Seduta n.391 del 12/02/2008
CCCXCI Seduta
Martedì 12 febbraio 2008
(POMERIDIANANA)
Presidenza del Vicepresidente RASSU
Indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 14.
PILERI, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del martedì 5 febbraio 2008 (384), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cerina, Giuseppe Cuccu, Lanzi e Vargiu hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di martedì 12 febbraio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.
Colleghi, se siete del parere di sospendere un quarto d'ora, io riprenderei i lavori alle 16 e 30, stante la presenza abbastanza esigua dei colleghi. Alla 16 e 30, comunque, io inizio la chiamata, se i consiglieri non sono presenti...
Il primo iscritto a parlare è il collega Pileri.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 16, viene ripresa alle ore 16 e 35.)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A. Siamo all'esame dell'articolo 5 e dei relativi emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Presidente, visto che l'argomento che trattiamo riguarda ambiente e governo del territorio, sarebbe stata auspicabile la presenza non solo dell'Assessore dell'ambiente ma anche degli enti locali perché vengono trattati dei temi che riguardano l'urbanistica.
Questo articolo 5 rappresenta sicuramente un momento importante della legge finanziaria, purtroppo però le problematiche ambientali sono trattate, in questo articolato, in maniera disorganica, senza una precisa strategia ed una programmazione; il rischio è che questa finanziaria, anziché uno strumento di pianificazione, di sviluppo e di controllo, si trasformi semplicemente in un atto contabile, dove i vari Assessori, o i vari consiglieri, vanno in qualche modo a pescare per risolvere delle problematiche che non sono coordinate tra loro. E da una prima, ma ovviamente attenta, lettura dei vari commi dell'articolo si evincono questo tipo di problematiche. Ad esempio il comma 1, che autorizza la spesa per il 2008 di 3 milioni di euro per la prosecuzione di interventi di caratterizzazione e bonifica dei siti contaminati della regione; devo dire che questo è un argomento molto importante ma che, secondo me, non ha necessità di interventi, tra virgolette, a pioggia, ma necessita di un progetto e di un'analisi più strutturata che deve riguardare tutto il territorio sardo, in modo che la problematica venga inquadrata in termini più generali e che quindi ci possa essere anche una strategia di intervento per risanare i siti inquinati, quindi quelli da bonificare, perché diversamente si risolvono solo parte dei problemi. E su questo rivolgo un invito a anche un sostegno all'Assessore per chiedere più fondi per questo tipo di problematica.
Il comma 2, invece, riguarda - e qui avrei voluto sentire l'Assessore degli enti locali - la realizzazione di progetti pilota finalizzati al riuso turistico e al marketing delle borgate marine; ma, messo così, più che un progetto che parte da una strategia e da un'attenta valutazione, sembra più uno slogan che un vero progetto di riqualificazione e di valorizzazione di queste borgate. Sarebbe stato sicuramente importante, a fronte di questa richiesta, avere un progetto organico. Una segnalazione all'Assessore, per quanto riguarda il funzionamento dell'ARPAS, dell'agenzia regionale, che spesso, mi risulta, non è in grado di smaltire le numerose istanze e istruttorie su pratiche ad esempio di caratterizzazione, che provengono spesso da organi periferici. Mi risulta che spesso l'ARPAS, non essendo strutturata in maniera tale da poter dare risposte puntuali, precise, su questo delicato argomento, attivi delle consulenze tramite la PROGEMISA e questa attivazione di consulenze se qualche volta porta delle risposte, spesso crea una sorta di confusione, perché qualcuno è convinto di rivolgersi alla ARPAS e invece si trova ad interloquire con la PROGEMISA. Questo io non so se sia, sotto l'aspetto della correttezza amministrativa, qualcosa di ammissibile, cioè se questi compiti esercitati rientrano in maniera esplicita, questi compiti che vengono svolti dalla PROGEMISA. Avrei voluto fare un cenno sul PPR, piano paesaggistico regionale, sulla necessità, Assessore, di riportare l'argomento, il dibattito e rivedere la normativa in un'Aula che è quella deputata, cioè nell'ambito del Consiglio regionale, invece che vedere l'urbanistica fatta dai giudici. Si sta creando una situazione di incertezza esasperata, non si riesce più a capire quali sono le norme che bisogna e che si devono applicare. Allora sarebbe auspicabile veramente un atto di coraggio politico, prender atto di tutto quello che è stato cassato dal TAR e rimettere mano sia al piano paesaggistico regionale sia alla legge urbanistica per restituire la certezza di diritto ai sardi.
Un passaggio lo vorrei fare anche sulle tasse. Quest'anno è stata modificata la dicitura delle imposte, cioè si è passati da tasse sul lusso a tasse per e sull'ambiente, ma io credo che queste tasse, così come sono state concepite, forse sono contro l'ambiente, perché quando voi parlate, e fate una norma, che fa pagare chi più rimane meno paga, cioè chi più inquina meno paga, è una norma regressiva che va proprio nella direzione opposta di quella che è la salvaguardia dell'ambiente. Quando voi fate pagare le imbarcazioni che entrano nei porti e non fate pagare le centinaia di imbarcazioni che ormeggiano nelle rade, cioè nelle coste della Sardegna, distruggendo i fondali, distruggendo le praterie di poseidonia, è questa una tassa per valorizzare l'ambiente? Quindi, anche su questo vi invito ad una precisa riflessione. Stiamo attenti perché si rischia davvero di danneggiare l'ambiente. E su questo sarebbe importante aprire una parentesi un po' più ampia, che va al di là della nautica da diporto. Pensare ad esempio al traffico commerciale, al traffico delle petroliere che circolano attorno alla Sardegna spesso incontrollate, per le quali io credo la Regione non abbia una mappatura e non sia in grado di individuare eventuali responsabilità in caso di gravi inquinamenti, che si possono verificare, non solo nelle zone vicino alle zone in cui sono installate delle basi per la petrolchimica, ma anche in aree parco, come può essere l'Asinara, come può essere il parco della zona di Villasimius, dove ci sono state anche notevoli proteste, come può essere il parco dell'arcipelago della Maddalena. Quindi sarebbe interessante, Assessore, anche su questi temi veramente avere dei dati, dei numeri, avere un monitoraggio, un controllo, affinché noi tutti possiamo conoscere qual è la reale situazione. Perché finché le cose vanno bene non ci sono problemi, ma quando, lei sa meglio di me, malauguratamente dovesse succedere un incidente, noi ci pentiremo per sempre di non avere esercitato questi controlli.
Il comma 16 apporta modifiche alla legge numero 9 del 2007 "norme in materia di polizia locale e politiche regionali e della sicurezza". Io vorrei sapere se è stato attivato quanto previsto dalla legge regionale numero 9 e cioè quanto previsto dall'articolo, che, appunto, individua la possibilità di nomina del comitato tecnico regionale. Cioè vorrei sapere se questo comitato tecnico regionale per la polizia locale è stato già nominato, perché diversamente questa legge, che è una legge sicuramente importante, può dare risposte al territorio diversamente non può avere attuazione.
Concludo con il comma 22, dove, appunto, si sancisce in qualche modo l'incapacità di impegno e spesa delle risorse programmate che spesso vengono bloccate nell'ambito degli stessi Uffici regionali a causa di farraginose procedure di approvazione dei progetti, avvolte a causa di verifiche di screening, a volte a causa di valutazione di impatto ambientale, troppo ancorché necessarie, troppo lunghe e farraginose.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Sì grazie, Presidente. Siamo alla metà di questa finanziaria e se teniamo presente il lavoro svolto e quello che rimane ancora da fare, dove si parla adesso di ambiente ed urbanistica, ci rendiamo conto che rimane ancora molto altro da discutere, e però resto abbastanza perplesso, non credo che sia soltanto l'orario, che mi porta a dire questo, mi porta a dire questo il fatto che per un tema così importante quale l'ambiente e l'urbanistica toccati all'interno della finanziaria ci sia così poca attenzione. Io spero che non sia così, che si ravvivi il dibattito nel prosieguo del lavori, un argomento come l'ambiente e l'urbanistica, mi va di ribadirlo, è anche uno degli altri argomenti che caratterizza non soltanto un piano un programma di una legislatura, ma un po' tutti i piani, tutti i programmi che vengono fatti dagli enti locali, da chi naturalmente si vuole cimentare nel governo e nell'amministrazione pubblica. Questi due sono dei grandi temi, in questi anni noi sappiamo che abbiamo provato a trattarli, giustamente, anche, nel bene e nel male mi viene di dire, perché per ogni governo amministrazione che si rispetti, l'ambiente, l'assetto del territorio rappresentano una scommessa da affrontare e da vincere. E che sia importante credo che lo dimostri anche il momento che stiamo vivendo, il significato che ha la parola ambiente in questi giorni io credo che possiamo pure provare a chiederlo agli abitanti della Campania per vedere che cosa ne pensano e a tutti coloro che in quella Regione vi abitano. Alla parola ambiente, gestione del territorio e in particolare alle perplessità che sono vive in questo momento, quando si viene a sapere che 2 miliardi e mezzo di euro sono stati spesi dallo Stato per affrontare il problema dei rifiuti e quindi ambientale di quella Regione. Non è la prima volta, naturalmente, che vengono rivolte risorse così ingenti a quel territorio, e però, e però quando questo viene fatto, sicuramente è fatto, a discapito di altre realtà, come per esempio la nostra Regione, che viva Dio, problemi di carattere ambientale, diciamo e costi naturalmente per poterli affrontare ne ha e ne ha tantissimi. La finanziaria di questo si interessa e però perché non rimarcare che all'interno di questa finanziaria, per questi programmi, questo importante argomento sono poche le risorse che sono state messe a disposizione. Ed è anche giusto, quindi che quando si va ad affrontare quelle che sono gli emendamenti, alcuni, pure da questa parte non essendo magari presentati dal centro sinistra possiamo ritenerli interessanti se ci fosse la disponibilità. Dicevo, noi per solidarietà abbiamo condiviso che venissero smaltite in Sardegna migliaia di tonnellate di rifiuti della Campania. Non c'è altrettanta solidarietà, non parlo di quei territori, ma in particolare da parte dello Stato, nel momento in cui la nostra Regione viene, per questi problemi, spesso, lasciata sola. Noi siamo riusciti, in questi anni, e non senza sforzi, ad allontanare il problema dell'inquinamento nucleare a La Maddalena. Forse riusciremo, non lo so, me lo auguro, e non da solo, non si sa quando né come, ad eliminare l'inquinamento e il danno che ne hanno le comunità e, perché no, tutta la Regione, anche da un punto di vista dell'immagine, per ciò che riguarda la presenza dei poligoni di tiro e di tutte le aree soggette ad attività balistiche militari. Sappiamo benissimo che è la più vasta in Italia, e stiamo combattendo per evitare - credo che questo sia argomento da non sottovalutare - il transito di grandi navi petroliere all'interno delle aree che vorremo destinare esclusivamente a parco. La difesa, spesso, di queste prerogative, della necessità di impedire il transito è lasciarla purtroppo a quelle comunità; anche la Regione, in queste cose, io ritengo che dovrebbe fare qualcosa.
Dopo tre anni di attività del centrosinistra, mi domando ancora cosa rimane da fare: mi verrebbe da dire molto, per non dire tutto. E quanto può essere ancora affrontato, senza programmi e pianificazioni precise, naturalmente credo che sia una delle cose che dovremmo tutti quanti cercare di prendere coscienza, quanto possiamo naturalmente essere credibili se gli stessi programmi alle leggi che noi in qualche modo facciamo, poi, non siano nemmeno conseguenti. Purtroppo, e mi va di rimarcarlo, troppe iniziative sono, di salvaguardia anche ambientale, spesso non condivise, sono lasciate ad iniziative di carattere individualistico, e questo crea dei problemi, perché spesso ci tocca vederle nuovamente tornare indietro e, perché no, farci perdere risorse e tempo. Quando poi si parla di leggi, come dicevo, è chiaro che queste vanno finanziate. Una legge per lo smaltimento dell'amianto, se poi non ci sono le risorse per affrontare e risolvere il problema, mi sa di una presa in giro. Molti hanno aspettative da questo, eppure non si riesce a dare le risorse giuste. Troppe volte ci capita di avere davanti delle malattie degli animali, alle quali noi in qualche modo vorremo far fronte, però, se a questo si facesse fronte con maggiori controlli, con presidi più puntuali, se si destinassero per questo le risorse necessarie e si assumessero le professionalità che pure sono presenti e che continuiamo ad utilizzare in maniera precaria e discontinua, io credo che forse potremmo fare qualche cosina di più. All'interno di questa finanziaria, e non soltanto in questo articolo, esistono emendamenti che sono rivolti proprio a risolvere questo problema. Io credo che non sia da noi, per il tempo in cui viviamo, per la maturità che vogliamo dimostrare verso l'esterno, che si possa sperare nella clemenza del tempo per evitare i danni delle alluvioni, i danni delle siccità, i danni degli incendi, se non si realizzano le infrastrutture, se non si ricercano e si fanno crescere le professionalità, se non ci si dota dei mezzi adeguati. Sappiamo tutti che ambiente è qualità della vita, capacità di attrazione e sviluppo, sviluppo compatibile, naturalmente, però, io mi domando, visto che leggo il giornale di oggi, è possibile che sia compatibile una "131" solo nell'area di Cagliari, e non sia più compatibile quando dal centonovesimo chilometro in su si addentra per arrivare ad altre realtà? Io queste cose non le condivido, e non condivido nemmeno che queste decisioni siano lasciate ad una persona sola, perché troppe volte abbiamo visto che siamo dovuti tornare indietro, con quelli che sono i danni che ne sono conseguenti. Io credo che proprio su questo bisogna un attimino riflettere. Lo sviluppo compatibile, se è compatibile una parte della Sardegna, è compatibile anche dall'altra parte, specialmente, poi, quando si tratta di infrastrutture che hanno nella propria essenza il valore di sviluppo, qual è appunto quello che si candida non soltanto una parte della nostra Regione. Noi non ci dobbiamo lasciar trascinare dall'emotività e dalle pressioni che spesso provengono da chi governa e gestisce grandi interessi, in particolare nell'ambiente. Allora, quando si parla di eolico, così come si sta realizzando in Sardegna, io credo che a nessuno sfugga che esiste il bisogno forte di un piano energetico e di norme precise che evitino la concentrazione e il grande impatto che in alcune zone sa davvero - scusate il termine, forse qui dentro non è dovuto -, ma proprio, davvero, di mascalzonata nei confronti di quei territori. Basta andare in alcune parti della Sardegna per vedere quello che sta avvenendo. L'assetto del territorio, che abbiamo previsto di gestire attraverso il piano paesistico, sta creando problemi, sia lungo le coste che all'interno. L'edilizia, anche quella sana, sta marcando il passo, e noi, in Sardegna, con un'economia asfittica, credo che non sia il solo a dirlo, non ci possiamo permettere di trattare in questo modo un così importante settore. Ben venga il comma 15 di questo articolo, che migliora sicuramente l'attività possibile nei centri storici, però, colleghi, Assessore, io credo che una legge urbanistica si faccia sempre più impellente, e, se ricordo che questo era anche un impegno aveva preso questa maggioranza, devo dire che maggior sforzo deve essere fatto nel breve per poter dare una risposta. Noi non possiamo rinviare ulteriormente una legge sulle cave, Assessore, una legge che era già pronta nella precedente legislatura, che lei già conosce, e che probabilmente è condivisa in buona parte, e forse in altre parti no. Però, io voglio precisare, è meglio non avere una legge sulle cave o è meglio che le cave chiudano, o è meglio ancora lasciare una libertà? Credo che in questo tipo di situazione noi siamo, e dalla quale io credo bisogna uscirne anche velocemente.
In questo articolo della finanziaria si prevedono risorse da destinare una volta ancora agli interventi di bonifica, è l'ultima cosa che tocco. Bonifica di siti contaminati della Regione, proprio il primo, preoccupandosi di indicare solo e sempre i siti da bonificare della zona del Sulcis, mai ricordando che in Sardegna ne esistono tanti altri, a cominciare dall'area industriale di Porto Torres. A proposito del recupero e della valorizzazione…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Masia, prego.
MASIA (Gruppo Misto). …ho detto che sto concludendo, io credo che ci sarebbe di sicuro molto da fare e da riflettere. E' una delle cose, sicuramente, nella quale noi ci dobbiamo impegnare, e che per la bonifica, per il recupero, per il risanamento, per il rilancio di questi siti occorre coinvolgere le industrie che vi operano e quelle che vi hanno operato e quelle che hanno intenzione di operarvi. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Masia. E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente, Assessori. Mi riallaccio all'intervento del Presidente della quinta Commissione, il collega Licheri, per rimarcare una considerazione, e cioè che la valutazione della Commissione sulla proposta di legge finanziaria da parte della Giunta, proposta dalla Giunta regionale, è stata una valutazione negativa. Se voi, colleghi, andate a leggere il parere della Commissione sulla proposta della giunta, leggerete un giudizio totalmente negativo. La Commissione ha fatto una serie di osservazioni, una serie di valutazioni, una serie di proposte, non ha voluto avanzare proposte di emendamento, accogliendo il suggerimento procedurale che veniva dai componenti della terza Commissione, secondo i quali gli emendamenti sarebbero stati valutati in quella sede, ebbene, se andiamo a esaminare anche la valutazione fatta dalla terza Commissione, ci rendiamo conto, colleghi, che neanche in quella sede un suggerimento, nessun suggerimento da parte dei componenti della quinta Commissione è stato adottato, è stato approvato, è stato recepito. Eppure, la quinta Commissione ha espresso il suo parere sulla base delle numerose critiche che sono emerse durante i lavori della Commissione stessa, in conseguenza delle audizioni dei soggetti istituzionali, dei soggetti pubblici, dei soggetti privati, e dall'ascolto, e aggiungo anche dal dialogo con i cittadini valorizzando le diverse sensibilità che sono emerse nell'ambito di mesi di lavoro, perché la quinta Commissione in tema di ambiente o di agricoltura, così come le altre Commissioni, non lavora solo in occasione della manovra di bilancio, affronta i problemi dell'ambiente durante tutto il corso dell'anno. E' naturale quindi che nel momento in cui valuta la manovra di bilancio proposta dalla Giunta cerca di far confluire il proprio contributo, e far sì che i problemi, le esigenze del settore trovino risposte in quell'occasione. Eppure anche dal lavoro della terza Commissione vediamo che non emerge alcun recepimento da parte di queste proposte, di queste considerazioni, di queste attenzioni. E' una Commissione di imbecilli? E' una Commissione di idioti? E' una Commissione di persone che non rappresentano il territorio? Che non rappresentano la politica della Regione? Che non rappresentano nulla di nulla? Io credo che l'assessore Morittu e l'assessore Secci possano testimoniare che tanto imbecilli non sono, che tanto idioti non sono, che ci sono intelligenze, sensibilità, volontà di dare contributi e che lo spirito è uno spirito costruttivo. Fatta questa premessa, se poi si arriva in aula e la proposta non condivisa viene unilateralmente portata avanti da parte della Giunta, quale è la valutazione di questo scontro, questo attrito tra diverse competenze? Ci sono soggetti che capiscono tutto e soggetti che non capiscono niente? Ci sono soggetti che rappresentano tutto e soggetti che non rappresentano nessuno? Abbiamo tutta la verità da una parte e tutte le bugie dall'altra? Tutta la ragione da una parte e tutto il torto dall'altra? Io credo di no, e nel parere della Commissione, così come nelle parole del presidente Licheri stamattina, avete sentito tutta una serie di tematiche non degli ambientalisti dell'ultimo momento, ma di coloro che sono preoccupati dell'ambiente, di coloro che hanno la modestia di voler rappresentare qualcosa, qualcuno, un piccolo contributo per il miglioramento della propria qualità della vita intesa come propria, intesa come della propria Regione. Allora Assessore, siccome credo che non ci siano né idioti né imbecilli all'interno del Consiglio, probabilmente c'è un problema di esercizio dell'arte o della scienza e della politica, intesa come capacità di individuare i contrasti tra loro e trovare quindi delle soluzioni che possano far venir meno questi contrasti. E il problema, cari colleghi, vorrei estenderlo un attimino, perché non si pone soltanto per quanto riguarda l'approccio della Commissione ambiente o della Commissione agricoltura, si pone per tanto tempo nel momento in cui esiste, in maniera sempre più evidente, sempre più palese e acclarata un problema grosso, che è il problema dei problemi, cioè il problema che va individuato nella gestione dei poteri del Presidente della Giunta da una parte e del Consiglio dall'altra. Attenzione, io non parlo di competenze, perché le competenze le specifica la legge, e nessuno vuole fare invasioni di campo nell'immaginare che ci possa essere un settore gestionale nel quale l'organo legislativo, che ha funzione di indirizzo di controllo ad effettuare le leggi, vuole entrare e invadere il campo di competenze altrui; non è questo il problema. Però, per un argomento come quello che abbiamo all'ordine del giorno oggi, cioè l'approvazione della legge finanziaria in cui la sfera di competenze del Consiglio è piena, in cui la Giunta ha una proposta, esiste la necessità di trovare un'armonia tra le due competenze, tra le due sfere di azione, non si può procedere unilateralmente sbattendo sul tavolo la finanziaria e dire: questa è la mia finanziaria! Me la dovete approvare. Non si può rimanere sordi rispetto ad una Commissione, rispetto ad un insieme di commissari che, all'unanimità, quasi, e lo ribadisco, quasi all'unanimità sta chiedendo che vengano prese in considerazione determinate esigenze. Allora, senza avere la pretesa di elaborare una disciplina dei rapporti tra Presidente, Consiglio, ma anche dei rapporti che si riflettono sulla Giunta, sui partiti, ovunque ci siano soggetti che sono organizzati, che hanno rappresentato qualcuno al momento in cui si sono presentate le elezioni regionali, esiste un problema di creare un'armonia tra le diverse esigenze, tra le diverse aspettative. Io mi auguro che nell'intervento conclusivo che farà la Giunta, indichi le strade attraverso le quali si può arrivare a questa armonia, e che nel dare i pareri sugli emendamenti, la Giunta tenga presente dell'esigenza di rendere armonico il Consiglio, di rendere armonico il voto, in maniera tale che gli obiettivi che ci siamo posti come programma e con il quale ci siamo presentati ai cittadini, li raggiungiamo, e li raggiungiamo con soddisfazione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Uggias. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io sottoporrò due questioni, una di carattere generale e una di carattere specifico in relazione ad alcuni emendamenti che sottoporremo all'attenzione dell'Aula. La questione di carattere generale prende spunto dal titolo del Capo terzo del disegno di legge che stiamo esaminando "ambiente e governo del territorio", e per porre non tanto all'Assessore, ma, come abbiamo fatto stamattina, per sollecitare l'urgente convocazione in aula del Presidente della Giunta regionale perché ci chiarisca, il Presidente, se gli atti posti in essere e i comportamenti siano tutti improntati ai criteri di legalità e trasparenza. Perché vedete, ci viene il dubbio che forse c'è qualcosa che nelle politiche di governo del territorio non va, se è vero, e non lo dice chi per partito preso o non viene dai banchi dell'opposizione, ma lo dicono i Giudici del Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, cioè lo dicono i Giudici della Repubblica italiana, che in una vicenda specifica che attiene al governo del territorio, addirittura la Regione ha posto in essere un comportamento che configura uno sviamento di potere. Per chi non è avvezzo a nozioni di ordinamento amministrativo, lo sviamento di potere riguarda la situazione in cui un'autorità esercita i suoi poteri per uno scopo diverso da quello per cui le sono stati conferiti. E cosa ci dicono i Giudici del Tribunale Amministrativo della Sardegna in relazione a questo caso specifico, che la Giunta regionale in realtà ha dimostrato di aver voluto realizzare un altro progetto, che nessuno conosce, sono le parole testuali, e che nemmeno è stato allegato alla delibera in questione. Io, siccome non conosco gli atti…
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, cerchiamo di rispettare l'argomento all'ordine del giorno…
PITTALIS (Gruppo Misto). Di rispettare che cosa, Presidente? Sto parlando delle questioni oggetto di questo articolo. Di che cosa? Sto parlando delle questioni della tutela dell'ambiente e del governo del territorio…
PRESIDENTE. La sto solo pregando di attenersi…
PITTALIS (Gruppo Misto). …e allora poi sottoporrò in relazione… Presidente, non mi deve dire nessuno cosa debbo dire. E neanche lei.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis non c'è necessità che si scaldi tanto, la sto solo richiamando a rispettare gli argomenti che stiamo trattando.
PITTALIS (Gruppo Misto). Allora mi lasci dire e non voglio perdere il filo di quello che sto dicendo. Allora, non è che l'assessore Secci le deve suggerire di riportarmi all'argomento, Presidente!
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, la prego, mi scusi onorevole Pittalis. La Presidenza non ha necessità di suggerimento da chicchessia. Rispetti l'argomento all'ordine del giorno.
PITTALIS (Gruppo Misto). Allora sarà l'assessore Secci eventualmente, se ha qualcosa da dire, a rispondere; io sto leggendo parole, sto riportando cose scritte dai giudici della Repubblica italiana, di un tribunale sardo, va bene? O cosa c'è la censura anche per dire quello che si può e si deve convenientemente dire in quest'Aula? E allora, dicevo, un progetto, dicono i giudici, alternativo rispetto a quello in fase di attuazione. E, udite udite, pare, secondo i giudici, che l'idea originaria fosse quella di rendere impossibile il completamento di opere già avviate. Il fine perseguito, quindi, non sembra essere stato tanto quello - ecco il problema, Assessore, che io le voglio sottoporre - non è stato tanto quello di tutelare e salvaguardare un'area pregevole, quanto di cambiare la tipologia di intervento essendo cambiato, nel frattempo, più che la sensibilità verso il paesaggio l'orientamento della Giunta regionale e del suo Presidente nei confronti di tale intervento. Allora, la domanda che sottopongo all'attenzione dell'Assessore, visto che è lui oggi il nostro interlocutore, è se questa è la filosofia di governo delle politiche ambientali e di tutela del territorio della Giunta regionale e del suo Presidente. Lo dico, non alla luce di una mia valutazione o di una mia considerazione, lo dico alla luce di valutazioni che ho testualmente riportato e che sono scritte, nero su bianco, dai giudici di un tribunale della Sardegna e, come mi insegna l'onorevole Salis, le decisioni devono essere sempre rispettate sia, appunto, che abbiano in qualche modo come bersaglio atti o provvedimenti della Giunta, di questo o di quel colore politico, perché sono sempre sentenze di giudici che, come tali, vanno criticate quanto si vuole, ma vanno rispettate. E quindi ecco perché io sollecito nel rispetto della legalità - nel rispetto della legalità! - di spiegare qual è questo fondamento di sviamento di potere che i giudici della Repubblica italiana e del tribunale della Sardegna hanno messo bene in evidenza.
Secondo aspetto. Noi abbiamo presentato due emendamenti, due emendamenti che sono indirizzati a due calamità, che si sono verificate nel luglio del 2007 e nel novembre del 2007. In particolare, in ordine alla prima, è quel terribile incendio, per chi ricorda i fatti, che è partito dai comuni del territorio di Oniferi attraversando la zona di Pratosardo nel Comune di Nuoro e arrivando fino al Comune di Orune; e ricordo che in quell'occasione intervenne il Presidente della Giunta regionale, ma mi pare anche l'Assessore intervenne in quell'occasione, e fu un atto di altissima sensibilità che i cittadini e le istituzioni locali apprezzarono. Però in quell'occasione sia il Presidente e se non ricordo male, ce lo dirà lui, anche l'Assessore spesero oltre alle consuete parole di solidarietà dovute, spesero anche parole di altra natura, cioè di una vicinanza e anche di un intervento solidale fatto di risorse che sarebbero state approntate e previste nella finanziaria, quella di cui noi oggi ci stiamo occupando. Io, Assessore, per la verità non ho visto traccia di nessun intervento per tutti quei pastori, per tutti quegli agricoltori, per gli artigiani, per tutti coloro che hanno subito ingenti danni, appunto, e che comprendono tutti i comuni da Oniferi, Orani, Sarule, Nuoro, Orune e via discorrendo. Quindi è un emendamento questo che forse pone un riparo ad una svista, chiamiamola così, o ad una dimenticanza, se di dimenticanza si tratta, altrimenti vorrà dire che quella è stata una visita dovuta, una vista d'ufficio senza però alcuna attenzione, come sarebbe d'obbligo.
Abbiamo presentato anche un altro emendamento che questa volta fa riferimento ad altri fatti calamitosi, che sono quelli della fine novembre 2007, che hanno colpito comuni come Padru, Budoni, Lodè, Posada, Torpè, colpiti cioè da eventi alluvionali. Anche qui vi è stata una parata, una solidarietà, è stato fatto tutto quello che formalmente esteriormente si poteva fare ma, in concreto, quelle popolazioni ancora attendono che alle promesse seguano i fatti. Anche in questo contesto abbiamo previsto la possibilità di un finanziamento, un contributo straordinario per dare soddisfazione sia ai privati che, logicamente, per il recupero dei territori interessati dal dissesto idrogeologico come intervento straordinario in favore dei comuni. Ecco perché riteniamo che siano emendamenti che, al di là del fatto che riguardino aree specifiche, sono quelle per le quali la Giunta e lo stesso Assessore si erano impegnati.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Pittalis.
E' iscritto a parlare il consigliere Scarpa. Non è in aula quindi decade.
E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Non è in aula quindi decade.
E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori e colleghi, noi stiamo discutendo l'articolo 5 della finanziaria che è un articolo importante, importantissimo, che riguarda l'ambiente e il territorio, ma è importante soprattutto perché questa Giunta regionale ha caratterizzato la sua azione di governo soprattutto nella valorizzazione dei temi ambientali e territoriali. Quindi, a quattro anni quasi dall'insediamento di questa Giunta regionale, noi ci saremmo aspettati risultati importanti sotto questo profilo, però devo dire che i risultati purtroppo non ci sono e anzi devo dire che in materia ambientale forse se andiamo a fare i conti della serva finisce che le passate Amministrazioni regionali, che non erano caratterizzate come vuole essere questa Giunta regionale, hanno fatto molto di più di quanto non abbia fatto questo Governo della Regione. Non mi riferisco solo ai problemi di natura territoriale, problemi urbanistici, che sono sotto gli occhi di tutti e alcuni ne hanno già parlato, quello che sta succedendo in Sardegna lo sappiamo tutti, praticamente questo Governo della Regione sta imponendo scelte nel territorio che travalicano le competenze dei Comuni, degli enti preposti e, di fatto, sta facendo delle azioni che poi puntualmente...
PRESIDENTE. Colleghi, vi prego. Grazie.
LADU (Fortza Paris). Dicevo, fa delle azioni che puntualmente vengono cassate dagli organi competenti. Abbiamo visto cos'è successo anche i giorni scorsi, praticamente cosa ha detto il TAR per quanto riguarda Tuvixeddu, e quindi io non so questo Governo regionale quando e chi dovrà pagare per tutti i danni che sta facendo questo Governo regionale, perché il vero problema è questo, perché non vorrei che siamo tutti noi cittadini, alla fine, che paghiamo i danni che state facendo voi, ma non perché sono danni causati per un incidente amministrativo che può anche succedere, questi sono danni che voi avete perseguito pur sapendo che stavate sbagliando. Io credo che la Regione dovrà effettivamente impegnare nel futuro parte del suo tempo e delle sue risorse per sanare questi danni.
Ma non è tanto... perché di questo se n'è già parlato, io vorrei parlare soprattutto del problema relativo ai parchi nazionali e regionali. Allora, fino ad oggi bisogna dire che questo Governo regionale non è riuscito ad approvare un solo parco regionale, un solo parco regionale! Eppure, insomma, proposte ce ne sono diverse sul tavolo anche del Consiglio, però praticamente i parchi regionali sono rimasti dov'erano. Per non parlare poi della situazione dei parchi nazionali, perché anche questi io credo che alla fine un bilancio bisogna farlo, bisogna fare un bilancio per quello che sta succedendo nel Parco dell'Asinara, io non lo so, l'Assessore ci dirà se ritiene che quello che sta succedendo oggi nel Parco dell'Asinara sia una situazione che accettano le popolazioni, se la Sardegna sta ottenendo grandi vantaggi da questo Parco, o forse dobbiamo rimpiangere anche i tempi passati, quando almeno lavoravano diverse centinaia di persone che oggi, invece, vediamo che così rimanendo la situazione per quanto riguarda il Parco dell'Asinara, io credo che non serva assolutamente a nulla. Tant'è, che credo che bisogna assumere delle determinazioni, bisogna fare in modo che questo diventi un parco vero, che sia produttivo, che sia importante per quanto riguarda la crescita e lo sviluppo del territorio.
Abbiamo poi la situazione del Parco de La Maddalena. Il Parco de La Maddalena, abbiamo visto cosa sta succedendo, l'Amministrazione comunale ha già detto, ha già iniziato a deliberare contro questo parco e quindi non lo vogliono più. Allora, evidentemente qualcosa non funziona, se questi parchi importanti, nazionali, non li vogliono già più le Amministrazioni direttamente interessate, allora il problema ce lo dovremo porre. Io credo che su questo bisognerà fare una sessione che studi veramente, che faccia un'analisi seria per quanto riguarda questi parchi e vedere se questo modello di parco che noi stiamo portando avanti è ancora compatibile con le esigenze della Sardegna e dei sardi o se non sia opportuno pensare un'altra forma di gestione dal punto di vista ambientale di queste aree.
C'è poi, sempre per quanto riguarda i parchi nazionali, la questione del Parco del Gennargentu. Abbiamo visto com'è andato a finire anche questo, purtroppo scelte calate dall'alto senza che ci fosse l'assenso delle Amministrazioni direttamente interessate, oggi i risultati sono che praticamente non se ne farà assolutamente nulla. Ecco, io credo che una politica più oculata da parte dell'Amministrazione regionale, oculata nel senso di coinvolgimento delle popolazioni, sono convinto che avrebbe raggiunto risultati più importanti. Ma dico questo, Assessore, perché evidentemente l'esperienza del passato non è servita, non è servita assolutamente a questa Giunta regionale, perché io posso ricordarle, Assessore, che voi avete una proposta di parco regionale che è il Parco di Tepilora, che è già quattro anni depositata sugli scaffali di questo Consiglio regionale e che questa maggioranza non si decide di esaminare e di approvare e quindi un Parco, quello sì voluto dalle popolazioni, c'erano state delibere del Consiglio comunale che chiedevano esplicitamente l'istituzione di un parco regionale, invece non si è fatto assolutamente nulla. Dopo quattro anni questo Governo della Regione fa una proposta non più relativamente al Parco di Tepilora, ma inventa un Parco fluviale dove praticamente a quel territorio si aggiunge un fiume, quindi si crea questa magica proposta di Parco fluviale. Io credo che anche su questo, se l'Amministrazione regionale avesse ragionato un po' sulla base delle esperienze passate, mi riferisco al Parco del Gennargentu, probabilmente sarebbe riuscita ad avere anche l'assenso dei Comuni che sono direttamente interessati, mentre oggi vediamo che questa Giunta regionale vuole fare un parco fluviale in quei territori quando non tutti i Comuni sono d'accordo. Più specificamente c'è il Comune di Torpè che comprende l'80 per cento dell'area del parco fluviale che è contraria a questa proposta, bene, nessuno si preoccupa di ragionare con questo Comune o vedere di arrivare ad un accordo, nel senso che bisogna fare una proposta che sia condivisa da tutti i Comuni direttamente interessati, bene, questo Governo della Regione con la Provincia di Nuoro in testa, che sta portando all'ordine del giorno del Consiglio la proposta, praticamente vuole approvare una proposta di parco senza che ci sia il consenso dei Comuni interessati, di tutti i Comuni interessati, perlomeno dei Comuni che hanno maggiori competenze, perché una cosa è che non sia d'accordo un Comune che abbia l'1 per cento del territorio, altra cosa è che si tratta di Comuni che hanno l'80 per cento. Allora, questa è una vergogna, Assessore, che voi permettiate che vada avanti una proposta del genere anche contro la volontà dei Comuni e questo lo dovrà spiegare, è un'autentica vergogna, sarà il motivo per cui questo parco non decollerà come non sono decollati gli altri parchi! Allora, io credo che sia assolutamente indispensabile andare a ragionare con i Comuni che sono i veri interlocutori, quelli che fruiscono veramente del territorio e quelli che hanno competenza nella gestione del territorio e raggiungere un accordo con loro. Questa maggioranza non lo sta facendo, sta - come dicevo prima - approvando un parco senza il consenso dei Comuni, almeno quelli che sono maggiormente interessati. Io credo che questo sia un fatto gravissimo, un'imposizione a un Comune di un parco che di fatto non vuole perché non c'è nessun accordo in merito. Ma io, Assessore, dirò anche un'altra cosa, avrei voluto che questa gente ci fosse andata a vedere il territorio, qui si sta approvando un parco fluviale ma non è il fiume Temo che è un fiume navigabile, che scorre tutto l'anno, dove io avrei potuto capire anche l'esigenza e la possibilità di far nascere un parco fluviale, noi stiamo facendo nascere un parco fluviale in un fiume che è secco, che d'estate è un rigagnolo, che acqua non ce n'è! Ma mi volete spiegare che parco fluviale può nascere in una zona, in un territorio dove acqua almeno per sei mesi l'anno non ce n'è, ma che parco fluviale volete far nascere! Io credo che questa è una vergogna, qui non si possono sprecare risorse, perché la Regione probabilmente ha delle risorse che deve destinare al territorio, risorse che probabilmente andranno a fare opere, più che opere progetti, come di fatto credo che succederà. Abbiamo visto anche cos'è successo fino adesso perché non se ne è parlato, ma lo voglio dire qui anche per quanto riguarda le zone SIC e ZPS, ci sono 5 milioni di euro, bene Assessore, poi mi dirà dove sono andate a finire queste risorse, queste risorse sono andate a finire per la stragrande maggioranza in opere di progettazione, allora bisogna andare a vedere come...
PRESIDENTE. Concluda, grazie.
LADU (Fortza Paris). ...come dobbiamo spendere queste risorse perché se noi dobbiamo fare interventi, perché dobbiamo fare una sorta di "progettopoli", non va bene perché queste risorse stanno andando anche queste nel Parco fluviale, siccome sapete benissimo che lì non si può fare assolutamente un parco fluviale perché la situazione è quella che è, probabilmente volete distribuire un po' di incarichi di progettazione e quindi sarete contenti che avete dato un po' di incarichi, avete accontentato un po' di studi però le opere rimarranno come devono essere. Quindi concludo dicendo che...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Ladu...
LADU (Fortza Paris). ...vorrei che questa Giunta regionale e in modo particolare l'Assessore competente che è stato anche amministratore si rimetta nei panni degli amministratori stessi e prenda in considerazione qual è la volontà dei comuni perché senza la volontà dei comuni non c'è nessun parco che...
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente, non ho intenzione di utilizzare integralmente il tempo a disposizione, ma voglio fare un riferimento che ritengo sia degno di nota rispetto a un orientamento politico che si è rappresentato in questa legislatura in maniera direi sostanzialmente coerente e che è stato poi anche l'oggetto del confronto e della discussione politica, del dibattito e in qualche caso anche molto acceso, anche con contrasti vivaci tra minoranza e maggioranza. E anche all'interno della maggioranza, con tutti i dubbi e le perplessità che nascono quando si tratta per una Regione come la nostra del patrimonio principale, su cui si fonda anche la prospettiva di sviluppo cioè le nostre bellezze naturali, l'ambiente di questa nostra Isola che veramente è rara e preziosa per l'intera umanità, un gioiello del Mediterraneo. La scelta che ha fatto la Giunta regionale, direi la scelta che ha fatto questa maggioranza, è quella che poi c'è stata anche in qualche modo riportata alla memoria nel corso del dibattito ultimo che c'è stato in occasione della discussione della mozione sul trasporto e il trattamento dei rifiuti provenienti dalla Campania. Noi abbiamo scelto di fondare le prospettive di sviluppo della Sardegna sull'ambiente, per questo ci siamo dotati di una normativa idonea in materia di paesaggio, per questo interveniamo sempre di più ad affrontare i problemi che riguardano trattamento e smaltimento dei rifiuti, abbiamo organizzato e riorganizzato il trattamento dei rifiuti solidi urbani, sollecitato l'utilizzo di dinamiche e di procedure di protocolli di raccolta e trattamento differenziato dei rifiuti, abbiamo sollecitato il Consiglio regionale, la competente Commissione ad affrontare i problemi di natura urbanistica, è in fase di discussione presso la Commissione competente anche la nuova normativa in materia urbanistica, e abbiamo su questo più di una volta agito in modo mirato con dotazioni finanziarie specifiche come facciamo anche con questa finanziaria e in modo particolare per quanto riguarda le lagune e quindi per l'altra parte rilevante del nostro ambiente naturale oltre l'interno e le coste, cioè la parte relativa alle zone umide. Questa nostra azione, noi riteniamo, il mio partito, le formazioni politiche della sinistra, riteniamo che possano essere oggetto finalmente anche di un percorso strategico condiviso che utilizza in pieno le possibilità che ci sono fornite dallo Statuto speciale di autonomia e in questa direzione abbiamo presentato una proposta di legge che rilancia il valore pieno dell'articolo 13 dello Statuto speciale, cioè il Piano di rinascita che qualcuno ritiene, secondo me a torto, norma esaurita. Le norme costituzionali è difficile che si esauriscano, molto complicato definirne l'inizio e la fine, molto complicato definire che cosa significa prevedere attraverso il concorso tra Regione e Stato della definizione di una pianificazione che riguarda lo sviluppo della nostra terra e riguarda lo sviluppo in funzione di un'acquisizione in condizioni di parità rispetto al resto delle Regioni più evolute d'Italia e d'Europa, per cui riteniamo che quella norma abbia ancora una validità. E che cosa abbiamo ritenuto di sollecitare all'attenzione poi dalla Giunta, del Consiglio, attraverso la nostra proposta? Abbiamo ritenuto di sollecitare attraverso questa proposta una elaborazione di un progetto di sviluppo, di un'idea di sviluppo che finalmente non nasca attorno agli interessi del resto del Paese, come per esempio, la parte relativa allo sviluppo industriale che ha visto protagonista questa Regione nell'elaborazione primaria nel trattamento di materiali, di materie prime provenienti da altri mercati come il petrolio e che anzi hanno visto prevalentemente compromettere l'ambiente naturale anziché valorizzarlo. Noi pensiamo quindi di non essere più la Regione nella quale si deve produrre in funzione dello sviluppo del resto del Paese, ma pensiamo di essere una Regione nella quale si può sperimentare una nuova tecnologia, una nuova tecnica, una nuova industria, che è quella ambientale, in grado di essere anche esportata. E per fare questo abbiamo bisogno di incidere con investimenti che hanno una dimensione recuperando anche tutto quello che non abbiamo avuto come risarcimento di quanto abbiamo dato. A tutti non può sfuggire che la Sardegna è stata perforata, in qualche caso, in alcuni territori violentata per l'estrazione di materie prime, per l'estrazione mineraria, e anche oggi lo è in alcuni casi, lo vorrebbe ancora rimanere e le grandi partecipazioni statali, le grandi imprese dello Stato che hanno fornito attraverso queste materie l'apparato industriale del Nord, sono andate via senza porre rimedio al danno fatto, cosa che non risulta essere così in altre Regioni d'Italia, per esempio in Toscana dove lì ne rimane, mette a posto l'ambiente, mette i soldi e ne mette molti, ma molti, ma molti di più di quanto ne abbia lasciato in Sardegna, anzi, andrebbe aperta una vertenza con lo Stato secondo me anche sotto il profilo della legalità dei comportamenti che lo Stato ha avuto nei confronti di questa Regione proprio sotto questo aspetto. In parte potrebbe essere superato come, proprio attraverso l'articolo 13 dello Statuto cioè con un concorso volontario dallo Stato, a ripagare nel settore proprio delle bonifiche, che sono comunque necessarie, il danno determinatosi in questo territorio per l'attuazione di un'idea di sviluppo che viene da altre parti, che è stata elaborata e però diretta da Roma. Seconda questione, noi riteniamo che questa Regione abbia la possibilità di valorizzare alcune sue produzioni e molto di più si sarebbe potuto fare se lo Stato fosse stato in qualche misura coerente rispetto allo Statuto; parlo dell'altra partita, dell'articolo 14 dello Statuto, che è quello che determina la successione diretta dei beni demaniali dismessi in capo alla Regione. Buon risultato sicuramente della Giunta, di questa maggioranza, dell'intero Consiglio, delle forze politiche, ma la Giunta ha avuto il suo merito, in questo anche il Presidente ha diretto perfettamente la vertenza con lo Stato per la liberazione della Maddalena dalla servitù militare americana. Rimane il fatto che gran parte del nostro territorio è ancora sottoposto a servitù, gran parte di questo territorio è violentato e inquinato, gran parte delle affezioni che lì si registrano hanno una causa che è riconducibile al tipo di esercitazioni che si realizzano. Anche lì, altra partita di risarcimento, altra possibilità di sviluppo, rimediando al danno fatto…
PRESIDENTE. Concluda prego, onorevole Uras.
URAS (R.C.). …e al contempo consentendo modalità di sviluppo di quei territori sotto il profilo civile più utili di quelle attuali.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie, Presidente. Era il 29 maggio del 2007, si approvava la finanziaria regionale, legge numero 2 del 2007 della Sardegna, e si approvava l'articolo 13 comma 11. L'articolo 13 comma 11 della legge regionale numero 2 del 2007 diceva: "Entro sessanta giorni dall'approvazione della presente legge la Giunta regionale presenta al Consiglio regionale un disegno di legge contenente una disciplina specifica che detti norme per la ristrutturazione, il risanamento e l'integrazione urbanistica dell'insediamento di Testimonzos nel Comune di Nuoro, in armonia con i principi della pianificazione urbana e paesaggistica". E' solo l'ennesimo esempio che vi porto per dire quanto la Giunta regionale tenga o ottemperi alle disposizioni del Consiglio regionale. Anche questo provvedimento, anche questo disegno di legge, previsto nella legge regionale numero 2 del 2007, non è stato portato neanche all'attenzione della Commissione competente. Anche in questo caso è l'ennesimo casi è il caso di inottemperanza della Giunta regionale e del suo Presidente. In quei banchi oggi non c'è nessuno che potrà rispondere a questo comma, o rendere conto di questo comma e di questa norma. Presidente e Vicepresidente del Consiglio, è scandaloso che in quel banco ci sia un solo un Assessore, per giunta con poche competenze per rispondere a tutto quello che c'è in questo articolo, e c'è in questo comma, a tutte le domande che il Consiglio lecitamente pone. Perciò a chi parliamo? Parliamo tra di noi? Parliamo tra consiglieri regionali che subiscono passivamente l'arroganza della Giunta o meglio, perdonatemi la Giunta non è arrogante è passiva. E' arrogante il suo Presidente che non manca occasione per delegittimare i suoi Assessori e questo Consiglio. Ricordo questo fatto per ricordare che anche per quest'anno, per l'ennesima volta, c'è in questa finanziaria un emendamento che tenta di dare una risposta alle ruspe che stanno decimando in diversi territori le azioni, pur abusive, alcune di necessità, che ci sono nella nostra isola. Nella nostra funzione di minoranza possiamo solo proporre, proporre soluzioni, soluzioni che non vengono prese in considerazione da questa maggioranza e tanto meno dal suo Presidente; cos'altro dobbiamo fare se non proporre delle possibili soluzioni che cercano di avere l'attenzione di questa Assemblea legislativa? O ci dobbiamo ricordare di alcuni territori soltanto quando leggiamo sui giornali che ogni cinque giorni c'è un morto ammazzato? O dobbiamo far passare sotto silenzio che c'è una situazione economica e sociale nella nostra isola, in alcuni territori in particolare, che dovrebbe farci riflettere sull'azione politica e amministrativa? O sono queste azioni e queste reazioni cosa diversa e non ricollegabile all'azione dello Stato, all'azione della regione, all'azione delle istituzioni, siamo esenti da colpe su questo? Oppure stiamo soltanto pensando a prenotare il volo aereo per Roma per andare a cercare di elemosinare un seggio, singolarmente come molti in quest'Aula stanno facendo da diverse settimane?
La distanza tra la politica e la gente sta proprio in queste cose, sta nel fatto che qui noi siamo per pensare di risolvere i problemi altrui, non per consolidare benefici, rendite di posizione o future luminose carriere politiche che possono ma essere stroncate in una giornata di voto, e mi auguro che solo così vengano stroncate, e non con la reazione della gente. I colleghi, il collega Pittalis e altri colleghi, hanno portato all'attenzione di quest'Aula alcune promesse della Giunta, hanno portato all'attenzione di quest'Aula le azioni che sono state promesse di intervento a seguito dell'ennesimo volo in elicottero sulle zone danneggiate e quei territori, ovunque essi siano, poco importa che siano sul nuorese, sull'oristanese, sulla Gallura, sul cagliaritano, stanno chiedendo risposte da voi, da noi perché non mi escludo ovviamente. Stanno chiedendo risposte reali! Stanno chiedendo l'attenzione per la quale noi ci siamo presentati alla gente chiedendo: io mi voglio candidare a rappresentare i tuoi problemi, le tue esigenze, a portare delle soluzioni, a rappresentare nell'assemblea legislativa delle soluzioni! Eppure a tutto questo l'Aula dimostra massima indifferenza.
Così come massima indifferenza si pone da parte di quest'Aula quando leggiamo sui quotidiani, come stamattina, che il Presidente della Regione decide, da solo, riproponendosi come vecchi personaggi del passato, a volte triste di questa Nazione e di questa Regione, decidendo lui che dal centonovesimo chilometro della Carlo Felice ci sarà la superstrada e non l'autostrada, perché ci sono dei vincoli ambientali che lui ha deciso, che lui proclama dei quali in forma attraverso la stampa i cittadini sardi ben guardandosi dal venire in quest'Aula a discutere anche di quello. A discutere in una Assemblea democratica con un confronto corretto, con un confronto leale, e invece noi sopportiamo in silenzio e di questo ve ne farò colpa. Grave colpa che in un giorno di finanziaria nessuno di voi abbia avuto la dignità di richiamare il Presidente su quel banco, su quella poltrona per dare dignità a noi, per dare dignità a questa Assemblea, per dare dignità quello che abbiamo come indennità. E invece siamo tutti soggetti passivi, sopportiamo in silenzio e sopportate in silenzio come servi sciocchi. E sopportiamo in silenzio le buffonate alle quali siamo soggetti e proposti da questo Presidente. Che mi costringe a trovare i termini il più possibile educati per definirlo, perché siamo in una Assemblea legislativa. Non mi vedrete mai fare barricate, sollevare i banchi, portare il maglioncino rosso con gli occhiali scuri e con la fetta di mortadella in quest'Aula, sono cose condannabili: dobbiamo dare il buon esempio, quello è un cattivo esempio, perché so fare l'esame anche di chi sbaglia - a mio avviso, umilmente - delle azioni di rappresentanza pubblica che porta nelle sedi istituzionali, diversamente da voi che non fate nessun esame di coscienza!
Io non ho mai apprezzato, e difficilmente sottoscritto, gli emendamenti soppressivi di un articolo, come anche in questo caso, ma sarebbe una grande lezione, a voi, a voi che siete indifferenti alle necessità dei territori e indifferenti alle necessità dei cittadini, bocciarvi questo articolo, ma non lo farete mai perché, ovviamente, la conseguenza sarebbe che ve ne andreste a casa tutti, che ce ne andremmo a casa tutti, e questa è l'ultima ratio per qualcuno. O dobbiamo sopportare che anche oggi, in sede di Corte Costituzionale, l'avvocato Carrozza, uno dei tanti pagati da questa Regione per rappresentare e difendere la Regione, vada in sede di discussione a dire: caro signor presidente, se le leggi sulle supertasse non possono essere approvate e messe in pratica perché applicate solo ai non residenti, bene, ci dica questa Corte, e ci obblighi, a tassare anche i residenti. Voi consentite tutto questo ed è agli atti della discussione di stamattina della Corte Costituzionale, e rappresentava la Regione Sardegna!
Io - e non vi metto in mezzo nelle mie considerazioni - un po' mi vergogno e in questo non voglio sicuramente mettere dentro nessuno di voi, ma io mi vergogno della vostra azione legislativa e amministrativa!
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. E' iscritto a parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Noi, invece, di questi anni ne siamo orgogliosi.
Stamane la collega Caligaris - penso parlando anche a nome del Gruppo - si rivolgeva al Partito Democratico e chiedeva un intervento del segretario regionale, che penso lo farà, per quanto mi riguarda lo faccio a nome del Gruppo del Partito Democratico però penso di poterlo fare anche a nome del Partito Democratico, nel senso che credo che tra il Gruppo e il Partito da questo punto di vista ci sia una sostanziale unità di vedute: non c'è da parte sicuramente del Partito democratico, io penso da parte di nessuno dei partner di questa coalizione di centrosinistra, la volontà di venir meno a quegli impegni assunti insieme del giugno del 2004 e quindi riconfermare in pieno la volontà di proseguire questa legislatura unitariamente tutte le forze politiche che l'hanno originata.
Non è in discussione la riconferma di questa coalizione e sono sicuro che insieme ci presenteremo l'anno prossimo a rendere conto agli lettori di questi cinque anni di governo e insieme ci presenteremo l'anno prossimo a chiedere la fiducia per poter proseguire nel governo di questa Regione. Non solo non c'è la volontà di accompagnare nessuno alla porta ma anzi spesso c'è l'impegno a uscire per vedere se qualcuno nel frattempo è uscito dalla porta per far di tutto per portarlo dentro.
Non è importante soltanto il voto finale su questa finanziaria ma è importante anche il modo con cui ci si rapporta e si discute e da parte del Partito Democratico c'è la voglia e la disponibilità a continuare il confronto, come ha dimostrato la sintesi positiva trovata sull'articolo 6 che è uno degli articoli più importanti e più qualificanti di questa finanziaria e che vede l'intera maggioranza - dopo discussioni, confronti, coinvolgimento delle forze sociali, coinvolgimento dei colleghi impegnati in Commissione - impegnata a trovare una sintesi migliorativa di quella che è la proposta pervenuta in Aula. Alla fine di questa lunga maratona - perché alla fine utilizzeremo come Consiglio nella fase istruttoria della manovra finanziaria forse tre volte tanto il tempo che per Regolamento noi stessi ci siamo dati - alla fine di questa lunga maratona se andremmo a verificare quale sarà il testo conclusivo che verrà approvato da quest'Aula ci renderemo conto quanto è diversa comunque dalla proposta iniziale - pur confermando la validità della proposta iniziale, condivisa, almeno dal Partito Democratico, totalmente l'impostazione della finanziaria della Giunta - quanto è stata arricchita e migliorata dal lungo lavoro in Commissione e dal lungo lavoro in Aula, il che smentisce completamente alcuni interventi che ho sentito, anche da parte di qualche collega della maggioranza, che è arrivata in Aula una manovra "prendere o lasciare, o altrimenti siete fuori dalla maggioranza". E' una manovra che già oggi è completamente diversa, migliorata, arricchita dal lavoro della Commissione e dal lavoro del Consiglio, e che lo sarà ancora di più da domani, da quando supereremo l'articolo 5 e andremo ad approvare l'articolo 6 - così modificato radicalmente da un'intesa politica, anche con le forze sociali - sarà completamente diversa da quella che era l'impostazione iniziale. A dimostrazione proprio che quest'Aula discute, si confronta, ha momenti anche di scontro, magari anche momenti di tensione, qualche volta anche va sotto nei numeri ma comunque non è certamente una maggioranza subalterna, totalmente disposta a accogliere non so quale dictat che proviene dall'Esecutivo. Quindi non una voglia del P.D. di fare da solo, né voglia di accompagnare nessuno fuori dalla maggioranza, ma volontà di proseguire insieme, come diceva il primo slogan "Sardegna insieme", con tutti quelli che hanno dato origine a questa legislatura. E io spero che anche la lettura di questi anni di governo siano conformi a quelle che sono state le dichiarazioni di avvio di questo dibattito, anche da parte dei colleghi dello S.D.I. In verità, poi, anche oggi siamo andati sotto e fa notizia, effettivamente fa notizia, e vedete, però, nonostante i giornali rimangano 3-4 a parlare del fatto che la Giunta va sotto, che l'Esecutivo e la maggioranza va sotto, ho riflettuto: ma in questi quattro anni, questa maggioranza che dà l'idea di essere in grande difficoltà, ogni tanto, e che traballa, forse è andata sotto meno di quante sono le dita della mano di un consigliere regionale, in quattro anni, e questo fa notizia, in verità nel passato forse non erano sufficienti le dita di tutti i consiglieri regionali per contare tutte le volte in un mese in cui la maggioranza andava sotto; ed è evidente che allora non faceva notizia che la maggioranza andasse sotto (anzi la notizia era che la maggioranza riusciva ad avere qualche voto per far passare qualche sua proposta), oggi che la maggioranza in qualche occasione vada sotto sembra che dia l'idea non so di quale situazione di grande travaglio o di grande difficoltà; ma in fin dei conti questa maggioranza in quattro anni ha dimostrato di essere coesa, di discutere, di avere anche momenti di confronto e di dibattito, qualche volta anche aspro, ma di saperlo superare, e io mi auguro che sapremo superare anche le difficoltà con i compagni dello S.D.I. e ritrovare quell'unità e quella coesione che in questi anni ci ha caratterizzato.
Rispetto all'articolo 5 io penso che se c'è un argomento che dovrebbe riuscire a trovare una sintesi bipartisan è il tema dell'ambiente, non ci siamo mai riusciti. Penso ad esempio al tema dei parchi e rifiuti, perché non ci siamo mai riusciti? Perché è forte, troppo forte, lo stimolo che è in tutte e due le parti di cercare il facile consenso, quello di assecondare gli umori dell'opinione pubblica, quello di fare magari leva sugli istinti più negativi anche su questi temi, non quello - come più volte ho detto - di assumersi la responsabilità di classe dirigente, e classe dirigente non è semplicemente essere un politico che in quel momento esercita un potere, è quello di assumersi le responsabilità di scelte spesso coraggiose che mettono qualche volta anche contro corrente, quando si ritiene che quella scelta è giusta, doverosa e necessaria. Ma per fare questo occorre avere una classe dirigente, quando invece prevale l'esigenza di trovare il facile consenso, per cui voglio fare un esempio: chi può negare che sia indispensabile affrontare in termini corretti il problema dei rifiuti, c'è un emendamento della Giunta, che oggi non verrà discusso perché intruso, la Giunta lo presenterà come un collegato, io mi auguro che arrivi rapidamente in Consiglio regionale. Chi può negare che c'è bisogno di mettere ordine al sistema complessivo di gestione dei rifiuti, le vicende che ci hanno fatto mettere all'attenzione del mondo dei fatti di Napoli e anche le nostre polemiche, le nostre discussioni, i nostri scontri, hanno messo in evidenza che questo comunque è un'emergenza nazionale e un'emergenza regionale. E' vero, lo ricordava spesso l'Assessore, noi abbiamo fatto passi da gigante, se fosse vero, come penso di sì, le notizie di questo giorni di Cagliari di altri comuni che si avviano alla rete raccolta differenziata fa della Sardegna una delle Regioni da questo punto di vista più avanzate e più virtuose in questi anni. Ma se noi questa esigenza la subordiniamo agli umori di questo sindaco, il quale sindaco le subordina agli umori di quella categoria di quei lavoratori, noi non assumiamo quella che è la funzione nostra di classe dirigente. Esempio, i parchi chi ha impedito che ci fosse una vera discussione sulla legge numero 394, chi l'ha impedita una discussione seria; io penso gli integralismi, da una parte e dall'altra, forse più da una parte, che ha impedito di ragionare realmente sulla possibilità e le potenzialità per una terra come la Sardegna, ricca di un immenso patrimonio ambientale di utilizzare i parchi come una prospettiva di sviluppo, chi l'ha impedito, semplicemente assecondare gli umori, mantenere su connottu, perché questo magari consente a qualche imbonitore di raccogliere un po'di consensi in giro, ha impedito la discussione vera, ma se noi fossimo convinti della validità di quella scelta, ma anche magari andando ad intervenire ad introdurre gradualità nell'attivazione delle procedure di parchi di coinvolgimento eccetera, ci si presentava una classe dirigente indifferentemente dal ruolo di maggioranza di posizione che in quel momento ha, a parlare con le popolazioni, a parlare con il comune a supportare i sindaci, spesso vittime loro stessi e impossibilitati a sostenere battaglie magari da loro ritenute anche legittime, perché ci sono interessi consolidati, usi che sono diventati abusi nel tempo e che scatenano reazioni nel territorio. Ma anche qui su temi come questo, spesso ha prevalso nei nostri ragionamenti più l'esigenza di una ricerca immediata di consenso assecondatolo, come ho detto prima, facendo leva su istinti negativi che tendono a mantenere su connottu che invece realizzare, e ho chiuso, politiche giuste nei nostri territori e per la nostra popolazione.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Marrocu, comunico all'Aula che l'emendamento numero 213 a pagina 14 è privo di copertura finanziaria, parimenti l'emendamento numero 226. Emendamento numero 213 a pagina 14 è privo di copertura finanziaria. L'emendamento numero 226 a pagina 23 indica una copertura alla voce 3 della tabella A dove non esiste disponibilità finanziaria. Mentre sono dichiarate norme intruse l'emendamento numero 192 a pagina 42, l'emendamento numero 890 a pagina 47, l'emendamento numero 9 a pagina 53, l'emendamento numero 10 a pagina 54, l'emendamento numero 894 a pagina 55. Do la parola alla Giunta prego…
DIANA (A.N.). Chiedo, signor Presidente, prima di dare la parola alla Giunta, di intervenire sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). No, Presidente, siccome ha dichiarato alcuni emendamenti norma intrusa, volevo capire bene, l'emendamento della Giunta regionale numero 894 è considerato norma intrusa? Ah grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha ragione. Prego.
Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente.Sì grazie Presidente, consiglieri. E' vero, come diceva l'onorevole Capelli che le domande che sono state poste sull'articolo 5 e sugli emendamenti sono davvero molte, e non so se avrò il tempo, diciamo nei 10 minuti per dare una risposta soddisfacente, pur con le poche competenze che, insomma, mi affida l'onorevole Capelli nell'enfasi del suo intervento…
CAPELLI (U.D.C.). No, scusi, non era offensivo era perché è materia urbanistica. Non è sua competenza.
MORITTU, Assessore tecnicodella difesa dell'ambiente. Certo, certo. Ok, ringrazio per la precisazione. Io vorrei partire aggregando le mie risposte dalla relazione che ha presentato la Commissione al Consiglio e dall'intervento del suo Presidente, l'onorevole Licheri. Allora la Commissione non esprime un parere negativo, esprime un parere negativo complessivamente rispetto alla manovra, non rispetto al contenuto dell'articolo 5, tant'è che nella sua premessa sottolinea anche aspetti indubbiamente positivi contenuti nell'articolo 5. Poi, naturalmente, sottolinea, diciamo così, quelle che ritiene siano aspetti non trattati in maniera soddisfacente nell'articolo 5, riferendosi alla tematica del risanamento da amianto, riferendosi alla tematica del risanamento degli ambienti stagnali e lagunari della Sardegna, riferendosi alla tematica delle imprese ittiche danneggiate dalle alluvioni del 2004, riferendosi al tema della politica delle aree protette. Questi sono i punti, diciamo così, di debolezza che la Commissione ha sottolineato nella sua relazione, pur riconoscendo indubbi aspetti positivi contenuti nella manovra finanziaria in riferimento all'articolo 5. Ora io ho raccolto, naturalmente in maniera diligente i numerosi accenti critici che i diversi consiglieri regionali hanno sollevato e mi riservo magari in discussione di emendamento di dare qualche risposta un po' più puntuale.
E però, partiamo dalle energie cosiddette rinnovabili, qualcuno, l'onorevole Caligaris e qualche altro, ha sollevato il problema, come dire, di una deficienza nelle politiche delle energie rinnovabili in Sardegna con particolare riferimento all'eolico, al grande eolico. Allora io voglio ricordare che la Sardegna, che ha un piano energetico, se pur adottato dalla Giunta, che prevede 550 megawatt di potenza installabile per l'eolico ne ha già installato oltre 340 mega watt e si colloca in Italia se non la prima, la seconda Regione che ha impianti eolici funzionanti di quella taglia. Altri 160 sono in fase di progettazione e di vicina esecuzione, come sapete da parte di ENEL, a seguito dell'accordo che è stato stipulato dal Presidente della Giunta regionale e che fa seguito anche alla norma approvata in finanziaria sull'eolico lo scorso anno. Quindi andiamo nell'arco di questa legislatura, prima della conclusione di questa legislatura andremo a coprire completamente il budget complessivo affidato all'eolico che è di 550 megawatt, e forse siamo la prima Regione in Italia per potenza installata da eolico. Sapete anche bene che la Giunta regionale ha approvato il piano, lo studio-piano per l'inserimento dell'eolico in Sardegna disciplinando il luogo dove questo può essere realizzato, secondo naturalmente i massimali previsti, ha anche approvato una disciplina sul mini e micro eolico in Sardegna, che potrebbe dare davvero uno sviluppo, non in termini di grandi parchi, ma di diffusione delle energie rinnovabili in Sardegna, e diffondere le energie rinnovabili in Sardegna e diffondere le energie rinnovabili in Sardegna, eolico, fotovoltaico, solare termico, biomasse e quant'altro, produce non soltanto un beneficio da un punto di vista ambientale, ma produce anche un beneficio diffuso ai cittadini e alle imprese della Sardegna. Se concentriamo, forse possiamo anche fare di più eolico, ma faremo minore beneficio da un punto di vista energetico e da un punto di vista delle ricadute economiche alla Sardegna. Io credo che la politica avviata dalla Giunta regionale, che punta a fare molto rinnovabile, fatto bene, nel senso, disciplinato dal punto di vista dell'inserimento paesaggistico, e fatto soprattutto nella diffusione a vantaggio della popolazione, sia una politica che premierà la Sardegna e i sardi, e non soltanto i cosiddetti uomini con la valigetta, che hanno percorso in lungo e in largo la Sardegna in tempi passati, aggiotando territori per futuri parchi eolici.
Stagni. E' vero, l'anno scorso è stata messa in campo, nella finanziaria, una risorsa consistente: 30 milioni di euro in tre anni, a partire da 3 milioni per il 2007. Il Consiglio regionale, nella sua sovranità, ha modificato l'impostazione della norma presentata dalla Giunta, dando la competenza esclusivamente alle province. Nell'anno passato le province non hanno presentato programmi, perché a loro spetta, se loro è l'iniziativa, avanzare proposte. Niente è stato avanzato, naturalmente stiamo lavorando, anche assieme al collega Foddis, per suscitare interesse e progettualità da parte delle province, ai fini di costruire il relativo programma. Noi quest'anno, anche quest'anno, abbiamo proposto non di escludere le province, ma di riconoscere come soggetti attuatori gli enti locali, quindi comprese le province e anche gli enti gestori delle aree lagunari. Il Consiglio ha ritenuto ancora una volta di circoscrivere il soggetto gestore o i soggetti gestori alle province e ai gestori delle aree lagunari, ne abbiamo uno solo di ente pubblico gestore, che è il Parco del Molentargius, perché è un ente pubblico, per l'appunto, tutti gli altri stagni della Sardegna, quindi, sono nella competenza delle province. Quindi, vi rappresento la difficoltà, naturalmente, da parte delle province ad avviare una progettazione corretta e forte, che raggiunga gli obiettivi che ci siamo tutti riproposti, Giunta e Consiglio compresi.
Sul tema delle bonifiche: amianto. Io ho già detto l'anno scorso, in sede di discussione sulla norma che prevedeva un finanziamento sull'amianto di 4 milioni di euro, che i 4 milioni del 2007, ma anche i 3 milioni del 2006, sono stati destinati alle province, così come prevede la legge sull'amianto. Stiamo naturalmente sollecitando le province affinché mettano in moto quelle risorse per avviare le politiche di bonifica. Nella finanziaria del 2008, le risorse sono raddoppiate, sono 4 milioni per il pubblico, 4 milioni per il privato. Quindi, per la prima volta apriamo, applicando la norma sull'amianto, la strada all'incentivo da bonifica di privati. Non mi pare che ci sia un'inerzia e una inattuazione della legge, la legge è stata applicata subito, almeno nella programmazione della spesa, e quest'anno avvieremo le bonifiche rivolte anche ai privati. Certo, manca il piano generale sull'amianto, perché non è ancora terminata la ricognizione che l'Assessorato della sanità sta facendo sull'amianto presente negli edifici pubblici in Sardegna, ma, naturalmente, è nostra intenzione accelerare al massimo questo tipo di attività.
Inquinamenti, aree industriale, aree minerarie. Sulle aree industriali, io raccolgo favorevolmente l'indicazione dell'onorevole Uras. C'è da fare davvero un'azione forte, la stiamo facendo, forse va fatta con maggiore determinazione, con maggiore convinzione nei confronti dello Stato, e soprattutto delle imprese dello Stato che hanno lasciato le aree industriali della Sardegna nelle condizioni in cui sappiamo, chiedendo allo Stato un forte risarcimento, riconoscendo il danno ambientale che è stato causato in Sardegna. Così per i siti minerari dismessi, sui quali sapete che il Presidente della Giunta regionale ha avuto la nomina di commissario straordinario del governo per le bonifiche minerarie, e a giorni partirà la costruzione dell'ufficio e le prime azioni di urgenza sulle bonifiche minerarie del Sulcis-Iglesiente. Naturalmente, per quanto riguarda le bonifiche minerarie, c'è anche l'attenzione, per esempio, per il sassarese per quanto riguarda l'area dell'Argentiera, che ha beneficiato di un intervento da parte della Giunta regionale, così come di tante altre aree della Sardegna, per le quali vi è una giusta attenzione. Certo è, concludo, che il tema delle bonifiche industriali e il tema delle bonifiche delle aree minerarie dismesse in Sardegna è davvero un tema fortissimo, un tema molto importante che richiede risorse che sfiorano, complessivamente parlando, soltanto per le aree minerarie, i 6, 700 milioni di euro, solo per le aree minerarie e zone limitrofe. Per le aree industriali, non v'è dubbio che va chiamato in causa chi ha inquinato, secondo il principio che chi inquina paga. Allora non vi è dubbio che dovranno pagare, dovranno mettersi la mano in tasca le imprese, pubbliche o private, che sono allocate nelle aree ex 471, nei siti di interesse nazionale. Qualcuna ha iniziato a farlo, e vi segnalo, solo così, per conoscenza, un fatto ultimo: la ex Alumix, sta per partire con i lavori di bonifica per circa 40 milioni di euro nell'area del Sulcis-Iglesiente. E' un primo esempio, ma su questa strada bisogna proseguire con maggiore celerità. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, Assessore Morittu. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (P.D.), relatore. Grazie, Presidente. Sull'emendamento numero 95, a pagina 1, il parere è contrario, sull'emendamento numero 435 c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull' "892" il parere è favorevole, sul "380" è contrario, sul "534" c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sul "191" è contrario, sul "212" è contrario, sul "97" è contrario, sul "377" è contrario, sul "378" è contrario, sul "417" è contrario, sul "379" è contrario, sul "260", invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, il "213" è privo di copertura, in ogni caso il parere è contrario, sull' "893" il parere è favorevole, ma è necessario apportare una correzione all'anno che è indicato, 2055, in effetti è il 2005, sul "211" il parere è contrario, sul "533" c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull' "823" c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull' "823" c'è l'invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario, sull' "824" c'è l'invito al ritiro, di fatto, si è già provveduto con un emendamento che era stato già proposto in precedenza da tutta la Commissione, un emendamento che era stato già approvato, quindi c'è l'invito al ritiro, sull' "889" il parere è favorevole, sul "506" il parere è favorevole, il "96" è identico, è soltanto meno completo rispetto a quello precedente, quindi, di fatto, è ricompreso nell'emendamento numero 506 per il quale è stato dato parere favorevole. Per l'emendamento numero 226 il parere è contrario, c'è un invito al ritiro, peraltro se n'era già parlato all'articolo 4. Per l'emendamento numero 929 il parere è contrario, peraltro la Commissione ha anche rilevato che si tratta di un emendamento estremamente generico, non si è compreso bene il riferimento del contenuto; per l'849 c'è un invito al ritiro, altrimenti il parere è contrario; per l'emendamento numero 98 il parere è contrario; l'emendamento numero 944, che è uguale peraltro anche al 797, la Commissione chiede che l'emendamento venga ritirato, ma esprime una raccomandazione alla Giunta affinché sia sensibile all'argomento di cui tratta l'emendamento; per l'emendamento numero 947 il parere è contrario con invito al ritiro, per l'814 è contrario, per il 45 il parere è contrario; per il 232, che è praticamente uguale all'altro, è contrario con invito anche al ritiro. Parere contrario per gli emendamenti numero 815, 99, 46, 47, 101, 100, 103, 102, 104 e 105. L'emendamento numero 192, a pagina 42, è stato dichiarato norma intrusa dalla Presidenza del Consiglio stamattina, peraltro la Commissione aveva manifestato il parere contrario; parere contrario anche per l'emendamento numero 242; contrario per il 544, eventualmente la Commissione ha proposto che si discuta dell'argomento in sede di bilancio, e parere contrario per l'emendamento numero 48. L'emendamento numero 890 è stato dichiarato norma intrusa stamattina dalla Presidenza del Consiglio e la Commissione aveva espresso parere favorevole; per il 505 invito al ritiro, in caso contrario…
(Interruzione)
Come? E' intrusa, ma è la Presidenza del Consiglio che le dichiara norme intruse. Stamattina ci ha detto che era una norma intrusa, la Commissione aveva espresso parere favorevole, ma trattasi comunque di norma intrusa. Per il 505 invito al ritiro, altrimenti parere è contrario (verrà ritirato); per il 106 il parere è contrario. L'emendamento numero 797 è uguale al 944 di cui ho parlato in precedenza, c'è, appunto, una raccomandazione alla Giunta perché tenga nella dovuta considerazione l'argomento di cui tratta quest'emendamento uguale al precedente. Per l'emendamento numero 7 il parere è contrario, per l'8 è contrario, il 9 la Presidenza l'ha dichiarata norma intrusa, il parere della Commissione comunque era contrario, altrettanto per l'emendamento numero 10 è stato considerato norma intrusa, il parere è contrario. L'emendamento numero 894 è stato dichiarato norma intrusa e la Commissione aveva manifestato l'invito al ritiro nei confronti della Giunta, altrimenti il parere era comunque contrario. E' stato portato poi dall'articolo 4…
PRESIDENTE. Presidente, mi scusi onorevole Cucca, l'emendamento numero 945 è in più e proviene dall'articolo 4.
CUCCA (P.D.), relatore. Sì, stavo arrivando a quello infatti. Dall'articolo 4 c'era l'emendamento numero 945, c'è un invito al ritiro, il parere comunque rimane contrario così com'era stato manifestato in precedenza.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 7, 8, 9 e 10, a firma dell'onorevole Scarpa, per richiesta del firmatario si portano all'articolo 7; tenete presente che sono emendamenti su cui è stata dichiarata la norma intrusa, comunque vanno all'articolo 7. Gli emendamenti numero 7 e 8, il 9 no.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente, il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione fatta esclusione per l'emendamento numero 889 della Giunta regionale che si propone di discutere all'articolo 6. E' l'emendamento su "Sardegna fatti bella".
PRESIDENTE. Quindi l'emendamento numero 889…
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. All'articolo 6, Presidente.
PRESIDENTE. A che pagina è?
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. A pagina 20.
PRESIDENTE. Grazie Assessore.
Metto in votazione l'emendamento numero 95.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). No, Presidente, sull'ordine dei lavori, non sull'emendamento, perché per quanto attiene l'emendamento numero 192, affinché rimanga agli atti e nel contempo perché questo costituisca da parte mia un giudizio sulla trasparenza e sull'obiettività della Presidenza, l'emendamento numero 192 è uguale, preciso, identico a quello presentato nella scorsa finanziaria che fu discusso in quest'Aula e che non fu dichiarato norma intrusa, ma venne sostituito poi, ritirato al fine di poter consentire l'emendamento Pirisi sulla questione Testimonzos, quello di cui ho dato lettura prima, articolo 13 della finanziaria dell'anno scorso, cioè l'ennesima inottemperanza della Giunta che non ha dato seguito a quell'impegno e anche a impegni successivi che in presenza dell'onorevole Pirisi, dell'onorevole Floris, dell'onorevole Ladu, dagli onorevoli del nuorese aveva preso e ha preso l'Assessore regionale agli enti locali Gianvalerio Sanna - credo di non dire niente di particolare - e ai quali non si è avuto seguito se non quello delle ruspe di cui a questo punto siamo tutti responsabili. Il 192 lo scorso anno non fu dichiarato norma intrusa! E non perché lo ritirai, perché venne discusso con gli interventi di tutti in quest'Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Io posso solo confermare quanto ho detto poc'anzi. Non posso, giustamente, sindacare in quanto risulta, per quanto istruito dagli Uffici, che è norma in materia di abusivismo e quindi elude dalla competenza dell'articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (F.I.). Grazie. Per chiedere voto elettronico palese, Presidente.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta dell'onorevole Amadu?
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa.)
Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Sì, grazie Presidente. Essendo assente alle ore 14 dopo l'appello del presidente Spissu, e quindi non avendo avuto la possibilità di entrare nel merito dell'articolo 5, ne approfitto in questo momento anche se il tempo sarà abbastanza limitato.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CAPPAI.) Mi meraviglia la lettura che dà l'Assessore al parere della Commissione. L'Assessore in effetti ha detto che la Commissione non ha espresso parere negativo su questo articolo. Io do un'altra lettura: la Commissione ha espresso parere negativo per tutta una serie di elementi, Assessore, e quindi mi meraviglia che lei dia questa interpretazione. Eppure lei ha assistito ai lavori in Commissione durante il dibattito in finanziaria, solo che nonostante la richiesta di correzione da parte della Commissione niente è avvenuto da parte della Giunta. Ecco perché io mi esprimo a favore dell'emendamento numero 95, soppressivo totale dell'articolo 5, per i seguenti motivi, Assessore: cosa significa "E' autorizzata l'acquisizione in locazione finanziaria di elicotteri...", eccetera, eccetera, quando il Presidente della Commissione nella sua relazione dice che se ne devono comprare due e nel parere della Commissione ce ne sono indicati tre? Spieghi esattamente la Giunta cosa intende con quel comma, spieghi quanti sono gli elicotteri e ci dica a che cosa servono, perché vede, durante l'estate in Sardegna c'era anche il servizio di elisoccorso, perché tali e tanti sono quegli incidenti e quegli elicotteri poco tempo avrebbero da destinare alla lotta agli incendi e molto tempo avrebbero invece per essere a disposizione dei cittadini colpiti a seguito di incidenti stradali. Ma non è sufficiente il comma 6, il comma 13, Assessore: "E' autorizzata nell'anno 2008 la spesa di un milione e mezzo a favore del consorzio intercomunale di salvaguardia ambientale". Questa è una marchetta! Vorrei sapere quali sono i Comuni afferenti al consorzio intercomunale di salvaguardia ambientale, ce lo dica Assessore, perché nella sua relazione non ce l'ha detto. Per non parlare poi del comma 15 che era stato tanto discusso in Commissione, cosa si intende per centri matrici, Assessore?
PRESIDENTE. Onorevole, concluda prego.
CAPPAI (U.D.C.). Chiudo subito col comma 15 per poi riprendere la parola all'emendamento successivo. Cosa significa centri matrice, Assessore? Ho detto un'altra volta in quest'Aula che nel mio piccolo comune il centro storico è stato ridisegnato per unanime volontà dell'Assessore all'urbanistica e manco a farlo apposta comprende il campo sportivo, le case popolari e la zona C di espansione. Quindi, è stato realizzato, questo centro matrice, chissà con quali elementi, probabilmente con uno studio che ha lavorato a Roma, non acceso sul territorio, non conosce il territorio e quindi sarebbe opportuno eliminarlo questo comma, Assessore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Il mio voto sarà contrario all'emendamento, però con una motivazione diversa da quella che sicuramente accompagnerà il voto dei colleghi dell'opposizione. E' solito presentare emendamenti soppressivi totali per dare un segnale politico, quindi il mio non sarà un segnale politico, però voglio riprendere le parole dell'assessore Morittu e le parole del capogruppo Marrocu, che non vedo in aula, ma sicuramente è presente e ascolta con attenzione. Vorrei dirgli che ho molto apprezzato le sue parole di apertura rispetto ai discorsi critici che sono stati fatti, purtroppo però, collega Marrocu, le sue parole sono state smentite immediatamente dal parere del relatore e dal parere dell'Assessore. Assessore, io sono dispiaciuto sia perché le sue parole, così come ha detto il collega Cappai poco fa, non corrispondono a ciò che è successo in Commissione, e noi di questo dobbiamo renderci conto che non possiamo essere persone che hanno parole diverse in Aula, in Commissione o in altre sedi. Di questo ci dobbiamo assumere tutti la responsabilità e voglio dire che nel momento in cui si fa un'apertura, si chiede un dialogo, e a questa apertura, a questo dialogo corrispondono solo dei no, perché se andate a vedere il parere della Commissione al no secco rispetto agli emendamenti proposti dall'opposizione, corrisponde al più un invito al ritiro per gli emendamenti che arrivano dall'altra parte della componente, quindi da parte della maggioranza. Questo non mi sembra un buon segnale, questo non mi sembra una disponibilità al dialogo così com'è stata recepita e rilanciata dalle parole sagge del capogruppo Marrocu.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Io devo dire che mi ha convinto l'onorevole Uggias e condivido le osservazioni fatte, soprattutto in merito a quello che è stato riferito dall'Assessore in quest'Aula, non conforme a quanto invece si è discusso in Commissione, nella Commissione di merito, e questo mi fa ricordare un altro fatto a cui gradirei l'Aula dia il giusto peso. A una domanda precisa all'assessore Secci a cui si chiedeva di rendere nota all'Aula e al Consiglio la retribuzione... non mi interessa che l'Assessore non ascolti, mi interessa che ascoltino i colleghi! A una precisa domanda in cui si chiedeva di rendere nota all'Aula e ai consiglieri la retribuzione e l'indennità ricevuta dal Direttore generale della Presidenza, atto dovuto il fatto che noi possiamo conoscere quanto stabilisce il Presidente anche come assegno ad personam, l'assessore Secci, agli atti, ha risposto che a questa domanda è stata data risposta all'interrogazione del collega Floris e che lì avremmo trovato le risposte alle domande poste pubblicamente in quest'Aula. Assessore Secci, lei ha affermato una falsità, perché all'interrogazione dell'onorevole Mario Floris, 977/A, non è mai pervenuta risposta e perciò chiedo che di questo si faccia garante e interprete il Presidente del Consiglio. Qui è stata data una risposta non corrispondente alla verità e lei, Presidente, è responsabile dell'atteggiamento che la Giunta ha nei confronti del Consiglio in merito alle interrogazioni e alle interpellanze. Perciò le chiedo di essere immediatamente conseguente nei modi dovuti e secondo regolamento, ma anche secondo giustizia di questa Aula, nei confronti dell'affermazione fatta dall'assessore Secci in risposta ad una precisa domanda. Qui si continua a portare e a dare risposte che non corrispondono alla verità.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Accerteremo le cose che lei ha comunicato. E' stata chiesta la votazione con lo scrutinio elettronico dall'onorevole Amadu. Chi sostiene la richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere La Spisa)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 95.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Licandro - Liori - Lombardo - Milia - Murgioni - Petrini - Pileri - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust.
Rispondono no i consiglieri: Biancu - Cachia - Caligaris - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai Silvio - Licheri - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Serra - Uggias - Uras.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Lai Renato - Maninchedda - Marracini - Pittalis.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 69
votanti 63
astenuti 6
maggioranza 32
favorevoli 26
contrari 37
(Il Consiglio non approva).
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Passiamo all'emendamento numero 892.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Votazione segreta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Soltanto per precisare, Presidente, che la Giunta propone la soppressione del comma 21 che è stato contenuto e compreso nella legge sull'esercizio provvisorio. Quindi, solo per questo si propone la soppressione del comma 21.
CAPELLI (U.D.C.). Allora lo ritiri?
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Cosa ritiro, cosa ritiro?
(Interruzioni)
PRESIDENTE. L'emendamento serve a sopprimere il comma 21 per i motivi che l'Assessore ha spiegato. E' stata chiesta la votazione con scrutinio elettronico segreto. Prego i colleghi di prendere posto. Un momento colleghi, abbiamo problemi... Dichiaro aperta la votazione.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 892.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 73
votanti 73
maggioranza 37
favorevoli 39
contrari 34
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cappai - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Davoli - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gallus - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Murgioni - Orrù - Pacifico - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras.)
PRESIDENTE. Emendamento numero 380.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento numero 534. Parere negativo e invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (P.D.). Presidente, io sono disponibile a ritirare l'emendamento, previa illustrazione, se da parte della Giunta ci fosse una spiegazione, una giustificazione del fatto che queste risorse non sono necessarie per dare una risposta ad una problematica di carattere ambientale che è locale, ma non è localistica. Il senso dell'orientamento (emendamento) nasce dall'esigenza di provvedere alla bonifica del golfo interno di Olbia, l'ansa interna di Olbia che per decenni ha recepito gli scarichi e i reflui fognari dal depuratore e dalle condotte fognarie. Finalmente dopo un lungo iter che è iniziato nel 1996, il depuratore di Olbia è stato spostato e quell'ansa non riceve più gli scarichi fognari. Resta da spostare quelli che sono i reflui, i residui per ridare il cuore della città alla città stessa, per rendere pienamente fruibile una parte stupenda della città di Olbia. Ecco il senso dell'emendamento.
Quindi io vorrei sapere se da parte dalla Giunta esiste la disponibilità a dare risposte in maniera alternativa a questo emendamento dopodiché io sono disponibile a ritirare l'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per confermare la richiesta di ritiro dell'emendamento fatta dal Presidente della Commissione e per dare assicurazione all'onorevole Uggias e agli altri presentatori dell'emendamento che il problema del risanamento del golfo interno di Olbia è all'attenzione del governo della Regione perché è stato già presentato il piano in un POP che non ha avuto ancora il finanziamento, ma ci impegniamo a finanziarlo con risorse straordinarie e non con fondi di bilancio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (P.D.). Ritengo che l'impegno assunto pubblicamente sia più che soddisfacente e che pertanto il risultato di questo impegno arriverà e ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 534 è ritirato. Emendamento numero 191.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Vorrei un attimino spiegare il fine dell'emendamento numero 191 collegato al comma 2. Il comma 2 prevede per i progetti pilota finalizzati al riuso turistico del marketing delle borgate marine site in prossimità della costa. Bene, io vorrei smontare la solita politica della ciambella. Esistono diverse località nell'oristanese, vedasi lago Omodeo, nel sassarese, nel nuorese, delle borgate rurali, degli insediamenti rurali che possono essere recuperati per lo stesso fine, anzi, a maggior ragione per intenderci. Per cui non si chiede che vengano fatti soltanto in località rurale o soltanto in località marina, ma si dice in legge aumentando anche la dotazione finanziaria di 4 milioni di euro, che la stessa opportunità venga data agli insediamenti rurali non siti nelle zone costiere e non siti in prossimità di paesi marini. Ci sono delle borgate bellissime e anche storiche dei paesi dell'interno ripeto, del sassarese, della Gallura, dell'oristanese, del nuorese, dell'Ogliastra che possono essere recuperate, me ne viene anche una del nuorese, per esempio la borgata abbandonata di Pratobello in località di Orgosolo che potrebbe essere recuperata per i fini di marchi turistici richiamati nel comma 2, per progetti di recupero a fini turistici. Nella nostra montagna ci sono altri tipi di queste borgate, a allora mi chiedo perché l'indirizzo deve essere soltanto per le borgate marine e per i paesi costieri quando la stessa condivisibile iniziativa la si può effettuare non soltanto sull'esterno della ciambella, ma anche in quella zona che rimane costante mente vuota e non nelle attenzioni di questa Giunta. Allora chiedo se qualcuno del Consiglio mi può spiegare del perché di questa diversità e del perché non si può intervenire condividendo una scelta della Giunta, condividendo un indirizzo della Giunta, ma a maggior ragione per quanto mi riguarda lo farei in alcuni territori e meno in altri, ma per equità è giusto e per pari opportunità e per giusta attenzione da parte della Giunta, credo che questo emendamento renda giustizia a diversi territori. Chiedo l'elettronico palese e voto a favore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Questa maggioranza è proprio sempre in contraddizione, da una parte istituisce tasse per dire che gli introiti devono essere destinati a paesi dell'interno i quali hanno bisogno di maggiore sostegno e i quali hanno bisogno di fondi per evitare lo spopolamento e quant'altro. Con questo emendamento invece c'è la contraddizione insita, si danno 4 milioni di euro, cioè con questo comma, si danno 4 milioni di euro a favore, per il riuso turistico a favore delle zone marine. Io non voglio entrare in merito e non voglio neanche combattere contro le zone marittime da riattare per uso turistico, ma vorrei fare una domanda proprio in virtù di quello che ho detto in precedenza all'amico Pisu, cosa diranno i laconesi quando sapranno che lei ha votato a favore di questo comma tralasciando che la borgata di Santa Sofia non possa accedere a quei finanziamenti? Cosa diranno quelli della borgata dell'Annunziata a Castiadas che vedranno la borgata vicino al mare che può accedere ai finanziamenti e la borgata che sta a sei chilometri dal mare non potrà accedere ai finanziamenti? Ci rendiamo conto di quello che stiamo facendo? Allora, ecco perché bisogna approvare, votare, vi invitiamo a votare l'emendamento numero 191, almeno evitate la magra figura e soprattutto venite veramente incontro agli interessi dei paesi dell'interno. Siate coerenti con le cose che dite, non fate marchette, perché anche queste, secondo me, sono marchette. Non diciamo i nomi di chi l'ha preparato questo comma.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Sì, intervengo anch'io per sostenere questo emendamento che mi sembra molto pertinente. Condivido pienamente le osservazioni fatte sia da Capelli sia da Cappai, ma a sostegno della loro tesi, porto anche il parere che è stato espresso dalla quarta Commissione, quella di cui io faccio parte, Commissione nella quale avevamo fatto la proposta di prevedere che questi finanziamenti fossero destinati al recupero del riuso turistico riguardante i borghi marini e rurali, tant'è vero che nel parere allegato della quarta Commissione c'è proprio scritta questa frase: "nella strategia numero 4, ambiente e governo del territorio, nonostante l'incremento dei fondi previsto dalla legge numero 29, l'interessante previsione di progetti pilota per la progettazione del riuso turistico riguardante borghi marini e rurali, nonché la valorizzazione del verde urbano". Io non capisco come mai sia sparita la parola "rurali", e credo che su questo argomento, soprattutto i consiglieri delle zone interne, dovrebbero votare e sostenere per far sì che venga approvato un articolato e un comma sul quale probabilmente si è già deciso tutto.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Chiedo che venga apposta anche la mia firma a questo emendamento. E' una contraddizione in essere: da una parte si parla di sviluppo che deve giustamente passare dalla costa, dal turismo costiero all'interno, dall'altra si privilegia, chissà perché, probabilmente con delle mire ben identificate, le borgate della costa. La Sardegna è piena di centri rurali che sono tali e quali, quali erano 100, 200 anni fa. Penso a Lollove, nel nuorese, penso a Rebeccu nel sassarese, tanto per citarne due, ma chissà quanti altri nelle zone interne della Sardegna, quanti altri centri rurali mantengono quelle caratteristiche di architettura rurale che è una caratteristica unica dal punto di vista architettonico e urbanistico, e riguarda proprio i nostri centri rurali, compresi anche alcuni centri del Campidano, con la loro caratteristica architettura costruttiva e strutturale in mattoni di fango. Ed allora, se veramente si vuole pensare al bene pubblico e al bene comune è indispensabile e necessario che l'intervento riguardi certamente le borgate costiere, ma certamente anche le borgate dell'interno…
(Interruzioni del consigliere Pirisi)
Ma, onorevole Pirisi, perché le interviene sempre a sproposito quando i colleghi parlano, se deve intervenire chieda la parola al Presidente e intervenga. Io ho eccitato degli esempi di borgata, mi sono venuti quei due nomi e ho citato quei due nomi, non devo chiedere chiaramente il permesso a nessuno. Quindi ritengo che se l'intervento dev'esser fatto deve senz'altro riguardare non solo le borgate marine, ma i centri rurali dell'interland della Sardegna che conservano caratteristiche appetibili a un certo tipo di turismo e che conservano ancora caratteristiche architettoniche di architettura rurale uniche in Sardegna, uniche in Italia, in Europa, che sono proprie della nostra architettura sarda. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Spesso abbiamo qui, proprio con i colleghi che sono intervenuti prima, abbiamo rimarcato come il Piano paesaggistico avrebbe determinato, per le borgate che stanno sul mare, delle difficoltà e dei danni, e questo è un primo intervento che tende a sostenere che quelle borgate invece magari di avere, visto che non hanno possibilità, di avere nuove volumetrie, almeno riutilizzare le volumetrie esistenti ai fini dell'ospitalità. Io prenderei l'emendamento numero 191 come raccomandazione per l'utilizzo delle risorse previste al comma 36 dell'articolo 7. Al comma 36 dell'articolo 7 sono previsti 15 milioni di euro per iniziative integrate di ospitalità attraverso il recupero di edifici privati di valenza storica e così via, che ha proprio la finalità di recuperare, ai fini dell'utilizzo turistico e di ospitalità diffusa, edifici di valenza storica, anche privati, acquisendoli e realizzando un progetto territoriale nel territorio regionale. Io lo prenderei, l'emendamento numero 191, come una raccomandazione sull'articolo 7 comma 36, … la Giunta: visto che per le borgate sta intervenendo con il comma 2 dell'articolo 5, le borgate che stanno sul mare, gli altri 15 milioni di euro che hanno una finalità di recupero degli edifici storici, che hanno una finalità ugualmente di ospitalità turistica, li utilizzi prevalentemente nelle aree rurali e in altre centri, come raccomandazione. Non lo vedrei sostitutivo del comma 2 o alternativo al comma 2, quindi voterò contro e utilizzerei l'argomento dell'emendamento numero 191 come raccomandazione del Consiglio alla Giunta rispetto invece al comma 36 dell'articolo 7, dove ci sono 15 milioni di euro da spendere.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Dedoni per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Sì, mi coglie di sorpresa effettivamente la dichiarazione dell'onorevole Marrocu per due motivazioni specifiche. La prima è che vuole togliere eventualmente risorse già finalizzate e destinate nell'articolo 7 comma 36 che già abbondantemente dovrebbe essere incrementato per dare sostegno a quel tipo di politica. La seconda, ma che è la prima motivazione e che è rafforzativa, è il fatto che a parole ci si riempie la bocca di politiche per le zone interne, vogliamo aiutare le zone interne, vogliamo far crescere le zone interne, non vogliamo far abbandonare le zone interne, vogliamo ricreare un tessuto urbano adeguato, vogliamo ricreare un tessuto civile adeguato, vogliamo che la gente permanga nelle zone interne, poi, quando si arriva nettamente alle politiche, a far sì che ci siano dei finanziamenti adeguati, guarda caso andiamo a sottrarre i danari e le risorse alle zone interne, perché è così, caro Marrocu, è così! Ancora una volta non rispettate assolutamente quelle che sono le dichiarazioni pubbliche che fatte, proprio in assoluto. Allora, se veramente volete fare qualcosa di buono per le zone interne, volete che non ci sia lo spopolamento dei piccoli paesi, offrite opportunità finanziarie e non elemosine come spesso e volentieri si sta verificando anche in questa circostanza, perché sottrarre quelle risorse finanziarie attraverso questo emendamento vuol dire, ancora una volta, assottigliare le poche risorse che vengono destinate alle zone interne; questo è proprio incomprensibile. Per cui riaffermo la volontà di voto in positivo per l'emendamento che abbiamo in discussione e dico che, ancora una volta, è sottrarre risorse alle zone interne, vorrei che lo capissero piuttosto fuori anziché qui.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Sì, signor Presidente, non capisco il tono dell'intervento dell'onorevole Dedoni, io leggendo l'intervento in positivo, l'intervento dell'onorevole Marrocu rispetto all'emendamento numero 191 di Capelli e altri colleghi, io pregherei di valutare nel merito le proposte che si fanno.
DEDONI (Riformatori Sardi). Nel merito?
SALIS (Gruppo Misto). Nel merito! Nel merito! Nel merito e nelle intenzioni! Il senso dell'emendamento numero 191, con la modifica relativamente all'articolo 5, è un elemento positivamente individuato all'interno dell'emendamento e io sono favorevole al fatto che si debba pensare alla valorizzazione delle borgate non solo di quelle legate alla cinta litoranea, che anche le borgate rurali abbiano una necessità di un intervento, di un interesse da parte di questo Consiglio, io non me la sento di votare contro questo emendamento, io pregherei il presentatore, l'onorevole Capelli, come primo firmatario, se è possibile valutare l'ipotesi della proposta del Capogruppo del Partito Democratico, mi sembra una proposta seria anche in sintonia con quella che è la raccomandazione fatta dalla Commissione, dalla quarta Commissione. Mi sembra interessante, cerchiamo di evitare di erigere muri e barricate su ogni proposta. E' stata vista una proposta con serietà, è stata individuata un'ipotesi di soluzione, vediamo di praticarla. Non cerchiamo assolutamente e per forza e pregiudizialmente lo scontro, io pregherei l'onorevole Capelli, firmatario dell'emendamento, di valutare questa possibilità che è stata individuata dall'onorevole Marrocu nel suo intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Signor Presidente, colleghi. Io trovo addirittura commovente qualche volta questo afflato che si è manifestato in quest'Aula verso le zone interne, che guarda caso non si manifesta concretamente quando si tratta magari di decidere su iniziative concrete con impegni di risorse adeguate. Vorrei ricordare, signor Presidente, già l'ha detto il mio Capogruppo parlando del comma 36 dell'articolo 7, ma vorrei ricordare anche all'onorevole Pileri, che quando si legge il parere della Commissione bisogna leggerlo per intero, non a spizzichi e bocconi se non si rischia di travisare quello che è il contenuto dello stesso parere. Allora, lo leggo integralmente perché credo che l'Aula debba essere edotta. Allora, lo stanziamento relativo, disciplinato dal comma 2 dell'articolo 5 abbiamo detto come Commissione che dovrebbe essere incrementato in modo da favorire anche, si dovrebbe estendere anche alle più significative borgate agricole isolane, realizzate in prossimità della costa. Quindi, il parere della Commissione non c'entra niente con quello che è stato detto perché si rammenta anche, nel parere della Commissione stessa, che si tratta di un esperimento per cercare di migliorare, di reinterpretare la specificità delle seguenti borgate marine, che sono quelle di: Giorgino, Torre Salinas-Colostrai, Santa Maria Navarrese, Santa Lucia, Isola Rossa, Argentiera, Santa Caterina di Pittinuri-S'Archittu e Marceddì. E queste sono praticamente le borgate che sono indicate nel bando di Costeras. Evidentemente, ciascuno di noi, che è passato qualche volta in qualcuna di queste località, ha pensato in cuor suo che forse se un bombardamento, senza nessuna persona dentro, ci fosse stato in quel pezzo della Sardegna non avrebbe fatto grande danno. Perché si tratta di posti che sono veramente bruttissimi e che andavano riqualificati per riavere concretamente quelle che sono le specificità della nostra isola. Allora, io credo che il suggerimento fatto dal collega Marrocu, dal nostro Capogruppo, cioè di dare un'indicazione più stringente, i 15 milioni che sono previsti nell'articolo 7, sia una soluzione ottimale. Voglio dire anche che ci sono alcune località, non se n'abbia a male il Vicepresidente del Consiglio, perché io ho parlato di Rebecui in quanto so che si sta facendo un'azione concreta. Allora, non andiamo a invocare cose facendo esempi dove si sta già intervenendo come Regione sarda. Leggiamo quale il contenuto dell'articolo.
PRESIDENTE. I colleghi soprattutto che hanno la voce amplificata… magari evitano gli interventi fuori microfono.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Posso rispondere? Io sono già intervenuto, le comunico. Se posso rispondere alla richiesta di ritiro sull'emendamento per portarlo al 36.
PRESIDENTE. Se è per proporre il ritiro sì.
CAPELLI (U.D.C.). No, per giustificare il fatto che non lo ritiro.
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, va bene.
CAPELLI (U.D.C.). Sono stato corretto nel dirle che ero già intervenuto.
PRESIDENTE. La ringrazio.
CAPELLI (U.D.C.). Se mi consente, devo fare anche una precisazione su quanto detto prima sull'assessore Secci, non è a lui che ha risposto il collega Floris o meglio all'Aula, ma era all'assessore Dadea. Ha ragione e me ne scuso, vale lo stesso per l'assessore Dadea. Non lo ritiro vede Presidente per un semplice motivo, io chiedo all'onorevole Marrocu e all'onorevole Pirisi che sono intervenuti poc'anzi, primi firmatari degli emendamenti che ho richiamato poc'anzi, uno sullo sport e l'altro su Testimonzos, a cui la Giunta non ha dato seguito. E' ai vostri emendamenti che la Giunta non ha dato seguito, con quale spirito si può accettare di dare una raccomandazione alla Giunta sul 36, sul comma 36 dell'articolo 7, che voi sapete che ha altre finalità ben precise, diverse e se non lo sapete le discuteremo quando arriveremo al 36. Perciò caro Pirisi, non si può accettare quella proposta perché proprio sulle sue proposte la Giunta non ha ottemperato.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 191.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: Artizzu - Capelli - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Lai Renato - Liori - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Uras.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Ibba - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra.
Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Atzeri - Maninchedda.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 60
votanti 57
astenuti 3
maggioranza 29
favorevoli 19
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 260.
Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Signor Presidente. Per questo emendamento noi ci saremmo attesi qualche risposta dall'Assessore che peraltro ha affermato che in sede di discussione degli emendamenti, l'esame degli emendamenti avrebbe potuto anche darla. Noi abbiamo sollevato un problema importante di salute che per quanto localizzato nella sua espressione stagionale nel bacino del Liscia ha carattere generale, è legato alla piovosità e alle variazioni di livello dei bacini destinati all'approvvigionamento idrico. Per cui si attendono interventi per la rimozione dei nutrienti che favoriscono l'insorgere delle condizione di crescita algale potenzialmente pericolosa per la salute dei cittadini, e sono interventi che, da una parte devono essere indirizzati nella regolamentazione degli apporti esterni diffusi legati all'uso del terreno per attività agricole e di allevamento, ma sui depositi di nutrienti che si stratificano nelle situazioni alle quali ho fatto riferimento in rapporto, appunto, ai cicli di piovosità e siccità e alle escursioni del livello di invaso. Per cui, io sono disposto a ritirare l'emendamento perché c'è stato questo parere, comunque richiedo da parte sua un impegno è un'attenzione a questo problema che, come ripeto e voglio ribadire, è anche un problema importante di salute che riguarda la qualità dell'acqua destinata ad uso potabile.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare l'Assessoredella difesa dell'ambiente.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Brevemente, per dire che, naturalmente, su questi corpi idrici la competenza diretta e di ENAS come il Consiglio sa, comunque sia stiamo avviando una politica in collaborazione Assessorato dell'ambiente ed ENAS, intanto per il controllo dei corpi idrici: è partita una progettazione che si esaurirà, compresa la fornitura, nel 2008, con fondi POR, quelli che devono essere rendicontati entro questa annualità, e verranno posizionate in tutti i corpi idrici, compreso il Liscia, delle boe di monitoraggio della qualità dell'aria, ai fini, appunto, anche di eventuali interventi da fare in maniera puntuale sui corpi idrici ai fini del risanamento, naturalmente tenendo conto della problematica che l'onorevole ha sollevato, e la problematiche naturalmente della qualità dell'acqua e quindi anche dei riflessi che ha sulla salute.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.
LAI RENATO (Gruppo Misto). Prendo atto della sua dichiarazione e dell'impegno e ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 260 è ritirato. L'emendamento numero 213 è privo di copertura finanziaria.
Passiamo all'emendamento numero 893.
Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Chiedo la votazione segreta sull'emendamento 893.
PRESIDENTE. Sull'emendamento numero 893 c'è il parere positivo con richiesta di correzioni.
Vuole chiarire? Prego, onorevole Cucca.
CUCCA (P.D.), relatore. Un errore materiale, evidentemente: è stato indicato nel testo "anno 2055", mi sembra prematuro, è 2005 in effetti.
PRESIDENTE. Va bene, E' stata richiesta la votazione con scrutinio elettronico segreto, prego i colleghi di prendere posto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 893.
(Segue la votazione)
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 69
votanti 69
maggioranza 35
favorevoli 34
contrari 35
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: Artizzu - Atzeri - Balia - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Capelli - Cassano - Cherchi Oscar - Cherchi Silvio - Cocco - Contu - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Franco Ignazio - Cugini - Dedoni - Diana - Espa - Fadda - Farigu - Floris Mario - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Ibba - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Lai Silvio - Licandro - Licheri - Liori - Lombardo - Manca - Maninchedda - Marracini - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Milia - Murgioni - Orrù - Petrini - Pileri - Pinna - Pirisi - Pisano - Pisu - Pittalis - Porcu - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Sabatini - Salis - Sanjust - Sanna Alberto - Sanna Francesco - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Spissu - Uggias - Uras.)
PRESIDENTE. Metto ora in votazione il testo dell'articolo.
Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Le considerazioni svolte in Aula dall'onorevole Siro Marrocu confermano un'attenzione da parte del Presidente del Gruppo del Partito Democratico che i Socialisti apprezzano e hanno sempre apprezzato: non vi è alcun dubbio sul suo impegno personale e del suo Gruppo a voler ricomporre quel clima di condivisione che ha caratterizzato la campagna elettorale del 2004. Anche i Socialisti auspicano un rapporto di collaborazione più intenso e significativo, rispettoso dei patti, e auspicano altresì che la presenza socialista non sia solo nelle parole ma corrisponda ad una concreta azione, con l'accoglimento di richieste, anche non formalizzate in specifici emendamenti, che riguardano la formazione professionale, l'intervento riguardo al mondo del lavoro, ma anche le leggi di settore quale l'artigianato, la legge 32 sui mutui per la prima casa, la questione dei fondi per i nuovi oneri legislativi, più volte richiamati in questa fase della legislatura.
Per quanto riguarda il problema dell'eolico, assessore Morittu, non c'è solo una questione di tetto ma di pluralismo che garantisce maggiore concorrenza rispetto ad un rapporto quasi esclusivo con l'Enel.
In attesa del pronunciamento della segreteria del Partito Socialista e del deliberato di quella del Partito Democratico, non posso che dichiarare il voto di astensione su questo articolo. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FRAU (P.D.). Grazie, Presidente. Solo per dire che, prima di passare al voto dell'articolo, io intendo presentare un emendamento orale - purtroppo è stata una dimenticanza in Commissione - al comma 14 dell'articolo 5. Lo espongo: il comma 14 fa riferimento alla prosecuzione del progetto operativo PON ATAS (c'è un errore di battitura, anche in questo caso, non è 2000-2016 ma 2000-2006) che è relativo alla linea 2.2. L'emendamento orale estende la prosecuzione del progetto anche ai PON ATAS dell'autorità ambientale e rete natura 2000, perchè? Perché sono quelli che hanno in corso in questo momento, tanto per fare un semplice esempio, l'istruttoria dei 92 piani di gestione dei Siti di interesse comunitario, oltre che occuparsi di predisposizione dei bandi per il finanziamento delle misure 1.5 del POR, delle consulenze sulle procedure di infrazione comunitaria, sugli APQ, eccetera.
Io ho preparato naturalmente anche un testo scritto che sono pronto a consegnare, chiedo naturalmente anche alla minoranza, trattandosi di un argomento di estrema importanza e legato ad una semplice dimenticanza in sede di discussione in Commissione di sostenere questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì Presidente, grazie. Io confermo, a seguito dell'andamento del dibattito, il mio parere negativo invece su questo articolo; e aggiungerei una cosa, poc'anzi è stato detto da qualche collega, non ricordo chi, guardando al passato per dare risposte sul presente, e quando qualcuno guarda al passato per dare risposte sul presente è in evidente, evidentissima difficoltà qualcuno diceva e questo qualcuno era Giovanni XXIII: non guardare da dove vengono, ma guarda dove vogliono andare. E a voi manca proprio il dove vogliono andare. Perché vede quel collega che ha detto che in quattro anni questa Giunta è andata sotto 10 volte, mi costringe a dire, con una battuta ironica, che da stasera deve iniziare a cercarsi la terza mano, la risposta gliel'ha data l'Aula due minuti fa, che non bastano più due mani, ma quanto meno bisogna ricercarsi la terza. E questa vuole essere una battuta anche ironica, ma non più di tanto, perché continua, questa Giunta imperterrita a non prendere in considerazione non la situazione della maggioranza, ma le valutazioni che l'Aula sta facendo su questa finanziaria. Io so bene che questo non determinerà, purtroppo, la caduta di questa Giunta e l'avvio a nuove elezioni, purtroppo, perché abbiamo perso l'orientamento anche politico sulle azioni che si compiono in questa Aula. Però è vero che il disorientamento è totale, non sappiamo davvero dove stiamo andando e soprattutto continuiamo a fare valutazioni sul passato e se anche quelle valutazioni fossero vere, continuo a dire che due cose sbagliate non fanno una cosa giusta. Se abbiamo sbagliato nel passato questo non deve assolutamente servire per giustificare le azioni del presente. E qui stiamo sbagliando, su questo articolo e su questi articoli ai quali siamo giunti l'articolo 5 e più gli emendamenti sospesi all'articolo 3, ci sono molte indicazioni che l'Aula ha dato alla Giunta per dire, stiamo sbagliando, stiamo andando in una direzione che non vogliamo, però deve arrivare il momento in cui qualcuno vi deve fermare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Ma intervengo in relazione alla richiesta formulata dal collega Frau, perché per la verità non ne ho assolutamente compreso il contenuto, sarà per limite mio, e fatti salvi i profili di ammissibilità che logicamente sono riservati alla Presidenza, vorrei che il contenuto di quell'emendamento orale venisse prodotto in atto scritto per avere comprensione di che cosa eventualmente dovremo approvare. Grazie.
PRESIDENTE. Dunque, abbiamo chiesto, l'onorevole Frau ci ha dato il testo lo stiamo stampando perché così anche noi possiamo comprendere meglio qual è la modifica che è stata richiesta. Quindi prego i colleghi un attimo di attesa e poi distribuiamo il testo.
Ha domandato di parlare il consigliere Licandro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Sì Presidente, voterò contro l'articolo 5, perché onestamente da una Giunta regionale, che a parole ha qualificato sulla salvaguardia e la valorizzazione dell'ambiente tutta la sua azione politica, obiettivamente mi aspettavo di più. Da una Giunta che sul piano paesistico e sulla questione Tuvixeddu, tanto per citare un episodio recente, ha incassato una delle batoste peggiori sotto il profilo giudiziario, ma anche sotto il profilo di quella che è l'opinione pubblica. Da una Giunta che su questi temi si è giocato molto, forse tutta la sua immagine francamente ci saremmo attesi ben altro impegno, ben altre risorse sulla parte di questa manovra finanziaria, nei fatti conclusiva della legislatura. Invece anche in questo caso la grande mole di emendamenti di opposizione, ma soprattutto della maggioranza e anche, l'abbiamo visto poco fa, emendamenti della Giunta che sono stati bocciati dall'Aula, credo che siano la migliore cartina di tornasole, e invece accade che sull'ambiente la Giunta abbia deciso di investire, secondo me assolutamente poco o nulla. O perlomeno diciamo lo stretto indispensabile per mantenere in piedi una gestione ordinaria dell'esistente, salvo qualche minimo sprazzo di novità, che certo non è destinato a cambiare in maniera radicale lo stato delle cose, ovvero a mettere realmente l'ambiente al centro di tutte le politiche di sviluppo. D'altronde, tutto questo, è assolutamente comprensibile, una Giunta che non ha una politica univoca di sviluppo e non ha, il che è peggio, ancora fatto capire qual è il suo modello di sviluppo, e non poteva, pertanto, permettersi altro che interventi minimi e disordinati; nonostante pubblicamente più volte abbia dichiarato che sulla salvaguardia e sulla protezione dell'ambiente si gioca il futuro immediato dell'Isola. Non dovete convincerci su questo o su questi temi, lo sappiamo, noi ne siamo assolutamente consapevoli, esattamente come siamo consapevoli che un uso ordinato e coerente del territorio si può conciliare tanto sulla salvaguardia del territorio, quanto su quelle che sono le esigenze dello sviluppo economico. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Sì grazie, Presidente. Io voterò contro l'articolo 5 che nelle intenzioni della Giunta regionale rappresenta l'insieme delle strategie per la difesa dell'ambiente in Sardegna, e voterò contro perché, a mio giudizio, dentro l'articolo 5 c'è una grossolana assenza; non si parla, esattamente del problema, a mio giudizio più importante, in relazione alla difesa dell'ambiente in Sardegna, cioè l'impatto che oggi ha rispetto alla difesa dell'ambiente il problema della produzione energetica. In un intervento della collega Caligaris poc'anzi è riecheggiato questo problema relativo alla politica della produzione energetica nel settore delle energie rinnovabili e quindi dell'eolico in particolare. Qui l'assenza è veramente pesante, e noi continuiamo a non renderci conto del fatto che la Sardegna immette in aria esattamente il triplo di quanto, da un punto di vista percentuale, immettono le altre Regioni producendo naturalmente energia elettrica. Sia per effetto della nostra dipendenza dal petrolio e sia, soprattutto, per effetto di un utilizzo sbagliato e quindi di quella che è l'entità delle energie rinnovabili che vengono prodotte qui da noi. Certo, si dirà, in altre Regioni c'è molta più produzione di energia idroelettrica, questo può essere assolutamente vero, ma la mostruosità, che è stata rilevata anche nel dibattito di qualche giorno, è derivato dal fatto che continuiamo, insistiamo nel dire che è stato un bene non indicare un tetto massimo nella produzione di energie da fonti rinnovabili. E in particolare noi stiamo assistendo a questa situazione davvero di paradosso, che si risponde addirittura al Presidente della società di consulenza NUMISMA dicendo esattamente: "Ma guarda che non era nostra intenzione dire che la Sardegna, da questo punto di vista, è in difetto", ma intendevamo dire che, comunque, ci sono delle indicazioni governative per le quali anche la Sardegna dovrà rivedere le proprie posizioni e i propri programmi energetici. Questo è davvero sconfortante, quando noi potremmo, alla pari di ciò che oggi sta facendo la Regione spagnola, produrre energia elettrica da fonti rinnovabili, quindi dall'eolico, senza avere assolutamente limiti, come invece qualcuno vuole affermare.
L'altro problema grosso è quello relativo ai borghi marini, per i quali non abbiamo potuto estendere anche ai borghi interni; è ancora peggio quanto si è fatto, sempre all'interno dell'articolo 5, nell'estendere il concetto di centro matrice come definizione di centro storico, quindi mettendo tutti i comuni della Sardegna in una condizione di grande pericolo, finché non adegueranno i cosiddetti PUC, e quindi soprattutto i piani particolareggiati dei centri storici.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Ovviamente è un voto favorevole all'articolo 5. Mi dispiace, perché spesso, come ho detto anche nell'intervento precedente, lo scontro tra le parti porta a trascurare l'argomento che è oggetto dello scontro, e, pur di ottenere un risultato, si rischia di fare un torto più che qualche buonsenso, perché ci sono stati tutta la sera interventi sull'articolo 5, e veniva richiamata e sollecitata la relazione della quinta Commissione, che chiedeva emendamenti aggiuntivi, proprio come prevedeva l'emendamento numero 893, che sollecitava la Commissione di aggiungere risorse per la valorizzazione e la salvaguardia proprio delle zone umide e dei laghi salsi della nostra Sardegna. C'è un emendamento che integra le risorse, riguarda, tra l'altro, come destinazione non è stato discusso in Commissione, l'area vasta di Cagliari e il Molentargius, e viene brutalmente bocciato con la richiesta di voto segreto, perché è importante ottenere come risultato il poter dire che è caduta la Giunta. Non ha importanza l'argomento, non è importante neanche se su quell'argomento abbiamo tutti sollecitato più risorse. La Giunta risponde alla sollecitazione, però, in questo momento, è più importante l'obiettivo di raggiungere e dimostrare che la Giunta va sotto rispetto all'argomento che è in discussione. Io penso che questo non faccia del bene a noi, né alla maggioranza né all'opposizione, così come, devo dire, mi dispiace molto che si cada non tanto perché ci sono stati "franchi tiratori", quanto perché ci sono stati molti assenti, e questo non fa onore ai colleghi assenti della maggioranza. A chi continua, a me e a noi, a dire: "Ma ci volete in maggioranza?", io vorrei fare anche un'altra domanda: "Ma in maggioranza ci vuole stare?", perché non dipende solo dalla volontà nostra stabilire che la maggioranza è confermata, e che siamo pronti a un dialogo, a una discussione, a un confronto, se necessario a partire da stasera, da stanotte, a continuare domani. Bisogna vedere se la volontà di stare in maggioranza c'è anche da parte di chi questa domanda la continua a fare. Da parte del P.D. c'è sicuramente la volontà di confermare quella maggioranza. Vorrei capire se c'è altrettanta volontà da parte di chi, invece, non mi sembra che sia conseguente con questa richiesta.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Grazie, signor Presidente. Per esprimere il voto favorevole all'articolo 5. E' un voto responsabile, che nasce dal fatto di approvare la finanziaria in tempi brevi. Permangono alcune perplessità, e anche la poca disponibilità della Giunta su alcuni emendamenti non aiuta a rinsaldare i rapporti all'interno della maggioranza. E' necessario che l'Assessore, già da stasera, recepisca gli input arrivati dagli interventi dei colleghi del centrosinistra. Abbiamo rimarcato in Commissione che alcuni aspetti sono positivi, in particolar modo quelli riguardanti le nuove fonti energetiche. Sulle questioni, invece, sottolineate dalla quinta Commissione, ci aspettiamo un confronto a tutto campo subito dopo la finanziaria. Penso alla questione dei parchi, al tema di rifiuti, come ci aspettiamo già da questa sera una risposta positiva sul tema dell'educazione ambientale, che noi riteniamo fondamentale per la conoscenza del nostro territorio, in particolar modo per le nuove generazioni che rappresentano il futuro della Sardegna.
PRESIDENTE. Grazie. C'è una richiesta dell'onorevole Frau, che a termini regolamentari è fuori tempo massimo, perché è un emendamento al comma 14 dell'articolo 5, che ne modifica lo stanziamento ed estende le attività di chi è addetto al PON ATAS 2000-2006. Chiederei il parere della Commissione preliminarmente, e il parere della Giunta. Abbiamo distribuito il testo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Cucca, relatore.
CUCCA (P.D.), relatore. Presidente, ci si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SECCI, Assessore tecnicodella programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Sì, Presidente, la Giunta propone che la copertura finanziaria sia questa: in diminuzione, UPB S04.08.006. E' l'importo proposto.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi. Mettiamo in votazione l'articolo.
Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Sì, Presidente. Mi ero pernottato per dichiarazione di voto sull'articolo. Io sono d'accordo, voterò a favore dell'articolo 5, ed esprimo il mio rammarico per il fatto che l'emendamento numero 893 sia stato bocciato, perché era un emendamento che in Commissione aveva avuto l'assenso anche di larga parte dei consiglieri dell'opposizione. Cioè, non riesco a capire perché un investimento importante, relativo a una delle zone umide più importanti della Sardegna, in questo caso il Molentargius, ma sarebbe potuta essere qualsiasi altra zona umida di importanza regionale, un finanziamento di 1 milione e 400 mila euro annui, per tre anni, venga cancellato perché si vogliono far emergere delle differenze per il disagio della maggioranza. Io chiedo al collega Artizzu, al collega La Spisa, al collega Sanjust, come possano sacrificare sull'altare di giochi politici incomprensibili, come possano sacrificare risorse importanti per l'area di Cagliari. Questa risposta mi farebbe piacere averla. Grazie.
PRESIDENTE. Va bene. Stiamo votando l'articolo 5, con l'integrazione dell'emendamento che è stato distribuito, proposto per il comma 14 dall'onorevole Frau.
Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, Presidente, per dichiarare il voto contrario all'articolo 5, e ovviamente per rispondere anche all'onorevole Salis, il quale si è preoccupato delle risorse per il Comune di Cagliari, io non credo che siano per il Comune di Cagliari, perché, se fossero state per il Comune di Cagliari, ci sarebbe stato scritto che sarebbero andate al Comune di Cagliari. In altre circostanze, avreste detto che dal fondo indistinto potevano essere prese tutte le necessarie e opportune risorse per. Il problema è che quelle risorse non vanno al Comune di Cagliari, e, anche se andassero al Comune di Cagliari, noi siamo qui per fare gli interessi di una regione, non di un territorio, perché , se ognuno di noi dovesse farsi carico solo del proprio territorio, credo che la nostra funzione di consiglieri regionali verrebbe in qualche maniera sminuita. E' vero che lo facciamo, è vero che è un parco internazionale abbondantemente finanziato e non da oggi! E' talmente finanziato che ci avete fatto costruire anche la sede di Tiscali, quindi figuratevi come è finanziato. In ogni caso…
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi. Prosegua, onorevole Diana.
DIANA (A.N.). Allora, ciò che hanno avuto Santa Gilla e il Molentargius a Cagliari non lo hanno avuto tutti gli altri specchi lagunari interni della Sardegna in questi anni, quindi per favore cerchiamo di stare calmi. Eh, ha avuto molto Santa Giusta, ha avuto molto! In ogni caso mi fa meraviglia che proprio il consigliere Salis possa farsi carico di un territorio, trascurando poi il tutto il resto. Io credo che noi siamo qui per fare gli interessi di tutta la Regione. Questo è un emendamento della Giunta, perché quello era un emendamento della Giunta, e fa specie che la Giunta non ci abbia pensato prima in sede di finanziaria. Allora, se avete notato molti degli emendamenti presentati dalla Giunta dopo aver approvato la finanziaria in Commissione sono incorsi in scivoloni di questo genere. Evidentemente c'è qualcosa che non va bene, certamente da parte nostra, ma c'è senz'altro qualcosa che non va bene anche da parte vostra.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Sì, Presidente, ho preso visione ora dell'emendamento orale. Mi chiedo perché dovremmo votarlo insieme all'articolo essendo un emendamento che non è firmato, non si sa chi lo propone e soprattutto è un emendamento orale che non completa altri emendamenti, ma è una nuova proposta. Io sono disponibile…
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, lo ha proposto oralmente l'onorevole Frau, lo abbiamo stampato perché ciascuno di noi si rendesse conto delle cose che l'onorevole Frau proponeva, ho chiesto se c'era su questo intesa, ho chiesto il parere della Commissione e della Giunta, quindi se non ci sono…
CAPELLI (U.D.C.). Mi scusi, ma io non sono stato sentito neanche come componente di Commissione. Cioè io mi chiedo, nulla osta che acceda…
PRESIDENTE. E' avvenuto tutto in aula, forse lei era…
CAPELLI (U.D.C.). Ma io adesso l'ho letto e leggendolo io dico che è un emendamento che va valutato a sé. Nulla osta che si valuti, ma valutarlo insieme all'articolo mi sembra…
PRESIDENTE. Onorevole Capelli, forse la fretta… L'emendamento che lei ha davanti modifica il comma 14 dell'articolo nella posta di bilancio, essendo rivolto agli stessi soggetti che sono previsti nel comma 14 incrementa la posta di bilancio e li estende ad altre persone che nell'ambito del progetto PON ANTAS si sono occupate di questo, tutto qui.
CAPELLI (U.D.C.). Beh, insomma, tutto qui. Scusi, eh!
PRESIDENTE. Se non va bene ovviamente è l'Aula…
CAPELLI (U.D.C.). No, io dico che va bene che acceda alla discussione dell'Aula e venga votato, ma non capisco perché insieme all'articolo. Tutto qui.
PRESIDENTE. Perché è una modifica al comma 14 dell'articolo…
CAPELLI (U.D.C.). Eh, ma è sostanziale come modifica!
PRESIDENTE. …cioè questo punto sarebbe un emendamento sostitutivo parziale, onorevole Capelli, ecco perché va votato insieme all'articolo o addirittura prima dell'articolo e qualora accolto….
CAPELLI (U.D.C.). Sì, sì, certo, questo lo capisco.
PRESIDENTE. Questo è il senso, poi sono d'accordo con lei sull'irritualità della proposta, l'ho già fatto notare all'onorevole Frau, quindi sono d'accordo con lei sul fatto che non funziona così. Poi valutiamo adesso come votarlo. Grazie.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, per dichiarare il voto favorevole della sinistra all'articolo 5 e sottolineare due cose.
Prima questione: i parchi. Noi riteniamo, nella direttrice che questa maggioranza si è data di pensare allo sviluppo fondato sull'ambiente, che sia necessario procedere ad una forte accelerazione delle procedure istitutive dei parchi regionali. Crediamo che questa materia abbia riflessi di natura occupazionale rilevante per cui penso che questa maggioranza si riservi anche la possibilità, nel corso della discussione di questa finanziaria, di trovare le strade migliori per raggiungere questo obiettivo.
Sulle zone umide, lo dico perché noi siamo la Regione d'Europa che è caratterizzata da una presenza di zone umide particolarmente pregiate, di grande pregio naturalistico, uniche per qualche verso al mondo, e mi pare che l'attenzione che noi avremmo dovuto dedicare proprio, lo dico l'onorevole Diana, perché siamo amministratori, perché siamo parlamentari di questa Regione e non di questo o quel territorio, e non si possono spostare le zone umide di qua e di là. Sono dove sono! Come le aree interne, sono dove sono! Come alcune aree costiere di grande pregio, sono dove sono! E' il fatto che siano dove sono non può essere che fanno delle attenzioni di questa Aula parlamentare una posizione localistica di questo o di quel gruppo ogni volta che si sostengono. Io penso che noi tutti dovremmo sostenere ogni iniziativa utile, quella dell'emendamento che purtroppo non è stato approvato era un'iniziativa utile, a sostenere la valorizzazione di questo nostro territorio così particolare e così importante.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Masia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Intervengo per esprimere il mio voto di astensione e il voto di astensione del Gruppo socialista all'articolo 5. Lo facciamo anche dopo aver sentito le ragioni dell'onorevole Marrocu che impegna il suo Gruppo ad una maggiore attenzione verso quelle che sono le nostre sollecitazioni che da tempo stiamo portando avanti, nonostante ci rendiamo conto che sono soltanto impegni presi con le parole e non vediamo, invece, alcuna risposta, stante il fatto anche che in quelle che sono le valutazioni che sono state date dal Presidente della Commissione e dalla Giunta anche ad altri nostri emendamenti presenti in quest'articolo, ancora il parere negativo logicamente non ci porta ad avere quella fiducia che noi, invece, vorremmo dare. Debbo dire però che intervengo anche perché ho sentito la risposta dell'assessore Morittu a quelli che sono stati gli interventi, compreso anche il mio, e non avendo avuto alcuna risposta per alcune sollecitazioni logicamente esprimo le mie perplessità, che sono perplessità che naturalmente dovrebbero essere sentite anche da parte di altri quando io sollecito per capire qual è il suo punto di vista relativamente a quello che è l'impatto ambientale che può avere la "131" dal centonovesimo chilometro il su, quando io sollecito la sua attenzione verso un'importante legge fortemente attesa dall'imprenditoria sarda che è, appunto, la legge sulle cave, quando io sollecito maggiori attenzioni verso aspetti che sono a tutti i presenti, in particolare sull'ambiente, quando non per fatti di campanile, ma per il fatto che le attenzioni quando sono rivolte verso altre parti si parla in termini localistici e campanilistici, quando invece sono rivolti per alcune zone, pure importanti, per argomenti che sono sicuramente condivisibili, questo non esiste più. Parlo naturalmente di quelle che sono le risorse già al comma 1 per ciò che riguarda il recupero ambientale, il recupero dei siti che in qualche modo sono inquinati e che sono relativi alle aree del Sulcis e dell'Iglesiente, e invece ci si dimentica di quelli che sono altri siti, altrettanto importanti nel resto della nostra Regione. Ha ragione in questo caso l'onorevole Uggias quando sollecita la bonifica del porto di Olbia. Debbo dire che sarebbe molto più giusto incrementare quelle risorse non solo per Olbia, ma anche per altre realtà che in questo momento hanno bisogno di maggiori attenzioni. Come si fa a dimenticare che il porto di Buggerru è costantemente sommerso, costantemente non navigabile per la presenza della sabbia?
PRESIDENTE. Prego.
MASIA (Gruppo Misto). Sto per terminare. Come si fa a dimenticare che esistono altre realtà altrettanto importanti che non possono essere dimenticate in una finanziaria come questa che parla di ambiente?
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io concordo relativamente all'emendamento numero 893 sulle osservazioni che venivano fatte sia dall'onorevole Marrocu che dall'onorevole Uras. Però, andando avanti e nello specifico, per esempio, dell'emendamento all'articolo 15 comma 15, rispetto al quale non ho alcuna obiezione da fare, ecco, però Presidente, mi pare che abbiamo segnato un nuovo metodo di procedura che naturalmente deve valere quando l'Aula vi acconsente, in questa occasione ed in altre occasioni. Ma ne approfitto anche per dire, Presidente, che l'emendamento così come proposto dall'onorevole Frau prevedeva in diminuzione il FNOL parte corrente anno 2008 per 300 mila euro. Correttamente l'Assessore, non essendoci risorse nel FNOL, ha indicato un'altra fonte di approvvigionamento. Questo significa, Assessore, che d'ora innanzi quando un capitolo di bilancio, un'UPB di bilancio, non ha risorse sufficienti per la copertura, non si potrà più respingere l'emendamento per mancanza di copertura finanziaria, ma la Giunta regionale dovrà indicare una copertura adeguata prevedendo di attingere ad un'altra UPB. Ora, e mi rivolgo espressamente all'assessore Secci rispetto all'articolo 5, nel riconfermare il voto di astensione annunciato dalla collega Caligaris e dal collega Pierangelo Masia, Assessore, assessore Secci, sarebbe già un segnale importante, seppure non determinante, se lei iniziasse intanto a sciogliere il nodo del FNOL che stiamo ponendo all'attenzione dell'Aula già da parecchi giorni. Ci vuole dire se per questa legislatura l'Aula verrà messa nelle condizioni di poter legiferare dotando di dotazione finanziaria sufficiente il FNOL, oppure no? Per adesso, Assessore, ci asteniamo su questo articolo.
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Balia.
BALIA (Gruppo Misto). Concludo, ma la prego, siamo in attesa ulteriormente di una sua risposta. Le dichiarazioni di sensibilità dell'onorevole Marrocu sono importanti, ma evidentemente non sono esaustive perché non trovano riscontro in alcuna dichiarazione di disponibilità da parte della Giunta regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà. L'onorevole Artizzu non interviene.
Ha domandato di parlare il consigliere Porcu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Presidente, per esprimere il mio voto favorevole all'articolo 5 e per auspicare che quanto è avvenuto poco fa a voto segreto, fosse frutto, come dire, di una non completa consapevolezza della gravità che cancellare quell'emendamento proposto comporta. Io non credo che, come diceva l'onorevole Diana, ci siano zone che riguardano solo una località, ci sono realtà e zone umide che hanno un valore che va molto al di là di un luogo e credo che da questo punto di vista Molentargius vada molto al di là di un interesse che può riguardare una città. Tra l'altro, il Comune di Cagliari è all'interno dell'ente parco, queste risorse servono per mantenere in vita un equilibrio ottimale dell'avifauna, senza queste risorse di fatto il parco è a rischio e c'è un rischio anche per alcune specie preziose come i fenicotteri. Ecco, io voglio sperare che dietro questo voto segreto non ci fosse una completa consapevolezza della gravità di cui questo comporta e quindi, se così fosse, voglio sperare che magari nell'approvare l'emendamento fosse possibile che al comma 12, se questo è vero e se non c'era l'intenzione di provocare un danno irreparabile a un patrimonio come quello dello stagno di Molentargius, ci sia la disponibilità a intervenire nel comma 12 e adeguare le risorse riportandole a quanto avrebbe previsto l'emendamento, e questo sarebbe 900 mila euro in più. Questo aiuterebbe a voltare pagina, a non rinfacciarci reciprocamente l'andamento di questa serata e a creare, credo, un clima che al di là delle battaglie politiche, delle schermaglie politiche che ognuno di noi legittimamente porta avanti, non abbia però il clima a provocare danni irreparabili a sistemi che non sono un patrimonio di una città, ma sono un patrimonio dell'intera Regione. Arrivare all'autolesionismo nella battaglia politica mi sembrerebbe veramente eccessivo. Quindi, io auspico, Presidente, ribadendo il voto favorevole all'articolo, che ci sia una disponibilità dell'Aula intera ad accettare un emendamento orale che ripristini quelle risorse al comma 12.
PRESIDENTE. Dunque, io, onorevole Porcu, ho compreso il suo accorato appello e capisco anche che nel modo convulso che a volte abbiamo di lavorare, nella fretta di esaminare gli emendamenti, possa capitare che qualche emendamento sfugga al controllo e non si capisca completamente la ratio. Tuttavia, una volta che il Consiglio ha votato è complicato che noi torniamo indietro su decisioni già assunte. Le devo dire che è anche complicato che, così come fa l'onorevole Frau, si presenti un emendamento all'articolo quando siamo in fase di votazione dell'articolo stesso che introduce modifiche non marginali. Quindi, siccome - come dice l'onorevole Balia - io non voglio creare precedenti che poi valgono sempre, diciamo che stabiliamo che la regola è quella che conosciamo, che è data dal Regolamento. Che al Presidente è data facoltà di ammettere emendamenti pur presentati fuori dai termini previsti dal Regolamento, però certamente prima che si arrivi alla votazione. Quindi, onorevole Frau, mi dispiace, ma il suo emendamento a questo punto non viene ammesso... no, non le do la parola, non si precipiti, non le do la parola. L'emendamento non è accolto perché non presentato.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Ci sono una parte dei colleghi appollaiati del centrodestra ai quali mi rivolgo chiaramente perché sono anche attori importanti del dibattito che stiamo facendo. Io voto a favore dell'articolo 5, chiaramente, così come farà tutta la sinistra e uso un minuto del mio tempo per dire che le considerazioni che hanno fatto i compagni socialisti non solo oggi, per dir la verità, meritano attenzione. La domanda è: per la prospettiva, per il futuro, ci sono risorse per nuovi oneri legislativi? Se è no e io non credo che sia no ci dica chiaramente, se è sì ci dica altrettanto chiaramente perché si comprende che stiamo parlando della prospettiva. Penso che non sia una richiesta campata in aria, penso che non sia una richiesta di parte anche se la maggioranza si compone di tante sensibilità, nel passato recente abbiamo detto che le sensibilità sono una ricchezza, e se perdiamo una sensibilità perdiamo una parte di una ricchezza. Perché la dobbiamo perdere? Io non credo che la Regione autonoma della Sardegna, la politica sarda debba trasferire in modo meccanico senza battere ciglio quello che avviene a Roma. Se è così anche di questo dobbiamo parlare, io lo considero un errore, altri amici, compagni e colleghi invece pensano che sia una cosa importante, positiva. Ma perché dare per scontato che quello che si decide a Roma va bene nella realtà cagliaritana o in Sardegna? La mia opinione è che non va bene però io non credo che ci debba essere un trasferimento meccanico e anche le opinioni che dicono che va bene, vanno rispettate ma le vorremmo discutere perché, e chiudo, la maggioranza deve essere compatta, se io presento un emendamento che non impegna risorse e chiedo all'assessore Morittu, mi risponda, e mi risponda positivamente, e l'Assessore non mi risponde, Presidente, assessore Secci, come devo votare io al mio emendamento?
Lo devo ritirare? E se non lo ritiro perché sono convinto che è un contributo, come devo votare? Dovrò votare a favore? E votando a favore, vado in minoranza, cosa ho fatto? Ho limitato la forza della maggioranza?
PRESIDENTE. Concluda onorevole Cugini.
CUGINI (Sinistra Autonomista). No, ho difeso una mia idea e una mia proposta, se però si ripetono questi meccanismi è chiaro che c'è un problema politico, e io non voglio cadere nel trabocchetto del voto segreto, io sostengo la mia opinione palesemente e voto palesemente a favore o contro evitando di prestare il fianco alle iniziative del centrodestra.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.Ovviamente non parlo per dichiarare il voto sull'articolo, parlo perché sollecitato in più di un'occasione e da più di un collega a dare una risposta che considero assolutamente scontata. Io non penso che ci sia nessuno nella Giunta che voglia cacciare dalla maggioranza parti importanti e fondamentali, condivido totalmente le espressioni che il Capogruppo del Partito Democratico ha rivolto agli amici dello S.D.I. che stanno a più riprese chiedendo impegni e quanto altro.
Confermo la nostra totale e piena disponibilità a discutere di tutti i problemi che sono stati posti e che ancora non sono risolti nella linea che abbiamo seguito come Giunta regionale in tutta questa lunghissima, defatigante e ormai anche poco comprensibile, scusatemi, maratona sulla finanziaria. Penso che la Giunta abbia dimostrato in tutte le circostanze disponibilità a discutere, disponibilità a correggere, disponibilità a modificare, disponibilità a trovare sintesi, disponibilità a venire incontro, chiede evidentemente anche però che ci sia da parte dei colleghi, dei consiglieri della maggioranza, che ci sia anche uno sforzo per venire incontro a quelle che sono le esigenze dello stare in maggioranza. Onorevole Caligaris, lei che ha invitato la Giunta in più di una circostanza a rispettare le istanze dei Socialisti democratici italiani presenti in quest'aula, mi dice quante volta ha votato con la maggioranza in questi ultimi sette - otto mesi? Allora non è il problema che la Giunta vuole mandare fuori dalla maggioranza qualcuno, lo diceva l'onorevole Marrocu, bisogna che in maggioranza ci si stia, ci si voglia stare e si facciano anche gli atti per starci e qualche volta lo stare in maggioranza significa anche, compreso per la Giunta, di fare sacrifici che non dovrebbe fare perché anche in questa finanziaria la Giunta ha ceduto ad andare in direzioni che non condivideva, spiegando, argomentando, dicendo, e siccome poi la maggioranza invece diceva: "andiamo in una direzione diversa", siamo andati in una direzione diversa, questo significa per noi stare maggioranza e questo onorevoli colleghi, onorevoli consiglieri del Partito socialista, è l'invito che io faccio ancora. Continui il dialogo, si ritrovi il filo del dialogo nelle forme che sono conosciute e che sono state più volte ricercate, io sono convinto che troveremo anche le formule per venire incontro alle esigenze legittime che i socialisti propongono in quest'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Le chiedo scusa, sull'ordine del lavori. Io sono irrituale, le chiedo scusa, però vorrei fare un appello ai colleghi del Consiglio e anche a lei, non vorrei per il clima che si è creato, di discussione su quella parte che ha preceduto queste votazioni, il Consiglio commetta un altro errore. L'emendamento orale del collega Frau tendeva a superare un errore e una dimenticanza, secondo me, della Giunta che avrebbe dovuto prevedere quello che era in finanziaria che ha proposto il collega Frau. Se quell'emendamento non venisse accolto e io invece mi auguro ci sia l'unanimità dell'aula, rischiano di perdere il lavoro, dei lavoratori che non hanno nulla a che vedere con le nostre discussioni e non hanno responsabilità, e di interrompere un servizio che è giudicato positivo. So che la responsabilità è imputabile in questo caso a chi avrebbe dovuto inserirlo in finanziaria e l'hanno aggiunto al nostro che l'abbiamo istruito in Commissione e non abbiamo provveduto a farlo in Commissione e che non abbiamo fatto neppure prima del passaggio agli articoli. Però poiché questo è un problema serio, vero, io chiederei di superare tutte le difficoltà, a lei Presidente e ai colleghi e approvare quell'emendamento orale perché questo comunque so che è arrivato in un momento sbagliato quest'emendamento, ma faccio appello a lei e ai colleghi perché questo emendamento possa essere recuperato e non abbiano da pagare perdendo il posto di lavoro a marzo dei lavoratori che invece forse è giusto che siano prorogati e possano rimanere al loro servizio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, per dire che io accolgo l'appello testé fatto dall'onorevole Marrocu a cui voglio rivolgerne un altro. Lo stato di confusione totale in cui si trova la maggioranza in Regione è sotto gli occhi di tutti, ma voi non potete tenere in ostaggio il Consiglio regionale per le vostre beghe interne. Io non ha mai assistito ad un Assessore che anziché discutere dell'emendamento discute di fatti politici che a noi non ci riguardano. Se avete problemi, sospendete i lavori del Consiglio, andate nelle sedi opportune e non utilizzate il Consiglio regionale per scaricare tra di voi le responsabilità perché questa non è una cosa seria, questa non è una cosa seria! Sappiamo tutti quello che sta avvenendo, il cambiamento, la rivoluzione, ma non sono problemi che riguardano l'assemblea, sono problemi che riguardano i partiti politici.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Presidente, sull'ordine dei lavori riagganciandomi alle cose che l'onorevole Marrocu diceva. Io non vorrei aver creato un problema sull'emendamento Frau anche perché ho detto con chiarezza che si creava un precedente, ma rispetto al quale non avevo nulla in contrario, precedente però che non significa che ogniqualvolta ci si ritrova in una situazione di aggiuntività, debba essere seguito questo criterio, significava semplicemente che si deve ragionare con la stessa sensibilità con la quale si ragiona per questo emendamento. Per il resto, onorevole Floris, me lo consenta, il problema del fondo nuovi oneri legislativi non è problema privato come lei ci ha cercato di dire testè, è un problema di dignità per quest'aula, perché se manca quel fondo, quest'Aula è nell'impossibilità di fare leggi. Quindi non abbiamo posto problemi privati da discutere in altra sede, ma abbiamo posto problemi di dignità dell'Aula da discutere in questa sede. Assessore Secci, mi consenta, io non ho capito bene se la sua risposta era e resta generica perché lei non ha il mandato perché diventi di natura diversa, ma lei continua a non dirmi se la Giunta regionale vuole o no dotare di risorse il FNOL, non ho posto altri problemi, ho posto il problema del FNOL, lei continua a dire: vedremo, ne parleremo, decideremo. Quando? Io la risposta, assessore Secci, rispetto al FNOL gliela chiedo in aula, perché è un problema di dignità per chi deve legiferare nel rispetto della separazione dei ruoli fra Giunta e Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Balia. Onorevole Capelli, era già intervenuto.
CAPELLI (U.D.C.). Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Sì, colleghi, insomma, stiamo procedendo abbastanza disordinatamente, e il fatto che si faccia un'eccezione per qualcuno non significa che poi si stabilisce una regola.
Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà
CAPELLI (U.D.C.). Vorrei chiederle quando possiamo tornare, dopo questo piccolo diverbio familiare, se possiamo tornare a discutere della finanziaria.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Torniamo a discutere della finanziaria. Stiamo votando l'articolo 14. Colleghi, io, forse disinterpretando le cose dette dall'onorevole Balia non avevo accolto la proposta dell'onorevole Frau che intendevo accogliere con le caratteristiche di eccezionalità, di ritualità e quindi senza costituire un precedente nella discussione. Altre volte lo abbiamo fatto, se ci fossero questioni eccezionali sulle quali il Consiglio deve tornare, pur fuori dai tempi previsti dall'emendamento lo votiamo.
(E' approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (Gruppo Misto). Dichiaro l'astensione del mio Gruppo.
PRESIDENTE. Va bene, astensione a verbale, grazie onorevole Masia… e anche del Gruppo dell'UDEUR. Siamo agli emendamenti aggiuntivi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Porcu. Ne ha facoltà.
PORCU (P.D.). Volevo sapere se la proposta che le avevo fatto era stata accolta, semplicemente questo. L'onorevole Frau ha fatto una proposta, io gliene ho fatto un'altra, era solo per sapere se era stata accolta.
PRESIDENTE. Lei ha proposto di annullare una votazione.
PORCU (P.D.). No, siccome l'emendamento che abbiamo bocciato non era chiaro nella sua formulazione, ho proposto all'Aula di emendare il comma 12 aumentando le risorse al comma 12 da 500 mila a 1 milione e 400. Siccome l'emendamento non era chiaro per molti colleghi, ho chiesto se questo mio convincimento che non fosse chiaro era condiviso, mi era sembrato che fosse condiviso e quindi le ho fatto una proposta sulla quale lei non mi ha risposto. Poi, ripeto, era solo per avere conferma se ho ben capito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). No, per dire…
PRESIDENTE. Chiedo scusa colleghi, io ho difficoltà a seguire.
DIANA (A.N.). Ora, non so a chi facesse riferimento l'onorevole Porcu quando ha detto che l'emendamento della Giunta era mal formulato e quindi potevamo esserci sbagliati. Guardi, le assicuro che è assolutamente comprensibile. Se poi dobbiamo sospendere cinque minuti perché c'è la necessità di vedere e di capire meglio, tutti però questa volta, non solo io, allora sospendiamo cinque minuti, con il collega Porcu e con quanti vogliano affrontare questo problema e chiariamo la questione, però la chiariamo come dev'essere chiarita onorevole Porcu, non come sta dicendo lei.
PRESIDENTE. Cinque minuti di sospensione colleghi.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 15, viene ripresa alle ore 20 e 25.)
PRESIDENTE. Colleghi, procediamo?
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Grazie Presidente. Sull'ordine dei lavori e sulle votazioni che sono in atto. Un chiarimento e una proposta. Mi è sembrato di capire che noi abbiamo appena approvato l'emendamento sostitutivo orale Frau, dobbiamo votare l'articolo… io ho capito così… siamo nella votazione dell'articolo, se questa è la situazione in cui ci troviamo potrebbe essere possibile isolare, cioè chiedere una votazione per parti, isolando quindi una parte, che è il comma 12, per il quale verrebbe fatta una proposta emendativa sulla cifra di 500 mila euro che verrebbe portata a 1 milione 400 mila. Questa è una proposta che credo non comporti alcuno strappo procedurale e credo che se l'Aula all'unanimità lo voglia accogliere raggiunge la finalità.
PRESIDENTE. Dunque onorevole La Spisa, in realtà noi abbiamo votato, almeno così ho dichiarato nella votazione, che si votava l'articolo includendo nell'articolo la proposta modificativa del comma 14 formulata oralmente dall'onorevole Frau. Adesso se c'è un equivoco, insomma, voglio sentire anche gli altri colleghi così vediamo come procedere.
Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). Sì, volevo verificare, con gli Uffici, se è possibile che ci sia nel bilancio qualche intervento finanziario per la gestione del parco di Molentargius, in modo da valutare un intervento del Consiglio che non torna indietro rispetto a una votazione e non apre, diciamo, qualcosa di nuovo che non è mai avvenuto, almeno che io ricordi, che si è cambiato un voto nello stesso momento in cui si è votato, perché se è possibile intervenire nel bilancio, magari è più utile incrementare i fondi per la gestione del Parco di Molentargius attraverso un intervento nel bilancio, che intervenire con questo fondo di riserva che riguarda tutti i compendi dove noi volevamo riservare 900 mila per il parco di Molentargius. Se questo fosse possibile, siccome tra di noi possiamo assumere un impegno, si fa un emendamento che va al bilancio. E quindi non torniamo indietro sulla votazione.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Marrocu. C'è certamente uno stanziamento in bilancio per lo Stagno di Molentargius, pari a 450 mila euro. Quindi, c'è una posta alla quale possiamo eventualmente collegarci con un emendamento, quando siamo al bilancio e incrementare la cifra. Quindi, io chiederei ai colleghi di fare così, che mi sembra un'operazione più…
SECCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. A noi non risulta possibile.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, proviamo a procedere. Ci sono, colleghi, anche volendo… ci sono delle difficoltà a rifare la votazione anche accedendo all'ipotesi che formulava l'onorevole La Spisa, inoltre se noi rifacessimo la votazione di fatto ripristineremmo col comma 12 le somme previste da quell'emendamento che è stato bocciato. Quindi, comunque siamo in una condizione nella quale siamo costretti a fare troppe eccezioni a una procedura prevista. Quindi, io chiederei ai colleghi di consentire che eventualmente vediamo nel bilancio la questione, perché comunque anche se rifacessimo la votazione, sarebbe possibile votare una questione sulla quale il Consiglio si è già pronunciato. Quindi, procediamo…
LA SPISA (F.I.). Posso, Presidente?
PRESIDENTE. Se serve per aiutarci…
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Per aiutare. Io non credo che sia ritornare su una decisione già presa, perché l'emendamento numero 893 è sostitutivo parziale e introduce un'autorizzazione di spesa triennale, l'emendamento orale che io mi sono permesso di fare prima sul comma 12 è invece una modifica della somma solo per l'annualità 2008. Mi sembra che non sia la riproposizione di una decisione già presa, ma una diversa formulazione del comma 12.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì, Presidente. Io credo che ci siano tutte le possibilità perché nel corso del bilancio si possano assegnare le risorse che sono previste non nell'emendamento, ma nel comma, anzi nella legge. All'articolo 40 ove si dice: è autorizzato per l'anno 2005 la spesa di… per la manutenzione programmata dei lavori realizzati nell'ambito del programma di salvaguardia, litorale ecc. Si cita l'UPB S05.043 in quella legge. Che è un'UPB diversa da quella che è citata nell'emendamento e da quella che è citata nel comma 12. Io quindi chiedo, e sono convinto che sia possibile, sulla base dei finanziamenti degli anni precedenti intervenire su questa UPB, oppure intervenire nell'UPB che faceva capo alla norma che sta nel bilancio e non nella finanziaria, con l'integrazione "per una annualità", perché - volevo dire proprio questo - che se c'è stata una cosa che ha portato un po' di perplessità era il fatto di leggere, nella norma finanziaria, 500 mila euro per l'anno 2008 e, nell'emendamento, 1 milione 400 mila euro per tre anni, insomma, una modifica piuttosto profonda: è un sostitutivo parziale ma di fatto, altroché sostitutivo parziale, si passa da 500 mila euro per una annualità a 1 milione e 400 mila euro per tre anni.
Io credo che ci sia la possibilità, nel bilancio, di trovare la soluzione di questo problema, certo, poi bisognerà verificare magari altre cose però tornare indietro su questa votazione io credo che non sia possibile.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, richiede un grande consenso e l'unanimità un ritorno...
DIANA (A.N.). Se è solo per un anno si può discutere.
PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, la sua proposta è di portare ad 1 milione e 400 mila per il 2008? Ho capito male.
Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (P.D.). Grazie, Presidente. Io credo che le formulazioni che si stanno usando per recuperare quanto contenuto nell'emendamento 893 fino a questo momento mi sembra che siano tutti degli escamotage che creano dei precedenti pericolosissimi, cioè si sta andando comunque a rimettere in discussione qualcosa che è stato già votato da quest'Aula.
Io credo che potrebbe essere presa in considerazione, invece, la proposta fatta dal collega Marrocu e dal collega Diana perché il tema possa essere recuperato durante l'esame e la discussione del bilancio.
PRESIDENTE. Va bene, colleghi, andiamo avanti, non mi sembra che ci siano le condizioni. Sul bilancio torneremo sull'argomento.
Siamo agli emendamenti aggiuntivi.
(Non è approvato)
Metto ora in votazione l'emendamento numero 533, c'è l'invito al ritiro.
Ha domandato di parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Io sono disponibile al ritiro dell'emendamento però chiederei di poter spostare l'emendamento all'articolo relativo alla parte per l'agricoltura, spiego perché. Perché, Presidente, potrebbe non essere necessario che il Consiglio disponga di questa somma, nel senso che, già dalla finanziaria dello scorso anno, era previsto, a margine della legge sulla pesca, un fondo per le calamità naturali che nel 2007 non è stato utilizzato. Allora, se non è stato riprogrammato dall'Assessorato dell'agricoltura, che credo abbia nei propri capitoli le somme, potremmo verificare se è utilizzabile quel fondo lì.
Quindi, chiederei di soprassedere per il momento e di spostarlo all'articolo 7.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uggias. L'emendamento numero 533 è spostato all'articolo 7.
Metto in votazione l'emendamento numero 823, c'è il parere negativo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiararazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Intervengo per esprimere il voto favorevole. Sono davvero sorpreso che vi sia, non solo un parere negativo della Giunta, ma che non vi sia stata una sola parola da parte dell'Assessore..., ma per la verità c'è una reticenza su una serie di argomenti che abbiamo posto stamattina. Passino pure le cose che dicono i giudici del Tribunale Amministrativo Regionale della Sardegna, ed insisterò perché non è possibile che su fatti di questa natura cada un silenzio tombale e, cosa ancor più dal mio punto di vista davvero paradossale, rispetto agli impegni che il Presidente e l'Assessore hanno assunto nel territorio del nuorese, in occasione di quell'incendio che ha devastato un intero territorio e ha messo in ginocchio un'attività come quella agropastorale oltre alle attività artigianali comprese nella zona industriale di Pratosardo, non vi sia stato il benché minimo cenno di un'attenzione qualunque. Tutto devo pensare che si risolva, compresa la visita il presidente Soru che aveva mostrato allora interesse e si era prodigato in promesse, vorrà dire che tutto finisce a tarallucci e vino. Noi questo lo denunceremo! La denunceremo alle popolazioni interessate questa disattenzione e non mi si dica che è previsto un fondo di intervento che è assolutamente insufficiente, e non mi si dica che c'è un intervento a favore dei soggetti privati perché quella norma, prevista al comma 22, è appena sufficiente davvero forse per rifare qualche cunetta stradale.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Liori per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LIORI (A.N.). Grazie, Presidente. Io approfitto della presenza dell'Assessore alla protezione civile e all'ambiente che è in Aula per chiedere una delucidazione riguardo ad un articolo che è comparso l'altro giorno sulla stampa nel quale nel Medio Campidano c'era un avviso di un Comune che invitava i propri concittadini che avevano avuto dei danni degli incendi di questa estate a presentare le domande di risarcimento. Siccome l'incendio del quale parlava l'onorevole Pittalis ha avuto delle dimensioni veramente importanti e ha oscurato i cieli della Sardegna, ha sollevato la temperatura, ci ha fatto soffrire, il giorno eravamo impegnati in un'importante riunione di partito alcuni esponenti di Nuoro hanno dovuto fare un giro che li ha fatti arrivare ad Oristano dopo ore. Quindi ha creato un disagio proprio per le dimensioni eccezionali di questo incendio con danni incalcolabili. A me sembra assolutamente incredibile che incendi, senz'altro degni di attenzione, ma di proporzioni, di intensità non paragonabili a quelli di Nuoro, abbiano avuto delle provvidenze da parte della Regione e che questo episodio, invece, che si è verificato malauguratamente nelle vicinanze del capoluogo della Provincia di Nuoro sia stato totalmente, sia passato totalmente inosservato agli occhi della protezione civile, dell'Assessorato. Vorrei avere qualche spiegazione da parte dell'Assessore se è possibile per decidere come comportarmi. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie Presidente. Io ho avuto occasione di passare dopo un paio di giorni recandomi a Nuoro in quel territorio, appunto, da dove era partito l'incendio dal territorio di Oniferi per arrivare poi a devastare i territori di Orune, lambire la zona artigianale di Nuoro ed ingoiare aziende intere, case rurali, fienili, macchinari, bestiame. Un miracolo che non abbia causato delle vittime umane, ma di vittime ne ha causato tante perché, perché lì ormai ci sono intere famiglie che sono state ridotte sul lastrico i cui beni e le cui proprietà e risparmi di una vita sono andati in fumo nell'arco di una giornata di un fuoco che aveva delle dimensioni immani. Io non oso pensare che sia il Presidente che la Giunta che colà si sono recati possano aver detto delle parole vane, poiché giustamente sulle disgrazie del genere non si può assolutamente andare leggeri. Quindi, penso e ritengo che senz'altro siano stati presi dei provvedimenti affinché si possa intervenire in quei territori, ad oggi non risulta, almeno per quanto io sappia, non risulta concretamente che siano stati fatti già degli interventi e che ci siano state presentate almeno dei piani di risanamento né tanto meno degli interventi finanziari a favore delle persone, delle aziende che sono state colpite. Per cui questo emendamento, io credo sia senz'altro doveroso tenerlo in considerazione da tutta l'Aula almeno che la Giunta qui in Aula non dimostri concretamente che gli interventi che si vogliano intraprendere, se ci sono, se sono stati programmati siano tali da poter sopperire alle disgrazie che colà sono successe e siano capienti i finanziamenti ad affrontare le legittime, dico legittime richieste di tutte quelle persone, di tutte quelle aziende che hanno visto distrutte in un giorno i sacrifici di tutta una vita di generazioni, proprio di generazioni. Quindi io sono favorevole a quest'emendamento, darò il mio voto favorevole, ma aspetta anch'io una risposta esaustiva da parte della Giunta. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consiglieere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Sì grazie, Presidente, spesso e volentieri abbiamo chiesto ed è stato votato in quest'Aula un ordine del giorno, credo all'unanimità, nel quale s'impegnava la Giunta ad istituire un capitolo sulle calamità naturali, è una costante nel nostro territorio, questi emendamenti fanno riferimento alla piaga degli incendi e non si può non essere d'accordo perché i danni sono ancora oggi per fortuna o per sfortuna sotto gli occhi di tutti. Faccio riferimento a questo, ma, Assessore, non lo so se la Giunta abbia preso in considerazione gli straordinari danni che poche settimane fa si sono verificati dal Limbara fino a tutto il territorio di Alà dei sardi e quindi una parte importante della Gallura o della bassa Gallura, che è stata flagellata dalla neve. Chi non è andato in quei territori probabilmente non si rende conto, il paesaggio è cambiato, ci sono piante secolari di querce da sughero che sono rase al suolo. C'è una situazione che veramente pare sia passato un bombardamento. E' visibile anche quello, e sarà visibile purtroppo per molti anni, anche perché non ci risulta che l'ente foreste stia predisponendo un piano per la ripulitura delle frasche che diventeranno nei prossimi mesi un carburante straordinariamente pericoloso per tutti i boschi più importanti della Sardegna. Stiamo parlando di circa 75-85 mila ettari che sono stati interessati da questa piaga. Ecco, mi chiedo assieme alle domande che ha fatto anche il collega Rassu, se c'è la possibilità di capire dalla Giunta regionale se oltre agli interventi opportuni e necessari per questa calamità ce ne siano, interventi, per quest'altra calamità che si è verificata qualche settimana fa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MARROCU (P.D.). L'incendio non è una calamità naturale. E' un atto delinquenziale messo in atto da qualche cialtrone che spesso mette in pericolo la vita, l'incolumità dei cittadini, delle abitazioni, distrugge immensi patrimoni ambientali e non è un atto di calamità naturale. L'ho vissuta personalmente sulla mia pelle quest'estate, nel mio paese questo fatto è fortemente sentito dalla comunità che tra l'altro con gruppi di volontari stanno ripristinando l'intervento nella pineta che sovrasta il paese di cui parla Dessì nel suo "paese d'ombre" che è stata distrutta dalla mano di un delinquente non da una calamità naturale. Per cui personalmente ho dubbi che noi siamo, ho dubbi sull'opportunità giuridica, e anche su quella politica, che noi possiamo pensare di poter intervenire a risarcire i danni di un atto vandalico, di un incendio. Ho dubbi dal punto di vista giuridico perché non è una calamità naturale, ne ho di più dal punto di vista politico, perché anche questo, che uno possa mettere un fuoco e poi dopo addirittura si intervenga a risarcire, anche politicamente mi sembra sinceramente un atto un po' così, azzardato e di grande rischio. Diversa è la calamità degli altri emendamenti, cioè dei diluvi che sono cose diverse. Io penso che quello che bisogna fare qui, lo dico all'Assessore, ma penso che lo stia già facendo la Giunta regionale, è che noi abbiamo un ente foreste che ha 7000 lavoratori, abbiamo modificato lo statuto, può intervenire non aspetti sine die a far sì che quei luoghi dove c'è stato l'incendio siano ripristinate strade siano fatte opere di ripristino ambientale, siano possibilmente ricostruiti boschi utilizzando l'ente foreste e i 7000 lavoratori forestali, anche perché tra le modifiche che abbiamo fatto abbiamo previsto anche l'opportunità che i lavoratori siano utilizzati fuori dai compendi dall'ente foreste, quindi fuori dai cantieri. Questo va fatto fuori subito in quei territori e in tutti quei territori che sono stati attraversati dagli incendi, per dare una risposta civile agli atti di vandali e di delinquenza e quelli che sono stati portati alla nostra terra in quest'estate. L'altro mi sembra sinceramente non perseguibili né politicamente né pensa dal punto di vista oggettivo e giuridico che si possa neppure fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cappai per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Grazie Presidente, per esprimere il mio voto favorevole all'emendamento. Al di là delle considerazioni fatte dal collega Marrocu sul fatto che sia o meno un atto delinquenziale ciò non è che può giustificare il fatto che non dobbiamo pensare che questa gente vada indennizzata. I danni subiti sono parecchi, così come quelli del suo comune, lei fa sempre riferimento a Villacidro. Il problema ce lo dobbiamo porre, vuol dire che c'è stata una carenza strutturale della Giunta, che non è stata in grado, in tempi certi, di combattere quegli incendi. Bisogna prendere atto di questo, è stato un fallimento il servizio antincendio, altrimenti tutti quei danni non sarebbero arrivati. Purtroppo sono arrivati, non certo per colpa mia o per colpa dell'onorevole Marrocu, magari per colpa di quei vandali, però i danni sono stati creati.
Approfitto, Presidente, visto che alle 14 e 01, non essendo presente in aula, non mi ha fatto parlare in discussione generale, per parlare degli indennizzi previsti dal comma 20 dell'articolo 5. Vorrei che tutti, qui, andaste a leggere cosa significa quell'articolo. Noi aggiungiamo la parola "ittiche" in questo comma. Leggo il comma 15 dell'articolo 22, della legge numero 4 del 2006: "Le province provvedono al pagamento dei danni causati dalla fauna selvatica alle produzioni agricole e zootecniche, e alle opere approntate sui terreni coltivati o a pascolo, nei rispettivi territori di competenza". Avevamo avuto modo, Assessore, di ragionare su questo comma anche in Commissione. L'avete lasciato identico. Se volesse spiegare a quest'Aula cosa intende per "ittiche", e soprattutto per quale zona intende quell'"ittiche", perché non è solo nella zona di Oristano che arrivano ai cormorani, arrivano in tante altre zone, e probabilmente i 400 mila euro che erano previsti in quella norma, perché quest'anno non avete messo niente, non saranno più sufficienti. Così come non ha risposto in Commissione, non risponderà neanche stasera, Presidente, ma sicuramente le ricordo che anche questa è una marchetta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cappai. Non per polemizzare, ma soltanto per correggere una sua affermazione. Lei è decaduto questa mattina alle 13 e 40, 13 e 45. Lo stiamo verificando, così lei lo saprà con certezza, e non certo per farle una scortesia.
Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Per dire che noi siamo d'accordo con questo emendamento, e devo dire che sono sorpreso dalla dichiarazione del Capogruppo del Partito Democratico, quando dice che queste non sono calamità naturali. Non è vero che non sono calamità naturali, lo sono perché gli incendi non sempre sono di origine dolosa, possono dipendere da mille motivazioni. Sta di fatto che, come Governo regionale, siamo sempre intervenuti in queste situazioni, perché gli incendi sono alla stregua delle alluvioni, sono alla stregua di altri interventi calamitosi. Pertanto, io credo che sia opportuno un minimo indennizzo e, in questo caso, garantirlo, e anche perché, bisogna dirlo, è stato detto da parte del Governo della Regione che avrebbe tentato di intervenire, in qualche modo, pagando una parte dei danni che erano stati stabiliti da questi agricoltori, pastori, oppure persone che hanno interessi nelle campagne. Pertanto, io credo che bene farebbe questa Giunta regionale ad accogliere l'emendamento, e ad attivarsi immediatamente per vedere di quantificare in modo esatto i dati che ci sono stati in queste campagne, e vedere, soprattutto nei casi più gravi, di intervenire immediatamente. Pertanto, io sono convinto che l'emendamento sia veramente un emendamento giusto, e, pertanto, io mi auguro che la Giunta prenda in considerazione questo, ma ci saranno anche altri emendamenti che sono più o meno su questa stessa linea, e hanno bisogno di un intervento, come ha sempre fatto la Giunta regionale, per garantire queste persone danneggiate. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ladu. Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (P.D.). Molto brevemente. Io credo che questo sia un emendamento che cerca di dare una risposta a un problema reale, però è un emendamento che, davvero, rischia di aprire problemi più grandi di quelli che vuole o che vorrebbe risolvere. Tutti noi ci siamo occupati a più riprese di questo problema, attraverso tutti questi anni; è da decenni che, a vario titolo, come consiglieri comunali, come sindaci, consiglieri regionali, e così via, abbiamo avuto a che fare con questo gravissimo problema. Però, la strada di indennizzare chi è colpito dagli incendi da parte della Regione è una strada molto pericolosa, che facilmente può incoraggiare coloro che, proprio perché incentivati e sostenuti delle risorse pubbliche, possono essere incoraggiati a usare il fuoco come sistema ordinario di intervento. Questo penso che sia un pericolo molto più grande della risposta che si vuole dare. Io credo che un problema di questo genere noi abbiamo gli strumenti per affrontarlo, utilizzando la normativa comunitaria, che in materia di tutela dell'ambiente, in materia di agricoltura da la possibilità agli Stati membri, alle regioni di mettere in campo azioni che responsabilizzano concretamente gli allevatori e gli agricoltori delle zone rurali. Quindi, si può pensare ad un'azione mirata, dove gli agricoltori e gli allevatori sono responsabilizzati e sono premiati per l'azione di difesa del proprio territorio. Quindi, vengono premiati quando non si verificano incendi. Un'azione preventiva di questo genere penso che sia molto ma molto interessante. Io penso che l'Assessore dell'ambiente, l'Assessore dell'agricoltura possano fare una riflessione assieme alla Commissione competente su un'azione di questo genere. Deve far riflettere questo Consiglio il fatto che un incendio, anche se è avvenuto in una giornata particolarmente calda, può percorrere indisturbato un tratto di territorio così esteso. Vuol dire che non c'è prevenzione, non ci sono fasce parafuoco, e gli agricoltori non hanno i terreni incolti, ne fanno le fasce di protezione delle aziende. E' grave quando alle aziende arriva il fuoco proprio in casa, vuol dire che l'agricoltore non ha adottato nessuna misura di prevenzione. Ecco, facciamo in modo che ci sia quest'azione mirata a responsabilizzare e a mettere nelle condizioni gli allevatori e gli agricoltori di difendere le proprie aziende, ma in funzione preventiva.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io sono esterrefatto da certi discorsi. L'emendamento chiede prima di tutto uno stanziamento straordinario e non parla di calamità naturali. Anzi, chiedo ai presentatori se posso aggiungere la mia firma a questo emendamento e al successivo, a pagina 19, se c'è l'assenso. Ma non parla di calamità naturale, la vera calamità naturale, oltre a questa discussione, sono le amministrazioni locali. Collega Orrù, ma lei sa che tra quei terreni c'erano terreni comunali che, perché non curati, l'incendio è passato negli opifici della zona industriale? Di quali allevatori sta parlando? Di quali terreni incolti sta parlando? Le fasce parafuoco in capo a chi sono? Quando sono intervenuti i mezzi che dovevano provvedere a spegnere l'incendio? Con notevolissimo ritardo. Qui stiamo parlando di un fatto straordinario, non di un incendietto così, tant'è che, responsabilmente, l'emendamento propone un rimborso del 70 per cento dei danni, non del 100 per cento, e guardate che non invoglia nessuno ad avere il 70 per cento del suo lavoro. Qui stiamo parlando di eventi straordinari, non del fatto di potere, in questo modo, non dare risposte politiche o risposte legali. Ma di che cosa stiamo parlando? Stiamo parlando di una situazione seria che, e vorrei richiamare voi stessi, quelli che hanno preso la parola stasera, andate a vedervi le considerazioni fatte dal presidente Soru dopo che con grande velocità da qui ha lasciato i lavori dell'Aula per andare a verificare di persona cosa stava succedendo e ha preso l'elicottero per sorvolare la zona, cosa lecita e opportuna. E sentite le dichiarazioni: "La Regione non abbandonerà i lavoratori, gli agricoltori, gli opifici distrutti, le piccole e medie aziende, le strade rurali che ancora non sono state adeguatamente rifatte". Le avete dette voi queste cose! Chi sta parlando di dolosità, non dolosità? Vi ricordo solo una cosa, che ovviamente non regge il confronto, ma le vittime del terrorismo e delle azioni delle torri gemelle in America sono state tutte rimborsate, eppure era l'opera di un delinquente, di diversi terroristi. Ma il cittadino che lavora, che lavora la terra, cosa ben difficile soprattutto in alcuni territori, deve pagare per l'inefficienza della pubblica amministrazione, che avete dimostrato? E l'avete dimostrata abbondantemente! Dalla situazione di intervento comunale a quella regionale, della protezione civile e della forestale.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Capelli. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Sulle modalità di voto, Presidente: chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente. Ne ha facoltà.
MORITTU, Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Sì, grazie signor Presidente. E' vero, siamo andati io e il Presidente a Nuoro nella giornata di fuoco, quando Nuoro sembrava un inferno, e siamo intervenuti non per promettere mari e monti, ma per renderci conto della situazione di persona e anche per esplorare le possibilità reali che erano in capo al Governo regionale per affrontare quella situazione, di Nuoro e non solo di Nuoro naturalmente, perché come sappiamo sono circa 30.000 gli ettari percorsi dal fuoco nell'annata 2007. Non è sicuramente l'annata più nefasta per quanto riguarda gli incendi in Sardegna perché nei decenni passati si è superato di gran lunga anche quel limite e non mi risulta che il Consiglio regionale abbia mai adottato un provvedimento di legge per, come dire, rispondere ai danni delle terre percorse da incendi. E però noi qualcosa abbiamo iniziato a farla, a farla concretamente: abbiamo deliberato in Giunta di intervenire su tutte le aree percorse da incendi a partire da quelle pubbliche e l'Ente foreste, a questo deputato dalla Giunta, ha non solo redatto progetti, ma ha iniziato, per esempio, in alcune località ad intervenire per ripristinare i territori percorsi da fuoco. Naturalmente sono molti, quindi non si potrà fare tutto in cinque minuti, ma l'Ente foreste è chiamato e abbiamo collegato a quest'operazione complessiva anche la cosiddetta stabilizzazione, i progetti di stabilizzazione passano attraverso le attività di ripristino delle aree percorse dal fuoco. Si farà a Nuoro, alla pineta di Ugolio con priorità, si farà a Villacidro, si farà ad Arzana, si farà in tanti altri territori che sono stati percorsi dal fuoco. L'ordinanza ministeriale, che è quella che prevede, peraltro, su tutto il territorio nazionale la possibilità di ristorare alcuni danni e i danni sono solo ed esclusivamente i danni per immobili, cioè per case, e per attrezzature naturalmente debitamente documentate. La Provincia del Medio Campidano ha sollecitato le persone che hanno subito danni a fare domanda alla Protezione civile nazionale che riconosce solo quella tipologia di danni e sono, mi pare, abbastanza pochi ad oggi quelli che hanno inoltrato domanda per ottenere il risarcimento che ha solo ed esclusivamente quella fattispecie. Però, torno a dire, non mi risulta che il Consiglio regionale abbia mai approvato una norma per il risarcimento dei danni per terreni percorsi dal fuoco e forse le ragioni stanno anche nelle argomentazioni utilizzate dall'onorevole Marrocu e dall'onorevole Sanna. Attenzione, i risarcimenti per le aree percorse dal fuoco possono diventare anche uno strumento poi difficilmente governabile. Forse è più giusto - e io credo che su questo possiamo lavorare con il collega dell'agricoltura -, invece, proporre politiche di prevenzione anche incentivate nel mondo dell'agricoltura e quindi la buona tenuta, la buona pratica di tenuta del territorio può essere in una qualche misura anche oggetto di incentivazione. E' una proposta che io accolgo con favore e sottoporrò anche all'attenzione del collega Foddis per verificare se è possibile utilizzare il PSR, cioè i fondi per lo sviluppo rurale, anche come forme di incentivo alla prevenzione dell'attività antincendio.
PRESIDENTE. Grazie. E' stata richiesta la votazione elettronica dall'onorevole Pittalis. Chi si associa alla richiesta?
(Appoggia la richiesta il consigliere Capelli.)
Prego i colleghi di prendere posto. Stiamo votando l'emendamento numero 823.
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 823.
(Segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Silvio Cherchi ha votato contro.
Rispondono sì i consiglieri: Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Cuccu Franco Ignazio - Diana - Farigu - Floris Mario - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Licandro - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Murgioni - Petrini - Pisano - Pittalis - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust.
Rispondono no i consiglieri: Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cerina - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Corrias - Cucca - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Gessa - Ibba - Lai Silvio - Licheri - Manca - Marrocu - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Serra - Uggias - Uras.
Si è astenuto il Presidente Spissu.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 66
votanti 65
astenuti 1
maggioranza 33
favorevoli 25
contrari 40
(Il Consiglio non approva).
PRESIDENTE. Colleghi, c'è una proposta che viene dal Presidente della Commissione terza, che è quella di sospendere i lavori dell'Aula, di concludere i lavori dell'Aula a questo punto per consentire alla Commissione di esaminare l'articolo 6 e le tabelle. Quindi la seduta è tolta e il Consiglio è convocato per domani alle ore 10. La Commissione è convocata alle ore 21 nella sala della Commissione.
La seduta è tolta alle ore 21 e 17.
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