Seduta n.77 del 27/07/2000 

LXXVII SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

GIOVEDI' 27 Luglio 2000

Presidenza del Presidente SERRENTI

indi

del Vicepresidente SPISSU

indi

del Vicepresidente CARLONI

indi

del Vicepresidente SPISSU

indi

del Presidente SERRENTI

INDICE

La seduta è aperta alle ore 10 e 08.

MANCA, Segretario: dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del 20 luglio 2000, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Nicolò Rassu e Nazareno Pacifico hanno chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 27 luglio 2000. Se non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Comunicazioni del Presidente

PRESIDENTE. Comunico di aver nominato quale componente della Giunta per il Regolamento il consigliere Felice Contu, in sostituzione del consigliere Salvatore Piana.

La seduta è sospesa. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 09, viene ripresa alle ore 10 e 44.)

Continuazione e fine della discussione generale del disegno di legge: " Modifiche ed integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio per gli anni 2000/2002 e disposizioni varie" (86/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge numero 86/A. Ricordo che siamo nell'ultima fase del dibattito, in cui intervengono i Capigruppo.

E' iscritto a parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Ma non deve parlare prima il Capogruppo del C.C.D.?

PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, sono iscritti a parlare nell'ordine i consiglieri Cogodi, Contu, Balia e Cossa. Quest'ordine è stato stabilito dagli Uffici tenendo conto della consistenza numerica dei Gruppi.

COGODI (R.C.). Gli altri Gruppi hanno più peso?

PRESIDENTE. I componenti sono ugualmente tre. L'onorevole Contu ha rinunciato a parlare.

Prego, onorevole Cogodi, svolga il suo intervento.

COGODI (R.C.). Basta saperlo. Visto che sono praticamente costretto a prendere la parola, riprendo quel filo di ragionamento che, fin da ieri, io e i miei colleghi di Gruppo abbiamo rappresentato al Consiglio, e principalmente alla maggioranza e alla Giunta.

Noi abbiamo sostenuto e, a questo punto del dibattito, ci pare di poter e dover confermare che questa manovra finanziaria, chiamata manovrina, che vorrebbe essere di assestamento, in realtà non assesta un bel niente, ma interferisce pesantemente nel sistema normativo e nell'organizzazione degli strumenti di intervento regionale nell'economia, nella socialità e nel lavoro, peggiorando e aggravando le situazioni esistenti invece di determinare nuove condizioni di positività.

Questa distorsione e questo danno derivano - l'ho detto io stesso ieri, ma il ragionamento è stato ripreso dagli altri componenti del Gruppo di Rifondazione Comunista, Velio Ortu e Walter Vassallo, e da diversi esponenti dell'opposizione - anche dal mancato rispetto dell'articolo 2 della legge finanziaria, una norma programmatica di grande valore non solo giuridico e istituzionale, ma anche politico, perché nasce da un ampio accordo intercorso tra maggioranza e opposizione, quando si è trattato, nello scorso mese di marzo, di disincagliare dalle secche in cui si erano arenati i progetti di legge di bilancio e finanziaria.

E' vero che la riconoscenza non è di questo mondo, meno che mai è di questo mondo politico e meno che mai ancora è di questa Giunta e di questa maggioranza, ma poiché quell'accordo, tradotto in una norma giuridica, rivestiva un grande significato anche dal punto di vista dell'affidabilità e della serietà, andava salvaguardato, perché al di fuori del rispetto dei patti è chiaro ed evidente che sarà sempre più difficile giungere a anche la interlocuzione e anche una sintesi unitaria delle diverse posizioni politiche rappresentate in quest'Aula.

Mi chiedo, per esempio, che valore e quale tasso di credibilità reciproca avrebbe l'ipotesi di raggiungere oggi, come già si è tentato di fare, un accordo politico per portare a buona definizione anche questa manovra o manovrina di assestamento, se non si sgombera il campo da una pratica politica disinvolta e trasformista, per cui gli accordi valgono solo in quanto servono a sbloccare situazioni complesse e non perché sono accompagnati da un tasso sufficiente di serietà e di convincimento per realizzare gli obiettivi comuni che si è riusciti a porsi. Per cui tutto questo provvedimento dovrà essere ricondotto sui binari dell'articolo 2 della finanziaria, e meglio dovranno essere definiti gli obiettivi, le finalità e gli strumenti attraverso i quali questi stessi obiettivi e finalità possono essere raggiunti, nel rispetto di quella previsione programmatica, che è legge della Regione, che il Consiglio nella sua interezza, e non l'opposizione, già si è dato.

Ho voluto riprendere innanzitutto questo concetto, perché anche le disposizioni, diciamo così, parziali, o tematiche o settoriali, contenute nel testo in esame, e che noi critichiamo, e anche le proposte, diverse e alternative talora, che noi avanziamo e rispetto alle quali, nell'accenno che c'è stato di confronto politico in aula, la maggioranza ha manifestato una disponibilità, che deriva dal riconoscimento della forza di alcune ragioni che abbiamo rappresentato, non saranno foriere di migliori risultati se non si opererà una correzione di rotta, se non si accetterà l'idea che a questo provvedimento bisogna dare una diversa direzione di marcia, una diversa filosofia. Tuttavia, a conferma di questo nostro giudizio e anche come utilità possibile per un'eventuale e anche auspicabile fase di nuovo accordo di convergenza (parlo di vera convergenza sarda, che potrebbe realizzarsi in questa che è l'Assemblea legislativa del popolo sardo, e non di quelle convergenze che divergono sempre da tutto quello che è ragionevole), noi riteniamo che rappresentare partitamente alcune delle maggiori incongruenze sia utile perché questa correzione di rotta possa essere operata con decisione, ma soprattutto con convincimento.

Farò riferimento solo a due o tre questioni, nel limite di tempo che ci è dato. L'intervento finanziario sulla legge 28/84 è tale che addirittura aveva inizialmente connotato questo disegno di legge come una modifica di quella stessa legge, cioè gli aveva quasi tolto il carattere di provvedimento finanziario di assestamento del bilancio, tanto è prevalente su tutto - lo è ancora, ma all'inizio lo era ancora di più - l'intervento che si vuole operare sulla legge 28.

Allora, noi ribadiamo chiaro e forte, e rimarrà certificato negli atti, ma se c'è anche una bomboletta spray lo scriviamo anche sui muri di questo Consiglio, che abbiamo lavorato nel tempo affinché questa Regione avesse una legge di sostegno dell'imprenditoria giovanile, appunto la legge numero 28 del 1984. E' scritto nella vicenda politica di questa Regione che la legge 28 non è stata né pensata, né voluta e nemmeno mai molto condivisa dalla parte destra della politica sarda; al contrario è stata da essa sempre ostacolata. La legge 28 ha un'ispirazione sociale, è di sinistra; lo era quando è stata pensata e approvata e anche quando si è tentato, nel corso degli anni, di migliorarne la strumentazione e di incrementarne la dotazione finanziaria. Però, non tutti erano favorevoli a questa legge, proprio perché era finalizzata a dare sostegno ai giovani che volessero diventare imprenditori nella nostra regione; giovani capaci, dotati di una bella idea imprenditoriale, ma nello stesso tempo privi di disponibilità finanziarie. La Regione, con questa legge, sovveniva proprio su questo punto. Perché un giovane non può diventare imprenditore in questa regione se non è figlio di imprenditore? Perché non possono diventare imprenditori, in questa regione, i giovani che costituiscono una società giovanile o una cooperativa e gli altri soggetti sociali individuati dalla legge 28? Per esempio le donne, che, al di là dell'età, venivano equiparate ai giovani imprenditori, non per un principio di pari opportunità, ma per superare il divario oggettivo esistente tra la condizione femminile e maschile al momento di intraprendere, eventualmente e possibilmente, un'attività economica.

Associati ai giovani, capaci ma senza danari, oltre alle donne vi erano gli emigrati di ritorno, ovviamente quelli che non tornano con le valigie piene di soldi, ma che disperati se n'erano andati dalla Sardegna e disperati sono ritornati o ritorneranno. Emigrati di ritorno di questo tipo, intendo, cioè emigrati due volte, prima dalla Sardegna verso il resto del mondo e poi da quel mondo verso la Sardegna. E così erano equiparate ai giovani altre categorie deboli nel cosiddetto mercato del lavoro, come i soggetti marginali e i portatori di handicap.

La legge 28 aveva un'ispirazione sociale nobile e alta e solo per questo, per molti anni, non si è riusciti a farla funzionare bene, perché quando una legge è buona è difficile farla funzionare. Quello che invece accade (può essere usata come paradigma di carattere generale la vicenda della legge 28) è che chi non può contrastare una buona legge, si adopera in tutti i modi per svuotarla di significato dall'interno, per ritardarne l'applicazione, in modo che si possa dire che non funziona perché non la si fa funzionare, per distorcerne le finalità, per dire che non era poi tutto oro quello che luccicava. Quindi una parte del mondo politico si comporta un po' come fa il bruco quando, attraverso il buchetto da lui stesso scavato, si introduce nel frutto e se lo mangia tutto dall'interno. Quel frutto sembra ancora bello e sano e invece è ridotto alla sua buccia.

Molte leggi della Regione, soprattutto in materia di lavoro e di socialità, hanno attraversato questa vicenda, e la legge 28 ne è l'esempio preclaro: a seguito delle continue modifiche questa legge non ha più avuto come unici destinatari i giovani, le donne gli emigrati di ritorno e i soggetti deboli nel mercato del lavoro, con buone idee senza denari, ma è stata estesa a tutti. Quindi, da alcuni anni, chiunque può fare domanda ai sensi della legge 28 e ottenere i finanziamenti. La superincentivazione, però, era motivata solo dal fatto che la legge era finalizzata al superamento di divari oggettivi, di altre difficoltà rispetto a quelle ordinarie del mercato del lavoro e dell'economia. Se però tutti possono presentare domande e avere denari, che senso ha più una superincentivazione? Quando si costruiscono le megadiscoteche non in una zona dove non c'è nessuna attività di svago, ma nel cuore della città, e chi le costruisce non sono i giovani, bensì i figli di papà, i figli dei ricchi, ricchi pur essi e soci dei padri, come si può ritenere che, in nome della legge 28 e dell'imprenditorialità giovanile, quei figli di babbo ricco possono prendere i miliardi alla Regione e sostenere che ne hanno diritto perché hanno presentato una domanda? L'Unione Europea, alla quale con entusiasmo dite tutti di aderire, ha rilevato questi mutamenti e ha notificato alla Regione l'illiceità e l'illegittimità di questo sistema, perché una volta che viene meno il differenziale...

(Interruzione del consigliere Biggio)

COGODI (R.C.). Certo, non per l'amico tuo discotecario! Però, non è solo l'amico tuo discotecario che ha potuto prendere i miliardi della 28. I miliardi della 28 li hanno presi anche gli altri amici tuoi, industriali avventurieri, venuti in Sardegna da ogni parte, i quali, invece di fare domanda solo all'Assessorato dell'industria per entrare in una graduatoria di intrapresa industriale, visto che c'era la legge 28 per tutti hanno fatto domanda anche per ottenere finanziamenti in base a questa legge. E magari non sono entrati nell'altra graduatoria - che prima un altro Assessore predisponeva, e che oggi rientra nelle competenze dell'assessore Pirastu - relativa al sostegno delle attività industriali ritenute utili. Ma non entrano nella graduatoria in base a un criterio di sola graduazione nel tempo; se sono amici di un funzionario di banca, di un funzionario di Assessorato che istruisce le pratiche relative alla 28, possono benissimo non entrare nella graduatoria della legge 15 e avere il finanziamento ai sensi della legge 28, ottenendo persino danari in più e agevolazioni maggiori.

E così si creano industrie che stanno fuori della concorrenza, e voi ci ammannite, fino ad ossessionarci talvolta, la storia della concorrenza e del libero mercato! Queste cose voi, libertini dell'economia, non liberali, ci ammannite e ci propinate, a partire dall'Assessore della "sprogrammazione", il quale in questa materia è munitissimo! Concorrenza, libero mercato, però l'Unione Europea vi ha detto che questa legge è fuori dei criteri della concorrenza e del libero mercato. Perché? Non lo era prima, perché interveniva in ambiti e in settori in cui le differenziazioni esistenti erano tali da giustificare una superincentivazione. Oggi non più. Oggi voi, per questa legge state prevedendo una massa di danaro che noi, già ieri, abbiamo definito una scorpacciata che diventerà indigesta, perché adesso sì che vi è cara la legge 28, adesso che non protegge più i soggetti deboli, ma che invece può essere piegata agli interessi dei soggetti forti dell'economia. Adesso la legge 28 va bene, arrivate a dire che tutte le pratiche presentate sulla 28 avranno un'istruttoria tecnica positiva e che tutti matureranno il diritto ad avere la superincentivazione per la loro iniziativa.

Tutto ciò è una follia sul piano logico, ma anche sul piano politico e giuridico. E' una follia, ecco perché dite che il fabbisogno pregresso della 28 è di 990 miliardi. Quelle sono le domande che sono state presentate alla Regione, ma in quale campo e ambito della Regione succede che, fatta una legge che ha una certa dotazione finanziaria, chiunque presenta domanda matura il diritto ad avere il relativo finanziamento, peraltro in questo caso superagevolato?

E le istruttorie delle pratiche inerenti alla legge 28 chi le fa? Le fanno funzionari di banca e funzionari degli Assessorati, non il direttore della banca o l'Assessore e il suo staff. E che cosa succede se si segue solo il criterio cronologico? Succede che un progetto presentato da un gruppo di giovani magari è un ottimo progetto, però non avrà l'assistenza di quell'altra categoria che a latere della 28 si è creata, di quella lobby della progettazione, che conosce tutti i trucchi e tutti gli inganni, attraverso cui si può passare, attraverso cui il bruco può mangiare il frutto dall'interno. Può succedere, per esempio, che un parametro non corrisponda ai requisiti tecnici richiesti e la domanda di quel gruppo di giovani sia respinta, senza dar loro la possibilità di correggere l'errore. Poi arriva la lobby della progettazione, che conosce i misteri della 28, l'idea di quel progetto viene ripresa, viene corretto il parametro e il progetto riceve l'approvazione del funzionario di banca. Chi controlla queste cose? Dov'è la graduazione? Dov'è la comparazione? Dov'è la selezione dei progetti migliori? Dov'è l'intervento, non solo nel campo della socialità, ma anche nel campo sano dell'economia? Perché oggi voi ritenete che sia da superincentivare la 28 e non sia invece da ricondurre, come dice e obbliga l'Unione Europea, visto che l'avete voluta così connotare, in favore di tutti, ai parametri della concorrenza ammissibile? Perché, dite voi, volete operare una sorta di sanatoria del pregresso, un ponte che non si sa dove poggia in partenza e dove voglia poggiare all'arrivo, perché siano finanziate tutte le domande e le pratiche di un passato che si è così connotato.

Noi abbiamo avanzato una proposta, visto che siamo ancora favorevoli alla legge 28, perché, seppure divenuta quasi onnicomprensiva, ha ancora una sua finalità e dovrà essere riconsiderata insieme a tutti gli altri strumenti delle politiche attive del lavoro, cioè insieme alla legge 33/88 istitutiva dell'Agenzia del lavoro, che ha avuto all'incirca lo stesso andamento e lo stesso fine, e a parti significative dell'ultima legge per il lavoro, la legge numero 37 del 1998, di cui avete bloccato, l'anno scorso, l'articolo 19, perché i Comuni non avevano fatto le cose per tempo e bene. Avete voluto istituire strumenti, perché i Comuni facessero meglio le cose, ma quegli strumenti sono rimasti lettera morta. E i Comuni l'anno scorso hanno fatto poco, quest'anno hanno fatto niente, perché voi li avete pure bloccati con l'annuncio di uno strumento che sarebbe dovuto essere di servizio e invece ha causato il blocco totale della loro attività.

Il riferimento l'abbiamo fatto a una sola, anche se prevalente, disposizione di questo provvedimento di assestamento, però la vicenda della legge 28 deve portarci a questa riflessione di carattere generale per migliorare tutta la normativa in materia di politiche attive del lavoro, per confermare le finalità, quelle vere e utili, della 28 e liberare un po' di queste risorse che voi avete, in modo troppo generoso, direi anche disinvolto, attribuito al pregresso. E di quel pregresso dobbiamo valutare i criteri di priorità dei progetti prima presentati, e in funzione della migliore qualità di alcuni di essi trattare con la Commissione Europea una transizione morbida che sblocchi la difficile situazione che si è creata. In questo modo si raggiunge l'obiettivo di non bloccare le risorse, di rispondere solo a esigenze giuste e anche di avere oggi un po' più di risorse disponibili per sopperire ad altre esigenze pressanti che noi vi abbiamo rappresentato e che la maggioranza ha ritenuto meritevoli di essere prese in considerazione. Tutto ciò al fine di migliorare questo provvedimento e di addivenire, in tempi rapidi, alla sua definitiva approvazione.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Ritengo che il testo normativo che stiamo esaminando vada considerato per quello che è, cioè non una manovra finanziaria ma, come dice l'Assessore nella relazione, una prima immediata risposta alle più urgenti necessità di adeguamento della legge finanziaria 2000 e del bilancio triennale, per cui io mi asterrò dal considerarlo, come sembra considerarlo la minoranza, un progetto di legge che possa dare risposte a tutti i problemi emergenti nella nostra regione.

Ci sono alcuni aspetti che noi riteniamo particolarmente qualificanti e che lo stesso relatore di minoranza, l'onorevole Balia, ha evidenziato nella sua relazione. L'intervento più consistente è quello riguardante la legge numero 28, che, per una serie di vicende, proprio nel momento in cui stava entrando a regime, si è trovata sotto la mannaia dell'Unione Europea; situazione questa che, anche a causa della mancanza di disponibilità finanziaria, ha determinato il fermo di numerosi progetti che invece adesso, almeno in parte, potranno essere finanziati. Quindi noi riteniamo qualificante e anche coraggiosa la scelta fatta dalla Giunta per quanto riguarda la legge numero 28, e francamente le considerazioni che ha appena svolto, anzi, che ha appena reiterato l'onorevole Cogodi ci lasciano perplessi, perché a noi non sembra verosimile che si possa intervenire a posteriori su quelli che sono i risultati fino ad oggi conseguiti con l'applicazione di questa legge, perché anche se in parte sono quelli di cui ha parlato l'onorevole Cogodi, certamente essi non sono dovuti a volontà politiche, come invece si è espressamente sostenuto.

Sono particolarmente significativi anche gli interventi in materia di turismo, commercio e artigianato.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

(Segue COSSA) Per quanto riguarda il turismo si prevedono 60 miliardi a valere sulla legge regionale numero 9 del 1998, concernente incentivi per la riqualificazione e l'adeguamento delle strutture alberghiere, di cui sono in corso di emanazione anche le direttive e i criteri di attuazione che renderanno finalmente applicabile la legge che, come i colleghi sanno, era ferma e che rappresenta una boccata d'ossigeno importante per l'imprenditoria turistica.

Per quanto riguarda l'artigianato si prevedono finanziamenti a favore dei consorzi fidi e 70 miliardi per gli interventi previsti dall'articolo 10 bis della legge regionale numero 51/93, concernente provvidenze a favore dell'artigianato sardo. Ritengo, lo dico ai colleghi della minoranza che hanno posto con forza questo problema, che questa sia sicuramente una risposta importante. Anche per quanto riguarda l'articolo 10 bis sono già stati emanati i criteri e le direttive di attuazione e cominciano a pervenire le domande alle banche. E' stato evitato il bando, e ciò garantisce una grande snellezza nell'erogazione di questi fondi; sappiamo che il problema più grosso è costituito proprio dagli appesantimenti burocratici, che spesso fermano risorse anche importanti che sarebbero in grado di produrre in maniera immediata economia e posti di lavoro.

Per quanto riguarda il commercio si dà una risposta alla questione dei consorzi fidi, e un primo intervento viene effettuato ai sensi della legge regionale numero 35/91 (un'altra legge non ancora notificata all'Unione Europea), che prevede contributi in conto interessi. Con questo assestamento si potrà cominciare a sistemare il pregresso.

Si dà una risposta anche per quanto riguarda l'imprenditoria femminile, nessuno ne ha parlato, ma lo stanziamento di oltre un miliardo che è stato previsto consentirà di attivare le risorse nazionali, per cui si arriverà a un finanziamento complessivo di circa 14 miliardi, e la Regione sarà soggetto gestore di questi fondi.

Sicuramente questo assestamento non poteva dare una risposta a tutto, ma si tratta di un primo intervento. Di questi e altri argomenti in ogni caso torneremo a discutere in autunno, ma tra tutte le questioni che sono state affrontate, che probabilmente non potranno trovare una risposta in questa sede, sicuramente ce ne sono alcune che meritano di essere evidenziate e che la Giunta si è impegnata ad affrontare. Una è sicuramente quella relativa ai lavori socialmente utili, posta dai colleghi della minoranza. Si tratta di un problema aperto, un problema spinoso per i Comuni, che cinque anni fa si sono fatti carico di numerosi lavoratori, e che rischia di diventare permanente. Cioè una misura nata per essere temporanea rischia di perpetuarsi semplicemente perché non si riesce ad attivare quanto ipotizzato dalla legge per consentire a questi lavoratori di essere collocati nel mercato del lavoro. Questo problema dovrà comunque essere affrontato ed è necessario che anche l'amministrazione regionale si ponga nell'ottica di collaborare con i Comuni per aiutarli a risolvere questo problema in modo definitivo, attraverso la costituzione di società miste o l'utilizzazione di altri strumenti che consentano di costituire soggetti economici in grado di reggersi economicamente sulle proprie gambe.

Un altro problema importante che affronteremo in questa sessione di lavori riguarda l'agricoltura. Noi riteniamo che questo problema debba essere affrontato nel suo duplice aspetto, quello dell'emergenza, ma anche quello strutturale, per cui, signor Presidente del Consiglio, chiedo che venga inserita nella programmazione bimestrale dei lavori, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, la proposta di legge numero 66 presentata dal mio Gruppo, concernente la riforma della disciplina regionale della difesa del suolo e gestione delle risorse idriche, proprio perché riteniamo che il problema vada affrontato non soltanto sotto l'aspetto dell'emergenza idrica, che pure in questo momento assume una valenza assolutamente prioritaria, ma anche della gestione della risorsa acqua in tutti i suoi aspetti.

CUGINI (D.S.). Ha chiesto i termini?

PRESIDENTE. Onorevole Cossa, l'inserimento di un progetto di legge nella programmazione bimestrale va chiesto al termine della seduta e, come lei sa, bisogna procedere a una votazione in Assemblea.

COSSA (Patto Segni - Rif. Sardi). D'accordo.

CUGINI (D.S.). In maggioranza non avete neanche la forza di discutere questa proposta?

PRESIDENTE. Le ricordo che l'articolo 100 da lei richiamato prevede che, trascorsi sessanta giorni dalla presentazione di un progetto di legge, la Giunta regionale, un Presidente di Gruppo, cinque consiglieri o il proponente, possano chiedere che l'argomento venga inserito nella programmazione bimestrale dei lavori.

CUGINI (D.S.) E' una sconfitta.

COSSA (Patto Segni-Rif.Sardi). La legge è stata presentata il 6 aprile 2000.

PRESIDENTE. Sono trascorsi i sessanta giorni prescritti, per cui la procedura è quella che le ricordavo prima. Grazie, onorevole Cossa.

E' iscritto a parlare il consigliere Giacomo Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, credo che sia inusuale, per un argomento di tale importanza, che l'Aula continui da giorni, da quando è iniziato il dibattito, a restare semivuota. Questo è un sintomo di disattenzione e di disaffezione, dovuto soprattutto a una scontentezza reale e alla mancanza di credibilità vera di una maggioranza che, in assenza di un progetto politico-programmatico, non essendo essa propositiva, costringe i colleghi a stare distanti dall'Aula nel disinteresse più assoluto, dando per scontato che intanto tutto ciò che avverrà non si potrà considerare neanche ordinaria amministrazione.

Dico che è la prima volta perché in occasione dell'assestamento del bilancio e dell'approvazione della finanziaria l'Aula ha sempre vissuto momenti di grande attenzione. In questo caso credo che l'attenzione arriverà soltanto ed esclusivamente quando si esamineranno gli emendamenti, quegli emendamenti targati, ad personam, che ognuno di noi che fa politica si sente anche quasi costretto a portare all'attenzione dell'Aula, in assenza, ripeto, di una programmazione reale e con una Giunta che va assumendo sempre più la caratteristica di "Giunta delle calamità", perché le uniche cose che state inseguendo da quando vi siete insediati sono le alluvioni, la siccità e quant'altro. Siete riusciti a battere anche il record della dispersione scolastica: la Sardegna è al primo posto, insieme alla Sicilia, e noi sardi siamo all'attenzione di tutta l'Italia. Ma non ci arrenderemo, riusciremo, con il vostro contributo, ad essere i primi anche su questo tema! E' il modo di proporsi, è il modo di rivolgersi alla realtà esterna che è sbagliato, e invece di attirare attenzione, in quanto da tempo determinate risposte attendono soluzioni, noi continuiamo a mandare messaggi negativi, a utilizzare un sistema assistenziale superato, pur sapendo che in un mercato come quello attuale l'assistenzialismo è il veleno di qualsiasi economia.

Nell'improvvisazione programmatica anche questa volta non vi siete smentiti, per il semplice motivo che è approdato in Commissione un documento che non era un assestamento di bilancio, ma era un qualcosa dovuto all'emergenza di "raddrizzare" la finanziaria 2000 con alcuni accorgimenti. Questi accorgimenti sono arrivati in un tempo piuttosto breve, a dimostrazione che anche la finanziaria 2000 non ha portato chiarezza, ma ha portato improvvisazione, ed è stata approvata in termini accettabili perché avete preferito arrivare a una contrattazione con l'opposizione per dare credibilità alla legge stessa. Noi a quella contrattazione non abbiamo preso parte, perché riteniamo che ognuno debba rivestire il proprio ruolo all'interno di quest'Aula, e che abbia livelli di responsabilità di cui deve rendere conto. Anche in questa circostanza, con questo pseudoassestamento, sono sicuro che arriverete a una ennesima contrattazione, per mascherare tutto ciò che sino adesso non siete riusciti a fare. Il problema è che siamo di fronte a un assestamento che non è tale, che viene presentato nell'emergenza e poi modificato attraverso un numero elevato di emendamenti: la Giunta, dopo alcuni giorni, è riuscita a presentare all'incirca quarantacinque emendamenti ai dieci articoli di cui si compone il disegno di legge, stravolgendone così l'impostazione iniziale e dandogli un significato diverso, alla ricerca di una rotta differente in una realtà che, comunque, non può perdonare chi improvvisa, chi cerca di mascherare, chi non ha la capacità di dare prospettiva allo sviluppo, all'economia, e quindi soprattutto a questa stessa realtà.

Questi emendamenti, ripeto, hanno sconvolto in modo complessivo questo documento che, ancora oggi, qualcuno vuol fare apparire come un documento momentaneo, perché a settembre ci sarà il vero assestamento. A settembre sono sicuro che di assestamento non ce ne sarà alcuno. Bene farebbe questa Giunta, dopo aver presentato il suo DPEF, a darsi da fare per presentare entro i termini previsti dalla legge la nuova finanziaria, per evitare di arrivare, per l'ennesima volta, all'esercizio provvisorio, che forse interessa più a chi è abituato a improvvisare rispetto a chi è abituato a fare una programmazione seria.

L'assestamento è solo questo, perché il tempo materiale ci dice che sarà solo questo. E' impensabile che qualcuno possa ancora oggi affermare che a settembre si dovrà necessariamente parlare ancora di assestamento. E' la realtà dei tempi con i quali lavoriamo che mi fa sostenere questo con certezza. Non voglio essere presuntuoso, ma è una storia che si ripete in quest'Aula, e forse negli ultimi anni solo una volta si è avuta certezza che la finanziaria sarebbe stata approvata entro l'anno ed entro i tempi che si dovrebbero normalmente utilizzare. Alla luce dell'esperienza già vissuta nell'affrontare la discussione della prima finanziaria, anche cercando di dare le giustificazioni più plausibili, ritengo che o la stessa vicenda si ripeterà o saremo alle solite. Alle solite perché nell'improvvisazione mi sono reso conto che questa non può essere la prima risposta all'esigenza di adeguamento di una finanziaria incompleta, che era stata presentata sbandierando i tagli alla spesa, tanto che, è stato già detto, ma repetita iuvant, è mancata una seria concertazione con le forze sociali, si è disatteso l'articolo 2 della finanziaria stessa e le altre indicazioni in essa contenute. Però, alla fine il Presidente del Consiglio, ritenendo doveroso dare una giusta interpretazione, in base all'articolo 35 del Regolamento, ha precisato la natura giuridica del documento in esame. Si rileva, in questo documento, che solo parzialmente sono state recepite le osservazioni delle associazioni di categoria. Certo, avete previsto stanziamenti a favore dei consorzi di garanzia fidi, per l'imprenditoria giovanile in agricoltura (11 miliardi), nonché per la cooperazione sociale giovanile del settore archeologico. Non vi è niente per quanto riguarda gli ex progetti speciali e gli incentivi alle imprese, tranne che per il commercio, e a questo mi voglio riferire perché esistono specifiche leggi di settore. Al riguardo si pone un problema di carattere politico, e soprattutto di lealtà verso la nostra imprenditoria. Lo dicevo ieri all'assessore Frongia, il quale conosce l'argomento, ma non lo si può lasciare da solo a combattere la non buona fede degli istituti di credito, che fanno l'istruttoria delle pratiche pur sapendo di non avere risorse a valere su quelle leggi di settore. Gli istituti di credito attivano le procedure - con i commercianti in questo caso - di finanziamento con le cosiddette agevolazioni, fanno pagare le prime due rate del prestito a tasso agevolato, e successivamente, a partire dalla terza rata, richiamando la mancanza di risorse per colpa - dicono loro - della Regione, mettono in mora, e quindi in difficoltà economiche, gli stessi commercianti. Questo è un modo di agire da parte degli istituti di credito che nessuno di noi può giustificare; è un modo di concedere prestiti che non si differenzia da quello effettuato attraverso forme che la stessa legge combatte, cioè al di fuori delle regole stabilite. Ma non si può giustificare che agisca così un istituto di credito che dovrebbe essere serio, sia nei rapporti con la Regione, sia con l'imprenditoria che proprio a seguito dell'istruttoria delle banche dovrebbe poter usufruire delle diverse agevolazioni previste in legge.

I fallimenti non si fermano, ne viene data notizia sulla stampa, la mortalità d'impresa non diminuisce e se si dovesse fare un'attenta verifica, attraverso un monitoraggio, ci si renderebbe conto che in molti casi la responsabilità di questa mortalità d'impresa appartiene esclusivamente alle banche. Vendere denaro come usurai autorizzati credo che non sia l'obiettivo di un istituto di credito, che dovrebbe avere ben altre idee in materia di sviluppo e di economia. Ma credo che una Giunta che si rispetti e che abbia veramente autorevolezza non possa accettare che lo sviluppo e l'economia vengano sacrificati ai guadagni della banca e non possa subire passivamente e silenziosamente questo scenario a dir poco vergognoso per i risultati che sta facendo ottenere.

Mi voglio soffermare in particolare su due aspetti. Per quanto riguarda il primo, i tagli alla spesa, dovrei dare ragione al collega Cogodi. Nella predisposizione della finanziaria 2000 avete voluto a tutti i costi dimostrare la vostra capacità di ridurre la spesa, e tanto l'avete fatto bene che avete ridotto la spesa anche in quei settori dove era impossibile ridurla. Mi riferisco al settore dei lavori pubblici, alle spese per opere già avviate, per le quali era già prevista la necessaria dotazione finanziaria. Tanto avete risparmiato che avete ridotto queste risorse, poi vi siete resi conto di aver sbagliato e in questo pseudoassestamento avete riposizionato le somme per consentire che quelle opere possano essere portate a compimento. Se questo è un modo di fare programmazione in un sistema come il nostro, in una realtà come quella che noi viviamo, credo che la Sardegna dovrà attendersi anni difficili e bui, e che la prospettiva di uno sviluppo economico reale sia piuttosto lontana, fuori dell'Italia, certamente non paragonabile alla realtà europea.

E di realtà europea voglio parlare, riferendomi alla legge numero 28/84; intanto preannuncio sin da adesso che sullo specifico articolo riguardante questo argomento chiederò la votazione per appello nominale, per il semplice motivo che, avendo a che fare con l'Unione europea, ed avendo trascurato negli anni il rapporto con questo organo e anche le regole comunitarie che comunque vigono anche per la Sardegna, ritengo che la votazione per appello nominale induca ognuno di noi a valutare con maggiore attenzione e puntualità questo argomento. C'è una censura da parte dell'Unione Europea, e voi della legge 28 - sulla quale condivido, in parte, le considerazioni svolte dal collega Cogodi - avete già stravolto l'impostazione iniziale, cioè la data in cui intendevate fermarvi. Quindi il collega Piana ieri sbagliava nel far riferimento al 31 dicembre 1999; forse non aveva ricevuto la giusta informazione o gli era sfuggito che avete spostato la data al 30 giugno 2000, aggiungendo altri sei mesi perché le istruttorie potessero andare avanti, per mettere altre cose nel calderone, all'insegna della solita improvvisazione, e consentire l'ulteriore incremento di risorse che ancor oggi non sarebbero sufficienti.

Ma non è a proposito delle risorse che mi scandalizzo; io mi scandalizzo nel pensare che una legge nata sedici anni fa, in un momento particolare della vita politica, economica e sociale di quest'Isola, non possa e non debba subire modifiche, migliorie in funzione di una realtà esterna a questo palazzo che è comunque cambiata: è cambiata la società, è cambiato il sistema economico, sono cambiati anche i linguaggi, se ci può interessare. Noi, invece, continuiamo a operare con un sistema vecchio, i cui effetti vanno bene per i PIA. I Programmi integrati d'area, cioè, possono essere, anzi, devono essere necessariamente assoggettati a una corretta valutazione degli effetti, a un giusto monitoraggio, e io questo lo condivido; ma quando si fa lo stesso discorso, si chiede altrettanta puntuale verifica su un contenitore come la legge 28, una corretta valutazione degli effetti non interessa a nessuno, e quindi si continua ad attuare interventi a pioggia, forse neanche aiutando tutte quelle iniziative che verranno finanziate, perché se si dovesse fare una verifica attenta ci si renderebbe conto che di sovrapposizioni di iniziative identiche magari ce ne sono diverse e, in un mercato che può accoglierne solo una, noi magari riusciremo anche a finanziarne tre o quattro. Il sistema di finanziamento lo conoscete tutti, l'ha spiegato, in modo preciso e puntuale, l'onorevole Cogodi. Quello è il sistema in atto, quello è il sistema che in tutti questi anni abbiamo portato avanti; un sistema che va comunque rivisto, modificato e migliorato; un sistema che diversamente non potrebbe, pur aggiungendo un'enormità di risorse, dare un minimo di ricadute.

Migliorare la qualità della spesa doveva essere un vostro obiettivo, ma non avete migliorato niente sotto questo aspetto. Io non voglio sparare nel mucchio, né all'interno della maggioranza né all'interno della Giunta, perché riconosco onestà a diversi Assessori, quell'onestà politica e intellettuale che è doverosa in ognuno di voi e in ognuno di noi, però ci sono momenti in cui questo riferimento viene meno ed è un riferimento che io - mi dispiace che non ci sia il Presidente della Giunta - intendo rimarcare. E' il timoniere che conduce la nave per la giusta rotta, per il giusto obiettivo, attraverso un percorso che va stabilito prima, che va concordato quando si tratta di stare insieme secondo un concetto di coalizione, quel concetto di coalizione che purtroppo in voi è venuto meno sin dall'inizio.

Termino dicendo che questa maggioranza è nata sotto il "ricatto numerico" (tra virgolette, perché non vorrei che qualcuno si offendesse), e sotto il ricatto numerico state andando avanti nell'improvvisazione. Il risultato finale è davanti agli occhi di tutti.

PRESIDENTE. L'onorevole Amadu ha rinunciato a svolgere il proprio intervento. E' iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.D.S.). Già ieri, in occasione delle relazioni di minoranza, abbiamo avuto l'opportunità di esprimere un giudizio sostanzialmente negativo sulla manovra di assestamento.

Non è che noi ci attendessimo una finanziaria dagli effetti speciali. Niente di tutto questo, ma attendevamo, così come peraltro risultava dagli impegni assunti, una finanziaria se non altro rispettosa degli impegni assunti. In aula, poi, vi è stata naturalmente divergenza tra i giudizi e le valutazioni espressi dai colleghi dell'opposizione e quelli espressi della maggioranza, però c'è una stranezza, mi si consenta di rimarcarla. C'è la stranezza che alcune Commissioni hanno espresso parere decisamente contrario sul merito della manovra finanziaria, in qualche caso persino all'unanimità, accomunando in questo giudizio totalmente negativo sia i componentidi maggioranza, sia quelli di minoranza. Evidentemente, una volta che si sposta il dibattito dalle Commissioni verso l'Aula qualcosa non funziona visto che qui si recita nuovamente a soggetto. Ma la dice lunga la dichiarazione resa ieri dal Presidente del Consiglio, l'onorevole Serrenti, che dovrebbe essere uomo super partes, pur essendo lui di parte, il quale ha affermato di non aver provveduto inizialmente a inviare la legge finanziaria alle Commissioni di merito perché non aveva capito bene di che cosa si trattasse. Figuriamoci, già dalla formulazione originaria della legge finanziaria non si comprendeva o quanto meno il Presidente del Consiglio non comprendeva esattamente di che cosa si trattasse!

Il dibattito si sta svolgendo in un'aula semivuota, con una disattenzione che in occasione di dibattiti di questo tipo mai vi è stata in precedenza, con un vuoto quasi totale sui banchi della Giunta. Anzi, signor Presidente, d'ora innanzi diventerà ricorrente l'invito agli Assessori ad essere presenti ai lavori dell'Aula e a rinunciarvi solo qualora abbiano indilazionabili e importanti impegni di natura istituzionale, ma non certamente in occasioni come questa. Non c'è attenzione, non c'è la necessaria tensione, ma ci sono invece disattenzione e disagio, quasi che tutto venga necessariamente dato per scontato. Voglio ripercorrere rapidamente il motivo fondamentale del dissenso, che è costituito dal mancato rispetto di quell'accordo raggiunto tra parti nella formulazione dell'articolo 2 e che è nella sostanza, nella sua quasi totalità, disatteso, sia per quanto riguarda la ricerca di nuove fonti e di nuove risorse finanziarie, sia anche per quanto riguarda i canali, la direzione e la programmazione della stessa.

Io continuo a non comprendere perché lo stesso assessore Pittalis abbia dichiarato e dichiari a più riprese che l'assestamento che verrà presentato a settembre sarà più rispettoso di quegli accordi.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non ho mai detto questo, lo sta dicendo lei.

BALIA (F.D.S.). Intende disattenderli anche allora, assessore Pittalis? Ne prendiamo atto!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Poi ascolterà quello che dirò io, non mi citi per cose che non ho detto.

BALIA (F.D.S.). E' lei che mi ha interrotto, quindi la ascolterò quando interverrà, se però lei volesse interloquire adesso per quanto mi riguarda non vi è problema alcuno.

Io dicevo che per quanto riguarda le parti, che sono sostanziali, che sono importanti, disattese rispetto alla formulazione e ai contenuti dell'articolo 2, mi pareva di aver compreso che quelle lacune sarebbero state colmate con l'assestamento del mese di settembre. Se così non fosse o se adesso si volesse sostenere la tesi che l'articolo 2, invece, è interamente e totalmente rispettato all'interno di questa finanziaria, questa tesi sarebbe perlomeno fantasiosa e certamente ci lascerebbe un attimino perplessi. Naturalmente noi abbiamo rimarcato che non crediamo nella bontà di un assestamento dell'ultima ora, presentato a settembre, che serva a colmare quel divario e il mancato rispetto di quegli accordi, in una fase nella quale invece dovrebbe essere presentata la finanziaria dell'anno successivo.

Io non voglio attardarmi sulle valutazioni riguardanti i finanziamenti della legge 28. Abbiamo dato atto che in questa direzione è stato fatto uno sforzo notevole e abbiamo, però, altresì rimarcato, e lo hanno rifatto stamattina sia l'onorevole Cogodi, sia l'onorevole Giacomo Sanna, che ciò che ci lascia insoddisfatti anche relativamente alla legge 28 sono altri aspetti. Intanto vi è un'esigenza di ammodernamento, di modifica, di riformulazione e di aggiornamento assolutamente pressante ormai per la legge 28; è inoltre necessaria un'operazione di monitoraggio per poterne verificare gli effetti, che allo stato delle cose sono totalmente sconosciuti ai più, e credo che siano sconosciuti anche ai consiglieri regionali; ma ho paura che per quanto riguarda le interrelazioni tra settori, l'occupazione reale e l'impresa, questi effetti siano sconosciuti non solo ai consiglieri regionali, ma anche alla maggior parte o a tutti gli Assessori interessati a quei programmi, proprio perché è mancata, a monte, quell'opera di verifica e di sintesi che invece avrebbe potuto costituire una diversa valutazione e una nuova analisi per un aggiornamento della stessa legge 28.

Onorevole Cossa, il fatto che noi muoviamo delle critiche alla legge finanziaria non significa che non riconosciamo che pure sono stati fatti degli sforzi, che vi è stato qualche tentativo di innovazione e qualche dichiarato e palese atto di sensibilità politica, quale quello che lei ha citato, per esempio, per quanto riguarda il miliardo messo a disposizione per l'imprenditoria femminile. Il problema è un altro. Ma davvero si crede che l'imprenditoria femminile possa trovare occasione di reale slancio mettendo a disposizione un miliardo? Davvero crediamo che queste siano le risorse finanziarie necessarie per lanciare un settore che vive condizioni di forte disagio? Credo sia a tutti evidente che il pensare una cosa del genere è fuori da ogni logica; apprezziamo quello sforzo, ma insistiamo sul fatto che gli sforzi in questa direzione dovevano essere più forti, più importanti e più consistenti.

Infine, l'hanno detto già altri colleghi dell'opposizione, vi invitiamo in maniera palese, dai banchi di questo Consiglio, senza sotterfugi, a ricercare tutti assieme la possibilità di introdurre quelle migliorie sostanziali e importanti che facciano assomigliare davvero questa manovra di assestamento a qualcosa di più credibile, a qualcosa di più importante che lasci in qualche maniera il segno. E il punto sui quali questo accordo può essere ritrovato, pure nella diversità dei ruoli, pure nella diversità delle parti, ma nel comune interesse, assessore Pittalis, lo ribadiamo, è quello dei patti territoriali e dei lavori socialmente utili. A questo proposito voglio ricordare che la Commissione si è espressa all'unanimità, ha rivolto un invito formale e deciso alla Commissione, alla Giunta e al Consiglio a trovare le necessarie e indispensabili risorse in questa direzione, e a integrarle per la parte mancante relativa ai progetti speciali per l'occupazione, e a qualcosa d'altro, ma sempre di sostanziale. Non si tratta di introdurre forti stravolgimenti, si tratta di trovare le necessarie compensazioni che consentano di dare un nuovo slancio e un nuovo rilancio[SP1] .

Su una cosa, invece, noi siamo assolutamente categorici, e ci serviremo di tutti gli strumenti giuridici, formalmente e legittimamente ammissibili per far valere le nostre ragioni. Mi riferisco alle norme relative al personale che noi abbiamo ritenuto assolutamente illegittime; possiamo discuterne il contenuto, discuterne l'opportunità, può essere che siano anche necessarie, ma non possono essere contenute in una manovra di assestamento; debbono essere, invece, occasione di dibattito separato, di formulazione e di articolazione legislativa separata. Se vi sono discrasie, se ci sono dissonanze rispetto a quegli aspetti, vi è già una legge che è sufficientemente garantista e che consente la rimozione quando il personale non gode più di fiducia, quando non risponde alle normali esigenze di lavoro, quando non è all'altezza della situazione, ma ove ciò non bastasse naturalmente questi aspetti devono essere oggetto di separata valutazione e in un'articolazione diversa evidentemente da quella della legge finanziaria. Sotto questo profilo, io credo che vada posto un problema anche alla Presidenza del Consiglio.

Voglio richiamare gli articoli 84 e 88 del Regolamento, rispettivamente i punti 16 e 1. Non so se questo richiamo sia assolutamente confacente al caso, o se debbano essere ricercati altri articoli, ma quando si solleva un'eccezione sull'ammissibilità di alcuni emendamenti e articoli che pone il dubbio, e in questo caso direi la certezza che essi sono in contrasto con altre norme del diritto positivo (abbiamo ripetuto più volte che sono in contrasto con i commi 3 e 4, mi pare, dell'articolo 13 della legge di contabilità), credo che sia dovere e garanzia per tutti il fatto che il Presidente del Consiglio regionale si esprima sull'ammissibilità o non ammissibilità degli emendamenti stessi. Badate, mi pare che ieri l'abbia detto l'assessore Scano, ma sicuramente anche altri consiglieri, se quei punti non vengono estrapolati, non vengono rimossi dalla legge finanziaria vi è il rischio concreto di un rinvio della legge stessa, per chiaro contrasto con normative che impediscono che quegli argomenti vengano inseriti. Dicevamo ieri che della finanziaria se n'è fatta, proprio attraverso questo sistema, una specie di legge omnibus, ricordate? Lo dicevamo proprio ieri, ma io ricordo quante volte, nella passata legislatura, l'onorevole Balletto e altri onorevoli consiglieri, che oggi fanno parte di questa maggioranza, lo stesso assessore Pittalis, hanno fatto le giuste rimostranze per quanto di estraneo talvolta dentro la finanziaria era stato inserito, così come allora era stato manifestato pieno, forte e leale, direi, apprezzamento per quei tentativi parzialmente felici di modifica che avevano ricondotto la formulazione della finanziaria in ambiti di maggiore leggibilità e di maggiore trasparenza, limitandola agli argomenti strettamente connessi agli aspetti finanziari che notoriamente la manovra finanziaria dovrebbe contenere.

Se allora si sono espresse quelle valutazioni negative quando questi argomenti venivano ricompresi all'interno della finanziaria e lo stesso assessore Pittalis espresse valutazioni positive quando invece si è fatto lo sforzo di rimuoverli, non comprendo perché oggi ritorni invece il male antico del servirsi di uno strumento che ha particolari e chiare caratteristiche per fare cose che con quelle caratteristiche non hanno niente a che vedere. Su questo la competente Commissione si è espressa mi pare all'unanimità.

Sotto questo profilo rivolgo un appello a tutti i colleghi del Consiglio, alla loro sensibilità, perché riconducano almeno sotto questo aspetto la legge finanziaria all'interno di quei confini prima delineati.

PRESIDENTE. Onorevole Balia, le questioni da lei sollevate verranno valutate, naturalmente, anche dalla Presidenza e otterrà un'opportuna risposta. Ricordo che questo aspetto era stato già oggetto di discussione nel corso dell'approvazione della finanziaria e la Presidenza del Consiglio aveva dato un'interpretazione in merito, quindi ritengo opportuno rivedere gli atti di quella discussione.

Vi chiedo, e mi dispiace farlo in continuazione, di silenziare i telefonini, altrimenti saremo costretti ad adottare misure di schermatura dell'aula, perché il continuo trillo dei telefonini durante la discussione e durante il dibattito è fastidiosissimo.

E' iscritto a parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.

DETTORI BRUNO (I DEMOCRATICI). Signor Presidente del Consiglio, signor Presidente della Giunta, Assessore e colleghi, siamo di fronte a un progetto di legge, l'86/A, concernente modifiche e integrazioni alla legge finanziaria, al bilancio 2000-2002 e disposizioni varie. Siamo di fronte, pertanto, a una legge finanziaria modesta per entità di risorse, tuttavia non per questo di scarsa rilevanza. E' uno strumento, prima che ragionieristico, fondamentalmente politico perché orienta l'utilizzo delle risorse secondo una strategia di sviluppo che la Giunta intende proporre a questa Assemblea. Nel mio breve intervento in questa discussione generale non intendo soffermare la mia attenzione sulle carenze o sui pregi delle singole parti di questo testo di legge, molti dei colleghi di maggioranza e di opposizione l'hanno fatto puntualmente. Intendo soffermarmi, invece, in questa fase del dibattito, su alcune considerazioni di ordine generale. Intanto devo dire che non vedo elementi di discontinuità sotto il profilo metodologico con il passato. A dire il vero ho trovato, al contrario, Assessore, elementi peggiorativi di un ritorno al vecchio modo, rispetto all'impostazione avviata dalla gestione Scano. Vogliamo ripristinare l'impostazione delle leggi omnibus, con il relativo mercato? Se è così, mi pare che siamo sulla buona strada. Lo avevamo però detto tutti da tempo: in questo modo non sarà possibile svolgere questo ruolo di responsabilità nell'interesse dei sardi. La manovra di assestamento si sa, è sempre stata utilizzata al recupero di impegni non onorati dalla finanziaria, ma, signor Presidente del Consiglio, mi rivolgo a lei, questa Assemblea non ha e non ha mai avuto gli strumenti conoscitivi per poter fare scelte intelligenti, e ritengo che anche questo non sia più accettabile moralmente.

Certo, si può anche sognare e immaginare tutto ciò che sarebbe opportuno fare, ma la realtà non la conosciamo; in tempi in cui la concorrenza è elemento decisivo di crescita non possiamo competere senza strumenti adeguati. Questo problema l'ho posto anche al Presidente della Commissione programmazione che, visto il clima, chiameremo "Commissione sprogrammazione". Sarà impossibile puntare la "prua" verso il largo, come qualcuno dice, anche con un accordo tra maggioranza e opposizione, senza la disponibilità di elementi conoscitivi fondamentali sul monitoraggio della spesa. Io ritengo che non solo non punteremo verso il largo senza questi elementi, ma ritengo che la nave Sardegna rischierà di affondare in porto. Il progetto di bilancio non è un cumulo di provvedimenti; esso incorpora i valori conosciuti con quelli progettati, l'insieme e solo l'insieme potrà determinare quei cambiamenti che trasformano l'ambiente, avviando la ripresa sempre più organica e, in sintesi, quanto ritengo questa Assemblea dovrà, in maniera sensibile, riuscire a realizzare.

Ma come si può realizzare questo? Dove sono le novità di impostazione metodologica? Perché non finanziare un progetto di informatizzazione, anche nell'ambito di questa manovrina, possa garantire a tutti, consiglieri e non, di conoscere, in maniera oserei dire scientifica, questa nostra realtà?

Non ci sono ricette di sviluppo buone per tutti i territori, ma con la demagogia e l'utopia non si possono raggiungere obiettivi e tanto meno si possono raggiungere risultati con l'improvvisazione, deficitaria peraltro di validi elementi conoscitivi.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE CARLONI

(Segue DETTORI BRUNO) Alimentare il dibattito sull'opportunità di orientare l'utilizzo delle risorse verso alcuni settori, a differenza di altri, sensibilizzati magari unicamente da sofferenze di questa o quella categoria, non mi pare possa essere più il metodo idoneo per garantire il miglior risultato della spesa. Hanno ragione tutti quelli che sostengono che bisogna fare di più, ma fare di più cosa? E soprattutto come?

Questo è l'appello che rivolgo alla Giunta, al suo Presidente, all'Assessore della programmazione: spieghino quali strumenti, all'inizio del terzo millennio, intendono mettere a disposizione del Consiglio perché anch'esso possa essere messo in condizione di capire per migliorare la qualità della proposta di indirizzo.

Noi siamo qui, in quest'Aula, a litigare per le poste in bilancio senza capire la deriva di quest'Isola, senza capire dove stiamo andando e quali sono gli indirizzi del nostro sviluppo. Non abbiamo nulla, stiamo riproponendo esattamente il passato, e lo vogliamo proiettare nel futuro sperando che abbia fortuna migliore. Non voglio parlare della "28", credo che il dibattito in quest'Aula sia stato molto puntuale per quanto riguarda questo argomento; intendo invece soffermarmi su un tema diverso, non dico a caso perché sarebbe eufemismo: l'emergenza idrica, dunque la calamità naturale. Abbiamo veramente capito che cosa significa la perdita di reddito per una famiglia che non ha chiesto niente a nessuno, che non chiede posti fissi, ma che dal terreno, dalla fatica, dal sudore nei campi riesce a sostenere il proprio futuro? Abbiamo capito che cosa significa la perdita di reddito per un'impresa? Se è vero che lo abbiamo capito evitiamo di diventare noi stessi, noi classe politica, la calamità della Sardegna per oggi e per il domani.

Signor Presidente della Giunta, Assessore della programmazione, qui non si tratta di lottizzare o ripartire A.S.L. tra le forze politiche di governo. Qui ci stiamo e vi state giocando il futuro stesso di quest'Isola.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Fois, che non vedo in aula, quindi decade dal diritto alla parola. Dopo di lui è iscritto a parlare il consigliere Usai. Ne ha facoltà.

USAI (.A.N.). Signor Presidente, colleghi, io ho avuto la tentazione di seguire la regola aurea del mio amico onorevole Contu e dell'onorevole Amadu perché, come ricordava un nostro collega, il vicepresidente Zucca nel dare la parola diceva "può parlare" non "deve parlare", e quindi io porterò via poco tempo a questo Consiglio.

Ho sentito le critiche, che continuo a definire ingenerose, ma fanno parte del mestiere di chi fa l'opposizione, espresse nel corso di questo dibattito, cioè la mancata concertazione con le forze sociali e la mancanza di un monitoraggio della spesa; inoltre, da tutte le parti dell'opposizione è stato evocato questo mitico articolo 2 della legge finanziaria. Si è detto che la Giunta era fortemente inadempiente perché non era stato rispettato l'articolo 2 della finanziaria. Io mi permetto di essere d'accordo con quello che diceva ieri l'onorevole Pili: l'articolo 2 della finanziaria non è né il codice penale, né la Costituzione, e nemmeno, per chi è cattolico, i dieci comandamenti. L'articolo 2 della legge finanziaria è una norma programmatica che, nel corso di questi mesi, verrà attuata con i tempi che la Giunta e la maggioranza riterranno opportuni. La Giunta sta dando risposte agli impegni assunti con la manovra finanziaria. E' vero che mancano ancora molti finanziamenti, è vero che è necessario che la Giunta sveltisca la propria azione, è vero che è anche necessario che quell'alba che abbiamo intravisto otto mesi fa diventi un sole bello e alto, perché al momento stiamo continuando a vedere un'alba importante, radiosa, che ci dà tante speranze, però il sole deve fare il suo corso nell'arco della giornata, e quindi aspettiamo ancora il sole alto.

Quando l'opposizione ha sbraitato (in senso amichevole, non c'è alcun intento di insultare nessuno), ha fortemente contestato la Giunta per la scarsa attenzione alla legge 28, la Giunta ha ottemperato a quelli che erano gli impegni, ha ascoltato con attenzione i suggerimenti. Signor Presidente della Giunta, onorevole Assessore della programmazione, l'opposizione che allora sbraitava (politicamente parlando) perché c'era scarsa attenzione alla legge 28, oggi vorrebbe nascondere quella stessa legge 28, vorrebbe metterla da parte. Lo capiamo bene, bisogna destinare i soldi ad altre cose, e così via. Sarebbe opportuno mettersi un po' d'accordo su questa vicenda e tenere la legge 28 nella dovuta considerazione in questo assestamento di bilancio.

PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE SPISSU

(Segue USAI) Assessore, l'agricoltura ha necessità assoluta di una mano d'aiuto; l'agricoltura, lo sappiamo, è in agonia e non da oggi, e a questa agonia, diciamo così, fisiologica dell'agricoltura, si è aggiunto il periodo di siccità che ha effettivamente provato gli operatori del settore. Allora, dicevo, forse non è stato fatto tutto quello che doveva essere fatto; la Giunta ha preso l'impegno di presentare una seconda manovra di assestamento, che noi aspettiamo con ansia. Vi è attenzione per i lavori socialmente utili, tanto cari ai nostri colleghi del centrosinistra, e anche su questo bisogna che ci rendiamo tutti conto che, nel prosieguo degli anni, i lavori socialmente utili dovranno trovare un loro ridimensionamento, ma non perché vogliamo penalizzare o punire coloro i quali hanno avuto la sfortuna di perdere il lavoro, ma perché in materia di lavori socialmente utili lo Stato sta scaricando tutto sui Comuni e sulle Regioni, in quanto lo Stato e il Governo attuale, per quanto riguarda la politica di risanamento, ritengono opportuno scaricare...

DETTORI IVANA (D.S.). Ci ha messo i soldi!

USAI (A.N.). Non ci ha messo i soldi, adesso lo vedremo. Ivana, i soldi bisogna vederli.

Non vorrei che nel prosieguo, nel prossimo anno, i lavori socialmente utili rimanessero esclusivamente a carico della Regione, perché questo sarebbe un problema non tanto della maggioranza e dell'opposizione, ma sarebbe un problema di tutti. Allora la necessità è che nel prosieguo dell'azione di governo vengano affrontati e sciolti quei nodi delle infrastrutture di cui la Sardegna è assolutamente carente. Mi riferisco all'acqua, mi riferisco alla viabilità, alle comunicazioni, all'energia. Certo, sono problemi che non possono essere affrontati da un giorno all'altro, è certo però che, nel segno della novità e della discontinuità, questa Giunta e questa maggioranza devono muoversi in questo senso.

Io ho concluso e non voglio annoiarvi di più. Anticipando il voto del Gruppo di Alleanza Nazionale, dico che noi voteremo a favore di questa manovra finanziaria, con quelle raccomanndazioni e osservazioni che mi sono permesso, a nome del Gruppo di Alleanza Nazionale, di fare precedentemente.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, colleghi della Giunta e del Consiglio, io ringrazio l'onorevole Usai di essere intervenuto. Come è noto, dall'onorevole Usai noi siamo politicamente distantissimi, ma credo che abbiamo una cosa in comune, ossia la ricerca (e non da oggi, ma in tutti questi anni, una ricerca che credo debba essere fatta da tutti noi) - di punti di sintesi sul metodo, sul comportamento, sullo stile, che, rispettando le differenze e anche le lontananze politiche diano però un senso, un ritmo al nostro lavoro comune, a quello che abbiamo fatto e a quello che dovremo fare nei prossimi anni, perché se non trovassimo questi punti d'intesa credo che anche il migliore impegno da parte delle singole forze politiche verrebbe vanificato. Allora io dico: se questo è vero, e l'amico Usai sa qual è il mio pensiero in merito, credo che alcuni punti fermi li dobbiamo mettere. L'articolo 2 non è la Costituzione - ci mancherebbe altro! - e tanto meno i dieci comandamenti, perlomeno per me, però era un patto tra di noi. Diteci che è stato difficile mantenere il patto, che avete fatto uno, due, tre passi avanti, e il patto rimarrà in piedi. Allora, se il patto rimane in piedi, noi riteniamo che sarebbe utile, opportuno, possibile discuterne in quest'Aula, però cerchiamo almeno di capire che cosa si sta facendo. La legge di contabilità, ripeto, non è la Costituzione, tanto meno i dieci comandamenti, però se questa legge, che è stata una riforma importante, stabilisce qual è la fisionomia dell'assestamento (tanto è vero che il Regolamento interno la recepisce), prevede una procedura d'urgenza, dimezza, per esempio, i termini per la presentazione delle relazioni di maggioranza e di minoranza, tutto ciò deve essere in qualche modo rispettato. Ci può essere un'urgenza, chi dice di no? Ci si mette d'accordo e le urgenze possono passare anche in legge finanziaria; ma se non vi è un'urgenza, la legge finanziaria rimane e deve essere rispettata. Voglio dire questo: noi abbiamo alimentato il dibattito, ringrazio i colleghi che sono intervenuti, ma non per voglia di annoiarvi; i colleghi che non sono intervenuti sicuramente lo faranno nel corso della discussione degli articoli e degli emendamenti, perché riteniamo che questo sia un momento importante, al di là della distrazione che qualche voltal'Aula dimostra, però non vorrei che ci sentissimo fuori posto qui, oggi. Se qualcuno di noi dicesse: "Cari colleghi, il mondo sta cambiando, è cambiato il modello di sviluppo, siamo entrati in un'altra era e dobbiamo, al di là delle differenze tra maggioranza e opposizione, tra Giunta e Consiglio, trovare quanto meno sintonia su alcune accelerazioni che ci consentano di stare in corsa. Confesso di avere un po' l'imbarazzo nel dire queste cose, sento di essere quasi fuori posto, sento che in Consiglio non si possono più fare discorsi di questa natura, non si può quasi più dire: "La rivoluzione tecnologica era a suo tempo quasi superata, siamo in un'altra epoca". Se mi metto a parlare o se qualcuno di noi avesse la possibilità di parlare di globalizzazione, dell'impatto che la globalizzazione ha sull'economia regionale, forse ci sentiremmo quasi tutti un po' imbarazzati, quasi che questi discorsi in quest'aula stridano. E invece non devono stridere, perché questi discorsi in quest'aula vanno fatti. Qualche volta il presidente Floris, l'Assessore della programmazione, noi li accenniamo, ma se non facciamo questi discorsi , se non facciamo le analisi in quest'aula, se non cerchiamo di mettere insieme le nostre intelligenze in quest'aula, dove faremo questo sforzo? Abbiamo avuto il mandato dei nostri elettori per fare questo.

E questo era anche lo spirito dell'articolo 2. Quando il collega e amico Pili dice: "Per noi era un articolo programmatico, per voi è una provocazione", dice una cosa non vera. Diamoci reciprocamente atto, e questo è un altro punto importante, della buona fede complessiva, perché se manca questo presupposto, che senso ha discutere? Ognuno discuta per i propri fatti e poi venga qua a fare un conflitto muro contro muro. Noi , lo voglio dire con chiarezza, con spirito positivo, sentiamo che il nostro primo dovere, quello che la gente vuole che rispettiamo, non è quello di contrastare la Giunta o di confliggere con l'opposizione, ma è quello di farci carico, secondo i rispettivi ruoli, degli interessi della Sardegna. Noi come opposizione saremo premiati o meno dall'elettorato, e non lo dico con finzione, nella misura in cui sapremo interpretare tutto questo. Il conflitto con la Giunta e con la maggioranza spesso è un conflitto di idee, di opinioni o di posizioni, ma non è un fatto strumentale. A me non conviene essere strumentale, a me conviene fare uno sforzo - poi può darsi che perda - per dire, alla luce della mia cultura di governo, come dobbiamo operare per far progredire la Sardegna.

Ecco perché dico che con questo assestamento di bilancio (poi vedremo quello che verrà presentato a settembre; mi auguro, però, che nel prossimo ci siano tutti i contenuti che mancano in questo) si disattende un impegno, quello di cogliere un'occasione per dare respiro alla politica di sviluppo.

Il collega Pili dice: "Avete lottizzato e adesso venite a dirci che noi stiamo lottizzando; avete litigato e adesso rinfacciate a noi che litighiamo". Se volete lottizzare lottizzate, se volete litigare litigate, la nostra critica non è questa, le parentele non ci interessano. La nostra critica è dovuta al fatto che ci sembra davvero, e lo dico abbassando ancora una volta i toni, che manchi un progetto di sviluppo, che manchi cioè un sistema di idee, una propulsione, uno slancio nell'amministrazione. Siamo all'inizio della legislatura, voi siete l'opposizione della precedente legislatura che è diventata maggioranza, lasciamo perdere come, ma è pur diventata maggioranza, e quindi dovevate essere portatori delle energie di cinque o più anni di opposizione. Noi ci aspettavamo di vedere fatti estremamente nuovi, di vedere ritmi di spesa diversi, e siamo perplessi che così non sia stato, lo dico senza soddisfazione. Io non sono affatto soddisfatto, non dico: "Ah, che bello, la Giunta è lenta nella spesa". No, io credo che noi dobbiamo sfidarci ad essere i migliori possibili.

Io critico la Giunta e la maggioranza non perché litigano per quattro enti, ma perché non vedo un progetto, nonostante lo sforzo che sto facendo per capire. Dove stiamo andando a parare? State guidando voi questo treno che è la Sardegna, ma qual è l'obiettivo? Qual è la strategia? Dove sono - lo chiedo in particolare a Massimo Fantola - le riforme? Dove sono le dighe che si dovevano quanto meno riempire? Dov'è la promozione industriale, se anche le multinazionali della ricerca vanno via dalla Sardegna? Al di là delle polemiche, c'è una preoccupazione reale che dobbiamo sentire tutti. Allora, da questo punto di vista, noi vi chiediamo di farci capire come procederemo nei prossimi mesi e anche nei prossimi anni. Ecco perché dico che ci può ancora essere un'occasione per fare dei passi avanti e per fare il punto, per esempio, sulla situazione economica della Sardegna. Dopo otto mesi di gestione quali sono i dati? Mi direte: "Li forniremo in autunno", e io credo che sarà benvenuto quel momento di riflessione, ma forse era giusto farlo adesso, anticiparlo e fare il punto sull'amministrazione regionale. Otto mesi di gestione non sono tantissimi, ma si dice che ognuno dà il meglio di sé nei primi cento giorni: otto mesi corrispondono a 240 giorni, e se ciò che avete fatto finora era "il meglio di voi", il futuro come sarà?

Questo assestamento di bilancio era, ripeto, l'occasione per fare il punto sulla dinamica della spesa. A noi risulta che la spesa sia bloccata, ma se voi dite che non è così qualche dato dovreste fornircelo. Era anche l'occasione per fare il punto sui rapporti Stato-Regione, sui programmi comunitari, sulla concertazione, sulle entrate, sul piano per il lavoro. Io insisto, Assessore: è necessario "ripulire" questi residui, rivederli, lo dico sempre al di là di ogni intento polemico, perché sono risorse che possiamo impegnare per alleviare le sofferenze o per sviluppare i progetti, e finanziare le speranze di quest'Isola. Era l'occasione per fare il punto sulle politiche ambientali: al di là dell'impegno dell'Assessore dell'ambiente - non è mai in discussione l'impegno personale -, noi vorremmo essere coinvolti. Da diverse settimane la televisione mostra che la Sardegna sta bruciando. Io non dico che è colpa dell'Assessore, ci mancherebbe altro! Do per scontato il massimo impegno da parte sua, ma mi domando: possiamo occuparci insieme di questo problema? Possiamo mettere insieme le reciproche energie? E' compito della Giunta coinvolgere il Consiglio e dire: "Ognuno dia il suo contributo".

Lo stesso discorso si può fare per quanto riguarda le imprese e la situazione della programmazione in generale. Non vorrei davvero che si dicesse che la programmazione è rallentata, che non c'è un progetto, che mancano le idee perché i direttori degli uffici o qualche funzionario sono inadeguati. Siamo un po' più seri tra noi. Se volete rimuovere delle persone dagli incarichi, rimuovetele pure, lo avete già fatto, è una vostra responsabilità. Direi, però, che queste cose si fanno con un po' di rispetto per le persone. Sosteniamo sempre il ruolo centrale della persona nel posto di lavoro, allora che bisogno c'è di fare una legge per dire: "Il direttore Fadda è rimosso"? Chiedetegli le dimissioni riservatamente e non diteci che i ritardi della programmazione presso l'Unione Europea o la fuga delle imprese dipendono da qualche funzionario. Rispettiamo la reciproca intelligenza e la reciproca buona fede. A me sembra di pessimo gusto, lo dico soprattutto agli amici con cui condivido una cultura democristiana, fare cose di questa natura attraverso la legge finanziaria. Gli obiettivi che ci si pone, compreso quello, possono essere raggiunti in tanti modi, ma non date l'impressione di utilizzare la legge per sgomberare ogni spazio e rioccuparlo con persone a voi più gradite; non date l'impressione di fare queste operazioni solo per assoldare consulenti, per trovare alibi ai vostri ritardi e alle vostre insufficienze. Se volete cambiare i dirigenti fatelo pure, ma nel rispetto delle persone, di chi al lavoro ha dedicato, nel bene e nel male, tanti anni della propria vita. Lo dico a tutti, ma credo che soprattutto chi come me ha condiviso la cultura basata sul rispetto della persona dovrebbe trovare il modo, in qualunque Giunta militi, in qualunque parte politica militi, di essere conseguente con le sue idee. E siccome a questi valori si richiama non solo la cultura democristiana, ma anche la cultura di destra, la cultura liberale, quella di sinistra, mettiamoci d'accordo anche su questo, cioè facciamo le operazioni che vogliamo, ma rispettando le persone, la loro storia e la verità. Non c'è bisogno di fare esecuzioni sommarie e in piazza; non è coerente con i nostri principi e quanto meno non è coerente con la nostra reciproca retorica.

Il vero obiettivo che ci poniamo nel dire queste cose, ancora una volta, è quello di fare delle proposte nel piccolo, come piccolo è l'assestamento. Non siamo venuti qua a sconvolgere la manovra di assestamento del bilancio. Ieri, nell'incontro maggioranza-opposizione, abbiamo esposto le nostre proposte. Qualcuno dirà che questo modo così fortemente propositivo di fare opposizione, di cui alcuni colleghi ed io ci facciamo carico (ieri ne hanno parlato i colleghi Balia e Scano, immagino che oggi ne parleranno Cugini, Bruno Dettori e altri), non è condiviso totalmente dai nostri ambienti. Qualcuno ci accusa di correre sempre in soccorso della Giunta: "Voi fate le grandi battaglie, però quando si discute il bilancio correte in soccorso della Giunta". Io dico ai miei contestatori interni che non sto correndo in soccorso della Giunta. Il nostro compito è correre in soccorso della Sardegna e delle imprese; il nostro compito è correre in soccorso dei giovani e dell'ambiente. Il mio sforzo è teso a dare un sostegno alla scuola, ad affrontare l'emergenza siccità e contribuire all'attuazione dei programmi territoriali. Io riconosco, per esempio, l'importanza della legge 28. Giustamente il collega Edoardo Usai diceva: "Sulla 28 avete sbraitato e adesso che c'è fate opposizione". Noi non contestiamo la legge 28, anzi vi chiediamo: "Siete sicuri che 270 miliardi siano sufficienti?" Il problema non è questo; siccome è una partita importante vorremmo avere un po' più informazioni. Come si stanno gestendo i fondi della 28? Come si formano le graduatorie? Si sta rispettando lo spirito di questa legge o si sta cercando di camuffare le cose? Se servono 500 miliardi, facciamo uno sforzo per stanziare 500 miliardi, ma sempre con la garanzia, da parte della Giunta, che lo spirito della legge è rispettato, che le logiche che si seguono sono trasparenti e che le risorse finanziarie sono a disposizione di tutti.

La nostra proposta si articolava in tre parti: una parte programmatica, una parte procedurale e istituzionale e una parte politica. La parte programmatica rispettava lo spirito dell'articolo 2 della finanziaria, concernente la programmazione territoriale. Noi crediamo che la Giunta debba stanziare un po' di risorse in più per la programmazione territoriale e che debba garantire il cofinanziamento della Regione per quanto riguarda i patti territoriali. A nostro avviso occorrono 100 miliardi, voi dite che ce ne vogliono 120 o 130, ma è un problema che in ogni caso dobbiamo affrontare. E' demagogia, è retorica questa? Tutti abbiamo sostenuto che lo sviluppo discende dalle imprese, allora affrontiamo il problema delle imprese. Certo, la legge 28 è importante, ve ne diamo e ce ne diamo atto, però bisogna guardare all'intero sistema delle imprese. Abbiamo chiesto alla Giunta, ormai da mesi, di farci sapere qual è l'esposizione debitoria dell'amministrazione regionale non solo rispetto alla legge 28, ma anche per quanto riguarda le imprese industriali, commerciali, artigiane e cooperative, perché bisogna intervenire anche su quelle. Questa è demagogia o è un modo per dire: "Se sappiamo quanto dobbiamo possiamo fare delle scelte di bilancio più coerenti"?

Per quanto riguarda l'agricoltura abbiamo dichiarato la nostra disponibilità a inserire emendamenti nella finanziaria e ad approvare una specifica leggina; abbiamo posto la questione relativa all'apprendistato nel settore dell'artigianato, che credo anche voi condividiate; c'è stato un tentativo di incrementare i fondi della legge numero 35 del 1991 sul commercio, di intervenire in materia di cooperazione e lavoro, di pesca, sul fermo biologico e quant'altro (patti territoriali, politiche di impresa con le risorse che ieri abbiamo dettagliatamente indicato).

Un altro problema riguarda le politiche per il lavoro e in particolare i lavori socialmente utili. E' vero che dobbiamo chiedere allo Stato di essere più disponibile e più generoso, ma facciamola assieme questa battaglia, e non diciamo che perché mancano i soldi o perché lo Stato riduce i trasferimenti alla nostra Regione non facciamo l'integrazione sulla sanità. Stiamo pagando un terzo delle spese sanitarie con risorse regionali, per cui facciamo la battaglia contro lo Stato, ma cerchiamo una volta tanto di anticipare i problemi e non di agire solo quando i lavoratori assediano il palazzo. Io sono favorevole a fare questa battaglia insieme a voi, l'importante è che questo problema venga affrontato. Lo stesso discorso vale per i progetti speciali.

Vi è poi il problema della politica culturale e formativa. Credo che tutti, ieri, abbiamo sentito in TV le statistiche un po' deprimenti relative alla situazione scolastica regionale. Abbiamo una percentuale doppia rispetto al resto del Paese di ripetenze, di abbandoni, eccetera. Io non dico che sia colpa della Giunta, non dico neanche che sia colpa dell'Assessore precedente, ci mancherebbe altro, ma dico: "Vogliamo dare insieme un segnale?"

Non mi interessa polemizzare, potrei riferirmi al fatto che molti di noi sono in Giunta da venti o trent'anni, dico solo che, quando usciamo per strada, i genitori, i ragazzi stessi ci chiedono : "Che cosa state facendo per la scuola?" E non lo chiedono soltanto a voi, cioè alla Giunta e alla maggioranza, ma anche a noi dell'opposizione. Io voglio dare un contributo insieme a voi su questo problema. Questo è irritante? E' un modo per fare polemica? Questo volevo dire per quanto riguarda le politiche programmatiche.

Il rispetto della legge deve esserci anche per quanto riguarda le politiche istituzionali e procedurali. Da questo punto di vista - sarò schietto e il più pacato possibile - quando chiediamo che la Presidenza del Consiglio verifichi che gli articoli e gli emendamenti dell'assestamento di bilancio siano coerenti alla legge di contabilità e al Regolamento chiediamo semplicemente, ma fermamente, il rispetto della legge. Se qualcuno si scandalizza per questo, evidentemente manca un punto di convergenza fondamentale.

Ultimo punto: chiediamo di sapere, nella replica della Giunta, come si svolgerà l'attività di programmazione prevista dal bilancio e dagli altri atti di programmazione, dai programmi europei e dall'intesa Stato-Regione. Vi chiediamo di dirci cosa succederà nei prossimi mesi in modo che tutti ne siano consapevoli.

Signor Presidente, colleghi, a me sembra che la nostra opposizione sia estremamente critica, ma assolutamente costruttiva. Ci chiediamo se la Giunta regionale e la maggioranza siano in grado di cogliere l'opportunità che questo tipo di opposizione offre loro.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Emilio Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS EMILIO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato con piacere l'intervento dell'onorevole Selis, il quale ha assunto una posizione, oltre che collaborativa, di grande apertura verso la nuova programmazione in Sardegna. Resta fermo il fatto che il suo atteggiamento costruttivo si scontra con la disponibilità delle risorse. Ogni volta che si parla di argomenti finanziari ci troviamo di fronte a quello che è il mondo dei sogni e dei desideri, che cozzano nettamente appunto con la disponibilità di risorse. A questo proposito voglio dire che questa Giunta sta operando al meglio, considerando che a fronte di oltre 1.000 miliardi di tagli alle assegnazioni statali ha presentato una manovra finanziaria complessiva, tra legge finanziaria e assestamento di bilancio, che è pari a quella della Giunta uscente: 9.300 miliardi, contro i 9.200-9.300 miliardi della vecchia manovra, senza considerare però che la Giunta precedente aveva esaurito, così come è giusto sia, tutte le disponibilità, mentre l'assessore Pittalis ha fatto capire (noi siamo totalmente in linea con lui e ascoltiamo quello che dice, non siamo sordi come qualche settore dell'opposizione) che dovrebbero ancora arrivare entro il 2000 le risorse relative al POR (Programma operativo regionale) e all'intesa istituzionale di programma. Il che vuol dire che sarà necessario un ulteriore assestamento di bilancio.

Ecco perché non vale la pena, a mio avviso, di accanirsi contro le scelte operate in questo assestamento di bilancio. Sono scelte tra l'altro richieste da voi nell'incontro tra maggioranza e opposizione, proprio per rispettare l'articolo 2 della legge finanziaria tanto citato. Non riesco nemmeno a capire alcune prese di posizione contro la legge 28. Giustamente il collega Cogodi ha detto che si tratta di una legge di importanza sociale notevole, voluta dalla sinistra. Ebbene oggi questa stessa legge è criticata proprio dalla sinistra ed è sostenuta, paradossalmente, dal centrodestra. Noi non solo siamo favorevoli a questa legge, ma vogliamo anzi che si prepari una nuova "28", compatibile con il regolamento comunitario.

La manovra fino adesso presentata è di circa 400 miliardi, qualcuno la chiama "manovrina", ma probabilmente costoro non sanno che oltre 6.000 miliardi sono imputabili all'esistenza di vecchi mutui e alle spese correnti, per cui la manovra reale è veramente ristretta. Del resto 400 miliardi in una manovra complessiva di 2.500-2.800 miliardi non sono poca cosa, e sono destinati prevalentemente a coprire le necessità derivanti dall'applicazione della legge 28 e da tante altre situazioni che voi ben conoscete. La Giunta, inoltre, si rende disponibile ad affrontare una nuova emergenza, che è quella della siccità, e a reperire risorse per 250 miliardi. Qualcuno non deve dimenticare che questa stessa Giunta, con risorse ridotte rispetto agli anni precedenti, e in virtù di una grande capacità di reperire risorse dai residui attivi, dai fondi di rotazione e quant'altro, ha impedito che si arrivasse al collasso e ha anche fronteggiato l'emergenza alluvione.

Programmare il futuro è sicuramente un obbligo della maggioranza, e noi vogliamo ottemperare destinando la spesa agli investimenti e al recupero del gap infrastrutturale. Su questo attendiamo eventuali suggerimenti e apporti da parte dell'opposizione, ma è chiaro che le emergenze che si sono succedute, dovute alla siccità e alle alluvioni, non saranno più tali se non si provvederà a risolvere i problemi relativi alle infrastrutture, ma costituiranno l'ordinaria amministrazione.

Per cui bene fa la Giunta a indirizzare le proprie risorse verso l'infrastrutturazione della Sardegna e a porsi il problema prioritario della risorsa idrica, così come è stato più volte ripetuto. Qualcuno, però, omette di dire che vi sono anche problemi, come quello dei trasporti, o perlomeno dei collegamenti tra la Sardegna e il Continente, che stanno per essere risolti. Non me ne voglia l'onorevole Selis, è solo un riferimento, ma ogni volta che le Giunte precedenti annunciavano la soluzione del problema della continuità territoriale con il Continente vi era un aumento del costo dei biglietti. Questo non sarà l'esito della contrattazione portata avanti da questa Giunta, che si sta interessando anche di tante altre cose.

In definitiva la maggioranza è pronta ad accogliere proposte concrete, così come lei, onorevole Selis, si rende disponibile a collaborare con la maggioranza. Le assicuro che la maggioranza è pronta ad accogliere i vostri apporti propositivi, purché siano compatibili con la disponibilità di risorse. Questo in considerazione di ciò che lei ha detto, onorevole Selis, e non per far prevalere la maggioranza o l'opposizione, perché siamo coscienti che tutti noi dobbiamo dare risposte alla Sardegna.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.

CUGINI (D.S). Si diceva in questi giorni, ma anche nel recente passato, che "la Sardegna ha perso un altro anno, e Dio solo sa quanto non poteva permetterselo. Ha perso un anno rispetto alle riforme pomposamente e, come è ormai scriteriata abitudine, demagogicamente annunciate dal Presidente. Un altro anno perso rispetto al problema della disoccupazione; un anno perso rispetto al problema del miglioramento delle condizioni di vita di tanti poveri emarginati.

Presidenza del Presidente Serrenti

(Segue CUGINI) Signor Presidente, non vada in televisione a parlare di questi problemi, perché dà l'impressione che stia per scoppiare in un pianto dirotto e irrefrenabile. Ci risparmi queste figure e faccia veramente qualcosa per l'occupazione. La grave e imperdonabile colpa dell'attuale coalizione di maggioranza è quella di avere rinunciato da subito alla moralizzazione della politica, e chi ne parla, anche da questi banchi, o lo fa strumentalmente o, se è in buona fede, combatte - usando un'espressione tanto cara all'onorevole D'Alema - una battaglia senza soldati, perché parla per proprio conto e non è seguito da nessuno. La grave e imperdonabile colpa è anche quella di avere consentito, con questo atteggiamento di rinuncia, la perpetuazione delle nefandezze del governissimo di recente e triste memoria. La latitanza della politica, della politica vera, quella fatta nell'esclusivo e superiore interesse della collettività, consente oggi di mantenere inalterato ciò che aveva creato in passato, e cioè le situazioni di parassitismo, l'occupazione fittizia, i posti di lavoro di matrice clientelare, la proliferazione di incarichi professionali per studi e progettazioni ai quali non faranno mai seguito opere concrete e utili, l'assistenza alle industrie decotte che non hanno titolo per reggersi autonomamente sul mercato, e così via discorrendo. Sta suonando ormai da troppo tempo un sinistro campanello d'allarme che Dio non voglia possa trasformarsi in un triste e mesto suono di campana a morto, ove il cadavere da commemorare sia la nostra Sardegna".

Questo lo diceva l'onorevole Balletto quando era autorizzato a intervenire sui bilanci e sulle manovre finanziarie di assestamento che si facevano alla Regione. Adesso non lo può dire più perché, trovandosi in una situazione come quella che lui ha richiamato, è costretto a stare in silenzio, come in silenzio è stata la maggioranza in questa occasione. Noi abbiamo espresso chiaramente una posizione, che è stata illustrata dal nostro relatore di minoranza e dai colleghi che sono intervenuti in aula. Abbiamo anche suggerito una strada da percorrere, abbiamo indicato delle priorità e richiamato l'esigenza che le spese siano corrispondenti a queste priorità. Nonostante lo sforzo prodotto anche dal collega Selis per cercare un'interlocuzione con la maggioranza, le risposte sinora date sono negative. Non ci sono le condizioni per concludere positivamente la discussione sull'assestamento di bilancio. Le distanze sono confermate dall'intervento del collega Usai, che Gian Mario Selis ha considerato positivamente, e a cui io, invece, non attribuisco lo stesso significato positivo. Usai ha detto giustamente: "L'articolo 2 non è il Vangelo e nemmeno i Dieci Comandamenti," - e su questo siamo d'accordo - "ma è un articolo di legge che va applicato". A questa affermazione noi non crediamo, perché la maggioranza punta a non applicarlo. Due verità su fatti che non c'entrano niente per confermare un'altra verità che, se non ripresa dalla Giunta e dall'incontro che avremo con i colleghi della maggioranza, non ci permetterà di raggiungere un accordo. L'articolo 2 non può essere utilizzato nei termini indicati dal collega Pili, cioè in riferimento alla programmazione. Infatti, in un altro intervento, l'anno precedente, il collega Balletto, sosteneva che non si possono utilizzare la finanziaria e l'assestamento di bilancio per modificare leggi importanti della nostra Regione. Non si può utilizzare - lo dico al presidente Floris, che però non c'è - l'assestamento di bilancio per modificare la V.I.A. (Valutazione di impatto ambientale). Non si può fare. Abbiamo bisogno di trattare quell'argomento e di disciplinarlo meglio, ma non lo possiamo fare attraverso un disegno di legge di assestamento del bilancio. Nemmeno l'argomento delle comunità montane può essere trattato in un assestamento di bilancio. Questi non sono argomenti che possono essere trattati in questa sede per sfuggire, come ha ben osservato il collega Balia, al fatto che la maggioranza non è in grado di garantire i numeri per proporli all'attenzione delle Commissioni competenti per materia.

Dobbiamo quindi metterci d'accordo: si può trovare un punto d'incontro eliminando tutto ciò che non è strettamente connesso al provvedimento finanziario. In questo modo è facile percorrere la strada che indicava il collega Selis; ma se voi lasciate il macigno della V.I.A., in particolare, evidentemente state dicendo che non si può raggiungere un punto d'incontro.

Avete introdotto quattro o cinque argomenti impropri, argomenti intrusi, come ha ben rilevato, all'unanimità, la prima Commissione, per poi eliminarne alcuni e lasciare invariata la sostanza. E la sostanza è rappresentata appunto dalla norma sulla valutazione di impatto ambientale, ma anche quella deve essere eliminata. Io sono d'accordo con il collega Selis sul fatto che ci sono urgenze, priorità, e richieste dei territori che necessitano di risposte immediate. Noi siamo disponibilissimi a ritornare in Commissione per discutere questi argomenti e trovare un punto d'incontro. La strada che invece voi proponete non ci può trovare d'accordo.

In tempi di duro conflitto tra le forze politiche quasi sempre, in passato, durante l'estate, si emanavano i cosiddetti "decretoni". Ad agosto o si annunciava un colpo di stato o si faceva un decretone. Il colpo di stato si annunciava, il decretone si faceva. Voi adesso, con questa norma sulla V.I.A., volete fare un colpo di stato ai regolamenti che disciplinano gli interventi urbanistici e la valorizzazione delle coste, e noi non lo possiamo permettere. Se invece, io lo dico chiaramente ai colleghi della provincia di Oristano, vogliamo trattare l'emergenza Is Arenas, trattiamola pure, entriamo nel merito, costruiamo gli strumenti, rispondiamo positivamente alle aspettative di quel territorio. Ma non possiamo, nell'affrontare un problema che concerne lo sviluppo reale di quel territorio, far passare un'idea di politica generale di settore rivolta esclusivamente ai comuni di una parte del territorio della Sardegna, che pure sono molto cari a tutti noi, perché storicamente da lì sono venute risposte alte a difesa delle istituzioni e della democrazia. Mi riferisco ai comuni del bacino minerario. Quindi se si vuole utilizzare quel riferimento per fare altro noi non siamo d'accordo.

Io sono pienamente favorevole al documento che la prima Commissione ha approvato all'unanimità, e che qui non è stato richiamato. Il collega Selis sostiene che c'è la possibilità di trovare un punto d'incontro. Sono d'accordo, ma solo se l'assessore Pittalis abbassa un po' la cresta e si mette a discutere nel merito dei problemi. Ho l'impressione che siamo di fronte allo stesso comportamento che si è tenuto quando si è discussa la prima finanziaria: "Non si tratta. Prendere o lasciare". Poi invece, giustamente, chi ha più equilibrio politico interviene e dice: "No, occorre partecipare" - come ha detto Emilio Floris - "alla costruzione di soluzioni". Ma questo significa che quando la Giunta farà l'intervento di replica dovrà dire chiaramente dove si prendono le risorse per l'intervento in agricoltura. Si contrae un mutuo? Si rastrellano fondi da chissà dove? Lo si deve dire qui, in Aula. L'assessore Usai, invece, annuncia che farà il provvedimento, che diventerà manager di una A.S.L.; ad Alghero annuncia persino che si candiderà alle politiche. Annunci adesso una cosa e la mantenga: ci dica dove reperisce le risorse. Diversamente non si potrà fare, subito dopo l'assestamento, il provvedimento separato, così come tutti insieme, ieri, abbiamo promesso agli agricoltori. Noi diciamo che quel provvedimento deve essere discusso in Commissione, però, so già che voi organizzerete l'assenza in Commissione, farete mancare il numero legale, e l'assessore Usai potrà dire: "Io l'ho proposto, però gli altri non hanno aderito alla mia indicazione". Occorrerà a quel punto approvare una legge che preveda ciò che il collega Corda sostiene, cioè che le minoranze, per legge, devono garantire il numero legale!

Dobbiamo trovare un punto d'incontro perché se questo argomento dovrà essere trattato in Commissione dovete garantire che in Commissione ci sarete voi per primi. Giustamente il collega Balia ha detto: "Ci propongono un provvedimento di assestamento, perché non sono in grado di garantire il numero legale in Commissione a causa delle divergenze interne alla maggioranza". E allora un metodo lo dobbiamo adottare. Io concordo sul fatto che deve essere un metodo serio e costruttivo, che deve essere il metodo della "opposizione governante". Sin qui questo abbiamo fatto, infatti nessuna legge votata dal Consiglio in questa legislatura è stata proposta dalla maggioranza; tutti i progetti di legge che abbiamo votato erano di iniziativa dell'attuale opposizione. Non c'è un provvedimento significativo che possa essere attribuito, per esempio, all'onorevole Onida, ma ce ne sono stati molti nell'altra legislatura. Non c'è continuità di responsabilità, perché nella scorsa legislatura l'onorevole Onida era "collocato positivamente", a differenza di adesso, e quindi aveva questa possibilità, ma possiamo dire questo...

ONIDA (P.P.S.-C.D.U. Sardi), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Nella scorsa legislatura, il progetto di legge sulla valutazione di impatto ambientale, che era depositato da due anni, non l'avete approvato.

CUGINI (D.S.). Noi? Quelli di noi che sono qui?

ONIDA (P.P.S.-C.D.U. Sardi), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Sì.

CUGINI (D.S.) Quelli di noi che sono qui no! Altrimenti vi rispondiamo dicendo: voi, quelli di voi che sono lì, dalla tua parte, Pasquale. Devo dire che un tuo collega, dal quale in questo momento ti separa fisicamente Matteo Luridiana… La legge sui piani paesistici non si è fatta perché il Presidente della Commissione che era allora in carica...

PRESIDENTE. Prego l'onorevole Cugini di non interloquire con l' Assessore della pubblica istruzione, e prego l'Assessore di lasciar svolgere l'intervento.

CUGINI (D.S.). Presidente Serrenti, io ho accettato il dialogo con il collega Onida, ma mi lasci concludere il pensiero, perché il collega Ladu si potrebbe offendere. Il collega Ladu era presidente di Commissione quando, con la sua assenza, per ben due volte ha fatto venir meno il numero legale in aula e il progetto di legge non si è potuto approvare. Ecco di chi sto parlando, non sto parlando degli americani!

Tornando all'argomento in discussione, occorre dire che noi siamo contrari a un assestamento miscellaneo, l'abbiamo detto. Accogliamo, invece, il suggerimento che è stato dato in risposta a una nostra richiesta, quello cioè di separare la parte relativa all'agricoltura. Quindi, eliminiamo la parte che si riferisce alle Comunità montane, perché in Commissione il lavoro è stato fatto, eliminiamo la norma sulla V.I.A., rinviando l'argomento a un progetto di legge specifico, e verifichiamo come vengono assegnate le risorse a valere sulla legge 28. La Giunta, però, deve dire adesso, nella replica, come intende reperire le risorse per il provvedimento sull'agricoltura. Se la risposta su queste questioni sarà chiara, presidente Floris, stasera, in Commissione, si potranno esaminare gli emendamenti e costruire ipotesi concrete di lavoro. Diversamente ognuno di noi rimarrà nelle sue posizioni ed entreremo nel merito degli argomenti proposti alla nostra attenzione, su molti dei quali non concordiamo.

Non basta il silenzio del collega Contu per nascondere le vostre difficoltà. Noi dobbiamo operare in modo tale che ci sia una convergenza, non quella sarda, ma una convergenza programmatica. Allora sarà possibile lavorare produttivamente. Dico qui quello che dirò nella prossima Conferenza dei Presidenti di Gruppo: l'esame dell'assestamento di bilancio si potrà concludere mercoledì, a qualunque ora, anche a mezzogiorno o a mezzanotte. Si esaminano i provvedimenti separati, si concorda la risposta alla Corte dei Conti, e sono convinto che così facendo si potrà trovare un punto d'incontro. Ma come ben vedete siamo ancora molto lontani dalla soluzione, e per trovare la soluzione è bene che le colombe che sono presenti nell'attuale maggioranza riprendano a volare e i falchi riprendano a passeggiare, così come hanno fatto durante tutto questo dibattito.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Signor Presidente, colleghe e colleghi, sarebbe davvero facile per la Giunta, riprendendo anche le considerazioni fatte da ultimo dall'onorevole Cugini, confutare punto per punto ciò che è stato detto. Voglio invece richiamare lo stesso onorevole Cugini alla realtà: i toni da lui usati e le imposizioni con cui ritiene di poter procedere nei confronti del Governo regionale e della maggioranza erano compatibili con il quadro politico, in cui lui si riconosceva, delle precedenti Giunte Palomba. Questi toni e questo metodo non sono assolutamente accettabili e condivisibili da questa Giunta e da questa maggioranza.

In questo Consiglio esiste una maggioranza che è in grado di determinare tempi e metodi anche per il prosieguo dei lavori. Questo lo dico perché in alcuni casi si rasenta davvero il paradosso, ma, lo dico con franchezza, apprezzo il tono e anche il garbo col quale altri esponenti dell'opposizione hanno posto delle questioni che meritano sicuramente una doverosa risposta. Alludo, anche per non tacere i nomi, agli onorevoli Scano e Selis. Anche se dal punto di vista politico ci separano distanze veramente abissali, noi non possiamo non apprezzare appunto il tono con cui hanno posto delle questioni che meritano sicuramente una risposta da parte nostra.

Intanto, voglio dire che noto una forte contraddizione, onorevole Selis: ogni qualvolta è all'esame del Consiglio regionale un progetto di legge, anche di natura settoriale (non è il caso del disegno di legge in discussione, che è sicuramente più ampio per la sua portata), si pongono all'attenzione tutti i problemi e si rispolverano tutti i mali di quest'Isola, presenti, passati e futuri. Può essere certamente un'utile esercitazione, non solo di stile, per richiamare a tutti noi i problemi drammatici del lavoro, della disoccupazione, dell'istruzione, o di come dovremo modellare il sistema sanitario, a seguito anche delle recenti innovazioni che prevedono minori conferimenti da parte dello Stato alle Regioni. Ma io formulo l'invito, proprio perché non appaia una contraddizione, anche in questo caso, a non sottovalutare l'importanza e la portata di questo provvedimento, liquidandolo come una "manovrina", un qualcosa di cui, anzi, bisogna quasi vergognarsi per certi versi, e tuttavia si caricano su di esso tutte le questioni, perfino l'intesa istituzionale, che sicuramente debbono costituire oggetto di dibattito e di riflessione dell'Aula, ma la Giunta preannuncia che troveranno puntuale risposta nel documento di programmazione economica e finanziaria, che la stessa ha già esitato e che è in carico, secondo quanto mi risulta, alla Commissione consiliare competente. In quel documento si trovano le prime risposte sullo stato di attuazione dell'intesa istituzionale di programma e sulle preoccupazioni che in merito nutriamo, perché di quella intesa, lo apprendiamo dagli stessi ministri, non tutto è oro colato. Non lo dico per fare una critica alle Giunte di centrosinistra del passato e a chi ha sottoscritto quell'intesa, ma perché, purtroppo, oggi ci dicono che va rivista, soprattutto per quanto riguarda gli impegni di natura finanziaria. E' bene che il Consiglio di questo venga reso edotto, perché riteniamo che almeno alcune battaglie le dobbiamo fare, io mi auguro, unitariamente, come istituzione Regione, nei confronti dello Stato.

Trovano risposta, in quel documento, i problemi posti per quanto riguarda i fondi strutturali, lo stato della negoziazione tra la Regione, lo Stato italiano e l'Unione Europea, il Quadro comunitario di sostegno e il POR Sardegna. Trovano risposta, in quel documento, anche tutte le questioni che attengono alla legge 402, al Piano di rinascita e a tutti gli altri strumenti della programmazione ordinaria.

Quindi, se mi consentite - poi qualcuno di questi aspetti può essere richiamato, e diremo perché -, io riporto i termini della discussione a quello che è l'oggetto del disegno di legge in esame al Consiglio. A me sembrava, lo dico benevolmente, che in qualche momento l'Aula si fosse trasformata in una sorta di Bisanzio, quando si sono poste questioni di natura meramente formale, addirittura cavillando sulla denominazione del provvedimento. Io posso anche rendermi conto che le questioni così poste mascherano l'assenza di argomentazioni critiche sul merito del provvedimento, tuttavia alcune questioni, chiamiamole pure formali, ma che hanno un'implicazione sostanziale, che sono state legittimamente poste da alcuni esponenti dell'opposizione, ripeto, per il garbo col quale sono state poste meritano senz'altro una risposta.

Una risposta, quindi, meritano gli interrogativi circa la natura di questo disegno di legge e la contestazione che è stata mossa sull'osservanza o inosservanza delle norme della legge di contabilità e sulla coerenza rispetto alle previsioni contenute nell'articolo 2 della legge finanziaria per l'anno 2000. Sarebbe facile chiedere all'onorevole Dettori, allo stesso onorevole Balia e agli altri colleghi che si scandalizzano perché questo provvedimento non darebbe le risposte aspettate, per quale ragione si scandalizzano per quello che si fa oggi, ma non per quello che è stato ieri. Oggi, purtroppo, stiamo ancora affrontando le emergenze che questa Giunta ha ereditato. E allora una serena autocritica...

FADDA (Popolari-P.S.). Non parliamone più di queste cose. Guardi chi siede al suo fianco! Non pensi al passato, pensi al futuro.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, per cortesia, ascolti e non commenti. FADDA (Popolari-P.S.). Non si possono dire queste cose.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Onorevole Paolo Fadda, lei è moderato almeno quanto me. Io al mio fianco ho il presidente Floris e l'assessore autorevole Silvestro Ladu, e mi onoro della loro presenza.

FADDA (Popolari-P.S.). Basta con il passato, guardiamo al futuro!

LADU (P.P.S.-C.D.U. Sardi), Assessore dei lavori pubblici. Io non sono mai stato in Giunta prima.

CUGINI (D.S.). Ieri, oggi e domani!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io mi sono rivolto anche ai colleghi che sono intervenuti perché quando si fanno le critiche, che sono sempre legittime e anche bene accette, bisogna avere il quadro d'insieme. Non è nostro costume puntare l'indice contro qualcuno e concordiamo sulla necessità che si guardi al futuro, ma memori degli errori del passato, proprio perché questi non abbiano a ripetersi nel prosieguo della nostra azione di governo.

Io voglio perlomeno evidenziare un dato, che non può certamente sfuggire: questo disegno di legge, presentato dalla Giunta regionale il 1° giugno 2000, è intervenuto quindi…

FADDA (Popolari-P.S.). Chiediamo che almeno la maggioranza la ascolti, Assessore. Noi siamo attenti.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Chiedo scusa, si può avere un po' di silenzio? Onorevole Onnis, la prego. Assessore Pittalis, continui pure il suo intervento.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io penso che possa essere apprezzato almeno il fatto che le leggi finanziaria e di bilancio sono state pubblicate sul BURAS il 10 maggio 2000 e neanche venti giorni dopo la Giunta regionale ha provveduto, con un proprio disegno di legge, a integrare quelle stesse leggi. Ritengo che questo sia un dato che non può non essere apprezzato, proprio se si vuole essere scevri da condizionamenti pregiudiziali.

Abbiamo detto che questo disegno di legge rappresenta una prima immediata risposta alle più urgenti necessità di adeguamento delle leggi finanziaria e di bilancio 2000. Per quanto riguarda la natura del provvedimento è vero quanto diceva l'onorevole Pier Sandro Scano, cioè che l'articolo 13 della legge numero 11 del 1983 prevede cosa può e cosa non può essere contenuto nella legge finanziaria. L'ultimo comma di detto articolo estende i divieti, concernenti le nuove spese, le modifiche che amplino le leggi di spesa, le norme sul personale e sugli uffici, ai progetti legislativi di modifica della legge finanziaria e di assestamento del bilancio. Però non è casuale che il disegno di legge numero 86/A abbia come oggetto anche "disposizioni varie". Noi abbiamo previsto, e non può certo sfuggire all'attenzione degli attenti colleghi dell'opposizione, che questo provvedimento contenga anche una parte nella quale vi sono disposizioni che non modificano o integrano la legge finanziaria. Non esistono vincoli, non esistono divieti che impediscano la presentazione di un siffatto disegno di legge, mentre, qualora l'oggetto sia costituito esclusivamente e ab origine da norme modificative o di assestamento, l'articolo 84, quarto comma, del Regolamento consiliare, che è stato richiamato, da un lato, e la legge regionale 11/83, dall'altro, così come modificata dalla legge 23/99, limitano fortemente la possibilità di emendare il progetto di legge medesimo. Come più volte da noi rappresentato, questo disegno di legge ci pare perfettamente coerente con il sistema normativo vigente nell'ambito regionale, e quindi queste questioni di natura formale possono sicuramente dirsi superate.

Resta un aspetto che mi preme richiamare, e cioè la coerenza di questo disegno di legge con le previsioni contenute nell'articolo 2 della legge finanziaria, e proprio perché non appaia una mera esercitazione di stile io vorrei richiamare, alla luce dell'articolo 2, l'entità della manovra: questa non è una "manovrina". Qualcuno tende a sminuirne il significato, ma già in termini quantitativi questa è una manovra finanziaria che movimenta oltre 900 miliardi, a cui si aggiungono gli ulteriori 250 miliardi per far fronte all'emergenza siccità. E' una manovra che ha un alto significato anche dal punto di vista qualitativo, perché è coerente soprattutto con un obiettivo, che è il cardine della nuova programmazione economica e finanziaria di questa Regione, quello di non fare più ricorso, come nel passato, all'indebitamento. Se questa vi sembra cosa di poco conto! Anzi è un obiettivo che in linea con le politiche di risanamento e di razionalizzazione della spesa pubblica.

E' vero che l'articolo 2 è una norma di natura programmatica, ma questo fatto è stato richiamato - consentitemelo - spesso in maniera strumentale. Per quanto riguarda le politiche del lavoro e l'imprenditoria giovanile questa Giunta regionale ha stanziato circa 279 miliardi per dare una consistente risposta alle domande già istruite positivamente dagli istituti bancari. Mi fa specie che l'onorevole Cogodi esalti la legge 28 chiamandola "legge di sinistra". Di sinistro c'è tutto l'effetto che ha determinato il malgoverno, onorevole Cogodi! Le direttive su questa legge regionale, che risale addirittura al 1984, sono state emanate dalle Giunte di cui lei faceva parte. Queste cose bisogna richiamarle alla memoria. La legge regionale sull'imprenditoria giovanile ha determinato 958 miliardi di veri e propri debiti della Regione.

COGODI (R.C.). Non sono debiti, questo non è vero!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Quando si creano aspettative in coloro che spendono per le istruttorie delle pratiche e si rivolgono persino agli studi di consulenti per poterle presentare, è chiaro che...

FADDA (Popolari-P.S.). La 28 è una legge di cui dobbiamo essere orgogliosi!

COGODI (R.C.). Non può polemizzare in questo modo! Non ci avete voluto dare le informazioni che abbiamo chiesto. Lei deve dire quello che sa. Ci deve fornire i dati.

PRESIDENTE. Colleghi, per favore, non è possibile continuare così. Onorevole Cogodi, può chiedere di parlare se vuole rispondere, non c'è bisogno di interrompere. Onorevole Fadda, lo stesso vale per lei.

Non è corretto interrompere continuamente chi parla. Quando lei parla non vuole essere disturbato, e credo che anche l'assessore Pittalis abbia questo diritto.

Onorevole Cogodi, le darò poi l'opportunità di dire quello che pensa, abbia pazienza, adesso non interrompa. Prego, assessore Pittalis.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Qui si coglie la differenza, anche di metodo, fra il Governo di cui faceva parte l'onorevole Cogodi e questo Governo.

Per noi, in prospettiva, non può esistere nella legge finanziaria un sistema di incentivazione alla cieca, con contributi a pioggia, come appunto è stato fatto nel passato. Stiamo prevedendo proprio una legge di razionalizzazione del sistema degli incentivi verso i settori produttivi, compatibilmente con le disponibilità finanziarie della Regione. Si faranno i bandi, si farà tutto secondo criteri di massima trasparenza, e anche secondo le linee dettate dalla programmazione regionale.

Per concludere su questo punto, noi stiamo cercando, proprio perché la Regione ha un debito verso i settori produttivi, di pagare quei debiti. Vogliamo chiudere una pagina del passato. Per quanto riguarda il sostegno all'imprenditoria femminile, abbiamo previsto nel disegno di legge...

PRESIDENTE. La prego, Assessore, di avviarsi alla conclusione, posso concederle ancora due minuti. Il tempo a sua disposizione è stabilito dal Regolamento, quindi prego anche lei di attenersi al Regolamento. Le concedo ancora qualche minuto perché effettivamente è stato più volte interrotto.

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Presidente, noi ci atteniamo sempre al Regolamento, quindi il suo richiamo mi sembra fuori luogo.

FADDA (Popolari-P.S.). Sono le leggi che non rispettate!

PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per quanto riguarda l'imprenditoria femminile è previsto uno stanziamento di 1 miliardo e 250 milioni, 3 miliardi nel triennio; per l'azione 7, di cui all'articolo 4, sono stati stanziati altri 3 miliardi necessari per la catalogazione di beni librari e documentari in favore di cooperative e società; 8 miliardi e 500 milioni per il servizio e la gestione dei beni culturali; per quanto riguarda i progetti speciali per l'occupazione (ex l'articolo 18 della legge regionale 37/98) 64 miliardi sono destinati agli incentivi alle imprese; per gli interventi previsti dalla legge numero 15/94 abbiamo stanziato 14 miliardi e 300 milioni; per le politiche degli enti locali abbiamo destinato 31 miliardi e 40 milioni; per quanto riguarda l'ambiente, nel fondo nuovi oneri legislativi, alla voce 10, concernente "Disposizioni urgenti in materia idrica", abbiamo destinato 5 miliardi per far fronte alle necessità derivanti dal fermo biologico. E' anche previsto uno stanziamento di 20 miliardi per la pulizia delle spiagge e per la realizzazione di opere pubbliche. Il programma di informatizzazione sta andando avanti, per la ricerca abbiamo stanziato ulteriori 8 miliardi e mezzo e per quanto riguarda la programmazione negoziata vi è un primo intervento di 30 miliardi già da questo esercizio. Abbiamo inviato al Governo nazionale il parere positivo e di disponibilità al cofinanziamento dei patti tematici in agricoltura e degli altri strumenti di programmazione negoziata.

Abbiamo, in sostanza, mantenuto fede agli impegni previsti nell'articolo 2. Pertanto formulo all'opposizione - ma avremo altre occasioni per tornare sull'argomento - l'invito a dare un migliore apporto costruttivo sulle partite oggetto di questo disegno di legge, senza attardarsi su questioni che sono soltanto frutto di una polemica strumentale e senza costrutto.

PRESIDENTE. Dovremmo adesso votare il passaggio all'esame degli articoli, ma credo che sia opportuno convocare prima la Conferenza dei Presidenti di Gruppo.

(La seduta, sospesa alle ore 13 e 29, viene ripresa alle ore 14 e 33.)

PRESIDENTE. Comunico all'Aula le decisioni della Conferenza dei Capigruppo in merito alla programmazione dei lavori: la terza Commissione si riunirà questo pomeriggio alle ore 17; per la stessa ora è convocata anche la sesta Commissione. I lavori del Consiglio riprenderanno martedì alle ore 10. Naturalmente c'è l'impegno di lavorare fino a esaurimento di tutti gli argomenti all'ordine del giorno. Il Consiglio è quindi convocato per martedì alle ore 10.

Inserimento nella programmazione bimestrale dei lavori, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Signor Presidente, ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento, chiedo l'inserimento della proposta di legge numero 66, da noi presentata il 6 aprile 2000, nella programmazione bimestrale dei lavori.

PRESIDENTE. Se non vi sono opposizioni la richiesta è accolta.

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Comunico che da questo momento non sono più ricevibili emendamenti che non siano di coordinamento di emendamenti già concordati in Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Presidente, se si vuole rispettare il Regolamento lo si rispetti fino in fondo, per cui, dato che non è stato messo in votazione il passaggio all'esame degli articoli, questa interpretazione forzata del Regolamento non può essere applicata.

PRESIDENTE. Onorevole Vassallo, c'è stato un accordo in tal senso tra i Presidenti di Gruppo. Tutto questo serve per agevolare i lavori. Se c'è un problema di questo genere pongo immediatamente in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Sanna Salvatore (D.S.). E' un po' difficile, perché non c'è il numero legale.

PRESIDENTE. Come può lei dire che non c'è il numero legale?

Sanna Salvatore (D.S.). Non lo so con certezza.

PRESIDENTE. E allora lo verifichi.

Sanna Salvatore (D.S.). E poi ha già chiuso i lavori.

PRESIDENTE. Io non ho ancora chiuso i lavori del Consiglio. Chi ha fretta di uscire, può farlo, ma i lavori non sono terminati fino a quando la seduta non è tolta. Tutti i Gruppi si sono impegnati a non presentare altri emendamenti; se si ritenesse che questa possibilità resta aperta, io dovrei porre in votazione il passaggio all'esame degli articoli.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (F.S.D.). Non si sta contestando l'opportunità di quell'accordo; si sta contestando la forma con la quale viene presentato in questa sede. Lei, infatti, ha detto che gli emendamenti non sono più ricevibili. Formalmente gli emendamenti sono ricevibili sino al momento della votazione del passaggio all'esame degli articoli. Ciò non toglie che si sia raggiunto un accordo, che da parte nostra verrà rispettato.

PRESIDENTE. Onorevole Balia, ciò che lei ha detto vale per tutti ?

Sanna Salvatore (D.S.). Lo chieda alla maggioranza.

PRESIDENTE. Vale anche per la maggioranza, che si è impegnata, in Conferenza dei Presidenti di Gruppo, a non presentare emendamenti. Si possono ricevere solo emendamenti di coordinamento o che comunque siano utili per velocizzare i lavori dell'Aula, e saranno frutto di un accordo unitario.

Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (C.C.D.). Io prendo atto della conclusione di questo brevissimo dibattito, ricordando a me stesso, ma anche ai colleghi, che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo è arrivata a questa determinazione per dare la possibilità di raggiungere degli accordi che non sarebbero stati possibili se si fosse votato il passaggio agli articoli. Io non dubito che l'impegno a non presentare altri emendamenti sarà rispettato, altrimenti avrei chiesto l'immediato passaggio agli articoli, perché si tratta di rispettare quello che gli inglesi chiamano gentlemen's agreement, e io spero che ci siano ancora dei gentiluomini in quest'aula.

PRESIDENTE. E' bene che si sappia che non metto in votazione il passaggio agli articoli perché c'è un impegno politico in tal senso dei Presidenti di Gruppo. Se però un consigliere presentasse in questa fase un emendamento io lo dovrei dichiarare ammissibile. E' chiaro che a quel punto l'accordo non sarebbe più rispettato.

Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.

COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Mi scusi, Presidente, voglio semplicemente definire la mia richiesta di termini, cioè novanta giorni.

PRESIDENTE. Lei non ha chiesto che fossero fissati i termini; ha chiesto l'inserimento dell'argomento nella programmazione bimestrale dei lavori, e poiché non ci sono state opposizioni la proposta di legge a cui ha fatto riferimento sarà inserita nella programmazione bimestrale.

Il Consiglio è convocato per martedì prossimo alle ore 10.

La seduta è tolta alle ore 14 e 40.


[SP1] a che cosa?