Seduta n.435 del 30/07/2008 

CDXXXV Seduta

(POMERIDIANA)

Mercoledì 30 luglio 2008

Presidenza del Vicepresidente RASSU

Indi

del Presidente SPISSU

INDICE

La seduta è aperta alle ore 17 e 06.

RANDAZZO ALBERTO, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del mercoledì 16 luglio 2008 (426), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Cerina, La Spisa e Meloni hanno chiesto congedo per la seduta pomeridiana di mercoledì 30 luglio 2008.

Poiché non vi sono opposizioni, questi congedi si intendono accordati.

Colleghi, non è presente la Giunta, sospendiamo i lavori per un quarto d'ora. Quindi, riprendiamo alle ore 17 e 25.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanjust. Ne ha facoltà.

SANJUST (F.I.). Presidente, scusi, sull'ordine dei lavori, perché è da due giorni che andiamo avanti in questa maniera, o quanto meno da stamattina. Che la Presidenza ci dica se la Giunta oggi sarà presente oppure no, perché se no andiamo a rinvii di quarto d'ora in quarto d'ora e resteremo qui tutta la sera come abbiamo fatto ieri. Quindi, la prego di non sospendere e di comunicare all'Aula se la Giunta sarà presente oppure no. Adesso, non tra un quarto d'ora.

PRESIDENTE. Onorevole Sanjust, i lavori sono sospesi, io ora mi informo senz'altro sulla presenza della Giunta e comunicherò all'Aula alla ripresa, dopo un quarto d'ora di interruzione, se la Giunta sarà presente o meno. Perché questa Presidenza in questo momento non è in grado di dirlo, non essendo presente la Giunta io sospendo i lavori, nel contempo mi informerò e la renderò ... problema. Grazie.

I lavori riprenderanno alle ore 17 e 25.

(La seduta, sospesa alle ore 17 e 07, viene ripresa alle ore 17 e 25.)

PRESIDENTE. Comunico che è rientrato in Aula l'onorevole La Spisa.

Informo i colleghi che domani alle ore 9 è stata convocata la Commissione urbanistica e la sesta Commissione, industria, artigianato e commercio.

Continuazione della discussione del testo unificato numero 117-249/A: "Riordino dell'istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna "Giuseppe Pegreffi", ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270" della proposta di legge Manca - Biancu - Addis - Cocco - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci: "Riordino dell'istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna "G. Pegreffi". Modifiche alla legge regionale 22 gennaio 1986, n. 15, ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270 e della legge regionale 23 agosto 1995, n. 20" (117) e del disegno di legge: "Riordinamento dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna "Giuseppe Pegreffi" ai sensi del decreto legislativo

30 giugno 1993, n. 270" (249)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato numero 117-249/A.

Informo i colleghi che durante l'intervento dell'onorevole Manca chi intende intervenire deve iscriversi a parlare. Grazie.

E' iscritto a parlare il consigliere Manca. Ne ha facoltà.

MANCA (P.D.). Grazie, signor Presidente, signori Assessori, colleghi consiglieri e signori della Giunta. In apertura di intervento non posso che esprimere grande soddisfazione per l'arrivo in quest'Aula del testo di legge unificato sulla riforma dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, ai sensi del decreto legislativo numero 270. E' un testo di legge che unifica due proposte: la proposta di legge numero 117 del Consiglio regionale e il disegno di legge numero 249 della Giunta regionale. Presentato prima quello del Consiglio regionale e successivamente quello della Giunta regionale.

Portiamo oggi, infatti, a compimento una riforma attesa da circa quindici anni sanando così il primato negativo di essere la penultima Regione in Italia, manca solo la Campania, ad approvarla. Mi sembra dunque inutile soffermarci sul gravissimo ritardo nell'adempimento di tale obbligo normativo, se non per trarne l'insegnamento per la evidente perdita, sotto il profilo di efficienza ed efficacia, dell'azione sanitaria in un settore, quale quello zootecnico e veterinario, di rilevanza strategica per il nostro territorio. Con questo atto consentiamo infatti all'Istituto di mettersi in linea con tutte le altre realtà nazionali e gli diamo l'opportunità di darsi una nuova struttura organizzativa di carattere aziendale, esattamente come quella delle AA.SS.LL. Da tale nuova fisionomia, organizzativa e gestionale, consegue un quadro di rapporti connotato dalla necessità di coordinare le funzioni amministrative e sanitarie che lo Stato e la Regione devono esercitare in materia veterinaria. Appare, infatti, assai chiaro come la Regione Sardegna per le sue caratteristiche socioeconomiche abbia bisogno di un adeguato e moderno supporto tecnico-sanitario capace di rispondere e raccordarsi con le politiche nazionali e comunitarie; ma anche in grado di supportare l'individuazione di direttive e strumenti per la zootecnia sarda. Il disegno di legge si compone di 24 articoli, dove sono stati principalmente recepiti gli indirizzi normativi proposti dal "270"; anche se in verità l'obiettivo legislativo, al quale si voleva sottoporre la Commissione, sarebbe voluto essere un obiettivo normativo più ambizioso ed importante, che consentisse, con un capo specifico, di iniziare a pensare, già in questa legge, che le diverse realtà che operano nel sistema zootecnico e veterinario isolano potessero essere messe in sistema tra loro per iniziare a dare al sistema una regia ed un assetto complessivi. Durante le audizioni tale aspirazione, devo dire, a malincuore è stata un po' smontata dalle diverse realtà istituzionali del settore che chiamate al tavolo per un confronto sul testo di legge hanno espresso, con diverse sfumature, la loro contrarietà. Contrarietà giustificata principalmente con la necessità di individuare, per la soluzione del problema, un disegno di legge specifico. Personalmente, anche se un po' dubito per la verità, mi auguro che queste siano le vere ragioni e non la paura e le difficoltà che possono venire dalle singole realtà interessate nel pensare di mettere in sintonia sistemi che troppo spesso sono tra loro autoreferenziali. Questo lo dico prima di tutto a me stesso, ai colleghi consiglieri, ma anche all'Assessore, all'assessore Dadea visto che non è presente l'assessore Dirindin, che la necessità di creare un sistema che sia in grado di far dialogare compiutamente tutti i sistemi che si occupano di veterinaria e zootecnia sia ormai improrogabile, e penso che ci dovremmo impegnare nella predisposizione di un progetto di legge che gestisca la materia in maniera più organica.

Questa riforma di oggi deve essere solo l'avvio per la costruzione di un sistema veterinario regionale maggiormente coordinato ed efficiente che, sotto le direttive dell'Assessorato alla sanità, possa operare per perseguire obiettivi e strategie compiutamente definiti in un sistema di dialogo e collaborazione complessivo. Mi permetto di dire che, per me, è impensabile che la nostra regione possa operare in un settore così delicato e strategico, avendo a disposizione l'Assessorato di competenza solo un servizio veterinario all'interno del Dipartimento di prevenzione.

Il disegno di legge illustrato dall'onorevole Lai nella relazione introduttiva, recepisce, come già detto, quanto previsto dal decreto legge numero 270 e tra i 24 articoli del testo indicato mi sembra importante ricordarne due: l'articolo 3, dove, nel rispetto di quanto ho detto precedentemente, la Regione definisce la programmazione sanitaria, gli obiettivi generali dell'Istituto, le sue priorità e l'indirizzo per l'attività, creando in tale ottica le modalità di raccordo con le AA.SS.LL., l'ARPAS, l'Agenzia regionale della sanità e con le aziende di sviluppo e di ricerca nel settore zootecnico. L'articolo 5 tratta di organizzazione e funzionamento dell'Istituto, dove al comma 4 si sono voluti citare in maniera esplicita i centri di referenza nazionale, assegnati nel 2002 dal Ministero della sanità, ovvero quello della zootecnia biologica, quello per l'echincoccosi (idatidosi), e quello per le masteopatie ovine e caprine. Il loro riconoscimento in legge presuppone che loro amplino il loro raggio di attività oltre i confini regionali, rappresentando un punto di riferimento nazionale e non solo, anche comunitario. La volontà e la spinta, considerate le funzioni cui sono chiamate a rispondere, è quella che si rappresenti un importante punto di forza per la sanità pubblica sarda, che per il loro tramite può influenzare scelte sanitarie, e di conseguenza economiche, a livello nazionale ed europeo, finalizzate al controllo, prevenzione, sorveglianza e tutela della salute pubblica e della salubrità dei prodotti. Penso che per capire meglio l'entità della riforma sia fondamentale spendere alcune brevi riflessioni per capire le funzioni e il ruolo che l'Istituto zooprofilattico sperimentale svolge. L'Istituto opera nell'ambito del servizio sanitario nazionale, garantendo al sistema veterinario regionale le prestazioni e la collaborazione tecnico-scientifica necessarie per l'espletamento delle funzioni in materia di igiene e sanità pubblica veterinaria. Nel campo dell'igiene e degli alimenti costituisce un importante punto di riferimento e di supporto tecnico-scientifico per le strutture sia pubbliche che private che si occupano di controllo, ma anche di autocontrollo, finalizzando il suo intervento alla tutela igienico-sanitaria delle produzioni e allo sviluppo del sistema agroalimentare regionale e nazionale. Inoltre, svolge attività di ricerca collegata sia alle tradizionali attività diagnostiche, sia nel campo dell'igiene e delle produzioni degli alimenti e delle produzioni zootecniche, ed intrattiene inoltre rapporti di collaborazione tecnico-scientifica con istituti di ricerca nazionali e internazionali. L'Istituto è autorizzato dal Ministero alla ricerca, produzione, commercializzazione e distribuzione di vaccini per la lotta contro le malattie infettive. In termini finanziari, questo è un aspetto molto importante. Vorrei far notare all'Aula e all'Assessore che il bilancio dell'Istituto è passato dai 16 milioni di euro del 2000 ai 36 milioni di euro del 2008, con circa trecentosessanta dipendenti tra quelli a tempo determinato, determinato, borsisti e convenzionati, di cui ottantanove interessati dal processo di stabilizzazione, del quale dirò in questo momento, e per il quale, la verità, non nascondo forti preoccupazioni per i ritardi con cui questo processo viene portato a compimento. Per spiegarne rapidamente la situazione, si può dire che di queste ottantanove unità sessantuno verranno stabilizzate con le risorse della legge numero 3, come da decreto legislativo numero 296 del 2006, che ha messo a disposizione un milione 700 mila euro, per la stabilizzazione dei precari, agli istituti zooprofilattici, mentre per le altre ventotto unità, nella finanziaria 2008, si sono stabilizzati un milione di euro in maniera definitiva per il finanziamento dell'attività che l'Istituto istituzionalmente svolge per la Regione, consentendo così di sanare le altre ventotto unità che sono in possesso dei requisiti che la legge finanziaria prevedeva. Tutto questo, chiaramente, nel rispetto delle direttive previste per il superamento del precariato nella sanità pubblica, anche se con apposita direttiva che l'assessore Dirindin deve mettere in tempi brevissimi, poiché in quella precedente che riguarda le aziende sanitarie locali non erano state considerate quelle relative all'Istituto zooprofilattico, in quanto non era ancora assimilato alle aziende sanitarie. Con questa riforma lo sarà. Chiedo perciò all'Assessore, in questo caso all'assessore Dadea, di farsi promotore, di accelerare i tempi perché tali indicazioni vengano date, affinché la situazione di anche queste ventotto persone che hanno tutti i requisiti in legge vengano sanate. Concludo dicendo che quella che approviamo oggi è sicuramente una buona legge, che pone basi solide per la valorizzazione di una risorsa importante come l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna, che può e deve rappresentare per la nostra regione un'opportunità di sviluppo e di crescita. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Manca. E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.

Prego i colleghi di prestare attenzione perché si sente un brusio abbastanza forte, disturbate principalmente il collega.

Onorevole Espa, grazie.

ESPA (P.D.). Scusi.

LICANDRO (F.I.). Grazie, Presidente. Io non posso essere soddisfatto come il collega Gavino Manca per l'arrivo in Aula di questo provvedimento, non possiamo essere soddisfatti, abbiamo poco di che essere soddisfatti per il fatto che arriva con notevolissimo ritardo, in quanto la Regione non ha effettivamente ancora adottato la normativa del riordino prevista dal decreto legislativo del 30 giugno '93 numero 270, nonostante il termine per provvedere fosse fissato al 31 dicembre dello stesso anno. Non è una novità che norme statali vengano percepite in ritardo, ma stavolta mi pare che il ritardo sia effettivamente eccessivo, e questo ha provocato certamente notevoli danni. Tutti questi ritardi, appunto, hanno portato, usiamo un eufemismo, a un rilassamento della medicina veterinaria, creando non poche difficoltà nel settore. Nella relazione voi parlate di inderogabile esigenza per questo adempimento normativo indispensabile al settore zootecnico, ma stranamente ve ne accorgete, vi accorgete di questa inderogabile esigenza soltanto alla fine di questa travagliata legislatura. Naturalmente col rischio serissimo che, approvata questa legge, passeranno poi mesi e mesi per vederla attuata concretamente. Meno male, devo riconoscere che per una volta avete ascoltato e tenuto conto delle innumerevoli audizioni: ordine dei veterinari, presidi di facoltà, sindacati, per cui sono stati in parte modificati la proposta di legge numero 117 e il disegno di legge numero 249, primo fra tutti aver rinunciato a promuovere la governance del sistema veterinario regionale. Un tempo lontano, forse neanche troppo lontano, diciamo una cinquantina di anni fa, quando il sogno industriale era ancora di là a venire e la crisi attuale pure, la Sardegna si reggeva prevalentemente sul modello agropastorale, e di quel modello sono rimaste tracce profonde, tracce che caratterizzano ancora quella che è la vera autentica identità della nostra Isola, e per una parte compongono anche il nostro prodotto interno lordo. Nella Sardegna che noi vogliamo c'è posto per un'agricoltura di qualità, e a questo, a dare qualità a chi lavora nelle campagne, noi pensiamo, proponendo questo testo, questo testo tardivo, in parte buono, che speriamo di modificare con i nostri emendamenti. Ma veniamo al testo: già nel comma 1 dell'articolo 2 voi scrivete che l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna opera nell'ambito del servizio sanitario nazionale come strumento tecnico e scientifico dello Stato e della Regione, mai posto naturalmente sotto la vigilanza della lunga mano della Giunta regionale; mentre invece il decreto legislativo numero 270 stabilisce che la vigilanza tecnico-scientifica dell'Istituto zooprofilattico sperimentale spetterebbe sempre, in ogni caso, e comunque al Ministero della salute. Compete invece alla Regione l'attività di coordinamento dell'Istituto, con le strutture, i servizi veterinari, nonché con le altre istituzioni o enti regionali presenti sul territorio regionale. Stesso discorso per quanto riguarda la programmazione. Questo testo prevede che sia la Regione a definire la programmazione sanitaria, gli obiettivi generali, le priorità, l'indirizzo per l'attività dell'Istituto; mentre, sempre secondo quello che recita il decreto legislativo numero 270, la programmazione, gli obiettivi generali, le priorità, l'indirizzo per l'attività dell'Istituto spettano al Ministero della salute, in ottemperanza a quelle che sono normative nazionali e anche comunitarie. Alla Regione compete la pianificazione delle attività peculiari del territorio come integrazione alla programmazione nazionale. Nel Piano sanitario regionale viene definita per i compiti attinenti e correlati la partecipazione dell'Istituto all'esercizio delle politiche agro-zootecniche, alimentari e ambientali, mediante il coordinamento con le relative istituzioni. Nell'articolo 5 vengono definite le sedi periferiche dell'istituto. Noi siamo convinti che l'organizzazione dell'ente non possa essere definita nel recepimento del "270", in quanto l'organizzazione deve avere un carattere di dinamicità ed essere funzionale alle diverse esigenze territoriali anche nella previsione di quelle che sono poi le strutture periferiche. Ad esempio, il centro operativo di Olbia non esiste, in ogni caso sarebbe preferibile inserire le sedi periferiche direttamente nello Statuto, soltanto in questo modo potremo rendere più facili delle eventuali modifiche. Altro punto che non ci vede d'accordo è quello della figura del Direttore sanitario; secondo questo testo è colui che dirige i servizi tecnico-scientifici dell'istituto e fornisce parere obbligatorio al Direttore generale sugli atti relativi alle materie di competenza. Io credo che ci sia un po' di confusione, non so quanto voluta, con quelli che sono i compiti del Direttore generale, e il direttore sanitario semmai fornisce parere obbligatorio al Direttore generale sugli atti relativi alle materie di competenza. Questa confusione fra quelli che sono i compiti del Ministero della salute e quelli che invece spettano alla Regione, si evincono maggiormente nell'articolo che parla di controllo, in quanto non sono assolutamente chiariti e definiti i compiti del Ministero della salute e della regione. Infine, per quanto riguarda quelle che sono le norme finanziarie, io credo che non debbano essere definiti gli importi, in quanto le cifre, certamente, possono variare e varieranno di anno in anno, e questo noi, in Sardegna, purtroppo lo sappiamo molto bene. Nessuna legge recepita dalle altre Regioni italiane, inclusa la Regione Sicilia, ha scritto nella legge importi definiti. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Licandro. E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.

FARIGU (Gruppo Misto). Presidente, grazie. Io non sono esperto delle questioni sanitarie, sono comunque, come ogni cittadino sardo, figlio dei bisogni, i più diffusi in questa nostra Regione. Diceva un vecchio consigliere regionale, autorevolissimo, che ogni sardo è quasi obbligatoriamente acculturato sui problemi agropastorali; fa parte dell'aria che respira. Io, però, volevo esaminare e dire poche parole in ordine a questa legge, che mi sembrava uno di quei provvedimenti sui quali si dovesse trovare quasi naturalmente una convergenza spontanea a dotare la Regione di uno strumento, il più appropriato possibile, a dare risposta ai bisogni. Quindi, avulso da tentazioni di parte, da filosofie istituzionali un po' particolari. Mi ritrovo invece dentro questa proposta di legge due aspetti che io sottolineo, dal mio punto di vista, estremamente negativi. Ancora una volta, anche una legge come questa, che, ripeto, dovrebbe essere il più facile provvedimento legislativo per soluzioni bipartisan di coinvolgimento universale di tutti i consiglieri e di tutte le forze politiche, invece vi trovo, anche qui, la tentazione di un accentramento di poteri nei confronti, si dice, della Giunta, alias del Presidente, perché così è ... il nostro sistema, e tutto questo non mi sembra davvero un elemento che possa caratterizzare in maniera bipartisan una volontà di questo Consiglio. Mi vedo un Consiglio di amministrazione che è ridotto davvero a uno straccio, a un fantasma, se si pensa che il direttore generale è addirittura la rappresentanza legale dell'ente, dell'istituto. Ma quando mai nella mia esperienza, sarà certamente modesta, nel nostro ordinamento positivo ho mai visto una configurazione di un ente la cui rappresentanza legale non sia del suo Presidente; qui è del direttore generale. Qui c'è, evidentemente, posto che il "Dominus" di riferimento di questo provvedimento di legge è l'Assessore alla sanità, ha pensato che l'Istituto zooprofilattico fosse una ASL. Infatti, tutta la configurazione dei poteri del Direttore generale richiamano con molta evidenza la figura del direttore generale della ASL. Mentre questo doveva essere un organismo, il più democratico possibile, con la massima partecipazione possibile di tutti i soggetti interessati, pubblici e, direi, privati, intesi come espressioni sociali direttamente legate al settore, perché solo così si può dare una risposta compiuta, puntuale a quelli che sono i bisogni reali di un settore, quello della zootecnia, con tutti gli aspetti, i coinvolgimenti che questa disciplina comporta, ha sempre comportato storicamente, perché il settore della zootecnia, dell'agricoltura e quindi dell'agro alimentare, è stato sempre straordinariamente importante. Un collega che mi ha preceduto ha detto: c'è stato un momento in cui il sogno dell'industrializzazione ci aveva, per così dire, un po' distratto da questo aspetto fondamentale dell'economia e dagli aspetti sociali della Sardegna. Io credo che in questa direzione stiamo obbligatoriamente tornando, e saremo di necessità portati a individuare nell'agricoltura, nella zootecnia, nell'agroalimentare e nel turismo in un comparto strettamente interconnesso a definire uno degli aspetti fondamentali del nostro processo di sviluppo e in qualche modo di rinascita. Allora, se così è, come si fa qui a escludere i protagonisti diretti, ecco, la nomina del Consiglio di amministrazione, che è di nomina della Giunta, quindi del Presidente, diciamocelo chiaro, del Presidente della Giunta regionale, perché invece ... individuare li un sistema di maggiore partecipazione del mondo agricolo, del mondo zootecnico,, del mondo anche sanitario. I veterinari sono dei protagonisti importanti in questa vicenda, ebbene, individuiamo un sistema democratico, ecco, che essi vengano espressi democraticamente da questa categoria. Insomma, era questa una splendida occasione per dare risposte più puntuali ai bisogni di riferimento di questo provvedimento di legge, c'era una splendida occasione per sgombrarci da tentazioni un po' centralistiche, dal limitare, che è un elemento permanente di tutti i provvedimenti, limitare questi poteri sempre più discrezionali, sempre più accentrati; laddove si esalta il potere centrale, laddove si esalta il potere discrezionale, automaticamente scema il potere democratico, scemano le garanzie di uno stato di diritto. Grazie presidente.

PRESIDENTE. Grazie Onorevole Farigu. E' iscritto a parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.

LAI RENATO (U.D.C.). Grazie signor Presidente, l'istituto di Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna...

PRESIDENTE. Scusi un attimo. Prego i colleghi di prestare attenzione, c'è un brusio abbastanza intenso che disturba l'oratore, oltre che chi ascolta. Grazie.

LAI RENATO (U.D.C.). ...Si presenta all'operazione di riordino normativo come un ente sanitario di diritto pubblico che si occupa di sanità animale, controllo di salubrità e qualità degli alimenti di origine animale, igiene degli allevamenti, corretto rapporto tra insediamenti umani, animali ed ambiente. I rapporti sono: con Ministero della sanità, Istituto superiore di sanità, Regioni, AA.SS.LL., allevatori, produttori di alimenti di origine animale, produttori di beni e servizi per la zootecnia e consumatori.

Questa breve premessa per portare all'attenzione dei colleghi l'importanza che l'Istituto zooprofilattico ha con le sue funzioni, con i suoi compiti e con i suoi ambiti normativi che esigevano un adempimento che la Regione esegue con grave ritardo. Infatti, il decreto legislativo numero 270 del 1993, che dispone sul quadro dei rapporti fra competenze dello Stato e delle Regioni e del coordinamento delle rispettive funzioni amministrative, avrebbe dovuto essere apportato entro il 31/12/93. Ed è stato proprio questo gravissimo ritardo che ha prodotto nell'esame della settima Commissione la consapevolezza di dover operare in tempi solleciti e con intenti di massima collaborazione e reciproca disponibilità a migliorare e completare il testo cercando di semplificarlo e di renderlo agevole come strumento che dota il settore zootecnico, e non solo, di un fondamentale apporto tecnico-consultivo.

Ora, per quanto riguarda le competenze attribuite dalla legge all'Istituto zooprofilattico, occorre coglierne - ed è stato questo il secondo elemento che ha guidato il lavoro in Commissione - il significato che assume quest'Istituto nella nostra regione. La Sardegna, infatti, per tutta una serie di fattori socioeconomici, ambientali, di globalizzazione e climatici, anche soprattutto recentemente di movimentazione e traffico, è esposta più di altre regioni al rischio di zoonosi, cioè di quelle malattie trasmissibili dall'animale all'uomo che è uno degli ambiti di interesse e di azione più specifici di attinenza a questo Istituto. Più che giustificata quindi l'esigenza di una sistematizzazione dell'ente sotto il profilo normativo per fargli assumere un ruolo chiaro e definito rispetto agli altri soggetti che operano nel settore agricolo, in quello zootecnico e in quello sanitario. E proprio questa visione particolarmente intensa del ruolo della Regione in questo adempimento...

PRESIDENTE. Onorevole Lai, scusi un attimo, colleghi, vi prego ancora una volta, è impossibile seguire i lavori dell'Aula! Grazie.

LAI RENATO (U.D.C.). Questo ruolo particolarmente intenso attribuito alla Regione in questo adempimento aveva portato, nelle prime formulazioni del testo, ad inserire un Capo terzo contenente l'organizzazione e il coordinamento del sistema veterinario in Sardegna, con articoli relativi anche al servizio della sanità pubblica veterinaria, nutrizione, sicurezza alimentare, osservatorio epidemiologico veterinario regionale. E' stato, questo Capo, opportunamente eliminato, anche in virtù, oltre che delle osservazioni della minoranza, anche di osservazioni raccolte dai soggetti diversi intervenuti nelle audizioni, perché non risponde allo spirito del decreto legislativo numero 270 ed è fonte, può essere fonte di attriti e sovrapposizioni di competenze.

Nonostante questo, qualche osservazione noi riteniamo di farla relativamente all'articolato, soprattutto in relazione a quelli che saranno gli emendamenti che presenteremo. Le modifiche apportate su componenti del consiglio di amministrazione non sono state da noi condivise perché ritengo che l'Istituto zooprofilattico debba essere un'entità che si apre davvero nella sua costituzione e nei suoi connotati amministrativi e operativi al mondo dei produttori, dei trasformatori, degli utenti, dei consumatori e che questi soggetti debbano avere un ruolo esplicitato nelle indicazioni per la nomina degli esperti di programmazione e organizzazione in materia di sanità e non essere nominati direttamente dall'Assessore. Analoghe considerazioni per l'eliminazione del consiglio dei sanitari, giudicato un appesantimento. Per i connotati però che l'Istituto ha, reputo tale presenza - magari alleggerita nella sua costituzione - utile e opportuna, però questa è una valutazione personale; meno personale è l'osservazione - e anche questo sarà oggetto di un emendamento - che non esiste una norma transitoria in relazione al periodo di passaggio tra il vecchio e nuovo consiglio di amministrazione che è un'entità nuova, con nuove e diverse modalità di nomina.

Per quanto riguarda l'organizzazione e il funzionamento si è dato significato ai previsti centri operativi periferici di Tortolì e di Olbia, sperando che diventino centri realmente operativi, anche la sezione di Olbia che esisteva sempre sulla carta.

Occorre fare qualche considerazione sulla sicurezza alimentare, garantire cioè i nostri prodotti, questo è un compito dell'Istituto, li dobbiamo tutelare dall'invasione dall'esterno, abbiamo necessità di valorizzarli. I nostri prodotti devono avere riconosciuti secondo la normativa comunitaria, e questo è un compito specifico dell'Istituto, quei requisiti di sicurezza e di salubrità che si possono acquisire se le istituzioni tecnico scientifiche sono vicine agli imprenditori, agli allevatori, ai produttori, dando loro il supporto e tutelandoli. Senza sottovalutare l'importanza di un'azione di deterrenza e di controlli finalizzati anche alla repressione, deve essere riconosciuta l'importanza della tutela dei prodotti che non può essere attuata se non attraverso le competenze di così qualificate strutture scientifiche. Ecco, sono considerazioni che hanno giustificato e giustificano l'opportunità di un centro operativo, per quanto con una limitata attività, collegato alle sedi, naturalmente, centrali, che è quella di Olbia, che è sede di porto e di aeroporto.

Altre valutazioni possono essere effettuate per l'attività di ispezione frontaliera. Esplicitare i compiti che peraltro esistono, ma devono essere - e saranno oggetto di un emendamento - devono essere formulati, relativi ad accordi che esistono tra l'Istituto e l'Ufficio veterinario adempimenti comunitari UVAC, con sede a Sassari, e la struttura interministeriale che si proietta nel contesto dei controlli, il cosiddetto posto di ispezione frontaliera per i prodotti della pesca e per i mangimi.

Ora, bisogna tenere conto che questi centri di referenza nazionali che attuano attività specifiche di alto valore e coordinamento di carattere scientifico attribuiti dal Ministero all'Istituto zooprofilattico, quello per la zootecnia biologica, echinococcosi, idatidosi, mastopatia degli ovini e dei caprini, sono dei centri di eccellenza che raccordano l'Istituto a livello nazionale e internazionale, ma essendo l'attività principale dell'Istituto quella relativa alle malattie dell'uomo trasmesse dagli animali, le zoonosi, andrebbe definita la presenza nell'Istituto zooprofilattico - anche questo sarà un nostro emendamento - di un centro specialistico di referenza e di eccellenza regionale di studio, di coordinamento e di controllo delle zoonosi che è stato già da tempo richiesto alla Regione.

Le zoonosi in Sardegna hanno una particolare espressione epidemiologica, l'abbiamo visto per questi fattori di globalizzazione, movimentazione, fattori climatici, l'economia, il tipo di attività agropastorale che si esercitano nella nostra regione, ma occorre tener presente che esistono gravi nuovi pericoli di zoonosi, di nuove zoonosi che incombono e che sono legate ai nuovi vettori, alle nuove presenze, mi riferisco in particolare alla nuova epidemiologia della tubercolosi bovina. Ci sono tanti operatori, tante persone che vengono dall'est europeo che per abitudine a bere il latte crudo contraggono la tubercolosi bovina e magari vengono immessi nel mercato occupazionale a lavorare nei nostri allevamenti, su queste persone devono essere eseguiti dei controlli, e ricordiamo che l'Istituto zooprofilattico ha queste attività perché anche il rapporto alle zoonosi classicamente oggetto di studio quali quella dell'echinococcosi e purtroppo esistono delle recrudescenze e questo impone naturalmente che ci siano livelli adeguati di attenzione. E poi ci sono nuove forme di zoonosi legate agli uccelli migratori che dal Nord Africa fanno sosta in Sardegna e che sono fonti, sono stati segnalati dei gravi casi di encefaliti in Toscana e quindi addirittura malattie che hanno il serbatoio in questi uccelli migratori, possono essere trasmesse ai cavalli, ma una volta che vengono così a contatto con l'uomo si possono avere anche gravi forme. Per dire, insomma, che questa è l'attività principale, e questa è l'attività che deve essere maggiormente oggetto nella norma di attenzione. Il nostro contributo fornito in Commissione è stato convinto e si apprezza lo spirito di collaborazione e le reciproche disponibilità a ricercare, a ricevere e dare apporti di miglioramento e completamento del testo. Purtroppo l'adeguamento normativo avviene con grave ritardo, già nella precedente legislatura il ministro Turco, nel precedente governo, aveva predisposto una legge di riordino del sistema nazionale che prevedeva anche il riordino degli Istituti zooprofilattici, esiste adesso una norma recente che dà deroga al governo per il riordino dell'Istituto superiore di sanità e degli enti come gli Istituti zooprofilattici, la Croce Rossa, l'agenzia del farmaco. Ma questa amara constatazione non toglie significato al valore della legge che ci accingiamo ad approvare.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, molto brevemente perché non ho intendimento di occupare tutto il tempo che è consegnato alla disponibilità dei consiglieri al momento della discussione generale. Solo per sollevare alcune osservazioni che sono connesse ad un'iniziativa politica complessiva che riguarda sicuramente la sinistra, ma il nostro partito e che riguarda più complessivamente l'iniziativa politica e istituzionale di questo Consiglio. E' depositata presso il Consiglio regionale una legge regionale, una legge nazionale di iniziativa regionale che riguarda l'applicazione coerente dell'articolo 13 dello Statuto speciale della Sardegna. L'articolo 13 che è sostanzialmente, tutti quanti noi ricordiamo come brevemente detto della rinascita della Sardegna, del Piano di rinascita, alcuni interpreti ritengono abbia, diciamo già assolto alla funzione per il quale è nato e quindi circoscrivono nel tempo quella disposizione statutaria, disposizione statutaria di livello quindi costituzionale che non è mai stata abrogata e che aveva un obiettivo, l'obiettivo era determinare, attraverso il concorso di Stato e Regione, la rinascita economica e sociale della Sardegna che altro non era che portare la Sardegna a superare il dislivello, lo scarto, il differenziale di sviluppo che esiste con le altre Regioni d'Italia, quelle economicamente più robuste, più forti e che oggi in ambito di nuovo ordinamento istituzionale, perché noi siamo un Paese membro dell'Unione europea, stiamo dentro una confederazione di Stati, significa anche portare la Sardegna ad una condizione di sviluppo economico e sociale pari a quello delle Regioni più robuste economicamente e socialmente più attrezzate, più progredite, non mi piace, però questo è il termine, anche in ambito europeo. Cosa c'entra questo con lo zooprofilattico? Ma c'entra, perché questa Regione non ha mai registrato un concorso, se non formale, sostanziale alla definizione di un Piano di rinascita, perché il Piano di rinascita è pensato in Sardegna, quindi viene pensato localmente e viene attivato attraverso il concorso dello Stato, quello finanziario, ma non solo finanziario, anche quello normativo e quindi la traccia, l'oggetto, direi il processo di sviluppo economico e sociale è definito qua, in questa Aula, nella relazione che la Regione ha con il sistema delle autonomie locali, con il sistema sociale più ampio, dell'economia, del lavoro, con il mondo della cultura, con le università, e questa cosa in che cosa si traduce? Nella scelta quindi del modello di sviluppo, una scelta che noi non abbiamo fatto perché le scelte di modello di sviluppo che si sono applicate in Sardegna sono sempre state da quella, diciamo industriale, ma anche quella che in parte ha riguardato anche il sistema agropastorale, sono sempre state pensate in virtù di un'esigenza più complessiva nazionale, cioè più di raccordo ad un modello di sviluppo scelto centralmente piuttosto che come un contributo, così come quello previsto dallo Statuto speciale, dello Stato ad un modello di sviluppo scelto autonomamente dai sardi. E noi ne abbiamo tracciato uno dentro la proposta di legge di iniziativa regionale, della proposta di legge nazionale di iniziativa regionale, abbiamo tracciato un progetto di sviluppo economico e sociale che si traduce in un termine: la rinaturalizzazione della Sardegna. E che cosa è la rinaturalizzazione della Sardegna, in ciò che noi abbiamo indicato? Altro non è che costruire in questo ambito territoriale, in questa Sardegna quasi un continente, in un'isola chiusa circondata dal mare, una grande sperimentazione di risanamento, di bonifica integrale del nostro ambiente naturale e quindi anche delle produzioni, quelle più connesse alla natura, quindi quelle produzioni alimentari, quelle agricole e quelle zootecniche. E quindi un'attenzione particolare a questi processi e anche alle patologie che vivono il mondo vegetale, che soffre il mondo vegetale, che soffre il mondo animale. E quindi è importante l'Istituto zooprofilattico rispetto a queste idee che noi abbiamo di sviluppo? Certo che è importante! E' importante rispetto alla condizione che viviamo in Sardegna, cioè quante volte io lo chiedo ai colleghi che sono distribuiti in tutti i banchi, quelli più distratti che stanno trattando dei consigli di amministrazione, ma che interesse abbiamo a trattare sempre di consigli di amministrazione, qualche volta soffermiamoci sull'oggetto della riforma. L'Istituto zooprofilattico, ne abbiamo parlato mila volte, siamo intervenuti con finanziamenti cospicui, e perché c'è la peste suina, e perché c'è la lingua blu, e perché c'è la peste che riguarda i bovini, e perché c'è la mucca pazza, e perché c'è questo e perché c'è quest'altro e perché è difficile, in questi giorni, nel nostro mondo, conquistare serenità, certezza, sulla salubrità degli alimenti di cui noi tutti ci nutriamo, noi, i nostri figli, i nostri fratelli. Ebbene, è importante l'Istituto zooprofilattico, rispetto a questi obiettivi? Certo che è importante, e sarà importante anche un consiglio di amministrazione, mettercene uno, lasciarci quelli che c'erano, ma è importante, di più, che cosa deve fare! E quello che noi ci dobbiamo chiedere è se quello che abbiamo scritto dentro questo articolato corrisponde integralmente al raggiungimento degli obiettivi che ci siamo posti. Cioè, non solo se è previsto che cosa si deve fare, ma se è anche previsto come, in qualche misura, si deve fare. Perché anche qui ci sono rimandi allo Statuto, non allo Statuto speciale delle autonomie, ma allo Statuto, articolo 4: "Lo Statuto dell'Istituto zooprofilattico sperimentale, nell'ambito delle disposizioni del decreto …stabilisce le norme fondamentali di funzionamento degli organi e dei servizi dell'istituto". L'articolo 4! "Il Consiglio dell'amministrazione dell'istituto, su proposta del direttore, provvede entro novanta giorni dall'insediamento alla predisposizione dello Statuto". Il quale Statuto è sottoposto all'approvazione della Giunta regionale: "Lo Statuto emanato con decreto… previa deliberazione della Giunta regionale, su proposta dall'Assessore, sentito il parere della Commissione". Allora, questo lo sto dicendo perché noi, e chiederei un attimo di attenzione, più di una volta ci siamo trovati a fare un passo importante nella costruzione di nuovi organismi, che avrebbero dovuto funzionare per raggiungere gli obiettivi che ci siamo posti, e che poi, siccome rinviavano ad uno Statuto, ancora non funzionano. Vogliamo fare l'elenco? C'è un elenco immane di agenzie. Sardegna promozioni sta funzionando? Sta funzionando l'agenzia per l'ambiente? Sta funzionando l'agenzia della sanità? Sta funzionando l'agenzia della mobilità, quella che riguarda i trasporti? Sta funzionando l'agenzia delle entrate, che aveva difficoltà anche ad acquisire qualche ragioniere, per poter fare i conti? Sta funzionando? Allora, il mio suggerimento, e per questa legge ho finito anche di parlare….

PRESIDENTE. Scusi un attimo, Onorevole Uras. Vi prego colleghi, non è assolutamente corretto. Colleghi, vi prego di prestare attenzione, e tentare in qualche maniera di smettere la conversazione da salotto che è in atto. Grazie.

URAS (R.C.). …il mio suggerimento è questo Presidente…

L'agenzia per le acque è un'altra. L'agenzia del lavoro stava funzionando bene, purtroppo adesso non funziona più bene come un tempo, e lo sappiamo e ne abbiamo contezza tutti quanti.

Ma al di là di questo, Presidente, il mio suggerimento è questo - Tanto non la cambieremo stasera, e non la cambieremo facendo articoli all'ultimo momento, troppi ne abbiamo fatto in questi giorni, e troppa fatica ci è costato! -, si faccia una sessione, e io proporrò un ordine del giorno a conclusione della discussione sulla legge, in cui l'Assessore degli affari generali, che pare essere l'unico che arriva in Aula e rappresenta la Giunta. Perché passi che non ci sia il Presidente della Regione, che noi sappiamo che è impegnatissimo, ma che non ci sia mai più neppure l'Assessore competente per materia. Insomma, questo snobismo nei confronti del Parlamento dei sardi è una cosa che ci colpisce, e che noi tolleriamo, ma non tolleriamo mica sempre, ma non sempre dobbiamo stare zitti! Ma l'Assessore degli affari generali, che ha la correttezza, e merita per questo il riconoscimento di questo Consiglio, di presenziare alle sedute del Consiglio e rappresentare la Giunta, dovrà prendere l'impegno di fare una seduta, una sessione nella quale si fa il punto della situazione sulla riforma della Regione. Perché noi abbiamo riformato molto, ma non sappiamo a che il livello di funzionamento sono tutti gli organismi che sono stati oggetto della riforma, e come stiano funzionando le scelte che abbiamo operato. Questo vale per poter fare le poche cose che fino ad oggi possiamo fare, vale ancora di più per poter fare quelle cose, di più, che noi vorremmo fare, e che abbiamo proposto nella legge nazionale di iniziativa regionale che riguarda l'attuazione dell'articolo 13 dello Statuto speciale.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Fortza Paris). No, salto!

PRESIDENTE. Rinuncia? Bene.

E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. Io devo premettere che, per quanto riguarda il nostro Gruppo, l'esaustiva relazione fatta dal collega Renato Lai esprime totalmente la posizione del Gruppo dell'U.D.C. Ma volevo riagganciarmi a quanto illustrato poc'anzi, da alcuni colleghi che mi hanno preceduto, nell'esame di merito e di metodo di questa legge. Nel metodo, io credo che, e condividendo quanto ha detto poc'anzi il collega Uras, in termini e in toni perentori, che è ora di dare dignità a questo Consiglio, con tutto il rispetto degli Assessori che almeno per cortesia, e per scuola, probabilmente, politica e istituzionale, presenziano ai lavori del Consiglio, ma sarebbe ora davvero che chiunque vada a governare domani, e chi ha titolo per farlo, prenda impegno, in qualsiasi posizione si possa trovare nella prossima legislatura, di porre al primo punto del proprio programma, da presentare agli elettori, la rivalutazione istituzionale del Consiglio regionale. Badate colleghi, il sopportare sempre ci ha ridotto, e ha ridotto quest'Aula, al non essere più nulla. I continui rinvii, le assenze dei consiglieri della Giunta. Da tempo non vediamo il Presidente della Giunta regionale che ci degna della sua attenzione e della sua presenza. Credo che questo sia un tema importante che chi ha cuore gli strumenti democratici debba porsi come obiettivo prioritario nei prossimi mesi, in cui ci sarà la sostituzione, mi auguro, di questo Presidente, di questa Giunta regionale. E ora vorrei parlare nel merito di questa legge, che formalmente, al di là di alcuni articoli, e al di là di alcuni commi, è una legge di riforma e di riorganizzazione che nella sostanza e nella pratica può essere discussa ben poco. Penso che tanta discussione, invece, abbia animato in sede di Commissione. Ma io, parlando di merito, vorrei arrivare al fine dell'Istituto zooprofilattico della Sardegna. Primo, la struttura organizzativa che viene data a questo Istituto zooprofilattico è tale e quale (in piccolo, come modello organizzativo) a quella delle AA.SS.LL. in cui abbiamo: un direttore generale, un direttore sanitario, un direttore amministrativo, con compiti di rappresentanza, anche legali, assegnati al direttore generale; è la classica rappresentazione della struttura delle AA.SS.LL.!

Prima domanda: ma se questo è, e l'altro fine condivisibile, perché c'è il Consiglio di amministrazione? Che senso ha che noi poniamo, neanche a capo (perché i compiti del direttore generale sono tanto ampi che non giustificano la presenza del Consiglio di amministrazione), perché poniamo, a fianco, questa struttura politico-burocratica quale quella del Consiglio di amministrazione; mi direte: "c'è anche la rappresentanza ministeriale, e quindi una legge nazionale di riferimento che ci impone di…"; possiamo discutere di questo. E allora, non possiamo ricopiare tal quale la struttura organizzativa delle AA.SS.LL.! Cioè, noi non possiamo fare un puzzle di due cose: struttura politica e struttura dirigenziale, non possiamo! L'Istituto zooprofilattico, per sua natura e in rispetto della legge nazionale, richiede un controllo nazionale, quindi Ministeriale, anche perché gran parte dei fondi sono di natura statale-governativa. Allora, legittimiamo nella riforma un ruolo di controllo, di gestione e organizzativo definito e di maggior peso per il consiglio di amministrazione e a niente serve la struttura dirigenziale sottostante, se non quella del direttore generale, con compiti diversi da quelli che prevede la legge numero 10, per esempio, che noi riportiamo anche in questa legge. E questo è sulla struttura organizzativa, tra l'altro, passando anche, come probabilmente quest'Aula voterà, il Consiglio di amministrazione, la sua formulazione, non si capisce perché in una riforma che tende anche ad una razionalizzazione di questi enti e bene ha fatto il collega che mi ha preceduto a ricordare che forse sarebbe ora di render conto a quest'Aula, sull'efficacia e sull'efficienza delle riforme che abbiamo votato in questi anni ecco cos'hanno prodotto di reale, ma per tornare all'argomento… perché questo Consiglio di amministrazione deve essere formato da cinque membri? Uno nominato e indicato dal Ministero, gli altri quattro indicati dalla politica regionale. Il numero perfetto sarebbe tre!A meno che i rappresentanti politici dell'Istituto zooprofilattico, e ce ne sono diversi in quest'Aula, come ce ne sono stati in passato, che contano di costruire le loro fortune politiche sul consenso che l'Istituto zooprofilattico ha negli anni rifornito un po' a tutti, nella gestione clientelare che invito… colgo lo sguardo di qualche collega affinché non mi inviti a fare un elenco dettagliato e formale della gestione clientelare negli anni dell'Istituto zooprofilattico.

Allora, se a tutto questo dobbiamo dare una svolta e quindi voltare pagina, siamo seri, e parliamo allora di controllo delle zoonosi, del ruolo dell'Istituto zooprofilattico che, dovete sapere, in altri Stati europei, e in altri Stati di riferimento nelle nostre discussioni, molto spesso si portano ad esempio gli Stati uniti d'America, il ruolo che noi destiniamo ad una struttura che vogliamo governare politicamente, perché nulla sta cambiando in questa legge (il Governo della politica rimane, purtroppo!) è affidato alle Università. Quindi, che bisogno c'è dell'Istituto zoo profilattico? Non parlo delle competenze e delle professionalità dell'Istituto zooprofilattico ma nel mondo occidentale la ricerca, l'assistenza per gli interventi nel territorio, soprattutto nel settore veterinario - e noi siamo tra i primi in Europa come sistema veterinario, soprattutto per le professionalità che abbiamo - è affidato direttamente all'Università, o strutture di emanazione universitaria. Questo facilita la contribuzione dello Stato, questo facilita una riforma universitaria, una legittimazione del ruolo dell'Università nella ricerca, gratifica gli operatori che oggi sono operatori dell'Istituto zooprofilattico della Sardegna. Quindi mi chiedo, e vi chiederete: ma come, gli istituti zooprofilattici sono in diverse regioni d'Italia, sono di emanazione nazionale? Sì, ma dove sta la nostra autonomia? Quella tante volte decantata in quest'Aula! Quest'Aula che nel tempo e negli anni passati, parlo degli anni che non voglio definire politicamente come Giunta di centrodestra o di centrosinistra o quant'altro, ha legittimato il fatto che un centro di riferimento nazionale, come l'Istituto zooprofilattico di Sassari, con la complicità del Governo di allora, fosse espropriato delle proprie funzioni facendo passare con sterili, piccole, inefficaci proteste la definizione di centro di riferimento nazionale di Teramo, del famosissimo ormai, professor dottor Caporale. Perché questo? Perché c'è una convenienza economica, finanziaria, di potere, che doveva essere trasferita, e tutti noi sappiamo, tutti quanti quelli che hanno avuto come me anche la fortuna di portare questi argomenti all'attenzione del Governo nella Conferenza Stato-Regioni, hanno avuto modo di comprendere quanto ci sia di gestione di potere e gestione finanziaria della definizione di un centro di riferimento, quale quello di Teramo, basta riconoscere, obiettivamente, la gestione dei vaccini, l'acquisto dei vaccini, il costo dei vaccini, lo studio sui vaccini, la ricerca sui vaccini! Bene, è governata da due o tre persone che hanno come riferimento e guidano l'Istituto zooprofilattico di Teramo.

Noi, non solo con questa legge, ma questa era l'occasione, per invertire la rotta e per fare una giusta riforma, per dare significato alla ricerca in un settore per noi prioritario perché, vi siete chiesti, come giustamente ha osservato il collega Lai non vengono approfonditi le competenze dei punti frontalieri? Perché? C'è qualcuno che è in grado di rispondere in quest'Aula? O di dire perché non ci danno i punti frontalieri di controllo e perché il nostro punto frontaliero è in Toscana?

Badate colleghi, e continuo a dire che non è un discorso di centrodestra, centrosinistra, come diceva Gaber: "la doccia è di sinistra, la vasca da bagno e di destra", non è questo il discorso! Il discorso è se davvero vogliamo fare riforme che abbiano una ricaduta reale nel territorio, sui cittadini, sull'organizzazione burocratica, amministrativa, scientifica, della nostra Regione? Queste sono vere riforme! Cioè, rigettare anche le imposizioni! E se io credo nella struttura universitaria, nella ricerca universitaria, queste centinaia di migliaia di euro che noi destiniamo a facili assunzioni, a quelle assunzioni a tempo determinato che nel tempo, in periodo pre-elettorale diventano assunzioni di stabilizzazione di questo precariato e quindi ci ritroviamo cognati, cugini, fratelli e quant'altro. Se noi vogliamo dire veramente basta a tutto questo, bene, l'Istituto zooprofilattico della Sardegna non ha ragione di esistere. E quelle competenze, che sono delle competenze importanti, professionalmente importanti all'interno dell'Istituto zooprofilattico, trasferiamole. Trasferiamole alla reale struttura di ricerca della Sardegna che può essere l'università, per chi conosce le strutture universitarie, ovviamente, o per come vorremmo che fossero. In questo modo, noi diamo una qualificazione diversa alla ricerca e facciamo un'azione seria di controtendenza. Cioè escludiamo, finalmente, l'invasività politica nel controllo e nell'organizzazione di una cosa seria, qual è il controllo e la ricerca nel settore veterinario, che direttamente ricade sulla nostra salute, sul controllo del territorio, sul controllo delle nostre produzioni, sul controllo di ciò che arriva.

Ieri, rientravo da Roma e su un finestrino, su un oblò dell'aereo vedevo svolazzare un insetto e voi ricordate quale fu la prima tesi sulla diffusione della blue tongue in Sardegna? Una delle prime tesi. Il trasporto con mezzi nuovi, qualcuno anche le correnti d'aria, aveva illustrato, che potevano determinare il trasferimento del vettore, che a suo tempo infettò alcuni capi bovini o ovini in Sardegna. Bene, quella visione di quell'insetto che girava per l'aereo, mi ha ricordato quell'evento. Oggi, le frontiere aperte, la globalizzazione, la nuova realtà ci impone dei controlli costanti a tutela dei nostri cittadini, ma a tutela anche dei nostri nuovi cittadini, quelli che arrivano, che hanno diritti quanto noi, di godere di buona salute, di essere aiutati; aiutare i nostri concittadini, ripeto, e i nuovi nostri conterranei che stanno arrivando in Sardegna, così come in Italia e nel resto d'Europa.

E' chiaro che per molti può sembrare una provocazione questa proposta e che forse questa proposta non doveva arrivare, dopo che si è discusso su un progetto di riforma, su una nuova legge, alla discussione nell'Aula, ma io credo che la discussione in Aula sia sempre il punto di confronto tra chi, anche, non ha avuto la possibilità di esaminare prima la nuova proposta, e che comunque possono aiutare riflessioni diverse a formulare emendamenti che possano, in qualche modo, andare in una nuova direzione. La nuova direzione è realmente la semplificazione. La nuova direzione è realmente quella di controllare l'invadenza politica sulle nuove agenzie, sui nuovi enti, su ciò che deve andare per la sua strada senza ricercare il costante controllo e posizionamento di personaggi politici che debbano in qualche modo occupare una sedia. Tant'è che anche nella identificazione dei soggetti che devono andare a ricoprire il ruolo di consigliere di amministrazione non c'è una specifica, se non al comma 2 dell'articolo 7, richiesta di criteri e di curriculum; quali quelli, per esempio, richiesti per la nomina del direttore generale, del direttore generale della ASL e del direttore generale dell'Istituto zooprofilattico che fa riferimento alla legge numero 10. Mentre abbiamo un consiglio d'amministrazione che, per quanto c'è scritto, può essere formato da chiunque. Si richiede esperienza nel settore? E voi sapete bene che tale esperienza non viene mai certificata nei curriculum, ma molto spesso basta la certificazione politica dei padrini.

Ecco, per questi motivi, la nostra non vuol essere una posizione ostativa al disegno di legge, alla proposta di legge unificata di riforma dell'Istituto zooprofilattico, ma vuole essere il cappello di presentazione di alcuni emendamenti che il nostro Gruppo insieme ad altri colleghi stiamo presentando, ma che vuole invitare anche a una riflessione. Alla riflessione sull'utilità o sul posizionamento diverso di alcuni organismi utili e necessari, che possono facilmente essere collocati nel luogo naturale e sfuggire in tal modo e in tal senso, invece, a quel ruolo innaturale che è destinato dal controllo politico.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.

Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente. A me corre l'obbligo, prima di tutto, di chiedere scusa al Consiglio perché nella discussione di una legge così importante, nella discussione generale interviene l'Assessore che non è competente per materia, ma l'assenza dell'Assessore alla sanità non è assolutamente dovuta a un gesto irrispettoso nei confronti del Consiglio; l'Assessore alla sanità è trattenuto a Roma da un incontro importante, che riguarda questioni importanti della nostra sanità, e quindi è impossibilitata a partecipare stasera alla discussione generale. L'Assessore sarà sicuramente domani mattina in Aula per partecipare all'ulteriore iter di approvazione e di discussione di questo disegno di legge, di questa normativa così importante. Quindi, mi corre l'obbligo di chiedere scusa al Consiglio, se nella discussione generale interviene un Assessore che non ha una competenza diretta su una tematica così importante, così delicata, così complessa.

A me corre l'obbligo di dire anche che questo disegno di legge ha perlomeno una molteplicità, una triplice, almeno, importanza. La prima, è quella che colma una lacuna legislativa; è stato più volte rimarcato durante il dibattito, una lacuna legislativa che deriva dalla mancata adozione, da parte della Regione del decreto legislativo numero 270 del '93, soprattutto perché in tutti questi anni non si è provveduto a dare concreta attuazione a quel decreto legislativo. La seconda, in ordine di importanza, è legata proprio al contenuto del disegno di legge, del testo unificato che è stato esitato dalla Commissione e questo testo disciplina un aspetto e un settore importantissimo della nostra economia, ma anche un settore importantissimo che riguarda questioni che hanno delle ricadute sia sul piano scientifico, sia sul piano economico; e che riguardano, prima di tutto, le funzioni di sanità pubblica veterinaria nell'ambito di una collaborazione molto stretta che viene individuata tra i servizi veterinari delle AA.SS.LL., i servizi veterinari della Regione. La possibilità, appunto, di disciplinare la ricerca scientifica, in questo particolare settore, di disciplinare lo stato sanitario degli animali e, quindi, di intervenire su un aspetto così importante sul piano economico, ma anche sul piano scientifico, ma soprattutto di disciplinare gli aspetti legati alla salubrità dei prodotti di origine animale. Tutti noi sappiamo quanto questo settore abbia un'importanza, direi, decisiva nell'ambito della nostra economia, soprattutto nell'ambito di un settore economico della nostra Regione così importante che è appunto quello degli allevamenti e dell'agricoltura.

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue Dadea.) L'altro aspetto, direi, molto importante, e questo costituisce un aspetto metodologico rilevante, è che il testo unificato è il frutto di una collaborazione, di una collaborazione molto stretta tra il Consiglio, la Commissione consiliare, la Giunta regionale e l'Assessore competente. La sottocommissione che ha provveduto ad elaborare questo testo unificato ha avuto la possibilità di porre in atto una serie di audizioni così importanti, dall'Assessore, naturalmente, alla sanità, a tutti quanti operano nell'ambito, appunto, della sanità veterinaria. E il prodotto di questa collaborazione, il prodotto di queste audizioni è un testo che contiene in sé molte ma molte novità decisamente importanti. C'è poi un altro aspetto su cui anche il dibattito si è soffermato e che merita naturalmente un'attenzione particolare. Penso che all'interno di questo testo, di questo testo legislativo, si delinei e in parte si completi un sistema virtuoso, un sistema virtuoso della prevenzione, perché da un lato si delinea un circuito di prevenzione che vede prima di tutto i dipartimenti di prevenzione delle AA.SS.LL., ma vede anche, e qui viene riproposta in tutta la sua importanza, quella dell'Agenzia regionale della sanità, che naturalmente rimane ancora sulla carta e che sarebbe opportuno, e c'è stato già un impegno da parte della Giunta regionale, che si dia concreta attuazione all'Agenzia regionale della sanità, ma anche dell'ARPAS, e quindi dell'Agenzia per la protezione dell'ambiente. Ecco, questo circuito, i servizi di prevenzione delle AA.SS.LL., la possibilità di completare questo circuito con la concreta attuazione dell'Agenzia regionale per la sanità, e poi l'Agenzia per la protezione dell'ambiente, rappresentano un sistema virtuoso che può essere importante per la salute dei nostri animali, per la salute dei nostri cittadini, per la salvaguardia di un'importante settore della nostra economia. Io sono d'accordo sul fatto che alla fine di questa legislatura, che è stata in qualche modo caratterizzata da interventi di carattere riformatore che hanno modificato in profondità l'assetto organizzativo della nostra Regione, questo Consiglio regionale possa discutere, possa dibattere, possa confrontarsi con la Giunta sui contenuti di questo processo riformatore, e che si possa anche fare un primo bilancio sugli effetti che il processo riformatore, che è stato portato avanti sia dal Governo regionale, ma anche dal Consiglio regionale, ha prodotto nell'ambito dell'organizzazione della nostra Regione. Io sono profondamente convinto che il sistema della nostra Regione, che il nostro sistema regionale sia stato modificato in profondità. Al confronto, al dibattito in Aula spetterà il compito di dare un giudizio e una caratterizzazione su questo processo riformatore. La Giunta regionale è naturalmente disponibile in qualunque momento ad avviare questo confronto e questo dibattito.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. Abbiamo concluso la discussione generale. Passiamo alla votazione per il passaggio all'esame degli articoli. Ricordo che i Gruppi e i colleghi che dovevano presentare emendamenti possono farlo fino al momento della votazione. Sospendiamo cinque minuti perché si termini la presentazione dei documenti e poi votiamo. Cinque minuti di sospensione in Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 44 , viene ripresa alle ore18 e 55.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, se prendete posto… Manca qualche firma, colleghi, un secondo di attesa e votiamo.

Va bene, colleghi. Siamo pronti, onorevole Manca? Possiamo procedere?

Prego i colleghi di prendere posto per la votazione per il passaggio all'esame degli articoli. Se due segretari si accomodano! Onorevole Manca, grazie.

LADU (Fortza Paris). Elettronico palese?

PRESIDENTE. Elettronico palese, sì.

Bene, dichiaro aperta la votazione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Ibba - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Orrù - Pinna - Pirisi - Pisu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Tocco - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Amadu - Artizzu - Atzeri - Capelli - Cappai - Cherchi Oscar - Contu - Cuccu Franco Ignazio - Dedoni - Diana - Farigu - Floris Mario - Gallus - La Spisa - Ladu - Lai Renato - Liori - Lombardo - Maninchedda - Marracini - Milia - Moro - Murgioni - Petrini - Pileri - Pisano - Pittalis - Randazzo Alberto - Randazzo Vittorio - Rassu - Sanjust - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 76

votanti 43

astenuti 33

maggioranza 22

favorevoli 43

(Il Consiglio approva).

Cinque minuti di sospensione in Aula, colleghi, per fascicolare gli emendamenti, e poi iniziamo l'esame dell'articolo 1.

(La seduta, sospesa alle ore 18 e 57 , viene ripresa alle ore 19 e 08.)

PRESIDENTE. Bene, colleghi, siamo pronti. Gli emendamenti sono a disposizione presso i banchi della Presidenza.

Passiamo all'esame del titolo. Al titolo non sono stati presentati emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo del titolo:

Riordino dell'istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna "Giuseppe Pegreffi", ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270.)

Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 non sono stati presentati emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Finalità

1. La presente legge disciplina l'esercizio delle funzioni concernenti l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna "Giuseppe Pegreffi", in attuazione del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270 (Riordinamento degli istituti zooprofilattici sperimentali, a norma dell'articolo 1, comma 1, lettera h), della legge 23 ottobre 1992, n. 421), del decreto ministeriale 16 febbraio 1994, n. 190 (Regolamento recante norme per il riordino degli istituti zooprofilattici sperimentali, in attuazione dell'articolo 1, comma 5, del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270) e in coerenza con la legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pisu. Ne ha facoltà.

PISU (R.C.). Sì, signor Presidente, Assessori, colleghi. Contrariamente a quanto pensa l'onorevole Licandro, mi ritengo soddisfatto dell'arrivo in Aula di questa legge, dopo essere stata ampiamente discussa in Commissione ed aver ascoltato, nelle varie audizioni di autorevoli e competenti rappresentanti, degli operatori del settore ed università. Dire che ci sono ritardi è una mezza verità, perché nasconde il fatto che la Commissione sanità, nella sua programmazione, ha stabilito una scaletta da tutti condivisa che è stata rispettata. Così come l'intensità del lavoro svolto dalla stessa ha fatto slittare i tempi di riordino dell'Istituto zooprofilattico della Sardegna. Ma, ad onor del vero… Presidente, vorrei avere la stessa opportunità di parlare degli altri.

PRESIDENTE. Chiedo scusa, colleghi… Onorevole Cuccu, chiedo scusa, grazie.

PISU (R.C.). Ma il ritardo, dicevo, onorevole Licandro, non è di questo periodo, risale a circa quindici anni fa. Questa legge, infatti, è in attuazione del decreto legislativo del 30 giugno 1993 numero 270, che appunto recita "Riordino degli Istituti zooprofilattici", ed altri atti dell'anno precedente e di quello successivo; dunque, quindici anni fa. Dunque, lei, onorevole Licandro, ci dovrebbe spiegare perché il centrodestra nulla ha fatto nella precedente legislatura, mentre in questa legislatura noi stiamo cercando di dare risposta a questo importante problema. Al di là di questo, però, io credo che ai sardi, ai nostri allevatori, ai consumatori, interessa invece che questa legge, finalmente approvata prima della pausa estiva, possa consentire all'Istituto zooprofilattico di svolgere meglio le attività di ricerca scientifica, di accertamento dello stato sanitario degli animali e della salubrità dei prodotti di origine animale; questo è il tema centrale che sta di fronte a noi, e ne va di mezzo la qualità della vita a cui può contribuire in modo determinante la sana alimentazione. A me poco interessa, come è stato anche detto dei consigli d'amministrazione, se non perché sia composto da persone serie, laboriose e competenti. Debbo dire che una proposta della Sottocommissione, nominata per coordinare e unificare i vari testi presentati, ha formulato una proposta che è stata accolta dalla Commissione, di introdurre nell'Isola un sistema di coordinamento e raccordo tra i soggetti che operano nel settore veterinario. Questo, altro aspetto importante della legge, dovrebbe evitare nel futuro il pericolo di lavorare e operare per compartimenti stagno, come purtroppo è stato finora. Questo articolo 1, con le sue finalità, ci indica in modo chiaro tutto ciò. Per cui, il Gruppo del P.R.C. voterà a favore. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Pisu. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie Presidente, sarò breve, ma certo è che quindici anni sono tanti per uniformarci a quella che è la normativa nazionale e credo che in questi quindici anni molte cose siano state perse e molti traguardi non siano stati raggiunti. Dico questo perché? perché dalla discussione generale che ho seguito attentamente, e dove sono stati presentati degli interventi qualificati e qualificanti dai vari colleghi è emersa una cosa: in primis, da una parte si ritiene che l'Istituto zooprofilattico debba essere una struttura completamente nata e gestita dalla Regione autonoma della Sardegna, è il parere del collega Capelli, e in altri interventi si è visto come, di fatto, ci sia un po' di confusione nella normativa regionale tra le competenze dello Zooprofilattico, ad esempio, le competenze dell'ARPAS e di altre Agenzie similari, almeno come confusione di compiti e di intervento. Ma d'altra parte dobbiamo tener conto di questo, e io mi associo un po' alle perplessità di questi colleghi. Noi siamo una Regione che ha oltre 4 milioni di capi ovi-caprini, ha, penso, ben 250.000 capi bovini, cioè, siamo la Regione d'Italia con una presenza massiccia di bestiame da allevamento; e questa presenza comporta che cosa? Come ha detto molto chiaramente il collega Renato Lai, l'onorevole Lai, comporta che noi siamo una Regione esposta al massimo alle zoonosi, cioè a quelle malattie che, di fatto, ci rivengono dall'allevamento del bestiame, dall'importazione del bestiame stesso. Le ultime le conosciamo tutte; la tubercolosi bovina e quant'altro. Io, in questi giorni, ho osservato e ho tentato di vedere in che condizioni altre Regioni o altre Nazioni stanno nei confronti nostri. Ebbene, malgrado tutto ho visto che noi siamo scevri da determinate malattie - parlo dell'encefalopatia spongiforme, la cosiddetta "mucca pazza"-, mentre Nazioni progredite, Nazioni che si pongono a un certo livello al di sopra dell'Italia, quindi immaginiamoci della Regione Sardegna, quali l'Inghilterra e altre Regioni, ne sono state colpite e non solo, stentano ad uscire da questo gravissimo fenomeno di carattere sanitario. Dico queste cose perché? Perché mi è sembrato di afferrare dagli interventi dei colleghi quale poca attenzione, non dico questa Giunta regionale, ma delle varie Giunte regionali che in tutti questi anni si sono susseguite al Governo regionale, abbiano posto come attenzione al problema. Dico questo perché? Se in Sardegna, malgrado la presenza massiccia di un così gran numero di bestiame non sono riuscite a svilupparsi determinate patologie e determinate epidemie nel genere umano, quindi tra gli umani, tra gli uomini, quindi le famose zoonosi, ciò vuol dire che in Sardegna, malgrado tutto, esiste una barriera, vedi l'attività veterinaria, vedi l'attività di profilassi, vedi l'attività di prevenzione, che, probabilmente, ha impedito questo, e questo lo si deve principalmente all'Istituto zooprofilattico. Io concordo con il collega Capelli quando dice che con questa legge dobbiamo stare attenti e creare probabilmente una legge di vera riforma, ma è chiaro che sicché gli Istituti zooprofilattici dipendono giustamente dal sistema nazionale, così come dipendono, e a questo dobbiamo uniformarci, una riforma vera e propria io credo sia difficile possa essere realizzata. Tanto è vero che oggigiorno noi siamo secondi, e non mi sono mai spiegato il perché, a Teramo, così come diceva qualche collega, ... dobbiamo importare i vaccini, da Teramo dobbiamo aspettare che Teramo dia il la su determinate cose, quando la competenza e la preparazione, e non solo, ma la preparazione strutturale e professionale del nostro Istituto zooprofilattico sinceramente può stare al passo e alla pari, se non superare Teramo stesso. Ma dico questo perché? Noi abbiamo una grande risorsa che è in questo istituto, e un'altra grande risorsa che è il Corpo Veterinario regionale. Un corpo veterinario, bisogna ammetterlo, che è appena accennato nel Piano sanitario regionale e non riesco a capire il perché, perché noi siamo una Regione, ripeto ancora, a massiccia e forte presenza di bestiame di allevamento, e invece dovrebbe esserci una grande attenzione al settore, affinché, appunto, il settore stesso che ha raggiunto una grande specializzazione non sia e non fosse trascurato come invece lo è, appunto, dal Piano sanitario nazionale. Ma torniamo all'Istituto zooprofilattico. Io ho presentato, assieme ad altri colleghi, alcuni emendamenti tecnici, perché leggendo il disposto del "270" del 93, appunto si vede discordanza tra ciò che è riportato in legge e ciò che dice il "270", e non ho dubbi nel dire che anche in questo caso parrebbe che anche l'Istituto zooprofilattico, così come strutturato e uniformato, debba dipendere e debba sottostare a quella che è la gestione della Giunta regionale, tant'è vero che l'articolo 2 dice testualmente che "l'Istituto opera sotto la vigilanza della Giunta regionale". Beh, questo non è nei termini, in quanto il "270" è chiaro e dice che "gli Istituti zooprofilattici operano sulla programmazione e vigilanza del Ministero" e certamente deve essere così, perché un fatto epidemiologico o di una malattia che si diffonde nel territorio regionale o no, è competenza dello Stato, ed è chiaro che, in questo caso, determinate strutture come queste debbano dipendere da un Piano nazionale, io credo, e non da un Piano regionale; forse è per questo che nel Piano sanitario se ne parla pochissimo o è appena accennato. Credo comunque che con questa norma si stia raggiungendo, se non altro, un certo traguardo, che è quello di uniformare l'Istituto alla norma nazionale, e questo è già un passo avanti dopo 15 anni di assenza totale in tal senso. Su alcuni aspetti, che ho riportato negli emendamenti, mi riservo di intervenire in dichiarazione di voto e lo farò mano a mano che verranno chiamati gli emendamenti. Credo comunque che questo sia e debba essere un primo passo, salvo poi veramente studiare a fondo una riforma, se siamo ben consci - come ha detto il collega Uras - che noi apparteniamo, essendo un'isola, ma una grande isola del Mediterraneo, abbiamo l'aspetto di un continente e come continente abbiamo una storia di identità, una storia di economia, una storia che ci distingue dalle altre regioni italiane, anche in questo campo. Anche in questo campo perché? Perché la nostra economia è basata in buona parte... il nostro prodotto interno lordo dipende proprio dall'allevamento del bestiame, proprio dalla economia agropastorale e io ritengo e credo che a breve sia necessario, questa norma, uniformarla a questo, far sì che sia il mondo agropastorale, ma principalmente i tecnici che operano per la profilassi e per la prevenzione, e parlo dei veterinari, le strutture che sono predisposte a questo, e parlo dell'Istituto zooprofilattico, possono avere quella considerazione e quell'attenzione da parte della Regione autonoma della Sardegna per renderli più efficienti, più funzionali e più rispondenti alle nuove esigenze che attualmente, appunto, caratterizzano il mondo agropastorale con le nuove epidemie e con le nuove zoonosi che stanno interessando le nostre campagne. Quindi, massima attenzione e massimo rispetto a queste strutture. Grazie.

PRESIDENTE. Non ho altri iscritti a parlare sull'articolo 1, lo mettiamo quindi in votazione.

ARTIZZU (A.N.). Elettronico, Presidente!

PRESIDENTE. E' stato richiesto dall'onorevole Artizzu il voto elettronico. I Segretari se fanno la cortesia di star qui, siamo in fase di votazione. Sì, onorevole Manca, non c'è solo lei Segretario, ci sono altri suoi colleghi che potrebbero assicurare la presenza qui durante le votazioni e siamo tutta la sera in votazione.

BIANCU (P.D.). Presidente, stiamo votando l'articolo?

PRESIDENTE. Stiamo votando l'articolo 1.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Prendo atto che i consiglieri Giorico, Lai Silvio e Manca hanno votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Barracciu - Biancu - Bruno - Cachia - Calledda - Cherchi Silvio - Cocco - Corda - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giagu - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras.

Risponde no il consigliere Randazzo Vittorio.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Amadu - Artizzu - Capelli - Cappai - Contu - Dedoni - La Spisa - Lai Renato - Moro - Petrini - Pisano - Pittalis - Rassu - Sanna Matteo - Vargiu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 59

votanti 43

astenuti 16

maggioranza 22

favorevoli 42

contrari 1

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo parziale numero 13 e l'aggiuntivo numero 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Art. 2

Natura e compiti generali dell'Istituto

1. L'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna "Giuseppe Pegreffi" è un ente sanitario di diritto pubblico, dotato di autonomia amministrativa, gestionale e tecnica ed opera nell'ambito del Servizio sanitario nazionale come strumento tecnico scientifico dello Stato e della Regione, posto sotto la vigilanza della Giunta regionale. Garantisce ai servizi veterinari delle aziende sanitarie locali, secondo le indicazioni della programmazione regionale, le prestazioni e la collaborazione necessaria per l'espletamento delle funzioni veterinarie a tutela della sanità umana ed animale, della qualità sanitaria dei prodotti di origine animale e dell'igiene delle produzioni zootecniche.

2. L'Istituto effettua le prestazioni previste da contratti e convenzioni stipulati nell'ambito delle disposizioni di cui all'articolo 1, comma 6, e all'articolo 5, comma 1, del decreto legislativo n. 270 del 1993.

3. L'Istituto svolge ogni altra attività prevista da disposizioni di leggi statali e regionali, nonché da norme comunitarie.

Emendamento soppressivo parziale Rassu - Licandro - Petrini - Pittalis - Pileri

Nell'articolo 2, comma 1 sono soppresse le parole "posto sotto la vigilanza amministrativa della Giunta regionale. (13)

Emendamento aggiuntivo Renato Lai - Capelli - Cappai - Franco Ignazio Cuccu - Marracini - Milia

All'articolo 2, comma 1, dopo le parole "dello Stato e della Regione" sono aggiunte le parole: "e delle ASL". (8).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Ecco, mi rifaccio, Presidente, grazie, in dichiarazione di voto a quanto detto in discussione generale. Noi riteniamo che, appunto, il comma 2, almeno quando cita che l'Istituto zooprofilattico è posto sotto la vigilanza della Giunta regionale, sia in contrasto con il "270" del '93, di fatto è in contrasto con questa norma. Per cui vogliamo porre questa riflessione alla Giunta e all'Aula affinché, appunto, non si incorra in un errore che potrebbe poi anche causare l'impugnazione della legge stessa.

Volevo aggiungere, cosa che non ho fatto nell'emendamento, una cosa importante: già il Governo sta per promulgare il decreto in cui dà competenze, giustamente, all'Istituto zooprofilattico, così come per il controllo degli alimenti, oltre che di natura animale, anche di natura vegetale. Io ritengo che questa sia una carenza che c'è in questa legge perché questo problema è un problema sentito, di fatto gli Istituti zooprofilattici, verificano anche gli alimenti, quindi anche gli alimenti di carattere vegetale e non animale e anche oltreché animale, per cui io ritengo che sia anche questa una carenza che è presente in legge.

Lo scopo, quindi, dell'emendamento è quello che ho detto, cioè verificare se quanto riportato nel comma 2, quindi quando pone sotto vigilanza della Giunta l'Istituto stesso, non sia, appunto, in contrasto con la legge nazionale. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.

LAI RENATO (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo brevemente per sottolineare il fatto che per un articolo come l'articolo 2 che definisce la natura e i compiti generali dell'Istituto, va ben definito il quadro dei rapporti fra le competenze dell'Istituto stesso, dello Stato, della Regione, ma non si può trascurare quello che è il rapporto con le AA.SS.LL., rapporto che è diretto, costante, ordinario e che deve essere espresso nella norma - questo è il senso anche dell'emendamento numero 8 di cui ne anticipo il contenuto - perché le funzioni dell'Istituto zooprofilattico non si esauriscono a quello che è il ruolo di sostegno, di supporto scientifico, laboratoristico ai servizi veterinari, ma si estende anche - oggi più che mai, in rapporto a fenomeni emergenti di zoonosi e l'attività dell'Istituto è intensa in questo senso - ad attività di controllo anche sull'uomo.

Pervengono quotidianamente numerosi sieri dalle diverse AA.SS.LL. della Sardegna e anche a livello nazionale in rapporto anche a quelle che sono le funzioni di eccellenza a livello nazionale attribuiti dal Ministero, ma sicuramente aggiungere, esplicitare quindi, esprimere che i rapporti sono con lo Stato, con la Regione e diretti con la ASL, dà significato, ripeto, a questa intensa azione di sorveglianza che oggi più che mai per le specificità, la movimentazione e i nuovi vettori che ci sono in Sardegna è da tutelare e da esprimere.

Pensiamo all'intensa attività laboratoristica di controllo capillare che deve essere fatta e che può essere fatta con test più specifici di quelli che attualmente vengono fatti per quanto riguarda l'echinococcosi, le cisticercosi, malattie in cui purtroppo c'è una ripresa e che pure erano scomparse, ma soprattutto per quella intensa azione che completa i livelli di sorveglianza che ci sono con test specifici e sensibili che oggi più che mai deve estendersi non solo sull'animale, ma sull'uomo per quanto riguarda la tubercolosi.

Ricordiamo che noi in finanziaria abbiamo approvato una norma che stabilisce, stanzia delle risorse proprio specificamente destinate a questa funzione, proprio per rispondere a questa esigenza di attenzione per queste novità, per questi aspetti importanti dal punto di vista epidemiologico che sono di competenza dell'Istituto zooprofilattico direttamente raccordato alla ASL. Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Silvio Lai, relatore. Ne ha facoltà.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Io ho apprezzato molto l'interesse con il quale il collega Rassu, in qualche modo, sta partecipando e sta anche segnalando l'importanza di questa legge che altrimenti rischia di passare un po' inosservata.

Rispetto allo specifico dell'emendamento, però, intervengo per dichiarare il mio voto non positivo - poi come relatore della legge, ovviamente, questo è coerente -, per questo motivo, perché rispetto alla segnalazione che mi ha fatto il collega Rassu, il "270", all'articolo 2, comma 5, dice esplicitamente: "Le Regioni disciplinano le modalità gestionali, organizzative e di funzionamento degli istituti nel rispetto dei principi previsti dal presente decreto e dal decreto legislativo numero 502 nonché collega Rassu, l'esercizio delle funzioni di vigilanza amministrativa, di indirizzo e verifica sugli istituti. Non solo, a questa normativa che è già molto precisa, va aggiunto il fatto che la Corte costituzionale esattamente un anno dopo il "270" nel '94, con una sentenza che è la numero 124, ha addirittura dichiarato l'illegittimità costituzionale di qualunque forma di controllo del Ministero. Cosa resta dello zooprofilattico? Che lo zooprofilattico è un istituto chiaramente di tipo regionale tanto è vero che la Regione nomina il direttore che ha la responsabilità legale, approva il bilancio e predispone quindi tutti gli atti amministrativi, e al Ministero resta attraverso un suo componente dentro un consiglio di amministrazione che non ha poteri gestionali, ma è solo un organismo di indirizzo, una funzione che lo connetta al sistema nazionale attraverso il coordinamento. Per cui se noi non lo scrivessimo che la vigilanza è della Giunta regionale noi avremo un istituto che non può essere per sentenza della Corte costituzionale sotto la vigilanza del Ministero e resterebbe al di fuori di qualsiasi vigilanza. Aggiungo, proprio il fatto che sia sotto il "502", cioè il decreto che disegna il sistema sanitario nazionale, lo pone sotto ogni vigilanza di tipo amministrativo e gestionale tanto è vero che applichiamo a questa norma la legge numero 10 delle AA.SS.LL., quindi analogamente alle AA.SS.LL. sulle quali la Giunta regionale esercita la vigilanza pur nella loro autonomia aziendale, analogamente all'autonomia aziendale dello zooprofilattico così come è disegnato, va accompagnata una vigilanza da parte della Regione che chiaramente tra un soggetto che è la Giunta regionale che ha i poteri esecutivi di indirizzo e di nomina e il Consiglio regionale che non ha questi poteri, è chiaramente in capo alla Giunta regionale. Analogamente voglio dire al collega Renato Lai che sarei non positivo sul suo emendamento soltanto per un motivo, che mettere sullo stesso piano, lo dico con assoluto rispetto, la Regione e le AA.SS.LL., nel piano di utilizzare lo zooprofilattico come strumento tecnico scientifico, non corrisponde alla gerarchia che esiste tra la Regione e le AA.SS.LL., perché la Regione ha necessità e ha le funzioni di coordinamento delle AA.SS.LL., anche sotto il profilo scientifico, le AA.SS.LL. eseguono procedure e atti che sono conseguenti ad un indirizzo amministrativo, tant'è vero che le AA.SS.LL. sono presenti nella seconda parte dell'articolo quando si dice: "lo zooprofilattico garantisce alle AA.SS.LL. e ai suoi servizi veterinari, tutte le funzioni, tutti i servizi di cui dispone". Ma non può essere direttamente contattato da una singola ASL quale strumento tecnico scientifico, altrimenti lo zooprofilattico dovrebbe rispondere singolarmente e individualmente ad ogni singola ASL magari anche ad esigenze ripetute e spesso contrastanti. Pertanto come strumento tecnico scientifico resta in capo alla Regione, le AA.SS.LL. ne usufruiscono quale strumento di supporto operativo. Per questo motivo chiederei ai due colleghi di ritirare gli emendamenti e di non sottoporli ad un voto che non ci vedrebbe diciamo positivi proprio per non disordinare una gerarchia che invece è ben netta e chiara sia nello strumento nazionale che nello strumento regionale cioè la legge numero 10.

PRESIDENTE. Il suo era anche un parere sugli emendamenti?

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Sì, semplificato.

PRESIDENTE. E' stato formulato l'invito al ritiro. Prego l'onorevole Rassu e l'onorevole Renato Lai se intendono accedere alla richiesta di ritiro, altrimenti chiediamo il parere della Giunta e procediamo nella votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Io, Presidente volentieri le spiego il perché, io concordo con la tesi del collega Lai quando parla appunto di vigilanza amministrativa ed è così, però la vigilanza sia tecnico che scientifica spetta al Ministero, questo è il problema, questo lo detta l'articolo 1 al comma 3, cioè è vero che la vigilanza amministrativa compete alla Regione, ma è pur vero che la vigilanza tecnico scientifica, lo dice testualmente il comma 3 dell'articolo 1 del dettato del "270" spetta al Ministero.

Quindi nel caso specifichiamo che la vigilanza amministrativa e di coordinamento spetta alla Regione Sardegna. La mia preoccupazione è solo questa cioè non specificarlo.

PRESIDENTE. Onorevole Lai, ascolta contemporaneamente due cose.

Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.

LAI RENATO (U.D.C.). Sì...

PRESIDENTE. Sì, senza fare un atro intervento insomma, se i colleghi lo ritirano, va bene, altrimenti si vota...

LAI RENATO (U.D.C.). Può anche essere ritirato, però vorrei così brevemente dire all'onorevole Lai che in ogni caso le funzioni non possono limitarsi al rapporto con i servizi veterinari, ma possono essere dirette con i dipartimenti di prevenzione in rapporto alle nuove epidemiologie e a quello che è la richiesta. E quindi ecco perché io non ritiro l'emendamento, mi dispiace, ma sono costretto a farlo, perché sono funzioni che vanno oltre il rapporto quotidiano e costante, ordinario con i servizi veterinari e per implementare la funzione dei dipartimenti di prevenzione e dare una visione di medicina preventiva che oggi più che mai deve essere espressa.

PRESIDENTE. Onorevole Lai, l'onorevole Rassu fa una richiesta di specificazione eventuale per quanto riguarda il controllo tecnico scientifico e non quello amministrativo che è decisamente in capo alla Regione, invece l'onorevole Lai tiene in campo il suo... Vuol dare il parere?

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Silvio Lai, relatore.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Per quanto riguarda l'aggiunta del termine "vigilanza amministrativa" non ho nulla in contrario perché ritengo che il termine "amministrativa" sia largamente comprensivo, quindi sotto questo aspetto non ho niente in contrario. Proporrei però al collega Lai di non mettere le AA.SS.LL. citate lì, sono d'accordo sul principio che non è limitato ai servizi di veterinaria, allora io le propongo, collega, che dove c'è scritto "garantisce i servizi veterinari", noi mettiamo "garantisce o alle aziende sanitarie locali" e togliendo direttamente "servizi veterinari" quindi abrogando quel termine, e per quanto mi riguarda si ritira l'emendamento e si cancella il termine "servizi veterinari".

LAI RENATO (U.D.C.). Va bene.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, essendoci una piena consonanza con il relatore, mi pare che la Giunta è d'accordo quindi ad accedere all'integrazione fatta dall'onorevole Rassu. Quindi concorda pienamente con quello del relatore.

PRESIDENTE. Allora onorevole Rassu, mettiamo in votazione il suo emendamento specificando che si tratta di "vigilanza amministrativa?" Va bene?

Beh, se si aggiunge "vigilanza amministrativa" l'emendamento resta in piedi e lo votiamo con questa integrazione. Va bene?

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Presidente, mi sono spiegato male io.

PRESIDENTE. Va bene, nel testo aggiungiamo "vigilanza amministrativa", invece votiamo sopprimendo "servizi veterinari" nel testo. Quindi "garantisce alle Aziende sanitarie locali". Va bene? I due emendamenti sono ritirati.

Metto in votazione l'articolo 2, con l'integrazione proposta per quanto riguarda la vigilanza amministrativa della Regione e sopprimiamo i servizi veterinari.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 3. All'articolo 3 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo parziale numero 12 e gli aggiuntivi numero 11 e numero 7. Il soppressivo è dell'onorevole Rassu.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti:

Art. 3

Compiti

1. L'Istituto zooprofilattico sperimentale svolge attività di ricerca scientifica sperimentale veterinaria, di accertamento dello stato sanitario degli animali e di salubrità dei prodotti di origine animale.

2. La Regione definisce nella programmazione sanitaria gli obiettivi generali, le priorità e l'indirizzo per l'attività dell'Istituto zooprofilattico sperimentale, prevedendo inoltre le modalità di raccordo con i dipartimenti di prevenzione delle ASL, con l'Agenzia regionale della sanità, con l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS), nonché con le istituzioni o aziende di sviluppo e di ricerca sperimentali zootecniche presenti sul territorio regionale.

3. L'Istituto zooprofilattico sperimentale, conformemente a quanto stabilito dal decreto legislativo n. 270 del 1993, e dal decreto ministeriale n. 190 del 1994, provvede in via primaria ai seguenti compiti:

a) ricerca sperimentale sulla eziologia, patogenesi e profilassi delle malattie infettive e diffusive degli animali;

b) servizio diagnostico delle malattie degli animali e delle zoonosi;

c) accertamenti analitici e supporto tecnico-scientifico ed operativo necessari alle azioni di polizia veterinaria e all'attuazione dei piani di profilassi, risanamento ed eradicazione;

d) ricerca in materia di igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche e supporto tecnico-scientifico ed operativo per le azioni di difesa sanitaria e di miglioramento delle produzioni animali;

e) supporto tecnico-scientifico ed operativo all'azione di farmaco-vigilanza veterinaria;

f) sorveglianza epidemiologica nell'ambito della sanità animale, igiene delle produzioni zootecniche, igiene degli alimenti di origine animale, anche mediante l'attivazione di centri epidemiologici;

g) esecuzione degli esami e delle analisi necessari all'attività di controllo sugli alimenti di origine animale;

h) esecuzione degli esami e delle analisi necessari all'attività di controllo sull'alimentazione animale;

i) studio e sperimentazione di tecnologie e metodiche necessarie al controllo sulla salubrità degli alimenti di origine animale e dell'alimentazione animale;

l) formazione del personale specializzato nel campo della zooprofilassi, anche presso istituti e laboratori di paesi esteri;

m) attuazione di iniziative statali o regionali, anche in collaborazione con l'università, per la formazione, l'aggiornamento e la specializzazione di veterinari e di altri operatori;

n) effettuazione di ricerche di base e finalizzate per lo sviluppo delle conoscenze nell'igiene e sanità veterinaria, secondo programmi e anche mediante convenzioni con università e istituti di ricerca italiani e stranieri, nonché su richiesta dello Stato, di regioni ed enti pubblici e privati;

o) cooperazione tecnico-scientifica con istituti anche esteri del settore veterinario;

p) elaborazione ed applicazione di metodi alternativi all'impiego di modelli animali nella sperimentazione scientifica;

q) informazione, promozione, consulenza e assistenza ai soggetti istituzionali preposti per la bonifica zoosanitaria e per lo sviluppo ed il miglioramento igienico e nutrizionale delle produzioni animali;

r) attività di supporto tecnico-scientifico e di ricerca nell'ambito della sicurezza alimentare;

s) produzione, commercializzazione e distribuzione di medicinali e prodotti occorrenti per la lotta contro le malattie degli animali e utili all'espletamento delle funzioni di sanità pubblica veterinaria, su incarico dello Stato e della Regione;

t) assolvimento di ogni altro compito di interesse veterinario che gli venga demandato dalla Regione o dallo Stato.

4. L'Istituto zooprofilattico sperimentale opera come strumento tecnico-scientifico e di supporto operativo della Regione nell'ambito dei piani nazionali per la profilassi delle epizoozie nonché nell'ambito dei piani di risanamento, miglioramento ed incremento della zootecnia e delle produzioni disposti dalla Regione.

5. L'Istituto zooprofilattico sperimentale contribuisce al funzionamento dell'Osservatorio epidemiologico veterinario regionale, anche tramite proprio personale tecnico. L'Istituto zooprofilattico è integrato nel Sistema informativo sanitario integrato regionale (SISAR).

Emendamento soppressivo parziale Rassu - Licandro - Petrini - Pittalis - Pileri.

Nell'articolo 3, comma 2 sono soppresse le parole "da definisce" a "inoltre". (12)

Emendamento aggiuntivo Rassu - Licandro - Petrini - Pittalis - Pileri.

Nell'articolo 3, comma 2, dopo le parole "la Regione" e prima delle parole "le modalità" è inserita la parola "prevede". (11)

Emendamento aggiuntivo Renato Lai - Capelli - Cappai - Franco Ignazio Cuccu - Marracini - Milia.

All'articolo 3, lettera t), dopo le parole "dalla Regione o dallo Stato" è aggiunta la frase: "comprese le attività relative ai compiti svolti dagli Uffici Ministeriali UVAC - PIF (Ufficio Veterinario delle Funzioni Comunitarie - Posti Ispezione Frontalieri)". (7).)

PRESIDENTE. Non ho iscritti a parlare.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Silvio Lai, relatore.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Dunque, sull'emendamento numero 12, al collega Rassu gli chiederei il ritiro perché è assolutamente corrispondente al problema precedente. Nel senso che definisce la programmazione sanitaria generale, priorità e indirizzo, fa parte sempre del comma 5 dell'articolo 2, sulle competenze regionali, pertanto io chiederei il ritiro, perché probabilmente era dovuta al fatto che c'era stata una confusione. Fa parte assolutamente delle competenze regionali, quindi il parere sarebbe negativo. Sull'emendamento numero 11 sono d'accordo, segnalo però che il termine "prevede" c'è già, semplicemente se si vuole proporre anziché "prevedendo", il termine "prevede", sono ovviamente d'accordo, se queste è sostitutivo della parola "prevedendo". Sull'emendamento numero 7, invece, per quanto riguarda la nostra valutazione, collega Lai, ci risulta che non sia possibile, per quanto ci riguarda, l'attribuzione di funzioni, per quanto riguarda i compiti svolti dagli uffici ministeriali. Per quanto ci risulta si può solamente collaborare, non possiamo subentrare in quelle funzioni. Se lei ha invece delle, come dire, notizie differenti dagli uffici siamo pronti a valutarle, ma si tratterebbe, per quanto ci riguarda, di funzioni che le AA.SS.LL. possono svolgere in termini delegati, ma non possono assolutamente essere attribuite ad altri, perché sono ministeriali. E quindi il parere è negativo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Grazie. Io ritengo che siamo molto vicini, così come poc'anzi, è un problema sempre di terminologia, di attribuzioni. Allora, è chiaro che alla Regione compete la pianificazione delle attività peculiari del territorio, ma come integrazione alla programmazione nazionale. Se l'Istituto zooprofilattico è figlio del "270", cioè di una norma nazionale, è chiaro che la programmazione e gli obiettivi generali e le priorità di indirizzo competono al Ministero, ma questo lo cita nell' articolo 2 del comma 2 dello stesso decreto; mentre invece, alla Regione compete la pianificazione delle attività peculiari del territorio, chiaramente ad integrazione e a completamento di quella norma generale, che invece è di competenza del Ministero. Cioè, noi stiamo dicendo che tutta l'attività, almeno in legge, dell'Istituto zoo profilattico, cioè generale, la programma la Regione. Ma, allora scusi, cosa ci sta a fare il "270", il dettato di una legge nazionale, che dice che esistono gli istituti zooprofilattici e ne determinano le attività. Stiamo completamente sostituendo il contenuto di una legge nazionale. Io credo… perché infatti l'articolo 2 al comma 2 dice testualmente che: "gli obiettivi generali, la programmazione e le priorità di indirizzo sono di competenza del Ministero", mentre le regioni, in questo caso la Regione autonoma della Sardegna, "pianifica territorialmente, uniforma, completa territorialmente le attività dell'Istituto". Se no ci stiamo sostituendo al "270", e potremmo incorrere in un'impugnazione, almeno queste è l'interpretazione che io ho dato, ma penso che leggendo sia così. Probabilmente, io credo che integrando, con la parola, "La Regione definisce nella programmazione sanitaria gli obiettivi generali le priorità di indirizzo per l'attività dell'istituto nell'ambito…", o un qualcosa che non faccia vedere che ci si vuole sostituire, in parole povere, all'indirizzo ministeriale. Cioè, trovare un qualcosa per poter superare, secondo me, questa obiettiva difficoltà. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.

LAI RENATO (U.D.C.). Onorevole Lai, per quanto riguarda le attività di ispezione frontaliera, svolte da questi istituti ministeriali, assolte da veterinari appositamente deputati a questi compiti, sono attività che avvengono già. Nel senso che se i veterinari fanno dei rilievi, e nei porti e negli aeroporti sequestrano carni o prodotti di derivazione animale, mangimi, prodotti della pesca, i campioni vengono normalmente inviati…

Io vorrei però che mi seguisse, onorevole Lai, perché è una cosa molto importante!

PRESIDENTE. Onorevole, cioè, non è che… insomma, faccia il suo intervento.

LAI RENATO (U.D.C.). Il relatore però mi ha dato un parere negativo sulla base di informazioni, probabilmente incomplete, e mi ha pregato di fornirne delle altre. Esiste un'attività documentata intensa che col tempo, ripeto, per queste situazioni epidemiologiche nuove, legate ai nuovi vettori, dev'essere intensificata. Sono compiti che vanno proprio a definire i rapporti tra gli uffici ministeriali e queste strutture che, pur essendo regionali, hanno nelle loro funzioni anche questo…

PRESIDENTE. Non capisco il suo intervento. E' una dichiarazione di voto?

LAI RENATO (U.D.C.). E' una dichiarazione di voto favorevole…

PRESIDENTE. Su che cosa sta facendo la dichiarazione di voto, sull'emendamento numero?

LAI RENATO (U.D.C.). Sull'emendamento numero 7, di cui ho anticipato…

PRESIDENTE. Eh, ma non ci siamo, perché prima siamo all'emendamento numero 12. Quindi, eventualmente quando arriviamo al "7"…

LAI RENATO (U.D.C.). Le chiedo scusa!

PRESIDENTE. Sono io, onorevole Lai, che le chiedo scusa, perché…

LAI RENATO (U.D.C.). Mi ha dato una risposta, e io…

PRESIDENTE. Va bene, va bene, sì ma, insomma, onorevole Capelli, siccome è una dichiarazione di voto, ed è una dichiarazione di voto su una cosa che votiamo, non su quella successiva. Io avevo bisogno di capire su che cosa fosse la dichiarazione di voto. Onorevole Lai, se lei la vuole completare la completi, noi annotiamo che è sull'emendamento numero 7, quindi che vale quando voteremo l'emendamento numero 7. Prego.

LAI RENATO (U.D.C.). Sì, pertanto prego il relatore di prendere atto di quanto da me espresso, e quindi dare un suo parere alla luce delle osservazioni che io ho fatto, per queste funzioni che, ripeto, esistono già, sono intense, e alle quali l'inserimento in norma può dare ulteriore significato. Grazie.

PRESIDENTE. Grazie onorevole Lai. Dunque, insomma, stiamo procedendo un po' così.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Grazie. Essendoci piena consonanza con il relatore, il parere è conforme a quello del relatore. Però, onorevole Lai, mi consenta di aggiungere una considerazione sull'emendamento numero 7. Gli uffici dell'Assessorato mi dicono che non ci si può sostituire al Ministero per quanto riguarda queste funzioni. Questo è il parere che mi è stato dato dagli uffici.

PRESIDENTE. Grazie. Onorevole Rassu, io mi chiedevo, siccome i suoi emendamenti poi recano sempre lo stesso oggetto, quello cioè di definire e di mantenere la competenza ministeriale, le chiederei, e mi chiedo io stesso, se questo che lei ripete, e ripeterà insomma, tutte le volte che sarà necessario, non sia da ritenere esaurito nell'articolo 1, dove diciamo che: "la presente legge disciplina l'esercizio delle funzioni concernenti l'Istituto zooprofilattico, in attuazione del decreto legislativo 270" eccetera.

Quindi è chiaro che stiamo all'interno delle competenze regionali e ministeriali previste dal "270", e lo diciamo in premessa e non abbiamo bisogno di ripeterlo in ogni articolo, dandolo per scontato. Quindi, ecco, le chiedevo se non sia sufficiente questa premessa di ordine generale, che fa salve le competenze del Ministero, che del resto non sta a noi poter modificare, e però precisa e puntualizza quelle che sono le competenze regionali nella materia disciplinata dalla presente legge. Quindi, insomma, le chiedevo se, a questo punto, anche con la precisazione successiva che abbiamo fatto all'articolo 2, non ritenga sufficientemente esaurita la precisazione delle compito ministeriale.

Prego, sì, onorevole Rassu, altrimenti lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Guardi, mi creda, io ho presentato questi tre emendamenti, assieme ai miei colleghi, proprio partendo dal presupposto che lei ha citato. Perché è giusto ed è vero che all'articolo 1 la legge dice, chiaramente: "in inosservanza", però poi alcune parole e alcuni concetti sono al di fuori della "270". La mia preoccupazione è solo quella, cioè che andiamo a formulare poi in un articolo, perché magari manca una parola, formuliamo un articolo che può inficiare il lavoro di tutta la legge. La mia preoccupazione solo quella.

PRESIDENTE. L'ho capita, ma l'abbiamo precisata almeno due volte, quindi la darei per scontata, ma insomma, se lei ritiene che non sia così naturalmente votiamo l'emendamento. Siamo nella fase in cui si possono fare dichiarazioni di voto sull'emendamento soppressivo numero 12.

Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo emendamento lo metto in votazione.

Ha domandato di parlare il consigliere Gessa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

GESSA (P.D.). Alcuni dei compiti o delle attività dell'Istituto zooprofilattico sono chiaramente al di fuori o al di sopra delle capacità delle figure professionali che sono presenti, a questo punto mi chiedo se non sia opportuno, come magari emendamento orale, precisare non solo: "in collaborazione con l'Università", non solo quando si dice per esempio: "attuazione di iniziative statali e regionali"; ma, come esempio, quando si dice: "elaborazione e applicazione di metodi alternativi all'impiego di modelli animali nella sperimentazione scientifica", è chiaro che questa cosa la sanno fare solo gli specialisti che, fortunatamente, si trovano anche nell'Università di Sassari, quindi mi stavo chiedendo se fosse opportuno precisare: "con la collaborazione dell'Università", non solo in un tipo di attività ma in una serie di attività che sono chiaramente al di sopra, dico come competenze, delle figure professionali che sono nello zooprofilattico, perlomeno quello attuale.

PRESIDENTE. E' rimasto in campo l'emendamento soppressivo numero 12, quindi lo votiamo.

Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Intendo intervenire sulle modalità di voto, per chiedere lo scrutinio elettronico palese.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, sull'emendamento soppressivo parziale numero 12.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Capelli - Cappai - Cassano - Cuccu Franco Ignazio - Floris Mario - Ladu - Lai Renato - Liori - Moro - Murgioni - Petrini - Pisano - Pittalis - Rassu - Vargiu.

Rispondono no i consiglieri: Agus - Balia - Biancu - Bruno - Caligaris - Calledda - Cherchi Silvio - Corda - Corrias - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Lai Silvio - Licheri - Manca - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Franco - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras.

Si è astenuto il Presidente Spissu.

Risultato della votazione

Il PRESIDENTE proclama il risultato della votazione:

Presenti 53

Votanti 52

Astenuti 1

Maggioranza 27

Favorevoli 15

Contrari 37

(Il Consiglio non approva).

PRESIDENTE. L'emendamento numero 11 decade, votiamo l'articolo 3.

Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

CAPELLI (U.D.C.). L'emendamento numero 7 è aggiuntivo!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Solo per chiarire una cosa, visto che c'è il parere degli Uffici, chiarire agli Uffici che l'emendamento numero 7, se lo leggiamo in aggiunta della lettera t): "relatore che ha dato il parere", dice semplicemente e specifica, perciò al limite può essere considerato pleonastico nella sua specificazione…

LAI SILVIO (P.D.). Inelegante!

CAPELLI (U.D.C.). Sì, ma questa può essere la motivazione, non quella che ha dato lei o quella che ha dato l'Assessore o gli Uffici.

Dicevo, che tra i compiti di interesse veterinario che possono essere demandati dallo Stato, in questo caso, possono esserci anche quelli degli Uffici ministeriali eccetera… E' una specificazione, però, se rileggiamo anche il Piano sanitario, a opportuna, perché in ogni caso noi possiamo istituire nostri punti frontalieri, nostri, in ogni caso, aggiuntivi, o andare in affiancamento! Possiamo chiederlo, certo che è sempre competenza del rapporto della Conferenza Stato-Regioni, dove si può in ogni caso definire alcuni limiti, mandati, e quant'altro. Cosa che probabilmente è opportuno fare, non è stata fatta, si farà, non si farà, ma per le dichiarazioni fatte in quest'aula anche in sede di discussione del Piano sanitario sarebbe stato opportuno definirlo, ecco perché l'emendamento numero 7 può essere accolto, in ogni caso, perché non dice che si sostituisce a quanto previsto come compito sostitutivo dell'Istituto zooprofilattico, perciò, al limite, si chiede che si possa modificare il parere pur riconoscendo che nella formulazione data che in sede poi di coordinamento può essere meglio definita, in cui c'è un'affermazione da parte nostra di volontà di affiancamento o di richiesta, anche, se fosse possibile - ma questo appartiene ad altra sede di discussione - di sostituzione, perché no! Quindi voto a favore.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.

PITTALIS (Gruppo Misto). Io intervengo sull'ordine dei lavori, signor Presidente, l'ultima votazione ha visto presenti nei banchi della maggioranza 37 colleghi, significa che non c'è il numero legale nella sostanza, non è per frapporre ostacoli al lavoro ma il numero legale lo sta garantendo l'opposizione! Quindi una riflessione su questo, si voti pure l'emendamento in discussione, forse sarebbe il caso di aggiornare i lavori alla giornata di domani.

PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, la ringrazio, magari il suo Capogruppo le spiega come abbiamo deciso di far procedere i lavori, lei ha ragione ma abbiamo affidato ai Capigruppo la comunicazione. Lei ha ragione di una presenza di maggioranza e anche di opposizione, lei ha ragione!

Continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 117-249/A: "Riordino dell'istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna "Giuseppe Pegreffi", ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270" della proposta di legge Manca - Biancu - Addis - Cocco - Cucca - Cuccu Giuseppe - Fadda Paolo - Giagu - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci: "Riordino dell'istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna "G. Pegreffi". Modifiche alla legge regionale 22 gennaio 1986, n. 15, ai sensi del decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270 e della legge regionale 23 agosto 1995, n. 20" (117) e del disegno di legge: "Riordinamento dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna "Giuseppe Pegreffi" ai sensi del

decreto legislativo 30 giugno 1993, n. 270" (249)

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 7.

Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Lai, relatore. Ne ha facoltà.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Chiederei la sospensione dell'emendamento numero 7.

PRESIDENTE. Va bene, l'onorevole Lai propone di tenere sospeso l'emendamento numero 7, che è un emendamento aggiuntivo, quindi possiamo tornarci una volta avvenuti i chiarimenti e le precisazioni necessarie.

Passiamo all'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:

Art. 4

Statuto

1. Lo statuto dell'Istituto zooprofilattico sperimentale, nell'ambito delle disposizioni del decreto legislativo n. 270 del 1993 e della presente legge, stabilisce le norme fondamentali di funzionamento degli organi e dei servizi dell'Istituto.

2. Il Consiglio di amministrazione dell'Istituto, su proposta del direttore generale, provvede, entro novanta giorni dall'insediamento, alla predisposizione dello statuto, ai sensi e in maniera conforme al decreto legislativo n. 270 del 1993, alla presente legge, ai principi del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 (Riordino della disciplina in materia sanitaria, a norma dell'articolo 1 della L. 23 ottobre 1992, n. 421), e successive modifiche ed integrazioni e del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull'ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche), e lo sottopone alla approvazione della Giunta regionale.

3. Lo statuto è emanato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, sentito il parere della competente Commissione consiliare, che lo esprime entro trenta giorni dal ricevimento.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sull'articolo 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 5. All'articolo 5 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 9.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5 e del relativo emendamento:

Art. 5

Organizzazione e funzionamento

1. L'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna ha sede legale in Sassari ed è articolato nella sede centrale di Sassari, nelle sedi territoriali di Cagliari, Nuoro e Oristano e nei centri operativi di Tortolì e di Olbia.

2. L'istituzione di nuove sedi territoriali o la eventuale soppressione di quelle esistenti è soggetta a formale atto di approvazione della Giunta regionale.

3. L'organizzazione funzionale dell'Istituto, il funzionamento del collegio di direzione e le procedure di formazione degli strumenti di programmazione sono stabiliti dal regolamento aziendale predisposto in analogia all'atto aziendale di cui all'articolo 9, comma 3, della legge regionale n. 10 del 2006, nel rispetto dei seguenti principi:

a) l'organizzazione centrale e territoriale garantisce, secondo criteri di economicità di gestione, l'erogazione delle prestazioni e dei servizi individuati dalla programmazione regionale e le relazioni con le ASL;

b) l'organizzazione prevede regolari consultazioni con le organizzazioni dell'utenza e dei consumatori sulla programmazione e sull'attività.

4. I centri di referenza nazionali riconosciuti presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna svolgono funzioni di ricerca e di assistenza tecnica nell'ambito della rete nazionale e internazionale per la salute veterinaria, contribuiscono allo sviluppo della cooperazione tecnico-scientifica con le altre istituzioni veterinarie e sanitarie e dipendono gerarchicamente e strutturalmente dall'Istituto.

Emendamento aggiuntivo Renato Lai - Capelli - Cappai - Franco Ignazio Cuccu - Marracini - Milia

Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente comma 4 bis:

"4 bis. E' istituito presso l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale, che ne cura la gestione, un centro specialistico di referenza e di eccellenza regionale per lo studio e controllo delle zoonosi". (9).)

PRESIDENTE. Non c'è nessun iscritto a parlare sull'articolo e sull'emendamento.

Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Silvio Lai, relatore.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Su questo punto io inviterei al ritiro per questo motivo: quando abbiamo fatto il dibattito in Commissione, ricordo al collega Renato Lai ma anche gli altri colleghi, si era valutato come il tema dei centri di referenza regionali andasse in qualche modo approfondito maggiormente, per due ordini di motivi, primo perché poteva essere che ci fossero altri soggetti, altre istituzioni che avevano titolo ad avere centri di referenza nel campo del sistema veterinario e quindi era bene rimandare questo aspetto ad una procedura successiva, tant'è vero che, normalmente, i centri di referenza vengono definiti nel Piano sanitario, quindi sembrava in qualche modo più ragionevole non privilegiare un soggetto e non valutare tutti i soggetti in campo, nello specifico, sul tema delle zoonosi, c'era anche in ballo una valutazione di un centro di referenza nazionale. Allora, io valuterei non opportuno l'istituzione per legge di questo dato posto che dobbiamo in qualche modo, nell'aggiornamento del Piano sanitario, nel nuovo Piano sanitario, valutare il Sistema veterinario nell'insieme e i centri di referenza. Io stesso, per esempio, sono stato in qualche modo interessato alla valutazione dell'istituzione di centri di referenza, sui temi della TBC per esempio, e della TBC bovina in particolare, allora il tema è: non abbiamo in questo momento le condizioni per garantire che non rischiamo di riconoscere cose e di non riconoscerne altre, per cui l'equilibrio del legislatore presupporrebbe che questo impegno politico, che dobbiamo prenderci, è da valutare nel Piano sanitario regionale.

Aggiungo un elemento, però, non vorrei sembrare in qualche modo ritardatario, però ho potuto osservare che è presente un emendamento ad un articolo successivo, che è l'emendamento numero 1, proposto dal collega Serra, che richiederebbe, chiedo scusa al Presidente nella proposta, la sospensione di questo articolo perché probabilmente va valutato, questo articolo, insieme all'emendamento numero 1. Quindi, proporrei, sotto questo aspetto, la sospensione dell'articolo 5, oppure la discussione congiunta con l'emendamento numero 1 attaccandolo all'articolo 5 piuttosto che come articolo 15. Non so se sono stato chiaro nella proposta.

PRESIDENTE. Va bene, io penso che sia più utile sospenderlo e quando arriviamo al 15 valutare se si può integrare il 15, o come correlare i due articoli. L'articolo 5 e l'emendamento aggiuntivo numero 9 sono sospesi.

Passiamo all'esame dell'articolo 6. All'articolo 6 è stato presentato l'emendamento numero 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6 e del relativo emendamento:

Art. 6
Organi

1. Sono organi dell'Istituto:

a) il consiglio di amministrazione;

b) il direttore generale;

c) il collegio dei revisori.

Emendamento soppressivo parziale Capelli - Renato Lai - Franco Ignazio Cuccu - Cappai - Milia - Marracini

La lettera a) nel comma 1 dell'articolo 6 è soppresso, di conseguenza sono soppressi gli articoli 7, 8, 9, 10 e 11. (4).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). E anche un sostitutivo parziale, il numero 3, perciò parlerei di tutti e due. Ah no, è all'articolo 7.

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, siamo all'articolo 6 e c'è solo l'emendamento numero 4.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, per la seconda volta in questa giornata ha ragione lei.

PRESIDENTE. Comincerò a preoccuparmi.

CAPELLI (U.D.C.). Praticamente, l'emendamento numero 4 è un emendamento che fa seguito a quanto detto in sede di discussione generale. E' vero che il "270" se non sbaglio, il relatore mi aiuterà, all'articolo 3 definisce gli organi e tra gli organi prevede il consiglio di amministrazione. E' anche vero che nulla osta in legge, nella definizione della legge, di poter derogare a quanto previsto nel "270" escludendo tra gli organi il consiglio di amministrazione. Non sto qui a tediare i colleghi, già abbastanza disattenti, ma per quelli che fossero attenti, in particolare il relatore, sulle motivazioni che ho addotto in sede di discussione generale sul fatto che una seria riforma potrebbe prevedere, visto che abbiamo dato anche una struttura tipo ASL al resto della dirigenza: direttore sanitario, direttore amministrativo, direttore generale e quant'altro. Tra l'altro, non previsti nel "270", se non la figura del direttore generale, e nulla dovrebbe ostare al fatto che il consiglio di amministrazione le cui competenze possono passare, anzi sono già integrate tra i compiti, ben più importanti, del direttore generale, possa essere comunque escluso.

Aggiungo, che nel caso in cui ci si appellasse al fatto che il "270" comunque prevede questa strutturazione, l'abbiamo già modificato in altre parti quanto previsto dal "270" assumendoci la responsabilità di questa modifica. Un esempio per tutti: la costituzione del collegio sindacale segue una procedura e un criterio completamente diverso da quanto previsto dal "270", così anche per quanto riguarda il direttore sanitario e il direttore amministrativo. Per cui è una proposta che offro all'attenzione dell'Aula e della Giunta per una reale modifica, razionalizzazione oltre che dei costi, anche della gestione della struttura gestionale dell'Istituto.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento numero 4 ha facoltà di parlare il consigliere Silvio Lai, relatore.

LAI SILVIO (P.D.),relatore. Dunque, ovviamente non è un parere personale, per cui mi perdonerà il collega Capelli se esprimo un parere dato dal dibattito della Commissione. La Commissione ha valutato questo: il consiglio di amministrazione può anche essere soppresso, la verità è che nelle AA.SS.LL. noi abbiamo introdotto con la legge "10" un soggetto che ha in qualche modo dalle analogie, secondo noi, con questo. Nel senso che, quando noi introduciamo nelle AA.SS.LL. dei poteri di riequilibrio, di controllo e di vigilanza diretti sul direttore generale tramite l'assemblea sanitaria provinciale, stiamo in qualche modo dicendo che c'è una relazione con un soggetto terzo, che non è soltanto tra la Giunta regionale e l'Istituto e il direttore generale che viene nominato, che ha in qualche modo dei poteri aggiuntivi di verifica. Allora, nell'idea che è maturata nella Commissione al consiglio di amministrazione - infatti dopo ci sono precisi riferimenti su queste funzioni, che sono aggiuntive rispetto a quelle del "270" - è data la possibilità al consiglio di amministrazione di dare una valutazione dopo 18 mesi dell'attività del direttore, di esprimere una valutazione o meno, o proporre addirittura la rimozione. Quindi, si dà al consiglio di amministratore un potere terzo che è analogo a quello che, nelle AA.SS.LL., è previsto con la legge "10" per l'assemblea sanitaria provinciale, o che è previsto per le aziende ospedaliere da quell'altro organismo che vede rappresentati gli enti locali e la conferenza enti locali e la Regione in un comitato paritetico. Cioè, ci è sembrato in qualche modo che lasciare il consiglio d'amministrazione, che noi potremmo anche chiamare per semplicità "comitato di indirizzo", perché è poco più di un comitato di indirizzo, che però avesse un potere ulteriore, ultroneo rispetto al solo rapporto tra l'Assessore alla sanità, che nomina il direttore, e il direttore generale, rappresentasse una forma di riconoscimento della necessità di un equilibrio tra i poteri e quindi di un potere terzo, che può essere espresso con modalità che possiamo anche valutare. Ho visto degli emendamenti sui quali possiamo valutare insieme che sia più opportuno, in qualche modo, rafforzare questo potere terzo del consiglio di amministrazione, ma richiamando il fatto che si tratta di un potere di indirizzo e di vigilanza aggiuntivo e specifico sulla funzione del direttore.

Pertanto, il mio parere, ed è un parere dovuto al dibattito in Commissione, non è positivo, ed è in qualche modo dentro il solco non del rispetto del "270", quanto di un equilibrio dei poteri che abbiamo introdotto con la legge "10" e che ci pare meritorio di essere confermato e continuato a sperimentare. Quindi, apprezzo molto la proposta come semplificazione, tuttavia…

PRESIDENTE. Prego, onorevole Lai.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. …tuttavia ragionerei sul fatto che è importante un equilibrio tra poteri, tra soggetti che altrimenti sono nominati direttamente e non ricevono, nel mezzo del loro percorso, dei controlli anche da altri soggetti.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il parere è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, soltanto per ribadire un aspetto. Tra i ruoli e i compiti del consiglio di amministrazione non c'è nulla di paragonabile a tutti gli altri riferimenti di vigilanza e controllo previsti nella "10" per le AA.SS.LL., non c'è nessuno dei compiti, previsti in legge, ai quali lei ha fatto riferimento, onorevole Lai. Tra l'altro, avendo la nomina del direttore generale, secondo i criteri della legge numero 10, il potere di vigilanza e controllo, per quanto riguarda la gestione, è comunque in capo alla Giunta. E rimane in capo alla Giunta che lo nomina. Beh, la legge numero 10 la conosco io e la conosce lei e nel momento in cui… no, io mi sto riferendo alla nomina del direttore generale e ai suoi poteri, e ai poteri del consiglio di amministrazione. Vede, se ragionassi da minoranza, dovrei dirle che mi sta bene il consiglio di amministrazione perché, ovviamente, mi auguro che ci sia sempre e comunque una rappresentanza della minoranza, e perciò questo è uno strumento di garanzia. Però, se guardo questa Giunta e questo Presidente vorrei il consiglio di amministrazione, ma siccome dobbiamo ragionare guardando più in là del nostro naso, pensando che questo sia soltanto un passaggio, spero anche veloce, del modello di gestione del Governo regionale, le direi che mi sembra giusto che la Giunta ne eserciti il controllo, la vigilanza, mi sembra pacifico, e mi sembra opportuno anche. Tra l'altro lei sa che tra le strutture di controllo delle AA.SS.LL. sono poco significative, quelle degli enti locali, della provincia, delle figure interessate come organi di controllo, perché sta comunque in capo alla Giunta il rispetto delle condizioni contrattuali e del raggiungimento degli obiettivi, che sono gli unici argomenti e gli unici aspetti che possono consentire la rimozione del direttore generale come rapporto fiduciario con la Giunta che lo ha nominato, e quindi, in questo caso, col Presidente; io parlo di Giunta perché parlo di condizioni normali, non anormali, quali quelle che stiamo vivendo in questi anni. Ecco perché le dico che le motivazioni non mi soddisfano, poi ovviamente boccerete l'emendamento. Sarebbe stato soddisfacente invece dire: "No, perché garantiamo comunque un controllo da parte della minoranza", e uno dei tre - io spero uno dei due, perché c'è un emendamento successivo che comunque riduce il numero dei componenti del consiglio di amministrazione - possa essere in rappresentanza delle minoranze.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli.

Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento soppressivo parziale numero 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 6. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 7. All'articolo 7 sono stati presentati gli emendamenti sostitutivo parziale numero 3, il sostitutivo parziale numero 16 e l'aggiuntivo numero 6.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7 e dei relativi emendamenti:

Art. 7

Consiglio di amministrazione

1. Il consiglio di amministrazione, composto da cinque componenti di cui uno designato dal Ministro della salute e quattro dalla Giunta regionale, è nominato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale. Nel decreto di nomina è fissata la data della prima convocazione.

2. I componenti sono scelti dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, sentita la competente Commissione consiliare, tra esperti di programmazione e organizzazione in materia di sanità.

3. La carica di componente del consiglio di amministrazione è incompatibile con quella di consigliere regionale, componente di giunte provinciali e comunali, nonché con il ruolo di dipendente della Regione e di dipendente dell'Istituto. Si applicano, altresì, le cause di incompatibilità previste dall'articolo 4 della legge regionale 23 agosto 1995, n. 20 (Semplificazione e razionalizzazione dell'ordinamento degli enti strumentali della Regione e di altri enti pubblici e di diritto pubblico operanti nell'ambito regionale).

4. Il consiglio di amministrazione dura in carica cinque anni ed i componenti possono essere rinominati per non più di una volta. In caso di dimissioni, decadenza, impedimento o morte di uno o più consiglieri, il Presidente della Regione provvede alla sostituzione, su designazione dell'ente di competenza

Emendamento sostitutivo parziale Capelli - Renato Lai - Cappai - Franco Ignazio Cuccu -Milia - Marracini

Al comma 1 dell'articolo 7 la parola "quattro" è sostituita dalla seguente: "due". (3)

Emendamento sostitutivo parziale Pacifico - Silvio Lai - Uggias - Milia - Lanzi - Gessa

Al comma 1 dell'articolo 7 le parole "deliberazione della Giunta regionale" sono sostituite da "elezione del Consiglio regionale". (16)

Emendamento aggiuntivo Renato Lai - Capelli - Cappai - Franco Ignazio Cuccu - Marracini - Milia

Al comma 2, dopo le parole "…in materia di sanità…" è aggiunta la frase: "…indicati dalle organizzazioni degli utenti (produttori, allevatori, trasformatori) e dei consumatori". (6).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Sì, in continuazione delle argomentazioni che avevamo poc'anzi, era chiaro fin dall'inizio che il consiglio di amministrazione sarebbe rimasto in questa legge, è chiaro fin dall'inizio il perché, anche perché, probabilmente, il controllo politico è considerato da una parte almeno di questo Consiglio sempre opportuno per quanto esso possa essere invadente. Allora, la proposta all'articolo 7 è: "Quanto meno siate conseguenti con quello che abbiamo sempre tutti sostenuto, e voi, in particolare, in sede di riforma", quindi nella razionalizzazione degli enti, nella soppressione delle cariche e degli enti inutili. In questo caso, mi sembra che sia opportuno proporre che il consiglio di amministrazione, invece che a cinque, lo si chiuda a tre componenti, uno indicato dal Ministero, nel pieno rispetto della "270", e due indicati nelle forme previste dalla legge stessa e dalla legge di riforma, uno della minoranza e uno dell'opposizione. Per cui io credo che - e questo lo facciamo anche pensando un domani che possano essere altri a nominarlo, perciò lo facciamo oggi, in periodo non sospetto - una riduzione di due componenti sia un segnale positivo, sempre in merito all'invadenza politica; non si è accettato, nonostante tutti i buoni propositi e le enunciazioni costanti, che una parte politica fa nella riduzione degli incarichi politici inutili, oltre che degli enti inutili, però quando dobbiamo votare per sopprimerli realmente continuiamo a confermarli, almeno riduciamo nel numero, e l'emendamento propone appunto questa riduzione. Un emendamento successivo, qualora questo emendamento venga approvato, ma anche nel caso in cui non venga approvato, regolamentiamo anche i termini di scadenza dell'attuale consiglio di amministrazione, ed eventualmente termini di nomina temporali del nuovo consiglio di amministrazione.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Anche io vorrei, Presidente, spendere qualche parola a favore dell'emendamento che ha come primo firmatario il collega Capelli, e cioè l'emendamento numero 3, nel senso che non mi sembra che sussistano necessità insormontabili perché il numero dei consiglieri d'amministrazione sia mantenuto pari a quattro, nel senso che io capisco la ratio per cui i consiglieri di amministrazione sono quattro, nel senso che essendo un consigliere di amministrazione, quello aggiuntivo, il quinto, di nomina del Ministero della salute - che tra l'altro mi sembra che non esista più, quindi forse nella legge andrebbe specificato che ci riferiamo al Ministero che ha competenze in tema della salute e non al Ministero della salute che non esiste più -, però mi sembra che la ratio possa essere quella comunque di configurare all'interno del consiglio di amministrazione una maggioranza che sia l'espressione della maggioranza presente in Consiglio regionale. Però, se così fosse, quantomeno potrebbe essere praticabile una riduzione del numero dei consiglieri di amministrazione a quattro, anche se, stante che l'indirizzo dell'Istituto zooprofilattico avviene comunque su input del Ministero della salute, è difficile pensare che anche nel caso in cui il numero dei consiglieri di amministrazione scendesse a tre si possano configurare maggioranze differenti rispetto a quelle che sono funzionali alla corretta gestione dell'Istituto stesso. Per cui, in un momento in cui noi stiamo cercando di dare un segnale nell'attività di riforma che la Regione va svolgendo, che è il segnale virtuoso della riduzione del numero dei consiglieri di amministrazione, e nel momento in cui noi stiamo attribuendo comunque all'Istituto profilattico e mettendo in capo al direttore della struttura dei compiti che sono quelli sostanziali di gestione dell'ente, per cui il consiglio di amministrazione mantiene una funzione che è fondamentalmente di indirizzo, ma non certo di gestione, tenere un consiglio di amministrazione che è pleonastico e che comporta sicuramente aggravio di spese e anche aggravio di attività amministrativa da parte della struttura stessa, sembra veramente una cosa fuori luogo, ed è ancora più fuori luogo visto che esiste un emendamento successivo condiviso da maggioranza ed opposizione che congela l'attuale consiglio di amministrazione, quindi comunque comporta che le ricadute della norma che noi andiamo scrivendo siano tutte da svolgersi, tutte quante da avere attività e forza soltanto nella prossima legislatura. Quindi sarebbe, a mio avviso, un gesto politico apprezzabile se la maggioranza riuscisse a trovare la forza per accettare il contenuto dell'emendamento numero 3 e quindi per sancire la riduzione effettiva, come buon senso vuole, del numero dei consiglieri di amministrazione dell'Istituto.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Silvio Lai, relatore.

Onorevole Lai, aspettiamo qualche secondo? Mi serve il parere del relatore.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Sì, lo so. Il parere del relatore rischia di essere un attimo difforme dalla valutazione della Commissione, pertanto chiederei la sospensione dell'articolo 7 per procedere con gli altri.

PRESIDENTE. Va bene. L'onorevole Lai chiede la sospensione dell'articolo 7. Però, onorevole Lai, non le sfuggirà che l'articolo 7 è collegato all'8, quindi io preferirei fare cinque minuti di sospensione in Aula.

(La seduta, sospesa alle ore 20 e 20, viene ripresa alle ore 20 e 34.)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Silvio Lai, relatore.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Grazie Presidente, la ringrazio anche per la disponibilità. Allora, la valutazione dopo la sospensione sarebbe questa, che diamo il parere positivo sull'emendamento numero 3 e sull'emendamento numero 16, usando però come formula questa: "il Consiglio di amministrazione, composto da tre componenti di cui uno designato dal Ministro della salute e due dal Consiglio regionale, è nominato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale" eccetera eccetera. I due nominati dal Consiglio regionale con voto limitato, e, ovviamente, va eliminato anche "previa deliberazione della Giunta regionale". Ripeto il testo oppure è sufficiente?... è chiaro questo primo prezzo?

PRESIDENTE. Sì.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. A questo punto il parere sull'emendamento numero 6 è un invito al ritiro, in ragione del fatto che siccome è eletto dal Consiglio regionale tra esperti di programmazione e organizzazione in materia di sanità, ovviamente non possono essere espressioni delle associazioni degli utenti o dei consumatori, per quanto sia un ragionamento che è stato fatto in Commissione. Peraltro, voglio ricordare al collega che l'aspetto della consultazione, prevista dal "270", resta anche nella legge e quindi sia le associazioni dei consumatori che quelle degli utenti sono costantemente consultate dal nuovo Consiglio di amministrazione.

PRESIDENTE. Allora, ripetiamo: "il Consiglio di amministrazione, composto da tre componenti di cui uno designato dal Ministro della salute e due eletti dal Consiglio regionale con voto limitato, è nominato con decreto del Presidente della Regione. Nel decreto di nomina è fissata la data della prima convocazione. I componenti sono scelti tra esperti di programmazione e organizzazione in materia di sanità".

Onorevole Lai... corretto? Quindi, il comma 1 include anche il comma 2: "i componenti sono scelti tra esperti di programmazione e organizzazione in materia di sanità", che diventa l'ultimo capoverso del comma 1. Va bene.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, grazie Presidente, la Giunta esprime parere favorevole sulle modifiche che sono state introdotte, ed esprime parere favorevole quindi sull'emendamento numero 3 e anche sulla nuova formulazione del comma 1 dell'articolo 7. La Giunta esprime un parere favorevole perché i compiti del Consigliò dì amministrazione sono compiti di indirizzo, essenzialmente di indirizzo e non di gestione, e quindi, come tale, è giusto che il Consiglio regionale eserciti funzioni di indirizzo e non funzioni di gestione. Quindi il parere è positivo. Se posso aggiungere un'osservazione; probabilmente anche il comma 4 deve essere adeguato a questa nuova formulazione.

PRESIDENTE. Sì, grazie Assessore. Naturalmente questa osservazione che l'Assessore faceva è assolutamente pertinente ed è conseguente alla modifica del comma 1, per cui, in caso di sostituzione, è il Consiglio regionale che provvede, in caso di decadenza o di motivi sopraggiunti di decadenza, è il Consiglio regionale che provvede alla sostituzione.

MASIA (Gruppo Misto). Va via anche la definizione del comma 4: "su designazione dell'ente di competenza"?

PRESIDENTE. Beh, se decade il componente nominato dal Ministero, è evidente che è il Ministero che lo sostituisce e che la Regione, invece, interviene alla sostituzione delle rappresentanze delle nomine di propria competenza.

Va bene, colleghi, allora rileggiamo il comma 1: "Il consiglio di amministrazione è composto da tre componenti, di cui uno designato dal Ministro della salute e due eletti dal Consiglio regionale con voto limitato. Esso è nominato con decreto del Presidente della Regione. Nel decreto di nomina è fissata la data della prima convocazione. I componenti sono scelti tra esperti di programmazione e organizzazione in materia di sanità".

Nel comma 4 resta tutto uguale con un inciso all'ultima riga: "su designazione o elezione dell'ente di competenza". La designazione ovviamente è attribuibile al Ministero, l'elezione e l'eventuale sostituzione di uno dei componenti nominato eletto, dal Consiglio regionale. Va bene? Possiamo votarlo?

Metto in votazione l'articolo 7. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

L'emendamento numero 6, onorevole Renato Lai, a questo punto è ritirato?

LAI RENATO (U.D.C.). Sì.

PRESIDENTE. Passiamo all'esame dell'articolo 8.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:

Art. 8

Presidente del consiglio di amministrazione

1. Il consiglio di amministrazione, nella prima seduta, elegge a maggioranza assoluta, tra i suoi componenti, il presidente.

2. Il presidente convoca e presiede il consiglio e ne dirige i lavori assicurandone il buon andamento.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 9.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:

Art. 9

Compiti del consiglio di amministrazione

1. Il consiglio di amministrazione ha compiti di indirizzo, coordinamento e verifica delle attività dell'Istituto.

2. Il consiglio di amministrazione:

a) delibera la proposta di statuto entro novanta giorni dall'insediamento;

b) procede alla nomina del presidente;

c) delibera il regolamento aziendale, su proposta del direttore generale, entro novanta giorni dall'insediamento;

d) definisce gli indirizzi generali per la programmazione pluriennale dell'Istituto;

e) delibera ogni altro provvedimento attinente a materia riservata al consiglio di amministrazione dalle leggi e dallo statuto.

3. Qualora il consiglio di amministrazione non ottemperi alle disposizioni di cui al comma 2, punti a) e c), la Regione nomina un commissario che provvede all'adozione dello statuto e del regolamento aziendale entro quarantacinque giorni dalla nomina.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 10.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:

Art. 10

Scioglimento del consiglio di amministrazione

1. Il consiglio di amministrazione può essere sciolto con provvedimento del Presidente della Regione, nel caso di dimissioni della maggioranza dei componenti o di ripetute e gravi violazioni delle disposizioni normative e statutarie o per il verificarsi di situazioni tali da compromettere il regolare funzionamento dell'Istituto.

2. Al verificarsi dei casi di cui al comma 1, con lo stesso provvedimento di scioglimento del consiglio di amministrazione, il Presidente della Regione nomina un commissario ad acta.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 11.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:

Art. 11

Indennità

1. Ai componenti del consiglio di amministrazione compete una indennità pari al 10 per cento dell'indennità lorda annua fissata per il direttore generale dell'Istituto.

2. Al presidente del consiglio di amministrazione compete un'indennità pari al 20 per cento dell'indennità lorda annua fissata per il direttore generale dell'Istituto.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 12.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:

Art. 12

Direttore generale

1. Il direttore generale ha la rappresentanza legale dell'Istituto e la responsabilità complessiva della direzione e della gestione, ed in particolare:

a) sovrintende al funzionamento dell'Istituto;

b) propone lo statuto, e successive eventuali modifiche, al consiglio di amministrazione;

c) propone al consiglio di amministrazione, che lo delibera, il regolamento aziendale e lo trasmette per l'approvazione alla Giunta regionale;

d) definisce, sulla base della programmazione regionale e degli indirizzi generali del consiglio di amministrazione, la programmazione pluriennale dell'Istituto;

e) predispone e adotta il bilancio di previsione, le relative variazioni e il conto consuntivo;

f) delibera la destinazione dell'eventuale avanzo e la copertura della perdita dell'esercizio e il riequilibrio della situazione economica;

g) predispone la relazione programmatica annuale;

h) assume tutti gli atti relativi alla gestione giuridica ed economica del personale secondo le modalità previste dal regolamento;

i) stipula i contratti, le convenzioni e le spese nell'ambito degli stanziamenti di bilancio proposti dai dirigenti;

l) predispone il piano triennale delle attività, in attuazione degli obiettivi e degli indirizzi previsti dai piani sanitari regionali;

m) predispone la relazione gestionale annuale sull'attività svolta dall'Istituto e la propone alla valutazione del consiglio di amministrazione e della Giunta regionale;

n) propone il tariffario delle prestazioni da sottoporre all'approvazione della Giunta regionale.

2. Il direttore generale è nominato con decreto del Presidente della Regione secondo i criteri e le procedure di cui all'articolo 10 della legge regionale n. 10 del 2006.

3. Il direttore generale è coadiuvato da un direttore amministrativo e da un direttore sanitario veterinario, nominati con provvedimento motivato del direttore generale. Essi cessano dall'incarico entro tre mesi dalla data di nomina del nuovo direttore generale e possono essere riconfermati. Per gravi motivi, il direttore sanitario veterinario e il direttore amministrativo possono essere sospesi o dichiarati decaduti dal direttore generale con provvedimento motivato.

4. Il rapporto di lavoro del direttore generale, del direttore sanitario veterinario e del direttore amministrativo è a tempo pieno, regolato da contratto di diritto privato di durata quinquennale, rinnovabile, e non può comunque protrarsi oltre il sessantacinquesimo anno di età; i contenuti di tale contratto, ivi compresi i criteri per la determinazione degli emolumenti, sono quelli previsti dal decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche.

5. Trascorsi diciotto mesi dalla nomina del direttore generale, la Giunta regionale verifica i risultati conseguiti e il raggiungimento degli obiettivi affidati e, sentito il parere del consiglio di amministrazione, procede o meno alla conferma entro i tre mesi successivi alla scadenza del termine. La disposizione si applica in ogni altro procedimento di valutazione dell'operato del direttore generale.

6. Quando ricorrano gravi motivi o la gestione presenti una situazione di grave disavanzo o in caso di violazione di leggi o del principio di buon andamento e di imparzialità dell'amministrazione, la Giunta regionale risolve il contratto dichiarando la decadenza del direttore generale e provvede alla sua sostituzione, previo parere del consiglio di amministrazione. Si prescinde dal parere nei casi di particolare gravità e urgenza. Il consiglio di amministrazione, nel caso di manifesta inattuazione del piano triennale delle attività di cui al comma 1, lettera l), può chiedere alla Giunta regionale di revocare il direttore generale o di non disporne la conferma, ove il contratto sia già scaduto.

7. Per quanto non espressamente previsto valgono le norme di cui al decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche e della legge regionale n. 10 del 2006, e successive modifiche.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 13.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:

Art. 13

Collegio dei revisori

1. Il collegio dei revisori dura in carica cinque anni, è nominato con decreto del Presidente della Regione, previa deliberazione della Giunta regionale ed è composto da tre componenti, di cui uno designato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale, fra gli iscritti nel registro dei revisori contabili previsto dall'articolo 1 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88 (Attuazione della direttiva 84/253/CEE, relativa all'abilitazione delle persone incaricate del controllo di legge dei documenti contabili), uno designato dal Ministero dell'economia e delle finanze ed uno, iscritto nel registro dei revisori contabili di cui al decreto legislativo n. 88 del 1992, designato dal Consiglio dell'ordine dei dottori commercialisti del luogo in cui ha sede l'Istituto.

2. Il collegio dei revisori elegge il proprio presidente nella prima seduta convocata dal direttore generale dell'Istituto.

3. Il collegio dei revisori vigila sull'osservanza delle leggi, verifica la regolare tenuta della contabilità e la corrispondenza del rendiconto generale alle risultanze delle scritture contabili, esamina i bilanci, le relative variazioni e l'assestamento.

4. Il collegio dei revisori accerta almeno ogni trimestre la consistenza di cassa e può chiedere notizie al direttore generale sull'andamento dell'Istituto.

5. I revisori possono in qualsiasi momento procedere, anche individualmente, ad atti di ispezione e di controllo.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 14. All'articolo 14 è stato presentato l'emendamento soppressivo parziale numero 10.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 14 e del relativo emendamento:

Art. 14

Direttore sanitario

1. Il direttore sanitario è un medico veterinario in possesso di documentate competenze nel settore della sanità pubblica veterinaria, che non abbia compiuto il sessantacinquesimo anno di età e che abbia svolto per almeno cinque anni una qualificata attività di direzione tecnico-sanitaria in enti o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione.

2. Il direttore sanitario dirige i servizi tecnico-scientifici dell'Istituto e fornisce parere obbligatorio per i profili tecnici al direttore generale sugli atti relativi alle materie di competenza.

Emendamento soppressivo parziale Rassu - Licandro - Petrini - Pittalis - Pileri

Nell'articolo 14 al comma 2 sono soppresse le parole da "sanitario" a "e". (10).)

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.

RASSU (F.I.). Vorrei richiamare l'attenzione del relatore su questo, in quanto l'articolo dice esattamente, il comma 2, che "Il direttore sanitario dirige i servizi tecnico-scientifici dell'Istituto e fornisce parere obbligatorio per i profili tecnici". Allora, sempre il "270", la programmazione scientifica e tecnica la lascia al direttore generale, tant'è vero che il direttore sanitario esprime parere obbligatorio, cioè proprio esprimere il parere al quale il direttore generale non può esimersi. Io userei la dicitura invece che "dirige", "è responsabile", perché c'è un'incongruenza, cioè lui dirige il settore e poi esprimere il parere sulla materia. E' responsabile della materia e sulla materia esprime parere obbligatorio al direttore generale al quale il "270" dà l'esclusiva sulla programmazione scientifica dell'Istituto, mentre il direttore sanitario esprime parere obbligatorio. Io userei la parola, solo per questo è stato fatto l'emendamento, "è responsabile" e non "dirige".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Silvio Lai, relatore.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Che devo dire? Nel senso che per quanto mi riguarda la valutazione che io ho è questa: io sono convinto che l'avere, in qualche modo, la responsabilità sia superiore al dirigere. Pertanto, per quanto mi riguarda la responsabilità del funzionamento dell'Istituto è del direttore generale, nello stesso tempo, specularmente, il direttore amministrativo dirige i servizi amministrativi, il direttore sanitario dirige i servizi tecnico-scientifici. Se io dicessi che sono responsabile in qualche modo scinderei la responsabilità unica del direttore generale in tre responsabilità. Pertanto, o io dico che il direttore dirige l'Istituto e gli altri sono responsabili, ma io sto subordinando una responsabilità al dirigere che è contrario, uno può dirigere sulla base di indicazioni, se è responsabile è responsabile di tutto. Pertanto, a me sembra che la responsabilità sia corretto lasciarla in capo a direttore generale, lasciando la delega a dirigere specifici servizi ai due direttori. Quindi, osservando in qualche modo le sue osservazioni mi sembra di dire e di confermare la dicitura della legge: la responsabilità è del direttore generale, il dirigere i servizi sta ai due direttori tecnico-scientifici e amministrativi per le loro specifiche competenze, osservando che in qualche modo questa è anche la dicitura presente nella legge numero 10. Quindi, accetto in qualche modo l'osservazione, ma voglio rassicurare il collega Rassu che stiamo andando nella direzione che lui vuole in qualche modo perseguire.

RASSU (F.I.). L'ho detto proprio interpretando sulla base dell'articolo 3 che lascia al direttore generale...

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Sì, la responsabilità, che è superiore però al dirigere. Uno è responsabile e ha la responsabilità di tutto, dopodiché dico: "io faccio dirigere il servizio di Oristano a quella persona", infatti quello si chiama direttore di Oristano perché dirige Oristano, ma è responsabile di tutto il direttore generale. Quindi, la responsabilità secondo me è superiore al dirigere qualcosa, che vuol dire essere direttore, ok?

RASSU (F.I.). E' ritirato, Presidente.

PRESIDENTE. L'onorevole Rassu ritira l'emendamento, grazie.

Metto in votazione l'articolo 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 15. All'articolo 15 è stato presentato l'emendamento aggiuntivo numero 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 15 e del relativo emendamento:

Art. 15

Direttore amministrativo

1. Il direttore amministrativo è un laureato in discipline giuridiche o economiche che non abbia compiuto il sessantacinquesimo anno di età e che abbia svolto per almeno cinque anni una qualificata attività di direzione tecnica o amministrativa in enti pubblici o privati o strutture sanitarie pubbliche o private di media o grande dimensione.

2. Il direttore amministrativo dirige i servizi amministrativi dell'Istituto e fornisce parere obbligatorio per i profili di legittimità al direttore generale sugli atti relativi alle materie di competenza.

Emendamento aggiuntivo Lanzi - Masia

Dopo l'articolo 15 è aggiunto l'articolo 15 bis:

Consiglio dei sanitari

1. E' istituito il Consiglio dei sanitari, formato dalle rappresentanze dei vari profili professionali sanitari presenti nell'Istituto. Il Consiglio dura in carica cinque anni.

2. Il Consiglio dei sanitari formula proposte e esprime i pareri previsti al comma 12 dell'articolo del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502 e successive modificazioni.

3. Le modalità di elezione dei membri sono quelle previste per il Consiglio dei sanitari delle Unità sanitarie locali. (1).)

PRESIDENTE. Avevamo sospeso, onorevole Lai, l'articolo 5 per, eventualmente, discuterlo insieme all'articolo 15.

E' iscritto a parlare il consigliere Serra. Ne ha facoltà.

SERRA (Sinistra Autonomista). Stiamo parlando dell'emendamento numero 1, Presidente?

PRESIDENTE. Stiamo parlando dell'emendamento numero 1 in relazione all'articolo 15, ma avevamo sospeso anche l'articolo 5 per poterne parlare insieme.

SERRA (Sinistra Autonomista). Io volevo semplicemente e telegraficamente dire qual è la motivazione che ci ha portato a presentare questo emendamento. Intanto ho notato che sia nella proposta di legge, sia nel disegno di legge era presente il consiglio dei sanitari, mentre poi nel testo unificato è scomparso il consiglio dei sanitari. Allora, noi riteniamo che il consiglio dei sanitari sia un organismo di rappresentanza democratica all'interno dell'ente, è già previsto e si è fatto riferimento più volte al decreto legislativo numero 502 del '92, è prevista ampiamente la presenza del consiglio dei sanitari e quindi si propone semplicemente di reintegrare nel testo l'inserimento di questo Consiglio che ci sembra, ripeto, una rappresentanza democratica in un ente come questo insomma, non ho colto il significato del togliere il consiglio dei sanitari dall'Istituto zooprofilattico insomma, dall'organizzazione dell'Istituto zooprofilattico.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Lai, relatore. Ne ha facoltà.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Volevo dare in qualche modo conto al collega Serra di questo fatto, quando ho chiesto la sospensione dell'articolo 5 era perché al comma 3 dell'articolo 5 a pagina 10 c'è scritto che "l'organizzazione funzionale dell'istituto, il funzionamento del collegio di direzione e le procedure" eccetera eccetera "sono stabilite nel regolamento aziendale che è come l'atto aziendale delle AA.SS.LL." Allora, qual è il senso della sintesi che è stata trovata? E' questo. Il sistema sanitario nazionale cioè il numero 502 prevede sia il collegio di direzione che il consiglio dei sanitari. Il collegio di direzione è formato da tutti coloro che hanno responsabilità di direzione di un servizio, quindi tutti i direttori di dipartimento, di servizio che ... si riuniscono. Il consiglio dei sanitari è composto invece dalle rappresentanze elettive dei sanitari dell'istituto. Ora, qual è il problema? Che il consiglio dei sanitari, così come è normato dalla legge numero 10, è composto sostanzialmente da una trentina di persone perché bisogna rappresentare tutte quante le cose. Qui quello che succede è questo, che i sanitari che sono presenti allo zooprofilattico sono sostanzialmente 120, quindi rischieremmo di trovarci in teoria, questo è il ragionamento che abbiamo fatto nella Commissione, un consiglio di sanitari che è formato da 30 persone elette da 120. Ora, siccome però, io penso che la democrazia sia un valore positivo e il sistema elettivo sia un valore positivo, la mia proposta è che sia aggiunto al comma 3 dell'articolo 5 la seguente frase, cioè: "l'organizzazione e le funzioni dell'Istituto e il funzionamento del collegio di direzione e del consiglio dei sanitari, e dei consigli sanitari disciplinati in analogia o ai sensi della legge regionale numero 10 del 2006" eccetera eccetera. In questo modo, in qualche modo lo prevediamo stabilendo che però sia normato dall'atto aziendale per evitare che sia eccessivamente, diciamo, ampio in ragione del fatto però che è importante salvaguardare un principio di rappresentanza elettiva e non avere soltanto uno strumento direttivo. Pertanto io la segnalazione in qualche modo la coglierei in questo modo, se il collega è soddisfatto lo prevediamo all'interno di questa modalità dell'articolo 5.

PRESIDENTE. L'organizzazione funzionale dell'Istituto, il funzionamento del collegio di direzione e del collegio dei sanitari e le procedure di formazione e di strumenti di programmazione, quindi inseriamo soltanto "e del consiglio dei sanitari". Va bene? In questo modo, onorevole Lai, cosa significa, torniamo indietro al numero 5?

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Sì va bene, secondo me possiamo approvare il 5.

PRESIDENTE. Va bene, il 5 aveva l'emendamento aggiuntivo numero 9, poi lo vediamo insomma. Votiamo l'articolo 5 con questa inclusione o con questa aggiunta se preferite. "Dopo il collegio di direzione e del collegio dei sanitari". Va bene onorevole Serra quindi quando torniamo all'articolo 15 il suo emendamento si intende ritirato perché soddisfatto dall'approvazione dell'articolo 5 che mettiamo in votazione.

SERRA (Sinistra Autonomista). Va bene.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

All'articolo 5 c'era un emendamento aggiuntivo, il numero 9 dell'onorevole Lai Renato.

Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Lai, relatore. Ne ha facoltà.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Sì, io riconfermo la mia richiesta al collega Lai di ritiro, con questa però raccomandazione che farei alla Giunta. La richiesta è sostanzialmente di un riconoscimento presso lo zooprofilattico di un laboratorio di eccellenza che già esiste, opera, eccetera eccetera. Come ho detto prima però ci sono diversi altri laboratori nel settore veterinario che sono laboratori di eccellenza anche nazionale su altri campi e quindi noi ci troveremmo oggi a riconoscere per legge un laboratorio senza vedere la visione generale. Allora, l'impegno che io chiederei per il quale io chiedo contemporaneamente il ritiro dell'emendamento perché non vogliamo con la bocciatura non riconoscere il fatto che esiste un impegno da parte della Giunta affinché sia fatta e sia completata in qualche modo la valutazione dei laboratori di eccellenza di riferimento a livello regionale sulle questioni veterinarie, cioè come detto quello della TBC bovina per esempio all'università di Sassari che completi questo quadro e consenta di essere identificati. L'identificazione non è una questione banale, non è soltanto una medaglia che si mette e ci si mette sul petto, ma consente di essere inseriti all'interno di una rete nazionale di laboratori di riferimento e quindi di far parte di network nazionali e internazionali senza il quale riconoscimento non è possibile. Quindi io chiederei sotto questo aspetto un impegno da parte della Giunta regionale di completare questa ricognizione e agire conseguentemente anche perché così è previsto dal Piano sanitario regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.

LAI RENATO (U.D.C.). Prendo atto di queste affermazioni e ritiro l'emendamento, però sottolineando il fatto che a questo punto quindi prevedo che qualche risposta dalla Giunta deve arrivarci, il riferimento alle zoonosi si limita ad un brevissimo accenno al comma 3 lettera b) dell'articolo 3 che è assolutamente inadeguato rispetto alle pregnanti funzioni svolte dall'istituto. Abbiamo tolto la governance con l'impegno di rafforzare nella norma alcuni elementi e quindi qualche impegno in questo senso al ritiro dell'emendamento deve esserci.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione. Ne ha facoltà.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.Naturalmente la Giunta, cercando di interpretare anche il pensiero dell'Assessore alla sanità, s'impegna a una ricognizione attenta e a una identificazione dei laboratori di riferimento e di eccellenza, questo impegno naturalmente la Giunta lo assume anche perché va nel senso e in una direzione contenuta all'interno del Piano sanitario. Quindi una ricognizione attenta e una identificazione attenta dei laboratori di riferimento e di eccellenza.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 9 è quindi ritirato. Articolo 15, onorevole Serra mi è parso di capire da un suo precedente intervento che le questioni da lei sollevate nell'emendamento aggiuntivo numero 1 sono state a questo punto comprese nell'articolo 5, l'emendamento numero 1 è ritirato.

SERRA (Sinistra Autonomista). E' ritirato.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 15. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 16.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 16:

Art. 16

Personale

1. Il rapporto di lavoro del personale dell'Istituto è disciplinato dalle disposizioni contenute nel decreto legislativo n. 502 del 1992, e nel decreto legislativo n. 165 del 2001 e loro successive modifiche e integrazioni.

2. Ai concorsi per l'assunzione nell'Istituto si applica il regolamento previsto dall'articolo 18, comma 1, del decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'articolo 17. All'articolo 17 è stato presentato l'emendamento soppressivo parziale numero 14 degli onorevoli Manca e Biancu.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 17 e del relativo emendamento:

Art. 17

Finanziamento

1. Ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 270 del 1993, il finanziamento dell'Istituto zooprofilattico è assicurato:

a) dallo Stato, a norma delle leggi vigenti;

b) dalla Regione e dalle ASL per le prestazioni poste a carico delle stesse;

c) dalle ASL con le quote degli introiti derivanti dai contributi riscossi per le prestazioni di ispezione e controllo sanitario;

d) dai proventi diversi disciplinati con i provvedimenti regionali di cui all'articolo 6 del decreto legislativo n. 270 del 1993.

2. Il finanziamento dell'Istituto zooprofilattico è inoltre assicurato:

a) da finanziamenti statali e regionali per l'erogazione di servizi e compiti aggiuntivi a quelli menzionati all'articolo 3;

b) da contributi di enti pubblici e privati, organizzazioni ed associazioni interessati alla difesa sanitaria del patrimonio zootecnico e al miglioramento e controllo delle produzioni zootecniche e alimentari;

c) dai redditi del proprio patrimonio;

d) dagli utili derivanti dalle attività di produzione;

e) dagli introiti per la fornitura di servizi e per l'erogazione di prestazioni a pagamento;

f) da ogni altra entrata percepita dall'Istituto.

Emendamento soppressivo parziale Manca - Biancu

Alla lettera d) del comma 1 è soppressa la frase "di cui all'articolo 6 del decreto legislativo n. 270 del 1993". (14).)

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Silvio Lai, relatore.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Qui le firme dei relatori mi imporrebbero in qualche modo un giudizio positivo sull'emendamento, stiamo cancellando la lettera d) che dice: "dei proventi diversi disciplinati con i proventi........... di cui all'articolo 6 del decreto legislativo numero 270" perché sono già compresi all'interno del successivo articolo quindi il parere è positivo.

PRESIDENTE. Va bene. Emendamento soppressivo parziale numero 14, sopprime la lettera d) dell'articolo 17, Assessore.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Conforme.

PRESIDENTE. Metto ora in votazione l'emendamento soppressivo parziale numero 14. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto ora in votazione l'articolo 17. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 18.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 18:

Art. 18
Patrimonio

1. Il patrimonio dell'Istituto è costituito dai beni posseduti alla data di entrata in vigore della presente legge e da quelli che, per donazione o per altro titolo, pervengano all'Istituto medesimo.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 18, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 19.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 19:

Art. 19
Gestione economica, finanziaria e patrimoniale

1. La gestione economica, finanziaria e patrimoniale dell'Istituto è disciplinata dalle norme della legge regionale 24 marzo 1997, n. 10 (Norme in materia di programmazione, contabilità, contratti e controllo delle aziende sanitarie regionali, modifiche alla legge regionale 26 febbraio 1995, n. 5, e abrogazione della legge regionale 8 luglio 1981, n. 19) e successive modifiche e integrazioni, in quanto applicabile e compatibile con la presente legge.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 19, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 20.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 20:

Art. 20
Controllo

1. La Regione esercita, tramite l'Assessorato competente in materia di sanità, la funzione di vigilanza e controllo di merito e di legittimità sugli atti dell'Istituto e può disporre ispezioni ed indagini sul regolare funzionamento dell'Istituto stesso.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 20, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 21.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 21:

Art. 21
Contenuto ed esercizio del controllo

1. La Regione esercita, tramite l'Assessorato competente in materia di sanità, con le modalità previste dagli articoli 27, 28 e 29 della legge regionale n. 10 del 2006, il controllo preventivo sui seguenti atti dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna:
a) il conto consuntivo;
b) atti di disposizione del patrimonio eccedenti l'ordinaria amministrazione;
c) atti, contratti e convenzioni che comportino impegni di spesa su base pluriennale per un importo complessivo superiore a euro 1.000.000; il controllo avviene entro quindici giorni lavorativi dall'adozione dell'atto, decorsi i quali gli atti si intendono approvati.

2. Gli atti o i contratti che comportino impegni di spesa inferiori a euro 1.000.000 non sono soggetti a controllo preventivo, ma sono comunicati all'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale contestualmente alla loro adozione.

3. Il termine per l'esercizio del controllo degli atti di cui al comma 1, lettere a) e b), è di quaranta giorni ed è interrotto qualora l'Assessorato dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale richieda chiarimenti o elementi integrativi; il medesimo termine è sospeso dal 5 al 25 agosto e dal 24 dicembre al 6 gennaio.

4. Gli atti soggetti al controllo preventivo ai sensi del comma 1 sono pubblicati in forma integrale contestualmente al loro invio al controllo. Nelle more del controllo regionale, ad essi non può essere data esecuzione.

5. La Giunta regionale nomina commissari per l'adozione degli atti obbligatori per legge, previa diffida a provvedere nel termine di trenta giorni, in caso di omissione o ritardo da parte del direttore generale.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 21, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 22. All'articolo 22 sono stati presentati gli emendamenti aggiuntivi numero 2, 5 e 15.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 22 e dei relativi emendamenti:

Art. 22
Abrogazione

1. Dall'entrata in vigore della presente legge sono abrogate, in particolare:
a) la legge regionale 22 gennaio 1986, n. 15 (Norme per l'amministrazione, la gestione e l'organizzazione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna);
b) la lettera e) del comma 2 dell'articolo 1 della legge regionale n. 20 del 1995;
c) l'articolo 17 della legge regionale n. 20 del 1995;
d) la riga "Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna" della Tabella A allegata alla legge regionale n. 20 del 1995.

2. Per quanto non disciplinato dalle disposizioni della presente legge, si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo n. 502 del 1992, e successive modifiche ed integrazioni.

Emendamento aggiuntivo Pacifico - Manca - Silvio Lai - Lanzi - Pisu - Uggias - Cocco - Gessa - Masia

Dopo l'articolo 22 è aggiunto il seguente articolo:

22 bis Norma transitoria

1. Il Consiglio di amministrazione in carica alla data di entrata in vigore della presente legge resta in carica per tutta la durata del suo mandato.

2. Il nuovo Consiglio di amministrazione è nominato entro tre mesi dalla scadenza del mandato del Consiglio di amministrazione uscente. (2)

Emendamento aggiuntivo Capelli - Cappai - Renato Lai - Milia - Franco Ignazio Cuccu - La Spisa - Artizzu - Vargiu - Ladu

Dopo l'articolo 22 è aggiunto il seguente articolo:

22 bis Norma transitoria

1. Il Consiglio di amministrazione in carica alla data di entrata in vigore della presente legge resta in carica per tutta la durata del suo mandato.

2. Il nuovo Consiglio di amministrazione è nominato entro trenta gg. dalla scadenza del mandato del Consiglio di amministrazione uscente. (5)

Emendamento aggiuntivo Giuseppe Cuccu - Agus - Biancu

Dopo l'articolo 22 è aggiunto:

22 bis

1. E' autorizzata nell'anno 2008 la spesa di € 150.000 a favore dell'Istituto Zooprofilatico sperimentale della Sardegna "Giuseppe Pregreffi" per la predisposizione di un piano finalizzato alla eradicazione dell'artrite-encefalite caprina (C.A.E.V.).

2. Alle spese per l'attuazione degli interventi previsti dal piano di cui al comma 1 si provvederà ai sensi dell'art. 4 comma 1 lettera e) della L.R. 2 agosto 2006 n. 11.

Copertura finanziaria

In diminuzione

UPB S08.01.002 FNOL parte corrente

Anno 2008 € 150.000

Voce 3 tab. A

In aumento

UPB S05.02.001

Anno 2008 € 150.000 (15).)

PRESIDENTE. Non ho iscritti a parlare.

Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Lai Silvio, relatore.

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Dunque, il parere sul "5" e sul "2" è positivo, purché sia chiaro che si assumono le funzioni previste dal nuovo, cioè le funzioni del nuovo consiglio di amministrazione. Quindi, se andasse esplicitato, bisognerebbe esplicitarlo. Questo però è un aspetto di carattere più legato al coordinamento del testo. Cioè, stiamo dicendo sostanzialmente che il consiglio di amministrazione resta in carica, ma con le funzioni previste dalla nuova legge, quindi non ha le funzioni amministrativve che sino a questo momento, ovviamente, ha avuto. Per quanto riguarda la durata i due emendamenti hanno uno la durata di 30 giorni e l'altro la durata di tre mesi. Salomonicamente metterei 45 giorni, perché un mese è troppo poco, e tre mesi sono tanti, quindi…

CAPPAI (U.D.C.). Guardi che si sbaglia!

LAI SILVIO (P.D.), relatore. E' nominata entro tre mesi, c'è scritto, oppure entro 30 giorni. Allora, siccome tre mesi mi sembra tanto, ma 30 giorni mi sembra poco, propongo di mettere 45 giorni, o 60 giorni, cioè un tempo intermedio che accontenti entrambi. Quindi la proposta è di 45 giorni, così diamo un dato preciso.

Invece sull'emendamento numero 15 il tema è questo qua: qui stiamo prevedendo una legge di indirizzo generale, chiederei, siccome il tema che viene proposto dal collega Cuccu è un problema serissimo, chiederei in qualche modo, sotto questo aspetto, non di inserirlo in questa legge, quanto di assumere un impegno a portarlo nella finanziaria regionale, perché si tratta di un tema che va, in qualche modo, preso in considerazione all'interno delle attività che vanno previste, e non è bene in qualche modo inserirlo in questo momento nella legge, perché si tratta di un finanziamento specifico, che è bene vedere all'interno di un quadro più generale. Quindi è un accoglimento di merito, chiedo però l'impegno della Giunta perché non voglia assumere un impegno che non posso mantenere, in quanto è una funzione dell'esecutivo.

PRESIDENTE. Va bene. Onorevole Cuccu, c'è un invito al ritiro dell'emendamento numero 15 e l'ipotesi del rinvio del tema alla finanziaria del 2009.

Ha domandato di parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.

CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Ma, io capisco le perplessità avanzate dall'onorevole Lai, visto che trattasi di una legge di carattere generale, e qui stiamo parlando di una questione particolare che interessa l'Istituto zooprofilattico. Io non avrei difficoltà a ritirarlo, penso che non sia necessario aspettare la finanziaria, probabilmente ci sono in questi giorni altre leggi, dove ci sono anche piccole misure di interventi. Voglio segnalare solamente che questo tipo di malattia è una malattia di recente segnalazione, che però sta colpendo tutti gli allevamenti caprini della Sardegna, ed è necessario avviare un programma sperimentale di eradicazione della malattia. E' necessario pertanto predisporre uno studio e valutarne poi la portata, per eventualmente dotare il Piano di eradicazione stesso di tutte le risorse, per un programma pluriennale. Quindi io, se il collega Agus che unitamente a me ha presentato l'emendamento, ritiro quest'emendamento, se nell'Aula c'è l'impegno poi a recepirlo nel primo, chiamiamolo così, treno che passa in quest'Aula.

PRESIDENTE. Grazie Onorevole Cuccu.

Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione.

DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Sì, il parere della Giunta è conforme a quello che è stato espresso dal relatore, naturalmente anche per quanto riguarda il nuovo consiglio di amministrazione, mi pare…

Non ho capito, onorevole Lai, se il nuovo consiglio di amministrazione è nominato entro 45 giorni?

LAI SILVIO (P.D.), relatore. Sì, dalla scadenza del mandato.

DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. …dalla scadenza del mandato. E' comunque, nella fase di proroga, il consiglio di amministrazione che è in carica assumere i compiti e le funzioni previste dalla legge. Sì, il parere è conforme.

Per quanto riguarda invece l'emendamento numero 15 la Giunta si sente di impegnarsi, avendo anche consultato gli uffici, che confermano che si tratta di una patologia estremamente importante, che sta determinando gravi danni, e quindi anche per le implicazioni sul piano anche e economico che essa determina. Quindi, l'impegno della Giunta ha è, appunto, a tenere in debita considerazione le indicazioni che erano contenute nell'emendamento numero 15, che viene ritirato.

PRESIDENTE. Va bene colleghi, allora proviamo intanto a votare l'articolo, perché gli emendamenti sono tutti aggiuntivi. L'emendamento numero 15 è stato ritirato dall'onorevole Cuccu, con l'impegno assunto dall'Aula e dall'assessore Dadea.

Metto ora in votazione l'articolo 22. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Gli emendamenti aggiuntivi numero 2 e 5, mi pare che possano essere, se viene accolta la formulazione dall'onorevole Capelli, che è primo presentatore, di definire in 45 giorni il tempo entro il quale deve essere nominato il nuovo C.d.A.

CAPELLI (U.D.C.). Va bene!

PRESIDENTE. L'emendamento numero 5 si intende a questo punto superato. L'emendamento numero 2 quindi è formulato in questo modo: "Il consiglio di amministrazione in carica nella data di entrata in vigore della presente legge resta in carica per tutta la durata del suo mandato, con le competenze previste dall'articolo 9. Il nuovo consiglio di amministrazione è nominato entro 45 giorni dalla scadenza del mandato del consiglio di amministrazione uscente. Va bene? Perfetto!

Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.

BIANCU (P.D.). Sì, grazie Presidente. Io credo che sia necessario, dopo l'introduzione, con le funzioni attribuite dalla presente legge, che chiaramente queste decorrano dalla nomina del direttore generale, perché altrimenti avremmo un periodo dove, praticamente, non esercita il direttore generale perché non c'è ancora, e non lo può esercitare il consiglio di amministrazione che non ha più quelle funzioni, che aveva, di gestione.

PRESIDENTE. Va bene. "Con le competenze previste dall'articolo 9, successive alla nomina del direttore generale". Va beh, comunque, insomma il concetto è questo, poi magari, quando coordiniamo in sede di coordinamento del testo, esprimiamo meglio e anche in buon italiano il concetto.

CAPELLI (U.D.C.). Va bene!

PRESIDENTE. Metto ora in votazione gli emendamenti congiunti, insomma, la sintesi degli emendamenti numero 2 e 5. Chi la approva alzi la mano.

(E' approvata)

Passiamo all'esame dell'articolo 23.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 23:

Art. 23
Norma finanziaria

1. Alle spese previste per l'attuazione della presente legge si fa fronte con le disponibilità recate dalla UPB S05.02.001 e relative:
- quanto ad euro 16.565.000, per ciascuno degli anni dal 2008 al 2011, con le risorse assegnate dallo Stato ai sensi dell'articolo 6 del decreto legislativo n. 270 del 1993;
- quanto ad euro 1.000.000 annui con gli stanziamenti disposti dall'articolo 32, comma 15 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (legge finanziaria 2007), così come rideterminati dall'articolo 3, comma 28, della legge regionale 5 marzo 2008, n. 3 (legge finanziaria 2008).)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 23, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 24.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 24:

Art. 24
Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione nel Bollettino ufficiale della Regione autonoma della Sardegna.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 24, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Articolo 3, lo avevamo sospeso, onorevole Lai. All'articolo 3 ci sono gli emendamenti numero 12, 11 e 7. Chiedo scusa, solo il "7" è rimasto, che era quello relativo agli UVAC. E' l'emendamento dell'onorevole Renato Lai.

Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Lai. Ne ha facoltà.

LAI SILVIO (P.D.). Per raccogliere la proposta dell'emendamento numero 7, in questo modo dopo "lo Stato": "compresa la collaborazione con gli Uffici ministeriali UVAC-PIF", si tratta semplicemente di un inciso, che è importante perché viene già fatto.

PRESIDENTE. Quindi: "compresa la collaborazione con gli Uffici ministeriali UVAC-PIF".

LAI SILVIO (P.D.). Vorrei raccogliere peraltro anche l'indicazione, con un emendamento orale, se l'Aula è d'accordo, del Professor Gessa, mettendo in qualche modo un inciso alla lettera p) del comma 3 che dice così: "al termine di sperimentazione scientifica in collaborazione con le Università della Sardegna".

DADEA, Assessore tecnicodegli affari generali, personale e riforma della Regione. Solo sul punto p)?

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Silvio Lai. Ne ha facoltà.

LAI SILVIO (P.D.). Il tema è questo qua, la collaborazione con le istituzioni universitarie è in qualche modo compresa all'interno del comma 2 dell'articolo 3 perché, quando parla del fatto che la Regione definisce le modalità di accordo con diversi soggetti, lì dentro ci sono anche le istituzioni. Ora, lì dentro nelle istituzioni ci sono anche le Università, però, quello che ha detto il Professor Gessa nello specifico su un aspetto che riguarda quelle sperimentazioni se vuole essere raccolto specificamente, così come è raccolto in altre lettere, può essere accolto specificamente, io non ho nulla in contrario, fermo restando che la Regione specifica comunque le modalità di raccordo.

Pertanto, siccome si tratta di un aspetto particolare, cioè l'utilizzo degli animali nella sperimentazione scientifica, penso che sia utile tuttavia raccoglierlo dentro un contesto e una cornice che è quella del comma 2 dell'articolo 3.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Renato Lai. Ne ha facoltà.

LAI RENATO (U.D.C.). Per dire che accolgo le modifiche così come sono state illustrate dal relatore.

PRESIDENTE. D'accordo colleghi, dobbiamo fare due cose: dobbiamo fare un emendamento orale alla lettera p) dell'articolo 3, dopo "sperimentazione scientifica" "in collaborazione con le Università della Sardegna". Votiamo questo inciso. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Invece, l'emendamento numero 7 diventa: "compresa la collaborazione con gli Uffici ministeriali UVAC-PIF", lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo ora alla votazione finale della legge.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del testo unificato numero 117-249/A.

(Segue la votazione)

Rispondono sì i consiglieri: Agus - Balia - Biancu - Bruno - Caligaris - Corda - Corrias - Cucca - Cuccu Giuseppe - Cugini - Davoli - Espa - Fadda - Floris Vincenzo - Frau - Gessa - Giorico - Lai Silvio - Lanzi - Licheri - Manca - Masia - Mattana - Meloni - Orrù - Pacifico - Pinna - Pirisi - Pisu - Porcu - Sabatini - Salis - Sanna Alberto - Sanna Simonetta - Scarpa - Serra - Uggias - Uras.

Si sono astenuti: il Presidente Spissu - Cappai - Lai Renato - Moro - Petrini - Rassu.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

presenti 44

votanti 38

astenuti 6

maggioranza 20

favorevoli 38

(Il Consiglio approva).

PRESIDENTE. La seduta è tolta, il Consiglio è convocato domani alle ore 10 per la prosecuzione dell'ordine del giorno.

La seduta è tolta alle ore 21 e 16.