho detto in premessa per sgomberare il campo da ogni dubbio circa la nostra strumentalizzazione o presunta tale di questo tempo o quella critica velata che ci viene rivolta di non avere una sufficiente cultura di governo. La nostra insistenza e impegno di lotta deriva dalle cose che dicevo prima e anche perché queste problematiche sono sostenute da tutti i sindacati sardi e presenti nel programma della coalizione "Sardegna insieme" come dicevo all'inizio noi tutti sappiamo che dalle statistiche il tema del lavoro è centrale in Sardegna, parlo di lavoro garantito, dignitoso, svolto in condizioni umane e di sicurezza civile, non come avviene per una parte significativa di questo mondo del lavoro che rischia persino la vita a causa della violazione delle norme sul lavoro. Con la nostra proposta di emendamento abbiamo voluto che il Consiglio regionale, questa maggioranza desse un segnale forte chiaro e visibile a favore dei lavoratori soprattutto di quelli precari che si trovano minacciati e a rischio dello stesso posto di lavoro.
Ci sono situazioni gravi che riguardano il sistema industriale che tutti conosciamo. Legler, Montefibre, Mineraria Silius, per citarne solo alcuni, quello dei servizi e delle pulizie com'è stato poc'anzi accennato, oltre ai problemi che riguardano gli LSU il parco geominerario storico e ambientale della Sardegna, la formazione professionale, il contrasto alla precarietà in generare e alla povertà.
Un parco geominerario, debbo ricordare a quest'aula e alla Giunta che c'è stata una grande battaglia politica e culturale, durata diversi anni per ottenerlo è stato scritto e detto che doveva rappresentare una parte considerevole, oltre 100 comuni, del nuovo modello di sviluppo autocentrato ed ecocompatibile della Sardegna. A queste parole devono però seguire i fatti e i fatti sono i progetti che devono andare avanti, qualche convegno, che non si ha una passerella, che faccia il punto sullo stato dell'arte, la stabilizzazione progressiva dei lavoratori inseriti in un piano di sviluppo generale. Non fa piacere cari colleghi incontrare ciclicamente questi lavoratori del parco geominerario che si trovano perennemente in uno stato di disagio e di lotta, è necessario operare una svolta una volta per tutte! Questo è il nostro obiettivo. Infine, sulla formazione professionale, altra nota dolente che tanti problemi ha suscitato, per il modo sostanzialmente sbagliato con cui è stata affrontata, nessuno era contro la riforma, anzi, tutti noi auspicavamo che essa avvenisse nel più breve tempo possibile, perché tutti sapevamo che c'erano delle distorsioni e anche degli abusi nel settore, che dovevamo superare. Era necessaria comunque una svolta, un profondo cambiamento, che doveva portare ad un nuovo governo di formazione professionale, adeguata ad una Regione che vuole essere moderna e avanzata come la nostra. Si trattava semplicemente di predisporre un piano che fosse condiviso e in modo chiaro praticabile. Quello che non doveva accadere era di demolire l'esistenza senza una prospettiva chiara e certa. Questo ci ha disturbato nel lavoro di dare una risposta politica, serena e ragionata al problema, si è finito per discutere solo del futuro lavorativo dei lavoratori in esubero, poco o niente di vera formazione. Formazione che deve essere ritenuta permanente in una società che si evolve velocemente e che è basata sulla conoscenza e sui saperi. Dunque dovevamo pensare a formare i formatori, garantire un servizio pubblico del settore. Ora noi ci proponiamo di affrontare complessivamente questo problema e io credo che oggi ci siano le volontà e le possibilità di poter andare finalmente. Più di quanto devo dire non sia fatto nel passato. Adesso con questo emendamento di sintesi si cerca di dare una risposta adeguata a tutti questi problemi. Ritengo il raggiungimento di questo obiettivo un modo serio di mettere in sintonia questo palazzo con l'umore e le aspirazioni dei lavoratori e del popolo sardo. E' anche il luogo, lo dico questo a tutta la maggioranza, più corretto per rinsaldare i rapporti in questa maggioranza che non è legata da rapporti personali o dalla paura di perdere qualche poltrona. Questa maggioranza si regge su un programma "Sardegna insieme", si regge su un patto che abbiamo stabilito con gli elettori e che abbiamo il dovere e l'onere di onorare e di portare avanti. Dunque dalla volontà politica che ne consegue di affrontare e risolvere i problemi della gente. Perché come abbiamo più volte detto, noi della sinistra ma anche altri, politica significa analizzare, discutere e trovare le soluzioni ai problemi della gente. Noi siamo qui solo per questo, per fare gli interessi del nostro popolo, in particolare delle classi più deboli, dei lavoratori, dei precari, dei poveri, delle zone interne e svantaggiate che più di altri risentono della grave crisi che abbiamo in quest'Isola. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisu.
E' iscritto a parlare il consigliere Lai Renato. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Grazie Presidente, prima di intervenire nella discussione dell'articolo 6 che sarà concentrata sui contenuti dell'emendamento numero 822 spostato dall'articolo 3, mi permetto perché solo ora ne ho l'occasione, di esprimere brevemente apprezzamento per le parole che ha rivolto a noi il consigliere dell'Udeur nella seduta di stamattina, l'onorevole Pisu, che ha confermato il valore della libertà di giudizio e di espressione che ognuno di noi deve riconoscere dentro di sé quando affronta con coraggio questioni che possono non essere condivise e che possono essere espresse anche con difficoltà. Lo ricambio accogliendo il suo invito a stemperare i toni, a me non è difficile farlo, sarà però il tempo a dire se le questioni che ha sollevato l'onorevole Pittalis, con coraggio e libertà, abbiano il loro valore e quanto queste domande siano condivise dentro e fuori questo Consiglio. Penso sia suo diritto farlo e io gli esprimo incondizionata solidarietà perché penso che non meritasse una reazione così intensa per l'importanza delle cose che ha prospettato. La posizione dell'Udeur è condivisa, onorevole Marrocu non sempre c'è stata una risposta come la sua, un invito al dialogo che io ho apprezzato, quando ha parlato di un recupero, di un'azione di dialogo anche con quelle componenti della maggioranza che oggi esprimono dissenso. Ma non si possono banalizzare le questioni poste. Il malessere che altri consiglieri della maggioranza esprimono dimostra che le posizioni da noi assunte sono le posizioni anche espresse con forza da altri consiglieri. Il problema del superamento del precariato deve essere affrontato sotto un profilo generale ed organico raccogliendo istanze che sono espresse in primo luogo dalle forze sociali, recependo le differenti esigenze ed individuando un percorso per superare le conflittualità e le numerose questioni che dopo l'esame dell'articolo 3 rimangono ancora in campo. Per quanto riguarda il problema del precariato si è creato un universo complesso di fattispecie diverse tipiche ed atipiche in relazione alle modalità dei contratti messi in essere ad aggravare le cose si è inserita la normativa derivante dalla legge finanziaria e nazionale che impone assunzioni a termine che non vadano oltre i tre mesi, non rinnovabili, ma sul blocco dei contratti della pubblica amministrazione, operato con la legge finanziaria del 2008, ci sono problemi di interpretazione. Sembra comunque che sia possibile, almeno per quanto riguarda la sanità, una visione meno restrittiva per i contratti a tempo determinato che riguardano la dirigenza medica, gli infermieri professionali, gli operatori sanitari assunti per assicurare i livelli essenziali di assistenza, l'emergenza come quella stagionale naturalmente sottostando al criterio del rispetto dell'equilibrio economico e sempre su posti in sostituzione, o previsti in pianta organica. Per tutti questi aspetti si impongono strategie urgenti, soprattutto per quanto accade nella sanità. I due percorsi stabilizzazione e attivazione dei concorsi devono integrarsi con un no deciso alla short list come può essere configurata se mirante a stabilizzare contratti messi in essere per le consulenze esterne, spesso attivate in luogo delle fisiologiche assunzioni. Ma andato a compimento il percorso normativo che dalla legge numero 10 del 2006 al Piano sanitario regionale si conclude con l'elaborazione e la dotazione degli atti aziendali, il processo di adeguamento delle piante organiche deve essere sollecitamente effettuato. Questo è il problema. Perché l'ostacolo per le aziende sanitarie in questo momento è rappresentato dal fatto che la Regione deve elaborare gli atti di indirizzo per le piante organiche, è un limite all'autonomia delle AA.SS.LL., se si accetta il principio di un ruolo di programmazione, e io questo lo condivido, e di indirizzo della Regione peraltro ampiamente espletato negli atti istituzionali precedenti, non sono ammissibili ritardi. Anche se la revisione della pianta organica è un processo che richiede il suo tempo, ma io voglio sottolineare l'importanza di quest'atto nell'ambito dei percorsi dei concorsi. Fare concorsi in questo momento senza una rideterminazione delle piante organiche è riduttivo e non risolve i problemi, i posti a disposizione sono quelli previsti da piante organiche determinate al 1997, ma le AA.SS.LL. devono coprire i posti attualmente occupati da persone assunte per stato di necessità, per situazioni di emergenza come quella relativa al dimensionamento stagionale, per assicurare i LEA, per l'esigenza di assicurare anche le attività di unità operative sottodimensionate negli organici, delle strutture sanitarie, degli ospedali, del territorio e gli assetti amministrativi. Con concorsi così configurati, questo in sostanza quello che io voglio ribadire, per piante organiche determinate al 1997 con l'impossibilità di assumere personale a termine, non sono davvero ammissibili ritardi nell'emanazione di linee di indirizzo per la determinazione, da parte delle AA.SS.LL., che pure si devono attivare, tenendo conto dei nuovi posti letto per disciplina e per ASL attribuiti dal piano sanitario.
Il nostro emendamento, trasferito dall'articolo 3 numero 822, interviene in modo organico sugli aspetti che ho analizzato e sulle ineludibili questioni che rimangono ancora in campo. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai, grazie anche all'onorevole Cassano e all'onorevole Milia che hanno rinunciato, siccome sono tanti gli iscritti a parlare, quindi credo che sia doveroso un ringraziamento per semplificare i nostri lavori.
E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). E' caduto.
URAS (R.C.). Io mi auguro che quello dell'onorevole Cappai non fosse un auspicio e che questo auspicio non riguardasse quello della decadenza, la mia persona e neppure l'articolo.
CAPPAI (U.D.C.). Avrei detto decaduto, invece ho detto caduto.
URAS (R.C.). Intervengo e farò un intervento solo di merito, perché non ritengo che questa sia la fase nella quale bisogna fare della filosofia politica. Questo articolo non ha questa funzione, non è l'oggetto di un conflitto tra parti, neppure l'oggetto di un conflitto tra visioni, tra opinioni. Ho letto in questi giorni alcune cose interessanti, tutte di natura teorica, come le politiche del lavoro non possono essere intese come la scuola e la letteratura più consolidatala fa, cioè con interventi destinati a trattare le questioni di vita, di partecipazione delle persone degli uomini e delle donne all'interno di una comunità; ma come dovessero essere intese come politiche dell'impresa, politiche per lo sviluppo, politiche per la crescita, politiche per l'incremento del Pil, politiche destinate a cambiare i destini dell'intero pianeta. Come cioè le cose importanti dovessero essere racchiuse tutte dentro un qualche articolo di questa finanziaria di una Regione come la nostra, grande, bella e importante. Ma non stiamo parlando della Gran Bretagna, non stiamo parlando dell'intera Europa e non stiamo parlando delle Nazioni Unite. Per cui, farò un intervento di merito.
A che cosa tende l'emendamento sostitutivo totale dell'articolo 6 della legge finanziaria? Tende a risolvere alcuni problemi di esistenza di alcune migliaia di famiglie in Sardegna. Ha la pretesa di trasformare questa Regione da una tartaruga, da una lumaca dello sviluppo a una specie di Ferrari? No, non ce l'ha la pretesa, io credo che non ce l'abbia neppure l'intera finanziaria, neanche la manovra di bilancio e forse neppure il Programma regionale di sviluppo, che abbiamo anche aggiornato e approvato. Ha la pretesa di risolvere le questioni di vita di alcune migliaia di famiglie. Quali famiglie? C'è scritto e chiaramente. Vogliamo cominciare dalla formazione professionale? Lo ricordo a tutti i colleghi, quanti di noi sono andati a dire: avete ragione, avete diritto a conservare il vostro posto di lavoro, a garantire la vostra famiglia nell'esistenza. Quanti di noi sono andati a dire è giusto, prima i lavoratori; qui non si tratta di enti e non si tratta di formazione professionale, non si tratta di missione, si tratta di persone. Beh, nell'emendamento sostitutivo all'articolo 6 le persone ci sono. Agli enti di formazione professionale si sostituisce la Regione nei rapporti di lavoro, il nuovo datore di lavoro così come viene configurato dalla norma diventa l'Amministrazione regionale. Quei lavoratori non sono rottamati, non sono dimenticati, i lavoratori dall'albo della "42" prima di tutti, ma sono impegnati nell'attuazione del Programma di politica del lavoro e di formazione che è contenuto nell'emendamento sostitutivo all'articolo 6, di quali altre famiglie parliamo? Parliamo delle famiglie di coloro che operano, in modo precario, con contratti annuali, con collaborazioni professionali nel sistema allargato dei servizi per il lavoro. In ambito territoriale sono circa 420 persone e queste 420 persone fino al 2013 anche con una norma programmatica di accompagnamento, che mira la stabilizzazione, possono avere un reddito e un'attività di lavoro e concorrere a dotare questa regione di un sistema efficiente di servizi per l'impiego.
420 più 350 fanno 770, di quali altre persone parliamo e di quali altre famiglie? Dei lavoratori della Montefibre? Ci sono 2 milioni di euro congelati da tempo. Qua ci sono le procedure di spesa, ci sono risorse aggiuntive, quei lavoratori - in attuazione di un accordo, anche a livello nazionale, sindacale e delle Amministrazioni regionali e del Ministero del lavoro - saranno inseriti nelle Pubbliche amministrazioni, matureranno un periodo di lavoro a tempo determinato che consentirà loro di ritornare nell'azienda madre e di usufruire di un reddito per altri sette anni, fino al 2014.
130, e siamo a 900, di quali altri lavoratori e di quali altre famiglie parliamo? Di tutti coloro, quelli della LEGLER, quelli della Scaini, sono nomi e cognomi, facce ben conosciute, quelle che vengono qua, quelle che stanno qua sotto e che altre volte ci sono state! Noi qua, tutti, da quei banchi fino a questi, possiamo dire loro: sì, avete un futuro per i prossimi anni, per i prossimi giorni, i vostri figli potranno comprarsi le scarpe, potranno andare a scuola, oppure no. Questo è il senso dell'articolo 6 e dell'emendamento sostitutivo. Non voglio continuare nell'elenco ma ce ne sono altri, e chi come noi fa questo mestiere lo sa, e allora può scegliere, può scegliere di sostenere cosa dice qualcuno che passa il tempo molto comodamente nelle cattedre dell'Università, può scegliere di sostenere un maxiemendamento con una mini politica come questa, che da però una risposta, o andare a parlare di sviluppo quando ha i piedi caldi e nessun problema da affrontare! Questo è il dato ed è questo l'elemento che distingue chi esercita la responsabilità della decisione e del governo e chi invece si nutre di polemica.
Ai colleghi del centrodestra, lo dico anche a loro perché con loro ci siamo molte volte intesi, anche sul merito, abbiamo incontrato insieme gli stessi lavoratori e agli stessi lavoratori spesso abbiamo dato le stesse garanzie, mi rivolgo a loro, e mi rivolgo ai miei compagni di viaggio di questa maggioranza. Vogliamo fare una cosa, una cosa che abbia una utilità e che possa essere migliorata, non è la rivoluzione, non è la riforma, non è qualcosa di più di quello che pretende di essere, è un intervento serio di politica del lavoro che può essere efficacemente attuato, può dare una risposta, può garantire reddito e condizioni di vita migliori a 4000-5000 famiglie di questa regione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Io penso che la responsabilità dell'onorevole Uras non sia iniziata oggi con il dibattito e la discussione su questo articolo 6, ma la responsabilità di queste 5000 famiglie sia iniziata già da tempo, perché lui in questa maggioranza c'è da tanto tempo e questi problemi non sono datati ieri e neanche avantieri.
Nessun articolo della finanziaria come questo contiene tante scomode verità, - e lo si vede anche nell'intervento dell'onorevole Uras - per quella parte della maggioranza e per la stessa Giunta che ancora continua a sostenerlo. Comunque, in tutto questo problema, cari colleghi, c'è molta confusione e non è un caso che la Sardegna sia l'ultima è l'unica Regione d'Italia ancora alle prese con la legge finanziaria. Però, come dicevamo, alcune cose sono state molto chiare, sui contenuti di questo articolo oggi i telegiornali annunciavano, appunto, che il P.D. e la sinistra radicale sono riusciti a raggiungere un accordo quasi in articulo mortis, scaricando per l'ennesima volta sulle istituzioni e sui sardi le laceranti tensioni interne, in realtà, proprio questo accordo dimostra con tutta evidenza che durante la legislatura governo regionale e maggioranza hanno colpevolmente sottovalutato, ed anche negato quando sono stati messi alle strette, la gravissima crisi economica della Sardegna. Solo adesso, ritenendo che per fronteggiare questa crisi ci sia bisogno di uno sforzo eccezionale, come ha dimostrato nell'accorato intervento il collega Uras, si riconosce che la crisi esiste e che quindi non solo avevamo ragione a denunciarla ma eravamo anche in buona compagnia, della necessità di trovare risposte alla crisi parlavano infatti le categorie produttive, il mondo del lavoro e delle professioni, le organizzazioni sindacali, l'associazionismo laico e religioso, i parroci, i vescovi; insomma, era davvero difficile che tutta questa gente avesse preso un abbaglio o che avesse deciso - metaforicamente parlando - di far parte dell'esercito del centrodestra. Infatti era tutto vero, solo la Regione si ostinava a vedere un altro film, ad immaginare una Sardegna dove aumenta la base produttiva - se voi ricordate tutti gli interventi del presidente Soru andavano in questo senso - e cala la disoccupazione, soprattutto dei giovani e delle donne, dove cresce la capacità di attrarre investimenti esteri, dove il turismo ha trasformato l'Isola nella locomotiva del Mediterraneo, e via tutti ad inseguire e ad esportare il nostro modello vincente; una Sardegna dove, infine, i servizi pubblici sono a livelli di eccellenza, dalla sanità alle forniture idriche, dai trasporti alla pubblica istruzione. Peccato che questa Sardegna sia solo virtuale, o nei sogni di questa maggioranza e di questa Giunta; quella reale, che è drammaticamente e profondamente diversa, emerge da ogni parte della società sarda, e non da oggi, e approda qui in Consiglio regionale al tramonto della legislatura, troppo tardi per mettere riparo ad una situazione talmente compromessa da richiedere anni per poterla rimettere in sesto, troppo tardi per cambiare marcia e concentrarsi sulle emergenze vere delle nostre popolazioni, troppo tardi per indicare un nuovo modello di sviluppo, ammesso, e assolutamente non concesso, che questo Governo e questa maggioranza possano avere in comune. Non si può nemmeno dire, cercando di vedere a tutti i costi un bicchiere mezzo pieno, che anche se in ritardo si sia comunque arrivati al cuore dei problemi: la Sardegna, come dimostrano ampiamente tutte le indagini indipendenti, spende moltissimo per il lavoro, più di chiunque in Italia, ma spende malissimo e non porta a casa nessun risultato. Probabilmente, se avessimo dato ad ogni sardo in cerca di lavoro i soldi che sono stati sprecati in questi anni, forse sarebbe riuscito a trovare un'occupazione o ad inventarsene una, e avrebbe avuto di che ringraziare mamma Regione. Invece, non solo i disoccupati aumentano, ma entrano, se si può usare questo termine, in clandestinità, smettono cioè di cercare lavoro e di rivolgersi agli uffici pubblici, diventano perfetti sconosciuti per i Comuni, riaffiorano, ma solo in parte, perché si rivolgono ai servizi sociali dove chiedono assistenza, o peggio ai centri di distribuzione di generi alimentari gestiti da volontari privati dove si garantisce l'anonimato. Questa è la situazione vera della Sardegna, con questa finanziaria purtroppo la Regione propone di perpetuare questo sistema, muove molti soldi, ovvero fa finta perché in buona parte si tratta di residui che finiranno per disperdersi del nulla, se e quando arriveranno a destinazione non si sa.
E' una previsione facile ma purtroppo è destinata ad avverarsi, e confermare il fallimento di un'ideologia già sconfitta dalla storia e per rilanciare l'economia non c'è alternativa agli interventi volti ad aumentare la capacità produttiva di un sistema e alla creazione di nuove imprese a costruire attorno ad esse un ambiente favorevole dove si combinano in modo efficace una buona pubblica amministrazione, una burocrazia più semplice, un fisco meno oppressivo. La realizzazione di grandi infrastrutture e quant'altro, poi si può discutere su tutto, ma questa è la sola e unica strada. La finanziaria, invece, se siamo attenti, si tiene molto alla larga da queste questioni fondamentali e per di più in questo articolo procede a tentoni per rattoppare i buchi che essa stessa ha creato. E' emblematico, sotto tale profilo, il caso della formazione professionale, caro collega Uras, letteralmente devastata da una riforma sbagliata fatta a suo tempo a colpi di maggioranza, costruita sulla pelle dei lavoratori ed ora faticosamente riscritta e ricucita al solo scopo di finanziarie l'esodo dei docenti. Se è solo per questo si doveva fare molto prima, molto prima, evitando il vergognoso balletto degli impegni firmati e poi disattesi, dei soldi che prima c'erano e dopo sparivano, ma è tutto l'impianto che non regge perché imperniato sull'idea di fondo che basti stanziare più risorse per il lavoro, magari infilandoci dentro un bel po' di assistenza improduttiva, per ridare slancio all'economia e a far crescere l'occupazione. Se fosse così sarebbe tutto così semplice, gli economisti di oggi di ogni orientamento culturale non si affaticherebbero a cercare nuove soluzioni, e la politica dal suo punto di vista, potrebbe dormire sonni tranquilli perché si troverebbe questo problema così pesante già risolto. Invece le cose non stanno affatto così, e lo insegna soprattutto questa fallimentare esperienza di governo della Regione sarda, che continua a spendere moltissimo e molto male risorse finanziarie ingenti, mentre la crisi economica aumenta, crescono le difficoltà quotidiane di decine di migliaia di famiglie e le persone rinunciano addirittura a cercare un lavoro, come dicevo prima. In altre parole si cerca di affrontare il problema alla rovescia, intervenendo sugli effetti e non sulle cause. Nessuno può obiettivamente sostenere che un'economia come la nostra possa risollevarsi senza incentivare il sistema produttivo, senza alleggerire la pressione fiscale, senza migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione, senza semplificare la burocrazia e senza realizzare le infrastrutture necessarie allo sviluppo. In assenza di queste misure, il pacchetto di provvedimenti contenuti in questo articolo non porterà nuovo lavoro e nuova occupazione, se non forse all'interno della pubblica amministrazione con la stabilizzazione di piccole aliquote di precariato, di lavoratori socialmente utili; niente a che vedere con il miglioramento del sistema produttivo, che lasciato solo continuerà ad avvitarsi nella crisi. Se mai troverà purtroppo nuova legittimazione il principio secondo il quale nel settore pubblico prima o poi tutte le situazioni provvisorie diventano definitive, anche le più clientelari, anche quelle nate e cresciute in un clima di discrezionalità assoluta, spesso ai margini della legalità. Se questi sono i contenuti dell'accordo tra Partito Democratico e Cosa Rossa, non c'è dubbio che sia l'ennesimo compromesso al ribasso che forse consentirà al Governo regionale di trovare ancora una volta i numeri per tirare a campare. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vincenzo Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS VINCENZO (P.D.). L'articolo 6 riscritto dall'emendamento numero 974 rappresenta il cuore di questa finanziaria. La lunga discussione che vi è stata al nostro interno tesa a trovare le risposte adeguate alle esigenze che si hanno all'interno del mondo del lavoro e nella società sarda, ci ha permesso di definire una soluzione strutturata in grado di rapportarsi concretamente alle diverse esigenze ed emergenze che siano oggi nella nostra Isola. Come Commissione abbiamo sentito con attenzione le proposte delle parti sociali, proposte ancorate alla realtà sarda e che stanno dentro una strategia nazionale ed europea messa in campo dalle organizzazioni dei lavoratori, che punta a mettere al centro delle politiche di sviluppo la centralità del lavoro. Nell'ultimo documento delle parti sociali europee in tema di mercato del lavoro dal titolo "le sfide chiave che i mercati del lavoro e europei devono affrontare" emerge che oggi in Europa a differenza della strategia di Lisbona di otto anni fa, le due parole chiave che riecheggiano nel vecchio continente sono crescita e occupazione, i programmi su cui bisogna puntare secondo la Commissione sono quattro: investire nelle persone, modernizzare i mercati del lavoro, migliorare l'imprenditorialità, investire sulla conoscenza, attuare nuove politiche energetiche di contrasto ai cambiamenti climatici. Gli obiettivi da raggiungere secondo la UE sono: entro il 2010 ridotti a due, aumentare gli investimenti europei in ricerca e sviluppo sino al tre percento del totale del prodotto interno lordo ed arrivare a un tasso di occupazione del 70 percento. E' vero che si è avuta in Europa negli ultimi anni la creazione di 6 milioni di posti di lavoro, anche se bisogna dire che il vero problema riguarda, oltre alla quantità, anche la qualità dei posti di lavoro creati, perché la gran parte sono caratterizzati dalla mancanza di impegni stabili per i giovani, per le donne e per i gruppi più svantaggiati del mercato del lavoro. Io credo, quindi, che dobbiamo necessariamente oggi nella nostra Isola, guardando quello che avviene in Europa, migliorare le azioni da portare avanti. Ho avuto modo di sentire su questo tema tanti colleghi e vi è, secondo me, la profonda convinzione dentro questo Consiglio, forse più di ieri, che sul problema generale del lavoro, della sua qualità e sicurezza e sulle povertà occorra fare qualcosa di più, perché è su questa sfida che si gioca la vera capacità di governo di questa maggioranza e la credibilità stessa di questo Consiglio. Va anche detto con chiarezza che la Regione deve certamente fare in fondo la propria parte, senza mai dimenticare però che vi sono altri soggetti che hanno responsabilità e che devono essere chiamati a rispondere. In primo luogo il Governo che su alcune partite che riguardano per esempio la dislocazione degli investimenti esteri, la lotta al lavoro nero, la sicurezza nei luoghi di lavoro, gli ammortizzatori sociali, il carico fiscale, le politiche produttive di alcuni settori strategici come la chimica, le telecomunicazioni, l'energetico, il tessile, il settore estrattivo, il risanamento ambientale, sono di primaria competenza statale. Non va mai dimenticato anche che sono alcune, anche se alcune volte si tende ad esautorarne i compiti, il ruolo non secondario che deve avere in questo momento l'impresa in Sardegna, vi è stata un'insufficienza da parte del mondo dell'impresa nell'Isola che si è manifestata nella mancanza di un progetto in grado di aggredire la crisi e di rilanciare l'apparato produttivo. Non si può dire che in questi anni gli imprenditori non abbiano goduto di finanziamenti pubblici. Oggi forse è venuto il momento di voltare pagina, dimostrando a se stessi e alla Regione di saper navigare in mare aperto. Valuto naturalmente, al di là delle polemiche, in maniera positiva l'iniziativa della Confindustria del Nord Sardegna che fa uno sforzo, anche se in ritardo nella tabella di marcia, per ritrovare intorno ad alcune priorità l'unità del territorio. Io credo che la Regione stia facendo su tante partite di sua competenza la propria parte. Partirei dall'accordo di programma sulla chimica, che ha avuto alla fine dopo tanti anni uno sviluppo positivo. Il merito di quella impostazione non è solo della Giunta attuale, ma anche del lavoro che su questo ha portato avanti, per esempio, io l'ho ricordato altre volte, l'onorevole La Spisa, lavoro che ha permesso di mettere in sicurezza e di lanciare un comparto strategico dell'economia sarda. In quest'ottica la stessa decisione assunta rispetto ad un altro settore, quello cartario, che interessa l'area industriale di Arbatax è andata oltre la semplice difesa di un impianto ormai non più difendibile e ricollocabile sul mercato. Una vertenza come sappiamo infinita e che è stata portata avanti con forza, determinazione e caparbietà dei lavoratori cartari dell'intero territorio. Il compito anche qui della politica è quello di tracciare nuovi scenari e sono convinto che il polo cantieristico può rappresentare un momento importante di rilancio industriale dell'Ogliastra. Parlando di quel territorio devo dire che bisogna prestare interesse alle esigenze che pone un'azienda tra le più qualificate del bacino del Mediterraneo. Mi riferisco all'intermare di Arbatax; attenzione a non essere noi, come sardi, a volerne indebolire la presenza in quel territorio. L'intermare del gruppo SAIPEM dopo aver creato l'intermare 2 in Nigeria, l'intermare 3 in Kazakistan ha oggi grandi possibilità di sviluppo nell'Isola che dobbiamo saper cogliere nella sua interezza creando, attorno a quella realtà, un capitale sociale in grado di mettere in rapporto le esigenze dell'azienda con quelle del territorio. Parlare di lavoro in Sardegna significa parlare in questo momento anche del dramma dei lavoratori della LEGLER. La sfida che la Regione sta portando avanti con notevole impegno finanziario e con il rischio di incappare nelle maglie della Commissione europea sugli aiuti di Stato non è delle più semplici, ma anche in questa vertenza è quasi assente l'attore primario che è il Governo, che doveva, su un comparto come il tessile, definire all'interno della UE una propria strategia per evitare che un settore così importante per il paese andasse alla deriva e sparisse sotto i colpi della concorrenza cinese e indiana. La situazione che abbiamo di fronte in Sardegna è complicata, e va dall'esigenza immediata di dare, per esempio, una prima risposta ai lavoratori che vengono collocati in cassa integrazione, lo diceva molto bene l'onorevole Uras, non si può dire, come fa qualcuno, che questi lavoratori sono garantiti perché hanno un paracadute che li protegge, chi viene messo oggi in cassa integrazione in Sardegna, perché sono rarissime le aziende che riescono ad anticipare il trattamento, rimangono mesi e mesi senza sostentamento economico. Questi lavoratori sono persone in carne ed ossa, che hanno il diritto di avere, come tutti, le risorse necessarie per poter andare avanti con la propria famiglia, continuare a garantire ai figli la possibilità di studiare e potersi pagare il mutuo della casa. Per questo ritengo utile e giusta l'istituzione del Fondo regionale da 3 milioni di euro in grado di anticipare, dentro una convenzione con L'INPS, i trattamenti di cassa integrazione in modo da mettere al sicuro questi lavoratori offrendogli un minimo di tranquillità. Le organizzazioni sindacali ci hanno chiesto da tempo di far decollare concretamente un'importante legge, la numero 20, approvata da questo Consiglio nel dicembre del 2005, che riformava il collocamento e definiva i servizi e le politiche attive del lavoro. Dopo una faticosa fase di sperimentazione sulla promozione, orientamento, consulenza, aiuto per favorire l'incontro fra domanda e offerta di lavoro, oggi siamo nelle condizioni di realizzare una strategia che, partendo dall'esperienza fatta in questi anni, può essere in grado di consolidarsi all'interno della promozione della piena occupazione, della regolarità e sicurezza sui luoghi di lavoro. Per questo è necessario dare certezze a tutti quei servizi finanziati in questi anni dal vecchio quadro comunitario di sostegno che possono trovare nei fondi 2007-2013, ma non solo, un rafforzamento e un riordino. Sono convinto, avendo a disposizione un arco temporale abbastanza ampio, che possiamo definire una rete di servizi razionale, efficiente, all'avanguardia; su questo la Giunta è impegnata a presentare un preciso disegno di legge. In questo nuovo articolo 6 vengono messe insieme, in modo organico, una serie di azioni, a partire dal proseguo della stabilizzazione dei lavoratori socialmente utili, alla riproposizione di una misura in capo ai comuni che ha funzionato abbastanza bene come "Sardegna fatti bella", alla rivisitazione della legge numero 20 del aprile 93, estendendo, anche alle aziende di servizio, i benefici previsti da questa legge, alla stabilizzazione dei precari nelle ASL, al finanziamento della gestione del patrimonio culturale, alla gestione dei beni archeologici, alla bonifica dei Siti dismessi, ai contributi in conto occupazione per apprendisti artigiani, fino al rifinanziamento dell'articolo 43 della legge numero 20 del 2005 relativo all'indennità di accompagnamento. L'altro fatto importante contenuto all'interno del maxi emendamento molto sentito dalle organizzazioni, riguarda la formazione professionale e in modo particolare la situazione dei lavoratori provenienti dalla legge numero 42. Io credo che riuscire a concludere positivamente questa vertenza rappresenti un fatto estremamente importante, perché anche qui, uscendo fuori dai luoghi comuni che vedono questi lavoratori oziosi e dequalificati, possiamo affermare con convinzione che il rilancio della formazione professionale nella nostra Isola passa attraverso la valorizzazione delle risorse umane. In questo senso destinare 302 milioni all'interno degli assi uno, due, tre e quattro…
PRESIDENTE. Concluda onorevole Floris.
FLORIS VINCENZO (P.D.). …per il miglioramento della capacità lavorativa, inclusione sociale alla valorizzazione del capitale umano, rappresenta una sfida importante per la Sardegna. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Floris. Onorevole Liori... è decaduto.
PITTALIS (Gruppo Misto). Presidente, ha delegato me, devo sostituire l'onorevole Liori nell'intervento.
PRESIDENTE. Poi ne parliamo onorevole Pittalis.
E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Io credo che l'articolo 6 di questa manovra finanziaria che prevede interventi per i sistemi produttivi e occupazionali avrebbe dovuto avere altri contenuti, nel senso che, questo articolo, sarebbe dovuto essere il cuore dell'azione di governo di questa Regione perché da questo articolo si sarebbe dovuta sprigionare tutta la politica vera occupazionale di questo Governo della Regione, e quindi ci saremmo aspettati interventi finalizzati all'azione di politiche produttive e occupazionali vere, mentre vediamo che così non è, e infatti, leggendo il maxi emendamento che è stato approvato all'ultimo momento dalla maggioranza, quindi questo dovrebbe essere il maxi sforzo di questa maggioranza, della Giunta per mettere d'accordo le varie anime della maggioranza, qualcuno potrebbe pensare che si sia raggiunto un accordo dignitoso per i lavoratori sardi proprio perché, all'ultimo momento, di fatto, si è raggiunto un accordo. Io credo che sarà grande la delusione dei disoccupati sardi e dei lavoratori sardi una volta che leggeranno le risultanze di questo maxi emendamento, che poi è anche la sintesi un po' raffazzonata di tutto quello che è contenuto all'interno dell'articolo 6 con qualche modifica, devo dire qualche intervento di cosmesi, qualche piccolo miglioramento, ma che sicuramente non è assolutamente in condizioni di risolvere i problemi occupazionali della Sardegna. Allora, forse questo serviva per salvare la faccia a qualche alleato riottoso di questa maggioranza che stava minacciando sfaceli, che stava minacciando voti contrari, che stava minacciando chissà quali cose, noi, per dire la verità, non ci abbiamo mai creduto, abbiamo pensato che forse si voleva un po' alzare la voce perché bisognava salvare la faccia fuori da questa aula, perché di fronte a una situazione di malcontento generale nel territorio della Sardegna si doveva in qualche modo dimostrare che, comunque, c'era un impegno in questa Regione per sanare una situazione veramente drammatica oggi in Sardegna per quanto riguarda l'occupazione, il lavoro. Allora io credo che dopo questo intervento, dopo l'approvazione di questa finanziaria, sono convinto che non migliorerà la situazione dei cassaintegrati in Sardegna, questi purtroppo sono sempre in aumento. Mentre è ferma l'occupazione in questo momento in Sardegna, stranamente stanno aumentando i cassaintegrati di giorno in giorno, altri si preparano ad allungare le file della cassa integrazione nei prossimi mesi, mentre un dato che pare non riguardi nessuno è che i giovani in Sardegna, soprattutto i laureati, stanno riprendendo la via dell'emigrazione, e il motivo per cui molti non si iscrivono neanche all'Ufficio di collocamento è dovuto al fatto che molta gente non si scrive neanche all'Ufficio di collocamento perché non ci crede più nella disoccupazione, perché ormai hanno perso le speranze e quindi la gente sta prendendo altre vie; questo è il vero problema, e anche perché, con questa nuova legge sull'occupazione, anche uno stagionale che ha lavorato due mesi d'estate non entra più nella categoria dei cassaintegrati. Quindi, andava letta meglio, così come l'abbiamo letta noi, la situazione occupazionale in Sardegna dei cassintegrati e io credo che questo Governo della Regione avrebbe, invece, dovuto fare interventi seri in questa materia. Perché io credo che la situazione che sta vivendo in questo momento l'industria in Sardegna, non mi riferisco soltanto alla situazione della LEGLER, dei tessili in generale, che credo sia alla conoscenza di tutti ormai, dove la Regione non si sa come voglia liberarsi di questi 800-900 lavoratori del tessile e della LEGLER, che poi diventano 1500 con l'indotto, bene, io credo che basta sentirli questi lavoratori delle fabbriche per sentire qual è la disperazione di questa gente qui e qual è il disorientamento di questa gente, perché mai come in questa fase c'è stata una situazione di sbandamento e di incertezza per quanto riguarda il posto di lavoro.
Così come per quanto riguarda l'industria in genere c'è una situazione drammatica, sono stati persi più di 10.000 posti di lavoro, ma io credo che molti altri se ne perderanno nei prossimi mesi, proprio a causa di una mancanza di una politica vera per il lavoro. L'onorevole Uras parlava prima degli operai della Montefibre. Ma io non so se li ha sentiti gli operai della Montefibre. Questi non sanno che pesci prendere! Sanno benissimo che non c'è oggi nessuna prospettiva di occupazione e sono lì che aspettano che qualcheduno li chiami, ma al momento questi operai della Montefibre non hanno assolutamente alcuna certezza di poter avere un'occupazione che li accompagni alla pensione. Allora, il problema è che effettivamente questa Giunta regionale, che si caratterizza per avere una sensibilità particolare nei confronti del mondo del lavoro, si è mostrata la peggiore Giunta regionale in questi ultimi anni, quella che ha determinato più danni, che ha creato più disoccupazione, che ha creato più situazione di incertezza in Sardegna per quanto riguarda la situazione lavorativa. Così come quando ha iniziato con questa guerra senza frontiere per quanto riguarda la formazione professionale, pur sapendo che andava rivisto il discorso della formazione professionale, noi siamo tutti ben consapevoli del fatto che andava rivisto perché probabilmente così come stavano andando le cose forse qualcosa non funzionava, però qui si è passato da un estremo all'altro, si è cancellato un sistema che comunque creava nuove professionalità e che ha creato ulteriori opportunità di lavoro, mentre in questo modo noi abbiamo mandato a casa quasi 1000 persone che lavoravano nella formazione professionale. Ma non è tanto questo il vero problema. Il vero problema è che noi abbiamo impedito a molti giovani di poter fare la formazione professionale, noi abbiamo impedito a molti giovani la via della strada perché sicuramente non avranno la possibilità di frequentare nessuna scuola e il fatto che sicuramente influirà fortissimamente sull'aumento della dispersione scolastica perché i giovani, molti giovani, quelli che non hanno la possibilità di frequentare altre scuole, saranno costretti a rimanere in mezzo alla strada, mentre questo serviva comunque in certe situazioni a creare un'opportunità importante. E devo dire anche - le statistiche lo dicono, non lo dico io - che questi che acquisivano un titolo di studio nella formazione professionale avevano possibilità di trovare un'occupazione molto più facilmente di alcuni diplomati e laureati. Quindi questo è stato un grave errore politico di questa Giunta regionale che, di fatto, ha cancellato la formazione professionale che ha dato grandi risultati. Io potrei citare molti esempi, molti comuni della Sardegna che, proprio utilizzando l'esperienza della formazione professionale, hanno creato nuove e importanti opportunità di lavoro. Bene, oggi con le politiche che ha portato avanti questa Giunta regionale noi ci rendiamo conto effettivamente che è stata cancellata una parte della storia dell'occupazione in Sardegna per non aver altre possibilità alternative alla formazione professionale. Perché io non lo so cosa la Regione vuole fare per quanto riguarda la formazione professionale - e così ho finito, Presidente - perché io credo che il tipo di politica che sta portando avanti questa Giunta regionale, di grande centralizzazione…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Ladu.
LADU (Fortza Paris). …di grande centralizzazione del potere, dell'occupazione, dell'informazione sta creando gravi problemi in Sardegna e lo dimostra il fatto che l'accoglienza che è stata riservata al presidente Soru proprio qualche giorno fa a Nuoro in merito alla situazione dell'università diffusa, dove effettivamente la gente ha perso le speranze di poter trovare anche la possibilità di un'adeguata possibilità di poter frequentare i corsi universitari…
PRESIDENTE. Grazie…
LADU (Fortza Paris). ...proprio perché oggi è una politica che è fallimentare.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Ladu.
E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Ladu! Onorevole Ladu, ha occupato anche più del tempo che gli è concesso. Prego, onorevole Cugini.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Il collega Ladu si lamenta perché un altro collega gli dice che non ha capito. Io confesso di non aver capito, ma noi gli chiedo di rifare l'intervento.
LADU (Fortza Paris). Questa non è una novità!
CUGINI (Sinistra Autonomista). Non gli chiedo di rifare l'intervento perché…
(Interruzione)
CUGINI (Sinistra Autonomista). La cosa che mi fa piacere è che non sono il solo.
LADU (Fortza Paris). D'altronde tu non ti devi dimenticare che da buon calangianese hai bisogno di una certa…
CUGINI (Sinistra Autonomista). Presidente, essendo io calangianese quelli come Ladu li conosco perché al mio paese è pieno, ce ne sono tantissimi.
Quello che volevo dire nei miei dieci minuti è che con l'articolo 6, ma con l'emendamento che è stato concordato con la Giunta, non abbiamo l'obiettivo di risolvere tutte le questioni del lavoro presenti in Sardegna. Sappiamo che si tratta di un emendamento ad un articolo che vuole affrontare le questioni del lavoro in una situazione estremamente delicata a livello regionale e anche a livello nazionale, e l'obiettivo principale che noi avevamo - adesso lo possiamo chiaramente confermare - era quello di dare a quei lavoratori precari, a quei lavoratori che rischiavano di perdere l'occasione di lavoro, di dare una speranza e soprattutto di dare una prospettiva, e volevamo, e su questo ci siamo riusciti, far diventare la manifestazione che le grandi organizzazioni sindacali della UIL, della CISL e della CGIL hanno organizzato in Sardegna, volevamo dargli voce, voce e anche possibilità di incidere.
Noi, questa parte, ma non solo la sinistra, siamo stati uno strumento per affermare quelle indicazioni e quando la gente si mobilita, scende in piazza, quando utilizza una giornata di riposo, che era in un sabato, per manifestare un'esigenza generale del lavoro, io penso che questo Consiglio regionale debba mostrare attenzione, rispetto e apprezzamento. Forse non siamo riusciti a trasferire tutte le indicazioni di quella manifestazione, però siamo riusciti a dare una risposta conseguente a quell'iniziativa. Ed è per questo che io chiedo ai colleghi dell'opposizione di riflettere prima di votare contro. Riflettete, perché non si tratta di una delle normali scaramucce che avvengono qua dentro tra il centrosinistra e il centrodestra, si tratta di trasferire una rivendicazione nobile e alta che il movimento dei lavoratori sardi ha proposto alla nostra attenzione in legge, avendo chiaro che non abbiamo risolto tutto, ma avendo anche chiaro che abbiamo cercato di dare una risposta che non è totale, è parziale, ma è positiva. Allora, siamo in un momento di crisi, non c'è Governo, ci sono decine e decine di contratti di lavoro che non sono rinnovati, se da una Regione meridionale come la nostra sul tema della lavoro arriva una risposta di attenzione, non risolutiva, di attenzione a ciò che i lavoratori propongono, io credo che questo debba essere apprezzato. Quindi, vi chiedo di riflettere e di non votare negativamente, perché votando negativamente colpite una volontà e una speranza che quella manifestazione ha proposto alla nostra attenzione. Lo dico questo perché la questione del lavoro, sia quella del lavoro del pubblico impiego, sia quella riferita al lavoro dipendente, precede un'altra questione che è grande quanto è grande la nostra regione, che è la speranza per i ragazzi e le ragazze sarde che vorrebbero inserirsi nel mondo del lavoro e che non trovano risposte e possibilità. Allora, mettere a disposizione di questa domanda di lavoro delle risorse noi, modestamente, lo consideriamo positivo. Mettere in capo all'Assessorato al lavoro delle risorse per attivare politiche del lavoro, noi lo consideriamo positivo. Poi c'è un altro aspetto, ed è per questo che voi non dovete votare contro, c'è un altro aspetto che è riferito all'attuazione di questo provvedimento che, come sappiamo, non è mai semplice passare da una risorsa o da una provvista finanziaria alla creazione di lavoro, perché il lavoro lo creano le imprese, le imprese hanno bisogno di sostegni, c'è un confronto con il mercato, c'è una questione di uso e tecnologia e c'è anche una questione più generale, di come produrre e cosa produrre per rispondere ad una ipotesi di sviluppo. Quindi è materia complessa che non va affrontata a cuor leggero o come se fosse un emendamento come quello di stamattina sulla caccia. Lo dico per l'amico Moro che non è culturalmente un uomo di destra, non è un conservatore, è un vecchio, non solo per età, è un vecchio democristiano che si è misurato nel tempo con questo problema del lavoro e ha speso parte della sua attività politica nella Democrazia Cristiana per cercare di affrontare attraverso il Governo questo tema, e se dopo tanti anni ne riparliamo, non c'è più la Democrazia Cristiana, Moro - che ha un cognome nobile - va con la destra e sostiene ancora una tesi arretrata, conservatrice, oscura. Io mi devo preoccupare di questo fatto, per dire badate che su questo tema c'è bisogno di una larga convergenza, di un largo impegno e non si può pensare che una parte grande o piccola lo possa risolvere da sola, perché ci sono attività che in questa legge, in questo emendamento, vengono trasferite anche alle Amministrazioni comunali e le Amministrazioni comunali non sono di un segno unico. Allora perché dobbiamo dividerci e invece non attivarci ognuno per quello che può fare in modo tale che ci sia una compartecipazione nella realizzazione? Perché sappiamo che è lì parte della risposta! Collega Moro, lei sa che io ho ragione, ma non pretendo che me lo dica, mi basta che lei stia zitto. Allora, credo che sia giusto affrontarlo con impegno, con serietà, perché nei giorni passati è stato scritto che questa parte, la sinistra, i rossi, i comunisti - e ci dicono comunisti pensando di offenderci, invece non sanno che a noi la cosa fa molto piacere - "Si vuole fare la crisi della Regione"! E' stato scritto in qualche articolo di giornale anche con termini molto discutibili, molto discutibili, che noi avremmo determinato la crisi, questi che siamo qui! Abbiamo sempre votato, a dire la verità non l'hanno detto solo i giornalisti, incautamente l'ha detto anche qualche collega, però noi abbiamo sempre votato, palesemente e segretamente, i provvedimenti, gli emendamenti, ciò che c'è stato proposto e come vedete noi non volevamo la crisi, volevamo la soluzione del problema, ci siamo avvicinati alla soluzione generale, non è tutto quello che noi volevamo, ma facciamo i conti con le risorse, con le disponibilità, con le esigenze che ci sono ed è per questo che noi vi invitiamo, lo dico molto, e concludo, molto amichevolmente, guardate, si tratta di una situazione complessa e difficile, non la può risolvere una parte, sono impegnate le grandi organizzazioni sindacali, diamo un segnale di speranza perché mi pare che abbiamo determinato tutti assieme le condizioni perché si possa dare una speranza, non tanto e non solo a quelli che hanno un lavoro, ma a quelli che il lavoro lo cercano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà. Onorevole Diana, onorevole Diana... onorevole Diana?
(Voce). Hai perso la testa?
DIANA (A.N.). No, la testa me la sta facendo perdere la Giunta. Per tutto il resto, assicuro il Consiglio, non perdo la testa.
Io ho ascoltato prima il tono dell'onorevole Uras. Siccome dal tono mi sembrava che volesse convincere qualcuno, che ce l'avesse con qualcuno, che fosse un collega dell'opposizione e che stesse perorando la causa di chi è all'opposizione, contrapponendosi ad un emendamento di una maggioranza che oggi è minoranza e cercando di far capire all'Aula quali erano le ragioni che lo portavano ad usare questo tono che è più da comizio, per quanto oggi forse ci sia una presenza piuttosto nutrita, però questo non è sufficiente, onorevole Uras. Io ho fatto un conteggio rapido di ciò che è contenuto in quest'emendamento, sono sicuro di sbagliare, però mi pare di capire che non ci siano in gioco meno di 600 milioni di euro! C'è un'ipoteca per il futuro che va ben oltre le ipoteche che già ha posto il presidente Soru sulle risorse da venire, su una norma che ha le ore contate e avendo le ore contate avrebbe, dico avrebbe, le ore contate anche il vostro emendamento o una parte di quell'emendamento. Si mette mano a un tesoretto di 300 e passa milioni di euro del fondo sociale europeo per gli anni 2007-2013 e quindi, anche in questo caso, state utilizzando praticamente integralmente tutte quelle risorse che io non dico dovessero essere spalmate necessariamente dal 2007 al 2013, che non è neanche quella la finalità, ma da qui a pensare che utilizzate in questo modo quelle risorse anticipate di un sestennio 2007-2013 possano risolvere i problemi di coloro che stanno qui dentro, ma soprattutto di quella moltitudine che sta fuori e che non partecipa a questi lavori, beh, a me ricorda tanto l'articolo 19 della legge numero 37, ma me lo ricorda veramente l'articolo 19 della legge numero 37, con una marea di danari non spesi e peraltro anche quelli spesi non hanno determinato assolutamente quelle buone iniziative che erano nei programmi e nei progetti di chi aveva partorito quell'idea, ma che poi alla fine della giostra poco è cambiato. Io credo che poco cambierà. Ora l'appello: "L'opposizione dovrebbe votare a favore, dovrebbe astenersi", non è col voto perché se voi cercate di convincere noi con un voto favorevole perché volete comunque una compartecipazione all'errore, beh no, onorevole Cugini, non ci stiamo. Noi vogliamo sbagliare con la nostra testa, preferiremmo sbagliare con la nostra testa e non vogliamo fare cooperative con nessuno così come non dovreste farla voi e come avete deciso di non farla col Partito Democratico la cooperativa, e forse bene avete fatto. Parteciperete ad una sconfitta, ma quantomeno l'avete deciso voi. Allora, su questo emendamento eravamo mesi che ci si girava attorno sulla possibilità che arrivasse questo momento. All'improvviso l'articolo che abbiamo in discussione è diventato un maxiemendamento, non è la prima volta che accade con la vostra legislatura, non è la prima volta. E' accaduto anche questa volta. Tutto ciò che la maggioranza aveva pensato, ma soprattutto tutto ciò che poteva venire avversato dalla minoranza è vanificato da un maxiemendamento sul quale non è stato presentato se non uno, mi pare, emendamento all'emendamento dell'emendamento.
Per il resto avete tagliato fuori tutti quanti, avete forse dato una risposta con questo emendamento alla formazione professionale? No, avete dato un palliativo e state dando un palliativo. Cioè non è che vi è venuto in mente di pensare almeno per una volta, ma quanto può durare ancora la formazione professionale in questo modo?
Cioè non è che vi è venuto in mente di pensare, ma insomma disfiamoci di una parte della formazione professionale, quella che non è pubblica, intendo. E di quella pubblica ce ne facciamo carico noi, ma di tutta però, personale docente e non docente compreso perché questa è la filosofia. La formazione professionale pubblica, se è pubblica deve essere in capo a un ente pubblico, che sia la Regione che siano le province o gli enti locali, questo è un altro discorso, ma una filosofia, un ragionamento che nel futuro può avere un certo modo di concepire la formazione professionale pubblica doveva essere questo, lo hanno fatto in tante Regioni d'Italia.
Non esiste più che gli enti di formazione privati possano utilizzare le risorse pubbliche se non su delega del pubblico e non sono d'accordo manco su quello. Ci sono i fondi appositi per la formazione professionale privata, tutto ciò che è pubblico, perché il Consiglio regionale non decide una volta per tutte, non lo volete fare con questa manovra finanziaria, beh, scrivete un emendamento all'emendamento dell'emendamento, tutti d'accordo perché a partire dal 2009 la formazione professionale pubblica sia in capo alla Regione. E' finita la storia, è finita la storia.
Tutto il resto, i bandi ci sono, la Regione li fa, ci sono risorse europee, ci sono risorse dello Stato, ci sono risorse regionali. E' finita la questione, ma voi pensate veramente che gli enti di formazione professionale non accetterebbero una proposta di questo genere? La accetterebbero immediatamente, ma ciò che è più importante è che la accetterebbero i lavoratori della formazione professionale. Certo che la accetterebbero. Ci sarebbe una stabilità, ci sarebbe una definitiva stabilità di tutto il personale e ci sarebbe una formazione professionale in sintonia con i programmi che voi non avete fatto e io mi posso permettere di usare questi toni, onorevole Uras, perché io posso avere l'atteggiamento accusatorio nei vostri confronti, ma voi non lo potete avere nei nostri confronti. E' una sequela ininterrotta di errori che state commettendo e con questo emendamento forse arginate un attimino, date un palliativo, forse costringete noi a darvi un voto di astensione...
(Interruzioni)
...forse ho detto onorevole, forse, ma non risolvete nessuno dei gravi problemi che esistono in Sardegna. E allora, come si può, onorevole Floris, lei che ha fatto per una vita il sindacalista venire a dire a noi che il cuore della finanziaria è questo cavolo di articolo! Questo super emendamento, questo è il cuore della finanziaria? 600 milioni di euro a fronte di 6 miliardi e 800 milioni di euro che la finanziaria .... Ma come si può dire una cosa di questo genere? Non c'è la stabilizzazione di un precario in questo articolo, non si risolve assolutamente nulla, e allora di che cosa dobbiamo parlare, per quale motivo l'onorevole Cugini si appella a noi? Certo, ha fatto bene, è forse più furbo di altri o forse tende a prendere in giro più di altri i colleghi della minoranza, qualche volta ci caschiamo altre volte non ci caschiamo. Ma pensare che questa possa essere la panacea di tutti i mali, beh, io credo che chiedere una larga convergenza come ha detto l'onorevole Cugini sia inopportuno. Vede onorevole Cugini, se una proposta come quella che ha fatto lei che è lungimirante, l'avesse fatta seduto in quel banco lì, il Presidente della Giunta regionale, se si fosse presentato una volta a chiedere alla maggioranza e alla minoranza, ma per una volta vogliamo essere tutti d'accordo su un qualcosa?
(Interruzioni del consigliere Cugini)
Chiedo scusa onorevole Cugini, io capisco che il Presidente della Regione non è molto simpatico neanche a lei e in quanto a simpatia insomma voglio dire... però, ecco, il chiedere un accordo della minoranza su un emendamento come questo senza avere assolutamente stabilito una strategia, onorevole Pirisi, io so quando devo parlare e quando mi devo fermare, stia tranquillo so anche come usarla la lingua, quindi la prego di non interrompermi. Io dico solo una cosa, che è vergognoso che voi possiate fare...
PRESIDENTE. Concluda onorevole.
DIANA (A.N.). Ho terminato signor Presidente, è vergognoso che poi vogliate appellarvi a noi e vendere fuori un accordo che nasce da chissà quale concertazione che c'è stata qui dentro, non c'è stato nessun tipo di concertazione, io ribadisco, la formazione professionale dovrebbe essere in capo completamente alla Regione Sardegna e liberare gli enti professionali e di risorse che tra l'altro la Regione Sardegna spende quest'anno, sta spendendo da tantissimi anni e continuerà a spendere anche negli anni futuri. Il problema non viene risolto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Serra. Ne ha facoltà.
SERRA (Sinistra Autonomista). Ognuno risponde con i suoi mezzi e con le sue capacità. "I care" diceva uno slogan usato da Walter Veltroni quando era candidato a segretario del Partito democratico della sinistra. "I care" allora cioè, me ne occupo, mi preoccupo delle cose. Adesso aggiunge anche "We can", sempre copiando gli americani, possiamo farcela insomma. Io mi auguro che non debba dire poi quello che gli ha indicato in una vignetta Beppe Severgnini e cioè "They win" cioè loro vincono, noi possiamo farcela ma loro vincono. Io spero che questo non si verifichi. Ma, io ho detto "I care" perché anch'io mi sono occupato di questioni politiche fin da quando ero bambino probabilmente con pochissimo successo e con poche capacità, ma me ne sono sempre occupato e me ne sono sempre occupato stando sempre da una parte, stando sempre a sinistra, stando sempre con i comunisti, e lo sono ancora comunista, stando sempre con i lavoratori, con gli operai con i deboli come me, non ci sono dubbi su questo. E non si scherzi su queste cose, non si scherzi, non sono una cosa da poco. Allora, con i deboli dico e ancora oggi io credo che noi dobbiamo stare e siamo con i deboli, con quei deboli di cui in questo periodo si parla tanto, con quei deboli che rappresentano i lavoratori e gli operai e i lavoratori dipendenti in Italia che hanno un salario pari al 30 per cento in meno della media europea. Con quei lavoratori dipendenti che pagano sempre le tasse e non con quegli altri che in Italia evadono le tasse e sono tanti, e l'evasione fiscale in Italia rappresenta quattro volte quella della media europea. Noi stiamo da questa parte quindi, l'abbiamo detto tante volte, noi eravamo nel 1975 tra i primi per i salari in Italia, tra i primi in Europa, oggi siamo tra gli ultimi. Noi siamo con quelli che non evadono le tasse, con i pensionati, con i disoccupati, con i precari, e riteniamo che le tasse si debbano pagare perché riteniamo ancora che le tasse siano uno degli elementi di giustizia sociale che bisogna mantenere in questo Paese, certamente di giustizia sociale, bisogna farle pagare giustamente. Io dico questo, non si scherzi su queste cose, queste sono cose importanti, la passione politica che mi ha portato ad occuparmi di queste cose fino da quando ero ragazzino mi ha dato soddisfazioni e tante delusioni così come le ha date a tantissimi. Oggi io sono contento di occuparmi di questioni politiche e di stare da questa parte in Sardegna e non in altre parti d'Italia. Dico questo perché in Sardegna non sta avvenendo quello che sta avvenendo nel resto d'Italia, e cioè, tornando sempre al Segretario Veltroni, in Sardegna il centrosinistra ha deciso di non correre libero e solo, come vuol fare Veltroni, ha deciso di fare in un altro modo e noi lavoriamo per aiutare il centrosinistra a mantenere questa posizione. Noi non corriamo liberi e soli, noi aiutiamo il centrosinistra. Vogliamo che questo centrosinistra che ricerca le alleanze del centrosinistra continui a governare questa Regione, la governi bene come ha fatto ma anche migliorando molto quello che è stato fatto finora. Tornando alla questione del maxiemendamento o dell'articolo sei, all'argomento che abbiamo all'ordine del giorno io voglio fare semplicemente alcune brevissime considerazioni. Io credo che ci sia stato, in questo periodo, in queste discussioni, già hanno parlato altri colleghi non voglio ripetere cose già dette, credo che ci sia la possibilità di concludere e di votare un articolo 6, che è costituito anche da questo emendamento sostitutivo che è un buon articolo 6, che è un buon accordo, che è un buon lavoro, e sono certo che sia un buon lavoro e dico anche che è un buon lavoro nel metodo e nella sostanza, è un buon lavoro nel metodo perché gli artefici di questo accordo sono in tanti. Certo siamo artefici noi della sinistra che abbiamo lavorato in questa direzione, io credo che siamo fondamentalmente artefici di questo accordo e di questo articolo che deve essere votato questa sera, che siano artefici fondamentali i sindacati, e credo che siano artefici fondamentali altre forze sociali che hanno partecipato e dato l'impulso perché si arrivasse a questo accordo. Questo articolo, questo emendamento sostitutivo, contiene alcuni ponti importanti. Io non entro nel dettaglio, l'ha già fatto bene prima il collega Uras, ma diciamo questo, primo punto, la Regione diventa protagonista delle politiche attive per il lavoro, il principio del fatto che la Regione debba essere protagonista secondo me in questa emendamento è accolto, certo questo non risolve tutti i problemi della Sardegna, l'abbiamo detto, ma il fatto che sia accolto questo principio è un fatto veramente importante. Io credo che l'intervento pubblico, soprattutto nelle aree deboli come la Sardegna e il mezzogiorno, per le politiche attive del lavoro, sia una cosa fondamentale e questo è un principio secondo me che in questo accordo viene accolto ed è un fatto estremamente positivo. Quindi si accolgono parecchie delle indicazioni che sono venute dal movimento sindacale, su vari punti di cui abbiamo già detto, questo è il secondo punto, e c'è una quantità è una qualità degli stanziamenti che è anche questo un fatto estremamente positivo. Esistono precise indicazioni sui tempi per la spesa, sui metodi per la spesa, sulle procedure per questa spesa e su questo che ci siamo battuti. Non abbiamo chiesto solo vogliamo 1 milione, 2milioni da dedicare a questo o quel altro argomento, vogliamo che si capisca che ci sono dei fondi che la Regione destina alle politiche attive del lavoro e ci sono, indicati in legge, gli strumenti precisi perché questi fondi vengano spesi e vengano spesi in tempi ragionevolmente brevi. Questo è il terzo punto secondo me estremamente positivo. L'attuazione di questo articolo, se verrà attuato in tempi brevi, chiuderà, l'abbiamo già detto, alcune delle più difficili questioni che sono presenti in Sardegna da diversi anni, da moltissimi anni, non solo in questi tre anni e neanche solo nei cinque anni della Giunta di destra precedente, ma vengono anche da prima. L'approvazione di questo articolo porrà termine definitivamente a questi problemi, a queste vertenze che sono aperte da diversi anni. Prima sono stati fatti anche i nomi, non è il caso che io li ripeta, Legler e così via.
Tra le altre cose importanti c'è certamente, è stata citata da molti la questione della formazione professionale, io su questa cosa vorrei dire semplicemente due parole: la nostra idea di formazione professionale è un'idea che certamente non coincide con tutta quest'Aula consiliare. Non coincide con tutte le forze che sono presenti in quest'Aula consiliare, noi abbiamo un'idea di formazione professionale che è nettamente diversa e contraria da quella che aveva e che ha penso ancora la Moratti della formazione professionale della scuola. Noi abbiamo un'idea di formazione professionale che è questa: riteniamo che la formazione professionale debba essere fatta, debba esistere, debba esistere anche la formazione professionale privata cosiddetta, debba essere soprattutto una formazione professionale che viene fatta dopo il diploma. A questo dobbiamo puntare, a questo obiettivo, noi non crediamo in una formazione professionale di quelle che dicono che ci sono alcuni che possono frequentare le scuole importanti e da altri che sono destinati invece a fare lavori più umili. In questa formazione professionale non ci crediamo. Crediamo in un'altra formazione professionale è quello che stiamo facendo, anche qui va in questa direzione, e tutto questo ovviamente…e chiudo, perché vedo anche il tempo che sta scadendo, e tutto questo ovviamente lo dobbiamo fare così come abbiamo detto senza sacrificare nessun posto di lavoro perché abbiamo combattuto, continuiamo a combattere, per tutti i posti di lavoro che ci sono oggi, per tutti precari, e quindi lungi da noi l'idea di poter accettare una riforma della formazione professionale che mandi i lavoratori a casa e che li lasci senza stipendio. Ho chiuso grazie Signor Presidente con questo accordo noi puntiamo su questo risultato. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Serra.
E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente, io cercherò di essere breve per un semplice motivo perché ho notato che il dibattito sull'articolo 6 è animato e molto partecipato per fare onore a chi sta seguendo dalle tribune questo dibattito. Io credo, e non tanto per discutere delle nostre posizioni che da mesi discutiamo in Commissione in quest'aula sulle pagine dei giornali e quant'altro, io credo che stiamo annoiando un po' di gente che aspetta il voto, non aspetta le nostre parole, come la pensiamo, se siamo d'accordo maggioranza… aspetta il voto. Cioè aspetta una decisione di quest'Aula però ognuno di noi ha il dovere-diritto di dire qualcosa in più. Bene io cercherò di dire qualcosa in meno, e vorrei prima di tutto porre una domanda al Presidente del Consiglio o di chi ne fa le veci in questo momento, magari gli telefono e glielo trasferisco telefonicamente, io prova telefonargli davvero…pronto?
PRESIDENTE. Scusi onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Vorrei porre una domanda al Presidente del Consiglio, l'emendamento numero 974, chiedo un attimo di attenzione, è un emendamento sostitutivo del "911", sostitutivo totale il che vuol dire che approvando il 974 decadono tutti gli emendamenti all'articolo 6 e fuorché gli aggiuntivi al 974. Presidente, nel corso della discussione dell'articolo 3 e dell'articolo 5, noi abbiamo rinviato all'articolo 6 diversi emendamenti, che niente hanno a che vedere con gli argomenti trattati dal "974". Se il regolamento dice che decadono tutti gli emendamenti essendo questo un sostitutivo totale vorrei che sia messa agli atti la risposta che non decadono quelli trasferiti dall'articolo 3, secondo me sarebbe una risposta sbagliata in ogni caso perché sto cercando di fare un ragionamento logico in modo che tecnicamente poi non vada ad inficiare il lavoro che stiamo svolgendo. E' chiaro che se io intendo un sostitutivo totale e che gli emendamenti al 3 sono emendamenti al 3, così deve essere se no non capisco perché siano stati trasferiti, decadono anche questi. Perciò prima di proseguire nel mio intervento vorrei una risposta.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Capelli, vorrei precisare prima di tutto che l'emendamento numero 974, ancorché un emendamento sostitutivo totale, è stato presentato nella serata di ieri, quindi dando il tempo a tutti i colleghi di poter verificare se questo emendamento sostitutivo totale incideva in qualche emendamento presentato, tant'è vero che ho avuto la possibilità di verificare che qualche collega ha presentato emendamenti aggiuntivi al "974" proprio a seguito di questo emendamento sostitutivo totale. Per quanto riguarda gli emendamenti che provengono dagli altri articoli, io presumo che non abbiano attinenze con l'emendamento numero 974 e quindi la verifica verrà fatta sulla base dell'attinenza o meno. Potrebbe esserci anche qualche emendamento che, avendo attinenza, potrebbe incappare nella decadenza a seguito della presentazione dell'emendamento numero 974, per cui i colleghi che avevano interesse hanno avuto il tempo per poter presentare gli emendamenti che avevano presentato prima all'emendamento numero 911 presentarli al "974".
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, mi fa poi questi due minuti me li fa recuperare, per cortesia. Vorrei segnalare che secondo me tecnicamente questo è un gran pasticcio. E' un reale grande pasticcio. Per il semplice motivo che l'emendamento presentato è stato presentato ieri sera i colleghi ne hanno preso visione stamattina, quando sono stati presentati all'aula gli emendamenti al 6, e non c'è stato assolutamente il tempo, perché gli emendamenti agli emendamenti vanno presentati un'ora prima dell'inizio della seduta dell'emendamento in discussione, così dice il Regolamento, per cui non c'è stato assolutamente tempo e modo di presentare gli emendamenti aggiuntivi. Io credo che questo sia un gran pasticcio ma non è il primo. Aggiungo, per cui io sull'efficacia di questo emendamento e degli emendamenti trasferiti dall'articolo 3, che sono importanti per diverse categorie, nutro tutte le mie riserve e pongo le mie riserve. Aggiungo, l'articolo 6 e parte dell'articolo 3, sappia chi ha la bontà di ascoltare, ovviamente fuori da quest'aula, è quella che ha determinato i due mesi di esercizio provvisorio, perché andremo a votare a breve l'altro mese di esercizio provvisorio, i ritardi della finanziaria, le sospensioni continue per ore e per giorni in Commissione, le continue sospensioni per ore e per giorni in Aula. Cioè noi siamo qui al 13 di febbraio a discutere della finanziaria, perché la maggioranza non trovava la quadratura del cerchio intorno all'articolo 6 e intorno ad alcune parti dell'articolo 3. Perciò, noi non ci siamo opposti a questo travaglio interno alla maggioranza di facile soluzione, per quanto riguarda parte degli argomenti dell'articolo 3, bastava dare corso che il Presidente desse corso, nei tempi e nei modi prescritti, agli accordi con le parti sindacali. Ha sottoscritto un accordo. Non capisco perché siamo qui a discutere ancora di una cosa che era stata sottoscritta, accettata e per la quale il Presidente non ha dato corso. Il Presidente, badate bene, non l'Assessore, chi c'era e chi c'è e che ci sarà, non lo so. Ma il Presidente che ha sottoscritto lui quegli accordi. Però noi siamo qui sempre a ricordare che il Consiglio fa le leggi e il Presidente non le applica, ne abbiamo parlato ieri basta scorrere la finanziaria del 2007, degli accordi che sottoscrive a cui non dà corso, oppure delle sentenze non ultima, ricordata più volte in quest'Aula da altri colleghi, quella di Tuvixeddu che dice chiaramente quali sono gli interessi reali di questa Giunta. E' una domanda che forse qualcuno qui ancora non si è posto, anche quelli che le sentenze le sanno leggere.
Allora, per tutto questo siamo rimasti fermi per mesi, abbiamo bloccato la Sardegna è cosa succede? Che dopo tante voci, interventi appassionati, mi hanno ricordato, anche questi dopo quelli del presidente Soru, alcuni firmati dell'istituto Luce del passato, per l'enfasi, per la foga, per la difesa demagogica e populistica di posti di lavoro nuovi che si creano, io non ne vedo neanche uno nuovo qua che si crea di posto di lavoro nuovo, semmai c'è la corsa a salvare il salvabile. Cosa succede? Che la montagna partorisce il topolino. Un topolino piccolo, non di quelli che girano per le fogne di Cagliari, insomma. Perché a livello di stanziamenti abbiamo un maggior stanziamento che è semplice definire non ci sono da fare tanti calcoli, basta sommare nella copertura finanziaria in aumento quanto viene disposto rispetto a quanto già previsto nella finanziaria, cioè esattamente 54 milioni di euro. Quali trecento, cinquecento, duecento, ottocento? La copertura finanziaria qui dice che per l'annualità 2008 ci sono 13 più 3 più 10 più 5 più 2. Forse fa anche meno di quello che ho detto. Non c'è niente di più. 39, perfetto. Perciò, non ho capito tutte queste grandi cifre che si danno, lo scrivete voi nell'emendamento quanto c'è in più, niente di più, sul "374". Che non è altro che la somma degli interventi già previsti per la gran parte, e per i quali, premetto fin da adesso Presidente, che per il "974" chiederò la votazione per parti. Perché vede, qualche collega che ha detto: il centrodestra è contrario. Assolutamente! Si recepisce nel "974" anche una piccola parte degli emendamenti proposti dalla minoranza e di questo bisogna darne atto, una piccolissima parte; a volte per la necessità di modificare qualche virgola, in modo che non ci sia traccia che la minoranza ha partecipato in qualche modo a dare un'idea di risoluzione lo si modifica in peggio. Perciò, io chiedo la votazione per parti, perché non è su tutto che siamo contrari. Siamo contrari su alcune cose. Voglio evidenziare che, sorvolo su tutto quello che è già stato detto non voglio annoiare nessuno, non c'è traccia della "47" qua, se non nel comma 9 che è un piccolo tranello. E' un piccolo, grande tranello per la "47". Oppure la Giunta rinnega se stessa e anche i firmatari degli emendamenti rinnegano se stessi, quando scrivono al comma 10 che, per quanto riguarda la mobilità volontaria del personale proveniente dalle Comunità montane, c'è un passo indietro nel senso che avevamo detto dobbiamo dare la mobilità anche verso l'Amministrazione regionale e invece nel 10 viene cassato tutto questo. Perciò, si torna a idee vecchie, quelle della mobilità verso gli enti locali e verso le Province e si esclude che possano andare verso l'Amministrazione regionale, cosa che tutti hanno votato in Commissione. Emendamento che tutti voi avete votato in Commissione e che invece adesso state rinnegando. Allora, al topolino si aggiunge il pasticcio tecnico, si aggiunge il pasticcio legislativo…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). Devo recuperare due minuti, Presidente. Si aggiunge il pasticcio della tecnica legislativa, ma si aggiunge il tranello perché qua dentro le soluzioni che avete annunciato, io vi ho seguito con molta attenzione ho cercato di capire e di ritrovare le vostre parole nel testo dell'emendamento, forse avrò qualche deficit sicuramente, è probabile che ce l'abbia, ho cercato anche di farmelo spiegare da qualcuno di voi, bene qui non ci sono risposte concrete. Anzi, c'è la conferma, se conferma ci volesse ancor di più, che questo Assessorato del lavoro lo possiamo ben identificare nel monte residui; tant'è che è l'Assessorato che nel 2007 ha accumulato più residui di tutti gli altri. Cioè, non ha nessuna capacità di spesa e di impegno, forse per quale perché qualcun altro detiene il freno a mano di quell'Assessorato.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Come già si comprendeva dal senso dell'intervento della collega Caligaris, noi voteremo a favore di questo articolo, ci mancherebbe che così non fosse, e alla base di questo voto c'è anche un auspicio, tutto indirizzato alla Giunta regionale, e cioè che da questo momento in poi la politica della concertazione permei gli atti della Giunta stessa.
Assessore, l'istituzione del fondo per l'occupazione intanto parte da un obiettivo, che appare evidente, che è quello di concentrazione delle risorse regionali, statali ed europee attraverso un unico fondo gestito dall'Assessore del lavoro. E' utile? Certamente, però va osservato che alcune previsioni contenute all'interno dell'emendamento sostitutivo totale 974 introducono soltanto dei temperamenti, talvolta parziali e talvolta, anzi spesso, assolutamente temporanei. Sotto questo profilo, senza voler nulla sminuire, figuriamoci se voglio sminuire la portata dell'articolo e dell'impegno che attraverso questo articolo viene assunto, però mi viene una citazione latina, una citazione che era fatta da una sibilla, la sibilla cumana: ibi redibis non morieris in bello. La sibilla cumana, interpellata dalla famiglia di un soldato che partiva in guerra sulle possibilità che il soldato tornasse vivo dopo la guerra, risponde: andrai, tornerai, non morirai in guerra. Il soldato non tornò, morì in guerra. Rimproverata, la sibilla cumana rispose giocando sulle virgole: "io ho detto ibi redibis non, andrai non tornerai, morirai in guerra". Cosa voglio dire con questa osservazione? Che, sebbene questo emendamento sia importante va in qualche maniera stemperato da un eccesso di enfasi che invece sta rischiando di permearlo, perché è soltanto parzialmente modificativo dell'intera filosofia che permea la finanziaria regionale in materia di lavoro: concentra le risorse del fondo ma molte di quelle risorse erano già prima ripartite all'interno di altre UPB, di altri capitoli, di altre azioni contenute all'interno della legge finanziaria; ciononostante resta quel giudizio di positività e però resta questo giudizio di positività accompagnato da una esigenza, l'esigenza che possa ulteriormente essere migliorato. Per esempio: la legge 36 che è stata da noi sempre considerata utile strumento, cioè quella legge che alleggerisce gli oneri previdenziali per i nuovi assunti, perché non deve essere nuovamente dotata di risorse finanziarie e rimessa in uso, se in passato ha prodotto buoni risultati, e ne ha prodotti? Perché non prevedere la prosecuzione dell'attività del CESIR rispetto al quale, peraltro, vi sono emendamenti già presentati da altri colleghi, istitutiva delle misure 3.4 del POR Sardegna 2000-2006, onde consentire la prosecuzione dell'inserimento lavorativo dei soggetti svantaggiati? E poi: c'è un accenno, e risolve, presumibilmente, relativamente alla formazione professionale - laddove ci siamo mille volte riproposti di rimettere il giusto ordine, ed era giusta l'affermazione, e però, sino a questa fase, abbiamo costretto in condizioni di disagio senza garantire peraltro quell'ordine -dicevo, risolve per i lavoratori della "42"; ma perché non deve essere detta una parola di tutta chiarezza relativamente a quelli della "47" a cui fa cenno il comma 9 dell'emendamento 974, e però ne fa un cenno tanto generico, collega Uras, che non sappiamo a che cosa di fatto in futuro questi lavoratori andranno incontro?
C'è il punto, Assessore, relativo alla cassa integrazione in deroga che sarebbe, questo, un punto risolutivo: riguarda 2000 lavoratori, con un impegno credo sostanzioso perché si prevederebbe un impegno almeno di 10 milioni di euro - non stiamo parlando certamente di sciocchezze - ma sarebbe una misura integrativa assolutamente utile perché sono quelli lavoratori che vivono in una condizione di totale povertà, con un introito, con una possibilità di spendita pari a circa 400 euro mensili. Non sono quelle condizioni che possono essere accettate, non possiamo dire finché c'è gente che vive in queste condizioni di aver affrontato il problema in maniera seria e un attimino più importante di quanto sino a questo momento non abbiamo fatto. Certo, costituirebbe, questo fatto, un precedente ma resterebbe naturalmente una misura integrativa e provvisoria, tesa a sanare quel problema.
Infine i lavoratori dei servizi e delle pulizie - mi pare di aver intravisto un emendamento della Sinistra arcobaleno, se non ricordo male, relativamente a questi lavoratori - ma davvero possiamo permettere che non abbiano più alcuna garanzia, che la sostituzione di un'impresa con altra impresa metta ogni volta a rischio il posto di lavoro? E che in ogni caso il compenso che hanno diritto a percepire sia un compenso così basso da costringerli in condizioni di assoluta povertà? O non dovremmo, anche in questo senso, trovare i meccanismi, anche tecnici, e anche giuridici perché mi rendo conto che non è facile, per offrire però anche a questi lavoratori un minimo di garanzie superiori rispetto a quanto sino a questo momento non abbiamo invece fatto.
Ci sono leggi di settore, Assessore, che, sino a questo momento, sinchè sono state dotate di risorse finanziarie, hanno prodotto alcuni risultati. Non sono dotate di risorse finanziarie sufficienti in questa finanziaria; mi riferisco, per esempio, alla legge 51, e non sono dotate di alcuna risorsa finanziaria altre leggi, mi riferisco alla legge numero 1 del 2002 e alla legge numero 9. Io credo che se riuscissimo a completare, tra la finanziaria e il bilancio a cui metteremo mano fra qualche giorno, creando quel minimo di sinergie necessarie, con un minimo di disponibilità e di ricerca e di risparmi, da attuarsi con raziocinio di intelligenza, se riuscissimo a completare intersecando queste e altre cose, credo che ne guadagneremmo tutti e soprattutto offriremo condizioni di minore disagio e di maggiori certezze a chi è privo di lavoro o è in ogni caso in condizioni di difficoltà.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). L'argomento collegato all'articolo 6, che stiamo discutendo, meriterebbe un dibattito forse ancora più lungo di quello, che pure stiamo facendo in questa Aula con interventi, che credo che siano opportuni, necessari, nonostante ritardino l'approvazione finale della legge finanziaria, ma è la scelta che il Consiglio è chiamato a fare quella di intervenire, di discutere su una materia così importante perché è chiamato a farlo da una legge che contenendo sostanzialmente in 9 articoli 9 leggi di settore, anzi ciascuna è quasi un insieme di leggi di settore, non può essere che questo il tempo per affrontare tematiche che stanno incidendo in maniera determinante sulla politica regionale. Politica del lavoro e politica della formazione, dunque. Mi dispiace contraddire chi ha detto, in particolare il collega Uras, che ha detto con passione alcune cose che evidentemente a cui sicuramente crede con certezza, ma non condivido la frase che ha pronunciato rivolgendosi in qualche modo a chi fuori da quest'aula attende un intervento sulle politiche del lavoro dicendo: potete avere un futuro, non è giusto, non è giusto, mi dispiace. Da questa legge nessuno è autorizzato a trarre la conseguenza che i nostri disoccupati possano avere un futuro, da questa legge, da questi interventi. Possiamo al massimo dire potete avere un presente, un po' meno angoscioso, per alcuni, però, solo per alcuni. Le norme, per entrare nel concreto, poi lo esamineremo, speriamo nel corso della votazione, le norme relative agli interventi integrativi o anticipatori della cassa integrazione sono rivolti ad alcuni lavoratori di qualche settore, restano migliaia e migliaia di disoccupati, migliaia e migliaia di persone che hanno perso il posto di lavoro e che non potranno utilizzare l'anticipo della cassa integrazione affidata, per giunta, ad una SFIRS, che sta diventando tutto fuorché una società per lo sviluppo industriale, per lo sviluppo produttivo in Sardegna. Sta diventando una società immobiliare, sta diventando una società o un ente che distribuisce cassa integrazione o anticipi di cassa integrazione, che gestisce non il credito per lo sviluppo, ma gestirà un fondo per assicurare ammortizzatori sociali. E, quindi, anticipavo già un giudizio, che non è di contrarietà, onorevole Cugini, ma è di forte perplessità su quel che sotto le cose che voi avete sottoscritto o che vi apprestate ad approvare, alcuni anche con molta enfasi, è vero, come la soluzione dei problemi dei lavoratori in Sardegna e dei disoccupati in Sardegna. Questi interventi, a cui non si può certamente dire un no cinico, un no pregiudiziale, aprioristico; questi interventi sono semplicemente un pannicello caldo su un malato che ha bisogno di ben altra cosa, che da un Consiglio regionale, da una legislatura che è partita con ben altri presupposti cui abbiamo assistito in questi mesi, in questi anni, da un Consiglio regionale che dovrebbe mettere mano ad un intervento organico sulle politiche del lavoro non ad interventi episodici collocati di volta in volta nelle leggi finanziarie o nei collegati, norme disorganiche, norme episodiche, norme in alcune casi demagogiche per il fatto che i soldi vengono stanziati, non spesi, riciclati sotto altra forma, perché questo fondo unico in realtà è un contenitore dove si ricicla di tutto, fondi statali, fondi regionali, pochi, statali, molti fondi comunitari, che voi avete sempre detto dovessero essere fondi aggiuntivi. Onorevole Secci, quando abbiamo provato nella scorsa legislatura ad utilizzare i fondi comunitari, non per politiche per l'occupazione, ma per gli interventi infrastrutturali, ci dicevate che quelli erano fondi aggiuntivi, che avremmo dovuto stanziare o chiedere allo Stato altre risorse per interventi infrastrutturali per il nostro sistema economico. Oggi dove è l'aggiuntività di queste risorse? Certo ci sono alcune risorse stanziate ci sono molti residui passivi, ci sono somme cioè non spese, soprattutto c'è una disparità di trattamento tra lavoratori, tra disoccupati e disoccupati, ma la disparità di trattamento deriva da uno strabismo con cui voi guardate al mondo del lavoro e al mondo dello sviluppo, al mondo dell'impresa.
Ho apprezzato le cose che ha detto Vincenzo Floris, che ha ricordato anche alcune battaglie comuni tra Regione e sindacato, quando lui era dirigente sindacale, riguardo alle politiche industriali, ha citato l'accordo per la chimica, ha citato alcune cose fatte insieme, tentativi per far riprendere per rimettere in marcia uno sviluppo sano del sistema industriale, però mi sembra non dica cos'è successo poi dopo, che cosa sta accadendo ora del sistema industriale, che sta franando, che sta franando di fronte ad una Regione che assiste. La notizia di oggi è che è la mineraria Silius, ormai è chiaro, ci sarà, ormai è aperto un giudizio esplicito davanti alla Corte di giustizia europea e già il Presidente della Regione ci risulta abbia annunciato ai minatori: "la miniera verrà chiusa". E' possibile che si assista così, passivi a questo processo? E'possibile che addirittura qualcuno dica che la colpa sia da addebitare al fatto che non sono state notificate gli interventi fatti a suo tempo, interventi, Assessore non lo ha detto lei, l'ha detto un altro Assessore lo ha detto un altro Assessore, lo ha detto un altro Assessore in altre sedi…
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non lo dice nessuno. Siamo stati sempre d'accordo.
LA SPISA (F.I.)…. Allora, esatto siano sempre stati d'accordo su quella linea; perché si tentava di imprimere un'accelerazione per un possibile rilancio produttivo di un'attività estrattiva che oggi a condizioni di mercato favorevoli, oggi, dopo che per anni abbiamo sofferto e ci siamo messi anche a rischio mettendo risorse regionali con un difficile rapporto con l'Unione Europea; oggi, quando un piano industriale potrebbe essere proprio rilanciato per tenere in piedi una filiera industriale, che non è solo a Silius, ma è anche a Cagliari, Assemini, voi lo sapete bene, un comparto della chimica importante, che dalla chiusura di Silius avrà un colpo molto, molto forte, che potrebbe portare ad altre centinaia o migliaia i disoccupati. Ma, insomma, la vostra politica industriale dove è? La vostra politica per lo sviluppo delle attività produttive nell'artigianato, nel commercio, lo ha detto poco fa l'onorevole Balia, avete disattivato, inertizzato le leggi di settore la legge numero 51 non esiste, legge numero 1 non esiste, la legge numero 9 non esiste, esistono solo i progetti integrati in cui mettete, come diceva Paolo Maninchedda, mettete in competizione i territori, vince naturalmente sempre qualcuno che è più forte, non riscontriamo una politica seria, seria, convincente di attrazione di investimenti dall'esterno. La SFIRS non è più una società che contribuisce, che accompagna investimenti forti, ormai la SFIRS sta diventando una nuova IRI, sta diventando peggio una nuova INSAR; insomma queste sono realtà. E poi, per chiudere, perché il tempo ormai è andato, sulla formazione professionale, certo noi non possiamo dire di no a quello che c'è scritto, credo che debba essere un po' più chiaro che ne sarà dei lavoratori della legge numero 42, questa lista speciale, ci sono alcuni meccanismi che francamente non capisco nel testo del maxi emendamento, forse potranno essere chiariti, spero che veramente sia una lista in cui si sappia chi la fa, chi paga e di chi saranno dipendenti questi lavoratori. Sui lavoratori della legge numero 47 c'è ben poco, spero venga approvato un emendamento in tal senso, non c'è niente, c'è pochissimo su altri provvedimenti che riguardano altri lavoratori di altri settori. La lettera g), 500 mila euro per il sostegno al reddito dei soggetti in crisi nei settori della produzione dei servizi…
PRESIDENTE. Concluda onorevole La Spisa.
LA SPISA (F.I.). …E' veramente poco, è sproporzionata. Quindi, non un voto contrario, aprioristico, pregiudiziale, totalmente negativo sugli sforzi fatti, ma certamente un forte allarme perché non è così che si risolvono i problemi del lavoro e dello sviluppo nella nostra Regione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa. Onorevole Salis… è decaduto. Onorevole Dedoni… è decaduto.
E' iscritto a parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, anche per non essere vittima di una ecatombe prendo la parola. Io credo che quanto diceva in questo momento l'onorevole La Spisa non renda giustizia al dibattito che è avvenuto in quest'aula, dove, da più parti, si è cercato di chiarire che l'articolo 6 e il suo emendamento sostitutivo totale, il numero 974, non trasformeranno il motore dello sviluppo della Sardegna in una Ferrari, diceva l'onorevole Uras, e anche l'onorevole Balia ricordava di non porre troppa enfasi su questo articolo che di per se non cambia e non cambierà alcune variabili dello sviluppo della nostra Regione. Quindi, io credo che dobbiamo proprio ripartire dalle cose molto concrete. La Sardegna è in qualche modo un'utilitaria dal punto di vista dello sviluppo, nella quale abbiamo speso molto e stiamo spendendo molte risorse per spremere ogni cavallo di questo motore, per iniziare a salvaguardare ogni posto di lavoro che c'è, in attesa di essere veramente capaci di crearne di nuovi. I dati sul lavoro di questi anni ci confermano questo fenomeno, io credo che dovremo smettere di dividerci da quelli che dipingono la Sardegna a tinte rosa. Io chiedo venia se in passato ho cercato anche di difendere strenuamente alcuni indicatori positivi di questi anni, perché forse dovremo non concentrarci tanto sul fatto che i disoccupati scendono, quanto confrontarci sul fatto che il tasso di attività non sale, confrontarci sul fatto che il tasso di occupazione sale, ma sale molto poco, al 53 per cento, mentre, se ci dovessimo confrontare con gli obiettivi di Lisbona che parlano di un tasso di occupazione del 70 per cento, dovremmo fare molto di più, dovremmo fare così tanto di più che vorrebbe dire, per esempio, creare circa 200.000 posti di lavoro in più, e immaginate quale impresa se oggi chi formalmente cerca lavoro è fatto soltanto di 60.000 persone, immaginate quale sforzo dovremmo fare se, oggi, anche quelli che oggi non fanno parte della forza lavoro perché non cercano lavorativamente, oppure cercano lavoro ma non sono disponibili, oppure hanno smesso di cercare lavoro ma se qualcuno li chiamasse sarebbero anche disposti a lavorare, anche se mettessimo insieme tutti questi che in qualche modo hanno una forma di attività verso il mercato del lavoro saremmo ancora 20.000 lavoratori lontani dagli obiettivi di Lisbona. E quindi è chiaro che oggi noi non stiamo stravolgendo, non ci illudiamo, non stiamo facendo facili promesse, stiamo, da questo punto di vista, mettendo in campo delle misure tradizionali, cioè che cercano di ottenere il meglio da un mercato del lavoro e dell'offerta di lavoro che indubbiamente è poco mobile e bloccato. Stabilizziamo il lavoro precario, assistiamo specifiche categorie, ma sicuramente ancora non facciamo molto per creare nuove occasioni di lavoro, per recuperare al lavoro, per esempio, le donne che hanno un tasso di disoccupazione che è circa due volte e mezzo quello degli uomini, perché la Sardegna è anche la terra delle due velocità, dove il tasso di disoccupazione maschile è al 5,9 per cento, mentre quello femminile è oltre il 13 per cento, e aumentare il tasso di attività è importante perché il nostro modello sociale è un sistema di welfare, un sistema che vuole aiutare i più deboli, un sistema sanitario che possa aiutare tutte le famiglie funziona se ci sono imprese che creano sviluppo, se ci sono lavoratori che pagano le tasse e assistono in qualche modo, consentono una qualche forma di redistribuzione sociale. Ecco che io non ho quindi difficoltà a dire che quello che approviamo oggi all'articolo 6, da questo punto di vista, dal punto di vista di cambiare il modello del motore, di creare una Ferrari, di aprire nuove speranze è inadeguato, è ancora inadeguato, è ancora insufficiente rispetto alla nostra volontà, e io credo che il lavoro, e lo abbiamo detto a più riprese e anche da più parti, si crea attraverso la crescita economica e si crea attraverso un sistema, e concordo con lei, onorevole La Spisa, che sa essere attrattivo per le imprese, si crea attraverso una burocrazia efficiente, e da questo punto di vista forse anche il dibattito sulla semplificazione amministrativa in Sardegna dovrebbe far parte di questo dibattito, su come stiamo cercando di ricondurre a unitarietà i diversi livelli di Governo, sul fatto che abbiamo chiuso una pletora di enti inutili, che in qualche modo frammentavano l'azione di governo. C'è persino un premio Nobel per l'economia che si chiama Douglas North che teorizzava che c'è una correlazione lineare tra l'efficienza di una burocrazia e lo sviluppo economico. Quindi credo che altre cose che sono in questa finanziaria dovrebbero avere pieno diritto di cittadinanza anche in un dibattito più ampio. Abbiamo parlato nei giorni scorsi di diritto allo studio, di diritto allo studio di qualità e sappiamo che questa Amministrazione ha raddoppiato le risorse da 50 a 100 milioni per il diritto allo studio. Dovremmo parlare del sistema dei servizi integrati alla persona, e sappiamo che, anche da questo punto di vista, alcune cose sono state fatte, dovremmo parlare di modello di incentivi per l'impresa e capire anche se quanto fatto in passato ha funzionato, e sappiamo che spesso non ha funzionato, come ci ricordava, per esempio, una recente analisi dell'osservatorio economico per quanto riguarda i risultati della legge numero 15, dove le imprese che avevano usufruito dei finanziamenti a fondo perduto avevano esattamente gli stessi tassi di crescita della produzione e dell'occupazione delle imprese che di quei benefici non avevano usufruito. Credo soprattutto che dovremmo cominciare a discutere di come abbiamo speso i soldi in passato, spesso con risultati contraddittori, abbiamo speso tante risorse, sappiamo che la Sardegna è arrivata a spendere in questi anni otto volte la media italiana pro capite per ogni cittadino sardo, 289 euro pro capite contro 66 per il resto d'Italia, con risultati che non hanno cambiato il motore del nostro sviluppo.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue PORCU.) Quindi credo che dovremmo anche discutere di come faremo questi programmi, di quali sistemi di valutazione ci doteremo, come monitoreremo i risultati di quanto abbiamo fatto e di quanto ancora andremo a fare, perché quelli del lavoro sono temi complessi, non c'è un modello che vale per tutti e dobbiamo essere molto onesti fra di noi prima di sventolare bandiere, di dire che più risorse, uguale più lavorano; dovremo essere molto onesti e dire che questo non è avvenuto in passato, non sono mai mancate le risorse per le politiche del lavoro in Sardegna, e neanche per le politiche dell'impresa, eppure questo non è stato sufficiente per cambiare il motore del sistema economico della Sardegna. Per questo credo che un aspetto dell'emendamento sostitutivo sia importante, ed è quello che ci richiama all'impegno di indire, entro il mese di marzo, la Conferenza regionale per l'occupazione e io credo che sia importante questo impegno, perché ci aspetta un nuovo ciclo di programmazione dei fondi europei e credo che sia fondamentale programmare bene quelle risorse che sono destinate alla valorizzazione del capitale umano, alla coesione sociale, per far sì che nelle prossime programmazioni, magari anche facendo tesoro delle esperienze passate, si possa veramente incidere sul modello di sviluppo della Sardegna, e quindi credo che sia arrivato il momento di assumerci in pieno questa responsabilità, cercando magari di pensare non solo a chi il lavoro ce l'ha già, ma soprattutto ai più giovani, alle donne, a chi ha perso le speranze, a chi vuole investire nel proprio futuro. Lo dovremmo fare, credo, senza agitare bandiere, senza promettere cose che non siamo in grado di promettere, ma con programmi seri, monitorabili e valutabili.
PRESIDENTE. Grazie.
E' iscritto a parlare il consigliere Marracini. Non è in Aula, quindi decade.
E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Fondo speciale per l'occupazione, risorse per interventi di contrasto alla povertà e alla diffusa erosione del reddito, di stipendi e salari dei lavoratori deboli (cassintegrati, precari, part-time, a tempo determinato), creazione di un sistema regionale di ammortizzatori sociali integrativo di quello statale. Ecco, io ho riportato testualmente alcune delle questioni che le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL della Sardegna hanno messo in evidenza sottoponendole prima l'attenzione della Giunta regionale e poi, nel corso dei lavori in Commissione prima e del dibattito in Aula, all'attenzione delle forze politiche di maggioranza e di opposizione. E sono questioni che logicamente non si sono inventate oggi, ma che tengono, perché le organizzazioni sindacali, come le categorie produttive, hanno più di chiunque altro il polso della situazione, conoscono bene e sanno leggere anche bene i dati come quelli ultimi pubblicati dall'ISTAT e dall'INPS, che pongono in evidenza alcune criticità del mercato del lavoro regionale. Si mette in evidenza innanzitutto un dato, lo fa nella sua relazione il segretario regionale della CISL, ma riporta dati che sono in questo senso condivisi da documenti anche della stessa organizzazione sindacale della CGIL e della UIL, per quanto mi è stato dato atto di vedere.
Intanto mettono in evidenza un dato e bisogna anche dire quando ci sono dati positivi, sia pure lievi, e cioè che il tasso di disoccupazione regionale è in calo. E' sì in calo, però - aggiungono - una parte consistente dei disoccupati è transitato non verso l'occupazione, ma nella non forza lavoro, alimentando quella fascia di popolazione cosiddetta scoraggiata che non cerca lavoro attivamente come, appunto, viene normalmente richiesto. L'ultima rilevazione ISTAT dice, per esempio, che oltre ai 59.000 disoccupati certificati vi sono oltre 106.000 persone in Sardegna che sarebbero comunque disponibili a lavorare.
Il tasso di attività, peraltro, confermerebbe, sempre nell'analisi delle organizzazioni sindacali, tale lettura perché questo dato, che è attualmente al minimo storico degli ultimi tre anni e mezzo, cioè al 58,2 percento, ci dà anche l'ulteriore metro indicatore del numero degli occupati che sì è in crescita, ma in quest'aggregato si evidenzia crescono le occasioni di lavoro stagionali e il lavoro precario, cioè quel lavoro che fa lievitare il valore assoluto ma, voi capite bene, peggiorano, in questo caso, gli aspetti della qualità del lavoro e anche del reddito. Da ultimo la conferma proprio di un problema dei redditi delle famiglie sarde che l'ultima analisi ISTAT mette in evidenza è data, quella sulla povertà relativa aumentata in Sardegna nell'ultimo anno rilevato di un punto percentuale, cioè dal 15,9 per cento al 16,9 per cento.
Ho voluto richiamare questi dati perché, vedete, le organizzazioni sindacali proprio sugli emendamenti predisposti dalla Giunta regionale, e vorrei capire poi se il giudizio coinvolga anche il cosiddetto emendamento di sintesi, ci dicono: "Non recepiscono le richieste dei sindacati in fatto di politiche per lavoro, di contrasto al precariato e di sostegno ai redditi bassi". Ecco, io la riflessione che sottopongo all'esame dell'Aula è se effettivamente, in quest'emendamento di sintesi si è fatto lo sforzo massimo per dare risposta non ad un problema qualunque, se si è fatto lo sforzo massimo per dare, anche con gli strumenti della straordinarietà, un avvio di soluzione a quei problemi che, appunto, debbono rappresentare una reale svolta nelle politiche dell'occupazione e del lavoro.
Allora, io dico subito che quest'emendamento per la verità cancella la fase vergognosa con cui questa materia era stata introdotta nel passaggio da viale Trento a via Roma, perché bisogna dare atto, e non abbiamo nessuna difficoltà, ad un'azione politica di una componente della maggioranza, quale è Sinistra Arcobaleno, che su questo tema ha posto veramente tutta la sua influenza e anche tutta la sua capacità di rappresentare la drammaticità di un problema e di suscitare quantomeno una sorta di risposta da parte della Giunta regionale. E di questo, perché è un fatto politico rilevante, bisogna dare atto, perché senza un'azione forte di una parte politica, rimanendo assolutamente inascoltata la nostra, che pure abbiamo cercato di far sentire con proposte concrete che poi richiamerò, è sicuramente un merito, quello di aver cancellato il nulla, perché il nulla c'era, e di aver quantomeno scritto qualcosa che a mio avviso non rappresenta la soluzione, ma ho visto anche negli interventi, per la verità, di chi mi ha preceduto anche di quella componente politica che si riconosce. Badate, qui non c'è la soluzione al problema, c'è un tentativo e io questo positivamente riconosco, apprezzo e, pur non condividendo l'intero impianto di quest'emendamento di sintesi, infatti alcune parti, quelle che risolvono il problema del personale della "42", quello che dà risposta alle esigenze dei lavoratori colpiti dai licenziamenti o sospesi dal lavoro, non possono non essere valutati positivamente. Però diciamoci anche un'altra verità. Questo emendamento, a parte alcune questioni sul piano tecnico che però sono anche di sostanza, che io mi permetto di sottoporre all'attenzione anche della Giunta, perché sono certo che se l'hanno scritto funzionari dell'Assessorato della programmazione sono io in torto conoscendo la loro capacità, la loro bravura e la loro professionalità, però, vedete, ha detto bene l'onorevole Cugini, che si fanno i conti con le disponibilità finanziarie che si hanno. E qui emerge la prima verità, che in realtà se io vado a leggere la copertura finanziaria le somme che effettivamente vengono movimentate in aumento sono 7 milioni di euro. Questi sono. Il resto è tutto un travaso di somme e un aggiustamento di bilancio da un capitolo all'altro. C'è un aspetto, prima che finisca il tempo a mia disposizione, che vorrei sottoporre all'attenzione anche del Presidente, che a mio avviso c'è un aspetto di assoluta non conformità alla legge, diciamo, contenuta in quest'emendamento. Mi riferisco, dopo la lettera h), a un eccesso di delega che si configura, badate, qui il Consiglio sta delegando l'Assessore al bilancio ad apportare le conseguenti variazioni di bilancio! Attenzione, questo è compito del Consiglio regionale, non di un Assessore! Stiamo attenti a quello che facciamo, perché qui si configura un eccesso di delega. Non la prenda così assessore Secci, la questione, che non è una questione di poco conto, io, se mi consente, penso che su queste questioni il Consiglio...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pittalis.
PITTALIS (Gruppo Misto). No, c'è un'altra questione di carattere tecnico, la sottopongo perché non intervengo sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Velocemente, onorevole Pittalis.
PITTALIS (Gruppo Misto). Sulla copertura finanziaria, io voglio richiamare un altro aspetto perché ritengo che chi ha lavorato su quest'emendamento l'abbia fatto seriamente, però sono messe nel contenuto sostanziale, per esempio, alla lettera c), è indicata l'annualità 2012 e io non vedo né in aumento, né in diminuzione, la copertura finanziaria per l'annualità 2012...
PRESIDENTE. Grazie, onorevole, avrà eventualmente modo anche in dichiarazione di voto di segnalare...
E' iscritto a parlare il consigliere Silvio Lai. Ne ha facoltà.
LAI SILVIO (P.D.). Grazie, Presidente. Io penso che l'apprezzamento per il maxiemendamento, cioè l'articolo 6 sostitutivo, frutto della sintesi della maggioranza, ma in forza di un forte interesse da parte di numerosi soggetti, l'apprezzamento da parte delle forze sociali non può passare inosservato. Penso che sarebbe sbagliato da parte di tutti, penso che sarebbe ingeneroso nei confronti di chi ha lavorato intorno alla sottolineatura di questo tema, così come di chi ha fatto ogni sforzo dalla parte della Giunta per arrivare a questo risultato apprezzato, ripeto, dalle forze sociali stamattina. Penso che ci sia dentro una risposta immediata ai problemi di molte famiglie, come ha detto il collega Uras, penso che ci sia dentro anche un avvio di progettualità sulla quale c'è da lavorare. Si danno molte risposte a numerosi temi che hanno delle emergenze che sono delle emergenze vere, condivise, richiamate, sono quelle per i quali il collega Capelli ha detto: "Si dovrebbe votare per parti", non condividendo l'impostazione di altri commi dell'articolo 6. Quello che è positivo, evidente e davanti, in qualche modo, al dibattito di questo pomeriggio, quello che sono progettualità da sviluppare sono i temi dei quali provare ad avviare un confronto dentro questo Consiglio e sono progettualità che vanno valutate all'interno di un contesto come quello che questa maggioranza ha portato avanti in questi anni che è quello di un investimento forte verso il capitale umano. Perché io penso che siamo tutti consapevoli che quando si parla di politiche per il lavoro si parla da una parte di politiche verso chi il lavoro lo può costruire, che sono le imprese o le forme di autoimpiego, e che richiedono un forte intervento in politiche generali per lo sviluppo, infrastrutture, infrastrutture materiali, infrastrutture immateriali, partnership delle Istituzioni sotto il profilo del servizio, di servizi reali. Poi ci sono le politiche che invece servono per chi rimane indietro, e sono le politiche per l'assistenza e poi ci sono in mezzo quelle che si chiamano politiche attive del lavoro, che sono quelle che servono perché, di fronte al mercato del lavoro, non tutti siamo uguali: sono diverse le donne rispetto agli uomini, è diverso chi abita in una città da chi non ci abita e in questi anni si è crescentemente sviluppata la conferma, all'interno degli stessi parametri sociali, degli stessi livelli sociali, delle persone, chi è operaio e ha un figlio tendenzialmente avrà un figlio che farà l'operaio, manca la mobilità. Allora, le politiche attive del lavoro servono soprattutto per queste cose, per colmare le differenze di fronte a un mercato durissimo che è ancora più duro quando si tratta di un mercato che sta in una regione che ha un ritardo importante sotto il profilo delle infrastrutture, materiali e immateriali, dentro un contesto economico di recessione, di recessione. Allora, la confessione e la venia del collega Porcu: "Il futuro e il presente non sono rosei" è corretta, perché è bene che noi sappiamo che ci troviamo dentro un contesto nel quale la recessione non dipende da noi, le infrastrutture hanno bisogno di tempo perché si sviluppino, con l'assistenza non si risolve tutto. Il rapporto excelsior che tutti quanti abbiamo nelle nostre mani, quello sulla Provincia di Cagliari, dice che c'è staticità del sistema delle imprese e dell'occupazione della Provincia di Cagliari che peraltro, più della Gallura, ma insieme alla Gallura, è il motore della Sardegna. Allora, dentro questo contesto è evidente che la strategia della Giunta, di qualunque Governo, non può che essere una strategia generale per lo sviluppo, per lo sviluppo delle infrastrutture, materiali e immateriali, poi da destra si può fare in un modo, da sinistra, con più attenzione, si può fare in un altro modo, ma di fatto quello è, quello è! Così come è normale che da sinistra si è giunti a creare, perlomeno nell'emergenza lavoro, aiutando chi ha più difficoltà e chi ha meno speranza di essere stabilizzato nelle condizioni in cui si è generato il precariato, ma non stiamo dando risposte strutturali sotto questo aspetto. Io lo dico perché l'ho scritto anche, abbiamo bisogno di fare un salto di qualità sotto il profilo delle politiche, non lo dice soltanto un consigliere regionale tra gli altri o due tra gli altri, lo dicono autorevoli economisti, autorevoli studiosi. Serve che facciamo un passo in avanti sotto questo profilo e c'è un passo in avanti da fare sia sulle politiche per le infrastrutture materiali e immateriali, sia per le politiche che servono a lottare nei confronti del mercato del lavoro contro la disuguaglianza delle persone, contro la disuguaglianza. Perché, lo dico al collega Uras con grande affetto, perché so quanto lui crede, quanta passione ci mette in quello che fa, quanto sia possibile che le risorse che noi mettiamo in grandi dimensioni non si traducano nel mantenimento di quelle disuguaglianze, perché se non si colmano gli strumenti di accesso al mercato del lavoro, di accesso alle potenzialità del lavoro, il rischio è che i soldi dati in un sistema che si trasforma, comunque lo si faccia, tramite i Comuni, tramite altri soggetti centralizzati, si trasforma comunque in una distribuzione a pioggia che premia comunque, o rischia di premiare i più forti nell'accesso al mercato del lavoro. Noi non colmiamo ancora le differenze che ci sono negli strumenti di accesso e in questa legislatura abbiamo fatto dei passi avanti in questa direzione, ma che dentro questo maxiemendamento trovano un avvio di progettualità, come ho detto all'inizio, penso alla legge numero 20, ma che richiedono ancora altri sforzi che devono diventare un elemento di responsabilità comune nel centrosinistra, nella felice coesione tra il Partito Democratico e la Sinistra Arcobaleno, pur nelle distinzioni di funzioni e di progetto politico nella società. Io penso che queste difficoltà richiedono degli interventi strutturali sul modello con cui le Istituzioni aiutano le persone a entrare nel mondo del lavoro, perché c'è ancora richiesta, ma c'è un'offerta di lavoro a cui corrisponde spesso una domanda generica e inadeguata, figlia più delle graduatorie degli Uffici provinciali del lavoro, piuttosto di quello che sarebbe necessario, cioè percorsi personalizzati, una capacità di animare il mercato del lavoro che passa attraverso una vera applicazione della legge numero 20, applicata peraltro in Sardegna con molto ritardo perché è l'applicazione di una legge del 2001 che noi abbiamo finalmente messo in campo come strumento vero e occorre sotto questo aspetto uscire dal rischio di occasionalità. Io non dico che non bisogna fare come abbiamo messo nel maxiemendamento che io voterò e sosterrò e sono convinto che è uno strumento che è assolutamente indispensabile, ma abbiamo la necessità, ed è questo il punto importante della conferenza sul lavoro, di fare il salto che ci consenta di uscire solo dalla dimensione quantitativa senza valutare quelli che sono gli effetti, senza valutare quelli che sono gli effetti soprattutto sulle persone più fragili di fronte al mercato del lavoro. Allora, sotto questo aspetto, sotto la necessità di uscire dalla occasionalità dell'accompagnamento delle persone di fronte al mercato del lavoro va inserito il tema della formazione professionale. Io sono convinto che abbiamo fatto bene in questi anni a modificare l'assetto della formazione professionale, abbiamo fatto bene a superare quello che era uno strumento di garanzia dentro un contesto che era un contesto di solo vincolo, di mercato protetto di fronte a un cambiamento che c'era. Ma anche lì di fronte alla chiusura di un sistema, non abbiamo davanti una visione di quello che dobbiamo in qualche modo ancora adesso costruire e il problema non è del sistema della formazione professionale, quanto dei cittadini che hanno titolo e diritto di avere e di essere accompagnati verso un mestiere. Lo faccio solo con un esempio: chiude la scuola edile in Sardegna, che forma i carpentieri e i tecnici della costruzione? Sono mestieri che servono, che sono indispensabili, sono mestieri che servono quando hai 16 anni, come mestieri che servono quando si...
PRESIDENTE. Concluda.
LAI SILVIO (P.D.). Chi forma le persone quando hanno solo un titolo e quel lavoro lo perdono che hanno trentacinque o quarant'anni? Allora, chiudo davvero, noi abbiamo la necessità di aiutare quelli che stanno più indietro nell'accesso al mercato del lavoro e sono le persone che poi aiutiamo in una maniera che li rende però dipendenti se noi proseguiamo non con un meccanismo dinamico del diritto, ma con un meccanismo solo legislativo e solo correttivo alla fine, come quando noi rispondiamo, come quando noi rispondiamo agli eventi climatici, alle grandi distruzioni climatiche, alla fine piuttosto che lavorare per prevederle. Allora, concludo davvero, Presidente chiedo scusa, solo dieci secondi, io sono convinto che oggi possiamo tracciare una strada per dare una risposta al diritto richiesto dei cittadini, è giusto che quando si ha sedici anni si faccia la formazione pubblica integrata con la scuola, la si faccia nei centri di formazione regionale, si dia un lavoro a quelli della "42" che entrano nei centri di formazione professionale pubblica, si faccia però un sistema efficiente, quello dei poli tecnici professionali per esempio, del Ministro alla pubblica istruzione, seguendo anche il modello di Athalie in Francia, venti poli di eccellenza per la formazione tecnico professionale dopo i diciott'anni per gli adulti, per la formazione lungo l'arco della vita che consenta di dare una risposta vera al diritto di essere formati e di avere un'occasione dignitosa di lavoro tutta la vita e non obbligata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Il primo rappresentante di "Sinistra arcobaleno" o "arcobaleno" o di "Sinistra Democratica" intervenendo in quest'Aula stasera, ha dichiarato: "lavoro, precarietà, povertà, formazione professionale, difesa delle aree più deboli, sono i principi su cui dobbiamo lavorare in quest'Aula". I principi che hanno ispirato l'onorevole Pisu a candidarsi e a rendersi disponibile a favore della società dei deboli. "La sinistra è la rappresentanza delle classi popolari" afferma l'onorevole Pisu. Bene, questi principi sono anche i miei, onorevole Pisu. Allora lavoriamo assieme, a difesa del lavoro, della formazione professionale, perché precari non ce ne siano più. Lei ha detto che questi erano anche gli elementi fondanti del programma "Sardegna Insieme" e che è anche un programma da onorare e portare avanti, bene, questo lo state ripetendo da quattro anni perché in ogni finanziaria voi della sinistra bloccate i lavori di questo Consiglio fin quando non raggiungete l'obiettivo. Non vorrei perdere molto tempo, però vorrei ricordare a quest'Aula che la finanziaria è entrata a fine novembre in Commissione bilancio e che per l'assenza dei rappresentanti di "Sinistra Democratica", qualche volta i lavori non sono andati avanti fin quando non si sarebbe raggiunto quel famoso accordo che doveva dare risposta al mondo del lavoro. Ebbene, onorevole Uras, lei ha affermato che questa Regione è una Regione tartaruga, è una Regione lumaca nella spendita dei soldi. Bene, cominciate a fare un esame di coscienza perché ai colleghi vorrei leggere l'articolo 35 della finanziaria del 2007: "Interventi finalizzati all'occupazione, alle politiche attive per il lavoro e di contrasto alla povertà". Che poi nel maxiemendamento sparisce la povertà. Probabilmente non ci sono più poveri in Sardegna. Recitava l'articolo 35 della finanziaria del 2007, la "2" del 2007. "La Regione nelle more della piena attuazione delle politiche di sviluppo promosse al fine di accelerare il processo di crescita dell'occupazione e contrastare fenomeni di disagio sociale che ancora permangono, predispone con il coinvolgimento attivo del sistema delle autonomie locali e delle forze sociali, entro 60 giorni dalla sua entrata in vigore", quindi dall'entrata in vigore della legge numero 2, "un programma di interventi finalizzati all'occupazione stabile e al superamento della precarietà del lavoro. Bene, colleghi di "Sinistra arcobaleno", è trascorso un anno dalla finanziaria del 2007, per questo articolo questo Consiglio aveva approvato uno stanziamento di 151 milioni di euro, 300 miliardi delle vecchie lire. A oggi nonostante l'impegno di presentare il programma entro 60 giorni di queste somme, dei 152 milioni di euro così ripartiti, 85 milioni e 900 per interventi di inserimento lavorativo di inoccupati e disoccupati e autoimpiego, 30 milioni di euro, interventi a favore dei soggetti svantaggiati così come definiti dalla relativa disposizione comunitaria, 20 milioni 084 mila euro, interventi di stabilizzazione e di reimpiego a favore dei lavoratori socialmente utili, di quelli espulsi dal sistema produttivo, collocati in cassa integrazione o in mobilità. 14 milioni 760 mila euro, interventi a sostegno delle donne lavoratrici. Ebbene, di tutti questi interventi, alla data odierna non è stata spesa una lira e oggi vi vantate anche aumentando il tono di voce da parte del Capogruppo della Rifondazione Comunista, dicendo che voi volete dare il pane, la busta paga a 4000 famiglie. Ma con quale coraggio fate queste affermazioni? Dove andranno a finire i lavoratori della "42"? Dove andranno a finire i lavoratori della Mineraria Silius? Dove andranno a finire i lavoratori dell'industria? Dove andranno a finire i lavoratori della formazione? Dove andranno a finire i lavoratori dei consorzi di bonifica, che voi avete chiamato qui per essere qui davanti al Consiglio oggi, per manifestare, così avevate più forza per poter portare avanti le vostre aspettative. Ma leggo una lettera, siccome qualcuno ha accennato alla mineraria Silius, e siccome mi dispiace quando toccano il mio territorio che sono abituato a difendere, leggo in aula una lettera di Renato Soru perché ancora non era Presidente, non aveva ancora giurato, il 17 giugno 2004, la mineraria Silius rappresenta una realtà industriale e occupazionale tra le più importanti del territorio del Sarrabus Gerrei e dell'intera Isola, sarà cura della nuova amministrazione regionale, nei tempi più rapidi possibili, approfondire tale vicenda e concorrere alla soluzione dei problemi che si prospettano. Con scelte operative e gestionali ed economiche efficaci e trasparenti. Dal giugno 2004 ad oggi sono trascorsi quasi quattro anni e non sappiamo ancora che fine farà la mineraria Silius per la quale la Giunta del centrodestra aveva stanziato ben 36 miliardi delle vecchie lire per non perdere un solo posto di lavoro e lei onorevoli Uras fraterno amico dell'amico Cogodi sa bene quanto a Cogodi fosse cara quella zona e quanto fosse cara quella disposizione in legge finanziaria di concedere 36 miliardi di lire, però sul tema siete zitti! Siete zitti anche a seguito dell'incontro del 21 dicembre 2007 al quale avete partecipato voi di Rifondazione comunista, in cui l'assessore Rau dichiara senza mezzi termini che la miniera doveva essere chiusa, tale posizione è stata ribadita da Concetta Rau anche il 4 febbraio 2008 ebbene voi continuate ad imbrogliare i lavoratori facendoli venire sotto il palazzo a manifestare, in difesa del posto del lavoro, allora abbiate il coraggio di dire quali sono i lavoratori che volete difendere, quali sono, a quale categoria appartengono. Io ho sentito dire in quest'Aula non che bisogna creare posti di lavoro, che bisogna diminuirli ancora! E' troppo recente la dichiarazione del Presidente Soru che si vantava in quest'aula di aver ridotto l'organico della Regione di più di 1000 unità e oggi venite voi in quest'aula a dire: dobbiamo investire non so quanti milioni di euro, per creare occupazione per la formazione e per gli inoccupati, non deve sfuggire a quest'Aula che con tutte le leggi richiamate e l'emendamento di sintesi che proponete c'è la rivisitazione della legge finanziaria del 2005, della finanziaria del 2006, della finanziaria del 2007. Tutti i residui presenti in questo bilancio che voi non siete stati in grado di spendere! Qualcuno dice perché ti rivolge a noi? Mi a voi perché l'Assessore al lavoro incapace di spendere quello che avevamo messo a disposizione è vostro! Avete avuto il coraggio di sostituirlo, probabilmente proprio per l'incapacità della spendita dei fondi, però non date la colpa al centrodestra non date la colpa al centrodestra…
PRESIDENTE. Concluda.
CAPPAI (U.D.C.). Vuole che chiuda? Chiudo Presidente, mi ero preparato un intervento però non l'ho letto e quindi continuando ad andare a braccio solo per fare mie alcune richieste che sono state fatte in quest'Aula Presidente.
Noi per ogni articolo rinviamo chissà a quando degli emendamenti, li sospendiamo, io ho perso, non riesco più a capire quali siano gli emendamenti che abbiamo spostato da un articolo all'altro, quindi faccio mie le considerazioni del Capogruppo Capelli, vorrei sapere se gli emendamenti all'articolo 3, se fosse votato l'emendamento numero 974, restano ancora in piedi oppure se decadono. Faccio pure mia la richiesta del collega Pittalis, sarebbe opportuno dopo un mese che siamo in quest'Aula vedere il Presidente della Regione almeno per un minuto seduto in quella sedia in considerazione del fatto che non si è ancora presentato ma soprattutto per rispondere anche della vicenda di Tuvixeddu.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cappai, ricordo ai colleghi che hanno 10 minuti a disposizione non 10 più le conseguenze, la regola vale ovviamente per tutti.
E' iscritto a parlare il consigliere Davoli. Ne ha facoltà.
DAVOLI (R.C.). Grazie Presidente, penso di non utilizzare i 10 minuti, intanto dico che io voterò a favore dell'emendamento di sintesi presentato. Le cose che ha detto il mio Capogruppo Luciano Uras che ha descritto in maniera semplice, ma altrettanto chiara l'emendamento, riepilogando i contenuti al punto dalla proposta non credo che sia necessario ripeterli qui.
Durante qualche intervento, mi pare che fosse proprio l'onorevole Floris, l'articolo 6 è stato definito quasi come il cuore di questa finanziaria. Io concordo con questa aggettivazione, senza alcun trionfalismo però, anche perché la sinistra, composta da Rifondazione comunista, dal P.D. e dallo S.D.I. non ha compiuto finalmente l'assalto al cielo, non ha fatto la rivoluzione con questo emendamento, non siamo così ingenui e così superficiali, ci vorrebbe ben altro, però è il caso di dire e mi pare che anche il dibattito di questo pomeriggio stia a dimostrarlo, la serietà, la pacatezza e la tranquillità con cui sono stati fatti gli interventi, occorre dire che c'è stata indubbiamente da parte nostra ma da parte di questo Consiglio nonostante dica qualche giornalista sulla serietà di questo Consiglio, c'è stata serietà, senso di responsabilità, ma anche determinazione e convinzione, si è lavorato tutti insieme, queste è la mia sintesi degli interventi, scusate se sono così arrogante, ma consapevoli che le nostre ragioni, le ragioni di questa parte politica, non solo erano giuste e anche motivate ma hanno seguito, permettetemi di dirlo, anche il buon senso, il senso comune, senza ricercare impossibili avventure. Siamo rimasti con i piedi per terra.
Dalla discussione generale di tutto questo Consiglio si è riusciti con fatica ma finalmente si è riusciti a raggiungere una sintesi, non è stato facile il percorso, il percorso ha avuto intralci, ostacoli, interventi mediatici di un certo tipo, però si è riusciti a fare questo. Vedete, qualche intervento letto qualche giorno fa di qualcuno vicino anche politicamente a questa coalizione di cui noi facciamo parte ci ha accusato in maniera esplicita di fare propaganda di avere come unico obiettivo quello di fissare qualche bandiera per avere un po' di visibilità. E' stato detto con chiarezza, bene, ma se a risolvere i problemi reali, materiali, di qualche migliaio di persone, non so quantificare quante persone verranno interessate da questo emendamento e questa proposta della Giunta, ma se dovessimo risolvere questi problemi di queste persone devastate e marginalizzate da una lunga crisi economica, industriale, di sviluppo eccetera… se questo significa fare propaganda, bene istintivamente accetto ben volentieri questa accusa, sarebbe molto onorevole, ma sappiamo tutti e tutti voi sapete che così non è. Vedete io provengo da una provincia, la provincia di Nuoro, che da qualche decennio vide una situazione da questo punto di vista davvero tragica, drammatica, e vedere, assistere alle continue manifestazioni e i continui pellegrinaggi di decine e decine di lavoratori, espulsi dal processo produttivo e di conseguenza poi a catena tanti altri, quelli che lavorano nell'indotto, e tanti altri ancora. Beh, guardate non è una cosa così bella da vedere, eppure la dignità di questi lavoratori, la dignità dei loro comportamenti, del loro modo di fare, della loro protesta politica non può assolutamente non trovare ascolto in quest'aula. Non può assolutamente non trovare una qualche risposta, non la rivoluzione, una qualche risposta. Credo che questo emendamento stia dando un segnale, d'altronde queste proposte hanno avuto il sostegno del sindacato, ha avuto il sostegno di una parte del mondo della Chiesa, della Pastorale del lavoro, ha avuto il sostegno di decine e decine di cittadini; non risolve nella maniera più assoluta i problemi del lavoro, non è la panacea come qualcuno stava dicendo di tutti i mali. Ma simbolicamente è una cosa importante, il fatto che questo Consiglio risolva problemi per qualche migliaio di persone ti dà l'idea che si sta andando nella direzione giusta, ti dà l'idea che la speranza non è perduta e che qualcuno, onorevole La Spisa, può anche averlo un futuro diverso in quest'isola.
La tensione sociale in questo periodo è in aumento, questo provvedimento secondo me arriva proprio a caso può permettere un segnale diverso; altrimenti questi nostri paesi, e mi riferisco ai paesi del centro Sardegna, ai paesi dell'interno, delle zone interne come usa dire solitamente l'onorevole Pisu. Altrimenti questi paesi e questi luoghi che fino a qualche anno fa erano luoghi materiali di vita vissuta rischiano, credetemi rischiano, ci sono già segnali molto forti, di diventare non luoghi. Non luoghi dove la gente non vive, non luoghi dove praticamente la vita quotidiana diventa semplicemente una vita che deve continuare aspettando la morte, anche la morte sociale. Io credo che questo provvedimento che noi abbiamo votato, contribuito insieme alla Giunta e, con la discussione di stasera, insieme a tutto il Consiglio sia una risposta molto seria, molto giusta e molto interessante.
Finisco facendo una riflessione autocritica, sul discorso della formazione professionale, non mi dilungo sull'ipotesi di formazione professionale, sappiamo tutti quali sono le posizioni espresse tante volte in quest'Aula e quindi non mi dilungo su questo. Ma se c'è una cosa da dire è che il percorso di legge sull'istruzione nella formazione professionale, da parte della Commissione di cui io faccio parte, ha ritardi inaccettabili. Non è pensabile che questa Commissione non riesca a costruire un percorso diverso, non dico accelerato, ma un percorso continuo, costante dove i problemi si affrontino e dove le posizioni si confrontino. Ci sono tre disegni di legge, noi abbiamo il dovere di prendere un impegno politico perché questa Commissione esiti subito questa legge sull'istruzione e la formazione professionale. Altrimenti, i provvedimenti presi, con questo emendamento, rischiano sì di risolvere parzialmente e temporaneamente un problema ma, come diceva Silvio Lai prima, il futuro di un'ipotesi di formazione professionale seria, decente, qualificata che sia collegata ai nuovi modelli di sviluppo di questa società rischia appunto di rimanere ferma e rischiamo di fare un buco nell'acqua. Questa è un'autocritica che noi consapevolmente ci facciamo e ci dobbiamo assumere l'impegno, insieme all'opposizione, una volta finita la finanziaria, di riprendere i lavori e di porci una scadenza precisa per terminare questo disegno di legge. Allora, avremmo fatto sicuramente un lavoro più interessante, più giusto e, diciamo così anche dal punto di vista personale, più soddisfacente. Ripeto, voterò a favore dell'emendamento di sintesi. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io non voglio scomodare la Sibilla dell'onorevole Balia che correggeva con le virgole la propria profezia, voglio invece ricordare ciò che mi diceva mio nonno: quando le nuvole rosso cupo si affacciano all'orizzonte a nord - indicava proprio il Nord - è in arrivo un grosso temporale. Qui nubi minacciose rosso cupo si sono levate in quest'Aula, proprio da nord, però niente di tutto questo non è accaduto, nessun temporale c'è stato, appena una leggera pioggerellina potremmo dire. Noi consiglieri dell'opposizione abbiamo assistito da spettatori a questo confronto che sembrava molto acceso sull'articolo 6 della finanziaria; abbiamo visto in televisione entrare le varie delegazioni, entravano abbastanza sorridenti e uscivano invece col volto molto scuro e questo ci preoccupava, anzi ci faceva credere che addirittura la Giunta sarebbe caduta proprio per l'articolo 6. Niente di tutto questo. Qui oggi, così come dice l'onorevole Uras, non abbiamo risolto i problemi del lavoro in Sardegna e però è già qualche passo avanti, lui dice, non facciamo filosofia, niente filosofia. Allora, il fatto che l'invito a non far filosofia sia ovviamente da accogliere vediamo i numeri, i numeri davvero ci fanno vedere un articolo 6 rinnovato nella sua presentazione che appena pone 26 milioni di euro in più, perché tanti sono quelli che determinano gli incrementi delle UPB del 2008 a decremento abbiamo 7 milioni, sempre nell'UPB di spesa, sempre per il 2008. Quindi, davvero poche risorse, davvero pochissimo rispetto a tutte quelle attese di cui tanto si parla. Abbiamo un insieme di risorse che già erano presenti, che sono costituite ovviamente dai residui, che sono costituite dai fondi comunitari. Allora, mi pare che molti degli interventi che si sono avuti qui in Aula, soprattutto dei consiglieri di maggioranza, siano più rivolti a una auto-assoluzione delle proprie conoscenze e quindi, tra l'altro una auto-assoluzione senza alcuna prescrizione di pentimento, come invece dovrebbe essere nelle regole. Quindi, diciamo e facciamo nostro proprio il fatto che ancora sussista il grande problema, il problema dei disoccupati della Sardegna che, al di là della possibilità concreta che l'articolo 6 risolva alcune emergenze, per le quali è positivo naturalmente che vengano risolte, rimane fuori tutto il sistema occupazionale, rimane fuori tutto il sistema naturalmente dei disoccupati, che non potranno fruire assolutamente di niente. E noi questo diciamo: l'insufficienza dell'articolo 6. Quindi, non un articolo che possa parlare di lavoro ma che parla di alcune emergenze lavorative, e quando qualcuno accenna al problema della formazione professionale, e noi riteniamo utile che il problema dell'albo della "42" lo si risolva in quella direzione che è stata prospettata dall'articolo 6, noi diciamo però che non si affronta per niente l'altro grande dramma che è quello della "47" e quindi non solo però dei formatori, ma di chi doveva essere formato, che ancora una volta non potrà trovare assolutamente soluzione ai propri problemi. Anche noi crediamo in una formazione diversa, anche noi riteniamo che possa essere giusto rivedere il diritto di istruzione, come qualche intervento accennava. Però è impensabile, così come diceva che l'onorevole Lai, che oggi un ragazzo che vuole conseguire la qualifica di carpentiere non lo possa fare. Il sistema formativo naturalmente deve essere revisionato, ma vi deve essere anche pari dignità nell'accedere a tutta la formazione professionale. A tutti i livelli. Voi potete constatare è qui l'Assessore al lavoro, che si è allontanato, potrà testimoniare quante domande sono pervenute soltanto per l'ultimo bando fatto dai centri di formazione professionale regionali, relative alla formazione di primo grado, di primo livello. Un eccesso di domande e questo significa che vi è grande bisogno di formazione e noi non sappiamo dare risposte. Io chiedo all'onorevole Uras che qualche giorno fa diceva in quest'aula: non dimenticherò mai il volto di quella donna che ha due figli e che non troverà occupazione e che lavorava nel sistema della formazione. Se quel volto non lo dimentica bisogna fare qualcosa in più, perché non abbiamo risolto nessun tipo di problema per gli occhi di quella donna, e quindi, chiaramente, bisognerà rivedere l'intero problema. Noi crediamo che le misure contenute nell'articolo 6 siano del tutto insufficienti: occorre fare molto di più, ben di più di 23 o 26 milioni di euro che sono stati messi in capo in fondo all'articolo 6. La legge 36, richiamata dall'onorevole Balia in modo molto appropriato, credo che costituisca un riferimento importante per quelle che sono le politiche attive del lavoro; una legge che ha funzionato, che consentiva l'inserimento lavorativo, che agevolava l'inserimento lavorativo. Ma tutte le leggi attive del lavoro qui sono rimaste inutilizzate: non abbiamo messo soldi dentro la legge sull'apprendistato, che è una legge che funziona e che inserisce i giovani, non abbiamo messo soldi dentro la legge relativa all'artigianato, e quindi, ancora una volta, non sappiamo quali siano le vere e concrete misure che consentono di accrescere l'occupazione qui in Sardegna. Stiamo risolvendo delle emergenze, certo, è qualche passo, lo riconosciamo, ma non stiamo facendo niente per rispondere alle attese dei tanti giovani che dall'articolo 6 attendono risposte. Poi qualcuno dice "ma faremo un convegno regionale sull'occupazione", e grazie a Dio, il convegno regionale sull'occupazione è scritto nella legge 20 che si dovrà fare, se state pensando di farlo nel 2008, lo state facendo con un ritardo di tre anni rispetto a ciò che era scritto nella legge 20, perché quel convegno, quella conferenza del lavoro aveva una urgenza assoluta, si doveva fare in maniera immediata perché l'urgenza era già relativa al 2005, anno in cui è nata la legge 20.
Noi siamo disarmati rispetto a questa emergenza e assistiamo quasi impossibilitati a dare un contributo, come consiglieri dell'opposizione, ad una politica che sia seria e attiva verso la direzione dei disoccupati: che cosa potrò dire io ai disoccupati del mio comune quando tornerò e dirò "mi sono astenuto nell'approvare l'articolo 6", che cosa potrò dire? Quali sono le novità, qual è quella speranza qui richiamata che dall'articolo 6 nasce in favore dei disoccupati? Io questa speranza non la leggo, non la vedo, non c'è nessuna novità! Utilizzare i fondi POR dell'Asse 3 non è nessuna novità, sono già inseriti nella programmazione europea 2007-2013, dov'è la novità? Abbiamo unificato l'Asse 1, l'Asse 2, l'Asse 3 e l'Asse 4, e portati tutti dentro il fondo unico per l'occupazione, ma dov'è la novità?
E poi mi nasce qualche dubbio sulla possibilità concreta che i fondi del Fondo sociale europeo possano essere utilizzati, così come dite voi, assegnandoli "prioritariamente" a determinati enti. Noi sappiamo con quale rigidità l'Unione Europea vuole che siano fatti i bandi a favore della formazione professionale, e sappiamo anche che invece a posteriori si potranno porre delle condizioni, so bene di parlarne con una persona competente come l'Assessore, e converrà con me su quello che stiamo dicendo, però voi avete detto che si assegneranno "prioritariamente" ed è un termine che io credo che non sia legittimo che possa essere scritto così come lo avete scritto voi. Si potranno dare delle premialità nel bando, altro termine avreste dovuto usare, allora, Assessore.
E comunque, su una cosa mi pare che abbiamo convergenza assoluta, sul fatto che il problema lavoro sia ancora un problema di totale emergenza qui in Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano.
E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io ho attraversato, negli ultimi tempi, un periodo brutto di depressione politica, vedendo la nostra Regione sotto gli strali ora della magistratura civile, ora della magistratura amministrativa, ora della magistratura penale, e l'interrogativo mi veniva spontaneo: quando la magistratura impera in questa maniera, significa che la politica latita, non c'è, c'è un vuoto.
Leggendo gli atti della magistratura contabile, la relazione per l'inaugurazione del suo anno giudiziario, questo stato di depressione mi è accresciuto, leggendo la sentenza ultima su Tuvixeddu del TAR Sardegna certamente il mio stato d'animo... e non ero preoccupato per gli specifici, si intende, ero preoccupato, e la depressione mi si aggravava, per i giudizi che venivano espressi da quella magistratura, non certamente viziata di parte, o di parte avversa.
Quando ho visto le battaglie, da quando sono rientrato in questo Consiglio, di un cavaliere del popolo, che conosce il mondo del lavoro, che ha grande sensibilità per le espressioni più deboli della società - e mi riferisco al compagno Luciano Uras - combattere invano, pur a cavallo di un forte cavallo da combattimento che era Rifondazione Comunista; quel cavallo gliel'hanno azzoppato, prima, con un Assessore lo hanno subito rinvigorito. Ho visto le sue battaglie fatte in Commissione bilancio, proprio in occasione dell'esame della finanziaria che è oggi all'esame e all'approvazione di questo Consiglio, l'ho visto assai spesso sconvolto, anche in momenti in cui perdeva la fiducia, la speranza, però, da irriducibile combattente qual è, ha continuato, ha minacciato più volte di abbandonare i lavori dell'Aula - talvolta li ha abbandonati e il Presidente andava ad inseguirlo perché era determinante la sua presenza politica -, ma io vedevo lui, che conosce bene quel mondo, non solo per militanza politica ma anche per essere, come dirigente dell'Agenzia regionale del lavoro, in un osservatorio altamente qualificato e ricco di informazioni e che quindi lo portava a conoscere profondamente il mondo del lavoro, che è fatto di lavoratori occupati ma soprattutto di lavoratori disoccupati. E vedevo, appunto, un combattente come lui annaspare, affaticarsi e quindi avere momenti anche lui di defaiance, e lo vedevo combattere in mezzo ai lavoratori nella piazza e poi tornare lì, ed io lo esaminavo, debbo dire la verità, con giudizi un po' patetici sul piano politico vedendolo in mezzo ai lavoratori che lottavano rivendicando una politica diversa, più attiva, più produttiva, più efficace per loro nei confronti della Regione, e lui lì, insieme a loro, a combattere contro quella Regione di cui faceva parte! Io esprimevo giudizi un po' patetici ma poi oggi mi sono ricreduto, perché, cambiato cavallo e bardato con i colori dell'arcobaleno, è venuto qua e veramente ha ridato anche a me speranza e fiducia, con le sue parole io sono uscito da quello stato di depressione e mi sono detto: ecco, finalmente, mi ero sbagliato, la sua battaglia, la sua pervicacia, la sua costanza, ha finalmente, quando l'ho sentito annunciare tutto quello che ha annunciato. Quindi grandi speranze ai 120 mila disoccupati sardi, grandi speranze ai 350 mila sardi che vivono al di sotto della soglia di povertà, grandi speranze per il mondo della formazione professionale e quei giovani che non hanno trovato negli ultimi anni la possibilità tra la scuola sostanzialmente negata e la formazione professionale anch'essa negata trovare finalmente futuro, una speranza, trovare la risposta a quei lavoratori della formazione professionale della legge numero 42, problema che abbiamo esaminato in termini drammatici e vissuto anche direttamente per conoscenze anche personale di molti di essi. Oggi il grande annuncio, il grande annuncio, oggi il cavaliere di quelle battaglie è venuto davvero qui ad annunciare la grande vittoria, e quindi il grande cambiamento, finalmente, ma attenzione, grande cavaliere delle battaglie per i lavoratori, che oggi ha in un gran cavallo bardato con i colori dell'arcobaleno, attento, attento, che non venga somministrato a quello a cavallo non una biada che gli consenta davvero di poter tornare in mezzo a quei lavoratori, per dire finalmente che la risposta c'era, perché, attento, che quei 120 mila lavoratori, quelle organizzazioni sindacali, che hanno guidato la lotta di quei lavoratori non è che rinunciano di fronte agli annunci, non è che i lavoratori della formazione professionale, al di là di quelli della legge numero 42, siano oggi paghi perché finalmente avranno trovato risposta ai loro bisogni. Non che quelle famiglie che vivono al di sotto della soglia di povertà avranno trovato la risposta perché non mi fare che le condizioni generali della nostra Regione possono essere, tali che con quegli annunci trionfalistici oggi dati con l'emendamento sostitutivo, che è all'esame di questa Aula, possa lì ritrovare. Io temo davvero che quel gran cavallo, e lo temo seriamente, e non lo temo in termini affettivi nei confronti del compagno ed amico Luciano Uras, perché la sconfitta di quel cavallo sarà la lettura di una sconfitta più generale del mondo del lavoro, dei bisognosi, sarà la sconfitta perché questo non sarà soltanto questo. E allora, caro compagno Uras, stiamo veramente attenti perché quel cavallo, oggi bardato con i colori dell'arcobaleno, potrebbe ridursi a fare il ronzino del mitico Don Chisciotte. Io questo non lo voglio, non lo voglio e non lo voglio in termini politici perché sarebbe una grande sconfitta. E allora io mi rifaccio al discorso più riflessivo che ha fatto invece l'amico e collega Silvio Lai, quando si parla di formazione professionale; come si fa a parlare di formazione per l'accesso al lavoro, lavoro che è prodotto dalla produzione, dagli investimenti, dall'impresa, quando manca un progetto serio di sviluppo e non lo dico io, l'hanno detto diversi esponenti della maggiioranza, che non riscontravano in questa finanziaria che ci fosse dietro un autentico progetto di sviluppo e che il piano regionale di sviluppo non era davvero quel progetto serio e concreto di sviluppo della nostra Regione a cui fare riferimento, perché non lo dicevo mica io, io l'ultimo arrivato di questo Consiglio, ma lo dicevano autorevoli esponenti della maggioranza, e allora come si fa a parlare di formazione professionale e avere accesso al lavoro, a quale lavoro? A quale lavoro? Se c'è crisi economica, se c'è crisi delle imprese, non ci può essere nuova produzione, non c'è un mercato di lavoro, quindi non ci può essere un'adeguata formazione per dare risposte a queste richieste. Io ho concluso e davvero io mi augurerei di poter recuperare quel momento di sogno che mi ha dato l'annuncio dell'intervento del compagno Uras, ma purtroppo, credo, che dovrò ripiombare in quello stato di depressione di cui parlavo all'inizio del mio intervento.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Calledda. Ne ha facoltà.
CALLEDDA (P.D.). Signor Presidente, colleghi. Intanto do un giudizio estremamente positivo per il lavoro che si è fatto sull'articolo 6 e dai toni che sto sentendo in Aula forse qualcuno pensava e sperava che l'articolo 6 fosse stato in qualche misura l'articolo che avrebbe creato lo sconquasso di questa coalizione. Non è così, abbiamo trovato una mediazione alta e siamo riusciti, attraverso il maxi emendamento, a creare quei presupposti e quelle condizioni per fare un ragionamento positivo. Ovviamente a me non sfugge, Presidente, che tutto ciò avviene in un contesto nazionale ed internazionale di fortissima recessione, basta vedere i dati delle produzioni industriali, sono calati. Siamo in una situazione tale per cui nel nostro Paese siamo alla vigilia di una campagna elettorale, siamo senza Governo, e se noi pensiamo che le questioni legate al lavoro possono essere affrontate, risolte solo ed esclusivamente da questa autorevolissima Assemblea, è giusto pensarlo, è anche giusto fare tutto ciò che nelle nostre condizioni, però non dipende tutto da noi, e non dipende tutto dal Governo regionale. Io questo lo voglio dire, badate bene, perché la questione non può essere legata solo ed esclusivamente alla famosa e ripetuta frase legata agli ultimi. Ognuno di noi pensa a quelle situazioni, ognuno di noi si muove in quel contesto, e io credo che la situazione oggi sia più generale. Insomma quando si parla, per esempio, del problema del salario stiamo parlando di gente di uomini in carne ed ossa che hanno il lavoro e che attraverso il loro salario non riescono ad arrivare a fine mese, anche questa è una frase fatta se volete. Ma davvero noi pensiamo che oggi fare una politica attiva per il lavoro possa essere, così come abbiamo fatto nel passato recente, badate io sono convinto di un fatto, che per creare lavoro prima di tutto bisogna creare le condizioni minime, le condizioni minime sono legate al fatto di come noi intendiamo muoverci, perché in una situazione congiunturale di questo tipo è difficile, non solo in Sardegna creare nuovo lavoro, ma è difficile in tutta Italia, è difficile in Europa. Allora io credo che un'Assemblea legislativa seria, autorevole quale quella nella quale noi siamo oggi dovrebbe iniziare a porsi alcuni problemi. E' possibile, mi chiedo io, cari colleghi, che le questioni del lavoro ogni volta vengano affrontate nella finanziaria? Certo, è lo strumento, diciamo così, più immediato, ma da quanto tempo è che questa Assemblea non produce più leggi organiche rispetto a tutte le cose che si stanno muovendo nel mondo. Io credo, Assessore, che sia giusto oggi, per esempio, tutte le leggi che abbiamo indirizzate verso i temi del lavoro che si arrivi in fretta in tempi rapidi ad un testo unico che ci possa consentire di avere sempre e comunque la possibilità di verificare, di capire le cose che ci sono, e come vengono spesi soprattutto le risorse; e badate non è vero che sono state solo dei fallimenti. Io voglio fare alcune considerazioni legate ad altre finanziarie approvate sempre in quest'aula. Quando abbiamo parlato, per esempio, del piano straordinario per il lavoro, io ho alcuni esempi tanto per intenderci e per portare un contributo modesto in quest'aula. Quando abbiamo istituito e perseguito i cantieri, si chiamavano le azioni speciali, in qualche realtà, in qualche situazione noi siamo riusciti a creare lavoro, ma dico di più, siamo riusciti a creare lavoro con un intervento teso a salvaguardare questo straordinario patrimonio ambientale che abbiamo in Sardegna, mi riferisco in modo particolare all'azione bosco, mi riferisco in maniera particolare alle azioni che sono state fatte per la pulizia delle spiagge, altro problema che ogni volta affrontiamo nei termini e nei modi forse sbagliati, così come tanti altri esempi, e credo che molti di questi lavoratori siamo riusciti persino, addirittura a stabilizzarli, e credo che sia questo un qualcosa di positivo e di utile che ha fatto questo Consiglio. Ovviamente non mi sfugge il fatto che se andiamo a guardare cosa avviene in Sardegna dal Nord, al centro, al sud, le situazioni di sofferenza non sono poche; abbiamo sempre il problema dei costi dell'energia, abbiamo sempre il problema dell'industria che non riesce mai a essere autosufficiente, abbiamo il problema della Silius, abbiamo sempre l'annoso problema della Carbosulcis, abbiamo il problema dei lavoratori socialmente utili, abbiamo il problema dei lavoratori del Parco geominerario, insomma, abbiamo tanti problemi e io mi rendo conto che sono situazioni sulle quali una risposta dobbiamo pur darla, e credo che l'emendamento presentato dalla Giunta possa essere il primo punto che tende ad affrontare queste questioni, ad affrontare questi problemi. Per cui, anche voi, colleghi dell'opposizione, badate, gridare che non si è fatto nulla è troppo semplice, però, attenzione, i Governi passano, e talvolta cambiano anche le maggioranze, io questo lo dico perché ho avuto l'esperienza nella passata legislatura di confrontarmi sui temi del lavoro, e vi posso anche dire, senza che nessuno se la prenda a male, che il centrosinistra, essendo all'opposizione, anche in quella legislatura, in quella finanziaria, riuscì a determinare e a fare tutto ciò che era possibile per il piano del lavoro. Oggi io vedo nell'opposizione un gridare non avete fatto nulla, non siete capace di andare avanti, ma non ho capito quale è la proposta alternativa, fatemi capire qual è la proposta alternativa, perché dire "non avete fatto nulla", posso prenderne atto, ma se non ho una proposta alternativa con la quale posso misurarmi, credo che l'opposizione stia facendo, essendo in questo clima di campagna elettorale, un qualcosa di populista e di demagogico. Quindi, cari colleghi, vi invito nel merito a dire cosa è che manca, cosa sarebbe opportuno per voi che si facesse, per vedere anche se ci sono le condizioni per trovare un accordo possibile e immaginabile. L'altra questione, e concludo, signor Presidente, è legata al tema della formazione professionale. Se ne è parlato tanto della formazione professionale. Io credo che da parte nostra ci sia stato un errore nel modo rispetto al quale abbiamo perseguito la riforma, perché abbiamo messo tutto nel calderone. Io faccio una distinzione netta tra i lavoratori che hanno operato nella formazione professionale e coloro i quali hanno gestito gli enti talvolta in maniera, diciamo così, clientelare, per dirla in termini bonari, se non addirittura, altre volte, come feudo di voti da attribuire a Tizio, a Caio, a Sempronio, a seconda del momento politico. Allora, l'errore è stato quello che quando si fa una riforma, la prima cosa che deve fare chi è al Governo, chiunque esso sia, è guardare alla dignità del lavoratore, e a me pare che il processo che si è avviato attraverso questo tipo di riforme, in qualche misura, ci siamo dimenticati di ricordarci che quella dignità doveva essere mantenuta e salvaguardata. Io credo che questo sia stato il limite, però credo anche che dentro l'articolo 6 questi temi e questi problemi sono stati posti e sono convinto anche che nel merito ci sarà la possibilità, da parte di questa Aula, da parte di questo Consiglio, di affrontare e risolvere anche i problemi e gli aspetti che sono rimasti in piedi. Tutto ciò, e concludo, non è un'invenzione fatta dalla maggioranza che governa la Regione, tutto ciò è avvenuto attraverso una concertazione con le parti sociali, ce lo vogliamo dire sì o no, è avvenuto attraverso una concertazione con le parti sociali le quali, stamattina, per l'ennesima volta, hanno ribadito che quanto contenuto nell'articolo 6, nel maxi emendamento è quanto di più si avvicina alle posizioni che loro avevano esternato e posto in essere sin dall'inizio del viaggio di questa finanziaria prima in Commissione e poi, oggi, in Aula. Tutto ciò, se c'è anche da parte delle organizzazioni sindacali, delle parti sociali un giudizio positivo, beh, io credo che le critiche possano essere in qualche misura legate ad altri aspetti, ad altri problemi, ma non riguardano sicuramente il contenuto dell'articolo 6. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Artizzu, prego…
CAPELLI (U.D.C.). Scusi Presidente… sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sì, se è sull'ordine dei lavori, altrimenti le levo la parola, solo sull'ordine dei lavori. Intanto siamo in discussione generale onorevole Capelli, quindi non capisco di quale ordine dei lavori dobbiamo parlare perché il lavoro è già ordinato, quindi se lei intende parlare di ordine dei lavori va bene, se è una scusa per parlare d'altro la avverto che le levo la parola.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). E' ovviamente un consiglio, non una minaccia, vero Presidente?
PRESIDENTE. E' un consiglio, lo sa che io non mi permetterei di minacciare.
CAPELLI (U.D.C.). Sull'ordine dei lavori, stiamo discutendo della finanziaria e dell'articolo 6. E' sopraggiunto un fatto nuovo sulle entrate per il quale la Consulta ha bocciato le tasse sul lusso.
PRESIDENTE. Va bene, se sarà così lo valuterà la Giunta…
CAPELLI (U.D.C.). No, mi permetta perché è anche nella copertura finanziaria di questo…
PRESIDENTE. Appunto!
CAPELLI (U.D.C.). Ascolti, perdiamo meno tempo se mi consente di finire. Quindi io chiedo una sospensione dell'Aula perché si rifletta sulle conseguenze sulle entrate del 2008, poi del 2006 e del 2007 non…
PRESIDENTE. Va bene Onorevole Capelli. Onorevole Capelli, non sospendiamo l'Aula perché non lavoriamo sulla base di notizie stampa.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Chieda la verifica del numero legale, facciamo la verifica del numero legale onorevole Capelli, veda di assumere un atteggiamento collaborativo e costruttivo, così possiamo lavorare, poi se la notizia che lei riferisce che noi abbiamo in modo molto informale…
(Interruzioni del consigliere Capelli)
Onorevole Capelli, si accomodi per cortesia, e la smetta di parlare quando non ha la parola, si accomodi e smetta di parlare se non ha la parola altrimenti la faccio accomodare fuori.
CAPELLI (U.D.C.). Le sue considerazioni non ci interessano.
PRESIDENTE. Neanche le sue ci interessano, quindi si accomodi onorevole Capelli, altrimenti la facciamo accompagnare fuori.
CAPELLI (U.D.C.). Io sto in piedi… sta perdendo tempo.
PRESIDENTE. Le ripeto di stare seduto e si rivolga in modo adeguato altrimenti l'accompagniamo fuori dall'aula.
CAPELLI (U.D.C.). Faccia il suo lavoro!
PRESIDENTE. Lei faccia il suo! Le ripeto, stia in silenzio o la faccio accompagnare fuori.
CAPELLI (U.D.C.). Ma la smetta!
PRESIDENTE. La smetta lei! Per cortesia, accompagnate fuori l'onorevole Capelli, poi ritorna quando è più sereno.
CAPELLI (U.D.C.). Non c'è bisogno, vado da solo.
PRESIDENTE. E' stata chiesta la verifica del numero legale. L'onorevole Capelli venga accompagnato fuori. Bene, grazie. Votiamo, colleghi, con il sistema elettronico per la verifica del numero legale. Due Capigruppo che la richiedano. Dichiaro aperta la votazione.
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
Risultano presenti i consiglieri: Atzeri - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - CAPELLI (considerato presente in quanto richiedente la verifica) - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Maninchedda - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras.
PRESIDENTE. Sono presenti 50 consiglieri, siamo in numero legale. Possiamo proseguire.
E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Sì, Presidente, intanto la invito cortesemente a disporre che il collega Capelli possa riprendere a svolgere il suo lavoro in Aula.
PRESIDENTE. Non c'è nessun problema
ARTIZZU (A.N.). Ah, non c'è nessun problema nel senso che accede alla richiesta?
PRESIDENTE. Certo, basta che lavoriamo in maniera adeguata e ci rispettiamo.
ARTIZZU (A.N.). Grazie. Del resto il problema sollevato dal collega Capelli è un problema reale e importante ed è strettamente correlato…
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, io le chiedo scusa, cioè non voglio interromperla né voglio fare polemiche. Allora, se il problema che si sta sollevando e di cui abbiamo notizia informale sarà un problema accertato e verificato è ovvio che questo cambia alcune cose nella finanziaria, di cui la Giunta dovrà tener conto e di cui dovrà tener conto il Consiglio. La invito semplicemente a non affrontare questo problema sulla base di notizie, di informazioni che sono riferibili ad agenzie di stampa, quindi proseguiamo nel nostro lavoro. Se la notizia diventa…
ARTIZZU (A.N.). Presidente, io non so…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, mi lasci concludere. Se la notizia, nel frattempo che noi proseguiamo, è una notizia fondata credo che dovremo sospendere i lavori sulla base di questo. Va bene?
ARTIZZU (A.N.). Presidente, io non so sulla base di che cosa lei consideri fondata o infondata una notizia. A questo punto dovrebbe chiarire se la notizia è fondata quando ci sono determinati presupposti ed è infondata quando mancano altri presupposti. La notizia è una notizia e quindi è successo che la Consulta ha dichiarato illegittime le tasse sul lusso e questo, come giustamente il collega Capelli faceva notare, rende la discussione di questa legge finanziaria in forte stato di precarietà, perché noi stiamo discutendo di una legge finanziaria che prevede delle entrate che non potranno essere prese in considerazione, conteggiate, contabilizzate.
(Interruzioni)
Non è un cavillo che stiamo sollevando, è un problema reale! Se poi lo si vuole affrontare con frasi pronunciate ad alta voce e battute per me potete anche farlo, ma questo è un problema reale che mette in discussione quello che noi stiamo analizzando e cioè questa legge finanziaria. Presidente, la notizia c'è, è inutile che aspettiamo. Che cosa aspetta per considerarla fondata? La notizia è fondata, è stata emessa una sentenza, più fondata di così! Allora è un problema reale, quindi io prima di iniziare il mio intervento le chiedo di analizzare la situazione e di dare, eventualmente, una sospensione ai lavori dell'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, la notizia è una notizia che rimbalza da agenzie di stampa. Quando la notizia… sì, io non ho dalla Consulta nessuna comunicazione.
CONTU (F.I.). C'è una nota stampa dalla Consulta, diretta!
PRESIDENTE. Sì, ma abbia pazienza onorevole Contu. Abbia pazienza!
(Interruzione del consigliere Contu)
Abbia pazienza, onorevole Contu, proseguiamo e concludiamo la discussione generale, l'onorevole Artizzu conclude, poi sospendiamo dieci minuti per verificare la notizia. Se la notizia è vera non è vero che la finanziaria cambia, cambia una posta di bilancio, quindi prego i colleghi di mantenere… capisco poi l'uso politico che si può fare della notizia, ma questa è un'altra cosa.
Quindi, onorevole Artizzu, la invito a fare l'ultimo intervento nella discussione generale dell'articolo 6 e dopo il suo intervento sospendiamo per dieci minuti il nostro lavoro. Grazie.
ARTIZZU (A.N.). Scusi, Presidente, siccome anche il mio intervento inevitabilmente dovrà tenere conto di quello che succede, io la prego di sospendere adesso e di darmi la parola dopo.
PRESIDENTE. No, se lei non prende la parola è chiaro che decade. Poi io sospendo l'Aula. Funziona così, onorevole Artizzu. Quindi, insomma, lei il suo intervento sull'articolo 6 probabilmente lo aveva già pronto, non si lasci turbare da questa notizia e lo svolga così come era stato previsto. La prego, ci aiuti onorevole Artizzu, lei quando vuole sa dare una mano. Prego.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Va beh, Presidente, io non posso ringraziarla perché lei non ha soddisfatto la mia richiesta, in ogni caso certamente quello che è successo stasera, come dicevo, cambia molto quello che in questi giorni - vero presidente Cucca? - sta succedendo in quest'Aula. Cambia molto dal punto di vista tecnico e strettamente legato alla lettera della legge, alle poste di bilancio e alle tabelle, ma cambia molto soprattutto sulla valutazione politica di questa legge finanziaria e anche delle precedenti e anche dell'intero operato di questa Giunta regionale, che proprio delle tasse sul lusso aveva fatto uno dei suoi motivi più caratterizzanti, viene a cessare. E viene a cessare per un intervento ancora una volta di quella magistratura che più volte è stata evocata in quest'Aula, dalla quale non ci attendiamo certamente se non l'applicazione della legge, se non l'applicazione delle regole, se non il rispetto dei diritti negati, in questo caso negati, o di pretesi diritti di riscossione da parte della Regione illecitamente e arbitrariamente attribuiti alla Regione stessa.
Il collega e amico Calledda giustamente faceva notare il tono pacato e costruttivo di questa discussione, soprattutto sull'articolo 6 e quindi soprattutto sui temi così importanti e così drammatici del lavoro. C'era da aspettarselo. Su questi temi, che interessano centinaia di migliaia di sardi, centinaia di migliaia di famiglie, non si può fare speculazione politica, non ci sono toni accesi fini a se stessi, non c'è alcuna volontà di gridare o di alzare i toni perché tutti, in eguale misura, maggioranza e opposizione, siamo fortemente preoccupati per la situazione sociale, occupazionale, economica della nostra Regione. E' normale, quindi, che si crei un clima se non sereno, ma certamente pacato, di riflessione accorata e preoccupata per la situazione attuale.
Il maxi emendamento che la Giunta ha presentato è uno sforzo indubbiamente in questo senso, è uno sforzo che già nell'individuazione dello strumento stesso dell'emendamento lascia molto spazio a dubbi, a critiche, a perplessità. Non si capisce perché provvedimenti così importanti, che riguardano decine di migliaia, centinaia di migliaia di persone debbano essere affidati a un emendamento che piomba nell'Aula a lavori già iniziati, a discussione già avviata e non sia stato, invece, oggetto precedentemente di una discussione in Commissione, quindi di una condivisione tra i commissari e di una condivisione possibilmente tra la Giunta regionale e le parti sociali. E' lo strumento stesso, quindi, che genera perplessità, ma certamente è uno strumento col quale con buona volontà, nei limiti delle vostre possibilità, state cercando di porre rimedio ad una situazione che voi stessi non avete esitato a definire criticamente nei confronti della legge stessa. E quindi è uno strumento che è esso stesso una dichiarazione di scarsa capacità di affrontare questi problemi. E' un tema sul quale volentieri si potrebbe, anzi forse si dovrebbe trovare accordo, unità di intenti per affrontare insieme questa tragedia. Noi certamente siamo disponibili a discutere, certamente non siamo disponibili ad avallare scelte che riteniamo sbagliate. Alcuni colleghi precedentemente dicevano di essere particolarmente vicini alle categorie che soffrono, particolarmente vicini ai poveri, particolarmente vicini ai disoccupati. Questo credo non sia assolutamente vero. Tutti noi che facciamo politica e ci dobbiamo confrontare quotidianamente con la realtà delle persone e delle famiglie, tutti noi vediamo, ascoltiamo e viviamo i drammi delle persone che in Sardegna in questo momento stanno male e sono tante queste persone. La situazione è tragica. Certo non ci opponiamo a priori e senza ragionare a provvedimenti tesi a favorire il reinserimento dei lavoratori senza occupazione, alla lotta al precariato, alle politiche di sostegno, alle incentivazioni alle imprese. La discussione della finanziaria 2008 rappresenta un'opportunità privilegiata per dare risposte ai bisogni della popolazione sarda e per imprimere una svolta strutturale alla grave crisi sociale ed economica della Sardegna. Lo avevano anche ribadito i sindacati che hanno dato vita, il primo dicembre scorso, ad una grande manifestazione a Cagliari e che avevano indicato nel dettaglio diversi interventi da realizzare e da perseguire per realizzare concretamente quanto rivendicato dai lavoratori, sulle politiche del lavoro, sulle agevolazioni alle imprese che assumono soggetti delle categorie deboli, sul fondo regionale per l'occupazione con una dotazione finanziaria autonoma, sugli interventi per la stabilizzazione dei lavoratori della formazione professionale, sulla creazione di un sistema di incentivi collegato con quella nazionale. La situazione attuale certamente non è addebitabile solo a voi, è addebitabile anche alle Giunte precedenti, a quelle che hanno operato nei decenni precedenti, nelle quali Giunte voi eravate comunque sempre o quasi presenti e protagonisti. A voi addebitiamo la mancata realizzazione degli impegni che avevate preso nel più volte citato ed evocato programma elettorale. Impegni che fino ad ora avete in larga parte disatteso. Che la Sardegna viva una crisi gravissima nessuno può negarlo, l'ISTAT è stato citato e ha fotografato anche recentemente, con gli ultimi dati, una situazione sociale ed occupazionale gravissima, in quattro anni sono stati persi 12 mila posti di lavoro soltanto nell'industria, un'industria che non esiste più, un'industria che sta morendo, che è letteralmente a pezzi! Migliaia di posti di lavoro tra i lavoratori dipendenti sono andati perduti con il Governo del centrosinistra, la povertà è in aumento e interessa il 16 per cento delle famiglie sarde secondo le ultime rilevazioni dell'ISTAT, che indica un costante aumento di coloro che vivono al di sotto della soglia di povertà. Questo è un problema che non riteniamo adeguatamente affrontato in questa legge finanziaria. Nell'attuale legge finanziaria non solo mancano interventi di finanziamento alle leggi di incentivazione delle quali la Giunta regionale sembra essersi totalmente dimenticata, mancano interventi precisi e direzioni di lavoro verso i settori produttivi della nostra Sardegna, mancano le politiche di sviluppo in questa legge finanziaria e questo è il vostro I care, questo sarebbe il vostro I care, me ne occupo, mi prendo cura di qualcosa. Bene, sarebbe meglio forse che ve ne occupaste un po' meno e che vi prendeste un po' meno cura della Sardegna se gli effetti sono questi, se gli effetti delle vostre attenzioni e delle vostre cure sono questi! Se gli effetti della vostra attenzione nei confronti dei lavoratori della formazione professionale sono questi e questo maxiemendamento voi sapete benissimo che non dà ai lavoratori della formazione professionale le risposte che da tre anni avevate promesso! Ma quando mai in una realtà di Governo nazionale in cui il ministro Fioroni, che ha dimostrato di essere una persona seria, dice che il ruolo della formazione professionale è indispensabile ed è indispensabile legarlo a quello della scuola pubblica, quando mai in Sardegna si smantella completamente il sistema della formazione professionale, in modo tale che non solo centinaia di lavoratori rimangono sulla strada, quelli contro i quali il Presidente della Regione ha chiesto la carica della polizia, non solo, ma se oggi un ragazzo sardo vuole prendere una qualifica di tornitore deve andare in continente perché in Sardegna non è più possibile avere una qualifica di tornitore o di saldatore!
PIRISI (P.D.). Ma non dire stupidaggini!
ARTIZZU (A.N.). Sono stupidaggini queste, collega Pirisi? No! E' la verità perché oggi in Sardegna un ragazzo che vuole lavorare e vuole prendere una qualifica non può prendere la qualifica dal momento che quelle pubbliche non sono riconosciute come tali ed erano riconosciute come tali solo quelle rilasciate dai corsi di formazione professionale che voi avete smantellato. Quindi, il vostro I care ci preoccupa e forse sarebbe bene che ve ne occupaste un po' meno. Quali sono gli indirizzi per l'agricoltura? Quali sono gli indirizzi per la pastorizia, per il turismo, per l'artigianato? Qual è il tipo di speranza e di prospettiva che voi date oggi a coloro...
PRESIDENTE. Prego, onorevole, concluda.
ARTIZZU (A.N.). La prego anche di tenere conto che ho iniziato con un certo ritardo il mio intervento, grazie al suo. Un esempio emblematico, la vigilia di Natale io mi trovavo, il collega Uras adesso in aula non c'è, ma ero con il collega Uras nella miniera di Silius. Proprio durante quell'assemblea, c'era anche Pisu, arrivò il comunicato tanto atteso e cioè che la Regione aveva stipulato un accordo in base al quale la miniera non sarebbe stata chiusa, i lavoratori avrebbero avuto intanto una immediata trasformazione dei loro contratti che sono da anni a tempo determinato in contratti a tempo indeterminato, e la Mineraria di Silius avrebbe proseguito il suo lavoro. Oggi il Presidente della Regione disattende in modo palese e colpevole - vero, collega Pisu? - colpevole, gli impegni presi davanti a 126 lavoratori, come in passato ha disatteso tanti altri impegni presi davanti a tanti altri lavoratori.
Concludo, Presidente, dicendo anche che tra tutti questi cenni negativi sull'attuale situazione, uno lo merita proprio il Presidente della Regione, il quale continua ad essere assente da quest'Aula, mentre si discute la legge finanziaria, mentre piombano in quest'Aula i maxiemendamenti da lui ispirati ed evidentemente imposti e concordati e che non viene nemmeno in aula e non sente nemmeno il dovere morale di presentarsi in quest'aula per discutere la legge finanziaria e per discutere i provvedimenti del lavoro! Ma insomma, ma è possibile che solo noi dell'opposizione notiamo questa vergogna? Ora io non voglio parlare di cavalli azzoppati, ma certamente, colleghi, come ha fatto il collega Farigu in un bellissimo intervento, in un bellissimo intervento seguito purtroppo da pochi colleghi, non m'interessa...
PRESIDENTE. Onorevole Artizzu!
ARTIZZU (A.N.). ... concludo, grazie, Presidente... se i cavalli siano azzoppati o no, anzi, per quanto mi riguarda più sono azzoppati e meglio è, ma dico che tutti insieme, se avete, e lo avete, se lo trovate, e se lo sapete trovare il coraggio di dirlo, dobbiamo stigmatizzare un atteggiamento del Presidente della Regione che è letteralmente vergognoso!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Tassativamente sull'ordine dei lavori. Io penso che anche per riportare un clima di serenità nella discussione, anche rispetto all'annuncio che qualche collega ha fatto e che stiamo leggendo tutti, rispetto a un argomento importante che ci riguarda tutti, credo di condividere l'esigenza di una interruzione di quindici minuti e magari anche di una Conferenza dei Capigruppo. Ai colleghi voglio dire, proprio per riportare quel clima di serenità, di non esagerare. E' vero che le tasse erano un tentativo - solo un secondo, Presidente, le chiedo scusa anticipatamente - di recuperare risorse proprio per affrontare quelle emergenze sociali di cui voi avete parlato, i sindacati hanno parlato e tutti noi abbiamo parlato. Può darsi che quella strada che abbiamo intrapreso, che io condividevo e voi no...
PRESIDENTE. Va bene, Onorevole Marrocu.
MARROCU (P.D.). Solo un secondo, è stato dichiarato oggi incostituzionale, a me personalmente non fa piacere che lo Stato, quindi in questo caso la Corte Costituzionale, neghi un diritto, che io pensavo acquisito, costituzionale dell'autonomia impositiva. Discuteremo degli effetti di questa sentenza insieme, tranquillamente, ma non ne farei adesso grandi polemiche.
PRESIDENTE. Va bene, non apriamo la discussione. Sospendiamo i lavori.
LIORI (A.N.). Sull'ordine dei lavori!
PRESIDENTE. Sull'ordine dei lavori? Abbiamo deciso di sospendere, che ordine dobbiamo fare ancora, onorevole?
LIORI (A.N.). Abbiamo sollevato un problema!
PRESIDENTE. Facciamo anche una Conferenza dei Capigruppo, quindi eventualmente stabiliamo un nuovo ordine.
LIORI (A.N.). Io non posso partecipare alla Conferenza dei Capigruppo!
PRESIDENTE. C'è il suo Capogruppo, onorevole!
Ha domandato di parlare il consigliere Liori sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Non rubo più di un minuto. Siccome il problema non è un problema contabile soltanto, è un problema politico, e io credo che sarebbe utile qui la presenza del presidente Soru...
(Interruzioni)
no, no, come no, qui io ricordo che si chiamavano gli Assessori e volavano dagli Assessorati in quest'Aula, non c'è rispetto...
PRESIDENTE. Sospendiamo l'aula per 15 minuti, grazie.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 39, viene ripresa alle ore 21 e 11.)
|
Modifiche post raffronto con processo verbale |
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo la verifica del numero legale.
(Appoggia la richiesta il consigliere Artizzu.)
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
(Risultano presenti i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Balia - Barracciu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cerina - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Davoli - Diana - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Moro - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras.)
Sono presenti 67 consiglieri, siamo in numero legale.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
~MARROCU (P.D.). Sull'ordine dei lavori, Presidente, sia per l'orario, sia per i fatti che sono stati annunciati, sia per consentire alla Giunta di verificare quanto è avvenuto e di poter riferire all'aula dei fatti e delle possibili soluzioni, proporrei di sospendere i lavori e di aggiornare a domani mattina e anche di verificare ovviamente con un voto se i colleghi sono d'accordo per questo aggiornamento a domani.
PRESIDENTE. Va bene colleghi. C'è una proposta dell'onorevole Marrocu.
Mettiamo ai voti la proposta di sospensione dei lavori questa sera.
Metto in votazione la proposta di sospensione dei lavori. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
La proposta è accolta. I lavori si concludono qui. L'aula si riunisce domani alle ore 10. La seduta è tolta.
La seduta è tolta alle ore 21 e 13.
Versione per la stampa