Seduta n.275 del 18/01/2007 

CCLXXV SEDUTA

(Antimeridiana)

Giovedì 18 gennaio 2007

Presidenza del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 13 e 56.

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 10 gennaio 2007 (269), che è approvato.

Continuazione della discussione delle partizioni del testo unificato "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. 11/A e Doc. 11 bis/A) del documento: "Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11/A) e del documento: "Integrazione al Piano regionale dei servizi sanitari" (Doc. n. 11 bis/A)

PRESIDENTE. Colleghi, vi chiedo scusa per il modo non sempre ordinato della conduzione del nostro lavoro;come sapete, deriva da problemi insiti nella discussione del Piano e dall'esigenza di affrontare in modo più agevole, e non tutte in Aula, le questioni più delicate del Piano stesso in un informale gruppo di lavoro, in quanto abbiamo ritenuto tutti che queste potessero determinare un andamento molto più lento dei nostri lavori. Il gruppo si è riunito questa mattina, ha svolto una certa mole di lavoro per l'Aula, per cui si pensava di lavorare adesso per un'ora qui in Aula, di interrompere poi per consentire alla Commissione di continuare il suo lavoro e quindi di riprendere questa sera alle ore 19 e 30.

Quindi in sintesi vi comunico un, seppur limitato, calendario dei lavori. Riprendiamo in Aula per un'oretta, interrompiamo e poi si riprendono i lavori questa sera alle ore 19 e 30, in modo che la Commissione possa ancora lavorare. Ora riprendiamo dal punto nel quale ci eravamo fermati.

L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del testo unificato dei documenti 11 e 11 bis/A, il cui esame prosegue con la votazione degli emendamenti al paragrafo 3.3 ter, sub paragrafo "Provincia di Cagliari - ASL 8", della Parte II, a partire dalla votazione dell'emendamento numero 597.

Metto in votazione l'emendamento numero 597,per il quale l'onorevole Ibba, ieri sera, aveva proposto una correzione materiale, anziché la parola "riposo" la parola "ricovero".

E' stata richiesta la votazione nominale dal consigliere Artizzu.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 597.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Franco Ignazio - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FARIGU - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - GALLUS - GESSA - GIAGU - GIORICO - LA SPISA - LADU - LANZI - LICHERI - LIORI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MILIA - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS - VARGIU.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI - SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 69

votanti 66

astenuti 3

maggioranza 34

favorevoli 66

(Il Consiglio approva)

Pertanto a seguito di questa votazione l'emendamento numero 8 decade.

L'emendamento numero 477 era sospeso.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, l'emendamento numero 477 è uno degli emendamenti che riguardano l'Ospedale Binaghi, tra i tanti emendamenti che riguardano l'Ospedale Binaghi, per cui è stato predisposto un emendamento orale che dovrebbe sinteticamente ricomprenderli tutti. Su questo emendamento io non so se sia il caso in questo momento di dare il parere negativo perché superato dall'emendamento orale, o se posso già da adesso formulare l'emendamento orale che di fatto poi progressivamente sostituirà tutti.

PRESIDENTE. Se lei ha già l'emendamento che sostituisce quelli sospesi, che è quindi un emendamento di sintesi, ci può dare il testo?

PACIFICO (D.S.), relatore. Sì.

PRESIDENTE. E' lungo, onorevole Pacifico? Lo leggiamo: "Il punto 1 è sostituito dal seguente 'Il presidio Binaghi, polo pneumologico della rete regionale, con Sassari e Nuoro, è riferimento territoriale per il sistema respiratorio e cardio-respiratorio. E' previsto il potenziamento delle post-acuzie, della endoscopia diagnostica e terapeutica, della riabilitazione respiratoria e della terapia respiratoria sub intensiva e il mantenimento della rianimazione; restano inoltre il centro trapianti di cellule staminali emopoietiche e il centro per la sclerosi multipla'". Onorevole Pacifico, quali emendamenti sostituisce?

PACIFICO (D.S.), relatore. Sicuramente sostituisce gli emendamenti numero 477, 485, 468, 472 e478.

PRESIDENTE. Quindi questo emendamento sostituisce gli emendamenti numero 477, 485, 468, 472 e 478.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, anche il "149", mi scuso.

PRESIDENTE. Il "149" è decaduto.

Metto in votazione questo emendamento di sintesi.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, spero di riuscire a contenere nei tre minuti della dichiarazione di voto unica le dichiarazioni di voto che non farò sugli altri emendamenti relativi al "Binaghi". Vorrei dire due cose. La prima, che a questo punto diventa la meno importante, è che ovviamente l'emendamento di sintesi sul "Binaghi" non è un emendamento di sintesi, nel senso che ci sono due visioni, sul "Binaghi", inconciliabili. La nostra, per la quale le prestazioni chirurgiche devono essere fornite all'interno dell'Ospedale Binaghi, nel senso che siamo convinti che, se c'è un Dipartimento d'organo per la patologia respiratoria, che è quello sul "Binaghi", questo deve avere anche l'offerta chirurgica, perché l'assenza dell'offerta chirurgica determina inevitabilmente lo smantellamento dei servizi dell'ospedale. La vostra che dice, invece, che l'offerta chirurgica deve essere data all'Oncologico. Quindi sono due posizioni inconciliabili, questo deve essere chiaro e deve rimanere agli atti.

La seconda, colleghi, è che noi avevamo presentato un altro emendamento, cosiddetto di sintesi, dal quale è caduta una frase che voi dite essere pleonastica. Questo Piano è formato, per i due terzi delle cose che ci sono scritte, da pleonasmi e noi non vi chiediamo di cancellarle, esempio recentissimo è l'emendamento appena approvato sull'INRCA, nel senso che è un pleonasmo dire che sino a quando l'INRCA non viene chiuso, l'INRCA esiste. E' una tautologia ed è una cosa sulla quale non si può non essere d'accordo. Abbiamo capito che è un'esigenza che venga ribadito e non solo l'abbiamo capito ma abbiamo anche votato a favore, perchè comprendiamo che comunque concorre ad eliminare una sensazione che può essersi diffusa nell'ambito di un mondo che pensa di essere cancellato con un tratto di penna, questo serve a garantirgli che non verrà cancellato con un tratto di penna.

Però, se questa Commissione di volenterosi che si riunisce ha un significato, ciò che produce deve essere rispettato; perché, se ciò che produce viene rimesso in discussione, anzi viene ripresentato cambiato in Aula, insomma, Presidente del Consiglio, è inutile che noi ci chiediamo quando finisce il Piano, mai finisce il Piano! O meglio, finisce perché finisce, ci mancherebbe altro, però non finisce in un clima di confronto, finisce in un clima in cui voi, ogni volta, volete rigirare le carte che abbiamo messo sul tavolo in maniera corretta e sulla quale, civilmente, ci siamo trovati d'accordo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marracini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARRACINI (Gruppo Misto). Intervengo per dichiarare il voto a favore di questo emendamento che, di fatto, è un emendamento che comunque trova molte similitudini rispetto alle richieste di molti colleghi della maggioranza. Vorrei dire, anche, al collega Vargiu, che tanto ha lavorato e molto bene, devo ammettere, per trovare la conclusione di questo lavoro, che è molto importante per la sanità e, soprattutto, anche per l'Ospedale Binaghi, che non è un ospedale marginale (sicuramente lo sanno tutti coloro che lavorano nella sanità cagliaritana) e che ha trovato, in questo lavoro della Commissione, un contributo di tutti, maggioranza e opposizione.

Quindi, senza voler abbassare la guardia rispetto al lavoro che il presidente Masia, con tanta pazienza certosina, ha fatto sinora, io dico, non lasciamoci prendere dallo scoramento e dalla fatica riguardo ad un particolare che, seppure all'ultimo momento, dopo il lavoro, è stato chiesto di rivedere e che comunque non inficia il risultato di questo gruppo di lavoro, che è un risultato eccezionale che probabilmente, per la prima volta, restituisce a questo Consiglio regionale la dignità di legislatore che, per due anni e mezzo, probabilmente, non ha avuto. Abbiamo lavorato come, probabilmente, sinora non si era fatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente. esprimo il mio voto a favore dell'emendamento. Devo dire che la dignità ci impone, come anche il collega che mi ha preceduto ha testimoniato, la volontà politica di addivenire a soluzioni non solo per l'Aula (ecco dove aggancio la dignità politica) ma anche per tutta l'attività che, a corollario del ruolo di legislatori che abbiamo, svolgiamo nell'ambito del Consiglio, della Commissione e di quant'altro si è attivato per trovare percorsi condivisi. Percorsi condivisi significa, in questo caso, veder riconosciuto, non solo il ruolo dell'Aula, ma il contenuto dell'emendamento, ovvero che l'ospedalità (nel particolare l'Ospedale Binaghi di Cagliari) venisse riconosciuta per la sua valenza di oggi, ma fino al superamento dei problemi strutturali e di quant'altro il Piano si propone di realizzare, offrendo il massimo dell'efficienza per i servizi per il quale è dedicato.

Detto questo, io vorrei portare all'attenzione dei colleghi una cosa molto grave. Sono venuto a sapere, nel corso delle interlocuzioni avvenute in mattinata, che, in spregio alla norma che qualche mese fa quest'Aula ha licenziato, ovvero la legge regionale numero 10, e in spregio al decreto legislativo 229, il Direttore generale di Cagliari, il "solito" dottor Gumirato, ha emanato una delibera di nomina del responsabile del dipartimento di prevenzione. L'Assessore, che è stata già sensibilizzata sul tema, sembra che sia riuscita a bloccare questa iniziativa. Vorremmo avere notizie in merito, perché le leggi vengono fatte per essere applicate, nel rispetto di quello che la legge stessa contiene, ma nel rispetto anche di quanto quest'Aula ha programmato e ha legiferato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vittorio Randazzo. Ne ha facoltà.

RANDAZZO VITTORIO (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Invito i consiglieri che appoggiano la richiesta ad alzarsi.

(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu, Capogruppo.)

Stiamo votando l'emendamento di sintesi, che sostituirebbe gli emendamenti numero 477, 485, 468, 472, 478.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, l'emendamento di sintesi ne sostituisce uno a scelta del relatore, gli altri vengono votati e bocciati, se l'Aula lo decide, uno per uno.

PRESIDENTE. Va bene. Onorevole Pacifico scelga.

PACIFICO (D.S.), relatore. Emendamento numero 477, Presidente.

PRESIDENTE. Quindi, è un emendamento che sostituisce il "477".

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento sostitutivo del numero 477.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCAREDDU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CAPELLI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORDA - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - MURGIONI - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PORCU - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - URAS - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 61

Votanti 60

Astenuto 1

Maggioranza 31

Favorevoli 60

(Il Consiglio approva)

Pertanto, a seguito di tale votazione, decade l'emendamento numero 477, così come il successivo "485"

Metto in votazione l'emendamento numero 466. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 467. Onorevole Pacifico, non ho il parere su questo emendamento.

Per esprimere il parere sull'emendamento numero 467, ha facoltà di parlare il consigliere Pacifico.

PACIFICO (D.S.), relatore. Si esprime parere contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Ovviamente questo emendamento non fa parte di quelli del "complesso Binaghi". Questo emendamento, sul quale io esprimo voto favorevole, nasce da un'affermazione corretta, che è contenuta all'interno del Piano, sulla concentrazione di risposta sanitaria nella Provincia di Cagliari e nella città di Cagliari. La concentrazione di risposta sanitaria riguarda sia le strutture dell'ospedalità privata, che sono concentrate nella città di Cagliari, sia le strutture di ospedalità pubblica.

L'emendamento, così come il precedente, il "466", per il quale non ho fatto dichiarazione di voto, ha come unico obiettivo quello di fare ciò che nel Piano si fa soltanto per alcune parti e cioè dare la spiegazione della fotografia dell'esistente. Nel senso che altrimenti sembrerebbe che, prima di noi, generazioni di amministratori o di legislatori regionali abbiano commesso degli errori clamorosi nell'accentrare risposte di sanità che invece dovevano andare altrove. Va ricordato che, comunque sia, all'interno della sanità cagliaritana, che è una sanità che risponde all'esigenza di un milione di persone che sono quelle dell'intero sud Sardegna, ci sono comunque delle risposte importanti e che, nel momento in cui si parla di un riassestamento di queste risposte e della riduzione di 700 posti letto per acuti nell'ambito della risposta sanitaria cagliaritana, ovviamente deve essere tenuto conto delle eccellenze che si sono negli anni selezionate, deve essere tenuto conto della quantità di pazienti ai quali comunque dà risposta l'ospedalità che gravita nell'hinterland cagliaritano e nella città di Cagliari, deve essere tenuto conto della centralità dei servizi che ci sono nella città di Cagliari, come città capoluogo, che sono poi a disposizione di tutti i pazienti che da tutte le parti della Sardegna vengono a Cagliari non solo per fruire di prestazioni sanitarie, ma per fruire di prestazioni che hanno valenza su tanti altri servizi di carattere non sanitario.

Quindi, ha un senso che, nel momento in cui noi diciamo che deve essere fatta fare una cura dimagrante (e condividiamo il principio) alla sanità cagliaritana, ci sia anche detto con forza quali sono i motivi per cui c'è un accentramento di una risposta d'eccellenza nella salute all'interno delle strutture di Cagliari e del suo hinterland.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 467. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 468. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

L'emendamento numero 470 è decaduto.

Metto in votazione l'emendamento numero 492.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Signor, Presidente, questo emendamento, sul quale io esprimo il voto a favore e chiedo l'espressione di voto con lo scrutinio elettronico palese, in realtà è un emendamento che, forse, con una situazione di maggiore serenità, si sarebbe potuto valorizzare in ampia parte. Nel senso che, in realtà, l'Ospedale Oncologico, nelle indicazioni che, come Giunta regionale, anzi come maggioranza di Governo regionale, voi state dando, è un ospedale di riferimento regionale per quanto riguarda la terapia oncologica. Allora, sarebbe stato forse corretto che già questo Consiglio regionale si interrogasse su quali sono le parti di risposta oncologica che oggi non sono presenti all'interno dell'Ospedale Businco. Perché, in realtà, il testo dell'emendamento, dopo aver fatto una premessa, che assomiglia a quella che fate voi, sulla centralità, nell'oncologia, dell'Oncologico, vi dice perché oggi l'Oncologico non è centrale quanto dovrebbe essere. Cioè vi dice quali sono le cose che mancano all'interno dell'Ospedale Oncologico, a partire dalla carenza per quanto riguarda l'offerta di radioterapia, che non è soltanto una carenza, badate bene, di risorse economiche o tecnologiche, è anche una carenza di risorse umane, cioè di professionalità.

A oggi la Regione non è riuscita a costruire un percorso virtuoso con l'Università di Cagliari tale da comportare che ci sia una formazione degna di tal nome nel settore della radioterapia. Per cui, quando noi avremo tante macchine funzionanti per la radioterapia del "Businco", si porrà il problema che ci dovrà essere l'operatore umano che interpreti in maniera intelligente il ruolo delle macchine. Se non si attiva con l'Università il percorso virtuoso che concorre alla formazione di operatori professionali sardi in questo settore, il rischio forte è che, una volta che noi avremo le macchine, si dovrà aspettare altro tempo per vederle funzionare a tempo pieno, perché avere macchine di radioterapia con 2500 persone che vanno fuori Sardegna, o che dovrebbero andare fuori Sardegna, e non riuscire ad assorbire una parte significativa di questa utenza, di questa richiesta sanitaria, perché non si hanno le professionalità e le macchine non lavorano ventiquattr'ore al giorno e neanche dodici al giorno, sarebbe una tragedia ancora più grave di cui poi dovremmo iniziare a discutere nuovamente all'interno di questo Consiglio regionale.

Allora, con la solita logica di non dovervi dire, tra un anno, quello che già vi possiamo dire adesso, molte delle cose che mancano all'Oncologico e che servirebbero per dargli quel ruolo che voi gli attribuite, ve le abbiamo scritte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Approfitto dell'emendamento dell'onorevole Vargiu per sottolineare l'importanza ed eventualmente sottoporre all'attenzione del Consiglio regionale un argomento del quale ci siamo dimenticati. Intanto anch'io concordo che, intorno all'Ospedale Businco, ruota la risposta alla domanda della grossa terapia e delle parti più importanti della terapia oncologica sarda; in particolare, oltre alle necessità del potenziamento della radioterapia (di cui c'è estremo bisogno e che comunque può ottenere risposta oltre che al "Businco" anche in altre strutture ospedaliere), in tutta la Sardegna c'è un'estrema necessità di potenziare la radiologia interventistica. Oggi, il campo terapeutico si va affinando, prima di tutto partendo dalla diagnosi che è più precoce, e con la radiologia interventistica si possono ottenere delle terapie sia radiologiche, che non necessariamente radiologiche, mirate, con la guida dei sistemi radiologici. Quindi, si può inserire un cilindretto radioattivo, ma si può inserire anche un farmaco radioguidato, con un operatore, quindi sempre sotto la responsabilità di un radiologo, evitando così importanti interventi chirurgici, ottenendo migliori risultati, grazie proprio a queste possibilità diagnostiche moderne che trovano applicazione in altre Regioni e che siamo già in grado di dare ai cittadini sardi con le professionalità presenti nella nostra isola.

E' chiaro che questa radiologia interventistica è il domani della radiologia, che diminuirà i costi di altre prestazioni chirurgiche che verranno eliminate, e che appunto miglioreranno la qualità delle prestazioni, miglioreranno la vita dei pazienti, determineranno minori giornate di assenza dal lavoro, daranno meno invalidità, meno disagio e quindi una sanità più umana, quella che tutti vorremmo avere e che tutti vorremmo conoscere.

Per fare questo io credo che, intorno al "Businco", si potrebbe senz'altro potenziare questa radiologia interventistica, quanto prima comunque nascerà in Sardegna anche un servizio, facendone magari un punto, se non di riferimento, comunque un punto in grado di dare prestazioni di più alto livello rispetto agli altri posti, perché lì afferisce la gran parte degli utenti; poi potenziarla anche negli altri servizi più importanti della radiologia di tutta l'isola sarebbe importante. Per cui, credo che l'Aula farebbe bene magari a studiare un piccolo emendamento per dare risposta...

PRESIDENTE. Onorevole Liori, finisca, prego.

LIORI (A.N.). ... a esigenze importanti degli utenti. Grazie, ho finito.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 492, per il quale è stata richiesta la votazione nominale dall'onorevole Vargiu.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 492.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - CASSANO - CONTU - DEDONI - GALLUS - LA SPISA - LICANDRO - LIORI - MURGIONI - PISANO - RANDAZZO Alberto - RANDAZZO Vittorio - RASSU - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BARRACCIU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - GIORICO - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MARROCU - MASIA - MATTANA - MELONI - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 55

Votanti 54

Astenuti 1

Maggioranza 28

Favorevoli 15

Contrari 39

(Il Consiglio non approva)

L'emendamento numero 472 era stato sospeso.

Onorevole Pacifico, non ho il parere sull'emendamento numero 472.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, si esprime parere contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Io sarei anche disponibile al ritiro di questo emendamento se venisse chiarita una di quelle domande che è rimasta purtroppo senza risposta in quest'Aula, nel senso che noi tutti sappiamo che la situazione dei centri di trapianto staminali a Cagliari è esuberante, come offerta, rispetto alla necessità, il che non consente di selezionare neanche le professionalità, cioè non consente di avere un centro che sia all'altezza degli standard internazionali.

Ma quello che ci pone un problema è che non abbiamo capito, assessore Dirindin, una risposta che lei diede in quest'Aula, lei disse che l'Ospedale Microcitemico si sarebbe dovuto occupare di trapiantologia pediatrica, poi, contemporaneamente, lei disse anche che però si stava facendo una convenzione internazionale per cui il centro di riferimento per la trapiantologia pediatrica, legata alla talassemia, era il centro operativo presso l'Ospedale Binaghi.

Allora, io ritirerei l'emendamento se capissi dove la cooperazione internazionale (cioè i bambini) deve andare, se al Microcitemico o al "Binaghi". Perlomeno che ci sia una risposta verbale che consenta di fare chiarezza su questo problema.

PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, quindi l'emendamento resta?

VARGIU (Riformatori Sardi). Se c'è una risposta, lo ritiro.

PRESIDENTE. Non so se l'Assessore abbia una risposta. Assessore, prego.

Ha facoltà di parlare l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale.

DIRINDIN, Assessore tecnico dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Confermo quello che abbiamo detto più volte: attualmente c'è una convenzione con il "Binaghi" e c'è l'intenzione di estendere l'attività coinvolgendo tutti coloro che sono in grado di offrire i trapianti a tutti i bambini e gli adulti che, nell'area del Mediterraneo e nei Paesi asiatici, chiedono di poter avvalersi delle professionalità e delle capacità che questa Regione ha.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 472, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Anche l'emendamento numero 474 era sospeso.

Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Signor Presidente, per quanto riguarda gli emendamenti, che sono numerosi, sono otto, che pongono il problema della struttura ospedaliera, dell'ospedale policentrico di Cagliari, si è provato a trovare un emendamento di sintesi che io posso consegnare alla Presidenza.

Lo leggo in maniera che l'Aula possa prenderne atto. Gli emendamenti numero 221, 474 e seguenti sono sostituiti dal seguente: "Dopo le parole 'l'assistenza sanitaria' il testo è sostituito dal seguente 'operando al massimo delle potenzialità tecnologiche, organizzative e strutturali senza riduzione dei livelli assistenziali fino ad oggi garantiti. La scelta dell'ubicazione del nuovo ospedale policentrico dovrà essere assunta sentita la Commissione sanità del Consiglio regionale che si esprime entro 30 giorni dalla richiesta.'".

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, soltanto per richiamare l'attenzione sul fatto che - più volte è già stato da me sollevato in Aula - anche con questo emendamento manca comunque l'indicazione dei tempi entro cui dovrebbe essere realizzato il nuovo ospedale. Chiedo al relatore e all'Assessore se è possibile per esempio inserire "nell'arco di cinque anni" o "di tre anni", per avere un'indicazione temporale in modo tale che si conosca un minimo di prospettiva su questa nuova struttura.

Anche perché, come indica l'emendamento, se effettivamente ci sarà comunque il passaggio in Commissione, questo riguarderà esclusivamente il problema di dove collocarlo restando, invece, sospesa la questione temporale. Chiedo cortesemente, se è possibile, visto che si sta facendo un'integrazione, dare anche un'indicazione di massima in modo tale che poi ci si possa orientare anche per le scelte delle strutture che operano attualmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Intervengo sull'emendamento numero 474 dichiarando il mio voto a favore dell'emendamento ma soprattutto rivolgendomi all'Aula, noi abbiamo avuto diverse volte, da parte dei colleghi della maggioranza, l'accusa, secondo me ingenerosa, di non aver voluto arrivare ad una accelerazione dei lavori d'Aula laddove si poteva farla.

Devo dirvi, colleghi, che oggi siamo rimasti fermi, nella "Commissione dei volenterosi", sostanzialmente a seguito di problemi di diversità di opinioni (che, secondo noi, sono un valore, quindi non le stiamo contestando) nell'ambito della maggioranza. Però, il lavoro di questa commissione ha un senso se ciò che questa commissione di volenterosi produce poi arriva in Aula.

Anche in questo caso voi avete concordato di predisporre un emendamento (che comunque lasciava ognuno nelle proprie posizioni originarie, nel senso che noi non lo condividevamo ovviamente in toto) del quale però è caduto un pezzo, un pezzo assai significativo, perché l'ospedale policentrico (come il collega Silvio Cherchi, che sorride, ricorda bene) era l'ospedale policentrico di Cagliari nell'emendamento originario, mentre il "di Cagliari" è caduto. Per noi, ovviamente, è una cosa significativa.

Se voi avete deciso che il lavoro che si fa con i cosiddetti volenterosi, (che volenterosi lo sono davvero, quanto meno per il tempo che ci stanno dedicando qui fuori) non serve a niente, noi ne prendiamo atto; nel senso che, vi abbiamo detto dal primo giorno che la sede di discussione del Piano (che, per vostra scelta, non è la Commissione perché in Commissione avete deciso che non lo volevate discutere) è l'Aula. Quindi ci state dicendo che volete restare in Aula per discutere emendamento per emendamento. Noi accogliamo la vostra proposta, che ovviamente è una proposta estenuante, ma non è nostra la proposta, è vostra, collega Cugini. Se la Commissione lavora e produce, e poi i testi vengono riscritti, perché l'emendamento sul "Binaghi" è stato riscritto, quello sulla localizzazione del nuovo ospedale è stato riscritto, allora che cosa lavora a fare la Commissione?

Voi decidete che volete restare in Aula a discutere di sanità emendamento per emendamento, noi siamo a vostra disposizione, con fatica, collega Cugini, con fatica!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, io sto prendendo visione adesso del documento che è stato redatto e che vediamo spogliato di alcuni significativi passaggi che, per noi, hanno rappresentato la sintesi di un lavoro estenuante nella misura in cui ci si è confrontati, ci si è espressi, si sono analizzate le problematiche dell'ospedalità cagliaritana oggi. Le problematiche devono essere affrontate, soprattutto le proposte per superare le stesse, tenendo presenti tutti gli aspetti che riguardano, fatta la scelta della realizzazione, questa nuova ospedalità: l'ubicazione, il progetto di fattibilità, le risorse, i tempi, i servizi da comprendervi e così via dicendo.

Le componenti di minoranza si sono sempre sentite legittimate a rappresentare le istanze contenute nelle richieste fatte con gli emendamenti e quando si è arrivati a comprendere l'importanza di temi così importanti, quando anche la maggioranza era presente con la propria rappresentanza (io voglio ricordare che il collega Licheri affermò che la Commissione aveva tutta la legittimazione politica per poter arrivare a predisporre documenti che avevano trovato la condivisione dei gruppi della maggioranza, mi dispiace che il collega Licheri non sia presente in Aula, ma c'erano tutti gli altri componenti della maggioranza), allora vorrei capire davvero quando c'è legittimità nella rappresentanza che la maggioranza sa esprimere, dal momento che, a distanza di pochi minuti, si fanno cadere le decisioni prese nonostante l'impegno di tutti per trovare soluzioni confacenti ai temi in discussione, in questo caso la nuova ospedalità ovvero la nuova ospedalità di Cagliari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI SILVIO (D.S.). Mi è capitato, in questa lunga maratona, ieri di dare un modesto contributo ai lavori della Commissione. Su questo emendamento è stato raggiunto un accordo, con l'opposizione, che prevedeva una formulazione diversa, diceva "il nuovo ospedale policentrico della città di Cagliari". Io credo che quella formulazione sia la più giusta, per due questioni di merito. Una è che quando si raggiungono gli accordi bisogna rispettarli, l'altra è che non possiamo negarci che quella era una formula di compromesso o di sintesi che teneva conto delle preoccupazioni che ci sono nella città di Cagliari, e non nel centrodestra (parlo del centrodestra di Cagliari); a dire la verità sulla questione della chiusura degli ospedali, una per tutte la dichiarazione del sindaco, le preoccupazioni sono diffuse nella città, c'è perplessità sulla chiusura del "Santissima Trinità", apprensioni per il rischio di ridimensionamento della presenza ospedaliera, contrarietà al rischio che dalla città si allontanino i servizi e la si impoverisca socialmente.

Io credo che la discussione e la formula trovata consentano di poter continuare il dibattito nella città per trovare, nei modi e nei tempi giusti, la soluzione più adeguata per cancellare queste preoccupazioni; la formulazione trovata mi pareva desse un contributo, anche perché ci sono parti consistenti (a partire dai Democratici di Sinistra di Cagliari, di cui faccio parte) che vogliono confrontarsi, discutere e lo faremo anche al di là della decisione che prenderemo stasera su questi provvedimenti che riguardano Cagliari e l'intera area di Cagliari.

PRESIDENTE. Preciso che l'emendamento che stiamo discutendo non sostituisce l'emendamento numero 474, perché non può tecnicamente sostituirlo, è un sostitutivo dell'emendamento numero 221, che troveremo più in là.

Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Presidente, Presidente della Giunta, Assessori e colleghi, anche io richiamo al dovere di rispetto di un accordo che è stato preso in un lavoro che la Commissione si è accollata in nome e per conto dell'Aula. Aula che non può avere il guinzaglio della Giunta quando decide di deliberare, deve avere un attimo di autonomia nelle decisioni che prende e deve avere il coraggio anche di assumersene la responsabilità. In questo caso non si consuma uno strappo con la Giunta, si consuma uno strappo con una città come quella di Cagliari che, in un colpo solo, se questo emendamento passasse, rischierebbe di perdere quattro ospedali: il "Marino" (che siamo tutti d'accordo che in prospettiva vada rivisto e spostato), l'Ospedale San Giovanni di Dio (che ormai si sta completamente trasferendo oltre la Strada Statale 554, tra Sestu e Monserrato), l'Ospedale Binaghi (si parla della sua chiusura) e l'Ospedale di Is Mirrionis (non c'è certezza che rimarrebbe nell'ambito della città di Cagliari).

Questi Ospedali, Cagliari li ha avuti non soltanto per volontà della politica, ma perché baricentrica dal punto di vista dell'utenza; abbiamo questo curioso fenomeno in Sardegna, il meridione comanda sul settentrione dell'isola anche dal punto di vista antropologico e degli insediamenti umani, e quindi anche geopolitici. L'Ospedale San Giovanni di Dio è stato realizzato, nella città di Cagliari, anche con notevoli investimenti dovuti a donazioni di privati ed ha servito praticamente la gran parte della popolazione della Sardegna fin da quando il Cima l'ha progettato e costruito, se non ricordo male, si trattava del '700. Insomma questo Ospedale ha almeno due secoli buoni di vita e ha servito la popolazione, grazie, non alla politica spicciola, ma alle volontà superiori di chi comandava sul momento, oltre che ai grandi lasciti dei privati.

Allora questa città non può essere defraudata di un patrimonio così importante, anche perché poi alla fin fine le abitudini dei cittadini quelle sono, a Cagliari si viene, magari per andare in ospedale, ma si approfitta perché ormai è diventata una città di servizi, per cui noi rischiamo di creare un disagio al cittadino più che un vantaggio, non tutti i Comuni dell'hinterland sono slegati dalla città di Cagliari, bene o male molti ne facevano parte a pieno titolo fino a qualche decennio fa, qualcuno si è anche pentito di essersi staccato poiché non riesce a gestire neanche i propri servizi, pertanto io non credo che si possa accendere una guerra di campanile con i comuni contermini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, mi viene un po' difficile intervenire perché, ieri notte, siamo rimasti sino a tardi a decidere quali fossero i tempi e le modalità per trovare soluzioni che abbreviassero il dibattito sul Piano sanitario che abbiamo in discussione, ci si è trovati d'accordo sul proseguire e trovare snellimento, la Commissione si è riunita, il lavoro della Commissione aveva un certo indirizzo, invece ci si trova a sentire in maniera difforme cose che non rispondono alle decisioni assunte. Pacta sunt servanda, l'ha ricordato diversamente qualche altro e io lo voglio ricordare così per chi, forse, lo intende meglio. Posso anche dire che potrei essere d'accordo sulla nuova formulazione, può darsi infatti che questo nuovo Ospedale possa essere più vicino ad Oristano e, quindi, favorire Oristano nella centralità della sanità sarda, se così fosse, io potrei anche firmare e potrei essere favorevole.

Però, vorrei che, quando si modificano le decisioni, si abbia anche il coraggio di andare sino in fondo, io voglio sapere se si tratta di Cagliari o di Oristano. E' una mia legittima aspettativa, anche perché sono convinto che Oristano sia il centro della Sardegna e possa essere un servizio per tutta l'isola, può anche darsi che mi sbagli. Andiamo pertanto a verificare quale sia la posizione più idonea e più adeguata per questo nuovo tipo di insediamento ospedaliero e si abbia la cortesia di esplicitare al meglio dove va ad essere ubicato; può darsi allora che trovi anche la mia disponibilità.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Innanzitutto vorrei chiarire, ne ho bisogno personalmente io, se stiamo discutendo l'emendamento che sarebbe risultato dal lavoro fatto dalla commissione dei volenterosi o se invece stiamo discutendo l'emendamento numero 474 e votando quello, perché credo che, correttamente, le nostre dichiarazioni di voto siano sull'emendamento numero 474, poiché il Presidente ha dichiarato che non è attribuibile, come emendamento all'emendamento, questo che non è neanche numerato, allo stesso "474", ma, casomai, al "221", che verrà dopo. Per cui, è evidente, anche dagli interventi che sono stati fatti fino adesso, che questa questione ha alcuni problemi sostanziali; tra gli altri, il Consiglio sembra non convinto e molto preoccupato dall'idea che questa nuova struttura ospedaliera sia ubicata fuori dalla città di Cagliari, quindi il Consiglio regionale vuole già dare un atto di indirizzo a quello che poi sarà un atto successivo della Giunta, sentita la Commissione competente, nel senso chiarissimo che la nuova struttura ospedaliera, comunque, deve rispettare l'esigenza, da più parti segnalata, di avere una struttura nella città di Cagliari.

In ogni caso, questo poi attiene a un risvolto anche sullo stesso senso dei nostri lavori, qui in Aula e nella Commissione. Se cioè si fa un lavoro (faticosissimo per chi ne prende parte) e poi dopo, in Aula, non si cerca di portare la sintesi di quel lavoro svolto in una sede più ristretta, non ha veramente più senso procedere in questo modo. Tanto vale che si discuta in Aula di tutto, senza perdere tempo in questa Commissione. In ogni caso, io chiedo il voto elettronico palese sull'emendamento numero 474 e dichiaro il mio voto favorevole.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mattana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MATTANA (D.S.). Signor Presidente, anch'io in ordine all'emendamento di sintesi proposto dal relatore, onorevole Pacifico, vorrei fare alcuni rilievi. La scelta del Piano sanitario (che prevede, appunto, tra le strutture, il nuovo ospedale policentrico) ha fondamento in un ragionamento che riguarda l'attuale situazione del sistema sanitario nella città di Cagliari. Quindi si propone di migliorare l'offerta sanitaria nella città di Cagliari e nell'area urbana di Cagliari. L'emendamento di sintesi (frutto di una lunga discussione in Commissione anche per individuare un nuovo metodo di lavoro atto a consentirci di portare a compimento l'esame del Piano sanitario e la sua approvazione) andava in questa direzione, determinando un criterio che faceva riferimento all'area urbana e alla città di Cagliari.

La mancata indicazione del riferimento alla città di Cagliari credo che rappresenti un passo indietro. Intanto anch'io condivido l'osservazione che il lavoro della Commissione vada rispettato e che quindi si debba riprendere il lavoro fatto, e poi comunque il ragionamento si basa sul fatto che soprattutto i servizi sanitari debbano essere quanto mai agevoli a beneficio dei cittadini che ne vogliono usufruire. Quindi, il problema dei servizi sanitari e dell'offerta sanitaria nell'area urbana di Cagliari, nella città di Cagliari, è un problema che va incontro a questo tipo di esigenza, lo dico, soprattutto, con riferimento alle categorie deboli che hanno la necessità di poterli utilizzare con la massima facilità.

Io credo che si potrebbe anche fare uno sforzo per trovare una soluzione alla discussione in corso, prevedendo anche, alla pagina 105, dove si parla del nuovo ospedale policentrico, l'indicazione e il riferimento, se non alla città di Cagliari, almeno a Cagliari, quindi una precisa delimitazione. Credo che questa soluzione favorirebbe il lavoro che si deve poi fare per l'ubicazione e darebbe risposte alle istanze pervenute dal centrosinistra, anche a seguito della lunga discussione che c'è stata e che ha coinvolto le diverse forze politiche su un problema così importante come quello dei servizi sanitari e delle risposte ai cittadini.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io non penso che nel Piano, né la maggioranza né la Giunta, abbiano come finalità quella di dedurre l'ospedalità di Cagliari e della città di Cagliari. Come sintesi, in verità, io conosco solo quella che ha letto il relatore in Aula, che coincideva con la sintesi politica di cui io ero informato personalmente. Cagliari è importantissima perché gravitano su Cagliari i due terzi della popolazione sarda, Pierpaolo lo ricorda sempre nel suo intervento, un milione di cittadini, di questi, però, soltanto il 15 per cento sono della città di Cagliari, l'altro 35 per cento sono quelli che gravitano intorno alla città di Cagliari, in quella che viene chiamata l'area vasta.

Stabilire in modo specifico che deve avvenire nella città di Cagliari significa sostenere che l'emendamento non serve, e chiedere che ci debba essere un passaggio in Commissione, è la decisione di non voler delegare la Giunta nell'individuazione dell'area, ma voler condividere quella scelta. Se ci fosse uno studio che, dal punto di vista urbanistico, di traffico o di mille altre cose, consentisse di precisare l'ubicazione meglio rispondente agli interessi di quel milione di cittadini che gravitano intorno alla città di Cagliari, sarebbe giustificato dire Elmas, perché l'aeroporto di Cagliari è ad Elmas, o Assemini, o Quartucciu, "Monserrato" oppure Cagliari, in periferia. L'importante è che il Consiglio abbia la possibilità di verificare che quella scelta è supportata da elementi tecnici, sociali, di distribuzione della popolazione, di utenza e di traffico che la giustificano, altrimenti che senso avrebbe chiedere che passi in Commissione? Quindi, io credo che si possa accogliere l'emendamento, come è stato letto dall'oratore, perché, comunque, risponde all'esigenza di non indebolire la città di Cagliari, anzi di contemplare un'area più vasta.

Volevo fare un'ultima considerazione al collega Vargiu. Io penso che sia inaccettabile che l'argomento per far passare una posizione sia la minaccia di tenerci in Aula altre settimane (questa è una minaccia che non ci fa paura anche se non è corretta) e non invece la valenza degli argomenti che si portano per quell'emendamento. A quella minaccia rispondiamo che noi siamo pronti a rimanere qui, fino a quando si ritiene opportuno, se non siamo convinti che gli argomenti validi a sostegno di quell'emendamento sono…

PRESIDENTE. Onorevole Marrocu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per dichiarazione di voto sull'emendamento, poi a fine serata mi darà la parola per fatto personale. Io voterò a favore dell'emendamento numero 474, però vorrei rivolgere, ancora una volta, un accorato appello a questa Aula. Io ho detto, in discussione generale, che non era necessario chiudere l'Ospedale Santissima Trinità, così come non era necessario chiudere l'Ospedale Marino per studiare un nuovo ospedale policentrico. Lo richiedo ancora qui; l'area del "Santissima Trinità" è vastissima, l'Ospedale potrebbe anche nascere lì, all'assessore Dirindin non vanno bene i padiglioni e si scrive nel Piano che è obsoleto. No, non è obsoleto questo Ospedale, Assessore! Questo Ospedale ha mangiato, divorato centinaia se non migliaia di miliardi perché i suoi reparti fossero collegati uno all'altro grazie al faticoso lavoro di un vostro valido rappresentante del centrosinistra, l'assessore Fadda, e del direttore generale Igino Meloni. E' stato scavato totalmente all'interno, quell'Ospedale, e sono stati creati canali per collegare un reparto all'altro, e voi oggi dite che va chiuso! Quando recupereremo quei miliardi?

Ecco perché faccio veramente un invito al centrosinistra, non dimenticate queste cose, così come pure siete stati voi a chiedere la trasformazione dell'ESIT in Ospedale, abbiamo sprecato fior di quattrini anche lì, per adeguarlo perché diventasse ospedale, e oggi stiamo andando a cercare un'area che, probabilmente, è già stata individuata, qualcuno sa già dove nascerà questo ospedale, qualcuno avrà già contrattato il prezzo; non c'è bisogno di acquisire aree, non c'è bisogno di fare nuovi progetti, avete gli strumenti per lasciare a Cagliari la sanità che serve, a Cagliari e all'hinterland, e per non sperperare altro denaro pubblico.

Questo Piano è fatto con i piedi per quanto riguarda questa parte, Assessore, perché dire che un ospedale, siccome è a padiglioni, non va bene, è fuori da ogni logica. Assessore, vada, gliel'ho detto, gli atti sono nel suo Assessorato e veda quanti miliardi sono stati spesi per collegare un padiglione all'altro; oppure, vada e parli con gli operatori del "Santissima Trinità" e si renderà conto di quello che c'è. I reparti sono stati tutti ristrutturati e adeguati in questi ultimi anni e sono tutti efficientissimi: infettivi, ortopedia, traumatologia, urologia, chirurgia pediatrica, il laboratorio, la radiologia.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.

PACIFICO (D.S.), relatore. Presidente, chiedo una breve sospensione, se è possibile, per cercare di trovare una definizione che possa andar bene per tutti.

PRESIDENTE. Colleghi, siccome avevamo previsto di interrompere alle ore 15, interrompiamo come comunicato all'inizio di questa seduta, i lavori riprenderanno alle ore 19 e 30 di questa sera.

La seduta è tolta alle ore 15.