Seduta n.158 del 07/02/2006 

CLVIII Seduta

(Antimeridiana)

Martedi' 7 Febbraio 2006

Presidenza del Presidente Spissu

INDICE

La seduta è aperta alle ore 11 e 26.

CHERCHI OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta di Venerdì 16 Dicembre 2005 (152) che è approvato.

Risposta scritta a interrogazioni

PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:

"Interrogazione Serra in relazione alla costruzione, nel Comune di Atzara, di un centro intercomunale per lo stoccaggio di materiali provenienti dalla raccolta differenziata". (379)

(Risposta scritta in data 30 gennaio 2006.)

"Interrogazione Floris Vincenzo sulle difficoltà della commissione medica periferica per l'accertamento delle infermità dovute a causa di servizio della provincia di Nuoro". (206)

(Risposta scritta in data 31 gennaio 2006.)

"Interrogazione Amadu scritta, sull'assunzione di un professionista da parte del manager della ASL n. 1 di Sassari". (221)

(Risposta scritta in data 31 gennaio 2006.)

"Interrogazione Diana sulla gravissima situazione della cooperativa allevatori suini di Siamanna". (295)

(Risposta scritta in data 31 gennaio 2006.)

"Interrogazione Amadu sul blocco della macellazione degli agnelli". (373)

(Risposta scritta in data 31 gennaio 2006.)

"Interrogazione Cassano sugli innumerevoli ritardi negli accertamenti sanitari per il riconoscimento dell'invalidità civile presso la ASL n. 1 di Sassari". (383)

(Risposta scritta in data 31 gennaio 2006.)

"Interrogazione Rassu sulla soppressione delle autolinee Sassari-Bonnanaro-Torralba-Cagliari e Nuoro-Torralba-Bonnanaro-Sassari". (414)

(Risposta scritta in data 31 gennaio 2006.)

Annunzio di interrogazioni

PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:

CHERCHI OSCAR, Segretario:

"Interrogazione Contu - La Spisa, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo delle risorse liberate dei progetti POR relative a finanziamenti dell'offerta formativa sperimentale di cui alla Legge 28 marzo 2003, n. 53, anno formativo 2005-2006, in attuazione della delibera della Giunta n. 39/7 del 5 agosto 2005." (438)

"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata ipotesi di chiusura di alcuni presidi ospedalieri e sulla riduzione delle guardie mediche nelle zone interne della Sardegna". (439)

"Interrogazione La Spisa - Sanciu - Sanjust - Contu - Petrini - Rassu, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione di incertezza dei lavoratori dell'ERSAT". (440)

"Interrogazione Pisu, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione creatasi, con grave danno per i pazienti assistiti, presso l'Azienda sanitaria locale (ASL) di Oristano a seguito dei mutamenti introdotti nel servizio di assistenza domiciliare integrata". (441)

"Interrogazione Capelli, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione dei comuni del Nuorese e dell'Ogliastra colpiti dall'ennesimo evento alluvionale". (442)

"Interrogazione Amadu, con richiesta di risposta scritta, sui rischi di marginalizzazione dell'aeroporto di Alghero (SS)". (443)

"Interrogazione Ladu - Murgioni - Gallus, con richiesta di risposta scritta, sugli eventi alluvionali sul Rio Posada". (444)

"Interrogazione Capelli, con richiesta di risposta scritta, sui gravi disagi provocati agli studenti di Oliena, dovuti al disservizio dei mezzi pubblici dell'Azienda regionale trasporti (Arst)". (445)

"Interrogazione Liori - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo sulla "Giornata del ricordo" in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale". (446)

"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sul Consorzio 21". (447)

"Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulle forti carenze manifestate nella politica dei trasporti interni ed esterni alla Sardegna". (448)

Annunzio di interpellanza

PRESIDENTE. Si dia annunzio dell'interpellanza pervenuta alla Presidenza:

CHERCHI OSCAR, Segretario:

"Interpellanza La Spisa - Sanciu - Contu - Sanjust - Petrini sulle quote che gli agricoltori devono corrispondere al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale per il consumo dell'acqua a scopi irrigui". (148)

Discussione generale abbinata dei disegni di legge:"Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2006)" (199/S/A), del disegno di legge: "Bilancio di previsione per l'anno 2006 e bilancio pluriennale per gli anni 2006-2008" (200/A) e del programma: "Note di programma (articolo 3 bis, L. R. 5 maggio 1983 n. 11 e successive modificazioni e

integrazioni)" (prog. 13/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione abbinata dei disegni di legge 199/S/A e 200/A e del programma numero 13/A.

Ha domandato di parlare il consigliere Floris Mario. Ne ha facoltà.

FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Intendo intervenire ai sensi dell'articolo 82 del Regolamento.

Signor Presidente e colleghi del Consiglio, io vorrei un attimo di attenzione, se possibile, perché mi pare di porre un problema urgente, pregiudiziale e preliminare alla discussione sulla finanziaria e sul bilancio della Regione. L'articolo 81 della Costituzione prevede che ogni legge che comporti nuove e maggiori spese debba indicare i mezzi per farvi fronte. Lo stesso articolo prevede altresì che le leggi debbano avere una copertura finanziaria. L'articolo 72 del Regolamento consiliare prevede, al secondo comma, come condizione di ricevibilità, che i progetti di legge che comportino spese, debbano indicare la relativa copertura finanziaria. Le due norme si applicano anche alla legge finanziaria, che è una legge sostanziale e come tale deve avere una copertura finanziaria certa delle spese previste.

Il disegno di legge in esame prevede invece che una parte notevole del disavanzo di amministrazione, a tutto il 31 dicembre 2005 stimato in 3 miliardi e 166 e rotti milioni di euro, venga coperto per un miliardo e 316 milioni col ricorso all'indebitamento e per la restante parte, un miliardo e 850 milioni di euro, con le somme che si spera lo Stato versi nelle casse della Regione a saldo dell'IRPEF e dell'IVA degli anni passati, oggetto di una contrattazione con il Governo. Non esiste nessuna certezza, al momento, sull'incasso delle somme in questione; non è perciò possibile destinare notevoli risorse non certe alla copertura del disavanzo, che non è un dato ipotetico ma è una realtà che non ammette dubbi e riserve.

Il ripiano del disavanzo non è un atto che può presupporre discrezionalità; è un atto dovuto che presuppone risorse non sperate ma risorse certe. La manovra finanziaria risente perciò di questa grave incongruenza che contabilmente non è superabile. Le entrate, per il 19,4 per cento delle somme complessive del bilancio, quelle destinate alla copertura del disavanzo, sono del tutto ipotetiche; il problema quindi non è politico e certamente non può essere superato con un voto di maggioranza. Si tratta di un obbligo contabile amministrativo non derogabile che deve essere garantito prima che si avvii la discussione in Aula della manovra finanziaria. Spetta perciò al Presidente del Consiglio, ai sensi dell'articolo 72 del Regolamento, ristabilire la legalità chiedendo alla Giunta regionale e alla maggioranza di porre immediato rimedio alla situazione denunciata.

Il Consiglio regionale non può nascondersi dietro un'operazione politica, non può certamente avvallare un modo di procedere scorretto ed illegittimo che determinerà un'ulteriore evoluzione negativa nella già delicata situazione finanziaria della Regione. E' infatti evidente che se non dovessero arrivare le somme dovute dalle Stato, la copertura dal disavanzo aggraverebbe pesantemente i conti del 2007. Al riguardo si deve notare che il disavanzo relativo del 2005 è cresciuto di ben 345 milioni di euro rispetto a quello del 2004; nonostante l'anno scorso lo si sia affermato non vi è stato quindi un miglioramento della situazione finanziaria dei conti della Regione.

Allora signor Presidente, il ripiano deve essere certo e non ipotetico; fare richiami alla Ragioneria generale dello Stato, alla certificazione, non serve; un discorso sono le previsioni di entrata per affrontare il problema della spesa, un altro discorso è pagare il disavanzo che non può essere aleatorio ma assolutamente certo. E' un problema che investe una responsabilità personale di ogni consigliere regionale e non politica della legge.

Quindi, io credo che prima di andare avanti occorra che la Giunta regionale riveda questi conti perché se anche fossero certi sull' "an", come dicono i latini, non essendo certi sul quando non possiamo procedere ad esaminare un disegno di legge che non prevede copertura finanziaria del disavanzo.

PRESIDENTE. L'onorevole Floris ha sollevato, ai sensi dell'articolo 82 del Regolamento, un richiamo pregiudiziale che, sempre ai sensi dell'articolo 82, deve essere discusso dall'Aula attraverso l'intervento di un oratore che parli a favore e di uno che parli contro, e poi messo in votazione senza alcuna dichiarazione di voto.

Per quanto riguarda il richiamo alla responsabilità del Presidente, l'articolo 72 impone al Presidente, al comma 2, di accertare la sussistenza della copertura finanziaria delle spese. Il Presidente assicura che questa sia verificabile dai consiglieri attraverso la predisposizione di tutti gli atti necessari. Questo è stato fatto; il Consiglio non ha nessuna possibilità di verificare in quale modo siano state accertate le entrate, non diversamente da quanto è avvenuto in tutte le finanziarie degli anni precedenti, quindi è la Giunta che, sulla base di stime proprie delle entrate derivanti dallo Statuto e da altri cespiti, sottopone all'esame del Consiglio le somme in entrata e quelle in uscita.

La discussione è avvenuta in Commissione Bilancio e la finanziaria è pervenuta in Aula dopo il parere della Commissione Bilancio e delle altre Commissioni competenti. Sulla questione pregiudiziale ha facoltà di parlare a favore il consigliere La Spisa.

LA SPISA (F.I.). Parlo decisamente a favore anticipando in questa brevissima discussione sulla questione pregiudiziale il giudizio che emergerà anche nella discussione generale, in particolare sull'articolo 1 della finanziaria.

Questo è un bilancio che è stato appesantito da una scelta di fondo gravissima, operata dalla Giunta regionale, di stabilire un livello di entrate che consenta sia l'accantonamento di somme per far fronte all'indebitamento, ma anche - aggiungerei rispetto a quello che diceva il collega Floris - per coprire uscite reali indicate negli stati di previsione della spesa e che si concretizzeranno in questo esercizio provvisorio. Queste spese vengono coperte con una stima di entrate assolutamente non fondata su dati certi.

Noi abbiamo detto che questo è un bilancio fortemente appesantito da una sovrastima delle entrate; potremmo dire che è un bilancio che si avvicina ad essere un bilancio falso, perché non è assolutamente certo che ci sia un recupero di crediti da parte della Regione nei confronti dello Stato per quanto riguarda le quote dell'IRPEF, ma ancora di più non è assolutamente certo che noi riusciremo ad ottenere quest'anno i sette decimi dell'IVA.

La scelta operata dalla Giunta è stata quella di passare da una previsione degli anni precedenti che si attestava intorno ai tre decimi, se non ricordo male, ai sette decimi. Stiamo parlando cioè di una differenza di circa 400 milioni di euro, una somma veramente ingente che mina la credibilità e la veridicità di questo bilancio. Noi abbiamo sostenuto in Commissione e lo ribadiamo anche adesso: questo è un bilancio che non rispetta il principio costituzionale su cui tutta la contabilità pubblica si fonda: quello della veridicità. Un'entrata di queste dimensioni, stimata in maniera così ampia, senza alcun documento formale che attesti la possibilità che lo Stato in questo esercizio del 2006 trasferisca 700 milioni di euro, appare assolutamente ingiustificata.

E' una scelta che porta inevitabilmente due conseguenze: uno, che si stabilisce in questo periodo pre-elettorale un livello di spesa o di promessa di spesa che viene mantenuta e, due, che si ignora il fatto che l'indebitamento non si sta assolutamente risolvendo, perché l'accantonamento, fondato su entrate assolutamente non certe, non ci sarà, e questo comporterà la necessità, in questo stesso esercizio finanziario, ma ovviamente dopo le elezioni politiche, di un assestamento di bilancio con un ricorso ulteriore all'indebitamento. Questo i sardi lo devono sapere.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare contro la proposta il consigliere Secci.

SECCI (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, torna in discussione un problema che è stato, secondo il mio modestissimo parere, ampiamente spiegato durante i lavori della Commissione. Il collega Floris non ha partecipato alla discussione, non facendo parte della Commissione Bilancio, però posso assicurargli che non ci sono motivi perché questa pregiudiziale venga accolta. Noi stiamo infatti parlando di un bilancio di previsione; un bilancio di previsione che naturalmente si basa non sulla certezza delle entrate ma sulla previsione delle entrate, ed è un bilancio di previsione che assolutamente rispetta la cautela che deve essere utilizzata in questi casi.

Nello specifico, quando il collega Floris fa riferimento all'utilizzo di 1 miliardo e 800 milioni di euro per la riduzione del disavanzo, afferma un concetto che può apparire giusto, nel senso che non c'è la certezza che questo miliardo e 800 milioni di euro entri nelle casse della Regione ed entri quest'anno. Noi però abbiamo voluto utilizzare nel caso specifico quello che peraltro - è anche oggetto di un passaggio della mia relazione - tutti abbiamo convenuto essere un diritto che vantiamo nei confronti dello Stato. Meraviglia pertanto che importanti colleghi dell'opposizione, che hanno convenuto con noi tutto ciò, oggi mettano in discussione anche il percorso comune che abbiamo intrapreso e che ha prodotto importanti atti di questo Consiglio regionale.

Se però, Presidente - ecco perché a mio avviso non c'è ragione perché la pregiudiziale venga accolta - lo Stato non ci trasferisse il miliardo e 800 milioni dovuti per i crediti IVA e IRPEF le risorse per la copertura non verrebbero a mancare perché la finanziaria cautelativamente ha considerato l'utilizzo soltanto in parte dell'autorizzazione alla contrazione di un mutuo prevista nel Documento di programmazione economica e finanziaria. Come i colleghi più avveduti ricorderanno certamente, il Documento di programmazione economica e finanziaria prevedeva il ricorso all'indebitamento per quest'anno nella misura del 5 per cento del totale delle entrate, dopo essere stato l'anno passato del 10 e negli anni precedenti del 22. Bene, a fronte di una possibilità di indebitamento del 5 per cento la finanziaria quest'anno prevede un indebitamento soltanto del 2,7 per cento; quindi nella malaugurata ipotesi che queste risorse non arrivino, si ricorrerebbe all'indebitamento per una rata annua inferiore ai 100 milioni di euro.

Mi sembra quindi che non ci sia alcuna ragione perché il Consiglio accolga questa pregiudiziale, capisco le ragioni politiche che determinano le considerazioni espresse dai colleghi, ma dal punto di vista della correttezza della manovra finanziaria penso che non ci fosse e che non ci sia nessun tipo di dubbio.

PRESIDENTE. Metto in votazione la questione pregiudiziale. Chi la approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Dichiaro aperta la discussione generale congiunta dei disegni di legge numero 199/S/A, 200/A e del programma numero 13. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore di maggioranza.

SECCI (La Margherita-D.L.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, signori Assessori, colleghe e colleghi, la legge finanziaria di quest'anno e la manovra finanziaria nel suo complesso presentano una novità che è giusto rilevare e che è giusto, in qualche maniera, tenere in considerazione. La prima applicazione del nuovo Regolamento dei lavori del Consiglio, ha infatti prodotto uno stralcio da parte del Presidente del Consiglio, con il parere favorevole della Commissione bilancio, di una serie di norme dal testo originario presentato dalla Giunta.

Anche se questo stralcio di norme, dal punto di vista finanziario, non ha comportato nessuna variazione, perché tutte le somme che erano comprese nelle norme stralciate sono state accantonate nel fondo nuovi oneri legislativi (per cui nel complesso rimane la quantità di risorse prevista nella proposta originaria). Esso però rende necessaria la presentazione da parte della Giunta regionale - penso che questo, anzi sia stato già fatto - di un disegno di legge collegato che contenga tutte quelle norme che in qualche maniera facevano parte della manovra e che non è stato possibile mantenere all'interno della legge finanziaria stessa.

L'applicazione del nuovo Regolamento ha determinato, altresì, Presidente, colleghi, il sorgere di alcune problematiche che richiamo brevemente, e che penso che debbano essere poste all'attenzione della Giunta per il Regolamento. Le Commissioni consiliari non possono infatti lavorare con l'obbligo della presenza della totalità dei componenti della maggioranza per garantire il numero legale. Questo ha determinato un onere aggiuntavo alla fatica all'esame del provvedimento già di per sé faticoso.

L'altra necessità che si è ravvisata, e che è stata posta all'attenzione della discussione della Commissione, è quella di una rivisitazione dell'articolo 13 della legge di contabilità regionale. Mentre sino ad ora, infatti, l'articolo 13 è stato applicato con una certa elasticità, che ha consentito a tutte le norme finanziarie che si sono succedute di svilupparsi secondo una logica quasi di onnicomprensività, adesso siamo passati all'eccesso opposto, e sia un eccesso che l'altro, naturalmente, non rappresentano la condizione migliore per fare le cose come devono essere fatte. Quindi occorrerà, penso entro brevissimo tempo, porre rimedio modificando l'articolo 13 per consentire che la legge finanziaria possa realizzare a pieno la manovra di bilancio e l'accelerazione della spesa regionale.

La manovra finanziaria di quest'anno si sviluppa ovviamente in coerenza con quanto previsto dal Documento di programmazione economica e finanziaria approvato a luglio, e si sviluppa anche con un rispetto dei tempi. Si è fatto riferimento, in più di un passaggio della discussione che si è svolta in Consiglio, al fatto che si stiano utilizzando due mesi di esercizio provvisorio. Ammesso che si utilizzino tutti e due, siamo comunque ben al di sotto della media delle finanziarie passate che, di norma, di mesi per l'esercizio provvisorio ne hanno sempre utilizzato il massimo possibile, cioè quattro.

Quindi, dal punto di vista anche dei tempi, seppure sia innegabile un certo ritardo (anche noi auspicavamo che la manovra finanziaria di quest'anno potesse essere approvata entro il 31 dicembre dell'anno scorso come sicuramente avverrà per il prossimo esercizio finanziario) si tratta, tuttavia, di un ritardo fisiologico che, tutto sommato, non compromette la capacità di questa manovra di svilupparsi nei tempi di attuazione pure che sono necessari.

Dicevo che la manovra è coerente col Documento di programmazione economica e finanziaria, che poneva obiettivi di competitività, di coesione e occupazione per uno sviluppo sostenibile, di prosecuzione del risanamento finanziario e di una nuova politica di entrate. Si è aggiunto a questi (seppure non è contenuto in questa parte della manovra, nella legge finanziaria) l'istituzione di nuove imposte e la creazione di una agenzia per le entrate, obiettivi che le discussioni che abbiamo avuto sulla materia giustificano appieno.

L'ho detto nell'intervento in cui ho parlato contro la proposta pregiudiziale del collega Floris: l'indebitamento che viene autorizzato in questa manovra finanziaria è pari al 2,7 per cento del totale delle entrate, mentre il documento di programmazione economica e finanziaria consentiva un indebitamento fino al 5 per cento. Stiamo parlando per l'esattezza di circa 280 milioni di euro nel secondo caso (il 5 per cento) e di 165 milioni di euro nel primo caso (il 2,7 per cento). Quindi c'è una misura di prudenza che regola lo svilupparsi della manovra finanziaria che assolutamente garantisce sotto tutti i punti di vista.

L'ho detto prima ed è necessario che lo ripeta: il venire meno del miliardo e 800 milioni di euro previsti come entrata straordinaria per ridurre il disavanzo comporterebbe una rata annua supplementare di circa 85 milioni, e quindi un indebitamento tranquillamente e abbondantemente inferiore a quello previsto dal DPEF.

La manovra finanziaria di quest'anno prevede circa 85 milioni di euro complessivamente in più della manovra del bilancio del 2005. Quindi siamo di fronte a una seppure tenue, seppure flebile risposta diversa, espansiva rispetto alla manovra finanziaria dell'anno passato. Penso che sia importante richiamare che questo va soprattutto a incrementare di circa il 5 per cento le risorse destinate agli enti locali. Quindi c'è nella manovra un'attenzione alle politiche di risanamento finanziario, ma comincia ad esserci anche qualche segnale espansivo per rispondere a bisogni diffusi che sicuramente meritano l'attenzione che gli stiamo dando.

La manovra finanziaria è caratterizzata anche da una scelta coraggiosa, a mio avviso, e condivisa, che è quella di prevedere in bilancio, in modo abbastanza deciso e abbastanza responsabile, entrate diverse rispetto al passato. Ne hanno parlato i colleghi per sostenere che questo sarebbe un bilancio falso; io invece cito queste cifre perché caratterizzano questo bilancio, e noi ne siamo orgogliosi.

Ci meraviglia, peraltro, cari colleghi della opposizione, che vi siate dimenticati troppo in fretta di ciò che abbiamo realizzato in modo congiunto. Io richiamo brevemente soltanto le cifre più significative della battaglia sulle entrate che ci ha visto coraggiosamente tutti insieme (con piccolissime eccezioni) discutere in Commissione bilancio, discutere con le forze sociali, discutere in questo Consiglio regionale e approvare documenti comuni, dove si sottolineava con molta chiarezza, con molta precisione, l'oggetto del contendere, e cioè quella cifra mancante alle nostre entrate di circa 900 milioni di euro relativa ad IVA e IRPEF dell'anno corrente e di circa 4 miliardi di euro relativa agli arretrati.

Bene, se queste sono le cifre che abbiamo condiviso tutti come rivendicazione nei confronti dello Stato che c'è, di un diritto che deve essere riconosciuto, perché oggi, di fronte a un utilizzo estremamente parziale, estremamente poco significativo, di queste risorse, ci si scandalizza e si dice che questo bilancio è viziato? La Giunta regionale, nella sua proposta, e noi nella condivisione di questa, sta iscrivendo a bilancio 400 milioni di euro in più, per rivendicare che ci devono essere riconosciuti dallo Stato, in base alle norme vigenti, almeno i sette decimi dell'IVA, e forse non saranno neanche sufficienti, e quindi 400 milioni. Questa è l'unica cifra in più per la spesa che si sta indicando. E stiamo indicando, a riduzione del disavanzo, una cifra di 1 miliardo e 500 milioni per IRPEF arretrata e di 100 milioni per il 2004 e 200 milioni per il 2005 di IVA arretrata, per portare a quattro decimi l'IVA del 2004 e portare a 5,5 decimi l'IVA del 2005.

Ci sembra che queste cifre possano essere tranquillamente inserite in bilancio in modo da rispettare quella prudenza e quella cautela al quale il bilancio stesso deve informarsi. Lo dicevo prima e lo ripeto, perché penso che sia un passaggio importante: il miliardo e 800 milioni di euro non sono utilizzati per la spesa. Collega La Spisa, non c'è nessuna manovra elettorale dietro l'iscrizione a bilancio di 1 miliardo e 800 milioni a riduzione del disavanzo. Sono soldi congelati, che se arriveranno verranno utilizzati per ridurre l'indebitamento, il disavanzo del nostro bilancio; se non arriveranno (perché può verificarsi anche questa ipotesi), ciò comporterà una rata aggiuntiva di mutuo autorizzato non superiore a 80 milioni di euro. Quindi non c'è nessun imbroglio. Se c'è l'onestà di voler discutere in modo serio, questi sono, cari colleghi, gli elementi di discussione. Quindi è inutile il catastrofismo o il tentativo di viziare questa manovra. Certo, forse questa manovra finanziaria, in termini elettorali, potrà recare qualche vantaggio, nel senso che la gente riconoscerà che questa Giunta e questa maggioranza hanno operato in direzione di un serio risanamento della finanza regionale, hanno cominciato a espandere la spesa in quei settori che necessitano di maggiore attenzione, come purtroppo non è stato possibile fare nel recente passato e come invece si era probabilmente fatto nel passato più remoto, anche se termini di spesa meramente clientelare.

E' necessario, comunque - penso che sia doveroso anche in questa fase richiamarlo e ricordarlo - che l'unità che sino ad ora si è registrata sulla materia delle entrate sia custodita e salvaguardata come un bene prezioso. Quindi il richiamo che io rivolgo - spero anche interpretando il pensiero di altri colleghi e mio - è che nella battaglia nei confronti dello Stato continui a esserci quella mobilitazione generale, quella condivisione che c'è stata fino ad ora e che incomprensibilmente in questo momento si è fermata.

Per quanto riguarda la spesa, la manovra di quest'anno prosegue la politica di risanamento finanziario iniziata con l'assestamento di bilancio del 2004, e la proposta della Giunta, condivisa dalla maggioranza, tende a finalizzare gli interventi verso settori giudicati strategici per lo sviluppo economico e sociale della Sardegna. Come ho accennato, crescono sensibilmente le risorse per gli enti locali; l'aumento previsto nel bilancio è di circa il 5 per cento; aumento che sarà ulteriormente ampliato con l'approvazione del disegno di legge numero 85 sul trasferimento delle funzioni agli enti locali, che insieme alle funzioni trasferirà anche risorse e personale, determinando un alleggerimento del carico di grandi enti rispetto ai servizi che devono erogare ai cittadini.

C'è un piccolo accenno -forse insufficiente, ma le risorse limitate non rendono possibile un'espansione diversa - ad una riduzione dei tagli per quanto riguarda i settori dello spettacolo, dello sport e della cultura. Sono state rifinanziate tutte le leggi di settore riguardanti il sistema produttivo. In sintesi questa manovra finanziaria, i collegati che il Consiglio discuterà e approverà prossimamente, tutto il complesso degli atti di riforma, sia istituzionale che settoriale che sono in discussione nelle Commissioni, ci convincono che abbiamo intrapreso la strada giusta per una nuova stagione di crescita e di sviluppo della nostra Isola.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Diana, relatore di minoranza.

DIANA (A.N.), relatore di minoranza. Signor Presidente, la legge finanziaria e il bilancio 2006 approdano in Aula preceduti da due circostanze: l'autorizzazione all'esercizio provvisorio di due mesi e la censura da parte del Presidente del Consiglio delle norme intruse presenti nel disegno della Giunta.

Premessa questa che ineludibilmente conferma due elementi: l'attitudine dell'Esecutivo a tradire gli impegni e l'insofferenza dello stesso ad attenersi alle regole, la disinvoltura e lo scarso rispetto - a tacere d'altro - dell'organo consiliare. Tanto più grave e intollerabile quest'ultimo se si considera che le norme cosiddette intruse hanno trovato posto in modo confuso e disorganico nel cosiddetto collegato alla finanziaria, che di collegato reca solamente il nome.

E' difficile individuare un filo conduttore nella manovra in esame. E' laborioso individuare obiettivi chiari e perseguibili che si discostino da risibili palliativi. E' pressoché impossibile scorgere azioni e manovre decise anche solo per tentare di intraprendere la strada del risanamento e dello sviluppo. La lettura dei documenti offre, tuttavia, una chiave interpretativa: l'ansia di contenere l'indebitamento non già attraverso un disegno che scaturisca da un'analisi accurata del fenomeno, ma attraverso una serie di tagli disordinati nei settori più deboli. Ciò traspare anche nelle stanche, formali, eppure insofferenti, dichiarazioni di taluni commissari della maggioranza nelle Commissioni di merito.

Il disavanzo permane perché, a fronte di 200 milioni di euro di entrate provenienti dall'IVA certe la Giunta ne ha iscritto 700 milioni. Il disavanzo permane ed è pesante perché la Giunta regionale ha ritenuto di inserire 1 miliardo 850 milioni euro di presunte risorse non trasferite dallo Stato; risorse che sommate ai 500 milioni di euro del presunto mancato trasferimento dell'IVA assommano a 2 miliardi 350 milioni di risorse non certe. Ove queste risorse, come facilmente è presumibile, non venissero erogate, lo scenario che si presenterebbe, al di là della drammaticità, imporrebbe una manovra correttiva che finirebbe per disattendere i principi stessi della manovra.

Onorevole Secci, non sia orgoglioso di una manovra finanziaria siffatta, non bisogna essere orgogliosi. Lei, in questo momento, mostra un eccesso di servilismo nei confronti del Presidente della Regione; non si può essere orgogliosi di una manovra come questa.

In questo bilancio è inesistente il rispetto del principio di veridicità previsto dalla Costituzione - bene ha fatto a citarlo l'onorevole Floris - perché è un bilancio costruito su entrate non certe; ciò non ha comunque impedito al direttore generale del bilancio, con evidente spensieratezza, di apporre il visto di legittimità. Onorevole Floris, c'è un visto di legittimità su questa manovra finanziaria; manovra che non potrà certo ricevere l'avallo di questa minoranza e sulla quale chiederemo il voto per alzata di mano, perché è normale che ci sia debba discostare pesantemente da una manovra finanziaria di tal fatta.

La pretesa della Regione nel rivendicare i trasferimenti suddetti nasce non da analisi scientifica e da cifre reali, ma da dati statistici; il differente andamento dell'IRPEF infatti è determinato anche da altri fattori, per esempio dai pensionamenti, dalla crescita dei lavoratori dipendenti dello Stato, al cui gettito la Regione - come è noto - non partecipa.

In relazione alla compartecipazione dell'IVA la Regione ha evidenziato che l'entità della stessa veniva determinata, secondo quanto previsto da un rovinoso ordine del giorno del 22 dicembre 1995, presentato dal senatore Caddeo (cari colleghi della maggioranza, vi dovrebbe riguardare da vicino), sulla base del tasso programmato d'inflazione, disapplicando illegittimamente il dettato dell'articolo 8 lettera G) dello Statuto sardo, in base alla quale la quota di compartecipazione dovrebbe determinarsi annualmente di intesa tra lo Stato e la Regione, in relazione alle spese necessarie per adempiere all'ordinaria amministrazione.

Una siffatta costruzione del bilancio preconizza uno scenario con un considerevole incremento del disavanzo (circa 200 milioni di euro) per un totale già quantificato di 3 miliardi e 366 milioni. Con ben altri presupposti si era presentato il presidente Soru. A tutt'oggi nessuna delle iniziative messe campo da questa maggioranza di centrosinistra ha infatti offerto certezza di risultati, sia in termini di riduzione del disavanzo e sia di improbabili manovre tese a modificare l'economia della Regione.

Nel conto dell'immane mole di residui che peraltro continuano a ingessare il bilancio, trovano allocazione ingenti risorse: 9 miliardi e 557 milioni di euro, non impegnati o impegnati illegittimamente (questa era la vera manovra finanziaria che si doveva mettere in atto) in quanto a fronte dell'impegno non esiste obbligazione giuridicamente perfezionata. Ci si sarebbe aspettati la revisione straordinaria dei residui, il controllo di legittimità da parte della ragioneria nell'impegno. Tale controllo avrebbe di fatto liberato risorse quasi certamente superiori al totale del disavanzo della Regione Sardegna, ma ciò che più interessa avrebbe accelerato la spesa in quanto avrebbe costretto la burocrazia regionale e gli Assessorati a produrre celermente programmi di spesa certi.

Una quantificazione piuttosto attendibile ci porta a pensare che solo il 20 per cento siano risorse che sono veramente impegnate, un altro 20 per cento siano ope legis, e pertanto più del 50 per cento del disavanzo della Regione Sardegna, quindi oltre 4 miliardi di euro, sarebbe imputabile a risorse ferme, parcheggiate nei residui che non trovano alcuna utilità. Questo è il grosso guaio della Regione Sardegna e su questo bisognava lavorava, assessore Pigliaru, non andando ad aprire il contenzioso con lo Stato.

E' passato un anno e mezzo da quando vi siete insediati, questa era la prima cosa che lei doveva fare e che la Giunta regionale doveva perfezionare. Il voler percorrere solo ed esclusivamente la strada del contenzioso con lo Stato, oltre a non offrire certezze, dimostra la totale inaffidabilità di un bilancio siffatto. Meraviglia non poco che non ci si sia affidati o che non si sia ridato corso alla norma chiara ed inequivocabile dell'articolo 13 dello Statuto. Ma perché non si è invocata l'applicazione dell'articolo 13? Perché non si è perseguita la strada del rifinanziamento del piano di rinascita? Perché non si è dato seguito all'intesa istituzionale di programma? Avete avuto diciotto mesi di tempo per fare tutte queste cose, non le avete fatte, avete preferito lo scontro con lo Stato, avete preferito lo scontro col Governo, avete preferito arrivare in campagna elettorale per poter dire ai sardi che la situazione è drammatica a causa di un Governo patrigno, "matrigno", che non ha dato le risorse alla Sardegna.

E' un falso, e alla falsità la Sardegna ci si deve ribellare. Meraviglia che molto più semplicemente si vagheggi la copertura di un disavanzo di amministrazione che ammonta a complessivi 3 miliardi e 166 milioni con un importo presunto e irreale di 1 miliardo e 850 milioni (quale saldo ipotetico IVA ed IRPEF) e col ricorso, per la parte restante, al mutuo. Siamo bravi tutti col mutuo, ma non è così che si risolvono i problemi, soprattutto non è questo che il presidente Soru ha promesso ai sardi.

Sintesi e corollario di queste brevi note non è certamente il voto contrario e scontato da parte dei Gruppi della minoranza - che pure non obbedisce ad un rituale logoro ma trae fondamento dalla consapevolezza dell'inadeguatezza dalla manovra finanziaria e dalla ritrovata e rinnovata unità di intenti e obiettivi - ma la presa d'atto di un'azione di governo inconcludente e sterile che sull'arroganza poggia il proprio cammino; questo è il vero tradimento dei sardi.

Il presidente Soru ha tradito la fiducia che i sardi hanno riposto in lui nel giugno 2005. I sardi, probabilmente delusi dal precedente Governo, anzi certamente, forse stanno tardando a rendersi coscienti che il loro voto è stato sprecato, che il loro voto non serve assolutamente per risolvere i problemi della Sardegna. Io spero per le prossime scadenze elettorali i sardi abbiano finalmente capito davanti a chi ci troviamo: ad un traditore vero degli interessi della Sardegna, ad un imprenditore che di imprenditore ha ormai ben poco. Se il collegato alla finanziaria rimarrà questo, signori, la Sardegna lo sviluppo se lo dovrà scordare ancora per molti anni.

PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Scarpa, relatore di minoranza.

SCARPA (Gruppo Misto), relatore di minoranza. Mi rimetto alla relazione scritta.

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.

La prima iscritta a parlare è la consigliera Caligaris.

La seduta è tolta alle ore 12 e 13.



Allegati seduta

Risposta scritta a interrogazioni

Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione Serra in relazione alla costruzione, nel Comune di Atzara, di un centro intercomunale per lo stoccaggio di materiali provenienti dalla raccolta differenziata". (379)

In riferimento all'Interrogazione in oggetto si trasmette la nota n. 37508 del 23.11.05 della Direzione Generale dell'Assessorato Difesa Ambiente contenente elementi di risposta.

Elementi di risposta

1) Premesso che il finanziamento al Comune di Atzara è stato concesso sulla base della richiesta inoltrata dallo stesso, quale Ente capofila di un Consorzio di comuni, e delle modalità approvate dalla Giunta regionale con deliberazione n. 37/13 del 13 9.2000, l'intervento è tuttora ritenuto fondamentale per l'attuazione della raccolta differenziata da parte dei comuni della zona che altrimenti dovrebbero sostenere onerosi costi di trasporto a centri di raccolta più lontani; lo stesso intervento è stato inserito nel POR 2000/2006, Misura 1.4 come progetto coerente e quindi soggetto al monitoraggio finanziario, procedurale e fisico di cui alla normativa comunitaria in materia di gestione e controllo dei contributi concessi nell'ambito dei fondi strutturali; tra l'altro, la predetta normativa sottolinea l'esigenza che l'intervento sia attivato e concluso nei tempi dichiarati dal soggetto beneficiario al momento della richiesta del finanziamento;

2) la realizzazione del "Centro intercomunale per lo stoccaggio e la valorizzazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata" è stata delegata a favore del Comune di Atzara con le procedure di cui agli artt. 4 e 10 della L.R. 22.4.1987, n. 24 e pertanto solo il predetto Comune può decidere di rinunciare al finanziamento con conseguente assunzione di responsabilità circa il mancato utilizzo dello stesso; l'Amministrazione regionale, una volta acclarata l'indisponibilità del Comune beneficiario alla realizzazione dell'opera, provvedere al disimpegno delle somme stanziate e ad inoltrare la richiesta per la restituzione dell'anticipazione già erogata;

3) ribadita la necessità della realizzazione del dentro intercomunale per lo stoccaggio e la valorizzazione dei materiali provenienti dalla raccolta differenziata" per le motivazioni riportate ai punti precedenti, la questione può essere risolta solo dal Comune di Atzara con la consegna dei lavori alla ditta appaltatrice, ovvero con la manifestazione della definitiva rinuncia al finanziamento.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione Floris Vincenzo sulle difficoltà della commissione medica periferica per l'accertamento delle infermità dovute a causa di servizio della provincia di Nuoro". (206)

In riscontro all'interrogazione in oggetto si fornisce quale elemento utile alla risposta la nota n. 19985 del 31.05.2005 predisposta dal Servizio Prevenzione dell'Assessorato. Cordiali saluti.

I procedimenti per l'accertamento delle infermità dovute a causa di servizio sono regolamentati dal Decreto del Presidente della Repubblica n° 461 del 29.10.2001, che stabilisce,tra l'altro, che le domande per l'accertamento siano inviate alla Commissione di cui all'articolo 6.

L'art. 9 dello stesso DPR 461, in alternativa all'invio delle istanze alla Commissione sopraccitata, stabilisce che l'Amministrazione di appartenenza del richiedente può trasmettere le domande e la documentazione prodotta dall'interessato, all'Azienda USL territorialmente competente, secondo i criteri indicati all'ari 6, in relazione e compatibilmente con i carichi di lavoro della Commissione stessa nonché con l'organizzazione anche territoriale della Sanità Militare.

E' pertanto compito delle Amministrazioni di appartenenza dei dipendenti l'invio delle istanze alle Commissioni con i minori carichi di lavoro.

Con successivo Decreto del 12 febbraio 2004, cosi come previsto dal comma 13 dell' articolo 6 del citato DPR 461, il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha stabilito i criteri organizzativi per l'assegnazione delle domande agli organismi di accertamento Sanitario di cui all'articolo 9 e sono stati approvati i modelli di verbale utilizzabili.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione Amadu, sull'assunzione di un professionista da parte del manager della ASL n. 1 di Sassari". (221)

In riscontro all'interrogazione in oggetto si trasmette in allegato, quale elemento utile alla risposta, la nota n. 13211/DG del 7 aprile 2005 con la quale si è provveduto a rilasciare l'autorizzazione preventiva ai sensi della Direttiva prot. n. 44000/DG del 9.12.2004, alla stipula di un contratto di diritto privato per l'attribuzione dell'incarico di Responsabile dell'Ufficio di Direzione Generale dell'Azienda USL n. 1 di Sassari, ai sensi dell'ari 12, comma 4, della L.R. n. 5/1995.

Con riferimento alla richiesta di codesta Azienda n. 2006/DG del 6/4/2005, relativa all'oggetto, si autorizza l'attribuzione dell'incarico di Responsabile dell'Ufficio di Direzione Generale mediante stipula di un contratto di diritto privato, ai sensi dell'art. 12, comma 4, della L.R. n.5/1995.

Per quanto di rispettiva competenza, si comunica che la Giunta Regionale, nella seduta del 07.12.2004, ha assunto la deliberazione avente ad oggetto "Disposizioni ai Direttori Generali delle Aziende Sanitarie per l'adozione di particolari tipologie di atti".

Facendo riserva di trasmettere quanto prima la suddetta deliberazione, si riporta di seguito il contenuto della stessa, che detta precise disposizioni sulle procedure che i Direttori Generali delle Aziende Sanitarie sono tenuti a seguire per determinate categorie di atti per la cui adozione dovrà essere preventivamente acquisita l'autorizzazione della Regione.

Si fa riferimento in particolare a:

1. la stipula di contratti con i soggetti privati accreditati, sia nel caso di soggetti titolari di convenzioni e contratti già in essere sia nel caso di nuovi soggetti accreditati, per lo svolgimento di attività di assistenza distrettuale (specialistica ambulatoriale, riabilitazione, assistenza residenziale territoriale, ecc.) e di assistenza ospedaliera.

Situazioni di particolare rilevanza dovranno essere rappresentate in maniera documentata con particolare riferimento ad esigenze assistenziali eventualmente non soddisfatte ed ai volumi di attività erogate.

2. tutti gli atti di disposizione del patrimonio eccedenti l'ordinaria amministrazione;

3. la contrazione di mutui e il ricorso ad altre forme di indebitamento;

4. i contratti di valore superiore a 500.000 euro;

5. gli atti ed i contratti di durata superiore ad un anno che comportino un impegno di spesa superiore a 500.000 euro;

6. il ricorso al lavoro temporaneo, alle convenzioni, alle consulenze e ai contratti di collaborazione a progetto. Tali forme di reclutamento potranno essere utilizzate solo in casi eccezionali e per esigenze inderogabili nonché nei limiti di spesa e nelle ipotesi previste dalla normativa vigente; la richiesta di autorizzazione dovrà essere circostanziata e contenere ogni utile elemento circa la straordinarietà e inderogabilità della necessità prospettata per ciascun profilo interessato nonché tutti i dati di spesa relativi;

7. la istituzione di qualsiasi struttura e/o servizio;

8. l'attribuzione di qualsiasi incarico di struttura complessa per la quale dovrà essere richiesta, per ciascuna fattispecie, la preventiva autorizzazione, compresa quella per la pubblicazione dell'avviso ai sensi dell'art. 15 ter del Decreto legislativo 502/92 e successive modificazioni ed integrazioni.

Le medesime disposizioni valgono per gli organi di vertice dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale per la Sardegna limitatamente alle fattispecie di cui ai punti 2, 3,4, 5, 6, 7 nonché per l'attribuzione e/o il rinnovo di incarichi dirigenziali.

La deliberazione richiama inoltre i Direttori Generali al rispetto delle norme previste per l'effettuazione dei pagamenti a soggetti terzi fornitori di beni e servizi che dovranno essere effettuati secondo l'ordine cronologico di emissione e presentazione delle fatture o di altre modalità di richiesta di pagamento, fatte salve eventuali eccezioni previste da norme apposite precisando che eventuali deroghe al rispetto dei suddetti criteri dovranno essere preventivamente autorizzate dalla Regione.

Al fine di consentire una immediata esecutività della deliberazione in argomento si forniscono con la presente i primi indirizzi applicativi.

Le richieste di autorizzazione per l'adozione degli atti sopraindicati andranno indirizzate alla Direzione Generale dell'Assessorato e dovranno essere corredate da una dettagliata relazione da cui emergano le indifferibili esigenze per cui è indispensabile provvedere, unitamente alla valutazione dei costi da sostenere.

Gli atti da sottoporre a controllo ai sensi dell'articolo 54 della L.R. n. 5/95 che ricadano nelle fattispecie sopraelencate dovranno essere corredati dell'autorizzazione preventiva prevista dalla deliberazione in argomento mentre gli atti già trasmessi a controllo verranno sospesi in attesa che per gli stessi intervenga la prescritta autorizzazione preventiva.

Si precisa infine che l'autorizzazione per la casistica di cui al punto 8 ha da valere anche nei riguardi di eventuali procedure attualmente in corso.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione Diana sulla gravissima situazione della cooperativa allevatori suini di Siamanna". (295)

In riscontro all'interrogazione in oggetto si fornisce quale elemento utile alla risposta la nota n. 31349 del 12.09.2005 predisposta dal Servizio Prevenzione dell'Assessorato. Cordiali saluti.

1. In ottemperanza al piano di eradicazione delle pesti suine, in data 12 agosto l'Assessorato alla Sanità, ricevuto parere favorevole da parte del Ministero della Salute per la concessione di apposite deroghe, ha dato disposizioni per autorizzare la macellazione dei suini provenienti dalla CAO {Cooperativa Allevatori Ovini) e da altre quattro aziende, presso un mattatoio esistente all'interno della zona di sorveglianza.

2. La situazione inerente alle aziende sopra citate è da ritenersi pertanto risolta.

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione Amadu sul blocco della macellazione degli agnelli". (373)

In riscontro all'interrogazione in oggetto si fornisce quale elemento utile alla risposta la nota n. 40552 del 21.11.2005 predisposta dal Servizio Prevenzione dell'Assessorato. Cordiali saluti.

Con riferimento all'interrogazione in oggetto preme sottolineare che il 27 ottobre 2005, giorno in cui è stata presentata l'interrogazione, il Servizio competente dell'Assessorato aveva già risolto le problematiche lamentate dall'interrogante come di seguito meglio esposto.

A seguito delle segnalazioni pervenute all'Assessorato inerenti difficoltà circa l'approvvigionamento di marchi auricolari, per gli animali della specie ovina e caprina nati dopo il 9 luglio 2005 da avviare al macello, si comunica che con nota 37396/4 del 26 ottobre 2005, l'Assessorato ha inoltrato al Ministero della Salute una richiesta per consentire l'invio al macello degli animali identificati con altri mezzi oltre quelli previsti dalla norma.

Il ministero della Salute con nota del 28 ottobre 2005 ha accolto la richiesta.

Con successiva nota del 18 novembre 2005 il Ministero ha autorizzato fino al 31 dicembre 2005 l'invio al macello degli animali in argomento a condizione che gli stessi siano contrassegnati da mezzi di identificazione riportanti il codice aziendale

Risposta scritta dell'assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione Cassano sugli innumerevoli ritardi negli accertamenti sanitari per il riconoscimento dell'invalidità civile presso la ASL n. 1 di Sassari". (383)

In riscontro all'interrogazione in oggetto si fornisce quale elemento utile alla risposta la nota n. 813/DG del 10.01.2006 predisposta dalla Direzione Generale dell'Assessorato. Cordiali saluti

A seguito del passaggio della competenze in materia di invalidi civili dalla Prefettura all'Assessorato Igiene e Sanità e Assistenza Sociale ex art. 130, comma 2. del d.lgs 31 marzo 1998, n. 112 e d.lgs 17 aprile 2003, n. 234 e l.r. 12 dic. 2003, n. 12, questo Assessorato è stato investito di una nuova competenza, che lo ha visto particolarmente impegnato nella relativa organizzazione, da allestire ex novo e con problematiche ben più gravi e difficoltose di quelle a cui di norma si fa fronte con l'attribuzione di nuove competenze.

Infatti, prima di tutto, nell'attribuzione di detta competenza, ha ereditato una notevole mole di arretrato nella definizione delle pratiche, i cui maggiori ritardi riguardavano, soprattutto, il territorio di Sassari.

Inoltre, lo scrivente si è dovuto occupare, nella materia di cui trattasi, di pratiche correnti ed arretrate, senza poter contare sulle imprescindibili attribuzioni finanziarie e di personale, che, pur previste dalla legge nazionale contestualmente al trasferimento delle stesse competenze, la L.R. n. 12 del 2003, ha dimenticato di disciplinare.

Ha, quindi, dovuto sopperire alla grave lacuna della legge regionale, reperendo il personale, con non poche difficoltà, tra quello già in servizio, distraendolo da altre mansioni, utilizzando proprie risorse economiche e dovendo anche risolvere, in breve tempo, problemi logistici e di dotazioni strumentali e informatiche.

Successivamente, con l'acquisizione temporanea del personale statale alla RAS in data 02.03.2005 con determinazione n.192/D.G. dell'Assessorato degli AA.GG., Personale e Riforma della Regione, i problemi non risultavano superati, in quanto il personale effettivamente acquisito era numericamente inferiore (19 unità) rispetto a quello previsto dalla legge (26 unità), ulteriormente ridotto, di recente, a 18 unità per cessazione dal servizio di un dipendente e, inoltre, inesperto nella materia.

Tutto ciò premesso, lungi dall'aver disprezzato e violato la legge, questo Assessorato ha dato debita attuazione alla stessa, superando come sopra spiegato, problematiche e lacune dì non poca importanza.

Anzi, in ottemperanza a quanto dalla stessa legge regionale previsto, e proprio per migliorare ed ottimizzare il servizio per un'utenza particolarmente bisognosa di attenzione e tutela, questo Assessorato nell'aprile del 2005 ha stipulato con l'Inps una Convenzione per l'esercizio da parte del medesimo istituto delle funzioni di concessione dei trattamenti d'invalidità civile.

Sono, poi, stati stipulati due Protocolli d'Intesa, entrambi firmati in data 27.04.2005, per disciplinare nel dettaglio la stessa Convenzione, riguardo, in particolare, al personale e allo smaltimento dell'arretrato.

Inoltre, questo Assessorato sta effettuando una ricognizione presso tutte le Aziende U.S.L. della Regione Sardegna (con le quali, peraltro, si sono avuti già diversi incontri) per superare carenze e disfunzioni presenti nella materia di cui trattasi e, quindi, uniformare tutte le Aziende ad un univoco comportamento che garantisca un uguale ed efficiente servizio in tutto il territorio.

In particolare con la A.S.L. n°1 è in corso un apposito carteggio proprio per evitare e superare ritardi, che incidono nell'iter - procedimentale di definizione della pratica.

Infatti, grazie alla ricognizione di cui sopra, sono state individuate alcune delle cause più importanti dei ritardi e, quindi, sono state già impartite disposizioni affinché gli accertamenti sanitari per il riconoscimento dell'invalidità civile vengano effettuati entro tre mesi dalla presentazione dell'istanza da parte dell'interessato (come previsto, non dalla legge regionale, ma dall'art. 3 del D.P.R. 21 settembre 1994, n.698)

Per quanto concerne, invece, l'asserito mancato rispetto dei termini temporali previsti dalla legge con riguardo specificatamente alla fase di liquidazione degli emolumenti in favore degli aventi diritto al riconoscimento dell'invalidità, quest'ultima è competenza esclusiva dell'INPS, derivante da disposizioni normative nazionali (art.130, decreto legislativo 31 marzo 1998, n.112) a prescindere dalla Convenzione in atto.

Riguardo alle comunicazioni agli interessati sia quella relativa alla data di convocazione, sia quella relativa al risultato dell'accertamento sanitario, si sottolinea che è la stessa legge a stabilire che debbano essere inviate con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno (art. 1, comma 4°, del D.P.R. 21 settembre 1994, n.698).

Inoltre, comunicare immediatamente agli interessati l'esito dell'accertamento sanitario da parte della Commissione Medica À.S.L, contrasterebbe parimenti con la legge, in quanto il relativo iter procedimentale non è ancora concluso.

Infatti, la legge prevede che, entro 60 giorni dalla trasmissione del relativo verbale, la Commissione Medica di Verifica del Ministero dell'Economia e delle Finanze possa esprimersi al riguardo, sospendendo la procedura accertativa o comunicando di non aver nulla da osservare.

Pertanto, prima che sia decorso detto termine, il verbale non è ancora definitivo.

Circa le convocazioni, che genericamente si asserisce attuate in maniera discutibile, poco chiara e soprattutto in violazione della legge regionale n°12 del 2003 e circa l'uso strumentale e clientelare delle informazioni da dare agli utenti, nulla risulta al riguardo allo scrivente.

Pertanto, sarebbe più opportuno spiegare meglio nel dettaglio in che cosa le medesime consistono, riportando di volta in volta la casistica, al fine di poter chiedere alla A.S.L. n°1 di Sassari precise spiegazioni e, quindi, richiamare eventualmente la medesima al rispetto della legalità e imparzialità.

Risposta scritta dell'assessore dei trasporti all'interrogazione Rassu sulla soppressione delle autolinee Sassari-Bonnanaro-Torralba-Cagliari e Nuoro-Torralba-Bonnanaro-Sassari". (414)

Sulla premessa autocelebrativa che richiama una propria interrogazione del febbraio 2005 relativamente alla delibera di dicembre 2005, l'Assessorato ha già ampiamente risposto allora, evidenziando la lettura superficiale, approssimativa e sterilmente polemica che l'Interrogante faceva di quell'atto e delle sue presunte conseguenze.

Premessa per premessa, sembra opportuno richiamare l'attenzione dell'Interrogante sulle seguenti affermazioni:

- "l'avvenuta soppressione delle Autolinee Pani e della loro sostituzione con quelle delle Ferrovie della Sardegna" è un modo un po' approssimativo e singolare di descrivere una libera decisione di un Imprenditore di chiudere la propria azienda che gestiva le concessioni di servizio pubblico e di informare - con premurosa attenzione e stile - di questa sua decisione gli organi competenti soltanto a fine ottobre. All'Assessorato dei Trasporti della Regione Sardegna è rimasto il compito di garantire, dal 1° gennaio 2006, i servizi all'utenza e di occuparsi anche dì 40 lavoratori che correvano il rischio di rimanere senza un lavoro. Tale obiettivo - garanzia dei servizi e salvaguardia dei lavoratori - è stato raggiunto, nonostante poco più di un mese lavorativo a disposizione, grazie anche al contributo di professionalità che Ferrovie della Sardegna ha saputo mettere a disposizione e della attenzione che le istituzioni e le forze politiche e sociali del territorio hanno dedicato alle possibili conseguenze della repentina decisione dell'imprenditore Pani.

- Il servizio pubblico di trasporto sulle direttrici Cagliari-Sassari, Cagliari-Nuoro, Nuoro-Sassari viceversa è stato oggetto di una riprogettazione volta a migliorare complessivamente l'offerta di collegamento tra i tre capoluoghi di provincia interessati, sia attraverso l'integrazione ferro/gomma in alcune fasce orario e su alcune direttrici e sia attraverso l'istituzione, in alcuni casi, e l'aumento, in altri, di servizi no-stop nelle fasce di orario utili a servire le necessità della mobilità scolastica e lavorativa; in ogni caso con un miglioramento dei tempi di percorrenza.

Passando all'esame delle questioni poste dall'lnterrogante:

- E' falsa l'affermazione "é stata soppressa la linea che collegava direttamente Sassari e Cagliari con fermata a Bonnanaro e Torralba" per il semplice motivo che una linea "diretta" di collegamento Cagliari-Sassari che si fermasse a Bonnanaro e Torralba non era evidentemente un collegamento diretto.

- L'affermazione che "dopo cinquant'anni di utile ed ottimo servizio, questa decisione impedisce a tutti i cittadini dei centri del Meilogu-Logudoro (Torralba, Bonnanaro, Borutta, Besside, Siligo, Cheremule, Mores, Giave, Mara, Padria, Cossoine, Banari, Pozzomaggiore) di potersi collegare agevolmente sia con Cagliari che con Sassari" riteniamo esprima il rammarico per la decisione dell'Imprenditore Pani e dei rischi per il territorio citato se non si fosse adeguatamente intervenuti: infatti, sono stati definiti appositamente dei servizi integrati bus/treno con fermata a Bonnanaro e Torralba sia nella direttrice verso Cagliari che verso Sassari che, dettaglio non trascurabile, hanno tempi di percorrenza sempre significativamente inferiori ai tempi dei collegamenti precedenti richiamati dall'Interrogante. Nello specifico desideriamo chiarire all'Interrogante che la progettazione dei servizi integrati prevede, per la coincidenza bus/treno, un tempo di anticipo pari a 10 minuti. L'esempio richiamato dall'Interrogante sembra più che altro connesso ad una lettura superficiale dell'orario Ferrovie della Sardegna che indica la partenza da Sassari alle ore 7.02, l'arrivo a Macomer alle ore 8.17 (per coincidenza con il treno alle ore 8.27) ed una partenza da Macomer per Nuoro dello stesso bus alle ore 8.25.

L'affermazione, poi, che nell'ipotesi che si rendesse funzionale e disponibile l'unica coincidenza evidenziata in precedenza, il grave disagio nonché gli orari di arrivo a Cagliari renderebbero non fruibile la corsa" è l'apoteosi della contraddizione: Infatti per l'Interrogante:

- era fruibile la precedente corsa con partenza da Sassari alle 6.36, fermata a Bonnanaro alle 7.18, a Torralba alle 7.22 e arrivo a Cagliari alle 10.45 con un tempo di percorrenza di 3h e 17 minuti da Bonnanaro e di 3 h e 13 minuti da Torralba;

- invece non è fruibile la corsa integrata bus/treno con partenza da Sassari alle 7.02, fermata a Bonnanaro alle 7.43, a Torralba alle 7.47 e arrivo a Cagliari alle 10.16 con un tempo di percorrenza di 2h e 33 minuti da Bonnanaro e di 2 h e 29 minuti da Torralba.

- "la stragrande maggioranza degli utenti è rappresentata da studenti che si recano alle Università di Sassari e Cagliari e da lavoratori". - "la soppressione della fermata della linea Nuoro-Sassari a Torralba e a Bonnanaro, con passaggio alle ore 8, priva del collegamento diretto molti studenti e lavoratori che utilizzavano tale linea per recarsi a Sassari (attualmente 28 persone): gli studenti ed i lavoratori che utilizzavano i precedenti servizi per recarsi a Cagliari hanno una offerta maggiore (5 collegamenti anziché 4) e, ad esempio, possono partire da Bonnanaro alle 7.43 anziché alle 7.18 e arrivare a Cagliari alle 10.16 anziché alle 10.45; gli studenti e i lavoratori che si recano a Sassari possono utilizzare i servizi già esistenti ARST - Quadro 701 - che garantiscono, alle 7.06 e alle 7.45 da Torralba e alle 7.10 e alle 7.49 da Bonnanaro, collegamenti con arrivo a Sassari tra le 8.00 e le 8.30 certamente in linea con le esigenze universitarie e lavorative a cui si riferisce l'Interrogante e, comunque, assolutamente analoghe ai servizi citati dall'Interrogante per orari e tempi di percorrenza.

Alla presente si allega la tabella con l'orario delle corse e delle fermate nella direttrice verso Sassari, con evidenziati in neretto i principali collegamenti di Torralba e Bonnanaro verso Sassari (Allegato 1).

Desideriamo rassicurare, inoltre, l'Interrogante sul fatto che i collegamenti sulle direttrici in questione sono costantemente monitorati dall'Assessorato dei Trasporti. Proprio sulla base di questo monitoraggio, l'Assessorato provvederà ad adeguare l'offerta di servizi alle esigenze che si evidenziassero: il tutto, tuttavia, evitando inutili ed antieconomici parallelismi, sovrapposizioni o confondendo collegamenti di interesse interprovinciale di lunga percorrenza con collegamenti di natura locale.

Testo dell'interpellanza e delle interrogazioni annunziate in apertura di seduta

Interpellanza La Spisa - Sanciu - Contu - Sanjust - Petrini sulle quote che gli agricoltori devono corrispondere al Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale per il consumo dell'acqua a scopi irrigui.

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- il Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale sta emettendo e recapitando ai contribuenti bollettini relativi al ruolo 2005 per il pagamento dell'acqua a scopi irrigui;

- dall'importo dei bollettini, il sistema tariffario applicato dal Consorzio di bonifica apparirebbe eccezionalmente elevato rispetto alla media regionale e non giustificato dal servizio offerto dal Consorzio;

- il sistema di emissione delle fatture rivelerebbe infine numerose e gravi incongruenze che contribuiscono a creare un clima di incertezza tra gli agricoltori;

CONSIDERATO che:

- le somme richieste ai contribuenti potrebbero essere determinate dalla necessità di colmare eventuali deficit di bilancio;

- se così fosse, ancora una volta gli agricoltori sarebbero costretti a pagare a un prezzo maggiore un bene di prima necessità, senza che ci sia peraltro una corrispondente qualità del servizio offerto;

- gli agricoltori della Sardegna stanno già attraversando una serie di situazioni di grave disagio per effetto della mancanza di una politica organica di rilancio del settore da parte della Regione di fronte alle tante emergenze e alle necessità di ammodernamento del comparto;

- per l'entità degli importi richiesti e lo stato di malessere generalizzato del settore agro-pastorale della Sardegna, il pagamento delle bollette emesse dal Consorzio rappresenta un aggravio dei costi di produzione che molte aziende agricole non possono sostenere;

- gli stessi interventi attuati dalla Giunta regionale, comprese le iniziative in materia di consorzi di bonifica, hanno ulteriormente aggravato lo stato di crisi dell'agricoltura sottraendo ingenti risorse e mortificando le professionalità che da sempre hanno operato a sostegno del comparto;

- per quanto concerne la situazione del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale, sembrerebbe inoltre che la Regione si sia impegnata a compensare parte degli importi dovuti dai contribuenti, ma a tutt'oggi non si ha notizia dell'intervento della Regione,

chiedono di interpellare l'Assessore regionale dell'agricoltura e delle riforma agro-pastorale:

1) perché vengano chiarite le motivazioni degli importi richiesti ai contribuenti dal Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale;

2) per conoscere quali atti abbia predisposto o abbia intenzione di predisporre per chiarire la questione del sistema tariffario e adeguare gli importi richiesti dal Consorzio alla reale qualità del servizio erogato. (148)

Interrogazione Contu - La Spisa, con richiesta di risposta scritta, sull'utilizzo delle risorse liberate dei progetti POR relative finanziamenti dell'offerta formativa sperimentale di cui alla Legge 28 marzo 2003, n. 53, anno formativo 2005-2006, in attuazione della delibera della Giunta n. 39/7 del 5 agosto 2005.

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- in attuazione della Legge 28 marzo 2003, n. 53, la Giunta regionale, con delibera n. 46/10 del 9 novembre 2004, ha approvato il programma degli interventi relativi al secondo anno inerenti l'offerta sperimentale di istruzione e formazione per l'annualità 2004-2005 rivolta a 3.700 allievi;

- successivamente, con delibera n. 50/6 del 30 novembre 2004, è stato approvato il programma dei corsi di prima annualità dei percorsi sperimentali triennali rivolti a 2.000 allievi;

- tali attività si sono concluse nel mese di luglio 2005 e le medesime delibere prevedevano l'avvio, nel mese di settembre 2005, della seconda e della terza annualità;

CONSIDERATO che:

- non risulta sia stata data attuazione a quanto previsto dalla delibera in oggetto che prevede che l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale, d'intesa con l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, utilizzi le risorse liberate a valere sulla misura 3.2 del POR Sardegna 2000-2006 per l'anno formativo 2005-2006 con le seguenti finalità:

- il conseguimento di una qualifica professionale per un massimo di 800 ragazzi con oltre 16 anni in possesso della licenza media e per i quali sia stata valutata l'impossibilità di proseguire gli studi nel percorso scolastico;

- il conseguimento della licenza media per circa 1.200 giovani con oltre 16 anni che ne sono privi;

- ai destinatari di questo intervento sarà, inoltre, data la possibilità, a partire dall'anno scolastico 2005-2006, di conseguire una qualifica professionale;

VERIFICATO che, a tutt'oggi, fine gennaio 2006, non risultano programmati né attivati i corsi professionali né i corsi per il conseguimento della licenza media per i circa 2.000 giovani interessati complessivamente,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale del lavoro, formazione professionale, cooperazione e sicurezza sociale per sapere se:

1) abbia raggiunto l'intesa con l'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per l'utilizzo delle risorse in oggetto;

2) le province abbiano espresso i fabbisogni formativi in coerenza degli obiettivi di sviluppo individuati dal governo regionale;

3) la Giunta regionale abbia definito i profili professionali e abbia programmato i conseguenti corsi di formazione professionale;

4) siano stati definiti i programmi previsti dalla stessa delibera per i corsi di conseguimento della licenza media;

5) anche per l'annualità 2005-2006 sia previsto, visti ormai i sei mesi di tempo decorsi dalla delibera in oggetto, di far conseguire la licenza media con un corso di tre mesi, come è avvenuto nell'annualità 2004-2006, ovvero tre mesi (aprile-maggio-giugno 2005). (438)

InterrogazioneDedoni, con richiesta di risposta scritta, sulla paventata ipotesi di chiusura di alcuni presidi ospedalieri e sulla riduzione delle guardie mediche nelle zone interne della Sardegna.

Il sottoscritto,

PREMESSO che i servizi socio-sanitari sono fondamento e base di una seria politica rivolta alla persona e decretano la qualità della vita negli ambiti di riferimento;

CONSIDERATO che sinora la politica dell'attuale governo regionale, rivolta a guarire i mali della sanità ed a porre in pristino un adeguato livello di servizi e prestazioni, parrebbe non aver sortito gli effetti desiderati;

ATTESO che, nonostante il cambiamento della guardia presso le direzioni generali delle unità sanitarie locali, la spesa sanitaria non sembra confluire entro gli alvei prestabiliti, ma anzi si deve registrare un notevole incremento della stessa;

ACCERTATO che le proposte sinora poste in campo, tra le quali anche la drastica chiusura di alcuni presidi sanitari delocalizzati in ambiti territoriali periferici e di rimarchevole disagio socio-economico, non condurranno la spesa sanitaria ad una più efficace erogazione dei servizi;

ATTESO che, volendo proseguire nella politica quasi ragionieristica, si pensa di contrarre la spesa bloccando le prestazioni rivolte ai cittadini, quali appunto la ventilata ipotesi di una riduzione delle guardie mediche, colpendo in particolare le zone più disagiate e meno servite, sotto l'aspetto socio-sanitario;

RITENUTO che ciò debba essere oggetto di riflessione, se questa fosse la politica del governo regionale indirizzata verso le zone interne che aspettano un riscatto sociale ed economico,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dell'igiene, sanità e assistenza sociale per conoscere quali siano i reali intendimenti, al di là delle enunciazioni e dei piani ipotizzati, sulla presenza dei presidi sanitari nelle zone disagiate ed in particolare quale sia l'atteggiamento della Giunta regionale nel mantenere almeno l'attuale presidio delle guardie mediche nei territori meno serviti delle zone interne della nostra Isola. (439)

Interrogazione La Spisa - Sanciu - Sanjust - Contu - Petrini - Rassu, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione di incertezza dei lavoratori dell'ERSAT.

I sottoscritti,

CONSIDERATO che:

- i lavoratori dell'Ersat da giorni hanno manifestato grande preoccupazione per il proprio futuro, a seguito della mancata concertazione sulla riforma dell'Ente;

- a ciò si è aggiunta una totale assenza di risposta sulla attuazione di alcune norme contrattuali e sulla questione della mobilità interna;

PRESO ATTO che:

- da otto giorni i dipendenti occupano per protesta la sede dell'ERSAT;

- l'Amministrazione regionale mantiene una posizione di chiusura e di ambiguità su tutti i punti controversi,

chiedono di interrogare l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale e l'Assessore regionale degli affari generali, personale e riforma della Regione per conoscere quali iniziative abbiano assunto in merito alla vertenza. (440)

InterrogazionePisu, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione creatasi, con grave danno per i pazienti assistiti, presso l'Azienda sanitaria locale (ASL) di Oristano a seguito dei mutamenti introdotti nel servizio di assistenza domiciliare integrata.

Il sottoscritto,

PREMESSO che:

- presso la ASL di Oristano è attivo un servizio di assistenza domiciliare integrata, con l'assistenza di otto pazienti a domicilio in condizione di ventilazione controllata;

- finora, anche per riconoscimento dei familiari dei pazienti, detto servizio si è distinto per buoni risultati, con una minima quantità di ricoveri e una stabilizzazione della situazione psicofisica dei pazienti;

- per i primi sette pazienti domiciliati era prevista una modalità di assistenza infermieristica per sei ore giornaliere, mentre dal 16 gennaio scorso la ASL avrebbe deciso, improvvisamente e senza consultazione delle famiglie dei pazienti interessati, contravvenendo alle intese precedentemente assunte, di ridurre l'assistenza erogata a sole tre ore giornaliere, con l'asserita motivazione della necessità di consentire l'accesso al servizio per un nono paziente;

CONSIDERATO che:

- la condizione di allettamento, di per sé già espressione di grave difficoltà personale, riveste aspetti particolarmente drammatici quando è connessa a patologie particolari, come ad esempio lesioni del midollo spinale, distrofie midollari, neoplasie o sclerosi laterali amiotrofiche (SLA) che, per sovrappiù, rendono il paziente completamente paralizzato, impedendogli ogni possibilità di comunicazione, pur mantenendo integre le facoltà mentali;

- i pazienti posti nella condizione della respirazione automatica necessitano di essere costantemente assistiti, e quelli affetti da SLA necessitano di una vigilanza costante perché non sono nella condizione di richiedere verbalmente assistenza;

- fino a non molti anni fa i pazienti in detta condizione, collegati ad un ventilatore automatico, erano costretti ad un ricovero permanente in un reparto di rianimazione, con grandi costi per le ASL ed enormi problemi psicofisici e sociali per il paziente e i familiari, mentre con il servizio di assistenza domiciliare integrata è possibile, sulla base della proposta del medico del reparto interessato ed in accordo con il medico di famiglia, i familiari ed i servizi sociali del comune di residenza, operare la domiciliazione del paziente, che può così ottenere presso la propria abitazione le medesime cure che gli verrebbero fornite in condizione di ricovero;

TENUTO CONTO:

- della ripercussione delle iniziative adottate anche sul piano meramente occupazionale, a causa della riduzione delle prestazioni lavorative;

- che i pazienti collegati a un respiratore automatico devono comunque essere considerati soggetti a rischio, infatti in sede ospedaliera vengono ricoverati esclusivamente nei reparti di rianimazione a causa della specificità delle operazioni che devono essere effettuate (broncoaspirazione, cura della tracheostomia, PEG, ecc.) e la particolarità delle apparecchiature utilizzate;

- che, dalle notizie apparse sulla stampa, si è appreso che esponenti della direzione sanitaria dell'azienda avrebbero espresso l'impegno al reintegro dell'orario, nelle more della riorganizzazione del servizio, da adottare in accordo con i comuni interessati;

- che tuttavia quanto sopra non risulta avvenuto, ed i nuovi minori orari previsti per gli interventi assistenziali risultano tuttora in atto, con gravi disagi per le famiglie ed i pazienti, che rischiano infine nuovi ricoveri in rianimazione;

- che presumibilmente permarrebbe la difficoltà di organizzare, nonostante l'asserito impegno, una assistenza con caratteristiche ottimali, a causa della mancanza presso i comuni di fondi adeguati e di personale dotato della necessaria competenza prettamente infermieristica;

RITENUTO indispensabile, tuttavia, operare in ogni caso per il miglioramento delle condizioni dell'assistenza e non per il loro peggioramento,

chiede di interrogare l'Assessore dell'igiene, sanità e assistenza sociale per conoscere:

1) se sia a conoscenza della grave situazione rappresentata;

2) quali provvedimenti intenda adottare, anche intervenendo presso la direzione della ASL di Oristano, per ottenere la pronta risoluzione della grave problematica rappresentata. (441)

Interrogazione Capelli, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione dei comuni del Nuorese e dell'Ogliastra colpiti dall'ennesimo evento alluvionale.

Il sottoscritto,

CONSIDERATO che:

- come noto e come ampiamente riportato dalla stampa, le forti piogge di queste ore hanno prodotto una grave alluvione e un dissesto idrogeologico annunciato, soprattutto nel Nuorese e nell'Ogliastra, determinando la chiusura di scuole, uffici, strutture pubbliche e strade, nonché gravi danni all'agricoltura, all'ambiente, a edifici e abitazioni private;

- ogni anno il fenomeno delle alluvioni si ripete identico, così come identiche sono le carenze nella prevenzione e l'inefficienza dell'azione di aiuto da parte della Regione sarda;

TENUTO CONTO che:

- i comuni hanno strumenti di bilancio inefficaci per fronteggiare le emergenze e le calamità naturali e che dispongono solo di fondi per la gestione dell'ordinaria amministrazione;

- i danni provocati dall'alluvione sono ingenti e che i comuni non possono certo fare autonomamente fronte alle conseguenze economiche che ne derivano;

CONSIDERATO che appare del tutto evidente l'urgenza di organizzare un sistema di infrastrutture per dotare il territorio delle opere pubbliche necessarie per evitare il ripetersi di tali danneggiamenti;

PREMESSO che, con propria interrogazione n. 130/A del 4 febbraio 2005 (alla quale si è data risposta "pilatesca" solo nel mese di gennaio 2006), l'interrogante ha già posto all'attenzione della Giunta regionale il problema dei comuni del Nuorese colpiti dall'alluvione dell'autunno 2004 e non ancora risarciti;

CONSIDERATO che:

- nonostante ciò e nonostante i ripetuti solleciti da parte degli interessati, ancora i comuni non hanno ottenuto il dovuto e prescritto risarcimento (vedasi la drammatica situazione della Baronia e, in particolare, dei Comuni di Galtellì, Torpè e Posada, nonché dei paesi di Oliena, Arzana e Villagrande solo per citarne alcuni);

- altresì, a causa dei consueti e sistematici ritardi, nonostante i decreti emessi dagli Assessorati competenti in materia, ancora non si è provveduto all'erogazione dei fondi, mentre numerosi altri comuni attendono ancora di sapere se ci sarà e quale sarà l'intervento della Regione,

chiede di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio, l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale, l'Assessore regionale dei lavori pubblici e l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente per sapere:

1) come intendano affrontare la presente emergenza;

2) per quale motivo non si sia ancora provveduto all'erogazione dei fondi disposti dai decreti di risarcimento già emessi;

3) per quale motivo non siano ancora stati emessi molti dei decreti relativi all'alluvione dell'autunno 2004;

4) se e come si intenda provvedere, con carattere di continuità, a dotare i comuni di strumenti idonei ad affrontare i danni da dissesto idrogeologico;

5) come si intenda provvedere, nell'ambito del piano strategico di opere pubbliche, per evitare che, anche in futuro, il territorio nuorese sia sottoposto ai pericoli derivanti da così frequenti calamità naturali;

6) quali interventi intendano mettere in essere, con urgenza, per sostenere le amministrazioni locali e la popolazione sarda, in particolare del Nuorese e dell'Ogliastra, provate dall'ennesimo evento alluvionale. (442)

InterrogazioneAmadu, con richiesta di risposta scritta, sui rischi di marginalizzazione dell'aeroporto di Alghero (SS).

Il sottoscritto,

PREMESSO che a breve inizieranno i lavori di completamento strutturale dell'aeroporto di Alghero, con una previsione di spesa di oltre trenta milioni di euro (somma stanziata dalla precedente Giunta regionale su proposta dello scrivente, all'epoca Assessore regionale dei trasporti), lavori che attengono principalmente all'ampliamento della pista, alla creazione di parcheggi per aeromobili e alla ristrutturazione della parte dell'aerostazione non ancora ammodernata;

CONSTATATO, piuttosto, il sussistere di una serie di situazioni che, a fronte di uno sforzo tendente a renderlo finalmente funzionale e moderno, tendono ad evidenziare palesi volontà di marginalizzazione dell'aeroporto di Alghero, dato che:

1) la Giunta regionale non ha provveduto a destinare ulteriori 700 mila euro in favore del vettore Ryan Air per l'attività svolta nel 2005 per il trasporto aereo a basso costo, particolarmente proficuo per l'economia del nord Sardegna e dell'intera Isola;

2) la Giunta regionale non ha previsto, nell'ambito della cosiddetta nuova continuità aerea, nonostante le richieste degli emigrati, il collegamento di Alghero con alcuni aeroporti del centro-nord Italia; addirittura l'aeroporto di Alghero e tutto il nord Sardegna sono tagliati fuori dai collegamenti aerei con il Meridione e il sud Italia;

3) i cosiddetti "bene informati" riferiscono della (presunta?) volontà della Giunta regionale di cedere le azioni della Società dell'aeroporto di Alghero (SOGEAAL) a soggetti privati concorrenti dello stesso aeroporto di Alghero, interessati non tanto a favorirne lo sviluppo, quanto piuttosto a fiaccarne le ambizioni, soprattutto nell'ambito del traffico aereo a basso costo, marginalizzando la sua attività con conseguenze fortemente negative per lo sviluppo turistico, economico e sociale del nord Sardegna,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e gli Assessori regionali dei trasporti e del turismo, artigianato e commercio per conoscere i provvedimenti urgenti che la Giunta regionale intende assumere per risolvere le pendenze legate all'attività del vettore che attua il traffico aereo a basso costo e per sapere se la Giunta regionale intende contrastare, e in che modo, il paventato tentativo di marginalizzare l'aeroporto di Alghero. (443)

Interrogazione Ladu - Murgioni - Gallus, con richiesta di risposta scritta, sugli eventi alluvionali sul Rio Posada.

I sottoscritti,

PREMESSO che gli ingenti danni causati dall'alluvione sul Rio Posada sono un disastro annunciato in quanto gli argini erano stati fortemente lesionati durante la precedente inondazione del dicembre 2004 e, nonostante le ripetute richieste pervenute da parte degli enti locali, la Regione non ha fatto assolutamente nulla per rimetterli in sicurezza e le acque, a seguito delle abbondanti piogge di questi ultimi giorni, hanno trovato un territorio assolutamente impreparato a superare questa fase di emergenza calamitosa;

CONSIDERATO che:

- oggi questi argini sono completamente fuori uso e hanno bisogno di interventi urgenti da effettuare con la massima urgenza;

- gli agricoltori non sono stati ancora risarciti per i danni causati dall'alluvione del dicembre 2004 e che oggi, a causa di questa nuova calamità che si è abbattuta, versano in condizioni economiche disperate;

- non essendo stata effettuata alcuna opera di prevenzione si tratta di un territorio completamente abbandonato a se stesso e reso incapace di affrontare questo tipo di disastri naturali;

RILEVATO che anni fa, dall'Amministrazione regionale precedente, proprio per evitare queste inondazioni era stato deliberato un finanziamento di 80 miliardi di vecchie lire per la realizzazione di un invaso a monte della zona di Giunturas e che questa Giunta regionale non ha dato seguito a quell'opera di straordinaria importanza sia per evitare le inondazioni che come riserva idrica da utilizzare durante la stagione estiva per uso potabile e a scopo irriguo,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione, l'Assessore regionale dei lavori pubblici e l'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agro-pastorale per sapere:

1) per quali motivi finora non abbiano ancora pagato i danni causati dagli eventi alluvionali del dicembre 2004;

2) come intendano affrontare l'emergenza attuale e quali interventi di prevenzione si intenda attuare;

3) quali ragioni hanno impedito di dare seguito agli atti deliberati dal passato governo regionale per la realizzazione dell'invaso a monte della zona di Giunturas, mentre l'attuale esecutivo sta mandando avanti un'altra opera, quella di S'Allusia nella Provincia di Oristano, finanziata con provvedimento adottato nello stesso giorno rispetto al predetto invaso;

4) se il governo regionale intenda intervenire immediatamente, impegnando adeguate risorse del bilancio attualmente in discussione, per pagare i danni nelle campagne e per mettere in sicurezza il territorio che oggi vive in uno stato di assoluta pericolosità, posto che ulteriori atteggiamenti di irresponsabile inerzia non saranno più tollerati da una popolazione esasperata che si sente completamente abbandonata dalla Regione. (444)

InterrogazioneCapelli, con richiesta di risposta scritta, sui gravi disagi provocati agli studenti di Oliena, dovuti al disservizio dei mezzi pubblici dell'Azienda regionale trasporti (Arst).

Il sottoscritto,

APPRESO dei gravi disagi che quotidianamente gli studenti di Oliena si trovano a dover fronteggiare per raggiungere i propri istituti scolastici a Nuoro per il disservizio del trasporto pubblico dei mezzi Arst;

CONSIDERATO che, nonostante ogni giorno centinaia di ragazzi usufruiscano dei mezzi Arst per recarsi a scuola, rappresentando quindi una risorsa importante per le casse dell'Arst, la qualità del servizio offerto è alquanto disastrosa: i mezzi, infatti, non solo versano in pessime condizioni igieniche, ma sono perennemente sovraffollati e perciò non idonei ad accogliere tutti gli studenti che, costretti ad attendere le corse successive (spesso in ritardo), giungono a scuola ben oltre l'orario di ingresso e non vengono ammessi alle lezioni;

RILEVATO che molte famiglie, affinché i propri ragazzi possano frequentare regolarmente le lezioni, sono costrette a ricorrere a mezzi alternativi alquanto dispendiosi e al di sopra delle possibilità di molte di queste;

CONSTATATO che, malgrado quanto sopra, l'Arst è solita praticare costanti rincari sul costo dei biglietti che, solo nell'ultimo caso, registra un aumento dell'undici per cento;

PRESO ATTO che l'amministrazione comunale di Oliena, fortemente preoccupata per il malcontento che si va diffondendo fra gli studenti e le famiglie, ha promosso un incontro con l'Arst - agenzia di Nuoro - nel corso del quale è stato concordato un piano di interventi e di razionalizzazione per il miglioramento e il potenziamento a favore degli studenti di Oliena al quale l'Arst non ha dato alcun seguito, nonostante i ripetuti solleciti da parte del comune;

VERIFICATO che della situazione relativa a tale disservizio è stato costantemente informato l'Assessore regionale dei trasporti della RAS, senza alcuna prova di riscontro,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere se intendano intervenire tempestivamente affinché l'azienda Arst mantenga gli impegni presi con l'amministrazione comunale in merito agli interventi con essa concordati, volti non solo ad un maggiore controllo della puntualità dei mezzi o sconti sul biglietto, ma a tutta una serie di iniziative che possano rendere il servizio del trasporto pubblico locale migliore ed efficiente. (445)

Interrogazione Liori - Artizzu - Diana - Moro - Sanna Matteo sulla "Giornata del ricordo" in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata e delle vicende del confine orientale.

I sottoscritti,

PREMESSO che:

- con la legge 30 marzo 2004, n. 92, il Parlamento italiano ha istituito il 10 febbraio quale "Giorno del ricordo" al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell'esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale;

- nella stessa giornata sono previste, per legge, iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado ed è altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende;

- l'occupazione jugoslava, che a Trieste durò quarantacinque giorni, fu causa non solo del fenomeno delle foibe, ma anche delle deportazioni nei campi di concentramento jugoslavi di popolazioni inermi; in Istria, a Fiume e in Dalmazia, invece, questa la repressione jugoslava costrinse oltre 300 mila persone ad abbandonare le loro case per fuggire dai massacri e poter mantenere la propria identità italiana,

chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere quali iniziative la Giunta regionale abbia intrapreso per ricordare i martiri delle foibe, ottemperando quindi alle disposizioni della legge in oggetto. (446)

InterrogazioneDedoni, con richiesta di risposta scritta, sul Consorzio 21.

Il sottoscritto,

PREMESSO che vent'anni orsono, il 23 agosto 1985, con la legge regionale n. 21, venne istituito e successivamente regolato con lo statuto approvato dalla Giunta regionale il "Consorzio per l'assistenza alle piccole medie imprese", meglio noto come Consorzio 21;

CONSIDERATO che il Consorzio 21, incaricato di fornire assistenza e molteplici servizi reali e finanziari alle PMI sarde, favorendone lo sviluppo e l'innovazione tecnologica, e di realizzare il Parco scientifico della Sardegna "Polaris", con l'insediamento centrale a Pula e varie localizzazioni nel resto della Sardegna, sembra avviato, dall'inizio della legislatura, ad una trasformazione diversa e pericolosamente contraria alle originali intenzioni dei legislatori;

CONSTATATO che ad un depotenziamento, ormai confermato nel tempo, dell'attenzione verso le PMI sarde si aggiunge la pericolosa involuzione del Consorzio e delle sue principali partecipate, con l'artificiosa foglia di fico alla moda di considerare le sue attività "in house", trasformandosi in principale competitore delle PMI locali nel fornire servizi alla Regione, assorbendo contemporaneamente rilevantissime risorse pubbliche senza sottoporsi alle regole della concorrenza;

RIBADITO il forte dubbio che tale tendenza accentratrice e statalista possa cadere sotto la mannaia delle sanzioni dei competenti organismi europei, che vigilano sulle attività che turbano la concorrenza, in quanto, purtroppo, le attività del Consorzio 21 e di Polaris si basano su finanziamenti europei, statali e regionali per quasi la totalità delle proprie attività, essendo purtroppo quasi nulla la capacità di attrazione di capitali privati nazionali ed internazionali;

RITENUTO che sia necessario sostenere l'innovazione tecnologica ed evitare di distruggere le rilevantissime risorse pubbliche investite nel progetto del Parco tecnologico della Sardegna, scongiurando la crisi di tante PMI sarde del settore delle alte tecnologie e della ricerca applicata, con la conseguente precarietà del posto di lavoro di valenti tecnici e ricercatori sardi che sarebbero costretti ad emigrare in altri parchi tecnologici del continente e del mondo,

chiede di interrogare il Presidente della Regione per sapere:

- se siano state fornite alle autorità europee preventive ed esaurienti informazioni sulle attività considerate "in house", ricevendone parere positivo a procedere essendo state valutate come legittime e non come "aiuto di stato";

- se corrisponda al vero che, in quasi totale assenza di capitali e tecnologie private nazionali ed internazionali di un certo rilievo, il Parco tecnologico della Sardegna si avvierebbe verso il destino di cattedrale tecnologica nel deserto, confermando una negativa dichiarazione dallo stesso Presidente della Regione rilasciata in campagna elettorale, con la quale Polaris veniva definito come una mera attività immobiliare;

- se sia condiviso dalla Giunta e dalla maggioranza il progetto espresso programmaticamente dall'On. Gianmario Selis, candidato dell'Unione a Sindaco di Cagliari, finalizzato a realizzare un altro parco scientifico e tecnologico a Cagliari, presumibilmente vicino a Tiscali, in evidente concorrenza con il Polaris di Pula e quindi probabile causa del suo definitivo affossamento;

- quali azioni intende mettere in atto per rimuovere il conflitto di interessi emerso dalla constatazione che la società Shardna, oltre a ricevere noti finanziamenti regionali, essendo indicata dal Consorzio 21 come società capofila della filiera genetica del parco e con la quale in stretta collaborazione è organizzato per offrire servizi della filiera genetica, risulterebbe beneficiaria di particolari agevolazioni e ulteriori rilevanti finanziamenti pubblici di varia origine.

In attesa di una sollecita risposta confermo di voler operare perché il Consiglio regionale istituisca una commissione di indagine per valutare, ormai a vent'anni dalla sua costituzione, la complessiva attività del Consorzio e l'efficacia o meno della sua operatività nell'esclusivo interesse dei sardi e nel rispetto delle intenzione del legislatore. (447)

Interrogazione Dedoni, con richiesta di risposta scritta, sulle forti carenze manifestate nella politica dei trasporti interni ed esterni alla Sardegna.

Il sottoscritto,

PREMESSO che la tanto vantata politica di potenziamento della Sardegna delle ex Ferrovie dello Stato ha sinora prodotto la chiusura di diverse stazioni sia come fermate, che come sistema di bigliettazione, portando, a causa della riduzione di operatività nelle tratte a quei disservizi che anche qualche notte fa hanno dovuto subire quei passeggeri che hanno potuto prendere la nave della Tirrenia soltanto alle due di notte;

CONSIDERATO che, dopo la contrazione di operatività nella stazione di Chilivani, le diramazioni per Sassari-Porto Torres e per Olbia trovano notevoli difficoltà e se si verifica un qualsiasi incidente, anche banale, di fatto la Sardegna è divisa in due lungo la dorsale ferroviaria;

EVIDENZIATO che i collegamenti prima posti in campo dalle Autolinee Pani, oggi soppresse, e svolti dalle Ferrovie della Sardegna, hanno sì ridotto il termine di percorrenza, ma di fatto hanno tolto i collegamenti con i maggiori centri lungo la Carlo Felice (Sanluri, Oristano, Macomer);

ATTESO che il termine di percorrenza da Cagliari a Sassari delle ex Ferrovie dello Stato è di circa 4 ore e 30 minuti, mentre su via gommata la percorrenza oggi è di circa 4 ore;

TENUTO CONTO che si sono ulteriormente aggravate le possibilità di raggiungere Sassari per tutti quegli utenti dell'Alto oristanese e del centro Sardegna che per diversi motivi devono recarsi all'ospedale o all'università si vedono impediti e costretti a peripezie per raggiungere il capoluogo turritano;

SOTTOLINEATO che non si comprende il motivo della soppressione della linea Sedilo-Aidomaggiore-Ghilarza-Abbasanta-Norbello-Sassari che aveva un buon rapporto di passeggeri per bus (7,31) pur non raggiungendo l'ottimale di 9, come le nuove direttive hanno imposto; infatti in una riorganizzazione sarebbe bastato mantenere anziché due corse andata e ritorno al giorno, almeno una corsa andata e ritorno per giorno, così da soddisfare quelle esigenze sempre più pressanti dei cittadini utenti delle zone del centro Sardegna;

RILEVATO che l'Assessore regionale dei trasporti aveva promesso ai sindaci dell'Alto oristanese, come pubblicato dalla stampa isolana, che si sarebbe riattivata questa linea verso Sassari;

RICORDATO altresì che l'approvazione in maniera unanime da parte del Consiglio regionale della legge di disciplina e organizzazione del trasporto pubblico in Sardegna pone, oltre che la razionalizzazione dei servizi e un adeguamento degli stessi a standard più elevati, ma soprattutto si deve soddisfare l'esigenza dei cittadini di un servizio più puntuale e attento alle necessità di collegamento, non solo interprovinciale, ma di raccordo con le strutture aeroportuali, al fine di consentire una giusta mobilità da e per la Sardegna,

chiede di interrogare il Presidente della Regione e l'Assessore regionale dei trasporti per sapere quali siano le intenzioni relative ai problemi sopra evidenziati, in particolare per l'ottimizzazione dei collegamenti del centro Sardegna e dell'Alto oristanese verso Sassari e ritorno.

In conclusione si riafferma la necessità di una seria politica sulla continuità territoriale cosa che pare manchi nelle interlocuzioni con il governo nazionale e con l'Unione europea, ma in modo particolare sulla continuità merci di cui ancora non si sente affatto parlare nelle politiche dell'Assessorato regionale dei trasporti. (448)