Seduta n.308 del 21/07/1998
CCCVIII SEDUTA
(Pomeridiana)
Martedì 21 Luglio 1998
Presidenza del Presidente Selis
La seduta è aperta alle ore 17 e 08.
CONCAS, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 1° luglio 1998 (304), che è approvato.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenuti alla Presidenza i seguenti disegni di legge.
"Proroga della utilizzabilità delle graduatorie per concorsi per esami o per titoli ed esami". (440)
(Pervenuto il 3 luglio 1998 ed assegnato alla prima Commissione.)
"Interventi a sostegno dell'artigianato". (441)
(Pervenuto il 6 luglio 1998 ed assegnato alla sesta Commissione.)
"Norme sul lavoro a tempo parziale, sul comando e sul distacco di personale e sui compensi ai componenti delle commissioni, dei comitati e dei collegi interni dell'Amministrazione". (442)
(Pervenuto il 6 luglio 1998 ed assegnato alla prima Commissione.)
"Assegnazione al Servizio sanitario della Regione Sardegna del personale dipendente dell'Istituto Nazionale di Ricerca e Cura per gli Anziani (INRCA) operante nella sede di Cagliari". (443)
(Pervenuto il 15 luglio 1998 ed assegnato alla settima Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge:
Dai consiglieri BUSONERA - DETTORI Ivana - CHERCHI - SCHIRRU: "Norme per l'istituzione di centri antiviolenza o case rifugio per donne maltrattate nella Regione Sardegna". (439)
(Pervenuta il 30 giugno 1998 ed assegnata alla settima Commissione.)
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CONCAS, Segretaria:
"Interrogazione BERTOLOTTI, con richiesta di risposta scritta, sulla decisione del Consiglio di Amministrazione dell'ERSAT di avviare un 'adeguamento' dell'ente". (1057)
"Interrogazione TUNIS Marco, con richiesta di risposta scritta, sui contributi finanziari erogati a beneficio dell'Associazione regionale dei capitani barracelli". (1058)
"Interrogazione DIANA, con richiesta di risposta scritta, sugli effetti dell'inquinamento e sulla situazione sanitaria nell'area di Ottana". (1059)
"Interrogazione CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione delle linee aeree gestite dalla società Meridiana in Sardegna". (1060)
"Interrogazione DETTORI Ivana, con richiesta di risposta scritta, sui frequenti ritardi dei voli aerei Meridiana da e per Olbia". (1061)
"Interrogazione FOIS Paolo - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - OBINO - SANNA NIVOLI - SASSU - VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo del carbone nella centrale ENEL di Fiumesanto". (1062)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di intervenire presso il Comune di Sassari per evitare che venga venduto all'ERSU il complesso immobiliare di proprietà della ex Fondazione Brigata Sassari". (1063)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di pericolosità della strada SS 132 Ozieri-Martis (incrocio SS 597-incrocio strada consorziale Candelas)". (1064)
"Interrogazione CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione di personale dipendente delle strutture alberghiere e di ristorazione isolane". (1065)
"Interrogazione DIANA - OBINO - SASSU - FOIS Paolo - CUGINI - USAI Pietro, con richiesta di risposta scritta, sulla vendita all'asta di 60 ettari nella costa di Alghero di proprietà della Società Bonifiche Sarde S.p.A.". (1066)
"Interrogazione MONTIS, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione del trapianto di organi e sul mantenimento funzionale dell'ospedale Microcitemico". (1067)
"Interrogazione LADU, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura degli uffici postali in alcuni paesi della Sardegna". (1068)
"Interrogazione FLORIS, con richiesta di risposta scritta, sui disagi conseguenti la mancata soppressione degli Uffici medici provinciali". (1069)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di inserire i territori di Ittiri - Ossi - Tissi - Uri - Usini nell'ambito delle aree dichiarate 'zona svantaggiata'". (1070)
"Interrogazione LADU, con richiesta di risposta scritta, sugli elevati tassi di interesse applicati sui mutui agricoli". (1071)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sul ruolo fondamentale della Banca CIS come Istituto sardo di credito forte e garante dell'autonomia finanziaria della nostra Isola". (1072)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave tendenza al trasferimento dei centri pubblici di Formazione Professionale in Sardegna, e particolarmente a Sassari, nei pressi di zone periferiche e in locali inadeguati". (1073)
"Interrogazione FRAU, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di abbandono della strada statale 132 Ozieri-Chiaramonti". (1074)
"Interrogazione BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sui lavori nel Centro regionale di Formazione Professionale di Oristano". (1075)
"Interrogazione PITTALIS - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FEDERICI - FLORIS - GIORDO - LOMBARDO - MARRAS - MILIA - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco - GRANARA, con richiesta di risposta scritta, sulla biblioteca della Giunta regionale". (1076)
"Interrogazione LA ROSA, con richiesta di risposta scritta, sugli investimenti ENEL nel Sulcis Iglesiente". (1077)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla ipotetica e demagogica sospensione per il periodo estivo dei vincoli previsti dalla legge d'istituzione del Parco di La Maddalena (Legge n. 394 del 1991 e DPR 17 maggio 1996) richiesta per alcune zone costiere classificate 'a protezione integrale'". (1078)
"Interrogazione PITTALIS - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FEDERICI - FLORIS - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOMBARDO - MARRAS - MILIA - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione dei collegamenti ferroviari Macomer-Nuoro nei giorni festivi". (1079)
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza.
CONCAS, Segretaria:
"Interpellanza DETTORI Ivana - SASSU - BUSONERA - CUCCA - SCHIRRU sulla mancata istituzione del servizio per le attività psico-sociali nelle Aziende-USL della Sardegna". (468)
"Interpellanza VASSALLO sulla tutela e il ripopolamento della pernice sarda". (469)
"Interpellanza BUSONERA - DETTORI Ivana - SCHIRRU - CHERCHI - CUCCA sul blocco dell'attività dei trapianti che si verifica da tre mesi negli ospedali S. Michele di Cagliari, S.S. Annunziata di Sassari, S. Francesco di Nuoro". (470)
"Interpellanza PIRASTU - BIGGIO - BONESU - FLORIS - MARRAS - BIANCAREDDU - BERTOLOTTI - FEDERICI - CASU - GIORDO sui fatti denunciati dal direttore dell'Unione Sarda in merito agli incarichi dei commercialisti Palomba e Ciotti". (471)
"Interpellanza VASSALLO - CONCAS sul servizio di emergenza ospedaliero". (472)
"Interpellanza FANTOLA sulla realizzazione dell'eliporto di Carloforte". (473)
"Interpellanza FANTOLA sulla mancata operatività del Consorzio regionale obbligatorio fra gli Istituti Autonomi Case Popolari (I.A.C.P.) della Sardegna". (474)
"Interpellanza TUNIS Marco sul mancato pagamento da parte delle compagnie di assicurazione del danno subito dagli operatori agricoli nelle annate agrarie 1996 e 1997". (475)
"Interpellanza VASSALLO sul mancato completamento degli impianti delle palazzine edificate in diversi Comuni dallo I.A.C.P. di Sassari". (476)
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle mozioni pervenute alla Presidenza.
CONCAS, Segretaria:
"Mozione PITTALIS - BONESU - MASALA - AMADU - MANUNZA - USAI Edoardo - SANNA NIVOLI - SERRENTI - BALLETTO - CASU - BIGGIO sulla situazione del credito in Sardegna". (161)
"Mozione VASSALLO - MONTIS - CONCAS sull'attuazione del programma sull'occupazione e lo sviluppo". (162)
"Mozione BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI sul servizio postale in Sardegna". (163)
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 251, però constato l'assenza della Giunta.
E` un'assenza che non mi pare casuale, perché è un'assenza totale della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini sull'ordine dei lavori.. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Presidente, sull'ordine dei lavori per chiedere un rinvio, un aggiornamento di un'ora della seduta perché la Giunta, per mio tramite, chiede l'aggiornamento dei lavori in quanto stanno definendo i contenuti della comunicazione che il Presidente deve fare all'aula.
Quindi hanno bisogno di questo aggiornamento, e per mio tramite avanzano questa richiesta.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, penso che oramai il comportamento del Presidente Palomba e della sua Giunta rasenti il limite della decenza istituzionale. Avremmo certamente voluto sentire dal Presidente Palomba, o da un rappresentante della Giunta, le ragioni della assenza dai banchi della Giunta di un rappresentante del Governo regionale. E` un fatto di una gravità istituzionale senza precedenti che un Consiglio, convocato da oramai due settimane, non abbia la possibilità di occuparsi dei problemi che sono sul tappeto, compreso il problema lavoro.
Ed allora Presidente, noi non possiamo tollerare oltre atti di arroganza, di prevaricazione, atti di autentica violazione che questa Giunta regionale sta ponendo in atto.
E` davvero penoso sul piano politico sentire oggi la richiesta di differimento di un'ora perché il Presidente Palomba non ha ancora preparato, o comunque non ha ancora definito, le dichiarazioni che dovrebbe rendere in quest'Aula.
Il Presidente Palomba sta letteralmente prendendo in giro questa Aula, sta letteralmente prendendo in giro i sardi. Noi non possiamo tollerare oltre questo stato di cose.
Presidente si faccia carico lei, presso il Presidente del Consiglio Prodi, perché questa legislatura deve immediatamente cessare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu, poi ha domandato di parlare l'onorevole Usai. E` stata chiesta una sospensione, io prima di concedere qualunque sospensione, proprio per un fatto di rispetto dell'Aula, vi chiederò di aspettare un attimo, due minuti in Aula, voglio sentire io la Giunta, perché questo sembrerebbe più corretto e vi dò le informazioni sentendo la Giunta, e facendo presente anche alla Giunta il clima. Però su questo argomento, siccome non sto ponendolo neanche in votazione ai sensi del Regolamento, uno a favore ed uno contro, lascio parlare un paio di colleghi che lo hanno chiesto, però poi non facciamo un dibattito su questo e mi consentirete di sospendere due minuti e sentire la Giunta.
Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, la richiesta per interposta persona del Presidente Palomba di un rinvio delle dichiarazioni stupisce alquanto, perché il Presidente Palomba aveva chiesto di rendere queste dichiarazioni martedì scorso, quindi non solo ha avuto una settimana di tempo in più, ma adesso chiede anche qualche ora in più.
Io ritengo, Presidente, che una corretta interpretazione del Regolamento porti che la Giunta, ove avendo chiesto di fare comunicazioni ai sensi dell'articolo 119 non le renda, decada; ovviamente il Presidente della Giunta potrà poi chiedere di fare le comunicazioni in altro momento, quando sarà pronto. Però ritengo che lo spirito dell'articolo 119 non sia certamente quello di interrompere i lavori consiliari, sia quello di consentire alla Giunta in ogni momento di inserirsi nell'ordine del giorno consiliare e fare le dichiarazioni. Per cui se non è in grado di farle in questo momento il Presidente Palomba dovrebbe chiedere di farle in altro momento, ma il Consiglio ritengo debba andare avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Edoardo Usai. Ne ha facoltà.
Poi vi interrompo brevemente, cinque minuti
USAI Edoardo (A.N.). Presidente molto brevemente, anche perché l'etica dell'Aula non si è mai pronunciata contro la richiesta di un collega che chiedeva un rinvio di un'ora. L'anomalia di questo fatto, sta nel fatto che il Presidente Palomba non ha partecipato personalmente, non ha mandato un suo Assessore a chiedere un breve rinvio, ma si è affidato alle pure autorevoli parole di un autorevole componente di questa Assemblea.
Allora ha ragione Pittalis (o se non l'ha detto Pittalis lo dico io) quando dice che il Presidente Palomba aveva non un'ora di tempo per sistemare le cose, aveva giorni di tempo, aveva mesi di tempo, aveva cinque mesi di tempo, aveva quattro anni di tempo! E in un'ora viene in Aula e ci spiega che la terra non gira attorno al sole ma è viceversa! Ma piantiamola! C'è bisogno di più serietà, se questo Consiglio effettivamente, senza che ci siano rumori alla sinistra, non è più in grado di svolgere il suo ruolo pensiamoci tutti quanti. Soprattutto se il Presidente Palomba non è in grado di fare il Presidente ce lo dica, ma ce lo dica una volta per tutti e torni a casa. Questo volevo dire.
PRESIDENTE. Io ho varie richieste di intervento, però vi chiedo scusa ho necessità di chiarirmi anch'io la situazione. Sospendo per tre minuti la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 23, viene ripresa alle ore 17 e 30.)
PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi per questa breve interruzione, avevo necessità, non solo per un fatto di informazione personale, ma perché mi sembrava utile rappresentare anche alla Giunta il senso di malessere che, diciamo chiaramente, c'è non solo nell'ambito delle opposizioni, ma anche nell'ambito del Consiglio più in generale per questa situazione; quindi l'interruzione, neanche una sospensione, serviva sia per sentire dalla voce del Presidente esattamente i termini di cui aveva necessità (mi dicono che è in auto e sta venendo) ma anche per rappresentare il fatto che c'è un malessere reale, che quando avvengono episodi di questo genere non c'è più una differenza tra maggioranza ed opposizione; c'è un'Assemblea che in qualche modo si sente mortificata, per usare il termine più esatto della situazione.
Di questo mi sono fatto interprete e approfitto anche del collega Loddo per rappresentare questa situazione.
Ha detto bene - mi pare il collega Usai - che questo Consiglio, per una prassi parlamentare tra maggioranza ed opposizione non ha mai negato agli uni e agli altri una sospensione, però ci sono delle regole spesso scritte, ma spesso non scritte, che fanno parte della nostra comune convivenza, che vanno rispettate e che sono alla base del rispetto reciproco tra di noi.
Credo che la Giunta sia presente, metto in votazione direttamente il 251.
Quinta votazione finale della proposta di legge Bertolotti - Floris - Randaccio - Piras - Bonesu - Loddo "Norme atte a favorire la ricomposizione fondiaria" (251)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis, per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, a nome del Gruppo di Forza Italia, Alleanza Nazionale, Partito Sardo d'Azione e dell'onorevole Fantola, abbandoniamo l'aula in segno di protesta, anche per l'episodio che è capitato testè. Logicamente rimane fermo il giudizio politico sulla vicenda che ha contraddistinto l'iter relativo alla proposta di legge sul riordino della proprietà fondiaria.
PRESIDENTE. Siamo in sede di votazione sulla proposta numero 251 Bertolotti, Floris, Randaccio, Piras, Bonesu, Loddo "Norme atte a favorire la ricomposizione fondiaria".
Ricordo ai colleghi che sono state svolte più volte votazioni, questa Assemblea è stata aggiornata con convocazione al primo punto questo argomento, era stato precisato che ci sarebbe stata subito la votazione.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della proposta di legge numero 251.
(I componenti dei Gruppi di F.I., A.N. e P.S.d'Az. abbandonano l'aula.)
Rispondono no i consiglieri: ARESU - BALIA - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FOIS Paolo - GHIRRA - GIAGU - LADU - LA ROSA - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MONTIS - MURGIA - OBINO - PALOMBA - PETRINI - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS e il consigliere LODDO.
Voti nulli: il consigliere RANDACCIO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 37
Votanti 35
Astenuti 2
Maggioranza 18
Contrari 34
Voti nulli 1
Poiché non si è raggiunto il numero legale, sospendo la seduta per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 17 e 36, viene ripresa alle ore 18 e 44)
Sesta votazione finale della proposta di legge Bertolotti - Floris - Randaccio - Piras - Bonesu - Loddo "Norme atte a favorire la ricomposizione fondiaria" (251)
PRESIDENTE. Riprendiamo la seduta. Siamo in sede di votazione. Ricordo ai colleghi che abbiamo sospeso la seduta un'ora fa per mancanza del numero legale nella votazione della proposta di legge numero 251. Dobbiamo ora procedere alla seconda votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, per dichiarare che i Gruppi di Forza Italia, Alleanza Nazionale, Partito Sardo d'Azione e il consigliere Fantola abbandonano l'aula non essendo stati risolti i problemi politici che già avevano portato altre volte a disertare questa votazione.
PRESIDENTE. I colleghi, per nome dell'onorevole Bonesu, di Forza Italia, A.N., Partito Sardo d'Azione e il collega Fantola abbandonano l'aula.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico della proposta di legge numero 251.
Rispondono no i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU - LADU - LA ROSA - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PIRAS - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS - LODDO - RANDACCIO.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 45
Votanti 42
Astenuti 3
Maggioranza 22
Contrari 42
(Il Consiglio non approva)
Comunicazioni del Presidente della Giunta regionale, ai sensi dell'articolo 119 del Regolamento, sulla situazione politica
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca le comunicazioni del Presidente della Giunta regionale sulla situazione politica.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Signor Presidente, colleghe e colleghi, la Giunta regionale ha chiesto di poter comunicare al Consiglio lo stato di attuazione del programma per quanto concerne l'occupazione e lo sviluppo.
Scade il termine di tre mesi dalla Conferenza regionale, termine assegnato dalla maggioranza a sé stessa per la definizione del programma straordinario sul lavoro. D'altra parte questo punto rappresenta il cardine del patto politico programmatico stretto dalla coalizione che sostiene il Governo regionale, punto al quale ciascuna delle forze politiche di maggioranza è fortemente e paritariamente interessata. E` giusto, quindi, dare conto al Consiglio sull'adempimento dell'impegno assunto.
Si è trattato di un compito difficile, come risulta dal fatto che il Governo nazionale è ancora alla ricerca di un accordo sugli interventi per l'occupazione e lo sviluppo nel Mezzogiorno e, dal fatto che la Sardegna è la prima regione italiana ad aver varato un simile programma straordinario, e questo non è casuale. Di questa difficoltà la maggioranza era consapevole quando è stato stretto l'accordo politico programmatico di inizio d'anno, eppure essa non si è voluta arrendere dinanzi ai problemi e ha posto mano alla elaborazione di un programma straordinario e alla ricerca di risorse da destinare a questo impegno, che è innanzitutto impegno morale e civile davanti a tante persone che non lavorano.
A risolvere questo problema mira il programma straordinario predisposto ed approvato dalla Giunta; esso è ispirato sia dal documento preliminare presentato in sede di Conferenza per l'occupazione e lo sviluppo, sia dal protocollo d'intesa sottoscritto con le parti sociali il 16 aprile, cui è aderente. In particolare, è rispettato l'orientamento di non aumentare il lavoro sostenuto e di puntare invece al lavoro d' impresa; questo programma è pienamente rispettoso di alcuni principi e impegni formulati in quelle sedi e cioè:
1° - L'allargamento della base produttiva. Questo obiettivo viene perseguito attraverso diversi strumenti, dal cospicuo rifinanziamento della legge 15, sulla incentivazione alle imprese, conseguente al fatto che numerose imprese hanno fatto domanda e sono risultate idonee a ricevere l'incentivazione; l'estensione dell'operatività della stessa legge, con corrispondente dotazione finanziaria, all'artigianato. Il finanziamento di misure per l'aumento dell'occupazione nello stesso settore dell'artigianato, come le botteghe di transizione che sono destinante a non far scomparire i mestieri storici e tradizionali e nell'agricoltura, attraverso la successione di imprese e la valorizzazione dell'imprenditorialità giovanile. Altri interventi sono previsti per questo settore così come per la cooperazione e per l'edilizia attraverso la ristrutturazione degli edifici.
Importanti strumenti organizzativi e infrastrutturali, sportello unico per le imprese e potenziamento dei consorzi industriali, sostengono e facilitano la localizzazione delle imprese.
Secondo, lo sviluppo locale. Questo obiettivo indicato dall'Unione Europea come determinante per qualsiasi progresso economico viene perseguito soprattutto attraverso due direzioni. La prima è rappresentata dal potenziamento dei programmi integrati d'area rifinanziati e rivisitati con riferimento anche ad un PIA regionale con specifica indicazione per il settore del turismo e per i beni culturali ed ambientali. Altri interventi sono previsti per l'agevolazione della portualità turistica. La seconda consiste nel trasferimento ai comuni di importanti risorse per consolidare le imprese esistenti e per farne sorgere di nuove attraverso il finanziamento di progetti, soprattutto nei settori dell'ambiente, dei beni culturali, del turismo e della cura delle persone; si tratta di interventi rigorosamente fondati sulla piccola impresa, sulla cooperazione e su organismi non lucrativi e non sul lavoro sostenuto, anzi anche gli attuali finanziamenti, ai sensi dell'articolo 94 della legge regionale 11 del 1988 dovranno uniformarsi a questo orientamento: il superamento della logica dei cantieri comunali per andare verso lo sviluppo di impresa. Questo obiettivo è basato sulla posizione centrale attribuita alle autonomie locali ed è reso possibile dallo stanziamento aggiuntivo di cento miliardi per diversi anni finalizzati all'accensione di uno o più mutui. Questa opportunità è favorita in modo particolare dalle condizioni estremamente vantaggiose offerte dalle più recenti disposizioni sulla cassa depositi e prestiti.
Terzo, trasformazione e consolidamento del lavoro sostenuto in lavoro da imprese. Questo obiettivo è contenuto in un primo disegno di legge e consiste nel recepimento e nel rafforzamento della normativa nazionale più avanzata in questa direzione, quella cioè che consiste nello studio di strumenti e di normative per far uscire i lavoratori sostenuti dal precariato. Altri interventi sono inseriti come emendamenti nel disegno di legge numero 394 recante misure urgenti per l'occupazione, già pendente nel Consiglio; tra questi spicca in particolare quello degli sgravi contribuivi insieme a disposizioni per l'incremento del lavoro, quale l'apprendistato e l'aumento dei finanziamenti per l'imprenditorialità giovanile, legge 28, nel turismo e nei servizi.
L'esigenza di tenere distinto questo disegno di legge da quello nuovo è determinata, oltre che dalla sua specifica dignità anche dal fatto che gli interventi ivi previsti, a cominciare da quelli ora ricordati, devono essere comunicati all'Unione Europea. Si tratta di una imponente manovra che riguarda cospicui, rilevanti interventi finanziari reperiti dai fondi propri anche con una rimodulazione del bilancio eliminando alcune spese non necessarie. Si tratta di una manovra che riguarda principalmente un volume finanziario, all'incirca intorno ai seicento miliardi, cui devono essere aggiunti quelli derivanti dalla contrazione del mutuo o dei mutui, ad essi andranno aggiunti quelli che perverranno da altre istituzioni a titolo di cofinanziamento, Unione Europea e Governo nazionale, l'intervento così inteso può accendere a regime una rilevante massa occupazionale.
L'impegno a rispettare il termine di tre mesi è stato assunto dalla Giunta e della maggioranza dinnanzi al Consiglio, e dunque, dinnanzi ad esso innanzitutto il Governo regionale e la coalizione ne devono rendere conto. Seppure tale impegno non sia stato compreso nel protocollo di intesa sottoscritto con le parti sociali il 16 aprile, ove anzi per alcuni interventi è previsto il termine del 31 di ottobre, la Giunta considera tuttavia valida la concertazione che per il Governo regionale e per la maggioranza rimane il metodo ordinario nelle relazioni con le parti sociali. Ciò è già emerso da fatti concreti, quale la già avvenuta concertazione col sindacato delle norme di attuazione sul collocamento, così come è stata sottoposta a confronto con le parti sociali la piattaforma per l'intesa istituzionale di programma per i rapporti tra Stato e Regione, la cui definizione è imminente ed attende solo che arrivino alcuni contributi sindacali già preannunciati.
Ora, il programma che è stato approvato ha la dignità e la compiutezza di un testo definito il cui committente - per così dire - è il Consiglio che resta sovrano di esprimersi su di esso; ma ciò non significa anche che questo programma, approvato dalla Giunta, sia definitivo nel senso che non sia mutabile, giacché la Giunta intende apportare variazioni ed è disposta a fare ciò all'esito della concertazione che verrà immediatamente iniziata.
A questo fine il testo approvato viene trasmesso alle autonomie locali e alle parti sociali. In tal modo la Giunta e la maggioranza ritengono di aver rispettato, superando tutte le grandi difficoltà riscontrabili a livello di Governo nazionale e di altre regioni, il proprio impegno di formulare un programma straordinario per l'occupazione e lo sviluppo, che appartiene alla cultura politica indistintamente di tutte le forze di coalizione rappresentando una sintesi delle diverse culture politiche.
Al Consiglio ora compete di valutare nella sua sovranità innanzitutto l'avvenuto rispetto dell'impegno, prontamente esso sarà posto in condizioni di valutare anche la congruità del contenuto.
PRESIDENTE. Le dichiarazioni del Presidente come sapete erano rese ai sensi dell'articolo 119 del Regolamento, che prevede anche che in seguito possa intervenire un componente del Gruppo per lo stesso tempo di dieci minuti e che sia consentita poi la replica alla Giunta sempre per il tempo di dieci minuti. Chiedo quindi ai colleghi che intendono intervenire di segnalarlo.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, siccome le dichiarazioni del Presidente Palomba sono talmente impegnative, io ho ascoltato con attenzione, egli ha parlato di grande manovra quasi epocale, direi che forse c'è bisogno di sospendere per riflettervi ancora per qualche secondo soltanto.
PRESIDENTE. Se si tratta di una riflessione per qualche secondo, diamo un momento.
Ha domandato di parlare il consigliere Biggio sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Evidentemente sono o dovrebbero essere molto importanti le dichiarazioni testè fatte e reseci dal Presidente Palomba, io volevo chiedere se a scorta delle sue dichiarazioni ha qualche documento da presentare a questo Consiglio o se ci dobbiamo soffermare soltanto e solo per dieci minuti su un argomento così pieno di buone intenzioni, come tutti gli altri cinque o sei documenti (non ricordo più) che ci sono stati presentati da questa Giunta e che sono rimasti a livello di documento, ora siamo addirittura a livello di comunicazione e non so che cosa dobbiamo poi andare ad esaminare, se una dichiarazione di intenti o se un qualche cosa di più preciso sul quale poi occorrerà confrontarsi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Credo che, signor Presidente, lei in qualche modo darà corso allo svolgimento dei lavori del Consiglio regionale così come prevede l'articolo 119 del Regolamento e così come la Conferenza dei Presidenti di Gruppo ha deciso, nel senso che il Presidente della Giunta ha chiesto di rendere brevi dichiarazioni al Consiglio e in Consiglio interviene ciascun Gruppo per dieci minuti, mi pare che questo sia il termine entro il quale dobbiamo stare, se poi ai Gruppi dell'opposizione i quali già intervenendo nell'ordine dei lavori hanno dato un loro giudizio politico, e quindi, la riflessione servirebbe a ben poco da quanto ho capito, hanno già dato ora un giudizio politico sulle dichiarazioni del Presidente, ma se serve per chiarirsi meglio le idee e se servono loro dieci minuti io sono disponibile a concederli, ma la prego di continuare sui lavori così come è stato previsto dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi e come è previsto dal Regolamento.
PRESIDENTE. E` stata fatta una proposta dall'onorevole Pittalis su una breve sospensione.
PITTALIS (F.I.). La mia era soltanto ironia!
PRESIDENTE. Scusate la proposta non esiste più. Ci sono vari interventi però sull'ordine dei lavori io ne consento normalmente, utilizziamo questo escamotage per fare esprimere delle opinioni, però, ora se c'è davvero una proposta sull'ordine dei lavori che ci può essere, io ho preso come proposta sull'ordine del lavori questa del collega Pittalis perché mi sembrava la richiesta di una sospensione.
Apro formalmente il dibattito sull'articolo 119. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Nivoli. Ne ha facoltà.
SANNA NIVOLI (A.N.). Presidente ho chiesto di parlare sull'ordine dei lavori e, non voglio discutere sul merito della correttezza regolamentare, però, le cose che sono state così dichiarate dal Presidente Palomba sono dei problemi corposi, sono i problemi che risolvono il problema della Sardegna. Io non voglio entrare nel merito, perché entrare nel merito non significa certamente discutere dieci minuti per parte, ma vogliamo che il Consiglio abbia contezza di questo progetto oppure vogliamo attenerci al Regolamento? Se il Consiglio ne vuole avere contezza le pare che si parla (riferendomi al terzo punto) di trasformazione del lavoro sostenuto in lavoro di impresa. Ma questa è una cosa apocalittica, Presidente! Ci vuole un esame di tutte le leggi che sono attuali, attive, reali, di tutti i finanziamenti sul lavoro sostenuto; dietro queste parole c'è una proposta di intenzioni che non sono semplicemente un dialogo formale sul 119. Io credo che ci sia un contenuto del quale il Consiglio credo abbia diritto di avere contezza. Presidente non sono in grado di fare una proposta sull'ordine dei lavori ma propongo che una piccola meditazione su questa corposità, se non altro avere lo scritto del Presidente con tutti i riferimenti ai quali ha fatto riferimento egli stesso nella sua presentazione del progetto.
PRESIDENTE. Chiarisco questo e lo dico un attimo solo, queste dichiarazioni così come sono state proposte in conferenza di Capigruppo, programmate e rese in Aula fanno solamente il punto sullo stato dei lavori della Giunta nell'elaborazione del cosiddetto piano del lavoro. Il piano del lavoro e il dibattito che si fa questa sera dieci minuti per parte non è la discussione sul piano del lavoro; il piano del lavoro quando verrà presentato formalmente alla presidenza del Consiglio, dalla presidenza verrà messa in carico alla Commissione competente, la Commissione competente lo esaminerà, ci sarà l'iter che voi conoscete ed arriverà in Aula e verrà discusso in Aula e in quella sede, sia in sede di Commissione sia in sede di Aula ci sarà il dibattito. Quindi, il discorso di questa sera non è discutiamo il piano di lavoro, il Presidente ha sentito la necessità, la Giunta ha sentito la necessità, la Conferenza dei Capigruppo ha accolto questa proposta di rendere delle dichiarazioni con le quali si dice: "Siamo a questo punto". Ora si fa un discorso, un dibattito però io vi prego, dò la parola sull'ordine dei lavori fatemi una proposta perché se no diventa un dibattito così, se no diventa un'altra cosa!
Ha domandato di parlare il consigliere Bertolotti. Ne ha facoltà.
BERTOLOTTI (F.I.). Intervengo soltanto per cercare di capire su che cosa oggi dovremmo discutere ed aprire questo dibattito. C'è stata una conferenza sui problemi del lavoro promossa da questa Giunta per allargare la sua componente politica a Rifondazione comunista.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Propongo alla fine o all'inizio, meglio ancora, di fare la proposta di modifica dell'ordine dei lavori o di integrazione, perché questo è il senso del dibattito sull'ordine dei lavori.
BERTOLOTTI (F.I.). Se mi dà il tempo lo spiego interamente.
C'è stata una conferenza per allargamento della maggioranza nella quale si è preso un impegno specifico: entro un certo periodo di tempo si porta all'attenzione del Consiglio e dell'opinione pubblica, e quindi, delle forze politiche presenti in questo Consiglio, quelle che dovevano essere le linee di assalto al problema numero uno di questa isola, cioè quelle sull'occupazione.
Oggi sembra di assistere ad un appuntamento, come se fossimo ad un'interrogazione programmata in cui il professore chiede: "Hai studiato?" E il nostro allievo Presidente dice: "No, mi dispiace, ancora non ho studiato e non posso portare il compito in aula perché ci devo ancora lavorare". Mi chiedo di che cosa dobbiamo discutere oggi. Mi chiedo che senso ha questa discussione e se è stato il caso di doverla per forza portare all'ordine del giorno di questo Consiglio, noi ci aspettiamo ben altro da quegli impegni che sono stati sottoscritti, e ci stupiamo che forze politiche che hanno fatto in questi mesi una battaglia sul lavoro che sembrava che fosse apocalittica si accontentino di queste dichiarazioni, francamente la proposta (arrivo al discorso dell'ordine dei lavori) è quella di sospendere del tutto questa discussione che non ha nessun senso se non quello di giustificarsi davanti all'opinione pubblica per un adempimento ulteriore che non è stato mantenuto da questo governo; e che si vada realmente a portare un documento in quest'Aula in cui si affrontino realmente problemi concreti e non l'enunciazione che ha fatto il Presidente che altro non è che l'elenco delle leggi esistenti, e che non è altro che un autogoal di tutto quello che in questi quattro anni non è stato fatto per incapacità di governo perché non c'è nessuna novità in quelle che sono state le indicazioni previste, anzi c'è semplicemente irriconoscimento.
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Bertolotti ha concluso con una proposta.
BERTOLOTTI (F.I.). Io propongo che questo Consiglio eviti di perdere tempo in inutili chiacchiere e che affronti problemi reali e per quello che necessita la gravità dei problemi stessi; chi deve portare in aula documenti che si è impegnato a portare che porti i documenti e non chiacchiere inutili.
PRESIDENTE. Io credo e lascerò poi alla Giunta se forse in replica ci dirà il tempo che è necessario per presentare il documento, io ribadisco che il documento una volta presentato verrà immediatamente messo in carico alle Commissioni, e quindi, distribuito ai colleghi seguirà l'iter per il quale tutti i Gruppi, il documento intendo in piano di lavoro con tutto quello che questo comporta, seguirà l'iter che seguono i provvedimenti, discussione in Commissione con la partecipazione di tutti i Gruppi, discussione in aula per tutto il tempo che occorre.
Questa non è la discussione sul piano del lavoro, ma è la discussione su una esigenza che la Giunta ha sentito, l'abbiamo chiarito in Conferenza di capigruppo, è chiaro che si potrà dire "è utile o non è utile", l'esigenza che la Giunta ha sentito di dire: i nostri lavori sono a questo punto e stiamo lavorando in questo modo.
Questo io ho recepito, non è la discussione del piano lavoro. A questo punto siccome questo credo che sia chiaro, che poi sia utile o non utile resta nelle vostre dichiarazioni politiche, credo che non ci siano altre novità, andiamo a discutere sulle dichiarazioni, chiedo ai colleghi che intendono intervenire, e non è obbligatorio ovviamente, però alcuni interventi erano già sul merito e su una valutazione, chiedo ai colleghi che intendono intervenire di chiedere la parola.
Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.).Signor Presidente, signori consiglieri....
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Onorevole Vassallo scusi un attimo. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Onorevole Presidente lei sa e anche i colleghi lo sanno, che ho seguito sempre con attenzione i problemi di bilancio, i problemi correlativi alle leggi finanziarie, ma...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Colleghi per cortesia prestate attenzione. Facciamo un patto tra di noi: chi prende la parola sull'ordine dei lavori enunci la proposta; la enunci perché sennò facciamo un dibattito che non è. Credo che noi siamo un'Assemblea di un numero abbastanza limitato per cui si possono creare tutte le estensioni e le elasticità del Regolamento, però rimanendo nello spirito. Lei mi chiede la parola sull'ordine dei lavori, vuol dire che fa una proposta sull'ordine dei lavori, l'unica proposta che mi può fare me la confermi perché sennò - lei mi capisce - stiamo facendo un altro tipo di dibattito, e nessuno vuole questo, perché in Conferenza di Capigruppo abbiamo deliberato un'altra cosa.
CASU (F.I.). Onorevole Presidente, le chiedo quanti minuti o quanti secondi ho per fare questa proposta, se io ho un minuto o due minuti vuol dire che parlerò per due minuti; una volta che il tempo scade mi sto zitto.
PRESIDENTE. Lei è una persona troppo di buon senso perché io le ponga un limite di secondi, però lei sa che si deve regolare perché sennò facciamo un altro tipo di dibattito.
CASU (F.I.). Per arrivare alla proposta, onorevole Presidente, io devo fare una premessa, non posso non fare la premessa e, alla proposta ci arrivo dopo che ho fatto questa premessa. La premessa è questa: io vi dicevo che i problemi di bilancio li ho sempre affrontati con serietà e credo che l'Aula me ne possa dare atto di questo fatto. Ho seguito con attenzione e mi sono sforzato per seguire con attenzione l'enunciazione che ha fatto l'onorevole Presidente della Giunta, ma difficilmente si riesce, e io non ci sono riuscito, a condensare il succo di questa proposta del Presidente della Giunta. Unica cosa che io sono riuscito a capire con precisione, perché si tratta di numeri, è che ci potrebbe essere l'indebitamento per la Regione, in merito a questo piano straordinario per il lavoro, di cento miliardi, e che altri cinquecento o seicento miliardi dovrebbero essere reperiti attraverso tagli di spesa; possiamo noi discutere su un problema così vago senza una precisazione? Ecco la proposta che io faccio è che ad un certo punto si discuta su un qualche cosa di scritto, con dei riferimenti precisi, diversamente noi discutiamo su niente. Io credo che l'onorevole Bertolotti abbia messo in evidenza tutto ciò. Su che cosa dobbiamo discutere? Di che cosa dobbiamo parlare? Di proposte talmente vaghe per cui è difficile trovare, cogliere un filo conduttore. E mi pare che noi non possiamo sprecare tempo in questo modo. Anche oggi - io leggevo ieri - mille miliardi per il lavoro, e siccome ho visto anche il piano di programmazione economica e il documento in programmazione economica e finanziaria, ho detto: alla previsione di oltre mille miliardi per tre anni ne aggiungiamo altri mille qui, io voglio vedere qualche cosa di preciso e qualche cosa di scritto prima di passare ad affrontare la discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C. - Progr.). La ringrazio Presidente perché mi ha dato la parola, anche perché mi sembra opportuno che il Regolamento vada rispettato, perché la democrazia prevede anche questo, rispetto a delle regole che noi ci siamo dati.
L'articolo 119 prevede che ogni Gruppo abbia la facoltà di parlare per dieci minuti, siamo in questa fase, per cui io invito i colleghi della minoranza a rispettare questo regolamento e se hanno qualche cosa da dire la dicono, e se non hanno niente da dire che non dicano niente, vuol dire che esprimeranno le loro posizioni in altre sedi, in altri momenti, in altri consessi, in altre occasioni.
Condivido, invece, il fatto che il Presidente ha reso dichiarazioni ai sensi dell'articolo 119, per un solo motivo, ed anche molto semplice: perché sulle dichiarazioni del Presidente, se il Presidente le avesse fatte con l'articolo 118, in Consiglio regionale si sarebbe sviluppato un dibattito, di sicuro anche molto interessante, molto articolato, però inconcludente rispetto agli effetti che lo stesso provvedimento intendeva porre in essere.
Perché dico questa cosa? Perché il Presidente ha annunciato la presentazione di due disegni di legge, non di due documenti, che come tali devono seguire l'iter amministrativo e legislativo che è previsto dal Consiglio regionale.
Cosa significa? Che il Presidente ha detto, molto chiaramente, che la Giunta ha approvato questi due provvedimenti, come tali li dovrà trasmettere al Consiglio regionale, come tale il Consiglio regionale li dovrà prendere in carico, ne dovranno discutere le Commissioni competenti e successivamente ne dovrà discutere lo stesso Consiglio regionale.
Questo è il passaggio che prevede il nostro Regolamento; penso che nessuno voglia mettere in discussione che il passaggio sia questo e ritengo che nell'ambito di questo passaggio ogni Gruppo politico, ogni forza politica abbia la facoltà di esprimere ampiamente e approfonditamente quali sono le sue posizioni, ed anche proporre eventualmente possibili correttivi, aggiustamenti e quant'altro.
Per cui non è un documento chiuso, è soltanto una precisazione e un rispetto degli impegni che la Giunta regionale non soltanto ha preso nei nostri confronti, per cui di tutto il Consiglio regionale, ma che ha preso anche in assemblea pubblica nei confronti delle parti sociali, dove diceva che entro tre mesi avrebbe presentato a questa assise il documento sul lavoro e sullo sviluppo.
Oggi è 21, scadevano i tempi ed io prendo atto positivamente che la Giunta regionale ha fatto un ottimo lavoro, perché non soltanto ha rispettato i tempi, ma ha presentato - e si vede nelle linee generali della presentazione - un documento che non soltanto si pone il problema del consolidamento e dello sviluppo del sistema produttivo dell'Isola, ma si crea, si cerca di trasformare quel lavoro precario in lavoro stabile, poi si tratterà di vedere in che modo questo potrà avvenire e i risultati che queste azioni e queste linee possono produrre. Così come previste, così come il Presidente ha annunciato, vi è un grosso intervento a favore dello sviluppo locale e delle autonomie locali.
In questa aula più di una volta ho sentito, proprio da parte vostra, soprattutto da parte dell'opposizione, sottolineare il fatto che questo Consiglio fosse sordo ai messaggi, agli urli di richiamo e di solidarietà che questo Consiglio doveva avere nei confronti delle autonomie locali. Mi meraviglia il fatto che nel momento in cui il Presidente della Giunta regionale annunci un intervento di questo tipo si continui a fare ironia. Noi non siamo nella fase dell'ironia, l'abbiamo già passata da parecchio, siamo nella fase della operatività.
Dico queste cose perché nelle enunciazioni non si sono indicate soltanto linee, ma si sono anche indicate a larghe linee le capacità di finanziamento, per cui le capacità finanziarie che questa Giunta regionale è riuscita a porre in essere e a mettere in circolo.
Io apprezzo il lavoro della Giunta, ed apprezzo soprattutto il lavoro dell'Assessore della programmazione e bilancio, che col suo grosso contributo di analisi e di riordino anche dei conti della nostra Regione ha permesso la realizzazione di questo progetto. Vedo che è un progetto comune, un progetto d'insieme, un progetto che non soltanto corrisponde all'esigenza di confronto e alle esigenze emerse all'interno della Giunta regionale, ma sono convinto che possa corrispondere anche alle esigenze di questo Consiglio, o quanto meno della sua maggioranza.
Un ultimo aspetto, per cui cercherò di non rubare nemmeno i dieci minuti a mia disposizione, e qua mi rivolgo al Presidente del Consiglio e soprattutto all'Aula, ai consiglieri, proprio perché siamo di fronte ad una emergenza, e proprio perché siamo di fronte al fatto che abbiamo visto che la Giunta ha rispettato gli impegni, ha fatto il proprio lavoro e l'ha fatto appieno.
Io conto che adesso questi impegni li rispetti l'Aula, perché, come abbiamo detto, vi è stato un momento di lavoro, di programmazione della Giunta regionale che ci ha messo e ci metterà a disposizione un testo su cui noi dovremo lavorare, non più la Giunta. La Giunta, come ha detto il Presidente, avrà modo di approfondire ulteriormente ed eventualmente di proporre ulteriori soluzioni migliorative del documento stesso, però siamo nella fase in cui il documento arriva in Aula, e ciò comporta una nostra responsabilità, una nostra capacità a saper rispondere in maniera positiva. Saper rispondere in maniera positiva significa che noi, o dove arriveranno questi documenti e questi disegni di legge, si prenda l'impegno a lavorare se necessario anche nel mese di agosto perché il provvedimento stesso, con l'inizio del mese di settembre, vale a dire dopo la pausa estiva, si sia in grado di farlo arrivare in aula per farlo diventare legge, cioè strumento operativo che possa concretamente dare una risposta alle esigenze del popolo sardo e soprattutto di tutte quelle persone che aspettano, ed aspettano soprattutto una risposta concreta da parte di questo Consiglio regionale.
Sono convinto che le capacità, le potenzialità ci siano. Queste capacità e potenzialità le deve dimostrare in primo luogo la maggioranza, ma a mio avviso, per senso di responsabilità, deve saperle dimostrare anche l'opposizione, che rispetto ai contenuti si deve confrontare, se ha proposte alternative deve avere la capacità di farle, però deve avere insieme a tutto il Consiglio la volontà di renderle operative.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, onorevolmente colleghi, io ritenevo fino a stasera che l'argomento del lavoro fosse un argomento di particolare rilievo politico ed amministrativo. Così recita l'articolo 118 del Regolamento, ma il Presidente ricorrendo alla comunicazione ex articolo 119 evidentemente non ritiene che l'argomento del lavoro abbia particolare rilievo politico amministrativo, e questo mi sembra conseguente a tutta la politica che sta facendo, o per meglio dire non facendo, la sua Giunta.
A partire dal problema istituzionale in Giunta pende, da oltre un anno, uno schema di norme di attuazione sul trasferimento alla Regione dei compiti statali in materia di lavoro. Da oltre un anno! Siamo una regione speciale, anzi specialissima, perché il Friuli Venezia Giulia ha ottenuto il trasferimento da vari anni, le Regioni a statuto ordinario l'hanno ottenuto da vari mesi, la Regione Sardegna non l'ha ottenuto per niente, anche perché, appunto, è la Giunta stessa a bloccare questo trasferimento.
Su questo argomento, quindi, l'operatività della Giunta (parola invocata dall'onorevole Vassallo molto a sproposito) trova piena conferma.
Anche su questo argomento, che è un argomento che chiaramente interessa centinaia di migliaia di sardi, che crea riflessi gravissimi in tutta la società sarda la Giunta poco o nulla fa. Anzi le dichiarazioni svolte stasera sono le solite "provvederemo", perché dice "presenteremo disegni di legge, modificheremo il bilancio, eccetera". Per manifestare buone intenzioni mi pare che non ci sia bisogno di dare tutto questo rilievo, di creare un dibattito nel Consiglio; mi sembra che effettivamente la Giunta abbia utilizzato uno strumento regolamentare, come la comunicazione in base all'articolo 119, sfuggendo peraltro a un dibattito pieno del Consiglio, come sarebbe stato se avesse chiesto l'articolo 118, non per una esigenza del Consiglio, non per una esigenza operativa dei rapporti tra Giunta e Consiglio, ma semplicemente per obbedire ad una richiesta di un Gruppo di maggioranza che ha chiesto di andare in Consiglio a parlare del Piano del lavoro il 21, per dire che è stato rispettato un impegno che era stato preso nella Conferenza del lavoro. L'impegno non è stato preso, perché oggi 21 luglio in Consiglio non è arrivato né un piano, né questi disegni di legge preannunciati. Anzi, se i disegni di legge preannunciati fanno la fine di tanti altri preannunciati sarà molto se li vedremo arrivare in Consiglio non solo la settimana prossima, ma tra 6 mesi. Anzi ci sono disegni di legge approvati dalla Giunta che in Consiglio non sono mai arrivati, si sono insabbiati tra l'ufficio legislativo e gli uffici di gabinetto, in Consiglio non sono mai arrivati.
Quindi, mi sembra che nel tempo stesso si sia voluto ridurre l'impatto sui lavori del Consiglio impedendo un dibattito, ma sia stata data una risonanza che assolutamente era fuori luogo perché effettivamente non si è portato neppure un piano di quelli che effettivamente incidono, il che avrebbe magari potuto giustificare un predibattito in Consiglio anche in questa forma limitata, e invece ci si limita a preannunciare disegni di legge che la Giunta approva a centinaia e che poi finiscono per giacere in Consiglio e non certo per volontà del Consiglio, ma data la qualità dei disegni di legge stessi.
Le dichiarazioni del Presidente sono abbastanza preoccupanti anche per le poche cose che sono state dette e che abbiamo afferrato, perché questi 600 miliardi non hanno affatto alcun carattere aggiuntivo, non sono state reperite nuove risorse, si sono spostate risorse. E noi vogliamo vedere da dove questo disegno di legge di assestamento del bilancio leva i fondi, perché non vorremmo che per creare dieci posti di lavoro sostenuto si levino i fondi per attività che sono veramente produttive e danno lavoro, perché questo è effettivamente muovere il bilancio regionale, che non è una invenzione, è vero che ha incrostazioni, è vero che ha spese che non sono giustificate o non sono giustificate oggi, ma molto spesso si entra dentro meccanismi veramente poco conosciuti, che poi finiscono per avere effetti perversi.
Cito, visto che è stato oggetto di polemiche tante volte in Consiglio, gli 8 miliardi che diamo ogni anno all'Ente Lirico. Qualcuno dirà che è il finanziamento più futile della Regione: diamo 8 miliardi per fare spettacolo, e spettacolo anche d'élite visto che non lo facciamo certamente all'Arena di Verona. Però, se aboliamo quegli 8 miliardi, a parte le conseguenze culturali, perdiamo trecento posti di lavoro. Quindi non è che nel bisogno si possa tagliare cosa si vuole, e vedremo se questi tagli saranno oculati, levando magari finanziamenti ad associazioni di amici e in qualche caso di parenti, oppure effettivamente si tratta di tagliare, infischiandosene della reazione degli interessati, che magari saranno a scoppio ritardato.
Altro problema sono i mutui. Non si è capito bene se si tratta di mutui che deve contrarre la Regione, o di mutui che si vogliono far contrarre dai comuni, perché credo che la Regione per contrarre mutui abbia problemi non solo finanziari, ma anche normativi. Ricordiamoci il trucco dei 1900 miliardi mascherati nel bilancio, che comunque sono un debito regionale anche se si prevede di pagarlo in dieci anni. Effettivamente, se li scarichiamo sui comuni interferiamo su volontà delle amministrazioni locali, ci impadroniamo delle finanze comunali, del patrimonio comunale e lo utilizziamo. E poi mi dico: ma l'assumere mutui non è in contrasto con la vostra teoria che occorreva un Piano Straordinario del Lavoro per dieci anni? Se si contraggono mutui, occorre poi pagarli, e quindi vengono a mancare i mezzi nei dieci anni, cioè si anticipano risorse finanziarie che si avranno nel futuro, quindi il futuro si presenterà ancora più nero. Posso capire una politica del genere se ormai siete alla disperata e pensate di non governare più la Regione, e quindi potreste avere l'interesse a spendere tutto quest'anno, se riuscite, con i vostri meccanismi di spesa che sono piuttosto lumacosi, e non lasciare a chi subentrerà nemmeno una lira gli anni prossimi, capisco questa vostra proposta, solo se ormai siete in quest'ottica di dire: giochiamoci le ultime carte, poi quello che succede, succeda, tanto lasciamo i successori senza risorse.
In questo caso capisco la proposta di contrarre mutui, visto che l'indebitamente regionale ha già i livelli che ha, e peserà sui futuri bilanci in modo forte. Quel che non siete riusciti a mascherare è che il Governo vi ha detto che risorse aggiuntive non ve ne darà, che ha già fatto tutto il possibile, e questo non sarà vero oggettivamente ma il Governo di Roma che si ispira agli stessi ideali vostri ritiene di non dovervi dare nessuno aiuto. Ed anche le proposte io credo che abbiano grossi problemi, giustamente il Presidente Palomba ha detto: li dovremmo comunicare all'Unione Europea. Io dico, per esempio, che gli sgravi fiscali è una proposta che al 99 per cento sarà respinta dall'Unione Europea, visto che il commissario competente nei giorni scorsi ha annunciato che effettivamente non intende accordarli. Però io vi ricordo che la via per avere gli sgravi sul costo del lavoro è stata perseguita con successo dalla Corsica, ma l'Unione Europea in quel caso ha detto sì perché rientrava in un pacchetto di zona franca, di misure complessive tendenti a risollevare un'economia isolata, un'economia che, in quanto isolata, presentava fattori di sottosviluppo. Per cui il provvedimento in se stesso, come ha detto l'Unione Europea, non vorrà accolto, ma chiaramente a questo punto occorre fare altro se in Sardegna vogliamo risolvere, almeno parzialmente, i problemi della disoccupazione, o per meglio dire i problemi della scarsa occupazione, perché in Sardegna lavora il 38 per cento delle persone contro il 68 per cento a cui si sta avviando l'Europa, occorre un Piano di Sviluppo integrale della Sardegna. Non si possono fare provvedimenti parziali, per cui occorre abbandonare il criterio che esiste un Piano per la Rinascita, che esiste un sistema di incentivi fiscali che si va a proporre negativamente al Governo, che si fa un Piano del Lavoro, che si fa un Piano per le serricolture eccetera eccetera. Occorre avere un progetto generale di sviluppo che noi pensavamo di trovare nel documento di programmazione economica e finanziaria almeno in parte, ma mi sembra che le idee chiave di portare la programmazione regionale dentro quel documento si vada ancora un volta spappolando sulla base di pressioni demagogiche, di parole d'ordine non fondate sui fatti, di gazzosa perché questo è il risultato di tutta l'operazione, niente fatti, solo chiacchiere e di chiacchiere credo la Sardegna sia piena e stufa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà. Onorevole Biggio, ormai siamo già sull'ordine dei lavori.
BIGGIO (A.N.). Io ho chiesto la parola però lei non me l'ha data.
PRESIDENTE. A lei ho dato la parola un paio di volte sull'ordine dei lavori.
BIGGIO (A.N.). No, me l'ha data una sola volta. Mi dispiace.
PRESIDENTE. Lei ha parlato sull'ordine dei lavori?
BIGGIO (A.N.). Prego? Volevo chiedere qualcosa, Presidente, si può chiedere anche una volta successiva.
PRESIDENTE. Prego, chieda. Chieda qualunque cosa sapendo che siamo già nell'organizzazione dei lavori.
BIGGIO (A.N.). Voglio chiedere almeno una sospensione di mezz'ora a nome del mio Gruppo, Presidente. Qui la posta in palio è delicata, come ha detto l'onorevole Vassallo, che voglio tranquillizzare, non ci siamo mai sottratti al confronto, anche se talvolta ci siamo trovati - pur da posizioni differenti - confrontandoci d'accordo su certi problemi, ma lui sa bene che non ci siamo mai sottratti al confronto, quindi stia tranquillo che anche questa volta ci confronteremo. Comunque insisto e chiedo mezz'ora di sospensione. Grazie.
PRESIDENTE. Io naturalmente non credo ci sia difficoltà per questo, però ho dato la parola a tantissimi colleghi della maggioranza e dell'opposizione soprattutto, forse a qualcuno e della maggioranza la parola sull'ordine dei lavori, invitandoli a fare delle proposte. Credevo che all'inizio io stesso avessi interpretato la richiesta di intervento di qualche collega come una sospensione, non è stata fatta, viene fatta ora. E` stata chiesta la sospensione dei lavori per mezz'ora. Ha domandato di parlare il consigliere Serrenti, ne ha facoltà.
SERRENTI (P.S. d'Az.). Presidente mi perdoni, sempre sull'ordine dei lavori. Io credo sia importante per sapere che cosa dobbiamo fare andando avanti, sapere se le dichiarazioni del Presidente sono solo dichiarazioni di buona volontà, e ne prendiamo atto, o se invece formalmente sono arrivati in Consiglio i disegni di legge di cui si è parlato.
Io la invito a riferire al Consiglio se ci sono o no, perché se ci sono ci troviamo di fronte ad una situazione sul piano politico e formale molto precisa, se non ci sono ha ragione il mio collega Bonesu: stiamo parlando di gazzosa, non fateci perdere tempo. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
Però non riapriamo la discussione sull'ordine dei lavori.
AMADU (Gruppo Misto). Ho chiesto da mezz'ora di intervenire.
PRESIDENTE. Lei vuole intervenire adesso? Prima di arrivare agli interventi dell'onorevole Biggio, io chiedo all'onorevole Biggio se possiamo svolgere l'intervento dell'onorevole Amadu che insiste per farlo subito, e l'onorevole Randaccio lo fa dopo.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (Gruppo Misto). Solo per fare una premessa per riportare il tema in discussione ad una realtà politico-istituzionale. E` stato fatto un richiamo preciso all'Assemblea, perché acceleri se possibile anche in agosto le procedure per alcuni provvedimenti. Io vorrei capire - e su questo concordo in pieno con il collega Serrenti - se questi provvedimenti ci sono oppure no, se questi provvedimenti non ci sono è inutile che chiunque, chicchessia, poi scarichi su questa Assemblea con grave responsabilità istituzionale colpe che sono solo ed esclusivamente della Giunta e della maggioranza, che si arroga il diritto di governare o di sgovernare questa regione. Se i documenti ci sono, io qui voglio richiamare e protestare perché il ruolo dei consiglieri viene sminuito, addirittura viene posto nella condizione di non funzionare doverosamente. Se atti, documenti, provvedimenti ci sono agli atti si consegnino immediatamente ai consiglieri, perché di aria fritta non ne abbiamo bisogno noi, ma non ne ha bisogno soprattutto la miriade di disoccupati sardi che attendono progetti cantierabili, non provvedimenti da definire chissà quando, nel mese di agosto o nel mese di... Io chiedo con molta schiettezza, proprio come ordine dei lavori, che si mettano i consiglieri nella condizione di poter avere atti sott'occhi per evitare che si parli a vuoto, per evitare che si scarichino su questo Consiglio responsabilità che a questo Consiglio non competono, perché questo Consiglio quando è stato messo nelle condizioni di funzionare ha funzionato pienamente, direi anzi che troppi provvedimenti, tanti provvedimenti approvati ancora non sono messi in essere per responsabilità procedurali, per lungaggini, o per inadempienze reali della Giunta regionale e della maggioranza.
Richiamo questa essenzialità che il Consiglio, le prerogative dei consiglieri vengano tutelate doverosamente. Sul merito della questione credo che basterebbe rimandare al giudizio delle organizzazioni sindacali, C.G.I.L, C.I.S.L. e U.I.L. che ieri in assise regionale hanno espresso nei confronti di questo tipo di operazione della Giunta per chiarire ciò che abbiamo di fronte, una totale assenza di politica economica. Stiamo seguendo le orme della Russia che chiede prestiti all'estero per poter andare avanti. Qui, per entrare nel merito, si sta cercando di indebitare il destino dei sardi, perché qualsiasi intervento di indebitamente è un onere sul futuro economico e sociale della Sardegna. Ed allora sia chiaro, questa è una responsabilità che dobbiamo valutare con molta attenzione e non è pensabile che solo perché una parte politica della maggioranza ha fatto le bizze, ha messo un termine tassativo per portare in Aula il Piano del Lavoro, solo per dimostrare che questa minaccia viene in qualche modo sorvolata, si arriva con dichiarazioni pur benevole che il Presidente Palomba si fa carico di fare a nome della maggioranza, ma sono dichiarazioni che non servono a nulla, perché la gente vuole progetti cantierabili, il Governo ha detto che vuole progetti cantierabili altrimenti quei pochi denari che lo Stato ha messo a disposizione andranno altrove.
Di queste cose dobbiamo parlare, non di progetti futuribili, se il Consiglio viene richiamato alle proprie prerogative istituzionali si dica in che cosa è inadempiente, se c'è una Commissione che ha agli atti questi provvedimenti sul lavoro si dica da quando la Commissione li ha assunti ed allora io dico: dò il mio assenso come consigliere, come Capogruppo, come componente di quest'Aula perché la Commissione lavori anche di notte, anche di domenica se occorre, perché i provvedimenti vadano avanti. Ma se questi provvedimenti non sono arrivati, se questi provvedimenti vagano da una segreteria all'altra, perché sappiamo che ci sono divergenze forti tra posizioni del Partito Democratico della Sinistra e posizioni di altre componenti della maggioranza, allora si dica chiaramente se il Consiglio vuole essere messo nelle condizioni di operare oppure no.
Questo è un richiamo, è un tema che attiene proprio all'ordine dei lavori, credo occorra smetterla con il continuare a parlare a vuoto. Se atti ci sono da compiere, questo Consiglio venga chiamato subito a compierli.
PRESIDENTE. E` stata chiesta la sospensione di mezzora, se non ci sono osservazioni riprendiamo alle otto.
(La seduta sospesa alle ore 19 e 45, viene ripresa alle ore 20 e 01)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
E` iscritto a parlare il consigliere Randaccio. Ne ha facoltà.
RANDACCIO (D.R.I e Indip.). Forse è il caso di aspettare cinque minuti, affinché i colleghi possano tornare in Aula, ed anche magari la Giunta, Presidente.
Presidente avevo chiesto a suo tempo la parola sull'ordine dei lavori, ma utilizzo questo suo invito per la dichiarazione che per quanto ci riguarda, come Gruppo di Rinnovamento Italiano, non durerà dieci minuti, perché riteniamo che in questa fase ci sia ben poco da dire se non manifestare da parte nostra la soddisfazione sul fatto che questa Giunta a suo tempo aveva preso un impegno alla conclusione della crisi con la nostra forza all'interno della maggioranza, aveva preso un impegno con le forze sociali, con le organizzazioni datoriali e con tutta la Sardegna nell'ambito di quella importante manifestazione della Conferenza sul Lavoro. Soddisfazione perché a livello di tempistica questa Giunta ha portato a termine un compito, non certo in maniera esaustiva, di essere pronta e di presentarsi al Consiglio con un programma straordinario sul lavoro. Questo rispetto dei tempi, e questa rinnovata o comunque questa manifestazione di impegno, la valutiamo con estrema positività. Non riteniamo che sia il caso oggi di entrare nel merito del provvedimento, abbiamo partecipato con il nostro impegno, ma riteniamo che questo documento possa essere migliorato, e sia a livello individuale sia come Gruppo consiliare utilizziamo i livelli istituzionali previsti dal Consiglio sia nei lavori di Commissione, sia nei lavori del Consiglio per apportare quelle modifiche che riteniamo possano migliorare questo documento.
E qui mi fermo, se non manifestando sempre come Gruppo consiliare di Rinnovamento Italiano, la nostra insoddisfazione nei confronti di alcune parti di questo Consiglio che hanno manifestato oggi scarsissima volontà di collaborazione su un tema e su un problema che invece dovrebbe stare a cuore a tutto il Consiglio.
Si sono viste delle manifestazioni di puro ostruzionismo, di pura opposizione fine a se stessa, che non creano un clima adatto all'interno di questo Consiglio. Forse, con molta probabilità (io sono certo di questo) questo rinnovato impegno e questa manifestazione di impegno di questa Giunta regionale poco aggrada chi, in una fase preelettorale, ritiene di poter utilizzare su un problema così importante, come quello del lavoro, ed ancora di più per quanto riguarda il nostro punto di vista per quello che attiene allo sviluppo economico nella nostra regione, questo grande tema per fare propaganda elettorale. Credo che non siamo nei tempi, negli spazi adatti per fare questo. Invito tutti i colleghi di maggioranza ed opposizione a valutare con estrema attenzione questo documento, e dare tutto quanto è possibile dare sulle rispettive posizioni politiche ed anche di politica economica per migliorare questo documento.
Noi come Rinnovamento Italiano lavoreremo in questo senso, speriamo che se ne possa avere giovamento per tutti noi come Consiglio e sostanzialmente per i sardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Locci. Ne ha facoltà.
LOCCI (A. N.). Ci ha incuriosito molto l'intervento del collega Randaccio perché è riuscito a parlare in dieci minuti di qualche cosa che non c'è, invitando le opposizioni a confrontarsi su un documento che non c'è.
RANDACCIO (D.R.I e Ind.). Ci sono i passaggi istituzionali. Entreremo nel merito quando ci si potrà entrare nel merito nelle commissioni competenti.
LOCCI (A.N.). Allora, non parliamo di questo documento, quando avremo i documenti parleremo anche di questo. Credo, per esempio, che alla Conferenza del lavoro siamo andati, abbiamo raccolto la sfida e abbiamo fatto le proposte, quando ci saranno i documenti faremo altrettanto anche questa volta.
Tuttavia credo Presidente che le comunicazioni della Giunta, a dispetto dell'articolo 119, non avessero come destinatario il Consiglio. Ecco perché non mi sono ritenuto offeso dal fatto che le dichiarazioni del Presidente, tutto sommato, fossero costituite da dichiarazioni di intenti, dichiarazioni futuribili. Come nasce l'esigenza del Presidente che chiede di poter fare delle comunicazioni al Consiglio? Facciamo memoria subito e cerchiamo di capire qual è l'oggetto vero delle comunicazioni del Presidente oggi in Aula.
Intorno al 3 luglio accadde che questo Consiglio approvò una mozione con la quale invitava il Presidente della Giunta a revocare il signor Capelloni dalla presidenza del consorzio 21, perché lì nasce la questione che porta alla richiesta di comunicazioni a questo Consiglio. All'indomani dell'approvazione di quella mozione apprendiamo dai giornali e dal segretario Valentini che questo Consiglio, o meglio in questo Consiglio vi erano troppi cani rognosi, perché queste furono le parole usate dal segretario romano di Rifondazione Comunista, e disse che o si dava la fiducia a questo Governo entro il mercoledì successivo oppure cadeva la Giunta. Questo fu l'ultimatum di cartone che fece il segretario regionale di Rifondazione Comunista, dopo di che parlò ancora dicendo che il disimpegno sarebbe stato inevitabile ove non vi fosse stato un pronunciamento in materia di urbanistica, di lavoro, credito e nomine; benissimo! Mi dispiace che non vi siano i colleghi di Rifondazione o forse c'è la collega più carina di Rifondazione, perché gli altri essendo dei giovinotti e neanche troppo carini...
Dicevo questo anche perché mi piace parlare in termini schietti e con la collega preferisco evitare, perché devo dire delle cose spiacevoli come quelle che ho appena detto, e dirle a Marina francamente non me la sento!
Rimane il fatto che le comunicazioni del Presidente oggi erano rivolte, per esempio, al collega Vassallo; il destinatario di queste comunicazioni non era il Consiglio, non era il Gruppo di Alleanza Nazionale: era Rifondazione Comunista. Allora qui siamo alla prova della verità; qui non è questione di verificare se le dichiarazioni del Presidente sono belle, brutte, interessante, dritte o storte! Le dichiarazioni sono dichiarazioni che ammettono una cosa semplice: che gli ultimatum di rifondazione sono ultimatum di cartapesta. Non vi è stato alcun voto né sull'urbanistica, caro Vassallo, né sul lavoro, né sul credito, né sulle nomine; questo diceva il suo segretario generale quando definiva cani rognosi alcuni colleghi dell'aula, e su queste materie però non vi è stata alcuna fiducia. Allora Rifondazione, questo grande partito tutto d'un pezzo che cosa fa? E` veramente diventato un partito che assomiglia ad una corrente della vecchia Democrazia Cristiana, che insegue qualche seggiola al consorzio 21 e dintorni, oppure è quel partito orgoglioso e magistralmente interpretato da quel segretario romano che oltre insulti poi invece alla prova dei fatti si dimostra un tranquillino signore che per mantenere un assessorato a sovranità limitata e qualche posto nei consigli di amministrazione non reagisce? Allora la sfida ve la lanciamo noi.
Qui caro Vassallo il Presidente ha dato mere comunicazioni che non riguardano l'urbanistica, che non riguardano il credito, che non riguardano le nomine. Non c'è la fiducia a questa Giunta; ed allora, che cosa ci fate in Giunta?
Se le parole veramente hanno ancora un peso nella politica, se le parole date hanno ancora un peso tra galantuomini prima che in politica, ma vi state rendendo conto che vi state ridicolizzando davanti all'opinione pubblica, ma più ancora davanti al giudizio dei colleghi, degli avversari, dei colleghi di maggioranza, voi non siete più credibili, gli ultimatum di Rifondazione d'ora in poi veramente faranno ridere i polli, voi avrete perso il diritto di porre ultimatum a chicchessia, voi vi state dimostrando oggi, accettando le dichiarazioni del Presidente, un partito di cartapesta. Questo è il punto!
Vassallo lei mi deve dire se valgono ancora quelle parole pronunciate dal suo segretario regionale: non c'è fiducia, non c'è urbanistica, non c'è credito, non c'è niente di tutto questo. Ed allora, la vera questione è proprio questa: c'è una maggioranza traballante, c'è all'interno di questa maggioranza traballante un partito che ha perso per strada la dignità di stare correttamente nelle istituzioni. Voi state veramente affossando definitivamente le istituzioni; nelle istituzioni si sta dando seguito ai programmi che ci si propone di attuare. Voi, invece, pur di salvare un assessorato e due posti siete ancora lì ad abbaiare - devo dire - sottovoce questa sera, e non sapete dare risposta a quelle cose che voi stessi avete detto, che erano l'unico oggetto e motivo per poter stare in una maggioranza.
Ed allora, noi prendiamo atto che questa maggioranza può viaggiare anche zoppa, anche con una Rifondazione che urla tanto ma che alla fine fa poco. E' ormai la ruota debole di questa maggioranza, è una ruota di scorta, è una forza politica che si è giocata la credibilità in questa fase. Questa è la verità, altro che urlare di lavorare di sabato e di domenica! Si lavora di sabato e di domenica quando ci sono documenti per lavorare, caro Vassallo. Allora, ci dica qual è il piano straordinario del lavoro, ci dica dove è pendente, perché noi siamo ardenti e molto interessati a studiarlo per confrontarci.
Il piano del lavoro, che è stato l'ultimo degli ultimatum, perché questi ultimatum poi si sono minacciati nei giorni, si è passati dai cani rognosi fino ai barboncini, e l'ultimo degli ultimatum, veramente grottesco a questo punto, parlava di "Piano straordinario del lavoro"! E allora, arrivano i romani e ci dicono che ci dobbiamo dotare del piano straordinario del lavoro.
Da questo ne deduciamo intanto che l'Assessore della programmazione aveva scherzato qualche giorno prima quando ci aveva presentato il Documento di programmazione economica e finanziaria, perché se quel documento di programmazione economica e finanziaria, che è un documento che programma e traccia per i prossimi anni le linee programmatiche ed economiche di questa maggioranza, allora, ragazzi, io mi chiedo ma perché lo avete approvato voi di Rifondazione? Ma perché, caro Vassallo, avete approvato il DPEF? State facendo veramente ridere tutti! Avete approvato un documento che sarebbe dovuto essere il documento risolutivo verso i problemi dell'Isola e dopo alcuni giorni avete chiesto il piano straordinario del lavoro. Non è che questi piani straordinari del lavoro vi vengano in testa magari dopo la bocciatura di Cappelloni? Non è che dietro il lavoro magari stato macinando con una logica vetero democristiana? Non è che dietro di voi si nasconda ormai un partitino in difficoltà che sta cercando di occupare potere e non di fare politica? Questo, sai, è un problema che sta iniziando a emergere. Allora è l'opposizione che sfida la maggioranza: portateci un piano del lavoro, ma non straordinario, Vassallo, portatecelo almeno ordinario. Portateci un piano del lavoro almeno ordinario! Consentite all'Assessore della formazione professionale di portarci la riforma. Egli scrive sui giornali che ce l'ha pronta da due anni e non vediamo arrivare in aula alcuna riforma sulla formazione professionale. Ma allora il lavoro lo volete o non lo volete? Il lavoro lo volete qualificato o non lo volete qualificato? Lo volete aggiornato alla domanda del lavoro oppure no? Ma perché non vi limitate a fare le cose che dovete fare? Perché non diventate una maggioranza normale e perché voi di Rifondazione Comunista non diventate un partito normale?
La partita è tutta qui, non c'è da entrare nelle dichiarazioni del Presidente, abbiamo scoperto in via oramai definitiva che Rifondazione Comunista è la ruota da scorta di questa maggioranza, che il suo segretario regionale si diverte molto sui giornali a fare invettive a questo Consiglio e a dare ultimatum, ultimatum che però poi alla fine non rispetta, perché vuole salvare un misero assessorato e qualche posto di sottobottega. Questa è la vera questione!
Allora, Vassallo, noi sfidiamo lei, ci porti presto in quest'aula, visto che avete deciso di giocarvi la dignità di un partito e di rimanere come ruota di scorta in una maggioranza, ci porti al più presto il piano del lavoro. Quando si porterete il piano straordinario del lavoro e lo porterete nelle Commissioni noi faremo la nostra parte, per ora abbiamo scoperto che esiste una forza politica che non ha più dignità, che insedia qualche poltroncina e che i suoi ricatti e le minacce valgono veramente poco.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Credo che, anche vedendo all'indietro, in retrospettiva, quello che è stato fatto nei mesi scorsi, soprattutto la Conferenza regionale sul lavoro, le attese che ha suscitato, le speranze e la partecipazione anche della Sardegna, questo sia uno degli atti tra i più significativi della legislatura.
Io avrei preferito, e non ne faccio mistero, l'ho detto in diverse sedi, che venisse utilizzato l'articolo 118 e non il 119, perché avrebbe consentito a tutti i consiglieri regionali di intervenire nel merito, di contestare, di contrastare o di condividere seppure attraverso ancora le dichiarazioni del Presidente, ma l'atto avrebbe avuto sicuramente maggiore solennità.
Siamo di fronte, comunque, a un qualche cosa che è stato definito seppur in itinere. La Giunta ha approvato un programma straordinario, che non è un DPGR, non è un decreto del Presidente della Giunta regionale, e come tutte le cose della politica e soprattutto quando le coalizioni sono così difficili, provengono da storie, da esperienze e da sensibilità così diverse, è sintesi o forse l'inizio di una sintesi tra culture diverse, tra proposte diverse e tra progetti diversi, e va in questo riconosciuta la fatica che non è solo la fatica di governare, è la fatica di comporre filoni di cultura, di comporre prospettive anche e speranze perché nessuno di noi è omologato all'altro, nessuna forza politica della coalizione è omologata all'altra. E io credo che pur nella speranza e nel lavoro, che almeno dal mio punto di vista deve essere fatto, per costruire in maniera ancora più visibile l'Ulivo (diciamo così) o l'alleanza del centrosinistra, perché questo è ormai nell'immaginario collettivo anche dell'elettorato sardo che chiede di sapere il progetto di una coalizione, seppur questo rimane l'obiettivo per il quale molti lavoriamo, io sono tra quelli, però è difficile e credo che sarebbe anche improduttivo e inutile mortificare e cancellare le singole sensibilità. Quindi, questo è un progetto che nasce attraverso l'incontro di diverse culture e di diverse sensibilità. E già il fatto che si mettano insieme, cosa impensabile fino a qualche anno fa, è un fatto di grande rilievo democratico in Sardegna, di grande rilievo politico che nessun regolamento, nessuna bagarre anche consiliare può sottacere o mettere in discussione.
D'altro canto la Conferenza per il lavoro aveva messo in moto molte energie in Sardegna, aveva sollecitato l'impresa che aveva partecipato, aveva sollecitato i sindacati, il mondo del lavoro, che aveva partecipato e che intende partecipare perché anche i sindacati sono stati richiamati qui da qualche collega prima, i sindacati che fanno il loro mestiere naturalmente e quando sollecitano e si mettono in posizione di scontro anche frontale col Governo della Regione così come si mettono e si stanno mettendo in scontro frontale col Governo del paese, non solo fanno il loro mestiere ed interpretano ansie e bisogni del paese, ma intendono e vogliono partecipare dal loro angolo visuale, dal loro punto di vista, dalle loro posizioni di rappresentanza a costruire un progetto per lo sviluppo generale della Sardegna.
Il problema del lavoro è il problema del paese, noi stiamo discutendo in Consiglio regionale negli stessi giorni e nelle stesse ore in cui il Parlamento nazionale è impegnato a discutere la fiducia al Governo Prodi, la fiducia che ha come punto centrale, punto nevralgico il problema del lavoro. Quindi, lo sforzo è comune e noi vogliamo partecipare a questo sforzo comune, siamo convinti che in Europa non si può entrare con la società di due terzi, magari succede poi che in Sardegna o nel sud non sono i due terzi che entrano in Europa traditi ma è quel terzo e forse anche meno di ricchezza o presunta ricchezza che entra in Europa e i due terzi o più dei due terzi rimangono nell'emarginazione, questo è uno dei punti nodali per la democrazia italiana, ma credo anche per le istituzioni regionali; certo è un problema del Governo, è un problema della maggioranza, certo è un problema che riguarda la coalizione di governo in Sardegna e su questo verrà chiamata dagli elettori, dal giudizio severo degli elettori ma è un problema delle istituzioni pubbliche se non si risolve, se non c'è questa attenzione e questo concorso di forze, di intelligenze a risolvere uno dei nodi storici del nostro paese, sono le stesse istituzioni pubbliche che vengono messe in discussione e credo la stessa democrazia.
Io ho colto dalla dichiarazione del Presidente due cose che mi paiono importanti e che sottolineo adesso, anche perché poi da consigliere regionale come tutti i colleghi ci riserviamo quando i provvedimenti seguiranno l'iter parlamentare ed arriveranno in Aula e nelle Commissioni, ci riserviamo di esprimere la nostra scelta, i nostri pareri e le nostre convinzioni, i nostri emendamenti eventualmente, ma già oggi ho colto due assi importanti: le risorse, e sono gli assi proprio sui quali oggi si può costruire una politica per il lavoro.
Sulle risorse colgo che c'è uno sforzo intelligente della Giunta e sicuramente dell'Assessore del bilancio che così come si era impegnato in occasione della manovra finanziaria per il 1998, sostiene (lo sostiene pubblicamente) che è possibile reperire una notevole somma, una notevole massa finanziaria nel 1998 da impegnare finalizzata al lavoro, la cifra non è indifferente, questo è un impegno che marca e segnala un atto di coerenza rispetto alle posizioni e alle indicazioni che sono state date durante la discussione e l'approvazione della finanziaria 1998; c'era un impegno, coerentemente quell'impegno si sta trasferendo in questi documenti.
L'altro problema delle risorse riguarda sicuramente lo Stato; la Giunta è impegnata a rinegoziare con lo Stato attraverso diversi strumenti un nuovo patto, ma anche l'idea di ricorrere ad un circolo che coinvolge lo Stato attraverso la cassa depositi e prestiti gli enti locali e la Regione mi sembra un'idea seria ed innovativa condivisa dal sistema delle autonomie locali e della Regione, d'altro canto noi saremmo poco intelligenti se non utilizzassimo la opportunità che ci viene offerta del Governo nazionale che consente da qualche mese anche alle regioni di poter in qualche modo concorrere attraverso la cassa depositi e prestiti al finanziamento delle opere nei comuni, mettendo in moto cantieri, mettendo in moto lavoro, non abbiamo la maglia rosa su questo, e neanche la maglia gialla per stare a questi giorni, perché - lo dico all'onorevole Amadu che si è scagliato contro questa ipotesi - la prima Regione che ha autorizzato già e che sta utilizzato già (c'era da scommettere) naturalmente questo meccanismo è la Lombardia, è Formigoni, come dire che questi problemi ed anche il ricorso a questi meccanismi, a questo tipo di mutui non ha colore, non è schierata né con un Polo questa idea né con la coalizione dell'Ulivo del centro-sinistra; è un'idea che in qualche modo stanno sperimentando, a meno che il Governo del Paese non abbia come punto di riferimento le regioni ricche d'Italia che non avrebbero neanche bisogno di queste cose. Quindi, noi arriviamo buoni secondi se dovessimo farlo, ma già avendo come indicazione una regione, che se ricorre, sarà anche ricca ma noi siamo ricchi di poveri, siamo ricchi di disoccupati, abbiamo tutto il dovere di ricorrere a tutti gli strumenti verificandoli, approfondendoli perché dobbiamo approfondirli nelle sedi giuste ed opportune a tutte le opportunità che il momento ci offre.
Io, sono costretto a chiudere naturalmente ma dico solo che l'onorevole Bonesu ha detto alla Giunta: "state per scappare con la cassa" in sostanza, cioè: non lasciate niente a quelli che verranno dopo, non lasciate nulla agli amministratori che verranno nella prossima legislatura. Io non credo che la Giunta stia per scappare con la cassa e con il tesoretto accumulato attraverso questi documenti, credo però che comunque ci sia l'esigenza della fretta, cioè di fare in fretta, un invito che rivolgo a conclusione di questo mio breve intervento è che si faccia presto, che si faccia presto a portare i documenti e i disegni di legge in Consiglio, che si faccia presto a instaurare col Consiglio regionale questo rapporto dialettico e sono convinto che sarà quella la sede nella quale si scontreranno progetti, se ve ne sono, progetti alternativi, oppure si potranno trovare anche punti di incontro; io sono convinto che al di là dei conflitti e delle polemiche che quella sarà la sede nella quale noi potremo confrontare progetti alternativi se ve ne sono, oppure anche come mi auguro trovare punti di incontro perché l'obiettivo che abbiamo credo che sia comune a tutto il Consiglio regionale.
PRESIDENTE. Poc'anzi io nel riprendere i lavori e nel seguire la sequenza degli interventi assegnando la parola per dimensione di Gruppi ho saltato il collega Balia, me ne scuso e gli dò la parola ora.
E` iscritto a parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
Balia (F.D.S. - Progr. Sard.). Grazie Presidente, ho ascoltato con attenzione, credo al pari degli altri consiglieri, le comunicazioni del Presidente Palomba sulle problematiche legate al lavoro e debbo immediatamente dire che comprendo in qualche maniera il disagio di una parte dell'Aula che avrebbe gradito, avrebbe preferito affrontare il problema del lavoro avendo a disposizione tutta la documentazione, tutti gli elaborati ai quali poi fare riferimento e fare dei riferimenti concreti, anche i riferimenti critici necessari purché si tratti di critica ovviamente costruttiva.
Ecco però pure comprendendone questo disagio io manifesto un disagio personale di natura opposta, io avrei gradito che oggi il dibattito nell'Aula anziché svolgersi sulla base dell'articolo 119 del Regolamento, che finisce con l'essere una comunicazione di natura informativa, rapida, accelerata ed eccessivamente breve, e una serie di interventi altrettanto rapidi e brevi, avesse potuto avere un dispiegarsi, uno svolgersi più ampio, più importante senza che si arrivasse peraltro ad una conclusione definitiva, cioè avrei preferito che la Giunta regionale non trasformasse in atto deliberativo la proposta, contrariamente ad altri colleghi, proprio perché quel metodo della concertazione a cui si è fatto riferimento fosse recuperato a pieno, proprio perché si tratta di un impegno assunto dalla Giunta regionale in altra sede e cioè nella sede di conferenza per il lavoro medesimo.
Ora, il fatto che la tempistica non sia esattamente questa ovviamente non deve impedire alla Giunta regionale di recuperare quella necessaria concertazione con i sindacati in maniera da trasformare l'informazione dando l'opportunità alle altre parti di dare il loro contribuito fattivo.
Io parto, poi, rispetto alle dichiarazioni del Presidente da una consapevolezza che credo che sia una consapevolezza fatta anche di realtà; la Regione sarda, lo abbiamo detto più volte, non può oggi e non potrà mai, ma credo che non possa nessuna regione d'Italia risolvere da sola, risolvere in solitudine il problema del lavoro. E` un problema che richiede masse finanziarie enormi, è un problema che richiede interventi cospicui, sostanziosi, importanti, è un problema che affligge la Regione sarda in misura certamente più importante di altre regioni ma che affligge altresì tutte le altre regioni italiane ed è un problema che affligge l'Europa, il dire che la Regione sarda da sola non può oggi e non potrà in futuro risolvere il problema del lavoro ovviamente non significa dire che la Regione sarda non debba svolgere il proprio ruolo e non debba recitare anch'essa la giusta parte, deve recitarla ma anche con quella necessaria concertazione e la ricerca di quel concorso anche progettuale e anche programmatico oltre che di risorse finanziarie col governo.
La Giunta, io mi rendo conto nella predisposizione di questo dispositivo di legge ha fatto certamente una sforzo importante rispetto alle parti del documento che conosco, rispetto all'approccio che il Presidente ha avuto in Aula vi è certamente un giudizio positivo pure sotteso però da alcune perplessità, e le perplessità riguardano, per esempio, se ci siamo posti con la dovuta chiarezza la domanda su che tipo di sviluppo vogliamo per la Sardegna, qual'è la vocazione naturale dei cittadini della Sardegna e di questo territorio e se risorse e programmi siano canalizzati e indirizzati tenendo conto della risposta che a questa domanda deve essere fatta. Ovviamente rispetto a questo aspetto e per le conoscenze del dispositivo che ho, ho detto che restano delle perplessità ed ovviamente saranno necessari interventi di modifica ed interventi di correzione, interventi che servano a dare un diverso indirizzo e probabilmente un costrutto un attimino più ampio. Tutto sommato mi pare di poter dire che il dispositivoprevede interventi sufficienti, probabilmente per il settore industriale e artigianale, mentre mi pare che siano mancati - e chiedo scusa se ciò non rispondesse a verità - accenni seri per quanto riguarda i settori dell'agro-industria, dell'agricoltura, dei parchi, del turismo, dei beni culturali e, infine, aggiungo dei PIA regionali, se consideriamo che i PIA regionali dovrebbero essere uno strumento forte ed importante da utilizzare proprio per trasformare la struttura economica della Sardegna; mentre i PIA provinciali difficilmente possono incidere in maniera sostanziale sul sistema economico, o sulla trasformazione strutturale.
Ovviamente, rispetto a questi argomenti, il Gruppo di Federazione Democratica si riserva di presentare emendamenti, aggiustamenti, proposte, in maniera da riempire di ulteriori contenuti la proposta che la Giunta regionale ha fatto.
Mi è parso anche di comprendere che, oltre ad aver messo a disposizione del sistema delle imprese e della produzione, consistenti risorse finanziarie attingendo al bilancio regionale, mi è parso di comprendere che vi è poi il ricorso a forme di indebitamento anche consistenti ed importanti.
Siccome ciascuno di noi è abbastanza memore, consapevole degli impegni che più volte, in quest'Aula e nelle rispettive Commissioni, abbiamo assunto anche come forze politiche di maggioranza rispetto al contenimento dell'indebitamento, ovviamente quindi questo risulta argomento che può lasciare perplessi e che, in ogni caso, lascia, perlomeno il sottoscritto, abbastanza preoccupato, soprattutto se l'entità fosse molto consistente. Ovviamente, seppure l'entità dell'indebitamento fosse consistente, ma vi è la matematica certezza che gli indirizzi, che le disposizioni contenute all'interno della normativa, consentono linee guida verso interventi di natura squisitamente produttiva, o comunque di natura con propensioni soprattutto verso il settore produttivo e dell'impresa, e cioè verso quel settore che è capace di alimentare e di produrre a sua volta reddito, senza ulteriori interventi assistenziali; allora il ricorso all'indebitamento può anche essere concepito, può anche essere utilizzato. Ovviamente, se invece mancassero queste certezze, se vi fossero forti rischi che si ricorre all'indebitamento, ma non si risolvono nodi strutturali del sistema economico sardo, che si ricorre all'indebitamento, ma di qui a fra uno o due anni quel ricorso all'indebitamento potrebbe solo peggiorare il sistema della liquidità, proprio perché vi sono le quote di ammortamento delle rate dei mutui, e gli indirizzi dati non fossero quelli ottimali verso il settore della produzione capace di produrre reddito, ovviamente le conclusioni sarebbero completamente diverse.
Io evidentemente auspico che il disegno di legge contenga questi elementi e viaggi in questa direzione, auspico che per le carenze che eventualmente fossero presenti vi siano risorse culturali sufficienti per intervenire e darne le giuste correzioni, e allo stato dei fatti, ovviamente esprimo, nei confronti della Giunta regionale per il lavoro prodotto, che è certamente di impegno, ed importante, un giudizio positivo. Ovviamente, questo giudizio positivo, allo stato delle cose, è venato da accenni di natura critica, in attesa che vi siano i necessari chiarimenti e la visione di una proposta globale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Signor Presidente, sconforta intervenire in un dibattito, a nostro avviso, tanto inutile, quanto purtroppo - mi dispiace affermarlo - tale da rasentare anche il ridicolo.
Lo scenario, Presidente Palomba e colleghi, è surreale; non altri termini esistono per definirne i contorni e le modalità di svolgimento. Prima, un'ora di ritardo con la latitanza della Giunta regionale, quindi la ricomparsa immediata della compagine governativa e le dichiarazioni rese dal Presidente Palomba sul niente. Questi sono scenari surreali.
Se Luis Buñuel, non fosse già da tempo passato al mondo dei più, penseremo davvero che si tratta di un nuovo scenario dipinto dal grande maestro.
Presidente Palomba, in tutta franchezza, la richiesta di rendere dichiarazioni all'aula è una sua legittima prerogativa, ma, francamente, poteva risparmiarcela, perché in questo modo, Presidente, lei pensa di poter far dimenticare ai sardi quello che è stato in questi quattro anni. Lei pensa che in questi dieci minuti di sue dichiarazioni sul niente, la questione della disoccupazione, ma oserei dire della fame per centinaia e migliaia, non solo di giovani, ma di meno giovani, di padri di famiglia in Sardegna, per un terzo dei cittadini di questa sciagurata Isola, mi dica lei, Presidente, se la questione può essere liquidata nel volgere di dieci minuti.
Un fatto su tutti campeggia: un partito della maggioranza ha chiesto che venisse portata all'aula del Consiglio regionale, una proposta per il lavoro. E` un fatto innegabile, anche per i compagni, che oggi al Consiglio non è stato presentato niente e poi niente, e questo all'onorevole Vassallo, che si accontenta di tutto, piaccia o non piaccia.
(Interruzione del consigliere Vassallo)
PITTALIS (F.I.). Lei continui, mi fa piacere che lei sia così speranzoso, che ragioni in positivo. Peccato che fuori da quest'aula, onorevole Vassallo, ci siano tanti operai, quella classe operaia che avete forse ieri difeso, ma oggi, con i vostri comportamenti, state turlupinando. E l'annuncio della presentazione di disegni di legge e collegati non è un atto politico, non è un mero fatto, ma è solo una mera enunciazione, nulla di più. Vogliamo allora discutere di enunciazioni di principio? Facciamolo. Facciamolo al solo scopo di lasciare alla memoria storica la consapevolezza che non ci tiriamo indietro neanche dinanzi alle provocazioni beffarde di una maggioranza e, ahimè, perché il ruolo, la funzione di questa maggioranza coinvolge anche il ruolo del Consiglio nella sua interezza, di un Consiglio oramai degno solo del tardo impero romano. Aspettando Odoacre proseguiamo.
Non esiste un piano, è un fatto, Onorevole Vassallo, piaccia o non piaccia alla sua consorteria, ma oggi, signori del Partito della Rifondazione Comunista, vi hanno nuovamente bidonato come per l'onorevole Capelloni. Lo specchietto per le allodole cui abboccate nuovamente. E la cosa peggiore è che abboccate anche felici, perché io ho visto soltanto espressioni di diletto e di sorriso. Mi spiace utilizzare termini forti in quest'aula, ma si tratta, purtroppo, di un ennesimo bluff di questa Giunta; non una sola parola nuova, non una sola proposta nuova, non una sola lira, onorevole Vassallo, se lo scolpisca bene, non una sola lira nuova! Qualche giorno fa è stato approvato il decreto per la programmazione economica e finanziaria, la creatura tanto voluta dall'onorevole Assessore alla Programmazione ed al Bilancio.
Ecco, è arrivato l'Assessore, e proprio a lui mi voglio rivolgere e lui voglio invitare, Assessore Scano, perché, visto che è già in piedi, rimanga in piedi ora in aula, o se si siede la inviterei ad alzarsi e a dichiarare la verità, e cioè che nel documento approvato in Commissione, in quel documento di programmazione economica e finanziaria che tanto sta a cuore a lei, non esiste una sola lira nuova, un solo progetto innovativo, un solo accenno a nuovi progetti di legge; niente di niente. Anzi, quel documento ha sicuramente suscitato contrasti all'interno della maggioranza, che vedeva da un lato una parte rigorista, proprio che fa capo a lei, anche sulla necessità di mettere mano alle risorse, alla programmazione delle risorse, e altra parte, invece, che ritiene di poter portare al collasso e alla bancarotta questa Regione, impegnandola ancora con i mutui, ma senza alcun intervento strutturale per contenere le spese, e soprattutto per eliminare quelle spese assistenziali, quelle spese clientelari, quelle spese che non servono, non una sola parola per tutto ciò che, Assessore, lei conosce bene: EMSA, SIPAS, e compagnia cantando, dove, se la Commissione nominata da Bruxelles dovesse accertare che quelli sono aiuti posti in essere in violazione delle direttive comunitarie, bene, non basteranno forse duecento - trecento miliardi, e questi miliardi sono sicuro che forse l'onorevole Sandro Valentini, o per esso l'onorevole Vassallo, troveranno anche qui la chiave magica per inventarli. Se dico il falso, se esistono miliardi aggiuntivi, progetti di nuovi mutui, allora, Assessore Scano, mi smentisca, per favore, ma mi smentisca pubblicamente; lei ha reso delle dichiarazioni che sono agli atti, in commissione, e lei ha categoricamente escluso il ricorso a nuovi mutui. Oggi sentiamo, dall'Assessore Palomba, parlare del reperimento di seicento miliardi, a cui si aggiungeranno altri miliardi, per altro indefiniti, che logicamente saranno il frutto dell'accensione di nuovi mutui. Allora, si metta d'accordo Assessore, col suo Presidente. Signori della maggioranza, chiaritevi le idee, perché in questa confusione certamente l'opposizione non vuole neanche confrontarsi; l'opposizione è disposta al confronto, ma solo su elementi chiari, proposte chiare, progetti chiari. Sull'accensione di nuovi mutui non aggiungo niente di nuovo, rimando ai lucidi e condivisibili interventi resi in quest'aula, proprio dall'allora Presidente del Gruppo Consiliare pidiessino, l'onorevole Piersandro Scano, che facevano riferimento al preoccupante tasso di indebitamento raggiunto dalla Regione Sardegna.
Sui progetti alla completa evanescenza politica a cui ci avete costretto in questo dibattito - lo ribadisco - inutile, facciamo presente che si tratta solo di aria fritta, per giunta stantia.
Abbiamo bisogno di provvedimenti normativi, progetti finanziabili, reperimento certo delle risorse. In fondo questo, colleghi, è quello che distingue un'Assemblea legislativa -onorevole Vassallo, mi rivolgo sempre a lei, perché mi pare che fra tutti è quello che ci crede veramente di più, sopra ogni altro -è ciò che distingue un'assemblea legislativa da un bar dello sport.
Ma il principale limite delle dichiarazioni rese dall'onorevole Palomba in aula consiste nella mancanza di capacità di comprendere che fino a quando non verranno risolti i soliti citatissimi nodi strutturali dell'Isola, e cioè trasporti, vie di comunicazione, continuità territoriale e via discorrendo, con una litania tanto giusta quanto noiosa. Quello, Presidente, è il vero nodo da sciogliere, il resto viene dopo.
Alcuni degli interventi che lei ha citato, presidente Palomba, esistono già, ma questi sono strumenti ordinari, e non possono non essere condivisi. Il problema è che questa maggioranza si ferma troppo spesso all'analisi e non va oltre l'analisi, oltre, peraltro, quella che è l'evidenza. Ma non è stato pensato un solo nuovo percorso politico ed economico. Si tratta di una cultura, la cultura d'impresa che non avete, come non avete cultura politica, oltreché vergogna. Lo diciamo sommessamente. Ma davvero ci pare insopportabile essere trascinati in un dibattito così infruttuoso, così programmaticamente sterile, così indecentemente beffardo! A noi non piace spolverare i problemi, ci piace affrontarli con serietà. E davvero questa non è l'occasione adeguata se non per segnalare che una maggioranza adeguata alla situazione non esiste. Non lo diciamo noi, ma purtroppo lo confermano anche gli incresciosi fatti di questa sera.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Presidente del Consiglio, Presidente della Giunta...
PITTALIS (F.I.). Presidente, non va bene.
PRESIDENTE. Perché non va bene?
PITTALIS (F.I.). Presidente, si è sempre seguita una consolidata prassi, che il rappresentante del maggior gruppo di opposizione possa avere per ultimo la parola. Mi rendo conto che oggi è venuta meno, non so per quale disegno avallato dalla Presidenza del Consiglio.
PRESIDENTE. Abbiamo seguito una prassi, che non è una prassi, di dare la parola in ordine decrescente o crescente, a seconda dell'ordine, ai colleghi consiglieri oratori. Il Gruppo di maggioranza relativa è il Gruppo del P.D.S., io prima ho fatto solo un errore, e mi sono scusato, perché nella mia scaletta, nell'interruzione, avevo saltato il collega Balia, a cui ho dato, questa volta sì, la parola dopo il collega Locci, ma non c'è una prassi. Questa è la sequenza che abbiamo sempre seguito. Le costruisco la storia di questa vicenda. Inoltre, questo non è un dibattito interattivo, perché ognuno fa le proprie dichiarazioni, quindi non mi pare che ci siano particolari...
Prego, onorevole Cugini.
CUGINI (Progr. Fed.). Intervenire per ultimo non è un privilegio, anzi; quando gli interlocutori sono conoscitori della materia rischiano di togliere argomenti agli interventi successivi. Il collega Pittalis, che è un grande conoscitore della materia del lavoro in effetti mi ha tolto un mare di argomenti, e quindi starò senz'altro nei dieci minuti, perché tratterò solo le competenze che derivano dal rappresentare la forza politica di maggioranza relativa del Governo di questa Regione.
Il programma che il presidente Palomba, a nome della Giunta ha presentato all'Aula, anche quando facciamo polemica tra di noi, dobbiamo riconoscere che è rispettoso di impegni assunti prima in aula e poi fuori dall'aula, nel corso del confronto con le forze sociali e le organizzazioni sindacali del lavoro dipendente e dell'impresa, riportate in un dibattito e concentrate in un dibattito durante la Conferenza per il lavoro e lo sviluppo. Si deve apprezzare il fatto che, a tre mesi di distanza, la Giunta regionale quest'oggi ha approvato un documento per un programma straordinario sullo sviluppo e sul lavoro, che era, dall'Aula, stato sollecitato e apprezzato qualora fosse stato definito appunto nei tempi che erano stati proposti all'attenzione della nostra Regione, del popolo sardo.
Quindi, da questo punto di vista, siamo di fronte ad un impegno mantenuto. Ora occorre, nei prossimi giorni, verificare se i contenuti della proposta del programma straordinario, rispondono alle scelte che sono state sottoposte, sempre all'attenzione di questo Consiglio, nel confronto che in aula si è sviluppato in diverse occasioni a sostegno del lavoro e dello sviluppo. La Giunta ha approvato una proposta; il Consiglio, nei prossimi giorni, nelle sue diverse articolazioni, sarà chiamato ad un approfondimento, ma io suggerisco alla Presidenza della Giunta e alla Giunta, che nei prossimi giorni, nelle prossime ore, si apra il confronto con le forze sociali, per verificare se l'indicazione di lavoro che è stata licenziata dalla Giunta, corrisponde appieno alle indicazioni che sono state date nel corso della Conferenza per il lavoro. Ed aggiungo che se dovessero arrivare, da quelle organizzazioni, suggerimenti migliorativi del lavoro che è stato svolto, occorre predisporsi per accoglierli, perché noi siamo per una partecipazione ampia delle forze sociali e degli enti locali della Sardegna, per meglio definire i contenuti e le scelte per lo sviluppo della nostra Regione. Questo era lo spirito della Conferenza.
Noi, maggioranza, abbiamo detto: occorre concertare con le forze sociali, con gli enti locali, con le organizzazioni sindacali, ed occorre stabilire un tavolo a quattro gambe, per chiudere una indicazione di lavoro capace di rispondere alle aspettative. Quindi io penso che la comunicazione che il presidente Palomba ha fatto all'Aula deve essere apprezzata, perché è una comunicazione che annuncia un fatto avvenuto, che richiama un impegno assunto e apre una nuova fase che permetterà a tutti di misurarsi e di entrare nel merito. Quindi io non darei giudizi definitivi; stiamo alla comunicazione che il Presidente ha fatto, stiamo all'indicazione che viene proposta, riserviamoci di fare delle valutazioni di merito, perché quando ci confronteremo nel merito e sul merito della proposta sono convinto che tanti temi che sono stati trattati nelle Commissioni saranno richiamati e troveranno delle giuste...
Aggiungo, perché sono fiducioso quando si trattano problemi così complessi, che molti provvedimenti potranno essere licenziati dalle Commissioni, anche con pareri e voti unitari da parte del Consiglio, perché il tema del lavoro viene proposto -ed anche questo deve essere apprezzato - dal Presidente della Giunta regionale come una esigenza per la costruzione di una proposta, anche qui unitaria. Ed è per questo che le dichiarazioni del Presidente Palomba tracciano, e danno una indicazione che non è solo a dimensione regionale, perché è stato detto in diverse occasioni, e qui va apprezzato lo sforzo che è stato fatto dalla Giunta, ed in particolare dall'Assessore della Programmazione. L'Assessore della Programmazione ha detto: "Le risorse ci sono, non sono quelle che alcune parti politiche richiamano, però noi utilizzeremo le risorse disponibili per sostenere il lavoro produttivo"; nei prossimi giorni verificheremo se questa indicazione che è stata data, è una indicazione che il documento che la Giunta ha licenziato ripropone, e se la ripropone, come io so che la ripropone, son convinto, collega Pittalis, che anche lei la apprezzerà, perché appunto, poc'anzi ha detto, ha addirittura sfidato il collega Scano a confermare gli impegni che anche recentemente sono stati richiamati.
Io so che ci muoviamo in quella direzione, ma dobbiamo anche ricordare che in quei confronti abbiamo sostenuto l'esigenza di costruire un nuovo rapporto con lo Stato, non solo nella definizione dell'intesa, ma per utilizzare risorse nazionali, per impiegare risorse nazionali nella scelta e nella costruzione del Piano Straordinario per il lavoro e lo sviluppo.
Il Governo nazionale mette a disposizione del Meridione d'Italia, nei prossimi tre anni, 36 mila miliardi. Il lavoro che noi dobbiamo fare è quello di concorrere alla definizione di quel Piano dal nostro punto di vista, proponendo nostre risorse, facendo uno sforzo finanziario autonomo come Regione, per avere le carte in regola per rivendicare, nei confronti del Governo Prodi, investimenti aggiuntivi, ma non aggiuntivi con la logica dell'aggiuntività che abbiamo conosciuto con i Piani di Rinascita; aggiuntivi ad una proposta di sviluppo che noi ci facciamo carico di porre all'attenzione dell'economia della Sardegna, e che ha bisogno di ulteriori investimenti che rivendichiamo che vengano assegnati per il tramite dell'impiego di quei 36 mila miliardi. Anche su questo penso che i colleghi dell'opposizione converranno con me. Trentaseimila miliardi vengono messi a disposizione delle regioni meridionali per far fronte al lavoro e allo sviluppo. Le regioni meridionali sono prevalentemente guidate, governate dal centro-destra; le regioni meridionali concorreranno a realizzare il Piano Nazionale, non comprendo dove si vuole trovare un punto di divergenza se la regione meridionale dello stesso segno di governo di quello nazionale si muove per attuare un'indicazione del governo nazionale, in presenza di scelte autonome che le regioni governate dal centro-destra stanno facendo per trasferire quelle risorse. C'è spazio quindi anche per voi, così come concorrete in quella realtà attraverso il governo delle regioni, per concorrere, a questo livello, con una scelta politica, che sarà quella che voi deciderete, ma costruttiva per trasferire risorse nella nostra Regione.
Chiudo dicendo e sostenendo che le aziende sarde hanno presentato progetti al Governo nazionale utilizzando la legge numero 488 per 2400 miliardi. Se il CIPE dovesse approvare il 50 per cento di quei progetti presentati ci possono trasferire in Sardegna circa 1200 miliardi aggiuntivi sul fronte delle imprese e del lavoro. Se dovesse essere di meno, il 35 per cento, un' ipotesi normale di valutazione di quei progetti, siamo in presenza di un trasferimento di risorse di circa 900 miliardi aggiuntivi, che si sommano alle scelte che sono state proposte alla nostra attenzione da parte del Presidente della Giunta regionale. E in più, e chiudo davvero, lo sforzo che viene fatto è quello di non perdere tempo nel produrre nuove leggi. Utilizziamo il tempo che ci vuole per produrre poche e nuove leggi, in ragione del sostegno all'impresa, al lavoro e allo sviluppo, ed utilizziamo le risorse - e qui l'Assessore Scano in questi giorni è stato più che preciso per quanto riguarda le indicazioni - in nostro possesso per incrementare gli investimenti di quelle leggi e su quelle leggi che vengono apprezzate dal mondo delle imprese. Anche questa è una scelta che voi avete suggerito nel dibattito dei mesi passati. Viene, in questa fase, richiamata dall'intervento del Presidente della Giunta regionale, non capisco perché, senza conoscere i contenuti, da parte vostra si determini questa reazione (uso solo un termine improprio) un po' scomposta, invece di apprezzare la scelta che è stata fatta per spostare ai prossimi giorni il confronto di merito e determinare una convergenza su un tema apprezzato da tutti all'esterno di questo Consiglio. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, dichiaro chiusa la discussione generale.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta per la replica.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta regionale. La mia non sarà una replica in senso tecnico, vuole essere soltanto una puntualizzazione ad alcune osservazioni che sono state fatte, in primo luogo dalle opposizioni. Si può capire che le opposizioni possano provare un senso di disagio se la Giunta riesce, con uno sforzo abbastanza rilevante, data la complessità della materia, a produrre un piano straordinario per l'occupazione e lo sviluppo, ma ciò che riesce difficile accettare è che le opposizioni scambino una comunicazione al Consiglio, cioè un atto di rispetto al Consiglio, come qualcosa di diverso, e cioè un atto di mancanza di rispetto al Consiglio.
Io ho voluto, col parere della Giunta, rendere delle dichiarazioni ai sensi dell'articolo 119, delle comunicazioni, in quanto si tratta davvero di una comunicazione. Comunicazione che riguarda l'adempimento dell'impegno assunto innanzitutto qui, davanti a questo Consiglio, e per mandato ricevuto da questo Consiglio di varare, di definire entro tre mesi dalla Conferenza un Piano Straordinario per lo sviluppo e per l'occupazione. Qualcuno l'ha osservato, anche qualcuno dell'opposizione; non possiamo parlare di cose che non conosciamo ed in effetti un dibattito ai sensi del 118 avrebbe potuto rischiare di essere esattamente questo, cioè parlare di un qualche cosa che non si conosce compiutamente. D'altra parte si tratta di un lavoro che contiene oltre cinquanta articoli, che abbisognerà di una valutazione molto approfondita, di una valutazione anche critica da parte delle opposizioni, che in questo modo farebbero il loro mestiere, il loro dovere, ma si tratterebbe di lavorare su un testo che oggi non è ancora affinato perché si può comprendere che quando si approva un provvedimento ci sono poi degli adempimenti anche di carattere tecnico, ma ciò che importa è che la maggioranza ha la consapevolezza, con l'unanimità della Giunta e con il consenso delle forze politiche, di aver prodotto un Piano Straordinario per l'occupazione e lo sviluppo, di cui ben presto il Consiglio sarà investito. Il senso della comunicazione era questo: dire al Consiglio che la Giunta e la maggioranza hanno prodotto questo documento, di cui nel merito presto il Consiglio si occuperà e credo che fosse nel diritto del Consiglio di conoscere se, nei termini che il Consiglio stesso aveva fissato, questo adempimento sarebbe stato compiuto.
Ho preso conoscenza e ho raccolto un'aspirazione a concorrere al miglioramento di questo programma pervenuto anche da forze politiche di maggioranza come Rinnovamento Italiano e Federazione Democratica. Ho raccolto a nome della Giunta molto positivamente questo fatto come il segno intanto che questo documento, per l'importanza strategica che esso ha per la nostra terra, è giusto che sia frutto di un approfondimento massimo e poi perché la Giunta ha la consapevolezza di aver prodotto una base di discussione che ora è affidata alla valutazione di tutte le forze politiche, davvero di tutte le forze politiche, anche delle forze politiche di opposizione, come la Giunta ritiene di aver fatto prendendo in considerazione uno dei contributi pervenuti alla Conferenza per l'Occupazione e lo Sviluppo riguardante una specifica misura che noi abbiamo studiato approfonditamente e abbiamo ritenuto di dover valorizzare.
Si dice che non abbiamo portato soldi freschi. Bene, noi non battiamo mica cassa! La Regione sarda non ha la Zecca né vera né falsa. Abbiamo utilizzato un imponente patrimonio finanziario, l'abbiamo utilizzato rimodulando somme che già avevamo a disposizione, operando anche all'interno del bilancio una profonda rimodulazione. Questo è stato fatto con l'apporto insostituibile dell'Assessore competente alla programmazione, ma con l'accordo unitario, unanime di tutta la Giunta.
Siccome soldi freschi non ne vengono facilmente, allora ci siamo esercitati a trovare come, all'interno del bilancio, fosse possibile trovare fondi per destinare all'occupazione e lo sviluppo. Questo per quanto riguarda la manovra dei 600 miliardi. Per quanto riguarda poi la possibilità di contrazione del mutuo vedrete che non solo non siamo i soli ma che regioni, tra l'altro amministrate dal Polo ed anche più ricche di noi, hanno fatto spesso e volentieri ricorso a questo strumento.
Ecco perché le comunicazioni, ecco perché il Consiglio valuterà positivamente il fatto che è stato prodotto nei termini previsti un documento, poi il giudizio di merito sullo stesso documento sarà ben presto...
PITTALIS (F.I.). Quale documento, Presidente, non prendiamoci in giro!
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Io gliel'ho detto con chiarezza, Presidente Pittalis, quando ho detto che la Giunta ha approvato un programma straordinario per l'occupazione e lo sviluppo, il quale è in corso di affinamento e che arriverà al Consiglio entro breve tempo. Quando il Consiglio lo conoscerà lei potrà interloquire in questo senso.
Per dimostrare che questo programma era stato approvato, discusso ed approfondito ne ho dato anche, come ritenevo rispettoso per il Consiglio, indicazione dei punti più rilevanti e più importanti.
Questo è il contenuto della comunicazione che a nome della Giunta e della maggioranza ritenevo doveroso dare al Consiglio per rispetto del Consiglio.
PRESIDENTE. Con l'intervento del Presidente si conclude il dibattito sulle dichiarazioni del Presidente ai sensi dell'articolo 119.
Era stato posto prima un problema dal collega Pittalis, non facciamo in tempo a verificare la portata, dopo lo vediamo con più calma.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Prima di concludere i lavori, che stiamo per concludere, ed aggiornarvi a domattina devo far dare lettura di una mozione a firma Cugini, Marteddu, Balia, Vassallo, Randaccio, La Rosa, Berria, Giagu. Credo che sia una mozione di fiducia nei confronti della Giunta, quindi la leggiamo ai sensi del Regolamento, sapendo che non può essere discussa prima dei tre giorni; in Conferenza dei Capigruppo decideremo quando programmarne la discussione.
Si dia lettura della mozione pervenuta alla Presidenza.
Concas, Segretaria:
"Mozione Cugini - Marteddu - Balia - Vassallo - Randaccio - La Rosa - Berria - Giagu di fiducia alla Giunta regionale". (164)
PRESIDENTE. Abbiamo dato lettura ai sensi del Regolamento, non potrà essere discussa prima dei tre giorni, cioè si discuterà dopo tre giorni, la Conferenza dei Capigruppo nella programmazione dei lavori calendarizzerà anche questo impegno.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Sull'ordine dei lavori, poiché al punto successivo all'ordine del giorno vi è la prosecuzione dell'esame del progetto di legge numero 22/101, così come era stato già preannunciato nella relazione tenuta del collega Masala, vi sono predisposti da parte della Commissione oltre 50 emendamenti che si sono resi necessari per tenere conto delle modifiche introdotte nella normativa vigente dal decreto legislativo numero 80 del 31 marzo 1998.
La Commissione ha riesaminato l'intero testo attraverso questi 50 emendamenti che non modificano la struttura e le scelte di fondo del provvedimento, ma sarebbe necessario, anche per rendere l'esame degli articoli meno farraginoso e meno complesso, che il testo venisse rinviato in Commissione in maniera che la Commissione possa inserire questi emendamenti ed integrarli con il testo già presentato all'aula, anche perché la Commissione ha già affrontato nel merito queste problematiche, quindi sarebbe in grado, in tempi brevissimi, di presentare all'Aula un testo B che sicuramente sarebbe molto più agevole da discutere e da seguire.
La Commissione è d'accordo con questa proposta per cui, ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento, chiedo appunto il rinvio alla Commissione del provvedimento.
PRESIDENTE. Se non ci sono osservazioni la richiesta è accolta. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Con riferimento alla mozione di cui la Segretaria ha dato testè lettura pregherei che lei desse disposizione agli uffici per verificare sulla accoglibilità di detta mozione nella considerazione che gli elogi sperticati che in essa sono contenuti alla Giunta e alla maggioranza, fanno riferimento ad un programma di cui in quest'Aula, al di là delle dichiarazioni del Presidente sulla esistenza del programma stesso in quanto oggetto di approvazione, non si conosce né contenuti, né limiti, né contorni. Quindi una mozione su un atto che non è ancora presentato in Consiglio, non capisco come possa essere presa in carico e formare oggetto di una eventuale e successiva discussione.
Ritengo che questo fatto sia preclusivo all'accoglibilità, almeno questa fase, di una mozione così configurata.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Dichiaro di non condividere le affermazioni del consigliere Balletto, perché non si possono porre limiti alle espressioni usate nelle mozioni. Le mozioni sono strumenti per promuovere il dibattito. Devo notare comunque che nel merito Balletto ha ragione perché una mozione di fantapolitica non si era mai vista.
PRESIDENTE. La mozione non potrà essere discussa se non prima dei tre giorni. La Presidenza non può impedire la presentazione di mozioni, ma il Consiglio, maggioranza ed opposizione, possono poi nel dibattito entrare nel merito.
Invece devo interpretare, anche dalle espressioni dei colleghi, che la proposta del collega Sanna è accolta.
I lavori riprenderanno domani alle ore 10 con il successivo punto all'ordine del giorno: "Norme per la classificazione delle aziende ricettive".
La seduta è tolta alle ore 21 e 25
Allegati seduta
Testo delle interpellanze, interrogazioni e mozioni annunziate in apertura di seduta
INTERPELLANZA DETTORI Ivana - SASSU - BUSONERA - CUCCA - SCHIRRU sulla mancata istituzione del servizio per le attività psico-sociali nelle Aziende -USL della Sardegna.
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I sottoscritti,
premesso che la legge regionale n. 5 del 1995 all'articolo 11, comma 5, stabilisce che "in ciascuna Azienda-USL è istituito il Servizio delle attività psico-sociali....che esercita le funzioni spettanti all'Unità Sanitaria Locale ai sensi dell'articolo 14 della legge regionale n. 4 del 1988, ricercando l'integrazione ed il coordinamento con i servizi socio-assistenziali dei Comuni.... ";
considerato che la complessità delle problematiche di natura psico-sociale necessita di interventi sempre più coordinati ed integrati tra le attività socio-assistenziali dell'Azienda-USL e quelle delegate ai Comuni, connesse con le funzioni sanitarie di prevenzione presenti in tutto il territorio di competenza dell'Azienda-USL;
tenuto conto che la Regione sarda, ben consapevole del rilievo di tali servizi, ha voluto che la loro istituzione non fosse lasciata alla discrezionalità dei direttori generali, ma fosse, invece, un obbligo non derogabile;
rilevato che sia lo schema-tipo di regolamento che quello di statuto delle Aziende-USL, predisposti dall'Assessorato della sanità e recepiti dalle Aziende stesse, ribadiscono la necessità del Servizio per le attività psico-sociali;
ribadito che la non istituzione di tale servizio vanificherebbe la decisione legislativa della Regione Sardegna assunta con l'approvazione della legge di riordino del servizio sanitario regionale, con cui s'intendeva garantire una risposta certa alla complessità delle problematiche psico-sociali della Regione;
considerato che non tutte le Aziende-USL della Sardegna hanno proceduto all'istituzione del Servizio per le attività psico-sociali, come prescritto dalla legge regionale n. 5 del 1995, lasciando interamente scoperto un settore importantissimo quale quello dell'intervento sociale in territori ad alto rischio di esclusione sociale;
sottolineato che non è pensabile che ogni singolo direttore generale possa applicare a sua totale discrezionalità una legge della Regione,
chiedono di interpellare l'Assessore regionale della sanità per sapere quali iniziative abbia assunto o intenda assumere perché si istituisca il servizio per le attività psico-sociali in quelle Aziende-USL dove ancora, con colpevole ritardo, non vi si è provveduto. (468)
INTERPELLANZA VASSALLO sulla tutela e il ripopolamento della pernice sarda.
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Il sottoscritto, appreso che:
- alcune specie originarie della nostra Isola, quali la pernice sarda che insieme al muflone sono sicuramente tra quelle di maggior pregio, si stanno drasticamente riducendo quasi nel disinteresse generale;
- mentre nel recente passato incontrare volate di pernice, anche casualmente, era fatto normale sia in collina che in pianura, oggi essa è completamente scomparsa dalle zone più frequentate ed è reperibile soltanto nelle parti più impervie dell'Isola;
- alcuni esemplari sono stati ripetutamente introdotti nell'Italia continentale, ma essi sono totalmente scomparsi in breve tempo;
rilevato che la legge sulla protezione della fauna e sull'esercizio della caccia in Sardegna (L.R. 28 aprile 1978, n, 32, e successive modificazioni) prevede:
- che tutte le specie animali viventi allo stato di natura costituiscono un bene ambientale della Regione e come tale sono tutelate e protette nell'interesse della comunità nazionale;
- che l'Amministrazione regionale, allo scopo di garantire a tutti i cittadini un giusto godimento delle risorse faunistiche, è autorizzata ad assumere tutte le iniziative idonee ad assicurare la conservazione e a favorire l'incremento del patrimonio faunistico regionale;
- l'istituzione di oasi permanenti di protezione faunistica e di cattura destinate alla conservazione delle specie selvatiche,
chiede di interpellare l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere quali provvedimenti intenda adottare per:
I. intraprendere rigorosi studi scientifici, mirati a scoprire le cause dello spopolamento della pernice sarda;
II. verificare l'efficacia delle attuali oasi già costituite;
III. promuovere un incontro con le associazioni di categoria atto a fornire una valida collaborazione con scambi di idee e conoscenze empiriche;
IV. introdurre e/o potenziare investimenti finanziari che promuovano misure di sostegno per progetti finalizzati e iniziative concrete per la conservazione della specie. (469)
INTERPELLANZA BUSONERA - DETTORI Ivana - SCHIRRU - CHERCHI - CUCCA sul blocco dell'attività dei trapianti che si verifica da tre mesi negli ospedali S. Michele di Cagliari, S.S. Annunziata di Sassari, S. Francesco di Nuoro.
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I sottoscritti,
premesso che la stampa ha dato in questi giorni grande risalto al blocco dell'attività di trapianto in Sardegna;
considerato che nel campo dei trapianti, in dieci anni di attività, la Sardegna era uscita dal dramma dei viaggi della speranza, acquistando con professionalità e sacrifici, traguardi di livello europeo;
sottolineato che la tecnica del trapianto consente oltre che un grande risparmio in termini di spesa nella terapia di un nefropatico, cardiopatico, epatopatico, anche una reale possibilità di restituire alla normalità e alla vita questo tipo di pazienti;
rilevato che il motivo dell'arresto dell'attività di espianto-trapianto consiste, innanzi tutto, in una inadeguatezza dell'organico del personale medico (anestesista) e paramedico nei reparti di rianimazione in cui inizia il processo di espianto che conduce poi alla sala operatoria per il trapianto;
considerato, inoltre che:
- il personale che opera in questo reparto per la sua peculiarità e per la drammaticità delle condizioni dei pazienti in esso ricoverati, necessita di un turn-over frequente, mentre al momento attuale è costretto a fronteggiare l'emergenza quotidiana a cui si dovrebbe aggiungere l'emergenza straordinaria della eventualità del trapianto;
- non sono stati ancora attivati i concorsi per adeguare l'organico sia per quanto riguarda gli anestesisti, sia per quanto riguarda il personale paramedico che potrebbero dare risposta alla necessità di ricambio di detto personale sia per la terapia intensiva, sia per le sale operatorie;
- tali problemi avrebbero potuto trovare risposta nel Progetto Regionale Trapianti già previsto nella bozza del Piano Sanitario Regionale, non ancora realizzato;
valutato che per l'importanza che riveste l'attività di trapianto ai fini della qualità della vita degli ammalati da trapiantare, sarebbe ipotizzabile lo scorporo dal Piano Sanitario ancora nella fase di bozza, del Piano Trapianti dotandolo di un budget autonomo, peraltro già previsto dal Piano Sanitario Nazionale,
chiedono di interpellare l'Assessore regionale della sanità per sapere quali iniziative intenda intraprendere affinché venga sanata la situazione di emergenza dei reparti di rianimazione che impedisce di fatto l'attività di trapianto e quali iniziative per la eventuale realizzazione di un Piano Trapianti che restituirebbe alla Sardegna la possibilità di dare risposte in loco a pazienti la cui vita dipende spesso da questa pratica terapeutica. (470)
INTERPELLANZA PIRASTU - BIGGIO - BONESU - FLORIS - MARRAS - BIANCAREDDU -BERTOLOTTI - FEDERICI - CASU - GIORDO sui fatti denunciati dal direttore dell'Unione Sarda in merito agli incarichi dei commercialisti Palomba e Ciotti.
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I sottoscritti,
premesso che in data 1° luglio 1998 è comparso sull'Unione Sarda un editoriale del direttore dott. Antonangelo Liori il cui contenuto viene integralmente riportato:
"Animale estremamente raro è un giovanissimo commercialista cagliaritano. Ha meno di trent'anni e un luminoso futuro davanti a sé. Di cognome fa Palomba ed è consulente o membro del collegio sindacale di alcune fra le aziende maggiormente allattate dalla Regione. Buon sangue non mente. I1 Padre presiede la Regione e il figlio segue l'operato di alcune aziende controllate (direttamente o indirettamente) dalla medesima. I1 primo è stato eletto, il secondo scelto.
Destino dei figli minori. Nessuno fra i giovani commercialisti campa, fuorché lui, il Palombello Junior. Pardon, commetto errore. Perché c'è un secondo professionista che non ha ancora compiuto 3O anni. Si chiama Ciotti, cioè ha lo stesso cognome del segretario particolare di Palomba che fu candidato dal PDS alle scorse elezioni come sindaco di Cagliari (lo battè Delogu, come è noto). I1 giovane Ciotti, virgulto di valore, oltre ad essere uno dei consulenti di spicco di alcune fra le più importanti aziende che gravitano nel panorama regionale è anche il consulente di punta della magistratura cagliaritana. Tutto becca lui, conquistando a trent'anni parcelle stratosferiche.
Sapevo che i migliori commercialisti del capoluogo erano Franco Martucci, Sergio Vacca, Alberto Meconcelli, Giovanni Cappai, i Fratelli Dessalvi, Giuseppe Covacivich, Nicola Grilletti, i Fratelli Dore. Invece sbagliavo. I1 migliore si chiama Ciotti e ha la metà dei loro anni.
Ha nobilitato lo studio nel quale ora lavora e dove mette lo zampino lui ha sempre ragione.
Pensate che a trent'anni fornisce fior di consulenze su aziende sotto inchiesta giudiziaria che fatturano centinaia di miliardi. I magistrati (colleghi del principale di papà) prima di mettere la gente in galera chiedono a lui, appena uscito dall'Università, un parere decisivo su fallimenti da trenta e quaranta miliardi.
I ragazzini, generalmente, iniziano compilando denunce dei redditi, o, quando sono bravissimi, fanno concordati preventivi per negozi di generi alimentari. Lui no: da venti miliardi in su. E il suo committente ideale (oltre alle aziende allattate dalla Regione) è la magistratura cagliaritana, la quale, come è noto, per decidere sulla sorte degli uomini si rivolge ai consulenti migliori.
Io che vengo dalla campagna e non capisco nulla della vita, ho deciso cosa farò da grande: mi rivolgerò a questi due luminari del diritto commerciale, Palomba e Ciotti junior, in modo da non avere più problemi per il futuro. Martucci, Vacca, Meconcelli, Cappai, Dore e compagnia siete ormai superati: se volete avere successo procuratevi un padre (o un padrino) come Dio comanda, altrimenti le vostre quotazioni scenderanno in picchiata.
E pensare che l'on. Macciotta mandò una lettera al PCI dicendo: "Non è giusto che i figli di Gesuino Muledda per fare una serra prendano contributi dall'Assessorato nel quale operò il padre". Operò prima che i contributi venissero erogati, beninteso. E il grande onorevole Macciotta perché non manda oggi una lettera similare al suo partito? Meditate, gente, meditate".
considerato che si tratta di una denuncia di fatti che riguardano non meglio precisate società controllate dalla Regione chiedono di interpellare il Presidente della Giunta regionale per sapere se i fatti denunciati nell'editoriale rispondano al vero e quali siano gli incarichi ricoperti dai commercialisti Dr. Palomba e Dr. Ciotti in enti, società controllate, partecipate o che, comunque abbiano collegamenti con la Regione. (471)
INTERPELLANZA VASSALLO-CONCAS sul servizio di emergenza ospedaliero.
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I sottoscritti,
premesso che sono state recentemente attivate due centrali operative del servizio di emergenza;
considerato che l'efficacia del 118 si concretizza nella possibilità di far giungere in pochi minuti sul luogo dell'emergenza sanitaria un medico con ambulanza e strumentario adeguato al primo soccorso, condizione indispensabile per assicurare la sopravvivenza del paziente;
considerato inoltre che la Legge n. 412 del 1991, il D.P.R. 27 marzo 1992 e l'accordo collettivo nazionale per la disciplina dei rapporti coi i medici di medicina generale (G.U. 19 settembre 1996, n. 220) prevedono che, senza distinzione di sorta, tutti i titolari di guardia medica frequentino un corso di circa 400 ore che li abiliti al servizio di emergenza e poi optino tra tale servizio e la guardia medica;
appurato che, per rispettare i tempi di intervento, le ambulanze con medico a bordo, sia considerato il numero degli abitanti che la loro dislocazione sul territorio, devono avere una disposizione che sia non solo pari alla distribuzione delle guardie mediche ma ancor più capillare, e che il numero e la disposizione degli stessi punti guardia, unico presidio attualmente deputato all'emergenza, è a tutt'oggi insufficiente ai bisogni della popolazione;
chiedono di interpellare l'Assessore regionale della sanità per sapere:
- se siano già stati attivati i corsi previsti e quanti titolari di guardia medica siano stati convocati a frequentarli;
- quale sia il numero delle ambulanze con medico a bordo e la loro disposizione sul territorio;
- se l'Assessore intenda intervenire in difesa del sistema sanitario delle emergenze per evitare che:
a) venga utilizzato per il 118 personale già strutturato negli ospedali creando in tal modo ulteriori problemi di organico ai reparti ospedalieri;
b) vengano soppressi in maniera inaccettabile gli unici presidi attualmente deputati al primo soccorso, cioè i punti di guardia medica che in alcune zone coprono un notevole numero di Comuni. (472)
INTERPELLANZA FANTOLA sulla realizzazione dell'eliporto di Carloforte.
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Il sottoscritto,
premesso che
- con deliberazione del 22 giugno 1993 la Giunta regionale approvò un finanziamento di lire 1.550.000.000 per la realizzazione di un eliporto a Carloforte;
- il 28 ottobre 1993 fu stipulata tra l'allora Assessore dei trasporti e l'ing. Rivano una convenzione per la progettazione di una struttura eliportuale per scopi turistici, di emergenza sanitaria e protezione civile, da localizzare sull'isola di S. Pietro;
- l'Amministrazione comunale di Carloforte ha stabilito di ubicare l'infrastruttura citata nella zona denominata "Stagno dei Pescetti";
chiede di interpellare l'Assessore regionale dei trasporti affinché predisponga un intervento diretto, rendendo disponibile il finanziamento già stanziato per la realizzazione del progetto per la struttura eliportuale a Carloforte, infrastruttura importante a sostegno del turismo e soprattutto per garantire un servizio sociale essenziale nel caso di emergenze medico- ospedaliere e della difesa antincendio in tutto l'arco dell'anno. (473)
INTERPELLANZA FANTOLA sulla mancata operatività del Consorzio regionale obbligatorio fra gli Istituti Autonomi Case Popolari (I.A.C.P.) della Sardegna.
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Il sottoscritto,
premesso che con decreto del Presidente della Giunta regionale dell'11 agosto 1997 veniva costituito il Consiglio di Amministrazione del Consorzio regionale obbligatorio fra gli Istituti Autonomi Case Popolari della Sardegna;
considerato che lo stesso Assessore dei lavori pubblici invitava gli I.A.C.P. provinciali a fornire la massima collaborazione logistica e di personale affinché il citato Consorzio si insediasse e operasse a tutti gli effetti, in attesa del fondo di dotazione previsto dal decreto D.P.G.R. del 17 agosto 1983, n. ó0;
rilevato che il suddetto Consiglio di amministrazione si è regolarmente insediato in data 17 dicembre 1997;
preso atto che la Giunta regionale non ha ancora provveduto, pur in possesso di tutti gli elementi necessari, a nominare con regolare decreto il relativo Collegio dei revisori dei conti e a costituire il fondo di dotazione previsto per legge;
ritenuto che il Consorzio sia lo strumento istituzionale regionale idoneo per dare nuovo impulso alla riorganizzazione dell'edilizia popolare in Sardegna;
chiede di interpellare l'Assessore regionale dei lavori pubblici affinché intervenga per rendere esecutivo il provvedimento obbligatorio per legge che prevede l'operatività piena del Consorzio regionale obbligatorio fra gli Istituti Autonomi Case Popolari della Sardegna. (474)
INTERPELLANZA TUNIS Marco Fabrizio sul mancato pagamento da parte delle compagnie di assicurazione del danno subito dagli operatori agricoli nelle annate agrarie 1996 e 1997.
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Il sottoscritto,
premesso che con legge regionale 29 aprile 1994, n. 18 e successivi decreti dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro pastorale attuativi della medesima, la Regione autonoma Sardegna ha riconosciuto la possibilità di ammettere ad assicurazione agevolata per il 1996 e 1997 le avversità e le colture per le quali erano noti i costi assicurativi;
verificato che sulla base di tale normativa molti operatori agricoli hanno stipulato per le annate agrarie 1996 e 1997 regolari contratti di assicurazione, anticipando la propria quota (come stabilisce la normativa vigente);
rilevato che durante l'inverno 1996 e la primavera 1997 il comparto agricolo sardo in generale e, quindi, anche gli operatori che hanno stipulato polizze assicurative, hanno subito notevoli danni provocati prevalentemente da gelo e brina;
denunciato che le campagne di assicurazione non hanno ancora provveduto al pagamento del danno accertato, come previsto contrattualmente, poiché la Regione pare non abbia ancora provveduto ad assegnare alle stesse compagnie la quota del premio assicurativo di sua competenza;
evidenziato così che molti operatori agricoli i quali già vivono il dramma del pignoramento delle loro aziende, subiscono anche la beffarda ingiustizia di un danno economico causato dall'inerzia dell'Assessorato regionale dell'agricoltura che non rispetta in maniera puntuale quanto stabilito dalla legge regionale n. 18 del 1994,
chiede di interpellare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro pastorale per sapere se non ritengano necessario adottare immediatamente adeguate iniziative al fine dell'adempimento nei confronti delle compagnie di assicurazione così da consentire il regolare rimborso del danno accertato agli operatori agricoli che ne abbiano diritto contrattualmente, ponendo parzialmente fine allo "stillicidio" di una categoria "tartassata" dagli uomini e dalla natura. (475)
INTERPELLANZA VASSALLO sul mancato completamento degli impianti delle palazzine edificate in diversi Comuni dallo I.A.C.P. di Sassari.
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Il sottoscritto,
considerato che, in data 21 maggio 1998, lo scrivente formulò una interrogazione (n. 1025/A) riguardante le palazzine recentemente edificate in Porto Torres, risultanti prive degli elementi radianti per il riscaldamento;
accertato, mediante diverse segnalazioni, che tale problematica appare ben lungi da essere un problema circoscritto alla sola città di Porto Torres, in quanto interessa tutte le cittadine della provincia di Sassari nelle quali lo I.A.C.P. ha recentemente edificato case di edilizia economica e popolare;
verificato che tale situazione determina una grave condizione di disagio, soprattutto per le famiglie assegnatarie con a carico persone anziane e/o minori;
verificato altresì che l'Istituto avrebbe invitato gli inquilini, qualora lo ritenessero opportuno, a provvedere autonomamente al completamento dell'impiantistica;
constatato che tali adeguamenti non rientrano nelle competenze degli assegnatari in quanto sono a carico del conduttore;
chiede di interpellare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere:
1) se sia a conoscenza che numerose famiglie, soprattutto di anziani e disoccupati, non sono in grado di sostenere le spese per il completamento dell'impiantistica in oggetto;
2) se le spese eventualmente sostenute dagli assegnatari possano essere defalcate dall'affitto che gli stessi erogano all'Istituto competente e se al riguardo vi sia una deliberazione dell'organo dello stesso Istituto;
3) se non ritenga opportuno un suo autorevole intervento, presso la Presidenza dell'Istituto Case Popolari I.A.C.P. di Sassari, al fine di correggere la scelta politica che ha determinato la costruzione di centinaia di abitazioni senza il completamento di parte delle stesse;
4) quali azioni intenda porre in essere al fine di garantire il completamento del sistema impiantistico delle abitazioni da parte dello I.A.C.P..(476)
INTERROGAZIONE BERTOLOTTI, con richiesta di risposta scritta, sulla decisione del Consiglio di Amministrazione dell'ERSAT di avviare un "adeguamento" dell'ente.
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Il sottoscritto, premesso che:
- nel programma a suo tempo presentato dalla Giunta al Consiglio regionale era previsto, fra le altre cose, il riordino degli enti strumentali regionali, allo scopo di adeguarne il ruolo e migliorarne l'organizzazione e l'efficienza operativa;
- tale riordino, a causa dell'inconcludenza ormai conclamata della Giunta regionale e delle ricorrenti liti che caratterizzano il rapporto fra i partiti della maggioranza, non è fin qui neppure iniziato, ed è da escludere, ormai, che ciò possa avvenire nell'ultimo scorcio della presente legislatura;
considerato che:
- il Consiglio di Amministrazione dell'ERSAT, con una inattesa impennata efficientista, sembra abbia elaborato, dopo sofferta meditazione e aperti contrasti con le forze sindacali aziendali maggioritarie, un "adeguamento" della struttura organizzativa dell'ente;
- tale "adeguamento" appare informato chiaramente a principi e criteri discutibili (e comunque superati), perché, in attesa dell'ipotetico riordino di tutti gli enti strumentali (in un quadro complessivo più ampio, comprendente la struttura burocratica regionale nel suo complesso) è evidente l'inopportunità e l'irrazionalità di avviare ristrutturazioni non sulla base di regole generali valide per tutti, ma in funzione di esigenze di carattere particolare;
- nella fattispecie, violando il principio di competenza, si pretenderebbe di abolire un servizio fondamentale, che si occupa di associazionismo, valorizzazione della produzione e commercializzazione dei prodotti agricoli, incorporandone l'attività nel Servizio A.T.A., con una chiara supervalutazione di quest'ultimo, che è ovviamente portato a privilegiare, per l'accentuata professionalità in senso tecnico - agrario del suo personale, gli aspetti spiccatamente produttivi, piuttosto che quelli concernenti non solo la lavorazione, presentazione e collocamento dei prodotti sui mercati, ma soprattutto di studio e individuazione dei problemi di mercato, in base ai quali intervenire con una assidua opera di informazione e sensibilizzazione sugli agricoltori;
- nella proposta di "adeguamento" viene altresì eliminata la supervisione dei servizi circondariali dell'ente sui centri periferici dell'assistenza tecnica; i servizi suddetti vengono così esautorati di una delle loro funzioni più qualificanti, rafforzando il convincimento che trattasi di una manovra diretta non a migliorare l'efficienza dell'ERSAT, compito che spetta ad una dirigenza peraltro fortemente decimata e condizionata nel suo ruolo, ma a favorire sfacciate scelte di comodo e clientelari di taluni amministratori e dirigenti,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro - pastorale per sapere:
I. a quali direttive sul riordino degli enti emanate dal Governo regionale il Consiglio di Amministrazione si sia adeguato;
II. se non ritengano inopportuna, in presenza di una proposta di legge in discussione presso il Consiglio regionale, l'adozione della delibera di adeguamento della struttura organizzativa dell'ERSAT;
III. se non intendano "omologare" tali decisioni o quali eventuali azioni in merito vogliano intraprendere. (1057)
INTERROGAZIONE TUNIS Marco, con richiesta di risposta scritta, sui contributi finanziari erogati a beneficio dell'Associazione regionale dei capitani barracelli.
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Il sottoscritto,
premesso che in data 28 novembre 1992 è stata costituita l'Associazione regionale dei capitani barracelli avente sede nel Comune di Ghilarza;
osservato che tale associazione risulta avere avuto - a partire dall'anno 1992 - dei consistenti contributi finanziari regionali da parte dell'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente e probabilmente dalla Presidenza della Giunta regionale;
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:
- se i fatti denunciati siano realmente avvenuti;
- nell'ipotesi positiva, da quale data esatta e per quanti anni l'Associazione regionale dei capitani barracelli ha beneficiato dei contributi finanziari regionali;
- se tali contributi siano stati erogati nel rispetto rigoroso della normativa regionale vigente, e quindi se tale associazione sin dal 1992 sia stata giuridicamente riconosciuta.
Quanto sopra al fine di poter confermare il convincimento personale che la Regione Sarda sia ancora rispettosa dei procedimenti amministrativi e delle relative prescrizioni burocratiche. (1058)
INTERROGAZIONE DIANA, con richiesta di risposta scritta, sugli effetti dell'inquinamento e sulla situazione sanitaria nell'area di Ottana.
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Il sottoscritto, premesso che:
- gli organi di stampa nei mesi scorsi hanno riportato notizie contraddittorie a proposito di un'allarmante incidenza di patologie tumorali nella piccola comunità di Molia (frazione di Illorai) localizzata in prossimità degli impianti industriali di Ottana;
- tali notizie, fra l'altro provenienti da operatori della sanità, hanno creato notevole allarme e sconcerto fra le popolazioni interessate e fra il personale addetto agli stabilimenti industriali;
- nei giorni scorsi, gli insegnanti delle scuole materne, elementari e medie di Ottana, lamentando la mancanza di risposte da parte dell'Assessore della difesa dell'ambiente, si sono rivolti al Presidente della Giunta regionale per avere adeguate informazioni sulle iniziative intraprese in merito alla valutazione degli effetti dell'inquinamento sulla salute dei cittadini;
- gli stessi insegnanti denunciano la manomissione della centralina di monitoraggio delle emissioni inquinanti in atmosfera;
tenuto conto che anche in altre parti della Sardegna (Porto Torres, Portovesme, Sarroch) vengono ripetutamente segnalati analoghi problemi di aumento di gravi patologie, in particolare di quelle tumorali collegate alle emissioni inquinanti delle attività industriali;
considerato che il Consiglio regionale, nella seduta del 10 marzo 1998, ha approvato all'unanimità un ordine del giorno che impegna la Giunta regionale:
I. ad attivare immediatamente tutte le iniziative necessarie, comprese le indagini epidemiologiche, per accertare la reale incidenza delle gravi patologie denunciate, e in particolare di quelle tumorali, nelle aree e fra le popolazioni esposte agli effetti dell'inquinamento di origine industriale;
II. a verificare la consistenza e la tipologia delle emissioni in atmosfera, dello scarico nei corpi idrici e della produzione di rifiuti pericolosi derivanti dalle attività degli impianti industriali della Sardegna;
III. a predisporre, nell'ambito delle proprie competenze, tutte le iniziative conformi alla legislazione nazionale e comunitaria per gli interventi di risanamento ambientale,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale, l'Assessore dell'industria, l'Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e l'Assessore della difesa dell'ambiente per sapere:
I. se e quali iniziative sono state intraprese in relazione al contenuto del citato ordine del giorno del Consiglio regionale;
II. in base a quali valutazioni tecnico scientifiche sugli effetti inquinanti, l'Assessore della difesa dell'ambiente ha autorizzato l'incenerimento dei fanghi "Pan Dreyer" nell'impianto ubicato nell'area industriale di Ottana;
III. se, in mancanza di garanzie sulla assenza di effetti dannosi per la salute derivanti dall'incenerimento dei suddetti fanghi, l'Assessore alla difesa dell'ambiente non ritenga opportuno sospendere l'autorizzazione allo smaltimento. (1059)
INTERROGAZIONE CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione delle linee aeree gestite dalla società Meridiana in Sardegna.
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Il sottoscritto,
premessoche il giorno 20 giugno 1998 una delegazione di iscritti alla CGIL di Nuoro, che doveva partecipare alla manifestazione nazionale indetta dai sindacati unitari CGIL-CISL-UIL per sollecitare il Governo Prodi al rispetto degli impegni per il lavoro e lo sviluppo, è dovuta partire alle 4,45 del mattino in pullman da Nuoro per Olbia per poter prendere il volo delle 7 ed arrivare a Roma entro le 8,30, ha corso il rischio di un ritardo del volo, annunciato e poi rientrato;
considerato che, poiché il rientro da Roma era previsto per le 22,30, alle ore 21 la delegazione aveva già espletato le operazioni di imbarco ed era in attesa della chiamata per la partenza, al posto della quale è arrivata invece la comunicazione di un ritardo del volo di 30 minuti;
rilevatoche a quel punto venivano chieste informazioni circa i motivi di tale rinvio che veniva giustificato dagli addetti con il mancato arrivo dell'aeromobile;
sottolineatol'atteggiamento arrogante del pilota intervenuto che ha minacciato di non imbarcare i passeggeri che contestavano, facendo peraltro intervenire le forze di polizia;
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere:
1) quali azioni intenda intraprendere nei confronti del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dei Trasporti per sollecitare interventi contro il monopolio dei trasporti aerei nell'Isola nelle tratte coperte dalla compagnia Meridiana;
2) se non ritenga necessaria una reale tutela dei cittadini sardi con una efficace iniziativa politica ed un pronunciamento rapido e chiaro anche dell'Autority antitrust per dare soluzione una volta per tutte a questo annoso problema dei trasporti da e per la Sardegna. (1060)
INTERROGAZIONE DETTORI Ivana, con richiesta di risposta scritta, sui frequenti ritardi dei voli aerei Meridiana da e per Olbia.
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La sottoscritta,
premesso che il giorno 13 giugno il volo da Roma per Olbia n. IG0120 delle ore 17,05 ha subito un ritardo di oltre tre ore creando notevoli disagi ai passeggeri lasciati in attesa;
sottolineato che sempre più spesso i voli della compagnia Meridiana da e per la Sardegna registrano notevoli ritardi e disguidi;
ritenuto necessario un intervento di tutela delle popolazioni sarde e di rispetto delle esigenze dei passeggeri che usano il mezzo aereo per arrivare a destinazione più rapidamente a costi alti e senza alternative di trasporto,
chiede interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere quali atti abbia compiuto o intenda compiere per garantire alle popolazioni sarde servizi di trasporto adeguati ed efficienti nel rispetto del principio della continuità territoriale e per costringere le compagnie aeree al massimo rispetto degli obblighi derivanti dalla gestione del trasporto aereo da e per la Sardegna. (1061)
INTERROGAZIONE FOIS Paolo - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - OBINO - SANNA Noemi - SASSU - VASSALLO, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo del carbone nella centrale ENEL di Fiumesanto.
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I sottoscritti,
richiamato l'ordine del giorno approvato il 12 settembre 1997, nel quale veniva espressa la netta contrarietà del Consiglio regionale all'utilizzo del carbone nella centrale di Fiume Santo;
sottolineato, in particolare, come la suindicata contrarietà fosse motivata con argomentazioni tratte sia dagli attuali orientamenti della politica energetica comunitaria, sin dalla approvazione della legge 7 agosto 1997, n. 266 (estendente alla Sardegna il programma di metanizzazione), sia infine dall'incompatibilità del ricorso al carbone con l'avvenuta istituzione del Parco Nazionale dell'Asinara;
preso atto dei rinnovati, precisi impegni recentemente assunti da autorevoli esponenti governativi in merito all'auspicata accelerazione del programma di metanizzazione della Sardegna;
valutato negativamente il comportamento dell'ENEL che, ignorando palesemente la volontà espressa dal Consiglio regionale e dalle popolazioni più direttamente interessate nonché le argomentazioni sviluppate nel citato ordine del giorno, appare tuttora intenzionato a bruciare, fin dal prossimo autunno, il carbone nella centrale di Fiume Santo;
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale al fine di conoscere:
1) gli interventi che siano stati effettuati, tanto presso il CIPE quanto presso l'ENEL, al fine di assicurare il massimo rispetto della volontà espressa dal Consiglio regionale con il citato ordine del giorno del 12 settembre;
2) la data di presentazione al Consiglio dell'annunciato progetto di piano energetico regionale, anche allo scopo di consentire, attraverso un dibattito prima dello svolgimento della Conferenza nazionale su energia e ambiente, programmata per il prossimo autunno, la definizione delle linee fondamentali della politica regionale in materia energetica, essenziale per lo sviluppo economico e sociale dell'Isola. (1062)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di intervenire presso il Comune di Sassari per evitare che venga venduto all'ERSU il complesso immobiliare di proprietà della ex Fondazione Brigata Sassari.
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Il sottoscritto,
premesso che recentemente il Comune di Sassari ha attivato le procedure di vendita del complesso immobiliare dell'ex Fondazione Brigata Sassari all'ERSU per realizzare una nuova casa dello studente, dopo molti passaggi amministrativi che riguardavano il recupero del progetto in questione;
considerato che, ai sensi della legge regionale n. 31 del 1985 che disciplina il trasferimento e l'utilizzo dei beni delle Associazioni soppresse, nonché ai sensi del decreto del Presidente della Giunta regionale n. 72 del 7 maggio 1987 che dispone il trasferimento dei beni e del personale della ex Fondazione Brigata Sassari al Comune di Sassari, i beni devono conservare l'originaria destinazione a servizio di assistenza sociale e di centro di aggregazione sociale per militari e civili, giovani e anziani, dotato di spazi per la cultura e lo sport;
ritenuto necessario un intervento da parte della Regione per impedire che il Comune di Sassari riutilizzi per altri scopi le risorse umane e di immobili della ex Fondazione,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per conoscere quali interventi intenda porre in atto al fine di evitare che il complesso immobiliare della ex Fondazione Brigata Sassari, ex IPAB, nata con precisi scopi di assistenza e trasferita al Comune con legge che impone di mantenere intatta la funzione, venga venduta all'ERSU per divenire la nuova casa dello studente, stravolgendo il ruolo e la funzione del complesso che riveste una importante funzione storica e sociale per la città di Sassari. (1063)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di pericolosità della strada SS 132 Ozieri-Martis (incrocio SS 597-incrocio strada consorziale Candelas).
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Il sottoscritto,
premesso che numerosi utenti segnalano lo stato di pericolosità esistente sul tratto di strada della SS 132 Ozieri-Martis (incrocio SS 597 - incrocio strada consorziale Candelas);
constatato che il citato tratto di strada ormai da lungo tempo non viene sottoposto alla normale manutenzione per cui il piano stradale è fortemente dissestato e, perciò, causa di reale pericolo per tutti gli utenti,
chiede di interrogare l'Assessore regionale dei lavori pubblici per sapere quali provvedimenti urgenti intende assumere per indurre l'ANAS - ente competente - ad eseguire tutti gli interventi atti a rendere sicuro il citato tratto di strada. (1064)
INTERROGAZIONE CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla riduzione di personale dipendente delle strutture alberghiere e di ristorazione isolane.
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Il sottoscritto,
premesso che si verifica sempre più spesso che, anche dopo lunghi anni di attività e di presenza nel territorio, alcuni alberghi procedano alla riduzione dei servizi di ristorazione e al licenziamento del personale dipendente;
rilevato che non sembra credibile che tali strutture attraversino periodi di crisi, considerate le alte percentuali di presenza di turisti nella nostra Isola nell'arco di tutto l'anno;
sottolineato che in caso di ristrutturazioni tali strutture godono degli incentivi regionali che impedirebbero l'interruzione anche temporanea dei rapporti di lavoro e che al contrario dovrebbero significare un aumento dei livelli occupativi,
chiede di interrogare l'Assessore regionale del turismo, artigianato e commercio per sapere quali atti intenda compiere per verificare se esistano strutture alberghiere che abbiano proceduto alla riduzione dei servizi e del personale senza una reale motivazione economica considerata l'importanza della tutela del lavoro e dell'occupazione nella nostra Isola. (1065)
INTERROGAZIONE DIANA - OBINO - SASSU - FOIS Paolo - CUGINI - USAI Pietro, con richiesta di risposta scritta, sulla vendita all'asta di 60 ettari nella costa di Alghero di proprietà della Società Bonifiche Sarde S.p.A.
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I sottoscritti,
premesso che:
I. la Società Bonifiche Sarde S.p.A., è una società per azioni, iscritta in data 26 novembre 1997 alla Camera di Commercio di Oristano, con capitale sociale di Lire 6.837.560.000, la cui proprietà è per il 99% dell'ERSAT e per 1'1% della SIPAS;
II. la medesima Società Bonifiche Sarde S.p.A., ha messo in vendita circa 6O ettari di territorio nella costa di Alghero, e precisamente:
1) 19 ettari a Maristella in zona di espansione residenziale C 2, a prezzo d'asta di lire 70.000 al metro quadro;
2) 6 ettari in località Porticciolo, in zona G 1, al prezzo d'asta di lire 20.000 al metro quadro;
3) 3 ettari comprensivi di fabbricato nella Baia di Porto Conte, al prezzo d'asta di lire 35.000 al metro quadro;
4) 7 ettari in località Punta del Dentui, in zona G 1, al prezzo d'asta di lire 35.000 al metro quadro;
5) 25 ettari in località Punta Negra, in zona G 1, al prezzo d'asta di lire 38.500 al metro quadro;
6) 1 ettaro in località Lo Vermell - Punta Negra, in zona F 4 ed S 4, al prezzo d'asta di lire 38.500 al metro quadro;
7) 1 ettaro in località Fertilia, in zona S 4, al prezzo d'asta di lire 38.500 al metro quadro;
c) questi terreni costieri di inestimabile valore paesaggistico e naturalistico rientrano nel perimetro dell'istituendo Parco naturale di Porto Conte;
d) le Associazioni WWF, CODACONS, LIPU e ITALIA NOSTRA hanno raccolto oltre 2.000 firme di cittadini su una petizione indirizzata al Presidente della Giunta regionale per chiedere l'acquisizione dei terreni al patrimonio pubblico;
tenuto conto che:
I. la Giunta regionale nel luglio 1997 ha deliberato la privatizzazione dell'azienda agraria di Arborea di proprietà della Società Bonifiche Sarde e avente superficie di circa mille ettari;
II. con la stessa delibera, la Giunta regionale ha autorizzato la vendita di tutti gli altri terreni "non sottoposti o non sottoponibili a tutela ambientale e paesaggistica";
III. la Quinta Commissione permanente ha recentemente approvato, all'unanimità, il progetto di legge per l'istituzione del Parco naturale regionale di Porto Conte;
chiedono di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'agricoltura per sapere:
1) se la Società Bonifiche Sarde S.p.A., il cui capitale azionario è per intero di proprietà regionale, prima di procedere alla vendita all'asta di detti terreni abbia formalmente offerto il diritto di prelazione al comune di Alghero;
2) quali iniziative intendano intraprendere per favorire l'acquisizione dei terreni al patrimonio pubblico per finalità di conservazione e valorizzazione di un bene costiero di alto valore naturalistico e paesaggistico;
3) se la Giunta regionale intende provvedere alla predisposizione di idonei strumenti finanziari per consentire al Comune di Alghero di far valere il diritto di prelazione su detti terreni costieri. (1066)
INTERROGAZIONE MONTIS, con richiesta di risposta scritta, sulla sospensione del trapianto di organi e sul mantenimento funzionale dell'ospedale Microcitemico.
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Il sottoscritto,
premesso che:
- sulle questioni inerenti la sanità c'è un crescendo di attenzione e di sensibile preoccupazione dell'opinione pubblica soprattutto quando vengono ipotizzate misure di soppressione di servizi di alta specializzazione, o come le decisioni che da oltre tre mesi impediscono che vengano effettuati i trapianti di organi vanificando la professionalità ed i successi che gli specialisti sardi si sono conquistati in passato e le speranze di tanti malati in liste d'attesa;
- la preoccupante e altrettanto grave notizia che circola ormai da diverso tempo, sulla minaccia manifestata da autorevole fonte dirigenziale di cessazione dell'attività di cura e di ricerca dell'ospedale Microcitemico, considerato dalla sanità sarda e nazionale il fiore all'occhiello, riconosciuto altresì come istituto di ricerca dalla organizzazione mondiale della sanità;
chiede di interrogare l'Assessore dell'igiene e sanità per sapere se non ritenga opportuno dare in tempi rapidi una risposta oltre al sottoscritto anche all'intero Consiglio, onde tranquillizzare l'opinione pubblica con una nota informativa che si fondi:
1) sull'adozione di misure straordinarie d'impiego del personale medico e paramedico ampliando l'organico degli addetti all'espianto e al trapianto di organi, rilevando che in alternativa si dovrebbe ricorrere nuovamente ai "Viaggi della speranza" di triste memoria, con tutto quello che comporta finanziariamente, di sacrifici e di umiliazioni per i malati della Sardegna;
2) tranquillizzare l'opinione pubblica e le associazioni delle famiglie dei pazienti talassemici oltre ai 300.000 portatori sani di microcitemia, l'impegno a sostenere i 1.200 malati ancora assistiti nell'Isola, potenziando la struttura esistente con interventi mirati ad una maggiore efficienza funzionale;
3) assicurare in tempi brevi, progetti e risorse atte a ridare all'ospedale Microcitemico sempre in bilico e senza certezza della onorata continuità operativa come centro di riferimento e di indirizzo e coordinamento delle strutture esistenti nell'Isola. (1067)
INTERROGAZIONE LADU, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura degli uffici postali in alcuni paesi della Sardegna.
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Il sottoscritto, premesso che:
- è di questi giorni la paventata chiusura delle agenzie P.T. di Brunella, Elini, Loculi, Lodine, Magomadas, Mamone, Modolo, Noragugume, Onanì, Osidda e Sagama, che sta creando preoccupazione ed indignazione da parte delle popolazioni direttamente interessate e dei lavoratori stessi;
- si tratta di un'ulteriore manovra centralistica, da parte del Governo nazionale, che mira ad accorpare servizi essenziali ed irrinunciabili, con tutte le conseguenze prevedibili e immaginabili.
- queste comunità, dopo che sono state scippate delle scuole, degli uffici giudiziari e di quant'altro, assistono all'ennesimo tentativo di cancellazione indiscriminata di servizi fondamentali, che dovrebbero essere garantiti da un stato di diritto;
- non a caso, a tale proposito, l'opinione pubblica giudica tutto questo come una vera e propria interruzione di pubblico servizio;
- non si capisce la logica che guida questo provvedimento, considerato che le spese per garantire questi servizi vitali, i quali interessano in modo particolare le fasce più deboli della popolazione, che quindi hanno maggiori difficoltà a spostarsi da un comune all'altro, non sono esorbitanti;
- molti comuni hanno provveduto infatti, a mettere a disposizione degli uffici postali locali propri a prezzi simbolici;
- da parte del Governo si affrontano problemi di enorme importanza in modo ragionieristico, senza avere il minimo riguardo per le zone più marginali periferiche e disagiate dal punto di vista della viabilità e dei trasporti.
- si tratta di costi in più che alla fine gravano sulla pelle dei cittadini, i quali, in questo modo, continueranno ad aumentare l'esodo verso le grandi città.
- non possiamo dire, allora, che stiamo facendo una politica contro lo spopolamento dei comuni dell'interno, quando poi non si fa il possibile nei momenti di particolare emergenza;
per quanto sopra esposto chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale per sapere:
1) se è a conoscenza di questo ulteriore tentativo di soppressione indiscriminata da parte del Governo nei confronti, soprattutto, delle piccole comunità;
2) quali provvedimenti ha adottato, o intende adottare, in merito, prima che si arrivi troppo tardi. (1068)
INTERROGAZIONE FLORIS, con richiesta di risposta scritta, sui disagi conseguenti la mancata soppressione degli Uffici medici provinciali.
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Il sottoscritto,
premesso che la legge di riforma sanitaria n. 833 del 1978, che ha preceduto l'attuale riforma sanitaria (Legge 502/92), prevedeva, all'articolo 32 la soppressione degli Uffici medici provinciali ed il passaggio delle competenze ai servizi di igiene pubblica delle Unità Sanitarie Locali;
considerato che, a distanza di 20 anni, la Sardegna è l'unica regione d'Italia a tenere in piedi gli Uffici medici provinciali, sottraendo delicate funzioni di igiene pubblica e di medicina legale ai servizi di igiene pubblica delle Unità Sanitarie Locali, ormai divenute, con la nuova legge di riforma sanitaria, dipartimenti di igiene delle Aziende Sanitarie Locali;
constatato che la legge di soppressione di questi Uffici e di passaggio delle competenze alle Unità Sanitarie Locali, predisposta nel 1984, sistematicamente riproposta dagli Assessori della sanità che si sono avvicendati nel tempo ed approvata dalle Giunte regionali di turno, giace ancora, in attesa di approvazione, presso la Commissione sanità del Consiglio regionale;
preso atto che nel frattempo i quattro Uffici medici provinciali della Sardegna sono stati svuotati del personale indispensabile per svolgere tutte le funzioni ancora in carico, creando ai quattro medici provinciali superstiti grossi disagi nell'espletamento dei compiti istituzionali e conseguenti gravi ritardi nei confronti dell'utenza,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della sanità per sapere quali risoluzioni intendano adottare affinché si proceda alla soppressione degli Uffici medici provinciali e al trasferimento degli incarichi alle Unità Sanitarie Locali come disposto dall'articolo 32 della Legge n. 833 del 1978. (1069)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di inserire i territori di Ittiri - Ossi - Tissi - Uri - Usini nell'ambito delle aree dichiarate "zona svantaggiata".
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Il sottoscritto,
premesso che il 13 e il 14 giugno u. s. si è tenuto ad Usini un concorso enologico organizzato dal Comune di Usini, dall'ERSAT e dalla Dis. A. A. B. A. Sezione di Microbiologia Generale, che ha visto la partecipazione di numerosi produttori di vino della zona di Coros, territorio che abbraccia i Comuni di Ittiri - Ossi - Tissi - Uri - Usini;
dato atto che il convegno ha evidenziato l'incidenza economica della produzione del vino nei citati territori mentre gli interventi degli amministratori locali hanno posto l'accento sulla necessità di attuare adeguati interventi in favore delle aziende agricole per rilanciare la produzione promuovendo nuova occupazione;
considerato che un'opportunità favorevole può essere conseguita dichiarando i territori dei Comuni citati "zona svantaggiata", da cui deriverebbero sostegno e aiuti economici per le aziende agricole;
tenuto conto della necessità di individuare nuovi strumenti per creare nuova occupazione,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro pastorale per sapere quali provvedimenti urgenti intendono assumere per dichiarare "zona svantaggiata" i territori dei Comuni di Ittiri - Ossi - Tissi - Uri - Usini. (1070)
INTERROGAZIONE LADU, con richiesta di risposta scritta, sugli elevati tassi di interesse applicati sui mutui agricoli.
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Il sottoscritto, premesso che:
- la crisi nel mondo agropastorale e l'indebitamento della aziende sarde ha raggiunto livelli di guardia, con conseguenti e preoccupanti segnali di tensione sociale che devono essere affrontati con grande senso di responsabilità dalle parti interessate;
- il vero nervo scoperto, attualmente è rappresentato dagli elevati tassi di interesse applicati delle banche sui mutui agricoli concessi in base alla L.R. n. 44/88; tale legge, che autorizzava contributi e prestiti agevolati per l'assestamento debitorio delle aziende agricole, si sta dimostrando un autentico boomerang per le aziende e un affare solo per le banche;
- la Comunità Europea, alla quale a suo tempo non è stata notificata la legge, ha annullato l'efficacia di questo provvedimento, ritenuto sleale dal punto di vista della concorrenza, con il risultato che gli istituti di credito hanno trasformato i prestiti agevolati in prestiti ad interessi "normali", applicando anche gli interessi di mora;
- il risultato è che gli operatori agricoli, in un momento di crisi senza precedenti, sono costretti a pagare somme aggiuntive non previste nel bilancio delle aziende, che in molti casi determinano la messa sul lastrico e 1a morte delle stesse; ciò sta creando disorientamento e preoccupazione nell'intero settore, che si sente non sufficientemente tutelato per il mancato rispetto di un impegno preso e sottoscritto;
- pur nella consapevolezza che le norme comunitarie la Regione non le può nè modificare nè bypassare, ma ha l'obbligo, nell'ambito delle proprie prerogative, di trovare soluzioni che siano accettabili e dignitose, garantendo i più deboli e perseguendo i soprusi;
- le banche stanno applicando interessi che vanno dal 14 a1 18%, e questo, in un momento in cui i tassi a livello nazionale hanno avuto una forte riduzione, è semplicemente inaccettabile;
- qualche giorno fa, il Ministro del Tesoro Carlo Azelio Ciampi, con un decreto pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, ha affermato che sono da considerare usurari i mutui con tassi dall'11% in su. La Regione Sardegna queste cose le sa? Perché non attiva immediatamente un censimento che, partendo dall'emergenza dovuta alla legge regionale n. 44 del 1988, verifichi l'esatta situazione per quanto riguarda i tassi praticati dalle banche sarde, soprattutto da quelle che detengono le maggiori risorse regionali. Perché non attiva misure efficaci, anche revocando immediatamente l'incarico di tesoreria, e questo rientra nelle su competenze, per quelle banche che non sono adempienti per ciò che riguarda i tassi di interesse applicati, ma anche per quelle che abitualmente, in modo pretestuoso, allungano i tempi di concessione del beneficio, non dimostrando la minima flessibilità nei confronti di aziende che operano in una situazione di crisi e quindi fragili dal punto di vista strutturale;
considerato che l'agricoltura costituisce l'asse portante dell'economia sarda ed è investita da una situazione di particolare sofferenza, che condiziona pesantemente anche gli altri settori economici,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale dell'agricoltura per sapere:
1) quali iniziative sono state adottate, o si intendano adottare, in merito alla legge regionale n. 44 del 1988;
2) quali politiche complessive si intendono portare avanti, anche dal punto di vista strutturale, per risollevare le sorti di un settore che sta vivendo in modo drammatico i problemi dell'insularità e, nell'ambito di questa, delle zone interne. (1071)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sul ruolo fondamentale della Banca CIS come Istituto sardo di credito forte e garante dell'autonomia finanziaria della nostra Isola.
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Il sottoscritto,
premesso che l'Istituto sardo di credito CIS (Credito Industriale Sardo) ha sempre fondato la sua esistenza ed attività sulla stretta sinergia con la Regione autonoma della Sardegna, come è emerso anche dall'ultima recente conferenza regionale sul credito;
considerato che, invece, negli ultimi tempi, il personale del CIS ha creduto di notare un allentamento di rapporti tra lo stesso Istituto di credito e la Regione, con un calo di interesse da parte degli organi regionali che si riflette nella difficoltà di gestione della Banca stessa, pur con sensibili sacrifici dalla parte impiegatizia, più debole, che ha dovuto affrontare notevoli tagli alle retribuzioni:
rilevati segnali preoccupanti nei previsti fumosi rapporti di collaborazione con Istituti di credito della penisola quali il Banco Ambrosiano Veneto e il non meglio identificato Gruppo Intesa, che potrebbero inquinare il ruolo originario del Credito Industriale Sardo di Banca dei sardi per i sardi e spostare il fulcro degli investimenti nel nord della penisola;
ritenuto necessario da parte della Regione, nei suoi massimi esponenti e competenze, intervenire con forza al fine di scongiurare il saccheggio nel mondo del credito sardo da parte delle Banche del nord per ribadire il ruolo primario della Banca sarda;
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della programmazione e bilancio per conoscere quali interventi intendono mettere in pratica al fine di salvaguardare il fondamentale apporto all'economia sarda da parte del CIS e al fine di evitare intromissioni esterne alla gestione sarda dell'Istituto di credito rivalutando il rapporto preferenziale di quest'ultimo con la Regione autonoma della Sardegna. (1072)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla grave tendenza al trasferimento dei centri pubblici di Formazione Professionale in Sardegna, e particolarmente a Sassari, nei pressi di zone periferiche e in locali inadeguati.
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Il sottoscritto,
premesso che negli ultimi tempi si è assistito ripetutamente al trasferimento di locali e personale del centri pubblici di Formazione Professionale in zone periferiche inadeguate, forse a causa della tendenza dell'Amministrazione regionale a privatizzare i suddetti centri;
considerato che questo fenomeno si sta verificando in particolare a Sassari, dove il centro di via Galilei, a causa della sua trasformazione in Museo della Formazione professionale, verrà trasferito presso il villaggio S.Camillo, distante 8 chilometri dal centro della città, con grande disappunto del personale e a discapito del buon funzionamento del centro stesso;
rilevato che il personale del centro S. Camillo si trova già in condizioni di abbandono, che verrebbero ulteriormente appesantite dal trasferimento in quei locali del centro sassarese di via Galilei;
ritenuto, pertanto, che il centro di via Galilei debba mantenere l'attuale destinazione (formazione professionale) e che la sede del Museo della Formazione Professionale debba trovare in Sassari un'altra collocazione;
chiede di interrogare l'Assessore regionale del lavoro e formazione professionale per sapere come intende intervenire per risolvere tale incresciosa situazione di difficoltà che si sta verificando nei centri pubblici di formazione professionale, in particolare in quelli di Sassari, al fine di evitare forme pubbliche di protesta da parte degli operatori del settore coinvolti nella dispersione dei centri suddetti. (1073)
INTERROGAZIONE FRAU, con richiesta di risposta scritta, sullo stato di abbandono della strada statale 132 Ozieri-Chiaramonti.
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Il sottoscritto,
chiede interrogare l'Assessore dei lavori pubblici per sapere:
1) se sia a conoscenza delle disastrose condizioni in cui versa la strada statale 132 che collega Ozieri con Chiaramonti, costellata da buche profonde e da tratti estremamente pericolosi, che mettono a dura prova gli automobilisti che hanno l'ardire di avventurarsi in simile "tratturo";
2) se non sia necessario intervenire presso la Direzione dell'ANAS ,affinché venga sanato con la massima urgenza simile stato di pericolosità, rendendo percorribile e sicura una strada importante per quel territorio ed i suoi abitanti. (1074)
INTERROGAZIONE BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI, con richiesta di risposta scritta, sui lavori nel Centro regionale di Formazione Professionale di Oristano.
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I sottoscritti,
premesso che:
- i lavori di ristrutturazione del Centro regionale di Formazione Professionale di Oristano, viale San Martino, iniziati nel 1994, non vedono mai la fine;
- che tale fatto sta causando gravi danni in quanto da ormai cinque anni la provincia di Oristano è priva dell'unica scuola alberghiera, con grave pregiudizio dello sviluppo turistico, e con grave disagio dei ragazzi che, volendo specializzarsi nel settore, sono costretti a recarsi in altre province;
- la chiusura protratta per ben cinque anni dell'Hotel Amsicora compromette anche la ricettività alberghiera di Oristano, in particolare sotto il profilo della diversificazione dell'offerta, con effetti negativi sui flussi turistici,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale e sicurezza sociale per sapere, in considerazione di tali inconvenienti, quali interventi intenda adottare per riportare albergo e Centro di Formazione Professionale al normale funzionamento. (1075)
INTERROGAZIONE PITTALIS - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FEDERICI - FLORIS - GIORDO - LOMBARDO - MARRAS - MILIA - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco Fabrizio - GRANARA, con richiesta di risposta scritta, sulla biblioteca della Giunta regionale.
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I sottoscritti,
premesso che la biblioteca dell'Amministrazione regionale è un organismo interdisciplinare librario e di documentazione che:
- costituisce il supporto alla ricerca, allo studio e all'informazione per il complesso dell'attività amministrativa della Regione;
- cura la raccolta dei testi sulla Sardegna;
- funziona da centro regionale per il catalogo collettivo delle biblioteche della Sardegna;
- cura l'aspetto tecnico-scientifico della gestione del polo regionale SBN (Servizio Bibliotecario Nazionale);
- possiede un patrimonio di circa 60.000 volumi riguardanti materie di competenza dell'Amministrazione regionale e di interesse locale (circa 300 testate di periodici e 50 opere su CD-ROM, oltre alla raccolta completa su microfilm dei quotidiani sardi);
- consente tramite il CED regionale l'accesso all'archivio delle delibere della Giunta regionale e alla legislazione della Regione sarda nonché alla banca dati GURITEL dell'Istituto poligrafico e Zecca dello Stato;
consideratoche:
- dal dicembre 1995 la biblioteca è stata trasferita dai locali di via Sauro ai locali di viale Trieste;
- fino ad oggi non sono stati forniti gli arredi e gli strumenti informatici necessari per la sistemazione dei volumi e per l'attivazione dei servizi ordinari ed essenziali, creando grave disagio per l'utenza interna ed esterna (docenti, studenti universitari e cittadini in genere);
- la maggior parte del materiale librario posseduto risulta essere visibilmente ancora custodito in scatole di cartone;
preso atto che:
- in data 7 febbraio 1997 è stato pubblicato sul BURAS il bando di gara per la progettazione e la fornitura di arredi per la biblioteca;
- l'importo dell'appalto era stato stabilito in via presuntiva in lire 1.000.000.000;
- la procedura di gara risulta sia stata inspiegabilmente fermata, nonostante la disponibilità di risorse finanziarie e l'obiettiva urgenza della fornitura,
chiede di interrogare l'Assessore degli enti locali e l'Assessore della pubblica istruzione per conoscere i motivi delle inefficienze esposte in premessa e per sapere quando si prevede che venga sbloccata la procedura amministrativa per l'acquisto degli arredi della biblioteca. (1076)
INTERROGAZIONE LA ROSA, con richiesta di risposta scritta, sugli investimenti ENEL nel Sulcis Iglesiente.
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Il sottoscritto,
premesso che:
- l'ENEL ha sottoscritto un accordo più di un anno fa per lo smantellamento del primo e secondo gruppo della centrale Sulcis da 320MW da sostituire con la costruzione di due nuovi gruppi da 200MW a letto fluido pressurizzato;
- il medesimo accordo prevede investimenti per circa 900 miliardi comprese le infrastrutture e un utilizzo di circa 500 lavoratori per i tempi di costruzione;
- l'avvio dei lavori era stato previsto per l'autunno '97 e quindi di volta in volta rinviato sino ad oggi con un susseguirsi di voci e di affermazioni che fanno temere la volontà da parte dell'ENEL di non rispettare gli impegni sottoscritti;
- in particolare oltre al ritardo, ormai di quasi un anno, risulta assai preoccupante la previsione di investimenti dell'ENEL nel piano triennale che secondo una nota sindacale è pari a lire 234 miliardi, certamente insufficienti per rispettare gli accordi sottoscritti;
- gli accordi erano stati sottoscritti con l'impegno attivo della Regione e del Governo nazionale;
- le organizzazioni sindacali del Sulcis Iglesiente hanno più volte denunciato il disimpegno dell'ENEL e hanno richiesto in questi giorni un incontro urgente col Ministro dell'Industria, annunciando la mobilitazione dei lavoratori,
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore dell'industria per sapere:
I. se sono a conoscenza di una volontà di disimpegno da parte dell'ENEL;
II. se vi siano eventualmente ragioni diverse che hanno fin qui provocato i continui rinvii;
III. se sono in grado di confermare che nella previsione di investimenti dell'ENEL per il Sulcis Iglesiente non siano preventivate le risorse necessarie;
IV. se sono, infine, stati già attuati gli interventi del caso presso l'ENEL e il Governo nazionale. (1077)
INTERROGAZIONE AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla ipotetica e demagogica sospensione per il periodo estivo dei vincoli previsti dalla legge d'istituzione del Parco di La Maddalena (Legge n. 394 del 1991 e DPR 17 maggio 1996) richiesta per alcune zone costiere classificate "a protezione integrale".
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Il sottoscritto,
premesso che con la Legge n. 394 del 1991 e con il DPR 17 maggio 1996 è stato istituito il Parco dell'Arcipelago di La Maddalena e che, in particolare, il DPR citato prevede alcuni vincoli di salvaguardia per le zone a mare classificate come "a protezione integrale" nelle quali sono comprese le isole antistanti la località turistica di Porto Cervo: Mortorio, Soffi, Bisce, Li Nibani, ecc.;
considerato che lo scorso mese di giugno si è insediato e riunito il Comitato di Gestione del Parco, riunione durante la quale da certa parte della sinistra politica è stata avanzata la proposta demagogica di sospendere stagionalmente i vincoli presenti nel DPR di attuazione del Parco stesso mediante la non applicazione delle sanzioni previste dalla normativa nazionale;
rilevata la inconsistenza e la strumentalizzazione della proposta sopra descritta che istiga la popolazione a non rispettare una legge dello Stato e svia la coscienza civica dei cittadini con decisioni che non hanno nessun valore istituzionale;
ritenuto lesivo degli interessi dei cittadini di La Maddalena e zone limitrofe interessate al Parco proporre la trasgressione della norma in virtù di non meglio precisati populistici interessi elettorali,
valutato che l'unico, vero strumento che impedisca la sospensione dei citati vincoli è che il Comitato di Gestione rassegni immediatamente le proprie dimissioni;
chiede di interrogare il Presidente della Giunta regionale e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per conoscere quali immediati interventi intendano attuare al fine di fare tutelare la legge mediante l'applicazione precisa della norma in modo da non alimentare nei cittadini l'idea della possibile ancorché temporanea o stagionale, trasgressione della legge in nome di precisi intenti elettorali portati avanti da certa parte politica e per sapere se sul piano politico non ritengano di intervenire invitando il Comitato di gestione a dimettersi al fine di vanificare i vincoli sicuramente dannosi per l'economia locale. (1078)
INTERROGAZIONE PITTALIS - BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FEDERICI - FLORIS - GIORDO - GRANARA - LIPPI - LOMBARDO - MARRAS - MILIA - OPPIA - PIRASTU - TUNIS Marco Fabrizio, con richiesta di risposta scritta, sulla soppressione dei collegamenti ferroviari Macomer-Nuoro nei giorni festivi.
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I sottoscritti,
considerato che nei giorni festivi sono stati soppressi i collegamenti tra Macomer e Nuoro;
considerato che anche i trasporti pubblici su gomme sono stati depotenziati nei giorni festivi, talché tra Macomer e Nuoro e gli altri paesi del Marghine è, di fatto, impossibile comunicare;
considerato che, seppure nell'ottica di una più razionale spesa pubblica, è indispensabile assicurare i necessari servizi;
considerato che, al contrario, si continua a duplicare i servizi in orari non utili, con autobus e treni che partono alla medesima ora per la stessa tratta;
considerato che pare opportuno garantire ai cittadini della zona la possibilità di lavorare e tornare alle proprie case,
chiedono di interrogare l'Assessore regionale dei trasporti per sapere:
- se sia a conoscenza del problema;
- quali misure intenda adottare con immediatezza per garantire il servizio di trasporto pubblico festivo tra Macomer e Nuoro e viceversa, nonché una migliore distribuzione oraria dei mezzi attualmente in servizio. (1079)
MOZIONE PITTALIS - BONESU - MASALA - AMADU - MANUNZA - USAI Edoardo - SANNA Noemi - SERRENTI - BALLETTO - CASU - BIGGIO sulla situazione del credito in Sardegna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSIDERATO che il credito rappresenta un elemento fortemente condizionante dello sviluppo economico della Sardegna, che soffre anche in tale settore di handicap negativi rispetto ad altre Regioni;
RILEVATO che in tale quadro assumono particolare rilevanza i due gruppi bancari sardi, il Banco di Sardegna ed il CIS, e che anche per tali gruppi si pone il problema di un dimensionamento che sia competitivo e di una diversificazione delle aree territoriali di intervento, che ne elimini l'attuale dipendenza in modo assoluto dalla debole economia sarda;
CONSIDERATO che il sistema del credito sardo va basato sulla concorrenzialità fra i due gruppi, ma che, con il loro seppur parziale distacco della realtà sarda, appare ancora più fondata l'esigenza della presenza di un sistema di credito cooperativo, che veda la partecipazione di masse di piccoli azionisti e che gestisca il credito con la massima aderenza alle realtà produttive locali;
CONSIDERATO altresì che in tale quadro va rivalutato anche il ruolo della Banca di Sassari, unica banca sarda che dispone di un azionariato diffuso, ma in cui l'azionista principale non lascia spazio decisionale, neanche proporzionale alle quote di capitale, ai piccoli azionisti e tiene poco conto delle loro esigenze di soci-utenti del sistema bancario;
RILEVATO che il rinvio delle decisioni pone i gruppi bancari in una situazione precaria e priva di prospettive, con pericolo per la loro capacità operativa e per i livelli occupativi;
CONSIDERATO che si pone, per entrambi i gruppi bancari, con urgenza, la necessità di un aumento del capitale, di acquisizione di un partner di elevata capacità finanziaria ed in possesso di rilevante professionalità nel settore bancario e in quelli parabancari, della creazione di una rete di sportelli fuori dalla Sardegna, accompagnata da piani gestionali che diversifichino l'offerta di servizi e portino all'omologazione dei tassi con quelli medi italiani ed europei;
CONSIDERATO che l'entrata nella compagine azionaria dei gruppi sardi di soggetti bancari non deve portare al dominio assoluto di tali soggetti sulle banche sarde, trasformandole in soggetti eterodipendenti;
RILEVATO che, in tale quadro, è da deplorare la decisione del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Banco di Sardegna di rinviare sine die l'aumento di capitale del Banco;
CONSIDERATO che non appare giustificato il silenzio tenuto sulla vicenda dalla Giunta Regionale, data la rilevanza della questione per l'economia della Sardegna,
fa propria
la risoluzione n. 73 adottata dalla Commissione Programmazione nella seduta del 6 luglio 1998, e
dà mandato
alla Giunta Regionale di operare nei sensi della premessa con tutti gli strumenti a sua disposizione ed in particolare impartendo le necessarie direttive ai rappresentanti della Regione nei consigli di amministrazione della Banca CIS e della Fondazione Banco di Sardegna, ed in particolare
da mandato
alla Giunta Regionale di impartire direttive ai rappresentanti della Regione nella Fondazione affinché operino per dare attuazione alla risoluzione predetta, con la rapida adozione dei provvedimenti necessari per un rapido potenziamento del Banco, e di provvedere, in caso di rifiuto ad ottemperare, a porre in atto le procedure di revoca della nomina dei medesimi rappresentanti ai sensi dell'articolo 7 della legge regionale n. 11 del 1995;
invita
il Ministero del Tesoro e le Camere di Commercio ad impartire analoghe direttive ai propri rappresentanti. (161)
MOZIONE VASSALLO - MONTIS - CONCAS sull'attuazione del programma sull'occupazione e lo sviluppo.
IL CONSIGLIO REGIONALE
CONSIDERATO che la grave situazione economica, sociale e occupazionale della Sardegna mantiene livelli particolarmente gravi;
VERIFICATO che a questa situazione si impongono altresì altre emergenze che non possono essere sottaciute quali: incendi, credito, urbanistica e sanità;
ACCERTATO che nelle ultime adunanze del Consiglio regionale la maggioranza più volte non è riuscita ad avere il numero legale per svolgere la normale azione legislativa;
PRESO ATTO che:
- in queste ultime settimane è venuto meno un adeguato coordinamento tra partiti, Giunta regionale e consiglieri, che a questa maggioranza fanno riferimento;
- in tale situazione è oggettivamente difficile che la Giunta regionale e lo stesso Consiglio possano attuare una azione incisiva per l'occupazione e lo sviluppo;
RITENUTO che occorre verificare se esiste ancora una maggioranza in Consiglio regionale in grado di esprimere una volontà politica da attuare, attraverso il normale lavoro legislativo, l'accordo programmatico sottoscritto a gennaio su cui si fonda l'esistenza dell'attuale Giunta;
RITENUTO ALTRESI' indispensabile il rispetto:
- degli indirizzi assunti con le parti sociali alla Conferenza regionale per il lavoro e lo sviluppo del 21 luglio scorso;
- dei tempi prefissati dall'accordo programmatico di gennaio, con il quale si impegna la Giunta a presentare il programma per il lavoro entro 3 mesi dalla conferenza e la successiva rimodulazione del bilancio,
invita
il Presidente della Giunta regionale a presentare in Consiglio regionale, avvalendosi delle prerogative previste dal regolamento, nella sessione prevista per il 21 luglio 1998, il programma per il lavoro e lo sviluppo dalla stessa elaborato. (162)
MOZIONE BONESU - SANNA Giacomo - SERRENTI sul servizio postale in Sardegna.
IL CONSIGLIO REGIONALE
RILEVATO che nel marzo 1997 gli organi di informazione hanno pubblicato un piano di ristrutturazione dell'allora sussistente Ente Poste Italiane che prevedeva la soppressione di 174 uffici postali in Sardegna.
CONSIDERATO che tale fatto avrebbe comportato che il quaranta per cento del territorio sardo sarebbe restato sprovvisto del servizio postale, con grave pregiudizio del diritto costituzionale alla comunicazione, con aggravio dei costi per le attività economiche, con grave pregiudizio delle condizioni di vita di numerosi cittadini.
CONSIDERATO ALTRESI' che tale fatto avrebbe avuto effetti pesantemente negativi per i paesi delle zone interne in via di spopolamento, con ulteriore compromissione degli assetti civili. In Provincia di Oristano, per esempio, a seguito di tale piano di ristrutturazione, sarebbe stata servita una infima minoranza dei comuni, 30, contro 48 che non avrebbero avuto il servizio postale. La cessazione del servizio postale in gran parte della Sardegna rappresenterebbe l'ultimo episodio dell'abbandono della Sardegna da parte dello Stato. Seguirebbe infatti alla chiusura degli uffici giudiziari e delle scuole dimostrando l'incapacità del Governo di Roma di assicurare ai sardi i servizi minimi di tutte le comunità civili ed allontanandoci dall'Europa.
RILEVATO che tale piano è stato formalmente smentito, ma nei fatti sta trovando, da parte della nuova società per azioni che gestisce il sistema postale, seppur parziale attuazione, con la chiusura a giorni alternati degli uffici postali di cui era stata prevista la soppressione.
CONSIDERATO che appare necessario che il popolo sardo, servendosi delle sue istituzioni, assuma l'esercizio dei servizi necessari per la propria vita ed il proprio sviluppo.
RIVENDICATO il diritto del popolo sardo ad avere il servizio postale, anche al di fuori dei centri cittadini, ed affermato che se il Governo centrale, i suoi enti e le sue società, non intendano assicurare tale servizio, il sistema postale sull'intero territorio della Sardegna va assicurato, da strutture di emanazione regionale, sotto forma di ente pubblico o di società per azioni, che, nel quadro delle compatibilità economiche, assicurino comunque un servizio adeguato alle esigenze dei sardi.
CONSIDERATO che nell'Unione Europea vi sono i precedenti delle isole di Man, di Jersey e di Guernesey, per la Gran Bretagna, e le isole Faroer per la Danimarca, con amministrazione postale autonoma rispetto a quella dello Stato, per cui la creazione, o per meglio dire la rifondazione, delle Poste Sarde si inserisce in un processo europeo di valorizzazione della insularità,
chiede
il trasferimento, ovvero la delega, alla Regione delle competenze in materia di servizio postale. (163)
MOZIONE CUGINI - MARTEDDU - BALIA - VASSALLO - RANDACCIO - LA ROSA - BERRIA - GIAGU di fiducia alla Giunta regionale.
IL CONSIGLIO REGIONALE
riunito in data 21 luglio 1998 con all'ordine del giorno, tra l'altro, le comunicazioni del Presidente della Giunta regionale On. Federico Palomba sulla situazione politica generale, rese a norma dall'articolo 119 del regolamento;
in relazione agli impegni assunti dalla Giunta regionale in occasione della presentazione delle dichiarazioni programmatiche del Presidente della Regione in merito alla predisposizione di un "Piano di interventi straordinari per l'occupazione e lo sviluppo":
PRENDE ATTO
I. dell'avvenuto svolgimento della "Conferenza regionale per l'occupazione e lo sviluppo" quale momento di ampia e qualificata partecipazione delle rappresentanze del sistema delle autonomie locali, delle forze politiche, delle parti sociali, della Chiesa e del mondo della cultura e dell'istruzione;
II. che nei tempi previsti dalla conclusione della citata Conferenza è stato predisposto il previsto programma d'interventi straordinari per l'occupazione e lo sviluppo e che lo stesso verrà sottoposto al confronto con le forze sociali per ricavarne ulteriori suggerimenti migliorativi e per determinare l'oggettiva concertazione, la promozione d'impresa e la realizzazione di occasioni di lavoro produttivo e duraturo e che ulteriori contributi di merito saranno proposti dalle commissioni e dallo stesso Consiglio Regionale;
III. che l'intervento del Presidente ha comunicato:
1) la definizione di un Programma orientato al rafforzamento e all'allargamento della base produttiva; alla trasformazione delle forme di lavoro sostenuto e precario in lavoro da impresa; allo sviluppo locale, attraverso la valorizzazione delle risorse del territorio nel rispetto dell'ambiente; al potenziamento dell'attività di ricerca finalizzata al raggiungimento di un livello elevato di sviluppo tecnologico;
2) che nel Programma sono indicati strumenti gestionali e normativi e risorse finanziarie adeguati in grado di assicurare la realizzazione degli obiettivi in esso contenuti;
3) che il Programma preparato e approvato dalla Giunta contiene un organico progetto con misure atte ad affrontare la grave situazione occupativa regionale e anticipa analoghe iniziative in via di assunzione del Governo nazionale e si colloca coerentemente agli indirizzi a agli obiettivi tracciati in sede comunitaria;
sentita la relazione del Presidente della Giunta regionale la approva e
ESPRIME FIDUCIA
al Presidente e alla Giunta regionale manifestando apprezzamento per la qualità dell'iniziativa e per il rispetto dimostrato nei riguardi degli impegni programmatici assunti all'atto dell'insediamento. (164)
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