Seduta n.301 del 23/12/1993
CCCI SEDUTA
GIOVEDI' 23 DICEMBRE 1993
Presidenza del Presidente FLORIS
INDICE
Commemorazione degli ex consiglieri regionali Giacomo Murgia e Leonardo Virdis
PRESIDENTE .........................
Dimissioni degli Assessori regionali Ugo Pirarba e Giuseppe Balia:
PRESIDENTE .........................
Elezione di due membri effettivi e di due membri supplenti della Commissione regionale per l'impiego:
(Votazione a scrutinio segreto)
(Risultato della votazione) .......
Messaggio augurale del Presidente del Consiglio:
PRESIDENTE .........................
Progetto di bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio - Esercizio finanziario 1994 e del Conto consuntivo - Esercizio finanziario 1991. (Discussione, approvazione, presentazione di o.d.g.):
COGODI .................................
COCCO....................................
PRESIDENTE ........................
SELIS ......................................
FADDA PAOLO ....................
PUBUSA ................................
Proposta di legge Sanna Emanuele - Pubusa - Dadea - Cuccu - Urraci - Barranu - Casu - Cocco - Ladu Leonardo - Lorelli - Muledda - Pes - Ruggeri - Satta Giacomo - Scano - Serri - Zucca: "Norme per la disciplina, la trasparenza ed il contenimento delle spese per la campagna elettorale per le elezioni del Consiglio regionale della Sardegna" (297) e Tamponi - Marteddu - Murgia - Corda - Ortu - Sanna Adalberto - Tidu - Porcu - Catte: "Disciplina e contenimento delle spese sostenute dai candidati e dai partiti nelle elezioni per il Consiglio regionale (298). (Discussione e approvazione del testo unificato col titolo: "Norme per la disciplina, la trasparenza e il contenimento delle spese per la campagna elettorale nelle elezioni per il Consiglio regionale"):
(Votazione per appello nominale)
(Risultato della votazione) .......
La seduta è aperta alle ore 9 e 07.
PORCU, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di martedì 21 dicembre 1993, che è approvato.
Discussione e approvazione del "Progetto di bilancio di previsione delle spese interne del Consiglio - Esercizio finanziario 1994" e del "Conto consuntivo - Esercizio finanziario 1991"
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del bilancio interno del Consiglio regionale per l'anno 1994 e del conto consuntivo per l'esercizio finanziario 1991. Dichiaro aperta la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il Questore, onorevole Lombardo.
LOMBARDO, Questore. Il Collegio si rimette alla relazione scritta.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Mi consenta, signor Presidente, di dire che non è affatto strano che il bilancio interno del Consiglio si presenti a quest'Aula deserta, ai banchi del Consiglio, segno questo della grande considerazione con cui la gran parte dei componenti di quest'Assemblea, tengono in conto i problemi della organizzazione interna, della funzionalità, della efficienza di quella che continuiamo a chiamare la massima Assemblea rappresentativa del popolo sardo. Siamo in dieci, assumiamo la massima rappresentanza del popolo sardo e però credo che sia ugualmente necessario operare una riflessione, possibilmente seria, e domandarci, quelli che siamo qui e quelli che non ci sono, cioè quelli che non tengono in conto minimamente la massima Assemblea rappresentativa, se è vero, se ha senso, se ha dignità tutto quello che, nelle circostanze importanti, nelle cerimonie, nei convegni, nelle conferenze stampa libere o a pagamento si continua a fare. C'è una stanchezza, signor Presidente - che comunque lei, Presidente, rappresenta questa Assemblea e questa Istituzione - c'è una stanchezza, c'è una insincerità di fondo, c'è una ritualità, c'è un modo di fare che è diverso dal modo di pensare e c'è un modo di pensare diverso dal modo di manifestarsi. E tutto questo dice di stanchezza e di insincerità, ma dice anche di tradimento profondo - non c'è nessuno qui, rimarranno cose scritte in quelle carte che non leggerà nessuno - tradimento delle aspettative più profonde e più vere di un popolo, che ben altro voleva quando pensava all'autonomia e al Consiglio regionale, che ben altro vuole quando ancora ci pensa e quando ancora si rivolge al Consiglio. Approviamo quindi e approvate, in questa situazione, il bilancio interno del Consiglio come atto di ordinaria, ordinarissima amministrazione; approvatelo, posto che una maggioranza numericamente vasta ha ritenuto e ancora ritiene che la politica regionale debba essere tradotta solo nei giochi e nei giochini delle parti ormai quasi private, non più politiche, pubbliche, ma delle parti quasi private dei Gruppi, dei sottogruppi, quelle che un tempo si chiamavano correnti. La gran parte dei consiglieri è applicata sul toto assessore, sul toto rimpasto, sui giochini degli incastri, del come uno esce da assessore e l'altro entra consigliere, del come si possono beffare le leggi della Regione, quelle leggi che si esaltano, nelle pubbliche dichiarazioni, come espressioni di apertura alla società civile, la distinzione delle funzioni fra legislativo ed esecutivo, l'incompatibilità come segno e strumento di moralizzazione, ridotta ad un puro e semplice allargamento del ceto politico, con funzioni fungibili per contrattazioni private, non più neppure fra parti politiche ma fra persone. Di questo forse, purtroppo, dovremo parlare fra non molto e qualche ragionamento potrà anche essere ancora addotto e ancora sviluppato. Il bilancio interno del Consiglio non dice nulla, ripete stancamente anche questo le modalità usuali. L'organizzazione interna del Consiglio è sempre uguale a sé stessa, deperisce, invecchia, diventa sempre meno efficiente però pare che tutto proceda, che tutto si posa mantenere inalterato. Vi è un ordine del giorno del Consiglio regionale, vi sono state discussioni anche impegnate in quest'Aula, in questi anni, circa la necessità della riorganizzazione non solo dei servizi - con la ridefinizione del loro numero e del ruolo dei capi servizio - ma del sistema interno di funzionamento di questo Consiglio regionale, cioè di questa istituzione definita ancora massima...
(Interruzioni)
Che siamo pochi sì, ma che si giochi anche! Io mi porto le carte, tre amici li trovo anch'io per giocare. Che il Gruppo socialista ci sia quasi tutto si può contare, ma che qualche socialista stia disturbando e giocando si può intravedere.
Dicevo, ci sono state delle discussioni anche impegnate, sono state date delle indicazioni, sono stati assunti impegni, e ritenevamo che in occasione della discussione dell'ultimo bilancio interno che questo Consiglio deve approvare, ci sarebbe stata non dico una soluzione di tutti i problemi, che nessuno pretende tanto - anche i più esigenti fra noi non possono pretendere tanto - ma almeno un annuncio, una prima individuazione di riorganizzazione interna, di cose non dico ancora fatte ma almeno proposte, di come cioè si possono attrezzare meglio i servizi interni, di come può lavorare meglio il Consiglio, di come può essere anche meglio organizzata e qualificata la struttura burocratica e funzionariale, nel pieno riconoscimento dei diritti di tutti, in una visione di collaborazione o di funzioni diversificate, ma comunque collaborative che facciano almeno intravedere la possibilità di migliorare la capacità di produzione politica del Consiglio. Di tutto questo non c'è niente. In questi giorni, alcuni funzionari e impiegati del Consiglio sono stati chiamati ad una ulteriore prova da sforzo, quando gli si sono rovesciate addosso montagne di carte, quando si è trattato di approvare il bilancio della Regione. Montagne di carte, di documenti, centinaia di emendamenti, proposte, che spesso non si riesce neanche più ad afferrare, a vedere, a coordinare fra loro perché si accatastano, si affastellano senza un'organizzazione del lavoro che permetta al Consiglio nel suo complesso, ma anche a ogni singolo consigliere di capirne il contenuto. E infatti la gran parte degli atti si portano in Aula e si votano, senza che si sappia nulla preventivamente di che cosa significano. Leggi e leggine passano per le Commissioni in un batter d'occhio tanto poi vedrà l'Aula. Poi l'Aula non può vedere nulla perché non sono corredate dai dati conoscitivi e sbrigativamente si approvano questi provvedimenti, che hanno incidenza ed effetti spesso devastanti nell'attività successiva dall'amministrazione. Ricordo, in particolare, le leggi sul personale approvate questa estate, nel cuore dell'estate, mi pare fosse a fine luglio o ai primi di agosto, quando con fastidio, in quest'Aula, molti consiglieri, perché era caldo, perché era quasi tempo di ferie, pareva che non sopportassero il fatto che qualcuno dicesse "Badate che queste sono leggi importanti, non sono leggine. Questi istituti normativi e giuridici avranno effetti di tale incidenza nell'organizzazione della Regione che non si sa come potranno essere governati questi effetti". E così è stato. E non si è riusciti a governare quegli effetti, per cui una legislazione di riordino, che oggi si affaccia in campo nazionale, qui viene o ignorata oppure automaticamente trasferita. E crea danni sia il fatto che le normative di riforma si ignorino, si il fatto che, quando non se ne può proprio fare a meno, calino come una mannaia, come una scure, perché non si è capaci di intravedere un processo, di governarlo, di dirigerlo verso una nuova forma di organizzazione. E quando si propongono delle riflessioni sulla riorganizzazione della Regione, tutti vanno a vedere solo l'aspetto economico, perché non dico l'Assemblea in sé, ma questo mondo politico ormai è ridotto a questa visione puramente consumistica, non più politica delle cose, a questa visione monetizzata e monetizzante, senza rendersi conto che il modo di essere, di vivere, di lavorare, non deriva sempre dalla cosiddetta busta paga, perché la busta paga può essere del tutto insufficiente, anche quando è alta, se non c'è il corredo che deve assistere chiunque nel suo lavoro. Se tutto infatti è a carico della busta paga, nel lavoro e nella vita, se mancano i servizi nella società civile, è chiaro che non è più questione di due o di tre milioni. Possono bastare due milioni se il cittadino non è vessato, se non deve pagarsi tutto, anche l'aria che respira; non ne bastano tre, se deve pagarsi tutto. Allora il problema non è più solo di monetizzazione, di soldo, il problema è di riorganizzazione, di collaborazione anche, di servizi efficienti. Però, a questa questione nessuno vuole prestare attenzione, tutto si vede con fastidio, le stesse leggi della Regione sono leggi solo di danaro, di assunzioni e di danaro. E non si vuole vedere invece la prospettiva di una riorganizzazione complessiva dove ci sia spazio anche per più addetti, diversamente distribuiti, perché non tutti debbono fare la stessa cosa, e non tutte le funzioni sono uguali, nel complesso della Regione e anche nel Consiglio regionale. Una cosa sono le funzioni connesse all'attività legislativa, che sono specifiche, peculiari e intoccabili, altra cosa è l'insieme dell'organizzazione, oppure parte di questa organizzazione che è solo materiale; materiale non lo è mai perché sono persone, uomini e donne che svolgono queste funzioni, ma che sono estranei all'esercizio della funzione legislativa. E invece, un malinteso spirito di corpo porta sempre a dire "Consiglio, Consiglio, Consiglio" senza distinguere all'interno, senza vedere la specificità, quindi mortificando proprio le funzioni essenziali e peculiari che sono proprie dell'attività legislativa. Si devono salvaguardare e difendere i diritti di tutti, nelle differenze necessarie e nell'armonizzazione necessaria, non difendendo aspetti di quantità o di monetizzazione, a prescindere dall'organizzazione dei servizi, dalle funzioni e dalle capacità per cui si è qui, perché non è scritto da nessuna parte che deve esistere un Consiglio regionale. Esiste se serve, e quindi deve dimostrare di essere utile per i fini per i quali è stato pensato e costituito. Di queste cose, credo, se ne possa parlare laicamente e una volta tanto anche con un qualche risvolto di efficacia.
Questo è stato detto in questi anni, ci sono ordini del giorno e risoluzioni del Consiglio che questo indicavano agli organi interni di governo dell'Assemblea, non ne vediamo il risultato. E' una conclusione abbastanza sconsolante però credo che ci sarà anche domani chi vorrà continuare a pensare così e chi insisterà per portare avanti una politica di tipo diverso. Si dirà che questa è una analisi abbastanza astratta, noiosa, ripetitiva. Mi sento dire ogni tanto da qualche collega "Tu hai anche ragione, ma perché non la smetti, tanto ormai non ti ascolta nessuno, le cose da dire le hai già dette, qui non c'è più niente da fare". Io a questi colleghi non rispondo, offro loro un caffè, li distraggo, perché non posso chiedere loro che cosa ci fanno qui. Però tutto continua come prima e già si sente annunciare che dopo questa discussione, stamattina, proprio perché siamo sotto Natale, la stampa è distratta e non c'è tanta attenzione, si dovrebbero fare delle leggine che non so che cosa riguardino ma che sono di questo stesso segno. Vedremo.
(Interruzioni)
Stampa o non stampa, attenzione o non attenzione, tutti i conti torneranno prima o poi, anche se ci sono questi censori, che danno lezioni a tutti, questi che, avendo in mano una penna per scrivere su un giornale, pensano che il mondo gli appartiene. Giornali se ne sono fatti, se ne faranno, alcuni vanno bene, altri vanno peggio. C'è un problema enorme che riguarda la qualità dell'informazione e che riguarda quindi la democrazia vera. Dall'informazione pubblica in questa Regione ho appreso stamattina che oggi il Consiglio regionale deve approvare il bilancio. Il popolo sardo sa dall'informazione pubblica che oggi si deve approvare il bilancio perché ieri non si è concluso nulla. Io ricordo che si è approvato verso le 20 e 30, siccome non c'era neppure d'andare in macchina perché è una informazione parlata che si dà alle 7 e 20 del mattino...
(Interruzioni)
Sì, sono sicurissimo, l'ho sentito io. Beh non so se ve ne siate accorti, però avete detto sì e quindi si suppone che significasse che lo volevate approvare. E' triste, è un quadro desolante e noi non possiamo essere predicatori nel deserto. Il mestiere di predicatore non è il mestiere più appassionante e nel deserto uno si può anche scoraggiare, però così è. Io mi avvio a concludere, avrei voluto dire anche altre cose, non che non ne abbia voglia e neppure che ritenga che non sia utile, ma rischio davvero di stancare i pochi colleghi volenterosi che di buon mattino - mica tanto di buon mattino, sono le 9 passate - sono comunque presenti e rischierei di fare un torto anche ai molti colleghi assenti, però una cosa mi corre l'obbligo di dirla: signor Presidente, per quanto ella ancora potrà, io le auguro che sia a lungo, rappresentare questa istituzione con ruoli primari, voglio consegnarle questa raccomandazione - non è voto di scambio, tanto fra noi non c'è questo rischio - per quanto c'è ancora un po' di tempo, veda di applicare la sua attenzione e la sua capacità per rendere al Consiglio regionale e alla Sardegna almeno un progetto di riordino e di riqualificazione del Consiglio regionale e delle sue strutture; veda di richiamare l'attenzione dell'Ufficio di Presidenza, cioè dell'organo di autogoverno di questa Assemblea, sull'opportunità che si applichi un po' di più a studiare e a provvedere al processo di riorganizzazione e riqualificazione dei servizi dell'Assemblea, che sono fondamentali ai fini della produttività anche all'organo politico, soprattutto dell'organo politico; che per esempio si pensi che i mobili sono indispensabili ma che se sono troppi impediscono anche di passare. E a quegli impiegati e a quei funzionari che in questi giorni, con una penna biro in mano, con una matita, e senza uno di quei computerini che hanno oggi i bambini, hanno dovuto mettere insieme cifre e cifre, somme, divisioni, rapporti, per miliardi, miliardi e miliardi, si fornisca un computerino. Non faccia troppi regali quest'anno, regali un computerino almeno a questi impiegati del Consiglio regionale, o glielo dia in dotazione, perché poi magari capiscono che è un regalo davvero, o almeno una calcolatrice. Non ne hanno, lei sa che non ne hanno, e lei sa anche che non è una questione di soldi perché se fosse questione di soldi, se si dicesse: "Questa Regione è così austera, è così povera che non può permettersi questi lussi", io capirei, invece non è così perché nel bilancio del Consiglio regionale del 1993, pare che si siano verificati avanzi ddi amministrazione, ci siano cioè soldi non spesi. Pare che, rispetto al bilancio del 1993, parlo dell'anno in corso, si siano verificati degli avanzi considerevoli, tanto è vero che l'Ufficio di Presidenza appena due giorni fa, l'antivigilia di questa riunione del Consiglio, è stato chiamato a fare una variante al bilancio interno. Con questa variante al bilancio, il Consiglio di Presidenza ha preso un fondo che si chiamava capitolo 8.8 "Fondo nuove iniziative" - io e altri colleghi pensavamo che si riferisse a iniziative di riorganizzazione, perché nuove iniziative richiama il concetto di innovazione, non dico il sistema informatizzato con cui si lavora di questi tempi, ma almeno il computerino - questo fondo nuove iniziative lo ha unito a un fondo di riserva di altri 4 miliardi per l'eventuale integrazione sugli stanziamenti di bilancio e si è costituito un fondo di 13 miliardi. Tredici miliardi presi dal Fondo nuove iniziative e trasferiti su "Contributo straordinario a favore del Fondo speciale di quiescenza". Altro argomento tabù - si accappona la pelle - F.T.Q.: 13 miliardi! Cosa vuol dire questa cosa? Chiarisco, per quello che mi è stato consentito di capire, che degli attuali dipendenti del Consiglio regionale, impiegati, funzionari od esecutivi, di questa cosa non ne usufruisce nessuno. Quindi è fuori discussione il personale attuale del Consiglio regionale. Lo dico perché ogni tanto si dice: "Quello ce l'ha con il personale"! Per quanto ho capito dagli atti, pochi, perché non è che circolino molto questi atti... si dirà: ce li ha l'Ufficio di Presidenza. D'accordo, all'Ufficio di Presidenza partecipano più o meno i rappresentanti di tutti i Gruppi, ai diversi livelli, e quindi essi devono informare i Gruppi. Ma credo che né essi informino bene i Gruppi né i Gruppi siano tanto vogliosi di essere informati, tant'è che di queste cose tutti dicono di non saperne nulla...
PRESIDENTE. Ce li hanno tutti.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Lo so, i Gruppi, cioè l'Ufficio di Presidenza...
PRESIDENTE. E quindi anche i consiglieri.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Non è che questo cambi la sostanza delle cose, perché questi 13 miliardi sono una parte di un tutto più grande, dato a compensazione di un buco nel fondo di quiescenza che, ripeto, non riguarda gli attuali dipendenti, riguarda ex dipendenti. Uno studio attuariale sulla situazione finanziaria del fondo di previdenza dei dipendenti del Consiglio - che non sono tremila, mi sembra siano circa 160 - uno studio attuariale recente, che è stato commissionato dall'Ufficio di Presidenza ha evidenziato un buco, uno sbilancio nel fondo di previdenza dei dipendenti del Consiglio pari a circa 17 miliardi, maturato non per diritti dei dipendenti ma maturato, dice questa relazione, per benefici concessi senza copertura contributiva, non da questo Ufficio di Presidenza, dagli Uffici di Presidenza del passato, che hanno regalato benefici, senza diritto e titolo, per complessivi 355 anni non lavorati, a titolo di scivolo a persone e ai loro eredi, non so fino a quale generazione, e la cosa riguarda 90 iscritti. Conclusione: come può un Ufficio di Presidenza deliberare legittimamente, a carico di una Regione, di un Consiglio, di una Cassa, senza avere la copertura finanziaria? Lo hanno fatto e siccome lo hanno fatto non ne risponde nessuno. Se hanno deliberato uno sbilancio di 17 miliardi, e oggi se ne devono mettere 13, quelle deliberazioni non valgono neanche una censura sul piano politico e morale? Quel che è fatto è fatto? Se questa è la regola, vuol dire che anche l'Ufficio di Presidenza di oggi potrebbe de liberare quello che vuole - dico potrebbe, non lo fa, fortunatamente - e pagheranno quelli che verranno tra cinque e dieci anni, non più 13 ma 130 miliardi. Non è possibile che accada questo e io contesto che questi siano diritti acquisiti perché i diritti sono acquisiti primo quando sono diritti, secondo quando sono fondati su leggi, su regole. Se un Ufficio di Presidenza non può deliberare, perché non ha fondi, non ha copertura, delibera, sbaglia, e dallo sbaglio non nasce un diritto, nasce un imbroglio semmai. E allora ha fatto male l'Ufficio di Presidenza l'altro ieri, perché non è tenuto a mettere oggi quei danari. C'è una delibera dell'Ufficio di Presidenza di dieci anni fa; se la Regione non stanzia i soldi, perché era irregolare, perché non aveva fondi, rimane un pezzo di carta; dov'è che nasce il diritto?
PRESIDENTE. E le pensioni chi le paga?
COGODI (Rinascita e Sardismo). Quali pensioni?
PRESIDENTE. Quelle che dipendono da quel Fondo a cui lei fa riferimento.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Ma io non credo che si debbano pagare... queste saranno integrazioni, perché non si può pensare...
(Interruzioni)
Si faccia un'altra norma. Io non posso accettare, da cittadino, una delibera dell'Ufficio di Presidenza assunta senza fondi, per dare 355 anni di scivolo di regalo. Io ieri ho parlato di tangente legale, è un concetto che secondo me può essere ripreso. Non è che le tangenti sono solo frutto dell'illegalità.
PRESIDENTE. Onorevoli Cogodi, la prego di concludere.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Mi faccia recuperare i tre minuti in cui ho parlato a sette persone, a titolo di compensazione. Avremmo dovuto sospendere, non abbiamo sospeso, comunque ho finito.
Io ieri mi sono riferito a questo concetto di tangente legale, ci sono delle tangenti, cioè delle forme di corruzione di persone e di coscienze, che passano attraverso la illegalità e altre forme che passano attraverso l'ingiustizia. Ci sono tante cose ingiuste che sono però formalmente legali, ma non è che tutto quello che è formalmente legale è giusto e non è che tutto quello che è ingiusto, solo perché sarebbe formalmente legale, deve durare in eterno. E' compito della politica, di chi esercita la responsabilità politica, rimuovere le ingiustizie. E quindi si sani quel che è sanabile. Se qualcuno ha deliberato di fare scivoli e di regalare quei 355 anni a chi non li aveva lavorati e quindi non ha versato i contributi, io non credo che una Regione, un popolo siano obbligati a pagare per questa delibera. Si può fare una regola e dire che non la si riconosce. Se non basta una regola dell'Ufficio di Presidenza, si chieda una legge al Consiglio regionale, e in ogni caso un rifiuto, perché è un rifiuto politico, è innanzitutto un rifiuto morale.
Auguri ci diremo fra qualche ora, auguri davvero, auguri di buone feste, e diremo auguri a tutti, auguri a chi soffre, auguri anche a chi è malato, auguri ai disoccupati di questa Regione. Ma non basta, l'augurio sarebbe prendere alcuni di questi pezzi di carta e riscriverli, gli auguri sarebbero dire che questi 13 miliardi non risolvono - anche questi, così come tanti altri - i problemi di una Regione, però 13 miliardi e 170 del F.T.Q. dei regionali - e sono già quasi 200, e parliamo di miliardi e non di noccioline - sono tanti. Tutto non si può fare, ma molto sì che si può fare, invece qui non si fa niente e, con questa stanchezza, questa ritualità, si procede. Si procede perché dopodomani è Natale e anche questo rito dev'essere consumato, e qualcuno pensa che tutto sarà come prima.
Io ci credo davvero e farò di tutto perché non sia tutto come prima, lo farò ancora, signor Presidente - mi scusi, ho terminato davvero - e questo è il senso che io attribuisco anche a questo bilancio interno del Consiglio. Per questa ragione io voto contro perché è un bilancio questo che non è degno, non è rispondente agli obiettivi di riordino, di riqualificazione dell'esercizio delle funzioni vere dell'Assemblea regionale, se vorrà essere, se non massima espressione rappresentativa del popolo sardo, non dico neppure minima, almeno media rappresentanza politica del popolo sardo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Cocco. Ne ha facoltà.
COCCO (P.D.S.). Qualche breve considerazione, Presidente, pochi minuti veramente non perché io non ritenga che a questi argomenti dovremo dedicare riflessione e quindi anche spazio temporale. Le cose che diceva testé il collega Cogodi sono tutt'altro che peregrine e credo che meritino un'attenta riflessione, ma ritengo anche che questa riflessione dovremmo farla dopo, in qualche modo, esserci preparati ad un esame, ad una riflessione, in modo che la discussione non resti tale ma si traduca in linee operative per quanto possibile.
C'era un'antica prassi, che il bilancio interno del Consiglio non si discutesse; era una prassi che aveva una sua logica, che storicamente aveva una sua ragione; da un anno si è rotta questa prassi e si è cominciato anche a discutere del bilancio interno del Consiglio. Sono i segni di qualcosa che cambia e i segni del cambiamento, quando mirano in qualche modo ad adeguarci alla realtà che si modifica devono essere salutati in termini positivi. Quindi io non parlerò per pochi minuti perché ritengo non opportuno favorire i segni del nuovo, al contrario, perché ritengo che occorra trovare il momento che diventi sede opportuna per l'esame. Ma in questi segni vedo una modifica che auspico in una proiezione che ci fa uscire dall'essere semplice Consiglio per diventare sempre più Parlamento. In quest'ottica, ed è un'ottica ambiziosa che dobbiamo coltivare, che ritengo possiamo condividere, ritengo possa farci fare un salto in avanti nella nostra dignità di Assemblea. Ma sono anche convinto che questi i grandi obiettivi che ci proponiamo non devono essere abbandonati al rituale delle parole, ma si debbano in qualche modo tradurre in modelli comportamentali quotidiani. Dobbiamo arrivare, ed io dico che ci dobbiamo arrivare in tempi rapidi, a salti decisivi, però vorrei anche che queste grandi ambizioni che coltiviamo, in qualche modo, venissero accompagnate da una modifica nel nostro comportamento quotidiano, come Assemblea legislativa, quindi come consiglieri, come apparato. E tanti aspetti del quotidiano che possono sembrare marginali, in realtà tali non sono perché sono la spia di un modo di essere che va superato. Faccio un esempio che potrà sembrare banale ma che, a mio avviso, banale non è. Talvolta nelle amministrazioni comunali, rispetto ad un sindaco, ad una Giunta che si preoccupano di far sì che l'amministrazione funzioni, si dice: "Oh, ma questa è ordinaria amministrazione", ma spesso, come stiamo apprendendo, l'ordinaria amministrazione è la cosa più rivoluzionaria che si possa fare, è la cosa più coraggiosa perché richiede una rottura nei confronti di modelli comportamentali improntati al lassismo.
Io condivido totalmente la decisione che, a suo tempo, ad esempio, venne assunta dall'Ufficio di Presidenza di dotarci di certi strumenti. Io non li ritenevo orpelli in più, parlo del fax, parlo del computer, che rappresentano un salto di qualità nell'organizzazione del lavoro. Pressoché quotidianamente, per una cosa o per l'altra, io ricevo almeno un telegramma. Siccome non mi consta che ci siano particolari sconti all'Assemblea regionale, la spesa per i telegrammi è nell'arco di un anno, di decine e decine di milioni. Mi chiedo dunque perché non usare questo strumento che mi dà in tempo reale la notizia, che non mi costringe a perdere ore di tempo per andare a seguire il telegramma alle Poste e dà la sicurezza all'Amministrazione che la comunicazione è pervenuta? Tante volte capita che non si riceva in tempo la convocazione via telegramma, il fax dà la garanzia che la comunicazione è pervenuta. Vedete dunque, come si possa coniugare efficienza e, in questo caso, anche economia nella spesa. Sono piccoli segni, ma io dico che le grandi modifiche sono fatte da questi segni. Allora io dico ai colleghi Questori: nella loro fatica quotidiana, nell'amministrazione del Consiglio, prestino attenzione a questi aspetti perché veramente si riesca a realizzare quella maggiore efficienza e tempestività che noi tutti auspichiamo; piccoli segni ma in quest'ottica alla quale prima facevo riferimento.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la tradizione che è stata richiamata dall'onorevole Cocco riguarda anche il Presidente del Consiglio regionale, che non è mai intervenuto in Aula quando si è parlato di bilancio interno del Consiglio. Io intendo rompere questa tradizione e dire due parole perché ho sentito delle cose che evidentemente non condivido; non le condivido e penso che sia anche giusto che il Presidente del Consiglio dia una risposta all'impegno che il Consiglio stesso ha chiesto all'Ufficio di Presidenza e che è stato richiamato dall'onorevole Cogodi in ordine alle cose possibili e fattibili nell'immediato, comprendendo benissimo che una riforma strutturale che riqualifichi la produttività complessiva del Consiglio regionale non può avvenire certamente in un mese di tempo. Però è evidente che l'Ufficio di Presidenza si è trovato ad esaminare con molta serietà le richieste che i Presidenti di Commissione più volte hanno avanzato per fare in modo che le Commissione e i singoli consiglieri regionali potessero svolgere il loro mandato con impegno e serietà e con la documentazione che era necessaria per porli in condizione di lavorare con questo impegno e con questa serietà.
Alcuni degli impegni che erano stati chiesti in quel documento potranno avere la loro esecutività soltanto dopo l'approvazione del nuovo regolamento dei servizi, questo credo fosse anche nello spirito dei Presidenti di Commissione che avevano votato quell'ordine del giorno e con l'espletamento di quei concorsi pubblici che sono già stati banditi e che noi ci auguriamo possano immediatamente, attraverso la contrattazione che si è aperta con le organizzazioni sindacali, essere portati avanti. In particolare, però noi abbiamo già fatto alcune cose che vorrei richiamare, che l'onorevole Cogodi certamente conosce, in merito all'impegno di potenziare le strutture delle Commissioni e di dotare ogni Commissione, ogni ufficio di un personal computer. Inoltre abbiamo rinforzato l'organico del Servizio Commissioni assegnando, con decorrenza immediata, due nuovi documentaristi e due nuovi dattilografi-segretari. Lo stesso Presidente si è privato di un proprio, se così si può dire, dattilografo per inviarlo alle Commissioni, per fare in modo che, con queste quattro unità in più, che sono state già trasferite, il servizio alle Commissioni fosse in qualche modo più assistito. E' stato affidato al Servizio Studi del Consiglio il compito di corredare i progetti di legge di iniziativa consiliare della necessaria documentazione legislativa,che era una delle altre richieste formulate dai Presidenti delle Commissioni, e di tutta la consulenza tecnico-giuridica per la redazione dei progetti di legge di iniziativa consiliare, e questa è la risposta a un preciso quesito formulato nell'ordine del giorno. Sono state attribuite allo stesso Servizio Studi anche le competenze del monitoraggio della spesa pubblica regionale, l'analisi dei costi e della fattibilità amministrativa dei progetti di legge - che era una delle altre richieste formulate nell'ordine del giorno dai Presidenti delle Commissioni - oltre che l'informazione, lo studio sulla disciplina comunitaria e sull'attività della Comunità economica europea. E' stato dato l'incarico al Centro meccanografico della Regione, di trasmettere al Servizio Segreteria del Consiglio non solo le deliberazioni adottate dalla Giunta, ma qualsiasi altra documentazione che riguardi la Giunta regionale nel suo complesso e che possa interessare il consigliere regionale nell'esercizio del proprio mandato. Credo che le risposte che l'Ufficio di Presidenza ha potuto dare nei confronti delle richieste fatte dai Presidenti delle Commissioni le abbia date interamente.
Per quanto riguarda il bilancio, vorrei ricordare che il bilancio del Consiglio è in calo quasi costante, almeno negli ultimi tre anni. Il livello della spesa di quest'anno, del 1994, è rimasto inalterato rispetto alla spesa del 1993. In termini reali, la diminuzione raggiunge quasi il 4,5 per cento della spesa complessiva. La Commissione bilancio, non dimentichiamo, quest'anno ha ridotto di 3 miliardi gli stanziamenti a favore del Consiglio regionale e questo ci ha consentito di dare un taglio a quelle che vengono considerate spese discrezionali. Le economie che sono state realizzate sono state neutralizzate, purtroppo, dagli incrementi che si sono verificati nelle spese obbligatorie che non possono assolutamente essere evitate. Credo che il segnale che l'Ufficio di Presidenza ha dato, presentando al Consiglio regionale il bilancio interno sia un segnale - per chi lo vuole vedere - evidente, trasparente, per il modo in cui è stato delineato il bilancio stesso del Consiglio, con capitoli che sono leggibili, come si usa dire trasparenti, chiarissimi. Chiunque li voglia leggere sa che cosa c'è e che cosa non c'è. Le cose che diceva Cogodi a proposito del Fondo speciale di quiescenza, riferiscono, onorevoli colleghi, per chi non lo sapesse, agli scivoli che sono stati consentiti nel 1961 a diversi dipendenti, e agli scivoli che sono stati consentiti alle donne in servizio fino al 1979, così come lo Stato ha dato lo scivolo di sette anni ai dipendenti gravando tutta la spesa sul bilancio dello Stato italiano. Non credo che noi possiamo fare niente, non credo che noi possiamo andare a dire al pensionato che ha avuto cinque anni di scivolo che ci deve restituire questo perché questo Ufficio di Presidenza, il Consiglio regionale, attraverso una legge, fa qualcosa per togliere dalla pensione quei cinque anni che il Consiglio regionale gli ha in qualche modo dato per le ragioni più diverse. Quindi si tratta di spese che sono diventate purtroppo obbligatorie. Io mi rendo conto che, probabilmente, dovremo, studiando bene queste procedure, evitare che questi meccanismi possano scattare anche in futuro e questa è una richiesta legittima ma non possiamo assolutamente evitare per quanto riguarda il passato, di pagare quanto noi dobbiamo sulla base di deliberazioni che sono ormai codificate. Credo di poter dire al Consiglio regionale, senza tema di smentita, che il bilancio del Consiglio si presenta in tutte le sue parti condivisibile, perché c'è stata un'ampia discussione in ordine a tutte le poste e c'è coerenza, credo, con quanto il Consiglio regionale, in questo periodo, ha dichiarato e con gli inviti che ha più volte rivolto allo stesso Ufficio di Presidenza.
Poiché non ci sono iscritti a parlare dichiaro chiusa la discussione generale.
L'onorevole Cogodi ha presentato un ordine del giorno che però è analogo alle risoluzioni di cui abbiamo discusso ieri, decidendo di rinviare alla Commissione competente per il personale.
(Interruzioni)
Mi rendo conto che è una cosa diversa perché riguarda il bilancio interno del Consiglio. So che posso dichiararlo inammissibile ma non voglio farlo. Credo che il Consiglio abbia già bocciato quest'ordine del giorno.
PUBUSA (P.D.S.). Bocciamo anche questo.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Se è inammissibile lo dichiari inammissibile.
PRESIDENTE. Io non voglio dichiararlo inammissibile. E' stato presentato un ordine del giorno. Se ne darà lettura. Adesso stiamo approvando il bilancio.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Se è inammissibile lo dichiari inammissibile. E chi lo vuole bocciare senza conoscerlo, lo bocci senza conoscerlo.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame delle voci del progetto di bilancio interno del Consiglio. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della voce: "Entrate".
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla voce "Entrate", la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della voce: "Spese".
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla voce "Spese", la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto in votazione il progetto del bilancio di previsione della spesa interna del Consiglio nel complesso. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione il conto consuntivo dell'esercizio finanziario 1991. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvato)
E' pervenuto un ordine del giorno. Se ne dia lettura.
Ordine del giorno Cogodi sul trattamento del personale e sul contenimento delle spese del Consiglio regionale.
IL CONSIGLIO REGIONALE
A conclusione del dibattito del bilancio del Consiglio regionale,
IN CONSIDERAZIONE della delicata situazione economica della Sardegna;
IN COERENZA con gli obiettivi di indirizzare il massimo delle risorse disponibili verso il settore della occupazione;
RIBADENDO l'esigenza di riconoscere la specificità istituzionale e giuridica delle funzioni dei dipendenti del Consiglio regionale alle esigenze connesse con l'esercizio dell'attività legislativa,
invita l'Ufficio di Presidenza:
- ad avviare fatta salva la specificità di cui sopra, un processo di armonizzazione normativa e retributiva e previdenziale con personale dell'Amministrazione regionale;
- ad attuare una politica di austerità nella gestione del bilancio del Consiglio regionale che preveda un adeguato contenimento delle spese generali e di funzionamento. (1)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'ordine del giorno che ha presentato l'onorevole Cogodi è del tutto identico alla seconda risoluzione della Commissione bilancio, di cui è stata data lettura ieri. Io chiedo al collega Cogodi di ritirare quest'ordine del giorno perché è identico alla seconda risoluzione, e se non c'è prima, da parte della Commissione del personale, una discussione in ordine a tutto il tema, non capisco come si possa fare. Quindi, poveramente potrei dichiararlo inammissibile, non lo voglio fare.
Ha domandato di parlare l'onorevole Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (Rinascita e Sardismo). Presidente, può dichiararlo inammissibile e in tal caso non verrà ammesso. Voglio solo ricordare due cose. Primo: ieri si è detto che la risoluzione, che era stata approntata dalla Commissione programmazione del Consiglio regionale e che era una risoluzione di indirizzi generali, risentiva anche di un difetto di competenza perché le questioni specifiche del personale dovrebbero essere prima esaminate dalla Commissione competente per il personale. La Commissione programmazione, essendo una Commissione del Consiglio regionale, in materia di indirizzi generali può sempre approvare risoluzioni e il Consiglio, quando vuole, le può approvare, ma si è trovato questo modo per non parlarne e non so se ne parlerà. Io sono sicuro che non se ne parlerà più. Questo è un modo per non farne nulla. Per quanto attiene il problema della competenza se c'è una Commissione consiliare che possa dare un indirizzo di carattere generale, questa è la Commissione programmazione, però si è detto che non ha questa competenza; di sicuro per quanto attiene l'organizzazione interna del Consiglio non è competente la Commissione del personale. Su queste questioni, sono stati approvati altri ordini del giorno presentati dai Gruppi consiliari, in passato e non riesco a comprendere come si possa dichiarare l'inammissibilità di questo. Certo, se viene dichiarato inammissibile, non possiamo fare qui la rivoluzione, non abbiamo gli strumenti e neppure ci sarebbe il tanto per il tipo di rivoluzione che si può fare qui; qui si può solo parlare, esprimere opinioni. Se verrà dichiarato inammissibile, io non so quali siano le sedi di tutela rispetto a questa decisione, se verrà dichiarato ammissibile - perché è chiaro che è ammissibile - e il Consiglio lo vorrà respingere - l'onorevole Pubusa dice "lo bocciamo", senza averlo manco visto - lo si bocci. Qui si chiede solo di avviare un processo di riordino, un processo di armonizzazione. Avviare un processo non vuol dire sconvolgere il mondo, vuol dire aprire una questione, esaminarla, non vedo perché non si debba avviare questo processo di armonizzazione, salve tutte le funzioni specifiche che attengono all'attività consiliare, che sono dei consiglieri, innanzi tutto, sul versante politico, e dei funzionari e degli impiegati sul piano tecnico, salvo tutto questo, per cui non c'è nessuna preoccupazione - secondo me, non ci dovrebbe essere - di lesione di prerogative né sul piano delle funzioni, innanzi tutto, né sul piano del riconoscimento economico e normativo. Io non posso che riaffermare questa convinzione che mi era parsa essere patrimonio comune di tutti, più volte affermata, e però ogni volta che si tratta di dire una parola, di compiere un passetto avanti per andare nella direzione di quelle che si chiamano riforme, quelle vere, in questa Regione cala il sipario e lo spettacolo è finito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (D.C.). Presidente, in merito all'argomento, io colgo solo l'occasione per una comunicazione. In seguito al dibattito sulle risoluzioni fatte in quest'Aula, avendo sentito informalmente alcuni componenti della Commissione, valutati gli interventi in Aula, almeno quelli più sereni, e lasciati cadere quelli dai toni un po' esasperati, che forse la stanchezza non ha consentito a tutti di controllare, ritengo opportuna un'ulteriore riflessione sull'argomento, forse più serena, sottratta alla concitazione della sessione del bilancio, una riflessione sull'argomento che la Commissione programmazione potrà fare, stando forse più attenta alle competenze nel quadro delle politiche di bilancio. Per questi motivi, ribadendo il principio e le preoccupazioni per la grave crisi finanziaria, che avevano spinto la Commissione ad addentrarsi in un terreno sicuramente delicato, ritiro per il momento le risoluzioni, per poterne fare un'ulteriore valutazione in sede di Commissione. La Giunta, che aveva partecipato, nella persona del suo Presidente e degli Assessori della programmazione e degli affari generali, che avevano dimostrato preoccupazioni in materia di personale, potrà e dovrà assumere, se lo riterrà, iniziative analoghe, così come la prima Commissione non ha bisogno, se ritiene di occuparsi del problema, dell'input che può derivare dalla Commissione programmazione. La Commissione programmazione riprenderà, su questa materia, con meno concitazione, con più serenità, una riflessione più attenta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Paolo Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA PAOLO (D.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che l'obiettivo dell'ordine del giorno che è stato presentato ieri era quello di armonizzare il trattamento di tutto il personale. Io non so se quest'ordine del giorno sia ammissibile o non ammissibile, però, per quanto mi riguarda, se il Presidente lo metterà in votazione voterò contro, per gli stessi motivi che ha enunciato l'onorevole Cogodi e cioè che è necessario armonizzare il trattamento di tutto il personale della Regione. Dunque quest'ordine del giorno può essere esaminato soltanto dopo che la prima Commissione avrà esaminato tutti i problemi inerenti gli ordini del giorno che sono stati presentati o contemporaneamente a quello che si farà per i dipendenti della Regione. Quindi, per quanto mi riguarda, se il Presidente lo metterà in votazione, sarebbe un controsenso che oggi noi votassimo, senza tener conto di quelli che sono i problemi generali della macchina della Regione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'onorevole Pubusa. Ne ha facoltà.
PUBUSA (P.D.S.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevemente per dire che prendo atto con soddisfazione delle affermazioni del Presidente della Commissione programmazione - credo che la notte porti consiglio - che ha preso atto che la questione che io e altri colleghi abbiamo sollevato, e anche il Presidente della prima Commissione ha sollevato non era volta a contestare l'esigenza di mettere mano a questa materia, ma era invece volta a far sì che questa materia venga trattata con la dovuta attenzione e ponderazione e, innanzitutto, nella sede competente che si occupa di queste questioni, che è la prima Commissione, senza escludere che altre Commissioni, ovviamente, si occupino del tema. Vorrei anche dire che su questa materia del pubblico impiego è in atto una riflessione a livello nazionale che si è tradotta già in alcuni provvedimenti di legge e in altri che vengono preannunciati, in particolare dal ministro Cassese, che meritano una attenta meditazione e meritano di essere visti con estrema serenità e senza alcuna forma di demagogia. Ci sono, tra l'altro, dei problemi molto delicati che attengono non solo alla funzionalità dell'amministrazione regionale in generale, ma che attengono anche alla funzionalità dell'amministrazione di questo Consiglio, che io credo non possano essere esaminati con spirito demagogico. Uso un termine contenuto perché si potrebbe dire anche altro, dico con spirito demagogico. C'è un problema, ovviamente di contenimento delle spese e c'è il problema soprattutto di far sì che le spese siano più produttive, c'è un problema di giudizio sulla produttività di tutti, c'è anche il problema, onorevoli colleghi, e io credo che questa o altra possa essere la sede, di esaminare come gli organi politici a ciò preposti organizzano o danno degli indirizzi perché vengano adottate delle misure organizzative per il miglior utilizzo del personale perché è molto facile dire che talora il personale non produce quanto deve produrre ma il problema è anche quello di vedere se noi adottiamo le misure necessarie perché produca di più. Io, ad esempio, sono personalmente convinto che, per quanto riguarda il personale dell'amministrazione del Consiglio, che meglio conosco, perché non ho mai avuto e credo non avrò mai l'opportunità di conoscere più direttamente l'amministrazione regionale, usando dei termini calcistici - quelli che usano gli allenatori - che i margini di miglioramento di questo personale sono ancora grandissimi. E' già un personale che lavora, direi, a livelli abbastanza accettabili, soprattutto se facciamo un raffronto con il personale di altre amministrazioni. I margini di miglioramento sono molto grandi. E' necessario però che l'organizzatore abbia la capacità di produrre e di indurre questi miglioramenti. Io quindi voglio dire in termini autocritici, perché questo riguarda anche noi, che probabilmente da questo punto di vista noi non stiamo operando nel modo migliore. Quindi, per farla breve - perché credo che tutti quanti ci dobbiamo contenere e all'onorevole Cogodi facevo quella obiezione, non per altro ma perché è inutile ripetere cose che abbiamo già discusso ieri dando una motivazione che ci sembra seria - chiedo estrema disponibilità a esaminare questo problema molto delicato, senza demagogia, riflettendo con attenzione sugli orientamenti nazionali, che non sono tutti oro colato e soprattutto, direi, riflettendo sulle misure che, per quanto ci riguarda come Consiglio, dobbiamo adottare, per il personale che abbiamo, che ha già dei buoni livelli di produttività e comunque di disponibilità. Quando chiediamo ci vengono sempre date risposte in termini efficienti ed anche molto cortesi e talora con alti tassi di professionalità. Direi che appunto è necessario riflettere su come fare sì che questi tassi diventino più alti. Quindi, come vedete, è un problema di contenimento delle spese, ma le spese si contengono anche quando, nella condizione data, si consente a tutti, senza spirito punitivo o vendicativo, di produrre di più e di lavorare tranquillamente e con serenità. So che ho fatto una confusione natalizia, ma siamo a Natale, quindi credo che questo augurio anche perché possiamo lavorare e soprattutto possa questa Assemblea meglio produrre in futuro.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, intendo avvalermi dell'articolo 88 del Regolamento che dice: " Il Presidente ha facoltà di dichiarare inammissibili ordini del giorno, emendamenti e proposte che siano estranei all'oggetto della discussione o formulati in termini sconvenienti, ovvero siano in contrasto con precedenti deliberazioni dal Consiglio adottate sull'argomento nel corso della discussione. Se il proponente insiste" - e il proponente insiste - "il Presidente consulta l'Assemblea che decide senza discussione per alzata di mano".
Quindi metto in votazione l'ammissibilità dell'ordine del giorno. Chi è d'accordo alzi la mano. Chi non è d'accordo alzi la mano.
(L'ordine del giorno è inammissibile)
Commemorazione degli ex consiglieri regionali Giacomo Murgia e Leonardo Virdis
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, nei giorni scorsi sono scomparsi l'onorevole Giacomo Murgia e l'onorevole Leonardo Virdis, già consiglieri regionali. L'onorevole Murgia è stato consigliere nella VI legislatura, l'onorevole Virdis nella VII legislatura. L'onorevole Giacomo Murgia era nativo di Seulo ma si era stabilito a Quartu Sant'Elena dove esercitava la sua professione di medico. Non aveva però tagliato i legami con la sua zona d'origine dove raccoglieva molte amicizie per il suo carattere schietto e bonario. Anche politicamente era rimasto legato alla Barbagia e fu candidato alle regionali nelle liste della Democrazia Cristiana e risultò primo dei non eletti. Quando l'onorevole Ligios si dimise dal Consiglio per candidarsi al Parlamento europeo, gli subentrò l'onorevole Murgia e, nei due anni che rimase nei banchi del Consiglio, si fece apprezzare anche dagli avversari per il suo impegno soprattutto nei settori della medicina preventiva, della riabilitazione degli handicappati e nel settore del commercio. La sua scomparsa ha avuto larga eco di rimpianto.
L'onorevole Leonardo Virdis era nato a Ittiri ma si era stabilito a Sassari dove svolgeva il compito di direttore didattico. Iscritto da giovanissimo al Partito Socialista Italiano aveva, fin dai suoi primi anni d'insegnamento, svolto un'opera di solidarietà sociale, soprattutto nei quartieri periferici della città di Sassari ridotti a veri e propri ghetti, come il famigerato Monte Lepre. In quel quartiere, in particolare si era adoperato per la riabilitazione sociale dei giovani e ciò gli aveva procurato una larga popolarità che lo aveva portato più volte al consiglio comunale a ricoprire la carica di assessore della pubblica istruzione. Nel 1977, entrò in Consiglio regionale, surrogando l'onorevole Giuseppe Borio, perito in un incidente automobilistico. L'onorevole Virdis, anche in Consiglio regionale, si interessò soprattutto di problemi della scuola, degli asili, della sanità e dei trasporti. Sotto la Presidenza Raggio fu consigliere Segretario. La sua scomparsa ha destato, soprattutto a Sassari, vasto rimpianto. Ai familiari dell'onorevole Murgia e dell'onorevole Virdis, ai Gruppi ai quali appartenevano giungano i sensi del profondo cordoglio del Consiglio regionale e mio personale.
Sospendo i lavori per cinque minuti in segno di lutto.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 23, viene ripresa alle ore 10 e 36.)
Discussione e approvazione del testo unificato delle proposte di legge Sanna Emanuele - Pubusa - Dadea - Cuccu - Urraci - Barranu - Casu - Cocco - Ladu Leonardo - Lorelli - Muledda - Pes - Ruggeri - Satta Giacomo - Scano - Serri - Zucca: "Norme per la disciplina, la trasparenza ed il contenimento delle spese per la campagna elettorale per le elezioni del Consiglio regionale della Sardegna". (297) e Tamponi - Marteddu - Murgia - Corda - Ortu - Sanna Adalberto - Tidu - Porcu - Catte: "Disciplina e contenimento delle spese sostenute dai candidati e dai partiti nelle elezioni per il Consiglio regionale" (298)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato delle proposte di legge numero 297 e 298.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare l'onorevole Tamponi, relatore.
TAMPONI (D.C.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare dichiaro chiusa la discussione generale.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura del titolo.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Titolo
Norme per la disciplina, la trasparenza e il contenimento delle spese per la campagna elettorale nelle elezioni per il Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 1
Limiti alle spese elettorali dei candidati
1. Le spese per la campagna elettorale di ciascun candidato nelle elezioni per il Consiglio regionale non possono superare l'ammontare di lire 40 milioni, più 50 lire per ogni abitante della circoscrizione elettorale nella quale il candidato si presenta. Le spese per la campagna elettorale di chi è candidato in più circoscrizioni non possono comunque superare l'importo consentito per la circoscrizione elettorale più numerosa.
2. Ai fini della determinazione della quota variabile di cui al comma 1, la popolazione residente in ciascuna circoscrizione elettorale è quella indicata nel decreto del Presidente della Giunta regionale con il quale è stabilita l'assegnazione dei seggi alle circoscrizioni.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E 'approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 2
Limiti alle spese elettorali dei partiti o movimenti
l. Le spese per la campagna elettorale di ciascun partito, movimento o raggruppamento di candidati, partiti o movimenti che si presenta con una propria lista nelle elezioni del Consiglio regionale, escluse le spese di cui al comma 2 dell'articolo 7 della legge 10 dicembre 1993, n. 515 (Disciplina delle campagne elettorali per l'elezione alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica), non possono superare la somma risultante dalla moltiplicazione dell'importo di lire 200 per il numero complessivo degli abitanti delle circoscrizioni elettorali provinciali e della circoscrizione elettorale regionale nelle quali la lista è presente.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 3
Altre norme sulla pubblicità e il controllo delle spese elettorali
1. Si applicano nelle elezioni per il Consiglio regionale le norme in materia di pubblicità e controllo delle spese elettorali recate dai commi 2, 3, 4, 6 e 7 dell'articolo 7 e dagli articoli 8, 11, 12 e 14 della legge n. 515 del 1993.
2. Devono intendersi riferiti al Presidente del Consiglio regionale, alle sezioni giurisdizionale e del controllo della Corte dei Conti per la Regione Sardegna e alle elezioni regionali i richiami ai Presidenti delle Camere, alla Corte dei Conti e alle elezioni politiche contenute in dette norme.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 4
Collegio regionale di garanzia elettorale
1. Le funzioni attribuite ai collegi regionale e centrale di garanzia elettorale, costituiti ai sensi degli articoli 13 e 14 della legge n. 515 del 1993, sono svolte, per le elezioni del Consiglio regionale della Sardegna, dai medesimi collegi.
2. Alla corresponsione dell'indennità di presenza, di cui al comma 4 dell'articolo 13 della legge n. 515 del 1993, per le sedute dei collegi regionale e centrale di garanzia elettorale riferite alle elezioni del Consiglio regionale della Sardegna provvede, con propri decreti, il Presidente della Giunta regionale.
3. Il relativo onere grava sul capitolo 01033 dello stato di previsione della spesa della Presidenza della Giunta regionale del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1994 (Spese per le elezioni regionali) e sui corrispondenti capitoli dei bilanci degli anni successivi.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 5
Sanzioni
1. In caso di riscontrata violazione dei limiti di spesa previsti per i singoli candidati dall'articolo 1, il collegio regionale di garanzia elettorale applica la sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore all'importo eccedente il limite previsto e non superiore al triplo di detto importo.
2. In caso di riscontrata violazione dei limiti di spesa previsti dall'articolo 2, l'apposito collegio istituto presso le sezioni giurisdizionali e del controllo della Corte dei Conti per la Regione Sardegna applica una sanzione amministrativa pecuniaria non inferiore alla metà e non superiore al triplo dell'importo eccedente il limite previsto.
3. Alle altre violazioni delle norme recate dalla presente legge si applicano le corrispondenti sanzioni previste dai commi 5, 7, 8, 9, 10, 11, 12, 14 e 15 dell'articolo 15 della legge n. 515 del 1993. La comunicazione di cui al comma 10 dell'articolo 15 della legge n. 515 del 1993 è indirizzata al Presidente del Consiglio regionale, che pronuncia la decadenza ai sensi del proprio regolamento.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art.6
Abrogazione di norme
1. E' abrogata la legge regionale 16 maggio 1984, n. 32 (Norme integrative per l'elezione del Consiglio regionale della Sardegna).
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 7.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 7
Pubblicazione delle norme vigenti in materia elettorale
1. Entro 30 giorni dalla data dell'entrata in vigore della presente legge il Presidente della Giunta regionale provvede, ai soli fini conoscitivi, alla pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione del testo aggiornato della legge elettorale regionale e delle norme statali e regionali che disciplinano la campagna elettorale per l'elezione del Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E'approvato)
Si dia lettura dell'articolo 8.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria:
Art. 8
Norma finanziaria
1. Ai maggiori oneri recati dalla presente legge, valutati in annue lire 20.000.000 a decorrere dall'esercizio finanziario 1994, si fa fronte con quota del maggior gettito dell'imposta sui redditi delle persone fisiche, derivante dal suo naturale incremento.
2. Lo stanziamento recato dal capitolo 01033 dello stato di previsione della spesa della Presidenza della Giunta regionale del bilancio della Regione per l'anno finanziario 1994 e dai corrispondenti capitoli dei bilanci degli anni successivi è incrementato di lire 20.000.000.
Votazione per appello nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale del testo unificato delle proposte di legge numero 297 e 298.
Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello nominale.
(E' estratto il numero 51, corrispondente al nome del consigliere Pau.)
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello iniziando dal consigliere Pau.
MULAS MARIA GIOVANNA, Segretaria, procede all'appello.
Rispondono sì i consiglieri: Pes - Piras - Porcu - Pubusa - Puligheddu - Ruggeri - Salis - Sanna - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Selis - Serra - Serra Pintus - Serri - Tidu - Usai Edoardo - Usai Sandro - Zucca - Amadu - Atzeni - Cadoni - Carusillo - Casu - Cocco - Corda - Cuccu - Deiana - Demontis - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Fadda Paolo - Ferrari - Giagu - Ladu Giorgio - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Mannoni - Manunza - Marteddu - Meloni - Mereu Salvatorangelo - Morittu - Mulas Franco Mariano - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Murgia - Onida - Oppi - Ortu.
Si sono astenuti: il Presidente Floris e i consiglieri Urraci e Cogodi.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 58
Astenuti 3
Maggioranza 30
Favorevoli 58
(Il Consiglio approva).
Dimissioni degli Assessori regionali Ugo Pirarba e Giuseppe Balia
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che il Presidente della Giunta regionale, in data 18 novembre 1993, ha trasmesso la nota con la quale il dottor Ugo Pirarba ha rinunciato, per motivi di salute, all'incarico di Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Comunico altresì che il Presidente della Giunta, in data odierna, ha inviato la nota con la quale il dottor Giuseppe Balia ha rinunciato all'incarico di Assessore regionale degli enti locali, finanze ed urbanistica, per presentarsi candidato alle prossime elezioni, in adempimento all'ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale nella seduta del 30 settembre 1993.
Sospendo la seduta del Consiglio e convoco la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 53, viene ripresa alle ore 11 e 57.)
Elezione di due membri effettivi e di due membri supplenti della Commissione regionale per l'impiego
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Procediamo all'elezione di due componenti effettivi e di due membri supplenti nella Commissione regionale per l'impiego, ai sensi dell'articolo 4 del decreto legge 30 ottobre 1984, numero 726. Secondo quanto previsto dall'articolo citato, ogni consigliere può esprimere un solo voto per i componenti effettivi e un solo voto per i componenti supplenti. Risulteranno eletti i due nominativi che avranno riportato il maggior numero di voti per la designazione a componente effettivo e i due che avranno riportato il maggior numero di voti per la designazione a componenti supplenti. A parità di voti risulterà eletto ai sensi dell'articolo 124, terzo comma del Regolamento interno, il più anziano di età. Prego i consiglieri di procedere alla chiama.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di due membri effettivi nella Commissione regionale per l'impiego:
presenti 69
votanti 67
astenuti 2
schede bianche 3
schede nulle 3
Hanno ottenuto voti: Muntoni Isabella, 23; Arba Antonino, 21; Liori Giampiero, 10; Mocci Mariano, 6; Uras Luciano, 1.
Vengono proclamati eletti: Muntoni Isabella e Arba Antonino.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di due componenti supplenti nella Commissione regionale per l'impiego:
presenti 69
votanti 67
astenuti 2
schede bianche 5
schede nulle 3
Hanno ottenuto voti: Uras Luciano, 29; Meloni Giacomo, 29; Boi Giacomo, 1.
Vengono proclamati eletti: Uras Luciano e Meloni Giacomo.
(Hanno preso parte ad entrambe le votazioni i consiglieri: Amadu - Atzeni - Atzori - Baroschi - Cabras - Carusillo - Casu - Cocco - Cogodi - Corda - Cuccu - Dadea - Degortes - Deiana - Demontis - Desini - Dettori - Erittu - Fadda Antonio - Fadda Fausto - Fadda Paolo - Fantola - Ferrari - Giagu - Ladu Leonardo - Lombardo - Lorelli - Lorettu - Manca - Manchinu - Mannoni - Manunza - Marteddu - Meloni - Merella - Mereu Salvatorangelo - Morittu - Mulas Franco Mariano - Mulas Maria Giovanna - Muledda - Murgia - Onida - Onnis - Ortu - Pes - Pili - Pubusa - Puligheddu - Pusceddu - Ruggeri - Salis - Sanna - Sardu - Satta Antonio - Satta Gabriele - Scano - Sechi - Selis - Serra Pintus - Serri - Soro - Tamponi - Tarquini - Tidu - Urraci - Usai Sandro - Zucca.
Si sono astenuti: il Presidente Floris e il consigliere Porcu.)
Messaggio augurale del Presidente del Consiglio
PRESIDENTE. Signor Presidente della Giunta, signori Assessori, colleghi del Consiglio, il 1993 è stato un anno denso di avvenimenti, di iniziative importanti, di provvedimenti significativi essenzialmente su due fronti, su quello del lavoro e dello sviluppo e sul fronte delle riforme, del rinnovamento e del cambiamento, entrambi verso un unico obiettivo, quello della crescita civile e del progresso perché la Sardegna possa stare al passo dei tempi e delle comunità più evolute in un contesto generale di pace e di sviluppo. Al di là dei dati statistici, oltre gli aridi numeri, è importante richiamare la nostra attenzione sui contenuti dei provvedimenti approvati dall'Assemblea, gli obiettivi che ci siamo posti, i risultati ottenuti. E' stato messo in risalto da tutti, dai Gruppi consiliari e dai singoli consiglieri il problema dei problemi, quello del lavoro, della lotta contro la disoccupazione, della salvaguardia dello sviluppo e dell'ammodernamento del nostro apparato produttivo. Su questo fronte l'impegno del Consiglio e delle forze politiche è stato totale e sono stati posti a disposizione della Giunta regionale e del sistema delle imprese tutti gli strumenti finanziari e normativi necessari per affrontare una battaglia adeguata contro una crisi che era ed è ancora per certi versi gravissima. Accanto a tali iniziative e provvedimenti, c'è stata una forte sensibilizzazione politica e civile di tutta la comunità sarda nei confronti del Governo nazionale e degli stessi vertici dello Stato. Alle lotte dei lavoratori portate avanti con compostezza e civiltà, ed è un dato questo di grande maturità e senso di responsabilità difficilmente riscontrabile altrove, soprattutto se rapportato alla drammaticità di situazioni che rischiavano di essere esplosive e di esplodere, alle lotte dei lavoratori si è affiancata la mobilitazione politica che ha portato nel cuore dello Stato i problemi della Sardegna e dei sardi. Ricordo gli incontri con il Presidente della Repubblica, con i Presidenti del Senato e della Camera che hanno consentito di riaprire un confronto col Governo per dare risposte alle istanze della Regione e per mantenere gli impegni sottoscritti sui quali si fondavano e si fondano le prospettive di un futuro diverso e migliore per i nostri lavoratori e per la Sardegna.
In questo momento di consuntivo, il nostro primo pensiero non può non andare ai lavoratori, a quanti sono impegnati nella difesa del posto di lavoro, a quanti attendono di poter trovare un'alternativa al lavoro perso, ai cassintegrati, ai giovani e alle giovani in attesa di prima occupazione, a tutte le famiglie che vivono nella preoccupazione e nell'ansia di giorni migliori e sereni come quelli che il Natale alle porte annuncia al cuore degli uomini. Credo di poter dire che i nostri sforzi saranno rivolti sempre più verso il superamento di questa fase drammatica, utilizzando e finalizzando tutte le risorse disponibili, finanziarie, culturali e politiche verso questo obiettivo che rimane prioritario in assoluto.
Sul fronte politico-istituzionale, mi sembra importante sottolineare due elementi. Abbiamo completato il quadro delle riforme interne, abbiamo svolto un ruolo propulsivo determinante all'interno della conferenza dei Consigli regionali d'Italia, che ha portato risultati positivi nel rapporto Stato-Regioni, uno, il più importante, la proposta di riforma della Costituzione in senso regionalista.
Dobbiamo anche registrare rispetto ai risultati conseguiti l'impegno del personale e della struttura che, nonostante siano sottodimensionati rispetto agli organici, hanno assicurato una collaborazione attenta e puntuale.
Rilevante è stato anche l'impegno sul fronte dell'Europa. Un segnale importante è stato quello della costituzione della Commissione consiliare per le politiche comunitarie.
Con la nostra presenza in alcuni importanti organismi comunitari (cito la Conferenza delle Regioni marittime, il Comitato delle Regioni secondo il Trattato di Maastricht) e con le nostre proposte (come la creazione in Sardegna di una base di monitoraggio del traffico marittimo nel Mediterraneo) abbiamo fatto conoscere e apprezzare la Sardegna in Europa.
Un rilievo importante, come indicazione di apertura all'esterno, hanno avuto le attività culturali; il recente Convegno sulla Carte de Logu, la presentazione il 27 gennaio prossimo dei primi due libri sugli Stamenti, due libretti per illustrare ruolo e funzioni del Consiglio ai ragazzi, il secondo volume della Sardegna Spagnola, in primavera la Mostra delle Carte antiche della Sardegna, qui nel Transatlantico del Consiglio.
Un ultimo dato, di grande significato, a mio giudizio: nel corso dell'anno abbiamo avuto la visita di molte scolaresche e di molti gruppi di studenti nel Palazzo del Consiglio. I giovani vogliono conoscere, vogliono conoscere la politica e le istituzioni. E' un fatto che apre il cuore alla fiducia e alla speranza. Mi pare che sia questo il migliore auspicio che possiamo trarre per la Sardegna e per i sardi.
Proprio sulla base di questo auspicio, gli auguri che formulo ai sardi, alle loro famiglie, ai consiglieri regionali, ai dipendenti tutti ed ai loro congiunti traggono fondamento e sostanza dalla speranza che il nuovo anno sia apportatore di serenità e di benessere, di modo che tutti possiamo partecipare, ponendo le nostre migliori energie, ai processi di crescita civile della Sardegna e del Paese.
Ha domandato di parlare l'onorevole Tamponi. Ne ha facoltà.
TAMPONI (D.C.). Onorevole Presidente, per chiederle se non ritenga opportuno convocare la Conferenza dei Capigruppo prima di chiudere i lavori, per definire la data della prossima seduta del Consiglio.
PRESIDENTE. Se non ci sono opposizioni, convoco la Conferenza dei Capigruppo in modo da comunicare ai colleghi del Consiglio la data di ripresa dei lavori del Consiglio stesso. Sospendo la seduta per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12 e 36, viene ripresa alle ore 13 e 10.).
PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno il giorno 29 alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 13 e 10.
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