Seduta n.425 del 18/12/2003 

CDXXV Seduta

(Antimeridiana)

Seduta del Giovedì 18 dicembre 2003

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Salvatore Sanna

La seduta è aperta alle ore 10 e 42.

RANDAZZO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta Pomeridiana del Mercoledì 10 Dicembre 2003 (419), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri Mario Diana e Mariella Pilo hanno chiesto congedo per la seduta del 18 dicembre 2003, i consiglieri regionali Silvestro Ladu e Gianni Locci hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 18 dicembre 2003. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati. E` stata chiesta una brevissima sospensione di cinque minuti, è accordata stando in Aula, sospendiamo per cinque minuti.

(La Seduta, sospesa alle ore 10 e 43 , viene ripresa alle ore 10 e 57. )

Sull'ordine del giorno

PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, gradirei un po' di attenzione. Colleghi, abbiamo a questo punto dell'ordine del giorno... io mi rendo conto che non mi sta ascoltando nessuno. A questo punto, cioè al punto 2 dell'ordine del giorno vi sarebbero le dichiarazioni del Presidente Masala sulle basi militari in Sardegna, però è stata chiesta l'inversione dell'ordine del giorno per portare al primo punto il punto 16 dell'ordine del giorno, vale a dire la proposta di legge 478 A, la legge sull'agricoltura. Voglio ricordare che è stato fatto in quest'Aula un ordine del giorno che impegnava la Giunta, e naturalmente il Consiglio stesso, ad affrontare questo problema entro il giorno 16. Quindi per l'inversione dell'ordine del giorno se non vi sono osservazioni consideriamo il punto 16, quindi il disegno di legge 478 A al primo punto, dopo di che le dichiarazioni verranno fatte dopo, se non vi sono osservazioni procediamo così. Vi sono osservazioni? Pare di no.

FRAU (A.N.). Siamo d'accordo?

PRESIDENTE. L'ho già chiesto io, nessuno ha detto che non è d'accordo, quindi siamo d'accordo, non c'è bisogno che lo chieda a lei, siamo d'accordo.

Discussione generale del testo unificato delle proposte di legge Sanna Alberto - Manca - Ortu - Granella - Demuru - Giagu - Spissu - Fadda - Balia - Cogodi - Scano - Sanna Giacomo - Biancu - Calledda - Cugini -Deiana - Dettori - Dore - Falconi - Ibba - Lai - Marrocu - Masia - Morittu - Orru' - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pusceddu - Sanna Emanuele - Sanna Gian Valerio - Sanna Salvatore - Secci - Selis - Vassallo: "Provvedimenti urgenti a favore dell'agricoltura e della zootecnia" (478), PIANA - Cappai - Oppi - Randazzo: "Interventi urgenti a favore degli allevatori per fronteggiare la febbre catarrale degli ovini" (487), Frau - Murgia - Diana: "Interventi a favore del settore agricolo e modifica della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21 (Adeguamento delle provvidenze regionali a favore dell'agricoltura agli orientamenti comunitari in materia di aiuti di Stato nel settore agricolo e interventi a favore delle infrastrutture rurali e della silvicoltura" (490)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato delle proposte di legge numero 478, 487 e 490.

Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Frau, relatore.

FRAU (A.N.), relatore. Onorevole Presidente, le proposte sono tre, unificate, una del centrosinistra e due del centrodestra, la Commissione ha lavorato intensamente, anche per rispettare i tempi che l'ordine del giorno del Consiglio regionale si era dato una ventina di giorni fa, e quindi la quinta Commissione, nella seduta del 10 dicembre 2003, dopo aver acquisito i pareri delle Commissioni seconda, terza e settima, ha approvato il testo unificato delle tre proposte di legge. Il testo licenziato dalla Commissione si propone in particolare di dare risposte concrete agli allevatori danneggiati dalla febbre catarrale degli ovini.

A tal fine, nel comma 1 dell'articolo 1, è previsto il rifinanziamento dell'articolo 23 della legge numero 8 del 1998. Con tale somma potranno essere risarciti gli allevatori di ovini relativamente ai capi morti a seguito della febbre catarrale degli ovini, e per la mancata produzione in conseguenza della morte degli animali e per l'abbattimento degli stessi ad opera del servizio sanitario. Mi risulta così che alla data di ieri gli animali tra morti e abbattuti siano oltre 82 mila.

Mentre l'articolo 2 prevede che l'amministrazione regionale effettui un monitoraggio permanente sugli effetti e sulle conseguenze che la febbre catarrale e le relative vaccinazioni comportano sul comparto zootecnico regionale, quindi questo è un fatto nuovo che noi abbiamo voluto mettere nella legge rispetto alle due precedenti leggi sempre sulla blue tongue, quindi sulla febbre catarrale degli ovini, perché nel frattempo ci sono state due campagne di vaccinazioni degli animali stessi.

Sulla base di tale monitoraggio sarà possibile concedere agli allevatori un aiuto a parziale compensazione della ridotta produzione lattiera derivante dalla malattia o dalla vaccinazione, degli aborti e dei capi morti in conseguenza sempre della stessa vaccinazione, nonché un aiuto per la sostituzione del bestiame che in conseguenza della vaccinazione abbia subito una riduzione permanente della produttività.

L'articolo 3 permetterà un intervento invece a compensazione dei maggiori oneri che gli allevatori di ovini, caprini, bovini e bufalini sopportano in conseguenza del divieto di movimentazione degli animali, divieto imposto dalla competente autorità sanitaria a causa della presenza della febbre catarrale degli ovini. La norma inoltre estende la concessione di questi benefici anche agli allevatori danneggiati dal divieto di movimentazione a partire del 1 settembre 2003.

La stessa proposta di legge unificata all'articolo 5, oltre al rifinanziamento dell'articolo 2, cioè prevede inoltre il rifinanziamento dell'articolo 2 della legge 22 del 2000, quindi che era la prima legge sulla blue tongue e tale articolo contiene quindi la possibilità che la Regione anticipi le assegnazioni che lo Stato dispone per attuare gli interventi destinati a fronteggiare la febbre catarrale degli ovini e consistenti ad erogazioni di indennizzi agli allevatori per l'abbattimento dei capi infetti, rimborso delle spese sostenute dai comuni e dalle aziende AA.SS.LL. per la distruzione e lo smaltimento degli animali morti, C: costi per le operazioni di disinfestazione e di disinfezione sostenute dagli enti locali e dalle AA.SS.LL., D: costi per la stipula di convenzioni con veterinari da destinare all'azione di prevenzione e di controllo della malattia.

L'articolo 2 della legge regionale 22 del 2000 prevede che le somme non rimborsate dallo Stato facciano carico al bilancio della Regione, in ogni caso credo che questo sia importante, onorevole Presidente della Giunta, onorevole Assessore dell'Agricoltura, è una forte azione politica sul Governo nazionale per ottenere un adeguato stanziamento da parte dello Stato per evitare che la Regione debba supplire ad una inadeguatezza dell'intervento statale. Si spera anche che lo Stato possa farsi carico del rimborso delle somme stanziate dalla Regione per gli animali morti che rappresenta il 95 per cento del totale, perché in questa situazione gli animali morti sono in pratica il 95 per cento rispetto a quelli abbattuti, perché sembrerebbe che ci sia stata una qualche trattativa col Governo nazionale proprio per quello.

L'articolo 6 del testo unificato, approvato sempre dalla Commissione, subordina poi, e questo credo che sia importante, l'ingresso del bestiame nel territorio regionale all'accertamento e alla verifica, da parte delle autorità sanitarie, dei requisiti rispondenti alle esigenze di sicurezza igienico sanitario, questo per evitare che l'importazione incontrollata di animali infetti possa importare malattie del bestiame non presenti nel territorio regionale. Per permettere tale controllo è prevista l'istituzione di stalle di sosta adibite al temporaneo mantenimento degli animali da sottoporre a visita. La norma prevede anche una sanzione pari a 500 euro per capo non sottoposto al controllo, che se potrebbe apparire a prima vista molto grossa come sanzione, però abbiamo ritenuto mettere questa cifra affinchè si possa scoraggiare proprio in un comportamento illusivo da parte dei soliti noti o ignoti.

L'articolo 7 prevede la concessione di un indennizzo diretto a compensare i costi e i disagi supportati a favore degli allevatori che mettono a disposizione dell'autorità sanitaria dei capi di bestiame, i cosiddetti i capi sentinella per i controlli sanitari periodici, per l'attuazione dei piani di sorveglianza sierologica per la febbre catarrale degli ovini. E adesso un passo indietro, perché chiaramente oltre la blue tongue questa legge prevede altre provvidenze. Infatti il comma 2 dell'articolo 1 del testo unificato prevede il rifinanziamento dell'articolo 23 della legge 8/98 destinando l'ammontare stanziato con tale articolo, 5 milioni di euro per il pagamento degli aiuti, a favore degli agricoltori danneggiati dalla virosi del pomodoro.

Ancora, il comma 3, sempre dell'articolo 1, invece prevede quindi un finanziamento per la partecipazione col concorso regionale alle spese sostenute dagli allevatori per la stipula di contratti di assicurazione per il risarcimento dei danni alla produzione agricola a causa di calamità naturali. L'articolo 8 prevede strategie per la lotta biologica, quindi altri mezzi, e poi l'articolo 10 invece, proprio per le nuove norme comunitarie, prevede due cose: prevede una modifica dell'articolo 3 con una specificazione degli animali da riproduzione il cui acquisto può essere ammesso alla concessione degli aiuti, ma principalmente, per una nuova norma comunitaria, la possibilità di concedere ai giovani agricoltori per la realizzazione di strutture aziendali, portando questa percentuale del contributo dal 45 al 50 per cento per le aree non svantaggiate e dal 55 al 60 per cento per le aree svantaggiate. Tale modifica è resa possibile, come vi dicevo, dal fatto che il regolamento sullo sviluppo rurale è stato recentemente modificato nell'ambito delle modifiche della politica agricola - comunitaria.

L'articolo 11 poi disciplina le modalità di attuazione della legge e l'articolo 12 dice che la concessione è sospesa fino all'approvazione da parte della Commissione Europea finchè non viene dato il beneplacito da parte della Commissione Europea. E a questo proposito è proprio del giorno 10.12.2003 una nuova direttiva comunitaria, che non è stata ancora pubblicata nel Bollettino ufficiale dell'Unione Europea, caro Assessore, che dice questo: "Riforma della PAC, la Commissione introduce un regime semplificato per gli aiuti di stato all'agricoltura, semplificare la gestione, assicurare un controllo efficiente degli aiuti di stato nel settore agricolo, senza infirmare la sorveglianza da parte della Commissione".

Questo è l'obiettivo, vantaggioso per tutti, del regolamento della Commissione adottata in data odierna, 10.12.2003; il nuovo regolamento autorizza gli stati membri a concedere vari tipi di aiuti pubblici senza dover ottenere il nulla osta preventivo dalla Commissione. Cioè la Commissione rinuncia al controllo preventivo su tutta una serie di misure nazionali a sostegno dell'agricoltura, cioè gli stati membri potranno così mettere in esecuzione i programmi di aiuto molto più rapidamente e quindi reagire con maggior prontezza alle necessità degli agricoltori. Credo che questa sia una notizia importante, abbiamo visto che purtroppo spessissimo aspettiamo anche un anno, un anno e mezzo per poter avere il placet dell'Unione Europea.

Credo di avere concluso, c'è qualche altra cosa sulla parte finanziaria, quindi termino qui, ringrazio ancora una volta la Commissione per aver lavorato intensamente e nel giro di meno di quindici giorni abbiamo esitato questo testo unificato perché c'è stato da parte di tutti i gruppi la volontà politica quindi di dare risposte al mondo dell'agricoltura, che è un pilastro della nostra economia.

PRESIDENTE. L'altra parte della relazione viene svolta dal collega Sanna Alberto, che ha la parola. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Alberto, relatore.

SANNA ALBERTO (D.S.), relatore. Questo provvedimento contiene alcune misure importanti, ma sempre di carattere straordinario e urgente, siamo sempre di fronte all'emergenza. Va detto in premessa che il comparto agricolo e quello zootecnico in modo particolare in questi ultimi anni hanno dovuto fronteggiare una situazione di estrema difficoltà dovuta sia alla siccità, sia alla lingua blu e adesso, in ultimo, anche alla virosi del pomodoro. Cioè sono situazioni che si aggiungono ad uno stato strutturale della nostra agricoltura molto grave, molto pesante, insomma ad una crisi complessa, e anche la vicenda del prezzo del latte si inserisce e rappresenta per molti versi una punta di questo iceberg del mondo agricolo che attraversa una difficoltà profonda, una crisi profonda. A proposito del prezzo del latte voglio ricordare che certo, in questo provvedimento noi non potevamo intervenire, però non c'è dubbio che c'è bisogno di una politica complessiva che riesca a creare le condizioni perché non ci sia questa sorta di subalternità del mondo dei produttori rispetto a chi trasforma e a chi vende il latte. Purtroppo l'accordo su questa questione non è stato raggiunto, ci sono ormai tutti gli elementi per ritenere che non ci siano le condizioni per andare oltre la proposta che gli industriali hanno avanzato, di 0,67 centesimi di euro a litro, che sono 1280 lire al litro, insomma, rispetto ai 1400 che avevano spuntato, quella era la quota più bassa che era riuscita ad emergere l'anno scorso, insomma abbiamo 120 lire in meno al litro, è una enormità, questo atteggiamento degli industriali è un atteggiamento sbagliato e dannoso perché colpisce gli allevatori, colpisce chi produce quindi il settore primario ed è chiaro che gli stessi industriali e commercianti se non c'è chi produce la materia prima non si capisce quali prospettive possono avere. Cioè questo è un colpo duro alla nostra economia agricola e debbo dire, purtroppo, che non c'è stata a nostro parere un'iniziativa all'altezza della gravità della situazione da parte della Giunta regionale, che è pur vero che non può intervenire con un provvedimento di legge in questa materia, però è anche vero che ha tanti strumenti di persuasione che avrebbe potuto mettere in campo nei confronti degli industriali, cosa che a mio parere non è stata fatta.

Tornando al merito della legge in discussione, va detto intanto che la prima proposta che è stata avanzata per dare una risposta urgente a questi problemi di cui anche il collega Presidente ha parlato, è stata presentata dai gruppi di opposizione il 22 ottobre la prima proposta, quindi i gruppi di opposizione, anche in questa situazione, si sono fatti carico dei problemi, l'hanno fatto con senso di responsabilità e con spirito costruttivo, anche perché di fronte non c'è stato un pari impegno né della Giunta, né dei gruppi di maggioranza che solo successivamente hanno ritenuto di presentare delle loro proposte di legge.

Il lavoro poi è stato portato avanti in Commissione, molte volte la Commissione ha lavorato con i numeri dei gruppi di opposizione, l'abbiamo anche denunciato in un documento, non è la prima volta questo che si verifica, quindi il ruolo delle forze di opposizione anche in Commissione agricoltura, è stato un ruolo determinante, sia per il contributo nel merito delle proposte e sia per la presenza assidua in Commissione che ha consentito il varo definitivo del provvedimento.

Questo provvedimento si è reso necessario perché le risorse a disposizione per fronteggiare l'epidemia di lingua blu, la virosi del pomodoro in modo particolare, perché questi sono i due motivi fondamentali, cioè queste sono le due emergenze che sono presenti in questo momento, dicevo, le risorse non erano sufficienti, quindi si è resa necessaria l'approvazione di questa norma di legge. Oltre a questo, abbiamo poi previsto un fatto nuovo, nuovo relativamente, ma si vorrebbe che da parte dell'amministrazione regionale si avviasse una politica diversa rispetto ai danni provocati dalle calamità naturali, cioè noi vorremmo che non ci fosse bisogno ogni anno di approvare una legge sulla siccità o sulla lingua blu o sulla virosi. Vorremmo insomma che il sistema dei premi di assicurazione, che abbiamo introdotto all'articolo 1, venisse perfezionato e facesse parte di una politica a regime da parte della Giunta regionale, cosa che avviene in altre regioni di Italia e d'Europa e cosa che noi riteniamo che sia la strada da percorrere, anche per creare maggiore trasparenza e maggiore efficienza in questo settore.

Voglio anche ricordare alla Giunta regionale che il costo dei premi di assicurazione dall'attuale normativa comunitaria è previsto che l'80 per cento sia a carico dell'amministrazione regionale, quindi che solo il 20 per cento sia a carico degli agricoltori, e questo mi sembra un fatto molto importante. Questo punto è stato previsto in legge, ci auguriamo che la Giunta ne faccia l'uso opportuno e necessario.

Per quanto riguarda poi la parte che riguarda gli indennizzi sulle vaccinazioni la legge riconosce un fatto molto importante, riconosce cioè che ci possono essere degli effetti collaterali dovuti alla vaccinazione obbligatoria degli animali. Questo non era stato riconosciuto nelle altre leggi che questo Consiglio ha approvato; siccome da parte di moltissimi allevatori ci sono proteste, ci sono fatti concreti che dimostrano che le vaccinazioni hanno prodotto effetti collaterali gravi, che si concretizzano in aborti, in capi morti, in riduzione notevole della produzione del latte, su queste questioni fondamentali noi riteniamo che sia opportuno, attraverso le necessarie verifiche sanitarie, realizzate naturalmente dai servizi sanitari dell'amministrazione regionale, che ci sia un accertamento serio e se questi danni si verificheranno da oggi in poi che siano riconosciuti e indennizzati. Indennizzi sono previsti anche per i divieti di movimentazione che sono avvenuti a seguito della recrudescenza della lingua blu.

Rapidamente vado alla conclusione, Presidente. Ci sono anche alcuni provvedimenti di prevenzione molto importanti, mi riferisco soprattutto a due di questi provvedimenti: uno riguarda il controllo sanitario del bestiame che entra in Sardegna, mi riferisco agli animali per allevamento e per macellazione, controlli sanitari che sono particolarmente importanti soprattutto per quegli animali che arrivano in Sardegna, provenienti da paesi extracomunitari, e poi l'altro aspetto è quello del monitoraggio, del controllo della evoluzione della malattia attraverso i capi sentinella, cosa che avviene anche adesso, però non era indennizzata e questo scoraggiava gli allevatori a mettere a disposizione i loro animali per questi controlli.

PRESIDENTE. Il primo iscritto a parlare è il collega Piana. Voglio ricordare ai colleghi che durante il suo intervento devono pervenire le iscrizioni per intervenire nella discussione generale.

E' iscritto a parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.

PIANA (U.D.C.). Signor Presidente, oggi il Consiglio regionale sta discutendo un testo di legge unificato, tre erano le proposte che erano state inoltrate, presentate al Consiglio regionale, quindi discusse in Commissione agricoltura. Io credo che dopo il mandato del Consiglio regionale alla stessa Commissione agricoltura bene abbia lavorato nell'interezza la stessa Commissione. Devo anche ricordare, perché faccio parte del gruppo dell'UDC, che l'UDC ha garantito la presenza costante, il proprio contributo in sede di Commissione e in sede anche di Consiglio regionale.

Indubbiamente la legge che oggi, spero in mattinata, questo Consiglio regionale approverà in via definitiva contiene importantissime novità, non solo quella del rifinanziamento di indennizzi per una malattia, la blue tongue, che nei mesi scorsi ha ripreso a svilupparsi in Sardegna con un nuovo sierotipo. Quando noi abbiamo discusso anche in Commissione la malattia era nella pienezza dell'evoluzione, si pensava anche, dalle stime dei vari Assessorati, che si arrivasse intorno ai 120-130 o 140 mila capi morti. Ora credo che a oggi, dico meno male, siamo fermi intorno agli 80 mila capi morti in Sardegna, quindi le condizioni climatiche indubbiamente hanno favorito il blocco dello svilupparsi della stessa malattia. Indubbiamente però abbiamo avuto dei danni e abbiamo quindi previsto, nella stessa legge, l'indennizzo così, al pari, rifinanziando la legge 22 dell'anno scorso, 2002 e anche 2001.

Le novità, invece, che sono state apportate alla legge riguardano una discussione che in campo nazionale si è sviluppata con prese di posizione da parte degli organi veterinari preposti al controllo, da parte dello stesso Ministro dell'agricoltura, e riguarda l'effetto delle vaccinazioni sui capi ovini o caprini, cioè c'è o non c'è un'influenza negli aborti delle pecore, dei capi ovini, oppure non c'è? C'è o non c'è una diminuzione delle produzioni del latte a causa delle vaccinazioni? Questo è stato uno degli argomenti che anche in Commissione hanno fatto ragionare e discutere maggiormente, anche a causa di articoli apparsi su importantissimi quotidiani nazionali.

La Commissione ha ritenuto, quindi, di dover inserire in legge la possibilità di indennizzare gli aborti, i danni causati eventualmente dalla vaccinazione. Credo che siamo l'unica Regione ad aver inserito e previsto in una legge un risarcimento di questa natura. E io credo che siccome la blue tongue per la prima volta si era sviluppata come in Italia in Sardegna, indubbiamente molte altre Regioni hanno anche copiato, questo lo dobbiamo dire, da provvedimenti legislativi da noi adottati.

E allora nel testo unificato che stamani stiamo discutendo è previsto un indennizzo per i danni causati eventualmente dalla vaccinazione, sia per gli aborti, sia per capi morti, eventualmente dalla stessa vaccinazione, sia anche per diminuzione di latte. Il problema che poi ci eravamo posti è chi certificherà questi danni. Noi anche qua abbiamo voluto inserire, si è voluto inserire che la certificazione avvenga dall'Istituto Zooprofilattico della Sardegna, quindi un autorevole ente regionale, ma anche di competenza governativa, che è abilitato alla certificazione. E non solo: abbiamo previsto anche - qua lo devo riconoscere, anche per la battaglia di un collega della Commissione - l'inserimento di un finanziamento allo stesso Istituto Zooprofilattico della Sardegna.

Si è prevista anche un'altra grande novità, che è quella delle stalle di sosta, e qua interessa in modo particolare l'Assessore della sanità, perché nei ragionamenti che in Commissione si sono fatti è che la Sardegna è vulnerabile all'ingresso di animali, molte volte non solo da macello, non solo riproduttori, ma anche a tutti gli animali da compagnia che possono essere introdotti nel territorio della regione Sardegna senza nessun controllo allo sbarco nei porti. Allora si è previsto di istituire dei servizi veterinari di controllo, in modo particolare per gli animali da macello, per gli animali da riproduzione, dei presidi in alcuni porti, poi la Giunta regionale, con propri decreti, con proprie delibere deciderà dove e come. Quindi ci sarà un maggior controllo, con l'approvazione di questa legge, di tutto il bestiame, di tutti gli animali che si introdurranno in Sardegna.

Altra grande novità, a mio avviso, è data da un indennizzo per le aziende agricole che sottopongono il proprio bestiame al controllo e al monitoraggio del territorio per la stessa malattia. Poi sono inserite alcune norme che riguardano la virosi gialla del pomodoro, una malattia nota in Sardegna, ma non solo in Sardegna, sono previste misure che modificano i contributi previsti dalla legge regionale 21 a favore dei giovani agricoltori, che passano dal 55 per cento al 60 per cento nelle zone montane, e quindi completano l'interezza della legge. Sono rimasti fuori dall'argomento, da questa legge alcuni argomenti importantissimi, che forse hanno anche fatto discutere e hanno portato questo Consiglio regionale a dare l'emergenza, che sono quello del prezzo del latte ovicaprino, che sono quello dell'indebitamento delle aziende agricole e quindi su questi due argomenti si è rimasti intesi che i componenti della Commissione, ma gli stessi proponenti di questo testo unificato, l'impegno a presentare un'apposita proposta di legge per racchiudere questi due importanti argomenti: prezzo latte ovicaprino e in modo particolare l'indebitamento del sistema agricolo.

Rimane all'interno della legge un'altra piccola ombra che il Presidente della Giunta regionale, quando ha relazionato sul tema dell'agricoltura la volta scorsa aveva garantito e quindi messo per iscritto nella relazione che ha mandato, l'indennizzo, cioè il prezzo dell'indennizzo per i capi morti, perché i capi morti sono quelli che la Regione deve indennizzare. Allora facendo riferimento alla legge nazionale, a cui noi siamo obbligati a fare riferimento, l'indennizzo è riferito ai mercuriali, cioè ai prezzi di mercato degli ovini o dei caprini dell'ultima settimana in base ai bollettini dell'ISMEA, l'ente che certifica le mercuriali settimana per settimana in campo nazionale.

Ora se si prendono i bollettini ISMEA e le valutazioni di quell'ente in campo nazionale indubbiamente noi avremo un indennizzo per i capi ovini o caprini nettamente inferiore rispetto a quanto si è indennizzato con la stessa legge regionale 22 nel 2002 o nel 2001. Nella relazione del Presidente della Giunta regionale ha garantito, ma ha messo anche per iscritto, che era stata trovata un'intesa con l'ISMEA tanto da poter garantire anche per gli indennizzi 2003 lo stesso indennizzo, quindi la stessa cifra, le stesse mercuriali degli indennizzi del 2002 e del 2001, cioè riferiti a una pecora morta. Tra il valore del capo di bestiame più i mancati redditi aggiuntivi si arriva e si è arrivati, come lo scorso anno, a circa 440 mila lire di vecchie lire, e se uno è iscritto all'albero genealogico poi aumenta. Siccome è stato oggetto di discussione anche in Commissione questo argomento, indubbiamente mi ha confortato e ci ha confortato l'impegno e la relazione che il Presidente della Giunta regionale al Consiglio aveva riferito che sarebbero stati indennizzati allo stesso prezzo e alle stesse condizioni del 2002.

Per quanto riguarda il prezzo del latte indubbiamente anche oggi sulla stampa regionale sono riportati degli articoli sulla trattativa. Certo che la Regione non può fare tanto, non può intervenire direttamente, però nella proposta di legge presentata anche dal mio Gruppo noi avevamo individuato tre cose che erano possibili e fattibili, da poter inserire la Regione per modificare o per migliorare poi la trattativa che gli stessi industriali, ma non solo gli industriali, perché abbiamo anche il mondo delle cooperative, finanziato e voluto da leggi regionali, che trasformano il latte ovino, che sono sul mercato e che quindi anche loro condizionano il mercato in base ai conferimenti e ai prezzi elargiti ai soci.

Le tre direttive che noi avevamo individuato erano quelle di un intervento sulla continuità territoriale merci, cosa che in questi giorni la Giunta regionale, l'Assessore competente sta facendo insieme al Ministero, quindi la continuità territoriale delle merci; l'altro era canalizzare la pubblicità istituzionale verso produzioni diversificate dal pecorino romano, spendiamo indubbiamente miliardi e miliardi solamente con la legge regionale 17, in sponsorizzazioni si spendono quasi 24 miliardi di vecchie lire, quindi una parte di questi finanziamenti doveva essere canalizzata alla pubblicità di produzioni diversificate, quindi formaggi molli, quelli che il mercato sta apprezzando. L'altro intervento era caratterizzato da un finanziamento immediato al sistema cooperativo, in modo particolare, perché si finanziassero nuovi macchinari che permettessero a quelle cooperative di diversificare le produzioni. Troppo facile produrre pecorino romano, è stata una grande valvola di sfogo per le produzioni della Sardegna, però oggi non basta più, quindi vediamo in tutti i supermercati che il 70 per cento dei formaggi sono quelli francesi, sono quelli reclamizzati e pubblicizzati su tutte le televisioni, su tutti gli organi di stampa, indubbiamente c'è un divario che la Sardegna, ma anche l'Italia deve recuperare, allora che la Regione Sardegna può finanziare pubblicità istituzionale a favore di quelle produzioni diversificate, un abbattimento dei costi sulla continuità territoriale merci e in modo particolare degli interventi nel sistema immediato del mondo delle cooperative perché si adeguino con gli impianti alle produzioni diversificate.

Questo è stato un argomento importantissimo che abbiamo discusso, che era contenuto nella nostra proposta di legge e che unanimemente si è rimasti di ripresentare nelle prossime settimane un'altra proposta di legge che contenesse anche questo. Noi questo faremo, io presenterò nei prossimi giorni una proposta di legge che riguardi indebitamento e anche il prezzo del latte ovicaprino. Quindi su queste misure contenute nella proposta di legge, è una decisione assunta anche all'unanimità in Commissione agricoltura, io mi auguro che anche oggi in Consiglio regionale venga approvata la proposta di legge all'unanimità perché veramente queste previdenze sono aspettate, ritengo che siano legittime, giuste per il mondo agricolo che aspetta, su questo c'è stato il nostro contributo e il mio in modo particolare.

PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.

TUNIS (U.D.S.-Centro). Presidente, colleghi consiglieri, stiamo trattando qui in Aula un argomento molto importante per un settore che noi riteniamo importante, anche se l'Assemblea dimostra stanchezza per i giorni intensi vissuti per la discussione dell'assestamento di bilancio, debbo riconoscere che questo argomento merita altrettanta attenzione. Io debbo prendere atto ed esprimere apprezzamento sull'articolato perché riflette in parte quelle che sono le esigenze che vengono dal mondo agropastorale e poi dirò perché è un risultato che si è ottenuto parziale. Per ora vorrei esprimere giustamente apprezzamento su quanto è stato deliberato. All'articolo 1 si è previsto un risarcimento, così come fatto precedentemente, per i capi morti e abbattuti a causa dell'epidemia della blue tongue. All'articolo 2 è stato previsto un monitoraggio sugli effetti e le conseguenze che la febbre catarrale ha sugli animali ed anche sulle conseguenze che si sono avute con le vaccinazioni. Abbiamo rilevato che moltissimi capi hanno avuto dei problemi per mancata produzione, addirittura abbiamo avuto degli effetti devastanti sugli aborti. Nonostante io possa ricordare che sulla vaccinazione avvenuta con l'altra epidemia, gli esperti avevano stabilito di poterla fare in un periodo adatto e non in maniera affrettata perché avrebbero causato una situazione di disastro per quanto riguarda l'allevamento, in quanto avrebbe causato questi aborti, abbiamo avuto modo di notare che gli esperti parzialmente si sono sbagliati, anche con le vaccinazioni che hanno indicato loro per quel periodo abbiamo avuto una situazione difficile. Bene ha fatto la Commissione di prevedere questi rimborsi. È chiaro che a somiglianza dell'altra legge si è previsto all'articolo 3 il contributo per gli agricoltori e gli allevatori per la mancata movimentazione; all'articolo 5 si è prevista l'anticipazione della Regione per le assegnazioni dello Stato e qui è giusto perché occorreva non aspettare che fosse lo Stato in tempi successivi a concedere i relativi finanziamenti. E c'è sempre tempo per le necessarie compensazioni, anche per quanto riguarda la precedente legge si è previsto questo caso e ha dato buoni risultati. Un discorso a parte merita il problema delle stalle di sosta. Nell'altra legislatura il sottoscritto aveva evidenziato questa situazione delle stalle di sosta, in Sardegna ve n'erano due, una per quanto riguarda il nord ed una per quanto riguarda il sud. Diciamo la verità, per incuria, per malgoverno, per scelte affrettate da parte degli esperti quella relativa a Cagliari si è lasciata andare e quindi quella che era prevista per un controllo sul movimento degli animali che venivano dall'estero non si è potuta effettuare, per cui noi abbiamo visto bellamente già con la precedente epidemia che gli animali transitavano e possono essere stati la causa principale del diffondersi della epidemia e ho dei dubbi che sia possibile anche per questo nuovo di tipo di epidemia la causa principale. Probabilmente queste denunce che io ho fatto con interrogazioni ed interpellanze nell'altra legislatura non sono state prese nella giusta considerazione. Se fossero state valutate, se gli Assessori del periodo si fossero resi conto di quanto era esposto nella denuncia, probabilmente non saremmo arrivati ora ad elaborare un articolo per questo caso. Quindi, io debbo esprimere apprezzamento, però rilevare che siamo arrivati in netto ritardo, che addirittura noi spenderemo adesso il doppio rispetto a prima, mentre le avevano e le abbiamo fatto andare distruggere, ora le prevediamo nuovamente. Ma io dico di più, oltre che le stalle occorre che si crei quel nucleo di veterinari specializzati e di tecnici per fare le opportune valutazioni perché altrimenti noi anche nel futuro potremo incorrere in questi stessi eventi. Io debbo rilevare ed esprimere apprezzamento sull'articolo 7 che prevede, appunto, contributi ed indennizzi per compensare i costi e i disagi sopportati dagli allevatori per mettere a disposizione gli animali per essere verificati ed anche questo è un primo caso giusto di valutazione ed apprezzamento. È giusto che gli allevatori che offrono i loro animali per gli studi competenti al riguardo debbano essere, appunto, indennizzati per questa loro mancata produzione e diciamo anche mancato guadagno.

C'è l'altro aspetto che è stato previsto in questa legge, di indennizzare gli agricoltori sulla virosi del pomodoro, è una piaga che si ripete da anni, è il secondo anno consecutivo che noi abbiamo avuto questa situazione, probabilmente noi dovremmo fare in modo che si faccia un'attività di prevenzione, che si cerchi di studiare meglio se è possibile perché si arrivi ogni anno a questo tipo di danno, perché altrimenti saremmo costretti a dover mettere una voce, cosa posso dire, annuale per rifondere gli agricoltori al riguardo. È giusto doverlo fare, però è giusto anche fare un'attenta analisi di questa situazione e se è possibile i nostri tecnici ed i nostri organismi che operano in agricoltura di fare degli studi più approfonditi. Per quanto riguarda le altre provvidenze contenute nel provvedimento che stiamo ora esaminando, altrettanto esprimiamo apprezzamento come quello che si riferisce ad agevolare i giovani agricoltori quando si prevede un aumento del contributo per la realizzazione di strutture aziendali. È la verità, noi dobbiamo puntare sul futuro, noi dobbiamo puntare a che anche i giovani lascino perdere il posto, cosa posso dire, tanto caro, sicuro, tipo dl lavoro dipendente ed invece si privilegi quello anche del rischio che viene dal mondo agropastorale. Bene hanno fatto di prevedere, appunto, questo contributo speciale. Abbiamo rilevato con piacere che hanno stabilito che la legge entra in vigore dalla pubblicazione della legge stessa e che così avremo tempi più accelerati, devo però esprimere alcune critiche e questo non me ne voglia né il Presidente della Commissione agricoltura e né gli organi competenti a farlo, perché il nostro Gruppo, primo firmatario Floris, secondo firmatario Tunis, aveva presentato un progetto di legge relativo a provvedimenti per l'agricoltura ed è il progetto di legge 495, ed è stato presentato il 26 di novembre del 2003, quindi il 26 novembre, in data anteriore all'inizio della discussione in Commissione. Io per evitare dei problemi ho dato personalmente copia del provvedimento di legge al Presidente della Commissione e al funzionario perché si potesse eventualmente fare una discussione in comune. Probabilmente io so e mi risulta che abbiano fatto una valutazione al riguardo e hanno trovato, probabilmente, riconosco degli argomenti per non dover mettere insieme i due provvedimenti, perché quello presentato dal nostro Gruppo ha probabilmente altri contenuti, è andato oltre questo della virosi, è andato oltre il risarcimento danni per gli allevatori a causa della blue tongue, ha previsto invece anche degli altri aspetti che andavano curati e per i quali noi non possiamo nasconderci e riguardano l'indebitamento delle aziende agricole e quindi trovare delle soluzioni al riguardo perché è un settore in coma e noi chiediamo che questo Consiglio regionale su questo argomento si debba esprimere. Nel nostro provvedimento vi è anche la parte relativa a questa situazione, quindi so che questo è un argomento che potrebbe durare a lungo, ma comunque bisogna trattarlo.

Io ritengo che anche l'altro argomento che è stato portato all'attenzione della Commissione dal nostro progetto riguarda gli interventi che si richiedono a favore dei produttori di latte per trovare soluzioni in questa particolare situazione che vede le parti in conflittualità fra gli allevatori e i produttori; ora sono due argomenti di grande importanza e noi diciamo che non li abbiamo affrontati. Abbiamo fatto male, speriamo che possa essere oggetto di trattazione nei tempi immediatamente successivi, possibilmente a gennaio. Questo provvedimento io chiedo che se non può essere accorpato ora in discussione unitaria deve essere trattato urgentemente in Commissione per quelle parti che io sollecito sul problema della produzione del latte e del prezzo del latte e per quanto riguarda l'indebitamento delle nostre aziende. Concludo dicendo che noi come parte politica riteniamo l'agricoltura una strategia di sviluppo primario per la nostra Regione e come tale chiediamo al Consiglio degli interventi urgenti al riguardo.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Tunis. È iscritto a parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.

ORTU (R.C.). Presidente, io prima di iniziare vorrei richiamare la sua attenzione e l'attenzione anche dell'Assessore dell'agricoltura e possibilmente dell'intero Consiglio sull'esigenza di discutere in modo attento, serio ed approfondito un provvedimento che io ritengo impegnativo ed importante. Impegnativo ed importante proprio sulla base della discussione che c'è stata in questa Aula e che ha preceduto i lavori della Commissione. Allora io capisco che possano esserci anche altre esigenze che derivano dalle imminenti ferie natalizie, però ritengo anche che l'Aula debba discutere con attenzione, anzi debba poter discutere, quindi i colleghi che eventualmente non fossero interessati ad affrontare la questione possono tranquillamente accomodarsi fuori e consentire, invece, a chi vuole porre un problema delicato di poterlo discutere con l'impegno necessario. Quindi, Presidente, io mi fermo qui, poi quando ci sono le condizioni per poter discutere vado avanti. Presidente, mi rivolgo a lei. Non so, non è che sono preoccupati, sinceramente non è che...

PRESIDENTE. Colleghi, prego onorevole Ortu.

ORTU (R.C.). Allora, nel merito del provvedimento l'impalcatura della legge è contenuta nell'articolo 1; l'articolo 1 prevede due interventi, ma io non tornerò sull'elencazione o sull'illustrazione delle provvidenze che sono previste in legge, a me preme discutere della legge in relazione ad un giudizio generale sul comparto e su quello che è avvenuto e tra l'altro su come intendiamo utilizzare uno strumento importante quale può essere questa legge per evitare che quello che è accaduto in passato si ripeta in futuro. Ecco, la legge ha una impalcatura che prevede fondamentalmente due direttrici di intervento. Un intervento per risarcire i danni sulla lingua blu ed un intervento per risarcire i danni sulla virosi del pomodoro. In origine il provvedimento presentato dalle opposizioni prevedeva anche alcune altre direttrici di intervento, per esempio poneva anche l'esigenza di affrontare, ponendo perfino un termine entro il quale la Giunta avrebbe dovuto predisporre un piano di intervento, poneva il problema di affrontare anche la questione che attiene all'indebitamento, che è una questione drammatica per quanto riguarda il comparto dell'agricoltura. Allora, la legge prevede due direttrici di intervento, che sono importanti e significative. Ma perché sono importanti e significative e perché meritano una discussione attenta? Perché, badate, questo è nel giro di pochi anni o di pochi mesi, perché è nel giro di due anni, il secondo intervento che questo Consiglio è chiamato ad approvare per quanto riguarda sia la lingua blu, sia la virosi del pomodoro. Allora, è il secondo intervento con un impegno di risorse che sono state destinate a risarcire danni consistenti. Allora, è necessario che con grande franchezza qui ci chiediamo anche che cosa è accaduto in questi anni, anche rispetto ai primi interventi e rispetto anche giustamente ad alcuni indirizzi che erano già previsti nei precedenti interventi, soprattutto in materia di prevenzione e sui quali siamo costretti addirittura a tornare con questo provvedimento facendo perfino un elenco analitico delle cose da fare, cosa che è incredibile, nel senso che le cose da fare si potevano fare già precedentemente ed attengono all'attività ordinaria della Giunta. Allora, se siamo costretti ad intervenire su situazioni così delicate con ingenti risorse, ci dobbiamo anche chiedere che cosa è accaduto e dobbiamo anche dare un giudizio su quello che è accaduto, anche perché sinceramente questa agricoltura viene strattonata da una parte e dall'altra ed è una sorta di campo di battaglia in cui tutti si vogliono cimentare, non tanto per tutelare gli interessi dell'agricoltura, di questo settore, di questo comparto importante per l'economia della nostra Isola, ma spesso è un comparto in cui tutti si vogliono cimentare con una sola finalità, quella di raccogliere preferenze. Allora, a me, in questa fase, sinceramente, le preferenze interessano poco, mi interessa dare un contributo per affrontare un problema, poi saranno i cittadini, gli elettori a giudicare in serenità rispetto alla politica che è stata condotta, rispetto a questo comparto da questa o dalla vostra Amministrazione regionale. E dico questo avendo la consapevolezza, lo abbiamo ribadito anche ieri, che gli agricoltori sono adulti e sanno giudicare e giudicheranno anche questa volta quando saranno chiamati nella primavera prossima, così come hanno fatto in passato e giudicheranno rispetto alla politica che è stata perseguita per questo comparto, perché badate alcune questioni... L'onorevole Piana è pregato di allontanarsi così non mi disturba. Alcune questioni che sono accadute ieri io le considero estremamente gravi; gli unici 18 miliardi, parlo in lire così ci comprendiamo di più, che erano contenuti nel bilancio della Regione per intervenire negli investimenti strutturali per i miglioramenti fondiari per la legge 21, ieri sono stati tolti e spalmati in un'operazione che io ritengo sia aberrante perchè è solo ed esclusivamente un'operazione di finanziamento a pioggia, quindi in sostanza a pie' di lista, di una serie di enti regionali per la gestione, non per intervenire per affrontare e risolvere i problemi dell'agricoltura così come pure sarebbe possibile.

Allora, il giudizio va pure dato, visto che stiamo approvando per la seconda volta e non solo per la seconda volta, ma spesso per gli stessi settori e per gli stessi danni stiamo approvando un provvedimento che comporta un impegno di decine e decine, di centinaia di miliardi di lire. Allora, il giudizio va dato e il giudizio è negativo, non può essere diverso. È un giudizio negativo perchè queste sono le conseguenze, perchè ancora una volta dobbiamo intervenire per sanare i disastri. E i disastri sono frutto di una politica negativa che è stata condotta per quanto riguarda il comporto dell'agricoltura.

Quindi, va dato un giudizio sul lavoro che avete fatto in questi quattro anni e il giudizio lo dà il provvedimento ed è un giudizio negativo, perchè siamo chiamati a risarcire danni che consumano enormi quantità di risorse finanziarie che invece dovevano essere destinate agli investimenti per migliorare e modernizzare il comparto dell'agricoltura.

Ma il giudizio è negativo sull'operato della Giunta anche nel merito e il giudizio negativo è contenuto nell'articolato, perchè qualcuno ci deve pur dire e non l'ha fatto finora, e questo l'Assessorato della sanità o l'Assessore della sanità e anche l'Assessore dell'agricoltura, ma in questi tre anni cosa è accaduto nel settore zootecnico, cosa è successo rispetto agli interventi, che pure sono stati realizzati, per affrontare il problema della lingua blu.

Badate, noi avevamo approvato un provvedimento che prevedeva un piano di eradicazione! Un piano di eradicazione! Bene, quel piano quali sono gli interventi e quali le conseguenze, quali i risultati perchè di questo pure dobbiamo discutere se vogliamo poi in qualche modo modellare, adattare il nuovo intervento. La realtà è che non ci sono, non c'è la possibilità di trarre un bilancio di un'esperienza notevole che pure è stata condotta in questi tre anni, che ha riguardato milioni di capi del comparto zootecnico, non ha riguardato uno o due o tre allevamenti o un territorio della nostra Isola, ha riguardato l'intera Isola. Allora cosa è accaduto? Ma questo benedetto monitoraggio che noi abbiamo dovuto prevedere in legge, obbligando la Giunta a presentare delle relazioni di sintesi rispetto all'operato periodicamente, ecco ma questo monitoraggio nel corso di questi tre anni è stato effettuato? Cosa si è riscontrato nel monitoraggio rispetto all'intervento che era stato realizzato con la precedente legge, qual è l'esperienza che pure è stata condotta e che è costata decine e decine di miliardi per quanto riguarda la prevenzione che è stata affidata anche alle Province, quindi ad un altro ente con il quale questa Amministrazione regionale dovrebbe pur relazionare e con il quale dovrebbe pure trarre un bilancio, cosa è accaduto, qual è stata la prevenzione, quali sono i risultati della prevenzione. Perché siamo punto e a capo dopo tre anni, questo è il dramma; siamo punto e a capo e non solo siamo punto e a capo, ma siamo come tre anni fa al punto di partenza, cioè analfabeti, non conosciamo nemmeno l'ABC. Invece oggi dovremmo essere in questo campo quelli che sarebbero dovuti essere in grado di dettare le regole non solo in Sardegna ma al resto del Paese, perfino al resto dell'Europa.

Invece, oggi non disponiamo di nulla e quindi siamo perfino impotenti rispetto ad una seconda ondata di lingua blu che ancora una volta ci accingiamo ad affrontare a tentoni, questa è la realtà. Perchè quando l'Assessore della sanità viene in Commissione, quando stiamo discutendo la legge e ancora non sa, sapendo che queste cose devono essere decise tanto tempo prima, quale tipo di vaccinazione saremo costretti a fare nei prossimi mesi, nelle prossime settimane, e quindi non sa su che cosa si dovrà intervenire, mi dirà che lui l'ha detto in Commissione.

È vero, ha presentato un'ipotesi. Un'ipotesi che poi successivamente è stata corretta, che ancora oggi viene modificata. Certo, Assessore, lei farà finta di niente, mi dirà che oggi ha la soluzione del problema, ma la soluzione del problema dovevamo averla tre anni fa e lei non venga a dirmi che tre anni fa lei non era alla guida di quell'Assessorato perchè questo poco importa a noi e non solo, agli operatori del settore, perchè gli operatori del settore da noi e da voi si attendono una politica, un intervento che sia capace di produrre risultati.

Quindi, qual è la prevenzione, qual è il modello di prevenzione, quali sono i risultati della lotta al vettore che trasporta questa benedetta malattia, che ogni volta dobbiamo subire e ogni volta dobbiamo perfino scoprire quando ormai i buoi sono scappati.

Ma la stessa cosa potremmo dire, possiamo dire per quanto riguarda la virosi del pomodoro. Anche qui quali le iniziative di prevenzione, quali le iniziative di lotta, quali gli adeguamenti strutturali delle aziende, perchè per combattere la virosi del pomodoro bisogna adeguare le aziende, quindi bisogna sostenere gli agricoltori! Bisogna sostenere gli agricoltori per adeguare la loro azienda in modo tale che almeno possano contenere gli effetti negativi e disastrosi.

Ecco, queste sono le esigenze che noi abbiamo posto in Commissione, che abbiamo riproposto nella discussione che c'è stata precedentemente in Aula, che riproponiamo oggi nella discussione generale, poi entreremo nell'articolato e discuteremo articolo per articolo; però oggi è necessario trarre un bilancio di una politica disastrosa che è stata condotta nell'ambito di questo settore.

Quindi un giudizio negativo sulla politica per l'agricoltura, un giudizio negativo su come sono stati gestiti i precedenti interventi, tant'è che oggi siamo punto e a capo e dobbiamo intervenire con un altro provvedimento di legge. Ma un giudizio negativo che deriva dal fatto che oggi siamo chiamati a destinare ulteriori decine e decine di migliaia di miliardi per quanto riguarda l'intervento in agricoltura a discapito della possibilità che pure avremmo dovuto perseguire di intervenire per far crescere il comparto.

Un comparto che è in una condizione drammatica e lo hanno ribadito non solo gli agricoltori e gli allevatori quando sono venuti sotto questo palazzo nei mesi scorsi o nelle settimane scorse, ma lo hanno ribadito ieri, perchè se lo scontro sul prezzo del latte è così drammatico è perchè c'è consapevolezza nei pastori che non sono in grado di reggere con quel prezzo. Allora, lo scontro diventa drammatico anche con la controparte, anche se la controparte, gli industriali, da questo punto di vista non hanno nessun alibi, nemmeno l'alibi che pure è stato più volte utilizzato del cambio euro/dollaro. Non hanno nessun alibi, ma se lo scontro è drammatico è perchè abbiamo un comparto che è ormai alla fame, quindi che non è in grado più di poter reggere una diminuzione del prezzo alla produzione.

Questo è il punto e questo non consente nemmeno una possibilità di intervento da parte della Giunta regionale perchè non ha strumenti a questo punto per tentare di far convergere le parti su un'ipotesi, questo è il dramma, anche se la Giunta regionale non può fare quello che ha fatto finora, al di là di quello che dicono le parti sociali, ma per la delicatezza del comparto la Giunta regionale, l'Amministrazione regionale non può non intervenire su questa vertenza per tentare di trovare una via d'uscita, altrimenti le condizioni già drammatiche e difficili anche dal punto di vista, come voi sapete benissimo, dell'ordine pubblico, nelle nostre campagne diventeranno intollerabili nel prossimo futuro.

Allora, abbiamo consapevolezza, abbiamo coscienza che ci sono alcuni nodi che sono fondamentali per risanare il settore, che sono fondamentali, modernizzare il settore, dare risorse per realizzare delle aziende che siano capaci di poter stare nel mercato e di produrre reddito, perchè la gente - badate - non vuole altro, vuole poter lavorare, ma vuole vedere anche i risultati del proprio lavoro. Vuole avere la possibilità di ricavarne, di trarne un reddito che sia in grado di consentirgli di condurre l'azienda e di sostenere la propria famiglia. Per affrontare questo occorre fare quello che finora non abbiamo fatto.

Ma è possibile, tutti abbiamo approvato all'unanimità, e non solo, con il riconoscimento da parte di tutti, una legge che era di riordino, che era fondamentale per l'agricoltura, che era per investimenti, quindi per investimenti produttivi in agricoltura, non per risarcire, per investimenti, che è la legge 21. Questa legge esiste, è stata approvata nel 2000, è funzionante, cioè in grado di produrre effetti dal 2001. Ebbene nel 2001, nel 2002, nel 2003 non è stata spesa una lira, ma non perchè la legge prevede o contenga dei meccanismi farraginosi che non consentono di intervenire, perchè di volta in volta si arriva a fine esercizio e quelle quattro lire che vengono destinate, ma insomma 18 miliardi per investimenti infrastrutturali in agricoltura, ma vi rendete conto di che cosa significa? Significa realizzare interventi in dieci, dodici aziende in tutta la Sardegna, è perfino ridicolo parlarne.

Noi avevamo chiesto 200 miliardi da destinare agli interventi, ebbene, questo che dovrebbe essere lo strumento che avremmo dovuto utilizzare nel corso di questi anni per combattere anche la lingua blu, perchè badate anche per quanto riguarda l'incidenza della lingua blu se noi non facciamo alcuni adeguamenti nelle aziende, cioè se nelle aziende non vengono migliorate le stalle, non viene fatto un risanamento ambientale, cioè non vengono fatte tutte quelle opere per poter condurre ed allevare il bestiame in condizioni igienico sanitarie decenti, se non facciamo questo, noi saremo punto e a capo e saremo punto e a capo con danni disastrosi, come è accaduto nel corso di questi anni. Quindi, ci vogliono investimenti. Ci vogliono investimenti!

La realtà è che nel corso di questi quattro anni non è stata destinata una lira in questa direzione per quanto riguarda questo settore. Poi avremo modo di riprendere le cose nell'articolato.

Altra questione fondamentale e dirimente è la questione dell'indebitamento. L'Amministrazione, la Giunta e l'Assessore in Commissione hanno detto: siamo pronti ad intervenire, non c'è bisogno di prevedere un articolo nella legge, siamo pronti perchè stiamo trattando con le parti, con le parti siamo quasi arrivati ad un'ipotesi di soluzione, stiamo trattando anche con la banche, benissimo; scodellate questa ipotesi di soluzione e si decida prima delle elezioni, in modo tale che gli elettori vi giudichino anche per questo. Perché questa è stata per voi, ed ho finito, una delle battaglie attraverso la quale avete scardinato la precedente maggioranza e oggi voi siete chiamati e dovete pagare quanto gli altri se non siete in grado di fare come gli altri.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (Gruppo Misto). Alcune considerazioni di carattere generale su questa legge, sulla situazione agricola nel suo complesso. Un'altra considerazione è quella che come al solito vi è la presenza sparuta, sporadica dei colleghi che sono del tutto o poco interessati alle problematiche di questo settore.

Io voglio ricordare che le grandi manifestazioni che avvennero prima in ordine sparso, poi in maniera unitaria, e che per la verità non si sono ancora concluse, del mondo agricolo e zootecnico hanno riproposto alla nostra attenzione, all'attenzione del mondo politico le difficoltà ed in taluni casi il dramma che si vive nelle nostre campagne.

Quindi situazioni e problemi vecchi che non sono stati mai affrontati o, se lo si è fatto, lo si è fatto in maniera alquanto superficiale, ai quali si aggiungono e accavallano nuovi che sono sempre più importanti e pericolosi. Diceva il collega Ortu che siamo oggi punto e a capo, siamo qui da quattro anni più e non facciamo altro che ripetere sempre le stesse cose. Siamo qui a dire che le cose come stanno, come sono, non possono più andare, che così come è il settore agricolo e zootecnico non ha futuro o se lo ha è quanto meno buio.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE

(Segue MANCA.) Quindi, è amaro constatarlo, ma solo quando la protesta civile, la protesta seria, la protesta giustificata arriva nel palazzo del nostro Consiglio regionale ci ricordiamo dei problemi che attanagliano questo settore. Mai che in questi anni si sia parlato ed agito per l'agricoltura, per la zootecnia in termini di prospettiva sia per il medio che per il lungo periodo.

Io credo di averlo anche già detto, ma da più di dieci anni, circa quindici, cioè dai primi anni Novanta non è mai esistito un piano serio, una strategia degna di questo nome. Una strategia che dia a questo fondamentale settore di questa nostra già fragile economia un avvenire meno problematico. E non si può pensare e non si può credere che i problemi che attanagliano questa nostra categoria di allevatori e di agricoltori vengano risolti o appianati con queste leggi tampone, con queste leggi fatta alla bisogna, così come fino ad oggi in questi quattro anni è stato fatto. Senza tener conto, è chiaro, che gli operatori sono spesso catalogati come categoria oggetto di particolari attenzioni, quindi categoria privilegiata, che però si lamentano sempre, che chiedono sempre, che sanno solo pretendere e mai dare. Credo che sia necessario sfatare anche questo luogo comune, loro non sono né privilegiati, né protetti. Io credo che queste categorie godano di ben pochi privilegi, di ben pochi agi.

E se poi è chiaro che questo lo riteniamo, lo riterrete, se li riteniamo inutili basta dirlo chiaramente; non si può essere bifronti, davanti a loro essere ossequianti, disponibili, favorevoli a tutto. Dietro le quinte, invece, a centellinare gli interventi, a limitare tutto. Bisogna finirla e bisogna, se invece li riteniamo utili, finirla di dipingerli per quello che non sono. Io credo che loro siano solo esasperati, loro hanno la necessità di sentire il mondo politico più vicino e più partecipe, più coinvolto nell'affrontare i loro problemi che stiamo ripetendo da quattro anni solo molteplici e di estrema gravità. I problemi sono gli eventi calamitosi estremi che con drammatica alternanza si stanno verificando, le malattie degli animali, le malattie delle piante, sia delle coltivazioni orticole che delle coltivazioni a pieno campo ed in serra; vanno dalla scarsità delle risorse finanziarie, l'esempio per tutti che faceva poc'anzi il collega Ortu è che la legge 21, dopo tre anni, è stata finanziata con risorse veramente risibili, al limite dell'oltraggio. Così come io ritengo che un evento calamitoso possa essere considerata la nostra struttura burocratica, che non è solo quella dell'agricoltura che è in quelle condizioni, che mi pare si voglia potenziare non so se per renderla più mastodontica o più adeguata ed efficiente. Ci sono sempre meno operatori, sempre e troppi agricoltori ed allevatori fuggono o abbandonano le nostre campagne; molte, troppe aziende chiudono e di questo passo non so e non voglio immaginare dove si voglia andare a finire. Vanno dal problema delle risorse idriche, dove esiste una totale e completa anarchia, caro Assessore. È impellente il riordino dei consorzi di bonifica, che sono diventati dei veri e propri carrozzoni in balia di politici rampanti e delle associazioni di categoria sempre più coinvolte anche nella loro gestione. È quindi necessaria l'istituzione di un servizio idrico integrato, è necessario il potenziamento del credito, il riordino fondiario, la rete contabile agricola eccetera. Oggi in questo provvedimento non affrontiamo nessuno di questi problemi, affrontiamo altri aspetti che sono altrettanto importanti.

Mi preme, però, sottolineare la tattica attendista della Giunta regionale, che si sta distinguendo soprattutto per altri fatti che io pensavo fossero definitivamente finiti e parlo del clientelismo che ancora oggi è portato all'estremo. Inviare le lettere, caro Assessore, per segnalare non so quali vantaggi particolari, per far credere che solo l'Assessore e la sua maggioranza stanno consentendo, o meglio danno, ciò che è dovere, dicevo questo è quanto meno inopportuno. Tutte le leggi, tutte le norme approvate in questi quattro anni in materia agricola, ma non solo in materia agricola, sono frutto di un lavoro comune. Se volessimo sottilizzare credo che il vostro contributo è stato sicuramente meno adeguato di quello della minoranza, soprattutto in termini di costanza e di continuità nella presenza nella Commissione alla quale io appartengo. La legge oggi in discussione, dicevo, è la solita legge tampone, frutto di un lavoro comune, di proposte comuni. In questa - e altri precedenti colleghi che sono intervenuti mi hanno anticipato - vi sono alcuni provvedimenti che voglio così ripercorrere. Oltre agli indennizzi obbligatori, quindi agli allevatori colpiti, soprattutto agli allevatori colpiti dalla Blue Tongue, per gli agricoltori per la virosi del pomodoro, si prevedono anche i rimborsi per un aspetto molto importante, che molto discutibilmente durante le prime due campagne di vaccinazione non erano stati contemplati e che sono gli indennizzi sulle conseguenze derivanti dalla vaccinazione sui nostri animali con il vaccino ormai famoso sudafricano. Io dico che finalmente, dopo due anni, vi siete resi conto che quel vaccino utilizzato, sempre secondo me, con grande ed estrema superficialità, provocava gravi effetti collaterali, bastava leggere il bugiardino inserito all'interno delle confezioni del farmaco. Che questo prodotto, appunto, avesse provocato danni diretti ed indiretti era scritto dagli stessi produttori. Quello che colpisce è l'entità di questo danno, da non nascondere come voi avete fatto per due anni. Oggi che chiaramente brancolate nel buio, che tutti ci si è resi conto che il danno oltre ad essere economico è anche biologico, avete avallato, o meglio avete subito un'imposizione vergognosa e solo oggi stiamo - perchè è chiaro che noi dell'opposizione siamo stati i primi a chiederlo - dando questo risarcimento. CChe i danni diretti, e se rivaccinate ve ne rendete ulteriormente conto, i danni diretti dicevo quali sono gli aborti, la natimortalità, l'ipofertilità, l'ipofecondità, la diminuzione della produzione lattea, la mortalità, che questi danni fossero riconosciuti solo voi non lo sapevate. Ma anche i danni indiretti, cioè quelli della endemicità della malattia, la creazione sul campo di nuovi sierotipi, anche questi danni erano talmente prevedibili che ancora oggi appare molto strano che una cosa risaputa da tutto il mondo scientifico voi non la sapevate. Così come sono altrettanto ed altamente discutibili tutte le strategie seguite in Sardegna, ma non solo in Sardegna, per contrastare questa malattia. Probabilmente io credo che non ve ne siete resi conto, ma io credo che vi siete resi protagonisti con il vostro comportamento, passivo chiaramente, di uno dei disastri biologici più gravi di questi ultimi cinquant'anni, chiaramente relativamente alla biologia animali. Voglio, inoltre, toccare un altro punto molto importante, che qualcuno ha prima accennato, che però la Commissione non ha volutamente inserito in questo provvedimento, che ha invece la necessità di un'attenzione particolare e di cui sarebbe preferibile o opportuna una corsia preferenziale, vista la sua importanza. È il problema dei debiti agricoli. Il debito agricolo o meglio, in aggiunta alle altre difficoltà strutturali e non che vi sono nelle nostre aziende, è uno dei più grossi handicap per tutto il sistema agricolo e zootecnico. Il Presidente pluriassessore aveva, mi pare il 20 novembre se non sbaglio, nel suo scarno intervento sulla crisi del prezzo del latte, parlato di un tavolo tecnico già costituito, non so se per trattativa o consultazione, di concerto con le associazioni e con le banche per prima quantificare l'entità del debito e poi predisporre un serio e qualificato programma di rientro che consenta, speriamo definitivamente, di porre fine a questo delicato problema. La Giunta da dieci giorni mi risulta non convoca le parti per concludere la trattativa, che metta insieme, come dicevo prima: Regione, banche ed associazioni. Impegno che era stato preso tra le associazioni nelle consultazioni con il Presidente. Io non riesco a capire, cara Giunta in assenza del Presidente, pluriassessore, io dicevo, non so cosa osti se non la volontà di trascinare questi operatori in sofferenza e grave difficoltà, dei quali ricordo esistono case all'asta, aziende all'asta e quant'altro, cosa impedisca all'Esecutivo di predefinire o di definire un accordo che da un anno e mezzo si protrae con gravissime ripercussioni sulle nostre aziende zootecniche e agricole. Se voi non volete rispettare le associazioni, lo dovete dire chiaramente, ma almeno le mozioni di questo Consiglio rispettatele, perché con una mozione si è discusso anche di questo gravissimo problema. E` chiaro che più tardate e più sarà evidente che non avete voglia di risolvere questo problema, cara Giunta regionale, e comunque se vi è un problema di primogenitura, sapete benissimo che è il Partito Sardo d'Azione ad aver proposto per primo la risoluzione di questo problema. La sua esclusione da questo provvedimento, che è oggi in discussione, è stata fatta per due motivi: primo non si conosce ancora l'entità del debito ed era inutile quindi appesantire questo provvedimento con questa norma. Ed, inoltre, si ritiene superfluo o si è ritenuto superfluo inserire questa determinazione perché basta un semplice atto amministrativo della Giunta per risolvere il problema, evitando anche così le possibili interferenze con la comunità economica europea come bene lei sa, caro Assessore. Ciò che noi vi chiediamo, ciò che si chiede quindi a questo Esecutivo cos'è? E` che questo iter venga accelerato e che quanto prima si concluda questo tavolo tecnico e si predispongano tutti quegli atti amministrativi utili e necessari all'abbattimento di questo ormai patologico indebitamento. Se tutto questo, ripeto, non avverrà, si assisterà con rapidità al tracollo del settore, alla sua emarginazione, alla sua marginalizzazione che già purtroppo è evidente e drammatica.

Altro punto che la Commissione non ha discusso, non ha voluto inserire ma che ha discusso approfonditamente, così come è stato fatto con l'indebitamento, perché può essere anch'esso risolto per atto amministrativo, è la questione indennità compensativa integrativa. Tutte le forze politiche, negli incontri con le organizzazioni, si sono impegnate perché questo strumento venisse rivisto. L'entità di tale indennità mi pare che in Sardegna sia tra le più basse d'Italia, quindi un suo adeguamento che può essere, ripeto, effettuato con una semplice determinazione della Giunta regionale, è fattibile anche in questo caso per compensare una perdita rilevante del potere di acquisto dei prodotti lattiero caseari, dei prodotti agricoli, e quindi anche in questo caso un intervento tempestivo dell'Esecutivo regionale è quanto meno auspicabile. Deve avvenire, quindi, in tempi brevi, deve essere allargato anche agli agricoltori, caro Assessore, a quelli che veramente vivono delle produzioni agricole e delle produzioni zootecniche. Un altro aspetto molto importante per concludere è il problema della lotta biologica in agricoltura e in zootecnia; in zootecnia ha la sua rilevanza soprattutto per il culicoides, l'insetto ormai famoso, trasmettitore della altrettanto famosa Blue Tongue. Che fosse, questa lotta biologica al culicoides, uno dei pilastri più importanti della strategia o meglio, di una seria strategia e intelligente strategia di lotta preventiva alla malattia era risaputo a tutti, eccetto che da noi e che tra gli strumenti per il controllo e la diffusione del moscerino vi fosse la lotta biologica e non solo chimica, era ed è possibile. Ma il problema qual è? E` il solito! Che manca totalmente una strategia, che manca totalmente qualsiasi tipo di strategia. Per quanto riguarda l'agricoltura biologica e adesso quindi collegata alla zootecnia biologica che sono inscindibili, mai anche in questo caso è stata effettuata una qualsiasi azione di valorizzazione. Io sono sicuro che anche tra gli Assessori interessati nessuno sappia che in Sardegna è in capo all'istituto zooprofilattico sperimentale di Sassari la referenza nazionale per la zootecnia biologica. Lo è dal 2002, solo che da allora per il suo funzionamento e per il suo decollo nessuna somma, nessuno stanziamento né dallo Stato (e non c'è da meravigliarsi per questo) ma neanche della Regione è mai venuto. Credo che visti gli appuntamenti, le scadenze che le produzioni biologiche in ambito nazionale ed europeo stanno assumendo, il finanziamento previsto dall'articolo 9 di questo provvedimento sia indispensabile. Grazie.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente. Eccoci nuovamente ad affrontare un problema contingente, una calamità, una delle tante calamità che in questi anni stanno affliggendo il mondo agricolo e pastorale. E` chiaro che questa è una legge che non si sogna e non può assolutamente sognarsi di risolvere tutti i problemi dell'agricoltura e del mondo dell'allevamento che alcuni colleghi hanno elencato. E` una legge che, dato il carattere d'urgenza della tipologia di intervento, quindi una malattia che sta devastando i nostri allevamenti, ad oggi penso siano oltre ottantamila i capi che in questo anno sono stati abbattuti o sono morti a causa della malattia è la legge che deve affrontare questa emergenza, e la legge è specifica e affronta principalmente solo e esclusivamente questa emergenza. Io ritengo che non si debba affrontare con molta leggerezza e superficialità sia questo che gli altri problemi che attanagliano la nostra agricoltura. L'agricoltura, sappiamo, è un comparto strategico, io fin dall'inizio della legislatura ad ogni mio intervento ho tentato, dando il mio modesto contributo come tutti gli altri colleghi, di mettere in evidenza quali siano le carenze strutturali di questo comparto e le possibili soluzioni che certamente non possono essere soluzioni immediate o risolvibili nell'immediatezza, ma non si può dire, non me ne voglia il collega Manca; non si doveva vaccinare, ci sono conseguenze. Bene, ma bisogna anche dire qual è l'altra soluzione. Io insieme a lui ero di uno di quelli che sostenevano e lo sostengo tuttora. Dopo aver sentito la relazione che fece in Commissione l'esperto, la dottoressa, non mi ricordo come si chiamava, dell'istituto zooprofilattico di Sassari dove non dava assoluta garanzia dell'efficienza delle vaccinazioni, perché innanzitutto si era ancora in via sperimentale e non solo, ed il virus si riproduceva e variava di anno in anno, per cui il vaccino, che era uno strumento attenuante, poteva non solo annullare, ma bensì rinvigorire il virus e questo io lo appresi. Però contemporaneamente e contestualmente, e questo non lo scordo, qui sotto il Consiglio sono venuti a protestare tutti gli allevatori, ma principalmente gli appartenenti al movimento pastori, perché me lo ricordo perfettamente, e l'Assessore in quel momento, dove si parlava di denunce, si parlava di omissioni, si parlava di tante altre cose, autorizzò la vaccinazione degli ovini.

Bisogna dire la verità per quella che è senza niente togliere alle eventuali responsabilità che ci siano da parte del Governo, se ce ne sono, o dall'altra parte. Bene, la vaccinazione è stata fatta, io in intervento dissi, sia in Commissione che in Aula, che dove la blue tongue aveva infestato le greggi l'anno prima stranamente l'anno dopo non si erano avute delle morie per causa della blue tongue, per cui di fatto le greggi si stavano immunizzando naturalmente, almeno per quel virus, per quel sierotipo, almeno per quel tipo di attacco. E non illudiamoci che questo possa aver successo, parlo della vaccinazione, perché in Sud Africa questa è una malattia endemica e il Sud Africa la combatte da oltre trent'anni, la combatte l'America che senz'altro ha mezzi molto più sofisticati dei nostri, senz'altro ha mezzi finanziari superiori ai nostri, senz'altro ha mezzi tecnici e professionali superiori ai nostri, eppure non riescono a debellarla. Quindi io credo che d'ora in avanti - io spero di no, mi auguro di no - sia necessario convivere con questo tipo di calamità, ma giustamente bisogna combatterla e tentare in tutte le maniere e in tutti i modi possibili, con lotta biologica, con le vaccinazioni se sono necessarie, perché da quanto abbiamo letto in un articolo apparso su Repubblica l'altro ieri pare sia proprio la vaccinazione la causa di questa infestazione e, vi ripeto, comunque sia nulla ci impedisce chiaramente di creare tutte le condizioni igieniche, sanitarie, biologiche che possono se non altro limitare il danno. Su questo io credo che bisogna che non solo la politica, ma bensì le professionalità, Istituto Zooprofilattico, l'università e l'autorità sanitaria e i tecnici debbano battersi affinché si trovi una soluzione a questo.

Questa legge, ripeto, ha qualche innovazione nei confronti della legge precedente, vedasi le stalle di sosta, vedasi il rimborso per i danni provocati dalla vaccinazione (aborti, mancata produzione, limitazione di produzione), il rimborso per coloro i quali mettano a disposizione i capi sentinella, senz'altro, ma stiamo parlando sempre di incentivazioni, di contribuzioni per i danni subiti. Manca, questo è vero, una politica strategica che possa veramente studiare bene, a fondo e dare una strategia utile per la prevenzione.

Se è vero come è vero che il vettore è il culicoides, quindi una zanzara, se si è riusciti a debellare la malaria, credo che possa essere possibile riuscire a debellare anche questo altro tipo di insetto. E su questo do ragione al collega Manca, è necessario intervenire seriamente: Regione, province, enti che sono preposti a questo hanno il dovere primario, assoluto e improcrastinabile di organizzare un programma di disinfestazione, poiché abbiamo constatato tutti che negli ultimi tempi il nostro clima è cambiato, abbiamo le prove che la temperatura ormai è aumentata mediamente di oltre un grado e questo porta a un fatto importantissimo, e cioè che in Sardegna ora stanno stazionando insetti, uccelli, pesci e quant'altro, quindi dagli insetti nocivi o no a delle specie animali che prima non era pensabile potessero stanziare, e assieme a loro e assieme al cambiamento di clima arrivano le malattie. A questo è necessario provvedere, ma credo che sia un compito non solo della Regione autonoma della Sardegna, ma credo principalmente di una strategia sanitaria che deve partire dello Stato centrale e quindi dal Governo.

Quindi la legge in se stessa oggi interviene sulla blue tongue, sugli indennizzi e sugli effetti collaterali indennizzando anche gli effetti collaterali che la blue tongue ha fatto, punto e basta. E' chiaro che su una discussione generale è necessario affrontare tutta la problematica e anche sull'indebitamento; non è un discorso da affrontare, certamente, così come lo si voleva affrontare, mi ricordo, con un articolo simile, preciso, sputato, che era presente nelle tre proposte di legge, dando mandato alla Giunta che sei mesi dopo l'approvazione di questa legge doveva iniziare a esaminare il problema. Era, sinceramente, una presa in giro vera e propria per la categoria. L'indebitamento è una causa della deficienza strutturale del nostro comparto agrozootecnico e non solo; l'indebitamento riviene anche dalle vicissitudini di mercato che negli ultimi cinque anni hanno caratterizzato il comparto e bisogna partire da questo. L'indebitamento totale ammonta a quasi 1300 miliardi di vecchie lire, a detta dell'Assessore, io mi sono preso il gusto di documentarmi su questo e se andiamo a vedere qual è la maggior parte, la maggior consistenza dell'indebitamento vedremo che l'indebitamento più consistente riguarda i mutui per i prestiti di esercizio, cioè riguarda prestiti di investimento su capitale di esercizio, quindi sul circolante, cioè sulla moneta che è necessaria all'azienda per far camminare giornalmente l'azienda, quindi prestiti a meno di diciotto mesi di restituzione, quindi prestiti su conto corrente, prestiti agrari normali e non sugli investimenti. E' una cifra che come sofferenza è praticamente oltre venticinque volte tanto l'indebitamento superiore a diciotto mesi. Questa è l'analisi e bisogna partire da questa analisi, e cioè questo dimostra che noi abbiamo un capitale fondiario impegnato, valente, che vale migliaia di volte tanto, impegnato per che cosa? Per prestiti di esercizio e non è che possa la Regione, almeno io me lo auguro, ma non lo credo, con una trattativa con le banche e con le associazioni di categoria, convincere le banche a rinunciare ai crediti, anche perché anche se lo volessero questo le banche non possono farlo. Possono senz'altro contrattare un saldo stralcio e comunque sia dal saldo stralcio per determinati tipi di indebitamento, parlo del breve, perché a lungo termine ormai, queste sono le pratiche a sofferenza, è chiaro che sarà molto difficile la trattativa. Per tutte quelle pratiche che hanno in corso azioni giudiziarie la trattativa sarà ancora più difficile, ma ammesso e non concesso che si arrivi a un saldo stralcio, io la domanda che mi pongo è questa, e cioè se un'azienda oggi è indebitata per 1 miliardo ed il saldo stralcio concorda per 500 milioni, da dove toglie questa azienda che è in crisi ormai decennale, i 500 da dare seduta stante alla banca? Non li ha. E' necessario creare uno strumento che possa affrontare questo, parlo di uno strumento di legge.

Il sottoscritto, anche se è stato deriso sulla sua proposta di legge, a questo ha pensato quattro anni fa, non so se prima o dopo il P.S. d'AZ.. E' chiaro che è una proposta fatta in quel periodo, è una proposta che può essere presa, rivoltata come un calzino, adeguata, integrata, ritirata o riproposta insieme, ma è necessario non parlarne, riempirsi la bocca che l'agricoltura è indebitata e dire sempre che la Regione non fa niente, chiunque sia al governo regionale, sinistra o destra, è necessario affrontare il problema. E il problema è necessario affrontarlo strutturalmente; qui è necessario avere il coraggio, qui lo dico anche al collega Ortu che è sensibile, di fare le scelte politiche e cioè di scegliere tra una politica assistenziale e una politica di intervento strutturale. L'agricoltura per essere salvata non ha necessità di 1 miliardo, ha necessità ed è un settore strategico affinché nel medio e lungo termine si facciano grossi interventi strutturali, si riversino grandi risorse finanziarie con programmi certamente mirati, non assistenziali, affinché nei prossimi otto, dieci anni, il nostro comparto agropastorale possa reggere all'impatto del mercato europeo e all'impatto del mercato mondiale, cosa che oggi non è assolutamente in condizioni di fare. Allora bisogna avere coraggio di farle le cose però! E le si fa tutti insieme perché sono scelte strategiche, sono scelte politiche, sono scelte che privilegiano un settore prima di un altro. Certo è un settore che apporterà io credo pochissimi voti sia da una parte sia dall'altra, perché da che mondo e mondo il mondo agricolo si sceglie i suoi rappresentanti e li manda avanti, parliamoci chiaro. Quindi bisogna fare un discorso serio se vogliamo farlo oppure continuiamo ogni qualvolta si parla dell'agricoltura a buttarci giustamente tutte le lamentele addosso senza fare niente.

Il prezzo del latte, è impensabile che la Regione possa andare a dire all'allevatore o all'industriale peggio che mai: "Tu aumenta il prezzo del latte" perché giustamente non è una controparte che può imporre un bel niente agli industriali. Il prezzo del latte riviene dai gap negativi che nel processo di produzione del latte ha il nostro comparto. In Sardegna il comparto sopporta una spesa del 30 per cento superiore alla spesa che affronta un allevatore ad esempio nel Lazio. Ecco la soluzione. Non potremo mai certamente intervenire sul prezzo del latte, ma è necessario - anche se l'Assessore non ascolta perché purtroppo non vuole ascoltare -e indispensabile intervenire sui fattori della produzione che determinano il prezzo, e su questo possiamo intervenire in legge, legge che viene senz'altro approvata dalla Comunità Europea né più né meno come è stata approvata in altre leggi, ma è necessario studiare seriamente questo. Cioè calmierare il prezzo dell'industriale, ma intervenire sul costo di produzione del prezzo del latte, cioè intervenire sull'azienda, cioè sulla contribuzione all'azienda, sul sostentamento, sul costo di produzione.

Questa è la soluzione, poiché sennò la trattazione è sempre rilasciata tra l'allevatore e l'industriale; l'allevatore che è indebitato è costretto a cedere sempre a un prezzo imposto, che può essere benissimo un prezzo imposto dalla situazione di mercato e non imposto da una scelta egoistica dell'imprenditore, anche se l'imprenditore industriale chiaramente fa una scelta che è nel suo interesse. Oggi un litro di latte al pastore costa 1300 lire, allora mi domando: come mai nel Lazio un litro di latte è pagato dagli stessi industriali 1700 lire e in Sardegna non si possono superare le 1400 lire? E' quel 30 per cento in più che il costo di produzione in Sardegna ha il prezzo del latte. Questa è la politica di intervento, è qui che bisogna intervenire con uno strumento di legge adeguato affinché il prezzo del latte possa avere una remunerazione, ma non da parte dell'industriale perché ti dimostra che non può pagare probabilmente una lira in più, ma affinché la Comunità Europea intervenga a coprire quel trenta per cento di gap negativo che la nostra struttura economica, il nostro sistema economico isolato ha nei confronti del mercato del continente o del mercato delle altre nazioni. Questo è un discorso serio se lo si vuol fare e questa è la soluzione, ma se non si affronta in questa maniera noi l'anno venturo avremo il prezzo del latte a 1200 perché ormai subisce la concorrenza il pecorino romano in quanto questa è un'altra causa della carenza strutturale del mercato, in quanto non si sono diversificati i prodotti da parte dei produttori, nel tempo, e quindi il pecorino romano è uno dei formaggi più prelibati, ma più imitati nel mondo e sul mercato americano stanno arrivando grossissime quantità di pecorino romano da altre nazioni. Non lo chiameranno romano, lo chiameranno inglese, lo chiameranno quello che si vuole, siccome il pecorino viene venduto per grattugia agli industriali grattugiatori, e gli industriali grattugiatori in America assieme al nostro pecorino di fatto mischiano altri prodotti.

Detto questo, questa è una delle cause della carenza dei gap negativi del mercato del pecorino che impongono probabilmente, dico probabilmente, perché un'analisi seria ancora dovrebbero darcela, io non ce l'ho, ma una delle cause con cui gli industriali possono difendere il loro atteggiamento.

Lo so caro Marrocu, ma io sto parlando di cose serie, serissime, se si vogliono ascoltare, ma a certe orecchie è meglio non ascoltare perché disturbano.

spissu (d.s.). Siamo gli unici che stanno ascoltando!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

RASSU (F.I.-Sardegna). Quando finisco il mio tempo io mi tacito. Vi ringrazio.

Per concludere veramente, il problema dell'indebitamento, in primis, che è al di fuori di questa norma che oggi stiamo discutendo, ripeto ancora è un problema serio, che deve essere affrontato, giustamente, come ha detto l'Assessore, a parte, e che non può essere - a mio parere - risolto da una trattazione tra Giunta e banche perché è impossibile, sennò avrebbero già risolto credo da mesi, mesi e mesi, perché non penso che la gente sia così stupida e cieca. E' un problema da affrontare con una norma, è un problema da trattare con la Comunità Europea, è un problema da affrontare come sono stati affrontati altri problemi. Io ho fatto cenno alla legge regionale 28 sull'occupazione giovanile che è stato risolto così, in questa maniera, idem per il prezzo del latte e non dire che il prezzo del latte è basso, lo sappiamo tutti; bisogna studiare, giustamente, soluzioni affinché il prezzo del latte possa essere tutelato. E le soluzioni sono alla base, le soluzioni vengono studiate proprio a livello strutturale del costo di produzione del prezzo del latte. Questo vuol dire parlare seriamente, tutto l'altro è propaganda.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Granella. Ne ha facoltà.

GRANELLA (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente, grazie colleghe e colleghi per l'attenzione. Ha incominciato, con gli interventi, il Presidente della Commissione, che ha ben illustrato la legge che è oggi in Aula, abbiamo assistito alla relazione completa e puntuale del collega Alberto Sanna, abbiamo sentito quasi tutti i Commissari di questa quinta Commissione. E' emerso che è stata fatta una legge, il nome mi sembra un po' pomposo, diciamo che abbiamo esitato l'ennesimo provvedimento d'urgenza, a parte alcune piccole cose che essa contiene in nuce e che potrebbero servirci per migliorare questo settore. Abbiamo assistito al puntualissimo e tecnico intervento dell'onorevole Ortu, alla relazione professionale quasi dell'onorevole Manca e anche a interventi da parte della maggioranza, dell'onorevole Rassu che si è lanciato in una bella lezione magistrale sugli effetti cause e chissà quant'altro della epizoozia di cui discutiamo, che decima le nostre greggi, che provoca una situazione di così grave disagio nel settore agropastorale della Sardegna.

Le mie origini, che sono agropastorali, non mi consentono di essere contento dell'approvazione di questa legge. Mi debbo lamentare prima di tutto perché ancora una volta è toccato all'attuale opposizione lavorare a tempo pieno in Commissione per ottemperare al mandato del Consiglio; con qualche lodevole eccezione la maggioranza certamente ha partecipato, ma ha anche ripreso le righe e i commi di quella che era la nostra proposta di legge, ma niente di male, questo è nelle cose, è nella politica e quindi ci va bene, siamo contenti almeno di essere riusciti ad esitare questo provvedimento. Da questo provvedimento sono rimasti fuori due problemi importanti: uno è l'indebitamento delle aziende e l'altro il prezzo del latte. Ma sono problemi che non potevano essere affrontati in due settimane di lavoro in Commissione, che non un potevano essere soprattutto risolti in due settimane di lavoro in Commissione, sono due problemi che spetta risolvere al Governo di questa Regione, prima di tutto quello dell'indebitamento delle aziende per cui la Giunta ha già compiuto degli atti e alla Giunta chiediamo di accelerare. Sappiamo già quanto è il debito globale, abbiamo anche alcune altre notizie, ma dobbiamo concludere col monitoraggio, col controllo, con la verifica di questi debiti e preparare un piano per il risanamento di questi debiti, una pianificazione di rientro.

Per il prezzo del latte credo che si sia detto tanto e nulla; il prezzo del latte dipende da tantissime cose e anche l'ultimo oratore ne ha detto parecchie. Dipende da moltissime cose; io cerco di semplificare, non voglio ripetere le cose che hanno detto gli altri, una cosa mi lascia un po' perplesso, che la diminuzione del prezzo del latte si riversi o l'effetto negativo di questo fatto si riversi tutto sul produttore, sull'allevatore. Ci sono tra l'industriale e l'allevatore altri cuscini, altri ammortizzatori, altri elementi su cui si potrebbe riversare, però non è successo; per esempio i dipendenti degli stabilimenti caseari hanno avuto problemi? Non so, me lo chiedo, lo chiedo a tutti voi, anche per cercare di ampliare lo spettro di ricerca. I dipendenti degli stabilimenti caseari hanno avuto problemi, hanno avuto dei riflessi negativi di questo fatto? Parliamone, vediamo cos'è successo, perché tutti hanno diritto di campare, sia i pastori, sia gli operai o gli impiegati. Ma una cosa è certa, che il prezzo del latte può essere migliorato, questo problema, dall'effettiva continuità territoriale delle merci, una cosa di cui da tanto tempo si parla e che ancora non è arrivata in porto, per usare lo stesso termine dei trasporti. Due, tre cose importanti di questa legge sono l'articolo che parla delle assicurazioni, che dà un contributo dell'ottanta per cento ai contadini e pastori per il pagamento dei premi assicurativi, però avendo partecipato anch'io a farlo, ritengo che sia ancora incompleto anche questo, che si debba studiare meglio il problema delle assicurazioni, si debba possibilmente dare incarico ad una società o ad una Commissione particolarmente versata in questo campo, in modo che studi i problemi che sorgono dall'applicazione della polizza assicurativa, dalle coperture delle polizze assicurative in merito ai vari danni che possono essere coperti. Riuscire a studiare questo problema e a concluderlo significherebbe un notevole alleggerimento degli impegni finanziari della Regione.

Le stalle di sosta per quanto riguarda la prevenzione e il monitoraggio delle malattie sono gli altri due punti veramente innovativi che ritengo forieri di nuove proposte e di un sensibile miglioramento del settore; in quanto alle stalle di sosta volevo precisare quanto detto dall'onorevole Piana, la Commissione ha deciso che nelle stalle di sosta debbano passare soltanto animali destinati alla macellazione e destinati all'allevamento; gli animali da compagnia no, altrimenti sarebbe veramente un bel problema per chi arriva in Sardegna con la bestiolina da compagnia. Comunque, diciamo che con qualche piccolo aggiustamento che potremmo fare anche oggi in sede di votazione, io penso che si venga in parte incontro alle necessità del mondo agropastorale e si rispetti o si metta in atto parte, almeno buona parte, di quanto le associazioni di categoria e gli stessi diretti interessati ci hanno chiesto a più riprese e in maniera talvolta anche un pochino pesante o perlomeno non normale.

Un piccolo accenno a questi provvedimenti urgenti; abbiamo delle fosse comuni dove giacciono almeno oltre quattrocentomila capi di bestiame in due anni, morti o abbattuti, queste fosse sono colme, ma non solo colme soltanto delle carcasse di questi animali, sono colme anche dei vari provvedimenti di urgenza che volta per volta questa Regione porta avanti e tira fuori da ogni tasca. Basta con i provvedimenti di urgenza, veramente, prendiamo il coraggio a quattro mani, rischiamo di diventare impopolari perché solo con un po' di sacrificio mi hanno sempre insegnato, con un po' di sacrificio si riesce a fare cose egregie, quindi riprendiamo tutto il comparto, riprendiamo la normativa del comparto, depuriamola da questi provvedimenti urgenti e facciamo provvedimenti strutturali che consentano a queste aziende, alle nostre aziende non di prosperare ma di andare avanti, di far vivere i propri addetti e le proprie famiglie e di portare avanti l'economia sarda, questo abbiamo in Sardegna, questo patrimonio dobbiamo utilizzare, per questo patrimonio il Governo della Regione sarda si deve impegnare, non possiamo andare a comprare il latte o tutto il resto, tutti i prodotti agricoli da fuori, dobbiamo imparare a produrli, dobbiamo imparare anche ad esportare perché abbiamo condizioni climatiche e di terreno particolarmente favorevoli. La scelta politica quindi, riprendendo una frase dei precedenti oratori, deve essere fatta secondo quella che è la vocazione del territorio, non secondo quelli che possono essere ogni giorno diversi ma interessi particolari miliardari di gente che nel territorio non ha niente a che fare. Grazie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, la scelta della Giunta è stata quella di non presentare un proprio disegno di legge poiché si è resa conto che i diversi Gruppi politici hanno presentato delle proposte di legge sugli argomenti che oggi sono in discussione e sulla materia di questi provvedimenti la Giunta concorda. Io so bene che si tratta di una risposta parziale alle grandi ed innumerevoli esigenze dell'agricoltura, tuttavia anche questo provvedimento, a mio giudizio, può essere utile per alleviare quelle che sono le problematiche della stessa agricoltura, il collega che mi ha preceduto ha concluso dicendo che sarebbe opportuno che discutessimo più di interventi strutturali che di interventi di emergenza, ed io concordo col collega, mi sono fatto un po' di calcoli l'altro giorno e mi sono chiesto: se non avessimo avuto in questi quattro anni l'alluvione, la prima siccità, la seconda siccità, il colpo di calore di questo anno che ha prodotto altri cento miliardi danni, se non avessimo avuto la blue tongue, con tutto quello che abbiamo speso, abbiamo speso esattamente per questi avvenimenti eccezionali oltre mille miliardi, mi sono domandato, ma se per fortuna noi non avessimo avuto questi eventi straordinari, se cioè fossero state tutte annate ordinarie, senza calamità e senza avversità atmosferiche, noi certamente avremmo potuto impiegare molto più degnamente i mille miliardi e passa che abbiamo speso soltanto per interventi di urgenza. Chi non vorrebbe fare interventi strutturali? Ma se le poche risorse della Regione vengono impegnate quasi totalmente per sanare le emergenze e su questo credo che siamo tutti quanti d'accordo, perché nonostante ci dispiaccia a volte che vengono spesi centinaia di miliardi o per la siccità o per l'alluvione o per colpi di calore, tuttavia sappiamo anche che non possiamo lasciare i nostri agricoltori senza un minimo di ristoro, un minimo di sostegno quando queste calamità si abbattono su di loro. Anche questo provvedimento in ultima analisi cerca di sopperire alle ultime disgrazie che ci sono cascate addosso. C'è cascata addosso nuovamente la blue tongue, c'è cascata addosso nuovamente la virosi, c'è cascata addosso nuovamente quella che io chiamo la disgrazia del nostro clima, perché io questo anno ero convinto che non ci sarebbero state richieste di risarcimenti e di ristori trattandosi di un'annata in cui grazie al Signore ha piovuto e abbiamo persino gli invasi abbastanza pieni, però sappiamo tutti che tra giugno, luglio e agosto un colpo di calore ha mandato in totale rovina o quasi la coltura dei pomodori da industria, la coltura delle barbabietole, la coltura degli agrumi e anche, perché non dirlo, la coltura degli erbai cosiddetti autunnali ed invernali. Allora è chiaro che di fronte a tutta questa serie di emergenza anche questa legge, che è una legge un po' omnibus, che raccoglie tanti piccoli interventi, purtroppo serve a sopperire a queste necessità. Io credo che l'agricoltura stia attraversando un momento certamente non facile ed anche le altre problematiche che non sono state affrontate dalla legge, perché la legge non poteva assolutamente affrontarle, quale il prezzo del latte su cui tutti quanti ovviamente affermiamo che il prezzo del latte non è quello giusto, ma sul quale non abbiamo strumenti perché se avessimo avuto strumenti li avremmo previsti anche in questa legge, il fatto che non siano stati previsti dimostra la nostra impotenza di fronte ad un problema serio come quello del prezzo del latte. Non si può, onorevole Rassu, come lei dice, calmierare il prezzo; queste cose…

RASSU (F.I.-Sardegna). Io non l'ho detto!

CONTU, Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Allora ho ascoltato male.

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, per cortesia! Colleghi, per cortesia!

RASSU (F.I.-Sardegna). Non ha sentito perché stava parlando!

CONTU, Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Onorevole Rassu, può darsi che abbia capito male, le chiedo venia, però lei ha parlato di calmiere.

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia. Onorevole Rassu, per cortesia!

CONTU, Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Però lei ha parlato di calmiere, voglio dire…

RASSU (F.I.-Sardegna). Assolutamente no!

PRESIDENTE. Onorevole Rassu, per cortesia!

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. D'accordo, ho sentito male, evidentemente ho capito male.

PRESIDENTE. Colleghi!

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale. Allora, sul prezzo del latte perché non ci diciamo la verità vera, che il prezzo del latte se oggi gli industriali riescono a fare quello che fanno dipende anche dall'estrema debolezza della nostra socialità e solidarietà dei pastori. Quando io ero Assessore nel 1977, il settanta per cento del latte veniva trasformato dalle cooperative dei pastori e solo il trenta per cento dagli industriali, oggi si è capovolto invece questo rapporto, ma perché si è capovolto? Perché i circa 32 nostri caseifici sociali per la maggior parte sono andati in malora per cause che è meglio tacere e stendere un velo pietoso. Ad ogni modo, se dovessimo parlarne dovremmo discuterne a lungo su questo problema della questa cosiddetta cooperazione degli agricoltori e dei pastori, ma non ne parliamo perché è un argomento che porta molto lontano, l'unica vera arma che ha il pastore contro l'industriale è costituirsi attraverso i caseifici sociali a dare il latte solo ai caseifici sociali non far crollare i caseifici come sta crollando uno dei nostri migliori caseifici che è il caseificio di Nurri, il caseificio di Sia Manna, questa è la strada secondo me da seguire. Ad ogni modo è un argomento che potrebbe portare molto lontano, così come un altro argomento che tutti tocchiamo e di cui ci riempiamo la bocca è il pagamento famoso dei debiti agricoli, ma perché non ci diciamo la verità sui debiti agricoli? I debiti agricoli non esistono certamente...

PRESIDENTE. Scusi Assessore. Colleghi, per cortesia.

CONTU (U.D.C.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Non sono stati certamente creati o nati nel 2003, questi debiti esistono dal 1990 e forse anche anteriori. E` un grosso problema che secondo me fa tremare le vene ai polsi, perché non basta monitorare, accertare il debito, certo che conosciamo il debito, si tratta di 1360 miliardi, sappiamo anche che circa 400 miliardi, 380 miliardi sono di sofferenza immediata, ma di fronte a queste somme, a queste cifre non basta monitorare, non basta discutere con le banche, le banche non fanno beneficenza, le banche sono anche disposte, ovviamente, a tentare di sanare il debito se c'è qualcuno che paga al posto dei debitori i debiti che hanno verso le banche, le banche sono anche disponibili a dirci 1300 miliardi di debito, datemi 600 miliardi di liquido e chiudiamo la partita, ma io mi sono domandato dove sono i 600 miliardi che bisognerebbe reperire immediatamente per trattare un problema così grave? E` un problema certamente che va affrontato, io per esempio ho una mia opinione, che vanno almeno rinegoziati tutti i contratti di mutuo che sono stati fatti con le banche, perché su questo punto le banche secondo me sono in difetto, avendo rinegoziato i mutui fondiari ma non hanno quasi mai rinegoziato i mutui agricoli, abbiamo mutui agricoli ancora con tassi del 12, 13, 14 per cento. E` un grosso problema che va affrontato da questa Giunta, ma che non credo questa Giunta potrà portare a termine nei tre mesi o quattro mesi di vita che ancora può avere, questo è un problema che probabilmente avrà risolto nella futura legislatura se avremo la possibilità e la capacità di trovare anche i mezzi sufficienti per poter affrontare un problema di questo tipo.

In conclusione, io sono favorevole al testo di legge che è stato presentato, mi rendo conto anche delle osservazioni che sono state fatte dal collega Ortu quando dice che in effetti sulla 21 abbiamo scarsità di danaro, mi sono permesso di fare una ricognizione di qualche residuo che ancora rimane a destra e a manca e sono riuscito a presentare un emendamento che porta 36 miliardi sulla 21; mi rendo conto anch'io che 36 miliardi sono una goccia, non sono certamente un mare, però allo stato attuale, in un problema di assestamento di bilancio più di questa somma non sono riuscito a recuperare. Mi auguro che il futuro bilancio sia molto più prodigo nei confronti della legge 21, ma allo stato attuale questo è l'unico sforzo che mi sono sentito di fare.

Devo ancora dire che ho presentato un emendamento, un solo emendamento sul merito, e cioè francamente questo di stabilire che dobbiamo risarcire la mancata produzione del latte qualora la mancata produzione derivi dalla vaccinazione delle pecore è un argomento che mi fa rimanere un po' perplesso per la difficoltà che avremmo di determinare in che cosa è la mancata produzione, perciò ho presentato un emendamento che stabilisce almeno che per poter determinare questa mancata produzione si abbia riferimento, si faccia riferimento alla produzione del latte dell'anno passato per zone omogenee.

Su tutto il resto la Giunta è favorevole e naturalmente si augura che in maniera unitaria, come sempre si è fatto sui problemi dell'agricoltura, il provvedimento di legge venga accolto ed approvato.

PRESIDENTE. Assessore, immagino quindi che i problemi legati alla norma finanziaria siano stati risolti con l'emendamento che lei ha presentato. Si è conclusa la discussione generale, passiamo alla votazione per il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

I lavori della mattinata si interrompono qui. I lavori riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 13 e 17.