Seduta n.273 del 14/03/1998
CCLXXIII SEDUTA
Sabato 14 marzo 1998
Presidenza del Presidente SELIS
indi
del Vicepresidente ZUCCA
indi
del Presidente Selis
La seduta è aperta alle ore 10 e 47.
CONCAS, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana di giovedì 12 marzo 1998, che è approvato.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuto alla Presidenza il seguente disegno di legge:
"Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione, del bilancio dell'Azienda foreste demaniali e dei bilanci degli enti strumentali per l'anno finanziario 1998". (404)
(Pervenuto il 13 marzo 1998 ed assegnato alla terza Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposta di legge
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta alla Presidenza la seguente proposta di legge:
dai consiglieri Lorenzoni - Sassu - Obino:
"Costituzione della Fondazione Giuseppe Biasi e la pittura del Novecento". (403)
(Pervenuta il 12 marzo 1998 ed assegnata alla ottava Commissione.)
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Maria Francesca Cherchi ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal 14 marzo 1998.
Se non vi sono opposizioni il congedo si intende concesso.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)
PRESIDENTE. Comunico anche all'Assemblea che la Commissione programmazione, riunitasi prima dell'attuale seduta, come avevamo concordato ieri, ha approvato il disegno di legge sull'esercizio provvisorio. Lo dico perché potremmo organizzare i nostri lavori in questo modo: riprendiamo e possibilmente concludiamo la legge finanziaria, poi farei una breve Conferenza dei Capigruppo, intanto per inserire all'ordine del giorno il disegno di legge sull'esercizio provvisorio e per verificare l'andamento dei lavori. Voi sapete, lo dico qua formalmente, che oggi scadono i termini, il Regolamento è un patto tra di noi, tra le forze politiche e i soggetti che compongono il Consiglio, i termini sono di norma, quindi possono essere derogati, occorre un accordo reciproco e possibilmente una programmazione dei lavori che consenta a tutti di stabilire come andranno avanti i lavori dell'Assemblea non solo per la finanziaria, ma anche per il resto dell'attività. Il Consiglio può derogare, può ridefinire il patto regolamentare, ma deve in qualche modo definire un orizzonte temporale nel quale ritiene realisticamente che si concludano i lavori. Questo per rinnovare il patto, ma anche perché ognuno di voi e ognuno di noi, ogni forza politica, ogni singolo ha necessità di capire come si svolgerà nel prosieguo dei giorni la propria attività politica e istituzionale, ma anche politica tout court. In questo senso brevissima sarà la Conferenza dei Capigruppo.
Ricordo ai colleghi che sono sospesi tre articoli: l'articolo 4 che vedremo alla fine, l'articolo 24 quater che esaminiamo adesso e l'articolo 29 ter che vedremo successivamente.
Ricordo ai colleghi che l'articolo 24 quater era stato letto e che i relativi emendamenti sono stati illustrati. L'articolo era rimasto sospeso perché la Giunta aveva chiesto di poter approfondire un emendamento in particolare.
Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. I consiglieri avranno chiaro che l'articolo 24 quater è l'articolo che ha come contenuto opere di consolidamento nel comune di Sennori, e che a partire da questo argomento si è allargata la discussione, con particolare riferimento alla questione nota di Gairo e Osini, e poi anche con altre segnalazioni.
La Giunta ha fatto una riflessione che ci porta a un punto finale che proponiamo al Consiglio e che è questo: primo, confermare l'intervento per Sennori perché ha una caratteristica particolare, cioè si tratta di completamento e ultimazione di un programma di interventi che è già prossimo alla conclusione. Quindi ha questa caratteristica per cui riteniamo di dover mantenere il 24 quater; per quanto riguarda Gairo e Osini, questo è il secondo punto, la Giunta intende confermare l'impostazione già illustrata all'Aula, nel senso di assumere un impegno molto forte e serio a predisporre rapidamente un rapporto sulla situazione di questi comuni, un rapporto da portare in tempi rapidi, che possiamo definire anche, so che c'è un ordine del giorno, mi pare anche di larghissima convergenza, non so chi l'abbia firmato, quindi portare in tempi certi un rapporto alla Commissione competente ed individuare con un percorso accelerato delle linee di intervento che rispetto alle modalità con le quali finora ci si è occupati di questo delicato problema abbia due caratteristiche, cioè sia contraddistinto da una visione d'insieme e, diciamo, da un carattere risolutivo. Cioè non ha molto senso andare in ogni finanziaria a vedere un miliardo nel '98 o due miliardi, si tratta di fare il punto sulla situazione di Gairo e Osini. Finora gli interventi episodici non hanno portato a granché e portare a una valutazione conclusiva e poi le linee di intervento che da quel rapporto dovessero risultare fondate, opportune e necessarie. Per altri problemi analoghi - è stato segnalato Santu Lussurgiu che pure so essere una questione anche questa oggettiva e seria - verifichiamo l'entità del problema e vediamo una volta che siano stati fatti questi accertamenti, quindi non con una cosa ad hoc nella finanziaria, come l'amministrazione possa affrontarlo. Quindi confermare Sennori, concludo, Gairo e Osini. Se si conferma la convergenza sull'ordine del giorno e l'impegno della Giunta su un rapporto che abbia però visione d'insieme e di risolutività per altri problemi analoghi verificare sussistenza ed entità del problema.
PRESIDENTE. Allora procediamo in questo modo: è aperta la discussione sull'emendamento numero 124 che è soppressivo totale e sull'articolo 24 quater e poi procediamo con gli altri emendamenti che sono aggiuntivi.
Ha domandato di parlare il consigliere Bruno Dettori. Ne ha facoltà.
DETTORI BRUNO (Gruppo Misto). Molto brevemente, signor Presidente, colleghi, io credo che onde evitare che le finanziarie possano essere sempre oggetto di queste richieste, legittime peraltro, io credo che possa essere attuato un metodo che è quello di realizzare un check up di queste situazioni in tutta la Sardegna, costruire, pertanto la Giunta questo lo può fare, costruire delle priorità e dar luogo a questi interventi, secondo un criterio ordinario e organizzato razionale, in modo tale che i territori sappiano che, da lì al tempo che la finanziaria può consentire, che le risorse finanziarie possano consentire, certi problemi andrebbero risolti. E' un fatto solamente ed esclusivamente di metodo, non è altro. Diversamente daremo sempre occasione a chi fa queste richieste di essere bersagliato come richieste targate, e invece sono legittime, e a chi non fa queste richieste, quasi come se ci si disinteressasse delle problematiche del territorio, e questo non è ancora vero, perché talvolta la sensibilità di ciascuno di noi porta a soprassedere su questi aspetti, per cui io concordo con quanto ha detto l'Assessore che è opportuno fare e usare un metodo diverso, ma che consenta a tutti di avere dignità per quanto riguarda queste tornate (?). Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, in questa materia credo che come Regione siamo abbastanza sforniti di una legislazione organica, questo deriva dal fatto che, a differenza di altre regioni in cui il problema delle frane e delle alluvioni è estremamente ricorrente, da noi interessa pochi centri e, chiaramente, quindi è mancata una visione organica del problema, ma anche da noi, comunque, il problema ha la sua rilevanza, almeno nelle località dove si verificano questi fenomeni. Per cui io ho sentito l'intervento dell'onorevole Scano, è chiaro che in sede di finanziaria è ben difficile fare una norma organica, anche considerato che si tratta di fenomeni che vanno studiati tecnicamente e con molta attenzione, quindi la necessità di interventi esiste, ma è difficilmente quantificabile. Per cui chiedo che la Giunta decida di fare un check up complessivo sulle situazioni che sono in Sardegna, io citavo Santu Lussurgiu, ma a quanto mi risulta anche un quartiere di Guspini è esposto a ricorrenti alluvioni che creano danni agli abitanti di quel quartiere, e così via. Cioè c'è una serie di situazioni, non numerosissime forse, ma che necessitano comunque di un intervento organico, perché se no andremo avanti alle prossime finanziarie con una serie di norme ad hoc senza nessuna priorità in relazione alle necessità, ma semplicemente secondo l'umore dei consiglieri regionali e secondo la predominanza di chi urla più forte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Un brevissimo intervento, signor Presidente. Ho ascoltato anch'io con attenzione le parole e le proposte dell'Assessore. Credo che le possiamo condividere, che sia necessario fare veramente una fotografia di tutte queste situazioni analoghe e provvedere con un intervento di carattere generalizzato, un intervento organico che prenda di mira tutte le situazioni similari che meritano l'attenzione della Regione. Ecco, però io mi permetto allora di fare la domanda: perché non inserire anche questo in questo piano organico che dovrà tenere conto di tutte le situazioni analoghe che abbiano bisogno di un intervento regionale? Questa è la domanda che io intendevo fare. Cioè allora perché non inserire anche questo intervento nel piano organico che l'Assessore certamente intende promuovere ad una scadenza ravvicinata, non ad una scadenza lontana, proprio per dare l'impressione che per noi esistono comuni che hanno bisogno dell'aiuto della Regione, diamolo a tutti i comuni che hanno questo bisogno senza disparità di trattamento. Grazie.
PRESIDENTE. Se non ci sono altri interventi sull'articolo 24 quater e sull'emendamento numero 124 passiamo agli emendamenti numero 77 e 136 che sono connessi. Mi ricordano gli uffici che gli emendamenti numero 77 e 136 devono ancora essere illustrati.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare la consigliera Concas per illustrare il suo emendamento.
CONCAS (R.C.-Progr.). Grazie, signor Presidente. Molto brevemente per illustrare e spiegare il motivo per cui abbiamo presentato questo emendamento. La legge regionale 13 luglio 1988, numero 13, stabilisce il pagamento di una tassa regionale annuale per l'apertura e l'esercizio delle attività delle agenzie di viaggio e turismo, tassa pari a 600 mila lire. Con questo emendamento proponiamo la soppressione di tale tassa a partire dal 1999 perché verrebbe assorbita dall'istituenda IRAP, quindi sarebbe ingiusto pagare due volte la stessa tassa, per questo motivo chiediamo la soppressione dei commi 5 e 6 dell'articolo 5 della legge numero 13.
PRESIDENTE. L'emendamento Amadu-Demontis mi sembra che sia proprio identico, chiedo ai colleghi che l'hanno presentato se intendono illustrarlo. Si dà per illustrato non essendoci i presentatori.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Signor Presidente, l'emendamento numero 77, che ha lo stesso testo praticamente dell'emendamento numero 136, la posizione della Commissione è questa: la soppressione della tassa sulla concessione regionale per l'apertura e chiusura delle agenzie di viaggio e turismo è regolata sicuramente da una legge di settore che l'ha istituita. Ci sembra che sarebbe più opportuno valutare questo elemento all'interno di una modifica della legge di settore per vederne tutti gli aspetti, sia negativi che positivi. Esprimere un giudizio in questa fase è abbastanza complicato, perché ci è sembrato slegato dal contesto nel quale la norma opera, per cui la richiesta che io mi sento di fare ai colleghi che hanno presentato questi due emendamenti è quello di ritirarli per rivedere la materia nell'ambito della modifica a cui ho fatto riferimento. Nel caso non venissero ritirati, per le ragioni che ho espresso, il parere non può essere che contrario.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il parere della Giunta è conforme a quello della Commissione. Anch'io aggiungo quello che il Presidente della terza Commissione, cioè l'invito della Giunta è rivolto ai consiglieri presentatori a ritirare l'emendamento in questo senso che un'agenzia di viaggio paghi una tassa di 600 mila lire annue non è diciamo una assurdità, non è una enormità, è una cosa abbastanza normale. Ciò che bisogna evitare, in questo ha ragione Marina Concas, è la duplicazione. Allora noi nel bilancio non abbiamo potuto prendere in considerazione tutti gli elementi connessi, da quelli rilevanti a quelli più circoscritti, come quello di cui stiamo parlando, legati alla novità IRAP, io ho detto anche parole chiare sia in Commissione che nella introduzione dicendo che purtroppo non disponiamo ancora, siamo molto in ritardo su questo punto, di uno studio di impatto, cioè di che cosa succede per quanto riguarda la finanza regionale, che cosa succede in relazione al processo IRAP. Allora direi che questa tassa particolare è un tassello di un ragionamento più complessivo IRAP che dobbiamo fare diciamo con una visione compiuta. Certo va evitata la duplicazione, cioè va evitato che si paghi due volte la stessa tassa, ma va anche evitata la soppressione della tassa precedentemente ad una valutazione compiuta. Oltre agli aspetti finanziari poi non sarebbe male che su una materia di questo genere ci fosse una valutazione della Commissione di merito. Quindi io chiederei che si abbia la disponibilità a ritirarlo per consentirne una valutazione più complessiva. Se venisse mantenuto il parere della Giunta è di non accoglimento.
PRESIDENTE. E' aperta la discussione sugli emendamenti numero 77 e 136. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, ritorniamo sul nodo IRAP che non è affatto risolto dalla Giunta. Perché in effetti la legge sull'IRAP demanda alle regioni il compito di fare una legge che adegui l'applicazione dell'IRAP alla Regione stessa. Qua invece stiamo ancora vagolando nel buio perché non è stato fatto neppure uno studio sui riflessi che l'IRAP ha. Per cui io ritengo che, come sono state abolite le tasse di concessione governativa e comunali in relazione all'IRAP, vadano abolite anche le tasse di concessione regionale come principio. Pertanto considerata anche la minima entità finanziaria di questa tassa direi di dare l'esempio e di abolirla. Non possiamo far scontare ai cittadini i ritardi che ha l'amministrazione regionale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.-Progr.). Signor Presidente, forse sia il presidente della Commissione che l'Assessore non hanno colto un aspetto dell'intervento dell'onorevole Concas; l'onorevole Concas illustrando l'emendamento poneva in effetti anche una modifica dell'emendamento stesso, nel senso che si riferiva alla eliminazione di questa tassa a partire dal 1999, per cui già nel suo intervento prefigurava una modifica dell'emendamento stesso. Allora, in funzione di questo nuovo elemento mi sembra che il ragionamento dello stesso Assessore e dello stesso presidente di Commissione vada un tantino rivisto, perché l'obiettivo della semplificazione, che è un obiettivo che non soltanto ci dobbiamo porre noi ma si sta ponendo anche il governo a livello nazionale rispetto a tutte queste tasse, balzelli che vi sono diffusi in varie e moltissime voci, penso che debba essere anche un obiettivo della nostra Regione. Per cui una norma che non ha un effetto immediato, perché stiamo parlando del 98, che però prefigura una scelta politica chiara che è quella di andare ad una semplificazione delle normative e del pagamento delle tasse, anche delle tasse di tipo turistico, che penso che può essere un buon segnale, perché diamo un chiaro indirizzo politico che è quello della razionalizzazione delle imposte.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Brevemente per sostenere l'emendamento in quanto ritengo che la proposta di abolizione della tassa di concessione governativa dovuta dalle agenzie di viaggio e turismo sia legittima perché si ricollega all'introduzione dell'IRAP. Tutte le imposte indirette di natura locale dovrebbero essere sostituite dalla nuova tassa che è già in vigore a decorrere dal presente anno, l'unica limitazione nasce dal fatto che le regioni debbono, con propria disposizione legislativa, sopprimere i tributi locali che sono stati assorbiti dall'IRAP. Quindi, come ha giustamente osservato il collega Bonesu, non è giusto che i cittadini sardi che esplicano quelle particolari attività siano danneggiati per un ritardo che esiste da parte della Regione Sardegna. D'altro canto proprio in relazione al ritardo esistente e considerato che l'entrata relativa a questo tributo, se non ricordo male pari a 101 milioni, è stata acquisita alle entrate del bilancio regionale, sarebbe difficile, anzi impossibile, introdurre un emendamento ad un provvedimento di legge che è già stato approvato, perché lo stato di previsione così come indicato è già stato formalizzato. Quindi direi che per una questione di giustizia e di equità il tributo stesso va soppresso. La specificazione della soppressione per il 1999 non modifica il bilancio attuale né la manovra finanziaria; l'esecutivo regionale ha tutto il tempo, dieci mesi a decorrere da adesso, circa, per intervenire così come è disposto nella legge nazionale per individuare quelli che sono i tributi locali da sopprimere perché assorbiti dall'IRAP. Questo ritengo che sia uno di quelli.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Granara per illustrare l'emendamento numero 83.
GRANARA (F.I.). Signor Presidente, lei sa che in tanti piccoli centri abitati dell'interno della nostra Regione, tanti piccoli centri rivieraschi e delle isole minori, per tutta una serie di motivi questi centri non sono ancora oggi facilmente raggiungibili. Tali disagi rendono ancora più grave questa situazione di isolamento quando si tratta di intervenire urgentemente per tutelare la salute dei loro abitanti, dei visitatori, dei turisti di queste località. E lo stesso dicasi per quanto concerne interventi di protezione civile. In attesa che l'assessorato della sanità avvii, dopo le opportune valutazioni logicamente, un servizio di elisoccorso che oramai è presente
in tante altre regioni di Italia, con tutti i benefici sia in termini di servizio, di immagine e di tranquillità delle popolazioni, dicevo in questa attesa visto che l'articolo 34 della legge finanziaria del 96 prevedeva una serie di risorse su un piano triennale che in pratica non sono state ancora sfruttate, con tale emendamento vorremmo poter estendere i benefici di tali somme per la costruzione di piccole piazzole per elisoccorso. Non si tratta di interventi mastodontici, come quelli già avviati in altri casi dalla nostra amministrazione regionale. Si tratta di piccoli interventi che, a fronte di costi di 3 miliardi e mezzo, come è già avvenuto, verrebbero a costare intorno ai 50 milioni cadauno. Si tratterebbe di reperire delle piccole aree messe a disposizione dei vari comuni decentrati, e creare delle piazzole di 10, 12 metri per 12 metri quadri, quindi per 12, quindi 24, 340 metri quadri, dal costo di circa 50 milioni, muniti solamente di una manica a vento per segnalare la posizione in cui atterrare. Oltretutto questi interventi consentirebbero l'atterraggio di elicotteri di medie dimensioni, quindi muniti anche di personale medico, di un rianimatore che limiterebbe sicuramente i danni alle persone che devono essere aiutate. Io ritengo che si potrebbe già cominciare a predisporre queste strutture, che non possono essere immediatamente realizzate, e quindi poter con tale emendamento, dare corso a questo avvio. Oltretutto a mio avviso sarebbe un grande segnale nei confronti di queste popolazioni che spesso, e a volte anche a ragione, si sentono particolarmente isolate e anche abbandonate.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Lo accoglie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare il Presidente della Giunta.
PALOMBA (Progr. Fed.), Presidente della Giunta. Concorda con il relatore.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Marco Tunis per illustrare l'emendamento numero 153.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, l'emendamento probabilmente se fosse stato trattato precedentemente avrebbe avuto una audience superiore. Mi accorgo che, a conclusione del dibattito, perde di tensione. Comunque debbo illustrarlo. Si tratta di finanziamenti per viabilità alle province. Ho commesso un errore nello stendere l'emendamento per quanto riguarda le cifre; solitamente c'è la questione di tre zeri: è indicato 3 milioni quindi io, prima di tutto, dico che se mancano tre zeri sono 3 miliardi, può significare questo. Si tratta di dover concedere alla provincia di Cagliari 3 miliardi per dover completare un tratto di strada che è stato oggetto di smottamenti, di caduta di massi a seguito di lavori nella miniera di Montega. Deve sapere che questa strada ha iniziato la sua apertura tanti anni fa con il tratto Narcao Terraseo. Terraseo era una frazione isolata per cui il primo periodo era comunale, la provincia l'ha fatta propria per doverla poi congiungere con le porte di Iglesias, cioè l'attraversamento della pedemontana, nel punto che viene chiamata Villamassargia Guardiagibara (?). Questo consente al basso Sulcis e ai paesi che orbitano nei 90 mila abitanti, di poter evitare di passare in una sola strada, quella che passa per San Giovanni Suergiu, Carbonia, Portovesme, quindi consente ai mezzi pesanti di potersi dirottare verso Cagliari senza dover inflazionare una strada che è già abbastanza frequentata da mezzi pesanti, quelli che da Sant'Antioco si recano verso Cagliari passando per Carbonia. Questa è una strada che accorcia di molto perché passa fra i monti in una natura splendida, hanno già iniziato i lavori da tanti anni, sono stati quasi tutti realizzati. Il tratto Narcao Terraseo è realizzato; da Terraseo verso Guardiagibara è stato diviso in tre lotti, di 5 chilometri ciascuno. I primi cinque, da Guardiagibara verso Terraseo sono stati già asfaltati, gli altri cinque da Terraseo verso Guardiagibara altrettanto, rimangono quelli centrali. A seguito di questa siccità e poi di problemi legati all'acqua nei pozzi, hanno dato adito a degli esperimenti, ci sono stati smottamenti, per cui questo tratto di strada è andato male. Si tratta di cinque chilometri, la richiesta della provincia diretta alla Regione ha trovato soddisfazione per soli 2 miliardi. L'Assessore Guadagnini mi ha detto: Marco, questa strada purtroppo, che interessa tanto il basso Sulcis, non può essere completata; con 3 miliardi si apre l'arteria e quindi si consente ai mezzi pesanti, che operano nella miniera di Montega, nell'impianto di bitumazione che esiste sempre lì a Montega, nell'impianto di trasformazione inerti di Terrubia, nell'impianto minerario di Nuxis, che alimenta la miniera della bariosarda, questi mezzi possono benissimo attraversarlo e non essere di un bene al traffico. Poi c'è un altro risvolto sociale e ho finito: dobbiamo sapere che intanto i comuni che si affacciano a questa strada sono tutti comuni che hanno chiesto l'apertura di questa strada stessa; addirittura il sindaco di Perdaxius (?) Antonio Esu, era riuscito, amministrazione dell'Ulivo, a ottenere un finanziamento per congiungersi a questa stessa strada, e questa è stata realizzata, per cui consente addirittura un periplo che congiunge questa anche a Carbonia. Ha un risvolto di tipo sociale in quanto noi sappiamo che Carbonia rivalegia con Iglesias sul predominio dei servizi, sul fatto che c'è una tendenza a voler agevolare a tutti i costi Carbonia, per cui Iglesias ha tenuto un atteggiamento di qualche ostruzione, di isolamento in questa politica, quando sente l'istituzione di una nuova provincia voi non vedete altro che gli iglesienti non parlano, non vogliono adottare, perché pensano che noi, con questa situazione, compresa quella strada, abbiamo voluto isolare Iglesias nell'apertura verso il basso Sulcis, e che quindi stiamo favorendo esclusivamente Carbonia. Se noi, con 3 miliardi, apriamo questa arteria si apre tutta una nuova politica, che non è solo di area ma anche di altri interessi, per cui potrebbe attenuarsi questo stato di tensione tra Carbonia e Iglesias stessa. Per me ho chiuso, sto cercando di portare avanti un'iniziativa che probabilmente rimarrà una cattedrale nel deserto, perché la provincia è sempre più povera, la Regione finanzia sempre di meno, so che potrebbe essere una richiesta magari fotografata, però si ricordi che tutte le amministrazioni che si affacciano in questa strada sono tutte a matrice dell'Ulivo, e nessuna è da questa parte.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della commissione ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Il parere del relatore è articolato, nel senso che la materia che viene proposta è sicuramente importante ed il completamento di un'arteria stradale, seppure provinciale, dopo moltissimi anni, sembra essere la cosa più giusta e più naturale di questo mondo. E' impensabile che si continui ad operare nella gestione del territorio con realizzazione di interventi per lotti che non finiscono mai. La provincia di Cagliari, per chi conosce la situazione della viabilità provinciale, è piena di queste incompiute, e sarebbe molto difficile scegliere la priorità tra un territorio e un altro. La necessità però di operare all'interno del sistema viario provinciale, sia per la provincia di Cagliari che per le altre provincie, è stato oggetto di discussione in Commissione ed è stato oggetto di approvazione da parte della Commissione di un emendamento proposto dalla Giunta per destinare una cifra, seppure modesta di 5 miliardi, alla viabilità provinciale e all'edilizia scolastica provinciale. La risorsa limitata a 5 miliardi è determinata da esigenze di compatibilità finanziaria, perché certamente ci si rende conto tutti, presumo, che una risorsa di modestissima dimensione come quella non sia sufficiente se non a fare piccoli interventi di manutenzione. E sto dicendo queste cose perché naturalmente il parere della Commissione rientra in questo contesto. Quindi il non accoglimento di questo emendamento ha dure ragioni: uno è che è difficile scegliere un intervento rispetto a un altro, l'altro è che le compatibilità finanziaria si sono espresse in Commissione attraverso l'approvazione di quell'emendamento e quindi la non compatibilità per spese aggiuntive a questo titolo.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Il problema che è stato segnalato sicuramente è molto serio. La questione è, consigliere Tunis, che noi mentre nei limiti delle compatibilità finanziarie possiamo decidere, come abbiamo fatto, un incremento, a cui adesso faceva riferimento il Presidente della terza Commissione, del trasferimento alle province per viabilità e scuole, non possiamo invece, non mi sembra corretto che noi nella finanziaria stanziamo una cifra "x" per la provincia dicendo: per fare quel tratto di strada, quel lotto. Non è una cosa questa né elegante né giusta.
Allora ciò che si può fare non in sede legislativa è questa: qui è stato segnalato un problema, la Giunta prende atto del problema, riconosce che è un problema serio, l'Assessore dei lavori pubblici farà gli interventi che sono necessari di coordinamento dell'amministrazione pubblica, quindi anche con un rapporto diretto col presidente della provincia competente, per vedere di risolvere un problema che c'è. Ma non dobbiamo fare un comma della finanziaria per questo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Signor Presidente, soltanto per dire che anch'io mi associo alla richiesta fatta dall'onorevole Marco Tunis, in quanto trattasi di un'opera molto importante che spero, comunque, che possa essere presa in esame positivamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, probabilmente per concludere una parte del dibattito, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Per un supplemento di parere, anche per rispondere ad alcune domande che sono state poste. Perché Sennori? Non ricordo chi ponesse questa domanda, forse Desiderio Casu. Perché solo Sennori, perché non rimandarlo al piano, al check up e alla norma più organica? Per un motivo molto semplice. Perché Sennori con questo intervento conclude il programma. Cioè lì non c'è da fare il check up, si conclude, quindi non avrebbe senso, o meglio perderemmo semplicemente del tempo nel dare una risposta che si può dare e dire rimandiamo anche Sennori al check up. Questo problema si risolve perché il programma è già avanti, quindi si conclude con questo. Poi, invece, la Giunta raccoglie l'invito proveniente da più parti, da molti settori, a operare in quel senso, cioè fare un check up generale e portare alla Commissione competente la conclusione.
L'ultima cosa: per quanto riguarda gli emendamenti 77 e 136 effettivamente ha fatto bene il collega Vassallo a segnalare la novità che è intercorsa nell'illustrazione. Allora, per il 98 abbiamo detto non si può accogliere, perché creerebbe i problemi di cui abbiamo detto; per il 99 il quadro cambia, nel senso che se viene mantenuto la Giunta non si oppone all'approvazione di questo emendamento rimodulato con riferimento al 99. Io però ho il dovere di far notare una cosa, che se stiamo parlando del 99 abbiamo tutto il tempo di esaminarlo e allora, siccome nella Commissione di merito c'è un provvedimento sulla materia, forse la cosa più naturale sarebbe che questo problema trovasse lì la collocazione più congrua. Inoltre, sottolineo anche questo fatto: nel corso del 98 andrà avanti il processo amministrativo di applicazione dell'IRAP, sia per quanto riguarda gli adempimenti nazionali, sia per quanto riguarda quelli regionali. Allora, approvare adesso questa norma rischia di collocare nella finanziaria una norma inutile, nel senso che nei prossimi mesi comunque la questione IRAP, quindi l'adeguamento, i problemi di coordinamento tra le norme esistenti, le tasse esistenti e l'IRAP, verranno comunque affrontati sia nel livello nazionale, che nel livello regionale, ma in ogni caso c'è in Commissione un provvedimento di settore che può affrontare questa materia. Detto questo, quindi detto che io raccomanderei il ritiro per evitare di caricare la finanziaria di norme non essenziali, o perfino col rischio di essere inutili, se i presentatori lo mantenessero la Giunta non si oppone perché non è una questione che abbia sostanza.
PRESIDENTE. Ricordo che essendo l'emendamento numero 124 soppressivo totale votiamo l'articolo 24 quater come abbiamo sempre fatto e quindi diamo senso affermativo. Stiamo votanto l'articolo 24 quater quindi questa votazione è abbinata all' emendamento 124. E' chiaro che se si vota favorevolmente si approva l'articolo, se si vota in modo contrario all'articolo si approva l'emendamento e quindi si elimina l'articolo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio segreto dell'articolo 24 quater.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'articolo 24 quater.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 58
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 30
contrari 27
voti nulli 1
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA -CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Quindi l'emendamento numero 124 decade. Sugli emendamenti numero 77 e 136, c'è stato un breve dibattito, la Giunta non si oppone ma riteneva più opportuno ritirarli. Chiedo ai colleghi se li confermano allora li metto in votazione.
Gli emendamenti sono praticamente identici, solo che nell'emendamento Concas-Vassallo-Aresu l'espressione "è soppressa la tassa sulla concessione regionale per l'apertura d'esercizio delle agenzie di viaggio" nell'emendamento Amadu-Demontis l'espressione "è soppressa la tassa sulla concessione regionale per l'esercizio", cioè non c'è l'apertura. E' possibile unificarli? Se sono unificati viene ritirato l'emendamento numero 136 perché converge sul 77.
Anche sul 77 bisogna fare una modifica perché l'anno 1998 a questo punto non c'è più, quindi si parte dal 1999-2000. Con questi emendamenti, ritirato l'uno ed emendato l'altro per il 1998, metto in votazione l'emendamento numero 77. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 83. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
L'emendamento numero 153, a firma Tunis Marco-Pittalis, viene confermato? E' stata richiesta la controprova.
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Chiedo il voto segreto sull'emendamento numero 153.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 153.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 58
astenuti 1
maggioranza 30
favorevoli 19
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LADU - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si è astenuto: il Presidente SELIS.)
Dell'articolo 29 ter era stata già data lettura, era stato sospeso su richiesta della Giunta, chiedo alla Giunta se ha sciolto i dubbi e possiamo procedere.
All'articolo 29 ter sono stati presentati i seguenti emendamenti: 132, 158, 22, 157. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Casu per illustrare l'emendamento numero 132.
CASU (F.I.). Signor Presidente, con questo emendamento il nostro Gruppo chiede la soppressione dell'articolo 29 ter. Io dico che basta leggere un pochettino l'articolo per convincersi della provvisorietà delle decisioni: "nelle more dell'adozione della legge di assestamento al bilancio regionale per l'anno 1998 e in relazione al predisponendo programma di intervento per l'occupazione e lo sviluppo, è autorizzata per l'anno 1998 la spesa di lire 3 miliardi e 150 milioni". E' una soluzione evidentemente assolutamente provvisoria, ma se è una soluzione assolutamente provvisoria perché non aspettare l'assestamento e affrontare il problema con l'assestamento, anche se, come ho detto in più occasioni, l'assestamento del 1998 dovrebbe compiere molti miracoli perché le risorse disponibili, non per colpa della Giunta e non per colpa della maggioranza e dell'opposizione, sono molto, molto limitate, con delle risorse limitate non si possono certamente compiere grandi operazioni. Ecco, ma almeno non adottare una soluzione provvisoria che poi dovrà essere completata o riformata, nel momento in cui si farà l'assestamento del bilancio. Ecco la ragione per la quale noi chiediamo la soppressione dell'articolo, perché non vogliamo queste soluzioni un po' abborracciate, fatte sempre in via provvisoria. Grazie.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. L'articolo 29 ter, Presidente, come è evidente dal testo, è stato introdotto in Commissione e quindi dalla Commissione discusso e approvato nei termini in cui è stato approvato. Per cui l'emendamento soppressivo totale non può essere accolto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io chiedo scusa un attimo ai colleghi, sarò breve ma è un punto sul quale è bene che il Consiglio, che poi è sovrano, abbia nella decisione tutti gli elementi. (Posso chiedere alla mia destra qui di eliminare il brusio?)
Perché è un problema abbastanza delicato, qui stiamo parlando di progetti speciali che scadono, e dunque stiamo parlando di persone che perdono sostegno e che vanno a casa. Allora inquadriamo bene il problema, i progetti speciali che vanno a scadenza nel 1998 sono 28, quando dico vanno a scadenza, la scadenza è riferita al dato finanziario; il dato finanziario non coincide necessariamente anzi non coincide affatto il più delle volte con l'effettivo svolgimento della attività lavorativa che va sicuramente oltre tale scadenza. Cioè chi ha la scadenza finanziaria nel 98 continuerà a lavorare oltre, in generale. Questo è il motivo per cui abbiamo evitato, salvo un punto particolare che adesso dirò, proroghe assumendo come criterio di andare ad una messa a punto generale nel quadro della conferenza per l'occupazione e lo sviluppo e delle conseguenti misure anche sul piano finanziario. Cioè è un tema questo dei progetti speciali, e dei progetti speciali scaduti o in scadenza su cui dovremo tornare organicamente. Nel 96 legge finanziaria, e nel 97 legge finanziaria, è stata adottata una proroga limitatamente ai progetti 7A1 e 7A4. Perché? Perché hanno un sostegno politico maggiore degli altri, perché sono più simpatici? No, perché c'è una ragione che si capirà subito quando io leggerò l'elenco delle azioni di cui stiamo parlando. Gestione dei servizi bibliotecari nella biblioteca provinciale di Cagliari, gestione della biblioteca comunale di Settimo San Pietro, attivazione del sistema bibliotecario Sarcidano, potenziamento servizio bibliotecario urbano di Nuoro, gestione biblioteca di Siamanna, potenziamento servizio bibliotecario urbano di Ozieri, potenziamento sistema bibliotecario urbano di Sassari. Credo che sia chiaro di che cosa stiamo parlando. Stiamo parlando non di indagini, non di studi, stiamo parlando di servizi. Questo è il motivo per cui il Consiglio regionale sia nel 96 che nel 97 procedette ad una proroga. E questo è il motivo per cui trova collocazione nella finanziaria l'articolo 29 ter. Però diversamente dal 96 e dal 97 non stiamo proponendo al Consiglio una proroga per un anno, stiamo proponendo una proroga di sei mesi per coprire cioè il periodo da qui a quella operazione più generale di messa a punto, per impedire che nel frattempo, cioè a partire da dopodomani possano chiudere questi servizi, che sono servizi per la popolazione, sono archivi e biblioteche, cioè cose che funzionano. C'è poi l'emendamento numero 22; l'emendamento 22 non ha le stesse caratteristiche, io lo debbo dire per onestà intellettuale. Tuttavia la Giunta l'ha proposto perché nel dibattito in Commissione il 7C ha avuto una particolare attenzione da parte di diversi Gruppi presenti nella Commissione. Di che cosa si tratta? E' bene che anche qui si sappia qual è la finalità. E' il rifinanziamento del progetto speciale denominato "censimento del patrimonio immobiliare pubblico". Questa è la finalità. Poi se si ritiene di avere altri elementi io sono in grado anche di fornire il numero degli addetti azione per azione, ma non lo faccio per non essere lungo. L'emendamento 158, che tratta questa materia, propone invece una proroga per un anno in questo caso della azione 6A. Che cosa è l'azione 6A? L'azione 6A è un'indagine socio economica per identificare i bisogni sociali dei vari comuni della Sardegna. Io ho voluto dare questi elementi perché decida il Consiglio, sovranamente, ma è bene che i termini siano chiari. Ricapitolo, 28 progetti vanno a scadenza nel 98, la scadenza è riferita al dato finanziario non alla interruzione della attività lavorativa. 7A1 e 7A4 hanno avuto la proroga del Consiglio nel 96 e nel 97, noi ne proponiamo la proroga per sei mesi per impedire la interruzione del servizio prima che decidiamo in un quadro più generale. Il 7C, che ha avuto un certo consenso nel processo di discussione della finanziaria, riguarda l'indagine sul patrimonio immobiliare del sistema pubblico, il 6A è un'indagine socio economica che impegna cento persone per capire quali sono i problemi dei comuni della Sardegna. Io non aggiungo altro, ma credo che dalla mia illustrazione si abbiano elementi abbastanza corposi per valutare.
PRESIDENTE. Visto che l'Assessore ha illustrato anche l'emendamento 22 completiamo l'illustrazione degli emendamenti. L'emendamento 132 è stato già illustato e sono stati anche espressi i pareri del relatore e della Giunta. Ha facoltà di illustrare l'emendamento 158 il consigliere Lippi.
LIPPI (F.I.). L'azione 6A, per la quale si chiede un rifinanziamento, come ricordava l'Assessore riguarda un'indagine socio economica nei comuni della Sardegna ai fini della rilevazione delle necessità emergenti e delle risorse locali disponibili con riferimento ai servizi sociali e culturali. Brevissimamente, per invitare l'assemblea a riflettere che l'esperienza della attività di ricerca che si è svolta nella prima annualità ed è tuttora in corso di svolgimento nella seconda annualità, ha fatto sorgere nei soggetti coinvolti la speranza che finalmente si stesse creando un osservatorio permanente concernente le problematiche sociali e assistenziali, quale punto di riferimento basilare senza il quale le stesse politiche economiche di intervento rischiano di perdere molta parte della loro pur limitata efficacia. Quindi un osservatorio permanente sulle problematiche sociali e assistenziali servirebbe a rendere più completa la rete degli osservatori regionali che attualmente annovera quello sul mercato del lavoro e quella sulla attività industriale. Questo sarebbe nella sostanza un intervento che garantirebbe la realizzazione di un terzo osservatorio concernente le problematiche sociali e assistenziali.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Lippi per illustrare l'emendamento numero 157.
LIPPI (F.I.). Brevissimamente, Presidente, credo che l'emendamento si illustri da solo. Rispetto ad un problema che è quello della disoccupazione, questo emendamento tende ad elevare le possibilità di accedere ai contratti di formazione lavoro ai soggetti tra i trenta e i quarantacinque anni, oggi è previsto fino ai quarant'anni, quindi elevarlo fino alla quota dei quarantacinque anni, disoccupati da almeno un anno quindi riducendo gli anni perché adesso in legge sono previsti due anni. Quindi è una riflessione per dare la possibilità non solo ed esclusivamente ad un limite temporale di età fino ai quarant'anni, ma estenderlo fino ai quarantacinque; dopo la presentazione in molti hanno sostenuto che non fosse possibile perché bisogna rifarsi alle norme nazionali, sentiamo il parere del relatore, non c'è nessuna difficoltà a ritirarlo se si verifica l' impossibilità di approvare lo stesso a norma e nel rispetto delle norme nazionali.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione sugli emendamenti numero 158, 157 e 22 ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. La Commissione accoglie il 22; sul 158 il problema che ha posto l'Assessore, e che è stato oggetto di discussione abbastanza lunga in Commissione, determina la condivisione delle ragioni che l'Assessore ha espresso e quindi di non accoglimento dell'emendamento numero 158. Per quanto riguarda l'emendamento numero 157, così come in qualche misura rappresentava anche il collega Lippi, illustrando l'emendamento, la materia è regolata attraverso una delega di legge nazionale, che consentiva l'esercizio dell'aumento dell'età a cui si fa riferimento sino al 31 dicembre del 1997. Occorre quindi, e la Commissione regionale per l'impiego sollecita la Giunta regionale ad occuparsi di questo, occorre farsi interpreti presso il Ministro del lavoro e il Governo perché sia concesso alla Commissione regionale per l'impiego, così come per il passato, l'ampliamento dell'età. Le ragioni che sono contenute nell'emendamento penso che siano da tutti condivisibili e apprezzabili, però non è possibile accoglierlo per ragioni così dette tecniche.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ancora una telegrafica considerazione. Ho detto 28 scadono. Allora o non si fa nessuna proroga o si prorogano tutti, ma questo non è pensabile, oppure si sceglie una linea che sia rigorosa e di buon senso, che è avere un criterio. Il criterio che la Giunta sta proponendo è questo: che una cosa sono i servizi, una cosa sono le indagini, perché le indagini devono avere inizio e fine. Poi naturalmente se l'indagine non è finita... ma non è che si prorogano le indagini, a mio giudizio si prorogano i servizi. Questo è un criterio che si capisce. Perché se noi invece proroghiamo le indagini, io voglio capire che cosa diciamo agli altri 26 progetti speciali che scadono. Cioè il criterio che il Consiglio regionale ha assunto nella legge finanziaria '96 e nella legge finanziaria '97 è quello di dire: si fa un'eccezione per servizi che non devono essere interrotti. E questo è, nella sostanza, il criterio che la Giunta propone che venga ancora mantenuto. Cioè che il Consiglio si muova confermando la linea che ha già adottato nella finanziaria '96 e in quella del '97, che non ha suscitato rivolte né problemi e che è comprensibile. Se facciamo invece deroghe per progetti che hanno una caratteristica diversa, noi dobbiamo sapere che ci sono altri 28 progetti speciali con decine e decine e centinaia di giovani impegnati che ci diranno: perché? Quindi il parere della Giunta, sull'emendamento numero 158, con molto dispiacere, ma non può essere di accoglimento.
PRESIDENTE. Chiedo all'onorevole Lippi se l'emendamento numero 157, viste le precisazioni anche di carattere normativo, deve essere ritirato.
LIPPI (F.I.). Evidentemente sì.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, un intervento semplicemente sulla forma dell'articolo. Mi pare che stiamo scadendo sempre più di livello, perché si mettono negli articoli di legge delle norme che non hanno contenuto legislativo, anzi in questo caso mi sembra che abbiano un contenuto legislativo assolutamente anomalo. Perché l'articolo inizia: nelle more dell'adozione della legge di assestamento del bilancio regionale per l'anno '98, e in relazione al predisponendo programma di intervento per l'occupazione e lo sviluppo. Ora, la legge di assestamento è una conseguenza delle manchevolezze della legge di bilancio, non deve essere la legge finanziaria a prevedere come sarà l'assestamento e addirittura a prevedere norme in attesa dell'assestamento. Per cui mi sembra assolutamente impropria questa formulazione; non ha alcun contenuto legislativo, mi sembra uno scadimento di livello, per cui chiedo che si voti l'articolo per parti separate, partendo dall'inizio fino alla parola "sviluppo", e che resti invece l'articolo dalle parole "autorizzata per l'anno '98" eccetera eccetera. Perché mi sembra che il contenuto legislativo inizi appunto dalle parole "autorizzata" e non abbiano alcun contenuto legislativo le quattro righe precedenti.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marrocu. Ne ha facoltà.
MARROCU (Progr. Fed.). Signor Presidente, un unico intervento su tutta la materia che riguarda l'articolo e gli emendamenti. Sugli emendamenti io concordo con quanto affermato sia dal presidente della Commissione che dalla Giunta. Non si può prorogare indagini che vengono fatte di anno in anno, che riguardano le stesse materie, non viene aggiornato il progetto, semplicemente per mantenere parcheggiati chi nei primi anni '89-'90, cioè quando fu attivata la legge numero 11, trovò collocazione. Credo che sia un atto di coerenza del Consiglio rispetto a ciò che più volte viene detto, che continuare a sprecare risorse in politiche assistenziali, che tra l'altro non producono nulla, sia un fatto di danno per creare veramente lavoro. Quindi ci vorrebbe un po' di coerenza rispetto a quanto più volte viene anche segnalato e affermato, sia dalla maggioranza che dall'opposizione, rispetto a questi progetti speciali. Io però credo che si sia arrivati al momento anche di dire che sugli altri progetti, che vengono qui invece proposti e da prorogare, ci sia una data che sia comunque di fine. Nel senso che può essere accolto il voto favorevole sul 29 ter perchè altrimenti 28 biblioteche chiudono. Però dovrebbe essere spiegato anche il perché. Voglio fare un esempio: nel mio Comune, come in tanti altri comuni della Sardegna, ci sono biblioteche. Nel nostro caso c'è una biblioteca attivata con un enorme patrimonio librario del comune di Villacidro, che ha messo insieme un sistema bibliotecario con tutto il patrimonio librario della diocesi di Ales e del seminario di Ales, che ha messo insieme la fondazione Dessì, cioè tutto un patrimonio librario rilasciato dalla famiglia Dessi a disposizione del Comune, cioè si è creato un sistema bibliotecario tra il patrimonio comunale, il patrimonio della diocesi di Ales, del seminario vescovile, e la fondazione Dessì, e tutto questo patrimonio è gestito dai fondi comunali utilizzando il fondo investimenti della legge 25. Che differenza ci sia tra questo patrimonio libraio e quello di Siamanna e di altri comuni per i quali bisogna intervenire a livello regionale, mentre l'altro si deve sostenere con i fondi propri, non ce n'è. Cioè occorre comunque, anche sull'azione 7/A, e sulle azioni 7/A1 e 7/A4, che ci sa comunque un'azione della Giunta regionale che dica: al 30 dicembre si chiude e il Comune e il territorio interessato attivi un servizio utilizzando i mezzi propri e gli strumenti propri e le leggi ordinare come fanno gli altri sistemi bibliotecari a livello regionale. Per cui sull'emendamento non ho dubbi che crea danno e costruisce soltanto una politica assistenziale che porta danno e non è in coerenza con le cose che affermiamo. Per quanto riguarda bisogna però che anche sugli altri si proroghi per un altro anno, ma che poi si attivi un sistema che consenta che questi servizi non vengano solo mantenuti dal livello regionale perché crea anche, ripeto, questo scompenso con gli altri territori che i sistemi bibliotecari li hanno attivati ma utilizzando risorse proprie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (Progr. Fed.). Signor Presidente, volevo fare una considerazione su questo emendamento della Giunta e sull'azione specifica prevista, perché questi progetti speciali, davvero, quelli che sono stati proposti nel testo dell'articolo e anche questo che è presente nell'emendamento 22 della Giunta, sono progetti molto speciali che stanno risolvendo parecchi problemi dei comuni dove queste azioni vengono svolte. In particolare, questa azione relativa al censimento del patrimonio immobiliare pubblico è fondamentale sia per il patrimonio immobiliare regionale che per quello dei comuni, e questo progetto, tra le altre cose, occupa 40 giovani, quasi tutti laureati e diplomati, che hanno operato e stanno operando prevalentemente nelle zone interne della Sardegna. Io mi rammarico soltanto del fatto che in occasioni come queste gli assessori regionali competenti non presentino anche delle relazioni conoscitive che consentano al Consiglio regionale di prendere atto veramente di quello che questi progetti speciali stanno producendo, e quindi delle azioni molto importanti che vengono poste in essere, perché sarebbe veramente importante anche per tutti i colleghi del Consiglio regionale, rendersi conto dei risultati notevoli che per esempio, con questa azione, di censimento del patrimonio immobiliare pubblico si stanno raggiungendo. Anche perché questo gruppo sta utilizzando tecnologie innovative e moderne che tra le altre cose verranno acquisite al patrimonio conoscitivo della Regione consentendo, poi, quando la Regione finalmente si deciderà a mettere in piedi il sistema informativo territoriale, di avere già definite e mappate tutte le proprietà immobiliari pubbliche.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Io intervengo sull'emendamento numero 22, non me ne voglia il collega Sanna, io non metto in dubbio le sue affermazioni, l'utilità che ha questo progetto, però rimango ugualmente perplesso nel pensare che sia necessario un progetto speciale per fare il censimento del patrimonio immobiliare pubblico. Evidentemente gli enti a cui fanno capo questi beni non sanno neanche quali sono i beni di cui sono proprietari. Allora io credo che abbiamo il diritto-dovere di mettere in evidenza che queste amministrazioni pubbliche non sono capaci di curare neanche la tenuta di un inventario relativo al proprio patrimonio.
Non si sa cosa sia, non saranno fabbricati certamente, saranno terreni che molto probabilmente sono in grado di produrre una rendita. Quale è la rendita che potrebbero produrre? Siamo veramente ad una confusione completa in materia di inventari nell'ambito degli enti pubblici, e questo solo può significare l'emendamento che mette in evidenza la necessità di nominare un gruppo di persone che siano in grado di arrivare al censimento di questo patrimonio evidentemente sconosciuto agli enti che ne sono proprietari.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Gianfranco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS GIANFRANCO (Popolari). Signor Presidente, voglio ricordare a quest'Aula che allorchè nel 1989 il Consiglio regionale approvò il programma dei progetti relativi ai lavori finalizzati all'occupazione ci furono degli scettici intorno all'approvazione di questo programma. Vedo però che oggi ce ne sono ancora e tra questi credo di poter annoverare il Presidente della quinta Commissione, però devo dire che col tempo gli scettici si sono ricreduti e questo modello di intervento pubblico è oggi considerato una terapia giusta perché concorre a dare una iniezione di fiducia ai tanti giovani disoccupati. Non solo: con l'attivazione di questi progetti si è andati anche al di là della mera indagine conoscitiva, e sono in grado di testimoniare che proprio l'indagine in capo all'Assessorato dell'igiene e sanità, denominato 6a è un progetto che è andato al di là della mera indagine e ha realizzato una mappa dei bisogni, anzi non solo dei bisogni ma anche di servizi sociali che vengono erogati nella società. E' una mappa assolutamente importante e necessaria agli enti pubblici in quanto in una prospettiva di programmazione concorrono alla realizzazione di politiche sociali integrate sul territorio.
E' per questo che voglio semplicemente, per chi non fosse addentro a questo progetto, evidenziarne la grande utilità e soprattutto la convinzione che questo progetto non può essere abbandonato perché allora, davvero, le risorse fin qui spese sarebbero state un inutile spreco.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). La Giunta, con un apposito emendamento accolto dalla Commissione, ha introdotto all'originario disegno di legge l'articolo 29 ter. Con esso si dispone uno stanziamento di 3 miliardi e 150 milioni per la prosecuzione degli interventi previsti dalle azioni 7a/1, 7a/4 del programma approvato dal Consiglio regionale il 27 aprile 1989, relativo ai progetti speciali finalizzati a favorire l'occupazione, così come individuati e disciplinati dagli articoli 92 e 93 della legge finanziaria del 1988.
Si sono, poi, aggiunti ai progetti speciali 7a/1 e 7a/4 il progetto speciale 7c, per effetto dell'emendamento 22 della Giunta, e il progetto speciale 6a contraddistinto, indicato dall'emendamento 158 primo firmatario il collega Floris.
(Segue Balletto) primo firmatario il collega Floris. Con questi due emendamenti aggiuntivi si richiede un ulteriore intervento di un miliardo e 250 milioni per l'emendamento numero 22 e quindi per il progetto speciale 7 c), e 4 miliardi per il progetto speciale 6 a) di cui all'emendamento numero 158. Ciò che sorprende ancora una volta consiste nel fatto che nel volgere di brevissimo tempo la Giunta modifica le proprie decisioni assunte in tempi recentissimi. Il disegno di legge, ricordiamolo, è stato presentato nella seconda metà del mese di dicembre e quindi un paio di mesi fa. Quindi tutte le argomentazioni addotte e portate dall'Assessore, non si capisce che credibilità possano avere oggi quando due mesi fa non sono state fatte perché, come dicevo poc'anzi, l'articolo 29 ter è stato inserito dalla Commissione, esattamente eravamo nel mese di febbraio. Questo articolo porta ad una constatazione e cioè che l'autorizzazione della spesa viene assunta nelle more dell'adozione della legge di assestamento. Questo fatto ovviamente non giustifica l'esclusione precedente, in quanto ove si fosse trattato di lavori obiettivamente da dover proseguire e da dover proseguire ad ogni costo, così come ha indicato l'Assessore nel suo intervento, la previsione della prosecuzione di questi progetti speciali, avrebbe dovuto essere presente fin dall'inizio. Delle due l'una, o la Giunta naviga a vista in periodo di nebbia e non vede nel mare della programmazione neanche quello che deve fare nell'immediato, oppure, e forse è la circostanza più veritiera, l'Esecutivo è sprovvisto di un progetto, di un programma, di professionalità e di organizzazione all'interno del suo apparato amministrativo che le consentano di agire con tempestività e produttività. In tutti e due i casi comunque i danni che questa scombinata attività di governo crea, sono smisurati e sarebbe veramente ora che si ponesse rimedio. Il Gruppo ha presentato l'emendamento soppressivo numero 132 dell'intero articolo 29 ter ritenendo che non vi sia motivo per la sua introduzione e il suo mantenimento anche perché l'Assessore ha annunciato e ripetuto più volte che la manovra di assestamento è prossima e se evidentemente i lavori sino adesso non sono stati sospesi, questi progetti speciali è verosimile che possano non essere sospesi anche per i prossimi due mesi a meno che la legge di assestamento, come sempre è avvenuto in passato, non venga formata più in là nel tempo. Ricordiamoci che lo scorso esercizio finanziario la legge di assestamento è stata discussa e approvata nel mese di novembre, ma ovviamente non penso che si arriverà a tanto. Mi sorprende ancora una cosa, forse non ho ben capito perché ero distratto, ma i riferimenti normativi indicati dall'Assessore non parlano di una proroga di sei mesi perché, a ben leggere, l'articolo 81 che è richiamato infatti qui si dice i termini di cui al comma 2 dell'articolo 81 della legge regionale numero 6 del 1995, il secondo comma parla "le valutazioni di cui al comma 1 sono compiute in sede di approvazione dei progetti" ma qua si tratta di prosecuzione di progetti e non di nuovi progetti che devono essere evidentemente approvati, quindi progetti già avviati e quindi la valutazione che non può essere fatta nei sei mesi dall'entrata in vigore della presente legge. L'articolo 81 secondo comma ancora dice che nei successivi trenta giorni deve essere emesso il decreto di finanziamento dei progetti speciali che sono stati valutati positivamente. Allora bisogna capire se si tratta di nuovi progetti per i quali occorrono le valutazioni entro sei mesi dalla loro proposizione e quindi successivamente dalla valutazione positiva l'emissione del decreto entro trenta giorni oppure si tratta di autorizzazione di lavori che sono ancora in corso, perché poi l'ultimo capoverso quando fa riferimento ai termini ancora modificati dal secondo comma dell'articolo 44 della finanziaria dello scorso anno, quel comma dice e recita: "i termini di cui al secondo comma dell'articolo 81 sono modificati e ridefiniti rispettivamente in 60 e 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge". Cioè l'Assessore ha parlato di proroga di termini di 6 mesi quando invece la normativa richiamata parla di 30, 60, 90 giorni. Forse ho capito male io, sicuramente avrò capito male io, ma l'unico termine di sei mesi riguarda nuovi progetti che devono essere valutati, quindi se si tratta di nuovi progetti il discorso a mio modo di vedere è corretto, ma se si tratta di prosecuzione non riesco a capire dove sta la ragione della proroga dei sei mesi che ha indicato l'Assessore.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non rinuncia a parlare proprio perché come ho detto prima ha a cuore che il Consiglio nell'esercizio della sua sovranità abbia chiarissimi i termini della questione. Proprio perché, e non esagero, su questo punto ci sono centinaia di giovani che ci guardano e che ci chiedono di fare cose che abbiano un criterio, credo. Allora ricapitolo brevissimamente, la Giunta ritiene che il Consiglio debba muoversi su questa materia scottante sulla linea delle finanziarie precedenti, che è quella di adottare come criterio che si prorogano servizi e quindi con un'ottica comprensibile da tutti e non invece si prorogano persone per via, diciamo, dei rapporti, quello che si dice criticamente verso la Giunta qualche volta clientelismo, bisogna adottare criteri e non fare clientelismo, per dirla proprio papale papale. La questione dei sei mesi, e quindi vengo all'articolo, io, qualche volta, lo dico scherzando, adoro i tecnicismi, ma qui il problema, collega Balletto, è molto semplice, stiamo mettendo le risorse per sei mesi, proroga in questo senso quindi, non nel senso tecnico del termine, stiamo mettendo le risorse per sei mesi, dopodiché non ci sono più, nel senso che è un provvedimento ponte per arrivare a quel giro di orizzonte generale che dobbiamo fare nei prossimi mesi sulla problematica "progetti speciali per l'occupazione". Allora sotto questo profilo la Giunta si sente molto impegnata diciamo a raccomandare l'approvazione dell'articolo, accogliendo il suggerimento in materia di tecnica legislativa dell'onorevole Bonesu, effettivamente le prime quattro righe possono essere soppresse senza alcun danno, servivano solo a spiegare il senso del provvedimento ponte, ma non è necessario metterlo in legge, le relazioni servono appunto per questo. Quindi io accolgo questa osservazione tecnica. Per quanto riguarda l'emendamento 22 la Giunta, proprio perché c'è stata una larga discussione nella Commissione, ha compiuto un'attenta istruttoria, quindi l'ha presentato e lo difende, sottolineando che si collocano tuttavia 7A1 e 7A4 da una parte e 7C dall'altra su piani non esattamente coincidenti, ma detto questo per onestà intellettuale la Giunta raccomanda l'approvazione dell'articolo e sostiene l'approvazione dell'emendamento 22 sull'azione 7C, proprio perché giunge dal sistema degli enti locali un segnale di forte utilità di questa azione. Quindi la Giunta non è che navighi a vista; ha adottato un certo criterio, cioè quello delle finanziarie precedenti nella proposta di bilancio e poi, come sempre accade, ha condotto una istruttoria tenendo conto dei pareri dei Gruppi consiliari e anche del sistema in cui siamo inseriti. Devo dire che sul 7C è venuto questo segnale, per questo noi l'abbiamo presentato e lo sosteniamo. Sul 158, ma lo faccio davvero con una certa sofferenza, perché capisco che cosa hanno detto i colleghi, ma debbo ribadire una opinione contraria non perché non sia una cosa positiva, ma perché non ci sono motivi sufficientemente fondati a motivare una deroga rispetto agli altri 28 in scadenza. E noi non ci dobbiamo preoccupare solo di capire noi, dobbiamo preoccuparci di essere capiti anche dai giovani che stanno lavorando a questi progetti.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io ho cercato di spiegare che le situazioni sono diverse. Una cosa è il 7A1 e il 7A4, una cosa il 7C e una cosa il 6A. Se ci sono deroghe devono essere profondamente motivate, altrimenti è chiaro che non verremmo capiti e in questa materia non essere capiti è fonte di contraddizioni sociali non di discussioni politiche; è una cosa un po' più delicata, quindi noi non l'accogliamo. Tuttavia io voglio dire che ove il Consiglio nella sua sovranità decidesse di approvare l'emendamento 158 andrebbe comunque riportato al criterio dei sei mesi, quindi la copertura finanziaria che per ora non c'è dovrebbe comunque essere dimezzata, cioè da quattro miliardi dovrebbe essere riportato a due. Io faccio questo avvertimento per un dovere di coordinamento delle norme pur ribadendo il parere contrario della Giunta sul 158. L'emendamento 132 è soppressivo dell'articolo quindi l'opinione della Giunta mi sembra chiara, è contraria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Per chiedere la votazione a scrutinio segreto sull'emendamento 132.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 132.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 61
votanti 61
maggioranza 31
favorevoli 31
contrari 30
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - LADU - LA ROSA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Le implicazioni operative di questo scrutinio sono che gli altri emendamenti ad un articolo che è stato totalmente soppresso non possono essere messi in votazione.
E' in discussione l'articolo 4 che era stato sospeso. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Con l'articolo 4 si definiscono nelle tabelle A e B i fondi speciali per nuovi oneri legislativi. Come tutti i colleghi sanno, il fondo speciale nuovi oneri legislativi si distingue in due categorie e quindi due capitoli, lo 03016 per le spese correnti e lo 03017 per le spese in conto capitale. Fa riferimento agli interventi indicati nelle tabelle A e B. La tabella A riguarda per l'appunto gli investimenti di parte corrente e la tabella B quelli invece in conto capitale. Probabilmente a molti di noi è sfuggito che le risorse allocate in questi due articoli sono di non poco conto. Nella tabella A per il 1998 sono stanziati 37 miliardi, nella tabella B per il 1998 sono stanziati 228 miliardi 990 milioni. Qui vedo complessivamente 264 miliardi circa , mi correggo 240 miliardi e 983 milioni dei quali 133 miliardi e 590 milioni rappresentano le dotazioni per dare attuazione ai programmi indicati nel disegno di legge collegato alla legge finanziaria. Ora, la prima considerazione che si può fare è che uno stanziamento di risorse così ingente non potrebbe e non dovrebbe essere effettuato quasi alla cieca, cioè senza una discussione e un esame del disegno di legge collegato. Perché questo, così come è stato fatto, sta a rappresentare una riserva da essere utilizzata in un momento successivo e non... signor Presidente, io ho bisogno che la Giunta mi ascolti e non posso parlare. Riprendo dall'inizio. So di essere fastidioso per chi non vuole ascoltare, ma almeno la Giunta questo me lo deve, perché io sto parlando per la Giunta.
PRESIDENTE. Onorevole Balletto, per cortesia continui l'intervento.
BALLETTO (F.I.). Allora dicevo, senza riprendere dall'inizio, che una riserva di stanziamenti così ingenti non può, a mio modo di vedere, essere effettuata in maniera disgiunta dalla manovra finanziaria, anche perché il disegno di legge collegato dovrebbe essere discusso entro 60 giorni dalla data in cui viene licenziata la legge finanziaria. A me è sembrato di capire, o di avere inteso, che queste risorse invece devono essere impiegate nella manovra di assestamento, così è stato detto e, se così ho inteso, e questo si voleva dire, mi sembra che non ci siamo, perché un disegno di legge deve avere il suo iter, deve essere esaminato dalle commissioni nei tempi previsti, ed entro 60 giorni essere in aula. Se questo non avverrà e le risorse che sono indicate nel disegno di legge collegato dovessero essere impegnate nella manovra di assestamento, be' potremmo dire che probabilmente abbiamo scherzato, qua noi all'interno, perché quando il Polo, Alleanza Nazionale e Forza Italia, hanno presentato emendamenti con i quali si chiedeva l'intervento in particolari settori, quei settori poi che sono stati individuati nell'emendamento numero 183, se mal non ricordo, che è stato approvato ieri, e non sono stati accolti nell'asserita ipotesi che non vi fossero risorse disponibili, non è affatto vero, perché le risorse erano e sono presenti nel disegno di legge collegato alla manovra finanziaria. Allora io dico: se si fosse voluto realmente venire incontro alle esigenze di Forza Italia e di A.N., le risorse vi erano, erano disponibili, la vera volontà di accedere alle legittime richieste, perlomeno in quest'aula tali sono state dichiarate, vi erano. La manovra finanziaria dura da un mese e mezzo e in più, perché un mese si è impegnato in Commissione, altri 15 giorni sono trascorsi in aula. Quindi quell'approfondimento, quell'intervento nelle direzioni richieste la Giunta e la maggioranza poteva farlo, perché le risorse vi erano. Ecco perché parlando dell'articolo 4, traggo nuovamente spunto per denunciare e per dichiarare la mia mancanza di fiducia in un Esecutivo che ha fatto della propria attività, istituzionandola, il regime delle proroghe. Anche nell'articolo 29 ter poc'anzi non approvato, abbiamo avuto un ulteriore esempio di legislazione di proroga, che evidentemente questo Consiglio non vuole più, che questo Consiglio non accetta più. Questo Consiglio vuole atti concreti e non parole; questo Consiglio vuole che si raggiungano obiettivi e che non si facciano più promesse. Questa è la nostra posizione e riteniamo che dall'esame dell'articolo 4 siano emerse tutte le contraddizioni esistenti tra ciò che si dichiara di voler fare, ciò che si promette e quello che invece si fa realmente.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, sull'ordine dei lavori, il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Io ritengo che l'esame e la votazione sull'articolo 4 debba seguire l'esame delle tabelle. In effetti l'articolo 4 contiene la sintesi delle tabelle. Ecco allora prima esaminiamo le tabelle e poi esaminiamo l'articolo 4 e non viceversa. Perché se noi approviamo l'articolo 4, poi passiamo all'esame delle tabelle le dobbiamo approvare perché abbiamo approvato la sintesi delle tabelle. Io ritengo che dobbiamo esaminare le tabelle aggiornate ai dati variati se ci sono state variazioni di date.
PRESIDENTE. Ricordo all'onorevole Casu che si è fatto sempre il contrario, però le osservazioni non sono infondate, quindi procediamo all'esame delle tabelle.
Onorevole Casu, ci consente di non leggere integralmente tutti i numeri, avendole a disposizione tutti i consiglieri e avendole lette?
CASU (F.I.). Ma sono i numeri significativi. Cioè non è che...
MARROCU (Progr. Fed.). Ma smettila.
CASU (F.I.). Ma che volete, che ve le approviamo a scatola chiusa? Devo vedere dove sono state destinate le risorse; abbiate pazienza.
Continuazione della discussione degli articoli del disegno di legge: "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 1998)" (382)
PRESIDENTE. Va bene, ringraziamo l'onorevole Casu. Si leggano tutti i numeri. E' una richiesta che viene incontro alle esigenze di tutti i consiglieri e dobbiamo accoglierla. Si dia lettura della tabella A.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Io mi trovo, nella tabella A, al numero 2, per gli anni 1999-2000, 250 miliardi. Se me lo consente, Presidente, chiedo scusa, tengo il microfono un attimo, non è che voglia fare dispetto ai colleghi, per carità. Sinceramente, io voglio vedere le cifre, abbiate pazienza. Come fate a dire si approva la somma di lire 250 miliardi senza aver visto la destinazione?
PRESIDENTE. Non si rivolga ai colleghi, onorevole Casu, non è giusto che si rivolga a loro. Si rivolga alla Presidenza se vuole parlare.
Allora, metto in votazione...
CASU (F.I.). Ho chiesto un chiarimento.
PRESIDENTE. Il chiarimento lo chieda a me, i colleghi sono liberi di leggerlo, di non leggerlo, di votare, di fare quello che vogliono.
Metto in votazione la tabella A. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Io ho posto una domanda ben precisa: ho chiesto, alla Giunta chiaramente, relativamente alla tabella A, quale era il significato da attribuire al numero 2: 250 miliardi per l'anno 1999 e 250 miliardi per il 2000. Cosa c'è da fare, perché sono stanziati 250 miliardi per entrambi gli anni. Se non ho diritto di fare questo, allora è inutile che noi votiamo sull'articolo 4 e sulle tabelle.
PRESIDENTE. La tabella A è stata votata, ora dobbiamo leggere la tabella B. Prego.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, lei ha posto in votazione la tabella A, però la tabella A aveva l'emendamento numero 4. Vorrei sapere se è stato ritirato.
PRESIDENTE. Non mi risulta che ci fosse un emendamento. Dai fogli che ho davanti e dalle informazioni che mi danno non mi risulta.
BONESU (P.S.d'Az.). A me risulta, quindi chiedo chiarimenti.
PRESIDENTE. C'è un emendamento della Giunta regionale all'articolo 4, non alla tabella A. L'hanno messo in mezzo agli emendamenti all'articolo 4, adesso controlliamo. Insisto nel dire che qua io trovo scritto: emendamento della Giunta regionale, articolo 4, e poi nel modificare l'articolo 4 fa contestuale riferimento a una modifica anche alla tabella 4, però lo trovo allegato agli emendamenti che riguardano l'articolo 4. Ecco perché non ho messo in votazione la modifica della tabella proposta, in termini pratici si può fare sia l'una cosa che l'altra, cioè si può mettere in votazione adesso la modifica della tabella oppure la si può mettere in votazione quando voteremo l'articolo 4. Mi confermano nella opinione che mi ero fatto io, anche se rapidamente, e cioè che essendo l'articolo 4 tale da modificare anche le tabelle, le modifiche delle tabelle vengono votate contestualmente alla votazione dell'articolo 4. Avevo interpretato una volta tanto bene.
Si dia lettura della tabella B.
PITTALIS (F.I.). Io le sto chiedendo la parola.
PRESIDENTE. Poi le darò la parola, adesso sto facendo leggere la tabella B. Quando presiederà lei, onorevole Pittalis, deciderà lei, finché presiedo io decido io a chi dare la parola. Adesso il segretario sta leggendo la tabella B, si può leggere indipendentemente anche dal riaprire la discussione.
PITTALIS (F.I.). Io le sto chiedendo la parola.
PRESIDENTE. L'avevo già data alla Segretaria per leggere, quindi dopo che avrà letto darò la parola a lei.
PITTALIS (F.I.). L'avevo chiesta prima.
PRESIDENTE. No, non è stata chiesta prima. Avevo già dato disposizioni di leggere, lei ha chiesto dopo di parlare. Sbraiti quanto vuole, onorevole Pittalis, la prepotenza… mi dispiace molto di questo, ma si dia lettura della tabella B.
(Segue lettura)
(Il consigliere Pittalis lascia l'aula per protesta.)
CASU (F.I.). Vorrei parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Non interrompa la lettura della tabella, per cortesia, poi può chiedere la parola.. Onorevole Casu, abbia rispetto dell'Aula e della Presidenza, sta mancando di rispetto alla Presidenza e a tutti i consiglieri dell'Aula interrompendo continuamente. E' in corso la lettura, dopo che avrà finito la lettura potrà chiedere la parola, ma non interrompa, per cortesia.
(CONCAS, Segretaria, segue lettura.)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Ho chiesto che venissero lette le singole cifre della tabella B, non i totali, perché i totali ci sono già nell'articolo 4. Io voglio vedere il contenuto della tabella. L'articolo 4 è un articolo nel quale si fa la sintesi delle tabelle. Voglio sentire l'analisi delle voci contenute nelle due tabelle, non il totale.
MARTEDDU (Popolari). L'ha già letta Presidente.
CASU (F.I.). La segretaria ha letto solo i totali.
PRESIDENTE. Legga le singole cifre, onorevole Concas, per la gioia dell'onorevole Casu.
CONCAS, Segretaria. Naturalmente, onorevole Casu, non mi faccia ripetere i milioni; i milioni sono sottintesi.
(Segue lettura)
MARTEDDU (Popolari). Sull'ordine dei lavori, Presidente.
PRESIDENTE. Aveva chiesto prima la parola l'onorevole Sassu, poi l'onorevole Marteddu, e poi sarà la volta dell'onorevole Casu.
Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.). Brevemente per far osservare sommessamente al collega Casu che noi abbiamo letto delle cifre che sono puntualmente superate e modificate dalla legge finanziaria, dai vari articoli.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Marteddu. Ne ha facoltà.
MARTEDDU (Popolari). Signor Presidente, io le chiedo invece di aver rispetto, che la Presidenza abbia rispetto del Consiglio regionale chiedendole di interpretare la cultura media dei consiglieri regionali che non è certificata dalla prova di alfabetizzazione come avveniva fino a qualche decennio fa per i consiglieri comunali, ma presumo che abbiamo la cultura media per poter ascoltare una lettura che non sia sillabata, quindi chiedo che la segreteria legga le tabelle come si legge normalmente in qualsiasi ufficio pubblico e non sillabando. Grazie.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Io ritengo che sia mio diritto, nonostante l'opinione del collega Marteddu e dell'onorevole Sassu, che vengano lette le tabelle nella loro analisi, e devo chiedere anche dei chiarimenti alla Giunta. Se adesso devo parlare solo sull'ordine dei lavori, dopo chiedo i chiarimenti. Per quanto riguarda l'osservazione fatta dall'onorevole Sassu, se sono state apportate delle modifiche, avrebbero dovuto modificare anche le tabelle, cioè avrebbero dovuto presentare i dati aggiornati, perché io ritengo che nessun Consiglio che si rispetti approvi un qualcosa di indefinito. Oh!
(Interruzioni)
PRESIDENTE. Per favore, ognuno ha diritto di dire quello che vuole. Prego, è un limite della democrazia che ognuno può dire quello che vuole, però è così. Prego onorevole Casu.
CASU (F.I.). Ecco, allora ad evitare ulteriori perdite di tempo, passo alla...abbiate pazienza, tanto io le cose che devo chiedere le chiedo. Voi potete strillare e sbraitare quanto volete, voi esercitate i vostri poteri e io esercito i miei.
MONTIS (R.C.-Progr.). Questa è una prepotenza!
SECCI (Popolari). Cominciamo ad esercitare qualche diritto, onorevole Casu.
CASU (F.I.). Se il Presidente mi dice che non ho diritto ad aver chiarimenti sulla tabella, poso il microfono e mi sto zitto, siccome lo state dicendo voi, onorevole Secci, e lei non ha alcun diritto, Presidente...
PRESIDENTE. Prego, prego, continui prego.
CASU (F.I.). Presidente, io non posso parlare in queste condizioni, voglio il silenzio dell'Aula, non voglio essere interrotto.
PRESIDENTE. Continui prego, onorevole Casu, dire che lei non può parlare è proprio negare l'evidenza, continui a parlare, ma non dica delle cose che davvero non stanno né in cielo né in terra, che lei non può parlare in questo Consiglio francamente è dire una cosa molto lontana dal vero. Continui prego.
CASU (F.I.). Allora riprendiamo il discorso, nel numero 1, lettera g), e esattamente, dighe sul fiume Tirso, anno 1998, sei miliardi. E' una domanda che pongo all'Assessore, io ricordo che in Commissione si era parlato del problema della diga del Tirso in merito al programma operativo plurifondo dove la diga del Tirso era stata cancellata, credo che se lo ricordi, e ci fu la promessa che nella finanziaria si sarebbe tenuto conto di questo fatto, ma non si tratta di un problema di sei miliardi, il problema riguardava una somma molto più significativa; un chiarimento lo chiedo su questo. Un altro, il numero 2, programma riassetto EMSA 1998, 50 miliardi, gradirei qualche spiegazione a proposito di questo riassetto dell'EMSA dove vengono stanziati 50 miliardi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io, per la verità, più che per rispondere alle questioni di merito, per un punto che mi sembra preliminare sull'ordine dei lavori, cioè qui bisogna che ci comprendiamo bene, se stiamo approvando le cifre, o se non stiamo approvando le cifre, allora io credo che ci debba soccorrere la tradizione che non sempre è ottima ma in molti casi ci illumina. L'approvazione delle tabelle non costituisce approvazione delle cifre, non costituisce approvazione degli stanziamenti, onorevole Casu, quando noi approviamo la tabella B stiamo approvando l'indicazione delle voci da includere nel fondo speciale di conto capitale, perché questo? Perché è del tutto evidente che ci sono emendamenti al bilancio che sono collegati alle tabelle, allora, questo lo dico ora per allora, la cosa migliore sarebbe stato non esaminare prima le tabelle e poi l'articolo 4, ma prima l'articolo 4 che contiene in sintesi ciò che le tabelle contengono in esplicazione. Ma ormai questo lo abbiamo superato, stiamo esaminando le tabelle, ma deve essere chiaro che non stiamo approvando gli stanziamenti. Ecco questo chiarimento volevo fornire, perché altrimenti rischiamo di fare una discussione che non è chiara né dal punto di vista del metodo, né dal punto di vista di ciò che stiamo deliberando in questo momento, il bilancio è ancora da esaminare, da discutere e da votare.
C'è un errore materiale però, al punto 2 della tabella B la cifra corretta è non 50 ma 25 miliardi, parlo del programma del riassetto EMSA.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Presidente, credo che gli ultimi interventi abbiano creato il problema del valore dei voti che stiamo dando a documenti contabili che sono aggiornati neppure con le decisioni che abbiamo preso. Credo che la prassi del Consiglio sia, considerato che l'aggiornamento in tempo reale è praticamente impossibile, di considerare comunque apportati a tutti i documenti contabili, gli emendamenti approvati, quindi noi stiamo approvando, cioè la prassi è che la volontà del Consiglio espressa in modo particolare e deciso con l'approvazione dell'emendamento prevale su qualunque testo precedetene. Credo che questo sia importante per le tabelle, ma soprattutto per il bilancio. Noi andremo ad approvare le tabelle del bilancio nella formulazione che è arrivata in Aula, però abbiamo sempre considerato sottinteso che quelle tabelle devono intendersi modificate con gli emendamenti che abbiamo approvato in legge finanziaria. Perché se no, effettivamente, se noi per approvarli, abbiamo bisogno delle dizioni esatte, credo che non ne usciamo fuori. Quindi chiedo alla Presidenza se questa interpretazione che l'approvazione dei documenti presuppone tutti gli emendamenti approvati e presuppone che possano essere apportati anche, ove il procedere dei lavori lo consenta, comunque, emendamenti espressi sia quella che questa Assemblea sta seguendo.
SECCI (Popolari). Giusto.
PRESIDENTE. A questo riguardo mi pare che ci voglia e basti un minimo di buon senso, che credo di avere come Presidente di turno, per dire che l'unica interpretazione corretta è quella dell'onorevole Bonesu, tant'è che io stavo procedendo in questo senso ad esaminare l'articolo 4, dal quale ho detto anche che sarebbero discese delle conseguenze, ma non sono stato io a richiedere tassativamente che si procedesse nell'altro modo e abbiamo imboccato un'altra strada. Ma adesso, al di là dei toni che sono dovuti da parte di tutti alla stanchezza, onorevole Casu abbia rispetto se non per il Presidente, se non per i colleghi, almeno per una qualità astratta che è la stanchezza di tutti quanti, un po' di rispetto per questo, da parte di tutti, non farebbe male a nessuno. Allora tenendo conto di tutti questo procediamo seguendo la prassi che si è seguita sempre, perché conseguenze pratiche dal votare in un modo o in un altro non ce ne sono. Abbiamo votato gli articoli della finanziaria, con l'articolo 4 votiamo un articolo che implica l'adeguamento automatico conseguente. Non diamo un esempio di procedimenti che non hanno una giustificazione; la spendita del tempo, che è cosa preziosissima, se tutto il Consiglio la fa bene è meglio per tutti anche per l'immagine che diamo all'esterno.
Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, solo per dire che io posso comprendere la stanchezza di tutti, però non capisco l'atto di ribellione espresso da una parte del Consiglio quando io ho chiesto di leggere le tabelle. Una operazione che si poteva fare in meno di un minuto. È un diritto che ho.
CUCCA (Progr. Fed.). A che cosa serve se le cifre sono sballate, sono tutte cambiate.
CASU (F.I.). A lei onorevole Cucca non serve, a me sì, voglio vedere, dovrei esigere per carità di patria lasciamo perdere, perché votate delle cose di cui non conoscete l'entità.
PRESIDENTE. Sono stati presentati due emendamenti alla tabella B a firma di Biancareddu in qualità di Capogruppo vicario nell'assenza dall'aula del Capogruppo. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Biancareddu per illustrare gli emendamenti numero 177 e 178.
BIANCAREDDU (F.I.). Si danno per illustrati.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
SECCI (Popolari), relatore. Il relatore non li accoglie
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta non li accoglie.
PRESIDENTE. É aperta la discussione sugli emendamenti. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Gli emendamenti hanno un solo scopo, quello di accelerare il processo di riforma dell'EMSA che, a mio modo di vedere, ancora langue; langue perché la prima Commissione, deputata al licenziamento del provvedimento normativo definitivo, impegnata in altro, non ha potuto ancora esaminare il disegno di legge che la Commissione sesta aveva già esitato. È stata presentata anche una proposta di legge di riforma e di riassetto dell'EMSA che è presente pure presso la Commissione competente. Io mi chiedo come è possibile che una esigenza così sentita da questo Consiglio, perché sono ormai quasi quattro anni che se ne parla, a fine legislatura si trova ancora in una condizione di quasi totale non attuazione. Eppure la Giunta ha i mezzi per chiedere alle commissioni la procedura accelerata, ed esiste anche l'altro strumento attraverso il quale è possibile, quando tutti i Capigruppo sono d'accordo, di presentare il disegno di legge all'esame dell'aula ancora prima che si sia completata l'istruttoria in Commissione. La volontà purtroppo ancora una volta è quella di lasciare sempre le cose a metà, cioè di non definire proprio nulla perché la conservazione di ciò che esiste è lo scopo principale di questa maggioranza e di questo esecutivo. Signori, noi lasceremo questa legislatura con il problema della riforma dell'EMSA ancora da definire, ed è un problema che lasceremo ai nostri successori della dodicesima legislatura. Ci siamo ben riempiti la bocca di riforme, di esigenze di cambiamento ma abbiamo, avete fatto di tutto per lasciare le cose completamente inalterate. D'altro canto verifico anche che per il capitolo di spesa 09016 che riguarda il contributo annuo all'ente minerario, la Commissione ha portato il contributo stesso da 14 miliardi e 600 milioni previsto nel disegno di legge originario alla cifra di 31 miliardi e 600 milioni., con un incremento di 37 (?) miliardi. Nella tabella B, dove si propone l'emendamento, nel programma di riassetto dell'EMSA sono stanziati altri 50 miliardi; ricordiamoci che 50 miliardi sono stati stanziati anche l'anno scorso, sono stati tutti completamente erogati ma di riforma e di riassetto non vi è ancora nulla, assolutamente nulla. Si sono fatte privatizzazioni, meno male che si sono fatte, a condizioni disastrose per la Regione, però è anche vero che abbiamo regalato ciò che c'era, però è anche vero che probabilmente non dovremo più mettere soldi e questo è già un risultato positivo, sicuramente, perché non perderemo più, ci siamo spogliati di proprietà ad una lira, ogni società che è stata ceduta è stata ceduta al prezzo simbolico di una lira e abbiamo dovuto anche mettere soldi per estinguere i debiti. Quindi siamo seri, l'emendamento ha la funzione di voler richiamare quest'aula all'attenzione che il problema EMSA suscita, ma il disinteresse a quanto pare è totale. Non è possibile sovvenzionare un ente, che ha i problemi che ha, mettendo sempre i denari che occorrono per la gestione ordinaria quando non ci si ferma un attimo per fare veramente il punto della situazione e per decidere quale dovrà essere il futuro del comparto minerario. Per quanto riguarda l'emendamento 177 il problema è che 20 miliardi, che vengono messi a disposizione per le partecipazioni al capitale di società o enti, si vorrebbe prima di tutto sapere a che cosa si riferiscono, a quale tipo d intervento si deve andare incontro anche perché, se non ricordo male, nelle dichiarazioni programmatiche uno dei punti qualificanti era proprio il disimpegno della Regione dal sistema delle partecipazioni e il disimpegno quale imprenditore, sia direttamente sia indirettamente, nello svolgimento di attività produttive in Sardegna. Questo stanziamento si aggiunge ad una voce di capitolo del bilancio che prevede addirittura uno stanziamento per questo titolo di 50 miliardi, il capitolo 090037, incremento del fondo destinato alla partecipazione nel capitale di enti ed imprese costituite nella forma di società per azioni, eccetera. Cinquanta miliardi ci sono già in bilancio, 20 miliardi sono compresi nella tabella B. Signori, io penso che al lato pratico gli interventi sono esattamente in direzione contraria a ciò che si annuncia, a ciò che si pubblicizza e che di fatto non viene assolutamente fatto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biancareddu. Ne ha facoltà.
BIANCAREDDU (F.I.). Chiedo la votazione a scrutinio sugli emendamenti numero 177 e 178.
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 177 alla tabella B.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 59
votanti 59
maggioranza 30
favorevoli 20
contrari 39
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARRACINI - MARROCU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico dell'emendamento numero 178 alla tabella B.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 58
maggioranza 30
favorevoli 20
contrari 38
(Il Consiglio non approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: ARESU - BALIA BALLERO - BALLETTO - BERRIA - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BONESU - BUSONERA - CADONI - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS -DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FOIS Pietro - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LIORI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARRACINI - MARROCU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - PITTALIS - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SANNA NIVOLI - SASSU - SCANO - SECCI - SERRENTI - TUNIS Marco - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.)
Metto ora in votazione la tabella B. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella C.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Volevo chiedere la parola prima per invitarla, avendo chiarito col collega Desiderio Casu che non c'era la necessità di leggere capitolo per capitolo, ma dare solo l'indicazione della tabella per agevolare l'iter dei lavori.
Era questo che volevo dire per venire incontro anche a un'esigenza della Presidenza.
Si dia lettura della tabella D.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questa tabella, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Si dia lettura della tabella E.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. A questa tabella è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Balia per illustrare l'emendamento.
BALIA (Progr. Fed.). Si tratta di un emendamento proposto per tenere in piedi un capitolo di bilancio con un impegno di risorse finanziarie da parte della Regione abbastanza ridotto, ma fatto questo che consente invece all'ente ESMAS di poter impegnare per il futuro alcuni miliardi che provengono invece come finanziamenti in quota statale.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere del relatore della Commissione, ha facoltà di parlare il consigliere Secci.
Secci (Popolari), relatore. Non lo conosce perché non lo ha avuto.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. La Giunta lo conosce. Si tratta di un'operazione tecnica per consentire all'ESMAS l'utilizzazione, nell'esercizio corrente, di residui dei bilanci '96 e '97. Quindi una somma molto modesta ma che ha solo questa funzione, di poter utilizzare delle manutenzioni e così via, residui del suo bilancio di provenienza statale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serrenti. Ne ha facoltà.
SERRENTI (P.S.d'Az.). Stiamo parlando di 50 miliardi che sono destinati alla manutenzione degli immobili di proprietà della Regione. Glielo chiedo perché, come lei ricorderà, il problema dell'ESMAS ormai è un problema, una sorta di nodo al pettine che viene ogni volta che c'è la finanziaria. Voglio ricordare che l'ESMAS non è una scuola della Regione e che anche l'anno scorso vi fu una richiesta per un contributo da dare una tantum per pareggiare disavanzi di cassa che poi, sottoposto al controllo il bilancio dell'ESMAS risultò non esistere sbilancio di cassa. Poi scoprimmo anche perché. La verità è che buona parte di quelle somme furono utilizzate per fare altre cose e ripareggiano il bilancio utilizzando i contributi e gli accantonamenti per la liquidazione del personale. Adesso la somma è modesta, però vorrei capire se stiamo camminando nello stesso solco, nella stessa direzione, o se invece si tratta di altro. Se mi da qualche spiegazione, Assessore o Presidente.
PRESIDENTE. L'Assessore può rispondere.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Gli uffici non hanno avuto la possibilità di fare una istruttoria, anche perché il problema che viene posto fa riferimento a particolari peculiarità del bilancio dell'ESMAS, della struttura del bilancio, che noi però, su due piedi, non conosciamo. Se si comprende bene il problema è semplicemente di avere un capitolo con una cifra anche simbolica (può essere 50 milioni, ma può essere anche 20 o 10 milioni) che consenta all'ESMAS di attivare la spesa dei residui del proprio bilancio. Questo è tutto ciò che sono in grado di dire in questo momento. Non so, può essere anche che sia sufficiente, ma non ne siamo certi, avere un capitolo per memoria nel bilancio, il che ci sarebbe, sarebbe l'11028, però se vogliamo con certezza che l'ESMAS possa spendere soldi che ha a residuo dovremmo mettere una cifra simbolica, il che vuol dire se questa cifra di 50 milioni crea problemi ne mettiamo 20 o 10, non è l'entità delle somme il problema, chiedo ai presentatori se si può rimodulare in questo modo e poi vediamo al termine della breve discussione. PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Serrenti. Ne ha facoltà.
SERRENTI (P.S.d'Az.). Per dire solamente che se si tratta della necessità di avere un capitolo per fare delle manovre può essere un capitolo per memoria, tuttavia non capisco bene la ratio, si tratta di 50 milioni possiamo pure procedere, però non è molto chiaro. Se il problema è solo quello tecnico di avere un capitolo attraverso il quale fare le operazioni di recupero dei residui si fa un capitolo per memoria e si agisce con quello, non è necessario avere dentro nessuna somma, però, Assessore, non c'è nessun problema.
PRESIDENTE. Metto in votazione la tabella E. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Metto in votazione l'emendamento aggiuntivo numero 150. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura della tabella F.
(Segue lettura)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). In sede di articolo 1 della finanziaria avevo presentato un emendamento che è stato ritirato a seguito dell'impegno dell'Assessore a modificare la tabella F, anzi, l'Assessore per l'anno 1998 aveva proposto una modifica orale, cioè di levare 10 miliardi dal capitolo 04110 e portarli invece al capitolo 05017, dove era possibile una manovra del genere. Però avevo fatto notare che la stessa manovra non era possibile per il 1999, dovendo essere cancellati 3 miliardi dal 04110 e non trovando altra voce sostitutiva. Vedo che la Giunta non ha presentato nessun emendamento, quindi devo ritenere che se si approva la tabella nel testo originario permangono le illegittimità che avevo denunciato e che la Giunta aveva recepito.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Non abbiamo presentato nessun emendamento perché l'emendamento è stato presentato oralmente durante la discussione, quindi io ero convinto e sono convinto che gli uffici ne hanno tenuto conto. Comunque è un problema risolvibilissimo.
PRESIDENTE. Trattandosi di una richiesta di chiarimento è giusto che possa parlare di nuovo, onorevole Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Avevo fatto notare che l'emendamento verbale risolveva il problema per il 1998, ma non per il 1999. Se l'Assessore Scano può formulare l'emendamento per il 1999 perché in quella occasione non l'aveva formulato.
PRESIDENTE. L'assessore Scano ricorda di averlo formulato. Prego.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Io ricordo perfettamente, ho parlato due volte, dopo l'osservazione di Bonesu ho detto "si intende adottato lo stesso meccanismo anche per il 1999".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Stiamo discutendo di un emendamento orale, perché la stessa operazione per il 1999 non può essere effettuata perché manca il capitolo 05017 per il 1999.
PRESIDENTE. Si troverà un altro meccanismo. Metto in votazione la tabella F. Chi l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Torniamo all'articolo 4 della finanziaria, avendo esaurito le votazioni delle tabelle. Si era già svolta la discussione sull'articolo 4 e rimanevano da illustrare e discutere gli emendamenti presentati dalla Giunta che portano il numero 3, 4 e 169, sostitutivo del 2 che è stato ritirato. La Giunta può illustrare i suoi emendamenti.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. L'emendamento numero 2 è sostituito dall'emendamento numero 169, quindi abbiamo all'articolo 4 gli emendamenti 169, 3, che ha una natura diversa, e 4 che invece riguarda un problema analogo a quello contenuto nel 169. Il problema sostanzialmente è quello di consentire la copertura finanziaria delle due leggi approvate a febbraio dal Consiglio, una in materia di agricoltura e l'altra in materia di turismo. La funzione dell'emendamento 169, che come ho ricordato sostituisce il 2, è di dotare nel 1999 la riserva di cui alla voce 5 (POP-FEOGA) degli stanziamenti necessari a coprire, come dicevo, la legge regionale approvata dal Consiglio il 4 febbraio 1998, che è promulgata ma non ancora pubblicata, cioè è in corso di pubblicazione. Con apposito provvedimento amministrativo, cioè con decreto dell'Assessore tale riserva verrà utilizzata nel corso dell'esercizio al fine del recepimento nel bilancio della legge che ho richiamato. Meccanismo analogo adottiamo per quanto riguarda la legge sul turismo, quindi si tratta di un'operazione meramente tecnica per consentire l'operatività delle due leggi approvate.
PRESIDENTE. Metto in votazione prima l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 169. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo ora ai quattro ordini del giorno.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Faccio una proposta, Presidente. Gli ordini del giorno possono essere votati prima della votazione finale, credo che si era deciso di fare una Conferenza dei Capigruppo per vedere come proseguire i lavori. Può essere più urgente fare la Conferenza dei Capigruppo e discutere gli ordini del giorno alla fine, prima della votazione finale.
PRESIDENTE. La mia ipotesi, onorevole Bonesu, era che alla votazione finale stessimo arrivando adesso. Allora è convocata la Conferenza dei Capigruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 13 e 38, viene ripresa alle ore 13 e 54.)
Presidenza del Presidente Selis
PRESIDENTE. Prego i colleghi di prendere posto. Se prendete posto un momento e mi prestate un attimo di attenzione comunico l'ordine dei lavori deciso in Conferenza dei Capigruppo.
E' stato deciso quest'ordine dei lavori: di inserire ora la discussione e la votazione del progetto di legge per i quattro mesi di esercizio provvisorio, di sospendere la seduta e di aggiornarla lunedì alle ore 10 e 30; faremo poco prima la Conferenza dei Capigruppo rituale alle ore 10 e 15, sull'ordine dei lavori. Scusate, questo è il punto sul quale voglio chiedere la vostra attenzione. Questa interruzione dei lavori è connessa alla valutazione che in Conferenza abbiamo fatto che pur scadendo oggi i termini dell'articolo 34 ultimo comma, essendo il Regolamento un patto tra di noi, insieme si poteva, e questo abbiamo concordato, derogare a questo termine col patto reciproco di definire un termine ulteriore e l'impegno di concludere i lavori nella serata di mercoledì da parte di tutti, da parte di tutti, in particolare della maggioranza, lo dico per chiarezza, deve essere fatto ogni sforzo per garantire il numero legale in modo che questo contenitore temporale che sono i giorni di lunedì, martedì, mercoledì possa essere utilizzato appieno nella discussione del bilancio e degli atti collegati. Così come è stato detto prima dal presidente Zucca, e lo ribadisco, che gli ordini del giorno vanno fatti totalmente insieme alla fine della discussione della legge di bilancio, prima della votazione finale che è unificata tra bilancio e legge finanziaria.
Discussione del disegno di legge: "Proroga dell'autorizzazione all'esercizio provvisorio del bilancio della Regione, del bilancio dell'Azienda foreste demaniali e dei bilanci degli enti strumentali per l'anno finanziario 1998" (404)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 404, relativo alla autorizzazione alla proroga dell'esercizio provvisorio. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Secci, relatore.
SECCI (Popolari), relatore. Signor Presidente, due brevissime considerazioni perché la Commissione stamattina ha visto il disegno di legge numero 404 e l'ha approvato. Naturalmente mi sembra che la data a cui siamo arrivati con l'approvazione della finanziaria, le cose che lei ha appena detto e cioè l'impegno a concludere l'esame della norma finanziaria entro il 18, i tempi tecnici per la predisposizione dei documenti e i tempi necessari al governo per l'esame del provvedimento rendano obbligatorio il percorso che è stato proposto dalla Giunta e che la Commissione ha accolto.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Signor Presidente, solo due minuti per dire che il commissario di Alleanza nazionale presente nella Commissione bilancio stamattina evidentemente ha confuso l'atto necessario con l'atto politico. Ha considerato questo disegno di legge come un atto necessario e ha dichiarato il suo voto favorevole. Avrebbe dovuto considerarlo atto politico perché è un atto che comunque proviene dal governo e sia lui che il Gruppo di Alleanza nazionale, evidentemente essendo alla opposizione, non può essere coinvolto in atti politici che appartengono invece al governo regionale. Questa precisazione viene fatta anche per fugare alcune perplessità e alcuni dubbi che nel dibattito che si è svolto ieri nella discussione dell'emendamento numero 176, presentato da Alleanza nazionale e accolto dalla Giunta, con delle modificazioni dalla stessa proposte, questi dubbi che da parte di qualcuno ha collocato addirittura Alleanza nazionale come compartecipe di accordi segreti con questa maggioranza di centro sinistra e con la Giunta. Ora è chiaro che se il Gruppo di Alleanza nazionale non si chiamasse Alleanza nazionale, non avesse la sua storia, non avesse la sua linea politica, non avesse il suo comportamento precedente, avrebbe anche potuto destare quelle preoccupazioni, quei sospetti che hanno aleggiato e che sono stati insinuati artatamente, strumentalmente e volutamente, e aggiungo anche con malizia, da qualche Gruppo. Certo se l'emendamento fosse stato presentato, lo dico così per dire, dal Gruppo sardista certamente i sospetti sarebbero stati legittimi di inciuci, di compromessi, di accordi sottobanco. Avendolo presentato invece Alleanza nazionale, tranquillizzo sia il Gruppo sardista, sia l'onorevole Dettori, sia tutti quanti che non c'è alcuna confusione di ruoli tra Alleanza nazionale, il centro sinistra e la Giunta. Noi siamo portatori insieme alle forze del Polo, quindi insieme a Forza Italia, di un progetto politico che ha la presunzione, forse non ci riuscirà ad esserlo, ma ha la presunzione di voler essere un progetto alternativo a quello della sinistra. Abbiamo scelto nel corso di questo dibattito due strade diverse, non due strade diverse, c'è una leggera divaricazione a percorso quasi ultimato tra il Gruppo di Alleanza nazionale e quello di Forza Italia; ma abbiamo esempi ben più importanti in campo nazionale: Fini che si divarica da Berlusconi sul tema della giustizia, alle volte, Berlusconi che si differenzia da Fini su altri temi, per esempio sui lavori della Bicamerale, su altre questioni importanti, ben più importanti di un emendamento 176, quale è quello che è accaduto qui, eppure mai nessuno, dico nessuno, ha mai dubitato della fedeltà di Alleanza nazionale alla politica del Polo, né di quella di Forza Italia alla medesima linea politica. Perché il progetto è comune, le idee sono elaborate in comune, si tratta molte volte soltanto di scelte tattiche che nulla hanno a che vedere con la progettualità strategica. Quindi quest'aula sappia, ma lo sapeva, non c'era bisogno che io facessi queste precisazioni, perché ho la presunzione di credere che il Gruppo di Alleanza nazionale non sia neppure reso capace di giungere ad accordi sottobanco con chicchessia avendo sempre proceduto alla luce del sole e con la massima trasparenza. E questo lo sanno bene i colleghi di Forza Italia, perché anche l'emendamento numero 176 che pure ha recepito indicazioni dei colleghi di Forza Italia prima di essere presentato alla Giunta per vedere se ci fossero delle possibilità di accoglimento è stato presentato al Gruppo di Forza Italia. Noi non abbiamo fatto niente di nascosto, e soprattutto niente alla insaputa dei colleghi di Forza Italia. Quindi il Polo è compatto più che mai e questi cosiddetti incidenti di percorso, queste valutazioni diverse su determinati aspetti pratici, niente altro servono che giustamente ad identificare le diversità che pure esistono nelle identità dei due partiti, dei due movimenti, dei due Gruppi, ma certamente stanno anche a testimoniare una vicinanza che è di natura strategica e che non può essere messa in dubbio da chicchessia e soprattutto credo di poter dire, di dover dire, non è messo in dubbio d'altra parte dai colleghi di Forza Italia. Questa distanza che esiste nelle identità con Forza Italia, ma che ci vede accomunati in un comune progetto politico, sicuramente è ben distante dalla maggioranza, è ben distante dalla Giunta, che si riconosce giustamente nell'Ulivo e quindi noi intendiamo, questa è stata la nostra scelta che ci viene da Verona, ma ci veniva da Fiuggi, ci veniva da tutta la nostra elaborazione interna, si traduce in una scelta tattica; cioè le nostre progettualità non sono destinate ad essere in una posizione di scontro con quelle degli altri, ma vuole apparire come un confronto. Noi le presentiamo per essere confrontate. Il presidente Fini in molte occasioni ha detto questo e noi a questa linea ci siamo attenuti in questa occasione. Quando il governo rifiuta non di accogliere, che è una cosa legittima che un governo non accolga le proposte della opposizione, ma quando un governo si rifiuta di esaminare, di confrontarsi sulle proposte della opposizione è legittima la opposizione dura, tenace anche ricorrendo all'ostruzionismo. Quando invece il governo si dichiara disponibile a vedere, a sentire, a confrontare le proprie con le idee dell'avversario politico, della opposizione, allora si deve andare verso un discorso diverso, si deve andare verso il confronto, che è confronto di idee, di tesi e di progetti. Questo è avvenuto nel corso di questo dibattito, non nei primi giorni, è avvenuto nel corso di questo dibattito e, dal momento in cui la Giunta si è dichiarata disponibili a verificare, a sentire, ad ascoltare le proposte che l'opposizione andava a fare, noi abbiamo sentito il dovere, responsabilmente, di confrontare le nostre con le idee della maggioranza. Questo è l'unico, autentico e non suscettibile di diverse interpretazioni da parte di chicchessia, di quello che qui è avvenuto in ordine all'emendamento numero 176.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, cercherò di essere breve prima di essere linciato dai colleghi. Io ritengo di poter esprimere, a nome del mio Gruppo, di votare per l'astensione. E' un atto dovuto, quindi, certamente deve essere fatto, anche se noi abbiamo delle riserve sull'esercizio provvisorio, perché, a nostro avviso, bene avrebbe fatto la Giunta a presentare i documenti finanziari entro il 30 settembre, esaminarli e approvarli entro il 31 dicembre. Io ritengo che questo sia auspicabile che avvenga almeno nell'anno 1998. L'Assessore del bilancio e della programmazione economica ha assunto l'impegno, credo più volte in Commissione in Consiglio, noi ne prendiamo atto e riteniamo che l'anno venturo non andremo all'esercizio provvisorio. Volevo dire solo due parole per quanto riguarda l'opposizione fatta in quest'Aula. Qualche volta avrà assunto dei toni accesi, da parte della maggioranza e da parte dell'opposizione, però io ritengo anche che ciascuno di noi, nel sostenere le tesi che ha sostenuto in quest'aula, fosse in buona fede e che tutto lo facesse con l'intento di portare alle soluzioni migliori per il popolo sardo. Abbiamo affrontato, forse analiticamente i problemi determinati dalla finanziaria, e ciascuno ha assunto le posizione che riteneva opportuno assumere e ciascuno ha sostenuto. Credo che non rinunceremo a questo neanche nel proseguo dei lavori del Consiglio. Naturalmente tenendo conto dell'esigenza che, oltre all'approvazione della finanziaria, c'è anche altro da fare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Signor Presidente, il Gruppo sardista voterà contro questa legge, anche se è un atto necessitato perché è l'atto che autorizza la Giunta a proseguire l'attività di governo. Quindi mi sembra logico che come oppositori ci dichiariamo contro la prosecuzione da parte di questa Giunta dell'attività di governo. Anzi sottolineiamo che la Giunta semmai manca, nell'esercizio dell'attività di governo perché mi risulta che anche per i primi tre mesi di esercizio non abbia impegnato, se non minimamente, le somme che era autorizzata a impegnare, con la legge approvata dal Consiglio regionale. Praticamente impegna le spese per gli stipendi ma non procede a programmi stralcio per i mesi di esercizio provvisorio, il che comporta un notevole rallentamento della spesa. E qua potrei aver terminato, se non ci fosse l'intervento dell'onorevole Masala, a cui posso assicurare che il Gruppo sardista non fa accordi né alla luce del sole né sottobanco con la Giunta e la maggioranza, e non cerca neanche di fare gli accordi, perché noi con le forze che compongono l'attuale maggioranza abbiamo tentato di fare accordi, non ci siamo riusciti, ne abbiamo preso atto e riteniamo che in questa fase, che non credo sia di breve durata, non è possibile alcun accordo tra noi e i partiti che compongono l'Ulivo e gli altri partiti che fanno parte della maggioranza, tanto che alle prossime elezioni regionali ci presenteremo chiaramente da soli o in compagnia, ma comunque alternativi alla coalizione capeggiata dal PDS. E con ciò sia chiaro che noi facciamo opposizione, continueremo a farla dopo le elezioni e successivamente avremmo comunque la posizione che gli elettori ci daranno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Molto brevemente, io penso che il dibattito consiliare abbia portato, proprio all'attenzione dell'opinione pubblica in Sardegna, dell'esistenza di un'opposizione seria, un'opposizione quale quella emersa dall'azione dei gruppi consiliari di Alleanza Nazionale, del Partito Sardo d'Azione e di Forza Italia. E debbo dire che è stata una nota caratteristica dei gruppi di opposizione di fare un'opposizione seria, un'opposizione senza sconti, un'opposizione intransigente. E poco invece emerge anche nei mezzi di informazione, quella che è invece la situazione di una maggioranza che, voglio ricordare, non ha raggiunto, nella gran parte delle votazioni, mai il quorum necessario perché possa chiamarsi maggioranza e cioè i 40 più uno dei voti. Anzi questa opposizione ha reso possibile l'emergere di conflitti, di conflittualità e non è un caso ultimo, quello di questa mattina, che su un provvedimento certamente anche qualificante dell'azione politica della maggioranza, mi riferisco ai progetti speciali per l'occupazione, bene, la maggioranza ha dimostrato di essere sicuramente frantumata, divisa, concorrendo, nel segreto del voto, a bocciare questo articolo, questo importante provvedimento. Quindi un invito innanzitutto ai mezzi di informazione, perché riportino all'esterno, con più chiarezza, l'andamento dei lavori dell'Aula, e dall'altro per assicurare il totale e leale sostegno di Forza Italia all'azione che Alleanza Nazionale ha voluto intraprendere con la presentazione dell'emendamento. Noi l'abbiamo detto già ieri sera: questo non è un fatto scandaloso, anzi è un fatto che sta a significare, nella diversità anche delle proprie identità, del ruolo che i partiti assumono, all'interno di una coalizione che, vi assicuro, è omogenea, è una coalizione dove litigi non ve ne sono, non ve ne sono stati e tanto meno non ve ne saranno perché noi abbiamo una concezione del governo della cosa pubblica, della gestione del potere, che è sicuramente alternativa a quella dell'Ulivo. Non è un caso che questa maggioranza si è contraddistinta per le sue frequenti crisi; crisi all'interno del Polo vi assicuro, non ve ne sono state e non ve ne sono. Vi è molta dialettica certamente e, se lo volete sapere, cari consiglieri, vi è la preparazione necessaria e adeguata per assumere finalmente il governo di questa Regione nel 1999. Quindi voglio rassicurare gli amici di Alleanza Nazionale, ma non ne hanno assolutamente bisogno, che noi comprendiamo lo spirito che ha portato loro a presentare quell' emendamento, che noi non abbiamo condiviso, ma non perché riteniamo inaffidabili gli amici di Alleanza Nazionale, ma perché riteniamo inaffidabile la Giunta regionale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr.Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo trenta secondi per dire che, onorevole Pittalis, la dialettica, grazie a Dio, non manca in nessuna famiglia.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
SCANO (Progr. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Solo 30 secondi per dire, onorevole Pittalis, che la dialettica grazie a Dio non manca in nessuna famiglia, questo mi pare che vada bene.
Sul 99 mi sembra prematura preoccuparci della formazione del nuovo governo, abbiamo tempo per rifletterci e in mezzo c'è un passaggio "trascurabile" come quello delle elezioni regionali.
Io ho preso la parola semplicemente per dire, mi corre l'obbligo però prima di dire che si possono naturalmente utilizzare tutti gli argomenti, nella dialettica politica questo è normale, ma non si può dire che la maggioranza non ha la maggioranza perché non ha 41 voti, perché come lei mi insegna per la validità delle deliberazioni del Consiglio serve la maggioranza dei votanti, la maggioranza dei presenti, non serve la maggioranza dei componenti, quindi non possiamo utilizzare questo criterio se vogliamo essere maturi anche nella polemica politica che pure a volte si surriscalda, come è fisiologico.
Ho preso la parola semplicemente per dire che la scadenza del 30 settembre 1998, se io sarò a questo posto, verrà rispettata. Buona domenica.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
CONCAS, Segretaria:
Art. 1
1. L'esercizio provvisorio del bilancio della Regione, del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali e dei bilanci degli enti strumentali per l'anno finanziario 1998, già autorizzato con la legge regionale 9 gennaio 1998, n. 1, è prorogato, con le stesse modalità, sino al 30 aprile 1998.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
CONCAS, Segretaria:
Art. 2
1. La presente legge è dichiarata urgente ai sensi e per gli effetti dell'articolo 33 dello Statuto speciale per la Sardegna ed entra in vigore nel giorno della sua pubblicazione, con effetto dal 1° aprile 1998.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale con procedimento elettronico del disegno di legge numero 404.
Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BUSONERA - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FOIS Paolo - FOIS Pietro - GHIRRA - GIAGU - LA ROSA - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MARROCU - MARTEDDU - MONTIS - OBINO - ONIDA - PALOMBA - PETRINI - RANDACCIO - SANNA Salvatore - SASSU - SCANO - SECCI - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Rispondono no i consiglieri: BONESU - SERRENTI.
Si sono astenuti: il Presidente SELIS e i consiglieri: BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - BIGGIO - BOERO - CADONI - CARLONI - CASU - FLORIS - FRAU - GRANARA - LIORI - LIPPI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - PITTALIS - TUNIS Marco.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
presenti 58
votanti 40
astenuti 18
maggioranza 21
favorevoli 38
contrari 2
(Il Consiglio approva).
Il Consiglio è convocato per lunedì alle 10 e 30.
La seduta è tolta alle ore 14 e 20.
Versione per la stampa