Seduta n.163 del 14/02/2006 

CLXIII SEDUTA

(Antimeridiana)

Martedì 14 febbraio 2006

Presidenza del Vicepresidente Paolo Fadda

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 10 e 06.

FADDA GIUSEPPE, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 1° febbraio 2006 (157), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Rassu ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 14 febbraio 2006 e che i consiglieri Barracciu, Licandro, Pacifico, Pittalis e Scarpa hanno chiesto congedo per la giornata del 14 febbraio 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FADDA GIUSEPPE, Segretario f.f.:

"Interrogazione LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale e sul mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti dell'ente consortile". (449)

"Interrogazione DIANA, con richiesta di risposta scritta, sui rapporti tra il Consorzio 21 e la società Shardna". (450)

PRESIDENTE. Colleghi, se siete d'accordo, vista l'assenza di numerosi consiglieri, io sospendo la seduta per dieci minuti. Riprendiamo alle ore 10 e 20.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 07, viene ripresa alle ore 10 e 20.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2006)" (199/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 199/S/A. Questa Presidenza ha preso in esame, ai sensi dell'articolo 34 bis del Regolamento, commi 3 e 4, gli emendamenti presentati al disegno di legge numero 199/S/A, "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2006)", individuando quelli non ammissibili perchè concernenti materie estranee all'oggetto proprio della legge di bilancio o che contrastano con i criteri per la determinazione di nuove e maggiori spese o di nuove entrate, come definiti dalla legge. Si tratta degli emendamenti numero 1, 2, 4, 5, 6, 13, 16, 25, 26, 27, 34, 36, 40, 42, 47, 55, 70, 125 e 126.

Comunico inoltre che la Giunta regionale ha presentato, per un puro errore materiale,l'emendamento numero 132 oltre i termini prescritti dal comma 5 dell'articolo 84. Il Presidente della Commissione mi ha informato che all'unanimità comunque era stato deciso di condividerne il contenuto e quindi di chiedere all'Aula che fosse ammesso. Se non ci sono opposizioni, considero ammesso l'emendamento.

Comunque, per poterne predisporre la riproduzione e la distribuzione, sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 22, viene ripresa alle ore 10 e 37.)

PRESIDENTE. Chiedo un attimo di attenzione ai colleghi. Per la prima volta applichiamo il nuovo Regolamento alla finanziaria, quindi credo che sia doveroso da parte mia dare lettura del comma 2 dell'articolo 78: "Ciascun consigliere può intervenire nella discussione sul complesso dell'articolo e degli emendamenti, per non più di dieci minuti, anche se sia proponente di più emendamenti, contestualmente illustrandoli e pronunziandosi sugli emendamenti da altri presentati. E' facoltà del Presidente aumentare il termine di dieci minuti fino al doppio, per uno o più articoli, se la loro particolare complessità lo richieda".

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati 11 emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Capo I

Disposizioni finanziarie

Art. 1

Disposizioni di carattere finanziario

1. Ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 (Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione), e successive modifiche ed integrazioni, è autorizzato, nell'anno 2006, il ricorso ad uno o più mutui o in alternativa il ricorso a prestiti obbligazionari, dall'Amministrazione regionale esclusivamente garantiti, per un importo complessivo di euro 165.759.000, a copertura delle spese elencate nella tabella F, allegata alla presente legge (UPB. E03.053).

2. Le condizioni e le modalità previste dai commi 2 e 3 dell'articolo 1 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 (legge finanziaria 2005) trovano applicazione per la contrazione dei mutui e/o l'emissione di prestiti obbligazionari di cui al comma 1.

3. L'ammortamento dei mutui di cui al comma 1 decorre dal 1° gennaio 2007; il relativo onere è valutato in euro 9.584.000 per ciascuno degli anni dal 2007 al 2036 (UPB S03.050 e S03.051).

4. L'Amministrazione regionale provvede a dare copertura al disavanzo di amministrazione a tutto il 31 dicembre 2005, stimato in euro 3.166.598.000 (UPB. E03.053) e derivante dalla somma algebrica del disavanzo a tutto il 2004 (pari ad euro -3.098.598.000) e del saldo finanziario dell'anno 2005 (pari ad euro -68.000.000), calcolato come differenza tra l'ammontare dei mutui autorizzati e contratti nello stesso anno, mediante ricorso all'indebitamento per euro 1.316.598.000 (UPB E03.053) e mediante utilizzo di entrate proprie per le restanti quote (UPB E03.034 e E03.036); il mutuo è contratto con le condizioni e le modalità di cui ai precedenti commi 2 e 3 ed i relativi oneri sono valutati in euro 76.139.000 per ciascuno degli anni dal 2007 al 2035 (UPB S03.050 e UPB S03.051).

5. Nelle tabelle A e B, allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel corso degli anni 2006, 2007, e 2008; i relativi stanziamenti sono determinati come segue:

a) fondo speciale per spese correnti (UPB S03.006)

2006 euro 118.869.000

2007 euro 52.915.000

2008 euro 53.415.000

b) fondo speciale per spese in conto capitale (UPB S03.007)

2006 euro 10.000.000

2007 euro 10.000.000

2008 euro 30.000.000

6. Le autorizzazioni di spesa per le quali le disposizioni vigenti rinviano alla legge finanziaria la loro determinazione, a' termini della lettera b bis) del comma 6 dell'articolo 6 della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (legge finanziaria 2003), sono quantificate nella misura indicata nell'allegata tabella C.

7. Le autorizzazioni di spesa per le quali si dispone un decremento, a' termini della lettera b ter) del comma 6 dell'articolo 6 della legge regionale n. 3 del 2003, sono determinate, per gli anni 2006-2008, nella misura indicata nell'allegata tabella D.

8. Le autorizzazioni di spesa per le quali si dispone un incremento restano determinate, per gli anni 2006-2008, nella misura indicata nell'allegata tabella E.

9. Ai fini del concorso alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2006-2008, ai sensi del comma 148 dell'articolo 1 della Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizione per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2006) gli enti locali calcolano il complesso delle spese di cui al comma 143 del citato articolo 1, al netto delle spese di investimento che nel triennio 2001 - 2003 risultavano gestite fuori bilancio a' termini dell'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, nonché al netto dei finanziamenti regionali destinati a spese di investimento ed a funzioni trasferite o delegate dalla Regione agli enti locali medesimi. Sono altresì confermate le disposizioni di cui al comma 12 dell'articolo 1, della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, concernenti il patto di stabilità.

10. È disposto nell'anno 2006 il riversamento alle entrate del bilancio regionale della somma di euro 15.000.000 rinveniente dalla contabilità speciale di cui alla Legge 23 giugno 1994, n. 402, titolo di spesa 12.3.01 (UPB E03.022).

11. È disposto, nell'anno 2006, il versamento, in conto entrate del bilancio regionale, della somma complessiva di euro 5.070.000 rinveniente dai sottoelencati fondi di rotazione (UPB E03.050 - Cap. 36103):

a) euro 2.000.000 dal fondo relativo alla legge regionale 10 dicembre 1976, n. 66 (Istituzione di un fondo per la tutela dei livelli produttivi e occupativi nel settore industriale), costituito presso la Banca CIS;

b) euro 2.500.000 dal fondo relativo alla legge regionale n. 66 del 1976, costituito presso la SFIRS;

c) euro 570.000 rinveniente dal fondo di rotazione relativo agli articoli 17 e 18 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, costituito presso la banca CIS Spa.

12. Nella legge regionale 11 agosto 1983, n. 16, sono introdotte le seguenti modifiche:

a) il comma 1 dell'articolo 2 è così sostituito:

"1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a costituire, a carico del proprio bilancio, presso uno o più istituti di credito o banche, un fondo di rotazione per la concessione dei prestiti agevolati di cui ai numeri 1) e 2) del precedente articolo 1 e per il funzionamento del Comitato di cui all'articolo 10";

b) il numero 1 del comma 1 dell'articolo 12 è abrogato.

13. Le disposizioni vigenti istitutive dei comitati deliberanti, costituiti presso le banche convenzionate per la gestione dei fondi di rotazione ed assimilati, le cui spese gravano sui fondi regionali, sono abrogate; le risultanze istruttorie effettuate dal soggetto convenzionato sono trasmesse direttamente all'Assessorato competente ad adottare il provvedimento di concessione delle provvidenze creditizie.

14. L'articolo 144 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, è abrogato.

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - MORO - RASSU

Art. 1

Il comma 13 dell'articolo 1 è soppresso. (59)

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - MORO - RASSU

Art. 1

Il comma 14 dell'articolo 1 è soppresso. (58)

EMENDAMENTO modificativo LA SPISA - LADU - VARGIU - DIANA - CONTU - CAPELLI - OPPI - MURGIONI - GALLUS - MORO - ARTIZZU - RASSU

Art. 1

Nel comma 1 l'importo di euro "165.759.000" è modificato con quello di euro "336.890.000"; Nel comma 3 l'importo di euro "9.584.000" e modificato con quello di euro "19.482.000"; Nel comma 5, nella voce a) l'importo relativo all'anno 2006 di euro "118.869.000" è eliminato; Nel comma 5, nella voce b) l'importo relativo all'anno 2006 di euro "10.000.000" è eliminato.

COPERTURAFINANZIARIA

In diminuzione

ENTRATA

UPB E03.036 Compartecipazione IVA

Anno 2006 euro 300.000.000

mediante riduzione del capitolo 12901

SPESA

UPB S03.006 FNOL - parte corrente

Anno 2006 euro 118.869.000

mediante riduzione, per l'intero importo relativo all'anno 2006, delle voci della tabella A allegata alla legge finanziaria.

UPB S03.007 FNOL - investimenti

Anno 2006 euro 10.000.000

mediante riduzione, per l'intero importo relativo all'anno 2006, della voce della tabella B allegata alla legge finanziaria.

UPB SI2.030 Spese per il servizio sanitario regionale - Parte corrente

Anno 2007 euro 19.482.000

Anno 2008 euro 19.482.000

In aumento

ENTRATA

UPB E03.053 Ricavo di mutui

Anno 2006 euro 171.131.000

Per incrementare il capitolo 51005 SPESA

UPB S03.050 quota interessi mutui

Anno 2007 euro 13.476.000

Anno 2008 euro 13.235.000

UPB S03.051 quota capitale mutui

Anno 2007 euro 6.006.000

Anno 2008 euro 6.247.000

Per l'ulteriore importo del mutuo di euro 171.131.000, in sede di coordinamento, deve essere incrementata per il medesimo importo la tabella F allegata alla legge finanziaria, mediante ricognizione delle spese di investimento contenute nel bilancio. (56)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Nella tabella C allegata alla legge finanziaria nello stato di previsione 04 - EE.LL. l.r. 19/97 - produttività personale degli enti locali UPB S04.019 CAP. 04025 l'importo di "0" è modificato in 3.100.000

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S04.019

anno 2006 euro 3.100.000

In diminuzione

UPB S03.050

anno 2006 euro 3.100.000 . (132)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SCARPA - ATZERI

Art. 1

All'art. 1 tabella C voce 05 - ambiente la voce "L.R. 34/98 - fermo biologico anno 2006 è incrementata di euro 3.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA:

in aumento

UPB S05.050 cap. 05146 anno 2006 + euro 3.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 - euro 3.000.000. (29)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SCARPA - ATZERI

Art. 1

All'art. 1 tabella C voce 10 - lavoro la voce "L.R. 26/00 impr. Femminile anno 2006 è incrementata di euro 200.000.

COPERTURA FINANZIARIA:

in aumento

UPB S10.026 cap. 10077 anno 2006 + euro 200.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 - euro 200.000. (28)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 1

TABELLA C

Nel riferimento legislativo:

10-LAVORO

L.R, 20/05, art. 31 - Fondo regionale per i diversamente abili, l'importo di euro 0 è sostituito con quello di euro 500.000.

L.R. 20/05, art. 43, è soppresso.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

U.P.B. S10.052 2006 500.000

In diminuzione

U.P.B. S03.050 2006 500.000. (54)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SCARPA ATZERI

All'art. 1 tabella D voce 11 - istruzione la voce "L.R. 1/90 - art. 60 anno 2006 è incrementata di euro 200.000.

COPERTURA FINANZIARIA:

in aumento

UPB S 11.033 cap. 11241 anno 2006 + euro 200.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 - euro 200.000. (30)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - LADU - CAPELLI - OPPI - DIANA - VARGIU - MURGIONI - GALLUS - MORO - ARTIZZU - RASSU

Art. 1

Nel comma 4 dell'articolo 1, l'importo di euro "1.316.598.000" è modificato in euro "3.166.598.000" e l'importo di euro "76.139.000" è modificato in euro "183.125.000".

COPERTURA FINANZIARIA

SPESA

IN AUMENTO

UPB S03.050 Quota capitale e quota capitale mutui

Anno 2007 euro 74.000.000

Anno 2008 euro 72.681.000

UPB S03.051 Quota capitale e quota interessi mutui

Anno 2007 euro 32.986.000

Anno 2008 euro 34.305.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 FNOL - spese correnti

Anno 2007 euro 52.915.000

Anno 2008 euro 53.415.000

Mediante riduzione delle voci della tabella A allegata alla legge finanziaria per l'intero importo pari ad euro 52.915.000 per l'anno 2007 e di euro 53.415.000 per l'anno 2008.

UPB S03.007 FNOL - investimenti

Anno 2007 euro 10.000.000

Anno 2008 euro 30.000.000

Mediante riduzione delle voci della tabella B allegata alla legge finanziaria per l'intero importo pari ad euro 10.000.000 per l'anno 2007 e ad euro 30.000.000 per l'anno 2008.

UPB S12.030 Spese per il servizio sanitario regionale - Parte corrente

Anno 2007 euro 44.071.000

Anno 2008 euro 23.571.000

ENTRATA

IN DIMINUZIONE

UPB E03.034 Quota tributi erariali devoluti dallo Stato

Anno 2006 euro 1.500.000.000

Mediante riduzione del capitolo 12106-01

UPB E03.036 Compartecipazione IVA

Anno 2006 euro 350.000.000

Mediante riduzione del capitolo 12902

IN AUMENTO

UPB E03.053 Ricavo mutui

Anno 2006 euro 1.850.000.000. (57)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale URAS - DAVOLI - PISU

Art. 1

"L'importo di euro 0 per l'anno 2006 è sostituito con quello di 10 milioni".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S03.006 (voce 11 bis)

Anno 2006 euro 10.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 (voce 13)

Anno 2006 euro 10.000.000 . (129)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

TABELLA A

Nella Tabella A è inserita la seguente voce :

"11 bis) Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali"

2006 € 0

2007 € 13.000.000

2008 € 15.330.000

COPERTURA FINANZIARIA

03 - PROGRAMMAZIONE

In aumento

U.P.B. S03.006

2006 € 0

2007 € 13.000.000

2008 € 15.330.000

In diminuzione

U.P.B. S03.007 (Vocel)

2006 € 0

2007 € 10.000.000

2008 € 15.330.000

U.P.B. S03.016

2006 € 0

2007 € 3.000.000

2008 € 0 . (53).)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Non sulla discussione, ma sull'ordine dei lavori. Vorrei chiedere alla Presidenza di convocare una Conferenza dei Capigruppo prima dell'inizio dei lavori per verificare se sia stato raggiunto l'accordo sulla questione dell'articolo 45 della legge sui servizi alla persona; era stato assunto un impegno politico dai Capigruppo per il suo inserimento all'ordine del giorno di cui si doveva valutare.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, se i colleghi sono d'accordo, convocheremo la Conferenza dei Capigruppo al termine di questa seduta, perchè l'impegno era che l'avremmo fatto in questa tornata.

(Interruzione)

L'onorevole La Spisa insiste perchè la Conferenza dei Capigruppo si faccia ora. Pertanto convoco una breve Conferenza dei Presidenti di Gruppo e sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 42, viene ripresa alle ore 11 e 11.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2006)" (199/S/A)

PRESIDENTE. Oltre a quanto comunicato precedentemente, cioè che i consiglieri che intendono illustrare gli emendamenti non possono intervenire nella discussione, vorrei ricordare ai colleghi che l'articolo 77, comma 2, recita testualmente: "I consiglieri che intendono parlare in una discussione, sia generale che sugli articoli e sugli emendamenti, devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento".

Per illustrare gli emendamenti numero 56 e 57, è iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

Invito i colleghi a iscriversi, se intendono prendere la parola sull'articolo e sugli emendamenti, non oltre l'intervento dell'onorevole La Spisa..

LA SPISA (F.I.). Vorrei concentrare l'attenzione sull'illustrazione dell'emendamento numero 56 e dell'emendamento numero 57 che sono oggettivamente, vista la rapidità dei tempi con cui devono essere illustrati e discussi, a nostro giudizio, gli emendamenti fondamentali per far emergere quanto è stato già detto anche all'inizio della discussione su questa legge quando è stata posta una questione pregiudiziale, quella sulla reale consistenza delle entrate stimate nella proposta di legge finanziaria.

Noi crediamo che sia stata fatta un'errata valutazione, volutamente errata, per cui è stata introdotta nel bilancio una quantità di entrate eccessivamente stimate per quanto riguarda la compartecipazione Iva calcolata nella misura dei sette decimi, senza che a questo corrisponda alcun elemento di certificazione sicura. E' per questo che, con gli emendamenti che ho appena citato, si intende ricostituire una corretta valutazione del livello delle entrate.

Prima di tutto abbiamo segnalato che la sopravalutazione delle entrate riguardo alla compartecipazione Iva ha una parte corrispondente di spese, che dovrebbe essere ampiamente corretta, in seguito alla riduzione del livello delle entrate (con effetti molto gravi perchè sostanzialmente si porterebbe a far sparire spese importanti, soprattutto quelle del Fondo nuovi oneri legislativi, praticamente verrebbe cancellata tutta la Tabella A); contemporaneamente abbiamo evidenziato che l'eccessiva valutazione su un ipotetico, del tutto ipotetico, rimborso di trasferimenti relativi all'IRPEF, che sono stimati nella bella cifra di un miliardo e 500 milioni, oltre i 350 milioni invece di rimborso per l'Iva, tutto relativo al pregresso, (anche se la Giunta dice che - così com'è vero - vengono accantonati in un fondo che serve per compensare il disavanzo e conseguentemente il livello di indebitamento), incide anch'essa sulle spese quanto meno per quanto riguarda la quota di ammortamento.

In questo modo, l'accantonamento è fittizio, in quanto non è supportato da alcun dato certo, non è un accantonamento di risorse vere, in realtà non è neanche un accantonamento, è una posta stimata erroneamente sulla base di un ipotetico rimborso che non si sa se e quando arriverà; è molto probabile che non possa arrivare nel corso dell'esercizio finanziario 2006 (a prescindere da qualunque vicenda politica che possa influenzare, a livello nazionale, decisioni che ci riguardino). In ogni caso si giunge ad una valutazione delle quote di ammortamento nettamente inferiore a quella che dovrebbe essere calcolata se la stima fosse stata corretta. Noi crediamo che l'attenzione del Consiglio si debba concentrare su una questione di fondo, cioè che il bilancio deve essere veridico; il principio della veridicità del bilancio obbliga le assemblee legislative a valutare il livello delle entrate, così come quello delle spese, in maniera tale che ogni previsione sia fondata su dati presumibilmente certi.

Cosa che non si riscontra in questo bilancio avvicinandolo così alla definizione realistica di bilancio falso. L'abbiamo detto, lo ripetiamo e chiamiamo tutta l'Aula ad assumersi la responsabilità su questo argomento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Per esprimere un parere negativo sugli emendamenti numero 59, 58, 56, 29e 28; parere positivo sul "54"; ancora parere negativo sugli emendamenti numero 30 e 57; infine parere positivo sugli emendamenti numero 53 e 132.

PRESIDENTE. Quale parere esprime sul "129", onorevole Secci, che è sostitutivo parziale dell'emendamento numero 53?

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Non essendo stato esaminato dalla Commissione, per l'emendamento numero 129 mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo principalmente intorno ad un tema che è proposto nell'articolo 1 e poi ripreso nell'emendamento presentato dalla Giunta regionale riguardante l'introduzione di una nuova voce nella Tabella A, relativa ai nuovi oneri legislativi, la 11 bis, "Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali". Mi è stato fatto notare che la dotazione finanziaria che è stata calcolata, ai fini dell'attuazione piena di tale procedura di conferimento, prevista peraltro nel disegno di legge numero 85,in fase di definitiva conclusione di esame presso la Commissione competente, sarebbe sufficiente. Io non la reputo tale anzi, per l'esperienza che ciascuno di noi ha fatto quando si è attivata una procedura di trasferimento di funzioni, di personale, di nuovi compiti ad un sistema, ad un livello istituzionale diverso da quello precedentemente competente, sottolineo che la fase di avvio è sempre stata la fase più delicata, quella in cui è stato necessario recuperare risorse adeguate ed aggiuntive rispetto a quelle previste; in una situazione come questa dove la finanza nazionale riduce i trasferimenti agli enti locali, la concomitanza delle procedure di trasferimento e di conferimento di compiti e funzioni agli enti locali in Sardegna richiede uno sforzo aggiuntivo.

E' in questo senso che abbiamo presentato un emendamento all'emendamento cercando di coprire la casella del 2006, segnata con "zero", almeno con 10 milioni di euro, che hanno la finalità di aiutare i comuni e le province nella fase di avvio. Tra l'altro c'è una sorta di congestione di natura istituzionale, cioè noi abbiamo nuove province che devono ancora dirimere le questioni con le vecchie province competenti per territori peraltro non in modo omogeneo. Abbiamo i problemi del trasferimento di competenze che derivano agli enti locali dal nuovo dettato costituzionale e abbiamo un ritardo eccessivo rispetto alla normazione dei "Bassanini" che in tutta Italia sono andati immediatamente in vigore e che noi invece stiamo cercando di realizzare oggi, con ritardi di sette o otto anni grazie a un disastroso Governo di centrodestra; io credo che, da questo punto di vista, se non si risparmia proprio fino all'osso si fa un servizio al cittadino e al sistema istituzionale.

Un'altra cosa soltanto attorno a questi temi: perchè l'attenzione al sistema delle autonomie locali? Perchè questo ulteriore segnale anche minimo? 10 milioni di euro non sono una grande cifra, neppure per questo bilancio regionale. Perché il sistema degli enti locali è il sistema di frontiera, è quello che ha la relazione, il rapporto più diretto con i cittadini e con i loro bisogni; perchè noi abbiamo bisogno di sollecitare, di promuovere la partecipazione attiva dei cittadini, attorno alle grandi questioni, quella della rinascita di questa nostra Regione che purtroppo tarda a venire, che non si vede, che è ancora abbastanza offuscata, non ancora abbastanza tratteggiata, non ancora abbastanza segnata. C'è una difficoltà (che poi si traduce anche in una difficoltà di natura culturale) a partecipare in modo convinto allo sforzo del rilancio del sistema sociale ed economico della nostra Isola. Sembra che sia una questione tutta chiusa nel palazzo, a cui i cittadini non debbano necessariamente partecipare, invece non esiste processo riformatore, non esiste processo di cambiamento in cui la società, nelle sue diverse articolazioni anche di protesta, non sia protagonista.

Approfitto di questo intervento anche per esprimere in modo chiaro ed inequivocabile, da parte mia e del mio Partito, assoluta contrarietà rispetto alle dichiarazioni che qualche esponente di Rifondazione Comunista - mi riferisco a Ferrando - ha rilasciato alla stampa in questi giorni in relazione alle vicende dell'Iraq, non solo perchè noi siamo un partito non violento e pacifista, ma anche perchè quelle vicende hanno colpito duramente la sensibilità dei sardi, in modo particolare la sensibilità di questa Regione, perché tra i morti ci sono anche nostri conterranei. La parte non antibertinottiana del Partito, quella che non regge, anche nell'ambito della politica regionale, con i voti i documenti di partito che hanno come leader Ferrando, si schiera inequivocabilmente sul piano della difesa dei principi della pace, della non violenza, del superamento delle degenerazioni esistenti in questo mondo così in corsa verso i profitti e così dedicato alla sopraffazione. Questa parte di partito, che è anche la grande maggioranza di questo partito, andrà avanti in modo coerente con quanto è espresso e con quanto ha sempre manifestato senza alcuna titubanza, non giustificando mai alcun comportamento violento o bellicoso.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, la questione delle entrate tributarie e delle responsabilità politiche connesse è una querelle che ormai ha perso lo smalto della popolarità, direi di quella universalità regionale propria delle grandi battaglie autonomistiche, che avrebbe dovuto seguire un livello, io ritengo, superiore, eccelso nel rapporto Stato-Regione; si è ridotta a una pura e semplice lamentazione, ad una speranza flebile ancorata alla semplice trasposizione di alcune cifre indicative di un debito da incassare tra le entrate del bilancio del 2006, prive di alcuna certezza, del tutto aleatorie, tali da inficiare di irregolarità contabile l'intera manovra finanziaria.

Vede, presidente Soru, c'è un vizio ricorrente nelle Giunte regionali di sinistra, quando esse assurgono al Governo della Regione, con grande superbia culturale ed intellettuale, tentano o vogliono, o anzi rimuovono, dimenticano tutti gli impegni sottoscritti per percorrere una strada di discontinuità, una strada nuova, diversa. Io credo che sia giusto che chi vince le elezioni abbia il diritto di governare ed attuare il suo progetto politico programmato, non vi è dubbio. Non ha però il diritto di mistificare la realtà, anche quella delle responsabilità oggettive attribuendole ad un generico passato, ad un trascorso indistinto facendo quasi credere all'opinione pubblica, agli elettori, ai cittadini sardi che il passato sia stato di esclusiva gestione della parte politica avversa. Così non è!

E' una falsa rappresentazione di una verità storica che bisogna che qualcuno richiami in quest'Aula. I ragazzi che vengono qui, in un'accusa indistinta, si permettono di parlare di cose che non sanno e, nel caso specifico, delle entrate della Regione, che non sono soltanto IRPEF e IVA, vede, responsabilità oggettive dei governi di sinistra e anche dell'attuale Giunta regionale. La vertenza del Titolo III dello Statuto ha un punto fermo nell'anno 1983, quando da Assessore alle finanze chiusi con il Governo l'attuazione nell'Isola del DPR 616 del 1977, per la Sardegna il "348" del 1979, che trovò applicazione con la legge 122 del 1983, con ben cinque anni di ritardo e un anno e mezzo dal 1982 (allora c'era la Giunta Rais, Assessore alle finanze Gesuino Muledda, alla programmazione Andrea Raggio), quando, in quegli anni, finita l'epoca delle vacche grasse, il Governo della Repubblica incominciava a porre freno alle spese incontrollate di Regioni ordinarie e di enti locali, soprattutto di sinistra, che con una legislazione a piè di lista obbligava lo Stato a ripianare i bilanci in rosso.

Per colpa di quel ritardo iniziale, la Sardegna cade nella tagliola della morsa delle restrizioni e dei mancati adeguamenti che, con alti e bassi, sono giunti sino ai giorni nostri. Da allora ad oggi, presidente Soru e signori Assessori, in 22 anni di vita della Regione, le Giunte di sinistra hanno governato circa quindici anni, si sono succedute: la Presidenza del compianto Mario Melis, dal 1984 al 1989, di Antonello Cabras dal 1992 al 1994, di Federico Palomba per cinque anni, dell'attuale Renato Soru, con Assessori delle finanze, dopo Muledda rispettivamente Luigi Cogodi, Giovanni Merella, Giuseppe Balia, Marco Cabras, Salvatore Lai, Alberto Manchinu e l'attuale Gian Valerio Sanna, mentre all'Assessorato della programmazione si sono alternati dopo Andrea Raggio, Gabriele Satta, nuovamente Franco Mannoni, Benedetto Ballero, Antonio Sassu, Pier Sandro Scano ed oggi il professor Francesco Pigliaru.

Non ho capito perchè se la prendano con una Giunta di centrodestra che, in sessant'anni, ha governato due anni e mezzo. La mia non lo era, per cui... A ben vedere, dunque, un ventaglio ampio di tempo, di professionalità, di capacità culturali e politiche di notevole spessore per dimostrare in maniera non equivoca che le responsabilità del passato e quelle attuali sono di gran lunga in capo ai Governi di sinistra. Sfatiamo così una buona volta per sempre questa favola che mi sa molto di quella del gatto e la volpe e della pianta di denari di Pinocchio.

Se poi vogliamo parlare di responsabilità recenti, debbo dare atto al presidente Palomba di aver sottoscritto l'Intesa istituzionale di programma e che, per poter attuare in maniera corretta e concreta l'accordo di programma del Titolo III, affidò al professor Santoro uno specifico studio che mostra la dimensione coerente della vertenza Stato-Regione. Quando assunsi in fatto la Presidenza della Regione per quella vertenza mi sono riferito a quel documento per riprendere, con il Presidente del Consiglio dei Ministri Massimo D'Alema, il percorso iniziato da Federico Palomba senza alcuna remora, senza alcun pregiudizio perchè la ritenevo, come la ritengo tuttora, una giusta base di discussione, una proposta da perseguire ed eventualmente da implementare, adeguandola alle situazioni attuali.

Io credo che l'Amministrazione, per soluzioni di continuità, non possa interrompere tutto quello che è stato fatto dai precedenti Governi e iniziare tutto daccapo e tutto nuovo soltanto per il gusto di farlo. Di quel documento non ho più sentito parlare, in due anni di Giunta Soru è stato del tutto rimosso, messo nel dimenticatoio. Eppure, colleghi della sinistra, esso è il documento base dell'accordo Palomba-D'Alema della primavera del 1999, il pilastro sul quale la Giunta di sinistra aveva impostato la campagna elettorale del 1999 e con il quale aveva fondato il proprio progetto di sviluppo della Sardegna potendo contare su risorse certe e soprattutto corrispondenti ai reali diritti definiti da un coerente accordo Stato-Regione. Si è persa così una opportunità e si è preferita la via di una polemica strumentale, contrapposizione è una battaglia mediatica piuttosto che una seria contrattazione che, se perseguita, anziché portare i lavoratori sulle piazze (poi andremo a vedere un giorno come sono andati su queste piazze e con quali fondi sono andati su queste piazze), avrebbe consentito alla Regione di poter acquisire denari certi, inserire in bilancio somme vere e non fittizie, come purtroppo è nel documento finanziario del 2006, privo di credibilità contabile, destinato a portare - scusate se uso questo termine duro - la Regione alla bancarotta. Inutile dire: "Poi andiamo perchè abbiamo messo altrove la possibilità di rimediare", questo è un documento contabile, con cifre, le discussioni di carattere politico le dobbiamo fare altrove, non qui!

C'è un altro problema, colleghi del Consiglio, molto importante, al quale io vi prego di prestare un po' di attenzione, perchè se no mi sa proprio che il responsabile non sia il presidente Soru ma siano tutti questi partiti che ritengono di doversi adeguare alle decisioni del Presidente ma che in qualche misura ne sono conniventi. Mi dispiace di aver finito il tempo, ci tornerò più avanti perchè non voglio consumare quello che stavo dicendo così in due parole.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris, anche per aver rispettato il tempo. E' iscritto a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Intervengo sull'articolo 1 della legge finanziaria perché, benché ad una lettura del titolo appaia piuttosto tecnico, rivela al suo interno interessanti aspetti; le questioni più rilevanti non sono per me quelle relative all'impianto del provvedimento ma riguardano la forma espositiva e i contenuti. Per quanto riguarda la forma non posso non rilevare che è impossibile comprendere quanto viene espresso ed esprimo dubbi sulla validità di un sistema che, ormai assolutamente critico, impedisce di valutare l'impatto delle scelte. Sono invece convinta che chiarezza e distinzione sarebbero due categorie importanti per noi stessi e per i cittadini. Non vorrei che anche le migliori intenzioni cadessero nella trappola del non farsi capire e producessero danni.

Coerentemente con l'intervento iniziale, ritengo di dover sostenere la necessità di un maggiore sforzo per l'imprenditorialità femminile. Del resto la lunga attesa del sesto bando nazionale ha suscitato molto interesse da parte delle donne. Penso inoltre che possa avere positive ripercussioni sul mercato del lavoro per una categoria che stenta ancora a essere valorizzata nelle professioni nonostante l'alto livello di scolarizzazione e la qualità che esprime in ogni campo. Analogamente ritengo che enti culturali senza scopo di lucro come l'ISPROM e l'Istituto sardo per la storia della resistenza e dell'autonomia, per citare quelli a me più noti, meritino una particolare attenzione.

Nell'esprimere apprezzamento per il lavoro dei funzionari a cui, confesso, con umiltà, ricorro spesso per avere lumi e suggerimenti, devo fare osservare alcuni aspetti che richiedono - secondo me - una luce speciale, quella di chi li ha proposti e voluti. L'emendamento numero 54 della Giunta incrementa di 500 mila euro il Fondo regionale per l'occupazione dei diversamente abili, previsto dall'articolo numero 31 della legge di promozione dell'occupazione, sicurezza e qualità del lavoro che era stata approvata nel dicembre del 2005. E' sicuramente un segnale importante, visto che precedentemente non era stata prevista alcuna somma. Sono quindi certa che il gesto sarà apprezzato perchè si rivolge ad una parte debole della società. Nell'emendamento figura la soppressione dell'articolo 43 della stessa legge, un altro tratto importante di una norma laddove si parla di indennità di inserimento sperimentale per programmi di formazione, ricerca e inserimento lavorativo. E' vero che, a suo tempo, quando la legge venne discussa in Aula, ci fu molto dibattito su questo articolo che sembra voler assorbire una legge, quella sul reddito di cittadinanza, ancora da prendere in considerazione, ancora da esaminare.

Mi permetterete però un'osservazione, questa mi sembra una cosa abbastanza strana, proprio su queste stranezze stiamo vivendo, trovo strano, per esempio, che si parli di digitale terrestre ovunque, persino sugli autobus e nelle sale degli hotel ma non in Consiglio regionale. Per questo, ho inviato una lettera al Presidente del Consiglio, all'onorevole Spissu, chiedendogli un intervento ed anche per questo motivo, per richiamare l'argomento nell'Aula più propria, sto predisponendo con alcuni colleghi un ordine del giorno.

Ecco, a me sembra strano che i cittadini non vengano adeguatamente informati dai loro rappresentanti nelle istituzioni che sono proprie, ma forse sono io che attribuisco alle istituzioni un ruolo troppo alto rispetto ai tempi.

Strano per me, tornando all'emendamento numero 54, rilevare quindi che abroga l'articolo 43 della legge di cui parlavamo, ma è ancora più strano, direi eccentrico, che un altro emendamento della Giunta, il numero 51, finanzi con dieci milioni l'articolo 43! A me sembra che, se viene approvato l'emendamento numero 54, non sia più possibile finanziarlo. Che fine faranno quindi i dieci milioni previsti dall'emendamento numero 51? Se invece si tratta di un gioco di prestigio, beh, spiegatemelo, perchè veramente detto così è qualcosa di oscuro, incomprensibile e preoccupante! Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, colleghi del Consiglio, questo intervento sull'articolo 1 consente di trattare due dei punti che sono stati toccati anche dagli altri colleghi che sono intervenuti; i due punti, secondo la Giunta, più qualificanti, sicuramente i più discutibili nel senso di oggetto di discussione di questo articolo e forse dell'intera finanziaria.

Il primo punto è ovviamente quello che riguarda il problema delle entrate. Io vorrei provare ad avviare un ragionamento che, per alcuni versi, si discosta da quelli fatti da alcuni colleghi che non sono in maggioranza, i quali hanno posto l'accento sul problema della veridicità del bilancio e quindi sulla ricaduta che l'iscrizione di entrate non certificate può avere sul bilancio della Regione.

Questo problema è stato posto in varia maniera all'assessore Pigliaru durante i ragionamenti fatti nel corso del transito della finanziaria in Commissione, egli ci ha fatto rilevare, in particolar modo per quanto riguarda i 500 milioni di euro concernenti le spettanze correlate all'IVA, come l'eventuale mancata percezione di una parte dell'intera somma che viene rivendicata dallo Stato non sarebbe stata pagata, almeno entro i limiti massimi possibili, con una riduzione dei servizi che sono previsti dalla finanziaria, ma sarebbe stata pagata attraverso un aumento dell'indebitamento, comunque contenuto entro il 5 per cento previsto nel DPEF.

Al di là del ragionamento tecnico, su questo aspetto, a noi Riformatori preme, e ci è premuto in varie circostanze, farne uno di tipo politico, nel senso che la vertenza che è stata aperta con lo Stato in maniera estremamente convincente, soprattutto dal punto di vista mediatico, ma anche in maniera determinata dal punto di vista politico, riguardante le partite pregresse, è una vicenda sulla quale è stato richiesto il coinvolgimento dell'intero Consiglio regionale.

Questo coinvolgimento, che c'è stato in diverse fasi della vertenza, le ha sicuramente dato una credibilità superiore a quella che avrebbe avuto qualora fosse stata portata avanti soltanto dalla maggioranza e ha determinato che ciascuna forza politica, anche quelle della minoranza consiliare, si assumesse comunque delle importanti responsabilità nel suo ambito. Se questo ragionamento politico vale, è valso, e si intende farlo valere per il futuro, se su questo ragionamento politico si chiede il coinvolgimento delle forze della minoranza nel corso della discussione della finanziaria in Aula e in Commissione, e se alcune forze della minoranza, i Riformatori per esempio, hanno detto che, sul ragionamento dell'inserimento dei 500 milioni di euro relativi all'IVA all'interno della finanziaria, c'era un'apertura di credito nei confronti della Giunta, perchè si comprendeva la motivazione politica dell'inserimento in bilancio di 500 milioni di euro, e quindi che attraverso questo inserimento si intende dare ancora maggior forza alla volontà della Sardegna di esigere questi crediti dallo Stato, beh, se tutto questo è vero, io avrei pensato che la Giunta regionale su questa partita relativa ai 500 milioni di euro aprisse un ragionamento con l'opposizione.

Se viene chiesto l'aiuto della minoranza, la condivisione della minoranza, per quanto riguarda il recupero di crediti che noi vantiamo nei confronti dello Stato, altrettanto logico sarebbe stato che su questa partita, su questi 500 milioni di euro, con la minoranza, si fosse aperto un ragionamento sulla destinazione da dare ai fondi.

Noi andiamo a recuperare insieme dei fondi che crediamo siano davvero dei crediti che la Regione Sardegna vanta, allora, se andiamo insieme a fare questo lavoro, non certo per quanto riguarda il dettaglio, ma sicuramente per quanto riguarda la destinazione generale, sarebbe stato un atteggiamento, anche in questo caso, importante di condivisione politica chiedere alla minoranza di essere coinvolta sul ragionamento generale riguardante la destinazione di questi fondi. Io credo di non essere lontano dalla ragionevolezza nel sollevare un problema di questo genere, perchè diventa altrimenti troppo facile chiedere un'unità, che non si è negata, da parte del Consiglio nel momento della rivendicazione, e negare che questa unità possa avere un valore quando si decidono le grandi scelte che discendono dall'eventuale recupero di crediti che noi vantiamo nei confronti dello Stato.

Il secondo ragionamento che voglio fare, perchè ritengo giusto che ci sia, riguarda il reddito di cittadinanza. Noi non abbiamo niente in contrario, non potrebbe essere diversamente, all'introduzione di una misura che ha come impegno quello di intervenire nelle fasce di maggior sofferenza della popolazione sarda, ci mancherebbe altro! Però ci interroghiamo sul metodo, sul fine, ci interroghiamo su che cosa questa misura deve significare sia dal punto di vista comunicativo che dal punto di vista reale.

Uno stanziamento di dieci milioni di euro equivale alla possibilità di un intervento su 1500 persone, quindi significa, a voler pensare ad un reddito di 500 euro al mese, tenendolo il più basso possibile, che possiamo agire su quattro persone in ogni comune della Sardegna. Stiamo mettendo però una posta di bilancio senza indicare quali saranno i relativi metodi della spesa, perchè rimandiamo poi, con un sistema di scatole cinesi, alla legge sui servizi alla persona, che non stabilisce ancora ma delega alla Giunta la scelta dell'eventuale metodo di spesa e l'individuazione delle persone che hanno diritto a fruire del reddito di inserimento perchè sono inoccupate o disoccupate.

Quindi stiamo stabilendo una misura che ha un vago sapore di via di mezzo tra misura assistenzialistica e misura discrezionale, una misura comunque inadeguata rispetto al problema; sottraiamo delle risorse (10, 13, 15 milioni di euro) allo sviluppo, risorse che si sarebbero potute usare per lo sviluppo, e decidendo di trasferirle per l'assistenza. Benissimo! Allora leviamole dall'articolo 7, quello relativo agli interventi per il lavoro perchè per poter dire che questi sono interventi per il lavoro dobbiamo avere quello che l'assessore Pigliaru chiama sempre uno studio di impatto legislativo, cioè dobbiamo avere la dimostrazione che questi soldi possono davvero in qualche maniera interessare, influenzare, avere un riverbero sull'attività lavorativa dei sardi. Secondo me, molto più probabilmente, sono da inserire all'interno degli interventi di tipo assistenziale, perchè sono interventi che hanno la possibilità di ristorare, di supportare e di sollevare dal bisogno immediato persone che si trovano in uno stato di sofferenza. Non sono interventi per il lavoro, non sono interventi per l'occupazione, non sono interventi per lo sviluppo!

Se diciamo questo, stiamo prendendoci in giro. Sono interventi per l'assistenza, assolutamente legittimi, anzi, forse assolutamente inevitabili, visto il deserto che si sta creando nel mercato del lavoro della Regione Sardegna. Ma chiamiamoli col loro nome e stabiliamo sin d'ora come devono essere erogate queste somme che, per la puntiformità che hanno, per quattro persone, in ciascun comune della Sardegna, rischiano di essere una forma di assistenzialismo con il pericolo di distorsione fortissima e quindi di essere esattamente l'opposto di quanto alcuni colleghi del centrosinistra in buonafede sperano che sia.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, l'articolo 1 in discussione è l'elemento fondamentale della legge finanziaria, è la legge finanziaria. Una legge finanziaria si potrebbe basare solo ed esclusivamente sulle disposizioni generali contenuti nell'articolo 1, tutto il resto può essere anche superfluo.

Credo sia stato detto più volte, anzi troppe volte, all'interno di quest'Aula, qual è il problema fondamentale che si è venuto a creare nella formazione di questa finanziaria e quindi del bilancio della Regione: mancano delle certificazioni. E' stato già detto più volte, manca quella certificazione che ci dà la certezza di una garantita copertura finanziaria per la Regione per gli anni 2006, 2007 e 2008 e così via.

Mi rendo conto perfettamente, tra l'altro, quanto sia difficile per i colleghi della maggioranza continuare a difendere uno strumento presente oggi in Aula qual è questa legge finanziaria oltre che difendere delle teorie, delle posizioni nelle quali non si crede. L'ho detto più volte. E' chiaro che, ufficialmente e direttamente, i colleghi non lo diranno mai, ma vi posso garantire che, nei corridoi di questo Palazzo, si dice che non ci sia soddisfazione per questa legge finanziaria, né corrispondenza con le richieste del territorio e i problemi reali della Sardegna.

Allora, cari colleghi della maggioranza, vi rivolgo un appello chiedendovi di non piegarvi finalmente al deus ex machina. Mi perdoni, Presidente, però è così, le decisioni non possono essere soltanto del Presidente della Giunta ma devono essere di questo Consiglio regionale! Fate valere le vostre ragioni! Noi ci stiamo provando, abbiamo presentato una valanga di emendamenti, 104 emendamenti presentati da questa minoranza! Neanche uno è stato approvato dalla Commissione! Ma è possibile che siamo tutti così, passatemi il termine, "deficienti" e non riusciamo a suggerire niente a questa maggioranza? A me sembra veramente assurdo! Non riusciamo a trasmettere nessuna idea delle necessità del popolo sardo, della nostra gente! Boh!

Continuo a pensare che forse il modo di fare la politica in Regione sia diventato solo quello degli slogans come "Sardegna fatti bella"! Signori, sono 20 milioni di euro che avete pensato per "favorire il risanamento, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio ecologico-ambientale della Sardegna", i progetti devono essere rivolti "alla pulizia delle campagne, delle aree prospicienti le spiagge e dei centri abitati, nonché ad iniziative di educazione ambientale nelle scuole dell'obbligo". Questi sono i problemi che abbiamo in Sardegna! Saranno attuati con impiego di disoccupati e lavoratori socialmente utili. Forse questo è l'unico modo per poter far lavorare la gente anzichè mandarla a casa!

Sono un anno e mezzo o giù di lì che non faccio altro che partecipare a riunioni davanti a dei lavoratori che sono terrorizzati dalla paura di perdere il loro posto di lavoro. Mi è successo anche ieri sera a Terralba, per esempio, con i lavoratori della SBS; non era presente l'Assessore dell'agricoltura, non era presente nessuno dei colleghi della minoranza, il terrore - mi permetto di chiamarlo così - di perdere il posto di lavoro era visibile nei loro occhi. Credo che sia necessaria comunque un'attenzione maggiore da parte della Regione per cercare di non dimenticarsi che la politica, caro Presidente, non si fa soltanto tagliando, non si fa soltanto eliminando senza riproporre automaticamente qualcosa di nuovo a salvaguardia di quello che comunque c'era precedentemente.

Tra l'altro, ritorno allo slogan "Sardegna fatti bella", c'è uno slogan, Presidente, sono convinto che lo conosca sicuramente, sulla città di Oristano, credo che lei abbia ancora degli ottimi ricordi. Per la città di Oristano, durante la campagna elettorale dell'attuale sindaco Barberio, è stato inventato un bellissimo slogan "Oristano, città di bellezza", bellissimo slogan perchè chiaramente riguardava i canoni della bellezza e praticamente la necessità di una crescita economica della stessa città. Il "Sardegna fatti bella" mi ricorda quello slogan. Ma quello slogan gli si è rivoltato contro, è stato un boomerang che gli si è sbattuto in faccia cinquantamila volte senza dargli certo lustro ma sicuramente creandogli problemi. Lo stesso sindaco di Oristano, più di una volta, ha in effetti ricordato e ribadito che quello slogan non è stato proprio il modo più intelligente per portare avanti la sua campagna elettorale.

Ecco, stia attento Presidente, credo che questi slogans a volte servano a far svegliare e a distrarre la gente dai reali problemi esistenti in Sardegna, senza rendersi conto che invece i problemi che devono essere risolti direttamente sono quelli riguardanti gli aspetti sociali e la garanzia del posto di lavoro; fino adesso questo non è stato fatto.

Probabilmente, se ci sedessimo attorno ad un tavolo e ci guardassimo in faccia, sono convinto e sicuro che, da un confronto diretto, si riuscirebbe in qualche modo ragionando insieme ad individuare alcune problematiche che sono state sollevate. Lo dirò più avanti durante il mio intervento, credo che ci siano problemi che paiono piccolissimi ma che sono anche abbastanza importanti da risolvere, faccio l'esempio dell'assistenza domiciliare integrata, nella città di Oristano, dove sono state ridotte le ore di assistenza a pazienti ventilati per mancanza di copertura finanziaria.

Allora, Presidente, nella sua pubblicità istituzionale, lei ha a disposizione 10 milioni di euro, 20 miliardi delle vecchie lire, io ho presentato un piccolissimo emendamento, 50 mila euro, sono soltanto 100 milioni, su 20 miliardi non sono niente, le chiedo ufficialmente la disponibilità di toglierli dai suoi 10 milioni di euro per la pubblicità istituzionale e darli magari a chi ne ha bisogno, a chi ha necessità, nella propria famiglia, di assistenza vera per la presenza di malati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforme della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il mio intervento si limiterà soltanto ad alcune osservazioni sull'emendamento numero 129, presentato dagli onorevoli Uras, Davoli e Pisu. L'emendamento riguarda la possibilità di rimpinguare la dotazione finanziaria del disegno di legge numero 85; come è stato ricordato in Aula, è stato esitato positivamente dalla prima Commissione, è già stato sottoposto al giudizio della Commissione bilancio ed attualmente è all'esame e al parere del Consiglio delle autonomie. E' evidente, su questo naturalmente io concordo con l'onorevole Uras, che il problema delle risorse finanziarie è il nodo fondamentale del disegno di legge numero 85 che, voglio ricordare, si riferisce alla possibilità di trasferire competenze e funzioni dalla Regione al sistema delle autonomie locali. Il problema delle risorse è quindi un problema decisivo per la riuscita di questo processo riformatore che, naturalmente, consentirà di trasferire competenze e funzioni, non solo dallo Stato alla Regione, ma anche quelle proprie della Regione a comuni e province.

Voglio però ricordare che, all'articolo 10, comma 4, del disegno di legge numero 85, non vorrei ricordare male, è previsto che, nella fase di prima attuazione, la quantità di risorse che vengono messe a disposizione del sistema delle autonomie locali deve essere pari alla media delle ultime tre annualità riguardo alle funzioni che vengono trasferite. Naturalmente questo è un giudizio che può essere anche non condiviso ma noi pensiamo che, in una fase di prima attuazione, siccome ci saranno pochi mesi a disposizione per l'attuazione nel 2006 di questo importante disegno di legge, circa 95 milioni di euro, messi a disposizione per la fase di prima attuazione, possano essere sufficienti.

Voglio ricordare invece che l'emendamento numero 53 della Giunta si pone il problema della fase successiva, quando la legge andrà a regime, quindi per gli anni 2007 e 2008. E' prevista la possibilità, nell'emendamento numero 53, di rimpinguare le risorse per il 2007 e 2008 i quali, a nostro modo di vedere, saranno gli anni decisivi per l'attuazione di questo importante processo di riforma. Mi pare che il Presidente della Commissione si sia rimesso all'Aula, quindi così come anche l'Assessore. Noi, portando all'attenzione del Consiglio queste osservazioni e queste considerazioni, riteniamo che il Consiglio possa farle proprie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 59. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 58. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 56. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 56.

(Segue la votazione) Prendo atto che i consiglieri Moro e Frau hanno votato, il primo a favore, il secondo contro.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - UGGIAS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - MARRACINI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 60

Votanti 58

Astenuti 2

Maggioranza 30

Favorevoli 19

Contrari 39

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 132. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 28. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Coerentemente con quanto detto all'inizio voterò a favore perchè ritengo che un maggiore sforzo per l'imprenditorialità femminile possa giovare all'occupazione di questa Regione, al sistema economico e dare una spinta in più ad una realtà che è molto attiva sul territorio ma che incontra ancora gravi difficoltà a trovare quello spazio che merita.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Moro ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - CALIGARIS - CAPELLI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LOMBARDO - MARRACINI - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ARTIZZU - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 65

Votanti 63

Astenuti 2

Maggioranza 32

Favorevoli 22

Contrari 41

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 54. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, è un grande riconoscimento; vuol dire che qui c'è qualcuno che sta attento e che segue i lavori. Quindi credo che sia un apprezzamento. Voterò a favore. Esprimo soddisfazione per questo emendamento della Giunta, anche se 500 mila euro sono veramente un piccolissimo segnale a sostegno dei diversamente abili. Spero che nel tempo troveremo il modo e l'occasione per far sì che questa categoria che trova grande difficoltà possa inserirsi a pieno titolo nella nostra vita economica e sociale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, io dichiaro la mia astensione sull'emendamento numero 54 per una ragione molto semplice: ritenevo che fosse la sede più appropriata, quella della tabella dell'articolo e la voce dell'articolo 43 della legge regionale 20 de 2005, dove mettere la dotazione finanziaria per fare una cosa che già esiste anzichè per spacciarne una che non esiste!

Non si può far passare questo intervento di inserimento al lavoro, una piccola iniziativa verso le politiche attive del lavoro come il reddito di cittadinanza! Questo tipo di furberie a cui la Giunta ogni tanto si lascia andare, sbagliando, sbagliando fortemente, è addirittura inaccettabile anche sul piano della relazione politica tra componenti della maggioranza e la Giunta regionale, che dovrebbe essere espressione di una coalizione dove tutte le componenti hanno pari dignità! Tutto queste cose si fanno poi senza neppure avvisare, senza neppure, prendendo il telefono, avere il garbo di dire "Stiamo facendo questo, guarda un po' se lo condividi".

Noi non faremo mai passare il reddito di cittadinanza come un interventino sperimentale di inserimento al lavoro. Quella è un'altra roba! La Regione e la sua Giunta dovrebbero fare di più e meglio, purtroppo così non è per cui io mi astengo rispetto all'emendamento numero 54.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 57.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, lei sta correndo troppo!

LA SPISA (F.I.). Chiedo che il tempo non mi venga computato nella dichiarazione di voto perché vorrei intervenire per una questione sull'ordine dei lavori. Non si può gestire l'Aula in questo modo. Il Regolamento consente di andare abbastanza velocemente, abbiamo tutti contribuito per dare trasparenza a queste procedure! Non è possibile che si aggiunga anche una gestione così frettolosa che ci ha fatto già compiere danni in altre leggi! Non è il caso di fare "insulto"! Almeno si dia la possibilità a ciascun consigliere di intervenire per dichiarazione di voto. Non è ammissibile questo!

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, credo che sia molto orgoglioso oggi di questo intervento. Prego, ha facoltà di parlare.

LA SPISA (F.I.). Voto a favore dell'emendamento numero 57 perchè tende a denunciare, e chiunque non approverà questo emendamento si renderà corresponsabile della Giunta regionale, un'operazione di bilancio spericolata per il fatto che sono stati inseriti 1 miliardo e 850 milioni di euro, che non sono per niente fondati su una valutazione, sia pur minima, di una possibilità di introito di queste somme da parte della Regione Sardegna.

Gli accantonamenti devono essere fatti con danaro, non con ipotesi fantasiose, come questa, pur fondate su una vertenza più che giusta e che tutti abbiamo condiviso; mettere questa somma in bilancio è un'azione incostituzionale perché lo rende letteralmente falso! Noi, inoltre, denunciamo il fatto che aver inserito questa somma al comma 4 porta molto orgogliosamente la Giunta e la maggioranza a dichiarare che l'indebitamento viene abbattuto ad 1 miliardo e 816 milioni di euro. Questo non è vero! Così come non è vero che la quota di ammortamento è solo di 76 milioni di euro, dovrebbe essere più correttamente di 183 milioni di euro e inciderebbe sulle spese dal 2007 in poi.

Voi state dimostrando di voler prendere per il naso tutta la Sardegna con la vostra ingegneria finanziaria fantasiosa e falsa!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, perchè rimanga agli atti del Consiglio, alcuni giorni fa ho scritto all'Assessore della programmazione queste parole: "In riferimento alle sue dichiarazioni, relativamente alla vertenza con lo Stato per le entrate previste dal Titolo III dello Statuto, la prego di volermi cortesemente inviare copia degli atti intercorsi tra codesto Assessorato, il Governo e la Ragioneria Generale dello Stato a tutt'oggi, dai quali è possibile rilevare la consistenza delle risorse realmente accertate, condivise e concordate per l'anno 2006". Questi dati non sono arrivati. Vuol dire che questi dati non esistono. Io ho chiesto di votare sull'articolo e sull'emendamento per appello nominale perchè ogni consigliere sappia che sta votando una cosa non vera e che si assume la responsabilità personale di quello che sta facendo.

Quindi, perchè rimanga agli atti, sappiamo tutti che questo è un bilancio taroccato, che quei soldi non arriveranno mai in Sardegna! Quei soldi indicati nel bilancio non arriveranno mai in Sardegna! Lo dobbiamo sapere. Sono cifre assolutamente inventate, perchè è impossibile che lo Stato nazionale (come diceva il dottor Santoro, sulla questione si apre una trattativa che può anche certificare un debito, ma sarà restituito in vent'anni) in un anno solo ci dia migliaia di miliardi! Ma che cosa stiamo votando? Presidente, facciamo le persone serie, diciamo la verità, queste somme sono state messe lì per dire che noi stiamo facendo la grande battaglia nei confronti dello Stato! Questa è una presa in giro per i sardi, per noi, questa roba non è di competenza del Presidente della Regione, è di competenza del Consiglio regionale, che rimane centrale, perchè l'articolo 37 dello Statuto non è stato modificato, il Presidente non è centrale rispetto al Consiglio, nonostante la nuova legge. La centralità rimane del Consiglio regionale e siamo noi a dire quanto deve chiedere allo Stato, come li deve chiedere, e lui deve obbedire al Consiglio!

Ne riparleremo. Stiamo confondendo qui, lui non si può arrogare il diritto di andare a chiedere mille, duemila, quattromila! Siamo noi che diamo l'ordine al Presidente, il Presidente deve obbedire, non il contrario, non noi al rimorchio di questo falso, perchè questo è un falso! Vorrei che il Presidente si alzasse in Aula e dicesse: "Parola mia d'onore, nel 2006 avremo i soldi che abbiamo indicato in bilancio". Lo dica, voteremo a favore!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, voteremo a favore dell'emendamento numero 57. Ci dispiace di dover sostenere per l'ennesima volta, già fatto in Commissione, già fatto in altre sedi, questo emendamento, perchè continuiamo a cercare la via del convincimento e del confronto. Credo che tecnicamente quanto proposto dalla Giunta sia, come è già stato detto, inopportuno. Da ciò ne deriva un bilancio che non è basato su cifre certe di entrata.

Anche in Commissione abbiamo fatto una discussione tecnica su come un bilancio, per non essere virtuale, debba avere, nella previsione di entrata, delle cifre certe e documentate. Il che non avviene! Questo non vuol dire che noi non continueremo a combattere la nostra - del Consiglio, tutti insieme - lotta e battaglia perchè queste entrate vengano riconosciute alla Regione, è un atto dovuto, sono cifre dovute. Ma sappiamo anche, essendo realistici, che tutto questo non avverrà in un'unica soluzione e che neanche la cifra posta in bilancio può rappresentare una prima tranche. Infatti tutto questo non è stato adeguatamente documentato né in Commissione né a seguito della richiesta di alcuni colleghi, come ricordato poc'anzi.

Aggiungo una cosa che non ho avuto modo di poter dire in fase di discussione solo perchè non ho fatto in tempo a prenotarmi, vista la celerità delle prenotazioni; avrei apprezzato molto, da parte dell'Assessore, un intervento sui residui. Lei sa benissimo, come dichiarato anche nella relazione del Presidente della Commissione, che noi abbiamo un monte residui che tende ad aumentare costantemente, siamo a 9 miliardi e 500 milioni di euro; parte (4 milioni e 800) derivante da assegnazioni statali e parte (4 milioni e 700) derivante da fondi regionali. Bene, su questo si poteva e si doveva agire, a nostro avviso, perchè il Presidente, nella sua relazione, si limita a fare la sottrazione di 3 miliardi e 160 mila euro, per quanto attiene soltanto i residui, da quanto stanziato in questo bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Presidente Soru, in sua assenza, perchè lei ha disertato l'Aula durante la discussione generale, si è fatto vedere soltanto in poche apparizioni a tarda serata, abbiamo svolto la discussione generale sulla legge finanziaria durante la quale lei avrebbe potuto, se avesse avuto un interesse, che non ha, ascoltare le osservazioni e le critiche sulla sostanza di questa legge finanziaria, partendo anche dalla considerazione che la legge finanziaria che è arrivata in Aula, Presidente, essendo state stralciate le norme intruse che lei aveva suggerito all'assessore Pigliaru di inserire, era un'altra finanziaria rispetto a quella originariamente nata in Giunta; la differenza del testo comportava anche una differenza di spesa di 80 milioni di euro. Questo avrebbe dovuto indurla a modificare nuovamente la legge finanziaria e rimandarla in Commissione. Lei non l'ha fatto, non ha ascoltato le nostre critiche e le nostre osservazioni;in questo momento, su questo emendamento che abbiamo presentato, è giusto fermarci un attimo per invitarla anche a riflettere su quanto lei sta facendo in occasione dell'inserimento di cifre inesistenti.

Io la inviterei ad ascoltare e ad accogliere con rispetto quello che è venuto dai banchi del Consiglio regionale, dai banchi dell'opposizione, non tanto assolutamente quello che sto dicendo io, ma ad esempio quello che ha detto il presidente Mario Floris, perchè io credo che lei, presidente Soru, si stia rendendo responsabile di un atto gravissimo, che mi auguro rimarrà nella memoria dei sardi ma che certamente rimarrà nella memoria del Consiglio regionale, quello di aver inserito in bilancio soldi che lei non ha! Soldi che non sono stati nemmeno contrattati con il Governo nazionale, nonostante lei abbia utilizzato questo argomento del recupero dell'IRPEF e dell'IVA come una clava per fare la sua propaganda contro il Governo nazionale. Lei, senza avere questi soldi, senza averli nemmeno contrattati e quindi essendo impossibile quantificarli, li ha inseriti in bilancio!

Questa è una cosa gravissima, è sicuramente un taroccamento, è sicuramente un gioco delle tre carte, quello che si cerca di capire è dove sia il jolly. Il jolly non esce mai perchè il jolly non c'è, perchè questi soldi non ci sono! Ha voglia lei a spostarli da una parte all'altra, a far finta di poterli utilizzare, lei non ha a disposizione questi soldi; al di là di questo, io credo che ciò che lei ha compiuto, ciò che lei sta compiendo, sia l'ennesimo atto di grave mancanza di rispetto per la dignità del Consiglio regionale.

Cosa ci sta portando in Aula? Quali sono e da dove vengono queste cifre che ancora lei non ha ottenuto dallo Stato? Assessore Pigliaru, lei...

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Stiamo discutendo dell'emendamento che, se gli diamo la sua giusta valenza, è l'emendamento che qualifica, determina, informa su ciò che sta accadendo in questa finanziaria. Il presidente Soru è ancora in tempo per modificare tutta la strategia. Vede, presidente Soru, è stato denunciato in Commissione, in Aula, mi ero permesso anche nella modesta relazione di minoranza di evidenziare questo problema ma soprattutto di dare suggerimenti, così come lei ha sempre chiesto all'opposizione; dare suggerimenti, non imposizioni, il che non rientrerebbe né nel mio carattere né in quello della minoranza, credo, ma suggerimenti sì.

Noi le avevamo almeno suggerito, tra le altre cose, l'analisi dei residui. L'assessore Pigliaru aveva fatto intendere di poter dare grandi notizie sull'analisi dei residui, si tratta di 9 miliardi e 600 e passa milioni di euro, ma nessuna informazione è stata data a questo Consiglio. Non si è dato seguito all'Intesa istituzionale di programma che, per conoscenza dei colleghi, non è stata sottoscritta dal presidente Floris o dal presidente Pili o dal presidente Masala, è stata sottoscritta - come ha detto anche il presidente Floris - dal presidente Palomba. Uno degli elementi essenziali di quella Intesa istituzionale di programma (e lei per questo si è impegnato in campagna elettorale a modificare immediatamente lo Statuto della Sardegna; immediatamente quanto? Sono passati due anni!) era la lettera c): entrate regionali, regime fiscale, zona franca. Mi permetterò di leggere la parte di questa intesa istituzionale di programma che interessa maggiormente: "…c.1) modifica dell'articolo 1 della legge 13 aprile 1983 numero 122, in relazione alle innovazioni introdotte in maniera fiscale con i decreti delegati…omissis… al fine di ricostituire il livello delle entrate proprie della Regione sia attraverso la revisione delle quote di devoluzione alla Regione del gettito tributario previsto dalle lettere a), b), c), d), f), del predetto articolo sia attraverso la determinazione in quota fissa della devoluzione dell'IVA di cui alla lettera g) del medesimo articolo". Era già previsto nell'Intesa istituzionale! Questo era il passaggio che io credo fosse indispensabile,ma non per affrettare o creare uno scontro col Governo, che non era necessario, serviva solo a fini, adesso lo possiamo dire, certamente, non ci si pensava forse sette mesi fa, otto mesi fa, dieci mesi fa...

PRESIDENTE. Onorevole Diana, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Interverrò rapidamente, Presidente. Le opposizioni sollevano, relativamente a questo problema, i toni del dibattito. Io cerco di ricordare se anche in altre occasioni, quando l'attuale opposizione occupava i banchi della maggioranza in questo Consiglio regionale, abbiano sollevato i toni e per gli stessi motivi, o se allora invece abbiano chiuso occhi ed orecchie.

(Interruzioni)

CAPPAI (U.D.C.). Non si è mai verificato.

LA SPISA (F.I.). Non è mai successo.

BALIA (Gruppo Misto). La riaffermazione ha un valore… Presidente, le chiedo di poter recuperare un minuto di tempo… La posta scritta in bilancio dalla parte delle entrate ha un valore. Intanto è rispettosa della normativa perchè non nasce a caso, è fondamentalmente ancorata alla "122" da un lato, dall'altro lato rilancia una battaglia politica della quale questo Consiglio si è dichiarato perfettamente convinto, e la maggioranza del Consiglio continua ad esserne convinta. Soprattutto una domanda nasce spontanea: donde sta lo scandalo in questo caso e non quando invece lo Stato utilizza criteri legati al PIL per determinare l'incremento delle entrate, che poi si rilevano, volta dopo volta, assolutamente generici e imprecisi e ci hanno costretti ai ritocchi?

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue BALIA.) Io credo che l'assessore Pigliaru, il Presidente Soru e la Giunta regionale abbiano ancorato la manovra, proprio tenendo conto anche delle incertezze, ad un criterio prudenziale. Donde sta questo criterio prudenziale? Nel fatto che le maggiori entrate in ogni caso sono compensate da una ipotesi di riduzione dell'indebitamento e non da sprechi di altra natura. Sarebbe opportuno, questo per garanzia reciproca e di tutti, proprio perchè in futuro questo criterio resti alla base di una manovra finanziaria di questa portata, che questo criterio venga riportato nella legge di contabilità regionale e cioè che, se maggiori entrate dovessero verificarsi, debbano andare a contenere l'indebitamento.

Quindi stiamo litigando su un percorso da noi assolutamente condiviso, soprattutto nel momento in cui la Giunta regionale prevede una riduzione dell'indebitamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Io penso, dopo tutti questi interventi che hanno avuto come oggetto l'emendamento numero 57, per cui noi votiamo a favore, soprattutto per la profondità e l'attenzione dedicata dai colleghi all'argomento, che forse sarebbe opportuno (a parte il presidente Soru, quando avrà il tempo di venire in Aula) poter chiedere un momento di sospensione nella discussione della finanziaria. Crediamo che il metodo, con cui è stata formulata questa legge fondamentale della Regione, sostanzialmente a nostro giudizio non rappresenti niente di nuovo, tranne che il preoccupante avvenimento, che non si era verificato mai nelle precedenti finanziarie, di mettere in bilancio poste che la Regione non possiede.

Questo è un atto gravissimo e, se c'è responsabilità da parte della Giunta, forse chiedere un time out non è fuori luogo. Abbiamo detto che è una finanziaria assolutamente sganciata dalla realtà sarda di oggi e purtroppo anche di domani, che è stata pensata da poche persone che credono prima di tutto di rappresentare l'esercito della salvezza di una Sardegna alla deriva e senza speranza e poi di incarnare su questa nostra terra, e chissà forse anche altrove, il bene assoluto. Chi ragiona così ovviamente vede come inutile intralcio ogni occasione di confronto, infatti dalle prime battute di questo confronto si sta chiedendo all'Esecutivo, al presidente Soru, di fare qualche passo indietro e qualche atto di riflessione, che non sarebbe male, e di non considerare mai gli argomenti, gli incontri, come una perdita di tempo, così come il coinvolgimento di altri soggetti sulle scelte che contano.

Prova stizza, abbiamo visto, quando qualcuno alza timidamente la mano e cerca di esprimere la sua opinione. Questo è lo scenario che ha accompagnato la finanziaria che la Giunta e soprattutto il Presidente non hanno ritenuto di discutere a fondo neanche con le altre componenti della maggioranza; infatti l'accusa che Rifondazione Comunista rivolge oggi alla Giunta su un emendamento precedente ne è la dimostrazione che perdura già da tempo in questa Assise. Abbiamo anche detto che alcune componenti hanno pubblicamente e formalmente manifestato orientamenti diversi e in parte contrastanti con alcune tesi sostenute nel documento. Ancora un'altra prova evidente di questo atteggiamento fondamentalista è la vicenda che, sulle norme intruse, che poi sono state stralciate grazie appunto al fatto che il Presidente del Consiglio...

PRESIDENTE. Onorevole Moro, il tempo a sua disposizione è terminato. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Tre minuti come dichiarazione di voto, per esprimere perchè voterò contro questo emendamento e per quale motivo la Giunta ha presentato questa legge finanziaria che prevede questa iscrizione in bilancio così ampiamente criticata. Negli interventi che mi hanno preceduto, ho sentito una ricostruzione precisa di come il centrosinistra abbia di fatto governato in questa Regione quasi negli ultimi vent'anni, dal 1983, anno della legge numero 122 al 1999, anno in cui è finito l'ultimo Governo di centrosinistra, con il bilancio regionale sostanzialmente in pareggio, tant'è che il centrosinistra ha lasciato il bilancio regionale con 300 milioni di euro di debiti.

Sono bastati cinque anni a questo centrodestra per distruggere in maniera irrimediabile il bilancio della Regione lasciandolo con 3 miliardi di euro di debiti! Quindi non sono i 19 anni che hanno preceduto che preoccupano, ma sono bastati cinque anni per portare l'indebitamento, quello vero, quello che si deve alle banche, quello su cui si pagano gli interessi, quello che bisogna restituire, da 300 milioni a 3 miliardi di euro. Questa è la storia del centrodestra. Per questo mi risuonano veramente grottesche le parole sentite con le quali si dice che questo porterebbe la Regione alla bancarotta, il mettere delle poste a cui non fanno riscontro delle spese!

Molte delle persone che oggi gridano preoccupazione hanno alzato la mano per votare e approvare un bilancio che approvava debiti di 1 miliardo e 200 milioni di euro in un solo anno! E l'hanno fatto per un anno, per l'anno successivo e per l'anno successivo ancora, per quattro anni di seguito hanno votato ed approvato bilanci con un deficit di circa 1 miliardo di euro in media, tant'è che appunto si è passati da debiti veri di 300 milioni di euro a debiti veri di 3 miliardi di euro. Vorrei andare a vedere che cosa dicevano, per giustificare un miliardo e 200 milioni di deficit in un solo anno, molte di quelle persone che sono qui oggi!

Allora, l'iscrizione che facciamo sull'IVA è assolutamente coerente rispetto alle leggi vigenti, laddove si dice che l'IVA viene calcolata in maniera variabile anno per anno in maniera da garantire il soddisfacimento delle spese necessarie per il funzionamento della nostra pubblica amministrazione. Per quanto riguarda l'iscrizione del reddito IRPEF è assolutissimamente coerente, se fossimo in un bilancio civilistico, laddove uno pensa che ci sia un credito...

PRESIDENTE. Onorevole Soru, il tempo a sua disposizione è terminato.

Metto in votazione l'emendamento numero 57. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Presidente, chiedo la votazione per appello nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 57.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Moro ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - MILIA - MORO - MURGIONI - PISANO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS -CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 64

Votanti 62

Astenuti 2

Maggioranza 32

Favorevoli 19

Contrari 43

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'articolo 1, precisando che gli importi di cui alle lettere a) e b) del comma 5, come sapete, tradizionalmente vengono ridefiniti in sede di coordinamento finale della legge, a seguito delle modifiche che potranno essere introdotte nel corso della discussione e dell'approvazione degli articoli successivi.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò contro l'articolo 1 per le motivazioni che sono state portate in Aula in tutti questi giorni di dibattito, ma anche per affermare che mai nella storia dell'autonomia sono state inserite in bilancio somme non concordate con lo Stato. Mai! Quindi rimando al mittente le affermazioni dei colleghi. Mai, nella storia dell'autonomia della Sardegna, sono state inserite in bilancio cifre non concordate e non pervenute. Nessun bilancio ha mai avuto risorse finanziarie, provenienti dallo Stato, inferiori alle previsioni!

Ma la previsione del presidente Soru è già stata sballata; vi ricordate perchè noi abbiamo approvato il bilancio con tre mesi di ritardo? Perché durante i tre mesi, ottobre-novembre-dicembre, dopo le andate a Roma, il presidente Soru e l'Assessore ci dicevano: "Abbiamo concordato, la Ragioneria Generale dello Stato concorda con noi. Ormai siamo sul piede di... Ritardiamo la manovra perchè vogliamo inserire in bilancio già da quest'anno le somme che ci daranno immediatamente con la finanziaria del bilancio dello Stato". Ci ha dato una lira? Non c'è una lira! Noi non abbiamo avuto una lira!

Presidente Soru, lei è andato a Roma, ha fatto il giro delle sette chiese, abbiamo ritardato l'approvazione del bilancio perchè prevedeva ottimisticamente che noi avremmo avuto fin da questa finanziaria dallo Stato i soldi per la Regione! Non ci sono! Ma lo Stato da dove toglie quei soldi? Cosa fa? Un'altra finanziaria per la Sardegna? Permetta che ci sia qualche riserva e qualche dubbio. Non è che noi siamo contrari alle lotte e alle battaglie nei confronti dello Stato, ma le pare che io e Presidenti più autorevoli di me avrebbero indebitato la Regione accendendo i mutui se fosse stato così semplice dire "Lo Stato ci deve, inseriamo queste cifre in bilancio, non ci indebitiamo più e non accendiamo nessun mutuo". Ma di che cosa stiamo parlando? Evidentemente stiamo parlando di una cosa che non c'è!

Guardate che il giorno in cui dovesse venir fuori chiaramente la delibera di un Assessore del centrosinistra secondo la quale fino al 1999 lo Stato non ci deve una lira, ne vedremo delle belle, perchè esiste un atto ufficiale della Regione sarda che certifica che, fino al 1999, lo Stato non ci deve più nulla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Io non so se sia meglio che il Presidente stia in Aula oppure no, intendo questo per la maggioranza, ovviamente, non per la minoranza, perchè a noi agevola certamente il percorso. Presidente Soru, lei non può dire le cose che ha detto, perchè vede, sarà anche vero che il Governo di centrodestra ha contratto o ha pareggiato il bilancio con la contrazione di mutui che non sono stati attivati, però le voglio ricordare che, quando il centrodestra è arrivato in questa Regione, i residui erano 4 miliardi e 735 milioni di euro, mentre oggi sono esattamente il doppio. Si è chiesto lei da dove deriva tutta questa mole finanziaria? Se si è chiesto questo, pare assolutamente irriguardoso che lei possa usare questo tono nei nostri confronti.

Noi abbiamo tracciato una strada, Presidente, noi abbiamo dato delle indicazioni, è chiaro che siamo costretti a votare contro questo bilancio, perchè io credo che anche il Presidente del Consiglio, forse, sull'articolo 7 del Regolamento avrebbe dovuto adottare grande attenzione, perchè l'articolo 7 impegna il Presidente del Consiglio in maniera determinante, così come sono stati impegnati tutti i colleghi consiglieri regionali chiamati al voto così come ha chiesto il presidente Floris.

Io credo che questa manovra finanziaria, non solo non risolve nessuno dei problemi, anzi, li aggrava; sono sicuro che, nei prossimi anni, io penso già alla finanziaria del 2007, vedremo delle cose veramente belle su questo bilancio, perchè non è assolutamente possibile fare una previsione di questo genere e dare per certe risorse che certe non sono. Non lo sono mai state nonostante tutti quanti ci siamo impegnati perchè questo avvenisse.

Di fronte al risultato che non è venuto, presidente Soru, era la contrazione del mutuo, era l'emendamento numero 57 quello che avrebbe risolto i problemi almeno dal punto di vista della legittimità. Io ho parlato della disinvoltura cdel direttore generale, mi dispiace citarla di nuovo, però c'è stata molta disinvoltura, io non so quanti altri direttori generali avrebbero apposto il visto di legittimità sul bilancio. Io credo pochissimi, probabilmente poi lei sarebbe intervenuto in altra maniera, ma io le assicuro che un direttore generale, dopo aver meditato bene, non può e non deve assolutamente porre il visto di legittimità a questo bilancio.

Pertanto oltre il voto contrario, che era scontato, non può che essere ancora più accentuato il nostro disappunto per la presentazione di una manovra finanziaria che, come ha detto il presidente Soru, è unica nel panorama della Regione Sardegna negli ultimi sessant'anni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Prima vorrei chiudere l'argomento che avevo iniziato prima, quello sui residui; credo che il Presidente abbia già colto l'osservazione, vedremo poi dalla sua risposta quanti di questi residui sono delle obbligazioni giuridicamente perfezionate e se corrisponde al vero che assommano oggi a circa 9 miliardi e 500 milioni di euro. Vedremo anche lo stato della spesa per comprendere perchè complessivamente abbiamo somme da impegnare per il 47,5 per cento, impegnato per il 52,4 e pagato per il 39,1.

Credo che farebbe meglio ad annotarsi queste cifre, Presidente. Così come vorrei ricordarle l'articolo 14 della legge regionale numero 11 del 1983, cioè le previsioni di entrata. Le previsioni di entrata sono regolate appunto dall'articolo 14; le entrate, che si iscrivono nel relativo stato di previsione, rappresentano le competenze dell'anno finanziario che, nel rispetto delle norme che attribuiscono alla Regione somme determinate o determinabili nella loro entità, si crede potranno produrre durante l'anno finanziario i diversi cespiti di entrata. Credo che, leggendo semplicemente l'articolo 14, si possa sintetizzare il nostro giudizio sulle entrate previste in finanziaria.

Voglio aggiungere una cosa, presidente Soru. Lei ha parlato dell'indebitamento dal 1999 ad oggi. Vede, quella Giunta allora indebitandosi diede risposte all'agricoltura, alla formazione, al piano straordinario del lavoro e diede risposte agli aumenti contrattuali applicati dallo Stato ed ai quali dovevamo rispondere noi, inoltre diede risposte alle calamità naturali, alla legge 28, sanata per circa 900 miliardi di allora. Un'eredità che, sebbene nel pieno rispetto del pareggio di bilancio precedente, non aveva dato risposte a nessuno. Per cui quel Governo si impegnò, senza avere giornalmente manifestazioni sotto il Palazzo, a rispondere all'incapacità di produrre reddito o di produrre quanto deve consentire a ciascuno di vivere nella propria famiglia.

Così come non ha prodotto l'indice di povertà che noi subiamo oggi, che è in costante aumento, quello che si sta producendo adesso è un aumento dei residui, è una incapacità di spesa, se avrà modo, visto che era leggermente distratto, legittimamente, ovviamente, di riprendere i dati che le ho letto sulla capacità di spesa al 31 dicembre 2005 di questa Giunta, forse potrà avere una risposta; così come potrà avere una risposta, e l'indebitamento sarebbe sceso quanto meno…

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Presidente Soru, lei inserisce in bilancio soldi che non ha, ma non è capace a spendere neanche il 20 per cento dei soldi che ha! Lei inserisce in bilancio soldi che non ha ma non è stato in grado di spendere neppure il 20 per cento dei soldi che ha a disposizione, e dà del grottesco ad un ex Presidente della Regione che le fa notare questo? Che è stato Presidente della Regione per più tempo di lei, con meno interessi e con meno implicazioni aziendali rispetto a lei. Lei gli dà del grottesco?

A me pare che invece sia grottesca la sua legge finanziaria, mi pare che sia grottesco ciò che ha detto l'Assessore, al termine della discussione generale, giustificando questo inserimento in bilancio, che sarebbe degno veramente di coloro che fanno quel gioco delle tre carte al quale ho fatto riferimento prima; ha dato la seguente spiegazione di questa luminosa intuizione e di questa felice elaborazione dicendo: "E' così perché noi abbiamo deciso e abbiamo calcolato che è così". Colleghi e colleghe, signor Presidente, se qualcosa di grottesco si è sentito in quest'Aula è venuto da quella parte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Per esprimere il voto contrario sull'articolo, ma anche per contestare con assoluta evidenza un'affermazione imprudente odierna del Presidente della Regione, che può essere anche libero di fare scelte sul proprio bilancio, sul bilancio che propone a quest'Aula, ma non può essere libero di non dire a quest'Aula la verità su alcune altre cose. Più precisamente si possono raccontare bugie dicendo parziali verità e cioè che, se nel 1999, l'indebitamento era quello che ha detto, non può dire che il disavanzo era di 2228 miliardi di lire, perchè è dire sostanzialmente una bugia, è prendere per il naso i sardi e anche quest'Aula.

Per essere molti chiari, l'indebitamento nasce dal disavanzo, fino al 1999, poi si è proseguito come sempre, l'avete detto anche a Palazzo Chigi che i bilanci in disavanzo erano determinati dal fatto che non avevamo risorse sufficienti. Allora, la gestione del centrosinistra in quei cinque anni è stata tale da procurare a fine legislatura un disavanzo di 2228 miliardi che però l'assessore Scano coprì con fondi accantonati veri, come scritto esattamente nell'articolo 3 di quella finanziaria, mentre voi oggi mettete soltanto dei fogliettini con scritta una cifra che sapete perfettamente che non arriverà mai e non potrà arrivare in questo esercizio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, continuando il discorso che purtroppo per ovvi motivi viene sempre interrotto dall'orologio, posso dire che innanzitutto intervengo per dichiarare che voto contro questo articolo, aggiungendo che, se potessimo immaginare questa finanziaria pensata così come dovrebbe essere un'autentica legge di bilancio, della stessa rimarrebbe ben poco, perché resterebbe priva di qualsiasi strategia che non fosse quella dei tagli indiscriminati che questa Giunta apporta.

I tagli ci sono, eccome! Per carità, trovano il loro senso, per noi assolutamente sbagliato, proprio all'interno della formulazione complessiva della finanziaria stessa. Abbiamo parlato di norme intruse che poi entrano dalla finestra sotto un altro nome, comunque.

Fin qui, dicevamo, soffermandoci sul metodo, niente di nuovo, visto che si tratta di comportamenti che avevamo segnalato più volte con preoccupazione all'opinione pubblica regionale. A ben guardare però una novità c'è, questa analisi fortemente critica sul metodo non è più solo la nostra, ma arriva addirittura da ampi settori della società sarda e dal mondo delle autonomie locali, compresi i sindaci e i presidenti di provincia di centrosinistra, anzi a partire proprio da amministratori che fanno parte della stessa maggioranza che governa la Regione, per i quali la Regione stessa dovrebbe dimostrarsi particolarmente amica.

Quindi, come si può valutare, ad esempio, la recente iniziativa dell'Unione Provinciale Sarda, dove sette Presidenti su otto sono di centrosinistra, di citare in giudizio la Regione per una mancata applicazione della legge istitutiva? Questi sono segnali forti che dovrebbero, effettivamente, portare il Presidente e la Giunta stessa a chiedere il cosiddetto time out, come ho detto prima, perché effettivamente ci sono delle forti perplessità, al di là di quanto è stato detto dai settori dell'opposizione, evincendosi in un modo macroscopico che qui vengono messi in posta soldi che ancora noi non abbiamo.

Quindi, io sono convinto che ci troveremo di fronte ad una situazione forse kafkiana, non so, però particolarmente difficile da gestire. Sarebbe opportuno che il presidente Soru, che è l'unico gestore di tutta questa macchina amministrativa, ponesse un freno e valutasse se non sia il caso di rivedere o di accettare gli input che gli vengono anche dall'opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Intervengo per fare alcune precisazioni. Onorevole Artizzu, non so da dove le venga quel numero del 20 per cento, forse l'ha sentito citare da un autorevole Ministro ma, come il Ministro, sbaglia anche lei. I pagamenti, rispetto agli stanziamenti nel 2005, sono il 54 per cento, nel 2003 erano il 52 per cento, li vada a controllare. I pagamenti del 2005 diviso gli stanziamenti in essere sono il 54 per cento, quelli del 2003 erano il 52 per cento. Preciso che non ho dato del grottesco a nessuno, ho detto che suonavano grottesche le parole, che è una cosa diversa.

Onorevole La Spisa, è interessante il suo dato, condivido totalmente che i debiti veri, le contrazioni di mutui nascono dal disavanzo precedente. Lei ha ricordato come, alla fine del 1999, il disavanzo fosse intorno ai 2 miliardi e mezzo di euro, non ricordo esattamente quanto ha detto. Trecento milioni di debiti, disavanzo per 2 miliardi e mezzo, che vuol dire che il deficit del 2004, l'ultimo del vostro Governo, era di 1 miliardo e 200 milioni di euro, quello dell'anno prima circa 1 miliardo e 100 milioni di euro, equivalevano a quasi il 50 per cento di tutto il disavanzo accumulato precedentemente.

Vuol dire che questo Governo di centrodestra in un solo anno è stato capace di aumentare il disavanzo del 50 per cento. Quando lo Stato lo fa per il 3 per cento si urla, se l'avesse fatto per il 10 per cento saremmo già morti! Questo Governo di centrodestra in un anno ha aumentato il disavanzo di una cifra pari a quasi il 50 per cento di quello accumulato nei vent'anni precedenti, un disastro!

LA SPISA (F.I.). E' completamente confuso.

CAPPAI (U.D.C.). Non sarebbe la prima volta!

LA SPISA (F.I.). Dovrebbe dare le cifre giuste!

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Cassano ha, per errore, votato a favore ma intendeva votare contro.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 65

Votanti 64

Astenuti 1

Maggioranza 33

Favorevoli 40

Contrari 24

(Il Consiglio approva)

Come abbiamo detto, poi alla conclusione della votazione della finanziaria può darsi che dovremo tornare sul comma 5 alle lettere a) e b) per coordinare le cifre conclusive.

Metto in votazione l'emendamento numero 129.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, intervengo brevissimamente. Ho ascoltato con attenzione le ragioni di questo emendamento e ho anche sentito l'assessore Dadea che dava delle spiegazioni in merito alle poste, spiegando appunto che la legge diventerà poi effettivamente operativa nei due anni successivi. Ciò nonostante esprimo perplessità sul fatto che non si preveda nulla per il 2006. Ecco perché ritengo che, in ogni caso, debba essere inserito un sostegno per questa fase. Per cui dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 129.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo per dichiarare, ovviamente, il mio voto favorevole all'emendamento presentato. Intanto non anticipiamo gli esiti del voto del Consiglio, cioè la legge deve essere discussa e approvata dall'Aula. Dare una risposta come se fosse tutto in cassetta ogni volta incomincia ad essere anche preoccupante, perché quello che esce dalle Commissioni, non dico quello che esce dalla Giunta, è sottoposto alla valutazione dell'Aula. Perché chiediamo 10 milioni? E' un segnale, non che non ne abbiano bisogno, anche se facciamo i calcoli delle medie, eccetera, le medie sono sempre deficitarie, noi stiamo parlando di 400 comuni circa e di 8 nuove province che stanno agonizzando, che non riescono a rendere i servizi ai cittadini, per quello che devono fare non hanno risorse sufficienti né dal punto di vista delle strutture,né da quello professionale né dal punto di vista finanziario. La realtà è che c'è stato un attacco alla pubblica amministrazione per privatizzare tutto, anche il respiro, anche l'acqua, anche la terra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Forza Paris). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 129.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Contu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - IBBA - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANNA Alberto - SANNA Matteo - URAS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PETRINI - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS .

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 64

Votanti 63

Astenuti 1

Maggioranza 32

Favorevoli 28

Contrari 35

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 53.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, questo è l'ennesimo emendamento della Giunta regionale che di fatto modifica la finanziaria. Ci sono - credo - una quindicina di emendamenti che la Giunta regionale ha presentato dopo che la manovra era stata esitata dalla Commissione, emendamenti che sono la risposta alle sollecitazioni; questo indica che non c'è una strategia chiara, che non c'è un modo univoco di vedere le cose e che quindi, volta per volta, si è costretti ad intervenire con questo e con altri emendamenti. In questo caso si tratta di un emendamento che dovrebbe portare delle risorse alle amministrazioni locali una volta che il provvedimento di legge numero 85 venisse esitato da questo Consiglio. E' ancora presto, non sappiamo quando verrà esitato, ma la Giunta si è preoccupata di impegnare delle risorse, 28 milioni e "fischi" di euro.

Per questa manovra finanziaria, forse io mi sarei aspettato, presidente Soru, che qualcuno dei suoi Assessori le desse un suggerimento, se stanno a cuore le sorti degli enti locali, soprattutto in una Regione come la Sardegna dove è cambiata completamente la geografia degli enti locali. Così non è stato, voi vi dovevate solo preoccupare di trovare un modo per aggirare la norma del patto di stabilità. Questo è il dramma che oggi vivono le amministrazioni locali, fa specie e meraviglia che Assessori attenti, Assessori che hanno amministrato, un Presidente che vuole essere vicino al territorio, non si siano preoccupati di capire come le amministrazioni locali della Sardegna, comuni e province, cercheranno di chiudere il bilancio senza poter rispettare, ahimè, il patto di stabilità.

Io credo che ci sarebbe potuta essere una norma, un impegno presso il Governo, se non è opportuno che lo facciamo noi o se non rientra nelle potestà della Regione Sardegna. Come si possono abbandonare otto province? Perché di fatto non abbiamo costituito altre quattro province da un territorio che si è annesso da un altro Stato, abbiamo frammentato, abbiamo diviso il territorio della Sardegna in otto province piuttosto che in quattro, e tutte le province hanno modificato di oltre il 15 per cento sia la loro consistenza demografica sia la loro consistenza territoriale. Quindi sono degli enti nuovi. A fronte di questo mi chiedo: è possibile che a nessuno sia venuto in mente che la drammaticità del momento andava affrontata? No, si pensa di impegnare circa 28 milioni di euro per un provvedimento di legge che ancora non sappiamo che fine abbia fatto.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 53. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati 5 emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Capo II

Disposizioni nei vari settori di intervento

Art. 2

Disposizioni a favore degli enti locali

1. È autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 55.000.000 per il finanziamento degli interventi comunali finalizzati all'occupazione, di cui all'articolo 24 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 (UPB S04.020).

2. Per le finalità di cui al comma 23 dell'articolo 6 della legge regionale 22 dicembre 2003, n. 13, relative alla concessione di contributi a favore dei comuni per la ristrutturazione ed il risanamento di sedi comunali danneggiate da eventi dolosi, è autorizzato, nell'anno 2006, lo stanziamento di euro 500.000 (UPB S04.020).

3. Gli stanziamenti di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale n. 7 del 2005 sono prioritariamente destinati al completamento di opere pubbliche in corso di realizzazione.

4. In deroga alle disposizioni di cui alle legge regionale 13 ottobre 1998, n. 29, lo stanziamento iscritto in conto dell'UPB S04.130 (cap. 04214) nell'anno 2006 è esclusivamente destinato al recupero primario dei centri storici.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale ATZERI - SCARPA

Art. 2

Nel comma 1 l'importo di € "55.000.000" è modificato con quello di "135.000.000"

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO:

UPB S04.020 CAP 04048

ANNO 2006 € 80.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 FNOL

ANNO 2006 € 80.000.000

Mediante riduzione della voce 13 della tab. A allegata L.F. . (31)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - MURGIONI - GALLUS - MORO - ARTIZZU - RASSU

Art. 2

Al comma 1 la cifra di Euro 55.000.000 è rideterminata in Euro 70.000.000 (settanta milioni).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S04.020 anno 2006 Euro 15.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 Euro 15.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria). (60)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - MORO

Art. 2

Al comma 2 la cifra di Euro 500.000 è rideterminata in Euro 1.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S04.020 anno 2006 Euro 500.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 Euro 500.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria) . (61)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 2

Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

4 bis. Il comma 5 dell'articolo 19 della legge regionale n. 12 del 2005 è così sostituito: "5. Le modifiche e le abrogazioni disposte dal presente articolo entrano in vigore all'atto dell'istituzione delle Comunità montane ai sensi della presente legge.

Allo stesso modo, fino all'approvazione del piano di cui all'articolo 2 della citata legge regionale n. 12 del 2005, per le forme associate dei comuni continuano ad applicarsi i criteri di cui al comma 5 dell'articolo 37 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7.". (1)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 2

Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

4 ter. Il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25 è sostituito dal seguente:

"2. La quota del medesimo fondo destinata alle province è ripartita fra di esse sulla base dei parametri per la ripartizione delle risorse individuati dalla Giunta regionale ai sensi del comma 14 dell'articolo 1 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7." (2).)

PRESIDENTE. Ricordo che sono stati stralciati il primo alinea dell'emendamento numero 1 e l'emendamento numero 2, pertanto vive solo la seconda parte dell'emendamento aggiuntivo numero 1.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, voglio parlare preliminarmente sull'interpretazione data allo stralcio degli emendamenti numero 1 e 2, facendo presente alla Presidenza il fatto che l'emendamento numero 1 non si configura come modificazione della legislazione corrente, ma come atto di coordinamento nella fase di applicazione della riforma delle comunità montane e delle altre forme associate di comuni, volta a non applicare in via automatica l'articolo 19, che prevedrebbe la modifica della legge 25 a partire dal bilancio 2006, che a sua volta provocherebbe l'interruzione del trasferimento degli stanziamenti alle vecchie comunità montane e alle forme associate tuttora in vigore, in costanza di gestione di servizi ai cittadini.

Poiché riteniamo che la legge debba contemplare l'obbligatorietà della continuità amministrativa dei servizi, con questa dicitura noi intendiamo che si debbano garantire i servizi ai cittadini fino a quando non subentrino a regime, una volta approvato il piano previsto dalla legge regionale numero 12, le nuove comunità montane e le unioni dei comuni, che sono portatori di gestioni di servizi associati ai cittadini. Questa è una norma di coordinamento e di entrata in vigore dell'articolo 19 della legge numero 12 nell'interesse del funzionamento della pubblica amministrazione e, come tale, non intende revocare l'articolo 19, ma intende coordinarlo col processo di riforma tuttora in essere.

Questo per quanto riguarda l'emendamento numero 1. L'emendamento numero 2, invece, è una sorta di aggiornamento direi quasi scontato. Come voi sapete la legge 25, nella parte degli investimenti, non dice che alle province spetta quella quota di investimenti, ma dice che alla provincia di Cagliari, di Oristano, di Nuoro e di Sassari spettano delle percentuali. Poiché ci troviamo, in costanza di legislazione, in presenza di otto province, ritenevamo corretto, per fugare ogni dubbio, agli uffici soprattutto, non certo al legislatore, che venisse modificata quella dicitura riferendosi alle otto province a cui spettano i trasferimenti pro quota, così come deliberato dalla Giunta sulla base dei riparti di percentuali di trasferimento. Questi sono i contenuti che non modificano le leggi, ma le adeguano prendendo atto di altre leggi che vanno coordinate.

Quindi chiedo al Presidente e all'Aula di voler considerare la portata di questi emendamenti e di ritenerli ammissibili.

PRESIDENTE. Assessore, sul piano strettamente formale, perché questa è la valutazione che viene fatta nell'individuazione dell'eventuale non ammissibilità degli emendamenti, l'emendamento numero 1 e numero 2 si configurano come modifiche alla norma esistente; in modo particolare, per quanto riguarda la prima parte del numero 1, una modifica della legge regionale 12 e del suo articolo 19. Questa è la motivazione che non entra nel merito, naturalmente, abbiamo utilizzato solo un'argomentazione formale nel valutare l'ammissibilità o l'inammissibilità di altre norme e di altri emendamenti. Come lei dice, la modifica è una modifica formale, molto marginale, io posso soltanto rimettermi, eventualmente, all'Aula, nel senso che, per quanto riguarda la Presidenza, resta il giudizio di inammissibilità e quindi lei troverà il modo, eventualmente, di riproporlo in un articolato successivo che è già stato presentato. Io sarei per mantenere questa posizione di rigore, ancorché per fatti marginali come questo, essenzialmente per evitare di creare precedenti.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Non era assolutamente intenzione della Giunta concretare dei precedenti su questa procedura, perr cui ritiriamo gli emendamenti, li presenteremo nel collegato, chiaramente ci sarà da aspettare per poter garantire poi la continuità dei trasferimenti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri per illustrare l'emendamento numero 31. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, lo sviluppo, le riforme e l'occupazione sono degli anelli di questa catena inscindibile, come altre volte ho sostenuto, per il principio di vasi comunicanti, l'uno scivola nell'altro e si livellano appunto allo stesso livello di liquido. Nella discussione generale è stato detto che le riforme si devono fare a costo zero e non sulla pelle dei lavoratori, perché un'azione di governo che crea apprensione sociale e, anziché elevare il montepremi occupazionale, crea disoccupazione sarebbe un'azione censurabile e indegna. Non mi sembra che questo Governo crei apprensione sociale, bensì panico sociale. Bisogna essere precisi nel definire i termini.

Con questo emendamento, consapevoli del fatto che non c'è un progetto organico di sviluppo, abbiamo pensato proprio di potenziare uno dei settori vitali che attanagliano e buttano nella disperazione i sardi. Basta vedere alcuni comparti come la formazione professionale e l'industria, sui quali si addensano, purtroppo, migliaia di licenziamenti. Per gli addetti ai lavori sto parlando dell'UPB S04.020 capitolo 04048, il cosiddetto articolo 19 della legge 37 del 1998. Invece, per i sardi che attendono speranzosi un posto di lavoro, è una legge, è un articolo che potrebbe dare risposte. L'impegno finanziario di 55 milioni per noi sardisti è sembrato esiguo, ecco perché caldeggiamo l'approvazione dell'emendamento con il quale lo eleviamo con ulteriori 80 milioni di euro quindi fino a 135, in questo modo pensiamo che, attraverso lo sviluppo locale compatibile, i comuni possano essere valorizzati e possano dare delle risposte puntuali proprio su questo versante drammatico del lavoro.

Pensiamo anche che, attraverso queste forme, si possa, appunto, felicemente coniugare ciò che è previsto, credo, nel punto b) dello stesso articolo 19, dove si parla di promozione di attività produttive per la valorizzazione e risorse locali, quindi appunto una coniugazione tra lavoro connotato da una forte identità. Certo si è abusato, l'articolo 19 è stato usato anche per creare giardinetti, per creare opere pubbliche, però la felice ispirazione che ha avuto il legislatore nel 1998 non può essere vanificata da risorse così esigue; ecco perché noi pensiamo sia importante accogliere questo emendamento, che dà una risposta puntuale, precisa, e responsabilizza i comuni che creano occupazione compatibile e non, purtroppo, come vediamo e apprendiamo dagli articoli di cronaca. Oggi finalmente è stata fatta chiarezza su quello scempio ambientale che ricade a Oristano, probabilmente tra gli untori principali c'è proprio quella realtà che ospitava amorevolmente l'Assessore dell'agricoltura, che ha devoluto in un modo veramente bizzarro fortissime risorse verso il risanamento. Credo sia stato indotto a miti consigli e, nell'articolo 4, con l'emendamento numero 48, vedo che ha ridotto il 75 per cento, di denaro pubblico devoluto a fondo perduto, al 60 per cento.

E' importante favorire lo sviluppo compatibile con l'ambiente, perché siamo veramente distrutti, amareggiati dalla rincorsa e dal ricatto del posto di lavoro a tutti i costi che stanno massacrando una delle risorse primarie per la Sardegna. Abbiamo l'esempio della Syndial che aveva creato, attraverso quell'incendio noto, una coabitazione scomodissima, oggi si parla di diossina con certificazioni indiscutibili, nell'agro della "3 A" di Arborea, con questi effluvi zootecnici, finalmente il giallo è stato risolto, stanno danneggiando un comparto altrettanto importante come quello ittico, dove purtroppo hanno trascorso un infelice Capodanno orate, anguille e muggini, creando un danno economico, oltre che ambientale, proprio ad un comparto fondamentale per l'economia sarda.

Allora, attraverso questo emendamento, attraverso la valorizzazione e la responsabilizzazione dei comuni, creiamo occupazione che dia sviluppo, perché sono inscindibili lo sviluppo e l'occupazione, non si è mai visto uno sviluppo che crea disoccupati e morte dell'ambiente. Noi speriamo che i colleghi della maggioranza e i colleghi dell'opposizione possano benevolmente accogliere questo emendamento che dà una notevole risposta ad una delle migliori leggi che noi sardisti abbiamo visto con interesse, che plaudiamo ancora e che riteniamo di fondamentale importanza, la legge 37, articolo 19.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere URAS. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Mi dispiace correggere il collega Atzeri, non si tratta dell'articolo 19 della "37" che ha visto, purtroppo, perché quello a cui si riferisce sono gli interventi dei cantieri comunali; comunque sempre risorse destinate all'occupazione in una situazione tragica come quella della Sardegna e tragica da molto tempo. La Sardegna non riesce - nonostante i trucchi che si sono inventati in ambito europeo per la definizione, il calcolo degli occupati e dei disoccupati - a superare un limite che è quello attorno ai 500 mila (490 o 510 mila) occupati su 1 milione e 600 mila abitanti, quindi un terzo circa della popolazione. Non riesce a farlo perché ci sono ragioni strutturali di ritardo sia sul piano economico che sul piano sociale. Tanto ci sono questi ritardi che la Sardegna è stata oggetto di normative specifiche in ambito europeo e anche in ambito nazionale, addirittura lo Statuto, cioè una legge costituzionale, si pone il problema della rinascita della Sardegna perché, nata dal punto di vista economico e sociale, sicuramente ha sempre bisogno di rinascere perché i dati del suo stato di salute sono dati non positivi.

Dicevo si sono fatti i trucchi, cioè sostanzialmente risulta occupato anche il figlio di un proprietario di una piccola azienda familiare, anche se non percepisce reddito; risultano occupati nel sistema di rilevamento coloro che hanno fatto un'ora di lavoro retribuito nell'arco della settimana in cui si è operato il rilevamento, il rilevamento avviene ormai tutte le settimane e così via, quindi c'è tutta una serie di condizioni per valutare, per sopravalutare e non calcolare soprattutto il lavoro precario. Cioè, c'è un sistema in cui questa società non si vuole accorgere del fatto che c'è un pezzo importantissimo di essa, sia sul piano numerico, sia sul piano della capacità di rendere un'utilità alla comunità alla quale appartiene, che è escluso, che è dimenticato. Perché? Perché noi inseguiamo il grande filone del liberismo sfrenato, oggi c'è una manifestazione qua sotto contro la Direttiva Bolkenstein che sarà un disastro, io sono convinto che il Parlamento Europeo l'approverà, poi saranno problemi degli Stati nazionali capire come applicare una legge che aggredisce anche quel 70 per cento di PIL, così ci dice La Malfa, che deriva dai servizi pubblici, dalla gestione cioè di quelle materie che riguardano la convivenza civile, l'inclusione sociale, il rapporto sano e pacifico all'interno delle società.

L'altro giorno il professor Bottazzi, che ha partecipato ad un dibattito che abbiamo tenuto alla Fiera di Cagliari, mi ha detto che alcuni anni fa il rapporto tra le società opulente, cioè coloro che hanno tutto, e coloro che non hanno niente, era all'incirca di due terzi contro uno, cioè due terzi non aveva niente, un terzo aveva tutto. Oggi il rapporto si è aggravato, l'85 per cento è rappresentato da chi non ha niente e il 15 per cento da chi ha tutto. Quella che si è proposta è un'idea non dello sviluppo ma della crescita economica, della crescita del capitale, della competitività funzionale all'arricchimento di pochi, che sta mandando in rovina tutti, anche la nostra Regione. Purtroppo nel DPEF noi ci siamo riempiti di competitività e abbiamo trascurato la cooperazione, l'attenzione, l'ascolto, il riferimento ai disagi sociali, l'azione di recupero di una fetta di società ampia, 200 mila poveri in Sardegna, che sono esclusi completamente da tutto.

Noi siamo parte di una coalizione di centrosinistra e Rifondazione Comunista è un partito di sinistra che guarda a questi bisogni. Noi avremmo voluto, vorremmo che questa finanziaria servisse a segnare la differenza di passo sull'attenzione sociale, sui problemi del lavoro e invece capita che siamo esclusi, proprio perché sosteniamo queste tesi, pregiudizialmente e incomprensibilmente dall'Assessore del bilancio, dall'Assessore del lavoro, da pezzi importanti e autorevoli della Giunta di cui è Presidente l'onorevole Soru.

A noi dispiace perché non è un problema di Rifondazione Comunista, è un problema di questa maggioranza. E' un problema serio dei Democratici di Sinistra e de La Margherita che dovrebbero essere i capisaldi di una regolare costruzione di un rapporto chiaro interno tra le forze politiche che si candidano anche ad essere Governo del Paese. Purtroppo invece scontiamo disattenzione, distrazioni, insufficienze, superficialità. Noi non abbiamo riproposto quest'anno emendamenti attorno al tema del Piano straordinario per il lavoro, che è stato cancellato con la precedente finanziaria, va consumata tutta la responsabilità che c'è attorno a questo problema e se si vogliono costruire politiche del lavoro, prima o poi, bisognerà discutere e, prima o poi, bisognerà trovare risorse, soluzioni tecniche, iniziative, potenziare le strutture, gli strumenti della Regione, del sistema autonomistico locale e anche, perché no?, avere attenzione di più all'insieme del sistema produttivo.

Qua sotto ci sono agricoltori e serricoltori, l'Assessore li ha ricevuti, i Capigruppo pure, qualcuno ha preso anche gli applausi per l'attenzione che ha dimostrato al problema. Oggi si doveva tenere anche un incontro di natura tecnica, si è deciso che ciò che è stato detto non vale più e che stamattina e stasera non si incontreranno con questi lavoratori. Si manda loro un messaggio come dire: state lì, fermi. Hanno occupato l'Assessorato dell'agricoltura, vuol dire che c'è un disagio, teniamone conto perché il centrosinistra dialoga, lo diceva ieri Violante: "Noi parliamo con i cittadini. Questa è la differenza tra noi e la destra, noi parliamo con i cittadini, con tutti e non facciamo alcuna esclusione pregiudiziale". Perché allora l'Assessore ha poca attenzione nei confronti di questi lavoratori? Perché qualche pasticcio che è stato pure commesso nelle procedure di notifica, nell'individuazione delle somme, nell'articolazione, non si rimedia? Basta poco, basta parlare, il centrosinistra parla con i suoi elettori, con i suoi cittadini, deve dimostrare questa capacità sempre.

Io mi auguro che questo serva, quando arriveremo a parlare di reddito di cittadinanza, a cancellare anche trucchi che sono stati introdotti e che non servono a nessuno.

PRESIDENTE. Siamo passati immediatamente alla discussione senza l'espressione del parere del relatore, prego onorevole Secci. Lo facciamo perché adesso l'illustrazione e la discussione avvengono in pratica contemporaneamente.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, esprimo parere negativo per il "31", per il "60" e per il "61".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, tra le risorse strategiche destinate dal presidente Soru alle operazioni di risanamento finanziario del bilancio della Regione, come è scritto nella delibera della Giunta regionale del 17 gennaio e del 15 aprile 2005, ripresa in quella dell'8 febbraio 2006, non troviamo gli 80 milioni che dovrebbero rinvenire dalla vendita del pacchetto azionario della banca CIS. Un'omissione forse premonitrice, perché qualora andasse in porto l'operazione di cui il Presidente si è fatto paladino, sarebbe non solo una iattura per la funzione che il CIS ha sempre rappresentato e potrebbe ancora rappresentare per la Sardegna, ma costituirebbe un vero attentato alle prerogative esclusive del Consiglio regionale, un abuso di potere intollerabile, un vulnus dell'autonomia sul quale credo che la maggioranza, in particolare la sinistra, dovrebbe poter dire la sua, se è vero come è vero che si proclama forza autenticamente democratica, autonomista, garantista.

Il caso CIS e il caso SFIRS toccano, infatti, il principio stesso dell'equilibrio dei poteri tra Presidente, Giunta e Consiglio regionale. L'articolo 15 dello Statuto speciale della Sardegna, così come integrato dall'articolo 3 della legge costituzionale del 2001, stabilisce che la legge statutaria della Regione Sardegna determina la forma eccetera eccetera. E' sempre però in vigore, in attesa che questo avvenga, la norma statutaria, articolo 37, secondo la quale la Giunta regionale è responsabile di fronte al Consiglio, il voto di sfiducia del Consiglio determina le dimissioni della Giunta. La verità è che, in tema di rapporti economici, sino all'approvazione della legge statutaria, il principio ancora vigente è quello della legge 1 del 1977, quello del raggiungimento dell'intesa tra Giunta e Consiglio sulle valutazioni, le scelte, le indicazioni di intervento che gli atti di programmazione propongono, articolo 4 lettera c. Gli stessi rappresentanti della Regione, in società partecipate, possono essere nominati soltanto una volta che sia stato espresso il parere delle competenti Commissioni consiliari.

Se questa è la situazione, e questa è, non mi voglio adesso soffermare su tutti gli ordini del giorno che abbiamo approvato all'unanimità in questo Consiglio regionale, in tale ottica di diritto positivo e di intenzioni legislative, vanno calati il caso CIS e SFIRS. Con deliberazioni della Giunta regionale del 17 gennaio e del 12 aprile 2005, cui fa seguito quella del 2006, la numero 5, la Giunta stabilisce di accogliere la proposta del Presidente circa la dismissione dell'intero pacchetto azionario detenuto dalla Regione del capitale sociale di banca CIS e di affidare alla SFIRS l'incarico di espletare la relativa procedura con apposita convenzione da stipulare con il Presidente, sulla base di determinate indicazioni.

Ma dove siamo? Colleghi, ma dove siamo? Le due deliberazioni sono naturalmente motivate, ci mancherebbe che non lo fossero, ma l'atteggiamento della Giunta e del suo Presidente lede l'attuale equilibrio dei poteri, l'ho già accennato. La scelta operata è tale da incidere su importanti problematiche economiche la cui definizione non può essere unilaterale perché grava sull'intera comunità regionale. Guardate che gli atti di questo Consiglio sono pieni! A conferma di quanto asserito, giova sottolineare che la decisione di partecipazione della Regione al fondo di dotazione CIS (udite bene, colleghi!) era stata assunta a livello legislativo e non con provvedimenti dell'Esecutivo, vedi la legge regionale numero 20 del 1954 e la legge numero 1 del 1983.

Per quanto riguarda la SFIRS, già nell'incontro di Sassari del 29 aprile 2005, presso la Camera di Commercio, il Presidente della Regione aveva previsto una sostanziale trasformazione della S.p.A. da banca di prestito a banca di contribuzione in conto capitale (ma qui non siamo a Tiscali, presidente Soru!), di attività di consulenza straordinaria nella preparazione di progetti, di assistenza al sistema imprenditoriale sardo per la sua crescita e per la negoziazione con lo Stato. Più di recente si è appreso che la SFIRS non sarà venduta, ma saranno cedute al miglior offerente le sue attività bancarie, obiettivo finale del Presidente sarebbe quello di trasformare la SFIRS in un'agenzia governativa attraverso una modifica dello statuto. La società non svolgerà più attività bancarie tradizionali ma offrirà prodotti innovativi, si impegnerà e fungerà da advisor della Regione e della pubblica amministrazione.

SECCI (La Margherita-D.L.). Di che cosa stiamo parlando, Presidente?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Stiamo parlando di quello che mi pare e piace, tu quando parli, parli di quello che ti pare e piace, cosa è, ti tocca?

SECCI (La Margherita-D.L.). Non mi tocca nulla!

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). E allora non interrompere e stai zitto.

(Interruzione del consigliere Secci)

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, devo recuperare.

(Interruzione del consigliere Secci)

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Ma perché tu non sai parlare di niente, ecco perché, tu sei un servitor gentile, vai, continua a farlo. Continua a farlo e non interrompere chi parla!

PRESIDENTE. Onorevole Floris!

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Capito? Perché fai lo schiavetto, se vuoi fare lo schiavetto, fai lo schiavetto, io sto ponendo problemi seri.

(Interruzione del consigliere Secci)

PRESIDENTE. Onorevole Secci, per piacere! Onorevole Floris!

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Forse tu non sai neanche di che cosa stiamo parlando. E allora!

(Interruzione del consigliere Secci)

PRESIDENTE. Onorevole Floris, prosegua il suo intervento.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io non interrompo nessuno e non desidero essere interrotto.

PRESIDENTE. Prosegua il suo intervento, prego.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Anche questa, come è evidente, è una scelta di non poco momento nell'ambito del panorama economico isolano e non può essere sottratta alla discussione di questa Assemblea regionale. Io sfido chiunque a dire che, in qualunque altra Regione dove c'è anche l'elezione diretta del Presidente, il Consiglio regionale e il Parlamento non sono centrali e non sono essi stessi a discutere di questi problemi. Ma come si fa a vendere i pacchetti CIS, a trasformare gli enti di formazione? Credo che sia una cosa inammissibile, ma non io, io sto ponendo un problema politico serio al Consiglio regionale, mi auguro che il problema sia preso seriamente e non in questo modo.

PRESIDENTE. Io devo ricordare, sebbene l'argomento sia generale, di provare a stare nei temi in discussione nei vari articoli. Adesso stiamo discutendo dell'articolo 2 che reca "Disposizioni a favore degli enti locali" e degli emendamenti numero 31, 60 e 61. Quindi rivolgo un invito a tutti quelli che intervengono a stare possibilmente dentro il tema nonostante stiamo parlando di finanziaria.

Io pensavo di chiudere stamattina con gli interventi sull'articolo, ci sono ancora tre iscritti a parlare, quindi finiremo alle 14 e 10.

OPPI (U.D.C.). Finiamo alle 14, perché alle 15 e 30 noi abbiamo una riunione.

PRESIDENTE. Lo so, onorevole Oppi, infatti le iscrizioni a parlare sono...

(Interruzione del consigliere Oppi)

PRESIDENTE. Finiamo alle 14. Ricordo ai colleghi che, durante l'intervento, possono illustrare l'emendamento e intervenire contemporaneamente.

E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sento lamentele da parte di alcuni colleghi della maggioranza ma, colleghi, almeno per quelle poche volte che il presidente Soru è in Aula, dateci la possibilità di intervenire. Io credo che, avere delle notizie che probabilmente non avevate neanche voi, vi sia servito e vi servirà ancora. Bene ha fatto il presidente Floris, bene fanno tutti coloro che informano il Consiglio, perché non è facile essere informati su ciò che decide la Giunta, certamente per il bene della Sardegna.

L'onorevole Uras, che tocca e fugge, perché è come l'araba fenice ormai, lo si vede ma poi non lo si vede più, ha fatto tutta una serie di considerazioni che mi è difficile, Presidente, non riprendere, perché o si blocca sul nascere qualsiasi tipo di disquisizione non attinente col tema, o altrimenti… Vero è che l'onorevole Uras si è preoccupato di farmi avere un comunicato stampa sul grave dissenso suo e degli altri colleghi di Rifondazione Comunista sul sindaco o sul presunto candidato a sindaco della città di Milano per la guerra in Iraq. Allora, non siete d'accordo con il vostro candidato sindaco...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Diana non si lasci... Onorevole Diana prosegua.

DIANA (A.N.). Ne conoscevamo uno solo servitore, adesso sono due. Io non ho fatto il nome.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, il suo interlocutore non è l'onorevole Secci.

DIANA (A.N.). No, è l'onorevole Sanna Francesco questa volta.

Quindi, dicevo, il candidato sindaco di Milano vi ignora che è una meraviglia, ma proprio non vi fila neanche, l'onorevole Uras ha tirato qua la Direttiva Bolkestein, ma vi siete chiesti chi è l'artefice di quella Direttiva? C'ero mica io Presidente della Commissione Europea! C'era, guarda caso, il Presidente da voi indicato come candidato per pensare di governare l'Italia: Prodi. C'era lui! Tutti quei parametri a cui ha fatto riferimento sono un'eredità drammatica che ci ha lasciato il presidente Prodi.

Di che cosa vi lamentate? Sono riusciti a dividervi, sono riusciti a separarvi in casa, sono riusciti a farvi votare con modalità diverse! E' vero, può accadere, ma qui sta accadendo troppo spesso. Allora io non ho capito cosa dice l'onorevole Uras sull'emendamento Scarpa-Atzeri, non ho capito cosa dice sull'emendamento presentato dalla minoranza o sugli emendamenti presentati su questo articolo. Ha fatto tutto un ragionamento però non è arrivato al dunque. Sono emendamenti che condividete o che sono da condividere, o avete altre strategie con la cittadinanza? Quando ci arriveremo, vedremo come si voterà.

Allora dico io, presidente Soru, con i due emendamenti che richiamo, è utile richiamarli, perché l'assessore Sanna Gian Valerio benché li abbia ritirati ci ha detto subito che verranno inseriti in un collegato. Ormai è diventato un classico, siamo tutti collegati e scollegati allo stesso tempo, ogni volta che c'è un qualcosa che non ha il parere o del Presidente del Consiglio o dell'Aula finisce nel collegato, ormai è un classico!

Allora volevo tranquillizzare l'assessore Sanna Gian Valerio, perché io ho letto gli emendamenti, ne ho capito anche la ratio, non c'è bisogno di collegare nessuno. Le assicuro che non c'è bisogno di collegare nessuno, perché quello che lei vuol fare con quei due emendamenti è già stato fatto, la ripartizione dei fondi per le province è già avvenuta con altri parametri, anche in presenza delle otto province, glielo assicura il presidente Diana, ex Presidente della provincia di Oristano. Ha capito? E' già avvenuto!

E' avvenuto, per esempio, per i fondi per l'edilizia scolastica, Oristano ha preso il 13,72 per cento eppure aveva l'11,40. Quindi quella ripartizione è già stata fatta. Forse si è abusato? Io non credo che si sia abusato, diventa un fatto naturale, normale, è un automatismo, non è su queste cose che dovete portare il Consiglio regionale e soprattutto non dovete mettere stamattina, come dire, il pur distratto Presidente del Consiglio nella condizione di dovervi costringere a ritirare piuttosto che considerarla norma intrusa. Già era distratto anche il suo predecessore, Presidente, perchè anche il presidente Fadda stamattina era piuttosto animato da buoni propositi, troppo veloce per quanto ci riguarda. Noi preferiamo lavorare con questi tempi, con questa calma, e poter dire le cose. Allora, noi abbiamo presentato questo emendamento, che cerca di dare risorse ulteriori, proponendo di aumentare lo stanziamento da 55 milioni di euro a 70 milioni di euro, poi c'è l'emendamento Atzeri-Scarpa che lo porta a 135 milioni di euro. Ho sentito un borbottio, 135 milioni di euro; sapete come calcolava i milioni di euro l'onorevole Cogodi? A mille a mille li calcolava, non li calcolava così.

Presidente Soru, vada a guardarsi i conti, per due legislature, mille miliardi per l'articolo 19 della legge numero 37 e sono soldi non spesi, sono ancora lì! O vi siete dimenticati dei 250 miliardi della siccità, 89 spesi, il resto è lì! Vi siete dimenticati di tutte queste cose? E poi quando noi chiedevamo… è assente anche oggi come al solito, quando gli agricoltori protestano, a turno un giorno c'è l'Assessore, un giorno non c'è il Presidente della Commissione.

PIRISI (D.S.). E' qua, è qua!

DIANA (A.N.). Sì, è sempre imboscato. Deve andare giù a parlare con quei signori per i quali lui non ha fatto la battaglia che doveva fare, perché il parametro di riferimento per la virosi del pomodoro lo conosciamo tutti, ma quei signori che sono giù, che non sono più quei signori di sessant'anni fa, sono delle persone che oggi l'anello al naso non ce l'hanno più, conoscono, leggono, studiano, hanno studiato senza i voucher, senza corsi di specializzazione, hanno studiato sulla loro pelle come molti di noi e di voi hanno fatto. Allora quei signori sanno benissimo che la virosi del pomodoro si paga al 5,65 euro a metro quadro, onorevole Sanna, ha capito? Questo è il parametro di riferimento.

Allora voi dovete convocare questi signori e non lasciarli lì a protestare, perché come ha detto l'onorevole La Spisa stamattina all'inizio della seduta, o l'onorevole Capelli, è certo che noi abbiamo subito forzature da parte vostra, tantissime, alcune erano anche legittime, ma quante volte ci avete fatto gonfiare il bilancio, in maniera irresponsabile, da non poterne più. Ci avete preso proprio per... veramente, non so usare neanche un termine, ma lo sapete tutti.

E oggi voi, che siete stati i maggiori artefici di quel disastro, accettate che il presidente Soru voglia scaricare tutte le responsabilità sulla Giunta regionale di centrodestra. Presidente, lei conosce come me queste cose, perché le può anche vedere, le può leggere negli atti del Consiglio. Lo può chiedere a Gian Valerio Sanna, suo Assessore, bravissimo, capace, un gran lavoratore, ci ha fatto dissipare miliardi in quest'Aula! Lo faceva per metterci in difficoltà, dissipare nel senso che sono finiti in quel famoso cantuccio che...

(Interruzioni)

Sono lì; 1500 emendamenti in finanziaria, non l'opposizione dell'onorevole Diana, dell'onorevole La Spisa, dell'onorevole Artizzu e di quanti altri, no! Quella non era opposizione, era rischio di essere malmenati. Come no! Come no! Perché voi potevate chiamare a raccolta le folle; è così, onorevole Uras, che si parla alla gente? Con la gente si parla per capirla, non si parla per parlarci come sta facendo lei. Con la gente bisogna parlarci, ma soprattutto bisogna ascoltarla. Bisogna ascoltare, non sentire. E mi pare che a voi due, soprattutto, in questo momento vi stia mancando qualche collegamento.

Dovete fare una scelta di campo, approfitto adesso per rivolgermi a lei dato che l'ho rivista perché era scomparso per un attimo. Questa Giunta non sta rispondendo a quelle che erano le vostre e anche le nostre aspettative, per argomenti diversi certamente, noi per un problema politico ma voi per un problema che invece vi tocca maggiormente.

URAS (R.C.). Sta rispondendo alle vostre aspettative. E' qui la differenza!

PRESIDENTE. No, onorevole Diana, non sono venti, mi dispiace, sono sempre dieci durante i quali il consigliere può contestualmente illustrare il suo emendamento e intervenire sugli altri emendamenti, questa è la regola nuova. Per carità, è facile sbagliare, onorevole Diana, stiamo sperimentando, siamo in fase di prima applicazione. Ero appunto attento.

E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, spero che alle 14 non mi tolga la parola, non so come il cronometro sia stato programmato ma non vorrei correre questo rischio. Scusi, potrei anche chiedere di intervenire per primo questo pomeriggio, vista l'ora e visto il dover rispettare?

PRESIDENTE. Onorevole Contu, lavoriamo. Se i colleghi si accomodano, appunto perché non abbiamo finito, penso che sia un'Aula con molte presenze e attenta. Prego, onorevole Contu.

CONTU (F.I.). Il Capo II prevede, appunto, all'articolo 2, le disposizioni nei vari settori di intervento e in particolare disposizioni a favore degli enti locali. Senza dubbio coloro i quali hanno sottoscritto gli emendamenti numero 60 e 61, e con essi i Gruppi che rappresentavano, si sono posti di sicuro il problema che, a più voci, credo anche in occasione della discussione in Commissione, i rappresentanti degli enti locali ci hanno tratteggiato, cioè la necessità di avere risorse per combattere l'emergenza in Sardegna dovuta al problema dell'occupazione, ovvero quello della disoccupazione, visto anche, praticamente, l'azzeramento della "37".

Un problema che sta montando, come ci hanno evidenziato i sindacati e ci portato all'attenzione le diverse manifestazioni che quotidianamente ormai assediano la Regione. Credo che nessuno possa sottrarsi dall'affrontare problemi quali quelli del lavoro e dell'occupazione che davvero sono diventati un'emergenza del quotidiano, a cui non si sa dare alcun tipo di risposta.

Rispetto al dato tendenziale che riguarda l'Italia, mentre fino a qualche tempo fa avevamo un trend di decremento della disoccupazione, noi unica Regione in Italia, oggi, abbiamo invece un trend di aumento. Mentre nelle altre Regioni la disoccupazione continua a decrescere, in Sardegna noi abbiamo una disoccupazione che ha ripreso a salire con impennate che davvero ci preoccupano. Ci preoccupano soprattutto quando all'atto pratico, dopo che coloro i quali hanno avuto in mano la gestione delle politiche del lavoro e hanno fatto le scelte sulle politiche del lavoro, ci hanno o vi hanno talmente coinvolto da destinare, in un bilancio della Regione, migliaia di miliardi per piani di lavoro, vediamo che sono stati cancellati nella finanziaria del 2004, del 2005 e del 2006.

Io dico che bisogna fare per davvero qualche riflessione, perché quelle risorse, indicate negli emendamenti per sostenere appunto l'articolo 2, molto probabilmente sarebbero soltanto un segnale per gli enti locali; non sarebbero di sicuro la panacea che può risolvere i problemi delle nostre decine e decine di migliaia di disoccupati, in particolare di quei disoccupati che da un giorno all'altro potremmo trovare per strada. Del resto non credo che l'aver cancellato le risorse sulla "37" sia stata davvero una scelta ponderata.

Voglio citare alcuni dati, Presidente. Per due anni la Sardegna nella nuova imprenditoria femminile è stata la prima Regione in Italia. Questo per dire che ci sono stati, nella nascita di nuova imprenditoria, di imprenditoria al femminile, i benefici della legge numero 37; il che avrebbe dovuto inorgoglirci davvero perché significa che, avendo a disposizione delle risorse, anche la nostra capacità di creare azienda si è risvegliata, soprattutto quando si confronta questo dato con il livello di istruzione delle nostre donne. Avrebbe un significato investire sulla cultura e sull'istruzione quando allo stesso tempo noi mettessimo a disposizione di queste persone le risorse per iniziare quei percorsi di imprenditoria, sconosciuti ai più, sui quali molto probabilmente dovremmo investire maggiormente.

Io non credo che davvero tutte quelle risorse che sono state spese abbiano fatto terra bruciata nei nostri comuni, anche in quelli del profondo interno; a noi risulta che, sia come individuali, che cooperativistiche o comunque imprenditoriali, finanziate con la legge numero 37, tante iniziative oggi si sono inserite in un contesto di mercato e sono diventate, in alcuni settori, dei veri fiori all'occhiello per la nostra Sardegna.

Sto citando la filiera, per esempio, della trasformazione delle granaglie, la filiera del pane, della produzione del pane, credo che proprio questo aspetto a lei, Presidente, debba essere ricordato perché, all'inizio della sua campagna elettorale, lei si lamentò del tipo di panino che si trovava negli aeroporti, proprio perchè lei stesso proviene da un territorio dove la produzione e la trasformazione del grano hanno rappresentato e rappresentano oggi una cultura. Una cultura che è in grado di creare imprenditoria, investimenti e soprattutto export, senza che ci sia stato in questa direzione nessun altro intervento se non quello della "37", se non quello attivato attraverso i piani del lavoro. Per esempio, per il consorzio del pane Carasau (le cito per Sanluri anche quello del Civraxiu per il quale è stato richiesto il marchio DOP) sono state attivate diverse iniziative attingendo proprio da queste risorse.

Io credo che quella sperimentazione che i comuni hanno potuto fare negli anni nell'applicazione di questa legge sia un patrimonio culturale a cui deve essere dato seguito, soprattutto permettendo ai comuni di continuare a cimentarsi nella promozione dell'imprenditoria. Tutte le iniziative, comprese quelle dell'azzeramento dei consorzi industriali, secondo me, stanno creando soltanto una situazione di terra bruciata; invece ci si dovrebbe indirizzare verso la creazione e il rinforzo delle infrastrutture necessarie, soprattutto dei trasporti, che dovevano collegare le zone interne con la rete dei porti e degli aeroporti. Niente di tutto ciò invece si legge in questa finanziaria.

Dette queste cose, è chiaro che il parere già espresso dall'Assessore in Giunta sia un parere negativo su una non finanziabilità o quanto meno su una non accettazione di queste proposte, compresa quella di indirizzare delle risorse verso i comuni per gli interventi relativi a ristrutturazione e risanamento delle sedi comunali danneggiate. Anche da questi piccoli interventi si capisce quale sia la volontà indirizzata verso i comuni, in questo caso vedi l'emendamento numero 61; noi, quando andiamo nei nostri centri, ci rendiamo conto dei danneggiamenti verso il patrimonio pubblico, all'ordine del giorno, verso le sedi istituzionali tutte e le comunali in particolare che sono diventate uno dei bersagli del malessere, purtroppo, sempre più diffuso nei nostri comuni.

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 14 e 05.



Allegati seduta

CLXIII SEDUTA

(Antimeridiana)

Martedì 14 febbraio 2006

Presidenza del Vicepresidente Paolo Fadda

indi

del Presidente Spissu

La seduta è aperta alle ore 10 e 06.

FADDA GIUSEPPE, Segretario f.f., dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 1° febbraio 2006 (157), che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Rassu ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 14 febbraio 2006 e che i consiglieri Barracciu, Licandro, Pacifico, Pittalis e Scarpa hanno chiesto congedo per la giornata del 14 febbraio 2006.

Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

FADDA GIUSEPPE, Segretario f.f.:

"Interrogazione LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale e sul mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti dell'ente consortile". (449)

"Interrogazione DIANA, con richiesta di risposta scritta, sui rapporti tra il Consorzio 21 e la società Shardna". (450)

PRESIDENTE. Colleghi, se siete d'accordo, vista l'assenza di numerosi consiglieri, io sospendo la seduta per dieci minuti. Riprendiamo alle ore 10 e 20.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 07, viene ripresa alle ore 10 e 20.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2006)" (199/S/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 199/S/A. Questa Presidenza ha preso in esame, ai sensi dell'articolo 34 bis del Regolamento, commi 3 e 4, gli emendamenti presentati al disegno di legge numero 199/S/A, "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2006)", individuando quelli non ammissibili perchè concernenti materie estranee all'oggetto proprio della legge di bilancio o che contrastano con i criteri per la determinazione di nuove e maggiori spese o di nuove entrate, come definiti dalla legge. Si tratta degli emendamenti numero 1, 2, 4, 5, 6, 13, 16, 25, 26, 27, 34, 36, 40, 42, 47, 55, 70, 125 e 126.

Comunico inoltre che la Giunta regionale ha presentato, per un puro errore materiale,l'emendamento numero 132 oltre i termini prescritti dal comma 5 dell'articolo 84. Il Presidente della Commissione mi ha informato che all'unanimità comunque era stato deciso di condividerne il contenuto e quindi di chiedere all'Aula che fosse ammesso. Se non ci sono opposizioni, considero ammesso l'emendamento.

Comunque, per poterne predisporre la riproduzione e la distribuzione, sospendo la seduta per cinque minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 22, viene ripresa alle ore 10 e 37.)

PRESIDENTE. Chiedo un attimo di attenzione ai colleghi. Per la prima volta applichiamo il nuovo Regolamento alla finanziaria, quindi credo che sia doveroso da parte mia dare lettura del comma 2 dell'articolo 78: "Ciascun consigliere può intervenire nella discussione sul complesso dell'articolo e degli emendamenti, per non più di dieci minuti, anche se sia proponente di più emendamenti, contestualmente illustrandoli e pronunziandosi sugli emendamenti da altri presentati. E' facoltà del Presidente aumentare il termine di dieci minuti fino al doppio, per uno o più articoli, se la loro particolare complessità lo richieda".

Passiamo all'esame dell'articolo 1. All'articolo 1 sono stati presentati 11 emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1 e dei relativi emendamenti:

Capo I

Disposizioni finanziarie

Art. 1

Disposizioni di carattere finanziario

1. Ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11 (Norme in materia di bilancio e di contabilità della Regione), e successive modifiche ed integrazioni, è autorizzato, nell'anno 2006, il ricorso ad uno o più mutui o in alternativa il ricorso a prestiti obbligazionari, dall'Amministrazione regionale esclusivamente garantiti, per un importo complessivo di euro 165.759.000, a copertura delle spese elencate nella tabella F, allegata alla presente legge (UPB. E03.053).

2. Le condizioni e le modalità previste dai commi 2 e 3 dell'articolo 1 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7 (legge finanziaria 2005) trovano applicazione per la contrazione dei mutui e/o l'emissione di prestiti obbligazionari di cui al comma 1.

3. L'ammortamento dei mutui di cui al comma 1 decorre dal 1° gennaio 2007; il relativo onere è valutato in euro 9.584.000 per ciascuno degli anni dal 2007 al 2036 (UPB S03.050 e S03.051).

4. L'Amministrazione regionale provvede a dare copertura al disavanzo di amministrazione a tutto il 31 dicembre 2005, stimato in euro 3.166.598.000 (UPB. E03.053) e derivante dalla somma algebrica del disavanzo a tutto il 2004 (pari ad euro -3.098.598.000) e del saldo finanziario dell'anno 2005 (pari ad euro -68.000.000), calcolato come differenza tra l'ammontare dei mutui autorizzati e contratti nello stesso anno, mediante ricorso all'indebitamento per euro 1.316.598.000 (UPB E03.053) e mediante utilizzo di entrate proprie per le restanti quote (UPB E03.034 e E03.036); il mutuo è contratto con le condizioni e le modalità di cui ai precedenti commi 2 e 3 ed i relativi oneri sono valutati in euro 76.139.000 per ciascuno degli anni dal 2007 al 2035 (UPB S03.050 e UPB S03.051).

5. Nelle tabelle A e B, allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel corso degli anni 2006, 2007, e 2008; i relativi stanziamenti sono determinati come segue:

a) fondo speciale per spese correnti (UPB S03.006)

2006 euro 118.869.000

2007 euro 52.915.000

2008 euro 53.415.000

b) fondo speciale per spese in conto capitale (UPB S03.007)

2006 euro 10.000.000

2007 euro 10.000.000

2008 euro 30.000.000

6. Le autorizzazioni di spesa per le quali le disposizioni vigenti rinviano alla legge finanziaria la loro determinazione, a' termini della lettera b bis) del comma 6 dell'articolo 6 della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (legge finanziaria 2003), sono quantificate nella misura indicata nell'allegata tabella C.

7. Le autorizzazioni di spesa per le quali si dispone un decremento, a' termini della lettera b ter) del comma 6 dell'articolo 6 della legge regionale n. 3 del 2003, sono determinate, per gli anni 2006-2008, nella misura indicata nell'allegata tabella D.

8. Le autorizzazioni di spesa per le quali si dispone un incremento restano determinate, per gli anni 2006-2008, nella misura indicata nell'allegata tabella E.

9. Ai fini del concorso alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica per il triennio 2006-2008, ai sensi del comma 148 dell'articolo 1 della Legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizione per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato - Legge finanziaria 2006) gli enti locali calcolano il complesso delle spese di cui al comma 143 del citato articolo 1, al netto delle spese di investimento che nel triennio 2001 - 2003 risultavano gestite fuori bilancio a' termini dell'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1975, n. 1, nonché al netto dei finanziamenti regionali destinati a spese di investimento ed a funzioni trasferite o delegate dalla Regione agli enti locali medesimi. Sono altresì confermate le disposizioni di cui al comma 12 dell'articolo 1, della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7, concernenti il patto di stabilità.

10. È disposto nell'anno 2006 il riversamento alle entrate del bilancio regionale della somma di euro 15.000.000 rinveniente dalla contabilità speciale di cui alla Legge 23 giugno 1994, n. 402, titolo di spesa 12.3.01 (UPB E03.022).

11. È disposto, nell'anno 2006, il versamento, in conto entrate del bilancio regionale, della somma complessiva di euro 5.070.000 rinveniente dai sottoelencati fondi di rotazione (UPB E03.050 - Cap. 36103):

a) euro 2.000.000 dal fondo relativo alla legge regionale 10 dicembre 1976, n. 66 (Istituzione di un fondo per la tutela dei livelli produttivi e occupativi nel settore industriale), costituito presso la Banca CIS;

b) euro 2.500.000 dal fondo relativo alla legge regionale n. 66 del 1976, costituito presso la SFIRS;

c) euro 570.000 rinveniente dal fondo di rotazione relativo agli articoli 17 e 18 della legge regionale 7 giugno 1984, n. 28, costituito presso la banca CIS Spa.

12. Nella legge regionale 11 agosto 1983, n. 16, sono introdotte le seguenti modifiche:

a) il comma 1 dell'articolo 2 è così sostituito:

"1. L'Amministrazione regionale è autorizzata a costituire, a carico del proprio bilancio, presso uno o più istituti di credito o banche, un fondo di rotazione per la concessione dei prestiti agevolati di cui ai numeri 1) e 2) del precedente articolo 1 e per il funzionamento del Comitato di cui all'articolo 10";

b) il numero 1 del comma 1 dell'articolo 12 è abrogato.

13. Le disposizioni vigenti istitutive dei comitati deliberanti, costituiti presso le banche convenzionate per la gestione dei fondi di rotazione ed assimilati, le cui spese gravano sui fondi regionali, sono abrogate; le risultanze istruttorie effettuate dal soggetto convenzionato sono trasmesse direttamente all'Assessorato competente ad adottare il provvedimento di concessione delle provvidenze creditizie.

14. L'articolo 144 della legge regionale 4 giugno 1988, n. 11, è abrogato.

EMENDAMENTO soppressivo parziale LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - MORO - RASSU

Art. 1

Il comma 13 dell'articolo 1 è soppresso. (59)

EMENDAMENTO soppressivo parziale VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - OPPI - LADU - DIANA - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - MORO - RASSU

Art. 1

Il comma 14 dell'articolo 1 è soppresso. (58)

EMENDAMENTO modificativo LA SPISA - LADU - VARGIU - DIANA - CONTU - CAPELLI - OPPI - MURGIONI - GALLUS - MORO - ARTIZZU - RASSU

Art. 1

Nel comma 1 l'importo di euro "165.759.000" è modificato con quello di euro "336.890.000"; Nel comma 3 l'importo di euro "9.584.000" e modificato con quello di euro "19.482.000"; Nel comma 5, nella voce a) l'importo relativo all'anno 2006 di euro "118.869.000" è eliminato; Nel comma 5, nella voce b) l'importo relativo all'anno 2006 di euro "10.000.000" è eliminato.

COPERTURAFINANZIARIA

In diminuzione

ENTRATA

UPB E03.036 Compartecipazione IVA

Anno 2006 euro 300.000.000

mediante riduzione del capitolo 12901

SPESA

UPB S03.006 FNOL - parte corrente

Anno 2006 euro 118.869.000

mediante riduzione, per l'intero importo relativo all'anno 2006, delle voci della tabella A allegata alla legge finanziaria.

UPB S03.007 FNOL - investimenti

Anno 2006 euro 10.000.000

mediante riduzione, per l'intero importo relativo all'anno 2006, della voce della tabella B allegata alla legge finanziaria.

UPB SI2.030 Spese per il servizio sanitario regionale - Parte corrente

Anno 2007 euro 19.482.000

Anno 2008 euro 19.482.000

In aumento

ENTRATA

UPB E03.053 Ricavo di mutui

Anno 2006 euro 171.131.000

Per incrementare il capitolo 51005 SPESA

UPB S03.050 quota interessi mutui

Anno 2007 euro 13.476.000

Anno 2008 euro 13.235.000

UPB S03.051 quota capitale mutui

Anno 2007 euro 6.006.000

Anno 2008 euro 6.247.000

Per l'ulteriore importo del mutuo di euro 171.131.000, in sede di coordinamento, deve essere incrementata per il medesimo importo la tabella F allegata alla legge finanziaria, mediante ricognizione delle spese di investimento contenute nel bilancio. (56)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 1

Nella tabella C allegata alla legge finanziaria nello stato di previsione 04 - EE.LL. l.r. 19/97 - produttività personale degli enti locali UPB S04.019 CAP. 04025 l'importo di "0" è modificato in 3.100.000

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S04.019

anno 2006 euro 3.100.000

In diminuzione

UPB S03.050

anno 2006 euro 3.100.000 . (132)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SCARPA - ATZERI

Art. 1

All'art. 1 tabella C voce 05 - ambiente la voce "L.R. 34/98 - fermo biologico anno 2006 è incrementata di euro 3.000.000.

COPERTURA FINANZIARIA:

in aumento

UPB S05.050 cap. 05146 anno 2006 + euro 3.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 - euro 3.000.000. (29)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SCARPA - ATZERI

Art. 1

All'art. 1 tabella C voce 10 - lavoro la voce "L.R. 26/00 impr. Femminile anno 2006 è incrementata di euro 200.000.

COPERTURA FINANZIARIA:

in aumento

UPB S10.026 cap. 10077 anno 2006 + euro 200.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 - euro 200.000. (28)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale GIUNTA REGIONALE

Art. 1

TABELLA C

Nel riferimento legislativo:

10-LAVORO

L.R, 20/05, art. 31 - Fondo regionale per i diversamente abili, l'importo di euro 0 è sostituito con quello di euro 500.000.

L.R. 20/05, art. 43, è soppresso.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

U.P.B. S10.052 2006 500.000

In diminuzione

U.P.B. S03.050 2006 500.000. (54)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale SCARPA ATZERI

All'art. 1 tabella D voce 11 - istruzione la voce "L.R. 1/90 - art. 60 anno 2006 è incrementata di euro 200.000.

COPERTURA FINANZIARIA:

in aumento

UPB S 11.033 cap. 11241 anno 2006 + euro 200.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 - euro 200.000. (30)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LA SPISA - CONTU - LADU - CAPELLI - OPPI - DIANA - VARGIU - MURGIONI - GALLUS - MORO - ARTIZZU - RASSU

Art. 1

Nel comma 4 dell'articolo 1, l'importo di euro "1.316.598.000" è modificato in euro "3.166.598.000" e l'importo di euro "76.139.000" è modificato in euro "183.125.000".

COPERTURA FINANZIARIA

SPESA

IN AUMENTO

UPB S03.050 Quota capitale e quota capitale mutui

Anno 2007 euro 74.000.000

Anno 2008 euro 72.681.000

UPB S03.051 Quota capitale e quota interessi mutui

Anno 2007 euro 32.986.000

Anno 2008 euro 34.305.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 FNOL - spese correnti

Anno 2007 euro 52.915.000

Anno 2008 euro 53.415.000

Mediante riduzione delle voci della tabella A allegata alla legge finanziaria per l'intero importo pari ad euro 52.915.000 per l'anno 2007 e di euro 53.415.000 per l'anno 2008.

UPB S03.007 FNOL - investimenti

Anno 2007 euro 10.000.000

Anno 2008 euro 30.000.000

Mediante riduzione delle voci della tabella B allegata alla legge finanziaria per l'intero importo pari ad euro 10.000.000 per l'anno 2007 e ad euro 30.000.000 per l'anno 2008.

UPB S12.030 Spese per il servizio sanitario regionale - Parte corrente

Anno 2007 euro 44.071.000

Anno 2008 euro 23.571.000

ENTRATA

IN DIMINUZIONE

UPB E03.034 Quota tributi erariali devoluti dallo Stato

Anno 2006 euro 1.500.000.000

Mediante riduzione del capitolo 12106-01

UPB E03.036 Compartecipazione IVA

Anno 2006 euro 350.000.000

Mediante riduzione del capitolo 12902

IN AUMENTO

UPB E03.053 Ricavo mutui

Anno 2006 euro 1.850.000.000. (57)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale URAS - DAVOLI - PISU

Art. 1

"L'importo di euro 0 per l'anno 2006 è sostituito con quello di 10 milioni".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S03.006 (voce 11 bis)

Anno 2006 euro 10.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 (voce 13)

Anno 2006 euro 10.000.000 . (129)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 1

TABELLA A

Nella Tabella A è inserita la seguente voce :

"11 bis) Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali"

2006 € 0

2007 € 13.000.000

2008 € 15.330.000

COPERTURA FINANZIARIA

03 - PROGRAMMAZIONE

In aumento

U.P.B. S03.006

2006 € 0

2007 € 13.000.000

2008 € 15.330.000

In diminuzione

U.P.B. S03.007 (Vocel)

2006 € 0

2007 € 10.000.000

2008 € 15.330.000

U.P.B. S03.016

2006 € 0

2007 € 3.000.000

2008 € 0 . (53).)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Non sulla discussione, ma sull'ordine dei lavori. Vorrei chiedere alla Presidenza di convocare una Conferenza dei Capigruppo prima dell'inizio dei lavori per verificare se sia stato raggiunto l'accordo sulla questione dell'articolo 45 della legge sui servizi alla persona; era stato assunto un impegno politico dai Capigruppo per il suo inserimento all'ordine del giorno di cui si doveva valutare.

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, se i colleghi sono d'accordo, convocheremo la Conferenza dei Capigruppo al termine di questa seduta, perchè l'impegno era che l'avremmo fatto in questa tornata.

(Interruzione)

L'onorevole La Spisa insiste perchè la Conferenza dei Capigruppo si faccia ora. Pertanto convoco una breve Conferenza dei Presidenti di Gruppo e sospendo la seduta per dieci minuti.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 42, viene ripresa alle ore 11 e 11.)

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2006)" (199/S/A)

PRESIDENTE. Oltre a quanto comunicato precedentemente, cioè che i consiglieri che intendono illustrare gli emendamenti non possono intervenire nella discussione, vorrei ricordare ai colleghi che l'articolo 77, comma 2, recita testualmente: "I consiglieri che intendono parlare in una discussione, sia generale che sugli articoli e sugli emendamenti, devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento".

Per illustrare gli emendamenti numero 56 e 57, è iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

Invito i colleghi a iscriversi, se intendono prendere la parola sull'articolo e sugli emendamenti, non oltre l'intervento dell'onorevole La Spisa..

LA SPISA (F.I.). Vorrei concentrare l'attenzione sull'illustrazione dell'emendamento numero 56 e dell'emendamento numero 57 che sono oggettivamente, vista la rapidità dei tempi con cui devono essere illustrati e discussi, a nostro giudizio, gli emendamenti fondamentali per far emergere quanto è stato già detto anche all'inizio della discussione su questa legge quando è stata posta una questione pregiudiziale, quella sulla reale consistenza delle entrate stimate nella proposta di legge finanziaria.

Noi crediamo che sia stata fatta un'errata valutazione, volutamente errata, per cui è stata introdotta nel bilancio una quantità di entrate eccessivamente stimate per quanto riguarda la compartecipazione Iva calcolata nella misura dei sette decimi, senza che a questo corrisponda alcun elemento di certificazione sicura. E' per questo che, con gli emendamenti che ho appena citato, si intende ricostituire una corretta valutazione del livello delle entrate.

Prima di tutto abbiamo segnalato che la sopravalutazione delle entrate riguardo alla compartecipazione Iva ha una parte corrispondente di spese, che dovrebbe essere ampiamente corretta, in seguito alla riduzione del livello delle entrate (con effetti molto gravi perchè sostanzialmente si porterebbe a far sparire spese importanti, soprattutto quelle del Fondo nuovi oneri legislativi, praticamente verrebbe cancellata tutta la Tabella A); contemporaneamente abbiamo evidenziato che l'eccessiva valutazione su un ipotetico, del tutto ipotetico, rimborso di trasferimenti relativi all'IRPEF, che sono stimati nella bella cifra di un miliardo e 500 milioni, oltre i 350 milioni invece di rimborso per l'Iva, tutto relativo al pregresso, (anche se la Giunta dice che - così com'è vero - vengono accantonati in un fondo che serve per compensare il disavanzo e conseguentemente il livello di indebitamento), incide anch'essa sulle spese quanto meno per quanto riguarda la quota di ammortamento.

In questo modo, l'accantonamento è fittizio, in quanto non è supportato da alcun dato certo, non è un accantonamento di risorse vere, in realtà non è neanche un accantonamento, è una posta stimata erroneamente sulla base di un ipotetico rimborso che non si sa se e quando arriverà; è molto probabile che non possa arrivare nel corso dell'esercizio finanziario 2006 (a prescindere da qualunque vicenda politica che possa influenzare, a livello nazionale, decisioni che ci riguardino). In ogni caso si giunge ad una valutazione delle quote di ammortamento nettamente inferiore a quella che dovrebbe essere calcolata se la stima fosse stata corretta. Noi crediamo che l'attenzione del Consiglio si debba concentrare su una questione di fondo, cioè che il bilancio deve essere veridico; il principio della veridicità del bilancio obbliga le assemblee legislative a valutare il livello delle entrate, così come quello delle spese, in maniera tale che ogni previsione sia fondata su dati presumibilmente certi.

Cosa che non si riscontra in questo bilancio avvicinandolo così alla definizione realistica di bilancio falso. L'abbiamo detto, lo ripetiamo e chiamiamo tutta l'Aula ad assumersi la responsabilità su questo argomento.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Per esprimere un parere negativo sugli emendamenti numero 59, 58, 56, 29e 28; parere positivo sul "54"; ancora parere negativo sugli emendamenti numero 30 e 57; infine parere positivo sugli emendamenti numero 53 e 132.

PRESIDENTE. Quale parere esprime sul "129", onorevole Secci, che è sostitutivo parziale dell'emendamento numero 53?

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Non essendo stato esaminato dalla Commissione, per l'emendamento numero 129 mi rimetto all'Aula.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo principalmente intorno ad un tema che è proposto nell'articolo 1 e poi ripreso nell'emendamento presentato dalla Giunta regionale riguardante l'introduzione di una nuova voce nella Tabella A, relativa ai nuovi oneri legislativi, la 11 bis, "Conferimento di funzioni e compiti agli enti locali". Mi è stato fatto notare che la dotazione finanziaria che è stata calcolata, ai fini dell'attuazione piena di tale procedura di conferimento, prevista peraltro nel disegno di legge numero 85,in fase di definitiva conclusione di esame presso la Commissione competente, sarebbe sufficiente. Io non la reputo tale anzi, per l'esperienza che ciascuno di noi ha fatto quando si è attivata una procedura di trasferimento di funzioni, di personale, di nuovi compiti ad un sistema, ad un livello istituzionale diverso da quello precedentemente competente, sottolineo che la fase di avvio è sempre stata la fase più delicata, quella in cui è stato necessario recuperare risorse adeguate ed aggiuntive rispetto a quelle previste; in una situazione come questa dove la finanza nazionale riduce i trasferimenti agli enti locali, la concomitanza delle procedure di trasferimento e di conferimento di compiti e funzioni agli enti locali in Sardegna richiede uno sforzo aggiuntivo.

E' in questo senso che abbiamo presentato un emendamento all'emendamento cercando di coprire la casella del 2006, segnata con "zero", almeno con 10 milioni di euro, che hanno la finalità di aiutare i comuni e le province nella fase di avvio. Tra l'altro c'è una sorta di congestione di natura istituzionale, cioè noi abbiamo nuove province che devono ancora dirimere le questioni con le vecchie province competenti per territori peraltro non in modo omogeneo. Abbiamo i problemi del trasferimento di competenze che derivano agli enti locali dal nuovo dettato costituzionale e abbiamo un ritardo eccessivo rispetto alla normazione dei "Bassanini" che in tutta Italia sono andati immediatamente in vigore e che noi invece stiamo cercando di realizzare oggi, con ritardi di sette o otto anni grazie a un disastroso Governo di centrodestra; io credo che, da questo punto di vista, se non si risparmia proprio fino all'osso si fa un servizio al cittadino e al sistema istituzionale.

Un'altra cosa soltanto attorno a questi temi: perchè l'attenzione al sistema delle autonomie locali? Perchè questo ulteriore segnale anche minimo? 10 milioni di euro non sono una grande cifra, neppure per questo bilancio regionale. Perché il sistema degli enti locali è il sistema di frontiera, è quello che ha la relazione, il rapporto più diretto con i cittadini e con i loro bisogni; perchè noi abbiamo bisogno di sollecitare, di promuovere la partecipazione attiva dei cittadini, attorno alle grandi questioni, quella della rinascita di questa nostra Regione che purtroppo tarda a venire, che non si vede, che è ancora abbastanza offuscata, non ancora abbastanza tratteggiata, non ancora abbastanza segnata. C'è una difficoltà (che poi si traduce anche in una difficoltà di natura culturale) a partecipare in modo convinto allo sforzo del rilancio del sistema sociale ed economico della nostra Isola. Sembra che sia una questione tutta chiusa nel palazzo, a cui i cittadini non debbano necessariamente partecipare, invece non esiste processo riformatore, non esiste processo di cambiamento in cui la società, nelle sue diverse articolazioni anche di protesta, non sia protagonista.

Approfitto di questo intervento anche per esprimere in modo chiaro ed inequivocabile, da parte mia e del mio Partito, assoluta contrarietà rispetto alle dichiarazioni che qualche esponente di Rifondazione Comunista - mi riferisco a Ferrando - ha rilasciato alla stampa in questi giorni in relazione alle vicende dell'Iraq, non solo perchè noi siamo un partito non violento e pacifista, ma anche perchè quelle vicende hanno colpito duramente la sensibilità dei sardi, in modo particolare la sensibilità di questa Regione, perché tra i morti ci sono anche nostri conterranei. La parte non antibertinottiana del Partito, quella che non regge, anche nell'ambito della politica regionale, con i voti i documenti di partito che hanno come leader Ferrando, si schiera inequivocabilmente sul piano della difesa dei principi della pace, della non violenza, del superamento delle degenerazioni esistenti in questo mondo così in corsa verso i profitti e così dedicato alla sopraffazione. Questa parte di partito, che è anche la grande maggioranza di questo partito, andrà avanti in modo coerente con quanto è espresso e con quanto ha sempre manifestato senza alcuna titubanza, non giustificando mai alcun comportamento violento o bellicoso.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, la questione delle entrate tributarie e delle responsabilità politiche connesse è una querelle che ormai ha perso lo smalto della popolarità, direi di quella universalità regionale propria delle grandi battaglie autonomistiche, che avrebbe dovuto seguire un livello, io ritengo, superiore, eccelso nel rapporto Stato-Regione; si è ridotta a una pura e semplice lamentazione, ad una speranza flebile ancorata alla semplice trasposizione di alcune cifre indicative di un debito da incassare tra le entrate del bilancio del 2006, prive di alcuna certezza, del tutto aleatorie, tali da inficiare di irregolarità contabile l'intera manovra finanziaria.

Vede, presidente Soru, c'è un vizio ricorrente nelle Giunte regionali di sinistra, quando esse assurgono al Governo della Regione, con grande superbia culturale ed intellettuale, tentano o vogliono, o anzi rimuovono, dimenticano tutti gli impegni sottoscritti per percorrere una strada di discontinuità, una strada nuova, diversa. Io credo che sia giusto che chi vince le elezioni abbia il diritto di governare ed attuare il suo progetto politico programmato, non vi è dubbio. Non ha però il diritto di mistificare la realtà, anche quella delle responsabilità oggettive attribuendole ad un generico passato, ad un trascorso indistinto facendo quasi credere all'opinione pubblica, agli elettori, ai cittadini sardi che il passato sia stato di esclusiva gestione della parte politica avversa. Così non è!

E' una falsa rappresentazione di una verità storica che bisogna che qualcuno richiami in quest'Aula. I ragazzi che vengono qui, in un'accusa indistinta, si permettono di parlare di cose che non sanno e, nel caso specifico, delle entrate della Regione, che non sono soltanto IRPEF e IVA, vede, responsabilità oggettive dei governi di sinistra e anche dell'attuale Giunta regionale. La vertenza del Titolo III dello Statuto ha un punto fermo nell'anno 1983, quando da Assessore alle finanze chiusi con il Governo l'attuazione nell'Isola del DPR 616 del 1977, per la Sardegna il "348" del 1979, che trovò applicazione con la legge 122 del 1983, con ben cinque anni di ritardo e un anno e mezzo dal 1982 (allora c'era la Giunta Rais, Assessore alle finanze Gesuino Muledda, alla programmazione Andrea Raggio), quando, in quegli anni, finita l'epoca delle vacche grasse, il Governo della Repubblica incominciava a porre freno alle spese incontrollate di Regioni ordinarie e di enti locali, soprattutto di sinistra, che con una legislazione a piè di lista obbligava lo Stato a ripianare i bilanci in rosso.

Per colpa di quel ritardo iniziale, la Sardegna cade nella tagliola della morsa delle restrizioni e dei mancati adeguamenti che, con alti e bassi, sono giunti sino ai giorni nostri. Da allora ad oggi, presidente Soru e signori Assessori, in 22 anni di vita della Regione, le Giunte di sinistra hanno governato circa quindici anni, si sono succedute: la Presidenza del compianto Mario Melis, dal 1984 al 1989, di Antonello Cabras dal 1992 al 1994, di Federico Palomba per cinque anni, dell'attuale Renato Soru, con Assessori delle finanze, dopo Muledda rispettivamente Luigi Cogodi, Giovanni Merella, Giuseppe Balia, Marco Cabras, Salvatore Lai, Alberto Manchinu e l'attuale Gian Valerio Sanna, mentre all'Assessorato della programmazione si sono alternati dopo Andrea Raggio, Gabriele Satta, nuovamente Franco Mannoni, Benedetto Ballero, Antonio Sassu, Pier Sandro Scano ed oggi il professor Francesco Pigliaru.

Non ho capito perchè se la prendano con una Giunta di centrodestra che, in sessant'anni, ha governato due anni e mezzo. La mia non lo era, per cui... A ben vedere, dunque, un ventaglio ampio di tempo, di professionalità, di capacità culturali e politiche di notevole spessore per dimostrare in maniera non equivoca che le responsabilità del passato e quelle attuali sono di gran lunga in capo ai Governi di sinistra. Sfatiamo così una buona volta per sempre questa favola che mi sa molto di quella del gatto e la volpe e della pianta di denari di Pinocchio.

Se poi vogliamo parlare di responsabilità recenti, debbo dare atto al presidente Palomba di aver sottoscritto l'Intesa istituzionale di programma e che, per poter attuare in maniera corretta e concreta l'accordo di programma del Titolo III, affidò al professor Santoro uno specifico studio che mostra la dimensione coerente della vertenza Stato-Regione. Quando assunsi in fatto la Presidenza della Regione per quella vertenza mi sono riferito a quel documento per riprendere, con il Presidente del Consiglio dei Ministri Massimo D'Alema, il percorso iniziato da Federico Palomba senza alcuna remora, senza alcun pregiudizio perchè la ritenevo, come la ritengo tuttora, una giusta base di discussione, una proposta da perseguire ed eventualmente da implementare, adeguandola alle situazioni attuali.

Io credo che l'Amministrazione, per soluzioni di continuità, non possa interrompere tutto quello che è stato fatto dai precedenti Governi e iniziare tutto daccapo e tutto nuovo soltanto per il gusto di farlo. Di quel documento non ho più sentito parlare, in due anni di Giunta Soru è stato del tutto rimosso, messo nel dimenticatoio. Eppure, colleghi della sinistra, esso è il documento base dell'accordo Palomba-D'Alema della primavera del 1999, il pilastro sul quale la Giunta di sinistra aveva impostato la campagna elettorale del 1999 e con il quale aveva fondato il proprio progetto di sviluppo della Sardegna potendo contare su risorse certe e soprattutto corrispondenti ai reali diritti definiti da un coerente accordo Stato-Regione. Si è persa così una opportunità e si è preferita la via di una polemica strumentale, contrapposizione è una battaglia mediatica piuttosto che una seria contrattazione che, se perseguita, anziché portare i lavoratori sulle piazze (poi andremo a vedere un giorno come sono andati su queste piazze e con quali fondi sono andati su queste piazze), avrebbe consentito alla Regione di poter acquisire denari certi, inserire in bilancio somme vere e non fittizie, come purtroppo è nel documento finanziario del 2006, privo di credibilità contabile, destinato a portare - scusate se uso questo termine duro - la Regione alla bancarotta. Inutile dire: "Poi andiamo perchè abbiamo messo altrove la possibilità di rimediare", questo è un documento contabile, con cifre, le discussioni di carattere politico le dobbiamo fare altrove, non qui!

C'è un altro problema, colleghi del Consiglio, molto importante, al quale io vi prego di prestare un po' di attenzione, perchè se no mi sa proprio che il responsabile non sia il presidente Soru ma siano tutti questi partiti che ritengono di doversi adeguare alle decisioni del Presidente ma che in qualche misura ne sono conniventi. Mi dispiace di aver finito il tempo, ci tornerò più avanti perchè non voglio consumare quello che stavo dicendo così in due parole.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Floris, anche per aver rispettato il tempo. E' iscritto a parlare la consigliera Caligaris. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Intervengo sull'articolo 1 della legge finanziaria perché, benché ad una lettura del titolo appaia piuttosto tecnico, rivela al suo interno interessanti aspetti; le questioni più rilevanti non sono per me quelle relative all'impianto del provvedimento ma riguardano la forma espositiva e i contenuti. Per quanto riguarda la forma non posso non rilevare che è impossibile comprendere quanto viene espresso ed esprimo dubbi sulla validità di un sistema che, ormai assolutamente critico, impedisce di valutare l'impatto delle scelte. Sono invece convinta che chiarezza e distinzione sarebbero due categorie importanti per noi stessi e per i cittadini. Non vorrei che anche le migliori intenzioni cadessero nella trappola del non farsi capire e producessero danni.

Coerentemente con l'intervento iniziale, ritengo di dover sostenere la necessità di un maggiore sforzo per l'imprenditorialità femminile. Del resto la lunga attesa del sesto bando nazionale ha suscitato molto interesse da parte delle donne. Penso inoltre che possa avere positive ripercussioni sul mercato del lavoro per una categoria che stenta ancora a essere valorizzata nelle professioni nonostante l'alto livello di scolarizzazione e la qualità che esprime in ogni campo. Analogamente ritengo che enti culturali senza scopo di lucro come l'ISPROM e l'Istituto sardo per la storia della resistenza e dell'autonomia, per citare quelli a me più noti, meritino una particolare attenzione.

Nell'esprimere apprezzamento per il lavoro dei funzionari a cui, confesso, con umiltà, ricorro spesso per avere lumi e suggerimenti, devo fare osservare alcuni aspetti che richiedono - secondo me - una luce speciale, quella di chi li ha proposti e voluti. L'emendamento numero 54 della Giunta incrementa di 500 mila euro il Fondo regionale per l'occupazione dei diversamente abili, previsto dall'articolo numero 31 della legge di promozione dell'occupazione, sicurezza e qualità del lavoro che era stata approvata nel dicembre del 2005. E' sicuramente un segnale importante, visto che precedentemente non era stata prevista alcuna somma. Sono quindi certa che il gesto sarà apprezzato perchè si rivolge ad una parte debole della società. Nell'emendamento figura la soppressione dell'articolo 43 della stessa legge, un altro tratto importante di una norma laddove si parla di indennità di inserimento sperimentale per programmi di formazione, ricerca e inserimento lavorativo. E' vero che, a suo tempo, quando la legge venne discussa in Aula, ci fu molto dibattito su questo articolo che sembra voler assorbire una legge, quella sul reddito di cittadinanza, ancora da prendere in considerazione, ancora da esaminare.

Mi permetterete però un'osservazione, questa mi sembra una cosa abbastanza strana, proprio su queste stranezze stiamo vivendo, trovo strano, per esempio, che si parli di digitale terrestre ovunque, persino sugli autobus e nelle sale degli hotel ma non in Consiglio regionale. Per questo, ho inviato una lettera al Presidente del Consiglio, all'onorevole Spissu, chiedendogli un intervento ed anche per questo motivo, per richiamare l'argomento nell'Aula più propria, sto predisponendo con alcuni colleghi un ordine del giorno.

Ecco, a me sembra strano che i cittadini non vengano adeguatamente informati dai loro rappresentanti nelle istituzioni che sono proprie, ma forse sono io che attribuisco alle istituzioni un ruolo troppo alto rispetto ai tempi.

Strano per me, tornando all'emendamento numero 54, rilevare quindi che abroga l'articolo 43 della legge di cui parlavamo, ma è ancora più strano, direi eccentrico, che un altro emendamento della Giunta, il numero 51, finanzi con dieci milioni l'articolo 43! A me sembra che, se viene approvato l'emendamento numero 54, non sia più possibile finanziarlo. Che fine faranno quindi i dieci milioni previsti dall'emendamento numero 51? Se invece si tratta di un gioco di prestigio, beh, spiegatemelo, perchè veramente detto così è qualcosa di oscuro, incomprensibile e preoccupante! Grazie.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Presidente, colleghi del Consiglio, questo intervento sull'articolo 1 consente di trattare due dei punti che sono stati toccati anche dagli altri colleghi che sono intervenuti; i due punti, secondo la Giunta, più qualificanti, sicuramente i più discutibili nel senso di oggetto di discussione di questo articolo e forse dell'intera finanziaria.

Il primo punto è ovviamente quello che riguarda il problema delle entrate. Io vorrei provare ad avviare un ragionamento che, per alcuni versi, si discosta da quelli fatti da alcuni colleghi che non sono in maggioranza, i quali hanno posto l'accento sul problema della veridicità del bilancio e quindi sulla ricaduta che l'iscrizione di entrate non certificate può avere sul bilancio della Regione.

Questo problema è stato posto in varia maniera all'assessore Pigliaru durante i ragionamenti fatti nel corso del transito della finanziaria in Commissione, egli ci ha fatto rilevare, in particolar modo per quanto riguarda i 500 milioni di euro concernenti le spettanze correlate all'IVA, come l'eventuale mancata percezione di una parte dell'intera somma che viene rivendicata dallo Stato non sarebbe stata pagata, almeno entro i limiti massimi possibili, con una riduzione dei servizi che sono previsti dalla finanziaria, ma sarebbe stata pagata attraverso un aumento dell'indebitamento, comunque contenuto entro il 5 per cento previsto nel DPEF.

Al di là del ragionamento tecnico, su questo aspetto, a noi Riformatori preme, e ci è premuto in varie circostanze, farne uno di tipo politico, nel senso che la vertenza che è stata aperta con lo Stato in maniera estremamente convincente, soprattutto dal punto di vista mediatico, ma anche in maniera determinata dal punto di vista politico, riguardante le partite pregresse, è una vicenda sulla quale è stato richiesto il coinvolgimento dell'intero Consiglio regionale.

Questo coinvolgimento, che c'è stato in diverse fasi della vertenza, le ha sicuramente dato una credibilità superiore a quella che avrebbe avuto qualora fosse stata portata avanti soltanto dalla maggioranza e ha determinato che ciascuna forza politica, anche quelle della minoranza consiliare, si assumesse comunque delle importanti responsabilità nel suo ambito. Se questo ragionamento politico vale, è valso, e si intende farlo valere per il futuro, se su questo ragionamento politico si chiede il coinvolgimento delle forze della minoranza nel corso della discussione della finanziaria in Aula e in Commissione, e se alcune forze della minoranza, i Riformatori per esempio, hanno detto che, sul ragionamento dell'inserimento dei 500 milioni di euro relativi all'IVA all'interno della finanziaria, c'era un'apertura di credito nei confronti della Giunta, perchè si comprendeva la motivazione politica dell'inserimento in bilancio di 500 milioni di euro, e quindi che attraverso questo inserimento si intende dare ancora maggior forza alla volontà della Sardegna di esigere questi crediti dallo Stato, beh, se tutto questo è vero, io avrei pensato che la Giunta regionale su questa partita relativa ai 500 milioni di euro aprisse un ragionamento con l'opposizione.

Se viene chiesto l'aiuto della minoranza, la condivisione della minoranza, per quanto riguarda il recupero di crediti che noi vantiamo nei confronti dello Stato, altrettanto logico sarebbe stato che su questa partita, su questi 500 milioni di euro, con la minoranza, si fosse aperto un ragionamento sulla destinazione da dare ai fondi.

Noi andiamo a recuperare insieme dei fondi che crediamo siano davvero dei crediti che la Regione Sardegna vanta, allora, se andiamo insieme a fare questo lavoro, non certo per quanto riguarda il dettaglio, ma sicuramente per quanto riguarda la destinazione generale, sarebbe stato un atteggiamento, anche in questo caso, importante di condivisione politica chiedere alla minoranza di essere coinvolta sul ragionamento generale riguardante la destinazione di questi fondi. Io credo di non essere lontano dalla ragionevolezza nel sollevare un problema di questo genere, perchè diventa altrimenti troppo facile chiedere un'unità, che non si è negata, da parte del Consiglio nel momento della rivendicazione, e negare che questa unità possa avere un valore quando si decidono le grandi scelte che discendono dall'eventuale recupero di crediti che noi vantiamo nei confronti dello Stato.

Il secondo ragionamento che voglio fare, perchè ritengo giusto che ci sia, riguarda il reddito di cittadinanza. Noi non abbiamo niente in contrario, non potrebbe essere diversamente, all'introduzione di una misura che ha come impegno quello di intervenire nelle fasce di maggior sofferenza della popolazione sarda, ci mancherebbe altro! Però ci interroghiamo sul metodo, sul fine, ci interroghiamo su che cosa questa misura deve significare sia dal punto di vista comunicativo che dal punto di vista reale.

Uno stanziamento di dieci milioni di euro equivale alla possibilità di un intervento su 1500 persone, quindi significa, a voler pensare ad un reddito di 500 euro al mese, tenendolo il più basso possibile, che possiamo agire su quattro persone in ogni comune della Sardegna. Stiamo mettendo però una posta di bilancio senza indicare quali saranno i relativi metodi della spesa, perchè rimandiamo poi, con un sistema di scatole cinesi, alla legge sui servizi alla persona, che non stabilisce ancora ma delega alla Giunta la scelta dell'eventuale metodo di spesa e l'individuazione delle persone che hanno diritto a fruire del reddito di inserimento perchè sono inoccupate o disoccupate.

Quindi stiamo stabilendo una misura che ha un vago sapore di via di mezzo tra misura assistenzialistica e misura discrezionale, una misura comunque inadeguata rispetto al problema; sottraiamo delle risorse (10, 13, 15 milioni di euro) allo sviluppo, risorse che si sarebbero potute usare per lo sviluppo, e decidendo di trasferirle per l'assistenza. Benissimo! Allora leviamole dall'articolo 7, quello relativo agli interventi per il lavoro perchè per poter dire che questi sono interventi per il lavoro dobbiamo avere quello che l'assessore Pigliaru chiama sempre uno studio di impatto legislativo, cioè dobbiamo avere la dimostrazione che questi soldi possono davvero in qualche maniera interessare, influenzare, avere un riverbero sull'attività lavorativa dei sardi. Secondo me, molto più probabilmente, sono da inserire all'interno degli interventi di tipo assistenziale, perchè sono interventi che hanno la possibilità di ristorare, di supportare e di sollevare dal bisogno immediato persone che si trovano in uno stato di sofferenza. Non sono interventi per il lavoro, non sono interventi per l'occupazione, non sono interventi per lo sviluppo!

Se diciamo questo, stiamo prendendoci in giro. Sono interventi per l'assistenza, assolutamente legittimi, anzi, forse assolutamente inevitabili, visto il deserto che si sta creando nel mercato del lavoro della Regione Sardegna. Ma chiamiamoli col loro nome e stabiliamo sin d'ora come devono essere erogate queste somme che, per la puntiformità che hanno, per quattro persone, in ciascun comune della Sardegna, rischiano di essere una forma di assistenzialismo con il pericolo di distorsione fortissima e quindi di essere esattamente l'opposto di quanto alcuni colleghi del centrosinistra in buonafede sperano che sia.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Oscar Cherchi. Ne ha facoltà.

CHERCHI OSCAR (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi, l'articolo 1 in discussione è l'elemento fondamentale della legge finanziaria, è la legge finanziaria. Una legge finanziaria si potrebbe basare solo ed esclusivamente sulle disposizioni generali contenuti nell'articolo 1, tutto il resto può essere anche superfluo.

Credo sia stato detto più volte, anzi troppe volte, all'interno di quest'Aula, qual è il problema fondamentale che si è venuto a creare nella formazione di questa finanziaria e quindi del bilancio della Regione: mancano delle certificazioni. E' stato già detto più volte, manca quella certificazione che ci dà la certezza di una garantita copertura finanziaria per la Regione per gli anni 2006, 2007 e 2008 e così via.

Mi rendo conto perfettamente, tra l'altro, quanto sia difficile per i colleghi della maggioranza continuare a difendere uno strumento presente oggi in Aula qual è questa legge finanziaria oltre che difendere delle teorie, delle posizioni nelle quali non si crede. L'ho detto più volte. E' chiaro che, ufficialmente e direttamente, i colleghi non lo diranno mai, ma vi posso garantire che, nei corridoi di questo Palazzo, si dice che non ci sia soddisfazione per questa legge finanziaria, né corrispondenza con le richieste del territorio e i problemi reali della Sardegna.

Allora, cari colleghi della maggioranza, vi rivolgo un appello chiedendovi di non piegarvi finalmente al deus ex machina. Mi perdoni, Presidente, però è così, le decisioni non possono essere soltanto del Presidente della Giunta ma devono essere di questo Consiglio regionale! Fate valere le vostre ragioni! Noi ci stiamo provando, abbiamo presentato una valanga di emendamenti, 104 emendamenti presentati da questa minoranza! Neanche uno è stato approvato dalla Commissione! Ma è possibile che siamo tutti così, passatemi il termine, "deficienti" e non riusciamo a suggerire niente a questa maggioranza? A me sembra veramente assurdo! Non riusciamo a trasmettere nessuna idea delle necessità del popolo sardo, della nostra gente! Boh!

Continuo a pensare che forse il modo di fare la politica in Regione sia diventato solo quello degli slogans come "Sardegna fatti bella"! Signori, sono 20 milioni di euro che avete pensato per "favorire il risanamento, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio ecologico-ambientale della Sardegna", i progetti devono essere rivolti "alla pulizia delle campagne, delle aree prospicienti le spiagge e dei centri abitati, nonché ad iniziative di educazione ambientale nelle scuole dell'obbligo". Questi sono i problemi che abbiamo in Sardegna! Saranno attuati con impiego di disoccupati e lavoratori socialmente utili. Forse questo è l'unico modo per poter far lavorare la gente anzichè mandarla a casa!

Sono un anno e mezzo o giù di lì che non faccio altro che partecipare a riunioni davanti a dei lavoratori che sono terrorizzati dalla paura di perdere il loro posto di lavoro. Mi è successo anche ieri sera a Terralba, per esempio, con i lavoratori della SBS; non era presente l'Assessore dell'agricoltura, non era presente nessuno dei colleghi della minoranza, il terrore - mi permetto di chiamarlo così - di perdere il posto di lavoro era visibile nei loro occhi. Credo che sia necessaria comunque un'attenzione maggiore da parte della Regione per cercare di non dimenticarsi che la politica, caro Presidente, non si fa soltanto tagliando, non si fa soltanto eliminando senza riproporre automaticamente qualcosa di nuovo a salvaguardia di quello che comunque c'era precedentemente.

Tra l'altro, ritorno allo slogan "Sardegna fatti bella", c'è uno slogan, Presidente, sono convinto che lo conosca sicuramente, sulla città di Oristano, credo che lei abbia ancora degli ottimi ricordi. Per la città di Oristano, durante la campagna elettorale dell'attuale sindaco Barberio, è stato inventato un bellissimo slogan "Oristano, città di bellezza", bellissimo slogan perchè chiaramente riguardava i canoni della bellezza e praticamente la necessità di una crescita economica della stessa città. Il "Sardegna fatti bella" mi ricorda quello slogan. Ma quello slogan gli si è rivoltato contro, è stato un boomerang che gli si è sbattuto in faccia cinquantamila volte senza dargli certo lustro ma sicuramente creandogli problemi. Lo stesso sindaco di Oristano, più di una volta, ha in effetti ricordato e ribadito che quello slogan non è stato proprio il modo più intelligente per portare avanti la sua campagna elettorale.

Ecco, stia attento Presidente, credo che questi slogans a volte servano a far svegliare e a distrarre la gente dai reali problemi esistenti in Sardegna, senza rendersi conto che invece i problemi che devono essere risolti direttamente sono quelli riguardanti gli aspetti sociali e la garanzia del posto di lavoro; fino adesso questo non è stato fatto.

Probabilmente, se ci sedessimo attorno ad un tavolo e ci guardassimo in faccia, sono convinto e sicuro che, da un confronto diretto, si riuscirebbe in qualche modo ragionando insieme ad individuare alcune problematiche che sono state sollevate. Lo dirò più avanti durante il mio intervento, credo che ci siano problemi che paiono piccolissimi ma che sono anche abbastanza importanti da risolvere, faccio l'esempio dell'assistenza domiciliare integrata, nella città di Oristano, dove sono state ridotte le ore di assistenza a pazienti ventilati per mancanza di copertura finanziaria.

Allora, Presidente, nella sua pubblicità istituzionale, lei ha a disposizione 10 milioni di euro, 20 miliardi delle vecchie lire, io ho presentato un piccolissimo emendamento, 50 mila euro, sono soltanto 100 milioni, su 20 miliardi non sono niente, le chiedo ufficialmente la disponibilità di toglierli dai suoi 10 milioni di euro per la pubblicità istituzionale e darli magari a chi ne ha bisogno, a chi ha necessità, nella propria famiglia, di assistenza vera per la presenza di malati.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli affari generali, personale e riforme della Regione.

DADEA, Assessore tecnico degli affari generali, personale e riforma della Regione. Il mio intervento si limiterà soltanto ad alcune osservazioni sull'emendamento numero 129, presentato dagli onorevoli Uras, Davoli e Pisu. L'emendamento riguarda la possibilità di rimpinguare la dotazione finanziaria del disegno di legge numero 85; come è stato ricordato in Aula, è stato esitato positivamente dalla prima Commissione, è già stato sottoposto al giudizio della Commissione bilancio ed attualmente è all'esame e al parere del Consiglio delle autonomie. E' evidente, su questo naturalmente io concordo con l'onorevole Uras, che il problema delle risorse finanziarie è il nodo fondamentale del disegno di legge numero 85 che, voglio ricordare, si riferisce alla possibilità di trasferire competenze e funzioni dalla Regione al sistema delle autonomie locali. Il problema delle risorse è quindi un problema decisivo per la riuscita di questo processo riformatore che, naturalmente, consentirà di trasferire competenze e funzioni, non solo dallo Stato alla Regione, ma anche quelle proprie della Regione a comuni e province.

Voglio però ricordare che, all'articolo 10, comma 4, del disegno di legge numero 85, non vorrei ricordare male, è previsto che, nella fase di prima attuazione, la quantità di risorse che vengono messe a disposizione del sistema delle autonomie locali deve essere pari alla media delle ultime tre annualità riguardo alle funzioni che vengono trasferite. Naturalmente questo è un giudizio che può essere anche non condiviso ma noi pensiamo che, in una fase di prima attuazione, siccome ci saranno pochi mesi a disposizione per l'attuazione nel 2006 di questo importante disegno di legge, circa 95 milioni di euro, messi a disposizione per la fase di prima attuazione, possano essere sufficienti.

Voglio ricordare invece che l'emendamento numero 53 della Giunta si pone il problema della fase successiva, quando la legge andrà a regime, quindi per gli anni 2007 e 2008. E' prevista la possibilità, nell'emendamento numero 53, di rimpinguare le risorse per il 2007 e 2008 i quali, a nostro modo di vedere, saranno gli anni decisivi per l'attuazione di questo importante processo di riforma. Mi pare che il Presidente della Commissione si sia rimesso all'Aula, quindi così come anche l'Assessore. Noi, portando all'attenzione del Consiglio queste osservazioni e queste considerazioni, riteniamo che il Consiglio possa farle proprie.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, metto in votazione l'emendamento numero 59. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 58. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 56. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 56.

(Segue la votazione) Prendo atto che i consiglieri Moro e Frau hanno votato, il primo a favore, il secondo contro.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LOMBARDO - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - UGGIAS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU.

Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - MARRACINI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 60

Votanti 58

Astenuti 2

Maggioranza 30

Favorevoli 19

Contrari 39

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 132. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 29. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 28. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Coerentemente con quanto detto all'inizio voterò a favore perchè ritengo che un maggiore sforzo per l'imprenditorialità femminile possa giovare all'occupazione di questa Regione, al sistema economico e dare una spinta in più ad una realtà che è molto attiva sul territorio ma che incontra ancora gravi difficoltà a trovare quello spazio che merita.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 28.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Moro ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ATZERI - CALIGARIS - CAPELLI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LOMBARDO - MARRACINI - MORO - MURGIONI - PETRINI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANJUST - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUCCA - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS.

Si sono astenuti i consiglieri: ARTIZZU - URAS.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 65

Votanti 63

Astenuti 2

Maggioranza 32

Favorevoli 22

Contrari 41

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 54. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, è un grande riconoscimento; vuol dire che qui c'è qualcuno che sta attento e che segue i lavori. Quindi credo che sia un apprezzamento. Voterò a favore. Esprimo soddisfazione per questo emendamento della Giunta, anche se 500 mila euro sono veramente un piccolissimo segnale a sostegno dei diversamente abili. Spero che nel tempo troveremo il modo e l'occasione per far sì che questa categoria che trova grande difficoltà possa inserirsi a pieno titolo nella nostra vita economica e sociale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Presidente, io dichiaro la mia astensione sull'emendamento numero 54 per una ragione molto semplice: ritenevo che fosse la sede più appropriata, quella della tabella dell'articolo e la voce dell'articolo 43 della legge regionale 20 de 2005, dove mettere la dotazione finanziaria per fare una cosa che già esiste anzichè per spacciarne una che non esiste!

Non si può far passare questo intervento di inserimento al lavoro, una piccola iniziativa verso le politiche attive del lavoro come il reddito di cittadinanza! Questo tipo di furberie a cui la Giunta ogni tanto si lascia andare, sbagliando, sbagliando fortemente, è addirittura inaccettabile anche sul piano della relazione politica tra componenti della maggioranza e la Giunta regionale, che dovrebbe essere espressione di una coalizione dove tutte le componenti hanno pari dignità! Tutto queste cose si fanno poi senza neppure avvisare, senza neppure, prendendo il telefono, avere il garbo di dire "Stiamo facendo questo, guarda un po' se lo condividi".

Noi non faremo mai passare il reddito di cittadinanza come un interventino sperimentale di inserimento al lavoro. Quella è un'altra roba! La Regione e la sua Giunta dovrebbero fare di più e meglio, purtroppo così non è per cui io mi astengo rispetto all'emendamento numero 54.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 54. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 30. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 57.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPPAI (U.D.C.). Presidente, lei sta correndo troppo!

LA SPISA (F.I.). Chiedo che il tempo non mi venga computato nella dichiarazione di voto perché vorrei intervenire per una questione sull'ordine dei lavori. Non si può gestire l'Aula in questo modo. Il Regolamento consente di andare abbastanza velocemente, abbiamo tutti contribuito per dare trasparenza a queste procedure! Non è possibile che si aggiunga anche una gestione così frettolosa che ci ha fatto già compiere danni in altre leggi! Non è il caso di fare "insulto"! Almeno si dia la possibilità a ciascun consigliere di intervenire per dichiarazione di voto. Non è ammissibile questo!

PRESIDENTE. Onorevole La Spisa, credo che sia molto orgoglioso oggi di questo intervento. Prego, ha facoltà di parlare.

LA SPISA (F.I.). Voto a favore dell'emendamento numero 57 perchè tende a denunciare, e chiunque non approverà questo emendamento si renderà corresponsabile della Giunta regionale, un'operazione di bilancio spericolata per il fatto che sono stati inseriti 1 miliardo e 850 milioni di euro, che non sono per niente fondati su una valutazione, sia pur minima, di una possibilità di introito di queste somme da parte della Regione Sardegna.

Gli accantonamenti devono essere fatti con danaro, non con ipotesi fantasiose, come questa, pur fondate su una vertenza più che giusta e che tutti abbiamo condiviso; mettere questa somma in bilancio è un'azione incostituzionale perché lo rende letteralmente falso! Noi, inoltre, denunciamo il fatto che aver inserito questa somma al comma 4 porta molto orgogliosamente la Giunta e la maggioranza a dichiarare che l'indebitamento viene abbattuto ad 1 miliardo e 816 milioni di euro. Questo non è vero! Così come non è vero che la quota di ammortamento è solo di 76 milioni di euro, dovrebbe essere più correttamente di 183 milioni di euro e inciderebbe sulle spese dal 2007 in poi.

Voi state dimostrando di voler prendere per il naso tutta la Sardegna con la vostra ingegneria finanziaria fantasiosa e falsa!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, perchè rimanga agli atti del Consiglio, alcuni giorni fa ho scritto all'Assessore della programmazione queste parole: "In riferimento alle sue dichiarazioni, relativamente alla vertenza con lo Stato per le entrate previste dal Titolo III dello Statuto, la prego di volermi cortesemente inviare copia degli atti intercorsi tra codesto Assessorato, il Governo e la Ragioneria Generale dello Stato a tutt'oggi, dai quali è possibile rilevare la consistenza delle risorse realmente accertate, condivise e concordate per l'anno 2006". Questi dati non sono arrivati. Vuol dire che questi dati non esistono. Io ho chiesto di votare sull'articolo e sull'emendamento per appello nominale perchè ogni consigliere sappia che sta votando una cosa non vera e che si assume la responsabilità personale di quello che sta facendo.

Quindi, perchè rimanga agli atti, sappiamo tutti che questo è un bilancio taroccato, che quei soldi non arriveranno mai in Sardegna! Quei soldi indicati nel bilancio non arriveranno mai in Sardegna! Lo dobbiamo sapere. Sono cifre assolutamente inventate, perchè è impossibile che lo Stato nazionale (come diceva il dottor Santoro, sulla questione si apre una trattativa che può anche certificare un debito, ma sarà restituito in vent'anni) in un anno solo ci dia migliaia di miliardi! Ma che cosa stiamo votando? Presidente, facciamo le persone serie, diciamo la verità, queste somme sono state messe lì per dire che noi stiamo facendo la grande battaglia nei confronti dello Stato! Questa è una presa in giro per i sardi, per noi, questa roba non è di competenza del Presidente della Regione, è di competenza del Consiglio regionale, che rimane centrale, perchè l'articolo 37 dello Statuto non è stato modificato, il Presidente non è centrale rispetto al Consiglio, nonostante la nuova legge. La centralità rimane del Consiglio regionale e siamo noi a dire quanto deve chiedere allo Stato, come li deve chiedere, e lui deve obbedire al Consiglio!

Ne riparleremo. Stiamo confondendo qui, lui non si può arrogare il diritto di andare a chiedere mille, duemila, quattromila! Siamo noi che diamo l'ordine al Presidente, il Presidente deve obbedire, non il contrario, non noi al rimorchio di questo falso, perchè questo è un falso! Vorrei che il Presidente si alzasse in Aula e dicesse: "Parola mia d'onore, nel 2006 avremo i soldi che abbiamo indicato in bilancio". Lo dica, voteremo a favore!

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Presidente, voteremo a favore dell'emendamento numero 57. Ci dispiace di dover sostenere per l'ennesima volta, già fatto in Commissione, già fatto in altre sedi, questo emendamento, perchè continuiamo a cercare la via del convincimento e del confronto. Credo che tecnicamente quanto proposto dalla Giunta sia, come è già stato detto, inopportuno. Da ciò ne deriva un bilancio che non è basato su cifre certe di entrata.

Anche in Commissione abbiamo fatto una discussione tecnica su come un bilancio, per non essere virtuale, debba avere, nella previsione di entrata, delle cifre certe e documentate. Il che non avviene! Questo non vuol dire che noi non continueremo a combattere la nostra - del Consiglio, tutti insieme - lotta e battaglia perchè queste entrate vengano riconosciute alla Regione, è un atto dovuto, sono cifre dovute. Ma sappiamo anche, essendo realistici, che tutto questo non avverrà in un'unica soluzione e che neanche la cifra posta in bilancio può rappresentare una prima tranche. Infatti tutto questo non è stato adeguatamente documentato né in Commissione né a seguito della richiesta di alcuni colleghi, come ricordato poc'anzi.

Aggiungo una cosa che non ho avuto modo di poter dire in fase di discussione solo perchè non ho fatto in tempo a prenotarmi, vista la celerità delle prenotazioni; avrei apprezzato molto, da parte dell'Assessore, un intervento sui residui. Lei sa benissimo, come dichiarato anche nella relazione del Presidente della Commissione, che noi abbiamo un monte residui che tende ad aumentare costantemente, siamo a 9 miliardi e 500 milioni di euro; parte (4 milioni e 800) derivante da assegnazioni statali e parte (4 milioni e 700) derivante da fondi regionali. Bene, su questo si poteva e si doveva agire, a nostro avviso, perchè il Presidente, nella sua relazione, si limita a fare la sottrazione di 3 miliardi e 160 mila euro, per quanto attiene soltanto i residui, da quanto stanziato in questo bilancio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Presidente Soru, in sua assenza, perchè lei ha disertato l'Aula durante la discussione generale, si è fatto vedere soltanto in poche apparizioni a tarda serata, abbiamo svolto la discussione generale sulla legge finanziaria durante la quale lei avrebbe potuto, se avesse avuto un interesse, che non ha, ascoltare le osservazioni e le critiche sulla sostanza di questa legge finanziaria, partendo anche dalla considerazione che la legge finanziaria che è arrivata in Aula, Presidente, essendo state stralciate le norme intruse che lei aveva suggerito all'assessore Pigliaru di inserire, era un'altra finanziaria rispetto a quella originariamente nata in Giunta; la differenza del testo comportava anche una differenza di spesa di 80 milioni di euro. Questo avrebbe dovuto indurla a modificare nuovamente la legge finanziaria e rimandarla in Commissione. Lei non l'ha fatto, non ha ascoltato le nostre critiche e le nostre osservazioni;in questo momento, su questo emendamento che abbiamo presentato, è giusto fermarci un attimo per invitarla anche a riflettere su quanto lei sta facendo in occasione dell'inserimento di cifre inesistenti.

Io la inviterei ad ascoltare e ad accogliere con rispetto quello che è venuto dai banchi del Consiglio regionale, dai banchi dell'opposizione, non tanto assolutamente quello che sto dicendo io, ma ad esempio quello che ha detto il presidente Mario Floris, perchè io credo che lei, presidente Soru, si stia rendendo responsabile di un atto gravissimo, che mi auguro rimarrà nella memoria dei sardi ma che certamente rimarrà nella memoria del Consiglio regionale, quello di aver inserito in bilancio soldi che lei non ha! Soldi che non sono stati nemmeno contrattati con il Governo nazionale, nonostante lei abbia utilizzato questo argomento del recupero dell'IRPEF e dell'IVA come una clava per fare la sua propaganda contro il Governo nazionale. Lei, senza avere questi soldi, senza averli nemmeno contrattati e quindi essendo impossibile quantificarli, li ha inseriti in bilancio!

Questa è una cosa gravissima, è sicuramente un taroccamento, è sicuramente un gioco delle tre carte, quello che si cerca di capire è dove sia il jolly. Il jolly non esce mai perchè il jolly non c'è, perchè questi soldi non ci sono! Ha voglia lei a spostarli da una parte all'altra, a far finta di poterli utilizzare, lei non ha a disposizione questi soldi; al di là di questo, io credo che ciò che lei ha compiuto, ciò che lei sta compiendo, sia l'ennesimo atto di grave mancanza di rispetto per la dignità del Consiglio regionale.

Cosa ci sta portando in Aula? Quali sono e da dove vengono queste cifre che ancora lei non ha ottenuto dallo Stato? Assessore Pigliaru, lei...

PRESIDENTE. Onorevole Artizzu, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Stiamo discutendo dell'emendamento che, se gli diamo la sua giusta valenza, è l'emendamento che qualifica, determina, informa su ciò che sta accadendo in questa finanziaria. Il presidente Soru è ancora in tempo per modificare tutta la strategia. Vede, presidente Soru, è stato denunciato in Commissione, in Aula, mi ero permesso anche nella modesta relazione di minoranza di evidenziare questo problema ma soprattutto di dare suggerimenti, così come lei ha sempre chiesto all'opposizione; dare suggerimenti, non imposizioni, il che non rientrerebbe né nel mio carattere né in quello della minoranza, credo, ma suggerimenti sì.

Noi le avevamo almeno suggerito, tra le altre cose, l'analisi dei residui. L'assessore Pigliaru aveva fatto intendere di poter dare grandi notizie sull'analisi dei residui, si tratta di 9 miliardi e 600 e passa milioni di euro, ma nessuna informazione è stata data a questo Consiglio. Non si è dato seguito all'Intesa istituzionale di programma che, per conoscenza dei colleghi, non è stata sottoscritta dal presidente Floris o dal presidente Pili o dal presidente Masala, è stata sottoscritta - come ha detto anche il presidente Floris - dal presidente Palomba. Uno degli elementi essenziali di quella Intesa istituzionale di programma (e lei per questo si è impegnato in campagna elettorale a modificare immediatamente lo Statuto della Sardegna; immediatamente quanto? Sono passati due anni!) era la lettera c): entrate regionali, regime fiscale, zona franca. Mi permetterò di leggere la parte di questa intesa istituzionale di programma che interessa maggiormente: "…c.1) modifica dell'articolo 1 della legge 13 aprile 1983 numero 122, in relazione alle innovazioni introdotte in maniera fiscale con i decreti delegati…omissis… al fine di ricostituire il livello delle entrate proprie della Regione sia attraverso la revisione delle quote di devoluzione alla Regione del gettito tributario previsto dalle lettere a), b), c), d), f), del predetto articolo sia attraverso la determinazione in quota fissa della devoluzione dell'IVA di cui alla lettera g) del medesimo articolo". Era già previsto nell'Intesa istituzionale! Questo era il passaggio che io credo fosse indispensabile,ma non per affrettare o creare uno scontro col Governo, che non era necessario, serviva solo a fini, adesso lo possiamo dire, certamente, non ci si pensava forse sette mesi fa, otto mesi fa, dieci mesi fa...

PRESIDENTE. Onorevole Diana, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALIA (Gruppo Misto). Interverrò rapidamente, Presidente. Le opposizioni sollevano, relativamente a questo problema, i toni del dibattito. Io cerco di ricordare se anche in altre occasioni, quando l'attuale opposizione occupava i banchi della maggioranza in questo Consiglio regionale, abbiano sollevato i toni e per gli stessi motivi, o se allora invece abbiano chiuso occhi ed orecchie.

(Interruzioni)

CAPPAI (U.D.C.). Non si è mai verificato.

LA SPISA (F.I.). Non è mai successo.

BALIA (Gruppo Misto). La riaffermazione ha un valore… Presidente, le chiedo di poter recuperare un minuto di tempo… La posta scritta in bilancio dalla parte delle entrate ha un valore. Intanto è rispettosa della normativa perchè non nasce a caso, è fondamentalmente ancorata alla "122" da un lato, dall'altro lato rilancia una battaglia politica della quale questo Consiglio si è dichiarato perfettamente convinto, e la maggioranza del Consiglio continua ad esserne convinta. Soprattutto una domanda nasce spontanea: donde sta lo scandalo in questo caso e non quando invece lo Stato utilizza criteri legati al PIL per determinare l'incremento delle entrate, che poi si rilevano, volta dopo volta, assolutamente generici e imprecisi e ci hanno costretti ai ritocchi?

PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU

(Segue BALIA.) Io credo che l'assessore Pigliaru, il Presidente Soru e la Giunta regionale abbiano ancorato la manovra, proprio tenendo conto anche delle incertezze, ad un criterio prudenziale. Donde sta questo criterio prudenziale? Nel fatto che le maggiori entrate in ogni caso sono compensate da una ipotesi di riduzione dell'indebitamento e non da sprechi di altra natura. Sarebbe opportuno, questo per garanzia reciproca e di tutti, proprio perchè in futuro questo criterio resti alla base di una manovra finanziaria di questa portata, che questo criterio venga riportato nella legge di contabilità regionale e cioè che, se maggiori entrate dovessero verificarsi, debbano andare a contenere l'indebitamento.

Quindi stiamo litigando su un percorso da noi assolutamente condiviso, soprattutto nel momento in cui la Giunta regionale prevede una riduzione dell'indebitamento.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Io penso, dopo tutti questi interventi che hanno avuto come oggetto l'emendamento numero 57, per cui noi votiamo a favore, soprattutto per la profondità e l'attenzione dedicata dai colleghi all'argomento, che forse sarebbe opportuno (a parte il presidente Soru, quando avrà il tempo di venire in Aula) poter chiedere un momento di sospensione nella discussione della finanziaria. Crediamo che il metodo, con cui è stata formulata questa legge fondamentale della Regione, sostanzialmente a nostro giudizio non rappresenti niente di nuovo, tranne che il preoccupante avvenimento, che non si era verificato mai nelle precedenti finanziarie, di mettere in bilancio poste che la Regione non possiede.

Questo è un atto gravissimo e, se c'è responsabilità da parte della Giunta, forse chiedere un time out non è fuori luogo. Abbiamo detto che è una finanziaria assolutamente sganciata dalla realtà sarda di oggi e purtroppo anche di domani, che è stata pensata da poche persone che credono prima di tutto di rappresentare l'esercito della salvezza di una Sardegna alla deriva e senza speranza e poi di incarnare su questa nostra terra, e chissà forse anche altrove, il bene assoluto. Chi ragiona così ovviamente vede come inutile intralcio ogni occasione di confronto, infatti dalle prime battute di questo confronto si sta chiedendo all'Esecutivo, al presidente Soru, di fare qualche passo indietro e qualche atto di riflessione, che non sarebbe male, e di non considerare mai gli argomenti, gli incontri, come una perdita di tempo, così come il coinvolgimento di altri soggetti sulle scelte che contano.

Prova stizza, abbiamo visto, quando qualcuno alza timidamente la mano e cerca di esprimere la sua opinione. Questo è lo scenario che ha accompagnato la finanziaria che la Giunta e soprattutto il Presidente non hanno ritenuto di discutere a fondo neanche con le altre componenti della maggioranza; infatti l'accusa che Rifondazione Comunista rivolge oggi alla Giunta su un emendamento precedente ne è la dimostrazione che perdura già da tempo in questa Assise. Abbiamo anche detto che alcune componenti hanno pubblicamente e formalmente manifestato orientamenti diversi e in parte contrastanti con alcune tesi sostenute nel documento. Ancora un'altra prova evidente di questo atteggiamento fondamentalista è la vicenda che, sulle norme intruse, che poi sono state stralciate grazie appunto al fatto che il Presidente del Consiglio...

PRESIDENTE. Onorevole Moro, il tempo a sua disposizione è terminato. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Tre minuti come dichiarazione di voto, per esprimere perchè voterò contro questo emendamento e per quale motivo la Giunta ha presentato questa legge finanziaria che prevede questa iscrizione in bilancio così ampiamente criticata. Negli interventi che mi hanno preceduto, ho sentito una ricostruzione precisa di come il centrosinistra abbia di fatto governato in questa Regione quasi negli ultimi vent'anni, dal 1983, anno della legge numero 122 al 1999, anno in cui è finito l'ultimo Governo di centrosinistra, con il bilancio regionale sostanzialmente in pareggio, tant'è che il centrosinistra ha lasciato il bilancio regionale con 300 milioni di euro di debiti.

Sono bastati cinque anni a questo centrodestra per distruggere in maniera irrimediabile il bilancio della Regione lasciandolo con 3 miliardi di euro di debiti! Quindi non sono i 19 anni che hanno preceduto che preoccupano, ma sono bastati cinque anni per portare l'indebitamento, quello vero, quello che si deve alle banche, quello su cui si pagano gli interessi, quello che bisogna restituire, da 300 milioni a 3 miliardi di euro. Questa è la storia del centrodestra. Per questo mi risuonano veramente grottesche le parole sentite con le quali si dice che questo porterebbe la Regione alla bancarotta, il mettere delle poste a cui non fanno riscontro delle spese!

Molte delle persone che oggi gridano preoccupazione hanno alzato la mano per votare e approvare un bilancio che approvava debiti di 1 miliardo e 200 milioni di euro in un solo anno! E l'hanno fatto per un anno, per l'anno successivo e per l'anno successivo ancora, per quattro anni di seguito hanno votato ed approvato bilanci con un deficit di circa 1 miliardo di euro in media, tant'è che appunto si è passati da debiti veri di 300 milioni di euro a debiti veri di 3 miliardi di euro. Vorrei andare a vedere che cosa dicevano, per giustificare un miliardo e 200 milioni di deficit in un solo anno, molte di quelle persone che sono qui oggi!

Allora, l'iscrizione che facciamo sull'IVA è assolutamente coerente rispetto alle leggi vigenti, laddove si dice che l'IVA viene calcolata in maniera variabile anno per anno in maniera da garantire il soddisfacimento delle spese necessarie per il funzionamento della nostra pubblica amministrazione. Per quanto riguarda l'iscrizione del reddito IRPEF è assolutissimamente coerente, se fossimo in un bilancio civilistico, laddove uno pensa che ci sia un credito...

PRESIDENTE. Onorevole Soru, il tempo a sua disposizione è terminato.

Metto in votazione l'emendamento numero 57. Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Presidente, chiedo la votazione per appello nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 57.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Moro ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - MILIA - MORO - MURGIONI - PISANO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS -CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Si sono astenuti: il Presidente SPISSU - ATZERI.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 64

Votanti 62

Astenuti 2

Maggioranza 32

Favorevoli 19

Contrari 43

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'articolo 1, precisando che gli importi di cui alle lettere a) e b) del comma 5, come sapete, tradizionalmente vengono ridefiniti in sede di coordinamento finale della legge, a seguito delle modifiche che potranno essere introdotte nel corso della discussione e dell'approvazione degli articoli successivi.

Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, io voterò contro l'articolo 1 per le motivazioni che sono state portate in Aula in tutti questi giorni di dibattito, ma anche per affermare che mai nella storia dell'autonomia sono state inserite in bilancio somme non concordate con lo Stato. Mai! Quindi rimando al mittente le affermazioni dei colleghi. Mai, nella storia dell'autonomia della Sardegna, sono state inserite in bilancio cifre non concordate e non pervenute. Nessun bilancio ha mai avuto risorse finanziarie, provenienti dallo Stato, inferiori alle previsioni!

Ma la previsione del presidente Soru è già stata sballata; vi ricordate perchè noi abbiamo approvato il bilancio con tre mesi di ritardo? Perché durante i tre mesi, ottobre-novembre-dicembre, dopo le andate a Roma, il presidente Soru e l'Assessore ci dicevano: "Abbiamo concordato, la Ragioneria Generale dello Stato concorda con noi. Ormai siamo sul piede di... Ritardiamo la manovra perchè vogliamo inserire in bilancio già da quest'anno le somme che ci daranno immediatamente con la finanziaria del bilancio dello Stato". Ci ha dato una lira? Non c'è una lira! Noi non abbiamo avuto una lira!

Presidente Soru, lei è andato a Roma, ha fatto il giro delle sette chiese, abbiamo ritardato l'approvazione del bilancio perchè prevedeva ottimisticamente che noi avremmo avuto fin da questa finanziaria dallo Stato i soldi per la Regione! Non ci sono! Ma lo Stato da dove toglie quei soldi? Cosa fa? Un'altra finanziaria per la Sardegna? Permetta che ci sia qualche riserva e qualche dubbio. Non è che noi siamo contrari alle lotte e alle battaglie nei confronti dello Stato, ma le pare che io e Presidenti più autorevoli di me avrebbero indebitato la Regione accendendo i mutui se fosse stato così semplice dire "Lo Stato ci deve, inseriamo queste cifre in bilancio, non ci indebitiamo più e non accendiamo nessun mutuo". Ma di che cosa stiamo parlando? Evidentemente stiamo parlando di una cosa che non c'è!

Guardate che il giorno in cui dovesse venir fuori chiaramente la delibera di un Assessore del centrosinistra secondo la quale fino al 1999 lo Stato non ci deve una lira, ne vedremo delle belle, perchè esiste un atto ufficiale della Regione sarda che certifica che, fino al 1999, lo Stato non ci deve più nulla.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Io non so se sia meglio che il Presidente stia in Aula oppure no, intendo questo per la maggioranza, ovviamente, non per la minoranza, perchè a noi agevola certamente il percorso. Presidente Soru, lei non può dire le cose che ha detto, perchè vede, sarà anche vero che il Governo di centrodestra ha contratto o ha pareggiato il bilancio con la contrazione di mutui che non sono stati attivati, però le voglio ricordare che, quando il centrodestra è arrivato in questa Regione, i residui erano 4 miliardi e 735 milioni di euro, mentre oggi sono esattamente il doppio. Si è chiesto lei da dove deriva tutta questa mole finanziaria? Se si è chiesto questo, pare assolutamente irriguardoso che lei possa usare questo tono nei nostri confronti.

Noi abbiamo tracciato una strada, Presidente, noi abbiamo dato delle indicazioni, è chiaro che siamo costretti a votare contro questo bilancio, perchè io credo che anche il Presidente del Consiglio, forse, sull'articolo 7 del Regolamento avrebbe dovuto adottare grande attenzione, perchè l'articolo 7 impegna il Presidente del Consiglio in maniera determinante, così come sono stati impegnati tutti i colleghi consiglieri regionali chiamati al voto così come ha chiesto il presidente Floris.

Io credo che questa manovra finanziaria, non solo non risolve nessuno dei problemi, anzi, li aggrava; sono sicuro che, nei prossimi anni, io penso già alla finanziaria del 2007, vedremo delle cose veramente belle su questo bilancio, perchè non è assolutamente possibile fare una previsione di questo genere e dare per certe risorse che certe non sono. Non lo sono mai state nonostante tutti quanti ci siamo impegnati perchè questo avvenisse.

Di fronte al risultato che non è venuto, presidente Soru, era la contrazione del mutuo, era l'emendamento numero 57 quello che avrebbe risolto i problemi almeno dal punto di vista della legittimità. Io ho parlato della disinvoltura cdel direttore generale, mi dispiace citarla di nuovo, però c'è stata molta disinvoltura, io non so quanti altri direttori generali avrebbero apposto il visto di legittimità sul bilancio. Io credo pochissimi, probabilmente poi lei sarebbe intervenuto in altra maniera, ma io le assicuro che un direttore generale, dopo aver meditato bene, non può e non deve assolutamente porre il visto di legittimità a questo bilancio.

Pertanto oltre il voto contrario, che era scontato, non può che essere ancora più accentuato il nostro disappunto per la presentazione di una manovra finanziaria che, come ha detto il presidente Soru, è unica nel panorama della Regione Sardegna negli ultimi sessant'anni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Prima vorrei chiudere l'argomento che avevo iniziato prima, quello sui residui; credo che il Presidente abbia già colto l'osservazione, vedremo poi dalla sua risposta quanti di questi residui sono delle obbligazioni giuridicamente perfezionate e se corrisponde al vero che assommano oggi a circa 9 miliardi e 500 milioni di euro. Vedremo anche lo stato della spesa per comprendere perchè complessivamente abbiamo somme da impegnare per il 47,5 per cento, impegnato per il 52,4 e pagato per il 39,1.

Credo che farebbe meglio ad annotarsi queste cifre, Presidente. Così come vorrei ricordarle l'articolo 14 della legge regionale numero 11 del 1983, cioè le previsioni di entrata. Le previsioni di entrata sono regolate appunto dall'articolo 14; le entrate, che si iscrivono nel relativo stato di previsione, rappresentano le competenze dell'anno finanziario che, nel rispetto delle norme che attribuiscono alla Regione somme determinate o determinabili nella loro entità, si crede potranno produrre durante l'anno finanziario i diversi cespiti di entrata. Credo che, leggendo semplicemente l'articolo 14, si possa sintetizzare il nostro giudizio sulle entrate previste in finanziaria.

Voglio aggiungere una cosa, presidente Soru. Lei ha parlato dell'indebitamento dal 1999 ad oggi. Vede, quella Giunta allora indebitandosi diede risposte all'agricoltura, alla formazione, al piano straordinario del lavoro e diede risposte agli aumenti contrattuali applicati dallo Stato ed ai quali dovevamo rispondere noi, inoltre diede risposte alle calamità naturali, alla legge 28, sanata per circa 900 miliardi di allora. Un'eredità che, sebbene nel pieno rispetto del pareggio di bilancio precedente, non aveva dato risposte a nessuno. Per cui quel Governo si impegnò, senza avere giornalmente manifestazioni sotto il Palazzo, a rispondere all'incapacità di produrre reddito o di produrre quanto deve consentire a ciascuno di vivere nella propria famiglia.

Così come non ha prodotto l'indice di povertà che noi subiamo oggi, che è in costante aumento, quello che si sta producendo adesso è un aumento dei residui, è una incapacità di spesa, se avrà modo, visto che era leggermente distratto, legittimamente, ovviamente, di riprendere i dati che le ho letto sulla capacità di spesa al 31 dicembre 2005 di questa Giunta, forse potrà avere una risposta; così come potrà avere una risposta, e l'indebitamento sarebbe sceso quanto meno…

PRESIDENTE. Onorevole Capelli, il tempo a sua disposizione è terminato.

Ha domandato di parlare il consigliere Artizzu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

ARTIZZU (A.N.). Presidente Soru, lei inserisce in bilancio soldi che non ha, ma non è capace a spendere neanche il 20 per cento dei soldi che ha! Lei inserisce in bilancio soldi che non ha ma non è stato in grado di spendere neppure il 20 per cento dei soldi che ha a disposizione, e dà del grottesco ad un ex Presidente della Regione che le fa notare questo? Che è stato Presidente della Regione per più tempo di lei, con meno interessi e con meno implicazioni aziendali rispetto a lei. Lei gli dà del grottesco?

A me pare che invece sia grottesca la sua legge finanziaria, mi pare che sia grottesco ciò che ha detto l'Assessore, al termine della discussione generale, giustificando questo inserimento in bilancio, che sarebbe degno veramente di coloro che fanno quel gioco delle tre carte al quale ho fatto riferimento prima; ha dato la seguente spiegazione di questa luminosa intuizione e di questa felice elaborazione dicendo: "E' così perché noi abbiamo deciso e abbiamo calcolato che è così". Colleghi e colleghe, signor Presidente, se qualcosa di grottesco si è sentito in quest'Aula è venuto da quella parte.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Per esprimere il voto contrario sull'articolo, ma anche per contestare con assoluta evidenza un'affermazione imprudente odierna del Presidente della Regione, che può essere anche libero di fare scelte sul proprio bilancio, sul bilancio che propone a quest'Aula, ma non può essere libero di non dire a quest'Aula la verità su alcune altre cose. Più precisamente si possono raccontare bugie dicendo parziali verità e cioè che, se nel 1999, l'indebitamento era quello che ha detto, non può dire che il disavanzo era di 2228 miliardi di lire, perchè è dire sostanzialmente una bugia, è prendere per il naso i sardi e anche quest'Aula.

Per essere molti chiari, l'indebitamento nasce dal disavanzo, fino al 1999, poi si è proseguito come sempre, l'avete detto anche a Palazzo Chigi che i bilanci in disavanzo erano determinati dal fatto che non avevamo risorse sufficienti. Allora, la gestione del centrosinistra in quei cinque anni è stata tale da procurare a fine legislatura un disavanzo di 2228 miliardi che però l'assessore Scano coprì con fondi accantonati veri, come scritto esattamente nell'articolo 3 di quella finanziaria, mentre voi oggi mettete soltanto dei fogliettini con scritta una cifra che sapete perfettamente che non arriverà mai e non potrà arrivare in questo esercizio.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Moro per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

MORO (A.N.). Signor Presidente, continuando il discorso che purtroppo per ovvi motivi viene sempre interrotto dall'orologio, posso dire che innanzitutto intervengo per dichiarare che voto contro questo articolo, aggiungendo che, se potessimo immaginare questa finanziaria pensata così come dovrebbe essere un'autentica legge di bilancio, della stessa rimarrebbe ben poco, perché resterebbe priva di qualsiasi strategia che non fosse quella dei tagli indiscriminati che questa Giunta apporta.

I tagli ci sono, eccome! Per carità, trovano il loro senso, per noi assolutamente sbagliato, proprio all'interno della formulazione complessiva della finanziaria stessa. Abbiamo parlato di norme intruse che poi entrano dalla finestra sotto un altro nome, comunque.

Fin qui, dicevamo, soffermandoci sul metodo, niente di nuovo, visto che si tratta di comportamenti che avevamo segnalato più volte con preoccupazione all'opinione pubblica regionale. A ben guardare però una novità c'è, questa analisi fortemente critica sul metodo non è più solo la nostra, ma arriva addirittura da ampi settori della società sarda e dal mondo delle autonomie locali, compresi i sindaci e i presidenti di provincia di centrosinistra, anzi a partire proprio da amministratori che fanno parte della stessa maggioranza che governa la Regione, per i quali la Regione stessa dovrebbe dimostrarsi particolarmente amica.

Quindi, come si può valutare, ad esempio, la recente iniziativa dell'Unione Provinciale Sarda, dove sette Presidenti su otto sono di centrosinistra, di citare in giudizio la Regione per una mancata applicazione della legge istitutiva? Questi sono segnali forti che dovrebbero, effettivamente, portare il Presidente e la Giunta stessa a chiedere il cosiddetto time out, come ho detto prima, perché effettivamente ci sono delle forti perplessità, al di là di quanto è stato detto dai settori dell'opposizione, evincendosi in un modo macroscopico che qui vengono messi in posta soldi che ancora noi non abbiamo.

Quindi, io sono convinto che ci troveremo di fronte ad una situazione forse kafkiana, non so, però particolarmente difficile da gestire. Sarebbe opportuno che il presidente Soru, che è l'unico gestore di tutta questa macchina amministrativa, ponesse un freno e valutasse se non sia il caso di rivedere o di accettare gli input che gli vengono anche dall'opposizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.

SORU (Progetto Sardegna), Presidente della Regione. Intervengo per fare alcune precisazioni. Onorevole Artizzu, non so da dove le venga quel numero del 20 per cento, forse l'ha sentito citare da un autorevole Ministro ma, come il Ministro, sbaglia anche lei. I pagamenti, rispetto agli stanziamenti nel 2005, sono il 54 per cento, nel 2003 erano il 52 per cento, li vada a controllare. I pagamenti del 2005 diviso gli stanziamenti in essere sono il 54 per cento, quelli del 2003 erano il 52 per cento. Preciso che non ho dato del grottesco a nessuno, ho detto che suonavano grottesche le parole, che è una cosa diversa.

Onorevole La Spisa, è interessante il suo dato, condivido totalmente che i debiti veri, le contrazioni di mutui nascono dal disavanzo precedente. Lei ha ricordato come, alla fine del 1999, il disavanzo fosse intorno ai 2 miliardi e mezzo di euro, non ricordo esattamente quanto ha detto. Trecento milioni di debiti, disavanzo per 2 miliardi e mezzo, che vuol dire che il deficit del 2004, l'ultimo del vostro Governo, era di 1 miliardo e 200 milioni di euro, quello dell'anno prima circa 1 miliardo e 100 milioni di euro, equivalevano a quasi il 50 per cento di tutto il disavanzo accumulato precedentemente.

Vuol dire che questo Governo di centrodestra in un solo anno è stato capace di aumentare il disavanzo del 50 per cento. Quando lo Stato lo fa per il 3 per cento si urla, se l'avesse fatto per il 10 per cento saremmo già morti! Questo Governo di centrodestra in un anno ha aumentato il disavanzo di una cifra pari a quasi il 50 per cento di quello accumulato nei vent'anni precedenti, un disastro!

LA SPISA (F.I.). E' completamente confuso.

CAPPAI (U.D.C.). Non sarebbe la prima volta!

LA SPISA (F.I.). Dovrebbe dare le cifre giuste!

PRESIDENTE. Metto in votazione l'articolo 1. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Cassano ha, per errore, votato a favore ma intendeva votare contro.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - ORRU' - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS - URAS.

Rispondono no i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - LA SPISA - LIORI - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PETRINI - PISANO - SANCIU - SANJUST - SANNA Matteo - VARGIU.

Si è astenuto: il Presidente SPISSU

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 65

Votanti 64

Astenuti 1

Maggioranza 33

Favorevoli 40

Contrari 24

(Il Consiglio approva)

Come abbiamo detto, poi alla conclusione della votazione della finanziaria può darsi che dovremo tornare sul comma 5 alle lettere a) e b) per coordinare le cifre conclusive.

Metto in votazione l'emendamento numero 129.

Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

CALIGARIS (Gruppo Misto). Presidente, intervengo brevissimamente. Ho ascoltato con attenzione le ragioni di questo emendamento e ho anche sentito l'assessore Dadea che dava delle spiegazioni in merito alle poste, spiegando appunto che la legge diventerà poi effettivamente operativa nei due anni successivi. Ciò nonostante esprimo perplessità sul fatto che non si preveda nulla per il 2006. Ecco perché ritengo che, in ogni caso, debba essere inserito un sostegno per questa fase. Per cui dichiaro il mio voto favorevole all'emendamento numero 129.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Intervengo per dichiarare, ovviamente, il mio voto favorevole all'emendamento presentato. Intanto non anticipiamo gli esiti del voto del Consiglio, cioè la legge deve essere discussa e approvata dall'Aula. Dare una risposta come se fosse tutto in cassetta ogni volta incomincia ad essere anche preoccupante, perché quello che esce dalle Commissioni, non dico quello che esce dalla Giunta, è sottoposto alla valutazione dell'Aula. Perché chiediamo 10 milioni? E' un segnale, non che non ne abbiano bisogno, anche se facciamo i calcoli delle medie, eccetera, le medie sono sempre deficitarie, noi stiamo parlando di 400 comuni circa e di 8 nuove province che stanno agonizzando, che non riescono a rendere i servizi ai cittadini, per quello che devono fare non hanno risorse sufficienti né dal punto di vista delle strutture,né da quello professionale né dal punto di vista finanziario. La realtà è che c'è stato un attacco alla pubblica amministrazione per privatizzare tutto, anche il respiro, anche l'acqua, anche la terra.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.

LADU (Forza Paris). Chiedo la votazione nominale.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 129.

(Segue la votazione)

Prendo atto che il consigliere Contu ha votato a favore.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - CALIGARIS - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CHERCHI Oscar - CONTU - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FLORIS Mario - GALLUS - IBBA - LA SPISA - LADU - LOMBARDO - MILIA - MORO - MURGIONI - OPPI - PISANO - RANDAZZO - SANCIU - SANNA Alberto - SANNA Matteo - URAS - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORDA - CORRIAS - CUGINI - FADDA Giuseppe - FLORIS Vincenzo - FRAU - GESSA - GIAGU - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - ORRU' - PETRINI - PINNA - PIRISI - SABATINI - SALIS - SANJUST - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - SORU - UGGIAS .

Si è astenuto: il Presidente SPISSU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.

Presenti 64

Votanti 63

Astenuti 1

Maggioranza 32

Favorevoli 28

Contrari 35

(Il Consiglio non approva)

Metto in votazione l'emendamento numero 53.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Signor Presidente, questo è l'ennesimo emendamento della Giunta regionale che di fatto modifica la finanziaria. Ci sono - credo - una quindicina di emendamenti che la Giunta regionale ha presentato dopo che la manovra era stata esitata dalla Commissione, emendamenti che sono la risposta alle sollecitazioni; questo indica che non c'è una strategia chiara, che non c'è un modo univoco di vedere le cose e che quindi, volta per volta, si è costretti ad intervenire con questo e con altri emendamenti. In questo caso si tratta di un emendamento che dovrebbe portare delle risorse alle amministrazioni locali una volta che il provvedimento di legge numero 85 venisse esitato da questo Consiglio. E' ancora presto, non sappiamo quando verrà esitato, ma la Giunta si è preoccupata di impegnare delle risorse, 28 milioni e "fischi" di euro.

Per questa manovra finanziaria, forse io mi sarei aspettato, presidente Soru, che qualcuno dei suoi Assessori le desse un suggerimento, se stanno a cuore le sorti degli enti locali, soprattutto in una Regione come la Sardegna dove è cambiata completamente la geografia degli enti locali. Così non è stato, voi vi dovevate solo preoccupare di trovare un modo per aggirare la norma del patto di stabilità. Questo è il dramma che oggi vivono le amministrazioni locali, fa specie e meraviglia che Assessori attenti, Assessori che hanno amministrato, un Presidente che vuole essere vicino al territorio, non si siano preoccupati di capire come le amministrazioni locali della Sardegna, comuni e province, cercheranno di chiudere il bilancio senza poter rispettare, ahimè, il patto di stabilità.

Io credo che ci sarebbe potuta essere una norma, un impegno presso il Governo, se non è opportuno che lo facciamo noi o se non rientra nelle potestà della Regione Sardegna. Come si possono abbandonare otto province? Perché di fatto non abbiamo costituito altre quattro province da un territorio che si è annesso da un altro Stato, abbiamo frammentato, abbiamo diviso il territorio della Sardegna in otto province piuttosto che in quattro, e tutte le province hanno modificato di oltre il 15 per cento sia la loro consistenza demografica sia la loro consistenza territoriale. Quindi sono degli enti nuovi. A fronte di questo mi chiedo: è possibile che a nessuno sia venuto in mente che la drammaticità del momento andava affrontata? No, si pensa di impegnare circa 28 milioni di euro per un provvedimento di legge che ancora non sappiamo che fine abbia fatto.

PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 53. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2. All'articolo 2 sono stati presentati 5 emendamenti.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2 e dei relativi emendamenti:

Capo II

Disposizioni nei vari settori di intervento

Art. 2

Disposizioni a favore degli enti locali

1. È autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 55.000.000 per il finanziamento degli interventi comunali finalizzati all'occupazione, di cui all'articolo 24 della legge regionale 20 aprile 2000, n. 4 (UPB S04.020).

2. Per le finalità di cui al comma 23 dell'articolo 6 della legge regionale 22 dicembre 2003, n. 13, relative alla concessione di contributi a favore dei comuni per la ristrutturazione ed il risanamento di sedi comunali danneggiate da eventi dolosi, è autorizzato, nell'anno 2006, lo stanziamento di euro 500.000 (UPB S04.020).

3. Gli stanziamenti di cui alla lettera b) del comma 1 dell'articolo 10 della legge regionale n. 7 del 2005 sono prioritariamente destinati al completamento di opere pubbliche in corso di realizzazione.

4. In deroga alle disposizioni di cui alle legge regionale 13 ottobre 1998, n. 29, lo stanziamento iscritto in conto dell'UPB S04.130 (cap. 04214) nell'anno 2006 è esclusivamente destinato al recupero primario dei centri storici.

EMENDAMENTO sostitutivo parziale ATZERI - SCARPA

Art. 2

Nel comma 1 l'importo di € "55.000.000" è modificato con quello di "135.000.000"

COPERTURA FINANZIARIA

IN AUMENTO:

UPB S04.020 CAP 04048

ANNO 2006 € 80.000.000

IN DIMINUZIONE

UPB S03.006 FNOL

ANNO 2006 € 80.000.000

Mediante riduzione della voce 13 della tab. A allegata L.F. . (31)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - MURGIONI - GALLUS - MORO - ARTIZZU - RASSU

Art. 2

Al comma 1 la cifra di Euro 55.000.000 è rideterminata in Euro 70.000.000 (settanta milioni).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S04.020 anno 2006 Euro 15.000.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 Euro 15.000.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria). (60)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale OPPI - LADU - DIANA - VARGIU - LA SPISA - CONTU - CAPELLI - MURGIONI - GALLUS - ARTIZZU - MORO

Art. 2

Al comma 2 la cifra di Euro 500.000 è rideterminata in Euro 1.000.000

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S04.020 anno 2006 Euro 500.000

In diminuzione

UPB S03.006 anno 2006 Euro 500.000

(mediante riduzione della voce 13 della Tabella A allegata alla legge finanziaria) . (61)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 2

Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

4 bis. Il comma 5 dell'articolo 19 della legge regionale n. 12 del 2005 è così sostituito: "5. Le modifiche e le abrogazioni disposte dal presente articolo entrano in vigore all'atto dell'istituzione delle Comunità montane ai sensi della presente legge.

Allo stesso modo, fino all'approvazione del piano di cui all'articolo 2 della citata legge regionale n. 12 del 2005, per le forme associate dei comuni continuano ad applicarsi i criteri di cui al comma 5 dell'articolo 37 della legge regionale 21 aprile 2005, n. 7.". (1)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 2

Dopo il comma 4 è aggiunto il seguente:

4 ter. Il comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 1° giugno 1993, n. 25 è sostituito dal seguente:

"2. La quota del medesimo fondo destinata alle province è ripartita fra di esse sulla base dei parametri per la ripartizione delle risorse individuati dalla Giunta regionale ai sensi del comma 14 dell'articolo 1 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7." (2).)

PRESIDENTE. Ricordo che sono stati stralciati il primo alinea dell'emendamento numero 1 e l'emendamento numero 2, pertanto vive solo la seconda parte dell'emendamento aggiuntivo numero 1.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Presidente, voglio parlare preliminarmente sull'interpretazione data allo stralcio degli emendamenti numero 1 e 2, facendo presente alla Presidenza il fatto che l'emendamento numero 1 non si configura come modificazione della legislazione corrente, ma come atto di coordinamento nella fase di applicazione della riforma delle comunità montane e delle altre forme associate di comuni, volta a non applicare in via automatica l'articolo 19, che prevedrebbe la modifica della legge 25 a partire dal bilancio 2006, che a sua volta provocherebbe l'interruzione del trasferimento degli stanziamenti alle vecchie comunità montane e alle forme associate tuttora in vigore, in costanza di gestione di servizi ai cittadini.

Poiché riteniamo che la legge debba contemplare l'obbligatorietà della continuità amministrativa dei servizi, con questa dicitura noi intendiamo che si debbano garantire i servizi ai cittadini fino a quando non subentrino a regime, una volta approvato il piano previsto dalla legge regionale numero 12, le nuove comunità montane e le unioni dei comuni, che sono portatori di gestioni di servizi associati ai cittadini. Questa è una norma di coordinamento e di entrata in vigore dell'articolo 19 della legge numero 12 nell'interesse del funzionamento della pubblica amministrazione e, come tale, non intende revocare l'articolo 19, ma intende coordinarlo col processo di riforma tuttora in essere.

Questo per quanto riguarda l'emendamento numero 1. L'emendamento numero 2, invece, è una sorta di aggiornamento direi quasi scontato. Come voi sapete la legge 25, nella parte degli investimenti, non dice che alle province spetta quella quota di investimenti, ma dice che alla provincia di Cagliari, di Oristano, di Nuoro e di Sassari spettano delle percentuali. Poiché ci troviamo, in costanza di legislazione, in presenza di otto province, ritenevamo corretto, per fugare ogni dubbio, agli uffici soprattutto, non certo al legislatore, che venisse modificata quella dicitura riferendosi alle otto province a cui spettano i trasferimenti pro quota, così come deliberato dalla Giunta sulla base dei riparti di percentuali di trasferimento. Questi sono i contenuti che non modificano le leggi, ma le adeguano prendendo atto di altre leggi che vanno coordinate.

Quindi chiedo al Presidente e all'Aula di voler considerare la portata di questi emendamenti e di ritenerli ammissibili.

PRESIDENTE. Assessore, sul piano strettamente formale, perché questa è la valutazione che viene fatta nell'individuazione dell'eventuale non ammissibilità degli emendamenti, l'emendamento numero 1 e numero 2 si configurano come modifiche alla norma esistente; in modo particolare, per quanto riguarda la prima parte del numero 1, una modifica della legge regionale 12 e del suo articolo 19. Questa è la motivazione che non entra nel merito, naturalmente, abbiamo utilizzato solo un'argomentazione formale nel valutare l'ammissibilità o l'inammissibilità di altre norme e di altri emendamenti. Come lei dice, la modifica è una modifica formale, molto marginale, io posso soltanto rimettermi, eventualmente, all'Aula, nel senso che, per quanto riguarda la Presidenza, resta il giudizio di inammissibilità e quindi lei troverà il modo, eventualmente, di riproporlo in un articolato successivo che è già stato presentato. Io sarei per mantenere questa posizione di rigore, ancorché per fatti marginali come questo, essenzialmente per evitare di creare precedenti.

Ha domandato di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Non era assolutamente intenzione della Giunta concretare dei precedenti su questa procedura, perr cui ritiriamo gli emendamenti, li presenteremo nel collegato, chiaramente ci sarà da aspettare per poter garantire poi la continuità dei trasferimenti.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Atzeri per illustrare l'emendamento numero 31. Ricordo che i consiglieri che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.

ATZERI (Gruppo Misto). Signor Presidente, lo sviluppo, le riforme e l'occupazione sono degli anelli di questa catena inscindibile, come altre volte ho sostenuto, per il principio di vasi comunicanti, l'uno scivola nell'altro e si livellano appunto allo stesso livello di liquido. Nella discussione generale è stato detto che le riforme si devono fare a costo zero e non sulla pelle dei lavoratori, perché un'azione di governo che crea apprensione sociale e, anziché elevare il montepremi occupazionale, crea disoccupazione sarebbe un'azione censurabile e indegna. Non mi sembra che questo Governo crei apprensione sociale, bensì panico sociale. Bisogna essere precisi nel definire i termini.

Con questo emendamento, consapevoli del fatto che non c'è un progetto organico di sviluppo, abbiamo pensato proprio di potenziare uno dei settori vitali che attanagliano e buttano nella disperazione i sardi. Basta vedere alcuni comparti come la formazione professionale e l'industria, sui quali si addensano, purtroppo, migliaia di licenziamenti. Per gli addetti ai lavori sto parlando dell'UPB S04.020 capitolo 04048, il cosiddetto articolo 19 della legge 37 del 1998. Invece, per i sardi che attendono speranzosi un posto di lavoro, è una legge, è un articolo che potrebbe dare risposte. L'impegno finanziario di 55 milioni per noi sardisti è sembrato esiguo, ecco perché caldeggiamo l'approvazione dell'emendamento con il quale lo eleviamo con ulteriori 80 milioni di euro quindi fino a 135, in questo modo pensiamo che, attraverso lo sviluppo locale compatibile, i comuni possano essere valorizzati e possano dare delle risposte puntuali proprio su questo versante drammatico del lavoro.

Pensiamo anche che, attraverso queste forme, si possa, appunto, felicemente coniugare ciò che è previsto, credo, nel punto b) dello stesso articolo 19, dove si parla di promozione di attività produttive per la valorizzazione e risorse locali, quindi appunto una coniugazione tra lavoro connotato da una forte identità. Certo si è abusato, l'articolo 19 è stato usato anche per creare giardinetti, per creare opere pubbliche, però la felice ispirazione che ha avuto il legislatore nel 1998 non può essere vanificata da risorse così esigue; ecco perché noi pensiamo sia importante accogliere questo emendamento, che dà una risposta puntuale, precisa, e responsabilizza i comuni che creano occupazione compatibile e non, purtroppo, come vediamo e apprendiamo dagli articoli di cronaca. Oggi finalmente è stata fatta chiarezza su quello scempio ambientale che ricade a Oristano, probabilmente tra gli untori principali c'è proprio quella realtà che ospitava amorevolmente l'Assessore dell'agricoltura, che ha devoluto in un modo veramente bizzarro fortissime risorse verso il risanamento. Credo sia stato indotto a miti consigli e, nell'articolo 4, con l'emendamento numero 48, vedo che ha ridotto il 75 per cento, di denaro pubblico devoluto a fondo perduto, al 60 per cento.

E' importante favorire lo sviluppo compatibile con l'ambiente, perché siamo veramente distrutti, amareggiati dalla rincorsa e dal ricatto del posto di lavoro a tutti i costi che stanno massacrando una delle risorse primarie per la Sardegna. Abbiamo l'esempio della Syndial che aveva creato, attraverso quell'incendio noto, una coabitazione scomodissima, oggi si parla di diossina con certificazioni indiscutibili, nell'agro della "3 A" di Arborea, con questi effluvi zootecnici, finalmente il giallo è stato risolto, stanno danneggiando un comparto altrettanto importante come quello ittico, dove purtroppo hanno trascorso un infelice Capodanno orate, anguille e muggini, creando un danno economico, oltre che ambientale, proprio ad un comparto fondamentale per l'economia sarda.

Allora, attraverso questo emendamento, attraverso la valorizzazione e la responsabilizzazione dei comuni, creiamo occupazione che dia sviluppo, perché sono inscindibili lo sviluppo e l'occupazione, non si è mai visto uno sviluppo che crea disoccupati e morte dell'ambiente. Noi speriamo che i colleghi della maggioranza e i colleghi dell'opposizione possano benevolmente accogliere questo emendamento che dà una notevole risposta ad una delle migliori leggi che noi sardisti abbiamo visto con interesse, che plaudiamo ancora e che riteniamo di fondamentale importanza, la legge 37, articolo 19.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere URAS. Ne ha facoltà.

URAS (R.C.). Mi dispiace correggere il collega Atzeri, non si tratta dell'articolo 19 della "37" che ha visto, purtroppo, perché quello a cui si riferisce sono gli interventi dei cantieri comunali; comunque sempre risorse destinate all'occupazione in una situazione tragica come quella della Sardegna e tragica da molto tempo. La Sardegna non riesce - nonostante i trucchi che si sono inventati in ambito europeo per la definizione, il calcolo degli occupati e dei disoccupati - a superare un limite che è quello attorno ai 500 mila (490 o 510 mila) occupati su 1 milione e 600 mila abitanti, quindi un terzo circa della popolazione. Non riesce a farlo perché ci sono ragioni strutturali di ritardo sia sul piano economico che sul piano sociale. Tanto ci sono questi ritardi che la Sardegna è stata oggetto di normative specifiche in ambito europeo e anche in ambito nazionale, addirittura lo Statuto, cioè una legge costituzionale, si pone il problema della rinascita della Sardegna perché, nata dal punto di vista economico e sociale, sicuramente ha sempre bisogno di rinascere perché i dati del suo stato di salute sono dati non positivi.

Dicevo si sono fatti i trucchi, cioè sostanzialmente risulta occupato anche il figlio di un proprietario di una piccola azienda familiare, anche se non percepisce reddito; risultano occupati nel sistema di rilevamento coloro che hanno fatto un'ora di lavoro retribuito nell'arco della settimana in cui si è operato il rilevamento, il rilevamento avviene ormai tutte le settimane e così via, quindi c'è tutta una serie di condizioni per valutare, per sopravalutare e non calcolare soprattutto il lavoro precario. Cioè, c'è un sistema in cui questa società non si vuole accorgere del fatto che c'è un pezzo importantissimo di essa, sia sul piano numerico, sia sul piano della capacità di rendere un'utilità alla comunità alla quale appartiene, che è escluso, che è dimenticato. Perché? Perché noi inseguiamo il grande filone del liberismo sfrenato, oggi c'è una manifestazione qua sotto contro la Direttiva Bolkenstein che sarà un disastro, io sono convinto che il Parlamento Europeo l'approverà, poi saranno problemi degli Stati nazionali capire come applicare una legge che aggredisce anche quel 70 per cento di PIL, così ci dice La Malfa, che deriva dai servizi pubblici, dalla gestione cioè di quelle materie che riguardano la convivenza civile, l'inclusione sociale, il rapporto sano e pacifico all'interno delle società.

L'altro giorno il professor Bottazzi, che ha partecipato ad un dibattito che abbiamo tenuto alla Fiera di Cagliari, mi ha detto che alcuni anni fa il rapporto tra le società opulente, cioè coloro che hanno tutto, e coloro che non hanno niente, era all'incirca di due terzi contro uno, cioè due terzi non aveva niente, un terzo aveva tutto. Oggi il rapporto si è aggravato, l'85 per cento è rappresentato da chi non ha niente e il 15 per cento da chi ha tutto. Quella che si è proposta è un'idea non dello sviluppo ma della crescita economica, della crescita del capitale, della competitività funzionale all'arricchimento di pochi, che sta mandando in rovina tutti, anche la nostra Regione. Purtroppo nel DPEF noi ci siamo riempiti di competitività e abbiamo trascurato la cooperazione, l'attenzione, l'ascolto, il riferimento ai disagi sociali, l'azione di recupero di una fetta di società ampia, 200 mila poveri in Sardegna, che sono esclusi completamente da tutto.

Noi siamo parte di una coalizione di centrosinistra e Rifondazione Comunista è un partito di sinistra che guarda a questi bisogni. Noi avremmo voluto, vorremmo che questa finanziaria servisse a segnare la differenza di passo sull'attenzione sociale, sui problemi del lavoro e invece capita che siamo esclusi, proprio perché sosteniamo queste tesi, pregiudizialmente e incomprensibilmente dall'Assessore del bilancio, dall'Assessore del lavoro, da pezzi importanti e autorevoli della Giunta di cui è Presidente l'onorevole Soru.

A noi dispiace perché non è un problema di Rifondazione Comunista, è un problema di questa maggioranza. E' un problema serio dei Democratici di Sinistra e de La Margherita che dovrebbero essere i capisaldi di una regolare costruzione di un rapporto chiaro interno tra le forze politiche che si candidano anche ad essere Governo del Paese. Purtroppo invece scontiamo disattenzione, distrazioni, insufficienze, superficialità. Noi non abbiamo riproposto quest'anno emendamenti attorno al tema del Piano straordinario per il lavoro, che è stato cancellato con la precedente finanziaria, va consumata tutta la responsabilità che c'è attorno a questo problema e se si vogliono costruire politiche del lavoro, prima o poi, bisognerà discutere e, prima o poi, bisognerà trovare risorse, soluzioni tecniche, iniziative, potenziare le strutture, gli strumenti della Regione, del sistema autonomistico locale e anche, perché no?, avere attenzione di più all'insieme del sistema produttivo.

Qua sotto ci sono agricoltori e serricoltori, l'Assessore li ha ricevuti, i Capigruppo pure, qualcuno ha preso anche gli applausi per l'attenzione che ha dimostrato al problema. Oggi si doveva tenere anche un incontro di natura tecnica, si è deciso che ciò che è stato detto non vale più e che stamattina e stasera non si incontreranno con questi lavoratori. Si manda loro un messaggio come dire: state lì, fermi. Hanno occupato l'Assessorato dell'agricoltura, vuol dire che c'è un disagio, teniamone conto perché il centrosinistra dialoga, lo diceva ieri Violante: "Noi parliamo con i cittadini. Questa è la differenza tra noi e la destra, noi parliamo con i cittadini, con tutti e non facciamo alcuna esclusione pregiudiziale". Perché allora l'Assessore ha poca attenzione nei confronti di questi lavoratori? Perché qualche pasticcio che è stato pure commesso nelle procedure di notifica, nell'individuazione delle somme, nell'articolazione, non si rimedia? Basta poco, basta parlare, il centrosinistra parla con i suoi elettori, con i suoi cittadini, deve dimostrare questa capacità sempre.

Io mi auguro che questo serva, quando arriveremo a parlare di reddito di cittadinanza, a cancellare anche trucchi che sono stati introdotti e che non servono a nessuno.

PRESIDENTE. Siamo passati immediatamente alla discussione senza l'espressione del parere del relatore, prego onorevole Secci. Lo facciamo perché adesso l'illustrazione e la discussione avvengono in pratica contemporaneamente.

Per esprimere il parere sugli emendamenti, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Presidente, esprimo parere negativo per il "31", per il "60" e per il "61".

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere conforme.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente, tra le risorse strategiche destinate dal presidente Soru alle operazioni di risanamento finanziario del bilancio della Regione, come è scritto nella delibera della Giunta regionale del 17 gennaio e del 15 aprile 2005, ripresa in quella dell'8 febbraio 2006, non troviamo gli 80 milioni che dovrebbero rinvenire dalla vendita del pacchetto azionario della banca CIS. Un'omissione forse premonitrice, perché qualora andasse in porto l'operazione di cui il Presidente si è fatto paladino, sarebbe non solo una iattura per la funzione che il CIS ha sempre rappresentato e potrebbe ancora rappresentare per la Sardegna, ma costituirebbe un vero attentato alle prerogative esclusive del Consiglio regionale, un abuso di potere intollerabile, un vulnus dell'autonomia sul quale credo che la maggioranza, in particolare la sinistra, dovrebbe poter dire la sua, se è vero come è vero che si proclama forza autenticamente democratica, autonomista, garantista.

Il caso CIS e il caso SFIRS toccano, infatti, il principio stesso dell'equilibrio dei poteri tra Presidente, Giunta e Consiglio regionale. L'articolo 15 dello Statuto speciale della Sardegna, così come integrato dall'articolo 3 della legge costituzionale del 2001, stabilisce che la legge statutaria della Regione Sardegna determina la forma eccetera eccetera. E' sempre però in vigore, in attesa che questo avvenga, la norma statutaria, articolo 37, secondo la quale la Giunta regionale è responsabile di fronte al Consiglio, il voto di sfiducia del Consiglio determina le dimissioni della Giunta. La verità è che, in tema di rapporti economici, sino all'approvazione della legge statutaria, il principio ancora vigente è quello della legge 1 del 1977, quello del raggiungimento dell'intesa tra Giunta e Consiglio sulle valutazioni, le scelte, le indicazioni di intervento che gli atti di programmazione propongono, articolo 4 lettera c. Gli stessi rappresentanti della Regione, in società partecipate, possono essere nominati soltanto una volta che sia stato espresso il parere delle competenti Commissioni consiliari.

Se questa è la situazione, e questa è, non mi voglio adesso soffermare su tutti gli ordini del giorno che abbiamo approvato all'unanimità in questo Consiglio regionale, in tale ottica di diritto positivo e di intenzioni legislative, vanno calati il caso CIS e SFIRS. Con deliberazioni della Giunta regionale del 17 gennaio e del 12 aprile 2005, cui fa seguito quella del 2006, la numero 5, la Giunta stabilisce di accogliere la proposta del Presidente circa la dismissione dell'intero pacchetto azionario detenuto dalla Regione del capitale sociale di banca CIS e di affidare alla SFIRS l'incarico di espletare la relativa procedura con apposita convenzione da stipulare con il Presidente, sulla base di determinate indicazioni.

Ma dove siamo? Colleghi, ma dove siamo? Le due deliberazioni sono naturalmente motivate, ci mancherebbe che non lo fossero, ma l'atteggiamento della Giunta e del suo Presidente lede l'attuale equilibrio dei poteri, l'ho già accennato. La scelta operata è tale da incidere su importanti problematiche economiche la cui definizione non può essere unilaterale perché grava sull'intera comunità regionale. Guardate che gli atti di questo Consiglio sono pieni! A conferma di quanto asserito, giova sottolineare che la decisione di partecipazione della Regione al fondo di dotazione CIS (udite bene, colleghi!) era stata assunta a livello legislativo e non con provvedimenti dell'Esecutivo, vedi la legge regionale numero 20 del 1954 e la legge numero 1 del 1983.

Per quanto riguarda la SFIRS, già nell'incontro di Sassari del 29 aprile 2005, presso la Camera di Commercio, il Presidente della Regione aveva previsto una sostanziale trasformazione della S.p.A. da banca di prestito a banca di contribuzione in conto capitale (ma qui non siamo a Tiscali, presidente Soru!), di attività di consulenza straordinaria nella preparazione di progetti, di assistenza al sistema imprenditoriale sardo per la sua crescita e per la negoziazione con lo Stato. Più di recente si è appreso che la SFIRS non sarà venduta, ma saranno cedute al miglior offerente le sue attività bancarie, obiettivo finale del Presidente sarebbe quello di trasformare la SFIRS in un'agenzia governativa attraverso una modifica dello statuto. La società non svolgerà più attività bancarie tradizionali ma offrirà prodotti innovativi, si impegnerà e fungerà da advisor della Regione e della pubblica amministrazione.

SECCI (La Margherita-D.L.). Di che cosa stiamo parlando, Presidente?

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Stiamo parlando di quello che mi pare e piace, tu quando parli, parli di quello che ti pare e piace, cosa è, ti tocca?

SECCI (La Margherita-D.L.). Non mi tocca nulla!

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). E allora non interrompere e stai zitto.

(Interruzione del consigliere Secci)

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, devo recuperare.

(Interruzione del consigliere Secci)

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Ma perché tu non sai parlare di niente, ecco perché, tu sei un servitor gentile, vai, continua a farlo. Continua a farlo e non interrompere chi parla!

PRESIDENTE. Onorevole Floris!

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Capito? Perché fai lo schiavetto, se vuoi fare lo schiavetto, fai lo schiavetto, io sto ponendo problemi seri.

(Interruzione del consigliere Secci)

PRESIDENTE. Onorevole Secci, per piacere! Onorevole Floris!

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Forse tu non sai neanche di che cosa stiamo parlando. E allora!

(Interruzione del consigliere Secci)

PRESIDENTE. Onorevole Floris, prosegua il suo intervento.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, io non interrompo nessuno e non desidero essere interrotto.

PRESIDENTE. Prosegua il suo intervento, prego.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Anche questa, come è evidente, è una scelta di non poco momento nell'ambito del panorama economico isolano e non può essere sottratta alla discussione di questa Assemblea regionale. Io sfido chiunque a dire che, in qualunque altra Regione dove c'è anche l'elezione diretta del Presidente, il Consiglio regionale e il Parlamento non sono centrali e non sono essi stessi a discutere di questi problemi. Ma come si fa a vendere i pacchetti CIS, a trasformare gli enti di formazione? Credo che sia una cosa inammissibile, ma non io, io sto ponendo un problema politico serio al Consiglio regionale, mi auguro che il problema sia preso seriamente e non in questo modo.

PRESIDENTE. Io devo ricordare, sebbene l'argomento sia generale, di provare a stare nei temi in discussione nei vari articoli. Adesso stiamo discutendo dell'articolo 2 che reca "Disposizioni a favore degli enti locali" e degli emendamenti numero 31, 60 e 61. Quindi rivolgo un invito a tutti quelli che intervengono a stare possibilmente dentro il tema nonostante stiamo parlando di finanziaria.

Io pensavo di chiudere stamattina con gli interventi sull'articolo, ci sono ancora tre iscritti a parlare, quindi finiremo alle 14 e 10.

OPPI (U.D.C.). Finiamo alle 14, perché alle 15 e 30 noi abbiamo una riunione.

PRESIDENTE. Lo so, onorevole Oppi, infatti le iscrizioni a parlare sono...

(Interruzione del consigliere Oppi)

PRESIDENTE. Finiamo alle 14. Ricordo ai colleghi che, durante l'intervento, possono illustrare l'emendamento e intervenire contemporaneamente.

E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Sento lamentele da parte di alcuni colleghi della maggioranza ma, colleghi, almeno per quelle poche volte che il presidente Soru è in Aula, dateci la possibilità di intervenire. Io credo che, avere delle notizie che probabilmente non avevate neanche voi, vi sia servito e vi servirà ancora. Bene ha fatto il presidente Floris, bene fanno tutti coloro che informano il Consiglio, perché non è facile essere informati su ciò che decide la Giunta, certamente per il bene della Sardegna.

L'onorevole Uras, che tocca e fugge, perché è come l'araba fenice ormai, lo si vede ma poi non lo si vede più, ha fatto tutta una serie di considerazioni che mi è difficile, Presidente, non riprendere, perché o si blocca sul nascere qualsiasi tipo di disquisizione non attinente col tema, o altrimenti… Vero è che l'onorevole Uras si è preoccupato di farmi avere un comunicato stampa sul grave dissenso suo e degli altri colleghi di Rifondazione Comunista sul sindaco o sul presunto candidato a sindaco della città di Milano per la guerra in Iraq. Allora, non siete d'accordo con il vostro candidato sindaco...

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Onorevole Diana non si lasci... Onorevole Diana prosegua.

DIANA (A.N.). Ne conoscevamo uno solo servitore, adesso sono due. Io non ho fatto il nome.

PRESIDENTE. Onorevole Diana, il suo interlocutore non è l'onorevole Secci.

DIANA (A.N.). No, è l'onorevole Sanna Francesco questa volta.

Quindi, dicevo, il candidato sindaco di Milano vi ignora che è una meraviglia, ma proprio non vi fila neanche, l'onorevole Uras ha tirato qua la Direttiva Bolkestein, ma vi siete chiesti chi è l'artefice di quella Direttiva? C'ero mica io Presidente della Commissione Europea! C'era, guarda caso, il Presidente da voi indicato come candidato per pensare di governare l'Italia: Prodi. C'era lui! Tutti quei parametri a cui ha fatto riferimento sono un'eredità drammatica che ci ha lasciato il presidente Prodi.

Di che cosa vi lamentate? Sono riusciti a dividervi, sono riusciti a separarvi in casa, sono riusciti a farvi votare con modalità diverse! E' vero, può accadere, ma qui sta accadendo troppo spesso. Allora io non ho capito cosa dice l'onorevole Uras sull'emendamento Scarpa-Atzeri, non ho capito cosa dice sull'emendamento presentato dalla minoranza o sugli emendamenti presentati su questo articolo. Ha fatto tutto un ragionamento però non è arrivato al dunque. Sono emendamenti che condividete o che sono da condividere, o avete altre strategie con la cittadinanza? Quando ci arriveremo, vedremo come si voterà.

Allora dico io, presidente Soru, con i due emendamenti che richiamo, è utile richiamarli, perché l'assessore Sanna Gian Valerio benché li abbia ritirati ci ha detto subito che verranno inseriti in un collegato. Ormai è diventato un classico, siamo tutti collegati e scollegati allo stesso tempo, ogni volta che c'è un qualcosa che non ha il parere o del Presidente del Consiglio o dell'Aula finisce nel collegato, ormai è un classico!

Allora volevo tranquillizzare l'assessore Sanna Gian Valerio, perché io ho letto gli emendamenti, ne ho capito anche la ratio, non c'è bisogno di collegare nessuno. Le assicuro che non c'è bisogno di collegare nessuno, perché quello che lei vuol fare con quei due emendamenti è già stato fatto, la ripartizione dei fondi per le province è già avvenuta con altri parametri, anche in presenza delle otto province, glielo assicura il presidente Diana, ex Presidente della provincia di Oristano. Ha capito? E' già avvenuto!

E' avvenuto, per esempio, per i fondi per l'edilizia scolastica, Oristano ha preso il 13,72 per cento eppure aveva l'11,40. Quindi quella ripartizione è già stata fatta. Forse si è abusato? Io non credo che si sia abusato, diventa un fatto naturale, normale, è un automatismo, non è su queste cose che dovete portare il Consiglio regionale e soprattutto non dovete mettere stamattina, come dire, il pur distratto Presidente del Consiglio nella condizione di dovervi costringere a ritirare piuttosto che considerarla norma intrusa. Già era distratto anche il suo predecessore, Presidente, perchè anche il presidente Fadda stamattina era piuttosto animato da buoni propositi, troppo veloce per quanto ci riguarda. Noi preferiamo lavorare con questi tempi, con questa calma, e poter dire le cose. Allora, noi abbiamo presentato questo emendamento, che cerca di dare risorse ulteriori, proponendo di aumentare lo stanziamento da 55 milioni di euro a 70 milioni di euro, poi c'è l'emendamento Atzeri-Scarpa che lo porta a 135 milioni di euro. Ho sentito un borbottio, 135 milioni di euro; sapete come calcolava i milioni di euro l'onorevole Cogodi? A mille a mille li calcolava, non li calcolava così.

Presidente Soru, vada a guardarsi i conti, per due legislature, mille miliardi per l'articolo 19 della legge numero 37 e sono soldi non spesi, sono ancora lì! O vi siete dimenticati dei 250 miliardi della siccità, 89 spesi, il resto è lì! Vi siete dimenticati di tutte queste cose? E poi quando noi chiedevamo… è assente anche oggi come al solito, quando gli agricoltori protestano, a turno un giorno c'è l'Assessore, un giorno non c'è il Presidente della Commissione.

PIRISI (D.S.). E' qua, è qua!

DIANA (A.N.). Sì, è sempre imboscato. Deve andare giù a parlare con quei signori per i quali lui non ha fatto la battaglia che doveva fare, perché il parametro di riferimento per la virosi del pomodoro lo conosciamo tutti, ma quei signori che sono giù, che non sono più quei signori di sessant'anni fa, sono delle persone che oggi l'anello al naso non ce l'hanno più, conoscono, leggono, studiano, hanno studiato senza i voucher, senza corsi di specializzazione, hanno studiato sulla loro pelle come molti di noi e di voi hanno fatto. Allora quei signori sanno benissimo che la virosi del pomodoro si paga al 5,65 euro a metro quadro, onorevole Sanna, ha capito? Questo è il parametro di riferimento.

Allora voi dovete convocare questi signori e non lasciarli lì a protestare, perché come ha detto l'onorevole La Spisa stamattina all'inizio della seduta, o l'onorevole Capelli, è certo che noi abbiamo subito forzature da parte vostra, tantissime, alcune erano anche legittime, ma quante volte ci avete fatto gonfiare il bilancio, in maniera irresponsabile, da non poterne più. Ci avete preso proprio per... veramente, non so usare neanche un termine, ma lo sapete tutti.

E oggi voi, che siete stati i maggiori artefici di quel disastro, accettate che il presidente Soru voglia scaricare tutte le responsabilità sulla Giunta regionale di centrodestra. Presidente, lei conosce come me queste cose, perché le può anche vedere, le può leggere negli atti del Consiglio. Lo può chiedere a Gian Valerio Sanna, suo Assessore, bravissimo, capace, un gran lavoratore, ci ha fatto dissipare miliardi in quest'Aula! Lo faceva per metterci in difficoltà, dissipare nel senso che sono finiti in quel famoso cantuccio che...

(Interruzioni)

Sono lì; 1500 emendamenti in finanziaria, non l'opposizione dell'onorevole Diana, dell'onorevole La Spisa, dell'onorevole Artizzu e di quanti altri, no! Quella non era opposizione, era rischio di essere malmenati. Come no! Come no! Perché voi potevate chiamare a raccolta le folle; è così, onorevole Uras, che si parla alla gente? Con la gente si parla per capirla, non si parla per parlarci come sta facendo lei. Con la gente bisogna parlarci, ma soprattutto bisogna ascoltarla. Bisogna ascoltare, non sentire. E mi pare che a voi due, soprattutto, in questo momento vi stia mancando qualche collegamento.

Dovete fare una scelta di campo, approfitto adesso per rivolgermi a lei dato che l'ho rivista perché era scomparso per un attimo. Questa Giunta non sta rispondendo a quelle che erano le vostre e anche le nostre aspettative, per argomenti diversi certamente, noi per un problema politico ma voi per un problema che invece vi tocca maggiormente.

URAS (R.C.). Sta rispondendo alle vostre aspettative. E' qui la differenza!

PRESIDENTE. No, onorevole Diana, non sono venti, mi dispiace, sono sempre dieci durante i quali il consigliere può contestualmente illustrare il suo emendamento e intervenire sugli altri emendamenti, questa è la regola nuova. Per carità, è facile sbagliare, onorevole Diana, stiamo sperimentando, siamo in fase di prima applicazione. Ero appunto attento.

E' iscritto a parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.

CONTU (F.I.). Signor Presidente, spero che alle 14 non mi tolga la parola, non so come il cronometro sia stato programmato ma non vorrei correre questo rischio. Scusi, potrei anche chiedere di intervenire per primo questo pomeriggio, vista l'ora e visto il dover rispettare?

PRESIDENTE. Onorevole Contu, lavoriamo. Se i colleghi si accomodano, appunto perché non abbiamo finito, penso che sia un'Aula con molte presenze e attenta. Prego, onorevole Contu.

CONTU (F.I.). Il Capo II prevede, appunto, all'articolo 2, le disposizioni nei vari settori di intervento e in particolare disposizioni a favore degli enti locali. Senza dubbio coloro i quali hanno sottoscritto gli emendamenti numero 60 e 61, e con essi i Gruppi che rappresentavano, si sono posti di sicuro il problema che, a più voci, credo anche in occasione della discussione in Commissione, i rappresentanti degli enti locali ci hanno tratteggiato, cioè la necessità di avere risorse per combattere l'emergenza in Sardegna dovuta al problema dell'occupazione, ovvero quello della disoccupazione, visto anche, praticamente, l'azzeramento della "37".

Un problema che sta montando, come ci hanno evidenziato i sindacati e ci portato all'attenzione le diverse manifestazioni che quotidianamente ormai assediano la Regione. Credo che nessuno possa sottrarsi dall'affrontare problemi quali quelli del lavoro e dell'occupazione che davvero sono diventati un'emergenza del quotidiano, a cui non si sa dare alcun tipo di risposta.

Rispetto al dato tendenziale che riguarda l'Italia, mentre fino a qualche tempo fa avevamo un trend di decremento della disoccupazione, noi unica Regione in Italia, oggi, abbiamo invece un trend di aumento. Mentre nelle altre Regioni la disoccupazione continua a decrescere, in Sardegna noi abbiamo una disoccupazione che ha ripreso a salire con impennate che davvero ci preoccupano. Ci preoccupano soprattutto quando all'atto pratico, dopo che coloro i quali hanno avuto in mano la gestione delle politiche del lavoro e hanno fatto le scelte sulle politiche del lavoro, ci hanno o vi hanno talmente coinvolto da destinare, in un bilancio della Regione, migliaia di miliardi per piani di lavoro, vediamo che sono stati cancellati nella finanziaria del 2004, del 2005 e del 2006.

Io dico che bisogna fare per davvero qualche riflessione, perché quelle risorse, indicate negli emendamenti per sostenere appunto l'articolo 2, molto probabilmente sarebbero soltanto un segnale per gli enti locali; non sarebbero di sicuro la panacea che può risolvere i problemi delle nostre decine e decine di migliaia di disoccupati, in particolare di quei disoccupati che da un giorno all'altro potremmo trovare per strada. Del resto non credo che l'aver cancellato le risorse sulla "37" sia stata davvero una scelta ponderata.

Voglio citare alcuni dati, Presidente. Per due anni la Sardegna nella nuova imprenditoria femminile è stata la prima Regione in Italia. Questo per dire che ci sono stati, nella nascita di nuova imprenditoria, di imprenditoria al femminile, i benefici della legge numero 37; il che avrebbe dovuto inorgoglirci davvero perché significa che, avendo a disposizione delle risorse, anche la nostra capacità di creare azienda si è risvegliata, soprattutto quando si confronta questo dato con il livello di istruzione delle nostre donne. Avrebbe un significato investire sulla cultura e sull'istruzione quando allo stesso tempo noi mettessimo a disposizione di queste persone le risorse per iniziare quei percorsi di imprenditoria, sconosciuti ai più, sui quali molto probabilmente dovremmo investire maggiormente.

Io non credo che davvero tutte quelle risorse che sono state spese abbiano fatto terra bruciata nei nostri comuni, anche in quelli del profondo interno; a noi risulta che, sia come individuali, che cooperativistiche o comunque imprenditoriali, finanziate con la legge numero 37, tante iniziative oggi si sono inserite in un contesto di mercato e sono diventate, in alcuni settori, dei veri fiori all'occhiello per la nostra Sardegna.

Sto citando la filiera, per esempio, della trasformazione delle granaglie, la filiera del pane, della produzione del pane, credo che proprio questo aspetto a lei, Presidente, debba essere ricordato perché, all'inizio della sua campagna elettorale, lei si lamentò del tipo di panino che si trovava negli aeroporti, proprio perchè lei stesso proviene da un territorio dove la produzione e la trasformazione del grano hanno rappresentato e rappresentano oggi una cultura. Una cultura che è in grado di creare imprenditoria, investimenti e soprattutto export, senza che ci sia stato in questa direzione nessun altro intervento se non quello della "37", se non quello attivato attraverso i piani del lavoro. Per esempio, per il consorzio del pane Carasau (le cito per Sanluri anche quello del Civraxiu per il quale è stato richiesto il marchio DOP) sono state attivate diverse iniziative attingendo proprio da queste risorse.

Io credo che quella sperimentazione che i comuni hanno potuto fare negli anni nell'applicazione di questa legge sia un patrimonio culturale a cui deve essere dato seguito, soprattutto permettendo ai comuni di continuare a cimentarsi nella promozione dell'imprenditoria. Tutte le iniziative, comprese quelle dell'azzeramento dei consorzi industriali, secondo me, stanno creando soltanto una situazione di terra bruciata; invece ci si dovrebbe indirizzare verso la creazione e il rinforzo delle infrastrutture necessarie, soprattutto dei trasporti, che dovevano collegare le zone interne con la rete dei porti e degli aeroporti. Niente di tutto ciò invece si legge in questa finanziaria.

Dette queste cose, è chiaro che il parere già espresso dall'Assessore in Giunta sia un parere negativo su una non finanziabilità o quanto meno su una non accettazione di queste proposte, compresa quella di indirizzare delle risorse verso i comuni per gli interventi relativi a ristrutturazione e risanamento delle sedi comunali danneggiate. Anche da questi piccoli interventi si capisce quale sia la volontà indirizzata verso i comuni, in questo caso vedi l'emendamento numero 61; noi, quando andiamo nei nostri centri, ci rendiamo conto dei danneggiamenti verso il patrimonio pubblico, all'ordine del giorno, verso le sedi istituzionali tutte e le comunali in particolare che sono diventate uno dei bersagli del malessere, purtroppo, sempre più diffuso nei nostri comuni.

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16 e 30.

La seduta è tolta alle ore 14 e 05.