Seduta n.79 del 01/08/2000
LXXIX SEDUTA
(POMERIDIANA)
Martedì 1° Agosto 2000
Presidenza del Vicepresidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 17 e 02.
MANCA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di martedì 25 luglio 2000, che è approvato
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Andrea Biancareddu ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo per la seduta pomeridiana del 1° agosto 2000. Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
Elezione di due Segretari
PRESIDENTE. Comunico che il Gruppo I Democratici e il Gruppo Convergenza Sarda, non rappresentati nell'Ufficio di Presidenza, hanno chiesto, ai sensi del secondo comma dell'articolo 4 del Regolamento interno, che si proceda all'elezione di un Segretario. L'Ufficio di Presidenza, secondo il dettato del terzo comma del suddetto articolo 4, ha deliberato di accogliere tali richieste in quanto legittime e regolarmente espresse.
Il Consiglio può pertanto procedere alle relative votazioni. Verranno consegnate due schede: verde per il Segretario del Gruppo I Democratici e rosa per il Segretario del Gruppo Convergenza Sarda.
Ricordo che ciascun consigliere può scrivere su ciascuna scheda un solo nominativo. Risulteranno eletti i consiglieri che essendo iscritti ai Gruppi I Democratici e Convergenza Sarda otterranno il maggior numero di voti. A parità di voti risulterà eletto il più anziano di età. Le votazioni avranno luogo con un'unica chiama. Invito pertanto i Segretari a procedere in tal senso.
Votazioni segrete per schede
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto per l'elezione di un Segretario per il Gruppo I Democratici e di un Segretario per il Gruppo di Convergenza Sarda.
Risultato delle votazioni
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per l'elezione di un Segretario del Gruppo Convergenza Sarda:
presenti 64
votanti 63
astenuti 1
schede bianche 21
schede nulle 2
Hanno ottenuto voti: Alberto RANDAZZO, 39; Nicola GRAUSO, 1.
Viene proclamato eletto: Alberto RANDAZZO.
Proclamo il risultato della votazione per l'elezione di un Segretario del Gruppo I Democratici:
presenti 64
votanti 63
astenuti 1
bianche 17
nulle 2
Ha ottenuto voti: Antonio Biancu, 44.
Viene proclamato eletto: Antonio Biancu.
(Hanno preso parte alle votazioni i consiglieri: AMADU - BALIA - BIANCU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - CUGINI - DEIANA - DEMONTIS - DEMURU - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GIAGU - GRANARA - IBBA - LA SPISA - LAI - LICANDRO - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MILIA - MORITTU - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PINNA - PIRISI - PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - SANNA Alberto - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI - VASSALLO.
Si è astenuto: SPISSU.)
Sul Regolamento
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Io chiedo scusa a lei, Presidente, ed ai colleghi del Consiglio, ma ho necessità di rappresentare alla vostra attenzione una questione che non ho voluto ragionevolmente porre prima della votazione, e che rappresento, invece, adesso, a votazione avvenuta. Il Consiglio regionale ha testé proceduto all'elezione di due Segretari, in forza dell'articolo 4 del Regolamento interno. Detto articolo consente che l'Ufficio di Presidenza possa essere allargato, con criterio, ai Gruppi che non siano rappresentati nell'Ufficio di Presidenza. Ora si è costituito un nuovo Gruppo che si è battezzato chiamandosi "Convergenza Sarda". Questo è un Gruppo abbastanza privilegiato nella sua composizione, perché pur essendo appena nato ne fanno parte i due Presidenti, il Presidente della Giuntae il Presidente del Consiglio. Credo che sia la prima volta che accade ciò nella storia dell'autonomia, che un Gruppo per altro piccolo, per altro composito, per altro nuovissimo, convergendo convergendo, da Serrenti, a Floris, a Randazzo e a qualche altro, anche l'assente specializzato, fa Gruppo comunque in base al Regolamento.
L'articolo 4 del Regolamento consente ai Gruppi che non hanno rappresentanza nell'Ufficio di Presidenza di poter chiedere, e di ottenere, quindi, dal Consiglio l'integrazione dell'Ufficio stesso con la figura del Segretario, perché tutti i Gruppi siano rappresentati nell'Ufficio di Presidenza. Perché non ho sollevato prima la questione, a titolo di obiezione? Perché l'articolo 4, nella sua lucida follia, contiene una deroga alla ragionevolezza, perché oltre ai Gruppi che non hanno rappresentanza, consente di chiedere, e dà la possibilità di chiedere un Segretario aggiunto anche ai Gruppi che, non è che non hanno rappresentanza, ma che hanno la massima rappresentanza. Perché questa norma dice che possono chiedere un Segretario aggiunto i Gruppi che non hanno rappresentanza e il Gruppo a cui aderisce il Presidente.
Ora io non ho presentato obiezione prima perché il Presidente del Consiglio, in base al Regolamento, è considerato un non componente dell'Ufficio di Presidenza; è assimilato a un nulla, a uno zero, e nel caso di specie potrebbe anche essere così, essendoci una parte del Consiglio che non riconosce nulla all'attuale Presidente del Consiglio. Quindi questa norma, inventata per non si sa quale imperscrutabile ragione, volendo garantire la presenza, in un organismo di rappresentanza unitaria del Consiglio, dei Gruppi che non hanno nessun rappresentante, consente questo anche ad un Gruppo che ha tra i suoi componenti la massima personalità dell'Ufficio di Presidenza, addirittura il Presidente. Quindi, formalmente è anche ineccepibile questo articolo 4, nel caso di specie poi, avendo un Presidente non-Presidente, può essere che il collega Randazzo possa rappresentare il Gruppo di Convergenza Sarda, in quel consessoTuttavia, siccome fino a cose nuove che possono accadere (sarà sempre tardi quando accadranno) quel Gruppo formalmente esprime il Presidente del Consiglio, che è nell'Ufficio di Presidenza, ovviamente - e si vede che c'è, quanto si vede! - e prevedendo l'articolo 4 la possibilità, non l'obbligo, che quel Gruppo chieda un Segretario aggiunto, io mi domando se è proprio necessario che questa possibilità il Consiglio regionale la traduca in attualità e che quel Gruppo, Convergenza Sarda, chieda e ottenga di essere rappresentato, nell'Ufficio di Presidenza, oltre che dal Presidente del Consiglio, che c'è e non c'è in quel Gruppo, anche da un Segretario.
Formalmente è possibile, politicamente io credo che il Consiglio regionale debba prendere atto che questa è una forzatura e rivolgere un invito garbato al consigliere regionale Alberto Randazzo perché, ottenuto quello che aveva chiesto, ci rinunci. E' proprio del tutto inutile mantenere una richiesta di allargamento dell'Ufficio di Presidenza, nel quale già siede il Presidente del Consiglio che fa parte del suo Gruppo. Questa nomina non risponde a nessun criterio di funzionalità, è solo costosa, costerà una stanza, costerà un'indennità, costerà una complicazione, una sedia in più, e anche una lampadina, da qualche parte in questo palazzo, una spesa cioè che proprio si può evitare.
Quindi noi avanziamo garbatamente la propostache un collega di questo Consiglio, che in quel consesso non ci fa proprio nulla, perché il suo Gruppo è già ampiamente rappresentato, dichiari immediatamente che si dimette, per dare prova che la sua "convergenza" era politica e non, invece, un poco strumentale.
PRESIDENTE. I colleghi hanno la possibilità di parlare sull'ordine dei lavori, non è aperto un dibattito.
Ha domandato di parlare il consigliere Amadu. Ne ha facoltà.
AMADU (C.S.). Presidente, intervengo solo per dire che più che sull'ordine dei lavori parlerei, a questo punto, di disordine dei lavori. Su questa considerazione inviterei il collega Cogodi , che rispetto ma di cui non condivido diverse opinioni, e non condivido neanche quella testé espressa perché tardiva, strumentale e inopportuna a presentare, come consigliere, qualora non concordi su qualche norma regolamentare, le opportune modifiche nella sede competente.Credo che in quest'aula dobbiamo pensare ad argomenti più seri, che non siano il consumo di una lampadina, perché ben altre cose hanno maggior consumo, e anche le troppe parole spese inutilmente in quest'aula spesso consumano e bruciano più da quanto non si possa immaginare.
L'invito che rivolgo all'onorevole Cogodi è di prestare attenzione alle cose serie e di smetterla di pensare che gli altri abbiano bisogno di qualche lezioneOgnuno di noi pensi a fare lezione prima in casa propria e poi, ben documentati, anche in casaaltrui..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, vorrei ricordare all'onorevole Cogodi che nell'ambito consiliare sono in atto delle iniziative volte ad apportare alcune modifiche al Regolamento. Vorrei suggerirgli quindi di collaborare con chi porta avanti questa esigenza portando anche il suo contributo. Ma, fintanto che questo Regolamento esiste va rispettato, anche perché, onorevole Cogodi, proprio lei è uno di quelli che spesso infrange e ignora il Regolamento. Anche stamattina, nel suo intervento, l'utilità non si discute, vi erano delle forzature regolamentari. Quindi non ci faccia delle prediche, onorevole Cogodi, perché se dovessimo prendere le distanze ogni volta e poi scivolare sull'utilizzo della parola, come ella ben sa fare, non so dove andremmo a finire.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 86. Nelle precedenti sedute si è conclusa la discussione generale. Debbo quindi mettere in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Chiedo, signor Presidente, la votazione a scrutinio segreto sul passaggio alla discussione degli articoli.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, trattandosi di legge assimilata ai provvedimenti finanziari questo non è possibile, ai sensi del comma 2 dell'articolo 96 del Regolamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, pongo una questione di carattere generale, che valga per chiunque presieda. Chiedo che quando si passa a una votazione, a qualunque tipo di votazione, il Presidente dia sempre il tempo ad un consigliere che alza la mano di chiarirne il motivo. Non sempre infatti quel consigliere sta esprimendo il voto. In questo caso, senza contestare l'interpretazione che il Presidente ha dato in base al Regolamento, chiedola votazionenominale.
(Appoggiano la richiesta i consiglieri: PIRISI, FALCONI, MARROCU, MORITTU, Gian Valerio SANNA, FADDA, GIAGU).
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del passaggio all'esame degli articoli.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - PIANA - PILI - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.
Si sono astenuti i consiglieri: CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEMURU - FADDA - FALCONI - GIAGU - IBBA - MARROCU - MORITTU - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SELIS - SPISSU - VASSALLO.
(Il consigliere BALLETTO dichiara il suo voto favorevole non risultante dal tabulato per cattivo funzionamento del sistema elettronico.)
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 56
votanti 34
astenuti 22
maggioranza 18
favorevoli 34
(Il Consiglio approva)
Comunico all'Assemblea che, a termini di Regolamento, sono stati presentati quattro nuovi emendamenti.
Si dia lettura dell'articolo 1.
MANCA, Segretario:
Art. 1
Fondo nuovi oneri legislativi
1. Nella tabella A, allegata alla Legge regionale 20 aprile 2000, n.4, sono istituite le seguenti riserve con lo stanziamento accanto alle stesse indicato (cap. 03016):
7) Provvedimenti urgenti in materia di opere idriche pubbliche
2000 lire 3.000.000.000
8) Norme di sostegno alla famiglia, alle casalinghe, ai lavoratori
2000 lire 1.000.000.000
2001 lire 2.000.000.000
2002 lire 2.000.000.000
9) Norme a sostegno dell'imprenditoria femminile
2001 lire 1.000.000.000
2002 lire 1.000.000.000
10) Disposizioni urgenti in materia di pianificazione paesistica
2000 lire 1.100.000.000
2001 lire 1.100.000.000
2002 lire 1.300.000.000
11) Interventi vari
2000 lire 498.000.000
2001 lire 12.610.000.000
2002 lire 9.400.000.000
2. Nella tabella B allegata alla legge regionale n. 4 del 2000 la riserva di cui alla voce 3 è rideterminata di lire 47.300.000.000 e la riserva di cui alla voce 7 è soppressa (cap. 03017).
PRESIDENTE. All'articolo 1 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
Emendamento aggiuntivo GIUNTA REGIONALE
Art. 1
Fondo Nuovi Oneri Legislativi
Dopo il comma 2 è aggiunto il seguente:
3. Nella tabella B allegata alla legge regionale n. 4 del 2000 la riserva di cui alla Voce 3) è ridotta di lire 6.000.000.000.
IN AUMENTO
Cap. 07001/03 (D.V.)
Contributi per promuovere manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico (art. 1, lett. c), L.R. 21 aprile 1955, n. 7, art. 84, commi 2 e 3, L.R. 30 aprile 1991, n. 13, art. 25, comma 4, L.R. 8 marzo 1997, n. 8, art. 37, L.R. 18 gennaio 1999, n. 1 e art. 2, comma 1, lett. c), L.R. 25 maggio 1999, n. 18).
2000 L. 6.000.000.000
IN DIMINUZIONE
Cap. 03017 Fondo speciale per fronteggiare spese in conto capitale dipendenti da nuove disposizioni legislative (art. 30, L.R. 5 maggio 1983, n. 11, art. 39, L.R. 24 dicembre 1998, n. 37, art. 5 della legge finanziaria e artt. 33 e 34 della legge di bilancio).
2000 L. 6.000.000.000
Con riduzione Voce 3) Tabella B allegata alla legge finanziaria 2000. (5)
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento numero 5 ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Signor Presidente, per la conoscenza di tutto il Consiglio, e anche per la soddisfazione, in particolare, dei colleghi Amadu e Biggio, esprimo alcune considerazioni sull'articolo 1, e sul relativo emendamento, della proposta di assestamento del bilancio.
Voglio manifestare la nostra totale contrarietà a un'ipotesi di stanziamento di risorse regionali, nell'entità di 6 miliardi, in aumento, per promuovere manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico. Ora, noi non vorremmo sostenere una tesi che potrebbe sembrare fuori moda, un pochino démodée, che vuol dire la stessa cosa in un'altra lingua, e cioè, che le attività di promozione e di sostegno del turismo, un'attività economica importante, non debbano essere sostenute, accompagnate, corredate, anche da eventi di carattere culturale, musicale, sportivo, e quant'altro.
Però, al momento attuale, oggi, 1° agosto del 2000, quando leggiamo sui giornali che la Sardegna è praticamente invasa dai turisti, per cui non abbiamo certo motivo di lamentarci per mancanza di afflusso turistico; semmai avremo il problema di qualificare la qualità dei servizi, la qualità dell'economia turistica, e di capire finalmente quanto del fiume di risorse che milioni e milioni di turisti portano in questo periodo in Sardegna, permane in modo duraturo nella nostra Isola, e quanto invece poi prende di nuovo le vie del mare, parlo anche delle risorse che si potrebbero attivare ai fini di uno sviluppo economico sano.
Quindi oggi, il 1° di agosto, poiché sappiamo che non è che ci sia da promuovere granché ancora perché gente venga in Sardegna i, mi chiedo se sia davvero una priorità assoluta della Regione, questa. Se poi occorre fare degli aggiustamenti nei programmi che si erano ipotizzati, va bene, si facciano.
Ma quali sono, dove sono le manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico per le quali prevedere oggi 6 miliardi? Dico 6 miliardi! La Sardegna è piena di manifestazioni; non c'è piazza, piazzetta, via, viottolo, il più impervio delle città e delle campagne della Sardegna, che non sia impegnato da una festa. Tante feste belle, per altro; non c'è gruppo musicale, per non dire teatrale, che, dovendo pur fare un po' di vacanze, non passi per la Sardegna e non sia ingaggiato da comitati che, se sono privati, chiedono i danari alla Regione, e li hanno; se sono pubblici sono i comuni, le province, o altre istituizioni che, in modo totale o parziale, fanno riferimento al pubblico.
Io non so quante decine, e decine e decine di miliardi di denaro pubblico già si stanno spendendo in questi mesi, in questi giorni, in queste ore, per sostenere manifestazioni a fini turistici; manifestazioni che hanno anche dei connotati culturali, dei connotati di svago, che occupano anche un po' di umanità varia, in attività lavorativa che è però parziale, temporanea.
Questo a fronte delle emergenze sociali ed economiche di cui parlavo. E' il caso delle donne, delle mogli degli operai della Scaini che sono venute qui stamattina a chiedere che ne sarà di loro, delle 120 - 130 famiglie che dipendono da quella fabbrica, dei loro mariti che da più di un mese stazionano alcuni su quella rischiosissima piattaforma e altri a Roma, chiedendo garanzie all'Eni; a quell'ente cioè che mette all'asta i beni pubblici della Regione, Funtanazza per la precisione, ed ottiene che qualcuno versi allo Stato, all'Eni meglio dire, più di 10 miliardi perl'acquisto di questi beni, che sono della Regione; e voi non contestate questo fatto. Quello stesso Eni, che in un'altra sua specificazione dice alla Scaini di non volerne più sentire, e dice agli operai di rimanere pure un mese, tre mesi, di morire pure , se vogliono, su quella piattaforma, sopra la bomba di gas. E, lo ripeto, le donne qui, stamattina a chiedere che ne sarà di loro e delle loro famiglie; e noi, e voi costretti a rispondere chela Regione può fare molto, ma non può fare tutto, non ha le risorse per rispondere a tutto. Però, il primo emendamento che si presenta, al primo articolo, stanzia 6 miliardi aggiuntivi per contributi per manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico.
Ma davvero siamo convinti, siete convinti che non si può fare qualcosa di meglio? Nessuno dica che il turismo è una risorsa importante, su questo siamo tutti d'accordo, quindi non c'è bisogno di dirlo; ma insieme al turismo, quando già milioni di turisti sono qui, noi possiamo tener conto qualche volta, e soprattutto oggi, 1° di agosto, di questa emergenza, e pensare con 6 miliardi, forse, di risolvere un altro problema economico, un altro dramma umano, in questa regione?
Noi esprimiamo contrarietà a questo emendamento, chiediamo al Consiglio di respingerlo e di recuperare questi 6 miliardi, e con 6 miliardi, badate, si può rilevare la Scaini, con 6 miliardi si può risolvere quel grande dramma umano! Di manifestazioni culturali, o a sfondo culturale e di interesse turistico, ripeto, ce n'è già tante che non si riesce più a passare nelle strade! Non mancherebbe nulla al turismo in Sardegna, oggi, se noi recuperassimo questi 6 miliardi, destinati alle manifestazioni turistiche, per risolvere uno dei tanti problemi urgenti che assillano la Sardegna.
Ma siccome le emergenze non le possiamo risolvere tutte in un solo giorno, diciamo la Scaini; con questi 6 miliardi proponiamo di risolvere il problema della Scaini.
Chiediamo al Consiglio, alla Giunta, possibilmente, di ritirare l'emendamento, di accantonare questi 6 miliardi e di utilizzarli, attraverso un emendamento concordato, per risolvere quel problema sociale, quel dramma umano, che ci è stato per tutto il giorno rappresentato dalle donne del Comitato degli operai, soprattutto dalle mogli degli operai della Scaini.
PRESIDENTE. Chiedo scusa al Consiglio, ma prima di dare la parola al consigliere Cogodi ho omesso di chiedere il parere del relatore della Commissione sull'emendamento.
Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere La Spisa, relatore.
La SPISA (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Il relatore esprime parere favorevole. Il fatto che casualmente esprima il parere dopo l'intervento dell'onorevole Cogodi, mi consente però di sottolineare che io credo sia illogico contrapporre l'esigenza di sostenere le manifestazioni di spettacolo nei comuni che hanno una vocazione turistica con l'esigenza di risolvere i problemi, gravi, di categorie come quella per esempio dei disoccupati. Oltretutto ricordo che gli organismi che producono spettacoli creano anche occupazione in Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, a me pare che questo articolo 1, unitamente all'emendamento numero 5 proposto dalla Giunta regionale, rappresenti la cartina di tornasole dell'intera manovra di assestamento del bilancio, che in occasione della discussione generale noi abbiamo giudicato molto negativamente.
Infatti la Giunta e la maggioranza non hanno rispettato neanche un dettato di legge, vale a dire quanto questo Consiglio regionale aveva stabilito, nel momento in cui aveva approvato la legge finanziaria del 2000, in particolare con l'articolo 2 relativo agli interventi prioritari in materia economico-finanziaria. Proprio quell'articolo dettava gli indirizzi strategici che dovevano stare alla base della manovra di assestamento, individuandocome destinazione prioritaria delle risorse le politiche del lavoro, gli incentivi alle imprese, le politiche degli enti locali, dell'ambiente, dell'istruzione, della formazione e della ricerca.
Ora, niente della previsione legislativa approvata la scorsa primavera si ritrova in questo disegno di legge di assestamento, ma in particolare la manovra che destina le risorse al fondo per nuovi oneri legislativi, vale a dire l'insieme delle politiche legislative che questo Consiglio dovrà adottare nel corso dell'anno, non tiene conto degli indirizzi che vennero dati in occasione della approvazione della legge finanziaria.
Io ritengo soprattutto negativo il fatto che venga ridotto di oltre sette-otto miliardi lo stanziamento previsto dalla tabella B) della legge finanziaria, relativo agli incentivi nel settore del turismo, dell'artigianato e del commercio.
Oltre ad operare questa riduzione, l'emendamento prevede una manovra ulteriormente peggiorativa, perché vengono sottratte risorse destinate a spese in conto capitale, per trasferirle sulle spese correnti, perché l'emendamento numero 5 finanzia manifestazioni di grande interesse turistico.
Ora, se queste manifestazioni è previsto che si svolgano nel corso di quest'anno, già si dovrebbe sapere quali e quante sono queste manifestazioni; per cui io ritengo che sarebbe opportuno che l'Assessore del turismo avesse già in cartella il programma di utilizzazione di queste risorse, pari a sei miliardi, che si propone di emendare. Le manifestazioni di grande interesse turistico non si organizzano dall'oggi al domani e, considerando che da qui alla fine dell'anno ci sono meno di cinque mesi, si dovrebbe già conoscere questo programma, per cui invito l'Assessore a darne contezza al Consiglio, pur mantenendo le mie riserve su una manovra che sottrae risorse dalle spese in conto capitale per rimpinguare le spese correnti.
Ma la contraddittorietà di questa manovra si vede anche nel momento in cui viene soppressa la riserva destinata alla voce 7, che riguardava provvedimenti urgenti per favorire l'occupazione. Su questo settore noi dovremmo legiferare, dovremmo varare norme attuative rispetto ad una legislazione che è mutata a livello nazionale, c'è da riordinare i servizi dell'impiego, c'è tutta la partita dei lavori socialmente utili, per cui mantenere fondi di riserva su quel versante era, a nostro avviso, opportuno, perché il Consiglio veniva chiamato a legiferare su questi nuovi provvedimenti.
Ma il fatto che più mi sorprende è proprio la disinvoltura con cui la Giunta e la maggioranza si ispirarano politicamente a modelli esteri; perché,è vero che la Giunta Floris era nata ispirandosi al modello catalano, ma nel volgere di pochi mesi questo modello è stato accantonato, quindi nella proposta di documento di programmazione economica-finanziaria, che discuteremo a breve, il modello che si propone per la Sardegna non è più il modello catalano ma è il modello irlandese. Ma leggendo il D.P.E.F. vediamo che i punti di forza di questo modello irlandese sono gli incentivi alle imprese, una politica industriale di un certo tipo, ma soprattutto pla ricerca e la formazione. Il documento di programmazione economica-finanziaria dice che questi sono i punti di forza del modello irlandese, che hanno consentito a quel paese di recuperare in termini di prodotto interno lordo e di condurre una lotta efficace alla disoccupazione.
Questa Giunta si ispira, teoricamente, al modello irlandese però non è conseguente negli atti legislativi, perché non destina risorse nel Fondo nuovi oneri legislativi né per il settore della ricerca, benché sia stata annunciata pubblicamente la presentazione di un disegno di legge di riordino in materia di ricerca scientifica, industriale e quant'altro, né per il settore della formazione.
Noi riteniamo che non si possa operare una riforma, seria, della formazione in Sardegna a costo zero; era perciò necessario destinare delle risorse a questo settore, così come è necessario potenziare proprio quei settori strategici che hanno consentito all'Irlanda di vincere la scommessa dello sviluppo.
Per cui, avendo rilevato queste contraddittorietà nella manovra della Giunta e nella stessa impostazione dell'assestamento di bilancio, riteniamo che l'articolo 1 e il relativo emendamento presentato dalla Giunta, siano del tutto inadeguati a dare una risposta soddisfacente ai bisogni della nostra Isola.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.
COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Signor Presidente, noi valutiamo positivamente l'emendamento presentato dalla Giunta, che tra l'altro ha lo stesso contenuto di un emendamento di cui io sono firmatario assieme ad alcuni colleghi, anche della minoranza. Quanto rappresentato nell'emendamento è una esigenza condivisa, credo largamente, e ho trovato eufemisticamente demagogico il discorso dell'onorevole Cogodi sul dramma umano delle mogli degli operai della Scaini, che poi è il dramma umano delle decine e decine di migliaia di famiglie di disoccupati, o di persone che stanno perdendo il lavoro in Sardegna, come se questo emendamento significasse panem et circenses, così non è.
L'emendamento mira, questo è lo spirito con cui noi lo leggiamo, ad introdurre elementi forti - poi la Giunta entrerà nel dettaglio - di qualificazione culturale nel settore turistico in Sardegna; è vero che la Sardegna è invasa dai turisti e noi speriamo che questi turisti vogliano tornare in Sardegna, non solo perché in Sardegna c'è il mare, ma anche perché in Sardegna trovano elementi di interesse che vanno al di là dell'elemento naturale e che possono costituire elementi di richiamo forte, non soltanto per la stagione estiva, ma anche per il resto dell'anno.
D'altra parte se siamo convinti che si debba operare una riconversione dell'economia sarda anche in questa direzione, credo che sia arrivato il momento di cominciare a ragionare in termini un po'diversi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Signor Presidente, intervengo telegraficamente sull'emendamento 5, semplicemente per dire che io prevedo, per averne una qualche esperienza, che la Giunta e il relatore di maggioranza, a fronte dei numerosi emendamenti presentati sia dall'opposizione che dalla maggioranza, dirannoche l'obiettivo è condivisibile, la finalità è buona, loro sarebbero anche d'accordo, ma non ci sono le risorse.
Volevo sottolineare solo questo, perché prevenire è meglio che intervenire a cose fatte, perché quelle risposte andranno valutate anche alla luce dell'emendamento numero 5 e delle cose dette dalla Giunta che lo propone e dalla maggioranza che lo sostiene.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Ortu. Ne ha facoltà.
ORTU (R.C.). Signor Presidente, intervengo per sottolineare ulteriormente il significato e la portata dell'emendamento numero 5, inserito nel contesto dell'articolo 1, e anche per rilevare una incongruenza, e cioè il fatto che quanto viene detto e ribadito in Commissione e in quest'Aula, puntualmente viene smentito nei fatti.
L'articolo 1, tra l'altro, tende a promuovere interventi urgenti in materia di opere idriche pubbliche, e quale necessità ne abbia questa Sardegna è sotto gli occhi di tutti, quali problemi vi siano nei comuni è sotto gli occhi di tutti. I giornali di ieri e di oggi riportano le notizie sui comuni che hanno dovuto razionare l'approvvigionamento idrico limitandolo a poche ore nel corso della giornata, o addirittura a poche ore rispetto all'intera settimana. Eppure, per sanare quelle situazioni è previsto un intervento di appena tre miliardi. Con tre miliardi si dovrebbe fronteggiare una situazione drammatica quale quella che si è prospettata nel corso dell'anno.
Il provvedimento in questione pone giustamente, come qui tante volte tutti hanno sottolineato, l'esigenza di intervenire a sostegno della famiglia. E ci mancherebbe altro! La famiglia va sostenuta, come va sostenuta la categoria delle casalinghe evia dicendo.
Ebbene, per sostenere la famiglia il provvedimento prevede risorse pari a un miliardo, invece per quanto riguarda l'imprenditoria femminile, su cui è in discussione in diverse Commissioni un provvedimento, la Giunta originariamente aveva previsto uno stanziamento anche per il 2000, cioè per l'anno in corso, adesso si vorrebbero stornare anchequei fondi perché, tutto sommato, possiamo anche parlare di imprenditoria femminile, ma a che cosa serve stanziare 1 miliardo e 250 milioni per il 2000? Magari il relativo provvedimento verrà discusso a settembre, approvato e poi dovrà essere pubblicato per diventare operativo. Spendere 1 miliardo e 250 milioni nel poco tempo che potrebbe residuare è difficile., Cancelliamo allora quel miliardo e 250 milioni, rimandiamo gli interventi e i relativi stanziamenti sull'imprenditoria femminile al 2001 e 2002, potremo così recuperare risorse da destinare chiaramente a interventi più rilevanti: E' ovvio, è naturale, è anche più che giusto che questo si faccia. E intanto possiamo continuare a parlare nel corso dei prossimi giorni, delle prossime settimane, dei prossimi mesi di imprenditoria femminile, del grande impegno che questa nuova maggioranza che vuole cambiare tutto riserva a questo settore. Ci mancherebbe altro! L'imprenditoria prima di tutto e guai a noi se non prevediamo anche un intervento giusto, come d'altronde anche le colleghe che compongono la maggioranza del centrodestra hanno, in più di un'occasione, rivendicato.
Se questo ancora non bastasse, nel corso dei mesi scorsi, ma soprattutto di queste settimane e di questi giorni, in Commissione agricoltura, in più occasioni, l'Assessore dell'agricoltura ha giustamente sollecitato la rapida approvazione del provvedimento di legge che riguarda gli interventi in agricoltura. E' necessaria la nuova normativa; e chiaramente dobbiamo adeguare le leggi alle disposizioni comunitarie, quindi bisogna definire le modalità di intervento a sostegno dell'agricoltura.
E quando noi, seppure con difficoltà riusciamo a capire le esigenze e le sollecitazioni che provengono dal mondo agricolo, a quel punto scopriamo che per l'agricoltura, nonostante tutti gli impegni per gli investimenti, sono a disposizione 17 miliardi.
Ma, Assessore, diciassette miliardi per gli investimenti in agricoltura? Per modernizzare questa agricoltura che ad ogni pie' sospinto deve essere assistita perché è in condizioni drammatiche anche sul piano delle infrastrutture che dovrebbero sorreggerla? Non ci sono risorse, ci dite, che cosa si vuole fare? Non ci sono risorse.
Dopo questi discorsi sulle carenze di risorse si scopre che invece possiamo togliere dalle spese in conto capitale 6 miliardi per destinarli a manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico.
Badate, lungi da noi l'idea di pensare che non siano necessarie manifestazioni di interesse turistico, però, sinceramente, qualcuno potrebbe giustamente chiedere se sia necessario distogliere 6 miliardi da quei pochi soldi che abbiamo a disposizione per gli interventi in conto capitale; o se non potrebbero magari essere destinati ad incrementare, per esempio, la dotazione della legge sugli investimenti in agricoltura, oppure non potrebbero essere destinati ad altri interventi che pure sono urgenti.
Ripeto, lungi da noi il pensare che non siano necessarie manifestazioni, ma tutti abbiamo sottolineato che se un problema c'è è quello di qualificare il turismo, non di incentivare genericamente la presenza turistica, anche perché siamo al punto di non poter nemmeno più reggere l'afflusso turistico sul piano quantitativo.
Allora, per incentivare la presenza turistica, per qualificarla, sono necessarie le grandi manifestazioni? Che poi le grandi manifestazioni sappiamo che cosa in sostanza hanno significato nel passato e che cosa significano oggi; a parte il fatto che, come giustamente è stato sottolineato, non vi è comune, piccolo o grande, che non abbia organizzato o non organizzi una grande manifestazione. La realtà è che si continua ad adottare un atteggiamento che non è innovativo rispetto al passato bensì peggiorativo, altro che cambiamento! E si continuano a dimenticare i problemi reali di questa Isola, e fra questi problemi reali c'è anche quello della Scaini, ci sono anche quei lavoratori, ci sono 154 famiglie, vi è un'azienda che potrebbe essere salvata, nonostante l'atteggiamento sordo tenuto dallo Stato, l'atteggiamento inqualificabile tenuto dalle Partecipazioni Statali. Allora, se è vero come è vero, o come vorrebbe dimostrare, che questa Giunta regionale, ha realmente interesse a salvare l'economia di questa Isola, a salvare quell'azienda, a salvare quel territorio, che non è colpito solo dalla chiusura della Scaini, ma è colpito dalla chiusura di una serie di aziende che ha determinato il crollo di un polo produttivo del Medio Campidano, è davvero così assurdo pensare che recuperando questi 6 miliardi si potrebbe salvare un'attività economica importante per questa Isola, e quindi in questo modo sì, davvero, contrastare le politiche che vengono perseguite dalle Partecipazioni Statali?
Noi dicendo questo non stiamo sostenendo che ci dobbiamo sostituire alle Partecipazioni Statali, sia ben chiaro, anzi dobbiamo contrastare l'abbandono delle attività economiche delle Partecipazioni Statali in Sardegna; ma in questo caso sarebbe possibile dimostrare che la Regione è in grado di fare quanto non è stato capace di fare il Ministero dell'industria, cioè sostituendos davvero allo Stato compiere un'operazione di salvataggio, di recupero, di riqualificazione e di reimmissione di quell'azienda nel mercato.
Nessuno di noi pensa che la Regione sarda debba produrre e vendere batterie. La Regione sarda deve dimostrare che, se vi è una volontà politica reale, si possono fare scelte economiche serie in funzione dello sviluppo e dell'interesse di questa Isola; e questo non sono stati capaci di farlo né le Partecipazioni Statali, né il Ministero dell'Industria.
Questa sarebbe una risposta concreta ai bisogni di quel territorio, e delle popolazioni della Sardegna, sarebbe una risposta ai problemi connessi alla presenza industriale dello Stato nell'ambito della nostra Isola;è una sfida, i cui termini pure vanno costruiti, per dimostrare che ancora oggi è possibile mantenere in Sardegna uno sviluppo industriale alto, che sia in grado di dare risposte in termini non solo di mantenimento delle presenze, ma anche in termini di razionalizzazione e rilancio dello sviluppo industriale nell'ambito della nostra Isola.
Quindi - e ho anche concluso - noi non abbiamo proposto, non abbiamo avanzato una ipotesi estemporanea; abbiamo proposto una azione che riteniamo fattibile e seria, e sulla quale invitiamo il Consiglio e la Giunta a riflettere con attenzione, al fine quindi di utilizzare, in termini positivi, lo strumento offerto dall'assestamento di bilancio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, io credo che quando la quantità di risorse inizia a scarseggiare, la priorità nella scelta degli interventi debba essere al centro dell'attenzione di chi amministra, ma non credo assolutamente che l'argomento in questione rientri tra quelli prioritari. Ma questo lo vedremo in seguito quando affronteremo i diversi emendamenti proposti all'attenzione dell'Aula, e richiameremo con precisione e puntualità il confronto su come, invece, si intendono spendere i denari in questo emendamento proposto dalla Giunta.
A me sorge il dubbio invece che questi denari siano stati già spesi, e cioè che siano già impegnati, che si sia attivato un percorso che oggi porta a sanare una situazione di fatto, perché parlare di manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico oggi credo che sia un po' fuori tempo, considerata soprattutto la quantità di risorse che viene prevista in questo emendamento. Ma io credo anche alla buona fede di chi propone l'emendamento, non ho la certezza che questi denari siano stati già spesi, e non avendo questa garanzia propongo alla Giunta, per chiarire meglio l'argomento e la sua tempistica, una correzione dello stesso emendamento. La Giunta regionale, entro trenta giorni dalla pubblicazione di questa legge, dovrebbe impegnarsi a predisporre un apposito programma, perché stiamo parlando di risorse che dovrebbero essere disponibili dopo la pubblicazione della legge. Quindi trenta giorni penso che siano più che sufficienti per predisporre un programma e impegnare le somme, dimostrando così a quest'Aula che le risorse che si stanno oggi richiedendo con l'emendamento numero 5 non sono state già spese, perlomeno non si sono già assunti degli impegni, ma c'è la volontà di spendere programmando seriamente e anche in un lasso di tempo piuttosto breve, entro quest'anno.
Credo che quest'ultima richiesta sia un po' difficile da rispettare, difficile per voi che oggi sedete in Giunta, ma difficile per chiunque, perché difficilmente qualcuno di noi avrà tale e tanta fantasia da imprimere un'accelerazione così forte che consenta di spendere sei miliardi in questo tipo di iniziative nell'arco di tempo compreso tra settembre e dicembre.
Sto chiedendo questo chiarimento per dimostrare la buona fede della proposta, se buona fede c'è nella proposta. Credo che si possa accettare serenamente di predisporre un programma serio entro trenta giorni dalla pubblicazione della legge, se invece quel programma lo avete già fatto, se avete già impegnato le risorse con chi ritenevate di doverle impegnare, ditelo. Dite che l'avete già fatto, e che questa è una sanatoria; ne prendiamo atto, accorciamo i tempi, c'è altro da fare; e credo che questo comportamento possa e debba servire a tutti.
PRESIDENTE. Abbiamo verificato che è stato presentato all'articolo 10 un emendamento, il numero 36, il cui contenuto è uguale a quello dell'emendamento numero 5 all'articolo 1. Quindi, se non vi sono opposizioni, propongo di spostare anche l'emendamento numero 36 all'articolo 1. Se ne dia lettura
MANCA, Segretario:
Emendamento modificativo Biancareddu - Sanna Salvatore - Cossa - Murgia
Art. 10
La dotazione finanziaria del capitolo di spesa 07001-03 relativo ai contributi previsti dall'art. 1 lett. c) della L.R. 21.04.1955, n. 7 per l'organizzazione di manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico, per l'esercizio 2000 è incrementata di lire 6.000.000.000.
IN DIMINUZIONE
Cap. 07021 2000 lire 6.000.000.000
IN AUMENTO
Cap. 07001-03 2000 lire 6.000.000.000 (36)
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, io ero convinto che la Giunta regionale illustrasse questo emendamento , ne spiegasse le ragioni, perché molto probabilmente ci sono motivazioni profonde che hanno portato la Giunta regionale a smentire quello che l'Assessore dice, cioè di voler privilegiare le spese in conto capitale rispetto alle spese correnti.
Anche poco tempo fa, nel corso di una conferenza stampa l'assessore Pittalis ha dichiarato che l'intendimento della Giunta è proprio quello di ridurre le spese correnti. Ora, questo primo emendamento va in senso contrario a queste dichiarazioni, e comunque, assessore Pittalis, c'è un'incapacità alla programmazione. Perché il Consiglio regionale, la Giunta regionale, questa maggioranza hanno approvato il bilancio e in questo capitolo erano previsti un miliardo e trecento milioni. Che cosa è successo di così importante in questi mesi quali sono le ragioni che hanno portato la Giunta regionale a dire che per i lavori socialmente utili non ci sono i fondi, mentre si trovano con molta facilità sei miliardi per spettacoli che non so neanche quando verranno programmati, perché questo provvedimento sarà esecutivo a fine agosto e gli spettacoli terminano quasi tutti in quel mese.
Quali sono le ragioni che spingono anche il collega Cossa e il presidente La Spisa a dire che anche attraverso questo provvedimento si può creare occupazione. Guardate, ci sono tanti modi di creare occupazione, il centro-destra nella scorsa legislatura ha predicato in continuazione che era necessario aumentare le spese in conto capitale ed evitare le spese non necessarie, non urgenti, non rispondenti ai drammi che la Sardegna, comunque, in questo momento sta vivendo. Sostenevano queste tesi il collega Casu, che non c'è più, ma anche il collega Biggio, e il collega Pittalis.
Io mi auguro che la Giunta, nell'intervento che dovrà fare, spieghi quali sono le ragioni che hanno portato a quintuplicare la spesa prevista per gli spettacoli, spesa che è passata da 1 miliardo e trecento milioni a 7 miliardi e trecento milioni. Il rimpinguamento di questa voce presuppone che non siete neanche in grado di prevedere gli spettacoli che vengono organizzati da altri enti, comuni, associazioni, Pro Loco, c'è qualcosa che non funziona; perché i grandi spettacoli sono già stati sovvenzionati nella finanziaria di quest'anno. Quindi queste grandi manifestazioni ci volete dire quali sono e perché vengono avanzate queste richieste?
Io sono convinto che la Giunta anche per l'immagine, farebbe bene ad accantonare questo emendamento, soprattutto perché è il primo in questo assestamento. Potremmo sospenderlo e riprenderlo in seguito,dopo aver valutato altre esigenze che la stessa Giunta, la stessa maggioranza potrebbero condividere nel prosieguo dell'esame di questo provvedimento.
Io quindi chiedo alla Giunta regionale in primo luogo di spiegare le motivazioni di questo emendamento e, comunque, perlomeno di sospenderlo. Ritengo infatti sia il caso di cercare di soddisfare le le richieste dei singoli Assessorati su problemi ben più urgenti, ben più importanti che non una serie di spettacoli organizzati nel mese di settembre. Occorre dare una risposta ai tanti drammi che si vivono nella nostra Isola. E' stato fatto l'esempio della Scaini, sono stati fatti gli esempi dei lavori socialmente utili, ma ci sono decine di altri esempi possibili; ebbene, in una situazione di carenza di risorse, come la Giunta spesso dichiara, credo che tutto il Consiglio regionale debba avere la capacità di utilizzare meglio questi fondi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Bruno. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (I Democratici). Signor Presidente, io ho sempre sostenuto, e ne sono ancora più convinto oggi di fronte a questo articolo e a questo emendamento, che il bilancio, quando arriva all'attenzione dell'Assemblea, ponga sempre più una questione morale, cioè spendere i soldi e spenderli bene. Io credo che ciascuno di noi si debba fare carico di questo impegno.
Questo emendamento è un esempio emblematico; perché, a parte il fatto che non sappiamo le ragioni per cui è stato presentato , io credo che comunque arrivi tardivamente, arrivi tardivamente perché è privo di una programmazione, perché è alla rincorsa, probabilmente, di un fatto che è già avvenuto, oppure si tratta di un'iniziativa che non ha avuto tempestiva accoglienza.
Io ritengo pertanto che all'inizio della discussione della manovra di assestamento presentare un emendamento di questo tipo sia quanto meno poco opportuno dal punto di vista politico, e l'Assessore bene farebbe, eventualmente nella replica, se spiegasse esattamente le ragioni dell'inserimento di questa spesa, che non è di poco conto, sono 6 miliardi, in una situazione della Sardegna che, tutti sanno, non è delle più floride.
Pertanto io inviterei l'Assessore a riconsiderare questo emendamento che, a mio avviso, non può far parte di un impiantoqual è l'assestamento, come prima variazione e senza giustificazione alcuna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (D.S). Signor Presidente, due sole considerazioni. L'emendamento credo che ponga in rilievo l'esigenza di operare un riordino in materia di incentivi per iniziative culturali, turistiche e di programmazione di spettacoli nel territorio. Effettivamente in questo settore gli interventi sono disciplinati da più norme, più leggi, e questo causa qualche volta una sovrapposizione degli interventi. Penso all'articolo 56 della legge finanziaria di 10 anni fa, la numero 1 del '90, che finanzia le grandi manifestazioni, penso alla legge numero 17 del '50 sulla pubblica istruzione che disciplina diversi tipi di manifestazioni. Quindi c'è sicuramente bisogno di un intervento, anche legislativo, forse, che ponga ordine nella materia; io penso che sia anche giusto discutere se, per esempio, venga totalmente rispettata la legge numero 7 del '55, che prevede siano destinati maggiori incentivi a quelle manifestazioni che si svolgono fuori dalla stagione turistica, per favorire proprio un allungamento della medesima. Si vuole fare in modo che la Sardegna venga visitata quindi anche per le espressioni della sua cultura.
La legge numero 7 prevede che siano incentivate le manifestazioni di richiamo turistico non nelle zone totalmente vocate al turismo, cioè le zone di mare, ma nelle zone interne. In effetti il turista, attratto dal mare, arriva in Sardegna, ma può essere attirato nelle zone interne proprio dalle manifestazioni artistiche che in quelle zone interne vengono organizzate.
Quindi la filosofia della legge numero 7, che io condivido, è quella di allungare il periodo della stagione turistica, incentivando lo sviluppo del turismo nelle zone interne, utilizzando il richiamo del mare. E' chiaro che i programmi non sempre rispondono a questa esigenza, l'Assessore quando interverrà dirà se il programma che è stato predisposto, o che si vuole predisporre, risponda oppure no a queste esigenze che mi sembrano rilevanti. La seconda considerazione; io penso che sia giusto discutere, contestare o non contestare l'emendamento, respingerlo se si vuole; quello che non mi piace, devo dirlo, senza ovviamente prendere le distanze dai colleghi, è che si utilizzi una vertenza come quella dei lavoratori della Scaini, o che si ipotizzi che si possano utilizzare queste risorse per risolvere quella vertenza, perché di tutto abbiamo bisogno tranne di pensare che la Regione, ancora una volta, debba sostituirsi allo Stato, ai doveri dello Stato, ai doveri delle Partecipazioni Statali, ai doveri del Governo.
Quello che è avvenuto lunedì nell'incontro al Ministero è stato offensivo per i sardi, è stato offensivo per i lavoratori, è stato offensivo per gli amministratori locali e regionali che erano presenti a quell'incontro; c'è bisogno, forse, di una levata di scudi del Consiglio regionale per cui domani proporremo un ordine del giorno. Non ritengo però che si debba usare un dramma umano per reintrodurre un vecchio concetto. Non vorrei che, con questo discorso, si ripercorresse la strada seguita per la Carbosulcis, seguita per altre aziende, perché questo costituisce il vero dramma della Sardegna.
Io credo che noi abbiamo bisogno, non di acquisire aziende, non di sostituirci allo Stato, ma di continuare nell'opera di dismissione delle aziende, così come sta avvenendo, perché questo è l'interesse della Sardegna.
Parliamo quindi di questo emendamento volto a favorire la promozione turistica, diciamo che magari il programma non rispetta la legge, e che la legge forse ha bisogno di essere integrata, anche se io come ho già detto ne condivido la filosofia, ma non mischiamo le due cose, perché richiedono due momenti diversi di discussione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Corda. Ne ha facoltà.
CORDA (A.N.). Presidente, onorevoli colleghi, io non credo ci siano, in questo Consiglio, paladini della povera gente disoccupata e persone, invece, contente di questa situazione drammatica. Io non credo che la sinistra possa dire di essere il paladino dei 352.000 disoccupati che abbiamo in Sardegna e che noi siamo i colpevoli di questa situazione perché, se paladini foste stati, probabilmente questa mattina i 150 operai della Scaini non si sarebbero trovati sotto il Palazzo.
Parliamo di questo emendamento che prevede contributi per promuovere manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico. Del turismo ci siamo riempiti la bocca tutti, anche voi, come grande promessa di sviluppo, l'agricoltura collegata al fabbisogno e all'indotto del turismo, l'allevamento, il settore lattiero-caseario, l'artigianato, i servizi, tutti confidano e fondano la speranza di sviluppo sul turismo, 352.000 sardi sperano, dopo tutti i discorsi fatti in questi anni, tutti confidano che veramente in questa parola magica ci sia il futuro.
Ma i turisti non vengono qui in Sardegna perché noi siamo belli o perché il mare è bello - e lo è - o perché abbiamo mille e settecento, o anche di più, chilometri di coste; i turisti vengono in Sardegna anche e principalmente per questi motivi , ma sarebbero più numerosise ci fossero servizi, divertimenti, spettacoli, in definitiva svago. Dopo aver fatto il bagno, essere stati al mare di mattina e di pomeriggio, alla sera i turisti vorrebbero poter fare altro; ma, come ben sa l'onorevole Tore Sanna, in qualità di sindaco di Villasimius, uno dei problemi che affliggono il settore turistico in Sardegna è l'assoluta carenza di servizi di intrattenimento, di manifestazioni che in qualche modo facciano sentire a proprio agio la gente.
Rimini, Riccione, Cattolica, la Costa Azzurra, Palma di Majorca, Ibiza, la Costa Brava, sono località il cui mare è molto meno bello del nostro, ma sono stracolme di turisti, e sapete perché? Perché ci sono servizi, oltre al mare che non è bello, ci sono spettacoli, c'è il divertimento, c'è l'allegria, perché la gente, quando va in vacanza, vuole l'allegria.
Allora, sostenere che sia uno scandalo destinare 6 miliardi alla promozione di manifestazioni per favorire lo sviluppo del turismoin tutta la Sardegna, mi sembra veramente pretestuoso, mi sembra un non voler affrontare i problemi nella loro concretezza. Voi continuate a parlare su questo emendamento, e noi siamo costretti a rispondere perché ci tirate per i capelli, da un'ora e mezza, e non vi rendete conto che questo Consiglio oggi, in realtà, non ha prodotto altro che parole inutili. Io spero che la maggioranza quest'oggi ci costringa finalmente a lavorare fino alle tre del mattino, se necessario, perché non è possibile andare avanti così. Non è possibile venire in Consiglio e non concludere nulla. Nel corso della mattinata ci sono state quattro interruzioni, non si è riusciti a lavorare.
E poi io voglio sottolineare anche da quale pulpito viene la critica contro questo investimento di 6 miliardi nel settore dello spettacolo, da quale pulpito! Ma, scusate, voi forse avete dimenticato che ci sono cantanti che si chiamano Piero Marras, i Corda e Cannas - che non sono miei parenti - Elena Ledda, il coro di Bitti, Is Cantadores; che sono i cantori della nostra terra, che parlano delle nostre tradizioni, della nostra cultura, del nostro folclore, e voi, che li avete utilizzati fino a ieri, li volete mettere a tacere.
COGODI (R.C.).E chi li vuole mettere a tacere? Tu piuttosto dovresti stare zitto.
PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, avete l'abitudine di interrompere il collega Corda in continuazione, lasciategli concludere l'intervento.
CORDA (A.N.). Sì, ma non ha importanza, io e Cugini ci intendiamo, almeno in questo senso; abbiamo concordato che io avrei parlato per dare l'occasione a Cugini di rispondere, questo ormai è diventato uno show.
Tornando alle cose serie, voi siete una minoranza fino a qualche tempo fa maggioranza, che credeva che lo spettacolo, l'unico possibile, l'unico finanziabile fosse quello a Cuba, ma non è così, amici cari!
Lo spettacolo da finanziare è nella nostra terra, vanno valorizzate le tradizioni, i canti della nostra terra. Ma proprio voi volete mettere a tacere queste persone che fino a ieri avete richiesto per le vostre manifestazioni come vostri cantori. Noi li vogliamo finanziare e voi protestate! Ma che cosa volete, mi domando. Cogodi...
PRESIDENTE. Onorevole Corda, si rivolga alla Presidenza. Prego di non interrompere.
CORDA (A.N.). Caro Presidente, io le chiedo scusa se mi sono permesso di rivolgermi all'opposizione, ma siccome l'opposizione mi interrompe continuamente io tento di tutelarmi alzando il tono della voce; questa è la ragione per la quale mi sono rivolto all'opposizione. Le chiedo scusa, ancora.
Se l'opposizione avesse la compiacenza di fare un'autocritica, proprio con coscienza...
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Prosegua, onorevole Corda, sempre rivolgendosi alla Presidenza, e i colleghi sono pregati di non interrompere.
CORDA (A.N.). Io allora, rivolgendomi alla Presidenza, le chiedo di tutelarmi , e di non consentire agli avversari politici e di coalizione di...
CUGINI (D.S.). Presidente, faccia accomodare gli onorevoli in piedi.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, la prego. Onorevole Corda, prosegua.
CORDA (A.N.). Onorevole Cugini, quando lei volesse parlare di cose amene, diverse da quelle serie delle quali stiamo parlando, la sede del bar credo sia il luogo più adatto, ci beviamo insieme un buon caffè, chiacchieriamo del più e del meno, ma di cose inutili.
Parlando di cose utili, invece, mi sembra che sarebbe opportuno che in quest'Aula si ricominciasse, o si cominciasse finalmente, anzi, perché non lo si è mai fatto, a pensare di lavorare, di parlare di cose serie, che non sono solo gli spettacoli, ma anche provvedimenti come questa manovradi assestamento di bilancio, che è un provvedimento importante, attteso dal popolo sardo.
Ed allora smettetela di perdere tempo e di far perdere tempo, se dovete controbattere, controbattete, ma poi lavoriamo e lavoriamo e lavoriamo.
CUGINI (D.S.). I lavori forzati ci vogliono per te!
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Io sono per "lavorare, lavorare e lavorare", però per poter lavorare occorre anche capire su che cosa si lavora. In questo caso abbiamo di fronte un emendamento che, fino a prova contraria, non è stato nemmeno illustrato, nel senso che chi propone l'emendamento, per altro dal contenuto corposo, trattandosi di uno stanziamento di 6 miliardi, doveva avere cura di illustrarlo all'Aula. I consiglieri hanno necessità di capire, esattamente, qual è il programma della Giunta, non soltanto quali sono le finalità che intende perseguire in termini generali, perché queste le conosciamocome conosciamo esattamente che cosa prevede la legge, ma vogliamo capire che cosa la Giunta deve sanare, oppure che cosa deve finanziare con questi 6 miliardi.
Alcuni colleghi nei loro interventi ricordavano che, poiché siamo ai primi di agosto, il programma che disciplina queste finalità dovrebbe essere, in osservanza alla legge, se non è cambiato qualcosa nelle direttive di cui non mi sono accorto, completamente stilato; di conseguenza dovremmo trovarci di fronte una situazione chiara. Dovremmo già sapere quali sono i criteri di assegnazione, quali sono i comuni che hanno presentato la domanda, quali sono gli eventuali enti beneficiari; e, sulla base di queste indicazioni, anche le risultanze derivanti dall'applicazione delle direttive dell'Assessore competente. Quali sono, eventualmente, i comuni esclusi, quali sono le iniziative che non si possono finanziare, qual è il budget di spesa, considerando che vi era già a disposizione 1 miliardo e 300 milioni.
Insomma, questa serie di considerazioni è necessaria affinché questo Consiglio approvi o bocci questo emendamento conoscendo il merito della questione, e non soltanto facendo riferimento a questioni di carattere generale come, giustamente, hanno detto i colleghi in precedenza.
Su questo provvedimento sono stati presentati 150 - 160 emendamenti, io vi prego di esaminarli uno ad uno e di verificare a quanti non è stata data risposta o sono stati respinti, in Commissione, perché privi della dovuta copertura finanziaria.
Allora, se non abbiamo una conoscenza specifica del problema in questione, e se dobbiamo esprimerci attenendoci alle indicazioni di carattere generale, io sono portato di sicuro a respingere questo emendamento, perché soltanto leggendo i testi degli emendamenti, posso verificare che di sicuro alcuni prevedono misure molto più importanti ed indifferibili, a mio avviso, rispetto a quelle previste nell'emendamento 5, misure che riguardano anche il settore turistico e che non sono state prese nella minima considerazione.
Qui si parla di dare una risposta ai turisti che arrivano in Sardegna; ma sapete voi che a tutt'oggi arrivano migliaia di turisti a Porto Torres, e che passano da questo porto della Sardegna più di un milione e 500 mila turisti ogni annoche non hanno nemmeno un servizio igienico a disposizione? Ma volete andare a sentire i turisti, quando arrivano in questa città, o quando partono per ritornare in continente, per sapere quale ricordo hanno di questa Isola? O forse si ricordano della grande manifestazione?
Rispetto a questo problema mi risulta che in Commissione avete detto no ad un emendamento che prevedeva unoo stanziamento nettamente inferiore a quello che voi impegnate nell'emendamento numero 5. Io voglio vedere che cosa risponderete quando arriveremo a quel punto.
Ma di questi esempi ne potrei fare altri, perché fra questi 160 emendamenti di sicuro, a mio avviso, e l'ho già detto, alcuni contengono problematiche assai importanti, che non sono state prese nella dovuta considerazione.
Mi sembra quindi che stiamo cominciando male, per cui io intanto chiedo, come hanno fatto altri colleghi, in primo luogo di sapere esattamente che cosa si vuole finanziare con questi 6 miliardi; in secondo luogo di sospendere questo emendamento, accantonando questa dotazione finanziaria alla fine, e proseguire nella discussione al fine di decidere in maniera più appropriata e convinta.
Inoltre, un emendamento analogo è previsto all'articolo 10, per cui si è ipotizzato di spostarlo sull'articolo 1, io propongo invece di mantenerlo in capo all'articolo 10, in modo da avere il tempo di riflettere, di ragionare tutti un po' più a mente fredda, per rendere veramente un buon servizio alla Sardegna.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.S.D.). Signor Presidente, temo che stavolta l'onorevole Cugini avrà qualche difficoltà a tessere le solite lodi ed i soliti elogi nei confronti dell'onorevole Corda, che reputa uomo di grande saggezza, se non altro perché vi è un difetto di impostazione che è questa costante di uno sguardo sempre retrospettivo, uno sguardo al passato. E pare quasi, ove nel passato si fossero commessi errori, e se ne sono commessi, che per il presente e per il futuro li si possa utilizzare, abbarbicandosi a essi, come scusante. Il passato è passato, cerchiamo di vivere operando al meglio nel presente, per vedere che tipo di futuro riusciamo a costruire.
Entrando nel merito dell'emendamento a me è parso di capire, anche negli interventi degli altri colleghi dell'opposizione, che non vi sia certamente alcun pregiudizio né politico, né tanto meno culturale, nei confronti di un emendamento che voglia destinare risorse ad un settore quale quello del turismo, quale quello della cultura. Vengono però mosse due contestazioni. Una primacontestazione è sul perchè l'emendamento compaia in questa fase. Ci si chiede a quale parte di programma l'emendamento faccia riferimento, su quali presupposti poggi la propria sostanza,di che tipo di manifestazioni si tratti?, che cosa smuova nel territorio, se vi sia una programmazione seria al riguardo o solo la volontà e l'esigenza di mettere un po' di risorse da una certa parte. Si dice comunque che in qualche modo, in qualche maniera, domande ne perverranno, e queste risorse in ogni caso, verranno spese; ma certo questo non è il modo di programmare la spesa, Il secondo appunto o contestazione che si muove è questa. Si tratta di grandi eventi, almeno parte di queste risorse mi paiono allocate in quella direzione, e poco conta che nel passato, come dice l'onorevole Corda, non sia stato fatto, ma forse sarebbe opportuno iniziare a porre rimedio a questa mancanza e fare un po' di chiarezza fra Assessorati che si occupano di grandi eventi; i allo stato attuale, infatti, le competenze sono divise tra troppi Assessorati.E, anche indipendentemente dalla volontà degli Assessori, siccome in quest'aula non sappiamo nulla dei programmi, potrebbe anche esserci un intrecciarsi di spese, e quindi le spese diventare eccessivamente o difficilmente, sotto questo profilo, giustificabili.
Noi saremmo d'accordo se vi fossero risposte a quelle domande, perché siamo consapevoli che la civiltà di un popolo si misura anche attraverso queste espressioni e queste iniziative. Però, badate, la civiltà di un popolo, prima la si misura attraverso altri parametri, e i parametri, mi dispiace richiamarlo, sono quelli che altri colleghi indicavano. Poco conta che si sia fatto riferimento espresso alla Nuova Scaini. Si è fatto riferimento espresso alla Nuova Scaini perché era l'ultimo episodio di cui si è parlato stamattina, non necessariamente in stretto collegamento con le risorse che vengono stanziate in questo emendamento, ma come problematica che è sul tappeto; e occuparsi e il dare risposte a questa problematica, attravverso qualunque strumento, rappresenta in ogni caso anche per questo Consiglio regionale, per il ruolo che questo Consiglio regionale è chiamato a svolgere anche in quel settore, anche in quei settori dei quali non ha una responsabilità diretta, non solo un dovere, ma un fatto di grande civiltà.
Si è parlato di turismo, ma il turismo intendiamo incentivarlo, attirare nuove occasioni di investimenti attraverso quelle norme intruse che sono contenute nella legge finanziaria, e che tendono a semplificare o ad escludere quei percorsi che erano obbligatoriamente presenti, invece, attraverso lo strumento della V.I.A.? Si incentiva in questo modo il turismo? Oppure il turismo lo si incrementa attraverso un ordine del giorno, che ho visto circolare, a firma, mi pare, di tutti i consiglieri, esclusi i consiglieri assessori, ma di tutti i consiglieri dell'attuale maggioranza, ordine del giorno in cui si invita lo stesso Consiglio regionale ad abrogare la legge numero 31 dell'89?
Ma se il Consiglio regionale dovesse decidere di abrogare una legge, non avrebbe esso stesso la facoltà e la pienezza dei poteri per farlo? Se la maggioranza ritiene che possa essere puramente e semplicemente abrogata, così come parrebbe da quell'ordine del giorno, non sarebbe più naturale che la maggioranza presentasse, allora, in Consiglio regionale, un progetto di legge alternativo a quello della legge 31, anziché limitarsi, invece, a presentare in questa sede ordini del giorno che non hanno senso alcuno?
Bene, ciò detto, visto che quelle specificazioni che venivano chieste…
SANNA SALVATORE (D.S.). La legge numero 31 è sui parchi.
BALIA (F.S.D.).Certamente, io sto parlando proprio della legge numero 31 sui parchi. Visto che mi pare non possano essere avanzate delucidazioni in questa direzione, in ogni caso noi riteniamo che sia manifestazione di maggiore civiltà, certamente, destinare risorse a questi settori, ma una volta che si siano soddisfatte altre esigenze che sono prioritarie, e che attengono, se mi consentite, alla dignità dell'uomo, cioè alla garanzia dei posti di lavoro.
E, al riguardo, voglio rammentare che la quasi totalità degli emendamenti, che sotto questo profilo sono stati presentati dall'opposizione, e che miravano a garantire nuove occasioni di lavoro, ricordo uno per tutti quello della possibile stabilizzazione dei lavoratori impegnati nei lavori socialmente utili, non ha, allo stato attuale, trovato accoglimento. E allora, finché non troveranno accoglimento quelle domande, che sono domande più serie e più pressanti, naturalmente non potremo essere favorevoli a emendamenti di questo tipo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, intervengo brevemente per fare due considerazioni, assolutamente nel segno della funzionalità dei lavori. La prima è questa; noi crediamo che l'Assessore abbia percepito e segnato la domanda che faceva il collega Fadda, però vogliamo chiarire. Il problema è di questa natura. Se nel bilancio era previsto uno stanziamento di un miliardo e qualcosa, la Giunta poteva prendere impegni solamente entro quella cifra; ora, ammesso e non concesso, noi siamo contrari, ma lo voterete di sicuro, che passi l'emendamento sui 6 miliardi si potranno prendere impegni solamente dalla data di promulgazione della legge. Credo debba essere chiaro che non è consentita la retroattività degli impegni di spesa finanziati con uno stanziamento previsto oggi con legge, è la legge che lo consente, e la legge di assestamento di bilancio entra in vigore dalla data della promulgazione, quindi non è assolutamente possibile una retroattività dell'assunzione degli impegni.
Se questo è vero noi chiediamo, e lo chiediamoattraverso la Presidenza del Consiglio, quindi nel modo più formale possibile, perché l'Aula è la massima sede della formalizzazione, che il Presidente del Consiglio formalmente, a nome di chi parla, domandi le necessarie informazioni alla Giunta su questo punto; vogliamo sapere cioè quali sono i programmi approvati ed, eventualmente, quali saranno quelli da approvare.
A questo punto vorrei che la Presidenza del Consiglio fosse consapevole di quello che stiamo dicendo, cioè assumesse l'obbligo di chiedere le informazioni e le trasferisse ai colleghi, a me e a quanti condividono la mia richiesta, perché noi immagino faremo un dibattito in merito al controllo degli atti posti in essere dall'Esecutivo. Noi siamo a favore del superamento del controllo della Corte dei Conti, ma a vantaggio di una azione di trasparenza e di informazione del Consiglio regionale.
Il primo punto è che gli uffici prendono informazioni; il secondo punto è che noi abbiamo fatto uno sforzo, e credo che non farete fatica a crederlo, per limitare i nostri emendamenti, perché vorremmo andare più speditamente nella discussione di questo provvedimento. In Commissione, e il Presidente della Commissione ce ne potrà dare atto, sui nostri emendamenti non abbiamo posto in essere alcuna attività dilatoria. Chiediamo al Presidente del Consiglio e al Presidente della Commissione di poter sapere quanti sono gli emendamenti della maggioranza, quanti quelli dell'opposizione e quanti quelli della Giunta. Bene, cari colleghi, gli emendamenti presentati dalla maggioranza e dalla Giunta sono più numerosi di quelli presentati dalla opposizione.
Allora mi chiedo come qualche collega possa dire che stiamo facendo perdere tempo. Vi assicuriamo che chiedere a tutti noi di moderarci nella presentazione degli emendamenti, è stato un atto di grande responsabilità e di grande autodisciplina; però ci siamo trovati di fronte ad una quantità di emendamenti della maggioranza e della Giunta direi certamente superiore alla nostra. Allora siete voi che state stiracchiando i tempi!
In Commissione abbiamo lasciato a voi ogni decisione sull'accoglimento o meno di tutti gli emendamenti, senza nessun tipo di contestazione; benissimo, oggi voi siete i responsabili della presentazione del maggior numero di emendamenti.
Signor Presidente del Consiglio, anche in questo occasione abbiamo ispirato la nostra azione alla massima disponibilità al dialogo, e la stiamo ribadendo ancora in quest'Aula. Disponibilità che abbiamo ribadita formalmente, la ribadisco io, l'hanno ribadita i miei colleghi, a patto che ci sia un po' di flessibilità e di attenzione sui grandi problemi economici e sociali, dai patti territoriali ai servizi socialmente utili, ma ancora prima che ci sia da parte vostra il rispetto delle leggi, in particolare delle leggi di contabilità.
Qualche collega in questi giorni mi ha confermato che i patti si mantengono. Noi intendiamo mantenere i patti, ma chiediamo a voi di mantenere quelli che abbiamo sottoscritto solennemente in legge. L'approvazione della legge di contabilità ha costituito un patto solenne. Quando eravate all'opposizione, immagino anche adesso, molti di voi hanno sostenuto con serietà e coerenza che le cosiddette norme intruse andavano rimosse per evitare che la legge finanziaria ridiventasse una legge omnibus; badate, adesso potrete anche avere la sensazione che vi convenga, però sarà difficile nella prossima legge di bilancio frenare tutte le diverse spinte. Lo dico con la massima serietà, con la massima schiettezza, se mi consentite anche con la massima amicizia, sarà difficile frenare le spinte di tutti i colleghi che nella legge finanziaria vorranno mettere di tutto. Ci troveremo di fronte leggi finanziarie con centinaia di emendamenti. Nessuno di noi si scandalizza per la presentazione di un emendamento intruso che può rendere un servizio utile, ma non sono tali quegli emendamenti intrusi che modificano discipline sostanziali, dall'urbanistica al personale, alle riforme istituzionali. Cari colleghi, questa non è la sede per una politica di questo tipo.
Io, nel ribadire la disponibilità al confronto e al massimo del dialogo e della collaborazione, credo che la nostra richiesta preliminaredi rispetto delle leggi meriti da parte vostra la massima attenzione.
Per concludere, vorrei chiedere alla Presidenza del Consiglio regionale di comunicarci tramite gli uffici l'elenco delle norme, contenute nel pacchetto degli emendamenti, che non sono coerenti con la legge di contabilità. Chiediamo un'istruttoria rapida, ma avere l'elenco di queste norme intruse sarà illuminante per tutti noi..
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pacifico. Ne ha facoltà.
PACIFICO (D.S.). Grazie Presidente, in merito all'emendamento che è all'esame dell'Aula, e in riferimento all'intervento dell'onorevole Corda sullo stesso, vorrei dire che per me è stato un déjà vu, perché io oltre a far parte del Consiglio regionale faccio parte anche di un Consiglio comunale nel quale, questa notte, fino allo quattro abbiamo discusso di problemi similari, su quali siano cioè le priorità degli interventi. Mi sembra questo infatti il concetto fondamentale che è stato sviluppato nel corso degli interventi. L'attenzione, le osservazioni, prestate ad una proposta, la sua eventuale approvazione dipendono dal grado di priorità assegnato all'impegno che si assume con quella proposta. Si tratta quindi di una questione di sensibilità, evidentemente questa parte dell'Aula ha una sensibilità diversa rispetto all'altra parte.
Questa notte in consiglio comunale a Selargius è accaduto che una maggioranza di centro-destra abbia dismesso opere importanti dal punto di vista dell'utilità pubblica, tra cui un asilo nido pubblico, e contemporaneamente abbia dirottato fondi verso manifestazioni quali una sfilata di moda o l'elezione di Miss Italia.
Il dato fondamentale è che noi riteniamo prioritarie, e quindi doverosamente le portiamo all'attenzione di questo Consiglio attraverso la presentazione di emendamenti, le problematiche attinenti il lavoro, i servizi sociali, i servizi diffusi sul territorio rispetto alle grandi manifestazioni turistiche che, io concordo completamente con l'intervento dell'onorevole Marrocu, vanno regolamentate. Vi è infatti un notevole "marasma" in questo settore, data la sovrapposizione di enti che gestiscono queste risorse. Non si può biasimare una sensibilità differente, per tutti noi è prioritario difendere istanze di un certo tipo, come quella relativa ai lavoratori della Scaini, che è stata ricordata perché era l'ultimo avvenimento in ordine cronologico, non certo per motivazioni i strumentali; e potremmo elencare tanti altri fatti simili.
Condivido inoltre il discorso sviluppato dall'onorevole Vassallo sui servizi che, nel settore del turismo credo siano l'aspetto più rilevante rispetto a quello puramente ludico rappresentato dagli spettacoli; onorevole Corda, io credo che i turisti si aspettino da noi proprio i servizi, perché un turista, alle otto di sera, quando rientra dal mare più che gli spettacoli forse vorrebbe l'acqua, che a volte non trova perché dai rubinetti non ne sgorga neanche una goccia. Io credo quindi che questa tematica vada affrontata in maniera più approfondita e più completa
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, vedo che chiede di parlare. Intende parlare sull'ordine dei lavori o intende di nuovo intervenire ?
COGODI (R.C.). Perché di nuovo? E' stato inserito un emendamento.
PRESIDENTE. Il suo è stato il primo intervento. COGODI (R.C.). Questo emendamento è stato inserito dopo il mio intervento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Non intervengo, grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Demuru. Ne ha facoltà.
DEMURU (D.S.). Signor Presidente interverrò molto brevemente. L'onorevole Cogodi ha fatto riferimento all'emendamento 36 che è stato spostato sull'articolo 1; a me, sentendo tutti gli interventi, è sorto il dubbio che l'emendamento 36 non si dovesse spostare all'articolo 1. O meglio, mi sembra che l'emendamento 36 vada discusso assieme all'emendamento 5, stante che hanno più o meno riferimenti simili o uguali, tranne che in un punto, ed è questo il motivo del mio intervento, ed è il punto relativo alla struttura finanziaria.
Io non voglio entrare nel merito della utilità o della priorità degli interventi che questo emendamento della Giunta prevede e preordina, ma in brevesottolineo che l'emendamento 5 della Giunta prevede un aumento del bilancio dell'Assessorato del turismo, aumento che invece non prevede l'emendamento 36. La domanda che rivolgo, quindi, alla Giunta intanto è quale dei due strumenti finanziari predilige. Molti dei colleghi intervenuti hanno svolto una serie di considerazioni, alle quali io mi richiamo, e che condivido; in particolare hanno sottolineato l'esigenza di accantonare unariserva finanziaria da destinare eventualmente ad altri emendamenti che, pur regolarmente presentati, magari sono privi di copertura; , o qualora non venissero utilizzati questi sei miliardi, che andrebbero ad aggiungersi al bilancio dell'Assessorato, tenerli di riserva per coprire oneri finanziari derivanti da nuovi investimenti.
Pertanto, poiché la maggioranza sembrerebbe ritenere indispensabile questa manovra da sei miliardi da imputare al capitolo 07001/03, io invito i colleghi, della maggioranza soprattutto, a accantonare questa dotazione finanziaria come riserva da destinare a ulteriori, eventuali, provvedimenti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Presidente, per ricordare, e non sarà male farlo, che ogni consigliere a norma dell'articolo 78, secondo comma, ha diritto di parlare per non più di dieci minuti sul complesso dell'articolo e degli emendamenti.
PRESIDENTE. Onorevole Biggio, l'ho già fatto presente, questo. Prima di dare la parola all'onorevole Cogodi, poiché questa Presidenza ha prospettato la possibilità che l'emendamento 36 venga spostato all'articolo 1, dato il contenuto pressochè identico a quello dell'emendamento 5, la Presidenza su questo spostamento vorrebbe il parere dei presentatori e della Giunta.
Ha domandato di parlare il consigliere Cossa. Ne ha facoltà.
COSSA (Patto Segni-Rif. Sardi). Presidente, per noi non ci sono problemi a trattare adesso questo argomento, credevamo che la questione fosse già stata risolta quando lo stesso Presidente aveva proposto la unificazione. Non riteniamo francamente che si debba reintervenire, considerato anche che la materia è la stessa.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà. Tenga conto del contesto nel quale interviene.
COGODI (R.C.). Certo, Presidente, teniamo conto del contesto nel quale interveniamo.
PRESIDENTE. Onorevole Cogodi, ho fatto questa specificazione per ricordarle che è già intervenuto sulla materia.
COGODI (R.C.). No, sulla materia sono intervenuto per la parte che era conosciuta, cioè quella che è contenuta nell'emendamento numero 5, non sono intervenuto, non avendo ancora, pur tra tante doti, anche quella divinatoria, sull'emendamento numero 36 relativamente alla parte chedifferisce dall'emendamento numero 5. Infatti, la sua attenzione, signor Presidente, opportunamente si è posata sull'emendamento 36 in un momento successivo a quello nel quale io ho iniziato e ho terminato di svolgere il mio intervento. Quindi io sull'emendamento numero 36 non ho potuto dire nulla, perché non era posto in discussione, , ma ovviamente intervengo solo sulla parte di cui ho già detto perché non è il caso, proprio, che qui ci ripetiamo.
Ora, a me pare di tutta evidenza, da questo primo "assaggio" di discussione, che già siamo al punto nodale del confronto politico su questo provvedimento di assestamento e di variazione di bilancio e di disposizioni varie. E cioè, la Giunta regionale e la maggioranza accedono almeno ad alcune delle questioni più essenziali, se volete anche parziali, di cui l'opposizione si è fatta interprete e rispetto alle quali questioni la Giunta regionale e la maggioranza non hanno detto "No", hanno detto "Sì, le vostre proposte sono ragionevoli, sono anche giuste, andrebbero soddisfatte, però abbiamo difficoltà di copertura finanziaria". Ora, è di tutta evidenza che questa difficoltà vi è rispetto alla mole di richieste che tutti vorrebbero avanzare, diceva bene il collega Selis, ma l'opposizione si è limitata ad avanzarne solo alcune, quindi ha limitato la sua domanda. Però alcune di queste cose noi le abbiamo prospettate nella consapevolezza che siaono assolutamente necessarie, tanto necessarie che anche voi le avete riconosciute come tali.
Allora, avvicinando il ragionamento al nocciolo, la Giunta che prenderà la parola su questo primo emendamento al primo articolo di questo provvedimento, è in grado di dire, in apertura del confronto, adesso, se alcune di quelle ragioni che avete ritenuto valide, non quelle che voi giudicate non fondate, quelle che giudicate fondate, possono o no essere soddisfatte nell'ambito della manovra di insieme, nell'equilibrio degli interventi che sono presenti nel provvedimento in discussione?
Il riferimento, è chiaro, è alla proposta, anche nella versione più morigerata, cioè quella più graduale, di impedire che siano mandati a casa, come si suol dire, gli oltre quattromila lavoratori impegnati nei lavori socialmente utili presso i comuni della Sardegna, che percepiscono questo 'unico reddito, abbastanza misero. Lo Stato garantisce ormai per questi lavoratori solo il cinquanta per cento dei finanziamenti e l'altro cinquanta per cento è posto a carico, dalla legge dello Stato, degli enti locali in Sardegna. Gli enti locali sarebbero i comuni, ma abbiamo detto che nei comuni intanto questo personale non è distribuito in modo equilibrato, perché la gran parte di esso fa carico ai comuni nei quali risiede perché proviene dalle aree industriali in crisi; ed allora occorre un piano regionale che utilizzi quel cinquanta per cento di risorse messe a disposizione dallo Stato per consentire ad oltre quattromila famiglie in Sardegna di poter ancora campare con poco più di un milione al mese: Allo stato delle cose, se si accantonasse il fondo che si prevede essere necessario, l'operazione costerebbe intorno ai trenta miliardi, però adottando la versione graduale, che è pure prevista in un emendamento, potrebbe essere contenuta nei limiti di dodici miliardi.
Ancora non abbiamo parlato di tante cose di cui dovremmo parlare; sulla legge numero 28 dell'84 non ci avete fornito i dati, ma davvero voi pensate che in merito alla "28", in questo momento, quella "28" anomala, quella sotto osservazione da parte dell'Unione europea, quella per cui non si sa neppure se verrà ammessa la spesa di una lira, che non si possa meglio graduare l'intervento regionale? Non dobbiamo finanziare tutto questo dopodomani, nel mese di agosto, prima del prossimo bilancio.. Non si potrebbe graduare anche in questo caso per meglio vedere, approfondire, mettere in ordine le cose e recuperare un po' di risorse per rispondere ad alcune emergenze? La prima di queste emergenze è quella relativa alle oltre quattromila famiglie che vivono dei lavori socialmente utili.
La Giunta concentri adesso, all'inizio della discussione, la sua attenzione perché poi discuteremo tutti gli emendamenti, e dovremo, come dire, riproporre queste questioni che sono serie per noi e per voi, perché avete detto di essere d'accordo, e siccome siete d'accordo bisogna solo compiere alcune operazioni di ordine finanziario per dare risposta a queste istanze. Così come per non perdere i due - tre miliardi per la stazione marittima di Porto Torres, è stato detto, e tutti dicono di essere d'accordo, che serve il co-finanziamento regionale pari a due miliardi, due miliardi e mezzo. Possibile che, parlando di turismo, non si riesca a dire che un milione e più di persone che arrivano in Sardegna a Porto Torres, non hanno neanche un servizio igienico a disposizione, non hanno nulla, non c'è una stazione marittima in quella che è considerata una delle porte di accesso alla Sardegna più importanti, dove passa più di un milione di persone. Possibile che non si trovino in questa manovra quei due, due miliardi e mezzo necessari oltretutto per non perdere, peraltro, gli altri due-tre miliardi provenienti dallo Stato o anche da altreistituzioni?
Ci sono poi da considerare quelle altre iniziative che non costano nulla in termini finanziari, costano un po' di buon senso alcune, forse non tutte. Ora voi conoscete bene la regola secondo cui chi comanda fa legge, voi oggi comandate quindi farete la legge, però non pretendete, comandando, di fare la legge esattamente come volete voi, né la nostra rinuncia a dire quello che pensiamo. Voi farete la legge perché comandate. Però vedete di riuscire a temperare un poco questa voglia di comando e a concordare alcune norme sostanziali. Presidente, lei è noto per essere una persona flemmatica...
PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Cogodi, ma la prego di concludere, perché lei ha avuto un supplemento di parola.
COGODI (R.C.). No, io non ho avuto un supplemento di parola.
PRESIDENTE. Sì, lei ha avuto un supplemento di parola su un emendamento uguale all'emendamento numero 5.
COGODI (R.C.). Io sto parlando sull'emendamento numero 36 che lei ha posto in discussione successivamente.
PRESIDENTE. Uguale al numero 5, comunque, la prego di non polemizzare.
COGODI (R.C.). Sarà uguale, come dice lei, ma non è uguale perché attinge le risorse da un altro capitolo e cambia sostanzialmente di contenuto.
PRESIDENTE. Lei ha avuto la parola dieci minuti sull'articolo e sugli emendamenti. La prego di concludere.
COGODI (R.C.). Non voglio polemizzare con lei, non ne ho proprio nessuna voglia.
PRESIDENTE. No, infatti, non è questo il caso.
COGODI (R.C.). Ho concluso; ci sono delle proposte ritenute valide anche da gran parte della maggioranza, che non costano neanche una lira, quindi alcune norme sostanziali, delicate, come le normative urbanistiche, ambientali, istituzionali e di altra natura, ritengo debbano essere considerate, con una visione d'insieme, all'interno delle leggi di settore. Io mi chiedo che cosa ci vuole a prendere in considerazione, seriamente, delle proposte che sono ragionevoli, tanto ragionevoli che voi stessi o in tutto o in gran parte dite di condividere.
Ho voluto esprimere la nostra opinione adesso, parlando su questo emendamento numero 36, perché so che ci sono tanti emendamenti prima del 36, e so anche che ce ne sono tantissimi dopo il 36 a partire dal 37. Forse se ragioniamo, poco poco, ci aiutiamo vicendevolmente a risolvere questo e anche qualche altro problemino successivo.
PRESIDENTE. Chiedo scusa ai colleghi, naturalmente tutto è possibile, o quasi tutto è possibile nell'aula parlamentare, nel rispetto del Regolamento. L'emendamento 36 non è una materia nuova che è stata introdotta nel corso della discussione, è la medesima materia che era stata proposta come emendamento all'articolo 10. Se dobbiamo riaprire la discussione sull'emendamento 36 io credo sia meglio discuterlo all'articolo 10.
Ha domandato di parlare il consigliere Pusceddu. Ne ha facoltà.
PUSCEDDU (D.S.). Ho sempre apprezzato la sua imparzialità nel dirigere i lavori d'Aula, per cui nel momento in cui lei ha dato la parola all'onorevole Cogodi, un mio collega, sull'emendamento 36, la vorrei anch'io perché penso di avere gli stessi diritti.
PRESIDENTE. Lei ha ragione da questo punto di vista, infatti mi richiamo soltanto al buon senso dei colleghi.
PUSCEDDU (D.S.). Allora io mi appello alla sua imparzialità.
e non avendo avuto modo di poter discutere sull'emendamento 36, e su questo vorrei parlare, le chiedo di concedermi la parola.
PRESIDENTE. Io consento di parlare purché questo non significhi che riapriamo una discussione appena conclusa parlando dieci minuti ciascuno, perché se è così riportiamo l'emendamento 36 al punto al quale era stato presentato.
PUSCEDDU (D.S.). lo voglio fare solo alcune brevissime osservazioni sull'emendamento 36 che è diverso come impostazione rispetto all'emendamento 5. Come ha poc'anzi l'ha sottolineato il collega Demuru, l'emendamento 36 interviene sulle disponibilità di bilancio dell'Assessorato del turismo operando, diciamo, una variazione interna sulle dotazioni di quell'Assessorato, e lo fa con una manovra che io non condivido perché vengono comunque sottratte risorse per le spese in conto capitale, perché il capitolo 07021 riguarda il versamento ai fondi istituiti presso gli istituti di credito per la concessione di concorsi in conto interessi e in conto canoni alle imprese turistiche.
A questo proposito io vorrei sapere dall'Assessore se questa operazione è percorribile e chiedere il motivo per cui, eventualmente, questi soldi sono ancora nella disponibilità finanziaria dell'Assessorato, pur essendo la legge finanziaria e di bilancio in vigore già dal 20 aprile, poiché non sono stati riversati invece i dieci miliardi agli istituti di credito.
Un'altra differenza sostanziale tra i due emendamenti è che l'emendamento della Giunta opera una denominazione di capitolo, perché nel capitolo non c'è più il riferimento ai contributi ai comuni di Lanusei e di Villasimius, cosa che invece permane nell'emendamento 36. E con questa osservazione mi riferirisco alla considerazione in materia di controllo che ha fatto l'onorevole Selis, se si aumenterà la dotazione del capitolo 07001/03, siccome stiamo parlando di provvidenze, non potranno essere utilizzati questi fondi per attività già effettuate, anche perché la nostra legislazione regionale dice che i criteri di concessione dei contributi devono essere predeterminati a monte per dare a tutti i cittadini, a tutti i soggetti che possono avere interesse ad accedere a delle provvidenze regionali, la possibilità di fare domande anche nel limite, diciamo, delle norme generali che prevedono una suddivisione delle risorse per aree programma.
Ma l'osservazione che io vorrei fare è prettamente di natura politica e la rivolgo all'Assessore competente, per dire che attraverso questo atteggiamento di improvvisazione intervenendo, però, sostanzialmente, sulle disponibilità assegnate al settore del turismo, stiamo operando a colpi di emendamento delle mutazioni fondamentali nel settorein questione. Qui diversi colleghi, anche della maggioranza, hanno ribadito il ruolo fondamentale assegnato al settore del turismo. E' stato detto sui giornali, ripetutamente e soprattutto attraverso le dichiarazione del partito politico a cui appartengono sia l'Assessore del turismo che uno dei presentatori dell'emendamento 36, che il settore del turismo, così com'è articolato nella nostra regione, non funziona e va profondamente riformato, che va riformato l'Esit. Però, badate bene, se noi riflettiamo sulla dotazione finanziaria, vediamo che stiamo affidando, in una gestione centralizzata delle risorse, all'Assessorato del turismo 7 miliardi e 300 milioni che superano i sette decimi della dotazione data all'Esit, ed è una cifra pari a quanto questa Regione dà ai quattro enti provinciali del turismo e a tutte le aziende di soggiorno. Istituti ed enti, questi, che comunque hanno il compito statutario e la missione di fare promozione turistica. Allora, comunque, si evince che c'è una contraddizione rispetto all'approccio. Se il settore del turismo, così com'è articolato non va bene, presentate una proposta di riforma, portatela in Aula, e in quella circostanza discuteremo anche delle risorse finanziarie e delle dotazioni da assegnare direttamente all'Assessorato, e di quelle da assegnare, invece, agli enti strumentali operanti nel settore del turismo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Intervengo solo per qualche osservazione di carattere generale, anche perché ritengo che alle osservazioni mosse da alcuni colleghi nei loro interventi debba opportunamente dare risposta più compiuta, il collega Assessore del turismo, Roberto Frongia.
Intanto anche la Giunta pone una questione di metodo. La Giunta è molto attenta al dibattito che si sviluppa all'interno dell'aula tra le forze politiche, dibattito utile e interessante, però vuole richiamare anche lo spirito delle interlocuzioni intercorse tra gli stessi Gruppi presenti in aula, ritenendo che la disponibilità già dimostrata da parte della Giunta e della maggioranza nell'accogliere alcuni suggerimenti che sono venuti dall'opposizione ponga il problema di come far proseguire questi lavori.
Noi siamo fermamente convinti che questo provvedimento, fosse anche il giorno di Ferragosto, deve essere approvato senza soluzione di continuità. Questo lo diciamo con assoluta chiarezza e anche, se consentite, con fermezza perché, purtroppo, fuori da questa ovattata aula vi sono le istanze che la stessa opposizione richiamava, delle associazioni di categoria, dei giovani che hanno presentato domande a valere sulla legge 28, i Consorzi fidi, il mondo dell'agricoltura che attendono delle risposte.
La Giunta non può che richiamare, quindi, richiamo che vale innanzitutto per se stessa, al cercare di creare le condizioni per esitare nel minor tempo possibile appunto questo provvedimento.
Sono state poste, quindi, questioni di metodo, che a noi vanno bene, e la Giunta formula un invito, da subito, ai Gruppi di maggioranza ed ai Gruppi di opposizione che hanno presentato emendamenti la cui copertura finanziaria è assolutamente inesistente, o che incidono su capitoli di bilancio per risorse che sono state oramai già impegnate o addirittura già spese a riflettere in merito. Questo noi, come Giunta e come Assessori competenti per settore lo faremo rilevare, sia che si tratti di emendamenti della maggioranza, sia che si tratti di emendamenti dell'opposizione. Questo va al di là dell'altro giusto problema, e dovremo sicuramente fare tutti una riflessione sul contenuto di provvedimenti di questa natura, proprio per rimanere nell'ambito di quei limiti che pongono lo Statuto e la legge di contabilità, come da ultimo modificata nel giugno del 1999.
L'altra questione che ponevano sia l'onorevole Selis sia l'onorevole Fadda sulla programmazione, addirittura l'onorevole Fadda, dal canto suo può dire quello che ritiene, ha parlato di incapacità a programmare. Onorevole Fadda, io potrei risponderle su una sua incapacità, quando faceva l'Assessore, a spendere o addirittura a programmare, se è vero com'è vero che oggi...
FADDA (Popolari-P.S.). Avrebbe dovuto dirlo allora che avevo la possibilità di rispondere e non l'ha fatto.
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Lo dico, guardi, senza acredine. Le voglio far presente che in questo provvedimento è la capacità, se mi consente, di questa Giunta e di questa maggioranza di guardare al passato per pagare le rette insolute dei malati di mente, dei nefropatici, a partire dal 1996, 1997 o 1998. FADDA (Popolari-P.S.). Ha informazioni non corrette. Malati di mente sì, nefropatici no, sta sbagliando, guardi!
PITTALIS (F.I.-Sardegna), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Io, siccome amo documentarmi, onorevole Fadda, per non far perder tempo all'Aula, le farò avere anche la relazione dettagliata per quel che riguarda appunto le rette per pazienti dismessi dal Servizio sanitario nazionale, l'onere per sussidi e rette per malati di mente e nefropatici è stato quantificato in 17 miliardi e 859 milioni. Noi stiamo facendo fronte, in questo provvedimento, a questo impegno con una prima tranche di 10 miliardi. Ho richiamato questo punto, onorevole Fadda, non per criticarla nel lavoro svolto da Assessore, ma per confutare un passaggio dell'onorevole Selis. Gli impegni, una volta che sono assunti, bisogna onorarli. E allora, richiamavo questa questione solo per confutare una sua osservazione sulla quale non sono d'accordo, perché non possiamo far finta che gli impegni non debbano trovare soddisfazione se cambiano i colori delle Giunte. Volevo solo rimarcare questo aspetto, per noi è importante onorare gli impegni assunti.
Venendo al merito dell'articolo 1. Sono stati richiamati i lavoratori della Scaini, noi ne potremmo richiamare ancora tanti altri, e c'è un primo tentativo di questa maggioranza nella previsione proprio della Voce 8 "norme di sostegno alla famiglia, alle casalinghe ed ai lavoratori", si dirà che vi è una ridotta - rispetto al testo iniziale della Giunta - previsione di risorse finanziarie, avevamo previsto 25 miliardi originariamente, ma onorevole Fadda proprio per dare risposta agli impegni che nel 1999 erano stati assunti per quei lavoratori che si occupano dei beni culturali ed ambientali, come abbiamo previsto all'articolo 5 ter, abbiamo dovuto dirottare 8 miliardi e 500 milioni per sanare quei debiti e quindi per onorare quegli impegni.
Così come abbiamo ritenuto in questo articolo 1 di prevedere una disposizione, che dal punto di vista quantitativo forse potrà scandalizzare l'onorevole Ortu, sull'imprenditoria femminile, ma se noi non intervenissimo con quel miliardo e duecentocinquanta milioni di contributo regionale perderemmo i quattordici miliardi e più di conferimento da parte dello Stato, e mi auguro che il disegno di legge, che è fermo in Commissione, possa trovare definizione in tempi brevi.
Per quanto riguarda gli emendamenti 5 e 36 lascio la parola al collega Frongia, non senza però rilevare che noi l'emendamento numero 5 lo sosteniamo decisamente, perché crediamo nel turismo come industria, e non possiamo certamente puntare su questo settore se non creiamo le condizioni perché possa diventare una vera e propria industria, tanto più che le Regioni e soprattutto i paesi del bacino Mediterraneo stanno diventando sempre più concorrenziali. Noi abbiamo avuto un boom di presenze turistiche, noi vorremmo addirittura che l'anno prossimo queste presenze potessero raddoppiare, dobbiamo prepararci, dobbiamo creare le condizioni perché questo avvenga.
Ritengo allora che sia esatta l'osservazione del collega Giacomo Sanna; certo, noi dovremmo essere in grado, dal momento dell'approvazione della legge, in tempi rapidissimi, dipredisporre un programma, quel programma che quindi servirà anche per il 2001 per l' organizzazione delle manifestazioni pubbliche di grande interesse.
Mi hanno fatto piacere gli interventi di alcuni colleghi e tra questi quello dell'onorevole Marrocu; ma è significativa la firma sull'emendamento numero 36 dell'onorevole Salvatore Sanna che è sindaco di una città turistica, e che è la risposta più eloquente ai tanti dubbi che sono stati avanzati in relazione a questi emendamenti.
Sulla copertura finanziaria ritengo che l'emendamento della Giunta vada nella direzione giusta; per l'emendamento numero 36, invito i presentatori al ritiro perché il capitolo 07021 incide sul concorso interessi a valere sulla legge numero 9 del 1998; una legge, la numero 9 appunto, relativa alll'adeguamento delle strutture turistico-alberghiere, che nei programmi della Giunta e della maggioranza deve essere invece ulteriormente implementata.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio.
FRONGIA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Signor Presidente, se dovessi pensare ai lavoratori della Scaini che perdono il posto di lavoro, oppure ai tanti lavoratori che perdono il posto di lavoro in Sardegna o anche a coloro che non hanno mai lavorato, indubbiamente io direi che questo emendamento la Giunta farebbe bene a ritirarlo, come farebbe bene ad evitare di spendere soldi e risorse finanziando le associazioni e le società sportive.
Però, credo anche che una tale decisione non andrebbe assolutamente nella direzione giusta; vi sono infatti, all'interno di questo assestamento di bilancio, alcuni incentivi all'imprenditoria assolutamente rilevanti e importanti; mi riferisco alla più volte richiamata legge 28, e al finanziamento di 32 miliardi ad essa destinato in questo assestamento, alla legge numero 35 del '91 e la legge numero 11 dell'88 cui sono destinati rispettivamente 8 miliardi e 25 miliardi che consentono di dare una prima risposta alle esigenze del commercio.
Se poi penso alla introduzione dell'articolo dieci bis alla legge numero 51 del '93, dove sono stati allocati 70 miliardi nel relativo capitolo di spesa; se penso anche alla legge numero 9 del '98 che per la prima volta ha una dotazione di circa 60 miliardi, allora io credo che gli atti di questa Giunta vadano veramente nella direzione corretta.
Inoltre la Giunta ha approvato in tempi brevissimi le direttive relative ai criteri di attuazione della legge numero 51, previste dall'articolo 10 bis, prevedendo procedure di erogazione del contributo agli artigiani rapidissime; lo stesso per la prima volta abbiamo fatto per la legge numero 9 che finalmente potrà trovare applicazione perché, proprio la settimana scorsa, la Giunta regionale, come ricordava l'onorevole Pittalis, ha votato i criteri e le direttive di attuazione della legge e per la prima volta sarà possibile renderla operativa.
Tra l'altro, nel collegato alla finanziaria, la Giunta ha previsto di fatto due capitoli di spesa a valere sulla legge numero 9. Uno prevede non soltanto, com'è avvenuto fino ad oggi, la possibilità di adeguare o ampliare le strutture ricettive esistenti, ma anche quella di edificare nuove costruzioni. L'altro capitolo di spesa, e questo è un ulteriore elemento di novità, è dedicato alle zone interne, agli imprenditori delle zone interne. Si è voluto sottolineare così la necessità di di mettere in sinergia, come si usa dire, la zona costiera con le zone interne.
Questo per rimarcare la concretezza dell'azione della Giunta a fronte dell'emendamento che è stato proposto. Io vorrei portare l'esempio della Regione Sicilia (immaginate che cosa dovrebbero fare i disoccupati siciliani o coloro i quali perdono e hanno perso il lavoro inquella regione); la Regione Sicilia spende oltre cento miliardi solo per la promozione, per promozioni e manifestazioni insieme la cifra va ben oltre.
In confronto il nostro stanziamento può considerarsi veramente irrisorio e di fatto ci consente soltanto di affrontare l'emergenza.
Io dico subito che non è stato predisposto nessun programma, il programma è ancora da definire; l'unico programma definito è quello adottato nella delibera della Giunta regionale del 25 maggio 2000, dove sono individuati criteri rigidi di priorità e alcune manifestazioni tradizionali da finanziare con quella prima previsione di spesa di un miliardo e trecento milioni, e sono Sant'Efisio, i Candelieri, la Cavalcata Sarda, il Redentore, la Sartiglia e l'Ardia. A tutt'oggi esiste solo ed esclusivamente questo programma, non ne esistono altri. Nella delibera citata sono individuati anche altri criteri; poiché, ovviamente, si punta non soltanto a fare promozione in Sardegna, ma anche fuori della Sardegna, si è deciso di dare un contributo alle manifestazioni di interesse extraregionale per le quali è prevista la pubblicizzazione su media extraregionali ed internazionali. Sono criteri che assicurano comunque l'assoluta trasparenza delle scelte.
Sempre nella delibera di cui sopra si sottolineal'assoluta necessità di promuovere un riequilibrio tra il turismo costiero e il turismo delle zone interne; chiaramente per poter redigere il nuovo programma non si potrà che partire però dalle domande che sono state presentate entro il 30 giugno del 2000, data entro la quale dovevano pervenire le richieste da parte dei comuni, o delle associazioni che organizzano queste grandi manifestazioni.
Sul fatto che queste grandi manifestazioni siano di assoluta rilevanza per la capacità di promuovere la Sardegna, di farla conoscere nel mondo, io credo che non ci siano dubbi; basta vedere che cosa succede durante lo svolgimento dei sei grandi eventi che attraversano la Sardegna. Basta vedere che cosa succede a Cagliari per la festa di Sant'Efisio, basta vedere che cosa succede a Oristano per la Sartiglia, basta vedere che cosa succede a Sedilo per l'Ardia o a Sassari per la Cavalcata, per capire che si ha una grande ricaduta di risorse nell'ambito dei territori interessati. Ma soprattutto si promuove la Sardegna, si promuovono quei territori al di fuori della nostra Isola; far conoscere la Sardegna, le nostre tradizioni, la nostra cultura nel mondo credo che sia uno degli elementi fondanti della strategia che dovrà essere adottata per attrarre nuovi flussi turistici.
Turismo, d'altra parte, non significa soltanto albergo, o strutture ricettive o grandi eventi o infrastrutture a servizio del posto letto, ma significa anche commercio, significa artigianato; io credo che proprio in questa direzionevada questo assestamento di bilancio, e di conseguenza anche l'emendamento non possa essere visto da solo, isolato dal contesto, ma nell'insieme. A mio avviso sono presenti elementi tali da poter convincere tutti a votare a favore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Signor Presidente chiedo lo scrutinio segreto
sull'articolo 1.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà. Le ricordo, onorevole Fadda, che dopo una richiesta di votazione a scrutinio segreto sono autorizzate solo dichiarazioni di voto di astensione.
FADDA (Popolari-P.S.). Io voglio fare un intervento e non una dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, l'intervento lei non lo può fare perché la discussione è conclusa.
FADDA (Popolari-P.S.). Allora, perché ha permesso a due Assessori di utilizzare quasi i dieci minuti a testa?
PRESIDENTE. Perché si erano iscritti a parlare.
FADDA (Popolari-P.S.). No, non è una interpretazione corretta.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, dopo che si apre la discussione generale gli oratori si iscrivono a parlare; è quanto hanno fatto i rappresentanti della Giunta che non si sono iscritti, così come dice lei, per l'illustrazione dell'emendamento e dell'articolo, i due Assessori si sono proprio iscritti a parlare nel dibattito.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, il tempo concesso dal Regolamento per la replica viene, questo è quello che normalmente avviene, ripartito a metà nel caso intervengano due componenti dell'Esecutivo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA Giacomo (Gruppo Misto). Signor Presidente, chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 5.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'articolo 1.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Comunico il risultato della votazione:
presenti 38
votanti 37
astenuti 1
maggioranza 19
favorevoli 36
contrari 1
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIGGIO - CAPELLI - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - COSSA - DEMONTIS - FANTOLA - FEDERICI - FLORIS Emilio - FLORIS Mario - FRAU - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - NUVOLI - ONIDA - ONNIS - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PITTALIS - RANDAZZO - SANNA NIVOLI - TUNIS Marco - USAI.
Si è astenuto il consigliere: CUGINI.)
Poiché non è stato raggiunto il numero legale, pari a 39 consiglieri,
conteggiando quattro colleghi in congedo scendiamo a 37 voti, aggiungendo l'onorevole Cugini, che ha chiesto il voto segreto, saliamo a 38. Quindi, a termine di Regolamento la seduta è sospesa per trenta minuti. Se i colleghi Capigruppo sono d'accordo convoco una rapida Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta sospesa alle ore 19 e 58 viene ripresa alle ore 21 e 18.)
PRESIDENTE. Informo l'Aula che per un errore materiale nella votazione precedente, in cui era stato chiesto il voto segreto, non è stato conteggiato presente il Presidente. Pertanto la votazione, essendo presenti 39 consiglieri, è da ritenersi valida e l'articolo 1 è approvato.
La Conferenza dei Capigruppo ha deciso di sospendere i lavori e di riprenderli domani mattina, mercoledì 2 agosto, alle ore 10. Naturalmente si riprendono i lavori dalla votazione dell'emendamento numero 5 all'articolo 1.
Sono in condizione di fornire all'onorevole Selis alcune informazioni sugli emendamenti presentati al provvedimento finanziario in discussione. Sono stati presentati 18 emendamenti dalla Giunta, 19 dalla maggioranza, 71 dalle opposizioni e 4 dalla maggioranza e dalla opposizione insieme.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Signor Presidente, il conteggio - per correttezza - non èesatto, perché gran parte degli emendamenti presentati dalla maggioranzaè stata già accolta dalla Commissione bilancio, quindi il conteggio andrebbe rifatto considerando gli emendamenti presentati in Commissione e quelli presentati in Aula. PRESIDENTE. Naturalmente il conteggio è stato fatto sugli emendamenti presentati al testo, testo che come dice lei giustamente è stato emendato in Commissione attraverso l'accoglimento degli emendamenti presentati precedentemente.
Ha domandato di parlare il consigliere Biggio. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Non sono d'accordo sulla sospensione dei lavori e chiederei che l'Aula si pronunciasse in merito.
PRESIDENTE. Avevo già dichiarato conclusa la seduta, onorevole Biggio, queste erano le ultime comunicazioni.
BIGGIO (A.N.). Qui non si guarda, signor Presidente! Io ho chiesto la parola mentre lei parlava e non mi è stata concessa.
PRESIDENTE. Io cerco di fare del mio meglio supportato dagli uffici. BIGGIO (A.N.). Io non so a chi competa esattamente questo compito. Ma, evidentemente, occorre che qualcuno sia appositamente impiegato per questa funzione, perché avviene troppo spesso che venga disattesa la richiesta di coloro i quali chiedono di intervenire perché non visti al momento in cui chiedono la parola; occorre trovare degli strumenti ( un campanello con la lampada che si illumina, col numero di colui il quale chiede la parola), che garantiscano il dirittodi intervenire. PRESIDENTE. Le chiedo scusa, onorevole Biggio, io non ho difficoltà a mettere ai voti la sua richiesta. Mi pare che però molti colleghi si siano nel frattempo allontanati avendo io dichiarato conclusa la seduta;le chiedo scusa per la mia distrazione.
I lavori del Consiglio riprenderanno domani alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 21 e 24.
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