Seduta n.466 del 12/11/2008
CDLXVI Seduta
Mercoledì 12 novembre 2008
(ANTIMERIDIANA)
Presidenza del Vicepresidente GIAGU
indi
del Presidente SPISSU
INDICE
La seduta è aperta alle ore 10 e 24.
CAPPAI, Segretario dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 30 ottobre 2008 (457), che è approvato.
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza.
CAPPAI, Segretario:
"Interrogazione SANNA Matteo - DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulle misure da attuare per il riassetto idrogeologico dei comuni della Gallura colpiti dall'evento meteorologico calamitoso del 4 novembre 2008". (1429)
"Interrogazione LIORI, con richiesta di risposta scritta, in ordine alle condizioni igienico-sanitarie del reparto di traumatologia dell'Ospedale SS. Trinità e del reparto di patologia neonatale della clinica pediatrica della ASL n. 8 e ai casi di infezione batterica che avrebbero causato la morte di un numero imprecisato di neonati e il contagio di alcuni dipendenti". (1430)
PRESIDENTE. Bene colleghi, visto l'esiguo numero di consiglieri presenti in Aula, aggiorno la seduta alle ore 10 e 40.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 25, viene ripresa alle ore 10 e 41.)
PRESIDENTE. Riprendiamo i lavori, colleghi. L'ordine del giorno reca la continuazione della discussione dell'articolato del testo unificato numero 11-204-290/A il cui esame prosegue con l'esame dell'articolo 29.
Passiamo all'articolo 29. All'articolo 29 sono stati presentati gli emendamenti soppressivo totale numero 103, sostitutivo totale numero 257, emendamento numero 290 sostitutivo parziale, soppressivo parziale numero 54, sostitutivi parziali numero 14, 52, 15, 68, 175, 145 e aggiuntivi numero 146, 53, 204.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 29 e dei relativi emendamenti:
Art. 29
Piano paesaggistico regionale - Procedure
1. La Giunta regionale predispone la proposta di Piano paesaggistico regionale, per la cui redazione possono essere utilizzati anche gli elaborati dei Piani di coordinamento provinciale e dei piani sovracomunali approvati o adottati. Tale proposta è trasmessa alla competente Commissione del Consiglio regionale. Contestualmente la Giunta regionale svolge l'istruttoria pubblica, articolata per province, ai sensi dell'articolo 18, comma 1, della legge regionale n. 40 del 1990.
2. La proposta di Piano paesaggistico regionale è pubblicata, per un periodo di sessanta giorni, all'albo di tutti i comuni interessati.
3. Chiunque può formulare, entro trenta giorni decorrenti dall'ultimo di pubblicazione, osservazioni sulla proposta.
4. Trascorso tale termine la Giunta regionale esamina le osservazioni presentate, ne motiva l'accoglimento o il rigetto, delibera l'adozione del Piano paesaggistico regionale e lo trasmette al Consiglio regionale, completo di tutti i suoi allegati.
5. La Commissione consiliare competente in materia di governo e assetto del territorio esprime, entro trenta giorni, sul Piano stesso, il proprio parere che viene trasmesso alla Giunta regionale.
6. Acquisito tale parere e sulla base di esso, la Giunta regionale approva in via definitiva il Piano entro i successivi trenta giorni. Il Piano paesaggistico regionale entra in vigore alla data di pubblicazione nel BURAS.
7. Dopo l'approvazione del Piano paesaggistico regionale la Giunta regionale provvede al coordinamento ed alla verifica di coerenza degli atti della programmazione e della pianificazione regionale con il Piano stesso.
8. Le modifiche cartografiche e normative del Piano paesaggistico regionale seguono la medesima procedura di cui ai precedenti commi, salvo i casi di applicazione dell'articolo 30 della presente legge. Qualora in sede di approvazione del PUC emergano differenze tra la cartografia ad esso allegata, derivante dalla rappresentazione più puntuale del territorio, e quella contenuta nel Piano paesaggistico regionale, la cartografia del PUC definitivamente approvato costituisce adeguamento automatico della cartografia allegata al Piano paesaggistico regionale.
9. Al fine di conseguire l'aggiornamento periodico del Piano paesaggistico regionale la Giunta regionale provvede al monitoraggio delle trasformazioni territoriali e della qualità del paesaggio.
10. Al fine di promuovere una più incisiva adeguatezza ed omogeneità della strumentazione urbanistica a tutti i livelli, l'Amministrazione regionale procede ad un sistematico monitoraggio e comparazione dell'attività di pianificazione urbanistica, generale ed attuativa, mediante l'attivazione di un Osservatorio della pianificazione urbanistica e qualità del paesaggio in collaborazione con le università e con gli ordini ed i collegi professionali interessati.
11. I comuni, in adeguamento alle disposizioni e previsioni del Piano paesaggistico regionale, approvano, entro dodici mesi dalla sua pubblicazione nel BURAS e, comunque, a partire dall'effettiva erogazione delle risorse finanziarie, i propri PUC. A tal fine, con specifica norma finanziaria, sono previste adeguate risorse per il sostegno delle fasi di approvazione ed adeguamento alla nuova pianificazione paesaggistica regionale da parte dei comuni.
Emendamento soppressivo totale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai
Articolo 29
L'art. 29 è soppresso. (103)
Emendamento sostitutivo totale Giunta regionale
Articolo 29
L'articolo 29 così sostituito:
Art. 29
Piano Paesaggistico Regionale - Procedure
- La Giunta regionale è delegata alla predisposizione della proposta di Piano Paesaggistico Regionale, per la cui redazione possono essere utilizzati anche gli elaborati dei Piani di coordinamento provinciale e dei piani sovracomunali approvati o adottati. Tale proposta è trasmessa alla competente Commissione del Consiglio regionale. Contestualmente la Giunta regionale svolge l'istruttoria pubblica, articolata per province, ai sensi dell'articolo 18, comma 1, della legge regionale n. 40 del 1990.
- La proposta di Piano Paesaggistico Regionale previo coordinamento e verifica di coerenza con il DPT è pubblicata, per un periodo di sessanta giorni, all'albo di tutti i comuni interessati.
- Chiunque può formulare, entro trenta giorni decorrenti dall'ultimo di pubblicazione, osservazioni sulla proposta.
- Trascorso tale termine la Giunta regionale esamina le osservazioni presentate, ne motiva l'accoglimento o il rigetto, delibera l'adozione del Piano Paesaggistico Regionale e lo trasmette al Consiglio regionale, completo di tutti i suoi allegati.
- La Commissione consiliare competente in materia di governo e assetto del territorio esprime, entro trenta giorni, sul Piano stesso, il proprio parere che viene trasmesso alla Giunta regionale.
- Acquisito tale parere e sulla base di esso, la Giunta regionale approva in via definitiva il Piano entra i successivi trenta giorni, Il Piano Paesaggistico Regionale entra in vigore alla data di pubblicazione nel BURAS.
- Le modifiche cartografiche e normative del Piano Paesaggistico Regionale seguono la medesima procedura di cui ai precedenti commi, salvo i casi di applicazione dell'articolo 30 della presente legge. Qualora in sede di approvazione del PUC emergano differenze tra la cartografia ad esso allegata, derivante dalla rappresentazione più puntuale del territorio, e quella contenuta nel Piano Paesaggistico Regionale, la cartografia del PUC definitivamente approvato costituisce adeguamento automatico della cartografia allegata al Piano Paesaggistico Regionale.
- Al fine di conseguire l'aggiornamento periodico del Piano Paesaggistico Regionale la Giunta regionale provvede al monitoraggio delle trasformazioni territoriali e della qualità del paesaggio.
- Alfine di promuovere una più incisiva adeguatezza ed omogeneità della strumentazione urbanistica a tutti i livelli, l'Amministrazione regionale procede ad un sistematico monitoraggio e comparazione dell'attività di pianificazione urbanistica, generale ed attuativa, mediante l'attivazione di un Osservatorio della pianificazione urbanistica e qualità del paesaggio in collaborazione con le università e con gli ordini ed i collegi professionali interessati
- I comuni, in adeguamento alle disposizioni e previsioni del Piano Paesaggistico Regionale, approvano, entro dodici mesi dalla sua pubblicazione nel BURAS e, comunque, a partire dall'effettiva erogazione delle risorse finanziarie, i propri PUC. A tal fine, con specifica norma finanziaria, sono previste adeguate risorse per il sostegno delle fasi dì approvazione ed adeguamento alla nuova pianificazione paesaggistica regionale da parte dei comuni. (257)
Emendamento all'emendamento numero 257 sostitutivo parziale Giunta regionale
Articolo 29
Al comma 1 le parole: "è delegata alla predisposizione della" sono sostituite da: "predispone una".
Al comma 6 la parole: "approva" è sostituita con: "è delegata ad approvare". (290)
Emendamento soppressivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris
Articolo 29
Il comma 7 è soppresso. (54)
Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu
Articolo 29
Il comma 1 dell'articolo 29 è sostituito dal seguente:
La Giunta regionale predispone la proposta di Piano paesaggistico regionale, per la cui redazione possono essere utilizzati anche gli elaborati dei Piani di coordinamento provinciale e dei piani sovracomunali approvati o adottati. Essa è trasmessa, entro trenta giorni, alle province, ai comuni, alle unioni di comuni. Entro sessanta giorni dal ricevimento, la Giunta regionale convoca e presiede una conferenza regionale che, articolata per ambiti provinciali, si svolge con le procedure dell'istruttoria pubblica di cui all'articolo 18 della legge regionale 22 agosto 1990, n. 40. Ad essa partecipano, oltre alla Regione, le province, i comuni, le unioni comuni, gli altri enti pubblici e le associazioni economiche e sociali portatrici di interessi diffusi ricadenti nella circoscrizione territoriale provinciale. Tale conferenza si conclude con la sottoscrizione, da parte di tutti i partecipanti, di un documento nel quale sono specificati i punti di assenso ed anche quelli di dissenso per i quali si chiede alla G.R. di modificare la proposta. La Giunta regionale, acquisite le risultanze della conferenza, motiva l'eventuale non accoglimento delle proposte emerse, adotta la proposta definitiva di Piano Paesaggistico Regionale e la trasmette, insieme al documento sottoscritto dalla Conferenza regionale, al Consiglio regionale. (14)
Emendamento sostitutivo parziale Masia - Balia - Ibba - Caligaris
Articolo 29
Il comma 2 è sostituito dal seguente:
2. "La Giunta regionale provvede, dopo il coordinamento e la verifica di coerenza della proposta di Piano paesaggistico regionale con il Documento di programmazione regionale, a pubblicare tale proposta di Piano paesaggistico regionale per un periodo di sessanta giorni nell'albo di tutti i comuni interessati." (52)
Emendamento sostitutivo parziale Pisano - Cassano - Dedoni - Vargiu
Articolo 29
I commi 5, 6, 7 e 8 sono sostituiti dal seguente comma:
5. Il Consiglio regionale approva in via definitiva il Piano Paesaggistico Regionale che entra in vigore alla data di pubblicazione nel Buras. (15)
Emendamento sostitutivo parziale Diana - Artizzu - Liori - Moro - Sanna Matteo.
Articolo 29
I commi 5 e 6 sono così sostituiti:
"5. Il Piano è sottoposto al voto del Consiglio regionale.
6. In caso di voto favorevole da parte del Consiglio regionale, la Giunta regionale approva in via definitiva il Piano entro i successivi trenta giorni. Il Piano paesaggistico regionale entra in vigore alla data di pubblicazione nel BURAS.". (68)
Emendamento sostitutivo parziale Lanzi - Fadda Giuseppe - Cugini - Licheri - Serra
Articolo 29
I commi 5 e 6 sono sostituiti dal seguente:
"Il Consiglio regionale entro i successivi novanta giorni approva in via definitiva il Piano Paesaggistico Regionale con propria deliberazione. Decorso inutilmente tale termine il Piano paesaggistico regionale è approvato in via definitiva dalla Giunta regionale. Il Piano entra in vigore alla data di pubblicazione nel B.U.R.A.S.". (175)
Emendamento sostitutivo parziale Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai
Articolo 29
Il comma 6 è così modificato "acquisito tale parere e sulla base di esso, la giunta regionale adotta il piano, entro i successivi 30 giorni e lo trasmette al Consiglio regionale che approva definitivamente il piano territoriale paesistico. Il piano paesistico entra in vigore alla data di pubblicazione del BURAS.". (145)
Emendamento aggiuntivo Pileri - Amadu - Cherchi Oscar - Contu - La Spisa - Licandro - Lombardo - Petrini - Pittalis - Rassu - Sanjust - Murgioni - Cappai
Articolo 29
Nel comma 1 dopo la parole "della Legge regionale n. 40 del 1990" sono aggiunte: su motivata richiesta dell'ente interessato, gli studi e la redazione dei piani possono essere affidati, con deliberazione della Giunta regionale, ai Comuni singoli o associati. (146)
Emendamento aggiuntivo Masia - Balia - Ibba - Caligaris
Articolo 29
Al comma 5, dopo le parole "il proprio parere" è aggiunta la parola: "vincolante". (53)
Emendamento aggiuntivo Uras - Davoli - Pisu
Articolo 29
Dopo l'articolo 29 è aggiunto il seguente:
"Art. 29 bis
Coordinatore generale del Piano paesaggistico regionale
1. Con proprio decreto, il Presidente della Regione nomina un'autorità dotata di adeguata competenza per coordinare l'Ufficio regionale del Piano paesaggistico, con l'obiettivo di conseguire l'effettiva unitarietà dei diversi assetti del PPR, verificare la coerenza tra elaborazioni, prescrizioni normative e principi sociali e culturali posti alla base del Piano, curare i rapporti con i responsabili del MIBAC relativamente all'attuazione o all'eventuale revisione delle intese MIBAC/RAS.
2. Per l'attuazione dei compiti affidatigli, l'autorità potrà avvalersi di personale dipendente della pubblica amministrazione appositamente distaccato presso la Regione.
3. L'autorità riferisce ogni sei mesi al Consiglio regionale e alla Giunta in seduta congiunta e cura la predisposizione degli elaborati in base ai quali possono essere apportate le modifiche e gli aggiornamenti di cui al comma 1 dell'articolo 30 e al comma 1 dell'articolo 43 della presente legge.
4. Avvalendosi dell'Ufficio regionale del Piano paesaggistico dà quindi corso all'adeguamento del PPR sulla base delle indicazioni impartitegli dalla Giunta regionale.
5. Dando seguito alle indicazioni e alle richieste delle amministrazioni comunali, come dei privati cittadini, verifica l'irrilevanza dei beni ai fini paesaggistici, e propone alla Giunta regionale la riclassificazione totale o parziale degli stessi come indicato all'articolo 30, comma 1 della presente legge.". (204).)
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sull'articolo e sugli emendamenti.
E' iscritto a parlare il consigliere Murgioni. Ne ha facoltà.
MURGIONI (Fortza Paris). Grazie Presidente, signor Assessore, colleghi e colleghe. Se c'è un articolo in questo testo che suscita in massima parte polemiche e perplessità, non vi è dubbio che questi sia l'articolo 29 sulle procedure in materia di adozione del piano paesaggistico regionale. Per la verità la polemica è iniziata già ieri sera al momento della discussione dell'articolo 28 e degli emendamenti, tra l'altro non vedo l'onorevole Pirisi, relatore, in Aula, eccolo qua, che francamente nel suo intervento di ieri mi ha meravigliato, mi ha meravigliato, per la verità generalmente positivamente, ieri negativamente. Negativamente per le cose dette nei confronti dell'opposizione perché, onorevole Pirisi, questa opposizione in Commissione tra l'altro elogiata da lei nel suo intervento sulla discussione generale, ha fatto sempre e durante tutto l'arco dell'anno il suo dovere su questa legge anche sugli altri provvedimenti per la verità, non solo con la presenza addirittura in alcuni casi garantendo in molte sedute e in questa anche il numero legale della Commissione, e poi dando un contributo più che positivo, nel senso che si è intervenuti per quanto riguarda la discussione e in modo particolare i contenuti dal punto di vista del merito della legge, dando non solo dei pareri sulle proposte, ma portando pure dei consigli in alcuni casi per quanto mi riguarda, anche degli ottimi consigli perché alcuni articoli sono stati scritti anche su suggerimento della opposizione. Pertanto, continuando, si tratta in effetti del pilastro portante del provvedimento, nel pilastro cioè sul quale poggia la ratio e la filosofia che sottende al governo del territorio regionale, espressione della Giunta regionale e di parte della maggioranza. Posto che alcune componenti della stessa maggioranza stanno assumendo e per la verità, o hanno assunto fino a qualche giorno fa in modo particolare, in Aula un atteggiamento fortemente critico su alcune parti del provvedimento, ed è proprio per questo motivo che bisogna concentrare il massimo dell'attenzione nel licenziare questo articolo il quale se non subirà modifiche migliorative finirà per pesare su tutto il provvedimento in maniera negativa, forse fortemente negativa. Vorrei sottolineare che non si tratta di un atteggiamento manicheo il nostro che vede contrapposte idealmente maggioranza e opposizione. Per i riflessi futuri che avrà il provvedimento di legge una volta approvato e votato su tutto il sistema socioeconomico è necessario modificare l'attuale dettato dell'articolo per restituire al potere legislativo il Consiglio da voi tanto decantato, una funzione che di fatto col presente articolo gli viene sottratta. In questo articolo è infatti raccolto in maniera mirabile tutto il neocentralismo regionale basato su quell'accentramento dei poteri in capo alla Presidenza della Giunta che ha caratterizzato tutto il percorso della presente legislatura e per dar conto che non si tratta della mera strumentale ed ennesima polemica sul ruolo degli enti locali e sulla loro marginalizzazione ed emarginazione dal quadro regionale, vorrei ricordare alcuni punti fondamentali che sorreggono questa tesi dal punto di vista costituzionale. Argomentazione già trattata dal sottoscritto e da altri colleghi intervenuti in fase di discussione generale sul testo, ma che è bene riproporre visto i risultati che sono stati approvati dalla vostra maggioranza su questo testo. Ebbene colleghi, è acclamato che una delle novità importanti della cosiddetta riforma, introdotta con il nuovo Titolo V della Costituzione, sia stata la volontà del legislatore costituzionale di conferire pari dignità a tutti i livelli di governo: Stato, Regione, Province, Comuni e città metropolitane. In tal modo, con la modifica dell'articolo 114 della Costituzione, con il composto della modifica degli articoli 117, 118, 119 e 123 - che non sono ovviamente numeri da giocare al lotto - si è inteso superare definitivamente l'endemico centralismo statale e regionale, a favore di una concezione statale policentrica, fondata sul principio della sussidiarietà, e rafforzata dal nuovo ruolo attribuito con le funzioni assegnate agli enti territoriali più vicini ai cittadini. Tradotto in parole povere, questo principio raccoglie una nuova concezione delle funzioni statali e regionali, che devono esercitare le loro potestà legislative, senza invasioni nei confronti dell'autonomia normativa degli enti locali. In una siffatta cornice istituzionale alla Regione compete il ruolo di assicurare l'esercizio unitario in materia. Tuttavia, ciò non deve intendersi, per esempio, come la podestà dell'Esecutivo regionale di esautorare il Parlamento dei sardi dall'adottare, nell'alveo delle funzioni ad esso riconosciute, il Piano paesaggistico regionale. Invece, al contrario, si delega semplicemente la Commissione competente consiliare all'espressione di un parere, con semplice precetto, che la Giunta nel varare definitivamente il Piano si basi su tale parere. In sostanza, non viene neppure definito in ambiti legislativi certi il ruolo della stessa Commissione, per non dire che in tal modo il Consiglio viene clamorosamente scippato di un ruolo decisionale che, sino a quando non verrà modificato il vigente Statuto di specialità, la carta regionale gli attribuisce. In conclusione, appare evidente che quest'articolo ruoti intorno ad un principio errato, che tende a conferire alla Regione un esorbitante ruolo egemone, non riconosciuto costituzionalmente, e contrario alla nostra tradizione democratica e autonomistica. Se non si compie uno sforzo per recepire un ruolo storicamente in Sardegna riconosciuto ai Comuni, quali nuclei primigeni dell'autogoverno del Popolo sardo, si commetterà un errore che, oltre ad introdurre elementi di attrito e contrapposizione fra enti in una materia così delicata come il governo del territorio, si rivelerà come una decisione unica, antistorica e dannosa per tutta la Sardegna e, di conseguenza, per tutti i cittadini sardi. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Grazie Presidente. Sicuramente l'articolo 29, relativo alle procedure di approvazione del Piano paesaggistico regionale, è uno degli articoli più importanti di questa legge, ed è uno di quegli articoli che dovrebbe…
PRESIDENTE. Scusi, mi scusi onorevole Pileri. Ricordo, per chi non lo avesse percepito, che i lavori dell'Aula sono iniziati, per cui cerchiamo di mantenere un certo contegno e, soprattutto, un po' di silenzio per fare intervenire i colleghi che ne hanno intenzione, cercando di ascoltarli anche attentamente. Grazie.
PILERI (F.I.). Sì, Presidente, questa interruzione mi dà lo spunto per dire che, appunto, questo articolo 29 dovrebbe vedere l'attenzione di tutto il Consiglio regionale, la massima attenzione, perché è un articolo fondamentale. E' un articolo fondamentale perché si stabilisce qual è l'organo istituzionale che deve approvare il Piano paesaggistico regionale, strumento primario e fondamentale della pianificazione paesaggistica regionale. E' vero, il Codice Urbani nella sua scrittura stabilisce che la Regione provvede alla elaborazione ed approvazione del Piano paesaggistico regionale ma, noi, nella nostra interpretazione del Codice Urbani, interpretazione anche di indirizzo politico, riteniamo che per "Regione", nell'approvazione del piano più importante di pianificazione territoriale, debba intendersi il "Consiglio regionale", così come era anche stabilito dalla legge regionale 45 del 89, così come hanno deliberato nelle leggi urbanistiche la maggior parte delle Regioni italiane, e quindi attribuendo al Consiglio regionale l'approvazione del Piano paesaggistico regionale. E sicuramente, se qua davvero ci fosse l'attenzione dell'Aula, forse, si potrebbe trovare una sintesi, o un punto di accordo, piuttosto che trovare sempre punti di divisione tra maggioranza ed opposizione, ma evidentemente, Presidente, questa legge è già stata scritta per essere approvata così, perché non c'è la possibilità di discussione, non c'è la possibilità di dibattito, non c'è la possibilità di valutare alternative, cioè quelle che la minoranza sta proponendo, per l'approvazione del Piano paesaggistico regionale. E quindi noi abbiamo presentato degli emendamenti, abbiamo presentato un emendamento soppressivo, ma abbiamo anche presentato l'emendamento numero 145, che propone che, in via definitiva, il Piano paesaggistico regionale venga approvato dal Consiglio regionale e non dalla Giunta. E sinceramente mi preoccupa un attimino l'emendamento numero 257 - mi preoccupa per modo di dire, ma forse è strumentale -, presentato dalla Giunta regionale, che modifica il comma 1 dell'articolo 29. Il comma 1, nel testo che è in discussione in Aula, recita: "La Giunta regionale predispone la proposta di Piano paesaggistico". Nell'emendamento numero 257, al primo comma, troviamo la frase: "La Giunta regionale è delegata alla predisposizione della proposta del Piano paesaggistico". Questa delega noi non ve la daremo mai! Voi state chiedendo, con questo emendamento, al Consiglio regionale una delega, ma perché non lo avete scritto prima? Noi riteniamo che questa delega non possa essere data alla Giunta, ma la competenza rimane nelle mani del Consiglio regionale. E quindi, ripeto, non c'è molto da… volte basta guardare! Noi parliamo di specialità in Sardegna, vogliamo essere speciali a tutti i costi, ma anche in questo senso, in questo momento, vogliamo essere speciali in senso negativo, perché, come ho detto prima, la maggior parte delle Regioni hanno approvato leggi, dove si applicano alcuni principi fondamentali nell'approvazione del Piano paesaggistico regionale, e cioè che nel procedimento di formazione, efficacia e varianti al piano territoriale paesaggistico, la Giunta regionale elabora un documento preliminare, dopodiché si attua la concertazione, dopodiché ovviamente il Piano viene trasmesso ai Comuni e alle Province, a questo punto interviene la fase di pubblicazione e le osservazioni, la Giunta esamina le osservazioni, dà un parere, viene mandato in Commissione, ma dopo questo passaggio la Giunta regionale trasmette al Consiglio regionale, per la sua approvazione, il piano con le osservazioni pervenute, corredate dal relativo parere, e le eventuali proposte di modifica. Questa strada è la strada da percorrere. Il Piano è approvato con provvedimento del Consiglio regionale, questo è il contenuto della maggior parte delle leggi approvate dalle altre Regioni d'Italia. Quindi, noi questa specialità, in questa materia, assolutamente non la vogliamo, non la condividiamo e non la ammetteremo, quantomeno con il nostro voto. E quindi continuiamo a esprimere un giudizio estremamente negativo su questo articolato che continua a favorire l'accentramento di potere nelle mani della Giunta, un potere che non è controllato e controllabile, nel quale si esprimono poteri fortemente discrezionali, un modo di procedere nella pianificazione che ha portato e comportato numerosissime sentenze del Tar per quanto riguarda soprattutto gli aspetti di illegittimità del Piano che ha comportato una mancata pianificazione a livello locale e comunale perché la stragrande maggioranza dei comuni, oltre ad aver presentato ricorsi, oltre ad aver contestato, dopo aver partecipato alle famose assemblee di copianificazione dove potevano parlare per cinque minuti, e quindi non potevano esprimere pienamente il proprio dissenso, quindi una nuova procedura del Piano paesaggistico che è un atto fondamentale e necessario per la salvaguardia e la tutela del territorio ma che si è verificato un atto, quello approvato, disastroso proprio perché probabilmente è stato approvato dalla Giunta e non dal Consiglio regionale come noi stiamo proponendo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Signor Presidente io non sono mai uscito fuori tema nei miei interventi però le chiederò, durante il mio intervento, di poter dar lettura, perché è pertinente rispetto a ciò che stiamo discutendo oggi, di una parte di una sentenza del Tribunale della Sardegna. Noi oggi stiamo discutendo di un articolo che non riguarda le previsioni del futuro, in genere quando si discute una legge si discute delle regole che entreranno in vigore da un certo momento in poi, nella fattispecie dell'emendamento numero 29, noi stiamo discutendo anche del novellato dell'emendamento numero 257, noi stiamo discutendo di una procedura applicata che noi abbiamo visto agire in questa fase. L'abbiamo vista agir,e l'abbiamo vista agire anche nella più grossa innovazione istituzionale che si sia registrata in Sardegna negli ultimi anni, a partire dal 2004, cioè nella modifica dei rapporti di potere tra la Presidenza della Giunta, la Giunta, il Consiglio, le autonomie locali. Modifica degli assetti introdotta dall'elezione diretta del Presidente. Il Piano paesaggistico che oggi è vigente in Sardegna è stato approvato più o meno con le procedure che oggi noi vediamo descritta dall'articolo 29, per cui colleghi non stiamo discutendo del futuro, stiamo discutendo di ciò che è accaduto realmente, e ciò che è accaduto però si è riverberato nei tribunali, in un numero considerevole di sentenze, che dimostrano come, nella concretezza, i rapporti di potere incidano sulla legalità. Bene, di queste sentenze gli organi di informazione non hanno detto una parola però le sentenze parlano chiare e allora anche ai colleghi distratti vorrei ricordare, perché tanto è chiaro che sulla legalità ci si distrae in quest'Aula, perché fa comodo distrarsi, vorrei ricordare, ne ho preso una caso, una sentenza del 2007 laddove recò levo una società e la società ricorrente dice: "il comma quarto dell'articolo 15 delle norme tecniche di attuazione, badate, non stiamo parlando di lucernai, di aspetti estetici, stiamo parlando di un comma, il terzo comma stabiliva che per i comuni dotati di PUC, approvati ai sensi dei commi 1 e 2 della legge regionale numero 8, nelle medesime zone c. d. e f., possono essere realizzati gli interventi previsti negli strumenti urbanistici attuativi, purché approvati con convenzione ed efficacia dalla data di adozione del PPR.
Il quarto disponeva che il completamento degli interventi urbanistici edilizi di cui al comma 3 per cui non siano stati rilasciati alla data di entrata in vigore del PPR i relativi titoli abilitativi e sottoposto al raggiungimento della famosa intesa, questo era il comma quarto, stiamo parlando di qualcosa è stato rilevante per lo sviluppo della Sardegna. Bene, cosa dice il ricorrente? Il ricorrente dice che il comma quarto non era stato inserito nella procedura di formazione del Piano paesaggistico ma è stato aggiunto dopo. Non so se a voi risulti chiaro cosa significa, e come se noi avessimo fatto una legge e dopo qualcuno aggiungere un comma. Il Tar cosa fa? Va, accerta e dice: "è dunque un fatto incontrovertibile che il comma quarto è stato introdotto quando il procedimento di formazione del Piano, in special modo nelle sue norme tecniche, si doveva ritenere concluso e quando l'impianto normativo si era definito nella sua consistenza oggettiva, quindi, il Tar accerta che la norma è stata aggiunta, non risulta non è stato dimostrato in giudizio, questo è veramente… richiamo l'attenzione dei colleghi, perché se voi non avete un sussulto su questo non l'avrete su niente. Voi che fate le leggi insieme a me, non risulta peraltro, e non è stato dimostrato in giudizio, che la modifica ora in contestazione cioè l'aggiunta del comma quarto sia stata fatta oggetto di specifiche discussioni neanche in sede di approvazione del Piano da parte della Giunta quindi non solo è stato aggiunto dopo ma non è hanno neanche discusso in Giunta, ne può essere, continua il Tar, chiedo scusa se... ne può essere, dice il Tar, sufficiente l'approvazione da parte della Giunta del testo contenente la modifica laddove non sia stato dimostrato e non sia stato possibile dimostrare quando, come, e da chi tale modifica è stata introdotta e se la nuova formulazione della norma, nel testo ora contestato, sia stata sufficientemente evidenziato dall'organo o ufficio proponente all'organo collegiale, il Tar, dice che una norma incidente del Piano paesaggistico arriva, è stata legge per la Sardegna senza che questa norma sia stata introdotta nella procedura di formazione della legge né il Tar riesce a ricostruire chi l'abbia introdotta, e se non ci fosse stata una società, con un po' di risorse, capace di andare al Tar per contestare questo elemento quella norma, inserita non si sa da chi, non discussa in Giunta ma legge non sarebbe decaduta. Allora io vorrei chiedere ai colleghi che continuino a prevedere, nell'articolo 29, che il Piano paesaggistico sia approvato dalla Giunta regionale se hanno esatta coscienza di che cosa è diventata la Giunta regionale nel momento in cui diventa un organo nominato e non eletto. È una Giunta che accetta che su atti che delibera neanche discuta come dice il Tar della Sardegna, non come dico io, come dice il Tar della Sardegna. Che non sa come mai una norma è stata inserita e non sa neanche da chi, una norma che riguarda i cittadini della Sardegna. Io vorrei chiedere ai colleghi che hanno alle spalle battaglie democratiche sull'equilibrio dei poteri se ricordano almeno ciò che hanno fatto in gioventù quando chi gli imponeva le leggi aveva un nome! Aveva un aggettivo che lo qualificava, ora noi non stiamo parlando di quello che si farà domani ma di quello che con questa procedura è accaduto in Sardegna e che se oggi non è vigente è perché avevamo un Tar che ha avuto il coraggio di deliberare, un Tar che ha deliberato e ha sentenziato su un procedimento amministrativo, su un fatto grave perché la colpa più grave di chi governa è l'abuso di potere. Allora se voi, dopo che il Tar della Sardegna vi dimostra che questa procedura ha queste distorsioni la confermate? Che cosa deve pensare chi vi ascolta in questi giorni sui giornali sentendovi dire della grande necessità di un cambiamento in Sardegna, di nuove candidature. Se voi confermate i metodi per cui soltanto i ricchi si possono difendere dai prepotenti, perché solo un ricco poteva difendersi da una prepotenza di questo genere, e voi confermate questo metodo. Noi ci siamo già bevuti un fatto grave, quest'Aula ha detto al Presidente della Regione di mandar via il direttore generale che aveva ragionevolmente, a detta di quest'Aula, alterato una gara, il Presidente lo conferma due volte anche quando la magistratura dice che c'è un sospetto, nessuno fiata. Poi veniamo qui e confermiamo le procedure che hanno consentito un abuso di potere di questo genere. Come facciamo a credere al Partito Democratico quando parla di democrazia e si ingoia cose di questo genere? Come si fa? Voi state confermando una procedura che il TAR ha detto: badate, che è una procedura che ha aperto un abuso. Spiegate qual è, perché non mettete - voi lo potete fare noi no, io no - non il parere della Commissione ma il voto, senza emendamenti, del Consiglio regionale, è una verifica. E' una verifica. Avete fatto dei passi avanti notevoli in questa legge sul 26, sul 27 niente da dire, ma se voi adesso confermate ciò che il TAR ha detto essere stato una grande porta, non siete credibili…
PRESIDENTE. Concluda, prego onorevole.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). …non siete credibili quando parlate di difesa della legalità, che in Sardegna è in crisi. Che in Sardegna è in crisi per un abuso di potere, che neanche la magistratura contesta.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maninchedda. E' iscritto a parlare il consigliere Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Signor Presidente, Assessore, colleghi. L'articolo 29 della legge urbanistica è un articolo centrale della legge stessa e noi riteniamo che sia l'articolo più importante oggi che riguarda questa legge, perché parla del Piano Paesaggistico Regionale e soprattutto questo articolo finalmente dice, in modo chiaro, di chi è la competenza per l'approvazione del Piano Paesistico Regionale. Allora, qui c'è stata una lunga discussione, fino a adesso, questo Consiglio regionale ha tentato di dimostrare che venivano salvaguardate le prerogative del Consiglio regionale stesso e che, comunque, questo Piano Paesistico Regionale non sarebbe stato di esclusiva competenza della Giunta regionale. Allora, io credo che noi stiamo retrocedendo, stiamo andando indietro dalla legge regionale numero 45, quella legge era sicuramente più avanzata di quello che stiamo approvando noi. Non diciate che noi stiamo facendo un passo avanti approvando questa legge, perché questa legge toglie ancora competenze al Consiglio regionale per concentrare, ancora di più, il potere nelle mani della Giunta regionale. Allora, io voglio dire ai colleghi del centrosinistra che vi state assumendo una grande responsabilità, oggi, approvando questo articolo perché voi, colleghi del centrosinistra, state firmando la sottomissione del Consiglio regionale nei confronti della Giunta regionale, che, di fatto, continua a mantenere la competenza esclusiva del Piano Paesistico Regionale. Allora, a noi preoccupa molto questo fatto, preoccupa perché abbiamo visto quello che è successo in questi anni con questa logica che ha visto una riduzione delle competenze, non solo del Consiglio regionale ma anche dei Comuni. Quindi siamo di fronte a una situazione che vede il Consiglio regionale, le autonomie locali in balia della Giunta regionale. Allora, io vi invito veramente a riflettere perché questo è inaccettabile questo comportamento da parte della maggioranza di centrosinistra. Un centrosinistra che ha sempre detto che è in difesa delle autonomie locali, che vuole difendere le prerogative degli enti locali, ma con quello che stanno facendo oggi, con quello che sta approvando oggi sta dicendo l'esatto contrario di quello che sostiene nelle piazze. Allora, io mi sarei aspettato - signor Presidente e l'Assessore dov'è? Ah sì - un sussulto di dignità da parte del Consiglio regionale, perché io credo che sia importante rimanere in Consiglio regionale ma è più importante, invece, avere la capacità di dire no, quando questo Consiglio regionale deve dire no alla Giunta regionale. Invece ormai abbiamo capito che anche quelle voci più critiche che hanno fatto capire, in una certa fase della discussione, che erano determinati nella difesa delle prerogative del Consiglio regionale, oggi stanno cedendo, anzi hanno ceduto, le armi nei confronti della Giunta regionale. Allora, io credo che non può essere accettato questo ragionamento, non ci può essere scadenza politica che possa condizionare a tal punto il comportamento del Consiglio regionale. Quindi, io credo che una volta che noi avremo approvato questa legge, soprattutto approvando l'articolo 29 di questa legge che è determinante, noi sappiamo che stiamo facendo un pessimo regalo agli enti locali, perché noi diciamo, è scritto in legge, che il PUC dev'essere approvato entro dodici mesi dall'approvazione del Piano Paesaggistico Regionale. Ma forse non ci rendiamo conto che questo PUC non è stato approvato fino a adesso da quasi nessun comune della Sardegna, e questo ci dovrebbe far riflettere e pensare che quello che noi stiamo approvando non è un provvedimento che va nella direzione dei comuni, di favorire i comuni nella programmazione, nell'approvazione degli strumenti di pianificazione urbanistica. Allora, a noi spaventano certi contenuti del precedente Piano Paesistico Regionale che non sono stati mai smentiti dal centrosinistra, da tutto il centrosinistra che sta sostenendo questa Giunta. Ci sono, è stato detto prima, dal collega che mi ha preceduto, che ci sono state addirittura delle manipolazioni sulla legge e che il TAR sta intervenendo in continuazione su come viene usata, su come viene autorizzata, su quale interpretazione viene data alla legge da parte di questo Governo della Regione. Allora, io credo che non ci sia stato mai Governo della Regione che ha avuto a che fare, come questo, nei confronti della magistratura, si stanno verificando quotidianamente delle situazioni che dimostrano qual è la protervia di questa Giunta regionale e qual è la manifestazione, la mancanza di rispetto delle normative vigenti. Quello che noi denunciamo e lo denunceremo ancora oggi, ancora nei prossimi articoli e per sempre, è che voi state negando la certezza del diritto ai cittadini, perché quando voi approvate articoli, come quello che prevede un'intesa tra Regione e Ente locale dove su questo ci possiamo mettere tutto, e quello dà la possibilità alla Giunta regionale di approvare tutto quello che vuole, a vantaggio o a discapito a seconda di chi è l'interlocutore per l'occasione che si presenta. Allora, noi questo non lo possiamo accettare, noi siamo del parere che venga rispettata la certezza del diritto in questo Consiglio regionale, che oggi è mancata con le leggi che sta approvando questa Giunta, perché noi stiamo dando gli strumenti alla Giunta per fare le cose che ha fatto fino a adesso, per approvare urbanizzazioni, per approvare lottizzazioni che prevedono la realizzazione di nuove città, anche a due passi dal mare, mentre vediamo che in altre situazioni c'è un ipergarantismo. Questo perché questa Giunta regionale può ricorrere a un articolo di legge che è illegittimo, perché non è pensabile che un cittadino, un sindaco non sappia dove e quando può costruire, perché io sfido chiunque i cittadini, ma anche i sindaci, oggi nessuno sa realmente dove può realizzare le strutture ricettive, e le strutture alberghiere, o altri interventi. Anche dopo aver approvato il PUC c'è la supervisione della Giunta regionale che può impedire, in qualsiasi momento, qualsiasi azione che viene fatta da parte degli enti locali. Allora, io credo che sia il momento veramente di fare una riflessione, qua in Consiglio regionale, ma mi riferisco soprattutto alla maggioranza, che si sta rendendo responsabile di una legge che sappiamo ha già, sul nascere, degli elementi oscuri che favoriscono certe operazioni che noi non possiamo assolutamente condividere e che noi comunque combatteremo, perché questo modo di legiferare non va bene e tanto meno va il modo di governare che ha adottato in questi anni la Giunta regionale. Allora io sono convinto che la prepotenza che stanno adottando il Presidente e la Giunta regionale nell'approvare questi strumenti, e soprattutto nell'adottare alcuni atti deliberativi contro le leggi stesse che questo Consiglio regionale approva, questo sicuramente vi dimostrerà che il vostro operato è un operato che non è condiviso dalla popolazione; e io mi auguro che quello che voi state facendo oggi venga esaminato e valutato con la giusta attenzione, non solo da questo Consiglio regionale che mi pare molto distratto e ormai totalmente appiattito sulle posizioni del Presidente della Giunta regionale e quindi vedo che c'è poca possibilità, noi confideremo invece sulla popolazione, sugli enti locali che dovranno respingere strumenti che sono malati sul nascere e che non garantiranno nulla per il prossimo futuro. Grazie.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Pietro, guarda che c'è un emendamento nostro che corregge quello che ha detto adesso Rassu: tenetelo presente quando intervenite!
PITTALIS (F.I.). Presidente, aveva garantito l'alternanza tra gli interventi.
PRESIDENTE. Onorevole Pittalis, le spiego, l'alternanza la avrà: dopo di lei parlerà un altro di un'altra parte politica, chiuderà Rassu e parlerà l'Assessore. Questo era il meglio che potesse fare la Presidenza.
PITTALIS (F.I.). Sì, sì, d'accordo.
Io penso che a nessuno sfugga l'importanza della norma in esame che disciplina le procedure del Piano paesaggistico regionale e a nessuno sfuggirà l'artifizio che, con l'emendamento sostitutivo di questa norma, la Giunta si presta a sottoporre all'attenzione dell'Aula; un artifizio che secondo, probabilmente, l'intenzione della Giunta dovrebbe servire a limitare - perché anche la Giunta ha il senso del pudore, penso - quella vergogna che noi in questi giorni abbiamo denunciato. Cioè si sta cercando di far passare, con riferimento al Piano paesaggistico regionale, l'idea che il Consiglio regionale si sia riappropriato di non so quali poteri. E allora non so se sfugge ai colleghi l'incipit dell'emendamento che sostituirebbe l'articolo 29: si dice "La Giunta regionale è delegata alla predisposizione della proposta di Piano paesaggistico regionale". Cosa significa "è delegata"? E' delegata da chi? E quali sono i confini di questa delega, qual è il contenuto di questa delega? E' un sistema che davvero sa di un imbroglio giuridico per far passare verso l'opinione pubblica che, in qualche modo, la Giunta - che per altro in questo momento è assente - si è autolimitata: sono quei pasticci che hanno contraddistinto fino ad oggi l'azione legislativa di questa maggioranza di centrosinistra e l'azione specifica di questa Giunta regionale.
Io penso che non debba essere sottovalutato anche un ulteriore elemento, l'elemento che a ragione il collega Maninchedda richiamava: qui si sta delegando un potere incredibile ad un organo che ha dimostrato, in vicende recenti, di poter esercitare, anche nell'arbitrio e senza alcun controllo, un potere facendone anche un uso non conforme alla legge; e quando richiamiamo le sentenze dei giudici di tribunali della Sardegna, lo facciamo semplicemente per richiamare i nostri colleghi all'attenzione, a stare attenti a quello che stiamo facendo perché non si possono delegare poteri in assoluto ad un organo. Anche a me piace sottolineare alcuni passaggi dei giudici del TAR della Sardegna quando mettono in evidenza l'uso strumentale di provvedimenti amministrativi palesemente illegittimi, destinati addirittura a perseguire finalità dagli stessi non consentite, ed è la vicenda cui ha fatto prima riferimento il collega Maninchedda; non solo ma addirittura evidenziando l'uso deviato del potere da parte dell'Amministrazione regionale. E cosa dire quando si allude, nello specifico, addirittura, - e sono i giudici sempre che lo ricordano all'Amministrazione regionale - che "la Regione deve sempre operare entro i limiti e gli scopi per i quali il potere discrezionale le è stato attribuito, in modo tale da assicurare la corrispondenza tra il potere esercitato ed il risultato concretamente perseguito, ai fini della tutela dell'interesse pubblico in gioco" ma, "nel caso di specie" - concludono i giudici amministrativi - "tale corrispondenza non sussiste". Sono alcuni passaggi che danno l'idea di come non ci si può affidare, senza un meccanismo serio di controlli, senza esautorare come si sta facendo il Consiglio regionale e soprattutto esautorando il sistema delle autonomie locali che vengono sistematicamente espropriate della loro funzione di soggetti primari del governo e degli assetti del territorio. Quindi, cari Sindaci, cari amministratori locali, avete un gran da dire, e quando scendete in piazza a protestare, scendete in piazza a protestare contro chi vi sta espropriando dei vostri poteri. Ed è chiaro che questa Giunta regionale e questo Presidente regionale hanno introdotto una stagione dirigista, centralista, di accentramento incredibile di poteri, avocando tutto a se e inaugurando anche una stagione di vincoli e di divieti che sta terribilmente minando alla base ogni prospettiva di crescita e di sviluppo del nostro sistema, non solo economico, ma anche sociale. Ed ecco perché io non vedo perché ci si debba scandalizzare quando le associazioni delle categorie produttive interessate protestano, non vedo perché bisogna deridere l'associazione degli industriali che segnala gli effetti davvero negativi e pregiudizievoli di questa legge che vi state approvando, perché sanno bene che da questa legge derivano effetti davvero drammatici, anche per l'economia della nostra regione. Perché qui si tratta di imporre, come siete abituati perché la vostra è un'idea del vincolo intesa in modo veramente conservativo ed immobilistico, senza tenere conto di tutti gli altri aspetti, compresa la salvaguardia del patrimonio ambientale ma che deve coniugarsi anche con altri rilevanti interessi, quali appunto la possibilità della fruizione armonica e della vocazione, anche per scopo turistico, di diverse zone che, forse, se utilmente utilizzate e se utilmente valorizzate, avrebbero creato meno disagio e meno problemi anche sotto il profilo occupazionale. Ma questi sono discorsi che a voi non interessano, perché lo ha detto chiaramente il collega Luciano Uras, che è l'impresa la causa di tutti i mali del nostro sistema, c'è una differenza sul piano ideologico perché c'è un pregiudizio verso il sistema produttivo, c'è un pregiudizio verso, appunto, chi fa impresa. Ecco allora perché rimangono ferme tutte le nostre ragioni di contrarietà, sono ragioni che ancora davvero non sono state superate dal tentativo fatto in questi giorni di fare quasi passare l'idea che il Consiglio si sta riappropriando dei propri poteri, che è una grande conquista, dove è la conquista? Voi, maggioranza di centro sinistra, siete asserviti al vostro padrone che ha un nome e un cognome e non riuscite a liberarvi da questo vincolo, e finché permane questo rapporto di sudditanza, è chiaro che non si potrà vedere alcuna legge utile ma avremo ancora leggi liberticide, leggi che minano dalle fondamenta ogni possibilità di sviluppo per la nostra Isola.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Pirisi. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Ma, signor Presidente, colleghi. Innanzitutto vorrei dire all'onorevole Murgioni che questa minoranza rappresentata all'interno della Commissione ha dato il suo fattivo contributo per la stesura della legge ed è stata presente sempre in Commissione e ha collaborato in maniera corretta, e io questo lo voglio riconfermare; ciò che non si capisce è il repentino cambiamento che è avvenuto all'interno dell'Aula, dove il centrodestra si è chiuso a riccio e oggi ha un sussulto, come dire, di loquacità dovuta al fatto che vorrebbe andare attraverso anche, attraverso anche, qualche volo pindarico, non ultimi quelli che ha fatto l'onorevole Pittalis. Ma, onorevole Pittalis, il centro sinistra è asservito al suo padrone? Parole grosse, noi padroni no ne abbiamo e mi verrebbe da dire che c'è gente però che di tanto in tanto si mette sotto padroni diversi e non si riesce più mai a capire qual è il padrone del momento a cui si riferisce. Quindi attenzione a fare queste prediche e occhio al pulpito da cui arrivano, perbacco! Perbacco! Non è che possiamo accettare così tutte queste predicuzze da catto che arrivano, non vanno bene, padroni noi non abbiamo se lei ce li ha padroni sono oggi qui domani là e dopodomani non sapremmo manco dove sono, però almeno se ne scelga uno se lo vuole di padrone, però basta con questi toni.
Allora, nel merito, nel merito dell'articolo 29 e dell'emendamento numero 257, ma piaccia o non piaccia questo articolo e questo emendamento viene dopo che il Consiglio regionale ha svolto un ruolo è una funzione alta, si è appropriata di ruoli che le competono e non c'è nessuno che possa pensare che questo ruolo non sarà esercitato dal Consiglio regionale, presente fino alla fine di questa legislatura, e io mi auguro anche futuro. Badate che Soru non sarà eterno, non credo che sarà, voglio dire, Presidente della Regione in eterno; le leggi, l'ho detto e lo ribadisco, piaccia o non piaccia, si fanno perché sono a servizio dell'uomo. Oggi c'è una maggioranza che la vede in questo modo, abbiamo cercato di coinvolgere anche la minoranza perché desse un suo contributo, non ci siamo riusciti in questo, state dicendo la legge è la vostra, poi l'andremo a confrontare la legge che approveremo con le legge che abbiamo oggi in vigore e staremo a vedere ora se c'è ruolo e funzione per gli enti locali, se stiamo dando ruolo e funzione ai cittadini, se oggi rimettiamo all'interno di una fattispecie differente a ciò che oggi è il potere e se gli abbiamo dati degli strumenti per difendersi meglio.
Io siccome sono state toccate diverse questioni diverse cose, in anzitutto voglio dire qualche cosa circa i pronunciamenti del TAR. Beh badate il Consiglio regionale della Sardegna è formato di maggioranza e di opposizione, le maggioranze svolgono i loro ruoli, le minoranze dovrebbero, come dire, controllare e anche qualche volta in maggioranza almeno parlare a voce bassa e devono controllare, anche il ricorso cioè oggi solo i ricchi si possono difendere dei prepotenti e badate ci sono strumenti diversi e vari per potersi difendere anche dai prepotenti, comunque nel merito, il TAR tanto per essere chiari non è uno scoop quello che ha fatto il dottor Maninchedda perché è una sentenza che abbiamo letto abbondantemente e io voglio dirla con estrema chiarezza sul comma 4 dell'articolo 15 delle norme tecniche di attuazione avevamo detto da subito: è una norma appiccicata successivamente al parere espresso dalla Commissione e abbiamo detto che era una cosa inaccettabile e volete che vi aggiungo una cosa, quando si fanno operazioni di questo genere e che ne abbiamo visto nella passata legislatura tante dobbiamo chiamarle come con il nome che bisogna dargli: imbrogli, sono imbrogli, scusate non è che possiamo usare altri termini. Allora quando una cosa viene fatta, o può darsi in questo caso qua che non ci fosse dolo, per carità di Dio, però abbiamo detto da subito che bastava che chiunque eccepisse sul comma 4 dell'articolo 15 perché sarebbe stato cassato, perché non ha seguito le procedure corrette e le procedure corrette si rispettano sempre in tutti i modi e in tutte le maniere. Ebbene, noi Partito Democratico abbiamo questa faccia un po' variegata, anche un po' variegata, però attenzione quando si invoca coerenza è correttezza, per quanto attiene alla difesa dei valori della legalità, io sono portato a dire subito che ci vuole coerenza. Noi abbiamo un governo centrale a cui la stragrande maggioranza delle persone che sono all'opposizione nella quale si riconoscono, che sta facendo veramente, scusate l'espressione, ma penso che qualche volta ci voglia anche, sto facendo carne di porco, di macello di quella che è la legalità dove è la vostra voce, in che maniera vi siete levati per andare a dire che non vi sta bene quello che fa il Governo berlusconiano, la voce deve essere unica, qui e a Roma. Noi per quanto ci riguarda, se me lo consentite le prerogative del Consiglio le sosteniamo e le vogliamo salvaguardare qui anche andando in conflitto con la Giunta e con quelle che sono a volte delle prese di posizione che non condividiamo, che non condividiamo. L'abbiamo detto, guardatevi qual è una concezione che è stata rappresentata degli emendamenti che sono stati portati dalla Giunta all'articolo 26 e poi il soppressivo totale dell'articolo 27; noi l'abbiamo detto noi non ci riconosciamo, abbiamo un'altra filosofia, ebbene andiamo ci confrontiamo, però abbiamo le carte in regola. Allora ritenete, cioè si ritiene che oggi l'emendamento numero 257 e l'articolo 29 sia un emendamento che esautora il Consiglio regionale e mette tutto quanto in capo all'Esecutivo, senza che ci sia alcuna possibilità di controllo. Badate questo non è vero, voi potete anche non fidarvi del presidente Soru, potete anche non fidarvi della Giunta, è una Giunta nominata non è, giustamente, cioè oggi è fatta di Assessori che vengono nominati, a me non piace molto questo modo qua, perché in effetti l'ho detto che qualche volta il germe dell'autoritarismo sembra quasi che quando c'è un potere monocratico di cui le persone sono investite che comincia ad essere un bacillo che provoca qualche guastarello, dei contrappesi, delle contromisure sarebbero certamente importanti. Comunque questo articolo è congegnato in sequenza rispetto a ciò che abbiamo visto precedentemente e diamo una delega, è delegata la Giunta, con questo articolo, però non andate a dire, ma dov'è l'onorevole Ladu che non vedo? E' uscito! Allora scusate io ho l'articolo 11 della legge numero 245 e ve lo leggo, cari colleghi, ma cosa andate a dire, che prima i piani territoriali paesistici sono stati approvati dal Consiglio regionale. Ma qualcuno non si è manco letto bene la legge, e non conosce neanche la storia, e non è andato a studiare neanche per tre minuti, e sta facendo soltanto demagogica, ma perbacco. Comma 5 dell'articolo 11: "Acquisito tale parere, la Giunta regionale approva in via definitiva il PPR entro i successivi trenta giorni", e il comma 4 diceva: "La Commissione consiliare competente in materia di urbanistica esprimere entro due mesi sul Piano stesso il proprio parere, che viene trasmesso alla Giunta regionale". Ma dov'è qui? Trovate qualche cosa che abbia a che vedere con la coerenza. Onorevole Pileri, si dia una rasserenata, non citi a vanvera le leggi, per cortesia, le citi in maniera corretta, perché io, guardi, di fronte alla correttezza non apro bocca, però, acquisito il parere, la Giunta regionale approva in via definitiva il PPR. Perché? La legge numero 45, a suo tempo, prevedeva che ci fosse l'approvazione del Consiglio, si è verificato che era impraticabile, ma non sono state prese contromisure, è stato detto: "Si delega". Noi no! Noi un po' di sana diffidenza ce l'abbiamo messa. Voi vorreste che ce ne fosse di più ? Va bene, è questione di opinioni, può darsi che la nostra diffidenza non sia adeguata, però, badate, non è vero che c'è stato uno sbracamento nei termini in cui l'avete posta, e oggi siamo qui a dirvi che questa legge, comunque sia, è una legge che ha degli aspetti estremamente positivi. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Grazie a lei, onorevole Pirisi. E' iscritto a parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Grazie, signor Presidente. Io sinceramente avevo deciso di non intervenire, lasciando la parola ai colleghi dell'Aula che in materia sono ferrati e competenti, parlo degli urbanisti, degli ingegneri e quant'altro. Però, dal momento che con l'andar del tempo il discorso è diventato praticamente politico, mi sono deciso ad intervenire. Io ho ascoltato attentamente l'intervento del collega Pirisi, la difesa d'ufficio un po' blanda, cioè dovendo emanare una sentenza sinceramente sarebbe stata una sentenza di colpevolezza nei confronti della Giunta regionale, Perché di fatto, pezzo per pezzo, ha dato ragione a quanto affermato dal collega Maninchedda prima, dal collega Pittalis dopo, e da quanto l'Aula vuole che venga evidenziato, e cioè il vulnus non sta nel fatto che viene demandata alla Giunta l'ultima azione esecutiva di approvazione del Piano, il vulnus sta nel fatto che si tratta di una Giunta non eletta dal popolo, che non rappresenta il Consiglio regionale, che non risponde al Consiglio regionale eletto dal popolo sardo, ma risponde solo ed esclusivamente al Governatore di turno, perché da lui dipende la nomina, da lui dipende le stare o meno in Giunta di quel determinato Assessore, nominato ad immagine e somiglianza del pensiero del Governatore di turno. Ecco dove sta il vulnus, e cioè quando si dice che, una volta predisposto, il Piano viene presentato, viene demandato, consegnato al Consiglio con gli elaborati, cioè viene passato per farlo vedere. Mi ha ricordato, credetemi, l'ex pullman Pani che partiva da Sassari e arrivava a Cagliari, e cammin facendo nei punti nevralgici delle varie regioni, della Sardegna chiaramente, si fermava per prendere i passeggeri che in quel territorio convergevano in quel paese che stava sulla Carlo Felice per poter arrivare a Cagliari in maniera comoda. Ora, l'ex pullman Pani, che è diventato ARST, parte da Sassari alle 6 e 30, arriva a Cagliari alle 10 e 30, uno bisogna che vada da 50, 60, 80 chilometri da Sassari alle quattro del mattino per prendere il pullman per arrivare a Cagliari perché non ha altre possibilità comode per arrivarci, e cioè lo fa passare sulla superstrada, ma nessuno può salirci sopra. A me ha dato quest'impressione, perché si ha paura, e questo che io non concepisco, io non vado a far processi, non vado sinceramente a cercare sentenze, anche se le sentenze stanno sempre più dimostrando che di fatto in determinate occasioni la Giunta regionale ha abusato del suo potere come in questo caso, ma non è il solo, collega Pirisi, e le faccio un esempio, mi rivolgo al collega Floris, con il quale assieme abbiamo fatto un emendamento, abbiamo presentato un emendamento due finanziarie fa, nel quale emendamento, che è diventato articolo di legge finanziaria, si dava la possibilità alle imprese editrici, è un esempio, di poter contrattare a sano stralcio con la Giunta regionale il rientro del debito. E' stato completamente manomesso e manovrato. Se voi andate a leggere l'articolo c'è scritto che possono solo contrattare una quota degli interessi di mora, questo non è mai stato detto né negli emendamenti né in Aula né tantomeno nella formulazione di coordinamento dell'articolo. Questo è un altro esempio in cui il Consiglio dispone e legifera una cosa e la Giunta, purtroppo, ne fa un'altra. Perché la Giunta fa questo? Perché la Giunta non risponde al Consiglio regionale. E perché non risponde al Consiglio regionale? Perché non è nominata politicamente dal Consiglio, perché può e deve rispondere solo al Governatore. Sta qui il problema, poiché sennò nessuna Giunta democraticamente eletta avrebbe paura o abusasse del suo potere il non poter passare tramite il Consiglio regionale, che è l'organo eletto dal popolo, che è l'organo legiferante vero e puro per poter approvare un dispositivo di legge. E mi domando perché si dice che si passa in Commissione per il parere, e poi sulla base del parere. No, io sarei d'accordo se in quell'articolo venisse messo "sul parere vincolante" della Commissione, allora si dà potestà al Consiglio di poter legiferare. Ma questa parola, "vincolante", non esiste nel comma che presenta l'emendamento numero 257, tanto meno è riportato nel comma 5 dell'articolo numero 29, e cioè si prende in giro l'Assemblea consiliare espressa dal popolo sardo. Questa è la sacrosanta verità, lasciando sempre il potere, l'ultimo potere decisionale alla Giunta, che, ripeto ancora, non sarebbe stato un potere decisionale che propriamente ha il vulnus dentro, perché si tratta di una Giunta regionale non eletta dal Consiglio, non eletta dal popolo sardo, ma una Giunta regionale nominata nominalmente, uno per uno, dal Governatore di turno, io non parlo dell'attuale Governatore e dell'attuale Giunta, qualsiasi altra Giunta farebbe la stessa cosa, probabilmente non così sfacciatamente, non così spudoratamente contro ogni e qualsiasi logica e ogni e qualsiasi equilibrio politico e sociale, ma comunque sia non potrebbe essere mai una Giunta non eletta dal Consiglio regionale una Giunta che risponde al Consiglio e al popolo. Sta qui il vulnus. E allora, cari colleghi, qual è la paura? Io ho visto gli altri giorni in questo Consiglio una ventata di democrazia. Credetemi, anche i colleghi della maggioranza si sono giustamente opposti a determinate cose, ma principalmente l'opposizione e la contestazione riguardava questo articolo di legge, e mi sono illuso che il Consiglio regionale riacquistasse la propria dignità, il proprio potere legiferante, riacquistasse quella delega che gli ha dato il popolo sardo, riacquistasse la delega e la dignità degli eletti come rappresentanti del popolo, ma così non sta succedendo. Allora mi domando perché questa paura affinché il Consiglio possa dire l'ultima parola su uno strumento urbanistico che è alla base dello sviluppo socioeconomico dell'economia sarda e della Sardegna stessa? Io non riesco a capacitarmi, non riesco a capire il perché, e voterò gli emendamenti sia del centrodestra che del centrosinistra che vanno in questo senso, perché è giusto, è necessario ridare a Consiglio la propria dignità, la propria facoltà di fare le leggi, e la Giunta deve essere sotto il controllo del Consiglio come qualsiasi governo è sotto il controllo delle aule parlamentari. Qui in Sardegna esiste questo fatto gravissimo, esiste questo vulnus sulla democrazia, e mi dispiace dirlo, perché la difesa d'ufficio, caro collega Pirisi, è stata blanda, perché lei sa perfettamente, l'ha detto sotto le righe. E' chiaro che tutti abbiamo detto che l'intesa non era una questione in legge, che era una questione appiccicaticcia, ma la gravità sta qui, la gravità sta nel fatto che la Giunta ha fuorviato la volontà del Consiglio regionale, e allora come ci si può fidare domani, benché il Consiglio dia indirizzi e direttive di una Giunta che poi fa quello che il Consiglio non le dice di fare, è una cosa di una gravità estrema! E' una cosa di una gravità estrema! Ciò vuol dire che il Consiglio regionale non esiste, e se noi oggi siamo poco credibili, credetemi, e invise alla popolazione in Sardegna, una delle cause è proprio questa, che il Consiglio non ha potere di incidere sulle scelte politiche di una certa importanza che ha la Giunta. Ed allora, perché non si ritorna giustamente a discutere, perché non si torna ad un confronto democratico, perché la Giunta non può e non deve essere lo strumento proprio del Consiglio regionale affinché la Giunta mandi avanti quelli che sono gli indirizzi del il Consiglio regionale come giustamente deve essere; le sentenze che ha citato Maninchedda, una delle tante, né un esempio. A me dispiace, credetemi, perché non è che la gente dica: "La Giunta", la gente dice "il Consiglio regionale", la gente parla di noi, molte volte anche a torto, perché noi non riusciamo ad incidere, a dire e a far fare quello che il popolo ci ha demandato a fare, sinceramente mi viene difficile capire questo passaggio; qual è la paura di dire: sì, è il Consiglio regionale che dice l'ultima parola, perché noi siamo gli eletti del popolo, siamo noi che rappresentiamo il popolo, siamo noi che rispondiamo al popolo, non la Giunta tecnica che non risponde a nessuno, che risponde a se stessa e risponde solo al Governatore di turno, che non rappresenta niente per il popolo, non rappresenta niente! Noi dobbiamo riappropriarci della dignità parlamentare, e questa è la sede, e questo è un tavolo di prova. Con questa legge, noi possiamo dimostrare che il Consiglio regionale esiste ancora, ridare al Consiglio regionale le sue facoltà, la sua dignità, le prerogative che le elezioni democratiche gli hanno dato...
PRESIDENTE. Concluda.
RASSU (F.I.). Ho finito, signor Presidente. Quindi, caro signor Presidente e cari colleghi, vi prego di riflettere su questo particolare. Io voterò gli emendamenti sia di centrodestra che di centrosinistra che andranno in questa direzione, perché vuol dire ridare a quest'Aula la dignità che in questi ultimi anni ha perso, non certamente per colpa di quest'Aula. Grazie.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare, per la Giunta, ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico degli enti locali, finanze ed urbanistica. Grazie, signor Presidente, onorevoli consiglieri. Io credo che anche in questo caso si cerchi sempre di spostare i termini della questione, e normalmente, quando diminuisce, a questo punto irrimediabilmente, la capacità di proposte e di idee, e quando tutto è ridotto a conflitto, perché non c'è politica, secondo le ultime accezioni di questa funzione, senza conflitto, si alzano i toni e, qualche volta, si incespica persino sull'orlo dell'offesa. Io credo che non si possa confondere il merito degli argomenti che stiamo discutendo, e sarebbe stato persino utile se le argomentazioni svolte per arrivare ad una determinata conclusione, si fossero mosse dall'idea che la delega che lo Stato conferisce alle Regioni in materia di adozione della pianificazione paesaggistica fosse stata disattesa rispetto a quello che è il dettato normativo; su questo punto avremo avuto modo di poterci confrontare fino in fondo, ma, ovviamente, questo terreno non è comodo, perché alla fine della legislatura fa comodo sollevare gli steccati sulle cose che non esistono, non sulla politica dei contenuti. Una persona che io stimo molto e che ho letto a lungo dice in materia, rispetto a questa debolezza della politica, che primo o poi anche i cittadini finiranno per preferire un errore che si adopera in loro favore, piuttosto che una cosa giusta che non si accorge di essi. A significare che a noi è richiamata l'incombenza di stare sul punto, e allora stiamo sul punto. Chi opera fa errori, l'importante è che li faccia nel perseguimento dei propri doveri, del proprio giuramento di fedeltà alle leggi dello Stato, e li faccia soprattutto in buona fede, ma nessuno è immune da commettere errori. Nel 1998, l'ultimo della serie, il "548", sentenza del Consiglio di Stato, piani territoriali paesaggistici approvati con la procedura da voi invocata e previgente in quel tempo dice: "tali strumenti erano nel complesso censurabili perché venivano ammessi anche in aree meritevoli della massima tutela, usi palesemente incompatibili con il grado di protezione ritenuto necessario per le medesime, e perché veniva snaturata la funzione del Piano escludendo dal regime autorizzatorio un'ampia serie di interventi. In sintesi, i Piani sono stati annullati in toto perché tendenzialmente impostati ad una concezione urbanistica e di sfruttamento del territorio, piuttosto che al fine di orientarne una disciplina ad una ragionevole tutela". Questo dicono di quello che hanno fatto anzi tempo, il Consiglio, in quel caso, non la Giunta, per dire che nessuno è immune, però bisogna anche leggere le sentenze non nella parte in cui fa comodo, ma nella parte che ha segnato per 20, 30 sentenze il preambolo delle sentenze dei giudici, quando dice, a proposito di questo Piano paesaggistico che, "la Regione ha provveduto a dettare provvedimenti di salvaguardia, avviando uno studio del territorio diretto a porsi come presupposto per la rapida adozione di un nuovo strumento di pianificazione paesaggistica". Con tale atto, il lavoro ricognitivo è stato riversato nella documentazione, e sono l'oggettiva dimostrazione dello svolgimento di uno studio approfondito e dettagliato del territorio sardo, mai in precedenza condotto con tanta accuratezza e specificità. Si tratta di informazioni e di documenti che assumono primaria importanza, perché hanno la funzione di illustrare con metodologie all'avanguardia lo stato di fatto nelle sue varie componenti eccetera eccetera. E poi entra nel merito anche della censura sulla competenza e conclude, conclude non invocando una propria opinione, ma invocando una precedente sentenza degli organi amministrativi: "stante la natura conformativa del Piano impugnato, espressione di potestà amministrativa e diretto alla cura degli interessi pubblici, e la relazione di strumentalità delle norme tecniche rispetto alla parte del Piano nel quale si è proceduto all'articolazione delle fasi disciplinate ai sensi dell'articolo 143 del Codice, il provvedimento nel suo complesso ha le caratteristiche di atto amministrativo generale e di pianificazione e non di regolamento, ed è stato quindi correttamente approvato dalla Giunta". La censura, ad avviso del collegio, è infondata. Bisogna leggerle tutte le sentenze, e possiamo giocare con le sentenze, perché ogni tribunale ha una storia a sé, a un contesto di merito a se. Quello che a me preme dire, è questo: noi abbiamo fatto un superamento, con la legge numero 8 approvata da questo Consiglio, non da un organo diverso, dell'impostazione, abbiamo sperimentato anche commettendo degli errori, perché quello citato dall'onorevole Maninchedda è oggettivamente una censura, ma ce ne sono state pure delle altre che attengono al fatto che non è stato possibile, o non è stata curata la redazione delle motivazioni che hanno indotto poi la Giunta, ed è solo per questo che, ovviamente, sostiene che non c'è un presupposto, ma questo non significa che non ci sia stato, e non è rinvenibile, ma non si dice che non c'è stato, e io dico anche che, fondamentalmente, si possono commettere degli errori, che sono gli errori di coloro che per la prima volta in Italia, senza riferimenti normativi, si sono cimentati a fare un'opera così delicata e così importante, e qualche errore ci sta. Ci stanno diversamente gli errori commessi nel passato; qui non è un problema di chi lo fa, è il problema della coerenza di quello che si fa con quello che si deve fare, in una materia che non è di competenza primaria della Regione, e che proprio per questo noi abbiamo sottoposto, attraverso la redazione degli emendamenti che propongono di emendare il testo dell'articolo, una procedura che si colleghi a una capacità di controllo e di verifica della coerenza di questo Piano non solo con lo strumento sovraordinato, che è il decreto legislativo numero 42 e seguenti, ma anche rispetto al DPT, che segna il punto di mandato entro il quale queste cose si devono svolgere. E' ovvio che tutto questo è abbastanza semplice, però fa gioco stuzzicare la maggioranza perché vada contro la Giunta. Ma mi domando: se questo è il problema - è un problema che ci sarà oggi e ci sarà sempre - ma perché non si riflette a mettere mano a un cambiamento? Ma perché voi pensate davvero che nella storia futura di quest'autonomia possa convivere l'idea di un Consiglio conflittuale con la Giunta prima ancora di una sinergia fra maggioranza e governo, così come dice la legge? Se c'è questa prevalente idea che questo conflitto che denunciate è stabilmente concretato da un'idea di forma di governo, ma rimuovetela! Ma non soggettivate, non personalizzate le cose intorno a una partita di questo genere. Sono altri i problemi! E un'assemblea legislativa di questa natura e di questa levatura ha l'obbligo morale di individuare i problemi e chiamarli per nome e cognome. Questo è il punto! E quindi, conclusivamente, l'invito è: se si vuole discutere di questo si apra la discussione su questo e ciascuno di noi esprimerà le proprie valutazioni, ma su questo aspetto noi abbiamo approvato la legge numero 8, abbiamo sperimentato, abbiamo in questa sede perfezionato quell'itinerario, abbiamo ritenuto che non ci fosse nessuna ragione per contraddire noi stessi, perché la dignità delle persone e anche dei legislatori è anche quello di non stare ogni paio d'anni a rinnegare quello che noi stessi abbiamo voluto sancire con le nostre leggi.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sugli emendamenti ha facoltà di parlare il consigliere Pirisi, relatore di maggioranza.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Il parere è contrario per l'emendamento numero 103, è favorevole sull'emendamento numero 257, poi se mi è permesso avrei delle piccole proposte da avanzare, Presidente, nel merito del "257", magari le faccio dopo che abbiamo…
PRESIDENTE. Sì, quando arriviamo all'emendamento.
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Il parere è favorevole anche sull'emendamento numero 290, favorevole sul 54, poi dirà la Presidenza se decadono oppure no, contrario sul 14, favorevole sul 52, contrario sugli emendamenti numero 15, 68, 175, 145, 146 e invitiamo al ritiro dell'emendamento numero 53 perché il parere non può essere vincolante in quanto...
PRESIDENTE. Contrario all'emendamento numero 146?
PIRISI (P.D.), relatore di maggioranza. Sì, contrario. Sul "53" si invita al ritiro oppure è negativo perché un parere non può essere vincolante, contrario anche all'emendamento numero 204 o si invita al ritiro.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore agli enti locali, finanze ed urbanistica.
SANNA GIAN VALERIO, Assessore tecnico agli enti locali, finanze ed urbanistica. Il parere della Giunta è conforme con quello del relatore.
PRESIDENTE. Metto in votazione l'emendamento numero 103.
Ha domandato di parlare il consigliere Pileri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Signor Presidente, dopo la discussione sull'articolo non posso che confermare il mantenimento dell'emendamento numero 103, esprimendo ovviamente un voto favorevole, e ne approfitto per un chiarimento perché prima forse l'ho fatto in maniera inopportuna e non consona al comportamento in aula, però quando è intervenuto il collega Pirisi in merito alla legge numero 45 richiamando l'articolo 11 ha commesso un'inesattezza perché si è dimenticato di dire che quello è il testo della legge numero 45 del 1989 coordinato con la legge numero 8 del 2004 che è stata approvata da questa maggioranza, perché è la legge numero 8 del 2004 che ha tolto, con l'articolo 2, modificando l'articolo 11 della legge numero 45, passando i poteri di approvazione del Piano paesaggistico regionale dal Consiglio alla Giunta, quindi non è stato chiaro e ha fatto un'esposizione che è sbagliata e fuori contesto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uras per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Signor Presidente, per dichiarare il voto contrario sul soppressivo totale proposto da Pileri e per fare un pizzico di ragionamento che avrei voluto magari fare prima e che, invece, mi riservo in modo molto sintetico di proporre adesso. Noi abbiamo costruito un sistema razionale in questi articoli. Altre cose non mi vedono d'accordo sul testo che abbiamo in discussione, l'ho già detto, sul funzionamento dello sportello urbanistico, sul silenzio assenso, sulle modalità con le quali si gestisce la perequazione urbanistica, sulle modalità anzi sul principio su cui si fonda la compensazione, altre cose, però non queste e perché bisogna essere anche un pochino, lo voglio dire, attenti alla dinamica e anche alla lettera delle disposizioni normative che stiamo discutendo. Le eccezioni che sollevate sono tutte prive di fondamento, riguardano casomai il passato e non prendono atto di risultati che ci sono stati. Per tutti cito il referendum sulla legge numero 8; il popolo si sarebbe potuto esprimere d'accordo con voi e dire: "Quelle procedure sono procedure tiranniche. Noi non vogliamo che venga approvato così il Piano paesaggistico regionale". La realtà è che il popolo non è andato a votare, ha snobbato quel referendum e quindi siete soli.
In più qua c'è un percorso. Il documento di programmazione territoriale che, badate, non è una cosa di poco conto perché parte dalla descrizione cartografica, tematica del territorio regionale, ne studia le dinamiche evolutive e interviene a definire quali sono gli spazi di conservazione e dà il la alla Giunta per la predisposizione del PPR. Il PPR viene predisposto, viene mandato al confronto pubblico, viene esaminato dalla Commissione, che ha un potere di verifica di coerenza con il DPT, e poi, infine, è approvato dalla Giunta, cioè è un percorso assolutamente democratico. Ma quale Consiglio regionale svilito? Ma basta con il piagnisteo! Io non mi sento di parlare in coro con voi! Questo è un Consiglio regionale autorevole che fa cose buone!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Ma io credo opportuno fare uno sforzo per evitare di insultare per non convergere. E' una vecchia tecnica: insultare per non convergere. Io, invece, ritengo che occorra convergere se siamo d'accordo, come Consiglio, su quello che dobbiamo fare.
Io parlo contro l'emendamento numero 103 perché sono contrario a sopprimere, però, insomma, bisogna evitare di dire che se c'è un esponente della Giunta sotto processo tutto il centrosinistra è sotto processo. Non è così! Quello è insultare per non convergere. E' come se io dicessi: "Aprite il giornale di oggi: la Giunta precedente, gli Assessori sono sotto processo". Cosa dico che siete tutti sotto processo? Anche quelli che non erano consiglieri regionali? Non lo dico questo! Non lo dico questo! Se invece voglio non convergere, allora lo dico e faccio l'elenco: la settimana passata c'era il mio amico Masala sotto processo, ebbé, a che serve? Mica c'era Moro! Quindi, dobbiamo stare tutti dentro una logica che è quella di svolgere la funzione che dobbiamo svolgere.
Allora, noi abbiamo - noi sta per Sinistra Autonomista - presentato un emendamento, il numero 175. Il presidente Pirisi ha detto: "Parere contrario". Alcuni dicono "Beh, ci poteva invitare almeno a ritirarlo!", non l'ha fatto per offendere, chiaramente, nella foga della difesa della posizione può capitare anche questo. Però io credo che il contenuto dell'emendamento numero 175 sia uno strumento utile per convergere, convergere sulle preoccupazioni che ha espresso anche il collega Maninchedda, convergere! E siccome c'è un emendamento della Giunta che il relatore ha detto: "Occorre rafforzare nel concetto", vediamo se rafforzando l'emendamento della Giunta per esprimere - come diceva adesso Uras - coerenza, troviamo il punto d'incontro per evitare che la legge esca da qui in un modo e poi si corregga negativamente in altra sede. E' negativo convergere? Io credo che sia positivo convergere e siccome è stato fatto tutto un ragionamento, non tenendo in considerazione che c'è una parte piccola del Consiglio che aveva quella preoccupazione che è stata espressa e ha presentato un emendamento. Perché insultarci solo perché facciamo parte del centrosinistra, collega Ladu? Perché? Perché lei non ha letto l'emendamento e quindi è colpa nostra che lei non l'ha letto, lei non sa e quindi è colpa nostra. Quindi credo che sia opportuno...
PRESIDENTE. Concluda.
CUGINI (Sinistra Autonomista). Il relatore ha fatto anche un'apertura, riservandosi di esprimersi nel merito, un'apertura che io apprezzo, se viene come pare confermata dalla Giunta si può convergere migliorando il testo che è in discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Diana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, io intervengo per la prima volta in questa legge sollecitato certamente dalla discussione. Ho ascoltato con grande attenzione le considerazioni dell'assessore Sanna; beh, l'assessore Sanna, in qualche maniera si è arrampicato sugli specchi, è il suo ruolo e questo deve fare, non quello di arrampicarsi sugli specchi, in questo caso, intendo. Ho ascoltato le considerazioni dell'onorevole Cugini e ho ascoltato le considerazioni degli altri colleghi. Ero intenzionalmente predisposto a votare no all'emendamento che tende a sopprimere l'articolo 29. Ovviamente, a seguito della discussione non ho più questa intenzione, per quale motivo? Per una serie di motivi, uno in particolare: l'emendamento che ha presentato la Giunta, l'emendamento numero 257. Guardate, l'emendamento numero 257 io credo che debba fare chiarezza su una molteplicità di problemi, non ultimi i problemi che ha evidenziato in quest'Aula il collega Maninchedda.
Guardate, io ho chiesto qualche settimana fa al Presidente della Regione di interessarsi per istituire una nuova sezione del TAR perché il contenzioso che si è creato in questi quattro anni tra il TAR e la Regione Sardegna, o meglio, tra i cittadini e la Regione Sardegna è di una straordinaria importanza e numerosissime sono le sentenze che ne stanno venendo fuori. Allora, la Giunta regionale nel predisporre l'emendamento numero 257, colleghi, dice una cosa, modificando il testo della legge, e su un emendamento che l'onorevole Pirisi ha detto essere condivisibile anche con qualche modifica, dice la Giunta regionale in apertura: "La Giunta regionale è delegata alla predisposizione". Guardate che è un fatto gravissimo ciò che sta accadendo! Cioè, noi Consiglio regionale, dovremo delegare la Regione in spregio ad una legge che voi avete votato e che è la legge numero 1 del 2008, ove si dice che il Consiglio regionale esercita le funzioni legislative e regolamentari attribuite alla Regione dalla Costituzione e dallo Statuto speciale. Questo dice la legge statutaria in vigore! Ora l'Assessore, per aggirare, ed ecco perché si è arrampicato sugli specchi, cita una sentenza nella quale qualcuno avrebbe detto che non è da intendersi come regolamento, ma come atto amministrativo. Beh, insomma, voglio dire, è questa la volontà del Consiglio di intendere il Piano paesaggistico come atto amministrativo piuttosto che come regolamento? Beh, se è questa l'idea che avete è ovvio che sull'emendamento numero 103 non può che votarsi la soppressione, non è assolutamente possibile! Mi riservo ovviamente di intervenire sugli altri emendamenti, soprattutto su quello che ha citato l'onorevole Cugini che mi troverebbe tutto sommato d'accordo, anche perché io sono presentatore di un emendamento che vedremo successivamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Due brevissime osservazioni, preannunciando il voto favorevole. Osservazioni che scaturiscono dagli interventi dei colleghi Pirisi e da ultimo anche di quello del collega Cugini. I nostri sono rilievi critici, non sono assolutamente critiche alle persone, sono giudizi politici e quindi in questo ambito vorremo tenere la discussione e anche il confronto, anche perché, insomma, noi abbiamo portato ad esempio pronunciamenti del TAR non per mettere sul banco degli accusati il presidente Soru o i componenti della Giunta, ci mancherebbe altro, non interessano quest'Aula, interesseranno eventualmente altre aule. Quindi, io vorrei chiudere questo aspetto sottolineando le ragioni per le quali abbiamo richiamato quelle sentenze, cari colleghi, stiamo attenti, oggi ha sbagliato Soru e la sua Giunta, domani potrà essere anche un altro Presidente di diverso colore, però, attenzione, questa delega in bianco che si dà all'esecutivo in un sistema di riequilibrio e bilanciamento di poteri, non si svuoti di potere il Consiglio regionale su argomenti di questa complessità e di questa delicatezza. Allora, quando il collega Pirisi richiama, con la giusta abilità dialettica che gli riconosciamo, che il Governo nazionale sta facendo "carne di porcu" o di porco, non ho capito, di porcu o di porco, perché ho visto anche il collega Chicco che si è sollevato, dico, se la portiamo su questo piano è chiaro, forse potremo fare un'occasione di dibattito per discutere delle responsabilità delle precedenti Giunte, delle attuali e forse, insomma, qualcuno anche in quest'Aula probabilmente arrossirebbe.
Ma mi interessa riportare il problema sulla questione che stiamo, appunto, trattando. Cioè, l'Assessore, nel leggere, dare una lettura, devo dire, parziale di quella sentenza, perché ha messo in evidenza gli aspetti dell'eccesso di tutela, anche del deficit di tutela, ma non anche quelli di eccesso di tutela e cioè per sottolineare che proprio in quella sentenza, che tra l'altro quei PTP erano stati fatti dall'attuale senatore Cabras, allora Presidente della Giunta regionale, metteva bene in evidenza anche allora i giudici, li richiamo solo per capire di cosa stiamo parlando, che attenzione - e concludo, Presidente - agli eccessi di discrezionalità che spesso possono sfociare, anche senza dolo, nell'arbitrio, ma che davvero lasciano residuare effetti pregiudizievoli sul sistema.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). Tre brevi osservazioni. Si è detto in quest'Aula che si prendono a pretesto le cose di merito per parlar d'altro. Io ho parlato di merito, assessore Sanna, cioè c'è una procedura di approvazione che ha consentito quello che voi, con un eufemismo, chiamate errore e che per la prima volta in questa Aula e pertinentemente l'onorevole Pirisi ha chiamato col suo vero nome, imbroglio. Perché gli errori sono incidentali, legati a qualcosa, qui aggiungere una norma non discussa, non calibrata nella procedura legittima è un'altra cosa. Io ho ragionato di questo, è un'Aula che ragiona di merito quando vede che una procedura ha una falla la corregge. Invece un'Aula che mi dice e mi richiama a ragionare di merito, conferma la procedura che ha la falla e non ragiona sul fatto che la falla è stata prodotta da un cambiamento istituzionale in cui l'organo che decide non è un organo collegiale.
Allora, a chi va il richiamo della discussione di merito? Io voglio discutere di merito, quella procedura ha una falla e non è tamponata dall'adozione del DPT perché l'adozione del DPT che è vincolato a una cosa di coerenza non tutela rispetto a ciò che è già avvenuto. Seconda obiezione che mi permetto di rivolgere alla Giunta: "Assessore Sanna, probabilmente ad alcuni può dire che il problema sia stanziale, e chi vuol tutelare la Sardegna e chi non la vuole tutelare, ad altri questo lei non lo può dire perché né io né lei abbiamo case al mare né abbiamo terreni al mare, né ci occupiamo di urbanistica, né ci occupiamo di palazzi. Però altri sì, altri sì! E se nel corso di questa discussione approfondiamo questo tema, ricadiamo nella parte di quella legge statutaria per la quale noi abbiamo vinto il referendum e cioè la parte del conflitto di interessi. Io sono interessato a ragionare di merito perché sono interessato a chiudere quel cancello che è spalancato, è spalancato! Io sono interessato a parlare di merito e voterò l'emendamento proposto da Cugini perché pone una falla procedurale, una pezza procedurale e una falla certificata dalla storia di cui voi non volete discutere, di cui voi non volete discutere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Rassu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.). Io credo che dal momento che almeno da questa parte si è espressa la volontà di votare l'emendamento Cugini, credo che la discussione sia praticamente, non dico inutile, ma probabilmente superflua. Ma voglio dire al collega Uras se mi segue, il problema non è la procedura in sé stessa per arrivare all'approvazione del piano paesaggistico che è condivisibile, il problema è un altro; il problema lo si vede nella discussione che abbiamo oggi sulla legge e che abbiamo avuto ieri, questa legge è arrivata in Aula cinquanta giorni fa, però si discute della legge da una decina di giorni ha detto un collega che mi ha preceduto ieri, mentre per quaranta giorni la maggioranza si è confrontata in discussioni più o meno vivaci proprio affinché fosse ridata al Consiglio quella potestà legislativa che gli si stava togliendo, e questo Consiglio ha migliorato e non di poco questa legge. Allora, la domanda è questa: "Se giustamente la Giunta ha un potere, il potere di non sbagliare, l'infallibilità, non c'era necessità che la legge venisse discussa in Consiglio, si chiede solo questo". Ha detto l'assessore Sanna: "Gli errori si fanno e si devono correggere".
E' vero, non è in discussione questa Giunta, io ho parlato e detto che qualsiasi Giunta tecnica risponderà come sta rispondendo sempre e solo al governatore di turno e non all'Aula perché non è un'espressione democratica, non è un'espressione eletta dal popolo, è un'espressione nominata, è una struttura nominata dal Presidente di turno per cui naturalmente, fisicamente, politicamente e culturalmente si sente staccata, si sente un corpo estraneo e non un corpo completamente coinvolto nell'Assemblea democratica. Questo è il vulnus e questo è quello che ci fa dire appunto stante gli errori e stante la persistenza negli errori che giustamente il Consiglio non può delegare ad una qualsiasi Giunta del genere che non può rispondere politicamente in quanto non espressione politica dell'Aula, ma espressione singola e nominale di una persona, quindi non risponderà mai male e quindi è non inaffidabile perché i componenti lo sono, ma inaffidabile politicamente in quanto non è espressione politica dell'Aula. Questo è il vulnus e questa è la materia del contendere. Ecco perché diciamo che ingiustamente è indispensabile e necessario come oggi stiamo facendo che quando si discuterà il piano paesaggistico deve essere discusso dall'Aula, deve essere migliorato in quest'Aula, deve essere elaborato nell'Aula, deve essere approvato dal Parlamento sardo e non da qualsiasi Giunta tecnica, questa o un'altra che sia. Lungi da me sinceramente quello di puntare il dito e di processare...
PRESIDENTE. Concluda onorevole Rassu.
RASSU (F.I.). Sto concludendo grazie. E' una questione di principio democratico, punto e basta. E se noi facciamo questo stiamo facendo solo ed esclusivamente il dovere per il quale siamo stati eletti e mandati in questa Aula dal popolo sardo. Tutto qui.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Presidente, per dire ai colleghi del Consiglio che se dovessero andare in porto queste procedure, stiamo modificando tutto il nostro pensiero politico e filosofico avvenuto in questi cinquant'anni di autonomia. Almeno questo ci consenta di poterlo esemplificare, noi stiamo scardinando tutto un sistema che ormai era consolidato, sull'altare di che cosa?
Sull'altare del fatto che riteniamo che l'elezione diretta del Presidente abbia scardinato l'ordine istituzionale della Regione. Ma chi dice questo non accompagna questa sua osservazione indicando quali leggi hanno scardinato l'ordine istituzionale, quali leggi accompagnano questo convincimento che non c'è, perché l'Assemblea è titolata, ha i suoi poteri e li deve esercitare, se non li esercita è avitica e li sta delegando, sta rinunciando ad esercitare i propri poteri. Chi parla molto in quest'Aula lo riconosca e lo capisca. Tutti i procedimenti dei piani paesaggistici precedenti sono stati accompagnati da grandi assemblee pubbliche, dove Regione, enti locali, organizzazioni sociali si sono misurate, compreso il parlamento, il parlamentino sardo con tutto il popolo sardo per portare avanti quei progetti di modifica della legge urbanistica. Molti dicevano che quando si annullavano i piani paesaggistici, la Sardegna sarebbe stata occupata dai barbari, i barbari non ci sono e non ci sono neanche adesso perché se non abbiamo il piano paesaggistico rivive sempre il decreto Galassi, quindi noi siamo abbondantemente tutelati. Beh, allora vogliamo capire come avvengono queste procedure, o è il caso di dire che un parere non si nega a nessuno? Prima lo si diceva per un ordine del giorno, oggi lo stiamo dicendo per questo piano che dovrebbe passare in Consiglio regionale attraverso un semplice parere di una semplice Commissione. Ma se non vengono rispettate le deliberazioni dell'Assemblea, come si può immaginare che venga rispettato un parere della Commissione? Adesso, allora, non giochiamo su questo, se volete delegare la Giunta regionale a fare quello che vuole in materia urbanistica delegatela, ma le procedure non possono essere queste, le procedure vanno per forza modificate e ci vuole una soluzione che faccia deliberare all'Assemblea sarda su una materia così importante, specifica, che tutti ci riconoscono e che riguarda il nostro sviluppo e la nostra autonomia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Uggias per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
UGGIAS (Gruppo Misto). Mi veniva in mente mentre ascoltavo i colleghi dell'opposizione un vecchio detto sardo che accaddus e mau zedda ti torridi.
Non più di due giorni fa dicevo al collega Pittalis: "Stai dicendo cose molto interessanti, Pietro, ma sei solo"! Da ieri abbiamo assistito a un Consiglio regionale dell'opposizione che si accorge che la legge urbanistica sta navigando verso il porto e inizia a remare contro, lo fa con l'esercizio del suo diritto-dovere di manifestarlo, però questo significa, così come stavo dicendo prima, ragazzi, amici, colleghi -scusate i ragazzi, ma penso che sia affettuosamente accettabile -, che stiamo andando nella direzione giusta. Il Consiglio esprime la sua centralità nel momento in cui indica le direttive, indica il documento di programmazione generale, e se esercita il suo diritto di delega nei confronti della Giunta, se da quelle che sono le indicazioni di procedura lo fa consapevolmente, non lo fa nei banchi degli Assessorati, sottobanco meglio, lo fa in quest'Aula, e con questo il manifestare alla luce del sole le proprie prerogative e farsene valere. Noi stiamo elaborando un sistema organico, e vi ricordo che stiamo votando l'emendamento che prevede la soppressione della disposizione, non un emendamento migliorativo, un emendamento che prevede la soppressione. Ecco, quindi, la dichiarazione negativa su questa cosa. Quanto alle altre cose che sono state dette, collega Maninchedda, se è vero che ci può essere stata un'aggiunta di una disposizione, io non lo metto in discussione, ma non stiamo parlando di norma, collega Maninchedda, le norme di legge sono solo quelle che esprime questo Consiglio, e noi vogliamo normare quest'attività, e non ci potrà essere nessun'aggiunta, se non quella che passa in Consiglio regionale, che viene pubblicata sul Buras, e lì si potrà vedere, anche lì con chiarezza, se ci sono aggiunte, o se non ci sono aggiunte. E proprio per evitare aggiunte di qualsiasi tipo che dobbiamo scriverle qui le norme, come quella per l'articolo del quale stiamo discutendo e che dovrà continuare ad andare avanti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Capelli per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Grazie Presidente. E' vero l'emendamento soppressivo non è un emendamento propositivo, ma io voterò a favore di quest'emendamento soppressivo, perché c'è già stato trasmesso il giudizio che la maggioranza e la Giunta danno sull'emendamento numero 68 e sull'emendamento Cugini e più, che ridà un ruolo al Consiglio regionale. Quindi, non accedendo a quelle proposte la maggioranza e la Giunta, preferiamo votare per un emendamento soppressivo dell'intero articolo. Ma, io quello che mi chiedo, è vero non bisogna… scelgo la via del dialogo, non della politica urlata, non dell'accusa. Non voglio richiamare chi è sotto processo o meno, ha ragione il collega Cugini, è inutile qui richiamare gli Assessori che sono stati, o sono, sotto processo, di questa o di altra Giunta, o di altre Giunte del passato, è inutile richiamare che la Sardegna, unico caso in Europa, ha anche le due massime espressioni, consiliare e della Giunta, sotto processo, non è questa la via. Non è questa la via per rinfacciarci chi più o meno, di una parte o dell'altra, è sotto processo. Certo, avere sotto processo le cariche istituzionali, questo, sarebbe un altro problema che il Consiglio si dovrebbe porre, ma fa finta di non sentire e di non ascoltare, si fa scivolare addosso questi casi.
Allora mi chiedo, ma in un sistema maggioritario e in un sistema presidenziale sentir dire da chi sostiene invece tesi opposte, quali quelle proporzionali, che non si debba ricorrere all'equilibrio dei poteri. Noi sappiamo tutti che delegare la Giunta vuol dire delegare il Presidente, in questo sistema, in un sistema, invece, parlamentare delegare la Giunta sarebbe delegare la Giunta, perché il Consiglio ha gli strumenti e mantiene gli strumenti di controllo e di azione, eventualmente per poter intervenire con i giusti correttivi. Questo voi lo dimenticate, ma lo dimenticano quelle parti che sono fautori di questa tesi, la dimenticano i tromboni che continuano a sostenere, in maniera indecente, questo Presidente e questa Giunta, probabilmente perché, ripeto, sono convinto che il problema non è la legge urbanistica, i problemi sono altri, i problemi sono le candidature, i problemi sono il futuro di questa maggioranza, il problema è che qualcuno di noi, attraverso la legge urbanistica, si sta garantendo la candidatura. Questi sono i problemi, perché nel merito io ho sentito delle cose indicibili da quella parte, delle quali sono convinto che gli stessi colleghi non sono convinti. Però, sono molto convinti che è il momento della difesa, il momento della difesa del privilegio, il momento della difesa della sedia, non della poltrona, perché da quella poltrona vi si stanno tagliando anche le gambe.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
BALIA (Gruppo Misto). Sì, grazie Signor Presidente. Preliminarmente, mi scuserà il collega, amico e compagno, onorevole Uras, che spesso fa un richiamo, e lo fa in termini assolutamente negativi, in riferimento ai referendum. L'istituto del referendum io credo che rappresenti una ricchezza e un elemento di libertà e di democrazia, perché si tratta di acquisire il parere dei cittadini rispetto a certi procedimenti. E male ha fatto, a mio avviso, e lo rimarco come l'ho rimarcato allora, il Consiglio regionale ad aver approvato una legge statutaria, laddove l'istituto del referendum ne è uscito appesantito, con richieste, con previsioni all'interno della normativa assolutamente eccessive ed esasperate. Ciò detto, siccome è uno strumento democratico, e poi si interpreta anche in maniera variegata e differente i risultati dei voti, teniamolo come tale, ma teniamolo come elemento che rappresenta un valore e non un disvalore. Ci tenevo, amichevolmente, a dire questo. Poi, nel merito, invece, io voterò in maniera assolutamente convinta contro l'emendamento numero 103, che è un emendamento di soppressione di un articolo, e che così presentato non assume alcun significato, proprio perché non ha le caratteristiche di propositività, caratteristiche invece che in altri emendamenti, pure presentati da parte della maggioranza, sono invece previste e contenute. Relativamente alle osservazioni che faceva l'amico, onorevole Paolo Maninchedda, segnalava atti illegittimi, fatti assolutamente gravi, per altro più o meno a conoscenza di quest'Aula e anche all'esterno di quest'Aula, perché provengono da una sentenza che naturalmente è pubblica, atti, poi, che non si comprenderebbe come si siano neanche formati, attraverso quale volontà, all'interno della Giunta regionale, né per opera di chi. Beh, questo è un fatto di una gravità assoluta, è grave, certamente, onorevole Maninchedda, ma possiamo noi da questo fatto grave porre una specie di interdizione nei confronti della Giunta regionale, di questa e delle altre che seguiranno? Credo proprio di no, credo che questa sia invece una…
PRESIDENTE. Concluda, grazie, onorevole Balia.
BALIA (Gruppo Misto). Sì. Le giustificazioni che vengono date per il voto favorevole all'emendamento numero 103 sono proprio incongruenti, perché si tratterebbe, in questo caso, di porre una specie di interdizione nei confronti della Giunta regionale. Credo, invece, che quelle osservazioni, a partire da quelle fatte dall'onorevole Cugini, debbano in ogni caso essere tenute - attraverso l'emendamento, o attraverso integrazioni -, in conto in maniera che il Piano di coordinamento rappresenti davvero il punto centrale e vincolante, anche rispetto all'operato della Giunta regionale. Ne approfitto, Presidente, mi si consenta, ma evito un intervento successivo, di annunciare il ritiro dell'emendamento numero 53, per le richieste che ha fatto lo stesso relatore, l'onorevole Pirisi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
SALIS (Gruppo Misto). Grazie signor Presidente. Io voto chiaramente contro l'emendamento numero 103, anche perché le argomentazioni che sono state portate per sostenerlo non mi sembrano assolutamente esaustive, anzi non mi sembrano assolutamente convincenti. Le prime: si parla di protervia di questa Giunta, di un Piano paesaggistico che è stato approvato contro il volere della gente. Io dico questo, chi ha parlato con i rappresentanti dei comuni, con i tecnici comunali che hanno dovuto applicare i Piani paesaggistici, chi ha parlato con gli imprenditori, con tutti gli imprenditori, non solo quelli che operano nelle zone dei litorali, ha avuto modo di verificare che al di là di alcuni aspetti, che sono anche abbastanza individuabili, in 3-4 punti, che Italia dei Valori ha chiesto di modificare, e sono: il discorso dei centri storici, che è stato già modificato dalla Giunta regionale, il discorso relativo all'agro, alle modifiche dell'agro, sì che sono praticamente sola sino al che ancora oggetto di discussione, il discorso dei beni identitari e delle zone di espansione limitrofe ai paesi, sono in fase di modifica e sono già state digerite dalle amministrazioni comunale. Il problema è che questo controllo del territorio e questa valorizzazione del territorio che è ancora in itinere, perché il collega Maninchedda, io ho seguito con molta attenzione il suo intervento e sono d'accordo, sono con lui quando richiama la necessità che la legalità negli atti sia assolutamente garantita. Sono d'accordo con lui che bisogna che ci sia un controllo più fermo, più deciso, per evitare che alcuni errori, distrazioni, imbrogli, chiamiamoli come vogliamo, io non entro in merito della definizione di queste cose, dico soltanto che errori ne abbiamo fatto nella legislazione anche di questa legislatura, ne abbiamo fatto anche in Consiglio regionale, alcune cose sono sfuggite anche a questo Consiglio regionale, il problema è riuscire ad affinare le procedure perché, per dirla in sardo, come direbbe il collega Atzeri, con sa bicicletta, Giuseppe, s'imparada arruendi, quando le procedure sono nuove le leggi non possono non nascere perfette.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Licheri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LICHERI (Sinistra Autonomista). Per esprimere intanto il voto contrario all'emendamento numero 103 che sopprime chiaramente l'articolo, noi siamo per migliorarlo, il collega Maninchedda leggendo minuziosamente, subito dopo commentando una sentenza del Tar del 2007 sul Piano paesaggistico regionale volevo a parer mio rimarcare l'esigenza di rafforzare il ruolo del Consiglio e l'esigenza di dare centralità all'organo legislativo. Mi pare che l'intento fosse questo, pur che far conoscere all'Aula una sentenza già conosciuta. L'emendamento numero 175 che è presentato dal nostro gruppo va in questa direzione con chiarezza, perché ripristina il ruolo del Consiglio che approva in via definitiva il Piano paesaggistico regionale, l'emendamento della Giunta, il 257, che può sembrare che faccia passi in avanti non risponde però all'esigenza da noi rimarcata infatti prevede esclusivamente un ruolo per la Giunta che prima predispone il Piano, poi lo invia alla Commissione competente per il parere e subito dopo lo approva in via definitiva. Questa visione, e richiamo l'attenzione anche da relatore in Aula, questa visione, un po' monocratica, esautora il Consiglio dalla sua funzione più alta e cioè quella legislativa, quella di costruzione, di confronto, di partecipazione. Per questa ragione penso che quest'Aula debba prendere in seria considerazione l'emendamento numero 175 da noi presentato, che modifica chiaramente e strutturalmente l'articolo 29 e anche l'emendamento numero 257 della Giunta. Ma ridà, a mio giudizio, dignità e centralità a questo organismo. Quindi, se occorre, possiamo anche fermarci un attimino per trovare una sintesi che però comprenda anche quegli elementi che noi abbiamo evidenziato attraverso l'emendamento numero 175.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Voto a favore dell'emendamento soppressivo e la motivazione è semplice. Noi stiamo affrontando questo articolo anche con una grande quantità di interventi, come è stato sottolineato, ma non contrariamente a quello che dice l'onorevole Uggias perché ci rendiamo conto che ormai la legge va verso la propria approvazione definitiva. Non abbiamo fatto nessun tentativo per fermare con tattica ostruzionistica l'iter di questa legge. Abbiamo provato a migliorarla, anche se fin dall'inizio abbiamo ritenuto che questo fosse veramente un'impresa ardua, se non impossibile. La discussione su questo articolo è però, vorrei dire molto convintamente per la soppressione, come voterò in maniera contraria invece per l'emendamento proposto dalla Giunta. Con una sottolineatura: in un sistema normale, e in una legislatura normale, la legge urbanistica avrebbe dovuto precedere il Piano paesaggistico e tutti gli atti di pianificazione conseguenti. Questa legislatura si conclude con l'approvazione di una legge urbanistica che è viziata da un problema di fondo.
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole La Spisa, perché si stanno distraendo un po' troppo adesso, è giusto che si ascolti, non riesco ad ascoltarla io si figuri! Per cortesia colleghi potete prendere posto? Grazie.
Ci penso io onorevole Cugini. Stia sereno.
LA SPISA (F.I.). Ci rendiamo conto e sottolineiamo ancora che il fatto di approvare questa legge dopo tutti gli atti di pianificazione, dopo tutti gli errori compiuti, dopo tutte le ingiustizie compiute, dopo tutte le illegalità compiute, dopo tutta la protervia con cui si è negata l'ottemperanza a giudicati, a sentenze ben precise della magistratura. Questo vizia anche la serenità con cui si possa approvare ed esaminare un provvedimento di questo genere. Perché questa legge viene approvata in un clima di totale sfiducia nei confronti del governo regionale e anche, permettetemi, di totale sfiducia nella vera capacità dell'attuale maggioranza di star di fronte al governo regionale volendo opporre una vera alternativa, vi siete accontentati di una parola inutile e ridicola e cioè che la Giunta è delegata a predisporre il Piano paesaggistico, ma come si fa a dire che la Giunta è delegata a predisporre un piano. Ma vi rendete conto? State approvando un testo per dire che in qualche modo avete avuto ragione voi, e per poter ricomporre una frattura che al momento sembrava insanabile, che per ora state ricomponendo, ma che noi crediamo non vi possa permettere di presentarvi davanti agli elettori con la faccia veramente pulita.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ladu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
LADU (Fortza Paris). Noi voteremo a favore dell'emendamento numero 103 però io volevo fare una riflessione, soprattutto dopo aver sentito l'intervento dell'Assessore Sanna, che praticamente facendo anche alcune osservazioni giuste…
PRESIDENTE. Mi scusi onorevole Ladu, stiamo esagerando, adesso chiedo ai colleghi di sedersi, di fare un po' di silenzio, si chiacchiera fuori, oppure chi ha intenzione di chiacchierare vada fuori grazie.
LADU (Fortza Paris). Dicevo che pure ha tentato di argomentare come fa lui in modo serio alcune cose però devo dire che non ho assolutamente condiviso alcune considerazioni che lui ha fatto quando dice che praticamente qui si stanno utilizzando pretesti e si mettono in mezzo altre cose perché praticamente non sono pertinenti alla materia che stiamo discutendo. Allora io assessore Sanna non glielo permetto questo, dovrebbe avere più rispetto per il Consiglio regionale. Noi stiamo tentando di fare un ragionamento, perché stiamo mettendo in evidenza quali sono le contraddizioni che ci sono all'interno di questa maggioranza. Però io le voglio ricordare, assessore Sanna, che nella passata legislatura, quando lei era da questa parte, lei non diceva le cose che stiamo dicendo noi ma diceva molto di più, ci teneva inchiodati per ore e ore in questo Consiglio regionale molte volte parlando di cose, che sicuramente non c'entravano veramente con quello che stavamo discutendo. Io però credo che questo sia il ruolo, molte volte che si fa, da parte dell'opposizione sbagliando, ma sicuramente lei ne ha fatto uso sicuramente in modo incontrollato nel recente passato, del ruolo della opposizione. Allora, io credo che, Assessore, bisogna dirci chiaramente che noi stiamo tentando di mettere a confronto due logiche che sono completamente diverse, e sono: la logica, quella nostra, che vuole valorizzare il Consiglio regionale che è eletto dal popolo; e invece la logica che vuole portare avanti che vuole imporre la Giunta regionale che vuole, di fatto, emarginare il ruolo del Consiglio regionale su scelte che invece noi riteniamo essere di competenza del Consiglio regionale stesso. Allora, io credo che altro che approvare leggi delega, io credo che questo Consiglio regionale si dovrebbe riappropriare del proprio ruolo e, ogni tanto, mi sorprende che alcuni componenti della maggioranza fanno delle osservazioni anche giuste, però poi stranamente tornano indietro perché devono essere inquadrati all'interno della logica della maggioranza. Allora, io credo che l'emendamento numero 175 è un emendamento importante, io voglio vedere quanti all'interno della maggioranza…
PRESIDENTE. Concluda, onorevole prego.
LADU (Fortza Paris). …che hanno una sensibilità diversa siano capaci di difendere questo emendamento, che comunque dà più dignità al Consiglio regionale. Ecco, io credo che se siamo veramente consiglieri regionali liberi, liberi veramente che non sono condizionati da scelte che potrebbero esserci nel prossimo futuro, io credo che potrebbero votare in coscienza un emendamento che secondo me, questo sì, migliora la legge che stiamo approvando.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare la consigliera Caligaris per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
CALIGARIS (Gruppo Misto). La ringrazio Presidente. Una brevissima dichiarazione di voto, intanto per annunciare che voterò contro l'emendamento soppressivo in quanto, a questo punto, significherebbe offrire ragioni oggettive per affermare che la norma risulterebbe completamente monca. Non riprendo considerazioni e valutazioni che riguardano aspetti che forse non hanno diretta e stretta pertinenza con l'Aula. Faccio però osservare che siccome nel comma 5 è previsto il parere della Commissione, sulla base della quale la Giunta è delegata ad approvarlo, beh non si comprende perché, visto che è accettato il principio che sia la Commissione a esprimere il parere, non venga accolto l'emendamento numero 175. Cioè, c'è una logica che noi abbiamo portato avanti in queste giornate, in particolare con i dibattiti che si sono svolti sugli articoli 26, 27 e 28, e per logica non cambia né cambia la filosofia se è il Consiglio regionale ad approvare, in modo definitivo, il Piano Paesaggistico. Anche perché ci siamo espressi tutti dicendo che si tratta, proprio attraverso le norme che abbiamo approvato in questi giorni, si è trattato di una tappa importante nel percorso del riequilibrio dei poteri e, quindi, se il Consiglio lo approva in forma definitiva si rispetta quell'indirizzo, che prescinde da qualunque altra valutazione, ma richiama la logica che ha caratterizzato questa legge. Quindi, è indispensabile non per ragioni esterne ma soltanto per coerenza, anche perché se si esclude la possibilità, da parte delle Commissioni competenti, di esprimere un parere vincolante, l'unico modo oggettivo è quello di dare voce diretta al Consiglio regionale.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CALIGARIS.) Concordo, quindi, con la proposta dell'onorevole Licheri di rivedere completamente l'emendamento numero 257, anche per offrire la possibilità di riscriverlo, anche alla luce degli emendamenti numero 290 della Giunta. Quindi, voterò contro ma con la considerazione che il Consiglio deve essere l'ultimo a dare la parola sul Piano. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Mattana per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
MATTANA (P.D.). Grazie Presidente. Io intanto dichiaro il mio voto contrario all'emendamento numero 103 perché, tra l'altro, come veniva ricordato, non propone poi alcuna procedura diversa insomma, quindi determina una carenza, un vuoto nella disciplina della pianificazione paesaggistica regionale. Ma per dire poi che la discussione che noi stiamo facendo in Aula mi pare molto influenzata dall'attuazione del Piano Paesaggistico Regionale vigente, ma soprattutto dalla genesi di questo Piano Paesaggistico Regionale. Io riprendo alcune cose che diceva l'onorevole La Spisa, dove dice che noi abbiamo assistito a un'anomalia nelle procedure, perché si sarebbe dovuto approvare prima la legge urbanistica regionale e poi il Piano Paesaggistico Regionale. Io concordo con l'onorevole La Spisa, io l'ho detto in un mio precedente intervento, noi abbiamo necessariamente dovuto invertire un processo legislativo, per affrontare l'emergenza determinata dall'annullamento di tutti i Piani Territoriali Paesistici nel '98, quindi noi ci siamo trovati dal '98 al 2004, quindi per sei anni, in una assoluta assenza di regole nella pianificazione paesaggistica regionale. La legge regionale numero 8 del 2004 ha affrontato questa emergenza, dopo la delibera della Giunta regionale dell'agosto del 2004, stabilendo delle procedure per l'elaborazione di regole e affidando alla Giunta regionale una delega per la definizione del Piano Paesaggistico Regionale. Una delega che non aveva delle prescrizioni, cioè che riguardava più il contenuto, le procedure che le prescrizioni. Ora siamo in una fase diversa, noi diciamo che ci deve essere una delega espressa e che ci devono essere delle prescrizioni che vanno poi verificate, questo è quello che si propone di fare l'emendamento che è stato presentato. Ora, dalle posizioni emerse in Aula credo sia necessario un approfondimento di questa procedura e perché venga restituito il ruolo al Consiglio regionale, nell'esame della coerenza del Piano Paesaggistico Regionale al DPT che, abbiamo detto, è lo strumento principe della pianificazione regionale, cioè quello che dà gli indirizzi all'interno di un quadro riportato a quello che è un sistema…
PRESIDENTE. Concluda, prego.
MATTANA (P.D.). …di leggi dove la pianificazione regionale è un punto di riferimento. Io credo che noi dobbiamo lavorare per migliorare quel testo, che possiamo arrivare a una buona sintesi dando ruolo al Consiglio o alla Commissione consiliare, che rappresenta il Consiglio, e chiedo, per questo, al Consiglio una sospensione dell'emendamento e dell'articolo per poter arrivare, io spero, a una sintesi condivisa e a un miglioramento del testo che possa rispondere alle esigenze richiamate dai colleghi in Aula.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Pisu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
C'è una richiesta, chiedo scusa onorevole Pisu, di sospensione per consentire un'eventuale più impegnativa formulazione dell'emendamento, e conseguentemente dell'articolo, se questa è un'opinione condivisa anziché continuare a fare dichiarazioni di voto, con i colleghi che sono iscritti, magari proporrei una sospensione e, eventualmente, le dichiarazioni di voto le rinviamo a dopo la sospensione. Onorevole Pisu, prego
PISU (R.C.). Presidente, ogni ragione è buona…
PRESIDENTE. No, mi scusi, lei intende comunque fare adesso la dichiarazione di voto?
PISU (R.C.). Sì.
PRESIDENTE. Va bene, prego. Una volta fatta è fatta, prego.
PISU (R.C.). Grazie, Presidente. Sono contro questo emendamento soppressivo del centrodestra, per le ragioni che sono state espresse anche da alcuni colleghi e che adesso non riporto. Devo dire che ho voluto con forza che questa legge restasse in Aula per essere migliorata ed approvata, come abbiamo fatto fin qui, a vantaggio del lavoro svolto in questa legislatura dal centrosinistra, ma questo articolo 29, e il prossimo emendamento della Giunta, secondo me non migliorano questa legge, la peggiorano, oltre a fingere di coinvolgere il Consiglio regionale relegandolo a svolgere un ruolo marginale, cioè la Commissione competente dovrà esprimere un parere. Io credo che da alcuni interventi espressi in quest'Aula, anche dai banchi del centrosinistra, c'è un malumore che secondo me deve essere ascoltato; il punto, Assessore, è una questione non di secondo conto ma dirimente ed è sostanzialmente questa: il Piano paesaggistico regionale deve essere approvato e modificato dalla Giunta o dal Consiglio regionale? Io non ho alcun dubbio su questo: la competenza deve essere in modo esclusivo del Consiglio regionale della Sardegna, essendo la più alta rappresentanza del popolo sardo. Faccio parte di quella storia e cultura democratica, rafforzata dalla lunga esperienza nel sistema delle autonomie locali, che mi portano a rigettare sdegnosamente ogni ipotesi che a decidere sia una Giunta, di nomina peraltro presidenziale cioè figlia di un sistema elettorale autoritario che non condividevo e non condivido tuttora. Questa mia convinzione di carattere democratico fa il paio con la difesa strenua dell'ambiente.
Propongo cinque minuti di sospensione, dopo il voto su questo emendamento, per coordinarci come maggioranza e trovare un punto di mediazione, così come proposto da alcuni colleghi del centrosinistra. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Atzeri per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
ATZERI (Gruppo Misto). Grazie. Signor Presidente, io ritengo sensata la proposta dell'onorevole Mattana a proposito dell'emendamento 103, quindi posso anche rinunciare all'intervento per far sì che si discuta e si raggiunga una sintesi per superare l'emendamento 103.
PRESIDENTE. Prego, onorevole Atzeri.
ATZERI (Gruppo Misto). Mi sono dichiarato favorevole alla proposta dall'onorevole Mattana…
PRESIDENTE. Va bene, ma siamo sull'emendamento numero 103, quindi dobbiamo votare prima l'emendamento 103 e poi, eventualmente, sospendere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pirisi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.
PIRISI (P.D.). Signor Presidente, intervengo sull'emendamento 103…
PRESIDENTE. E' un soppressivo totale. <
PIRISI (P.D.). Certo, sì, sì. Perché avevo preannunciato anche che sull'emendamento 257 avrei da avanzare qualche proposta, ma accedo già alla proposta che ha avanzato il collega Mattana circa la possibilità di un raccordo per integrare eventualmente l'emendamento 257. Ma io, Presidente, però vorrei dire una cosa: la legge che stiamo discutendo è una legge difficile, faticosa, abbiamo la necessità di dedicare energie e risorse e io trovo - lo voglio dire pubblicamente - che mentre qui molti lavorano, quasi fossero dei paria, altri, anche del mio partito, fuori da quest'Aula, svolgono azioni che non tendono a creare un clima di serenità, né in quest'Aula né all'interno del partito di cui faccio parte! Io sono qui, dalla mattina alla sera, Presidente, per dare il mio modesto contributo per avere una legge buona e corretta e dico all'Esecutivo e alla Giunta che tutti quanti dobbiamo lavorare con questo stesso spirito, senza prestarci a cose che sono estranee ed esterne! Chiedo scusa, Presidente, però credo che sia pertinente rispetto al lavoro che stiamo facendo.
Vorrei dire, signor Presidente, in tutti i casi, che sono state dette delle cose qui che attengono, per esempio, al fatto che in passato i PTP siano stati approvati dal Consiglio regionale: è una cosa sbagliata e falsa! Anche le persone che c'erano non si ricordano neppure quali sono state le cose, perbacco! Ma scusate tanto, cari colleghi, non possiamo mica ogni volta andare a dire che i PTP furono approvati dalla Giunta regionale, perché c'è una legge di coordinamento, cosiddetta, di omogeneizzazione fu chiamata, ed è la legge numero 23 del 1993, che aveva stabilito che fosse la Giunta ad approvare. Sono state dette delle inesattezze e sulla base di questo sono stati costruiti dei castelli, ma non è così! Quindi io vorrei, cari colleghi, che ci limitassimo a vedere le cose che realmente successero a suo tempo e non andare a dire che furono fatte delle consultazioni con il Consiglio… perché non è così: è la Giunta che fece quel lavoro ed approvò i PTP, tanto più che se fosse stata una legge come avrebbero potuto fare ricorso al Tar, trattandosi di una legge? Sarebbe stato altro l'organo a cui rivolgersi.
Detto questo, credo che sia doveroso anche, Presidente, affermare che la delega è fatta specificamente oggi perché quando noi varammo il testo della Commissione non era stata ancora pubblicata la Statutaria che è stata pubblicata il 18 luglio 2008. Quindi noi, questo organo, delega espressamente l'Esecutivo a svolgere un ruolo e una funzione perché la Statutaria dice altre cose; quindi la delega è necessaria e la esprimiamo in maniera compiuta.
Scusate se non posso entrare nel merito delle cose che sono state dette, ma il tempo è tiranno. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, se c'è una richiesta di sospensione, direi che si sospende anche il voto sull'emendamento 103, perchè…
(Interruzioni)
Scusate, scusate, perché se qui si vuole parlare con l'opposizione non ho capito. Se il problema è rivedere gli emendamenti che riguardano l'articolo 29, siccome questo emendamento riguarda l'articolo 29, chiediamo che venga sospeso anche il voto su questo emendamento e, quando riprenderà l'Aula, se c'è sintesi, se fate sintesi di quello che abbiamo testé sentito, poi si procederà al ritiro eventualmente oppure a chiedere di votare. Mi pare che le dichiarazioni siano esaurite quindi è solo una richiesta per un ordinato svolgimento dei lavori in relazione al tema oggetto di discussione stamattina.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pileri. Ne ha facoltà.
PILERI (F.I.). Poiché io sono presentatore dell'emendamento 103, è ovvio che devo pronunciarmi su questa richiesta di sospensione. Io sono assolutamente d'accordo…
PRESIDENTE. La sospensione non riguardava l'emendamento numero 103.
PILERI (F.I.). Però, Presidente, la sospensione è stata chiesta nel momento in cui stiamo discutendo l'emendamento 103, o sbaglio?
PRESIDENTE. Sissignore.
PILERI (F.I.). Ecco, quindi, per quanto mi riguarda, io sarei d'accordo alla sospensione, anche perché ci sono degli emendamenti, il 145, il 175 e il 68, sui quali si può aprire una riflessione. Perché ci sono emendamenti dell'opposizione, il 145 e il 68, ma ce n'è anche uno, il 175, a firma Lanzi, Cugini e più.
PRESIDENTE. Grazie. Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Sull'ordine dei lavori, se è consentito. Mentre mi pare che bisognerebbe consentire la votazione su questo emendamento, su cui gran parte dei colleghi si sono espressi, mi pare che, data l'ora, sarebbe opportuno, anziché fare una sospensione in aula, sospendere i lavori e aggiornarli a questo pomeriggio, così c'è il tempo per vedere l'articolo 29 e anche altri articoli che andrebbero coordinati, nel caso.
PRESIDENTE. Dunque io, onorevole Maninchedda. Ha domandato di parlare il consigliere Maninchedda. Ne ha facoltà.
MANINCHEDDA (Gruppo Misto). No, Presidente, realmente sull'ordine dei lavori. Vorrei chiedere, visto che si sta entrando in aspetti procedurali, proprio a lei alla Presidenza di considerare un aspetto del prossimo articolo che andremo a discutere, cioè l'articolo 30, perché a mio avviso la lettera A dell'articolo 30, è una domanda che pongo, è già disciplinato dalla legge numero 13 cioè della legge salva cantieri. Allora chiederei un giudizio degli Uffici e della Presidenza perché così evitiamo dopo di, se si sta sospendendo e altro, pongo una questione, dovete dirlo voi se ritenete, mio avviso è coperta già dalla legge numero 13 la salva cantieri la lattera A, però può darsi che mi sbagli, ecco.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Maninchedda. Dunque io, colleghi, penso che possiamo fare una sospensione non credo che sia utile fare una sospensione sospendendo l'Aula da adesso, io pensavo di fare una sospensione di 15 minuti per affrontare il problema sollevato e di continuare questa mattina prima dell'interruzione la votazione dell'articolo 29. Quindi, onorevole Uras, questa era la mia idea della sospensione.
Ha domandato di parlare il consigliere Uras. Ne ha facoltà.
URAS (R.C.). Non è roba di poco conto, quella di cui si deve discutere, lo dico perché i 15 minuti poi puntualmente slittano.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancu. Ne ha facoltà.
~BIANCU (P.D.). Sì io credo, anch'io ero dell'idea che si potesse sospendere per 10 minuti, un quarto d'ora, ma alla luce anche delle considerazioni che sono state fatte in richiesta di sospensione, credo che sia opportuno interrompere qui in modo da avere il tempo per fare gli approfondimenti necessari, riprendendo questo pomeriggio alle 16, grazie.
PRESIDENTE. Grazie a lei. Va bene, colleghi, quindi sospendiamo i lavori, vi chiedo un attimo di attenzione perché, insomma, vorrei, oggi è il quinto anniversario della strategia Nassiriya e chiederei un momento l'attenzione del Consiglio regionale sospendiamo la seduta relativamente all'esame dell'articolato sugli emendamenti numero 103 e numero 257, con l'emendamento all'emendamento numero 290, e si riprendono i lavori questo pomeriggio alle ore 16.
Commemorazione dei caduti di Nassiriya
PRESIDENTE. Dicevo, colleghi, che oggi è il quinto anniversario della strage di Nassiriya e vorrei che il Consiglio regionale della Sardegna si unisse alla commemorazione, in corso di svolgimento in tutto il Paese, che insieme rendessimo omaggio ai 12 carabinieri e 5 militari e 2 civili caduti nel tentativo di riportare la pace e la sicurezza in Iraq. Come ricorderete in quel tragico avvenimento rimase ucciso anche giovane sardo, Silvio Olla, sottufficiale della brigata Sassari. A lui rivolgo il mio personale e il nostro commosso ricordo. Il Consiglio regionale della Sardegna celebra questa dolorosa ricorrenza nella memoria di questi caduti a Nassiriya ma nella memoria di tutti coloro che perdono la vita e hanno perso la vita nella difficile al lotta al terrorismo. Con questi sentimenti quindi rivolgiamo il nostro pensiero alle 10 vittime della strage di Nassiriya e ai loro familiari, vi invito ad osservare un minuto di silenzio.
(L'Aula osserva un minuto di silenzio in segno di lutto.)
Grazie, colleghi, la seduta è tolta i lavori riprenderanno questa sera alle ore 16.
La seduta è tolta alle ore 13 e 11.
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