Seduta n.383 del 05/02/2008
CCCLXXXIII Seduta
Martedì 5 Febbraio 2008
ANTIMERIDIANA
Presidenza del Vicepresidente BIANCU
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 18.
CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 24 gennaio 2008 (376), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Pileri ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana di martedì 5 febbraio 2008.
Poiché non vi sono opposizioni, questo congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. Comunico che in data 1 Febbraio 2008 ai sensi dell'articolo 21 del Regolamento interno del Consiglio regionale è stato costituito il Gruppo Partito Democratico e nominato Presidente del Gruppo Partito Democratico l'onorevole Siro Marrocu. Si comunica inoltre che l'onorevole Giommaria Uggias essendo venuto meno il Gruppo La Margherita Democrazia e Libertà e non avendo presentato ulteriore adesione ad un altro Gruppo ai sensi del quinto comma dell'articolo 21 del Regolamento interno confluisce nel Gruppo Misto.
Risposta scritta a interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione Diana - Liori sull'aumento dei canoni demaniali per concessioni di aree marittime con finalità turistico-ricreativa". (957)
(Risposta scritta in data 30 gennaio 2008.)
"Interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar sulle risorse del Fondo unico destinate alle province e ai comuni". (1008)
(Risposta scritta in data 30 gennaio 2008.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Interrogazione Gallus - Ladu - Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata definizione dei parametri per le colture danneggiate dagli eventi siccitosi del 2005". (1142)
"Interrogazione Cherchi Oscar - La Spisa - Lombardo - Sanjust - Amadu, con richiesta di risposta scritta, sul conferimento degli incarichi dirigenziali nell'Arpas". (1143)
PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza.
CASSANO, Segretario:
"Interpellanza Pileri sui ritardi nei lavori di completamento del porto di Cannigione nel Comune di Arzachena". (301/C-4)
PRESIDENTE. Per dare possibilità ai colleghi di arrivare sospendo la seduta per un quarto d'ora. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 36.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 21 , viene ripresa alle ore 10 e 43.)
pluriennale della Regione (legge finanziaria 2008)" (301/S/A)
PRESIDENTE. Bene, riprendiamo i lavori.
L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 301/S/A.
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
All'articolo 3 sono stati presentati i seguenti emendamenti: soppressivo totale numero 70, soppressivi parziali: numeri 221, 73, 918, 917, 879, 920, 470 517, 75, 293, 482, 518, 919, 464, 481, 923, 222, 71, 916, 466, 34, 448, 519, 798, 33, 476, 503, 796, 943, 283, 789, 39, 284[l1] , 450, 472, 459, 458, 812, 285, 473, 507, 955, 478, 76, 474, 922, 924[l2] , aggiuntivi, 220, 930, 932, 72, 443, 449, 933, 821, 835, 35, 165, 429, 455, 499, 910, 454, 36, 939, 431, 475, 37, 430, 456, 38, 432, 457, 873, 447, 874, 463, 843, 74, 952, 957, 875, 465, 445, 496, 471, 452, 460, 500, 442, 461, 444, 876, 877, 878, 527, 828, 467, 469, 468, 844, 845, 453, 864, 950, 173, 479, 504, 480, 498, 446, 451, 497, 541, 77, 810, 880, 921, 223, 17, 78, 565, 882, 883, 851, 292, 477, 516, 531, 881, 951, 959, 462, 515, 566, 822, 850, 884.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 e dei relativi emendamenti:
Art. 3
Disposizioni in materia di personale e
di contenimento degli oneri istituzionali
1. Le disposizioni dei commi 1, 2, 3 e 15 dell'articolo 6 della legge regionale n. 2 del 2007, si applicano nell'anno 2008, intendendosi i riferimenti temporali differiti di dodici mesi. A parziale modifica dell'articolo 6, commi 1 e 2, della legge regionale n. 2 del 2007, a decorrere dal 1° gennaio 2008, il 50 per cento dei posti che si rendono vacanti per effetto delle cessazioni ivi previste sono destinati alle finalità dell'articolo 36, ferma l'applicazione dell'articolo 6, comma 4, lettere a), b) e c), della medesima legge.
2. L'Amministrazione, gli enti e le agenzie, nelle more dell'espletamento delle procedure di stabilizzazione previste dalle disposizioni legislative regionali in materia, sono autorizzati a prorogare i rapporti di lavoro in atto con i soggetti che abbiano maturato i requisiti per accedere alle procedure medesime.
3. Nella legge regionale n. 2 del 2007 sono introdotte le seguenti modifiche:
a) nel comma 4 dell'articolo 6 le parole "nel triennio 2007-2009" sono sostituite dalle parole "nell'anno 2007";
b) nel comma 11 dell'articolo 6:
1) le parole: "in riduzione" sono soppresse;
2) la parola: "intercomparto"è sostituita dalle parole: "tra le agenzie e gli enti del comparto";
c) nel comma 2 dell'articolo 7 la frase "la limitazione non si applica relativamente alle risorse provenienti da finanziamenti statali e comunitari." è sostituita da "fanno eccezione le spese correlate a entrate statali o comunitarie a tali finalità vincolate."
4. La disposizione di cui al comma 1 dell'articolo 6 della legge regionale n. 2 del 2007 non si applica agli enti la cui consistenza organica sia inferiore a 150 unità i quali, in deroga al comma 4 del medesimo articolo 6, possono procedere, nell'anno 2008, ad assunzioni di personale, esclusivamente mediante concorso pubblico, allo scopo di garantire i servizi essenziali e previa verifica della possibilità di ricoprire i posti medesimi mediante mobilità all'interno del comparto di contrattazione di cui alla legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), o tramite le procedure previste dall'articolo 36 (Piano per il superamento del precariato) della legge regionale n. 2 del 2007.
5. I veterinari coadiutori regionali, che abbiano svolto un periodo di attività da almeno quindici anni anche non continuativi, sono inquadrati presso le ASL dove hanno espletato l'ultimo periodo di servizio secondo le modalità previste nell'articolo 36 della legge regionale n. 2 del 2007.
6. Ai sensi dell'articolo 1, comma 559, della legge n. 296 del 2006 (legge finanziaria 2007), l'Amministrazione regionale è autorizzata a inquadrare, a domanda, il personale dei consorzi agrari della Sardegna, collocato in mobilità collettiva alla data del 29 settembre 2006, nei limiti della dotazione organica vigente alla data di entrata in vigore della presente legge.
7. Nel comma 11 dell'articolo 20, della legge regionale n. 4 del 2006, come modificato dal comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale n. 2 del 2007, dopo le parole: "l'Amministrazione regionale", sono aggiunte le seguenti: ", gli enti e le agenzie del comparto di contrattazione collettiva regionale" e le parole: "è inoltre autorizzata" sono sostituite dalle parole: "sono autorizzati".
8. La disposizione del comma 1 dell'articolo 8 della legge regionale n. 2 del 2007, si applica anche negli anni 2008 e 2009. Alla liquidazione e pagamento del contributo provvede la direzione generale del personale con le risorse stanziate in bilancio a copertura della dotazione organica.
9. L'ammontare massimo delle risorse da destinare alla contrattazione collettiva per il biennio economico 2008-2009, comprensivo degli oneri derivanti dall'applicazione delle disposizioni relative al periodo di vacanza contrattuale, è determinato in euro 14.690.000, con il limite di spesa a regime di euro 9.620.000. (UPB S01.02.003). Le risorse stanziate e quelle sussistenti nel conto dei residui, destinate alle predette finalità, permangono nello stesso conto sino al loro completo utilizzo.
10. Per far fronte ai nuovi assetti organizzativi e operativi relativi alla riorganizzazione dei servizi regionali di protezione civile, incardinati presso il Corpo forestale e di vigilanza ambientale, è autorizzato per ciascuno degli anni dal 2008 al 2011 l'incremento di euro 200.000 del fondo per la retribuzione di posizione del personale non dirigente (UPB S01.02.001).
11. Nel comma 7 dell'articolo 17 della legge regionale 18 maggio 2006, n. 6 (Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS)), sono soppresse le parole da: "ed è subordinato" sino a: "materia" e nel comma 8 dell'articolo 6 della legge regionale n. 2 del 2007 sono soppresse le parole: "previo espletamento di apposite procedure concorsuali".
12. Nel comma 8 dell'articolo 26 della legge regionale n. 2 del 2007, le parole da: "subordinatamente" sino a: "in materia" sono sostituite dalle parole: "sin dalla sua costituzione".
13. Per l'attuazione dell'articolo 32, comma 2, della legge regionale 8 agosto 2006, n. 13 (Riforma degli enti agricoli e riordino delle funzioni in agricoltura. Istituzione delle Agenzie AGRIS Sardegna, LAORE Sardegna e ARGEA Sardegna), lo stanziamento a regime disposto dall'articolo 6, comma 16, della legge regionale n. 2 del 2007, è incrementato di euro 400.000 a decorrere dal 1° gennaio 2008 (UPB S01.02.003).
14. Per la prosecuzione dell'intervento di cui all'articolo 6, comma 4, lettera e), della legge regionale n. 2 del 2007, al fine di completare l'espletamento del concorso di formazione previsto dall'articolo 13 della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26 (Istituzione del Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione sarda), da parte degli idonei al concorso e per la loro assunzione, nel corso del biennio 2008-2009, entro i limiti delle dotazioni organiche, è autorizzata la spesa di euro 3.822.000 nell'anno 2008 e di euro 6.000.000 nell'anno 2009 e seguenti (UPB S01.02.001, S01.02.002 e S01.02.004).
15. Sino alla revisione della legge regionale 5 maggio 1965, n. 15 (Istituzione di un fondo per l'integrazione del trattamento di quiescenza, di previdenza e di assistenza del personale dipendente dall'Amministrazione regionale), e successive modifiche e integrazioni, è esclusa qualsiasi iscrizione al fondo di cui alla medesima legge del personale assunto con decorrenza dalla data di entrata in vigore della presente legge. Sono, comunque, fatti salvi i diritti acquisiti dal personale iscritto alla medesima data.
16. Il comma 4 dell'articolo 28 della legge regionale 26 agosto 1988, n. 32 (Disciplina delle attribuzioni dei coordinatori generali, di servizio e di settore dell'Amministrazione regionale), è sostituito dal seguente:
"4. Al personale degli uffici di gabinetto proveniente dagli enti pubblici compete, oltre all'indennità di gabinetto, il trattamento economico in godimento nell'ente di provenienza, esclusi gli elementi della retribuzione aventi natura accessoria e quelli connessi alle specifiche funzioni in relazione all'organizzazione dell'ente.".
17. Le indennità di carica del Presidente e degli Assessori della Giunta regionale possono essere determinate con provvedimento della Giunta regionale entro i limiti stabiliti dalla legge regionale 27 giugno 1949, n. 2, e successive modifiche e integrazioni.
18. Il comma 1 dell'articolo 16 della legge regionale n. 6 del 2006, è sostituito dal seguente:
"1. Il trattamento economico del direttore generale è pari al 70 per cento del trattamento economico spettante al direttore generale di una ASL; il trattamento economico del direttore dell'area tecnico-scientifica e di quello dell'area amministrativa è pari al trattamento economico spettante a un responsabile di struttura complessa di una ASL; il trattamento economico spettante ai direttori dei dipartimenti provinciali e specialistici e agli altri dirigenti è quello previsto dalle norme del Contratto collettivo nazionale della sanità di riferimento, applicabile sulla base del regolamento interno di organizzazione dell'ARPAS.".
19. E' autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di euro 900.000 per la realizzazione, attraverso la stipulazione di accordi e convenzioni con gli uffici della Commissione europea, di un programma di alta formazione dedicato al personale dell'Amministrazione regionale e a quello degli enti locali, che preveda, mediante la forma del distacco o dello scambio reciproco di personale, così come previsto dalla decisione della Commissione n. C(2006)2033 del 1° giugno 2006, che disciplina la figura dell'esperto nazionale distaccato (END), lo svolgimento di un'esperienza lavorativa presso i servizi della Commissione stessa; il programma è approvato con deliberazione della Giunta regionale su proposta dell'Assessore degli affari generali, personale e riforma della Regione (UPB S01.02.003).
20. Nella legge regionale n. 2 del 2007 sono apportate le seguenti modifiche:
a) nel comma 6 dell'articolo 6 le parole: "gli Assessorati degli enti locali, finanze ed urbanistica, dei lavori pubblici e della difesa dell'ambiente" sono sostituite dalle parole: "l'Amministrazione regionale";
b) dopo il comma 2 dell'articolo 7 è aggiunto il seguente:
"2 bis. Gli incarichi di cui ai commi 1 e 2 devono essere attivati unicamente per alte professionalità culturali, tecniche e scientifiche non previste dai propri organici.";
c) dopo il comma 3 dell'articolo 7 è aggiunto il seguente:
"3 bis. Le procedure di selezione comparativa o di short-list per l'attribuzione degli incarichi di cui al comma 2 sono avviate previo parere vincolante della direzione generale competente in materia di personale.";
d) nel comma 2 dell'articolo 36 le parole: "che ha durata massima di quattro anni" sono sostituite dalle parole: "che deve concludersi entro il 31 dicembre 2009".
21. Le short-list dell'Amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie vigenti alla data di approvazione della presente legge decadono qualora non conformi alle procedure selettive stabilite dall'articolo 7 della legge regionale n. 2 del 2007, come modificato dal comma 20.
22. Nella legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, sono apportate le seguenti modifiche
a) nell'articolo 6 bis, comma 2, introdotto dall'articolo 7 della legge regionale n. 2 del 2007, in fine è aggiunto il seguente periodo: "Gli incarichi non possono avere durata complessiva superiore ai sei mesi e non sono rinnovabili, con il medesimo soggetto, per un biennio, durante il quale non possono essere stipulati altri contratti di lavoro flessibile.";
b) nel comma 4 dell'articolo 54 le parole: "diciotto mesi" sono sostituite dalle parole: "tre anni".
23. Il contributo di cui all'articolo 32, comma 15, della legge regionale n. 2 del 2007, è rideterminato in annui euro 1.000.000 (UPB S05.02.001); la Giunta regionale, con propria deliberazione, stabilisce gli indirizzi per l'utilizzo di tale contributo.
24. E' autorizzata, per l'anno 2008, la spesa complessiva, valutata in euro 60.000, per l'erogazione alle amministrazioni provinciali di quanto necessario per la copertura degli oneri relativi agli anni 2006, 2007 e 2008 per l'inquadramento conseguente alla riqualificazione del personale transitato dal Ministero del lavoro e della previdenza sociale alle medesime amministrazioni provinciali ai sensi del decreto legislativo n. 180 del 2001, della legge regionale n. 7 del 2005, articolo 17, e dei decreti ministeriali del 10 giugno 2005 pubblicati sulle Gazzette ufficiali del 5 e del 6 settembre 2005 (UPB S02.03.006).
Emendamento soppressivo totale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 3
L'art. 3 è soppresso. (70)
Emendamento soppressivo parziale Lanzi - Serra - Cugini - Licheri - Fadda.
Articolo 3
Al comma 4, le parole da "o tramite le procedure" fino a "n. 2 del 2007" sono soppresse. (221)
Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 3
Il comma 5 è soppresso. (73)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa.
Articolo 3
All'art. 3, il comma è soppresso. (918)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa.
Articolo 3
All'art. 3, il comma 8 è soppresso. (917)
Emendamento soppressivo parziale Giunta regionale.
Articolo 3
Nel comma 9 il periodo dopo le parole (U.P.B. S01.02.003) è soppresso. (879)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa.
Articolo 3
All'art. 3, il comma 12 è soppresso. (920)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Contu - Gallus - Ladu - Murgioni.
Articolo 3
Nell'art. 3 nel comma 14 le parole "entro i limiti delle dotazioni organiche sono soppresse. (470)
Emendamento soppressivo parziale Cucca - Biancu - Sabatini - Cuccu Giuseppe.
Articolo 3
Nel comma 14 sono soppresse le seguenti parole:
"entro i limiti delle dotazioni organiche". (517)
Emendamento soppressivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 3
Il comma 15 è soppresso. (75)
Emendamento soppressivo parziale Atzeri - Maninchedda.
Articolo 3
Il comma 15 è abrogato. (293)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Ladu - Gallus - Contu - Murgioni.
Articolo 3
Il comma 15 dell'articolo 3 è soppresso. (482)
Emendamento soppressivo parziale Cuccu Giuseppe - Cocco - Biancu - Sabatini.
Articolo 3
Il comma 15 è soppresso. (518)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa.
Articolo 3
All'art. 3, il comma 15 è soppresso. (919)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Gallus - Ladu - Murgioni - Contu.
Articolo 3
Il comma 16 dell'articolo 3 è soppresso. (464)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa - Ladu - Contu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Il comma 18 dell'articolo 3 è soppresso. (481)
Emendamento soppressivo parziale La Spisa.
Articolo 3
All'art. 3, la lettera c) del comma 20 è soppressa. (923)
Emendamento soppressivo parziale Lanzi - Serra - Cugini - Licheri - Fadda.
Articolo 3
Al comma 20, lettera c), le parole "o di short list" sono soppresse. (222)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 3
Nel comma 1, le parole "50 per cento" sono sostituite con "75 per cento". (71)
Emendamento sostitutivo parziale Marrocu - Barracciu - Pacifico - Mattana - Sabatini.
Articolo 3
Nel comma 1 dell'articolo 3 le parole "dei comuni 1, 2, 3 e 15" sono sostituite dalle seguenti parole "dei comuni 1, 2, 3, 5 e 15". (916)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Il comma 9 dell'art. 3 è sostituito dal seguente:
"9. L'ammontare massimo delle risorse da destinare alla contrattazione collettiva relativa al biennio economico 2008-2009, comprensivo degli oneri derivanti dall'applicazione delle disposizioni relative al periodo di vacanza contrattuale, già definito dall'art. 11 della L.R. n. 1/2006, è rideterminato in euro 20.909.000, con il limite di spesa a regime di euro 13.888.000.
Le risorse stanziate e quelle sussistenti nel conto dei residui, destinati alla predetta finalità, permangono nello stesso conto fino al loro completo utilizzo.".
Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente disposizione si provvede con gli stanziamenti previsti nella UPB S01.02.003. (450)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Il comma 9 dell'art. 3 è sostituito dal seguente comma:
"L'ammontare massimo delle risorse da destinare alla contrattazione collettiva relativa al biennio economico 2008-2009, comprensivo degli oneri derivanti dall'applicazione delle disposizioni relative al periodo di vacanza contrattuale, già definito dall'art. 11 della L.R. n. 1/2006 è rideterminato in euro 20.909.000, con il limite di spesa a regime di euro 13.888.000.".
Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente disposizione si provvede con gli stanziamenti previsti nella UPB S01.02.003. (472)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Sanjust - Lombardo - Rassu.
Articolo 3
Il comma 9 è sostituito dal seguente:
"9. L'ammontare massimo delle risorse da destinare alla contrattazione collettiva relativa al biennio economico 2008-2009, comprensivo degli oneri derivanti dall'applicazione delle disposizioni relative al periodo di vacanza contrattuale, già definito dall'articolo 11 della legge regionale n. 1 del 2006 è rideterminato in euro 20.909.000, con il limite di spesa a regime di euro 13.888.000. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente disposizione si provvede con gli stanziamenti previsti nella UPB S01.02.003.". (459)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Rassu - Lombardo - Petrini.
Articolo 3
L'art. 3 il comma 9 è così sostituito:
"9. Ai fini di quanto disposto dal comma 1 dell'articolo 62 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione) l'ammontare massimo delle risorse da destinare alla contrattazione collettiva relativa al biennio economico 2006-2007, nell'ambito del quadriennio contrattuale 2006-2009, è determinato in euro 26.600.000, con autorizzazione di spesa a regime non superiore ad euro 22.000.000.
La spesa graverà sulla UPB S01.02.003.". (458)
Emendamento sostitutivo parziale Porcu - Pinna.
Articolo 3
Il comma 11 dell'articolo 3 è così sostituito:
"11. Nel comma 7 dell'articolo 17 della legge regionale 18 maggio 2006, n. 6 (Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (ARPAS)), sono soppresse le parole da: "ed è subordinato" sino a: "materia" e il comma 8 dell'articolo 6 della legge regionale 29 maggio 2007, n. 2 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2007)), è sostituito dal seguente:
"8. Per l'esercizio delle funzioni di cui alle leggi regionali 6 dicembre 2006, n. 19 (Disposizioni in materia di risorse idriche e bacini idrografici), 18 maggio 2006, n. 6 (Istituzione dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna - ARPAS), 31 ottobre 2007, n. 12 (Norme in materia di progettazione, costruzione, esercizio e vigilanza degli sbarramenti di ritenuta e dei relativi bacini di accumulo di competenza della Regione Sardegna), 7 agosto 2007, n. 5 (Procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi, in attuazione della direttiva comunitaria n. 2004/18/CE del 31 marzo 2004 e disposizioni per la disciplina delle fasi del ciclo dell'appalto), il personale dipendente a tempo indeterminato, esclusi i dirigenti, alla data del 28 settembre 2006, del centro di ricerca e formazione per il controllo dei sistemi idrici - Hydrocontrol - società consortile a responsabilità limitata ed il personale, esclusi i dirigenti, della Sigma - Invest in servizio alla data di messa in liquidazione della società stessa, è inquadrato in ARPAS, nell'Amministrazione regionale, in ENAS, nelle Agenzie regionali, sulla base delle specifiche richieste dei rami dell'amministrazione regionale, subordinatamente al superamento di apposite procedure concorsuali, nel rispetto delle vigenti disposizioni legislative in materia.". (812)
Emendamento sostitutivo parziale Caligaris.
Articolo 3
Nel comma dopo "legge regionale n. 2 del 2007" " le parole successive sono soppresse e da "può chiedere" a "concorsuali" sono così sostituite:
"è inquadrato nei ruoli dell'Agenzia regionale del distretto idrografico della Sardegna o dell'ARPAS ovvero dell'Amministrazione Regionale, degli Enti e delle Agenzie regionali.". (285)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Il comma 14 dell'art. 3 è sostituito dal seguente comma:
"Per la prosecuzione dell'intervento di cui alla lettera e), comma 4 dell'art. 6 della L.R. n. 2/2007, nel corso del triennio indi indicato, è autorizzata la spesa di euro 3.764.000 nell'anno 2008 e di euro 4.420.000 nell'anno 2009 (UPB S01.02.001, S01.02.002 e S01.02.004).
Per gli effetti della suddetta disposizione i contingenti organici degli agenti e dei sottufficiali del Corpo Forestale sono rideterminati rispettivamente in 1178 e 393 unità.". (473)
Emendamento sostitutivo parziale Cucca - Biancu - Sabatini - Cuccu Giuseppe.
Articolo 3
Nel comma 14 alla quarta riga la parola: "concorso" è sostituita con la parola: "corso". (507)
Emendamento all'emendamento numero 507 aggiuntivo Cucca - Cachia - Sabatini - Manca - Biancu.
Articolo 3
Alla fine del comma 14 è aggiunto il seguente periodo:
"I termini di cui all'articolo 6, comma 7, della legge regionale n. 2 del 2007, sono prorogati al 31 marzo 2008." (955)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Contu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Il comma 15 è sostituito dal seguente comma:
"In attesa di una nuova disciplina di revisione del Fondo istituito dalla L.R. n. 15/1965, il personale del ruolo unico dell'Amministrazione regionale è iscritto, a domanda, al F.I.T.Q. in applicazione dell'art. 27 della L.R. n. 33/1984.
Per la decorrenza di iscrizione e la regolarizzazione delle posizioni contributive si fa riferimento alle disposizioni di cui all'art. 19 della L.R. n. 6/2000.
Sono fatte salve le istanze di iscrizione al fondo formulate dai dipendenti precedentemente alla data del 1° gennaio 2002 e accolte dall'Amministrazione regionale ai sensi del predetto art. 27 della L.R. n. 33/1984.
Ai maggiori oneri finanziari, da determinare, si provvede con adeguato impinguamento dell'UPB S01.02.002 mediante riduzione delle voci della tabella A della Legge Finanziaria - FNOL.". (478)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 3
Nel comma 18, le parole "70 per cento" sono sostituite con "60 per cento". (76)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa - Contu - Ladu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Nel comma 19 dell'articolo 3 la spesa di euro 900.000 è rideterminata in euro 500.000.
I minori oneri a valere sull'UPB S01.02.003 trovano uguale corrispondenza nell'aumento delle poste della tabella A della Legge Finanziaria - FNOL.". (474)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa.
Articolo 3
All'art. 3, comma 20, la lettera c) è sostituita dalla seguente:
"c) nel comma 3 dell'articolo7 le parole da: "previo" sino a: "preventivamente" sono sostituite dalle parole: "esclusivamente previo espletamento di procedure selettive concorsuali ad evidenza pubblica". (922)
Emendamento sostitutivo parziale La Spisa.
Articolo 3
All'art. 3, il comma 21 è sostituito dal seguente:
"Le short-list dell'amministrazione regionale, degli enti e delle agenzie vigenti alla data di approvazione della presente legge, decadono a far data dal gennaio 2008.". (924)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Murgioni - Gallus - Contu.
Articolo 3
Dopo il comma 1 dell'articolo 3 è aggiunto il seguente comma:
"4 bis. Per favorire la riorganizzazione e il riordino dell'Amministrazione regionale reso necessario dai processi di riforma in corso, nel rispetto dei principi di contenimento della spesa, al fine di garantire la continuità amministrativa anche alla luce del forte ridimensionamento della dotazione organica (quantificato in circa il 28 per cento pari a 893 unità lavorative come risulta dalla relazione sui costi dell'Amministrazione regionale presentata in data 23 novembre 2007), ai fini di un riequilibrio delle dotazioni organiche nelle varie categorie previste nel CCRL vigente, l'Amministrazione regionale provvede all'inquadramento del personale idoneo ai concorsi interni nelle categorie C e D, su domanda degli aventi diritto da presentare entro 20 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
(Eventuali maggiori oneri trovano copertura nell'UPB S01.02.001). (466)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Maninchedda.
Articolo 3
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"Ai fini della riqualificazione del personale, nella categoria D sono consentiti inquadramenti, entro il limite dei posti che si rendano vacanti durante l'anno, mediante selezione interna, del personale della categoria C in possesso, alla data della presente legge, dei requisiti per l'accesso dall'esterno alla categoria D e con una anzianità di servizio maturata nella stessa categoria C non inferiore agli otto anni". (34)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Alla fine del comma 1 dell'art. 3 è aggiunto il seguente periodo:
"il restante 50 per cento, per quanto riguarda i posti della cat. D), viene coperto attingendo dalle graduatorie degli idonei dei concorsi pubblici per titoli ed esami portati a compimento nel triennio 2005-2007." (448)
Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Cuccu Giuseppe - Sabatini.
Articolo 3
Nel comma 1 è aggiunto il seguente periodo:
"Il restante 50 per cento, limitatamente ai posti vacanti nella categoria D, viene coperto attingendo dalle graduatorie degli idonei dei concorsi pubblici per titoli ed esami portati a compimento nel triennio 2005-2007 la cui vigenza è prolungata fino al 31 dicembre 2009. (519)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - La Spisa - Capelli - Artizzu - Ladu.
Articolo 3
Al comma 1 dell'art. 3, è aggiunto il seguente:
"Sono consentiti inquadramenti nella categoria D, mediante utilizzo della graduatoria della selezione interna svoltasi nel dicembre 2007, in applicazione dell'art. 6, comma 4, lettera f della L.R. 29.05.2007, n. 2.". (798)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Maninchedda
Articolo 3
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"Al fine di ottimizzare l'impiego del personale operante nell'ambito dell'amministrazione regionale, di riequilibrare la consistenza numerica tra le diverse categorie e di migliorare quindi l'organizzazione del lavoro, i dipendenti attualmente inquadrati in categoria B, assunti con concorsi pubblici non riservati, in possesso di diploma di scuola media superiore, con anzianità di servizio superiore ad anni 15 e risultati idonei alla "Selezione interna per titoli ed esami per l'accesso al livello economico iniziale della categoria C" svoltasi nell'anno 2004, transitano nella categoria C al primo livello retributivo. Tali inquadramenti comporteranno una variazione della consistenza numerica: in aumento per la categoria C e relativa diminuzione per la categoria B, lasciando invariata la dotazione organica complessiva dell'amministrazione regionale, che conseguentemente verrà rideterminata con apposita deliberazione della Giunta.". (33)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Contu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Dopo il comma 1 dell'articolo 3 è aggiunto il seguente comma:
"14 bis. I dipendenti attualmente inquadrati in Cat. B, assunti con concorsi pubblici non riservati e con il superamento di prove selettive, sono inquadrati, a domanda, nella categoria C al primo livello retributivo.
Tali inquadramenti avvengono senza modifiche alla dotazione organica complessiva definita dalla Giunta regionale; gli inquadramenti determineranno l'aumento della dotazione nella categoria C e l'uguale corrispondente riduzione della Cat. B. Le domande dovranno essere presentate entro venti giorni dall'entrata in vigore della presente legge e gli inquadramento avverranno entro altri venti giorni previo accertamento della necessaria professionalità consistente nel possesso del diploma di scuola media superiore di secondo grado o della idoneità ad una selezione interna per l'accesso alla categoria C.".
Eventuali maggiori oneri derivanti dall'applicazione della presente norma trovano copertura nell'UPB S01.02.003. (476)
Emendamento aggiuntivo Cuccu Giuseppe - Cocco - Biancu - Sabatini.
Articolo 3
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
"I dipendenti dell'Amministrazione regionale, attualmente inquadrati nella categoria B e assunti con concorsi pubblici non riservati che abbiano superato le selezioni interne svolte entro il 31 dicembre 2006, sono inquadrati a domanda nella categoria C al primo livello retributivo. Tali inquadramenti avvengono senza modifiche alla dotazione organica complessiva definita dalla Giunta regionale, gli inquadramenti determineranno l'aumento della dotazione nella categoria C e l'uguale corrispondente riduzione della categoria B.". (503)
Emendamento aggiuntivo Vargiu - Dedoni - Pisano - Cassano.
Articolo 3
Dopo il comma 1 dell'articolo 3 è aggiunto il seguente:
"Per favorire il riordino dell'organico dell'Amministrazione regionale reso necessario dai processi di riforma in corso, nel rispetto dei principi di contenimento della spesa, al fine di garantire la continuità dell'azione amministrativa, nel rispetto dei principi di economicità e di ottimizzazione delle risorse, nonché ai fini del riequilibrio del rapporto tra le consistenze numeriche delle diverse categorie i dipendenti attualmente inquadrati in cat. "B" assunti con concorsi pubblici non riservati e con il superamento di prove selettive sono inquadrati a domanda nella categoria "C" al primo livello retributivo. Tali inquadramenti avvengono senza modifiche alla dotazione organica complessiva dell'Amministrazione Regionale, gli inquadramenti determineranno l'aumento della dotazione nella categoria C e l'uguale corrispondente riduzione della cat. B. Le domande devono essere presentate entro venti giorni dall'approvazione della presente legge e gli inquadramenti avverranno entro altri venti giorni previo l'accertamento della necessaria professionalità consistente nel possesso del diploma di scuola superiore di secondo grado o dell'idoneità ad una selezione interna per l'accesso alla categoria C. (796)
Emendamento aggiuntivo Uras - Lanzi - Serra - Cugini - Davoli - Fadda - Licheri - Pisu.
Articolo 3
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"Per favorire il riordino dell'organico dell'Amministrazione regionale reso necessario dai processi di riforma in corso, nel rispetto dei principi di contenimento della spesa, al fine di garantire la continuità amministrativa, di evitare disparità di trattamento negli accessi nell'Amministrazione regionale, nel rispetto dei principi di economicità e di ottimizzazione delle risorse, nonché ai fini del riequilibrio del rapporto tra le consistenze numeriche delle diverse categorie i dipendenti attualmente inquadrati in cat. "B" assunti con concorsi pubblici non riservati e con il superamento di prove selettive sono inquadrati a domanda nella categoria "C" al primo livello retributivo. Tali inquadramenti avvengono senza modifiche alla dotazione organica complessiva definita dalla Giunta regionale, gli inquadramenti determineranno l'aumento della dotazione nella categoria C e l'uguale corrispondente riduzione della cat. B. Le domande dovranno essere presentate entro venti giorni previo l'accertamento della necessaria professionalità consistente nel possesso del diploma di scuola superiore di secondo grado o dell'idoneità ad una selezione interna per l'accesso alla categoria C. (943)
Emendamento aggiuntivo Caligaris.
Articolo 3
Dopo il comma 1 è aggiunto il comma:
"1 bis. Per garantire l'operatività degli uffici nelle attività operative e ausiliarie, i posti disponibili nelle dotazioni organiche della categoria A sono coperti mediante l'inquadramento degli idonei nella pubblica selezione indetta ai sensi della lettera b) del comma 1 dell'art. 52 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, per il reclutamento della categoria medesima. La graduatoria delle selezione conserva efficacia per il triennio 2008-2010.". (283)
Emendamento aggiuntivo Cassano -Vargiu.
Articolo 3
Al comma 1 dell'art. 3 è aggiunto il seguente:
"Per garantire l'operatività degli uffici nelle attività operative e ausiliarie è disposto l'inquadramento con decorrenza immediata nel livello iniziale della cat. A degli idonei alla pubblica selezione già indetta ed espletata per il reclutamento di personale della categoria medesima ai sensi della lett. b) del comma 1 dell'art. 52 della legge regionale 31/1998.
Per l'attuazione degli inquadramenti di cui al precedente comma e comunque nelle more dell'inquadramento del personale di cui alla selezione interna in corso di svolgimento per n. 24 posti della categoria B riservata al personale della cat. A dell'amministrazione regionale, la dotazione organica nella cat. A dell'amministrazione regionale è provvisoriamente incrementata di 4 unità.". (789)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Maninchedda.
Articolo 3
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
"1 bis. Al fine di soddisfare indifferibili esigenze di efficienza e continuità nell'azione amministrativa, ai dipendenti del ruolo unico dell'amministrazione regionale, i quali, in possesso dei requisiti per l'accesso alla dirigenza, abbiano conseguito l'idoneità alla medesima procedura concorsuale selettiva indetta dalla stessa amministrazione e che alla data di entrata in vigore della presente legge svolgono continuativamente da oltre 18 mesi le funzioni di direttore di servizio in virtù di incarico attribuito in applicazione delle disposizioni di cui all'art. 11 della L.R. 14 giugno 2006, n. 6, e delle disposizioni di cui al comma 11 dell'art. 20 della L.R. 11 maggio 2006, n. 4, con le procedure previste dall'art. 28 della L.R. 31/1998, è attribuita in via definitiva la qualifica corrispondente al medesimo incarico nell'ambito della dotazione organica dell'amministrazione regionale.". (39)
Emendamento aggiuntivo Caligaris.
Articolo 3
Dopo il comma 1 è aggiunto il comma:
"1 bis. Ai dipendenti del ruolo unico dell'amministrazione regionale in possesso dei requisiti per l'accesso alla dirigenza che abbiano conseguito l'idoneità mediante procedura concorsuale selettiva indetta dall'amministrazione e che alla data di entrata in vigore della presente legge svolgano continuativamente da almeno 18 mesi le funzioni di direttore di servizio in virtù di incarico attribuito in applicazione delle disposizioni di cui all'art. 11 della L.R. 14 giugno 2000, n. 6, o delle disposizioni di cui al comma 11 art. 20 L.R. 11 maggio 2006, n. 4, con le procedure previste dall'art. 28 della L.R. 31/1998, è attribuita in via definitiva la qualifica corrispondente all'incarico ricoperto nell'ambito della dotazione organica dell'amministrazione regionale. (284)
Emendamento aggiuntivo Lanzi - Serra - Cugini - Licheri - Fadda.
Articolo 3
Al comma 1, dopo le parole "della medesima legge" sono aggiunte le seguenti:
"e salvo non vi siano per le medesime figure, graduatorie di concorsi pubblici in corso di validità". (220)
Emendamento aggiuntivo Cuccu Giuseppe - Giagu - Cherchi Silvio - Lai Silvio - Licheri - Masia - Cugini.
Articolo 3
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
"1 bis. Per i fini di perequazione, la disposizione prevista dall'articolo 19 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, e successive modificazioni e integrazioni, trova applicazione nei confronti dei dipendenti collocati in quiescenza successivamente alla data di entrata in vigore della medesima legge, indipendentemente dalla presentazione della relativa istanza.". (930)
Emendamento aggiuntivo Giagu - Cuccu Giuseppe - Lai Silvio- Cherchi Silvio- Licheri - Uggias - Masia.
Articolo 3
All'art. 3 comma 1 è aggiunto il seguente capoverso:
"L'amministrazione, gli enti e le agenzie regionali sono autorizzate ad ampliare la propria dotazione organica nel caso in cui i posti che si rendono vacanti per effetto delle cessazioni non siano sufficienti ai fini della conclusione delle procedure di stabilizzazione del precariato di cui all'art. 326 della legge regionale n. 2 del 2007 nei tempi previsti dalla presente legge.". (932)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 3
Al termine del comma 2 è aggiunto il seguente:
"2 bis. Rientrano tra i destinatari del piano di stabilizzazione anche i soggetti che all'entrata in vigore della presente legge abbiano in essere un contratto di lavoro riconducibile ad una delle tipologie indicate nel piano e maturino alla scadenza dello stesso 30 mesi di attività lavorativa anche non continuativa.". (72)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Dopo il comma 2 dell'art. 3 è aggiunto il seguente comma:
"2 bis. Ai fini del computo dei 30 mesi di attività previsti dall'art. 36, comma 2, della L.R. n. 2/2007, quale requisito per l'inserimento nel Piano per il superamento del precariato, vanno considerati anche i periodi di lavoro e studio relativi al primo anno di tirocinio del personale selezionato per l'attuazione del Progetto Sfera. Inoltre, il periodo di attività superiore ai 15 giorni viene computato per l'intero mese.". (443)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Dopo il comma 2 dell'art. 3 è aggiunto il seguente comma:
"2 bis. Ai fini del computo dei 30 mesi di attività previsti dall'art. 36, comma 2 della L.R. n. 2/2007, quale requisito per l'inserimento nel Piano per il superamento del precariato, vanno considerati anche i periodi di lavoro e studio prestati in qualità di borsisti presso gli ex Enti regionali confluiti in AGRIS. Inoltre, il periodo di attività superiore ai 15 giorni viene computato per l'intero mese.". (449)
Emendamento aggiuntivo Lai Silvio - Licheri - Cherchi Silvio - Uggias - Masia Cuccu Giuseppe - Giagu.
Articolo 3
All'art. 3 comma 2:
dopo la parola "prorogare" aggiungere "o rinnovare"
dopo le parole "in atto" aggiungere "al 30 settembre 2007"
dopo le parole "procedure medesime" aggiungere "fino al loro completamento" (933)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Marracini - Lai Renato - Atzeri.
Articolo 3
Nell'art. 3 dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
"3 bis) Le disposizioni di cui al comma 5 dell'art. 6 della L.R. 29 maggio 2007, n. 2, sono prorogate al 30 giugno 2008.". (821)
Emendamento aggiuntivo Marrocu - Floris Vincenzo - Sanna Franco - Pisu - Frau.
Articolo 3
All'articolo 3, dopo il comma 5, è aggiunto il seguente comma:
"5 bis. Al fine di garantire in via ordinaria le funzioni previste dagli articoli 6 e 14 della legge regionale 5 dicembre 2005, n. 20, la Giunta regionale individua interventi finalizzati alla stabilizzazione presso le amministrazioni provinciali dei collaboratori della Misura 3.1 - POR 2000-2006. La spesa prevista per l'attuazione del presente comma è valutata in euro 2.000.000 per l'anno 2008; alla determinazione degli oneri per gli anni successivi si provvede con la legge finanziaria a' termini dell'articolo 4, comma 1, lettera e), della legge regionale n. 11 del 2006, (EPB S01.06.001).".
COPERTURA FINANZIARIA
in aumento
UPB S01.06.001
Trasferimento agli enti locali - parte corrente
2008 euro 2.000.000
in diminuzione
UPB S08.01.002
FNOL - parte corrente
2008 euro 2.000.000
mediante individuazione della misura di cui alla voce 2 della tabella A allegata alla legge finanziaria. (835)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Maninchedda.
Articolo 3
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
"A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, il personale di ruolo dell'ex ESAF trasferito ai sensi dell'art. 2, comma 1, della L.R. 12 luglio 2005, n. 10, nei ruoli del soggetto gestore del servizio idrico integrato che ha presentato istanza di cui all'art. 2, comma 3, della medesima legge, salvo espressa rinuncia dell'interessato, transita nei ruoli dell'amministrazione regionale, dei suoi enti e delle agenzie, secondo una graduatoria di merito definita in base ad oggettivi criteri di valutazione, che tengano conto dell'anzianità di servizio, della professionalità acquisita, dell'inquadramento e dei titoli posseduti dal lavoratore, da stabilirsi con specifico accordo tra le organizzazioni sindacali rappresentative di cui all'art. 60 della L.R. 31/1998 e l'Assessorato agli Affari generali, personale e riforma della Regione, entro trenta giorni dall'approvazione della presente legge. tale graduatoria ha validità, fino a completo esaurimento, per la copertura dei posti dell'amministrazione regionale, dei suoi enti e delle agenzie che si renderanno disponibili nelle rispettive dotazioni organiche.". (35)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 3
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma:
"6 bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, il personale di ruolo dell'ex Esaf trasferito ai sensi del comma 1 nei ruoli del soggetto gestore del servizio idrico integrato che ha presentato istanza di inquadramento nei ruoli ordinari dell'Amministrazione regionale o degli enti di cui alla L.R. 13 novembre 1998, n. 31, nonché dell'Arpas e dell'Ente foreste della Sardegna, salvo espressa rinuncia dell'interessato, viene inquadrato, nei ruoli dell'Amministrazione regionale, delle agenzie e degli enti di cui alla L.R. n. 31/1998, con il mantenimento dello status giuridico, economico e previdenziale posseduto al momento del trasferimento presso il soggetto gestore, secondo i fabbisogni e le disponibilità negli organici in deroga all'art. 6, comma 1, della L.R. 24 febbraio 2006, n. 2.". (165)
Emendamento aggiuntivo Marracini - Pittalis - Lai Renato.
Articolo 3
Dopo il comma 6 è aggiunto
6 bis). Modifica alla L.R. 12 luglio 2005 n. 10 art. 2 comma 3 - Trasferimento nei ruoli dell'Amministrazione regionale delle Agenzie e dei suoi Enti del Personale dell'Ente Sardo Acquedotti e Fognature.
A decorrere dalla entrata in vigore della presente legge, il Personale di ruolo dell'ex ESAF trasferito ai sensi dell'art. 2, comma 1 della L.R. 12 luglio 2005 n. 10, nei ruoli del soggetto gestore del servizio idrico integrato che ha presentato istanza di cui all'art. 2, comma 3, della medesima legge, salvo espressa rinuncia dell'interessato, è inquadrato, secondo l'anzianità di servizio e le modalità di cui all'art. 5 del DPR 487/94 e s.m., anche in soprannumero, nei ruoli dell'Amministrazione regionale, dei suoi Enti, e delle Agenzie, con il mantenimento dello status giuridico, dell'inquadramento economico, del trattamento previdenziale e dell'anzianità di servizio posseduti al momento del trasferimento presso il soggetto gestore. E' altresì valutato, ai fini dell'anzianità di servizio, il periodo prestato alle dipendenze del soggetto gestore. La nuova sede di servizio sarà assegnata in base alla sede lavorativa di provenienza e comunque in accordo col lavoratore. (429)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Murgioni - Gallus - Contu.
Articolo 3
Dopo il comma 6 dell'articolo 3 è aggiunto il seguente comma:
"A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, il personale di ruolo dell'ex ESAF trasferito ai sensi dell'articolo 2, comma 1, della L.R. 12 luglio 2005 n. 10 nei ruoli del Soggetto gestore del Servizio Idrico Integrato, che ha presentato istanza di cui all'articolo 2, comma 3 della medesima legge, salvo espressa rinuncia dell'interessato, è inquadrato, secondo l'anzianità di servizio e le modalità di cui all'articolo 5 del D.P.R. 487/94 e successive modificazioni, anche in sovrannumero, nei ruoli dell'Amministrazione regionale, degli Enti e delle Agenzie regionali con il mantenimento dello status giuridico, dell'inquadramento economico, del trattamento previdenziale, e dell'anzianità di servizio posseduti al momento del trasferimento presso il Soggetto gestore.
E' altresì valutato, ai fini dell'anzianità di servizio, il periodo prestato alle dipendenze del Soggetto gestore.
La nuova sede di servizio sarà assegnata in base alla sede lavorativa di provenienza e comunque di intesa col lavoratore". (455)
Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Cuccu Giuseppe - Sabatini.
Articolo 3
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma:
6 bis. A decorrere dall'entrata in vigore della presente legge, il personale di ruolo dell'ex ESAF trasferito, ai sensi della legge regionale 12 luglio 2005, n. 10, articolo 2, comma 1, nei ruoli del soggetto gestore del servizio idrico integrato, che ha presentato istanza di cui all'articolo 2, comma 3, della medesima legge, salvo espressa rinuncia dell'interessato, è inquadrato nei ruoli dell'Amministrazione regionale, delle agenzie e degli enti di cui alla legge regionale n. 31 del 1998, con il mantenimento dello status giuridico-economico e previdenziale posseduto al momento del trasferimento presso il soggetto gestore, secondo i fabbisogni e le disponibilità negli organici in deroga all'articolo 6, comma 1 della L.R. 2/2006,.
Inoltre, il personale ex ESAF, in possesso delle professionalità e competenze richieste, è inquadrato nelle dotazioni organiche delle nuove agenzie. (499)
Emendamento aggiuntivo Uras - Serra - Lanzi - Cugini - Davoli - Fadda - Licheri - Pisu.
Articolo 3
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma:
6 bis. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, il personale di ruolo dell' ex ESAF, trasferito ai sensi dell'art. 2 comma 1 della l. r. 12 luglio 2005 n. 10, che ha presentato istanza di cui all'art. 2 comma 3 della l.r. 12 luglio 2005 n. 10, salvo rinuncia dell'interessato, è inquadrato nei ruoli dell'amministrazione regionale e/o degli enti di cui alla l.r. 31/98, mantenendo senza soluzione di continuità status giuridico, inquadramento economico, trattamento previdenziale, anzianità e sede di servizio in essere, ovvero la sede di servizio più vicina. (910)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente comma:
6 bis. "I dipendenti ex ESAF hanno facoltà di opzione per il transito nei ruoli organici dell'ENAS con priorità di inquadramento nei posti disponibili derivanti dalla riorganizzazione dell'Ente.
Il personale dell'ex ESAF costituisce un ruolo speciale ad esaurimento al quale continua ad applicarsi il CCRL del Comparto Regione. La differenza retributiva tra il contratto del Comparto Regionale ed il contratto vigente in ABBANOA, limitatamente alla retribuzione tabellare e la retribuzione di anzianità, è posta a carico dell'Amministrazione Regionale."
Agli eventuali nuovi oneri, da determinare, si provvede con gli stanziamenti previsti nella UPB S01.02.003. (454)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Maninchedda.
Articolo 3
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
Al personale di cui all'art. 2, comma 1, della L.R. 12 luglio 2005, n. 10, nelle more della definizione dell'accordo quadro tra il gestore del servizio idrico integrato e le organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi dell'art. 60 della L.R. 31/1998, continua integralmente ad applicarsi il contratto applicato dall'ente cedente (CCRL dei dipendenti della Regione Autonoma della Sardegna, dei suoi enti e delle agenzie). L'accordo quadro, previsto dall'art. 2, comma 2, della L.R. 12 luglio 2005, n. 10, stabilisce una specifica disciplina a salvaguardia degli istituti normativi, economici e previdenziali previsti nel contratto collettivo regionale e deve obbligatoriamente essere sottoscritto dalle parti suddette, previa approvazione dell'assemblea dei lavoratori interessati provenienti dai ruoli dell'ESAF, pena la sua nullità". (36)
Emendamento aggiuntivo Uras - Lanzi - Serra - Cugini - Davoli - Fadda - Licheri - Pisu.
Articolo 3
Dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti:
6 bis. Al personale di cui alla legge regionale 12 luglio 2005, n. 10, articolo 2, comma 1, sino alla definizione dell'accordo quadro tra il gestore del servizio idrico integrato e le organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi della legge regionale n. 31 del 1998, articolo 60, continua ad applicarsi il contratto collettivo applicato dall'ente cedente (Contratto collettivo regionale di lavoro dei dipendenti della Regione autonoma della Sardegna).
6 ter. L'accordo quadro, previsto dalla legge regionale 12 luglio 2005, n. 10, articolo 2, comma 2, stabilisce specifica disciplina a salvaguardia degli istituti normativi, economici e previdenziali previsti nel contratto collettivo regionale e deve obbligatoriamente essere sottoscritto dalle parti e approvato con assemblea della maggioranza dei dipendenti provenienti dai ruolo dell'Ente sardo acquedotti e fognature. (939)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Marracini - Lai Renato.
Articolo 3
Dopo il comma 6 è aggiunto:
6 bis. Al personale di cui alla legge regionale 12 luglio 2005, n. 10, articolo 2, comma 1, nelle more della definizione dell'accordo quadro tra il gestore del servizio idrico integrato e le organizzazioni sindacali rappresentative ai sensi della legge regionale n. 31 del 1998, articolo 60, continua ad applicarsi, in tutte le sue forme, il contratto applicato dall'ente cedente (CCRL dei dipendenti della Regione autonoma della Sardegna, delle agenzie e dei suoi enti). L'accordo quadro, previsto dalla legge regionale n. 10 del 2005, articolo 2, comma 2, stabilisce una specifica disciplina a salvaguardia degli istituti normativi, economici e previdenziali previsti nel contratto collettivo regionale e deve obbligatoriamente essere sottoscritto dalle parti suddette, previa approvazione dell'assemblea dei lavoratori interessati provenienti dai ruolo dell'ESAF, pena la sua nullità. (431)
Emendamento aggiuntivo Contu - Ladu - Murgioni - Gallus.
Articolo 3
Dopo il comma 6 dell'articolo 3 è aggiunto il seguente comma:
6 bis. "Al personale di cui all'articolo 2, comma 1 della L.R. 12 luglio 2005 n. 10, nelle more della definizione dell'Accordo quadro tra il Gestore del Servizio Idrico Integrato e le OO.SS. rappresentative ai sensi dell'articolo 60 della L.R. 31/98, continua ad applicarsi in tutte le sue forme il contratto applicato dall'Ente cedente (CCRL dei dipendenti della RAS, delle Agenzie e degli Enti regionali).
E' comunque applicata la specifica disciplina di salvaguardia degli istituti normativi, economici e previdenziali del CCRL così come previsto nell'Accordo quadro di cui all'articolo 2, comma 2 della L.R. 10/2005. (475)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Maninchedda.
Articolo 3
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
"Agli enti locali che con le modalità di cui all'art. 30, comma 1, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, inquadrano nei propri organici i dipendenti dell'ESAF che abbiano presentato domanda in base all'art. 2, comma 3, della L.R. 12 luglio 2005, n. 10, e successive modificazioni, si applica l'art. 2, comma 1, della L.R. 29 maggio 2007, n. 2". (37)
Emendamento aggiuntivo Marracini - Lai Renato - Pittalis.
Articolo 3
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
6 bis. Agli Enti Locali che con le modalità di cui all'art. 30, comma 1, del Decreto Legislativo 30 marzo 2001 n. 165, inquadrino nei propri organici i Dipendenti dell'ESAF che abbiano presentato domanda in base all'art. 2, comma 3, della legge regionale 12 luglio 2005 n. 10 e successive modificazioni, si applica l'art. 2, comma 1, della L.R. n. 2 del 20 maggio 2007. (430)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Murgioni - Gallus.
Articolo 3
Dopo il comma 6 dell'articolo 3 è aggiunto il seguente comma:
"Agli Enti locali che con le modalità di cui all'articolo 30 , comma 1 del Decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 inquadrino nei propri organici i dipendenti dell'ESAF che abbiano presentato domanda a valere sull'articolo 2, comma 3 della L.R. 10/2005 e successive modificazioni, si applica l'articolo 2, comma 1 della L.R. 29 maggio 2007 n. 2". (456)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Maninchedda.
Articolo 3
Dopo il comma 6 è aggiunto il seguente:
I lavoratori dell'ESAF che non abbiano ottemperato alla presentazione delle domande di cui all'art. 2, comma 3, della L.R. 12 luglio 2005, n. 10, possono presentare istanza di trasferimento presso i ruoli dell'amministrazione regionale, dei suoi enti e delle agenzie entro quindici giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Le nuove domande saranno valutate in subordine alle istanze di inquadramento già presentate dai lavoratori dell'ESAF nel rispetto dei termini previsti dalla L.R. 12 luglio 2005, n. 10". (38)
Emendamento aggiuntivo Marracini - Lai Renato - Pittalis
Articolo 3
Dopo il comma 6 è aggiunto:
6 bis. I lavoratori dell'ESAF che non abbiano ottemperato alla presentazione delle domande di cui alla legge regionale 12 luglio 2005, n. 10, articolo 2, comma 3, possono presentare istanza di trasferimento presso i ruoli dell'Amministrazione regionale, dei suoi enti e delle agenzie entro quindici giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Le nuove domande sono valutate in subordine alle istanze di inquadramento a suo tempo presentate dai lavoratori dell'ESAF nel rispetto dei termini previsti dalla legge regionale n. 10 del 2005. (432)
Emendamento aggiuntivo La Spisa- Ladu - Contu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Dopo il comma 6 dell'articolo 3 è aggiunto il seguente comma :
"I dipendenti dell'ESAF che non abbiano ottemperato alla presentazione delle domande di cui all'articolo 2, comma 3 della L.R. 12 luglio 2005 n. 10, possono presentare istanza di trasferimento presso i ruoli dell'Amministrazione regionale, dei suoi Enti e delle sue Agenzie entro 15 giorni dall'entrata in vigore della presente legge.
Le nuove domande saranno valutate in subordine alle istanze di inquadramento a suo tempo già presentate dai dipendenti dell'ESAF nel rispetto dei termini previsti dalla L.R. 10/2005." (457)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 3
Dopo il comma 6 è inserito il seguente:
6 bis Per la completa attuazione del piano per il superamento del precariato di cui all'art. 36 della L.R. n. 2/2007, è costituito un fondo di € 500.000 nella UPB S01.02.001 . Alla ripartizione delle risorse provvede, in relazione alle specifiche esigenze, l'Assessore della programmazione con proprio decreto.
Copertura finanziaria
In diminuzione
UPB S 08.01.004
Anno 2008/2011 Euro 500.000
In aumento
UPB S 01.02.001
Anno 2008/2011 Euro 500.000 (873)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Dopo il comma 7 dell'alt. 3 è aggiunto il seguente comma:
"Al personale dell'Amministrazione regionale assunto per la redazione del Piano regionale di assetto idrogeologico attraverso procedure concorsuali pubbliche, bandite in applicazione del decreto legge 11 luglio 1998 n. 180, ed inquadrato sulla base delle disposizioni della successiva Legge 9 novembre 2001, n. 401, è riconosciuto ai fini giuridici il servizio prestato a tempo determinato presso la stessa Amministrazione regionale". (447)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 3
Nel comma 7 dopo le parole "contrattazione collettiva regionale" sono inserite le seguenti:
- "e l'Ente foreste della Sardegna e dopo le parole "area C del Corpo forestale "sono inserite le seguenti: "e Quadri del comparto contrattuale dell'Ente Foreste". (874)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Gallus - Murgioni - Ladu.
Articolo 3
Dopo il comma 8 è aggiunto il seguente comma:
8 bis. "L'ultima frase del comma 2 dell'ari. 20 della L.R. n. 7/2005 è soppressa". (463)
Emendamento aggiuntivo Balia - Masia - Atzeri.
Articolo 3
9 bis. Nel rispetto dei principi e delle disposizioni legislative che regolano la parità di trattamento tra i dipendenti della Amministrazione Regionale, l'ammontare delle risorse da destinare alla contrattazione collettiva 2008/2011 del personale dell'Ente Foreste della Sardegna anche per consentire agli operai forestali di ottenere lo stesso trattamento retributivo - normativo in godimento agli impiegati ossia di usufruire di 12 scatti di anzianità nell'arco di 24 anni di servizio, di 3 giorni all'anno di permessi retribuiti e del salario al 100% i primi tre giorni di malattia, retribuiti al 100% e incrementato di € 12.000.000 (dodicimilioni/00) per gli anni 2008/2009/2010/2011. (843)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 3
Dopo il comma 9 è aggiunto il seguente comma:
E' autorizzata, nell'anno 2008, la spesa di Euro 4.000.000 al fine di garantire la parità di trattamento tra il personale operaio e il personale impiegatizio dell'Ente Foreste della Sardegna, per quanto attiene agli scatti di anzianità, ai permessi straordinari retribuiti e all'orario di lavoro settimanale". (74)
Emendamento all'emendamento numero 74 sostitutivo parziale Rassu - La Spisa - Petrini - Contu - Licandro.
Articolo 3
Le parole "euro 4.000.000" sono sostituite da: "euro 12.000.000".
Copertura finanziaria:
FNOL. (952)
Emendamento all'emendamento numero 74 sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 3
Le parole "euro 4.000.000" sono sostituite con "euro 12.000.000" e
Le parole "Fondo Nuovi oneri legislativi" sono sostituite con "UPB S04.08.007. Per l'anno 2008, l'UPB è incrementata di Euro 4.300.000 con pari riduzione dell'UPB S08.01.004". (957)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 3
Dopo il comma 9 è inserito il seguente:
9 bis. L'ammontare massimo delle risorse per la contrattazione integrativa relativa al personale dell'Ente Foreste, quadriennio 2008-2011, è determinato in € 9.200.000,00 (UPB S.04.08.007).
Copertura finanziaria
Conseguentemente nella tabella C l'importo riferito all'UPB S.04.08.007 per l'anno 2008 è incrementato di € 1.500.000 con pari riduzione dell'UPB S.08.01.004. (875)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Murgioni - Gallus - Ladu - Contu.
Articolo 3
Dopo il comma 9 dell'art. 3 è aggiunto il seguente comma:
9 bis. Il comma 7 dell'art. 63 della L.R. n. 31/1998 e successive modificazioni è sostituito dal seguente comma:
La procedura di certificazione dei contratti collettivi deve concludersi entro 40 giorni dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo, decorsi i quali i contratti sono efficaci, fermo restando che, ai fini dell'esame dell'ipotesi di accordo da parte della Giunta regionale, il predetto termine può essere sospeso una sola volta e per non più di 15 giorni, per motivate esigenze istruttorie.
Il CO.RA.N. provvede a fornire i chiarimenti richiesti entro i successivi 7 giorni. La deliberazione della Giunta regionale deve comunque essere adottata entro 8 giorni dalla ricezione dei chiarimenti richiesti, o dalla scadenza del termine assegnato al CO.RA.N., fatta salva l'autonomia negoziale delle parti in ordine ad una eventuale modifica delle clausole contrattuali.
In ogni caso i contratti divengono efficaci trascorso il 55° giorno dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo, che è trasmesso al CO.RA.N. corredato della prescritta relazione tecnica, alla sezione di controllo della Corte dei Conti entro 3 giorni dalla predetta sottoscrizione. (465)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Dopo il comma 9 dell'art. 3 è aggiunto il seguente comma:
9 bis. "In considerazione del ritardo accumulato e dell'urgenza di definire lo stato giuridico ed economico del personale interessato all'applicazione del citato art. 32 di cui al precedente comma, a parziale modifica della stessa norma, è autorizzata la stipula di uno specifico accordo collettivo tra il Coran e le OO.SS. del Comparto regionale di contrattazione che preceda la definizione del rinnovo contrattuale 2006-2009". (445)
Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Cuccu Giuseppe - Sabatini.
Articolo 3
Dopo il comma 9 dell'art. 3 è aggiunto il seguente comma:
9 bis. "In considerazione del ritardo accumulato e dell'urgenza di definire lo stato giuridico ed economico del personale interessato all'applicazione del citato art. 32 di cui al precedente comma, a parziale modifica della stessa norma, è autorizzata la stipula di uno specifico accordo collettivo tra il Coran e le OO.SS. del Comparto regionale di contrattazione che preceda la definizione del rinnovo contrattuale 2006-2009". (496)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Dopo il comma 10 dell'art. 3 è aggiunto il seguente comma:
"Al fine di adeguare l'assegno di funzione degli appartenenti al Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale nella misura percentuale del 35 per cento dell'analoga indennità del CFS, è autorizzata la spesa di Euro 1.200.000 (UPB S 01.02.003)". (471)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Murgioni - Gallus.
Articolo 3
Dopo il comma 10 dell'art. 3 è aggiunto il seguente comma:
"Al fine dell'adeguamento dell'assegno di funzione degli appartenenti al Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale nella misura percentuale del 35 per cento dell'analoga indennità del CFS, è stabilito uno stanziamento di Euro 1.200.000".
Ai maggiori oneri derivanti dall'applicazione della presente norma si provvede mediante gli stanziamenti dell'UPB S01.02.003. (452)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Sanjust - Rassu - Lombardo - Petrini.
Articolo 3
Dopo il comma 10 è aggiunto il seguente:
"10 bis. In considerazione della disposizione di cui al comma 6, dell'articolo 15, della legge regionale n.7 del 2005, per i fini del reinquadramento del personale sottufficiali ed agenti forestali nell'abito del rinnovo contrattuale 2006 - 2009, è disposto un finanziamento di € 2.000.000 a valere sulla UPB S08.01.002 PNOL spese correnti. (460)
Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Cuccu Giuseppe - Sabatini.
Articolo 3
Dopo il comma 10 è aggiunto il seguente comma:
Per completare la classificazione del personale Agenti, Assistenti ed Ispettori prevista dal CCRL 1998-2001 e per la completa attuazione da quanto previsto dall'articolo 15 comma 6 della Legge Regionale n. 7 del 21 aprile 2005 vengono stanziati a favore della contrattazione collettiva € 1.200.000,00 per l'anno 2008 ed € 1.500.000,00 per l'anno 2009.
Agli oneri derivanti dall'Applicazione della presente disposizione si provvede con gli stanziamenti previsti nella UPB S01.02.003. (500)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Gallus - Ladu - Murgioni.
Articolo 3
Dopo il comma 10 è aggiunto il seguente comma:
Nell'art. 2 della legge regionale n. 11/2002 n. 11/2002 le parole "1998-2001" e "una volta soltanto, nella fase di prima applicazione dello stesso contratto" sono soppresse. (442)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Rassu - Lombardo - Petrini.
Articolo 3
Dopo il comma 10 è aggiunto il seguente:
"10 ter. Nell'art. 2 della legge regionale n. 11/2002 n. 11/2002 le parole "1998-2001" e "una volta soltanto, nella fase di prima applicazione dello stesso contratto" sono soppresse. (461)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Murgioni - Gallus.
Articolo 3
Dopo il comma 10 dell'art. 3 è aggiunto il seguente comma:
10 bis. "nell'art. 56 della L.R. n. 31/1998 e successive modificazioni la percentuale prevista è rideterminata nel 40 per cento". (444)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 3
Dopo il comma 10 è introdotto il seguente:
10 bis. Per l'anno 2008 e successivi è autorizzato, a favore del Centro Regionale di Programmazione, l'incremento di euro 40.000 del Fondo per la retribuzione di posizione del personale non dirigente (U.P.B.S01.02.001).
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S 01.02.001 Oneri per il trattamento economico dei dipendenti, ivi compreso il salario accessorio.
(SC01.0134)
Anno 2008 Euro 40.000
Anno 2009 Euro 40.000
Anno 2010 Euro 40.000
Anno 2011 Euro 40.000
In diminuzione
UPB S 08.01.004 Somme per le quali sussiste l'obbligo a pagare.
Anno 2008 Euro 40.000
UPB S.05.01.001 Spese per il Servizio Sanitario Regionale Parte corrente
(Cap. SC05.0001)
Anno 2009 Euro 40.000
UPB S.08.02.002 Altre partite generali che si compensano nell'entrata
(Cap. SC08.0323)
Anno 2010 Euro 40.000
Anno 2011 Euro 40.000 (876)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale
Articolo 3
Dopo il comma 11 è inserito il seguente:
11 bis. Per assicurare la continuità delle attività del servizio beni culturali, i soggetti già impegnati in lavori socialmente utili, nell'ambito di progetti regionali e interregionali, e che tuttora prestino la loro attività, da almeno cinque anni, presso l'assessorato competente in materia di beni culturali, possono essere inquadrati a domanda nell'amministrazione regionale, purché in possesso dei requisiti posseduti per l'accesso alle categorie del personale regionale. Le domande devono essere presentate entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente legge e sono accolte nel limite di 10 unità, con corrispondente incremento della dotazione organica. Agli oneri derivanti dall'applicazione della presente disposizione sono quantificati in euro 350.000 per l'anno 2008 (UPB S.01.02.001)
Copertura finanziaria
In diminuzione
UPB S 08.01.004
Anno 2008 Euro 350.000
In aumento
UPB S 08.01.001
Anno 2008 Euro 350.000 (877)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 3
Dopo il comma 12 è introdotto il seguente:
12 bis. Dall'entrata in vigore della presente legge, il compenso mensile spettante ai Presidenti degli enti di cui alla L.R. 23 agosto 1995, n. 20 e successive modificazioni, è pari alla retribuzione fissa e di posizione dei Direttori generali dell'Amministrazione regionale. (878)
Emendamento aggiuntivo Cucca - Cuccu Giuseppe - Biancu - Sabatini.
Articolo 3
Dopo il comma 13 è aggiunto il seguente comma:
L'Agenzia LAORE Sardegna è autorizzata ad inquadrare, attraverso prove selettive concorsuali pubbliche con le modalità previste dall'art. 52, comma 1, lettera b) della legge regionale 31/98, il personale dipendente dall'Associazione Regionale Allevatori in servizio alla data del 31 dicembre 2006, che abbia prestato la propria attività lavorativa nei servizi di assistenza tecnica a favore degli allevatori della Sardegna, ivi compresa l'attività di laboratorio e di amministrazione, finanziati con risorse regionali o statali per almeno tre anni, riconoscendo nel passaggio l'anzianità di servizio e a tal fine, la Giunta Regionale, in attuazione dell'articolo 28 della legge 8 agosto 2006, n. 13, adotta entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge le modifiche della pianta organica della stessa Agenzia. Alla relativa spesa si farà fronte con le risorse previste all'UPB S06.04.009. (527)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Murgioni - Gallus - Contu.
Articolo 3
Dopo il comma 13 dell'art. 3 è aggiunto il seguente:
"Nel rispetto delle disposizioni di cui all'art. 32 comma 4 della L.R. 8 agosto 2006, n. 13 e al fine di completare l'inserimento nel comparto unico di contrattazione collettiva regionale, è disposta l'iscrizione all'INPDAP per il trattamento previdenziale del personale dell'Agenzia AGRIS Sardegna, a far data dal 1° agosto 2007". (828)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Gallus - Murgioni - Contu.
Articolo 3
Dopo il comma 14 dell'art. 3 è aggiunto il seguente comma 14 bis:
Nei confronti del personale appartenente al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale trova applicazione, in quanto compatibile, la disposizione del comma 5, art. 3 della Legge 27 maggio 1977, n. 284". (467)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Nell'art. 3, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente comma:
14 bis "nei confronti del personale appartenente al Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale trova applicazione, in quanto compatibile, la disposizione del comma 5, art. 3 della Legge 27 maggio 1977 n. 284" (469)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Nell'art. 3, alla fine del comma 14, è aggiunto il seguente periodo:
"Per gli effetti della presente disposizione i contingenti organici degli agenti e dei sottufficiali del Corpo Forestale e di Vigilanza ambientale sono rispettivamente rideterminati nel numero di 975 e 325 unità". (468)
Emendamento aggiuntivo La Spisa.
Articolo 3
Nell'art. 3, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente comma 14 bis:
Al fine di ottimizzare l'impiego del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, migliorando la risposta dell'Amministrazione Regionale alla crescente necessità di tutela ambientale, in armonia con le esigenze di contenimento della spesa pubblica, con particolare riferimento ai costi di allestimento di un concorso pubblico per ispettori e del conseguente avi corso di formazione necessario per l'inserimento in servizio, il comma 3 dell'articolo 5 della legge regionale 5 novembre 1985, n. 26, è così modificato:
"il rapporto tra il personale Sottufficiali (Ispettori Forestali di area B forestale) ed il personale Agenti (Agenti-Assistenti Forestali di area A forestale) deve essere minimo di 1 Sottufficiale ogni 2 Agenti. (844)
Emendamento aggiuntivo La Spisa.
Articolo 3
Dopo il comma 14 è aggiunto il seguente:
14 bis. Nel comma 3 dell'art. 58 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 (Disciplina del personale regionale e dell'organizzazione degli uffici della Regione), sono soppresse le parole "nonché per il personale del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale".
All'art. 58 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, il comma 4, è sostituito dal seguente:
4. "I dirigenti e il personale del Corpo Forestale e di vigilanza ambientale costituiscono due autonome e separate aree di contrattazione all'interno del comparto". (845)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Contu - Murgioni - Gallus.
Articolo 3
Nell'art. 3, dopo il comma 14, è aggiunto il seguente comma:
14 bis. Nel comma 1, dell'art. 29 della L.R. n. 19/2006 dopo il periodo "... in sede di prima applicazione ..." sono aggiunte le parole "e successive modificazioni della pianta organica". (453)
Emendamento aggiuntivo Uras - Serra - Lanzi - Cugini - Davoli - Fadda - Licheri - Pisu.
Articolo 3
Nell'art. 3, dopo il comma 14, viene inserito il comma
14 bis. Alla legge regionale n. 2 del 2007, all'articolo 36, apportare le seguenti modifiche:
"a) dopo le parole "che abbia svolto attività per almeno" aggiungere le parole "trenta mesi" con le seguenti "ventiquattro mesi". (864)
Emendamento all'emendamento numero 864 sostitutivo Parziale Rassu - La Spisa - Petrini - Licandro - Contu.
Articolo 3
Le parole "ventiquattro mesi" sono sostituite dalle parole "venti mesi". (950)
Emendamento aggiuntivo Amadu.
Articolo 3
All'art. 3, dopo il comma 15, è aggiunto il seguente comma:
15 bis. Al personale dell'Amministrazione regionale inquadrato nelle qualifiche funzionali dirigenziali ai sensi della legge regionale 17 agosto 1978, n. 51, o che abbia svolto funzioni di coordinamento di servizio per almeno dodici anni, collocato in quiescenza alla data di approvazione della legge 23 ottobre 1992, n. 421, spetta il trattamento di quiescenza previsto per i dirigenti, di cui alla legge regionale 13 novembre 1989, n. 31, e sue modifiche e integrazioni." (173)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Contu - Murgioni - Gallus.
Articolo 3
All'art. 3, dopo il comma 15, è aggiunto il seguente:
"Al personale regionale, cessato dal servizio nel periodo dal 1.01.2000 al 31.12.2003 in possesso dei seguenti requisiti concorrenti:
a) attribuzione con provvedimento consolidato ed emesso successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro, della qualifica di dirigente, ai soli fini giuridici, con effetto dal 2.12.1998 ai sensi delle disposizioni regionali in materia;
b) transito - sin dal 1 giugno 1982 - alla VI fascia funzionale - posizione apicale (ex carriera direttiva) - con la qualifica di "Esperto in materie amministrative" di cui alla tab. A) allegata alla L.R. 17.08.1978, n. 51, a seguito di concorso bandito ai sensi dell'art. 90 della stessa legge;
c) effettivo svolgimento, nel tempo, di funzioni e compiti omologhi a quelli dei dirigenti di STAFF (studio, ricerca e consulenza), compete il trattamento economico previsto dai CC.RR.LL. per il personale con qualifica dirigenziale dell'Amministrazione regionale con effetto dal primo giorno del mese precedente la rispettiva data di cessazione dal servizio. Tale trattamento è comprensivo della retribuzione di posizione nella misura corrisposta ai dirigenti di Staff.
Il trattamento economico di cui al precedente comma compete, inoltre, con la stessa decorrenza, al personale del ruolo unico regionale che, per lo stesso periodo e, comunque, non oltre il 31.12.2003, abbia svolto funzioni di Coordinatore dei Piani Integrati d'Area (PIA) attribuite con provvedimento formale emesso dal Presidente della Giunta regionale ai sensi e per gli effetti della L.R. 26.02.1996, n. 14 e successive modificazioni ed integrazioni e sia cessato dal servizio dal mese successivo all'esercizio di tale incarico". I maggiori oneri derivanti dalla presente norma vanno a gravare sull'UPB S01.02.003. (479)
Emendamento aggiuntivo Cuccu Giuseppe - Cocco - Biancu - Sabatini.
Articolo 3
Dopo il comma 15 è aggiunto il seguente comma:
In ottemperanza al dettato di cui all'articolo 36 della Costituzione e in armonia con la costante giurisprudenza in materia, al personale regionale, cessato dal servizio nel periodo dal 1° gennaio 2004 al 31 dicembre 2004, in possesso dei seguenti requisiti concorrenti:
a) attribuzione con provvedimento consolidato ed emesso successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro, della qualifica di dirigente, ai soli fini giuridici, con effetto dal 2 dicembre 1998, ai sensi delle disposizioni regionali in materia;
b) transito, sin dal 1° giugno 1982, alla VI fascia funzionale - posizione apicale (ex carriera direttiva), con la qualifica di "esperto in materie amministrative" di cui alla tabella A allegata alla legge regionale 17 agosto 1978, n. 51, a seguito di concorso bandito ai sensi dell'articolo 90 della stessa legge;
compete il trattamento economico previsto dai CCRL per il personale con qualifica dirigenziale dell'Amministrazione regionale e degli enti strumentali, con effetto dal primo giorno del mese precedente la data di cessazione dal servizio. Tale trattamento è comprensivo della retribuzione di posizione nella misura corrisposta ai dirigenti di staff.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S Euro 10.000
In diminuzione
UPB S Euro 10.000 (504)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Contu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Dopo il comma 15 è aggiunto il seguente comma:
" Ai sensi dell'art. 23 della L.R. n. 15/1965, l'indennità dirigenziale e quella per il coordinamento di strutture organizzative e/o incarichi di alta professionalità o similari, sono liquidate per un numero di anni pari a quelli di fruizione della stessa." (480)
Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Cuccu Giuseppe - Sabatini.
Articolo 3
Dopo il comma 15 è aggiunto il seguente:
Ai fini della determinazione dell'indennità di anzianità o di fine servizio di cui alla legge regionale n. 15 del 1965, articolo 23, le indennità dirigenziali e quelle per il coordinamento di strutture organizzative e/o incarichi di alta professionalità o similari, sono calcolate per un numero di anni pari a quelli di fruizione della stessa e di effettiva contribuzione al fondo per tale voce, calcolando per anno intero eventuali frazioni. (498)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu -Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Dopo il comma 15 dell'art. 3 è aggiunto il seguente comma:
15 bis. Per compensare gli squilibri finanziari determinatisi nella gestione del Fondo di cui alla L.R. n. 5/1965, (FITQ), in seguito alle disposizioni in materia di pensionamenti incentivati, sono versate al Fondo medesimo le somme ancora sussistenti sul conto dei residui della UPB S01.02.001 e non utilizzate per l'applicazione dell'art. 6, comma 3, della L.R. n. 2/2007". (446)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Contu - Ladu -Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Dopo il comma 15 dell'art. 3 è aggiunto il seguente comma:
15 bis. "Nell'art. 27 bis della L.R. n. 5/1965 istitutiva del FITQ, ai fini della richiesta per l'anticipazione dell'indennità di anzianità o fine servizio, è aggiunta la seguente lettera c): ristrutturazione o completamento della prima casa di abitazione, estinzione o abbattimento di mutuo ipotecario sulla prima casa di abitazione, da documentare con atto notarile o equipollente". (451)
Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Cuccu Giuseppe - Sabatini.
Articolo 3
Dopo il comma 15 dell'art. 3 è aggiunto il seguente:
"15 bis. Nell'art. 27 bis della L.R. n. 5/1965 istitutiva del FITQ, ai fini della richiesta per l'anticipazione dell'indennità di anzianità o fine servizio, è aggiunta la seguente lettera c): ristrutturazione o completamento della prima casa di abitazione, estinzione o abbattimento di mutuo ipotecario sulla prima casa di abitazione, da documentare con atto notarile o equipollente". (497)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 3
Dopo il comma 15 dell'art. 3 è aggiunto il seguente comma:
Per le finalità di cui all'articolo 12 della legge regionale n. 9 del 2006, allo scopo di rafforzare il percorso avviato per la effettiva realizzazione del comparto unico Regione - enti locali e la conseguente graduale armonizzazione normativa ed economica del personale dipendente della Regione e degli enti locali, è autorizzato per l'anno 2008 lo stanziamento di euro 15.000.000 per ciascuno degli anni 2008, 2009 e 2010; detto fondo viene assegnato alla costituenda Agenzia per la rappresentazione negoziale della Regione e degli enti locali della Sardegna (ARAN Sardegna) (UPB S01.06.001- cap. SC01.1080).
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S01.06.001
Anno 2008 Euro 15.000.000
Anno 2009 Euro 15.000.000
Anno 2010 Euro 15.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente - mediante riduzione della riserva della voce 2 della tabellaB allegata alla legge finanziaria.
Anno 2008 Euro 15.000.000
Anno 2009 Euro 15.000.000
Anno 2010 Euro 15.000.000 (541)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 3
Alla fine del comma 19 è aggiunta la seguente frase:
"d'intesa con la Commissione consiliare competente in materia di personale della Regione". (77)
Emendamento aggiuntivo Frau - Porcu - Pinna.
Articolo 3
Nel comma 19 dell'articolo 3, dopo le parole "dell'Amministrazione regionale" sono aggiunte le seguenti parole: "degli enti e agenzie regionali". (810)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 3
Nel comma 20 lett. a) dopo le parole "articolo 6 le parole" sono aggiunte le seguenti:
"da "dal Ministero dell'Ambiente" sino a "II stralcio" sono sostituiti dalle parole "dei Ministeri preposti" e le parole". (880)
Emendamento aggiuntivo La Spisa.
Articolo 3
All'art. 3, comma 20, dopo la lettera b), è aggiunta la seguente lettera b bis):
I risparmi di spesa derivanti dall'applicazione della lettera b) del presenta comma sono destinati a finanziare piani di formazione del personale regionale di contrattazione in possesso di adeguati requisiti culturali. (921)
Emendamento aggiuntivo Lanzi - Serra - Cugini - Licheri - Fadda Giuseppe.
Articolo 3
Al comma 20, lettera c, dopo le parole "di cui al comma 2" sono aggiunte le seguenti:
"non possono consistere in colloqui di tipo motivazione e". (223)
Emendamento aggiuntivo Rassu - Petrini - Contu - La Spisa.
Articolo 3
All'articolo 3, dopo il comma 20 sono aggiunti i seguenti:
"20 bis. Le graduatorie dei concorsi pubblici espletati dalla Regione e non ancora scadute alla data di approvazione della presente legge sono prorogate di 18 mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.
20 ter. Fatta salva in ogni caso l'immissione in ruolo dei vincitori di concorso, le assunzioni effettuate in ciascun anno solare, a decorrere dal 2008, attingendo dalle graduatorie degli idonei dei concorsi suddetti dovranno rispettare una percentuale almeno pari a quella delle assunzioni autorizzate ex articolo 36 della legge regionale n. 2 del 2007, in ossequio ai principi di economicità ed efficienza ed in coerenza con l'interesse pubblico." (17)
Emendamento aggiuntivo Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 3
Dopo il comma 20 è aggiunto il seguente comma:
"20 bis. Negli anni 2008 e seguenti, le spese per gli incarichi di cui all'art. 6 bis della L.R. 13 novembre 1998, n. 31, non possono superare il 40 per cento delle risorse destinate a tali finalità nell'anno 2006". (78)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 3
Dopo il comma 20 dell'articolo 3 è aggiunto il seguente comma:
Al personale dell'amministrazione regionale in servizio nel periodo dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2004, ricompreso nella graduatoria dei dipendenti ammessi a partecipare alle progressioni professionali di cui all'accordo contrattuale sottoscrìtto in data 20 giugno 2005, ancorché in possesso dei requisiti previsti dal medesimo accordo e che non ha goduto della disposizione di cui al comma 35 dell'articolo 20 della L.R. 11.05.2006 N. 4, è attribuito nelle rispettive categorie di inquadramento il livello economico superiore a quello di appartenenza ai fini giuridici ed economici con decorrenza dal 1 gennaio 2000.
Agli oneri finanziari si fa fronte con il finanziamento stanziato previsto dal comma 1 dell'articolo 18 della L.R. 11 maggio 2004 n.6. finalizzato alla mobilità professionale del personale di cui al comma precedente. (565)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 3
Dopo il comma 22 è inserito il seguente:
22 bis. All'articolo 24 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31, sono apportate le seguenti modifiche:
· nella lettera b) le parole da "e ripartendo" sino a "generale" sono sostituite dal seguente periodo: "definisce gli obiettivi che i dirigenti devono perseguire, ripartendo tra di essi le risorse strumentali e umane e indicando i limiti entro cui i medesimi possono impegnare le risorse finanziarie assegnare";
· alla lettera c) è aggiunta la seguente proposizione: "promuove, nei confronti dei dirigenti, l'adozione delle misure previste dagli articoli 22 e 50";
· la lettera d) è sostituita dalla seguente: "d) promuove e resiste alle liti e ha il potere di conciliare e transigere";
· la lettera g) è sostituita dalla seguente: "g) adotta gli atti e i provvedimenti amministrativi ed esercita i poteri di spesa e di accertamento delle entrate non delegati ai dirigenti e quelli a contenuto generale nonché quelli rientranti nella gestione dei servizi della direzione generale che ritenga di assegnare alla propria competenza";
· la lettera h) è sostituita dalla seguente: "h) adotta gli atti di competenza relativi all'organizzazione degli uffici e svolge le attività di organizzazione e gestione del personale e di gestione dei rapporti sindacali e di lavoro". (882)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 3
Dopo il comma 22 è inserito il seguente:
22 ter. All'articolo 25 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 sono apportate le seguenti modificazioni:
· il primo periodo è sostituito dal seguente: "Il dirigente cui siano conferite le funzioni di direttore di servizio sulla base delle direttive e degli obiettivi stabiliti dal direttore generale:";
· la lettera b) è sostituita dalla seguente: "b) cura la gestione delle attività di competenza del servizio e l'attuazione dei progetti assegnati dal direttore generale adottando i relativi atti e provvedimenti amministrativi ed esercitando i poteri di spesa e di acquisizione delle entrate; svolge tutti gli altri compiti ad esso delegati dal direttore generale;". (883)
Emendamento aggiuntivo Biancu - Cucca - Sabatini - Manca - Cuccu Giuseppe.
Articolo 3
Dopo il comma 23 è aggiunto il seguente:
" 23 bis. All'articolo 32 comma 1 lettera b) della legge regionale 13 novembre 1998, n.31, dopo le parole "diploma di laurea" è aggiunto il seguente periodo " compreso quelli individuati dall'articolo 17 comma 95 della Legge 15 maggio 1997, n.l27 e di cui il Decreto del Ministro dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica n.509 del 3 novembre 1999". (851)
Emendamento aggiuntivo Atzeri - Maninchedda.
Articolo 3
Dopo il comma 24 è aggiunto il comma 24 bis.
"Al fine di assicurare le pari opportunità tra il personale del comparto regionale, l'Azienda Regionale per l'Edilizia Abitativa (AREA), il cui personale è inserito nel comparto della Regione per effetto della L.R. 12/2006, è autorizzata ad applicare, sino alla copertura del 50% dei posti vacanti, le procedure previste dall'art. 77, comma 5, della L.R. 31/1998 per la prima costituzione della dirigenza, e le procedure selettive per l'accesso al livello economico iniziale delle categorie B, C, e D, riservate al personale che non abbia partecipato alle selezioni interne di cui agli articoli 76 e 77 del contratto collettivo regionale di lavoro del 15 maggio 2001, nel rispetto dei requisiti stabiliti dal medesimo contratto". (292)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Ladu - Contu - Gallus - Murgioni.
Articolo 3
Nell'articolo 3, dopo il comma 24 è aggiunto il seguente 24 bis:
"Nelle more del riordino complessivo delle funzioni di competenza regionale in materia di istruzione e formazione professionale, è abrogato il comma 1, art. 27 della L.R. 29 maggio 2007, n. 2". (477)
Emendamento aggiuntivo Cucca - Cachia - Biancu - Sabatini - Cuccu Giuseppe.
Articolo 3
Dopo il comma 24 è aggiunto il seguente comma:
I dipendenti delle comunità montane soppresse ai sensi della legge regionale 2 agosto 2005, n. 12, non assegnati alle amministrazioni di cui alla stessa legge regionale n. 12 del 2005, articolo 11, comma 5, possono essere inseriti nel ruolo unico regionale o assegnati agli enti e alle agenzie regionali che hanno uffici nella provincia in cui ricadevano, anche parzialmente, le soppresse comunità montane, mantenendo il trattamento economico maturato. (516)
Emendamento aggiuntivo Cuccu Giuseppe - Biancu - Sabatini.
Articolo 3
Dopo il comma 24 è aggiunto il seguente comma:
24 bis. Il personale iscritto all'albo di cui alla legge regionale 13 giugno 1989, n. 42, articolo 1, che, nel periodo compreso tra il 1° luglio 2007 e l'entrata in vigore della presente legge, abbia risolto non volontariamente il rapporto di lavoro e abbia maturato i requisiti di legge per la pensione può presentare, entro il 30 giugno 2008, istanza di fruizione delle indennità previste dalla legge regionale 11 maggio 2006, n. 4, articolo 19, comma 2, con effetto retroattivo per le modalità di calcolo; la spesa prevista per l'attuazione del presente comma è valutata in euro 150.000 per l'anno 2008 ed euro 200.000 per gli anni successivi.
Copertura finanziaria
In diminuzione
UPB S08.01.002 - FNOL parte corrente
Anno 2008 Euro 150.000
Anno 2009 Euro 200.000
Anno 2010 Euro 200.000
Anno 2011 Euro 200.000
Mediante riduzione delle seguenti voci della tabella A allegata alla legge finanziaria.
voce 2
Anno 2008 Euro 150.000
voce 3
Anno 2009 Euro 200.000
Anno 2010 Euro 200.000
Anno 2011 Euro 200.000 (531)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 3
Dopo il comma 24 è aggiunto il seguente:
24 bis. Nel quadro dei principi stabiliti dagli articoli 1 e 2 e in relazione alle funzioni attribuite alle province dalla legge regionale 12 giugno 2006, n. 9, articolo 5, con effetto dal quarantacinquesimo giorno dalla data di entrata in vigore della presente legge:
a) il servizio degli enti locali e i servizi enti locali territoriali della direzione generale degli enti locali e finanze sono soppressi;
b) il personale operante alla predetta data presso i servizi di cui al punto a) è posto alle dipendente delle province in cui i servizi hanno sede, con contestuale soppressione dei posti della dotazione organica regionale occupati dal personale trasferito;
c) le province provvedono a inquadrare detto personale nei propri ruoli organici con effetto dal 1° gennaio 2009, secondo i criteri indicati nella legge regionale n. 9 del 2006, articolo 11, comma 6;
d) sino al 31 dicembre 2008, fermo l'inserimento di detto personale nell'organizzazione delle province, alla gestione giuridica ed economica provvede direttamente l'Amministrazione regionale cui fanno carico i relativi oneri. (881)
Emendamento all'emendamento numero 881 sostitutivo totale Giunta regionale.
Articolo 3
L'emendamento numero 881 è sostituito dal seguente:
Disposizioni in materia di personale e di contenimento degli oneri istituzionali
Dopo il comma 24, sono aggiunti i seguenti:
24. bis. Nel quadro dei principi stabiliti dagli articoli 1 e 2 ed in relazione alle funzioni attribuite alle province dall'art. 5 della legge regionale 12 giugno 2006, n. 9, con effetto dal quarantacinquesimo giorno dalla data di entrata in vigore della presente legge:
a) i servizi territoriali degli enti locali nonché le articolazioni periferiche del servizio degli enti locali della direzione generale degli enti locali e finanze sono soppressi,
b) il personale operante alla predetta data presso i servizi e le articolazioni periferiche di cui al punto a) è posto alle dipendenze delle province in cui essi hanno sede, con contestuale soppressione dei posti della dotazione organica regionale occupati dal personale trasferito;
c) le province provvedono ad inquadrare detto personale nei propri ruoli organici con effetto dal 1° gennaio 2009, secondo i criteri indicati nell'articolo 11, comma 6, della legge regionale n. 9/2006;
d) sino al 31 dicembre 2008, fermo l'inserimento di detto personale nell'organizzazione delle province, alla gestione giuridica ed economica provvede direttamente l'amministrazione regionale cui fanno carico i relativi oneri. (951)
Emendamento all'emendamento numero 951 sostitutivo totale Cucca - Biancu - Sabatini - Cuccu Giuseppe - Giagu.
Articolo 3
L'emendamento n. 951 è sostituito dal seguente:
"1) I servizi territoriali degli enti locali nonché le articolazioni periferiche del servizio degli enti locali della direzione generale degli enti locali e finanze sono soppressi. 2) II personale operante alla predetta data presso i servizi di cui al punto precedente è utilizzato negli altri servizi dell'Amministrazione regionale.". (959)
Emendamento aggiuntivo La Spisa - Lombardo - Contu - Rassu - Petrini.
Articolo 3
Dopo l'articolo 3 è aggiunto il seguente articolo 3 bis:
Il comma 7 dell'art. 63 della legge regionale n. 31/1998 e successive modificazioni è sostituito dal seguente:
"La procedura di certificazione dei contratti collettivi deve concludersi entro quaranta dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo, decorsi i quali i contratti sono efficaci, fermo restando che, ai fini dell'esame dell'ipotesi di accordo da parte della Giunta regionale, il predetto termine può essere sospeso una sola volta e per non più di quindici giorni, per motivate esigenze istruttorie.
Il CO.RA.N. provvede a fornire i chiarimenti richiesti entro i successivi sette giorni. La deliberazione della Giunta regionale deve comunque essere adottata entro otto giorni dalla ricezione dei chiarimenti richiesti, o dalla scadenza del termine assegnato al CO.RA.N., fatta salva l'autonomia negoziale delle parti in ordine ad un'eventuale modifica delle clausole contrattuali.
In ogni caso i contratti divengono efficaci trascorso il cinquantacinquesimo giorno dalla sottoscrizione dell'ipotesi di accordo, che è trasmesso dal CO.RA.N. corredato della prescritta relazione tecnica, alla sezione di controllo della Corte dei conti entro tre giorni dalla predetta sottoscrizione. Resta escluso comunque dall'applicazione del presente articolo ogni onere aggiuntivo a carico del bilancio della Regione nell'ipotesi in cui la sezione di controllo della Corte dei conti, non si esprimano entro il termine di cui al comma 5 del presente articolo". (462)
Emendamento aggiuntivo Cucca - Biancu - Cuccu Giuseppe - Sabatini.
Articolo 3
All'articolo 3 è aggiunto il seguente articolo:
3 bis. 1. Al fine di realizzare il necessario processo di equiparazione dei trattamenti retributivi relativi al personale regionale e al personale degli enti locali, in attuazione dell'articolo 3 lettera b) dello Statuto Speciale per la Sardegna e dell'articolo 12 della Legge Regionale 12 giugno 2006, n° 9 ("Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali"), in armonia con i principi che regolano il lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, è istituito il Comparto unico di contrattazione collettiva della Regione e degli enti locali.
2. Del Comparto unico fanno parte: il personale dell'Amministrazione regionale, quello degli enti regionali, delle Province, dei Comuni, delle Unioni di comuni, delle Comunità montane e i dipendenti degli altri enti locali.
3. E' escluso dal Comparto unico il personale degli enti locali e regionali non compreso nei comparti di contrattazione collettiva, rispettivamente, della Regione ed enti regionali e delle Regioni ed autonomie locali.
4. In attuazione dell'articolo 12, comma 4, della Legge Regionale 12 giugno 2006, n° 9, agli effetti della contrattazione collettiva le amministrazioni e gli enti di cui al comma 2, è istituita l'Agenzia per la rappresentanza negoziale della Regione e degli enti locali della Sardegna (ARAN Sardegna), che svolge ogni attività relativa alle relazioni sindacali, alla negoziazione dei contratti collettivi e all'assistenza alle amministrazioni e agli enti ai fini dell'uniforme applicazione dei contratti collettivi.
5. L'Agenzia è regolata da apposito statuto ed è soggetta alle disposizioni della legge regionale n. 31 del 1998.
6. Anche in deroga ai limiti previsti dalla normativa nazionale, i comuni, le comunità montane, i consorzi e le unioni di comuni possono procedere alle assunzioni di personale a tempo indeterminato provenienti dalle comunità montane, consorzi e unioni di comuni interessati da processi di riorganizzazione, trasformazione o soppressione, il cui onere grava sulle risorse già computate nei relativi bilanci.
7. Fino al completamento delle procedure necessarie per il trasferimento dei servizi e delle funzioni alle costituende unioni di comuni, e comunque non oltre il 31.12.2008, le risorse destinate al finanziamento delle funzioni svolte dai comuni in forma associata ai sensi dell'art. 12 della L.R. 2 agosto 2005, n°12, sono assegnate ai Consorzi di Comuni costituiti per la gestione associata di servizi e l'esercizio associato di funzioni il cui territorio coincida anche parzialmente con quello delle unioni di nuova istituzione.
Copertura finanziaria
In aumento
UPB S01.06.001 - cap. SC01.1080
Trasferimento agli Enti Locali - parte corrente
Anno 2008 Euro 5.000.000
Anno 2009 Euro 5.000.000
Anno 2010 Euro 15.000.000
In diminuzione
UPB S08.01.003
Fondo per nuovi oneri legislativi
Anno 2008 Euro 5.000.000
Anno 2009 Euro 5.000.000
Anno 2010 Euro 15.000.000 (515)
Emendamento aggiuntivo Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu.
Articolo 3
Dopo l'articolo 3 è aggiunto il seguente articolo:
3 bis. Stabilizzazione del personale precario.
1. La Regione Autonoma della Sardegna, anche in attuazione delle disposizioni introdotte dal comma 417 e dai commi 519,520, 529 e 940 dell'alt. 1 della legge 27 dicembre 2006 n. 296 (finanziaria 2007) sulla stabilizzazione del personale precario, così come modificate e integrate dai commi 86-106 della legge 24 Dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008), entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, predispone, sentite le organizzazioni sindacali, nell'ambito della programmazione dei fabbisogni per gli anni 2008, 2009 e 2010, un piano regionale per la progressiva stabilizzazione sia dei lavoratori con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, sia con contratto di collaborazione coordinata e continuativa e sia con contratto di lavoro instaurato con agenzia di lavoro interinale quando il lavoro precario sia stato svolto all'interno dei pubblici uffici dell'amministrazione regionale e abbia riguardato mansioni e compiti ordinari dei pubblici dipendenti ricompresi tra le funzioni istituzionali proprie dell'amministrazione regionale.
2. Rimane escluso dalle procedure di stabilizzazione di cui 1 presente comma il personale di diretta collaborazione degli organi politici presso le amministrazione regionale
3. Il personale precario a domanda sarà inserito in una graduatoria permanente formulata sulla base del parametro dell'anzianità di servizio acquisita verrà stabilizzato nell'arco del triennio 2007-2009 con l'inquadramento a tempo indeterminato nel ruolo del proprio organico.
4. I requisiti di accesso alla graduatoria di cui al comma precedente del personale precario dovranno essere i seguenti :
a) Aver prestato lavoro anche non continuativo, con qualsiasi forma contrattuale riferita a personale che abbia complessivamente nell'arco degli ultimi cinque anni alla data di entrata in vigore della presente legge per un periodo complessivo di almeno 36 mesi, anche non continuativamente e con diverse tipologie contrattuali
b) possesso del titolo di studio richiesto per l'accesso alla categoria di inquadramento. (566)
Emendamento aggiuntivo Pittalis - Marracini - Lai Renato - Atzeri.
Articolo 3
Dopo l'articolo 3 è aggiunto l'articolo 3 bis:
1. L'Amministrazione regionale, gli Enti e le Agenzie regionali attivano le procedure per la realizzazione del piano per il superamento del precariato, in qualsiasi forma assunto, d'intesa con le organizzazioni sindacali rappresentative, entro 3 mesi dalla data di approvazione della presente legge.
2. La stabilizzazione deve concludersi entro il 31 dicembre 2008.
3. L'Amministrazione, gli Enti e le Agenzie regionali sono autorizzati ad ampliare la propria dotazione organica per il numero dei posti necessario all'attuazione del piano di cui sopra e, conseguentemente, a rinnovare o prorogare i contratti del personale precario, in servizio sino al completamento della loro stabilizzazione.
4. Ai fini delle prove selettive concorsuali pubbliche finalizzate alla stabilizzazione del precariato nelle categorie B, C e D si applicano le modalità previste dal comma 4 lettera D articolo 6 legge regionale 2/2007.
5. Le graduatorie di idonei di concorsi pubblici effettuati sino al 31 dicembre 2006, hanno vigenza prolungata sino al 31 dicembre 2008 e da esse le amministrazioni attingono per il 40% dei posti disponibili nelle piante organiche modificate come previsto dal comma 3.
6. La Giunta Regionale, sentito il parere della Commissione consiliare competente, delibera le linee guida per la selezione tramite short - list cui devono attenersi Amministrazione, Enti e Agenzie regionali.
7. In ogni caso le short-list possono essere attivate unicamente per alte professionalità culturali, tecniche, scientifiche, non previste negli organici e comunque per una durata limitata, non rinnovabile, e da attivarsi mediante procedure comparative di evidenza pubblica.
8. Le short - list di Amministrazione, Enti e Agenzie regionali vigenti alla data di approvazione della presente legge sono decadute qualora in contrasto con le procedure selettive di cui al comma 7.
9. Al fine di dare attuazione al piano per il superamento del precariato e per il rinnovo dei contratti in essere fino alla stabilizzazione, è autorizzata la spesa complessiva di € 4.000.000 per il 2008 e € 3.000.000 per il 2009.
Copertura finanziaria
In diminuzione
UPB S01.03.010 F.N.L.O. Investimenti
Anno 2008 € 4.000.000
Anno 2009 € 3.000.000
In aumento
UPB N.I.
Anno 2008 € 4.000.000
Anno 2009 € 3.000.000 (822)
Emendamento aggiuntivo Salis - Atzeri.
Articolo 3
3 BIS.
A) In ottemperanza al dettato di cui all'art. 36 della Costituzione ed in armonia con la costante giurisprudenza in materia, al personale regionale, cessato dal servizio nel periodo dal 01.01.2000 al 31.12.2004 in possesso dei seguenti requisiti concorrenti:
1. attribuzione con provvedimento consolidato ed emesso successivamente alla risoluzione del rapporto di lavoro, della qualifica di dirigente, ai soli fini giuridici, con effetto dal 02.12.1998 ai sensi delle disposizioni regionali in materia;
2. transito - sin dal 1 giugno 1982 - alla VI fascia funzionale - posizione apicale (ex carriera direttiva) - con la qualifica di "Esperto in materie amministrative" di cui alla tab. A allegata alla L.R. 17.08.1978, n°51, a seguito di concorso bandito ai sensi dell'aRt. 90 della stessa legge;
compete il trattamento economico previsto dai CC.RR.LL. per il personale con qualifica dirigenziale dell'Amministrazione regionale con effetto dal primo giorno del mese precedente la rispettiva data di cessazione dal servizio. Tale trattamento è comprensivo della retribuzione di posizione nella misura corrisposta ai dirigenti di Staff.
B) II trattamento economico di cui al precedente comma compete, inoltre, con la stessa decorrenza, al personale del ruolo unico regionale che, per lo stesso periodo e, comunque, non oltre il 31.12.2004, abbia svolto funzioni di Coordinatore dei Piani Integrati d'Area (P.I.A.) attribuite con provvedimento formale emesso dal Presidente della Giunta regionale ai sensi e per gli effetti della L.R. 26.02.1996, n°14 e successive modificazioni ed integrazioni, ed al quale è stata corrisposta l'indennità di coordinamento di servizio prevista per tale incarico fino alla data di risoluzione del rapporto d'impiego e oltre.
Alla relativa spesa si fa fronte con le disponibilità recate dalla UPB di competenza.
Copertura finanziaria:
In aumento € 18.000 (850)
Emendamento aggiuntivo Giunta regionale.
Articolo 3
Dopo l'art. 3 è inserito il seguente:
3 bis. Dopo l'art. 28 della legge regionale 13 novembre 1998, n. 31 è inserito il seguente:
Art. 28 bis (Coordinamento di programmi o progetti).
1. Quando l'attuazione di un programma o di un progetto innovativo o strategico coinvolga le competenze di più strutture e sia necessario assicurare la più efficace integrazione delle relative funzioni e attività, può essere nominato il coordinatore unico del programma o del progetto, il quale adotta le misure organizzative necessarie per la semplificazione dei processi di lavoro e per l'efficiente gestione delle attività, anche con poteri gestionali sostitutivi, promuove la collaborazione e la comunicazione tra le amministrazioni e gli uffici interessati al programma o al progetto; garantisce nei confronti degli utenti la gestione unitaria dei procedimenti.
2. Il coordinamento di programma o di progetto è funzione temporanea è attribuita ad un direttore generale, secondo il criterio della prevalenza delle funzioni e delle attività da svolgere, se l'attuazione rientra nella competenza di più direzioni generali.
3. L'attribuzione della funzione di coordinamento è disposta, con decreto dell'assessore competente in materia di personale, previa deliberazione della giunta regionale, su proposta degli assessori competenti per materia, acquisito il parere dei direttori generali interessati.
4. Il provvedimento che attribuisce la funzione indica gli obiettivi, i tempi di realizzazione e la durata dell'incarico, gli uffici interessati, le risorse quantificate per l'attuazione del programma e ogni altra specificazione necessaria.
5. Dell'esercizio della funzione di coordinamento si tiene conto in sede di determinazione della
retribuzione di risultato prevista per i dirigenti dell'amministrazione. (884).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo 3 e sugli emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Grazie Presidente, colleghi. L'articolo 3 della finanziaria parla di disposizioni in materia di personale, di contenimento degli oneri istituzionali.
Sul fatto che si tratti di un corpus di disposizioni non c'è dubbio, sul fatto che quel corpus sia particolarmente ristretto, particolarmente esplicito per alcune norme a favore di alcune categorie predeterminate e particolarmente lacunoso e omissivo per altre categorie non vi è altrettanto dubbio. L'articolo 3 in realtà possiamo considerarlo come figlio illegittimo della manovra finanziaria e ne porta il marchio generale in quanto a inconcludenza. Se questa doveva essere la finanziaria della svolta come avevate annunciato, pensiamo che anche nella materia del personale pubblico non vi sia traccia di una svolta favorevole, ma soltanto il segno delle promesse tradite e dei bisogni non soddisfatti. Qua e là, e chissà con quale improbabile criterio la Giunta ha inserito alcune norme destinate a un minimo soddisfacimento dei bisogni del personale, dei diritti negati o compressi, ma si tratta di interventi episodici di una lista di norme che sembra più il frutto di qualche suggeritore interessato, che di una conoscenza organica reale dei problemi e della ferma volontà di affrontarli per risolverli definitivamente. Ma questo non ci stupisce più perché da tempo noi abbiamo smesso di pensare alla vostra Giunta come ad un esecutivo realmente desideroso di eliminare non diciamo tutti, ma almeno una parte dei mali curabili della Sardegna. Oltre agli slogan, oltre agli annunci, oltre alla difesa ad oltranza del vostro cattivo operato, realmente non sapete andare e lo dimostrate ogni giorno che passa. La Regione e le sue articolazioni, è noto, e se non fosse abbastanza noto basterebbe leggere la pagina delle lettere ai giornali oppure fermarsi sotto il Consiglio regionale quando comitati spontanei e movimenti si danno appuntamento, la Regione e i suoi enti dicevo, sono afflitti da un male antico che si chiama precarietà. Il principio costituzionale e generale che vale anche per la Regione Sardegna, se qualcuno lo avesse dimenticato, prevede che agli impieghi pubblici si acceda mediante concorso, salvo che sia diversamente stabilito. Ma se è vero, ed è vero, che nella pubblica amministrazione italiana sono più di 500 mila i lavoratori alle prese con una condizione di incertezza e di precarietà, anche nella pubblica amministrazione della Sardegna, della Regione intesa in senso ampio, la piaga della precarietà è ben radicata. E visto che di questo noi oggi parliamo, vorremmo sapere se anche negli Assessorati, se nella Presidenza della Giunta, si annidano forme di lavoro precario ad esempio. Lo chiediamo esattamente come ve lo hanno chiesto le forze sindacali in questi ultimi anni, senza avere ottenuto risposte chiare, ma già sapendo e conoscendo quella che è la risposta vera. Su questo punto ci piacerebbe essere confortati da voi con i numeri, con i dati, sia chiaro, non con generiche affermazioni di sdegno. Anche se temiamo che su questo punto non avrete molto da ribattere e, infatti, per la stabilizzazione dei precari degli Assessorati della Giunta non ci sono norme, non avete dedicato nemmeno un rigo a questo problema, come se questo problema in realtà non esistesse; eppure noi sappiamo che esiste e lo sappiamo tutti.
Dicevamo del concorso pubblico come principale porta d'ingresso alla Regione e a tutte quelle che sono le sue articolazioni, dei concorsi invece c'è poca traccia. E anche quando vengono espletati, lo sappiamo perfettamente tutti, le lungaggini amministrative sono tali e tante che per arrivare a regime possono passare anche degli anni. La vicenda del Corpo forestale, in questo senso, è veramente esemplificativa. Ma è ancora più chiaro il segnale che arriva dagli effetti della riforma del sistema agro-pastorale della Sardegna, che fino ad oggi ha partorito soltanto una sovrapposizione di competenze delle agenzie e una moltiplicazione di figure dei consulenti. Il risultato vero, quello di un sistema pubblico regionale a sostegno dell'impresa agro-pastorale, un sistema migliore del precedente, più economico e più efficace, in realtà noi lo stiamo ancora aspettando; e soprattutto lo aspettano quelle migliaia di allevatori e di agricoltori sardi, gli stessi che questa Regione ha disorientato letteralmente, con una legislazione d'aiuto che è stata bocciata dall'Unione Europea. Gli stessi che hanno dovuto subire la vergogna dei pignoramenti dell'ufficiale giudiziario al cancello della propria fattoria. Però qualcosa si muove, avete per esempio previsto che il personale dei consorzi agricoli venga inquadrato nel personale regionale, e giusto, ma perché non aggiungere a questi lavoratori anche le centinaia di interinali e di tirocinanti che, ormai da anni, in maniera assolutamente continuativa lavorano nella Regione, negli enti, nelle agenzie, al punto che sul loro lavoro si regge buona parte delle strutture. Per loro c'è altro, ci sono delle fantomatiche procedure di stabilizzazione, non meglio precisate dal secondo comma. E siccome queste procedure, appunto, sono fantomatiche, affidate più alla cabala, che certe, mostrando la doppia faccia tipica di chi ha una doppia morale, voi concludete così: "L'amministrazione, gli enti e le agenzie sono autorizzate a prorogare i contratti precari". Punto e basta, andiamo avanti con la precarietà più spinta e di massa, quella che appunto riguarda anche gli Assessorati, e forse anche la Presidenza della Giunta. E questo senza dedicare una riflessione sui numeri di questo fenomeno sociale, senza tracciare una prospettiva, o indicarne anche almeno la scadenza. Avanti tutta, in barba alla Costituzione e al buon senso. Noi sappiamo che su questo, e su tutta la materia del personale, esattamente come su tutta la manovra, gli emendamenti nostri e anche quelli della vostra maggioranza sono tanti e perfettamente dettagliati. Leggeteli con attenzione, ma soprattutto approvateli, se non volete che questa finanziaria passi alla cronaca, quanto all'articolo 3, come la finanziaria ingiusta, che ha tenuto conto dei bisogni di alcuni, ma non di tutti; nonostante parliamo, in entrambe i casi di lavoro, che sono indispensabili per il prosieguo della funzione pubblica. Serio sarebbe stato, da parte vostra, agire diversamente, stop al precariato, ricognizione del numero e dei ruoli dei lavoratori precari, e stabilizzazione di massa, anche scaglionata nel tempo; parallelamente, naturalmente, via libera anche ai concorsi, non è un concetto particolarmente complicato, non è difficile anche semplicemente pensarlo, ma se voi non avete scelto però questa strada è perché di eliminare il precariato, in fondo e in superficie, al di là dei proclami, è perché davvero voi non ne avete voglia. Perché il precariato, dentro la pubblica amministrazione, va a braccetto con la gestione clientelare, che non è di sinistra e non è di destra, è semplicemente clientela pura, chiunque la faccia a danno dei disoccupati, e a danno perfino degli stessi temporaneamente occupati, che saranno un problema in più domani.
Su queste basi, punto per punto, il voto non potrà che essere contrario, ma sarà interessante vedere come la Giunta si comporterà, quantomeno davanti agli emendamenti in arrivo da settori non certo irrilevanti della maggioranza. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Grazie. Siamo arrivati ad un articolo della legge finanziaria che mostra, nell'articolo e negli emendamenti, nei numerosi emendamenti presentati dall'opposizione, presentati anche in misura notevole dalla maggioranza, ed emendamenti presentati anche dalla Giunta, certamente in misura quantitativamente non rilevante, ma qualitativamente molto significativa. Un articolo che risente innanzitutto del limite fondamentale di questa legge: una legge finanziaria in cui si metti un po' di tutto, perché non avendo ormai più questa maggioranza, e questo governo in particolare, alcuna strategia riformatrice, tende ad utilizzare l'unica legge che ha in qualche modo una corsia preferenziale nei lavori, una sessione apposita nei lavori del Consiglio, e che obbligatoriamente deve essere fatta ogni anno, si coglie l'occasione per intervenire su un corpo di norme, che in questo modo diventa sempre meno organico, sempre meno comprensibile, sempre meno chiaro. Questo articolo, sia nella proposizione della Giunta, sia in alcune correzioni adottate dalla Commissione, in particolare con alcuni interventi della maggioranza, tende a modificare parti significative della legge 31. Pone come ammontare massimo delle risorse destinate alla contrattazione collettiva una somma che, almeno per quanto riguarda quella voluta dalla Giunta, è assolutamente insufficiente, e non è adeguata ad affrontare una contrattazione con le parti, con il sindacato, con i rappresentanti dei dipendenti della Regione, che sia corrispondente alle esigenze di un sistema di amministrazione, ad un corpo di dipendenti che vorrebbe, da anni, collaborare al progetto di riforma della Regione, e che in questa legislatura è stato sostanzialmente messo in un lato, a parte alcune eccezioni ovviamente, messo da un lato ad assistere ad un processo di riforma, che è gestito in maniera personalistica dal Presidente della Regione e da tutto l'apparato centralistico, che è stato costruito in questi anni, attraverso le norme sul personale, attraverso le riforme che hanno costituito numerose agenzie, attraverso una sistematica azione amministrativa e legislativa che ha posto il personale come uno strumento da manovrare a proprio piacimento. In 10 minuti non si possono evidentemente toccare tutti i punti che sono contenuti nell'articolo e nel corpo degli emendamenti, però un emendamento è significativo di quanto ho detto, ed è in particolare l'emendamento numero 281 presentato dalla Giunta regionale. Un emendamento che di fatto contraddice i principi, mi dispiace dirlo, mi dispiace veramente doverlo segnalare, ma contraddice i principi di una sana politica riformatrice e di una sana relazione con i propri dipendenti. Attraverso questo emendamento… questo è significativo un po' di tutto, anche gli altri presentati dalla Giunta indicano la volontà di incidere episodicamente sul sistema dei rapporti con il personale ma questo in particolare noi lo dobbiamo segnalare Assessore perché attraverso questo emendamento si fa riferimento alla legge numero 9, quella che attribuisce funzioni al sistema delle autonomie locali, in particolare alle province, trasferimenti di funzioni importanti e che, attraverso un semplice emendamento inserito in finanziaria, senza alcuna trattativa con le parti sociali, si dispone il trasferimento… nella lettera a): "i servizi enti locali territoriali della direzione generale degli enti locali e finanze sono soppressi, il personale operante da detta data presso i servizi al punto a) è posto alle dipendenze delle province". Si sta sostanzialmente trasferendo personale, si propone di trasferire il personale regionale alle province, il che in un processo riformatore può anche essere ragionevole, può addirittura essere vantaggioso per dei dipendenti che passando alle province e mantenendo gli stessi diritti acquisiti possono al limite trovarsi in una posizione più agevole anche sul piano logistico, ad esempio. Ma quel che non si capisce, quel che non possiamo condividere è che questo accada in maniera così episodica, neanche nel testo presentato dalla Giunta in Consiglio regionale, su cui si sia potuto quindi discutere nella Commissione bilancio, e soprattutto nella Commissione di merito - la prima Commissione - ma attraverso un emendamento che pone di fronte quasi ad un fatto compiuto, ad una decisione già presa! Noi quello che critichiamo di questo emendamento è innanzitutto il metodo! Il metodo di un rapporto, di un confronto, che è inesistente, e lo critichiamo proprio questo segnala la mentalità, la cultura di governo di questa Giunta. Ed è su questo che credo si debba incentrare la nostra attenzione, per il resto vi sono numerosi emendamenti che tentano di rendere giustizia a situazioni singole, a situazioni spesso sclerotizzate, ad una mobilità interna che è soggetta continuamente, da un lato a pressioni ma dall'altra anche alla volontà di frenare quella che è l'esigenza, direi ragionevole e giusta, del personale di progredire, di far valere le proprie capacità, di vedere riconosciute le proprie professionalità sviluppate sulla base di incarichi dati, adesso o prima, qualche anno fa, comunque dati dal sistema regionale. Vi è infine la situazione annosa dei dipendenti dell'ESAF, passati ad ABBANOA, che ultimamente manifestano il disagio di chi è stato trasferito, sulla base di una legge che però non viene rispettata, perché non è stato fatto un accordo quadro, e perché non viene fatto rispettare anche il diritto di poter esercitare una possibile opzione in maniera ragionevole. Nessuno ha preteso allora di disporre per legge l'opzione. Ma ci ritorneremo quando discuteremo di questi emendamenti. Ma che non venga, assolutamente, con la pratica amministrativa, con il fatto che non vengono previsti nelle piante organiche degli enti o della Regione le possibilità affinché questi transiti avvengano, ecco questo dimostra una concezione della politica del personale che non rispetta le persone e non valorizza le professionalità, quindi va a danno dell'amministrazione stessa.
PRESIDENTE. Grazie onorevole La Spisa.
E' iscritta a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). Grazie Presidente. Signor Presidente del Consiglio, signori Assessori, colleghe e colleghi, le disposizioni in materia di personale e di contenimento degli ordini istituzionali, come ho avuto modo di affermare in discussione generale, richiedono un approfondimento collegato allo stato delle riforme. Sono state istituite numerose agenzie, che hanno sostituito diversi enti regionali, e si è proceduto al trasferimento di personale, competenze e funzioni agli enti locali e in particolare alle province. Si tratta di una rivoluzione copernicana che rischia però di lasciare un po' troppo scontenti sia che si parli di personale sia che ci si riferisca ai cittadini destinatari dei servizi. E' quindi è indispensabile una pausa di riflessione sulle riforme e un monitoraggio sui costi e i benefici dei loro effetti per gli eventuali opportuni aggiustamenti. Mi riferisco in particolare alle agenzie AGRIS, LAORE, ARGEA, ARPAS, ARASE e AREA, e al trasferimento alla Regione attuato, in corso o previsto, di dipendenti di società in house e in liquidazione nonché di quelli che dalla Regione sono transitati o stanno per essere assegnati alle province, come dimostra l'emendamento numero 951 della Giunta che peraltro sostituisce l'emendamento numero 881 che è stato presentato ma che ormai sta diventando prassi all'ultimo minuto. Non mi permetto di avanzare ipotesi su un aspetto così delicato ma ho l'impressione che si tratti di un argomento non propriamente da finanziaria visto che tocca un sistema di relazioni complesso e sedimentato e che riguarda i rapporti con le forze sociali. Sarebbe opportuno, inoltre, che il Consiglio e le Commissioni venissero informati su ciò che avviene nelle singole agenzie e non solo per quanto riguarda il personale, per fare un solo esempio, che a mio avviso ha del clamoroso, è l'invito ai lavoratori l'ex ETFAS transitati in LAORE di dare una mano ai colleghi della ARGEA impegnati nel disbrigo delle pratiche comunitarie, insomma i nuovi compiti assegnati a questi dipendenti, anche in base alle scarse informazioni che sia hanno in merito dovrebbero esaurirsi addirittura dopo oltre un anno. Si parla del prossimo mese di ottobre, per quanto concerne il merito dell'attività, sempre riferito a LAORE, un altro esempio riguarda la ristrutturazione del ex centri territoriali di assistenza tecnica che sta avvenendo, come quello di Laconi, non c'è ora l'onorevole Pisu ma poi gli chiederemo eventualmente conferma, con decisioni del commissario senza la condivisione anche in questo caso degli enti locali interessati. Il SUT. di Laconi era stato riconosciuto, d'intesa con l'amministrazione comunale, un istituto valido per le caratteristiche specifiche del territorio, dove sono presenti razze equine uniche come il cavallo del Sarcidano, al cavallino della Giara, successivamente, senza alcun preavviso all'amministrazione comunale, ai sindacati, al personale, è stato soppresso ed è stato individuato un altro SUT a circa trenta chilometri di distanza. Insomma, l'assenza di informazioni ai consiglieri, come in questo caso, rende difficile lo svolgimento dei compiti di controllo e le numerose interrogazioni per acquisire notizie spesso, troppo spesso, rimangono senza risposta, oppure arrivano con un ritardo tale per cui la questione, in qualche modo, è stata risolta. In particolare, mi riferisco a quanto avvenuto per l'Hydrocontrol, prima società acquisita dalla Regione, dotata di indirizzi per l'attività, poi all'improvviso messa in liquidazione con un grave danno per i dipendenti. Ma, tornando all'argomento specifico del personale della Regione, e quindi anche delle agenzie, il CORAN si ostina a non accogliere le richieste delle organizzazioni sindacali per il rinnovo contrattuale, ormai scaduto da alcuni anni, mentre non si hanno ancora notizie sul contratto unico in Sardegna per i dipendenti degli enti locali. Mi rivolgo in particolare alla sensibilità dell'assessore Dadea che stimo per la competenza dimostrata, non solo in questa legislatura, proprio perché il Consiglio anche attraverso la Commissione possa avere, al di là dei documenti della manovra di bilancio e programmatici, una relazione complessiva e aggiornata sulla situazione del personale della Regione. Ritengo infatti che non sia sufficiente sottolineare, come fatto positivo per il risanamento del bilancio, la sensibile riduzione dei dipendenti per effetti dell'esodo, più o meno spontaneo o incentivato, e in conseguenza del trasferimento di compiti e funzioni alle Province, senza una valutazione sui servizi e sulle persone che non possono essere, nella maniera più assoluta, considerate come dei numeri. Mi rivolgo ancora a lei assessore Dadea perché venga ristabilito un confronto sereno e positivo con le organizzazioni sindacali regionali e di categoria, che consenta di porre fine, per quanto concerne il personale, comprese le figure apicali, del rispetto della legge numero 31, all'ormai frequente ricorso alla magistratura del lavoro. E' di qualche giorno fa la sentenza in appello che condanna l'Amministrazione regionale all'inserimento negli organici della Regione dei dipendenti del SAR e alle spese in giudizio, si tratta di dieci mila euro, né si può ignorare quanto disposto dal giudice del lavoro sul ricorso della UIL funzione pubblica. Non è pensabile che all'improvviso, dopo sessanta anni dalla nascita dell'istituto autonomistico, la Regione non sia più in grado di dialogare con i rappresentanti dei dipendenti, senza contrapposizioni che vadano al di là del normale confronto. In questa fase di attuazione di riforme strutturali, occorre invece la massima collaborazione, il dialogo con il personale, cui spetta poi il vero, difficile compito di gestire concretamente le trasformazioni. Peraltro, non si collocano in quest'ottica il processo di stabilizzazione dei lavori precari decisa dal Consiglio, con una norma introdotta nella finanziaria dello scorso anno. Il ricorso alle consulenze esterne, alle short list e al personale interinale, attraverso i sempre più numerosi bandi, che ormai rischiano l'inflazione proprio per la gestione dei servizi. Va anche rivisto e aggiornato l'organico della Regione, a fronte delle nuove realtà del decentramento e del risanamento del bilancio, ma questo certo non deve avvenire in danno dei lavoratori e a scapito dell'efficienza del servizio ai cittadini che soprattutto i bandi non garantiscono, anche per assenza di controlli.
Un'ultima cosa vorrei segnalare, con riferimento al trasferimento del personale e delle funzioni alle Province in base alla legge numero 9, cui si richiama l'emendamento numero 951 dalla Giunta. La mancata intesa sui trasferimenti finanziari tra Regione e Province sta avendo pesanti conseguenze per quanto mi risulta, sull'attuazione delle leggi sullo spettacolo e sulla cultura, nel novembre scorso ho fatto rilevare che cento sessantacinque progetti di spettacolo e centoundici sulla cultura, le cui pratiche erano state mandate alle Province, risultavano inevase…
PRESIDENTE. Concluda.
CALIGARIS (Gruppo Misto). …i proponenti delle richieste non sapevano, e forse non sanno ancora, l'esito delle domande presentate nel 2007, come dovranno comportarsi nell'anno in corso. Si tratta di iniziative molto importanti a cui occorre dare risposte. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (P.D.). Grazie, signor Presidente, colleghi e Assessori. L'articolo 3 della finanziaria di quest'anno rappresenta senz'altro uno dei punti più delicati di tutta quanta la manovra, infatti la problematica del personale, le riforme anche l'idea stessa della Regione nuova, della nuova Regione collocata nel sistema dei poteri locali deve trovare, alla fine della legislatura, interventi di valorizzazione e di attenzione verso il lavoro. Attenzione verso il lavoro in tutte le sue articolazioni. Questa infatti è stata una legislatura delle riforme, ne abbiamo parlato abbiamo anche enfatizzato, in qualche misura, dell'organizzazione, ma è stata anche una legislatura di forti tensioni sindacali e di un rapporto difficile con il lavoro pubblico e isolano, in particolar modo con i dipendenti regionali. Queste cose non le possiamo sottovalutare e non possiamo far finta che non ci siano. Ecco perché io sono convinto che sia necessario un miglioramento dell'articolo 3, almeno in alcune tematiche generali. Sono stati presentati molti emendamenti, io ritengo che molti siano costruttivi e che non siano per nulla strumentali.
La mia riflessione però nasce anche in relazione ai temi che si stanno sviluppando a livello nazionale con riferimento i salari, i più bassi d'Europa, lo leggevamo in questi giorni, stipendi inferiori alla media europea anche del 25 per cento, che fanno ormai parlare di una nuova povertà del pubblico impiego; per non parlare poi della fiscalità impressionante che grava sul lavoro dipendente, sui pensionati e sulle proprie famiglie. Purtroppo, la crisi del governo nazionale è accaduta in un momento in cui proprio con le parti sociali si stava per raggiungere una buona intesa, io direi anche storica da questo punto di vista, a favore del lavoro dipendente e delle proprie famiglie, con una concreta possibilità di accordo per il riconoscimento delle produttività e del merito; sia nelle aziende del comparto privato, sia nella pubblica amministrazione. Anche noi in questa finanziaria abbiamo la possibilità nel rispetto ovviamente della nostra autonomia e della nostra specialità, possibilmente con una logica unitaria, ma io ho visto gli interventi, almeno di quelli che non ha preceduto che mi pare propendano in questa direzione, possiamo dare un contributo positivo in alcune direzioni, ovviamente serie e anche un contributo che sia tangibile non solo di facciata. Specie nel comparto dei dipendenti dell'Amministrazione regionale e degli enti e delle agenzie.
Prima di tutto, è necessario confermare la linea positiva di soluzione dell'annoso problema del precariato nel sistema regionale, dando gambe agli accordi e alle intese, e poi completando gli interventi con una risposta, in questo caso la prima, agli idonei ai concorsi pubblici della Regione. E' necessario una proroga delle graduatorie dei concorsi che sono stati espletati in questi anni, sono stati presentati anche degli emendamenti, un po' sulla falsariga di quello che abbiamo fatto nella finanziaria dell'anno scorso e di quella dell'altro anno a favore degli idonei nei concorsi degli agenti forestali, e poi ci vuole un impegno forte per un concreto reclutamento di queste professionalità. Sono giovani laureati che hanno vissuto male, quello che io definisco, un malcostume alla fine delle consulenze e delle short list, spesso che sono state attivate in luogo delle loro assunzioni e nei compiti per i quali erano stati banditi spesso anche i concorsi. Su questo tema c'è molta attenzione, anche dell'opinione pubblica e gli occhi sono puntati sulla politica regionale. Serve perciò un miglioramento dell'articolo 3 in questa direzione.
Evidenzio anche, comunque, come è stato salutato positivamente il voto unitario all'ordine del giorno che pone un freno al ricorso delle consulenze e delle short list nell'Amministrazione regionale, è un grande passo avanti anche nella direzione proprio degli idonei ai concorsi pubblici. Il malessere e queste tensioni sindacali devono altresì trovare una risposta attraverso percorsi seri e certi per la valorizzazione anche delle risorse interne - anche su questo ci sono diverse emendamenti -, risorse e professionalità che nell'Amministrazione regionale non mancano e che bisogna riconoscere che talvolta sono state mortificate, mi riferisco agli idonei ai concorsi interni e alle professionalità che hanno carriere bloccate anche da vent'anni. Ecco, i concorsi interni sono strumenti in vigore in tutto il pubblico impiego, sono selettivi, moderni e possono dare gambe alle riforme e pertanto, per dare gambe alle riforme, occorre che ci sia una chiusura di queste partite, ossia dei concorsi interni del 2004, e che si preveda eventualmente a regime anche l'utilizzo di questi istituti. Per lo stesso motivo ritengo che sia giusto ed equilibrato attualizzare lo stanziamento delle risorse nei contratti collettivi: lo stanziamento che era stato previsto al momento della presentazione della manovra finanziaria era carente (forse non c'erano ancora i nuovi dati sull'inflazione nel biennio 2007-2009); allo stesso modo bisogna fare uno sforzo non più rinviabile nell'armonizzazione contrattuale dei dipendenti degli enti locali con i dipendenti regionali. E' un avvio, un segnale utile per la completa attuazione della legge regionale numero 9, non possiamo fare il solito rinvio, che non sarebbe più compreso, noi lo abbiamo previsto nella legge 9, lo abbiamo previsto nella finanziaria dell'anno scorso, è necessario che ci avviamo alla costituzione dell'ARAN Sardegna per definire il comparto unico dei dipendenti regionali con quello degli enti locali. Lo stesso ragionamento deve essere fatto per l'attuazione della riforma degli enti agricoli: è necessario tenere conto di quello che sta succedendo ai dipendenti degli ex Consorzi per la frutticoltura, è di questi giorni una mobilitazione dei dipendenti dell'ex Istituto di incremento ippico, e non dobbiamo dimenticare che bisogna dare completa attuazione anche alle riforme per quanto attiene all'assistenza tecnica rivolta al settore zootecnico. Assistenza tecnica che risulta monca, non è più procrastinabile la soluzione del problema, posto che i percorsi individuati nella riforma non si sono dimostrati all'altezza di queste esigenze. Non è pensabile che LAORE non abbia personale proprio per assistere le migliaia di aziende zootecniche che operano nel territorio regionale; lo strumento della convenzione con l'ARA non ha funzionato, abbiamo fatto quattro proroghe del sistema della convenzione tra ARA e LAORE per l'assistenza tecnica nel 2007, è necessario che facciamo un passo avanti, che si proceda, come è stato fatto anche in altri settori, alla internalizzazione di questo personale. Poi avremo modo, eventualmente, di entrare nel dettaglio quando esamineremo nello specifico gli emendamenti; emendamenti che abbiamo presentato, dei quali io sono anche firmatario, che riguardano anche norme di salvaguardia del personale dell'Amministrazione che è cessato dall'attività, il personale delle disciolte Comunità montane, la disciplina dell'iscrizione al FITQ che, a nostro avviso, è in palese contrasto con la normativa nazionale sul sistema previdenziale che incentiva la creazione e l'utilizzo dei fondi integrativi anche nel pubblico impiego, quindi non si capisce per quale ragione si debba porre uno stop alla iscrizione al FITQ dei dipendenti regionali.
Infine, e il numero degli emendamenti dimostra il peso politico del problema, occorre trovare una seria ed anche equilibrata soluzione per il pieno rispetto della legge 10 sui lavoratori ex ESAF. Non ci si può nascondere ancora su questo problema, ci torniamo ogni volta che ne abbiamo l'occasione: La legge in molte parte non è stata rispettata, nonostante i forti richiami del Consiglio, ed è urgente trovare intese e salvaguardie, come le opzioni, che aiuterebbero non poco l'avvio difficoltoso della gestione del gestore unico Abbanoa. Noi stiamo trovando soluzione per tante questioni, anche questa io penso che sia ormai prioritaria e improcrastinabile e molto importante, considerato che stiamo parlando di lavoratori pubblici che sono stati espulsi dal sistema con una buona legge ma che in alcune parti non è stata rispettata. La stessa cosa rischiamo di fare con i dipendenti dei Servizi territoriali degli enti locali: stiamo attenti a non commettere gli stessi errori, va bene, i Servizi territoriali e tutte le loro articolazione devono essere soppressi ma non possiamo pensare che questo personale vada ad esercitare funzioni che non ha mai esercitato sugli enti locali, lasciamoli nell'Amministrazione regionale, l'attuazione della legge 9 deve trovare altri percorsi.
Ecco, io sono convinto che ci siano i margini per migliorare il testo dell'articolo 3 senza che venga snaturato lo spirito di una finanziaria leggera, e senza troppi inserimenti anche in materia di personale - l'articolo è abbastanza snello - ma alcune cose vanno inserite e la sintesi si può raggiungere con uno sforzo che però, in questo caso, deve essere di tutti quanti.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Cuccu.
E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Definire snello questo articolo e quantomeno paradossale visto che è composto da ventiquattro commi, ma ciò che più lo rende meno snello sono i numerosi emendamenti, presentati peraltro dalla Giunta, oltre che da autorevoli colleghi della maggioranza, e diversi anche dall'opposizione.
Io, ovviamente, non potrò esaminare nel mio intervento tutti gli emendamenti che sono stati proposti ma mi limiterò a dare un segnale, per quello che io ritengo essere il fatto assolutamente negativo di questo articolato. E' un articolato nel quale, non solo nell'articolato ma anche degli emendamenti, si mette mano alla legge 31, numerosissime volte. Io ritengo che tutto ciò che riguarda la "31" debba essere comunque considerato norma intrusa, ma questa è una valutazione che, ahimè, non spetta al Consiglio regionale, spetta alla Presidenza di questo Consiglio che aspetto si pronunci soprattutto su emendamenti presentati dalla Giunta, parlo per esempio dell'emendamento 883 e dell'emendamento 882, ma non solo.
Relativamente ai commi di questo articolo, ce n'è uno che, in particolare, pare abbia fatto il giro dell'universo mondo sanitario e veterinario. Allora, io voglio sgombrare subito il campo sull'emendamento 73 che chiede la soppressione del comma 5: io chiedo che questo emendamento venga discusso in un articolo successivo, cioè quando si discuterà di argomenti sanitari, perché mi pare più appropriato. Faccio questa proposta per due ordini di motivi: uno è quello che più propriamente questo comma attiene e afferisce a quelle che sono le problematiche affrontate negli articoli successivi, l'altro è probabilmente, anzi certamente, una possibilità che vi viene data di trovare una soluzione a questo problema, che non è solo il problema di queste figure ma il problema di moltissime figure che oggi prestano la loro opera all'interno del Servizio sanitario regionale e nella fattispecie dei Servizi veterinari. Per cui, ecco, su questo spero e credo che ci sia l'accoglimento da parte della Giunta e della Presidenza perché questo emendamento venga discusso in una fase successiva.
Relativamente agli altri emendamenti, c'è l'emendamento 881 che è veramente una .. non lo definisco con il termine giusto. Ho visto che i colleghi della ex Margherita, un po' sfogliata e sbiadita, hanno portato come emendamento all'emendamento per cercare di trovare una soluzione, io avrei dovuto presentare un emendamento all'emendamento soppressivo di questo emendamento, ma non mi sembrava la cosa più corretta. E ne voglio parlare di quest'emendamento 881 perché da dove nasce? Per quei colleghi che forse non hanno avuto modo di leggere con attenzione a cosa si riferisce l'emendamento della Giunta regionale 881, poi modificato e poi ulteriormente chiesta la modifica prima dalla Giunta e poi dai colleghi Cucca, Biancu, Sabatini, Cuccu Giuseppe e Giagu. Beh, insomma, qualche anno fa abbiamo soppressi Comitati di controllo, un'operazione dannosissima per tutti gli enti locali, credo che in quella circostanza fui l'unico a ravvisare la necessità che i controlli mantenessero la loro funzione. Oggi, se si dovesse andare a campione ad esaminare gli atti di una legislatura del 10 percento dei comuni della Sardegna, grandi e piccoli, io credo che ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli per le scempiaggini e gli atti illegittimi e illegali che sono stati commessi, da per tutto. Destra, sinistra e centro. E gli abusi che esistono oggi da parte delle maggioranze di turno nei confronti delle opposizioni, che non hanno più nessuna tutela. Però questi servizi territoriali gli ex comitati circoscrizionali di controllo, oggi svolgono ancora questa funzione perché moltissimi consiglieri comunali e provinciali dell'opposizione, ma dico di più, anche della maggioranza, molti Assessori, anche molti sindaci, anche molti Presidenti di Provincia, molti relativamente al numero delle Province sarde ovviamente, si rivolgono ai funzionari del comitato circoscrizionale di controllo, oggi Uffici territoriali. Beh si rivolgono ancora oggi perché sono uno strumento utilissimo e valido, ma dico di più, che a questi si rivolge ancora di più la Regione Sardegna, ancora oggi, perché, per esempio, tutte le pratiche relative all'articolo 19 della legge numero 37, tanto caro ai colleghi di Rifondazione Comunista, ma non solo, quindi anche le pratiche relative a questo importantissimo strumento, forse non utilizzato al meglio, forse insufficiente nella loro promulgazione, certo è che gli Uffici territoriali svolgono un ruolo importantissimo in questo senso. E allora la razionalizzazione della spesa, ma non si sta razionalizzando nulla, colleghi, perché nel momento in cui circa 300 dipendenti regionali, perché tale sarà il numero di tutti gli Uffici circoscrizionali, escluso quello di Cagliari, badate bene, il comitato regionale, dico il famoso CORECO, che non ha mai svolto le funzioni che svolgono i COCICO o che hanno svolto i COCICO. Circa 300 persone che dovrebbero essere trasferite alle province. Dice l'emendamento: "Nel quadro dei princìpi stabiliti dagli articoli 1 e 2 ed in relazione alle funzioni attribuite alle province dall'articolo 5 della legge numero 9". Qualcuno mi deve spiegare, ma quali sono queste funzioni attribuite alle province per quanto riguarda i comitati circoscrizionali di controllo, non esiste, è una funzione che la legge numero 9 non trasferisce alle province. Beh però qui c'è scritto che in relazione a quel trasferimento di funzioni noi operiamo in questo modo. Dice: "Il personale operante alla predetta data presso i servizi è posto alle dipendenze della Provincia in cui hanno sede". Questo è l'emendamento numero 881. L'emendamento numero 951 sostitutivo dello numero 881: "Il personale operante la presente dato presso i servizi … è posto alle dipendenze delle province. In cui hanno sede e contestuale soppressione dei posti in dotazione organica". Tralascio la fase successiva, che ovviamente tiene conto del trattamento economico di queste persone, che verrà garantito comunque dalla Regione Sardegna, ma allora che razionalizzazione è, se stiamo solo spostando delle persone da una parte all'altra, dall'ente regionale all'ente locale ma il trattamento economico, l'acquiescenza e tutti i benefit, che questi signori possono avere e che hanno maturato, devono essere comunque garantite dalla Regione, ma a cosa serve? Ma a cosa serve? Interviene in questo emendamento Cuccu, Sabatini e più, il quale dice, non li trasferiamo più alle province, ma li trasferiamo ad altri Uffici regionali. Io per la valenza che do e che davo ai comitati circoscrizionali di controllo, io credo che un serio esame di coscienza da parte di questa Aula dovrebbe immediatamente ripristinare i comitati di controllo, immediatamente. Perché gli atti di cui ho parlato precedentemente sono all'ordine del giorno, è una garanzia per la tutela delle minoranze, è una garanzia degli amministratori di turno e del personale che è stato formato in 25-30 anni con grandissima professionalità, dico di più, che probabilmente sono gli unici grandi esperti in diritto amministrativo che ha la Regione Sardegna, a parte quelli che sono le consulenze che ahimè non bastano più. Perché non basta l'ufficio legislativo, non bastano i legali della Regione, ci si rivolge sempre di più all'esterno per trovare che cosa, avvocati, studi legali abbondantemente retribuiti che non svolgono certamente la funzione che svolgono questi dipendenti della Regione Sardegna. Ed ecco perché…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Diana…
DIANA (A.N.). Sì, sì concludo certamente dicendo che, ribadendo la richiesta di trasferire quell'emendamento sui coauditori veterinari all'articolo della sanità e facendo un brevissimo accenno all'emendamento numero 884 del quale non ho capito assolutamente che cosa voglia fare la Giunta regionale, quando l'Assessore prenderà la parola, probabilmente ci illustrerà meglio l'emendamento numero 834 e l'emendamento numero 883.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Presidente, colleghi. L'articolo 3 è uno di quegli articoli che in modo ricorrente noi ritroviamo nelle leggi finanziarie, nelle proposte di legge finanziaria e attiene l'organizzazione dell'amministrazione regionale, dell'intero comparto pubblico, delle relazioni, dei rapporti con il sistema delle autonomie locali. E' un articolo in genere molto delicato, molto delicato perché è soggetto ad un interesse generale ad una pressione anche tecnicamente e politicamente complessa. E' uno di quegli articoli, vale per tutti ricordare, uno di quegli articoli particolarmente significativi, vale per tutti ricordare che all'articolo 3 dello Statuto speciale, mi pare, che la lettera principale, cioè in termini di priorità, richiami la potestà legislativa primaria della Regione in materia di ordinamento degli Uffici e personale. Perché lo Statuto speciale, quindi la legge costituzionale, che sta a fondamento del funzionamento dell'istituto autonomistico poneva grande attenzione nei confronti dell'organizzazione burocratica. In questo articolo, voglio affrontare il tema con molta, diciamo, scioltezza, cioè senza ragionare in termini di schieramento, ma proprio ponendo alcune questioni, alcuni problemi che ci aiutino nel ragionamento e che ci favoriscano nella produzione di una norma la più corrispondente possibile ai bisogni della nostra amministrazione in ragione del compito che deve svolgere, dell'interesse generale dei sardi, del buon funzionamento della macchina amministrativa in ragione di una maggiore efficienza, e quindi di una migliore qualità della risposta alle aspettative della nostra comunità. Per cui dirò intanto questo: non trovo nulla in contrario alla proposta che faceva prima l'onorevole Diana e che qualche volta è già rimbalzata, cioè se riusciamo ad omogeneizzare e quindi collochiamo nell'ambito della competenza specifica anche gli aspetti di natura funzionale, come quello che riguarda l'inquadramento dei coadiutori regionali presso le AA.SS.LL. Nulla in contrario, perché questo è un tema che è stato trattato in Commissione, ed è stato trattato e approfondito in Commissione, se i contenuti della soluzione individuata, che possono essere anche integrati, migliorati, comunque non perdano già quello che c'è. Quello che c'è, è già un risultato che si è ottenuto, già un risultato, una condivisione sul quale si è manifestata la maggioranza della Commissione, quindi del Consiglio.
Mi affascina molto il ragionamento sul sistema dei controlli. Personalmente sono uno di quelli che ha sempre interpretato il controllo, da funzionario pubblico, come un aiuto, non come un impedimento, un aiuto ad operare al meglio. Però mi rendo anche conto che il sistema dei controlli, delle verifiche e di monitoraggio del funzionamento si è evoluto, e molto difficilmente potremo riproporre in modo semplicistico le soluzioni già individuate. E che fine deve fare questo personale? Che fine deve fare era già stato stabilito all'interno dell'ordinamento. Cioè, l'Amministrazione regionale esercitava ed esercita la propria funzione in materia di enti locali attraverso questo personale - in genere proveniente, anzi in buona parte o in alcune parti sicuramente significative, dal sistema delle autonomie locali - che si è professionalizzato per assistere gli enti locali, e noi dobbiamo sempre di più ragionare in termini di sistema pubblico. Il Presidente del Consiglio, che oggi presiede questa seduta, l'onorevole Biancu, è uno dei sostenitori del sistema unico delle autonomie Regione-Enti locali, in una sorta di relazione che non sia osmotica, e quindi che non sia più traumatica. Però non ci siamo ancora, il percorso è segnato, lo abbiamo anche ripreso nelle finanziarie precedenti. Non ci siamo. Dovremmo fare uno sforzo maggiore. Io penso che il sistema pubblico debba essere una cosa unica, che sia impossibile che non ci possa essere una mobilità utile per la migliore organizzazione. Però non ci siamo ancora, e allora dobbiamo agire attraverso le norme e i principi che sono stabiliti dalle norme che ancora vigono, e, se diciamo che trasferiamo, cioè che il personale che dobbiamo trasferire è il personale che esercita le funzioni che trasferiamo, non possiamo trasferire il personale che quelle funzioni non esercita, e tanto meno possiamo trasferire il personale che dovrebbe continuare ad esercitare una delle funzioni che permane all'interno dell'Amministrazione. Perché? Perché se si cerca la strada più facile, se si va verso la scorciatoia per acquisire, cioè, il diritto dovere dell'Amministrazione a determinare mobilità del personale regionale verso il sistema delle autonomie locali, non facciamo l'operazione giusta, facciamo un'operazione comoda che trova inevitabilmente l'opposizione non solo di quel personale, ma anche delle organizzazioni sindacali, ma anche delle forze politiche che pensano che quei principi che noi stabiliamo puntualmente nelle leggi li stabiliamo perché siano rispettati, non perché siano bypassati e qualche volta violati. Allora, anche nelle cose positive, che pure ci sono in questa storia di questi anni, sotto il profilo della riorganizzazione dell'Amministrazione regionale, nel modo in cui si sviluppano spesso, finiscono per ricadere in un apprezzamento di tipo negativo, che non fa bene né alla maggioranza né all'Amministrazione regionale né al funzionamento più complessivo della macchina pubblica in Sardegna, e non rende più efficace l'azione degli apparati in funzione delle risposte che devono essere date ai bisogni della nostra comunità. Io invito a riflettere anche su questo, e invito soprattutto, adesso non c'è il Presidente della Commissione autonomia, ma è possibile che questi temi che sono assolutamente delicati debbano sempre sfociare in qualche norma, o meglio, neppure nella proposta, nel disegno di legge, ma negli emendamenti dell'ultima ora, che ci mettono in difficoltà, che non ci consentono di gestire anche la relazione con i soggetti interessati in modo positivo, che cioè creano problemi.
Detto questo, il lavoro in Commissione è stato imponente su questo argomento, probabilmente in queste ore, in questi minuti, dovremmo ripensare. Io, Presidente, concludono il mio intervento dicendo questo, che la sinistra, che ha messo al centro della questione politica la questione del lavoro, che io ritengo sia questione di tutto il Consiglio e di tutta la maggioranza, in ragione degli eventi politici anche di queste ultime ore, ha necessità di fare una riflessione, e quindi di allontanarsi dall'Aula per tenere una riunione con i propri segretari regionali e i segretari generali dei propri partiti. Per cui, in questa fase, noi non saremo presenti in Aula.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Uras.
E' iscritto a parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Presidente, io credo che, alla confusione legislativa che è presente nell'articolo 3, sempre di più, si affianchi la confusione politica. Io rispetto la decisione della sinistra - di ciò che rimane ancora della sinistra - di abbandonare l'Aula, la rispetto, nonostante ci sia qualcuno che non capisce l'italiano…
DAVOLI (R.C.). Meno male che ci sei tu!
CAPELLI (U.D.C.). …Stavo facendo emergere la difficoltà di questa maggioranza nel continuare una legislazione che ci ha premiato degli eventi di confusione legislativa che ritroviamo nell'articolo 3. Ci sono i Gruppi politici che hanno bisogno di fare una riflessione: con tutto il rispetto, siamo da novembre impegnati e sospesi per le riflessioni interne a questa maggioranza. Abbiamo iniziato un percorso in finanziaria con i proclami della Giunta, che annunciava la presentazione nei tempi canonici, previsti dalla legge, dalla "11". Finalmente la finanziaria arriva nei tempi dovuti, sarà approvata entro dicembre; siamo oggi ai primi di febbraio, alle porte del secondo, se non terzo, mese di esercizio provvisorio, e la maggioranza non ha ancora trovato i giusti assetti, perché di questo si tratta, e quindi riversa sulla finanziaria regionale tutte le frantumazioni politiche interne che stanno caratterizzando questo scorcio di legislatura. Io credo che, se volessimo, per chi non è esperto dei lavori d'Aula, potremmo immediatamente chiedere la verifica del numero legale, e quindi sospendere l'Aula per trenta minuti; poi questi trenta minuti verranno utilizzati dagli ambasciatori, dalle colombe interne alla maggioranza per cercare di ricostituire l'ennesimo strappo, senza rendersi conto che le strappo è di una differenziazione politica notevole, irrecuperabile, che ha già segnato il destino del Governo nazionale. Ma, ahimè, su quest'Aula, forse, incidono maggiormente alcune valutazioni di tipo personale dei consiglieri, che preferiscono vivacchiare o aggrapparsi all'ultimo anno di legislatura per non perdere quei privilegi acquisiti, che continuano a segnare l'obiettività dell'Aula nelle valutazioni dei disegni di legge, delle proposte di legge, e della finanziaria in particolare. Non c'è questo coraggio, e gradirei essere smentito, se così non fosse l'Aula dimostri diversamente.
E' difficile tornare, dopo l'annuncio del collega Uras, all'argomento all'ordine del giorno, perché ovviamente, in questo momento, l'attenzione è rivolta alla trattazione, alla trattativa che ha anche fini diversi, interna alla maggioranza, per risolvere questo strappo annunciato da tempo, da mesi, che è stato superato in Commissione con una serie di voti tecnici che rimandavano le argomentazioni all'Aula. Avevamo già detto in Commissione che era pericoloso rimandare all'Aula il definitivo chiarimento interno alla maggioranza; ma pericoloso per che cosa? Perché ne potrebbe derivare una finanziaria senza né capo né coda, perché non ha un filo logico, perché risulta un minestrone di interventi scollegati fra loro che avranno delle ripercussioni nell'organizzazione sociale ed economica della nostra Regione, e questo sì, mi dà modo di riagganciarmi all'articolo 3, l'articolo 3 che già nel suo titolo, quando andiamo a verificare che trattasi di "Disposizioni in materia di personale e di contenimento degli oneri istituzionali", farebbe pensare ad un intervento serio, farebbe pensare ad un intervento importante, invece andando all'interno vediamo, soffermandomi soprattutto sul testo presentato dalla Giunta che arriva in Commissione con 12 commi ed esce dalla Commissione con 27 commi e 139 emendamenti, solo all'articolo 3, di cui la maggior parte, oltre 60, sono della maggioranza, della maggioranza e della Giunta.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CAPELLI.) Questa è una semplice valutazione che dice della confusione che c'è all'interno di quest'Aula, all'interno della maggioranza nel trattare la sorte dell'Amministrazione regionale, l'organizzazione dell'Amministrazione regionale, la sorte di persone che svolgono la propria attività all'interno dell'Amministrazione regionale e sembra quasi un gioco di scacchi, una mossa contromossa tra parti diverse della maggioranza. Siamo, è vero, alla vigilia di una campagna elettorale molto difficile, purtroppo è solo la campagna elettorale nazionale, ma sarebbe opportuno che si prenda atto che è iniziata una campagna elettorale regionale. Questa è una finanziaria che l'articolo 3 ci rende leggibile in tutti i suoi aspetti perché c'è una guerra, una guerra di posizioni, una guerra di potere interna soprattutto alla maggioranza ma di cui nessuno è escluso, cioè la politica non è esclusa, che gioca le proprie aspettative del futuro sulla pelle dei dipendenti regionali, in questo caso, ma sulla pelle dei lavoratori in generale, sulla pelle dei sardi; non ci ascolta più nessuno purtroppo, ma noi dovremo renderci conto di questo, del perché non ci ascolta più nessuno. Perché si arriva a governare, e l'esempio eclatante della Giunta Soru è sotto gli occhi di tutti, si arriva a governare con grandi proclami: "Non farò piaceri a nessuno", " sarò indipendente dalle lobby", sostituendosi alle lobby, facendo essi una lobby, una lobby di potere che fa emergere nelle disposizioni della finanziaria una serie di commi scollegati l'uno dall'altro che non fanno parte di un progetto generale di riorganizzazione della pubblica amministrazione, ma che devono in qualche modo premiare una parte a discapito di un'altra meno fedele e che meno risponde alle esigenze di potere della maggioranza di turno; è una storia che viene da lontano, è da riconoscere, ma è una storia che non si riesce a cambiare. E' così che ci ritroviamo con i 64 emendamenti della maggioranza, e così che ci ritroviamo a valutare la riorganizzazione della struttura regionale con interventi quali quelli annunciati e descritti dal collega Diana, ma io non prenderei ad esempio e non seguirei quanto detto dai colleghi dell'opposizione, della minoranza, ma mi basterebbe tornare e basterebbe a tutti noi riflettere su alcuni razionali, concreti, obiettivi interventi di esponenti della maggioranza che praticamente hanno rivoltato l'articolo 3, l'impostazione, denunciano la mancanza di un progetto generale, di un programma di intervento che consenta equilibrio nella riorganizzazione della macchina regionale, e lo denunciano qui, in quest'Aula, come già hanno fatto in Commissione, e dicono alla Giunta: si è arrivati a questa discussione in Aula, ovviamente, chiaramente senza un attimo di concertazione con le parti sociali, con i sindacati, e anche questa è una denuncia di novembre, anche questo è stato evidenziato a novembre. Vorrei soffermarmi sulla soppressione di alcuni importanti bracci operativi della Regione, l'emendamento numero 959, il sistema dei controlli che non è stato voluto, questo sistema dei controlli, per poter continuare a dare quelle consulenze legali che trovano i nostri stessi enti locali costantemente al TAR per chiedere spiegazioni della confusione legislativa, e non sempre in buona fede, di questa Giunta. Ecco perché i controlli non li si vuole, perché entrare nel sistema dei controlli o evitare il sistema dei controlli significa poter andare…
PRESIDENTE. Prego, concluda onorevole Capelli.
CAPELLI (U.D.C.). … Andare dritti per la propria strada senza che nessuno abbia il potere, in questo sistema che comprende anche il sistema giudiziario, di poter far valere i propri diritti.
PRESIDENTE. Grazie.
E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Riformatori Sardi). Grazie Presidente e colleghi. E' difficile riuscire ad impostare un ragionamento organico sull'articolo 3 della legge finanziaria; perché? Perché è un articolo che di organico ha veramente poco, quindi è un articolo sul quale fare un ragionamento che possa essere comprensivo di tutto il maremagnum che la Giunta regionale ha deciso di infilarci dentro, è davvero un'impresa improba, io non ci proverò neanche, però qualche riflessione con i colleghi del centrosinistra o con gli atti del Consiglio, come più spesso accade, è comunque indispensabile farla; perché? Perché veramente questo articolo 3 è un articolo arcobaleno dove sono stati messi in campo tutti i colori dello spettro visivo e dove sono state dette tutte le cose possibili e immaginabili, trattando una materia che complessivamente ha ben poco a che vedere con la normativa della legge finanziaria. Sì, è vero, ogni qualvolta viene presentata una finanziaria in quest'Aula c'è la tentazione, da parte dei singoli consiglieri, di introdurre degli argomenti che di norma tendono a rendere giustizia a una parte del personale della Regione che della giustizia è stato privato, o tendono a sanare ingiustizie che non consentono a personale che ha collaborato a lungo con la Regione, di far parte degli organici regionali. Però è altrettanto vero che 1000 volte ci siamo detti che la Regione ha bisogno di una politica organica della gestione del personale, e che dopo quattro anni di amministrazione del centrosinistra che si è particolarmente riempita la bocca di questo obiettivo, avremmo sperato di vedere una legge finanziaria con un articolo 3 diverso da questo. In realtà l'articolo 3 è lo specchio della confusione mentale che dentro la maggioranza di centro-sinistra del Consiglio regionale regna, e io faccio questa valutazione riprendendo qualche numero che ci consenta di ragionare insieme su ciò che sta succedendo, e cioè noi abbiamo di fronte un articolo che è formato da 24 commi, per non parlare delle lettere da cui ciascun comma è a sua volta formato, beh, su questo articolo che è formato da 24 commi gravano circa 130 emendamenti. Voi direte: beh, l'opposizione è scatenata, la Giunta fa una proposta, la maggioranza sottoscrive la proposta della Giunta e c'è l'assalto alla diligenza della minoranza che tenta, attraverso gli emendamenti … di inserire qualche cosa che sia comunque attribuita a ciò che c'è di riferimento dalla minoranza fuori dal Consiglio regionale; beh, ma neanche per sogno! Degli emendamenti presentati ce ne sono 71 che provengono da consiglieri di minoranza, però, colleghi, ce ne sono ben 52 che provengono da consiglieri di maggioranza. E allora io chiederei alla Giunta: ma con la maggioranza la finanziaria l'avete discussa? Ma con la maggioranza gli articoli che sono relativi al personale, molti dei quali, secondo noi, impropri nella discussione di una legge finanziaria, fuori luogo sostanzialmente se non formalmente, ma questi articoli, questi commi, queste lettere le avete discusse in maggioranza? Perché non è possibile che il numero delle proposte emendative che proviene dalla maggioranza sia sostanzialmente uguale numericamente rispetto a quello che viene dalla minoranza, perché non è questo il meccanismo della formazione di una legge. L'iniziativa legislativa è in capo comunque alla maggioranza, che ha rappresentanza nei colleghi del Consiglio regionale e ha rappresentanza nella Giunta, per cui quando arriva una legge in Aula, quando arriva una legge, proposta dalla maggioranza e dalla Giunta, ci si aspetta condivisione da parte della maggioranza e della Giunta nei confronti della legge presentata! Non è possibile che la maggioranza consiliare abbia da fare un numero di emendamenti che è pari, uguale a quello che fa la minoranza che è esclusa dalla fase di formazione della legge! Cioè questa è veramente un'anomalia estrema e che la dice lunga su quella che è la situazione di sfascio che c'è all'interno della maggioranza regionale, il non dialogo che esiste tra la Giunta e i consiglieri, la non condivisione che esiste all'interno della maggioranza sul contenuto dell'articolo 3, ma dell'intera manovra finanziaria.
E aggiungo un ulteriore elemento di riferimento: allo stato di confusione mentale non si sottrae la Giunta regionale, perché la Giunta regionale sull'articolo 3 presenta ben 13 propri emendamenti! Quindi significa che la Giunta, cui è assegnata l'iniziativa politica della presentazione del disegno di legge finanziaria, rispetto al momento in cui ha presentato la finanziaria, cambia idea, solo sull'articolo 3, per ben 13 volte! E cambia idea ancora in itinere, nel senso che emenda, prima dell'ingresso in Aula, un proprio emendamento e non è un emendamento di poco conto (è stato ricordato da diversi colleghi che sono intervenuti prima di me).
Questa è la situazione in cui siamo, colleghi, che è una situazione che non giova all'intero Consiglio regionale, perché la dialettica, nell'ambito della finanziaria o nell'ambito delle altre leggi, è comunque una dialettica in cui la minoranza fa un proprio ruolo in cui si confronta con la maggioranza chiedendo alla maggioranza di ragionare meglio su alcuni argomenti. Nel momento in cui la nostra capacità di chiedervi conto di ciò che avete fatto e di dialogare con voi è esaurita dal fatto che voi avete ancora da dialogare al vostro interno, che avete ancora al vostro interno necessità di capire cosa volete scrivere all'interno di questa legge, siamo veramente in una situazione difficilissima! Ed è una situazione difficile per l'intero Consiglio, perché le parti del Consiglio che devono confrontarsi tra di loro sono impossibilitate al confronto dal fatto che voi stessi non avete ancora deciso cosa volete scrivere all'interno di questa legge finanziaria, che è una cosa di una gravità estrema! Come è gravissimo che la Giunta regionale ritenga di presentare con un emendamento all'emendamento la propria volontà di effettuare una manovra sugli enti locali, che non è una manovra che si discute introducendola con un sotterfugio, di nascosto quasi, in Aula, è una manovra che sarebbe stato necessario che fosse discussa in Commissione, che fosse approfondita, che fosse sviscerata in tutte le sue parti. Così come, assessore Secci, le proposte di modifica alla legge numero 31 che sono contenute all'interno degli emendamenti della Giunta, così come tutta la parte che è relativa al personale ex ESAF, in cui c'è stato un lungo traccheggiamento e guerra di posizione non tra maggioranza e minoranza nello spiegarsi cose su cui si era in disaccordo, che sarebbe stato normale, ma all'interno della stessa maggioranza, dove pezzi diversi di maggioranza hanno sostenuto prima nelle assemblee pubbliche, poi all'interno della Commissione e adesso arriviamo anche a sostenerle in Aula, cose diverse. Beh, insomma, su queste cose, che non sono piccole sfumature di adattamento dell'intero complesso della manovra, ma sono così importanti, sulle quali è utile, interessante e opportuno che si svolga ragionamento all'interno di questo Consiglio regionale, perché ci si comprenda sulle motivazioni attraverso cui ciascuno di noi sta chiedendo che si faccia qualche cosa, su tutte queste cose qua è necessario un ragionamento, perché non è possibile, continuando a scorrere gli emendamenti, che ci siano ancora previsti emendamenti presentati da consiglieri della maggioranza che riguardano la stabilizzazione di personale che in questo momento si trova al di fuori dell'Amministrazione regionale. Perché? Perché non è possibile che questo Consiglio regionale insegua in maniera estemporanea, a pezzi, i problemi della stabilizzazione che mille volte abbiamo detto che hanno necessità di un piano di stabilizzazione complessivo che ci consenta di non fare figli e figliastri, ma che ci consenta di dare certezza del diritto a chi diritto ha e certezza di prove concorsuali a chi sta aspettando fuori, perché c'è gente che sta aspettando fuori che si inizino le procedure concorsuali, ed è quello che vi abbiamo detto quando abbiamo chiesto una norma che chiudesse definitivamente la possibilità di accesso alla Regione attraverso le short list o attraverso le consulenze ad personam mascherate, che comunque creano un nuovo precariato, che chiunque governerà alla Regione fra due anni, fra tre anni, fra cinque anni dovrà affrontare con le stesse difficoltà di oggi, perché chi è precario e svolge un ruolo importante nella Regione diventa poi personale, diventa poi risorsa umana di cui è difficilissimo fare a meno. E' difficilissimo attivare le procedure concorsuali quando già sono occupate le professionalità da persone che forniscono in maniera attendibile e accettabile il loro apporto professionale alla Regione.
Ecco, su tutte queste cose noi ci saremmo aspettati un atteggiamento da parte della maggioranza rigoroso e che rendesse possibile il ragionamento, invece ci troviamo di fronte ad un articolo arcobaleno, i cui 120-130 emendamenti rischiano di estenuare questo Consiglio per ore senza che si riesca a fare qualcosa che sia davvero secondo giustizia.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Vargiu.
E' iscritto a parlare il consigliere Silvio Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI SILVIO (P.D.). Io credo che, come tutti d'altronde, con questo articolo entriamo nelle parti più delicate della finanziaria e indubbiamente, come dice un noto cantante, "la situazione forse non è buona", però c'è una cosa sulla quale mi sento di non accettare i ragionamenti del centrodestra. Stiamo parlando, in particolare, del completamento di una manovra sul precariato che è iniziata dalla precedente finanziaria e che poi troverà nelle decisioni che il Consiglio prenderà la sua soluzione naturalmente, ma stiamo parlando del capovolgimento di un'impostazione, quasi una cultura che si è diffusa nel Paese, non solo in Sardegna, che è figlia delle politiche del centrodestra. Il passaggio violento dalle esigenze di forme di flessibilità, legate all'evoluzione dei mercati, alla trasformazione dei processi produttivi, passaggio a una forma violenta di precariato, diffusasi sia nel pubblico che nel privato, che ha modificato negli anni passati persino la concezione del valore del lavoro, questa una responsabilità che avete tutta voi e le politiche di questa legislatura, di quella legislatura di cui in questi giorni si certifica la fine, hanno costituito un vero e proprio cambiamento, una vera e propria rivoluzione. Credo che sia merito del centrosinistra avere rimesso all'ordine del giorno, anche grazie ai sindacati, alle associazioni, pensiamo a quello che dice la Banca d'Italia, le condizioni di lavoro, il valore del lavoro nei suoi aspetti salariali, normativi e di condizioni vere e proprie nei posti di lavoro. Certo, invertire una tendenza, contrastare una tendenza che ha anche una rilevanza di tipo mondiale, in particolare nell'Occidente, non è una cosa semplice. Credo che si impiegherà diverso tempo per riportare a quelle condizioni di lavoro, anche democratico, che il nostro Paese in altre stagioni ha conosciuto. A me sembra che sia nello sforzo della finanziaria dell'anno scorso che in quella di quest'anno, dei passi in avanti ne stiamo facendo. Vi sono naturalmente dei dati anche difficili, una difficoltà a conoscere in tutte le sue sfaccettature il fenomeno e peraltro comprendere fino in fondo quella che dovrebbe essere la vera questione, l'organizzazione del lavoro ha necessità di quelle figure professionali. Nel nostro caso, credo in moltissimi casi, la risposta sia una risposta positiva e per questo credo sia necessario anche affrontarlo e l'abbiamo fatto in alcuni casi anche in questa finanziaria, come dire, con maggiore elasticità. La situazione è complessa, i danni fatti sono tanti e realisticamente penso che dovremo anche in futuro tornarci, in particolare su quelle parti che vedono anche la presentazione di diversi emendamenti, anche da parte della maggioranza e su questi mi soffermerò. Credo che vi siano alcune questioni da risolvere, vi è il contratto dei dipendenti, alcune partite derivano dalle conseguenze delle riforme che abbiamo fatto e le riforme, come dire, soprattutto in settori delicati che vedevano una pluralità di soggetti, una pluralità di condizioni anche persino contrattuali hanno tolto alcune certezze, hanno creato alcune aspettative, non tutte giuste, credo che nel lavoro sia della finanziaria che nel lavoro delicato e difficile con le organizzazioni sindacali mano a mano ne verremo a capo. Credo che sia necessaria anche una interpretazione non burocratica dei tempi e degli impegni, penso ad alcune questioni che ci sono, se i requisiti li raggiungiamo perché nello stesso posto di lavoro, svolgendo le stesse mansioni si è però avuto compiti affidati da ministeri ed altra parta affidata dalla Regione, credo che siano elementi di riflessione e sui quali in questi giorni dobbiamo anche tentare di trovare una soluzione. Io auspico che naturalmente in questa finanziaria, almeno su alcuni aspetti, si stabilisca un punto fermo, si faccia chiarezza e su questo brevemente arriverò anche alle conclusioni. Io penso che noi abbiamo, partendo dall'anno scorso, previsto un buon piano per il superamento del precariato, abbiamo stabilito i tempi, stabilito i requisiti, poi li abbiamo migliorati, prima con un buon accordo sindacale e poi modificando la proposta originale della Giunta su iniziativa stessa della Giunta, va riconosciuto il passaggio dai quattro anni ai due anni, persino con la proroga e l'impegno alla proroga dei contratti in essere e abbiamo preso l'impegno di stabilizzarli e contemporaneamente, con le proroghe, confermiamo anche l'esigenza che la pubblica amministrazione ha bisogno, necessita delle loro prestazioni e della loro professionalità. Però, lo leghiamo ad una condizione: alla copertura, per esempio, del 50 per cento dei posti resi disponibili dall'esodo e dai pensionati. Ecco, io questo lo considero un'incertezza e una contraddizione. I dati e le proiezioni sui pensionamenti ci dicono - e lo sostengono le organizzazioni sindacali, che forse più di altri, più di noi, conoscono la situazione - che con quel vincolo sia difficile trovare, nell'arco dei due anni, gli spazi per risolvere e onorare gli impegni che abbiamo assunto. Non capisco e faccio anche un appello alla Giunta perché facciamo una cosa buona con una mano e poi la contraddiciamo con un'altra. Questo lo dico anche perché, come ben sappiamo, una decisione di questo genere è foriera di altre tensioni, io credo bene che sia il caso di chiarirlo e di metterci un punto, come dicevo prima. E' chiaro che avremo altri conflitti, altre tensioni sociali, con il risultato che alla fine quegli stessi a cui abbiamo risolto i problemi ci accusino di averli tenuti per anni sulla fune. Se abbiamo deciso di stabilizzarli, se sono utili come prevediamo persino con le proroghe, risolviamolo, sarà sempre un problema in meno. Così come io credo su un altro aspetto, non ho le idee chiarissime, però anche il pronunciamento dello stesso Consiglio sull'ordine del giorno approvato all'unanimità credo ci debba far riflettere, magari di fare qualche passo ulteriore in avanti, anche rispetto alle cose buone che abbiamo scritto in Commissione e abbiamo concordato in Commissione per quanto riguarda le short list. Credo che probabilmente dobbiamo fare una riflessione per la loro totale abolizione, io sono uno di quelli che non ritiene una bestemmia o un affronto ai diritti dei lavoratori che su particolari questioni, dove sono richieste particolari professionalità su progetti che hanno un inizio e hanno una fine, non si debba ricorrere anche a prestazioni non definitive, che non si trasformino in contratti a tempo indeterminato, però credo che questo non possa certo avvenire, anzi è avvenuto esattamente il contrario, con le short list. Una cosa è avere quasi a disposizione una platea di persone, donne e uomini disponibili, quando vengono scelti anche senza criteri come è avvenuto nel passato, ma questo l'abbiamo, mi sembra, modificato e ricorrervi per le più disparate, che capisco, esigenze che si presentano alla pubblica amministrazione, ma contemporaneamente comprendendo che questo crea delle aspettative, soprattutto in una società dove ancora il posto pubblico è un traguardo straordinario per i giovani e per le loro famiglie, creare aspettative alle quali poi è sempre più difficile dare delle risposte. Io credo che su questo senza pregiudiziali vada consentito alla Giunta, agli Uffici, di poter ricorrere a prestazioni che abbiamo tempi anche più lunghi di quelli che avevamo previsto, ma che siano chiari, che servano per risolvere problemi straordinari, straordinario intendo proprio quello di progetti per i quali non siano presenti nella pubblica amministrazione le professionalità, e stabilire con essi tempo e modi di espletamento e non creare delle panchine per le quali è umano che prima o poi...
PRESIDENTE. Concluda.
CHERCHI SILVIO (P.D.). ...chiedano di entrare in campo e naturalmente non solo per becero clientelismo, ma anche per sensibilità sociale, molti di noi sono portati a sostenerlo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Grazie, Presidente. Assessori, colleghi, una frase di un esponente sindacale pronunciata, manco a dirlo, al termine di una causa vinta contro la Regione, offre una lettura molto convincente della politica seguita dal Governo regionale in materia di personale, fin dall'inizio della legislatura. Quest'esponente sindacale, mentre usciva dal tribunale, disse: "Dal 2004 sono state costantemente forzate le procedure e violate le regole". Quindi, veramente ci troviamo nella fattispecie dell'articolo 3, quindi un giudizio del genere rivolto ad un'Amministrazione e ad una maggioranza che si proclamano di centrosinistra e in alcune sue parti di sinistra radicale, equivale ad una sorta di marchio di infamia, una condanna senza possibilità di appello nei confronti di chi è sempre ritenuto, naturalmente a torto, l'unico custode degli interessi dei lavoratori e dei loro diritti. Ormai è un luogo comune questo. E' accaduto invece attraverso una interminabile sequenza di episodi specifici, ed anche adesso nelle norme di questa legge finanziaria, che il Governo regionale è riuscito a conquistare tra i suoi primati negativi quello di aver assunto decisioni contrarie agli interessi dei lavoratori e in numerosi casi in aperta violazione dei diritti sanciti dalla legge. Stanno dunque arrivando al pettine, sul finire della legislatura, i nodi di una politica che ha oscillato a lungo fra il dirigismo efficientista o presunto tale praticato da Soru, dal Presidente, e da quella parte della maggioranza che riteneva di dover abbattere tutto senza preoccuparsi di costruire qualcosa di nuovo o di migliore. E' la classica demagogia delle componenti più radicali che ripropongono, è storia di oggi, vecchie ricette non per il lavoro o lo sviluppo dell'occupazione, però per una stagione di assistenzialismo. Forzare le regole e violare la legge è stata perciò la strategia che ha visto prevalere un'anima della maggioranza sull'altra, in un braccio di ferro il cui pronostico a favore dell'anima dirigista sembrava scontato, ma che ora invece viene rimesso clamorosamente in discussione. Di questa lotta interna hanno pagato e stanno pagando le spese praticamente tutti i dipendenti della Regione, degli enti ed organismi di varia natura che ad essi fanno capo. Nessuno è riuscito a sottrarsi alla presunzione di inefficienza e di colpevolezza che per definizione e a prescindere si è abbattuta sulla macchina amministrativa regionale, in questo, quantomeno, è stata siglata una certa par condicio. La forzatura delle procedure e la violazione delle regole si è rivelata evidente per i dirigenti, alcuni dei quali, compreso il direttore generale, sono stati mandati a casa per sentenza e recuperati in parte dopo un periodo di purgatorio, ma anche per i dipendenti del SAR, per solo effetto di un ricorso entreranno nell'ARPAS salvandosi da una decimazione ingiusta ed iniqua.
E' evidente per le centinaia di lavoratori di ABBANOA con stipendi che vanno da 300 a 400 euro mensili, che corrono il rischio di colpo di spugna che potrebbe cancellare qualifiche, mansioni ed anzianità come per i dipendenti delle varie ARA, l'associazione allevatori della Sardegna la cui retribuzione sarebbe appesa, questa è la preoccupazione degli operatori, ad un non meglio precisato nuovo assetto derivante dall'istituzione dell'agenzia LAORE. E' evidente per i precari della sanità, medici e soprattutto veterinari che hanno assicurato la tenuta del sistema pur essendo sottopagati, senza ferie e senza possibilità di ammalarsi e senza alcuna garanzia in materia previdenziale o pensionistica. La vicenda dei veterinari in particolare presenta aspetti francamente assurdi perché si tratta di professionisti che resteranno fuori dalla ASL pur essendo i soli ai quali la legge garantisce il diritto ad operare nelle strutture pubbliche, l'assurdità di questa situazione sta anche nel fatto che sicuramente vinceranno il ricorso, soluzione estrema verso la quale sono stati praticamente spinti da una Regione che preferisce farsi condannare e pagare le spese piuttosto che riconoscere i suoi stessi errori.
Comunque, com'è stato chiesto da molti colleghi, di questo argomento ne parleremo in un articolo successivo. Quanto al precariato, altro tema sul quale un Governo di sinistra dovrebbe in teoria dare lezioni a tutti con interventi efficaci ed innovativi, la stessa Regione cerca ed alimenta precarietà diffusa, è causa del problema che dice di voler affrontare e risolvere, la questione tocca da vicino la galassia delle collaborazioni esterne già finite alcuni anni fa nel mirino della Corte dei conti di cui si sa molto poco, non si sa quante siano, quali siano le strutture che se ne servono e per quali finalità. E' una sorta di ennesimo buco nero della Regione come quello delle cosiddette short list costruite apposta per aggirare ed eludere ogni regola e qualsiasi procedura di trasparenza. La legge finanziaria su questo punto propone l'ennesimo rattoppo riportandole in capo all'Assessorato competente, ma di certo non fa chiarezza sui tanti buoi che sono riusciti a scappare prima della chiusura della stalla e continueranno a passare anche attraverso le maglie dell'Assessorato. La politica regionale in materia di personale, insomma, rappresenta di fatto l'unico caso in cui tutte le sigle sindacali, confederali e non e autonome, si sono sempre trovate d'accordo. Se dovessimo usare un termine caro ad una certa sinistra ancora legata al passato potremmo definire questa politica padronale, solo che le istituzioni come tali non hanno e non possono avere un padrone fatta eccezione per i cittadini dai quali traggono la loro unica e vera legittimazione. Ed anche sotto questo profilo quindi si può affermare che la legislatura fortunatamente vicina alla sua conclusione si è rivelata un fallimento proprio perché ha tradito il mandato ricevuto dagli elettori. Un Governo regionale che non investe nelle sue risorse umane e professionali, che dimostra platealmente di non credere nella loro capacità, che cerca continuamente di piegare la pubblica amministrazione verso obiettivi che non sono di interessi generali, ma funzionali al perseguimento di finalità particolari e politiche, può al massimo raggiungere qualche suo scopo nel breve periodo, ma non può andare lontano. Questo è in definitiva il filo conduttore di questa finanziaria che spalma poche risorse qua e là senza una vera strategia, senza incidere sul nulla e in materia di personale sacrifica e mortifica il proprio capitale umano sull'altare di un finto risanamento finanziario. Guarda caso i fondi che proprio non si riescono a trovare perché non si vogliono trovare, sono proprio quelli per i rinnovi contrattuali, della sanità in primis, ma di tanti altri comparti. Se si rinnovassero i contratti del resto anche nella finanziaria finirebbero per emergere molte verità scomode. Il risanamento non c'è e il poco che c'è è dovuto in larga parte ad entrate virtuali e soprattutto ad una vigorosa stretta sulle spese per il personale da un lato e sui diritti fondamentali per i cittadini dall'altro ed anche in questa partita la sanità figura al primo posto dopo che il capolavoro politico del Presidente con il governo Prodi aveva assicurato che dal 1 gennaio del 2007 la Sardegna poteva fare a meno dell'intervento dello Stato spendendo meglio e risparmiando ancor di più. I fatti hanno smentito questa propaganda di bassa lega, forzare le procedure, violare le regole, questa è la ricetta applicata da una Regione che si dice di sinistra, pluricondannata per comportamento antisindacale e con una serie infinita di contenziosi ancora aperti che avranno lo stesso esito. Questo è il bilancio disastroso di una legislatura che i dipendenti della Regione per primi non vedono l'ora di lasciare alle spalle.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente, colleghi consiglieri.
L'articolo 3 ci impegna a pensare a quale modello di Regione facciamo riferimento perché parliamo della pubblica amministrazione. E' da diverso tempo che c'è un subdolo e strisciante modo di privatizzare la pubblica amministrazione, eppure nel rispetto dell'articolo 97 della Costituzione che ci ricorda sempre che la pubblica amministrazione deve garantire la trasparenza e l'imparzialità. Nel '97 Bassanini aveva esitato una delle leggi che ritengo degne di un Paese civile, aveva imposto, qualora ce ne fosse bisogno, la separazione tra la politica e l'amministrazione. La nostra Regione con la legge 31 del '98, quindi un anno dopo, recependo questa meravigliosa filosofia e con un tempismo ammirevole, aveva esitato, aveva proposto che nel campo della produzione legislativa rimane una delle migliori leggi, appunto La "31" del '98. La "31" del '98 doveva impedire all'arroganza dei partiti di spadroneggiare e di piegare la pubblica amministrazione ai fini particolaristici. Ma, oltre a garantire questa netta separazione, la "31" deve far fede e contare sui dipendenti regionali qualificati, ma direi anche motivati. Cos'è successo dal 2004 ad oggi? Che in diverse finanziarie si sono imposte norme riguardanti la legge 31, quindi norme intruse, anziché far seguire alle vie consiliari ordinarie la rivisitazione di questa legge, noi troviamo sistematicamente nella finanziaria norme che appartengono a questa meravigliosa legge. Quindi, illegalità diffusa. Perché è importante che non venga privatizzata la pubblica amministrazione? Perché altrimenti risponde ai poteri del potente di turno, ecco perché in questa Regione andando contro tendenza in campo europeo, si cerca di giubilare verso il pensionamento quelle figure apicali che arricchiscono la stessa Regione, quelle figure che portano professionalità, conoscenza della macchina, per far posto ad un'amministrazione, che io spesso in quest'aula, ho definito parallela. Perché ci si vanta, col solito spot demagogico elettorale, di aver tagliato in tre anni mille posti. Ma, queste potature cosa hanno portato nel campo dell'efficacia, dell'efficienza, del risparmio? Oppure c'è un crescente ricorso ai prezzolati consulenti che costano l'ira di Dio al nostro erario? E questa amministrazione parallela, che viene preferita alla pubblica amministrazione, risponderà non ai diritti fondamentali dei cittadini, ma all'imprenditore governatore. E quindi c'è un mobbing politico, un bisogno cinico di demotivare, di dequalificare, di disturbare i dipendenti pubblici perché il presidenzialismo, senza contrappesi, senza freni, impone l'accentramento di potere, la mancanza di controlli sul merito, e soprattutto deve essere sollecitata per soddisfare i desiderata del governatore. Quindi siamo di fronte ad una eversione dell'articolo 97 della Costituzione, anche se il termine può sembrare impegnativo, che impone "leale collaborazione". Invece, in questa sciagurata legislatura, vorrei ricordare ai colleghi, pochi e distratti, nella Statutaria, ritenuta pomposamente una legge fondamentale che è naufragata sotto i colpi democratici dei sardi che sono andati a votare, nella Statutaria si è scomodata una comica norma, dove si parlava di "leale e massima collaborazione"; un'aggettivazione eversiva, preoccupante, "massima collaborazione", che non è prevista dalla Costituzione. Perché deve essere "leale e massima"? Per mantenere prona l'amministrazione e soddisfare i desiderata del Governatore. Ecco perché questo articolo 3, che ha un'importanza fondamentale, trattando appunto argomenti sulla pubblica amministrazione, ci fa riflettere ed inorridire. Perché, pensate, che dal 2004, un Governatore, che dice di capeggiare una giunta di centrosinistra, ha attuato azioni di governo rancorose, ciniche contro il personale. Io, nella mia esperienza, non ho mai visto un personale demotivato e mobizzato, che possa quindi aiutare a concretizzare i punti programmatici e politici di chi governa. Dev'esserci un rispetto, una sinergia, una motivazione continua, ed è assente, basta pensare al numero degli emendamenti. Si diceva spesso che solo gli idioti non cambiano idea, però qui veramente siamo di fronte ad una schizofrenia! La Giunta e l'opposizione, e la maggioranza, parte della maggioranza che sorregge la stessa, hanno avuto un'iper produzione di emendamenti, per cercare di migliorare una finanziaria inemendabile. Ma senz'altro naufragheranno nel voto, saranno inascoltati i contributi delle opposizioni e di alcuni componenti della maggioranza non organica ai capricci del Presidente governatore. Ma pensate che da quando è iniziata questa sciagurata legislatura le aspettative dei lavoratori vengono eterodirette dai Magistrati. Ci sono diritti acquisiti, parlo di una interpellanza, che io e il Partito Sardo abbiamo fatto l'anno scorso, per quanto riguarda i lavoratori del SAR e della PROGEMISA, che dovevano afferire, in base alla legge 6, nell'ARPAS. Eppure avevamo sconsigliato la Giunta di accanirsi contro questi lavoratori, di ascoltare i sindacati, e il Magistrato, facendo giustizia di quest'iniquità, ha ricordato che ci troviamo in quest'Europa, e quindi le prescrizioni europee impongono atteggiamenti prudenti e rispettosi delle professionalità acquisite, dei titoli, non chiedevano privilegi, dicevano, loro, che nel transitare in quest'Agenzia Regionale Protezione Ambiente, non dovevano essere sottoposti all'esame del sangue, o altre corbellerie inventate di sana pianta, ma semplicemente dovevano valere i titoli e la comprovata professionalità, ultradecennale per alcuni. Niente da fare! La sezione distaccata di Sassari ribalta questa rancorosa presa di visione, e obbliga la Giunta ad aprire i cancelli a far transitare questi galantuomini nell'ARPAS. Parrebbe che in questa circostanza, adesso non ricordo quale emendamento, qualche componente della maggioranza, muscolare, prepotente, voglia sfidare questa sentenza, cercando di creare ulteriori problemi a questi lavoratori, che per legge invece hanno fatto valere le proprie ragioni. Ma ci rendiamo conto che dal 2004 a questa parte la Magistratura sta colmando dei vuoti lasciati in un modo preoccupante della politica? Ma vi rendete conto che c'è un contenzioso aperto, una sfida continua con la Magistratura che cerca di sostituirsi a noi politici? Ma io dico che questo non è tollerabile. Questa non è democrazia, questo è presidenzialismo senza contrappesi! E il frutto putrido e decomposto del presidenzialismo è il conflitto di interessi, nel quale si trova affondato questo Presidente governatore, e trova la complicità di partiti, che del conflitto di interessi, in altre sedi, anche oltre Tirreno, hanno fatto battaglie sacrosante, condivisibili, e invece in Sardegna, amnesia! Questi discorsi non sono di destra e non sono di sinistra, perché quando si parla di democrazia, io direi a certi colleghi maligni di limitarsi negli epiteti, perché qui ci sono i diritti fondamentali dei lavoratori e della pubblica amministrazione, che non può essere privatizzata.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sabatini. Ne ha facoltà.
SABATINI (P.D.). Grazie Presidente. Ma, riprendendo un po' i temi, le affermazioni che faceva il collega Cherchi, credo che tutto si possa dire, ma non che in questi anni il Governo regionale non si sia occupato del precariato, del superamento del precariato, affrontando diverse situazioni di difficoltà, all'interno dell'amministrazione regionale e anche fuori dell'amministrazione regionale. Con l'impegno, ad esempio, di tutti i precari e delle situazioni di difficoltà dell'industria, e così ha fatto anche un grande lavoro, dotandosi di strumenti che, in modo organico, hanno voluto affrontare questo tema; se penso al Piano per il superamento del precariato, e al Piano di stabilizzazione degli operatori della sanità. E così, se ci si sofferma a rileggere le finanziarie di questi ultimi anni, ci si accorge che davvero gli interventi per porre fine al fenomeno del precariato sono stati tantissimi. Anche questo articolo, l'articolo 3 di questa finanziaria, ad esempio pone, io credo in modo positivo, dei paletti fermi sull'utilizzo delle short list, che va in quella direzione, porre fine al fenomeno del precariato e dare organicità all'amministrazione pubblica. E' chiaro che in questi anni abbiamo anche però affrontato con attenzione alcuni casi particolari. E in Commissione, io, molti dei miei colleghi, anche dell'opposizione, si sono battuti per alcune situazioni particolari di difficoltà, su alcune abbiamo riconosciuto l'impossibilità di trovare una soluzione, per altre abbiamo portato avanti la battaglia fino in fondo, perché abbiamo riconosciuto la particolarità di alcune situazioni, che sono in essere ormai da troppi anni. Io mi riferisco, perché è stato trattato e perché questo tema ha scatenato nell'opinione pubblica, in queste settimane, un grande dibattito, al comma 5 che tratta appunto dei veterinari coadiutori. E' un tema ed è una situazione che ho seguito sin dall'inizio della legislatura, avremo fatto decine di incontri con questi lavoratori, gli hanno incontrati i capigruppo, li ha incontrati la Commissione sanità, li ha incontrati più volte l'assessore Dirindin, a cui va riconosciuto un impegno per trovare una soluzione si pensava di trovare una soluzione proprio nel piano di stabilizzazione della sanità, non è stato possibile. Si sono adottati di sistemi che hanno dato una preferenza nel reclutamento di chi ha operato nelle situazioni di difficoltà. Dicevo, abbiamo portato avanti le battaglie in situazioni particolari, questa mi pare una situazione del tutto particolare e che credo tutti noi dobbiamo guardare con molta attenzione perché si tratta di operatori, è vero convenzionati, ma quando si parla di convenzionamento si parla delle grandi consulenze, dei grandi costi, qui si tratta di lavoratori che hanno operato a 800 euro al mese in situazioni particolari di forte difficoltà, perché hanno operato nelle situazioni di emergenza del nostro sistema della zootecnia, del nostro comparto, in situazioni di emergenza, nei piani di vaccinazione, nei piani di controllo, nell'individuazione dei capi da abbattere e conosciamo tutti, perché conosciamo tutti, le situazioni delle nostre campagne e possiamo capire come questi operatori hanno dovuto, in quali difficoltà si sono trovati ad operare. L'hanno fatto per più di 15 anni, l'hanno fatto per periodi di 6,7,8, mesi, ultimamente per qualche tempo inferiore, e hanno, appunto ripeto dato un forte contributo perché conoscitori di quelle realtà delle nostre campagne che sono loro avrebbero in quel momento potuto assolvere, basta chiedere un qualsiasi parere ai dirigenti delle varie AA.SS.LL. con cui questi operatori hanno lavorato. A dire il vero poi vorrei anche ricordare che questi lavoratori hanno operato prima, antecedentemente al 1997, anno in cui col d.p.r. del 10 dicembre di quel anno, numero 483 è stata inserito l'obbligo, perché prima non esisteva, per l'accesso al servizio sanitario nazionale, del corso di specializzazione. Io sono disponibile e capisco che tutti sono alla ricerca di un lavoro e senz'altro, nella nostra Regione, dobbiamo riconoscere una presenza di veterinari superiore alle esigenze dei nostri territori. Ma inviterei tutti a riflettere sulla distinzione di un caso che, ripeto, è davvero del tutto particolare a cui tutti siamo invitati a trovare una soluzione. Non si tratta di spostare l'argomento. Io ho ascoltato con molta attenzione il collega Diana che apprezzo e stimo, non si tratta di spostare il problema all'articolo 8 dove affrontiamo il tema della sanità. Si tratta della volontà di risolvere il problema, che da troppi anni si porta avanti e che in questi anni abbiamo tentato di affrontare, su cui non abbiamo trovato una soluzione. Quindi non è lo spostamento, è la volontà di risolvere questo problema. Dico due parole e concludo, sull'emendamento all'emendamento numero 959 che riconosce la necessità di rivisitare i servizi territoriali degli enti locali, capisce che è venuta meno la funzione di questi uffici pone però all'attenzione della Giunta di questo Consiglio la necessità di prendere atto del riconoscimento anche della dignità di questi lavoratori che per tanti anni hanno lavorato nell'amministrazione regionale e con un colpo di mano gli si vorrebbe rispedire alle province senza un minimo di riconoscimento anche del ruolo che per l'amministrazione e nell'amministrazione regionale hanno svolto. Quindi noi crediamo che quel emendamento vada modificato così come da noi proposto.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Sabatini.
E' iscritto a parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.
ARTIZZU (A.N.). Grazie Presidente, su questo articolo tre mi pare che stiano emergendo delle posizioni rilevanti, ad iniziare da quella parte della sinistra che non sta partecipando ai lavori dell'Aula, evidentemente c'è davvero qualcosa che non va. Assessore Dadea, io mi permetto con il rispetto che le ho sempre portato e che lei merita, e anche l'apprezzamento per il suo impegno, di farle notare alcune incongruenze nell'operato da lei tenuto riguardo la questione dei dipendenti regionali. Assessore, era il febbraio del 2007, quindi nemmeno un anno fa, quando i dipendenti regionali, le varie organizzazioni sindacali hanno sollevato il problema dei trasferimenti forzati, definiti in modo che - può essere condiviso o no -addirittura delle deportazioni, cioè il trasferimento forzato conseguente alla chiusura di servizi e di uffici regionali verso amministrazioni provinciali che certamente, come il collega che mi ha preceduto diceva, hanno tutto il diritto e le possibili aspirazioni ad avere organici ben definiti, ben composti, che possano consentire di svolgere realmente le competenze che il trasferimento delle competenze stesse a loro conferì. Però lei Assessore in quella occasione fece delle rassicurazioni che devo dire furono molto apprezzate, perlomeno da me ma certamente anche dai lavoratori in questione cioè lei Assessore disse nessun trasferimento forzato sarà attuato da parte dell'amministrazione regionale. Andranno via dalla Regione diretti verso gli enti locali, verso le province, soltanto quei lavoratori che ne faranno esplicitamente richiesta, andranno via dalla Regione soltanto quei lavoratori desiderosi di andarsene via per ottenere una posizione contrattuale, transitoria o permanente, di vantaggio possibilmente rispetto alla condizione di partenza. Oggi invece ci troviamo assessore Dadea, con l'emendamento numero 881, prima di tutto, in modo evidente, in modo plateale, l'emendamento numero 881 che risponde davvero ad una logica di indebolimento e di asservimento delle strutture e degli organici della Regione, degli uffici della Regione, ad un disegno di indebolimento della struttura amministrativa della Regione, indebolimento che passa anche attraverso l'umiliazione dei lavoratori che svolgono la propria opera. Ci troviamo invece Assessore davanti ad una realtà ben diversa che è quella, ripeto, tracciata dall'emendamento numero 881, ma non solo, ma in particolare certamente dall'emendamento numero 881.
Allora io le chiedo Assessore che cos'è cambiato da meno di un anno a questa parte nella sua impostazione perchè io non ho dubbi che questa espressa in modo così brutale nell'emendamento numero 881 fosse, fin dall'origine, l'impostazione del Presidente della Regione. Io molto la apprezzai quando lei effettivamente, difendendo ruoli, competenze, dignità, carriere e diritti, perché non parliamo soltanto di ruoli e di dignità ma parliamo anche di adeguamento di carriere di questi lavoratori, forse 100, forse un po' meno, forse più quelli in questione, ma poi una volta che la deriva sarà iniziata, noi non sappiamo dove possa portare, perché oggi riguarda un servizio, riguarda un settore, riguarda 100 lavoratori, domani il discorso potrebbe riguardarne 500, o 2500 o altri servizi, altri uffici. Allora le chiedo Assessore, che cos'è cambiato nella sua impostazione. Lei, ripeto, è persona seria, persona che si è sempre fatta apprezzare, che all'inizio della legislatura, devo dire, aveva dato adito a speranze di una certa distinzione rispetto a posizioni eccessivamente nette, forti, brutali da parte del Presidente della Regione. Questo credo fosse stato percepito anche dai lavoratori stessi degli organici regionali, degli enti e delle agenzie come una garanzia. Poi, abbiamo visto che in realtà, perlomeno per quanto riguarda le Agenzie, purtroppo non dico che non sia sempre avvenuto, dico che fino ad ora non è mai avvenuto, perché ci troviamo con problemi ancora aperti, irrisolti dei quali non si intravede nemmeno una soluzione. Ma, certamente, un suo atteggiamento, una sua posizione più garantista nei confronti di questi lavoratori aveva tranquillizzato molti. Oggi vediamo una netta inversione di rotta da parte sua. Il fatto che alcuni colleghi della sinistra, di arcobaleno, di Rifondazione Comunista lascino l'Aula è un segnale significativo, ma certamente non sufficiente, perché io aspetto il voto su questo emendamento. Io aspetto il voto sull'articolo e sui singoli emendamenti, perché assentarsi dall'Aula non basta. Ma io aspetto, Assessore, le ripeto, glielo dico con tutto il rispetto anche perché molti segnali erano già venuti in Commissione, non solo in occasione della discussione di questa legge finanziaria, ma anche della precedente e anche di altri provvedimenti, io aspetto un chiarimento da parte sua. Noi dobbiamo capire se lei ha cambiato idea, se non l'ha cambiata ma non vuole esprimerla diversa da quella del Presidente della Regione, se non l'ha cambiata ma non può esprimerla diversa da quella del Presidente della Regione. Vorrei anche sapere, assessore Dadea, se lei ha cambiato idea quali sono gli elementi che l'hanno convinta, perché francamente se non ci sono elementi davvero validi e sostanziosi non riesco a capire come una persona seria, perbene, affidabile come lei possa assumere atteggiamenti così dissociati, diciamo.
Qui si parla di norme intruse… certamente, venticinque e trenta commi per ognuno degli undici articoli della legge finanziaria contengono questa e anche altre norme intruse. Però, Assessore, qui non si tratta di fare una disquisizione di tipo tecnico legislativo, giuridico su ciò che è norma intrusa e ciò che il Presidente del Consiglio regionale giudica tale e quindi cancella dal testo, qui si tratta anche e soprattutto in questo caso, assessore Dadea, di capire qual è il grado di attenzione e sensibilità della Regione sarda verso i propri dipendenti, verso i propri lavoratori. Se l'impostazione è quella di trattare i dipendenti regionali, come fino ad ora sono stati trattati, come un peso fastidioso del quale liberarsi il prima possibile e con i metodi più sbrigativi e più brutali possibili, oppure se voi considerate il vostro personale come un bene prezioso sul quale avete investito per la formazione, sul quale investite quotidianamente per le tecnologie, che volete che sia davvero in grado di realizzare quel raccordo tra la pubblica amministrazione e la società e il mondo del lavoro, il mondo dell'impresa, il mondo dell'istruzione che costantemente affermate di voler instaurare. Diversamente, queste non sono solo norme intruse, queste sono norme che configurano degli intrusi e in questo caso gli intrusi sarebbero proprio questi malcapitati dipendenti della Regione. Come malcapitati sono purtroppo da considerare coloro che sono dovuti andare nelle Agenzie che hanno perso diritti, hanno perso la capacità contrattuale, hanno perso talvolta anche capacità di acquisto del loro stipendio e si sono trovati in mille e mille situazioni di gravissimo disagio nei confronti di lavoratori diventati loro colleghi che avevano seguito altri percorsi, altri livelli di carriera, altre competenze. Ma mai si era arrivati a questa sorta, me lo consenta, di "deportazione", ci metta tutte le virgolette che vuole, ma di una deportazione forzata si tratta, senza possibilità di appello. Altro che solo su richiesta, altro che solo dietro incentivazione, altro che solo dietro gratificazione, li state sbattendo fuori dal loro ufficio, per destinarli verso Province, che certamente hanno il diritto ad avere degli organici ben formati, certamente hanno diritto a coprire i loro servizi, certamente hanno diritto anche ad avere quella dotazione finanziaria che poi servirà per pagare, dopo il primo anno di adeguamento dell'ingranaggio, questi lavoratori. Mi auguro che fra un anno non si ponga, per questi lavoratori deportati, anche il problema del pagamento delle retribuzioni, perché in questo senso lei sa bene e mi insegna che non tutti i dubbi e problemi che hanno le Province in questo specifico argomento sono risolti, anzi, sono in molti casi ben lontani dalla soluzione.
Attendo quindi le sue spiegazioni Assessore che certamente saranno dettagliate, ma mi auguro anche che siano convincenti anche se, mi permetta di dirglielo, ho molti dubbi che lei potrà fornire delle motivazioni convincenti, questo attendo da lei, ma questo attendo dalla sinistra e dalla maggioranza e cioè il voto. Oggi, vi assumete la responsabilità di votare, e lo farete con scrutinio palese, un provvedimento come questo e come altri contenuti nell'articolo 3 della legge finanziaria, ma come questo in particolare che è sintomatico di quel rispetto verso la persona umana, verso il lavoratore, verso le famiglie, che voi avete creduto opportuno trasformare in solidarietà verso i campani, caricandoci dei loro rifiuti e trattando oggi come rifiuti onesti lavoratori perbene.
(Interruzioni dai banchi del centrosinistra)
PRESIDENTE. Colleghi, il pubblico e la platea a volte eccita un po'…
E' iscritto a parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Io adesso le sottopongo, Presidente, io le sottopongo un problema anzi due ragioni politiche per le quali io credo il dibattito non possa proseguire in questa Aula. Lo dico a lei perché è lei Presidente, se sta appena appena attento, rappresenta questo Consiglio, Presidente, Presidente, Presidente, le chiedo scusa ma io mi sto rivolgendo a lei, se vuole interrompo un attimo.
PRESIDENTE. No, no. Prego.
PISANO (Riformatori Sardi). Le stavo dicendo, le vorrei sottoporre due ragioni per le quali io credo non si possa proseguire con questo dibattito in Aula. La prima, è l'assenza sistematica, continua e reiterata del presidente Soru che soprattutto alla discussione dell'articolo 3, che rappresenta, a mio giudizio, un articolo importantissimo, credo che non sia corretto che non sia presente qui in aula, senza togliere niente ovviamente all'autorevolezza dei due Assessori che sono qui a rappresentare la Giunta. La seconda ragione, è, come vede lei, l'assenza ovviamente di un Partito della maggioranza che investe ovviamente un problema politico enorme e che è tutto interno alla maggioranza, ma per la quale davvero non si può continuare. Se è necessaria una sospensione, lei si faccia interprete di una discussione corretta di questo Consiglio, perché senza una parte della maggioranza è evidente che diventa difficile proseguire nel dibattito. Tanto più che l'onorevole Uras è intervenuto, ha dato alcune indicazioni, che sono molto forti e rilevanti, dicendo addirittura nel suo intervento conclusivo: così non si può andare avanti. Se così non si può andare avanti, non andiamo avanti. Non andiamo avanti, interrompiamo, arriviamo a questo chiarimento politico che lui sta chiedendo, e così, giustamente, interpretiamo il senso della sua affermazione.
E' un martedì grasso, questo, che ha dei toni molto dimessi, poco carnevalesco se teniamo presente che fuori ci sono centinaia di lavoratori che stanno manifestando e che anche in quest'aula sono presenti numerose delegazioni di lavoratori che vivono con ansia e trepidazione questa giornata, proprio perché molte loro speranze sono legate, ovviamente, alla definizione e all'approvazione di questo articolo 3. Quindi, comprensibilmente, partecipiamo a questo dibattito anche noi con una sensibilità forse diversa rispetto a come altri articoli sono stati affrontati.
L'unico tema che richiami invece il concetto del carnevale è la costruzione di questo articolo 3, con questi 139 o 140 emendamenti, che sembra più un'arlecchinata, nel senso di tante pezze colorate messe insieme e che compongono un mosaico che, da questo punto di vista cromatico, davvero richiama questo concetto. E sono tutti - come altri colleghi hanno detto - affrontati in una maniera sicuramente irrituale perché fuori dagli schemi con i quali un dibattito sereno della finanziaria dovrebbe portare, mi riferisco in particolare ormai a quella sistematicità con la quale la legge 31 viene fatta bersaglio, da parte delle finanziarie ultime, di modifiche. Io capisco l'esigenza che si modifichi la legge 31 del '98 ma è evidente che, dentro un progetto più ampio che, se davvero dobbiamo incidere su delle regole e su dei principi fondamentali per l'organizzazione amministrativa di questa Regione, non possiamo affrontarlo in maniera cadenzata nel tempo ogni qualvolta si va ad affrontare il problema della finanziaria, occorre una organicità che qui manca; e però vorrei davvero credere che non sia anche voluto, in maniera quasi dolosa, perché di fatto poi, in maniera parallela - concetto che ho sviluppato un'altra volta - sta avvenendo un processo di riforma che "bypassa" completamente la legge 31. E questo processo di riforma che sta avvenendo in questa Regione è la sistematicità con la quale andiamo a creare ormai degli assessorati paralleli, perché per ogni assessorato stiamo andando ad inventare una agenzia e l'agenzia, guarda caso, non fa altro che assorbire gran parte delle competenze, anche amministrative, che sono in capo a quegli assessorati e di fatto ne semplifica le procedure privandole di quello che è il riferimento principale, che dovrebbe invece essere in mano all'Amministrazione regionale, del cosiddetto controllo diretto. E quindi è evidente che c'è il sospetto che la legge 31 la si stia proprio "bypassando" attraverso questo processo riformatore, io non sto dicendo che alcune di queste cose non possono essere anche giuste, perché l'agilità con la quale l'agenzia riesce ad affrontare determinate problematiche può rispondere ad una logica di semplificazione e di funzionalità dell'attività amministrativa, ma ormai si sta componendo un disegno che è spaventosamente pericoloso, proprio per quell'insieme di considerazioni che noi stiamo facendo. Anche con questa finanziaria andiamo a creare perlomeno una nuova agenzia, e quindi davvero si riesce anche a dimostrare che questa tesi, non solo la Giunta la sta proponendo, ma la sta perfezionando attraverso atti concreti dentro un disegno che sicuramente è molto ampio.
L'articolo 3 ci permette poi di parlare di un problema che noi riteniamo cardine della riforma della Pubblica amministrazione. Il collega Uras faceva appello prima alla sensibilità di chi in quel momento fungeva da Presidente, che era l'onorevole Biancu, riconoscendoli appunto questa sensibilità verso le problematiche di unificazione del comparto Regione-enti locali, avvenuto già con la finanziaria scorsa e per il quale, però, non si sono recuperate le risorse necessarie perché davvero muova i primi passi questo comparto unico Regione-enti locali. Se non mettiamo i soldi, ai voglia di fare la contrattazione con il comparto unico! Abbiamo bisogno di risorse e le risorse non possono essere quelle che sono state messe in campo dalla Giunta regionale. Noi per questo abbiamo proposto un emendamento nel quale diciamo, senza dire mostruosità da un punto di vista della misura delle risorse che proponiamo, stiamo dicendo che servano almeno 15 milioni di euro per affrontare, per questa annualità, in maniera corretta il problema della contrattazione relativa al comparto unico Regione-enti locali; perché, se così non è, stiamo contraddicendo noi stessi.
Un altro problema che ha un denominatore comune che attraversa un po' tutti i ventiquattro commi di questo articolo è quello se dobbiamo finalmente porre un principio base sull'accesso del personale alla Pubblica amministrazione attraverso procedure concorsuali, oppure se dobbiamo comporre un sistema della stabilizzazione - e anche in questo senso noi ci siamo mossi facendo una proposta ben precisa - che abbia riferimenti precisi anche con le altre stabilizzazioni che altre Regioni hanno fatto e che sono contenute nelle due ultime finanziarie dello Stato. Con le ultime due finanziare dello Stato - l'assessore Dadea conosce bene questa materia - il riferimento per la stabilizzazione è avvenuto anche per altre tipologie contrattuali che non sono esclusivamente soltanto il lavoro subordinato dipendente; questa cosa noi l'abbiamo chiesta, l'abbiamo reiterata, ma ci sono vari casi di dipendenti che hanno lavorato nella Pubblica amministrazione, dentro la Pubblica amministrazione con le stesse caratteristiche del lavoratore dipendente, che però erano caratterizzati da una tipologia contrattuale diversa. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Pisano.
E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Grazie, Presidente. Ero incerto se intervenire sull'argomento perché mancano i principali protagonisti del tema del lavoro: manca il presidente Soru - ma siamo abituati alla sua assenza -, manca la componente che più di tutti si batte per avere l'esclusiva del tema del lavoro, e manca anche chi bacchetta coloro che si permettono di sollecitare un intervento anche di altre forze politiche sul tema del lavoro stesso. Mi consola la sua Presidenza e la presenza del Consiglio che, per rispetto democratico, penso che sia in maniera indiscutibile il soggetto che - per competenza, per ruolo e per potere - è colui che deve decidere. Ma soprattutto, Presidente, ringraziando della presenza, aldilà di tutto, i due diretti responsabili, cioè l'Assessore della programmazione e bilancio e l'Assessore del personale e delle riforme, ciò che soprattutto mi porta a superare questa situazione di scoramento è la volontà di dare un contributo a questo tema e di cercare di interpretare un sentimento, che oserei dire agrodolce, intendendo dolce alcune risposte che sono contenute nell'articolo 3 della finanziaria, e agro molte delle aspettative che sono, viceversa, contenute nelle manifestazione di coloro che chiedono alla Regione di dare finalmente una sistemazione a tutta una serie di aspettative, e a molti di coloro che non manifestano, ma ugualmente vantano dei legittimi diritti. Devo dire subito, entrando nel merito, Presidente, che mi sembra che manchi una linea di svolta strategica e fondamentale per quanto riguarda il tema della materia del personale e del lavoro negli organi istituzionali, direttamente collegati alla Regione, agli enti e alle agenzie, e che le norme che ci vengono prospettate non interrompono il meccanismo perverso del precariato. Già diversi colleghi hanno toccato il meccanismo perverso del precariato dicendo che oggettivamente ci troviamo talvolta delle esigenze che l'apparato amministrativo pone alle quali si sopperisce attraverso l'utilizzazione di personale che per tempo, per competenza diretta viene investito di ruolo di lavoro, quindi, di un incarico lavorativo, senza, però poter essere messo nelle condizioni di accedere direttamente a quel concorso, che prevede la nostra Costituzione e che prevede il nostro sistema. Però, poi succede che questi nuovi accessi saltano di fatto le forche caudine del concorso, hanno una presenza di anni, talvolta quindicennale, così come è stato detto per quanto riguarda alcune figure come quella dei veterinari coadiutori, e poi si trovano ad essere nuovamente sottoposti all'esigenza di un concorso. Ma io mi chiedo, questo tipo di impostazione che senso ha? Questa svolta, assessore Dadea, in questa finanziaria non l'abbiamo vista, forse dovremmo ragionare in maniera diversa; ragionare intanto cercando di contemperare le esigenze, sono quelle della pubblica amministrazione, ma prendere atto anche che ci sono alcuni gangli dell'amministrazione, agenzie, aziende che oramai sono completamente scollegate da alcuni criteri pubblici e che dovremo avere il coraggio di affermare una loro caratteristica aziendale e pertanto autonoma. Nella sanità viviamo una contraddizione, talmente palese che scoppierà adesso nei primi mesi dell'anno in corso, a marzo in particolare, in applicazione dell'articolo 92 della legge finanziaria del 2008, che prevede l'impossibilità di rinnovare contratti al personale medico che superino il tre mesi di contratto, cioè noi avremmo tutta una serie di personale, che regge oggi le strutture sanitarie a tutti i livelli, che non potrà vedere rinnovato il proprio contratto per oltre tre mesi e che di fatto creerà un empasse gravissimo in tutto il sistema sanitario. A questo problema questa finanziaria non dà risposta, dice ci sono altre Regioni che stanno dando altre risposte per sopperire a questo sistema, e noi non stiamo dando le risposte, soprattutto non stiamo dando le risposte a quelle che saranno le esigenze dei cittadini. C'è una norma, nell'articolo 3, un comma che dice che verranno rinnovati i contratti in attesa delle procedure di stabilizzazione, che se non erro hanno una durata quinquennale, Assessore, il piano di stabilizzazione nella sanità ha una durata quinquennale, quindi significa, che in attesa di questa sistemazione quinquennale, dovremmo ulteriormente dar vita ad ulteriori forme di precariato. Però questo, come diceva il collega Atzeri, mi spiace che non sia presente, non può più essere sostenuto però, perché la sentenza della corte d'appello di Sassari, che conferma la sentenza del tribunale del giudice del lavoro di Sassari relativamente ai dipendenti del SARAS mette a nudo le nostre pecche, come sistema regionale, noi stiamo avallando situazioni di intermediazione del lavoro, noi stiamo avallando delle situazioni, non a fini di lucro, ma di fatto, stiamo avallando una disposizione, che per principio noi non possiamo tollerare. Ma come sistema del SARAS, riconosciuto dalla sentenza ci sono altri sistemi, mi riferisco in particolare al sistema dell'ARA, la Regione Sardegna si avvale di pochissimi veterinari e di pochissimi agronomi per sopperire alle esigenze delle aziende agricole e per convenzione si avvale del sistema degli allevatori, delle associazioni degli allevatori, per dare queste risposte. Se non è intermediazione del lavoro questa, ditemi voi che cosa è. Allora dobbiamo fare con coraggio, così come è contenuto il comma relativo al superamento della situazione di precariato dei lavoratori veterinari coadiutori, che ho detto prima, finalmente vede lo sbocco positivo dopo anni e anni di precariato, dobbiamo avere la capacità di dare risposte anche a tutti quegli altri settori ai quali ho fatto riferimento ai quali sicuramente si può fare riferimento in maniera ancora più espressa. Non possiamo dire, Assessore, che il valore del lavoro è solo quando chiacchieriamo, quando ci cianciamo, non può essere una parola che usiamo ad uso e consumo di uno o di un'altra categoria, dobbiamo assumere un atteggiamento più coraggioso, dare risposte, anche se questo dovesse avere costi economici, ma siccome questa Regione deve dare anche risposte alle aziende, ai privati, evitare di perdere finanziamenti, dare risposte perché abbiamo un mercato del lavoro che sia più in linea con le esigenze attuali, facciamo questa svolta coraggiosa, e quando entriamo nel merito, facciamo sì che molti emendamenti possono migliorare questo articolo 3.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessori, colleghi. L'articolo 3 che stiamo discutendo oggi, è un articolo importante, un articolo importantissimo in questa finanziaria e anche perché il tema del personale costituisce l'asse portante dell'amministrazione regionale e stessa, perché noi sappiamo, e chi proviene dagli enti locali che ha amministrato, sa che se il personale non funziona o non risponde, qualsiasi capace amministratore è destinato a fallire. E quindi il problema del personale è un problema serio, che va affrontato e va affrontato in modo corretto, perché da questo dipende anche il corretto funzionamento dell'ente Regione. Bene, io credo che, mi sarei aspettato oggi, non sono la presenza del Presidente, lui è sempre assente, pare che i lavori di questo Consiglio a lui non interessino… ma… è con Prodi mi dicono, non lo so… io non lo so se è con lui; certo è che Prodi ha fatto la fine che doveva fare. Speriamo meglio per chi viene dopo. Io credo che ci sia un altro fatto nuovo, oggi, che vede una parte importante di questa maggioranza - che ha avuto un ruolo importante anche nelle cose che sono state fatte da questa Amministrazione riguardo anche il personale, oggi assente. Io non so se tratta di un'assenza momentanea o definitiva, ma credo che si tratti di un'assenza momentanea, e poi, alla fine, si tenterà di chiudere il cerchio. Il vero problema è che il cerchio va chiuso facendo gli interessi dell'argomento che stiamo discutendo e del personale, e non altri interessi. Io temo, invece, che alla fine si troverà un accordo, ma si troverà un accordo perché bisogna seguire altre logiche, e non certo quella di andare a vedere bene la situazione del personale. Allora, io dico subito che, forse, è anche il momento di rivedere e di mettere mano alla legge numero 31 del '98, perché ormai sono passati tanti anni, e credo che questo Consiglio regionale debba effettivamente rivedere l'impostazione complessiva, la situazione complessiva del personale in questa regione. Però, così come è iniziato il ragionamento di tutto il personale della Regione e degli enti, devo dire che preoccupa molto la situazione perché, purtroppo, sono state avviate tutta una serie di riforme, però l'ultima cosa che ha preoccupato questo Governo della Regione è la questione del personale, perché si parla di grandi sistemi, di progetti, di grandi proposte, di grandi riforme, però, pare che l'ultima cosa a cui sta pensando la Regione è quella del personale. Invece, io credo che sia la prima cosa, se vogliamo che le cose funzionino.
Abbiamo visto che sono state avviate delle riforme: riforma delle comunità montane. Indipendentemente dal fatto che io non so se poi questa unione dei comuni decolli o meno - staremo a vedere, io ho molti dubbi sul fatto che l'unione dei comuni possa avere grandi risultati nel territorio - però, noi sappiamo che invece le comunità montane sono cancellate, e, soprattutto in alcuni casi, io credo che queste abbiano svolto un ruolo importante, e anche perché io penso che i fondi che venivano trasferiti dallo Stato alle comunità montane, in base alla legge numero 1102, credo che noi, almeno in parte, li perderemo. Però, quello che voglio dire io è che il personale delle comunità montane, a un paio d'anni dalla cancellazione delle comunità montane, è ancora lì, che non sa cosa fare. C'è il personale che sta aspettando da un giorno all'altro che un comune, la provincia, o l'associazione dei comuni, se nascerà, li richiamino; invece questi non sanno cosa fare, mentre abbiamo invece questi commissari delle comunità montane che sono ancora lì da tanto tempo che non fanno nulla, che stanno causando soltanto uno sperpero delle risorse. Io credo che a questo personale, che da un paio d'anni dalla cancellazione delle comunità montane non sa cosa fare, una risposta rapida bisogna dargliela, perché questa gente non sta facendo nulla, è buttata negli uffici, è demotivata. Io credo che bisogna trovare una soluzione immediata, perché questa gente, così come stanno chiedendo loro, ha bisogno di tranquillità e vuole essere operativa e funzionaria alla Regione. Così come il personale dell'ex ESAF e dell'ex EAF, anche qui, così come quello dei consorzi di bonifica, c'è tutta una situazione che vede, effettivamente, l'insoddisfazione da parte del personale, perché non si è trovata la soluzione giusta per quelle persone che, fino adesso, hanno garantito servizi importanti. Così come, Assessore, la questione degli enti agricoli. Io non lo so se questa riforma migliorerà la situazione, io credo di no. Noi abbiamo rimescolato le carte negli enti agricoli, la situazione non mi pare sia assolutamente cambiata, anzi devo registrare che molti uffici periferici dell'ex ERSAT e gli enti agricoli sono stati cancellati, ed è stata creata una nuova situazione che non mi pare sia assolutamente a vantaggio degli agricoltori. Io credo che noi avremmo dovuto pensare a una riforma che fosse a totale vantaggio dell'agricoltura e degli agricoltori. Io non credo che noi stiamo andando in questa direzione. Per continuare ancora, ad esempio, con il personale delle province, soprattutto delle nuove province. Guardi, Assessore, io la invito a verificare quello che sta succedendo nelle province, nelle nuove e nelle vecchie Province. Il personale delle vecchie sarebbe dovuto essere trasferito verso le nuove province, e il personale delle vecchie Province, che è in esubero, sicuramente, avrebbe dovuto essere comunque incentivato al trasferimento, e comunque, in ogni caso, le province non possono ancora continuare a chiamare gente. Io le faccio l'esempio della Provincia di Nuoro, ma la Provincia di Nuoro non riesce a mandare personale nelle nuove province dell'Ogliastra, o di altre zone, però intanto sta continuando a chiamare in modo più o meno clientelare determinate persone, sta allestendo apparati mastodontici, uffici di presidenza, con uno sperpero di grandi risorse pubbliche. Ma è possibile che non si intervenga per interrompere uno scempio del genere? Quindi abbiamo una situazione dove l'Ogliastra è senza personale o con scarsissimo personale, la Provincia di Nuoro che non riesce a spostare personale, però, intanto, continua a chiamare gli amici, gli amici degli amici, con tutta una serie di formule diverse, non so fino a che punto legittime. Io credo che, alla fine, se non il Governo della Regione, qualcheduno ci metterà mano a questa situazione. Io chiedo che questo Governo, l'assessore Dadea, che sicuramente avrà conoscenza di questa situazione, faccia in modo, effettivamente, che la questione del personale venga affrontata seriamente dalla Regione, ma anche dagli enti che, benché autonomi, in qualche modo dipendono dalla Regione sarda.
Io credo che sulla questione del personale vada affrontato un discorso serio, ma soprattutto il discorso deve andare nella direzione del miglioramento del servizio di quegli enti che noi intendiamo riformare. Io le posso dire che noi, oggi, anche in questo articolo 3, abbiamo delle situazioni che, sicuramente, creeranno contrasti all'interno del Consiglio regionale. Però, una cosa le posso dire, Assessore: noi dobbiamo fare riforme tentando, comunque, di far andare la gente nelle campagne, gli agronomi, i veterinari. Oggi come oggi, noi abbiamo creato un apparato dove la gente è ferma negli uffici. Se un allevatore, un pastore va a chiedere un'informazione, dagli uffici non si spostano. Quello, se ha il bestiame che sta morendo, e ha problemi particolari, deve chiamare un veterinario libero professionista, se vuole, altrimenti dall'ASL la gente non si sposta. Io credo che non servano apparati mastodontici all'interno degli uffici, quando poi, invece, la gente ha bisogno di figure tecniche nelle campagne per la gestione e per la soluzione dei problemi che riguardano il mondo delle campagne. Io credo che noi avremmo dovuto affrontare questo problema, quest'articolo 3, guardando veramente quello che sta succedendo oggi nella Sardegna, soprattutto nel mondo delle campagne, perché, effettivamente, c'è una grande carenza, oggi, di personale specializzato, perché abbiamo creato strutture e apparati che funzionano in un certo modo
Chiudo dicendo un'ultima cosa soltanto, che riguarda la situazione più complessiva del bilancio stesso. Noi vediamo che, oggi, stiamo discutendo un bilancio che ha un enorme mole di risorse che sono allocate nei fondi residui. Se noi facciamo una politica seria e intelligente di valorizzazione del personale, io sono convinto che anche questa parte del bilancio, che non viene estesa, motivando meglio il personale, noi riusciremo a spendere anche meglio quell'enorme mole di risorse che oggi, purtroppo, non riusciamo, per diverse motivazioni, ma anche per questa, a spendere. Grazie.
PRESIDENTE. Grazie.
E' iscritto a parlare il consigliere Farigu. Ne ha facoltà.
FARIGU (Gruppo Misto) Grazie, Presidente. A costo di apparire noioso, ma anche l'esperienza di oggi, in questa aula, mi suggeriscono di ripetere che la Giunta avrebbe fatto assai meglio e farebbe assai bene se ritirasse questo progetto di finanziaria, lo ritirasse perché anche i fatti che si sono politicamente rilevati, verificati in quest'aula oggi, fatto annunciato e posto in essere dal Gruppo guidato dal collega compagno Luciano Uras, non credo che siano fatti politici irrilevanti. Allora, tutto questo atteggiamento di una parte politica della maggioranza, e altre espressioni che si sono sentite qui, sempre della maggioranza, pronunciare in maniera critica in ordine a questa finanziaria, io credo che un alto senso di responsabilità politica suggeriva e suggerisce il ritiro della finanziaria e riproporla alla luce delle necessarie concertazioni e dei necessari chiarimenti politici all'interno della maggioranza, e questo lo ritengo utile nell'interesse della Regione, non nell'interesse della minoranza che, anzi, dal conflitto interno alla maggioranza sotto il profilo speculative ne può trarre profitto, quindi non dico questo da una posizione di opposizione, dico questo nell'interesse della Regione, nell'interesse della nostra Regione, che non è la Regione della maggioranza né la Regione di una parte della maggioranza, la Regione è di tutti noi, è di tutto il Consiglio che nella massima espressione democratica lo rappresenta. Stiamo trattando una questione che attiene il personale, chiamiamolo del sistema Regione, cioè della Regione, degli enti locali, degli enti strumentali della Regione e stiamo parlando della risorsa umana, la risorsa del mondo del lavoro che è chiamata ad attuare la volontà politica dei rappresentanti del popolo sardo, i rappresentanti del popolo sardo che governano la Regione, i rappresentanti del popolo sardo che amministrano gli enti locali e indirettamente gli enti strumentali o le agenzie, come si vogliono chiamare. Quindi stiamo parlando di una questione fondamentale che incide in maniera essenziale rispetto all'efficacia dell'azione politica e amministrativa dell'intero sistema Regione, e stiamo parlando di problemi che attengono al mondo del lavoro, estremamente fondamentali anch'essi perché si tratta di lavoratori, quindi di una parte debole della nostra società impegnata, però, guarda caso, nella traduzione della volontà politica del sistema regionale, quindi stiamo parlando di una cosa straordinariamente importante, fondamentale. Bene, tutto questo è introdotto in un articolo della finanziaria, e, Presidente, se questo non è un elemento intruso, una materia così complessa, importante, straordinaria, fondamentale che possa … di un articolo della finanziaria. Questa è materia che meritava una proposta di legge organica, perché non si possono trovare le soluzioni né con i mercatini all'interno della maggioranza, non si possono trovare emendamenti attraverso la buona volontà di questo o di quel consigliere che ha proposto degli emendamenti, né si possono trovare soluzioni serie e organiche neanche attraverso le improvvisate contrattazioni con le organizzazioni sindacali di categoria; questo presume un progetto di legge che stabilisca organicamente competenze di tutto il sistema della Regione, come l'abbiamo definito, ne definisca le competenze, ne definisca le piante organiche e quindi ne definisca anche le professionalità e l'ammontare delle varie categorie professionali necessarie nell'interesse superiore del popolo sardo e quindi della Sardegna. Tutto questo può essere risolto in questa maniera attraverso un articolo della finanziaria, attraverso un costante conflitto che è avvenuto prima in Commissione e che si sta ripetendo qui, in maniera indegna per un'istituzione? Perché non se ne traggono le conclusioni politiche, perché si dovrebbe concludere, allo stato delle cose, o che la Giunta pone la fiducia su questa questione o che la chieda la parte della maggioranza che non la condivide, questa sarebbe correttezza politica, e tutta questa correttezza politica non si traduce, non matura, non si esprime in quest'Aula, che è l'Aula laddove si deve esprimere; si può andare in questo modo? Aspettando magari una piccola questione che si dà di qua e di là, che si apra cioè "il mercatino delle vacche", e la politica ne soffre, e stiamo parlando, badate, di questioni che non è che attengono alla buona amministrazione come tale, solo, non è che attengono soltanto alla risorsa umana del mondo del lavoro inserito nel sistema… attengono alla fiducia dei cittadini sardi che si rivolgono per aver i servizi dalla Regione, dagli enti locali, dagli enti strumentali e che non trovano risposta, e la loro sfiducia si traduce in una sfiducia politica; a chi giova tutto questo? Alla maggioranza? Non interessa a nessuno! E allora non sarebbe questa l'occasione davvero di sospendere un momentino l'attenzione e trovare la volontà, la capacità politica di affrontare un problema come questo che è un problema essenziale, non è un problema di approvare o no una finanziaria già sofferente nella sua fase di elaborazione e lo dimostrano gli emendamenti prima in Commissione e poi in Aula presentati dalla stessa Giunta; e non è segno questo di una grande soofferenza? Di una grande incertezza? Di un grande tormento che è dentro lo stesso Governo regionale? Per non parlare di quello che si esprime in questa Aula attraverso le varie componenti. E allora, questa denuncia che bisogna un momentino fare un'alta riflessione, ripiegarsi e andare ad individuare con gli strumenti adeguati politicamente, ma nel senso politico nobile dell'espressione, per dare risposte alte ed efficaci all'intero sistema, altrimenti abbiamo voglia noi di continuare a parlare di crisi di sviluppo economico, di crisi sociale, di crisi dell'occupazione, di nuove povertà; il presupposto è avere una Regione in grado di funzionare, in grado di dare risposte e togliere la sofferenza che è nel mondo del lavoro, che comporta non solo sofferenza in termini economici ma depressione e demotivazione. Questo Presidente della Giunta regionale ha manifestato in altri momenti grande disprezzo per l'apparato dirigenziale di questa Regione e non comprendendo che quel disprezzo si traduceva in una demotivazione oltre che in un'offesa della dignità di tanti lavoratori, ma offendeva soprattutto il sistema dell'amministrazione regionale che deve essere invece curato in maniera appropriata per renderlo il più efficace e il più efficiente per dare risposte adeguate non solo alla volontà politica che la guida, ma al cittadino che aspetta i servizi. Grazie Presidente.
PRESIDENTE. Grazie Onorevole Farigu.
E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (Gruppo Misto). Questa mattina è accaduto un fatto a nostro avviso di rilevanza politica che non può essere sottaciuto e non può passare in secondo piano rispetto proprio anche all'argomento… chiedo scusa all'onorevole Ladu…
PRESIDENTE. Onorevole Ladu, non disturbi. Prego.
PITTALIS (Gruppo Misto). E' vero che nessuno è profeta nella propria Patria, però quello che noi, nel nostro piccolo già dicevamo da tempo e abbiamo cercato di far comprendere alla maggioranza e soprattutto al Presidente della Giunta, che con le prove muscolari o con l'idea dell'autoreferenzialità del ruolo istituzionale di un Presidente e di una maggioranza, beh, forse nella contingenza ti può dare qualche risultato, ma a lungo andare tutto si logora e anche una maggioranza dagli equilibri difficili per le cose che ben si conoscono e che sono successe in questi mesi passati. Bene, anche una maggioranza rischia di sgretolarsi quando vengono poi affrontate le questioni vere, le questioni serie, le questioni come quella oggi oggetto del dibattito ma, più in generale, la questione sul lavoro.
E, vedete, la sensazione che noi abbiamo è che nonostante gli atteggiamenti da prima costruttivi, propositivi, nonostante gli appelli ad una coesione vera su questi temi fondamentali si continui, invece, a navigare a vista facendo anche non solo un torto alla stessa maggioranza, ma soprattutto facendo un torto a chi vive fuori da questo palazzo e che un dramma economico è oramai diventato un dramma davvero sociale. Io non voglio qua fare analisi sociologiche, però anche il fatto di questa mattina, nel comune di Orosei, l'assassinio di un direttore di banca, care colleghe e cari colleghi, io penso che possa e debba far riflettere perché tutto probabilmente poi è collegato - con questo senza voler minimamente dare la benché minima giustificazione, anzi da parte nostra la più recisa condanna - ma sono fatti che nascono da un dilagante fenomeno di disagio sociale. Qui noi continuiamo a porci di fronte a queste emergenze con un criterio, come se dovessimo affrontare questioni di ordinaria amministrazione. E allora, vedete, io torno al problema di rilevanza politica: se esistesse un partito, quello di maggioranza relativa della coalizione, che in qualche modo si facesse carico anche dei problemi all'interno di una maggioranza, la prima cosa da fare, visto anche il silenzio della Giunta, era quanto meno, di fronte all'atteggiamento che una componente importante, che ci separa un oceano, ma è una componente della maggioranza, doveva quanto meno avere il buon senso di chiedere una sospensione dei lavori. C'è un fatto politico rispetto al quale è inutile nascondersi dietro un dito e noi lo verificheremo anche, verificheremo non nel nascosto dei voti segreti, ma alla luce del sole se poi, rispetto anche alle cose che abbiamo sentito dall'onorevole Uras, ci sarà consequenzialità, se non si pone mano ad una sostanziale modifica di quella che mi pare una disciplina che nasce più nel conciliabolo dell'interlocuzione tra il Presidente, qualche Assessore e qualche esponente di quella che fu la maggioranza.
PIRISI (P.D.). Dell'UDEUR!
PITTALIS (Gruppo Misto). No, noi non partecipiamo. Non abbiamo mai partecipato e non ci sentiamo corresponsabili di questo stato di cose a cui voi state dando un avallo incondizionato.
PIRISI (P.D.). Un po' di dignità!
PITTALIS (Gruppo Misto). Noi non abbiamo la sua fede, onorevole Pirisi, di accettare tutto quello che vi viene propinato. Sulla dignità, se vuole, la sfido, onorevole Pirisi, ad un dibattito e parliamone.
PIRISI (P.D.). Ma lasci stare…
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi…
PIRISI (P.D.). Stia calmo e tranquillo!
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi…
PIRISI (P.D.). Per carità! Stia calmo e tranquillo!
PRESIDENTE. …andiamo avanti.
PITTALIS (Gruppo Misto). Ma, cosa fa? Sta minacciando, onorevole Pirisi?
PIRISI (P.D.). No, lei sta minacciando!
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis…
PITTALIS (Gruppo Misto). Sta minacciando?
PIRISI (P.D.). Lo ha già fatto e lo sta facendo. Stia calmo e sereno.
PRESIDENTE. Onorevole Pirisi. Grazie.
(Interruzioni)
Onorevole Pittalis, si rivolga…
PITTALIS (Gruppo Misto). Sono talmente sereno che davvero mi rendono assolutamente indifferente, perché io so svolgendo un ragionamento, può essere anche non condiviso, avrà modo di replicare l'onorevole Pirisi, ma questo modo di ricorrere all'invettiva, all'ingiuria, alla minaccia ogni qualvolta qualcuno la pensa in maniera diversa da voi deve… dovete finirla! Dovete finirla!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Pittalis. Onorevole Pirisi, possiamo chiederle la cortesia di continuare?
PIRISI (P.D.). Certo, Presidente, mi scusi.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, vada avanti. Prego.
PITTALIS (Gruppo Misto). Questo è il senso della disperazione che non ha altre giustificazioni e quindi io ben comprendo. E allora, se posso continuare a svolgere…
MARROCU (P.D.). Tanto non ti rivogliono in Forza Italia! Al centrodestra non ti rivogliono!
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu…
PITTALIS (Gruppo Misto). Guarda, caro Marrocu, tu sei abile nel fare i pasticci, sei un campione di autentico trasformismo. Quello che tu fai nel…
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Pittalis… la prego.
(Interruzioni)
Onorevole Liori, ci mancava lei stamattina! Grazie del contributo. Colleghi, onorevole Marrocu, lasciamo svolgere l'intervento all'onorevole Pittalis.
PITTALIS (Gruppo Misto). L'onorevole Marrocu ora si arroga…
PRSEIDEMTE. Onorevole Pittalis, lei non si…
PITTALIS (Gruppo Misto). …ma si arroga anche di poter assumere le decisioni di altri partiti…
PRESIDENTE. Prosegua il suo intervento, onorevole Pittalis, le chiedo scusa.
PITTALIS (Gruppo Misto). …tale è proprio la sua combine ogni giorno e quotidianamente dietro le quinte. A noi piace farla, la politica, alla luce del sole, dire quello che ci pare, anche a dispetto di quello…
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis…
PITTALIS (Gruppo Misto). Sì, ma Presidente, i suoi compagni di Gruppo così intolleranti…
PRESIDENTE. Non polemizziamo. Andiamo avanti nel suo intervento.
(Interruzioni dei consiglieri Pirisi e Alberto Sanna)
Onorevoli Sanna e Pirisi, capisco che c'è un problema di calo degli zuccheri. Onorevole Sanna, onorevole Alberto Sanna, grazie. Possiamo procedere? Poi magari vi trattenete e ne parlate. Dopo. Va bene. Onorevole Pittalis, anche lei la prego di stare all'interno del suo intervento. Non accetti le provocazioni. Prego.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io stavo svolgendo una… ma che cosa vuol dire provocare? Ma cosa devo dire? Le cose che vanno bene… ma lasciamo perdere, su! Ma lasciamo perdere! Un po' di serietà!
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, per cortesia, si rivolga alla Presidenza e continui il suo intervento. Prego.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io, Presidente, continuerò a dire le cose che penso senza assolutamente farmi intimidire da iniziative, da sospensioni, da quant'altro. Guardate, ce ne vuole e ci vuole ben altro.
Dicevo che se questo è il modo per affrontare questioni delicate è bene che le rappresentanze dei lavoratori assistano, questo perché dà l'idea di come si stia continuando ad affrontare questi problemi con il criterio della assoluta occasionalità, della precarietà, il tutto non all'interno di un disegno organico, come avremmo voluto. E noi abbiamo già criticato perché già dal DAPEF, che è stato approvato dall'Aula, se voi prendete a pagina 13 si liquida la riforma organizzativa della Regione con due righe e mezza. Beh, io dico, non perché bisogna essere prolissi, ampollosi, non perché bisogna scrivere trattati, una cosa però non è certa che mi dà il segnale che probabilmente qualcosa non funziona se si liquida il problema dicendo che: "Si intende procedere alla riforma della struttura organizzativa e della dirigenza della Regione delineata nel disegno di legge approvato dalla Giunta regionale e attualmente all'esame del Consiglio". Allora, se questo è l'intendimento mi riesce difficile anche capire come si possa accedere ad una ipotesi quale quella in esame che prevede 24 commi, che in realtà sono 24 distinti articoli, che - com'è stato già da altri ricordato - rappresentano per molti aspetti delle vere e proprie norme intruse ed è una materia che necessiterebbe di una maggiore attenzione, soprattutto perché è materia che non può essere sottratta al confronto con le organizzazioni sindacali. Questa è materia rispetto alla quale...
PRESIDENTE. Concluda, onorevole Pittalis.
PITTALIS (Gruppo Misto). ...rispetto alla quale dobbiamo porci il problema di quei precari che attendono risposta, di quei precari che lavorano e rispetto ai quali si è creato un affidamento dell'Amministrazione ormai da cinque, sei, sette anni e che reggono settori dell'Amministrazione e che non può essere così liquidato come se il problema non esistesse, che deve coniugarsi con l'altra aspettativa che sono gli idonei dei concorsi rispetto a graduatorie che poi vengono rimesse nel dimenticatoio. Presidente, mi dia qualche minuto per concludere...
PRESIDENTE. Era sempre fermo il tempo.
PITTALIS (Gruppo Misto). Io ho avuto almeno cinque minuti di interruzione!
PRESIDENTE. Mentre lei veniva interrotto il tempo era fermo, onorevole Pittalis! Concluda prego.
PITTALIS (Gruppo Misto). Concludo. Concludo ricordando che va bene la stabilizzazione dei veterinari precari, ma deve questa misura coniugarsi con la stabilizzazione dei precari ad ogni livello dell'Amministrazione, così come ricordo, andando veloce, proprio per quel che riguarda gli idonei dei concorsi le cui graduatorie aspettano di essere tirate fuori dal cassetto. Allora, ecco perché è un compito, altro che short list! Noi abbiamo presentato un emendamento per abolirle perché queste sì rappresentano davvero uno strumento che può sconfinare nella clientela ed ecco perché noi ne chiediamo l'abolizione ed una regolamentazione, perché il rispetto della legge vale per tutti, valeva per quelle Giunte del passato, ma vale a maggior ragione per questa del presente.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Dedoni. Ne ha facoltà.
DEDONI (Riformatori Sardi). Grazie, Presidente. Non ho capito se devo trovare delle contrapposizioni all'interno del mio schieramento o meno, ma comunque sia... avrei preferito anch'io che il Presidente fosse qui presente anche perché avrei rimarcato ancora una volta il fallimento della attività politico-gestionale-amministrativa di questa Regione. Questa legislatura è nata perché doveva essere una legislatura costituente, doveva cioè dare un nuovo Statuto alla Regione sarda, doveva essere una legislatura di riforme e doveva essere una legislatura di riordino. Mi si dirà: "Ma che ci attaglia con l'articolo 3"...
SALIS (Gruppo Misto). Che ci azzecca!
DEDONI (Riformatori Sardi). Che ci azzecca è il tuo capo che lo dice! Allora, il problema è che non si è realizzato niente sul fronte dello Statuto, cioè di dare legittimità a questa Istituzione autonomistica di fronte allo Stato e all'Unione Europea e quindi a discendere nel trovare compimento in una politica di seria riforma. Ma è venuta invece una condizione, come ho già detto in altre circostanze, di furia iconoclasta per cui dovevamo per forza dimostrare che si facevano delle riforme, in tutti i sensi e in tutte le direzioni e poi abbiamo ancora le Comunità montane sciolte e non sciolte, i dipendenti che sono appesi a chissà che cosa perché in buona parte non vengono assorbiti dagli enti a cui da questa Istituzione sono stati demandati altrove, non parlo di deportazione, Assessore, anche perché lei è contrario, ma il termine deportazione ha assunto una valenza particolare, deportare vuol dire portare da un posto all'altro e quando si fanno certe politiche si porta comunque la gente da un posto all'altro, ed è deportazione anche quello! Non li stiamo portando a morire, mi auguro che non vogliate fare anche quello, mi auguro che non vogliate fare anche quello!
(Interruzioni)
Vi state accingendo a fare qualcosa di simile se stai continuando a interrompere in questa maniera! Io credo che quello che è stato non fatto emerga da tutto il dibattito, è emerso addirittura da una parte del centrosinistra, ma se ha colpe il Presidente ancor di più ne ha colpe una maggioranza che sostiene politiche contraddittorie. Allora io mi chiedo, quando abbiamo obbligato le Province ad assumere i dipendenti delle Comunità montane, le quali Province non hanno assunto quei dipendenti, manco quelle, vi devo ricordare, peraltro governate da voi, quelle nuove in particolare, non hanno assunto nessuno, hanno preferito fare altri concorsi e hanno utilizzato quel metodo del precariato che è quello di importare gente a turno. Allora, la Regione che doveva dare una sistemazione e un riordino complessivo del proprio personale non può imbrogliare il popolo sardo dicendo che snellisce tutto quello che è il patrimonio umano della Regione demandandolo a Province e Comuni, perché così tanto ce le hanno i Comuni e le Province, la Regione abbiamo fatto una grande riforma, abbiamo snellito la pletorica presenza di tutti dipendenti regionali! Ma tenete a mente che ci sono leggi nazionali da rispettare, ci sono finanziamenti che questa Regione, tra l'altro, non passa agli enti a cui chiede di occupare questo personale, non parliamo poi delle AA.SS.LL. dove c'è prassi e non vado a dire oltre a quello che è già detto l'avvocato Uggias, per non ricordare quello che come Riformatori abbiamo denunciato, cioè che si stava precostituendo un nuovo Assessorato ombra all'interno di quell'Assessorato, per ricordare quello che è l'utilizzo maldestro e malevolo delle short list che abbiamo altrettanto denunciato in conferenza stampa, altrimenti forse non sarebbe apparso con tutta la propria chiarezza. Ma io mi chiedo, amministrare vuol dire fare il buon padre di famiglia? Così recita il codice civile. Ma perché non sanare le situazioni che abbiamo aperte? Perché non consentire che chi è precario venga legalizzato e tenere aperte le liste ormai bloccate per interessi che non si capisce quali siano di concorsi che sono già stati svolti dalla Regione? Perché non assumere chi legittimamente ha superato un concorso? Allora io mi chiedo: è questa la politica di innovazione? E' questa la politica di riordino? E' questa la politica di nuova Regione che si voleva dare? Purtroppo queste cose ce le diciamo qui e fuori neanche si sa, al di là della presenza di queste persone che sono qui, ma fuori non si conoscono perché ci sono le veline che vengono mandate dal Tizio o dal Caio nei giornali o nei mass media, ma altro non c'è! Non si vede quella che è la seria non politica praticata fino a oggi in questa Regione sarda e se c'erano errori nel passato delle vecchie Giunte, andavano corretti, perché quello era l'obbligo di chi prosegue nell'amministrazione. Stavo ricordando di quante cose si sono dette dell'ERSAT e delle nefandezze che questo ente avrebbe fatto nel territorio della Sardegna. Oggi abbiamo tre enti in agricoltura, abbiamo tre conflittualità, tutte e tre col mondo agricolo, perdiamo i soldi che vanno riportati in Europa, non abbiamo personale adeguato all'interno, basti pensare al LAORE, qual è l'attività di sostegno alla azienda agricola, l'attività di supporto all'imprenditore agricolo, l'attività di poter consentire un'innovazione nell'agricoltura a chi vuole investire in agricoltura?
Queste cose ci dovrebbero far meditare, alla maggioranza in particolare! Non è forse il caso di rivedere attentamente questo progetto di articolo 3, rivederlo in una Commissione che forse l'ha visto distrattamente e non ha capito i danni ulteriori che si vogliono arrecare a questa Regione? Perché dove non c'è il personale che funziona e che è efficace ed efficiente, dove questo personale tra l'altro è mortificato perché c'è il blocco delle carriere da quasi vent'anni, allora bisogna dare motivazione vera, bisogna dare indirizzi precisi per l'attività di governo, bisogna utilizzare al meglio il personale perché serve per dare garanzie per un futuro sviluppo alla nostra Isola. Ma se noi continuiamo ad essere controparte costante delle organizzazioni sindacali, di vedere il dipendente come un qualcosa da prendere e spostare come un fuscello, da non catalogare invece in qualità di persona umana che ha famiglia, che ha difficoltà e si vuole sopprimere, per esempio, quelle che sono le organizzazioni periferiche come quella degli enti locali in cui alla soppressione i comitati di controllo dovevano prestare servizio alle autonomie locali e ancora non si vede nessuna attività adeguata perché non c'è un indirizzo e invece si vuole cancellare anche un supporto che sarebbe più che necessario, tra l'altro voluto dalla stessa sinistra in altre circostanze e sarebbe da approfondire il dibattito e avremo occasione di approfondimento. Allora, se tutte queste cose sono vere come sono vere, bisogna chiaramente ricercare un tutt'uno nella buona amministrazione e cercare di contemplare quelle che sono le esigenze non della maggioranza, ma quelle che sono le esigenze del popolo sardo che aspetta attraverso anche il personale dipendente della Regione e delle autonomie locali, un modo di attivarsi diverso per poter consentire un futuro che possa essere degno di una occupazione che oggi manca e le indagini socio economiche parlerebbero ancora più chiaramente per sapere quale mortificazione...
PRESIDENTE. Concluda.
DEDONI (Riformatori Sardi). ...sta vivendo sulla propria pelle il popolo sardo non degnamente rappresentato come sinora è stato rappresentato in questa legislatura.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Dedoni. Concludiamo i lavori della mattinata che continueranno stasera con una seduta diversa alle ore 16 come previsto, e proseguiranno fino alle ore 22 come comunicato già dalla scorsa settimana. Stasera i lavori si apriranno con l'intervento della Giunta regionale.
La seduta è tolta alle ore 14 e 03.
Allegati seduta
Risposta scritta a interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione Diana - Liori sull'aumento dei canoni demaniali per concessioni di aree marittime con finalità turistico -ricreativa. (957)
Con l'interrogazione in oggetto, i consiglieri Diana e Liori chiedono al Presidente della Regione e all'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica di conoscere:
1. quali misure la Giunta regionale intende adottare al fine di tutelare il turismo diportistico, settore di vitale importanza per lo sviluppo turistico della Sardegna, messo in crisi dai costi eccessivi che i turisti si trovano a sostenere per ormeggiare le loro imbarcazioni nell'isola;
2. se la Giunta regionale intende avvalersi della facoltà di introdurre l'addizionale regionale sui canoni demaniali.
In relazione alle questioni sollevate e limitatamente agli aspetti di natura giuridico amministrativa di competenza di questa Direzione generale si espone quanto segue.
La legge 27 dicembre 2006 n. 296 contenente disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato ha introdotto, all'art. 1 commi 251 - 257 modifiche nella disciplina delle concessioni, rilasciate o rinnovate, di aree, pertinenze demaniali marittime e specchi acquei aventi finalità turistico - ricreative.
In particolare il comma 251 riguarda la determinazione dei canoni annui per concessioni, rilasciate o rinnovate, di aree, pertinenze demaniali marittime e specchi acquei aventi finalità turistico - ricreative.
Secondo quanto disposto dalla lettera a) della norma citata, a decorrere da i gennaio 2007 le aree, pertinenze demaniali marittime e specchi acquei sono classificate in due categorie:
- A: aree, manufatti, pertinenze e specchi acque lo parti di essi concessi per utilizzazioni ad uso pubblico ad alta valenza turistica;
- B: aree, manufatti, pertinenze e specchi acquei, O parti di essi concessi per utilizzazione ad uso pubblico a normale valenza turistica.
Al punto 2 della stessa lettera a) la norma precisa, inoltre, che l'accertamento dei requisiti di alta e normale valenza turistica è riservato alle regioni competenti per territorio con proprio provvedimento e che nelle more dell'emanazione di tale accertamento la categoria di riferimento è da intendersi la B.
La stessa lettera dispone, inoltre, che una quota pari al i O per cento delle maggiori entrate annue rispettò alle previsioni di bilancio derivanti dall'utilizzo delle aree, pertinenze e specchi acquei inseriti nella categoria A sia devoluta alle regioni competenti per territorio.
L'articolo citato stabilisce alla lettera b) le misure dei canoni annui per tipologia di area occupata; alle lettere c), d) ed f) i criteri per la riduzione dei canoni ed alla lettera e) l'obbligo per i titolari di concessione di consentire il libero e gratuito accesso e transito per il raggiungimento della battigia antistante l'area ricompresa nella concessione anche al fine della balneazione.
In applicazione della norma sopra richiamata, i competenti Servizi centrale e territoriali demanio e patrimonio di questa Direzione generale hanno provveduto a determinar l'importo dei canoni dovuti déi titolari di concessioni (rilasciate o rinnovate) tenendo conto che le aree, i manufatti, le pertinenze e gli specchi acquei o parti di essi situati nel territorio costiero regionale, rientrano nella categoria 8 della classificazione prevista dalla norma sopra richiamata. .
La regione Sardegna, infatti, non si è avvalsa finora della facoltà di accertamento dei requisiti di alta e normale valenza turistica e pertanto non può beneficiare del trasferimento statale pari al 10% delle maggiori entrate annuali rispetto alle previsioni di bilancio deriva dall'utilizzo delle aree, pertinenze e specchi acquei inseriti nella categoria A in cui rientrano utilizzazioni ad alta valenza turistica.
Risposta scritta dell'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica all'interrogazione Floris Mario - Cherchi Oscar sulle risorse del Fondo unico destinate alle province e ai comuni. (1008)
Con l'interrogazione in oggetto, i consiglieri Floris e Cherchi chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale degli enti locali, finanze e urbanistica affinché riferiscano:
- quale sia, allo stato attuale, l'entità dei trasferimenti del Fondo unico alle province e ai comuni;
- se non ritengano illegittima la sottrazione di ben due milioni di euro del Fondo per destinarli a finalità non previste dalla legge finanziaria 2007 e conseguentemente, reintegrino totalmente il Fondo;
- quale sia lo stato degli impegni e della spesa di cui alla tabella E allegata.
In relazione alle questioni sollevate e limitatamente agli aspetti di competenza di questa Direzione generale si espone quanto segue.
In relazione ai punti 1 ) e 2):
L'art. 10 della legge regionale 29 maggio 2007 n. 2 ha dettato nuove disposizioni per il finanziamento del sistema delle autonomie locali stabilendo di far confluire in un Fondo unico i fondi di cui a diverse leggi regionali. Tale Fondo il cui stanziamento è pari a complessivi euro 500.000.000 è ripartito per il 91 per cento a favore dei comuni e per il 9 per cento a favore delle province. La stessa norma ha disposto, inoltre, che sia la Giunta regionale a determinare i criteri di assegnazione delle somme sulla base di una quota pari al 40 per cento in parti uguali ai comuni e alle province ed al 60 per cento su base demografica.
Il competente Servizio degli enti locali di questa Direzione generale ha disposto ai sensi dell'art. 10 sopra citato il regolare pagamento delle risorse confluite nel cosiddetto Fondo unico secondo le percentuali sopra indicate.
Le assegnazioni sono state effettuate secondo le modalità indicate dal 3° comma del predetto art. 10, che prevede, di norma pagamenti in rate trimestrali anticipate. L'erogazione della rata riferita all'ultimo trimestre è avvenuta l'8 ottobre 2007.
I trasferimenti spettanti sono stati disposti al netto della somma di 2.000.000 di euro che il comma 4 dell'art. 10 della Legge regionale 11 maggio 2006 n. 42 ha riservato per il triennio 2006-2008 a favore dei comuni (singoli e associati) e delle province che attuano processi di mobilità volontaria e riorganizzazione per l'inserimento nelle proprie dotazioni organiche del personale delle comunità montane che cessa per effetto della Legge regionale n. 12 del 2005.
Tale onere, prima dell'entrata in vigore della norma di cui all'art. 10 sopra citato, faceva carico al capitolo di spesa ex 04019, relativo al Fondo di funzionamento degli enti locali di cui alla legge regionale 1 giugno 1993, n. 25 recante norme per il "Trasferimento di risorse finanziarie al sistema delle autonomie locali e modifiche alla legge regionale 1° agosto 1975, n. 33 (Compiti della Regione nella programmazione)".
Il capitolo di spesa di nuova istituzione, destinato a finanziare il sistema delle autonomie locali ha pertanto mantenuto, per naturale prosecuzione, tale vincolo di destinazione.
La suddetta disposizione normativa diretta a semplificare il processo di liquidazione delle Comunità montane cessate al 23 marzo 2007, ha impegnato l'amministrazione regionale a garantire per le finalità indicate di mobilità volontaria e riorganizzazione per l'inserimento nelle proprie dotazioni organiche del personale delle medesime comunità montane, un tetto massimo di finanziamenti, programmandone la spesa a carico del bilancio regionale per il triennio 2006-2008.
L'attuale piano di spesa prevede per il 2007 un impegno formale di risorse, pari a € 1.238.149,79, le quali risultano già erogate quasi per l'intero; le somme non utilizzate nel corso dell'anno sono state ripartite a favore dei comuni e delle province secondo i criteri dello stesso Fondo unico.
Infine, per quanto riguarda il punto 3) ovvero lo stato degli impegni e della spesa delle UPB elencate nella tabella E allegata alla interrogazione in oggetto, si fa presente che per il capitolo SC01.1060 Sistema autonomia locale valgono i chiarimenti riportati più sopra ai punti 1) e 2), mentre si rimanda alle allegate schede rubricate "Riepilogo capitoli di spesa" stampate dal programma di contabilità il 21 gennaio 2008 per i capitoli di cui alla UPB S01.05.002.
Si ritiene peraltro, in ordine al capitolo SC01.0943 di dover fornire le seguenti ulteriori precisazioni.
Con legge regionale del 29 maggio 2007, n. 2, art. 15, comma 7, (legge finanziaria 2007) è stata autorizzata la spesa complessiva di euro 10.000.000 per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009 per la predisposizione e l'attuazione di un programma regionale rivolto agli enti pubblici, per finanziare la realizzazione di impianti fotovoltaici finalizzati alla produzione di energia rinnovabile e di pannelli solari per la produzione di acqua calda per usi domestici o industriali in osservanza delle previsioni del Piano energetico regionale. La somma stanziata per il capitolo di competenza del Servizio Centrale Demanio e Patrimonio (UPB S01.05.002 - cap. SC01.0943) è pari a euro 3.300.000.
La legge ha previsto che il "relativo programma di intervento" fosse approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore della difesa dell'ambiente.
Con deliberazione n. 50/38 dell' 11 dicembre 2007 è stato approvato il suddetto programma di intervento per l'anno 2007 ed è stato dato mandato a codesto Assessore degli Enti Locali, Finanze ed Urbanistica per l'emanazione del bando di gara per la realizzazione di un impianto fotovoltaico nella struttura di proprietà dell'amministrazione regionale sede del centro di formazione professionale (ex CISAPI).
Considerati i tempi tecnici necessari per l'emanazione del bando, nell'impossibilità di poter impegnare le somme, si è proceduto alla richiesta, con nota del 7 dicembre 2007 prot. n. 54671, indirizzata alla Direzione generale della ragioneria, di conservazione delle somme stanziate in conto competenza per l'anno 2007, per consentire la redazione dei bandi di gara relativi agli interventi sugli immobili regionali per l'utilizzo di energie rinnovabili e risparmio energetico.
Testo dell'interpellanza e delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta.
Il sottoscritto,
premesso che la Regione Sardegna ha appaltato alla società TRACAL Srl i lavori di completamento del porto turistico di Cannigione nel Comune di Arzachena;
considerato che, a seguito delle proroghe e delle sospensioni, i lavori avrebbero già dovuto essere conclusi ponendo fine così ai gravi disagi degli utenti diportisti e della popolazione residente;
preso atto che, a seguito delle perizie di variante e della risoluzione del contenzioso, la ditta Tracal si era impegnata, in un incontro con la Regione, la Capitaneria di porto e l'amministrazione comunale, a concludere i lavori entro il mese di maggio 2008;
tenuto conto che, ormai da diversi mesi, i lavori sono stati interrotti senza alcuna spiegazione e che tutto il piazzale e le aree demaniali si trovano in uno stato di abbandono che determina una pessima immagine per la località turistica di Cannigione;
considerato che, nei mesi di maggio e giugno 2008, nella stessa località, anche a seguito delle rassicurazioni circa l'ultimazione dei lavori, si svolgeranno i campionati italiani e mondiali di vela classe J24;
vista la nota prot. n. 1799 del Comune di Arzachena in data 14 gennaio 2008 con la quale si esprime la preoccupazione per il protrarsi della sospensione dei lavori;
considerato che tale sospensione comporterà inevitabilmente l'impossibilità di concludere i lavori entro la prossima stagione estiva e che non sarà possibile usufruire dei piazzali per la sosta delle numerose imbarcazioni che dovranno partecipare al campionato mondiale di vela,
chiede di interpellare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei lavori pubblici al fine di sapere:
1) se i lavori siano stati sospesi unilateralmente dalla ditta TRACAL Srl senza alcuna comunicazione ufficiale al competente Assessorato, determinando così una grave inadempienza contrattuale;
2) se siano stati definiti gli aspetti relativi al contenzioso tra la ditta TRACAL Srl e la Regione;
3) se la TRACAL Srl abbia presentato un crono-programma dei lavori con particolare riferimento alla perizia di variante;
4) come si intenda procedere per garantire la ripresa dei lavori al fine della loro ultimazione entro l'inizio della prossima estate;
5) se abbiano valutato il grave danno economico e di immagine che potrà derivare qualora non venga resa disponibile l'area già individuata per lo svolgimento dei mondiali di vela 2008;
6) se non ritengano opportuno, vista la grave situazione che si è creata e la contingibilità della problematica, attivare la procedura di "esecuzione d'ufficio" quantomeno per la conclusione dei lavori nelle aree destinate alla manifestazione di cui sopra. (301/C-4)
Interrogazione Gallus - Ladu - Murgioni, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata definizione dei parametri per le colture danneggiate dagli eventi siccitosi del 2005.
I sottoscritti,
premesso che:
· la siccità che ha devastato la Sardegna nell'autunno 2005 ha particolarmente provato alcune aree di grande pregio agricolo della Provincia di Oristano;
· molte delle imprese agricole della zona, che hanno subito ingenti danni e che si sono viste sfumare il prodotto dei loro sforzi e del lavoro di diversi anni, ancora non hanno ottenuto i rimborsi previsti;
· la contemporanea e perdurante crisi del comparto agricolo ha accresciuto il livello di disagio e di sofferenza di detta imprese agricole, comportando la chiusura di molte di questa importanti realtà economiche;
ricordati:
· l'articolo 1, comma 2, lettera i), della legge n. 38 del 2003 che detta norme in materia di interventi volti a favorire il superamento della situazione di crisi per le imprese agricole colpite da eventi calamitosi o straordinari;
· il decreto legge n. 102 del marzo 2004, per l'accesso al fondo di solidarietà nazionale per eventi simili a quelli descritti;
atteso che il perdurare di tale situazione è dovuto alla mancata definizione, da parte del competente Assessorato dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, dei parametri di legge utili a favorire l'accesso da parte delle imprese agricole interessate ai benefici di legge,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:
1) quali ragioni abbiano, sino ad oggi, impedito la definizione dei parametri, comportando una colpevole omissione nei tempi di erogazione dei contributi risarcitori alle imprese agricole;
2) se alla luce della grave crisi che sta sconvolgendo il mondo agricolo, non ritengano opportuno intervenire, con l'urgenza necessaria, per richiedere la conclusione in tempi stretti dell'iter inerente la definizione dei parametri al fine di consentire l'erogazione dei benefici di legge alle imprese agricole in sofferenza economica. (1142)
Interrogazione Cherchi Oscar - La Spisa - Lombardo - Sanjust - Amadu, con richiesta di risposta scritta, sul conferimento degli incarichi dirigenziali nell'Arpas.
I sottoscritti,
premesso che l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente della Sardegna (Arpas) è stata istituita con legge regionale 18 maggio 2006, n. 6;
considerato che nel piano di ricollocamento del personale assegnato all'agenzia si è provveduto a definire un bilancio delle competenze, convocando tutti i dirigenti dei presidi multizonali di prevenzione a relativi incontri e richiedendo ad ognuno i curricula; sembrerebbe, inoltre, che siano state pagate le spese di soggiorno dei dirigenti, con ulteriore sperpero di denaro pubblico;
visto che, con la determinazione n. 56 del 9 luglio 2007 del direttore generale dell'Arpas è stata costituita una commissione avente il compito di attribuire punteggi e stilare la graduatoria utile per il conferimento degli incarichi di direzione delle strutture dell'Arpas;
constatato che la commissione esaminatrice ha attribuito punteggi ai vari dirigenti (in merito a bilancio competenze, titoli di carriera, titoli accademici come specializzazioni, dottorato o master, altre lauree, corsi di formazione, pubblicazioni) come si può evincere dal verbale della commissione valutatrice del 30 novembre 2007 e dall'allegato alla determinazione n. 159 del 12 dicembre 2007;
rilevato che nell'attribuzione dei suddetti punteggi ampio spazio è stato lasciato alla totale discrezionalità dello psicologo o di chi, per lui, era preposto per valutare il bilancio di competenze; in una forbice compresa tra un punteggio minimo di 40 e uno massimo di 60, i commissari hanno potuto attribuire i punteggi in modo del tutto arbitrario basandosi su giudizi soggettivi (test attitudinali e psicologici) e questa loro valutazione si è rilevata determinante per il risultato finale dei partecipanti che avevano punteggi inferiori relativamente ai titoli di carriera, a quelli accademici o alle pubblicazioni;
preso atto che in questa graduatoria la discrezionalità sembra prevalere su tutto, visto che i titoli, i curricula e l'esperienza professionale maturata da questi dirigenti passano in secondo piano, mentre viene dato ampio spazio a test attitudinali e psicologici, che possono prestarsi a facili agevolazioni, i cui criteri sono sempre soggettivi,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore della difesa dell'ambiente:
1) per conoscere sulla base di quali criteri sono state stilate le graduatorie per gli incarichi dirigenziali dell'Arpas;
2) perché vengano forniti tutta la documentazione e il resoconto delle spese sostenute in questa operazione ispirata evidentemente a criteri poco democratici, in cui non conta il merito, ma l'amichevole discrezionalità;
3) per sollecitare una maggiore trasparenza ed equità e immediati provvedimenti per annullare queste graduatorie e procedere a un esame più oggettivo e chiaro, tenendo conto delle competenze e dei titoli del personale e non delle amicizie o delle simpatie, come sembra sia stato fatto finora nella suddetta graduatoria per dirigenti dell'Arpas. (1143)
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