Seduta n.81 del 30/03/2005 

LXXXI SEDUTA

(ANTIMERIDIANA)

Mercoledì 30 marzo 2005

Presidenza del Vicepresidente PAOLO FADDA

indi

del Presidente SPISSU

La seduta è aperta alle ore 10 e 06

CASSANO, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del 22 marzo 2005, che è approvato.

Congedi

PRESIDENTE. Comunico all'Assemblea che i consiglieri regionali Alessandro Frau e Giuseppe Giorico hanno chiesto congedo per le sedute del 30 e 31 marzo e del 1° aprile 2005; i consiglieri regionali Silvestro Ladu, Sergio Milia e Eugenio Murgioni hanno chiesto congedo per la seduta del 30 marzo 2005; il consigliere regionale Nicolò Rassu ha chiesto congedo per la seduta antimeridiana del 30 marzo 2005. Poiché non vi sono opposizioni i congedi si intendono accordati.

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sui costi elevati per il trasporto degli attrezzi sportivi". (179)

"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sul sostegno alle rivendicazioni degli agenti di polizia penitenziaria di Tempio". (180)

"Interrogazione PETRINI, con richiesta di risposta scritta, sul problema dei posti in aereo per i disabili". (181)

"Interrogazione IBBA - CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sui problemi derivanti a 25 lavoratori dalla chiusura della casa di riposo 'Domus Vittoria'". (182)

"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sull'Ufficio regionale giovani per i problemi della scuola". (183)

"Interrogazione LIORI - DIANA - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sul bando di gara della Regione per l'appalto del servizio di autonoleggio a Roma". (184)

Annunzio di mozione

PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.

CASSANO, Segretario:

"Mozione PILI - LA SPISA- OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - CONTU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - AMADU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - CASSANO - DEDONI - PISANO - MURGIONI - ONIDA sullo sviluppo della società dell'informazione in Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento". (33)

Sull'ordine dei lavori

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Secci. Ne ha facoltà.

SECCI (La Margherita-D.L.). Chiedo una sospensione di quindici minuti per consentire ai colleghi di arrivare numerosi in Aula.

PRESIDENTE. La seduta è sospesa. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 30.

(La seduta, sospesa alle ore 10 e 09, viene ripresa alle ore 10 e 32.)

Discussione e approvazione del disegno di legge: "Ulteriore proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2005" (126/A)

PRESIDENTE. Invito i colleghi a prendere posto. Riprendiamo i nostri lavori. Al termine della precedente seduta era stato concordato con tutti i Presidenti di Gruppo l'inserimento all'ordine del giorno del disegno di legge di proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno 2005. Come previsto dall'articolo 55 del Regolamento, procediamo alla votazione, in cui è richiesta una maggioranza di quattro quinti dei votanti.

Metto in votazione l'inserimento del disegno di legge numero 126/A al primo punto dell'ordine del giorno. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Pertanto l'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 126/A. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.

LA SPISA (F.I.). Il provvedimento in discussione era di fatto facilmente prevedibile, in queste settimane, vista l'impostazione della prima manovra finanziaria proposta nella legislatura che è appena iniziata.

Fin dall'inizio noi abbiamo segnalato che i disegni di legge finanziaria e di bilancio sono arrivati in Aula con un ritardo davvero grave e straordinario. Anche in momenti molto più difficili sul piano della stabilità politica, anche in legislature nate da un sistema elettorale ben diverso da quello attuale, si arrivava a esaminare la manovra di bilancio molto prima di quanto lo si stia facendo quest'anno. Abbiamo già rilevato più volte che questa manovra finanziaria, per il ritardo con cui è arrivata in Aula, già dall'inizio ha posto a se stessa un limite fortissimo, quello della inevitabile necessità di ricorrere all'esercizio provvisorio. L'esercizio provvisorio è giudicato da anni un ripiego, frutto della incapacità di programmare i lavori, di gestire le azioni di governo, di prendere puntualmente le decisioni sulla politica finanziaria. Il ricorso all'esercizio provvisorio incide sulla capacità di spesa dell'amministrazione regionale, limitandola per ogni mese ai dodicesimi calcolati sulla base del bilancio relativo all'esercizio precedente. Questo ancora di più per il fatto che l'autorizzazione all'esercizio provvisorio è stata chiesta prima ancora che fossero presentati i disegni di legge finanziaria e di bilancio, proprio perché il ritardo è stato veramente molto rilevante. Effetti che si ripercuotono sul sistema economico, che causano necessariamente il ritardo nella spesa, l'accumularsi di procedimenti relativi ai pagamenti che poi, accumulati, moltiplicano le inefficienze della pubblica amministrazione, il necessario e conseguente slittamento di tutti i programmi di spesa relativi ad alcuni interventi fondamentali che prendono avvio a metà dell'anno. La responsabilità di tutto questo sta unicamente nella scelta che è alla base della politica finanziaria e dell'azione di governo di questa Giunta; un'azione che la maggioranza ha accettato, che non ha certamente contestato al proprio interno e che giunge in quest'Aula con gli effetti che sono stati già descritti.

Tuttavia, la responsabilità del quarto mese di esercizio provvisorio non è ascrivibile soltanto al ritardo con cui la manovra è arrivata in Aula, ma anche alla natura, all'impostazione, al contenuto della legge finanziaria, che non è una legge sintetica utilizzata, così come dovrebbe essere, semplicemente come strumento per dare spazio alle modifiche di bilancio che richiedono una norma sostanziale in termini proprio di autorizzazione di spesa, ma è una legge che viene utilizzata come contenitore di un insieme di proposte di legge considerate dalla Giunta e dalla maggioranza come delle riforme, ma che in realtà sono soltanto delle intenzioni, quasi delle norme, in alcuni casi, soltanto programmatiche. Le vedremo negli articoli successivi all'articolo 11, soprattutto nel Capo IV e nel Capo V. Sono norme che contengono in realtà soltanto delle indicazioni, delle prospettive, in quanto introducono disposizioni che non hanno, di fatto, un'attinenza specifica con la materia finanziaria, ma che propagandisticamente tendono ad accreditare a questo Governo e a questa maggioranza la capacità di fare in fretta e bene. Questo è lo slogan, questa è l'indicazione che è emersa in queste settimane, in questi mesi: trasferire tutto sulla legge finanziaria, considerata ancora una volta - ed è anche questo un vecchio sistema - una legge omnibus, in cui viene messo di tutto per fare in fretta. Noi avremmo capito se in questa legge finanziaria fossero state inserite delle norme effettivamente importanti, capaci di dare immediatamente capacità di spesa, capacità di incidere su settori fondamentali dell'amministrazione. Si sarebbe potuto anche giustificare lo strappo alla regola fatto alla legge di contabilità, che vieta l'introduzione di norme intruse nella legge finanziaria, ma oltre allo strappo alla regola c'è stata anche di fatto, in questa legge, una macroscopica invasione di campo rispetto a materie che non solo non attengono alla legge finanziaria, ma soprattutto attengono alla contrattazione collettiva, per esempio in materia di personale, oppure attengono a impostazioni di riforma del sistema autonomistico che richiedono, da parte di quest'Aula, un approfondimento ulteriore.

Avremo modo di entrare nel merito di questi temi quando si tratterà di parlare di enti turistici, di enti dell'agricoltura, delle norme riguardanti il personale, e quando si parlerà, come finalmente sembra possibile, di politiche del lavoro, quando cioè si prenderanno in esame materie che avrebbero meritato un approfondimento specifico, usando, da questo punto di vista, la legge finanziaria come lo strumento che accantona risorse per provvedimenti legislativi da prendere successivamente, dopo un esame accurato. Si poteva fare così per le questioni riguardanti gli enti, si poteva fare così anche per le politiche attive del lavoro, per dare a questo tema la dignità che merita e per non fare del Piano straordinario per il lavoro una bandiera che ciascuno sventola per perseguire non soltanto finalità proprie, ma anche determinate tattiche politiche.

La politica del lavoro avrebbe potuto essere affrontata diversamente, accantonando risorse nel fondo per nuovi oneri legislativi e dedicando magari una sessione straordinaria del Consiglio per affrontare razionalmente e con coraggio il problema dell'occupazione in Sardegna e delle politiche a sostegno dell'occupazione. Lì ci si sarebbe potuti confrontare mettendo il meglio di sé da parte di ciascuna forza politica. Così non è stato. Invece, in questo modo, si è scelto soltanto di riproporre, in questo grande contenitore che è la legge finanziaria, tutta una serie di norme che di fatto non incidono materialmente, che molto spesso - lo stiamo dicendo, e fortunatamente ci rendiamo conto che non siamo i soli a dirlo - rivernicia di politica del lavoro stanziamenti, provvedimenti che sono già indirizzati ad altre finalità che non quelle per cui il Piano straordinario per il lavoro è stato pensato, concepito, approvato e poi attuato, sia pure con tante contraddizioni, con mille difficoltà, forse con molti limiti sia nell'impostazione sia nella sua gestione.

Questi sono i nodi politici che noi dobbiamo affrontare, la legge sull'esercizio provvisorio li evidenzia tutti; mette in evidenza, in maniera molto cruda, la consistenza effettiva delle scelte di politica finanziaria, delle scelte di politica economica, delle scelte di politica sociale, delle scelte di politica di riforma di questa maggioranza. Noi crediamo che occorra, in questo momento, sulla legge che proroga l'esercizio provvisorio, dire una parola molto chiara e molto ferma: la responsabilità politica è soltanto, unicamente dell'impostazione che è stata data a questa manovra finanziaria. L'opposizione sui disegni di legge finanziaria e di bilancio non ha posto in essere un'azione frenante fine a se stessa. L'opposizione, sfidando anche parte dell'opinione pubblica, che ci chiedeva addirittura di essere ancora più fermi nel blocco di alcune iniziative, ha cercato in tutti i modi di fare un'azione di opposizione ferma sui contenuti, ma non frenante per quanto riguarda la procedura. Questo è testimoniato dal lavoro fatto in Commissione e anche dal lavoro che cercheremo di fare in questi giorni, non per bloccare il Consiglio regionale, ma per fermare l'attenzione dei sardi sui contenuti negativi che sono presenti in questo disegno di legge.

Questa è la nostra posizione e questo è il giudizio che siamo costretti a dare: l'esercizio provvisorio è un danno per la Regione; l'esercizio provvisorio non è certamente l'obiettivo che avremmo voluto perseguire, ma di fatto ci si è arrivati, perché non si può pretendere di far passare in Consiglio regionale, in un batter di ciglio, un insieme di norme che, da un lato, dal punto di vista finanziario fanno dei tagli ben selettivi e, dall'altro, riguardano materie che non sono assolutamente proprie di uno strumento come la legge finanziaria. Questo è il motivo, dal punto di vista tecnico legislativo e politico, che noi sottolineiamo e che cercheremo ancora di difendere in questa discussione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, credo che quanto preannunciato ed esposto dal collega La Spisa sia incontrovertibile. Esaminiamo oggi l'ennesima richiesta, l'ultima possibile, di proroga dell'esercizio provvisorio. Sarebbe facile dire: "L'avevamo detto!" Sarebbe facilissimo, ma è ancora più facile spiegare che non l'avevamo detto nei mesi scorsi, ma fin da quando la Giunta ha scelto, per questa legislatura, un percorso fatto di priorità da portare all'attenzione dell'Aula, che oggi probabilmente tanti non avrebbero condiviso.

Perché dico questo? Perché al di là della legittimità delle scelte della Giunta, chiunque conosca i meccanismi del Consiglio e delle Commissioni avrebbe potuto sottoscrivere che saremmo stati qui oggi o nel mese di marzo a discutere del quarto mese di esercizio provvisorio. Si è scelto di portare all'attenzione dell'Aula altri provvedimenti, uno fra tutti il già nominato disegno di legge salvacoste, che ha portato via all'Aula due mesi di discussione, e si è cercato di addebitare alla minoranza il fatto che per due mesi si sia discussa una legge di tale portata e importanza. Quasi a dire: "Dovevamo presentare questa legge, avete perso del tempo e la causa è lo slittamento dell'esercizio finanziario 2005", perché l'impostazione data è quella di portare all'attenzione dell'Aula dei progetti di leggi e possibilmente di non discuterli. Dico questo perché se non ci fossero state alcune dichiarazioni stampa negli ultimi giorni, con allegati auguri pasquali, probabilmente avremmo discusso con maggiore serenità sia la legge finanziaria sia l'esercizio provvisorio. Mi stupisce che alcuni autorevoli esponenti della maggioranza non abbiano evitato di dire che siamo al quarto mese dell'esercizio provvisorio e stiamo percorrendo tempi lunghi nell'esame della finanziaria per becero ostruzionismo. Io non credo che quest'Aula, e tanto meno la Commissione, nell'esame della legge finanziaria, abbia visto atteggiamenti ostruzionistici da parte della minoranza, ma semplicemente la volontà di discutere, di contrapporre delle tesi, di contrapporre dei progetti, di contrapporre una linea politica diversa, condividendo anche alcuni spunti che la finanziaria ha portato all'attenzione dell'Aula.

Ma come si fa a non discutere la più lunga legge finanziaria degli ultimi quattro anni - trentanove articoli! -, ma soprattutto come si fa a contraddire quello che la Giunta stessa dice nella pur breve relazione allegata alla richiesta di proroga dell'esercizio provvisorio? La Giunta, infatti, dice: "Il presente disegno di legge è finalizzato a garantire, in rapporto ai tempi necessari per la conclusione dell'iter legislativo dei documenti relativi alla proposta di manovra finanziaria per gli anni 2005-2007, la continuità dell'attività amministrativa". Cioè la Giunta stessa dichiara che sono tempi necessari. Se questa è la linea politica del non parlare, del non confrontarci, diciamocelo subito. Come si può pretendere di non discutere una legge composta da trentanove articoli, la più lunga, ripeto, degli ultimi quattro anni? Come si può pretendere di non innescare, anche là dove è necessario, un atteggiamento ostruzionistico, che è l'unica arma nelle mani della minoranza per portare all'attenzione dell'Aula e dell'esterno gli effetti previsti dall'approvazione di questa legge finanziaria? Come si potranno non discutere interamente il Capo IV e Capo V di questo disegno di legge, ricco, ricchissimo delle cosiddette norme intruse? Un giorno o l'altro bisognerà spiegare attentamente, analiticamente, gli effetti di queste norme intruse e che cosa significa, dal punto di vista tecnico, ma soprattutto politico, l'inserimento di quei due Capi riportati in questa finanziaria. Vuol dire continuare in quel tentativo di spogliare il Consiglio regionale delle sue competenze, della volontà e del dovere di discutere e rappresentare le esigenze dei sardi e di segnalare che alcuni aspetti della democrazia sono in pericolo. Non voglio essere catastrofista, ovviamente, perché sarebbe una diminutio del concetto pensare che si voglia fare soltanto terrorismo politico, ma gli atti in sé dicono questo.

Ieri, o al più tardi avantieri, ho ricevuto delle proposte di legge e specificamente - cerco di andare a memoria e ricordare bene - un disegno di legge presentato dal presidente Soru sul commissariamento degli enti e le nomine nei consigli di amministrazione. Io invito i colleghi a leggere attentamente quel disegno di legge, che precede sicuramente la stesura di questa finanziaria, visto che anche la data è precedente. E' un disegno di legge, composto da pochi articoli, appunto sul commissariamento e sulle nomine nei consigli di amministrazione, che soltanto nei termini credo debba essere rivisto. In Commissione maggioranza e minoranza hanno convenuto che troppo spesso nella legge finanziaria ricorre il termine "soppressione" e, in qualche caso, siamo intervenuti per sopprimere quel termine, questo sì che è azzeccato, sopprimere la soppressione.

Non ricordo bene, ma in quel testo di legge del presidente Soru sul commissariamento e le nomine nei consigli di amministrazione si usano dei termini pesanti, che la dicono lunga, se ben esaminati sotto l'aspetto politico e oserei dire - ma non mi voglio avventurare in questo campo non di mia conoscenza - anche psicologico, sul perché in legge vengono usati determinati aggettivi che non fanno parte sicuramente della normale, leggibile, semplice stesura di una legge regionale o di qualsivoglia legge.

Bene, tutto questo la minoranza l'ha capito da tempo e l'ha segnalato, ma io credo che anche gran parte della maggioranza abbia compreso da tempo quali sono gli intenti, gli obiettivi, che il percorso è sbagliato, che il metodo è sbagliato e che dovere nostro, e soprattutto della maggioranza, non è quello di cercare di capovolgere un programma politico. C'è il diritto di governare, c'è la legittimità a governare, a seguire una propria via di governo, ma non c'è il diritto di negare i diritti altrui. Questo non c'è. Non può esistere il diritto di negare un ruolo al Consiglio regionale e non esiste neanche il diritto - lo vedremo dettagliatamente nell'esame di alcuni articoli - di dire: "Abbiamo sbagliato, o meglio abbiamo scherzato", e riporterò passaggi del DPEF e del programma di governo che non sono sicuramente in linea con quanto espresso dalla legge finanziaria. Così come non è corretto denunciare all'esterno che i tagli previsti, nel caso specifico, sul capitolo inerente alla pubblica istruzione, allo sport e allo spettacolo, saranno rivisti e diminuiti, dall'iniziale 55 per cento si dovrebbero assestare al 20 per cento.

Abbiamo visto gli emendamenti, ne abbiamo calcolato gli effetti: in alcuni caso si va ben oltre quello che era stato previsto già nello stesso testo di base, per cui i tagli di oltre il 55 per cento vengono confermati, dopo che pubblicamente l'Assessore della pubblica istruzione, in particolare, aveva dichiarato che alcune valutazioni sarebbero state riviste, sarebbero stati presentati degli emendamenti che avrebbero fatto giustizia di quel capitolo. Io invito i colleghi i verificare gli emendamenti e le ulteriori proposte della Giunta e a tirare le somme sui tagli realmente proposti per il capitolo della pubblica istruzione. Ma lo vedremo nel momento in cui entreremo nel merito di quel capitolo.

Questo per dire che un leale e necessario, a mio avviso, patto di buona amministrazione doveva essere impostato, sarebbe dovuto essere la linea guida di questa Giunta e di questa legislatura. Invece vengono costantemente messe in discussione, nonostante la disponibilità a programmare insieme, ognuno dalla sua parte, ognuno seguendo la sua linea politica e programmatica, le cose necessarie, utili, urgenti, prioritarie per la Sardegna. La legge finanziaria era, rimane e deve rimanere la priorità.

Io auspico, per la Sardegna soprattutto, che, nonostante quello che è successo fino ad oggi, la prossima legge finanziaria possa essere presentata nei termini, con la dovuta concertazione, anche questa calpestata nell'iter di presentazione di questo disegno di legge finanziaria. E lo auspico soprattutto perché le condizioni che effettivamente dovranno subire i sardi all'esito della legge finanziaria 2005-2007 debbono necessariamente essere corrette. Probabilmente ci sarà un assestamento di bilancio prima della prossima finanziaria, su quello ci vorremo confrontare in modo diverso e lo proponiamo fin da oggi: ci vorremo confrontare sui tempi, ci vorremo confrontare con la Giunta che sicuramente monitorerà gli effetti dell'applicazione di questa legge, per migliorare una situazione che non è forte definire, se non drammatica, problematica per la Sardegna. Io credo che molte categorie usciranno da questa fase del 2005, a seguito dell'approvazione della finanziaria, in modo molto pesante, dovranno sopportare una gestione approssimativa per quanto riguarda le aziende e, soprattutto, senza prospettive. In questa legge viene negata la positività del pensare al domani.

Sicuramente seguiranno delle dichiarazioni di voto anche sulla proroga dell'esercizio provvisorio. Un esercizio provvisorio dovuto, sul quale, in condizioni normali, si sarebbe anche potuto pensare di votare contro, ma è un atto dovuto per il buon andamento dell'amministrazione regionale, delle tasche stesse dei sardi, delle nostre imprese, delle nostre scuole, delle nostre strutture culturali.

Credo che ci sia ben poco da aggiungere, se non sottolineare, per l'ennesima volta, che non avremmo voluto discutere del quarto mese di esercizio provvisorio, non avremmo voluto discutere questo testo di legge alle porte di una competizione elettorale che segnerà indubbiamente i tempi di questa finanziaria, segnerà i tempi per tutti quelli che hanno a cuore la politica, e sta segnando i tempi della presenza del Presidente della Regione in quest'Aula. Un'altra nota stampa che avrei evitato, al posto di qualche collega, è quella che giustifica l'assenza da quest'Aula con gli innumerevoli impegni del Presidente. E' normale che il Presidente della Regione abbia degli impegni e che l'Aula giustifichi la sua assenza. E' normale anche che il Presidente sia preso da tante problematiche all'esterno del Consiglio e gli deve essere concesso il beneficio di non presentarsi in aula, ma la sua è un'assenza costante, scomoda; è l'assenza di un Presidente che si è proposto per risolvere i problemi della Sardegna, che ha la guida politica di questa maggioranza e della coalizione di maggioranza, e sta portando avanti male la guida politica e, peggio, ma spero non succeda, la guida amministrativa di questa Regione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Intervengo un po' per il dovere che hanno i consiglieri regionali di discutere materie di questa rilevanza e un po' per riprendere confidenza con l'Aula dopo quattro giorni di riposo, se di riposo si è trattato. Non so quale sia stata l'attività dei colleghi dal punto di vista politico, però ognuno di noi credo si sia limitato a una sana permanenza nelle proprie famiglie e nei propri territori.

E' servito anche per far riflettere, probabilmente, ciascuno di noi e io mi aspettavo che una certa riflessione l'avesse fatta anche il Presidente della Commissione, l'onorevole Secci, che vedo abbandonare l'aula. Non lo voglio con questo richiamare, ma mi ha meravigliato molto che egli non abbia sentito la necessità di illustrare, con una breve relazione, al Consiglio e ai colleghi, non tanto il ricorso al quarto mese di esercizio provvisorio, ma quanto meno il motivo per cui si è arrivati al quarto mese di esercizio provvisorio, perché questa poi fondamentalmente è la questione più importante.

Certo che non saremo noi a votare contro l'esercizio provvisorio, non è questo il problema, non vorremmo essere accusati anche di questo, dopo che ci si accusa del fatto che al quarto mese di esercizio provvisorio si è arrivati per responsabilità della minoranza. Al quarto mese dell'esercizio provvisorio, è opportuno ribadirlo, ci si è arrivati per l'incapacità di questo Presidente di governare sia l'Aula sia la Giunta, solo questo è il problema. Non saremmo mai dovuti arrivare al quarto mese di esercizio provvisorio. Uno dei fatti più drammatici che sono sempre stati denunciati negli anni precedenti è stato quello di sfiorare il quinto mese di esercizio provvisorio. Se tutti noi, le persone che più di altri conoscono i meccanismi di quest'Aula, sapevamo benissimo cosa poteva succedere, continuo a domandarmi come mai la manovra finanziaria sia stata messa in coda a tutti i pensieri di questo Presidente e di questa maggioranza. Questo è l'assillo che non dico mi abbia tormentato in questi giorni di vacanza, ma sul quale ho continuato a meditare. E' possibile che un uomo che viene dall'impresa, un uomo che calendarizza tutto, un uomo che ha a cuore le sorti della Sardegna, o così dice, non sia preoccupato del primo atto fondamentale della nuova Giunta e della nuova maggioranza, con i numeri ragguardevoli che ha, e non si sia preoccupato del fatto che entro un certo periodo doveva essere approvata la manovra finanziaria? Assolutamente no! Abbiamo dovuto affrontare tutta una serie di provvedimenti che hanno relegato in coda, guarda caso, la manovra più importante che poteva caratterizzare l'operato di questa Giunta e di questa maggioranza in maniera diversa, difforme, condivisibile o non condivisibile. Avete vinto le elezioni, diteci di che cosa vi volete occupare e mostrateci le vostre capacità. A tutt'oggi siamo nella circostanza particolare che nessuno di noi è in grado di capire quale sia la strategia che guida questa Giunta. Questo è il fatto grave. Voi potreste dire: "Siete l'opposizione, è chiaro che non ammetterete mai di aver capito quello che vogliamo fare". Ma il guaio più grosso è che in quattro giorni di vacanza, trascorsi a casa o in giro in mezzo alla gente, mi sono reso conto che non l'hanno capito neanche i vostri elettori. Questo è un fatto che va denunciato, ovviamente, e io spero che lo stiate denunciando anche voi all'interno delle vostre stanze. Non a caso le difficoltà a mettere in piedi anche un quadro di riferimento per le elezioni amministrative mi pare emblematico in questo momento.

Il Presidente della Commissione non ha assolutamente sentito la necessità di rivolgersi all'Aula, non dico con un tono di scusa, perché non era questo che ci si aspettava, ma con quattro motivazioni ben dette. Le capacità non mancano al presidente Secci per illustrare anche le difficoltà nelle quali ci siamo e soprattutto vi siete trovati, sia in Commissione sia in Aula. Nulla di tutto questo, si arriva qua per votare il quarto mese di esercizio provvisorio e la maggioranza, lo debbo dire, è silente, perché potrebbe solo fare mea culpa e dire: "Sì, siamo corresponsabili, quanto meno di questo ritardo". Mi aspetto che in sede di dichiarazioni di voto magari qualche collega prenda la parola e accusi la minoranza di essere l'elemento fondamentale del ritardo!

Se ci fate un'accusa di questo genere, cari colleghi, provate a pensare che cosa succederebbe nel momento in cui noi dovessimo fare ostruzionismo, un'opposizione strenua, che non stiamo facendo e che non è nelle nostre intenzioni. Quindi non vogliamo copiare - tanto per intenderci - quello che avete fatto voi negli anni scorsi, assolutamente no, ma ritenere che l'essere arrivati al quarto mese di esercizio provvisorio sia stato frutto della nostra opposizione significa metterci in una condizione di vantaggio, attribuendoci dei meriti che non abbiamo, perché se dovessimo fare veramente un'opposizione strenua, dura, così come voi avete fatto negli anni passati, arriveremmo all'ottavo mese di esercizio provvisorio, ammesso che fosse possibile.

Una dichiarazione del presidente Secci sarebbe servita almeno per dare lo zuccherino all'Aula. Non ne abbiamo bisogno, però si vuole riconoscere una parziale responsabilità per essere arrivati al quarto mese di esercizio provvisorio? Non si ammette neanche questo, si rinuncia a prendere la parola. Allora, nel silenzio, ognuno fa la considerazione che ritiene più opportuno fare. Io ho ritenuto di fare questa considerazione, certamente non depone bene perché i lavori che continueranno successivamente a questo voto ci vedranno impegnati sulla manovra finanziaria, ma anche sui disegni di legge della Giunta che, come peraltro già preannunciato dall'onorevole Capelli, sono parcheggiati dal mese di agosto e all'improvviso appaiono in Consiglio. Insomma avremo materiale per poter discutere, dialogare e capire esattamente dove dobbiamo andare a finire perché sinceramente non l'ho capito io, ma non l'hanno capito neanche i sardi.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.

( E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 1.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:

Art. 1

Proroga esercizio provvisorio

1. L'esercizio provvisorio del bilancio della Regione per l'anno finanziario 2005, già autorizzato con la legge regionale 29 dicembre 2004, n. 11, e già prorogato con la legge regionale 25 febbraio 2005, n. 3, è ulteriormente prorogato, con le stesse modalità, sino al 30 aprile 2005.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo all'esame dell'articolo 2.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:

Art. 2

Entrata in vigore

1. La presente legge entra in vigore il 1° aprile 2005.)

PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Passiamo alla votazione finale del disegno di legge numero 126/A.

Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di astensione. Ne ha facoltà, in via del tutto eccezionale, perché si stava già procedendo alla votazione.

LA SPISA (F.I.). Non vorrei che fosse una cosa eccezionale, pensavo che si fosse in sede di dichiarazioni di voto. Comunque intervengo soltanto per dichiarare il voto di astensione sul disegno di legge di proroga dell'esercizio provvisorio, proprio come tradizionalmente in quest'Aula fa l'opposizione.

Voglio anche sottolineare che la discussione è stata molto rapida, con pochi interventi da parte della opposizione, per poter rapidamente riprendere l'esame della legge finanziaria, a dimostrazione che non vi è un'azione ostruzionistica da parte nostra, ma la presa d'atto di un ritardo, la responsabilità del quale è totalmente in capo alla maggioranza e alla Giunta.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole La Spisa, anche per la sua comprensione.

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 126/A.

Rispondono sì i consiglieri: BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - IBBA - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MARRACINI - MASIA - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - PORCU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SECCI - SERRA.

Risponde no il consigliere: ARTIZZU.

: Si sono astenuti i consiglieri: ATZERI - CAPELLI - CAPPAI - CHERCHI Oscar - CONTU - DIANA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - OPPI - PETRINI - SANJUST - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 50

Votanti 37

Astenuti 13

Maggioranza 19

Favorevoli 36

Contrari 1

(Il Consiglio approva).

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2005)" (91/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge numero 91/A. Riprendiamo dall'esame dell'articolo 4.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti:

Art. 4

Razionalizzazione e controllo della spesa

1. Ai sensi dell'articolo 11 del regolamento CEE n. 1260 del 21 giugno 1999, l'Assessorato della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio attiva flussi informativi sulla finanza degli enti, aziende, agenzie, società compartecipate regionali e società facenti parte del settore pubblico allargato del territorio regionale, predisponendo il conto consolidato della Regione ed avvalendosi del Nucleo conti pubblici territoriali istituito presso la Regione Sardegna; le eventuali risorse statali attribuite alla Regione Sardegna ai sensi dell'articolo 73 della Legge 28 dicembre 2001, n. 448 e della deliberazione CIPE n. 134 del 2003 sono utilizzate per incentivare l'attività e il personale del Nucleo conti pubblici territoriali; il relativo programma d'intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio a' termini della lettera i) dell'articolo 4 della legge regionale 7 gennaio 1977, n. 1 (Norme sull'organizzazione amministrativa della Regione Sarda e sulle competenze della Giunta, della Presidenza e degli Assessorati regionali), e successive modifiche ed integrazioni.

2. Nella legge regionale 15 maggio 1995, n. 14 (Indirizzo, controllo, vigilanza e tutela sugli enti, istituti ed aziende regionali) sono introdotte le seguenti modifiche:

a) nell'articolo 3, dopo il comma 1, è inserito il seguente:

"1 bis. Le variazioni compensative tra capitoli della medesima Unità Previsionale di Base, le variazioni per le integrazioni di cassa e i prelevamenti dai fondi di riserva sono effettuati con determinazione del direttore generale; tali determinazioni sono inviate, per conoscenza, entro 15 giorni dalla loro adozione, a pena di decadenza, ai Consigli di amministrazione, ovvero al Commissario straordinario, agli Assessori regionali competenti per materia e all'Assessore regionale competente in materia di bilancio";

b) al comma 3 dell'articolo 4 le parole "per una sola volta" sono sostituite dalle seguenti "per un massimo di due volte";

c) al comma 6 dell'articolo 4 l'espressione da "e, per i bilanci" sino a "bilancio regionale" è sostituita dalla seguente:

"I bilanci di previsione degli enti e le relative variazioni, quando le entrate derivino anche in parte da trasferimenti dalla Regione, devono essere adottati entro venti giorni dalla data di approvazione, da parte della Giunta regionale, della proposta di bilancio regionale o delle relative variazioni".)

EMENDAMENTO soppressivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANCIU - ARTIZZU

Art. 4

Il comma 1 dell'art. 4 è soppresso. (288)

EMENDAMENTO soppressivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANCIU - ARTIZZU

Art. 4

Il comma 2 dell'art. 4 è soppresso. (289)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CHERCHI Oscar

Art. 4

Nella lettera b) del comma 2 dell'art. 4, le parole "..per un massimo di due volte" sono sostituite dalle parole "..per un massimo di tre volte ". (13)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - OPPI - CAPELLI - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LICANDRO - LADU - MURGIONI - SANNA Paolo Terzo - ARTIZZU

Art. 4

Dopo il comma 2 è inserito il seguente comma:

"2 bis. Al comma 5 dell'art. 4 della L.R. n. 9/2004 le parole "termine perentorio di 90 giorni" sono sostituite dalle parole "termine del 31 dicembre 2005". (100)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI - PISANO

Art. 4

"2 bis. La Regione Autonoma della Sardegna adotta la contabilità consuntiva di tipo economico/patrimoniale a partire dall'anno 2007. Da tale anno il rendiconto generale della Regione, di cui all'articolo 63 della Legge Regionale 5 maggio 1983, n. 11 e successive modificazioni, è composto dalla relazione sulla gestione, dallo stato patrimoniale, dal conto economico, dalla nota integrativa secondo i principi di cui agli articoli 2423 e seguenti del codice civile in quanto applicabili alle attività gestionali della Regione. E' inoltre redatto il conto del bilancio ai sensi dell'articolo 64 della citata Legge Regionale n. 11 del 1983.

La relazione sulla gestione illustra i risultati di impatto e finanziati conseguiti nell'anno, ponendoli a confronto con gli obiettivi e le previsioni formulati negli strumenti fondamentali della gestione finanziaria di cui all'articolo 1 della predetta legge regionale.

Lo stato patrimoniale, già denominato conto del patrimonio dall'articolo 65 della sopra citata legge regionale n. 11 del 1983, è redatto secondo la struttura di conto di cui all'articolo 2424 del codice civile, modificata in base al principio della chiarezza per adeguarla alle peculiarità del patrimonio della Regione Autonoma della Sardegna.

Il conto economico evidenzia le modificazioni intervenute nell'anno nel patrimonio netto della Regione Autonoma della Sardegna. Esso è redatto secondo la struttura di conto di cui all'articolo 2425 del codice civile, modificata in base al principio della chiarezza per adeguarla alle peculiarità della gestione e del patrimonio della Regione.

La nota integrativa espone i criteri di valutazione del patrimonio adottati e le modificazioni intervenute nelle attività e passività rispetto all'anno precedente, motivandone le ragioni. Espone inoltre i residui attivi e passivi non compresi nello stato patrimoniale, ordinati per classi omogenee e anno di formazione. Dà motivazione dei residui attivi e passivi, compresi e non compresi nello stato patrimoniale, formatisi in anni precedenti.

Al fine di consentire la valutazione economica delle attività e dei servizi prodotti, la Regione Sarda articola gli strumenti fondamentali della gestione finanziaria e il proprio sistema di contabilità consuntiva in termini analitici, per centri di costo. Tale articolazione deve favorire la valutazione periodica del Presidente, degli Assessori e della Giunta regionale di cui all'articolo 9, quinto comma, della Legge Regionale 13 novembre 1998, n. 31, nonché l'attuazione del controllo interno di gestione da parte dell'ufficio di cui all'articolo 10 della medesima legge.

Il piano dei conti, le regole contabili utilizzate, i criteri di valutazione del patrimonio, la struttura dei documenti componenti il rendiconto generale e gli strumenti fondamentali della gestione finanziaria della Regione Sarda sono determinati con una o più delibere della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia dì bilancio sentito il parere della commissione appositamente costituita, di cui al comma 5° del presente articolo. Il rendiconto generale deve consentire la valutazione economica e finanziaria delle risultanze di entrata e di spesa in relazione agli obiettivi stabiliti, agli indicatori di efficacia ed efficienza e agli scopi delle principali leggi di spesa. Con ulteriore deliberazione, su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio sentito il parere della commissione appositamente costituita di cui al comma 5° del presente articolo, di concerto con l'Assessore competente in materia di patrimonio, la Giunta regionale definisce altresì le categorie dei beni della Regione Sarda al fine dì consentire l'individuazione di quelli suscettibili dì utilizzazione economica.

Con deliberazione della Giunta regionale sono altresì approvati, su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio di concerto con l'Assessore competente in materia di controllo di gestione sentito il parere della commissione appositamente costituita, di cui al comma 5° del presente articolo, gli indicatori idonei a consentire la valutazione di efficienza, di efficacia e del risultato di gestione.

Le immobilizzazioni realizzate negli anni precedenti quello di approvazione della presente legge devono essere iscritte in contabilità non oltre l'anno 2011; per esse possono essere adottati criteri di valutazione convenzionali o di perizia, che sono sottoposti al parere della commissione di cui al comma 5° del presente articolo e adeguatamente motivati nella nota integrativa.

Con decreto dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio è costituita una commissione di studio, incaricata di esprimere pareri sulle regole contabili, i criteri di valutazione e le scelte organizzative adottate, di valutare i risultati delle sperimentazioni attuate e del processo di attuazione della riforma contabile di cui alla presente legge.

Con la relazione sullo stato e sui costi dell'organizzazione amministrativa regionale di cui all'articolo 19 della Legge Regionale 13 novembre 1998, n° 31, da allegare alla proposta del bilancio di previsione per l'anno finanziario 2004 e successivi, la Giunta regionale dà atto dello stato di attuazione dell'introduzione della contabilità economico/patrimoniale.

La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio sentito il parere della commissione di cui al 5° comma dell'art. 2 della presente legge regionale, approva le direttive per l'adozione di un sistema di contabilità economico/patrimoniale da parte degli enti regionali: tali direttive potranno prevedere sistemi diversificati in relazione alla natura degli enti, alla loro dimensione e all'oggetto dell'attività.

Per l'introduzione della contabilità economico/patrimoniale nella Regione e negli enti regionali, la Giunta, su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio sentito il parere della commissione di cui al 5° comma dell'art. 2 della presente legge regionale, predispone un apposito programma di spesa comprendente lo studio delle necessità di natura organizzativa, la formazione e l'acquisizione delle necessarie risorse umane, l'acquisizione delle risorse materiali e i relativi tempi di attuazione. Tale programma è aggiornato in base alle risultanze degli studi, delle sperimentazioni e delle risultanze dell'attività dì attuazione.

Alle spese derivanti dall'applicazione del presente comma valutate in euro 500.000 si provvede con l'aumento dello stanziamento previsto all'UPB S03.057."

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

03 - Programmazione e Bilancio

UPB S03.057 - Monitoraggio e analisi delle finanze regionali

Anno 2005 500.000 euro

03 - Programmazione e Bilancio

UPB S03.006 - Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente

Anno 2005 500.000 euro (51).)

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 288, 289, 13 e 100 sono dati per illustrati. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 51 ha facoltà di illustrarlo.

VARGIU (Riformatori Sardi). L'emendamento numero 51 merita forse qualche parola di illustrazione, in quanto è un emendamento significativo dal punto di vista dell'organizzazione del bilancio regionale e in particolar modo del tipo di contabilità che la Regione deve adottare, e segue lo spirito di un ragionamento che i Riformatori ebbero già modo di proporre, durante la precedente amministrazione, alla Giunta che allora era di centrodestra.

Un emendamento di principio in tal senso venne presentato nel 2002 e ripresentato nel 2003. Nel 2003 fu introdotto nella finanziaria come dichiarazione di principio, nel senso che la legge finanziaria del 2003 impegnò la Regione Sardegna a dotarsi della contabilità di tipo economico-patrimoniale, quella che normalmente regola il bilancio delle aziende, e impegnò la Giunta a tradurre questa volontà politica, che veniva manifestata in maniera normativa nella finanziaria, a presentare al Consiglio, nei mesi successivi, un disegno di legge organico, che consentisse definitivamente alla Regione di avere un bilancio di tipo economico-patrimoniale.

Ricordo che sia sull'emendamento che noi presentammo nel 2002, sia su quello presentato nel 2003, ci fu un'ampia condivisione, nella discussione in Aula, con molti autorevoli interventi da parte di consiglieri del centrosinistra. Ricordo per tutti, l'onorevole Gian Mario Selis, il cui intervento fu particolarmente accalorato e appassionato, al punto che nel 2002 egli fece proprio l'emendamento che noi Riformatori avevamo ritirato sulla base delle indicazioni che la Giunta ci aveva dato. Sulla base, quindi, di indicazioni largamente condivise dal Consiglio regionale, la norma finanziaria che venne approvata nel 2003 impegnava la Regione a iniziare la contabilità economico-patrimoniale entro il 2005 e a presentare un disegno di legge che consentisse di normare nel dettaglio il percorso che avrebbe potuto portare all'introduzione della contabilità economico-patrimoniale.

Tutti ricordiamo le vicende e i "contorcimenti" che purtroppo accompagnarono l'ultimo anno e mezzo della scorsa legislatura, per cui quello che era stato un impegno preso con norma di legge in realtà è rimasto lettera morta, e anche il bilancio di quest'anno non prevede che la contabilità possa essere di tipo economico-patrimoniale e che sia presentata una relazione sullo stato patrimoniale, sul conto economico, sulla nota integrativa, quindi sulla gestione che normalmente accompagna questo tipo di contabilità.

Pertanto noi Riformatori, nell'intento di recuperare questo ritardo che comunque la Regione ha accumulato negli ultimi anni, non soltanto abbiamo riproposto lo spirito di quell'emendamento, che è diventato legge della Regione e quindi, tutto sommato, sarebbe dovuto essere già principio informativo nella stesura del bilancio di quest'anno, ma abbiamo anche voluto dettagliare la norma che può seguire l'approvazione dell'emendamento numero 51. Quindi, sostanzialmente, non dico che abbiamo voluto sostituirci alla Giunta regionale riproponendo quello che avrebbe dovuto fare nel 2003, però abbiamo voluto indicare la strada che la Giunta regionale non ebbe la forza o la volontà di percorrere a suo tempo, attraverso una serie di indicazioni specifiche, che già da oggi potrebbero tradursi in norma di legge, per cambiare il metodo contabile al quale attualmente si informa il bilancio regionale.

Riteniamo che questo emendamento sia fondamentale, nel senso che molto spesso, anche in quest'Aula, si sono sollevate diverse questioni relative alla facilità di comprensione del bilancio regionale, alla sua trasparenza, alla sua adiacenza a quelle che sono le più moderne norme di contabilità, soprattutto per quanto riguarda la verifica della qualità della spesa e l'immediata comprensione del tipo di spesa e del conto patrimoniale complessivo che, in questo momento, è in carico alla Regione. Quindi riteniamo che l'emendamento numero 51 sia improntato a civiltà economico-finanziaria, se così si può dire. Ovviamente con questo emendamento non si intende assolutamente creare un problema o un fastidio alla Giunta regionale, in quanto in realtà esso si riallaccia a una legge vigente, anche se la norma introdotta nella legge finanziaria del 2003 è rimasta per il momento inapplicata. E' probabilmente giunto il momento di realizzare questa applicazione. Gli uffici regionali, già nel 2003, quando vennero interpellati per la prima volta, posero una serie di problemi legati alla necessità dell'adeguamento dell'impianto complessivo del bilancio regionale alle nuove normative, però è ovvio che se tale adeguamento non viene mai realizzato l'introduzione di ciò che dall'adeguamento deriva a sua volta viene differita sine die.

Quindi noi abbiamo indicato un termine, il 2007, per l'inizio della fase di contabilità economico-patrimoniale, e quindi gli uffici hanno un termine preciso, che comunque è distante due anni, entro cui adeguare definitivamente le procedure a quelle che sono le nuove forme di contabilità. Su questo emendamento, che riteniamo possa essere, come a suo tempo avvenne, condiviso da una larga maggioranza di consiglieri regionali, e noi speriamo, anche a seguito dei ragionamenti fatti in Commissione anche da parte della Giunta regionale, chiediamo un attimo di riflessione, in modo da poter individuare non soltanto lo spirito, quindi la norma di principio a cui fare riferimento, anche perché tale norma è già, lo ripeto, legge della Regione dal 2003, ma anche i passaggi temporali e la metodologia attraverso cui dare a questa norma definitivo contenuto.

Ritenendola una norma di particolare importanza, per quanto ci riguarda abbiamo fatto uno sforzo nel dettagliare il percorso entro cui la Giunta e il Consiglio si debbono muovere. Comprendiamo che tale percorso possa essere forse eccessivamente vincolante, è però estremamente importante che ci sia un impegno specifico da parte della Giunta regionale e dell'intero Consiglio non soltanto nel ribadire la norma del 2003, ma anche nell'indicare dettagliatamente il percorso attraverso cui quella norma può avere applicazione pratica.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. Esprimo parere contrario sugli emendamenti numero 288 e 289, sul 13, che è stato abbondantemente discusso in Commissione e quindi la risultanza del testo approvato è frutto di questa discussione, e sull'emendamento numero 100. L'emendamento numero 51 pone un problema serio, in quanto richiama al rispetto di una norma che prevede l'avvio della contabilità economico-patrimoniale nel 2005. E' un'esigenza che non è stato possibile soddisfare, anche perché occorrevano, e occorrono ancora, degli adeguamenti normativi per rendere possibile l'utilizzo di un diverso tipo di contabilità. Noi avevamo intenzione di presentare una nostra proposta con un emendamento all'emendamento, purtroppo i tempi non sono stati compatibili con questa esigenza, per cui, se ci fosse l'intesa, propongo ora un emendamento orale così formulato: "All'articolo 4, comma 2, è aggiunto il seguente: 'La Regione adotta, ai sensi dell'articolo 2 della legge regionale 29 aprile 2003, numero 3, la contabilità di tipo economico-patrimoniale in via sperimentale a partire dall'anno 2007 e in via definitiva dall'anno 2008; le relative modalità di applicazione sono stabilite in un apposito disegno di legge che è presentato, al Consiglio regionale, entro novanta giorni dalla data di approvazione della presente legge". Quindi, nella sostanza, si accoglie l'emendamento 51 al fine di attivare tutte le procedure legislative e amministrative perché questa importante modificazione possa avvenire con tutti i crismi della legittimità e non dell'improvvisazione. Naturalmente il testo dell'emendamento è molto lungo e articolato, contiene anche tutta una serie di osservazioni che condividiamo, ma ci sembra opportuno semplificare in questa fase la norma approvabile e rinviare, come dicevo, a un momento successivo la discussione sul merito delle indicazioni necessarie per poter avviare questo processo modificativo. Ovviamente il parere sull'emendamento numero 51 è favorevole se i proponenti accolgono l'emendamento orale; se mantengono il testo dell'emendamento così com'è il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello del relatore.

PRESIDENTE. Onorevole Secci, la invito a trasmettere per iscritto l'emendamento alla Presidenza. Chiedo all'Aula se c'è l'unanimità sull'emendamento proposto oralmente dall'onorevole Secci altrimenti non lo si può accogliere neanche tecnicamente. Mi sembra che non ci siano osservazioni, quindi l'emendamento può essere ammesso. Onorevole Vargiu, lei lo accoglie?

VARGIU (Riformatori Sardi). Sì, Presidente, se non ho sentito male, il testo dell'emendamento che l'onorevole Secci ha testé letto va assolutamente nella direzione di ciò che noi abbiamo chiesto e anche il termine di novanta giorni dato alla Giunta per presentare in Aula un disegno di legge organico sulla materia mi sembra assolutamente congruo. Pertanto apprezziamo la disponibilità sia della maggioranza sia della Giunta.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Vargiu. Quindi il testo dell'emendamento numero 51 viene modificato dall'emendamento orale presentato dal Presidente della terza Commissione.

Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Grazie, Presidente. Intervengo molto brevemente sull'articolo 4, "Razionalizzazione e controllo della spesa", per fare riferimento fondamentalmente a due emendamenti: quello illustrato dall'onorevole Vargiu, che è stato testè oggetto di discussione e sul quale sostanzialmente siamo d'accordo, e l'emendamento numero 100, che non ha goduto di particolari attenzioni da parte del presidente Secci, perché probabilmente non ci si è addentrati nel meccanismo di questo emendamento. Però le assicuro, presidente Secci, che le amministrazioni locali sono fortemente preoccupate proprio perché il termine di novanta giorni, che era stato fissato nella manovra di assestamento del bilancio, nel mese di settembre, benché in quel momento sembrasse sufficiente (io proposi centocinquanta giorni, poi la Giunta accordò, anche per volontà espressa dell'assessore Pigliaru, i novanta giorni) appare adesso troppo ristretto. Io credo che sarebbe importante che l'Aula accondiscendesse a concedere agli enti locali un termine leggermente più lungo, perché i novanta giorni praticamente sono già passati. Ci risulta che numerosissime amministrazioni locali abbiano i progetti esecutivi e siano pronte a mandare in appalto le opere. Nel momento in cui le si blocca, in una fase così importante, si pone un problema: chi deve pagare le progettazioni? In linea di massima sono tutte opere che vanno in realizzazione con risorse erogate dalla Regione, quindi non si tratta di risorse dell'ente locale, ma di contributi assegnati dalla Regione Sardegna. Sono qualche centinaio le opere che andrebbero bloccate e che metterebbero certamente le amministrazioni locali in condizione di grande disagio, soprattutto perché dovrebbero pagare con risorse proprie i progetti, che spesso sono stati affidati sette od otto anni fa, e questo coinvolgerebbe una pluralità di amministrazioni creando ovviamente problemi di tutti i generi. Credo che se non troviamo il modo per accogliere la possibilità di un'ulteriore proroga, si stabilirà tra gli enti locali e l'amministrazione regionale un contenzioso infinito che non so quali risvolti potrà avere, ma certamente le amministrazioni locali saranno necessariamente obbligate a fare ricorso contro una norma di questo genere, per quanto rispettosa delle norme vigenti. E in ogni caso, da una finanziaria all'altra, si sono sempre concesse delle proroghe che hanno messo le amministrazioni locali nella condizione di ben operare.

Dissi, a suo tempo, durante l'assestamento di bilancio, che si poteva anche scrivere che si trattava di una norma che aveva un termine ultimo e che per il futuro non ci sarebbero state proroghe di nessun genere, per cominciare ad abituare gli enti locali a non abusare (al contrario di quanto è successo, debbo riconoscerlo, negli ultimi venti o trent'anni) del fatto che nella manovra finanziaria si concede la proroga per l'erogazione delle risorse e quindi per mandare in appalto queste opere. Quindi mi ponevo e mi pongo dalla parte degli amministratori locali che hanno sollecitato una proroga al 31 dicembre 2005. Sarebbe interessante capire se da parte dei colleghi della maggioranza e della stessa Giunta, ovviamente, c'è una disponibilità in questo senso, perché altrimenti molti enti locali si troveranno in grandissimo imbarazzo e nella impossibilità di mandare in appalto opere strategiche, importanti, che comunque hanno avuto tutti i pareri, che sono già interamente finanziate, per una parte con risorse regionali e per la restante parte con risorse dell'ente locale.

Ho sollevato questo problema perché credo che per quanto ci riguarda l'articolo 4 non comporti grossissimi problemi, però su questo aspetto chiederei un'attenzione particolare proprio per dare una risposta su un problema che hanno tutti i comuni della Sardegna, le comunità montane, le unioni dei comuni, tutti gli enti locali insomma.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 288. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 289. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 13. Ha domandato di parlare il consigliere Cassano. Ne ha facoltà.

CASSANO (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PISANO, VARGIU, CONTU, SANCIU, Paolo Terzo SANNA, LOMBARDO, PILI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 13.

Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - CAPELLI - CASSANO - COCCO - CONTU - DEDONI - DIANA - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - OPPI - PILI - PISANO - SANCIU - SANNA Paolo Terzo - VARGIU.

Rispondono no i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.

Si è astenuto il consigliere: SANNA Matteo.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 48

Votanti 47

Astenuti 1

Maggioranza 24

Favorevoli 16

Contrari 31

(Il Consiglio non approva).

Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.

(E' approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 100. Ha domandato di parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.

DIANA (A.N.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto, Presidente.

Votazione a scrutinio segreto

PRESIDENTE. Indico la votazione segreta, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 100.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 33

Votanti 33

Maggioranza 17

Favorevoli 1

Contrari 32

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BIANCU - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CERINA - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - IBBA - LAI - LANZI - LICHERI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISU - SABATINI - SALIS - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA.)

Non essendoci il numero legale, aggiorno la seduta di trenta minuti, quindi i lavori riprenderanno alle ore 12 e 13.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 44, viene ripresa alle ore 12 e 14.)

PRESIDENTE. Invito i colleghi a riprendere posto. Eravamo in fase di votazione dell'emendamento numero 100.

(Interruzione)

Nessuno l'ha chiesto. L'ha chiesto per l'altra votazione, onorevole Sanciu.

(Interruzione)

Lei non c'era, onorevole Diana. Può chiederlo successivamente.

Metto in votazione l'emendamento numero 100. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'emendamento numero 51. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Riformatori Sardi). Chiedo la votazione nominale.

PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?

(Appoggiano la richiesta i consiglieri ARTIZZU, DIANA, ONIDA, LA SPISA, LOMBARDO, SANJUST, CASSANO.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 51, nel testo riformulato dal relatore Secci.

Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARTIZZU - BALIA - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CASSANO - CHERCHI Silvio - COCCO - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Vincenzo - GESSA - LAI - LANZI - LICANDRO - LICHERI - MANCA - MANINCHEDDA - MASIA - ONIDA - ORRU' - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PISANO - SALIS - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Simonetta - SECCI - SERRA - VARGIU.

Si è astenuto il consigliere: SCARPA.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 42

Votanti 41

Astenuti 1

Maggioranza 21

Favorevoli 41

(Il Consiglio approva).

Passiamo all'articolo 5.

(Si riporta di seguito il testo dell'articolo e dei relativi emendamenti:

Capo II

Disposizioni in materia di opere pubbliche

e attività produttive

Art. 1

Disposizioni in materia di opere pubbliche

e di edilizia

1. L'Ente Sardo Acquedotti e Fognature (ESAF) è soppresso a far data dal 29 luglio 2005, ai sensi di quanto disposto dal comma 6 dell'articolo 3 della legge regionale 7 maggio 1999, n. 15, come modificato dall'articolo 7 della legge regionale 3 luglio 2003, n. 7, ed è posto in liquidazione. Per la gestione liquidatoria trovano applicazione, per quanto compatibili, le disposizioni previste nell'articolo 5 della legge regionale 4 dicembre 1998, n. 33; ulteriori modalità e criteri sono stabiliti con direttive della Giunta regionale.

2. Il Commissario liquidatore dell'ESAF, entro tre mesi dalla nomina, presenta il piano finanziario della gestione liquidatoria comprendendovi gli oneri finanziari conseguenti all'avvio della gestione di ESAF Spa, disposta dall'articolo 3 della legge regionale n. 15 del 1999. Le operazioni di liquidazione non possono protrarsi oltre il termine di 24 mesi dalla data di approvazione, da parte della Giunta regionale, del programma di liquidazione.

3. Per gli oneri derivanti dalla gestione liquidatoria di cui ai precedenti commi 1 e 2 è disposto lo stanziamento di euro 10.000.000 per ciascuno degli anni 2005 e 2006 e di euro 5.000.000 per l'anno 2007 (UPB S08.014).

4. All'articolo 3 della legge regionale 13 aprile 1990, n. 6 (Disposizioni urgenti in materia di opere pubbliche e di edilizia residenziale), sono introdotte le seguenti modifiche:

a) nel comma 1 le parole "lire 200.000.000" sono sostituite da "euro 200.000,00";

b) nel comma 2 le parole "lire 500.000.000" sono sostituite da "euro 1.000.000,00".

5. Le tariffe idriche dell'acqua grezza ad usi multipli sono stabilite annualmente con deliberazione della Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dei lavori pubblici, sulla base dei principi e dei criteri previsti dall'articolo 9 della direttiva 2000/60/CE.

6. E' autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 1.500.000 quale concorso regionale nei finanziamenti ai comuni per la concessione di contributi integrativi ai conduttori di abitazione in locazione previsti dall'articolo 11 della Legge 9 dicembre 1998, n. 431 (UPB S08.045).

7. L'Amministrazione regionale è autorizzata ad erogare, nell'anno 2005, all'Ente autonomo del Flumendosa un contributo straordinario di:

a) euro 4.000.000 per la copertura dei maggiori costi energetici e di esercizio relativi al recupero delle risorse marginali del sistema Flumendosa-Campidano di approvvigionamento idrico multisettoriale dell'area meridionale della Sardegna (UPB S08.014);

b) euro 2.500.000 per gli oneri di manutenzione delle infrastrutture del sistema appartenenti al demanio regionale (UPB S08.055).

8. Per la concessione di finanziamenti volti alla realizzazione di opere pubbliche primarie e di infrastrutture di interesse degli enti locali è autorizzato lo stanziamento di euro 12.000.000 per l'anno 2005 (UPB S08.073).

9. Per la progettazione delle opere di viabilità di interesse regionale e statale, comprese quelle relative alla viabilità statale da trasferire alla Regione ai sensi di quanto disposto dall'articolo 99 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, è autorizzato lo stanziamento di euro 2.000.000 nell'anno 2005 e di euro 3.000.000 nell'anno 2006 (UPB S08.081).

10. Per far fronte alle spese necessarie all'esecuzione di opere urgenti di sistemazione e consolidamento a difesa del suolo inerenti gli eventi alluvionali del novembre 1999, il Comune di Castelsardo è autorizzato ad utilizzare i finanziamenti nei limiti delle somme erogate dall'Amministrazione regionale a titolo di anticipazione.

11. Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge, il requisito dell'impossidenza di altri alloggi adeguati alle esigenze del nucleo familiare, richiesto ai fini della concessione di agevolazioni previste dalla legge regionale 30 dicembre 1985, n. 32 (Fondo per l'edilizia abitativa), e successive modifiche ed integrazioni, è esteso all'intero territorio della Sardegna ed ai tre anni precedenti la data di presentazione della domanda. Nei comuni con popolazione inferiore ai 10.000 abitanti, per i quali sia stato accertato uno spopolamento negli ultimi dieci anni superiore al 10 per cento, il contributo in conto interessi è pari al 70 per cento del tasso di riferimento per gli interventi di recupero, comprese le spese per l'acquisto dell'immobile, nelle zone classificate A dagli strumenti urbanistici. La Giunta regionale aggiorna il programma di intervento previsto dalla citata legge regionale assicurando la priorità degli interventi a soggetti e nuclei familiari appartenenti a fasce sociali deboli. La disposizione di cui al presente comma si applica ai procedimenti non ancora avviati alla data di entrata in vigore della presente legge.

12. Il comma 9 dell'articolo 16 della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (legge finanziaria 2002), è soppresso.

13. Per le spese connesse alle attività di monitoraggio nel campo dell'edilizia residenziale pubblica, nonché per le spese di tenuta e manutenzione dell'anagrafe dei beneficiari di contributi e agevolazioni in materia di edilizia residenziale, è autorizzato, anche per l'attivazione di apposita convenzione con l'Osservatorio economico di cui al successivo comma 6 dell'articolo 37, lo stanziamento di euro 125.000 nell'anno 2005; agli oneri per gli anni successivi si provvede con legge finanziaria (UPB S08.045).

14. E' autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 2.500.000 per la realizzazione o il completamento di edifici di culto; il relativo programma di intervento è approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'Assessore dei lavori pubblici, ai sensi della lettera i) dell'articolo 4 della legge regionale n. 1 del 1977, e successive modifiche e integrazioni (UPB S08.039).

15. Per la realizzazione ed il completamento del programma di interventi strutturali sulle opere di sbarramento esistenti di cui all'articolo 11 della legge regionale 15 aprile 1998, n. 11, è autorizzata nell'anno 2005 l'ulteriore spesa di euro 1.000.000 (UPB S08.055).

16. Per l'ampliamento e la costruzione di cimiteri di cui al comma 4 dell'articolo 4 della legge regionale 22 dicembre 2003, n. 13, è autorizzato, nell'anno 2005, l'ulteriore stanziamento di euro 3.500.000 (UPB S08.073).

17. E' autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 3.000.000 per la concessione di contributi alle province per la manutenzione straordinaria delle strade di loro competenza; il predetto stanziamento è ripartito fra le province sulla base della lunghezza chilometrica della propria rete stradale (UPB S08.073).

18. La lettera b) dell'articolo 4, comma 6, della legge regionale 3 dicembre 2004, n. 9 è sostituita dalla seguente:

"b) 15 per cento dell'importo della delega o della concessione all'atto dell'affidamento dei lavori;".

19. E' autorizzata nell'anno 2005 la concessione di un contributo di euro 650.000 a favore della diocesi di Ozieri per i lavori di recupero e di restauro della struttura e del patrimonio artistico e storico della cattedrale di Ozieri (UPB S08.073).

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - OPPI - DIANA - SANCIU - LADU - VARGIU - CAPPAI - SANNA Paolo Terzo - MURGIONI - ARTIZZU

Art. 5

Il comma 1 dell'art. 5 è soppresso. (111)

EMENDAMENTO soppressivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANCIU - ARTIZZU

Art. 5

Il comma 1 dell'art. 5 è soppresso. (290)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - OPPI - - DIANA - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - SANNA Paolo Terzo - LADU - MURGIONI - LIORI - ARTIZZU

Art. 5

Il comma 2 dell'art. 5 è soppresso. (112)

EMENDAMENTO soppressivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANCIU - ARTIZZU

Art. 5

Il comma 2 dell'art. 5 è soppresso. (291)

EMENDAMENTO soppressivo parziale CAPELLI - OPPI - DIANA - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - SANNA Paolo Terzo - LADU - MURGIONI - ARTIZZU

Art. 5

Il comma 3 dell'art. 5 è soppresso.

In aumento

UPB S03.007

UPB S03.006

In diminuzione

UPB S08.014 2005 10.000.000

2006 10.000.000

2007 5.000.000 (113)

EMENDAMENTO soppressivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANCIU - ARTIZZU

Art. 5

Il comma 3 dell'art. 5 è soppresso. (292)

EMENDAMENTO soppressivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANCIU - ARTIZZU

Art. 5

Il comma 4 dell'art. 5 è soppresso. (293)

EMENDAMENTO soppressivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANCIU - ARTIZZU

Art. 5

Il comma 5 dell'art. 5 è soppresso. (294)

EMENDAMENTO soppressivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANCIU - ARTIZZU

Art. 5

All'art. 5 il comma 13 è soppresso. (297)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale DIANA - SANNA Matteo - OPPI - CAPELLI - SANCIU - CAPPAI -VARGIU - LICANDRO - SANNA Paolo Terzo - LADU - MURGIONI - LIORI - ARTIZZU

Art. 5

Nel comma 5 dell'art. 5, le parole "con deliberazione della Giunta regionale" sono sostituite con le parole "Autorità di Bacino" e sono aggiunte le parole "sentita la commissione consiliare competente". (102)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANCIU - ARTIZZU

Art. 5

Al comma 6, art. 5, l'importo di 1.500.000 è sostituito con Euro 3.000.000. (295)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LICANDRO - DIANA - OPPI - CAPELLI - SANCIU - CAPPAI - LADU - VARGIU - MURGIONI - SANNA Paolo Terzo - ARTIZZU

Art. 5

Nel comma 6 la spesa di euro 1.500.000 è sostituita da "euro 2.000.000".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

S08.045

2005 euro 500.000

In diminuzione

S03.007

2005 euro 500.000 (110)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANCIU - ARTIZZU

Art. 5

All'art. 5, comma , lo stanziamento di euro 12.000.000 è sostituito con il seguente:

euro 32.000.000 (UPB S08.073). (296)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LICANDRO - DIANA - CAPELLI - OPPI - SANCIU - LADU - CAPPAI -VARGIU - MURGIONI - SANNA Paolo Terzo - LIORI - ARTIZZU

Art. 5

Il comma 14 dell'articolo 5 è sostituito dal seguente:

"14. Per l'anno 2005 è autorizzata la spesa di euro 5.000.000 per la ristrutturazione, il completamento e la realizzazione di nuovi edifici di culto. I fondi saranno ripartiti attraverso la pubblicazione di un bando da parte dell'Assessorato dei lavori pubblici.".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

S08.039

2005 euro 5.000.000

In diminuzione

S03.007

2005 euro 5.000.000 (109)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANCIU - ARTIZZU

Art. 5

Lo stanziamento di Euro 2.500.000, previsto al comma 14 dell'art. 5 è così modificato:

euro 5.000.000. (298)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LADU - MURGIONI - LIORI

Art. 5

Al comma 14, la spesa di euro 2.500.000 per l'anno 2005 per la realizzazione o il completamento degli edifici di culto è sostituita con euro 3.000.000. La relativa differenza è imputata in aumento all'UPB S 08.039 cap. 08125-00 e in diminuzione all'UPB S 03006 cap. 03030-00. (28)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI -PISANO

Art. 5

Dopo il comma 14 dell'articolo 5 è aggiunto il seguente:

"14bis. Lo stanziamento di euro 3.500.000 per l'anno 2005 per la realizzazione od il completamento degli edifici di culto è aumentato di euro 1.500.00 (UPB S08.073)".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

08 - Lavori Pubblici

UPB S08.073 - Finanziamento agli enti locali per opere di loro interesse

anno 2005 1.500.000 euro

In diminuzione

03 - Programmazione e Bilancio

UPB S03.008 - Fondo per la programmazione negoziata

Anno 2005 1.500.000 euro (342)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale LADU - MURGIONI - LIORI

Art. 5

Al comma 16, la spesa di euro 3.500.000 per l'anno 2005 per la realizzazione o il completamento di cimiteri è sostituita con euro 5.000.000. La relativa spesa è imputata in aumento all'UPB S08.073 cap. 08325-00 e in diminuzione all'UPB S03006 cap. 03030-00. (27)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale CUCCU Franco Ignazio - CAPELLI - DIANA - SANCIU - LICANDRO - LADU - CAPPAI -VARGIU - MURGIONI - SANNA Paolo Terzo - LIORI - ARTIZZU

Art. 5

Il comma 17 è sostituito dal seguente:

"17. E' autorizzata, nell'anno 2005, la spesa di euro 20.000.000 per la concessione di contributi alle Province per la manutenzione straordinaria e messa in sicurezza della rete viaria di loro competenza.

Il predetto stanziamento è ripartito tra le Province sulla base della lunghezza chilometrica della propria rete stradale, previa presentazione da parte di ognuna di loro di un programma di interventi che esponga una scala di priorità rapportata alle condizioni di degrado di ogni singola strada."

In aumento

UPB S08.073 Finanziamento alle Province

Cap. 08320-00

Anno 2005 da 3.000.000 a 20.000.000

In diminuzione

UPB S08.006 Riassegnazione residui

Cap. 08010-00

Anno 2005 da 3.000.000 a 13.000.000

(108)

EMENDAMENTO sostitutivo parziale PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - SANCIU - ARTIZZU

Art. 5

Lo stanziamento di euro 3.000.000 previsto al comma 17 dell'art 5 è così sostituito:

euro 10.000.000. (299)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - CAPELLI - OPPI - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LADU - LICANDRO - SANNA Paolo Terzo - LIORI - MURGIONI - ARTIZZU

Art. 5

Dopo il comma 3, è aggiunto il seguente:

"3 bis. Per il personale dell'ESAF in servizio alla data di entrata in vigore della presente legge, è istituito un ruolo speciale ad esaurimento. Lo stato giuridico ed il trattamento economico del medesimo personale restano regolati dalle norme contrattuali del Comparto Regione-Enti Strumentali, con il diritto all'estensione di tutte le successive modificazioni ed integrazioni. Gli stessi dipendenti sono collocati in posizione di distacco a tempo indeterminato, presso l'ESAF S.p.A. con decorrenza dalla data di entrata in vigore della presente legge, e successivamente al nuovo soggetto gestore del servizio idrico integrato regionale, restando a carico dell'Amministrazione regionale i relativi oneri". (101)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 5

Disposizioni in materie di opere pubbliche ed edilizia

All'articolo 5 dopo il comma 7 è aggiunto il seguente:

7 bis. I soggetti che si trovano in posizione debitoria verso l'Ente Autonomo del Flumendosa per forniture idriche erogate dal 1 gennaio 1999 fino al 31 dicembre 2004 possono chiedere, entro quarantacinque giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la rateizzazione settennale delle somme dovute al suddetto Ente.

Per accedere alla rateizzazione i soggetti devono versare, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, un acconto del dieci per cento dell'intera somma dovuta.

L'Amministrazione Regionale è autorizzata a coprire quota parte dei ratei relativamente alle forniture idriche effettuate negli anni, ricompresi nel suindicato periodo, caratterizzati da condizioni climatiche di grave e persistente siccità e quindi da rilevanti costi unitari di produzione.

I criteri e le modalità dell'intervento nonché il piano finanziario dell'eventuale ripartizione tra soggetto debitore e Amministrazione Regionale delle quote dei ratei annui sono definiti, entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, con Delibera della Giunta regionale, assunta su proposta dell'Assessore dei Lavori Pubblici di concerto con l'Assessore della Programmazione, Bilancio, Credito e Assetto del Territorio.

Per le finalità di cui al presente comma è autorizzata la spesa di euro 1.500.000 per ciascuno degli anni dal 2005 al 2011. (U.P.B. S08.014).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

U.P.B. S08.014

2005 euro 1.500.000

2006 euro 1.500.000

2007 euro 1.500.000

In diminuzione

U.P.B. S08.046 (Cap. 08188)

2005 euro 1.500.000

2006 euro 1.500.000

2007 euro 1.500.000 (309)

EMENDAMENTO aggiuntivo GIUNTA REGIONALE

Art. 5

Disposizioni in materie di opere pubbliche ed edilizia

All'articolo 5, dopo il comma 7,è aggiunto il seguente:

7 bis. Al fine di consentire l'avvio della realizzazione degli interventi di assetto idrogeologico, delegati al Consorzio di Bonifica della Sardegna Meridionale, l'Amministrazione Regionale è autorizzata ad erogare anticipatamente, in deroga a quanto previsto dall'articolo 4, comma 6 della L.R. 3 dicembre 2004 n. 9 e successive modifiche ed integrazioni, le quote di finanziamento impegnate a favore del medesimo Consorzio, considerando utili per il diritto alla erogazione delle diverse rate, oltre alle somme spese, le somme non disponibili a seguito del pignoramento disposto dall'Autorità giudiziaria per il recupero dei crediti vantati dall'Ente Autonomo del Flumendosa. (310)

EMENDAMENTO aggiuntivo CASSANO - DEDONI - VARGIU - PISANO

Art. 5

All'art. 5 dopo il comma 8 è aggiunto il seguente:

8bis. Per il completamento della strada Ossi-Corte Lottane-Sabbie Silicee è autorizzato per l'anno 2004, un finanziamento di euro 3.500.000 in favore dell'Amministrazione Provinciale di Sassari.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

08 - Lavori Pubblici

UPB S08.073 Finanziamento agli Enti Locali per la realizzazione di opere di loro interesse

Anno 2005 euro 3.500.000,00

In diminuzione

03 - Programmazione

UPB S03.008 - Fondo per la Programmazione negoziata

Anno 2005 euro 3.500.000,00 (52)

EMENDAMENTO aggiuntivo PISANO - CAPPAI - OPPI - LIORI

Art. 5

Dopo il comma 9, dell'art. 5, è inserito il seguente comma:

"al fine di assicurare l'effettiva realizzazione del primo tratto della strada statale 128 (Monastir- Serri), ad integrazione delle risorse disponibili, è autorizzata nell'anno 2005, la spesa di euro 25.500.000.

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

08 - Lavori Pubblici

UPB S08.073 - Finanziamento.

Anno 2005 euro 25.500.000,00

In diminuzione

03 - Programmazione

UPBS03.008

Anno 2005 euro 25.500.000,00 (69)

EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - PETRINI

Art. 5

Al comma 11 dell'articolo 5 è aggiunto il seguente:

11 bis. Al comma 1 dell'articolo 5 della legge regionale n. 6 del 2004 sono apportate le seguenti modifiche:

- le parole "per l'acquisto di alloggio" sono sostituite dalle seguenti: "per l'acquisto, la costruzione, la ristrutturazione, il recupero della prima casa, nonché per il recupero dell'alloggio acquistato";

- le parole "per interventi di recupero del medesimo alloggio" sono soppresse.

Il comma 2 del medesimo articolo è sostituito dal seguente:

2. L'opzione di cui al comma 1 è consentita solamente qualora l'acquisto dell'alloggio non risulti perfezionato o non siano iniziati i lavori di costruzione, ristrutturazione, recupero della prima casa oggetto delle agevolazioni di cui alla legge regionale n. 32 del 1965, alla data della domanda di contributo di cui alla Legge n. 179 del 1992.. (22)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - OPPI - CAPELLI - LADU - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - MURGIONI - LICANDRO - SANNA Paolo Terzo - LIORI - ARTIZZU

Art. 5

All'articolo 5, dopo il comma 12, è aggiunto il seguente:

12 bis. Dopo il comma 2 dell'articolo 23, della legge regionale 22 aprile 1987, n.24, è aggiunto i seguente comma:

"2 bis. Per le finalità di cui al presente articolo, a garanzia dell'efficiente ed efficace attuazione dei programmi di opere pubbliche da realizzarsi in regime di concessione o di delega, l'Amministrazione regionale provvede all'attivazione di specifiche procedure di monitoraggio delle opere stesse. Il relativo onere è determinato in sede di predisposizione del singolo programma di cui alla legge regionale n. 1 del 1977, art. 4 lett. i) e legge regionale n. 31 del 1998, art. 9, sulla base delle risorse finanziarie specificatamente destinate al medesimo programma". (104)

EMENDAMENTO aggiuntivo LICANDRO - LA SPISA

Art. 5

Dopo il comma 15 è aggiunto il seguente:

"15 bis. Per l'anno 2005 è autorizzato lo stanziamento di 500.000 euro, a favore del comune di Uras, per il completamento e l'urbanizzazione del piano insediamenti produttivi".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

S07.038

Euro 500.000

In diminuzione

S03.006

Euro 500.000 (72)

EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - PETRINI

Art. 5

Dopo il comma 18 è aggiunto il seguente:

18 bis. Al comma 5 dell'articolo 4 della legge regionale 3 dicembre 2004, n. 9 le parole "Entro il termine perentorio di 90 giorni" sono sostituite dalle seguenti: "Entro il termine di 180 giorni". (1)

EMENDAMENTO aggiuntivo RASSU - PETRINI

Art. 5

Dopo il comma 18 è aggiunto il seguente:

18 ter. Al comma 5 dell'articolo 4 della legge regionale 3 dicembre 2004, n. 9 sono soppresse le parole da "il mancato"...a "somme detenute". (2)

EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar

Art. 5

Nell'art. 5, dopo il comma 19, è aggiunto il comma 19 bis:

"E' autorizzata nell'anno 2005 la concessione di un contributo straordinario al Comune di Oristano di euro 500.000 per la sistemazione, manutenzione e valorizzazione del "Parco di Santa Petronilla" nella frazione di Donigala e la ristrutturazione della chiesetta campestre" (UPB S08.073).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

08 - Lavori Pubblici

UPB S08.073 - Cap. 08332-00 (nuova istituzione)

Anno 2005 Euro 500.000

In diminuzione

01 - Presidenza della Giunta

UPB S01.043 - Cap 01110-00

Anno 2005 Euro 500.000 (7)

EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar

Art. 5

Nell'art. 5, dopo il comma 19, è inserito il comma 19 ter:

E' autorizzata nell'anno 2005 la concessione di un contributo straordinario di euro 500.000 a favore delle suore Cappuccine di Oristano specificamente per la ultimazione dei lavori di restauro e completamento del loro monastero di clausura sito in via Lamarmora. (UPB S08.073)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

08 - Lavori Pubblici

UPB S08.073 - Cap. 08333-00 (nuova istituzione)

Anno 2005 Euro 500.000

In diminuzione

01 - Presidenza della Giunta

UPB S01.043 - Cap 01110-00

Anno 2005 Euro 500.000 (9)

EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar

Art. 5

Nell'art. 5, dopo il comma 19, è inserito il comma 19 quater:

"E' autorizzata nell'anno 2005 la concessione di un contributo straordinario di euro 1.500.000 a favore del Comune di Oristano per i lavori di realizzazione di una struttura polifunzionale in grado accogliere eventi culturali, musicali e sportivi". (UPB S08.073)

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

08 - Lavori Pubblici

UPB S08.073 - Cap. 08333-00 (nuova istituzione)

Anno 2005 Euro 1.500.000

In diminuzione

01 - Presidenza della Giunta

UPB S01.043 - Cap 01110-00

Anno 2005 Euro 1.500.000 (10)

EMENDAMENTO aggiuntivo CHERCHI Oscar

Art. 5

Nell'art 5, dopo il comma 19, è aggiunto il comma 19 quinquies:

"E' autorizzata nell'anno 2005 la concessione di un contributo straordinario a favore del Comune di Oristano di euro 2.500.000 per i lavori di completamento e ampliamento del porticciolo turistico di Torregrande" (UPB S08073).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

08 - Lavori Pubblici

UPB S08.073 - Cap. 08333-00 (nuova istituzione)

Anno 2005 Euro 2.500.000

In diminuzione

01 - Presidenza della Giunta

UPB S01.043 - Cap 01110-00

Anno 2005 Euro 2.500.000 (12)

EMENDAMENTO aggiuntivo SANNA Matteo - DIANA - ARTIZZU - LIORI - MORO

Art. 5

Dopo il comma 19, è aggiunto il seguente:

"19 bis. E' autorizzata nell'anno 2005 la concessione di un contributo di euro 300.000 a favore del Comune di Telti per i lavori di restauro della Chiesa di Santa Vittoria V.M.".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S08.073

Euro 300.000

In diminuzione

UPB S03.007

Euro 300.000 (331)

EMENDAMENTO aggiuntivo LICANDRO - LA SPISA - DIANA

Art. 5

Dopo il comma 19 è aggiunto il seguente:

"19 bis. E' autorizzata nell'anno 2005 la concessione di un contributo di euro 650.000 a favore della diocesi di Oristano per i lavori di recupero e di restauro della struttura e del patrimonio artistico e storico della cattedrale di Oristano (S08.073).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S08.073

Euro 650.000

In diminuzione

UPB S03.007

Euro 650.000 (74)

EMENDAMENTO aggiuntivo LICANDRO - LA SPISA

Art. 5

Dopo il comma 19 è inserito il seguente:

"19 quater. In previsione dello sviluppo del settore pesca nella provincia di Oristano, è autorizzata per l'anno 2005 la spesa di euro 500.000 a favore del comune di Cabras, per il completamento del mercato ittico all'ingrosso (S08.073).".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S08.073

2005 Euro 500.000

In diminuzione

UPB S03.007

2005 Euro 500.000 (73)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - CAPELLI - OPPI - LADU - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LIORI - LICANDRO - SANNA Paolo Terzo - MURGIONI - ARTIZZU

Art. 5

Dopo il comma 19 è aggiunto il seguente:

19 bis. Per l'attuazione degli interventi previsti dall'articolo 20 della legge regionale 30 aprile 91, n.13, relativi al restauro e al consolidamento di chiese di particolare valore storico-artistico è autorizzata nell'anno 2005, la spesa di € 1.250.000 (UPB S11.030-Cap. 11210).

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S08.073

Anno 2005 Euro 1.250.000

In diminuzione

UPB S03.008

Anno 2005 Euro 1.250.000 (105)

EMENDAMENTO aggiuntivo DIANA - ARTIZZU - OPPI - CAPELLI - LADU - LIORI - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LICANDRO - SANNA Paolo Terzo - MURGIONI

Art. 5

Dopo il comma 19 dell'art. 5 è inserito il seguente comma:

"All'art. 8, comma 3, primo periodo, della L.R. 25.11.2004, n. 8, dopo le parole "salvo quelli precedentemente autorizzati" sono aggiunte le parole "con valutazione di impatto ambientale in aree retroindustriali, di scarso valore paesaggistico ovvero". (106)

EMENDAMENTO aggiuntivo LICANDRO - LA SPISA - DIANA - OPPI - CAPELLI - SANCIU - CAPPAI - VARGIU - LADU - MURGIONI - SANNA Paolo Terzo - LIORI - ARTIZZU

Art. 5

Dopo il comma 19 è aggiunto il seguente:

"19 ter. E' autorizzata la spesa di euro 4.000.000 per il completamento delle aree fieristiche di interesse provinciale e regionale, presenti in Sardegna {S08.073).".

COPERTURA FINANZIARIA

In aumento

UPB S08.073

Euro 4.000.000

In diminuzione

UPB S03.007

Euro 4.000.000 (107)

EMENDAMENTO aggiuntivo VARGIU - CASSANO - DEDONI -PISANO

Art. 5

Dopo l'articolo 5 è aggiunto il seguente:

"Art. 5bis

1. La Regione, ai sensi dell'art. 3, lett. e) dello Statuto speciale e al fine di superare l'attuale stato di emergenza e consentire l'effettivo completamento degli interventi di adeguamento degli edifici scolastici alle vigenti norme in materia di agibilità, sicurezza, igiene ed all'eliminazione delle barriere architettoniche, di cui all'art. 15, comma 1, della legge 3 agosto 1995, n. 265, entro il termine tassativo posto dall'art. 9 del decreto legge 9 novembre 2004, convertito con modifiche dalla legge 27 dicembre 2004, n. 306, autorizza gli enti locali, di cui all'art. 3 della legge 11 gennaio 1996, n. 23, in qualità di stazioni appaltanti delegate a derogare alle seguenti disposizioni legislative:

a) legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modifiche e integrazioni, limitatamente alle norme contenute negli articoli 4, comma 17; 6, comma 5; 9; 10, comma 1 quater; 14; 16; 17; 19; 20; 21; 23; 24; 25; 28; 29; 32 e 34 e le disposizioni a queste strettamente collegate contenute nel D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 554;

b) legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modifiche ed integrazioni, limitatamente alle norme contenute negli articoli 7,8,11,14bis, 14ter, 14quater, 16 e 17. (341) .)

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 111, 290, 112 e 291 si danno per illustrati. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 113, ha facoltà di illustrarlo.

CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, dell'articolo 5 e relativi commi riguardanti l'ESAF e la sua soppressione si è abbondantemente discusso in Commissione. Mi vorrei soffermare, invece, in modo particolare sull'emendamento numero 113, che annota gli oneri derivanti dalla gestione liquidatoria. Premetto che anche questa norma, a mio avviso, non avrebbe dovuto trovare spazio all'interno della finanziaria, poiché riguarda problemi inerenti alla gestione dell'ESAF, attualmente commissariato tra l'altro, per cui qui si procede al commissariamento dell'ESAF e all'avvio, allo start up dell'ESAF S.p.A.. E' però una norma di cui voglio discutere perché, in virtù della indicazione sulla razionalizzazione e sul controllo della spesa, non la trovo assolutamente coerente con gli intenti della finanziaria.

Come vedete, nel comma 3, è previsto uno stanziamento di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2005 e 2006, e 5 milioni di euro per l'anno 2007. Ora, io non so sulla base di che cosa si sia stabilita la cifra di 10 milioni per i due anni e da che cosa sia derivato lo stanziamento globale nel triennio di 25 milioni di euro, che non mi sembra che vada nella via di un contenimento della spesa. Ovviamente non riprendo gli emendamenti precedenti, essendo molto chiari ed essendo già stati discussi e approfonditi, ma non avendo trovato in altra sede da parte della Giunta nessuna apertura a un'eventuale valutazione di soppressione dell'ESAF, inerente anche al ruolo che l'ESAF dovrà svolgere nella gestione delle acque in Sardegna, ho voluto semplicemente illustrare l'emendamento 113 al comma 3, rifacendomi anche a quanto già stanziato in sede di assestamento del bilancio. Cioè, per stare in argomento, l'ESAF è un'idrovora in senso finanziario. La gestione stessa dell'ente è stata messa discussione negli anni passati, ed è in discussione anche oggi la gestione sicuramente approssimativa da parte del commissario attualmente in carica, che probabilmente sarà il commissario liquidatore dell'ESAF nel futuro.

Credo che qui emerga una contraddizione pura: si segue la via del risparmio e della razionalizzazione stabilendo un'ulteriore spesa, stabilendo il rinnovo di un commissariamento, con date che sicuramente portano - non so secondo quale principio - a una liquidazione da chiudere in tre anni e con effetti immediatamente riscontrabili sul bilancio, già evidenziati in fase di assestamento del bilancio con gli 8 milioni di euro che si sono voluti inizialmente stanziare a favore dell'ESAF. E qui si intaccano ulteriormente le finanze regionali con un procedimento discutibile e di dubbia efficacia.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capelli. Gli emendamenti numero 292, 293, 294 e 297 si danno per illustrati. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 102 ha facoltà di illustrarlo.

DIANA (A.N.). Questo emendamento, che credo meriti la massima attenzione da parte del Consiglio, è un altro di quegli emendamenti che si ritengono necessari per ridare ruolo, tono e competenza al Consiglio regionale, in questo caso alla Commissione consiliare competente. Stiamo trattando una materia estremamente importante, alla quale credo che tutti noi dovremmo porre particolare attenzione. Stiamo parlando, infatti, del prezzo dell'acqua grezza, da cui, come tutti i colleghi sanno, discende tutta una serie di oneri e costi che gravano sull'economia della Sardegna, sia che si tratti di acqua per uso idropotabile, sia che si tratti di acqua per uso irriguo, sia che si tratti di acqua per uso industriale.

Ora, il comma 5 dell'articolo 5 prevede che "le tariffe idriche dell'acqua grezza ad usi multipli siano stabilite annualmente con deliberazione della Giunta regionale" - e questo è ancora accettabile - "su proposta dell'Assessore dei lavori pubblici" - va bene anche questo - "sulla base dei principi e dei criteri previsti dall'articolo 9 della direttiva 2000/60 CE". Ecco, io credo che su un argomento così interessante e importante, certamente rilevante anche per la ricaduta che può avere dal punto di vista economico, sia indispensabile che la delibera della Giunta sia preventivamente condivisa dalla Commissione consiliare. Noi chiediamo che ci sia l'autorità di bacino. Nonostante lo sforzo di rinnovamento che si dice sarà fatto da parte della Giunta e del suo Presidente, non abbiamo, in questa direzione, in quest'ottica, sentito ancora niente, però le autorità di bacino hanno una loro funzione importantissima, perlomeno nel panorama italiano, e non solo italiano. Noi non abbiamo ancora la figura dell'autorità di bacino, per come la intendo io, poi ognuno su questo ha le proprie opinioni, ma ammesso anche che si tratti di un unico bacino - così come è avvenuto per il Servizio idrico integrato e l'Autorità d'ambito - stabilire il prezzo dell'acqua grezza senza che il Consiglio regionale ne sia minimamente informato credo che non sia corretto, perché tutti noi sulla individuazione delle tariffe idriche potremmo avere una moltitudine di concetti da esprimere, e quindi potremmo essere tutti indispensabili nel dare un indirizzo alla Giunta per stabilire il prezzo dell'acqua grezza.

Ecco dove si pone la nostra attenzione ed ecco perché abbiamo presentato questo emendamento che, ripeto, è di fondamentale importanza per l'economia, ma anche per il ruolo che il Consiglio regionale e la Commissione competente devono avere su questo particolare aspetto.

PRESIDENTE. Grazie, onorevole Diana. L'emendamento numero 295 si dà per illustrato. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 110 ha facoltà di illustrarlo.

LICANDRO (F.I.). Presidente, la legge 431 del dicembre 1998 di fatto elimina la normativa dell'equo canone e anche quella dei patti in deroga, ed è una legge che si applica a tutte le locazioni abitative, indipendentemente dall'anno di costruzione e anche dalla ubicazione delle stesse in qualsiasi parte del territorio nazionale, fatta esclusione per i contratti che abbiano come oggetto gli immobili vincolati per il loro interesse storico e artistico e gli alloggi di edilizia residenziale pubblica.

Ora, con l'emendamento numero 110 noi intendiamo aumentare la dotazione finanziaria a favore dei comuni sardi per la concessione di contributi integrativi ai conduttori di abitazione. Sia la manovra della Giunta che il testo licenziato dalla Commissione bilancio prevedono una dotazione di 1 milione e mezzo di euro, ma a nostro parere i tagli - nel merito dei quali entreremo quando arriveremo a trattare la complessa partita degli enti locali - che nella manovra sono stati effettuati a danno dell'intero sistema degli enti locali debbono trovare immediatamente, in Aula, una serie di correttivi.

Per questa ragione ci pare che un incremento di 500 mila euro del finanziamento ai comuni per la concessione di contributi ai conduttori di abitazione in locazione possa andare maggiormente incontro ai bisogni dei comuni stessi dove, lo sappiamo benissimo, il problema della casa è ancora sentito e accomuna centinaia di famiglie che sono assolutamente bisognose di quei contributi. In fondo io credo che anche in una finanziaria di rigore, come l'avete definita, questo sia soltanto un piccolo sforzo che, anche alla luce degli argomenti proposti, può essere fatto per venire incontro ai bisogni delle famiglie sarde meno fortunate.

Questo emendamento è stato sottoscritto da tutti i Capigruppo ed è un segno inequivocabile del fatto che si tratta di un tema che le forze sociali e soprattutto i sindaci hanno portato, nei giorni scorsi, alla nostra e, immaginiamo, anche alla vostra attenzione. Quindi ritengo che non ci siano assolutamente motivi per non accoglierlo. Grazie.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 296 si dà per illustrato. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 109 ha facoltà di illustrarlo.

LICANDRO (F.I.). Signor Presidente, con questo emendamento noi vogliamo portare all'attenzione dell'Aula il problema della ristrutturazione degli edifici di culto della Sardegna. Siamo perfettamente consapevoli che questa materia richiederebbe ben altri interventi e che, dunque, anche soltanto il suggerito raddoppio della dotazione, da 2 milioni e mezzo a 5 milioni di euro, migliora la situazione ma certamente non la risolve.

A questo proposito, tanto per dare un'idea più compiuta, segnalo che per il restauro attualmente in corso delle strutture portanti della cattedrale di Cagliari il Comune ha appaltato oltre 1 milione di euro. La cattedrale non è soltanto un edificio di culto, ma, al pari di tanti altri edifici religiosi della Sardegna, rappresenta un'importante opera architettonica e ha una rilevanza perfino turistica. Pertanto il restauro della cattedrale di Cagliari dovrà essere completato con altri interventi che devono essere finanziati.

Per queste ragioni e considerando che, oltre alla cattedrale di Cagliari, in Sardegna ci sono centinaia di edifici di culto, molti dei quali svolgono anche una indiretta e fondamentale azione di coesione sociale in luoghi dove altrimenti l'aggregazione è preclusa oppure è rappresentata dal bancone del bar, ci pare opportuno prevedere quanto meno il raddoppio della partita finanziaria relativa a questa voce.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 28, 298, 342 e 27 si danno per illustrati. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 108 ha facoltà di illustrarlo.

DIANA (A.N.). Questo è un emendamento fondamentale per la viabilità delle province della Sardegna. Uno degli argomenti che è sempre stato portato all'attenzione dell'amministrazione regionale da parte dei territori della Sardegna è un certo disinteresse delle province storiche nei confronti dei territori in qualche modo più marginali.

Oggi, alla luce della istituzione di quattro nuove Province, e quindi di un riassetto complessivo del territorio della nostra Isola, c'è sicuramente la necessità di mettere le nuove Province nella condizione di poter bene operare, e c'è anche la necessità di confermare e consolidare la viabilità provinciale, che diventa sempre più indispensabile per lo sviluppo del nostro territorio. Da parte dello Stato c'è la tendenza ad occuparsi solo delle grandi arterie di comunicazione e di trasferire alla Regione, e quindi alle Province, la viabilità locale.

Negli ultimi anni molto è stato fatto per la manutenzione straordinaria di queste arterie. E' da diversi anni ormai che una certa dotazione finanziaria viene veicolata alle Province sulla base dei chilometri di strada da sottoporre a manutenzione straordinaria. Oggi la situazione è notevolmente cambiata, intanto è cambiato il Codice della strada e quindi il sistema viario ha necessità di maggiori manutenzioni per essere considerato rispettoso degli obblighi previsti dal nuovo Codice. Si ritiene che 20 milioni di euro siano una cifra congrua se rapportata al totale dei chilometri di strade attualmente provinciali, ma devo dire che i comuni tendono sempre di più a trasferire una parte delle loro strade alle amministrazioni provinciali. Questo perché si tratta spesso di circonvallazioni di grande interesse, che escono dal perimetro urbano o di strade che hanno tutte le caratteristiche per essere considerate provinciali. Non solo in Sardegna, ma in tutta Italia ci si ritrova in questa situazione: ci sono le strade statali e quelle di interesse locale, che per competenze ormai storicizzate, per consuetudine, ma è un fatto acclarato, sono di pertinenza delle amministrazioni provinciali, escluse quelle che fanno capo ai comuni e che riguardano la viabilità interna degli stessi.

Ecco, di fronte a questo scenario, non consideriamo per un momento la cifra di 20 milioni di euro, ma consideriamo il problema in sé, che deve essere comunque affrontato. Credo che il primo segnale della volontà di affrontare questo problema in termini operativi lo si possa dare nella manovra finanziaria. Un incremento di 3 milioni di euro appare giustificato, tra l'altro credo che sia la stessa cifra prevista nella finanziaria del 2004, ma è ben poca cosa se consideriamo i chilometri della viabilità attualmente in capo alle province della Sardegna, in quanto solo la provincia di Cagliari ha circa tremila chilometri di strade provinciali, la provincia di Oristano e la provincia di Nuoro viaggiano tra i mille e i millequattrocento chilometri di strade provinciali, e Sassari - considerando ancora le province storiche - ne ha circa duemilacinquecento, per un totale di oltre diecimila chilometri di strade provinciali. Per sostenere in maniera adeguata le manutenzioni straordinarie di queste strade credo che 3 milioni di euro non siano sufficienti; fino adesso è stato così, ma non si è fatto tutto quello che è necessario fare, e le responsabilità rimangono sempre tutte in capo agli stessi amministratori locali e non toccano certamente le responsabilità degli amministratori regionali.

Credo che occorra incrementare lo stanziamento già previsto, pari a 3 milioni di euro, compatibilmente con le possibilità dichiarate dagli assessori Pigliaru e Mannoni. E' importante conoscere l'orientamento della Giunta su come intervenire nel futuro - un futuro neanche molto lontano - in merito alle strade provinciali, che definiamo tali solo perché la competenza è dell'ente Provincia, ma di fatto sappiamo tutti che in qualche caso queste strade sono sostitutive delle strade statali, e certamente sono indispensabili per i rapporti tra i territori e per la crescita economica e sociale della nostra Isola. Ecco le strade che vengono definite provinciali di fatto sono strade che hanno un interesse più generale, un interesse regionale. Quindi credo che la Regione Sardegna si debba fare carico di questa responsabilità e debba, adesso più che in altri momenti, occuparsi della materia.

Presidenza Del Presidente Spissu

(Segue DIANA.) Non so quali siano i programmi della Giunta e della maggioranza per quanto riguarda le strade provinciali, se sia stato predisposto un disegno di legge anche per capire quando una strada ha i requisiti di strada provinciale e quando non li ha, perché nel momento in cui una strada acquisisce i requisiti per essere strada provinciale, l'ente Provincia da solo non è certamente in grado di sostenerla, di curarne la manutenzione e tanto meno di adeguarla alle problematiche connesse col Codice della strada.

Quindi la proposta che si è voluta formulare, relativa a uno stanziamento di 20 milioni di euro, serve per sollecitare la Giunta e per capire se ci sono le condizioni perché la cifra indicata nel comma 17 dell'articolo 5 venga aumentata in maniera sostanziale per dare le risposte che tutte le amministrazioni provinciali, sia quelle storiche che le nuove, rivendicano. Mi sembra difficile non andare in questa direzione, posto che la richiesta di istituzione di nuove Province era giustificata fondamentalmente dalla considerazione che la Provincia di Nuoro trascurava l'Ogliastra, la Provincia di Cagliari trascurava il Sulcis piuttosto che il Sarrabus, la Provincia di Sassari trascurava la Gallura e la Provincia di Oristano ha trascurato forse tutti o non ha trascurato nessuno, ma per una conformazione geografica che certamente è molto diversa dalle altre tre province o dalle altre sette province. E proprio per non ricadere nell'errore (se errore poteva essere il problema chilometrico), con questo emendamento si chiede di fare un'attenta verifica che non sia limitata alla parte chilometrica. Noi diciamo che ci deve essere una relazione attentissima sugli interventi e che solo l'erogazione delle risorse deve avvenire su base chilometrica. Però può anche succedere che una Provincia abbia lo zero virgola qualcosa e un'altra Provincia abbia invece il 35, il 38 o il 40 per cento delle risorse che la Regione Sardegna vorrà mettere a disposizione. Per il momento la ripartizione è stata fatta come se si trattasse di manutenzioni ordinarie.

Io credo invece che noi dobbiamo incidere sulle manutenzioni straordinarie, e quindi occorre un'attenta verifica delle strade che necessitano di essere straordinariamente mantenute e riportate al rispetto del Codice della strada.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 299 si dà per illustrato. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 101 ha facoltà di illustrarlo.

LA SPISA (F.I.). Nell'emendamento 101...

PRESIDENTE. Lei non è uno dei presentatori, almeno non vedo il suo nome né la sua firma nell'emendamento, onorevole La Spisa.

LA SPISA (F.I.). Come no?

PRESIDENTE. Aggiunge il suo nome. Prego.

LA SPISA (F.I.). Spiego all'Aula che probabilmente c'è un altro emendamento che per errore è stato presentato a un altro articolo. Comunque si tratta di un emendamento che pone un problema di grande rilevanza, che è stato all'attenzione del sistema politico regionale in questi mesi, non solo nelle ultime settimane, che quindi è ben conosciuto e si intreccia con le norme del disegno di legge finanziaria e con i contenuti del disegno di legge numero 114/A, presentato quindi dalla Giunta regionale, concernente proprio le norme sul trasferimento del personale dei soggetti gestori dei servizi idrici regionali al servizio idrico integrato.

Si tratta di un problema che attiene sinteticamente alla continuità del rapporto di lavoro, quindi alla legittima aspettativa, direi all'obiettivo diritto che i lavoratori, in particolare quelli dell'ESAF, vantano nei confronti dell'amministrazione regionale riguardo a un'esperienza professionale che per anni ha retto un sistema di fondamentale importanza per la società sarda e per l'economia della Sardegna. Dai documenti che abbiamo, dalle proposte che concretizzano l'orientamento della Giunta regionale, risulta che questi lavoratori hanno più volte denunciato con forza, con vigore anche, la violazione della elementare necessità della continuità del posto di lavoro o comunque della possibilità di regolare il proprio percorso professionale con razionalità e non con brusche decisioni che in qualche modo calpestano legittime aspettative.

Tutto nasce proprio dalla impostazione che viene data dalla Giunta regionale alla questione del trasferimento dei lavoratori dell'ESAF all'ESAF S.p.A. o comunque al soggetto gestore. Noi abbiamo posto già in questo ambito, in questo contesto normativo della legge finanziaria, a seguito delle norme che riguardano la messa in liquidazione dell'ESAF, il problema dei lavoratori, perché non si può da subito non segnalare il fatto che il processo che si avvia con la messa in liquidazione dell'ESAF deve, sin dal principio, tenere in considerazione il problema dei lavoratori.

Si tratta, quindi, di un emendamento che politicamente lancia il sasso nello stagno, pone un problema che deve essere affrontato dal Consiglio regionale, che può essere affrontato già da adesso in legge finanziaria, visto che ci sono tante norme intruse e non vedo perché non si possa inserire anche questa, e dovrà comunque essere affrontato con maggiore senso di responsabilità nel momento in cui, se questo emendamento non passasse, il Consiglio regionale affronterà il problema del trasferimento dei lavoratori dell'ESAF.

L'impostazione data dalla Giunta è intrisa di errori, di espressioni , dal punto di vista giuridico e anche dal punto di vista delle normali relazioni sindacali, addirittura aberranti, e non sto usando un termine esagerato o non giustificato. Per chi non conoscesse il testo del disegno di legge, ricordo che si prevede che il passaggio al soggetto gestore può essere evitato con una domanda che i dipendenti potrebbero presentare alla Giunta, entro sei mesi decorrenti dalla data di cessazione dell'ESAF, per essere inquadrati nei ruoli ordinari dell'amministrazione regionale o di altri enti, come l'ARPAS o l'Ente foreste. Si dice addirittura, in quel disegno di legge, che "le domande possono essere accolte a insindacabile giudizio della Giunta regionale", ovviamente "nei limiti delle dotazioni organiche delle categorie esistenti", eccetera. E' così, si tratta di espressioni che veramente fanno rabbrividire, perché dire che le domande possono essere accolte "a insindacabile giudizio della Giunta regionale" per qualunque cittadino normale, non per un esperto di diritto, è un nonsenso giuridico, anche perché non c'è nulla di insindacabile almeno fino a che il diritto amministrativo è sottoposto al principio della legalità e della legittimità. Ma, a parte queste questioni, questo emendamento pone in primo luogo un problema reale, cioè che non si può fare una riforma che non tenga conto delle legittime aspettative di chi per anni ha lavorato per il sistema regionale garantendo un servizio dignitoso e in condizioni spesso non facili. In secondo luogo non si può prevedere la possibilità di evitare il passaggio al soggetto gestore e l'inserimento quindi nei ruoli regionali, qualora questa fosse la soluzione migliore, e non è detto che lo sia, perché non capisco che contributo i numerosi fontanieri o comunque i tecnici che sono presenti nell'ESAF possano dare al ruolo unico regionale, se venissero accolti nel sistema dei dipendenti regionali. Ma c'è di più, qui c'è una contraddizione perché si prevedono possibili passaggi quando già si dice che il sistema sostanzialmente non li accoglierà, prevedendo successivamente (articolo 3 del disegno di legge numero 114/A), che in caso di esubero - e questa è già un'ammissione di quello che è il reale pericolo paventato dai lavoratori - nei prossimi anni i dipendenti potranno sì transitare nei ruoli regionali, ma con una finestra, un periodo temporale molto limitato, che sicuramente non garantisce tutti e che tra otto anni potrà mettere delle famiglie di fronte alla prospettiva, non drammatica ma tragica, della perdita del posto di lavoro.

Allora il problema va affrontato. Questo emendamento trasferisce sui banchi del Consiglio regionale la proposta che il sindacato unitariamente ha fatto in questi giorni. Noi la poniamo adesso provocatoriamente, condividendo il fatto che sicuramente la proposta contenuta in questo emendamento garantirebbe da un lato la continuità del lavoro, garantirebbe anche il fatto che la Regione non se ne lava le mani di questo problema dei lavoratori e neanche dell'apporto finanziario che occorre dare al nuovo soggetto, perché è indubitabile che la possibilità che si producano esuberi, già ammessa dalla Giunta regionale nel suo disegno di legge, ha questo evidente significato: c'è obiettivamente il problema di un numero di lavoratori che nella nuova gestione potrà risultare immancabilmente esuberante.

Allora il problema va affrontato con decisione e soprattutto con un confronto con le parti sindacali, col sindacato nella sua interezza, che in qualche modo risolva la questione relativa a questi passaggi e che effettivamente, da un lato, dia garanzie ai lavoratori e, dall'altro, metta in condizioni il soggetto gestore di non avere un carico finanziario eccessivamente oneroso. Questo emendamento offre sicuramente una soluzione positiva e questo è il problema che noi oggi mettiamo sul tavolo perché venga affrontato con decisione, con responsabilità, non lavandosene le mani né dal punto di vista dei rapporti di lavoro, né dal punto di vista finanziario.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici per illustrare l'emendamento numero 309.

MANNONI, Assessore tecnico dei lavori pubblici. Signor Presidente, signori consiglieri, al di là del tecnicismo della descrizione normativa, l'emendamento numero 309, che poi si collega al 310 - e se posso li illustro insieme -, riguarda l'annosa vicenda del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale nei rapporti con l'EAF. Come sapete l'EAF è il fornitore di buona parte del fabbisogno idrico del Consorzio della Sardegna meridionale. E' sorta una vicenda davanti al giudice per vecchi debiti inevasi del Consorzio nei confronti dell'EAF. C'è stata una prima condanna al pagamento di 10 milioni di euro per i debiti fino al 1999, estinti attraverso un pignoramento di 10 milioni di euro dalle casse del Consorzio di bonifica. Rimane aperta la questione dei debiti relativi al periodo che va dal 1999 a tutto il 2004. In effetti il debito calcolato sui costi EAF per questo periodo è molto elevato, circa 18 milioni di euro. Con questa norma noi prevediamo sostanzialmente di ridurre il debito del Consorzio verso l'EAF, ragionando in termini di siccità. Noi sappiamo che in tutti questi anni le erogazioni dell'EAF al Consorzio non hanno avuto linearità, ma vi sono stati dei periodi di grande siccità, per cui i costi fissi dell'EAF sono stati trasferiti in qualche modo sul Consorzio, quindi noi rimoduliamo l'erogazione idrica di questi anni e accolliamo all'Erario, anche attraverso l'applicazione della direttiva 2000/60/CE, una quota di questi oneri, e al Consorzio facciamo pagare solo i costi dell'acqua ritenuti giustificati. In questo modo consentiamo l'abbattimento del debito del Consorzio e contestualmente consentiamo anche al Consorzio stesso di rateizzare il suo debito nei confronti dell'EAF per 7 anni. Questo consente un abbattimento netto del debito del Consorzio e soprattutto una restituzione del debito stesso in un periodo temporale che consente agli agricoltori di far fronte a questi oneri in modo molto più comodo. E' un intervento regionale basato sostanzialmente sulla direttiva comunitaria 2000/60, che consente, per ragioni ambientali o di siccità, che l'erario pubblico possa farsi carico di una parte degli oneri della risorsa idrica.

L'emendamento numero 310 è collegato al 309 perché, come dicevo poc'anzi, il Consorzio di bonifica si è visto pignorare dall'EAF 10 milioni di euro sulle giacenze di cassa. Queste giacenze di cassa sono paradossalmente dei finanziamenti regionali concessi dagli Assessorati dell'ambiente, dei lavori pubblici e dell'agricoltura per opere di protezione idraulica, quindi opere di difesa del suolo. Avendo avuto pignorate queste risorse il Consorzio di bonifica, che pure ha appaltato le opere, non può più consegnare i lavori. Allora noi consentiamo tecnicamente al Consorzio di partire con i lavori stessi e di far fronte al fabbisogno di cassa richiedendo alla Regione le risorse necessarie senza tener conto del pignoramento. Quindi diciamo che i lavori partiranno e ovviamente si presume che il ripristino della disponibilità di cassa avverrà nel giro di due anni. Questa è una norma tecnica, che consente di salvare risorse anche di carattere nazionale.

PRESIDENTE. Grazie, Assessore. L'assessore Mannoni ha illustrato gli emendamenti numero 309 e 310. L'emendamento numero 52 si dà per illustrato. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 69 ha facoltà di illustrarlo.

PISANO (Riformatori Sardi). Con l'emendamento numero 69 noi intendiamo porre all'attenzione di quest'Aula il gravissimo problema della viabilità nel tratto conosciuto come strada statale 128. La statale 128 è un tratto di viabilità di interesse naturalmente regionale, in considerazione del fatto che lo Stato sta delegando alle Regioni tratti di viabilità non primari, così definiti, però, oggi come oggi, questo tratto è ad altissima percorrenza, anzi è ritenuto uno dei tratti con maggiore flusso giornaliero di autovetture e con il più basso grado di sicurezza.

La storia della statale 128, che inizia all'altezza del chilometro 21 della SS 131, è nota. Chi ha la sfortuna di doverla percorrere quotidianamente sa bene a quale rischio i conducenti delle autovetture debbono sottoporsi per poter arrivare puntuali alla città di Cagliari. Gravita su questa strada, nota come la centrale sarda, una popolazione di 250 mila abitanti, ed è una strada che ha radici nella storia: già i romani lo utilizzavano per raggiungere le cosiddette cave del rame, veniva definita infatti "la strada del rame". Questa strada, di fatto, ha una storia anche nella ricerca di finanziamento, e già alcuni anni fa, forse sei o sette anni fa, fu presentata per la prima volta una progettazione di massima che avrebbe dovuto poi condurre, in tempi brevi, in funzione di finanziamenti CIPE, alla realizzazione di questo tratto di viabilità. Le cose, noi sappiamo, non vanno con i ritmi che noi tutti auspichiamo nella realizzazione delle opere e soprattutto in funzione delle attese che i cittadini ripongono nella realizzazione di queste. Nel frattempo la strada statale 128, che ha la più alta incidenza di sinistri mortali, è stata ribattezzata "la strada della morte", "la strada delle croci". Noi non possiamo, credo, davvero tollerare che vi sia un tratto di viabilità a così alto rischio di percorrenza e, allo stesso tempo, quasi un tratto obbligato, perché nessuna viabilità alternativa è possibile per gli abitanti dei comuni che debbono necessariamente utilizzarla quotidianamente per raggiungere Cagliari.

Noi, proponenti dell'emendamento numero 69, abbiamo richiesto, indicativamente, un finanziamento integrativo che consenta l'appalto per la realizzazione dei primi quarantasei chilometri della strada statale 128, cioè quelli che erano stati inizialmente presentati attraverso una conferenza stampa che qualche anno fa venne tenuta proprio nella sede dell'ANAS e che avrebbe dovuto risolvere definitivamente il problema di questo tratto di viabilità. Oggi parrebbe che il finanziamento disponibile non sia più sufficiente e che quindi occorra rimodulare il progetto, che mi pare di aver capito è solo allo stadio di progetto di massima, e in ogni caso potrebbe essere consentita la realizzazione soltanto attraverso una procedura di appalto dei primi ventun chilometri, cioè un tratto che dal bivio di Monastir consentirebbe di arrivare appena alle porte di Senorbì. Quindi non si risolverebbe assolutamente il problema principale, che è legato innanzitutto al bypassamento dei tre centri abitati che sono oggi attraversati da questa strada, e che sono i comuni di Senorbì, Suelli e Mandas, e ovviamente anche Isili. Noi diciamo che il problema è da ricondurre a questa grossissima esigenza.

Proponiamo che nella rimodulazione delle grandi opere che la Regione sta pensando di realizzare ci possa essere una risposta esauriente a questo importante problema. Laddove le quattro corsie non sono necessarie, e in questo noi ci troviamo d'accordo con qualche recente affermazione del presidente Soru, noi riteniamo che la previsione di una corsia in meno possa risolvere in questo caso anche il problema della copertura finanziaria per la realizzazione del primo tratto della strada statale 128, indispensabile per 250 mila abitanti di questa regione.

PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 22, 104 (il 342 è stato illustrato insieme agli emendamenti sostitutivi parziali), 72, 1, 2, 7, 9, 10, 12 e 331 sono dati per illustrati dai presentatori. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 74 ha facoltà di illustrarlo.

LICANDRO (F.I.). Si tratta di un emendamento aggiuntivo all'articolo 5 che si collega direttamente all'emendamento 109, che ho illustrato prima, perché le due norme sono logicamente connesse. Le ragioni di ordine generale che ho esposto in sede di illustrazione dell'emendamento sulla dotazione finanziaria per gli esercizi di culto valgono ancora di più a sostegno di questo emendamento.

La cattedrale di Oristano è la più grande di tutta la Sardegna. E' stata eretta nel 1730, però sorge nell'area di un tempio romano-gotico che risale al 1228, che era stato demolito perché fatiscente, ma dell'antica cattedrale che è stata costruita nel tredicesimo secolo restano importanti testimonianze: la Cappella del Santissimo, che è una cappella gotica, il Battistero e la Torre campanaria. La cattedrale di Oristano, senza dubbio, per la sua storia e anche per la sua arte è tra i monumenti più importanti della città ed è anche certamente la più visitata in assoluto dai turisti. Ora, questa cattedrale versa in pessime condizioni strutturali e non in condizioni migliori versa, tra l'altro, il suo patrimonio artistico e culturale. Credo che tutti conoscano il problema della tutela di questo patrimonio, rappresentato da quadri meravigliosi, da strutture di legno e da sculture; mancano i soldi per proteggerlo non soltanto dalle insidie del tempo, ma anche dai saccheggi, che sono ben noti alle cronache dei giornali.

Noi vogliamo assolutamente evitare che questo scempio e questa profanazione possano avere seguito, e siccome la cattedrale di Oristano è particolarmente a rischio, sotto questo profilo, chiediamo alla Giunta e a questa maggioranza di fare uno sforzo in più per dare un segnale concreto agli oristanesi che sono certamente legati alla loro cattedrale.

Ora, noi ci rendiamo perfettamente conto delle scelte che sono state operate nella redazione di questa manovra, che riguardano il contenimento della spesa, quando non la riduzione assolutamente drastica della stessa, ma se la Giunta e la maggioranza volessero dare un segnale concreto di attenzione verso questi beni, potrebbero cominciare proprio da Oristano, autorizzando un primo e risolutivo intervento per poi programmare, al di là della norma generale sugli interventi per gli edifici di culto, interventi radicali anche nelle altre diocesi della Sardegna.

PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 73 ha facoltà di illustrarlo.

LICANDRO (F.I). Presidente, colleghi, sappiamo perfettamente, e lo sanno molto bene anche i miei colleghi della provincia di Oristano, che la pesca è un settore strategico non solo per Cabras, ma appunto per tutta la provincia di Oristano. Ora, potrei parlare a lungo della crisi dell'industria della pesca in Sardegna, non lo farò, non è certamente il momento adatto, e questo anche per effetto delle relazioni piuttosto complicate con lo Stato in materia di zone di pesca interdette per ragioni militari, per la difficoltà nella erogazione tempestiva degli indennizzi durante i periodi delle esercitazioni, e anche per la mancata assistenza da parte della Regione alle cooperative, alle imprese che esercitano la pesca nei nostri mari, spesso con flotte che non sono assolutamente competitive rispetto a quelle della nota concorrenza siciliana, per non parlare di quella nordafricana. A Cabras è stato progettato, e in parte anche realizzato, un mercato ittico all'ingrosso che è dotato delle più avanzate infrastrutture per consentire il miglior funzionamento e svolgimento delle transazioni commerciali.

Con questo emendamento noi chiediamo alla Giunta il reperimento, nella finanziaria 2005, delle somme necessarie per il completamento funzionale interno e di tutte le sistemazioni esterne del mercato ittico di Cabras. La struttura è localizzata nella zona artigianale e occupa tre lotti contigui, secondo un progetto risalente al 1983. Attualmente le strutture di questo mercato ittico sono ultimate per quanto riguarda la parte edilizia che concerne gli edifici principali e gli impianti tecnologici di illuminazione. La sua infrastrutturazione rappresenta la condizione necessaria per poter attivare tutte quelle politiche e l'attività di gestione, come la trasformazione e la vendita all'ingrosso dei prodotti ittici, secondo un nuovo criterio che intende raggiungere l'obiettivo primario della realizzazione di una struttura e di una organizzazione di servizi avanzati, basati sulla tecnologia della informazione e della comunicazione per l'intero sistema provinciale della pesca.

L'obiettivo primario che il Comune di Cabras intende raggiungere è quello di realizzare e avviare una struttura e una organizzazione di erogazione di servizi di trasformazione di prodotti ittici e anche di commercializzazione avanzati, basati appunto sulla tecnologia della informazione, e di una informazione che consenta intanto di migliorare la competitività del sistema ittico provinciale non solo sul mercato regionale, ma anche su quello nazionale e perfino internazionale.

Questo si può realizzare solamente attraverso nuove forme di distribuzione del prodotto che possano allargare l'area di interesse incrementando le potenzialità di vendita; aumentare il volume della vendita del prodotto ittico, tenendo conto che questo è composto da prodotto fresco, come pure da prodotto allevato e da prodotto conservato, ponendo così veramente le basi per l'interconnessione con le grandi centrali di acquisto; realizzare una nuova catena del valore, che può essere fondata su un rapporto diretto tra il sistema del mercato ittico e l'acquirente, evitando così diversi stadi dell'intermediazione, col risultato di migliorare il livello dei prezzi della produzione. Insomma l'obiettivo è quello di realizzare e gestire un sistema di servizi logistici per il corretto ed efficiente svolgimento di tutte quelle che sono le attività distributive dell'organizzazione e a supporto del sistema ittico generale.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 105 si dà per illustrato. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 106 ha facoltà di illustrarlo.

DIANA (A.N.). Presidente, non so se sia possibile, però chiedo di sospendere per un attimo questo emendamento.

PRESIDENTE. Va bene, l'emendamento numero 106 è sospeso. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 107 ha facoltà di illustrarlo.

LICANDRO (F.I.). Con questo emendamento aggiuntivo l'opposizione intende rilanciare il settore fieristico della Sardegna partendo proprio dalle infrastrutture, che sono il primo tassello dello sviluppo delle fiere in Sardegna. Spesso dietro il fallimento o anche i modestissimi risultati delle iniziative fieristiche presenti nella nostra Isola è facile riscontrare la mancanza, tanto nelle manifestazioni che hanno un carattere provinciale quanto in quelle che hanno una valenza e un interesse regionale, di spazi e allestimenti adeguati.

Ora, sotto questo profilo, io credo che soltanto la fiera di Cagliari possa vantare spazi espositivi importanti, per il resto invece le strutture fieristiche presenti in Sardegna non consentono realmente l'organizzazione per tutto l'anno di manifestazioni e di eventi che siano in grado di richiamare attenzione e di conseguenza anche di generare commercio e turismo fieristico.

In queste condizioni, chiaramente, non si può pensare di programmare un calendario annuale che possa essere dedicato ai prodotti tipici della Sardegna piuttosto che una borsa sarda del turismo che vada a erodere l'importanza della BIT di Milano. E questo nonostante il turismo italiano presente alla BIT sia sempre principalmente rappresentato dalla stagione turistica sarda, che catalizza l'interesse dei tour operator. Nel frattempo, nonostante l'assenza di segnali e investimenti sulle infrastrutture, in silenzio alcuni comparti del commercio sardo da anni hanno iniziato a organizzarsi in proprio con buoni risultati, e ora chiedono, per il tramite delle loro organizzazioni, una risposta concreta da parte nostra. Due importanti saloni nautici si stanno svolgendo in questi giorni a Olbia e sul litorale di Cagliari, richiamando l'interesse di aziende italiane e anche di migliaia di appassionati del diporto giunti anche da altre regioni. E lo stesso positivo destino hanno anche alcune fiere di interesse locale, che restano di interesse locale per la mancanza di strutture adeguate nei territori.

Per questi motivi, ritenendo indispensabile per la ripresa del commercio e per favorire la nascita di una nuova forma di turismo l'utilizzo dello strumento fieristico, chiediamo che all'articolo 5 venga inserito un comma aggiuntivo che preveda una dotazione di almeno 4 milioni di euro per il completamento delle aree fieristiche sarde.

PRESIDENTE. L'emendamento numero 341 si dà per illustrato. Abbiamo concluso l'illustrazione degli emendamenti. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Grazie, Presidente. Il parere della Commissione è contrario sugli emendamenti numero 111, 290, 112, 291, 113, 292, 293, 294 e 297. Il parere è contrario anche sull'emendamento 102 che tratta un argomento che è stato discusso abbondantemente in Commissione e si ritiene che le attività connesse a quanto previsto dal comma 5 siano competenze gestionarie e quindi in capo alla Giunta regionale. Sull'emendamento numero 295 il parere è contrario. Sull'emendamento numero 110, che riguarda un argomento oggetto di discussione in Commissione, cioè l'aumento delle dotazioni per il sostegno alle locazioni, il parere è favorevole. Già in Commissione si era pensato di modificarlo, ma dopo un approfondimento ulteriore si è ritenuto di accogliere questo emendamento. Sugli emendamenti numero 296 e 109 il parere è contrario, come pure sull'emendamento 28. Il problema degli edifici di culto lo abbiamo discusso abbondantemente. Certamente occorrerebbero risorse molto più sostanziose, però l'equilibrio del bilancio non consente di accogliere emendamenti che aumentino le dotazioni finanziarie. Il parere è contrario sugli emendamenti numero 298 e 342, che riguardano la stessa materia, 27, 108 e 299. Sul 101 il parere è contrario, perché il problema dell'inquadramento del personale che transita all'ESAF S.p.A. è già trattato in un apposito disegno di legge e quindi ne parleremo quando si discuterà la materia nello specifico. Sull'emendamento numero 309, presentato dalla Giunta, il parere è favorevole e ne suggeriamo la lettura assieme al 310 e al 336 all'articolo 6, che completa la materia di esame rispetto alla situazione drammatica dei consorzi di bonifica, alcuni per situazioni di emergenza altri per problemi strutturali. Il parere è favorevole, quindi, anche sull'emendamento 310, ed è contrario, invece, sugli emendamenti numero 52 e 69. Il parere è contrario su tutti quegli interventi che hanno una destinazione specifica, che riguardano cioè opere che possono essere comprese in programmi oppure che non sono sostenibili dalla Regione, perché gli interventi riguardanti le strade statali, come quello previsto nell'emendamento 69, debbono essere fatti attraverso una pianificazione di diverso tipo.

Sugli emendamenti numero 22, 104 e 72 il parere è contrario. L'emendamento numero 1, Presidente, penso che sia decaduto perché il Consiglio ha bocciato l'emendamento 100 all'articolo 4 che aveva lo stesso identico oggetto. Sull'emendamento numero 2, che è collegato all'1 e quindi anche al 100, il parere è contrario perché tende a modificarne l'indicazione. Sull'emendamento numero 7 il parere è contrario per le ragioni che dicevo prima; sul 9, che riguarda interventi specifici, il parere è contrario ed è ugualmente contrario sugli emendamenti numero 10, 12, 331, 74 e 73. La stessa valutazione fatta sugli edifici di culto vale per le chiese di particolare valore storico-artistico: sarebbero necessarie risorse ingenti, purtroppo le disponibilità e la necessità di contenere il bilancio hanno impedito una destinazione di risorse più sostanziosa, per cui sull'emendamento 105 il parere è contrario come pure sul 106.

PRESIDENTE. Il 106 è stato sospeso.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore. E' sospeso. Sull'emendamento 107 il parere è contrario. L'emendamento numero 341 è stato a più riprese presentato in Commissione e non riusciamo a capire le ragioni di un'ulteriore presentazione in Aula, comunque il parere è contrario.

PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sugli emendamenti ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.

PIGLIARU, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello espresso dal relatore.

PRESIDENTE. Finiamo a questo punto i lavori della mattinata. I lavori riprenderanno alle ore 16, con la discussione generale sull'articolo 5 e relativi emendamenti. Invito i colleghi ad essere puntuali.

La seduta è tolta alle ore 13 e 28.



Allegati seduta

Testo delle interrogazioni e della mozione annunziate in apertura di seduta

INTERROGAZIONE SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sui costi elevati per il trasporto degli attrezzi sportivi.

Il sottoscritto,

venuto a conoscenza che:

- la squadra di tiro a segno di Cagliari, in partenza dall'aeroporto di Cagliari-Elmas e diretta a Fiumicino per disputare una gara, ha dovuto pagare alla compagnia alitalia la cifra di euro 20 per ogni arma sportiva trasportata;

- a seguito della richiesta di chiarimenti, la stessa ha risposto che si trattava di attrezzi sportivi;

- non risulta che venga richiesta alcuna spesa aggiuntiva per gli attrezzi sportivi, come mazze da baseball, da hockey, racchette da tennis, palloni da basket o da calcio, a meno che si tratti di eccedenza bagaglio;

- nel caso in questione ogni passeggero aveva un solo bagaglio a mano;

- le armi trasportate sono da considerarsi, a tutti gli effetti, attrezzi sportivi non assimilabili ad armi comuni da sparo;

- in occasione di altre trasferte, anche sulla tratta per Milano, la squadra è stata costretta a pagare alla compagnia AirOne la cifra di euro 60 all'andata e altrettanti al ritorno per il trasporto di ogni valigetta contenente armi sportive;

- i contratti di trasporto prevedono un bagaglio a mano e uno in stiva, totalmente gratuiti;

- non è da considerare rilevante il contenuto del bagaglio, fatte salve le disposizioni in materia di sicurezza;

- per il trasporto di armi da fuoco, vi è l'obbligo di denuncia e di consegna agli uffici di pubblica sicurezza che provvederanno al trasporto all'aeromobile;

- il decreto ministeriale del 9 agosto 2001, n. 362, considera le armi ad aria compressa "non assimilabili alle armi comuni da sparo";

- di conseguenza tali armi sono da considerare attrezzature sportive,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:

1) quali provvedimenti intenda prendere la Regione Sardegna per garantire a tutte le società sportive la possibilità di viaggiare senza balzelli così rilevanti;

2) come la Regione Sardegna intenderà garantire agli sportivi sardi la partecipazione a manifestazioni di carattere nazionale, considerato che tali costi influiscono negativamente sulla possibilità di svolgere adeguatamente l'attività sportiva;

3) quali azioni intenderà prendere la Regione Sardegna per una nuova legge sulla continuità territoriale, inserendo anche il divieto di richiedere ulteriori tasse che penalizzano tutto lo sport sardo. (179)

INTERROGAZIONE SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sul sostegno alle rivendicazioni degli agenti di polizia penitenziaria di Tempio.

Il sottoscritto,

venuto a conoscenza che:

- da oltre un anno, presso il carcere La rotonda di tempio, il sindacato Sappe (sindacato autonomo polizia penitenziaria) è in stato di agitazione per chiedere il potenziamento dell'organico all'interno della casa circondariale;

- anche nella giornata di ieri un folto gruppo di rappresentanti degli agenti penitenziari ha manifestato davanti ai portoni del carcere;

- i dipendenti della casa circondariale di Tempio sono ventitre, mentre i detenuti sono ventisette;

- i turni di lavoro sono da considerarsi massacranti e la sicurezza rischia di non essere garantita a pieno;

- i dipendenti, da parecchio tempo, non possono neanche usufruire delle ferie o dei giorni di riposo;

- anche le condizioni igieniche non sono delle migliori e non viene rispettato il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere:

1) quali provvedimenti intenda prendere la Regione Sardegna per garantire la sicurezza nella casa circondariale di Tempio;

2) come la Regione Sardegna intende tutelare gli agenti penitenziari e come vuole intervenire per migliorarne le condizioni di lavoro. (180)

INTERROGAZIONE PETRINI, con richiesta di risposta scritta, sul problema dei posti in aereo per i disabili.

Il sottoscritto,

considerato che:

- ormai da troppo tempo si stanno verificando forti disagi per i disabili che devono viaggiare da e per la Sardegna utilizzando i vettori aerei;

- tra qualche settimana gli atleti delle squadre iscritte ai campionati nazionali per disabili dovranno utilizzare i vettori aerei per partecipare alle gare in programma;

- nei giorni scorsi uno dei cinque componenti la delegazione dell'associazione sarda paraplegici, che doveva partecipare ad un convegno nazionale, non è stato accolto a bordo di un aereo;

viste le gravi discriminazioni che i disabili sono costretti a subire durante i viaggi,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere quali azioni intendano adottare nei confronti dei vettori aerei per fronteggiare questo grave disservizio e questa discriminazione nei confronti dei disabili che devono viaggiare in aereo. (181)

INTERROGAZIONE IBBA - CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sui problemi derivanti a 25 lavoratori dalla chiusura della casa di riposo "domus vittoria".

I sottoscritti,

avendo appreso dagli organi di stampa della recente chiusura della casa di riposo "domus vittoria" di Quartu s. Elena, a seguito del riscontro da parte delle autorità competenti di carenze di tipo strutturale e professionale, sulle quali è in corso anche un'indagine della magistratura;

tenuto conto che i 25 lavoratori, che lì operavano, si trovano improvvisamente senza posto di lavoro;

constatato che gli ospiti della stessa casa di riposo sono stati trasferiti presso la RSA "monsignor angioni" di Quartu s. Elena;

rilevato che con l'arrivo dei suddetti ospiti la RSA "monsignor angioni" di Quartu S. Elena ha incrementato il proprio carico di lavoro, con conseguente necessità di adeguamento del personale e delle figure di professionalità alta necessarie;

considerato che:

- nell'attesa che gli organi competenti si pronuncino definitivamente sulla legittimità della persistenza della "domus vittoria", non può trascurarsi la drammatica situazione dei lavoratori che, senza alcuna responsabilità e in maniera imprevista, si trovano senza lavoro e senza stipendio;

- la già grave crisi occupazionale che attanaglia la Sardegna non può permettersi un ulteriore carico di 25 unità;

sottolineato che la "condizione anziana" non può più essere né trascurata né rinviata, ma che anche minimi cedimenti del, seppure precario, sistema esistente meritano un'attenzione ed un intervento immediato,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale per conoscere:

1) se sia a conoscenza della drammatica situazione in cui è venuto a trovarsi il personale della casa di riposo "domus vittoria" a seguito della sua chiusura;

2) quali provvedimenti intenda assumere per fare luce sull'accaduto;

3) se intenda porre in atto iniziative, ed eventualmente quali, per favorire il reinserimento dei 25 lavoratori presso la RSA "monsignor angioni" e le altre strutture cittadine. (182)

INTERROGAZIONE SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sull'Ufficio regionale giovani per i problemi della scuola.

Il sottoscritto,

venuto a conoscenza che:

- la Giunta regionale in data 17 ottobre 2003, sotto la presidenza dell'On. Italo Masala ha istituito l'Ufficio regionale giovani per i problemi della scuola;

- tale organismo si sarebbe dovuto occupare di coordinare l'attività dell'Assessorato regionale della pubblica istruzione con le associazioni studentesche maggiormente rappresentative;

- in data 24 marzo 2004, l'allora Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, Dr. Salvatore Antonio Falchi, ha decretato l'istituzione dell'ufficio sopraccitato;

- tale ufficio è composto da sette componenti, rappresentanti di tutte le associazioni studentesche maggiormente rappresentative;

- l'ufficio non è più stato convocato dall'insediamento della nuova Giunta;

- tale organismo sarebbe potuto essere un ottimo strumento di confronto e di studio dei problemi della scuola con le componenti che giornalmente la vivono,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per sapere:

1) quali provvedimenti intenda prendere la Regione Sardegna per ripristinare l'ufficio regionale giovani;

2) come la Regione Sardegna intenda garantire un confronto diretto con le componenti che giornalmente vivono il mondo della scuola in Sardegna;

3) quali azioni intenda prendere l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per rendere attivo, nel più breve tempo possibile, tale organismo. (183)

INTERROGAZIONE LIORI - DIANA - ARTIZZU - MORO - SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sul bando di gara della Regione per l'appalto del servizio di autonoleggio a Roma.

I sottoscritti,

premesso che in data 8 marzo 2005 è stato pubblicato il bando di gara per l'affidamento del servizio di noleggio di autovetture di rappresentanza con autista a Roma, per la durata di 60 mesi e dell'importo di euro 3.400.000;

constatato che tale iniziativa è in netto contrasto con le dichiarazioni rese dal Presidente della Regione all'atto del suo insediamento in ordine all'utilizzo delle autovetture della Regione, utilizzo, a dire dello stesso Presidente, eccessivo, indiscriminato, persino inutile,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:

1) se tuttora a Roma prestino servizio ai componenti della Giunta o ad altro personale della Regione auto di rappresentanza ed, in caso affermativo, quale sia il loro numero, quali le ragioni del loro utilizzo e quale il numero complessivo di chilometri percorsi nell'ultimo semestre;

2) quale sia la ragione del ricorso al servizio di noleggio di autovetture a Roma e se non ritenga che la somma di euro 3.400.000 suoni offensiva per i sardi, già gravemente penalizzati dai tagli previsti dalla finanziaria attualmente all'esame del Consiglio regionale. (184)

MOZIONE PILI - LA SPISA - OPPI - DIANA - VARGIU - LADU - CONTU - LICANDRO - LOMBARDO - MILIA - PETRINI - RASSU - SANCIU - SANJUST - SANNA Paolo Terzo - AMADU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO - ARTIZZU - LIORI - MORO - SANNA Matteo - CASSANO - DEDONI - PISANO - MURGIONI - ONIDA sullo sviluppo della società dell'informazione in Sardegna, con richiesta di convocazione straordinaria del Consiglio ai sensi dei commi 2 e 3 dell'articolo 54 del Regolamento.

IL CONSIGLIO REGIONALE

nello spirito di contribuire al dibattito sulla strategia per lo sviluppo della società dell'informazione in Sardegna e al fine di definire le linee di indirizzo dell'azione della Regione Sardegna in tema di cambiamento della burocrazia ed in tema di scelte per l'attuazione degli interventi nel settore della tecnologia ed innovazione,

VISTI:

- il piano strategico della società dell'informazione approvato definitivamente dalla Giunta regionale con deliberazione 10 dicembre 2002, n. 39/110 con la quale vengono individuati gli obiettivi strategici relativi alla sua attuazione;

- il piano di E-government avviato dalla Regione sarda;

- gli obiettivi prioritari del piano:

- la realizzazione delle infrastrutture e con esse la rete unitaria per l'amministrazione regionale (RUPAR);

- l'attività di formazione, di sensibilizzazione al mutamento culturale, di supporto alla realizzazione;

- la piena integrazione con il piano di E-government regionale e nazionale;

CONSIDERATO che:

- l'approvazione della strategia ha consentito di attuare le conseguenti fasi operative anche a seguito dello sblocco del 70% delle risorse assegnate alle misure 6.3 e 6.4 del POR;

- nella definizione della strategia il quadro di riferimento era teso a:

- evitare iniziative parziali e settoriali;

- prevedere un approccio flessibile nella eventuale rimodulazione del quadro strategico di riferimento per accogliere le innovazioni tecnologiche, ma anche le esigenze funzionali e le priorità che possono evolvere nel corso del tempo;

- assegnare un ruolo centrale alla Regione con le finalità preminenti di assicurare l'interoperabilità tra le amministrazioni ed il coordinamento degli enti del territorio, ottenendo al contempo l'adesione ed il coinvolgimento di tutti gli enti interessati;

- l'assunzione di un modello di sviluppo orientato "agli utenti";

- l'obiettivo prioritario era definito nel processo di realizzazione della "regione digitale" teso a valorizzare la Sardegna come modello di un nuovo rapporto con il cittadino, imperniato sull'utilizzo delle tecnologie digitali proprie della società dell'informazione e considerare il cambiamento portato dalla telematica come innovazione e non come una automazione;

- il processo di rinnovamento non è configurabile esclusivamente sul versante tecnico, ma soprattutto sistemico e necessita di una visione integrata e coerente del programma di trasformazione includendo, oltre allo sviluppo tecnologico, la cultura, l'organizzazione, i processi, le norme, i valori ed i comportamenti, secondo l'indirizzo guida che "l'idea del servizio da erogare e l'organizzazione devono precedere l'intervento";

ACCERTATO che la Regione sarda ha assunto come elemento imprescindibile per l'attuazione della strategia dell'informazione in Sardegna il concetto che vede prioritaria l'erogazione dei servizi e l'efficienza dei sistemi, rispetto alla definizione della soluzione tecnologica che li può implementare;

CONSIDERATO che tra gli obiettivi vi è l'affidamento a soggetti qualificati dell'intero processo di progettazione, realizzazione e gestione degli interventi, assicurando all'Amministrazione regionale l'efficacia e l'efficienza di funzionamento di resa dei servizi e riservando ad essa il pieno controllo, monitoraggio dei livelli di servizio resi nei confronti della stessa amministrazione regionale e del cittadino;

RITENUTO che sia indispensabile promuovere un'importante occasione di confronto anche al fine di indirizzare i futuri investimenti nel settore dell'innovazione e delle nuove tecnologie con la piena coscienza tuttavia che un vero rinnovamento può ottenersi se, oltre alla realizzazione delle infrastrutture, oggi carenti, ci si impegna ai fini della razionalizzazione dei processi burocratici e con l'attuazione di interventi mirati e finalizzati all'efficienza, tesi non tanto "a fare", quanto "ad ottenere risultati" e fornire servizi tangibili ai cittadini ed alle imprese;

AFFERMATO che l'obiettivo è quello di fare della Sardegna un modello per la nascita di un nuovo rapporto con il cittadino, imperniato sull'utilizzo delle tecnologie digitali;

CONSIDERATO che per il raggiungimento di questi obiettivi la Sardegna deve essere in condizioni di essere al passo con i tempi ed essere sincronizzata con il processo di cambiamento del paese;

RITENUTO che:

- la vera sfida è la trasformazione della burocrazia regionale da vincolo e limite allo sviluppo delle iniziative imprenditoriali dei privati a fattore della produzione che contribuisca, insieme ai tradizionali capitale e lavoro, alla creazione del valore aggiunto;

- una pubblica amministrazione efficiente nell'utilizzo delle risorse pubbliche, snella nelle procedure, rapida nei tempi di risposta, efficace nel raggiungimento degli obiettivi stabiliti dalla programmazione economica, costituisce, al pari delle infrastrutture materiali, precondizione essenziale per lo sviluppo economico e per l'innalzamento della qualità della vita dei cittadini;

CONSIDERATO che pubbliche amministrazioni centrali e locali dei paesi industrializzati hanno da tempo collocato tra le proprie priorità strategiche tanto la razionalizzazione delle strutture e dei processi interni quanto l'utilizzo delle nuove tecnologie nell'erogazione dei servizi;

RITENUTO che così facendo le organizzazioni pubbliche rispondono all'esigenza di rafforzare la competitività dei rispettivi sistemi territoriali, di cui sono perno essenziale e fanno fronte alla sempre crescente domanda di qualità ed efficacia nell'azione amministrativa da parte di cittadini ed imprese;

CONSIDERATO che l'applicazione di principi manageriali supportati da tecnologie innovative è notevolmente più complessa di quanto sia per un'impresa privata introdurre un nuovo modello di controllo di gestione o aprire un canale di vendita su internet;

RITENUTO che il passaggio epocale è quello di passare il prima possibile dalla cultura della "coda fisica" al servizio continuo, disponibile ovunque ed in qualsiasi momento, tenendo conto dell'esigenza di governare le complessità sociali, normative e politiche che le pubbliche amministrazioni si trovano ad affrontare quando cambiano i propri modelli di produzione ed erogazione dei servizi;

RILEVATO che in un contesto di riferimento caratterizzato da generale arretratezza la Sardegna non fa eccezione, anche in considerazione del peso relativo della Pubblica Amministrazione sull'economia dell'isola, circa un quarto del PIL, che amplifica l'impatto negativo delle inefficienze dell'apparato pubblico sui settori più dinamici ed intraprendenti del sistema;

RITENUTO che il piano strategico abbia tracciato e avviato la strada per evitare che la Sardegna, nel campo dell'innovazione della Pubblica Amministrazione, seguisse un percorso di crescita inerziale, al traino dei cambiamenti promossi dal centro e quindi una volta in ritardo rispetto alla gran parte del paese e due volte in ritardo rispetto al resto d'Europa;

TUTTO CIÒ PREMESSO e al fine di proseguire il percorso già avviato si rende necessario rafforzare ulteriormente il cambio di prospettiva avviato negli anni passati facendo passare la Sardegna da inseguitrice ad apripista;

SI RITIENE necessario porre rimedio alla grave inadempienza del governo regionale in carica che non ha partecipato al primo bando che il governo nazionale ha avviato per lo sviluppo di nuove tecnologie a partire dal DTT (Digitale TV Terrestre) e avviare un'azione al fine di consentire alla Sardegna di svolgere un ruolo da protagonista in tale processo;

ACCERTATO che la Sardegna dispone di tutte le condizioni ideali per proporsi al governo centrale come laboratorio per la sperimentazione delle soluzioni organizzative e tecnologiche più avanzate nel campo della TV digitale terrestre;

RITENUTO che la Sardegna sia caratterizzata da fattori determinanti per la sperimentazione del DTT come:

- la dimensione della macchina amministrativa (la Pubblica Amministrazione locale) e del suo mercato (i cittadini e le imprese sarde) sono contenute e consentono perciò, l'implementazione degli interventi in tempi decisamente più brevi rispetto alla realtà nazionale o a quella di gran parte delle altre regioni italiane;

- un sistema delimitato e per molti versi sfavorito in cui è più facile monitorare e misurare gli impatti positivi di politiche innovative;

- la bassa densità abitativa dell'isola determina le condizioni ideali affinché le modalità più avanzate di erogazione telematica dei servizi dispieghino efficacemente i propri benefici;

- la Sardegna ha già dimostrato, nell'ambito del settore privato, di essere terreno fertile per lo sviluppo di insediamenti tecnologici di grande valore, proprio nei settori dell'informatica e delle comunicazioni, compreso l'avvio del DTT con due emittenti regionali già autorizzate alla sperimentazione;

- l'Isola vanta un patrimonio umano ad elevata scolarizzazione dal potenziale largamente inespresso;

- la Regione già dispone di ingenti fondi comunitari da impiegare, insieme ai finanziamenti nazionali ed alle risorse private che sarà in grado di richiamare, per realizzare i servizi alla base di una compiuta espressione della società dell'informazione;

TALE RILEVANTE processo deve essere proposto e sostenuto dalla Regione Sardegna con una formale candidatura alla sperimentazione del DTT su tutto il territorio regionale al fine di un coinvolgimento dell'intera popolazione sarda;

A TAL FINE deve essere sostenuta e rafforzata la strategia della società dell'informazione tesa a promuovere la macchina amministrativa attorno alle esigenze dell'utilizzatore, sia esso un paziente, un impresa o uno studente, e non a quelle della burocrazia: processi e procedure dovranno essere snelliti ed ispirati alla cultura del risultato e non a quella della norma;

L'OBIETTIVO è quello di un'amministrazione invisibile: l'utente non si dovrà preoccupare di come, dove e quando è prodotto il servizio, ma solo di chiederlo quando e dove gli serve, traendo il massimo beneficio dall'utilizzazione di sistemi digitali di erogazione;

CONSIDERATO che tale processo si sintetizza in quattro aree di intervento che ben si possono sviluppare attraverso l'avvio di un piano di sperimentazione del digitale terrestre in Sardegna ed in particolar modo:

- governo e cittadini, dove la Regione offre ai cittadini informazioni e servizi interattivi, fornendo una soluzione di accesso unica (esempio: gestione delle cartelle esattoriali, accesso al catasto, etc.);

- governo e imprese, dove la Regione offre alle imprese un sistema di scambio di informazioni, dati e beni tramite la rete (esempio: presentazione delle richieste di finanziamento);

- governo e amministrazioni, dove vengono ottimizzati gli scambi di informazioni e di dati tra i diversi livelli della Pubblica Amministrazione (esempio: il sistema informativo lavoro che coinvolge Regione, Ministero competente e agenzie per l'impiego);

- processi interni al governo, dove si utilizzano le tecnologie di rete all'interno dell'Amministrazione Regionale stessa per migliorare il servizio all'utente interno (esempio: approvvigionamento elettronico centralizzato per rendere più efficiente l'acquisto di beni e servizi destinati all'Amministrazione).

In questo quadro occorre definire i primi interventi attivabili già delineati nei progetti E-government approvati dalla Regione e finanziati nel 2002 dal governo nazionale, come il piano Egos - E-government Sardegna e assegnati ad una associazione temporanea di impresa;

CONSIDERATO che:

- il comma 7 dell'articolo 41 della legge n. 3 del 2003 prevede la promozione, ad opera del Ministero delle comunicazioni, di una campagna di sperimentazione (cosiddetta sperimentazione pubblica) di trasmissioni televisive digitali terrestri;

- in questo quadro di recupero di competitività del sistema paese la televisione digitale terrestre rappresenta un elemento essenziale di allargamento della multimedialità;

- introducendo accanto all'attuale ricevitore televisivo analogico un nuovo processore (standardizzato in modo da essere aperto a livello nazionale a tutti i fornitori di contenuti) dotato di un semplice telecomando che permetta funzioni interattive e di navigazione, il tradizionale televisore riesce a configurarsi come terminale universale per l'accesso ai servizi multimediali, allargando tale possibilità ad una larga fascia di utenti non particolarmente alfabetizzati sulle nuove tecnologie;

- si tratta di un processo incentrato su applicazioni di carattere innovativo nell'area dei servizi pubblici e della interazione tra i cittadini e le amministrazioni pubbliche (come, ad esempio, servizi di telemedicina e teledidattica) con l'utilizzo di frequenze appositamente assegnate a tale scopo;

- come ulteriore sviluppo di tali iniziative indirizzate al successo dell'operazione "servizi interattivi sul digitale terrestre" è allo studio la creazione dei modelli di riferimento e delle architetture standardizzate per la creazione, il test e la fruizione di nuovi servizi;

VERIFICATO che in questa direzione sono ormai in fase avanzata di studio alcuni importanti aspetti come:

- i modelli per i centri servizi dedicati alla fornitura di servizi interattivi;

- la conversione dei formati internet a formati adeguati alla piattaforma digitale terrestre;

- le interfacce semplificate per la fruizione di servizi da parte dell'utente;

- la sicurezza delle transazioni;

- le applicazioni per lo sfruttamento del canale di ritorno;

- l'evoluzione tecnologica verso lo standard di codifica che consente di raddoppiare il numero di canali trasportabili sul sistema televisivo;

CONSIDERATO che sono allo studio sistemi che permettono al sistema diffusivo di TV digitale terrestre di essere direttamente ricevuto da piccoli apparati alimentati a batteria, in primo luogo i telefoni cellulari, ma anche altri futuri dispositivi mobili costituendo un ulteriore passo verso uno scenario di convergenza in cui l'utente potrà usare tutti i servizi ovunque, in qualsiasi momento e da qualsiasi terminale abilitato, sia a ricezione di tipo diffusivo sia a comunicazioni punto-punto;

CONSIDERATO che:

- il governo italiano attribuisce grande importanza al passaggio tecnologico rappresentato dalla digitalizzazione delle reti televisive terrestri e ha da tempo previsto, attraverso la promozione delle attività di sperimentazione per tale tecnologia, di accelerare al massimo la transizione verso di essa;

- il piano di azione del governo prevede in ogni caso il concerto di tutte le istituzioni e degli attori del mercato interessati a mettere in atto una azione sinergica di promozione e sostegno allo sviluppo ordinato del digitale terrestre;

- allo stato attuale, da un lato si riscontra la spinta verso un trasferimento immediato dei servizi sulla nuova piattaforma, dall'altro la richiesta di attivare un processo di più lungo termine per sfruttare al massimo le notevoli potenzialità offerte dalla nuova tecnologia;

RITENUTO indispensabile, per impatto sui cittadini e per il suo valore rispetto all'azione del progetto "digitale terrestre", attivare un nuovo canale digitale terrestre per i servizi e le informazioni contenuti nel portale della Regione Autonoma della Sardegna,

impegna la Giunta regionale

1) ad avanzare ufficialmente la candidatura della Regione Sardegna per sperimentare su tutto il territorio regionale il sistema digitale terrestre, al fine di imprimere un'accelerazione nel progetto di E-government e la sua evoluzione verso il T-government;

2) a formulare apposita formale richiesta al governo nazionale entro e non oltre il mese di marzo;

3) a presentare un concreto piano d'azione con puntuale calendarizzazione degli obiettivi per l'attuazione del piano strategico della società dell'informazione;

4) ad illustrare al Consiglio regionale come intenda operare per l'attuazione del progetto Regione digitale;

5) a rappresentare all'Aula le ragioni che hanno portato alla mancata partecipazione della Regione Sardegna al primo bando per la sperimentazione del sistema digitale terrestre promosso dal governo nazionale e cosa intenda fare per recuperare tale opportunità. (33)