Seduta n.372 del 24/06/2003
CCCLXXII SEDUTA
(Pomeridiana)
Martedì, 24 Giugno 2003
Presidenza del Vice Presidente BIGGIO
indi
del Vicepresidente Salvatore SANNA
La seduta è aperta alle ore 17 e 21.
Cappai, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 22 maggio 2003, che è approvato.
Sull'ordine del giornoPRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interpellanza numero 373/A. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, per chiedere gentilmente all'assessore Masala se possiamo discutere l'interpellanza domani mattina perché mi ha consegnato adesso la delibera della Giunta regionale e ho necessità di esaminarla. Quindi, se la Giunta regionale non ha difficoltà, io andrei all'illustrazione dell'interpellanza domani mattina.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io non ho niente in contrario a niente, perché sono qui per rispondere alle domande che vengono fatte dal collega e dal Gruppo che il collega rappresenta. Sottolineo soltanto un fatto, che l'interpellanza per Regolamento è un atto mediante il quale vengono acquisite delle notizie e per verificare se corrispondono al vero, eccetera, e quali siano gli atti, i provvedimenti che la Giunta intende adottare su questo affare. Quindi è un atto che può esaurire il suo corso attraverso l'interpellanza stessa, oppure è strumentale a una mozione, a un atto successivo. Ora, in genere, quando uno fa l'interpellanza ha un insieme di notizie che possono essere corrispondenti al vero oppure no e che attraverso l'interpellanza vengono chiarite o tali da essere superate o soddisfatte o non soddisfatte.
Siccome noi non stiamo parlando della delibera, ma sempre della proposta di delibera, perché io non ho la delibera sottoscritta e quindi non è stata ancora, attraverso i canali amministrativi competenti, inviata né agli uffici amministrativi della Regione né alla Presidenza del Consiglio regionale, è chiaro che rimaniamo sempre nel campo di cui stiamo parlando, cioè stiamo sempre parlando di una proposta di delibera, perché è l'atto di cui stiamo parlando, nel senso ce l'abbiamo a disposizione. Siccome lei ha usato le parole "ho delibera" lei ha ancora la proposta di delibera, perché io non sono autorizzato a consegnare atti che non sono nella mia disponibilità in quanto la delibera, non dovendo essere firmata da me, ma dal Presidente della Giunta, ovviamente io non l'ho consegnata anche perché non ce l'ho.
Però, diciamo così, fatte queste precisazioni, siccome l'onorevole Fadda mi ha fatto una richiesta, se non è di intralcio questo ai lavori dell'Aula, pur essendo io nelle condizioni di poter dare le risposte ai quesiti che attraverso l'interpellanza vengono posti, io non ho niente in contrario, quindi non rientra nella mia disponibilità.
PRESIDENTE. Colleghi, se non ci sono pareri contrari alla richiesta, l'interpellanza si discuterà domani mattina. Infatti non ci sono opposizioni, la richiesta è approvata. Onorevole Fadda, si discuterà domattina all'inizio della seduta.
Nomina dell'Assessore regionale dei lavori pubblici
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina dell'Assessore regionale dei lavori pubblici in sostituzione dell'onorevole Silvestro Ladu, dimissionario.
Dovrebbe intervenire il Presidente della Giunta, che non c'è. Sospendo i lavori per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 27, viene ripresa alle ore 17 e 48.)
PRESIDENTE. La seduta è riaperta. Ripeto che abbiamo all'ordine del giorno la nomina dell'Assessore regionale dei lavori pubblici in sostituzione dell'onorevole Silvestro Ladu, dimissionario.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Grazie, Presidente, intanto per chiedere scusa all'Aula per non aver potuto prima partecipare alla seduta e mi permetto anche di chiedere subito la convocazione della Conferenza dei Capigruppo, subito dopo la discussione di questo punto per tentare di rinviare la seduta di domani, in quanto è stato convocato a Palazzo Chigi per le ore 13 un incontro tra la Giunta regionale, il Governo e i sindacati per discutere la vertenza Sardegna.
Per quanto riguarda il punto all'ordine del giorno, come lei già ha detto Presidente, l'onorevole Silvestro Ladu ha presentato le dimissioni dalla carica di Assessore dei lavori pubblici. Nel ringraziarlo per il lavoro puntuale e anche proficuo di risultati che sono stati raggiunti nella sua guida, nella guida dell'onorevole Ladu, propongo all'Aula la sostituzione dell'onorevole Ladu con l'onorevole Pasquale Onida.
La Conferenza dei Capigruppo è stata chiesta per programmare i lavori di domani, quindi si svolgerà semmai dopo, esaurito l'argomento in discussione.
Ha domandato da parlare il consigliere Corona.
CORONA (F.I.-Sardegna). Presidente, uno dei consiglieri del nostro Gruppo, l'onorevole Petrini, ha avuto bisogno di recarsi un attimo in infermeria, quindi vorrei rappresentare questa necessità di raggiungerlo in qualche minuto. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Corona, non ho capito niente, forse c'era brusio in aula. Vuole ripetere a voce un po' più alta? Lei ha bisogno di recarsi dall'onorevole Petrini? Non avevo capito, prego. Sospendo cinque minuti ancora, stando seduti in aula, anche per il servizio delle tribune.
CORONA (F.I.-Sardegna). Sta arrivando, Presidente.
PRESIDENTE. Quindi rinuncia? La seduta resta aperta.
Se non ci sono interventi, dobbiamo predisporre l'ordine del giorno. E' pervenuto l'ordine del giorno, Corona Vargiu e più, in merito alla sostituzione dell'onorevole Ladu, che è in distribuzioni a tutti i colleghi.
Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO CORONA - VARGIU - DIANA - ONIDA - CAPELLI sulla nomina dell'Assessore dei lavori pubblici.
IL CONSIGLIO REGIONALE
udite le dichiarazioni del Presidente della Regione sulla sostituzione dell'Assessore dei lavori pubblici dimissionario,
approva
la proposta formulata e, in conformità nomina Assessore dei lavori pubblici il consigliere On. Pasquale Onida.
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'ordine del giorno numero 1. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 32, corrispondente al nome del consigliere….)
spissu (d.s.). A che punto siamo, Presidente?
PRESIDENTE. Siamo alla votazione, abbiamo estratto il numero da cui si inizia, il numero 32.
spissu (d.s.). Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Per dichiarazione di voto?
spissu (d.s.). Sì.
PRESIDENTE. E` già iniziata la votazione, scusi, onorevole Spissu, ho dato anche il numero.
SPISSU (D.S.). Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Eravamo mezz'ora zitti, in attesa. Un attimo solo.
Onorevole Spissu, colleghi, qui si continua a stravolgere qualunque cosa, in particolare oggi ne abbiamo visto di tutti i colori. Io ritengo di non poter proseguire adesso nella discussione perché siamo in fase di votazione. Abbiamo estratto il numero, il primo da cui partire per la lettura dei nomi per il voto, credo che... non vorrei che costituisca... Se volete parlare, per carità, vige la democrazia e io non voglio togliere la parola a nessuno. Devo però precisare e vorrei che fosse messo a verbale molto chiaramente che questo non costituisce precedente e non può costituire precedente. Annulliamo questa chiamata e poi rifacciamo un'estrazione per la chiamata.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io non vorrei stravolgere il Regolamento e la prassi parlamentare e consiliare, ma a me pare che non siamo nella fase di votazione, Presidente, nel senso che dopo la comunicazione del Presidente Pili è stato sospeso il lavoro in Aula, è stato sospeso su richiesta del Presidente del Gruppo di Forza Italia, onorevole Corona, che ha chiesto cinque minuti di tempo per consentire al collega di rientrare in Aula; adesso abbiamo ripreso il lavoro con la presentazione dell'ordine del giorno, a noi pare che sul punto, all'ordine del giorno, si debba aprire la discussione e se non si deve aprire la discussione perché lei ritiene che siamo già in fase di votazione, siamo comunque in una fase nella quale sono consentite le dichiarazioni di voto. Quindi io non credo di stravolgere nessuna pratica regolamentare, chiedo a lei conforto su questa impostazione, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, non è esattamente come lei ha esposto. Sono stati chiesti cinque minuti, è sopraggiunto l'onorevole Petrini e abbiamo sospeso l'interruzione di cinque minuti e l'ho comunicato all'Aula. Abbiamo ripetutamente invitato l'Aula per un intervento, non ci sono stati interventi, forse voi eravate distratti dalle vostre conversazioni, abbiamo comunicato che l'interruzione era sospesa, automaticamente sono state riaperte anche le porte per il pubblico e immediatamente ha cessato anche di essere accompagnato fuori dall'Aula, anche se avevamo inteso sospendere stando ognuno al suo posto, ed è stato comunicato che si stava redigendo l'ordine del giorno, ed eravamo in attesa dell'ordine del giorno. Era superato il momento degli interventi per cui nessuno nel frattempo poteva intervenire e ha chiesto di intervenire. L'ordine del giorno si redige alla fine degli interventi e durante gli interventi. E` pervenuto l'ordine del giorno, quando perviene l'ordine del giorno - è sempre avvenuto così - se ne dà lettura e dopo si procede al voto.
Adesso volete fare le dichiarazioni, prego fate le dichiarazioni. Ricominciamo la procedura. Non si dica che qui si toglie la parola a qualcuno, ma che non costituisca questo fatto, come ho già detto, un precedente per essere richiamato in altri casi.
SPISSU (D.S.). Noi stiamo, Presidente, all'indicazione procedurale che lei dà, quindi se così come lei sta dicendo non è consentito l'intervento sull'ordine del giorno perché siamo in fase di votazione, io naturalmente intervengo per dichiarazione di voto, per dichiarazione di voto su un punto all'ordine del giorno, che è stato rappresentato come un punto di facile soluzione, è un punto che su richiesta del Presidente è stato inserito come prioritario all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio convocato in data odierna; un Consiglio che, come abbiamo avuto più volte occasione di dire, si riunisce oramai su richiesta delle opposizioni e soltanto in convocazione straordinaria avendo la maggioranza una grande difficoltà a venire in Aula nonostante siano molti, numerosi e importanti gli argomenti e le proposte di legge e i disegni di legge esitati in Commissione che avrebbero bisogno di una discussione e di una votazione da parte del Consiglio regionale. Un Consiglio regionale che verrà ricordato nella storia dell'autonomia come uno dei Consigli, se non il Consiglio, più improduttivo dal punto di vista della capacità di legiferare e questo nonostante la condizione economica, sociale, la condizione generale che la Sardegna sta attraversando richiederebbe una direzione e un gruppo dirigente regionale che sia all'altezza del tempo che attraversa. E invece siamo impantanati in una infinita verifica di maggioranza che dura oramai da oltre un anno, con un Presidente della Regione che ha paura di venire Aula e che anche quando fa un atto ordinario che viene rappresentato come una staffetta, anche qui ci sono patti parasociali che sorreggono questa maggioranza e che attengono agli accordi tra i gruppi che sostengono questa maggioranza, e quindi la sostituzione di Ladu con Onida dopo mesi di fibrillazione viene rappresentata come un adempimento che attiene quel Gruppo consiliare, una staffetta appunto diventa un problema di ordine politico generale.
Abbiamo trascorso l'intera mattinata ed una parte della serata con uno straordinario balletto, con il Presidente che non è venuto in Aula, sebbene fosse presente nei locali del Consiglio regionale, perché sa che c'è una difficoltà nella maggioranza ad accedere a questa ipotesi di staffetta così come viene rappresentata perché sono irrisolti i nodi politici che stanno alla base della crisi mai risolta e mai conclusa. Un intero Gruppo consiliare dichiara di non votare, di non voler accedere all'ipotesi di sostituzione di Onida con Ladu, tant'è vero che l'ordine del giorno che è stato sottoposto alla discussione, all'attenzione del Consiglio regionale, non è stato firmato né dal Capogruppo di A.N. né dal Vice Capogruppo di A.N., viene firmato dall'onorevole Diana in nome e per conto dell'intero Gruppo di A.N. o della parte di A.N. che naturalmente condivide questo ordine del giorno a testimonianza che esiste una difficoltà politica reale di questa maggioranza a procedere. Così come abbiamo detto altre volte sarebbe più serio, sarebbe più opportuno, sarebbe più giusto per il bene della Sardegna che il Presidente Pili finalmente si dimettesse e prendesse atto dell'improcedibilità politica del suo Governo che costituisce oramai un danno grave per la comunità sarda e che sta portando questo Consiglio regionale in una zona di ombra difficile e di difficile soluzione che si proietta sull'insieme del sistema politico della Sardegna.
Per questo motivo noi voteremo questo ordine del giorno, voteremo contro questa che viene definita una sostituzione tecnica perché sappiamo che ben altre sono le motivazioni politiche che minano la credibilità di questa maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, per manifestare anche la nostra espressione di voto del nostro Gruppo contro questa proposta; lo facciamo, credo, logicamente, come logicamente qualunque persona di buon senso si comporterebbe di fronte a un evento di questo genere che è inspiegabile e illogico di fronte a quello che è avvenuto in questi mesi.
Noi siamo convinti che assisteremo all'ennesima paradossale convulsione di questa maggioranza, una maggioranza che ci ha tenuto in quest'Aula per settimane a dirci della sua soddisfazione, a spiegarci dell'esigenza di una crisi risolutiva, di un malessere intollerabile, per chiudere una legislatura iniziata male e proseguita peggio. Potremmo dire che questo è il miglior atto di una vergogna palese, la Giunta dei fatti personali, staffette private senza il benché minimo avvertimento della politica, del malessere socio-economico, del bisogno di dare risposte altre alla Regione Sarda, il Presidente che è il grande incubatore di questi processi, questa, colleghi, è l'alternanza delle poltrone, l'esemplificazione del vostro operare, può interessare tutto ciò ai cittadini della Sardegna, presi come sono da problemi forse come mai più grandi di loro? Darà risposta tutto ciò al malessere che voi avete dichiarato, all'incapacità che avete dimostrare di dare sbocco alle vostre stesse aspettative? Credo che la risposta si dia da sola nel vostro comportamento, nelle vostre assenze, nel vostro malessere, nella tristezza esemplificata dalla faccia del nostro Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi sappiamo da tempo che, tra le altre incombenze del Consiglio regionale, lo stesso Consiglio regionale sarebbe stato chiamato ad esprimersi sul cambio tra l'assessore Silvestro Ladu e Pasquale Onida, quindi si tratta di un fatto conosciuto da tempo che non arriva inopinatamente alla nostra attenzione. Dobbiamo invece rilevare che all'ordine del giorno di questa importante seduta per il rilievo che assumono anche tutti gli altri argomenti che sono inseriti all'ordine del giorno che certamente porteranno a questo Consiglio via tutto il tempo fino alle prossime elezioni, non c'è quanto tutti - dico tutti - ci aspettavamo: il frutto copioso e robusto della verifica finalmente conclusa.
Se per verifica si intende, come mi pare, sostituire legittimamente due Assessori, un Assessore valoroso con un altro dello stesso partito ugualmente valoroso, la maggioranza o quello che è rimasto della maggioranza si fotografa di fronte alla Sardegna e sancisce definitivamente la sua impotenza e il suo immobilismo. E questo sarebbe in contraddizione anche con quanto affermato dal partito di maggioranza relativo, in più occasioni, al quale mi piace dare atto in questa sede, che aveva proposto un itinerario percorribile per dare forza, unitarietà e vitalità all'azione di Governo e della Giunta regionale.
Continua invece questo gioco di Gruppi e di partiti, ormai sta diventando un metodo, quello di scaricare sul Governo le fibrillazioni e le nevrosi preelettorali. Non si ha il coraggio di affrontare i nodi e di risolverli. C'è in tutti noi stanchezza e pigrizia mentale. Si fa finta di niente, che nulla sia cambiato, vedo i banchi della Giunta, che a nulla serve parlare qui, ritirare le delegazioni, che la verifica non si sia mai iniziata e sia diventata un optional senza alcun significato.
Noi non intendiamo fare la guerra ma in linea con i partiti dell'area centrale che hanno da sempre indicato una precisa linea da seguire, invito Forza Italia ad assumersi le responsabilità e ad indicare un itinerario percorribile. Comprendiamo anche il disagio di questo partito, ma in attesa di questo chiarimento non possiamo non astenerci anche perché non presenti nel Governo pur confermando la nostra stima politica e personale all'onorevole Onida, il quale per il suo valore ed esperienza meriterebbe il suo ritorno in Giunta in un quadro rasserenato con una verifica conclusa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Una breve dichiarazione di voto per dire che non è il caso in questa fase tanto di richiamare perché sono di tutta evidenza le tante e grandi questioni di merito che il Consiglio regionale della Sardegna dovrebbe poter affrontare; è inutile ripetere l'elenco, è drammaticamente presente a tutti la drammaticità della condizione economica e sociale di questa Regione. Possiamo ancora tanto a lungo indugiare nella possibilità, almeno la possibilità di affrontare queste questioni? E` possibile che per troppo tempo ancora la politica sarda sia percepita dall'opinione pubblica come questo gioco infinito e perverso dei ricambi, delle sostituzioni, delle staffette e quant'altro? E l'inoperatività, l'infruttuosità, il blocco sostanziale dell'attività legislativa, a chi giova e a chi danneggia? In una concezione come dire vecchia, anche della funzione di opposizione tanto peggio tanto meglio, si potrebbe dire che giova all'opposizione. Noi riteniamo che non sia così o comunque non sia giusto che avvenga questo, il blocco dell'attività istituzionale, l'incapacità della maggioranza, non in una o in alcune circostanze, ma sempre, di avanzare proposte, le sue proposte rispetto alle quali ci si possa confrontare per davvero e nel merito, crea un danno che è un danno più generale.
Questo Consiglio regionale - lo ricordava poc'anzi qualche collega - si riunisce, discute ed approva, nei modi nei quali approva ,ogni anno il bilancio e la finanziaria, che è un adempimento obbligatorio perché il Consiglio non venga sciolto, e si riunisce su grandi temi e questioni: l'acqua, l'assetto produttivo, la chimica, le servitù militari e quant'altro, perché è a ciò costretto, costretto tra virgolette, perché a ciò indotto da quella norma di salvaguardia regolamentare che è la mozione sorretta da almeno venti consiglieri regionali.
Ma anche l'attività di discussione, anche la più seria e impegnata, un po' perché una mozione, una risoluzione non equivale ad una legge, questa non è un'assemblea di mozioni, per le mozioni, questa è un'assemblea legislativa, quindi, principalmente deve produrre leggi, deve regolare la vita economica e sociale di questa Regione attraverso l'attività legislativa, perché sennò sarebbe un'autorità di altra natura, non sarebbe un'assemblea legislativa. Basterebbe un'autorità morale per esprimere auspici, non c'è bisogno di un Consiglio regionale con tutto quanto vi è connesso a questa funzione. Ecco perché c'è un'esigenza obiettiva, che arrivo a dire travalica anche l'interesse specifico della minoranza o delle minoranze, o dell'opposizione o quello della maggioranza e delle sue articolazioni. Vi è un interesse oggettivo di rivalutare la politica e di salvaguardare le istituzioni! Dovete verificare? Verificate! Dovete organizzarvi meglio? Organizzatevi! Noi per l'opposizione costruttiva e di merito abbiamo bisogno di proposte rispetto alle quali avanzare altre proposte, non abbiamo bisogno di melina! Non abbiamo bisogno che voi non facciate nulla, perchè se voi non fatte nulla costringete anche noi a fare niente, perchè non possiamo sostituire voi! Quindi, c'è un danno oggettivo che è non solo per la maggioranza - poco male se fosse così - ma che è invece per la Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, io credo che anche quello che sta avvenendo oggi in quest'Aula, sia un qualche cosa che nella storia dell'autonomia regionale, in questi lunghi 50 anni e oltre di autonomia, credo che non si fosse ancora verificata una situazione di questa eccezionalità democratica. Situazione rappresentata da un Presidente che ormai da oltre un anno, non ha più la maggioranza, non ce l'ha a voto palese e non ce l'ha a voto segreto; è stato bocciato per 130 volte nell'ultima finanziaria. Tutte le mozioni che vengono sottoposte all'esame di quest'Aula dalle opposizioni ottengono il voto dell'Aula, talvolta anche in palese contrapposizione con la volontà del presidente Pili. C'è una crisi che si strascina ormai da più da un anno, dove i Gruppi che compongono questa maggioranza hanno motivi seri e profondi per essere insoddisfatti di come lavora la Giunta, di come lavora questa maggioranza, dell'inadeguatezza complessiva di questo quadro politico ai gravissimi problemi che attraversa la nostra regione e, di fronte a questo quadro di generale disastro, l'onorevole Pili resta abbarbicato a quella poltrona e non vuole trarre le conseguenze, non vuole assumersi la responsabilità da persona matura, quale dovrebbe essere, di aprire con la crisi formale un confronto serio nella sua maggioranza in questo Consiglio che rappresenta la volontà del popolo sardo; perchè se ci sono le condizioni per dare un governo degno di questo nome a quest'Isola, questo venga fatto. Se queste condizioni democratiche non ci sono più, che si vada al voto! Queste sono le regole in democrazia! Però l'onorevole Pili queste regole le sta calpestando tutti i giorni! Tutti i giorni!
L'ipotesi di surroga all'ordine del giorno del Consiglio di oggi è un'ipotesi che continua a disattendere l'insieme dei problemi che ha questa Giunta e questa maggioranza.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE(Segue SANNA ALBERTO.) L'onorevole Pili deve dimostrare di essere all'altezza della situazione, e questo lo può dimostrare soltanto in un modo, rassegnando le dimissioni da un ruolo che, è ormai evidente a tutti i sardi, è un ruolo abusivo, perchè in democrazia se non si ha il consenso, bisogna trarne le conseguenze. Non è rappezzando questa maggioranza, che ormai fa acqua da tutte le parti, che può andare avanti il governo di quest'Isola! Quest'Isola ha diritto ad avere un governo degno di questo nome. Per questi motivi io voterò contro la proposta di surroga che ci viene avanzata.
PRESIDENTE. L'onorevole Biggio rinuncia. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). La ringrazio Presidente. Esprimere voto contrario all'ordine del giorno può apparire un non apprezzamento personale per il collega Onida, ma non è così. Credo che il collega Onida avrà chiaro che non stiamo ragionando né sulle sue competenze né sulla funzione che lui ha svolto, che vorrebbe svolgere nella qualità di Assessore. Il voto contrario ha una motivazione che nasce dalle cose che lo stesso Onida ha detto nelle settimane passate e riferite alla crisi.
Poi in questi giorni precisando la funzione della sostituzione, è stato detto: "La sostituzione di Ladu con Onida rientra nell'accordo all'interno di quel partito, quindi è un fatto che non può essere aggregato nella valutazione alla crisi della maggioranza". Io potrei anche accedere a questa ipotesi di valutazione; però non credo sia politicamente giusto non richiamare, in occasione di un mini rimpasto, il fatto che c'è il tentativo di verifica in corso ormai da diversi mesi e che una maggioranza con un minimo di responsabilità politica e anche di responsabilità pura avrebbe dovuto proporre un rafforzamento dal punto di vista del collega Onida dell'esecutivo che ha dimostrato di non essere all'altezza della situazione.
Questo non si può fare e allora si cerca di aggirare l'ostacolo passando attraverso la sostituzione del collega Ladu che non è giusto porlo in discussione staccato dalla valutazione politica complessiva e anche dagli altri, perchè il collega Ladu è stato oggetto nelle settimane passate di un'attenzione particolare del Consiglio che ha prodotto la bocciatura della finanziaria per la sua parte.
Ora, io che non sono malizioso, posso senz'altro argomentare il fatto che Onida viene sostituito con Ladu perchè qualunque cosa proponesse allora Ladu non veniva accolta in quanto c'era un giudizio di incompetenza da parte del Consiglio. La mia opinione è che Ladu dovrebbe rimanere assessore, perchè Ladu si muove in linea con la pochezza della Giunta regionale e sostituirlo mi sembra effettivamente un giudizio non giusto: attribuire a Ladu tutte le incapacità della Giunta, né ha, ha ragione il collega Scano, ma insomma non le ha tutte lui! Non è giusto dirlo questo, pensarlo magari sì, ma dirlo no, dirlonon è giusto.
Allora, penso che si debba tornare alle considerazioni che faceva Onida, all'esigenza di procedere ad una verifica di merito sulla qualità dell'esecutivo e del programma della maggioranza e, come diceva il collega Fantola "Tornare allo spirito di Aritzo", dare vigore all'iniziativa di governo della maggioranza, riproporre idealità e programmi, valori, interessi collettivi della Sardegna e dare dentro questa cornice positiva e soprattutto corrispondente agli interessi della Sardegna, dare una risposta alta che non può essere quella che viene prospettata della sostituzione di uno dei migliori assessori della Giunta regionale, che è il collega Ladu.
Io penso che confermando il ragionamento di serietà si dovrebbe procedere, come abbiamo detto anche con la mozione che abbiamo presentato nelle settimane passate, alle dimissioni della Giunta Pili e poi, se ci sono i numeri, il collega Ladu viene sostituito e il collega Onida diventa assessore dei lavori pubblici, essendo quello un assessorato che, abbiamo visto, non ha provvista finanziaria perchè la proposta gli è stata bocciata.
Penso che Pili invece di proporre la Conferenza dei Capigruppo per chiedere di sospendere i lavori domani, perchè è impegnato nella trattativa sulla chimica, dovrebbe proporre la sospensione della votazione di Ladu, di Onida, e dirci quando viene in Aula per rispondere, non alle richieste che abbiamo fatto noi come opposizione ma a quelle che ha fatto la maggioranza.
Concludo, presidente Sanna, per dire che adesso il collega Floris ha parlato di un rapporto tra il suo Gruppo e la Giunta, e ha detto che il suo Gruppo non è rappresentato in Giunta; quindi, se qualcuno della maggioranza dovesse prendere la parola, ci dovrebbe dire chi rappresenta l'assessore Scarpa; e se nessun collega adotta e se nessun collega della maggioranza dovesse adottare Scarpa, chiedo all'assessore Scarpa chi ritiene di rappresentare. Chi al momento l'assessore Scarpa ritiene di rappresentare, non rappresentando - così come ha detto il collega Floris - il Gruppo di Floris. Questo è importante per il proseguo della discussione sul merito dell'ordine del giorno che viene proposto.
L'onorevole Beniamino Scarpa dovrebbe dirci chi rappresenta, e se dice che rappresenta se stesso, io dubito che questo lo possa fare.
PRESIDENTE. Ci sono altri colleghi che intendono intervenire per dichiarazione di voto? Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Finora è stata un'altra delle giornate penose del Consiglio; rinvii, un rinvio dietro l'altro, assenze più o meno strategiche, balbettii, incontri. Io non voglio dire molte cose, voglio semplicemente porre una domanda e la pongo al Presidente della Giunta: "Ma si può continuare così?! Presidente Pili: si può continuare così?" L'amministrazione è ferma; ci sono problemi angosciosi che premono, assenza di governo, il Consiglio praticamente non si può quasi riunire, se non dietro l'impulso dell'opposizione. Non credo che servano gli appelli, però andiamo, suvvia!
Ma uno scatto di responsabilità, di dignità ci può essere!? E` del tutto evidente che non c'è maggioranza che sorregga questa Giunta. Io non so, non sono andato a mettere le antenne per vedere che cosa succede, ma è facile intuire, per quel poco di esperienza politica che abbiamo, che nella stanza lì dietro ci siano alcuni colleghi di A.N. che stanno decidendo se astenersi o se votare contro. Non attenda presidente Pili! Prenda atto che non c'è più maggioranza! Abbia uno scatto di responsabilità e di dignità e si dimetta qui, questa sera! Probabilmente è meglio per tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, credo che stiamo logorando e consumando l'autonomia e l'ultimo prestigio che era rimasto a quest'Aula, dopodiché di fronte a queste sceneggiate, chiedo a tutti noi (non lo chiedo più al Presidente ma lo chiedo a tutti noi) e alla maggioranza in particolare: con che autorevolezza la Giunta può andare a rappresentare gli interessi dei sardi, dalla chimica al "no alle scorie nucleari", ai problemi dell'occupazione! Qua noi abbiamo un Consiglio bloccato da mesi, abbiamo un Consiglio che non è neppure in grado di approvare, di affrontare i collegati al bilancio, e quindi non è in grado di dare corso alla manovra del bilancio che la Giunta stessa ha dato e ha indicato, ma quando una Giunta e una maggioranza non sono in grado di realizzare la propria politica e la propria manovra di bilancio, beh, ma non è già questo il fatto conclamato di una crisi?
L'onorevole Floris ci ha ripetuto poc'anzi "Siamo in attesa di una verifica che sblocchi questa paralisi", questa vergognosa paralisi! E` una verifica che non arriva! I colleghi di A.N., altri colleghi magari più sottovoce, dicono che questa paralisi ricade sul prestigio delle istituzioni e sul presente e sul futuro della Sardegna. Di fronte a queste cose, a che cosa assistiamo? Assistiamo a un sistema di botteghe. Ladu che si dimette e deve anche coprirsi il capo di cenere per dare corso alla staffetta con Onida. Assistiamo al Presidente che era in Aula questa mattina e che si è rifugiato nel Transatlantico. Lo sapevamo tutti! E` un fatto di una vergogna incredibile! E poi manda a dire che non c'è! Assistiamo alle fughe, assistiamo all'amministrazione paralizzata, assistiamo a questo mistero buffo dei vostri affari personali e delle vostre botteghe personali che state facendo cadere sull'intera Regione! Di fronte a queste cose che cosa vogliamo e che cosa possiamo dirvi, se la vostra coscienza non vi richiama a un minimo di senso di responsabilità?! Noi vi abbiamo già detto: noi non auspichiamo ribaltoni, se avete una maggioranza, governate! Ma non fate pagare il prezzo di queste vostre immonde botteghe a questa Regione! Non fate pagare il prezzo di questi commerci a questa Regione che ha un disperato bisogno di credere in un qualcosa, ha un disperato bisogno di sapere che c'è un governo e invece non c'è questo governo. Abbiamo un disperato bisogno di affrontare l'emergenza della crisi economica, delle scorie nucleari, dell'inquinamento, del territorio, del decadimento della politica trasformata in solo mercimonio e mercato, e di fronte a queste cose voi scappate, voi vi nascondete, voi vi mettete sotto il tavolo, voi venite a dirci delle bugie! Voi di fronte a queste cose umiliate non tanto le vostre persone, le funzioni di quest'Aula, le funzioni di questo Parlamento, le speranze di questa Regione, il bisogno di credere ancora nell'autonomia che, nelle vostre mani, sta diventando solamente un pezzo di carta straccia nei quali e sui quali scrivete solamente le vostre staffette ed i vostri mercati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Pusceddu (D.S.). Grazie Presidente. Io voterò contro la proposta di ordine del giorno non tanto per il giudizio sull'Assessore che è stato proposto, quanto per una valutazione di carattere strettamente politico. Ormai questa maggioranza ci sta abituando a questo modo di procedere all'insegna dell'improvvisazione. Ricordo che la finanziaria per la maggioranza è stato un duro calvario, che non esiste alcuna programmazione, che c'è un forte ritardo nella presentazione del Dpef, che non sappiamo ancora quali sono gli obiettivi strategici per quest'ultimo anno di legislatura, per questa fine legislatura; io direi proprio che dobbiamo parlare di una legislatura fine, nel senso che è molto sottile; infatti da quando è al governo il centrodestra è mancata una seria legislazione e tutta l'attività dell'Aula si è ridotta ad esitare solo alcuni adempimenti obbligatori, alcune leggi all'insegna dell'emergenza e le varie leggi finanziarie che hanno avuto il percorso che prima ho richiamato. Però, nel frattempo la situazione politica si è aggravata. Questa Giunta che abbiamo definito fin dal suo nascere "una Giunta degli annunci", continua ad annunciare una verifica che mai inizia e mai si conclude. Poc'anzi lo stesso onorevole Floris, che rappresenta uno dei partiti della maggioranza, pur avendo ritirato la propria delegazione, ha avuto modo di sottolineare quanto sia grave, dal punto di vista politico, questo ritardo e per cui le grandi difficoltà di ordine politico non possono essere affrontate con dei pannicelli caldi.
Occorre reimpostare, mi sembra di capire, da parte della maggioranza, un nuovo rapporto, un nuovo equilibrio, un nuovo patto di maggioranza. Invece assistiamo, proprio per questo modo di procedere da parte del presidente Pili, ad una continua e grave lacerazione tra i partiti di maggioranza e dentro gli stessi partiti di maggioranza. Per cui anche secondo me non rimane altro, se questa maggioranza ha un sussulto di dignità e se vuole dichiararsi tale, che si presenti dimissionaria al Consiglio per ottenere eventualmente una rinvestitura, se esistono le condizioni politiche. L'unica strada percorribile in queste situazioni sono le dimissioni del presidente Pili che dimostra di non avere una maggioranza solidale e che quindi non è in grado di governare una Regione che ha mille bisogni e dove i suoi cittadini attendono dei segnali di buon governo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Se io avessi il senso del cinismo politico avrei detto al presidente Pili di continuare per la sua strada così come sta continuando, di andare avanti, di non dimettersi, di finire la legislatura così come la vuole finire, perchè solo così abbiamo la certezza, la consapevolezza che libereremo la Sardegna da un Governo che non l'ha governata, da un centro destra che ha fallito in questa legislatura e non ha in nessun punto portato a termine il suo programma.
PRESIDENTE. Colleghi è veramente insostenibile questa situazione di telefonini che squillano continuamente durante gli interventi di altri colleghi! Abbiate pazienza! Prego onorevole Falconi.
FALCONI (D.S.). Dicevo che incoraggerei il Presidente a continuare come garanzia per noi, anche perchè il consenso che sta arrivando alle nostre proposte è il dissenso corrispondente, direttamente proporzionale, che arriva verso questa maggioranza e il suo Presidente. Ma non parlo di dissenso solo in quest'Aula che si manifesta, che mette in crisi i partiti, mette in torsione la stessa alleanza di centro destra! E pensare che il Presidente doveva rappresentare la sintesi della sua coalizione, ma ne sta rappresentando esattamente lo sfascio che, a sua volta, si manifesta all'interno dei partiti, ormai di tutti i partiti che compongono il centro destra. Ma questo non consenso, questo palese dissenso, viene soprattutto manifestato dalla società, da quelle organizzazioni sociali, culturali, economiche, sindacali e imprenditoriali che sono il vostro mondo, che hanno creduto in voi, nel 1999 vi hanno affidato il loro consenso e oggi sono i vostri più accaniti oppositori nella società sarda. Questo deve indurvi a pensare attentamente al vostro operato, a ripensarlo e a trarne le conseguenze. Non avete nessun senso della coalizione, nessun senso del governo, avete solamente - come qualcuno dei miei colleghi del centro sinistra vi ha già detto - il senso del privato, del privato come scambio e come spezzattino di potere, perchè questo si sta facendo e questo si sta attuando. E in questo spezzattino non si mette in conto un qualcosa che sembra anacronistico, ma per la prima volta il centro Sardegna e in particolare la provincia di Nuoro, si trova senza nessun assessore; in quel territorio che così tanto ha bisogno di governo e di risposte concrete, bene, il centro destra sa fare questo: sa rimuovere (non so se a torno o a ragione) l'unico assessore che rappresentava quel territorio, e oggi i problemi di quel territorio non sono rappresentati in una Giunta, seppure in queste condizioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I. - S.U.). Grazie Presidente. E` stata già richiamata nel dibattito brevissimo che si è svolto nel corso della mattinata l'improduttività del Consiglio regionale; improduttività non perchè non vi sia il desiderio di produrre e di lavorare soprattutto all'approvazione dei progetti di legge, ma perchè di fatto la maggioranza nulla fa perchè questo possa verificarsi. E` stato altresì rammentato che tutte le riunioni del Consiglio regionale che si sono tenute nel corso di quest'anno, non avevano come ordine del giorno l'approvazione di alcun progetto di legge, e che l'unico progetto di legge approvato in questi sei mesi di governo è quello relativo alla finanziaria. Bene, già da stamane l'onorevole Pili, accampando impegni relativi a problematiche sulla chimica, ha fatto in modo che i lavori del Consiglio regionale slittassero al pomeriggio. Tutti sappiamo che sino a qualche momento prima l'onorevole Pili era presente in questo Palazzo. Le dichiarazioni per altro rese nella seduta pomeridiana dell'onorevole Floris fanno riflettere per due ordini di motivi: da un lato dichiara di non avere nessun rappresentante in Giunta, dall'altro lato rammenta al Presidente della Giunta regionale e a tutta la sua maggioranza che da più parti a gran voce, durante il dibattito sulla finanziaria, anche chi si è astenuto, anche chi ha espresso voto favorevole, aveva però chiesto che venissero riesaminate le cose, che venissero risolti i problemi, che venisse aperto all'interno della maggioranza un dibattito politico che fosse chiarificatore della situazione. Bene, l'onorevole Pili si limita invece a prendere atto delle dimissioni di un Assessore della sua Giunta e a surrogare questo Assessore con un altro Assessore e ritiene, evidentemente, con quest'atto, di avere esaurito quei compiti e quegli impegni che pure allora, evidentemente, dall'onorevole Pili sono stati assunti su richiesta della sua maggioranza.
Ma vi è un'altra sensazione, vi è la sensazione che la dichiarazione di astensione che l'onorevole Floris ha reso in Aula faccia quasi parte, sì è un'astensione critica, un'astensione che fa discutere, è un'astensione motivata, però vi è la sensazione che poi questa astensione poi faccia parte di un accordo più o meno silenzioso, che faccia parte di un balletto che ricomprende in questo criterio l'onorevole Floris e altri Consiglieri regionali, magari del Gruppo di Alleanza Nazionale, in maniera tale che alla fine pure in maniera critica, pure in maniera sofferta e pure con astensioni incrociate ma si consenta alla Giunta Pili di sopravvivere magari per qualche voto in più e per qualche voto di differenza. State facendo sopravvivere e state cercando di salvare una Giunta che ormai è agonizzante! Non credo che sia interesse di nessuno tenerla in uno stato di agonia. Credo che sarebbe elemento chiarificatore, necessitato e utile a voi sicuramente, ma sicuramente anche all'intera Sardegna, che prendeste atto di una situazione di ingovernabilità, che resta, che permane al di là di qualche voto di differenza e che prendendo atto di questa situazione, rassegnate le dimissioni in quest'Aula in maniera trasparente. Naturalmente il voto è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Grazie, molto brevemente mi rivolgo molto sommessamente al presidente Pili. Questa mattina il Presidente ha fatto annunciare all'assessore Masala che si trovava fuori dal palazzo di via Roma per occuparsi della vertenza della chimica. Sappiamo tutti che il presidente Pili era presente, invece, nella sua stanza in via il Roma e per un certo periodo anche nel transatlantico. Presidente Pili sono trascorsi due mesi dall'approvazione della finanziaria! Il Consiglio regionale è stato convocato soltanto su iniziativa delle opposizioni. Oggi non si è levata una voce in sua difesa, Presidente! Alcuni consiglieri di Alleanza Nazionale avevano annunciato una mozione di sfiducia nei confronti della Giunta regionale. Il Gruppo di Alleanza Nazionale aveva annunciato il voto contrario oggi per la sostituzione del collega Silvestro Ladu. Ecco, il collega Floris ha dichiarato ancora una volta (l'aveva già fatto durante la manovra finanziaria) che senza una verifica politica e programmatica non può votare per il presidente Pili e per la sua Giunta. Allora io mi chiedo, presidente Pili: perchè continua a rimanere in carica? Perchè non prende atto dei problemi che la Sardegna sta attraversando? Perchè non prende atto che non c'è riunione in Commissione o in Consiglio dove l'opposizione sia determinante nel voto? Perchè non prende atto che non ha una maggioranza? Quali sono le ragioni vere che lo tengono inchiodato alla sedia? Allora presidente Pili, lei può anche continuare! Può rimanere Presidente, non si possono fare le verifiche, di programmi non se ne parla, i problemi in Sardegna stanno aumentando. Molto probabilmente riesce a soddisfare anche una sua aspirazione personale. Però mi creda, senza quella voglia, senza quella passione, senza quella capacità di coagulare intorno a se una maggioranza, non si governa! Allora, io non so come andrà il risultato di questa votazione; non so se i colleghi di Alleanza Nazionale manterranno quanto hanno dichiarato in questi giorni e nei mesi scorsi. So che non c'è maggioranza, e allora presidente Pili, noi voteremo contro anche per le dichiarazioni poco sincere che lei ha fatto! Ma come è possibile che lei dichiari all'Aula l'ottimo lavoro fatto dal collega Silvestro Ladu e poi lo sostituisce? Ma se ha lavorato così bene, perchè non l'ha tenuto? Quali sono le motivazioni? Lei ha dichiarato in quest'Aula che il collega Silvestro Ladu ha lavorato bene. Allora lei toglie dalla Giunta i colleghi ne hanno lavorato bene e lascia, invece, gli altri che non hanno lavorato?
Presidente Pili noi votiamo contro. Siamo convinti che lei avrebbe potuto cogliere queste occasioni e rassegnare le dimissioni. Non lo farà neanche in questa occasione. Mi auguro davvero che quanto dichiarato dai colleghi della stessa maggioranza sull'incapacità, sull'inesistenza totale di una maggioranza, li spinga a mantenere quanto hanno dichiarato in quest'Aula non più di due mesi or sono e quanto hanno dichiarato anche questa mattina sugli organi di informazione.
PRESIDENTE. Colleghi vi pregherei però di iscrivervi con una certa... Non aspettiamo perchè sennò questa litania rituale si prolunga all'infinito. I colleghi che intendono svolgere dichiarazioni di voto per cortesia lo chiedano, li segniamo e ci si organizza.
Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Grazie Presidente. Il suo rimprovero mi stava inducendo quasi a rinunciare.
PRESIDENTE. Onorevole Morittu la prego, non c'era nessun rimprovero da parte mia. Chiedo la cortesia a tutti i colleghi, per evitare questo stillicidio di dichiarazioni, di chiedere l'iscrizione in maniera tale che si possano definire i lavori. Grazie.
MORITTU (D.S.). Grazie Presidente. Intervengo per portare una riflessione di carattere anche personale; ma davvero noi viviamo da più di un anno una situazione politica dentro questo Consiglio che qualcuno ha definito penosa - io condivido molto questo aggettivo - ma ha anche - come dire - molto del surreale. Cioè, da più di un anno i sardi che leggono la cronaca regionale, quelli coraggiosi che ancora hanno - come dire - proprio il coraggio e la volontà di leggere la cronaca regionale suoi due massimi quotidiani sardi almeno, leggono un continuo dichiarare da parte della maggioranza di volontà di crisi, di minacce di crisi da parte di Gruppi politici autorevoli; A.N. per esempio l'ha fatto in quest'ultimo anno almeno quattro o cinque volte, sia come Gruppo politico per voce del suo Presidente di Gruppo, sia come parte dentro il Gruppo politico che man a mano si è evidenziata in dissenso allo stesso Gruppo di maggioranza che governa oggi A.N.. Per non parlare delle dichiarazioni continue dell'onorevole Floris sentite anche questa mattina in quest'Aula, per non parlare del gioco di rilancio del poker d'assi da parte di un Gruppo, anch'esso autorevole, dell'U.D.C., in Consiglio regionale, che durante lo scorcio dell'ultima finanziaria davvero tutti hanno tuonato "La crisi si deve aprire, la verifica si deve fare, il Presidente si deve dimettere!", così come richiede la normale, regolare fisiologica prassi parlamentare. La crisi è un elemento della politica, non è un'eccezione, sta nella politica! Le varie fasi di crisi stanno nella politica, ma nella politica stanno anche le regole per risolvere le crisi che pure - come dire - succedono, accadono anche dentro maggioranze più compatte della vostra. La vostra, per la verità, è nata scomposta fin dall'origine, ha continuato scompostamente a sgovernare la Sardegna per questi quattro anni, ma da almeno più di un anno a questa parte, davvero questa crisi è diventata surreale, tutti la vogliono, ma nessuno riesce a farla! La cosa è davvero, oltre che curiosa, penosa e per certi versi anche un po' inquietante. Ma perché non si apre questa crisi se tutti la vogliono? Perché? E' stata posta questa domanda, nessuno risponde a questa domanda che è una domanda semplice, che tutti i sardi ci fanno! Io incontro tante persone, amici, compagni di partito, ma cittadini qualunque che mi chiedono: "Ma insomma, ma questa crisi in questa Regione si apre o non si apre? Ma che succede? Perché non si fa la crisi se tutti la vogliono?"
Io non so rispondere se non in questo modo: "Evidentemente non la vuole qualcuno". Ma non è questo Consiglio regionale che non la vuole, perché la dichiarano tutti maggioranza e opposizione la crisi. Ma chi non la vuole? Non la vuole un capo, un capo che sta fuori dalla Sardegna, ed è lui che ha deciso che questa crisi non si deve fare. Si deve fare di tutto, ma non si deve fare la crisi. Si deve fare tutta una sere di salti mortali doppi e tripli facendo sostituzioni. Voglio dire, io stimo l'onorevole Onida, ma davvero la sostituzione così fatta è una sostituzione penosa; penosa soprattutto per lui, è una diminutio fortissima per una personalità politica che calca la scena regionale da tanti anni e che ha avuto anche ruoli politici importanti seppure magari con maggioranze diverse, di segno diverso da questa. Ma allora perché non si fa? Mi si dice che non la vuole il capo, non la vuole Berlusconi, e chi tesse la tela per comunque non arrivare alla crisi è un suo luogotenente che è anche un senatore della Repubblica, che pare che agisca da un appartamento terrazzato su Cagliari, dove in qualche modo tesse la tela del ricatto nei confronti della maggioranza dei consiglieri regionali del centrodestra evidentemente, magari minacciandoli di non candidarli o comunque, in qualche modo, di abbonirli con qualche diversa prebenda. Guardate, davvero questa situazione è, ripeto, penosa, paradossale, surreale e sta danneggiando il Consiglio regionale, sta mortificando i Consiglieri regionali, anche i Consiglieri regionali della opposizione. Io mi sento mortificato da questa condizione che sta vivendo questo Consiglio regionale, che è improduttiva, inconcludente, confusa, incomprensibile a tutti, anche a noi è incomprensibile questa situazione. Insomma non posso, al di là delle persone, non votare contro un ordine del giorno e una proposta che davvero è una proposta indecente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S). Grazie, signor Presidente, lei poc'anzi ha fatto un richiamo affinché le iscrizioni arrivassero per tempo. Noi dai banchi dell'opposizione speravamo e speriamo che si levi qualche voce a sostegno dell'ordine del giorno che ci è stato proposto, in modo tale, speravamo, che ci fosse un minimo di dibattito. Invece mi pare che la maggioranza che sostiene l'onorevole Pili sia totalmente afasica, non credo sia imbarazzata, ritengo che si vergogni mortalmente per quanto sta accadendo in quest'Aula, e quindi evidentemente non hanno, non la voglia, ma neppure la decenza di prendere la parola per sostenere un'azione che è vergognosa, presidente Pili!
Io voterò contro l'ordine del giorno che è stato proposto solo - e sottolineo solo - da alcuni Presidenti dei Gruppi che sostengono la Giunta Pili, e lo faccio non per disistima nei confronti dell'onorevole Onida, che è stato proposto alla carica di Assessore, né per stima nei confronti dell'Assessore dimissionario, onorevole Ladu, nei confronti del quale l'apprezzamento dell'Aula è stato espresso in maniera robusta durante la discussione della legge finanziaria. Io credo che per descrivere lo stato di salute della maggioranza sia sufficiente, come dicevo poc'anzi, vedere le firme dei Presidenti dei Gruppi che propongono l'ordine del giorno: l'onorevole Floris ha fatto le dichiarazioni e la sua firma non c'è; l'onorevole Murgia, pur presente in aula, essendo Presidente del Gruppo di Alleanza Nazionale non ha firmato. Anche qui non sappiamo se sia arrivato qualche ordine da Roma, onorevole Murgia, per cercare di ricomporre la cosa, sappiamo che qualche ordine arriva non soltanto per telefono all'onorevole Pili, ma come è stato ricordato dal collega Morittu anche attraverso il proconsole per la Sardegna del presidente Berlusconi. Ma quello a cui assistiamo, signor Presidente, non si tratta di malessere della maggioranza, qui siamo alla malattia grave, allo stato di incoscienza, direi, da parte di chi presiede la Giunta che ormai è sfociato in una totale irresponsabilità nei confronti di quest'Aula, nei confronti dei problemi dei sardi e nei confronti di tutti i sardi. Sono state elencate le problematiche che abbiamo di fronte, l'onorevole Pili ci ha detto che deve andare a Roma, ma con quale autorevolezza? Un Presidente che non è dimezzato, non è solo un Presidente dimezzato, ma è un Presidente destituito, che ormai rimane attaccato a quella poltrona. Ironizzavate su "Federbostik", ho avuto modo di dirlo in altra circostanza, ormai voi siete in simbiosi con la protesi che vi siete attaccati a una parte del nostro corpo che solitamente non viene esposta al sole; è una protesi con la poltrona, presidente Pili, e quindi io ritengo che occorra qualche operazione di chirurgia plastica per evitare che il trauma sia totale.
Oggi credo che occorra da parte sua, presidente Pili, un minimo atto di responsabilità, perché è vero che la Giunta, anche quella Floris, non possiamo più dire che era nata sulla compravendita dei voti, perché ormai quella pratica mi pare sia stata archiviata, ma sul tradimento e sui ribaltoni sì e oggi state ancora pagando il fio di quella che è stata un'operazione torbida che sta portando la Sardegna verso una condizione che non aveva mai conosciuto durante la sua storia autonomistica.
Presidente Pili, la crisi è aperta, oggi lei qui deve rassegnare le dimissioni se ha un minimo di amor proprio e se ha un minimo a cuore i problemi dei sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
sanna giacomo (Gruppo Misto). Credo che questi appelli all'onorevole Pili siano parole difficili da trovare poi come riscontro, soprattutto per chi sin dall'inizio ha detto che le dimissioni non fanno parte della sua cultura e non fanno parte neanche del suo progetto politico personale. Oggi stiamo arrivando a un passaggio che è quello di una politica mercato, che voi avete costruito e portato avanti in questi anni, dove avete affossato tutti i valori fondamentali della politica e li avete sostituiti con le cose più aberranti, dall'incoerenza, dalle finzioni, dalla falsità, dalla rinuncia alla vostra dignità personale.
Questo è il quadro complessivo, e in questo quadro complessivo non ci si può chiedere che si deve avere il coraggio di affrontare i nodi e risolverli. Quali nodi? Vi siete legati talmente bene da non riuscire a sciogliervi, a slegarvi, a trovare la capacità, a trovare quel momento di vita politica che non posso dare come giustificazione a chi è alla prima legislatura, ma a chi in quest'aula per diverse legislatura siede, per diverse legislature ha fatto esperienza e ha vissuto la vita politica della Sardegna. E' pensabile che l'aula del Consiglio regionale si possa ridurre a una situazione come quella che oggi stiamo vivendo? E' pensabile che ciò che avviene qua dentro ormai non sia uscito da queste mura, non sia fra la gente, non sia ormai argomento di discussione nei termini più negativi con quelle persone che forse proprio quelle vi hanno dato il consenso? Pensate ancora di mascherare tutto con quegli strumenti mediatici, con gli ultimatum, i proclami che, purtroppo, per chi fa la professione dell'informazione deve anche darli come notizia, per sconfessarli il giorno dopo perché fate cose diverse, contrarie, minacciate, qualcuno pensa di salvarsi facendo il solito comunicato bacchettando l'intera maggioranza perché lui possa prendere respiro, ma così non è, la situazione è quella che tutti conosciamo e che voi più di noi conoscete. Non riuscite a uscirne, siete in un pantano, vi state agitando, state affondando giorno per giorno sempre di più! Fuori di quest'aula ormai non ci meraviglia più niente, qualcuno pensa di uscire anche con l'ombrello perché di missili ne stanno arrivando da tutte le parti, di pecorino non ne vogliamo parlare, di scorie ne parleremo perché vi costringeremo noi a parlarne, parleremo d'acqua ancora prima che qualcuno intenda distribuirla nel modo in cui a lui è più conveniente, parleremo di tutti quei problemi infrastrutturali che quest'Isola ancora aspetta di risolvere. E voi intanto oggi fate la staffetta, non so se è la quattro per cento o se ha lunghezza maggiore, ma vi posso garantire che non andrete lontano, non andrete lontano perché non siete credibili.
Onorevole Floris, è vero che Scarpa lì è un abusivo, lo sanno tutti, lo sa la Sardegna, rappresenta se stesso perché qualcuno gli ha detto di restare lì seduto, ma a questo ci sono i rimedi e lei ogni qualvolta ha lo strumento in mano per azzerare la situazione è come quel tuffatore che va sul trampolino da dieci metri e una volta che è su si sdraia sul trampolino perché ha paura e devono arrivare i vigili del fuoco per riprenderselo. Faccia almeno come fa l'onorevole Fantola, che manda gli altri sul trampolino e poi gli dà anche il voto per il tuffo che fanno.
A questo punto non è più pensabile continuare a protestare e a minacciare; non è con l'astensione che si minaccia, è con atti reali che si affrontano i problemi, non lo voglio dire in termini leghisti perché non mi appartengono, ma è in modo diverso, non è una crisi al buio, siete voi al buio e lo siete da troppo tempo, a meno che non stiate cercando anche eventualmente qualche pensione, spero di no, ma dovete uscirne, ma non per il vostro bene, che non mi preoccupa, per il bene di ciò che questo Consiglio deve rappresentare per tutti i sardi. Altro che autorevolezza, altro che dignità, altro che politica alta!
Rileggiamo, nei giorni, quello che è accaduto, guardiamoci un po' dietro e ci si rende conto tutti quanti che avete portato distruzione, state ancora discutendo se dovete astenervi, votare a favore o forse qualcuno avrebbe anche il piacere, finalmente, di votare contro e porre fine a questo teatrino. Ecco perché il nostro voto, Presidente, sarà contrario.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi passiamo alla fase della votazione.
Votazione per appello nominalePRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'ordine del giorno numero 1. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E` estratto il numero 3, corrispondente al nome del consigliere Balletto).
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere.
MASAI, Segretario, procede all'appello.
Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI - VARGIU - AMADU.
Rispondono no i consiglieri: BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO - BALIA.
Si sono astenuti i consiglieri: BUSINCO - FLORIS.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 72
Astenuti 2
Maggioranza 37
Favorevoli 38
Contrari 34
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Il punto successivo deell'ordine del giorno reca la discussione del disegno di Legge numero 385/A: "Disposizioni in materia di edilizia residenziale". E` stata chiesta dal Presidente Pili, se non ricordo male, una Conferenza dei Capigruppo, quindi prima della conclusione dei lavori, convoco la Conferenza dei Capigruppo per poter organizzare i lavori per la serata odierna e per domani, quindi la seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 19 e 29, viene ripresa alle ore 19 e 47.)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, riprendiamo posto. Sentita la Conferenza dei Capigruppo si decide che i lavori stasera proseguono sino alle ore 21 con l'esame del disegno di legge numero 385/A della Giunta regionale recante: "Disposizioni in materia di edilizia residenziale", relatore l'onorevole Businco. Chiedo che l'onorevole Businco venga richiamato in Aula.
Alle ore 21 si dovrebbero interrompere i lavori che proseguiranno giovedì mattina alle ore 10, quindi i lavori previsti per la giornata di domani non si svolgeranno per via della presenza a Roma del Presidente della Giunta e di altri Assessori, quindi continuiamo stasera sino alle ore 21, poi proseguiranno giovedì.
(Interruzioni)
Possiamo recuperare l'onorevole Businco? Colleghi, se l'onorevole Businco non viene in Aula, io sono costretto a rimettermi alla relazione scritta ed aprire la discussione generale.
(Interruzioni)
No, onorevole Cogodi, non è ammessa nessuna ipotesi di cattiva comprensione, è esclusiva responsabilità dei colleghi che sono voluti andare via, sono andati via e se ne assumano le responsabilità, io non sono disposto a passare sopra questo, non è possibile, quindi siccome l'onorevole Businco non è in Aula mi rimetto alla relazione scritta che quindi do per conosciuta da parte dei colleghi e dichiaro aperta la discussione generale chiedendo ai colleghi che intendono intervenire di iscriversi a parlare.
PRESIDENTE. Se nessuno chiede di parlare... Non ho sentito, onorevole Cogodi, onorevole Vassallo.
VASSALLO (R.C.). Chiediamo soltanto il tempo tecnico per presentare alcuni emendamenti, ci serve un minuto.
PRESIDENTE. Nel frattempo ripeto l'invito, all'Aula se c'è qualche collega che intende intervenire in sede di discussione generale. C'è la Giunta che intende intervenire su questo argomento?
Ha facoltà di l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
Ricordo ai colleghi che siamo in corso di seduta e li invito a prendere posto in Aula! Prego.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente, non intendo intervenire nel merito, è soltanto un disegno di legge che era collegato alla finanziaria e di cui si chiede la sollecita approvazione da parte del Consiglio.
PRESIDENTE. Dichiaro esaurita la discussione generale. Aspettiamo la presentazione degli emendamenti. Onorevole Fadda, su che cosa vuole intervenire?
FADDA (La Margherita-D.L.). Sempre sull'ordine del giorno, Presidente, per chiedere pochi minuti ancora per permettere ad alcuni colleghi di presentare degli emendamenti, siccome il collega Spissu e anche il collega Morittu stanno predisponendo gli emendamenti, essendo quasi terminata la discussione generale, perché altrimenti il problema è proprio...
PRESIDENTE. No, onorevole Fadda, la discussione generale è terminata con l'intervento della Giunta, io interrompo i lavori dell'Aula per cinque minuti stando in Aula per dare possibilità ai colleghi che intendono farlo di presentare ancora qualche emendamento senza allontanarci dall'Aula perché siamo in fase di votazione e dobbiamo votare il passaggio agli articoli.
(La seduta sospesa alle ore 19 e 56, viene ripresa alle ore 20 e 01.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori, ricordo che stiamo esaminando il disegno di legge 385/A della Giunta regionale, si è conclusa la discussione generale, quindi dobbiamo votare il passaggio agli articoli, invito i colleghi a prendere posto.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura del Titolo.
MASIA, Segretario:
TITOLO
Disposizioni diverse in materia di edilizia residenziale pubblica e integrazioni alla legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul Titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'articolo 1 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 2 e dell'emendamento sostitutivo totale numero 6 ad esso presentato.
MASIA, Segretario:
Art. 2
Disposizioni in materia di acquisto,
costruzione o recupero di alloggi
1. I beneficiari di contributi destinati all'acquisto, alla costruzione o al recupero di alloggi adibiti a prima abitazione sono obbligati a stabilire la propria dimora abituale nell'alloggio per cinque anni a partire dalla data di acquisto o di ultimazione dei lavori di costruzione o recupero; per lo stesso periodo è vietata l'alienazione e la locazione dell'alloggio.
2. La violazione degli obblighi di cui al comma 1 comporta la revoca dei benefici ottenuti e la loro restituzione, maggiorati degli interessi legali. Con deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore dei lavori pubblici, sono stabilite le cause e le condizioni in presenza delle quali è consentito il rilascio dell'autorizzazione a derogare dagli obblighi di cui al comma 1.
PRESIDENTE. A quest'articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Vassallo - Cogodi - Ortu
Art. 2
L'art. 2 è sostituito dal seguente:
I commi 1 e 2 dell'art. 7 della L.R. 32/85 recante "Fondo per l'edilizia abitativa" sono sostituiti dai seguenti:.
' I soggetti che usufruiscono dei finanziamenti previsti dalla presente legge devono impegnarsi, con atto trascritto nella conservatoria dei registri immobiliari, a stabilire la propria dimora abituale nell'alloggio realizzato, recuperato o acquistato, per un periodo non inferiore a 5 anni a partire dalla data di acquisto o di ultimazione dei lavori di costruzione o recupero, pena la decadenza dal finanziamento.
La violazione degli obblighi di cui al comma 1 comporta la revoca dei benefici ottenuti e la loro restituzione, maggiorata degli interessi legali.
Gli alloggi possono essere alienati o locati, previa autorizzazione dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, quando sussistano gravi, sopravvenuti e documentati motivi. Decorso tale termine gli alloggi stessi possono essere alienati o locati. ' (6)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento sostitutivo totale numero 6.
VASSALLO (R.C). L'emendamento numero 6 modifica sostanzialmente, ma sostanzialmente dà una più chiara esplicazione di quanto si prefiggeva l'articolo 2, in quanto l'articolo 2 interviene sostanzialmente a dettare nuove norme per quanto riguarda l'applicazione dei commi 1 e 2 dell'articolo 7 della legge regionale 32/85 che in effetti è quella che reca il fondo per l'edilizia abitativa. Se noi andiamo a vedere l'esplicazione di questa normativa, noi vediamo che dettava norme per la quale gli immobili non potevano essere alienati per un periodo inferiore ai nove anni, per cui la norma invece votata dalla Commissione riduce il periodo da nove a cinque anni. Però, oltre questo, esplicitava in maniera equivoca la facoltà del mantenimento dell'alloggio e anche la possibilità di eventuale revoca dei benefici ottenuti qualora un beneficiario non avesse ottemperato a precise norme. Noi abbiamo ritenuto opportuno fare questo emendamento attenendoci precisamente a quanto previsto dalla legislazione nazionale, precisamente dalla legge 179, che prevede lo stesso espressamente la riduzione del periodo da nove anni a cinque anni, però mantiene chiaramente la sussistenza di gravi motivi per operare la deroga non da parte dell'Assessore, ma da parte dell'Assessorato che è quello che poi deve fare l'istruttoria con l'ulteriore precisazione che, decorso il termine dei cinque anni, gli stessi alloggi possono essere alienati o locati, così come prevede la legislazione nazionale. Per cui ci sembra un'utile precisazione richiamare il testo alla normativa più generale per cui una migliore esplicazione che può essere anche agevolmente accolta da questo Consiglio.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L). Signor presidente, prendo la parola per fare un'osservazione sul comma 2 dell'articolo 2.
PRESIDENTE. Scusi onorevole Sanna, evidentemente questo clima vacanziero ha colto innanzitutto me, dovevo chiedere i pareri.
Il parere del relatore mi pare acquisito perchè il relatore non è presente in Aula.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Sanna.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L). Dicevo, Presidente, l'osservazione sul comma 2 dell'articolo 2 dove prevedendo il regime "sanzionatorio" agli obblighi fissati al comma 1 viene, come spesso è accaduto in questi anni, interpretata la regola o la sanzione con discrezionalità, nel senso che la Giunta, su proposta dall'Assessore, stabilisce le cause e le condizioni non di derogabilità in senso regolamentare, come si dovrebbe in un organo legislativo ed esecutivo che si rispetti, ma delibera le condizioni in presenza delle quali è consentito il rilascio dell'autorizzazione in deroga, vale a dire uno strumento discrezionale che valuta caso per caso la derogabilità dagli obblighi di cui al comma 1, questo è inaccettabile e credo che ci siano i requisiti anche di un eccesso di potere, perchè non è pensabile che la Giunta possa valutare in via discrezionale quando accettare o acconsentire autorizzazioni in deroga. Si deve semmai ragionare, assessore Masala, in termini di requisiti e cause che consentono l'autorizzazione in deroga in termini regolamentari, uguali per tutti.
Io lo dico in maniera molto sommessa perchè quest'epoca politica che è contrassegnata non dal detto e dal rispetto che "la legge è uguale per tutti", ma è uguale per qualcuno e disuguale per altri, non vorrei che si traducesse in metodo. Perchè la Giunta non può arrogarsi il diritto caso per caso di individuare cause di derogabilità, deve fissare le regole e deve sovrintendere che queste regole siano uguali per tutti. E quindi io faccio un'osservazione per richiedere all'Assessore se voglia in questo caso rivedere, in termini di precisazione, il contenuto del comma 2.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che le iscrizioni a parlare devono essere richieste durante il primo intervento.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Intervengo perchè vorremmo comprendere se in ragione di questa legge, che l'entità delle presenze in Aula vorrebbe qualificare come un atto semplice, tranquillo, vi è la possibilità di modificare alcune prescrizioni che la proposta avanzata all'Aula contiene. Perchè c'è sempre una modalità che si ripropone, ci sono delle leggi che vengono presentate in questo modo, si fa tranquillamente, perchè? Perchè la commissione l'ha esitata all'unanimità. Noi abbiamo avuto modo di rappresentare più volte il fatto che la Commissione anche quando esita un provvedimento all'unanimità avanza una proposta all'Aula, quindi la Commissione ha compiuto un'attività istruttoria, il più delle volte benemerita, però l'esame della legge non è finito se no l'Aula non servirebbe a granché, si definiscono le cose in Commissione al più l'Aula ratifica.
Secondo argomento, non tutte le Commissioni contengono la rappresentanza di tutte le parti politiche quindi, proprio per questa proliferazione di commissioni, ci sono commissioni che vedono non presenti non una ma diverse parti politiche e poi, in ogni caso, i consiglieri regionali che sono titolari del potere di esame delle leggi e di approvazione, i legislatori sono qui nel Consiglio regionale e non solo quelli che sono in Commissione, hanno comunque la possibilità di un riesame. Ho fatto questa premessa, e me ne scuso, per chiedere alla cortesia dei colleghi, proprio perchè questa legge in Commissione ha avuto una larga o mi pare unanime condivisione, se rispetto ad alcune proposte avanzate di modifica vi è o no interlocuzione, perchè noi non abbiamo potuto avanzare quelle proposte in Commissione dove non c'eravamo. Questa proposta che non è poi così peregrina la si vuole prendere in considerazione o no? Già il collega Gian Valerio Sanna rafforzava un punto di critica soprattutto relativamente alla disposizione che è contenuta nel comma secondo dell'articolo 2. Una volta che si riduce di molto - questo è il punto - il tempo entro il quale un alloggio avuto da un privato, che ovviamente ne avrà bisogno se l'ha avuto, può essere alienato, prima si prevedeva nove anni adesso cinque anni, le condizioni in cinque anni si possono modificare di molto, le condizioni sociali, le condizioni economiche, questo è il primo comma e già lascia qualche elemento di perplessità. Però, poi il comma 2 già rispetto ad una riduzione di termini che da nove passa a cinque anni introduce un potere di deroga in via amministrativa, cioè la prescrizione dell'articolo 1: "possono essere derogate con deliberazione della Giunta regionale che assume il potere di stabilire le cause e le condizioni in presenza delle quali è consentito il rilascio dell'autorizzazione a derogare agli obblighi del comma uno".
Cause e condizioni non possono essere stabilite in via amministrativa in materia di gestione del patrimonio pubblico o meglio, non possono essere stabilite in via amministrativa qualora non via sia un criterio guida, cioè non vi sia un ambito entro il quale questo potere discrezionale possa essere esercitato o chiamiamolo potere di intervento derogatorio più che discrezionale. Quale era il sistema precedente, o meglio qual è il sistema attuale ancora? E` che questa deroga eventuale in via amministrativa poteva essere concessa a condizione che ricorressero gravi e sopravvenuti e documentati motivi, qualcuno dirà: "Sì, ma grave può essere ritenuto grave o no". Documentato va bene, si deve documentare, però "il grave, sopravvenuto e documentato motivo" è un criterio che responsabilizza e qualifica quell'atto amministrativo nel senso che l'atto di intervento, anche nel caso singolo, deve contenere motivazioni giuridicamente valide e per ciò stesso anche verificabili ed impugnabili da chi altro abbia interesse, perchè in materia di edilizia residenziale pubblica, sì, a tutti si vorrebbe dare una casa a quelli che la chiedono, ma quando la si dà a uno poi c'è l'altro che aspetta e quello che di più turba anche un equilibrio sociale spesso non è tanto e solo la mancanza della casa o la difficoltà di accesso alla casa, è vedere da parte di chi ha bisogno o più bisogno che altri in condizioni economiche migliori ottengano facilmente l'assegnazione, e che dopo cinque possono benissimo vendere un bene che si è valorizzato di molto sul piano economico. Quindi, il criterio pubblico, la garanzia pubblica è anche un criterio di equilibrio e di rasserenamento sociale. Che cosa proponiamo con l'emendamento? Una cosa semplicissima, di restituire alla norma almeno quella necessaria motivazione di sostegno ai gravi sopravvenuti e documentati motivi; perchè l'intervento derogatorio eventuale in via amministrativa, lo faccia l'Assessore o lo faccia la Giunta, o lo faccia o lo autorizzi, non sia una cosa tutta in bianco, i cui criteri li deve stabilire la stessa autorità che può concedere la deroga e che può stabilire criteri ad hoc caso per caso, ma che permanga almeno quella dizione che consente e obbliga a una motivazione puntuale.
I colleghi presentatori della legge e i colleghi che la sostengono non si sbarazzino troppo facilmente di ogni osservazione che si avanza, dicano: "Concordiamo oppure modifichiamo ancora la cosa", però non pensino che...
PRESIDENTE. Concluda consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). Sì, ho concluso. Avanziamo una proposta, siccome siamo in pochi e siccome si presume che siamo quasi tutti d'accordo, si fa lo stesso. Questo porterebbe invece a dover ancora intervenire per chiarire quello che in pochi minuti non siamo riusciti a chiarire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.) Signor Presidente, solo una battuta. Sull'articolo 2 io naturalmente comprendo anche le ragioni portate dal collega Cogodi e anche dal collega Vassallo, le condivido in larga parte, ma mi riferisco in particolare all'intervento poc'anzi svolto dall'onorevole Gian Valerio Sanna sul comma 2, mi trova d'accordo che il comma 2 davvero lascia aperta una strada di discrezionalità che non può essere accolta da questo Consiglio, almeno noi non intendiamo accoglierla e quindi siamo d'accordo su un'ipotesi di non accoglimento del comma 2 e quindi, di una votazione eventualmente per parti dell'articolo 2.
Non condividiamo cioè il dispositivo che dà alla Giunta un potere discrezionale nell'individuare una casistica che invece deve essere, com'è, chiarita dalla legge.
PRESIDENTE. Non ho capito, consigliere Morittu, quindi lei sta sostanzialmente chiedendo una votazione per parti dell'articolo 2?
MORITTU (D.S.). Sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Siccome sull'argomento qualche collega ha chiesto anche dei chiarimenti sulla questione, mi pare doveroso svolgere questo ruolo, maggiormente è necessario questo perchè l'Assessore dei lavori pubblici è stato nominato proprio oggi e non ha ancora preso possesso dei suoi incarichi e quindi, spetta a me in questo caso sostituirlo.
Relativamente all'emendamento numero 6 per il quale la Giunta si è rimessa all'Aula, sarebbe da osservare che verrebbe appesantito eccessivamente il procedimento qualora con atto separato, come viene proposto dall'emendamento stesso, si chieda la trascrizione di questo impegno presso il registro della conservatoria registri immobiliari.
VASSALLO (R.C.). Questo è quello che è previsto oggi, Assessore.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. A mio giudizio, se si dà una lettura più attenta del primo comma così com'è stato licenziato dalla Commissione, in realtà, poiché l'obbligo inizia a decorrere dal momento conclusivo del procedimento e cioè, dal momento dell'ultimazione dei lavori o dal momento dell'acquisto, evidentemente in quella occasione si dà atto, proprio nell'atto pubblico di acquisto, di questa circostanza per cui diciamo: "L'amministrazione è sufficientemente garantita, garantita sotto questo profilo". D'altra parte non vedo la ragione per la quale non ci si debba fidare delle notizie che verrebbero date sull'argomento da parte dei Comuni. Quindi, diciamo che secondo me, l'obbligo è sufficientemente garantito con la formulazione del comma 2, così come licenziato dalla Commissione. Relativamente alle perplessità in ordine all'ultima parte del secondo comma dell'articolo 2 c'è da dire che effettivamente magari la formula non è felice e si presta a degli equivoci; a mio giudizio quando si parla di cause che possono determinare una deroga alle sanzioni previste dal comma 1, evidentemente ci si riferisce a cause di natura oggettiva e quindi, se noi lasciassimo tout court l'eliminazione di qualunque beneficio per il solo fatto che viene a cessare la condizione della dimora, evidentemente noi sanzioneremmo anche questi assegnatari che venissero costretti, da situazioni indipendenti dalla propria volontà, di non avere più la dimora, quindi evidentemente ci sono e ci dovrebbero essere delle cause oggettive che possono determinare una situazione tale per cui si debba o si possa derogare a questa cosa.
Per cui diciamo che non so in che termini può essere fatta una proposta di questo genere; però, attenzione, l'eliminazione così come è stato prospettato della seconda parte metterebbe tutti gli assegnatari nella medesima condizione di dover rinunciare ai benefici concessi, indipendentemente dal fatto che per alcuni sussistano delle condizioni oggettive perchè bisogna assolutamente tener presente nella cosa; quindi io inviterei l'Aula a una riflessione attenta su questo. Caso mai si può chiedere l'impegno all'Assessorato dei lavori pubblici perchè la delibera venga presentata in Commissione, trasmessa in Commissione per un preventivo esame magari prima dell'approvazione, cioè dovrebbe essere una garanzia di questo genere perchè diversamente l'esigenza oggettivamente, se ci riflettete, esiste comunque.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dei chiarimenti. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Signor Presidente. In effetti il comma 1 dell'articolo 2 risulterebbe, condivido, appesantito, anche se l'onorevole Cogodi ha ragione nel sostenere ciò che ha voluto molto precisamente spiegare all'Aula. In effetti cosa colpisce è la coda al comma 2, che è stata rilevata dall'onorevole Sanna, e lì occorre agire, non si può mandare avanti, coi tempi effettivamente che corrono, un provvedimento che recita così come è detto in questo testo e non so se possa, in materia occorre avere una certa preparazione e confesso di non averla, ma probabilmente la coda dell'emendamento 6: "Gli alloggi possono essere in atto locati previa autorizzazione dell'Assessorato ai Lavori quando sussistono gravi, sopravvenuti e documentati motivi, decorso tale termine gli stessi alloggi possono essere in atto locati"; se si possa inserire qualcosa del genere, un emendamento orale, e chiudere la partita per questo articolo che certamente dovremo sennò votare per parti, come chiedeva l'onorevole Morittu, e non va bene questo aspetto, anche vincolarlo alla Commissione è una cosa lunga, con deliberazione aggiunta su proposta della Giunta, proposta dall'Assessore, sentita la Commissione, non lo so.
Mi pare che diventi una cosa un po' complessa, sarebbe meglio stabilire un nesso tra eccezioni e cause e chiudere l'articolo senza derogare o rinviare alle Commissioni.
PRESIDENTE. Io non intendo riaprire la discussione, quindi siamo in sede di eventuali dichiarazioni di voto. Se invece vi è l'esigenza di trovare una sintesi tra gli interventi che vi sono stati, quindi anche con la possibilità di presentare eventualmente un emendamento all'emendamento o qualche soluzioni tecnica, sospendiamo la seduta per cinque minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Presidente, volevo sottoporre all'attenzione dei colleghi il fatto che essendo stata chiesta la votazione per parti se dovessimo andare a voto segreto chiaramente i lavori andrebbero a concludersi perché, visti i numeri …. Io sono per accogliere l'invito dell'Assessore a precisare i contenuti del comma 2 nel senso che dopo le parole "lavori pubblici" è possibile inserire "è approvato, previo parare della Commissione competente, apposito disciplinare contenente le cause e le condizioni in presenza delle quali sono consentite le autorizzazioni in deroga dagli obblighi di cui al comma 1". In questa forma la delibera non è un atto che si può ripetere, ma un atto che approva un disciplinare che ha un valore oggettivo e che prescrive indirizzi e che la Commissione valuterà per la sua portata. Se questo può essere accoglibile evitiamo di fare votazioni complicate.
PRESIDENTE. Questa proposta dell'onorevole Gian Valerio Sanna può essere intesa a termine di Regolamento come una proposta migliorativa relativamente alla compressione del testo anche a seguito degli interventi che vi sono stati. E` del tutto evidente che l'onorevole Sanna dovrebbe anche prendersi la briga di presentare per iscritto questa proposta migliorativa in maniera tale che possa essere anche distribuita ai colleghi e poi, successivamente, essere messa in votazione. Quindi sospendo la seduta per cinque minuti pregando i colleghi di non allontanarsi dall'Aula perchè riprendiamo immediatamente.
(La Seduta, sospesa alle ore 20 e 29, viene ripresa alle ore 20 e 40.)
PRESIDENTE. E` stato presentato e è in fase di distribuzione l'emendamento sostitutivo parziale numero 9, proposto dal consigliere Sanna Gian Valerio. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio
Art. 2
Nel comma 2 dell'art. 2 dopo le parole "dei lavori pubblici" l'ultima frase è sostituita dalla seguente:
' è approvato, previo parere della Commissione consiliare competente, apposito disciplinare contenente le cause e le condizioni che danno diritto alla deroga dagli obblighi di cui al comma 1. ' (9)
PRESIDENTE. Quindi l'ordine delle votazioni sarà il seguente: mettiamo prima in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero...
PRESIDENTE. Consigliere Fadda mi dica.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Per il tipo di votazione? Un attimo, mi faccia concludere prima l'illustrazione dell'ordine delle votazioni. Intanto per chiedere al collega Vassallo che è il primo firmatario dell'emendamento numero 6 se mantiene l'emendamento numero 6 anche a seguito dell'emendamento numero 9 presentato dall'onorevole Sanna.
VASSALLO (R.C.). Sì, intendo mantenerlo.
PRESIDENTE. L'ordine delle votazioni sarà il seguente: prima mettiamo in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 6, poi a seguire, laddove non dovesse essere approvato, l'emendamento sostitutivo parziale numero 9 e poi l'articolo. Sull'emendamento numero 9 formalmente dovrei chiedere il parere della Giunta che mi pare però abbia contribuito...
MASALA (A.N.), Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio. La Giunta è favorevole.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 9 il parere della Giunta è favorevole.
Stiamo parlando dell'emendamento numero 6. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri DETTORI, MORITTU, MANCA, BALIA, PUSCEDDU, DEMURU, COGODI.)
PRESIDENTE. Sull'emendamento sostitutivo totale numero 6 è stato chiesto dal consigliere Fadda, con altri otto colleghi che lo appoggiano, il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento sostitutivo totale numero 6.
Rispondono sì i consiglieri: COGODI - ORTU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PETRINI - PILI - PILO - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU - DEMURU - DETTORI - FADDA - GRANELLA - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 34
Astenuti 18
Maggioranza 18
Favorevoli 3
Contrari 31
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 9 presentato come sintesi dall'onorevole Sanna Gian Valerio, sul quale la Giunta ha espresso parere favorevole. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
COGODI (R.C.). Quale sintesi?
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ho già detto che è stato ammesso come migliorativo della comprensione del testo, nessuna sintesi, ho sbagliato io nell'usare il termine "sintesi", le chiedo scusa.
COGODI (R.C.). Migliorativo del senso del testo di quale articolo?
PRESIDENTE. La pregherei di leggere l'articolo 85 del Regolamento.
Metto in votazione dell'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
CAPPAI, Segretario:
Art. 3
Accertamento delle condizioni di ammissibilità
ai fini dell'assegnazione degli alloggi
1. Il comma 4, dell'articolo 15, della legge regionale n. 13 del 1989, è sostituito dal seguente:
"4. Qualora venga accertata da parte del Comune la mancanza, anche sopravvenuta, nell'assegnatario di alcuno dei requisiti richiesti per l'assegnazione oppure la non veridicità delle dichiarazioni circa le condizioni di priorità a suo tempo poste a base della collocazione in graduatoria, il Comune stesso trasmette la documentazione alla Commissione di cui all'articolo 8, la quale provvede nei successivi trenta giorni all'eventuale esclusione del concorrente dalla graduatoria o all'eventuale mutamento della sua posizione nella graduatoria medesima, dandone notizia all'interessato. Il mutamento delle condizioni soggettive ed oggettive dell'aspirante assegnatario, eventualmente intervenuto fra la pubblicazione della graduatoria e l'assegnazione, non influisce nella collocazione in graduatoria, semprechè permangano i requisiti prescritti.".
PRESIDENTE. All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 5. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu
Art. 3
Nell'art. 3, le parole da "la quale provvede" a "graduatoria medesima" sono sostituite dalle seguenti:
' la quale provvede, nei successivi trenta giorni, alla verifica dell'istruttoria comunale, e, in caso di conferma della medesima, alla esclusione del concorrente della graduatoria o al mutamento della sua posizione nella graduatoria stessa. ' (5)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento sostitutivo parziale numero 5.
VASSALLO (R.C.). Stiamo parlando dell'emendamento numero 5. Chi ha letto l'articolo 3 vedrà che proprio nel primo comma del punto 4 vi è un termine che rimanda a una facoltà del Comune di controllare; il testo dice: il Comune controlla e se verifica che mancano dei requisiti o se sono sopravvenute delle modifiche ai requisiti previsti dalla legge, trasmette l'informativa alla Commissione e la Commissione eventualmente prende atto dell'eventuale modifica; nei successivi trenta giorni provvede all'eventuale esclusione o modifica della posizione degli aspiranti in graduatoria.
Noi riteniamo intanto che così come è formulata la norma non sia rispettosa della stessa legge che dà precise competenze alla Commissione; il Comune non è che ha il compito di accertare, è la Commissione, tramite gli uffici comunali che accertano e per cui percepiscono tutta la documentazione di aspiranti assegnatari di case e formula la graduatoria; e comunque sia, dato che il Comune ha comunque la facoltà di segnalare, così come qualunque altro la facoltà di segnalare, ma in questo caso si prevede che il Comune segnali eventuali irregolarità, la Commissione ha il dovere intanto, prima cosa, di verificare che quanto segnalato corrisponda al vero, per cui accertare che quanto il Comune segnali sia corrispondente. Seconda cosa: se la Commissione verifica che vi è corrispondenza di quanto ha segnalato al Comune alla Commissione stessa, non è che può operare nell'eventualità; opera l'esclusione e la rideterminazione della posizione in graduatoria.
Cos'è questa facoltà della Commissione di agire discrezionatamente, discrezionalmente rispetto a dei fatti e a delle cose accertate? E` un'idiozia se mi permettete, per cui l'emendamento...
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, la prego di usare un linguaggio più consono a quest'Aula.
VASSALLO (R.C.). Mi scuso per il linguaggio, però se mi permette sono un po' alterato per il semplice fatto che anche nell'emendamento precedente sono state dette cose non veritiere, perchè nel nostro emendamento riproponevamo esattamente quello che era già previsto per legge e per cui non vi era nessun appesantimento di quello che c'era già oggi, era soltanto una maggior specificazione. Ecco perchè mi scaldo, scusate; mi scaldo perchè del merito si discute però poi nessuno entra nel merito di quello che veramente qua si discute e si dice. Per cui mi scuso per l'espressione e continuo.
Continuo dicendo che l'emendamento numero 5 è un emendamento molto semplice, ci sembra un emendamento ragionevole che porta al senso e al dettato della legge che ci sembra una legge che abbia molto buon senso e per cui ci sembra opportuno che l'Aula, e anche doveroso, senza molte discussioni lo accolga e lo approvi pure.
PRESIDENTE. Visto che il relatore non c'è, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è negativo non perchè non condivida il contenuto dell'emendamento, ma perché, a giudizio della Giunta, il contenuto dell'emendamento è già compreso nel testo, perchè quando la Commissione fa una verifica, evidentemente verifica la documentazione che il Comune ha trasmesso e quindi verifica l'istruttoria, cioè le modalità attraverso le quali è stata istruita la pratica e quindi in quell'occasione, se trova conferma negli atti che sono stati trasmessi, allora approva o modifica; l'eventuale non è un'attribuzione di potere discrezionale, a mio giudizio, alla Commissione, ma è la conclusione della verifica, cioè una volta accertata la coerenza dei documenti a quello che ritiene abbia istruito il Comune, è chiaro che deve adeguarsi a quelle cose. Quindi, l'eventuale non sta lì a esprimere un concetto di discrezionalità, ma soltanto alla demarcazione delle due ipotesi, cioè all'ipotesi di conferma o l'ipotesi contraria; per cui l'emendamento in sostanza, a mio giudizio, esprime lo stesso che c'è scritto nell'emendamento e quindi, il giudizio negativo è in quel senso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Solo una battuta Presidente. Ritengo l'emendamento presentato da Vassallo, Cogodi e Ortu un emendamento di carattere esplicativo letterale, è più preciso secondo me, e più chiaro rispetto alla formulazione contenuta nell'articolo 3; concordo poi che nella sostanza l'emendamento non cambia, però la lettura secondo me ne risulta molto più chiara e molto più diretta nell'esplicazione fatta dai presentatori dell'emendamento. Evidentemente questa ripetizione dell'eventuale induce quasi, come dire, a un tasso di discrezionalità che viene rilasciato alla Commissione. La dicitura dei presentatori dell'emendamento è invece una dicitura più diretta riferendosi alla Commissione, la quale provvede entro i successivi trenta giorni alla verifica e così via. Quindi, io esprimo un parere favorevole all'accoglimento del testo dell'emendamento per le ragioni che dicevo, cioè per ragioni di chiarezza più che per ragioni di sostanza, perchè la sostanza è la stessa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per ribadire quello che poc'anzi affermava il collega Morittu che il senso dell'emendamento è esattamente quello; ed è l'esatto contrario di quello che diceva l'Assessore Masala, perchè è ben singolare questa pretesa di fare leggi in questo modo. Si dice: il Comune trasmette la documentazione alla Commissione di cui all'articolo, la quale provvede all'eventuale esclusione. Noi presentiamo un emendamento e diciamo: "Invece di una eventuale esclusione, se l'accertamento è fondato, si faccia una verifica e ci sia l'esclusione; se non è fondato, si fa la verifica e non c'è esclusione". Argomenta l'Assessore per la Giunta regionale: "Ma "eventuale" non vuol dire, secondo me, discrezionale, eventuale vuol dire, secondo me, scritto in legge, previa verifica. Ben si intende che la Commissione farà la verifica. E allora, se vuol dire "previa verifica", e ben si intende, si ritiene che la Commissione farà la verifica, invece di "eventuale", si metta "previa verifica". Ma perchè dobbiamo insistere a fare leggi equivoche invece di leggi chiare? Si tratta di una parola, "previa verifica" anziché "eventuale", l'eventualità è un ambito di interpretazione poi delle leggi perchè non verrà chiamato sempre l'Assessore Masala a interpretare le leggi della Regione, magari le deve interpretare anche qualche altro, magari le deve interpretare un funzionario che le deve applicare e dire che procede alla "eventuale esclusione" quando anche fosse la segnalazione del Comune fondata, e il Comune dice: "Bada, questo ha avuto l'alloggio assegnato quando era in cerca di lavoro, nel frattempo questo ha trovato un lavoro, prima aveva un reddito di 3 milioni, oggi ha un reddito 170 milioni, è cambiata la condizione soggettiva", segnala il comune alla Commissione, la quale eventualmente lo esclude. No, la Commissione verifichi, è una specie di doppia - non è doppia mandata di catena questa, eh! -garanzia che l'accertamento che il comune ha fatto e ha inviato è fondato e quindi ne deriva una conseguenza sicura, che è una conseguenza sicura di esclusione, ma anche di tenuta del diritto all'alloggio qualora quella segnalazione fosse un po' labile e non ben documentata. Fra un sistema di certezze e di garanzie e un sistema di labilità e di eventualità, perché preferite sempre l'eventualità e le labilità che poi si traducono in danno ai cittadini?
Condivisione anche della giusta interpretazione che ha voluto dare il collega Morittu e richiesta di voler scrivere chiaro nelle leggi, soprattutto quando si dice che si vuole la stessa cosa, anziché scrivere equivoco.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, per brevità faccio proprie le considerazioni del collega Morittu nel merito del contenuto dell'emendamento. Voglio solo aggiungere alcune cose.
Attenzione, i requisiti e le condizioni di priorità sono tali e articolate, qualche volta connesse e altre volte soggettivamente individuali, da provocare non in via prioritaria l'esclusione, ma certamente in via prioritaria il mutamento, per cui anche la consecutio andrebbe modificata in quell'emendamento, parlare prima di mutamento e parlare dopo di esclusione, perché questo tipo di ragionamento dovrebbe valere in uno stato di diritto a doppio senso di marcia, nel senso che un poveraccio potrebbe avere erroneamente dichiarato un reddito "X" e perché la Commissione non deve accertare che invece ne aveva uno minore e che aveva diritto a una posizione migliore in graduatoria? E' proprio per questo che la consecutio dovrebbe prevedere prima il mutamento e poi l'esclusione, proprio perché la gestione di questi criteri nell'assegnazione, alcuni sono correlati e alcuni sono anche vincolati perché per esempio chi chiede il punteggio sull'antigienicità non lo può chiedere su un'altra fattispecie, per cui o sceglie l'uno o sceglie l'altro, ma se la Commissione istruisce e controlla le condizioni potrebbe anche darsi che non riconoscendone uno gli ripristini l'altro e quindi questo produce un mutamento in via prioritaria e poi in casi del tutto eccezionali, mancando i requisiti di fondo, anche l'esclusione. Ma la fattispecie più ricorrente io ritengo che sia il mutamento, quindi anche nella lettura dell'emendamento del collega Vassallo io suggerirei di invertire il senso logico del ragionamento.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Bene colleghi, i lavori per stasera si interrompono qui, come concordato in Conferenza di Capigruppo. Riprenderanno giovedì mattina alle ore 10, con la prosecuzione dell'esame di questo provvedimento, poi riprenderemo le interpellanze che oggi non sono state discusse per l'assenza l'Assessore e poi proseguiamo con gli altri punti all'ordine del giorno.
Informo i colleghi che fanno parte della Quinta Commissione, presieduta dall'onorevole Frau, che la suddetta Commissione è convocata per giovedì pomeriggio alle ore 15 e 30.
La seduta è tolta alle ore 21 e 02.
Allegati seduta
CCCLXXII SEDUTA
(Pomeridiana)
Martedì, 24 Giugno 2003
Presidenza del Vice Presidente BIGGIO
indi
del Vicepresidente Salvatore SANNA
La seduta è aperta alle ore 17 e 21.
Cappai, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 22 maggio 2003, che è approvato.
Sull'ordine del giornoPRESIDENTE. L'ordine del giorno reca lo svolgimento dell'interpellanza numero 373/A. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita-D.L.). Presidente, per chiedere gentilmente all'assessore Masala se possiamo discutere l'interpellanza domani mattina perché mi ha consegnato adesso la delibera della Giunta regionale e ho necessità di esaminarla. Quindi, se la Giunta regionale non ha difficoltà, io andrei all'illustrazione dell'interpellanza domani mattina.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io non ho niente in contrario a niente, perché sono qui per rispondere alle domande che vengono fatte dal collega e dal Gruppo che il collega rappresenta. Sottolineo soltanto un fatto, che l'interpellanza per Regolamento è un atto mediante il quale vengono acquisite delle notizie e per verificare se corrispondono al vero, eccetera, e quali siano gli atti, i provvedimenti che la Giunta intende adottare su questo affare. Quindi è un atto che può esaurire il suo corso attraverso l'interpellanza stessa, oppure è strumentale a una mozione, a un atto successivo. Ora, in genere, quando uno fa l'interpellanza ha un insieme di notizie che possono essere corrispondenti al vero oppure no e che attraverso l'interpellanza vengono chiarite o tali da essere superate o soddisfatte o non soddisfatte.
Siccome noi non stiamo parlando della delibera, ma sempre della proposta di delibera, perché io non ho la delibera sottoscritta e quindi non è stata ancora, attraverso i canali amministrativi competenti, inviata né agli uffici amministrativi della Regione né alla Presidenza del Consiglio regionale, è chiaro che rimaniamo sempre nel campo di cui stiamo parlando, cioè stiamo sempre parlando di una proposta di delibera, perché è l'atto di cui stiamo parlando, nel senso ce l'abbiamo a disposizione. Siccome lei ha usato le parole "ho delibera" lei ha ancora la proposta di delibera, perché io non sono autorizzato a consegnare atti che non sono nella mia disponibilità in quanto la delibera, non dovendo essere firmata da me, ma dal Presidente della Giunta, ovviamente io non l'ho consegnata anche perché non ce l'ho.
Però, diciamo così, fatte queste precisazioni, siccome l'onorevole Fadda mi ha fatto una richiesta, se non è di intralcio questo ai lavori dell'Aula, pur essendo io nelle condizioni di poter dare le risposte ai quesiti che attraverso l'interpellanza vengono posti, io non ho niente in contrario, quindi non rientra nella mia disponibilità.
PRESIDENTE. Colleghi, se non ci sono pareri contrari alla richiesta, l'interpellanza si discuterà domani mattina. Infatti non ci sono opposizioni, la richiesta è approvata. Onorevole Fadda, si discuterà domattina all'inizio della seduta.
Nomina dell'Assessore regionale dei lavori pubblici
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la nomina dell'Assessore regionale dei lavori pubblici in sostituzione dell'onorevole Silvestro Ladu, dimissionario.
Dovrebbe intervenire il Presidente della Giunta, che non c'è. Sospendo i lavori per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 27, viene ripresa alle ore 17 e 48.)
PRESIDENTE. La seduta è riaperta. Ripeto che abbiamo all'ordine del giorno la nomina dell'Assessore regionale dei lavori pubblici in sostituzione dell'onorevole Silvestro Ladu, dimissionario.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Grazie, Presidente, intanto per chiedere scusa all'Aula per non aver potuto prima partecipare alla seduta e mi permetto anche di chiedere subito la convocazione della Conferenza dei Capigruppo, subito dopo la discussione di questo punto per tentare di rinviare la seduta di domani, in quanto è stato convocato a Palazzo Chigi per le ore 13 un incontro tra la Giunta regionale, il Governo e i sindacati per discutere la vertenza Sardegna.
Per quanto riguarda il punto all'ordine del giorno, come lei già ha detto Presidente, l'onorevole Silvestro Ladu ha presentato le dimissioni dalla carica di Assessore dei lavori pubblici. Nel ringraziarlo per il lavoro puntuale e anche proficuo di risultati che sono stati raggiunti nella sua guida, nella guida dell'onorevole Ladu, propongo all'Aula la sostituzione dell'onorevole Ladu con l'onorevole Pasquale Onida.
La Conferenza dei Capigruppo è stata chiesta per programmare i lavori di domani, quindi si svolgerà semmai dopo, esaurito l'argomento in discussione.
Ha domandato da parlare il consigliere Corona.
CORONA (F.I.-Sardegna). Presidente, uno dei consiglieri del nostro Gruppo, l'onorevole Petrini, ha avuto bisogno di recarsi un attimo in infermeria, quindi vorrei rappresentare questa necessità di raggiungerlo in qualche minuto. Grazie.
PRESIDENTE. Onorevole Corona, non ho capito niente, forse c'era brusio in aula. Vuole ripetere a voce un po' più alta? Lei ha bisogno di recarsi dall'onorevole Petrini? Non avevo capito, prego. Sospendo cinque minuti ancora, stando seduti in aula, anche per il servizio delle tribune.
CORONA (F.I.-Sardegna). Sta arrivando, Presidente.
PRESIDENTE. Quindi rinuncia? La seduta resta aperta.
Se non ci sono interventi, dobbiamo predisporre l'ordine del giorno. E' pervenuto l'ordine del giorno, Corona Vargiu e più, in merito alla sostituzione dell'onorevole Ladu, che è in distribuzioni a tutti i colleghi.
Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
ORDINE DEL GIORNO CORONA - VARGIU - DIANA - ONIDA - CAPELLI sulla nomina dell'Assessore dei lavori pubblici.
IL CONSIGLIO REGIONALE
udite le dichiarazioni del Presidente della Regione sulla sostituzione dell'Assessore dei lavori pubblici dimissionario,
approva
la proposta formulata e, in conformità nomina Assessore dei lavori pubblici il consigliere On. Pasquale Onida.
PRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'ordine del giorno numero 1. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E' estratto il numero 32, corrispondente al nome del consigliere….)
spissu (d.s.). A che punto siamo, Presidente?
PRESIDENTE. Siamo alla votazione, abbiamo estratto il numero da cui si inizia, il numero 32.
spissu (d.s.). Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Per dichiarazione di voto?
spissu (d.s.). Sì.
PRESIDENTE. E` già iniziata la votazione, scusi, onorevole Spissu, ho dato anche il numero.
SPISSU (D.S.). Chiedo di intervenire.
PRESIDENTE. Eravamo mezz'ora zitti, in attesa. Un attimo solo.
Onorevole Spissu, colleghi, qui si continua a stravolgere qualunque cosa, in particolare oggi ne abbiamo visto di tutti i colori. Io ritengo di non poter proseguire adesso nella discussione perché siamo in fase di votazione. Abbiamo estratto il numero, il primo da cui partire per la lettura dei nomi per il voto, credo che... non vorrei che costituisca... Se volete parlare, per carità, vige la democrazia e io non voglio togliere la parola a nessuno. Devo però precisare e vorrei che fosse messo a verbale molto chiaramente che questo non costituisce precedente e non può costituire precedente. Annulliamo questa chiamata e poi rifacciamo un'estrazione per la chiamata.
Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.
SPISSU (D.S.). Presidente, io non vorrei stravolgere il Regolamento e la prassi parlamentare e consiliare, ma a me pare che non siamo nella fase di votazione, Presidente, nel senso che dopo la comunicazione del Presidente Pili è stato sospeso il lavoro in Aula, è stato sospeso su richiesta del Presidente del Gruppo di Forza Italia, onorevole Corona, che ha chiesto cinque minuti di tempo per consentire al collega di rientrare in Aula; adesso abbiamo ripreso il lavoro con la presentazione dell'ordine del giorno, a noi pare che sul punto, all'ordine del giorno, si debba aprire la discussione e se non si deve aprire la discussione perché lei ritiene che siamo già in fase di votazione, siamo comunque in una fase nella quale sono consentite le dichiarazioni di voto. Quindi io non credo di stravolgere nessuna pratica regolamentare, chiedo a lei conforto su questa impostazione, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu, non è esattamente come lei ha esposto. Sono stati chiesti cinque minuti, è sopraggiunto l'onorevole Petrini e abbiamo sospeso l'interruzione di cinque minuti e l'ho comunicato all'Aula. Abbiamo ripetutamente invitato l'Aula per un intervento, non ci sono stati interventi, forse voi eravate distratti dalle vostre conversazioni, abbiamo comunicato che l'interruzione era sospesa, automaticamente sono state riaperte anche le porte per il pubblico e immediatamente ha cessato anche di essere accompagnato fuori dall'Aula, anche se avevamo inteso sospendere stando ognuno al suo posto, ed è stato comunicato che si stava redigendo l'ordine del giorno, ed eravamo in attesa dell'ordine del giorno. Era superato il momento degli interventi per cui nessuno nel frattempo poteva intervenire e ha chiesto di intervenire. L'ordine del giorno si redige alla fine degli interventi e durante gli interventi. E` pervenuto l'ordine del giorno, quando perviene l'ordine del giorno - è sempre avvenuto così - se ne dà lettura e dopo si procede al voto.
Adesso volete fare le dichiarazioni, prego fate le dichiarazioni. Ricominciamo la procedura. Non si dica che qui si toglie la parola a qualcuno, ma che non costituisca questo fatto, come ho già detto, un precedente per essere richiamato in altri casi.
SPISSU (D.S.). Noi stiamo, Presidente, all'indicazione procedurale che lei dà, quindi se così come lei sta dicendo non è consentito l'intervento sull'ordine del giorno perché siamo in fase di votazione, io naturalmente intervengo per dichiarazione di voto, per dichiarazione di voto su un punto all'ordine del giorno, che è stato rappresentato come un punto di facile soluzione, è un punto che su richiesta del Presidente è stato inserito come prioritario all'ordine del giorno dei lavori del Consiglio convocato in data odierna; un Consiglio che, come abbiamo avuto più volte occasione di dire, si riunisce oramai su richiesta delle opposizioni e soltanto in convocazione straordinaria avendo la maggioranza una grande difficoltà a venire in Aula nonostante siano molti, numerosi e importanti gli argomenti e le proposte di legge e i disegni di legge esitati in Commissione che avrebbero bisogno di una discussione e di una votazione da parte del Consiglio regionale. Un Consiglio regionale che verrà ricordato nella storia dell'autonomia come uno dei Consigli, se non il Consiglio, più improduttivo dal punto di vista della capacità di legiferare e questo nonostante la condizione economica, sociale, la condizione generale che la Sardegna sta attraversando richiederebbe una direzione e un gruppo dirigente regionale che sia all'altezza del tempo che attraversa. E invece siamo impantanati in una infinita verifica di maggioranza che dura oramai da oltre un anno, con un Presidente della Regione che ha paura di venire Aula e che anche quando fa un atto ordinario che viene rappresentato come una staffetta, anche qui ci sono patti parasociali che sorreggono questa maggioranza e che attengono agli accordi tra i gruppi che sostengono questa maggioranza, e quindi la sostituzione di Ladu con Onida dopo mesi di fibrillazione viene rappresentata come un adempimento che attiene quel Gruppo consiliare, una staffetta appunto diventa un problema di ordine politico generale.
Abbiamo trascorso l'intera mattinata ed una parte della serata con uno straordinario balletto, con il Presidente che non è venuto in Aula, sebbene fosse presente nei locali del Consiglio regionale, perché sa che c'è una difficoltà nella maggioranza ad accedere a questa ipotesi di staffetta così come viene rappresentata perché sono irrisolti i nodi politici che stanno alla base della crisi mai risolta e mai conclusa. Un intero Gruppo consiliare dichiara di non votare, di non voler accedere all'ipotesi di sostituzione di Onida con Ladu, tant'è vero che l'ordine del giorno che è stato sottoposto alla discussione, all'attenzione del Consiglio regionale, non è stato firmato né dal Capogruppo di A.N. né dal Vice Capogruppo di A.N., viene firmato dall'onorevole Diana in nome e per conto dell'intero Gruppo di A.N. o della parte di A.N. che naturalmente condivide questo ordine del giorno a testimonianza che esiste una difficoltà politica reale di questa maggioranza a procedere. Così come abbiamo detto altre volte sarebbe più serio, sarebbe più opportuno, sarebbe più giusto per il bene della Sardegna che il Presidente Pili finalmente si dimettesse e prendesse atto dell'improcedibilità politica del suo Governo che costituisce oramai un danno grave per la comunità sarda e che sta portando questo Consiglio regionale in una zona di ombra difficile e di difficile soluzione che si proietta sull'insieme del sistema politico della Sardegna.
Per questo motivo noi voteremo questo ordine del giorno, voteremo contro questa che viene definita una sostituzione tecnica perché sappiamo che ben altre sono le motivazioni politiche che minano la credibilità di questa maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, per manifestare anche la nostra espressione di voto del nostro Gruppo contro questa proposta; lo facciamo, credo, logicamente, come logicamente qualunque persona di buon senso si comporterebbe di fronte a un evento di questo genere che è inspiegabile e illogico di fronte a quello che è avvenuto in questi mesi.
Noi siamo convinti che assisteremo all'ennesima paradossale convulsione di questa maggioranza, una maggioranza che ci ha tenuto in quest'Aula per settimane a dirci della sua soddisfazione, a spiegarci dell'esigenza di una crisi risolutiva, di un malessere intollerabile, per chiudere una legislatura iniziata male e proseguita peggio. Potremmo dire che questo è il miglior atto di una vergogna palese, la Giunta dei fatti personali, staffette private senza il benché minimo avvertimento della politica, del malessere socio-economico, del bisogno di dare risposte altre alla Regione Sarda, il Presidente che è il grande incubatore di questi processi, questa, colleghi, è l'alternanza delle poltrone, l'esemplificazione del vostro operare, può interessare tutto ciò ai cittadini della Sardegna, presi come sono da problemi forse come mai più grandi di loro? Darà risposta tutto ciò al malessere che voi avete dichiarato, all'incapacità che avete dimostrare di dare sbocco alle vostre stesse aspettative? Credo che la risposta si dia da sola nel vostro comportamento, nelle vostre assenze, nel vostro malessere, nella tristezza esemplificata dalla faccia del nostro Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS (Rif.Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi sappiamo da tempo che, tra le altre incombenze del Consiglio regionale, lo stesso Consiglio regionale sarebbe stato chiamato ad esprimersi sul cambio tra l'assessore Silvestro Ladu e Pasquale Onida, quindi si tratta di un fatto conosciuto da tempo che non arriva inopinatamente alla nostra attenzione. Dobbiamo invece rilevare che all'ordine del giorno di questa importante seduta per il rilievo che assumono anche tutti gli altri argomenti che sono inseriti all'ordine del giorno che certamente porteranno a questo Consiglio via tutto il tempo fino alle prossime elezioni, non c'è quanto tutti - dico tutti - ci aspettavamo: il frutto copioso e robusto della verifica finalmente conclusa.
Se per verifica si intende, come mi pare, sostituire legittimamente due Assessori, un Assessore valoroso con un altro dello stesso partito ugualmente valoroso, la maggioranza o quello che è rimasto della maggioranza si fotografa di fronte alla Sardegna e sancisce definitivamente la sua impotenza e il suo immobilismo. E questo sarebbe in contraddizione anche con quanto affermato dal partito di maggioranza relativo, in più occasioni, al quale mi piace dare atto in questa sede, che aveva proposto un itinerario percorribile per dare forza, unitarietà e vitalità all'azione di Governo e della Giunta regionale.
Continua invece questo gioco di Gruppi e di partiti, ormai sta diventando un metodo, quello di scaricare sul Governo le fibrillazioni e le nevrosi preelettorali. Non si ha il coraggio di affrontare i nodi e di risolverli. C'è in tutti noi stanchezza e pigrizia mentale. Si fa finta di niente, che nulla sia cambiato, vedo i banchi della Giunta, che a nulla serve parlare qui, ritirare le delegazioni, che la verifica non si sia mai iniziata e sia diventata un optional senza alcun significato.
Noi non intendiamo fare la guerra ma in linea con i partiti dell'area centrale che hanno da sempre indicato una precisa linea da seguire, invito Forza Italia ad assumersi le responsabilità e ad indicare un itinerario percorribile. Comprendiamo anche il disagio di questo partito, ma in attesa di questo chiarimento non possiamo non astenerci anche perché non presenti nel Governo pur confermando la nostra stima politica e personale all'onorevole Onida, il quale per il suo valore ed esperienza meriterebbe il suo ritorno in Giunta in un quadro rasserenato con una verifica conclusa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Una breve dichiarazione di voto per dire che non è il caso in questa fase tanto di richiamare perché sono di tutta evidenza le tante e grandi questioni di merito che il Consiglio regionale della Sardegna dovrebbe poter affrontare; è inutile ripetere l'elenco, è drammaticamente presente a tutti la drammaticità della condizione economica e sociale di questa Regione. Possiamo ancora tanto a lungo indugiare nella possibilità, almeno la possibilità di affrontare queste questioni? E` possibile che per troppo tempo ancora la politica sarda sia percepita dall'opinione pubblica come questo gioco infinito e perverso dei ricambi, delle sostituzioni, delle staffette e quant'altro? E l'inoperatività, l'infruttuosità, il blocco sostanziale dell'attività legislativa, a chi giova e a chi danneggia? In una concezione come dire vecchia, anche della funzione di opposizione tanto peggio tanto meglio, si potrebbe dire che giova all'opposizione. Noi riteniamo che non sia così o comunque non sia giusto che avvenga questo, il blocco dell'attività istituzionale, l'incapacità della maggioranza, non in una o in alcune circostanze, ma sempre, di avanzare proposte, le sue proposte rispetto alle quali ci si possa confrontare per davvero e nel merito, crea un danno che è un danno più generale.
Questo Consiglio regionale - lo ricordava poc'anzi qualche collega - si riunisce, discute ed approva, nei modi nei quali approva ,ogni anno il bilancio e la finanziaria, che è un adempimento obbligatorio perché il Consiglio non venga sciolto, e si riunisce su grandi temi e questioni: l'acqua, l'assetto produttivo, la chimica, le servitù militari e quant'altro, perché è a ciò costretto, costretto tra virgolette, perché a ciò indotto da quella norma di salvaguardia regolamentare che è la mozione sorretta da almeno venti consiglieri regionali.
Ma anche l'attività di discussione, anche la più seria e impegnata, un po' perché una mozione, una risoluzione non equivale ad una legge, questa non è un'assemblea di mozioni, per le mozioni, questa è un'assemblea legislativa, quindi, principalmente deve produrre leggi, deve regolare la vita economica e sociale di questa Regione attraverso l'attività legislativa, perché sennò sarebbe un'autorità di altra natura, non sarebbe un'assemblea legislativa. Basterebbe un'autorità morale per esprimere auspici, non c'è bisogno di un Consiglio regionale con tutto quanto vi è connesso a questa funzione. Ecco perché c'è un'esigenza obiettiva, che arrivo a dire travalica anche l'interesse specifico della minoranza o delle minoranze, o dell'opposizione o quello della maggioranza e delle sue articolazioni. Vi è un interesse oggettivo di rivalutare la politica e di salvaguardare le istituzioni! Dovete verificare? Verificate! Dovete organizzarvi meglio? Organizzatevi! Noi per l'opposizione costruttiva e di merito abbiamo bisogno di proposte rispetto alle quali avanzare altre proposte, non abbiamo bisogno di melina! Non abbiamo bisogno che voi non facciate nulla, perchè se voi non fatte nulla costringete anche noi a fare niente, perchè non possiamo sostituire voi! Quindi, c'è un danno oggettivo che è non solo per la maggioranza - poco male se fosse così - ma che è invece per la Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente del Consiglio, onorevole Presidente della Giunta, io credo che anche quello che sta avvenendo oggi in quest'Aula, sia un qualche cosa che nella storia dell'autonomia regionale, in questi lunghi 50 anni e oltre di autonomia, credo che non si fosse ancora verificata una situazione di questa eccezionalità democratica. Situazione rappresentata da un Presidente che ormai da oltre un anno, non ha più la maggioranza, non ce l'ha a voto palese e non ce l'ha a voto segreto; è stato bocciato per 130 volte nell'ultima finanziaria. Tutte le mozioni che vengono sottoposte all'esame di quest'Aula dalle opposizioni ottengono il voto dell'Aula, talvolta anche in palese contrapposizione con la volontà del presidente Pili. C'è una crisi che si strascina ormai da più da un anno, dove i Gruppi che compongono questa maggioranza hanno motivi seri e profondi per essere insoddisfatti di come lavora la Giunta, di come lavora questa maggioranza, dell'inadeguatezza complessiva di questo quadro politico ai gravissimi problemi che attraversa la nostra regione e, di fronte a questo quadro di generale disastro, l'onorevole Pili resta abbarbicato a quella poltrona e non vuole trarre le conseguenze, non vuole assumersi la responsabilità da persona matura, quale dovrebbe essere, di aprire con la crisi formale un confronto serio nella sua maggioranza in questo Consiglio che rappresenta la volontà del popolo sardo; perchè se ci sono le condizioni per dare un governo degno di questo nome a quest'Isola, questo venga fatto. Se queste condizioni democratiche non ci sono più, che si vada al voto! Queste sono le regole in democrazia! Però l'onorevole Pili queste regole le sta calpestando tutti i giorni! Tutti i giorni!
L'ipotesi di surroga all'ordine del giorno del Consiglio di oggi è un'ipotesi che continua a disattendere l'insieme dei problemi che ha questa Giunta e questa maggioranza.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SANNA SALVATORE(Segue SANNA ALBERTO.) L'onorevole Pili deve dimostrare di essere all'altezza della situazione, e questo lo può dimostrare soltanto in un modo, rassegnando le dimissioni da un ruolo che, è ormai evidente a tutti i sardi, è un ruolo abusivo, perchè in democrazia se non si ha il consenso, bisogna trarne le conseguenze. Non è rappezzando questa maggioranza, che ormai fa acqua da tutte le parti, che può andare avanti il governo di quest'Isola! Quest'Isola ha diritto ad avere un governo degno di questo nome. Per questi motivi io voterò contro la proposta di surroga che ci viene avanzata.
PRESIDENTE. L'onorevole Biggio rinuncia. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). La ringrazio Presidente. Esprimere voto contrario all'ordine del giorno può apparire un non apprezzamento personale per il collega Onida, ma non è così. Credo che il collega Onida avrà chiaro che non stiamo ragionando né sulle sue competenze né sulla funzione che lui ha svolto, che vorrebbe svolgere nella qualità di Assessore. Il voto contrario ha una motivazione che nasce dalle cose che lo stesso Onida ha detto nelle settimane passate e riferite alla crisi.
Poi in questi giorni precisando la funzione della sostituzione, è stato detto: "La sostituzione di Ladu con Onida rientra nell'accordo all'interno di quel partito, quindi è un fatto che non può essere aggregato nella valutazione alla crisi della maggioranza". Io potrei anche accedere a questa ipotesi di valutazione; però non credo sia politicamente giusto non richiamare, in occasione di un mini rimpasto, il fatto che c'è il tentativo di verifica in corso ormai da diversi mesi e che una maggioranza con un minimo di responsabilità politica e anche di responsabilità pura avrebbe dovuto proporre un rafforzamento dal punto di vista del collega Onida dell'esecutivo che ha dimostrato di non essere all'altezza della situazione.
Questo non si può fare e allora si cerca di aggirare l'ostacolo passando attraverso la sostituzione del collega Ladu che non è giusto porlo in discussione staccato dalla valutazione politica complessiva e anche dagli altri, perchè il collega Ladu è stato oggetto nelle settimane passate di un'attenzione particolare del Consiglio che ha prodotto la bocciatura della finanziaria per la sua parte.
Ora, io che non sono malizioso, posso senz'altro argomentare il fatto che Onida viene sostituito con Ladu perchè qualunque cosa proponesse allora Ladu non veniva accolta in quanto c'era un giudizio di incompetenza da parte del Consiglio. La mia opinione è che Ladu dovrebbe rimanere assessore, perchè Ladu si muove in linea con la pochezza della Giunta regionale e sostituirlo mi sembra effettivamente un giudizio non giusto: attribuire a Ladu tutte le incapacità della Giunta, né ha, ha ragione il collega Scano, ma insomma non le ha tutte lui! Non è giusto dirlo questo, pensarlo magari sì, ma dirlo no, dirlonon è giusto.
Allora, penso che si debba tornare alle considerazioni che faceva Onida, all'esigenza di procedere ad una verifica di merito sulla qualità dell'esecutivo e del programma della maggioranza e, come diceva il collega Fantola "Tornare allo spirito di Aritzo", dare vigore all'iniziativa di governo della maggioranza, riproporre idealità e programmi, valori, interessi collettivi della Sardegna e dare dentro questa cornice positiva e soprattutto corrispondente agli interessi della Sardegna, dare una risposta alta che non può essere quella che viene prospettata della sostituzione di uno dei migliori assessori della Giunta regionale, che è il collega Ladu.
Io penso che confermando il ragionamento di serietà si dovrebbe procedere, come abbiamo detto anche con la mozione che abbiamo presentato nelle settimane passate, alle dimissioni della Giunta Pili e poi, se ci sono i numeri, il collega Ladu viene sostituito e il collega Onida diventa assessore dei lavori pubblici, essendo quello un assessorato che, abbiamo visto, non ha provvista finanziaria perchè la proposta gli è stata bocciata.
Penso che Pili invece di proporre la Conferenza dei Capigruppo per chiedere di sospendere i lavori domani, perchè è impegnato nella trattativa sulla chimica, dovrebbe proporre la sospensione della votazione di Ladu, di Onida, e dirci quando viene in Aula per rispondere, non alle richieste che abbiamo fatto noi come opposizione ma a quelle che ha fatto la maggioranza.
Concludo, presidente Sanna, per dire che adesso il collega Floris ha parlato di un rapporto tra il suo Gruppo e la Giunta, e ha detto che il suo Gruppo non è rappresentato in Giunta; quindi, se qualcuno della maggioranza dovesse prendere la parola, ci dovrebbe dire chi rappresenta l'assessore Scarpa; e se nessun collega adotta e se nessun collega della maggioranza dovesse adottare Scarpa, chiedo all'assessore Scarpa chi ritiene di rappresentare. Chi al momento l'assessore Scarpa ritiene di rappresentare, non rappresentando - così come ha detto il collega Floris - il Gruppo di Floris. Questo è importante per il proseguo della discussione sul merito dell'ordine del giorno che viene proposto.
L'onorevole Beniamino Scarpa dovrebbe dirci chi rappresenta, e se dice che rappresenta se stesso, io dubito che questo lo possa fare.
PRESIDENTE. Ci sono altri colleghi che intendono intervenire per dichiarazione di voto? Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCANO (Gruppo Misto). Finora è stata un'altra delle giornate penose del Consiglio; rinvii, un rinvio dietro l'altro, assenze più o meno strategiche, balbettii, incontri. Io non voglio dire molte cose, voglio semplicemente porre una domanda e la pongo al Presidente della Giunta: "Ma si può continuare così?! Presidente Pili: si può continuare così?" L'amministrazione è ferma; ci sono problemi angosciosi che premono, assenza di governo, il Consiglio praticamente non si può quasi riunire, se non dietro l'impulso dell'opposizione. Non credo che servano gli appelli, però andiamo, suvvia!
Ma uno scatto di responsabilità, di dignità ci può essere!? E` del tutto evidente che non c'è maggioranza che sorregga questa Giunta. Io non so, non sono andato a mettere le antenne per vedere che cosa succede, ma è facile intuire, per quel poco di esperienza politica che abbiamo, che nella stanza lì dietro ci siano alcuni colleghi di A.N. che stanno decidendo se astenersi o se votare contro. Non attenda presidente Pili! Prenda atto che non c'è più maggioranza! Abbia uno scatto di responsabilità e di dignità e si dimetta qui, questa sera! Probabilmente è meglio per tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, credo che stiamo logorando e consumando l'autonomia e l'ultimo prestigio che era rimasto a quest'Aula, dopodiché di fronte a queste sceneggiate, chiedo a tutti noi (non lo chiedo più al Presidente ma lo chiedo a tutti noi) e alla maggioranza in particolare: con che autorevolezza la Giunta può andare a rappresentare gli interessi dei sardi, dalla chimica al "no alle scorie nucleari", ai problemi dell'occupazione! Qua noi abbiamo un Consiglio bloccato da mesi, abbiamo un Consiglio che non è neppure in grado di approvare, di affrontare i collegati al bilancio, e quindi non è in grado di dare corso alla manovra del bilancio che la Giunta stessa ha dato e ha indicato, ma quando una Giunta e una maggioranza non sono in grado di realizzare la propria politica e la propria manovra di bilancio, beh, ma non è già questo il fatto conclamato di una crisi?
L'onorevole Floris ci ha ripetuto poc'anzi "Siamo in attesa di una verifica che sblocchi questa paralisi", questa vergognosa paralisi! E` una verifica che non arriva! I colleghi di A.N., altri colleghi magari più sottovoce, dicono che questa paralisi ricade sul prestigio delle istituzioni e sul presente e sul futuro della Sardegna. Di fronte a queste cose, a che cosa assistiamo? Assistiamo a un sistema di botteghe. Ladu che si dimette e deve anche coprirsi il capo di cenere per dare corso alla staffetta con Onida. Assistiamo al Presidente che era in Aula questa mattina e che si è rifugiato nel Transatlantico. Lo sapevamo tutti! E` un fatto di una vergogna incredibile! E poi manda a dire che non c'è! Assistiamo alle fughe, assistiamo all'amministrazione paralizzata, assistiamo a questo mistero buffo dei vostri affari personali e delle vostre botteghe personali che state facendo cadere sull'intera Regione! Di fronte a queste cose che cosa vogliamo e che cosa possiamo dirvi, se la vostra coscienza non vi richiama a un minimo di senso di responsabilità?! Noi vi abbiamo già detto: noi non auspichiamo ribaltoni, se avete una maggioranza, governate! Ma non fate pagare il prezzo di queste vostre immonde botteghe a questa Regione! Non fate pagare il prezzo di questi commerci a questa Regione che ha un disperato bisogno di credere in un qualcosa, ha un disperato bisogno di sapere che c'è un governo e invece non c'è questo governo. Abbiamo un disperato bisogno di affrontare l'emergenza della crisi economica, delle scorie nucleari, dell'inquinamento, del territorio, del decadimento della politica trasformata in solo mercimonio e mercato, e di fronte a queste cose voi scappate, voi vi nascondete, voi vi mettete sotto il tavolo, voi venite a dirci delle bugie! Voi di fronte a queste cose umiliate non tanto le vostre persone, le funzioni di quest'Aula, le funzioni di questo Parlamento, le speranze di questa Regione, il bisogno di credere ancora nell'autonomia che, nelle vostre mani, sta diventando solamente un pezzo di carta straccia nei quali e sui quali scrivete solamente le vostre staffette ed i vostri mercati.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
Pusceddu (D.S.). Grazie Presidente. Io voterò contro la proposta di ordine del giorno non tanto per il giudizio sull'Assessore che è stato proposto, quanto per una valutazione di carattere strettamente politico. Ormai questa maggioranza ci sta abituando a questo modo di procedere all'insegna dell'improvvisazione. Ricordo che la finanziaria per la maggioranza è stato un duro calvario, che non esiste alcuna programmazione, che c'è un forte ritardo nella presentazione del Dpef, che non sappiamo ancora quali sono gli obiettivi strategici per quest'ultimo anno di legislatura, per questa fine legislatura; io direi proprio che dobbiamo parlare di una legislatura fine, nel senso che è molto sottile; infatti da quando è al governo il centrodestra è mancata una seria legislazione e tutta l'attività dell'Aula si è ridotta ad esitare solo alcuni adempimenti obbligatori, alcune leggi all'insegna dell'emergenza e le varie leggi finanziarie che hanno avuto il percorso che prima ho richiamato. Però, nel frattempo la situazione politica si è aggravata. Questa Giunta che abbiamo definito fin dal suo nascere "una Giunta degli annunci", continua ad annunciare una verifica che mai inizia e mai si conclude. Poc'anzi lo stesso onorevole Floris, che rappresenta uno dei partiti della maggioranza, pur avendo ritirato la propria delegazione, ha avuto modo di sottolineare quanto sia grave, dal punto di vista politico, questo ritardo e per cui le grandi difficoltà di ordine politico non possono essere affrontate con dei pannicelli caldi.
Occorre reimpostare, mi sembra di capire, da parte della maggioranza, un nuovo rapporto, un nuovo equilibrio, un nuovo patto di maggioranza. Invece assistiamo, proprio per questo modo di procedere da parte del presidente Pili, ad una continua e grave lacerazione tra i partiti di maggioranza e dentro gli stessi partiti di maggioranza. Per cui anche secondo me non rimane altro, se questa maggioranza ha un sussulto di dignità e se vuole dichiararsi tale, che si presenti dimissionaria al Consiglio per ottenere eventualmente una rinvestitura, se esistono le condizioni politiche. L'unica strada percorribile in queste situazioni sono le dimissioni del presidente Pili che dimostra di non avere una maggioranza solidale e che quindi non è in grado di governare una Regione che ha mille bisogni e dove i suoi cittadini attendono dei segnali di buon governo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FALCONI (D.S.). Grazie Presidente. Se io avessi il senso del cinismo politico avrei detto al presidente Pili di continuare per la sua strada così come sta continuando, di andare avanti, di non dimettersi, di finire la legislatura così come la vuole finire, perchè solo così abbiamo la certezza, la consapevolezza che libereremo la Sardegna da un Governo che non l'ha governata, da un centro destra che ha fallito in questa legislatura e non ha in nessun punto portato a termine il suo programma.
PRESIDENTE. Colleghi è veramente insostenibile questa situazione di telefonini che squillano continuamente durante gli interventi di altri colleghi! Abbiate pazienza! Prego onorevole Falconi.
FALCONI (D.S.). Dicevo che incoraggerei il Presidente a continuare come garanzia per noi, anche perchè il consenso che sta arrivando alle nostre proposte è il dissenso corrispondente, direttamente proporzionale, che arriva verso questa maggioranza e il suo Presidente. Ma non parlo di dissenso solo in quest'Aula che si manifesta, che mette in crisi i partiti, mette in torsione la stessa alleanza di centro destra! E pensare che il Presidente doveva rappresentare la sintesi della sua coalizione, ma ne sta rappresentando esattamente lo sfascio che, a sua volta, si manifesta all'interno dei partiti, ormai di tutti i partiti che compongono il centro destra. Ma questo non consenso, questo palese dissenso, viene soprattutto manifestato dalla società, da quelle organizzazioni sociali, culturali, economiche, sindacali e imprenditoriali che sono il vostro mondo, che hanno creduto in voi, nel 1999 vi hanno affidato il loro consenso e oggi sono i vostri più accaniti oppositori nella società sarda. Questo deve indurvi a pensare attentamente al vostro operato, a ripensarlo e a trarne le conseguenze. Non avete nessun senso della coalizione, nessun senso del governo, avete solamente - come qualcuno dei miei colleghi del centro sinistra vi ha già detto - il senso del privato, del privato come scambio e come spezzattino di potere, perchè questo si sta facendo e questo si sta attuando. E in questo spezzattino non si mette in conto un qualcosa che sembra anacronistico, ma per la prima volta il centro Sardegna e in particolare la provincia di Nuoro, si trova senza nessun assessore; in quel territorio che così tanto ha bisogno di governo e di risposte concrete, bene, il centro destra sa fare questo: sa rimuovere (non so se a torno o a ragione) l'unico assessore che rappresentava quel territorio, e oggi i problemi di quel territorio non sono rappresentati in una Giunta, seppure in queste condizioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (S.D.I. - S.U.). Grazie Presidente. E` stata già richiamata nel dibattito brevissimo che si è svolto nel corso della mattinata l'improduttività del Consiglio regionale; improduttività non perchè non vi sia il desiderio di produrre e di lavorare soprattutto all'approvazione dei progetti di legge, ma perchè di fatto la maggioranza nulla fa perchè questo possa verificarsi. E` stato altresì rammentato che tutte le riunioni del Consiglio regionale che si sono tenute nel corso di quest'anno, non avevano come ordine del giorno l'approvazione di alcun progetto di legge, e che l'unico progetto di legge approvato in questi sei mesi di governo è quello relativo alla finanziaria. Bene, già da stamane l'onorevole Pili, accampando impegni relativi a problematiche sulla chimica, ha fatto in modo che i lavori del Consiglio regionale slittassero al pomeriggio. Tutti sappiamo che sino a qualche momento prima l'onorevole Pili era presente in questo Palazzo. Le dichiarazioni per altro rese nella seduta pomeridiana dell'onorevole Floris fanno riflettere per due ordini di motivi: da un lato dichiara di non avere nessun rappresentante in Giunta, dall'altro lato rammenta al Presidente della Giunta regionale e a tutta la sua maggioranza che da più parti a gran voce, durante il dibattito sulla finanziaria, anche chi si è astenuto, anche chi ha espresso voto favorevole, aveva però chiesto che venissero riesaminate le cose, che venissero risolti i problemi, che venisse aperto all'interno della maggioranza un dibattito politico che fosse chiarificatore della situazione. Bene, l'onorevole Pili si limita invece a prendere atto delle dimissioni di un Assessore della sua Giunta e a surrogare questo Assessore con un altro Assessore e ritiene, evidentemente, con quest'atto, di avere esaurito quei compiti e quegli impegni che pure allora, evidentemente, dall'onorevole Pili sono stati assunti su richiesta della sua maggioranza.
Ma vi è un'altra sensazione, vi è la sensazione che la dichiarazione di astensione che l'onorevole Floris ha reso in Aula faccia quasi parte, sì è un'astensione critica, un'astensione che fa discutere, è un'astensione motivata, però vi è la sensazione che poi questa astensione poi faccia parte di un accordo più o meno silenzioso, che faccia parte di un balletto che ricomprende in questo criterio l'onorevole Floris e altri Consiglieri regionali, magari del Gruppo di Alleanza Nazionale, in maniera tale che alla fine pure in maniera critica, pure in maniera sofferta e pure con astensioni incrociate ma si consenta alla Giunta Pili di sopravvivere magari per qualche voto in più e per qualche voto di differenza. State facendo sopravvivere e state cercando di salvare una Giunta che ormai è agonizzante! Non credo che sia interesse di nessuno tenerla in uno stato di agonia. Credo che sarebbe elemento chiarificatore, necessitato e utile a voi sicuramente, ma sicuramente anche all'intera Sardegna, che prendeste atto di una situazione di ingovernabilità, che resta, che permane al di là di qualche voto di differenza e che prendendo atto di questa situazione, rassegnate le dimissioni in quest'Aula in maniera trasparente. Naturalmente il voto è contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Grazie, molto brevemente mi rivolgo molto sommessamente al presidente Pili. Questa mattina il Presidente ha fatto annunciare all'assessore Masala che si trovava fuori dal palazzo di via Roma per occuparsi della vertenza della chimica. Sappiamo tutti che il presidente Pili era presente, invece, nella sua stanza in via il Roma e per un certo periodo anche nel transatlantico. Presidente Pili sono trascorsi due mesi dall'approvazione della finanziaria! Il Consiglio regionale è stato convocato soltanto su iniziativa delle opposizioni. Oggi non si è levata una voce in sua difesa, Presidente! Alcuni consiglieri di Alleanza Nazionale avevano annunciato una mozione di sfiducia nei confronti della Giunta regionale. Il Gruppo di Alleanza Nazionale aveva annunciato il voto contrario oggi per la sostituzione del collega Silvestro Ladu. Ecco, il collega Floris ha dichiarato ancora una volta (l'aveva già fatto durante la manovra finanziaria) che senza una verifica politica e programmatica non può votare per il presidente Pili e per la sua Giunta. Allora io mi chiedo, presidente Pili: perchè continua a rimanere in carica? Perchè non prende atto dei problemi che la Sardegna sta attraversando? Perchè non prende atto che non c'è riunione in Commissione o in Consiglio dove l'opposizione sia determinante nel voto? Perchè non prende atto che non ha una maggioranza? Quali sono le ragioni vere che lo tengono inchiodato alla sedia? Allora presidente Pili, lei può anche continuare! Può rimanere Presidente, non si possono fare le verifiche, di programmi non se ne parla, i problemi in Sardegna stanno aumentando. Molto probabilmente riesce a soddisfare anche una sua aspirazione personale. Però mi creda, senza quella voglia, senza quella passione, senza quella capacità di coagulare intorno a se una maggioranza, non si governa! Allora, io non so come andrà il risultato di questa votazione; non so se i colleghi di Alleanza Nazionale manterranno quanto hanno dichiarato in questi giorni e nei mesi scorsi. So che non c'è maggioranza, e allora presidente Pili, noi voteremo contro anche per le dichiarazioni poco sincere che lei ha fatto! Ma come è possibile che lei dichiari all'Aula l'ottimo lavoro fatto dal collega Silvestro Ladu e poi lo sostituisce? Ma se ha lavorato così bene, perchè non l'ha tenuto? Quali sono le motivazioni? Lei ha dichiarato in quest'Aula che il collega Silvestro Ladu ha lavorato bene. Allora lei toglie dalla Giunta i colleghi ne hanno lavorato bene e lascia, invece, gli altri che non hanno lavorato?
Presidente Pili noi votiamo contro. Siamo convinti che lei avrebbe potuto cogliere queste occasioni e rassegnare le dimissioni. Non lo farà neanche in questa occasione. Mi auguro davvero che quanto dichiarato dai colleghi della stessa maggioranza sull'incapacità, sull'inesistenza totale di una maggioranza, li spinga a mantenere quanto hanno dichiarato in quest'Aula non più di due mesi or sono e quanto hanno dichiarato anche questa mattina sugli organi di informazione.
PRESIDENTE. Colleghi vi pregherei però di iscrivervi con una certa... Non aspettiamo perchè sennò questa litania rituale si prolunga all'infinito. I colleghi che intendono svolgere dichiarazioni di voto per cortesia lo chiedano, li segniamo e ci si organizza.
Ha domandato di parlare il consigliere Morittu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Grazie Presidente. Il suo rimprovero mi stava inducendo quasi a rinunciare.
PRESIDENTE. Onorevole Morittu la prego, non c'era nessun rimprovero da parte mia. Chiedo la cortesia a tutti i colleghi, per evitare questo stillicidio di dichiarazioni, di chiedere l'iscrizione in maniera tale che si possano definire i lavori. Grazie.
MORITTU (D.S.). Grazie Presidente. Intervengo per portare una riflessione di carattere anche personale; ma davvero noi viviamo da più di un anno una situazione politica dentro questo Consiglio che qualcuno ha definito penosa - io condivido molto questo aggettivo - ma ha anche - come dire - molto del surreale. Cioè, da più di un anno i sardi che leggono la cronaca regionale, quelli coraggiosi che ancora hanno - come dire - proprio il coraggio e la volontà di leggere la cronaca regionale suoi due massimi quotidiani sardi almeno, leggono un continuo dichiarare da parte della maggioranza di volontà di crisi, di minacce di crisi da parte di Gruppi politici autorevoli; A.N. per esempio l'ha fatto in quest'ultimo anno almeno quattro o cinque volte, sia come Gruppo politico per voce del suo Presidente di Gruppo, sia come parte dentro il Gruppo politico che man a mano si è evidenziata in dissenso allo stesso Gruppo di maggioranza che governa oggi A.N.. Per non parlare delle dichiarazioni continue dell'onorevole Floris sentite anche questa mattina in quest'Aula, per non parlare del gioco di rilancio del poker d'assi da parte di un Gruppo, anch'esso autorevole, dell'U.D.C., in Consiglio regionale, che durante lo scorcio dell'ultima finanziaria davvero tutti hanno tuonato "La crisi si deve aprire, la verifica si deve fare, il Presidente si deve dimettere!", così come richiede la normale, regolare fisiologica prassi parlamentare. La crisi è un elemento della politica, non è un'eccezione, sta nella politica! Le varie fasi di crisi stanno nella politica, ma nella politica stanno anche le regole per risolvere le crisi che pure - come dire - succedono, accadono anche dentro maggioranze più compatte della vostra. La vostra, per la verità, è nata scomposta fin dall'origine, ha continuato scompostamente a sgovernare la Sardegna per questi quattro anni, ma da almeno più di un anno a questa parte, davvero questa crisi è diventata surreale, tutti la vogliono, ma nessuno riesce a farla! La cosa è davvero, oltre che curiosa, penosa e per certi versi anche un po' inquietante. Ma perché non si apre questa crisi se tutti la vogliono? Perché? E' stata posta questa domanda, nessuno risponde a questa domanda che è una domanda semplice, che tutti i sardi ci fanno! Io incontro tante persone, amici, compagni di partito, ma cittadini qualunque che mi chiedono: "Ma insomma, ma questa crisi in questa Regione si apre o non si apre? Ma che succede? Perché non si fa la crisi se tutti la vogliono?"
Io non so rispondere se non in questo modo: "Evidentemente non la vuole qualcuno". Ma non è questo Consiglio regionale che non la vuole, perché la dichiarano tutti maggioranza e opposizione la crisi. Ma chi non la vuole? Non la vuole un capo, un capo che sta fuori dalla Sardegna, ed è lui che ha deciso che questa crisi non si deve fare. Si deve fare di tutto, ma non si deve fare la crisi. Si deve fare tutta una sere di salti mortali doppi e tripli facendo sostituzioni. Voglio dire, io stimo l'onorevole Onida, ma davvero la sostituzione così fatta è una sostituzione penosa; penosa soprattutto per lui, è una diminutio fortissima per una personalità politica che calca la scena regionale da tanti anni e che ha avuto anche ruoli politici importanti seppure magari con maggioranze diverse, di segno diverso da questa. Ma allora perché non si fa? Mi si dice che non la vuole il capo, non la vuole Berlusconi, e chi tesse la tela per comunque non arrivare alla crisi è un suo luogotenente che è anche un senatore della Repubblica, che pare che agisca da un appartamento terrazzato su Cagliari, dove in qualche modo tesse la tela del ricatto nei confronti della maggioranza dei consiglieri regionali del centrodestra evidentemente, magari minacciandoli di non candidarli o comunque, in qualche modo, di abbonirli con qualche diversa prebenda. Guardate, davvero questa situazione è, ripeto, penosa, paradossale, surreale e sta danneggiando il Consiglio regionale, sta mortificando i Consiglieri regionali, anche i Consiglieri regionali della opposizione. Io mi sento mortificato da questa condizione che sta vivendo questo Consiglio regionale, che è improduttiva, inconcludente, confusa, incomprensibile a tutti, anche a noi è incomprensibile questa situazione. Insomma non posso, al di là delle persone, non votare contro un ordine del giorno e una proposta che davvero è una proposta indecente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (D.S). Grazie, signor Presidente, lei poc'anzi ha fatto un richiamo affinché le iscrizioni arrivassero per tempo. Noi dai banchi dell'opposizione speravamo e speriamo che si levi qualche voce a sostegno dell'ordine del giorno che ci è stato proposto, in modo tale, speravamo, che ci fosse un minimo di dibattito. Invece mi pare che la maggioranza che sostiene l'onorevole Pili sia totalmente afasica, non credo sia imbarazzata, ritengo che si vergogni mortalmente per quanto sta accadendo in quest'Aula, e quindi evidentemente non hanno, non la voglia, ma neppure la decenza di prendere la parola per sostenere un'azione che è vergognosa, presidente Pili!
Io voterò contro l'ordine del giorno che è stato proposto solo - e sottolineo solo - da alcuni Presidenti dei Gruppi che sostengono la Giunta Pili, e lo faccio non per disistima nei confronti dell'onorevole Onida, che è stato proposto alla carica di Assessore, né per stima nei confronti dell'Assessore dimissionario, onorevole Ladu, nei confronti del quale l'apprezzamento dell'Aula è stato espresso in maniera robusta durante la discussione della legge finanziaria. Io credo che per descrivere lo stato di salute della maggioranza sia sufficiente, come dicevo poc'anzi, vedere le firme dei Presidenti dei Gruppi che propongono l'ordine del giorno: l'onorevole Floris ha fatto le dichiarazioni e la sua firma non c'è; l'onorevole Murgia, pur presente in aula, essendo Presidente del Gruppo di Alleanza Nazionale non ha firmato. Anche qui non sappiamo se sia arrivato qualche ordine da Roma, onorevole Murgia, per cercare di ricomporre la cosa, sappiamo che qualche ordine arriva non soltanto per telefono all'onorevole Pili, ma come è stato ricordato dal collega Morittu anche attraverso il proconsole per la Sardegna del presidente Berlusconi. Ma quello a cui assistiamo, signor Presidente, non si tratta di malessere della maggioranza, qui siamo alla malattia grave, allo stato di incoscienza, direi, da parte di chi presiede la Giunta che ormai è sfociato in una totale irresponsabilità nei confronti di quest'Aula, nei confronti dei problemi dei sardi e nei confronti di tutti i sardi. Sono state elencate le problematiche che abbiamo di fronte, l'onorevole Pili ci ha detto che deve andare a Roma, ma con quale autorevolezza? Un Presidente che non è dimezzato, non è solo un Presidente dimezzato, ma è un Presidente destituito, che ormai rimane attaccato a quella poltrona. Ironizzavate su "Federbostik", ho avuto modo di dirlo in altra circostanza, ormai voi siete in simbiosi con la protesi che vi siete attaccati a una parte del nostro corpo che solitamente non viene esposta al sole; è una protesi con la poltrona, presidente Pili, e quindi io ritengo che occorra qualche operazione di chirurgia plastica per evitare che il trauma sia totale.
Oggi credo che occorra da parte sua, presidente Pili, un minimo atto di responsabilità, perché è vero che la Giunta, anche quella Floris, non possiamo più dire che era nata sulla compravendita dei voti, perché ormai quella pratica mi pare sia stata archiviata, ma sul tradimento e sui ribaltoni sì e oggi state ancora pagando il fio di quella che è stata un'operazione torbida che sta portando la Sardegna verso una condizione che non aveva mai conosciuto durante la sua storia autonomistica.
Presidente Pili, la crisi è aperta, oggi lei qui deve rassegnare le dimissioni se ha un minimo di amor proprio e se ha un minimo a cuore i problemi dei sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Giacomo Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
sanna giacomo (Gruppo Misto). Credo che questi appelli all'onorevole Pili siano parole difficili da trovare poi come riscontro, soprattutto per chi sin dall'inizio ha detto che le dimissioni non fanno parte della sua cultura e non fanno parte neanche del suo progetto politico personale. Oggi stiamo arrivando a un passaggio che è quello di una politica mercato, che voi avete costruito e portato avanti in questi anni, dove avete affossato tutti i valori fondamentali della politica e li avete sostituiti con le cose più aberranti, dall'incoerenza, dalle finzioni, dalla falsità, dalla rinuncia alla vostra dignità personale.
Questo è il quadro complessivo, e in questo quadro complessivo non ci si può chiedere che si deve avere il coraggio di affrontare i nodi e risolverli. Quali nodi? Vi siete legati talmente bene da non riuscire a sciogliervi, a slegarvi, a trovare la capacità, a trovare quel momento di vita politica che non posso dare come giustificazione a chi è alla prima legislatura, ma a chi in quest'aula per diverse legislatura siede, per diverse legislature ha fatto esperienza e ha vissuto la vita politica della Sardegna. E' pensabile che l'aula del Consiglio regionale si possa ridurre a una situazione come quella che oggi stiamo vivendo? E' pensabile che ciò che avviene qua dentro ormai non sia uscito da queste mura, non sia fra la gente, non sia ormai argomento di discussione nei termini più negativi con quelle persone che forse proprio quelle vi hanno dato il consenso? Pensate ancora di mascherare tutto con quegli strumenti mediatici, con gli ultimatum, i proclami che, purtroppo, per chi fa la professione dell'informazione deve anche darli come notizia, per sconfessarli il giorno dopo perché fate cose diverse, contrarie, minacciate, qualcuno pensa di salvarsi facendo il solito comunicato bacchettando l'intera maggioranza perché lui possa prendere respiro, ma così non è, la situazione è quella che tutti conosciamo e che voi più di noi conoscete. Non riuscite a uscirne, siete in un pantano, vi state agitando, state affondando giorno per giorno sempre di più! Fuori di quest'aula ormai non ci meraviglia più niente, qualcuno pensa di uscire anche con l'ombrello perché di missili ne stanno arrivando da tutte le parti, di pecorino non ne vogliamo parlare, di scorie ne parleremo perché vi costringeremo noi a parlarne, parleremo d'acqua ancora prima che qualcuno intenda distribuirla nel modo in cui a lui è più conveniente, parleremo di tutti quei problemi infrastrutturali che quest'Isola ancora aspetta di risolvere. E voi intanto oggi fate la staffetta, non so se è la quattro per cento o se ha lunghezza maggiore, ma vi posso garantire che non andrete lontano, non andrete lontano perché non siete credibili.
Onorevole Floris, è vero che Scarpa lì è un abusivo, lo sanno tutti, lo sa la Sardegna, rappresenta se stesso perché qualcuno gli ha detto di restare lì seduto, ma a questo ci sono i rimedi e lei ogni qualvolta ha lo strumento in mano per azzerare la situazione è come quel tuffatore che va sul trampolino da dieci metri e una volta che è su si sdraia sul trampolino perché ha paura e devono arrivare i vigili del fuoco per riprenderselo. Faccia almeno come fa l'onorevole Fantola, che manda gli altri sul trampolino e poi gli dà anche il voto per il tuffo che fanno.
A questo punto non è più pensabile continuare a protestare e a minacciare; non è con l'astensione che si minaccia, è con atti reali che si affrontano i problemi, non lo voglio dire in termini leghisti perché non mi appartengono, ma è in modo diverso, non è una crisi al buio, siete voi al buio e lo siete da troppo tempo, a meno che non stiate cercando anche eventualmente qualche pensione, spero di no, ma dovete uscirne, ma non per il vostro bene, che non mi preoccupa, per il bene di ciò che questo Consiglio deve rappresentare per tutti i sardi. Altro che autorevolezza, altro che dignità, altro che politica alta!
Rileggiamo, nei giorni, quello che è accaduto, guardiamoci un po' dietro e ci si rende conto tutti quanti che avete portato distruzione, state ancora discutendo se dovete astenervi, votare a favore o forse qualcuno avrebbe anche il piacere, finalmente, di votare contro e porre fine a questo teatrino. Ecco perché il nostro voto, Presidente, sarà contrario.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi passiamo alla fase della votazione.
Votazione per appello nominalePRESIDENTE. Indico la votazione per appello nominale dell'ordine del giorno numero 1. Coloro i quali sono favorevoli risponderanno sì; coloro i quali sono contrari risponderanno no. Estraggo a sorte il nome del consigliere dal quale avrà inizio l'appello. (E` estratto il numero 3, corrispondente al nome del consigliere Balletto).
Prego il consigliere Segretario di procedere all'appello cominciando dal consigliere.
MASAI, Segretario, procede all'appello.
Rispondono sì i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORONA - DIANA - FANTOLA - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - USAI - VARGIU - AMADU.
Rispondono no i consiglieri: BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO - BALIA.
Si sono astenuti i consiglieri: BUSINCO - FLORIS.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 74
Votanti 72
Astenuti 2
Maggioranza 37
Favorevoli 38
Contrari 34
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. Il punto successivo deell'ordine del giorno reca la discussione del disegno di Legge numero 385/A: "Disposizioni in materia di edilizia residenziale". E` stata chiesta dal Presidente Pili, se non ricordo male, una Conferenza dei Capigruppo, quindi prima della conclusione dei lavori, convoco la Conferenza dei Capigruppo per poter organizzare i lavori per la serata odierna e per domani, quindi la seduta è sospesa.
(La seduta sospesa alle ore 19 e 29, viene ripresa alle ore 19 e 47.)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, riprendiamo posto. Sentita la Conferenza dei Capigruppo si decide che i lavori stasera proseguono sino alle ore 21 con l'esame del disegno di legge numero 385/A della Giunta regionale recante: "Disposizioni in materia di edilizia residenziale", relatore l'onorevole Businco. Chiedo che l'onorevole Businco venga richiamato in Aula.
Alle ore 21 si dovrebbero interrompere i lavori che proseguiranno giovedì mattina alle ore 10, quindi i lavori previsti per la giornata di domani non si svolgeranno per via della presenza a Roma del Presidente della Giunta e di altri Assessori, quindi continuiamo stasera sino alle ore 21, poi proseguiranno giovedì.
(Interruzioni)
Possiamo recuperare l'onorevole Businco? Colleghi, se l'onorevole Businco non viene in Aula, io sono costretto a rimettermi alla relazione scritta ed aprire la discussione generale.
(Interruzioni)
No, onorevole Cogodi, non è ammessa nessuna ipotesi di cattiva comprensione, è esclusiva responsabilità dei colleghi che sono voluti andare via, sono andati via e se ne assumano le responsabilità, io non sono disposto a passare sopra questo, non è possibile, quindi siccome l'onorevole Businco non è in Aula mi rimetto alla relazione scritta che quindi do per conosciuta da parte dei colleghi e dichiaro aperta la discussione generale chiedendo ai colleghi che intendono intervenire di iscriversi a parlare.
PRESIDENTE. Se nessuno chiede di parlare... Non ho sentito, onorevole Cogodi, onorevole Vassallo.
VASSALLO (R.C.). Chiediamo soltanto il tempo tecnico per presentare alcuni emendamenti, ci serve un minuto.
PRESIDENTE. Nel frattempo ripeto l'invito, all'Aula se c'è qualche collega che intende intervenire in sede di discussione generale. C'è la Giunta che intende intervenire su questo argomento?
Ha facoltà di l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
Ricordo ai colleghi che siamo in corso di seduta e li invito a prendere posto in Aula! Prego.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Grazie Presidente, non intendo intervenire nel merito, è soltanto un disegno di legge che era collegato alla finanziaria e di cui si chiede la sollecita approvazione da parte del Consiglio.
PRESIDENTE. Dichiaro esaurita la discussione generale. Aspettiamo la presentazione degli emendamenti. Onorevole Fadda, su che cosa vuole intervenire?
FADDA (La Margherita-D.L.). Sempre sull'ordine del giorno, Presidente, per chiedere pochi minuti ancora per permettere ad alcuni colleghi di presentare degli emendamenti, siccome il collega Spissu e anche il collega Morittu stanno predisponendo gli emendamenti, essendo quasi terminata la discussione generale, perché altrimenti il problema è proprio...
PRESIDENTE. No, onorevole Fadda, la discussione generale è terminata con l'intervento della Giunta, io interrompo i lavori dell'Aula per cinque minuti stando in Aula per dare possibilità ai colleghi che intendono farlo di presentare ancora qualche emendamento senza allontanarci dall'Aula perché siamo in fase di votazione e dobbiamo votare il passaggio agli articoli.
(La seduta sospesa alle ore 19 e 56, viene ripresa alle ore 20 e 01.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori, ricordo che stiamo esaminando il disegno di legge 385/A della Giunta regionale, si è conclusa la discussione generale, quindi dobbiamo votare il passaggio agli articoli, invito i colleghi a prendere posto.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura del Titolo.
MASIA, Segretario:
TITOLO
Disposizioni diverse in materia di edilizia residenziale pubblica e integrazioni alla legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul Titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'articolo 1 è soppresso.
Si dia lettura dell'articolo 2 e dell'emendamento sostitutivo totale numero 6 ad esso presentato.
MASIA, Segretario:
Art. 2
Disposizioni in materia di acquisto,
costruzione o recupero di alloggi
1. I beneficiari di contributi destinati all'acquisto, alla costruzione o al recupero di alloggi adibiti a prima abitazione sono obbligati a stabilire la propria dimora abituale nell'alloggio per cinque anni a partire dalla data di acquisto o di ultimazione dei lavori di costruzione o recupero; per lo stesso periodo è vietata l'alienazione e la locazione dell'alloggio.
2. La violazione degli obblighi di cui al comma 1 comporta la revoca dei benefici ottenuti e la loro restituzione, maggiorati degli interessi legali. Con deliberazione della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore dei lavori pubblici, sono stabilite le cause e le condizioni in presenza delle quali è consentito il rilascio dell'autorizzazione a derogare dagli obblighi di cui al comma 1.
PRESIDENTE. A quest'articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Vassallo - Cogodi - Ortu
Art. 2
L'art. 2 è sostituito dal seguente:
I commi 1 e 2 dell'art. 7 della L.R. 32/85 recante "Fondo per l'edilizia abitativa" sono sostituiti dai seguenti:.
' I soggetti che usufruiscono dei finanziamenti previsti dalla presente legge devono impegnarsi, con atto trascritto nella conservatoria dei registri immobiliari, a stabilire la propria dimora abituale nell'alloggio realizzato, recuperato o acquistato, per un periodo non inferiore a 5 anni a partire dalla data di acquisto o di ultimazione dei lavori di costruzione o recupero, pena la decadenza dal finanziamento.
La violazione degli obblighi di cui al comma 1 comporta la revoca dei benefici ottenuti e la loro restituzione, maggiorata degli interessi legali.
Gli alloggi possono essere alienati o locati, previa autorizzazione dell'Assessorato dei Lavori Pubblici, quando sussistano gravi, sopravvenuti e documentati motivi. Decorso tale termine gli alloggi stessi possono essere alienati o locati. ' (6)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento sostitutivo totale numero 6.
VASSALLO (R.C). L'emendamento numero 6 modifica sostanzialmente, ma sostanzialmente dà una più chiara esplicazione di quanto si prefiggeva l'articolo 2, in quanto l'articolo 2 interviene sostanzialmente a dettare nuove norme per quanto riguarda l'applicazione dei commi 1 e 2 dell'articolo 7 della legge regionale 32/85 che in effetti è quella che reca il fondo per l'edilizia abitativa. Se noi andiamo a vedere l'esplicazione di questa normativa, noi vediamo che dettava norme per la quale gli immobili non potevano essere alienati per un periodo inferiore ai nove anni, per cui la norma invece votata dalla Commissione riduce il periodo da nove a cinque anni. Però, oltre questo, esplicitava in maniera equivoca la facoltà del mantenimento dell'alloggio e anche la possibilità di eventuale revoca dei benefici ottenuti qualora un beneficiario non avesse ottemperato a precise norme. Noi abbiamo ritenuto opportuno fare questo emendamento attenendoci precisamente a quanto previsto dalla legislazione nazionale, precisamente dalla legge 179, che prevede lo stesso espressamente la riduzione del periodo da nove anni a cinque anni, però mantiene chiaramente la sussistenza di gravi motivi per operare la deroga non da parte dell'Assessore, ma da parte dell'Assessorato che è quello che poi deve fare l'istruttoria con l'ulteriore precisazione che, decorso il termine dei cinque anni, gli stessi alloggi possono essere alienati o locati, così come prevede la legislazione nazionale. Per cui ci sembra un'utile precisazione richiamare il testo alla normativa più generale per cui una migliore esplicazione che può essere anche agevolmente accolta da questo Consiglio.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sull'emendamento. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L). Signor presidente, prendo la parola per fare un'osservazione sul comma 2 dell'articolo 2.
PRESIDENTE. Scusi onorevole Sanna, evidentemente questo clima vacanziero ha colto innanzitutto me, dovevo chiedere i pareri.
Il parere del relatore mi pare acquisito perchè il relatore non è presente in Aula.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Sanna.
SANNA Gian Valerio (La Margherita-D.L). Dicevo, Presidente, l'osservazione sul comma 2 dell'articolo 2 dove prevedendo il regime "sanzionatorio" agli obblighi fissati al comma 1 viene, come spesso è accaduto in questi anni, interpretata la regola o la sanzione con discrezionalità, nel senso che la Giunta, su proposta dall'Assessore, stabilisce le cause e le condizioni non di derogabilità in senso regolamentare, come si dovrebbe in un organo legislativo ed esecutivo che si rispetti, ma delibera le condizioni in presenza delle quali è consentito il rilascio dell'autorizzazione in deroga, vale a dire uno strumento discrezionale che valuta caso per caso la derogabilità dagli obblighi di cui al comma 1, questo è inaccettabile e credo che ci siano i requisiti anche di un eccesso di potere, perchè non è pensabile che la Giunta possa valutare in via discrezionale quando accettare o acconsentire autorizzazioni in deroga. Si deve semmai ragionare, assessore Masala, in termini di requisiti e cause che consentono l'autorizzazione in deroga in termini regolamentari, uguali per tutti.
Io lo dico in maniera molto sommessa perchè quest'epoca politica che è contrassegnata non dal detto e dal rispetto che "la legge è uguale per tutti", ma è uguale per qualcuno e disuguale per altri, non vorrei che si traducesse in metodo. Perchè la Giunta non può arrogarsi il diritto caso per caso di individuare cause di derogabilità, deve fissare le regole e deve sovrintendere che queste regole siano uguali per tutti. E quindi io faccio un'osservazione per richiedere all'Assessore se voglia in questo caso rivedere, in termini di precisazione, il contenuto del comma 2.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che le iscrizioni a parlare devono essere richieste durante il primo intervento.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Intervengo perchè vorremmo comprendere se in ragione di questa legge, che l'entità delle presenze in Aula vorrebbe qualificare come un atto semplice, tranquillo, vi è la possibilità di modificare alcune prescrizioni che la proposta avanzata all'Aula contiene. Perchè c'è sempre una modalità che si ripropone, ci sono delle leggi che vengono presentate in questo modo, si fa tranquillamente, perchè? Perchè la commissione l'ha esitata all'unanimità. Noi abbiamo avuto modo di rappresentare più volte il fatto che la Commissione anche quando esita un provvedimento all'unanimità avanza una proposta all'Aula, quindi la Commissione ha compiuto un'attività istruttoria, il più delle volte benemerita, però l'esame della legge non è finito se no l'Aula non servirebbe a granché, si definiscono le cose in Commissione al più l'Aula ratifica.
Secondo argomento, non tutte le Commissioni contengono la rappresentanza di tutte le parti politiche quindi, proprio per questa proliferazione di commissioni, ci sono commissioni che vedono non presenti non una ma diverse parti politiche e poi, in ogni caso, i consiglieri regionali che sono titolari del potere di esame delle leggi e di approvazione, i legislatori sono qui nel Consiglio regionale e non solo quelli che sono in Commissione, hanno comunque la possibilità di un riesame. Ho fatto questa premessa, e me ne scuso, per chiedere alla cortesia dei colleghi, proprio perchè questa legge in Commissione ha avuto una larga o mi pare unanime condivisione, se rispetto ad alcune proposte avanzate di modifica vi è o no interlocuzione, perchè noi non abbiamo potuto avanzare quelle proposte in Commissione dove non c'eravamo. Questa proposta che non è poi così peregrina la si vuole prendere in considerazione o no? Già il collega Gian Valerio Sanna rafforzava un punto di critica soprattutto relativamente alla disposizione che è contenuta nel comma secondo dell'articolo 2. Una volta che si riduce di molto - questo è il punto - il tempo entro il quale un alloggio avuto da un privato, che ovviamente ne avrà bisogno se l'ha avuto, può essere alienato, prima si prevedeva nove anni adesso cinque anni, le condizioni in cinque anni si possono modificare di molto, le condizioni sociali, le condizioni economiche, questo è il primo comma e già lascia qualche elemento di perplessità. Però, poi il comma 2 già rispetto ad una riduzione di termini che da nove passa a cinque anni introduce un potere di deroga in via amministrativa, cioè la prescrizione dell'articolo 1: "possono essere derogate con deliberazione della Giunta regionale che assume il potere di stabilire le cause e le condizioni in presenza delle quali è consentito il rilascio dell'autorizzazione a derogare agli obblighi del comma uno".
Cause e condizioni non possono essere stabilite in via amministrativa in materia di gestione del patrimonio pubblico o meglio, non possono essere stabilite in via amministrativa qualora non via sia un criterio guida, cioè non vi sia un ambito entro il quale questo potere discrezionale possa essere esercitato o chiamiamolo potere di intervento derogatorio più che discrezionale. Quale era il sistema precedente, o meglio qual è il sistema attuale ancora? E` che questa deroga eventuale in via amministrativa poteva essere concessa a condizione che ricorressero gravi e sopravvenuti e documentati motivi, qualcuno dirà: "Sì, ma grave può essere ritenuto grave o no". Documentato va bene, si deve documentare, però "il grave, sopravvenuto e documentato motivo" è un criterio che responsabilizza e qualifica quell'atto amministrativo nel senso che l'atto di intervento, anche nel caso singolo, deve contenere motivazioni giuridicamente valide e per ciò stesso anche verificabili ed impugnabili da chi altro abbia interesse, perchè in materia di edilizia residenziale pubblica, sì, a tutti si vorrebbe dare una casa a quelli che la chiedono, ma quando la si dà a uno poi c'è l'altro che aspetta e quello che di più turba anche un equilibrio sociale spesso non è tanto e solo la mancanza della casa o la difficoltà di accesso alla casa, è vedere da parte di chi ha bisogno o più bisogno che altri in condizioni economiche migliori ottengano facilmente l'assegnazione, e che dopo cinque possono benissimo vendere un bene che si è valorizzato di molto sul piano economico. Quindi, il criterio pubblico, la garanzia pubblica è anche un criterio di equilibrio e di rasserenamento sociale. Che cosa proponiamo con l'emendamento? Una cosa semplicissima, di restituire alla norma almeno quella necessaria motivazione di sostegno ai gravi sopravvenuti e documentati motivi; perchè l'intervento derogatorio eventuale in via amministrativa, lo faccia l'Assessore o lo faccia la Giunta, o lo faccia o lo autorizzi, non sia una cosa tutta in bianco, i cui criteri li deve stabilire la stessa autorità che può concedere la deroga e che può stabilire criteri ad hoc caso per caso, ma che permanga almeno quella dizione che consente e obbliga a una motivazione puntuale.
I colleghi presentatori della legge e i colleghi che la sostengono non si sbarazzino troppo facilmente di ogni osservazione che si avanza, dicano: "Concordiamo oppure modifichiamo ancora la cosa", però non pensino che...
PRESIDENTE. Concluda consigliere Cogodi.
COGODI (R.C.). Sì, ho concluso. Avanziamo una proposta, siccome siamo in pochi e siccome si presume che siamo quasi tutti d'accordo, si fa lo stesso. Questo porterebbe invece a dover ancora intervenire per chiarire quello che in pochi minuti non siamo riusciti a chiarire.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.) Signor Presidente, solo una battuta. Sull'articolo 2 io naturalmente comprendo anche le ragioni portate dal collega Cogodi e anche dal collega Vassallo, le condivido in larga parte, ma mi riferisco in particolare all'intervento poc'anzi svolto dall'onorevole Gian Valerio Sanna sul comma 2, mi trova d'accordo che il comma 2 davvero lascia aperta una strada di discrezionalità che non può essere accolta da questo Consiglio, almeno noi non intendiamo accoglierla e quindi siamo d'accordo su un'ipotesi di non accoglimento del comma 2 e quindi, di una votazione eventualmente per parti dell'articolo 2.
Non condividiamo cioè il dispositivo che dà alla Giunta un potere discrezionale nell'individuare una casistica che invece deve essere, com'è, chiarita dalla legge.
PRESIDENTE. Non ho capito, consigliere Morittu, quindi lei sta sostanzialmente chiedendo una votazione per parti dell'articolo 2?
MORITTU (D.S.). Sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Siccome sull'argomento qualche collega ha chiesto anche dei chiarimenti sulla questione, mi pare doveroso svolgere questo ruolo, maggiormente è necessario questo perchè l'Assessore dei lavori pubblici è stato nominato proprio oggi e non ha ancora preso possesso dei suoi incarichi e quindi, spetta a me in questo caso sostituirlo.
Relativamente all'emendamento numero 6 per il quale la Giunta si è rimessa all'Aula, sarebbe da osservare che verrebbe appesantito eccessivamente il procedimento qualora con atto separato, come viene proposto dall'emendamento stesso, si chieda la trascrizione di questo impegno presso il registro della conservatoria registri immobiliari.
VASSALLO (R.C.). Questo è quello che è previsto oggi, Assessore.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. A mio giudizio, se si dà una lettura più attenta del primo comma così com'è stato licenziato dalla Commissione, in realtà, poiché l'obbligo inizia a decorrere dal momento conclusivo del procedimento e cioè, dal momento dell'ultimazione dei lavori o dal momento dell'acquisto, evidentemente in quella occasione si dà atto, proprio nell'atto pubblico di acquisto, di questa circostanza per cui diciamo: "L'amministrazione è sufficientemente garantita, garantita sotto questo profilo". D'altra parte non vedo la ragione per la quale non ci si debba fidare delle notizie che verrebbero date sull'argomento da parte dei Comuni. Quindi, diciamo che secondo me, l'obbligo è sufficientemente garantito con la formulazione del comma 2, così come licenziato dalla Commissione. Relativamente alle perplessità in ordine all'ultima parte del secondo comma dell'articolo 2 c'è da dire che effettivamente magari la formula non è felice e si presta a degli equivoci; a mio giudizio quando si parla di cause che possono determinare una deroga alle sanzioni previste dal comma 1, evidentemente ci si riferisce a cause di natura oggettiva e quindi, se noi lasciassimo tout court l'eliminazione di qualunque beneficio per il solo fatto che viene a cessare la condizione della dimora, evidentemente noi sanzioneremmo anche questi assegnatari che venissero costretti, da situazioni indipendenti dalla propria volontà, di non avere più la dimora, quindi evidentemente ci sono e ci dovrebbero essere delle cause oggettive che possono determinare una situazione tale per cui si debba o si possa derogare a questa cosa.
Per cui diciamo che non so in che termini può essere fatta una proposta di questo genere; però, attenzione, l'eliminazione così come è stato prospettato della seconda parte metterebbe tutti gli assegnatari nella medesima condizione di dover rinunciare ai benefici concessi, indipendentemente dal fatto che per alcuni sussistano delle condizioni oggettive perchè bisogna assolutamente tener presente nella cosa; quindi io inviterei l'Aula a una riflessione attenta su questo. Caso mai si può chiedere l'impegno all'Assessorato dei lavori pubblici perchè la delibera venga presentata in Commissione, trasmessa in Commissione per un preventivo esame magari prima dell'approvazione, cioè dovrebbe essere una garanzia di questo genere perchè diversamente l'esigenza oggettivamente, se ci riflettete, esiste comunque.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio per dei chiarimenti. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Signor Presidente. In effetti il comma 1 dell'articolo 2 risulterebbe, condivido, appesantito, anche se l'onorevole Cogodi ha ragione nel sostenere ciò che ha voluto molto precisamente spiegare all'Aula. In effetti cosa colpisce è la coda al comma 2, che è stata rilevata dall'onorevole Sanna, e lì occorre agire, non si può mandare avanti, coi tempi effettivamente che corrono, un provvedimento che recita così come è detto in questo testo e non so se possa, in materia occorre avere una certa preparazione e confesso di non averla, ma probabilmente la coda dell'emendamento 6: "Gli alloggi possono essere in atto locati previa autorizzazione dell'Assessorato ai Lavori quando sussistono gravi, sopravvenuti e documentati motivi, decorso tale termine gli stessi alloggi possono essere in atto locati"; se si possa inserire qualcosa del genere, un emendamento orale, e chiudere la partita per questo articolo che certamente dovremo sennò votare per parti, come chiedeva l'onorevole Morittu, e non va bene questo aspetto, anche vincolarlo alla Commissione è una cosa lunga, con deliberazione aggiunta su proposta della Giunta, proposta dall'Assessore, sentita la Commissione, non lo so.
Mi pare che diventi una cosa un po' complessa, sarebbe meglio stabilire un nesso tra eccezioni e cause e chiudere l'articolo senza derogare o rinviare alle Commissioni.
PRESIDENTE. Io non intendo riaprire la discussione, quindi siamo in sede di eventuali dichiarazioni di voto. Se invece vi è l'esigenza di trovare una sintesi tra gli interventi che vi sono stati, quindi anche con la possibilità di presentare eventualmente un emendamento all'emendamento o qualche soluzioni tecnica, sospendiamo la seduta per cinque minuti.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Presidente, volevo sottoporre all'attenzione dei colleghi il fatto che essendo stata chiesta la votazione per parti se dovessimo andare a voto segreto chiaramente i lavori andrebbero a concludersi perché, visti i numeri …. Io sono per accogliere l'invito dell'Assessore a precisare i contenuti del comma 2 nel senso che dopo le parole "lavori pubblici" è possibile inserire "è approvato, previo parare della Commissione competente, apposito disciplinare contenente le cause e le condizioni in presenza delle quali sono consentite le autorizzazioni in deroga dagli obblighi di cui al comma 1". In questa forma la delibera non è un atto che si può ripetere, ma un atto che approva un disciplinare che ha un valore oggettivo e che prescrive indirizzi e che la Commissione valuterà per la sua portata. Se questo può essere accoglibile evitiamo di fare votazioni complicate.
PRESIDENTE. Questa proposta dell'onorevole Gian Valerio Sanna può essere intesa a termine di Regolamento come una proposta migliorativa relativamente alla compressione del testo anche a seguito degli interventi che vi sono stati. E` del tutto evidente che l'onorevole Sanna dovrebbe anche prendersi la briga di presentare per iscritto questa proposta migliorativa in maniera tale che possa essere anche distribuita ai colleghi e poi, successivamente, essere messa in votazione. Quindi sospendo la seduta per cinque minuti pregando i colleghi di non allontanarsi dall'Aula perchè riprendiamo immediatamente.
(La Seduta, sospesa alle ore 20 e 29, viene ripresa alle ore 20 e 40.)
PRESIDENTE. E` stato presentato e è in fase di distribuzione l'emendamento sostitutivo parziale numero 9, proposto dal consigliere Sanna Gian Valerio. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Sanna Gian Valerio
Art. 2
Nel comma 2 dell'art. 2 dopo le parole "dei lavori pubblici" l'ultima frase è sostituita dalla seguente:
' è approvato, previo parere della Commissione consiliare competente, apposito disciplinare contenente le cause e le condizioni che danno diritto alla deroga dagli obblighi di cui al comma 1. ' (9)
PRESIDENTE. Quindi l'ordine delle votazioni sarà il seguente: mettiamo prima in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero...
PRESIDENTE. Consigliere Fadda mi dica.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Per il tipo di votazione? Un attimo, mi faccia concludere prima l'illustrazione dell'ordine delle votazioni. Intanto per chiedere al collega Vassallo che è il primo firmatario dell'emendamento numero 6 se mantiene l'emendamento numero 6 anche a seguito dell'emendamento numero 9 presentato dall'onorevole Sanna.
VASSALLO (R.C.). Sì, intendo mantenerlo.
PRESIDENTE. L'ordine delle votazioni sarà il seguente: prima mettiamo in votazione l'emendamento sostitutivo totale numero 6, poi a seguire, laddove non dovesse essere approvato, l'emendamento sostitutivo parziale numero 9 e poi l'articolo. Sull'emendamento numero 9 formalmente dovrei chiedere il parere della Giunta che mi pare però abbia contribuito...
MASALA (A.N.), Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio. La Giunta è favorevole.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 9 il parere della Giunta è favorevole.
Stiamo parlando dell'emendamento numero 6. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sulle modalità di voto. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Per chiedere il voto elettronico palese.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri DETTORI, MORITTU, MANCA, BALIA, PUSCEDDU, DEMURU, COGODI.)
PRESIDENTE. Sull'emendamento sostitutivo totale numero 6 è stato chiesto dal consigliere Fadda, con altri otto colleghi che lo appoggiano, il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico dell'emendamento sostitutivo totale numero 6.
Rispondono sì i consiglieri: COGODI - ORTU - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPELLI - CARLONI - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - PETRINI - PILI - PILO - PISANO - RANDAZZO - RASSU - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: BALIA - BIANCU - DEMURU - DETTORI - FADDA - GRANELLA - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 34
Astenuti 18
Maggioranza 18
Favorevoli 3
Contrari 31
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento sostitutivo parziale numero 9 presentato come sintesi dall'onorevole Sanna Gian Valerio, sul quale la Giunta ha espresso parere favorevole. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
COGODI (R.C.). Quale sintesi?
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ho già detto che è stato ammesso come migliorativo della comprensione del testo, nessuna sintesi, ho sbagliato io nell'usare il termine "sintesi", le chiedo scusa.
COGODI (R.C.). Migliorativo del senso del testo di quale articolo?
PRESIDENTE. La pregherei di leggere l'articolo 85 del Regolamento.
Metto in votazione dell'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
CAPPAI, Segretario:
Art. 3
Accertamento delle condizioni di ammissibilità
ai fini dell'assegnazione degli alloggi
1. Il comma 4, dell'articolo 15, della legge regionale n. 13 del 1989, è sostituito dal seguente:
"4. Qualora venga accertata da parte del Comune la mancanza, anche sopravvenuta, nell'assegnatario di alcuno dei requisiti richiesti per l'assegnazione oppure la non veridicità delle dichiarazioni circa le condizioni di priorità a suo tempo poste a base della collocazione in graduatoria, il Comune stesso trasmette la documentazione alla Commissione di cui all'articolo 8, la quale provvede nei successivi trenta giorni all'eventuale esclusione del concorrente dalla graduatoria o all'eventuale mutamento della sua posizione nella graduatoria medesima, dandone notizia all'interessato. Il mutamento delle condizioni soggettive ed oggettive dell'aspirante assegnatario, eventualmente intervenuto fra la pubblicazione della graduatoria e l'assegnazione, non influisce nella collocazione in graduatoria, semprechè permangano i requisiti prescritti.".
PRESIDENTE. All'articolo 3 è stato presentato l'emendamento sostitutivo parziale numero 5. Se ne dia lettura.
CAPPAI, Segretario:
Emendamento sostitutivo parziale Vassallo - Cogodi - Ortu
Art. 3
Nell'art. 3, le parole da "la quale provvede" a "graduatoria medesima" sono sostituite dalle seguenti:
' la quale provvede, nei successivi trenta giorni, alla verifica dell'istruttoria comunale, e, in caso di conferma della medesima, alla esclusione del concorrente della graduatoria o al mutamento della sua posizione nella graduatoria stessa. ' (5)
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento sostitutivo parziale numero 5.
VASSALLO (R.C.). Stiamo parlando dell'emendamento numero 5. Chi ha letto l'articolo 3 vedrà che proprio nel primo comma del punto 4 vi è un termine che rimanda a una facoltà del Comune di controllare; il testo dice: il Comune controlla e se verifica che mancano dei requisiti o se sono sopravvenute delle modifiche ai requisiti previsti dalla legge, trasmette l'informativa alla Commissione e la Commissione eventualmente prende atto dell'eventuale modifica; nei successivi trenta giorni provvede all'eventuale esclusione o modifica della posizione degli aspiranti in graduatoria.
Noi riteniamo intanto che così come è formulata la norma non sia rispettosa della stessa legge che dà precise competenze alla Commissione; il Comune non è che ha il compito di accertare, è la Commissione, tramite gli uffici comunali che accertano e per cui percepiscono tutta la documentazione di aspiranti assegnatari di case e formula la graduatoria; e comunque sia, dato che il Comune ha comunque la facoltà di segnalare, così come qualunque altro la facoltà di segnalare, ma in questo caso si prevede che il Comune segnali eventuali irregolarità, la Commissione ha il dovere intanto, prima cosa, di verificare che quanto segnalato corrisponda al vero, per cui accertare che quanto il Comune segnali sia corrispondente. Seconda cosa: se la Commissione verifica che vi è corrispondenza di quanto ha segnalato al Comune alla Commissione stessa, non è che può operare nell'eventualità; opera l'esclusione e la rideterminazione della posizione in graduatoria.
Cos'è questa facoltà della Commissione di agire discrezionatamente, discrezionalmente rispetto a dei fatti e a delle cose accertate? E` un'idiozia se mi permettete, per cui l'emendamento...
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, la prego di usare un linguaggio più consono a quest'Aula.
VASSALLO (R.C.). Mi scuso per il linguaggio, però se mi permette sono un po' alterato per il semplice fatto che anche nell'emendamento precedente sono state dette cose non veritiere, perchè nel nostro emendamento riproponevamo esattamente quello che era già previsto per legge e per cui non vi era nessun appesantimento di quello che c'era già oggi, era soltanto una maggior specificazione. Ecco perchè mi scaldo, scusate; mi scaldo perchè del merito si discute però poi nessuno entra nel merito di quello che veramente qua si discute e si dice. Per cui mi scuso per l'espressione e continuo.
Continuo dicendo che l'emendamento numero 5 è un emendamento molto semplice, ci sembra un emendamento ragionevole che porta al senso e al dettato della legge che ci sembra una legge che abbia molto buon senso e per cui ci sembra opportuno che l'Aula, e anche doveroso, senza molte discussioni lo accolga e lo approvi pure.
PRESIDENTE. Visto che il relatore non c'è, per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere è negativo non perchè non condivida il contenuto dell'emendamento, ma perché, a giudizio della Giunta, il contenuto dell'emendamento è già compreso nel testo, perchè quando la Commissione fa una verifica, evidentemente verifica la documentazione che il Comune ha trasmesso e quindi verifica l'istruttoria, cioè le modalità attraverso le quali è stata istruita la pratica e quindi in quell'occasione, se trova conferma negli atti che sono stati trasmessi, allora approva o modifica; l'eventuale non è un'attribuzione di potere discrezionale, a mio giudizio, alla Commissione, ma è la conclusione della verifica, cioè una volta accertata la coerenza dei documenti a quello che ritiene abbia istruito il Comune, è chiaro che deve adeguarsi a quelle cose. Quindi, l'eventuale non sta lì a esprimere un concetto di discrezionalità, ma soltanto alla demarcazione delle due ipotesi, cioè all'ipotesi di conferma o l'ipotesi contraria; per cui l'emendamento in sostanza, a mio giudizio, esprime lo stesso che c'è scritto nell'emendamento e quindi, il giudizio negativo è in quel senso.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Solo una battuta Presidente. Ritengo l'emendamento presentato da Vassallo, Cogodi e Ortu un emendamento di carattere esplicativo letterale, è più preciso secondo me, e più chiaro rispetto alla formulazione contenuta nell'articolo 3; concordo poi che nella sostanza l'emendamento non cambia, però la lettura secondo me ne risulta molto più chiara e molto più diretta nell'esplicazione fatta dai presentatori dell'emendamento. Evidentemente questa ripetizione dell'eventuale induce quasi, come dire, a un tasso di discrezionalità che viene rilasciato alla Commissione. La dicitura dei presentatori dell'emendamento è invece una dicitura più diretta riferendosi alla Commissione, la quale provvede entro i successivi trenta giorni alla verifica e così via. Quindi, io esprimo un parere favorevole all'accoglimento del testo dell'emendamento per le ragioni che dicevo, cioè per ragioni di chiarezza più che per ragioni di sostanza, perchè la sostanza è la stessa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per ribadire quello che poc'anzi affermava il collega Morittu che il senso dell'emendamento è esattamente quello; ed è l'esatto contrario di quello che diceva l'Assessore Masala, perchè è ben singolare questa pretesa di fare leggi in questo modo. Si dice: il Comune trasmette la documentazione alla Commissione di cui all'articolo, la quale provvede all'eventuale esclusione. Noi presentiamo un emendamento e diciamo: "Invece di una eventuale esclusione, se l'accertamento è fondato, si faccia una verifica e ci sia l'esclusione; se non è fondato, si fa la verifica e non c'è esclusione". Argomenta l'Assessore per la Giunta regionale: "Ma "eventuale" non vuol dire, secondo me, discrezionale, eventuale vuol dire, secondo me, scritto in legge, previa verifica. Ben si intende che la Commissione farà la verifica. E allora, se vuol dire "previa verifica", e ben si intende, si ritiene che la Commissione farà la verifica, invece di "eventuale", si metta "previa verifica". Ma perchè dobbiamo insistere a fare leggi equivoche invece di leggi chiare? Si tratta di una parola, "previa verifica" anziché "eventuale", l'eventualità è un ambito di interpretazione poi delle leggi perchè non verrà chiamato sempre l'Assessore Masala a interpretare le leggi della Regione, magari le deve interpretare anche qualche altro, magari le deve interpretare un funzionario che le deve applicare e dire che procede alla "eventuale esclusione" quando anche fosse la segnalazione del Comune fondata, e il Comune dice: "Bada, questo ha avuto l'alloggio assegnato quando era in cerca di lavoro, nel frattempo questo ha trovato un lavoro, prima aveva un reddito di 3 milioni, oggi ha un reddito 170 milioni, è cambiata la condizione soggettiva", segnala il comune alla Commissione, la quale eventualmente lo esclude. No, la Commissione verifichi, è una specie di doppia - non è doppia mandata di catena questa, eh! -garanzia che l'accertamento che il comune ha fatto e ha inviato è fondato e quindi ne deriva una conseguenza sicura, che è una conseguenza sicura di esclusione, ma anche di tenuta del diritto all'alloggio qualora quella segnalazione fosse un po' labile e non ben documentata. Fra un sistema di certezze e di garanzie e un sistema di labilità e di eventualità, perché preferite sempre l'eventualità e le labilità che poi si traducono in danno ai cittadini?
Condivisione anche della giusta interpretazione che ha voluto dare il collega Morittu e richiesta di voler scrivere chiaro nelle leggi, soprattutto quando si dice che si vuole la stessa cosa, anziché scrivere equivoco.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, per brevità faccio proprie le considerazioni del collega Morittu nel merito del contenuto dell'emendamento. Voglio solo aggiungere alcune cose.
Attenzione, i requisiti e le condizioni di priorità sono tali e articolate, qualche volta connesse e altre volte soggettivamente individuali, da provocare non in via prioritaria l'esclusione, ma certamente in via prioritaria il mutamento, per cui anche la consecutio andrebbe modificata in quell'emendamento, parlare prima di mutamento e parlare dopo di esclusione, perché questo tipo di ragionamento dovrebbe valere in uno stato di diritto a doppio senso di marcia, nel senso che un poveraccio potrebbe avere erroneamente dichiarato un reddito "X" e perché la Commissione non deve accertare che invece ne aveva uno minore e che aveva diritto a una posizione migliore in graduatoria? E' proprio per questo che la consecutio dovrebbe prevedere prima il mutamento e poi l'esclusione, proprio perché la gestione di questi criteri nell'assegnazione, alcuni sono correlati e alcuni sono anche vincolati perché per esempio chi chiede il punteggio sull'antigienicità non lo può chiedere su un'altra fattispecie, per cui o sceglie l'uno o sceglie l'altro, ma se la Commissione istruisce e controlla le condizioni potrebbe anche darsi che non riconoscendone uno gli ripristini l'altro e quindi questo produce un mutamento in via prioritaria e poi in casi del tutto eccezionali, mancando i requisiti di fondo, anche l'esclusione. Ma la fattispecie più ricorrente io ritengo che sia il mutamento, quindi anche nella lettura dell'emendamento del collega Vassallo io suggerirei di invertire il senso logico del ragionamento.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 5. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Bene colleghi, i lavori per stasera si interrompono qui, come concordato in Conferenza di Capigruppo. Riprenderanno giovedì mattina alle ore 10, con la prosecuzione dell'esame di questo provvedimento, poi riprenderemo le interpellanze che oggi non sono state discusse per l'assenza l'Assessore e poi proseguiamo con gli altri punti all'ordine del giorno.
Informo i colleghi che fanno parte della Quinta Commissione, presieduta dall'onorevole Frau, che la suddetta Commissione è convocata per giovedì pomeriggio alle ore 15 e 30.
La seduta è tolta alle ore 21 e 02.
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