Seduta n.164 del 14/02/2006 

CLXIV SEDUTA

(Pomeridiana)

Martedì 14 febbraio 2006

Presidenza della Vicepresidente Lombardo

indi

del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 43.

cassano, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del martedì 7 febbraio 2006 (158), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Paola Lanzi, Sergio Marracini e Antioco Porcu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 14 febbraio 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2006)" (199/S/A)

PRESIDENTE. Colleghi, ricordo che è all'ordine del giorno il disegno di legge numero 199/S/A la cui discussione prosegue con l'esame dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Poiché è assente, viene dichiarato decaduto.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, essendo ancora in corso un incontro tra i Capigruppo e i rappresentanti delle organizzazioni del volontariato, chiedo di sospendere la seduta per consentire ai consiglieri di raggiungere l'Aula. Le chiederei inoltre di non considerare decaduto l'onorevole La Spisa che sta appunto seguendo questo incontro.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta. I lavori riprenderanno alle ore 16 e 55.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 45, viene ripresa alle ore 17 e 01.)

PRESIDENTE. Il consigliere La Spisa ha comunicato a questa Presidenza la sua rinuncia all'intervento.

Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 60. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 61. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell' articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati 8 emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e degli emendamenti:

Art. 3

Disposizioni in materia di ambiente, caccia e pesca

1. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 40 della legge regionale n. 7 del 2005 è autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 1.400.000 per la manutenzione programmata dei lavori realizzati nell'ambito del programma di salvaguardia del litorale e delle retrostanti zone umide di interesse internazionale dell'area metropolitana di Cagliari (UPB S05.048).

2. È autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 3.000.000 per le finalità di cui al comma 19 dell'articolo 14 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, relative alla concessione di contributi agli enti locali per lo smaltimento di rifiuti urbani (UPB S05.021).

3. Per le finalità di cui all'articolo 40, comma 6, della legge regionale n. 7 del 2005 relative alla realizzazione dei parchi e delle riserve naturali regionali da istituirsi ai sensi della legge regionale 7 giugno 1989, n. 31, è autorizzata la spesa di euro 21.500.000 nell'anno 2006 e di euro 1.000.000 nell'anno 2007 (UPB S05.035).

4. È autorizzata, ai sensi della Legge 6 dicembre 1991, n. 394, nell'anno 2006, la spesa pari a euro 100.000 quale cofinanziamento regionale alla redazione della Carta della natura relativa al territorio regionale (UPB S05.035).

5. Le somme sussistenti alla data del 31 dicembre 2005, in conto residui, dell'UPB S05.060 (cap. 05204) destinate alla realizzazione del Piano forestale ambientale (PFAR), ai sensi del comma 1 dell'articolo 3 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, sono conservate nello stesso conto per essere utilizzate nell'esercizio successivo.)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CASSANO

Art. 3

All'emendamento n. 65 la somma di euro 5.000.000 è rideterminata in euro 10.000.000.

In aumento

UPB S05.021

anno 2006 Euro 5.000.000

In diminuzione

UPB S03.006

anno 2006 Euro 5.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge fìnanziaria). (133)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - RASSU - VARGIU - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - MORO

Art. 3

Al comma 2 la cifra di Euro 3.000.000 è rideterminata in Euro 5.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.021 anno 2006 Euro 2.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 Euro 2.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge fìnanziaria). (65)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - RASSU - VARGIU - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU

Art. 3

Al comma 1 dell'art. 3 le parole dopo "zone umide di interesse internazionale" sono soppresse. (63)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - RASSU - VARGIU - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - MORO

Art. 3

Al comma 3 dell'art. 3 la spesa di Euro 21.500.000 nell'anno 2006 è rideterminata in Euro 10.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S 05.053 Anno 2006 Euro 11.500.000

In aumento

UPB S03.006 anno 2006 Euro 11.500.000. (64)

EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA

Art. 3

Disposizioni in materia di ambiente, caccia e pesca

Al comma 3 dopo le parole "7 giugno 1989, n. 31" è inserita la seguente espressione.

"nonché per progetti di sviluppo locale per l'utilizzo sostenibile di aree di riconosciuto valore ambientale". (44)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 3

Disposizioni in materia di ambiente, caccia e pesca

Al comma 3 dopo le parole "7 giugno l989, n. 31" è inserita la seguente espressione:

"nonché per progetti di sviluppo locale per l'utilizzo sostenibile di aree di particolare valore ambientale". (45)

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - RASSU - VARGIU - ARTIZZU - SANCIU - DEDONI - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - MORO

Art. 3

Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

3 bis Per progetti di valorizzazione ambientale e sviluppo locale d'intesa con le Province ed i comuni interessati e coerentemente al piano regionale di sviluppo, è autorizzata la spesa di Euro 11.500.000."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S 05.035 Anno 2006 Euro 11.500.000

In diminuzione

UPB S 03.006 anno 2006 Euro 11.500.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria). (62)

EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar - ATZERI

Art. 3

Nell' art. 3 è aggiunto il comma 5 bis ; "E' autorizzata per l'anno 2006 la concessione di un contributo straordinario di Euro 3.000.000 a favore della Provincia di Oristano per il risanamento ambientale degli stagni di Cabras e di Santa Giusta"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

05 - Difesa dell'Ambiente

UPB S05.028

Anno 2006 Euro 3.000.000

In diminuzione

01 Presidenza della Giunta

UPB SOI .052 (Pubblicità istituzionale)

Anno 2006 Euro 3.000.000. (37).)

E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi per illustrare l'emendamento numero 37. Ne ha facoltà. Ricordo ai consiglieri che intendono prendere la parola che devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). L'emendamento numero 37 prevede la concessione di un contributo straordinario alla provincia di Oristano da destinare alla soluzione del problema che ultimamente sta interessando alcune zone umide come gli stagni di Santa Giusta e di Cabras; questi stagni sono stati colpiti, infatti, da una forte moria di pesci che ha creato delle grosse difficoltà ai pescatori, soprattutto a quelli della cooperativa che gestisce lo stagno di Cabras.. Il problema chiaramente non può essere affrontato in modo semplicistico, tanto meno sarà possibile conoscerne in tempi brevissimi le cause reali, ma ritengo che il problema possa essere risolto se studiato a fondo. Ecco perchè credo che questi fondi, che io chiedo vengano concessi alla provincia di Oristano, debbano essere destinati alla ricerca scientifica, per capire realmente quali sono i motivi del ripetersi, all'interno di queste due zone umide, tra l'altro in un brevissimo arco di tempo e senza una giustificazione particolare, di questo fenomeno.

Le motivazioni addotte fino adesso sono state tantissime: la poca ossigenazione dello stagno, la permanenza degli uccelli migratori che utilizzano lo stagno come risorsa vitale e altre. A mio avviso queste sono soltanto ipotesi, la certezza sulle cause può essere data solo ed esclusivamente dalla ricerca scientifica condotta dagli enti competenti. Tra l'altro lo sviluppo della ricerca scientifica è uno dei pilastri del programma di questa Giunta regionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo sugli emendamenti numero 63, 65, 64, 62, 37 e 133; esprime invece parere positivo sugli emendamenti numero 44 e 45..

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere conforme al parere del relatore.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). L'argomento dell'articolo in discussione attiene ad una materia, stiamo parlando di ambiente, caccia e pesca, talmente delicata e importante che avrebbe meritato un più serio approfondimento; vorrei sottolineare infatti che parlare dell'ambiente è molto facile, così come è facile adottare provvedimenti che, molte volte, possono incidere profondamente non solo sull'ambiente in quanto tale, ma anche sul rapporto uomo-ambiente.. E' necessario affermare questo, per quanto dalla finanziaria emerga una particolare attenzione all'ambiente.

Sulla stampa odierna, mi collego all'illustrazione del collega Oscar Cherchi, vengono evidenziate, caro collega, le cause che hanno determinato e stanno determinando la moria dei pesci nei nostri stagni. Queste sono zone umide uniche in Europa, zone umide da salvaguardare, da proteggere e da potenziare non solo da un punto di vista meramente ambientale, ma per l'importanza che rivestono per l'economia di quel territorio in quanto producono un reddito.

Sulla stampa odierna si dice che, verosimilmente, la moria di tutta la fauna ittica di quegli stagni (quindi possiamo parlare anche di morte degli stagni), è da imputare alle infiltrazioni di pesticidi, di concimi, di liquami provenienti dalle aziende zootecniche; aziende che, certo non tutte, non hanno provveduto a mettersi a norma così come impone la legge per quanto riguarda concimaie e quant'altro.

Ecco che l'attenzione dimostrata verso l'ambiente a quanto pare si trasforma in distrazione rispetto a quel particolare, importantissimo territorio. Credetemi, non voglio polemizzare né tanto meno indicare colpevoli, non voglio essere frainteso, ma su quel territorio, se non da oggi chissà da quando, c'è stata una colpevole e dolosa distrazione, anche da parte di imprenditori del settore agro-zootecnico.

E' necessario provvedere intervenendo non solo con lo stanziamento di fondi regionali, ma coinvolgendo nella iniziativa, lo ritengo indispensabile, coloro i quali hanno determinato una certa situazione..

Assessore, credo quindi, che sia necessario procedere alla bonifica immediata di quel territorio; bonifica nella quale è indispensabile coinvolgere, senza voler trovare a tutti i costi imputati da una parte o dall'altra anche e soprattutto coloro i quali, colpevolmente e dolosamente, Regione compresa chiaramente, hanno determinato lo "stato di coma" in cui versa attualmente quel territorio. La situazione attuale comporta la perdita di una importantissima fonte di reddito per le popolazioni locali, ma soprattutto è stata arrecata all'ambiente una ferita per sanare la quale sarà necessario l'impiego di notevoli risorse e dovranno passare anni e anni.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, chiedo una sospensione di trenta minuti dei lavori dell'Aula per consentire ai Capigruppo di maggioranza e di opposizione di incontrare le delegazioni degli agricoltori che da stamattina stanno manifestando per gravissimi ed urgenti problemi davanti al palazzo del Consiglio regionale. Poiché già la settimana scorsa era stata data un'assicurazione in questo senso alle organizzazioni agricole, credo sia nostro dovere dargli la possibilità di incontrare i Capigruppo per esporre i loro problemi e le loro richieste. PRESIDENTE. Sulla richiesta di sospensione avanzata dal consigliere Artizzu può parlare un consigliere a favore ed uno contro per cinque minuti, dopodiché l'Assemblea si esprimerà.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Credo che costi poco interrompere per alcuni minuti i lavori perché reputo giusto e importante che i Capigruppo possano incontrare una delegazione di agricoltori; agricoltori che da giorni manifestano in modo molto civile per avere risposte ai problemi che attanagliano le loro famiglie, le loro imprese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io propongo di proseguire i lavori e, dato che i Capigruppo hanno già incontrato gli agricoltori e preso atto delle loro richieste, più tardi un esponente della maggioranza ed uno dell'opposizione, insieme all'Assessore, possono incontrare la delegazione degli agricoltori per una valutazione tecnica delle possibili risposte di cui si è discusso nell'incontro con i Capigruppo .

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, l'onorevole Marrocu ha formulato una controproposta. Lei concorda o mantiene la sua proposta che andrebbe messa, quindi, in votazione?

ARTIZZU (A.N.). Presidente, reitero la mia richiesta di una sospensione dei lavori al fine di incontrare ora gli agricoltori e, preliminarmente, chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu,, poiché la verifica del numero legale può essere chiesta da due Capigruppo in qualsiasi momento, si associa alla sua richiesta il consigliere Atzeri.

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue verifica)

Prendo atto che i consiglieri Sanciu, Pisu e Davoli sono presenti pur non essendo riusciti a votare.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 41 consiglieri

(Risultano presenti i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - IBBA - LICHERI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - MILIA - PINNA - PIRISI - PISU - RASSU - SABATINI - SANCIU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.)

Procediamo alla votazione sulla proposta di sospensione avanzata dal consigliere Artizzu. Chi l'approva alzi la mano. Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2006)" (199/S/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo la discussione del disegno di legge 199/S/A. Metto in votazione l'emendamento numero 133. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Io credo, e non lo dico per spirito di contraddizione, che a questo punto si possa fare una proposta all'intera Aula. Preso atto che è in discussione l'articolo 3, che il tenore del dibattito non si modificherà fino all'ultimo degli articoli della finanziaria, chiedo cortesemente che sia il Presidente della Commissione che la Giunta non esprimano più alcun parere dato che sono sempre e comunque contrari a tutti gli emendamenti presentati dall'opposizione; opposizione che non ha

presentato gli emendamenti, l'ho detto stamattina, per fare demagogia o perdere del tempo, tanto più che predisporre gli emendamenti è una fatica e un impegno. Evitiamo quindi di prenderci in giro o di far lavorare inutilmente un Consiglio che non dà nessuna risposta ai reali problemi del territorio. Ma, almeno agli Assessori competenti, come per esempio l'assessore Dessì o l'assessore Foddis, che tra l'altro è espressione del territorio di Oristano visto che ci lavora da tanto tempo, chiedo se i problemi degli stagni di Santa Giusta, secondo loro,possano essere affrontati con un semplice no e basta!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole, non fosse altro perchè l'ho sottoscritto, all'emendamento 37, e richiamare l'attenzione dei colleghi, come ho cercato di fare stamattina, sulla incoerenza politica dell'assessore Foddis.

PRESIDENTE. Onorevole Atzeri, mi scusi, stiamo votando l'emendamento numero 133, non il 37.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 133.

(segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto il consigliere: ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 59

Votanti 58

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 22

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 65. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 63. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 64. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 3.

(È approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 44. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

A seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 44 decade l'emendamento numero 45. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 62. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 37. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente io esprimo rammarico per l'insensibilità dimostrata nei confronti della provincia che eredita un devastante inquinamento; un inquinamento che, stando anche agli accertamenti effettuati dagli ispettori della A.S.L., ha portato all'agonia uno dei comparti più importanti di quel compendio: lo stagno di Santa Giusta.

Si dimostra un'insensibilità politica nei confronti della provincia, per la quale con il collega Oscar Cherchi abbiamo chiesto un contributo straordinario di 3 milioni di euro, a fronte invece di un'ipersensibilità nei confronti del comparto che parrebbe aver creato questo drammatico inquinamento, come si evince dall'emendamento 71 all'articolo 4 sostenuto in prima fila dall'assessore Foddis.

Possiamo parlare di incoerenza politica oltre che di palese conflitto di interessi, perché non dimentichiamo che il figlio naturale di quel comparto è l'assessore Foddis. L'assessore Foddis è stato momentaneamente prestato a questa esperienza politica e tornerà, inevitabilmente, in quel comparto che ha causato questo disastro ambientale dopo aver creato, per la prima volta nella storia dell'autonomia, un'anomalia in quanto ha devoluto il 75 per cento delle risorse a fondo perduto a favore di questi potenziali inquinatori, questi ostrogoti. E questo è intollerabile!

Allora voi dovete spiegare perché il Consiglio è così cieco e sordo da rifiutare un emendamento che, con equità e giustizia, pone la provincia di Oristano in condizione di poter risanare l'inquinamento prodotto da personaggi, cinici, che hanno sfruttato il territorio e hanno arricchito il loro conto corrente, mentre con un altro emendamento diamo il 75 per cento di risorse a fondo perduto a questi signori che hanno tratto ricchezza da un modo scriteriato di gestire il territorio, violando le prescrizioni comunitarie e statali. I dati sono allarmanti e dicono che in quel territorio c'è una presenza di nitrati elevatissima, quindi non bisogna fare gli struzzi ma bisogna porre rimedio.

Allora, se sussiste una pregiudiziale verso tutti gli emendamenti che presentiamo la accettiamo, però il no a questo emendamento ci amareggia profondamente perché le argomentazioni che porta sono sostenibili, mentre non è sostenibile l'incoerenza politica, ripeto, dell'assessore Foddis che si era tanto vantato di essere un tecnico e non un politico, demonizzando i politici che raccolgono le lamentele del territorio e sono vicini alle istanze della gente ed esaltando invece questa tecnocrazia: i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 37, ma non per le motivazioni addotte dal collega Atzeri che, probabilmente, ha avuto un eccesso di tutela nei confronti di un territorio certamente importante, perchè stiamo parlando di cose completamente diverse. Io voto quindi a favore di questo emendamento, però sottolineo che lo stagno di Santa Giusta non può avere sofferto né per la presenza di nitrati né per altri problemi che riguardano il territorio di Arborea.

Questo non vuol dire che questo emendamento non svolga una sua funzione; ha infatti una funzione tecnica, ma ha soprattutto una funzione politica, perché nel momento in cui in un emendamento della Giunta regionale, è il numero 45, si dice che all'articolo 3, al comma 3 dopo le parole "7 giugno '89 numero 31" è inserita la seguente espressione "nonché per progetti di sviluppo locale per l'utilizzo sostenibile di aree di particolare valore ambientale" io chiedo: "Se non è di "particolare valore ambientale" lo stagno di Santa Giusta che cosa lo è ?

Come si può pensare di scrivere un simile emendamento e poi di non accedere ad una richiesta, legittima, di stanziare tre milioni di euro per lo stagno di Santa Giusta (trascuro, ma solo per il momento, lo stagno di Cabras), che ha sofferto una moria di pesci l'anno scorso per rimuovere i quali l'unico ente locale che è intervenuto, con le sue modeste risorse, è stata la provincia di Oristano. Non si possono presentare due emendamenti così in contraddizione tra loro, perchè in uno si dice che bisogna tutelare le zone di particolare pregio per lo sviluppo locale e nell'altro si negano le risorse per risanare un ambiente di pregio. Ora, mi aspetto che l'assessore Dessì, che ci sta in qualche maniera illuminando con questa politica del sostegno ambientale, ci dia una spiegazione dato che oltre alle belle parole noi non abbiamo visto altro.

Nel momento in cui la minoranza, due Gruppi politici presentano un emendamento nel quale avanzano una legittima richiesta per rivalutare un comparto così importante, e lo sto definendo tale non dal punto di vista economico, ma dal punto di vista ambientale, la richiesta viene respinta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, vorrei innanzitutto chiarire all'onorevole Atzeri che le aziende di Arborea provocano danni ambientali non sullo stagno di Santa Giusta, ma su tutto il compendio degli stagni di S'Ena Arrubia, di Marceddì, di Corru S'Ittiri. Questo per un fatto di corretta informazione, perché il sistema Arborea non c'entra niente con l'inquinamento dello stagno di Santa Giusta così come, onorevole Atzeri, per niente c'entra il presunto e molte volte richiamato conflitto di interessi che il Partito sardo sta attribuendo all'Assessore dell'agricoltura, che è proprio una questione del tutto inesistente.

Le cause dell'inquinamento dello stagno di Santa Giusta, tutti noi, in particolare noi oristanesi, le conosciamo: sono dovute prevalentemente agli scarichi del comune di Oristano.

DIANA (A.N.). E' una menzogna! Si vergogni!

PRESIDENTE. Onorevole Diana, consenta all'onorevole Sanna di svolgere il suo intervento.

SANNA ALBERTO (D.S.). Sono gli scarichi del comune del capoluogo oristanese che, prevalentemente, inquinano questo compendio ittico estremamente importante. Inoltre il consorzio industriale di Oristano, onorevole Diana, non fa quanto dovrebbe per depurare quegli scarichi pur percependo le tariffe dai cittadini e dai comuni interessati. Per quanto riguardalo stagno di Cabras, voglio ricordare che nel 2001 questo Consiglio approvò con legge un finanziamento da destinare appunto al risanamento dello stagno pari a9 miliardi e 750 milioni delle vecchie lire.

In quel periodo era presidente della provincia di Oristano l'onorevole Diana. La sua amministrazione fu delegata dall'allora assessore Pani a gestire l'azione di risanamento che prevedeva l'approvazione, nell'arco di, sei mesi di un piano, la spendita delle risorse e il risanamento appunto del compendio. Di tutto questo non è stato fatto niente, onorevole Diana, per cui non bisogna fare demagogia ma essere seri, quando si è al governo e si hanno le responsabilità conseguenti e quando si è opposizione, giusto per non confondere le acque . Io quindi chiedo ai colleghi di ritirare questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Io non credo, caro collega Sanna, che questo emendamento numero 37 debba essere ritirato; non può essere ritirato in quanto è necessario porre all'attenzione di quest'Aula un grave problema che è in atto in questo momento e che, se non risolto, sicuramente continuerà a produrre i suoi effetti negativi nel tempo. Non ci interessa in questa circostanza, caro onorevole Sanna, lo dico anche al collega Mario Diana, sapere di chi sono le colpe; se sapete con certezza matematica a chi addebitare responsabilità riferite queste certezze in un'altra Aula, da un'altra parte, non certo qui.

A noi interessa un'altra cosa, cari Assessori, caro onorevole Sanna, a noi interessa soltanto capire perché ad Oristano, negli stagni di Santa Giusta e di Cabras, costantemente, ogni sei mesi, c'è una moria di pesci. Alla gente interessa sapere questo; non gliele frega nulla, scusate il termine, di sapere se è colpa del comune di Oristano o se è colpa del comune di Santa Giusta o se è colpa della 3A e del suo direttore, oggi assessore Foddis. Noi chiediamo tre milioni di euro da dare alla provincia che li dovrà utilizzare per ricercare il reale motivo di questa moria di pesci negli stagni di Santa Giusta e di Cabras.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Il problema che viene posto non è di esclusiva rilevanza della provincia di Oristano, sono umilianti quindi le contrapposizioni in atto tra consiglieri di uno stesso territorio che invece dovrebbero essere uniti nell'interesse complessivo della Sardegna.

Quando un bene demaniale, dato pure in concessione a dei pescatori, registra ormai da tempo dei gravi danni, si ha il dovere, l'obbligo di accertare il perché si verifica questo danno, se ci sono delle responsabilità chiare e precise devono emergere, in qualunque dato di fatto che si è andato a registrare debbano essere chiaramente bloccate le cause di un inquinamento che ha generato quel danno di gravissima entità a Santa Giusta, Cabras, nell'intero compendio di Corru Mannu, Corru S'Ittiri, Marceddì.

In questi casi bisogna stare molto attenti; se si riscontrano dei danni dovuti a inerzia, a incapacità nella gestione della depurazione dei liquami del comune di Oristano si facciano le giuste denunce penali; ma se vi sono altre responsabilità è un dovere sacrosanto intervenire e deve intervenire l'Assessore della difesa dell'ambiente. Per quel che riguarda Cabras (numerosissimi consiglieri regionali della zona hanno partecipato ad un incontro sul problema), non è stato utilizzato un finanziamento di nove miliardi perché il team dell'Assessorato dell'ambiente non è riuscito a trovare un accordo con i pescatori per poter spendere al meglio quel finanziamento. Ricordo che tra i problemi in discussione c'è quello della traversina, del convogliamento delle acque dolci, del becco d'anatra del consorzio di bonifica e altri.

Quindi, se vogliamo discutere a fondo sui problemi del compendio ittico di Oristano, possiamo farlo perché abbiamo le cognizioni necessarie però individuare le bugie e per trovare una soluzione adeguata nell'interesse dell'intero sistema economico della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Onorevoli consiglieri, intervengo esclusivamente per fornire delle notizie, che spero possano in qualche modo rasserenare gli animi, e per fare un punto di chiarezza amministrativa. Vorrei informarvi intanto che, per quanto non vi sia alcun collegamento con l'emendamento presentato, la Giunta regionale ha approvato, ormai da qualche settimana, in base alla specifica direttiva comunitaria il Piano d'azione contro l'inquinamento da nitrati relativamente ad una piccola parte del territorio del comune di Arborea. .

Questo Piano d'azione, che è stato approvato nel corso della riunione del Comitato di Sorveglianza del 1° febbraio, mette in essere tutti gli atti di risanamento e di protezione della zona lacustre interessata dall'inquinamento proveniente dall'entroterra. Saranno necessari di conseguenza investimenti molto forti da parte dei diretti interessati, cioè gli agricoltori e gli allevatori che dovranno mettere a norma, con le buone regole di produzione, le loro attività aziendali.

Per quanto riguarda Santa Giusta, ricordo che si è svolta una conferenza nel comune di Santa Giusta, presente il sindaco, perchè il compendio soffre di un grave inquinamento industriale, derivante da un mancato collettamento al depuratore di una serie di comuni circostanti e di diversi quartieri del comune di Oristano. Lavoreremo perché il comune di Oristano si colleghi al depuratore, poiché ha ricevuto le risorse da destinare a questi lavori.

Per quanto riguarda Cabras vi invito, francamente, a ritirare l'emendamento. La Provincia di Oristano ha avuto dalla Regione la delega per gestire 9 miliardi di risanamento del compendio e ha dato la subdelega al Consorzio di bonifica. Io non voglio dire, in questo momento, se questo passaggio sia stato legittimo oppure no, ma il risultato è stato che per cinque - sei anni non è stato fatto niente. Preannuncio quindi che convocherò una Conferenza di servizi per revocare la delega data a suo tempo dalla Regione alla Provincia di Oristano .

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 37.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 37.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Giagu dichiara di aver votato a favore, avendo erroneamente votato contro, e che il consigliere Frau dichiara il suo voto contrario.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GIAGU - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MILIA - MORO - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 59

Votanti 59

Maggioranza 30

Favorevoli 23

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati 18 emendamenti.

(Si riporta il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:

Art. 4

Disposizioni in materia di agricoltura

1. Al fine di adeguare gli allevamenti zootecnici alle prescrizioni della normativa in materia di protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati, è autorizzata l'integrazione, con fondi regionali, degli aiuti previsti dalla Misura 4.9, bovini da latte, del POR 2000-2006 fino alla percentuale massima del 75 per cento della spesa ammissibile; il relativo onere è pari a euro 3.500.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007 (UPB S06.041).

2. A valere sulle risorse rinvenienti dalla Legge 23 dicembre 1999, n. 499, una quota pari ad euro 3.000.000, per l'anno 2006, è destinata all'erogazione di finanziamenti, nella misura del 100 per cento della spesa ritenuta ammissibile, a favore dei comuni per interventi finalizzati a prevenire l'insorgenza ed il diffondersi della peste suina africana (UPB S06.041).

3. Per le spese di funzionamento dell'Agenzia regionale sarda per l'erogazione in agricoltura (ARSEA Sardegna) è autorizzata una spesa annua valutata in euro 1.000.000 (UPB S06.021).

4. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad istituire l'anagrafe delle aziende agricole della Sardegna; le relative modalità di istituzione e la tenuta dell'anagrafe sono definite con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

5. Le convenzioni di cui al comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale n. 7 del 2005, possono essere estese anche alle attività di istituzione e tenuta dell'anagrafe di cui al comma 4 del presente articolo.

6. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008, la spesa di euro 2.000.000 per la concessione ai consorzi di bonifica, ad esclusione di quelli che usufruiscono di introiti per la vendita di energia elettrica, di contributi per l'abbattimento dei costi energetici per il sollevamento dell'acqua (UPB S06.043).

7. Per la liquidazione del Consorzio SAR Sardegna è autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 2.000.000 (UPB S06.045).

8. Allo scopo di favorire la concentrazione dei consorzi fidi, è autorizzata, nell'anno 2006, a valere sull'UPB S06.023 (cap. 06088) la spesa di euro 300.000 a favore del consorzio fidi unificato costituito tra tutti i consorzi fidi vigenti alla data del 31 dicembre 2005, aventi sede ed operanti in Sardegna, espressione o emanazione delle organizzazioni di rappresentanza e tutela dell'agricoltura riconosciute a livello nazionale. L'intervento è finalizzato all'integrazione del fondo rischi e deve essere utilizzato prioritariamente a sostegno delle operazioni finanziarie e creditizie riguardanti le imprese di raccolta, lavorazione, trasformazione e commercializzazione delle produzioni agricole e zootecniche della Sardegna. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - RASSU - ARTIZZU - SANCIU - SANNA Matteo - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO

Il comma 3 dell'articolo 4 è soppresso.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S 06.021 anno 2006 Euro 1.000.000

UPB S 06.021 anno 2007 Euro 1.000.000

UPB S 06.021 anno 2008 Euro 1.000.000

In aumento

UPB S 03.006 anno 2006 Euro 1.000.000

UPB S 03.006 anno 2007 Euro 1.000.000

UPB S 03.006 anno 2008 Euro 1.000.000. (72)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU -DEDONI - GALLUS - MURGIONI - MORO

Art. 4

Il comma 4 dell'articolo 4 è soppresso. (73)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU -DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO

Art. 4

Il comma 5 dell'articolo 4 è soppresso. (74)

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA -RASSU - SANNA Matteo - SANCIU - ARTIZZU - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

Nel comma 6 dell'art 4 le parole "ad esclusione di quelli che usufruiscono di introiti per la vendita di energia elettrica" sono soppresse. (76)

EMENDAMENTO modificativo GIUNTA REGIONALE.

Art. 4

ART.4 Disposizioni in materia di agricoltura

- Nel comma 1 le parole "pari a euro 3.500.000" sono sostituite dalle seguenti: "pari a complessivi euro 3.500.000, in ragione di euro 1.750.000" e le parole "del 75 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "del 60 per cento".

- Nel comma 8 le parole successive a "integrazione del fondo rischi" sono soppresse.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

U.P.B. S06.041 Finanziamento di interventi strutturali

2006 € 1.750.000

2007 € 1.750.000

In aumento

U.P.B. S03.006 Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente

(Voce 12)

2006 € 1.000.000

2007 € 1.472.000

U.P.B. S06.022

(Cap. 06068) Finanziamento agli Enti strumentali e ai Consorzi per la frutticoltura - Investimenti

2006 € 750.000

2007 € 0

U.P.B. S06.032

(Cap. 06130) Incentivi per il potenziamento della produzione zootecnica - Investimenti

2006 €0

2007 € 278.000

(48)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - ARTIZZU - SANCIU - SANNA Matteo - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

Al comma 2 dell'art. 4 la cifra di Euro 3.000.000 è rideterminata in Euro 5.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S 06.041 anno 2006 Euro 2.000.000

In diminuzione

UPB S 03.006 anno 2006 Euro 2.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (67)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA -RASSU - MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

Al comma 6 dell'art. 4 la spesa di Euro 2.000.000 è rideterminata in Euro 5.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S 06.043 anno 2006 Euro 3.000.000

UPB S 06.043 anno 2007 Euro 3.000.000

UPB S 06.043 anno 2008 Euro 3.000.000

In diminuzione

UPB S 06.006 anno 2006 Euro 3.000.000

UPB S 06.006 anno 2007 Euro 3.000.000

UPB S 06.006 anno 2008 Euro 3.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria). (75)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA -RASSU - ARTIZZU - SANCIU - DEDONI - SANNA Matteo -MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

Al comma 8 dell'art. 4 la spesa di Euro 300.000 a valere sull'UPB S06.023 (Cap. 06.088) è rideterminata nell'anno 2006 in Euro 1.000.000.

In aumento

UPB S 06. 023 cap.06088 anno 2006 Euro 700.000

In diminuzione

UPB S 03.006 anno 2006 Euro 700.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria). (77)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - RASSU - ARTIZZU - SANCIU - DEDONI - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:

"1 bis. Per la concessione a favore degli imprenditori agricoli danneggiati dalla virosi del pomodoro degli aiuti previsti dal comma 2 dell'art. 1 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 15 è autorizzata per l'anno 2006 l'ulteriore spesa di 20.000.000 di Euro".

COPERTURAFINANZIARIA

In aumento

UPB S06.030 anno 2006 Euro 20.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 Euro 20.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria). (66)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - RASSU - ARTIZZU - SANCIU - DEDONI - SANNA Matteo - GALLUS - MURGIONI - MORO.

Art. 4

All'art. 4 dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma 1 bis:

"Al fine di adeguare gli allevamenti zootecnici e le industrie di trasformazione agro-alimentari alle prescrizioni della normativa in materia ambientale, è autorizzata l'integrazione, con fondo regionale, degli aiuti previsti dalla Misura 4.10 del POR 2000-2006 fino alla percentuale massima del 75% della spesa ammissibile; il relativo onere è pari ad euro 3.500.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S06.041 anno 2006 Euro 3.500.000

anno 2007 Euro 3.500.000

In diminuzione

UPB S06.006 anno 2006 Euro 3.500.000

anno 2007 Euro 3.500.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria). (71)

EMENDAMENTO aggiuntivo OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU -DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

II testo del comma 2 dell'art. 4, è così modificato:

dopo le parole "peste suina africana", vengono aggiunte le seguenti parole:

"e della trichinosi".(68)

EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - BALIA - PORCU - LICHERI.

Art. 4

All'art. 4 dopo il comma 6, è aggiunto il seguente comma 6 bis: "I termini di impegnabilità ed eventuale versamento disposti dall'art. 3 della L.R. 9 agosto 2002, n. 15, per i comuni che hanno ricevuto un finanziamento con delibera della Giunta Regionale n. 28/25 del 28 agosto 2001 per i progetti di potenziamento di elettrificazione rurale ai sensi dell'art. 18 della L.R. n. 21 del 2000, sono prorogati di un ulteriore anno".

I finanziamenti potranno essere utilizzati anche per la realizzazione di impianti di energia rinnovabile. (25)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE.

Art. 4

Nell'emendamento n. 46:

- il riferimento legislativo alla "L.R. 14 maggio 1984, n. 21" è sostituito con quello all'"articolo 11, comma 7, della legge regionale 6 novembre 1992, n. 20";

- il riferimento legislativo all'"articolo 13, comma 3, della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7" è sostituito con quello all'"articolo 30, comma 3, della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni";

- l'ultimo alinea è sostituito come segue: "i commi 1 e 2 dell'articolo 7 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, sono abrogati". (131)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Art. 4

Dopo il comma 6 dell'art. 4 è aggiunto il comma:

"6 bis. Delle disponibilità sussistenti in conto dei residui del dell'UPB S06.030 (cap. 06103) una somma complessivamente pari a euro 37.000.000 è destinata quale integrazione delle assegnazioni disposte negli anni 2003, 2004 e 2005, in ragione di:

- euro 18.000.000 per le finalità di cui alla legge regionale 14 maggio 1984, n. 21 e successive modifiche e integrazioni;

- euro 19.000.000 per le finalità di cui all'articolo 13, comma 3 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7;

il comma 1, dell'articolo 7 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, è soppresso. (46)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4

Dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti:

7 bis. L'Amministrazione regionale non procede al recupero delle anticipazioni erogate a favore delle aziende agricole per il finanziamento di progetti di investimento conclusi oltre i termini previsti, qualora le opere siano state completate, anche per soli lotti funzionali, e sia presentata richiesta di collaudo entro il 30 giugno 2006.

7 ter. Restano a carico dell'Amministrazione regionale le spese non rendicontabili all'Unione Europea relative alla corresponsione all'ISMEA dei costi amministrativi inerenti la gestione della misura 4.19 - Ricomposizione fondiaria - del POR Sardegna.

7 quater. Una quota parte dello stanziamento autorizzato dal comma 4, articolo 6 della legge regionale 22 dicembre 2003, n. 13, sussistente in conto residui dell'U.P.B. S06.052 (Cap. 06344), può essere destinato alla compartecipazione regionale relativa alla valutazione del piano di sviluppo rurale 2007-2013 di cui al regolamento (CE) n. 1698/2005 del 20 settembre 2005. (47)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU -DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

Al comma 8 dell'art. 4, dopo le parole "creditizie riguardanti le imprese" sono aggiunte le seguenti parole:

"di produzione". (69)

EMENDAMENTO aggiuntivo FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.

Art. 4

Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

"8 bis.A integrazione dei finanziamenti previsti dalla L.R. 20 dicembre 2004, n. 10 concernente "interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre" è autorizzata, a valere sul disposto del punto d) dell'Art. 1 della stessa legge, la spesa di 20.000.000 (UPB S01.004 cap. 01009)"

COPERTURA FINANZIARIA DL200

In aumento

Presidenza della Giunta

UPB S0l.004 cap. 01009)

2006 + 20.000.000

In diminuzione

Assessorato della Programmazione

UPB S03.006

cap. 030030 (FNOL)

2006 - 20.000.000

E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (16)

EMENDAMENTO aggiuntivo LADU - CAPELLI - VARGIU - LA SPISA - CONTU - OPPI -DIANA - RASSU - ARTIZZU - SANCIU - DEDONI - SANNA Matteo - GALLUS - MURGIONI - MORO.

Art. 4

All'art. 4 dopo il comma 8 è aggiunto il seguente comma:

"8 bis. Per i danni subiti dalle aziende agricole colpite da calamità naturali o da avversità atmosferiche lo stanziamento di Euro 20.000.000 per l'anno 2006 è rideterminato in Euro 40.000.000. A valere sul predetto stanziamento e per il medesimo anno la somma di Euro 10.000.000 è destinato per i danni subiti dalle aziende agricole della Baronia in occasione delle alluvioni del gennaio-febbraio 2006."

COPERTURAFINANZIARIA

In aumento

UPB S06.030 Anno 2006 Euro 20.000.000

In diminuzione

UPB S06.006 Anno 2006 Euro 20.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (70).)

PRESIDENTE. Ricordo che gli emendamenti numero 25, 16, 47 e 70 sono stati dichiarati inammissibili.

E' iscritto a parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento numero 71.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, essendo impegnato in terza Commissione in un incontro con il mondo del volontariato non sono potuto intervenire sull'articolo 3, perciò mi consentirà un breve riferimento. Mi risulta che è passato un emendamento della Giunta.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Capelli, le ricordo che non si può intervenire su argomenti già votati dal Consiglio. Per cortesia, intervenga sull'articolo 4.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, stavo semplicemente dicendo che noi rischiamo, sull'articolo 4, di ripetere lo stesso errore commesso nella discussione dell'articolo 3. Noi abbiamo presentato diversi emendamenti all'articolo 4, in modo particolare al comma 1, Assessore, che non discutiamo nella sua essenza, però ci chiediamo se sia possibile, in finanziaria, autorizzare l'integrazione degli aiuti previsti dalla Misura 4.9 del POR 2000-2006 fino alla percentuale massima del 75 per cento. Io ritengo che non sia possibile perchè, come per altri esempi che abbiamo fatto nel corso dell'esame della finanziaria, si tratta di una modifica di legge. Credo che il Presidente del Consiglio avrebbe fatto bene ad intervenire anche su questo comma dichiarandolo norma intrusa. Ma se questa norma fosse accettabile, e continuo a sottolineare i miei dubbi, lo stesso concetto andrebbe esteso anche alla misura 4.10, come noi chiediamo nell'emendamento che abbiamo presentato. E' chiaro comunque che condividiamo gli interventi di risanamento ambientale per l'inquinamento da nitrati in quel di Arborea, però l'Assessore conoscerà sicuramente i problemi relativi all'utilizzo dei sotto prodotti di origine animale, in particolare la scotta, che non sono destinati al consumo umano, utilizzo disciplinato dal regolamento CE 1774/2002.

Questo regolamento CE cataloga tre tipologie di sotto prodotti; la categoria 1 che riguarda i sotto prodotti a rischio di BSE da destinare alla distruzione; la categoria 2, che riguarda i sotto prodotti con contaminazioni chimiche da destinarsi ad impieghi tecnici, vedi industrie farmaceutiche per estrazione delle proteine e altro; la categoria 3 che riguarda i sotto prodotti che possono essere utilizzati per l'alimentazione ad uso zootecnico, è questo il caso della scotta.

La scotta infatti è considerata sostanza idonea all'utilizzo nel settore mangimistico, ma solo dopo essere stata sottoposta ad un percorso di lavorazione con determinate caratteristiche. Lo stabilimento nel quale si lavora il sotto prodotto deve essere autorizzato, il sotto prodotto deve essere adeguatamente trattato. Il MINSAN aveva previsto di riconoscere l'autorizzazione alla lavorazione dei sotto prodotti agli stabilimenti di trasformazione del latte, con scadenza febbraio 2003, ma risulterebbe che nessuno a quella data abbia fatto richiesta.

Il regolamento 1774/02 prevedeva una procedura di utilizzo solo per i sotto prodotti trattati preventivamente, come il caso della scotta dei nostri caseifici, che la ottengono dopo la produzione della ricotta. Produzione che avviene sottoponendo il siero ad una lavorazione a temperature superiori a 79 gradi mentre per i formaggi e il latte crudo non era previsto nessun trattamento. A questo il legislatore ha posto rimedio con il regolamento 79/05 dando la facoltà ai singoli Stati dall'Unione Europea di derogare a tale prescrizione. Sono state emanate le linee guida approvate dalla Conferenza Stato - Regione e la Regione Piemonte le ha recepite a partire dal novembre del 2005.

In Sardegna sono state proposte delle linee guida semplificate che riteniamo possano essere sicuramente oggetto di riflessione. Rimane però il problema dell'impatto negativo che queste direttive potrebbero avere sui singoli allevatori che sono costretti, seppure in maniera semplificata, a provvedere ad un adempimento amministrativo e ad un versamento che, per quanto irrisorio, viene visto come una vessazione. Rimane, quindi, il problema dei trasformatori, perché gli imprenditori del settore non possono dotare le proprie aziende di impianto di trattamento senza alcun intervento pubblico, in quanto la lavorazione di questo sottoprodotto, della scotta appunto, presenta dei costi enormi che renderebbero impossibile l'ammortamento di impianti peraltro anch'essi costosi. Questi costi ovviamente ricadrebbero sul prezzo del latte. Per queste ragioni, perciò, si renderebbe impraticabile la gestione e la distribuzione del sotto prodotto ai singoli conferitori.

Queste considerazioni, in sintesi, vengono riprodotte nell'emendamento con il quale proponiamo di estendere anche alla misura 4.10 l'aumento della percentuale al 75 per cento, consentendo anche al settore ovino di beneficiarne. Si potrebbe contribuire, razionalizzando la lavorazione del latte ovino, quindi la lavorazione della scotta, ad un miglioramento nell'economia di gestione della lavorazione del latte ovino e quindi del prezzo del latte.

Io penso, che questo emendamento possa trovare l'accoglimento dell'Assessore perché propone un intervento equo. Non vedo perché infatti destinare soltanto le nostre attenzioni alla misura 4.9 relativa agli interventi sui bovini da latte e non intervenire anche in un settore in forte sofferenza come quello ovino; le cronache dell'ultimo periodo sono piene di tutte le traversie che sta affrontando questo settore, soprattutto nella determinazione del prezzo del latte.

Siamo intervenuti anche per segnalare altre misure, ed ecco perché dico che non dobbiamo commettere l'errore, che purtroppo è già stato commesso nell'articolo 3, comma 3, dove si è intervenuti per finanziare i Piani di sviluppo territoriale, e si sono finanziati invece, a nostro avviso, i parchi e le riserve naturali. E' quello che è stato fatto poc'anzi riammettendo una parte che la Commissione aveva cassato, su proposta della stessa maggioranza, proprio per evitare di legare l'intervento per i Piani di sviluppo territoriale a quello sui parchi e le riserve naturali; Su questo si era discusso in Commissione ed è per questo che avevamo proposto un emendamento aggiuntivo al fine di slegare il finanziamento dei Piani di sviluppo territoriale dalla legge 31 istitutiva dei parchi regionali. Di fatto stiamo contraddicendo tutto quello che si è detto in questi giorni; è stata reinserita infatti la proposta iniziale della Giunta, che porta avanti tutto quello contro cui abbiamo lottato, alcune volte anche insieme.

PRESIDENTE. Ho iscritti a parlare gli onorevoli Uras, Floris, Contu, Cappai, Rassu, Moro, Sanciu, La Spisa, Marroccu, Diana e Ladu. Vorrei sapere chi tra questi consiglieri deve intervenire per illustrare gli emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Floris Mario. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'emendamento da noi presentato nasce dalla consapevolezza che, ad oltre un anno dall'alluvione del dicembre 2004, gli operatori agricoli colpiti dalla calamità non hanno ancora ottenuto il risarcimento dei danni subiti. Si tratta di aziende in crisi che non producono reddito, i cui titolari devono comunque pagare le cambiali in scadenza e i canoni delle varie utenze.

L'intervento della Giunta, così come è stato ripetutamente denunciato dai sindaci del territorio e dai rappresentanti delle aziende, è stato totalmente inadeguato e non rassicurano certo i bandi del POR che, abbiamo visto, dovrebbero essere pubblicati, perché mancano le certezze e soprattutto i tempi di erogazione del risarcimento. Ma io colgo l'occasione, ovviamente, anche per trattare un problema...

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Floris, l'emendamento numero 16 è stato dichiarato inammissibile in quanto norma intrusa, pertanto non può essere illustrato. Lei potrà intervenire nel corso della discussione generale.

E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, assessore Foddis, lei capirà che tutti quanti noi ci saremmo aspettati ben altri interventi per cercare di risolvere i gravi problemi dell'agricoltura sarda. Dall'esame di questa manovra finanziaria, poi vedremo il bilancio, non emergono certamente decisioni tali da farci intravedere uno scenario futuro roseo o, quanto meno, meno drammatico. In questo articolato, infatti, al di là di alcune iniziative credo doverose e giuste, ma non è questo l'argomento che mi interessa maggiormente, non appare altro. E' prevista, per esempio, l'istituzione dell'anagrafe delle aziende agricole della Sardegna. Se dopo diciotto mesi era necessario fare un'indagine e istituire un'anagrafe delle aziende agricole della Sardegna, mi chiedo anche che cosa abbiano fatto finora tutti gli enti che, in qualche maniera, si occupano di questo particolare aspetto.

Ma mi preoccupa di più il comma successivo il quale recita che: "Le convenzioni di cui al comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale numero 7 del 2005 possono essere estese anche alle attività di istituzione e tenuta dell'anagrafe di cui al comma 4 del presente articolo". Non siamo riusciti a capire esattamente che cosa si voglia fare. Ma certamente sono delle iniziative che non modificano sostanzialmente lo stato di crisi che attanaglia il comparto agricolo.

Non abbiamo avuto risposte, ma soprattutto non hanno avuto risposte le migliaia di agricoltori e di allevatori della Sardegna. Non hanno avuto risposte sul prezzo del latte perché, al di là delle enunciazioni che il Presidente dispensa continuamente, la realtà è che il comparto ovi-caprino sta soffrendo drammaticamente. Non abbiamo avuto nessuna risposta e la testimonianza di questo stato di sofferenza è stata l'occupazione dell'Assessorato dell'agricoltura; un fatto grave, anche perchè forse mai per così tanto tempo era stata occupata una sede istituzionale importante come l'Assessorato dell'agricoltura.

Ovviamente, Assessore, io le chiedo come sia possibile che, ancora a distanza di una settimana, non si sia pensato di istituire un tavolo tecnico e di capire esattamente che cosa stia succedendo in questo particolare comparto della serricoltura. Il problema è drammatico. Lei è abituato a lavorare con i numeri e i numeri li conosce bene, per cui sa anche che il fatturato di questo comparto, che conta circa 1200 imprenditori, è molto vicino a quello della 3A di Arborea che presumo sia intorno ai 300 miliardi vecchie lire. Ma voglio dire di più; in questo particolare settore, che oggi occupa circa 1200 ettari dei quali forse 650 o 700 interessano il comparto del pomodoro, non lavorano meno di cinque addetti per ettaro. Allora, cinque addetti per ettaro significano circa seimila persone che lavorano direttamente nel comparto, più tutte le altre occupate nell'indotto. Insomma, mi pare quanto meno strano che una patologia come la virosi del pomodoro, che ha colpito le produzioni continui a colpirle senza che noi interveniamo, senza che la Giunta voglia intervenire, o forse il Presidente in questo caso,. Come si può pensare, sapendo che il costo di produzione è pari a 0,50 centesimi, ma mediamente può arrivare anche a 0.70 o 0,80, per un metro quadro non dare delle risposte a produzioni che interessano vaste estensioni territoriali. Come è possibile? Ma stiamo aspettando che questi signori vedano messa all'asta la loro proprietà e che mandino a casa la moltitudine di persone che lavorano in questo particolare settore?

Io credo che fosse opportuno rispondere positivamente alla richiesta di sospendere i lavori dell'Aula per sentire immediatamente le rappresentanze degli agricoltori, e senza delegare a questo incontro, onorevole Marrocu, un Capogruppo di maggioranza e uno di opposizione. No, proprio no, vorremmo sentire tutti quanti noi le considerazioni che verranno fatte in quella sede, così come le abbiamo sentite nell'incontro tenuto nei giorni scorsi in terza Commissione alla presenza di tutti i Capigruppo e di altri colleghi consiglieri con i rappresentanti di questo settore.

Avete dato massime assicurazioni, avete dato certezze, tutti, dall'onorevole Licheri all'onorevole Marrocu, all'onorevole Uras, tutti. Era assente il Presidente della Commissione, questo è vero, e quindi in sua assenza probabilmente non si può risolvere nessuna delle questioni del mondo agricolo sardo, però avete dato, tutti, tutte le assicurazioni. Di conseguenza potreste dare risposte accogliendo l'emendamento che è stato presentato dall'opposizione, con la richiesta di un contributo pari a 20 milioni di euro. E' chiaro che le risposte non debbono essere, come dire, tassative: abbiamo chiesto 20 milioni di euro, ma occorre fare una valutazione attenta e coerente con gli imprenditori agricoli per capire le effettive necessità. Ricordatevi che il parametro europeo è pari a 5,070 euro a metro quadro, la Sicilia si è uniformata a questo dato, mentre noi non siamo in grado né di spendere i dieci milioni di euro impegnati già dalla presente finanziaria né siamo in grado di garantire ulteriori risorse, perché sappiamo benissimo che quei dieci milioni di euro non sono sufficienti. Allora, pur con tutta la buona volontà che ci può animare, non possiamo continuare con le promesse e le lusinghe.

.L'agricoltura soffre, langue. L'assessore Foddis, che è un tecnico della materia, avrebbe dovuto portare in Aula, già da tempo, un'ipotesi di rilancio dell'agricoltura in Sardegna. Ma di tutto questo non abbiamo visto niente, eppure aveva parlato dei distretti rurali, aveva parlato di specialità, aveva parlato di programmi di marketing, aveva prospettato tutta una serie di iniziative che sarebbe giusto e opportuno portare avanti. Però ancora non abbiamo visto niente di concreto. Non abbiamo visto come risolvere il grave problema che attanaglia tutte le cantine sociali pubbliche e private della Sardegna a causa dei rischi che corrono nelle esportazioni. Assessore, è un problema gravissimo, le banche stanno chiedendo il 2 per cento della produzione per assicurare i crediti, e nessuno dice niente? Rivolgetevi alla Cantina sociale di Ierzu, alla Cantina sociale di Dorgali, a tutte le cantine sociali, mi riferisco soprattutto a quelle pubbliche o alle cooperative, ormai non possono più spedire niente all'estero perché non hanno la certezza di incassare, e quando si attivano per avere delle forme di vantaggio dagli istituti di credito il tasso applicato è del 2 per cento, non su ciò che esportano ma sulla produzione.

Come si può pensare di conquistare i mercati in questa situazione? Quali risposte noi stiamo dando a questo particolare comparto che è in grande sviluppo? Il vino della Sardegna sta conquistando il mondo e nel conquistare il mondo sta veicolando anche il nome della Sardegna, che è la cosa più importante, che è quella famosa operazione di marketing che vorrebbe fare il Presidente. Non c'è bisogno di fare "Sardegna fatti bella", la Sardegna è bella, non c'è bisogno che qualcuno contribuisca a farla bella, ci dispiace per il presidente Soru, ma non è colui che l'universo tutto muove, mi dispiace ma non è esattamente così, la Sardegna è nata bella, è bella.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu per illustrare gli emendamenti numero 66, 68 e 75. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo sull'articolo 4 per portare un contributo in materia di agricoltura; credo che anche l'Assessore, che è presente in Aula, possa darci indicazioni sul suo agire, sul suo operare e sul suo programmare, sul suo fare buona amministrazione in un settore che dal momento in cui lei, Assessore, è stato investito del ruolo, è sulle pagine dei giornali.

Il comparto agro-pastorale è sotto gli occhi di tutti, non solo per gli aspetti evidenziati dal collega Diana, ma perché è in sofferenza dal punto di vista strutturale, organizzativo, della promozione e commercializzazione dei prodotti. E' in sofferenza per le epidemie che colpiscono una volta il settore bovino, una volta quello suino, una volta quello ovi-caprino, così come per i problemi del sistema serricolo e, come in questo momento per la virosi del pomodoro.

Assessore, non la invidiamo di sicuro per questi problemi che lei in un certo senso ha trovato sul suo tavolo e sui quali, spesso e volentieri, è stato chiamato in causa (per esempio sull'inquinamento da nitrati nel compendio di Arborea), per il ruolo che svolgeva prima di assumere l'incarico di Assessore dell'agricoltura. Comunque sia, una soluzione ai problemi bisogna trovarla.

Caldeggio quindi l'approvazione dell'emendamento numero 66 nel quale si chiedono risorse aggiuntive a favore degli imprenditori agricoli danneggiati dalla virosi del pomodoro, risorse che si aggiungerebbero a quelle già nella disponibilità dell'Assessorato e che non si riesce a spendere nonostante che tante aziende siano in crisi e stiano rischiando il pignoramento. E' necessario quindi dare gambe a provvedimenti che siano effettivamente di supporto a queste aziende.

L'emendamento numero 68 inserisce al comma 2 dell'articolo 4, tra le emergenze che stanno affliggendo il settore suinicolo, dopo la peste suina africana la trichinosi. Occorre destinare risorse finanziarie con le quali porre in essere gli strumenti necessari agli operatori del settore per combattere queste emergenze. Possono essere le A.S.L., ma pensiamo anche ai comuni che stanno chiedendo un sostegno per poter attivare i processi di isolamento dei capi infetti tesi soprattutto a circoscrivere l'infezione.

Chiediamo anche per questo settore risorse aggiuntive così come chiediamo ulteriori risorse, con l'emendamento numero 75 al comma 6 dell'articolo 4, a favore dei consorzi di bonifica per l'abbattimento dei costi energetici per il sollevamento dell'acqua. La Giunta, per gli anni 2006, 2007 e 2008 esclude infatti da questo beneficio quei consorzi che usufruiscono di introiti per la vendita di energia elettrica, mentre noi chiediamo, con l'emendamento numero 76, che anche questi possano beneficiare dei contributi. Noi sappiamo benissimo che i consorzi di bonifica attraversano una fase di sofferenza economica per cui è necessario intervenire soprattutto per abbattere i costi di produzione energetica, ma anche per consentire ai consorzi che ancora non hanno potuto farlo di dotarsi di sistemi di produzione di energia elettrica. Oggi la Sardegna, in mancanza di un piano energetico, ha necessità di produrre energia, anche energia alternativa. A questo proposito, visto che anche sui giornali in questi giorni sono comparsi articoli sull'utilizzazione delle biomasse di natura agricola per la produzione di biodiesel o comunque sia di energia, io credo che occorra sostenere e rendere praticabili questi progetti, sull'esempio di altre regioni, volti alla trasformazione dei prodotti agricoli in energia. Ricordo tra le esperienze passate il caso specifico della colza la cui produzione è stata incentivata per circa dodici anni dall'Unione Europea. La sperimentazione non ha avuto seguito benché su questi progetti avessero lavorato in passato quegli enti strumentali che oggi si vogliono sopprimere.

Se nel settore abbiamo già maturato delle esperienze, io mi chiedo se non sia il caso di metterle a frutto, magari per trasformare le cantine sociali che sono state chiuse, cito quella di Serramanna perché è il caso più clamoroso nella provincia di Cagliari in particolare, per non citare quella di Sanluri, cioè del suo paese di nascita e di provenienza, per non citare tanti altri esempi di cantine sociali che oggi sono state abbandonate.

PRESIDENTE. Comunico ai colleghi che il consigliere Pittalis, che aveva chiesto congedo, da questo momento è presente in Aula. Comunico inoltre che l'emendamento numero 16, in attesa che venga indicata una diversa copertura finanziaria, è momentaneamente riammesso alla discussione. Pertanto può essere illustrato..

E' iscritto a parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io ho già illustrato l'emendamento, per cui adesso comunicheremo la nuova copertura finanziaria. Presidente e Assessore, è noto che il bilancio della Regione è l'occasione più propizia per individuare in maniera puntuale un rapporto, anche conflittuale, fra Giunta e Consiglio, fra maggioranza e minoranza. Nessun'altra occasione offre la possibilità ad ognuno di noi di dire (la gente vuole sapere il perché delle scelte) come si spendono le risorse pubbliche, perché si spendono in quel modo e non in un altro.

Mi fa specie che qualche collega interrompa chi sta intervenendo, sostituendosi al Presidente del Consiglio che ha il compito di applicare il Regolamento. Ma questa è l'occasione, cari colleghi per dire ciò che ritenete opportuno perché durante tutto l'anno verrà trattato solo qualche piccolo problemuccio o si alzerà solo la mano per votare. Non ci saranno altre occasioni. Questa è l'occasione!

Nel corso di un'altra seduta io votai contro un ordine del giorno in materia di agricoltura perché ritenevo fosse una presa in giro nei confronti di coloro che stavano dimostrando, quell'ordine del giorno serviva a farli andare via perché erano fastidiosi. E' trascorso un anno, Assessore, e io voglio riproporle alcuni temi che riguardano l'agricoltura della Sardegna per comprendere se abbiamo cambiato rotta oppure se stiamo continuando sulla linea seguita finora.

Abbiamo detto tante volte che l'agricoltura sarda è stata devastata negli ultimi anni da varie calamità naturali o anche da mancati o errati interventi della Regione sarda. Le calamità naturali le ricordo, ma le conosciamo tutti, sono le ripetute siccità, la virosi, la peste suina, la lingua blu, le alluvioni, le temperature africane, le grandinate e altri eventi, non riconosciuti come calamità, che hanno messo in ginocchio l'agricoltura sarda.

I danni riconosciuti, quei pochi che sono stati riconosciuti, sono stati risarciti con notevoli ritardi e con erogazioni ridicole rispetto all'entità del danno. In alcuni casi i ritardi regionali (l'alluvione di qualche anno fa è un esempio) hanno portato alla prescrizione del misero rimborso riconosciuto.

La legge numero 44/1988 prevedeva di diluire in quindici anni i debiti accumulati delle aziende a causa di alcune calamità naturali; la Commissione Europea nel 1997, venuta a conoscenza di questo aiuto, lo ha dichiarato illegale e non compatibile con le norme del mercato comune in materia di aiuti di Stato, invitando quindi la Regione Sardegna ad emettere i provvedimenti di revoca. Gli agricoltori, di conseguenza, sono stati costretti a pagare interessi fino al 17 per cento, invece del 3 per cento. I provvedimenti di revoca sono forse da addebitare agli agricoltori? Io credo di no.

Questa responsabilità va addossata a chi non ha notificato la legge alla Commissione Europea e, non sto qui a fare polemiche, a chi non ha ricorso contro la procedura di infrazione promossa dalla Commissione medesima: sempre la Regione. Regione che non ha avvisato gli agricoltori che esisteva la possibilità di ricorso. Recentemente la Corte Costituzionale ha dato ragione agli agricoltori e il Presidente Ciampi ha firmato il decreto che dà torto alla Regione.

Nel 1996, poiché la crisi dell'agricoltura perdurava, la Regione incaricò l'Ersat di eseguire uno studio su alcuni settori del comparto agricolo; lo studio venne predisposto nel 1997, ma è rimasto lettera morta perché nessun Assessore, nessuna Giunta ha recepito questo lavoro o proposto delle soluzioni. Il grave stato di disagio dell'agricoltura sarda deriva anche dalle incredibili lungaggini burocratiche; occorre attendere dieci anni per ricevere i contributi per le macchine agricole, dieci anni per chiudere un progetto di miglioramento fondiario , sette anni per approvare una variante. I sopralluoghi, Assessore, adesso non si fanno perché il presidente Soru ha abolito l'indennità di missione. e .. Ecco il nuovismo!.

L'ultimo POR è stato approvato nel 2003, sono trascorsi quasi tre anni e ancora attendiamo la pubblicazione dei nuovi bandi. Ci sono i nuovi bandi? Io non lo so, ditecelo. Considerando che i fondi devono essere impiegati entro l'anno, che le ferie estive incombono, per l'istruttoria dei progetti rimangono pochi giorni.

Quali sono le nostre proposte? Noi proponiamo di affrontare con determinazione la sanatoria con le banche, decurtando gli interessi e le more, abbattendo il capitale al 25 - 30 per cento, operazione già eseguita dalle banche rispetto alla Banca d'Italia, concedendo mutui agevolati da restituire in 15 anni più 3 di preammortamento, o i 3 potrebbero anche essere compresi, questo ha poco valore, ma i 3 anni di preammortamento sarebbero necessari per poter ristrutturare le aziende con i fondi POR, per renderle efficienti e in condizioni di affrontare le sfide del mercato.

Quindi è necessario pubblicare subito i bandi POR e potenziare la squadra dei tecnici istruttori per poter impegnare tutti i soldi disponibili, i fondi della Unione Europea, dare indicazioni precise sulle opere agricole realizzabili nelle zone con vincoli ambientali. Liquidare i danni delle calamità naturali, contributi non erogati, definire il contenzioso per il prezzo del latte, abbreviare i tempi delle decisioni della burocrazia per evitare che la burocrazia diventi il cancro delle imprese.

Sono proposte che potete discutere con noi? O dobbiamo assistere a questa desolazione? Perché questa è una desolazione, colleghi del Consiglio, consentitemi di dirlo: non abbiamo sentito una voce, nulla. Silenzio tombale su tutto.

MARROCU (D.S.). Sto aspettando che mi diano la parola.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Noi ci conosciamo da tanto tempo non si è mai verificata una situazione di questo genere tra maggioranza e minoranza; non siamo piccoli deficienti che vengono qui a perdere tempo. Vorremmo confrontarci con voisulle proposte; proposte che su questa materia ci sono state.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io intervengo per illustrare l'emendamento numero 70, anche se in realtà avrei voluto intervenire anche su altre questioni.

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, l'emendamento 70 è stato stralciato in quanto norma intrusa per cui non può essere illustrato. È stato letto perché bisogna darne comunicazione all'Assemblea e consegnarlo ai consiglieri.

E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, mi dispiace che non ci sia il Presidente della Giunta che , come al solito, quando si affrontano i problemi, è sempre assente. Probabilmente sarà in giro a cercare di entrare in qualche altro sgabuzzino dei vari enti della Regione, così come ha fatto al servizio psichiatrico dell'ospedale Santissima Trinità alle dieci e mezza di notte. Assessore, io non so se lei, prima di predisporre la manovra finanziaria, abbia letto nelle dichiarazioni programmatiche del presidente Soru l'analisi della situazione del mondo agricolo, nella quale evidenzia le carenze e individua anche la terapia per curare la malattia indicando una serie di medicinali da usare come terapia d'urto per salvare l'agricoltura in Sardegna.

Fra le tante proposte parla di "creare distretti rurali e distretti agro - alimentari di qualità, di elaborare strategie di marketing, di sviluppare l'ospitalità rurale, di promuovere una nuova cultura dell'acqua, di riformare l'Amministrazione regionale, di snellire le procedure di finanziamento, di potenziare e sviluppare la ricerca". Mi fermo qui.

Assessore, l'articolo 4 della legge finanziaria ha come titolo "Disposizioni in materia di agricoltura", è formato da otto commi di cui solo sei sono legittimi perché, secondo, i commi 4 e 5 sono norme intruse., . Nel comma 1 lei, Assessore, individua i fondi per adeguare gli allevamenti zootecnici di un determinato territorio, ma io dico che ci sono anche altri siti inquinati da nitrati. Al comma 3 destina 3 milioni di euro, per l'anno 2006, per l'erogazione di finanziamenti nella misura del 100 per cento della spesa ritenuta ammissibile per combattere la peste suina.

Vorrei ricordare a questa maggioranza che in sede di assestamento del bilancio noi chiedemmo di stanziare una certa somma da destinare ai comuni per combattere la peste suina; ma non si ritenne necessario destinare una sola lira per combattere questa calamità. Continuando a scorrere i commi dell'articolo 4 troviamo il solito finanziamento per i consorzi e uno stanziamento di 300 mila euro a favore del consorzio fidi unificato costituito fra i tutti consorzi fidi vigenti alla data del 31 dicembre 2005. Questo è ciò che resta della finanziaria da lei predisposta.

Assessore, io le chiedo quale dei punti indicati dal presidente Soru nel suo programma è inserito in questo articolo per combattere la grave crisi del settore agricolo. Neanche uno! Ma ciò che mi meraviglia, ho detto che sarei tornato sul comma 1, è che lei, Assessore, ha presentato a nome della Giunta un emendamento con il quale porta il finanziamento previsto per il 2006 e per il 2007 da tre milioni e mezzo di euro a un milione e 750 mila euro in ragione d'anno: che cosa è successo in questi ultimi quindici giorni per indurla a presentare questa modifica?.

Che cosa è successo che l'ha convinta a dimezzare il finanziamento? Noi avevamo sostenuto in Commissione bilancio che quel finanziamento era eccessivo e che magari una quota poteva essere destinata ad altro, ma voi l'avevate comunque approvato, e ora lo dimezzate.

Per me questa decisione, Assessore, è incomprensibile. Forse lei ha avuto paura dell'attacco dei sardisti, non credo. Oppure nel frattempo l'inquinamento è diminuito, non lo so! Oppure sono dimezzate le aziende. Oppure quel finanziamento è stato destinato a combattere un altro inquinamento che esiste in quella zona e che il presidente Sanna non ha sollevato, perché ad Arborea esistono ancora i capannoni con l'eternit e c'è l'amianto che inquina forse più dei nitrati e nessuno ha sollevato il problema, neanche il Presidente della Commissione, Sanna, che ha voluto a tutti i costi la legge sull'amianto, però non ha inserito una lira per eliminare l'inquinamento dell'amianto nelle aziende di Arborea.

La Giunta, nello stesso emendamento con il quale dimezza il finanziamento, stabilisce di destinare la somma recuperata anche al settore investimenti degli enti strumentali e dei Consorzi per la frutticoltura, . Ma se con la finanziaria dell'anno scorso avete eliminato sia gli enti strumentali che i consorzi perchè stanziate risorse a loro favore per investimenti? Ed è un'altra domanda che le pongo, Assessore.

Sempre nell'emendamento della Giunta vengono stanziati 278 mila euro per investimenti al fine del potenziamento della produzione zootecnica,:. Quindi se mio padre presenta una domanda per realizzare due capannoni per l'allevamento di pecore o capre sono disponibili 278 mila euro? Ma questi fondi non sono sufficienti neanche a finanziare un allevatore, un solo allevatore. Allora, non riesco a capire che operazioni strane state facendo con questo emendamento. Chissà che l'Assessore, in sede di replica, non mi dia una spiegazione.

Ma la cosa più strana è che la Giunta ha presentato in Aula emendamenti che modificano totalmente l'impostazione dell'articolo recante le disposizioni in materia di agricoltura. O non avevate le idee chiare prima, oppure ve le abbiamo chiarite noi, ma non credo neanche questo, perché tanto non ci ascoltate mai, quindi non credo che sia servito a qualcosa il lungo dibattito di questo mese per farvi cambiare idea.

Assessore, il presidente della Commissione agricoltura, l'onorevole Sanna, nel corso della precedente legislatura (lei non c'era, ma io le auguro di avere vita lunga in quest'Aula perché ne sentirà delle belle, ogni anno le posizioni cambiano a seconda di chi suona il tamburello) bloccava i lavori in Commissione e in Aula, assieme al compagno Ortu di Rifondazione Comunista, perché non veniva esaminato il problema dell'indebitamento in agricoltura. Passavamo nottate intere in Aula a parlare di indebitamento dell'agricoltura. Ma non gliel'hanno riferito che uno dei punti principali dell'azione di governo del centrosinistra era il risanamento del debito in agricoltura? Oppure il collega Sanna si è dimenticato che esiste il debito in agricoltura; oppure il presidente Soru non vuole affrontare il problema? Oppure pensa di poterlo affrontare quando riceverà quei famosi soldi dallo Stato?.

Di fatto, cari colleghi, una cosa è certa: l'indebitamento è stato sotterrato, nessuno ne parla più, gli operatori sono qui che scioperano da quindici giorni e voi non avete voluto dedicare dieci minuti all'ascolto dei loro rappresentanti stasera, mentre spesso e volentieri dedicate molto spazio alle persone o agli enti o agli organismi che vi fanno comodo. Questa gente sta scioperando da un mese e ha bisogno di risposte. Risposte che andavano date oggi, perché gli abbiamo detto noi di venire. Vero, compagno Uras, che stamattina assieme abbiamo preso l'impegno di sentire gli operatori? E invece, ancora non li abbiamo ancora sentiti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (La Margherita-D.L.) relatore di maggioranza. Signor Presidente, Il relatore esprime parere negativo sugli emendamenti numero 72, 73, 74, 76, 67, 68, 75, 77, 66, 71, 69. Esprime invece parere positivo sugli emendamenti numero 48, 46, 131.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere conforme al parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, l'emendamento da me presentato, dichiarato norma intrusa, riguardava i rimborsi per i danni causati da calamità naturali in alcune zone della Sardegna. Consentitemi di ricordare che agli agricoltori non sono stati ancora liquidati i danni subiti a seguito dell'alluvione del 2004; per evitare il ripetersi di questa situazione e anche per sanare, Assessore, quei danni si sta pensando di presentare un emendamento per rimpinguare i finanziamenti destinati a questo scopo. Le aziende sono veramente in ginocchio; l'alluvione ha distrutto le greggi, le case, i mezzi agricoli, ha arrecato danni grossissimi alle colture. È chiaro che se l'intervento lo facciamo subito ha un senso, se lo facciamo fra diversi mesi o fra un paio di anni, praticamente, lo facciamo quando le aziende sono giù morte.

Sollecitiamo quindi la Regione ad anticipare queste risorse in modo da rifondere i danni, almeno quelli più eclatanti, così che le aziende riprendano a produrre perché i danni subiti dalle zone colpite dalle calamità sono veramente ingenti. Non sono stati colpiti solo gli allevamenti e le colture, anche le infrastrutture hanno subito danni enormi, occorre quindi intervenire subito.

Occorre sottolineare infatti che i danni causati dal maltempo nel 2005 e nel 2006 sono stati aggravati soprattutto dal fatto che non erano stati riparati i danni causati dall'alluvione del 2004; quindi il territorio ancora fragile, non è stato capace di assorbire questa ulteriore emergenza. Io so che lei, Assessore, ha visitato il territorio colpito dalla calamità naturale e si è reso conto dell'entità dei danni; io chiedo che la Regione, conseguentemente, si impegni ad intervenire immediatamente.

Assessore, io volevo porre anche un altro problema che attiene ai requisiti necessari per poter ottenere la liquidazione del danno. Coloro che hanno subito un danno, per poter essere liquidati, devono essere imprenditori agricoli a titolo principale, oppure devono essere iscritti alla Camera di Commercio. Io non ritengo giusto, e questo è un problema che l'Assessorato si deve porre, che venga rimborsato del danno subito soltanto chi è iscritto alla Camera di Commercio o sia imprenditore agricolo a titolo principale, perché molti di coloro che hanno subito i danni dell'alluvione non sono né imprenditori agricoli e neanche sono iscritti alla Camera di Commercio, ma non per questo la Regione si deve disinteressare di loro.

Magari possiamo dire che hanno la priorità quelli che sono iscritti all'Albo degli imprenditori o alla Camera di Commercio, però non possiamo dire che chi è stato danneggiato, non essendo iscritto a nessuno dei due registri, non possa essere risarcito in qualche modo.

Inoltre, Assessore, io le consiglierei di far compiere i sopralluoghi in tempi rapidi; molti tra coloro che sono stati danneggiati, in attesa del sopralluogo, non hanno posto in essere alcun tipo di intervento, intervento che magari avrebbe permesso di ripristinare un minimo di operatività dell'azienda. Informandomi direttamente ho appreso che passeranno forse un paio di mesi prima che venga effettuato il sopralluogo. Anche questi io credo che siano tempi troppo lunghi; in queste situazioni i sopralluoghi vanno fatti immediatamente, dotandosi di materiale fotografico che costituisca pezza giustificativa del danno subito, al fine di consentire ai danneggiati di iniziare i lavori di ripristino.

La situazione del mondo agro - pastorale è grave, gravissima; il prezzo del latte non è stato ancora definito e gli allevatori, strangolati dalla crisi, stanno chiudendo contratti che fissano un prezzo del latte sicuramente non remunerativo

I problemi relativi agli investimenti nel comparto agro-pastorale sono quindi diversi e complessi. Le risorse stanziate nel bilancio della Regione sono veramente poche, quindi c'è la necessità effettivamente, se vogliamo che l'agricoltura riprenda fiato, di fare degli interventi importanti. La nostra agricoltura , ha bisogno di interventi forti, di interventi infrastrutturali, di interventi che rendano competitivo il settore; interventi che altri paesi europei, ad iniziare dalla Germania e dalla Francia soprattutto, hanno già posto in essere.

I nostri agricoltori, i nostri allevatori devono pagare trasporti ed energia ad un costo molto più alto rispetto a quello pagato da altre realtà, questo rende effettivamente difficile per gli agricoltori e i pastori della Sardegna essere competitivi nei confronti degli allevatori e degli agricoltori delle altre zone d'Italia e d'Europa.

Io credo pertanto, Assessore, che, partendo da queste situazioni di emergenza, occorra intervenire a tutto campo se vogliamo che in Sardegna l'agricoltura, finora considerata solo una vacca da mungere, continui a crescere.

Devo dire che la responsabilità di questa situazione non può essere attribuita soltanto al Governo della Regione, quello presente e quello passato, sicuramente ci sono responsabilità anche di coloro che hanno ricevuto i finanziamenti, però oggi dobbiamo iniziare una stagione nuova per fare in modo che l'agricoltura rimanga ancora uno dei settori portanti della nostra economia, perché ritengo che questa Regione non possa andare avanti, non possa crescere senza un'agricoltura forte e competitiva.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). L'articolo 4 della finanziaria, è stato sottolineato - ma secondo me la valutazione può valere per tutta questa legge finanziaria - è un articolo povero, nel senso che affronta alcuni temi, ma non consente di affrontare tutti i temi che sono all'ordine del giorno in materia di agricoltura, e che pure sono stati discussi in questa sede negli ultimi tempi su sollecitazione delle associazioni di categoria, su sollecitazione dei lavoratori e degli imprenditori agricoli, o a seguito del verificarsi di eventi quali le calamità naturali o il diffondersi di malattie (fitopatologie e epizoozie), ma anche in ragione di circostanze poco favorevoli di mercato dovute al cambio tra euro e dollaro.

L'agricoltura in Sardegna, ma del resto si potrebbe dire anche in tutta l'Unione Europea e soprattutto nei paesi a vocazione agricola mediterranea, è un problema serio perché trattato sulla base di dati che inducono a considerare i sistemi di commercio internazionale del prodotto agricolo, il rapporto con i paesi in via di sviluppo, l'attenzione particolare nei confronti degli interventi finanziari a favore del mondo agricolo nel suo complesso. In merito è interessante leggere un testo intitolato "Rapporto su 'Lo sviluppo umano', -Riformare la cooperazione internazionale" edito da Rosenberg e Sellier, nel quale, affrontando vari temi, fra cui anche quello del commercio dei prodotti agricoli, viene sollevato un problema serissimo di equilibri all'interno dei paesi dell'UE, nel rapporto tra paesi dell'UE e gli Stati Uniti etra mondo sviluppato e mondo in via di sviluppo.

Se pensiamo che nell'Unione Europea tre quarti del sostegno previsto dalla PAC va ad un 10 per cento, la percentuale più significativa, di beneficiari, ovvero che sei aziende di trasformazione dello zucchero si sono spartite un finanziamento pari a 831 milioni di euro, abbiamo chiara l'idea di quali siano le linee della politica comunitaria in gran parte responsabile della cultura liberista che è espressa benissimo dal centrodestra anche in quest'Aula.

Si sostengono i ricchi, li sosteniamo talmente tanto che non solo acquisiscono benefici sproporzionati rispetto all'utilità economica e sociale che riescono a realizzare all'interno dell'Unione Europea, ma comprano latifondi nei paesi in via di sviluppo e attraverso vantaggi sproporzionati a danno dei lavoratori agricoli, che vivono prevalentemente con un euro al giorno di salario, producono in quei territori, esportano in Europa, la condannano ad essere mercato di consumo, sacrificano la piccola proprietà contadina, la qualità del prodotto, l'attenzione e la cura che ci vuole perché non si diffondano epizoozie e fitopatologie; il risultato di questa vicenda è che tutti stanno male. Continuano a stare male i paesi in via di sviluppo, continuano a stare male o stanno sempre peggio anche i nostri agricoltori.

Allora, come fare? Intanto io rifiuto l'idea dell'Europa che tutto stabilisce e con la quale non si può negoziare; rifiuto l'idea dell'Europa che impone per cui, ogni volta che si discute a livello regionale o anche come Stato membro, si dice che "per questo c'è la direttiva", ma chi fa la direttiva? I burocrati e i rappresentanti dei Governi che ciascuno Stato membro manda in quella sede; la direttiva non è una cosa che piove dall'alto, una dannazione divina. E' al contrario una scelta specifica, voluta, meditata che parte proprio dagli Stati membri e dagli Stati membri più forti, tra cui l'Italia rappresentata in quella sede dai Ministri per le politiche agricole che si succedono al Governo. E poi dai burocrati, i burocrati sono esattamente dirigenti dello Stato e del sistema delle autonomie regionali, prevalentemente, inviati nelle Commissioni Europee a costituire lo staff tecnico e che sono assolutamente avulsi dal resto del mondo, sono dentro stanze, hanno un computer, quattro dati e producono i danni che poi noi siamo costretti a sopportare nei territori.

Abbiamo discusso più volte dei problemi dell'agricoltura, ci sono state mozioni, interpellanze, interrogazioni, abbiamo fatto sedute del Consiglio regionale, abbiamo approvato unanimemente delle risoluzioni. A me è capitato di assistere alle interlocuzioni tra il mondo agricolo e la Giunta; in quelle sedi sul problema dell'indebitamento è stato proposto di ricercare il limite di un possibile accordo con il sistema del credito per formulare un piano di rientro che fosse sostenibile dalle imprese che sono allo stremo; si intendeva evitare soprattutto che le nostre aziende vengano vendute ad un valore nettamente inferiore a quello reale, vendute all'asta con provvedimenti giudiziari, con tutto ciò che ne consegue: perdita del fondo, dell'attività di lavoro, ma anche della casa di abitazione. Questo si è detto, l'abbiamo scritto, abbiamo impegnato la Giunta, zero, scrivo zero, riporto zero! Il 31 dicembre mi pare fosse la data fatidica di scadenza di questa vicenda.

Il problema dell'indebitamento è la prima questione. La seconda questione riguarda i danni alle strutture e alle coltivazioni. Mi si dice, può darsi che io sbagli, che nelle comunicazioni inviate al Governo sia stata esclusa una parte di comuni che pure avevano diritto a quei benefici. La terza questione riguarda la virosi del pomodoro. Anche su questo oggi stanno manifestando questi lavoratori per vedere se è possibile anche in due momenti distinti, negoziare e chiudere questa partita con l'Unione Europea. E' a questo che bisogna dare risposta, anche sul piano tecnico oltre che finanziario, essendoci le risorse sufficienti per aprire di nuovo la questione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, io in moltissime occasioni sono intervenuto in modo appassionato, accalorandomi, non avrei potuto fare diversamente, nel corso di dibattiti sui problemi del mondo agro-pastorale. Come buona parte di noi provengo da quel mondo, ne conosco da sempre le problematiche storiche e quelle contingenti, purtroppo. Prima di affrontare i temi particolari, in premessa io dico che credo sia arrivato il momento di affrontare seriamente questo problema. Assessore, non le sto addossando una colpa chiaramente, ma occorre prendere l'impegno di esaminare veramente il problema dell'agricoltura sarda in quest'Aula, poiché l'agricoltura rappresenta ancora, e rappresenterà in futuro, il settore trainante della nostra economia.

Io faccio questa affermazione perché, purtroppo, non essendo state realizzate a tempo debito le adeguate riconversioni, la grande industria sta morendo e solo in minima parte potrà essere salvata trasformandola in industria leggera e compatibile dal punto di vista ambientale. L'agricoltura non ha questi problemi in Sardegna, noi produciamo attualmente dei prodotti di nicchia che sono appetibili in tutto il mercato italiano ed anche in quello europeo ed extra europeo. E' indispensabile, è necessario che l'offerta di questi prodotti venga strutturata, aumentata, difesa;vanno quindi create le infrastrutture per rendere competitivo sul mercato internazionale il nostro sistema agro-pastorale.

Certamente questa operazione non poteva essere fatta esclusivamente in questi ultimi due anni, però (non voglio ripetere quello che il collega Cappai ha già detto), è necessario, è indispensabile, che un programma, elaborato da tecnici e proposto in campagna elettorale, da subito passi dal livello progettuale al livello della realizzazione. Ad oggi ciò non è assolutamente avvenuto. Se poi si parla di operazioni di marketing, dico che sono allo stato operazioni di facciata, perché prima di pensare al marketing, quindi alla commercializzazione e alla proposta nel mercato dei nostri prodotti, è indispensabile che quei prodotti possano essere innanzitutto prodotti nel nostro sistema, difesi e resi competitivi.

Oggi viviamo una situazione opposta; i prodotti agricoli vivono una crisi da oltre dieci anni, ormai storica, i prodotti zootecnici non hanno sbocco, la crisi del mercato del pecorino romano ha trovato le nostre aziende agro-alimentari impreparate non avendo programmato la diversificazione dei prodotti nel corso degli anni; le operazioni di marketing sono assolutamente slegate dalla reale potenzialità produttiva del settore agro-pastorale.

Io ritengo sia un'ottima cosa la convenzione stipulata con l'ISMEA per la realizzazione di infrastrutture e di miglioramenti fondiari, per la riprogrammazione del debito ma, attenzione, si esclude dalle provvidenze tutte quelle aziende che sono all'incaglio e in sofferenza, cioè quelle imprese che più di altre hanno subito (probabilmente meno strutturate, meno dotate di capitali finanziari) la crisi causata sia dalle calamità naturali che dalle epidemie che hanno colpito animali e coltivazioni.

Questi eventi negativi ci hanno trovato impreparati ieri, incespichiamo ancora oggi. Il colpo di grazia è stato dato dalla "fatidica" legge numero 44. La legge 44 prevedeva la concessione di finanziamenti al mondo agro-pastorale al tasso agevolato del 3 per cento; per le vicende di cui ha ampiamente parlato il collega Floris nel suo intervento, gli operatori del settore hanno dovuto poi rimborsare, il finanziamento ricevuto al 17,50 per cento. La principale causa del tracollo delle nostre aziende è la noncuranza delle amministrazioni di allora; quindi, chiaramente, della Regione autonoma della Sardegna,.

Assessore, lei certamente saprà che oggi l'indebitamento del settore agro-pastorale è pari al prodotto interno lordo dello stesso settore: è il fallimento. I veri proprietari del capitale fondiario e del capitale agrario delle nostre aziende sono le banche, ha detto bene Uras. Cosa si intende fare su questo? Io sono intervenuto (in questa legislatura almeno tre o quattro volte), con dei suggerimenti. Ritengo che sia indispensabile, e non più procrastinabile, intervenire sul costo di produzione. E' vero, il settore agro-pastorale è un settore sensibile, ma proprio per questo, a maggior ragione poiché viviamo in un'isola, riteniamo che i nostri imprenditori debbano e possano avere gli stessi diritti degli imprenditori agricoli del continente e, principalmente, degli altri Stati europei.

E' necessario, quindi, affrontare questo problema e decidere se l'agricoltura deve essere tutelata, innanzitutto, e strutturata non proponendo certamente soluzioni deliranti quali quelle presenti nel Piano paesaggistico. Un esempio è la norma che prevede il non finanziamento di strade rurali che venissero cementate o asfaltate. Gli imprenditori agricoli hanno il diritto-dovere di arrivare alle loro aziende con normali mezzi di trasporto e, se gli togliamo anche la possibilità di arrivare con mezzi normali, nel 3000! alle loro aziende, non bastasse ciò che gli è stato tolto fino ad oggi, è fatta! Come si intende intervenire Per sanare queste incongruenze? All'assenza di un piano strategico che individui i settori prioritari, che individui i poli di eccellenza, che individui i tipi di aziende e i settori dell'agricoltura che possano e debbano essere finanziati oggi si risponde con interventi spezzatino, tentando di tamponare le falle, ma senza avere un quadro generale, di che cosa si vuol fare di questo importantissimo settore che, per quanto non difeso dai sindacati, rappresenta a tutt'oggi la spina dorsale della nostra economia poiché conta intorno ai centomila addetti.

Stiamo parlando di un comparto storico dell'economia sarda che presenta caratteristiche e potenzialità comunque molto diverse da quelle dei sistemi agricoli, ormai monopolizzati, presenti in altre nazioni.

Assessore, io concludo; non le ricordo che non è stato rispettato l'impegno sul prezzo del latte, non sottolineo qual è stato il danno causato dalla frettolosa chiusura degli enti strumentali dell'agricoltura. L'occupazione degli uffici ERSAT che si protrae ormai da quindici giorni è un esempio, ormai i nostri agricoltori e i nostri pastori assediano costantemente il Consiglio regionale. Ciò significa che qualcosa non va. Smettiamola con le iniziative di facciata e affrontiamo concretamente il problema, con iniziative strutturali assieme alle associazioni di categoria.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Eviterò di rispondere a qualche considerazione non proprio pertinente dei colleghi del centrodestra ma voglio sottolineare che, poiché nessuno di noi in questi anni era distratto, la grave situazione che il mondo agricolo sta vivendo, e non da oggi, certamente non è una responsabilità né dell'assessore Foddis, né del presidente Soru, né di questa legislatura.

Detto questo, mi voglio soffermare soltanto su alcune questioni. La prima questione riguarda la virosi e le risposte da dare in merito agli agricoltori che sono tutto il giorno in attesa. Io ho avuto modo di dire loro, lo ribadisco adesso, che per affrontare questo problema non c'è bisogno né di risorse aggiuntive né di nuove norme; vorrei ricordare che il problema che viene posto non è un problema di oggi, è la conseguenza di una norma emanata nella precedente legislatura quando, per errore, si stabilì appunto l'importo del risarcimento in dieci milioni di euro.

Vorrei anche ricordare, basterebbe vedere gli atti, che la Giunta regionale era contraria al risarcimento perchè riteneva che la virosi non fosse una calamità naturale e come tale quindi non potesse essere risarcita, tant'è vero che il contenzioso in Europa su questo punto è durato quindici mesi.

Vorrei ricordare che anche allora il sottoscritto sostenne, anche con la Giunta ,che non fosse necessario un provvedimento ad hoc perchè l'articolo 23 della legge numero 8 del 1998, tuttora vigente, autorizza la Regione a concedere aiuti alle aziende agricole nel caso di danni derivanti da calamità, avversità atmosferiche, epizoozie e malattie vegetali. Ovviamente gli interventi sono effettuati nel rispetto dei criteri e degli orientamenti in materia dell'Unione europea .

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue MARROCU.) Quindi c'è la norma e ci sono le risorse perchè nel capitolo 06103 UPB S06030, nonostante i prelievi per risolvere il problema delle cosiddette bollette pazze e della situazione debitoria del consorzio di bonifica, rimangono risorse in grado di essere utilizzate per quelle finalità.

Si tratta semplicemente di spendere quei dieci milioni di euro già autorizzati e, poi, di predisporre un piano sulla base dell'articolo 23 prima citato utilizzando, se è possibile, quelle risorse per risarcire un danno che è decisamente superiore a quello che è stato possibile rifondere con lo stanziamento di dieci milioni di euro previsto dalla Giunta di centrodestra nella precedente legislatura. Se vogliamo stabilire un risarcimento pari alle diecimila lire al metro quadro, uguale cioè a quello previsto dalla Giunta di centrosinistra (allora assessore dell'agricoltura il professor Paba e Presidente della Commissione competente il sottoscritto), bisogna integrare le risorse che, come ho detto, ci sono; inoltre l'Unione europea, ha già riconosciuto il verificarsi della calamità e, avendo autorizzato il risarcimento sino al cento per cento del danno, non può non autorizzare un rimborso pari all'equivalente in euro di dieci mila lire al metro quadro. Questa è la strada che ho indicato agli agricoltori, questa è la strada che indica la Giunta, questa è la strada di cui si sta parlando; e io invito a provvedere, perchè gli agricoltori non hanno bisogno degli incontri con i Capigruppo dove ci si scontra, hanno bisogno di risposte.

La seconda questione che intendo trattare è quella relativa all'indebitamento; io concordo sul fatto che anche questa questione non rappresenta una novità e sulla necessità, sottolineata dal presidente Floris, di riprendere la risoluzione della quinta Commissione che è stata approvata all'unanimità. La Giunta, in verità, aveva già dato direttive e individuato un soggetto, nel settembre del 2005, che avviasse la procedura di trattare sull'indebitamento sostituendosi agli agricoltori.

Per varie vicissitudini, che adesso non voglio richiamare, quel soggetto che era stato individuato ha ripreso a funzionare in questi giorni; io credo quindi che si debba riprendere quel documento della quinta Commissione e la strada tracciata dalla Giunta nel settembre del 2005 che individuava in un soggetto pubblico il soggetto autorizzato a trattare con il mondo bancario a nome di tutti gli agricoltori, avviando quel processo che ha descritto - che io condivido - il presidente Floris.

Consentitemi un'ultima considerazione su Arborea. Badate io sono e sarei contrario se l'assessore Foddis diventasse un valore aggiunto in quanto politico; l'assessore Foddis è stato un valore aggiunto per Arborea, perchè tutti hanno riconosciuto le sue straordinaria capacità professionali che hanno consentito a questa realtà di affermarsi in Italia, l'unica realtà della Sardegna che abbia ricevuto un riconoscimento unanime a livello nazionale.

Ma se non può essere un valore aggiunto in quanto Assessore non può essere neppure un valore negativo per quella realtà; una realtà, tra l'altro, dove mi pare che noi non abbiamo neanche interessi politici notevoli, diciamo che non è la Bulgaria della Sardegna!

Io vi chiedo che senso ha pensare di intervenire in una delle realtà più importanti, più qualificanti, più specializzate: un fiore all'occhiello dell'agricoltura sarda, penalizzandola perchè si deve fare un torto o si deve far rilevare non so quale incompatibilità tra l'Assessore e quel territorio. Io decisamente non vi capisco. Salvaguardiamo invece quella realtà produttiva, importante, e non contrapponiamola ad altre realtà, perchè abbiamo bisogno di punti di eccellenza ed abbiamo bisogno di salvaguardare altre realtà in difficoltà: non vi è contraddizione in questo. Noi, quindi, siamo per un atteggiamento di responsabilità e di serietà.

OPPI (U.D.C.). E' un genio! Ci piacciono i geni.

MARROCU (D.S.). Il genio c'era prima! Se il genio ci fosse stato prima non saremmo qui! Il genio è quello che ha stanziato dieci milioni di euro che risarcivano pochi centesimi a metro quadro, quello era il genio, che faceva parte del tuo Gruppo, perchè voi avete gestito l'Assessorato per cinque anni!

OPPI (U.D.C.). Gli asini c'erano prima e ci sono adesso. E' veloce nelle nomine l'Assessore!

MARROCU (D.S.). Dal tuo Gruppo! Quel genio apparteneva al tuo Gruppo!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Questore, provi a dare una mano per ripristinare l'ordine e non per fomentare il disordine.

MARROCU (D.S.). Infine, condivido l'emendamento sul Consorzio di bonifica perchè consente di mettere in atto un intervento, che l'anno scorso fu sollecitato all'unanimità, per evitare il verificarsi, qualora non si approvasse questo emendamento, di una situazione drammatica. Le difficoltà incontrate nell'approvare l'articolo 1, l'articolo 2, il primo e il secondo comma dell'articolo 7, della legge 7 dell'anno scorso le conosciamo, questo emendamento consente di superare quelle difficoltà e di poter ottenere il risanamento dei consorzi di bonifica attraverso norme esistenti già approvate dall'Unione europea, che sono le norme citate dall'emendamento 131 integrativo dell'emendamento 46.

Quindi, mi pare che si dia una risposta seria e concreta in grado di risolvere un problema che tutti noi, anche voi, abbiamo posto partecipando all'assemblea del mondo agricolo. Aggiungo che noi con l'emendamento della Giunta, il 131, sopprimiamo solo il primo e il secondo comma perchè il terzo, che prevede l'effettiva realizzazione della riforma dei consorzi di bonifica, va approvato. Come tutti ben sappiamo, infatti, le difficoltà dei consorzi di bonifica non sono certamente imputabili solo all'evento calamitoso, ma anche alla cattiva gestione che in questi anni si è fatta di questi strumenti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, quello dell'agricoltura - anche dal dibattito lo si evince - è un settore in cui la finanziaria mostra più che in altri una preoccupante debolezza, eppure stiamo parlando di un settore fondamentale dell'economia regionale, come tutti gli oratori hanno sottolineato.

Nella finanziaria le disposizioni più significative riguardano, consentitemi di dirlo, gli aiuti per sette milioni di euro relativi all'annualità 2006/2007 per gli allevatori di Arborea, cui la Regione destinerà interventi per il 75 per cento della spesa ammissibile allo scopo di rimediare ai danni dell'inquinamento delle acque provocato dai nitrati.

Ma, con tutto il rispetto, i problemi dell'agricoltura e della zootecnia sarda sono solo quelli di Arborea? Non sono ben più importanti i problemi dell'indebitamento delle aziende e della mancanza di un progetto organico di innovazione tecnologica? Come se tutto ciò non bastasse, sarà ben difficile che nel prossimo futuro si possa registrare qualche timido segnale di ripresa nel comparto, perchè oltre ai danni prodotti dalla finanziaria, perchè questa finanziaria produrrà senz'altro dei danni, ci saranno quelli forse ancora più devastanti creati dal Piano paesistico, per effetto delle norme sui lotti minimi di dieci - venti ettari, che stanno già suscitando le legittime proteste, in ogni territorio, delle associazioni di categoria di tutto il mondo agricolo.

Quella che si sta preparando è una gigantesca distorsione del mercato, uno sradicamento senza precedenti di molte piccole e medie aziende dai loro territori, una specie di rottamazione della nostra zootecnia che danneggerà molti ed avvantaggerà pochi, quelli con grandi disponibilità economiche e magari con qualche grande azienda nazionale e multinazionale alle spalle.

Noi vediamo dietro questa manovra complessiva, signor Presidente e signor Assessore, e la vediamo con una certa nitidezza, l'ombra del conflitto di interessi dell'Assessore, direttore della 3A, guarda caso principale azienda dell'area di Arborea destinataria degli interventi più cospicui previsti dalla finanziaria; un'ombra che ha assunto ancora maggiore consistenza dopo la recente vicenda di alcune aziende che per le loro relazioni esterne (nazionali ed internazionali), hanno potuto contare su una sorta di corsia preferenziale La Giunta regionale, ed il suo Presidente in particolare, non hanno mai fatto mistero di essere favorevoli a processi di concentrazione nel comparto agricolo, come tesi di fondo la si può anche condividere, ma il problema è come avvengono questi processi: li guida il mercato o li guida la politica?

Esempi recenti di vicende ancora all'esame della maggioranza dovrebbero scoraggiare ogni forma di intervento diretto della politica, ed invece ci sembra che proprio qualcosa di molto simile stia accadendo in Sardegna con l'epicentro in una certa area geografica e con ruoli di rilievo per un certo numero - molto basso in verità - di aziende più o meno vicine alle istituzioni regionali.

Ora, è difficile stabilire se il problema più grave dell'agricoltura sarda sia soltanto quello della ridotta dimensione dell'azienda. Forse può essere uno dei problemi, in ogni caso c'è modo e modo di affrontarlo e risolverlo, ma sicuramente ci sono altri problemi forse altrettanto strutturali.

Un altro problema, che diversi oratori hanno toccato, è quello dell'indebitamento; problema di cui si è occupata, Assessore, anche la Commissione consiliare competente quando ne facevo parte e quindi ne sono testimone. In quella sede venne elaborato un testo condiviso con la Giunta che dovrebbe certamente tenerlo nella massima considerazione, ma non sembra che in questa finanziaria ci sia un segnale positivo in questo senso.

C'è ancora il problema dell'acqua che arriva nelle campagne e nelle aziende con flussi insoddisfacenti e ad un prezzo ancora obiettivamente troppo caro. C'è il problema degli interventi a sostegno dell'innovazione tecnologica; e stupisce che un Governo regionale, che si dice così attento all'innovazione e allo sviluppo della conoscenza, poi metta da parte queste nobili intenzioni quando si devono applicare all'agricoltura.

Anche perché, Assessore, rileviamo un'altra pesante contraddizione; se si vuole davvero rilanciare l'immagine della Sardegna attraverso i prodotti tipici, ebbene questi prodotti devono aumentare in quantità e in qualità, e si tratta di un processo lungo e complesso di cui ora, se ci si crede sul serio, vanno gettate le basi. Anche sotto questo profilo ci troviamo di fronte ad una finanziaria estremamente deludente. Vi sono inserite misure di emergenza assolutamente doverose come quelle di contrasto alle purtroppo frequenti epidemie che, in quanto tali, non comportano scelte, si devono fare perchè è giusto farle.

Ma la finanziaria non dà risposte esaurienti invece alle sacrosante domande che il mondo agricolo sardo ha posto più volte, né ad alcuni problemi fra i più importanti come quelli a cui ho accennato in precedenza. Inoltre una delle misure che all'apparenza si potrebbe definire innovativa(ne hanno parlato anche altri colleghi), quella dell'anagrafe delle aziende agricole, in realtà è una misura banale, mi consenta di dirlo; le anagrafi esistono già di fatto presso tutti i comuni, gli altri dati possono essere reperibili presso le associazioni di categoria e le Camere di Commercio. In fondo, l'unificazione di questi dati territoriali è essenzialmente un fatto tecnico che non può essere presentato come una grande innovazione. In altre parole, e concludo, anche la parte dedicata all'agricoltura contribuisce in modo determinante a rendere nel complesso non credibile l'intera legge finanziaria.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Presidente, le disposizioni in materia di agricoltura contenute nell'articolo 4 in discussione confermano tutta la precarietà e l'inconsistenza dell'intera intelaiatura che sorregge la politica economica adottata da questa Giunta regionale; una complessa ed efficace politica di interventi manca in questa finanziaria la cui impostazione è estremamente dannosa e priva di ogni prospettiva, . Gli interventi previsti in questa finanziaria denotano, infatti, senza lasciare spazio a dubbi, la totale assenza di cognizione e la mancanza di sensibilità che questo Esecutivo e questa maggioranza dimostrano per il settore, per le esigenze e le necessità dei comparti connessi; stessa mancanza di sensibilità dimostrata anche dai colleghi della maggioranza quando oggi è stato proposto di incontrare una delegazione rappresentativa degli agricoltori che stanno manifestando il loro disappunto sotto questo palazzo: Questi agricoltori non contestano le precedenti giunte, ma contestano voi e la vostra incapacità di governare problemi ed emergenze.

Di fronte all'importanza che questo settore riveste per l'economia e per le nostre comunità assistiamo ad un preoccupante agire politico dell'accoppiata di Sanluri, parlo dell'assessore Foddis e del presidente Soru, verso quel mondo che sarebbe dovuto essere il fiore all'occhiello dell'azione di Governo, dato che nel programma vi siete riempiti la bocca parlando di agricoltura.

Sembra che tutto il vostro impegno sia concentrato invece unicamente sulla questione delle entrate, in nome di una battaglia che assume sempre più i connotati di una vertenza strumentale ed elettorale e che porterà alla presentazione di una finanziaria per noi taroccata; per il resto vengono completamente dimenticati sia i tanto annunciati programmi di rilancio del comparto agro-pastorale dei quali non c'è traccia in questa manovra, sia le numerosissime situazioni di crisi del settore che stanno toccando punte di drammaticità.

Situazioni di crisi che di fatto sono state determinate ed acuite proprio dell'immobilismo della vostra Giunta regionale. Quotidianamente il mondo dei campi lancia messaggi e richieste d'aiuto a questa Giunta, messaggi che sono il sintomo di quello stato di malessere e di disperazione che ormai è diffuso in tutto il territorio della Regione.

Questa Giunta, signori colleghi, ha tolto anche la speranza agli agricoltori e a tutti i sardi mostrando di non avere autorevolezza e senso di responsabilità; come può infatti una Giunta essere autorevole quando, per ben due volte, ha fallito una delle vertenze chiave del comparto agro-pastorale come la questione della determinazione del prezzo del latte ovi-caprino creando dei danni considerevoli agli allevatori sardi; ormai i quattordici centesimi promessi l'anno scorso sono stati già dimenticati dalla Giunta, mentre il tavolo delle trattative, avviato per l'ultima campagna di conferimento, oltre ad avere registrato vergognosi ritardi è miseramente fallito, proprio per la scarsa autorevolezza della Regione al cospetto degli industriali caseari.

Come può una Giunta pensare di incoraggiare gli operatori del settore agro-pastorale ed infondere loro un po' di speranza, quando resta in una fase di stallo la questione dell'indebitamento in agricoltura e dei risarcimenti per i danni causati dalle calamità naturali? L'Indebitamento è talmente grave che dovrebbe spingere il Presidente e la sua squadra a predisporre una finanziaria più generosa nei confronti del mondo agricolo.

Come formulare quindi, onorevoli colleghi e signori Assessori, un giudizio positivo su una finanziaria come questa, che non ha nessuna visione generale e che, senza fornire nessuna aspettativa e nessuna speranza al mondo agricolo, impone delle scelte del tutto insufficienti per favorire la tanto auspicata crescita della nostra Regione?

Si tratta di una legge finanziaria per nulla all'altezza della complessità della situazione dell'agricoltura isolana, dove non ci sono stanziamenti di nuove risorse in relazione alle azioni strategiche che avete più volte auspicato; l'unica nota positiva è l'emendamento 46 per il mondo delle bonifiche. Per il resto non vi sono impostazioni determinanti in grado di risolvere i numerosi problemi rispetto ai quali questo Governo appare sempre più sordo ed incapace di mettere in campo il ben che minimo progetto. Del presidente Soru stiamo già registrando, dopo neanche due anni di governo, il fallimento della sua politica economica e presto i sardi verificheranno come le azioni di questa Giunta stiano tradendo le loro aspettative a favore di una logica personale riservata a pochi intimi.

Onorevoli colleghi, si governa una Regione costruendo delle strategie condivise, si fa politica costruendo concertazione, si fa una legge finanziaria individuando delle idee ed organizzando intorno ad esse gli impegni e le strategie, le prospettive, cioè quelli che si chiamano interessi dei sardi. Questa è la strada, l'unica - secondo me - percorribile, attraverso la quale si possono affrontare i problemi reali della nostra Isola e, quindi, di questo mondo agricolo per porvi rimedio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, nel corso del dibattito sulla finanziaria quando si arriva all'articolo sull'agricoltura si finisce per parlare di tutte le questioni che caratterizzano questo settore; un settore che, nonostante la sua crisi profonda, è pur sempre il più importante della nostra economia sia in termini di prodotto lordo vendibile, sia per il numero di addetti. Nella finanziaria non si può riassumere per intero il progetto che la Giunta e la maggioranza di centrosinistra stanno portando avanti per rilanciare l'agricoltura sarda. Non è possibile; però nel bilancio e nella finanziaria ci sono delle poste importanti che evidenziano i punti fondamentali di una politica del settore. Quindi, non è vero, come anche oggi hanno detto diversi colleghi dell'opposizione, che questa Giunta e questa maggioranza non abbiano un progetto per affrontare i problemi dell'agricoltura e per un rilancio della stessa, non è assolutamente vero.

Io voglio richiamare tre grandi emergenze determinate però da fattori strutturali, anche se è difficile scindere il momento dell'emergenza dal momento del rilancio duraturo di un determinato comparto. In primo luogo voglio ricordare lo stanziamento pari a 37milioni di euro previsto a favore dei consorzi di bonifica. Questi ultimi sono strumenti fondamentali al servizio dell'agricoltura cosiddetta ricca (oggi in grandissima difficoltà), propria delle zone di pianura delle nostra Regione, ma è necessario che i costi esorbitanti della gestione di questi strumenti che vanno profondamente riformati (su questo la Giunta e la maggioranza stanno lavorando con progetti di legge specifici), non siano scaricati sugli agricoltori che, di conseguenza, non potrebbero utilizzare l'acqua per i costi eccessivi.

La seconda emergenza riguarda la questione dei nitrati, di cui anche oggi in quest'Aula si sta discutendo, che interessa Arborea ma, come di seguito dirò, non solo Arborea. In Commissione abbiamo discusso a lungo anche di questo problema, in presenza e in assenza dell'Assessore. Io vorrei sottolineare come non sia più rinviabile l'adozione di una politica di adeguamento alla normativa dell'Unione europea in materia di tutela dell'ambiente; normativa che impone che la pratica agricola sia compatibile con l'ambiente circostante e, soprattutto, con la salute delle persone e degli animali che in quell'ambiente vivono. Certo, il comprensorio di Arborea, dove viene praticata un'agricoltura di tipo intensivo, presenta una situazione di emergenza, ma non da oggi, da diversi decenni, eppure nessuna Giunta è intervenuta finora.

Questa Giunta ha avuto ed ha il coraggio di affrontare il problema, anche perché l'Unione europea aveva posto come termine inderogabile per l'approvazione del Piano il 31 dicembre del 2005. Termine che questa Giunta di centrosinistra ha rispettato. Se questa scadenza non fosse stata rispettata si sarebbe rischiata la chiusura di aziende che rappresentano la struttura portante dell'economia agricola sarda., Credo che nessuno di noi possa volere questo.

Se é vero infatti che dobbiamo lavorare per superare i punti di difficoltà e di crisi degli altri comparti, da quello ovino a quello orticolo, è anche vero che dobbiamo difendere quello che abbiamo di solido, che poi solidissimo non è. Quindi questo intervento è volto a rendere l'attività agricola compatibile con quell'ambiente, il che significa anche difendere i compendi ittici di tutto quel comprensorio; compendi nei quali lavorano diverse centinaia di pescatori e che generano un indotto importantissimo. Insomma, c'è tutta un'economia legata a quel territorio, quindi è fondamentale intervenire per l'importanza che ha non solo Arborea ma complessivamente quel territorio, e quello che ormai possiamo definire il sistema Sardegna della lavorazione del latte vaccino .

Però, badate bene, quando gli agricoltori di Arborea hanno realizzato gli adeguamenti delle loro stalle, non era in vigore l'attuale normativa di tutela dell'ambiente; hanno fatto perciò quello che le leggi allora vigenti consentivano di fare: hanno realizzato le loro stalle, che sono tra le migliori d'Europa, con contributi pubblici e con progetti approvati dalla Regione sarda e da tutti gli enti competenti. Oggi sono fuori legge per cui bisogna intervenire per fare in modo che si adeguino alle norme in vigore, questo è giusto fare e questo si sta facendo. Occorre smentire inoltre l'affermazione, non vera, che gli agricoltori di Arborea usufruiscano di un intervento gratuito. La Giunta, nonostante le norme dell'Unione europea e la legge regionale 21 prevedano, per interventi finalizzati alla compatibilità ambientale, un contributo fino al 75 per cento, nel suo emendamento ha previsto un contributo pari al sessanta per cento della spesa ammissibile. Di conseguenza, faccio un esempio,su un investimento di cento mila euro l'agricoltore avrà un esborso di quaranta mila euro più il venti per cento di IVA; gli operatori agricoli faranno quindi in toto la loro parte e, badate bene, che anche ad Arborea non è tutto oro quel che luccica, perché una parte importante di quelle aziende è in grandissima difficoltà. Ho voluto fare queste precisazioni perché, insomma, "portare un po' di verità" non guasta quando parliamo di problemi seri.

Quando una Giunta ha il coraggio di affrontare problemi seri bisogna dargliene atto; per troppi anni i problemi sono stati in qualche modo rimossi e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti; oggi però non si può criticare la Giunta perché gli stagni sono inquinati e nello stesso tempo criticare la stessa Giunta perchè interviene per disinquinarli. Vi dovete mettere d'accordo, cari amici dell'opposizione; anche alla demagogia c'è un limite!

Ultimo problema: la virosi del pomodoro. Io, nella scorsa legislatura,sono stato tra i primi firmatari della legge numero15. Ricordo che anche allora c'era una fortissima pressione da parte dei coltivatori di pomodori che anche oggi, in queste settimane, stanno occupando gli uffici dell'Assessorato e stanno manifestando sotto i palazzi di via Roma. Loro hanno tutte le ragioni di questo mondo, io li conosco tutti, so chi sono, so quanta fatica fanno tutti i giorni per far quadrare i conti per loro e per le loro famiglie. Io credo - siccome sono cose dolorose - che non bisogna assolutamente affrontare questi problemi con leggerezza, sono problemi seri. È vero che fra due mesi ci sono le elezioni, ma questa non può essere una motivazione sufficiente per non dire chiaramente quello che si può fare e quello che non si può fare. Io, checché se ne dica, cerco di farlo sempre: l'ho fatto quando ero all'opposizione e lo faccio oggi nella mia funzione di Presidente della Commissione dell'agricoltura.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Si potrebbe dire molto su questo articolo, come si potrebbe dire molto sulla politica agricola di questa Giunta e di questa maggioranza. In generale possiamo dire che le grandi promesse fatte si stanno rivelando una grande incompiuta, una grande bufala. Voi l'anno scorso avete fatto una legge finanziaria improntata sulle riforme annunciate, di cui quelle sull'agricoltura erano parte corposa ed essenziale. Che ne è di questa riforma? L'ERSAT è in stato confusionale, i lavoratori, i sindacati vi stanno dicendo che avete avviato una riforma senza un minimo di concertazione, non state dicendo come questa riforma degli enti agricoli tratterà la questione dell'ingente patrimonio dell'ERSAT. State fermi e state anche zitti su tante e troppe cose, ma di questo credo che ne parleremo in un altro momento.

Da questo articolo della finanziaria appare che voi affrontate i problemi dell'agricoltura, così come quelli di altri comparti, a macchia di leopardo. Alcuni problemi di un comparto o di un territorio vengono vagliati con particolare attenzione dall'Assessorato, altri vengono totalmente ignorati. Questa maggioranza normalmente tace, quando parla cerca semplicemente di cospargere quest'Aula di cortine fumogene.

Ma come si fa ad ascoltare, senza replicare, da un lato il Capogruppo dei D.S. che dice che il problema degli indennizzi pagati poco o non ancora pagati per la virosi del pomodoro dipende dal fatto che una legge approvata dal centrodestra stanzia soltanto dieci milioni di euro per i risarcimenti, e che questo è il limite fondamentale, dall'altro il Presidente della Commissione che dichiara qui, subito dopo, di essere il primo firmatario di quella proposta. Ma, non potreste almeno mettervi d'accordo su quello che dite quando rinunciate a stare zitti? Date numeri, date cifre, date indicazioni su firme o voti della passata legislatura senza neanche, non dico mettervi d'accordo, ma senza neanche avere il coraggio di consultare gli atti parlamentari, che sono a disposizione di tutti. Ma, veniamo al dunque, che è ciò che interessa gli agricoltori.

La legge numero 15/2003, all'articolo 1, secondo comma, dice semplicemente: "Al fine di fronteggiare i danni causati nelle annate agrarie, 2002/2003 e 2003/2004, dalla virosi del pomodoro è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 10.000.000 per la concessione agli imprenditori agricoli degli aiuti previsti dall'articolo 23 della legge regionale numero 8 del 1998 (UPB S06025)". L'articolo 1 è semplicemente un provvedimento di rifinanziamento dell'articolo 23 della legge numero 8; ma non si pone alcun limite di spesa. Se i soldi non bastano possono essere aggiunti con questa finanziaria, se i soldi invece sono sufficienti perchè ci sono dei residui in un'altra legge che possono essere riversati per questo intervento lo si faccia, ma spiegate chiaramente come mai questi soldi non sono stati ancora dati.

La spiegazione, per quanto ne sappiamo noi, non è negli arzigogoli del Capogruppo dei D.S. che viene contraddetto dal Presidente della Commissione, appartenente al suo stesso Gruppo, ma in realtà è nel fatto che voi non avete applicato bene la legge, Assessore; perchè sono stati utilizzati, per quanto riguarda la virosi, per quella tipologia che soltanto in parte minima è stata sottoposta ad indennizzo, parametri errati. E' stata indicata infatti l'annata agraria, che è un parametro valido per le coltivazioni a pieno campo e non per la serricoltura; noi vi abbiamo segnalato, Assessore, più volte, che gli uffici erano incorsi nell' errore (sicuramente su vostra indicazione perchè gli uffici non agiscono in totale autonomia), di risarcire cinque euro a metro quadro danni valutati in dieci euro a metro quadro,.

Ci sono inoltre altre forme di virosi segnalate dai tecnici dell'ERSAT che non sono state neanche esaminate. A questo occorre dare risposte, a questo! Con fatti concreti, con atti legislativi o atti amministrativi che liberino le risorse finanziarie iscritte nei residui. Voi dovete smettere di fare proclami come Giunta, di tessere in Aula la tela del ragno, di irretire il Consiglio regionale e le persone che disgraziatamente, per necessità, capitano in quest'Aula o protestano sotto il Palazzo. Dovete dare risposte. Basta con la lamentela che avete ereditato chissà quale situazione di sfascio, siete al governo da più di venti mesi, che cosa avete fatto e che cosa state facendo?

Occorre reimpostare una politica agraria che guardi lontano, che consenta una riorganizzazione di tutti i comparti a partire dalla filiera di produzione, dalla concentrazione dell'offerta produttiva, dall'ammodernamento della produzione, dal miglioramento della qualità dei prodotti per renderli competitivi sul mercato. Tutto questo va bene, ma se il sistema in qualche modo è malato e ha la febbre alta, la febbre va curata! Allora perché, voi, che quando eravate all'opposizione insieme a noi, allora maggioranza, avete approvato questi provvedimenti finanziari, ora non siete disponibili a discuterne? Questa è la realtà che avete di fronte e a cui dovete dare risposte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'Agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Intervengo per precisare che la diminuzione degli importi previsti nell'emendamento 48, modificativo del comma 1 dell'articolo 4 (si passa da 3.500.000 euro per ciascun anno 2006 e 2007 a 1.750.000 sempre in ragione d'anno), è frutto di un monitoraggio realizzato a seguito dell'approvazione del Piano d'azione, che ha consentito di specificare in maniera più puntuale gli interventi necessari per il recupero delle zone inquinate. Il medesimo emendamento modifica inoltre l'integrazione portandola dal 75 per cento della spesa ammissibile, come previsto anche dalle norme comunitarie, al sessanta per cento poiché l'area attualmente interessata dal Piano d'azione si trova all'interno di un'area non svantaggiata. PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 72.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 72.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Pittalis e Contu hanno votato, il primo contro e il secondo a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - DIANA - LA SPISA - LOMBARDO - MORO - OPPI - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 53

Votanti 52

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 15

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 73. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Nel dichiarare il voto favorevole su questo emendamento, vorrei anche esprimere la grande soddisfazione per la replica dell'Assessore. Ci hanno convinto le sue precisazioni su tutti i problemi che abbiamo esposto in questa lunga discussione, lo ringrazio veramente per la sensibilità e la capacità dimostrate nell'esporre in quest'Aula le problematiche derivanti dalla crisi che sta attraversando il settore agricolo.

Io dico che sulle questioni di sostanza si poteva dire qualcosa, sui numeri o non li avete dati, o li avete dati male, però, almeno sui numeri siamo costretti a dire che è stato più bravo il Presidente stamattina: almeno su questo è meglio Soru!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io nel ricordare che l'articolo 60 del Regolamento consente all'Assessore di chiedere di intervenire in qualsiasi momento, vorrei sollecitarlo in questo senso articolo per articolo ed emendamento per emendamento. Io dichiaro il mio voto favorevole, e lo motivo, all'emendamento che sopprime il comma 4 dell'articolo 4 perchè con questo comma si istituisce l'anagrafe delle aziende agricole della Sardegna che già esiste presso le Camere di Commercio. Qualsiasi azienda agricola deve essere obbligatoriamente iscritta alle Camere di Commercio locali; quindi anziché creare un doppione, possiamo scrivere che gli uffici chiedano alle Camere di Commercio l'elenco delle aziende iscritte. Così si risparmia tempo, si risparmia denaro e si risparmiano anche parole superflue.

Gradirei una risposta su questo.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, siamo in sede di dichiarazioni di voto, c'è stato tutto il tempo per rivolgere una domanda all'Assessore.

CAPPAI (U.D.C.). Infatti era già stata fatta.

CAPELLI (U.D.C.). Forse è sfuggita.

PRESIDENTE. Non so se l'Assessore intende rispondere.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io intendo dichiarare il mio voto a favore di questo emendamento; terminata questa dichiarazione di voto intenderei chiedere a quest'Aula, ma in particolare alla Giunta, qual è il gioco a cui stiamo giocando, perchè non mi sembra che il collega Capelli abbia effettuato né una domanda irrituale, né una domanda sgarbata e né che in qualche maniera abbia voluto irridere la Giunta o la maggioranza. Mi sembra che il collega Capelli abbia utilizzato in Aula un modo garbato per porre un problema, modo garbato al quale di norma la Giunta ha sempre risposto, nel senso che l'interlocuzione tra la minoranza, la maggioranza e la Giunta si è sempre in qualche misura verificata, ed è un'interlocuzione come nel caso di specie rivolta ad un problema concreto al fine di ottenere una risposta concreta.

Ora, se la Giunta, essendo unta dal Signore, ritiene di poter venire in quest'Aula, approvare la finanziaria senza dare alcuna risposta ai consiglieri di maggioranza o di minoranza che pongono domande in maniera garbata e concreta, ce lo dica. Ditecelo, cari colleghi della maggioranza, perchè a questo punto, sono le otto di sera, io ho mia figlia a casa che mi aspetta, vado da lei e utilizzo meglio il mio tempo, anziché rimanere in quest'Aula a fare compagnia ad una finanziaria che sta arrivando a destinazione per conto proprio!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Presidente, rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, mi sembra corretto dare una risposta in merito alla decisione di creare l'anagrafe delle aziende agricole E' vero, presso le Camere di Commercio esiste già un'anagrafe delle aziende, però vi è un'esigenza di semplificazione amministrativa. La documentazione relativa verrà presentata una sola volta e ogni qual volta ci fosse un'esigenza documentale si farà riferimento all'anagrafe, senza costringere le aziende a ripresentare documenti. Soltanto nel caso di variazioni ulteriori si interverrà nuovamente sull'anagrafe.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Intervengo perchè era opportuno che l'Assessore ci dicesse una parte delle cose che conosce, probabilmente, e non la parte che invece non conosce, perchè non è il comma 4 che genera sospetto, è il comma 5. Se l'Assessore ha deciso di istituire un'anagrafe, come è prevista appunto dal comma 4, e si fosse limitato a questo, probabilmente non sarebbe nato nessun tipo di ostacolo e di polemica; ma, nel momento in cui al comma 5 si dice che le convenzioni di cui al comma 4 dell'articolo 6 della legge numero 7 del 2005 (la finanziaria) possono estendersi anche alle attività previste dal comma 4 dell'articolo ora in discussione, beh, allora qualche sospetto, eventualmente ed ovviamente, nasce.

E'chiaro infatti che questa attività non verrà svolta dagli uffici dell'Assessorato regionale ma verrà delegata ad altri: questo è il problema.

Io sono convinto che un'anagrafe estremamente seria forse non esiste, neanche presso le Camere di Commercio, probabilmente; posso capire, e posso anche essere d'accordo, le motivazioni che lei ha addotto per schedare tutte le imprese agricole della Sardegna; ma la delega che lei fa di questa anagrafe non mi convince affatto. Ecco perchè noi abbiamo sottoposto all'attenzione dell'Aula un emendamento soppressivo del comma 4, ma soprattutto del comma 5, in assenza del quale non avremmo sollevato il problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, io durante il mio intervento ho sostenuto che quella prevista nel comma 4 fosse una norma intrusa; e, proprio perché la consideriamo tale, chiediamo di cassarla nel nostro emendamento. Come ha detto il collega Capelli stiamo creando un doppione non c'è bisogno di istituire questa anagrafe, Assessore, che esiste già in un'altra struttura.

Io mi domando, Assessore, una volta che lei avrà istituito quest'albo ed una volta che lo terrà pure presso l'Assessorato, chi ne curerà l'aggiornamento? Perché le convenzioni di cui al comma 5 vanno bene, vanno benissimo, il problema, l'abbiamo capito, è che si tratta di siglare altre convenzioni, altrimenti non avreste inserito il comma 4. Però, di fatto arrivate a scadenza quelle convenzioni, chi e ogni quanto aggiornerà quest'albo? A quale costo?

Non necessariamente, infatti, uno che si iscrive oggi come imprenditore agricolo continua a farlo per tutta la vita; magari fra tre anni decide di vendere tutto e non è più imprenditore agricolo perchè non ha niente di ciò che è necessario per essere considerato tale: gli ettari di terreno. Ed allora questo soggetto resta sempre iscritto in quest'albo di cui non conosciamo i costi, perchè non li avete detti visto che manca anche la copertura finanziaria? Ribadisco quindi che il comma 4 è una norma intrusa che doveva essere cassata; in merito mi appello anche al Presidente del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Signor Presidente, Assessore, io concordo con quanto detto dall'onorevole Capelli e sarò anche più preciso; infatti, tenendo conto che la "580" pone l'obbligo di iscrizione alle Camere di Commercio di tutte le imprese,, io credo che sarebbe sufficiente un operatore qualificato addetto ad un terminale per tenere sempre aggiornata l'anagrafe e sotto controllo il sistema delle Camere di Commercio in nome della semplificazione. Il contenuto del comma 4 è invece in contrasto con quanto state dicendo da un anno e mezzo a questa parte. Dite che fate le riforme, azzerate tutto, così come avete fatto per le Comunità montane e poi create l'Unione dei comuni; in questo modo si moltiplicheranno gli enti ed in modo particolare si alimenterà il sottobosco politico con le indennità. In questo caso si sta mettendo in piedi una struttura che non serve agli operatori del settore e che prevede soltanto ed esclusivamente costi.

Inoltre, a parte lo sperpero di risorse, non sarebbe neanche un servizio adeguato né tanto meno qualificato perché dovrebbe attingere da dati forniti dagli operatori del settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Vorrei precisare che quando parliamo delle convenzioni intendiamo far riferimento a quelle che, se fosse necessario, si potrebbero attivare con i Centri di assistenza agricola delle organizzazioni agricole, le quali già nel recentissimo passato hanno collaborato con l'Assessorato per tutta l'attività relativa al pagamento dell'indennità compensativa.

Quindi, si tratta di accompagnare anche gli imprenditori agricoli nel predisporre il fascicolo aziendale che conterrà la storia dell'azienda agricola. E' accaduto, infatti, e può ancora accadere, l'onorevole Sanciu lo saprà certamente, che sulla stessa azienda agricola esistano due posizioni anagrafiche differenti. Si tratta di fare degli accertamenti, monitorare queste situazioni, fare il punto azienda agricola per azienda agricola. Le variazioni interverranno soltanto quando si verificherà qualche elemento concreto a modificare la situazione esistente; un fatto, questo, che dovrebbe essere veramente raro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, signori Assessori ed onorevoli colleghi, io spero di aver capito male quello che l'assessore Foddis ha testé detto, perchè questa Giunta ricca di contraddizioni e il cui operato confligge con l'interesse pubblico che si dovrebbe tutelare, vuole portare un altro conflitto di interessi in quest'Aula. Io voglio sperare che nessuna organizzazione agricola, da intendersi come organizzazioni sindacali, si metta al soldo della Giunta regionale.

Io chiedo infatti se sia tollerabile, da parte di quest'Aula, l'intento della Giunta di comprare il silenzio delle organizzazioni sindacali che dovrebbero invece tutelare gli interessi degli allevatori che vivono una crisi quale non si era mai vista, degli agricoltori che si vedono negare anche il risarcimento di danni subiti e, come tali, accertati dall'ispettorato. Faccio l'esempio delle coltivazioni di patate di Villasor che sono state danneggiate dai recenti eventi climatici. Il danno è stato dimostrato, c'è stata l'ispezione degli ispettorati, ma non sono state inserite negli elenchi dei danni risarcibili.

Io chiedo all'assessore Foddis se si rende conto della gravità di quello che ha detto, e cioè che questi soldi servono per stipulare delle convenzioni con le organizzazioni agricole; io spero di aver capito male perchè veramente avremmo toccato il fondo! Lascio all'Aula ogni ulteriore giudizio.

PRESIDENTE.. Metto in votazione l'emendamento numero 73. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 74. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Mi rivolgo anche all'assessore Pigliaru come Assessore responsabile della finanziaria e del bilancio per dire che poc'anzi abbiamo approvato un obbrobrio perché abbiamo creato un doppione; adesso stipuliamo delle convenzioni che costano 600 mila euro in più rispetto a quanto previsto dall'annualità precedente. Assessore Pigliaru, si dice che dobbiamo risparmiare, che dobbiamo tagliare le spese, magari risparmiamo sui ragazzini che fanno sport, sull'università, magari togliamo risorse alla ricerca, ma adesso prevediamo un costo aggiuntivo di seicento mila euro sui quattrocento mila stanziati precedentemente: "Per la ricezione e istruttoria delle domande concernenti le misure del Piano di sviluppo rurale, delle domande di aiuto de minimis e delle domande per i carburanti agevolati è autorizzata la stipula di convenzioni con i Centri di assistenza agricola (CAA) operanti in Sardegna; la relativa spesa è valutata in euro 400.000 annui"; come recita appunto l'articolo 6 della legge regionale 7 del 2005 riportato nel comma 5.

Quindi in bilancio, per l'annualità 2006, abbiamo un milione di euro; cari colleghi, caro assessore Pigliaru, prevediamo di stipulare convenzioni per seicentomila euro quando basterebbe rivolgerci alle Camere di Commercio per ottenere i certificati per le imprese agricole. E' questo il modello di programmazione adottato in questa finanziaria? E' questa la vostra ottica del risparmio? E' questa la vostra ottica di corretta gestione delle risorse finanziarie della Regione sarda? La invito a leggerle la invito a verificare, la invito a smentire che non è questa l'interpretazione corretta dell'articolo.

E' moralmente giusto stipulare una convenzione per questa cifra?

Assessore, è moralmente giusto introdurre questa norma dopo tutti i vostri discorsi su una corretta gestione delle risorse finanziarie? Mi perdoni, Assessore, ma non perda la sua credibilità con queste decisioni.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 74. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 76. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, concordo con l'onorevole Vargiu sull'inutilità del parlare, del confrontarci del discutere, ne prendo atto e seguo il suo consiglio di rientrare a casa, anche se mio figlio è a Nuoro. Sono convinto infatti che, ognuno dei colleghi presenti in Aula ha condiviso, non posso credere altrimenti, il ragionamento fatto sul comma 4 e sul comma 5.

Relativamente al comma 6 noi premiamo i consorzi di bonifica che non producono energia elettrica invece che premiare quelli che la producono, oppure che si adoperano per produrre energia elettrica utilizzando le ultime tecnologie, il che può essere anche economicamente vantaggioso. Il vostro è u modo di pensare assurdo, totalmente assurdo! Comunque, ribadisco che voi state smontando qualsiasi volontà di discussione e di confronto perchè state rinunciando alla vostra dignità!

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 76. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 48.

Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io avevo deciso, così come avevamo concordato, di tenere un certo tipo di atteggiamento, che poi è stato fino a poco fa quello del nostro Gruppo e anche dell'insieme dell'opposizione, però l'atteggiamento dell'Assessore mi ha meravigliato, molto; Assessore qui non ci sono i gonzi! Lei prima ha detto di voler fare una precisazione ma ha letto il testo dell'emendamento della Giunta nel quale il finanziamento passa da 3 milioni e 500 mila euro a 1 milione e 750 mila per una spesa massima ammissibile pari non più al 75 ma al 60 per cento. Ottima dizione, ma discorso fuori tema!

Io ero convinto che lei si sarebbe preoccupato di problemi di una certa rilevanza; per esempio la mobilitazione che c'è stata in questi giorni in Gallura, dove oltretutto si vive una situazione particolare, perchè dal mese di maggio nessun capo bovino può essere spedito fuori dall'Isola. Oggi dite che protesterete se non vi daranno quindici mila dosi, ma dovevate svegliarvi prima! Colleghi ed amici, per un caso del genere a noi suonavano la grancassa! Ma ora non c'è più Pasqualino Manca che presentava una mozione al giorno anche per le piccole sciocchezze!

Io avevo offeso il suo predecessore dicendogli che era un Assessore senza arte e né parte - gliel'ho detto di fronte a tutti - e che ero ben felice che arrivasse lei. Lei adesso, però, non segua gli stessi metodi, non nomini i commissari per poi fare le nomine con certe velocità, perchè questo è clientelismo becero.

Lei ha rovinato un commissario nel Consorzio di bonifica del basso Sulcis, sì, lei Assessore, perchè si è dimesso il Presidente e una maggioranza; di seguito, con una velocità inaudita, ha proceduto a nominare persone che con i consorziati non c'entrano niente, in quel caso era molto sveglio!

Volevo fare un intervento tranquillo, pacato, molto più di quanto non faccia solitamente il collega Vargiu, invece devo farlo diverso, perchè lei sta dimostrando inefficienza (forse si affatica il sabato sera, quando tutti vedono una luce accesa in un certo locale dove lei ha lavorato fino all'altro giorno), ma noi non vogliamo lezioni di moralità e di competenza da parte di nessuno. Lei offende la nostra dignità perchè ha letto questo emendamento, ma noi sappiamo leggere, quindi non c'era bisogno di nessuna precisazione di questo genere. Naturalmente voterò contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Io sull'emendamento 48 ovviamente rilevo la modifica che la Giunta ha apportato dato che avevo sollevato il problema lo in Commissione; mi pareva infatti che il regime d'aiuto non potesse assolutamente arrivare al 75 per cento della spesa ammissibile, neanche ponendolo come tetto massimo.

L'Assessore ha precisato che Arborea non ricade in zona svantaggiata per cui ha un regime d'aiuto inferiore; io ho qualche sospetto che sia ammissibile anche l'integrazione del sessanta per cento, Assessore, e al suo posto avrei fatto una ulteriore verifica; io l'ho fatta, ma le mie fonti probabilmente sono diverse dalle sue, però tenendo conto che ho avuto ragione una volta, non è improbabile che abbia ragione anche la seconda. Questo glielo dico per evitare che poi nascano degli altri problemi. Ovviamente è inutile che le dica che conosco benissimo quella materia e che ritengo l'intervento indispensabile, urgente, forse tardivo.

Dove nasce il problema, Assessore? Nasce nel momento in cui potrebbe sorgere un conflitto di interessi. Cioè ci si chiede se solo quel territorio della Sardegna presenta quel carico di inquinamento da e se non ci siano anche altri siti che presentano lo stesso problema, con le stesse caratteristiche. Forse l'Assessore dell'ambiente avrebbe dovuto dire se in Sardegna esistono altre aree interessate dal problema, perchè se queste aree rientrano in zone classificate come svantaggiate il problema delle risorse si pone in modo diverso.

A me risulta che esistono altri siti in Sardegna, pochi, che sono sotto monitoraggio; è evidente, quindi, l'opportunità di dire quali sono , per evitare che questo intervento venga identificato cari colleghi, come una marchetta mentre é invece un intervento opportuno; lo dico, al di là del fatto di essere cittadino oristanese, per cui posso avere a cuore più di altri quel territorio, per come ho vissuto io quella situazione; una situazione che se non si interviene immediatamente diventa un "recinto" questa volta e il "recinto" dell'Unione europea poi colpisce pesantemente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, nell'annunciare il mio voto contrario a questo emendamento voglio rimarcare, Assessore, che durante la sua replica, pur avendo presentato la Giunta tre emendamenti, lei si è limitato a rispondere solo sul 48 e anche in termini sintetici..

Io nel corso del dibattito generale sull'articolo le ho chiesto se avevate sciolto o meno questi enti strumentali. Perché se a seguito della previsione di scioglimento avete nominato un commissario nei consorzi per la frutticoltura, che entro il 28 febbraio deve espletare la procedura di scioglimento, io chiedo a che cosa serve il finanziamento pari a 750.000 euro(in aumento UBP S06022) concesso a favore degli enti strumentali e dei consorzi per la frutticoltura per l'anno 2006.

Le ripropongo questa domanda perchè prima non ha risposto, ha sorvolato. Così come avrei gradito una risposta sulla voce relativa a "UPB S06032 - Incentivi per il potenziamento della produzione zootecnica - Investimenti", che prevede un finanziamento per il 2007 pari a 278 mila euro che non sono sufficienti neanche, le ho fatto l'esempio di mio padre, per costruire due capannoni per ricoverare le capre. Ma togliete queste risorse, è una vergogna che indichiate queste cifre per incentivare la zootecnia. Noi siamo svegli, leggiamo Assessore, non potete prenderci in giro in questo modo!

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 48. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 67. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 75. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 77. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, -nel corso della discussione generale il collega Uras ha definito "povero" questo n articolo, per me è anche disadattato e poverissimo, come ho tentato di spiegare. Certo, presidente Sanna, non si può in poche righe, sessantatre mezze righe, questa - la dimostrazione dell'attenzione riservata all'agricoltura - elencare tutto, ma non è neanche possibile elencare quasi niente.

È un articolo scarno, è un articolo - come ho detto poc'anzi - che non fa intravedere una strategia precisa, è un articolo che mira a portare avanti determinati interventi ma elude completamente certe problematiche che attualmente caratterizzano il mondo agricolo e pastorale. Dispiace moltissimo ed è anche deprimente, veramente deprimente oltre che umiliante, che la maggioranza sia colpevolmente silente rispetto ai problemi di un comparto che riguarda oggi l'intero popolo della Sardegna.

E' come un fiume sotterraneo che cammina in silenzio ma si sta già sentendo il rumore, ed è un rumore che sta per diventare assordante. È un silenzio assordante! Il popolo delle campagne non è controllabile sindacalmente e sta vivendo una situazione disperata di cui non ha colpa certamente l'assessore Foddis, non sto dicendo questo. Le colpe hanno origini diverse, ma a distanza di due anni dall'insediamento di questa Giunta non si intravede ancora una parvenza di progetto, una strategia che vada al di là degli interventi contingenti. E' la mancanza di una strategia globale che impensierisce non poco, noi ma più che altro impensierisce giornalmente proprio il mondo agro-pastorale. Il mio voto, per quanto detto finora, è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). L'onorevole Uras non è contrario; voterà a favore perchè è meglio un articolo scarno che nulla! E purtroppo il nulla noi lo abbiamo già sperimentato; quando si dice: "siete ventiquattro mesi al governo", andrebbe aperta una discussione per capire chi lo è e chi non lo è. Ma, al di là di questo, Berlusconi oggi si presenta alle elezioni con un bilancio di cinque anni fallimentari e chiede una proroga perché i cinque anni trascorsi non gli sono bastati.

(Interruzioni)

URAS (R.C.). Signor Presidente, vanto un minuto di recupero. Stavo dicendo che Berlusconi ha bisogno di una proroga di altri cinque anni che noi non gli daremo perché è bastata la prima fase.

In questa sede è stato sollevato da più parti, dalla maggioranza e dalla minoranza, un problema serio, e cioè che cosa facciamo non solo per sostenere ma per promuovere e rilanciare tutto il settore della produzione agricola e zootecnica. Io ricordo che alcuni anni fa, quando si discuteva sulla riconversione di alcune attività industriali, l'industria agro-alimentare era considerata uno dei comparti su cui costruire la nuova economia del Paese.

PRESIDENTE. Onorevole Uras, avrebbe terminato il suo tempo ma le consento qualche secondo di recupero.

(Interruzioni)

URAS (R.C.). Presidente, io pretendo di intervenire in un'Aula silenziosa!

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Uras, la prego di terminare il suo intervento e prego i colleghi di fare silenzio.

URAS (R.C.). Non intendo continuare.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 66.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione sia l'intervento dell'onorevole Marrocu che l'intervento dell'onorevole Sanna, i quali si sono anche contraddetti avendo detto cose diverse. L'onorevole Sanna ha affermato in quest'Aula di essere stato il primo firmatario della legge numero 15/2003; chiaramente l'ha votata, come risulta agli atti. Le comunico però che agli atti del Consiglio risulta anche che l'importo stanziato in legge era pari a dieci milioni di euro; lei non può quindi vendere dati non corretti, agendo come al solito in un territorio che le è congeniale: quello della non verità; lei ha votato a favore di questa legge che prevedeva una dotazione di dieci milioni di euro.

Oggi non si può dire a questi signori che manifestano che la responsabilità, onorevole Marrocu, sarebbe nostra. Il parametro lo avete scritto voi non l'abbiamo scritto noi, perchè in quel momento non avevamo una maggioranza , però c'era la necessità di dare una risposta.

Quindi, questa legge è passata col voto determinante di tutto il centrosinistra di allora ma con la prima firma dell'onorevole Alberto Sanna: dieci milioni di euro. Perché dico questo? Perché l'onorevole Marrocu ci dice che non è necessaria nessuna norma; ma l'articolo della legge 15 citato nell'emendamento prevede il rifinanziamento dell'articolo 23 della legge regionale numero 8/98; l'onorevole Sanna quindi in quel momento riteneva che il rifinanziamento dell'articolo 23 della legge 8 andasse fatto con legge, e così avvenne.

Ora, non ho capito per quale motivo nel momento in cui noi con l'emendamento numero 66 chiediamo la stessa ed identica cosa con una cifra pari a venti milioni di euro che, badate, non dà una risposta complessiva al problema, si dica che una norma non è necessaria. Ma noi abbiamo capito la difficoltà, capiamo il problema e credo che lo capiscano anche i produttori di questo particolare settore; ecco perchè insistiamo e perché non possiamo accontentarci delle considerazioni dell'onorevole Marrocu. Quindi invito tutti in quest'Aula a votare a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Chiedo la parola perché non condivido questo modo di discutere in quest'Aula che l'onorevole Diana insiste nel proporre; l'onorevole Diana prescinde dai problemi ma sembra che il suo problema sia quello di attaccare una volta il sottoscritto ed una volta un altro collega. Io non so quali siano le sue preoccupazioni (le elezioni si svolgeranno fra tre anni e mezzo), ma lo invito a concentrarsi sui problemi come altri hanno fatto oggi ed anche ieri.

Io sono orgoglioso di essere il primo firmatario di quella legge, onorevole Diana. Quella legge contiene anche altre norme come, per esempio, quella che stabilisce che per far fronte alle calamità naturali bisogna attivare la procedura di regolamentazione della materia attraverso delle polizze di assicurazione che stabiliscono che i danni si pagano in base all'accertamento fatto, anche di questo parla la legge 15.

Ma, per venire al merito dei dieci milioni di euro, onorevole Diana, che tanto le stanno a cuore, in Commissione agricoltura, allora non ero Presidente, chiedemmo all'allora assessore Felicetto Contu se avesse quantificato i costi di quei danni e ci fu risposto, dall'allora Assessore in Commissione, che i danni erano intorno ai sette - otto milioni di euro, i danni accertati, e che non tutte le aziende agricole erano interessate dai danni. In Commissione decidemmo di prevedere uno stanziamento di dieci milioni di euro, perché quella cifra era rispondente all'entità del danno accertato.

Io non so se oggi siamo in grado di dire che quei danni siano maggiori o minori, non lo so. Io capisco la crisi, capisco tutto, ma non vorrei che i soldi si dessero a tutti, anche a quelli che danni non ne hanno avuto, perché ci sono anche dei problemi di questa natura.

Nessuna contraddizione, onorevole Diana, voi non avevate maggioranza, non eravate neanche in grado di fare una proposta; e noi, pur essendo all'opposizione, ci assumemmo la responsabilità di dare risposte e l'abbiamo fatto. Ed anche oggi siamo qui per dare risposte, non per fare demagogia o polemica spicciola, ma per dare delle risposte agli agricoltori che hanno avuto danni dalla virosi del pomodoro e non dalla demagogia dell'onorevole Diana.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io voterò a favore dell'emendamento. Mi riallaccio però ad alcune cose dette adesso dall'onorevole Sanna, che finalmente ha riconosciuto che nella passata legislatura era l'attuale maggioranza ad occuparsi dei problemi; quindi in Aula si approvavano leggi, con stanziamenti decisi da voi, a larghissima maggioranza soltanto grazie allo scrutinio segreto. Questo bisognerebbe dirlo al Presidente della Regione che stamattina ha accusato il centrodestra di avere chiuso il bilancio del 2004 con il disavanzo storicamente più alto (voi gli avete anche sorriso naturalmente, plaudenti ed ossequienti), ma quel disavanzo l'avete creato voi. .

La verità è che non potete dire due cose in contraddizione fra loro, anche se l'avete sempre fatto. Se i soldi ci sono spendeteli, gli agricoltori non chiedono altro; se però quelle risorse non bastano non potete dire che il problema è nella legge che mette un vincolo perché la legge non pone nessun limite, se occorrono maggiori risorse dovete stanziarle e voi oggi, bocciando questo emendamento, dimostrate di non volere risolvere questa grave emergenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). La legge numero 15 nacque da un testo unificato perché mai si arrivò ad una proposta dall'opposizione senza che ci fossero delle proposte dalla maggioranza o dalla Giunta, neanche nella precedente legislatura e neanche in presenza di una maggioranza che faceva acqua da tutte le parti, come appunto quella della precedente legislatura. Per quanto riguarda il problema della virosi del pomodoro, le risorse ci sono nel capitolo e nell'UPB, la norma di riferimento è l'articolo 23 della legge numero 8; l'Assessore - è il mio consiglio, è la mia indicazione per la Giunta - quantifichi i danni in rapporto a chi ha diritto e verifichi se il risarcimento è stato chiesto.

A me pare congruo il risarcimento che fu dato a fine anni Novanta, che era di dieci mila lire a metro quadro, per cui oggi sarebbero poco più di cinque euro a metro quadro; questo può essere indicato come il dato di riferimento ed una volta accertati gli aventi diritto si moltiplica il dato per i metri quadri da risarcire e si ottiene il quantitativo di risorse necessarie.

Le risorse sono a disposizione in quelle UPB e in quel capitolo che ho citato, che fa riferimento proprio all'articolo 23 della legge 8 del 1998, e si possono utilizzare proprio per risarcire i danni da calamità, quindi la virosi.

Io faccio appello per quanto mi riguarda alla Giunta, affinchè venga accolta questa richiesta e si chieda l'autorizzazione all'Unione europea per integrare l'intervento fino a garantire dieci mila lire, o cinque euro, a metro quadro a tutti gli aventi diritto. Io non ho difficoltà a ritenere che l'Unione europea, dopo aver accertato l'esistenza del danno, che ha già riconosciuto avendo approvato il primo intervento previsto dalla legge numero 15, consentirà l'integrazione, anche perché lo prevede la norma comunitaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 66.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 66.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Silvio - CONTU - DEDONI - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - OPPI - PISANO - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 18

Contrari 35

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 71. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, a seguito dell'approvazione dell'emendamento della Giunta, il numero 48, vorrei proporre di modificare l'emendamento 71 prevedendo, come è appunto nell'emendamento della Giunta, come percentuale massima il 60 per cento in luogo del 75 per cento e dimezzando la copertura, portandola da 3.500.000 a 1.750.000 euro. Detto questo, signor Presidente, posso continuare l'intervento con la dichiarazione di voto? PRESIDENTE. Onorevole Capelli, poiché non vi sono opposizioni, l'emendamento orale da lei proposto è accolto. Ha facoltà di parlare per dichiarazione di voto.

CAPELLI (U.D.C.). . Signor Presidente, io vorrei riportare l'attenzione dell'Assessore su quanto detto precedentemente in fase di illustrazione, cioè che questo emendamento rende giustizia agli impianti di trasformazione e di lavorazione del latte ovino per la produzione della scotta, con poche ricadute sul prezzo del latte. Poichè la Giunta nel suo emendamento ha ridotto percentuale e copertura finanziaria, a seguito di monitoraggio per quanto riguarda il settore bovino, automaticamente riduco anche l'intervento per la lavorazione del latte ovino e della scotta affinchè ci sia equità fra i due settori: bovino ed ovino.

In questo modo noi otteniamo una ripercussione positiva diretta sul prezzo del latte ovino.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Voto contro questo emendamento. Detto ciò riprendo il ragionamento che prima facevo e che è stato garbatamente interrotto perché ho nominato l'innominabile! Sta di fatto che le vicende odierne hanno riproposto integralmente, questo era il concetto che volevo esprimere, il tema dello sviluppo del nostro sistema produttivo agricolo e zootecnico. Un sistema che richiede, a mio avviso, un salto di qualità; lo dico alle strutture regionali, dove senz'altro esistono funzionari capaci e dirigenti responsabili, lo dico in ragione della nostra capacità di negoziare con l'Unione europea che a me sembra non all'altezza, lo dico in relazione alla risoluzione dei problemi come quello della virosi.

Secondo me, nella precedente legislatura, è stato esitato un provvedimento, fatto male, che ha ridotto la possibilità di intervento finanziario e che non è stato accompagnato da nessun piano, serio, di prevenzione di quella fitopatologia. Si è detto in questa sede che le risorse ci sono ed è possibile anche fare una seconda notifica e affrontare il problema, insieme a quello dell'indebitamento e ad altri che sono stati citati, secondo me anche in modo corretto, dalla minoranza.

Questo Consiglio, che è tornato più volte sull'argomento, con risoluzioni, con mozioni approvate all'unanimità o comunque grandemente condivise, deve porsi il problema di sostenere la realizzazione di un piano di interventi che abbia quel carattere di straordinarietà che richiede, soprattutto per una Regione come la nostra, un'elaborazione idonea ed adeguata alla soluzione dei problemi.

Ioo mi auguro che i lavoratori dei campi e delle serre che in questi giorni hanno manifestato non debbano più vivere una simile condizione di conflittualità e mi auguro anche che le associazioni, che io so non essere tutte soddisfatte dei risultati fino ad oggi conseguiti...

PRESIDENTE. Onorevole Uras, ha terminato il tempo a sua disposizione. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, io sono uno dei firmatari dell'emendamento numero 71 e, come ha precisato il collega Capelli nel suo esaustivo intervento, ritengo che la modifica proposta possa essere una manifestazione tangibile di attenzione verso il comparto ovino, e anche un contributo per la risoluzione dell'annoso problema del prezzo del latte. Condividendo quindi quanto il collega Capelli ha esposto nel suo intervento dichiaro il mio voto favorevole sull'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, soltanto per proporre ai presentatori di modificare la copertura riducendola a un milione e 500 mila euro soltanto per l'anno 2006, a valere sulla UPB 03050.

PRESIDENTE. Se la proposta del relatore di maggioranza non incontra opposizioni, metto in votazione l'emendamento numero 71 così modificato.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 68. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, noi riteniamo che la cifra indicata nel comma 2 dell'articolo 4 sia particolarmente irrilevante perchè quest'anno la Comunità europea pur approvando il piano per l'eradicazione della peste suina africana, come ha sempre fatto negli ultimi dieci anni, non ha stanziato risorse finanziarie. Peraltro l'ordinanza, l'ho già detto anche in un'altra circostanza, è molto repressiva prevede di recintare per chilometri per evitare il pascolo brado e quindi il diffondersi della malattia, ma non dice chi deve procedere all'abbattimento dei capi, se le guardie forestali, l'esercito o altri.

La trichinellosi, quest'anno in Sardegna si è verificata in quel di Orgosolo, chi deve sanzionare è il sindaco ma ad Orune, a Mamoiada, ad Orgosolo, il sindaco difficilmente sanziona. Comunque, al di là di questo, abbiamo chiesto di inserire anche la trichinellosi per evitare di ripetere le richieste di intervento, pur considerando la cifra insufficiente. PRESIDENTE.

Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, questo emendamento era stato oggetto di discussione in Commissione e si era preliminarmente dato un parere negativo con la riserva di approfondire la questione. L'approfondimento si è concluso da poco e ci consente di accogliere l'emendamento in votazione.

PRESIDENTE. Poichè nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 68. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 131. Chi lo approva alzi la mano.

(E'approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 46. Chi lo approva alzi la mano.

(E'approvato)

L'emendamento numero 47 era stato stralciato; l'emendamento numero 69 è decaduto a seguito dell'approvazione dell'emendamento modificativo numero 48. L'emendamento numero 16, non essendo stata indicata una nuova copertura finanziaria, rimane stralciato. Abbiamo concluso l'esame dell'articolo 4.

I lavori riprenderanno domani mattina, mercoledì 15 febbraio, alle ore 10 con l'esame dell'articolo 5.

La seduta è tolta alle ore 21 e 04.



Allegati seduta

CLXIV SEDUTA

(Pomeridiana)

Martedì 14 febbraio 2006

Presidenza della Vicepresidente Lombardo

indi

del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 16 e 43.

cassano, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del martedì 7 febbraio 2006 (158), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Paola Lanzi, Sergio Marracini e Antioco Porcu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 14 febbraio 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2006)" (199/S/A)

PRESIDENTE. Colleghi, ricordo che è all'ordine del giorno il disegno di legge numero 199/S/A la cui discussione prosegue con l'esame dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Poiché è assente, viene dichiarato decaduto.

Ha domandato di parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, essendo ancora in corso un incontro tra i Capigruppo e i rappresentanti delle organizzazioni del volontariato, chiedo di sospendere la seduta per consentire ai consiglieri di raggiungere l'Aula. Le chiederei inoltre di non considerare decaduto l'onorevole La Spisa che sta appunto seguendo questo incontro.

PRESIDENTE. Sospendo la seduta. I lavori riprenderanno alle ore 16 e 55.

(La seduta, sospesa alle ore 16 e 45, viene ripresa alle ore 17 e 01.)

PRESIDENTE. Il consigliere La Spisa ha comunicato a questa Presidenza la sua rinuncia all'intervento.

Metto in votazione l'emendamento numero 31. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 60. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 61. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell' articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati 8 emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e degli emendamenti:

Art. 3

Disposizioni in materia di ambiente, caccia e pesca

1. Per le finalità di cui al comma 1 dell'articolo 40 della legge regionale n. 7 del 2005 è autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 1.400.000 per la manutenzione programmata dei lavori realizzati nell'ambito del programma di salvaguardia del litorale e delle retrostanti zone umide di interesse internazionale dell'area metropolitana di Cagliari (UPB S05.048).

2. È autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 3.000.000 per le finalità di cui al comma 19 dell'articolo 14 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7, relative alla concessione di contributi agli enti locali per lo smaltimento di rifiuti urbani (UPB S05.021).

3. Per le finalità di cui all'articolo 40, comma 6, della legge regionale n. 7 del 2005 relative alla realizzazione dei parchi e delle riserve naturali regionali da istituirsi ai sensi della legge regionale 7 giugno 1989, n. 31, è autorizzata la spesa di euro 21.500.000 nell'anno 2006 e di euro 1.000.000 nell'anno 2007 (UPB S05.035).

4. È autorizzata, ai sensi della Legge 6 dicembre 1991, n. 394, nell'anno 2006, la spesa pari a euro 100.000 quale cofinanziamento regionale alla redazione della Carta della natura relativa al territorio regionale (UPB S05.035).

5. Le somme sussistenti alla data del 31 dicembre 2005, in conto residui, dell'UPB S05.060 (cap. 05204) destinate alla realizzazione del Piano forestale ambientale (PFAR), ai sensi del comma 1 dell'articolo 3 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 227, sono conservate nello stesso conto per essere utilizzate nell'esercizio successivo.)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CASSANO

Art. 3

All'emendamento n. 65 la somma di euro 5.000.000 è rideterminata in euro 10.000.000.

In aumento

UPB S05.021

anno 2006 Euro 5.000.000

In diminuzione

UPB S03.006

anno 2006 Euro 5.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge fìnanziaria). (133)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - RASSU - VARGIU - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - MORO

Art. 3

Al comma 2 la cifra di Euro 3.000.000 è rideterminata in Euro 5.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S05.021 anno 2006 Euro 2.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 Euro 2.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge fìnanziaria). (65)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - RASSU - VARGIU - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU

Art. 3

Al comma 1 dell'art. 3 le parole dopo "zone umide di interesse internazionale" sono soppresse. (63)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - RASSU - VARGIU - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - MORO

Art. 3

Al comma 3 dell'art. 3 la spesa di Euro 21.500.000 nell'anno 2006 è rideterminata in Euro 10.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S 05.053 Anno 2006 Euro 11.500.000

In aumento

UPB S03.006 anno 2006 Euro 11.500.000. (64)

EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - PORCU - LICHERI - BALIA

Art. 3

Disposizioni in materia di ambiente, caccia e pesca

Al comma 3 dopo le parole "7 giugno 1989, n. 31" è inserita la seguente espressione.

"nonché per progetti di sviluppo locale per l'utilizzo sostenibile di aree di riconosciuto valore ambientale". (44)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 3

Disposizioni in materia di ambiente, caccia e pesca

Al comma 3 dopo le parole "7 giugno l989, n. 31" è inserita la seguente espressione:

"nonché per progetti di sviluppo locale per l'utilizzo sostenibile di aree di particolare valore ambientale". (45)

EMENDAMENTO aggiuntivo LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - RASSU - VARGIU - ARTIZZU - SANCIU - DEDONI - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - MORO

Art. 3

Dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:

3 bis Per progetti di valorizzazione ambientale e sviluppo locale d'intesa con le Province ed i comuni interessati e coerentemente al piano regionale di sviluppo, è autorizzata la spesa di Euro 11.500.000."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S 05.035 Anno 2006 Euro 11.500.000

In diminuzione

UPB S 03.006 anno 2006 Euro 11.500.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria). (62)

EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar - ATZERI

Art. 3

Nell' art. 3 è aggiunto il comma 5 bis ; "E' autorizzata per l'anno 2006 la concessione di un contributo straordinario di Euro 3.000.000 a favore della Provincia di Oristano per il risanamento ambientale degli stagni di Cabras e di Santa Giusta"

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

05 - Difesa dell'Ambiente

UPB S05.028

Anno 2006 Euro 3.000.000

In diminuzione

01 Presidenza della Giunta

UPB SOI .052 (Pubblicità istituzionale)

Anno 2006 Euro 3.000.000. (37).)

E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi per illustrare l'emendamento numero 37. Ne ha facoltà. Ricordo ai consiglieri che intendono prendere la parola che devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). L'emendamento numero 37 prevede la concessione di un contributo straordinario alla provincia di Oristano da destinare alla soluzione del problema che ultimamente sta interessando alcune zone umide come gli stagni di Santa Giusta e di Cabras; questi stagni sono stati colpiti, infatti, da una forte moria di pesci che ha creato delle grosse difficoltà ai pescatori, soprattutto a quelli della cooperativa che gestisce lo stagno di Cabras.. Il problema chiaramente non può essere affrontato in modo semplicistico, tanto meno sarà possibile conoscerne in tempi brevissimi le cause reali, ma ritengo che il problema possa essere risolto se studiato a fondo. Ecco perchè credo che questi fondi, che io chiedo vengano concessi alla provincia di Oristano, debbano essere destinati alla ricerca scientifica, per capire realmente quali sono i motivi del ripetersi, all'interno di queste due zone umide, tra l'altro in un brevissimo arco di tempo e senza una giustificazione particolare, di questo fenomeno.

Le motivazioni addotte fino adesso sono state tantissime: la poca ossigenazione dello stagno, la permanenza degli uccelli migratori che utilizzano lo stagno come risorsa vitale e altre. A mio avviso queste sono soltanto ipotesi, la certezza sulle cause può essere data solo ed esclusivamente dalla ricerca scientifica condotta dagli enti competenti. Tra l'altro lo sviluppo della ricerca scientifica è uno dei pilastri del programma di questa Giunta regionale.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere negativo sugli emendamenti numero 63, 65, 64, 62, 37 e 133; esprime invece parere positivo sugli emendamenti numero 44 e 45..

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere conforme al parere del relatore.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). L'argomento dell'articolo in discussione attiene ad una materia, stiamo parlando di ambiente, caccia e pesca, talmente delicata e importante che avrebbe meritato un più serio approfondimento; vorrei sottolineare infatti che parlare dell'ambiente è molto facile, così come è facile adottare provvedimenti che, molte volte, possono incidere profondamente non solo sull'ambiente in quanto tale, ma anche sul rapporto uomo-ambiente.. E' necessario affermare questo, per quanto dalla finanziaria emerga una particolare attenzione all'ambiente.

Sulla stampa odierna, mi collego all'illustrazione del collega Oscar Cherchi, vengono evidenziate, caro collega, le cause che hanno determinato e stanno determinando la moria dei pesci nei nostri stagni. Queste sono zone umide uniche in Europa, zone umide da salvaguardare, da proteggere e da potenziare non solo da un punto di vista meramente ambientale, ma per l'importanza che rivestono per l'economia di quel territorio in quanto producono un reddito.

Sulla stampa odierna si dice che, verosimilmente, la moria di tutta la fauna ittica di quegli stagni (quindi possiamo parlare anche di morte degli stagni), è da imputare alle infiltrazioni di pesticidi, di concimi, di liquami provenienti dalle aziende zootecniche; aziende che, certo non tutte, non hanno provveduto a mettersi a norma così come impone la legge per quanto riguarda concimaie e quant'altro.

Ecco che l'attenzione dimostrata verso l'ambiente a quanto pare si trasforma in distrazione rispetto a quel particolare, importantissimo territorio. Credetemi, non voglio polemizzare né tanto meno indicare colpevoli, non voglio essere frainteso, ma su quel territorio, se non da oggi chissà da quando, c'è stata una colpevole e dolosa distrazione, anche da parte di imprenditori del settore agro-zootecnico.

E' necessario provvedere intervenendo non solo con lo stanziamento di fondi regionali, ma coinvolgendo nella iniziativa, lo ritengo indispensabile, coloro i quali hanno determinato una certa situazione..

Assessore, credo quindi, che sia necessario procedere alla bonifica immediata di quel territorio; bonifica nella quale è indispensabile coinvolgere, senza voler trovare a tutti i costi imputati da una parte o dall'altra anche e soprattutto coloro i quali, colpevolmente e dolosamente, Regione compresa chiaramente, hanno determinato lo "stato di coma" in cui versa attualmente quel territorio. La situazione attuale comporta la perdita di una importantissima fonte di reddito per le popolazioni locali, ma soprattutto è stata arrecata all'ambiente una ferita per sanare la quale sarà necessario l'impiego di notevoli risorse e dovranno passare anni e anni.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, chiedo una sospensione di trenta minuti dei lavori dell'Aula per consentire ai Capigruppo di maggioranza e di opposizione di incontrare le delegazioni degli agricoltori che da stamattina stanno manifestando per gravissimi ed urgenti problemi davanti al palazzo del Consiglio regionale. Poiché già la settimana scorsa era stata data un'assicurazione in questo senso alle organizzazioni agricole, credo sia nostro dovere dargli la possibilità di incontrare i Capigruppo per esporre i loro problemi e le loro richieste. PRESIDENTE. Sulla richiesta di sospensione avanzata dal consigliere Artizzu può parlare un consigliere a favore ed uno contro per cinque minuti, dopodiché l'Assemblea si esprimerà.

Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Credo che costi poco interrompere per alcuni minuti i lavori perché reputo giusto e importante che i Capigruppo possano incontrare una delegazione di agricoltori; agricoltori che da giorni manifestano in modo molto civile per avere risposte ai problemi che attanagliano le loro famiglie, le loro imprese.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Io propongo di proseguire i lavori e, dato che i Capigruppo hanno già incontrato gli agricoltori e preso atto delle loro richieste, più tardi un esponente della maggioranza ed uno dell'opposizione, insieme all'Assessore, possono incontrare la delegazione degli agricoltori per una valutazione tecnica delle possibili risposte di cui si è discusso nell'incontro con i Capigruppo .

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, l'onorevole Marrocu ha formulato una controproposta. Lei concorda o mantiene la sua proposta che andrebbe messa, quindi, in votazione?

ARTIZZU (A.N.). Presidente, reitero la mia richiesta di una sospensione dei lavori al fine di incontrare ora gli agricoltori e, preliminarmente, chiedo la verifica del numero legale.

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu,, poiché la verifica del numero legale può essere chiesta da due Capigruppo in qualsiasi momento, si associa alla sua richiesta il consigliere Atzeri.

Verifica del numero legale

PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.

(Segue verifica)

Prendo atto che i consiglieri Sanciu, Pisu e Davoli sono presenti pur non essendo riusciti a votare.

Risultato della verifica

PRESIDENTE. Dichiaro che sono presenti 41 consiglieri

(Risultano presenti i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - IBBA - LICHERI - LOMBARDO - MANINCHEDDA - MARROCU - MATTANA - MILIA - PINNA - PIRISI - PISU - RASSU - SABATINI - SANCIU - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.)

Procediamo alla votazione sulla proposta di sospensione avanzata dal consigliere Artizzu. Chi l'approva alzi la mano. Chi non l'approva alzi la mano.

(Non è approvata)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2006)" (199/S/A)

PRESIDENTE. Riprendiamo la discussione del disegno di legge 199/S/A. Metto in votazione l'emendamento numero 133. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Io credo, e non lo dico per spirito di contraddizione, che a questo punto si possa fare una proposta all'intera Aula. Preso atto che è in discussione l'articolo 3, che il tenore del dibattito non si modificherà fino all'ultimo degli articoli della finanziaria, chiedo cortesemente che sia il Presidente della Commissione che la Giunta non esprimano più alcun parere dato che sono sempre e comunque contrari a tutti gli emendamenti presentati dall'opposizione; opposizione che non ha

presentato gli emendamenti, l'ho detto stamattina, per fare demagogia o perdere del tempo, tanto più che predisporre gli emendamenti è una fatica e un impegno. Evitiamo quindi di prenderci in giro o di far lavorare inutilmente un Consiglio che non dà nessuna risposta ai reali problemi del territorio. Ma, almeno agli Assessori competenti, come per esempio l'assessore Dessì o l'assessore Foddis, che tra l'altro è espressione del territorio di Oristano visto che ci lavora da tanto tempo, chiedo se i problemi degli stagni di Santa Giusta, secondo loro,possano essere affrontati con un semplice no e basta!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, per dichiarare il mio voto favorevole, non fosse altro perchè l'ho sottoscritto, all'emendamento 37, e richiamare l'attenzione dei colleghi, come ho cercato di fare stamattina, sulla incoerenza politica dell'assessore Foddis.

PRESIDENTE. Onorevole Atzeri, mi scusi, stiamo votando l'emendamento numero 133, non il 37.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione elettronica.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento numero 133.

(segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LADU - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LICHERI - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto il consigliere: ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 59

Votanti 58

Astenuti 1

Maggioranza 30

Favorevoli 22

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 65. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 63. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 64. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 3.

(È approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 44. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(È approvato)

A seguito dell'approvazione dell'emendamento numero 44 decade l'emendamento numero 45. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 62. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 37. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente io esprimo rammarico per l'insensibilità dimostrata nei confronti della provincia che eredita un devastante inquinamento; un inquinamento che, stando anche agli accertamenti effettuati dagli ispettori della A.S.L., ha portato all'agonia uno dei comparti più importanti di quel compendio: lo stagno di Santa Giusta.

Si dimostra un'insensibilità politica nei confronti della provincia, per la quale con il collega Oscar Cherchi abbiamo chiesto un contributo straordinario di 3 milioni di euro, a fronte invece di un'ipersensibilità nei confronti del comparto che parrebbe aver creato questo drammatico inquinamento, come si evince dall'emendamento 71 all'articolo 4 sostenuto in prima fila dall'assessore Foddis.

Possiamo parlare di incoerenza politica oltre che di palese conflitto di interessi, perché non dimentichiamo che il figlio naturale di quel comparto è l'assessore Foddis. L'assessore Foddis è stato momentaneamente prestato a questa esperienza politica e tornerà, inevitabilmente, in quel comparto che ha causato questo disastro ambientale dopo aver creato, per la prima volta nella storia dell'autonomia, un'anomalia in quanto ha devoluto il 75 per cento delle risorse a fondo perduto a favore di questi potenziali inquinatori, questi ostrogoti. E questo è intollerabile!

Allora voi dovete spiegare perché il Consiglio è così cieco e sordo da rifiutare un emendamento che, con equità e giustizia, pone la provincia di Oristano in condizione di poter risanare l'inquinamento prodotto da personaggi, cinici, che hanno sfruttato il territorio e hanno arricchito il loro conto corrente, mentre con un altro emendamento diamo il 75 per cento di risorse a fondo perduto a questi signori che hanno tratto ricchezza da un modo scriteriato di gestire il territorio, violando le prescrizioni comunitarie e statali. I dati sono allarmanti e dicono che in quel territorio c'è una presenza di nitrati elevatissima, quindi non bisogna fare gli struzzi ma bisogna porre rimedio.

Allora, se sussiste una pregiudiziale verso tutti gli emendamenti che presentiamo la accettiamo, però il no a questo emendamento ci amareggia profondamente perché le argomentazioni che porta sono sostenibili, mentre non è sostenibile l'incoerenza politica, ripeto, dell'assessore Foddis che si era tanto vantato di essere un tecnico e non un politico, demonizzando i politici che raccolgono le lamentele del territorio e sono vicini alle istanze della gente ed esaltando invece questa tecnocrazia: i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 37, ma non per le motivazioni addotte dal collega Atzeri che, probabilmente, ha avuto un eccesso di tutela nei confronti di un territorio certamente importante, perchè stiamo parlando di cose completamente diverse. Io voto quindi a favore di questo emendamento, però sottolineo che lo stagno di Santa Giusta non può avere sofferto né per la presenza di nitrati né per altri problemi che riguardano il territorio di Arborea.

Questo non vuol dire che questo emendamento non svolga una sua funzione; ha infatti una funzione tecnica, ma ha soprattutto una funzione politica, perché nel momento in cui in un emendamento della Giunta regionale, è il numero 45, si dice che all'articolo 3, al comma 3 dopo le parole "7 giugno '89 numero 31" è inserita la seguente espressione "nonché per progetti di sviluppo locale per l'utilizzo sostenibile di aree di particolare valore ambientale" io chiedo: "Se non è di "particolare valore ambientale" lo stagno di Santa Giusta che cosa lo è ?

Come si può pensare di scrivere un simile emendamento e poi di non accedere ad una richiesta, legittima, di stanziare tre milioni di euro per lo stagno di Santa Giusta (trascuro, ma solo per il momento, lo stagno di Cabras), che ha sofferto una moria di pesci l'anno scorso per rimuovere i quali l'unico ente locale che è intervenuto, con le sue modeste risorse, è stata la provincia di Oristano. Non si possono presentare due emendamenti così in contraddizione tra loro, perchè in uno si dice che bisogna tutelare le zone di particolare pregio per lo sviluppo locale e nell'altro si negano le risorse per risanare un ambiente di pregio. Ora, mi aspetto che l'assessore Dessì, che ci sta in qualche maniera illuminando con questa politica del sostegno ambientale, ci dia una spiegazione dato che oltre alle belle parole noi non abbiamo visto altro.

Nel momento in cui la minoranza, due Gruppi politici presentano un emendamento nel quale avanzano una legittima richiesta per rivalutare un comparto così importante, e lo sto definendo tale non dal punto di vista economico, ma dal punto di vista ambientale, la richiesta viene respinta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, vorrei innanzitutto chiarire all'onorevole Atzeri che le aziende di Arborea provocano danni ambientali non sullo stagno di Santa Giusta, ma su tutto il compendio degli stagni di S'Ena Arrubia, di Marceddì, di Corru S'Ittiri. Questo per un fatto di corretta informazione, perché il sistema Arborea non c'entra niente con l'inquinamento dello stagno di Santa Giusta così come, onorevole Atzeri, per niente c'entra il presunto e molte volte richiamato conflitto di interessi che il Partito sardo sta attribuendo all'Assessore dell'agricoltura, che è proprio una questione del tutto inesistente.

Le cause dell'inquinamento dello stagno di Santa Giusta, tutti noi, in particolare noi oristanesi, le conosciamo: sono dovute prevalentemente agli scarichi del comune di Oristano.

DIANA (A.N.). E' una menzogna! Si vergogni!

PRESIDENTE. Onorevole Diana, consenta all'onorevole Sanna di svolgere il suo intervento.

SANNA ALBERTO (D.S.). Sono gli scarichi del comune del capoluogo oristanese che, prevalentemente, inquinano questo compendio ittico estremamente importante. Inoltre il consorzio industriale di Oristano, onorevole Diana, non fa quanto dovrebbe per depurare quegli scarichi pur percependo le tariffe dai cittadini e dai comuni interessati. Per quanto riguardalo stagno di Cabras, voglio ricordare che nel 2001 questo Consiglio approvò con legge un finanziamento da destinare appunto al risanamento dello stagno pari a9 miliardi e 750 milioni delle vecchie lire.

In quel periodo era presidente della provincia di Oristano l'onorevole Diana. La sua amministrazione fu delegata dall'allora assessore Pani a gestire l'azione di risanamento che prevedeva l'approvazione, nell'arco di, sei mesi di un piano, la spendita delle risorse e il risanamento appunto del compendio. Di tutto questo non è stato fatto niente, onorevole Diana, per cui non bisogna fare demagogia ma essere seri, quando si è al governo e si hanno le responsabilità conseguenti e quando si è opposizione, giusto per non confondere le acque . Io quindi chiedo ai colleghi di ritirare questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oscar Cherchi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Io non credo, caro collega Sanna, che questo emendamento numero 37 debba essere ritirato; non può essere ritirato in quanto è necessario porre all'attenzione di quest'Aula un grave problema che è in atto in questo momento e che, se non risolto, sicuramente continuerà a produrre i suoi effetti negativi nel tempo. Non ci interessa in questa circostanza, caro onorevole Sanna, lo dico anche al collega Mario Diana, sapere di chi sono le colpe; se sapete con certezza matematica a chi addebitare responsabilità riferite queste certezze in un'altra Aula, da un'altra parte, non certo qui.

A noi interessa un'altra cosa, cari Assessori, caro onorevole Sanna, a noi interessa soltanto capire perché ad Oristano, negli stagni di Santa Giusta e di Cabras, costantemente, ogni sei mesi, c'è una moria di pesci. Alla gente interessa sapere questo; non gliele frega nulla, scusate il termine, di sapere se è colpa del comune di Oristano o se è colpa del comune di Santa Giusta o se è colpa della 3A e del suo direttore, oggi assessore Foddis. Noi chiediamo tre milioni di euro da dare alla provincia che li dovrà utilizzare per ricercare il reale motivo di questa moria di pesci negli stagni di Santa Giusta e di Cabras.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DEDONI (Riformatori Sardi). Il problema che viene posto non è di esclusiva rilevanza della provincia di Oristano, sono umilianti quindi le contrapposizioni in atto tra consiglieri di uno stesso territorio che invece dovrebbero essere uniti nell'interesse complessivo della Sardegna.

Quando un bene demaniale, dato pure in concessione a dei pescatori, registra ormai da tempo dei gravi danni, si ha il dovere, l'obbligo di accertare il perché si verifica questo danno, se ci sono delle responsabilità chiare e precise devono emergere, in qualunque dato di fatto che si è andato a registrare debbano essere chiaramente bloccate le cause di un inquinamento che ha generato quel danno di gravissima entità a Santa Giusta, Cabras, nell'intero compendio di Corru Mannu, Corru S'Ittiri, Marceddì.

In questi casi bisogna stare molto attenti; se si riscontrano dei danni dovuti a inerzia, a incapacità nella gestione della depurazione dei liquami del comune di Oristano si facciano le giuste denunce penali; ma se vi sono altre responsabilità è un dovere sacrosanto intervenire e deve intervenire l'Assessore della difesa dell'ambiente. Per quel che riguarda Cabras (numerosissimi consiglieri regionali della zona hanno partecipato ad un incontro sul problema), non è stato utilizzato un finanziamento di nove miliardi perché il team dell'Assessorato dell'ambiente non è riuscito a trovare un accordo con i pescatori per poter spendere al meglio quel finanziamento. Ricordo che tra i problemi in discussione c'è quello della traversina, del convogliamento delle acque dolci, del becco d'anatra del consorzio di bonifica e altri.

Quindi, se vogliamo discutere a fondo sui problemi del compendio ittico di Oristano, possiamo farlo perché abbiamo le cognizioni necessarie però individuare le bugie e per trovare una soluzione adeguata nell'interesse dell'intero sistema economico della Sardegna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.

DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Onorevoli consiglieri, intervengo esclusivamente per fornire delle notizie, che spero possano in qualche modo rasserenare gli animi, e per fare un punto di chiarezza amministrativa. Vorrei informarvi intanto che, per quanto non vi sia alcun collegamento con l'emendamento presentato, la Giunta regionale ha approvato, ormai da qualche settimana, in base alla specifica direttiva comunitaria il Piano d'azione contro l'inquinamento da nitrati relativamente ad una piccola parte del territorio del comune di Arborea. .

Questo Piano d'azione, che è stato approvato nel corso della riunione del Comitato di Sorveglianza del 1° febbraio, mette in essere tutti gli atti di risanamento e di protezione della zona lacustre interessata dall'inquinamento proveniente dall'entroterra. Saranno necessari di conseguenza investimenti molto forti da parte dei diretti interessati, cioè gli agricoltori e gli allevatori che dovranno mettere a norma, con le buone regole di produzione, le loro attività aziendali.

Per quanto riguarda Santa Giusta, ricordo che si è svolta una conferenza nel comune di Santa Giusta, presente il sindaco, perchè il compendio soffre di un grave inquinamento industriale, derivante da un mancato collettamento al depuratore di una serie di comuni circostanti e di diversi quartieri del comune di Oristano. Lavoreremo perché il comune di Oristano si colleghi al depuratore, poiché ha ricevuto le risorse da destinare a questi lavori.

Per quanto riguarda Cabras vi invito, francamente, a ritirare l'emendamento. La Provincia di Oristano ha avuto dalla Regione la delega per gestire 9 miliardi di risanamento del compendio e ha dato la subdelega al Consorzio di bonifica. Io non voglio dire, in questo momento, se questo passaggio sia stato legittimo oppure no, ma il risultato è stato che per cinque - sei anni non è stato fatto niente. Preannuncio quindi che convocherò una Conferenza di servizi per revocare la delega data a suo tempo dalla Regione alla Provincia di Oristano .

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.

ATZERI (Gruppo Misto). Chiedo la votazione nominale dell'emendamento numero 37.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 37.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Giagu dichiara di aver votato a favore, avendo erroneamente votato contro, e che il consigliere Frau dichiara il suo voto contrario.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GIAGU - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MILIA - MORO - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - IBBA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 59

Votanti 59

Maggioranza 30

Favorevoli 23

Contrari 36

(Il Consiglio non approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 4. All'articolo 4 sono stati presentati 18 emendamenti.

(Si riporta il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:

Art. 4

Disposizioni in materia di agricoltura

1. Al fine di adeguare gli allevamenti zootecnici alle prescrizioni della normativa in materia di protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati, è autorizzata l'integrazione, con fondi regionali, degli aiuti previsti dalla Misura 4.9, bovini da latte, del POR 2000-2006 fino alla percentuale massima del 75 per cento della spesa ammissibile; il relativo onere è pari a euro 3.500.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007 (UPB S06.041).

2. A valere sulle risorse rinvenienti dalla Legge 23 dicembre 1999, n. 499, una quota pari ad euro 3.000.000, per l'anno 2006, è destinata all'erogazione di finanziamenti, nella misura del 100 per cento della spesa ritenuta ammissibile, a favore dei comuni per interventi finalizzati a prevenire l'insorgenza ed il diffondersi della peste suina africana (UPB S06.041).

3. Per le spese di funzionamento dell'Agenzia regionale sarda per l'erogazione in agricoltura (ARSEA Sardegna) è autorizzata una spesa annua valutata in euro 1.000.000 (UPB S06.021).

4. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad istituire l'anagrafe delle aziende agricole della Sardegna; le relative modalità di istituzione e la tenuta dell'anagrafe sono definite con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

5. Le convenzioni di cui al comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale n. 7 del 2005, possono essere estese anche alle attività di istituzione e tenuta dell'anagrafe di cui al comma 4 del presente articolo.

6. È autorizzata, per ciascuno degli anni 2006, 2007 e 2008, la spesa di euro 2.000.000 per la concessione ai consorzi di bonifica, ad esclusione di quelli che usufruiscono di introiti per la vendita di energia elettrica, di contributi per l'abbattimento dei costi energetici per il sollevamento dell'acqua (UPB S06.043).

7. Per la liquidazione del Consorzio SAR Sardegna è autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 2.000.000 (UPB S06.045).

8. Allo scopo di favorire la concentrazione dei consorzi fidi, è autorizzata, nell'anno 2006, a valere sull'UPB S06.023 (cap. 06088) la spesa di euro 300.000 a favore del consorzio fidi unificato costituito tra tutti i consorzi fidi vigenti alla data del 31 dicembre 2005, aventi sede ed operanti in Sardegna, espressione o emanazione delle organizzazioni di rappresentanza e tutela dell'agricoltura riconosciute a livello nazionale. L'intervento è finalizzato all'integrazione del fondo rischi e deve essere utilizzato prioritariamente a sostegno delle operazioni finanziarie e creditizie riguardanti le imprese di raccolta, lavorazione, trasformazione e commercializzazione delle produzioni agricole e zootecniche della Sardegna. Il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - RASSU - ARTIZZU - SANCIU - SANNA Matteo - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO

Il comma 3 dell'articolo 4 è soppresso.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

UPB S 06.021 anno 2006 Euro 1.000.000

UPB S 06.021 anno 2007 Euro 1.000.000

UPB S 06.021 anno 2008 Euro 1.000.000

In aumento

UPB S 03.006 anno 2006 Euro 1.000.000

UPB S 03.006 anno 2007 Euro 1.000.000

UPB S 03.006 anno 2008 Euro 1.000.000. (72)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU -DEDONI - GALLUS - MURGIONI - MORO

Art. 4

Il comma 4 dell'articolo 4 è soppresso. (73)

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU -DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO

Art. 4

Il comma 5 dell'articolo 4 è soppresso. (74)

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA -RASSU - SANNA Matteo - SANCIU - ARTIZZU - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

Nel comma 6 dell'art 4 le parole "ad esclusione di quelli che usufruiscono di introiti per la vendita di energia elettrica" sono soppresse. (76)

EMENDAMENTO modificativo GIUNTA REGIONALE.

Art. 4

ART.4 Disposizioni in materia di agricoltura

- Nel comma 1 le parole "pari a euro 3.500.000" sono sostituite dalle seguenti: "pari a complessivi euro 3.500.000, in ragione di euro 1.750.000" e le parole "del 75 per cento" sono sostituite dalle seguenti: "del 60 per cento".

- Nel comma 8 le parole successive a "integrazione del fondo rischi" sono soppresse.

COPERTURA FINANZIARIA

In diminuzione

U.P.B. S06.041 Finanziamento di interventi strutturali

2006 € 1.750.000

2007 € 1.750.000

In aumento

U.P.B. S03.006 Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente

(Voce 12)

2006 € 1.000.000

2007 € 1.472.000

U.P.B. S06.022

(Cap. 06068) Finanziamento agli Enti strumentali e ai Consorzi per la frutticoltura - Investimenti

2006 € 750.000

2007 € 0

U.P.B. S06.032

(Cap. 06130) Incentivi per il potenziamento della produzione zootecnica - Investimenti

2006 €0

2007 € 278.000

(48)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - ARTIZZU - SANCIU - SANNA Matteo - DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

Al comma 2 dell'art. 4 la cifra di Euro 3.000.000 è rideterminata in Euro 5.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S 06.041 anno 2006 Euro 2.000.000

In diminuzione

UPB S 03.006 anno 2006 Euro 2.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (67)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA -RASSU - MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

Al comma 6 dell'art. 4 la spesa di Euro 2.000.000 è rideterminata in Euro 5.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S 06.043 anno 2006 Euro 3.000.000

UPB S 06.043 anno 2007 Euro 3.000.000

UPB S 06.043 anno 2008 Euro 3.000.000

In diminuzione

UPB S 06.006 anno 2006 Euro 3.000.000

UPB S 06.006 anno 2007 Euro 3.000.000

UPB S 06.006 anno 2008 Euro 3.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria). (75)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA -RASSU - ARTIZZU - SANCIU - DEDONI - SANNA Matteo -MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

Al comma 8 dell'art. 4 la spesa di Euro 300.000 a valere sull'UPB S06.023 (Cap. 06.088) è rideterminata nell'anno 2006 in Euro 1.000.000.

In aumento

UPB S 06. 023 cap.06088 anno 2006 Euro 700.000

In diminuzione

UPB S 03.006 anno 2006 Euro 700.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria). (77)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - RASSU - ARTIZZU - SANCIU - DEDONI - SANNA Matteo - MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:

"1 bis. Per la concessione a favore degli imprenditori agricoli danneggiati dalla virosi del pomodoro degli aiuti previsti dal comma 2 dell'art. 1 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 15 è autorizzata per l'anno 2006 l'ulteriore spesa di 20.000.000 di Euro".

COPERTURAFINANZIARIA

In aumento

UPB S06.030 anno 2006 Euro 20.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 Euro 20.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria). (66)

EMENDAMENTO aggiuntivo CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - RASSU - ARTIZZU - SANCIU - DEDONI - SANNA Matteo - GALLUS - MURGIONI - MORO.

Art. 4

All'art. 4 dopo il comma 1, è aggiunto il seguente comma 1 bis:

"Al fine di adeguare gli allevamenti zootecnici e le industrie di trasformazione agro-alimentari alle prescrizioni della normativa in materia ambientale, è autorizzata l'integrazione, con fondo regionale, degli aiuti previsti dalla Misura 4.10 del POR 2000-2006 fino alla percentuale massima del 75% della spesa ammissibile; il relativo onere è pari ad euro 3.500.000 per ciascuno degli anni 2006 e 2007."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S06.041 anno 2006 Euro 3.500.000

anno 2007 Euro 3.500.000

In diminuzione

UPB S06.006 anno 2006 Euro 3.500.000

anno 2007 Euro 3.500.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria). (71)

EMENDAMENTO aggiuntivo OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU -DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

II testo del comma 2 dell'art. 4, è così modificato:

dopo le parole "peste suina africana", vengono aggiunte le seguenti parole:

"e della trichinosi".(68)

EMENDAMENTO aggiuntivo SECCI - MARROCU - BIANCU - BALIA - PORCU - LICHERI.

Art. 4

All'art. 4 dopo il comma 6, è aggiunto il seguente comma 6 bis: "I termini di impegnabilità ed eventuale versamento disposti dall'art. 3 della L.R. 9 agosto 2002, n. 15, per i comuni che hanno ricevuto un finanziamento con delibera della Giunta Regionale n. 28/25 del 28 agosto 2001 per i progetti di potenziamento di elettrificazione rurale ai sensi dell'art. 18 della L.R. n. 21 del 2000, sono prorogati di un ulteriore anno".

I finanziamenti potranno essere utilizzati anche per la realizzazione di impianti di energia rinnovabile. (25)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE.

Art. 4

Nell'emendamento n. 46:

- il riferimento legislativo alla "L.R. 14 maggio 1984, n. 21" è sostituito con quello all'"articolo 11, comma 7, della legge regionale 6 novembre 1992, n. 20";

- il riferimento legislativo all'"articolo 13, comma 3, della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7" è sostituito con quello all'"articolo 30, comma 3, della legge regionale 24 dicembre 1998, n. 37 e successive modifiche ed integrazioni";

- l'ultimo alinea è sostituito come segue: "i commi 1 e 2 dell'articolo 7 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, sono abrogati". (131)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE.

Art. 4

Dopo il comma 6 dell'art. 4 è aggiunto il comma:

"6 bis. Delle disponibilità sussistenti in conto dei residui del dell'UPB S06.030 (cap. 06103) una somma complessivamente pari a euro 37.000.000 è destinata quale integrazione delle assegnazioni disposte negli anni 2003, 2004 e 2005, in ragione di:

- euro 18.000.000 per le finalità di cui alla legge regionale 14 maggio 1984, n. 21 e successive modifiche e integrazioni;

- euro 19.000.000 per le finalità di cui all'articolo 13, comma 3 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7;

il comma 1, dell'articolo 7 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, è soppresso. (46)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 4

Dopo il comma 7 sono inseriti i seguenti:

7 bis. L'Amministrazione regionale non procede al recupero delle anticipazioni erogate a favore delle aziende agricole per il finanziamento di progetti di investimento conclusi oltre i termini previsti, qualora le opere siano state completate, anche per soli lotti funzionali, e sia presentata richiesta di collaudo entro il 30 giugno 2006.

7 ter. Restano a carico dell'Amministrazione regionale le spese non rendicontabili all'Unione Europea relative alla corresponsione all'ISMEA dei costi amministrativi inerenti la gestione della misura 4.19 - Ricomposizione fondiaria - del POR Sardegna.

7 quater. Una quota parte dello stanziamento autorizzato dal comma 4, articolo 6 della legge regionale 22 dicembre 2003, n. 13, sussistente in conto residui dell'U.P.B. S06.052 (Cap. 06344), può essere destinato alla compartecipazione regionale relativa alla valutazione del piano di sviluppo rurale 2007-2013 di cui al regolamento (CE) n. 1698/2005 del 20 settembre 2005. (47)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - RASSU - ARTIZZU - SANNA Matteo - SANCIU -DEDONI - MURGIONI - GALLUS - MORO.

Art. 4

Al comma 8 dell'art. 4, dopo le parole "creditizie riguardanti le imprese" sono aggiunte le seguenti parole:

"di produzione". (69)

EMENDAMENTO aggiuntivo FLORIS Mario - CHERCHI Oscar.

Art. 4

Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

"8 bis.A integrazione dei finanziamenti previsti dalla L.R. 20 dicembre 2004, n. 10 concernente "interventi urgenti conseguenti agli eventi alluvionali e di dissesto idrogeologico verificatisi in Sardegna nel mese di dicembre" è autorizzata, a valere sul disposto del punto d) dell'Art. 1 della stessa legge, la spesa di 20.000.000 (UPB S01.004 cap. 01009)"

COPERTURA FINANZIARIA DL200

In aumento

Presidenza della Giunta

UPB S0l.004 cap. 01009)

2006 + 20.000.000

In diminuzione

Assessorato della Programmazione

UPB S03.006

cap. 030030 (FNOL)

2006 - 20.000.000

E' ridotta di pari importo la riserva prevista al punto 13 della tabella A allegata alla Legge Finanziaria 2006. (16)

EMENDAMENTO aggiuntivo LADU - CAPELLI - VARGIU - LA SPISA - CONTU - OPPI -DIANA - RASSU - ARTIZZU - SANCIU - DEDONI - SANNA Matteo - GALLUS - MURGIONI - MORO.

Art. 4

All'art. 4 dopo il comma 8 è aggiunto il seguente comma:

"8 bis. Per i danni subiti dalle aziende agricole colpite da calamità naturali o da avversità atmosferiche lo stanziamento di Euro 20.000.000 per l'anno 2006 è rideterminato in Euro 40.000.000. A valere sul predetto stanziamento e per il medesimo anno la somma di Euro 10.000.000 è destinato per i danni subiti dalle aziende agricole della Baronia in occasione delle alluvioni del gennaio-febbraio 2006."

COPERTURAFINANZIARIA

In aumento

UPB S06.030 Anno 2006 Euro 20.000.000

In diminuzione

UPB S06.006 Anno 2006 Euro 20.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria). (70).)

PRESIDENTE. Ricordo che gli emendamenti numero 25, 16, 47 e 70 sono stati dichiarati inammissibili.

E' iscritto a parlare il consigliere Capelli per illustrare l'emendamento numero 71.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, essendo impegnato in terza Commissione in un incontro con il mondo del volontariato non sono potuto intervenire sull'articolo 3, perciò mi consentirà un breve riferimento. Mi risulta che è passato un emendamento della Giunta.

PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Capelli, le ricordo che non si può intervenire su argomenti già votati dal Consiglio. Per cortesia, intervenga sull'articolo 4.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, stavo semplicemente dicendo che noi rischiamo, sull'articolo 4, di ripetere lo stesso errore commesso nella discussione dell'articolo 3. Noi abbiamo presentato diversi emendamenti all'articolo 4, in modo particolare al comma 1, Assessore, che non discutiamo nella sua essenza, però ci chiediamo se sia possibile, in finanziaria, autorizzare l'integrazione degli aiuti previsti dalla Misura 4.9 del POR 2000-2006 fino alla percentuale massima del 75 per cento. Io ritengo che non sia possibile perchè, come per altri esempi che abbiamo fatto nel corso dell'esame della finanziaria, si tratta di una modifica di legge. Credo che il Presidente del Consiglio avrebbe fatto bene ad intervenire anche su questo comma dichiarandolo norma intrusa. Ma se questa norma fosse accettabile, e continuo a sottolineare i miei dubbi, lo stesso concetto andrebbe esteso anche alla misura 4.10, come noi chiediamo nell'emendamento che abbiamo presentato. E' chiaro comunque che condividiamo gli interventi di risanamento ambientale per l'inquinamento da nitrati in quel di Arborea, però l'Assessore conoscerà sicuramente i problemi relativi all'utilizzo dei sotto prodotti di origine animale, in particolare la scotta, che non sono destinati al consumo umano, utilizzo disciplinato dal regolamento CE 1774/2002.

Questo regolamento CE cataloga tre tipologie di sotto prodotti; la categoria 1 che riguarda i sotto prodotti a rischio di BSE da destinare alla distruzione; la categoria 2, che riguarda i sotto prodotti con contaminazioni chimiche da destinarsi ad impieghi tecnici, vedi industrie farmaceutiche per estrazione delle proteine e altro; la categoria 3 che riguarda i sotto prodotti che possono essere utilizzati per l'alimentazione ad uso zootecnico, è questo il caso della scotta.

La scotta infatti è considerata sostanza idonea all'utilizzo nel settore mangimistico, ma solo dopo essere stata sottoposta ad un percorso di lavorazione con determinate caratteristiche. Lo stabilimento nel quale si lavora il sotto prodotto deve essere autorizzato, il sotto prodotto deve essere adeguatamente trattato. Il MINSAN aveva previsto di riconoscere l'autorizzazione alla lavorazione dei sotto prodotti agli stabilimenti di trasformazione del latte, con scadenza febbraio 2003, ma risulterebbe che nessuno a quella data abbia fatto richiesta.

Il regolamento 1774/02 prevedeva una procedura di utilizzo solo per i sotto prodotti trattati preventivamente, come il caso della scotta dei nostri caseifici, che la ottengono dopo la produzione della ricotta. Produzione che avviene sottoponendo il siero ad una lavorazione a temperature superiori a 79 gradi mentre per i formaggi e il latte crudo non era previsto nessun trattamento. A questo il legislatore ha posto rimedio con il regolamento 79/05 dando la facoltà ai singoli Stati dall'Unione Europea di derogare a tale prescrizione. Sono state emanate le linee guida approvate dalla Conferenza Stato - Regione e la Regione Piemonte le ha recepite a partire dal novembre del 2005.

In Sardegna sono state proposte delle linee guida semplificate che riteniamo possano essere sicuramente oggetto di riflessione. Rimane però il problema dell'impatto negativo che queste direttive potrebbero avere sui singoli allevatori che sono costretti, seppure in maniera semplificata, a provvedere ad un adempimento amministrativo e ad un versamento che, per quanto irrisorio, viene visto come una vessazione. Rimane, quindi, il problema dei trasformatori, perché gli imprenditori del settore non possono dotare le proprie aziende di impianto di trattamento senza alcun intervento pubblico, in quanto la lavorazione di questo sottoprodotto, della scotta appunto, presenta dei costi enormi che renderebbero impossibile l'ammortamento di impianti peraltro anch'essi costosi. Questi costi ovviamente ricadrebbero sul prezzo del latte. Per queste ragioni, perciò, si renderebbe impraticabile la gestione e la distribuzione del sotto prodotto ai singoli conferitori.

Queste considerazioni, in sintesi, vengono riprodotte nell'emendamento con il quale proponiamo di estendere anche alla misura 4.10 l'aumento della percentuale al 75 per cento, consentendo anche al settore ovino di beneficiarne. Si potrebbe contribuire, razionalizzando la lavorazione del latte ovino, quindi la lavorazione della scotta, ad un miglioramento nell'economia di gestione della lavorazione del latte ovino e quindi del prezzo del latte.

Io penso, che questo emendamento possa trovare l'accoglimento dell'Assessore perché propone un intervento equo. Non vedo perché infatti destinare soltanto le nostre attenzioni alla misura 4.9 relativa agli interventi sui bovini da latte e non intervenire anche in un settore in forte sofferenza come quello ovino; le cronache dell'ultimo periodo sono piene di tutte le traversie che sta affrontando questo settore, soprattutto nella determinazione del prezzo del latte.

Siamo intervenuti anche per segnalare altre misure, ed ecco perché dico che non dobbiamo commettere l'errore, che purtroppo è già stato commesso nell'articolo 3, comma 3, dove si è intervenuti per finanziare i Piani di sviluppo territoriale, e si sono finanziati invece, a nostro avviso, i parchi e le riserve naturali. E' quello che è stato fatto poc'anzi riammettendo una parte che la Commissione aveva cassato, su proposta della stessa maggioranza, proprio per evitare di legare l'intervento per i Piani di sviluppo territoriale a quello sui parchi e le riserve naturali; Su questo si era discusso in Commissione ed è per questo che avevamo proposto un emendamento aggiuntivo al fine di slegare il finanziamento dei Piani di sviluppo territoriale dalla legge 31 istitutiva dei parchi regionali. Di fatto stiamo contraddicendo tutto quello che si è detto in questi giorni; è stata reinserita infatti la proposta iniziale della Giunta, che porta avanti tutto quello contro cui abbiamo lottato, alcune volte anche insieme.

PRESIDENTE. Ho iscritti a parlare gli onorevoli Uras, Floris, Contu, Cappai, Rassu, Moro, Sanciu, La Spisa, Marroccu, Diana e Ladu. Vorrei sapere chi tra questi consiglieri deve intervenire per illustrare gli emendamenti.

E' iscritto a parlare il consigliere Floris Mario. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, l'emendamento da noi presentato nasce dalla consapevolezza che, ad oltre un anno dall'alluvione del dicembre 2004, gli operatori agricoli colpiti dalla calamità non hanno ancora ottenuto il risarcimento dei danni subiti. Si tratta di aziende in crisi che non producono reddito, i cui titolari devono comunque pagare le cambiali in scadenza e i canoni delle varie utenze.

L'intervento della Giunta, così come è stato ripetutamente denunciato dai sindaci del territorio e dai rappresentanti delle aziende, è stato totalmente inadeguato e non rassicurano certo i bandi del POR che, abbiamo visto, dovrebbero essere pubblicati, perché mancano le certezze e soprattutto i tempi di erogazione del risarcimento. Ma io colgo l'occasione, ovviamente, anche per trattare un problema...

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Floris, l'emendamento numero 16 è stato dichiarato inammissibile in quanto norma intrusa, pertanto non può essere illustrato. Lei potrà intervenire nel corso della discussione generale.

E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, assessore Foddis, lei capirà che tutti quanti noi ci saremmo aspettati ben altri interventi per cercare di risolvere i gravi problemi dell'agricoltura sarda. Dall'esame di questa manovra finanziaria, poi vedremo il bilancio, non emergono certamente decisioni tali da farci intravedere uno scenario futuro roseo o, quanto meno, meno drammatico. In questo articolato, infatti, al di là di alcune iniziative credo doverose e giuste, ma non è questo l'argomento che mi interessa maggiormente, non appare altro. E' prevista, per esempio, l'istituzione dell'anagrafe delle aziende agricole della Sardegna. Se dopo diciotto mesi era necessario fare un'indagine e istituire un'anagrafe delle aziende agricole della Sardegna, mi chiedo anche che cosa abbiano fatto finora tutti gli enti che, in qualche maniera, si occupano di questo particolare aspetto.

Ma mi preoccupa di più il comma successivo il quale recita che: "Le convenzioni di cui al comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale numero 7 del 2005 possono essere estese anche alle attività di istituzione e tenuta dell'anagrafe di cui al comma 4 del presente articolo". Non siamo riusciti a capire esattamente che cosa si voglia fare. Ma certamente sono delle iniziative che non modificano sostanzialmente lo stato di crisi che attanaglia il comparto agricolo.

Non abbiamo avuto risposte, ma soprattutto non hanno avuto risposte le migliaia di agricoltori e di allevatori della Sardegna. Non hanno avuto risposte sul prezzo del latte perché, al di là delle enunciazioni che il Presidente dispensa continuamente, la realtà è che il comparto ovi-caprino sta soffrendo drammaticamente. Non abbiamo avuto nessuna risposta e la testimonianza di questo stato di sofferenza è stata l'occupazione dell'Assessorato dell'agricoltura; un fatto grave, anche perchè forse mai per così tanto tempo era stata occupata una sede istituzionale importante come l'Assessorato dell'agricoltura.

Ovviamente, Assessore, io le chiedo come sia possibile che, ancora a distanza di una settimana, non si sia pensato di istituire un tavolo tecnico e di capire esattamente che cosa stia succedendo in questo particolare comparto della serricoltura. Il problema è drammatico. Lei è abituato a lavorare con i numeri e i numeri li conosce bene, per cui sa anche che il fatturato di questo comparto, che conta circa 1200 imprenditori, è molto vicino a quello della 3A di Arborea che presumo sia intorno ai 300 miliardi vecchie lire. Ma voglio dire di più; in questo particolare settore, che oggi occupa circa 1200 ettari dei quali forse 650 o 700 interessano il comparto del pomodoro, non lavorano meno di cinque addetti per ettaro. Allora, cinque addetti per ettaro significano circa seimila persone che lavorano direttamente nel comparto, più tutte le altre occupate nell'indotto. Insomma, mi pare quanto meno strano che una patologia come la virosi del pomodoro, che ha colpito le produzioni continui a colpirle senza che noi interveniamo, senza che la Giunta voglia intervenire, o forse il Presidente in questo caso,. Come si può pensare, sapendo che il costo di produzione è pari a 0,50 centesimi, ma mediamente può arrivare anche a 0.70 o 0,80, per un metro quadro non dare delle risposte a produzioni che interessano vaste estensioni territoriali. Come è possibile? Ma stiamo aspettando che questi signori vedano messa all'asta la loro proprietà e che mandino a casa la moltitudine di persone che lavorano in questo particolare settore?

Io credo che fosse opportuno rispondere positivamente alla richiesta di sospendere i lavori dell'Aula per sentire immediatamente le rappresentanze degli agricoltori, e senza delegare a questo incontro, onorevole Marrocu, un Capogruppo di maggioranza e uno di opposizione. No, proprio no, vorremmo sentire tutti quanti noi le considerazioni che verranno fatte in quella sede, così come le abbiamo sentite nell'incontro tenuto nei giorni scorsi in terza Commissione alla presenza di tutti i Capigruppo e di altri colleghi consiglieri con i rappresentanti di questo settore.

Avete dato massime assicurazioni, avete dato certezze, tutti, dall'onorevole Licheri all'onorevole Marrocu, all'onorevole Uras, tutti. Era assente il Presidente della Commissione, questo è vero, e quindi in sua assenza probabilmente non si può risolvere nessuna delle questioni del mondo agricolo sardo, però avete dato, tutti, tutte le assicurazioni. Di conseguenza potreste dare risposte accogliendo l'emendamento che è stato presentato dall'opposizione, con la richiesta di un contributo pari a 20 milioni di euro. E' chiaro che le risposte non debbono essere, come dire, tassative: abbiamo chiesto 20 milioni di euro, ma occorre fare una valutazione attenta e coerente con gli imprenditori agricoli per capire le effettive necessità. Ricordatevi che il parametro europeo è pari a 5,070 euro a metro quadro, la Sicilia si è uniformata a questo dato, mentre noi non siamo in grado né di spendere i dieci milioni di euro impegnati già dalla presente finanziaria né siamo in grado di garantire ulteriori risorse, perché sappiamo benissimo che quei dieci milioni di euro non sono sufficienti. Allora, pur con tutta la buona volontà che ci può animare, non possiamo continuare con le promesse e le lusinghe.

.L'agricoltura soffre, langue. L'assessore Foddis, che è un tecnico della materia, avrebbe dovuto portare in Aula, già da tempo, un'ipotesi di rilancio dell'agricoltura in Sardegna. Ma di tutto questo non abbiamo visto niente, eppure aveva parlato dei distretti rurali, aveva parlato di specialità, aveva parlato di programmi di marketing, aveva prospettato tutta una serie di iniziative che sarebbe giusto e opportuno portare avanti. Però ancora non abbiamo visto niente di concreto. Non abbiamo visto come risolvere il grave problema che attanaglia tutte le cantine sociali pubbliche e private della Sardegna a causa dei rischi che corrono nelle esportazioni. Assessore, è un problema gravissimo, le banche stanno chiedendo il 2 per cento della produzione per assicurare i crediti, e nessuno dice niente? Rivolgetevi alla Cantina sociale di Ierzu, alla Cantina sociale di Dorgali, a tutte le cantine sociali, mi riferisco soprattutto a quelle pubbliche o alle cooperative, ormai non possono più spedire niente all'estero perché non hanno la certezza di incassare, e quando si attivano per avere delle forme di vantaggio dagli istituti di credito il tasso applicato è del 2 per cento, non su ciò che esportano ma sulla produzione.

Come si può pensare di conquistare i mercati in questa situazione? Quali risposte noi stiamo dando a questo particolare comparto che è in grande sviluppo? Il vino della Sardegna sta conquistando il mondo e nel conquistare il mondo sta veicolando anche il nome della Sardegna, che è la cosa più importante, che è quella famosa operazione di marketing che vorrebbe fare il Presidente. Non c'è bisogno di fare "Sardegna fatti bella", la Sardegna è bella, non c'è bisogno che qualcuno contribuisca a farla bella, ci dispiace per il presidente Soru, ma non è colui che l'universo tutto muove, mi dispiace ma non è esattamente così, la Sardegna è nata bella, è bella.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Contu per illustrare gli emendamenti numero 66, 68 e 75. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, intervengo sull'articolo 4 per portare un contributo in materia di agricoltura; credo che anche l'Assessore, che è presente in Aula, possa darci indicazioni sul suo agire, sul suo operare e sul suo programmare, sul suo fare buona amministrazione in un settore che dal momento in cui lei, Assessore, è stato investito del ruolo, è sulle pagine dei giornali.

Il comparto agro-pastorale è sotto gli occhi di tutti, non solo per gli aspetti evidenziati dal collega Diana, ma perché è in sofferenza dal punto di vista strutturale, organizzativo, della promozione e commercializzazione dei prodotti. E' in sofferenza per le epidemie che colpiscono una volta il settore bovino, una volta quello suino, una volta quello ovi-caprino, così come per i problemi del sistema serricolo e, come in questo momento per la virosi del pomodoro.

Assessore, non la invidiamo di sicuro per questi problemi che lei in un certo senso ha trovato sul suo tavolo e sui quali, spesso e volentieri, è stato chiamato in causa (per esempio sull'inquinamento da nitrati nel compendio di Arborea), per il ruolo che svolgeva prima di assumere l'incarico di Assessore dell'agricoltura. Comunque sia, una soluzione ai problemi bisogna trovarla.

Caldeggio quindi l'approvazione dell'emendamento numero 66 nel quale si chiedono risorse aggiuntive a favore degli imprenditori agricoli danneggiati dalla virosi del pomodoro, risorse che si aggiungerebbero a quelle già nella disponibilità dell'Assessorato e che non si riesce a spendere nonostante che tante aziende siano in crisi e stiano rischiando il pignoramento. E' necessario quindi dare gambe a provvedimenti che siano effettivamente di supporto a queste aziende.

L'emendamento numero 68 inserisce al comma 2 dell'articolo 4, tra le emergenze che stanno affliggendo il settore suinicolo, dopo la peste suina africana la trichinosi. Occorre destinare risorse finanziarie con le quali porre in essere gli strumenti necessari agli operatori del settore per combattere queste emergenze. Possono essere le A.S.L., ma pensiamo anche ai comuni che stanno chiedendo un sostegno per poter attivare i processi di isolamento dei capi infetti tesi soprattutto a circoscrivere l'infezione.

Chiediamo anche per questo settore risorse aggiuntive così come chiediamo ulteriori risorse, con l'emendamento numero 75 al comma 6 dell'articolo 4, a favore dei consorzi di bonifica per l'abbattimento dei costi energetici per il sollevamento dell'acqua. La Giunta, per gli anni 2006, 2007 e 2008 esclude infatti da questo beneficio quei consorzi che usufruiscono di introiti per la vendita di energia elettrica, mentre noi chiediamo, con l'emendamento numero 76, che anche questi possano beneficiare dei contributi. Noi sappiamo benissimo che i consorzi di bonifica attraversano una fase di sofferenza economica per cui è necessario intervenire soprattutto per abbattere i costi di produzione energetica, ma anche per consentire ai consorzi che ancora non hanno potuto farlo di dotarsi di sistemi di produzione di energia elettrica. Oggi la Sardegna, in mancanza di un piano energetico, ha necessità di produrre energia, anche energia alternativa. A questo proposito, visto che anche sui giornali in questi giorni sono comparsi articoli sull'utilizzazione delle biomasse di natura agricola per la produzione di biodiesel o comunque sia di energia, io credo che occorra sostenere e rendere praticabili questi progetti, sull'esempio di altre regioni, volti alla trasformazione dei prodotti agricoli in energia. Ricordo tra le esperienze passate il caso specifico della colza la cui produzione è stata incentivata per circa dodici anni dall'Unione Europea. La sperimentazione non ha avuto seguito benché su questi progetti avessero lavorato in passato quegli enti strumentali che oggi si vogliono sopprimere.

Se nel settore abbiamo già maturato delle esperienze, io mi chiedo se non sia il caso di metterle a frutto, magari per trasformare le cantine sociali che sono state chiuse, cito quella di Serramanna perché è il caso più clamoroso nella provincia di Cagliari in particolare, per non citare quella di Sanluri, cioè del suo paese di nascita e di provenienza, per non citare tanti altri esempi di cantine sociali che oggi sono state abbandonate.

PRESIDENTE. Comunico ai colleghi che il consigliere Pittalis, che aveva chiesto congedo, da questo momento è presente in Aula. Comunico inoltre che l'emendamento numero 16, in attesa che venga indicata una diversa copertura finanziaria, è momentaneamente riammesso alla discussione. Pertanto può essere illustrato..

E' iscritto a parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io ho già illustrato l'emendamento, per cui adesso comunicheremo la nuova copertura finanziaria. Presidente e Assessore, è noto che il bilancio della Regione è l'occasione più propizia per individuare in maniera puntuale un rapporto, anche conflittuale, fra Giunta e Consiglio, fra maggioranza e minoranza. Nessun'altra occasione offre la possibilità ad ognuno di noi di dire (la gente vuole sapere il perché delle scelte) come si spendono le risorse pubbliche, perché si spendono in quel modo e non in un altro.

Mi fa specie che qualche collega interrompa chi sta intervenendo, sostituendosi al Presidente del Consiglio che ha il compito di applicare il Regolamento. Ma questa è l'occasione, cari colleghi per dire ciò che ritenete opportuno perché durante tutto l'anno verrà trattato solo qualche piccolo problemuccio o si alzerà solo la mano per votare. Non ci saranno altre occasioni. Questa è l'occasione!

Nel corso di un'altra seduta io votai contro un ordine del giorno in materia di agricoltura perché ritenevo fosse una presa in giro nei confronti di coloro che stavano dimostrando, quell'ordine del giorno serviva a farli andare via perché erano fastidiosi. E' trascorso un anno, Assessore, e io voglio riproporle alcuni temi che riguardano l'agricoltura della Sardegna per comprendere se abbiamo cambiato rotta oppure se stiamo continuando sulla linea seguita finora.

Abbiamo detto tante volte che l'agricoltura sarda è stata devastata negli ultimi anni da varie calamità naturali o anche da mancati o errati interventi della Regione sarda. Le calamità naturali le ricordo, ma le conosciamo tutti, sono le ripetute siccità, la virosi, la peste suina, la lingua blu, le alluvioni, le temperature africane, le grandinate e altri eventi, non riconosciuti come calamità, che hanno messo in ginocchio l'agricoltura sarda.

I danni riconosciuti, quei pochi che sono stati riconosciuti, sono stati risarciti con notevoli ritardi e con erogazioni ridicole rispetto all'entità del danno. In alcuni casi i ritardi regionali (l'alluvione di qualche anno fa è un esempio) hanno portato alla prescrizione del misero rimborso riconosciuto.

La legge numero 44/1988 prevedeva di diluire in quindici anni i debiti accumulati delle aziende a causa di alcune calamità naturali; la Commissione Europea nel 1997, venuta a conoscenza di questo aiuto, lo ha dichiarato illegale e non compatibile con le norme del mercato comune in materia di aiuti di Stato, invitando quindi la Regione Sardegna ad emettere i provvedimenti di revoca. Gli agricoltori, di conseguenza, sono stati costretti a pagare interessi fino al 17 per cento, invece del 3 per cento. I provvedimenti di revoca sono forse da addebitare agli agricoltori? Io credo di no.

Questa responsabilità va addossata a chi non ha notificato la legge alla Commissione Europea e, non sto qui a fare polemiche, a chi non ha ricorso contro la procedura di infrazione promossa dalla Commissione medesima: sempre la Regione. Regione che non ha avvisato gli agricoltori che esisteva la possibilità di ricorso. Recentemente la Corte Costituzionale ha dato ragione agli agricoltori e il Presidente Ciampi ha firmato il decreto che dà torto alla Regione.

Nel 1996, poiché la crisi dell'agricoltura perdurava, la Regione incaricò l'Ersat di eseguire uno studio su alcuni settori del comparto agricolo; lo studio venne predisposto nel 1997, ma è rimasto lettera morta perché nessun Assessore, nessuna Giunta ha recepito questo lavoro o proposto delle soluzioni. Il grave stato di disagio dell'agricoltura sarda deriva anche dalle incredibili lungaggini burocratiche; occorre attendere dieci anni per ricevere i contributi per le macchine agricole, dieci anni per chiudere un progetto di miglioramento fondiario , sette anni per approvare una variante. I sopralluoghi, Assessore, adesso non si fanno perché il presidente Soru ha abolito l'indennità di missione. e .. Ecco il nuovismo!.

L'ultimo POR è stato approvato nel 2003, sono trascorsi quasi tre anni e ancora attendiamo la pubblicazione dei nuovi bandi. Ci sono i nuovi bandi? Io non lo so, ditecelo. Considerando che i fondi devono essere impiegati entro l'anno, che le ferie estive incombono, per l'istruttoria dei progetti rimangono pochi giorni.

Quali sono le nostre proposte? Noi proponiamo di affrontare con determinazione la sanatoria con le banche, decurtando gli interessi e le more, abbattendo il capitale al 25 - 30 per cento, operazione già eseguita dalle banche rispetto alla Banca d'Italia, concedendo mutui agevolati da restituire in 15 anni più 3 di preammortamento, o i 3 potrebbero anche essere compresi, questo ha poco valore, ma i 3 anni di preammortamento sarebbero necessari per poter ristrutturare le aziende con i fondi POR, per renderle efficienti e in condizioni di affrontare le sfide del mercato.

Quindi è necessario pubblicare subito i bandi POR e potenziare la squadra dei tecnici istruttori per poter impegnare tutti i soldi disponibili, i fondi della Unione Europea, dare indicazioni precise sulle opere agricole realizzabili nelle zone con vincoli ambientali. Liquidare i danni delle calamità naturali, contributi non erogati, definire il contenzioso per il prezzo del latte, abbreviare i tempi delle decisioni della burocrazia per evitare che la burocrazia diventi il cancro delle imprese.

Sono proposte che potete discutere con noi? O dobbiamo assistere a questa desolazione? Perché questa è una desolazione, colleghi del Consiglio, consentitemi di dirlo: non abbiamo sentito una voce, nulla. Silenzio tombale su tutto.

MARROCU (D.S.). Sto aspettando che mi diano la parola.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Noi ci conosciamo da tanto tempo non si è mai verificata una situazione di questo genere tra maggioranza e minoranza; non siamo piccoli deficienti che vengono qui a perdere tempo. Vorremmo confrontarci con voisulle proposte; proposte che su questa materia ci sono state.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Io intervengo per illustrare l'emendamento numero 70, anche se in realtà avrei voluto intervenire anche su altre questioni.

PRESIDENTE. Onorevole Ladu, l'emendamento 70 è stato stralciato in quanto norma intrusa per cui non può essere illustrato. È stato letto perché bisogna darne comunicazione all'Assemblea e consegnarlo ai consiglieri.

E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, mi dispiace che non ci sia il Presidente della Giunta che , come al solito, quando si affrontano i problemi, è sempre assente. Probabilmente sarà in giro a cercare di entrare in qualche altro sgabuzzino dei vari enti della Regione, così come ha fatto al servizio psichiatrico dell'ospedale Santissima Trinità alle dieci e mezza di notte. Assessore, io non so se lei, prima di predisporre la manovra finanziaria, abbia letto nelle dichiarazioni programmatiche del presidente Soru l'analisi della situazione del mondo agricolo, nella quale evidenzia le carenze e individua anche la terapia per curare la malattia indicando una serie di medicinali da usare come terapia d'urto per salvare l'agricoltura in Sardegna.

Fra le tante proposte parla di "creare distretti rurali e distretti agro - alimentari di qualità, di elaborare strategie di marketing, di sviluppare l'ospitalità rurale, di promuovere una nuova cultura dell'acqua, di riformare l'Amministrazione regionale, di snellire le procedure di finanziamento, di potenziare e sviluppare la ricerca". Mi fermo qui.

Assessore, l'articolo 4 della legge finanziaria ha come titolo "Disposizioni in materia di agricoltura", è formato da otto commi di cui solo sei sono legittimi perché, secondo, i commi 4 e 5 sono norme intruse., . Nel comma 1 lei, Assessore, individua i fondi per adeguare gli allevamenti zootecnici di un determinato territorio, ma io dico che ci sono anche altri siti inquinati da nitrati. Al comma 3 destina 3 milioni di euro, per l'anno 2006, per l'erogazione di finanziamenti nella misura del 100 per cento della spesa ritenuta ammissibile per combattere la peste suina.

Vorrei ricordare a questa maggioranza che in sede di assestamento del bilancio noi chiedemmo di stanziare una certa somma da destinare ai comuni per combattere la peste suina; ma non si ritenne necessario destinare una sola lira per combattere questa calamità. Continuando a scorrere i commi dell'articolo 4 troviamo il solito finanziamento per i consorzi e uno stanziamento di 300 mila euro a favore del consorzio fidi unificato costituito fra i tutti consorzi fidi vigenti alla data del 31 dicembre 2005. Questo è ciò che resta della finanziaria da lei predisposta.

Assessore, io le chiedo quale dei punti indicati dal presidente Soru nel suo programma è inserito in questo articolo per combattere la grave crisi del settore agricolo. Neanche uno! Ma ciò che mi meraviglia, ho detto che sarei tornato sul comma 1, è che lei, Assessore, ha presentato a nome della Giunta un emendamento con il quale porta il finanziamento previsto per il 2006 e per il 2007 da tre milioni e mezzo di euro a un milione e 750 mila euro in ragione d'anno: che cosa è successo in questi ultimi quindici giorni per indurla a presentare questa modifica?.

Che cosa è successo che l'ha convinta a dimezzare il finanziamento? Noi avevamo sostenuto in Commissione bilancio che quel finanziamento era eccessivo e che magari una quota poteva essere destinata ad altro, ma voi l'avevate comunque approvato, e ora lo dimezzate.

Per me questa decisione, Assessore, è incomprensibile. Forse lei ha avuto paura dell'attacco dei sardisti, non credo. Oppure nel frattempo l'inquinamento è diminuito, non lo so! Oppure sono dimezzate le aziende. Oppure quel finanziamento è stato destinato a combattere un altro inquinamento che esiste in quella zona e che il presidente Sanna non ha sollevato, perché ad Arborea esistono ancora i capannoni con l'eternit e c'è l'amianto che inquina forse più dei nitrati e nessuno ha sollevato il problema, neanche il Presidente della Commissione, Sanna, che ha voluto a tutti i costi la legge sull'amianto, però non ha inserito una lira per eliminare l'inquinamento dell'amianto nelle aziende di Arborea.

La Giunta, nello stesso emendamento con il quale dimezza il finanziamento, stabilisce di destinare la somma recuperata anche al settore investimenti degli enti strumentali e dei Consorzi per la frutticoltura, . Ma se con la finanziaria dell'anno scorso avete eliminato sia gli enti strumentali che i consorzi perchè stanziate risorse a loro favore per investimenti? Ed è un'altra domanda che le pongo, Assessore.

Sempre nell'emendamento della Giunta vengono stanziati 278 mila euro per investimenti al fine del potenziamento della produzione zootecnica,:. Quindi se mio padre presenta una domanda per realizzare due capannoni per l'allevamento di pecore o capre sono disponibili 278 mila euro? Ma questi fondi non sono sufficienti neanche a finanziare un allevatore, un solo allevatore. Allora, non riesco a capire che operazioni strane state facendo con questo emendamento. Chissà che l'Assessore, in sede di replica, non mi dia una spiegazione.

Ma la cosa più strana è che la Giunta ha presentato in Aula emendamenti che modificano totalmente l'impostazione dell'articolo recante le disposizioni in materia di agricoltura. O non avevate le idee chiare prima, oppure ve le abbiamo chiarite noi, ma non credo neanche questo, perché tanto non ci ascoltate mai, quindi non credo che sia servito a qualcosa il lungo dibattito di questo mese per farvi cambiare idea.

Assessore, il presidente della Commissione agricoltura, l'onorevole Sanna, nel corso della precedente legislatura (lei non c'era, ma io le auguro di avere vita lunga in quest'Aula perché ne sentirà delle belle, ogni anno le posizioni cambiano a seconda di chi suona il tamburello) bloccava i lavori in Commissione e in Aula, assieme al compagno Ortu di Rifondazione Comunista, perché non veniva esaminato il problema dell'indebitamento in agricoltura. Passavamo nottate intere in Aula a parlare di indebitamento dell'agricoltura. Ma non gliel'hanno riferito che uno dei punti principali dell'azione di governo del centrosinistra era il risanamento del debito in agricoltura? Oppure il collega Sanna si è dimenticato che esiste il debito in agricoltura; oppure il presidente Soru non vuole affrontare il problema? Oppure pensa di poterlo affrontare quando riceverà quei famosi soldi dallo Stato?.

Di fatto, cari colleghi, una cosa è certa: l'indebitamento è stato sotterrato, nessuno ne parla più, gli operatori sono qui che scioperano da quindici giorni e voi non avete voluto dedicare dieci minuti all'ascolto dei loro rappresentanti stasera, mentre spesso e volentieri dedicate molto spazio alle persone o agli enti o agli organismi che vi fanno comodo. Questa gente sta scioperando da un mese e ha bisogno di risposte. Risposte che andavano date oggi, perché gli abbiamo detto noi di venire. Vero, compagno Uras, che stamattina assieme abbiamo preso l'impegno di sentire gli operatori? E invece, ancora non li abbiamo ancora sentiti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (La Margherita-D.L.) relatore di maggioranza. Signor Presidente, Il relatore esprime parere negativo sugli emendamenti numero 72, 73, 74, 76, 67, 68, 75, 77, 66, 71, 69. Esprime invece parere positivo sugli emendamenti numero 48, 46, 131.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere conforme al parere espresso dal relatore.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, l'emendamento da me presentato, dichiarato norma intrusa, riguardava i rimborsi per i danni causati da calamità naturali in alcune zone della Sardegna. Consentitemi di ricordare che agli agricoltori non sono stati ancora liquidati i danni subiti a seguito dell'alluvione del 2004; per evitare il ripetersi di questa situazione e anche per sanare, Assessore, quei danni si sta pensando di presentare un emendamento per rimpinguare i finanziamenti destinati a questo scopo. Le aziende sono veramente in ginocchio; l'alluvione ha distrutto le greggi, le case, i mezzi agricoli, ha arrecato danni grossissimi alle colture. È chiaro che se l'intervento lo facciamo subito ha un senso, se lo facciamo fra diversi mesi o fra un paio di anni, praticamente, lo facciamo quando le aziende sono giù morte.

Sollecitiamo quindi la Regione ad anticipare queste risorse in modo da rifondere i danni, almeno quelli più eclatanti, così che le aziende riprendano a produrre perché i danni subiti dalle zone colpite dalle calamità sono veramente ingenti. Non sono stati colpiti solo gli allevamenti e le colture, anche le infrastrutture hanno subito danni enormi, occorre quindi intervenire subito.

Occorre sottolineare infatti che i danni causati dal maltempo nel 2005 e nel 2006 sono stati aggravati soprattutto dal fatto che non erano stati riparati i danni causati dall'alluvione del 2004; quindi il territorio ancora fragile, non è stato capace di assorbire questa ulteriore emergenza. Io so che lei, Assessore, ha visitato il territorio colpito dalla calamità naturale e si è reso conto dell'entità dei danni; io chiedo che la Regione, conseguentemente, si impegni ad intervenire immediatamente.

Assessore, io volevo porre anche un altro problema che attiene ai requisiti necessari per poter ottenere la liquidazione del danno. Coloro che hanno subito un danno, per poter essere liquidati, devono essere imprenditori agricoli a titolo principale, oppure devono essere iscritti alla Camera di Commercio. Io non ritengo giusto, e questo è un problema che l'Assessorato si deve porre, che venga rimborsato del danno subito soltanto chi è iscritto alla Camera di Commercio o sia imprenditore agricolo a titolo principale, perché molti di coloro che hanno subito i danni dell'alluvione non sono né imprenditori agricoli e neanche sono iscritti alla Camera di Commercio, ma non per questo la Regione si deve disinteressare di loro.

Magari possiamo dire che hanno la priorità quelli che sono iscritti all'Albo degli imprenditori o alla Camera di Commercio, però non possiamo dire che chi è stato danneggiato, non essendo iscritto a nessuno dei due registri, non possa essere risarcito in qualche modo.

Inoltre, Assessore, io le consiglierei di far compiere i sopralluoghi in tempi rapidi; molti tra coloro che sono stati danneggiati, in attesa del sopralluogo, non hanno posto in essere alcun tipo di intervento, intervento che magari avrebbe permesso di ripristinare un minimo di operatività dell'azienda. Informandomi direttamente ho appreso che passeranno forse un paio di mesi prima che venga effettuato il sopralluogo. Anche questi io credo che siano tempi troppo lunghi; in queste situazioni i sopralluoghi vanno fatti immediatamente, dotandosi di materiale fotografico che costituisca pezza giustificativa del danno subito, al fine di consentire ai danneggiati di iniziare i lavori di ripristino.

La situazione del mondo agro - pastorale è grave, gravissima; il prezzo del latte non è stato ancora definito e gli allevatori, strangolati dalla crisi, stanno chiudendo contratti che fissano un prezzo del latte sicuramente non remunerativo

I problemi relativi agli investimenti nel comparto agro-pastorale sono quindi diversi e complessi. Le risorse stanziate nel bilancio della Regione sono veramente poche, quindi c'è la necessità effettivamente, se vogliamo che l'agricoltura riprenda fiato, di fare degli interventi importanti. La nostra agricoltura , ha bisogno di interventi forti, di interventi infrastrutturali, di interventi che rendano competitivo il settore; interventi che altri paesi europei, ad iniziare dalla Germania e dalla Francia soprattutto, hanno già posto in essere.

I nostri agricoltori, i nostri allevatori devono pagare trasporti ed energia ad un costo molto più alto rispetto a quello pagato da altre realtà, questo rende effettivamente difficile per gli agricoltori e i pastori della Sardegna essere competitivi nei confronti degli allevatori e degli agricoltori delle altre zone d'Italia e d'Europa.

Io credo pertanto, Assessore, che, partendo da queste situazioni di emergenza, occorra intervenire a tutto campo se vogliamo che in Sardegna l'agricoltura, finora considerata solo una vacca da mungere, continui a crescere.

Devo dire che la responsabilità di questa situazione non può essere attribuita soltanto al Governo della Regione, quello presente e quello passato, sicuramente ci sono responsabilità anche di coloro che hanno ricevuto i finanziamenti, però oggi dobbiamo iniziare una stagione nuova per fare in modo che l'agricoltura rimanga ancora uno dei settori portanti della nostra economia, perché ritengo che questa Regione non possa andare avanti, non possa crescere senza un'agricoltura forte e competitiva.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). L'articolo 4 della finanziaria, è stato sottolineato - ma secondo me la valutazione può valere per tutta questa legge finanziaria - è un articolo povero, nel senso che affronta alcuni temi, ma non consente di affrontare tutti i temi che sono all'ordine del giorno in materia di agricoltura, e che pure sono stati discussi in questa sede negli ultimi tempi su sollecitazione delle associazioni di categoria, su sollecitazione dei lavoratori e degli imprenditori agricoli, o a seguito del verificarsi di eventi quali le calamità naturali o il diffondersi di malattie (fitopatologie e epizoozie), ma anche in ragione di circostanze poco favorevoli di mercato dovute al cambio tra euro e dollaro.

L'agricoltura in Sardegna, ma del resto si potrebbe dire anche in tutta l'Unione Europea e soprattutto nei paesi a vocazione agricola mediterranea, è un problema serio perché trattato sulla base di dati che inducono a considerare i sistemi di commercio internazionale del prodotto agricolo, il rapporto con i paesi in via di sviluppo, l'attenzione particolare nei confronti degli interventi finanziari a favore del mondo agricolo nel suo complesso. In merito è interessante leggere un testo intitolato "Rapporto su 'Lo sviluppo umano', -Riformare la cooperazione internazionale" edito da Rosenberg e Sellier, nel quale, affrontando vari temi, fra cui anche quello del commercio dei prodotti agricoli, viene sollevato un problema serissimo di equilibri all'interno dei paesi dell'UE, nel rapporto tra paesi dell'UE e gli Stati Uniti etra mondo sviluppato e mondo in via di sviluppo.

Se pensiamo che nell'Unione Europea tre quarti del sostegno previsto dalla PAC va ad un 10 per cento, la percentuale più significativa, di beneficiari, ovvero che sei aziende di trasformazione dello zucchero si sono spartite un finanziamento pari a 831 milioni di euro, abbiamo chiara l'idea di quali siano le linee della politica comunitaria in gran parte responsabile della cultura liberista che è espressa benissimo dal centrodestra anche in quest'Aula.

Si sostengono i ricchi, li sosteniamo talmente tanto che non solo acquisiscono benefici sproporzionati rispetto all'utilità economica e sociale che riescono a realizzare all'interno dell'Unione Europea, ma comprano latifondi nei paesi in via di sviluppo e attraverso vantaggi sproporzionati a danno dei lavoratori agricoli, che vivono prevalentemente con un euro al giorno di salario, producono in quei territori, esportano in Europa, la condannano ad essere mercato di consumo, sacrificano la piccola proprietà contadina, la qualità del prodotto, l'attenzione e la cura che ci vuole perché non si diffondano epizoozie e fitopatologie; il risultato di questa vicenda è che tutti stanno male. Continuano a stare male i paesi in via di sviluppo, continuano a stare male o stanno sempre peggio anche i nostri agricoltori.

Allora, come fare? Intanto io rifiuto l'idea dell'Europa che tutto stabilisce e con la quale non si può negoziare; rifiuto l'idea dell'Europa che impone per cui, ogni volta che si discute a livello regionale o anche come Stato membro, si dice che "per questo c'è la direttiva", ma chi fa la direttiva? I burocrati e i rappresentanti dei Governi che ciascuno Stato membro manda in quella sede; la direttiva non è una cosa che piove dall'alto, una dannazione divina. E' al contrario una scelta specifica, voluta, meditata che parte proprio dagli Stati membri e dagli Stati membri più forti, tra cui l'Italia rappresentata in quella sede dai Ministri per le politiche agricole che si succedono al Governo. E poi dai burocrati, i burocrati sono esattamente dirigenti dello Stato e del sistema delle autonomie regionali, prevalentemente, inviati nelle Commissioni Europee a costituire lo staff tecnico e che sono assolutamente avulsi dal resto del mondo, sono dentro stanze, hanno un computer, quattro dati e producono i danni che poi noi siamo costretti a sopportare nei territori.

Abbiamo discusso più volte dei problemi dell'agricoltura, ci sono state mozioni, interpellanze, interrogazioni, abbiamo fatto sedute del Consiglio regionale, abbiamo approvato unanimemente delle risoluzioni. A me è capitato di assistere alle interlocuzioni tra il mondo agricolo e la Giunta; in quelle sedi sul problema dell'indebitamento è stato proposto di ricercare il limite di un possibile accordo con il sistema del credito per formulare un piano di rientro che fosse sostenibile dalle imprese che sono allo stremo; si intendeva evitare soprattutto che le nostre aziende vengano vendute ad un valore nettamente inferiore a quello reale, vendute all'asta con provvedimenti giudiziari, con tutto ciò che ne consegue: perdita del fondo, dell'attività di lavoro, ma anche della casa di abitazione. Questo si è detto, l'abbiamo scritto, abbiamo impegnato la Giunta, zero, scrivo zero, riporto zero! Il 31 dicembre mi pare fosse la data fatidica di scadenza di questa vicenda.

Il problema dell'indebitamento è la prima questione. La seconda questione riguarda i danni alle strutture e alle coltivazioni. Mi si dice, può darsi che io sbagli, che nelle comunicazioni inviate al Governo sia stata esclusa una parte di comuni che pure avevano diritto a quei benefici. La terza questione riguarda la virosi del pomodoro. Anche su questo oggi stanno manifestando questi lavoratori per vedere se è possibile anche in due momenti distinti, negoziare e chiudere questa partita con l'Unione Europea. E' a questo che bisogna dare risposta, anche sul piano tecnico oltre che finanziario, essendoci le risorse sufficienti per aprire di nuovo la questione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, io in moltissime occasioni sono intervenuto in modo appassionato, accalorandomi, non avrei potuto fare diversamente, nel corso di dibattiti sui problemi del mondo agro-pastorale. Come buona parte di noi provengo da quel mondo, ne conosco da sempre le problematiche storiche e quelle contingenti, purtroppo. Prima di affrontare i temi particolari, in premessa io dico che credo sia arrivato il momento di affrontare seriamente questo problema. Assessore, non le sto addossando una colpa chiaramente, ma occorre prendere l'impegno di esaminare veramente il problema dell'agricoltura sarda in quest'Aula, poiché l'agricoltura rappresenta ancora, e rappresenterà in futuro, il settore trainante della nostra economia.

Io faccio questa affermazione perché, purtroppo, non essendo state realizzate a tempo debito le adeguate riconversioni, la grande industria sta morendo e solo in minima parte potrà essere salvata trasformandola in industria leggera e compatibile dal punto di vista ambientale. L'agricoltura non ha questi problemi in Sardegna, noi produciamo attualmente dei prodotti di nicchia che sono appetibili in tutto il mercato italiano ed anche in quello europeo ed extra europeo. E' indispensabile, è necessario che l'offerta di questi prodotti venga strutturata, aumentata, difesa;vanno quindi create le infrastrutture per rendere competitivo sul mercato internazionale il nostro sistema agro-pastorale.

Certamente questa operazione non poteva essere fatta esclusivamente in questi ultimi due anni, però (non voglio ripetere quello che il collega Cappai ha già detto), è necessario, è indispensabile, che un programma, elaborato da tecnici e proposto in campagna elettorale, da subito passi dal livello progettuale al livello della realizzazione. Ad oggi ciò non è assolutamente avvenuto. Se poi si parla di operazioni di marketing, dico che sono allo stato operazioni di facciata, perché prima di pensare al marketing, quindi alla commercializzazione e alla proposta nel mercato dei nostri prodotti, è indispensabile che quei prodotti possano essere innanzitutto prodotti nel nostro sistema, difesi e resi competitivi.

Oggi viviamo una situazione opposta; i prodotti agricoli vivono una crisi da oltre dieci anni, ormai storica, i prodotti zootecnici non hanno sbocco, la crisi del mercato del pecorino romano ha trovato le nostre aziende agro-alimentari impreparate non avendo programmato la diversificazione dei prodotti nel corso degli anni; le operazioni di marketing sono assolutamente slegate dalla reale potenzialità produttiva del settore agro-pastorale.

Io ritengo sia un'ottima cosa la convenzione stipulata con l'ISMEA per la realizzazione di infrastrutture e di miglioramenti fondiari, per la riprogrammazione del debito ma, attenzione, si esclude dalle provvidenze tutte quelle aziende che sono all'incaglio e in sofferenza, cioè quelle imprese che più di altre hanno subito (probabilmente meno strutturate, meno dotate di capitali finanziari) la crisi causata sia dalle calamità naturali che dalle epidemie che hanno colpito animali e coltivazioni.

Questi eventi negativi ci hanno trovato impreparati ieri, incespichiamo ancora oggi. Il colpo di grazia è stato dato dalla "fatidica" legge numero 44. La legge 44 prevedeva la concessione di finanziamenti al mondo agro-pastorale al tasso agevolato del 3 per cento; per le vicende di cui ha ampiamente parlato il collega Floris nel suo intervento, gli operatori del settore hanno dovuto poi rimborsare, il finanziamento ricevuto al 17,50 per cento. La principale causa del tracollo delle nostre aziende è la noncuranza delle amministrazioni di allora; quindi, chiaramente, della Regione autonoma della Sardegna,.

Assessore, lei certamente saprà che oggi l'indebitamento del settore agro-pastorale è pari al prodotto interno lordo dello stesso settore: è il fallimento. I veri proprietari del capitale fondiario e del capitale agrario delle nostre aziende sono le banche, ha detto bene Uras. Cosa si intende fare su questo? Io sono intervenuto (in questa legislatura almeno tre o quattro volte), con dei suggerimenti. Ritengo che sia indispensabile, e non più procrastinabile, intervenire sul costo di produzione. E' vero, il settore agro-pastorale è un settore sensibile, ma proprio per questo, a maggior ragione poiché viviamo in un'isola, riteniamo che i nostri imprenditori debbano e possano avere gli stessi diritti degli imprenditori agricoli del continente e, principalmente, degli altri Stati europei.

E' necessario, quindi, affrontare questo problema e decidere se l'agricoltura deve essere tutelata, innanzitutto, e strutturata non proponendo certamente soluzioni deliranti quali quelle presenti nel Piano paesaggistico. Un esempio è la norma che prevede il non finanziamento di strade rurali che venissero cementate o asfaltate. Gli imprenditori agricoli hanno il diritto-dovere di arrivare alle loro aziende con normali mezzi di trasporto e, se gli togliamo anche la possibilità di arrivare con mezzi normali, nel 3000! alle loro aziende, non bastasse ciò che gli è stato tolto fino ad oggi, è fatta! Come si intende intervenire Per sanare queste incongruenze? All'assenza di un piano strategico che individui i settori prioritari, che individui i poli di eccellenza, che individui i tipi di aziende e i settori dell'agricoltura che possano e debbano essere finanziati oggi si risponde con interventi spezzatino, tentando di tamponare le falle, ma senza avere un quadro generale, di che cosa si vuol fare di questo importantissimo settore che, per quanto non difeso dai sindacati, rappresenta a tutt'oggi la spina dorsale della nostra economia poiché conta intorno ai centomila addetti.

Stiamo parlando di un comparto storico dell'economia sarda che presenta caratteristiche e potenzialità comunque molto diverse da quelle dei sistemi agricoli, ormai monopolizzati, presenti in altre nazioni.

Assessore, io concludo; non le ricordo che non è stato rispettato l'impegno sul prezzo del latte, non sottolineo qual è stato il danno causato dalla frettolosa chiusura degli enti strumentali dell'agricoltura. L'occupazione degli uffici ERSAT che si protrae ormai da quindici giorni è un esempio, ormai i nostri agricoltori e i nostri pastori assediano costantemente il Consiglio regionale. Ciò significa che qualcosa non va. Smettiamola con le iniziative di facciata e affrontiamo concretamente il problema, con iniziative strutturali assieme alle associazioni di categoria.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). Eviterò di rispondere a qualche considerazione non proprio pertinente dei colleghi del centrodestra ma voglio sottolineare che, poiché nessuno di noi in questi anni era distratto, la grave situazione che il mondo agricolo sta vivendo, e non da oggi, certamente non è una responsabilità né dell'assessore Foddis, né del presidente Soru, né di questa legislatura.

Detto questo, mi voglio soffermare soltanto su alcune questioni. La prima questione riguarda la virosi e le risposte da dare in merito agli agricoltori che sono tutto il giorno in attesa. Io ho avuto modo di dire loro, lo ribadisco adesso, che per affrontare questo problema non c'è bisogno né di risorse aggiuntive né di nuove norme; vorrei ricordare che il problema che viene posto non è un problema di oggi, è la conseguenza di una norma emanata nella precedente legislatura quando, per errore, si stabilì appunto l'importo del risarcimento in dieci milioni di euro.

Vorrei anche ricordare, basterebbe vedere gli atti, che la Giunta regionale era contraria al risarcimento perchè riteneva che la virosi non fosse una calamità naturale e come tale quindi non potesse essere risarcita, tant'è vero che il contenzioso in Europa su questo punto è durato quindici mesi.

Vorrei ricordare che anche allora il sottoscritto sostenne, anche con la Giunta ,che non fosse necessario un provvedimento ad hoc perchè l'articolo 23 della legge numero 8 del 1998, tuttora vigente, autorizza la Regione a concedere aiuti alle aziende agricole nel caso di danni derivanti da calamità, avversità atmosferiche, epizoozie e malattie vegetali. Ovviamente gli interventi sono effettuati nel rispetto dei criteri e degli orientamenti in materia dell'Unione europea .

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue MARROCU.) Quindi c'è la norma e ci sono le risorse perchè nel capitolo 06103 UPB S06030, nonostante i prelievi per risolvere il problema delle cosiddette bollette pazze e della situazione debitoria del consorzio di bonifica, rimangono risorse in grado di essere utilizzate per quelle finalità.

Si tratta semplicemente di spendere quei dieci milioni di euro già autorizzati e, poi, di predisporre un piano sulla base dell'articolo 23 prima citato utilizzando, se è possibile, quelle risorse per risarcire un danno che è decisamente superiore a quello che è stato possibile rifondere con lo stanziamento di dieci milioni di euro previsto dalla Giunta di centrodestra nella precedente legislatura. Se vogliamo stabilire un risarcimento pari alle diecimila lire al metro quadro, uguale cioè a quello previsto dalla Giunta di centrosinistra (allora assessore dell'agricoltura il professor Paba e Presidente della Commissione competente il sottoscritto), bisogna integrare le risorse che, come ho detto, ci sono; inoltre l'Unione europea, ha già riconosciuto il verificarsi della calamità e, avendo autorizzato il risarcimento sino al cento per cento del danno, non può non autorizzare un rimborso pari all'equivalente in euro di dieci mila lire al metro quadro. Questa è la strada che ho indicato agli agricoltori, questa è la strada che indica la Giunta, questa è la strada di cui si sta parlando; e io invito a provvedere, perchè gli agricoltori non hanno bisogno degli incontri con i Capigruppo dove ci si scontra, hanno bisogno di risposte.

La seconda questione che intendo trattare è quella relativa all'indebitamento; io concordo sul fatto che anche questa questione non rappresenta una novità e sulla necessità, sottolineata dal presidente Floris, di riprendere la risoluzione della quinta Commissione che è stata approvata all'unanimità. La Giunta, in verità, aveva già dato direttive e individuato un soggetto, nel settembre del 2005, che avviasse la procedura di trattare sull'indebitamento sostituendosi agli agricoltori.

Per varie vicissitudini, che adesso non voglio richiamare, quel soggetto che era stato individuato ha ripreso a funzionare in questi giorni; io credo quindi che si debba riprendere quel documento della quinta Commissione e la strada tracciata dalla Giunta nel settembre del 2005 che individuava in un soggetto pubblico il soggetto autorizzato a trattare con il mondo bancario a nome di tutti gli agricoltori, avviando quel processo che ha descritto - che io condivido - il presidente Floris.

Consentitemi un'ultima considerazione su Arborea. Badate io sono e sarei contrario se l'assessore Foddis diventasse un valore aggiunto in quanto politico; l'assessore Foddis è stato un valore aggiunto per Arborea, perchè tutti hanno riconosciuto le sue straordinaria capacità professionali che hanno consentito a questa realtà di affermarsi in Italia, l'unica realtà della Sardegna che abbia ricevuto un riconoscimento unanime a livello nazionale.

Ma se non può essere un valore aggiunto in quanto Assessore non può essere neppure un valore negativo per quella realtà; una realtà, tra l'altro, dove mi pare che noi non abbiamo neanche interessi politici notevoli, diciamo che non è la Bulgaria della Sardegna!

Io vi chiedo che senso ha pensare di intervenire in una delle realtà più importanti, più qualificanti, più specializzate: un fiore all'occhiello dell'agricoltura sarda, penalizzandola perchè si deve fare un torto o si deve far rilevare non so quale incompatibilità tra l'Assessore e quel territorio. Io decisamente non vi capisco. Salvaguardiamo invece quella realtà produttiva, importante, e non contrapponiamola ad altre realtà, perchè abbiamo bisogno di punti di eccellenza ed abbiamo bisogno di salvaguardare altre realtà in difficoltà: non vi è contraddizione in questo. Noi, quindi, siamo per un atteggiamento di responsabilità e di serietà.

OPPI (U.D.C.). E' un genio! Ci piacciono i geni.

MARROCU (D.S.). Il genio c'era prima! Se il genio ci fosse stato prima non saremmo qui! Il genio è quello che ha stanziato dieci milioni di euro che risarcivano pochi centesimi a metro quadro, quello era il genio, che faceva parte del tuo Gruppo, perchè voi avete gestito l'Assessorato per cinque anni!

OPPI (U.D.C.). Gli asini c'erano prima e ci sono adesso. E' veloce nelle nomine l'Assessore!

MARROCU (D.S.). Dal tuo Gruppo! Quel genio apparteneva al tuo Gruppo!

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Questore, provi a dare una mano per ripristinare l'ordine e non per fomentare il disordine.

MARROCU (D.S.). Infine, condivido l'emendamento sul Consorzio di bonifica perchè consente di mettere in atto un intervento, che l'anno scorso fu sollecitato all'unanimità, per evitare il verificarsi, qualora non si approvasse questo emendamento, di una situazione drammatica. Le difficoltà incontrate nell'approvare l'articolo 1, l'articolo 2, il primo e il secondo comma dell'articolo 7, della legge 7 dell'anno scorso le conosciamo, questo emendamento consente di superare quelle difficoltà e di poter ottenere il risanamento dei consorzi di bonifica attraverso norme esistenti già approvate dall'Unione europea, che sono le norme citate dall'emendamento 131 integrativo dell'emendamento 46.

Quindi, mi pare che si dia una risposta seria e concreta in grado di risolvere un problema che tutti noi, anche voi, abbiamo posto partecipando all'assemblea del mondo agricolo. Aggiungo che noi con l'emendamento della Giunta, il 131, sopprimiamo solo il primo e il secondo comma perchè il terzo, che prevede l'effettiva realizzazione della riforma dei consorzi di bonifica, va approvato. Come tutti ben sappiamo, infatti, le difficoltà dei consorzi di bonifica non sono certamente imputabili solo all'evento calamitoso, ma anche alla cattiva gestione che in questi anni si è fatta di questi strumenti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, quello dell'agricoltura - anche dal dibattito lo si evince - è un settore in cui la finanziaria mostra più che in altri una preoccupante debolezza, eppure stiamo parlando di un settore fondamentale dell'economia regionale, come tutti gli oratori hanno sottolineato.

Nella finanziaria le disposizioni più significative riguardano, consentitemi di dirlo, gli aiuti per sette milioni di euro relativi all'annualità 2006/2007 per gli allevatori di Arborea, cui la Regione destinerà interventi per il 75 per cento della spesa ammissibile allo scopo di rimediare ai danni dell'inquinamento delle acque provocato dai nitrati.

Ma, con tutto il rispetto, i problemi dell'agricoltura e della zootecnia sarda sono solo quelli di Arborea? Non sono ben più importanti i problemi dell'indebitamento delle aziende e della mancanza di un progetto organico di innovazione tecnologica? Come se tutto ciò non bastasse, sarà ben difficile che nel prossimo futuro si possa registrare qualche timido segnale di ripresa nel comparto, perchè oltre ai danni prodotti dalla finanziaria, perchè questa finanziaria produrrà senz'altro dei danni, ci saranno quelli forse ancora più devastanti creati dal Piano paesistico, per effetto delle norme sui lotti minimi di dieci - venti ettari, che stanno già suscitando le legittime proteste, in ogni territorio, delle associazioni di categoria di tutto il mondo agricolo.

Quella che si sta preparando è una gigantesca distorsione del mercato, uno sradicamento senza precedenti di molte piccole e medie aziende dai loro territori, una specie di rottamazione della nostra zootecnia che danneggerà molti ed avvantaggerà pochi, quelli con grandi disponibilità economiche e magari con qualche grande azienda nazionale e multinazionale alle spalle.

Noi vediamo dietro questa manovra complessiva, signor Presidente e signor Assessore, e la vediamo con una certa nitidezza, l'ombra del conflitto di interessi dell'Assessore, direttore della 3A, guarda caso principale azienda dell'area di Arborea destinataria degli interventi più cospicui previsti dalla finanziaria; un'ombra che ha assunto ancora maggiore consistenza dopo la recente vicenda di alcune aziende che per le loro relazioni esterne (nazionali ed internazionali), hanno potuto contare su una sorta di corsia preferenziale La Giunta regionale, ed il suo Presidente in particolare, non hanno mai fatto mistero di essere favorevoli a processi di concentrazione nel comparto agricolo, come tesi di fondo la si può anche condividere, ma il problema è come avvengono questi processi: li guida il mercato o li guida la politica?

Esempi recenti di vicende ancora all'esame della maggioranza dovrebbero scoraggiare ogni forma di intervento diretto della politica, ed invece ci sembra che proprio qualcosa di molto simile stia accadendo in Sardegna con l'epicentro in una certa area geografica e con ruoli di rilievo per un certo numero - molto basso in verità - di aziende più o meno vicine alle istituzioni regionali.

Ora, è difficile stabilire se il problema più grave dell'agricoltura sarda sia soltanto quello della ridotta dimensione dell'azienda. Forse può essere uno dei problemi, in ogni caso c'è modo e modo di affrontarlo e risolverlo, ma sicuramente ci sono altri problemi forse altrettanto strutturali.

Un altro problema, che diversi oratori hanno toccato, è quello dell'indebitamento; problema di cui si è occupata, Assessore, anche la Commissione consiliare competente quando ne facevo parte e quindi ne sono testimone. In quella sede venne elaborato un testo condiviso con la Giunta che dovrebbe certamente tenerlo nella massima considerazione, ma non sembra che in questa finanziaria ci sia un segnale positivo in questo senso.

C'è ancora il problema dell'acqua che arriva nelle campagne e nelle aziende con flussi insoddisfacenti e ad un prezzo ancora obiettivamente troppo caro. C'è il problema degli interventi a sostegno dell'innovazione tecnologica; e stupisce che un Governo regionale, che si dice così attento all'innovazione e allo sviluppo della conoscenza, poi metta da parte queste nobili intenzioni quando si devono applicare all'agricoltura.

Anche perché, Assessore, rileviamo un'altra pesante contraddizione; se si vuole davvero rilanciare l'immagine della Sardegna attraverso i prodotti tipici, ebbene questi prodotti devono aumentare in quantità e in qualità, e si tratta di un processo lungo e complesso di cui ora, se ci si crede sul serio, vanno gettate le basi. Anche sotto questo profilo ci troviamo di fronte ad una finanziaria estremamente deludente. Vi sono inserite misure di emergenza assolutamente doverose come quelle di contrasto alle purtroppo frequenti epidemie che, in quanto tali, non comportano scelte, si devono fare perchè è giusto farle.

Ma la finanziaria non dà risposte esaurienti invece alle sacrosante domande che il mondo agricolo sardo ha posto più volte, né ad alcuni problemi fra i più importanti come quelli a cui ho accennato in precedenza. Inoltre una delle misure che all'apparenza si potrebbe definire innovativa(ne hanno parlato anche altri colleghi), quella dell'anagrafe delle aziende agricole, in realtà è una misura banale, mi consenta di dirlo; le anagrafi esistono già di fatto presso tutti i comuni, gli altri dati possono essere reperibili presso le associazioni di categoria e le Camere di Commercio. In fondo, l'unificazione di questi dati territoriali è essenzialmente un fatto tecnico che non può essere presentato come una grande innovazione. In altre parole, e concludo, anche la parte dedicata all'agricoltura contribuisce in modo determinante a rendere nel complesso non credibile l'intera legge finanziaria.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Presidente, le disposizioni in materia di agricoltura contenute nell'articolo 4 in discussione confermano tutta la precarietà e l'inconsistenza dell'intera intelaiatura che sorregge la politica economica adottata da questa Giunta regionale; una complessa ed efficace politica di interventi manca in questa finanziaria la cui impostazione è estremamente dannosa e priva di ogni prospettiva, . Gli interventi previsti in questa finanziaria denotano, infatti, senza lasciare spazio a dubbi, la totale assenza di cognizione e la mancanza di sensibilità che questo Esecutivo e questa maggioranza dimostrano per il settore, per le esigenze e le necessità dei comparti connessi; stessa mancanza di sensibilità dimostrata anche dai colleghi della maggioranza quando oggi è stato proposto di incontrare una delegazione rappresentativa degli agricoltori che stanno manifestando il loro disappunto sotto questo palazzo: Questi agricoltori non contestano le precedenti giunte, ma contestano voi e la vostra incapacità di governare problemi ed emergenze.

Di fronte all'importanza che questo settore riveste per l'economia e per le nostre comunità assistiamo ad un preoccupante agire politico dell'accoppiata di Sanluri, parlo dell'assessore Foddis e del presidente Soru, verso quel mondo che sarebbe dovuto essere il fiore all'occhiello dell'azione di Governo, dato che nel programma vi siete riempiti la bocca parlando di agricoltura.

Sembra che tutto il vostro impegno sia concentrato invece unicamente sulla questione delle entrate, in nome di una battaglia che assume sempre più i connotati di una vertenza strumentale ed elettorale e che porterà alla presentazione di una finanziaria per noi taroccata; per il resto vengono completamente dimenticati sia i tanto annunciati programmi di rilancio del comparto agro-pastorale dei quali non c'è traccia in questa manovra, sia le numerosissime situazioni di crisi del settore che stanno toccando punte di drammaticità.

Situazioni di crisi che di fatto sono state determinate ed acuite proprio dell'immobilismo della vostra Giunta regionale. Quotidianamente il mondo dei campi lancia messaggi e richieste d'aiuto a questa Giunta, messaggi che sono il sintomo di quello stato di malessere e di disperazione che ormai è diffuso in tutto il territorio della Regione.

Questa Giunta, signori colleghi, ha tolto anche la speranza agli agricoltori e a tutti i sardi mostrando di non avere autorevolezza e senso di responsabilità; come può infatti una Giunta essere autorevole quando, per ben due volte, ha fallito una delle vertenze chiave del comparto agro-pastorale come la questione della determinazione del prezzo del latte ovi-caprino creando dei danni considerevoli agli allevatori sardi; ormai i quattordici centesimi promessi l'anno scorso sono stati già dimenticati dalla Giunta, mentre il tavolo delle trattative, avviato per l'ultima campagna di conferimento, oltre ad avere registrato vergognosi ritardi è miseramente fallito, proprio per la scarsa autorevolezza della Regione al cospetto degli industriali caseari.

Come può una Giunta pensare di incoraggiare gli operatori del settore agro-pastorale ed infondere loro un po' di speranza, quando resta in una fase di stallo la questione dell'indebitamento in agricoltura e dei risarcimenti per i danni causati dalle calamità naturali? L'Indebitamento è talmente grave che dovrebbe spingere il Presidente e la sua squadra a predisporre una finanziaria più generosa nei confronti del mondo agricolo.

Come formulare quindi, onorevoli colleghi e signori Assessori, un giudizio positivo su una finanziaria come questa, che non ha nessuna visione generale e che, senza fornire nessuna aspettativa e nessuna speranza al mondo agricolo, impone delle scelte del tutto insufficienti per favorire la tanto auspicata crescita della nostra Regione?

Si tratta di una legge finanziaria per nulla all'altezza della complessità della situazione dell'agricoltura isolana, dove non ci sono stanziamenti di nuove risorse in relazione alle azioni strategiche che avete più volte auspicato; l'unica nota positiva è l'emendamento 46 per il mondo delle bonifiche. Per il resto non vi sono impostazioni determinanti in grado di risolvere i numerosi problemi rispetto ai quali questo Governo appare sempre più sordo ed incapace di mettere in campo il ben che minimo progetto. Del presidente Soru stiamo già registrando, dopo neanche due anni di governo, il fallimento della sua politica economica e presto i sardi verificheranno come le azioni di questa Giunta stiano tradendo le loro aspettative a favore di una logica personale riservata a pochi intimi.

Onorevoli colleghi, si governa una Regione costruendo delle strategie condivise, si fa politica costruendo concertazione, si fa una legge finanziaria individuando delle idee ed organizzando intorno ad esse gli impegni e le strategie, le prospettive, cioè quelli che si chiamano interessi dei sardi. Questa è la strada, l'unica - secondo me - percorribile, attraverso la quale si possono affrontare i problemi reali della nostra Isola e, quindi, di questo mondo agricolo per porvi rimedio.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Signor Presidente, nel corso del dibattito sulla finanziaria quando si arriva all'articolo sull'agricoltura si finisce per parlare di tutte le questioni che caratterizzano questo settore; un settore che, nonostante la sua crisi profonda, è pur sempre il più importante della nostra economia sia in termini di prodotto lordo vendibile, sia per il numero di addetti. Nella finanziaria non si può riassumere per intero il progetto che la Giunta e la maggioranza di centrosinistra stanno portando avanti per rilanciare l'agricoltura sarda. Non è possibile; però nel bilancio e nella finanziaria ci sono delle poste importanti che evidenziano i punti fondamentali di una politica del settore. Quindi, non è vero, come anche oggi hanno detto diversi colleghi dell'opposizione, che questa Giunta e questa maggioranza non abbiano un progetto per affrontare i problemi dell'agricoltura e per un rilancio della stessa, non è assolutamente vero.

Io voglio richiamare tre grandi emergenze determinate però da fattori strutturali, anche se è difficile scindere il momento dell'emergenza dal momento del rilancio duraturo di un determinato comparto. In primo luogo voglio ricordare lo stanziamento pari a 37milioni di euro previsto a favore dei consorzi di bonifica. Questi ultimi sono strumenti fondamentali al servizio dell'agricoltura cosiddetta ricca (oggi in grandissima difficoltà), propria delle zone di pianura delle nostra Regione, ma è necessario che i costi esorbitanti della gestione di questi strumenti che vanno profondamente riformati (su questo la Giunta e la maggioranza stanno lavorando con progetti di legge specifici), non siano scaricati sugli agricoltori che, di conseguenza, non potrebbero utilizzare l'acqua per i costi eccessivi.

La seconda emergenza riguarda la questione dei nitrati, di cui anche oggi in quest'Aula si sta discutendo, che interessa Arborea ma, come di seguito dirò, non solo Arborea. In Commissione abbiamo discusso a lungo anche di questo problema, in presenza e in assenza dell'Assessore. Io vorrei sottolineare come non sia più rinviabile l'adozione di una politica di adeguamento alla normativa dell'Unione europea in materia di tutela dell'ambiente; normativa che impone che la pratica agricola sia compatibile con l'ambiente circostante e, soprattutto, con la salute delle persone e degli animali che in quell'ambiente vivono. Certo, il comprensorio di Arborea, dove viene praticata un'agricoltura di tipo intensivo, presenta una situazione di emergenza, ma non da oggi, da diversi decenni, eppure nessuna Giunta è intervenuta finora.

Questa Giunta ha avuto ed ha il coraggio di affrontare il problema, anche perché l'Unione europea aveva posto come termine inderogabile per l'approvazione del Piano il 31 dicembre del 2005. Termine che questa Giunta di centrosinistra ha rispettato. Se questa scadenza non fosse stata rispettata si sarebbe rischiata la chiusura di aziende che rappresentano la struttura portante dell'economia agricola sarda., Credo che nessuno di noi possa volere questo.

Se é vero infatti che dobbiamo lavorare per superare i punti di difficoltà e di crisi degli altri comparti, da quello ovino a quello orticolo, è anche vero che dobbiamo difendere quello che abbiamo di solido, che poi solidissimo non è. Quindi questo intervento è volto a rendere l'attività agricola compatibile con quell'ambiente, il che significa anche difendere i compendi ittici di tutto quel comprensorio; compendi nei quali lavorano diverse centinaia di pescatori e che generano un indotto importantissimo. Insomma, c'è tutta un'economia legata a quel territorio, quindi è fondamentale intervenire per l'importanza che ha non solo Arborea ma complessivamente quel territorio, e quello che ormai possiamo definire il sistema Sardegna della lavorazione del latte vaccino .

Però, badate bene, quando gli agricoltori di Arborea hanno realizzato gli adeguamenti delle loro stalle, non era in vigore l'attuale normativa di tutela dell'ambiente; hanno fatto perciò quello che le leggi allora vigenti consentivano di fare: hanno realizzato le loro stalle, che sono tra le migliori d'Europa, con contributi pubblici e con progetti approvati dalla Regione sarda e da tutti gli enti competenti. Oggi sono fuori legge per cui bisogna intervenire per fare in modo che si adeguino alle norme in vigore, questo è giusto fare e questo si sta facendo. Occorre smentire inoltre l'affermazione, non vera, che gli agricoltori di Arborea usufruiscano di un intervento gratuito. La Giunta, nonostante le norme dell'Unione europea e la legge regionale 21 prevedano, per interventi finalizzati alla compatibilità ambientale, un contributo fino al 75 per cento, nel suo emendamento ha previsto un contributo pari al sessanta per cento della spesa ammissibile. Di conseguenza, faccio un esempio,su un investimento di cento mila euro l'agricoltore avrà un esborso di quaranta mila euro più il venti per cento di IVA; gli operatori agricoli faranno quindi in toto la loro parte e, badate bene, che anche ad Arborea non è tutto oro quel che luccica, perché una parte importante di quelle aziende è in grandissima difficoltà. Ho voluto fare queste precisazioni perché, insomma, "portare un po' di verità" non guasta quando parliamo di problemi seri.

Quando una Giunta ha il coraggio di affrontare problemi seri bisogna dargliene atto; per troppi anni i problemi sono stati in qualche modo rimossi e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti; oggi però non si può criticare la Giunta perché gli stagni sono inquinati e nello stesso tempo criticare la stessa Giunta perchè interviene per disinquinarli. Vi dovete mettere d'accordo, cari amici dell'opposizione; anche alla demagogia c'è un limite!

Ultimo problema: la virosi del pomodoro. Io, nella scorsa legislatura,sono stato tra i primi firmatari della legge numero15. Ricordo che anche allora c'era una fortissima pressione da parte dei coltivatori di pomodori che anche oggi, in queste settimane, stanno occupando gli uffici dell'Assessorato e stanno manifestando sotto i palazzi di via Roma. Loro hanno tutte le ragioni di questo mondo, io li conosco tutti, so chi sono, so quanta fatica fanno tutti i giorni per far quadrare i conti per loro e per le loro famiglie. Io credo - siccome sono cose dolorose - che non bisogna assolutamente affrontare questi problemi con leggerezza, sono problemi seri. È vero che fra due mesi ci sono le elezioni, ma questa non può essere una motivazione sufficiente per non dire chiaramente quello che si può fare e quello che non si può fare. Io, checché se ne dica, cerco di farlo sempre: l'ho fatto quando ero all'opposizione e lo faccio oggi nella mia funzione di Presidente della Commissione dell'agricoltura.

PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Si potrebbe dire molto su questo articolo, come si potrebbe dire molto sulla politica agricola di questa Giunta e di questa maggioranza. In generale possiamo dire che le grandi promesse fatte si stanno rivelando una grande incompiuta, una grande bufala. Voi l'anno scorso avete fatto una legge finanziaria improntata sulle riforme annunciate, di cui quelle sull'agricoltura erano parte corposa ed essenziale. Che ne è di questa riforma? L'ERSAT è in stato confusionale, i lavoratori, i sindacati vi stanno dicendo che avete avviato una riforma senza un minimo di concertazione, non state dicendo come questa riforma degli enti agricoli tratterà la questione dell'ingente patrimonio dell'ERSAT. State fermi e state anche zitti su tante e troppe cose, ma di questo credo che ne parleremo in un altro momento.

Da questo articolo della finanziaria appare che voi affrontate i problemi dell'agricoltura, così come quelli di altri comparti, a macchia di leopardo. Alcuni problemi di un comparto o di un territorio vengono vagliati con particolare attenzione dall'Assessorato, altri vengono totalmente ignorati. Questa maggioranza normalmente tace, quando parla cerca semplicemente di cospargere quest'Aula di cortine fumogene.

Ma come si fa ad ascoltare, senza replicare, da un lato il Capogruppo dei D.S. che dice che il problema degli indennizzi pagati poco o non ancora pagati per la virosi del pomodoro dipende dal fatto che una legge approvata dal centrodestra stanzia soltanto dieci milioni di euro per i risarcimenti, e che questo è il limite fondamentale, dall'altro il Presidente della Commissione che dichiara qui, subito dopo, di essere il primo firmatario di quella proposta. Ma, non potreste almeno mettervi d'accordo su quello che dite quando rinunciate a stare zitti? Date numeri, date cifre, date indicazioni su firme o voti della passata legislatura senza neanche, non dico mettervi d'accordo, ma senza neanche avere il coraggio di consultare gli atti parlamentari, che sono a disposizione di tutti. Ma, veniamo al dunque, che è ciò che interessa gli agricoltori.

La legge numero 15/2003, all'articolo 1, secondo comma, dice semplicemente: "Al fine di fronteggiare i danni causati nelle annate agrarie, 2002/2003 e 2003/2004, dalla virosi del pomodoro è autorizzata, nell'anno 2003, la spesa di euro 10.000.000 per la concessione agli imprenditori agricoli degli aiuti previsti dall'articolo 23 della legge regionale numero 8 del 1998 (UPB S06025)". L'articolo 1 è semplicemente un provvedimento di rifinanziamento dell'articolo 23 della legge numero 8; ma non si pone alcun limite di spesa. Se i soldi non bastano possono essere aggiunti con questa finanziaria, se i soldi invece sono sufficienti perchè ci sono dei residui in un'altra legge che possono essere riversati per questo intervento lo si faccia, ma spiegate chiaramente come mai questi soldi non sono stati ancora dati.

La spiegazione, per quanto ne sappiamo noi, non è negli arzigogoli del Capogruppo dei D.S. che viene contraddetto dal Presidente della Commissione, appartenente al suo stesso Gruppo, ma in realtà è nel fatto che voi non avete applicato bene la legge, Assessore; perchè sono stati utilizzati, per quanto riguarda la virosi, per quella tipologia che soltanto in parte minima è stata sottoposta ad indennizzo, parametri errati. E' stata indicata infatti l'annata agraria, che è un parametro valido per le coltivazioni a pieno campo e non per la serricoltura; noi vi abbiamo segnalato, Assessore, più volte, che gli uffici erano incorsi nell' errore (sicuramente su vostra indicazione perchè gli uffici non agiscono in totale autonomia), di risarcire cinque euro a metro quadro danni valutati in dieci euro a metro quadro,.

Ci sono inoltre altre forme di virosi segnalate dai tecnici dell'ERSAT che non sono state neanche esaminate. A questo occorre dare risposte, a questo! Con fatti concreti, con atti legislativi o atti amministrativi che liberino le risorse finanziarie iscritte nei residui. Voi dovete smettere di fare proclami come Giunta, di tessere in Aula la tela del ragno, di irretire il Consiglio regionale e le persone che disgraziatamente, per necessità, capitano in quest'Aula o protestano sotto il Palazzo. Dovete dare risposte. Basta con la lamentela che avete ereditato chissà quale situazione di sfascio, siete al governo da più di venti mesi, che cosa avete fatto e che cosa state facendo?

Occorre reimpostare una politica agraria che guardi lontano, che consenta una riorganizzazione di tutti i comparti a partire dalla filiera di produzione, dalla concentrazione dell'offerta produttiva, dall'ammodernamento della produzione, dal miglioramento della qualità dei prodotti per renderli competitivi sul mercato. Tutto questo va bene, ma se il sistema in qualche modo è malato e ha la febbre alta, la febbre va curata! Allora perché, voi, che quando eravate all'opposizione insieme a noi, allora maggioranza, avete approvato questi provvedimenti finanziari, ora non siete disponibili a discuterne? Questa è la realtà che avete di fronte e a cui dovete dare risposte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'Agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Intervengo per precisare che la diminuzione degli importi previsti nell'emendamento 48, modificativo del comma 1 dell'articolo 4 (si passa da 3.500.000 euro per ciascun anno 2006 e 2007 a 1.750.000 sempre in ragione d'anno), è frutto di un monitoraggio realizzato a seguito dell'approvazione del Piano d'azione, che ha consentito di specificare in maniera più puntuale gli interventi necessari per il recupero delle zone inquinate. Il medesimo emendamento modifica inoltre l'integrazione portandola dal 75 per cento della spesa ammissibile, come previsto anche dalle norme comunitarie, al sessanta per cento poiché l'area attualmente interessata dal Piano d'azione si trova all'interno di un'area non svantaggiata. PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 72.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 72.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Pittalis e Contu hanno votato, il primo contro e il secondo a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CONTU - DIANA - LA SPISA - LOMBARDO - MORO - OPPI - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PIRISI - PISU - PITTALIS - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 53

Votanti 52

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 15

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 73. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Nel dichiarare il voto favorevole su questo emendamento, vorrei anche esprimere la grande soddisfazione per la replica dell'Assessore. Ci hanno convinto le sue precisazioni su tutti i problemi che abbiamo esposto in questa lunga discussione, lo ringrazio veramente per la sensibilità e la capacità dimostrate nell'esporre in quest'Aula le problematiche derivanti dalla crisi che sta attraversando il settore agricolo.

Io dico che sulle questioni di sostanza si poteva dire qualcosa, sui numeri o non li avete dati, o li avete dati male, però, almeno sui numeri siamo costretti a dire che è stato più bravo il Presidente stamattina: almeno su questo è meglio Soru!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io nel ricordare che l'articolo 60 del Regolamento consente all'Assessore di chiedere di intervenire in qualsiasi momento, vorrei sollecitarlo in questo senso articolo per articolo ed emendamento per emendamento. Io dichiaro il mio voto favorevole, e lo motivo, all'emendamento che sopprime il comma 4 dell'articolo 4 perchè con questo comma si istituisce l'anagrafe delle aziende agricole della Sardegna che già esiste presso le Camere di Commercio. Qualsiasi azienda agricola deve essere obbligatoriamente iscritta alle Camere di Commercio locali; quindi anziché creare un doppione, possiamo scrivere che gli uffici chiedano alle Camere di Commercio l'elenco delle aziende iscritte. Così si risparmia tempo, si risparmia denaro e si risparmiano anche parole superflue.

Gradirei una risposta su questo.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, siamo in sede di dichiarazioni di voto, c'è stato tutto il tempo per rivolgere una domanda all'Assessore.

CAPPAI (U.D.C.). Infatti era già stata fatta.

CAPELLI (U.D.C.). Forse è sfuggita.

PRESIDENTE. Non so se l'Assessore intende rispondere.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, io intendo dichiarare il mio voto a favore di questo emendamento; terminata questa dichiarazione di voto intenderei chiedere a quest'Aula, ma in particolare alla Giunta, qual è il gioco a cui stiamo giocando, perchè non mi sembra che il collega Capelli abbia effettuato né una domanda irrituale, né una domanda sgarbata e né che in qualche maniera abbia voluto irridere la Giunta o la maggioranza. Mi sembra che il collega Capelli abbia utilizzato in Aula un modo garbato per porre un problema, modo garbato al quale di norma la Giunta ha sempre risposto, nel senso che l'interlocuzione tra la minoranza, la maggioranza e la Giunta si è sempre in qualche misura verificata, ed è un'interlocuzione come nel caso di specie rivolta ad un problema concreto al fine di ottenere una risposta concreta.

Ora, se la Giunta, essendo unta dal Signore, ritiene di poter venire in quest'Aula, approvare la finanziaria senza dare alcuna risposta ai consiglieri di maggioranza o di minoranza che pongono domande in maniera garbata e concreta, ce lo dica. Ditecelo, cari colleghi della maggioranza, perchè a questo punto, sono le otto di sera, io ho mia figlia a casa che mi aspetta, vado da lei e utilizzo meglio il mio tempo, anziché rimanere in quest'Aula a fare compagnia ad una finanziaria che sta arrivando a destinazione per conto proprio!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Presidente, rinuncio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Signor Presidente, mi sembra corretto dare una risposta in merito alla decisione di creare l'anagrafe delle aziende agricole E' vero, presso le Camere di Commercio esiste già un'anagrafe delle aziende, però vi è un'esigenza di semplificazione amministrativa. La documentazione relativa verrà presentata una sola volta e ogni qual volta ci fosse un'esigenza documentale si farà riferimento all'anagrafe, senza costringere le aziende a ripresentare documenti. Soltanto nel caso di variazioni ulteriori si interverrà nuovamente sull'anagrafe.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Intervengo perchè era opportuno che l'Assessore ci dicesse una parte delle cose che conosce, probabilmente, e non la parte che invece non conosce, perchè non è il comma 4 che genera sospetto, è il comma 5. Se l'Assessore ha deciso di istituire un'anagrafe, come è prevista appunto dal comma 4, e si fosse limitato a questo, probabilmente non sarebbe nato nessun tipo di ostacolo e di polemica; ma, nel momento in cui al comma 5 si dice che le convenzioni di cui al comma 4 dell'articolo 6 della legge numero 7 del 2005 (la finanziaria) possono estendersi anche alle attività previste dal comma 4 dell'articolo ora in discussione, beh, allora qualche sospetto, eventualmente ed ovviamente, nasce.

E'chiaro infatti che questa attività non verrà svolta dagli uffici dell'Assessorato regionale ma verrà delegata ad altri: questo è il problema.

Io sono convinto che un'anagrafe estremamente seria forse non esiste, neanche presso le Camere di Commercio, probabilmente; posso capire, e posso anche essere d'accordo, le motivazioni che lei ha addotto per schedare tutte le imprese agricole della Sardegna; ma la delega che lei fa di questa anagrafe non mi convince affatto. Ecco perchè noi abbiamo sottoposto all'attenzione dell'Aula un emendamento soppressivo del comma 4, ma soprattutto del comma 5, in assenza del quale non avremmo sollevato il problema.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, io durante il mio intervento ho sostenuto che quella prevista nel comma 4 fosse una norma intrusa; e, proprio perché la consideriamo tale, chiediamo di cassarla nel nostro emendamento. Come ha detto il collega Capelli stiamo creando un doppione non c'è bisogno di istituire questa anagrafe, Assessore, che esiste già in un'altra struttura.

Io mi domando, Assessore, una volta che lei avrà istituito quest'albo ed una volta che lo terrà pure presso l'Assessorato, chi ne curerà l'aggiornamento? Perché le convenzioni di cui al comma 5 vanno bene, vanno benissimo, il problema, l'abbiamo capito, è che si tratta di siglare altre convenzioni, altrimenti non avreste inserito il comma 4. Però, di fatto arrivate a scadenza quelle convenzioni, chi e ogni quanto aggiornerà quest'albo? A quale costo?

Non necessariamente, infatti, uno che si iscrive oggi come imprenditore agricolo continua a farlo per tutta la vita; magari fra tre anni decide di vendere tutto e non è più imprenditore agricolo perchè non ha niente di ciò che è necessario per essere considerato tale: gli ettari di terreno. Ed allora questo soggetto resta sempre iscritto in quest'albo di cui non conosciamo i costi, perchè non li avete detti visto che manca anche la copertura finanziaria? Ribadisco quindi che il comma 4 è una norma intrusa che doveva essere cassata; in merito mi appello anche al Presidente del Consiglio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanciu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANCIU (F.I.). Signor Presidente, Assessore, io concordo con quanto detto dall'onorevole Capelli e sarò anche più preciso; infatti, tenendo conto che la "580" pone l'obbligo di iscrizione alle Camere di Commercio di tutte le imprese,, io credo che sarebbe sufficiente un operatore qualificato addetto ad un terminale per tenere sempre aggiornata l'anagrafe e sotto controllo il sistema delle Camere di Commercio in nome della semplificazione. Il contenuto del comma 4 è invece in contrasto con quanto state dicendo da un anno e mezzo a questa parte. Dite che fate le riforme, azzerate tutto, così come avete fatto per le Comunità montane e poi create l'Unione dei comuni; in questo modo si moltiplicheranno gli enti ed in modo particolare si alimenterà il sottobosco politico con le indennità. In questo caso si sta mettendo in piedi una struttura che non serve agli operatori del settore e che prevede soltanto ed esclusivamente costi.

Inoltre, a parte lo sperpero di risorse, non sarebbe neanche un servizio adeguato né tanto meno qualificato perché dovrebbe attingere da dati forniti dagli operatori del settore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Ne ha facoltà.

FODDIS, Assessore tecnico dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Vorrei precisare che quando parliamo delle convenzioni intendiamo far riferimento a quelle che, se fosse necessario, si potrebbero attivare con i Centri di assistenza agricola delle organizzazioni agricole, le quali già nel recentissimo passato hanno collaborato con l'Assessorato per tutta l'attività relativa al pagamento dell'indennità compensativa.

Quindi, si tratta di accompagnare anche gli imprenditori agricoli nel predisporre il fascicolo aziendale che conterrà la storia dell'azienda agricola. E' accaduto, infatti, e può ancora accadere, l'onorevole Sanciu lo saprà certamente, che sulla stessa azienda agricola esistano due posizioni anagrafiche differenti. Si tratta di fare degli accertamenti, monitorare queste situazioni, fare il punto azienda agricola per azienda agricola. Le variazioni interverranno soltanto quando si verificherà qualche elemento concreto a modificare la situazione esistente; un fatto, questo, che dovrebbe essere veramente raro.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LIORI (A.N.). Signor Presidente, signori Assessori ed onorevoli colleghi, io spero di aver capito male quello che l'assessore Foddis ha testé detto, perchè questa Giunta ricca di contraddizioni e il cui operato confligge con l'interesse pubblico che si dovrebbe tutelare, vuole portare un altro conflitto di interessi in quest'Aula. Io voglio sperare che nessuna organizzazione agricola, da intendersi come organizzazioni sindacali, si metta al soldo della Giunta regionale.

Io chiedo infatti se sia tollerabile, da parte di quest'Aula, l'intento della Giunta di comprare il silenzio delle organizzazioni sindacali che dovrebbero invece tutelare gli interessi degli allevatori che vivono una crisi quale non si era mai vista, degli agricoltori che si vedono negare anche il risarcimento di danni subiti e, come tali, accertati dall'ispettorato. Faccio l'esempio delle coltivazioni di patate di Villasor che sono state danneggiate dai recenti eventi climatici. Il danno è stato dimostrato, c'è stata l'ispezione degli ispettorati, ma non sono state inserite negli elenchi dei danni risarcibili.

Io chiedo all'assessore Foddis se si rende conto della gravità di quello che ha detto, e cioè che questi soldi servono per stipulare delle convenzioni con le organizzazioni agricole; io spero di aver capito male perchè veramente avremmo toccato il fondo! Lascio all'Aula ogni ulteriore giudizio.

PRESIDENTE.. Metto in votazione l'emendamento numero 73. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 74. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Mi rivolgo anche all'assessore Pigliaru come Assessore responsabile della finanziaria e del bilancio per dire che poc'anzi abbiamo approvato un obbrobrio perché abbiamo creato un doppione; adesso stipuliamo delle convenzioni che costano 600 mila euro in più rispetto a quanto previsto dall'annualità precedente. Assessore Pigliaru, si dice che dobbiamo risparmiare, che dobbiamo tagliare le spese, magari risparmiamo sui ragazzini che fanno sport, sull'università, magari togliamo risorse alla ricerca, ma adesso prevediamo un costo aggiuntivo di seicento mila euro sui quattrocento mila stanziati precedentemente: "Per la ricezione e istruttoria delle domande concernenti le misure del Piano di sviluppo rurale, delle domande di aiuto de minimis e delle domande per i carburanti agevolati è autorizzata la stipula di convenzioni con i Centri di assistenza agricola (CAA) operanti in Sardegna; la relativa spesa è valutata in euro 400.000 annui"; come recita appunto l'articolo 6 della legge regionale 7 del 2005 riportato nel comma 5.

Quindi in bilancio, per l'annualità 2006, abbiamo un milione di euro; cari colleghi, caro assessore Pigliaru, prevediamo di stipulare convenzioni per seicentomila euro quando basterebbe rivolgerci alle Camere di Commercio per ottenere i certificati per le imprese agricole. E' questo il modello di programmazione adottato in questa finanziaria? E' questa la vostra ottica del risparmio? E' questa la vostra ottica di corretta gestione delle risorse finanziarie della Regione sarda? La invito a leggerle la invito a verificare, la invito a smentire che non è questa l'interpretazione corretta dell'articolo.

E' moralmente giusto stipulare una convenzione per questa cifra?

Assessore, è moralmente giusto introdurre questa norma dopo tutti i vostri discorsi su una corretta gestione delle risorse finanziarie? Mi perdoni, Assessore, ma non perda la sua credibilità con queste decisioni.

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 74. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 76. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, concordo con l'onorevole Vargiu sull'inutilità del parlare, del confrontarci del discutere, ne prendo atto e seguo il suo consiglio di rientrare a casa, anche se mio figlio è a Nuoro. Sono convinto infatti che, ognuno dei colleghi presenti in Aula ha condiviso, non posso credere altrimenti, il ragionamento fatto sul comma 4 e sul comma 5.

Relativamente al comma 6 noi premiamo i consorzi di bonifica che non producono energia elettrica invece che premiare quelli che la producono, oppure che si adoperano per produrre energia elettrica utilizzando le ultime tecnologie, il che può essere anche economicamente vantaggioso. Il vostro è u modo di pensare assurdo, totalmente assurdo! Comunque, ribadisco che voi state smontando qualsiasi volontà di discussione e di confronto perchè state rinunciando alla vostra dignità!

PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 76. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 48.

Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Io avevo deciso, così come avevamo concordato, di tenere un certo tipo di atteggiamento, che poi è stato fino a poco fa quello del nostro Gruppo e anche dell'insieme dell'opposizione, però l'atteggiamento dell'Assessore mi ha meravigliato, molto; Assessore qui non ci sono i gonzi! Lei prima ha detto di voler fare una precisazione ma ha letto il testo dell'emendamento della Giunta nel quale il finanziamento passa da 3 milioni e 500 mila euro a 1 milione e 750 mila per una spesa massima ammissibile pari non più al 75 ma al 60 per cento. Ottima dizione, ma discorso fuori tema!

Io ero convinto che lei si sarebbe preoccupato di problemi di una certa rilevanza; per esempio la mobilitazione che c'è stata in questi giorni in Gallura, dove oltretutto si vive una situazione particolare, perchè dal mese di maggio nessun capo bovino può essere spedito fuori dall'Isola. Oggi dite che protesterete se non vi daranno quindici mila dosi, ma dovevate svegliarvi prima! Colleghi ed amici, per un caso del genere a noi suonavano la grancassa! Ma ora non c'è più Pasqualino Manca che presentava una mozione al giorno anche per le piccole sciocchezze!

Io avevo offeso il suo predecessore dicendogli che era un Assessore senza arte e né parte - gliel'ho detto di fronte a tutti - e che ero ben felice che arrivasse lei. Lei adesso, però, non segua gli stessi metodi, non nomini i commissari per poi fare le nomine con certe velocità, perchè questo è clientelismo becero.

Lei ha rovinato un commissario nel Consorzio di bonifica del basso Sulcis, sì, lei Assessore, perchè si è dimesso il Presidente e una maggioranza; di seguito, con una velocità inaudita, ha proceduto a nominare persone che con i consorziati non c'entrano niente, in quel caso era molto sveglio!

Volevo fare un intervento tranquillo, pacato, molto più di quanto non faccia solitamente il collega Vargiu, invece devo farlo diverso, perchè lei sta dimostrando inefficienza (forse si affatica il sabato sera, quando tutti vedono una luce accesa in un certo locale dove lei ha lavorato fino all'altro giorno), ma noi non vogliamo lezioni di moralità e di competenza da parte di nessuno. Lei offende la nostra dignità perchè ha letto questo emendamento, ma noi sappiamo leggere, quindi non c'era bisogno di nessuna precisazione di questo genere. Naturalmente voterò contro questo emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Io sull'emendamento 48 ovviamente rilevo la modifica che la Giunta ha apportato dato che avevo sollevato il problema lo in Commissione; mi pareva infatti che il regime d'aiuto non potesse assolutamente arrivare al 75 per cento della spesa ammissibile, neanche ponendolo come tetto massimo.

L'Assessore ha precisato che Arborea non ricade in zona svantaggiata per cui ha un regime d'aiuto inferiore; io ho qualche sospetto che sia ammissibile anche l'integrazione del sessanta per cento, Assessore, e al suo posto avrei fatto una ulteriore verifica; io l'ho fatta, ma le mie fonti probabilmente sono diverse dalle sue, però tenendo conto che ho avuto ragione una volta, non è improbabile che abbia ragione anche la seconda. Questo glielo dico per evitare che poi nascano degli altri problemi. Ovviamente è inutile che le dica che conosco benissimo quella materia e che ritengo l'intervento indispensabile, urgente, forse tardivo.

Dove nasce il problema, Assessore? Nasce nel momento in cui potrebbe sorgere un conflitto di interessi. Cioè ci si chiede se solo quel territorio della Sardegna presenta quel carico di inquinamento da e se non ci siano anche altri siti che presentano lo stesso problema, con le stesse caratteristiche. Forse l'Assessore dell'ambiente avrebbe dovuto dire se in Sardegna esistono altre aree interessate dal problema, perchè se queste aree rientrano in zone classificate come svantaggiate il problema delle risorse si pone in modo diverso.

A me risulta che esistono altri siti in Sardegna, pochi, che sono sotto monitoraggio; è evidente, quindi, l'opportunità di dire quali sono , per evitare che questo intervento venga identificato cari colleghi, come una marchetta mentre é invece un intervento opportuno; lo dico, al di là del fatto di essere cittadino oristanese, per cui posso avere a cuore più di altri quel territorio, per come ho vissuto io quella situazione; una situazione che se non si interviene immediatamente diventa un "recinto" questa volta e il "recinto" dell'Unione europea poi colpisce pesantemente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, nell'annunciare il mio voto contrario a questo emendamento voglio rimarcare, Assessore, che durante la sua replica, pur avendo presentato la Giunta tre emendamenti, lei si è limitato a rispondere solo sul 48 e anche in termini sintetici..

Io nel corso del dibattito generale sull'articolo le ho chiesto se avevate sciolto o meno questi enti strumentali. Perché se a seguito della previsione di scioglimento avete nominato un commissario nei consorzi per la frutticoltura, che entro il 28 febbraio deve espletare la procedura di scioglimento, io chiedo a che cosa serve il finanziamento pari a 750.000 euro(in aumento UBP S06022) concesso a favore degli enti strumentali e dei consorzi per la frutticoltura per l'anno 2006.

Le ripropongo questa domanda perchè prima non ha risposto, ha sorvolato. Così come avrei gradito una risposta sulla voce relativa a "UPB S06032 - Incentivi per il potenziamento della produzione zootecnica - Investimenti", che prevede un finanziamento per il 2007 pari a 278 mila euro che non sono sufficienti neanche, le ho fatto l'esempio di mio padre, per costruire due capannoni per ricoverare le capre. Ma togliete queste risorse, è una vergogna che indichiate queste cifre per incentivare la zootecnia. Noi siamo svegli, leggiamo Assessore, non potete prenderci in giro in questo modo!

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare metto in votazione l'emendamento numero 48. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 67. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 75. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 77. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 4.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, -nel corso della discussione generale il collega Uras ha definito "povero" questo n articolo, per me è anche disadattato e poverissimo, come ho tentato di spiegare. Certo, presidente Sanna, non si può in poche righe, sessantatre mezze righe, questa - la dimostrazione dell'attenzione riservata all'agricoltura - elencare tutto, ma non è neanche possibile elencare quasi niente.

È un articolo scarno, è un articolo - come ho detto poc'anzi - che non fa intravedere una strategia precisa, è un articolo che mira a portare avanti determinati interventi ma elude completamente certe problematiche che attualmente caratterizzano il mondo agricolo e pastorale. Dispiace moltissimo ed è anche deprimente, veramente deprimente oltre che umiliante, che la maggioranza sia colpevolmente silente rispetto ai problemi di un comparto che riguarda oggi l'intero popolo della Sardegna.

E' come un fiume sotterraneo che cammina in silenzio ma si sta già sentendo il rumore, ed è un rumore che sta per diventare assordante. È un silenzio assordante! Il popolo delle campagne non è controllabile sindacalmente e sta vivendo una situazione disperata di cui non ha colpa certamente l'assessore Foddis, non sto dicendo questo. Le colpe hanno origini diverse, ma a distanza di due anni dall'insediamento di questa Giunta non si intravede ancora una parvenza di progetto, una strategia che vada al di là degli interventi contingenti. E' la mancanza di una strategia globale che impensierisce non poco, noi ma più che altro impensierisce giornalmente proprio il mondo agro-pastorale. Il mio voto, per quanto detto finora, è contrario.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). L'onorevole Uras non è contrario; voterà a favore perchè è meglio un articolo scarno che nulla! E purtroppo il nulla noi lo abbiamo già sperimentato; quando si dice: "siete ventiquattro mesi al governo", andrebbe aperta una discussione per capire chi lo è e chi non lo è. Ma, al di là di questo, Berlusconi oggi si presenta alle elezioni con un bilancio di cinque anni fallimentari e chiede una proroga perché i cinque anni trascorsi non gli sono bastati.

(Interruzioni)

URAS (R.C.). Signor Presidente, vanto un minuto di recupero. Stavo dicendo che Berlusconi ha bisogno di una proroga di altri cinque anni che noi non gli daremo perché è bastata la prima fase.

In questa sede è stato sollevato da più parti, dalla maggioranza e dalla minoranza, un problema serio, e cioè che cosa facciamo non solo per sostenere ma per promuovere e rilanciare tutto il settore della produzione agricola e zootecnica. Io ricordo che alcuni anni fa, quando si discuteva sulla riconversione di alcune attività industriali, l'industria agro-alimentare era considerata uno dei comparti su cui costruire la nuova economia del Paese.

PRESIDENTE. Onorevole Uras, avrebbe terminato il suo tempo ma le consento qualche secondo di recupero.

(Interruzioni)

URAS (R.C.). Presidente, io pretendo di intervenire in un'Aula silenziosa!

PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Uras, la prego di terminare il suo intervento e prego i colleghi di fare silenzio.

URAS (R.C.). Non intendo continuare.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(È approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 66.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, io ho ascoltato con attenzione sia l'intervento dell'onorevole Marrocu che l'intervento dell'onorevole Sanna, i quali si sono anche contraddetti avendo detto cose diverse. L'onorevole Sanna ha affermato in quest'Aula di essere stato il primo firmatario della legge numero 15/2003; chiaramente l'ha votata, come risulta agli atti. Le comunico però che agli atti del Consiglio risulta anche che l'importo stanziato in legge era pari a dieci milioni di euro; lei non può quindi vendere dati non corretti, agendo come al solito in un territorio che le è congeniale: quello della non verità; lei ha votato a favore di questa legge che prevedeva una dotazione di dieci milioni di euro.

Oggi non si può dire a questi signori che manifestano che la responsabilità, onorevole Marrocu, sarebbe nostra. Il parametro lo avete scritto voi non l'abbiamo scritto noi, perchè in quel momento non avevamo una maggioranza , però c'era la necessità di dare una risposta.

Quindi, questa legge è passata col voto determinante di tutto il centrosinistra di allora ma con la prima firma dell'onorevole Alberto Sanna: dieci milioni di euro. Perché dico questo? Perché l'onorevole Marrocu ci dice che non è necessaria nessuna norma; ma l'articolo della legge 15 citato nell'emendamento prevede il rifinanziamento dell'articolo 23 della legge regionale numero 8/98; l'onorevole Sanna quindi in quel momento riteneva che il rifinanziamento dell'articolo 23 della legge 8 andasse fatto con legge, e così avvenne.

Ora, non ho capito per quale motivo nel momento in cui noi con l'emendamento numero 66 chiediamo la stessa ed identica cosa con una cifra pari a venti milioni di euro che, badate, non dà una risposta complessiva al problema, si dica che una norma non è necessaria. Ma noi abbiamo capito la difficoltà, capiamo il problema e credo che lo capiscano anche i produttori di questo particolare settore; ecco perchè insistiamo e perché non possiamo accontentarci delle considerazioni dell'onorevole Marrocu. Quindi invito tutti in quest'Aula a votare a favore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA ALBERTO (D.S.). Chiedo la parola perché non condivido questo modo di discutere in quest'Aula che l'onorevole Diana insiste nel proporre; l'onorevole Diana prescinde dai problemi ma sembra che il suo problema sia quello di attaccare una volta il sottoscritto ed una volta un altro collega. Io non so quali siano le sue preoccupazioni (le elezioni si svolgeranno fra tre anni e mezzo), ma lo invito a concentrarsi sui problemi come altri hanno fatto oggi ed anche ieri.

Io sono orgoglioso di essere il primo firmatario di quella legge, onorevole Diana. Quella legge contiene anche altre norme come, per esempio, quella che stabilisce che per far fronte alle calamità naturali bisogna attivare la procedura di regolamentazione della materia attraverso delle polizze di assicurazione che stabiliscono che i danni si pagano in base all'accertamento fatto, anche di questo parla la legge 15.

Ma, per venire al merito dei dieci milioni di euro, onorevole Diana, che tanto le stanno a cuore, in Commissione agricoltura, allora non ero Presidente, chiedemmo all'allora assessore Felicetto Contu se avesse quantificato i costi di quei danni e ci fu risposto, dall'allora Assessore in Commissione, che i danni erano intorno ai sette - otto milioni di euro, i danni accertati, e che non tutte le aziende agricole erano interessate dai danni. In Commissione decidemmo di prevedere uno stanziamento di dieci milioni di euro, perché quella cifra era rispondente all'entità del danno accertato.

Io non so se oggi siamo in grado di dire che quei danni siano maggiori o minori, non lo so. Io capisco la crisi, capisco tutto, ma non vorrei che i soldi si dessero a tutti, anche a quelli che danni non ne hanno avuto, perché ci sono anche dei problemi di questa natura.

Nessuna contraddizione, onorevole Diana, voi non avevate maggioranza, non eravate neanche in grado di fare una proposta; e noi, pur essendo all'opposizione, ci assumemmo la responsabilità di dare risposte e l'abbiamo fatto. Ed anche oggi siamo qui per dare risposte, non per fare demagogia o polemica spicciola, ma per dare delle risposte agli agricoltori che hanno avuto danni dalla virosi del pomodoro e non dalla demagogia dell'onorevole Diana.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Io voterò a favore dell'emendamento. Mi riallaccio però ad alcune cose dette adesso dall'onorevole Sanna, che finalmente ha riconosciuto che nella passata legislatura era l'attuale maggioranza ad occuparsi dei problemi; quindi in Aula si approvavano leggi, con stanziamenti decisi da voi, a larghissima maggioranza soltanto grazie allo scrutinio segreto. Questo bisognerebbe dirlo al Presidente della Regione che stamattina ha accusato il centrodestra di avere chiuso il bilancio del 2004 con il disavanzo storicamente più alto (voi gli avete anche sorriso naturalmente, plaudenti ed ossequienti), ma quel disavanzo l'avete creato voi. .

La verità è che non potete dire due cose in contraddizione fra loro, anche se l'avete sempre fatto. Se i soldi ci sono spendeteli, gli agricoltori non chiedono altro; se però quelle risorse non bastano non potete dire che il problema è nella legge che mette un vincolo perché la legge non pone nessun limite, se occorrono maggiori risorse dovete stanziarle e voi oggi, bocciando questo emendamento, dimostrate di non volere risolvere questa grave emergenza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MARROCU (D.S.). La legge numero 15 nacque da un testo unificato perché mai si arrivò ad una proposta dall'opposizione senza che ci fossero delle proposte dalla maggioranza o dalla Giunta, neanche nella precedente legislatura e neanche in presenza di una maggioranza che faceva acqua da tutte le parti, come appunto quella della precedente legislatura. Per quanto riguarda il problema della virosi del pomodoro, le risorse ci sono nel capitolo e nell'UPB, la norma di riferimento è l'articolo 23 della legge numero 8; l'Assessore - è il mio consiglio, è la mia indicazione per la Giunta - quantifichi i danni in rapporto a chi ha diritto e verifichi se il risarcimento è stato chiesto.

A me pare congruo il risarcimento che fu dato a fine anni Novanta, che era di dieci mila lire a metro quadro, per cui oggi sarebbero poco più di cinque euro a metro quadro; questo può essere indicato come il dato di riferimento ed una volta accertati gli aventi diritto si moltiplica il dato per i metri quadri da risarcire e si ottiene il quantitativo di risorse necessarie.

Le risorse sono a disposizione in quelle UPB e in quel capitolo che ho citato, che fa riferimento proprio all'articolo 23 della legge 8 del 1998, e si possono utilizzare proprio per risarcire i danni da calamità, quindi la virosi.

Io faccio appello per quanto mi riguarda alla Giunta, affinchè venga accolta questa richiesta e si chieda l'autorizzazione all'Unione europea per integrare l'intervento fino a garantire dieci mila lire, o cinque euro, a metro quadro a tutti gli aventi diritto. Io non ho difficoltà a ritenere che l'Unione europea, dopo aver accertato l'esistenza del danno, che ha già riconosciuto avendo approvato il primo intervento previsto dalla legge numero 15, consentirà l'integrazione, anche perché lo prevede la norma comunitaria.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale sull'emendamento numero 66.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 66.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Silvio - CONTU - DEDONI - DIANA - GALLUS - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MURGIONI - OPPI - PISANO - RASSU - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CALLEDDA - COCCO - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - LAI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA - UGGIAS - URAS.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 54

Votanti 53

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 18

Contrari 35

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'emendamento numero 71. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, a seguito dell'approvazione dell'emendamento della Giunta, il numero 48, vorrei proporre di modificare l'emendamento 71 prevedendo, come è appunto nell'emendamento della Giunta, come percentuale massima il 60 per cento in luogo del 75 per cento e dimezzando la copertura, portandola da 3.500.000 a 1.750.000 euro. Detto questo, signor Presidente, posso continuare l'intervento con la dichiarazione di voto? PRESIDENTE. Onorevole Capelli, poiché non vi sono opposizioni, l'emendamento orale da lei proposto è accolto. Ha facoltà di parlare per dichiarazione di voto.

CAPELLI (U.D.C.). . Signor Presidente, io vorrei riportare l'attenzione dell'Assessore su quanto detto precedentemente in fase di illustrazione, cioè che questo emendamento rende giustizia agli impianti di trasformazione e di lavorazione del latte ovino per la produzione della scotta, con poche ricadute sul prezzo del latte. Poichè la Giunta nel suo emendamento ha ridotto percentuale e copertura finanziaria, a seguito di monitoraggio per quanto riguarda il settore bovino, automaticamente riduco anche l'intervento per la lavorazione del latte ovino e della scotta affinchè ci sia equità fra i due settori: bovino ed ovino.

In questo modo noi otteniamo una ripercussione positiva diretta sul prezzo del latte ovino.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Voto contro questo emendamento. Detto ciò riprendo il ragionamento che prima facevo e che è stato garbatamente interrotto perché ho nominato l'innominabile! Sta di fatto che le vicende odierne hanno riproposto integralmente, questo era il concetto che volevo esprimere, il tema dello sviluppo del nostro sistema produttivo agricolo e zootecnico. Un sistema che richiede, a mio avviso, un salto di qualità; lo dico alle strutture regionali, dove senz'altro esistono funzionari capaci e dirigenti responsabili, lo dico in ragione della nostra capacità di negoziare con l'Unione europea che a me sembra non all'altezza, lo dico in relazione alla risoluzione dei problemi come quello della virosi.

Secondo me, nella precedente legislatura, è stato esitato un provvedimento, fatto male, che ha ridotto la possibilità di intervento finanziario e che non è stato accompagnato da nessun piano, serio, di prevenzione di quella fitopatologia. Si è detto in questa sede che le risorse ci sono ed è possibile anche fare una seconda notifica e affrontare il problema, insieme a quello dell'indebitamento e ad altri che sono stati citati, secondo me anche in modo corretto, dalla minoranza.

Questo Consiglio, che è tornato più volte sull'argomento, con risoluzioni, con mozioni approvate all'unanimità o comunque grandemente condivise, deve porsi il problema di sostenere la realizzazione di un piano di interventi che abbia quel carattere di straordinarietà che richiede, soprattutto per una Regione come la nostra, un'elaborazione idonea ed adeguata alla soluzione dei problemi.

Ioo mi auguro che i lavoratori dei campi e delle serre che in questi giorni hanno manifestato non debbano più vivere una simile condizione di conflittualità e mi auguro anche che le associazioni, che io so non essere tutte soddisfatte dei risultati fino ad oggi conseguiti...

PRESIDENTE. Onorevole Uras, ha terminato il tempo a sua disposizione. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Signor Presidente, io sono uno dei firmatari dell'emendamento numero 71 e, come ha precisato il collega Capelli nel suo esaustivo intervento, ritengo che la modifica proposta possa essere una manifestazione tangibile di attenzione verso il comparto ovino, e anche un contributo per la risoluzione dell'annoso problema del prezzo del latte. Condividendo quindi quanto il collega Capelli ha esposto nel suo intervento dichiaro il mio voto favorevole sull'emendamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, soltanto per proporre ai presentatori di modificare la copertura riducendola a un milione e 500 mila euro soltanto per l'anno 2006, a valere sulla UPB 03050.

PRESIDENTE. Se la proposta del relatore di maggioranza non incontra opposizioni, metto in votazione l'emendamento numero 71 così modificato.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 68. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

OPPI (U.D.C.). Signor Presidente, noi riteniamo che la cifra indicata nel comma 2 dell'articolo 4 sia particolarmente irrilevante perchè quest'anno la Comunità europea pur approvando il piano per l'eradicazione della peste suina africana, come ha sempre fatto negli ultimi dieci anni, non ha stanziato risorse finanziarie. Peraltro l'ordinanza, l'ho già detto anche in un'altra circostanza, è molto repressiva prevede di recintare per chilometri per evitare il pascolo brado e quindi il diffondersi della malattia, ma non dice chi deve procedere all'abbattimento dei capi, se le guardie forestali, l'esercito o altri.

La trichinellosi, quest'anno in Sardegna si è verificata in quel di Orgosolo, chi deve sanzionare è il sindaco ma ad Orune, a Mamoiada, ad Orgosolo, il sindaco difficilmente sanziona. Comunque, al di là di questo, abbiamo chiesto di inserire anche la trichinellosi per evitare di ripetere le richieste di intervento, pur considerando la cifra insufficiente. PRESIDENTE.

Ha domandato di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, questo emendamento era stato oggetto di discussione in Commissione e si era preliminarmente dato un parere negativo con la riserva di approfondire la questione. L'approfondimento si è concluso da poco e ci consente di accogliere l'emendamento in votazione.

PRESIDENTE. Poichè nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 68. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 131. Chi lo approva alzi la mano.

(E'approvato)

Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 46. Chi lo approva alzi la mano.

(E'approvato)

L'emendamento numero 47 era stato stralciato; l'emendamento numero 69 è decaduto a seguito dell'approvazione dell'emendamento modificativo numero 48. L'emendamento numero 16, non essendo stata indicata una nuova copertura finanziaria, rimane stralciato. Abbiamo concluso l'esame dell'articolo 4.

I lavori riprenderanno domani mattina, mercoledì 15 febbraio, alle ore 10 con l'esame dell'articolo 5.

La seduta è tolta alle ore 21 e 04.