Seduta n.473 del 05/05/2004
CDLXXIII SEDUTA
Mercoledì 5 maggio 2004
(Pomeridiana)
Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 17 e 43.
Segretario: il consigliere ORTU.
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Siamo all'articolo 18 all'emendamento 335, primo firmatario Sanna Gian Valerio, soppressivo parziale del comma 4. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare il suo emendamento.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, è ritirato il 335, e il 334.
PRESIDENTE. E il 333?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Attiene al progetto.
PRESIDENTE. Il 335 e il 334 sono ritirati. Quindi siamo al 333.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Si dà per illustrato. Soppressivo parziale del comma 6. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere contrario.
PRESIDENTE. La Giunta ha espresso parere contrario. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Anche su questo comma 6, Presidente, io esprimo delle forti perplessità perché, seppure partendo da una motivazione corretta, e cioè la necessità che vi sia un ufficio apposito che si occupi di trattare le pratiche relative alle provvidenze a favore degli invalidi civili, competenza che recentemente abbiamo acquisito alla Regione, e con il percorso e la procedura e la proposta individuata nel comma 6, si sta demolendo radicalmente la legge regionale che, in qualche modo, aveva posto un limite all'uso strumentale che si è fatto in tanti anni del comando.
Ora noi abbiamo sicuramente un limite come Regione perchè quando abbiamo acquisito le competenze relative alle provvidenze degli invalidi civili non abbiamo preteso da subito di assorbire anche il personale delle Prefetture che si occupava di queste pratiche. Dire adesso che si vuole far fronte a questo, allargando l'istituto del comando alle aziende sanitarie locali, agli enti regionali e agli enti locali, significa sostanzialmente che noi stiamo riaprendo una tristissima strada che, ripeto, abbiamo percorso per tanti anni, riempiendo l'Amministrazione regionale con personale proveniente dall'esterno che poi, una volta arrivato in Regione, veniva e viene stabilizzato in maniera definitiva nell'organico della Regione. Quindi anziché percorrere il cammino inverso che è quello di trasferire funzioni, risorse e personale agli enti locali, noi, per poter assolvere ad una funzione che abbiamo acquisito da poco, stiamo percorrendo il cammino inverso, cioè stiamo riportando arbitrariamente, ma soprattutto in maniera clientelare, perché l'istituto del comando viene fatto senza nessun tipo di procedura che possa definire priorità, che possa definire anche qualità del personale che viene chiamato e tutte queste cose. L'Assessore di turno chiama chi ritiene opportuno chiamare dalle aziende sanitarie locali, dai comuni, dagli enti regionali e una volta che queste persone arrivano a lavorare in Regione, vengono stabilizzate in Regione, lì rimangono e rimangono in via definitiva.
Ecco perché io credo che occorra assolutamente prevedere altre forme, ma soprattutto altre iniziative legislative per risolvere un problema che comunque è presente, cioè trattare con rapidità le pratiche a favore degli invalidi civili, ma credo che in questo periodo la stessa cosa possa essere fatta senza allargare o meglio senza demolire i limiti previsti delle leggi regionali sull'istituto dei comandi, e possano essere istituiti dei servizi ad hoc ricorrendo al personale regionale che, credetemi, è già in forte esubero e non si capisce per quale motivo ne dobbiamo importare ancora dall'esterno. Raccomando vivamente di approvare l'emendamento soppressivo dell'onorevole Gian Valerio Sanna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Grazie signor Presidente, io ho mantenuto il soppressivo perchè spesso l'impeto del potere trascina anche il comportamento del legislatore verso idee un po' massimaliste anche eccessive. Quando mai la Regione può autorizzare un comando da un ente statale? Quando mai può autorizzare il comando ledendo l'autonomia degli enti locali e degli enti regionali previsti nei rispettivi statuti? Anche la formulazione denuncia una carenza di approfondimento, perchè noi possiamo dar luogo a processi di comando ma senza autorizzare niente, perchè noi non possiamo incidere, autorizzando sulle Prefetture, sul personale delle prefetture degli enti locali questioni di questo genere, quindi perfino anche l'esposizione dell'intendimento è formulato male e in questa forma non può essere accolta perché, secondo me, lede le autonomie di enti che non fanno capo alla potestà legislativa della Regione e come tale sono prive di fondamento. Altra cosa è che si fosse scritto "può accogliere", "può attivare" forme di comando di personale dipendente da questi enti perché, come si sa, quando si tratta di enti diversi da enti regionali bisogna avere il concerto e bisogna avere l'autorizzazione degli altri enti perché nessuno è disposto per noi a rinunciare alle proprie autonomie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ho avuto già modo di esprimere l'opinione in relazione a questo comma, trattando di argomento consimile in altra parte della finanziaria che se si abroga non succede bellamente nulla, non è una grande cosa. Secondo me, non è neppure una grande cosa se rimanesse, è una cosa che, questo contenuto del comma 6 dell'articolo 18, che implica alcune valutazioni in via di principio, questo sì. Però mi pare che sia corretto dare ad ogni istituto giuridico il senso, il significato e la portata che ha. Per esempio, sul piano tecnico questo comma 6, secondo me, è anche scritto bene, perché nel momento nel quale la Regione autorizza il comando non è che sta imponendo a nessuna amministrazione esterna di fare comandi, semplicemente sta dando la sua parte di assenso, perché il comando è un istituto giuridico che richiede, per potersi operare, la volontà concorrente e convergente di due amministrazioni, quella che chiede e quella che autorizza. E` chiaro che le due amministrazioni devono avere il potere di chiedere e di autorizzare anche perchè qui, in questo caso, la Regione se accettasse o richiedesse un comando che un ente esterno, come dire, accettasse, l'onere del pagamento del personale comandato è in capo a chi usufruisce del servizio, quindi la Regione dovrebbe pagarlo. Per cui tecnicamente non è che qui c'è una norma per cui la Regione sta imponendo a nessuno di fare cose in favore della Regione, né allo Stato, né a nessun'altra Amministrazione, il comando funziona quando le due amministrazioni, tutte e due, sono d'accordo anzi, oltre alle due amministrazioni, ci vuole l'accordo anche della persona interessata. Quindi perché operi un comando ci vuole la convergente volontà di tre soggetti, quello che lo chiede, quello che lo autorizza e addirittura la persona che deve essere comandata. Questo è in termini giuridici e tecnici, quindi è scritto bene sul piano tecnico.
Sul piano politico, insomma, si è riconosciuto o no che c'è un'emergenza che è un debito giuridico, politico e morale nei confronti di migliaia e migliaia di cittadini sardi le cui domande di invalidità civile per anni e anni non sono state esaminate. Ora, non è che ogni Amministrazione se non curava pratiche di quel tipo può curare improvvisamente e immediatamente bene quel tipo di procedura. Ci sono enti pubblici nei quali personale specializzato in questa procedura c'è e siccome non svolgono più quella funzione potrebbe essere utile che una parte di quel personale che sa fare quelle cose lo faccia in capo alla Regione, visto che la Regione ha assunto questo onere, sennò la Regione dovrebbe, ogni volta che assume una competenza nuova, prendere personale, riconvertirlo, specializzarlo e quant'altro. Se c'è già il personale ed è pubblico, è pagato dai contribuenti che sa fare questo ed è disponibile ad essere spostato temporaneamente per fare cose di grandissima utilità ed in via d'urgenza, io non vedo nulla di male che si faccia in un senso e nell'altro in modo biunivoco, dallo Stato alla Regione, dalla Regione allo Stato, agli enti locali, ad altri enti, purché il tutto sia contenuto nel criterio della funzionalità. Vorrei parlare senza essere disturbato, non pretendo di essere ascoltato, vorrei poter esprimere senza eccessivo disturbo…
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Onorevole Capelli, Fadda, Cappai, per cortesia.
COGODI (R.C.). Fantola, le primarie le hai già fatte, se non disturbi è meglio.
RASSU (F.I.-Sardegna). Ti stiamo ascoltando!
COGODI (R.C.). Va bene, io ti ringrazio, però c'è un eccesso di gente che parla a voce talmente alta che manco si accorge quando vengono richiamati. Vede, il collega Deiana con Fantola trattano un altro argomento a voce alta, se la ridono, non sentono neppure il fatto che li stanno richiamando. Il disturbo è eccessivo.
PRESIDENTE. Ha ragione, non si riesce a seguire. Assessore Capelli grazie, mi appello a lei almeno, alla sua responsabilità istituzionale.
COGODI (R.C.). Eppure la finanziaria dovrebbe riguardare poco poco più loro, che noi insomma. Dicevo che, attraverso un criterio di funzionalità, l'istituto del comando da che mondo e mondo, consente proprio alle pubbliche amministrazioni e agli organici delle pubbliche amministrazioni di non appesantirsi in modo patologico, perché una pubblica amministrazione può avere una finalità temporanea da svolgere e non è che si deve dotare di personale, che finita quella funzione, poi, se lo deve tenere in carico. Quindi la mobilità, come si suol dire, che è cosa diversa dalla flessibilità, cioè non ti riconosco se non una parte dei diritti, la mobilità è l'utilizzo del personale pubblico nel luogo e nel modo migliore, è un sano principio di buona amministrazione. Dove è che nascono invece le perplessità e sono fondate le critiche, e ha ragione anche in questa circostanza il collega Salvatore Sanna ed altri, e Gian Valerio, che sottopongono alla nostra attenzione un'altra riflessione che è ugualmente vera e valida, che può nascere attraverso l'uso di questi istituti una forma di clientelismo. E` vero, ma perchè nasce una forma di clientelismo? Nasce perchè le condizioni giuridiche e retributive del personale pubblico non è equiparato. Nasce il clientelismo perchè la condizione di regionale è differente ed è ritenuta migliore della condizione di comunale, di statale, perchè se le condizioni giuridiche e retributive del personale pubblico, in termini di giustizia, fossero equiparati non nascerebbe nessun clientelismo. Se il principio del "pari lavoro, pari retribuzione" fosse applicato, "pari lavoro, pari responsabilità, pari retribuzione" fosse applicato, non nascerebbe questo problema, invece attraverso il comando che cosa avviene? Che uno migliora la sua condizione invece di migliorare la funzionalità del sistema, perché ci sono vertenze aperte da anni che in questa Regione dove tutti ormai sono divenuti federalisti, tutti, dall'estrema sinistra all'estrema destra, passando per il centro, non c'è chi non si proclami federalista, per non dire autonomista (si proclami intendo, non che lo siano!), allora tutti a proclamarsi federalisti salvo a contraddire il proclama.
Perché non si è coerentemente e seriamente posto mano in questa Regione a definire progressivamente un quadro di ordinamento autonomistico, per cui le funzioni regionali sia che tecnicamente o formalmente facciano capo alla Regione in senso proprio o a pezzi di Stato che stanno in Regione, o ai comuni o agli enti locali che sono in e nella Regione, per dire comuni e province e consorzi, e quant'altro, perchè non si è avviato un processo?
E si dovrà avviare un processo di omogeneizzazione, di parificazione giuridica e retributiva, progressivamente nel tempo e non in un giorno che non sarà possibile, ma attraverso una fase di due - tre contrattazioni e rinnovi contrattuali con l'assenso e col concorso positivo dei sindacati dei lavoratori si dovrà arrivare a definire un ordinamento autonomistico dove l'autista della Regione, amministrazione, abbia lo stesso diritto e dignità e retribuzione dell'autista del comune in questa Regione, della provincia in questa regione avendo pari lavoro, pari responsabilità, pari condizione giuridica e pari condizione retributiva, solo allora si può riformare la Regione, perché il decentramento in questa Regione non ha mai funzionato per questo motivo. Perchè tutto il personale vuol rimanere in Regione? Anzi, perchè tutto il personale vuole arrivare alla Regione? Perchè ritiene, a ragione o a torto, che il contratto regionale è migliore, conviene di più del contratto comunale, provinciale, statale.
Ecco dov'è che nasce il clientelismo, nasce dalle incapacità della politica e di chi deve governare, gestire e fare la politica di adottare normative serie. Diversamente, che un impiegato di quel livello operi, in città di Cagliari, o presso la Prefettura o presso viale Trento non cambierebbe nulla per svolgere una funzione che sia di utilità complessiva e generale per la comunità regionale. Questo è il vero punto che non è risolvibile attraverso la punizione che si riservi alla negazione anche delle utilità e le emergenze che qualche volta si possono rappresentare. Se noi fossimo all'inizio della legislatura direi, sono talmente sospettoso, timeo Danaos et dona ferentes, a voi della destra non vi affiderei manco uno spillo da portare da qui a lì se fossimo all'inizio della legislatura, siamo alla fine, se serve, se c'è un'utilità…
PRESIDENTE. Ha visto la punizione? Il pensare male? Le hanno tolto la voce! La Provvidenza! Concluda.
COGODI (R.C.). Concludo la frase, comprendete il senso di quello che sto esponendo insomma, se c'è un'utilità di carattere generale per cui un contingente si costituisca per poter quanto prima esaminare e sbrigare e rendere giustizia ai cittadini, personale che esiste ed è specializzato nel trattare le pratiche degli invalidi civili, si faccia, si faccia un ordine del giorno, si circoscriva, si mettano limiti, però non ne farei adesso in finale di legislatura, quando non c'è il tempo per nessuno di fare, come si suol dire con un'espressione poco elegante "carne di porco", proprio perchè non c'è questa possibilità circoscrivendo la finalità e lo strumento che si vorrebbe adottare, direi che potrebbe anche essere utile farlo.
Ma se nello stesso tempo questo comma venisse abrogato non succederebbe ugualmente nulla, perché credo che in via amministrativa, la Giunta, qualunque Giunta, abbia strumenti per costituire un gruppo di lavoro che possa ugualmente attivare anche comandi necessari per soddisfare questa esigenza primaria per la comunità regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (U.D.R. - Centro). Presidente, cercherò di essere molto più breve. Condivido le osservazioni dei colleghi che mi hanno preceduto, le prime due, quelle del collega che testè ha concluso il suo intervento le ritengo un po' prolisse, comunque tutte tese a dover far capire che alla Regione esistono delle possibilità alternative senza che si debba ricorrere a dei comandi che sanno molto di giudizio negativo nei confronti del personale oggi dipendente ed esistente nei ruoli e anche di quelli che hanno sostenuto dei concorsi e sono nelle relative graduatorie. Io ritengo, per tutte queste considerazioni, di associarmi al giudizio negativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Presidente, io inviterei la Giunta ad accogliere l'emendamento, a cambiare il parere o comunque a rimettersi al Consiglio perchè credo che con questo comma non andiamo comunque a risolvere il problema per il quale questo comma è stato scritto. Noi abbiamo fatto un dibattito, Assessore, lei non è presente in Consiglio, e avevamo stabilito tutta una serie di possibilità per dare una risposta al problema della invalidità civile. Giustamente l'Assessore ha sostenuto anche in quest'Aula, ma l'ha fatto anche sulla stampa, che una delle ragioni per le quali non è stato possibile dare una risposta è perchè è stata prevista dentro la legge una penale nei confronti dell'I.N.P.S. nell'eventualità che l'I.N.P.S. non rispettasse la convenzione.
E' molto più semplice, se vogliamo dare attuazione alla norma, eliminare la penale, perché comunque passeranno dei mesi prima che venga anche attuato questo comma, perché chi è stato Assessore e chi è Assessore degli affari generali e del personale sa benissimo che per attuare un comando ci vogliono un paio di mesi, qualcuno dice addirittura un anno. Non è molto più semplice prendersi a cuore il problema, eliminare la causa principale che è quella della penale per far sì che questo problema venga risolto? Soltanto questo le chiedo, Assessore. Quindi se noi vogliamo risolvere questo problema dobbiamo togliere la penale e ritornare alla convenzione con l'I.N.P.S., perchè altrimenti sono convinto, che anche approvando questa norma, il prossimo Consiglio regionale si dovrà rioccupare di nuovo di questo problema.
Vorrei segnalare un'altro piccolo particolare, Presidente Masala, lei è stato anche Assessore della programmazione e si è spesso occupato di problemi di personale. Non c'è neanche il numero, non ci sono le risorse finanziarie di quante persone, quali sono le qualifiche che devono essere comandate, quindi credo che la soluzione migliore sia quella di bocciare questo comma e semmai di ripristinare immediatamente la norma che non preveda la penalità per quanto riguarda eventuali sanzioni nei confronti nell'I.N.P.S..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Non ripeterò quanto hanno sostenuto in particolare il collega Salvatore Sanna e poc'anzi il collega Fadda nel merito sia per quanto riguarda la inopportuna riattivazione dei comandi indiscriminati e per quanto riguarda la soluzione del problema, però credo che qui sarebbe opportuno mettere l'accento su una cattiva amministrazione, anzi su una pessima gestione del personale. Noi stiamo andando ad agire suoi territori, sui territori per lo meno a livello di province, dove l'Amministrazione regionale si trova con oltre cento dipendenti degli ex comitati circoscrizionali di controllo che di fatto non stanno facendo niente.
A me sembrerebbe che attraverso l'utilizzazione di questo personale, istituendo dei servizi appositi, noi potremmo accelerare il processo di smaltimento di queste pratiche attraverso un aggiornamento di questo personale e credo che risolveremmo anche quello che è il problema dell'emergenza a cui faceva riferimento il collega Cogodi al fine di concedere quelle provvidenze che da molto tempo stanno attendendo gli invalidi civili.
Credo che anziché andare a cercare sempre le soluzioni più semplici, diciamo quelle che probabilmente sono più attinenti ad una gestione clientelare della Regione, ma andassimo a ricercare invece, utilizzando quelle che sono le possibilità e le opportunità che abbiamo già esistenti attraverso una migliore utilizzazione del personale, io credo che avremmo, anche nel momento in cui è stata discussa la norma, sicuramente potuto dare una risposta più celere alle attese degli invalidi civili e avremmo anche dato una diversa motivazione a questo personale che risulta totalmente inutilizzato nelle sedi degli ex CO.CI.CO.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, mi sembra che il dito nella piaga l'abbia messo il collega Fadda in quanto il problema che veramente impedisce l'espletamento delle funzioni per l'attivazione di questa legge numero 12 è in effetti la penale inserita nella legge stessa.
Noi a suo tempo precisammo che la norma, così come era scritta, per altro era inattuabile sia per i termini che conteneva rispetto all'istituto, sia per il fatto che comunque la norma stessa, così come era formulata, era incongrua anche per dargli applicazione pratica, per cui quando noi guardiamo il comma 6 che chiede di costituire la possibilità del comando - per cui del passaggio dei dipendenti dalla Regione - andiamo in netto contrasto con quanto abbiamo detto non più di poco tempo fa - perchè la legge è del dicembre 2003 - dove diamo mandato agli enti locali o all'Istituto Nazionale Previdenza Sociale, di occuparsi di queste cose, facciamo esattamente marcia indietro a 365 gradi.
Per cui mi sembra chiaro che se c'è un problema da risolvere non si può risolvere così, anche perché non si capisce bene questa penale chi dovrebbe pagarla, in questo caso non sono più gli enti convenzionati, ma dovrebbe essere la Regione stessa se si vuole comunque mantenere lo spirito della legge approvata nel 2003.
Per cui anch'io chiedo alla Presidenza, chiedo all'Assessore e al Presidente della Giunta di bocciare questo comma 6 e, al limite, nelle norme varie dell'articolo che dobbiamo ancora discutere, trovare un'intesa per cassare le parti della legge numero 12 che ne impediscono un efficace attuazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Non sarei intervenuto, però siamo da tanti giorni in questo Consiglio, c'è chi fugge e va a farsi la campagna elettorale, chi è costantemente assente e c'è chi invece, per quanto riguarda la fase di seduta e poi anche al di fuori dell'Aula, magari cercando di trovare quelle condizioni che ci consentano di poter celermente risolvere il problema della finanziaria e del bilancio, e nonostante tutti gli impegni che abbiamo preso che avremmo fatto qualcosa in modo rapido, stiamo perdendo due ore per parlare di un problema che non esiste.
Primo; un comando, l'ha detto prima Paolo Fadda, sono cinque sulla base della legge 31 i comandi che possono farsi all'interno dell'intera Regione, quindi talmente pochi. Ebbene, mi è capitato spesso per un comando fra la richiesta di comando all'Assessorato competente, la risposta, l'esame, la deliberazione della A.S.L. diciamo per non dire un altro ente eccetera, passano mesi, per qualcuno è passato più di un anno e noi perdiamo tempo qui, in queste divagazioni che non servono a niente.
Credo che bene avremmo fatto ad eliminare anche il comma, perché a questo punto non ha significato che noi perdiamo tempo ed ora, c'è gente che è stanca di rimanere qui dentro, io personalmente! Quindi gradirei che laddove possiamo non perdere tempo evitiamo di fare inutili discussioni che sono soltanto una perdita di tempo costantemente e assolutamente inutile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Io credo che l'emendamento di cui si sta parlando possa essere rimesso alla valutazione dell'Aula; ma per consentire una compiuta valutazione del problema forse è utile tener presente che per ancora un mese circa, fino al 30 di giugno, le pratiche relative agli invalidi civili vengono disbrigate ed espletate direttamente dalle Prefetture. Nel contempo la Regione, a seguito del fallimento delle trattative con l'I.N.P.S. per via della penale che è stata prevista dalla legge non per la inapplicazione della convenzione, ma per gli eventuali ritardi di erogazione dei contributi a favore degli invalidi non è stata accettata quindi, fallito questo tentativo, la Regione ha istituito un servizio presso l'Assessorato della sanità che ottiene dalle quattro Prefetture una sorta di collaborazione fino al 30 di giugno nel senso che svolgono le pratiche ma, contemporaneamente, svolgono anche un'attività di istruttori nei confronti dei funzionari messi a disposizione della Regione.
Occorre inoltre tener presente che i dipendenti delle AA.SS.LL. valutano le questioni dal punto di vista sanitario e che la legge 12 prevede anche che la Regione possa un domani non solo fare una convenzione con l'I.N.P.S., ma anche a favore degli enti locali, quindi non è da escludere che un domani si possa decentrare a favore delle amministrazioni provinciali il disbrigo di queste pratiche. Questo era il senso dell'emendamento volto a consentire, in deroga agli articoli 39 e 40 della legge 31, il comando del personale che già oggi svolge queste funzioni e cioè quelli che sono presso le Prefetture, quelli che sono presso le AA.SS.LL. sotto il profilo sanitario e perché no, quelli che oggi sono dipendenti degli enti locali ma che domani potrebbero essere interessati direttamente a questa cosa. Ma in ogni caso la Giunta, modificando leggermente l'opinione precedente, si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Colleghi, essendo esauriti gli interventi, pongo in votazione l'emendamento 333. Per cortesia due Segretari.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Presidente, chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Sette consiglieri che appoggiano la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, SCARPA, DEMURU, PUSCEDDU, COGODI, LAI, SCANO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 333.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - COGODI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CORONA - DIANA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LAU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - ONIDA - PETRINI - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: BIGGIO - CARLONI - CORDA - OPPI - PIANA SECCI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 55
Astenuti 6
Maggioranza 28
Favorevoli 27
Contrari 28
(Il Consiglio non approva).
Passiamo ora al gruppo di emendamenti che sono collegati presentati recentemente e distribuiti in Aula: 656, 655, 654 o viceversa. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
Emendamento all'emendamento n. 655
Art. 18/comma 7
Il testo dell'emendamento all'emendamento numero 655 è sostituito dal seguente:
"Nell'articolo 28, comma 9, della legge regionale n. 31 del 1998 è aggiunta la seguente finale espressione: "e può essere revocato entro sei mesi dall'insediamento di un nuovo Assessore relativamente all'ambito del ramo diamministrazione di competenza"". (656)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Emendamento all'emendamento n. 654
Art. 18/comma 7
All'emendamento numero 654 è aggiunto il seguente periodo:
"L'applicazione dell'articolo 28, commi 7, 8 e 9 della legge regionale n. 31 del 1998 è estesa anche all'incarico di cui all'art. 46 bis della legge regionale n. 11 del 1983; il medesimo incarico può, inoltre, essere revocato entro sei mesi dall'insediamento del nuovo Assessore secondo la procedura prevista dal comma 9 del citato articolo 28. (655)
Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
Emendamento all'emendamento n. 332
Art. 18/comma 7
Il testo dell'emendamento numero 332 è sostituito dal seguente:
"Al comma 7 è aggiunto il seguente periodo:
Al personale risultato idoneo nella predetta graduatoria e che abbia già svolto funzioni dirigenziali per effetto di provvedimenti adottati ai termini dell'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998, nelle more dell'espletamento del concorso pubblico per la copertura della dotazione organica dirigenziale e comunque per un periodo non superiore a mesi 24, possono essere conferite le funzioni dirigenziali vacanti di cui all'articolo 21, lett. b) e d) della stessa legge regionale n. 31, secondo l'ordine della graduatoria, salvo motivate esigenze concernenti la specificità della materia e la professionalità maturata. Ai medesimi dipendenti spetta il trattamento retributivo fondamentale e accessorio previsto per lo svolgimento delle funzioni stesse". (654)
Il 656 è sostituito dell'emendamento 655 che a sua volta emenda l'emendamento 654, ecco perchè c'è questa successione. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare gli emendamenti.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il 656 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 656 è ritirato, restano il 655 e il 654. Il 655 è aggiunto del 654. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, pongo un problema di pregiudiziale in relazione all'ammissibilità. In realtà il 654 tratta lo stesso argomento dell'emendamento che è stato presentato al comma 3 dell'articolo 18 e con la bocciatura del comma 3 sono decaduti, quindi sono di fatto bocciati, anche gli emendamenti che erano collegati al comma 3. Io ritengo che la materia non possa essere riproposta perché è tra l'altro formulata in modo simile, quindi il Consiglio non possa votare due volte, nella stessa seduta tra l'altro, la stessa cosa.
Ritengo che questo tra l'altro sia meglio che rimanga agli atti del Consiglio perchè è una materia delicata e non si sa mai, ci potrebbero essere anche interessi che vengono lesi e quindi è giusto che qualcuno eventualmente utilizzi tutti gli strumenti di cui può disporre anche per tutelarsi al di là degli atteggiamenti un po' discutibili che possono essere assunti anche nell'ambito di questa sede.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (U.D.R. - Centro). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, se non ho capito male il 655 contiene una parte del 656 ed addirittura la recita allo stesso modo riprendendo gli emendamenti 639, 606 e 630. In questa sessione di Consiglio è la prima volta che parlo perchè favorevole alla mediazione, all'incontro tra le forze politiche per poter approvare una finanziaria e un bilancio tecnico in modo che si potesse dare alla Regione, e quindi ai cittadini sardi, gli strumenti finanziari. Cosa mai vista, io ci sono tanti anni, sono fortunato in questo Consiglio regionale, ma è la prima volta che vedo un ritardo vergognoso di questo tipo e, devo dire, che un po' la colpa è mia perché io ho votato questa Giunta. Se Luca Deiana in quella fatidica notte non avesse votato questa Giunta, questa Giunta non sarebbe in carica. Questo lo dico per ricordare a me stesso che solo con un voto si è salvata questa Giunta, ma io non voglio che col mio voto possa essere abusato in prassi legislativa, quindi ho il sacrosanto dovere di parlare duramente in questi termini. Allora, essendo favorevole alla mediazione e all'incontro tra le forze politiche, l'ho già detto, io non sono andato a mediare e a concordare gli emendamenti, ma quando leggo che in alcuni emendamenti ci sono dei principi che non condivido, devo prendere la parola e esprimerlo liberamente affinché rimanga agli atti in questo Consiglio. Che cosa si sta introducendo? Si sta introducendo con norma un atto che di prassi viene fatto amministrativamente dalla Giunta, cioè si sta dando la possibilità ad un Assessore o a degli Assessori, che durano in carica meno di sei mesi, di fare alcune operazioni. Il che vuol dire che se la prassi si consolida, come verrà nella storia a svolgersi l'attività legislativa, ogni Assessore che viene casualmente, io invece sono stato eletto con i voti degli elettori, ogni Assessore che può venire in quest'Aula casualmente si fa dare un'autorizzazione affinché in quel periodo di sei mesi possa fare il "killeraggio", possa fare la politica underground, possa fare la cripto - politica in modo che possa, con una serie di emendamenti, arrivare al risultato per far fuori qualcuno. Io non voglio difendere nessuno, perché ogni qualvolta che uno prende la parola sembra che deve difendere un dirigente, un funzionario o qualcosa. Lo farei anche se fosse a favore di uno della mia famiglia; io non ho familiari e parenti dipendenti dell'Amministrazione regionale. Lo farei ugualmente in qualsiasi forma. Prego Assessore. Visto che ci avete dato in questi numerosi emendamenti in salsa diversa, una volta la salsa magari era al ragù, l'ultimo magari poteva essere al burro, perché vedo nei due emendamenti la stessa dicitura, forse il condimento cambia ma la sostanza rimane la stessa. Mi sembra che sono delle operazioni non degne di quest'Aula e non posso dire altro perchè altrimenti, non è mio costume, userei anche aggettivi più grossi. Mi sembra di aver voluto dire ciò che volevo dire e chi vuole intendere può intendere benissimo. Ora chiedo che prima di passare ad esaminare nel dettaglio l'emendamento che noi abbiamo qui davanti, perché mi sembra che poi il 655 introduca una parte del 656, e il 639, abbia il buon senso l'Assessore e la Giunta di ritirarli e non sottoporli in votazione, perché non si può permettere di chiedere al Consiglio di fare del "killeraggio" in nome di non so quali azioni. Se c'è qualcuno, funzionario o dirigente che si comporta male, deve essere cacciato dal primo momento e non devono essere adottati questi sistemi e deve essere cacciato e deve essere sostituito nei modi previsti dalla legge e non con i trucchi, presentando cinque o sei emendamenti, uno diverso dall'altro, ma per arrivare allo stesso obiettivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna per dichiarazione di voto.
SANNA SALVATORE (D.S.). Grazie, Presidente, io avevo molte perplessità e le avevo anche espresse, perché trattare di questioni del personale in finanziaria e soprattutto in un clima dove sostanzialmente assistiamo a questo spettacolo indecoroso, insomma non promette niente di buono. L'andamento della discussione e il risultato del voto sul comma 6, relativo ai comandi, mi ha confermato questa opinione, non si può fare nessun accordo serio con questa maggioranza, non ci sono le condizioni minime per fare accordi con questa maggioranza, che non si accontenta di portare a casa qualche risultato, pretende di portare a casa tutto. Ve l'ha detto Giorgio Oppi; il comma sui comandi era del tutto inutile. Per quale motivo avete voluto incassare un risultato? Cosa ve ne torna? E qual è la ratio che vi porta a ripresentare un emendamento che era stato precedentemente agganciato al comma 3 di questo articolo che abbiamo bocciato? Lo state ripresentando e siccome non vi accontentate, ne state aggiungendo un altro per dire in sostanza che cosa? Che il direttore del centro di programmazione, perché poi è meglio che queste cose c'è le diciamo come stanno, perché scrivere un emendamento in maniera ermetica, manco Ungaretti, com'è scritto il 655 non fa capire molte cose. Allora, stiamo parlando del direttore del centro di programmazione e stiamo dicendo che contrariamente a quanto previsto della legge 31 per i direttori generali e cioè che un direttore generale, cambiando l'Assessore, può essere avvicendato nell'arco dei tre mesi, stiamo approvando questo emendamento estendendo questa precarietà, per quel signore, a sei mesi, cioè quindi lo stiamo tenendo in stand-by, se farà molto da bravo, ma particolarmente da bravo, in un arco temporale di sei mesi, anziché di tre come per gli altri, allora decideremo il da farsi. Per quale motivo, qual è l'urgenza di approvare questo emendamento? Qual è la ratio che vi spinge ad introdurre quest'altra norma riguardante il personale in una manovra finanziaria, peraltro già precaria di per se stessa? Allora, vuol dire che non c'è una bussola, non c'è una strategia, non c'è un'idea precisa ma si ha la volontà, la voglia di risolvere tutti i problemi di questo o di quell'Assessorato nel pullman che è l'ultimo che sta passando, che si chiama finanziaria, e là dentro stiamo cercando di scaricare tutte le cose, anche quelle più ambigue, come ricordava il collega Luca Deiana, come queste che stiamo portando avanti.
Detto questo quindi, per quanto mi riguarda, preannuncio il mio voto contrario anche all'emendamento 654 e credo che vadano tenute in considerazione le perplessità espresse dal collega Velio Ortu in relazione alla possibilità di riproporre l'emendamento che è peraltro, anche se scritto in maniera diversa, decaduto per via della bocciatura del comma 3. E poi ho già detto quello che penso dell'emendamento aggiuntivo numero 655 del quale, ripeto, non capisco l'urgenza, non capisco l'esigenza, non capisco per quale motivo si stia tentando di pasticciare in questo modo tutta la vicenda. Meno male che avete avuto il pudore di ritirare il 656 che estendeva la precarietà, non solo al direttore del centro di programmazione ma a tutti i direttori generali della Regione. Quindi, tre mesi non bastano, ne vogliamo sei così li teniamo a bagnomaria, li teniamo belli in ebollizione, poi se faranno da bravi li promuoveremmo o sennò li cacceremmo via, eccetera. Questa credo che sia la dimostrazione che non si possono, davvero, introdurre norme riguardanti il personale in finanziaria e occorre soprattutto avere un'idea precisa e un progetto preciso, che sicuramente non avete, di quale debba essere il modo di governare tutta la burocrazia regionale.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 37, viene ripresa alle ore 18 e 56.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Molto brevemente, signor Presidente, intanto perché ritengo un po' ingiuste alcune critiche che sono state rivolte alla Giunta regionale in relazione alla problematica che ha visto sicuramente anche interventi accalorati e appassionati, quali non si sentivano ormai da anni, quale quello dell'amico Luca Deiana, su un problema che certo merita attenzione e riflessione, però il problema che si è posto, tenuto conto anche della esperienza anche della nuova Giunta regionale, se considerare sufficiente il periodo di tre mesi e se non prevedere un periodo più lungo per un'eventuale valutazione per quanto riguarda la dirigenza di ogni singolo Assessorato. Direi che il problema deve essere limitato a questo aspetto, perché se poi si confondono questioni che nulla hanno a che fare, men che meno quella della permanenza di un direttore di un Assessorato del Centro regionale di programmazione, come ho sentito qua che stasera è stato richiamato. Allora, siccome il problema riguarderà sicuramente la futura Giunta regionale, è un problema, Assessore, che lei ha fatto bene a portare, con la serietà e la competenza che le riconosciamo, siccome è un problema che affronterà la prossima Giunta regionale, e io mi auguro che sia sempre lei a portare nuovamente il problema, allora sospendiamo l'invito al ritiro e sarà un problema, questo aspetto, da trattare appunto con la finanziaria prossima futura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, se la Giunta accoglie la richiesta dell'onorevole Pittalis, è inutile che intervenga. Mi sembra che vi sia già un invito al ritiro anche da parte della sua maggioranza, per cui mi sembra che il problema non sussista più, se la Giunta ritiene di accogliere la richiesta della sua maggioranza.
PRESIDENTE. Se non ho capito male il ritiro è solo per un emendamento. Onorevole Pittalis, si riferiva al 656?
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Lo precisa l'Assessore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta ritira l'emendamento numero 655 e chiede la conferma ovviamente sul 654.
PRESIDENTE. Quindi resta l'emendamento numero 654. ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, all'inizio di questa discussione è stata sollevata un'eccezione di ammissibilità di questo emendamento. Guardando bene il Regolamento all'articolo 84, il comma 7 dice chiaramente che gli emendamenti possono essere presentati sino a un'ora prima della seduta nella quale saranno discussi. Mi sembra che siamo fuori di questo termine, nel senso che questo emendamento io ho visto che è stato depositato ampiamente dopo l'inizio della discussione, per cui non un'ora prima. Comunque sia mi sembra che l'inammissibilità sia anche sancita dal comma 16, che cita il comma che dice: "non possono proporsi sotto qualsiasi forma articoli aggiuntivi o emendamenti contrastanti con precedenti deliberati".
E' chiaro che poc'anzi, in mattinata abbiamo votato un emendamento soppressivo, contrastante con quello che dovremo votare in questo momento. Per cui chiedo comunque che la Presidenza si pronunci rispetto a questa domanda di inammissibilità.
PRESIDENTE. L'emendamento, se lei può leggerlo attentamente e confrontarlo con il precedente, è diverso, è costruito diversamente, e quindi in questo senso, in questi termini è accettabile. Quanto alla presentazione la Giunta si è preoccupata fin dalle 2 del pomeriggio di mettere mano all'emendamento ed è stato presentato regolarmente un'ora prima, alle 16, forse anche un po' prima, al Servizio Assemblea che era stato opportunamente allertato e l'ha ricevuto. Poi, per ragioni che qui non sto a spiegarvi, ma posso anche poi darvene conto, un'ora dopo si è proceduto - una ragione interna all'ufficio, diciamo - alla stampa per farvene trovare pronte le copie al vostro arrivo in aula. Tutto qui.
Pertanto il 654, il 655 e il 656 sono ritirati; resta l'emendamento numero 654, che a questo punto è da votare.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Io intendo dichiarare, perché rimanda agli atti, che non intendo partecipare al voto perché ritengo illegittima questa votazione.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 654. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 329 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Gli emendamenti numero 329, 327, 326, (325 decaduto) 324, 323, 322, 321, 320, 319 sono ritirati. Ho segnato qui che c'è un errore materiale nel 21.
PRESIDENTE. Prego? Il 318 lo mantiene?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Sto dicendo un'altra cosa, Presidente, che ho segnato che il testo del comma 21 è sbagliato: il riferimento al comma 17 è da intendersi comma 20, io ho segnato. Comunque il 318 è ritirato.
PRESIDENTE. Al posto del 17. Questo è un refuso.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Il 317 è decaduto. Il 316 e il 315 sono ritirati.
PRESIDENTE. Esaurito l'esame degli emendamenti soppressivi, metto in votazione l'articolo 18.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri GRANELLA, SELIS , DEIANA, CARLONI, SECCI, DEMURU, BIANCU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi non soppressi dell'articolo 18.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: COGODI - FADDA - ORTU - VASSALLO.
Si sono astenuti i consiglieri: BIANCU - CUGINI - DEIANA - DEMURU - FALCONI - GRANELLA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Gian Valerio - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 53
Votanti 35
Astenuti 18
Maggioranza 18
Favorevoli 31
Contrari 4
(Il Consiglio approva).
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 11 ha facoltà di illustrarlo.
FRAU (A.N.). E' decaduto.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 309, 651 e 653 sono decaduti. Il 310 è decaduto essendo decaduto il comma, il 566, 605, 6060, 630 e il 639 sono ugualmente decaduti. Il 577 è sostituito dal 646 che è da esaminare, discutere e votare. Per illustrare l'emendamento numero 646 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 646. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Il 20 è decaduto, poi c'è il 24, Piana, Cappai. Lo vuole illustrare?
PIANA (U.D.C.). E' collegato all'altro.
PRESIDENTE. A che cosa è collegato?
PIANA (U.D.C.). E' collegato a quello che abbiamo rimandato.
PRESIDENTE. Abbiamo adesso il 308 e l'emendamento aggiuntivo numero 652 della Giunta.
Dovrebbe intervenire prima l'Assessore perché il 652 è un emendamento all'emendamento. Per illustrarlo ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato. Chiedo scusa, al 652 viene apportato un emendamento orale: laddove si legge "per un numero di unità non superiore a 4", quella parte viene cassata e quindi resta "per il funzionamento il CREL dispone di una segreteria composta di personale fornito dall'Amministrazione regionale".
PRESIDENTE. C'è una proposta di emendamento orale. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Una precisazione in ordine al 652: io ritengo che sia un emendamento inopportuno dal momento che già la legge prevede che il personale sia messo a disposizione dell'Amministrazione regionale. Ripetere un concetto già contenuto in legge è inutile, comprendo che si voleva in qualche modo contingentare il personale, ma questo emendamento così fatto, così com'è nel testo è in contrasto con l'emendamento 308. Quindi propongo che venga ritirato dall'Assessore e votiamo il 308.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). La legge istitutiva del CREL definisce finalità e modalità attraverso cui questo nuovo organismo regionale deve funzionare. Con la normativa in esame si sta proprio modificando quella legge, si sta innovando. Quindi l'innovazione implica una modificazione sostanziale legittima. Il Consiglio regionale fa le leggi, le abroga, le modifica nell'ambito della sua potestà legislativa. Ora la finalità, che in modo generico si prospetta attraverso l'emendamento 308, che il CREL sia dotato di autonomia funzionale e organizzativa, introduce una modificazione sostanziale…
(Interruzione del consigliere Secci)
COGODI (R.C.). Sì, lasciatemi dire, magari dico qualcosa, collega Secci, sulla quale sei anche d'accordo.
Ora la dotazione di autonomia funzionale è una cosa. L'autonomia funzionale vuol dire che il CREL non esercita una funzione che è soggetta, essendo peraltro un organo di consultazione in materia economica e di analisi, di studio e di prospettazione verso la Giunta e verso la Regione in materia di economia e di sviluppo, è anche che un Consiglio regionale dell'economia e del lavoro non assuma direttive dal Governo, perché deve dare un supporto tecnico, libero, si suppone non neutro ma imparziale a qualsiasi Governo esista nella Regione. Quindi, io ritengo che questa specificazione dell'autonomia funzionale sia una specificazione, se si vuole, anche in relazione alla legge istitutiva, utile. Però qui si usa un'altra espressione nell'emendamento 308, "autonomia funzionale ed organizzativa", e siccome le parole hanno un senso, e siccome le parole hanno un significato e un contenuto che costituisce diritto e quindi potestà successive, dire che il CREL ha potestà non solo di autonomia funzionale, ma anche di autonomia organizzativa, secondo me la lettera va oltre l'intenzione, mi parrebbe che va oltre l'intenzione, per cui ritengo più che opportuno, anzi, che necessiti di qualche ulteriore precisazione, verbalmente già si è fatto, da parte della Giunta medesima, l'emendamento 652 che chiarisce opportunamente che l'autonomia funzionale rimane integra, ma che l'autonomia organizzativa non si traduce nella possibilità di dotarsi di organici propri, nel senso di assumere personale, di avere mezzi propri, quindi di acquisire mezzi tecnici, di avere locali propri, quindi di acquisire la sua sede in proprio, perché nel momento nel quale il CREL facesse tutte queste cose è ovvio che le fa a spese della Regione, non è che le fa a spese dei sindacati dei lavoratori, dei sindacati degli industriali, di tutte le associazioni di lavoro e di impresa che compartecipano alla costituzione del Comitato Regionale dell'Economia e del Lavoro, lo fa in carico alla Regione. Quindi introdurre questa specificazione dell'autonomia organizzativa, secondo me, è opportuno, perché è chiaro che l'organismo disegnerà le figure professionali delle quali ha bisogno per espletare le sue funzioni. E' chiaro che riterrà di avere dei locali idonei entro cui svolgere le sue funzioni e raccogliere la sua documentazione, che redigerà un elenco dei mezzi tecnici di cui avrà bisogno. Ma non apriamo un altro ente, poi ci lamentiamo che in questa Regione ogni volta che si fa un organismo, che sia di consultazione, che sia di ausilio e di sostegno, insomma di qualsiasi natura, la tendenza è a fare un ente separato. Si può essere benissimo dotati in questo mondo di autonomia funzionale, di capacità propria, di pensiero, di azione, di elaborazione, di proposta senza dover comprare sempre in proprio mobili, immobili e assumere personale in proprio. Perché la Regione è l'insieme dell'organizzazione che deve garantire tutto questo, a tutti questi soggetti, a tutte le consulte e a tutti gli organismi di partecipazione e questo, secondo me, è un criterio e un principio che esalta l'autonomia funzionale, la esalta, non la limita. Perché io credo che nessuno dei componenti del CREL, nessuna parte che la compone, abbia mai pensato che debba in proprio assumere personale, in proprio acquisire macchine, in proprio acquisire locali. Credo che abbiano pensato invece utilmente a come svolgere bene la propria funzione, ecco perché l'autonomia funzionale. E' la Regione che deve garantire i supporti tecnici e professionali, che una volta attribuiti al CREL entrano in un sistema di autonomia funzionale, cioè non sono a comando della Regione, però devono essere forniti. E quindi questo organismo deve essere in qualche modo anche liberato da incombenze di ordine organizzatorio, contabile, altrimenti dovrebbe avere anche un suo bilancio interno, un fondo economale e quant'altro, che invece di aiutare il lavoro ed esaltare la funzione, proprio la limiterebbe. Ecco perché io ritengo che col "308" si risponda, mi pare di capire, ad una domanda che le parti sociali hanno avanzato alla Regione di specificazione di una loro propria autonomia funzionale e anche organizzativa dei mezzi di cui dispongono, ma che anche l'emendamento "652", come dire, precisi i termini dell'autonomia organizzativa. Anzi, mi sentirei di sottoporre all'attenzione della Giunta, se mi ascolta, prego Presidente e Assessore, mi permetto di suggerire alla Giunta, che ha proposto un'integrazione verbale, oralmente espressa poc'anzi dell'emendamento 652, che può anche eliminarsi il limite di quattro, perché non è che quattro, sette, venticinque, se c'è un criterio di funzionalità, di autonomia funzionale. Si concorderà quel che serve in ragione delle utilità, se è questo il principio e rimane il sistema cooperativo e collaborativo, e se rimane la buona intenzione e la lealtà nelle relazioni fra istituzioni e servizi di ausilio alle istituzioni. Quindi, io in questa cosa, meno di quattro, magari inizialmente ne servono due, dice: no, ce ne sono quattro; e poi insomma segreteria, non avranno bisogno solo di segreteria, magari avranno bisogno di un archivista, magari dice: segreteria quattro. E l'archivista? E l'esperto contabile? E l'esperto di elaborazione dati? Per cui alla fine in questo modo si crea proprio quell'organico che invece non sarebbe necessario creare. Quindi sono abbastanza d'accordo sul fatto che dire quattro non vuol dire limitare, ma possa indicare aprire la strada ad un'altra burocrazia interna insomma. Però mi permetto di suggerire, sempre oralmente, che il 652 faccia carico alla Regione della fornitura anche dei mezzi tecnici e dei locali. Quindi, andrebbe integrata in questo modo la specificazione, per il funzionamento il CREL dispone di mezzi tecnici, locali e, non direi segreteria, e servizi; si usi l'espressione che si deve usare, supporto professionale fornito dall'Amministrazione regionale, nei termini nei quali sarà rappresentato essere utile, nei termini nei quali l'Amministrazione concorderà. Non so se ho reso l'idea.
PRESIDENTE. Forse, onorevole Cogodi, c'è già qualcosa in legge. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Con riferimento al problema, al discorso dei locali, è in legge, tant'è vero che sono peraltro già stati assegnati i locali e quindi diciamo il problema è superato. Con riferimento invece al discorso del personale, la Giunta ritiene di poter accogliere in parte l'osservazione, quindi l'ulteriore emendamento orale è il seguente, cioè vengono eliminate le parole "di una segreteria composta da", pertanto il risultato finale è "per il funzionamento il CREL dispone di personale fornito dall'Amministrazione regionale".
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 652 con l'emendamento orale proposto dall'Assessore. Chi è d'accordo alzi la mano. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Le chiedo scusa Presidente, soltanto per una mia esigenza. Voglio capire meglio, non ho seguito, mi sono distratto e quindi chiedo scusa a tutti i colleghi. Allora vorrei sapere e conoscere esattamente qual è il testo dell'emendamento complessivo che stiamo votando e cioè qui ci troviamo di fronte all'emendamento 308 e all'emendamento della Giunta regionale 652. Ecco vorrei sapere, perchè voglio capire cioè se il 308 permane.
(Interruzione)
SANNA SALVATORE (D.S.). Sì, va bene. Allora intervengo in dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Allora siamo in votazione, quindi io devo porre in votazione; vuole fare dichiarazioni di voto? Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Sì, il voto lo annuncio alla fine, perché è probabile che io non abbia capito bene. Se stiamo votando l'emendamento 308, così come è configurato, con l'aggiunta dell'emendamento 652, pur con la correzione ulteriore annunciata dall'Assessore adesso, cioè si toglie "dispone di una segreteria composta…" è invece "per il funzionamento il CREL dispone di personale fornito dall'Amministrazione".
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Sanna, è così, noi votiamo adesso perché è un emendamento all'emendamento, prima il 652, praticamente poi il 308, che immaginiamo che passi e sarà…
SANNA SALVATORE (D.S.). Intervengo adesso se non le crea problemi, signor Presidente.
PRESIDENTE. No, è solo per fare il punto.
SANNA SALVATORE (D.S.). Io, a questo punto, mi asterrò dal voto, anche dal 308, perché il problema me lo pone il 308. Sostanzialmente, riconoscendo un'autonomia funzionale e organizzativa, stiamo prendendo atto, anzi autorizzando la creazione di un nuovo ente, come ha già detto anche il collega Cogodi. Io che ho partecipato già nell'altra legislatura alla legge istitutiva del CREL, non ricordo che nella testa del legislatore regionale, né in Commissione, né in quest'Aula, vi fosse l'intenzione di istituire un nuovo ente regionale. Quando parliamo di autonomia funzionale e organizzativa, stiamo parlando di un nuovo ente regionale. Questa è la mia opinione, modestissima naturalmente. Allora quando si vogliono istituire nuovi enti regionali si fa un'altra cosa, mentre invece mi va benissimo se si dice e si precisa che, chiaramente, avendo istituito il CREL occorre garantire al CREL tutti gli strumenti perché il CREL possa funzionare assolutamente nell'ambito della legge che lo ha istituito, non garantendogli un'autonomia funzionale e organizzativa, che è cosa che non rientrava sicuramente nella testa del legislatore che approvò la legge istitutiva del CREL. Per questo motivo, mi astengo.
PRESIDENTE. Bene, signori, devo porre in votazione l'emendamento 652 così come emendato dall'Assessore.
(Interruzione del consigliere Fadda)
Onorevole Fadda, io lo devo ripetere: per cortesia non faccia di queste osservazioni perché sono pleonastiche, sennò lo ridico anche una terza volta. È stato detto qualche volta che io sono poco chiaro, allora ho il dovere di essere chiaro e ripetere, a volte qualcuno sia entrato all'ultimo momento in Aula, va bene? Grazie. Allora metto in votazione l'emendamento numero 652 così come emendato dall'assessore Cappellacci. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 308. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Emendamento numero 46 ed emendamento numero 562, sono uguali. Onorevole Spissu, prego, lo vuole illustrare?
Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per illustrare il suo emendamento. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Presidente, brevemente. I due emendamenti sono uguali, sono simili insomma, l'obiettivo che hanno è quello di porre un rimedio parziale ad una situazione assurda a causa di una norma prevista dalla legge 26 che disciplina le attività ad interesse turistico, per cui una norma che è inapplicata ed inapplicabile o si è dimostrata tale ormai da quindici anni, di fatto, in una Regione che scommette sul turismo, non è in condizioni di avere diverse professionalità, tra l'altro indispensabili per quest'attività, che potrebbero avere una possibilità anche di lavoro perché non si riesce, di fatto, a concludere nessun bando. L'obiettivo che si propone la norma è quello di prevedere una procedura semplificata a cui l'Assessore può ricorrere, di fatto, superando quel blocco che impedisce a tanti giovani e a tanti ragazzi e ragazze che hanno le professionalità necessarie e su cui la Regione peraltro ha investito, quindi vi sono anche risorse nostre, risorse della Regione investite su questo, di poter accedere agli albi professionali, cosa che ad oggi, ripeto, dopo oltre quindici anni, di fatto, non è consentita. Per cui c'è una sorta di blocco e una ristretta casta, chiamiamola così, impedisce la possibilità a tante persone di poter esercitare liberamente la propria attività.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dire che mi pare di ...
PRESIDENTE. Discussione generale?
COGODI (R.C.). Sì.
PRESIDENTE. No, mi scusi un attimo. Onorevole Vargiu, lei vuole illustrare il suo emendamento?
VARGIU (Rif.Sardi). Si da per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si rimette alla valutazione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Una parola per dire che mi pare un'innovazione normativa di buon senso, che non richiede spese e però introduce un principio organizzativo, di tutela e di garanzia, soprattutto di garanzia del lavoro e delle professionalità. Non si comprende, già c'è una questione aperta in ragione di tutti gli albi, c'è una letteratura sulla funzione degli albi e sull'abolizione di tutti gli albi che in qualche modo garantiscono le professioni e l'esercizio delle professioni; parlo anche dell'albo dei giornalisti, dell'albo degli avvocati, di tutti gli albi professionali. In altro modo invece costringono; infatti a livello europeo c'è tutta una tendenza al superamento e all'apertura, perché avuta la capacità e il requisito professionale, le professioni, salve le garanzie generali che debbono essere date, si debbono poter svolgere. Qui però non siamo in materia di altissima specializzazione, siamo in materia di guide turistiche, in una regione come la Sardegna, dove soprattutto in una parte dell'anno c'è ricorso abbondante a queste figure professionali: le guide turistiche, e che sia un albo chiuso, ristretto e una organizzazione che sola può gestire l'accesso al lavoro e all'esplicazione del lavoro in questa materia, é cosa che stride con un ragionamento di carattere generale e anche con una utilità che poi nei luoghi si traduce in occasioni di lavoro per le professionalità che esistono.
È una cosa che in diverse circostanze è stata rappresentata. Mi pare che sia una norma che rientra benissimo, fra l'altro come sua natura, nella finanziaria perché è norma organizzatoria tendente ad agevolare appunto l'esercizio di una attività professionale. Fra l'altro il decreto, dice la norma, dovrebbe essere emanato entro tre mesi e quindi fra un mese ci sarà un altro Consiglio e anche un'altra Giunta, qualunque essa sia, quindi non c'è rischio neppure. Un'altra ci sarà di sicuro, nel senso che anche fosse questa sarà un'altra che si ripete, formalmente sarà un'altra. Quindi non c'è nulla che precipiti, si apre, si dà una speranza; speriamo che prima della stagione turistica questa cosa possa essere comunque decretata e questa apertura di esplicazione delle attività professionali ci possa essere. Come ho iniziato a dire mi pare una norma di buon senso, perciò esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Nessun altro chiede di intervenire? Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente. Io credo che l'iniziativa proposta dal collega Orrù colmi un vuoto normativo che sino ad oggi di fatto penalizzava quelle figure professionali che, appunto, ormai da cinque lustri sono presenti nei nostri siti archeologici e che, di fatto, fanno le guide turistiche. Quindi trovo che la norma sia accoglibile, sostenibile, proprio perché viene incontro alle esigenze di questi lavoratori e a questi lavoratori dà un riconoscimento professionale legittimo. Quindi mi esprimo favorevolmente su questa iniziativa in quanto è una iniziativa altamente positiva ed accettabile, grazie.
PRESIDENTE. Perché nessuno domanda di parlare su questi emendamenti, li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Passiamo avanti al 26. Lo vuole illustrare Onorevole Piana? Non c'è. Onorevole Cappai lo vuole illustrare? Ha facoltà di parlare il consigliere Cappai per illustrare l'emendamento 26.
CAPPAI (U.D.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allora il 26 prevede la possibilità di estendere gli indennizzi per attentati a persone diverse dagli amministratori locali e dal personale regionale. Qua si pone un problema che è il seguente; le categorie che sono richiamate nell'emendamento sono già destinatarie di provvedimenti di questo tipo. Ora, l'indennizzo che è previsto dalla nostra legislazione non è cumulabile con altri indennizzi della medesima natura, pertanto è improcedibile ed il parere è contrario per questo motivo.
PIANA (U.D.C.). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Emendamento numero 4. Onorevole Biancareddu lo vuole illustrare? Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu per illustrare l'emendamento 4.
BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 4 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio..
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario e si invita al ritiro.
GIOVANNELLI ((F.I.-Sardegna). L'emendamento 4 è ritirato.
PRESIDENTE. Emendamento 5. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu per illustrare l'emendamento 5.
BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 5 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio..
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario e si invita al ritiro.
PRESIDENTE. Lo vuole illustrare onorevole Biancareddu? Già illustrato. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento numero 608.
OPPI (U.D.C.). Presidente, un po' più dinamico!
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, quando sono più dinamico o se fossi più dinamico mi direbbero che non capiscono, che sono troppo dinamico. Quindi è bene in quest'Aula procedere in un certo modo. Se ci fosse un altro clima forse si potrebbe anche andare più veloci come abbiamo avuto in altri momenti. Ma non c'è il clima per fare queste cose.
Presidenza del Vicepresidente Sanna Salvatore
PRESIDENTE. Emendamento 608, collegato al 33 e al 595. Allora l'emendamento 608 può essere illustrato. Ha facoltà di parlare il Consigliere Biancareddu per illustrare l'emendamento numero 608.
BIANCAREDDU (F.I. - Sardegna). Brevemente, Presidente e colleghi, perché è relativo a tre grandi manifestazioni di carattere automobilistico, in particolare la prima. Mi permetto di richiamare l'attenzione. E' la prima prova di campionato del mondo che si corre in Sardegna. Voi forse non sapete che in tutto il mondo si corrono dodici prove, una delle quali abbiamo avuto la fortuna e l'onore di ospitarla in Sardegna, quindi andremo in mondovisione. La nostra Isola sarà vista dal Canada alla Nuova Zelanda, oltre che ci sarà una partecipazione di quasi 200 testate televisive di tutto il mondo. Quindi credo che rispetto alla spesa il risultato, sotto tutti i profili, sia positivo, pertanto chiedo all'Aula di valutarlo con particolare attenzione. Tra l'altro si parla anche della formula 3000 di Cagliari, che è un'altra grande manifestazione che porta sicuramente ricadute sotto ogni profilo, e quindi insomma chiedo che l'Aula sia benevolmente disposta verso questi emendamenti che riguardano tre grandi manifestazioni di carattere sportivo.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu vuole illustrare il 33?
SPISSU (D.S.) Il 33 è ritirato.
PRESIDENTE. Il 595, Onorevole Biancareddu lo vuole illustrare? Onorevole Biancareddu, per un problema di conoscenza della Presidenza. le manifestazioni sono diverse, suppongo, Quelle contenute nell'emendamento 608 e quella invece del 595.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ce lo spieghi meglio per cortesia per una questione di chiarezza, perchè stiamo sempre parlando di campionato del mondo di rally dell'ottobre 2004 e invece non abbiamo capito se nel 608 stiamo parlando del rally Italia Sardinia o di quale altra cosa. La Formula 3000 è chiarissima, cioè stiamo parlando del 608 e di 320 come ha già illustrato l'onorevole Biancareddu, però nel 595 vi è in più il campionato del mondo di rally in Sardegna dell'ottobre del 2004. È ricompreso o no nelle tre indicate precedentemente? Ci spieghi come, per cortesia
BIANCAREDDU (F.I. - SARDEGNA). Il primo evento dell'emendamento 608 è eguale all'emendamento 595, per cui se viene approvato il 608...
PRESIDENTE. Va bene, d'accordo. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, assetto del territorio La Giunta chiede il ritiro in considerazione del fatto che l'argomento, pur trattato in occasione del tavolo di mediazione, non ha superato il vaglio di quel tavolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Brevemente, l'articolo 31 e 32 della legge 17 sullo sport prevede ingenti risorse per le sponsorizzazioni e queste risorse in Commissione sono state anche elevate sostanzialmente nelle poste di bilancio. Gli articoli 31 e 32 prevedono che una quota di queste sponsorizzazioni vadano proprio alle manifestazioni e il programma lo fa la Giunta; se la Giunta riterrà opportuno che queste manifestazioni, come parrebbe dalle argomentazioni, siano da valutare, da inserire in quel programma, la Giunta potrà inserirle.
C'è una legge, c'è un articolo di legge che prevede le sponsorizzazioni non solo dei campionati, ma anche delle singole manifestazioni, ci sono le risorse a disposizione, obbligatoriamente una quota di quelle risorse va riservata alle manifestazioni, ogni anno si fa un programma specifico per quelle manifestazioni, non vedo perché si debbano inserire. Quindi anch'io sono del parere di invitare il proponente al ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Se non fosse che il collega Biancareddu assume questo tono così serioso, ci sarebbe proprio da dire che stiamo scherzando! Qui non si sta dicendo di sostenere una qualsiasi iniziativa sportiva che fa conoscere un territorio, qui si sta pensando di disporre di qualcosa come 3, 4, 5, miliardi all'anno per rally e campionati nella Costa Smeralda.
Se il collega Biancareddu doveva dire a qualcuno: "Io propongo", l'ha fatto, ha proposto e credo che possa ritirare l'emendamento che ha proposto, altrimenti bisogna cambiare tono, bisogna parlare sul serio. Ma la Costa Smeralda non è il luogo dove in genere convengono tutti i più ricchi del mondo? Non ci sono quelli che voi definite i benefattori dell'umanità? Ma dovrebbero pagare per venire in Costa Smeralda e in altre parti della Sardegna per fare certi rally! Dovrebbero pagare e pagare molto! Altroché prendere i danari di una Regione come questa che ha tante necessità e bisogni per sovvenzionare a suon di miliardi e miliardi all'anno come qui si propone! Non è una cosetta, come dire: "Diamo una medaglia ricordo"! Io la tengo su questo tono la cosa perché ho capito che il collega Biancareddu e mi pare anche Giovannelli e "compagnia smeraldina" abbiano inteso avanzare una proposta come per dire: "Noi l'abbiamo proposto". Mi pare sia più che mai saggia l'indicazione della Giunta che invita al ritiro in questo caso; in ogni caso è saggia l'indicazione di tutti coloro che invitano i colleghi al ritiro di questo e delle consimili proposte di destinare questi e troppi denari della Regione a quelle finalità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I. - SARDEGNA). Ritiriamo gli emendamenti.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 608 e il 595 sono stati ritirati. Il 44, Spissu, Calledda e più.
SPISSU (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Emendamento 560 Vargiu, Calledda, Liori.
VARGIU (RIF. SARDI). Era un emendamento che accogliete. Se è noto a tutti il problema si dà per illustrato e non sprechiamo tempo.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu la prego di illustrarlo, non diamo per scontato che tutti conoscano l'argomento.
VARGIU (RIF. SARDI). L'argomento è semplicemente che il Consiglio regionale quando fece la legge dell'esercizio provvisorio nella fine del dicembre dell'anno scorso per un mero errore materiale scrisse una data di sanatoria al 31 gennaio del 2004 invece che al 31 dicembre, cioè avevamo preso l'impegno di sanare non appena possibile.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione bilancio credito e assetto dal territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Favorevole.
PRESIDENTE. La Giunta lo accoglie. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione.Chi approva alzi la mano.
(È approvato)
PRESIDENTE. 564, Licandro e più.
LICANDRO (P.P.S. Sardistas). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto dal territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta, sempre rifacendosi al risultato di quel tavolo di mediazione, esprime parere favorevole, ma con la pregiudiziale della riduzione dell'importo da 350.000 euro a 200.000 euro.
PRESIDENTE. L'emendamento è stato ulteriormente emendato dall'Assessore con la riduzione della somma prevista da 350.000 euro a 200.000 euro. Poiché nessuno ha domandato di parlare, lo metto in votazione. Chi approva alzi la mano
(È approvato)
PRESIDENTE. 569 Rassu e più.
RASSU (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario ed invita al ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà. RASSU (F.I. - SARDEGNA). È ritirato.
PRESIDENTE. 603 Deiana e più. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (U.D.R. - Centro). Presidente, brevemente per spiegare questo emendamento. Nel secondo lago del Coghinas presso le terme di Casteldoria, che dista circa un chilometro, un chilometro e mezzo dal mare, si verifica un fenomeno periodico che è l'arrivo degli avannotti, cioè delle anguille a migliaia, che come sappiamo sembra che si riproducano nel mare delle Antille, arrivano lì per risalire e per andare a popolare il fiume Coghinas e gli affluenti che conferiscono le acque al Coghinas e non possono superare... Mar dei Sargassi, sembra anche del mar delle Antille, se non ricordo male, o qualcosa del genere, c'è una doppia teoria su dove vadano a deporre le uova le anguille. Si fermano lì, tornano indietro, muoiono e si perde un grande patrimonio perché possono andare a ripopolare le nostre acque.
Quella zona, questa diga, lo sbarramento, riguarda anche più territori che sono parte della Comunità montana numero 2 ed è un problema che non riescono mai a risolvere. In questo senso è la proposta dell'emendamento, per dare soluzione a questo problema che esiste da sempre.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto dal territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nonostante l'interessante illustrazione che potrebbe anche portare ad una condivisione, il tavolo anche su questo argomento non ha espresso parere favorevole, quindi la Giunta è contraria ed invita al ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.- S.U.). Prendo la parola perché ho visto da parte di alcuni consiglieri sorrisi e quasi un tono di ilarità alla proposta.
Credo che invece il problema che è stato evidenziato sia un problema serio che vale molto più dei 200.000 euro che sono stati messi a disposizione per un raduno di alpini, che probabilmente si farà in Valle d'Aosta. Credo invece che questo sia un problema serio. È vero che è stato proposto perché possa essere promosso per un bacino e non per tutti i bacini, però è anche vero che il ripopolamento dei bacini attraverso strumenti e strutture di questo genere è una cosa seria e non deve provocare ilarità. Credo che la risorsa che è stata chiesta sia una risorsa minima, credo che forse bisognerebbe affrontarla con maggiore attenzione e non scaricandola come un problema qualunque. È un problema serio, esprimo il mio voto favorevole all'iniziativa che è proposta da una comunità montana che probabilmente ha capito il problema e vuole che almeno venga riconosciuto che esiste e che forse potrebbe essere il caso di cominciare ad arrivare a una soluzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). Ringrazio il collega Luca Deiana che ha posto questo problema all'Aula. Chiaramente non entro nel merito delle disponibilità finanziarie, su questo sono perfettamente d'accordo, però in quest'Aula molte volte è nato il dibattito sui danni ambientali che un qualsiasi sbarramento dei fiumi provoca. La diga del Coghinas, di fatto, ha bloccato l'uscita a mare dei fiumi che scendono dal Goceano e dall'alto Logudoro, fiumi che sino a trenta e quaranta anni fa di fatto erano ricchissimi di anguille, tanto da essere nominati come rinomanza in tutta la Sardegna. Ora, pur capendo le restrizioni finanziarie in cui questa norma di bilancio si dibatte e ben capendo quali siano stati gli accordi, voglio richiamare col mio modesto contributo ed intervento l'attenzione dell'Aula proprio a questo proposito. Di fatto questa struttura che si vuole realizzare ridarà vita ad una fauna ittica che è scomparsa da oltre quarant'anni dai nostri fiumi, per cui si tratta non solo di apportare alla diga del Coghinas una struttura di risalita o discesa delle anguille, ma si tratta altresì di ridare la vitalità alla fauna ittica, fare proprio un'opera di riproduzione nei nostri fiumi che ancora, grazie a Dio, scorrono in acque pure ad una fauna ittica che manca da quarant'anni. Per quanto mi riguarda personalmente, esprimo parere favorevole a questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI.(R.C.). Credo che se uno ponesse il quesito ad ognuno di noi: "Sei d'accordo o sei contrario a tutelare i fiumi nella loro vitalità, ad eliminare o comunque a ridurre l'impatto negativo che hanno gli sbarramenti e le dighe sulla vitalità dei fiumi?", non ho dubbi che risponderemmo tutti di sì, quindi non c'è nessuna ilarità e nessuna sottovalutazione!
Non capisco perché si ricominci sempre da capo, siamo in conclusione dell'esame di una finanziaria che ha richiesto molta responsabilità da parte delle forze politiche, che non "inciuccia" nulla, è tutto alla luce del sole, che vede registrarsi uno sforzo convergente di responsabilità sul piano istituzionale e sul piano politico, perché, ferme tutte le responsabilità della maggioranza e (per quanto ne avrà per insufficienza della sua azione) anche dell'opposizione, si arrivi ad una conclusione.
Si ripropongono e si vogliono discutere emendamenti di questo tipo, ma questa è l'Assemblea legislativa regionale, non è la riunione dei delegati delle singole comunità montane, perché allora ognuno di noi - che pure avrà una comunità montana alla quale si riferisce o nella quale passa - proporrebbe misure per una comunità montana. Immagina se la comunità montana del Gerrei, di un territorio che non conosce (colpa forse anche mia insieme a quella di tutti gli altri) un solo programma di sviluppo finanziato dalla Regione, un solo PIA, un solo PIT, un solo intervento organico. Nulla, zero! Eppure è un territorio attraversato dall'ultimo tratto di un fiume e in quel territorio si è registrata negli ultimi mesi una contestazione sociale di grande valore, che ha detto no ad un investimento in opera pubblica; una diga che costa 4 - 5 - 600 miliardi, che avrebbe dato anche materialmente lavoro transitoriamente in edilizia. Quelle popolazioni, pur non avendo nulla, hanno detto no ad un altro sbarramento in questo fiume e in questo territorio perché uccide interamente la parte residua dell'habitat fluviale.
Infatti lì c'è un'associazione per un parco fluviale che chiede disperatamente, da anni, da decenni, alla Regione di avere qualcosa per ricostituire, per salvaguardare la fauna ittica di quel compendio fluviale, che è la parte conclusiva del fiume più importante della Sardegna, il Flumendosa.
Quindi non c'è da ridere, c'è da disperarsi un po' quando dei colleghi ritengono che la Regione non debba più programmare, che la Regione non debba più avere programmi di sviluppo territoriali e settoriali, che fanno finta di dimenticare che questa Regione ha approvato un POR dove c'è un'azione specifica relativa alla pesca, all'acquacoltura e a tutti i servizi di supporto della pesca a mare, lacustre, fluviale e quant'altro. Ci sono strumenti discussi in questo Consiglio, approvati, strumenti di programmazione dotati di risorse. Perché la Giunta regionale, chi deve governare, chi deve promuovere questi programmi è stata insufficiente nel provvedere a queste cose? Recupererà, ma ci sono gli strumenti! Non è che si può qui approvare e finanziare un progetto per un singolo rally perché c'è quel consigliere di quel paese, per una singola risalita di anguille, perché c'è il consigliere di quel paese e non invece perseguire la modalità generale e complessiva della programmazione regionale, quello che è stabilito nelle leggi e nei programmi approvati, che sono in mano vostra, della maggioranza, anche di Rassu, soprattutto di Rassu, della maggioranza di tutti quelli che stanno proponendo questi emendamenti.
RASSU (F.I. - Sardegna). Non è la mia comunità montana.
COGODI (R.C.). Ma non importa, a parte che non puoi avere comunità montane, nessuno ha comunità montane, nessuno possiede comunità montane! Non è la tua, di nessuno! Le comunità montane sono dei monti, le comunità montane sono delle comunità montane che ci sono e dei monti che le costituiscono! "E' la mia la comunità montana".
RASSU (F.I. - Sardegna). Ho detto che non è la mia.
COGODI (R.C.). Non è la mia hai detto? Vuol dire che ne hai un'altra? Non ce ne sono di nessuno! Le comunità sono di se stesse e pure le montagne appartengono alla natura e a chi le rispetta!
Quindi questo è il senso del mio intervento. Credo che in questo caso più che appellarsi al tavolo di concertazione, di discussione, di mediazione e di confronto ci sia una questione che si era ipotizzata e, se volete, l'ipotesi permane: di concludere in alcuni giorni l'esame di una finanziaria asciugata - si è detto - di interventi che si possono programmare nei tempi debiti dopo che si rinnoveranno le istituzioni regionali e soprattutto depurate di interventi parziali che, essendo parziali, se non intervengono in situazioni di emergenza assoluta sul piano sociale, possono essere e devono essere ricompresi nella programmazione complessiva della Regione. Se volete sostenere quegli emendamenti che si era ipotizzato venissero ritirati, li continuerete a tenere, continuerete a sottoporli all'esame del Consiglio e noi saremmo costretti a questo supplizio suppletivo, cioè dover intervenire per dire che non è una cosa ben fatta che, oltre al danno già arrecato, state pensando di arrecare ancora un altro danno alla Regione, ritardando anche il lavoro che si era grosso modo ipotizzato si potesse concludere in questi giorni.
Non abbiamo nulla né contro i colleghi né contro le anguille, meno che mai, però viva le anguille, ma tutte le anguille di tutti i fiumi!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Molto brevemente perché su questo argomento anch'io all'emendamento numero 20 avevo sollevato il problema e poi, come dicono l'onorevole Cogodi e altri colleghi, si è trovato un accordo per ritirare alcuni emendamenti.
Su questo argomento, indubbiamente, che poi è anche una dotazione, una richiesta finanziaria molto piccola, quindi molta contenuta, credo che possa bastare l'impegno del Presidente della Giunta regionale, ma anche dell'Assessore della programmazione, ad un impegno perché nei prossimi programmi dei lavori pubblici venga finanziato, lo chiedo per esempio al Consorzio di bonifica dell'Anglona, perché il Consorzio di bonifica gestisce già strutture all'interno della diga di Santa Maria di Coghinas.
Quindi l'impegno che chiedo è, trovandomi favorevole sia al mio emendamento, sia anche a quello del collega Deiana, che il Presidente della Giunta o l'Assessore prendano l'impegno che nel prossimo programma venga preso in considerazione il finanziamento per la scala pesca sulla diga di Santa Maria di Coghinas
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCCU (D.S.). Anch'io concordo che le scale di pesca sono addirittura obbligatorie in tutti gli sbarramenti, sono previste persino dalla legge quadro sulla pesca, però anch'io sono del parere che non può andare in finanziaria. Ricordo nella precedente legislatura che noi avevamo votato il ponte sul Temo all'altezza di via Gioberti, era simpatico al collega e fu votato! Allora, se si discuteva sui ponti, avremmo tutti concordato che il ponte magari era necessario, però non era giusto metterlo nella finanziaria. Stessa cosa per la scala di pesca del Coghinas; è necessario in tutti gli sbarramenti, però non mi pare necessario nella finanziaria, quindi anch'io concordo col collega Piana, poi non so se l'Ente beneficiario dovrà essere Consorzio commissariato, oppure qualcun altro, non mi permetto di indicare chi dev'essere il destinatario, però può darsi che le risorse necessarie siano anche di più di quelle indicate, perchè non so se ci sia un progetto, chi ha già fatto il progetto, quanto costa realizzare quell'opera. Non è quest'Aula che deve valutare come intervenire, può darsi che ci sia già un progetto, un soggetto che l'abbia già avanzato, che abbia già identificato i costi e quel progetto va finanziato attraverso il programma delle opere pubbliche. Tra l'altro non so se l'abbiano esitato, sono mesi che discutono su questo programma di opere pubbliche, si può modificare ulteriormente e, invece di aspettare il prossimo, fatelo su questo che è sospeso ed indicate questo del Coghinas, magari partendo proprio dal Coghinas perché comunque riconosco che il problema del Coghinas è diverso dagli altri sbarramenti, perché c'è stato più volte segnalato il caso di cui ha parlato il collega Deiana.
Penso che possa essere accolto, anche da parte nostra e della Giunta, che venga inserito nel programma delle opere pubbliche sulla base di un progetto effettivamente fatto, che individui quante sono le risorse necessarie ed individui il soggetto al quale affidare le risorse, che magari può essere diverso da quello che qui il collega ha indicato, io non so se abbia competenze oppure no per realizzare la scala di pesca del Coghinas.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito, assetto del territorio. Nulla osta per questa Giunta a tenerne conto in un programma e per quanto mi riguarda sin d'ora posso senz'altro rendermi disponibile e confermare il parere di concerto, che la programmazione dovrà rilasciare, in senso favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (U.D.R - Centro). Presidente e colleghi vi ringrazio; ho voluto brevemente illustrare il problema perché è un problema vecchio e la mia proposta non voleva sminuire la portata della legge finanziaria, ma aveva il senso di forzare la mano mettendolo in norma perché su questo problema sono state sempre perdenti le amministrazioni sia comunali che delle comunità montane, nel confronto e nello scontro con l'Enel che gestisce la diga. Era questo il significato dell'emendamento. Credo sempre alla parola data, mi sembra che la Giunta regionale si sia impegnata a fare proprio l'emendamento e proporlo in un programma che verrà fatto a breve.
Con questa promessa, che ritengo sia la possibilità di risolvere il problema, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Emendamento 628 della Giunta regionale. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito, assetto dal territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito, assetto del territorio. È ritirato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 312 ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (La Margherita - D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito, assetto dal territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il 312 era stato esaminato e discusso, non siamo arrivati ad un'ipotesi di soluzione per cui la Giunta si rimette alla valutazione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita - D L ). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 574 viene ritirato dai presentatori.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pisano per illustrare l'emendamento numero 576.
PISANO (Rif. Sardi). E' ritirato.
PRESIDENTE.. Per illustrare l'emendamento numero 650 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Lo do per illustrato salvo un emendamento orale che viene inserito nella penultima riga, dopo la parola "essere;", si inseriscono le seguenti parole: "la suddetta proroga non costituisce presupposto per la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato" e per il resto prosegue invariato.
PRESIDENTE. Per l'emendamento 650, che è sostitutivo totale del 596, la modifica è la seguente: "La proroga dei rapporti di lavoro già instaurati e l'acquisizione dei servizi in essere", "La suddetta proroga" - questa è la modifica - "non costituisce presupposto per la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato" e poi "i relativi oneri sono valutati…".
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Solo per un chiarimento, praticamente si sta prorogando un contratto a termine di un anno e si sta contestualmente statuendo, in base alla potestà primaria della Regione in materia di organizzazione degli uffici ed in materia di personale, che questa proroga non costituisce titolo per l'eventuale trasformazione del rapporto.
Il chiarimento lo chiedo in ragione della dizione: "La proroga dei rapporti di lavoro già instaurati e l'acquisizione dei servizi in essere". Cosa vuol dire "l'acquisizione dei servizi in essere"? Cosa acquisisce la Regione?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Era finalizzato.
COGODI (R.C.). E' finalizzato alla realizzazione di un progetto che rende servizi, è così? Cioè è un progetto finalizzato?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Sì
COGODI (R.C.). Va bene, mi pare di aver capito, grazie.
PRESIDENTE. E' tutto chiaro? Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi metto in votazione l'emendamento numero 650, con l'integrazione proposta dell'Assessore. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Adesso abbiamo un gruppo di emendamenti trasferiti, più precisamente il 255 e il 597, che provengono dall'articolo 10, il 247 dall'articolo 15 e il 24 dell'articolo 18.
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 255 ha facoltà di illustrarlo.
COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Favorevole.
PRESIDENTE. La Giunta lo accoglie. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 255. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 597 ha facoltà di illustrarlo.
COGODI (R.C.). L'emendamento 597 viene dalla proposizione iniziale all'articolo 10 in materia di lavoro. Noi vorremmo ritenere superata o superabile questa proposta di emendamento, però richiedendo alla Giunta regionale di dare assicurazioni al Consiglio che le Azioni Bosco, cioè le attività di lavoro che provengono dal piano straordinario per il lavoro, dalla legge 37 del 1998, e che hanno garantito in questi cinque, sei anni un'operatività estremamente utile in molti compendi boschivi della Sardegna, perché è un'azione che affianca l'azione della Forestale, sono interventi di progetto che nei compendi boschivi della Sardegna tracciano itinerari, rendono il bosco fruibile, lo rendono produttivo, agevolano, attraverso un'infrastrutturazione leggera, l'insediamento di attività economiche e soprattutto di attività turistiche interne, di agriturismi. Sono una serie di attività che la Regione ha ritenuto in questi ultimi anni sempre meritevoli di conservazione e di ampliamento. A parte le posizioni di lavoro ci sono le utilità complessive in materia produttiva.
L'informazione che noi abbiamo, avevamo, è che vi sia necessità di un incremento della dotazione finanziaria perché queste attività possano serenamente proseguire nel prossimo futuro, salvo poi una normativa che dia stabilità e sistemazione organica a queste attività come ad altre attività economiche e di lavoro utili. Rimettiamo però alla Giunta la valutazione sulla consistenza finanziaria, cioè se la Giunta garantisce che nel bilancio della Regione è contenuta una copertura che è sufficiente alla prosecuzione, al mantenimento e alla progressiva esplicazione di queste attività, non abbiamo difficoltà a ritirare l'emendamento. Cioè sottoponiamo il quesito alla valutazione della Giunta perché si tratta di nulla di nuovo, ma della progressiva utilizzazione di questo comparto che, ripeto, è un comparto di lavoro, ma è anche un'attività estremamente produttiva e tale riconosciuta da tutti per la Regione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere delle Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto dal territorio.
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito ed assetto dal territorio. Nel confermare l'esistenza della disponibilità, con riferimento all'emendamento se ne chiede il ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Va bene, coerentemente con quanto annunciato ritiriamo l'emendamento assumendo la dichiarazione della Giunta che nel bilancio o è presente o si verificherà, perché il bilancio è ancora da esaminare, la corrispondente posta finanziaria per garantire la prosecuzione di queste attività. Quindi penso che da qui all'esame del bilancio possa essere effettuato con più precisione questo controllo che, a questo punto, data la volontà politica convergente, dovrebbe essere un mero controllo tecnico. Prendendo atto quindi della dichiarazione della Giunta l'emendamento 597 è ritirato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 247 ha facoltà di illustrarlo.
TUNIS (U.D.R.-Centro). Signor Presidente, brevemente per dire all'Assemblea che si tratta di una modifica per rendere più operativa l'ultima legge riguardante la sanatoria dei piccoli abusi edilizi. Si tratta di eliminare la dicitura "percentuale del 25 per cento" in caso di ampliamento dei piccoli abusi, perché ponendo questo limite del 25 per cento fino al limite massimo di 250 metri cubi noi abbiamo voluto eliminare il 25 per cento lasciando il limite massimo di 250 metri cubi perché fossero tutti eventualmente a doverne usufruire.
Io prendo ad esempio il caso di uno che abbia una casetta di 60-70-80 metri quadri, e poiché gli sono nati dei figli ha fatto due stanze di 12 metri quadri, 15 metri quadri in più. E' chiaro che la percentuale del 25 per cento non gli permette di poterne usufruire, mentre chi avesse avuto mille metri quadri e l'ampliamento del 25 per cento, fino a quel limite ne poteva usufruire. Quindi si tratta di rendere più democratica questa norma, eliminando il 25 per cento e lasciando il limite fino a 250 metri cubi. Si tratta di una modifica di tipo democratico che va incontro alle categorie più deboli.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 24 è sostanzialmente simile al 247, onorevole Piana, lo vuole illustrare? Ha facoltà di parlare il consigliere Piana per illustrare l'emendamento.
PIANA (U.D.C.). Visto l'emendamento presentato dalla Commissione mi assoccio a quello della Commissione, quindi può essere unificato.
PRESIDENTE. Ritira il suo?
PIANA (U.D.C.). Sì, ritiro il mio perché chiedo che venga unificato.
PRESIDENTE. Ritira il 24 perché è compreso nel 247. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.
ASUNIS, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. In riferimento all'emendamento al quale ha fatto riferimento nello specifico l'onorevole Tunis, di fatto trattasi di un emendamento interpretativo. Ricordo all'Aula che durante la discussione che ha preceduto l'approvazione della legge numero 4 tutte le componenti avevano rappresentato, a suo tempo, l'esigenza di comprimere la possibilità di sanatoria in riferimento vuoi agli ampliamenti, vuoi alle nuove costruzioni realizzate illegittimamente.
In riferimento, proprio nello specifico, alle costruzioni in ampliamento, di fatto nella disposizione finale c'è una giusta posizione in termini di limitazioni che induce a identificare un percorso applicativo che, in luogo di agevolare i piccoli abusi, di fatto agevola i grandi abusi, nel senso che coloro che hanno realizzato abusivamente opere annesse a fabbricati di grandi dimensioni, possono provvedere alla sanatoria fino alla concorrenza dei 250 metri cubi, mentre questa ipotesi risulta preclusa per i piccoli abusi commessi in immobili di modeste dimensioni.
Peraltro, rileggendo il documento che era stato a suo tempo materialmente trascritto, che riporta tutti gli interventi che si sono succeduti in Aula, si rileva che da parte di tutte le componenti la volontà era quella, di fatto, di comprimere la possibilità di sanatoria in riferimento specificatamente al monte volumetrico pari a 250 metri cubi.
Quindi di fatto questo emendamento dà una giusta e corretta interpretazione di quella che è la volontà che ha espresso l'Aula e che oggettivamente consente ai piccoli abusi di poter trovare all'interno delle disposizioni la possibilità di sanare gli interventi stessi. Quindi la valutazione della Giunta in riferimento a questo emendamento è oggettivamente positiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ho già avuto modo nella seduta di ieri di dire, nel merito alcune cose in ragione della legge di sanatoria dell'abusivismo edilizio, del modo in cui questa Regione ha gestito male tutta la vicenda del controllo sul territorio, di come abbia sguarnito i controlli, i sistemi di intervento preventivo e anche repressivo nei luoghi e nei modi che sono consentiti e dovuti in base alle leggi. Ora si propone e si ritiene estremamente utile e indispensabile una modifica alla legge di sanatoria che è stata discussa in questo Consiglio alcune settimane fa. Io ritengo che visitata bene la materia, per l'ottica nella quale si pone l'intervento che hanno voluto promuovere la maggioranza e la Giunta, effettivamente questa correzione è necessaria, è indispensabile per ricondurre ad una logica, ad una linearità, ad una par condicio, si potrebbe dire, diverse fattispecie di abuso edilizio. Ciò non significa che si cambia opinione sul piano politico, sul pasticcio che comunque nell'azione di governo hanno portato avanti in questi anni le Giunte di destra, lasciando che l'abusivismo edilizio dilagasse di nuovo in questa regione, quando un tempo fu per davvero non solo censito e fotografato dall'alto, fu bloccato con le leggi e fu bloccato con le ruspe.
Ora delle due l'una: se la legge varata da questo Consiglio e su cui avete menato pure grande vanto era una buona legge, non si capisce perché dopo un mese siate costretti a modificarla perché c'erano svarioni come questo. E se quello era uno svarione che oggi bisogna correggere, delle due l'una: o siete pasticcioni adesso o eravate pasticcioni prima. Ma siccome siete gli stessi, pasticcioni siete! Perché le leggi non si fanno in questo modo frettoloso, leggi di questa natura, di questa delicatezza, di questa complessità anche di ordine tecnico; non si fanno correndo, strappando, con colpi di mano in Commissione, senza istruttoria, senza il contemperamento di interessi complessivi che esistono in materia edilizia e che riguardano l'economia, l'assetto del territorio, l'ambiente, la dignità dei cittadini, l'utilità che deve essere, quando è possibile, riservata anche a chi commette un abuso, se fosse di necessità, ma anche la tutela dei cittadini che compiono il sacrificio di rispettare le leggi, di adottare un progetto, di presentare una domanda, di attendere le autorizzazioni e quindi di essere in regola.
Quindi questa riflessione valga per dire che questa correzione anche a me appare necessaria, ma nella vostra ottica, non nella nostra, che avrebbe potuto invece scongiurare anche la necessità di dover, ogni dieci anni, rincorrere le illegalità per sanare le illegalità invece che applicarsi ogni giorno per evitare che servano altre sanatorie che prendano atto dello sconquasso e dal degrado del territorio
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Signor Presidente, telegraficamente, per dire che pur avendo fatto una battaglia in contrasto rispetto alla proposta avanzata dalla Commissione e sostenuta dalla maggioranza, che ha poi portato anche a un contenimento della proposta sulla sanatoria pervenuta in Aula, devo dire che sono d'accordo su questo emendamento. Peraltro ricordo che l'incongruenza della norma io l'avevo fatta notare in sede di discussione della norma approvata, suggerendo in quella occasione di sostituire la "e" congiunzione con una "o", per dare la doppia valenza del 25 per cento e dei 250 metri cubi.
Colgo però l'occasione per chiedere all'Assessore se la norma contenuta nella legge approvata, e che prevede che la stessa Regione metta a disposizione dei comuni la cartografia aggiornata al 30 marzo, alla data prevista in legge, questo adempimento è stato fatto o, in carenza, quando sarà fatto e perché, se non è stato fatto, il motivo per il quale l'adempimento non si è compiuto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io non volevo intervenire perché rispetto le cose che sono state dette e pur non condividendole qualche volta è apprezzabile anche il silenzio, però io ho fatto silenzio quando abbiamo approvato la legge sul condono 9 e volevo fare silenzio anche oggi che approviamo un emendamento che, in qualche maniera, corregge in termini migliorativi la soluzione del problema.
Io ho fatto il Sindaco per qualche tempo e quindi ho avuto modo e consuetudine di esaminare le problematiche, le fattispecie, le tipologie, gli abusi che nel nostro territorio si sono man mano sviluppati. Allora, ho sempre creduto che le leggi di sanatoria dovessero servire soprattutto, se non esclusivamente, per sanare il cosiddetto abusivismo di necessità, cioè la necessità di dare una soluzione di legittimazione a fatti compiuti da persone poco abbienti, ma persone molto spesso in condizioni di povertà assoluta che, impedite di potere acquistare le aree edificabili ai prezzi che circolano nel mercato, si rifugiano di norma nelle campagne dei paesi dove hanno o per eredità dei genitori o per lasciti, o per acquisto, acquistano terreni agricoli a basso prezzo per poter soddisfare il bisogno di abitazione legittimo delle loro famiglie. Noi con le leggi che stiamo approvando e che stiamo modificando, in pratica, invece, stiamo dando risposte molto più significative all'abusivismo diverso da quello che io ho appena annunciato, perché saniamo sino a mille metri cubi fabbricati con più unità abitative, salviamo fino a 250 metri cubi l'abusivismo in ampliamento rispetto evidentemente alle concessioni edilizie rilasciate, e saniamo altresì, ecco il paradosso, Presidente, che sottopongo all'attenzione dell'Aula, i nuovi fabbricati sino a 300 metri cubi. Significa, tradotto, cari amici e cari colleghi, che noi stiamo sanando dove è possibile, dove non è illegittimo sanarle, praticamente le case al mare, probabilmente, quelle che sono naturalmente fuori dalle fasce di inedificabilità. Questa è la domanda che io mi pongo. Questo è il senso delle cose che chiedo agli amici e ai colleghi di mettersi nella testa di cercare di osservare. Questo è perché un provvedimento di questo genere, a mio avviso, mal si concilia con il clima di un'Aula distratta da altri problemi, stanca ed in attesa di potersi liberare per svolgere altre funzioni che, in questo periodo, ci assillano tutti molto di più; cioè il discorso dell'abusivismo, il discorso della sanatoria è un problema che andava e va probabilmente affrontato in maniera più rilassata, più tranquilla, più riposata e più attenta rispetto ai bisogni veri che si vogliono soddisfare. In ogni caso non ne faccio un problema, io mi rimetto alle cose dette e quindi non sarò di ostacolo al procedere delle cose decise.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi mettiamo in votazione il 247.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Abbiamo concluso l'articolo 18 con gli emendamenti.
Si dia lettura dell'articolo 19.
MASIA, Segretario:
Art. 19
Copertura finanziaria
1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge trovano copertura nelle previsioni d'entrata del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2004-2006 ed in quelle dei bilanci per gli anni successivi.
PRESIDENTE. All'articolo 19 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 78, 138, 304, soppressivi totali; 139 e 314 soppressivi parziali. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Cogodi - Ortu - Vassallo
L'articolo 19 è soppresso. (78)
Emendamento soppressivo totale Spissu - Marrocu
L'articolo 19 è soppresso. (138)
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
L'articolo 19 è soppresso. (304)
Emendamento soppressivo parziale Spissu - Falconi - Pinna
Il comma 1 dell'articolo 19 è soppresso. (139)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Il comma 1 dell'articolo 19 è soppresso. (314)
PRESIDENTE. Possono essere illustrati a partire dal 78.
Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare il suo emendamento.
VASSALLO (R.C.). Vorrei annunciare il ritiro dell'emendamento 78.
PRESIDENTE. L'emendamento 78 è stato ritirato. Emendamento 138 Spissu, Marrocu, è ritirato. Il 304, Sanna Gian Valerio, è ritirato. L'emendamento 139: Spissu, Falconi e più, è ritirato. Il 314: è ritirato. Approviamo l'articolo 19.
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 19. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Si dia lettura dell'articolo 20.
MASIA, Segretario:
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. All'articolo 20 sono stati presentati i seguenti emendamenti soppressivi totali 79, 140 e 305; soppressivi parziali 141 e 313. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Cogodi - Ortu - Vassallo
L'articolo 20 è soppresso. (79)
Emendamento soppressivo totale Spissu - Pirisi - Calledda
L'articolo 20 è soppresso. (140)
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
L'articolo 20 è soppresso. (305)
Emendamento soppressivo parziale Spissu - Calledda - Marrocu - Sanna Salvatore
Il comma 1 dell'articolo 20 è soppresso. (141)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Il comma 1 dell'articolo 20 è soppresso. (313)
PRESIDENTE. Possono essere illustrati a partire dal 79.
Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento 79.
VASSALLO (R.C.). È ritirato.
PRESIDENTE. Il 79 è ritirato. L'emendamento 140, Spissu e più, è ritirato.
Il 305: ritirato. Emendamento 141: Spissu e più, è ritirato. Il 113 Sanna Gian Valerio: è ritirato. Metto in votazione l'articolo 20.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Adesso dobbiamo tornare indietro all'articolo 1 e all'articolo 2.
Si dia lettura dell'articolo 1.
MASIA, Segretario:
CAPO I
Disposizioni di carattere finanziario
e programmatico
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario
1. È autorizzata, nell'anno 2004, ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, la contrazione di uno o più mutui o, in alternativa, l'emissione di prestiti obbligazionari, dall'Amministrazione regionale esclusivamente garantiti, per un importo di euro 1.143.320.000, di cui euro 411.320.000 quale quota già prevista dall'articolo 1, comma 1, lettera c) della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (legge finanziaria 2002) (UPB E03.032 - Cap. 51005).
2. Le spese al cui finanziamento è possibile provvedere mediante l'autorizzazione di cui al comma 1 sono indicate, a' termini dell'ultimo comma del succitato articolo 37, nella tabella F), allegata alla presente legge.
3. Per la contrazione dei mutui di cui al comma 1 valgono le condizioni e le modalità previste dall'articolo 1, commi 4, 5, 6, 11, 12, 13, 14 e 15 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997).
4. L'ammortamento dei mutui di cui al comma 1 decorre dal 1° gennaio 2005; il relativo onere è valutato in euro 106.458.000 per ciascuno degli anni dal 2005 al 2019 (UPB S03.050 e S03.051).
5. È accertata al 31 dicembre 2003 l'economia degli impegni assunti a tutto il 31 dicembre 2000 e, altresì, accertata l'economia dei residui di stanziamento a tutto il 31 dicembre 2003; sono fatti salvi le operazioni finanziarie effettuate nel corso dell'esercizio provvisorio, gli impegni ed i residui di stanziamento destinati: agli interventi finanziati o cofinanziati dall'Unione Europea, alla realizzazione di opere pubbliche in esecuzione diretta limitatamente agli importi degli appalti comprensivi delle somme a disposizione per i quali i relativi bandi siano stati pubblicati prima della chiusura dell'esercizio 2003, agli interventi di programmazione negoziata, agli indennizzi per danni subiti dalle aziende agricole per eventi calamitosi, ai Fondi degli accordi sindacali, nonché i residui derivanti dall'applicazione dei commi 4 bis, 4 ter, 5 bis, e 5 quater dell'articolo 62 di cui alla legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, e successive modificazioni e integrazioni.
6. Sono fatte salve, altresì, le somme sussistenti nel conto residui non impegnate alla data del 31 dicembre 2003 relative agli stanziamenti di cui alle leggi regionali nn. 12, 13 e 15 del 2003.
7. All'assolvimento delle obbligazioni giuridicamente perfezionate, persistenti in capo all'Amministrazione regionale in conseguenza dell'applicazione del comma 5, si provvede mediante attingimento dai Fondi speciali di cui all'articolo 31 della legge regionale n. 11 del 1983, e con la procedura ivi prevista.
8. L'Amministrazione regionale provvede a dare copertura al disavanzo di amministrazione a tutto il 31 dicembre 2003, stimato in euro 1.663.746.000 (UPB E03.032 - Cap. 51006) e derivante dalla somma algebrica del presunto disavanzo a tutto il 2002 (pari ad euro 3.444.746.000) e il saldo finanziario dell'anno 2003 - calcolato come differenza tra l'ammontare dei mutui contratti e autorizzati nello stesso anno (pari ad euro 81.000.000) e il risultato dell'applicazione del disposto di cui al comma 5 (stimato in euro 1.700.000.000) - mediante ricorso all'indebitamento con le condizioni e le modalità di cui al comma 3 (UPB S03.037); i relativi oneri sono valutati in euro 154.918.000 per ciascuno degli anni dal 2005 al 2019 (UPB S03.050 e UPB S03.051).
9. La Giunta regionale, al fine di cogliere le migliori opportunità sul mercato, è autorizzata ad adottare tutte le iniziative finalizzate alla riduzione dei rischi di tasso e di cambio legati ad operazioni di prestito ed alla riduzione dell'indebitamento, anche mediante la gestione attiva del debito attraverso l'utilizzo di strumenti di finanza derivata, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa nazionale in materia.
10. Nelle tabelle A e B, allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel corso degli anni 2004, 2005, 2006; i relativi stanziamenti sono determinati come segue:
a) fondo speciale per spese correnti (UPB S03.006 - Cap. 03030)
2004 euro 0
2005 euro 0
2006 euro 0
b) fondo speciale per spese in conto capitale (UPB S03.007 - Cap. 03035)
2004 euro 22.372.000
2005 euro 22.372.000
2006 euro 22.372.000
11. A' termini dell'articolo 13, comma 1, della legge regionale n. 11 del 1983, così come modificato da ultimo dall'articolo 6, comma 6, lett. b bis), della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (legge finanziaria 2003), gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per gli anni 2004-2006 relativamente alle spese per le quali le vigenti norme fanno rinvio alla legge finanziaria restano determinati nella misura indicata nell'allegata tabella C.
12. A' termini dell'articolo di cui al comma 11, lett. b ter), gli importi da iscrrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per gli anni 2004-2006, relativamente ad autorizzazioni legislative di spesa per le quali si dispone una riduzione, restano determinati nella misura indicata nell'allegata tabella D.
13. Gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per gli anni 2004-2006, relativamente ad autorizzazioni legislative di spesa per le quali si dispone un incremento, restano determinati nella misura indicata nella allegata tabella E.
14. Ai fini della predisposizione dell'allegato tecnico (bilancio amministrativo) di cui all'articolo 12 bis, comma 7 della legge regionale n. 11 del 1983, e successive modificazioni ed integrazioni, le autorizzazioni di spesa disposte con le tabelle di cui ai commi 11, 12 e 13, fermo restando lo stanziamento autorizzato per Unità previsionale di base, sono comunque fissate nella salvaguardia degli importi impegnati nel corso dell'esercizio provvisorio per effetto dell'applicazione della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 14.
15. Ai fini del concorso alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica e al rispetto del Patto di stabilità interno da stipularsi con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, ai sensi dell'articolo 29, comma 18, della Legge 27 dicembre 2002, n. 289, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, determina il livello degli impegni e dei pagamenti entro i limiti previsti nell'accordo medesimo, anche ai sensi dell'articolo 6, comma 7 della legge regionale n. 3 del 2003.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che l'articolo 1 e i relativi emendamenti erano già stati letti, ma per una migliore comprensione abbiamo provveduto a rileggere l'articolo 1 e adesso rileggiamo gli emendamenti, anche quelli che, nel frattempo, sono stati presentati; soppressivi totali 60, 89 e 543; soppressivi parziali 90, 542, 205, 541, 206 e 540.
(Interruzione del consigliere Secci)
Ci impieghiamo tre secondi, onorevole Secci; preferisco procedere così, poi acceleriamo.
Emendamenti: 207, 539, 208, 538 e 289 con l'innovazione del 644 sostitutivo totale, che è stato presentato. 537, 301, 536, 300, 535, 299, 534, 298, 533, soppressivi parziali; 297, 532, 296, 531, 295, 530, 294, 529, 293, 528; gli aggiuntivi li vediamo dopo. Possono essere illustrati a partire dal 60, Cogodi, Ortu e Vassallo.
Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
Emendamento all'emendamento numero 289
Il testo dell'emendamento n. 289 è sostituito dal seguente:
"Nel comma 6 dell'art. 1 dopo le parole "n. 12, 13 e 15 del 2003" sono aggiunte le seguenti: ", nonché i fondi di cui all'UPB S06.056 (cap. 06302) per le medesime finalità e per un ulteriore quinquennio. Gli Enti responsabili all'attuazione degli interventi di cui alla citata UPB devono presentare entro il 30 novembre 2004 il programma di utilizzo che garantisca il raggiungimento degli obiettivi assegnati; detto programma è approvato dall'Assessorato competente per materia"". (644)
Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento 60.
VASSALLO (R.C.). L'emendamento numero 60 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 60 è ritirato. L'89 Spissu e più.
Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare il suo emendamento..
SPISSU (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. 543, onorevole Sanna Gian Valerio.
Ha d facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare i suoi emendamenti.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Li ritiro in sequenza: 543, 542, 541, 540, 539, 538, 537, 536, 535, 534, 533, 532, 531, 530, 529, 528.
PRESIDENTE. L'emendamento 90, Spissu e più. Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare i suoi emendamenti.
SPISSU (D.S.). Presidente, il 90 è ritirato ed anche gli emendamenti: 205, 206, 207, 208, 289 e 301.
PRESIDENTE. Il 644 vive perché è stato presentato al 289, onorevole Spissu.
SPISSU (D.S.). Lasciamo il 289.
PRESIDENTE. Lasciamo momentaneamente il 289 poi si vedrà.
SPISSU (D.S.). Un attimo riprendo: 300, 299, 298, 297, 296, 295, 294, 293.
PRESIDENTE. Gli altri li vediamo dopo; adesso torniamo al 289, che ha come emendamento sostitutivo totale l'emendamento 644 presentato dalla Giunta regionale, può essere illustrato.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 644.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 644 si dà per illustrato.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Quindi il 289 scompare. Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Vediamo gli aggiuntivi che sono l'86: Secci, Fadda e più, e il 578 della Giunta, che sono sostanzialmente uguali, sono uguali. Decidano i presentatori se deve essere illustrato dai colleghi consiglieri o dalla Giunta. L'86 è ritirato quindi rimane il 578 della Giunta regionale, può essere illustrato.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 578.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Si dà per illustrato. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 578, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
MASIA, Segretario:
Recupero da fondi di rotazione
1. È disposto, nell'anno 2004, il versamento, in conto entrate del bilancio regionale, della somma complessiva di euro 29.220.000 riveniente dai sottoelencati fondi di rotazione (UPB E03.031 - Cap. 36103):
a) euro 300.000 dal fondo relativo alla legge regionale 7 giugno 1984, n. 28 (Provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione), art. 20, costituito presso la Sfirs;
b) euro 4.400.000 dal fondo relativo alla legge regionale n. 28 del 1984, art. 20 (legge 517/75), costituito presso la Banca Cis;
c) euro 640.000 dal fondo relativo alla legge regionale n. 28 del 1984, art. 20 (legge 67/1988), costituito presso la Banca Cis;
d) euro 130.000 dal fondo relativo alla legge regionale 31 maggio 1984, n. 26 (legge finanziaria 1984), art. 53, costituito presso la Banca Cis;
e) euro 1.000.000 dal fondo relativo alla legge regionale 31 ottobre 1991, n. 35 (Disciplina del settore commerciale), artt. 57, 58, 58 bis (fondo garanzie), costituito presso la Banca Cis;
f) euro 170.000 dal fondo relativo alla legge regionale n. 35 del 1991, art. 59 (fondo interessi), costituito presso la Banca Cis;
g) euro 3.000.000 dal fondo relativo alla legge regionale 14 settembre 1993, n. 40 (Interventi creditizi a favore dell'industria alberghiera), costituito presso la Banca Cis;
h) euro 1.000.000 dal fondo relativo alla legge regionale 29 aprile 1994, n. 18 (Interventi a favore dell'agricoltura), art. 29, costituito presso il Banco di Sardegna;
i) euro 400.000 dal fondo relativo alla legge regionale 18 novembre 1968, n. 47 (Interventi per le zone industriali), costituito presso il Banco di Sardegna;
l) euro 900.000 dal fondo relativo alla legge regionale n. 47 del 1968, costituito presso la Banca Nazionale del Lavoro;
m) euro 30.000 dal fondo relativo alla legge regionale 5 dicembre 1950, n. 66 (Provvidenze a favore della piccola industria sugheriera), costituito presso la Banca Cis;
n) euro 3.000.000 dal fondo relativo alla legge regionale 20 giugno 1989, n. 44 (Provvedimenti a favore delle piccole e medie imprese industriali), art. 3, di cui euro 2.000.000 dal fondo costituito presso la Banca Cis ed euro 1.000.000 presso quello costituito con la Sfirs;
o) euro 2.500.000 dal fondo relativo alla legge regionale 10 dicembre 1976, n. 66 (Istituzione di un fondo per la tutela dei livelli produttivi e occupativi nel settore industriale), art. 1, costituito presso la Sfirs;
p) euro 1.000.000 dal fondo relativo alla legge regionale 28 novembre 1950, n. 65 (Provvidenze a favore della piccola industria cantieristica e peschereccia), costituito presso la Banca Cis;
q) euro 8.000.000 dal fondo di cui all'articolo 30 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17 (legge finanziaria 1993), istituito presso la SFIRS;
r) euro 2.500.000 dal fondo relativo alla legge regionale n. 28 del 1984, artt. 17-18, costituito presso la Banca Cis.
2. È soppresso il fondo per la concessione di garanzie sussidiarie ai sensi della Legge 11 giugno 1962, n. 588 (Piano straordinario per favorire la rinascita economica e sociale della Sardegna) e riversate alle entrate del bilancio regionale le relative disponibilità; agli eventuali obblighi persistenti in capo all'Amministrazione regionale si fa fronte mediante utilizzo del fondo di riserva di cui al titolo di spesa 11.4.02 secondo la procedura di cui all'articolo 31 della legge regionale n. 11 del 1983.
3. Al recupero dei sopraelencati versamenti provvede il competente servizio dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati i seguenti emendamenti: soppressivi totali: 61, 292, 544; i soppressivi parziali: 291, 527, 526, 525, 524, 523, 522, 521, 520, 519, 518, 517, 516, 515, 514, 513, 512, 511, 510, 509.
Emendamento soppressivo totale Cogodi - Ortu - Vassallo
L'articolo 2 è soppresso. (61)
Emendamento soppressivo totale Spissu - Morittu - Cugini
L'articolo 2 è soppresso. (292)
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
L'articolo 2 è soppresso. (544)
Emendamento soppressivo parziale Spissu - Cugini - Morittu
Il comma 1 dell'articolo 2 è soppresso. (291)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Il comma 1 dell'articolo 2 è soppresso. (527)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera A è soppressa. (526)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera B è soppressa. (525)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera C è soppressa. (524)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera D è soppressa. (523)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera E è soppressa. (522)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera F è soppressa. (521)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera G è soppressa. (520)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera H è soppressa. (519)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera I è soppressa. (518)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera L è soppressa. (517)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera M è soppressa. (516)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera N è soppressa. (515)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera O è soppressa. (514)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera P è soppressa. (513)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera Q è soppressa. (512)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera R è soppressa. (511)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Il comma 2 dell'articolo 2 è soppresso. (510)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Il comma 3 dell'articolo 2 è soppresso. (509)
PRESIDENTE. Possono essere illustrati a partire dall'emendamento 61.
Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento 61.
VASSALLO (R.C.). L'emendamento 61 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 61 è ritirato. Il 292: Spissu, Morittu e più.
Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare i suoi emendamenti.
SPISSU (D.S.). Presidente, è ritirato, è ritirato anche il 291; poi riprendiamo con gli altri.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare i suoi emendamenti.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Ritiriamo il 544 e il 527, 526, 525, 524, 523, 522, 521, 520, 519, 518, 517, 516, 515, 514, 513, 512, 511, 510, 509.
PRESIDENTE. Quindi non ci sono emendamenti.
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Vorrei intervenire su una questione di coordinamento che riguarda l'articolo 7.
Per ciò che riguarda l'articolo 7 al secondo comma è stato dall'Aula soppressa la lettera a), però, contemporaneamente, non si è provveduto a modificare la parte iniziale del comma 2, laddove la somma che è stata stanziata complessivamente è di sedici milioni di euro ed allora c'è una contraddizione che può essere superata in fase di coordinamento in due modi, a mio modo di vedere, e che sono rappresentanti dalla possibilità di ripristinare la lettera a) dal momento in cui la misura riguarda un intervento che è fortemente sentito e, posso anche ritenere, condiviso dall'Aula; oppure intervenire modificando la parte iniziale e riducendo anche quell'importo. Quindi c'é una necessità evidente di coordinamento che può essere superata nelle due forme. Ora, io chiaramente propenderei per la seconda esposizione proprio nella considerazione dell'utilità dell'intervento e in dipendenza del fatto che è stata registrata da quest'Aula la volontà di procedere al recupero.
PRESIDENTE. Se non ho capito male, onorevole Balletto, lei sta sostanzialmente proponendo il ripristino della lettera a) dell'articolo 7.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sì, in sede di coordinamento.
PRESIDENTE. Naturalmente, questa Presidenza non può far altro che affidarsi alla discussione dell'Aula di fronte a questo tipo di proposta.
Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Io ho sempre capito, può darsi mi sia sbagliato in questi cinque anni, che il coordinamento viene fatto dagli uffici e noi non diamo, normalmente, le istruzioni per l'uso; però se c'è una condizione diversa me lo si dica perché allora vuol dire che potremmo persino, con alcune interpretazioni di Balletto, rivedere tutta la finanziaria.
PRESIDENTE. Naturalmente qui non stiamo parlando di coordinamento, credo che questo sia chiaro, è del tutto evidente. Qui è stato evidenziato un problema che comunque persiste e che va risolto. Allora sicuramente non si tratta di un'operazione di semplice coordinamento, ma occorre comunque che l'Aula su questo assuma una decisione, visto che c'è questo piccolo problema. Io propenderei per una brevissima sospensione di cinque minuti per dare la possibilità all'Assessore, al Presidente della Commissione e ai colleghi che hanno lavorato a questo gruppo di lavoro della finanziaria, di trovare una soluzione adeguata oppure di prendere atto di quella che è la situazione. Cinque minuti di sospensione. Riprendiamo alle ore 21.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 55, viene ripresa alle ore 21.)PRESIDENTE. E' del tutto evidente che questa Presidenza sottolinea un fatto centrale determinato dalla questione che la lettera A) del comma 2 è stata comunque bocciata dall'Aula e da lì dobbiamo partire, non c'è nessuna altra possibilità, a meno che, appunto, non ci fosse stata una richiesta unanime, ma sarebbe stata comunque una forzatura anche questa interpretazione. Quindi mi pare che a questo punto non ci rimanga altro da fare che prendere atto che la lettera A) del comma 2 è stata bocciata e che quindi si riduce di pari importo la quota di sedici milioni di euro e che gli altri fondi seguiranno la sorte indicata dalla copertura. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (RIF.Sardi). Vorrei intervenire su questa interpretazione.
PRESIDENTE. No, non è ammessa discussione sull'interpretazione, onorevole Pisano.
PISANO (RIF.Sardi). No, Presidente, lei ha soltanto detto che, conseguentemente, il finanziamento è ridotto, cioè io ritengo che la parola "quanto" che introduce la lettera A) significhi esattamente una indicazione della destinazione dei sedici milioni di euro; il che a mio giudizio comunque viene salvato il finanziamento di sedici milioni, perché non ha più quella specifica destinazione, ma viene conservata solo quella specifica destinazione nel comma 2.
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, questa è un'interessante interpretazione sua e naturalmente anche un'argomentazione dialettica piuttosto forte, non la discuto, però l'interpretazione è quanto avevo precedentemente espresso; è chiaramente indicata la somma di otto milioni quindi lo stanziamento di sedici milioni è ridotto in conseguenza della bocciatura del punto A) del comma 2.
C'era già stata l'indicazione anche a seguito della bocciatura della destinazione dei fondi avanzati e quindi possiamo passare alle tabelle. Colleghi lo dico a beneficio dei colleghi che, giustamente, non hanno avuto indicazioni da nessuno sulla prosecuzione dei lavori. È intendimento di questa Presidenza di concludere entro la giornata odierna tutta la finanziaria, e quindi tabelle ed emendamenti, così domani possiamo passare tranquillamente al bilancio. Se ci sono opposizioni fatemelo sapere, ma io intendo procedere in questo modo.
Si dia lettura della tabella A.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella A) è stato presentato l'emendamento soppressivo totale 142 Spissu e più.
Emendamento soppressivo totale Spissu - Marrocu - Calledda
La tabella A è soppressa. (142)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento.
SPISSU (D.S.). L'emendamento 142 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 142, soppressivo totale, della tabella A) è stato ritirato. Colleghi, procediamo con ordine tabella per tabella.
Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella A), la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(È approvata)
Si dia lettura della tabella B).
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella B) è stato presentato l'emendamento soppressivo totale 143.
Emendamento soppressivo totale Spissu - Marrocu - Falconi
La tabella B è soppressa. (143)
MARROCU (D.S.). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella B), la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(È approvata)
Si dia lettura della tabella C).
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella C) è stato presentato l'emendamento 144 soppressivo totale, Spissu e più.
Emendamento soppressivo totale Spissu - Marrocu - Pirisi - Calledda
La tabella C è soppressa. (144)
SPISSU (D.S.). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella C), la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(È approvata)
Si dia lettura della tabella D).
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella D) sono stati presentati i seguenti emendamenti: 145 soppressivo totale, 12 che è uguale al 16, che è uguale al 28 soppressivi parziali, il 31 soppressivo parziale e il 38 aggiuntivo,
Emendamento soppressivo totale Spissu - Lai - Cugini - Morittu
La tabella D è soppressa. (145)
Emendamento soppressivo parziale Frau - Diana - Usai - Murgia - Liori - Biggio
Nella tabella D) parte relativa all'Assessorato alla Sanità è soppressa la quinta riga concernente la riduzione dello stanziamento a favore dell'istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna previsto dall'articolo 10 della legge regionale n. 15 del 2003.
Conseguentemente nel bilancio sono apportate le seguenti modifiche:
Spesa
In aumento
Sanità
UPB S12.076
2004 2.000.000
In diminuzione
Programmazione
UPB S03.008
2004 2.000.000 (12)
Emendamento soppressivo parziale Manca
Nella tabella D) parte relativa all'Assessorato alla Sanità è soppressa la quinta riga concernente la riduzione dello stanziamento a favore dell'istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna previsto dall'articolo 10 della legge regionale n. 15 del 2003.
Conseguentemente nel bilancio sono apportate le seguenti modifiche:
Spesa
In aumento
Sanità
UPB S12.076
2004 2.000.000
In diminuzione
Programmazione
UPB S03.008
2004 2.000.000 (16)
Emendamento soppressivo parziale Rassu
Nella tabella D) parte relativa all'Assessorato alla Sanità è soppressa la quinta riga concernente la riduzione dello stanziamento a favore dell'istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna previsto dall'articolo 10 della legge regionale n. 15 del 2003.
Conseguentemente nel bilancio sono apportate le seguenti modifiche:
Spesa
In aumento
Sanità
UPB S12.076
2004 2.000.000
In diminuzione
Programmazione
UPB S03.008
2004 2.000.000 (28)
Emendamento soppressivo parziale Manca - Sanna Giacomo
Nella tabella D) parte relativa all'Assessorato alla Sanità è soppressa la sesta riga concernente la riduzione dello stanziamento, di cui agli articoli 6 e 8 della legge regionale 15 del 2003, per fronteggiare l'epizoozia "blue tongue".
Conseguentemente nel bilancio della Regione per gli anni 2004/2006 sono apportate le seguenti modifiche:
Spesa
In aumento
Sanità
UPB S12.078
2004 2.500.000
In diminuzione
Programmazione
UPB S03.008
2004 2.500.000 (31)
Emendamento aggiuntivo Marrocu - Cugini - Lai - Falconi - Sanna Emanuele
Alla TABELLA D sono apportate le seguenti variazioni:
In aumento
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S 11.041-Cap. 11319-00-Contributo alla Fondazione G. Dessi
Competenza anno 2004 - € 32.000,00
UPB S 11.041 - Cap. 11320-00 - Contributo annuale al premio letterario Giuseppe Dessi
Competenza anno 2004 - € 27.000,00
In diminuzione
UPBS03.008
Competenza anno 2004 - € 59.000,00
Nota: si ripristina il contributo concesso dalla legge regionale n. 35 del 1989, nel corso degli anni mai modificato. (38)
PRESIDENTE. Possono essere illustrati a partire dal 145, Spissu, Lai e più.
SPISSU (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Il 12: Frau, Diana e Usai.
Ha facoltà di parlare il consigliere Frau per illustrare l'emendamento 12.
FRAU (A.N.). Presidente, molto brevemente, come i colleghi ricorderanno nel dicembre 2003 abbiamo approvato la legge numero 15, diciamo così la legge sull'agricoltura, una delle tante per quanto concerne blue tongue ed altro; avevamo anche, in quella occasione, destinato due milioni di euro all'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna perché questo istituto è centro di referenza nazionale per la zootecnia biologica.
Invece ci siamo accorti che nonostante sia una cosa recente che abbiamo discusso in quest'Aula questi fondi sono scomparsi. Ricordo anche ai colleghi che abbiamo parlato sempre bene di questo istituto zooprofilattico come una perla per quanto riguarda la ricerca; ne abbiamo parlato, principalmente, quando c'è stato tutto il problema della blue tongue "vaccino sì - vaccino no".
Poi andiamo eventualmente a dare qualche cosa, a far sì che possa progredire visto che è centro di referenza e poi i soldi scompaiono. Ecco perché pensiamo, insieme anche ad altri colleghi di altre forze politiche, che venga eliminata questa riduzione e quindi lo stanziamento resti pari a due milioni di euro.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Contrario, si invita al ritiro.
PRESIDENTE. Non lo accoglie. Se nessuno chiede di intervenire metto in votazione. Poiché nessuno domanda di parlare sugli emendamenti 12, 16 e 28, li metto in votazione. Chi li approva alzi mano (Viene richiesta la controprova). Chi non li approva alzi la mano. C'è solo un segretario dell'opposizione, voglio avvertire prima a scanso di equivoci.(Non sono approvati)
Emendamento numero 31: Manca, Sanna Giacomo.
Manca e Sanna Giacomo mancano e quindi è ritirato. Approviamo la tabella. Onorevole Marrocu ma è aggiuntivo?
MARROCU (D.S.). È modificativo della tabella D).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare l'emendamento modificativo alla tabella D).
MARROCU (D.S.). L'emendamento 38 modifica la tabella D) dove, penso per errore materiale, sono stati ridotti i contributi sia per la fondazione Dessì che per il premio letterario Giuseppe Dessì che dal 1989 sono rimasti sempre intatti; l'obiettivo è quello di ripristinare il finanziamento che è stato concesso negli anni passati, dall'89 ad oggi, al premio letterario Giuseppe Dessì e alla fondazione Dessì, quindi è da intendere modificativo nel senso che si ripristina il contributo precedente già dato del 2003, nel 2002, nel 2001, che è sempre lo stesso.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario.
PRESIDENTE. La Giunta non lo accoglie. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento modificativo 38, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella D), la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(È approvata)
Si dia lettura della tabella E).
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella E) sono stati presentati i seguenti emendamenti 146 soppressivo totale...
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, la seduta é sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21 e 12, viene ripresa alle ore 21 e 15.)PRESIDENTE. Colleghi, sperando che gli animi si siano un po' rasserenati. Se è intervenuto il collega Contu penso che abbiamo risolto il problema.
Siamo alla tabella E) che è stata letta. Alla tabella E) sono stati presentati gli emendamenti 146 soppressivo totale, 51 sostitutivo parziale, 57 sostitutivo parziale. Il 147 Spissu, Lai e più.
Emendamento soppressivo totale Spissu - Lai - Morittu
La Tabella E è soppressa. (146)
Emendamento sostitutivo parziale Spissu - Fadda - Balia - Cogodi - Sanna Giacomo - Scano
Alla TABELLA E sono apportate le seguenti variazioni:
In aumento
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.063 - Cap. 11100-00
Competenza anno 2004 - € 70.000.000,00
In diminuzione
UPB S03.008
Competenza anno 2004 - € 70.000.000,00 (51)
Emendamento sostitutivo parziale Cappai - Murgia - Fantola - Corona - Ladu
Nella Tab. E gli importi riferiti all'U.P.B. S11.063 - cap. 11100 sono così sostituiti:
2004 2005 2006
100.823 - -
(25.823)
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S11.063 (Cap. 11100-00)
2004 € 70.000.000,00
In diminuzione
UPB S03.008
2004 € 70.000.000,00 (57)
SPISSU (D.S.). Lo teniamo.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu per cortesia! Se ha bisogno di qualche minuto in più di sospensione per chiarire le cose, sospendiamo. Però se siamo in sede di discussione andiamo avanti. Il 146 è mantenuto.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario.
PRESIDENTE. Non è accolto. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento 146, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento 51 Spissu e più, sostitutivo parziale. L'emendamento può essere illustrato.
SPISSU (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario.
PRESIDENTE. Non lo accoglie. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento 51, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento 57, Cappai e più, può essere illustrato.
PIANA (U.D.C.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella E), la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(È approvata)
Si dia lettura della tabella F).
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella F) è stato presentato l'emendamento soppressivo totale 147 Spissu e più.
Emendamento soppressivo totale Spissu - Marrocu - Calledda - Falconi
La Tabella F è soppressa. (147)
PRESIDENTE. Può essere illustrato.
SPISSU (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione la tabella F). Chi la approva alzi la mano.
(È approvata)
Colleghi, abbiamo concluso l'esame e la votazione degli articoli della finanziaria, il voto finale, come sapete, avverrà dopo la discussione e l'approvazione del bilancio che inizierà domani mattina alle ore 10.00.
La seduta è tolta alle ore 21 e 20.
Allegati seduta
CDLXXIII SEDUTA
Mercoledì 5 maggio 2004
(Pomeridiana)
Presidenza del Vicepresidente Biggio
indi
del Vicepresidente Salvatore Sanna
La seduta è aperta alle ore 17 e 43.
Segretario: il consigliere ORTU.
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo i lavori. Siamo all'articolo 18 all'emendamento 335, primo firmatario Sanna Gian Valerio, soppressivo parziale del comma 4. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare il suo emendamento.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Presidente, è ritirato il 335, e il 334.
PRESIDENTE. E il 333?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Attiene al progetto.
PRESIDENTE. Il 335 e il 334 sono ritirati. Quindi siamo al 333.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Si dà per illustrato. Soppressivo parziale del comma 6. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Parere contrario.
PRESIDENTE. La Giunta ha espresso parere contrario. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Anche su questo comma 6, Presidente, io esprimo delle forti perplessità perché, seppure partendo da una motivazione corretta, e cioè la necessità che vi sia un ufficio apposito che si occupi di trattare le pratiche relative alle provvidenze a favore degli invalidi civili, competenza che recentemente abbiamo acquisito alla Regione, e con il percorso e la procedura e la proposta individuata nel comma 6, si sta demolendo radicalmente la legge regionale che, in qualche modo, aveva posto un limite all'uso strumentale che si è fatto in tanti anni del comando.
Ora noi abbiamo sicuramente un limite come Regione perchè quando abbiamo acquisito le competenze relative alle provvidenze degli invalidi civili non abbiamo preteso da subito di assorbire anche il personale delle Prefetture che si occupava di queste pratiche. Dire adesso che si vuole far fronte a questo, allargando l'istituto del comando alle aziende sanitarie locali, agli enti regionali e agli enti locali, significa sostanzialmente che noi stiamo riaprendo una tristissima strada che, ripeto, abbiamo percorso per tanti anni, riempiendo l'Amministrazione regionale con personale proveniente dall'esterno che poi, una volta arrivato in Regione, veniva e viene stabilizzato in maniera definitiva nell'organico della Regione. Quindi anziché percorrere il cammino inverso che è quello di trasferire funzioni, risorse e personale agli enti locali, noi, per poter assolvere ad una funzione che abbiamo acquisito da poco, stiamo percorrendo il cammino inverso, cioè stiamo riportando arbitrariamente, ma soprattutto in maniera clientelare, perché l'istituto del comando viene fatto senza nessun tipo di procedura che possa definire priorità, che possa definire anche qualità del personale che viene chiamato e tutte queste cose. L'Assessore di turno chiama chi ritiene opportuno chiamare dalle aziende sanitarie locali, dai comuni, dagli enti regionali e una volta che queste persone arrivano a lavorare in Regione, vengono stabilizzate in Regione, lì rimangono e rimangono in via definitiva.
Ecco perché io credo che occorra assolutamente prevedere altre forme, ma soprattutto altre iniziative legislative per risolvere un problema che comunque è presente, cioè trattare con rapidità le pratiche a favore degli invalidi civili, ma credo che in questo periodo la stessa cosa possa essere fatta senza allargare o meglio senza demolire i limiti previsti delle leggi regionali sull'istituto dei comandi, e possano essere istituiti dei servizi ad hoc ricorrendo al personale regionale che, credetemi, è già in forte esubero e non si capisce per quale motivo ne dobbiamo importare ancora dall'esterno. Raccomando vivamente di approvare l'emendamento soppressivo dell'onorevole Gian Valerio Sanna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Grazie signor Presidente, io ho mantenuto il soppressivo perchè spesso l'impeto del potere trascina anche il comportamento del legislatore verso idee un po' massimaliste anche eccessive. Quando mai la Regione può autorizzare un comando da un ente statale? Quando mai può autorizzare il comando ledendo l'autonomia degli enti locali e degli enti regionali previsti nei rispettivi statuti? Anche la formulazione denuncia una carenza di approfondimento, perchè noi possiamo dar luogo a processi di comando ma senza autorizzare niente, perchè noi non possiamo incidere, autorizzando sulle Prefetture, sul personale delle prefetture degli enti locali questioni di questo genere, quindi perfino anche l'esposizione dell'intendimento è formulato male e in questa forma non può essere accolta perché, secondo me, lede le autonomie di enti che non fanno capo alla potestà legislativa della Regione e come tale sono prive di fondamento. Altra cosa è che si fosse scritto "può accogliere", "può attivare" forme di comando di personale dipendente da questi enti perché, come si sa, quando si tratta di enti diversi da enti regionali bisogna avere il concerto e bisogna avere l'autorizzazione degli altri enti perché nessuno è disposto per noi a rinunciare alle proprie autonomie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Ho avuto già modo di esprimere l'opinione in relazione a questo comma, trattando di argomento consimile in altra parte della finanziaria che se si abroga non succede bellamente nulla, non è una grande cosa. Secondo me, non è neppure una grande cosa se rimanesse, è una cosa che, questo contenuto del comma 6 dell'articolo 18, che implica alcune valutazioni in via di principio, questo sì. Però mi pare che sia corretto dare ad ogni istituto giuridico il senso, il significato e la portata che ha. Per esempio, sul piano tecnico questo comma 6, secondo me, è anche scritto bene, perché nel momento nel quale la Regione autorizza il comando non è che sta imponendo a nessuna amministrazione esterna di fare comandi, semplicemente sta dando la sua parte di assenso, perché il comando è un istituto giuridico che richiede, per potersi operare, la volontà concorrente e convergente di due amministrazioni, quella che chiede e quella che autorizza. E` chiaro che le due amministrazioni devono avere il potere di chiedere e di autorizzare anche perchè qui, in questo caso, la Regione se accettasse o richiedesse un comando che un ente esterno, come dire, accettasse, l'onere del pagamento del personale comandato è in capo a chi usufruisce del servizio, quindi la Regione dovrebbe pagarlo. Per cui tecnicamente non è che qui c'è una norma per cui la Regione sta imponendo a nessuno di fare cose in favore della Regione, né allo Stato, né a nessun'altra Amministrazione, il comando funziona quando le due amministrazioni, tutte e due, sono d'accordo anzi, oltre alle due amministrazioni, ci vuole l'accordo anche della persona interessata. Quindi perché operi un comando ci vuole la convergente volontà di tre soggetti, quello che lo chiede, quello che lo autorizza e addirittura la persona che deve essere comandata. Questo è in termini giuridici e tecnici, quindi è scritto bene sul piano tecnico.
Sul piano politico, insomma, si è riconosciuto o no che c'è un'emergenza che è un debito giuridico, politico e morale nei confronti di migliaia e migliaia di cittadini sardi le cui domande di invalidità civile per anni e anni non sono state esaminate. Ora, non è che ogni Amministrazione se non curava pratiche di quel tipo può curare improvvisamente e immediatamente bene quel tipo di procedura. Ci sono enti pubblici nei quali personale specializzato in questa procedura c'è e siccome non svolgono più quella funzione potrebbe essere utile che una parte di quel personale che sa fare quelle cose lo faccia in capo alla Regione, visto che la Regione ha assunto questo onere, sennò la Regione dovrebbe, ogni volta che assume una competenza nuova, prendere personale, riconvertirlo, specializzarlo e quant'altro. Se c'è già il personale ed è pubblico, è pagato dai contribuenti che sa fare questo ed è disponibile ad essere spostato temporaneamente per fare cose di grandissima utilità ed in via d'urgenza, io non vedo nulla di male che si faccia in un senso e nell'altro in modo biunivoco, dallo Stato alla Regione, dalla Regione allo Stato, agli enti locali, ad altri enti, purché il tutto sia contenuto nel criterio della funzionalità. Vorrei parlare senza essere disturbato, non pretendo di essere ascoltato, vorrei poter esprimere senza eccessivo disturbo…
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia! Onorevole Capelli, Fadda, Cappai, per cortesia.
COGODI (R.C.). Fantola, le primarie le hai già fatte, se non disturbi è meglio.
RASSU (F.I.-Sardegna). Ti stiamo ascoltando!
COGODI (R.C.). Va bene, io ti ringrazio, però c'è un eccesso di gente che parla a voce talmente alta che manco si accorge quando vengono richiamati. Vede, il collega Deiana con Fantola trattano un altro argomento a voce alta, se la ridono, non sentono neppure il fatto che li stanno richiamando. Il disturbo è eccessivo.
PRESIDENTE. Ha ragione, non si riesce a seguire. Assessore Capelli grazie, mi appello a lei almeno, alla sua responsabilità istituzionale.
COGODI (R.C.). Eppure la finanziaria dovrebbe riguardare poco poco più loro, che noi insomma. Dicevo che, attraverso un criterio di funzionalità, l'istituto del comando da che mondo e mondo, consente proprio alle pubbliche amministrazioni e agli organici delle pubbliche amministrazioni di non appesantirsi in modo patologico, perché una pubblica amministrazione può avere una finalità temporanea da svolgere e non è che si deve dotare di personale, che finita quella funzione, poi, se lo deve tenere in carico. Quindi la mobilità, come si suol dire, che è cosa diversa dalla flessibilità, cioè non ti riconosco se non una parte dei diritti, la mobilità è l'utilizzo del personale pubblico nel luogo e nel modo migliore, è un sano principio di buona amministrazione. Dove è che nascono invece le perplessità e sono fondate le critiche, e ha ragione anche in questa circostanza il collega Salvatore Sanna ed altri, e Gian Valerio, che sottopongono alla nostra attenzione un'altra riflessione che è ugualmente vera e valida, che può nascere attraverso l'uso di questi istituti una forma di clientelismo. E` vero, ma perchè nasce una forma di clientelismo? Nasce perchè le condizioni giuridiche e retributive del personale pubblico non è equiparato. Nasce il clientelismo perchè la condizione di regionale è differente ed è ritenuta migliore della condizione di comunale, di statale, perchè se le condizioni giuridiche e retributive del personale pubblico, in termini di giustizia, fossero equiparati non nascerebbe nessun clientelismo. Se il principio del "pari lavoro, pari retribuzione" fosse applicato, "pari lavoro, pari responsabilità, pari retribuzione" fosse applicato, non nascerebbe questo problema, invece attraverso il comando che cosa avviene? Che uno migliora la sua condizione invece di migliorare la funzionalità del sistema, perché ci sono vertenze aperte da anni che in questa Regione dove tutti ormai sono divenuti federalisti, tutti, dall'estrema sinistra all'estrema destra, passando per il centro, non c'è chi non si proclami federalista, per non dire autonomista (si proclami intendo, non che lo siano!), allora tutti a proclamarsi federalisti salvo a contraddire il proclama.
Perché non si è coerentemente e seriamente posto mano in questa Regione a definire progressivamente un quadro di ordinamento autonomistico, per cui le funzioni regionali sia che tecnicamente o formalmente facciano capo alla Regione in senso proprio o a pezzi di Stato che stanno in Regione, o ai comuni o agli enti locali che sono in e nella Regione, per dire comuni e province e consorzi, e quant'altro, perchè non si è avviato un processo?
E si dovrà avviare un processo di omogeneizzazione, di parificazione giuridica e retributiva, progressivamente nel tempo e non in un giorno che non sarà possibile, ma attraverso una fase di due - tre contrattazioni e rinnovi contrattuali con l'assenso e col concorso positivo dei sindacati dei lavoratori si dovrà arrivare a definire un ordinamento autonomistico dove l'autista della Regione, amministrazione, abbia lo stesso diritto e dignità e retribuzione dell'autista del comune in questa Regione, della provincia in questa regione avendo pari lavoro, pari responsabilità, pari condizione giuridica e pari condizione retributiva, solo allora si può riformare la Regione, perché il decentramento in questa Regione non ha mai funzionato per questo motivo. Perchè tutto il personale vuol rimanere in Regione? Anzi, perchè tutto il personale vuole arrivare alla Regione? Perchè ritiene, a ragione o a torto, che il contratto regionale è migliore, conviene di più del contratto comunale, provinciale, statale.
Ecco dov'è che nasce il clientelismo, nasce dalle incapacità della politica e di chi deve governare, gestire e fare la politica di adottare normative serie. Diversamente, che un impiegato di quel livello operi, in città di Cagliari, o presso la Prefettura o presso viale Trento non cambierebbe nulla per svolgere una funzione che sia di utilità complessiva e generale per la comunità regionale. Questo è il vero punto che non è risolvibile attraverso la punizione che si riservi alla negazione anche delle utilità e le emergenze che qualche volta si possono rappresentare. Se noi fossimo all'inizio della legislatura direi, sono talmente sospettoso, timeo Danaos et dona ferentes, a voi della destra non vi affiderei manco uno spillo da portare da qui a lì se fossimo all'inizio della legislatura, siamo alla fine, se serve, se c'è un'utilità…
PRESIDENTE. Ha visto la punizione? Il pensare male? Le hanno tolto la voce! La Provvidenza! Concluda.
COGODI (R.C.). Concludo la frase, comprendete il senso di quello che sto esponendo insomma, se c'è un'utilità di carattere generale per cui un contingente si costituisca per poter quanto prima esaminare e sbrigare e rendere giustizia ai cittadini, personale che esiste ed è specializzato nel trattare le pratiche degli invalidi civili, si faccia, si faccia un ordine del giorno, si circoscriva, si mettano limiti, però non ne farei adesso in finale di legislatura, quando non c'è il tempo per nessuno di fare, come si suol dire con un'espressione poco elegante "carne di porco", proprio perchè non c'è questa possibilità circoscrivendo la finalità e lo strumento che si vorrebbe adottare, direi che potrebbe anche essere utile farlo.
Ma se nello stesso tempo questo comma venisse abrogato non succederebbe ugualmente nulla, perché credo che in via amministrativa, la Giunta, qualunque Giunta, abbia strumenti per costituire un gruppo di lavoro che possa ugualmente attivare anche comandi necessari per soddisfare questa esigenza primaria per la comunità regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS (U.D.R. - Centro). Presidente, cercherò di essere molto più breve. Condivido le osservazioni dei colleghi che mi hanno preceduto, le prime due, quelle del collega che testè ha concluso il suo intervento le ritengo un po' prolisse, comunque tutte tese a dover far capire che alla Regione esistono delle possibilità alternative senza che si debba ricorrere a dei comandi che sanno molto di giudizio negativo nei confronti del personale oggi dipendente ed esistente nei ruoli e anche di quelli che hanno sostenuto dei concorsi e sono nelle relative graduatorie. Io ritengo, per tutte queste considerazioni, di associarmi al giudizio negativo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (La Margherita - D.L.). Presidente, io inviterei la Giunta ad accogliere l'emendamento, a cambiare il parere o comunque a rimettersi al Consiglio perchè credo che con questo comma non andiamo comunque a risolvere il problema per il quale questo comma è stato scritto. Noi abbiamo fatto un dibattito, Assessore, lei non è presente in Consiglio, e avevamo stabilito tutta una serie di possibilità per dare una risposta al problema della invalidità civile. Giustamente l'Assessore ha sostenuto anche in quest'Aula, ma l'ha fatto anche sulla stampa, che una delle ragioni per le quali non è stato possibile dare una risposta è perchè è stata prevista dentro la legge una penale nei confronti dell'I.N.P.S. nell'eventualità che l'I.N.P.S. non rispettasse la convenzione.
E' molto più semplice, se vogliamo dare attuazione alla norma, eliminare la penale, perché comunque passeranno dei mesi prima che venga anche attuato questo comma, perché chi è stato Assessore e chi è Assessore degli affari generali e del personale sa benissimo che per attuare un comando ci vogliono un paio di mesi, qualcuno dice addirittura un anno. Non è molto più semplice prendersi a cuore il problema, eliminare la causa principale che è quella della penale per far sì che questo problema venga risolto? Soltanto questo le chiedo, Assessore. Quindi se noi vogliamo risolvere questo problema dobbiamo togliere la penale e ritornare alla convenzione con l'I.N.P.S., perchè altrimenti sono convinto, che anche approvando questa norma, il prossimo Consiglio regionale si dovrà rioccupare di nuovo di questo problema.
Vorrei segnalare un'altro piccolo particolare, Presidente Masala, lei è stato anche Assessore della programmazione e si è spesso occupato di problemi di personale. Non c'è neanche il numero, non ci sono le risorse finanziarie di quante persone, quali sono le qualifiche che devono essere comandate, quindi credo che la soluzione migliore sia quella di bocciare questo comma e semmai di ripristinare immediatamente la norma che non preveda la penalità per quanto riguarda eventuali sanzioni nei confronti nell'I.N.P.S..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
BIANCU (La Margherita - D.L.). Non ripeterò quanto hanno sostenuto in particolare il collega Salvatore Sanna e poc'anzi il collega Fadda nel merito sia per quanto riguarda la inopportuna riattivazione dei comandi indiscriminati e per quanto riguarda la soluzione del problema, però credo che qui sarebbe opportuno mettere l'accento su una cattiva amministrazione, anzi su una pessima gestione del personale. Noi stiamo andando ad agire suoi territori, sui territori per lo meno a livello di province, dove l'Amministrazione regionale si trova con oltre cento dipendenti degli ex comitati circoscrizionali di controllo che di fatto non stanno facendo niente.
A me sembrerebbe che attraverso l'utilizzazione di questo personale, istituendo dei servizi appositi, noi potremmo accelerare il processo di smaltimento di queste pratiche attraverso un aggiornamento di questo personale e credo che risolveremmo anche quello che è il problema dell'emergenza a cui faceva riferimento il collega Cogodi al fine di concedere quelle provvidenze che da molto tempo stanno attendendo gli invalidi civili.
Credo che anziché andare a cercare sempre le soluzioni più semplici, diciamo quelle che probabilmente sono più attinenti ad una gestione clientelare della Regione, ma andassimo a ricercare invece, utilizzando quelle che sono le possibilità e le opportunità che abbiamo già esistenti attraverso una migliore utilizzazione del personale, io credo che avremmo, anche nel momento in cui è stata discussa la norma, sicuramente potuto dare una risposta più celere alle attese degli invalidi civili e avremmo anche dato una diversa motivazione a questo personale che risulta totalmente inutilizzato nelle sedi degli ex CO.CI.CO.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, mi sembra che il dito nella piaga l'abbia messo il collega Fadda in quanto il problema che veramente impedisce l'espletamento delle funzioni per l'attivazione di questa legge numero 12 è in effetti la penale inserita nella legge stessa.
Noi a suo tempo precisammo che la norma, così come era scritta, per altro era inattuabile sia per i termini che conteneva rispetto all'istituto, sia per il fatto che comunque la norma stessa, così come era formulata, era incongrua anche per dargli applicazione pratica, per cui quando noi guardiamo il comma 6 che chiede di costituire la possibilità del comando - per cui del passaggio dei dipendenti dalla Regione - andiamo in netto contrasto con quanto abbiamo detto non più di poco tempo fa - perchè la legge è del dicembre 2003 - dove diamo mandato agli enti locali o all'Istituto Nazionale Previdenza Sociale, di occuparsi di queste cose, facciamo esattamente marcia indietro a 365 gradi.
Per cui mi sembra chiaro che se c'è un problema da risolvere non si può risolvere così, anche perché non si capisce bene questa penale chi dovrebbe pagarla, in questo caso non sono più gli enti convenzionati, ma dovrebbe essere la Regione stessa se si vuole comunque mantenere lo spirito della legge approvata nel 2003.
Per cui anch'io chiedo alla Presidenza, chiedo all'Assessore e al Presidente della Giunta di bocciare questo comma 6 e, al limite, nelle norme varie dell'articolo che dobbiamo ancora discutere, trovare un'intesa per cassare le parti della legge numero 12 che ne impediscono un efficace attuazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Non sarei intervenuto, però siamo da tanti giorni in questo Consiglio, c'è chi fugge e va a farsi la campagna elettorale, chi è costantemente assente e c'è chi invece, per quanto riguarda la fase di seduta e poi anche al di fuori dell'Aula, magari cercando di trovare quelle condizioni che ci consentano di poter celermente risolvere il problema della finanziaria e del bilancio, e nonostante tutti gli impegni che abbiamo preso che avremmo fatto qualcosa in modo rapido, stiamo perdendo due ore per parlare di un problema che non esiste.
Primo; un comando, l'ha detto prima Paolo Fadda, sono cinque sulla base della legge 31 i comandi che possono farsi all'interno dell'intera Regione, quindi talmente pochi. Ebbene, mi è capitato spesso per un comando fra la richiesta di comando all'Assessorato competente, la risposta, l'esame, la deliberazione della A.S.L. diciamo per non dire un altro ente eccetera, passano mesi, per qualcuno è passato più di un anno e noi perdiamo tempo qui, in queste divagazioni che non servono a niente.
Credo che bene avremmo fatto ad eliminare anche il comma, perché a questo punto non ha significato che noi perdiamo tempo ed ora, c'è gente che è stanca di rimanere qui dentro, io personalmente! Quindi gradirei che laddove possiamo non perdere tempo evitiamo di fare inutili discussioni che sono soltanto una perdita di tempo costantemente e assolutamente inutile.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Regione. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.), Presidente della Regione. Io credo che l'emendamento di cui si sta parlando possa essere rimesso alla valutazione dell'Aula; ma per consentire una compiuta valutazione del problema forse è utile tener presente che per ancora un mese circa, fino al 30 di giugno, le pratiche relative agli invalidi civili vengono disbrigate ed espletate direttamente dalle Prefetture. Nel contempo la Regione, a seguito del fallimento delle trattative con l'I.N.P.S. per via della penale che è stata prevista dalla legge non per la inapplicazione della convenzione, ma per gli eventuali ritardi di erogazione dei contributi a favore degli invalidi non è stata accettata quindi, fallito questo tentativo, la Regione ha istituito un servizio presso l'Assessorato della sanità che ottiene dalle quattro Prefetture una sorta di collaborazione fino al 30 di giugno nel senso che svolgono le pratiche ma, contemporaneamente, svolgono anche un'attività di istruttori nei confronti dei funzionari messi a disposizione della Regione.
Occorre inoltre tener presente che i dipendenti delle AA.SS.LL. valutano le questioni dal punto di vista sanitario e che la legge 12 prevede anche che la Regione possa un domani non solo fare una convenzione con l'I.N.P.S., ma anche a favore degli enti locali, quindi non è da escludere che un domani si possa decentrare a favore delle amministrazioni provinciali il disbrigo di queste pratiche. Questo era il senso dell'emendamento volto a consentire, in deroga agli articoli 39 e 40 della legge 31, il comando del personale che già oggi svolge queste funzioni e cioè quelli che sono presso le Prefetture, quelli che sono presso le AA.SS.LL. sotto il profilo sanitario e perché no, quelli che oggi sono dipendenti degli enti locali ma che domani potrebbero essere interessati direttamente a questa cosa. Ma in ogni caso la Giunta, modificando leggermente l'opinione precedente, si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Colleghi, essendo esauriti gli interventi, pongo in votazione l'emendamento 333. Per cortesia due Segretari.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Presidente, chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Sette consiglieri che appoggiano la richiesta.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri MANCA, SCARPA, DEMURU, PUSCEDDU, COGODI, LAI, SCANO.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento 333.
Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - COGODI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - FADDA - FALCONI - LAI - MANCA - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SCARPA - SELIS - SPISSU - TUNIS - VASSALLO.
Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CORONA - DIANA - FANTOLA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LAU - LICANDRO - LIORI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - ONIDA - PETRINI - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti i consiglieri: BIGGIO - CARLONI - CORDA - OPPI - PIANA SECCI.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 61
Votanti 55
Astenuti 6
Maggioranza 28
Favorevoli 27
Contrari 28
(Il Consiglio non approva).
Passiamo ora al gruppo di emendamenti che sono collegati presentati recentemente e distribuiti in Aula: 656, 655, 654 o viceversa. Se ne dia lettura.
ORTU, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
Emendamento all'emendamento n. 655
Art. 18/comma 7
Il testo dell'emendamento all'emendamento numero 655 è sostituito dal seguente:
"Nell'articolo 28, comma 9, della legge regionale n. 31 del 1998 è aggiunta la seguente finale espressione: "e può essere revocato entro sei mesi dall'insediamento di un nuovo Assessore relativamente all'ambito del ramo diamministrazione di competenza"". (656)
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Emendamento all'emendamento n. 654
Art. 18/comma 7
All'emendamento numero 654 è aggiunto il seguente periodo:
"L'applicazione dell'articolo 28, commi 7, 8 e 9 della legge regionale n. 31 del 1998 è estesa anche all'incarico di cui all'art. 46 bis della legge regionale n. 11 del 1983; il medesimo incarico può, inoltre, essere revocato entro sei mesi dall'insediamento del nuovo Assessore secondo la procedura prevista dal comma 9 del citato articolo 28. (655)
Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
Emendamento all'emendamento n. 332
Art. 18/comma 7
Il testo dell'emendamento numero 332 è sostituito dal seguente:
"Al comma 7 è aggiunto il seguente periodo:
Al personale risultato idoneo nella predetta graduatoria e che abbia già svolto funzioni dirigenziali per effetto di provvedimenti adottati ai termini dell'articolo 28 della legge regionale n. 31 del 1998, nelle more dell'espletamento del concorso pubblico per la copertura della dotazione organica dirigenziale e comunque per un periodo non superiore a mesi 24, possono essere conferite le funzioni dirigenziali vacanti di cui all'articolo 21, lett. b) e d) della stessa legge regionale n. 31, secondo l'ordine della graduatoria, salvo motivate esigenze concernenti la specificità della materia e la professionalità maturata. Ai medesimi dipendenti spetta il trattamento retributivo fondamentale e accessorio previsto per lo svolgimento delle funzioni stesse". (654)
Il 656 è sostituito dell'emendamento 655 che a sua volta emenda l'emendamento 654, ecco perchè c'è questa successione. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio per illustrare gli emendamenti.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il 656 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 656 è ritirato, restano il 655 e il 654. Il 655 è aggiunto del 654. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Presidente, pongo un problema di pregiudiziale in relazione all'ammissibilità. In realtà il 654 tratta lo stesso argomento dell'emendamento che è stato presentato al comma 3 dell'articolo 18 e con la bocciatura del comma 3 sono decaduti, quindi sono di fatto bocciati, anche gli emendamenti che erano collegati al comma 3. Io ritengo che la materia non possa essere riproposta perché è tra l'altro formulata in modo simile, quindi il Consiglio non possa votare due volte, nella stessa seduta tra l'altro, la stessa cosa.
Ritengo che questo tra l'altro sia meglio che rimanga agli atti del Consiglio perchè è una materia delicata e non si sa mai, ci potrebbero essere anche interessi che vengono lesi e quindi è giusto che qualcuno eventualmente utilizzi tutti gli strumenti di cui può disporre anche per tutelarsi al di là degli atteggiamenti un po' discutibili che possono essere assunti anche nell'ambito di questa sede.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (U.D.R. - Centro). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, se non ho capito male il 655 contiene una parte del 656 ed addirittura la recita allo stesso modo riprendendo gli emendamenti 639, 606 e 630. In questa sessione di Consiglio è la prima volta che parlo perchè favorevole alla mediazione, all'incontro tra le forze politiche per poter approvare una finanziaria e un bilancio tecnico in modo che si potesse dare alla Regione, e quindi ai cittadini sardi, gli strumenti finanziari. Cosa mai vista, io ci sono tanti anni, sono fortunato in questo Consiglio regionale, ma è la prima volta che vedo un ritardo vergognoso di questo tipo e, devo dire, che un po' la colpa è mia perché io ho votato questa Giunta. Se Luca Deiana in quella fatidica notte non avesse votato questa Giunta, questa Giunta non sarebbe in carica. Questo lo dico per ricordare a me stesso che solo con un voto si è salvata questa Giunta, ma io non voglio che col mio voto possa essere abusato in prassi legislativa, quindi ho il sacrosanto dovere di parlare duramente in questi termini. Allora, essendo favorevole alla mediazione e all'incontro tra le forze politiche, l'ho già detto, io non sono andato a mediare e a concordare gli emendamenti, ma quando leggo che in alcuni emendamenti ci sono dei principi che non condivido, devo prendere la parola e esprimerlo liberamente affinché rimanga agli atti in questo Consiglio. Che cosa si sta introducendo? Si sta introducendo con norma un atto che di prassi viene fatto amministrativamente dalla Giunta, cioè si sta dando la possibilità ad un Assessore o a degli Assessori, che durano in carica meno di sei mesi, di fare alcune operazioni. Il che vuol dire che se la prassi si consolida, come verrà nella storia a svolgersi l'attività legislativa, ogni Assessore che viene casualmente, io invece sono stato eletto con i voti degli elettori, ogni Assessore che può venire in quest'Aula casualmente si fa dare un'autorizzazione affinché in quel periodo di sei mesi possa fare il "killeraggio", possa fare la politica underground, possa fare la cripto - politica in modo che possa, con una serie di emendamenti, arrivare al risultato per far fuori qualcuno. Io non voglio difendere nessuno, perché ogni qualvolta che uno prende la parola sembra che deve difendere un dirigente, un funzionario o qualcosa. Lo farei anche se fosse a favore di uno della mia famiglia; io non ho familiari e parenti dipendenti dell'Amministrazione regionale. Lo farei ugualmente in qualsiasi forma. Prego Assessore. Visto che ci avete dato in questi numerosi emendamenti in salsa diversa, una volta la salsa magari era al ragù, l'ultimo magari poteva essere al burro, perché vedo nei due emendamenti la stessa dicitura, forse il condimento cambia ma la sostanza rimane la stessa. Mi sembra che sono delle operazioni non degne di quest'Aula e non posso dire altro perchè altrimenti, non è mio costume, userei anche aggettivi più grossi. Mi sembra di aver voluto dire ciò che volevo dire e chi vuole intendere può intendere benissimo. Ora chiedo che prima di passare ad esaminare nel dettaglio l'emendamento che noi abbiamo qui davanti, perché mi sembra che poi il 655 introduca una parte del 656, e il 639, abbia il buon senso l'Assessore e la Giunta di ritirarli e non sottoporli in votazione, perché non si può permettere di chiedere al Consiglio di fare del "killeraggio" in nome di non so quali azioni. Se c'è qualcuno, funzionario o dirigente che si comporta male, deve essere cacciato dal primo momento e non devono essere adottati questi sistemi e deve essere cacciato e deve essere sostituito nei modi previsti dalla legge e non con i trucchi, presentando cinque o sei emendamenti, uno diverso dall'altro, ma per arrivare allo stesso obiettivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna per dichiarazione di voto.
SANNA SALVATORE (D.S.). Grazie, Presidente, io avevo molte perplessità e le avevo anche espresse, perché trattare di questioni del personale in finanziaria e soprattutto in un clima dove sostanzialmente assistiamo a questo spettacolo indecoroso, insomma non promette niente di buono. L'andamento della discussione e il risultato del voto sul comma 6, relativo ai comandi, mi ha confermato questa opinione, non si può fare nessun accordo serio con questa maggioranza, non ci sono le condizioni minime per fare accordi con questa maggioranza, che non si accontenta di portare a casa qualche risultato, pretende di portare a casa tutto. Ve l'ha detto Giorgio Oppi; il comma sui comandi era del tutto inutile. Per quale motivo avete voluto incassare un risultato? Cosa ve ne torna? E qual è la ratio che vi porta a ripresentare un emendamento che era stato precedentemente agganciato al comma 3 di questo articolo che abbiamo bocciato? Lo state ripresentando e siccome non vi accontentate, ne state aggiungendo un altro per dire in sostanza che cosa? Che il direttore del centro di programmazione, perché poi è meglio che queste cose c'è le diciamo come stanno, perché scrivere un emendamento in maniera ermetica, manco Ungaretti, com'è scritto il 655 non fa capire molte cose. Allora, stiamo parlando del direttore del centro di programmazione e stiamo dicendo che contrariamente a quanto previsto della legge 31 per i direttori generali e cioè che un direttore generale, cambiando l'Assessore, può essere avvicendato nell'arco dei tre mesi, stiamo approvando questo emendamento estendendo questa precarietà, per quel signore, a sei mesi, cioè quindi lo stiamo tenendo in stand-by, se farà molto da bravo, ma particolarmente da bravo, in un arco temporale di sei mesi, anziché di tre come per gli altri, allora decideremo il da farsi. Per quale motivo, qual è l'urgenza di approvare questo emendamento? Qual è la ratio che vi spinge ad introdurre quest'altra norma riguardante il personale in una manovra finanziaria, peraltro già precaria di per se stessa? Allora, vuol dire che non c'è una bussola, non c'è una strategia, non c'è un'idea precisa ma si ha la volontà, la voglia di risolvere tutti i problemi di questo o di quell'Assessorato nel pullman che è l'ultimo che sta passando, che si chiama finanziaria, e là dentro stiamo cercando di scaricare tutte le cose, anche quelle più ambigue, come ricordava il collega Luca Deiana, come queste che stiamo portando avanti.
Detto questo quindi, per quanto mi riguarda, preannuncio il mio voto contrario anche all'emendamento 654 e credo che vadano tenute in considerazione le perplessità espresse dal collega Velio Ortu in relazione alla possibilità di riproporre l'emendamento che è peraltro, anche se scritto in maniera diversa, decaduto per via della bocciatura del comma 3. E poi ho già detto quello che penso dell'emendamento aggiuntivo numero 655 del quale, ripeto, non capisco l'urgenza, non capisco l'esigenza, non capisco per quale motivo si stia tentando di pasticciare in questo modo tutta la vicenda. Meno male che avete avuto il pudore di ritirare il 656 che estendeva la precarietà, non solo al direttore del centro di programmazione ma a tutti i direttori generali della Regione. Quindi, tre mesi non bastano, ne vogliamo sei così li teniamo a bagnomaria, li teniamo belli in ebollizione, poi se faranno da bravi li promuoveremmo o sennò li cacceremmo via, eccetera. Questa credo che sia la dimostrazione che non si possono, davvero, introdurre norme riguardanti il personale in finanziaria e occorre soprattutto avere un'idea precisa e un progetto preciso, che sicuramente non avete, di quale debba essere il modo di governare tutta la burocrazia regionale.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 37, viene ripresa alle ore 18 e 56.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Molto brevemente, signor Presidente, intanto perché ritengo un po' ingiuste alcune critiche che sono state rivolte alla Giunta regionale in relazione alla problematica che ha visto sicuramente anche interventi accalorati e appassionati, quali non si sentivano ormai da anni, quale quello dell'amico Luca Deiana, su un problema che certo merita attenzione e riflessione, però il problema che si è posto, tenuto conto anche della esperienza anche della nuova Giunta regionale, se considerare sufficiente il periodo di tre mesi e se non prevedere un periodo più lungo per un'eventuale valutazione per quanto riguarda la dirigenza di ogni singolo Assessorato. Direi che il problema deve essere limitato a questo aspetto, perché se poi si confondono questioni che nulla hanno a che fare, men che meno quella della permanenza di un direttore di un Assessorato del Centro regionale di programmazione, come ho sentito qua che stasera è stato richiamato. Allora, siccome il problema riguarderà sicuramente la futura Giunta regionale, è un problema, Assessore, che lei ha fatto bene a portare, con la serietà e la competenza che le riconosciamo, siccome è un problema che affronterà la prossima Giunta regionale, e io mi auguro che sia sempre lei a portare nuovamente il problema, allora sospendiamo l'invito al ritiro e sarà un problema, questo aspetto, da trattare appunto con la finanziaria prossima futura.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Presidente, se la Giunta accoglie la richiesta dell'onorevole Pittalis, è inutile che intervenga. Mi sembra che vi sia già un invito al ritiro anche da parte della sua maggioranza, per cui mi sembra che il problema non sussista più, se la Giunta ritiene di accogliere la richiesta della sua maggioranza.
PRESIDENTE. Se non ho capito male il ritiro è solo per un emendamento. Onorevole Pittalis, si riferiva al 656?
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Lo precisa l'Assessore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta ritira l'emendamento numero 655 e chiede la conferma ovviamente sul 654.
PRESIDENTE. Quindi resta l'emendamento numero 654. ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, all'inizio di questa discussione è stata sollevata un'eccezione di ammissibilità di questo emendamento. Guardando bene il Regolamento all'articolo 84, il comma 7 dice chiaramente che gli emendamenti possono essere presentati sino a un'ora prima della seduta nella quale saranno discussi. Mi sembra che siamo fuori di questo termine, nel senso che questo emendamento io ho visto che è stato depositato ampiamente dopo l'inizio della discussione, per cui non un'ora prima. Comunque sia mi sembra che l'inammissibilità sia anche sancita dal comma 16, che cita il comma che dice: "non possono proporsi sotto qualsiasi forma articoli aggiuntivi o emendamenti contrastanti con precedenti deliberati".
E' chiaro che poc'anzi, in mattinata abbiamo votato un emendamento soppressivo, contrastante con quello che dovremo votare in questo momento. Per cui chiedo comunque che la Presidenza si pronunci rispetto a questa domanda di inammissibilità.
PRESIDENTE. L'emendamento, se lei può leggerlo attentamente e confrontarlo con il precedente, è diverso, è costruito diversamente, e quindi in questo senso, in questi termini è accettabile. Quanto alla presentazione la Giunta si è preoccupata fin dalle 2 del pomeriggio di mettere mano all'emendamento ed è stato presentato regolarmente un'ora prima, alle 16, forse anche un po' prima, al Servizio Assemblea che era stato opportunamente allertato e l'ha ricevuto. Poi, per ragioni che qui non sto a spiegarvi, ma posso anche poi darvene conto, un'ora dopo si è proceduto - una ragione interna all'ufficio, diciamo - alla stampa per farvene trovare pronte le copie al vostro arrivo in aula. Tutto qui.
Pertanto il 654, il 655 e il 656 sono ritirati; resta l'emendamento numero 654, che a questo punto è da votare.
Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Io intendo dichiarare, perché rimanda agli atti, che non intendo partecipare al voto perché ritengo illegittima questa votazione.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 654. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 329 ha facoltà di illustrarlo.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Gli emendamenti numero 329, 327, 326, (325 decaduto) 324, 323, 322, 321, 320, 319 sono ritirati. Ho segnato qui che c'è un errore materiale nel 21.
PRESIDENTE. Prego? Il 318 lo mantiene?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Sto dicendo un'altra cosa, Presidente, che ho segnato che il testo del comma 21 è sbagliato: il riferimento al comma 17 è da intendersi comma 20, io ho segnato. Comunque il 318 è ritirato.
PRESIDENTE. Al posto del 17. Questo è un refuso.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Il 317 è decaduto. Il 316 e il 315 sono ritirati.
PRESIDENTE. Esaurito l'esame degli emendamenti soppressivi, metto in votazione l'articolo 18.
FADDA (La Margherita-D.L.). Chiedo il voto elettronico palese.
PRESIDENTE. Chi appoggia la richiesta?
(Appoggiano la richiesta i consiglieri GRANELLA, SELIS , DEIANA, CARLONI, SECCI, DEMURU, BIANCU.)
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dei commi non soppressi dell'articolo 18.
(Segue la votazione)
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORONA - FRAU - GIOVANNELLI - LA SPISA - LICANDRO - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PETRINI - PIANA - PILO - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Rispondono no i consiglieri: COGODI - FADDA - ORTU - VASSALLO.
Si sono astenuti i consiglieri: BIANCU - CUGINI - DEIANA - DEMURU - FALCONI - GRANELLA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - PACIFICO - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Gian Valerio - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 53
Votanti 35
Astenuti 18
Maggioranza 18
Favorevoli 31
Contrari 4
(Il Consiglio approva).
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 11 ha facoltà di illustrarlo.
FRAU (A.N.). E' decaduto.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 309, 651 e 653 sono decaduti. Il 310 è decaduto essendo decaduto il comma, il 566, 605, 6060, 630 e il 639 sono ugualmente decaduti. Il 577 è sostituito dal 646 che è da esaminare, discutere e votare. Per illustrare l'emendamento numero 646 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 646. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Il 20 è decaduto, poi c'è il 24, Piana, Cappai. Lo vuole illustrare?
PIANA (U.D.C.). E' collegato all'altro.
PRESIDENTE. A che cosa è collegato?
PIANA (U.D.C.). E' collegato a quello che abbiamo rimandato.
PRESIDENTE. Abbiamo adesso il 308 e l'emendamento aggiuntivo numero 652 della Giunta.
Dovrebbe intervenire prima l'Assessore perché il 652 è un emendamento all'emendamento. Per illustrarlo ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato. Chiedo scusa, al 652 viene apportato un emendamento orale: laddove si legge "per un numero di unità non superiore a 4", quella parte viene cassata e quindi resta "per il funzionamento il CREL dispone di una segreteria composta di personale fornito dall'Amministrazione regionale".
PRESIDENTE. C'è una proposta di emendamento orale. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Una precisazione in ordine al 652: io ritengo che sia un emendamento inopportuno dal momento che già la legge prevede che il personale sia messo a disposizione dell'Amministrazione regionale. Ripetere un concetto già contenuto in legge è inutile, comprendo che si voleva in qualche modo contingentare il personale, ma questo emendamento così fatto, così com'è nel testo è in contrasto con l'emendamento 308. Quindi propongo che venga ritirato dall'Assessore e votiamo il 308.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). La legge istitutiva del CREL definisce finalità e modalità attraverso cui questo nuovo organismo regionale deve funzionare. Con la normativa in esame si sta proprio modificando quella legge, si sta innovando. Quindi l'innovazione implica una modificazione sostanziale legittima. Il Consiglio regionale fa le leggi, le abroga, le modifica nell'ambito della sua potestà legislativa. Ora la finalità, che in modo generico si prospetta attraverso l'emendamento 308, che il CREL sia dotato di autonomia funzionale e organizzativa, introduce una modificazione sostanziale…
(Interruzione del consigliere Secci)
COGODI (R.C.). Sì, lasciatemi dire, magari dico qualcosa, collega Secci, sulla quale sei anche d'accordo.
Ora la dotazione di autonomia funzionale è una cosa. L'autonomia funzionale vuol dire che il CREL non esercita una funzione che è soggetta, essendo peraltro un organo di consultazione in materia economica e di analisi, di studio e di prospettazione verso la Giunta e verso la Regione in materia di economia e di sviluppo, è anche che un Consiglio regionale dell'economia e del lavoro non assuma direttive dal Governo, perché deve dare un supporto tecnico, libero, si suppone non neutro ma imparziale a qualsiasi Governo esista nella Regione. Quindi, io ritengo che questa specificazione dell'autonomia funzionale sia una specificazione, se si vuole, anche in relazione alla legge istitutiva, utile. Però qui si usa un'altra espressione nell'emendamento 308, "autonomia funzionale ed organizzativa", e siccome le parole hanno un senso, e siccome le parole hanno un significato e un contenuto che costituisce diritto e quindi potestà successive, dire che il CREL ha potestà non solo di autonomia funzionale, ma anche di autonomia organizzativa, secondo me la lettera va oltre l'intenzione, mi parrebbe che va oltre l'intenzione, per cui ritengo più che opportuno, anzi, che necessiti di qualche ulteriore precisazione, verbalmente già si è fatto, da parte della Giunta medesima, l'emendamento 652 che chiarisce opportunamente che l'autonomia funzionale rimane integra, ma che l'autonomia organizzativa non si traduce nella possibilità di dotarsi di organici propri, nel senso di assumere personale, di avere mezzi propri, quindi di acquisire mezzi tecnici, di avere locali propri, quindi di acquisire la sua sede in proprio, perché nel momento nel quale il CREL facesse tutte queste cose è ovvio che le fa a spese della Regione, non è che le fa a spese dei sindacati dei lavoratori, dei sindacati degli industriali, di tutte le associazioni di lavoro e di impresa che compartecipano alla costituzione del Comitato Regionale dell'Economia e del Lavoro, lo fa in carico alla Regione. Quindi introdurre questa specificazione dell'autonomia organizzativa, secondo me, è opportuno, perché è chiaro che l'organismo disegnerà le figure professionali delle quali ha bisogno per espletare le sue funzioni. E' chiaro che riterrà di avere dei locali idonei entro cui svolgere le sue funzioni e raccogliere la sua documentazione, che redigerà un elenco dei mezzi tecnici di cui avrà bisogno. Ma non apriamo un altro ente, poi ci lamentiamo che in questa Regione ogni volta che si fa un organismo, che sia di consultazione, che sia di ausilio e di sostegno, insomma di qualsiasi natura, la tendenza è a fare un ente separato. Si può essere benissimo dotati in questo mondo di autonomia funzionale, di capacità propria, di pensiero, di azione, di elaborazione, di proposta senza dover comprare sempre in proprio mobili, immobili e assumere personale in proprio. Perché la Regione è l'insieme dell'organizzazione che deve garantire tutto questo, a tutti questi soggetti, a tutte le consulte e a tutti gli organismi di partecipazione e questo, secondo me, è un criterio e un principio che esalta l'autonomia funzionale, la esalta, non la limita. Perché io credo che nessuno dei componenti del CREL, nessuna parte che la compone, abbia mai pensato che debba in proprio assumere personale, in proprio acquisire macchine, in proprio acquisire locali. Credo che abbiano pensato invece utilmente a come svolgere bene la propria funzione, ecco perché l'autonomia funzionale. E' la Regione che deve garantire i supporti tecnici e professionali, che una volta attribuiti al CREL entrano in un sistema di autonomia funzionale, cioè non sono a comando della Regione, però devono essere forniti. E quindi questo organismo deve essere in qualche modo anche liberato da incombenze di ordine organizzatorio, contabile, altrimenti dovrebbe avere anche un suo bilancio interno, un fondo economale e quant'altro, che invece di aiutare il lavoro ed esaltare la funzione, proprio la limiterebbe. Ecco perché io ritengo che col "308" si risponda, mi pare di capire, ad una domanda che le parti sociali hanno avanzato alla Regione di specificazione di una loro propria autonomia funzionale e anche organizzativa dei mezzi di cui dispongono, ma che anche l'emendamento "652", come dire, precisi i termini dell'autonomia organizzativa. Anzi, mi sentirei di sottoporre all'attenzione della Giunta, se mi ascolta, prego Presidente e Assessore, mi permetto di suggerire alla Giunta, che ha proposto un'integrazione verbale, oralmente espressa poc'anzi dell'emendamento 652, che può anche eliminarsi il limite di quattro, perché non è che quattro, sette, venticinque, se c'è un criterio di funzionalità, di autonomia funzionale. Si concorderà quel che serve in ragione delle utilità, se è questo il principio e rimane il sistema cooperativo e collaborativo, e se rimane la buona intenzione e la lealtà nelle relazioni fra istituzioni e servizi di ausilio alle istituzioni. Quindi, io in questa cosa, meno di quattro, magari inizialmente ne servono due, dice: no, ce ne sono quattro; e poi insomma segreteria, non avranno bisogno solo di segreteria, magari avranno bisogno di un archivista, magari dice: segreteria quattro. E l'archivista? E l'esperto contabile? E l'esperto di elaborazione dati? Per cui alla fine in questo modo si crea proprio quell'organico che invece non sarebbe necessario creare. Quindi sono abbastanza d'accordo sul fatto che dire quattro non vuol dire limitare, ma possa indicare aprire la strada ad un'altra burocrazia interna insomma. Però mi permetto di suggerire, sempre oralmente, che il 652 faccia carico alla Regione della fornitura anche dei mezzi tecnici e dei locali. Quindi, andrebbe integrata in questo modo la specificazione, per il funzionamento il CREL dispone di mezzi tecnici, locali e, non direi segreteria, e servizi; si usi l'espressione che si deve usare, supporto professionale fornito dall'Amministrazione regionale, nei termini nei quali sarà rappresentato essere utile, nei termini nei quali l'Amministrazione concorderà. Non so se ho reso l'idea.
PRESIDENTE. Forse, onorevole Cogodi, c'è già qualcosa in legge. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Con riferimento al problema, al discorso dei locali, è in legge, tant'è vero che sono peraltro già stati assegnati i locali e quindi diciamo il problema è superato. Con riferimento invece al discorso del personale, la Giunta ritiene di poter accogliere in parte l'osservazione, quindi l'ulteriore emendamento orale è il seguente, cioè vengono eliminate le parole "di una segreteria composta da", pertanto il risultato finale è "per il funzionamento il CREL dispone di personale fornito dall'Amministrazione regionale".
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 652 con l'emendamento orale proposto dall'Assessore. Chi è d'accordo alzi la mano. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Le chiedo scusa Presidente, soltanto per una mia esigenza. Voglio capire meglio, non ho seguito, mi sono distratto e quindi chiedo scusa a tutti i colleghi. Allora vorrei sapere e conoscere esattamente qual è il testo dell'emendamento complessivo che stiamo votando e cioè qui ci troviamo di fronte all'emendamento 308 e all'emendamento della Giunta regionale 652. Ecco vorrei sapere, perchè voglio capire cioè se il 308 permane.
(Interruzione)
SANNA SALVATORE (D.S.). Sì, va bene. Allora intervengo in dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Allora siamo in votazione, quindi io devo porre in votazione; vuole fare dichiarazioni di voto? Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Sì, il voto lo annuncio alla fine, perché è probabile che io non abbia capito bene. Se stiamo votando l'emendamento 308, così come è configurato, con l'aggiunta dell'emendamento 652, pur con la correzione ulteriore annunciata dall'Assessore adesso, cioè si toglie "dispone di una segreteria composta…" è invece "per il funzionamento il CREL dispone di personale fornito dall'Amministrazione".
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Sanna, è così, noi votiamo adesso perché è un emendamento all'emendamento, prima il 652, praticamente poi il 308, che immaginiamo che passi e sarà…
SANNA SALVATORE (D.S.). Intervengo adesso se non le crea problemi, signor Presidente.
PRESIDENTE. No, è solo per fare il punto.
SANNA SALVATORE (D.S.). Io, a questo punto, mi asterrò dal voto, anche dal 308, perché il problema me lo pone il 308. Sostanzialmente, riconoscendo un'autonomia funzionale e organizzativa, stiamo prendendo atto, anzi autorizzando la creazione di un nuovo ente, come ha già detto anche il collega Cogodi. Io che ho partecipato già nell'altra legislatura alla legge istitutiva del CREL, non ricordo che nella testa del legislatore regionale, né in Commissione, né in quest'Aula, vi fosse l'intenzione di istituire un nuovo ente regionale. Quando parliamo di autonomia funzionale e organizzativa, stiamo parlando di un nuovo ente regionale. Questa è la mia opinione, modestissima naturalmente. Allora quando si vogliono istituire nuovi enti regionali si fa un'altra cosa, mentre invece mi va benissimo se si dice e si precisa che, chiaramente, avendo istituito il CREL occorre garantire al CREL tutti gli strumenti perché il CREL possa funzionare assolutamente nell'ambito della legge che lo ha istituito, non garantendogli un'autonomia funzionale e organizzativa, che è cosa che non rientrava sicuramente nella testa del legislatore che approvò la legge istitutiva del CREL. Per questo motivo, mi astengo.
PRESIDENTE. Bene, signori, devo porre in votazione l'emendamento 652 così come emendato dall'Assessore.
(Interruzione del consigliere Fadda)
Onorevole Fadda, io lo devo ripetere: per cortesia non faccia di queste osservazioni perché sono pleonastiche, sennò lo ridico anche una terza volta. È stato detto qualche volta che io sono poco chiaro, allora ho il dovere di essere chiaro e ripetere, a volte qualcuno sia entrato all'ultimo momento in Aula, va bene? Grazie. Allora metto in votazione l'emendamento numero 652 così come emendato dall'assessore Cappellacci. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 308. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Emendamento numero 46 ed emendamento numero 562, sono uguali. Onorevole Spissu, prego, lo vuole illustrare?
Ha domandato di parlare il consigliere Orrù per illustrare il suo emendamento. Ne ha facoltà.
ORRU' (D.S.). Presidente, brevemente. I due emendamenti sono uguali, sono simili insomma, l'obiettivo che hanno è quello di porre un rimedio parziale ad una situazione assurda a causa di una norma prevista dalla legge 26 che disciplina le attività ad interesse turistico, per cui una norma che è inapplicata ed inapplicabile o si è dimostrata tale ormai da quindici anni, di fatto, in una Regione che scommette sul turismo, non è in condizioni di avere diverse professionalità, tra l'altro indispensabili per quest'attività, che potrebbero avere una possibilità anche di lavoro perché non si riesce, di fatto, a concludere nessun bando. L'obiettivo che si propone la norma è quello di prevedere una procedura semplificata a cui l'Assessore può ricorrere, di fatto, superando quel blocco che impedisce a tanti giovani e a tanti ragazzi e ragazze che hanno le professionalità necessarie e su cui la Regione peraltro ha investito, quindi vi sono anche risorse nostre, risorse della Regione investite su questo, di poter accedere agli albi professionali, cosa che ad oggi, ripeto, dopo oltre quindici anni, di fatto, non è consentita. Per cui c'è una sorta di blocco e una ristretta casta, chiamiamola così, impedisce la possibilità a tante persone di poter esercitare liberamente la propria attività.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Per dire che mi pare di ...
PRESIDENTE. Discussione generale?
COGODI (R.C.). Sì.
PRESIDENTE. No, mi scusi un attimo. Onorevole Vargiu, lei vuole illustrare il suo emendamento?
VARGIU (Rif.Sardi). Si da per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si rimette alla valutazione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Una parola per dire che mi pare un'innovazione normativa di buon senso, che non richiede spese e però introduce un principio organizzativo, di tutela e di garanzia, soprattutto di garanzia del lavoro e delle professionalità. Non si comprende, già c'è una questione aperta in ragione di tutti gli albi, c'è una letteratura sulla funzione degli albi e sull'abolizione di tutti gli albi che in qualche modo garantiscono le professioni e l'esercizio delle professioni; parlo anche dell'albo dei giornalisti, dell'albo degli avvocati, di tutti gli albi professionali. In altro modo invece costringono; infatti a livello europeo c'è tutta una tendenza al superamento e all'apertura, perché avuta la capacità e il requisito professionale, le professioni, salve le garanzie generali che debbono essere date, si debbono poter svolgere. Qui però non siamo in materia di altissima specializzazione, siamo in materia di guide turistiche, in una regione come la Sardegna, dove soprattutto in una parte dell'anno c'è ricorso abbondante a queste figure professionali: le guide turistiche, e che sia un albo chiuso, ristretto e una organizzazione che sola può gestire l'accesso al lavoro e all'esplicazione del lavoro in questa materia, é cosa che stride con un ragionamento di carattere generale e anche con una utilità che poi nei luoghi si traduce in occasioni di lavoro per le professionalità che esistono.
È una cosa che in diverse circostanze è stata rappresentata. Mi pare che sia una norma che rientra benissimo, fra l'altro come sua natura, nella finanziaria perché è norma organizzatoria tendente ad agevolare appunto l'esercizio di una attività professionale. Fra l'altro il decreto, dice la norma, dovrebbe essere emanato entro tre mesi e quindi fra un mese ci sarà un altro Consiglio e anche un'altra Giunta, qualunque essa sia, quindi non c'è rischio neppure. Un'altra ci sarà di sicuro, nel senso che anche fosse questa sarà un'altra che si ripete, formalmente sarà un'altra. Quindi non c'è nulla che precipiti, si apre, si dà una speranza; speriamo che prima della stagione turistica questa cosa possa essere comunque decretata e questa apertura di esplicazione delle attività professionali ci possa essere. Come ho iniziato a dire mi pare una norma di buon senso, perciò esprimo parere favorevole.
PRESIDENTE. Nessun altro chiede di intervenire? Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). Grazie Presidente. Io credo che l'iniziativa proposta dal collega Orrù colmi un vuoto normativo che sino ad oggi di fatto penalizzava quelle figure professionali che, appunto, ormai da cinque lustri sono presenti nei nostri siti archeologici e che, di fatto, fanno le guide turistiche. Quindi trovo che la norma sia accoglibile, sostenibile, proprio perché viene incontro alle esigenze di questi lavoratori e a questi lavoratori dà un riconoscimento professionale legittimo. Quindi mi esprimo favorevolmente su questa iniziativa in quanto è una iniziativa altamente positiva ed accettabile, grazie.
PRESIDENTE. Perché nessuno domanda di parlare su questi emendamenti, li metto in votazione. Chi li approva alzi la mano.
(Sono approvati)
Passiamo avanti al 26. Lo vuole illustrare Onorevole Piana? Non c'è. Onorevole Cappai lo vuole illustrare? Ha facoltà di parlare il consigliere Cappai per illustrare l'emendamento 26.
CAPPAI (U.D.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Allora il 26 prevede la possibilità di estendere gli indennizzi per attentati a persone diverse dagli amministratori locali e dal personale regionale. Qua si pone un problema che è il seguente; le categorie che sono richiamate nell'emendamento sono già destinatarie di provvedimenti di questo tipo. Ora, l'indennizzo che è previsto dalla nostra legislazione non è cumulabile con altri indennizzi della medesima natura, pertanto è improcedibile ed il parere è contrario per questo motivo.
PIANA (U.D.C.). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Emendamento numero 4. Onorevole Biancareddu lo vuole illustrare? Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu per illustrare l'emendamento 4.
BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 4 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio..
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario e si invita al ritiro.
GIOVANNELLI ((F.I.-Sardegna). L'emendamento 4 è ritirato.
PRESIDENTE. Emendamento 5. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu per illustrare l'emendamento 5.
BIANCAREDDU (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta sull'emendamento numero 5 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio..
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario e si invita al ritiro.
PRESIDENTE. Lo vuole illustrare onorevole Biancareddu? Già illustrato. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento numero 608.
OPPI (U.D.C.). Presidente, un po' più dinamico!
PRESIDENTE. Onorevole Oppi, quando sono più dinamico o se fossi più dinamico mi direbbero che non capiscono, che sono troppo dinamico. Quindi è bene in quest'Aula procedere in un certo modo. Se ci fosse un altro clima forse si potrebbe anche andare più veloci come abbiamo avuto in altri momenti. Ma non c'è il clima per fare queste cose.
Presidenza del Vicepresidente Sanna Salvatore
PRESIDENTE. Emendamento 608, collegato al 33 e al 595. Allora l'emendamento 608 può essere illustrato. Ha facoltà di parlare il Consigliere Biancareddu per illustrare l'emendamento numero 608.
BIANCAREDDU (F.I. - Sardegna). Brevemente, Presidente e colleghi, perché è relativo a tre grandi manifestazioni di carattere automobilistico, in particolare la prima. Mi permetto di richiamare l'attenzione. E' la prima prova di campionato del mondo che si corre in Sardegna. Voi forse non sapete che in tutto il mondo si corrono dodici prove, una delle quali abbiamo avuto la fortuna e l'onore di ospitarla in Sardegna, quindi andremo in mondovisione. La nostra Isola sarà vista dal Canada alla Nuova Zelanda, oltre che ci sarà una partecipazione di quasi 200 testate televisive di tutto il mondo. Quindi credo che rispetto alla spesa il risultato, sotto tutti i profili, sia positivo, pertanto chiedo all'Aula di valutarlo con particolare attenzione. Tra l'altro si parla anche della formula 3000 di Cagliari, che è un'altra grande manifestazione che porta sicuramente ricadute sotto ogni profilo, e quindi insomma chiedo che l'Aula sia benevolmente disposta verso questi emendamenti che riguardano tre grandi manifestazioni di carattere sportivo.
PRESIDENTE. Onorevole Spissu vuole illustrare il 33?
SPISSU (D.S.) Il 33 è ritirato.
PRESIDENTE. Il 595, Onorevole Biancareddu lo vuole illustrare? Onorevole Biancareddu, per un problema di conoscenza della Presidenza. le manifestazioni sono diverse, suppongo, Quelle contenute nell'emendamento 608 e quella invece del 595.
(Intervento fuori microfono)
PRESIDENTE. Ce lo spieghi meglio per cortesia per una questione di chiarezza, perchè stiamo sempre parlando di campionato del mondo di rally dell'ottobre 2004 e invece non abbiamo capito se nel 608 stiamo parlando del rally Italia Sardinia o di quale altra cosa. La Formula 3000 è chiarissima, cioè stiamo parlando del 608 e di 320 come ha già illustrato l'onorevole Biancareddu, però nel 595 vi è in più il campionato del mondo di rally in Sardegna dell'ottobre del 2004. È ricompreso o no nelle tre indicate precedentemente? Ci spieghi come, per cortesia
BIANCAREDDU (F.I. - SARDEGNA). Il primo evento dell'emendamento 608 è eguale all'emendamento 595, per cui se viene approvato il 608...
PRESIDENTE. Va bene, d'accordo. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, assetto del territorio La Giunta chiede il ritiro in considerazione del fatto che l'argomento, pur trattato in occasione del tavolo di mediazione, non ha superato il vaglio di quel tavolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S.). Brevemente, l'articolo 31 e 32 della legge 17 sullo sport prevede ingenti risorse per le sponsorizzazioni e queste risorse in Commissione sono state anche elevate sostanzialmente nelle poste di bilancio. Gli articoli 31 e 32 prevedono che una quota di queste sponsorizzazioni vadano proprio alle manifestazioni e il programma lo fa la Giunta; se la Giunta riterrà opportuno che queste manifestazioni, come parrebbe dalle argomentazioni, siano da valutare, da inserire in quel programma, la Giunta potrà inserirle.
C'è una legge, c'è un articolo di legge che prevede le sponsorizzazioni non solo dei campionati, ma anche delle singole manifestazioni, ci sono le risorse a disposizione, obbligatoriamente una quota di quelle risorse va riservata alle manifestazioni, ogni anno si fa un programma specifico per quelle manifestazioni, non vedo perché si debbano inserire. Quindi anch'io sono del parere di invitare il proponente al ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Se non fosse che il collega Biancareddu assume questo tono così serioso, ci sarebbe proprio da dire che stiamo scherzando! Qui non si sta dicendo di sostenere una qualsiasi iniziativa sportiva che fa conoscere un territorio, qui si sta pensando di disporre di qualcosa come 3, 4, 5, miliardi all'anno per rally e campionati nella Costa Smeralda.
Se il collega Biancareddu doveva dire a qualcuno: "Io propongo", l'ha fatto, ha proposto e credo che possa ritirare l'emendamento che ha proposto, altrimenti bisogna cambiare tono, bisogna parlare sul serio. Ma la Costa Smeralda non è il luogo dove in genere convengono tutti i più ricchi del mondo? Non ci sono quelli che voi definite i benefattori dell'umanità? Ma dovrebbero pagare per venire in Costa Smeralda e in altre parti della Sardegna per fare certi rally! Dovrebbero pagare e pagare molto! Altroché prendere i danari di una Regione come questa che ha tante necessità e bisogni per sovvenzionare a suon di miliardi e miliardi all'anno come qui si propone! Non è una cosetta, come dire: "Diamo una medaglia ricordo"! Io la tengo su questo tono la cosa perché ho capito che il collega Biancareddu e mi pare anche Giovannelli e "compagnia smeraldina" abbiano inteso avanzare una proposta come per dire: "Noi l'abbiamo proposto". Mi pare sia più che mai saggia l'indicazione della Giunta che invita al ritiro in questo caso; in ogni caso è saggia l'indicazione di tutti coloro che invitano i colleghi al ritiro di questo e delle consimili proposte di destinare questi e troppi denari della Regione a quelle finalità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I. - SARDEGNA). Ritiriamo gli emendamenti.
PRESIDENTE. Gli emendamenti 608 e il 595 sono stati ritirati. Il 44, Spissu, Calledda e più.
SPISSU (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Emendamento 560 Vargiu, Calledda, Liori.
VARGIU (RIF. SARDI). Era un emendamento che accogliete. Se è noto a tutti il problema si dà per illustrato e non sprechiamo tempo.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu la prego di illustrarlo, non diamo per scontato che tutti conoscano l'argomento.
VARGIU (RIF. SARDI). L'argomento è semplicemente che il Consiglio regionale quando fece la legge dell'esercizio provvisorio nella fine del dicembre dell'anno scorso per un mero errore materiale scrisse una data di sanatoria al 31 gennaio del 2004 invece che al 31 dicembre, cioè avevamo preso l'impegno di sanare non appena possibile.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione bilancio credito e assetto dal territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Favorevole.
PRESIDENTE. La Giunta lo accoglie. Poiché nessuno domanda di parlare, lo metto in votazione.Chi approva alzi la mano.
(È approvato)
PRESIDENTE. 564, Licandro e più.
LICANDRO (P.P.S. Sardistas). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto dal territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta, sempre rifacendosi al risultato di quel tavolo di mediazione, esprime parere favorevole, ma con la pregiudiziale della riduzione dell'importo da 350.000 euro a 200.000 euro.
PRESIDENTE. L'emendamento è stato ulteriormente emendato dall'Assessore con la riduzione della somma prevista da 350.000 euro a 200.000 euro. Poiché nessuno ha domandato di parlare, lo metto in votazione. Chi approva alzi la mano
(È approvato)
PRESIDENTE. 569 Rassu e più.
RASSU (F.I.-Sardegna). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore alla programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario ed invita al ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà. RASSU (F.I. - SARDEGNA). È ritirato.
PRESIDENTE. 603 Deiana e più. Per illustrare l'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (U.D.R. - Centro). Presidente, brevemente per spiegare questo emendamento. Nel secondo lago del Coghinas presso le terme di Casteldoria, che dista circa un chilometro, un chilometro e mezzo dal mare, si verifica un fenomeno periodico che è l'arrivo degli avannotti, cioè delle anguille a migliaia, che come sappiamo sembra che si riproducano nel mare delle Antille, arrivano lì per risalire e per andare a popolare il fiume Coghinas e gli affluenti che conferiscono le acque al Coghinas e non possono superare... Mar dei Sargassi, sembra anche del mar delle Antille, se non ricordo male, o qualcosa del genere, c'è una doppia teoria su dove vadano a deporre le uova le anguille. Si fermano lì, tornano indietro, muoiono e si perde un grande patrimonio perché possono andare a ripopolare le nostre acque.
Quella zona, questa diga, lo sbarramento, riguarda anche più territori che sono parte della Comunità montana numero 2 ed è un problema che non riescono mai a risolvere. In questo senso è la proposta dell'emendamento, per dare soluzione a questo problema che esiste da sempre.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto dal territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Nonostante l'interessante illustrazione che potrebbe anche portare ad una condivisione, il tavolo anche su questo argomento non ha espresso parere favorevole, quindi la Giunta è contraria ed invita al ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (S.D.I.- S.U.). Prendo la parola perché ho visto da parte di alcuni consiglieri sorrisi e quasi un tono di ilarità alla proposta.
Credo che invece il problema che è stato evidenziato sia un problema serio che vale molto più dei 200.000 euro che sono stati messi a disposizione per un raduno di alpini, che probabilmente si farà in Valle d'Aosta. Credo invece che questo sia un problema serio. È vero che è stato proposto perché possa essere promosso per un bacino e non per tutti i bacini, però è anche vero che il ripopolamento dei bacini attraverso strumenti e strutture di questo genere è una cosa seria e non deve provocare ilarità. Credo che la risorsa che è stata chiesta sia una risorsa minima, credo che forse bisognerebbe affrontarla con maggiore attenzione e non scaricandola come un problema qualunque. È un problema serio, esprimo il mio voto favorevole all'iniziativa che è proposta da una comunità montana che probabilmente ha capito il problema e vuole che almeno venga riconosciuto che esiste e che forse potrebbe essere il caso di cominciare ad arrivare a una soluzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I. - Sardegna). Ringrazio il collega Luca Deiana che ha posto questo problema all'Aula. Chiaramente non entro nel merito delle disponibilità finanziarie, su questo sono perfettamente d'accordo, però in quest'Aula molte volte è nato il dibattito sui danni ambientali che un qualsiasi sbarramento dei fiumi provoca. La diga del Coghinas, di fatto, ha bloccato l'uscita a mare dei fiumi che scendono dal Goceano e dall'alto Logudoro, fiumi che sino a trenta e quaranta anni fa di fatto erano ricchissimi di anguille, tanto da essere nominati come rinomanza in tutta la Sardegna. Ora, pur capendo le restrizioni finanziarie in cui questa norma di bilancio si dibatte e ben capendo quali siano stati gli accordi, voglio richiamare col mio modesto contributo ed intervento l'attenzione dell'Aula proprio a questo proposito. Di fatto questa struttura che si vuole realizzare ridarà vita ad una fauna ittica che è scomparsa da oltre quarant'anni dai nostri fiumi, per cui si tratta non solo di apportare alla diga del Coghinas una struttura di risalita o discesa delle anguille, ma si tratta altresì di ridare la vitalità alla fauna ittica, fare proprio un'opera di riproduzione nei nostri fiumi che ancora, grazie a Dio, scorrono in acque pure ad una fauna ittica che manca da quarant'anni. Per quanto mi riguarda personalmente, esprimo parere favorevole a questo emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI.(R.C.). Credo che se uno ponesse il quesito ad ognuno di noi: "Sei d'accordo o sei contrario a tutelare i fiumi nella loro vitalità, ad eliminare o comunque a ridurre l'impatto negativo che hanno gli sbarramenti e le dighe sulla vitalità dei fiumi?", non ho dubbi che risponderemmo tutti di sì, quindi non c'è nessuna ilarità e nessuna sottovalutazione!
Non capisco perché si ricominci sempre da capo, siamo in conclusione dell'esame di una finanziaria che ha richiesto molta responsabilità da parte delle forze politiche, che non "inciuccia" nulla, è tutto alla luce del sole, che vede registrarsi uno sforzo convergente di responsabilità sul piano istituzionale e sul piano politico, perché, ferme tutte le responsabilità della maggioranza e (per quanto ne avrà per insufficienza della sua azione) anche dell'opposizione, si arrivi ad una conclusione.
Si ripropongono e si vogliono discutere emendamenti di questo tipo, ma questa è l'Assemblea legislativa regionale, non è la riunione dei delegati delle singole comunità montane, perché allora ognuno di noi - che pure avrà una comunità montana alla quale si riferisce o nella quale passa - proporrebbe misure per una comunità montana. Immagina se la comunità montana del Gerrei, di un territorio che non conosce (colpa forse anche mia insieme a quella di tutti gli altri) un solo programma di sviluppo finanziato dalla Regione, un solo PIA, un solo PIT, un solo intervento organico. Nulla, zero! Eppure è un territorio attraversato dall'ultimo tratto di un fiume e in quel territorio si è registrata negli ultimi mesi una contestazione sociale di grande valore, che ha detto no ad un investimento in opera pubblica; una diga che costa 4 - 5 - 600 miliardi, che avrebbe dato anche materialmente lavoro transitoriamente in edilizia. Quelle popolazioni, pur non avendo nulla, hanno detto no ad un altro sbarramento in questo fiume e in questo territorio perché uccide interamente la parte residua dell'habitat fluviale.
Infatti lì c'è un'associazione per un parco fluviale che chiede disperatamente, da anni, da decenni, alla Regione di avere qualcosa per ricostituire, per salvaguardare la fauna ittica di quel compendio fluviale, che è la parte conclusiva del fiume più importante della Sardegna, il Flumendosa.
Quindi non c'è da ridere, c'è da disperarsi un po' quando dei colleghi ritengono che la Regione non debba più programmare, che la Regione non debba più avere programmi di sviluppo territoriali e settoriali, che fanno finta di dimenticare che questa Regione ha approvato un POR dove c'è un'azione specifica relativa alla pesca, all'acquacoltura e a tutti i servizi di supporto della pesca a mare, lacustre, fluviale e quant'altro. Ci sono strumenti discussi in questo Consiglio, approvati, strumenti di programmazione dotati di risorse. Perché la Giunta regionale, chi deve governare, chi deve promuovere questi programmi è stata insufficiente nel provvedere a queste cose? Recupererà, ma ci sono gli strumenti! Non è che si può qui approvare e finanziare un progetto per un singolo rally perché c'è quel consigliere di quel paese, per una singola risalita di anguille, perché c'è il consigliere di quel paese e non invece perseguire la modalità generale e complessiva della programmazione regionale, quello che è stabilito nelle leggi e nei programmi approvati, che sono in mano vostra, della maggioranza, anche di Rassu, soprattutto di Rassu, della maggioranza di tutti quelli che stanno proponendo questi emendamenti.
RASSU (F.I. - Sardegna). Non è la mia comunità montana.
COGODI (R.C.). Ma non importa, a parte che non puoi avere comunità montane, nessuno ha comunità montane, nessuno possiede comunità montane! Non è la tua, di nessuno! Le comunità montane sono dei monti, le comunità montane sono delle comunità montane che ci sono e dei monti che le costituiscono! "E' la mia la comunità montana".
RASSU (F.I. - Sardegna). Ho detto che non è la mia.
COGODI (R.C.). Non è la mia hai detto? Vuol dire che ne hai un'altra? Non ce ne sono di nessuno! Le comunità sono di se stesse e pure le montagne appartengono alla natura e a chi le rispetta!
Quindi questo è il senso del mio intervento. Credo che in questo caso più che appellarsi al tavolo di concertazione, di discussione, di mediazione e di confronto ci sia una questione che si era ipotizzata e, se volete, l'ipotesi permane: di concludere in alcuni giorni l'esame di una finanziaria asciugata - si è detto - di interventi che si possono programmare nei tempi debiti dopo che si rinnoveranno le istituzioni regionali e soprattutto depurate di interventi parziali che, essendo parziali, se non intervengono in situazioni di emergenza assoluta sul piano sociale, possono essere e devono essere ricompresi nella programmazione complessiva della Regione. Se volete sostenere quegli emendamenti che si era ipotizzato venissero ritirati, li continuerete a tenere, continuerete a sottoporli all'esame del Consiglio e noi saremmo costretti a questo supplizio suppletivo, cioè dover intervenire per dire che non è una cosa ben fatta che, oltre al danno già arrecato, state pensando di arrecare ancora un altro danno alla Regione, ritardando anche il lavoro che si era grosso modo ipotizzato si potesse concludere in questi giorni.
Non abbiamo nulla né contro i colleghi né contro le anguille, meno che mai, però viva le anguille, ma tutte le anguille di tutti i fiumi!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piana. Ne ha facoltà.
PIANA (U.D.C.). Molto brevemente perché su questo argomento anch'io all'emendamento numero 20 avevo sollevato il problema e poi, come dicono l'onorevole Cogodi e altri colleghi, si è trovato un accordo per ritirare alcuni emendamenti.
Su questo argomento, indubbiamente, che poi è anche una dotazione, una richiesta finanziaria molto piccola, quindi molta contenuta, credo che possa bastare l'impegno del Presidente della Giunta regionale, ma anche dell'Assessore della programmazione, ad un impegno perché nei prossimi programmi dei lavori pubblici venga finanziato, lo chiedo per esempio al Consorzio di bonifica dell'Anglona, perché il Consorzio di bonifica gestisce già strutture all'interno della diga di Santa Maria di Coghinas.
Quindi l'impegno che chiedo è, trovandomi favorevole sia al mio emendamento, sia anche a quello del collega Deiana, che il Presidente della Giunta o l'Assessore prendano l'impegno che nel prossimo programma venga preso in considerazione il finanziamento per la scala pesca sulla diga di Santa Maria di Coghinas
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCCU (D.S.). Anch'io concordo che le scale di pesca sono addirittura obbligatorie in tutti gli sbarramenti, sono previste persino dalla legge quadro sulla pesca, però anch'io sono del parere che non può andare in finanziaria. Ricordo nella precedente legislatura che noi avevamo votato il ponte sul Temo all'altezza di via Gioberti, era simpatico al collega e fu votato! Allora, se si discuteva sui ponti, avremmo tutti concordato che il ponte magari era necessario, però non era giusto metterlo nella finanziaria. Stessa cosa per la scala di pesca del Coghinas; è necessario in tutti gli sbarramenti, però non mi pare necessario nella finanziaria, quindi anch'io concordo col collega Piana, poi non so se l'Ente beneficiario dovrà essere Consorzio commissariato, oppure qualcun altro, non mi permetto di indicare chi dev'essere il destinatario, però può darsi che le risorse necessarie siano anche di più di quelle indicate, perchè non so se ci sia un progetto, chi ha già fatto il progetto, quanto costa realizzare quell'opera. Non è quest'Aula che deve valutare come intervenire, può darsi che ci sia già un progetto, un soggetto che l'abbia già avanzato, che abbia già identificato i costi e quel progetto va finanziato attraverso il programma delle opere pubbliche. Tra l'altro non so se l'abbiano esitato, sono mesi che discutono su questo programma di opere pubbliche, si può modificare ulteriormente e, invece di aspettare il prossimo, fatelo su questo che è sospeso ed indicate questo del Coghinas, magari partendo proprio dal Coghinas perché comunque riconosco che il problema del Coghinas è diverso dagli altri sbarramenti, perché c'è stato più volte segnalato il caso di cui ha parlato il collega Deiana.
Penso che possa essere accolto, anche da parte nostra e della Giunta, che venga inserito nel programma delle opere pubbliche sulla base di un progetto effettivamente fatto, che individui quante sono le risorse necessarie ed individui il soggetto al quale affidare le risorse, che magari può essere diverso da quello che qui il collega ha indicato, io non so se abbia competenze oppure no per realizzare la scala di pesca del Coghinas.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito, assetto del territorio. Nulla osta per questa Giunta a tenerne conto in un programma e per quanto mi riguarda sin d'ora posso senz'altro rendermi disponibile e confermare il parere di concerto, che la programmazione dovrà rilasciare, in senso favorevole.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Deiana. Ne ha facoltà.
DEIANA (U.D.R - Centro). Presidente e colleghi vi ringrazio; ho voluto brevemente illustrare il problema perché è un problema vecchio e la mia proposta non voleva sminuire la portata della legge finanziaria, ma aveva il senso di forzare la mano mettendolo in norma perché su questo problema sono state sempre perdenti le amministrazioni sia comunali che delle comunità montane, nel confronto e nello scontro con l'Enel che gestisce la diga. Era questo il significato dell'emendamento. Credo sempre alla parola data, mi sembra che la Giunta regionale si sia impegnata a fare proprio l'emendamento e proporlo in un programma che verrà fatto a breve.
Con questa promessa, che ritengo sia la possibilità di risolvere il problema, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. Emendamento 628 della Giunta regionale. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito, assetto dal territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito, assetto del territorio. È ritirato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 312 ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (La Margherita - D.L.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito, assetto dal territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Il 312 era stato esaminato e discusso, non siamo arrivati ad un'ipotesi di soluzione per cui la Giunta si rimette alla valutazione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita - D L ). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 574 viene ritirato dai presentatori.
Ha facoltà di parlare il consigliere Pisano per illustrare l'emendamento numero 576.
PISANO (Rif. Sardi). E' ritirato.
PRESIDENTE.. Per illustrare l'emendamento numero 650 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Lo do per illustrato salvo un emendamento orale che viene inserito nella penultima riga, dopo la parola "essere;", si inseriscono le seguenti parole: "la suddetta proroga non costituisce presupposto per la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato" e per il resto prosegue invariato.
PRESIDENTE. Per l'emendamento 650, che è sostitutivo totale del 596, la modifica è la seguente: "La proroga dei rapporti di lavoro già instaurati e l'acquisizione dei servizi in essere", "La suddetta proroga" - questa è la modifica - "non costituisce presupposto per la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato" e poi "i relativi oneri sono valutati…".
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Solo per un chiarimento, praticamente si sta prorogando un contratto a termine di un anno e si sta contestualmente statuendo, in base alla potestà primaria della Regione in materia di organizzazione degli uffici ed in materia di personale, che questa proroga non costituisce titolo per l'eventuale trasformazione del rapporto.
Il chiarimento lo chiedo in ragione della dizione: "La proroga dei rapporti di lavoro già instaurati e l'acquisizione dei servizi in essere". Cosa vuol dire "l'acquisizione dei servizi in essere"? Cosa acquisisce la Regione?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Era finalizzato.
COGODI (R.C.). E' finalizzato alla realizzazione di un progetto che rende servizi, è così? Cioè è un progetto finalizzato?
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Sì
COGODI (R.C.). Va bene, mi pare di aver capito, grazie.
PRESIDENTE. E' tutto chiaro? Ci sono altri interventi? Se non ci sono altri interventi metto in votazione l'emendamento numero 650, con l'integrazione proposta dell'Assessore. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Adesso abbiamo un gruppo di emendamenti trasferiti, più precisamente il 255 e il 597, che provengono dall'articolo 10, il 247 dall'articolo 15 e il 24 dell'articolo 18.
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 255 ha facoltà di illustrarlo.
COGODI (R.C.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Favorevole.
PRESIDENTE. La Giunta lo accoglie. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 255. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Uno dei presentatori dell'emendamento numero 597 ha facoltà di illustrarlo.
COGODI (R.C.). L'emendamento 597 viene dalla proposizione iniziale all'articolo 10 in materia di lavoro. Noi vorremmo ritenere superata o superabile questa proposta di emendamento, però richiedendo alla Giunta regionale di dare assicurazioni al Consiglio che le Azioni Bosco, cioè le attività di lavoro che provengono dal piano straordinario per il lavoro, dalla legge 37 del 1998, e che hanno garantito in questi cinque, sei anni un'operatività estremamente utile in molti compendi boschivi della Sardegna, perché è un'azione che affianca l'azione della Forestale, sono interventi di progetto che nei compendi boschivi della Sardegna tracciano itinerari, rendono il bosco fruibile, lo rendono produttivo, agevolano, attraverso un'infrastrutturazione leggera, l'insediamento di attività economiche e soprattutto di attività turistiche interne, di agriturismi. Sono una serie di attività che la Regione ha ritenuto in questi ultimi anni sempre meritevoli di conservazione e di ampliamento. A parte le posizioni di lavoro ci sono le utilità complessive in materia produttiva.
L'informazione che noi abbiamo, avevamo, è che vi sia necessità di un incremento della dotazione finanziaria perché queste attività possano serenamente proseguire nel prossimo futuro, salvo poi una normativa che dia stabilità e sistemazione organica a queste attività come ad altre attività economiche e di lavoro utili. Rimettiamo però alla Giunta la valutazione sulla consistenza finanziaria, cioè se la Giunta garantisce che nel bilancio della Regione è contenuta una copertura che è sufficiente alla prosecuzione, al mantenimento e alla progressiva esplicazione di queste attività, non abbiamo difficoltà a ritirare l'emendamento. Cioè sottoponiamo il quesito alla valutazione della Giunta perché si tratta di nulla di nuovo, ma della progressiva utilizzazione di questo comparto che, ripeto, è un comparto di lavoro, ma è anche un'attività estremamente produttiva e tale riconosciuta da tutti per la Regione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere delle Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto dal territorio.
CAPPELLACCI, Assessore tecnico della programmazione, bilancio, credito ed assetto dal territorio. Nel confermare l'esistenza della disponibilità, con riferimento all'emendamento se ne chiede il ritiro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Va bene, coerentemente con quanto annunciato ritiriamo l'emendamento assumendo la dichiarazione della Giunta che nel bilancio o è presente o si verificherà, perché il bilancio è ancora da esaminare, la corrispondente posta finanziaria per garantire la prosecuzione di queste attività. Quindi penso che da qui all'esame del bilancio possa essere effettuato con più precisione questo controllo che, a questo punto, data la volontà politica convergente, dovrebbe essere un mero controllo tecnico. Prendendo atto quindi della dichiarazione della Giunta l'emendamento 597 è ritirato.
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento numero 247 ha facoltà di illustrarlo.
TUNIS (U.D.R.-Centro). Signor Presidente, brevemente per dire all'Assemblea che si tratta di una modifica per rendere più operativa l'ultima legge riguardante la sanatoria dei piccoli abusi edilizi. Si tratta di eliminare la dicitura "percentuale del 25 per cento" in caso di ampliamento dei piccoli abusi, perché ponendo questo limite del 25 per cento fino al limite massimo di 250 metri cubi noi abbiamo voluto eliminare il 25 per cento lasciando il limite massimo di 250 metri cubi perché fossero tutti eventualmente a doverne usufruire.
Io prendo ad esempio il caso di uno che abbia una casetta di 60-70-80 metri quadri, e poiché gli sono nati dei figli ha fatto due stanze di 12 metri quadri, 15 metri quadri in più. E' chiaro che la percentuale del 25 per cento non gli permette di poterne usufruire, mentre chi avesse avuto mille metri quadri e l'ampliamento del 25 per cento, fino a quel limite ne poteva usufruire. Quindi si tratta di rendere più democratica questa norma, eliminando il 25 per cento e lasciando il limite fino a 250 metri cubi. Si tratta di una modifica di tipo democratico che va incontro alle categorie più deboli.
PRESIDENTE. L'emendamento numero 24 è sostanzialmente simile al 247, onorevole Piana, lo vuole illustrare? Ha facoltà di parlare il consigliere Piana per illustrare l'emendamento.
PIANA (U.D.C.). Visto l'emendamento presentato dalla Commissione mi assoccio a quello della Commissione, quindi può essere unificato.
PRESIDENTE. Ritira il suo?
PIANA (U.D.C.). Sì, ritiro il mio perché chiedo che venga unificato.
PRESIDENTE. Ritira il 24 perché è compreso nel 247. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze e urbanistica.
ASUNIS, Assessore tecnico degli enti locali, finanze e urbanistica. In riferimento all'emendamento al quale ha fatto riferimento nello specifico l'onorevole Tunis, di fatto trattasi di un emendamento interpretativo. Ricordo all'Aula che durante la discussione che ha preceduto l'approvazione della legge numero 4 tutte le componenti avevano rappresentato, a suo tempo, l'esigenza di comprimere la possibilità di sanatoria in riferimento vuoi agli ampliamenti, vuoi alle nuove costruzioni realizzate illegittimamente.
In riferimento, proprio nello specifico, alle costruzioni in ampliamento, di fatto nella disposizione finale c'è una giusta posizione in termini di limitazioni che induce a identificare un percorso applicativo che, in luogo di agevolare i piccoli abusi, di fatto agevola i grandi abusi, nel senso che coloro che hanno realizzato abusivamente opere annesse a fabbricati di grandi dimensioni, possono provvedere alla sanatoria fino alla concorrenza dei 250 metri cubi, mentre questa ipotesi risulta preclusa per i piccoli abusi commessi in immobili di modeste dimensioni.
Peraltro, rileggendo il documento che era stato a suo tempo materialmente trascritto, che riporta tutti gli interventi che si sono succeduti in Aula, si rileva che da parte di tutte le componenti la volontà era quella, di fatto, di comprimere la possibilità di sanatoria in riferimento specificatamente al monte volumetrico pari a 250 metri cubi.
Quindi di fatto questo emendamento dà una giusta e corretta interpretazione di quella che è la volontà che ha espresso l'Aula e che oggettivamente consente ai piccoli abusi di poter trovare all'interno delle disposizioni la possibilità di sanare gli interventi stessi. Quindi la valutazione della Giunta in riferimento a questo emendamento è oggettivamente positiva.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io ho già avuto modo nella seduta di ieri di dire, nel merito alcune cose in ragione della legge di sanatoria dell'abusivismo edilizio, del modo in cui questa Regione ha gestito male tutta la vicenda del controllo sul territorio, di come abbia sguarnito i controlli, i sistemi di intervento preventivo e anche repressivo nei luoghi e nei modi che sono consentiti e dovuti in base alle leggi. Ora si propone e si ritiene estremamente utile e indispensabile una modifica alla legge di sanatoria che è stata discussa in questo Consiglio alcune settimane fa. Io ritengo che visitata bene la materia, per l'ottica nella quale si pone l'intervento che hanno voluto promuovere la maggioranza e la Giunta, effettivamente questa correzione è necessaria, è indispensabile per ricondurre ad una logica, ad una linearità, ad una par condicio, si potrebbe dire, diverse fattispecie di abuso edilizio. Ciò non significa che si cambia opinione sul piano politico, sul pasticcio che comunque nell'azione di governo hanno portato avanti in questi anni le Giunte di destra, lasciando che l'abusivismo edilizio dilagasse di nuovo in questa regione, quando un tempo fu per davvero non solo censito e fotografato dall'alto, fu bloccato con le leggi e fu bloccato con le ruspe.
Ora delle due l'una: se la legge varata da questo Consiglio e su cui avete menato pure grande vanto era una buona legge, non si capisce perché dopo un mese siate costretti a modificarla perché c'erano svarioni come questo. E se quello era uno svarione che oggi bisogna correggere, delle due l'una: o siete pasticcioni adesso o eravate pasticcioni prima. Ma siccome siete gli stessi, pasticcioni siete! Perché le leggi non si fanno in questo modo frettoloso, leggi di questa natura, di questa delicatezza, di questa complessità anche di ordine tecnico; non si fanno correndo, strappando, con colpi di mano in Commissione, senza istruttoria, senza il contemperamento di interessi complessivi che esistono in materia edilizia e che riguardano l'economia, l'assetto del territorio, l'ambiente, la dignità dei cittadini, l'utilità che deve essere, quando è possibile, riservata anche a chi commette un abuso, se fosse di necessità, ma anche la tutela dei cittadini che compiono il sacrificio di rispettare le leggi, di adottare un progetto, di presentare una domanda, di attendere le autorizzazioni e quindi di essere in regola.
Quindi questa riflessione valga per dire che questa correzione anche a me appare necessaria, ma nella vostra ottica, non nella nostra, che avrebbe potuto invece scongiurare anche la necessità di dover, ogni dieci anni, rincorrere le illegalità per sanare le illegalità invece che applicarsi ogni giorno per evitare che servano altre sanatorie che prendano atto dello sconquasso e dal degrado del territorio
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Signor Presidente, telegraficamente, per dire che pur avendo fatto una battaglia in contrasto rispetto alla proposta avanzata dalla Commissione e sostenuta dalla maggioranza, che ha poi portato anche a un contenimento della proposta sulla sanatoria pervenuta in Aula, devo dire che sono d'accordo su questo emendamento. Peraltro ricordo che l'incongruenza della norma io l'avevo fatta notare in sede di discussione della norma approvata, suggerendo in quella occasione di sostituire la "e" congiunzione con una "o", per dare la doppia valenza del 25 per cento e dei 250 metri cubi.
Colgo però l'occasione per chiedere all'Assessore se la norma contenuta nella legge approvata, e che prevede che la stessa Regione metta a disposizione dei comuni la cartografia aggiornata al 30 marzo, alla data prevista in legge, questo adempimento è stato fatto o, in carenza, quando sarà fatto e perché, se non è stato fatto, il motivo per il quale l'adempimento non si è compiuto. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Secci. Ne ha facoltà.
SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io non volevo intervenire perché rispetto le cose che sono state dette e pur non condividendole qualche volta è apprezzabile anche il silenzio, però io ho fatto silenzio quando abbiamo approvato la legge sul condono 9 e volevo fare silenzio anche oggi che approviamo un emendamento che, in qualche maniera, corregge in termini migliorativi la soluzione del problema.
Io ho fatto il Sindaco per qualche tempo e quindi ho avuto modo e consuetudine di esaminare le problematiche, le fattispecie, le tipologie, gli abusi che nel nostro territorio si sono man mano sviluppati. Allora, ho sempre creduto che le leggi di sanatoria dovessero servire soprattutto, se non esclusivamente, per sanare il cosiddetto abusivismo di necessità, cioè la necessità di dare una soluzione di legittimazione a fatti compiuti da persone poco abbienti, ma persone molto spesso in condizioni di povertà assoluta che, impedite di potere acquistare le aree edificabili ai prezzi che circolano nel mercato, si rifugiano di norma nelle campagne dei paesi dove hanno o per eredità dei genitori o per lasciti, o per acquisto, acquistano terreni agricoli a basso prezzo per poter soddisfare il bisogno di abitazione legittimo delle loro famiglie. Noi con le leggi che stiamo approvando e che stiamo modificando, in pratica, invece, stiamo dando risposte molto più significative all'abusivismo diverso da quello che io ho appena annunciato, perché saniamo sino a mille metri cubi fabbricati con più unità abitative, salviamo fino a 250 metri cubi l'abusivismo in ampliamento rispetto evidentemente alle concessioni edilizie rilasciate, e saniamo altresì, ecco il paradosso, Presidente, che sottopongo all'attenzione dell'Aula, i nuovi fabbricati sino a 300 metri cubi. Significa, tradotto, cari amici e cari colleghi, che noi stiamo sanando dove è possibile, dove non è illegittimo sanarle, praticamente le case al mare, probabilmente, quelle che sono naturalmente fuori dalle fasce di inedificabilità. Questa è la domanda che io mi pongo. Questo è il senso delle cose che chiedo agli amici e ai colleghi di mettersi nella testa di cercare di osservare. Questo è perché un provvedimento di questo genere, a mio avviso, mal si concilia con il clima di un'Aula distratta da altri problemi, stanca ed in attesa di potersi liberare per svolgere altre funzioni che, in questo periodo, ci assillano tutti molto di più; cioè il discorso dell'abusivismo, il discorso della sanatoria è un problema che andava e va probabilmente affrontato in maniera più rilassata, più tranquilla, più riposata e più attenta rispetto ai bisogni veri che si vogliono soddisfare. In ogni caso non ne faccio un problema, io mi rimetto alle cose dette e quindi non sarò di ostacolo al procedere delle cose decise.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi mettiamo in votazione il 247.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Abbiamo concluso l'articolo 18 con gli emendamenti.
Si dia lettura dell'articolo 19.
MASIA, Segretario:
Art. 19
Copertura finanziaria
1. Le spese derivanti dall'applicazione della presente legge trovano copertura nelle previsioni d'entrata del bilancio pluriennale della Regione per il triennio 2004-2006 ed in quelle dei bilanci per gli anni successivi.
PRESIDENTE. All'articolo 19 sono stati presentati i seguenti emendamenti: 78, 138, 304, soppressivi totali; 139 e 314 soppressivi parziali. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Cogodi - Ortu - Vassallo
L'articolo 19 è soppresso. (78)
Emendamento soppressivo totale Spissu - Marrocu
L'articolo 19 è soppresso. (138)
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
L'articolo 19 è soppresso. (304)
Emendamento soppressivo parziale Spissu - Falconi - Pinna
Il comma 1 dell'articolo 19 è soppresso. (139)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Il comma 1 dell'articolo 19 è soppresso. (314)
PRESIDENTE. Possono essere illustrati a partire dal 78.
Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare il suo emendamento.
VASSALLO (R.C.). Vorrei annunciare il ritiro dell'emendamento 78.
PRESIDENTE. L'emendamento 78 è stato ritirato. Emendamento 138 Spissu, Marrocu, è ritirato. Il 304, Sanna Gian Valerio, è ritirato. L'emendamento 139: Spissu, Falconi e più, è ritirato. Il 314: è ritirato. Approviamo l'articolo 19.
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 19. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Si dia lettura dell'articolo 20.
MASIA, Segretario:
Entrata in vigore
1. La presente legge entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione.
PRESIDENTE. All'articolo 20 sono stati presentati i seguenti emendamenti soppressivi totali 79, 140 e 305; soppressivi parziali 141 e 313. Se ne dia lettura.
MASIA, Segretario:
Emendamento soppressivo totale Cogodi - Ortu - Vassallo
L'articolo 20 è soppresso. (79)
Emendamento soppressivo totale Spissu - Pirisi - Calledda
L'articolo 20 è soppresso. (140)
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
L'articolo 20 è soppresso. (305)
Emendamento soppressivo parziale Spissu - Calledda - Marrocu - Sanna Salvatore
Il comma 1 dell'articolo 20 è soppresso. (141)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Il comma 1 dell'articolo 20 è soppresso. (313)
PRESIDENTE. Possono essere illustrati a partire dal 79.
Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento 79.
VASSALLO (R.C.). È ritirato.
PRESIDENTE. Il 79 è ritirato. L'emendamento 140, Spissu e più, è ritirato.
Il 305: ritirato. Emendamento 141: Spissu e più, è ritirato. Il 113 Sanna Gian Valerio: è ritirato. Metto in votazione l'articolo 20.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Adesso dobbiamo tornare indietro all'articolo 1 e all'articolo 2.
Si dia lettura dell'articolo 1.
MASIA, Segretario:
CAPO I
Disposizioni di carattere finanziario
e programmatico
Art. 1
Disposizioni di carattere finanziario
1. È autorizzata, nell'anno 2004, ai sensi dell'articolo 37 della legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, la contrazione di uno o più mutui o, in alternativa, l'emissione di prestiti obbligazionari, dall'Amministrazione regionale esclusivamente garantiti, per un importo di euro 1.143.320.000, di cui euro 411.320.000 quale quota già prevista dall'articolo 1, comma 1, lettera c) della legge regionale 22 aprile 2002, n. 7 (legge finanziaria 2002) (UPB E03.032 - Cap. 51005).
2. Le spese al cui finanziamento è possibile provvedere mediante l'autorizzazione di cui al comma 1 sono indicate, a' termini dell'ultimo comma del succitato articolo 37, nella tabella F), allegata alla presente legge.
3. Per la contrazione dei mutui di cui al comma 1 valgono le condizioni e le modalità previste dall'articolo 1, commi 4, 5, 6, 11, 12, 13, 14 e 15 della legge regionale 8 marzo 1997, n. 8 (legge finanziaria 1997).
4. L'ammortamento dei mutui di cui al comma 1 decorre dal 1° gennaio 2005; il relativo onere è valutato in euro 106.458.000 per ciascuno degli anni dal 2005 al 2019 (UPB S03.050 e S03.051).
5. È accertata al 31 dicembre 2003 l'economia degli impegni assunti a tutto il 31 dicembre 2000 e, altresì, accertata l'economia dei residui di stanziamento a tutto il 31 dicembre 2003; sono fatti salvi le operazioni finanziarie effettuate nel corso dell'esercizio provvisorio, gli impegni ed i residui di stanziamento destinati: agli interventi finanziati o cofinanziati dall'Unione Europea, alla realizzazione di opere pubbliche in esecuzione diretta limitatamente agli importi degli appalti comprensivi delle somme a disposizione per i quali i relativi bandi siano stati pubblicati prima della chiusura dell'esercizio 2003, agli interventi di programmazione negoziata, agli indennizzi per danni subiti dalle aziende agricole per eventi calamitosi, ai Fondi degli accordi sindacali, nonché i residui derivanti dall'applicazione dei commi 4 bis, 4 ter, 5 bis, e 5 quater dell'articolo 62 di cui alla legge regionale 5 maggio 1983, n. 11, e successive modificazioni e integrazioni.
6. Sono fatte salve, altresì, le somme sussistenti nel conto residui non impegnate alla data del 31 dicembre 2003 relative agli stanziamenti di cui alle leggi regionali nn. 12, 13 e 15 del 2003.
7. All'assolvimento delle obbligazioni giuridicamente perfezionate, persistenti in capo all'Amministrazione regionale in conseguenza dell'applicazione del comma 5, si provvede mediante attingimento dai Fondi speciali di cui all'articolo 31 della legge regionale n. 11 del 1983, e con la procedura ivi prevista.
8. L'Amministrazione regionale provvede a dare copertura al disavanzo di amministrazione a tutto il 31 dicembre 2003, stimato in euro 1.663.746.000 (UPB E03.032 - Cap. 51006) e derivante dalla somma algebrica del presunto disavanzo a tutto il 2002 (pari ad euro 3.444.746.000) e il saldo finanziario dell'anno 2003 - calcolato come differenza tra l'ammontare dei mutui contratti e autorizzati nello stesso anno (pari ad euro 81.000.000) e il risultato dell'applicazione del disposto di cui al comma 5 (stimato in euro 1.700.000.000) - mediante ricorso all'indebitamento con le condizioni e le modalità di cui al comma 3 (UPB S03.037); i relativi oneri sono valutati in euro 154.918.000 per ciascuno degli anni dal 2005 al 2019 (UPB S03.050 e UPB S03.051).
9. La Giunta regionale, al fine di cogliere le migliori opportunità sul mercato, è autorizzata ad adottare tutte le iniziative finalizzate alla riduzione dei rischi di tasso e di cambio legati ad operazioni di prestito ed alla riduzione dell'indebitamento, anche mediante la gestione attiva del debito attraverso l'utilizzo di strumenti di finanza derivata, nel rispetto dei limiti previsti dalla normativa nazionale in materia.
10. Nelle tabelle A e B, allegate alla presente legge, sono indicate le voci da iscrivere nei fondi speciali per il finanziamento dei provvedimenti legislativi che si prevede possano essere approvati nel corso degli anni 2004, 2005, 2006; i relativi stanziamenti sono determinati come segue:
a) fondo speciale per spese correnti (UPB S03.006 - Cap. 03030)
2004 euro 0
2005 euro 0
2006 euro 0
b) fondo speciale per spese in conto capitale (UPB S03.007 - Cap. 03035)
2004 euro 22.372.000
2005 euro 22.372.000
2006 euro 22.372.000
11. A' termini dell'articolo 13, comma 1, della legge regionale n. 11 del 1983, così come modificato da ultimo dall'articolo 6, comma 6, lett. b bis), della legge regionale 29 aprile 2003, n. 3 (legge finanziaria 2003), gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per gli anni 2004-2006 relativamente alle spese per le quali le vigenti norme fanno rinvio alla legge finanziaria restano determinati nella misura indicata nell'allegata tabella C.
12. A' termini dell'articolo di cui al comma 11, lett. b ter), gli importi da iscrrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per gli anni 2004-2006, relativamente ad autorizzazioni legislative di spesa per le quali si dispone una riduzione, restano determinati nella misura indicata nell'allegata tabella D.
13. Gli importi da iscrivere negli stati di previsione della spesa del bilancio per gli anni 2004-2006, relativamente ad autorizzazioni legislative di spesa per le quali si dispone un incremento, restano determinati nella misura indicata nella allegata tabella E.
14. Ai fini della predisposizione dell'allegato tecnico (bilancio amministrativo) di cui all'articolo 12 bis, comma 7 della legge regionale n. 11 del 1983, e successive modificazioni ed integrazioni, le autorizzazioni di spesa disposte con le tabelle di cui ai commi 11, 12 e 13, fermo restando lo stanziamento autorizzato per Unità previsionale di base, sono comunque fissate nella salvaguardia degli importi impegnati nel corso dell'esercizio provvisorio per effetto dell'applicazione della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 14.
15. Ai fini del concorso alla realizzazione degli obiettivi di finanza pubblica e al rispetto del Patto di stabilità interno da stipularsi con il Ministero dell'Economia e delle Finanze, ai sensi dell'articolo 29, comma 18, della Legge 27 dicembre 2002, n. 289, la Giunta regionale, su proposta dell'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio, determina il livello degli impegni e dei pagamenti entro i limiti previsti nell'accordo medesimo, anche ai sensi dell'articolo 6, comma 7 della legge regionale n. 3 del 2003.
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che l'articolo 1 e i relativi emendamenti erano già stati letti, ma per una migliore comprensione abbiamo provveduto a rileggere l'articolo 1 e adesso rileggiamo gli emendamenti, anche quelli che, nel frattempo, sono stati presentati; soppressivi totali 60, 89 e 543; soppressivi parziali 90, 542, 205, 541, 206 e 540.
(Interruzione del consigliere Secci)
Ci impieghiamo tre secondi, onorevole Secci; preferisco procedere così, poi acceleriamo.
Emendamenti: 207, 539, 208, 538 e 289 con l'innovazione del 644 sostitutivo totale, che è stato presentato. 537, 301, 536, 300, 535, 299, 534, 298, 533, soppressivi parziali; 297, 532, 296, 531, 295, 530, 294, 529, 293, 528; gli aggiuntivi li vediamo dopo. Possono essere illustrati a partire dal 60, Cogodi, Ortu e Vassallo.
Emendamento sostitutivo totale GIUNTA REGIONALE
Emendamento all'emendamento numero 289
Il testo dell'emendamento n. 289 è sostituito dal seguente:
"Nel comma 6 dell'art. 1 dopo le parole "n. 12, 13 e 15 del 2003" sono aggiunte le seguenti: ", nonché i fondi di cui all'UPB S06.056 (cap. 06302) per le medesime finalità e per un ulteriore quinquennio. Gli Enti responsabili all'attuazione degli interventi di cui alla citata UPB devono presentare entro il 30 novembre 2004 il programma di utilizzo che garantisca il raggiungimento degli obiettivi assegnati; detto programma è approvato dall'Assessorato competente per materia"". (644)
Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento 60.
VASSALLO (R.C.). L'emendamento numero 60 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 60 è ritirato. L'89 Spissu e più.
Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare il suo emendamento..
SPISSU (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. 543, onorevole Sanna Gian Valerio.
Ha d facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare i suoi emendamenti.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Li ritiro in sequenza: 543, 542, 541, 540, 539, 538, 537, 536, 535, 534, 533, 532, 531, 530, 529, 528.
PRESIDENTE. L'emendamento 90, Spissu e più. Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare i suoi emendamenti.
SPISSU (D.S.). Presidente, il 90 è ritirato ed anche gli emendamenti: 205, 206, 207, 208, 289 e 301.
PRESIDENTE. Il 644 vive perché è stato presentato al 289, onorevole Spissu.
SPISSU (D.S.). Lasciamo il 289.
PRESIDENTE. Lasciamo momentaneamente il 289 poi si vedrà.
SPISSU (D.S.). Un attimo riprendo: 300, 299, 298, 297, 296, 295, 294, 293.
PRESIDENTE. Gli altri li vediamo dopo; adesso torniamo al 289, che ha come emendamento sostitutivo totale l'emendamento 644 presentato dalla Giunta regionale, può essere illustrato.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 644.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. L'emendamento 644 si dà per illustrato.
Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Quindi il 289 scompare. Metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Vediamo gli aggiuntivi che sono l'86: Secci, Fadda e più, e il 578 della Giunta, che sono sostanzialmente uguali, sono uguali. Decidano i presentatori se deve essere illustrato dai colleghi consiglieri o dalla Giunta. L'86 è ritirato quindi rimane il 578 della Giunta regionale, può essere illustrato.
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio per illustrare l'emendamento numero 578.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Si dà per illustrato. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento numero 578, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
MASIA, Segretario:
Recupero da fondi di rotazione
1. È disposto, nell'anno 2004, il versamento, in conto entrate del bilancio regionale, della somma complessiva di euro 29.220.000 riveniente dai sottoelencati fondi di rotazione (UPB E03.031 - Cap. 36103):
a) euro 300.000 dal fondo relativo alla legge regionale 7 giugno 1984, n. 28 (Provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione), art. 20, costituito presso la Sfirs;
b) euro 4.400.000 dal fondo relativo alla legge regionale n. 28 del 1984, art. 20 (legge 517/75), costituito presso la Banca Cis;
c) euro 640.000 dal fondo relativo alla legge regionale n. 28 del 1984, art. 20 (legge 67/1988), costituito presso la Banca Cis;
d) euro 130.000 dal fondo relativo alla legge regionale 31 maggio 1984, n. 26 (legge finanziaria 1984), art. 53, costituito presso la Banca Cis;
e) euro 1.000.000 dal fondo relativo alla legge regionale 31 ottobre 1991, n. 35 (Disciplina del settore commerciale), artt. 57, 58, 58 bis (fondo garanzie), costituito presso la Banca Cis;
f) euro 170.000 dal fondo relativo alla legge regionale n. 35 del 1991, art. 59 (fondo interessi), costituito presso la Banca Cis;
g) euro 3.000.000 dal fondo relativo alla legge regionale 14 settembre 1993, n. 40 (Interventi creditizi a favore dell'industria alberghiera), costituito presso la Banca Cis;
h) euro 1.000.000 dal fondo relativo alla legge regionale 29 aprile 1994, n. 18 (Interventi a favore dell'agricoltura), art. 29, costituito presso il Banco di Sardegna;
i) euro 400.000 dal fondo relativo alla legge regionale 18 novembre 1968, n. 47 (Interventi per le zone industriali), costituito presso il Banco di Sardegna;
l) euro 900.000 dal fondo relativo alla legge regionale n. 47 del 1968, costituito presso la Banca Nazionale del Lavoro;
m) euro 30.000 dal fondo relativo alla legge regionale 5 dicembre 1950, n. 66 (Provvidenze a favore della piccola industria sugheriera), costituito presso la Banca Cis;
n) euro 3.000.000 dal fondo relativo alla legge regionale 20 giugno 1989, n. 44 (Provvedimenti a favore delle piccole e medie imprese industriali), art. 3, di cui euro 2.000.000 dal fondo costituito presso la Banca Cis ed euro 1.000.000 presso quello costituito con la Sfirs;
o) euro 2.500.000 dal fondo relativo alla legge regionale 10 dicembre 1976, n. 66 (Istituzione di un fondo per la tutela dei livelli produttivi e occupativi nel settore industriale), art. 1, costituito presso la Sfirs;
p) euro 1.000.000 dal fondo relativo alla legge regionale 28 novembre 1950, n. 65 (Provvidenze a favore della piccola industria cantieristica e peschereccia), costituito presso la Banca Cis;
q) euro 8.000.000 dal fondo di cui all'articolo 30 della legge regionale 20 aprile 1993, n. 17 (legge finanziaria 1993), istituito presso la SFIRS;
r) euro 2.500.000 dal fondo relativo alla legge regionale n. 28 del 1984, artt. 17-18, costituito presso la Banca Cis.
2. È soppresso il fondo per la concessione di garanzie sussidiarie ai sensi della Legge 11 giugno 1962, n. 588 (Piano straordinario per favorire la rinascita economica e sociale della Sardegna) e riversate alle entrate del bilancio regionale le relative disponibilità; agli eventuali obblighi persistenti in capo all'Amministrazione regionale si fa fronte mediante utilizzo del fondo di riserva di cui al titolo di spesa 11.4.02 secondo la procedura di cui all'articolo 31 della legge regionale n. 11 del 1983.
3. Al recupero dei sopraelencati versamenti provvede il competente servizio dell'Assessorato della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
PRESIDENTE. All'articolo 2 sono stati presentati i seguenti emendamenti: soppressivi totali: 61, 292, 544; i soppressivi parziali: 291, 527, 526, 525, 524, 523, 522, 521, 520, 519, 518, 517, 516, 515, 514, 513, 512, 511, 510, 509.
Emendamento soppressivo totale Cogodi - Ortu - Vassallo
L'articolo 2 è soppresso. (61)
Emendamento soppressivo totale Spissu - Morittu - Cugini
L'articolo 2 è soppresso. (292)
Emendamento soppressivo totale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
L'articolo 2 è soppresso. (544)
Emendamento soppressivo parziale Spissu - Cugini - Morittu
Il comma 1 dell'articolo 2 è soppresso. (291)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Il comma 1 dell'articolo 2 è soppresso. (527)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera A è soppressa. (526)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera B è soppressa. (525)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera C è soppressa. (524)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera D è soppressa. (523)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera E è soppressa. (522)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera F è soppressa. (521)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera G è soppressa. (520)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera H è soppressa. (519)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera I è soppressa. (518)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera L è soppressa. (517)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera M è soppressa. (516)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera N è soppressa. (515)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera O è soppressa. (514)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera P è soppressa. (513)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera Q è soppressa. (512)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Al comma 1 dell'articolo 2 la lettera R è soppressa. (511)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Il comma 2 dell'articolo 2 è soppresso. (510)
Emendamento soppressivo parziale Sanna Gian Valerio - Fadda - Secci
Il comma 3 dell'articolo 2 è soppresso. (509)
PRESIDENTE. Possono essere illustrati a partire dall'emendamento 61.
Ha facoltà di parlare il consigliere Vassallo per illustrare l'emendamento 61.
VASSALLO (R.C.). L'emendamento 61 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 61 è ritirato. Il 292: Spissu, Morittu e più.
Ha facoltà di parlare il consigliere Spissu per illustrare i suoi emendamenti.
SPISSU (D.S.). Presidente, è ritirato, è ritirato anche il 291; poi riprendiamo con gli altri.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per illustrare i suoi emendamenti.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Ritiriamo il 544 e il 527, 526, 525, 524, 523, 522, 521, 520, 519, 518, 517, 516, 515, 514, 513, 512, 511, 510, 509.
PRESIDENTE. Quindi non ci sono emendamenti.
Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(È approvato)
Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Vorrei intervenire su una questione di coordinamento che riguarda l'articolo 7.
Per ciò che riguarda l'articolo 7 al secondo comma è stato dall'Aula soppressa la lettera a), però, contemporaneamente, non si è provveduto a modificare la parte iniziale del comma 2, laddove la somma che è stata stanziata complessivamente è di sedici milioni di euro ed allora c'è una contraddizione che può essere superata in fase di coordinamento in due modi, a mio modo di vedere, e che sono rappresentanti dalla possibilità di ripristinare la lettera a) dal momento in cui la misura riguarda un intervento che è fortemente sentito e, posso anche ritenere, condiviso dall'Aula; oppure intervenire modificando la parte iniziale e riducendo anche quell'importo. Quindi c'é una necessità evidente di coordinamento che può essere superata nelle due forme. Ora, io chiaramente propenderei per la seconda esposizione proprio nella considerazione dell'utilità dell'intervento e in dipendenza del fatto che è stata registrata da quest'Aula la volontà di procedere al recupero.
PRESIDENTE. Se non ho capito male, onorevole Balletto, lei sta sostanzialmente proponendo il ripristino della lettera a) dell'articolo 7.
BALLETTO (F.I.-Sardegna). Sì, in sede di coordinamento.
PRESIDENTE. Naturalmente, questa Presidenza non può far altro che affidarsi alla discussione dell'Aula di fronte a questo tipo di proposta.
Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Io ho sempre capito, può darsi mi sia sbagliato in questi cinque anni, che il coordinamento viene fatto dagli uffici e noi non diamo, normalmente, le istruzioni per l'uso; però se c'è una condizione diversa me lo si dica perché allora vuol dire che potremmo persino, con alcune interpretazioni di Balletto, rivedere tutta la finanziaria.
PRESIDENTE. Naturalmente qui non stiamo parlando di coordinamento, credo che questo sia chiaro, è del tutto evidente. Qui è stato evidenziato un problema che comunque persiste e che va risolto. Allora sicuramente non si tratta di un'operazione di semplice coordinamento, ma occorre comunque che l'Aula su questo assuma una decisione, visto che c'è questo piccolo problema. Io propenderei per una brevissima sospensione di cinque minuti per dare la possibilità all'Assessore, al Presidente della Commissione e ai colleghi che hanno lavorato a questo gruppo di lavoro della finanziaria, di trovare una soluzione adeguata oppure di prendere atto di quella che è la situazione. Cinque minuti di sospensione. Riprendiamo alle ore 21.00.
(La seduta, sospesa alle ore 20 e 55, viene ripresa alle ore 21.)PRESIDENTE. E' del tutto evidente che questa Presidenza sottolinea un fatto centrale determinato dalla questione che la lettera A) del comma 2 è stata comunque bocciata dall'Aula e da lì dobbiamo partire, non c'è nessuna altra possibilità, a meno che, appunto, non ci fosse stata una richiesta unanime, ma sarebbe stata comunque una forzatura anche questa interpretazione. Quindi mi pare che a questo punto non ci rimanga altro da fare che prendere atto che la lettera A) del comma 2 è stata bocciata e che quindi si riduce di pari importo la quota di sedici milioni di euro e che gli altri fondi seguiranno la sorte indicata dalla copertura. Ha domandato di parlare il consigliere Pisano. Ne ha facoltà.
PISANO (RIF.Sardi). Vorrei intervenire su questa interpretazione.
PRESIDENTE. No, non è ammessa discussione sull'interpretazione, onorevole Pisano.
PISANO (RIF.Sardi). No, Presidente, lei ha soltanto detto che, conseguentemente, il finanziamento è ridotto, cioè io ritengo che la parola "quanto" che introduce la lettera A) significhi esattamente una indicazione della destinazione dei sedici milioni di euro; il che a mio giudizio comunque viene salvato il finanziamento di sedici milioni, perché non ha più quella specifica destinazione, ma viene conservata solo quella specifica destinazione nel comma 2.
PRESIDENTE. Onorevole Pisano, questa è un'interessante interpretazione sua e naturalmente anche un'argomentazione dialettica piuttosto forte, non la discuto, però l'interpretazione è quanto avevo precedentemente espresso; è chiaramente indicata la somma di otto milioni quindi lo stanziamento di sedici milioni è ridotto in conseguenza della bocciatura del punto A) del comma 2.
C'era già stata l'indicazione anche a seguito della bocciatura della destinazione dei fondi avanzati e quindi possiamo passare alle tabelle. Colleghi lo dico a beneficio dei colleghi che, giustamente, non hanno avuto indicazioni da nessuno sulla prosecuzione dei lavori. È intendimento di questa Presidenza di concludere entro la giornata odierna tutta la finanziaria, e quindi tabelle ed emendamenti, così domani possiamo passare tranquillamente al bilancio. Se ci sono opposizioni fatemelo sapere, ma io intendo procedere in questo modo.
Si dia lettura della tabella A.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella A) è stato presentato l'emendamento soppressivo totale 142 Spissu e più.
Emendamento soppressivo totale Spissu - Marrocu - Calledda
La tabella A è soppressa. (142)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori ha facoltà di illustrare l'emendamento.
SPISSU (D.S.). L'emendamento 142 è ritirato.
PRESIDENTE. L'emendamento 142, soppressivo totale, della tabella A) è stato ritirato. Colleghi, procediamo con ordine tabella per tabella.
Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella A), la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(È approvata)
Si dia lettura della tabella B).
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella B) è stato presentato l'emendamento soppressivo totale 143.
Emendamento soppressivo totale Spissu - Marrocu - Falconi
La tabella B è soppressa. (143)
MARROCU (D.S.). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella B), la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(È approvata)
Si dia lettura della tabella C).
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella C) è stato presentato l'emendamento 144 soppressivo totale, Spissu e più.
Emendamento soppressivo totale Spissu - Marrocu - Pirisi - Calledda
La tabella C è soppressa. (144)
SPISSU (D.S.). L'emendamento è ritirato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella C), la metto in votazione. Chi l'approva alzi la mano.
(È approvata)
Si dia lettura della tabella D).
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella D) sono stati presentati i seguenti emendamenti: 145 soppressivo totale, 12 che è uguale al 16, che è uguale al 28 soppressivi parziali, il 31 soppressivo parziale e il 38 aggiuntivo,
Emendamento soppressivo totale Spissu - Lai - Cugini - Morittu
La tabella D è soppressa. (145)
Emendamento soppressivo parziale Frau - Diana - Usai - Murgia - Liori - Biggio
Nella tabella D) parte relativa all'Assessorato alla Sanità è soppressa la quinta riga concernente la riduzione dello stanziamento a favore dell'istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna previsto dall'articolo 10 della legge regionale n. 15 del 2003.
Conseguentemente nel bilancio sono apportate le seguenti modifiche:
Spesa
In aumento
Sanità
UPB S12.076
2004 2.000.000
In diminuzione
Programmazione
UPB S03.008
2004 2.000.000 (12)
Emendamento soppressivo parziale Manca
Nella tabella D) parte relativa all'Assessorato alla Sanità è soppressa la quinta riga concernente la riduzione dello stanziamento a favore dell'istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna previsto dall'articolo 10 della legge regionale n. 15 del 2003.
Conseguentemente nel bilancio sono apportate le seguenti modifiche:
Spesa
In aumento
Sanità
UPB S12.076
2004 2.000.000
In diminuzione
Programmazione
UPB S03.008
2004 2.000.000 (16)
Emendamento soppressivo parziale Rassu
Nella tabella D) parte relativa all'Assessorato alla Sanità è soppressa la quinta riga concernente la riduzione dello stanziamento a favore dell'istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sardegna previsto dall'articolo 10 della legge regionale n. 15 del 2003.
Conseguentemente nel bilancio sono apportate le seguenti modifiche:
Spesa
In aumento
Sanità
UPB S12.076
2004 2.000.000
In diminuzione
Programmazione
UPB S03.008
2004 2.000.000 (28)
Emendamento soppressivo parziale Manca - Sanna Giacomo
Nella tabella D) parte relativa all'Assessorato alla Sanità è soppressa la sesta riga concernente la riduzione dello stanziamento, di cui agli articoli 6 e 8 della legge regionale 15 del 2003, per fronteggiare l'epizoozia "blue tongue".
Conseguentemente nel bilancio della Regione per gli anni 2004/2006 sono apportate le seguenti modifiche:
Spesa
In aumento
Sanità
UPB S12.078
2004 2.500.000
In diminuzione
Programmazione
UPB S03.008
2004 2.500.000 (31)
Emendamento aggiuntivo Marrocu - Cugini - Lai - Falconi - Sanna Emanuele
Alla TABELLA D sono apportate le seguenti variazioni:
In aumento
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S 11.041-Cap. 11319-00-Contributo alla Fondazione G. Dessi
Competenza anno 2004 - € 32.000,00
UPB S 11.041 - Cap. 11320-00 - Contributo annuale al premio letterario Giuseppe Dessi
Competenza anno 2004 - € 27.000,00
In diminuzione
UPBS03.008
Competenza anno 2004 - € 59.000,00
Nota: si ripristina il contributo concesso dalla legge regionale n. 35 del 1989, nel corso degli anni mai modificato. (38)
PRESIDENTE. Possono essere illustrati a partire dal 145, Spissu, Lai e più.
SPISSU (D.S.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Il 12: Frau, Diana e Usai.
Ha facoltà di parlare il consigliere Frau per illustrare l'emendamento 12.
FRAU (A.N.). Presidente, molto brevemente, come i colleghi ricorderanno nel dicembre 2003 abbiamo approvato la legge numero 15, diciamo così la legge sull'agricoltura, una delle tante per quanto concerne blue tongue ed altro; avevamo anche, in quella occasione, destinato due milioni di euro all'Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna perché questo istituto è centro di referenza nazionale per la zootecnia biologica.
Invece ci siamo accorti che nonostante sia una cosa recente che abbiamo discusso in quest'Aula questi fondi sono scomparsi. Ricordo anche ai colleghi che abbiamo parlato sempre bene di questo istituto zooprofilattico come una perla per quanto riguarda la ricerca; ne abbiamo parlato, principalmente, quando c'è stato tutto il problema della blue tongue "vaccino sì - vaccino no".
Poi andiamo eventualmente a dare qualche cosa, a far sì che possa progredire visto che è centro di referenza e poi i soldi scompaiono. Ecco perché pensiamo, insieme anche ad altri colleghi di altre forze politiche, che venga eliminata questa riduzione e quindi lo stanziamento resti pari a due milioni di euro.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Contrario, si invita al ritiro.
PRESIDENTE. Non lo accoglie. Se nessuno chiede di intervenire metto in votazione. Poiché nessuno domanda di parlare sugli emendamenti 12, 16 e 28, li metto in votazione. Chi li approva alzi mano (Viene richiesta la controprova). Chi non li approva alzi la mano. C'è solo un segretario dell'opposizione, voglio avvertire prima a scanso di equivoci.(Non sono approvati)
Emendamento numero 31: Manca, Sanna Giacomo.
Manca e Sanna Giacomo mancano e quindi è ritirato. Approviamo la tabella. Onorevole Marrocu ma è aggiuntivo?
MARROCU (D.S.). È modificativo della tabella D).
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marrocu per illustrare l'emendamento modificativo alla tabella D).
MARROCU (D.S.). L'emendamento 38 modifica la tabella D) dove, penso per errore materiale, sono stati ridotti i contributi sia per la fondazione Dessì che per il premio letterario Giuseppe Dessì che dal 1989 sono rimasti sempre intatti; l'obiettivo è quello di ripristinare il finanziamento che è stato concesso negli anni passati, dall'89 ad oggi, al premio letterario Giuseppe Dessì e alla fondazione Dessì, quindi è da intendere modificativo nel senso che si ripristina il contributo precedente già dato del 2003, nel 2002, nel 2001, che è sempre lo stesso.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario.
PRESIDENTE. La Giunta non lo accoglie. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento modificativo 38, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella D), la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(È approvata)
Si dia lettura della tabella E).
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella E) sono stati presentati i seguenti emendamenti 146 soppressivo totale...
(Interventi fuori microfono)
PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, la seduta é sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 21 e 12, viene ripresa alle ore 21 e 15.)PRESIDENTE. Colleghi, sperando che gli animi si siano un po' rasserenati. Se è intervenuto il collega Contu penso che abbiamo risolto il problema.
Siamo alla tabella E) che è stata letta. Alla tabella E) sono stati presentati gli emendamenti 146 soppressivo totale, 51 sostitutivo parziale, 57 sostitutivo parziale. Il 147 Spissu, Lai e più.
Emendamento soppressivo totale Spissu - Lai - Morittu
La Tabella E è soppressa. (146)
Emendamento sostitutivo parziale Spissu - Fadda - Balia - Cogodi - Sanna Giacomo - Scano
Alla TABELLA E sono apportate le seguenti variazioni:
In aumento
11 - PUBBLICA ISTRUZIONE
UPB S11.063 - Cap. 11100-00
Competenza anno 2004 - € 70.000.000,00
In diminuzione
UPB S03.008
Competenza anno 2004 - € 70.000.000,00 (51)
Emendamento sostitutivo parziale Cappai - Murgia - Fantola - Corona - Ladu
Nella Tab. E gli importi riferiti all'U.P.B. S11.063 - cap. 11100 sono così sostituiti:
2004 2005 2006
100.823 - -
(25.823)
COPERTURA FINANZIARIA
In aumento
UPB S11.063 (Cap. 11100-00)
2004 € 70.000.000,00
In diminuzione
UPB S03.008
2004 € 70.000.000,00 (57)
SPISSU (D.S.). Lo teniamo.
PRESIDENTE. Onorevole Marrocu per cortesia! Se ha bisogno di qualche minuto in più di sospensione per chiarire le cose, sospendiamo. Però se siamo in sede di discussione andiamo avanti. Il 146 è mantenuto.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario.
PRESIDENTE. Non è accolto. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento 146, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento 51 Spissu e più, sostitutivo parziale. L'emendamento può essere illustrato.
SPISSU (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario.
PRESIDENTE. Non lo accoglie. Poiché nessuno domanda di parlare sull'emendamento 51, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Emendamento 57, Cappai e più, può essere illustrato.
PIANA (U.D.C.). E' ritirato.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sulla tabella E), la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(È approvata)
Si dia lettura della tabella F).
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Alla tabella F) è stato presentato l'emendamento soppressivo totale 147 Spissu e più.
Emendamento soppressivo totale Spissu - Marrocu - Calledda - Falconi
La Tabella F è soppressa. (147)
PRESIDENTE. Può essere illustrato.
SPISSU (D.S.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
CAPPELLACCI, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Contrario.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo emendamento, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Metto in votazione la tabella F). Chi la approva alzi la mano.
(È approvata)
Colleghi, abbiamo concluso l'esame e la votazione degli articoli della finanziaria, il voto finale, come sapete, avverrà dopo la discussione e l'approvazione del bilancio che inizierà domani mattina alle ore 10.00.
La seduta è tolta alle ore 21 e 20.
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