Seduta n.185 del 04/05/2006
CLXXXV SEDUTA
(POMERIDIANA)
Giovedì 4 Maggio 2006
Presidenza della Vicepresidente LOMBARDO
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 38.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 27 aprile 2006 (179), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Francesca Barracciu, Antonio Calledda, Mariuccia Cocco, Paolo Fadda, Bachisio Silvio Lai, Paolo Maninchedda, Salvatore Mattana, Franco Giuseppe Pirisi, Franco Sergio Pisano e Ciriaco Davoli hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 4 maggio 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:
"Principi e norme per l'educazione, l'istruzione e la formazione professionale". (227)
(Pervenuto il 3 maggio 2006 e assegnato alla ottava Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge:
"Pisu - Sanna Simonetta - Cerina - Cuccu Giuseppe: "Modifiche alle norme sull'elezione del difensore civico regionale". (228)
(Pervenuto il 3 maggio 2006 e assegnato alla seconda Commissione.)
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, vorrei che fosse data lettura integrale.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, stiamo dando le comunicazioni all'Aula.
CAPELLI (U.D.C.). Ah, le comunicazioni.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Interrogazione SANCIU, con richiesta di risposta scritta, in merito all'inaspettato ridimensionamento delle corse giornaliere della Società Saremar nel collegamento La Maddalena - Palau e agli aumenti delle tariffe dei traghetti da e per le isole minori." (495)
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Interpellanza ATZERI sull'importazione di agnelli rumeni spacciati per sardi". (160)
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, su che cosa chiede di intervenire?
LA SPISA (F.I.). Chiedo che venga data lettura integrale dell'interpellanza numero 160, perché non abbiamo sentito bene.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, non si legge tutto il testo dell'interpellanza, si leggono i nomi dei presentatori e l'oggetto dell'interpellanza. Li rilegga, onorevole Cassano.
CASSANO, Segretario:
"Interpellanza Atzeri sulla importazione di agnelli rumeni spacciati per sardi". (160)
PRESIDENTE. Onorevole Floris, su che cosa chiede di intervenire?
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sul processo verbale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signora Presidente, intervengo per richiamare la sua attenzione sul fatto che il processo verbale va letto integralmente e lentamente, perché noi dobbiamo capire se siamo d'accordo oppure no. Non si legge di un processo verbale solo "la seduta è tolta"; questo non avviene da nessuna parte e non deve avvenire neanche qui. Il Regolamento prevede che sia letto il processo verbale e sia chiesto all'Assemblea se è d'accordo o se c'è qualcosa che non va.
PRESIDENTE. Onorevole Floris, è prassi in quest'Aula leggere il processo verbale in questi termini e nessuno ha mai fatto opposizione. Non si può accettare che siano poste delle questioni con intenti ostruzionistici e pretestuosi.
Questa è una prassi che lei conosce benissimo, perché frequenta l'Aula del Consiglio da molto più tempo di tutti noi, per cui sa che si è sempre fatto così. La ringrazio, onorevole Floris.
Riprendiamo con la discussione dell'articolo 4 del disegno di legge numero 216/A. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). E' inutile che presieda così! Perché quando è stato richiesto il processo verbale è stato letto integralmente!
PRESIDENTE. Onorevole Floris, il processo verbale è stato sempre letto in questi termini.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). E' un mio diritto!
PRESIDENTE. Onorevole Floris!
(Interruzioni)
MARROCU (D.S.). Non mettiamo in difficoltà la Presidente.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Dedoni.
ARTIZZU (A.N.). Presidente, chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ho dato la parola all'onorevole Dedoni. Lei non era iscritto a parlare, onorevole Artizzu.
ARTIZZU (A.N.). Mi ero iscritto prima.
PRESIDENTE. No, non era iscritto. Prego, onorevole Dedoni.
DEDONI (Riformatori Sardi). Siccome mi pare che non ci sia neanche il numero legale, vorrei che lo si verificasse.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Dedoni.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signora Presidente. Chiedo anch'io che il processo verbale sia letto integralmente, ad alta voce e lentamente, in modo che ciascun consigliere abbia la possibilità di ascoltarne il contenuto in ogni sua articolazione.
In secondo luogo chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Vorrei ricordare che dopo che è stato letto il processo verbale ho detto chiaramente che se non c'erano opposizioni….
ARTIZZU (A.N.). Eccole le opposizioni!
PRESIDENTE. Le opposizioni sono state fatte dopo l'approvazione del processo verbale, infatti sono stati già comunicati i congedi e sono state annunciate le interpellanze. Quando ho chiesto se c'erano opposizioni nessuno ha fatto opposizione. Il processo verbale è stato già approvato, per cui non si ritorna sulla questione.
Per quanto riguarda la verifica del numero legale devono trascorrere dieci minuti dall'inizio della seduta, per cui sospendo la seduta sino alle ore 16 e 49.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 44 , viene ripresa alle ore 16 e 49.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto e di predisporsi per la verifica del numero legale. Onorevole Artizzu, quale altro Capogruppo appoggia la sua richiesta di verifica del numero legale? L'onorevole Vargiu.
(Interruzione)
No, la verifica del numero legale deve essere richiesta da due Capigruppo.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 38 consiglieri. Poiché siamo in numero legale, proseguiamo i lavori.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lanzi - Licheri - Lombardo - Marracini - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Porcu -Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Vargiu.)
politiche sociali e di sviluppo" (216/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 216/A. Dobbiamo procedere all'esame dell'articolo 4 e relativi emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, non credo che occuperò tutto il tempo concessomi. Non sono intervenuto in questo dibattito se non poche volte e per dichiarazione di voto, ma in questa circostanza ho ritenuto di dover prendere la parola perché, francamente, non riesco a capire quale sia la ratio che ha mosso l'inserimento dell'articolo 4 in questo maxicollegato. Infatti non mi pare che esso possa essere considerato una fonte di entrate per la Regione, ma soprattutto questo articolo mi pare controverso e anzi in palese contraddizione con la proposta di sviluppo che il presidente Soru e la sua Giunta anche di recente hanno sottoposto all'attenzione del Consiglio e del popolo sardo. Mi domando se quando si istituisce un'imposta sugli aerei privati, soprattutto su quelli di piccole dimensioni, che arrivano nella nostra Isola presumibilmente con un carico di persone che hanno notevoli disponibilità finanziarie e che quindi possono pagare comunque - questo lo capisce chiunque - i danari che poi affluiscono alle casse regionali siano sufficienti, per esempio, per pagare il costo del green dei campi da golf, che hanno bisogno di tanta acqua per restare verdi. Chi viene in Sardegna per giocare a golf ha una certa disponibilità finanziaria, arriva con un aereo privato e si sposta di campo in campo cercando di utilizzare al meglio il tempo libero. Così è nel resto del mondo. Allora mi domando: se impongo una tassazione, perché tale è, su questi arrivi, disincentivo l'utilizzo di quei campi da golf che vorrei costruire nelle zone interne della Sardegna per dare loro delle opportunità di sviluppo economico e sociale, quindi faccio un'opera non certo meritoria.
Quando si parla di approdi penso ancora di più alla politica posta in essere da altre nazioni e da regioni vicine alla nostra (la Corsica ringrazia) proprio per la promozione degli approdi turistici. A me risulta che in Sardegna sia fermo il potenziamento già a suo tempo programmato del sistema portuale turistico, che tra l'altro registra un deficit enorme di posti barca. Ora, mi domando: perché non consentire che un approdo turistico possa diventare permanente, nell'ottica di una incentivazione della permanenza per tutto l'anno di yacht o altro tipo di imbarcazioni nei nostri porticcioli? Io ritengo che anche questo avrebbe una ricaduta economica, invece non c'è una seria programmazione della portualità turistica, non c'è una politica di incentivazione di questo tipo di portualità, siamo tagliati fuori dalle rotte che persino la Turchia riesce a gestire meglio di noi, subiamo la concorrenza diretta della Corsica e ci permettiamo il lusso di vanificare un punto importante, come quello della Sardegna al centro del Mediterraneo, facendo confusione tra sviluppo economico e tassazione della ricchezza. Questa è, secondo me, una misura assurda, priva di fondamento economico, e se è vero che l'ha suggerita il presidente Draghi, mi meraviglio che sia a capo della Banca d'Italia una persona che suggerisce - secondo indiscrezioni giornalistiche - un provvedimento del genere, che è certamente illuminante di quello che la nazione italiana può aspettarsi nel prossimo futuro per la sua economia. Ci si dovrebbe invece adeguare agli standard economici relativi alla aeroportualità, alla pratica dello sport del golf e ad altre attività che potrebbero essere interessanti.
Mi permetto di fare un piccolissimo inciso sulle condizioni di lavoro del Consiglio regionale. Intanto, come ho già avuto modo di dire, la manovra finanziaria bis che stiamo discutendo in questi giorni contiene di tutto e di più e, come usa dire un amico e collega, anche molte "marchette" - una brutta parola che però descrive una verità -, e non è funzionale certamente a quella che può essere per la Sardegna una nuova via di occupazione e di sviluppo. Il Consiglio regionale, caro Presidente, forse non ha lavorato e non lavora come dovrebbe, ma sono stufo di sentirlo dire impropriamente in determinate sedi, come mi è capitato qualche giorno fa, da parte di certi Capigruppo e anche del Presidente della Regione, perché il Consiglio lavora nella misura in cui è posto nelle condizioni di lavorare, e il suo lavoro non può essere a cottimo, né a cottimo fiduciario, ma deve essere fatto con la massima partecipazione, nell'interesse della popolazione sarda, e non a pezzettini o a maggioranza. Io ritengo che si debba e si possa lavorare meglio, ma lavorare di più e meglio significa tante cose, come per esempio far lavorare bene le Commissioni, al contrario di quanto sta avvenendo. Sono infatti depositate presso le Commissioni numerose proposte di legge mai discusse. E' strano, presidente Soru, gliene faccio rimostranza aperta, che si debba aspettare per forza un disegno di legge della Giunta per poter istruire una proposta di legge magari della minoranza. Questo non è corretto! Correttezza vuole che se è stata presentata una proposta di legge che ha un valore universale questa sia discussa, rifiutata o modificata, ma non si può dire che si deve per forza attendere un disegno di legge della Giunta per poterla esaminare in Commissione e in Consiglio. Questo è esaltare il lavoro del Consiglio e dare l'opportunità a ciascun consigliere di compiere al meglio il proprio lavoro, e lavoro intelligente, nell'interesse dei sardi.
Se le questioni oggetto di questo maxicollegato fossero state con più attenzione portate a compimento tempo fa, probabilmente avremmo perso meno tempo di quanto ne abbiamo perso anche in questa circostanza, sarebbero state dibattute al meglio le fattispecie contenute nei singoli articoli di questo testo di legge, che hanno implicato l'apporto di numerose Commissioni, e avremmo certamente agevolato il lavoro dell'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.
SANCIU (F.I.). Signor Presidente, con l'articolo 4 o per meglio dire con l'emendamento numero 141, che di fatto riscrive questo articolo secondo la prassi ormai consolidata di correggere il tiro in corsa, la Giunta propone l'introduzione in Sardegna di un'imposta per tutti quei turisti che, navigando nelle nostre acque o sorvolando i nostri cieli, vorranno fare scalo negli aeroporti, nei porti, negli approdi e nei punti di ormeggio ubicati nel territorio regionale. Infatti, dal prossimo 1° giugno tutti gli aerei privati e le barche di lunghezza uguale o superiore ai 14 metri, appartenenti a persone non fiscalmente domiciliate in Sardegna, dovranno sottostare al pagamento di questa nuova imposta, di questo nuovo balzello, giustificato sinceramente in modo poco chiaro e di discutibile efficacia. Stento a comprendere il perché di un'imposta così ideata, che può essere giustificata solo da una volontà precisa, che definirei masochista. Non è certamente un tributo riconducibile a una tassazione di tipo ambientale, visto che nel caso specifico delle unità da diporto generano sicuramente maggiori criticità ambientali e inquinamento le piccole e numerosissime imbarcazioni, a volte obsolete, piuttosto che quelle che oggi si vuole tassare, veri e propri gioielli del mare, con motori poco inquinanti, doppie cisterne per la raccolta delle acque di scarico e di sentina e così via. L'unico obiettivo appare quindi quello dell'introduzione di una vera e propria tassa sul lusso, volta a fare cassa a tutti i costi.
A livello nazionale è stata abolita la tassa di stazionamento per i natanti, il che ha portato indubbi ed evidenti benefici alla cantieristica italiana, nota al mondo per la realizzazione non solo delle barche più belle, ma anche di quelle migliori; una cantieristica che, così come tutto il sistema del diportismo nautico italiano, fu pesantemente danneggiata da una follia politica che identificava in questo settore il termometro della ricchezza, non considerando la nota e diffusa passione italiana per il diportismo nautico. Fu l'onorevole D'Alema a dimostrare che gli introiti derivanti dalla tassa di stazionamento, quantificati in 1.800 miliardi, erano di gran lunga inferiori all'ammontare dei danni causati all'industria nautica italiana, quantificati dagli esperti in oltre 8.000 miliardi. Oggi stiamo discutendo dell'applicazione di un'imposta come quella proposta dalla Giunta, che non solo appare demagogica, ma anche estremamente dannosa e pericolosa. Invece di promuovere iniziative volte a coccolare il turismo di alto livello, che porta ricchezza nei nostri porti facendo lavorare i ristoranti, gli alberghi, i negozi e tutto il settore dei servizi, ci preoccupiamo di mettere in campo quelle azioni che fanno solo scappar via questo tipo di turismo.
Pensiamo invece a creare i presupposti per la nascita di due grandi poli della nautica: uno al nord dell'Isola e uno al sud, perché città come Cagliari e Olbia, con i loro splendidi golfi, possano diventare i porti naturali delle più belle imbarcazioni che circolano nel Mediterraneo, e siano messe nelle condizioni non solo di attrarre i diportisti nei mesi estivi, ma anche di avviare tutte quelle attività, dalla costruzione alla manutenzione e al rimessaggio delle imbarcazioni, e tutti i servizi collaterali, che possono invogliare i cosiddetti, passatemi il termine, "ricconi" a lasciare i loro soldi in Sardegna, recuperando in questo senso il grosso gap che ci separa da altre realtà internazionali, cito tra tutte Palma di Maiorca.
L'ipertassazione che è stata lucidamente partorita dal presidente Soru, per colpire gli aerei privati che atterrano nei nostri aeroporti e le grandi imbarcazioni che fanno scalo nei porti, provocherà una forte riduzione della domanda turistica. Presidente, Assessori, colleghi, voglio fare solo un esempio: il proprietario di uno yacht che dopo aver navigato nel mare della Costa Smeralda e aver fatto un giro nell'arcipelago di La Maddalena, approda a Porto Cervo, è costretto a pagare ben tre tasse! Tasse per modo di dire, nel senso che si paga il posto barca, la tassa di navigazione nell'arcipelago di La Maddalena e l'imposta regionale. Insomma, quanto costa venire in Sardegna a un diportista?
E non posso non fare riferimento a una realtà che conosco molto bene, ma che conoscono bene anche i colleghi galluresi, l'onorevole Uggias e gli altri colleghi del mio territorio. Mi riferisco a uno degli scali aeroportuali, quello dell'aviazione generale di Olbia, più importanti d'Europea per traffico privato. Ebbene, pensate alla ricaduta economica derivante dallo sbarco dagli aeromobili di passeggeri di grande importanza, come capitani d'industria, re, principi arabi, personaggi famosi di tutta Europa e del mondo, come Bill Gates, che frequenta assiduamente il nostro territorio. Incentrare sul turismo di lusso una politica fiscale di questo tipo rischia di far male al sistema turistico sardo in generale, in quanto si va a colpire quell'effetto traino che il turismo dei cosiddetti vip, il turismo di qualità, volenti o nolenti, comporta. Aerei e barche non faranno certamente fatica a fare rotta altrove, trascinando con sé tutto l'indotto che gravita intorno al turismo di alto livello. Ebbene, mentre altri paesi questo turismo lo vanno a cercare, fanno a gara per accaparrarselo, perché avere dei vip con i loro yacht e il loro aereo privato significa anche catalizzare ulteriore massa turistica, voi fate l'esatto contrario, fate di tutto per mandarli via.
Colleghi, state facendo ancora una volta l'errore di contribuire a isolare la Sardegna, riflettiamoci. Anche su questo articolo credo che serva riflettere di più.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, stiamo arrivando alla conclusione dell'esame del disegno di legge numero 216/A, con qualche inciampo e anche qualche ritardo legato alla necessità di approfondire argomenti in relazione ai quali ci stiamo rendendo conto che, nonostante cinque mesi di duro lavoro e confronto, forse non siamo arrivati ancora alla formulazione tecnica ottimale della norma. Nel senso che non ci sono problemi relativi alla valutazione di merito, che è chiara: voi siete favorevoli all'istituzione di queste tasse, noi siamo contrari, ce lo siamo detti per cinque mesi sui giornali, in Commissione e in Consiglio. Le posizioni politiche sono quindi chiare e nitide, ma è altrettanto chiaro e nitido che è vostro diritto andare avanti nella formulazione che proponete, rivista alla luce delle considerazioni ulteriori che avete fatto, e licenziare questa legge con le tasse che ci avete messo dentro. E' altresì nostro diritto ribadire, ancora una volta, le motivazioni che ci portano ad essere assolutamente contrari a questo pasticcio che voi state proponendo.
Quando è stata presentata la prima stesura materiale dell'articolo che riguardava la tassazione sulle navi e sugli aerei, dopo un primo momento di stupore, per la fantasia creativa che il contenuto dell'articolo prospettava, è stato naturale da parte nostra porvi una domanda che chiunque avrebbe posto a un amministratore: su chi agirà questa tassa, quali effetti avrà, quali vantaggi economici porterà per le casse della Regione? Questa fu la prima domanda che forse in maniera un po' ingenua noi ponemmo all'assessore Pigliaru. Devo dire, e ho avuto occasione di dirglielo anche personalmente, che la risposta fu disarmante dal mio punto di vista, perché l'assessore Pigliaru rispose: "Noi non abbiamo uno studio che ci consenta di dire quale sarà l'introito economico che da queste tasse arriverà". Io non mi intendo di economia, non potrei essere neanche un buon allievo dell'assessore Pigliaru, e questa mi sembrò una risposta inquietante. L'inquietudine durò qualche giorno, perché poi l'Associazione degli industriali, convocata in audizione in Commissione, ci disse che il suo ufficio studi molto rapidamente aveva calcolato (ci è stata anche elencata tutta una serie di parametri attraverso i quali era possibile fare il calcolo su basi sostanzialmente scientifiche) che l'intero apporto della stesura originaria della norma che istituiva la tassa sulle barche e sugli aeromobili sarebbe stato di circa 4 milioni di euro, ossia 8 miliardi di lire, quindi una cifra che, per quanto significativa sul mio conto corrente bancario personale, sul quale non finirà, è assolutamente insignificante sui conti della Regione. Approfondendo il ragionamento con l'Assessore, la domanda che noi ponemmo cambiò, nel senso che non c'era più da chiedergli quale sarebbe stato l'introito e cosa ne avremmo fatto, perché la cifra era talmente esigua che non si poneva neanche più il problema di cosa farne. Sembrava che quella tassa, per chi di economia non ne capisce, come me, fosse un dirigibile, un aerostato che sorvolava la Sardegna e sul quale tutti sparavano distraendo l'attenzione dai tavoli dove venivano prese le decisioni vere sulla finanziaria.
L'assessore Pigliaru ci spiegò - e io imparai qualcosa - che esistono due diversi tipi di tasse: quella finalizzata a rimpinguare le casse, e non era questo il caso, e quella che viene invece definita di scopo e che non ha quindi l'obiettivo specifico di "fare cassa", cioè di portare soldi. Tutti sostenevano invece che questa tassa potesse fare cassa e si interrogavano così: "Ma quanto? Ma cosa faremo? Ma dove?" Si trattava, invece, di una tassa educativa, nel senso che con l'applicazione di questa tassa si voleva andare avanti in un meccanismo educativo nei confronti dei cittadini sardi e dei turisti non sardi, per cui si mandava il messaggio che il valore, il ruolo, l'importanza del territorio sardo e la volontà di conservarlo da parte dei sardi era tale che chiunque toccasse il sacro suolo con ala di aereo o boa di nave doveva sborsare denaro. Bene, siccome bisogna essere sempre culturalmente laici e cercare di capire quella parte di ragione che eventualmente è contenuta nei ragionamenti altrui, abbiamo cercato di capire se ci fosse della ragionevolezza nella riflessione che allora veniva fatta. Io credo che di ragionevolezza ce ne sia abbastanza poca, anche in questa nuova visione della tassa che non è tassa, cioè della tassa che non fa cassa, ma fa educazione culturale. Nel senso che se davvero il territorio della Sardegna acquisisce una pregevolezza nuova agli occhi dei sardi e di chi sardo non è e viene in Sardegna per turismo, l'obiettivo deve essere quello di avere le risorse per riqualificare i servizi, per migliorare complessivamente la fruibilità del territorio, e magari costruire quelle strade o quei collegamenti pubblici che il famoso depliant editato dalla Giunta regionale dice che in Sardegna non ci sono. Per cui guai a voi se venite in Sardegna dove non trovate trasporti efficienti, puntualità dei mezzi pubblici e men che meno le autostrade!
Quindi il ragionamento giusto dovrebbe portare a chiedere soldi veri, che possano essere tradotti in servizi per chi viene in Sardegna e per i comuni, che subiscono il maggior carico antropico, sempre nell'ottica della conservazione del bene naturale, che voi perseguite e che noi condividiamo, ma mettendoci d'accordo sul metodo. Mandare un messaggio che dice che chiunque porti in Sardegna una barca sarà bastonato, chiunque poggi il carrello d'atterraggio sugli aeroporti sardi pagherà un balzello, non è il modo migliore per attrarre turismo, nemmeno quello delle fasce sociali medio-alte o molto alte potenzialmente interessante per il mercato turistico sardo.
Quindi il ragionamento finale su questa imposta che voi avete fortemente voluto, e che noi benediciamo idealmente, è che abbiamo discusso per mesi di una cosa che non esiste: non esiste dal punto di vista economico, perché la quantità di denaro che entrerà nelle casse della Regione in virtù di questa tassa è significativa soltanto per i cittadini sardi individualmente, ma non certo nel loro complesso, e non esiste dal punto di vista pubblicitario, cioè dell'immagine della Sardegna, perché non è un investimento, non è uno spot pubblicitario, non è una nota positiva che possa rendere la nostra Isola più competitiva nel mercato turistico nazionale e internazionale. E' una tassa finta, perché è finto il meccanismo di cassa e di scopo che sta alla sua base, ed è una tassa che non servirà a niente. Finora è servita soltanto a far perdere del tempo, a inchiodare questo Consiglio, per mesi, nella discussione di qualcosa che è poco più che fumo senza arrosto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, cari colleghi, siamo ormai alla fase conclusiva dell'iter di approvazione di un disegno di legge complesso e importante, la cui lunga discussione ha impegnato tutti noi in un continuo confronto e ha richiesto competenze vere e anche delle consulenze. Avevamo la possibilità di scegliere tra due strade: la prima, che tra l'altro era indicata dall'opposizione, prevedeva la presentazione di diversi disegni di legge specifici che, data anche la complessità delle diverse materie, avrebbero seguito l'iter delle Commissioni di merito per poi arrivare in Aula; la seconda prevedeva la presentazione di un maxicollegato - definito così anche da noi - comprendente le parti che erano state stralciate dalla legge finanziaria del 2006, nel rispetto della legge di contabilità, e le parti successivamente introdotte dalla maggioranza e dalla Giunta, per arrivare all'approvazione di un testo che fosse frutto di un profondo lavoro istruttorio da parte della Commissione terza e anche delle altre Commissioni. Si è scelta questa seconda strada e io penso che si sia lavorato molto e bene, per questo mi auguro…
CAPPAI (U.D.C.). E' la giustificazione per Soru questa?
MARROCU (D.S.). Per questo mi auguro che il confronto, in questo percorso lungo ma importante, tra maggioranza e opposizione…
CAPPAI (U.D.C.). Perché non chiamate il Presidente e non gli dite di presentarsi in aula?
MARROCU (D.S.). Mi lasci parlare, onorevole Cappai, lei è di solito così tranquillo!
Mi auguro che questo importante lavoro si concluda nello stesso clima nel quale si è svolto in questi giorni in Consiglio e precedentemente nelle Commissioni. Personalmente mi auguro anche che l'incidente che si è verificato nella riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, che aveva la finalità di organizzare meglio il lavoro e invece ha finito per creare delle difficoltà, possa essere rapidamente superato e si possa riprendere quel confronto che è utile al Consiglio e a tutti noi e che ci può consentire di esitare rapidamente questo importante provvedimento di legge.
Per quanto riguarda l'argomento in discussione, rimango fedele al giudizio che ho espresso all'inizio di questa discussione in materia di tasse regionali. Il dato è semplice: c'è un'emergenza economico-sociale, in Sardegna, che anche in questi giorni le parti sociali hanno richiamato (penso all'ultimo appello della CISL regionale); c'è una situazione finanziaria che non consente di affrontare questa emergenza, perché le risorse regionali consentono di far fronte solo alle spese correnti; i tagli ai trasferimenti di risorse alla Regione Sardegna da parte dello Stato e il mancato riconoscimento delle entrate ad essa spettanti hanno determinato un ricorso all'indebitamento che ha aggravato la situazione finanziaria regionale. Solo ed esclusivamente queste questioni, cioè l'emergenza economico-sociale, la situazione finanziaria della Regione, l'indebitamento e il mancato riconoscimento delle risorse dovute alla Sardegna giustificano un intervento che è, sì, di emergenza e straordinario, ma che farà discutere e determinerà sicuramente una vertenza di natura costituzionale.
Personalmente mi auguro che la vertenza con lo Stato, che ci ha visti protagonisti insieme, possa consentirci di affrontare questa emergenza meglio di come, in questa situazione straordinaria, stiamo oggi ipotizzando. Ma credo che la strada indicata dalla Giunta e dalla maggioranza avrebbe potuto vedere la compartecipazione della minoranza, perché vorrei sapere qual è la sua proposta alternativa di fronte all'emergenza sociale, di fronte al fatto che nelle casse regionali non ci sono risorse e che non ci sono trasferimenti da parte dello Stato. Qual è la vostra terapia per affrontare queste emergenze della Sardegna? Noi abbiamo indicato la strada di una vertenza con lo Stato sul mancato trasferimento di risorse e abbiamo detto che chi non paga l'IRPEF in Sardegna, perché non è residente, però produce reddito sia attraverso i beni immobili che possiede nella nostra Isola sia attraverso le attività che vi esercita, consumando il bene ambientale e usufruendo di servizi che i sardi pagano, deve contribuire attraverso questa tassazione. Questa filosofia ha ispirato i provvedimenti di cui stiamo discutendo e su questo era giusto confrontarsi. E' una parte della vertenza che la Regione ha aperto con lo Stato e che testimonia la straordinaria situazione di emergenza e di difficoltà in cui versa la Sardegna. Con questo spirito sono nati gli articoli 2, 3 e 4 del collegato alla finanziaria, mentre al principio di perequazione e di distribuzione delle risorse su tutto il territorio regionale è improntato l'articolo 5.
Io rimango fedele alla filosofia secondo cui l'emergenza giustifica un fatto straordinario come l'imposizione di queste tasse. E l'emergenza può essere superata una volta che sarà vinta la vertenza con lo Stato e sarà riconosciuta alla Sardegna la quota di IRPEF e di IVA che effettivamente le spetta. Magari tra pochi mesi o tra un anno riesamineremo questa situazione di emergenza e valuteremo in modo diverso i risultati che le tasse che stiamo introducendo con gli articoli 2, 3 e 4 avranno prodotto. Con questo spirito noi approveremo l'articolo 4 e mi auguro che con lo stesso spirito sarà approvato tutto il collegato alla finanziaria. Devo dire sinceramente che da parte vostra proposte alternative a questa nostra impostazione non ne ho sentite, ho sentito solo critiche. Io vorrei capire, ripeto, quali sono le vostre proposte alternative per affrontare l'emergenza sociale, per avviare un processo di risanamento della situazione finanziaria regionale e per risolvere la vertenza con lo Stato. Vorrei che insieme approfondissimo meglio questo argomento.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, lasciate che l'onorevole Marrocu concluda il suo intervento.
MARROCU (D.S.). Per questo spero invece che si vada rapidamente verso l'approvazione di questo provvedimento e si riprenda il cammino della vertenza sulle entrate, che ci ha visti protagonisti e ci dovrà vedere ancora protagonisti in un confronto, mi auguro, con un Governo più disponibile di quello precedente. Comunque, come ho detto altre volte, non conta solo la disponibilità del Governo, ma anche la nostra volontà di continuare in una vertenza che, Governo amico o no, ci vede fermi nelle considerazioni che abbiamo fatto alla fine dello scorso anno. Tutte le armi che abbiamo messo in campo per affrontare la vertenza contro lo Stato sulle entrate e per il riconoscimento dei nostri diritti rimangono intatte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
(Interruzioni)
Dobbiamo procedere alla verifica del numero legale, poi le darò la parola, onorevole Cugini. Due Capigruppo possono chiedere la verifica del numero legale in qualunque momento, onorevole Marrocu.
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 59 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - UGGIAS - VARGIU.)
PRESIDENTE. Poiché siamo in numero legale proseguiamo i lavori.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Esprimo parere contrario sugli emendamenti numero 33, 189, 190, 191, 192, 193 e 194; favorevole sul 141.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 33. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, svolgerò un intervento breve per non far perdere tempo. In occasione della discussione del prossimo articolo parleremo anche dell'utilizzo del tempo, adesso voglio però sottolineare il fatto che gli Assessori non rispondono mai alle sollecitazioni che vengono loro fatte dal Consiglio. In merito all'articolo 3 il collega Balia ha posto dei problemi seri a cui non è stata data nessuna risposta.
Per quanto riguarda l'articolo 4, vorrei capire chi verificherà se le imbarcazioni sono in regola col pagamento e in quale momento avviene questa verifica. Quando si è in sosta? Quando si è in avaria? E' un controllo che faranno i marinai, la Guardia di Finanza o chi altro? Quando le barche entrano nei porti o quando scendono a terra gli imbarcati? La sosta nelle baie può essere considerata attracco in terra sarda? Avrei capito che per garantire i controlli si fosse deciso di ripristinare la gloriosa Marina Sarda, dotandola di aliscafi missilistici per far desistere i malintenzionati! Avrei anche capito che per una seria vigilanza avessimo disposto il ripristino delle torri spagnole, in modo da garantire la certezza su chi entra ed esce dalle coste della Sardegna! Questo non è un dispositivo di legge, somiglia molto di più a un regolamento di condominio! Quindi su questa materia io credo che l'Assessore debba rispondere all'Aula e non lasciare tutto indeterminato. Questo articolo non significa nulla, diteci che cosa volete fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, anch'io intervengo molto velocemente per non rallentare i lavori.
Intanto, se lei mi permette, farei notare l'assenza dall'Aula del Presidente della Regione. Pochi minuti fa, colleghi, durante la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, insieme ad altre affermazioni del tutto rispettabili, per carità, considerata anche l'autorevolezza della fonte dalla quale provenivano, il Presidente lamentava la nostra scarsa partecipazione ai lavori dell'Aula e diceva che i consiglieri regionali non frequentano l'aula del Consiglio regionale né frequentano in modo quantitativamente sufficiente le aule delle Commissioni. Francamente, in un primo momento, ho creduto di aver sentito male, signora Presidente. Mi domandavo da quale pulpito venisse la predica, in quanto rarissimamente noi abbiamo l'onore di poter lavorare in quest'aula godendo della presenza del Presidente della Regione. Poi mi sono reso conto che, purtroppo, avevo sentito benissimo: effettivamente il Presidente della Regione accusava i consiglieri regionali della Sardegna, lui, che in aula non viene mai! Ha fatto una fugace apparizione prima e ha partecipato in maniera meno fugace però molto costruttiva alla Conferenza dei Presidenti di Gruppo, che è servita anche per comporre diverse posizioni, per avere le idee più chiare sul suo concetto di calendarizzazione dei lavori, ma anche su qualcosa di più lato.
Quindi devo dire che, effettivamente, riprendere i lavori dopo le affermazioni fatte dal Presidente su quest'Aula, senza poter usufruire o godere, diciamo come vogliamo, della partecipazione dello stesso Presidente, che è ancora una volta assente, pochi minuti dopo aver lamentato la nostra mancanza dall'aula consiliare, mi sembra un fatto curioso e comunque degno di essere sottolineato.
Purtroppo vedo che la freccia che segnala la fine del tempo già lampeggia, per cui mi limito a dire che voterò a favore dell'emendamento numero 33, col quale noi chiediamo in modo convinto la soppressione dell'articolo 4, che a nostro avviso contiene delle disposizioni non solo non opportune, ma persino dannose e pericolose per l'industria turistica sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, la freccia che lampeggiava mentre parlava il collega Artizzu mi ha fatto ricordare, chissà perché, Robin Hood. Io non accolgo l'invito del collega Artizzu, credo che l'assenza del Presidente dall'aula possa contribuire a ritrovare quella concordia, quel corretto confronto che il collega Marrocu richiamava e la serenità stessa del confronto. A questo mi vorrei attenere nell'esprimere il mio parere positivo sull'emendamento soppressivo numero 33.
Vorrei riprendere dalla considerazione che si è lavorato molto su questo testo, non posso però dire che si sia lavorato bene. Stamattina, Assessore, il collega Cuccu le ha posto delle precise domande, ha sollevato alcuni dubbi, ha posto dei quesiti sui quali attendevamo una risposta altrettanto precisa. Parlo del dubbio di costituzionalità in relazione all'articolo 3 della Costituzione. Ma io aggiungerei un'altra cosa, per non cadere in una banale e sterile opposizione. Il collega Marrocu ha detto che bisogna recuperare dei fondi data la situazione finanziaria disastrosa. Benissimo, se un confronto ci dev'essere, noi lo stiamo sollecitando da tempo anche con proposte alternative, che col tempo stasera elencheremo. Lei mi insegna, Assessore, che per porre in essere determinate azioni ci vuole una corretta analisi costi-benefici. Allora, umilmente e nella mia ignoranza, chiedo di conoscere i costi-benefici dell'azione che si vuole porre in essere.
Ci siamo resi conto di una cosa, nella stesura ultima dell'articolo 4, la terza, perché l'avete corretto per la terza volta. Formulerò la domanda in un altro intervento perché, tornando alla freccia, vedo che lampeggia, ma forse ho il tempo di dirle una cosa velocemente: vorrei avere il piacere di conoscere i consulenti che voi avete nominato per stendere questi articoli. Avrei il piacere che venissero in Aula per esporci i concetti di legittimità, legalità, costi, benefici, che hanno ispirato questi articoli per il bene della Sardegna. Se questo fosse possibile, chiedo agli altri Capigruppo di accedere alla mia richiesta, in modo da poter avere spiegazioni chiare. E se queste spiegazioni saranno convincenti ci potranno essere anche posizioni favorevoli da parte dell'opposizione, compreso il mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Signor Presidente, colleghi, io sono curioso di conoscere le determinazioni della Presidenza del Consiglio in relazione all'ordine dei lavori e alla parte finale della Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Mi sono meravigliato perché era da circa due anni che non partecipavo alla Conferenza e nella mia breve carriera di consigliere regionale non avevo mai visto un Presidente della Regione umiliare il Presidente del Consiglio e i Capigruppo in quella maniera. Evidentemente i tempi cambiano, le mode cambiano e anche il ruolo di chi dovrebbe tutelare i consiglieri regionali cambia; evidentemente c'è chi non è capace di fare il Presidente della Regione e c'è chi non sa o non vuole tutelare il ruolo dei consiglieri regionali.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue BIANCAREDDU.) Sentir dire che se il Presidente manca è perché ha impegni istituzionali, lasciando intendere che se manchiamo noi è perché dobbiamo giocare a tennis, mi è dispiaciuto. Forse qualcuno non ha ancora capito qual è il ruolo del consigliere regionale, che non è solo quello, seppure importante, di venire in Consiglio per fare le leggi, ma è anche quello di tenere i contatti con la popolazione, per evitare, come fa qualcuno, di arrivare qua come un UFO, senza conoscere la realtà dei sardi, senza conoscere niente, ma pretendendo di fare le leggi con la scure. Quindi anche quelle due giornate che i consiglieri regionali trascorrono nei territori servono per fare meglio le leggi, perché solo chi capisce le esigenze del territorio e della gente può dare risposte attraverso le leggi. Gli UFO invece non ci riescono, perché volano, poi atterrano e non capiscono niente, perché non parlano neanche lo stesso nostro linguaggio, come nel film "E.T.". Gradirei che chi è preposto a tutelare la dignità, le prerogative e anche il ruolo dei consiglieri - credo che anche ognuno di noi sia preposto a questo e quindi il mio invito è rivolto a tutta l'Aula - non permettesse certe cose. Io sono sbalordito perché avevo solo sentito parlare di un atteggiamento di questo genere, oggi l'ho constatato con i miei occhi. Quindi invito in primis i Capigruppo e il Presidente del Consiglio a fare in modo che queste cose non succedano più, anche perché per approvare questa legge credo ci sia bisogno di tanti approfondimenti, e non sia possibile, al contrario di ciò che sostiene il presidente Soru, approvare questa e altre due leggi stasera. Solo per questo maxicollegato ci vorrà un'altra settimana di lavoro, come minimo, e ci impegneremo perché soprattutto le votazioni sugli emendamenti e la votazione finale avvengano nei termini consentiti dal Regolamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la verifica del numero legale.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Dopo la votazione per la verifica del numero legale, così come chiesto dall'onorevole Artizzu, le darò la parola sull'ordine dei lavori, onorevole Cugini.
Terza verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 51 consiglieri. Siamo in numero legale per cui proseguiamo i lavori.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Balia - Biancareddu - Biancu - Cachia - Caligaris - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Marrocu - Masia - Orru' - Pacifico - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini sul Regolamento. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Intervengo molto brevemente, Presidente. Avevo chiesto di intervenire prima, ma non è stato possibile. Può essere che il Regolamento dia la possibilità, a chi di noi ne ha titolo, chiaramente, di chiedere la verifica del numero legale in qualsiasi momento. Se è così, presidente Spissu, tutti insieme dovremmo, a mio avviso, fare una riflessione, non tanto sulla perdita di tempo, quanto sulle conseguenze dal punto di vista della nostra funzione.
E' possibile che ogni cinque minuti si chieda la verifica del numero legale? Lo dico per noi, per quelli che ci sentono, per quelli che ci ascoltano e per quelli che ci vedono. Sebbene il Regolamento lo preveda, diamoci una regolata noi stessi sul piano politico, per evitare di abbassare ulteriormente il livello della nostra funzione. Tutto qui.
PRESIDENTE. Lo strumento della verifica del numero legale è stato introdotto nel Regolamento a garanzia della presenza in aula di un numero consistente di consiglieri. Ovviamente, come tutti gli strumenti regolamentari, anche questo strumento deve essere utilizzato con l'equilibrio che necessita da parte di ciascuno di noi.
politiche sociali e di sviluppo" (216/A)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Cari perditempo, intervengo per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 33. Lo farò con la velocità consentita dai tempi concessi dal Regolamento, non accennerò neanche al numero di parole che userò e parlerò con calma, perché quello che voglio dire è molto semplice.
Sono contrario all'articolo 4 per tutte le ragioni che abbiamo addotto in Commissione e in Aula e che l'onorevole Marrocu non ricorda; ragioni che abbiamo motivato e sulle quali si è discusso. Per cui non si può ora dire in Aula che l'opposizione non fa proposte. La proposta principale che noi abbiamo avanzato è la soppressione dell'articolo 4, perché, anche esaminandolo con attenzione, come abbiamo fatto in tutti questi giorni, troppi punti rimangono oscuri. Non so se qualcun altro abbia già fatto notare alla Giunta cosa succede delle imbarcazioni che rientrano nella fascia fino a 60 metri. Chi, come me, qualche volta va per mare, credo che ce ne sia qualcuno qui, sa che di punti d'approdo all'interno dei porti per imbarcazioni oltre i 60 metri forse ce ne saranno una decina in Sardegna, una quindicina, non di più. Ma cosa succede, Assessore, a quelle imbarcazioni che sono certamente lunghe 60 metri, e forse anche di più, e che non necessariamente devono entrare in porto? Perché qua si dice: "nei porti, negli approdi e nei punti di ormeggio", ma non hanno bisogno di punti di ormeggio, si ormeggiano dove vogliono all'interno delle nostre acque avendo un tender di 14,5 metri. Credo che tutti i colleghi sappiano cos'è un tender da 14 metri e mezzo, magari con 1.200 cavalli dietro. Cosa succede di quel tender che non raggiunge i 14,99 metri e che quindi non è soggetto a nessuna imposta? Scherziamo veramente! Quelle imbarcazioni hanno tutte un tender di almeno 12-15 metri e nessuna pagherà una lira, perché non intendono entrare in porto, non vogliono mischiarsi nel marasma dei porti, se ne stanno sempre in rada, e non ci sono né punti di approdo né ormeggi. E allora questi signori cosa fanno? Fanno "1240, suona fischia e canta"!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Esprimo il voto favorevole all'emendamento numero 33, soppressivo totale dell'articolo 4. Ovviamente si tratta di un emendamento presentato all'articolo originariamente esitato dalla Commissione e successivamente modificato dalla Giunta attraverso l'emendamento numero 141, che sia nella prima versione sia nell'ultima cerca, con grandi difficoltà, di sopperire alle carenze della disciplina riguardante l'imposizione, l'accertamento e la riscossione. Ci sembra di capire che questo testo non sia ancora completo, che non contenga tutti gli elementi che possono rendere operativo questo sistema di nuova tassazione.
Noi insistiamo sul fatto che questa è una scelta politica negativa, che avrà effetti certamente non buoni sullo sviluppo turistico della Sardegna. Abbiamo fatto rilevare, nel dettaglio, tutta una serie di inadeguatezze e inadempienze, come quella riguardante la questione, che è ancora in sospeso in attesa di un approfondimento, del trattamento dei cittadini sardi nati in Sardegna e dei cittadini di origine sarda che non sono nati nella nostra Isola; abbiamo fatto rilevare che nella elencazione dei natanti ci sono delle incongruenze; abbiamo fatto rilevare che quello che si sta istituendo è un tipo di tassa difficile da accertare e riscuotere e che oltretutto, in certi casi, pone un carico fiscale o tariffario doppio o triplo. Si faceva rilevare anche prima che, non solo nei porti normali ma, per esempio, nelle isole di alcuni arcipelaghi, vengono pagate oltre alle normali tasse anche quelle riguardanti la gestione del parco.
Crediamo che si debba e si possa ancora impedire l'approvazione di questo testo che in ogni caso sarà sostanzialmente inapplicabile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, il mio intervento è a favore dell'emendamento numero 33, con quali motivazioni? La cosa tragica, Assessore, è dover ricordare che lei, in Commissione, ci aveva detto che per elaborare gli articoli numero 2, 3 e 4 erano stati sentiti degli esperti. Vorrei, tra il serio e il faceto, farle rilevare gli anacronistici contenuti dell'articolo 4. Riscossione della tassa: oltre al fatto che la tassazione è del tutto anacronistica, come ho già fatto rilevare, il personale non potrà riscuotere questa tassa, ovvero gli impiegati dell'amministrazione regionale appositamente autorizzati e muniti di cartellini identificativi. Io suggerisco di dotarli anche di una divisa, per esempio quella color arancio della guardiania che scorta Sant'Efisio durante la sagra, in modo che siano facilmente riconoscibili da lontano da parte di chi ormeggia, che non si sa bene se debba essere tassato oppure no. E' stato già fatto rilevare che ci sono imbarcazioni che non hanno bisogno di attraccare in un porto, ma penso a tutte quelle che ormeggiano in rada, di fronte a cale, calette e così via, anzi suggerirei tra le nuove iniziative di ripristinare le torri spagnole, così diamo anche un alloggiamento a questo personale che deve soggiornare per poter far pagare la tassa entro le dodici ore, perché dopo le dodici ore è suscettibile di essere raddoppiata o triplicata.
Insomma, signori, vogliamo far ridere il mondo o davvero pensiamo che l'esperto che è stato nominato avesse le competenze per mettere a punto un emendamento di questo genere? Assessore, c'è da ridere per oggi e per un paio d'anni! Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 33, in maniera convinta, assoluta e totale e porgo l'auspicio che anche la maggioranza faccia una seria e attenta riflessione sul fatto che probabilmente l'articolo 4 andrebbe espunto da questo testo normativo, poiché è deleterio per l'economia e, comunque sia, non rappresenta alcunché all'interno di questo collegato finanziario.
Io non riesco a capire la ratio di questa tassa, che in termini funzionali non incrementa le entrate né dà certezze di riscossione. Giustamente l'onorevole Floris cercava di capire qual è il limite delle acque territoriali sarde, ancorché esista; ci sono delle condizioni oggettive che non consentono di certificare se questa tassa sia stata pagata oppure no. Io credo che, con serietà, questo articolo dovrebbe essere cancellato dal disegno di legge che stiamo discutendo, ma in termini obiettivi, al di là della contrapposizione tra maggioranza e opposizione.
Dicevo nell'intervento iniziale che noi stiamo facendo gli interessi della cugina Corsica, perché stiamo precostituendo che lì, ove si sta rafforzando la portualità e anche l'aeroportualità, attraverso le aviosuperfici, vi siano possibilità di approdo in un modo e nell'altro. E noi andiamo a perdere, in maniera veramente demenziale, l'opportunità e la possibilità di ospitare i turisti che hanno grosse disponibilità finanziarie e possono lasciare in Sardegna danari che credo siano necessari per fortificare un'economia regionale che non mi pare tra le più sostenute in Italia.
Allora, occorre veramente avere il senso della misura e andrebbe qualificato in termini obiettivi il nostro modo di comportarci quando facciamo le leggi. Il presto spesso e volentieri è nemico dell'ottimo e, lo richiamo ancora una volta, vi è la necessità che le cose siano pensate e non buttate là tanto per dire che si sono fatte!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO (U.D.C.). Intervengo per dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 33, di cui è firmatario il collega Diana, e sollevare un dubbio di costituzionalità.
Visto che le entrate che stiamo programmando sono concertate con tutti gli enti, faccio riferimento ad alcune riviste nazionali e internazionali che si occupano di nautica, crocieristica e così via. Per quanto riguarda la crocieristica abbiamo posto rimedio e va bene così. Finché certe cose le dice l'opposizione di questo Consiglio va bene, ma quando a farlo sono delle riviste, in particolare quelle che vengono da noi pagate per promuovere l'immagine della Sardegna non va più bene. Su queste riviste vediamo la foto del nostro Presidente con a fianco la scritta: "Sardegna sempre meno accessibile, in arrivo la nuova stangata". Riguarda il mese di marzo.
Se guardiamo un po' di riviste che trattano di nautica, dal momento che parliamo sempre di promozione del turismo e di incentivazione dei turisti attraverso minori costi, possiamo valutare delle tabelle dalle quali emerge che ogni imbarcazione in transito o che attracca in un porto carica in media dai 6.500 ai 10.000 litri di carburante. Poiché tutto ciò significa accise, recupero IVA e così via, ovvero tasse che ricadono nel bilancio ordinario della Regione, sembra un controsenso quello che è contenuto in questo articolo del maxicollegato alla finanziaria, e mi domando se i conti vengano fatti sulle entrate presunte o sulle entrate certe.
I dati di cui sto parlando non sono quelli espressi da un consigliere regionale vostro collega, ma quelli pubblicati da riviste che si occupano del settore nautico a livello nazionale e internazionale, che non penso abbiano pubblicato tabelle sbagliate e che fra l'altro hanno precisato che le imbarcazioni al di sopra dei 10 metri non sono più considerate natanti, come il collega Cugini sa, visto che fa cenno con la mano, anche se non l'ho mai incontrato per mare, e meno male che non si considera anche esperto di sanità! Io non sono altrettanto esperto della materia, ma spero di apprendere qualcosa, stando in quest'aula, anche da ciò che lui dopo ci dirà!
PRESIDENTE. Onorevole Randazzo, non si lasci distrarre dall'onorevole Cugini!
RANDAZZO (U.D.C.). Scherzavo! Era solo per dire che il mio voto favorevole è motivato dalla quantificazione della spesa e soprattutto, visto che non dispongo di alcuna tabella, vorrei sapere se i tecnici che hanno stilato questo emendamento hanno calcolato l'ipotetica entrata per la Regione. Questo chiedo ai colleghi della maggioranza, che sicuramente hanno qualche elemento in più di noi, che non disponiamo di dati. Devono essere talmente tante le entrate della Regione che noi non riusciamo a capire a quanto ammontino! Visto che ci stiamo inventando tasse aggiuntive a quelle ordinarie, volevo sapere, appunto, soltanto a quanto ammontano le entrate certe.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo velocemente, se non riuscissi a concludere nel tempo concesso, eventualmente concluderò in un'altra occasione.
Sui dubbi di costituzionalità la letteratura è vasta e credo che tutti siamo consapevoli di ciò che è stato detto in vari articoli pubblicati su questo argomento. Noi siamo consapevoli del fatto che alcuni accademici hanno espresso dubbi di costituzionalità, ma siamo soprattutto convinti che sia necessario superare la situazione attuale, del tutto iniqua, per la quale i non residenti non versano le imposte sugli immobili alla Regione Sardegna.
Riteniamo che questo sia un problema enorme, che noi stiamo cercando di affrontare e che siamo pronti a portare in qualunque sede. Crediamo che le tasse di cui stiamo parlando oggi aiutino ad affrontare questo problema anche rispetto alla vertenza aperta con lo Stato dalla Regione Sardegna. Possiamo avere opinioni diverse, ma, ripeto, questa è fondamentalmente la principale motivazione delle nostre proposte, non l'unica ma certamente la principale.
Onorevole Floris, io credo che i commi che vanno dal 7 al 10 definiscano coloro che nella nostra proposta devono occuparsi dell'imposta che stiamo istituendo e anche di controllare che la stessa venga pagata. Questo è il modo in cui noi stiamo designando questa imposta e quindi anche la sua applicazione. Forse sbaglio, ma credo anche che sufficientemente chiari i soggetti che devono avere le responsabilità di queste operazioni.
Mi pare che l'onorevole Artizzu questa mattina abbia citato - ma anche qui posso aver capito male io - le navi da crociera. Voglio ricordare che le navi da crociera sono esenti dall'imposta di cui stiamo discutendo in quest'Aula. Comunque, faccio riferimento al comma 5.
ARTIZZU (A.N.). Bisogna capire cosa si intende, il comma non lo chiarisce! Quali Assessore, quali?
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Comunque, l'intenzione è quella di non far pagare le navi da crociera e per quanto riguarda l'analisi costi-benefici avrò forse occasione di riprendere la parola più tardi.
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 189. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Signor Assessore, fa specie che essendo cosciente del fatto che siano provvedimenti anticostituzionali, lei ci chieda di approvarli. Se questo è lo strumento per avere un confronto con lo Stato sui trasferimenti di risorse dovuti alla Regione Sardegna, io ho grosse difficoltà a seguirvi su questo terreno. Credo che la via, ne abbiamo già parlato in Commissione, sia quella in un tavolo paritetico Stato-Regione, o con le modifiche statutarie necessarie, che si debba riscuotere, come lei ha detto, l'IRPEF direttamente in Sardegna, e magari anche quel 12,50 per cento lo si può portare a 15 per i non residenti. Questa è un'azione seria, legittima, legale, che porta a definizione il problema delle imposte e su questo lei ha la garanzia che avrà il nostro sostegno, anzi siamo noi che chiediamo a voi di seguirci su questa strada.
Il collega Marrocu ha detto: "Non avete proposto alternative". Noi ne abbiamo una legittima: il bollo auto. Tutti i non residenti che vengono qui con macchine di cilindrata superiore ai 2.000 centimetri cubici possono essere tassati e questo è legittimo, è costituzionale, è previsto, perché usano l'ambiente e lo inquinano. Potete stabilire che la cilindrata sia superiore a quanto volete, ma questa è una misura immediatamente applicabile.
Onorevole Marrocu, questo è confronto, però su questo voi non rispondete, non avete risposto in Commissione e non state rispondendo in Aula. Lei dice: "Noi abbiamo indicato". Voi non avete indicato, voi avete imposto la via, che è cosa ben diversa! All'indicazione segue un confronto leale, corretto, democratico, poi si può anche non accettare ciò che viene proposto.
Io le ho chiesto, Assessore, quali sono i costi-benefici di queste azioni. Lei ha detto che i commi dal 6 al 10 stabiliscono chi è deputato a riscuotere. Chi è deputato a decidere se deve essere del 100 o del 200 per cento la multa aggiuntiva in caso di mancato pagamento? Chi riscuote alle 3 del mattino se si è ormeggiato alle 16? Si può riscuotere in un porto privato?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Volevo soltanto chiedere, Presidente, su un emendamento così importante la votazione nominale.
PRESIDENTE. Va bene. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il collega Capelli, nella sua dichiarazione di voto, stava entrando nel merito delle motivazioni che ci hanno portato a confermare l'emendamento numero 33, che prevede la soppressione dell'insieme delle disposizioni che riguardano l'imposta regionale su aeromobili e unità da diporto, che è stato presentato all'articolo 4, esitato dalla Commissione, e viene ripresentato integralmente come emendamento numero 189 soppressivo totale dell'emendamento numero 141.
Le motivazioni sono molto chiare ed evidenti a tutti. Chiunque in quest'Aula, e sottolineo chiunque, usando normale ragionevolezza, fosse stato chiamato a trovare una forma di reperimento di nuove risorse finanziarie per la Regione e avesse avuto il compito di farlo prevedendo un'imposta regionale su aeromobili e unità da diporto avrebbe fatto qualcosa di diverso rispetto a questo testo. Sono personalmente certo che tutti i consiglieri che sono presenti in quest'Aula avrebbero fatto qualcosa di diverso e, potendo, approverebbero qualcosa di diverso da questo testo, che sfiora i limiti del normale equilibrio psicologico di qualunque legislatore.
Questo articolo è un insieme di disposizioni confuse e, come abbiamo detto più volte, difficilmente applicabili. Come stava dicendo il collega Capelli e come ha detto prima il collega Contu, qualora si arrivasse all'applicazione di questa norma vedremo cosa si deciderà per inseguire i turisti che dovranno segnalare la loro presenza in qualunque porto o approdo della Sardegna. Dovremo dotarli di strumenti per il rapido raggiungimento del personale adibito ad accertare la sussistenza degli estremi elementari per far scattare l'imposizione fiscale. Dovremo anche fare a gara per trovare dei sistemi per far rispettare tutto questo insieme di regole che avete cervelloticamente escogitato per il sostegno alla trattativa con lo Stato sulle entrate, iniziata bene e finita, attraverso queste norme, sfiorando letteralmente il ridicolo, non solo in Sardegna, ma anche al di fuori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, mi aspettavo dall'Assessore almeno un cenno su cosa succede al tender di 14 metri che dal ventre di un grosso yacht in rada traghetta personale di bordo, proprietari, armatori e quant'altro sulla terra ferma. Siccome ha 14 metri è esente dall'imposta, può fare tutto quello che fanno gli altri!
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' esente se non supera i 13,99 metri!
DIANA (A.N.). Sì, tanto quello continua a fischiare, suonare e cantare! Usa sempre il 1240! Non mi ha dato una risposta, me la darà forse successivamente.
La cosa che m'interessa maggiormente, e che è stata già rilevata, è che il gettito di questa imposta non risolverà nessun problema, perché si ipotizzano cifre assolutamente insignificanti per lo scopo che si vuole raggiungere o perlomeno per quello che è il presupposto, cioè la soluzione del gravissimo problema delle risorse che la Regione Sardegna non ha per il fatto che lo Stato non ha trasferito tutto ciò che doveva trasferire. Quindi noi troviamo strade alternative, anzi stiamo minacciando lo Stato: "Guarda che se tu non ci dai quei soldi" - perché nell'ultimo comma di uno degli articoli è previsto anche questo - "noi siamo costretti ad agire in questo modo".
C'era una strada più semplice, l'ho disegnata stamattina al termine del mio intervento. Il presidente Soru, che crede moltissimo nella metanizzazione, che dovrebbe far transitare nel territorio sardo, sembrerebbe gratis, 5 miliardi di metri cubi di metano, si sarebbe impegnato ad acquisire una quota di Galsi, con l'acquisto annuale di 200 milioni di metri cubi di metano. Già vorrei capire dove metteremmo tutto questo metano; 200 milioni di metri cubi di metano sono il doppio del fabbisogno se tutta la Sardegna fosse metanizzata! Voi che sapete fare i calcoli meglio di me, sapete dirmi quanto si incasserebbe, per esempio, applicando una royalty di 250 centesimi a metro cubo su 5 miliardi di metri cubi di metano?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, stiamo parlando dell'emendamento numero 141, che è sostitutivo totale dell'articolo 4, su cui io non posso che votare contro.
PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento numero 189, che è soppressivo totale dell'emendamento numero 141, sostituivo totale dell'articolo 4.
DEDONI (Riformatori Sardi). Non è che cambi di molto, anche perché è una reformatio in peius! Cioè, qui può essere tutto, ma certamente non si modifica il dato sostanziale, ossia la nullità assoluta sotto l'aspetto dell'entrata e ancor più dell'efficienza della riscossione di questa ipotetica entrata.
Si fa fatica veramente a dibattere questi argomenti, io mi sono trattenuto quando si discuteva dell'articolo 1 e dell'Agenzia per le entrate dal dire che perlomeno per quest'anno sembrava più l'Agenzia per le uscite, perché se non sbaglio gli oneri previsti per la sua costituzione sono 3 milioni di euro e rotti per il primo anno e 500 mila euro e rotti per gli anni successivi, a fronte di non so quali ipotetiche entrate, se non quelle che si riuscirà effettivamente a contrattare con il Governo nazionale. Debbo dire che questo che sembrava essere il cavallo di Troia per avere un ingresso favorevole nella disponibilità del Governo, è stato invece un errore madornale. E se il suggerimento viene, ripeto, come dicevano le fonti ben informate, dal presidente Draghi, è veramente umiliante che siamo arrivati a concepire una cosa così piccola!
Sarebbe il caso, se ci fosse dignità di maggioranza e di Giunta, che l'articolo 4 fosse stralciato da questo testo di legge, perché è contrario agli interessi del popolo sardo. Aprirei un dibattito attorno a questo sulla Costituente sarda che avrebbe potuto, dico, esagerando, dirci dov'è la continuità dell'estensione territoriale e quindi del mare nostrum appartenente alla Sardegna. Ma neanche questo siamo stati capaci di fare, siamo in ritardo anche sotto questi aspetti, quindi come possiamo pretendere che una piccolezza simile, un ingarbugliato articolo 4, che non ha né capo né coda, risolva i problemi della Sardegna, i problemi legati alla disoccupazione che avanza, alla mancanza di una prospettiva di sviluppo seria e di un'economia certa?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, faccio notare, e lo ripeterò tutte le volte che fino alle 22 prenderò la parola per fare dichiarazioni di voto o interventi sugli articoli, l'assenza dall'aula del Presidente della Regione, che poco fa in Conferenza dei Presidenti di Gruppo accusava ciascun consigliere regionale di disertare l'aula del Consiglio e le aule delle Commissioni, ed è lui per primo ad essere assente!
Fatta questa premessa, che, ripeto, signor Presidente, farò ogni volta che lei questa sera mi concederà la parola, voglio chiarire, rispondendo alla cortesia dell'assessore Pigliaru, spero con altrettanta cortesia, ma anche precisione, alcuni aspetti che secondo me non emergono solo dall'articolo 4, ma per ora mi limito a questo articolo, anche perché - mi consentirà una battuta, Assessore, che le faccio senza acredine - qui si è passati dalle norme intruse alle barche intruse! Sempre di intrusioni si tratta, però, così come per quanto riguarda le norme intruse c'erano alcuni aspetti poco chiari, anche sulle barche intruse ce ne sono parecchi! Lei parlava di navi da crociera, e io le confermo tutte le mie perplessità. Lei dice che "sono esenti dal pagamento dell'imposta", ma quali? Assessore, "sono esenti dall'imposta le navi adibite all'esercizio dell'attività crocieristica" non vuol dire assolutamente nulla, perché non distingue le navi che fanno crociera (classificate come tali quanto alla stazza e alla lunghezza, che possono essere dirottate da me, che poi le uso per trasportare i miei familiari gratis in crociera, guidando quindi quella che dal Codice della navigazione viene definita una nave che fa crociera) dalle navi a cui lei scrivendo l'articolo evidentemente voleva fare riferimento, questo è chiaro. Il riferimento, però, non appare chiaro e credo che quando una legge istituisce una tassa debba anche chiarire chi effettivamente la deve pagare. Sono da distinguere invece quelle navi a cui la legge vorrebbe fare riferimento, che sono navi in quanto tali hanno una determinata lunghezza e stazza e sono di proprietà di un armatore privato che porta a spasso la gente dietro compenso, che è il modo comune di intendere la nave da crociera che però non corrisponde al lessico del Codice della navigazione. Io credo che una legge debba invece tenere conto di quelli che sono i termini giusti e corretti e della loro applicazione in un testo che individua la creazione di nuove imposte da pagare. Qui c'è un equivoco.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 189.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Petrini ha votato a favore e i consiglieri Manca e Balia hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - LICANDRO - LIORI - MURGIONI - PETRINI - SANCIU - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - GESSA - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.
Si è astenuto: il presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 49
Astenuti 1
Maggioranza 25
Favorevoli 16
Contrari 33
(Il Consiglio non approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 190. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, senza intenzioni ostruzionistiche io continuerò a porre le mie domande e ad aspettare delle risposte.
Crede, assessore Pigliaru, e approfitto anche della presenza dell'Assessore del turismo, che questo articolo sia in linea con una corretta promozione turistica? Leggevo poc'anzi un mensile nazionale e credo che gli effetti di quegli articoli si potranno sentire. Ci prendono un po' in giro, devo dire. Io non credo che questo vada di pari passo con una corretta promozione turistica, ma veniamo ai problemi sempre tecnici anche, che non sono tecnici per i tecnici, ma tecnico-politici. Assessore, se sono iscritto all'Aeroclub di Bergamo e vengo in Sardegna con un aeromobile di quell'aeroclub chi paga? Devo pagare io? Molti nostri conterranei sono iscritti ad aeroclub oltre Tirreno e vengono in Sardegna con l'aereo dell'aeroclub, con capienza superiore a quattro posti, in questo caso chi paga? Viceversa, un milanese iscritto all'Aeroclub Costa Smeralda che usa un velivolo dell'Aeroclub Costa Smeralda, per esempio per andare a Cagliari, deve pagare?
Queste analisi, dai consulenti, dai colleghi che stanno votando, sono state fatte? I charter, che non sono soltanto aerei ma anche barche, devono pagare? Questa domanda l'abbiamo posta anche in Commissione. Assessore, c'è una penale da 1.032 a 7.746 euro per il mancato o ritardato pagamento, perché 1.032 e non 998? C'è un nostro emendamento in merito. Come viene riscossa l'imposta? Chi determina questa forbice da 1.000 a 7.000 euro? Non è scritto in legge in base a quale criterio io dovrò pagare 2.000 euro e non 1.000 o 7.000. C'è tutta una serie di incongruenze, come quella che le ho citato. Chi determina la sanzione del 100 per cento o del 200 per cento dell'importo non versato? In che tempi, in che modo? Il personale dell'amministrazione regionale abilitato a riscuotere? Di quale personale si tratta? Tutti sulle spiagge, e come? Quanto costa porre dei punti di osservazione?
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. C'è scritto!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, voglio riprendere l'argomento che stavo trattando nel mio precedente intervento, per parlare ancora dei 5 miliardi di metri cubi di metano che transiteranno in Sardegna nei prossimi anni. Questa è un'esperienza che i siciliani hanno già fatto, perché il metano che transita in Sicilia è sottoposto a tassazione; non sarà una tassa, non sarà un'imposta, è una royalty che la Regione siciliana percepisce per questo transito. Allora, colleghi, se prestaste un po' di attenzione, probabilmente qualche informazione vi potrebbe anche servire, perché non è improbabile che nei prossimi mesi, quando vi renderete conto di ciò che succederà, sia già finito tutto.
Il metano in Italia quota dai 230 ai 240 euro ogni 1.000 metri cubi. Questo è il prezzo di riferimento nazionale, moltiplicatelo per 5 miliardi di metri cubi e vi renderete conto subito di che cifre stiamo parlando. Considerate però che 1.000 metri cubi di metano fuori dell'Italia costano dai 75 agli 80 euro, allora di fronte a un business di questo genere, di fronte a un prodotto che è assolutamente sostitutivo del petrolio, che è il business del futuro e che noi stiamo lasciando in un'unica mano (questo ritengo di poter dire dal momento che alla mia interrogazione non è stata data risposta), mi domando se sia opportuno che noi applichiamo delle imposte di questo genere quando solo con una royalty minima su tutti quei miliardi di metri cubi di metano che transiteranno in Sardegna si potrebbero probabilmente risolvere moltissimi problemi.
Dico di più, sembrerebbe che a fianco al gasdotto sia prevista la posa di un cavo di telecomunicazioni, su cui non passeranno miliardi di metri cubi di metano, ma miliardi di informazioni. Non è stata data risposta neanche alla domanda che ho posto per sapere chi sarà il proprietario e quale capacità di trasporto avrà il cavo, che vi assicuro sarà superiore a quella del gasdotto. Neanche lì vogliamo far pagare una royalty? Anche lì dobbiamo dare gratis et amore Dei? E poi dobbiamo tassare le imbarcazioni, le seconde case e quant'altro! Continuo a dire: "1240, suona, fischia e canta". Così finisce, cari colleghi!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, è chiaro che intervenendo sull'emendamento numero 190 devo riproporre le osservazioni che facevo in merito all'emendamento soppressivo totale numero 141.
Assessore, in quel di Napoli e di Roma esiste la figura del cosiddetto posteggiatore. I posteggiatori sono dei signori che si attrezzano per gestire delle aree pubbliche di parcheggio e fanno pagare un tot per la custodia della macchina e qualche volta anche per la movimentazione della stessa. Ora, l'emendamento numero 141 dice che la riscossione del tributo può essere affidata al Corpo forestale regionale, al personale dell'amministrazione regionale e ai soggetti che gestiscono gli aerodromi, i porti e così via. Quindi durante l'estate, cioè dal 1° giugno al 30 settembre, il personale del Corpo forestale dovrebbe andare sulle spiagge, interrompendo così l'attività di controllo del territorio ai fini della prevenzione degli incendi e quant'altro. Per quanto riguarda il personale dell'amministrazione regionale non so se esso sia dotato di mute o di chissà quale altra attrezzatura per raggiungere le barche che tentano di ormeggiarsi in rada, possibilmente anche di pinne gialle, tanto per fare pendant con la casacca arancione di cui parlavo prima. Mi figuro, poi, le persone che gestiscono gli aerodromi, con indosso la casacca arancione, correre sulle piste per riscuotere l'imposta entro le dodici ore, onde evitare che i signori vadano via senza pagare o che, poveracci, non riconoscano quella che si chiamava una volta la stazione di posta, dove versare il proprio contributo di ormeggio e quant'altro!
Volendo essere ancora più monelli, in questo emendamento che riscrive l'articolo 4 troviamo anche tante altri punti risibili, ma voglio soffermarmi sull'ultimo punto, che a me in questo momento fa riflettere: avendo la Confindustria fatto una valutazione su quelli che potrebbero essere gli introiti di questa tassazione, pensiamo davvero di mettere in campo tutta questa task force senza sapere quanto ci costerebbe in pinne, mute, occhiali, palette per fermare gli aeromobili e quant'altro? Non converrebbe essere un po' più seri e sopprimere questo articolo? Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, tenendo fede alla parola data, faccio ancora una volta notare ai colleghi l'assenza dall'aula del presidente Soru, che poco fa, in Conferenza dei Capigruppo, accusava tutti i consiglieri regionali di disertare l'aula del Consiglio e quella delle Commissioni, ed è egli stesso il primo assente, come sempre o come nel 99 per cento delle occasioni che richiederebbero la sua presenza.
Assessore, questo articolo 4 vi è venuto proprio male, non ne avete azzeccata una, state facendo ridere tutta l'Italia. Sui portali di Internet che si occupano di nautica, non si parla d'altro che di questa vostra invenzione che davvero rasenta il ridicolo. Non se la prenda, Assessore, ma voi non siete stati nemmeno in grado di chiarire, in un articolo di legge che istituisce un'imposta sulle imbarcazioni da diporto, se deve pagare la nave da crociera intesa come mia nave personale, con la quale faccio una crociera per conto mio sulle isole del Mediterraneo, o la nave dell'armatore Costa che invece trasporta 1.500 persone a pagamento, più 2.000 di equipaggio. Non siete stati in grado di chiarire neanche queste cose basilari, cioè chi deve pagare le tasse, che cosa intendete per nave da crociera. Avreste dovuto almeno scrivere: "quelle navi da crociera di proprietà di un armatore che ci porta a spasso la gente dietro corresponsione di una tariffa", perché da questo testo, così come l'avete lasciato, continuo a ripeterglielo, Assessore, non si capisce nulla. Non si capisce chi deve pagare, è troppo vaga e generica l'espressione "nave che fa una crociera".
Voglio ora introdurre un altro problema. Una cosa molto interessante l'ha detta il collega Diana, facendovi capire che i veri ricchi, ai quali questa imposta sarebbe indirizzata, non pagheranno, perché i veri ricchi lasciano il megayacht lontano dal porto o dal punto di approdo, altro termine utilizzato in questa legge non si capisce riferito a che cosa, cioè non si capisce che cosa voglia dire punto di approdo. Quindi i ricchi non pagheranno l'imposta, perché utilizzano il tender. Ci sono tender più lunghi di 14 metri, però, diciamo, che possono avere anche lunghezze inferiori. Le faccio una domanda, spero di potergliela fare in tempo utile, se no il tempo non ci mancherà prossimamente: le barche che partecipano alle regate veliche, ad esempio alla Tiscali Cup, pagheranno o non pagheranno, Assessore?
URAS (R.C.). Ignoranza!
CUGINI (D.S.). Sono esenti, non pagano. Però, Artizzu, fai esempi migliori, preparati meglio!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io dissento dalla impostazione dell'onorevole Artizzu, perché ritengo che il presidente Soru non si assenti da quest'aula se non per esercitare un'attività istituzionale in rappresentanza della Regione sarda e per assumere qualche iniziativa che sia produttiva per il popolo sardo. Io rispetto l'attività di ogni parte e componente dell'Istituzione regionale, in altrettanta misura chiaramente pretendo che ci sia il rispetto assoluto di chi svolge, credo, il nobilissimo od onorabilissimo compito di rappresentare il popolo sardo in questa Assemblea legislativa. Ho anche detto prima che il presto è nemico dell'ottimo e che le accelerazioni volgari quando la macchina è ferma fanno sentire soltanto il rumore del motore che si scalda, che inquina, ma che non dà i risultati di una prestazione effettiva. Credo che sia più importante, invece, che ci sia linearità nell'attività amministrativa e in quella legislativa e che il correre sia opportunamente catalogato e dia certezza di produttività amministrativa e legislativa.
Io non voglio più intervenire per fare ostruzionismo, perché non è nella mia natura, ma vorrei far capire che non è colpa di un Assessore che è qui in rappresentanza della Giunta, piuttosto siete colpevoli voi, amici della maggioranza, che consentite che in maniera inopportuna sia inserito questo articolo 4, laddove già altri articoli poco opportuni sono stati inseriti. Sarebbe molto più importante eliminare questo articolo, anche facendo uno sgarbo al presidente Soru, se si deve fare, ma vorrei che il Presidente capisse che questo è necessario nell'interesse della Sardegna, in cui lui dice di credere, ed è opportuno per tutte le istituzioni autonomistiche regionali. Questo dovrebbe essere fatto e questo potrebbe essere un risultato efficace e positivo per tutti noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, Assessore, colleghi, l'argomento all'ordine del giorno a me sa tanto di politica da bar, cioè mi sembra quasi che questo articolo sia nato in un momento in cui quattro buontemponi, i famosi quattro amici al bar, si sono ritrovati e si sono chiesti: "Tu cosa faresti, io cosa farei?" E' un articolo assolutamente inverosimile, contro il quale sono state addotte argomentazioni credibilissime anche per chi, come me, di mare ne capisce poco, posto che sono nato in montagna, cinquantun anni fa, e montanino mi sono mantenuto come mentalità e cultura, anche se vivo da quarant'anni a Cagliari.
Sono state portate argomentazioni talmente vere che le conosco anch'io. I famosi tender consentono a chiunque abbia una barca, beato lui, di dimensioni tali da essere sottoposta a questa tassazione, di evadere l'imposta, per cui noi abbiamo solo pestato acqua nel mortaio. Non cambierà assolutamente niente, abbiamo inventato un'imposta odiosa che ci attirerà addosso la fama di essere inospitali, senza raggiungere nessun risultato. Diverso sarebbe proporre di istituire la tassa d'ingresso per i turisti, che si paga in tutto il mondo e non ci renderebbe più inospitali di altri. E' una tassa peraltro abbastanza giusta, non è la prima volta che se ne parla e bisogna finalmente istituirla.
Condivido l'osservazione del collega Mario Diana, il quale dice che bisogna imporre delle royalty su ciò che transita in Sardegna. Lui ha parlato del gassificatore e del cavo di telecomunicazioni, ed è giusto che la Sardegna riceva un compenso per tutto ciò che crea un danno a quell'ambiente che vi sta tanto a cuore, perché una condotta che spacca in due il territorio crea comunque alterazioni del paesaggio e danni ambientali, in quanto le tubazioni si bucano, possono causare incendi, possono essere sottoposte a sabotaggi, comunque creano un disagio e una servitù costosa. E' quindi giusto che ci sia un ritorno economico per casa nostra. In questo noi non saremo diversi dagli altri e soprattutto dimostreremo di non essere più stupidi degli altri.
E' giusto, secondo me, raccogliere l'invito che è arrivato dal collega Contu, di ritirare finalmente questa parte della legge, in quanto manifestamente non porterà alcun beneficio alla Sardegna, ma creerà soltanto polemiche, ripeto, da bar non degne di quest' Aula.
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 191. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, siccome è stato detto in tutte le salse che questo è un articolo che va ritirato, perché mortifica la maggioranza stessa, ed essendo l'Aula ormai distratta, vorrei sapere come proseguiranno i lavori. Continuiamo domani mattina o proseguiamo sino a tarda notte?
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Dedoni, la ringrazio. Se non ci sono obiezioni, sospendo i lavori per dieci minuti e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Utilizzeremo questa pausa per fare una riflessione sulla prosecuzione dei lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo una pausa un po' più ampia per consentire anche ai Gruppi dell'opposizione di incontrarsi preventivamente alla Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Dopo la Conferenza, onorevole La Spisa?
LA SPISA (F.I.). Prima.
PRESIDENTE. Io posso anche sospendere per qualche minuto in più, possiamo fare una sospensione di trenta minuti, forse è più utile che si riunisca prima la Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Onorevole La Spisa, facciamo prima la Conferenza dei Presidenti di Gruppo?
LA SPISA (F.I.). Se ce lo chiede con questo tono bonario, Presidente, va bene. Con tono altrettanto bonario, le chiedo se non sia il caso di sospendere comunque per mezzora.
PRESIDENTE. Va bene, sospendo la seduta per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 45, viene ripresa alle ore 20 e 09.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Chiedo scusa a tutti voi, anche a nome dei Presidenti di Gruppo, se la pausa è durata più del previsto, ma è servita per organizzare meglio la prosecuzione del nostro lavoro. Quindi pensiamo che non sia stato tempo sprecato, ma piuttosto guadagnato.
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 192.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggia la richiesta il consigliere Oppi)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 192.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Cachia e il presidente Soru hanno votato contro, mentre il consigliere Contu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Biancareddu - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Licandro - Liori - Oppi - Petrini - Sanciu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Orrù - Pacifico - Pinna - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias.
Si è astenuto: il presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 47
Votanti 46
Astenuti 1
Maggioranza 24
Favorevoli 12
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Siamo alla votazione dell'emendamento numero 141. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Sull'emendamento numero 141 chiedo all'Aula la cortesia di accettare un emendamento orale. Propongo di inserire, al comma 5, dopo le parole "attività crocieristica" le seguenti parole: "e le imbarcazioni che si recano in Sardegna per partecipare a regate sportive di carattere locale, nazionale ed internazionale". Praticamente chiedo di estendere l'esenzione alle imbarcazioni che si recano in Sardegna per partecipare, appunto, a delle regate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, può ripetere l'emendamento orale, così lo scriviamo?
SANJUST (F.I.). Dopo le parole "attività crocieristica" sono inserite le parole "e le imbarcazioni che si recano in Sardegna per partecipare a regate sportive di carattere locale, nazionale ed internazionale".
PRESIDENTE. L'Assessore mi dice che basterebbe scrivere "regate a carattere sportivo", comprendendo così sia quelle locali sia quelle nazionali e internazionali. Va bene, colleghi?
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Io sono straordinariamente d'accordo sull'emendamento orale, mi pare di aver capito che sia d'accordo tutta l'Aula, né poteva essere diversamente. Questo però non deve costituire un precedente per quanto riguarda gli emendamenti orali, perché in tal caso il problema si pone. Credo che su questo emendamento non sia possibile proprio dire niente, perché rimedia a una dimenticanza, ma se ci si fosse pensato appena appena di più non sarebbe stato necessario proporre un emendamento orale. Mi preoccupo della prosecuzione di questa e di altre sedute in cui l'emendamento orale potrebbe diventare prassi consolidata, spero che non sia così.
CUGINI (D. S.). Approviamo solo quelli che proponete voi, va bene?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana, anche per questa avvertenza. Lei sa che non è così, sa che utilizziamo con estrema attenzione la facoltà di apportare delle correzioni al testo che servono a precisare meglio le intenzioni del legislatore. Ovviamente, questo viene fatto laddove c'è un'intesa ampia, come in questo caso.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, se non ho capito male, una volta approvato questo emendamento orale, si voterà l'articolo 4. Quindi posso fare una dichiarazione di voto sull'articolo 4?
PRESIDENTE. Sull'emendamento 141 che sostituisce l'intero articolo 4.
ARTIZZU (A.N.). Va bene. Nonostante questo emendamento che, diciamo, rimedia a qualcosa di infinitesimale rispetto all'assoluta negatività dell'articolo 4, non ripeteremo mai abbastanza che, non a parere dell'opposizione in Consiglio regionale, ma a parere degli operatori che lavorano in questo settore, questo articolo arreca un danno gravissimo all'industria turistica sarda. Voi andate a imporre una tassazione che in molti casi non si capisce neanche a che cosa sia riferita. L'Assessore sa quanto sia difficilmente rapportabile a un qualcosa di reale l'imposta sulle navi che esercitano attività di crociera, perché questa espressione non vuol dire assolutamente niente, non ha riscontro nel Codice della navigazione, non c'è niente che la giustifichi, a meno che non provvediate in questo momento a fare una correzione, ma credo che non sia più possibile, non c'è alcuna correzione possibile a un articolo di legge che contiene una cosa che non significa nulla.
Io l'ho dimostrato all'Assessore, il quale, imbarazzato, ma comunque fedele al suo ruolo istituzionale, continua a sostenere ufficialmente una posizione. Magari ufficiosamente prende atto che ciò che io ho segnalato è reale e che quindi imporre una tassa su una nave da crociera non significa assolutamente nulla, perché non si sa chi debba pagarla, ed è veramente un errore grossolano. Abbiamo altresì fatto notare quanto sarà facile, per coloro che possiedono imbarcazioni veramente da ricchi, non pagare alcuna tassa, perché basta lasciare la barca alla fonda e utilizzare semplicemente il tender, come normalmente si fa, per arrivare a terra. Quindi i ricchi veri, cioè quelli che dovrebbero essere i reali destinatari di queste imposte poco credibili, se vogliono non pagano. Del resto basterebbe creare una società con residenza in Sardegna, il che costa poche centinaia di euro, e intestare la barca a quella società per non pagare mai questa imposta. E questo vale per una barca così come per una casa, per un aereo e per qualunque bene mobile o immobile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, credo che questo sarà il mio ultimo intervento sul disegno di legge numero 216/A. Non parteciperò né alla votazione di questo emendamento né alla votazione finale della legge, perché esprimere un giudizio, a mio avviso, significa dare dignità di legge a questo testo, e a questo emendamento nello specifico, una dignità di legge che io non gli riconosco, per cui, ripeto, non parteciperò a nessuna votazione, a cominciare dall'emendamento numero 141.
Non mi è stato precisato se questa sia un'azione di promozione turistica o no, non ho avuto risposte sui costi-benefici di questa azione, sulla quantificazione degli stessi, non è stato detto se la riscossione di queste imposte costerà di più di quanto effettivamente si andrà a riscuotere. Ho capito che non potremo concorrere al miglioramento del testo, anche questo sarebbe un riconoscimento di dignità di legge, e che i nostri emendamenti rimarranno come atti formali, per cui non parteciperò al voto.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 141. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5, a cui sono stati presentati undici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:
Art. 5
Fondo regionale per lo sviluppo e
la coesione territoriale
1. È istituito il fondo regionale per lo sviluppo e la coesione territoriale; esso è alimentato dal 75 per cento del gettito derivante dall'imposta regionale sulle plusvalenze generate dalla cessione di fabbricati e dall'imposta regionale sulle seconde case ad uso turistico di cui agli articoli 2 e 3.
2. Il fondo regionale per lo sviluppo e la coesione territoriale è destinato a finanziare:
a) per il 40 per cento programmi di interesse regionale;
b) per il 40 per cento programmi di interesse comunale;
c) per il 20 per cento programmi di interesse provinciale.
3. I programmi di cui al comma 2 sono individuati e regolamentati con deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
4. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede alle variazioni di bilancio conseguenti all'applicazione degli articoli 2, 3, 4 e 5.
EMENDAMENTO soppressivo parziale La Spisa - Ladu - Murgioni - Gallus - Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.
Art. 5
Al comma 1 dell'articolo 5 dopo le parole "dalla cessione di fabbricati" il rimanente testo è soppresso.(34)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Ladu - Murgioni - Gallus - Artizzu - Oppi - Vargiu - Pisano - Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Dedoni - Liori.
Art. 5
Il comma 4 dell'articolo 5 è soppresso.(35)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Ladu - Murgioni - Gallus - Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.
Art. 5
Al comma 1 dell'articolo 5 la percentuale del 75 per cento è rideterminata in 50 per cento.(36)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Atzeri - Scarpa.
Art. 5
Al comma 1 dell'articolo 5, alla cifra "75" sostituire "50 ".(13)
EMENDAMENTO sostitutivo totale all'emendamento numero 88 Capelli - La Spisa - Vargiu - Ladu - Oppi - Artizzu.
Art. 5
L'emendamento n. 88 è sostituito dal seguente:
Il comma 2 dell'articolo 5 è sostituito dal seguente:
"2. Il fondo regionale per lo sviluppo e la coesione sociale e territoriale è destinato a finanziare:
a) per il 20 per cento fondo perequativo reddito di cittadinanza;
b) per il 20 per cento programmi di interesse regionale;
c) per il 40 per cento programmi di interesse comunale;
d) per il 20 per cento programmi di interesse provinciale.". (166)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Pisu - Davoli - Uras.
Art. 5
Il comma 2 dell'articolo 5 è sostituito dal seguente:
"2. Il fondo regionale per lo sviluppo e la coesione sociale e territoriale è destinato a finanziare:
a) per il 30 per cento programmi di interesse regionale, finalizzati allo sviluppo locale e ad occupazione aggiuntiva o alla stabilizzazione occupazionale di lavoratori precari;
b) per il 30 per cento programmi di interesse provinciale, finalizzati allo sviluppo locale e ad occupazione aggiuntiva o alla stabilizzazione occupazionale di lavoratori precari;
c) per il 40 per cento programmi di interesse provinciale, finalizzati allo sviluppo locale e ad occupazione aggiuntiva o alla stabilizzazione occupazionale di lavoratori precari.".(88)
Emendamento sostitutivo parziale Pisu - Davoli - Uras
Art. 5
Il comma 3 dell'articolo 5 è sostituito dal seguente:
"3. I programmi di cui al comma 2 sono individuati e regolamentati con deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio previo parere del Consiglio delle autonomie, del CREL e sentite le parti sociali e le associazioni degli enti locali.".(89)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras.
Art. 5
Al titolo dell'articolo 5, dopo "coesione" sono aggiunte le seguenti parole: "sociale e".(84)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras.
Art. 5
Prima del comma 1 è introdotto il seguente comma:
"1.a. La Regione, in attuazione del comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 5 dicembre 2005, n. 20, predispone in allegato al DPEF un piano annuale e pluriennale di contrasto alla precarietà del lavoro e alla precarizzazione delle condizioni di vita dei lavoratori. Il piano dovrà contenere l'indicazione di obiettivi e tempi di realizzazione, l'individuazione dei settori di intervento prioritario, le necessarie innovazioni normative, le risorse finanziarie e gli strumenti operativi.".(85)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras.
Art. 5
Al comma 1 dell'articolo 5, dopo la parola "coesione" sono aggiunte le seguenti parole: "sociale e".(86)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras.
Art. 5
Dopo il comma 4 dell'articolo 5 è aggiunto il seguente comma 5:
"5. È abrogato il comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2006)." (87).)
PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati e contemporaneamente si può intervenire nella discussione dell'articolo 5 e dell'insieme degli emendamenti ad esso presentati.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io utilizzo la discussione sull'articolo 5 come ultima occasione dialettica nei confronti dell'Aula per fare un bilancio sul testo di legge che ci apprestiamo a licenziare e anche per cercare di sviluppare con i colleghi della maggioranza un ragionamento, che non vale per oggi, non vale per questa legge, ma per quanto riguarda noi Riformatori varrà per il futuro, ovviamente.
Nell'arrivare al voto finale di questo testo di legge abbiamo avuto delle difficoltà. Credo che sia onesto e corretto dire che una parte importante di queste difficoltà sicuramente non è da addebitare alla minoranza; aggiungerei che probabilmente non è neanche addebitabile all'Aula. Noi ci siamo dovuti confrontare, quest'anno, con un'interpretazione differente del Regolamento, scelta peraltro da noi, e con un modo diverso di fare la legge finanziaria. Abbiamo rilevato che probabilmente una modifica della legge di contabilità è necessaria e quindi sarà in carico a quest'Aula nei prossimi mesi, per non dover rivivere l'anno venturo un calvario simile a quello che abbiamo vissuto per la manovra finanziaria di quest'anno, che è arrivata in Aula sotto forma di una legge divisa in due. Quindi questo è il primo argomento sul quale bisogna soffermarsi a ragionare. Ma ce n'è un altro che è ancora più importante e che è legato a questo, ed è quello che attiene al rapporto che deve esistere all'interno di questo Consiglio fra la maggioranza e la minoranza. Mi ricollego a una riflessione che ha fatto il collega Siro Marrocu nel corso del suo intervento. L'onorevole Marrocu ha detto che spetta anche alla minoranza - e io condivido la sua affermazione - dare un'idea della progettualità con la quale la minoranza stessa si propone e quindi dare un'idea di quello che sarebbe non soltanto il programma elettorale delle prossime elezioni, ma anche il ragionamento che porterebbe avanti qualora fosse già in questa legislatura chiamata a farlo. E' verissimo che una minoranza che manca di progettualità ha difficoltà non soltanto ad essere coesa al suo interno, ma anche a proporsi come interlocutrice d'Aula con la maggioranza e soprattutto a proporsi all'esterno come forza protagonista di alternanza. Che ci sia una forza che possa proporsi come protagonista di alternanza è un interesse nostro soprattutto, ma è un interesse anche vostro, perché significa che in Aula si confrontano due progetti.
Allora, colleghi, partendo da questo ragionamento vorrei estendere il bilancio da questa legge che stiamo per licenziare, come parte finale della manovra finanziaria del 2006, ai primi due anni di questa legislatura, e nel farlo vorrei idealmente rivolgermi ai colleghi Capigruppo, che ogni tanto incontro in qualche "breve Conferenza dei Capigruppo", come usava dire l'indimenticato presidente Serrenti. Quindi mi rivolgo ai colleghi Marrocu, Biancu, Balia, Licheri e Porcu, con i quali condivido dei momenti di confronto che sono frequenti e in parte anche obbligati, per dire loro che oggi, e lo esprimo a nome dei Riformatori, la minoranza vive un pesante disagio nel dialogo con la maggioranza, nel senso che in questi primi due anni di legislatura voi avete non dico preteso, ma fatto in modo che la minoranza assumesse un atteggiamento che raramente è stato di confronto e di dialogo sui problemi concreti; molto più spesso è stato invece il tentativo di avere un arbitro per controversie che in realtà erano tutte interne alla vostra maggioranza e si è verificato anche nel corso della discussione di quest'ultimo spezzone di manovra finanziaria. Ci sono problemi tra la Giunta e il centrosinistra? Viene coinvolto il centrodestra non perché sia un interlocutore propositivo, ma perché è una sponda. Ci sono problemi tra il centrosinistra e la sinistra? Stesso ragionamento. Quante volte noi abbiamo votato in quest'Aula delle cose che non condividevamo esclusivamente per fare da sponda ai dissidenti di Rifondazione Comunista o di qualche altro Gruppo della maggioranza? Quante volte in quest'Aula siamo intervenuti non per entrare nel merito dei problemi, ma per fare da sponda nel confronto che era aperto fra voi e la Giunta o al vostro interno? Credo che sia stato un errore vostro chiedercelo, in maniera ovviamente subliminale, e un errore nostro venirvi dietro rinunciando al nostro ruolo di garanti di una parte della società o comunque al nostro essere espressione di una parte importante della società sarda, quella che ci ha votato, quella che continua a votarci e che noi speriamo si allarghi, mentre voi sperate che si restringa. Tutto questo ha comportato che anziché esserci un confronto sulle progettualità, che è quello che tutto sommato servirebbe alla Sardegna, ci sia stato molto più spesso semplicemente un gioco delle parti, in cui noi siamo stati coinvolti ma sempre con un ruolo secondario, che non è quello che invece spetta alla minoranza del Consiglio.
Questo ragionamento lo ribadisco e lo sottolineo anche perché ieri parlando del difensore civico io ho ricordato qualcosa che, a mio avviso, è di notevole importanza, e cioè che il difensore civico, in una dialettica normale, dovrebbe essere espressione della parte politica che non ha responsabilità di governo. Probabilmente sarebbe dovuta venire da voi una proposta di questo genere, ma non voglio essere frainteso, non sto chiedendo che la minoranza esprima il difensore civico, sto semplicemente dicendo che sui provvedimenti che abbiamo approvato, su molti provvedimenti che sono stati in discussione la dialettica troppo spesso è stata interna al vostro schieramento. Anche la dialettica percepita all'esterno non ha sfruttato le potenzialità e le possibilità della minoranza di dare qualcosa in più. La minoranza è stata chiamata per contrapporsi muro contro muro, oppure è stata chiamata surrettiziamente per fare da sponda a ragionamenti che si sviluppavano esclusivamente al vostro interno.
Io credo, lo dico almeno per quanto riguarda noi Riformatori, che questa fase di opposizione da parte della minoranza sia per noi esaurita, nel senso che da oggi in poi noi non rivolgeremo più appelli al dialogo, che non vengono mai accolti, se non strumentalmente quando occorre tacitare una delle tre parti di cui si compone il vostro schieramento. Noi ci impegneremo con tutte le nostre forze per garantire ciò che ha chiesto l'onorevole Marrocu, e cioè la visibilità di un progetto alternativo per quanto riguarda l'energia, l'eolico, la legge numero 8, il turismo, le tematiche dell'agricoltura, le problematiche della sanità, ossia su tutto ciò che è all'ordine del giorno e all'attenzione di quest'Aula, su cui voi non avete sciolto i vostri nodi e noi non abbiamo presentato - su questo avete ragione - le proposte alternative che ci chiedete.
Mi auguro che in quest'Aula ci possa essere questo tipo di confronto e che voi possiate concorrere alla valorizzazione del ruolo di minoranza, che è quello che dobbiamo svolgere noi, e che se venisse svolto in questo modo sarebbe più utile a voi e sicuramente anche al lavoro complessivo di quest'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu per illustrare gli emendamenti numero 88, 89, 84, 85, 86 e 87. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghe e colleghi, l'articolo 5 del maxicollegato, che riguarda la costituzione del fondo regionale per lo sviluppo e la coesione territoriale, è non solo importante e giusto, ma anche atteso dalla stragrande maggioranza dei comuni sardi. Come ho ribadito anche negli articoli 2 e 3 di questo disegno di legge finalmente si concretizzano delle giuste imposte, da non confondersi con le tasse e i tributi, come spesso avviene in quest'Aula, ma i tre quarti di queste nuove entrate vengono utilizzate per il riequilibrio territoriale tra le fortunate zone costiere e le svantaggiate zone interne della nostra Isola.
Se ci pensiamo bene stiamo affrontando quello che in tanti convegni abbiamo definito il problema dei problemi, e cioè quello di due Sardegne che viaggiano a velocità diverse, determinando da un lato un inurbamento selvaggio nelle città e lungo le coste e dall'altro uno spopolamento delle aree interne e svantaggiate che non ha precedenti. Per cui, sentire certi interventi da parte dei colleghi del centrodestra (tra cui vi sono degli amministratori locali), che mostrano di non comprendere o per pregiudizio non plaudono al nuovo fatto politico che da tempo aspettavamo, cioè la possibilità di avere più risorse per i territori più deboli, mi amareggia profondamente. A chi servono, mi domando, le argomentazioni catastrofistiche annunciate, a ogni piè sospinto, da queste moderne Cassandre in quest'Aula? A nessuno, perché, cari colleghi, i turisti continueranno a venire perché la Sardegna è bella e con le leggi che stiamo approvando sarà più tutelata, più ordinata e accogliente, e uscirà dall'attuale anarchia. Io non ho alcun dubbio che sarà così, per cui ciò che mi interessa veramente è il modo in cui queste imposte contribuiranno ad aiutare lo sviluppo turistico ed economico di tutta la Sardegna.
Questo, cari colleghi, è il cuore del problema, e lo sento particolarmente perché come sindaco di un paese dell'interno ho ospitato nel mio comune, nel 1996, alla presenza di cento sindaci, la nascita della Consulta sarda dei piccoli comuni, che aveva lo scopo di occuparsi del problema del riequilibrio territoriale e di far sì che la Sardegna fosse considerata Area sarda dell'Obiettivo 1, mutuando l'espressione che usa, o usava, l'Unione Europea.
All'articolo 5 abbiamo presentato sei emendamenti, che hanno il senso di migliorarne il testo, cercando di dargli anche un taglio di carattere sociale per contrastare la precarietà e la disoccupazione, così largamente presenti in tutto il territorio e ancor più nelle zone interne. Per questo vi chiedo di prestare una particolare attenzione a questi nostri emendamenti, che cercano di dare risposte ai comuni, ai precari e ai disoccupati con cui tutti noi ci incontriamo e confrontiamo ripetutamente. Su un tema come la ripartizione del 75 per cento del fondo regionale per la coesione è giusto che diamo un segnale forte di contrasto alla precarietà.
Con l'emendamento numero 87 chiediamo l'abrogazione del comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 24 febbraio 2006, numero 1, che recita: "Gli stanziamenti di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale numero 7 del 2005" - cioè della legge finanziaria 2005 - "sono prioritariamente destinati al completamento di opere pubbliche in corso di realizzazione". Mi chiedo a che cosa serva una norma di questo tipo se, come viene detto al comma 1 della stessa legge finanziaria del 2005, l'intento è quello di favorire l'occupazione. Aggiungere altre risorse a quelle che i comuni già percepiscono per i cantieri comunali o che percepiranno attraverso il progetto "Sardegna fatti bella" è una cosa poco utile che si sovrapporrebbe ad altri provvedimenti, se invece si vuole lasciare aperta una prospettiva, piccola magari, di piano straordinario per il lavoro, ma qualificandola ulteriormente e controllandone la destinazione, allora è necessario accogliere il nostro specifico emendamento. Questo lo dico perché non solo di cantieri abbiamo bisogno, ma anche di piccole iniziative di lavoro tendenzialmente stabile che laddove sono state correttamente applicate hanno dato risultati molto interessanti.
Infine voglio aggiungere che i beneficiari di questa legge difficilmente hanno mezzi propri per accedere ai benefici delle altre leggi, oltre che l'urgenza di costituire subito una possibilità di lavoro e di reddito. Se voi chiedete ai sindaci, all'ANCI e ai sindacati vi diranno le stesse cose che sto cercando di dirvi io adesso. Per queste ragioni anche il peggiore neoliberista presente in quest'Aula dovrebbe riflettere un attimo sulle questioni che soprattutto l'emendamento numero 87 vuole affrontare e risolvere.
Chiedo all'Aula, all'assessore Pigliaru, al presidente Soru, alla Giunta, ai Capigruppo di valutare soprattutto l'emendamento a cui facevo riferimento nell'ultima parte del mio discorso o di sospendere per cinque minuti la seduta per poterlo analizzare meglio ed eventualmente approvare, perché lo ritengo molto importante per la nostra Isola e soprattutto per i lavoratori e i disoccupati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, reputo questo momento storico particolarmente importante, direi per certi versi rivoluzionario, ecco perché intendo esternare a voi e ribadire il mio pensiero in ordine al momento storico che stiamo vivendo e a quello che è successo in questa maratona consiliare.
Sono dell'opinione che soltanto attraverso una grande mobilitazione delle minoranze, non della maggioranza, si sarebbe potuto impedire il disegno egemonico di questo maxicollegato. Il muro contro muro mai come in questo momento avrebbe avuto significato: avrebbe da un lato aperto un dibattito politico nella società sarda e avrebbe dall'altro agevolato le parti della maggioranza più sensibili al dibattito, al dialogo e al confronto, perché qui, vedete, non sono in gioco delle scaramucce, è in gioco il modello di società e il modello di Regione che vogliamo costruire o che stiamo dall'altro lato sfasciando. A mio giudizio, quindi, la partita valeva la candela, invece abbiamo assistito, ancora una volta, a comportamenti contraddittori, a linee non comuni, a obiettivi non concordati.
Come tutti sanno la mia convinzione profonda è che ci debba essere sempre il primato della politica, non in quanto essa genera valori, ma in quanto seleziona interessi, e il selezionamento degli interessi non può essere dei singoli, degli individui, ma deve essere dei partiti politici riconosciuti dalla nostra Costituzione e quindi capaci di selezionare gli interessi in campo. Per quanto riguarda il cosiddetto valore aggiunto, dappertutto si fanno ormai le liste pensando a un valore aggiunto, cioè a un uomo che non faccia parte dei partiti politici e che, attraverso questo valore aggiunto, consenta a un'aggregazione politica di vincere le elezioni. Ma questo valore aggiunto non può sostituirsi al valore fondamentale, se no cade tutto, non c'è più nulla. Questa sostituzione potrebbe avvenire soltanto se quell'individuo presentasse, in contrapposizione ai partiti politici, ideali, principi e valori diversi e si presentasse da solo, se no non può essere addebitata la responsabilità a chi guida in maniera monarchica l'ente che rappresenta. Ecco perché bisogna rimanere all'interno di un ragionamento politico che non ha niente di personale, perché qui non è in gioco il signor Soru o il dottor Soru, è in gioco il Presidente della Regione, così come quando parliamo del Presidente del Consiglio intendiamo parlare dell'organo istituzionale. Non ci sono buoni o cattivi, ma ci sono idee, concetti, convinzioni, obiettivi, principi, valori reali, ruoli e responsabilità che questa Assemblea non può non portare avanti, non può non discutere. L'elezione diretta del Presidente della Regione non può annullare l'autonomia e non può annullare l'istituto autonomistico. Saremmo dei folli, e purtroppo, in qualche misura, stiamo dimostrando di esserlo.
Il fatto però, colleghi della maggioranza, che non ci sia stata la mobilitazione della minoranza non significa che non si sia raggiunto un grande risultato politico, perché è venuto emergendo, in tutto il suo significato, il disegno riformatore della maggioranza, che non è mai stato così netto, così chiaro, così trasparente: quello di smantellare una Regione che noi avevamo costruito su una cultura autonomistica permeata di partecipazione, all'insegna del detto "tutti servi, tutti padroni". E invece qui si è creata una Regione oligarchica e monarchica. Avete voglia di protestare e offendervi! Non vi dovete offendere, perché questa è la sacrosanta verità, io lo dico in quest'Aula così come l'ho detto tante volte altrove. In questo senso sono nette anche le differenze tra questo disegno riformatore e il progetto alternativo, che invece immagina e rivendica una Regione che ha il compito di allargare la partecipazione, per contare di più, per far contare di più la gente e per restituire al popolo la Regione sarda totalmente. D'altra parte è quella partecipazione che voi avete sempre predicato. Quindi sono in campo due progetti alternativi ormai evidenti - e su questo probabilmente ci giocheremo le nostre carte politiche - tra chi ritiene che questo nuovo modello che si sta instaurando in Regione sia confacente alla nostra società, e quindi in grado di rispondere agli interessi e ai bisogni del nostro popolo e chi ritiene invece che questo sia un completo fallimento.
Qui vedo gente di esperienza, militanti di partiti politici gloriosi, che hanno fatto della partecipazione un modello anche individuale, personale, perciò com'è possibile che noi vediamo il dibattito e il confronto come un fastidio e non come una risorsa? Non saremmo più noi, saremmo un altro popolo! L'elezione diretta del Presidente della Regione Lombardia è diversa dall'elezione diretta del Presidente della Regione Sardegna, così come sono diversi il nostro ruolo e la nostra specialità.
C'è una metamorfosi, in questo Consiglio, di colleghi che fino a pochi mesi fa orgogliosamente difendevano a denti stretti il ruolo e le prerogative di questa Assemblea. Perché vi offendete, adesso? Quando noi difendiamo le prerogative del Consiglio non ce l'abbiamo né con Soru, né con nessun altro, bensì perseguiamo una linea che ci sembra comune. Allora non si deve offendere nessuno. Noi non vogliamo separare il Presidente dalla maggioranza, non vogliamo creare problemi alla maggioranza, ma vogliamo iniziare o riprendere un percorso, che è quello che anche nelle grandi battaglie popolari e civili della Sardegna ci ha portato sempre a differenziarci, ma anche ad essere uniti e a colpire uniti. Non facciamo questo per difendere noi stessi, non abbiamo bisogno di difenderci e quindi ci meraviglia ciò che sta accadendo.
Presidente Soru, se lei ha qualcosa da dire nei confronti del Consiglio si alzi, parli, ci dica pure che siamo dei lavativi, le risponderemo, ovviamente. Noi non sappiamo cosa lei faccia, sappiamo però che nei momenti particolari in cui il Presidente dovrebbe essere in aula lei non c'è, poi quello che lei fa non lo so e non lo voglio neanche sapere. Non si permetta di dire che noi non lavoriamo e che abbiamo bisogno del pungolo di qualcuno che venga qui a dettarci i ritmi del nostro lavoro! Il lavoro di un'assemblea legislativa è anche delicato e io dicevo, stamattina, che questo maxicollegato in alcune parti più che una legge sembra un regolamento condominiale. Non so chi scriva le leggi, ma sono convinto - e se ci fosse onestà intellettuale lo si ammetterebbe - che il 90 per cento dei colleghi ha votato senza sapere esattamente che cosa è scritto in questo testo di legge. D'altra parte non lo sappiamo neanche noi, perché gli Assessori non ce l'hanno spiegato. In un primo momento credevo che questa mancata spiegazione fosse dovuta a una tecnica politica adottata dagli Assessori, poi ho capito che non ne sapevano nulla neanche loro e quindi non erano in grado di darci spiegazioni, perché evidentemente la manovra di interessi individuabile in questo maxicollegato la conosce soltanto chi l'ha ideata. Non avendo avuto i chiarimenti che abbiamo richiesto numerose volte, abbiamo per forza dovuto assumere una certa posizione. Noi votiamo dunque contro questo collegato alla legge finanziaria con convinzione e credo che sarà utile da parte nostra farne conoscere alla società sarda il contenuto, che ha un solo filo conduttore: prendere tutte le funzioni del Consiglio regionale e metterle nelle mani di un solo uomo.
(Applausi del consigliere Sanciu)
PRESIDENTE. Colleghi, mi sembra che non sia né costume né il caso.
SANCIU (F.I.). Lo si fa alla Camera e al Senato.
PRESIDENTE. No, non funziona così!
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Intervengo molto sinteticamente, perché sull'intera legge, ma anche su questa parte dedicata alle nuove imposte, è stato detto analiticamente tutto, punto per tutto, però stiamo discutendo, di fatto, l'ultimo articolo di questa parte e sostanzialmente l'ultima parte discutibile e votabile di questo disegno di legge, dopodiché rimane il giudizio sintetico sull'intero provvedimento. Questa, però, è una parte importante, è una delle parti che sono state indicate come caratterizzanti la manovra finanziaria del 2006 e riguarda una carta fondamentale e utile della capacità impositiva, della capacità fiscale della Regione, come forma di esercizio di uno degli elementi della propria autonomia, che può essere giocata autorevolmente e utilmente per la nostra Isola, ma che non poteva e non doveva essere utilizzata in questo modo.
L'articolo 5 tende a destinare le risorse che potranno essere introitate dalla Regione con queste nuove imposte a favore degli enti locali, prefigurando una possibilità di riequilibrio tra i territori costieri e le zone interne, tra i comuni cioè che hanno un territorio meno pregiato sul piano commerciale - utilizzando questo termine quasi come una metafora -, meno vendibile, meno utilizzabile sul piano dello sviluppo economico, e i comuni che invece si trovano in una condizione più favorevole da questo punto di vista. Si tratta di un riequilibrio derivante dallo spostamento di risorse provenienti in particolare dai comuni costieri. Ma questo articolo è l'espressione di una sostanziale ipocrisia e io credo che i comuni svantaggiati non avranno nulla, perché nel bilancio di quest'anno voi non avete previsto nulla. Non so se nel segreto delle vostre stanze, ragionando sulle carte che avete e non di fronte alla stampa o al Consiglio regionale, pensiate davvero che quei comuni potranno ripartire con le risorse che arriveranno da queste tre nuove forme di imposizione fiscale da parte della Regione. Sarà molto difficile che qualcosa arrivi a quei comuni, perché in realtà, come voi avete rivelato in alcune parti di questi articoli, queste sono disposizioni di legge che prevedono nuove imposte che si inquadrano in una tattica di confronto con lo Stato. Si tratta, cioè, di una imposizione fiscale che serve per dimostrare allo Stato che se non accederà alle richieste sulla misura e la modalità dei trasferimenti di risorse al bilancio regionale, la Regione è capace di mostrare i denti e di far capire che può fare sul serio, agendo proprio sui cittadini non residenti e partendo da motivazioni che lontanamente, e un po' sentimentalmente, possono anche avere qualcosa di condivisibile: un ristoro per un uso del territorio non pienamente rispettoso della dignità della nostra Isola, un riequilibrio sul piano dei trasferimenti finanziari, per far lasciare qui in Sardegna qualcosa di quei redditi che vengono prodotti e trasformati in gran parte in patrimoni che si basano sull'utilizzo del territorio sardo.
C'è in questo una venatura sentimentale che può far presa e io credo che abbia fatto presa su tanti sardi, in questi mesi, però, man mano che si andrà avanti, i sardi si renderanno conto di quale sia l'utilità di queste nuove imposte regionali, che rischiano di essere travolte da un contenzioso giurisdizionale in sede costituzionale. Queste norme, infatti, sono appesantite da evidenti iniquità sui principi costituzionali che tutti siamo chiamati a rispettare, il principio di uguaglianza in particolare, e sono soggette quindi ad una probabile pronuncia di incostituzionalità, che di fatto - lo abbiamo detto prima, ma sinteticamente va ribadito - renderà meno forte la Regione nella trattativa con lo Stato. Questo è il vero punto della questione che si gioca su questa parte del collegato alla legge finanziaria, che per voi è una delle parti fondamentali, lo avete detto e ripetuto, avete cercato di farlo credere anche a tutti i sardi, forse qualcuno ci ha creduto finora, vedremo quanto riuscirete a essere convincenti per il futuro. Ma il vero problema è che su questi articoli che vi approvate a maggioranza, con poca convinzione, da parte vostra c'è solo qualche difesa d'ufficio, nient'altro, non c'è nessuna convinzione sulla vera utilità di una scelta di questo genere. Non c'è convinzione in voi e c'è invece la presa d'atto da parte nostra che una vertenza con lo Stato sulla questione fondamentale della capacità finanziaria della Regione a sostegno dell'esercizio sostanziale della nostra autonomia, che era iniziata con un piglio e un coinvolgimento molto ampio nella società e anche in Consiglio regionale, di fatto è stata poi condotta in maniera maldestra, esasperando gli elementi di conflittualità anziché esaltare le ragioni che potevano rendere forte la Regione Sardegna nel confronto con il Governo che si è appena dimesso e con quello che riceverà l'incarico e la fiducia nei prossimi giorni. Una di queste ragioni è l'evidente diritto della Sardegna di partecipare a una ripartizione equa delle risorse che vengono raccolte sul suo territorio e che sono necessarie per lo svolgimento non solo delle funzioni dello Stato centrale, ma anche del sistema regionale e delle autonomie locali. Queste ragioni dovevano essere approfondite seriamente.
E' stato detto, anche in queste ultime ore, che fondamentalmente occorre scegliere se rivendicare, con la nostra capacità impositiva, le risorse prodotte in Sardegna o continuare questa ricerca affannosa, accanita nei confronti dello Stato, ma anche di altri cittadini della comunità nazionale, che legittimamente porranno problemi di violazione di un principio fondamentale della Costituzione, che impoveriranno di ragioni la nostra battaglia. Che utilità avrà per noi questa scelta? Io credo che ci stiamo avviando a un impoverimento della capacità reale di essere forti nel confronto con lo Stato. Questo è il risultato politico negativo che dobbiamo registrare da questa parte del collegato.
Ci sarà tempo per valutare cosa accadrà, credo, però, che tutti dobbiamo essere chiari, oggi, su chi ha permesso questo, proponendolo e approvandolo in quest'Aula, e chi invece si è opposto con forza, come noi vogliamo continuare a fare.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghe e colleghi, Assessori, Presidente della Giunta, siamo ormai quasi a conclusione di un lavoro impegnativo, faticoso, che dovrebbe lasciare un senso di pienezza e di soddisfazione, questo a prescindere da qualche emendamento accolto, questo a prescindere dal lavoro che si è fatto. Eppure, io sono profondamente delusa da questa tornata di lavori. A circa due anni dall'inizio della mia esperienza legislativa, lo dico, sono sfiduciata per le sempre maggiori difficoltà che si incontrano nel dare risposte condivise alle necessità dei cittadini, che guardano con fiducia e speranza alle istituzioni.
Il clima più volte creatosi nella discussione in Aula e all'esterno non è stato dei migliori, lo dico dal mio modesto punto di vista e con umiltà, non certo per contraddire l'ottimismo dell'onorevole Siro Marrocu. L'impossibilità di partecipare concretamente e in maniera incisiva per contribuire a migliorare il testo di un provvedimento che avrà significativi riscontri per il presente e per il futuro socioeconomico dell'Isola mi porta a ritenere, onorevole Vargiu, che dobbiamo al più presto impegnarci a modificare la legge elettorale. Il sistema, così com'è, non funziona e se dovessimo votare con la nuova legge nazionale sarebbe davvero un disastro. E' quindi un'emergenza riscrivere le regole per riequilibrare i poteri tra legislativo ed esecutivo.
Come socialista della Rosa nel Pugno sono convinta che solo con il dibattito e la partecipazione si realizza una democrazia più vera. Parlare non è una perdita di tempo, parlare é contribuire; non significa farsi approvare un emendamento che, lo ricordo, quando è approvato dall'Aula, se è utile, è di tutti, è di tutto il Consiglio. Invece un presidenzialismo con superpoteri limita il confronto e condiziona la vita parlamentare; al dialogo si sostituisce il numero, mentre tutti sappiamo che avere la maggioranza non significa tout court sempre avere ragione, essere dalla parte del giusto. Ciò ancora di più quando ci si conta dentro la maggioranza e lo si fa talvolta più per compiacere qualcuno che per profonda convinzione. Sono saltati tutti i modelli di rapporto tra Giunta e Commissioni, io non ho un'esperienza diretta in campo politico, ma sono stata testimone e quindi lo ricordo. Sono saltati tutti i modelli di rapporto tra Giunta e consiglieri, avverto una crescente inutilità personalmente in Commissione e in Aula: gli ordini del giorno approvati pensavo avessero un significato, per esempio abbiamo approvato quello sul digitale terrestre, ebbene non è stato rispettato, mi dispiace evidenziarlo; i pareri delle Commissioni spesso non hanno riscontro; l'esercizio del controllo dell'applicazione delle leggi cade nel vuoto. L'esempio della Commissione regionale per le pari opportunità è eloquente: eletta il 30 novembre 2005 ancora non è operativa e questo non va bene.
Sto ripensando seriamente alla mia presenza in quest'Aula, perché sono consapevole del crescente distacco con la società, con le forze sociali e con i singoli cittadini. Per carattere non mi arrendo, ma sto vivendo una prova difficile proprio perché sono una parlamentarista convinta. Non basta la governabilità, bisogna costruire prospettive per la nostra regione che siano meditate, condivise e discusse insieme, perché quella sarda è una società che deve crescere nella sua interezza, con la partecipazione di tutti e con il rispetto della dignità di ciascuno. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Esprimo parere contrario sugli emendamenti numero 34, 35, 36, 13, 88, 166, 89, 84, 85 e 86, favorevole sull'87.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
Voglio ricordare che il parere positivo sull'emendamento numero 87 è basato sull'impegno che la Giunta aveva preso di approfondire la materia già durante la discussione in Commissione.
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 35. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Preannuncio il voto di astensione su questo emendamento e approfitto della presenza del Presidente della Regione per fare una breve riflessione.
Qualche minuto fa ho ricevuto la telefonata di una mia elettrice che mi ha detto queste parole: "Il telegiornale ha riferito che il Presidente della Regione ha detto che voi in Consiglio non fate niente". Io sono certo, Presidente, che non lei non volesse dare a intendere questo, quando è intervenuto nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Sono certo che lei è intervenuto con animo positivo, per contribuire a migliorare i lavori dell'Aula, resta il problema che le cose che succedono qua dentro vengono proiettate all'esterno dai mezzi di comunicazione in una maniera forse anche distorta.
Personalmente, in tutti questi mesi, ho partecipato assiduamente ai lavori della Commissione bilancio e devo dire che non ho condiviso il metodo con cui questi lavori sono stati organizzati, il metodo che la Giunta ha voluto seguire. Ho detto in quest'Aula che fare una legge che praticamente contiene al suo interno una ventina di leggi di settore organiche, modificate in Commissione e in Aula attraverso emendamenti presentati dalla Giunta e dai Capigruppo all'ultimo momento, sebbene possa rispondere a ragioni d'urgenza, configura un metodo di legislazione dell'emergenza che è l'antitesi dello stato di diritto che tutti noi vogliamo. Fra l'altro tutto questo si è svolto creando un solco profondo tra la maggioranza e la minoranza. Il mio partito non ha avuto nessuna possibilità di confronto, di dialogo, di discussione in sede politica sui contenuti di questi provvedimenti.
Credo che sia urgente, Presidente, lo dico anche ai colleghi della maggioranza, cercare di ristabilire l'agibilità delle nostre relazioni e del confronto in Aula. Noi dobbiamo lavorare in termini positivi, dobbiamo farlo per gli altri, per quelli che sono fuori da questa stanza. Quindi sarebbe opportuno un chiarimento su quello che è avvenuto oggi in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, e lo chiedo a lei, Presidente, affinché questa sensazione che è stata trasmessa, cioè che qui dentro c'è gente che non fa niente, venga rimossa. Ripeto, sono certo della sua buona fede, sono certo che lei non l'ha fatto per mandare all'esterno il messaggio che poi è passato, però noi tutti abbiamo bisogno di mantenere la nostra legittimazione e la legittimazione del nostro lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). L'occasione che ci ha appena offerto l'onorevole Scarpa dovrebbe farci riflettere, onorevoli consiglieri, sul fatto che già da tempo passa nell'opinione pubblica il messaggio che questa è un'istituzione che non serve a nessuno, e ancor meno al popolo sardo. Chiunque, a prescindere dalla sua qualifica istituzionale, in qualche modo affermi o faccia passare questo messaggio non fa gli interessi della Sardegna vera, che vuole crescere, che vuole inserirsi produttivamente in un sistema economico che già la globalizzazione così com'è penalizza. Se non comprendiamo che il rilancio delle istituzioni autonomistiche deve vedere superate le divisioni di parte, pur mantenendo la differenza dei ruoli, non faremo l'interesse generale del popolo sardo, ma solo quello approssimato di singole persone.
Credo che non giovi neanche al presidente Soru dire che questa istituzione non funziona, né credo che egli volesse dire questo. Credo che lui, come tutti, ricerchi all'interno di questa istituzione la produttività, nel senso non del lavoro a cottimo, perché il lavoro a cottimo significa fare purché si faccia, ma del lavoro fatto bene, con attenzione, perché la produzione legislativa è qualcosa che resta e che dà prospettive al popolo che viene amministrato appunto attraverso le leggi. Su questo dobbiamo e possiamo riflettere, ecco perché continuo a dire che probabilmente abbiamo perso l'occasione dell'Assemblea costituente per far parlare la gente, per riportarla all'interno delle istituzioni, per renderla partecipe delle scelte e degli interessi vivi di quest'Isola. Fino a che queste cose noi non le mediteremo con attenzione continueremo ad apparire sui giornali e nei mass media come coloro che prendono danari mangiando a tradimento in barba al popolo sardo. Queste cose non sono tollerabili, cari amici, perché danno ancora una volta un senso di pochezza e una falsa impressione sul lavoro che ciascuno di noi, credo, in buona armonia e in pace con se stesso, dovrebbe compiere per la crescita del popolo sardo.
PRESIDENTE. Ricordo che siamo in sede di dichiarazioni di voto e sono concessi tre minuti per ciascuna dichiarazione.
Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Parlo per dichiarare il mio voto, ma anche perché sono stato sollecitato a dare un chiarimento, che magari approfondirò nelle altre occasioni di intervento che potrò avere questa sera.
Mi spiace e chiedo scusa perché con un mio intervento ho creato disagi e danno a tutti voi e maggiormente a questa istituzione che stimo come il parlamento del popolo sardo. Ho creato danno a tutti voi e a questo parlamento della Sardegna al di là delle mie intenzioni e direi anche al dì là delle cose che ho detto e dei comportamenti che ho assunto successivamente, perché non sono stato io a parlare con chicchessia e non sono stato io a riferire a chicchessia. Durante la richiamata riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo ho visto i funzionari prendere appunti e ho notato anche un registratore, per cui quello che farò domani è chiedere il resoconto e la registrazione di quella riunione e poi comunicherò ai sardi esattamente quello che ho detto, che è molto diverso da quello che ho sentito riferire.
Non ho usato nessuna delle parole che ho sentito anche prima e formalmente nei vostri interventi; non ho detto che il Consiglio non fa niente né che ci sono dei lavativi o cose di questo genere. In quella riunione dei Capigruppo, che serviva anche per programmare i lavori dei prossimi giorni, mentre sentivo diverse proposte, come quella di lavorare una giornata e mezzo in una settimana o, tenuto conto che ci sono altre elezioni, di iniziare e terminare i lavori nel corso della stessa giornata, ricordando che la settimana precedente avevamo preso degli impegni ho detto che si può lavorare di più e che se lavoreremo di più migliorerà la qualità delle nostre leggi, aumenterà il numero delle leggi approvate e quindi la capacità di dare le risposte per le quali ci siamo impegnati. Ho detto solamente questo, senza offendere nessuno e con molta pacatezza.
PRESIDENTE. Io non vorrei aprire una discussione su questo. E' stato del resto oggetto di un chiarimento in una lunga riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Il presidente Soru ha manifestato a me la preoccupazione per essere state le sue parole travisate. Penso che questa spiegazione debba essere accettata dall'Aula e questa questione debba essere superata. Non so cos'abbia detto il telegiornale, però le parole che "il Consiglio non fa niente" non sono state pronunciate alla riunione dei Capigruppo alla quale anch'io ho partecipato. Abbiamo già avuto modo di chiarire questa questione con i Presidenti dei Gruppi, soprattutto quelli di opposizione.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Prendo la parola per dichiarazione di voto e perché mi corre l'obbligo di esprimere grande apprezzamento per le parole del presidente Soru. Con molta onestà e serenità devo dire che il suo intervento è stato molto opportuno, anzi, per il significato che gli attribuisco, lo ritengo uno dei migliori interventi da lui svolti in quest'Aula, senza togliere niente agli altri.
Aggiungo solo, Presidente, che non credo si possa lavorare di più, perché la gran parte di noi lavora e anche tanto. Sicuramente si può lavorare meglio, il che significa confrontarci di più, programmare meglio i nostri lavori, dosare le energie e avere sempre rispetto reciproco.
(Non è approvato)
(Non sono approvati)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 166, sostitutivo totale dell'emendamento numero 88.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto) Avrei desiderato illustrare l'emendamento numero 13, ma lei con una destrezza superiore a quella del vecchio Mennea mi costringe a rassegnarmi a non poterlo illustrare.
Stamattina, se mi è consentito, il Partito Sardo è stato, con subdolo sillogismo, associato ai leghisti a proposito dell'emendamento che volevo illustrare e che riguarda il fondo perequativo per lo sviluppo e la coesione territoriale, perché, magari in un modo non voluto, l'onorevole Maninchedda ha sostenuto che l'egoismo leghista traspariva anche dall'emendamento firmato da me e dal collega Scarpa. Invece l'emendamento tendeva a ridistribuire e riequilibrare il gettito derivante da questo plusvalore e a rendere protagonisti i comuni che lo generano. Lo spirito di quell'emendamento era questo e quindi si trattava di una proposta razionale ed equa: il 50 per cento ai comuni e il 50 per cento al fondo perequativo.
Ora, se osserviamo la genericità con cui il comma 1 dell'articolo 5 prevede di destinare il 40 per cento del fondo regionale per lo sviluppo a programmi di interesse regionale, senza descriverli analiticamente, ci rendiamo conto che questo fondo in effetti ha una rilevanza esigua. Ecco perché l'emendamento era ispirato a esaltare, richiamandosi al principio di sussidiarietà, la centralità dei comuni, ma questa cultura non ce l'hanno i leghisti, non possono averla perché sono degli apprendisti distratti e troppo distanti dalle nostre tematiche. Inviterei pertanto a usare certi termini con più prudenza e a non accostare la lana alla seta. Certamente l'onorevole Maninchedda, travolto da tanti impegni, magari anche per stanchezza, ha fatto questo scivolone - non ce l'ho con lui, glielo dirò personalmente, peccato che sia assente stasera -, però in noi non c'è egoismo, c'è solo una cultura quasi secolare che esalta l'indispensabilità dei comuni perché siamo federalisti e non blandi autonomisti. Ed è una differenza genetica di non poco conto, però mi rendo conto che questa redenzione non è ancora avvenuta, perché solo un componente del partito della Rifondazione Comunista, l'onorevole Uras, al quale auguro di non sostenere più gli emendamenti perché credo che siano...
PRESIDENTE. Il tempo è scaduto, onorevole Atzeri, la ringrazio per avermi paragonato a Mennea, che speriamo non si offenda!
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 84 è decaduto.
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 87. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 87, che è stato presentato dai colleghi del mio Gruppo. Mi dispiace che non sia presente il collega Uras, so che non sta bene; l'onorevole Davoli è rientrato in patria, ma per fortuna è rimasto il collega Pisu a tenere alta la bandiera!
Questo emendamento prevede l'abrogazione del comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 24 febbraio 2006, numero 1, ossia la legge finanziaria. Questo comma dice in sostanza che i fondi destinati alla lettera b) dell'articolo 19 della legge numero 37 del 1998 (Piano straordinario per il lavoro) sono prioritariamente destinati al complemento di opere pubbliche in corso di realizzazione. Questo non significa, chiaramente, che viene cancellato il fondo triennale di 30 milioni di euro dell'articolo 19, come qualcuno aveva anche affermato con dichiarazioni a mezzo stampa, però può ingenerare confusione rispetto alle tesi che noi abbiamo sempre sostenuto e cioè che i fondi destinati ai comuni devono essere utilizzati per avviare progetti che rispondano agli obiettivi tracciati dal Piano straordinario per il lavoro. Tutto questo anche con l'utilizzo dei fondi POR.
Uno degli elementi che ha snaturato, a nostro giudizio, il Piano straordinario per il lavoro è stato proprio quello di consentire agli enti locali l'utilizzo dei fondi solo ed esclusivamente per opere pubbliche, quindi è stato fatto di tutto eccetto creare posti di lavoro. Noi non possiamo cadere in questa contraddizione, quindi l'abrogazione di tale comma va nella direzione giusta, perché consente ai comuni l'utilizzo dei fondi per gli obiettivi per i quali l'articolo 19 della legge 37 è stato pensato, e cioè creare posti di lavoro per tutti i disoccupati che non hanno la possibilità di inserirsi nel ciclo produttivo del Paese e che, invece, attraverso questo strumento, possono diventare i protagonisti dello sviluppo dei nostri centri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, condividiamo il contenuto dell'emendamento numero 87 e preannunciamo il voto favorevole dei consiglieri regionali sardisti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vincenzo Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS VINCENZO (D.S.). Anch'io condivido l'emendamento numero 87 e concordo sull'utilizzo di questi fondi per le finalità dell'articolo 19 della legge 37/98. Vorrei fare, però, visto che siamo in chiusura dei lavori sul collegato alla legge finanziaria, una riflessione complessiva, sgravata anche da quel carico di sana partigianeria che ha caratterizzato nel gioco delle parti l'esame dei vari articoli e degli emendamenti.
Penso anch'io che questo sia un momento storico importante, diverso da tanti altri momenti che hanno caratterizzato la storia recente e passata della nostra Isola. Se oggi siamo costretti a scendere in piazza, come Regione sarda, con tutti gli attori presenti nella nostra Isola, per rivendicare un diritto di fronte allo Stato, sancito fra l'altro dalla nostra Carta costituzionale, significa che non una parte, ma l'intera classe politica sarda in passato non ha difeso o è stata comunque incapace di difendere compiutamente gli interessi della nostra Isola. Possiamo disquisire per ore, per settimane o per giorni sul rapporto che intercorre fra la Giunta, la maggioranza e il Consiglio. Sappiamo che questo problema è presente in tutte le altre regioni ed è frutto di una legge che sicuramente presenta delle lacune, dei limiti che andranno discussi e rivisti, ma io sono convinto che oggi dobbiamo, come classe politica, come classe dirigente, pensare seriamente a come governare la nostra Isola.
Io concordo con lei, onorevole Floris, sul fatto che dobbiamo dare risposte vere alle attese, alle esigenze e ai bisogni del nostro popolo. Dobbiamo creare le condizioni perché il confronto, la partecipazione, la ricerca delle ragioni che stanno alla base di alcune situazioni di malessere diventino il pane quotidiano, il terreno democratico su cui costruire un rapporto vero e fruttuoso con la nostra terra, con la nostra gente.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 87. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Dobbiamo tornare all'articolo 3, che avevamo sospeso per l'esame dell'emendamento numero 164, sul quale erano in corso degli approfondimenti. Chiedo alla Giunta e a chi si è occupato di fare gli approfondimenti di informarci su come gli stessi si sono conclusi
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Ripeto quello che ho avuto occasione di dire forse qualche ora fa, e cioè che noi saremmo, come Giunta, ben contenti di poter esprimere un parere positivo sull'emendamento numero 164, estendendo ai figli delle persone nate in Sardegna l'esenzione dalle imposte di cui stiamo parlando. Non avremmo certo nessuna difficoltà a fare questo. Tuttavia la Giunta non può esimersi dal segnalare una difficoltà che è di natura tecnica e che nasce dal fatto che l'estensione di un diritto in situazioni che noi consideriamo, se non identiche, analoghe, come l'estensione del diritto a un sussidio o a un'esenzione, è stata considerata inaccettabile e illegittima, come ho detto stamattina, dalla Commissione Europea, sulla base di principi generali che parlano della impossibilità di discriminare in questo senso.
Quindi la Giunta, dal punto di vista tecnico, sottolinea l'inopportunità di questa estensione, benché sarebbe certamente suo desiderio poter disporre in tal senso. Sottolineato questo aspetto, sull'emendamento numero 164 la Giunta si rimette alla valutazione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). L'assessore Pigliaru, stamani, ricordava che da questo regime di sussidi comunitari in effetti sarebbe stato escluso anche il coniuge e noi, invece, abbiamo deciso, in Commissione, che il coniuge dovesse essere incluso.
La collega Caligaris questa mattina ha fatto degli esempi che anche a me, devo dire, paiono molto pertinenti. Tanti sardi quando emigrano hanno già formato una piccola famiglia, con uno o due figli, poi magari ne nasce un terzo, per cui due figli risultano nati in Sardegna e uno, per esempio, a Milano. In questo caso succede che il terzo figlio sia chiamato a pagare l'imposta e gli altri due no. E' uno degli esempi citati che stridono con la norma, per cui, avendo fatto già un piccolo strappo per quanto riguarda il coniuge, penso che altrettanto si possa fare per i figli non nati in Sardegna, che magari sono rientrati o hanno intenzione di rientrare nella nostra Isola, oppure hanno ereditato degli immobili alla pari degli altri fratelli.
Personalmente apprezzo la decisione della Giunta di rimettersi all'Aula e chiedo di accogliere questa ulteriore piccola modifica, ritenendo che non sia questo l'elemento che potrà mettere a rischio l'intera norma, visto che, ripeto, abbiamo già fatto un piccolo strappo per il coniuge. Quindi per quanto mi riguarda annuncio il voto favorevole all'emendamento numero 164.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo molto brevemente per dire che comprendiamo i ragionamenti che l'Assessore ci ha ripetuto anche poc'anzi circa il rischio che potrebbe derivare da un'estensione della esenzione dall'imposta sulle seconde case ai figli degli emigrati sardi non nati in Sardegna, però crediamo che la stessa debolezza l'articolo la contenga già in relazione al coniuge, per cui, a questo punto, anche per evitare le discriminazioni di cui parlava la collega Caligaris e che ha citato poc'anzi anche il collega Marrocu, noi voteremo a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE. E' l'Aula che conclusivamente decide.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Intervengo solo ed esclusivamente per confermare di essere in sintonia con l'emendamento numero 164, perché non si possono fare figli e figliastri, credo che sia proprio il caso di dirla così.
MARROCU (D.S.). Solo figli, non figliastri!
(E' approvato)
Comunico all'Aula che l'onorevole Paolo Fadda è rientrato in aula, quindi non è più in congedo.
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 140. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Sta telefonando! Parlerà dopo.
PRESIDENTE. Era una prenotazione precedente. Grazie, onorevole Liori.
Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, intervengo soltanto per proporre un emendamento orale teso a rimediare a una dimenticanza nell'emendamento numero 140, che fa anche completa chiarezza sul comportamento in ordine a questo emendamento.
Propongo di aggiungere al termine del comma 7 del suddetto emendamento: "L'imposta è versata in un'unica soluzione dal 1° al 30 novembre di ogni anno, secondo le modalità stabilite con delibera della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore della programmazione". E' un'integrazione di natura esclusivamente tecnica, come si intuisce, perché nel testo è spiegato tutto tranne quando deve essere fatto il versamento, quindi mi sembra corretto fare questa precisazione e chiediamo ai colleghi di accettare questo emendamento orale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per annunciare, per le ragioni già esplicate durante i lavori dal mio Capogruppo, il voto contrario all'emendamento numero 140, ma soprattutto per segnalare alla Giunta e ai colleghi della maggioranza l'opportunità che il punto 17 venga stralciato, perché se questa potestà, ossia la prerogativa di proporre ricorso, è prevista dallo Statuto della Regione Autonoma della Sardegna, che è una norma di rango costituzionale, prevedere l'esercizio di questa prerogativa in una norma di rango regionale mi sembra mettere in discussione e svilire l'esistenza stessa di questa prerogativa.
Io credo che questa prerogativa sia pienamente esercitabile dagli organismi della Regione che sono preposti a farlo a prescindere dalla previsione contenuta nel punto 17, che indebolisce, in qualche maniera, la forza di un elemento certo di sovranità, che è la prerogativa della Regione. Prevedere questa prerogativa in una norma regionale è un modo per dimostrarci incerti o deboli sull'esistenza stessa di questa nostra prerogativa. Quindi mi sembra opportuno, e lo suggerisco alla Giunta e al Presidente, che questo punto venga stralciato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere favorevole all'emendamento orale proposto dall'onorevole Scarpa.
PRESIDENTE. Colleghi, non potendo naturalmente stralciare nulla, possiamo però votare per parti. Siccome siamo tutti d'accordo sul fatto che il comma 17 modifica una prerogativa statutaria con una legge ordinaria, penso sia giusto che il Consiglio non lo approvi, però lo dobbiamo mettere in votazione anche perché abbiamo votato due emendamenti abrogativi del diciassettesimo comma che lo hanno tenuto in piedi.
Leggo la proposta dell'onorevole Secci di inclusione della seguente frase nel comma 7: "L'imposta è versata in un'unica soluzione dal 1° al 30 novembre di ogni anno, secondo le modalità stabilite con delibera della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore della programmazione". Questo è il testo, che serve per una migliore comprensione della norma.
Metto in votazione i commi dall'1 al 16 dell'emendamento numero 140. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
(Non è approvato)
Gli emendamenti numero 12, 8, 46 e 11 sono decaduti, è rimasto in piedi l'aggiuntivo numero 32. Anzi, è decaduto anche il 32 perché era collegato al comma 3 dell'articolo 3. Abbiamo così concluso anche l'esame dell'articolo 3. Ieri avevamo sospeso l'articolo 22, che riguarda la copertura finanziaria, e il 23.
Passiamo all'esame dell'articolo 22, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22 e del relativo emendamento:
Art. 22Copertura finanziaria
1. Gli oneri derivanti dalla presente legge sono quantificati in euro 94.025.000 per l'anno 2006, in euro 40.795.000 per l'anno 2007, in euro 26.795.000 per l'anno 2008, in euro 8.805.000 per gli anni dal 2009 al 2015 ed in euro 6.405.000 per gli anni successivi e fanno carico alle UPB di cui al comma 2.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 e per gli anni 2006-2008 sono introdotte le seguenti variazioni:
ENTRATA
in aumento
UPB E01.081
Recupero depositi provvisori
2006 euro 1.301.000
UPB E04.032
Vendita beni patrimoniali
2007 euro 12.500.000
UPB E06.021 (AS)
Interventi nel settore agricolo e zootecnico
2006 euro 5.000.000
UPB E12.051 (NI)
Sanzioni amministrative ai sensi del decreto legislativo n. 196 del 1999
2006 euro 1.700.000
SPESA
in diminuzione
UPB S03.006
Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente
2006 euro 72.870.000
2007 euro 25.545.000
2008 euro 25.545.000
mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria.
UPB S03.007
Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale
2006 euro 6.756.000
mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 1 della tabella B allegata alla legge finanziaria.
UPB S03.016
Somme per le quali sussiste l'obbligo di pagare
2006 euro 2.260.000
2007 euro 180.000
2008 euro 180.000
UPB S03.050
Interessi su rate di ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari
2006 euro 4.138.000
2007 euro 570.000
2008 euro 70.000
UPB S12.030
Spese per il servizio sanitario regionale. Parte corrente
2007 euro 2.000.000
2008 euro 1.000.000
in aumento
01 - PRESIDENZA
UPB S01.077
Studi, ricerche e attività di promozione e informazione sulla tutela e conservazione delle coste
2006 euro 500.000
02 - AFFARI GENERALI
UPB S02.086
Oneri di fine rapporto
2006 euro 3.390.000
2007 euro 3.390.000
2008 euro 3.390.000
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.052 (DV)
Spese generali per mutui, prestiti obbligazionari e per le procedure relative alla concessione dei crediti
2006 euro 700.000
UPB S03.100
Agenzia regionale delle entrate
2006 euro 3.550.000
2007 euro 550.000
2008 euro 550.000
04 - ENTI LOCALI
UPB S04.019
Trasferimenti agli enti locali. Parte corrente
2006 euro 2.000.000
UPB S04.130
Politiche per le aree urbane
2006 euro 5.000.000
05 - DIFESA AMBIENTE
UPB S05.019
Rilevamento, risanamento e controllo dell'inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico
2006 euro 100.000
UPB S05.022
Prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento (IPPC)
2006 euro 200.000
2007 euro 200.000
2008 euro 200.000
UPB S05.027
Spese per la tutela delle acque - Parte corrente
2006 euro 800.000
2007 euro 500.000
UPB S05.074
Spese correnti in materia di VIA e sistema informativo ambientale
2006 euro 260.000
2007 euro 260.000
2008 euro 260.000
UPB S05.077
Interventi per lo sviluppo sostenibile e per l'educazione ambientale - Investimenti
2006 euro 200.000
2007 euro 200.000
2008 euro 200.000
06 - AGRICOLTURA
UPB S06.023 (AS)
Interventi di finanza innovativa, mutui e consorzi fidi
2006 euro 5.000.000
07 - TURISMO
UPB S07.013
Agenzia governativa regionale "Sardegna Promozione"
2006 euro 5.000.000
2007 euro 5.000.000
2008 euro 5.000.000
08 - LAVORI PUBBLICI
UPB S08.014
Finanziamenti agli enti strumentali - Parte corrente
2006 euro 4.000.000
UPB S08.072
Interventi per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico
2006 euro 2.500.000
2007 euro 2.500.000
2008 euro 2.500.000
10 - LAVORO
UPB S10.030
Progetto "Sardegna fatti bella"
2006 euro 20.000.000
UPB S10.035
Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo
2006 euro 7.000.000
2007 euro 7.000.000
2008 euro 7.000.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.015
Interventi per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura sarda
2006 euro 125.000
2007 euro 125.000
2008 euro 125.000
UPB S11.027
Investimenti per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali
2006 euro 450.000
UPB S11.052
Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo
2006 euro 350.000
2007 euro 70.000
2008 euro 70.000
UPB S11.054
Progetto "La fabbrica della creatività"
2006 euro 3.000.000
UPB S11.070
Diritto allo studio universitario - ERSU - Investimenti
2007 euro 12.500.000
UPB S11.073
Progetto "Sardegna speaks English"
2006 euro 20.000.000
12 - SANITÀ
UPB S12.059
Profilassi e lotta contro le malattie infettive nel settore zootecnico
2006 euro 1.700.000
UPB S12.076
Interventi in politiche sociali
2006 euro 7.200.000
2007 euro 7.500.000
2008 euro 6.500.000
UPB S12.077
Tossicodipendenze e AIDS. Spese correnti
2006 euro 600.000
2007 euro 1.000.000
2008 euro 1.000.000
13 - TRASPORTI
UPB S13.030 (NI) Dir. 01 Serv. 03 (02.20)
Sicurezza nei porti
2006 euro 400.000.
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri - Scarpa
Art. 22
All'art. 22, comma 2, sostituire:
"SPESA
in diminuzione
UPB S03.006
Fondo per nuovi oneri legislativi d parte corrente
2006 euro 73.120.000
2007 euro 25.770.000
2008 euro 25.770.000
mediante pari riduazione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria." (20).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). L'emendamento numero 20 è ritirato.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 23.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:
Art. 23Entrata in vigore
La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul BURAS.)
(E' approvato)
Siamo alla votazione finale della legge. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Intendo fare una brevissima dichiarazione di voto, ovviamente a favore, auspicando che domani i giornali e le televisioni parlino di ciò che stiamo approvando e non dell'incidente, per altro superato, che si è verificato oggi in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, a proposito del quale ringrazio il presidente Soru per l'intervento che ha svolto. So che, invece, si parlerà più di quell'incidente che di queste lunghe giornate di lavoro intenso svolto dalla terza Commissione e dal Consiglio, del confronto vero tra maggioranza e opposizione, del lavoro serio portato avanti con competenza dall'assessore Pigliaru e dal Presidente della terza Commissione. Intendo ringraziare per questo sia loro sia tutto il Consiglio.
Vorrei che domani i giornali non parlassero di quell'incidente, ma dedicassero ampio spazio al fatto che unanimemente abbiamo risolto i problemi e abbiamo dato risposte al mondo del volontariato, cose di cui ci si dimentica. Vorrei che si parlasse del fatto che unanimemente abbiamo risolto il problema di tanti precari, da quelli dell'antincendio, che da anni venivano qui a occupare il Consiglio regionale e gli spazi antistanti il palazzo, a quelli dei sistemi bibliotecari e museali, che chiedevano anch'essi da anni di essere stabilizzati, a quelli dispersi nell'Agenzia del lavoro, nonché ai vari commessi degli Assessorati. Vorrei che si parlasse delle risorse trasferite ai comuni con "Sardegna fatti bella"; vorrei che si parlasse delle ingenti risorse stanziate per la cultura e per consentire l'apprendimento della lingua inglese; vorrei che si parlasse dell'ordine che si è fatto nelle politiche di promozione, attraverso l'Agenzia di promozione; vorrei che si parlasse delle risorse stanziate per i consorzi di bonifica, ponendo fine a un incubo vissuto dagli agricoltori per le cosiddette "cartelle pazze"; vorrei che si parlasse della riforma dello sport che pure abbiamo fatto; vorrei che si parlasse di tutte le norme che abbiamo inserito negli articoli 2, 3 e 4 per affrontare le emergenze economicosociali. Ecco, vorrei che anche noi apprezzassimo di più il nostro lavoro, che comunque ha prodotto una legge, a mio avviso, molto importante e qualificante per tutti noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, noi votiamo convintamente contro questa legge, non perché ci sediamo da questa parte dell'Aula, ma perché siamo convinti che questa legge, che parte certamente da alcune posizioni di fondo condivisibili, contenga degli aspetti assolutamente negativi, delle gravi imprecisioni, delle questioni sostanziali e lanci il messaggio di una Sardegna non accogliente, che non attira ma spaventa. Per questo il nostro voto è contrario.
Siro Marrocu, un collega degno della massima stima, ha elencato una serie di desiderata, di "vorrei". Io vorrei una cosa in particolare, signor Presidente della Regione, glielo dico con molta franchezza, nel rispetto delle posizioni che vedono lei Presidente della Regione e me umile esponente della opposizione, fiero di esserle oppositore politico: vorrei che lei non fosse più un "Presidente contro". Troppo spesso lei ha assunto i connotati di uno che governa contro qualcuno: contro questa categoria oggi, contro quell'altra categoria domani, poi contro i militari, contro quelli che hanno le barche, contro quelli che hanno le case, contro i cacciatori e contro i pescatori. Io vorrei, nel rispetto di ciascuna posizione - rispetto che sento personale e politico - che lei incominciasse, con una buona dose di umiltà che fa bene a tutti, a me per primo, ad essere un Presidente che cerca di governare non dico "con" gli altri, ma "per" gli altri e non più contro qualcuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto contrario. Collega Marrocu, stavamo parlando proprio delle cose contenute in questa legge: tasse, contributi ai comuni, lavoro, riforme, eccetera. Se, nostro malgrado, passasse il giudizio di cui ha parlato poco fa il collega Scarpa, accadrebbe che la dichiarazione che è stata lanciata non sarebbe più né contenibile né correggibile.
Sul piano personale accetto certamente la dichiarazione del Presidente, che, in qualche modo, chiede scusa precisando che non intendeva dire ciò che si è inteso, ma sul piano politico il nostro Gruppo non accetta scuse tardive, perché purtroppo le parole volano e sono incontrollabili e gli effetti al di fuori di questo palazzo non possono assolutamente essere corretti da una successiva dichiarazione del Presidente o da un insieme di dichiarazioni e di atteggiamenti da parte di un Presidente che è poco presente in aula - mi permetta di sottolinearlo - e che spesso, quando è presente, è di fatto impegnato a coprire questioni interne alla maggioranza che si sollevano in Consiglio. Questa è la realtà dei fatti. Sotto l'aspetto politico noi dobbiamo segnalare questa questione e dire che difenderemo con le unghie e coi denti la dignità e il rispetto per il lavoro, magari imparziale, imperfetto, limitato come qualunque azione umana, che cerchiamo di fare sempre e che abbiamo fatto anche in questi giorni, contribuendo, come opposizione, alla discussione di una legge molto corposa, che contiene numerose disposizioni.
Per questo insistiamo nel voto contrario e chiediamo che, nel rispetto di quest'Aula, si rifletta prima di fare certe affermazioni e di mantenere determinati atteggiamenti, per poi semplicemente presentare delle scuse.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anche i Riformatori ribadiscono il loro voto contrario al disegno di legge che si sta per licenziare.
Voglio dire qualche parola circa le riflessioni che ha fatto il collega Marrocu, il quale ha detto: "Domani i giornali si occuperanno soltanto di una cosa, io vorrei che si occupassero d'altro" e ha elencato una serie di argomenti che spera di trovare sulle pagine dei giornali di domani. Tranquillo, Siro, abbiamo chiacchierato tra noi tante volte, quindi forse sai già ciò che devo dire. Io credo che tu abbia ragione di sperarlo, dal tuo punto di vista e dal punto di vista del lavoro che la maggioranza ha svolto, un lavoro faticoso che ha comportato delle problematiche anche negli ultimi secondi. Nel senso che dopo cinque mesi, signor Assessore della programmazione, di discussione di questo maxicollegato, abbiamo approvato due emendamenti orali alle ore 21 e 40 dell'ultimo giorno di discussione! E' il segno di un qualcosa che non funziona e forse ha ragione il presidente Soru a dire che c'è qualcosa che non funziona e a chiedere che questo qualcosa venga rimosso. Al presidente Soru, a cui è molto raro che io mi rivolga direttamente, però, alla luce anche delle parole apprezzabili che con serenità ha rivolto all'Aula, mi sento di rivolgere una riflessione. A me è capitato di iniziare a fare politica quando avevo sedici anni, in un momento in cui si fa tutto per degli ideali e niente per considerazioni d'altro genere. La politica ha delle regole, dei meccanismi, dei canali di comunicazione, delle modalità di confronto talvolta aspro, ma anche di rispetto, e poiché lei è dentro il palazzo della politica da due anni, noi riteniamo che qualche passo in avanti in questo sistema di comunicazione l'abbia fatto, perché è molto bravo e intelligente. Speriamo di poterla considerare e apprezzare altre volte in quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna). Nell'esprimere il parere favorevole al disegno di legge numero 216/A, non posso esimermi dal dichiarare che l'intenso lavoro di questi mesi, che ha visto impegnate prima le Commissioni e poi l'Aula, è l'indicazione o l'espressione di un momento importante di questa stagione politica e di questa istituzione autonomistica.
Quando abbiamo espresso il parere, ci siamo resi conto che il testo di questo disegno di legge era complesso e articolato, e abbiamo manifestato la convinzione che in sede di Regolamento alcune cose debbano essere riviste. Non possiamo però non prendere atto del fatto che questo testo, nato, giustamente, da una proposta della Giunta regionale, è stato poi abbondantemente analizzato ed elaborato. La Commissione di cui faccio parte ha lavorato per settimane su due articoli, il 15 e il 16; c'è stato un importante confronto interno e un altrettanto importante lavoro che si è sviluppato nel momento collegiale. Certo, è inusuale, è un'esperienza che forse non si ripeterà mai più, che va corretta, e in questo senso è giusto ripensare le modalità di lavoro del Consiglio, però dichiarare che l'approvazione di questa legge rappresenta la certificazione della crisi dell'istituzione autonomistica e altresì la crisi dell'esperienza parlamentare mi sembra sbagliato.
Noi votiamo favorevolmente per i contenuti, per la portata di questo testo, ma anche perché, nel metodo, questo disegno di legge, che ci ha impegnato per tanti mesi, ha rappresentato, comunque, una valorizzazione della nostra istituzione parlamentare. Non mi preoccuperei troppo di ciò che diranno domani i giornali, abbiamo ancora molti mesi e molti anni per dimostrare che il parlamentarismo, unito a un'interpretazione intelligente della proposta governativa, rappresenta una grande risorsa per la democrazia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dichiarare il voto favorevole del Gruppo della Rifondazione Comunista al disegno di legge numero 216/A, il cui esame ha stimolato un dibattito consiliare di grande interesse attorno ai temi dello sviluppo delle politiche sociali della nostra Regione; dibattito che ha coinvolto tutti, maggioranza e opposizione. Con l'approvazione di questo disegno di legge la finanziaria regionale prende corpo, completa il percorso tracciato dal DPEF in materia di politiche sociali, di politiche del lavoro, di politiche della conoscenza. L'istituzione dell'Agenzia regionale per le entrate rientra pienamente nell'obiettivo di questa maggioranza di risanare il bilancio e ridurre l'indebitamento anche attraverso il recupero da parte della Regione sarda dei crediti nei confronti dello Stato.
Il disegno di legge numero 216, quindi, è in sintonia con la nuova fase di governo. Dico questo perché, dopo un anno di sacrifici, necessari per riequilibrare il bilancio, con questa manovra guardiamo con più attenzione allo sviluppo della nostra regione e consentiamo agli enti locali di essere i veri protagonisti di questo percorso. Penso ai provvedimenti in materia di lavoro e di politiche sociali, che permettono ai comuni, in particolar modo quelli delle zone svantaggiate, di poter sviluppare progetti che rispondano immediatamente alle esigenze reali delle fasce più deboli della nostra società. Abbiamo affrontato con chiarezza, dopo anni, tutta la materia della formazione professionale e del personale regionale, avviando un primo passo verso la grande riforma della Regione.
Questo disegno di legge è parte integrante, quindi, della manovra finanziaria complessiva che coglie l'esigenza di rilanciare in Sardegna una nuova fase di sviluppo, in discontinuità con quanto è stato fatto dai passati Governi regionali. L'approvazione di questo provvedimento dimostra la compattezza di questa maggioranza che, pur affrontando temi difficili, ha registrato una convergenza sulle grandi questioni. Questo senso di responsabilità ci fa ben sperare per il lavoro che questo Consiglio e questa maggioranza dovranno affrontare da qui alla conclusione del mandato elettorale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole non per una questione di posizione tra i banchi di quest'aula, ma per la convinzione che abbiamo introdotto una serie di iniziative giuste in questo disegno di legge. Certo, come tutto ciò che accade nel mondo della politica e delle relazioni interpersonali, nulla è cosparso di profumi o petali di rose, e a me pare veramente strano che in quest'Aula si confonda il contenuto e il significato politico delle cose che si fanno con il carattere delle persone. Perché una cosa è ciò su cui decidiamo di ragionare, il contenuto di una legge di ampio respiro, come quella che stiamo approvando, che certamente raccoglie in nuce una serie di possibilità di sviluppi ed evoluzioni future importanti, altro è essere consapevoli, e credo che tutti noi lo siamo, del fatto che ogni legge è figlia del suo tempo, delle condizioni che l'hanno determinata, delle circostanze all'interno delle quali si forma.
Tutti noi dobbiamo riconoscere che c'è stato uno sforzo unanime, con grande senso di responsabilità, per far collimare tutto quello che poteva collimare, ed è stato tanto! E' stato tanto, perché il riassetto del sistema Sardegna che stiamo mettendo in atto, nella logica dell'impegno assunto in campagna elettorale, confermato in questi due anni di legislatura, non ha nulla a che vedere con le particolarità della vita di relazione che consente l'esercizio dell'attività politica. Ritengo che stiamo per approvare una buona legge e dico anche che il percorso non è finito, perché questa è una fase di avvio, cui seguiranno delle fasi di completamento e ancora di confronto e quindi di incontro. E se Siro Marrocu auspica che domani i giornali parlino delle tante cose buone che ci sono, io spero davvero che da domani in quest'Aula non confondiamo più la politica con il carattere delle persone.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Noi crediamo che la qualità della produzione normativa dipenda molto dalla qualità della vita parlamentare e dalla qualità delle relazioni tra le forze politiche, tra i Gruppi parlamentari, e della qualità delle relazioni fra l'Assemblea legislativa e il Governo della Regione. Questa qualità si manifesta anche nel rispetto reciproco, nella necessità di confrontarci frequentemente e assiduamente sulle questioni che sono alla nostra attenzione. Noi non siamo soddisfatti della qualità espressa fino ad oggi, questa è una delle ragioni che ci induce a votare contro questo provvedimento. Ci sono poi le ragioni di merito che vi abbiamo illustrato durante i lavori in Commissione e in Aula, però crediamo che sia necessaria una nuova stagione nella qualità di questi rapporti e su questo punto i consiglieri regionali sardisti sono ampiamente disponibili.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, io non richiamerò i giudizi positivi già espressi peraltro lungo tutto il corso del dibattito sul complesso dell'articolato. Erano positivi, restano positivi.
Ieri vi sono stati richiami e sollecitazioni - non se ne può non parlare in sede di dichiarazione di voto finale - per il ritiro di un emendamento che ritenevo essenziale non solo per lo sviluppo della Sardegna, ma anche per la salvaguardia delle prerogative del Consiglio regionale. Non ho ritirato quell'emendamento, anzi ho sollecitato un voto palese per evitare interpretazioni scorrette o ambigue, e palesemente l'ho votato per motivi politici e di coscienza. Spiace che su quell'emendamento pezzi del dibattito, l'ho già detto ieri, si siano svolti in corridoio e non in Aula; spiace anche, lo dico pubblicamente, una certa disattenzione e forse insensibilità della Giunta regionale e un'eccessiva palese acquiescenza di molti consiglieri di maggioranza, che pure quell'emendamento condividevano. Voterò a favore del disegno di legge numero 216/A.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, pensavo, per la verità, che il primo intervento per dichiarazione di voto, quello dell'onorevole Marrocu rappresentasse la conclusione formale di questo lavoro, però è giusto che anche altri consiglieri abbiano espresso la loro opinione sul provvedimento che stiamo per votare ed è giusto che anche La Margherita esprima la sua.
Questo compito è affidato a me e lo svolgo molto volentieri, intanto dicendo che noi, naturalmente, votiamo a favore di questo provvedimento, che per noi ha un significato elevato, anche per il metodo attraverso cui si è sviluppato il dibattito, di cui sono testimone e per il quale ringrazio i colleghi Presidenti e i componenti di tutte le Commissioni che hanno contribuito singolarmente e in sede congiunta al licenziamento di questo testo di legge.
Ho l'orgoglio di pensare, signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, che questo provvedimento - a parte le asperità che si sono rivelate in quest'Aula - sia uno dei provvedimenti più discussi e approfonditi in Consiglio regionale da molto tempo. Quindi è ingeneroso dire che in quest'Aula c'è molta gente che non conosce le cose di cui ci si occupa e che poi si lamenta se viene richiamata a un lavoro più proficuo e attento. Io non mi scandalizzo, signor Presidente del Consiglio, se il presidente Soru richiama l'Aula a una produttività maggiore, sono convinto che ci sia bisogno di questo richiamo, così come sono convinto che noi dobbiamo, forse con fatica, cercare una via diversa di confronto politico, che certamente rispetti la possibilità di ciascuno di esprimere il proprio parere, ma che abbia anche a cuore l'adozione, in tempi certi, dei provvedimenti che sono necessari per la Sardegna.
Mi scuserà l'onorevole Marrocu se dissento su una cosa che lui ha detto. A me interessa poco che cosa diranno i giornali domani mattina, mi interessa di più l'importante lavoro che noi abbiamo fatto oggi e in tutto questo periodo per rilanciare la Sardegna. Penso che abbiamo fatto questo e non ripeterò le cose che costituiscono la sostanza di un provvedimento che completa la manovra finanziaria e che ci dice una cosa importante, presidenti Spissu e Soru, cioè che è necessario procedere in tempi rapidi a una modifica della legge di contabilità, perché se è vero che la legge finanziaria non può contenere tutto, è altrettanto vero che essa non può essere soltanto una presa d'atto delle poste in bilancio, che devono essere rigidamente contenute in un provvedimento a quel punto privo di senso politico. Io penso che un punto di equilibrio si possa trovare per il futuro, così come lo si è trovato nel passato, e sono convinto che siamo nella strada giusta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Si è ritornati sul tema della discussione avvenuta nella riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Sto alle cose già dette, che sono registrate e resocontate e chiunque può leggerle, così come farà parte del resoconto di questa seduta quello che ho detto a proposito di quella Conferenza e l'aver chiesto scusa non per le cose che ho detto, ma per gli effetti che esse hanno avuto per ciascuno di voi e per quest'Aula.
Ringrazio molto tutto il Consiglio per l'approvazione di questa legge, che ritengo importante, di cui io e tutta la Giunta siamo orgogliosi, così come siamo orgogliosi del contributo che noi abbiamo dato. Penso anche che in questa legge siano contenuti pochi, ma utili miglioramenti proposti dalla minoranza e credo che in un confronto più pacato, più sereno e nel rispetto gli uni degli altri in futuro saremo anche capaci di fare leggi migliori, che contengano in misura maggiore l'apporto e l'intelligenza di ciascuna delle due parti. Lo auspico vivissimamente.
L'onorevole Artizzu diceva che forse dovrei cercare di più di esercitare un'attività di governo che non sia contro, ma a favore. Come diceva l'onorevole Mario Floris, nel suo precedente intervento, la politica sceglie; sceglie tra diverse opzioni, sceglie tra diversi interessi. Noi abbiamo scelto tra diversi interessi, ma questo non significa essere contro le ragioni degli altri; significa semplicemente privilegiare un interesse piuttosto che un altro o fare una scelta nella quale molti non si ritrovano. Capisco che alcuni di voi non si ritrovino in questa scelta, capisco che una parte anche importante della minoranza non vi si possa ritrovare, ma a me piace pensare invece che questa legge prevede delle cose fondamentali, come l'Agenzia per le entrate e la possibilità di utilizzare una prerogativa dello Statuto della nostra Regione, mi pare dal 1983, cioè l'imposizione fiscale, che serve anche per ridistribuire il reddito. Noi pensiamo che il reddito possa essere distribuito, che sia un dovere ridistribuirlo; qualcuno invece vede questo come la massima dannazione, come mettere le mani nelle tasche degli altri e pensa che il reddito non debba essere ridistribuito.
Non si tratta di essere contro, si tratta di fare delle scelte e di pensare che tra gli interessi della società che noi vogliamo tutelare vi è la ridistribuzione del reddito, e un metodo per ottenere questo risultato è anche quello di utilizzare le tasse.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 216/A.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri GIAGU, Simonetta SANNA e SORU hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Orru' - Pacifico - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Dedoni - Floris Mario - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Randazzo - Sanciu - Scarpa - Vargiu.
Si è astenuto: il presidente Spissu.
Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 51
Astenuti 1
Maggioranza 26
Favorevoli 39
Contrari 12
(Il Consiglio approva.)
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso di approvare questa sera il documento numero 12/A, che è stato esitato dalla Commissione ed è in distribuzione insieme all'ordine del giorno che è necessario approvare.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Mi rimetto direttamente alla relazione scritta che è allegata al documento in discussione e che sinteticamente raccoglie la sintesi della seduta della prima Commissione nella quale, prendendo atto della deliberazione della Giunta, abbiamo espresso un parere favorevole e successivamente predisposto un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno numero 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:
ORDINE DEL GIORNO PINNA - SANNA Francesco - CUGINI - ORRU' - CORRIAS - BALIA sulla nomina dei componenti della Commissione paritetica per le norme di attuazione dello Statuto (doc. n. 12).
IL CONSIGLIO REGIONALE
VISTA la decisione della Giunta regionale di nominare, quali componenti di espressione regionale della Commissione paritetica per le norme di attuazione dello Statuto, in sostituzione dell'avv. Gianfranco Duranti e dell'avv. Graziano Campus, il prof. Fulvio Dettori, direttore generale della Presidenza della Regione ed il prof. Gian Mario Demuro, ordinario di diritto costituzionale dell'Università di Cagliari;
CONSIDERATO che su tale decisione deve esprimere il suo parere il Consiglio regionale, ai sensi dell'articolo 56, primo comma, dello Statuto;
VISTA la relazione della Prima Commissione permanente,
esprime parere favorevole
sulla nomina del prof. Fulvio Dettori e del prof. Gian Mario Demuro, quali componenti della Commissione paritetica per le norme di attuazione dello Statuto,
impegna la Giunta regionale
- nelle more della fase di revisione statutaria, ad individuare nel loro complesso, informandone il Consiglio regionale, le funzioni amministrative e gli uffici dello Stato da trasferire alla Regione Sardegna, in forza del titolo V della Costituzione e dell'articolo 10 della Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;
- a riferire al Consiglio regionale sul programma dei lavori che i rappresentanti della Regione proporranno alla Commissione paritetica, sul loro avanzamento e sui risultati via via raggiunti. (1).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sull'ordine del giorno numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Pinna.
PINNA. (Progetto Sardegna), relatore. Esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. La Giunta esprime parere favorevole.
(E' approvato)
Ne approfitto per fare alcune comunicazioni. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso di avviare questa sera la discussione del testo unificato 90-178/A, dandone comunicazione all'Aula e aprendo i lavori con la relazione introduttiva, e di proseguire i lavori nelle giornate di mercoledì, giovedì e presumibilmente venerdì della settimana prossima. Dal martedì successivo si procederà all'esame del testo unificato 51-101-125/A, del testo unificato 43-85/A e della proposta di legge 78/A.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato 90-178/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Sabatini, relatore.
SABATINI ((La Margherita-D.L.), relatore. Signor Presidente, intervengo semplicemente per rimettermi al testo della relazione scritta che accompagna questo testo unificato.
PRESIDENTE. Si conclude qui questa giornata di lavori.
La seduta è tolta alle ore 22 e 20.
Allegati seduta
CLXXXV SEDUTA
(POMERIDIANA)
Giovedì 4 Maggio 2006
Presidenza della Vicepresidente LOMBARDO
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 38.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta del 27 aprile 2006 (179), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Francesca Barracciu, Antonio Calledda, Mariuccia Cocco, Paolo Fadda, Bachisio Silvio Lai, Paolo Maninchedda, Salvatore Mattana, Franco Giuseppe Pirisi, Franco Sergio Pisano e Ciriaco Davoli hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana del 4 maggio 2006.
Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:
"Principi e norme per l'educazione, l'istruzione e la formazione professionale". (227)
(Pervenuto il 3 maggio 2006 e assegnato alla ottava Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge:
"Pisu - Sanna Simonetta - Cerina - Cuccu Giuseppe: "Modifiche alle norme sull'elezione del difensore civico regionale". (228)
(Pervenuto il 3 maggio 2006 e assegnato alla seconda Commissione.)
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, vorrei che fosse data lettura integrale.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, stiamo dando le comunicazioni all'Aula.
CAPELLI (U.D.C.). Ah, le comunicazioni.
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interrogazione pervenuta alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Interrogazione SANCIU, con richiesta di risposta scritta, in merito all'inaspettato ridimensionamento delle corse giornaliere della Società Saremar nel collegamento La Maddalena - Palau e agli aumenti delle tariffe dei traghetti da e per le isole minori." (495)
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Interpellanza ATZERI sull'importazione di agnelli rumeni spacciati per sardi". (160)
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, su che cosa chiede di intervenire?
LA SPISA (F.I.). Chiedo che venga data lettura integrale dell'interpellanza numero 160, perché non abbiamo sentito bene.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, non si legge tutto il testo dell'interpellanza, si leggono i nomi dei presentatori e l'oggetto dell'interpellanza. Li rilegga, onorevole Cassano.
CASSANO, Segretario:
"Interpellanza Atzeri sulla importazione di agnelli rumeni spacciati per sardi". (160)
PRESIDENTE. Onorevole Floris, su che cosa chiede di intervenire?
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Sul processo verbale.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signora Presidente, intervengo per richiamare la sua attenzione sul fatto che il processo verbale va letto integralmente e lentamente, perché noi dobbiamo capire se siamo d'accordo oppure no. Non si legge di un processo verbale solo "la seduta è tolta"; questo non avviene da nessuna parte e non deve avvenire neanche qui. Il Regolamento prevede che sia letto il processo verbale e sia chiesto all'Assemblea se è d'accordo o se c'è qualcosa che non va.
PRESIDENTE. Onorevole Floris, è prassi in quest'Aula leggere il processo verbale in questi termini e nessuno ha mai fatto opposizione. Non si può accettare che siano poste delle questioni con intenti ostruzionistici e pretestuosi.
Questa è una prassi che lei conosce benissimo, perché frequenta l'Aula del Consiglio da molto più tempo di tutti noi, per cui sa che si è sempre fatto così. La ringrazio, onorevole Floris.
Riprendiamo con la discussione dell'articolo 4 del disegno di legge numero 216/A. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). E' inutile che presieda così! Perché quando è stato richiesto il processo verbale è stato letto integralmente!
PRESIDENTE. Onorevole Floris, il processo verbale è stato sempre letto in questi termini.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). E' un mio diritto!
PRESIDENTE. Onorevole Floris!
(Interruzioni)
MARROCU (D.S.). Non mettiamo in difficoltà la Presidente.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Dedoni.
ARTIZZU (A.N.). Presidente, chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ho dato la parola all'onorevole Dedoni. Lei non era iscritto a parlare, onorevole Artizzu.
ARTIZZU (A.N.). Mi ero iscritto prima.
PRESIDENTE. No, non era iscritto. Prego, onorevole Dedoni.
DEDONI (Riformatori Sardi). Siccome mi pare che non ci sia neanche il numero legale, vorrei che lo si verificasse.
PRESIDENTE. Mi scusi, onorevole Dedoni.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie, signora Presidente. Chiedo anch'io che il processo verbale sia letto integralmente, ad alta voce e lentamente, in modo che ciascun consigliere abbia la possibilità di ascoltarne il contenuto in ogni sua articolazione.
In secondo luogo chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Vorrei ricordare che dopo che è stato letto il processo verbale ho detto chiaramente che se non c'erano opposizioni….
ARTIZZU (A.N.). Eccole le opposizioni!
PRESIDENTE. Le opposizioni sono state fatte dopo l'approvazione del processo verbale, infatti sono stati già comunicati i congedi e sono state annunciate le interpellanze. Quando ho chiesto se c'erano opposizioni nessuno ha fatto opposizione. Il processo verbale è stato già approvato, per cui non si ritorna sulla questione.
Per quanto riguarda la verifica del numero legale devono trascorrere dieci minuti dall'inizio della seduta, per cui sospendo la seduta sino alle ore 16 e 49.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 44 , viene ripresa alle ore 16 e 49.)
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto e di predisporsi per la verifica del numero legale. Onorevole Artizzu, quale altro Capogruppo appoggia la sua richiesta di verifica del numero legale? L'onorevole Vargiu.
(Interruzione)
No, la verifica del numero legale deve essere richiesta da due Capigruppo.
Verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 38 consiglieri. Poiché siamo in numero legale, proseguiamo i lavori.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Giagu - Lanzi - Licheri - Lombardo - Marracini - Marrocu - Masia - Orrù - Pinna - Porcu -Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias - Vargiu.)
politiche sociali e di sviluppo" (216/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 216/A. Dobbiamo procedere all'esame dell'articolo 4 e relativi emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, non credo che occuperò tutto il tempo concessomi. Non sono intervenuto in questo dibattito se non poche volte e per dichiarazione di voto, ma in questa circostanza ho ritenuto di dover prendere la parola perché, francamente, non riesco a capire quale sia la ratio che ha mosso l'inserimento dell'articolo 4 in questo maxicollegato. Infatti non mi pare che esso possa essere considerato una fonte di entrate per la Regione, ma soprattutto questo articolo mi pare controverso e anzi in palese contraddizione con la proposta di sviluppo che il presidente Soru e la sua Giunta anche di recente hanno sottoposto all'attenzione del Consiglio e del popolo sardo. Mi domando se quando si istituisce un'imposta sugli aerei privati, soprattutto su quelli di piccole dimensioni, che arrivano nella nostra Isola presumibilmente con un carico di persone che hanno notevoli disponibilità finanziarie e che quindi possono pagare comunque - questo lo capisce chiunque - i danari che poi affluiscono alle casse regionali siano sufficienti, per esempio, per pagare il costo del green dei campi da golf, che hanno bisogno di tanta acqua per restare verdi. Chi viene in Sardegna per giocare a golf ha una certa disponibilità finanziaria, arriva con un aereo privato e si sposta di campo in campo cercando di utilizzare al meglio il tempo libero. Così è nel resto del mondo. Allora mi domando: se impongo una tassazione, perché tale è, su questi arrivi, disincentivo l'utilizzo di quei campi da golf che vorrei costruire nelle zone interne della Sardegna per dare loro delle opportunità di sviluppo economico e sociale, quindi faccio un'opera non certo meritoria.
Quando si parla di approdi penso ancora di più alla politica posta in essere da altre nazioni e da regioni vicine alla nostra (la Corsica ringrazia) proprio per la promozione degli approdi turistici. A me risulta che in Sardegna sia fermo il potenziamento già a suo tempo programmato del sistema portuale turistico, che tra l'altro registra un deficit enorme di posti barca. Ora, mi domando: perché non consentire che un approdo turistico possa diventare permanente, nell'ottica di una incentivazione della permanenza per tutto l'anno di yacht o altro tipo di imbarcazioni nei nostri porticcioli? Io ritengo che anche questo avrebbe una ricaduta economica, invece non c'è una seria programmazione della portualità turistica, non c'è una politica di incentivazione di questo tipo di portualità, siamo tagliati fuori dalle rotte che persino la Turchia riesce a gestire meglio di noi, subiamo la concorrenza diretta della Corsica e ci permettiamo il lusso di vanificare un punto importante, come quello della Sardegna al centro del Mediterraneo, facendo confusione tra sviluppo economico e tassazione della ricchezza. Questa è, secondo me, una misura assurda, priva di fondamento economico, e se è vero che l'ha suggerita il presidente Draghi, mi meraviglio che sia a capo della Banca d'Italia una persona che suggerisce - secondo indiscrezioni giornalistiche - un provvedimento del genere, che è certamente illuminante di quello che la nazione italiana può aspettarsi nel prossimo futuro per la sua economia. Ci si dovrebbe invece adeguare agli standard economici relativi alla aeroportualità, alla pratica dello sport del golf e ad altre attività che potrebbero essere interessanti.
Mi permetto di fare un piccolissimo inciso sulle condizioni di lavoro del Consiglio regionale. Intanto, come ho già avuto modo di dire, la manovra finanziaria bis che stiamo discutendo in questi giorni contiene di tutto e di più e, come usa dire un amico e collega, anche molte "marchette" - una brutta parola che però descrive una verità -, e non è funzionale certamente a quella che può essere per la Sardegna una nuova via di occupazione e di sviluppo. Il Consiglio regionale, caro Presidente, forse non ha lavorato e non lavora come dovrebbe, ma sono stufo di sentirlo dire impropriamente in determinate sedi, come mi è capitato qualche giorno fa, da parte di certi Capigruppo e anche del Presidente della Regione, perché il Consiglio lavora nella misura in cui è posto nelle condizioni di lavorare, e il suo lavoro non può essere a cottimo, né a cottimo fiduciario, ma deve essere fatto con la massima partecipazione, nell'interesse della popolazione sarda, e non a pezzettini o a maggioranza. Io ritengo che si debba e si possa lavorare meglio, ma lavorare di più e meglio significa tante cose, come per esempio far lavorare bene le Commissioni, al contrario di quanto sta avvenendo. Sono infatti depositate presso le Commissioni numerose proposte di legge mai discusse. E' strano, presidente Soru, gliene faccio rimostranza aperta, che si debba aspettare per forza un disegno di legge della Giunta per poter istruire una proposta di legge magari della minoranza. Questo non è corretto! Correttezza vuole che se è stata presentata una proposta di legge che ha un valore universale questa sia discussa, rifiutata o modificata, ma non si può dire che si deve per forza attendere un disegno di legge della Giunta per poterla esaminare in Commissione e in Consiglio. Questo è esaltare il lavoro del Consiglio e dare l'opportunità a ciascun consigliere di compiere al meglio il proprio lavoro, e lavoro intelligente, nell'interesse dei sardi.
Se le questioni oggetto di questo maxicollegato fossero state con più attenzione portate a compimento tempo fa, probabilmente avremmo perso meno tempo di quanto ne abbiamo perso anche in questa circostanza, sarebbero state dibattute al meglio le fattispecie contenute nei singoli articoli di questo testo di legge, che hanno implicato l'apporto di numerose Commissioni, e avremmo certamente agevolato il lavoro dell'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.
SANCIU (F.I.). Signor Presidente, con l'articolo 4 o per meglio dire con l'emendamento numero 141, che di fatto riscrive questo articolo secondo la prassi ormai consolidata di correggere il tiro in corsa, la Giunta propone l'introduzione in Sardegna di un'imposta per tutti quei turisti che, navigando nelle nostre acque o sorvolando i nostri cieli, vorranno fare scalo negli aeroporti, nei porti, negli approdi e nei punti di ormeggio ubicati nel territorio regionale. Infatti, dal prossimo 1° giugno tutti gli aerei privati e le barche di lunghezza uguale o superiore ai 14 metri, appartenenti a persone non fiscalmente domiciliate in Sardegna, dovranno sottostare al pagamento di questa nuova imposta, di questo nuovo balzello, giustificato sinceramente in modo poco chiaro e di discutibile efficacia. Stento a comprendere il perché di un'imposta così ideata, che può essere giustificata solo da una volontà precisa, che definirei masochista. Non è certamente un tributo riconducibile a una tassazione di tipo ambientale, visto che nel caso specifico delle unità da diporto generano sicuramente maggiori criticità ambientali e inquinamento le piccole e numerosissime imbarcazioni, a volte obsolete, piuttosto che quelle che oggi si vuole tassare, veri e propri gioielli del mare, con motori poco inquinanti, doppie cisterne per la raccolta delle acque di scarico e di sentina e così via. L'unico obiettivo appare quindi quello dell'introduzione di una vera e propria tassa sul lusso, volta a fare cassa a tutti i costi.
A livello nazionale è stata abolita la tassa di stazionamento per i natanti, il che ha portato indubbi ed evidenti benefici alla cantieristica italiana, nota al mondo per la realizzazione non solo delle barche più belle, ma anche di quelle migliori; una cantieristica che, così come tutto il sistema del diportismo nautico italiano, fu pesantemente danneggiata da una follia politica che identificava in questo settore il termometro della ricchezza, non considerando la nota e diffusa passione italiana per il diportismo nautico. Fu l'onorevole D'Alema a dimostrare che gli introiti derivanti dalla tassa di stazionamento, quantificati in 1.800 miliardi, erano di gran lunga inferiori all'ammontare dei danni causati all'industria nautica italiana, quantificati dagli esperti in oltre 8.000 miliardi. Oggi stiamo discutendo dell'applicazione di un'imposta come quella proposta dalla Giunta, che non solo appare demagogica, ma anche estremamente dannosa e pericolosa. Invece di promuovere iniziative volte a coccolare il turismo di alto livello, che porta ricchezza nei nostri porti facendo lavorare i ristoranti, gli alberghi, i negozi e tutto il settore dei servizi, ci preoccupiamo di mettere in campo quelle azioni che fanno solo scappar via questo tipo di turismo.
Pensiamo invece a creare i presupposti per la nascita di due grandi poli della nautica: uno al nord dell'Isola e uno al sud, perché città come Cagliari e Olbia, con i loro splendidi golfi, possano diventare i porti naturali delle più belle imbarcazioni che circolano nel Mediterraneo, e siano messe nelle condizioni non solo di attrarre i diportisti nei mesi estivi, ma anche di avviare tutte quelle attività, dalla costruzione alla manutenzione e al rimessaggio delle imbarcazioni, e tutti i servizi collaterali, che possono invogliare i cosiddetti, passatemi il termine, "ricconi" a lasciare i loro soldi in Sardegna, recuperando in questo senso il grosso gap che ci separa da altre realtà internazionali, cito tra tutte Palma di Maiorca.
L'ipertassazione che è stata lucidamente partorita dal presidente Soru, per colpire gli aerei privati che atterrano nei nostri aeroporti e le grandi imbarcazioni che fanno scalo nei porti, provocherà una forte riduzione della domanda turistica. Presidente, Assessori, colleghi, voglio fare solo un esempio: il proprietario di uno yacht che dopo aver navigato nel mare della Costa Smeralda e aver fatto un giro nell'arcipelago di La Maddalena, approda a Porto Cervo, è costretto a pagare ben tre tasse! Tasse per modo di dire, nel senso che si paga il posto barca, la tassa di navigazione nell'arcipelago di La Maddalena e l'imposta regionale. Insomma, quanto costa venire in Sardegna a un diportista?
E non posso non fare riferimento a una realtà che conosco molto bene, ma che conoscono bene anche i colleghi galluresi, l'onorevole Uggias e gli altri colleghi del mio territorio. Mi riferisco a uno degli scali aeroportuali, quello dell'aviazione generale di Olbia, più importanti d'Europea per traffico privato. Ebbene, pensate alla ricaduta economica derivante dallo sbarco dagli aeromobili di passeggeri di grande importanza, come capitani d'industria, re, principi arabi, personaggi famosi di tutta Europa e del mondo, come Bill Gates, che frequenta assiduamente il nostro territorio. Incentrare sul turismo di lusso una politica fiscale di questo tipo rischia di far male al sistema turistico sardo in generale, in quanto si va a colpire quell'effetto traino che il turismo dei cosiddetti vip, il turismo di qualità, volenti o nolenti, comporta. Aerei e barche non faranno certamente fatica a fare rotta altrove, trascinando con sé tutto l'indotto che gravita intorno al turismo di alto livello. Ebbene, mentre altri paesi questo turismo lo vanno a cercare, fanno a gara per accaparrarselo, perché avere dei vip con i loro yacht e il loro aereo privato significa anche catalizzare ulteriore massa turistica, voi fate l'esatto contrario, fate di tutto per mandarli via.
Colleghi, state facendo ancora una volta l'errore di contribuire a isolare la Sardegna, riflettiamoci. Anche su questo articolo credo che serva riflettere di più.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, stiamo arrivando alla conclusione dell'esame del disegno di legge numero 216/A, con qualche inciampo e anche qualche ritardo legato alla necessità di approfondire argomenti in relazione ai quali ci stiamo rendendo conto che, nonostante cinque mesi di duro lavoro e confronto, forse non siamo arrivati ancora alla formulazione tecnica ottimale della norma. Nel senso che non ci sono problemi relativi alla valutazione di merito, che è chiara: voi siete favorevoli all'istituzione di queste tasse, noi siamo contrari, ce lo siamo detti per cinque mesi sui giornali, in Commissione e in Consiglio. Le posizioni politiche sono quindi chiare e nitide, ma è altrettanto chiaro e nitido che è vostro diritto andare avanti nella formulazione che proponete, rivista alla luce delle considerazioni ulteriori che avete fatto, e licenziare questa legge con le tasse che ci avete messo dentro. E' altresì nostro diritto ribadire, ancora una volta, le motivazioni che ci portano ad essere assolutamente contrari a questo pasticcio che voi state proponendo.
Quando è stata presentata la prima stesura materiale dell'articolo che riguardava la tassazione sulle navi e sugli aerei, dopo un primo momento di stupore, per la fantasia creativa che il contenuto dell'articolo prospettava, è stato naturale da parte nostra porvi una domanda che chiunque avrebbe posto a un amministratore: su chi agirà questa tassa, quali effetti avrà, quali vantaggi economici porterà per le casse della Regione? Questa fu la prima domanda che forse in maniera un po' ingenua noi ponemmo all'assessore Pigliaru. Devo dire, e ho avuto occasione di dirglielo anche personalmente, che la risposta fu disarmante dal mio punto di vista, perché l'assessore Pigliaru rispose: "Noi non abbiamo uno studio che ci consenta di dire quale sarà l'introito economico che da queste tasse arriverà". Io non mi intendo di economia, non potrei essere neanche un buon allievo dell'assessore Pigliaru, e questa mi sembrò una risposta inquietante. L'inquietudine durò qualche giorno, perché poi l'Associazione degli industriali, convocata in audizione in Commissione, ci disse che il suo ufficio studi molto rapidamente aveva calcolato (ci è stata anche elencata tutta una serie di parametri attraverso i quali era possibile fare il calcolo su basi sostanzialmente scientifiche) che l'intero apporto della stesura originaria della norma che istituiva la tassa sulle barche e sugli aeromobili sarebbe stato di circa 4 milioni di euro, ossia 8 miliardi di lire, quindi una cifra che, per quanto significativa sul mio conto corrente bancario personale, sul quale non finirà, è assolutamente insignificante sui conti della Regione. Approfondendo il ragionamento con l'Assessore, la domanda che noi ponemmo cambiò, nel senso che non c'era più da chiedergli quale sarebbe stato l'introito e cosa ne avremmo fatto, perché la cifra era talmente esigua che non si poneva neanche più il problema di cosa farne. Sembrava che quella tassa, per chi di economia non ne capisce, come me, fosse un dirigibile, un aerostato che sorvolava la Sardegna e sul quale tutti sparavano distraendo l'attenzione dai tavoli dove venivano prese le decisioni vere sulla finanziaria.
L'assessore Pigliaru ci spiegò - e io imparai qualcosa - che esistono due diversi tipi di tasse: quella finalizzata a rimpinguare le casse, e non era questo il caso, e quella che viene invece definita di scopo e che non ha quindi l'obiettivo specifico di "fare cassa", cioè di portare soldi. Tutti sostenevano invece che questa tassa potesse fare cassa e si interrogavano così: "Ma quanto? Ma cosa faremo? Ma dove?" Si trattava, invece, di una tassa educativa, nel senso che con l'applicazione di questa tassa si voleva andare avanti in un meccanismo educativo nei confronti dei cittadini sardi e dei turisti non sardi, per cui si mandava il messaggio che il valore, il ruolo, l'importanza del territorio sardo e la volontà di conservarlo da parte dei sardi era tale che chiunque toccasse il sacro suolo con ala di aereo o boa di nave doveva sborsare denaro. Bene, siccome bisogna essere sempre culturalmente laici e cercare di capire quella parte di ragione che eventualmente è contenuta nei ragionamenti altrui, abbiamo cercato di capire se ci fosse della ragionevolezza nella riflessione che allora veniva fatta. Io credo che di ragionevolezza ce ne sia abbastanza poca, anche in questa nuova visione della tassa che non è tassa, cioè della tassa che non fa cassa, ma fa educazione culturale. Nel senso che se davvero il territorio della Sardegna acquisisce una pregevolezza nuova agli occhi dei sardi e di chi sardo non è e viene in Sardegna per turismo, l'obiettivo deve essere quello di avere le risorse per riqualificare i servizi, per migliorare complessivamente la fruibilità del territorio, e magari costruire quelle strade o quei collegamenti pubblici che il famoso depliant editato dalla Giunta regionale dice che in Sardegna non ci sono. Per cui guai a voi se venite in Sardegna dove non trovate trasporti efficienti, puntualità dei mezzi pubblici e men che meno le autostrade!
Quindi il ragionamento giusto dovrebbe portare a chiedere soldi veri, che possano essere tradotti in servizi per chi viene in Sardegna e per i comuni, che subiscono il maggior carico antropico, sempre nell'ottica della conservazione del bene naturale, che voi perseguite e che noi condividiamo, ma mettendoci d'accordo sul metodo. Mandare un messaggio che dice che chiunque porti in Sardegna una barca sarà bastonato, chiunque poggi il carrello d'atterraggio sugli aeroporti sardi pagherà un balzello, non è il modo migliore per attrarre turismo, nemmeno quello delle fasce sociali medio-alte o molto alte potenzialmente interessante per il mercato turistico sardo.
Quindi il ragionamento finale su questa imposta che voi avete fortemente voluto, e che noi benediciamo idealmente, è che abbiamo discusso per mesi di una cosa che non esiste: non esiste dal punto di vista economico, perché la quantità di denaro che entrerà nelle casse della Regione in virtù di questa tassa è significativa soltanto per i cittadini sardi individualmente, ma non certo nel loro complesso, e non esiste dal punto di vista pubblicitario, cioè dell'immagine della Sardegna, perché non è un investimento, non è uno spot pubblicitario, non è una nota positiva che possa rendere la nostra Isola più competitiva nel mercato turistico nazionale e internazionale. E' una tassa finta, perché è finto il meccanismo di cassa e di scopo che sta alla sua base, ed è una tassa che non servirà a niente. Finora è servita soltanto a far perdere del tempo, a inchiodare questo Consiglio, per mesi, nella discussione di qualcosa che è poco più che fumo senza arrosto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Signor Presidente, cari colleghi, siamo ormai alla fase conclusiva dell'iter di approvazione di un disegno di legge complesso e importante, la cui lunga discussione ha impegnato tutti noi in un continuo confronto e ha richiesto competenze vere e anche delle consulenze. Avevamo la possibilità di scegliere tra due strade: la prima, che tra l'altro era indicata dall'opposizione, prevedeva la presentazione di diversi disegni di legge specifici che, data anche la complessità delle diverse materie, avrebbero seguito l'iter delle Commissioni di merito per poi arrivare in Aula; la seconda prevedeva la presentazione di un maxicollegato - definito così anche da noi - comprendente le parti che erano state stralciate dalla legge finanziaria del 2006, nel rispetto della legge di contabilità, e le parti successivamente introdotte dalla maggioranza e dalla Giunta, per arrivare all'approvazione di un testo che fosse frutto di un profondo lavoro istruttorio da parte della Commissione terza e anche delle altre Commissioni. Si è scelta questa seconda strada e io penso che si sia lavorato molto e bene, per questo mi auguro…
CAPPAI (U.D.C.). E' la giustificazione per Soru questa?
MARROCU (D.S.). Per questo mi auguro che il confronto, in questo percorso lungo ma importante, tra maggioranza e opposizione…
CAPPAI (U.D.C.). Perché non chiamate il Presidente e non gli dite di presentarsi in aula?
MARROCU (D.S.). Mi lasci parlare, onorevole Cappai, lei è di solito così tranquillo!
Mi auguro che questo importante lavoro si concluda nello stesso clima nel quale si è svolto in questi giorni in Consiglio e precedentemente nelle Commissioni. Personalmente mi auguro anche che l'incidente che si è verificato nella riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, che aveva la finalità di organizzare meglio il lavoro e invece ha finito per creare delle difficoltà, possa essere rapidamente superato e si possa riprendere quel confronto che è utile al Consiglio e a tutti noi e che ci può consentire di esitare rapidamente questo importante provvedimento di legge.
Per quanto riguarda l'argomento in discussione, rimango fedele al giudizio che ho espresso all'inizio di questa discussione in materia di tasse regionali. Il dato è semplice: c'è un'emergenza economico-sociale, in Sardegna, che anche in questi giorni le parti sociali hanno richiamato (penso all'ultimo appello della CISL regionale); c'è una situazione finanziaria che non consente di affrontare questa emergenza, perché le risorse regionali consentono di far fronte solo alle spese correnti; i tagli ai trasferimenti di risorse alla Regione Sardegna da parte dello Stato e il mancato riconoscimento delle entrate ad essa spettanti hanno determinato un ricorso all'indebitamento che ha aggravato la situazione finanziaria regionale. Solo ed esclusivamente queste questioni, cioè l'emergenza economico-sociale, la situazione finanziaria della Regione, l'indebitamento e il mancato riconoscimento delle risorse dovute alla Sardegna giustificano un intervento che è, sì, di emergenza e straordinario, ma che farà discutere e determinerà sicuramente una vertenza di natura costituzionale.
Personalmente mi auguro che la vertenza con lo Stato, che ci ha visti protagonisti insieme, possa consentirci di affrontare questa emergenza meglio di come, in questa situazione straordinaria, stiamo oggi ipotizzando. Ma credo che la strada indicata dalla Giunta e dalla maggioranza avrebbe potuto vedere la compartecipazione della minoranza, perché vorrei sapere qual è la sua proposta alternativa di fronte all'emergenza sociale, di fronte al fatto che nelle casse regionali non ci sono risorse e che non ci sono trasferimenti da parte dello Stato. Qual è la vostra terapia per affrontare queste emergenze della Sardegna? Noi abbiamo indicato la strada di una vertenza con lo Stato sul mancato trasferimento di risorse e abbiamo detto che chi non paga l'IRPEF in Sardegna, perché non è residente, però produce reddito sia attraverso i beni immobili che possiede nella nostra Isola sia attraverso le attività che vi esercita, consumando il bene ambientale e usufruendo di servizi che i sardi pagano, deve contribuire attraverso questa tassazione. Questa filosofia ha ispirato i provvedimenti di cui stiamo discutendo e su questo era giusto confrontarsi. E' una parte della vertenza che la Regione ha aperto con lo Stato e che testimonia la straordinaria situazione di emergenza e di difficoltà in cui versa la Sardegna. Con questo spirito sono nati gli articoli 2, 3 e 4 del collegato alla finanziaria, mentre al principio di perequazione e di distribuzione delle risorse su tutto il territorio regionale è improntato l'articolo 5.
Io rimango fedele alla filosofia secondo cui l'emergenza giustifica un fatto straordinario come l'imposizione di queste tasse. E l'emergenza può essere superata una volta che sarà vinta la vertenza con lo Stato e sarà riconosciuta alla Sardegna la quota di IRPEF e di IVA che effettivamente le spetta. Magari tra pochi mesi o tra un anno riesamineremo questa situazione di emergenza e valuteremo in modo diverso i risultati che le tasse che stiamo introducendo con gli articoli 2, 3 e 4 avranno prodotto. Con questo spirito noi approveremo l'articolo 4 e mi auguro che con lo stesso spirito sarà approvato tutto il collegato alla finanziaria. Devo dire sinceramente che da parte vostra proposte alternative a questa nostra impostazione non ne ho sentite, ho sentito solo critiche. Io vorrei capire, ripeto, quali sono le vostre proposte alternative per affrontare l'emergenza sociale, per avviare un processo di risanamento della situazione finanziaria regionale e per risolvere la vertenza con lo Stato. Vorrei che insieme approfondissimo meglio questo argomento.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi, per favore, lasciate che l'onorevole Marrocu concluda il suo intervento.
MARROCU (D.S.). Per questo spero invece che si vada rapidamente verso l'approvazione di questo provvedimento e si riprenda il cammino della vertenza sulle entrate, che ci ha visti protagonisti e ci dovrà vedere ancora protagonisti in un confronto, mi auguro, con un Governo più disponibile di quello precedente. Comunque, come ho detto altre volte, non conta solo la disponibilità del Governo, ma anche la nostra volontà di continuare in una vertenza che, Governo amico o no, ci vede fermi nelle considerazioni che abbiamo fatto alla fine dello scorso anno. Tutte le armi che abbiamo messo in campo per affrontare la vertenza contro lo Stato sulle entrate e per il riconoscimento dei nostri diritti rimangono intatte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Vargiu.)
(Interruzioni)
Dobbiamo procedere alla verifica del numero legale, poi le darò la parola, onorevole Cugini. Due Capigruppo possono chiedere la verifica del numero legale in qualunque momento, onorevole Marrocu.
Seconda verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 59 consiglieri.
(Risultano presenti i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BIANCAREDDU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GALLUS - GESSA - GIAGU - IBBA - LA SPISA - LANZI - LICANDRO - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASIA - MURGIONI - ORRU' - PACIFICO - PETRINI - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - RASSU - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - UGGIAS - VARGIU.)
PRESIDENTE. Poiché siamo in numero legale proseguiamo i lavori.
Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Esprimo parere contrario sugli emendamenti numero 33, 189, 190, 191, 192, 193 e 194; favorevole sul 141.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
PRESIDENTE. Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 33. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, svolgerò un intervento breve per non far perdere tempo. In occasione della discussione del prossimo articolo parleremo anche dell'utilizzo del tempo, adesso voglio però sottolineare il fatto che gli Assessori non rispondono mai alle sollecitazioni che vengono loro fatte dal Consiglio. In merito all'articolo 3 il collega Balia ha posto dei problemi seri a cui non è stata data nessuna risposta.
Per quanto riguarda l'articolo 4, vorrei capire chi verificherà se le imbarcazioni sono in regola col pagamento e in quale momento avviene questa verifica. Quando si è in sosta? Quando si è in avaria? E' un controllo che faranno i marinai, la Guardia di Finanza o chi altro? Quando le barche entrano nei porti o quando scendono a terra gli imbarcati? La sosta nelle baie può essere considerata attracco in terra sarda? Avrei capito che per garantire i controlli si fosse deciso di ripristinare la gloriosa Marina Sarda, dotandola di aliscafi missilistici per far desistere i malintenzionati! Avrei anche capito che per una seria vigilanza avessimo disposto il ripristino delle torri spagnole, in modo da garantire la certezza su chi entra ed esce dalle coste della Sardegna! Questo non è un dispositivo di legge, somiglia molto di più a un regolamento di condominio! Quindi su questa materia io credo che l'Assessore debba rispondere all'Aula e non lasciare tutto indeterminato. Questo articolo non significa nulla, diteci che cosa volete fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, anch'io intervengo molto velocemente per non rallentare i lavori.
Intanto, se lei mi permette, farei notare l'assenza dall'Aula del Presidente della Regione. Pochi minuti fa, colleghi, durante la Conferenza dei Presidenti di Gruppo, insieme ad altre affermazioni del tutto rispettabili, per carità, considerata anche l'autorevolezza della fonte dalla quale provenivano, il Presidente lamentava la nostra scarsa partecipazione ai lavori dell'Aula e diceva che i consiglieri regionali non frequentano l'aula del Consiglio regionale né frequentano in modo quantitativamente sufficiente le aule delle Commissioni. Francamente, in un primo momento, ho creduto di aver sentito male, signora Presidente. Mi domandavo da quale pulpito venisse la predica, in quanto rarissimamente noi abbiamo l'onore di poter lavorare in quest'aula godendo della presenza del Presidente della Regione. Poi mi sono reso conto che, purtroppo, avevo sentito benissimo: effettivamente il Presidente della Regione accusava i consiglieri regionali della Sardegna, lui, che in aula non viene mai! Ha fatto una fugace apparizione prima e ha partecipato in maniera meno fugace però molto costruttiva alla Conferenza dei Presidenti di Gruppo, che è servita anche per comporre diverse posizioni, per avere le idee più chiare sul suo concetto di calendarizzazione dei lavori, ma anche su qualcosa di più lato.
Quindi devo dire che, effettivamente, riprendere i lavori dopo le affermazioni fatte dal Presidente su quest'Aula, senza poter usufruire o godere, diciamo come vogliamo, della partecipazione dello stesso Presidente, che è ancora una volta assente, pochi minuti dopo aver lamentato la nostra mancanza dall'aula consiliare, mi sembra un fatto curioso e comunque degno di essere sottolineato.
Purtroppo vedo che la freccia che segnala la fine del tempo già lampeggia, per cui mi limito a dire che voterò a favore dell'emendamento numero 33, col quale noi chiediamo in modo convinto la soppressione dell'articolo 4, che a nostro avviso contiene delle disposizioni non solo non opportune, ma persino dannose e pericolose per l'industria turistica sarda.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, la freccia che lampeggiava mentre parlava il collega Artizzu mi ha fatto ricordare, chissà perché, Robin Hood. Io non accolgo l'invito del collega Artizzu, credo che l'assenza del Presidente dall'aula possa contribuire a ritrovare quella concordia, quel corretto confronto che il collega Marrocu richiamava e la serenità stessa del confronto. A questo mi vorrei attenere nell'esprimere il mio parere positivo sull'emendamento soppressivo numero 33.
Vorrei riprendere dalla considerazione che si è lavorato molto su questo testo, non posso però dire che si sia lavorato bene. Stamattina, Assessore, il collega Cuccu le ha posto delle precise domande, ha sollevato alcuni dubbi, ha posto dei quesiti sui quali attendevamo una risposta altrettanto precisa. Parlo del dubbio di costituzionalità in relazione all'articolo 3 della Costituzione. Ma io aggiungerei un'altra cosa, per non cadere in una banale e sterile opposizione. Il collega Marrocu ha detto che bisogna recuperare dei fondi data la situazione finanziaria disastrosa. Benissimo, se un confronto ci dev'essere, noi lo stiamo sollecitando da tempo anche con proposte alternative, che col tempo stasera elencheremo. Lei mi insegna, Assessore, che per porre in essere determinate azioni ci vuole una corretta analisi costi-benefici. Allora, umilmente e nella mia ignoranza, chiedo di conoscere i costi-benefici dell'azione che si vuole porre in essere.
Ci siamo resi conto di una cosa, nella stesura ultima dell'articolo 4, la terza, perché l'avete corretto per la terza volta. Formulerò la domanda in un altro intervento perché, tornando alla freccia, vedo che lampeggia, ma forse ho il tempo di dirle una cosa velocemente: vorrei avere il piacere di conoscere i consulenti che voi avete nominato per stendere questi articoli. Avrei il piacere che venissero in Aula per esporci i concetti di legittimità, legalità, costi, benefici, che hanno ispirato questi articoli per il bene della Sardegna. Se questo fosse possibile, chiedo agli altri Capigruppo di accedere alla mia richiesta, in modo da poter avere spiegazioni chiare. E se queste spiegazioni saranno convincenti ci potranno essere anche posizioni favorevoli da parte dell'opposizione, compreso il mio Gruppo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (U.D.C.). Signor Presidente, colleghi, io sono curioso di conoscere le determinazioni della Presidenza del Consiglio in relazione all'ordine dei lavori e alla parte finale della Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Mi sono meravigliato perché era da circa due anni che non partecipavo alla Conferenza e nella mia breve carriera di consigliere regionale non avevo mai visto un Presidente della Regione umiliare il Presidente del Consiglio e i Capigruppo in quella maniera. Evidentemente i tempi cambiano, le mode cambiano e anche il ruolo di chi dovrebbe tutelare i consiglieri regionali cambia; evidentemente c'è chi non è capace di fare il Presidente della Regione e c'è chi non sa o non vuole tutelare il ruolo dei consiglieri regionali.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue BIANCAREDDU.) Sentir dire che se il Presidente manca è perché ha impegni istituzionali, lasciando intendere che se manchiamo noi è perché dobbiamo giocare a tennis, mi è dispiaciuto. Forse qualcuno non ha ancora capito qual è il ruolo del consigliere regionale, che non è solo quello, seppure importante, di venire in Consiglio per fare le leggi, ma è anche quello di tenere i contatti con la popolazione, per evitare, come fa qualcuno, di arrivare qua come un UFO, senza conoscere la realtà dei sardi, senza conoscere niente, ma pretendendo di fare le leggi con la scure. Quindi anche quelle due giornate che i consiglieri regionali trascorrono nei territori servono per fare meglio le leggi, perché solo chi capisce le esigenze del territorio e della gente può dare risposte attraverso le leggi. Gli UFO invece non ci riescono, perché volano, poi atterrano e non capiscono niente, perché non parlano neanche lo stesso nostro linguaggio, come nel film "E.T.". Gradirei che chi è preposto a tutelare la dignità, le prerogative e anche il ruolo dei consiglieri - credo che anche ognuno di noi sia preposto a questo e quindi il mio invito è rivolto a tutta l'Aula - non permettesse certe cose. Io sono sbalordito perché avevo solo sentito parlare di un atteggiamento di questo genere, oggi l'ho constatato con i miei occhi. Quindi invito in primis i Capigruppo e il Presidente del Consiglio a fare in modo che queste cose non succedano più, anche perché per approvare questa legge credo ci sia bisogno di tanti approfondimenti, e non sia possibile, al contrario di ciò che sostiene il presidente Soru, approvare questa e altre due leggi stasera. Solo per questo maxicollegato ci vorrà un'altra settimana di lavoro, come minimo, e ci impegneremo perché soprattutto le votazioni sugli emendamenti e la votazione finale avvengano nei termini consentiti dal Regolamento. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la verifica del numero legale.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Dopo la votazione per la verifica del numero legale, così come chiesto dall'onorevole Artizzu, le darò la parola sull'ordine dei lavori, onorevole Cugini.
Terza verifica del numero legale
PRESIDENTE. Dispongo la verifica del numero legale con procedimento elettronico.
(Segue la verifica)
PRESIDENTE. Sono presenti 51 consiglieri. Siamo in numero legale per cui proseguiamo i lavori.
(Risultano presenti i consiglieri: Artizzu - Balia - Biancareddu - Biancu - Cachia - Caligaris - Cassano - Cerina - Cherchi Silvio - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Dedoni - Diana - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lanzi - Licheri - Liori - Manca - Marrocu - Masia - Orru' - Pacifico - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo - Rassu - Sabatini - Salis - Sanciu - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Spissu - Uggias - Vargiu.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini sul Regolamento. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Intervengo molto brevemente, Presidente. Avevo chiesto di intervenire prima, ma non è stato possibile. Può essere che il Regolamento dia la possibilità, a chi di noi ne ha titolo, chiaramente, di chiedere la verifica del numero legale in qualsiasi momento. Se è così, presidente Spissu, tutti insieme dovremmo, a mio avviso, fare una riflessione, non tanto sulla perdita di tempo, quanto sulle conseguenze dal punto di vista della nostra funzione.
E' possibile che ogni cinque minuti si chieda la verifica del numero legale? Lo dico per noi, per quelli che ci sentono, per quelli che ci ascoltano e per quelli che ci vedono. Sebbene il Regolamento lo preveda, diamoci una regolata noi stessi sul piano politico, per evitare di abbassare ulteriormente il livello della nostra funzione. Tutto qui.
PRESIDENTE. Lo strumento della verifica del numero legale è stato introdotto nel Regolamento a garanzia della presenza in aula di un numero consistente di consiglieri. Ovviamente, come tutti gli strumenti regolamentari, anche questo strumento deve essere utilizzato con l'equilibrio che necessita da parte di ciascuno di noi.
politiche sociali e di sviluppo" (216/A)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Cari perditempo, intervengo per annunciare il voto favorevole all'emendamento numero 33. Lo farò con la velocità consentita dai tempi concessi dal Regolamento, non accennerò neanche al numero di parole che userò e parlerò con calma, perché quello che voglio dire è molto semplice.
Sono contrario all'articolo 4 per tutte le ragioni che abbiamo addotto in Commissione e in Aula e che l'onorevole Marrocu non ricorda; ragioni che abbiamo motivato e sulle quali si è discusso. Per cui non si può ora dire in Aula che l'opposizione non fa proposte. La proposta principale che noi abbiamo avanzato è la soppressione dell'articolo 4, perché, anche esaminandolo con attenzione, come abbiamo fatto in tutti questi giorni, troppi punti rimangono oscuri. Non so se qualcun altro abbia già fatto notare alla Giunta cosa succede delle imbarcazioni che rientrano nella fascia fino a 60 metri. Chi, come me, qualche volta va per mare, credo che ce ne sia qualcuno qui, sa che di punti d'approdo all'interno dei porti per imbarcazioni oltre i 60 metri forse ce ne saranno una decina in Sardegna, una quindicina, non di più. Ma cosa succede, Assessore, a quelle imbarcazioni che sono certamente lunghe 60 metri, e forse anche di più, e che non necessariamente devono entrare in porto? Perché qua si dice: "nei porti, negli approdi e nei punti di ormeggio", ma non hanno bisogno di punti di ormeggio, si ormeggiano dove vogliono all'interno delle nostre acque avendo un tender di 14,5 metri. Credo che tutti i colleghi sappiano cos'è un tender da 14 metri e mezzo, magari con 1.200 cavalli dietro. Cosa succede di quel tender che non raggiunge i 14,99 metri e che quindi non è soggetto a nessuna imposta? Scherziamo veramente! Quelle imbarcazioni hanno tutte un tender di almeno 12-15 metri e nessuna pagherà una lira, perché non intendono entrare in porto, non vogliono mischiarsi nel marasma dei porti, se ne stanno sempre in rada, e non ci sono né punti di approdo né ormeggi. E allora questi signori cosa fanno? Fanno "1240, suona fischia e canta"!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Esprimo il voto favorevole all'emendamento numero 33, soppressivo totale dell'articolo 4. Ovviamente si tratta di un emendamento presentato all'articolo originariamente esitato dalla Commissione e successivamente modificato dalla Giunta attraverso l'emendamento numero 141, che sia nella prima versione sia nell'ultima cerca, con grandi difficoltà, di sopperire alle carenze della disciplina riguardante l'imposizione, l'accertamento e la riscossione. Ci sembra di capire che questo testo non sia ancora completo, che non contenga tutti gli elementi che possono rendere operativo questo sistema di nuova tassazione.
Noi insistiamo sul fatto che questa è una scelta politica negativa, che avrà effetti certamente non buoni sullo sviluppo turistico della Sardegna. Abbiamo fatto rilevare, nel dettaglio, tutta una serie di inadeguatezze e inadempienze, come quella riguardante la questione, che è ancora in sospeso in attesa di un approfondimento, del trattamento dei cittadini sardi nati in Sardegna e dei cittadini di origine sarda che non sono nati nella nostra Isola; abbiamo fatto rilevare che nella elencazione dei natanti ci sono delle incongruenze; abbiamo fatto rilevare che quello che si sta istituendo è un tipo di tassa difficile da accertare e riscuotere e che oltretutto, in certi casi, pone un carico fiscale o tariffario doppio o triplo. Si faceva rilevare anche prima che, non solo nei porti normali ma, per esempio, nelle isole di alcuni arcipelaghi, vengono pagate oltre alle normali tasse anche quelle riguardanti la gestione del parco.
Crediamo che si debba e si possa ancora impedire l'approvazione di questo testo che in ogni caso sarà sostanzialmente inapplicabile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, il mio intervento è a favore dell'emendamento numero 33, con quali motivazioni? La cosa tragica, Assessore, è dover ricordare che lei, in Commissione, ci aveva detto che per elaborare gli articoli numero 2, 3 e 4 erano stati sentiti degli esperti. Vorrei, tra il serio e il faceto, farle rilevare gli anacronistici contenuti dell'articolo 4. Riscossione della tassa: oltre al fatto che la tassazione è del tutto anacronistica, come ho già fatto rilevare, il personale non potrà riscuotere questa tassa, ovvero gli impiegati dell'amministrazione regionale appositamente autorizzati e muniti di cartellini identificativi. Io suggerisco di dotarli anche di una divisa, per esempio quella color arancio della guardiania che scorta Sant'Efisio durante la sagra, in modo che siano facilmente riconoscibili da lontano da parte di chi ormeggia, che non si sa bene se debba essere tassato oppure no. E' stato già fatto rilevare che ci sono imbarcazioni che non hanno bisogno di attraccare in un porto, ma penso a tutte quelle che ormeggiano in rada, di fronte a cale, calette e così via, anzi suggerirei tra le nuove iniziative di ripristinare le torri spagnole, così diamo anche un alloggiamento a questo personale che deve soggiornare per poter far pagare la tassa entro le dodici ore, perché dopo le dodici ore è suscettibile di essere raddoppiata o triplicata.
Insomma, signori, vogliamo far ridere il mondo o davvero pensiamo che l'esperto che è stato nominato avesse le competenze per mettere a punto un emendamento di questo genere? Assessore, c'è da ridere per oggi e per un paio d'anni! Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, intervengo per dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 33, in maniera convinta, assoluta e totale e porgo l'auspicio che anche la maggioranza faccia una seria e attenta riflessione sul fatto che probabilmente l'articolo 4 andrebbe espunto da questo testo normativo, poiché è deleterio per l'economia e, comunque sia, non rappresenta alcunché all'interno di questo collegato finanziario.
Io non riesco a capire la ratio di questa tassa, che in termini funzionali non incrementa le entrate né dà certezze di riscossione. Giustamente l'onorevole Floris cercava di capire qual è il limite delle acque territoriali sarde, ancorché esista; ci sono delle condizioni oggettive che non consentono di certificare se questa tassa sia stata pagata oppure no. Io credo che, con serietà, questo articolo dovrebbe essere cancellato dal disegno di legge che stiamo discutendo, ma in termini obiettivi, al di là della contrapposizione tra maggioranza e opposizione.
Dicevo nell'intervento iniziale che noi stiamo facendo gli interessi della cugina Corsica, perché stiamo precostituendo che lì, ove si sta rafforzando la portualità e anche l'aeroportualità, attraverso le aviosuperfici, vi siano possibilità di approdo in un modo e nell'altro. E noi andiamo a perdere, in maniera veramente demenziale, l'opportunità e la possibilità di ospitare i turisti che hanno grosse disponibilità finanziarie e possono lasciare in Sardegna danari che credo siano necessari per fortificare un'economia regionale che non mi pare tra le più sostenute in Italia.
Allora, occorre veramente avere il senso della misura e andrebbe qualificato in termini obiettivi il nostro modo di comportarci quando facciamo le leggi. Il presto spesso e volentieri è nemico dell'ottimo e, lo richiamo ancora una volta, vi è la necessità che le cose siano pensate e non buttate là tanto per dire che si sono fatte!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Randazzo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RANDAZZO (U.D.C.). Intervengo per dichiarare il voto favorevole all'emendamento numero 33, di cui è firmatario il collega Diana, e sollevare un dubbio di costituzionalità.
Visto che le entrate che stiamo programmando sono concertate con tutti gli enti, faccio riferimento ad alcune riviste nazionali e internazionali che si occupano di nautica, crocieristica e così via. Per quanto riguarda la crocieristica abbiamo posto rimedio e va bene così. Finché certe cose le dice l'opposizione di questo Consiglio va bene, ma quando a farlo sono delle riviste, in particolare quelle che vengono da noi pagate per promuovere l'immagine della Sardegna non va più bene. Su queste riviste vediamo la foto del nostro Presidente con a fianco la scritta: "Sardegna sempre meno accessibile, in arrivo la nuova stangata". Riguarda il mese di marzo.
Se guardiamo un po' di riviste che trattano di nautica, dal momento che parliamo sempre di promozione del turismo e di incentivazione dei turisti attraverso minori costi, possiamo valutare delle tabelle dalle quali emerge che ogni imbarcazione in transito o che attracca in un porto carica in media dai 6.500 ai 10.000 litri di carburante. Poiché tutto ciò significa accise, recupero IVA e così via, ovvero tasse che ricadono nel bilancio ordinario della Regione, sembra un controsenso quello che è contenuto in questo articolo del maxicollegato alla finanziaria, e mi domando se i conti vengano fatti sulle entrate presunte o sulle entrate certe.
I dati di cui sto parlando non sono quelli espressi da un consigliere regionale vostro collega, ma quelli pubblicati da riviste che si occupano del settore nautico a livello nazionale e internazionale, che non penso abbiano pubblicato tabelle sbagliate e che fra l'altro hanno precisato che le imbarcazioni al di sopra dei 10 metri non sono più considerate natanti, come il collega Cugini sa, visto che fa cenno con la mano, anche se non l'ho mai incontrato per mare, e meno male che non si considera anche esperto di sanità! Io non sono altrettanto esperto della materia, ma spero di apprendere qualcosa, stando in quest'aula, anche da ciò che lui dopo ci dirà!
PRESIDENTE. Onorevole Randazzo, non si lasci distrarre dall'onorevole Cugini!
RANDAZZO (U.D.C.). Scherzavo! Era solo per dire che il mio voto favorevole è motivato dalla quantificazione della spesa e soprattutto, visto che non dispongo di alcuna tabella, vorrei sapere se i tecnici che hanno stilato questo emendamento hanno calcolato l'ipotetica entrata per la Regione. Questo chiedo ai colleghi della maggioranza, che sicuramente hanno qualche elemento in più di noi, che non disponiamo di dati. Devono essere talmente tante le entrate della Regione che noi non riusciamo a capire a quanto ammontino! Visto che ci stiamo inventando tasse aggiuntive a quelle ordinarie, volevo sapere, appunto, soltanto a quanto ammontano le entrate certe.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Intervengo velocemente, se non riuscissi a concludere nel tempo concesso, eventualmente concluderò in un'altra occasione.
Sui dubbi di costituzionalità la letteratura è vasta e credo che tutti siamo consapevoli di ciò che è stato detto in vari articoli pubblicati su questo argomento. Noi siamo consapevoli del fatto che alcuni accademici hanno espresso dubbi di costituzionalità, ma siamo soprattutto convinti che sia necessario superare la situazione attuale, del tutto iniqua, per la quale i non residenti non versano le imposte sugli immobili alla Regione Sardegna.
Riteniamo che questo sia un problema enorme, che noi stiamo cercando di affrontare e che siamo pronti a portare in qualunque sede. Crediamo che le tasse di cui stiamo parlando oggi aiutino ad affrontare questo problema anche rispetto alla vertenza aperta con lo Stato dalla Regione Sardegna. Possiamo avere opinioni diverse, ma, ripeto, questa è fondamentalmente la principale motivazione delle nostre proposte, non l'unica ma certamente la principale.
Onorevole Floris, io credo che i commi che vanno dal 7 al 10 definiscano coloro che nella nostra proposta devono occuparsi dell'imposta che stiamo istituendo e anche di controllare che la stessa venga pagata. Questo è il modo in cui noi stiamo designando questa imposta e quindi anche la sua applicazione. Forse sbaglio, ma credo anche che sufficientemente chiari i soggetti che devono avere le responsabilità di queste operazioni.
Mi pare che l'onorevole Artizzu questa mattina abbia citato - ma anche qui posso aver capito male io - le navi da crociera. Voglio ricordare che le navi da crociera sono esenti dall'imposta di cui stiamo discutendo in quest'Aula. Comunque, faccio riferimento al comma 5.
ARTIZZU (A.N.). Bisogna capire cosa si intende, il comma non lo chiarisce! Quali Assessore, quali?
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Comunque, l'intenzione è quella di non far pagare le navi da crociera e per quanto riguarda l'analisi costi-benefici avrò forse occasione di riprendere la parola più tardi.
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 189. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Signor Assessore, fa specie che essendo cosciente del fatto che siano provvedimenti anticostituzionali, lei ci chieda di approvarli. Se questo è lo strumento per avere un confronto con lo Stato sui trasferimenti di risorse dovuti alla Regione Sardegna, io ho grosse difficoltà a seguirvi su questo terreno. Credo che la via, ne abbiamo già parlato in Commissione, sia quella in un tavolo paritetico Stato-Regione, o con le modifiche statutarie necessarie, che si debba riscuotere, come lei ha detto, l'IRPEF direttamente in Sardegna, e magari anche quel 12,50 per cento lo si può portare a 15 per i non residenti. Questa è un'azione seria, legittima, legale, che porta a definizione il problema delle imposte e su questo lei ha la garanzia che avrà il nostro sostegno, anzi siamo noi che chiediamo a voi di seguirci su questa strada.
Il collega Marrocu ha detto: "Non avete proposto alternative". Noi ne abbiamo una legittima: il bollo auto. Tutti i non residenti che vengono qui con macchine di cilindrata superiore ai 2.000 centimetri cubici possono essere tassati e questo è legittimo, è costituzionale, è previsto, perché usano l'ambiente e lo inquinano. Potete stabilire che la cilindrata sia superiore a quanto volete, ma questa è una misura immediatamente applicabile.
Onorevole Marrocu, questo è confronto, però su questo voi non rispondete, non avete risposto in Commissione e non state rispondendo in Aula. Lei dice: "Noi abbiamo indicato". Voi non avete indicato, voi avete imposto la via, che è cosa ben diversa! All'indicazione segue un confronto leale, corretto, democratico, poi si può anche non accettare ciò che viene proposto.
Io le ho chiesto, Assessore, quali sono i costi-benefici di queste azioni. Lei ha detto che i commi dal 6 al 10 stabiliscono chi è deputato a riscuotere. Chi è deputato a decidere se deve essere del 100 o del 200 per cento la multa aggiuntiva in caso di mancato pagamento? Chi riscuote alle 3 del mattino se si è ormeggiato alle 16? Si può riscuotere in un porto privato?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Volevo soltanto chiedere, Presidente, su un emendamento così importante la votazione nominale.
PRESIDENTE. Va bene. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Il collega Capelli, nella sua dichiarazione di voto, stava entrando nel merito delle motivazioni che ci hanno portato a confermare l'emendamento numero 33, che prevede la soppressione dell'insieme delle disposizioni che riguardano l'imposta regionale su aeromobili e unità da diporto, che è stato presentato all'articolo 4, esitato dalla Commissione, e viene ripresentato integralmente come emendamento numero 189 soppressivo totale dell'emendamento numero 141.
Le motivazioni sono molto chiare ed evidenti a tutti. Chiunque in quest'Aula, e sottolineo chiunque, usando normale ragionevolezza, fosse stato chiamato a trovare una forma di reperimento di nuove risorse finanziarie per la Regione e avesse avuto il compito di farlo prevedendo un'imposta regionale su aeromobili e unità da diporto avrebbe fatto qualcosa di diverso rispetto a questo testo. Sono personalmente certo che tutti i consiglieri che sono presenti in quest'Aula avrebbero fatto qualcosa di diverso e, potendo, approverebbero qualcosa di diverso da questo testo, che sfiora i limiti del normale equilibrio psicologico di qualunque legislatore.
Questo articolo è un insieme di disposizioni confuse e, come abbiamo detto più volte, difficilmente applicabili. Come stava dicendo il collega Capelli e come ha detto prima il collega Contu, qualora si arrivasse all'applicazione di questa norma vedremo cosa si deciderà per inseguire i turisti che dovranno segnalare la loro presenza in qualunque porto o approdo della Sardegna. Dovremo dotarli di strumenti per il rapido raggiungimento del personale adibito ad accertare la sussistenza degli estremi elementari per far scattare l'imposizione fiscale. Dovremo anche fare a gara per trovare dei sistemi per far rispettare tutto questo insieme di regole che avete cervelloticamente escogitato per il sostegno alla trattativa con lo Stato sulle entrate, iniziata bene e finita, attraverso queste norme, sfiorando letteralmente il ridicolo, non solo in Sardegna, ma anche al di fuori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, mi aspettavo dall'Assessore almeno un cenno su cosa succede al tender di 14 metri che dal ventre di un grosso yacht in rada traghetta personale di bordo, proprietari, armatori e quant'altro sulla terra ferma. Siccome ha 14 metri è esente dall'imposta, può fare tutto quello che fanno gli altri!
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. E' esente se non supera i 13,99 metri!
DIANA (A.N.). Sì, tanto quello continua a fischiare, suonare e cantare! Usa sempre il 1240! Non mi ha dato una risposta, me la darà forse successivamente.
La cosa che m'interessa maggiormente, e che è stata già rilevata, è che il gettito di questa imposta non risolverà nessun problema, perché si ipotizzano cifre assolutamente insignificanti per lo scopo che si vuole raggiungere o perlomeno per quello che è il presupposto, cioè la soluzione del gravissimo problema delle risorse che la Regione Sardegna non ha per il fatto che lo Stato non ha trasferito tutto ciò che doveva trasferire. Quindi noi troviamo strade alternative, anzi stiamo minacciando lo Stato: "Guarda che se tu non ci dai quei soldi" - perché nell'ultimo comma di uno degli articoli è previsto anche questo - "noi siamo costretti ad agire in questo modo".
C'era una strada più semplice, l'ho disegnata stamattina al termine del mio intervento. Il presidente Soru, che crede moltissimo nella metanizzazione, che dovrebbe far transitare nel territorio sardo, sembrerebbe gratis, 5 miliardi di metri cubi di metano, si sarebbe impegnato ad acquisire una quota di Galsi, con l'acquisto annuale di 200 milioni di metri cubi di metano. Già vorrei capire dove metteremmo tutto questo metano; 200 milioni di metri cubi di metano sono il doppio del fabbisogno se tutta la Sardegna fosse metanizzata! Voi che sapete fare i calcoli meglio di me, sapete dirmi quanto si incasserebbe, per esempio, applicando una royalty di 250 centesimi a metro cubo su 5 miliardi di metri cubi di metano?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, stiamo parlando dell'emendamento numero 141, che è sostitutivo totale dell'articolo 4, su cui io non posso che votare contro.
PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento numero 189, che è soppressivo totale dell'emendamento numero 141, sostituivo totale dell'articolo 4.
DEDONI (Riformatori Sardi). Non è che cambi di molto, anche perché è una reformatio in peius! Cioè, qui può essere tutto, ma certamente non si modifica il dato sostanziale, ossia la nullità assoluta sotto l'aspetto dell'entrata e ancor più dell'efficienza della riscossione di questa ipotetica entrata.
Si fa fatica veramente a dibattere questi argomenti, io mi sono trattenuto quando si discuteva dell'articolo 1 e dell'Agenzia per le entrate dal dire che perlomeno per quest'anno sembrava più l'Agenzia per le uscite, perché se non sbaglio gli oneri previsti per la sua costituzione sono 3 milioni di euro e rotti per il primo anno e 500 mila euro e rotti per gli anni successivi, a fronte di non so quali ipotetiche entrate, se non quelle che si riuscirà effettivamente a contrattare con il Governo nazionale. Debbo dire che questo che sembrava essere il cavallo di Troia per avere un ingresso favorevole nella disponibilità del Governo, è stato invece un errore madornale. E se il suggerimento viene, ripeto, come dicevano le fonti ben informate, dal presidente Draghi, è veramente umiliante che siamo arrivati a concepire una cosa così piccola!
Sarebbe il caso, se ci fosse dignità di maggioranza e di Giunta, che l'articolo 4 fosse stralciato da questo testo di legge, perché è contrario agli interessi del popolo sardo. Aprirei un dibattito attorno a questo sulla Costituente sarda che avrebbe potuto, dico, esagerando, dirci dov'è la continuità dell'estensione territoriale e quindi del mare nostrum appartenente alla Sardegna. Ma neanche questo siamo stati capaci di fare, siamo in ritardo anche sotto questi aspetti, quindi come possiamo pretendere che una piccolezza simile, un ingarbugliato articolo 4, che non ha né capo né coda, risolva i problemi della Sardegna, i problemi legati alla disoccupazione che avanza, alla mancanza di una prospettiva di sviluppo seria e di un'economia certa?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, faccio notare, e lo ripeterò tutte le volte che fino alle 22 prenderò la parola per fare dichiarazioni di voto o interventi sugli articoli, l'assenza dall'aula del Presidente della Regione, che poco fa in Conferenza dei Presidenti di Gruppo accusava ciascun consigliere regionale di disertare l'aula del Consiglio e le aule delle Commissioni, ed è lui per primo ad essere assente!
Fatta questa premessa, che, ripeto, signor Presidente, farò ogni volta che lei questa sera mi concederà la parola, voglio chiarire, rispondendo alla cortesia dell'assessore Pigliaru, spero con altrettanta cortesia, ma anche precisione, alcuni aspetti che secondo me non emergono solo dall'articolo 4, ma per ora mi limito a questo articolo, anche perché - mi consentirà una battuta, Assessore, che le faccio senza acredine - qui si è passati dalle norme intruse alle barche intruse! Sempre di intrusioni si tratta, però, così come per quanto riguarda le norme intruse c'erano alcuni aspetti poco chiari, anche sulle barche intruse ce ne sono parecchi! Lei parlava di navi da crociera, e io le confermo tutte le mie perplessità. Lei dice che "sono esenti dal pagamento dell'imposta", ma quali? Assessore, "sono esenti dall'imposta le navi adibite all'esercizio dell'attività crocieristica" non vuol dire assolutamente nulla, perché non distingue le navi che fanno crociera (classificate come tali quanto alla stazza e alla lunghezza, che possono essere dirottate da me, che poi le uso per trasportare i miei familiari gratis in crociera, guidando quindi quella che dal Codice della navigazione viene definita una nave che fa crociera) dalle navi a cui lei scrivendo l'articolo evidentemente voleva fare riferimento, questo è chiaro. Il riferimento, però, non appare chiaro e credo che quando una legge istituisce una tassa debba anche chiarire chi effettivamente la deve pagare. Sono da distinguere invece quelle navi a cui la legge vorrebbe fare riferimento, che sono navi in quanto tali hanno una determinata lunghezza e stazza e sono di proprietà di un armatore privato che porta a spasso la gente dietro compenso, che è il modo comune di intendere la nave da crociera che però non corrisponde al lessico del Codice della navigazione. Io credo che una legge debba invece tenere conto di quelli che sono i termini giusti e corretti e della loro applicazione in un testo che individua la creazione di nuove imposte da pagare. Qui c'è un equivoco.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 189.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Petrini ha votato a favore e i consiglieri Manca e Balia hanno votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - LICANDRO - LIORI - MURGIONI - PETRINI - SANCIU - SANJUST - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CALIGARIS - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - FADDA Giuseppe - GESSA - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MARRACINI - MASIA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PISU - PITTALIS - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - UGGIAS.
Si è astenuto: il presidente SPISSU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 50
Votanti 49
Astenuti 1
Maggioranza 25
Favorevoli 16
Contrari 33
(Il Consiglio non approva).
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 190. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, senza intenzioni ostruzionistiche io continuerò a porre le mie domande e ad aspettare delle risposte.
Crede, assessore Pigliaru, e approfitto anche della presenza dell'Assessore del turismo, che questo articolo sia in linea con una corretta promozione turistica? Leggevo poc'anzi un mensile nazionale e credo che gli effetti di quegli articoli si potranno sentire. Ci prendono un po' in giro, devo dire. Io non credo che questo vada di pari passo con una corretta promozione turistica, ma veniamo ai problemi sempre tecnici anche, che non sono tecnici per i tecnici, ma tecnico-politici. Assessore, se sono iscritto all'Aeroclub di Bergamo e vengo in Sardegna con un aeromobile di quell'aeroclub chi paga? Devo pagare io? Molti nostri conterranei sono iscritti ad aeroclub oltre Tirreno e vengono in Sardegna con l'aereo dell'aeroclub, con capienza superiore a quattro posti, in questo caso chi paga? Viceversa, un milanese iscritto all'Aeroclub Costa Smeralda che usa un velivolo dell'Aeroclub Costa Smeralda, per esempio per andare a Cagliari, deve pagare?
Queste analisi, dai consulenti, dai colleghi che stanno votando, sono state fatte? I charter, che non sono soltanto aerei ma anche barche, devono pagare? Questa domanda l'abbiamo posta anche in Commissione. Assessore, c'è una penale da 1.032 a 7.746 euro per il mancato o ritardato pagamento, perché 1.032 e non 998? C'è un nostro emendamento in merito. Come viene riscossa l'imposta? Chi determina questa forbice da 1.000 a 7.000 euro? Non è scritto in legge in base a quale criterio io dovrò pagare 2.000 euro e non 1.000 o 7.000. C'è tutta una serie di incongruenze, come quella che le ho citato. Chi determina la sanzione del 100 per cento o del 200 per cento dell'importo non versato? In che tempi, in che modo? Il personale dell'amministrazione regionale abilitato a riscuotere? Di quale personale si tratta? Tutti sulle spiagge, e come? Quanto costa porre dei punti di osservazione?
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. C'è scritto!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, voglio riprendere l'argomento che stavo trattando nel mio precedente intervento, per parlare ancora dei 5 miliardi di metri cubi di metano che transiteranno in Sardegna nei prossimi anni. Questa è un'esperienza che i siciliani hanno già fatto, perché il metano che transita in Sicilia è sottoposto a tassazione; non sarà una tassa, non sarà un'imposta, è una royalty che la Regione siciliana percepisce per questo transito. Allora, colleghi, se prestaste un po' di attenzione, probabilmente qualche informazione vi potrebbe anche servire, perché non è improbabile che nei prossimi mesi, quando vi renderete conto di ciò che succederà, sia già finito tutto.
Il metano in Italia quota dai 230 ai 240 euro ogni 1.000 metri cubi. Questo è il prezzo di riferimento nazionale, moltiplicatelo per 5 miliardi di metri cubi e vi renderete conto subito di che cifre stiamo parlando. Considerate però che 1.000 metri cubi di metano fuori dell'Italia costano dai 75 agli 80 euro, allora di fronte a un business di questo genere, di fronte a un prodotto che è assolutamente sostitutivo del petrolio, che è il business del futuro e che noi stiamo lasciando in un'unica mano (questo ritengo di poter dire dal momento che alla mia interrogazione non è stata data risposta), mi domando se sia opportuno che noi applichiamo delle imposte di questo genere quando solo con una royalty minima su tutti quei miliardi di metri cubi di metano che transiteranno in Sardegna si potrebbero probabilmente risolvere moltissimi problemi.
Dico di più, sembrerebbe che a fianco al gasdotto sia prevista la posa di un cavo di telecomunicazioni, su cui non passeranno miliardi di metri cubi di metano, ma miliardi di informazioni. Non è stata data risposta neanche alla domanda che ho posto per sapere chi sarà il proprietario e quale capacità di trasporto avrà il cavo, che vi assicuro sarà superiore a quella del gasdotto. Neanche lì vogliamo far pagare una royalty? Anche lì dobbiamo dare gratis et amore Dei? E poi dobbiamo tassare le imbarcazioni, le seconde case e quant'altro! Continuo a dire: "1240, suona, fischia e canta". Così finisce, cari colleghi!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CONTU (F.I.). Signor Presidente, è chiaro che intervenendo sull'emendamento numero 190 devo riproporre le osservazioni che facevo in merito all'emendamento soppressivo totale numero 141.
Assessore, in quel di Napoli e di Roma esiste la figura del cosiddetto posteggiatore. I posteggiatori sono dei signori che si attrezzano per gestire delle aree pubbliche di parcheggio e fanno pagare un tot per la custodia della macchina e qualche volta anche per la movimentazione della stessa. Ora, l'emendamento numero 141 dice che la riscossione del tributo può essere affidata al Corpo forestale regionale, al personale dell'amministrazione regionale e ai soggetti che gestiscono gli aerodromi, i porti e così via. Quindi durante l'estate, cioè dal 1° giugno al 30 settembre, il personale del Corpo forestale dovrebbe andare sulle spiagge, interrompendo così l'attività di controllo del territorio ai fini della prevenzione degli incendi e quant'altro. Per quanto riguarda il personale dell'amministrazione regionale non so se esso sia dotato di mute o di chissà quale altra attrezzatura per raggiungere le barche che tentano di ormeggiarsi in rada, possibilmente anche di pinne gialle, tanto per fare pendant con la casacca arancione di cui parlavo prima. Mi figuro, poi, le persone che gestiscono gli aerodromi, con indosso la casacca arancione, correre sulle piste per riscuotere l'imposta entro le dodici ore, onde evitare che i signori vadano via senza pagare o che, poveracci, non riconoscano quella che si chiamava una volta la stazione di posta, dove versare il proprio contributo di ormeggio e quant'altro!
Volendo essere ancora più monelli, in questo emendamento che riscrive l'articolo 4 troviamo anche tante altri punti risibili, ma voglio soffermarmi sull'ultimo punto, che a me in questo momento fa riflettere: avendo la Confindustria fatto una valutazione su quelli che potrebbero essere gli introiti di questa tassazione, pensiamo davvero di mettere in campo tutta questa task force senza sapere quanto ci costerebbe in pinne, mute, occhiali, palette per fermare gli aeromobili e quant'altro? Non converrebbe essere un po' più seri e sopprimere questo articolo? Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, tenendo fede alla parola data, faccio ancora una volta notare ai colleghi l'assenza dall'aula del presidente Soru, che poco fa, in Conferenza dei Capigruppo, accusava tutti i consiglieri regionali di disertare l'aula del Consiglio e quella delle Commissioni, ed è egli stesso il primo assente, come sempre o come nel 99 per cento delle occasioni che richiederebbero la sua presenza.
Assessore, questo articolo 4 vi è venuto proprio male, non ne avete azzeccata una, state facendo ridere tutta l'Italia. Sui portali di Internet che si occupano di nautica, non si parla d'altro che di questa vostra invenzione che davvero rasenta il ridicolo. Non se la prenda, Assessore, ma voi non siete stati nemmeno in grado di chiarire, in un articolo di legge che istituisce un'imposta sulle imbarcazioni da diporto, se deve pagare la nave da crociera intesa come mia nave personale, con la quale faccio una crociera per conto mio sulle isole del Mediterraneo, o la nave dell'armatore Costa che invece trasporta 1.500 persone a pagamento, più 2.000 di equipaggio. Non siete stati in grado di chiarire neanche queste cose basilari, cioè chi deve pagare le tasse, che cosa intendete per nave da crociera. Avreste dovuto almeno scrivere: "quelle navi da crociera di proprietà di un armatore che ci porta a spasso la gente dietro corresponsione di una tariffa", perché da questo testo, così come l'avete lasciato, continuo a ripeterglielo, Assessore, non si capisce nulla. Non si capisce chi deve pagare, è troppo vaga e generica l'espressione "nave che fa una crociera".
Voglio ora introdurre un altro problema. Una cosa molto interessante l'ha detta il collega Diana, facendovi capire che i veri ricchi, ai quali questa imposta sarebbe indirizzata, non pagheranno, perché i veri ricchi lasciano il megayacht lontano dal porto o dal punto di approdo, altro termine utilizzato in questa legge non si capisce riferito a che cosa, cioè non si capisce che cosa voglia dire punto di approdo. Quindi i ricchi non pagheranno l'imposta, perché utilizzano il tender. Ci sono tender più lunghi di 14 metri, però, diciamo, che possono avere anche lunghezze inferiori. Le faccio una domanda, spero di potergliela fare in tempo utile, se no il tempo non ci mancherà prossimamente: le barche che partecipano alle regate veliche, ad esempio alla Tiscali Cup, pagheranno o non pagheranno, Assessore?
URAS (R.C.). Ignoranza!
CUGINI (D.S.). Sono esenti, non pagano. Però, Artizzu, fai esempi migliori, preparati meglio!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Signor Presidente, io dissento dalla impostazione dell'onorevole Artizzu, perché ritengo che il presidente Soru non si assenti da quest'aula se non per esercitare un'attività istituzionale in rappresentanza della Regione sarda e per assumere qualche iniziativa che sia produttiva per il popolo sardo. Io rispetto l'attività di ogni parte e componente dell'Istituzione regionale, in altrettanta misura chiaramente pretendo che ci sia il rispetto assoluto di chi svolge, credo, il nobilissimo od onorabilissimo compito di rappresentare il popolo sardo in questa Assemblea legislativa. Ho anche detto prima che il presto è nemico dell'ottimo e che le accelerazioni volgari quando la macchina è ferma fanno sentire soltanto il rumore del motore che si scalda, che inquina, ma che non dà i risultati di una prestazione effettiva. Credo che sia più importante, invece, che ci sia linearità nell'attività amministrativa e in quella legislativa e che il correre sia opportunamente catalogato e dia certezza di produttività amministrativa e legislativa.
Io non voglio più intervenire per fare ostruzionismo, perché non è nella mia natura, ma vorrei far capire che non è colpa di un Assessore che è qui in rappresentanza della Giunta, piuttosto siete colpevoli voi, amici della maggioranza, che consentite che in maniera inopportuna sia inserito questo articolo 4, laddove già altri articoli poco opportuni sono stati inseriti. Sarebbe molto più importante eliminare questo articolo, anche facendo uno sgarbo al presidente Soru, se si deve fare, ma vorrei che il Presidente capisse che questo è necessario nell'interesse della Sardegna, in cui lui dice di credere, ed è opportuno per tutte le istituzioni autonomistiche regionali. Questo dovrebbe essere fatto e questo potrebbe essere un risultato efficace e positivo per tutti noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Signor Presidente, Assessore, colleghi, l'argomento all'ordine del giorno a me sa tanto di politica da bar, cioè mi sembra quasi che questo articolo sia nato in un momento in cui quattro buontemponi, i famosi quattro amici al bar, si sono ritrovati e si sono chiesti: "Tu cosa faresti, io cosa farei?" E' un articolo assolutamente inverosimile, contro il quale sono state addotte argomentazioni credibilissime anche per chi, come me, di mare ne capisce poco, posto che sono nato in montagna, cinquantun anni fa, e montanino mi sono mantenuto come mentalità e cultura, anche se vivo da quarant'anni a Cagliari.
Sono state portate argomentazioni talmente vere che le conosco anch'io. I famosi tender consentono a chiunque abbia una barca, beato lui, di dimensioni tali da essere sottoposta a questa tassazione, di evadere l'imposta, per cui noi abbiamo solo pestato acqua nel mortaio. Non cambierà assolutamente niente, abbiamo inventato un'imposta odiosa che ci attirerà addosso la fama di essere inospitali, senza raggiungere nessun risultato. Diverso sarebbe proporre di istituire la tassa d'ingresso per i turisti, che si paga in tutto il mondo e non ci renderebbe più inospitali di altri. E' una tassa peraltro abbastanza giusta, non è la prima volta che se ne parla e bisogna finalmente istituirla.
Condivido l'osservazione del collega Mario Diana, il quale dice che bisogna imporre delle royalty su ciò che transita in Sardegna. Lui ha parlato del gassificatore e del cavo di telecomunicazioni, ed è giusto che la Sardegna riceva un compenso per tutto ciò che crea un danno a quell'ambiente che vi sta tanto a cuore, perché una condotta che spacca in due il territorio crea comunque alterazioni del paesaggio e danni ambientali, in quanto le tubazioni si bucano, possono causare incendi, possono essere sottoposte a sabotaggi, comunque creano un disagio e una servitù costosa. E' quindi giusto che ci sia un ritorno economico per casa nostra. In questo noi non saremo diversi dagli altri e soprattutto dimostreremo di non essere più stupidi degli altri.
E' giusto, secondo me, raccogliere l'invito che è arrivato dal collega Contu, di ritirare finalmente questa parte della legge, in quanto manifestamente non porterà alcun beneficio alla Sardegna, ma creerà soltanto polemiche, ripeto, da bar non degne di quest' Aula.
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 191. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Presidente, siccome è stato detto in tutte le salse che questo è un articolo che va ritirato, perché mortifica la maggioranza stessa, ed essendo l'Aula ormai distratta, vorrei sapere come proseguiranno i lavori. Continuiamo domani mattina o proseguiamo sino a tarda notte?
PRESIDENTE. Va bene, onorevole Dedoni, la ringrazio. Se non ci sono obiezioni, sospendo i lavori per dieci minuti e convoco la Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Utilizzeremo questa pausa per fare una riflessione sulla prosecuzione dei lavori.
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Chiedo una pausa un po' più ampia per consentire anche ai Gruppi dell'opposizione di incontrarsi preventivamente alla Conferenza dei Capigruppo.
PRESIDENTE. Dopo la Conferenza, onorevole La Spisa?
LA SPISA (F.I.). Prima.
PRESIDENTE. Io posso anche sospendere per qualche minuto in più, possiamo fare una sospensione di trenta minuti, forse è più utile che si riunisca prima la Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Onorevole La Spisa, facciamo prima la Conferenza dei Presidenti di Gruppo?
LA SPISA (F.I.). Se ce lo chiede con questo tono bonario, Presidente, va bene. Con tono altrettanto bonario, le chiedo se non sia il caso di sospendere comunque per mezzora.
PRESIDENTE. Va bene, sospendo la seduta per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 45, viene ripresa alle ore 20 e 09.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Chiedo scusa a tutti voi, anche a nome dei Presidenti di Gruppo, se la pausa è durata più del previsto, ma è servita per organizzare meglio la prosecuzione del nostro lavoro. Quindi pensiamo che non sia stato tempo sprecato, ma piuttosto guadagnato.
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 192.
CAPELLI (U.D.C.). Chiedo la votazione nominale.
(Appoggia la richiesta il consigliere Oppi)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 192.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Cachia e il presidente Soru hanno votato contro, mentre il consigliere Contu ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Biancareddu - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Licandro - Liori - Oppi - Petrini - Sanciu - Sanjust - Vargiu.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Fadda Giuseppe - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Orrù - Pacifico - Pinna - Pisu - Sabatini - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias.
Si è astenuto: il presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 47
Votanti 46
Astenuti 1
Maggioranza 24
Favorevoli 12
Contrari 34
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Siamo alla votazione dell'emendamento numero 141. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.
SANJUST (F.I.). Sull'emendamento numero 141 chiedo all'Aula la cortesia di accettare un emendamento orale. Propongo di inserire, al comma 5, dopo le parole "attività crocieristica" le seguenti parole: "e le imbarcazioni che si recano in Sardegna per partecipare a regate sportive di carattere locale, nazionale ed internazionale". Praticamente chiedo di estendere l'esenzione alle imbarcazioni che si recano in Sardegna per partecipare, appunto, a delle regate.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere favorevole.
PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, può ripetere l'emendamento orale, così lo scriviamo?
SANJUST (F.I.). Dopo le parole "attività crocieristica" sono inserite le parole "e le imbarcazioni che si recano in Sardegna per partecipare a regate sportive di carattere locale, nazionale ed internazionale".
PRESIDENTE. L'Assessore mi dice che basterebbe scrivere "regate a carattere sportivo", comprendendo così sia quelle locali sia quelle nazionali e internazionali. Va bene, colleghi?
Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Io sono straordinariamente d'accordo sull'emendamento orale, mi pare di aver capito che sia d'accordo tutta l'Aula, né poteva essere diversamente. Questo però non deve costituire un precedente per quanto riguarda gli emendamenti orali, perché in tal caso il problema si pone. Credo che su questo emendamento non sia possibile proprio dire niente, perché rimedia a una dimenticanza, ma se ci si fosse pensato appena appena di più non sarebbe stato necessario proporre un emendamento orale. Mi preoccupo della prosecuzione di questa e di altre sedute in cui l'emendamento orale potrebbe diventare prassi consolidata, spero che non sia così.
CUGINI (D. S.). Approviamo solo quelli che proponete voi, va bene?
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana, anche per questa avvertenza. Lei sa che non è così, sa che utilizziamo con estrema attenzione la facoltà di apportare delle correzioni al testo che servono a precisare meglio le intenzioni del legislatore. Ovviamente, questo viene fatto laddove c'è un'intesa ampia, come in questo caso.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, se non ho capito male, una volta approvato questo emendamento orale, si voterà l'articolo 4. Quindi posso fare una dichiarazione di voto sull'articolo 4?
PRESIDENTE. Sull'emendamento 141 che sostituisce l'intero articolo 4.
ARTIZZU (A.N.). Va bene. Nonostante questo emendamento che, diciamo, rimedia a qualcosa di infinitesimale rispetto all'assoluta negatività dell'articolo 4, non ripeteremo mai abbastanza che, non a parere dell'opposizione in Consiglio regionale, ma a parere degli operatori che lavorano in questo settore, questo articolo arreca un danno gravissimo all'industria turistica sarda. Voi andate a imporre una tassazione che in molti casi non si capisce neanche a che cosa sia riferita. L'Assessore sa quanto sia difficilmente rapportabile a un qualcosa di reale l'imposta sulle navi che esercitano attività di crociera, perché questa espressione non vuol dire assolutamente niente, non ha riscontro nel Codice della navigazione, non c'è niente che la giustifichi, a meno che non provvediate in questo momento a fare una correzione, ma credo che non sia più possibile, non c'è alcuna correzione possibile a un articolo di legge che contiene una cosa che non significa nulla.
Io l'ho dimostrato all'Assessore, il quale, imbarazzato, ma comunque fedele al suo ruolo istituzionale, continua a sostenere ufficialmente una posizione. Magari ufficiosamente prende atto che ciò che io ho segnalato è reale e che quindi imporre una tassa su una nave da crociera non significa assolutamente nulla, perché non si sa chi debba pagarla, ed è veramente un errore grossolano. Abbiamo altresì fatto notare quanto sarà facile, per coloro che possiedono imbarcazioni veramente da ricchi, non pagare alcuna tassa, perché basta lasciare la barca alla fonda e utilizzare semplicemente il tender, come normalmente si fa, per arrivare a terra. Quindi i ricchi veri, cioè quelli che dovrebbero essere i reali destinatari di queste imposte poco credibili, se vogliono non pagano. Del resto basterebbe creare una società con residenza in Sardegna, il che costa poche centinaia di euro, e intestare la barca a quella società per non pagare mai questa imposta. E questo vale per una barca così come per una casa, per un aereo e per qualunque bene mobile o immobile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, credo che questo sarà il mio ultimo intervento sul disegno di legge numero 216/A. Non parteciperò né alla votazione di questo emendamento né alla votazione finale della legge, perché esprimere un giudizio, a mio avviso, significa dare dignità di legge a questo testo, e a questo emendamento nello specifico, una dignità di legge che io non gli riconosco, per cui, ripeto, non parteciperò a nessuna votazione, a cominciare dall'emendamento numero 141.
Non mi è stato precisato se questa sia un'azione di promozione turistica o no, non ho avuto risposte sui costi-benefici di questa azione, sulla quantificazione degli stessi, non è stato detto se la riscossione di queste imposte costerà di più di quanto effettivamente si andrà a riscuotere. Ho capito che non potremo concorrere al miglioramento del testo, anche questo sarebbe un riconoscimento di dignità di legge, e che i nostri emendamenti rimarranno come atti formali, per cui non parteciperò al voto.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 141. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 5, a cui sono stati presentati undici emendamenti.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti:
Art. 5
Fondo regionale per lo sviluppo e
la coesione territoriale
1. È istituito il fondo regionale per lo sviluppo e la coesione territoriale; esso è alimentato dal 75 per cento del gettito derivante dall'imposta regionale sulle plusvalenze generate dalla cessione di fabbricati e dall'imposta regionale sulle seconde case ad uso turistico di cui agli articoli 2 e 3.
2. Il fondo regionale per lo sviluppo e la coesione territoriale è destinato a finanziare:
a) per il 40 per cento programmi di interesse regionale;
b) per il 40 per cento programmi di interesse comunale;
c) per il 20 per cento programmi di interesse provinciale.
3. I programmi di cui al comma 2 sono individuati e regolamentati con deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
4. L'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, con proprio decreto, provvede alle variazioni di bilancio conseguenti all'applicazione degli articoli 2, 3, 4 e 5.
EMENDAMENTO soppressivo parziale La Spisa - Ladu - Murgioni - Gallus - Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.
Art. 5
Al comma 1 dell'articolo 5 dopo le parole "dalla cessione di fabbricati" il rimanente testo è soppresso.(34)
EMENDAMENTO soppressivo parziale Ladu - Murgioni - Gallus - Artizzu - Oppi - Vargiu - Pisano - Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Dedoni - Liori.
Art. 5
Il comma 4 dell'articolo 5 è soppresso.(35)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Ladu - Murgioni - Gallus - Artizzu - Oppi - Vargiu - Capelli - Contu - Diana - La Spisa - Sanjust - Sanciu - Lombardo - Moro - Sanna Matteo - Amadu - Pisano - Dedoni - Liori.
Art. 5
Al comma 1 dell'articolo 5 la percentuale del 75 per cento è rideterminata in 50 per cento.(36)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Atzeri - Scarpa.
Art. 5
Al comma 1 dell'articolo 5, alla cifra "75" sostituire "50 ".(13)
EMENDAMENTO sostitutivo totale all'emendamento numero 88 Capelli - La Spisa - Vargiu - Ladu - Oppi - Artizzu.
Art. 5
L'emendamento n. 88 è sostituito dal seguente:
Il comma 2 dell'articolo 5 è sostituito dal seguente:
"2. Il fondo regionale per lo sviluppo e la coesione sociale e territoriale è destinato a finanziare:
a) per il 20 per cento fondo perequativo reddito di cittadinanza;
b) per il 20 per cento programmi di interesse regionale;
c) per il 40 per cento programmi di interesse comunale;
d) per il 20 per cento programmi di interesse provinciale.". (166)
EMENDAMENTO sostitutivo parziale Pisu - Davoli - Uras.
Art. 5
Il comma 2 dell'articolo 5 è sostituito dal seguente:
"2. Il fondo regionale per lo sviluppo e la coesione sociale e territoriale è destinato a finanziare:
a) per il 30 per cento programmi di interesse regionale, finalizzati allo sviluppo locale e ad occupazione aggiuntiva o alla stabilizzazione occupazionale di lavoratori precari;
b) per il 30 per cento programmi di interesse provinciale, finalizzati allo sviluppo locale e ad occupazione aggiuntiva o alla stabilizzazione occupazionale di lavoratori precari;
c) per il 40 per cento programmi di interesse provinciale, finalizzati allo sviluppo locale e ad occupazione aggiuntiva o alla stabilizzazione occupazionale di lavoratori precari.".(88)
Emendamento sostitutivo parziale Pisu - Davoli - Uras
Art. 5
Il comma 3 dell'articolo 5 è sostituito dal seguente:
"3. I programmi di cui al comma 2 sono individuati e regolamentati con deliberazione della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio previo parere del Consiglio delle autonomie, del CREL e sentite le parti sociali e le associazioni degli enti locali.".(89)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras.
Art. 5
Al titolo dell'articolo 5, dopo "coesione" sono aggiunte le seguenti parole: "sociale e".(84)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras.
Art. 5
Prima del comma 1 è introdotto il seguente comma:
"1.a. La Regione, in attuazione del comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale 5 dicembre 2005, n. 20, predispone in allegato al DPEF un piano annuale e pluriennale di contrasto alla precarietà del lavoro e alla precarizzazione delle condizioni di vita dei lavoratori. Il piano dovrà contenere l'indicazione di obiettivi e tempi di realizzazione, l'individuazione dei settori di intervento prioritario, le necessarie innovazioni normative, le risorse finanziarie e gli strumenti operativi.".(85)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras.
Art. 5
Al comma 1 dell'articolo 5, dopo la parola "coesione" sono aggiunte le seguenti parole: "sociale e".(86)
EMENDAMENTO aggiuntivo Pisu - Davoli - Uras.
Art. 5
Dopo il comma 4 dell'articolo 5 è aggiunto il seguente comma 5:
"5. È abrogato il comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 24 febbraio 2006, n. 1 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2006)." (87).)
PRESIDENTE. Gli emendamenti possono essere illustrati e contemporaneamente si può intervenire nella discussione dell'articolo 5 e dell'insieme degli emendamenti ad esso presentati.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, io utilizzo la discussione sull'articolo 5 come ultima occasione dialettica nei confronti dell'Aula per fare un bilancio sul testo di legge che ci apprestiamo a licenziare e anche per cercare di sviluppare con i colleghi della maggioranza un ragionamento, che non vale per oggi, non vale per questa legge, ma per quanto riguarda noi Riformatori varrà per il futuro, ovviamente.
Nell'arrivare al voto finale di questo testo di legge abbiamo avuto delle difficoltà. Credo che sia onesto e corretto dire che una parte importante di queste difficoltà sicuramente non è da addebitare alla minoranza; aggiungerei che probabilmente non è neanche addebitabile all'Aula. Noi ci siamo dovuti confrontare, quest'anno, con un'interpretazione differente del Regolamento, scelta peraltro da noi, e con un modo diverso di fare la legge finanziaria. Abbiamo rilevato che probabilmente una modifica della legge di contabilità è necessaria e quindi sarà in carico a quest'Aula nei prossimi mesi, per non dover rivivere l'anno venturo un calvario simile a quello che abbiamo vissuto per la manovra finanziaria di quest'anno, che è arrivata in Aula sotto forma di una legge divisa in due. Quindi questo è il primo argomento sul quale bisogna soffermarsi a ragionare. Ma ce n'è un altro che è ancora più importante e che è legato a questo, ed è quello che attiene al rapporto che deve esistere all'interno di questo Consiglio fra la maggioranza e la minoranza. Mi ricollego a una riflessione che ha fatto il collega Siro Marrocu nel corso del suo intervento. L'onorevole Marrocu ha detto che spetta anche alla minoranza - e io condivido la sua affermazione - dare un'idea della progettualità con la quale la minoranza stessa si propone e quindi dare un'idea di quello che sarebbe non soltanto il programma elettorale delle prossime elezioni, ma anche il ragionamento che porterebbe avanti qualora fosse già in questa legislatura chiamata a farlo. E' verissimo che una minoranza che manca di progettualità ha difficoltà non soltanto ad essere coesa al suo interno, ma anche a proporsi come interlocutrice d'Aula con la maggioranza e soprattutto a proporsi all'esterno come forza protagonista di alternanza. Che ci sia una forza che possa proporsi come protagonista di alternanza è un interesse nostro soprattutto, ma è un interesse anche vostro, perché significa che in Aula si confrontano due progetti.
Allora, colleghi, partendo da questo ragionamento vorrei estendere il bilancio da questa legge che stiamo per licenziare, come parte finale della manovra finanziaria del 2006, ai primi due anni di questa legislatura, e nel farlo vorrei idealmente rivolgermi ai colleghi Capigruppo, che ogni tanto incontro in qualche "breve Conferenza dei Capigruppo", come usava dire l'indimenticato presidente Serrenti. Quindi mi rivolgo ai colleghi Marrocu, Biancu, Balia, Licheri e Porcu, con i quali condivido dei momenti di confronto che sono frequenti e in parte anche obbligati, per dire loro che oggi, e lo esprimo a nome dei Riformatori, la minoranza vive un pesante disagio nel dialogo con la maggioranza, nel senso che in questi primi due anni di legislatura voi avete non dico preteso, ma fatto in modo che la minoranza assumesse un atteggiamento che raramente è stato di confronto e di dialogo sui problemi concreti; molto più spesso è stato invece il tentativo di avere un arbitro per controversie che in realtà erano tutte interne alla vostra maggioranza e si è verificato anche nel corso della discussione di quest'ultimo spezzone di manovra finanziaria. Ci sono problemi tra la Giunta e il centrosinistra? Viene coinvolto il centrodestra non perché sia un interlocutore propositivo, ma perché è una sponda. Ci sono problemi tra il centrosinistra e la sinistra? Stesso ragionamento. Quante volte noi abbiamo votato in quest'Aula delle cose che non condividevamo esclusivamente per fare da sponda ai dissidenti di Rifondazione Comunista o di qualche altro Gruppo della maggioranza? Quante volte in quest'Aula siamo intervenuti non per entrare nel merito dei problemi, ma per fare da sponda nel confronto che era aperto fra voi e la Giunta o al vostro interno? Credo che sia stato un errore vostro chiedercelo, in maniera ovviamente subliminale, e un errore nostro venirvi dietro rinunciando al nostro ruolo di garanti di una parte della società o comunque al nostro essere espressione di una parte importante della società sarda, quella che ci ha votato, quella che continua a votarci e che noi speriamo si allarghi, mentre voi sperate che si restringa. Tutto questo ha comportato che anziché esserci un confronto sulle progettualità, che è quello che tutto sommato servirebbe alla Sardegna, ci sia stato molto più spesso semplicemente un gioco delle parti, in cui noi siamo stati coinvolti ma sempre con un ruolo secondario, che non è quello che invece spetta alla minoranza del Consiglio.
Questo ragionamento lo ribadisco e lo sottolineo anche perché ieri parlando del difensore civico io ho ricordato qualcosa che, a mio avviso, è di notevole importanza, e cioè che il difensore civico, in una dialettica normale, dovrebbe essere espressione della parte politica che non ha responsabilità di governo. Probabilmente sarebbe dovuta venire da voi una proposta di questo genere, ma non voglio essere frainteso, non sto chiedendo che la minoranza esprima il difensore civico, sto semplicemente dicendo che sui provvedimenti che abbiamo approvato, su molti provvedimenti che sono stati in discussione la dialettica troppo spesso è stata interna al vostro schieramento. Anche la dialettica percepita all'esterno non ha sfruttato le potenzialità e le possibilità della minoranza di dare qualcosa in più. La minoranza è stata chiamata per contrapporsi muro contro muro, oppure è stata chiamata surrettiziamente per fare da sponda a ragionamenti che si sviluppavano esclusivamente al vostro interno.
Io credo, lo dico almeno per quanto riguarda noi Riformatori, che questa fase di opposizione da parte della minoranza sia per noi esaurita, nel senso che da oggi in poi noi non rivolgeremo più appelli al dialogo, che non vengono mai accolti, se non strumentalmente quando occorre tacitare una delle tre parti di cui si compone il vostro schieramento. Noi ci impegneremo con tutte le nostre forze per garantire ciò che ha chiesto l'onorevole Marrocu, e cioè la visibilità di un progetto alternativo per quanto riguarda l'energia, l'eolico, la legge numero 8, il turismo, le tematiche dell'agricoltura, le problematiche della sanità, ossia su tutto ciò che è all'ordine del giorno e all'attenzione di quest'Aula, su cui voi non avete sciolto i vostri nodi e noi non abbiamo presentato - su questo avete ragione - le proposte alternative che ci chiedete.
Mi auguro che in quest'Aula ci possa essere questo tipo di confronto e che voi possiate concorrere alla valorizzazione del ruolo di minoranza, che è quello che dobbiamo svolgere noi, e che se venisse svolto in questo modo sarebbe più utile a voi e sicuramente anche al lavoro complessivo di quest'Aula.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu per illustrare gli emendamenti numero 88, 89, 84, 85, 86 e 87. Ne ha facoltà.
PISU (R.C.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghe e colleghi, l'articolo 5 del maxicollegato, che riguarda la costituzione del fondo regionale per lo sviluppo e la coesione territoriale, è non solo importante e giusto, ma anche atteso dalla stragrande maggioranza dei comuni sardi. Come ho ribadito anche negli articoli 2 e 3 di questo disegno di legge finalmente si concretizzano delle giuste imposte, da non confondersi con le tasse e i tributi, come spesso avviene in quest'Aula, ma i tre quarti di queste nuove entrate vengono utilizzate per il riequilibrio territoriale tra le fortunate zone costiere e le svantaggiate zone interne della nostra Isola.
Se ci pensiamo bene stiamo affrontando quello che in tanti convegni abbiamo definito il problema dei problemi, e cioè quello di due Sardegne che viaggiano a velocità diverse, determinando da un lato un inurbamento selvaggio nelle città e lungo le coste e dall'altro uno spopolamento delle aree interne e svantaggiate che non ha precedenti. Per cui, sentire certi interventi da parte dei colleghi del centrodestra (tra cui vi sono degli amministratori locali), che mostrano di non comprendere o per pregiudizio non plaudono al nuovo fatto politico che da tempo aspettavamo, cioè la possibilità di avere più risorse per i territori più deboli, mi amareggia profondamente. A chi servono, mi domando, le argomentazioni catastrofistiche annunciate, a ogni piè sospinto, da queste moderne Cassandre in quest'Aula? A nessuno, perché, cari colleghi, i turisti continueranno a venire perché la Sardegna è bella e con le leggi che stiamo approvando sarà più tutelata, più ordinata e accogliente, e uscirà dall'attuale anarchia. Io non ho alcun dubbio che sarà così, per cui ciò che mi interessa veramente è il modo in cui queste imposte contribuiranno ad aiutare lo sviluppo turistico ed economico di tutta la Sardegna.
Questo, cari colleghi, è il cuore del problema, e lo sento particolarmente perché come sindaco di un paese dell'interno ho ospitato nel mio comune, nel 1996, alla presenza di cento sindaci, la nascita della Consulta sarda dei piccoli comuni, che aveva lo scopo di occuparsi del problema del riequilibrio territoriale e di far sì che la Sardegna fosse considerata Area sarda dell'Obiettivo 1, mutuando l'espressione che usa, o usava, l'Unione Europea.
All'articolo 5 abbiamo presentato sei emendamenti, che hanno il senso di migliorarne il testo, cercando di dargli anche un taglio di carattere sociale per contrastare la precarietà e la disoccupazione, così largamente presenti in tutto il territorio e ancor più nelle zone interne. Per questo vi chiedo di prestare una particolare attenzione a questi nostri emendamenti, che cercano di dare risposte ai comuni, ai precari e ai disoccupati con cui tutti noi ci incontriamo e confrontiamo ripetutamente. Su un tema come la ripartizione del 75 per cento del fondo regionale per la coesione è giusto che diamo un segnale forte di contrasto alla precarietà.
Con l'emendamento numero 87 chiediamo l'abrogazione del comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 24 febbraio 2006, numero 1, che recita: "Gli stanziamenti di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale numero 7 del 2005" - cioè della legge finanziaria 2005 - "sono prioritariamente destinati al completamento di opere pubbliche in corso di realizzazione". Mi chiedo a che cosa serva una norma di questo tipo se, come viene detto al comma 1 della stessa legge finanziaria del 2005, l'intento è quello di favorire l'occupazione. Aggiungere altre risorse a quelle che i comuni già percepiscono per i cantieri comunali o che percepiranno attraverso il progetto "Sardegna fatti bella" è una cosa poco utile che si sovrapporrebbe ad altri provvedimenti, se invece si vuole lasciare aperta una prospettiva, piccola magari, di piano straordinario per il lavoro, ma qualificandola ulteriormente e controllandone la destinazione, allora è necessario accogliere il nostro specifico emendamento. Questo lo dico perché non solo di cantieri abbiamo bisogno, ma anche di piccole iniziative di lavoro tendenzialmente stabile che laddove sono state correttamente applicate hanno dato risultati molto interessanti.
Infine voglio aggiungere che i beneficiari di questa legge difficilmente hanno mezzi propri per accedere ai benefici delle altre leggi, oltre che l'urgenza di costituire subito una possibilità di lavoro e di reddito. Se voi chiedete ai sindaci, all'ANCI e ai sindacati vi diranno le stesse cose che sto cercando di dirvi io adesso. Per queste ragioni anche il peggiore neoliberista presente in quest'Aula dovrebbe riflettere un attimo sulle questioni che soprattutto l'emendamento numero 87 vuole affrontare e risolvere.
Chiedo all'Aula, all'assessore Pigliaru, al presidente Soru, alla Giunta, ai Capigruppo di valutare soprattutto l'emendamento a cui facevo riferimento nell'ultima parte del mio discorso o di sospendere per cinque minuti la seduta per poterlo analizzare meglio ed eventualmente approvare, perché lo ritengo molto importante per la nostra Isola e soprattutto per i lavoratori e i disoccupati.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, reputo questo momento storico particolarmente importante, direi per certi versi rivoluzionario, ecco perché intendo esternare a voi e ribadire il mio pensiero in ordine al momento storico che stiamo vivendo e a quello che è successo in questa maratona consiliare.
Sono dell'opinione che soltanto attraverso una grande mobilitazione delle minoranze, non della maggioranza, si sarebbe potuto impedire il disegno egemonico di questo maxicollegato. Il muro contro muro mai come in questo momento avrebbe avuto significato: avrebbe da un lato aperto un dibattito politico nella società sarda e avrebbe dall'altro agevolato le parti della maggioranza più sensibili al dibattito, al dialogo e al confronto, perché qui, vedete, non sono in gioco delle scaramucce, è in gioco il modello di società e il modello di Regione che vogliamo costruire o che stiamo dall'altro lato sfasciando. A mio giudizio, quindi, la partita valeva la candela, invece abbiamo assistito, ancora una volta, a comportamenti contraddittori, a linee non comuni, a obiettivi non concordati.
Come tutti sanno la mia convinzione profonda è che ci debba essere sempre il primato della politica, non in quanto essa genera valori, ma in quanto seleziona interessi, e il selezionamento degli interessi non può essere dei singoli, degli individui, ma deve essere dei partiti politici riconosciuti dalla nostra Costituzione e quindi capaci di selezionare gli interessi in campo. Per quanto riguarda il cosiddetto valore aggiunto, dappertutto si fanno ormai le liste pensando a un valore aggiunto, cioè a un uomo che non faccia parte dei partiti politici e che, attraverso questo valore aggiunto, consenta a un'aggregazione politica di vincere le elezioni. Ma questo valore aggiunto non può sostituirsi al valore fondamentale, se no cade tutto, non c'è più nulla. Questa sostituzione potrebbe avvenire soltanto se quell'individuo presentasse, in contrapposizione ai partiti politici, ideali, principi e valori diversi e si presentasse da solo, se no non può essere addebitata la responsabilità a chi guida in maniera monarchica l'ente che rappresenta. Ecco perché bisogna rimanere all'interno di un ragionamento politico che non ha niente di personale, perché qui non è in gioco il signor Soru o il dottor Soru, è in gioco il Presidente della Regione, così come quando parliamo del Presidente del Consiglio intendiamo parlare dell'organo istituzionale. Non ci sono buoni o cattivi, ma ci sono idee, concetti, convinzioni, obiettivi, principi, valori reali, ruoli e responsabilità che questa Assemblea non può non portare avanti, non può non discutere. L'elezione diretta del Presidente della Regione non può annullare l'autonomia e non può annullare l'istituto autonomistico. Saremmo dei folli, e purtroppo, in qualche misura, stiamo dimostrando di esserlo.
Il fatto però, colleghi della maggioranza, che non ci sia stata la mobilitazione della minoranza non significa che non si sia raggiunto un grande risultato politico, perché è venuto emergendo, in tutto il suo significato, il disegno riformatore della maggioranza, che non è mai stato così netto, così chiaro, così trasparente: quello di smantellare una Regione che noi avevamo costruito su una cultura autonomistica permeata di partecipazione, all'insegna del detto "tutti servi, tutti padroni". E invece qui si è creata una Regione oligarchica e monarchica. Avete voglia di protestare e offendervi! Non vi dovete offendere, perché questa è la sacrosanta verità, io lo dico in quest'Aula così come l'ho detto tante volte altrove. In questo senso sono nette anche le differenze tra questo disegno riformatore e il progetto alternativo, che invece immagina e rivendica una Regione che ha il compito di allargare la partecipazione, per contare di più, per far contare di più la gente e per restituire al popolo la Regione sarda totalmente. D'altra parte è quella partecipazione che voi avete sempre predicato. Quindi sono in campo due progetti alternativi ormai evidenti - e su questo probabilmente ci giocheremo le nostre carte politiche - tra chi ritiene che questo nuovo modello che si sta instaurando in Regione sia confacente alla nostra società, e quindi in grado di rispondere agli interessi e ai bisogni del nostro popolo e chi ritiene invece che questo sia un completo fallimento.
Qui vedo gente di esperienza, militanti di partiti politici gloriosi, che hanno fatto della partecipazione un modello anche individuale, personale, perciò com'è possibile che noi vediamo il dibattito e il confronto come un fastidio e non come una risorsa? Non saremmo più noi, saremmo un altro popolo! L'elezione diretta del Presidente della Regione Lombardia è diversa dall'elezione diretta del Presidente della Regione Sardegna, così come sono diversi il nostro ruolo e la nostra specialità.
C'è una metamorfosi, in questo Consiglio, di colleghi che fino a pochi mesi fa orgogliosamente difendevano a denti stretti il ruolo e le prerogative di questa Assemblea. Perché vi offendete, adesso? Quando noi difendiamo le prerogative del Consiglio non ce l'abbiamo né con Soru, né con nessun altro, bensì perseguiamo una linea che ci sembra comune. Allora non si deve offendere nessuno. Noi non vogliamo separare il Presidente dalla maggioranza, non vogliamo creare problemi alla maggioranza, ma vogliamo iniziare o riprendere un percorso, che è quello che anche nelle grandi battaglie popolari e civili della Sardegna ci ha portato sempre a differenziarci, ma anche ad essere uniti e a colpire uniti. Non facciamo questo per difendere noi stessi, non abbiamo bisogno di difenderci e quindi ci meraviglia ciò che sta accadendo.
Presidente Soru, se lei ha qualcosa da dire nei confronti del Consiglio si alzi, parli, ci dica pure che siamo dei lavativi, le risponderemo, ovviamente. Noi non sappiamo cosa lei faccia, sappiamo però che nei momenti particolari in cui il Presidente dovrebbe essere in aula lei non c'è, poi quello che lei fa non lo so e non lo voglio neanche sapere. Non si permetta di dire che noi non lavoriamo e che abbiamo bisogno del pungolo di qualcuno che venga qui a dettarci i ritmi del nostro lavoro! Il lavoro di un'assemblea legislativa è anche delicato e io dicevo, stamattina, che questo maxicollegato in alcune parti più che una legge sembra un regolamento condominiale. Non so chi scriva le leggi, ma sono convinto - e se ci fosse onestà intellettuale lo si ammetterebbe - che il 90 per cento dei colleghi ha votato senza sapere esattamente che cosa è scritto in questo testo di legge. D'altra parte non lo sappiamo neanche noi, perché gli Assessori non ce l'hanno spiegato. In un primo momento credevo che questa mancata spiegazione fosse dovuta a una tecnica politica adottata dagli Assessori, poi ho capito che non ne sapevano nulla neanche loro e quindi non erano in grado di darci spiegazioni, perché evidentemente la manovra di interessi individuabile in questo maxicollegato la conosce soltanto chi l'ha ideata. Non avendo avuto i chiarimenti che abbiamo richiesto numerose volte, abbiamo per forza dovuto assumere una certa posizione. Noi votiamo dunque contro questo collegato alla legge finanziaria con convinzione e credo che sarà utile da parte nostra farne conoscere alla società sarda il contenuto, che ha un solo filo conduttore: prendere tutte le funzioni del Consiglio regionale e metterle nelle mani di un solo uomo.
(Applausi del consigliere Sanciu)
PRESIDENTE. Colleghi, mi sembra che non sia né costume né il caso.
SANCIU (F.I.). Lo si fa alla Camera e al Senato.
PRESIDENTE. No, non funziona così!
E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Intervengo molto sinteticamente, perché sull'intera legge, ma anche su questa parte dedicata alle nuove imposte, è stato detto analiticamente tutto, punto per tutto, però stiamo discutendo, di fatto, l'ultimo articolo di questa parte e sostanzialmente l'ultima parte discutibile e votabile di questo disegno di legge, dopodiché rimane il giudizio sintetico sull'intero provvedimento. Questa, però, è una parte importante, è una delle parti che sono state indicate come caratterizzanti la manovra finanziaria del 2006 e riguarda una carta fondamentale e utile della capacità impositiva, della capacità fiscale della Regione, come forma di esercizio di uno degli elementi della propria autonomia, che può essere giocata autorevolmente e utilmente per la nostra Isola, ma che non poteva e non doveva essere utilizzata in questo modo.
L'articolo 5 tende a destinare le risorse che potranno essere introitate dalla Regione con queste nuove imposte a favore degli enti locali, prefigurando una possibilità di riequilibrio tra i territori costieri e le zone interne, tra i comuni cioè che hanno un territorio meno pregiato sul piano commerciale - utilizzando questo termine quasi come una metafora -, meno vendibile, meno utilizzabile sul piano dello sviluppo economico, e i comuni che invece si trovano in una condizione più favorevole da questo punto di vista. Si tratta di un riequilibrio derivante dallo spostamento di risorse provenienti in particolare dai comuni costieri. Ma questo articolo è l'espressione di una sostanziale ipocrisia e io credo che i comuni svantaggiati non avranno nulla, perché nel bilancio di quest'anno voi non avete previsto nulla. Non so se nel segreto delle vostre stanze, ragionando sulle carte che avete e non di fronte alla stampa o al Consiglio regionale, pensiate davvero che quei comuni potranno ripartire con le risorse che arriveranno da queste tre nuove forme di imposizione fiscale da parte della Regione. Sarà molto difficile che qualcosa arrivi a quei comuni, perché in realtà, come voi avete rivelato in alcune parti di questi articoli, queste sono disposizioni di legge che prevedono nuove imposte che si inquadrano in una tattica di confronto con lo Stato. Si tratta, cioè, di una imposizione fiscale che serve per dimostrare allo Stato che se non accederà alle richieste sulla misura e la modalità dei trasferimenti di risorse al bilancio regionale, la Regione è capace di mostrare i denti e di far capire che può fare sul serio, agendo proprio sui cittadini non residenti e partendo da motivazioni che lontanamente, e un po' sentimentalmente, possono anche avere qualcosa di condivisibile: un ristoro per un uso del territorio non pienamente rispettoso della dignità della nostra Isola, un riequilibrio sul piano dei trasferimenti finanziari, per far lasciare qui in Sardegna qualcosa di quei redditi che vengono prodotti e trasformati in gran parte in patrimoni che si basano sull'utilizzo del territorio sardo.
C'è in questo una venatura sentimentale che può far presa e io credo che abbia fatto presa su tanti sardi, in questi mesi, però, man mano che si andrà avanti, i sardi si renderanno conto di quale sia l'utilità di queste nuove imposte regionali, che rischiano di essere travolte da un contenzioso giurisdizionale in sede costituzionale. Queste norme, infatti, sono appesantite da evidenti iniquità sui principi costituzionali che tutti siamo chiamati a rispettare, il principio di uguaglianza in particolare, e sono soggette quindi ad una probabile pronuncia di incostituzionalità, che di fatto - lo abbiamo detto prima, ma sinteticamente va ribadito - renderà meno forte la Regione nella trattativa con lo Stato. Questo è il vero punto della questione che si gioca su questa parte del collegato alla legge finanziaria, che per voi è una delle parti fondamentali, lo avete detto e ripetuto, avete cercato di farlo credere anche a tutti i sardi, forse qualcuno ci ha creduto finora, vedremo quanto riuscirete a essere convincenti per il futuro. Ma il vero problema è che su questi articoli che vi approvate a maggioranza, con poca convinzione, da parte vostra c'è solo qualche difesa d'ufficio, nient'altro, non c'è nessuna convinzione sulla vera utilità di una scelta di questo genere. Non c'è convinzione in voi e c'è invece la presa d'atto da parte nostra che una vertenza con lo Stato sulla questione fondamentale della capacità finanziaria della Regione a sostegno dell'esercizio sostanziale della nostra autonomia, che era iniziata con un piglio e un coinvolgimento molto ampio nella società e anche in Consiglio regionale, di fatto è stata poi condotta in maniera maldestra, esasperando gli elementi di conflittualità anziché esaltare le ragioni che potevano rendere forte la Regione Sardegna nel confronto con il Governo che si è appena dimesso e con quello che riceverà l'incarico e la fiducia nei prossimi giorni. Una di queste ragioni è l'evidente diritto della Sardegna di partecipare a una ripartizione equa delle risorse che vengono raccolte sul suo territorio e che sono necessarie per lo svolgimento non solo delle funzioni dello Stato centrale, ma anche del sistema regionale e delle autonomie locali. Queste ragioni dovevano essere approfondite seriamente.
E' stato detto, anche in queste ultime ore, che fondamentalmente occorre scegliere se rivendicare, con la nostra capacità impositiva, le risorse prodotte in Sardegna o continuare questa ricerca affannosa, accanita nei confronti dello Stato, ma anche di altri cittadini della comunità nazionale, che legittimamente porranno problemi di violazione di un principio fondamentale della Costituzione, che impoveriranno di ragioni la nostra battaglia. Che utilità avrà per noi questa scelta? Io credo che ci stiamo avviando a un impoverimento della capacità reale di essere forti nel confronto con lo Stato. Questo è il risultato politico negativo che dobbiamo registrare da questa parte del collegato.
Ci sarà tempo per valutare cosa accadrà, credo, però, che tutti dobbiamo essere chiari, oggi, su chi ha permesso questo, proponendolo e approvandolo in quest'Aula, e chi invece si è opposto con forza, come noi vogliamo continuare a fare.
PRESIDENTE. E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghe e colleghi, Assessori, Presidente della Giunta, siamo ormai quasi a conclusione di un lavoro impegnativo, faticoso, che dovrebbe lasciare un senso di pienezza e di soddisfazione, questo a prescindere da qualche emendamento accolto, questo a prescindere dal lavoro che si è fatto. Eppure, io sono profondamente delusa da questa tornata di lavori. A circa due anni dall'inizio della mia esperienza legislativa, lo dico, sono sfiduciata per le sempre maggiori difficoltà che si incontrano nel dare risposte condivise alle necessità dei cittadini, che guardano con fiducia e speranza alle istituzioni.
Il clima più volte creatosi nella discussione in Aula e all'esterno non è stato dei migliori, lo dico dal mio modesto punto di vista e con umiltà, non certo per contraddire l'ottimismo dell'onorevole Siro Marrocu. L'impossibilità di partecipare concretamente e in maniera incisiva per contribuire a migliorare il testo di un provvedimento che avrà significativi riscontri per il presente e per il futuro socioeconomico dell'Isola mi porta a ritenere, onorevole Vargiu, che dobbiamo al più presto impegnarci a modificare la legge elettorale. Il sistema, così com'è, non funziona e se dovessimo votare con la nuova legge nazionale sarebbe davvero un disastro. E' quindi un'emergenza riscrivere le regole per riequilibrare i poteri tra legislativo ed esecutivo.
Come socialista della Rosa nel Pugno sono convinta che solo con il dibattito e la partecipazione si realizza una democrazia più vera. Parlare non è una perdita di tempo, parlare é contribuire; non significa farsi approvare un emendamento che, lo ricordo, quando è approvato dall'Aula, se è utile, è di tutti, è di tutto il Consiglio. Invece un presidenzialismo con superpoteri limita il confronto e condiziona la vita parlamentare; al dialogo si sostituisce il numero, mentre tutti sappiamo che avere la maggioranza non significa tout court sempre avere ragione, essere dalla parte del giusto. Ciò ancora di più quando ci si conta dentro la maggioranza e lo si fa talvolta più per compiacere qualcuno che per profonda convinzione. Sono saltati tutti i modelli di rapporto tra Giunta e Commissioni, io non ho un'esperienza diretta in campo politico, ma sono stata testimone e quindi lo ricordo. Sono saltati tutti i modelli di rapporto tra Giunta e consiglieri, avverto una crescente inutilità personalmente in Commissione e in Aula: gli ordini del giorno approvati pensavo avessero un significato, per esempio abbiamo approvato quello sul digitale terrestre, ebbene non è stato rispettato, mi dispiace evidenziarlo; i pareri delle Commissioni spesso non hanno riscontro; l'esercizio del controllo dell'applicazione delle leggi cade nel vuoto. L'esempio della Commissione regionale per le pari opportunità è eloquente: eletta il 30 novembre 2005 ancora non è operativa e questo non va bene.
Sto ripensando seriamente alla mia presenza in quest'Aula, perché sono consapevole del crescente distacco con la società, con le forze sociali e con i singoli cittadini. Per carattere non mi arrendo, ma sto vivendo una prova difficile proprio perché sono una parlamentarista convinta. Non basta la governabilità, bisogna costruire prospettive per la nostra regione che siano meditate, condivise e discusse insieme, perché quella sarda è una società che deve crescere nella sua interezza, con la partecipazione di tutti e con il rispetto della dignità di ciascuno. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Esprimo parere contrario sugli emendamenti numero 34, 35, 36, 13, 88, 166, 89, 84, 85 e 86, favorevole sull'87.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.
Voglio ricordare che il parere positivo sull'emendamento numero 87 è basato sull'impegno che la Giunta aveva preso di approfondire la materia già durante la discussione in Commissione.
(Non è approvato)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 35. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Preannuncio il voto di astensione su questo emendamento e approfitto della presenza del Presidente della Regione per fare una breve riflessione.
Qualche minuto fa ho ricevuto la telefonata di una mia elettrice che mi ha detto queste parole: "Il telegiornale ha riferito che il Presidente della Regione ha detto che voi in Consiglio non fate niente". Io sono certo, Presidente, che non lei non volesse dare a intendere questo, quando è intervenuto nella Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Sono certo che lei è intervenuto con animo positivo, per contribuire a migliorare i lavori dell'Aula, resta il problema che le cose che succedono qua dentro vengono proiettate all'esterno dai mezzi di comunicazione in una maniera forse anche distorta.
Personalmente, in tutti questi mesi, ho partecipato assiduamente ai lavori della Commissione bilancio e devo dire che non ho condiviso il metodo con cui questi lavori sono stati organizzati, il metodo che la Giunta ha voluto seguire. Ho detto in quest'Aula che fare una legge che praticamente contiene al suo interno una ventina di leggi di settore organiche, modificate in Commissione e in Aula attraverso emendamenti presentati dalla Giunta e dai Capigruppo all'ultimo momento, sebbene possa rispondere a ragioni d'urgenza, configura un metodo di legislazione dell'emergenza che è l'antitesi dello stato di diritto che tutti noi vogliamo. Fra l'altro tutto questo si è svolto creando un solco profondo tra la maggioranza e la minoranza. Il mio partito non ha avuto nessuna possibilità di confronto, di dialogo, di discussione in sede politica sui contenuti di questi provvedimenti.
Credo che sia urgente, Presidente, lo dico anche ai colleghi della maggioranza, cercare di ristabilire l'agibilità delle nostre relazioni e del confronto in Aula. Noi dobbiamo lavorare in termini positivi, dobbiamo farlo per gli altri, per quelli che sono fuori da questa stanza. Quindi sarebbe opportuno un chiarimento su quello che è avvenuto oggi in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, e lo chiedo a lei, Presidente, affinché questa sensazione che è stata trasmessa, cioè che qui dentro c'è gente che non fa niente, venga rimossa. Ripeto, sono certo della sua buona fede, sono certo che lei non l'ha fatto per mandare all'esterno il messaggio che poi è passato, però noi tutti abbiamo bisogno di mantenere la nostra legittimazione e la legittimazione del nostro lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). L'occasione che ci ha appena offerto l'onorevole Scarpa dovrebbe farci riflettere, onorevoli consiglieri, sul fatto che già da tempo passa nell'opinione pubblica il messaggio che questa è un'istituzione che non serve a nessuno, e ancor meno al popolo sardo. Chiunque, a prescindere dalla sua qualifica istituzionale, in qualche modo affermi o faccia passare questo messaggio non fa gli interessi della Sardegna vera, che vuole crescere, che vuole inserirsi produttivamente in un sistema economico che già la globalizzazione così com'è penalizza. Se non comprendiamo che il rilancio delle istituzioni autonomistiche deve vedere superate le divisioni di parte, pur mantenendo la differenza dei ruoli, non faremo l'interesse generale del popolo sardo, ma solo quello approssimato di singole persone.
Credo che non giovi neanche al presidente Soru dire che questa istituzione non funziona, né credo che egli volesse dire questo. Credo che lui, come tutti, ricerchi all'interno di questa istituzione la produttività, nel senso non del lavoro a cottimo, perché il lavoro a cottimo significa fare purché si faccia, ma del lavoro fatto bene, con attenzione, perché la produzione legislativa è qualcosa che resta e che dà prospettive al popolo che viene amministrato appunto attraverso le leggi. Su questo dobbiamo e possiamo riflettere, ecco perché continuo a dire che probabilmente abbiamo perso l'occasione dell'Assemblea costituente per far parlare la gente, per riportarla all'interno delle istituzioni, per renderla partecipe delle scelte e degli interessi vivi di quest'Isola. Fino a che queste cose noi non le mediteremo con attenzione continueremo ad apparire sui giornali e nei mass media come coloro che prendono danari mangiando a tradimento in barba al popolo sardo. Queste cose non sono tollerabili, cari amici, perché danno ancora una volta un senso di pochezza e una falsa impressione sul lavoro che ciascuno di noi, credo, in buona armonia e in pace con se stesso, dovrebbe compiere per la crescita del popolo sardo.
PRESIDENTE. Ricordo che siamo in sede di dichiarazioni di voto e sono concessi tre minuti per ciascuna dichiarazione.
Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Parlo per dichiarare il mio voto, ma anche perché sono stato sollecitato a dare un chiarimento, che magari approfondirò nelle altre occasioni di intervento che potrò avere questa sera.
Mi spiace e chiedo scusa perché con un mio intervento ho creato disagi e danno a tutti voi e maggiormente a questa istituzione che stimo come il parlamento del popolo sardo. Ho creato danno a tutti voi e a questo parlamento della Sardegna al di là delle mie intenzioni e direi anche al dì là delle cose che ho detto e dei comportamenti che ho assunto successivamente, perché non sono stato io a parlare con chicchessia e non sono stato io a riferire a chicchessia. Durante la richiamata riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo ho visto i funzionari prendere appunti e ho notato anche un registratore, per cui quello che farò domani è chiedere il resoconto e la registrazione di quella riunione e poi comunicherò ai sardi esattamente quello che ho detto, che è molto diverso da quello che ho sentito riferire.
Non ho usato nessuna delle parole che ho sentito anche prima e formalmente nei vostri interventi; non ho detto che il Consiglio non fa niente né che ci sono dei lavativi o cose di questo genere. In quella riunione dei Capigruppo, che serviva anche per programmare i lavori dei prossimi giorni, mentre sentivo diverse proposte, come quella di lavorare una giornata e mezzo in una settimana o, tenuto conto che ci sono altre elezioni, di iniziare e terminare i lavori nel corso della stessa giornata, ricordando che la settimana precedente avevamo preso degli impegni ho detto che si può lavorare di più e che se lavoreremo di più migliorerà la qualità delle nostre leggi, aumenterà il numero delle leggi approvate e quindi la capacità di dare le risposte per le quali ci siamo impegnati. Ho detto solamente questo, senza offendere nessuno e con molta pacatezza.
PRESIDENTE. Io non vorrei aprire una discussione su questo. E' stato del resto oggetto di un chiarimento in una lunga riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Il presidente Soru ha manifestato a me la preoccupazione per essere state le sue parole travisate. Penso che questa spiegazione debba essere accettata dall'Aula e questa questione debba essere superata. Non so cos'abbia detto il telegiornale, però le parole che "il Consiglio non fa niente" non sono state pronunciate alla riunione dei Capigruppo alla quale anch'io ho partecipato. Abbiamo già avuto modo di chiarire questa questione con i Presidenti dei Gruppi, soprattutto quelli di opposizione.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Prendo la parola per dichiarazione di voto e perché mi corre l'obbligo di esprimere grande apprezzamento per le parole del presidente Soru. Con molta onestà e serenità devo dire che il suo intervento è stato molto opportuno, anzi, per il significato che gli attribuisco, lo ritengo uno dei migliori interventi da lui svolti in quest'Aula, senza togliere niente agli altri.
Aggiungo solo, Presidente, che non credo si possa lavorare di più, perché la gran parte di noi lavora e anche tanto. Sicuramente si può lavorare meglio, il che significa confrontarci di più, programmare meglio i nostri lavori, dosare le energie e avere sempre rispetto reciproco.
(Non è approvato)
(Non sono approvati)
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 166, sostitutivo totale dell'emendamento numero 88.
Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto) Avrei desiderato illustrare l'emendamento numero 13, ma lei con una destrezza superiore a quella del vecchio Mennea mi costringe a rassegnarmi a non poterlo illustrare.
Stamattina, se mi è consentito, il Partito Sardo è stato, con subdolo sillogismo, associato ai leghisti a proposito dell'emendamento che volevo illustrare e che riguarda il fondo perequativo per lo sviluppo e la coesione territoriale, perché, magari in un modo non voluto, l'onorevole Maninchedda ha sostenuto che l'egoismo leghista traspariva anche dall'emendamento firmato da me e dal collega Scarpa. Invece l'emendamento tendeva a ridistribuire e riequilibrare il gettito derivante da questo plusvalore e a rendere protagonisti i comuni che lo generano. Lo spirito di quell'emendamento era questo e quindi si trattava di una proposta razionale ed equa: il 50 per cento ai comuni e il 50 per cento al fondo perequativo.
Ora, se osserviamo la genericità con cui il comma 1 dell'articolo 5 prevede di destinare il 40 per cento del fondo regionale per lo sviluppo a programmi di interesse regionale, senza descriverli analiticamente, ci rendiamo conto che questo fondo in effetti ha una rilevanza esigua. Ecco perché l'emendamento era ispirato a esaltare, richiamandosi al principio di sussidiarietà, la centralità dei comuni, ma questa cultura non ce l'hanno i leghisti, non possono averla perché sono degli apprendisti distratti e troppo distanti dalle nostre tematiche. Inviterei pertanto a usare certi termini con più prudenza e a non accostare la lana alla seta. Certamente l'onorevole Maninchedda, travolto da tanti impegni, magari anche per stanchezza, ha fatto questo scivolone - non ce l'ho con lui, glielo dirò personalmente, peccato che sia assente stasera -, però in noi non c'è egoismo, c'è solo una cultura quasi secolare che esalta l'indispensabilità dei comuni perché siamo federalisti e non blandi autonomisti. Ed è una differenza genetica di non poco conto, però mi rendo conto che questa redenzione non è ancora avvenuta, perché solo un componente del partito della Rifondazione Comunista, l'onorevole Uras, al quale auguro di non sostenere più gli emendamenti perché credo che siano...
PRESIDENTE. Il tempo è scaduto, onorevole Atzeri, la ringrazio per avermi paragonato a Mennea, che speriamo non si offenda!
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
(Non è approvato)
L'emendamento numero 84 è decaduto.
(Non è approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto sull'emendamento numero 87. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Signor Presidente, intervengo per esprimere il voto favorevole all'emendamento numero 87, che è stato presentato dai colleghi del mio Gruppo. Mi dispiace che non sia presente il collega Uras, so che non sta bene; l'onorevole Davoli è rientrato in patria, ma per fortuna è rimasto il collega Pisu a tenere alta la bandiera!
Questo emendamento prevede l'abrogazione del comma 3 dell'articolo 2 della legge regionale 24 febbraio 2006, numero 1, ossia la legge finanziaria. Questo comma dice in sostanza che i fondi destinati alla lettera b) dell'articolo 19 della legge numero 37 del 1998 (Piano straordinario per il lavoro) sono prioritariamente destinati al complemento di opere pubbliche in corso di realizzazione. Questo non significa, chiaramente, che viene cancellato il fondo triennale di 30 milioni di euro dell'articolo 19, come qualcuno aveva anche affermato con dichiarazioni a mezzo stampa, però può ingenerare confusione rispetto alle tesi che noi abbiamo sempre sostenuto e cioè che i fondi destinati ai comuni devono essere utilizzati per avviare progetti che rispondano agli obiettivi tracciati dal Piano straordinario per il lavoro. Tutto questo anche con l'utilizzo dei fondi POR.
Uno degli elementi che ha snaturato, a nostro giudizio, il Piano straordinario per il lavoro è stato proprio quello di consentire agli enti locali l'utilizzo dei fondi solo ed esclusivamente per opere pubbliche, quindi è stato fatto di tutto eccetto creare posti di lavoro. Noi non possiamo cadere in questa contraddizione, quindi l'abrogazione di tale comma va nella direzione giusta, perché consente ai comuni l'utilizzo dei fondi per gli obiettivi per i quali l'articolo 19 della legge 37 è stato pensato, e cioè creare posti di lavoro per tutti i disoccupati che non hanno la possibilità di inserirsi nel ciclo produttivo del Paese e che, invece, attraverso questo strumento, possono diventare i protagonisti dello sviluppo dei nostri centri.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, condividiamo il contenuto dell'emendamento numero 87 e preannunciamo il voto favorevole dei consiglieri regionali sardisti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vincenzo Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS VINCENZO (D.S.). Anch'io condivido l'emendamento numero 87 e concordo sull'utilizzo di questi fondi per le finalità dell'articolo 19 della legge 37/98. Vorrei fare, però, visto che siamo in chiusura dei lavori sul collegato alla legge finanziaria, una riflessione complessiva, sgravata anche da quel carico di sana partigianeria che ha caratterizzato nel gioco delle parti l'esame dei vari articoli e degli emendamenti.
Penso anch'io che questo sia un momento storico importante, diverso da tanti altri momenti che hanno caratterizzato la storia recente e passata della nostra Isola. Se oggi siamo costretti a scendere in piazza, come Regione sarda, con tutti gli attori presenti nella nostra Isola, per rivendicare un diritto di fronte allo Stato, sancito fra l'altro dalla nostra Carta costituzionale, significa che non una parte, ma l'intera classe politica sarda in passato non ha difeso o è stata comunque incapace di difendere compiutamente gli interessi della nostra Isola. Possiamo disquisire per ore, per settimane o per giorni sul rapporto che intercorre fra la Giunta, la maggioranza e il Consiglio. Sappiamo che questo problema è presente in tutte le altre regioni ed è frutto di una legge che sicuramente presenta delle lacune, dei limiti che andranno discussi e rivisti, ma io sono convinto che oggi dobbiamo, come classe politica, come classe dirigente, pensare seriamente a come governare la nostra Isola.
Io concordo con lei, onorevole Floris, sul fatto che dobbiamo dare risposte vere alle attese, alle esigenze e ai bisogni del nostro popolo. Dobbiamo creare le condizioni perché il confronto, la partecipazione, la ricerca delle ragioni che stanno alla base di alcune situazioni di malessere diventino il pane quotidiano, il terreno democratico su cui costruire un rapporto vero e fruttuoso con la nostra terra, con la nostra gente.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 87. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Dobbiamo tornare all'articolo 3, che avevamo sospeso per l'esame dell'emendamento numero 164, sul quale erano in corso degli approfondimenti. Chiedo alla Giunta e a chi si è occupato di fare gli approfondimenti di informarci su come gli stessi si sono conclusi
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Ripeto quello che ho avuto occasione di dire forse qualche ora fa, e cioè che noi saremmo, come Giunta, ben contenti di poter esprimere un parere positivo sull'emendamento numero 164, estendendo ai figli delle persone nate in Sardegna l'esenzione dalle imposte di cui stiamo parlando. Non avremmo certo nessuna difficoltà a fare questo. Tuttavia la Giunta non può esimersi dal segnalare una difficoltà che è di natura tecnica e che nasce dal fatto che l'estensione di un diritto in situazioni che noi consideriamo, se non identiche, analoghe, come l'estensione del diritto a un sussidio o a un'esenzione, è stata considerata inaccettabile e illegittima, come ho detto stamattina, dalla Commissione Europea, sulla base di principi generali che parlano della impossibilità di discriminare in questo senso.
Quindi la Giunta, dal punto di vista tecnico, sottolinea l'inopportunità di questa estensione, benché sarebbe certamente suo desiderio poter disporre in tal senso. Sottolineato questo aspetto, sull'emendamento numero 164 la Giunta si rimette alla valutazione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). L'assessore Pigliaru, stamani, ricordava che da questo regime di sussidi comunitari in effetti sarebbe stato escluso anche il coniuge e noi, invece, abbiamo deciso, in Commissione, che il coniuge dovesse essere incluso.
La collega Caligaris questa mattina ha fatto degli esempi che anche a me, devo dire, paiono molto pertinenti. Tanti sardi quando emigrano hanno già formato una piccola famiglia, con uno o due figli, poi magari ne nasce un terzo, per cui due figli risultano nati in Sardegna e uno, per esempio, a Milano. In questo caso succede che il terzo figlio sia chiamato a pagare l'imposta e gli altri due no. E' uno degli esempi citati che stridono con la norma, per cui, avendo fatto già un piccolo strappo per quanto riguarda il coniuge, penso che altrettanto si possa fare per i figli non nati in Sardegna, che magari sono rientrati o hanno intenzione di rientrare nella nostra Isola, oppure hanno ereditato degli immobili alla pari degli altri fratelli.
Personalmente apprezzo la decisione della Giunta di rimettersi all'Aula e chiedo di accogliere questa ulteriore piccola modifica, ritenendo che non sia questo l'elemento che potrà mettere a rischio l'intera norma, visto che, ripeto, abbiamo già fatto un piccolo strappo per il coniuge. Quindi per quanto mi riguarda annuncio il voto favorevole all'emendamento numero 164.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo molto brevemente per dire che comprendiamo i ragionamenti che l'Assessore ci ha ripetuto anche poc'anzi circa il rischio che potrebbe derivare da un'estensione della esenzione dall'imposta sulle seconde case ai figli degli emigrati sardi non nati in Sardegna, però crediamo che la stessa debolezza l'articolo la contenga già in relazione al coniuge, per cui, a questo punto, anche per evitare le discriminazioni di cui parlava la collega Caligaris e che ha citato poc'anzi anche il collega Marrocu, noi voteremo a favore di questo emendamento.
PRESIDENTE. E' l'Aula che conclusivamente decide.
Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Intervengo solo ed esclusivamente per confermare di essere in sintonia con l'emendamento numero 164, perché non si possono fare figli e figliastri, credo che sia proprio il caso di dirla così.
MARROCU (D.S.). Solo figli, non figliastri!
(E' approvato)
Comunico all'Aula che l'onorevole Paolo Fadda è rientrato in aula, quindi non è più in congedo.
Passiamo alla votazione dell'emendamento numero 140. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Sta telefonando! Parlerà dopo.
PRESIDENTE. Era una prenotazione precedente. Grazie, onorevole Liori.
Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, intervengo soltanto per proporre un emendamento orale teso a rimediare a una dimenticanza nell'emendamento numero 140, che fa anche completa chiarezza sul comportamento in ordine a questo emendamento.
Propongo di aggiungere al termine del comma 7 del suddetto emendamento: "L'imposta è versata in un'unica soluzione dal 1° al 30 novembre di ogni anno, secondo le modalità stabilite con delibera della Giunta regionale, adottata su proposta dell'Assessore della programmazione". E' un'integrazione di natura esclusivamente tecnica, come si intuisce, perché nel testo è spiegato tutto tranne quando deve essere fatto il versamento, quindi mi sembra corretto fare questa precisazione e chiediamo ai colleghi di accettare questo emendamento orale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Signor Presidente, intervengo per annunciare, per le ragioni già esplicate durante i lavori dal mio Capogruppo, il voto contrario all'emendamento numero 140, ma soprattutto per segnalare alla Giunta e ai colleghi della maggioranza l'opportunità che il punto 17 venga stralciato, perché se questa potestà, ossia la prerogativa di proporre ricorso, è prevista dallo Statuto della Regione Autonoma della Sardegna, che è una norma di rango costituzionale, prevedere l'esercizio di questa prerogativa in una norma di rango regionale mi sembra mettere in discussione e svilire l'esistenza stessa di questa prerogativa.
Io credo che questa prerogativa sia pienamente esercitabile dagli organismi della Regione che sono preposti a farlo a prescindere dalla previsione contenuta nel punto 17, che indebolisce, in qualche maniera, la forza di un elemento certo di sovranità, che è la prerogativa della Regione. Prevedere questa prerogativa in una norma regionale è un modo per dimostrarci incerti o deboli sull'esistenza stessa di questa nostra prerogativa. Quindi mi sembra opportuno, e lo suggerisco alla Giunta e al Presidente, che questo punto venga stralciato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta esprime parere favorevole all'emendamento orale proposto dall'onorevole Scarpa.
PRESIDENTE. Colleghi, non potendo naturalmente stralciare nulla, possiamo però votare per parti. Siccome siamo tutti d'accordo sul fatto che il comma 17 modifica una prerogativa statutaria con una legge ordinaria, penso sia giusto che il Consiglio non lo approvi, però lo dobbiamo mettere in votazione anche perché abbiamo votato due emendamenti abrogativi del diciassettesimo comma che lo hanno tenuto in piedi.
Leggo la proposta dell'onorevole Secci di inclusione della seguente frase nel comma 7: "L'imposta è versata in un'unica soluzione dal 1° al 30 novembre di ogni anno, secondo le modalità stabilite con delibera della Giunta regionale adottata su proposta dell'Assessore della programmazione". Questo è il testo, che serve per una migliore comprensione della norma.
Metto in votazione i commi dall'1 al 16 dell'emendamento numero 140. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
(Non è approvato)
Gli emendamenti numero 12, 8, 46 e 11 sono decaduti, è rimasto in piedi l'aggiuntivo numero 32. Anzi, è decaduto anche il 32 perché era collegato al comma 3 dell'articolo 3. Abbiamo così concluso anche l'esame dell'articolo 3. Ieri avevamo sospeso l'articolo 22, che riguarda la copertura finanziaria, e il 23.
Passiamo all'esame dell'articolo 22, a cui è stato presentato un emendamento.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22 e del relativo emendamento:
Art. 22Copertura finanziaria
1. Gli oneri derivanti dalla presente legge sono quantificati in euro 94.025.000 per l'anno 2006, in euro 40.795.000 per l'anno 2007, in euro 26.795.000 per l'anno 2008, in euro 8.805.000 per gli anni dal 2009 al 2015 ed in euro 6.405.000 per gli anni successivi e fanno carico alle UPB di cui al comma 2.
2. Nel bilancio della Regione per l'anno 2006 e per gli anni 2006-2008 sono introdotte le seguenti variazioni:
ENTRATA
in aumento
UPB E01.081
Recupero depositi provvisori
2006 euro 1.301.000
UPB E04.032
Vendita beni patrimoniali
2007 euro 12.500.000
UPB E06.021 (AS)
Interventi nel settore agricolo e zootecnico
2006 euro 5.000.000
UPB E12.051 (NI)
Sanzioni amministrative ai sensi del decreto legislativo n. 196 del 1999
2006 euro 1.700.000
SPESA
in diminuzione
UPB S03.006
Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente
2006 euro 72.870.000
2007 euro 25.545.000
2008 euro 25.545.000
mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria.
UPB S03.007
Fondo per nuovi oneri legislativi in conto capitale
2006 euro 6.756.000
mediante pari riduzione della riserva di cui alla voce 1 della tabella B allegata alla legge finanziaria.
UPB S03.016
Somme per le quali sussiste l'obbligo di pagare
2006 euro 2.260.000
2007 euro 180.000
2008 euro 180.000
UPB S03.050
Interessi su rate di ammortamento mutui e/o prestiti obbligazionari
2006 euro 4.138.000
2007 euro 570.000
2008 euro 70.000
UPB S12.030
Spese per il servizio sanitario regionale. Parte corrente
2007 euro 2.000.000
2008 euro 1.000.000
in aumento
01 - PRESIDENZA
UPB S01.077
Studi, ricerche e attività di promozione e informazione sulla tutela e conservazione delle coste
2006 euro 500.000
02 - AFFARI GENERALI
UPB S02.086
Oneri di fine rapporto
2006 euro 3.390.000
2007 euro 3.390.000
2008 euro 3.390.000
03 - PROGRAMMAZIONE
UPB S03.052 (DV)
Spese generali per mutui, prestiti obbligazionari e per le procedure relative alla concessione dei crediti
2006 euro 700.000
UPB S03.100
Agenzia regionale delle entrate
2006 euro 3.550.000
2007 euro 550.000
2008 euro 550.000
04 - ENTI LOCALI
UPB S04.019
Trasferimenti agli enti locali. Parte corrente
2006 euro 2.000.000
UPB S04.130
Politiche per le aree urbane
2006 euro 5.000.000
05 - DIFESA AMBIENTE
UPB S05.019
Rilevamento, risanamento e controllo dell'inquinamento atmosferico, acustico ed elettromagnetico
2006 euro 100.000
UPB S05.022
Prevenzione e riduzione integrata dell'inquinamento (IPPC)
2006 euro 200.000
2007 euro 200.000
2008 euro 200.000
UPB S05.027
Spese per la tutela delle acque - Parte corrente
2006 euro 800.000
2007 euro 500.000
UPB S05.074
Spese correnti in materia di VIA e sistema informativo ambientale
2006 euro 260.000
2007 euro 260.000
2008 euro 260.000
UPB S05.077
Interventi per lo sviluppo sostenibile e per l'educazione ambientale - Investimenti
2006 euro 200.000
2007 euro 200.000
2008 euro 200.000
06 - AGRICOLTURA
UPB S06.023 (AS)
Interventi di finanza innovativa, mutui e consorzi fidi
2006 euro 5.000.000
07 - TURISMO
UPB S07.013
Agenzia governativa regionale "Sardegna Promozione"
2006 euro 5.000.000
2007 euro 5.000.000
2008 euro 5.000.000
08 - LAVORI PUBBLICI
UPB S08.014
Finanziamenti agli enti strumentali - Parte corrente
2006 euro 4.000.000
UPB S08.072
Interventi per lo sviluppo e la razionalizzazione del sistema idrico
2006 euro 2.500.000
2007 euro 2.500.000
2008 euro 2.500.000
10 - LAVORO
UPB S10.030
Progetto "Sardegna fatti bella"
2006 euro 20.000.000
UPB S10.035
Programmazione e politica della formazione e del sistema formativo
2006 euro 7.000.000
2007 euro 7.000.000
2008 euro 7.000.000
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.015
Interventi per la tutela e la valorizzazione della lingua e della cultura sarda
2006 euro 125.000
2007 euro 125.000
2008 euro 125.000
UPB S11.027
Investimenti per la tutela, la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali
2006 euro 450.000
UPB S11.052
Interventi per attività e manifestazioni culturali e di spettacolo
2006 euro 350.000
2007 euro 70.000
2008 euro 70.000
UPB S11.054
Progetto "La fabbrica della creatività"
2006 euro 3.000.000
UPB S11.070
Diritto allo studio universitario - ERSU - Investimenti
2007 euro 12.500.000
UPB S11.073
Progetto "Sardegna speaks English"
2006 euro 20.000.000
12 - SANITÀ
UPB S12.059
Profilassi e lotta contro le malattie infettive nel settore zootecnico
2006 euro 1.700.000
UPB S12.076
Interventi in politiche sociali
2006 euro 7.200.000
2007 euro 7.500.000
2008 euro 6.500.000
UPB S12.077
Tossicodipendenze e AIDS. Spese correnti
2006 euro 600.000
2007 euro 1.000.000
2008 euro 1.000.000
13 - TRASPORTI
UPB S13.030 (NI) Dir. 01 Serv. 03 (02.20)
Sicurezza nei porti
2006 euro 400.000.
Emendamento sostitutivo parziale Atzeri - Scarpa
Art. 22
All'art. 22, comma 2, sostituire:
"SPESA
in diminuzione
UPB S03.006
Fondo per nuovi oneri legislativi d parte corrente
2006 euro 73.120.000
2007 euro 25.770.000
2008 euro 25.770.000
mediante pari riduazione della riserva di cui alla voce 13 della tabella A allegata alla legge finanziaria." (20).)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). L'emendamento numero 20 è ritirato.
(E' approvato)
Passiamo all'esame dell'articolo 23.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:
Art. 23Entrata in vigore
La presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sul BURAS.)
(E' approvato)
Siamo alla votazione finale della legge. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Intendo fare una brevissima dichiarazione di voto, ovviamente a favore, auspicando che domani i giornali e le televisioni parlino di ciò che stiamo approvando e non dell'incidente, per altro superato, che si è verificato oggi in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, a proposito del quale ringrazio il presidente Soru per l'intervento che ha svolto. So che, invece, si parlerà più di quell'incidente che di queste lunghe giornate di lavoro intenso svolto dalla terza Commissione e dal Consiglio, del confronto vero tra maggioranza e opposizione, del lavoro serio portato avanti con competenza dall'assessore Pigliaru e dal Presidente della terza Commissione. Intendo ringraziare per questo sia loro sia tutto il Consiglio.
Vorrei che domani i giornali non parlassero di quell'incidente, ma dedicassero ampio spazio al fatto che unanimemente abbiamo risolto i problemi e abbiamo dato risposte al mondo del volontariato, cose di cui ci si dimentica. Vorrei che si parlasse del fatto che unanimemente abbiamo risolto il problema di tanti precari, da quelli dell'antincendio, che da anni venivano qui a occupare il Consiglio regionale e gli spazi antistanti il palazzo, a quelli dei sistemi bibliotecari e museali, che chiedevano anch'essi da anni di essere stabilizzati, a quelli dispersi nell'Agenzia del lavoro, nonché ai vari commessi degli Assessorati. Vorrei che si parlasse delle risorse trasferite ai comuni con "Sardegna fatti bella"; vorrei che si parlasse delle ingenti risorse stanziate per la cultura e per consentire l'apprendimento della lingua inglese; vorrei che si parlasse dell'ordine che si è fatto nelle politiche di promozione, attraverso l'Agenzia di promozione; vorrei che si parlasse delle risorse stanziate per i consorzi di bonifica, ponendo fine a un incubo vissuto dagli agricoltori per le cosiddette "cartelle pazze"; vorrei che si parlasse della riforma dello sport che pure abbiamo fatto; vorrei che si parlasse di tutte le norme che abbiamo inserito negli articoli 2, 3 e 4 per affrontare le emergenze economicosociali. Ecco, vorrei che anche noi apprezzassimo di più il nostro lavoro, che comunque ha prodotto una legge, a mio avviso, molto importante e qualificante per tutti noi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Signor Presidente, noi votiamo convintamente contro questa legge, non perché ci sediamo da questa parte dell'Aula, ma perché siamo convinti che questa legge, che parte certamente da alcune posizioni di fondo condivisibili, contenga degli aspetti assolutamente negativi, delle gravi imprecisioni, delle questioni sostanziali e lanci il messaggio di una Sardegna non accogliente, che non attira ma spaventa. Per questo il nostro voto è contrario.
Siro Marrocu, un collega degno della massima stima, ha elencato una serie di desiderata, di "vorrei". Io vorrei una cosa in particolare, signor Presidente della Regione, glielo dico con molta franchezza, nel rispetto delle posizioni che vedono lei Presidente della Regione e me umile esponente della opposizione, fiero di esserle oppositore politico: vorrei che lei non fosse più un "Presidente contro". Troppo spesso lei ha assunto i connotati di uno che governa contro qualcuno: contro questa categoria oggi, contro quell'altra categoria domani, poi contro i militari, contro quelli che hanno le barche, contro quelli che hanno le case, contro i cacciatori e contro i pescatori. Io vorrei, nel rispetto di ciascuna posizione - rispetto che sento personale e politico - che lei incominciasse, con una buona dose di umiltà che fa bene a tutti, a me per primo, ad essere un Presidente che cerca di governare non dico "con" gli altri, ma "per" gli altri e non più contro qualcuno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Dichiaro il voto contrario. Collega Marrocu, stavamo parlando proprio delle cose contenute in questa legge: tasse, contributi ai comuni, lavoro, riforme, eccetera. Se, nostro malgrado, passasse il giudizio di cui ha parlato poco fa il collega Scarpa, accadrebbe che la dichiarazione che è stata lanciata non sarebbe più né contenibile né correggibile.
Sul piano personale accetto certamente la dichiarazione del Presidente, che, in qualche modo, chiede scusa precisando che non intendeva dire ciò che si è inteso, ma sul piano politico il nostro Gruppo non accetta scuse tardive, perché purtroppo le parole volano e sono incontrollabili e gli effetti al di fuori di questo palazzo non possono assolutamente essere corretti da una successiva dichiarazione del Presidente o da un insieme di dichiarazioni e di atteggiamenti da parte di un Presidente che è poco presente in aula - mi permetta di sottolinearlo - e che spesso, quando è presente, è di fatto impegnato a coprire questioni interne alla maggioranza che si sollevano in Consiglio. Questa è la realtà dei fatti. Sotto l'aspetto politico noi dobbiamo segnalare questa questione e dire che difenderemo con le unghie e coi denti la dignità e il rispetto per il lavoro, magari imparziale, imperfetto, limitato come qualunque azione umana, che cerchiamo di fare sempre e che abbiamo fatto anche in questi giorni, contribuendo, come opposizione, alla discussione di una legge molto corposa, che contiene numerose disposizioni.
Per questo insistiamo nel voto contrario e chiediamo che, nel rispetto di quest'Aula, si rifletta prima di fare certe affermazioni e di mantenere determinati atteggiamenti, per poi semplicemente presentare delle scuse.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Signor Presidente, anche i Riformatori ribadiscono il loro voto contrario al disegno di legge che si sta per licenziare.
Voglio dire qualche parola circa le riflessioni che ha fatto il collega Marrocu, il quale ha detto: "Domani i giornali si occuperanno soltanto di una cosa, io vorrei che si occupassero d'altro" e ha elencato una serie di argomenti che spera di trovare sulle pagine dei giornali di domani. Tranquillo, Siro, abbiamo chiacchierato tra noi tante volte, quindi forse sai già ciò che devo dire. Io credo che tu abbia ragione di sperarlo, dal tuo punto di vista e dal punto di vista del lavoro che la maggioranza ha svolto, un lavoro faticoso che ha comportato delle problematiche anche negli ultimi secondi. Nel senso che dopo cinque mesi, signor Assessore della programmazione, di discussione di questo maxicollegato, abbiamo approvato due emendamenti orali alle ore 21 e 40 dell'ultimo giorno di discussione! E' il segno di un qualcosa che non funziona e forse ha ragione il presidente Soru a dire che c'è qualcosa che non funziona e a chiedere che questo qualcosa venga rimosso. Al presidente Soru, a cui è molto raro che io mi rivolga direttamente, però, alla luce anche delle parole apprezzabili che con serenità ha rivolto all'Aula, mi sento di rivolgere una riflessione. A me è capitato di iniziare a fare politica quando avevo sedici anni, in un momento in cui si fa tutto per degli ideali e niente per considerazioni d'altro genere. La politica ha delle regole, dei meccanismi, dei canali di comunicazione, delle modalità di confronto talvolta aspro, ma anche di rispetto, e poiché lei è dentro il palazzo della politica da due anni, noi riteniamo che qualche passo in avanti in questo sistema di comunicazione l'abbia fatto, perché è molto bravo e intelligente. Speriamo di poterla considerare e apprezzare altre volte in quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pinna, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PINNA (Progetto Sardegna). Nell'esprimere il parere favorevole al disegno di legge numero 216/A, non posso esimermi dal dichiarare che l'intenso lavoro di questi mesi, che ha visto impegnate prima le Commissioni e poi l'Aula, è l'indicazione o l'espressione di un momento importante di questa stagione politica e di questa istituzione autonomistica.
Quando abbiamo espresso il parere, ci siamo resi conto che il testo di questo disegno di legge era complesso e articolato, e abbiamo manifestato la convinzione che in sede di Regolamento alcune cose debbano essere riviste. Non possiamo però non prendere atto del fatto che questo testo, nato, giustamente, da una proposta della Giunta regionale, è stato poi abbondantemente analizzato ed elaborato. La Commissione di cui faccio parte ha lavorato per settimane su due articoli, il 15 e il 16; c'è stato un importante confronto interno e un altrettanto importante lavoro che si è sviluppato nel momento collegiale. Certo, è inusuale, è un'esperienza che forse non si ripeterà mai più, che va corretta, e in questo senso è giusto ripensare le modalità di lavoro del Consiglio, però dichiarare che l'approvazione di questa legge rappresenta la certificazione della crisi dell'istituzione autonomistica e altresì la crisi dell'esperienza parlamentare mi sembra sbagliato.
Noi votiamo favorevolmente per i contenuti, per la portata di questo testo, ma anche perché, nel metodo, questo disegno di legge, che ci ha impegnato per tanti mesi, ha rappresentato, comunque, una valorizzazione della nostra istituzione parlamentare. Non mi preoccuperei troppo di ciò che diranno domani i giornali, abbiamo ancora molti mesi e molti anni per dimostrare che il parlamentarismo, unito a un'interpretazione intelligente della proposta governativa, rappresenta una grande risorsa per la democrazia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (R.C.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dichiarare il voto favorevole del Gruppo della Rifondazione Comunista al disegno di legge numero 216/A, il cui esame ha stimolato un dibattito consiliare di grande interesse attorno ai temi dello sviluppo delle politiche sociali della nostra Regione; dibattito che ha coinvolto tutti, maggioranza e opposizione. Con l'approvazione di questo disegno di legge la finanziaria regionale prende corpo, completa il percorso tracciato dal DPEF in materia di politiche sociali, di politiche del lavoro, di politiche della conoscenza. L'istituzione dell'Agenzia regionale per le entrate rientra pienamente nell'obiettivo di questa maggioranza di risanare il bilancio e ridurre l'indebitamento anche attraverso il recupero da parte della Regione sarda dei crediti nei confronti dello Stato.
Il disegno di legge numero 216, quindi, è in sintonia con la nuova fase di governo. Dico questo perché, dopo un anno di sacrifici, necessari per riequilibrare il bilancio, con questa manovra guardiamo con più attenzione allo sviluppo della nostra regione e consentiamo agli enti locali di essere i veri protagonisti di questo percorso. Penso ai provvedimenti in materia di lavoro e di politiche sociali, che permettono ai comuni, in particolar modo quelli delle zone svantaggiate, di poter sviluppare progetti che rispondano immediatamente alle esigenze reali delle fasce più deboli della nostra società. Abbiamo affrontato con chiarezza, dopo anni, tutta la materia della formazione professionale e del personale regionale, avviando un primo passo verso la grande riforma della Regione.
Questo disegno di legge è parte integrante, quindi, della manovra finanziaria complessiva che coglie l'esigenza di rilanciare in Sardegna una nuova fase di sviluppo, in discontinuità con quanto è stato fatto dai passati Governi regionali. L'approvazione di questo provvedimento dimostra la compattezza di questa maggioranza che, pur affrontando temi difficili, ha registrato una convergenza sulle grandi questioni. Questo senso di responsabilità ci fa ben sperare per il lavoro che questo Consiglio e questa maggioranza dovranno affrontare da qui alla conclusione del mandato elettorale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ibba per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
IBBA (Gruppo Misto). Signor Presidente, dichiaro il voto favorevole non per una questione di posizione tra i banchi di quest'aula, ma per la convinzione che abbiamo introdotto una serie di iniziative giuste in questo disegno di legge. Certo, come tutto ciò che accade nel mondo della politica e delle relazioni interpersonali, nulla è cosparso di profumi o petali di rose, e a me pare veramente strano che in quest'Aula si confonda il contenuto e il significato politico delle cose che si fanno con il carattere delle persone. Perché una cosa è ciò su cui decidiamo di ragionare, il contenuto di una legge di ampio respiro, come quella che stiamo approvando, che certamente raccoglie in nuce una serie di possibilità di sviluppi ed evoluzioni future importanti, altro è essere consapevoli, e credo che tutti noi lo siamo, del fatto che ogni legge è figlia del suo tempo, delle condizioni che l'hanno determinata, delle circostanze all'interno delle quali si forma.
Tutti noi dobbiamo riconoscere che c'è stato uno sforzo unanime, con grande senso di responsabilità, per far collimare tutto quello che poteva collimare, ed è stato tanto! E' stato tanto, perché il riassetto del sistema Sardegna che stiamo mettendo in atto, nella logica dell'impegno assunto in campagna elettorale, confermato in questi due anni di legislatura, non ha nulla a che vedere con le particolarità della vita di relazione che consente l'esercizio dell'attività politica. Ritengo che stiamo per approvare una buona legge e dico anche che il percorso non è finito, perché questa è una fase di avvio, cui seguiranno delle fasi di completamento e ancora di confronto e quindi di incontro. E se Siro Marrocu auspica che domani i giornali parlino delle tante cose buone che ci sono, io spero davvero che da domani in quest'Aula non confondiamo più la politica con il carattere delle persone.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scarpa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SCARPA (Gruppo Misto). Noi crediamo che la qualità della produzione normativa dipenda molto dalla qualità della vita parlamentare e dalla qualità delle relazioni tra le forze politiche, tra i Gruppi parlamentari, e della qualità delle relazioni fra l'Assemblea legislativa e il Governo della Regione. Questa qualità si manifesta anche nel rispetto reciproco, nella necessità di confrontarci frequentemente e assiduamente sulle questioni che sono alla nostra attenzione. Noi non siamo soddisfatti della qualità espressa fino ad oggi, questa è una delle ragioni che ci induce a votare contro questo provvedimento. Ci sono poi le ragioni di merito che vi abbiamo illustrato durante i lavori in Commissione e in Aula, però crediamo che sia necessaria una nuova stagione nella qualità di questi rapporti e su questo punto i consiglieri regionali sardisti sono ampiamente disponibili.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Federalista-Autonomista Sardo). Signor Presidente, io non richiamerò i giudizi positivi già espressi peraltro lungo tutto il corso del dibattito sul complesso dell'articolato. Erano positivi, restano positivi.
Ieri vi sono stati richiami e sollecitazioni - non se ne può non parlare in sede di dichiarazione di voto finale - per il ritiro di un emendamento che ritenevo essenziale non solo per lo sviluppo della Sardegna, ma anche per la salvaguardia delle prerogative del Consiglio regionale. Non ho ritirato quell'emendamento, anzi ho sollecitato un voto palese per evitare interpretazioni scorrette o ambigue, e palesemente l'ho votato per motivi politici e di coscienza. Spiace che su quell'emendamento pezzi del dibattito, l'ho già detto ieri, si siano svolti in corridoio e non in Aula; spiace anche, lo dico pubblicamente, una certa disattenzione e forse insensibilità della Giunta regionale e un'eccessiva palese acquiescenza di molti consiglieri di maggioranza, che pure quell'emendamento condividevano. Voterò a favore del disegno di legge numero 216/A.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, pensavo, per la verità, che il primo intervento per dichiarazione di voto, quello dell'onorevole Marrocu rappresentasse la conclusione formale di questo lavoro, però è giusto che anche altri consiglieri abbiano espresso la loro opinione sul provvedimento che stiamo per votare ed è giusto che anche La Margherita esprima la sua.
Questo compito è affidato a me e lo svolgo molto volentieri, intanto dicendo che noi, naturalmente, votiamo a favore di questo provvedimento, che per noi ha un significato elevato, anche per il metodo attraverso cui si è sviluppato il dibattito, di cui sono testimone e per il quale ringrazio i colleghi Presidenti e i componenti di tutte le Commissioni che hanno contribuito singolarmente e in sede congiunta al licenziamento di questo testo di legge.
Ho l'orgoglio di pensare, signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Regione, che questo provvedimento - a parte le asperità che si sono rivelate in quest'Aula - sia uno dei provvedimenti più discussi e approfonditi in Consiglio regionale da molto tempo. Quindi è ingeneroso dire che in quest'Aula c'è molta gente che non conosce le cose di cui ci si occupa e che poi si lamenta se viene richiamata a un lavoro più proficuo e attento. Io non mi scandalizzo, signor Presidente del Consiglio, se il presidente Soru richiama l'Aula a una produttività maggiore, sono convinto che ci sia bisogno di questo richiamo, così come sono convinto che noi dobbiamo, forse con fatica, cercare una via diversa di confronto politico, che certamente rispetti la possibilità di ciascuno di esprimere il proprio parere, ma che abbia anche a cuore l'adozione, in tempi certi, dei provvedimenti che sono necessari per la Sardegna.
Mi scuserà l'onorevole Marrocu se dissento su una cosa che lui ha detto. A me interessa poco che cosa diranno i giornali domani mattina, mi interessa di più l'importante lavoro che noi abbiamo fatto oggi e in tutto questo periodo per rilanciare la Sardegna. Penso che abbiamo fatto questo e non ripeterò le cose che costituiscono la sostanza di un provvedimento che completa la manovra finanziaria e che ci dice una cosa importante, presidenti Spissu e Soru, cioè che è necessario procedere in tempi rapidi a una modifica della legge di contabilità, perché se è vero che la legge finanziaria non può contenere tutto, è altrettanto vero che essa non può essere soltanto una presa d'atto delle poste in bilancio, che devono essere rigidamente contenute in un provvedimento a quel punto privo di senso politico. Io penso che un punto di equilibrio si possa trovare per il futuro, così come lo si è trovato nel passato, e sono convinto che siamo nella strada giusta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Si è ritornati sul tema della discussione avvenuta nella riunione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Sto alle cose già dette, che sono registrate e resocontate e chiunque può leggerle, così come farà parte del resoconto di questa seduta quello che ho detto a proposito di quella Conferenza e l'aver chiesto scusa non per le cose che ho detto, ma per gli effetti che esse hanno avuto per ciascuno di voi e per quest'Aula.
Ringrazio molto tutto il Consiglio per l'approvazione di questa legge, che ritengo importante, di cui io e tutta la Giunta siamo orgogliosi, così come siamo orgogliosi del contributo che noi abbiamo dato. Penso anche che in questa legge siano contenuti pochi, ma utili miglioramenti proposti dalla minoranza e credo che in un confronto più pacato, più sereno e nel rispetto gli uni degli altri in futuro saremo anche capaci di fare leggi migliori, che contengano in misura maggiore l'apporto e l'intelligenza di ciascuna delle due parti. Lo auspico vivissimamente.
L'onorevole Artizzu diceva che forse dovrei cercare di più di esercitare un'attività di governo che non sia contro, ma a favore. Come diceva l'onorevole Mario Floris, nel suo precedente intervento, la politica sceglie; sceglie tra diverse opzioni, sceglie tra diversi interessi. Noi abbiamo scelto tra diversi interessi, ma questo non significa essere contro le ragioni degli altri; significa semplicemente privilegiare un interesse piuttosto che un altro o fare una scelta nella quale molti non si ritrovano. Capisco che alcuni di voi non si ritrovino in questa scelta, capisco che una parte anche importante della minoranza non vi si possa ritrovare, ma a me piace pensare invece che questa legge prevede delle cose fondamentali, come l'Agenzia per le entrate e la possibilità di utilizzare una prerogativa dello Statuto della nostra Regione, mi pare dal 1983, cioè l'imposizione fiscale, che serve anche per ridistribuire il reddito. Noi pensiamo che il reddito possa essere distribuito, che sia un dovere ridistribuirlo; qualcuno invece vede questo come la massima dannazione, come mettere le mani nelle tasche degli altri e pensa che il reddito non debba essere ridistribuito.
Non si tratta di essere contro, si tratta di fare delle scelte e di pensare che tra gli interessi della società che noi vogliamo tutelare vi è la ridistribuzione del reddito, e un metodo per ottenere questo risultato è anche quello di utilizzare le tasse.
Votazione nominalePRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 216/A.
(Segue la votazione)
Prendo atto che i consiglieri GIAGU, Simonetta SANNA e SORU hanno votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Cerina - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Fadda Giuseppe - Fadda Paolo - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - Lanzi - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Orru' - Pacifico - Pinna - Pisu - Pittalis - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Secci - Serra - Soru - Uggias.
Rispondono no i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Dedoni - Floris Mario - La Spisa - Licandro - Liori - Lombardo - Randazzo - Sanciu - Scarpa - Vargiu.
Si è astenuto: il presidente Spissu.
Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:
Presenti 52
Votanti 51
Astenuti 1
Maggioranza 26
Favorevoli 39
Contrari 12
(Il Consiglio approva.)
PRESIDENTE. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso di approvare questa sera il documento numero 12/A, che è stato esitato dalla Commissione ed è in distribuzione insieme all'ordine del giorno che è necessario approvare.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pinna, relatore.
PINNA (Progetto Sardegna), relatore. Mi rimetto direttamente alla relazione scritta che è allegata al documento in discussione e che sinteticamente raccoglie la sintesi della seduta della prima Commissione nella quale, prendendo atto della deliberazione della Giunta, abbiamo espresso un parere favorevole e successivamente predisposto un ordine del giorno.
PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'ordine del giorno numero 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'ordine del giorno numero 1:
ORDINE DEL GIORNO PINNA - SANNA Francesco - CUGINI - ORRU' - CORRIAS - BALIA sulla nomina dei componenti della Commissione paritetica per le norme di attuazione dello Statuto (doc. n. 12).
IL CONSIGLIO REGIONALE
VISTA la decisione della Giunta regionale di nominare, quali componenti di espressione regionale della Commissione paritetica per le norme di attuazione dello Statuto, in sostituzione dell'avv. Gianfranco Duranti e dell'avv. Graziano Campus, il prof. Fulvio Dettori, direttore generale della Presidenza della Regione ed il prof. Gian Mario Demuro, ordinario di diritto costituzionale dell'Università di Cagliari;
CONSIDERATO che su tale decisione deve esprimere il suo parere il Consiglio regionale, ai sensi dell'articolo 56, primo comma, dello Statuto;
VISTA la relazione della Prima Commissione permanente,
esprime parere favorevole
sulla nomina del prof. Fulvio Dettori e del prof. Gian Mario Demuro, quali componenti della Commissione paritetica per le norme di attuazione dello Statuto,
impegna la Giunta regionale
- nelle more della fase di revisione statutaria, ad individuare nel loro complesso, informandone il Consiglio regionale, le funzioni amministrative e gli uffici dello Stato da trasferire alla Regione Sardegna, in forza del titolo V della Costituzione e dell'articolo 10 della Legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3;
- a riferire al Consiglio regionale sul programma dei lavori che i rappresentanti della Regione proporranno alla Commissione paritetica, sul loro avanzamento e sui risultati via via raggiunti. (1).)
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione sull'ordine del giorno numero 1 ha facoltà di parlare il consigliere Stefano Pinna.
PINNA. (Progetto Sardegna), relatore. Esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Regione.
SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. La Giunta esprime parere favorevole.
(E' approvato)
Ne approfitto per fare alcune comunicazioni. La Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso di avviare questa sera la discussione del testo unificato 90-178/A, dandone comunicazione all'Aula e aprendo i lavori con la relazione introduttiva, e di proseguire i lavori nelle giornate di mercoledì, giovedì e presumibilmente venerdì della settimana prossima. Dal martedì successivo si procederà all'esame del testo unificato 51-101-125/A, del testo unificato 43-85/A e della proposta di legge 78/A.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato 90-178/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Sabatini, relatore.
SABATINI ((La Margherita-D.L.), relatore. Signor Presidente, intervengo semplicemente per rimettermi al testo della relazione scritta che accompagna questo testo unificato.
PRESIDENTE. Si conclude qui questa giornata di lavori.
La seduta è tolta alle ore 22 e 20.
Versione per la stampa