Seduta n.221 del 02/08/2006
CCXXI SEDUTA
(Antimeridiana)
Mercoledì 2 agosto 2006
Presidenza della Vicepresidente Lombardo
indi
del Presidente Spissu
La seduta è aperta alle ore 10 e 14.
CHERCHI OSCAR, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di mercoledì 26 luglio 2006 (215), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che i consiglieri regionali Barracciu, Cocco e Masia hanno chiesto congedo per la seduta antimeridiana di mercoledì 2 agosto 2006.
Poiché non vi sono opposizioni, i congedi si intendono accordati.
Risposta scritta ad interrogazioni
"Interrogazione Sanciu sul risarcimento danni a seguito della blue tongue". (10)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Liori sulla recrudescenza della virosi del pomodoro". (30)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Artizzu sull'emergenza virosi che colpisce la coltura del pomodoro". (38)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Lai - Cugini sulla temporanea interruzione del servizio di emodinamica dell'Ospedale SS. Annunziata di Sassari e la mancata attivazione dell'UTIC dell'Università di Sassari". (44)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Lai - Cugini sulla situazione di caos presso l'Azienda USL n. 1 di Sassari". (66)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Sanna Matteo sulla tutela architettonica dell'area compresa tra la piazza Galilei e la via Manzoni di Cagliari". (124)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Cucca sulla esclusione del Comune di Oliena dagli interventi straordinari decisi dalla Regione per far fronte ai gravissimi danni conseguenti alle alluvioni del dicembre 2004". (132)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Capelli sulla situazione di grave disagio in cui versano le zone montane a causa del perdurare del maltempo e delle temperature rigide in Sardegna". (157)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Balia - Masia sull'impossibilità per gli agricoltori di Oliena di ottenere il risarcimento dei gravissimi danni provocati dall'alluvione del dicembre scorso". (163)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Vargiu sulla contestazione della proposta di riordino degli istituti scolastici della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria del Comune di Olbia da parte dell'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport". (165)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Balia- Masia sui danni provocati dal maltempo nel settore zootecnico ed agricolo". (172)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Sanciu sui danni provocati al comparto agro-pastorale dalle prolungate nevicate e gelate di quest'anno". (174)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Ibba - Caligaris sui problemi derivanti a 25 lavoratori dalla chiusura della casa di riposo "domus vittoria"". (182)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Artizzu sui danni provocati alla aziende agricole della zona di Pula dalle recenti piogge". (199)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Serra sull'aggravamento della crisi nel settore agricolo di Assemini per i danni causati dalle avverse condizioni climatiche". (213)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Contu, La Spisa sull'istituzione dell'ERA Sardegna, (Ente per la Ricerca in Agricoltura)". (227)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Caligaris sul licenziamento di un operatore marketing della AGROSARDA (Società Cooperativa a responsabilità limitata)". (241)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Masia - Balia sui gravi danni causati dagli attacchi di lepidotteri defogliatori al patrimonio boschivo isolano, in particolare alle querce da sughero". (246)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Sanjust sull'impossibilità di accedere ai contributi per la lingua sarda da parte delle testate on line (delibera n. 32/2 del 13 luglio 2005)". (266)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Dedoni sulla grave crisi dei settori agricolo e zootecnico in Sardegna". (268)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Dedoni sulla grave crisi degli allevamenti suinicoli". (280)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Sanna Matteo sulla legge regionale n. 44 del 1988 e sul recupero degli aiuti economici da parte della Regione". (287)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Caligaris sulla grave situazione economico-finanziaria del Consorzio di bonifica del Basso Sulcis e sulla nomina di un commissario straordinario". (300)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Caligaris sull'introduzione clandestina di carne di pollo dalla Cina e sulla necessità di intensificare i controlli sulle importazioni e di rafforzare le misure preventive contro i rischi di diffusione dell'influenza aviaria". (306)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Cassano sulla mancata applicazione delle norme contrattuali per il personale della ASL n. 1 di Sassari". (321)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Cassano sulla possibile chiusura degli uffici dipartimentali dell'agricoltura di Bono, Ozieri e Alghero". (322)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Dedoni sulla crisi del settore della risicoltura". (327)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Cherchi Oscar sulla distribuzione dei posti di sostegno nella scuola pubblica". (335)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Sanna Matteo sulle strategie comuni in relazione al problema del virus dei polli tra la Regione e il Ministero della salute". (361)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Rassu sulla mancata messa a disposizione degli immobili di proprietà della Regione autonoma della Sardegna ubicati nel compendio di Foresta Burgos al Ministero degli interni per la realizzazione della "scuola aperta per i servizi di polizia a cavallo"". (362)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Cuccu Giuseppe sulla gravissima situazione che si è determinata nel settore bieticolo-saccarifero a seguito della chiusura dello zuccherificio Sadam di Villasor". (366)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Caligaris sul bando di selezione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale per l'assunzione a tempo determinato di quattro laureati in medicina veterinaria". (367)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Cassano sulla grave crisi del comparto agro-pastorale". (384)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Murgioni sull'emissione di cartelle di pagamento utenze irrigue da parte del Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale". (398)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Liori sulla situazione del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale e sul mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti dell'ente consortile". (449)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Cappai sulla scarsa produzione di olive e di bacche di mirto, ulteriormente penalizzata dalla presenza di uccelli migratori". (455)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Cappai sul programma di finanziamenti ai comuni per l'elettrificazione rurale (articolo 18 della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21)". (458)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Diana sulla chiusura di alcune strade rurali nel Comune di Laconi". (459)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Ladu - Gallus - Murgioni sulla mancata adozione del bando per la nuova misura del Piano di sviluppo rurale "miglioramento del benessere degli animali"". (463)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Cherchi Oscar su problemi inerenti la gestione del servizio regionale terre ad uso civico". (492)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Milia - Oppi - Capelli sulla assenza nella Regione Sardegna, ed in particolare presso l'Azienda USL n. 1, di programmi di prevenzione secondaria dei tumori mediante screening attivo". (512)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Caligaris sul mancato rimborso dei danni provocati dalla virosi gialla del pomodoro". (540)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Artizzu - Diana - Liori - Moro - Sanna Matteo sull'assegnazione di mezzi per la protezione civile e il servizio antincendio". (543)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Serra sulle nuove immissioni in ruolo del personale della scuola". (549)
(Risposta scritta in data 31 luglio 2006.)
"Interrogazione Amadu sulle scelte del manager della ASL n. l di Sassari che limitano pesantemente l'assistenza sanitaria nel territorio della Provincia di Sassari". (500)
(Risposta scritta in data 1 agosto 2006.)
Discussione generale del testo unificato 192-193-233-235/A: "Legge di riforma degli enti agricoli e di riordino delle funzioni in agricoltura. Istituzione delle Agenzie AGRIS Sardegna, LAORE Sardegna e ARGEA Sardegna" del disegno di legge: "Istituzione dell'Agenzia regionale di assistenza tecnica in agricoltura 'LAORE'" (192/A), del disegno di legge: "Istituzione dell'Agenzia per la ricerca in agricoltura della Regione Sardegna (AGRIS)" (193/A), della proposta di leggeCuccu Giuseppe - Uggias - Cachia - Biancu - Cocco - Cucca - Fadda Paolo - Giagu - Manca - Sabatini - Sanna Francesco - Sanna Simonetta - Secci: "Legge quadro in materia di riordino degli enti agricoli. Istituzione dell'Ente regionale per l'innovazione e lo sviluppo in agricoltura (ERISA)" (233/A) e della proposta di legge Sanna Alberto - Calledda - Corda - Fadda Giuseppe - Serra - Marrocu - Balia - Porcu - Licheri - Marracini: "Legge quadro per il riordino delle competenze regionali in agricoltura e l'istituzione dell'Agenzia per lo sviluppo
dell'agricoltura della Sardegna (ASAS)" (235/A)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del testo unificato 192-193-233-235/A: "Legge di riforma degli enti agricoli e di riordino delle funzioni in agricoltura. Istituzione delle Agenzie AGRIS Sardegna, LAORE Sardegna e ARGEA Sardegna".
Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà.
LA SPISA (F.I.). Vorrei chiedere la verifica del numero legale, anche a nome del consigliere Atzeri, Capogruppo.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per 10 minuti per consentire il decorso dei termini previsti dal terzo comma dell'articolo 91 del Regolamento. I lavori riprenderanno alle ore 10 e 27.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 17, viene ripresa alle ore 10 e 33.)
PRESIDENTE. Colleghi, riprendiamo la seduta. Onorevole La Spisa, conferma la richiesta di verifica del numero legale?
LA SPISA (F.I.). No.
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Alberto Sanna, relatore di maggioranza.
SANNA ALBERTO (D.S.), relatore di maggioranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il testo unificato che è all'esame del Consiglio è una sintesi positiva dei due disegni di legge presentati dalla Giunta regionale e delle proposte di legge avanzate dai Gruppi consiliari della maggioranza ed è anche momento conclusivo di una fase riformatrice, che si era aperta con la finanziaria del 2005, con l'istituzione dell'ERSAT Sardegna, dell'ERA Sardegna e dell'ARSEA, che già costituivano un primo passo importante di avvio della riforma del sistema agricolo in Sardegna. Il testo unificato, che abbiamo all'esame oggi del Consiglio, non si occupa solo di enti, anche se questi sono la parte più rilevante, riordina anche le funzioni in agricoltura, almeno quelle quattro funzioni principali su cui il sistema agricolo è imperniato. Però, rappresenta anche, lo voglio sottolineare, una parte importante della riforma complessiva dell'amministrazione regionale, riforma che questa coalizione di centrosinistra sta portando avanti in questi due anni di lavoro intenso con l'approvazione di importanti provvedimenti di legge che quest'Aula sta varando a ritmi anche piuttosto sostenuti.
Prima di dire quali sono le motivazioni fondamentali di questa riforma, voglio ricordare alcuni limiti di fondo del vecchio sistema, così si capisce anche meglio perché è assolutamente necessario realizzare questa riforma. Intanto, si avverte con sempre maggiore forza la necessità che un'agricoltura moderna e competitiva, come quella che noi dobbiamo avere, abbia anche un sistema amministrativo, di servizi, un sistema di strumenti che sia in grado di rispondere alle esigenze delle circa 100 mila aziende che esistono in Sardegna, aziende piccole, piccolissime, moltissime, però operano e hanno bisogno di risposte. Non possiamo dimenticare che l'agricoltura, nonostante la crisi profonda che attraversa da diversi anni, è il comparto primario che concorre alla formazione del prodotto lordo vendibile dell'economia della nostra Regione, per oltre il 6 per cento, e interessa circa 200 mila persone che ci lavorano a tempo pieno e a tempo parziale. Questa è la ragione principale della riforma, quindi, partendo da questa necessità, non possiamo non superare alcuni punti di criticità che il sistema presenta. Voglio anche ricordare che è da circa 20 o 25 anni che si parla della necessità di operare una riforma profonda in questo ambito e che solo oggi si riesce ad arrivare al momento decisionale.
Dicevo, alcuni punti di criticità. Intanto, il punto di maggiore criticità, che si è andato formando nel tempo, è che il sistema ormai è fuori controllo, cioè la stessa testa politica, con fatica, riesce ad esercitare la sua funzione di governo del sistema, quindi è la funzione politica, in primo luogo, che fa fatica ad essere esercitata. La funzione di ricerca veniva esercitata da troppi soggetti (quindi con molta dispersione) i quali, in molti casi, non comunicavano tra di loro e, soprattutto, non trasferivano le conoscenze alla filiera, pertanto non c'era il rapporto fondamentale che ci deve essere tra chi fa ricerca e chi, questa ricerca, la deve attuare e viceversa e, soprattutto, era carente il rapporto tra chi fa ricerca e chi programma lo sviluppo dell'agricoltura in Sardegna.
Ancora, altri limiti c'erano anche nell'assistenza tecnica, voglio ricordare che l'ERSAT, che era il soggetto più importante in questo ambito, è andato col tempo facendo sempre meno assistenza tecnica e sempre più gestione amministrativa, quindi nel tempo si era snaturata la sua funzione e, non a caso, un'associazione di imprese private come l'ARA, soprattutto per quanto riguarda l'assistenza alle aziende zootecniche, era cresciuta in Sardegna come non era avvenuto in altre parti d'Italia e, attraverso una convenzione con l'Amministrazione regionale, è andata nel tempo svolgendo una funzione importante al servizio delle aziende zootecniche. Credo che, anche da questo punto di vista, la nostra proposta affronta il problema e dà anche a questo aspetto, ai rapporti con l'ARA, una soluzione positiva, garantendo il personale e garantendo anche che ci sia un rapporto duraturo tra l'Amministrazione regionale e questa associazione che svolge funzioni importanti, naturalmente sulla base di convenzioni chiare e definite, rispettose della programmazione regionale.
Per quanto riguarda la gestione degli aiuti, questa funzione, molto importante in agricoltura, veniva svolta e viene svolta ancora oggi, in parte dall'Assessorato, in parte dai servizi dipartimentali dell'agricoltura, e, in buona parte, come dicevo prima, dall'ERSAT, quindi si tratta anche in questo caso di separare nettamente le diverse funzioni, in modo particolare scindere la funzione politica e programmatoria da quella gestionale.
Per quanto riguarda i costi, bisogna dire che questo sistema è molto costoso e, a fronte delle risorse che richiede all'Amministrazione regionale, non produce servizi all'altezza della situazione e dei tempi. Il costo di questo sistema si aggira intorno al 70 per cento del bilancio dell'Assessorato dell'agricoltura e anche la presenza di sette consigli di amministrazione non è un fattore di efficienza e di miglior funzionamento ma, in molti casi, esso stesso rappresentava un ostacolo al buon funzionamento del sistema e aggravava i costi medesimi dei servizi di cui stiamo parlando.
Insomma, ci troviamo di fronte ad un sistema complessivamente inefficiente, la cui riforma è davvero improrogabile se noi, appunto, vogliamo dare all'agricoltura strumenti moderni per far sì che questa sia competitiva in Italia e fuori dall'Italia. Insomma, la situazione presentava e presenta ancora oggi questi aspetti; naturalmente non tutto è negativo in quello che è stato fatto nel corso di questi 50 o 60 anni di storia dell'autonomia anche in ambito agricolo. Molti enti hanno operato su filoni di ricerca importanti, hanno lasciato il segno, sono conosciuti e hanno acquisito prestigio, anche fuori dalla Sardegna e dall'Italia, quindi insieme alle inefficienze e alle cose che non funzionano, ci sono anche delle eccellenze, dei patrimoni di conoscenza e di competenza, c'è tecnologia, insomma è stato realizzato anche un percorso positivo che la riforma intende valorizzare appieno.
Quindi noi vogliamo la riforma per modificare, cambiare, rinnovare il sistema per la parte che non funziona, però vogliamo valorizzare ciò che di positivo il sistema ha prodotto in questi decenni. Da questo punto di vista, rapidamente voglio richiamare i punti fondamentali della riforma che noi portiamo alla discussione dell'Aula stamattina, quali sono le scelte e i principi essenziali che sono i cardini della riforma. Intanto il modello di agenzia che abbiamo scelto, a cui siamo arrivati attraverso un confronto anche in maggioranza molto schietto e molto franco, che ci ha convinti della bontà di questa soluzione, perché è la soluzione che consente, contemporaneamente, un rapporto stretto di tutto il sistema con la Giunta regionale che deve essere la testa del sistema, e nello stesso tempo è anche il modello più efficiente, più snello e che costa di meno, il che consente, appunto, di affrontare, in tempi reali, i problemi, e di dare risposte al mondo agricolo.
L'altro punto fondamentale della riforma è che il sistema, che stiamo ripensando, attribuisce a ciascun soggetto una funzione precisa. I soggetti in campo sono sostanzialmente quattro: la Giunta regionale e le tre Agenzie; ciascuno di questi soggetti deve svolgere una funzione distinta ed avere una responsabilità precisa. Alla Giunta regionale viene assegnata la funzione fondamentale del governo del sistema, cioè la funzione di indirizzo, di programmazione e di controllo, quindi diciamo la funzione politica, in attuazione dei programmi che il Consiglio regionale definisce anche in materia di agricoltura; all'AGRIS Sardegna, che è l'Agenzia che si occupa della ricerca, appunto la funzione della ricerca e della sperimentazione in campo scientifico; all'Agenzia LAORE Sardegna, quella dell'assistenza tecnica al servizio dello sviluppo rurale; all'agenzia ARGEA Sardegna, la funzione della gestione degli aiuti, cioè tutto quello che, a sostegno del reddito degli agricoltori, è previsto dalla normativa comunitaria, nazionale e regionale, compresi i pagamenti, quindi si unifica tutta la fase gestionale dei pagamenti, io mi auguro riducendo notevolmente i tempi di questa funzione che riguarda tutte le aziende agricole sarde.
Il sistema si basa pertanto su quattro punti fondamentali, ripeto: la Giunta regionale, l'AGRIS Sardegna che fa la ricerca, la LAORE Sardegna che fa assistenza tecnica a servizio dello sviluppo rurale e l'ARGEA Sardegna che si occupa di gestione e pagamenti. Queste tre Agenzie operano in modo coordinato e interconnesso attraverso il Comitato di coordinamento, altro punto fondamentale che introduciamo nella riforma. Le tre Agenzie non opereranno per compartimenti stagni, ma saranno strettamente correlate, sia nelle funzioni tecniche che nelle funzioni programmatorie, attraverso il Comitato di coordinamento.
Abbiamo anche previsto un decentramento nel territorio attraverso l'istituzione dello sportello unico che, in un rapporto stretto con i centri di assistenza agricola delle organizzazioni professionali agricole, assicurerà a tutti quelli che operano nel mondo agricolo in Sardegna tutte le informazioni e i servizi di cui, appunto, queste tre Agenzie sono responsabili. Quindi un sistema che porta i servizi a casa delle aziende agricole, che è decentrato nel territorio, mi sembra un altro aspetto estremamente importante. Anche i dipartimenti, che sono le articolazioni amministrative attraverso le quali si organizzano le tre Agenzie, rispondono a due esigenze fondamentali: ad una esigenza organizzativa e funzionale e anche all'esigenza imprescindibile - che richiamavo anche prima - di valorizzare le competenze e tutto ciò che di positivo c'è stato in questi anni negli enti agricoli della Sardegna, quindi valorizzare quel patrimonio di sapere, di conoscenze e tecnologie che ci sono.
Altra questione su cui molto si è discusso in questi mesi è quella relativa al personale. Le Agenzie sono regolate dalla legge numero 31 del 1998, il personale è inquadrato nella dotazione organica regionale, vengono salvaguardati completamente i diritti acquisiti e vengono valorizzate al meglio le professionalità. Altro che precarizzazione o messa in discussione del posto di lavoro! Cosa che è stata detta, a mio parere, in modo strumentale e per certi versi anche incomprensibile in queste settimane, creando uno stato d'animo non positivo nel personale. Questa riforma salvaguarda notevolmente anche il personale, perché, oltre a garantire i diritti acquisiti, lavorerà in modo serio per valorizzare le professionalità. Da questo punto di vista si sta operando anche nei riguardi dei lavoratori dei consorzi della frutticoltura, che avevano un contratto diverso dagli altri lavoratori, non potendo (in presenza delle norme della "31") essere inquadrati con un passaggio diretto come nel contratto della Regione, perciò prevediamo in legge un passaggio successivo che assicurerà l'ulteriore avanzamento. Insomma, non ci sono motivi per avere alcuna preoccupazione.
Voglio chiudere con due considerazioni. Una riguarda la concertazione. Siamo arrivati a questa sintesi non solo discutendo in maggioranza, ma discutendo in Commissione, ascoltando tutte le proposte e i suggerimenti dei colleghi della minoranza, delle organizzazioni professionali agricole, sindacali e di categoria, fino alle RSU dei singoli enti agricoli, perché volevamo avere il polso esatto della situazione. Siamo arrivati ad una sintesi positiva dopo aver ascoltato tutti coloro che in Sardegna hanno titolo per esprimere un'opinione degna di considerazione su questo tema.
Chiudo davvero ringraziando sinceramente tutti coloro che hanno contribuito al lavoro che abbiamo portato a termine, il lavoro di cui stiamo parlando; in modo particolare, voglio ringraziare i colleghi della Commissione quinta sia di maggioranza che di minoranza e anche i colleghi della Giunta, in particolare l'assessore Dadea e l'assessore Foddis che, assieme alla Commissione, hanno lavorato e faticato per giorni e giorni riuscendo, assieme a noi, a portare a sintesi un lavoro che giudico estremamente positivo. Vi ringrazio.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Rassu, relatore di minoranza.
RASSU (F.I.), relatore di minoranza. Signor Presidente...
PRESIDENTE. Scusi un attimo, onorevole Rassu. Vorrei pregare i colleghi che intendono conversare di farlo fuori dall'aula, perché c'è un brusio che procura del fastidio a chi interviene. Grazie.
Prego, onorevole Rassu.
RASSU (F.I.), relatore di minoranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi e signori della Giunta, io ho apprezzato, penso anche l'opposizione, gli sforzi fatti dal Presidente della quinta Commissione durante l'excursus di questa legge. Ma, voler presentare questa legge col dire che è la riforma di un modo nuovo di intendere e di fare agricoltura in Sardegna, penso sia un po' azzardato. In tutto il suo contenuto, di fatto ci si sforza a che cosa? Ad una parziale razionalizzazione dei servizi che attualmente sono demandati agli enti. Questa è la realtà delle cose!
Come ho specificato nella relazione (della quale leggerò alcuni tratti), questa riforma è viziata alla base, poiché è stata (questa è la verità) originata principalmente da un disegno di legge proposto in Commissione senza che siano state interpellare prima le associazioni di categoria, il personale e tutti quei soggetti che, stante l'importanza di questo provvedimento, avrebbero dovuto, non da oggi ma da tempo, essere contattati e coinvolti perchè questo provvedimento rispondesse effettivamente alle esigenze della nostra agricoltura.
I soggetti principali, ho sentito dal Presidente della Commissione e relatore, sono la Giunta e le Agenzie. E' vero! Sono stati creati tre organismi che in fondo non hanno alcun potere decisionale se non quello di indirizzo e di coordinamento e rispondono in tutto e per tutto, così come giustamente ha detto il relatore di maggioranza, alla Giunta, quindi all'Esecutivo regionale, che ne imposta la politica attuativa e ne controlla sia l'amministrazione che completamente l'attività tramite i direttori dell'Agenzia che sono, chiaramente, l'appendice della Giunta.
I soggetti principali sui quali si deve basare una vera riforma agricola sono gli imprenditori agricoli, sono le aziende agricole, è il mercato che a questi fa capo. Bisognava partire dalla situazione attuale e congiunturale, in cui la nostra economia agricola si dibatte, per andare verso l'innovazione della stessa agricoltura, individuando le soluzioni per venire fuori dalla gravissima crisi che ormai (non è che sia partita da oggi, parte da qualche decennio) riguarda la nostra agricoltura non al passo con i tempi, assolutamente quasi al di fuori della marcia che ha imposto l'Unione Europea. Quindi ci si doveva basare su un progetto strategico vero, di innovazione e di ristrutturazione di questo settore, e poi identificare i soggetti attuativi sui quali puntare e con i quali tentare di risolvere le problematiche nel medio-lungo termine.
Questa sarebbe stata una vera concertazione, questo sarebbe stata un vero studio e una seria riforma! Invece si sta propagandando la creazione di queste tre Agenzie; Agenzie che, peraltro, in altre Regioni italiane non sono più ritenute consone ai servizi a cui sono state demandate perché, di fatto, non hanno alcun potere decisionale in quanto rispondono di volta in volta all'Esecutivo di turno. Infatti se l'Assessore dell'agricoltura della Giunta Soru, assieme alla Giunta e al suo Presidente, avendo un progetto loro definito (se ce l'hanno, io ho detto che sino a questo momento non si sono visti progetti strategici concreti) per risolvere il problema della nostra agricoltura, hanno creato e stanno creando tre Agenzie che rispondono a quel determinato progetto politico, non avendo esse autonomia decisionale, non avendo potere amministrativo vero, non avendo potere esecutivo vero, è chiaro che un altro Esecutivo avrà tutta la libertà di poter cambiare quel tipo di impostazione, cambiando completamente gli indirizzi dettati, da ieri e sino ad oggi, da un'altra Giunta regionale.
Ecco dove sta la debolezza del progetto, le Agenzie sono veri e propri strumenti politici alla mercé di uno o dell'altro Esecutivo che mano a mano si susseguiranno. Questa è la vera debolezza, questa è la realtà di queste Agenzie che sono amministrate da comitati scientifici, da comitati di indirizzo o da un comitato tecnico, quindi chiaramente vanno avanti su un progetto tecnico interno alla stessa Agenzia ma, di fatto, non potranno calarsi nella realtà agricola e agropastorale, la loro azione resterà nulla.
Qual è il contatto che si intravede tra queste nuove realtà, il mondo agropastorale e le aziende? Non esiste! Sono tre organi tecnici, tre organi consultivi, tre organi scientifici che potevano essere identificati ed amministrati da un solo ente, chiamato ente perché l'ente è autonomo, magari diviso in dipartimenti, o da due enti divisi in dipartimenti, tecnico e scientifico e di assistenza;cioè un ente che elabora una politica agricola, elabora una strategia di progetto che incide strutturalmente nel settore, la presenta, certo, alla Giunta ma, comunque sia, la sua azione resta indipendente e il suo progetto resta autonomo. Questo non è nelle Agenzie, dove c'è il direttore generale che praticamente è il deus ex machina, dove c'è un comitato scientifico che risponde al comitato interassessoriale, che poi deve ascoltare la consulta, e poi ancora c'è un comitato. E' tutto un sistema a incastro che mano a mano non solo non renderà snelle e leggere queste Agenzie (di fatto lo sono effettivamente snelle e leggere, anche troppo perché come ho detto non riescono a decidere un bel niente), ma tutte queste realtà, tutti questi soggetti che si incastrano l'uno all'altro le imbalsameranno e imbalsameranno così anche quell'azione politica della Giunta, che non può assolutamente, umanamente, controllare, dirigere e tenere in mano tutto e tutti. La realtà di queste Agenzie è questa!
Si sono creati degli organismi che sono, di fatto, controllati, amministrati dalla Giunta e dal Presidente, solo con lo scopo di accentrare, perché se questo accentramento fosse stato positivo l'avremmo potuto anche accettare, al di là - ripeto ancora - di quei compiti che oggi sono demandati a una miriade di enti che, giustamente, possono essere stati aboliti e riportati ad una riforma, ma questo tipo di riforma non dà risposte a quella abolizione, a quella sminuizione di tutti questi enti che sono attualmente presenti in agricoltura. Questa è una riforma che non dà risposte!
Se andiamo a verificare la situazione del personale, vediamo che è vero che non hanno tutti lo stesso trattamento, Assessore, ma non perché non si sia pensato a questo, ma perché la fretta è impositiva, cioè la mania di calare dall'alto anche questo tipo di riforma, che riforma non è, ha fatto sì che si presentasse in Commissione una norma incompleta, che è passata leggermente o quasi al volo sul diritto e sullo status dei lavoratori; ho citato in relazione l'esempio dei lavoratori dell'ARA, dei consorzi alla frutticoltura, i quali mantengono attualmente lo status gli uni con il contratto delle cooperative ortofrutticole e gli altri, ancora dello stesso ente, con il contratto regionale.
Io sono sicuro che questo è stato fatto perché non c'è stata una precedente concertazione, non è stata analizzata la situazione con calma, non sono state trovate e proposte le soluzioni direttamente in legge. Oggi si spera che questo possa avvenire nel più breve tempo possibile, affinché ogni lavoratore, all'interno dello stesso ente, abbia lo stesso riconoscimento, lo stesso status e la stessa dignità, al pari degli altri.
Non è questa la riforma che i nostri allevatori e il nostro sistema agro-pastorale stava aspettando; può essere una sfaccettatura di un progetto strategico, ma ciò che non si vede veramente è il progetto, ciò che non si riesce a capire è in che modo, attualmente, sarebbero operative oggi, al di là di quelle che sono, giustamente, l'assistenza alle erogazioni dei contributi, al di là della ricerca che era fatta totalmente dalla società e quant'altro. Di fatto, collega Sanna, Presidente, qual è l'apporto positivo, l'apporto concreto che danno queste Agenzie all'attuale crisi, quasi insostenibile, che ha il nostro settore agropastorale? Niente! Non è questo che si aspettava, non è questo!
Ecco perché io ritengo che questa sia una legge importantissima, che non può essere presentata come la riforma delle riforme, che non può essere presentata come la panacea di tutti i mali della nostra agricoltura, bensì è necessario riflettere, è necessario concertare, è necessario pianificare se si vuole dare a questo settore primario, come giustamente l'ha chiamato il presidente Sanna, una risposta, se non risolutiva, almeno sufficiente, che dia un qualche lume di speranza al settore agro-pastorale. E' questo che si chiede, pur non contestando la creazione di queste Agenzie, che possono essere una dipendenza tecnica e scientifica all'interno di un intero progetto strategico; non può essere presentata la riforma del nostro sistema agropastorale come una riforma consistente prettamente (al di là degli articoli 1 e 2, dove si parla di finalità e funzioni in linea generale)in dettati di indirizzo e di coordinamento di queste Agenzie. Tutto questo è, e rappresenta, la riforma del nostro sistema agropastorale? Ma non possiamo assolutamente, neanche minimamente, pensare una cosa del genere!
I nostri agricoltori aspettano che venga, in qualche maniera, dato un lume di speranza e uno sbocco al grave indebitamento che riguarda le nostre aziende, l'ho citato in relazione, indebitamento dovuto a che cosa? Dovuto ad uno stato di congiuntura strutturale della nostra economia, derivato da un determinato periodo, vuoi per le leggi sbagliate, vuoi per la particolare situazione di mercato, vuoi perché sono stati indirizzati e spinti a determinati investimenti, per cui oggi il 50 per cento delle nostre aziende sono in stato pre fallimentare. I nostri agricoltori e pastori aspettano un segnale sulla remunerazione del loro lavoro, sul prezzo del latte, aspettano un segnale per lenire il costo di produzione in un settore che paga non il 40, ma quasi il 60 per cento in più sul costo di produzione, confrontato alle altre Regioni.
Queste sono le vere esigenze contingenti da dover risolvere nel medio e lungo termine, ebbene potranno risolverle le Agenzie? Le Agenzie, così come sono riportate, sono dei veri e propri strumenti di consulenza, consulenza della Giunta, tenete presente, completamente staccate, almeno così come sono presentate, dalla realtà. Se si sono persi trent'anni quasi, ultimamente, per poter strutturare giustamente e degnamente la nostra agricoltura, e poterla mettere al passo con i tempi la nostra agricoltura, non può essere questo provvedimento presentato come una riforma, può essere considerato una proposta della riforma degli enti, che può essere accettata o meno; a nostro parere, è una proposta sinceramente non accettabile, perché? Perché verranno ancor più ingessate l'attività di ricerca, l'attività di assistenza e l'attività diretta col mondo agropastorale. Bisogna stare attenti ai problemi del personale che, nelle varie Agenzie, dovranno pur essere trasferiti. Bisogna stare attenti allo status del personale ancor prima di mandare avanti questa riforma affinché ognuno abbia i propri diritti e perché, come può succedere nell'AGRIS, uno non abbia il contratto delle cooperative ortofrutticole, e il suo collega, che svolge ancora una mansione precisa e identica alla sua nell'altra Agenzia, abbia il contratto regionale. Bisogna pur affrontare questi piccoli problemi che sono grandi problemi per quanto riguarda i dipendenti e le loro famiglie; allora riflettiamoci, sì per la riforma degli enti, sì per la riforma in agricoltura, ma che sia una vera riforma che veda gli imprenditori agricoli, le aziende, le associazioni di categoria quali soggetti primari della stessa riforma! Solo loro possono dirci quali sono in questo momento gli strumenti per poter venire incontro a questo sfascio. Il 31 dicembre si uscirà dall'Obiettivo 1, dopo c'è il buio! La verità sta qui, noi abbiamo un'economia agricola e agropastorale non strutturata che non reggerà, d'ora in avanti, all'impatto con il mercato europeo. E noi vogliamo dire che queste tre agenzie sono il toccasana?
Bene, non è assolutamente giusto propagandare l'avvenuta riforma della nostra agricoltura, delle funzioni della Regione in agricoltura, con la creazione di queste Agenzie. E' inammissibile e inaccettabile! Questo contestiamo, non la creazione delle Agenzie in se stesse, che poi ripeto non sono niente, le Agenzie sono un organo di consulenza della Giunta, punto e basta, amministrate dalla Giunta tramite il direttore generale in parte e in parte preponderante direttamente dalla Giunta; quindi nascono fallimentari in questo, perché non hanno nessuna, dico nessuna, autonomia gestionale, nessuna! Come si può pensare che oggigiorno possano dare risposte concrete ad uno stato di crisi che sta diventando irreversibile!
Io mi rivolgo all'Assessore, abbiamo sinceramente condiviso determinate scelte, ma non si può, mi creda, Assessore, non si può dare questa ennesima illusione ai nostri agricoltori. Basta col dire che si ha questa idea della riforma degli enti per cui si propongono le Agenzie. Sono state proposte concretamente, dalla Giunta, alle associazioni di categoria, ai sindacati che non sono stati ascoltati da nessuno neanche dalla Commissione, per essere chiari, cioè proprio a coloro i quali sono i soggetti primi preposti a mandare avanti il motore della nostra economia? Perché da lì bisogna partire. Allora è probabile che si sarebbero potute anche individuare una, due o tre agenzie come appendice di un progetto strategico per risolvere e mandare avanti determinate funzioni, ma certamente non può essere questa delle Agenzie la soluzione delle nostre problematiche. Anzi, per quanto mi riguarda, si è completamente fuori strada.
E' necessario quindi riflettere, sentire e studiare un progetto; è questo che manca, Assessore, sono passati due anni e mezzo, non è possibile che si possa pensare, frettolosamente e con un colpo di spugna (così come è stato fatto nella legge numero 7 del 2005), di cancellare tutti gli enti e presentare le tre Agenzie come le ho descritte nella mia relazione, tre comete che daranno luce perenne d'ora in avanti alle problematiche della nostra agricoltura. Non è possibile!
Vogliamo vedere, anzi, non noi, il mondo agricolo e pastorale vuole avere conoscenza di un progetto strategico, la Giunta deve dire quale è l'impostazione che deve essere data alla nostra economia agropastorale nei prossimi quindici anni, nel medio e lungo termine, quali sono le linee direttive su cui bisogna camminare e quali sono gli obiettivi che bisogna raggiungere. Questo bisogna fare, dopodiché tutti gli strumenti, comprese le Agenzie, devono stare all'interno di questo progetto; invece si sta partendo dall'esterno, si stanno presentando questi strumenti, di consulenza fra l'altro, come la panacea di tutti i mali. Non è così e non può essere così, ecco perché contestiamo questa soluzione, Assessore.
PRESIDENTE. Ricordo che i colleghi che intendono prendere la parola devono iscriversi non oltre la conclusione del primo intervento.
E' iscritto a parlare il consigliere Giuseppe Cuccu. Ne ha facoltà.
CUCCU GIUSEPPE (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, signori Assessori, colleghi, diciamo che oggi abbiamo un'occasione importante, questa Assemblea legislativa ha tra le mani un'occasione importante, forse anche storica per il settore. Sono parecchi anni, qualche decennio, che abbiamo la possibilità di portare ordine e razionalizzazione in uno dei comparti tra quelli più rilevanti se non il più rilevante nell'economia della nostra isola: l'agricoltura. L'agricoltura vive ormai da decenni una crisi che sembra senza fine, certo non sono io a scoprirlo oggi, è sotto gli occhi di tutti, ha origini remote, radici che sono profonde e non sicuramente riconducibili a un fattore unico e scatenante. Le cause di questa agricoltura allo stremo sono molteplici, ma quello che è sotto gli occhi di tutti, anche di quelli che non sono operatori del settore, è l'assenza di forti spinte alla modernizzazione.
Oggi lo sviluppo di un'agricoltura moderna nella nostra Regione procede con una certa lentezza, spesso le conquiste sul fronte della ricerca scientifica, che sono anche rilevanti, superano i confini persino della nostra isola , però non trovano in qualche modo diretta e immediata applicazione nel settore produttivo. Ricerca e innovazione spesso restano impigliate nelle maglie della disorganizzazione amministrativa, ricerca e innovazione che non sono naturale conseguenza di una visione unitaria del settore, spesso si ragiona con altri schemi che non siano quelli di avere una ricerca applicata che nasce da una visione che è unitaria. Fino ad oggi, infatti, nel settore agricolo hanno operato e continuano a operare una molteplicità di enti la cui professionalità e competenza del personale è universalmente riconosciuta. Il problema purtroppo è che, a fronte di queste competenze e di questa professionalità, spesso non c'è una regia unitaria a guidarle, e se la mano destra non sa quello che fa la sinistra, le conseguenze sono quelle che noi conosciamo e per le quali oggi ci troviamo in quest'Aula.
Abbiamo un'attività di assistenza e di ricerca che è stretta in compartimenti stagni. Le competenze degli enti spesso sono confuse o si sovrappongono, i tempi di ogni azione diventano irragionevoli e l'attuazione coordinata di politiche di lungo periodo assume connotati che non sono realistici, spesso sono un'utopia. Allo stato attuale, infatti, gli enti che si occupano di agricoltura sono ben lontani da lavorare in stretta connessione tra loro e in particolar modo con le imprese agricole che sono quelle alle quali dovrebbero dare i propri servizi oppure portare i propri risultati nell'applicazione concreta. Sono ben lontane da avere, nonostante le alte professionalità e competenze del personale, una conoscenza non dico perfetta ma nemmeno adeguata delle problematiche che abbiamo di fronte, delle esigenze, delle priorità.
Se gli enti nella loro azione si sono a volte sovrapposti, altre volte divaricati, è evidente che qualcosa non ha funzionato e che, nonostante un corpo sano, come dicevo prima, competenza e professionalità degli operatori e del personale, evidentemente la testa non è riuscita a coordinare gli organi del corpo sano. Chi dirige oggi questa Regione, chi fa parte come noi di questa assemblea legislativa, ovviamente ha la responsabilità, il dovere politico e morale di trovare giuste soluzioni per dare alla Sardegna la possibilità di avere un'agricoltura moderna e competitiva, perché siano sfruttate appieno le potenzialità, che non mancano alla nostra agricoltura, perché si punti non solo sulla quantità, ma anche sulla qualità dei nostri prodotti, perché si traduca in concretezza e in realtà quello del quale ci riempiamo la bocca, continuamente, da diverso tempo, puntiamo su prodotti di nicchia, sulla qualità e non sulla quantità, perché possa essere avviato un progetto di sviluppo sostenibile dell'agricoltura e capace di conservare identità culturale, insita nei nostri prodotti, perché anche i nostri prodotti possono rappresentare quella che è la nostra faccia, verso l'esterno, quella che è la Sardegna che si proietta verso gli altri mercati.
Ecco, per tutte queste ragioni, si rende necessaria una seria riforma del sistema degli enti che operano in questo settore. Una riforma strutturale e funzionale che non può prescindere dalla valorizzazione delle professionalità che sono diffuse, come dicevo prima, in tutti gli enti; ma allo stesso tempo deve procedere, questa riforma, all'eliminazione di alcune sacche di inefficienza e alla razionalizzazione di alcune situazioni quanto mai anomale.
Una delle disarmonie più evidenti del sistema è costituita dall'attività dell'Associazione regionale allevatori. L'ARA svolge, con personale altamente qualificato e specializzato, con corsi di formazione anche finanziati dalla Regione Autonoma della Sardegna, una parte importante dell'assistenza tecnica in Sardegna. L'ARA dà, infatti, attuazione al piano di assistenza tecnica per la zootecnia, il famoso PAT, con un piano finanziato al 100 per cento dalla Regione sarda. Spesso i veterinari dell'ARA si sono sostituiti alla Regione nell'espletamento di attività che la Regione, con proprie strutture, non era in grado di assicurare. Negli anni sono state numerose le sinergie e le collaborazioni con Università, istituzioni pubbliche, enti di ricerca.
I tecnici dell'ARA costituiscono un costante e irrinunciabile punto di riferimento per tutti i soggetti impegnati, a vario titolo, nel settore zootecnico. Svolgono funzioni e compiti che non possono non essere considerati di interesse pubblico e che sono, per giunta, finanziati con fondi pubblici. Eppure, l'ARA, paradossalmente, essendo un'associazione di allevatori, ha carattere e organizzazione che sono di stampo privatistico. Ecco, i lavoratori vivono, da oltre vent'anni, un disagio che nasce dalla precarietà del loro posto di lavoro. Le loro sorti, infatti, sono legate ad un finanziamento annuale, a volte legato agli umori dell'Assessore di turno o alla maggioranza di turno. Questo fatto rappresenta senz'altro l'aspetto più paradossale del problema, infatti, a fronte di un settore così importante, come quello zootecnico, per l'economia isolana, specie nel comparto ovi-caprino, e a fronte di ingenti investimenti, da parte dell'amministrazione regionale, anche per l'innovazione, tecnologica delle aziende, la precarietà delle convenzioni non ha mai consentito di fare una programmazione a lungo periodo, per il settore zootecnico e questo, la Regione Sardegna, non può più permetterselo.
Ma non è solo l'ARA e il suo personale a meritare una maggiore valorizzazione delle proprie competenze, questa è la sede per poterlo fare, nel momento in cui riordiniamo gli enti agricoli. C'è anche il CRAS, che è solido punto di riferimento per l'attività di sperimentazione agricola in Sardegna, il quale ha portato avanti progetti di ricerca anche molto importanti, con personale di grande competenza e di prestigio anche internazionale, spesso. Chiede giustamente che, in sede di riforma degli enti agricoli, siano salvaguardate le proprie professionalità, qualcosina lo stiamo inserendo, abbiamo fatto un passaggio importante sugli operatori che si occupano di ricerca, avevamo questa difficoltà, lo stiamo facendo.
Però, lo stesso discorso possiamo farlo e vale anche per i lavoratori dell'ERSAT che, a inizio 2006, hanno manifestato il loro malessere, occupando, per lungo periodo, la sede di via Caprera. Ecco, l'ERSAT è l'ente maggiormente interessato dalla riforma, con i suoi oltre 900 dipendenti, e ha i suoi maggiori punti di forza che devono essere qua valorizzati, la capillarità territoriale e la conseguente facilità di raccordo con il sistema imprenditoriale. L'ERSAT è presente in tutta la Sardegna, in diversi punti. Noi dobbiamo valorizzare queste presenze, non possiamo tornare indietro rispetto a una presenza nei territori. Ha un'età media dei dipendenti piuttosto bassa e anche un'alta ed elevata qualificazione, che è riconosciuta, oltre ad avere una vasta esperienza maturata nella gestione degli aiuti comunitari e nell'assistenza alle imprese agricole, anche questo viene riconosciuto. Sì, si è spostata un po' quello che era la missione dell'ERSAT, dandogli queste competenze, nel sostituirsi all'Assessorato regionale, ma oggi queste competenze ci sono e vanno valorizzate al meglio.
Ecco, nonostante questi punti di forza, pian piano l'attività dell'ERSAT si è concentrata, prevalentemente, sull'attività istruttoria, come dicevo, piuttosto che in quella dell'assistenza e dello sviluppo, certo, non per responsabilità, ma per sopperire a carenze dell'apparato regionale; fatto sta che questa realtà è una realtà a cui bisogna riportare ordine destinando le professionalità specifiche a supporto del mondo agricolo.
Abbiamo un'altra spina nel sistema degli enti in agricoltura. Non è pensabile che noi continuiamo a mantenere situazioni inaccettabili di precarietà all'interno della pubblica amministrazione; non ce lo possiamo permettere, non se lo può permettere una coalizione di centrosinistra. Quasi tutti gli enti in via di soppressione: il CRAS, l'Istituto Zootecnico Caseario, lo Sperimentale del Sughero, l'Incremento Ippico, i consorzi di frutticoltura, anche l'ERSAT, sono tutti infarciti di collaboratori con contratti a tempo, necessari per integrare e spesso per sostituire l'opera del personale di ruolo dei vari enti. Oppure, ci sono altre situazioni, come quelle che citava anche l'onorevole Rassu prima, ad esempio quella del Consorzio interprovinciale per la frutticoltura di Cagliari, Oristano e Nuoro in cui, a fianco a personale disciplinato dalla legge 31, operano impiegati e operai assoggettati a contratti di natura privatistica.
A tutti questi lavoratori, a tutti gli operatori del settore e anche a tutti i sardi, la politica, oggi, deve dare una risposta forte e importante. Il Gruppo de La Margherita ha cercato di darla, lo ha fatto presentando una proposta di legge, la numero 233 della quale sono primo firmatario, che prevedeva l'istituzione di un ente unico in agricoltura: l'ente ERISA, l'Ente regionale per l'innovazione e lo sviluppo in agricoltura. Ecco, questa proposta di un ente unico rispondeva all'esigenza di dotare di una regia unitaria, finalmente, i settori della ricerca, della sperimentazione e dell'assistenza tecnica. L'ente sarebbe diventato l'unico strumento operativo, con competenze generali, per l'attuazione dei programmi regionali del settore agricolo, rurale, zootecnico e della riforma fondiaria. Sarebbe subentrato all'ERSAT, al CRAS, all'Istituto di Incremento Ippico, all'Istituto Zootecnico Caseario, alla Stazione Sperimentazione del Sughero e ai due consorzi di frutticoltura. Inoltre, avrebbe assorbito le funzioni dell'ARA, in modo da far rientrare, nella gestione pubblica, tutta l'assistenza tecnica, sia le produzioni vegetali e sia le produzioni zootecniche, compresa la ricerca in agricoltura.
Ecco, l'ente unico sarebbe stato articolato in direzioni generali: la direzione generale amministrativa, una per l'assistenza tecnica e una per la sperimentazione. Favorendo, quindi, attraverso un diretto collegamento fra le tre strutture direzionali, una rapida e diretta applicazione delle innovazioni alle imprese agricole. Inoltre, avevamo pensato come strumento di governo, quello del consiglio di amministrazione, anziché un direttore generale; aveva uno scopo preciso, avrebbe consentito una giusta ponderazione di tutte le decisioni, data anche l'ampiezza dell'ente che stavamo andando a costituire, un ente unico, e stante anche la complessità del governo di un settore così vasto. Insomma, ci sembrava che il consiglio di amministrazione potesse essere lo strumento più idoneo di governo.
Ma la nostra proposta aveva anche l'altro obiettivo fondamentale di salvaguardare tutti i posti di lavoro esistenti, sottraendone una parte al precariato e garantendo la valorizzazione delle competenze acquisite da tutti i lavoratori, portando dentro il sistema delle garanzie regionali anche i dipendenti dell'ARA. Gran parte di queste esigenze, che erano presenti nella proposta de La Margherita, sono, comunque, state recepite dal testo unificato di riforma degli enti agricoli che è stato elaborato dalla Commissione agricoltura. Io penso che la Commissione abbia fatto un buon lavoro, grazie anche alla disponibilità dei colleghi della minoranza che non hanno fatto mancare il loro contributo, non hanno ostacolato i lavori e anzi, spesso, il contributo è stato importante e integrativo del lavoro che si stava facendo.
Il testo unificato prevede, come ha ben illustrato anche l'onorevole Sanna, l'istituzione di tre Agenzie: AGRIS, per la ricerca agricola; LAORE, per l'assistenza; ARGEA per la gestione degli aiuti in agricoltura. Va sottolineato il fatto che le Agenzie AGRIS e LAORE si articoleranno in dipartimenti operativi, con la funzione di coordinamento di servizi omogenei, i quali permetteranno, tra le altre cose, di tutelare, valorizzare e non disperdere professionalità e specificità importanti. I dipartimenti sono una novità nel nostro sistema organizzativo, hanno la funzione di tenere assieme i servizi omogenei, di tutelare e valorizzare però anche delle specificità operative che ci sono in alcuni enti, enti molto importanti anche per le realtà in cui operano, parlo della Stazione Sperimentale del Sughero e dell'Istituto di Incremento Ippico, con i dipartimenti manteniamo queste professionalità assieme, manteniamo questa specificità operativa che rappresentano questi due soggetti. L'articolazione dipartimentale potrà inoltre favorire la creazione di altre strutture con proprie specificità operative, se questo dovesse essere necessario, penso per esempio alla necessità di favorire l'assunzione del ruolo multifunzionale dell'imprenditore agricolo attraverso l'integrazione dell'attività produttiva con l'agriturismo, con la commercializzazione e la vendita diretta, l'attività di trasformazione e quella di gestione del territorio. Ecco questo potrà essere concretizzato attraverso un dipartimento specifico che possa occuparsi di questa materia.
Siamo inoltre molto soddisfatti del fatto che, tra le proposte nostre, quelle che noi abbiamo inserito, ci sia all'interno del testo unificato, la Consulta agricola, quale organo di supporto della Giunta regionale, non strumento di governo, ma di consulenza, nelle fasi di elaborazione, verifica dei programmi di indirizzo delle Agenzie. Però l'aspetto più qualificante, che proviene dalle nostre proposte e che riteniamo sia stato recepito nel testo unificato, è senz'altro l'accoglimento dell'esigenza fondamentale che è stata sollevata, cioè la necessità di porre fine alla frammentazione e alla disorganizzazione del settore agricolo prevedendo, al vertice del sistema delle agenzie, una regia unica.
Noi l'avevamo pensata come ente unico, nel testo elaborato dalla Commissione questa regia è costituita dal comitato di coordinamento delle Agenzie, che garantisce coordinamento nell'attuazione dei programmi e nello svolgimento delle attività attribuite alle agenzie; l'importante è avere la possibilità di interconnessione fra le diverse funzioni che noi stiamo andando a governare e affinché ci sia anche il trasferimento immediato e diretto dei risultati della ricerca tra le strutture che applicano sul campo l'assistenza tecnica.
La soluzione raggiunta ci soddisfa perché permette un monitoraggio costante e coordinato del comparto agricolo e pone fine ad una delle maggiori carenze del sistema attuale: la difficoltà nella raccolta e nello scambio dei dati e informazione per i diversi enti agricoli. Un'esigenza, che è scaturita nel corso del dibattito in Commissione ed è stata poi recepita nel testo unificato, riguarda la necessità di portare i servizi nei territori vicino ai cittadini, quindi valorizzare quello che è già presente nel territorio, le sedi che già l'ERSAT ha ubicate, anche i servizi dipartimentali dell'agricoltura hanno ubicati nel territorio. La risposta del testo unificato è quella di costituire i cosiddetti Sportelli unici territoriali, sono articolazioni integrate delle tre Agenzie per la prestazione dei servizi agli imprenditori agricoli e agli operatori della filiera agroalimentare. La territorializzazione dei servizi deve essere sviluppata in un'ottica di decentramento valorizzando, come dicevo prima, l'organizzazione capillare della quale l'ERSAT si è già dotata in questi decenni.
Il testo elaborato in Commissione è soddisfacente, dicevo, nel suo complesso ma è certamente perfettibile, questo è il lavoro che ci aspetta nei due giorni che saremo in Aula. E' auspicabile che, in questa sede, al testo unificato possano essere apportate alcune modifiche importanti, va senz'altro meglio definito il concetto e la funzione dei dipartimenti, degli sportelli territoriali, ma soprattutto non bisogna perdere l'occasione per dare una risposta più chiara e decisa ai lavoratori degli enti interessati alla riforma. Quella del personale per noi è una questione ancora aperta, la chiuderemo entro la fine della legge, io ne sono convinto, così come siamo convinti che sia necessario individuare un percorso che riconosca quello che ormai è riconosciuto nei fatti, è necessario cioè riconoscere che il personale ARA fa parte integrante del sistema dell'assistenza tecnica e delle aziende zootecniche della nostra Regione.
E' nei fatti, l'abbiamo detto prima, viene riconosciuto da tutti, ne fa parte integrante da oltre vent'anni, pertanto se in questa legge riconosciamo che tutta l'assistenza tecnica deve essere garantita dal servizio pubblico, bisogna che siamo conseguenti a queste affermazioni. Per fare in modo che nel campo zootecnico si possa programmare l'attività è necessario che le convenzioni (l'abbiamo previsto, l'abbiamo già detto, c'è un passaggio dove noi diciamo che riconosciamo che anche l'assistenza tecnica in zootecnia ormai deve essere erogata dal servizio pubblico) abbiano un periodo ragionevolmente lungo, diversamente cadiamo negli errori del passato, periodo ragionevolmente lungo che può essere previsto in un decennio.
Inoltre qualora l'amministrazione regionale decidesse di dotarsi di una struttura di assistenza tecnica in zootecnia, sarebbe nell'interesse della stessa Regione, della nostra amministrazione regionale, mantenere le alte professionalità che si sono formate in questo campo, che noi abbiamo contribuito a formare, sarebbe nell'interesse della Regione, mantenerle dentro e quindi individuare un percorso di internalizzazione dei lavoratori dell'ARA nei ruoli della Regione, oggi noi non abbiamo una struttura di assistenza tecnica, andrà costruita.
Ecco, il personale degli enti soppressi dovrebbe confluire nelle Agenzie senza che si corra il rischio di precarizzazione ulteriore ma garantendo un trattamento economico adeguato all'alta qualificazione che ha ciascuno. I lavoratori dovranno essere tutti inclusi nell'area di contrattazione unica regionale garantendo quei livelli che sono stati già acquisiti e includendovi quelli che inspiegabilmente sono fuori, abbiamo parlato del personale dei consorzi di frutticoltura, per il quale dovremo individuare un percorso apposito, io penso che lo faremo, troveremo il modo per farlo. Nella proposta che abbiamo fatto, se ce ne sono, rimangono dubbi sulle garanzie del personale, troveremo il modo di scrivere meglio, mi sembra che la legge abbia già dato sufficienti garanzie sul fatto che non lasceremo per strada nessuno e che addirittura quelli che avevano un posto di lavoro precario potranno essere inseriti.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Sanciu. Ne ha facoltà.
SANCIU (F.I.). Signor Presidente, il testo unificato sulla riforma degli enti agricoli oggi in esame è la conferma della totale assenza di idee e proposte di rilancio di questa maggioranza in merito alle politiche da adottare a sostegno di uno dei settori strategici dell'economia dell'isola, l'agricoltura, un comparto che ancora una volta viene sottoposto a un'operazione di riforma senza alcuna concertazione con le associazioni di categoria, con gli operatori del settore e con le forze sindacali; la concertazione infastidisce.
Un comparto che continua a lanciare grida di dolore che restano inascoltate da una Giunta che ha già dimostrato la sua insensibilità in merito agli annosi problemi dell'agricoltura sarda. Assistiamo all'ennesima riforma calata dall'alto, attentamente studiata a tavolino, in totale dispregio delle reali esigenze delle nostre imprese agricole, che consegna il centro di potere agricolo al "baronato universitario".
Una riforma che è ulteriore riprova di quale politica di settore questo Esecutivo sta mettendo in campo per risollevare le sorti dell'agricoltura isolana. Una politica vuota di contenuti, di strategie, che non dà risposte per il presente ed è anzi destinata a sollevare profonde inquietudini e preoccupazioni per il futuro. E'sicuramente vero che il settore agropastorale della Sardegna attendeva una riforma degli enti strumentali, una riforma fortemente voluta dalle associazioni di categoria e dagli operatori del settore, una riforma da noi in parte anche condivisa ma che deve necessariamente essere inserita nell'ambito di un progetto più complesso e articolato che tenga conto delle condizioni in cui si trovano gli operatori del settore e si muova nel rispetto delle professionalità e per la valorizzazione delle competenze acquisite da tecnici e dipendenti.
Questi elementi sono invece totalmente assenti o mal esplicitati nel provvedimento di riforma in discussione oggi, nel quale invece si consolida quel progetto che ha visto sin dall'inizio la Giunta regionale accentrare nelle proprie mani prerogative e competenze, senza alcuna possibilità di contestualizzarle nel territorio con il coinvolgimento dei soggetti a diverso titolo interessati. L'istituzione di queste tre Agenzie, in luogo degli enti agricoli preesistenti, rappresenta la sintesi dell'azione politica dell'Esecutivo regionale che, utilizzando come punto di partenza la razionalizzazione dell'intero comparto, si prefigge in realtà l'obiettivo di consentire al presidente Soru di nominare, alla guida di queste Agenzie, un direttore designato ad hoc, per rispondere non alle esigenze del settore ma alle logiche di chi lo ha nominato.
Questa non è una riforma, è una resa, è un sistema per sbaraccare il settore agricolo, in nome di un ipotizzato risparmio che non tiene conto delle necessità attuali, delle prospettive future, degli esempi e delle esperienze che ci giungono da altre realtà italiane e internazionali. Si ha la necessità di conoscere quale sarà per la Sardegna il modello di sviluppo dei prossimi anni, al fine di indirizzare la produzione anche verso quegli obiettivi di economicità e non assistere al costante scollamento tra il mondo produttivo e il mercato.
Oggi, i comparti agricoli della nostra Regione devono affrontare sfide nuove in mercati fortemente competitivi dove i costi di produzione dei prodotti sono nettamente inferiori a quelli di una realtà circoscritta come la Sardegna; è necessario inoltre prendere coscienza dei livelli quantitativi delle produzioni del resto d'Italia e di quelle straniere, nonché della grande facilità di circolazione delle merci tra i continenti e della forza commerciale della grande distribuzione. A tale riguardo, il mondo agricolo sardo deve attivare proposte progettuali capaci di costruire un futuro orientato sulla valorizzazione e sul potenziamento dei prodotti così detti di nicchia.
Le nostre produzioni, Assessore, altamente diversificate per tipologie e tecniche di lavorazione, in molti casi risultano insufficienti sotto il profilo quantitativo, in altri casi, per mancanza di un'adeguata programmazione, si registrano esuberi rispetto alla capacità del mercato di allocare le risorse. Urgono strategie mirate per consentire ai nostri produttori di competere efficacemente sui mercati; occorre una politica di settore che faccia delle potenzialità dei territori della Sardegna motivo di forza, che faccia perno sulle risorse naturali, sull'ambiente, sulle tradizioni e sull'innovazione, ma che soprattutto non mortifichi il lavoro, gli sforzi, l'impegno di tutti coloro che ogni giorno indossano gli scarponi grossi, Assessore.
A tutt'oggi, però, sia le scelte politiche di questo Esecutivo, ma ancor più le leggi finanziarie di questi anni, hanno messo in luce il distacco abissale tra le richieste del mondo agricolo e le risposte del Governo regionale, non offrendo alcun sostegno reale alle esigenze di competitività e di elevazione della qualità delle imprese agricole sarde, costrette in tal senso a operare senza adeguati strumenti e supporti finanziari. Alle nuove sfide si aggiungono, ahimè, i vecchi problemi, quelle situazioni drammatiche che si trascinano da decenni e che questa Giunta, non solo non è stata capace di affrontare, ma spesso ha contribuito a compromettere in maniera determinante per la totale assenza di proposte e di chiarezza; come epilogo di questi primi due anni della Giunta Soru, riscontriamo il più totale fallimento delle politiche e degli interventi nel settore agricolo.
Nulla è stato fatto per superare le situazioni di profondo malessere, in molti casi con risvolti anche sociali, che si stanno verificando indistintamente in tutti i settori della Sardegna, dove si registra una costante fuga dalle zone rurali e con una riduzione gravissima dei livelli occupativi e produttivi, e chi rimane in quelle zone marginali spesso vive in un profondo stato di malessere, di intensa disperazione, situazioni che in alcuni casi sfociano in fenomeni anche di criminalità. Nulla è stato fatto per far fronte alla situazione di debolezza finanziaria delle nostre aziende agricole, sempre alle prese con problemi contingenti e schiacciate dai debiti, che impediscono non solo di programmare, nel lungo periodo, le attività e di migliorare la dotazione delle aziende, ma mettono a repentaglio la stessa sopravvivenza dell'impresa agricola, Assessore.
Nulla è stato fatto, tranne la proposta che vede la creazione di queste tre Agenzie: quella per la ricerca in agricoltura, quella per l'attuazione di programmi regionali in campo agricolo e rurale e quella per la gestione e l'organizzazione degli aiuti che, con i loro nomi, se vogliamo, un po' altisonanti, cercano di mascherare la loro reale natura, ossia quella di organismi sterili, privi di un reale potere operativo e decisionale, poiché tutte le iniziative, dall'approvazione degli statuti, ai bilanci, alle piante organiche, saranno in capo alla Giunta regionale tramite il direttore generale di sua diretta emanazione.
Anche nel settore agricolo, assistiamo all'operazione "controllo totale", questa riforma infatti non è altro che la fotocopia di analoghi processi di riforma e di analoghe iniziative legislative di questa Giunta, volti a cancellare il ruolo e le prerogative locali insieme alle competenze acquisite da tecnici e operatori del settore, per premiare un nuovo centro di potere che pretende di gestire tutto, dalla formazione all'ambiente, all'urbanistica, alle risorse idriche. Invece di snellire e di eliminare i residui della politica dalla gestione dell'agricoltura sarda, se ne appesantisce la presenza concentrando nella Giunta regionale, organo di indirizzo politico, tutte le attività, dalla programmazione all'assistenza, alla ricerca scientifica e tecnologica, alla promozione e alle attività di controllo, persino all'erogazione dei contributi. E' curioso l'atteggiamento di questo centrosinistra che ancora una volta si dimostra profondamente contraddittorio, da una parte contribuisce ad affossare la devolution, dall'altra contesta il Governo amico che boccia politicamente la Consulta, dall'altra ancora, questo centrosinistra, sempre più schizofrenico, sta mortificando politicamente e moralmente le autonomie locali sarde.
Personalmente (ma ritengo che sia un'opinione condivisa da tutta la minoranza), sono sempre stato favorevole ad una rivisitazione di tutti gli enti operanti in agricoltura, anche per limitare l'ingerenza della politica che ha permesso che questi organismi siano diventati dei veri e propri carrozzoni, ma un intervento di questo genere avrebbe richiesto una maggiore pianificazione, per evitare la congestione delle attività operative e gestionali; senza alcun progetto o programma di riforma globale, la Giunta ha fatto tabula rasa di tutto quello che era stato realizzato negli anni, non preoccupandosi di proporre un'alternativa concreta e creando una situazione di profondo disagio e imbarazzo, sia tra gli imprenditori e i lavoratori del mondo agricolo, sia tra gli stessi dipendenti di questi enti, come ha sottolineato, tra l'altro, il collega Rassu nel suo intervento. In un contesto di grandi emergenze, ma anche di interessanti prospettive, la Giunta non solo è stata latitante in questi anni, ma si è dimostrata totalmente disadattata ed inaffidabile.
Assessore, ovviamente io non mi sento di attribuirle tutte le responsabilità di questa situazione, vista la costante tendenza del presidente Soru ad accentrare su di sé tutti i poteri e le competenze, ad assumere in completa solitudine tutti i provvedimenti, a presiedere tavoli verdi (oggi non esistono più questi tavoli verdi), a fare promesse e prendere in giro allevatori e agricoltori, con impegni destituiti di ogni rigore amministrativo e finanziario, ricordo i 14 centesimi promessi. Ovviamente, mi riferisco alle tante questioni di fronte alle quali sono state smascherate le promesse e gli accordi presi in merito alla determinazione del prezzo del latte, una problematica che, nonostante il coinvolgimento del Consiglio regionale e della Commissione agricoltura, si ripete ogni anno a causa della mancanza di una politica adeguata da parte del "presidente-assessore" Soru, mancanza che desta profonde e gravi incertezze per il futuro.
A distanza di due anni dal suo insediamento, l'Esecutivo regionale non ha ancora compreso bene quelle che sono le peculiarità e le carenze della nostra agricoltura, in virtù delle quali si deve impostare necessariamente un programma di rilancio; noi abbiamo un'agricoltura fortemente frammentata nel territorio, legata soprattutto a tradizioni e caratteristiche geografiche locali, abbiamo peculiarità che devono essere esaltate e potenziate, così come abbiamo emergenze e problemi spesso circoscritti ad alcuni territori.
L'agricoltura sarda non è unica, è il frutto di tante e diverse esperienze maturate nel campo, che vanno salvaguardate attraverso un processo di riforma che favorisca ed esalti la gestione e il governo da parte di soggetti strettamente legati al territorio, come è accaduto per gli enti strumentali, ad esempio la Stazione Sperimentale del Sughero di Tempio e l'Istituto di Incremento Ippico di Ozieri, che oggi invece non esistono più.
La scelta della Giunta regionale è totalmente sbagliata, per noi, laddove accentra a sé le attività di enti che da decenni contribuiscono non solo allo sviluppo economico del territorio dove sono dislocati, ma hanno interessanti ripercussioni in ambito regionale, nazionale e internazionale. Il centro di ricerca tempiese, unico al mondo nel settore pubblico per quanto riguarda il comparto sughericolo, istituito nel 1952, da oltre cinquant'anni svolge un'apprezzata attività sulle molteplici applicazioni e sugli svariati impieghi del sughero, la sua ubicazione non è casuale ma è stata individuata in un territorio dove già la sughericoltura era notevolmente sviluppata per tradizioni, condizioni ambientali e geografiche. Grazie ad una struttura all'avanguardia, al servizio soprattutto della piccola e media impresa, il distretto del sughero è diventato un polo di eccellenza, una grande realtà, adesso la sua soppressione cancella quel legame tra il distretto, la ricerca, il mondo della produzione e la formazione degli operatori; le sue funzionalità andavano sicuramente rinnovate ma salvaguardando il suo radicamento territoriale che costituiva uno strumento fondamentale per le esigenze di rilancio di questo settore.
Anche l'Istituto di Incremento Ippico rappresenta un imprescindibile riferimento regionale, nazionale ed europeo, frutto dello sviluppo e della valorizzazione di una grande vocazione locale che oggi viene cancellata in spregio dei grandi traguardi conseguiti dalla Sardegna nel settore equino, grazie ai risultati ottenuti nella selezione genetica e nello sviluppo delle professionalità locali. E questa voi la chiamate, quindi, riforma? Questo significa sradicamento per noi, svendita delle competenze, del patrimonio acquisito. Questo, onorevoli colleghi, demotiva le imprese agricole. L'agricoltura e la zootecnia in Sardegna hanno bisogno di certezze, di tempi rapidi, non di vane promesse e, ancor prima di chiudere un ente, occorre risolvere le tante problematiche che affliggono questo comparto, prima che a chiudere siano le nostre aziende agricole.
Vorrei sapere a quale agricoltura è rivolta la riforma che state proponendo, visto che, nei primi due anni del vostro mandato, si è registrata una crisi generalizzata del settore agricolo con un drastico calo delle produzioni, da tremila miliardi di fatturato annuo l'agricoltura è passata a mille miliardi, la produzione di granoturco è diminuita del 33 per cento, quella del mais del 41 per cento, a picco anche le produzioni del grano. A questo si associano la crisi del pomodoro per la chiusura delle industrie di trasformazione, scompare la produzione di barbabietola, mentre la risicoltura e i carciofi riescono a stento a mantenere un equilibrio di mercato. L'unico dato, se letto bene poi negativo, è l'aumento del 64 per cento del territorio da adibire a pascolo, però non ci sono più pecore, perché c'è un milione di pecore in meno in due anni. Tutte le nostre colture nobili stanno diventando terreni incolti, si sta perdendo il nostro potenziale produttivo a favore dell'abbandono e infine sta calando la produzione del latte di pecora del 37 per cento, che non viene compensato neanche da un maggiore prezzo di vendita.
Tutto ciò dimostra che siamo in presenza di una crisi generalizzata, dovuta alla totale assenza di un progetto strategico regionale di sviluppo agricolo, zootecnico e rurale, in grado di programmare e pianificare le azioni per invertire la tendenza dei dati che sono in continuo calo, vista anche l'uscita della nostra Regione dall'Obiettivo 1 e il conseguente dimezzamento dei fondi europei per lo sviluppo rurale.
Assessore, serve una riforma seria e concreta, che imposti una vera politica agricola non più limitata alla soluzione sporadica di questa o quella emergenza. I problemi dell'agricoltura vanno ben oltre l'abolizione di qualche C.d.A. o la soppressione di qualche ente. Assessore, purtroppo, la reale sensibilità di questo Esecutivo verso i problemi del mondo agricolo emerge nei tempi di una risposta ad un'interrogazione da me fatta sulla blue tongue presentata il 3 agosto del 2004, 2004! Solo il 26 luglio 2006 è stata data una risposta.
La ringrazio, comunque, a nome di tutti gli allevatori che non pretendevano tutto e subito, qualcuno manda sempre questi messaggi, ma attendevano almeno un segnale in tempi accettabili.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Diana. Ne ha facoltà.
DIANA (A.N.). Signor Presidente, non mi ha certamente appassionato l'intervento del relatore di maggioranza, ma era nelle cose per un Presidente di Commissione che ha subito e subisce passivamente, che non riesce a conciliare neanche le posizioni della propria maggioranza.
Questo provvedimento di legge (qualcuno ha detto atteso, secondo me disatteso) ha fatto emergere numerosissime criticità, tra tutti credo che l'intervento dell'onorevole Cuccu sia stato emblematico, egli è stato molto soft nell'indicare quali sono i grossi problemi che comunque permangono ed esistono ancora in questa legge. L'onorevole Cuccu dice che c'è tempo, durante i lavori dell'Aula, di esaminarli, annunciando già che questo provvedimento potrebbe avere due giorni di elaborazione e di approvazione. Quindi c'è già una decisione, c'è una scelta, la maggioranza ha già deciso che in due giorni bisogna approvare questo testo di legge. Anche questo è poco rispettoso delle prerogative del Consiglio, onorevole Cuccu, io non so come andranno i lavori di quest'Aula e non so neanche se voi abbiate raggiunto un accordo pieno, io credo di no! Non lo avete raggiunto all'interno de La Margherita, non l'avete raggiunto all'interno dei DS, credo che contestualmente non l'abbiate raggiunto da nessuna parte. Quindi questo è il primo problema., L'intervento dell'onorevole Alberto Sanna non mi ha appassionato e non mi appassionerà neanche nel futuro, lo dico perché fondamentalmente noi stiamo esaminando un provvedimento di legge, che la Commissione ha approvato a maggioranza, senza far capire ai sardi, senza dire fondamentalmente perché si riforma questa parte importante del mondo agricolo con quali presupposti si vuole riformare e quali sono gli scenari futuri dell'agricoltura in Sardegna.
Questi sono i concetti che non emergono, perché, cari colleghi, se andate ad esaminare solo le finalità di questa legge vi renderete subito conto di quanta superficialità esista in essa. Addirittura, alla lettera a) dell'articolo 1, si dice: "all'individuazione delle funzioni attribuite direttamente all'Amministrazione regionale", c'è ancora bisogno di individuare le funzioni dell'Amministrazione regionale? Cioè dobbiamo ancora andare a cercare quali sono le funzioni? Io mi sarei aspettato che in questa legge si andassero ad individuare le funzioni da trasferire agli enti locali piuttosto che le funzioni che la Regione, ancora una volta accentratrice, vuole mantenere in capo. Questo era uno degli argomenti importanti se si voleva la novità, ma la novità non c'è, non c'è anche perché il nostro Presidente riformatore, colui che tutto muove, non è presente in Aula oggi, nell'affrontare una materia così straordinariamente importante, così come ha detto l'onorevole Alberto Sanna, imprecisamente, ma comunque facendo riferimento alla straordinaria importanza che ha, sia per la produzione lorda vendibile, sia per il prodotto interno lordo del comparto dell'agricoltura.
Di tutto questo non si parla, si parla dell'individuazione delle funzioni attribuite direttamente all'Amministrazione regionale. Ma all'articolo 2 si dice che "l'Amministrazione regionale esercita direttamente le funzioni regionali…", quali funzioni? Quelle che state andando ad individuare? Quelle che avete già individuato? La cosa più assurda è che vengono "fatte salve quelle attribuite al sistema delle autonomie locali". Ora invito chiunque di voi a dirmi quali sono le competenze degli enti locali in materia di agricoltura in Sardegna! "Fatte salve", quali? Non c'è la minima competenza degli enti locali sull'agricoltura, in nessun senso! Certo, mi sarei aspettato proprio ciò che in moltissime Regioni d'Italia è stato fatto cioè, anziché creare Agenzie, con tutta una serie di acronimi, i bandi di misura in agricoltura sono stati trasferiti alle province; come mai noi invece vogliamo ancora accentrare? Tornerò dopo su questo aspetto.
Quello che mi interessa è il fatto che non si è fatta chiarezza sul futuro del personale di tutti gli enti che volete sopprimere, accorpare e trasformare in Agenzia. Di una sola cosa vi siete preoccupati: del direttore generale. Questo direttore generale che è un onnipotente, a tutto provvede, sia alla parte economica, sia alla parte finanziaria, sia alla parte organizzativa, sia alla parte politica, sia come rappresentante legale dell'ente o dell'agenzia. Su questo personaggio si accentra una competenza straordinaria, al servizio di chi? Del Consiglio regionale? No! Dell'agricoltura sarda? No! Della Giunta regionale? Neanche della Giunta regionale! Del presidente Soru, o del Presidente di turno, perché noi, come ho detto in altre occasioni, facciamo le leggi oggi per domani, oggi vale per il presidente Soru, domani può valere per un altro. Ma il Consiglio ha il dovere di verificare se così devono andare le cose.
Allora più di un anno fa la grande innovazione, ero molto compiaciuto in quel momento, conoscendo la professionalità e la capacità del nuovo Assessore dell'agricoltura. Assessore Foddis, lei non sta esercitando il ruolo di Assessore, ma non perché non lo sa fare, perché non glielo lasciano fare, è una cosa ben diversa! Lei oggi è chiamato a riformare l'organizzazione dell'agricoltura in Sardegna, ma non la riorganizzazione dell'agricoltura che interessa le aziende, che interessa gli allevatori, che interessa tutti i comparti agricoli della Sardegna, no, è chiamato a tenere banco al Consiglio regionale per la riorganizzazione degli enti e quindi la trasformazione in Agenzie di tutto quello che erano gli enti regionali in agricoltura. E' chiamato a fare questo, certo accompagnato dall'Assessore alla riforma, ma questa riforma (e ribadisco il concetto che il presidente Soru sarebbe dovuto essere in Aula, oggi) è la prima grande riforma che si pensa dovrebbe risolvere… che cosa?
Risolvere con i ritmi che ha menzionato l'onorevole Alberto Sanna, a ritmi piuttosto sostenuti? Ha ragione onorevole Sanna, qualche volta le debbo dare anche ragione, questi non sono piuttosto sostenuti, sono ritmi impossibili per affrontare una tale materia, in due giorni, come ha detto l'onorevole Cuccu, si vorrebbe liquidare e licenziare una legge come questa. Ma ci vuole solo il vostro coraggio, a ridosso delle ferie di agosto, pensare che questa legge possa essere esitata dal Consiglio regionale, se non facendo una legge che non risolve nessuno dei problemi, nessuno dei problemi!
Allora per quale motivo poi ci si impegna a dialogare, a concertare; ma dove è stata la concertazione su questa materia, onorevole Alberto Sanna? Non ce n'è stata, visto questo plico che ho ricevuto stamattina, che non ho scritto io, non sarei stato neanche capace di scriverlo, il quale disattende completamente le cose che voi avete messo in legge, e perviene dalle parti sociali, quelle parti che voi avreste dovuto coinvolgere, quelle parti che non avete assolutamente ascoltato, le avete sentite, lei ha detto il contrario, onorevole Alberto Sanna, lei le ha sentite, ma non le ha ascoltate. Perché se le avesse ascoltate, questo testo di legge probabilmente sarebbe stato molto diverso. Non siete d'accordo neanche tra enti e agenzie, l'ha detto l'onorevole Cuccu, sarebbe stato meglio un ente unico, chissà per farci cosa poi, non l'abbiamo ancora capito.
Ma quello che m'interessa maggiormente, assessore Foddis, ritornando a lei, è che lei non era venuto, o non era stato chiamato a fare l'Assessore per caso. Lei era stato chiamato a fare l'Assessore dell'agricoltura della Regione Sardegna per manifesta incapacità di chi l'ha preceduta, per manifesta incapacità! Se era manifesta incapacità quella dell'Assessore che l'ha preceduta, perché lei si deve prestare al gioco di manifestare la sua presunta incapacità, che incapacità non è, in una riforma che di riforma non ha nulla, che non risolve nessun problema, neanche dei più piccoli, e ce ne sono tanti, dell'agricoltura sarda. Ma perché l'assessore Foddis si deve prestare a questo? Per quale motivo? Un uomo che ha maturato un'esperienza straordinaria, un uomo capace, un uomo che ha gestito aziende importantissime, che sono menzionate, non in Sardegna, sono menzionate in Italia, all'estero, per quale motivo dovrebbe prestare la sua opera per non risolvere nessuno dei problemi?
Io non posso pensare che ci sia nella testa del presidente Soru, o dell'assessore Foddis, una composizione di una consulta come quella che voi avete elaborato. Che ci sia l'Assessore della agricoltura, e ci mancherebbe altro! Ma voi nelle finalità di questa legge parlate di biodiversità, parlate di sviluppo delle aziende rurali per mantenere i nostri agricoltori all'interno di quei territori, e quindi evitare lo spopolamento delle campagne e delle aree interne della Sardegna. Ma possibile che l'onorevole Cugini non senta il peso della responsabilità di un Assessore dell'ambiente che non esiste! Non esiste! Non è menzionato in nessuno dei commi di questa legge! Ma come si può pensare di riorganizzare l'agricoltura in Sardegna, parlare di biodiversità, parlare di ambienti, paesaggi e cose di questo genere, e non coinvolgere l'Assessore dell'ambiente? Una dimenticanza? No, non è una dimenticanza, questa non è una dimenticanza, non ci si dimentica dell'assessore Dessì, purtroppo ce lo dovremo ricordare a lungo, dico purtroppo.
Ma in questa fase, che sia l'assessore Dessì, o un altro Assessore, si può fare una riforma degli enti agricoli e la riorganizzazione dell'agricoltura in Sardegna, almeno sulla carta, senza pensare che l'Assessore dell'ambiente possa essere interessato, quanto meno, per gli aspetti silvopastorali, quanto meno per le implicanze che il mondo agricolo ha con l'ambiente? No, nulla.
Ci preoccupiamo dei docenti universitari, sono diventati una costante. Siccome io non dipendo dal mondo accademico, e me ne guardo bene dal dipenderne, lo rispetto, so che può dare contributi importanti, per professionalità e capacità, ma non si può ridurre tutto quanto al mondo accademico! Mi scuseranno le colleghe e i colleghi che, autorevolmente, rappresentano anche il mondo universitario. Ma c'è ruolo e ruolo, c'è modo e modo, non si può pensare che tutto si risolva in questo modo; e qui, guardate, è infarcito di docenti universitari, di consulenti, e di altre cose che non hanno mai dato nessuna risposta al mondo agricolo. Voi state distruggendo oggi decenni di esperienze che sono negli enti regionali. E' chiaro che la mentalità accademica non concilia con chi sul campo ha fatto l'esperienza (lo ha detto anche qualcuno, forse l'onorevole Rassu), anche con errori, ma il Consiglio Regionale della Sardegna è stato chiamato altre volte a riorganizzare il mondo agricolo.
Quando è nato l'ETFAS, l'Ente di trasformazione fondiaria agraria sarda, che nella dizione, "ente di trasformazione fondiaria agraria sarda", aveva già da allora un senso, si voleva mettere mano ad una nuova agricoltura. Ma voi pensate che con questo dettato si possa mettere mano ad una nuova agricoltura? Io ne dubito assai, Assessore, lo vedrà. Quando sarà portato all'attenzione del Consiglio il programma regionale di sviluppo, immagino che uno degli argomenti importanti dovrà essere l'agricoltura in Sardegna. Io mi sarei aspettato qualcosa di più, un qualcosa che ancora non emerge a due anni e mezzo, due anni e due mesi, da quando questa Giunta si è insediata.
Era il primo (così rimane) e l'unico problema veramente drammatico della Sardegna. Beh, voi lo affrontate riorganizzando gli enti, trasformando l'esistente? Io sarei partito da un altro punto di vista, io sarei partito da un'altra parte. Avrei iniziato a identificare le precarietà, i motivi di debolezza, tutto ciò che oggi ci tiene esclusi da un contesto italiano, mediterraneo, europeo e mondiale. Questo sarei andato a identificare! Poi non mi si può dire che si risolve il problema del pomodoro, il problema del latte ovino, del latte vaccino, se ragioniamo così, non si risolve nessun problema, i problemi si risolvono quando si ha un'idea chiara di come approcciare il mercato, di come convincere gli agricoltori a stare ancora nelle loro aziende, con il riordino fondiario, dando servizi, dando assistenza tecnica, con gli sportelli territoriali. Sportelli territoriali che esistono già, non c'è bisogno mica di questa legge! Non funzionano? Perché non funzionano? Se non funzionano è tutto da dimostrare, ma voi in questo momento state buttando del fango addosso alla struttura esistente in tutti gli enti, dicendo che li volete trasformare. Volete fare gli sportelli territoriali in agricoltura. Beh, ci sono! Quanti centri ERSAT ci sono sparsi in Sardegna! Non funzionano? Per responsabilità di chi, se c'è una responsabilità? E se avete deciso che non funzionano, ci sono altri modi, non è che si cambia la norma, si cambia la legge perché poi migliora tutto quanto. Non è assolutamente così!
Allora, io credo che in queste tre Agenzie, fondamentalmente, non ci sia niente di nuovo, perché non c'è assolutamente niente di nuovo. Le aspettative mie, ma credo di tutti i sardi, nel momento in cui c'è stato il cambio di Assessore, erano quelle di vedere veramente un'inversione di tendenza importante. Assessore, io purtroppo mi rivolgo a lei perché la conosco come persona, la conosco come manager, la conosco meno come Assessore, prendo atto di quello che vedo, di quello che leggo, delle delibere che assume, però poi le lamentele sono tante, neanche l'assessore Foddis riesce a risolverle. E no! La bacchetta magica non l'ha manco lui. Non l'ha neanche l'assessore Foddis! Forse, la bacchetta magica tutti assieme possiamo anche averla, tutti assieme, ma non quando c'è un'imposizione che nasce dall'alto e che sovrasta su tutto. Davanti all'assessore Foddis, che si ritrova con 1500-1600 domande presentate per esempio dagli agricoltori oristanesi, con la possibilità già nota di finanziarne non più di 120-130, voi immaginate che cosa sta succedendo: il dramma.
Il dramma di tutta quella programmazione che voi avete voluto fare nei territori dicendo che bisognava agire in un certo modo. Tutti si sono immediatamente attivati presso l'ERSAT, presso i consulenti privati, presso i tecnici del loro territorio, per presentare schede-progetto, idee, anche progetti in qualche caso piuttosto avanzati nella loro fase. Oggi cosa andiamo a dire loro? Che tutto quello che è stato fatto alla fine premia 120-130 persone in un territorio come quello di Oristano e mille persone in tutta la Sardegna? Quante sono le aziende agricole che ha menzionato l'onorevole Sanna?
CUGINI (D.S.). 100 mila.
DIANA (A.N.). Ecco, appunto, ne premiamo mille o duemila, ma se anche ne premiassimo 5 mila o 10 mila, il resto dell'agricoltura sarda dove va? Va a farsi benedire? Perché questo succede. Allora, io non voglio interloquire in questo momento con l'onorevole Cugini, che mi pare abbia già abdicato abbondantemente alla sua funzione di consigliere regionale per quanto riguarda questo aspetto particolare e quello che ho sollevato dell'Assessorato dell'ambiente.
CUGINI (D.S.). Sono un simpatizzante.
DIANA (A.N.). Sì, lei è un simpatizzante, siamo tutti simpatizzanti. Però, non è così, non è così! L'agricoltura in Sardegna era una cosa seria, è una cosa seria e deve rimanere una cosa seria. Non può essere una burletta. Qui si sta trasformando tutto in una burletta. Cosa dovremmo fare noi dell'opposizione? Accettare le proposte che ci vengono da più parti? Anche di fronte alla dichiarazione plateale dell'onorevole Cuccu sul fatto che si liquida questa faccenda in due giorni? "Liquidiamo la faccenda in due giorni", non ho capito perché questi due giorni canonici. Non ho capito. Si stravolgono le regole. La Conferenza dei Capigruppo ha stabilito che i lavori dell'Aula proseguiranno fino a venerdì e riprenderanno quando deciderà il Presidente del Consiglio o la Conferenza dei Capigruppo. Se questa legge è approvata, sarà approvata; se non è approvata, si approva dopo. Ma non è che ci debbano essere tentativi di approvare questa legge assolutamente entro domani, perché a me non l'ha ordinato il medico, se l'ha ordinato a voi, regolatevi di conseguenza. Le rimostranze continueranno ad esserci.
Ho capito che ci sono dei problemi e vengo in soccorso della maggioranza. Non avete definito tutto, è inutile che vogliate dirlo. Prendetevi una pausa di riposo, una pausa di riflessione, ritirate la legge, magari questo non è possibile, perché viene un po' in salita. Oddio, probabilmente qualche emendamento e qualche articolo lo farete ingoiare anche a questo Assessore, dopo ciò che avete fatto ingoiare all'assessore Pigliaru. Non vi sarà difficile neanche questo. Si prepari, Assessore, perché in quest'Aula succede anche che venga sconfessato l'Assessore di turno al quale fanno ingoiare quello che non avrebbe mai ingoiato. Succede anche questo. In nome di che cosa? In nome di ragionamenti? No, in nome di esigenze. La Margherita non è d'accordo con lo SDI o lo SDI non è d'accordo con i DS o i DS non sono d'accordo con i due partiti di Rifondazione Comunista e accade questo, accade questo. L'Assessore, suo malgrado, dovrà ingoiarsi qualche articolo di questa legge; badate, colleghi, l'assessore Foddis, per come lo conosco io, non condivide neanche un articolo di questa legge, non ne condivide manco uno, perché non c'è da condividere questa legge.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Licandro. Ne ha facoltà.
LICANDRO (F.I.). Presidente, Assessori, colleghi, questa è una legge che, nei vostri propositi, dovrebbe non soltanto mettere ordine, ma, soprattutto, sono parole vostre, rendere più moderni e funzionali gli strumenti al servizio del settore agricolo. Scusate il condizionale, ma è d'obbligo dopo le recenti approvazioni, tutte vostre, e tutte da affrontare con un percorso in Aula, è stato già detto, che sia il più breve possibile e quindi sempre a ritmo notevolmente sostenuto. Tutte leggi, queste, effetto di una specie di "leggiferite", scusatemi il neologismo, che vi attanaglia dopo le recenti approvazioni, l'ho detto, di altre fondamentali leggi di riordino, dalla salute alla contabilità, passando dagli IACP. Leggi, sia ben chiaro, che non hanno riformato niente. Non vi fate mancare, non ci fate mancare niente. Mettiamola così.
Siccome a tutte queste leggi mancava l'agricoltura, mancava il mondo delle campagne, mancava la riforma delle riforme, così come l'avete definita; a questo proposito condivido il pensiero dell'onorevole Diana, quando dice che all'approvazione della riforma delle riforme brilla soprattutto l'assenza del Presidente della Regione, onorevole Soru.
Certo, questo è un settore che ha assolutamente necessità di riforme. Non c'è alcun dubbio. Del resto non potrebbe essere neanche diversamente se vogliamo prendere atto che la politica agricola, ben prima della Regione, ben prima del Ministero competente, la decide l'Unione Europea, la decide e ce la impone, e continuerà a imporcela fintanto che in Europa, concretamente, noi non riusciremo a far valere le nostre ragioni.
Ma questi, colleghi, sono ragionamenti altri e alti, che poco hanno a che vedere, oggi, con questa legge che arriva in Aula. Sono ragionamenti che noi facciamo soltanto perché sappiamo che la civiltà del popolo sardo, quello che non riuscite a far diventare sovrano, si fonda e si è fondata da tempo sulla cultura delle campagne, quella cultura che è stata messa in ginocchio dall'industrializzazione di cui voi siete portatori, quella cultura che i piani di rinascita hanno ucciso già a partire dagli anni '50, quella cultura che, senza più regole né mercato, in qualche misura, ancora resiste. Quindi, per salvarla, a modo naturalmente molto vostro e anche molto poco efficace, aggiungo, voi prevedete il rapido scioglimento degli enti che operano in agricoltura. Questo rapido scioglimento, l'ha già sottolineato nella sua relazione l'onorevole Rassu, ha creato e creerà gravi disagi anche nel personale che improvvisamente si ritroverà a non avere troppe certezze su quello che sarà il proprio futuro.
Certo che cancellare o anche soltanto più semplicemente mettere a rischio dei posti di lavoro, a noi, sinceramente, non pare un grande risultato. Io credo che così possiamo essere legislatori tutti, basta assumere un Commissario, dargli mandato pieno, anche quello di licenziare, così facciamo prima. Così potremmo anche ottenere, molto più facilmente, anche in una maniera sicuramente più ampia, quel risparmio cui ha fatto riferimento nella sua relazione il presidente Sanna. Del resto, cosa importa se, ancora una volta, la Sardegna dovesse perdere posti di lavoro, probabilmente anche per il semplice fatto di non aver concordato, nonostante le vostre assicurazioni, una strategia con le parti sociali. Io credo che possiamo affermare che siamo alle solite, siamo alle scelte del solo Esecutivo che il Consiglio, ancora una volta, dovrebbe semplicemente ratificare e avallare., Badate bene, non le ratificherà, non le avallerà per intero, perché noi continuiamo a preferire altri metodi, continuiamo a preferire altri percorsi, la concertazione ad esempio, so che è faticosa, è molto più lunga ma porta, certamente, al risultato di scelte che siano più aderenti ai bisogni.
Con la strada che voi avete indicato, che indicate, sappiamo, l'hanno detto altri, non mi ripeterò, si creeranno organismi che non avranno alcun potere decisionale, ma soltanto di gestione. La Giunta regionale si riserva, naturalmente, il compito di approvare i bilanci, il compito di approvare gli statuti, programmi di attività, regolamenti e piante organiche, niente altro, ma non saranno certamente queste Agenzie a dare quelle risposte che le campagne si aspettano, e aspettano da troppo tempo per un vero rilancio del settore, per tornare ad essere il settore produttivo principale dell'Isola, e non un numero, oramai, sotto le due cifre nel prodotto interno lordo della nostra economia.
Queste Agenzie, che voi proponete e che hanno dimostrato i loro limiti in altre Regioni, non avranno mai un contatto reale con il mondo agropastorale, finiranno soltanto per essere il braccio lungo della Giunta. La verità è questa, voi volete controllare anche le campagne direttamente dagli Assessorati, da viale Trento, con queste strutture che voi definite agili e snelle. Io credo che lo saranno anche troppo, con un vizio strutturale di base, saranno legate alla Giunta con un cordone ombelicale indissolubile e qualcuno di voi, certamente, sarà pronto a tirarne i fili, convinto, magari, di ottenere chissà quali risultati. Noi li vedremo questi risultati, e li commenteremo.
Ora, io non voglio dire che lo spirito che vi ha animato non sia quello giusto, potrebbe essere anche quello giusto, ma è il sistema che non va, e quando dico sistema intendo sia come metodo ma anche come modello che voi avete intenzione di adottare per governare la Sardegna, è un sistema che è quanto più di antidemocratico possa esistere. E a proposito di sistema, nonostante tutto, voi affermate di voler restituire alla Giunta regionale la responsabilità piena del governo del sistema, attraverso l'esercizio della funzione di indirizzo, di programmazione e di controllo.
Colleghi, io continuo a sentir parlare in quest'Aula, oramai da troppo tempo, di Consiglio regionale mortificato, svilito, al quale vengono sottratte, sempre più spesso e sempre più, le sue funzioni, le sue competenze, i suoi compiti istituzionali; ma, fra un po', io credo che voi dovrete spiegarci che cosa veniamo a fare noi qui in Aula e che cosa andiamo a fare nelle Commissioni. Ripeto, lo spirito potrebbe anche essere quello giusto, anche se, sinceramente, non è che ne sia molto convinto, ma questo non basta, non può assolutamente bastare; noi abbiamo bisogno di una strategia di progetto, non di una fretta impositiva come ha detto il collega Rassu nella sua relazione, noi abbiamo bisogno di una riforma vera, di una riforma che sia in grado di dare risposte certe, non una soluzione affrettata, una soluzione raffazzonata, senza futuro, che certamente non sarà mai in grado di risolvere le reali esigenze di un settore che da troppo tempo sta aspettando di uscire da una crisi strutturale e che, invece, rischia seriamente di affogare del tutto.
Altro che Agenzie snelle e agili! Altro che accentramento di potere! Per rilanciare questa economia serve, prima di tutto, una battaglia europea e, insieme, la presenza qualificata di tecnici migliori. Altro che svendita delle competenze! Servono tecnici per gli allevatori, per le aziende agricole sparse nell'Isola. Ma voi avete preso un'altra strada; per tutte le ragioni che ho detto, e che hanno detto altri colleghi prima di me, noi, questa strada, non potremo percorrerla insieme. Per quanto riguarda gli agricoltori che aspettano risposte, che aspettano una vera riforma, che aspettavano almeno un segnale, beh, io credo che continueranno ad aspettare perché, tanto, lo sanno fare anche molto bene.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cachia. Ne ha facoltà.
CACHIA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, come la maggior parte di noi qua dentro, all'interno di questo Consiglio, non credo che questa legge, la legge di riforma degli enti agricoli, possa risolvere tutti i problemi dell'agricoltura, che sono senza dubbio numerosi e complessi, ma sono convinto che costituisca la logica premessa ad una soluzione che, senza dubbio, l'agricoltura oggi aspetta.
C'era un grande politico europeo del 1900, il quale affermava che solo chi non fa non falla; credo che anche noi, indubbiamente, nel fare questa legge sbaglieremo, sbaglieremo alcune cose, d'altronde lo sappiamo, siamo degli umani, ed è umano sbagliare, non siamo perfetti, possiamo fare delle leggi perfettibili che poi, domani, senza dubbio, potranno essere corrette. Per cui, io non credo che tutto quello che è in questa legge sia da buttare via, ci sono delle cose che possono essere corrette anche in Aula, come ha detto anche il collega Cuccu. Se le cose vengono corrette in Aula, si dice che viene stravolto quello che propone l'Assessore, se non c'è una correzione, allora si dice che il Consiglio regionale non funziona, non esiste, ha solo la funzione di passacarte. Quindi, signor Presidente, dobbiamo metterci d'accordo anche su queste cose, o è A o è B; come dicevano i latini: "tertium non datur".
Senza dubbio l'agricoltura da molti anni è una grave malata, le terapie che abbiamo messo in atto, o che altri hanno messo in atto, non sono servite certamente a farla guarire, si è trattato di palliativi di scarsa efficacia che non hanno saputo dare, senza dubbio, vigore ad un organismo fortemente debilitato, palliativi che combattono i sintomi, non chiaramente la malattia.
Nella struttura socio-economica della Sardegna (questo non lo scopro io ma l'hanno detto tutti), l'agricoltura ha senza dubbio un valore, un ruolo molto rilevante, il mondo agropastorale ha dettato, per secoli, i tempi e i modi di sviluppo di questa società. La pastorizia è così legata strettamente alla storia dell'uomo da non riuscire a separarla anche in un contesto moderno nel quale quasi ovunque ha un ruolo di marginalità. In Sardegna si è aggiunto poi lo scarso sviluppo dell'industria e le incerte affermazioni dei servizi e delle tecnologie avanzate. Si pensi ad una serie di attività di nicchia, a prodotti di alta qualità, alla filiera alimentare ed enogastronomica che rappresenta un filone di rilevante interesse e di possibile sviluppo.
Il marchio "Sardegna" può, in un'attenta politica di settore, rappresentare senza dubbio il valore aggiunto. Pensiamo, quindi, ad un'agricoltura che non sia più arcaica, qual è ancora purtroppo (dobbiamo constatarlo) quella esistente, ispirata a logiche di mercato, fortemente caratterizzata e in grado di affermarsi sui mercati migliorando le produzioni e le filiere per giungere ad un prodotto finito di qualità. Non è senza dubbio la nostra una visione bucolica, ma di pragmatismo. Le oleografie del pastore che pascola il gregge ai piedi del nuraghe purtroppo appartengono al mondo dei ricordi. Dobbiamo voltare pagina! Al pastore occorre non un vago compiacimento, ma l'offerta di strumenti e assistenza tecnica, di sviluppo e ricerca strumentale, che gli consentano di far progredire un'azienda tecnologicamente avanzata. Non si può, senza dubbio, rovesciare una cultura millenaria, ma bisogna che la cultura millenaria sappia tener conto del progresso. Ci sono voluti decenni per insegnare che a misurare la temperatura del latte destinato alla trasformazione non bastava più il dito, ma occorreva uno strumento, considerato rivoluzionario e scarsamente affidabile, come è il termometro. Questo la dice lunga su come cambiare anche oggigiorno, in un'età tecnologicamente avanzata, le abitudini, la consuetudine e tutto il resto.
Dunque, bisogna iniziare a pensare ad un'agricoltura capace di dare un reddito adeguato, che è l'eterno dilemma che arrovellava i giovani pastori, gelosi dei compagni di lavoro assunti nell'industria petrolchimica, dove il salario era sicuro, ci fossero alluvioni o siccità, e un prodotto appetibile sul mercato. Il primo passo, secondo me, è questa riforma che il Consiglio regionale ha sotto esame. Una riforma importante che spezza il cerchio dell'immobilismo durato troppi anni, dalle politiche del dopoguerra sull'assistenza alla meccanizzazione agricola, dalla cooperazione mancata alla polverizzazione della proprietà contadina (infatti qualcuno affermava che abbiamo, in Sardegna, 100 mila aziende, troppe per una Regione come la nostra. Troppe!) e a produzioni poco utili se non mirate, il più delle volte, ad ottenere un'integrazione del prezzo che spesso era - andato male il prodotto - l'unica garanzia di reddito. Problemi che, in questa sede, non vogliamo toccare.
Dobbiamo dire, tuttavia, che questa visione del mondo agrario e delle popolazioni ad esso legate aveva favorito la proliferazione degli enti sovente con competenze simili e con sovrapposizioni. Enti che magari, anzi molto spesso, non dialogavano tra di loro, non si scambiavano le esperienze, vivevano ognuno nel proprio limbo e nel proprio castello, ognuno per proprio conto e, al contrario, al contadino arrivavano le briciole della ricerca, a volte anche con colpevole ritardo, mentre la disastrosa burocrazia, i complicatissimi percorsi delle pratiche, la difficoltà anche degli uffici a raccapezzarsi, determinavano, nella gente dedicata a questo lavoro, disorientamento e sfiducia. Questo è il quadro che ha caratterizzato l'agricoltura in Sardegna, salvo, chiaramente, qualche eccezione.
La riforma riprende daccapo il filo di un discorso logico. Compie la scelta non da tutti condivisa, ma probabilmente la più rispondente a moderne esigenze operative, preferendo agli enti strutturati in modo complesso, lenti a muoversi, le agenzie, più agili e dinamiche, meno soggette a controlli burocratici. Ripartisce i compiti in tre grandi settori: la ricerca e la sperimentazione con l'AGRIS, l'assistenza tecnica che di quella ricerca sparge i frutti sul territorio con LAORE, la gestione delle diverse fasi dell'istruzione delle pratiche e dell'erogazione dei contributi agli agricoltori con l'ARGEA. Tre Agenzie collegate fra loro sotto il controllo, indirizzo, coordinamento e programmazione della Giunta che si avvarrà, per la programmazione, della consulenza tecnica di una Consulta agricola. Tre Agenzie che rispondono a un comitato di coordinamento tecnico programmatico. La ARGEA per la gestione degli aiuti di Stato e soggetto pagatore farà riferimento ai centri di assistenza agricola dell'associazione e con LAORE si proporrà sul territorio con numerosi sportelli unici. Un'architettura complessa, senza dubbio, che tuttavia snellisce notevolmente la vecchia impostazione. Da sette enti agricoli siamo passati a tre agenzie, con l'impegno di valorizzare le molte professionalità che il vecchio ordinamento, senza dubbio, non incentivava abbastanza.
Per concludere, vorrei sottolineare due cose. La prima è che per la prima volta sarà applicata, a chi si occupa di ricerca, una norma contenuta nella legge numero 31 che consente l'adozione di un trattamento economico migliorativo per incentivare questa attività dalla quale dipendono, in generale, i prodromi della crescita quantitativa delle produzioni. La seconda è che la Commissione quinta (la quale ha lavorato bene e con impegno e bisogna dare atto al presidente Sanna dell'abnegazione e dell'intelligenza con cui ha condotto i lavori) ha voluto riconoscere un buon livello di autonomia, dando luogo a dipartimenti, a due enti che per la loro specificità e per l'alto atto di tecnologia e ricerca meritano di essere ancora chiamati col loro nome. Mi riferisco alla Stazione Sperimentale del Sughero di Tempio e all'Istituto di Incremento Ippico di Ozieri.
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SPISSU
(Segue CACHIA.) Sono due enti di ricerca e di sperimentazione che hanno notorietà non solo in Italia, ma nel mondo. Sono considerati riferimento internazionale e ad essi ricorre chi effettivamente ne ha bisogno. Sono conosciuti col loro nome e sarebbe difficile identificarli se il nome dovesse cambiare. Per questo ritengo che si debba conservare a un'utenza, davvero sparsa ai quattro angoli del pianeta, un'etichetta identificativa conosciuta.
Del resto, non c'è dubbio che abbiamo lavorato bene e con profitto, nonostante vistose carenze di organico che hanno costretto al sacrificio i pochi dipendenti assegnati aella quinta Commissione. Questo testo è il frutto dell'assemblaggio di due disegni di legge e di due proposte di legge. La Commissione ha valutato positivamente ciascun testo, seguendo la strada che riteneva più idonea allo scopo. In questo ci hanno molto aiutato i due Assessori qui presenti. La proposta finale ha registrato l'astensione dell'opposizione. Mi auguro che in Aula vogliano ripensarci. Certamente dagli interventi che abbiamo sentito sinora, credo che questa volontà non ci sia. Le leggi di riforma non sono mai, per natura, leggi di alcuni, ma sono leggi di tutti e io mi auguro, quindi, che l'opposizione dia anche in Aula il suo contributo e che la voti. PRESIDENTE. E' iscritto a parlare il consigliere Cappai. Ne ha facoltà.
CAPPAI (U.D.C.). Signor Presidente, visto che il presidente Soru continua con le sue assenze in quest'Aula, inizierei il mio intervento con la richiesta all'Assessore di proporre all'Aula il ritiro del provvedimento. Lo dico perché, secondo me, questo provvedimento non ha avuto sufficiente concertazione. Questo testo arriva unificato, sì unificato, a seguito della presentazione di due disegni di legge che confliggevano già tra loro, due proposte di legge della maggioranza, una de La Margherita e una dei DS, che erano l'una il contrario dell'altra.
La Giunta ha presentato i due disegni di legge senza chiamare le parti sociali, le associazioni di categoria, senza sentire i consumatori e gli operatori. Ha presentato questi due disegni di legge perché il presidente Soru ha detto che, prima di andare in ferie, bisognava dare un segnale chiaro, con la scritta indelebile, cioè il segnale che le riforme si devono fare, costi quel che costi, proprio tralasciando qualsiasi suggerimento che potrebbe arrivare dal mondo agricolo. E arriva i primi di agosto, in piena estate, quasi per farlo passare sottovoce, quasi per impedire che si approfondisca il dibattito sul provvedimento di legge che stiamo andando a discutere.
Colleghi, io non riesco a comprendere se vi rendiate conto che siamo in Sardegna, una regione, un'isola, dalle profonde radici agro-pastorali, lo ha detto il Presidente della Commissione, l'agricoltura sarda è quella che partecipa in percentuale maggiore al PIL, proprio per questo avrebbe bisogno di un dibattito più approfondito, più serio, più corretto, più appropriato; invece, tralasciando tante proposte di legge che giacciono in Commissione, Presidente, poi ne citerò qualcuna, ci imponete di discutere questo, ci imponete di discutere questo! Vede perché, Assessore, le chiedo di proporre a quest'Aula di ritirare il provvedimento. Il collega Diana ha detto: "Se non finiamo entro venerdì, possiamo andare tranquillamente a settembre"; non sarebbe male! Non sono d'accordo col collega Cachia che dice "Chi opera sbaglia", ma siccome siamo ancora in tempo per non sbagliare, collega Cachia, ritiriamo il provvedimento, avviamo la concertazione, approfondiamo il tema e poi portiamo in Aula una proposta che sia la più condivisa possibile, non nell'interesse di quest'Aula, ma nell'interesse degli operatori, di coloro che veramente seguono l'agricoltura.
Dicevo che la materia non è stata sufficientemente trattata, né con gli operatori, tanto meno in Commissione; sì, in Commissione! In un pomeriggio, in una sorta di sotto Commissione (della quale il sottoscritto faceva parte ma non vi ha partecipato ai lavori), in due ore è scaturito un testo unificato che è stato portato all'attenzione della Commissione, per due giorni la Commissione non ha lavorato su quel testo perché il padrone divino, il Governatore della Sardegna, ha riunito la maggioranza per presentare il provvedimento che solo lui voleva; quindi, prima l'ha imposto alla maggioranza e poi la maggioranza l'ha imposto all'opposizione. E' vero che qualcuno ci ha detto che non abbiamo votato contro, ma ci siamo astenuti, a tal proposito vorrei precisare che l'astensione era solo di due rappresentanti delle opposizioni che non facevano parte della Commissione e che, in quei giorni, sostituivano i rappresentati effettivi per cui non potevano certamente esprimere un giudizio negativo.
Dicevo che non è stata approfondita la tematica; manca, anche al vostro interno, una visione unitaria nella proposta di riforma degli enti agricoli, come si può evincere sia nella proposta di legge numero 233, presentata dal Gruppo de La Margherita che nella proposta di legge numero 235 presentata dal Gruppo DS. La proposta de La Margherita, come voi ben sapete, prevedeva l'istituzione di un unico ente regionale di intervento per l'innovazione e lo sviluppo in agricoltura, accorpando in questo unico ente le funzioni svolte dall'ERSAT Sardegna, dall'ERA Sardegna e dall'ARA; la proposta del gruppo DS, invece, cioè la "235", si muoveva in un'ottica diversa e precisamente in quella di due agenzie. Quest'ultima, si tratta di un parere strettamente personale, aveva anche il pregio, nel riordino delle varie competenze, di conferire funzioni agli enti locali, ai comuni e alle province. Invece, nel testo unificato, che è scaturito dai lavori della maggioranza e portato all'attenzione del Consiglio oggi, si può riscontrare un accentramento delle funzioni, prima in capo ai singoli enti, ora solo in capo alla Giunta regionale.
Onorevoli colleghi del Gruppo DS, dove sono finite le vostre idee del decentramento? Chi vi ha obbligato a rinnegare la vostra proposta? Non riesco proprio a capire una virata di così ampia portata. Non vi siete preoccupati di dare una spiegazione convincente neanche ai vostri amministratori locali, i quali ancora oggi non riescono a capire la ragione di tanto centralismo regionalistico. Colleghi del Gruppo DS, rinnegare le proprie idee in modo così profondo non è un buon servizio per la democrazia! Vi invito a leggervi le due relazioni, quella che accompagna la proposta di legge "235" e quella che accompagna il testo unificato, confliggono tra loro!
Il Presidente della quinta Commissione, nella relazione al testo unificato, ha perso un'occasione per tacere sull'argomento. Ha preferito ribadire che le sue personali idee del decentramento non hanno valore, dovendo invece sostenere, per lealtà verso la Giunta regionale, che il testo esitato dalla Commissione si fonda su alcune scelte e principi essenziali, quale quello di restituire alla Giunta regionale la responsabilità piena del governo del sistema attraverso l'esercizio della funzione di indirizzo, di programmazione e di controllo. Cosa significa, onorevole Sanna? Che diamo tutto alla Giunta? Non facciamo entrare più i comuni, non facciamo entrare più le province? Cioè, in ventiquattr'ore ore, l'onorevole Sanna ha dato due chiavi di lettura diverse nelle proprie relazioni, vi invito a leggerle.
La relazione del progetto di legge "235" del Gruppo DS, primo firmatario sempre l'onorevole Sanna, recita "La Regione autonoma della Sardegna, fin dalla sua istituzione, ha adottato un modello fortemente centralistico, prevedendo che l'esercizio delle funzioni venisse attuato da una amministrazione regionale che rispecchiava l'impostazione ministeriale presente nella amministrazione statale; questo nonostante l'articolo 44 della Statuto prevedesse che la Regione dovesse esercitare le sue attribuzioni delegandole agli enti locali o avvalendosi dei loro uffici. Questa situazione, che vede una Regione che esercita direttamente, tramite il proprio apparato servente, le funzioni amministrative e di propria competenza si è protratta fino a questi giorni, nonostante nel resto d'Italia si sia assistito, ormai da molti anni, ad una politica di forte decentramento e trasferimento di competenze agli enti locali culminata con l'inserimento nella Costituzione del principio di sussidiarietà". In un altro passo della stessa relazione si dice: "La filosofia di fondo che ha ispirato i proponenti nell'individuazione delle funzioni da trasferire è quella di trasferire agli enti locali il maggior numero di funzioni, riservando alla Regione solo l'esercizio delle funzioni normative, di indirizzo, di coordinamento e controllo, nonché quelle che, per la loro natura, necessitano di un esercizio unitario a livello regionale".
Ebbene, riflettiamo, onorevole Sanna, lei nella relazione dice che bisogna decentrare, che bisogna trasferire il maggior numero di funzioni, nella sua proposta c'era questo e poi improvvisamente cambia, vira a 360 gradi. Non è possibile, onorevole Sanna, qui c'è qualcosa che non ci convince; allora vogliamo sapere chi impone queste cose, perché le impone, a che pro. Se è vero come è vero che il divin Governatore già nelle sue dichiarazioni programmatiche, fra i tanti punti da prendere in considerazione per risolvere il problema dell'agricoltura in Sardegna, dava un titolo al problema dell'agricoltura "agricoltura di qualità" e non diceva che bisognava sopprimere o sostituire gli enti, diminuirne il numero, eliminare i consigli di amministrazione, nominare i direttori generali. No, nel suo programma non lo diceva, diceva che le azioni, per poter raggiungere l'obiettivo di avere in Sardegna un'agricoltura di qualità, erano: presidiare i territori, salvaguardare la biodiversità, valorizzare le aziende in grado di puntare su produzioni territoriali e di grande qualità, favorire processi di trasformazione in loco, favorire la crescita professionale e manageriale, creare distretti rurali e agroalimentari di qualità, elaborare strategie di marketing e di internalizzazione, sviluppare l'ospitalità rurale, anche se non ho capito come si potrebbe realizzare visto che in certe zone, in base al piano paesaggistico, non si potrà neanche mettere una pietra a dimora o sviluppare una nuova cultura dell'acqua. Perfetto!
Ci fermiamo un po' a parlare dell'acqua, Assessore. Mi dispiace che non ci sia il Presidente. Nella finanziaria dell'anno scorso avete scritto (proponendolo a questo Consiglio), all'articolo 7, comma 2, che bisognava risolvere il problema dei consorzi di bonifica: "Il piano è approvato dalla Giunta regionale su proposta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale, sentito il parere della competente Commissione consiliare"; al comma 3: "La Giunta regionale, entro novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, approva un apposito disegno di legge di riordino, riforma e razionalizzazione dei consorzi di bonifica".
Presidente della Commissione, sono trascorsi quattordici mesi, l'Assessore non ha presentato il programma, probabilmente non lo ha neanche predisposto, probabilmente questa Giunta scrive le cose ma poi non le attua! Voi avete scritto questo, mentre giace, da un anno, una nostra proposta di legge a firma Sanciu, Cappai e più per il riordino dei consorzi di bonifica. Ci siamo sostituiti alla Giunta regionale, alla maggioranza, ebbene quella proposta di legge, caro Presidente, non l'avete voluta portare neanche in discussione. Evidentemente, a voi non interessano i problemi dell'agricoltura sarda. Lo dico, Presidente, perché lei sbraitava molto nella precedente legislatura e non diceva che il vero problema che attanagliava il settore agricolo era la riforma degli enti, le leggo alcuni passaggi, Presidente…
SANNA ALBERTO (D.S.). Sbraitavo?
CAPPAI (U.D.C.). Sì, sbraitava! Leggo alcuni passaggi su un dibattito di questa Aula che si è svolto sulla crisi dell'agricoltura nel lontano 2000.
Diceva il presidente Sanna che, in merito ai motivi della crisi profonda attraversata dalla nostra agricoltura, era talmente rilevante il problema della gestione dell'acqua da richiedere da parte dell'amministrazione regionale un serio intervento volto a riformare complessivamente questo comparto. Mi dica, presidente Sanna, qual è la proposta che ha presentato per risolvere il problema dell'acqua in questi ventisei mesi che lei sta in maggioranza? Diceva poi, sempre l'amico Sanna, che un'altra causa della crisi profonda della nostra agricoltura era da ricercarsi nella insufficiente infrastrutturazione delle campagne; onorevole Alberto Sanna, mi sto riferendo all'elettrificazione rurale, alla viabilità, alla situazione dei trasporti, sia interni che esterni.
Viabilità, non ho sentito uno della maggioranza contestare la delibera dell'agosto del 2005, con cui la Giunta obbligava gli enti locali a non utilizzare più il bitume nelle strade di penetrazione agraria, quindi nelle strade rurali. Ma l'avete concertato con gli agricoltori questo, oppure Soru ve lo ha imposto? Lei, Assessore, un anno fa ha preso impegno che quella delibera l'avrebbe rivista; a tutt'oggi, non se ne sa nulla, se lei l'ha rivista, se lei ha detto che si può utilizzare ancora il bitume nelle campagne, ricordatevi che il bitume non è solo nero, ricordatevi anche questo, però l'avete scritto in delibera. Allora siate coerenti, siate coerenti, perchè prendete impegni e poi non li mantenete, come mi pare che si sia verificato anche in occasione del dibattito su questo provvedimento.
Sempre il collega Sanna (qualche volta anche il collega Marrocu, erano infatti coloro i quali avevano molto a cuore i problemi dell'agricoltura) diceva che un'altra causa non trascurabile della crisi del settore agricolo era l'eccessiva polverizzazione delle nostre aziende agricole che rendeva necessario pervenire in tempi rapidi ad un loro complessivo riordino di accorpamento. Mi chiedo, sono trascorsi ventiquattro mesi, cosa avete fatto per proporre una legge di riordino del comparto agricolo? So che doveva essere approvata qualche delibera di Giunta, però non mi è ancora capitato di poterla leggere…
Ma l'elemento principale che, in quest'Aula, veniva portato, per giustificare la crisi del comparto agricolo, era il forte indebitamento dei nostri agricoltori. Il presidente della Commissione Sanna ne ha fatto un cavallo di battaglia per cinque anni; mi dica, presidente Sanna, qual è l'atto che ha prodotto, che ha presentato la Commissione, o come maggioranza o come disegno di legge della Giunta, per iniziare a parlare dell'indebitamento? Io non ne ho visto uno, Presidente. Avete sfornato una legge sull'amianto, in due anni e mezzo, senza soldi, e non avete fatto niente per l'agricoltura che è il vero settore trainante della nostra economia.
A me pare che siamo veramente in presenza di un'atmosfera degna di Kafka; forse non voglio rendermi conto, o meglio me ne rendo conto ma non vorrei, che l'unico collante che sorregge questo Esecutivo regionale è l'esercizio del potere, quasi che i rappresentanti del centrosinistra si fossero improvvisamente trasformati in tossicodipendenti del potere, potere che fornisce la linfa vitale per la loro sopravvivenza.
La scelta delle tre Agenzie e non di due, come peraltro proponeva una parte del centrosinistra, risponde in modo chiaro ed evidente alla logica di far quadrare i conti lottizzatori nelle nomine e poi occorre non tralasciare l'aspetto del finanziamento alle università, perché nei comitati scientifici sono tutti, come li ha chiamati l'amico Diana, "luminari della scienza"; io non ho niente contro loro ma anch'io che ho avuto la fortuna di essere amministratore, per sei anni, di uno di questi enti, ddove ci sono personalità di valore, pur non essendo operatori del mondo scientifico…
PRESIDENTE. Onorevole Cappai, praticamente, ha terminato i suoi venti minuti. Prego, concluda!
CAPPAI (U.D.C.). Dovevo fare la battuta per Marrocu, la faccio in tre secondi, Presidente. Siccome so che lui è il Capogruppo del partito di maggioranza relativa all'interno di questo centrosinistra, mi rivolgo a lui: faccia in modo, onorevole Marrocu, che questo provvedimento venga ritirato e approfondito, perché ci sono troppi aspetti da rivedere.
PRESIDENTE. Vi invito a stare nei venti minuti, che non sono pochi.
E' iscritto a parlare il consigliere Moro. Ne ha facoltà.
MORO (A.N.). Signor Presidente, generalmente, le leggi hanno due relazioni, una di maggioranza e una dell'opposizione; per questa, invece, abbiamo avuto la relazione di maggioranza dell'onorevole Sanna, che ha dichiarato che è un'ottima legge, un intervento dell'onorevole Cuccu che ha dichiarato che è una legge perfettibile, e poi anche la relazione di opposizione. Il che sta a significare che la maggioranza non ha raggiunto, come quasi in tutte le leggi che noi stiamo discutendo, un'unità di intenti. L'unico collante che li riunisce è solo ed esclusivamente il presidente Soru. E' vero, qualche collega ha iniziato il suo intervento dicendo: "Non mi appassiona quello che dice l'onorevole Sanna!". A me non appassionano questi dibattiti, perché so che le cose che arrivano in Aula sono già blindate, da lì non si esce. Infatti, sto invitando sempre i miei colleghi dell'opposizione a non presentare emendamenti, perché è un allenamento dialettico inutile. Comunque, qui siamo e qui dobbiamo cercare di portare le argomentazioni, almeno per cercare di scuotere la maggioranza e per far conoscere all'opinione pubblica qual è lo stato dell'arte del Consiglio regionale.
Un consiglio anche all'Assessore prima di iniziare ad entrare nello specifico, mi è stato riferito che è lei che sta ponendo mano alla riforma di un ente agricolo, che è forse quello principale della Sardegna, allora bisognerebbe che anche nell'Assessorato regionale dell'agricoltura ci sia un po' più di ordine, perché quando qualcuno di noi o qualche sindaco interessato, pur consigliere regionale, si riferisce all'Assessorato dell'agricoltura, difficilmente ottiene non soltanto di essere ascoltato, ma neanche di avere, mi consenta - tra virgolette - risposte.
Comunque, non è esagerato, dicevo, affermare che sull'agricoltura sarda si è abbattuta una vera e propria tempesta legislativa, frutto di una specie di sindrome ansiogena del Governo regionale e del Presidente in particolare. Ricordiamo, in questa sede, con un breve accenno al contesto politico istituzionale di riferimento, che la sindrome in questione aveva portato al licenziamento in tronco dell'Assessore precedente, difeso dal suo partito con qualche ultimatum, che poi si è dissolto nel nulla, come sempre accade, dall'inizio della legislatura, ad una maggioranza forte nei numeri, ma debolissima nella coesione politica e nel rapporto con un Presidente che fa e che disfa, soprattutto disfa, ciò che gli pare, quando gli pare e come gli pare. E da una politica debole, attraversata da continue ventate di tecnocrazia efficientista, nelle quali qualcuno dovrà spiegarci, prima o poi, cosa ci sia di sinistra, non possono che scaturire soluzioni legislative deboli e pericolose.
Ci sentiamo di condividere, sotto questo profilo, molte delle osservazioni proposte dalla CISL, in occasione della recente manifestazione dei lavoratori del comparto agricolo davanti al Consiglio regionale. A cominciare, secondo noi, dal rilievo più forte e convincente per il quale non si può fare una buona riforma in agricoltura senza il mondo agricolo, oltre che, come è stato anche ripetuto più volte dai diversi colleghi mi hanno preceduto, non si può fare una buona riforma contro il mondo agricolo. Sono in pericolo circa 1800 posti di lavoro, il cui futuro si presenta oltremodo incerto, inoltre, c'è una preoccupante polverizzazione delle professionalità disponibili, a seguito dell'esclusione dalle attività di assistenza tecnica di ben 240 professionisti, veterinari ed agronomi, pesantemente umiliati per la loro condizione di grave precarietà; hanno sfilato sotto il palazzo della Regione. Anche oggi, abbiamo una presenza significativa della Coldiretti al palazzo e, qualche giorno fa, abbiamo visto anche sfilare il personale dipendente dell'ERSAT.
Ma c'è l'altro concreto pericolo che questo ennesimo "spacchettamento", prodotto dal Governo regionale, annulli di fatto il rapporto delle strutture regionali che operano in agricoltura con le comunità locali ed i territori. Un rapporto che gli enti hanno, fin qui, garantito e che ha prodotto effetti positivi; un rapporto che la stessa articolazione territoriale dell'ERSAT e degli Ispettorati agrari hanno, fin qui, sempre assicurato. Un rapporto, infine, che deve essere mantenuto e rilanciato proprio per evitare che questa riforma legittimi definitivamente quell'agricoltura sarda a due velocità, all'interno della quale resteranno ancora più le zone interne e più povere della nostra Isola.
I sostenitori della riforma puntano, fra l'altro, sulla semplificazione gestionale e sui risparmi di spesa, che deriverebbero dalla concentrazione dei soggetti operanti nel mondo agricolo in tre sole Agenzie. E' un falso problema, come può essere dimostrato conti alla mano. I tre comitati di gestione, così come sono stati configurati, costano alla Regione molto più dei consigli di amministrazione che si vogliono sopprimere. Questo è il contesto generale da cui nasce questa riforma, tempestosa e frettolosa nella sua elaborazione, contraddittoria in molte sue parti, con lacune evidenti in altre.
Dobbiamo, quindi, sottolineare, in primo luogo, che di tutto la nostra agricoltura aveva ed ha bisogno, fuorché di decisioni confuse e poco chiare. Possiamo immaginare, infatti, con quale stato d'animo e con quale senso di smarrimento e di incertezza il personale della Regione interessato a questa riforma della riforma, stia guardando a quanto avviene in Consiglio regionale. Perché parliamo di smarrimento ed incertezza? Perché, in effetti, di questo si tratta, già nel 2005, attraverso l'indicazione relativa alla costituzione delle agenzie (per la ricerca, AGRIS e per l'assistenza tecnica, LAORE), il Governo regionale aveva fatto sfoggio di una notevole incertezza, affermando che i due nuovi organismi avrebbero dovuto, teoricamente, riqualificare e rendere flessibile e dinamico il processo operativo del comparto.
L'avverbio "teoricamente" ci dice molto sulla qualità dell'intervento strategico e strutturale che veniva proposto. Se le parole usate dai proponenti, lo stesso Assessore dell'agricoltura, Foddis, e l'Assessore degli affari generali, Dadea, hanno un senso, si dovrebbe chiedere cosa intendessero dire, praticamente, con la loro iniziativa legislativa. Anche perché nella relazione, che accompagna il nuovo progetto di legge di cui ci occupiamo, si esprime proprio l'intenzione di superare l'organizzazione teorica proposta dai due enti; un superamento necessario e persino urgente, si dice ancora nella relazione, per evitare la perdita di fondi POR, la difficoltà di far fronte ad importanti impegni legislativi in materia di ricerca e sperimentazione e, addirittura, le ricadute negative sul personale e sull'occupazione. Da queste mezze ammissioni, tuttavia abbastanza esplicite, deduciamo che lo schema proposto era totalmente sbagliato e che, aggiungiamo noi, le magnifiche dichiarazioni che lo avevano accompagnato erano pura propaganda, e qui la sinistra sta dimostrando di essere veramente maestra, tutto da rifare dunque e allora andiamo a vedere il risultato di questo lavoro.
La prima cosa che colpisce negativamente in questo provvedimento è la totale mancanza di riconoscimento delle notevoli competenze e delle preziose professionalità presenti negli organismi che si vogliono sopprimere, lo ha detto molto bene e anche con dovizia di particolari il collega Cuccu de La Margherita, un impianto legislativo autenticamente riformatore avrebbe consigliato un percorso diverso nella configurazione degli enti di vertice, proprio perché occorre essere consapevoli che anche la legge migliore è destinata al fallimento se non riesce ad entrare bene nella realtà che intende modificare, cioè in questo caso fare la riforma senza gli agricoltori.
In altre parole, pensiamo che sarebbe stato molto più utile, almeno nella prima fase in cui si tratta di armonizzare esperienze, procedure e sistemi di lavoro totalmente diversi, assegnare un ruolo di primo piano ai vertici che hanno guidato i soggetti oggetto della fusione. Non si tratta di un dettaglio di poco conto, Assessore, anche perché, anche perché… Va bene, parlo all'Aula, lei non entra in ballo con la riforma… Dicevo, anche perché, tornando per un attimo allo schema organizzativo delle Agenzie AGRIS e LAORE, era stato previsto che ci fossero incroci, cioè che i componenti di un organismo fossero presenti nell'altro e viceversa.
Immagino che il legislatore avesse pensato in quel caso ad una interessante sinergia, in questo testo di legge invece le sinergie scompaiono, mentre casomai dovrebbero essere più forti date le dimensioni del nuovo ente, non ci sono sinergie, il passaggio dovrebbe essere implicito ma in una buona legge è meglio che tutto sia esplicito. Nemmeno nella Consulta prevista all'articolo 4, una Consulta la cui composizione inoltre desta più di una perplessità. Viene definita un organo consultivo ed in effetti lo stesso nome dice che quello dovrebbe essere il suo compito, ma poi le si assegnano ben altri ruoli, da quello di elaborazione dei programmi di indirizzo dei programmi delle Agenzie fino alla verifica della loro attuazione. Mi soffermo brevemente, Assessore, proprio sull'aspetto della verifica, per evidenziare un'altra anomalia. Ora, per quale strana interpretazione del diritto, i tre direttori generali, nei settori amministrativo, dell'assistenza tecnica, della ricerca e sperimentazione, possono far parte di un organismo che deve verificare l'attività dello stesso ente di loro pertinenza? Non si troverebbero forse in evidente posizione di conflitto? Un conflitto di interessi da spingerli, magari anche inconsapevolmente e in buona fede, a certificare l'esito sempre e comunque positivo di quella verifica in quanto sarebbe anche una valutazione di merito sul loro operato.
In ogni pubblica amministrazione che si rispetti, gli organi per verificare i risultati del lavoro dei dirigenti esistono, ci mancherebbe, e sono oltretutto previsti per legge, ma dappertutto l'organo di valutazione è fatto da persone diverse da quelle che deve valutare; questa è la ratio della legge, oltre ad essere una norma di elementare buonsenso. Invece i tre direttori generali verificano se stessi. Ogni buona riforma ancora dovrebbe avere tra le sue priorità la valorizzazione delle risorse umane, delle conoscenze, delle competenze, delle esperienze; Cuccu lo ha detto molto bene. Ma il progetto del Governo regionale purtroppo non ha questi requisiti; da una parte si assegna, correttamente, al consiglio di amministrazione il compito di provvedere all'approvazione della pianta organica, dall'altra, in una formulazione che appare scollegata dal contesto generale, si prevede che si possano bandire concorsi e non si capisce se dopo l'approvazione della pianta organica, come logica vorrebbe che fosse, e mi auguro che l'Assessore risponda, e soprattutto che, entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, il personale interessato possa fare domanda per essere inserito nel ruolo ordinario della Regione, nell'ARPAS, nell'Ente foreste e forse anche da qualche altra parte.
Queste ci paiono non solo norme ambigue e contraddittorie, ma anche profondamente sbagliate per il messaggio di fondo che contengono e che implicitamente rivolgono al personale. Sono ambigue e contraddittorie perché non si capisce, la legge non lo dice con chiarezza, se i concorsi di cui si parla ed i processi di mobilità interna possano avvenire prima della determinazione della pianta organica del nuovo ente. Se così fosse, si determinerebbe una situazione complessiva di pericoloso stallo delle strutture dello stesso ente e della sua corretta operatività, con grave danno sia per il personale che per l'agricoltura sarda mettendo a rischio proprio quei finanziamenti, quegli adempimenti legislativi e quelle scadenze che il Governo regionale ha richiamato e definito ineludibili.
Inoltre, è preoccupante il messaggio che, attraverso una non meglio precisata apertura ai processi di mobilità, viene rivolto al personale e che può essere sintetizzato così: "chi vuole, può fare domanda e se ne può andare da un'altra parte". Se questo è il valore aggiunto che si vuole creare con la grande riforma, se questa è la missione alta che si vuole proporre al personale, se questa è la filosofia del progetto, allora si parte davvero male, nella maniera peggiore!
Una riforma che (a parte i meccanismi tecnico normativi di riordino) non vuole e non sa dare una prospettiva di crescita ad un settore delicato e in sofferenza (è stato detto anche con i dati e con i numeri dell'economia sarda) come quello agricolo, che non vuole e non sa mobilitare, attorno a questa prospettiva, le migliori risorse umane e professionali di cui dispone, non è una riforma.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Capelli. Ne ha facoltà.
CAPELLI (U.D.C.). Signor Presidente, intervengo per chiedere cortesemente se si può anticipare la chiusura dei lavori dopo il prossimo intervento, non so chi sia il consigliere che debba parlare, senza attendere le ore 14 perché avremmo necessità di incontrare i lavoratori dell'agricoltura che sono giù, la situazione è un po' difficile in quanto hanno bloccato anche la strada, ovviamente anche con i Capigruppo della maggioranza. Perciò chiedo di anticipare la chiusura dei lavori di un intervento, se è possibile.
PRESIDENTE. Chiedo se ci sono obiezioni da parte degli altri Capigruppo, per la verità non ne vedo molti in Aula. Va bene, onorevole Capelli, appena arrivano i Capigruppo vediamo, intanto diamo la parola all'onorevole Uggias per il suo intervento e poi durante l'intervento dell'onorevole Uggias verifichiamo se c'è intesa sulla sua proposta.
E' iscritto a parlare il consigliere Uggias. Ne ha facoltà.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Presidente, signori della Giunta, ragionavo, mentre ascoltavo il dibattito interessante che si è sviluppato stamattina, sull'esito che, normalmente, le cose che vengono dette all'interno dell'Assemblea hanno verso l'opinione pubblica, a parte i pochi presenti al dibattito come osservatori, e riflettevo sul fatto che ciò che viene portato normalmente a conoscenza in maniera eclatante sono le polemiche, le discussioni, che Diana ha attaccato l'assessore Foddis, o che piuttosto Sanciu ha attaccato l'assessore Dadea, o che ci sia stata una polemica in Aula sul mancato raggiungimento del numero legale, e che poi invece sull'esito dei provvedimenti solitamente vada a finire un articoletto a basso taglio dei nostri quotidiani, senza che venga dato il giusto rilievo alle attività e al contenuto delle riforme stesse.
Vi invito a riflettere su quello che è stato il contenuto e l'esito del dibattito sulla riforma del sistema del riordino del servizio sanitario regionale e vedere poi quello che effettivamente è emerso. D'altra parte, guardandosi intorno non è che ci sia da aspettarsi molto di più, soprattutto non ci si può lamentare, da parte dell'opposizione, che non vengano raccolti i contributi che vengono apportati al dibattito, così con una maggioranza che ha già fatto il suo…
C'è un movimento che non capisco, Presidente, se devo interrompere, interrompo.
PRESIDENTE. No, non si preoccupi, vada avanti, onorevole Uggias.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). No, è che mi disturba…
PRESIDENTE. Ha ragione. Prego i colleghi di prendere posto. Possiamo proseguire? Grazie.
UGGIAS (La Margherita-D.L.). Grazie, Presidente.
Dicevo che, così come per quanto riguarda il riordino del servizio sanitario regionale, l'argomento che stiamo affrontando oggi è un argomento della massima rilevanza e quindi richiede la massima attenzione, perché spesso, sia in quest'Aula, che nelle diverse Commissioni, come nei convegni e in tutte le occasioni d'incontro, si discute del ruolo dell'agricoltura, della sua importanza, dell'importanza delle aziende presenti nel nostro territorio e del supporto che l'agricoltura dà al sistema economico regionale.
Spesso, però, succede che alle parole non seguano adeguati fatti. Questa mi sembra invece l'occasione con la quale la Regione, la maggioranza, il Consiglio regionale nel suo complesso, vogliono dare un contributo che si inserisce in un momento assolutamente particolare dell'economia sarda e dell'economia dell'agricoltura in Sardegna.
E' da poco, dal 2003, Presidente, che la politica agricola comunitaria ha cambiato rotta; si è passato da un sistema di aiuti diretti alle singole produzioni verso un sistema di aiuti che vanno, complessivamente, unificati all'azienda, intesa nel suo complesso; in pratica si tratta di passare da un'ottica dei quintali di prodotto realizzati dall'azienda ad un'ottica di aziende che diventano la cellula di un sistema economico vitale integrato nel territorio, integrato con l'ambiente, la cultura e la tradizione. Tutto ciò rappresenta sicuramente i punti di forza su cui, la nostra agricoltura, può affrontare le sfide epocali alle quali le imprese sarde vengono chiamate dal mercato mondiale, dall'allargamento all'est dei confini dell'Unione Europea, dal costo del lavoro senza garanzie di tutela, dalla produzione enorme e non controllata nella sua qualità genetica e nei suoi effetti di lungo periodo sull'organismo umano, sugli animali e sull'ambiente.
Mi sembra importante evidenziare, anche al Presidente della Commissione, che nel quadro dell'economia agricola nazionale e mondiale le caratteristiche della Sardegna possono ritagliare un ruolo e uno spazio assolutamente peculiare e competitivo per le imprese sarde. Le nostre vocazioni regionali, tradizionali, la specifica biodiversità, il patrimonio delle rinomate qualità organolettiche, la dimensione più qualitativa che quantitativa delle nostre aziende, ci consentono di ritagliarci questo spazio che può essere, per le nostre imprese, uno spazio che fa arrivare sul mercato e che quindi porta ricchezza alla Sardegna in modo soddisfacente. Questo dipende anche da come noi dosiamo gli strumenti e da come li utilizziamo, lavoro che stiamo già facendo in questa sede. Abbiamo davanti obiettivi raggiungibili se abbiamo davanti orizzonti liberi da condizionamenti e se si hanno a disposizione, come dicevo, strumenti utili ed efficienti, come quelli che il Consiglio regionale vuole consegnare nelle mani dell'Esecutivo con questo provvedimento.
Cari colleghi della maggioranza, non cadiamo nel tranello della provocazione. Noi, oltre che guardare ai problemi, abbiamo il dovere di guardare alle soluzioni e, in questo senso, dobbiamo andare avanti. Ma, per onore di verità, dobbiamo dire con chiarezza che, pur avendo capito che probabilmente sarà un'espressione della volontà politica delle forze politiche che costituiscono la maggioranza, questa nostra intenzione deve essere interpretata come assunzione di responsabilità verso il settore agricolo, verso gli agricoltori e verso tutti i cittadini sardi, nell'attuazione del programma riformatore che la coalizione si è data.
Occorre certamente portare il massimo rispetto al lavoro delle minoranze, che legittimamente svolgono il proprio ruolo, fanno il proprio mestiere, ma il dovere complessivo, il nostro dovere di esercizio della verità impone di dire che non tutte le cose dette dall'opposizione corrispondono al vero. Non corrisponde al vero che siano mancate le consultazioni. La quinta Commissione nel mese di giugno, Presidente, ha proceduto all'audizione dapprima del commissario straordinario dell'ERSAT, dell'ERA Sardegna, dell'Assessore dell'agricoltura, delle organizzazioni professionali agricole (la Coldiretti, la CIA, la Confagricoltura, la Coopagri), delle organizzazioni cooperativistiche (Confcooperative, Lega delle cooperative, l'AGCI), e poi ancora all'audizione della UIL funzione pubblica, della CGIL funzione pubblica, della CISL funzione pubblica, della FLAI CGIL, della UILA UIL, di tutte le categorie fino alle audizioni delle rappresentanze sindacali unitarie presso tutti gli enti interessati dalle riforme, e a quelle degli enti diretti da tutti i soggetti che comunque erano coinvolti in questa opera di riforma.
Dire che non ci sia stata una consultazione è la più grande bugia che si possa affermare e che noi abbiamo il dovere di smentire con chiarezza! Poi si può dire che non li abbiamo ascoltati, che non li abbiamo sentiti. Si può dire, collega, che non li abbiamo sentiti! Ma non è vero dire che non abbiamo proceduto alla consultazione di tutti questi soggetti! E dire che non li abbiamo sentiti non è neanche vero, perché io vi voglio leggere il parere che ha dato la Coldiretti (che non è un'associazione di condominio di Olbia o di Noragugume) nella parte in cui si dice che si condivide la proposta presentata con primo firmatario il Presidente della Commissione, anzi la si preferisce:"La proposta dello scrivente a livello organizzativo che scaturisce da un esame comparato delle quattro proposte di legge, prevede la costituzione di due agenzie separate (una per l'assistenza tecnica e l'altra per la ricerca), strettamente collegate tra loro attraverso un momento politico organizzativo di consultazione parternariale, che possiamo indicare anche come comitato di coordinamento dell'agenzia", che poi abbiamo inserito attraverso le modifiche successive eccetera, quindi non solo sono stati uditi, ma sono stati anche sentiti.
Ecco perché quell'onore del rispetto della verità ci impone di dire con chiarezza queste cose, senza cadere nelle provocazioni, ma con chiarezza. Allora, andiamo nel merito, è chiaro che non esiste la possibilità di risolvere tutti i problemi per decreto, altrimenti nei cinque anni passati l'attuale opposizione avrebbe fatto una legge con un articolo unico nel quale si diceva che erano risolti i problemi dell'agricoltura. Non ha fatto quello ma in questa sede non ha neanche portato una proposta, cari colleghi. L'opposizione, che oggi tanto sbandiera il ruolo dell'agricoltura, non ha fatto una proposta di modifica degli enti agricoli! Una che fosse una! In due anni di Consiglio regionale, non è arrivata dai banchi dell'opposizione una proposta; una riforma attesa da anni, da vent'anni, da venticinque anni, non vede il contributo delle forze del centrodestra.
Poi possiamo parlare dei problemi dell'agricoltura, è chiaro che ci sono i problemi dell'agricoltura, ma da qualche parte bisogna iniziare, abbiamo fatto una legge di settore sulla pesca (lo dico incidentalmente, nel senso che dovrà essere riportata all'interno dell'agricoltura come settore produttivo), andremo a fare altre leggi di settore, ma questa è la riforma degli strumenti, si sta mettendo mano alla procedura, all'attivazione di tutta una serie di attività che possano andare al servizio delle imprese. In questo senso va l'istituzione di tre Agenzie che sono: una l'ARGEA, che è quella che poi sarà il soggetto erogatore, che farà effettivamente l'attività di istruttoria, e le due principali che sono quella di assistenza tecnica, LAORE, e quella dell'AGRIS, alla ricerca, sulla quale vorrei concentrarmi, con due brevi parole, senza voler ripetere ciò che ha detto il Presidente della Commissione nell'illustrazione del provvedimento e così come ha detto il collega Cuccu, che tanto ha lavorato a questo provvedimento.
La ricerca è uno strumento essenziale al quale questo provvedimento di legge dedica proprio, nel senso di ritagliare, esclusivamente a favore di quel settore, un'attenzione particolare, con una dirigenza generale, con un'articolazione propria, con un contratto di lavoro proprio che consenta di attrarre anche le intelligenze che possano rimanere in Sardegna e lavorare nel mondo dell'agricoltura senza dover scappare all'esterno o all'estero, come succede in altri settori, ad iniziare da quello della medicina, per il quale io mi auguro che il cambiamento di rotta che abbiamo introdotto con la riforma possa viceversa consentire una permanenza nella nostra Regione.
E' vero, La Margherita inizialmente aveva proposto un ente unico, con una propria proposta di legge mirata allo scopo di perseguire un'azione unitaria che comunque noi condividiamo possa essere e riteniamo che possa essere raggiunta dalle tre Agenzie nel momento in cui è stata recepita quella nostra esigenza, che poi era l'esigenza che evidenziava il comunicato della Coldiretti di istituire un comitato di coordinamento che sarà l'organismo che garantirà proprio che tutti e tre i soggetti abbiano un'azione unitaria, quella che non poteva esserci con sette enti, quella che non poteva esserci con tante intelligenze che non si raccordavano assolutamente tra loro.
Avremo una riduzione dei costi, io non parlo di consigli di amministrazione, colleghi, ma parlo soprattutto delle spese di funzionamento, che consentirà di riversare tutte le risorse economiche, personali e professionali sul mondo dell'agricoltura, sulle imprese, sul settore nel suo insieme, senza che però questo vada a discapito del personale. Tutte le garanzie possibili e immaginabili sono state inserite. Oggi, chi sbandiera fuori dal Consiglio regionale, mettendo in discussione il posto di lavoro o facendo capire che viene messo in discussione il posto di lavoro dei lavoratori degli enti agricoli, fa esclusivamente terrorismo, non corrisponde al vero! Tutte le categorie che vengono oggi a trovarsi dentro la pianta organica degli enti in agricoltura continueranno a seguire il trattamento della legge numero 31 del 1998, avranno tutte, dico tutte, le garanzie che potevano avere prima; non ci sarà un lavoratore che venga penalizzato, ci saranno viceversa lavoratori che vedranno migliorato il loro trattamento. Anche quei lavoratori del Consorzio per la frutticoltura che oggi vengono, tra virgolette, penalizzati, perché dobbiamo guardare anche allo sviluppo storico, a come questi soggetti vengono inizialmente inquadrati all'interno del Consorzio, comunque vengono portati dentro il ruolo delle Agenzie, viene salvaguardato il loro diritto al posto di lavoro e sicuramente, in un momento successivo, verrà data la possibilità di una perequazione, che sarà graduale, che verrà rilasciata alla competenza delle strutture che in questo senso dovranno intervenire, ma vengono comunque garantite tutte le loro peculiarità.
Anche per quanto riguarda l'ARA, abbiamo detto con chiarezza che oggi la Regione, per quanto abbia la necessità dell'apporto dei tecnici dell'ARA, non è in condizione di poter assumere d'emblée trecento dipendenti. Non è in condizione di poterlo fare, anche perché, pur volendo, non avrebbe potuto farlo perché per entrare nella pubblica amministrazione e nella Regione occorre il concorso pubblico, diciamo anche questo con chiarezza. Si possono prevedere dei percorsi privilegiati, si possono prevedere determinate situazioni che possano vedere valorizzato il lavoro svolto, dando la possibilità di un'integrazione successiva, ma non si può promettere, né ottenere con la bacchetta magica, ciò che una semplice manifestazione può far capire. Ma noi abbiamo ragionato e abbiamo detto alle rappresentanze che loro non sono soli, verranno garantiti dalla presenza di una convenzione di lunga durata, quanto meno quinquennale. Io mi auguro che questo Consiglio, onorevoli colleghi, possa aumentare la stabilità di questo rapporto, possa addirittura raddoppiare la stabilità e la lunghezza di questa convenzione, perché di questo si avvantaggerà la Regione e si avvantaggeranno anche le imprese.
Concludo, Presidente, questo è un segnale che va anche nell'ottica del decentramento. Le tre sedi, istituite una nel sassarese, a Bonassai, l'altra ad Oristano, l'altra a Cagliari, consentono di vedere finalmente una Regione che si spalma, in tutte le sue caratteristiche, in tutto il suo territorio, gli enti che sono presenti dappertutto, oltre che nei diversi territori, con gli sportelli, mantenendo anche prerogative storiche, mi riferisco in particolare a quello che sarà il dipartimento equino che vede mantenuto il presidio ippico nel territorio di Ozieri dove, appunto, verrà istituito il relativo dipartimento. Avremo modo di continuare il discorso quando vedremo i singoli articoli, però voglio dire in conclusione che stiamo mettendo nelle mani dell'Esecutivo (e, a proposito di Esecutivo, abbiamo avuto la collaborazione dei due Assessori, dell'assessore Dadea e dell'assessore Foddis) delle macchine che noi immaginiamo possano essere efficienti. Credo che ne possa fare buon uso l'Esecutivo per attuare i propri programmi e soprattutto credo che se ne avvantaggerà l'agricoltura in Sardegna e l'intera Sardegna.
PRESIDENTE. L'onorevole Capelli aveva chiesto una anticipazione della sospensione dei nostri lavori, per consentire un incontro con le delegazioni delle associazioni agricole. Se non ci sono opposizioni, terminiamo a questo punto la seduta e riprendiamo questo pomeriggio alle ore 16. Il primo iscritto a parlare è il consigliere Murgioni.
La seduta è tolta alle ore 13 e 35.
Allegati seduta
Risposta scritta a interrogazioni
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione SANCIU, con richiesta di risposta scritta, sul risarcimento danni a seguito della blue tongue. (10)
Per quanto di competenza, l'Assessorato dell'Agricoltura sta operando attraverso l'attivazione di due diversi interventi:
- interventi strutturali di prevenzione;
- ristoro danni.
Per quanto riguarda il piano di interventi strutturali, la deliberazione della Giunta regionale n. 19/20 del 29 aprile 2004, ha previsto il finanziamento di opere di ristrutturazione di locali di ricovero esistenti, la costruzione di nuovi locali di ricovero qualora la dotazione aziendale fosse insufficiente, la realizzazione di locali di infermeria per isolare i capi infetti, la costruzione o l'adeguamento di abbeveratoi e interventi di miglioramento delle condizioni igienico-sanitarie aziendali per limitare la diffusione dell'insetto vettore della malattia. L'intervento è costato complessivamente 11.585.159,01 euro. "
Per quanto riguarda il ristoro dei danni, si sta procedendo ad avviare la fase di liquidazione delle risorse, da attribuire alle aziende danneggiate, mentre per quanto riguarda i danni indiretti dalla vaccinazione, è in fase di predisposizione lo schema di notifica da inviare a Bruxelles per la valutazione della coerenza dell'intervento con la normativa comunitaria.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla recrudescenza della virosi del pomodoro. (30)
In tutto il bacino del Mediterraneo, ormai da diversi anni, il virus dell'accartocciamento giallo del pomodoro provoca ingenti danni, soprattutto nelle serre, a causa della diffusione degli insetti vettori.
I danni possono essere confinati entro un livello di tolleranza ragionevole se vengono attuati interventi di prevenzione che attengono alla razionale tecnica di coltivazione.
Gli interventi dell'Assessorato, pertanto, sono volti a garantire adeguata assistenza tecnica, da parte dei tecnici Ersat, a favore delle aziende agricole produttrici di pomodoro; adeguata sperimentazione scientifica da parte dei tecnici del Cras per l'attivazione di tutte le misure che possono consentire di combattere il virus; adeguati interventi finanziari volti a compensare le aziende agricole danneggiate, con una erogazione complessiva pari a 12 milioni di euro.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione ARTIZZU, con richiesta di risposta scritta, sull'emergenza virosi che colpisce la coltura del pomodoro. (38)
In tutto il bacino del Mediterraneo, ormai da diversi anni, il virus dell'accartocciamento giallo del pomodoro provoca ingenti danni, soprattutto nelle serre, a causa della diffusione degli insetti vettori.
I danni possono essere confinati entro un livello di tolleranza ragionevole se vengono attuati interventi di prevenzione che attengono alla razionale tecnica di coltivazione.
Gli interventi dell'Assessorato, pertanto, sono volti a garantire adeguata assistenza tecnica, da parte dei tecnici Ersat, a favore delle aziende agricole produttrici di pomodoro; adeguata sperimentazione scientifica da parte dei tecnici del Cras per l'attivazione di tutte le misure che possono consentire di combattere il virus; adeguati interventi finanziari volti a compensare le aziende agricole danneggiate, con una erogazione complessiva pari a 12 milioni di euro.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione LAI - CUGINI, con richiesta di risposta scritta, sulla temporanea interruzione del servizio di emodinamica dell'Ospedale SS. Annunziata di Sassari e la mancata attivazione dell'UTIC dell'Università di Sassari. (44)
Con la presente si trasmette la nota del Direttore generale dell'Azienda usi n. 1 di Sassari con la quale si forniscono gli elementi utili per la risposta all'interrogazione in oggetto.
Gli argomenti trattati nell'interrogazione n.44/a del 05/10/2004 (On/li Lai e Cugini) sono riferiti ad atti posti in essere dalla precedente gestione aziendale ; si coglie pertanto l'occasione per aggiornare codesto Assessorato in ordine all'evoluzione che ha subito la materia affrontata dagli interroganti.
La sezione di Emodinamica del Reparto di Cardiologia dell'Ospedale Civile di Sassari ha subito un'interruzione di circa due (2) mesi per la sostituzione delle apparecchiature; si fa presente che il blocco temporaneo dell'emodinamica nel corso del 2004 non poteva essere in alcun modo alleviato da un'altra
une.
Dal novembre 2004 la medesima Sezione ha lavorato regolarmente (seppure su un solo turno per mancanza di infermieri) eseguendo oltre 1000 cateterismi e 350 angioplastiche nel corso del 2005.
L'Unità di Terapia Intensiva Coronarica ha sempre funzionato regolarmente e, per quanto riguarda la Scuola di Specializzazione in Cardiologia dell'Università di Sassari si precisa che la stessa è convenzionata con la Divisione di Cardiologica dell'Ospedale Civile di Sassari (20 posti letto) proprio per rispettare gli standard formativi; di fatto, quindi, gli specializzando frequentano l'Unità di Terapia Intensiva e la Sezione di Emodinamica e per la loro formazione non è necessaria una strauttura autonoma.
Si rimane a disposizione per ogni eventuale ulteriore chiarimento e si porgono distinti saluti.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione LAI - CUGINI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di caos presso l'Azienda USL n. 1 di Sassari. (66)
Con la presente si trasmette la nota del Direttore generale dell'Azienda usi n. 1 di Sassari con la quale sì forniscono gli elementi utili per la risposta all'interrogazione in oggetto.
In relazione all'interrogazione in oggetto si evidenzia come gli argomenti trattati dai consiglieri regionali siano inerenti ad una situazione precedente all'attuale gestione, la quale ha invece posto in essere - sin dall'inizio del mandato - una serie di azioni di pianificazione e di concreto intervento, allo scopo di determinare - compatibilmente con le risorse economiche disponibili per gli investimenti - le condizioni di un progressivo netto miglioramento nella configurazione e gestione del Sistema Informativo Aziendale, anche in coerenza con obiettivi di mandato affidati al Direttore Generale con Delibera della Giunta Regionale N. 21/16 del 17 maggio 2005 ed avente per oggetto "DPCM n. 502/95 - Obbiettivi dei Direttori Generali delle Aziende Sanitarie", che tra l'altro recita, al punto 4 degli Obiettivi di Mandato: "Interventi mirati nell'ambito dell'innovazione tecnologica con particolare riferimento all'implementazione di un efficace sistema informativo ed informatico coerentemente con le scelte strategiche e con le offerte informatiche centralizzate della Regione. Tale interventi dovranno svilupparsi attraverso:
• l'analisi del fabbisogno informativo e dello stato delle risorse 1CT dell'Azienda Sanitaria)
• lo sviluppo e l'aggiornamento tecnologico del sistema di telecomunicazione aziendale e il collegamento con la Rete Telematica della Regione;
• la collaborazione al ridisegiro ed alla realizzazione del Sistema Informativo Sanitario regionale;
• la collaborazione per l'immediata applicazione del sistema di monitoraggio della spesa di cui all'art. 50 del D.t. 30.09.03 ». 269 coordinato con la L 24.11.03 n. 326.
Indicatori: : delibera del DG di approvazione del quadro analitico sullo stato dei servizi informatici e del Programma di sviluppo e aggiornamento del sistema aziendale con specifica indicazione delle priorità, dei costi e delle azioni da realizzare, compreso un programma formativo che priinlegi modalità e-learning. "
A dimostrazione di quanto sopra ricordato, si elencano brevemente i principali atti e le principali iniziative intraprese da questa gestione per raggiungere gli obiettivi assegnati e sopra richiamati:
- Marzo 2005 - Verifica generate dello stato del Sistema Informativo Aziendale;
2. Aprile_2005 - Delibera N. 264 del 28 aprile 2005 relativa ad un incarico a tempo determinato, della durata di anni S, ad un responsabile del Sistema Informativo ed Informatico dell'Azienda Unità Sanitaria Locale N° 1 di Sassari;
- Giugno 2005 - Avviamento del rapporto con U nuovo responsabile del Sistema Informativo ed Informatico dell'Azienda Unità Sanitaria Locale N° 1 di Sassari, ed affidamento degli obiettivi;
- Luglio 2005 - Dicembre 2005 - Rilevazione dettagliata della situazione dell'attuale Sistema Informativo Aziendale e predisposizione del Piano Triennale del Nuovo Sistema Informativo;
- Luglio 2005 - Dicembre 2005 - Miglioramento dell'accuratezza dei flussi informativi aziendali, con particolare riferimento alle SDO.
Dall'archivio informatico delle Schede di Dimissione Ospedaliera attualmente presente in azienda risulta che il numero di SDO con DRG riconducibile al parto dei presidi a gestione diretta, per gli anni 2001, 2002, 2003 è quello riportato nella tabella sottoriportata.
|
SDO con DRG riconducibili al parto |
|||
|
nei presidi a gestione diretta dell'azienda |
|||
|
Presidi |
N° SDO |
||
|
|
2001 |
2002 |
2003 |
|
SASSARI |
649 |
1064 |
1244 |
|
ALGHERO |
280 |
312 |
317 |
|
OZIERI |
347 |
348 |
325 |
|
|
|
|
|
|
TOTALE |
1.276 |
1.724 |
1.886 |
Sono stati messi in atto, una serie di anioni che hanno portato, nel corso degli anni, ad un graduale e progressivo miglioramento nella gestiono dei flussi della Scheda di Dimissione Ospedaliera nel Presidio Ospedaliero di Sassari, giungendo nel corso del 2005 ad maggiore accuratezza e completezza nella registrazione dello SDO come evidenziato anche dai dati relativi agli stessi DRG nell'anno 2005 di seguito riportati: P.O. Sassari n°1437, P.O. Alghero n°313, P.O. Ozieri n°304.
In particolare, nel corso dell' anno 2005 sono state messe in atto le seguenti azioni:
a. miglioramento del sistema di accettazione dei ricoveri vigente nel P.O. di Sassari, con puntuale registrazione e restituzione ai reporti dei verbali di accettazione;
b. attività di formazione/informazione rivolta sia al personale medico che infermieristico sulla SDO e sulla selezione e codifica delle diagnosi e degli interventi e/o procedure, sul sistema DRG e di remunerazione a tariffa delle prestazioni di ricovero ecc.;
c. attività di controllo dei ricoveri, effettuati nel Presidio e verifica della contestuale presenza della SDO con recupero di quelle mancanti.
- Luglio 2005 - Avvio del Progetto Tessera Sanitaria, in conformità all'art. 50 del D.L. 30.09.03 n. 269 coordinato con la L. 24.11.03 n. 326, per la bonifica della Anagrafe dogli Assistiti (alla data sono state distribuite 310.000 Tessere Sanitarie, pari al 94% degli Assistiti, e si prevede di completare l'operazione di bonifica entro settembre-ottobre 2006);
- Luglio 2005 - Avvio del Progetto del Laboratorio Unico aziendale, con riorganizzazione del sistema informativo del Laboratorio dei presidi di Sassari e Alghero;
- Settembre 2005 - Avviamento della Distribuzione Diretta dei Farmaci, con la registrazione delle informazioni sul Sistema Informativo per la produzione degli opportuni flussi informativi all'Assessorato Regionale;
- Settembre 2005 - Riawio operativo del sistema di rilevazione delle presenze (incremento delle timbrature del personale di oltre il 52% io pochi mesi); nel corso del 2006 si realizzerà l'integrazione tra la gestione delle presenze-assenze o la gestione economico-giuridica del personale;
- Ottobre 2005 - Avviamento delle nuove Casse Ticket dotate di supporti intorniatici - sono state avviate tutte le principali casse ticket dell'Azienda (circa 10 tra Sassari, Ozieri e Alghero); nel corso de) 2006 si completerà l'avviamento di nuovo casse e le si doteranno di POS per il pagamento con bancomat e carte di credito; inoltro si prowedorà ad installare Casse Automatiche per prestazioni semplici, allo scopi di ottenere la riduzione delle file;
- Novembre 2005 - Realizzazione del nuovo sistema informatico per la retribuzione dei Medici Convenzionati, a seguito della dismissione del servizio da parte del CFJD regionale;
- Novembre 2005 - Avvio del sistema per la Lettura Ottica informatizzata delle Ricetto, per il controllo della spesa- farmaceutica, la produzione dei flussi informativi all'Assessorato Regionale (prima inesistenti), il controllo del comportamento prescrittivo dei MMG e dell'appropriatezza della cura;
- Dicembre 2005 - Avvio del procedimento per il rinnovo del parco sistemi aziendale, lasciato dalla precedente gestione in totale abbandono ed in crescente obsolescenza;
- Dicembre 2005 - Nomina dei Responsabili dei Trattamenti dei Dati - D. Lgs. 196/03 - Linee Guida e relativa Attività Formazione/Informazione; il progetto è proseguito nel 2006 con la nomina degli incaricati dei trattamenti, la distribuzione delle istruzioni operative per gli incaricati, l'estensione dei responsabili e la replica delle azioni formative-informative;
- Dicembre-Gennaio 2006 - Progettazione e realizzazione di interventi di razionalizzazione o riorganizzazione della rete aziendale (aumento dei punti collegati e potenziamento della banda dei collegamenti attivi, realizzazione di alcune infrastrutture di reti locali: ad- cs. nell'Ospedale Civile di Sassari, nella sede di Via Catalocchino, nella nuova sede dei Distretto dì Alghero, età), in attesa dell'avviamento della Rete Telematica Regionale;
- Gennaio 2006 - Avvio a regime nuovo sistema RIS-PACS per le Radiologie ID Divisiono dell'Ospedale Civile di Sassari e la Clinica Radiologica
- Febbraio 2006 - Contrattazione e stipula dei contratti di manutenzione ed assistenza per le applicazioni del Sistema Informativo, in un unico Piano di Manutenzione del Sistema Informativo Aziendale, che ha permesso di contenere significativamente i costi inizialmente preventivati;
- Marzo 2006 - Deliberazione N° 129 del 9 marzo 2006, di approvazione del documento di pianificazione "Sistema Informativo aziendale - Analisi dello stato delle risorse ICT- Piano triennale dì sviluppo 2006-2008". Esso dclinea il percorso di innovazione od evoluzione del Sistema Informativo Aziendale, per adeguarlo alle esigenze di miglioramento dei servizi sanitari ed amministrativi, con l'indicazione delle relative azioni, priorità e la stima dei costi degli interventi progettuali nel triennio 2006-2008 (il Piano ò disponibile nel sito internet dell'Azienda)
- Luglio 2006 - Avvio del progetto del sistema di monitoraggio della dialisi dell'Ospedale Civile di Alghero o della gestione della cartella clinica dialisi;
- Luglio 2006 - Avvio del progetto di potenziamento del sistema CUP aziendale:
o Incrementare i punti di prenotazione CUP (+5) nei poliambulatori aziendali su tutto il territorio: Sassari, Alghero e Ozieri;
o Dotare i punti di prenotazione CUP con 15 nuove postazioni di lavoro in LAN;
o Integrare le Casse Ticket» ed il CUP (attualmente due sistemi diversi e separati)
o Integrare il CUP con il nuovo sistema RIS-PACS avviato dal 2006
Il progetto aziendale di potenziamento del CUP prevede inoltre:
o II potenziamento dell'offerta con l'estensione delle agendo
o II potenziamento del servizio di pronotazione telefonica con la realizzazione di un cali-center
o La gestione "a livelli di chiamata" di un Numero Verde del cali-center.
Le attività sopra elencate sono state svolte e smanila in futuro svolte, in coerenza con il "Piano per l'informatizzazione del sistema sanitario regionale", attualmente in fase di avviamento operativo con i progetti MEDIR - Rete dei Medici di Medicina Generale e Fascicolo Sanitario Elettronico ed ANAGS - Anagrafe degli Assistitoli della Regione Sardegna.
Da quanto sopra evidenziato risulta chiaro come questa gestione aziendale consideri il rinnovamento del Sistema Informativo un obiettivo strategico, nella convinzione che il miglioramento della qualità dei servizi sanitari passi anche attraverso l'innovazione tecnologica e l'incremento delle capacità di analisi e di gestione offerto dalle nuove tecnologie informatiche.
Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla tutela architettonica dell'area compresa tra la piazza Galilei e la via Manzoni di Cagliari. (124)
Con riferimento all'interrogazione in oggetto si rende noto che si concorda sulla necessità di tutelare l'area che abbraccia la piazza San Benedetto e la piazza Galilei a Cagliari, in cui insistono interessanti manufatti di architettura razionalistica e neoclassica, alcuni dei quali costituiscono significativi esempi di edilizia popolare della prima metà del Novecento. Sono già stati attivati contatti con la Soprintendenza per i Beni Architettonici , per il Paesaggio e per il Patrimonio Storico, Artistico e Etnoantropologico, competente organo periferico del Ministero dei Beni e le Attività Culturali, per verificare se esistano i presupposti per una proposta di dichiarazione di notevole interesse pubblico da presentare alla Commissione Regionale per il Paesaggio ai sensi dell'art. 138 del Codice dei Beni Culturali (D.Lg. 22.1.2004 n.42).
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione CUCCA, con richiesta di risposta scritta, sulla esclusione del Comune di Oliena dagli interventi straordinari decisi dalla Regione per far fronte ai gravissimi danni conseguenti alle alluvioni del dicembre 2004. (132)
Il maltempo che si è verificato nel corso dell'inverno 2004/2005 ha provocato numerosi danni alle produzioni agricole e alle strutture.
L'Assessorato ha subito attivato la procedura ai sensi del decreto legislativo n. 102/2004 che consente di richiedere al Ministero la declaratoria di riconoscimento dei danni subiti, procedendo altresì alla verifica e all'accertamento dei danni rilevati.
Con deliberazione n. 13/10 del 29 marzo 2005 la Giunta regionale ha proposto al Ministero delle politiche agricole e forestali, la declaratoria del carattere di eccezionalità delle piogge alluvionali e persistenti del mese di dicembre 2004 nelle province di Cagliari, Nuoro e Sassari, delimitando altresì i territori dei comuni danneggiati.
All'interno di questa delimitazione, è stato inserito anche il Comune di Oliena precedentemente non indicato nella deliberazione della Giunta regionale n. 54/79 del 30 dicembre 2004.
Il Ministero ha dapprima ricordato che i danni accertati alle produzioni devono superare la soglia del 20% o del 30% (a seconda che si tratti o meno di zone svantaggiate) e ha chiesto documentazione aggiuntiva rispetto a quella a suo tempo fornita dall'Assessorato, soprattutto con riferimento ai dati metereologici.
A tutt'oggi, nonostante l'invio di tutta la documentazione richiesta, non si è però pronunciato circa il riconoscimento del carattere di eccezionalità degli eventi dell'inverno 2004.
Diversamente da quanto avviene per le colture, i danni alle strutture possono essere risarciti attraverso la misura 4.17 del Por Sardegna 2000/2006.
Con riferimento ai danni subiti dal territorio del Comune di Assemini non risultano pervenute agli uffici di questo Assessorato richieste relative a questa fattispecie e questo si evince dal fatto che il Comune di Assemini non è stato inserito nell'elenco dei comuni danneggiati, previsto dalla deliberazione della Giunta regionale n. 13/10 del 29 marzo 2005.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione CAPELLI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione di grave disagio in cui versano le zone montane a causa del perdurare del maltempo e delle temperature rigide in Sardegna. (157)
Il maltempo che si è verificato nel corso dell'inverno 2004/2005 ha provocato numerosi danni alle produzioni agricole e alle strutture.
L'Assessorato ha subito attivato la procedura ai sensi del decreto legislativo n. 102/2004 che consente di richiedere al Ministero la declaratoria di riconoscimento dei danni subiti, procedendo altresì alla verifica e all'accertamento dei danni rilevati.
Con deliberazione n. 13/10 del 29 marzo 2005 la Giunta regionale ha proposto al Ministero delle politiche agricole e forestali, la declaratoria del carattere di eccezionalità delle piogge alluvionali e persistenti del mese di dicembre 2004 nelle province di Cagliari, Nuoro e Sassari, delimitando altresì i territori dei comuni danneggiati.
All'interno di questa delimitazione, è stato inserito anche il Comune di Oliena precedentemente non indicato nella deliberazione della Giunta regionale n. 54/79 del 30 dicembre 2004.
Il Ministero ha dapprima ricordato che i danni accertati alle produzioni devono superare la soglia del 20% o del 30% (a seconda che si tratti o meno di zone svantaggiate) e ha chiesto documentazione aggiuntiva rispetto a quella a suo tempo fornita dall'Assessorato, soprattutto con riferimento ai dati metereologici.
A tutt'oggi, nonostante l'invio di tutta la documentazione richiesta, non si è però pronunciato circa il riconoscimento del carattere di eccezionalità degli eventi dell'inverno 2004.
Diversamente da quanto avviene per le colture, i danni alle strutture possono essere risarciti attraverso la misura 4.17 del Por Sardegna 2000/2006.
Con riferimento ai danni subiti dal territorio del Comune di Assemini non risultano pervenute agli uffici di questo Assessorato richieste relative a questa fattispecie e questo si evince dal fatto che il Comune di Assemini non è stato inserito nell'elenco dei comuni danneggiati, previsto dalla deliberazione della Giunta regionale n. 13/10 del 29 marzo 2005.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione BALIA - MASIA, con richiesta di risposta scritta, sull'impossibilità per gli agricoltori di Oliena di ottenere il risarcimento dei gravissimi danni provocati dall'alluvione del dicembre scorso. (163)
Il maltempo che si è verificato nel corso dell'inverno 2004/2005 ha provocato numerosi danni alle produzioni agricole e alle strutture.
L'Assessorato ha subito attivato la procedura ai sensi del decreto legislativo n. 102/2004 che consente di richiedere al Ministero la declaratoria di riconoscimento dei danni subiti, procedendo altresì alla verifica e all'accertamento dei danni rilevati.
Con deliberazione n. 13/10 del 29 marzo 2005 la Giunta regionale ha proposto al Ministero delle politiche agricole e forestali, la declaratoria del carattere di eccezionalità delle piogge alluvionali e persistenti del mese di dicembre 2004 nelle province di Cagliari, Nuoro e Sassari, delimitando altresì i territori dei comuni danneggiati.
All'interno di questa delimitazione, è stato inserito anche il Comune di Oliena precedentemente non indicato nella deliberazione della Giunta regionale n. 54/79 del 30 dicembre 2004.
Il Ministero ha dapprima ricordato che i danni accertati alle produzioni devono superare la soglia del 20% o del 30% (a seconda che si tratti o meno di zone svantaggiate) e ha chiesto documentazione aggiuntiva rispetto a quella a suo tempo fornita dall'Assessorato, soprattutto con riferimento ai dati metereologici.
A tutt'oggi, nonostante l'invio di tutta la documentazione richiesta, non si è però pronunciato circa il riconoscimento del carattere di eccezionalità degli eventi dell'inverno 2004.
Diversamente da quanto avviene per le colture, i danni alle strutture possono essere risarciti attraverso la misura 4.17 del Por Sardegna 2000/2006.
Con riferimento ai danni subiti dal territorio del Comune di Assemini non risultano pervenute agli uffici di questo Assessorato richieste relative a questa fattispecie e questo si evince dal fatto che il Comune di Assemini non è stato inserito nell'elenco dei comuni danneggiati, previsto dalla deliberazione della Giunta regionale n. 13/10 del 29 marzo 2005.
Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla contestazione della proposta di riordino degli istituti scolastici della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria del Comune di Olbia da parte dell'Assessore regionale della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. (165)
La Regione ai sensi dell'art. 138 del DLgs 112/98 esercita le funzioni delegate in materia di organizzazione della rete scolastica e dell'offerta formativa.Tale programmazione viene esercitata però nei limiti delle disponibilità umane e finanziarie assicurate dallo Stato ed in particolare nell'ambito degli organici provinciali predeterminati dal Ministero dell'Istruzione.
Tali organici, sono ad oggi, stabiliti in base all'assetto delle quattro province di Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano e non e' stata ancora prevista la riorganizzazione e ridistribuzione degli organici in base al nuovo assetto Regionale che prevede otto Province.
Peraltro tale riorganizzazione dovrà comportare anche la ridefinizione degli ambiti territoriali, ritenuti ottimali in funzione dell'offerta formativa sul territorio.
La richiesta del Comune di Olbia va quindi vista nell'ambito della riorganizzazione complessiva della rete scolastica, in attesa della quale e' opportuno non modificare in maniera sensibile gli attuali assetti consolidati.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione BALIA- MASIA, con richiesta di risposta scritta, sui danni provocati dal maltempo nel settore zootecnico ed agricolo. (172)
Il maltempo che si è verificato nel corso dell'inverno 2004/2005 ha provocato numerosi danni alle produzioni agricole e alle strutture.
L'Assessorato ha subito attivato la procedura ai sensi del decreto legislativo n. 102/2004 che consente di richiedere al Ministero la declaratoria di riconoscimento dei danni subiti, procedendo altresì alla verifica e all'accertamento dei danni rilevati.
Con deliberazione n. 13/10 del 29 marzo 2005 la Giunta regionale ha proposto al Ministero delle politiche agricole e forestali, la declaratoria del carattere di eccezionalità delle piogge alluvionali e persistenti del mese di dicembre 2004 nelle province di Cagliari, Nuoro e Sassari, delimitando altresì i territori dei comuni danneggiati.
All'interno di questa delimitazione, è stato inserito anche il Comune di Oliena precedentemente non indicato nella deliberazione della Giunta regionale n. 54/79 del 30 dicembre 2004.
Il Ministero ha dapprima ricordato che i danni accertati alle produzioni devono superare la soglia del 20% o del 30% (a seconda che si tratti o meno di zone svantaggiate) e ha chiesto documentazione aggiuntiva rispetto a quella a suo tempo fornita dall'Assessorato, soprattutto con riferimento ai dati metereologici.
A tutt'oggi, nonostante l'invio di tutta la documentazione richiesta, non si è però pronunciato circa il riconoscimento del carattere di eccezionalità degli eventi dell'inverno 2004.
Diversamente da quanto avviene per le colture, i danni alle strutture possono essere risarciti attraverso la misura 4.17 del Por Sardegna 2000/2006.
Con riferimento ai danni subiti dal territorio del Comune di Assemini non risultano pervenute agli uffici di questo Assessorato richieste relative a questa fattispecie e questo si evince dal fatto che il Comune di Assemini non è stato inserito nell'elenco dei comuni danneggiati, previsto dalla deliberazione della Giunta regionale n. 13/10 del 29 marzo 2005.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione SANCIU, con richiesta di risposta scritta, sui danni provocati al comparto agro-pastorale dalle prolungate nevicate e gelate di quest'anno. (174)
Il maltempo che si è verificato nel corso dell'inverno 2004/2005 ha provocato numerosi danni alle produzioni agricole e alle strutture.
L'Assessorato ha subito attivato la procedura ai sensi del decreto legislativo n. 102/2004 che consente di richiedere al Ministero la declaratoria di riconoscimento dei danni subiti, procedendo altresì alla verifica e all'accertamento dei danni rilevati.
Con deliberazione n. 13/10 del 29 marzo 2005 la Giunta regionale ha proposto al Ministero delle politiche agricole e forestali, la declaratoria del carattere di eccezionalità delle piogge alluvionali e persistenti del mese di dicembre 2004 nelle province di Cagliari, Nuoro e Sassari, delimitando altresì i territori dei comuni danneggiati.
All'interno di questa delimitazione, è stato inserito anche il Comune di Oliena precedentemente non indicato nella deliberazione della Giunta regionale n. 54/79 del 30 dicembre 2004.
Il Ministero ha dapprima ricordato che i danni accertati alle produzioni devono superare la soglia del 20% o del 30% (a seconda che si tratti o meno di zone svantaggiate) e ha chiesto documentazione aggiuntiva rispetto a quella a suo tempo fornita dall'Assessorato, soprattutto con riferimento ai dati metereologici.
A tutt'oggi, nonostante l'invio di tutta la documentazione richiesta, non si è però pronunciato circa il riconoscimento del carattere di eccezionalità degli eventi dell'inverno 2004.
Diversamente da quanto avviene per le colture, i danni alle strutture possono essere risarciti attraverso la misura 4.17 del Por Sardegna 2000/2006.
Con riferimento ai danni subiti dal territorio del Comune di Assemini non risultano pervenute agli uffici di questo Assessorato richieste relative a questa fattispecie e questo si evince dal fatto che il Comune di Assemini non è stato inserito nell'elenco dei comuni danneggiati, previsto dalla deliberazione della Giunta regionale n. 13/10 del 29 marzo 2005.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione IBBA - CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sui problemi derivanti a 25 lavoratori dalla chiusura della casa di riposo "domus vittoria". (182)
Si forniscono gli elementi utili per la risposta all'interrogazione in oggetto.
Si premette che la Società Cooperativa Sociale Domus Vittoria, con sede legale a Quartu Sant'Elena, era nata con lo scopo di gestire servizi ne) campo socio-assistenziale. La stessa aveva ottenuto, da parte dell'Assessorato dell'Igiene e Sanità e dell'Assistenza Sociale, 2 autorizzazioni al funzionamento, in data 23 settembre 2003, per gestire due strutture socio-assistenziali residenziali per anziani autosufficienti o parzialmente autosufficienti.
in data 6 marzo 2005, il Comune dì Quartu Sant'Elena, competente ai sensi della normativa vigente in materia dì vigilanza sulle strutture socio-assistenziali, ha trasferito gli anziani ospitati in altre strutture, in quanto durante una verifica disposta dall'Azienda Usi 8, sono emerse irregolarità e disfunzioni tali per cui la permanenza degli anziani in dette strutture poteva esporre gli stessi a gravi perìcoli per la loro salute e incolumità.
In data 3 maggio sulla base degli elementi acquisiti, l'Assessorato ha revocato le due autorizzazioni dato il venir meno dei requisiti tecnico-edilizi e gestionali.
Per quanto riguarda la situazione del personale dipendente della Cooperativa anzidetta, si precisa che né il Comune interessato, né la Cooperativa Domus Vittoria, né lo stesso personale hanno mai richiesto un eventuale interessamento dell'Assessorato per l'inserimento di detto personale nella RSA Monsignor Angioni.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione ARTIZZU, con richiesta di risposta scritta, sui danni provocati alla aziende agricole della zona di Pula dalle recenti piogge. (199)
In data 5 luglio 2005, la Giunta regionale, con deliberazione n. 29/1, ha approvato la proposta di declaratoria del carattere di eccezionalità delle piogge alluvionali dei giorni 3, 4 e 5 aprile 2005 in parte del territorio della provincia di Cagliari.
E' stato in tal senso richiamato il decreto legislativo n. 102/2004, recante interventi finanziari a sostegno delle imprese agricole, che approva la normativa del nuovo fondo di solidarietà nazionale in materia di interventi di soccorso per i danni causati da eventi atmosferici di carattere eccezionale.
La procedura prevede la trasmissione dell'intervento, che si intende porre in essere, alla Commissione europea che adotta una decisione in merito alla compatibilità dell'aiuto con le normativa europea.
La Commissione Europea, ad oggi, non ha ancora adottato la decisione.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione SERRA, con richiesta di risposta scritta, sull'aggravamento della crisi nel settore agricolo di Assemini per i danni causati dalle avverse condizioni climatiche. (213)
Il maltempo che si è verificato nel corso dell'inverno 2004/2005 ha provocato numerosi danni alle produzioni agricole e alle strutture.
L'Assessorato ha subito attivato la procedura ai sensi del decreto legislativo n. 102/2004 che consente di richiedere al Ministero la declaratoria di riconoscimento dei danni subiti, procedendo altresì alla verifica e all'accertamento dei danni rilevati.
Con deliberazione n. 13/10 del 29 marzo 2005 la Giunta regionale ha proposto al Ministero delle politiche agricole e forestali, la declaratoria del carattere di eccezionalità delle piogge alluvionali e persistenti del mese di dicembre 2004 nelle province di Cagliari, Nuoro e Sassari, delimitando altresì i territori dei comuni danneggiati.
All'interno di questa delimitazione, è stato inserito anche il Comune di Oliena precedentemente non indicato nella deliberazione della Giunta regionale n. 54/79 del 30 dicembre 2004.
Il Ministero ha dapprima ricordato che i danni accertati alle produzioni devono superare la soglia del 20% o del 30% (a seconda che si tratti o meno di zone svantaggiate) e ha chiesto documentazione aggiuntiva rispetto a quella a suo tempo fornita dall'Assessorato, soprattutto con riferimento ai dati metereologici.
A tutt'oggi, nonostante l'invio di tutta la documentazione richiesta, non si è però pronunciato circa il riconoscimento del carattere di eccezionalità degli eventi dell'inverno 2004.
Diversamente da quanto avviene per le colture, i danni alle strutture possono essere risarciti attraverso la misura 4.17 del Por Sardegna 2000/2006.
Con riferimento ai danni subiti dal territorio del Comune di Assemini non risultano pervenute agli uffici di questo Assessorato richieste relative a questa fattispecie e questo si evince dal fatto che il Comune di Assemini non è stato inserito nell'elenco dei comuni danneggiati, previsto dalla deliberazione della Giunta regionale n. 13/10 del 29 marzo 2005.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione CONTU, LA SPISA, con richiesta di risposta scritta, sull'istituzione dell'ERA Sardegna, (Ente per la Ricerca in Agricoltura). (227)
In data 5 ottobre 2005, la Giunta Regionale, con deliberazione n. 47/11, ha approvato i disegni di legge concernenti l'istituzione dell'Agenzia Regionale di Assistenza Tecnica in Agricoltura "LAORE" e dell'Agenzia per la Ricerca in Agricoltura della Regione Sardegna "AGRIS". L'istituzione dell'Agenzia per la ricerca "AGRIS" comporta l'assorbimento di quanto disposto dall'art. 30 della Legge regionale n. 7 del 2005, in particolare per quanto attiene alle funzioni di ricerca e divulgazione svolte nell'ambito dei due Consorzi per la Frutticoltura.
I dati relativi ai compiti e alle funzioni dell'Agenzia, allo statuto, alla sede, alla nomina dei revisori dei conti sono tutti elementi rintracciabili nel disegno di legge allegato alla deliberazione della Giunta regionale n. 47/11 del 5 ottobre 2005 ed è a questo che si rimanda.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sul licenziamento di un operatore marketing della AGROSARDA (Società Cooperativa a responsabilità limitata). (241)
La Giunta Regionale con la deliberazione n. 5/8 del 8 febbraio 2006 ha previsto:
1. di revocare, all'Agrosarda S.c.a.r.l., lo status di Agenzia Governativa Regionale riconosciuto con deliberazione della Giunta Regionale n. 28/36 del 16 giugno 2004;
2. di rappresentare ai competenti organi del Consorzio Interprovinciale per la Frutticoltura di Cagliari, Nuoro e Oristano, la necessità di adottare gli atti necessari allo scioglimento e alla liquidazione della Agrosarda S.c.a.r.l.
Dalla approvazione della citata deliberazione nessun lavoratore è stato licenziato.
La fase precedente ha vissuto invece di alterne fortune che hanno visto nel corso degli anni numerose assunzioni ma anche numerosi licenziamenti.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione MASIA - BALIA, con richiesta di risposta scritta, sui gravi danni causati dagli attacchi di lepidotteri defogliatori al patrimonio boschivo isolano, in particolare alle querce da sughero. (246)
Questo Assessorato non possiede le competenze necessarie a poter esprimere una posizione circa l'argomento oggetto di interrogazione.
Le competenze relative agli aspetti boschivi, ma soprattutto, quelle relative agli aspetti fitosanitari sono di esclusiva competenza dell'Assessorato dell'Ambiente, a cui dovranno essere rivolte le richieste di notizie.
Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione SANJUST, con richiesta di risposta scritta, sull'impossibilità di accedere ai contributi per la lingua sarda da parte delle testate on line (delibera n. 32/2 del 13 luglio 2005). (266)
Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si precisa che alla stessa è stata data risposta presso la competente Commissione Consiliare, con piena soddisfazione dell' On. interrogante, in sede d, esame del Piano triennale 2005-2007 degli interventi sulla lingua e la cultura sarda, di cui alla deliberazione n. 32/2 del 13.07.05.
La Giunta regionale ha preso atto dell'osservazione dell'On. Sanjust prevedendo, nella deliberazione n 38/14 del 02.08.05 di approvazione definitiva del suddetto Piano triennale, l'ammissibilità dei periodici in formato web nella parte relativa ai progetti culturali attraverso mezzi di comunicazione di massa previsti dall'art. 14 della L.R. 26/97.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla grave crisi dei settori agricolo e zootecnico in Sardegna. (268)
Il problema del credito delle aziende agricole isolane è stato affrontato sotto diversi punti di vista e continuerà ad essere affrontato per consentire agli operatori di poter ottenere significativi benefici economici. Con la deliberazione della Giunta Regionale n. 55/8 del 29 novembre 2005, si è provveduto ad approvare un programma di interventi basato su un regime di aiuti nazionale, da attuare in convenzione con l'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (ISMEA), finalizzato a favorire l'accesso al mercato del credito e dei capitali da parte delle imprese agricole. Il regime di aiuti prevede la costituzione di un Fondo di Garanzia primario ed ha come scopo finale quello di aumentare la disponibilità e di ridurre i costi di acquisizione del credito tramite operazioni di riduzione di rischio attraverso la concessione di garanzie.
Gli aiuti possono essere concessi per opere di miglioramento fondiario, per interventi di ricerca, sperimentazione e innovazione tecnologica, per la valorizzazione commerciale dei prodotti, per la costruzione, l'acquisizione o il miglioramento di beni immobili, per l'acquisto di macchine e attrezzature per lo svolgimento delle attività agricole, oltre che, per operazioni di ristrutturazione del debito finalizzate in particolare alla sua trasformazione a medio e lungo termine. Per l'impresa il beneficio è di carattere finanziario e si sostanzia nell'alleggerimento della sua necessità annuale di far fronte ai debiti bancari.
Con riferimento, invece, alla presunta sospensione da parte di questo Assessorato del pagamento di contributi già deliberati ed attesi dagli agricoltori e dagli allevatori sardi (danni da blue tongue, barbabietola da zucchero, ecc.), il rilievo risulta privo di ogni fondamento, anche in considerazione del fatto che nel corso dell'anno 2005, si è potuta registrare una accelerazione della spesa e una riduzione significativa dei residui passivi.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla grave crisi degli allevamenti suinicoli. (280)
Il settore suinicolo, oggetto di un forte commercio internazionale nell'ambito dell'Unione Europea, è caratterizzato da eccedenze produttive e dalla posizione egemonica di alcuni Stati del Nord Europa.
Tale situazione comporta cicliche fasi di pesantezza dei mercati.
L'Assessorato dell'Agricoltura sta sollecitando i suinicoltori, così come peraltro avviene nei
confronti degli altri allevatori, ad associarsi, per meglio fronteggiare le difficoltà e l'andamento del mercato.
Recentemente è stato istituito dal Ministero delle politiche agricole e forestali il registro Anagrafico della Razza Suina Sarda che consente:
a) di differenziare la razza sarda dalle altre presenti sui mercati;
b) di promuovere la Denominazione Protetta dei prodotti della trasformazione industriale
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla legge regionale n. 44 del 1988 e sul recupero degli aiuti economici da parte della Regione. (287)
La Commissione Europea con decisione n. 97/612/CE del 16 aprile 1997 ha ritenuto illegale e incompatibile con le norme del mercato comune l'aiuto concesso dalla Regione ai sensi della L.R. 44/1988. I contributi erano già stati erogati agli agricoltori ed il provvedimento ha imposto il recupero, obbligando l'Amministrazione regionale a conformarsi alla decisione. Con deliberazione della Giunta Regionale n. 36/18 del 26 luglio 2005, in coerenza con quanto sopra detto, e facendo seguito ad altre disposizioni regionali, sono state approvate le direttive di attuazione per il recupero dell'aiuto illegale, tramite compensazione legale a valere sulle provvidenze recate dalla L.R. 11 marzo 1998, n. 8, art. 23.
La percentuale di compensazione è stata limitata ad una percentuale massima del 25% in maniera da consentire all'agricoltore di poter ottenere il 75 % del contributo sui danni e all'Amministrazione regionale di relazionare sull'attività di recupero degli aiuti dichiarati incompatibili, secondo l'obbligo imposto da Bruxelles.
Sono in corso numerosi ricorsi avverso la decisione di recupero delle somme da parte della Commissione europea e avverso i provvedimenti di recupero delle stesse somme da parte dell'Amministrazione Regionale. I ricorsi sono stati esperiti innanzi al Presidente della Repubblica, innanzi al Tar, innanzi al Tribunale ordinario, a tutela di circa 2800 persone. Il parere del Consiglio di Stato del 26 gennaio 2005, sul ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, si è fondato sul legittimo affidamento degli agricoltori circa la legittimità dell'aiuto posto in essere. Per il Consiglio di Stato sussistono le circostanze di carattere eccezionale per le quali il beneficiario dell'aiuto illegittimamente concesso ha potuto fondare il proprio affidamento sulla natura regolare dell'aiuto. Con riferimento al ricorso presentato al Tribunale ordinario, lo stesso Tribunale ha deciso di chiedere un parere alla Corte dì Giustizia che si è espressa in data 23 febbraio 2006, approvando quanto deciso dalla Commissione nella decisione n. 97/612/CE del 16 aprile 1997 e rigettando la posizione dei ricorrenti. A questo punto si attende il pronunciamento del Tribunale ordinario e del Tar per gli ulteriori contributi che potranno fornire alla vicenda.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione economico-finanziaria del Consorzio di bonifica del Basso Sulcis e sulla nomina di un commissario straordinario. (300)
Con riferimento alla richiesta di notizie afferenti l'oggetto, si rende noto che in data 13 dicembre 2005 la Giunta Regionale ha, con delibera n. 59/30, disposto lo scioglimento degli organi amministrativi del Consorzio in oggetto nominando il dott. Benigno Mura Commissario straordinario con mandato avente durata semestrale rinnovabile.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sull'introduzione clandestina di carne di pollo dalla Cina e sulla necessità di intensificare i controlli sulle importazioni e di rafforzare le misure preventive contro i rischi di diffusione dell'influenza aviaria. (306)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta.
Alla Regione Sardegna non compete la predisposizione di controlli presso gli scali marittimi e aerei al fine di effettuare specifiche verifiche sulle carni avicole di importazione, infatti a tali specifiche mansioni sono destinati gli uffici UVAC e PIF del Ministero delta Salute ai quali appunto compete la vigilanza sugli animali vivi e sui prodotti di origine animale di provenienza rispettivamente da paesi comunitari ed extracomunitari.
A tale proposito questo Assessorato si è adoperato presso il Ministero della Salute affinché richieda alla Commissione Europea l'apertura di un Punto di Ispezione Frontaliera a Cagliari.
Sono stati invece sollecitati i servizi veterinari delle aziende USL a intensificare ì controlli e le ispezioni nei punti vendita di carni avicole al minuto e all'ingrosso.
Non si ritiene opportuno sollecitare in sede di conferenza Stato-Regioni la predisposizione di un piano specifico di vigilanza delle importazioni in quanto tale attività è già pianificata e attuata dagli uffici ministeriali su indicati.
La competenza all'approvvigionamento di vaccino è prettamente ministeriale, e a questo Assessorato risulta che il Ministero abbia provveduto per tempo a dotarsi dì quantitativi sufficienti di dosi vaccinali e di farmaci antivirali.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata applicazione delle norme contrattuali per il personale della ASL n. 1 di Sassari. (321)
Con la presente si trasmette la nota del Direttore generale dell'Azienda usi n. 1 di Sassari con la quale si forniscono gli elementi utili per la risposta all'interrogazione in oggetto.
In relazione all'Interrogazione Consiliare n°321/A proposta dali'On.le Cassano ed, in particolare, alle notizie richieste in ordine mancata applicazione delle norme contrattuali per il personale della ASL n°l di Sassari, si comunica quanto segue:
- l'attuale dirigenza si è trovata a dover affrontare con le OO.SS. del comparto l'applicazione dì numerosi istituti contrattuali che erano rimasti inattuali dalla precedente gestione aziendale; se il Consigliere interrogante si riferisce alla graduazione ed al conferimento degli incarichi di "posizione organizzativa" è del tutto evidente come la responsabilità della mancata applicazione dell' istituto contrattuale, già previsto dal Contratto Collettivo del 1999, ricade sulla precedente gestione aziendale .
- E' vero, invece, che questa dirigenza ha proposto e concertato con le OO.SS,, alla fine del 2005, una disciplina del procedimento per l'attribuzione degli incarichi di "posizioni organizzativa", previsti dall'art.20 del CCNL del 07.04.1999, ponendo fine, in tal modo, ad una lunga trattativa, iniziata ben quasi cinque anni fa dalla precedente amministrazione.
- La correttezza e trasparenza dell'azione di questa Direzione è tanto più evidente se si considera che, mentre l'art.21 del CCNL prevedeva che gli incarichi di posizione organizzativa fossero conferiti con provvedimento scritto e motivato del direttore generale, questa Azienda ha espletato, in accordo con le OO.SS., apposite selezioni per titoli e colloquio per l'attribuzione dei predetti incarichi.
- L'indennità viene graduata sulla base delle funzioni, responsabilità ed obiettivi attribuiti al titolare della "posizione organizzativa" e le attività poste in essere in essere dallo stesso sono soggette a specifica e periodica valutazione di cadenza non inferiore all'anno. Questa Direzione aziendale può tranquillamente affermare di avere agito in piena obiettività, regolarità e trasparenza tenendo fede agli obblighi contrattuali ; lo testimonia anche l'impegno profuso e concretamente verificabile in tema di applicazione di altri istituti contrattuali quali, ad esempio, la "riclassificazione" del personale dipendente del comparto realizzata attraverso l'espletamento di selezioni per il passaggio di categoria dei dipendenti.
Si testa a disposizione per ulteriori chiarimenti e sì inviano distinti saluti
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla possibile chiusura degli uffici dipartimentali dell'agricoltura di Bono, Ozieri e Alghero. (322)
L'Assessorato dell'Agricoltura nell'ambito della riorganizzazione dei propri uffici territoriali non ha previsto alcuna soppressione delle sedi periferiche. Pertanto gli uffici di Alghero, Bono e Ozieri continueranno a funzionare e dipenderanno funzionalmente dai Servizio Ripartimentale dell'Agricoltura di Sassari.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla crisi del settore della risicoltura. (327)
Con riferimento alla richiesta di notizie afferenti l'oggetto, si fa presente che la grave crisi della risicoltura regionale è oggetto di grande attenzione da parte dell'Assessorato dell'Agricoltura e della Giunta.
Dall'analisi dei dati allegati si evidenzia un trend negativo dell'andamento del volume della produzione, giustificato dagli elevati costi che l'azienda risicola deve affrontare, primo fra tutti il costo dell'acqua ma anche da costi di strasporto che penalizzano l'export, fortemente Per quanto riguarda, nello specifico, il CORISA è allo studio, d'intesa con i vertici della Cooperativa, la soluzione più opportuna a garantire il risanamento della più importante realtà produttiva regionale del comparto.
Al fine di poter difendere e risollevare le sorti del comparto, tenuto conto che si tratta di una produzione quotata per la quale vige un OCM, l'Assessorato ritiene proficuo ricorrere agli strumenti di aggregazione e concertazione dell'offerta che l'U.E. mette disposizione dei produttori.
Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione CHERCHI Oscar, con richiesta di risposta scritta, sulla distribuzione dei posti di sostegno nella scuola pubblica. (335)
Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si ricorda che l'Assessorato Regionale della Pubblica Istruzione, pur in assenza di competenze che consentano di incidere sulle scelte ministeriali relativamente al problema degli insegnanti di sostegno, opera a favore degli studenti diversamente abili suila base dell'art. 6 della L.R. 31/84. Con tale strumento normativo viene destinata gran parte della dotazione finanziaria annuale all'acquisto di dotazioni e attrezzature e dotazioni per gii studenti diversamente abili della scuola dell'obbligo.
Per quanto riguarda le iniziative presso la Direzione scolastica regionale e il Governo nazionale l'Assessore e la Giunta nella sua collegialità si impegneranno, pur nel ristretto ambito delle competenze regionali in materia di istruzione ed in particolare per quanto concerne la formazione degli organici, ad avviare un'opera di sensibilizzazione fra i diversi centri di competenza affinché in Sardegna venga ridefinito, in termini più consoni alle reafi esigenze, il rapporto tra il numero dei ragazzi disabili ed i docenti di sostegno.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulle strategie comuni in relazione al problema del virus dei polli tra la Regione e il Ministero della salute. (361)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono gli elementi utili alla risposta.
La regione Sardegna è completamente allineata con il Ministero della Salute per quanto riguarda l'adozione di misure atte a prevenire l'insorgere di focolai di influenza aviare, a tal fine l'Assessorato alla Sanità è in continuo contatto con il Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie del Ministero della Salute.
Si è anche provveduto a costituire un unità di crisi regionale composta da esperti rappresentanti di tutti gli enti preposti all'attività di tutela della salute umana e animale.
Nel caso di eventuale pandemia questa regione si atterrà alle decisioni prese a livello ministeriale, infatti a tale livello è in capo la competenza a pianificare e coordinare la gestione delle attività di lotta alle malattie con tale andamento.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione RASSU, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata messa a disposizione degli immobili di proprietà della Regione autonoma della Sardegna ubicati nel compendio di Foresta Burgos al Ministero degli interni per la realizzazione della "scuola aperta per i servizi di polizia a cavallo". (362)
Il coordinamento di questa iniziativa è della Presidenza della Giunta Regionale che potrà fornire tutte le informazioni necessarie. Il coinvolgimento di questo Assessorato è indiretto perché si tratta di aree di proprietà della Regione affidate in gestione a vari enti, tra i quali l'Istituto Incremento Ippico. Per quanto di propria competenza l'Istituto ha collaborato con la Presidenza della Giunta Regionale e con l'Assessorato degli Enti Locali al fine di chiarire i legami giuridici esistenti sui terreni e sui fabbricati oggetto di concessione.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione CUCCU Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sulla gravissima situazione che si è determinata nel settore bieticolo-saccarifero a seguito della chiusura dello zuccherificio Sadam di Villasor. (366)
La crisi del settore bieticoio-saccarifero ha provocato in tutta Italia la chiusura di 13 stabilimenti su 19. In Sardegna è stato chiuso l'unico stabilimento presente, quello di Villasor, a cui erano destinate produzioni di barbabietola che si estendevano per oltre 5000 ettari alla fine degli anni novanta (con punte superiori ai 6000 ettari, nell'anno 1999), ma che dal 2000 ha conosciuto una fase inesorabile di crisi, provocata dalla scarsa economicità della coltivazione rispetto ad altre zone d'Italia, ma anche dal susseguirsi di annate siccitose, arrivando ad impiegare appena 2575 ettari di coltura dedicata nel corso del 2002.
La chiusura dello stabilimento di Villasor e la sua riconversione da parte della società proprietaria, la Sadam ISZ, costituiscono fatti fondamentali per le prospettive di sviluppo dell'agricoltura nel Medio Campidano e sono all'attenzione continua dell'Assessorato dell'Agricoltura. Anche le risorse finanziarie messe in campo dalla Comunità Europea e dallo Stato, sono importanti: è previsto un aiuto alla ristrutturazione, di cui almeno il 10% da destinare ai bieticoltori e ai contoterzisti, commisurato al progetto di ristrutturazione; è previsto un aiuto alla diversificazione regionale per compensare le regioni dagli aspetti negativi dovuti alla chiusura degli stabilimenti; è previsto infine un aiuto supplementare alla diversificazione, da ripartire tra le Regioni, per quegli Stati, come l'Italia, che riducono la quota di zucchero prodotta, di una percentuale maggiore del 50%.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sul bando di selezione dell'Istituto zooprofilattico sperimentale per l'assunzione a tempo determinato di quattro laureati in medicina veterinaria. (367)
In riferimento alla interrogazione in oggetto, si forniscono ì seguenti elementi utili alla risposta.
L'oggetto dell'interrogazione è da ritenersi superato dagli eventi che nel frattempo si sono succeduti.
L'Istituto infatti ha condiviso le osservazioni di illegittimità del bando di concorso così come inizialmente pubblicato, quindi ha provveduto a rettificarlo inserendo il diploma di specializzazione fra i requisiti essenziali e non fra i tìtoli valutabili ai fini del punteggio.
La pubblicazione del calendario delle prove d'esame e l'elenco dei candidati ammessi è stata rinviata alla data del 16.10.2006 così come pubblicato nel sito internet dell'Istituto stesso.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla grave crisi del comparto agro-pastorale. (384)
Con riferimento alla richiesta di notizie afferenti l'oggetto, si fa presente che per far fronte al fase di grande difficoltà che il settore agro - pastorale regionale sta affrontando, l'Assessorato dell'Agricoltura e la Giunta nella sua collegialità stanno mettendo in atto tutti gli strumenti necessari a risollevare e rendere competitivo il comparto. Gli interventi strategici, riassunti nel programma di governo della Giunta si concretizzano nella predisposizione di un disegno di legge di riordino e riforma degli Enti agricoli (oggi all'esame della V Commissione Consiliare), nella predisposizione di u disegno di legge di riforma dei Consorzi di Bonifica (depositato in Consiglio Regionale), nella costituzione dell'Agenzia regionale denominata "Sardegna Promozione" finalizzata, fra l'altro, ad incrementare la quota di export dei prodotti e dei servizi regionali, nella attività di sensibilizzazione dei produttori sui vantaggi delle politiche di aggregazione incentivate dalla Unione Europea, nel coinvolgimento e nella concertazione con le Organizzazioni Professionali Agricole di tutti gli interventi a sostegno del comparto, nella trattativa con il sistema bancario regionale per risolvere l'annoso problema dell'indebitamento e dell'accesso al credito e nella predisposizione, in collaborazione con ISMEA, dei più opportuni strumenti a sostegno del comparto. Si precisa inoltre che in nessuno degli articoli dell'Accordo per una strategia di rilancio e sviluppo del comparto ovi - caprino in Sardegna, sottoscritto il 15 aprile 2005, si riscontra la definizione o indicazione del prezzo di un litro di latte. Sono invece indicati gli strumenti a sostegno dei produttori del comparto ovi - caprino posti in essere dalla Giunta.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sull'emissione di cartelle di pagamento utenze irrigue da parte del Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale. (398)
La Regione sta compiendo uno sforzo notevole sia in termini di proposte di riorganizzazione che in termini prettamente finanziari in favore di tutti i Consorzi di bonifica ed in particolare di quello relativo alla Sardegna Meridionale.
Giova infatti ricordare quanto disposto dagli artt. 12 e 13 della L. R. 4 maggio 2006, n. 4 (collegato alla finanziaria 2006); il settimo comma dell'art. 12, prevede l'erogazione di un contributo, pari a € 3.600.000,00, al fine di consentire il completamento della realizzazione degli interventi di assetto idrogeologico delegati al Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale. Il primo comma dell'art. 13 della L.R. 4/2006 prevede l'ulteriore spesa di € 15.000.000,00 per l'abbattimento dei costi di manutenzione sostenuti negli anni dal 2001 al 2005 dal Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale, dal Consorzio di bonifica del Cixerri e dal Consorzio di bonifica del Basso Sulcis. Infine il secondo comma dello stesso articolo prevede la concessione a favore di tutti i consorzi di bonifica di una somma di € 10.000.000 per le finalità di cui all'art. 13 della L.R. 21/1984 e successive modificazioni e integrazioni, e ai commi 1 e 2 dell'art. 30 della L.R. 37/1998 e successive modificazioni e integrazioni, anche al fine di un razionale e produttivo impiego degli operai assunti a tempo determinato e nelle more della riorganizzazione dei Consorzi.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione LIORI, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale e sul mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti dell'ente consortile. (449)
La Regione sta compiendo uno sforzo notevole sia in termini di proposte di riorganizzazione che in termini prettamente finanziari in favore di tutti i Consorzi di bonifica ed in particolare di quello relativo alla Sardegna Meridionale.
Giova infatti ricordare quanto disposto dagli artt. 12 e 13 della L. R. 4 maggio 2006, n. 4 (collegato alla finanziaria 2006); il settimo comma dell'art. 12, prevede l'erogazione di un contributo, pari a € 3.600.000,00, al fine di consentire il completamento della realizzazione degli interventi di assetto idrogeologico delegati al Consorzio di bonifica della Sardegna Meridionale. Il primo comma dell'art. 13 della L.R. 4/2006 prevede l'ulteriore spesa di € 15.000.000,00 per l'abbattimento dei costi di manutenzione sostenuti negli anni dal 2001 al 2005 dal Consorzio di bonifica delia Sardegna Meridionale, dal Consorzio di bonifica del Cixerri e dal Consorzio di bonifica del Basso Sulcis. Infine il secondo comma dello stesso articolo prevede la concessione a favore di tutti i consorzi di bonifica di una somma di € 10.000.000 per le finalità di cui all'art. 13 della L.R. 21/1984 e successive modificazioni e integrazioni, e ai commi 1 e 2 dell'art. 30 della L.R. 37/1998 e successive modificazioni e integrazioni, anche al fine di un razionale e produttivo impiego degli operai assunti a tempo determinato e nelle more della riorganizzazione dei Consorzi.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sulla scarsa produzione di olive e di bacche di mirto, ulteriormente penalizzata dalla presenza di uccelli migratori. (455)
L'olivo è caratterizzato dall'alternanza produttiva per cui ad un'annata di elevata produzione "annata di carica" fa seguito, generalmente, un'annata di scarsa produzione "annata di scarica". L'annata olivicola 2005/2006 risulta essere un'annata di scarica, senza che questo presupponga una particolare crisi settoriale. Così come non pare differente dalla media degli ultimi anni, la presenza di volatili che concentrano la loro attenzione verso la citata coltura. Per quanto concerne il mirto si rileva che le bacche per la produzione liquoristica derivano per la quasi totalità da piante spontanee e che questo aspetto incide in maniera significativa sulla possibilità di tenere sotto controllo l'andamento produttivo e gli eventuali danni arrecati dagli uccelli migratori.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sul programma di finanziamenti ai comuni per l'elettrificazione rurale (articolo 18 della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21). (458)
Il comma 3 dell'art. 12 della L.R. 4 maggio 2004, n. 4 (collegato alla finanziaria 2006) ha prorogato di un ulteriore anno i termini di impegnabilità relativi ai progetti di potenziamento di elettrificazione rurale, ai sensi dell'articolo 18 della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21, già prorogati da ultimo dal comma 7 dell'articolo 7 della legge regionale n. 7 del 2005, recependo così le richieste che da più parti sono pervenute.
Detta proroga consente di spostare il termine di impugnabilità dei finanziamenti ricevuti dai
Comuni, alla data del 4 marzo 2007.
Il legislatore non prevede di concedere ulteriori proroghe e stabilisce che il mancato impegno entro tale termine comporta l'immediato riversamento delle somme detenute.
Con riferimento ai pareri obbligatori sulle opere di elettrificazione rurale, gli stessi sono forniti da enti diversi (Ministeri e altri uffici regionali) e richiedono effettivamente molto tempo di assolvimento sia per ragioni attinenti la tipologia di richiesta, sia per carichi di lavoro dichiarati eccessivi dagli stessi operatori. Questo Assessorato è impegnato nell'opera di sensibilizzazione di detti enti, affinché provvedano tempestivamente ad esaminare le pratiche e a concedere il dovuto riscontro, pur consapevole di non avere poteri specifici in tale ambito di competenza.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura di alcune strade rurali nel Comune di Laconi. (459)
Con riferimento alla richiesta di notizie afferenti l'oggetto, si comunica di aver provveduto ad interpellare il Commissario Straordinario dell'Ersat Sardegna prof. Benedetto Meloni, il quale riferisce quanto segue:
1. La strada denominata "Scala Martini", sita in agro di Laconi, regione Santa Sofia, risulta di proprietà dell'Ersat Sardegna;.
2. Non risulta che l'Ente proprietario abbia mai autorizzato la chiusura della strada in questione, ne che ci siano state richieste specifiche in merito;
3. In attesa del perfezionamento degli atti di cessione definitiva, con contratto stipulato in data 15.03.1984 la strada è stata concessa in comodato gratuito, per finalità di pubblico generale interesse al comune di Laconi;
4. Poiché il Comune comodatario è tenuto a provvedere in toto alla gestione dell'immobile, deve anche intervenire nel rimuovere le cause che ne ostacolano e/o impediscono la percorribilità;
5. Solo in caso di esplicita richiesta dell'Ente verso il comodatario ed in assenza di intervento di quest'ultimo l'Ersat Sardegna è tenuto a garantire la fruibilità della strada.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione LADU - GALLUS - MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata adozione del bando per la nuova misura del Piano di sviluppo rurale "miglioramento del benessere degli animali". (463)
Con riferimento alla richiesta di notizie afferenti l'oggetto, si ricorda che, con delibera n. 10/6 del 14 marzo 2006, la Giunta Regionale ha approvato le direttive operative per l'attuazione della misura F-azione "miglioramento del benessere degli animali" del Piano di Sviluppo Rurale della Regione Sardegna 2000/2006. In funzione di tale delibera il dirigente del servizio sviluppo locale e agroambiente dell'Assessorato dell'Agricoltura e Riforma Agropastorale ha, con determinazione n. 182 del 21 marzo 2006, approvato il bando per l'ammissione ai premi previsti dalla misura "F" azione "FB".
I termini di presentazione delle domande sono scaduti il giorno 29 maggio 2006 e risultano essere state presentate n. 11.149 domande di adesione.
Si precisa inoltre che l'Accordo per una strategia di rilancio e sviluppo del comparto ovi - caprino in Sardegna, sottoscritto il 15 aprile 2005 prevede all'art. 5 lettera che la Regione Sardegna si impegna ad attuare la "promozione di nuovi interventi e il potenziamento di quelli esistenti, nell'ambito delle attività volte al miglioramento della qualità del prodotto e di tutela degli utenti finali, in favore degli allevatori di latte ovi - caprino, al fine di attenuare le conseguenza dell'eccezionale diminuzione del loro reddito". L'art. 5 continua precisando che i suddetti interventi dovranno essere realizzati dalla Regione nel più breve tempo possibile, anche attraverso l'ausilio di organismi autorizzati, sussidiari alla P.A.
Si precisa inoltre che con la L.R. N. 1 del 24.02.2006 recante "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (legge finanziaria 2006) prevede al comma n. 10 che "allo scopo di favorire la concentrazione dei consorzi fidi, è autorizzata, nell'anno 2006, a valere sull'UPB S06.023 (cap. 06088) la spesa di euro 300.000 a favore del consorzio fidi unificato costituito tra tutti i consorzi fidi vigenti alla data del 31 dicembre 2005, aventi sede ed operanti in Sardegna, espressione o emanazione delle organizzazioni di rappresentanza e tutela dell'agricoltura riconosciute a livello nazionale. L'intervento è finalizzato all'integrazione del fondo rischi.
Inoltre la L.R. N. 4 del 11.05.06 recante "Disposizioni varie in materia di entrate, riqualificazione della spesa, politiche sociali e di sviluppo" dispone che "allo scopo di favorire il processo di concentrazione dei consorzi fidi vigenti alla data del 31 dicembre 2005, costituiti fra piccole e medie imprese, aventi sede ed operanti in Sardegna, prevalentemente nel settore agricolo e agro-industriale, è autorizzata, nell'anno 2006, la spesa di euro 5.000.000 a valere sulle risorse rinvenienti dalla Legge 23 dicembre 1999, n. 499 (UPB S06.023)". Inoltre 'l'intervento è finalizzato all'integrazione dei fondi rischi dei consorzi derivanti dal processo di concentrazione e deve essere utilizzato esclusivamente a sostegno delle operazioni finanziarie e creditizie riguardanti le imprese che esercitano un'attività legata alla produzione, alla trasformazione ed alla commercializzazione dei prodotti agricoli di cui all'allegato I del Trattato CE; le relative finalità, i criteri e le modalità di erogazione, sono definiti con deliberazione della Giunta regionale da adottarsi su proposta dell'Assessore regionale dell'agricoltura e riforma agropastorale, e da sottoporre all'esame di compatibilità rispetto alle norme europee in materia di aiuti di Stato in agricoltura".
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione CHERCHI Oscar, con richiesta di risposta scritta, su problemi inerenti la gestione del servizio regionale terre ad uso civico. (492)
L'attività concernente la materia degli usi civici manifesta, da molti anni, un deficit di personale addetto, a fronte di notevoli incombenze tecnico-giuridiche.
L'ubicazione degli uffici, dapprima in via dei Colombi a Cagliari, poi presso il Consorzio interregionale dei divulgatori agricoli (CIFDA) a Elmas, non ha consentito di gestire puntualmente la materia, provocando alcuni disagi ai fruitori del servizio.
A seguito della riorganizzazione dell'Assessorato dell'Agricoltura gli uffici sono stati accorpati nella sede dell'Assessorato dell'Agricoltura e per migliorare l'efficienza si è delegata l'attività istruttoria delle pratiche ai Servizi Ripartimentali dell'Agricoltura operanti nel territorio, lasciando in capo al Servizio Attività Generali dell'Assessorato il compito di coordinare l'attività.
A completamento di questa fase riorganizzativa sarebbe auspicabile che venisse nominato, da parte del Ministero degli Interni, il Commissario degli Usi civici per lo svolgimento del ruolo e delle competenze che la normativa prevede.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione MILIA - OPPI - CAPELLI, con richiesta di risposta scritta, sulla assenza nella Regione Sardegna, ed in particolare presso l'Azienda USL n. 1, di programmi di prevenzione secondaria dei tumori mediante screening attivo. (512)
Con la presente si trasmette la nota del Direttore generale dell'Azienda usi n. 1 dì Sassari con la quale si forniscono gli elementi utili per la risposta all'interrogazione in oggetto.
In relazione alla Interrogazione Consiliare 512/A formulata dai Consiglieri Regionali Onorevoli Sergio Milia, Giorgio Oppi e Roberto Capelli sulla assenza nella Regione Sardegna, ed in particolare presso FAzienda USL n° 1, di programmi di prevenzione secondaria dei tumori mediante screening attivo, si intende sottolineare quanto segue:
- Come previsto dall'Intesa tra Stato, Regioni e Province autonome del 23 Marzo 2005, in cui vengono richiamati gli adempimenti che le regioni devono porre in essere per la realizzazione delle azioni previste dal Piano Nazionale della Prevenzione per il triennio 2005-2007, la Regione Autonoma della Sardegna con Deliberazione n° 29/2 del 5/7/2005 ha approvato il Piano Regionale della Prevenzione.
- Uno dei progetti in cui è stato articolato detto piano riguarda nello specifico gli screening oncologici, per la cervice uterina, il colon-retto e la mammella; per il carcinoma della cervice uterina la Regione ha indicato per una esperienza pilota la ASL n° 8 di Cagliari, per il carcinoma del colon retto la ASL n° 3 di Nuoro mentre per il tumore della mammella la ASL n° 1 di Sassari, che condivide il progetto con la ASL n° 2 di Olbia, estendendo così il programma di screening mammario a tutto il territorio del Nord Sardegna.
- Questo programma offie la possibilità di eseguire ogni due anni gratuitamente una mammografia a tutte le donne residenti di età compresa tra 50 e 69 anni, dal momento che sia la fascia di età considerata che l'intervallo dì tempo preso in esame sono ritenuti dall'evidenza scientifica ottimali per avere il massimo dell'efficacia diagnostica, a parità di costi.
- Si parte dal presupposto che il tumore al seno è quello più diffuso fra le donne nei paesi occidentali (27% di tutti tumori femminili) e la prima causa di morte per tumore tra le donne. Per ora non esiste la possibilità di impedire la comparsa del cancro al seno mediante un'opera di prevenzione primaria, cioè intervenendo sulle cause che lo provocano: quello che si può utilmente fare è scoprirlo in tempo, mediante una mammografia eseguita regolarmente, individuando il tumore in una fase molto iniziale in cui può essere eurato con efficacia,
- Per quanto riguarda le azioni preparatorie messe in opera dall'ASL n°l, in ottemperanza a quanto previsto dall'Assessorato alla Sanità, è stato costituito un Comitato Aziendale per gli screening oncologici, costituito, oltre clic da un'esponente della Direzione Sanitaria, da una rosa di professionisti;, oncologo, radiologo, anatomo patologo ed epidemiologo, in grado di assicurare un apporto organico e multidisciplinare alle varie fasi del progetto.
- Il Centro Multizonale di Osservazione Epidemiologica ha il mandato di effettuare il monitoraggio epidemiologico delle neoplasie evidenziate dagli screening, nell'ambito della predisposizione del Registro Tumori, di raccogliere ed elaborare i dati e di valutare, a breve, medio e lungo termine, l'impatto del programma sulla salute della popolazione.
- Il Servizio Sistemi Informativi Aziendale ha predisposto un Disciplinare Tecnico riguardante gli strumenti atti ad acquisire e gestire le informazioni necessarie per l'attuazione degli screening oncologici, quali l'individiiazione della popolazione interessata, le comunicazioni ai destinatari delle azioni dello screening, i rapporti con i Medici di Medicina Generale, la refertazione, il follow-up. L'Assessorato alla Sanità della Regione ha valutato tale Disciplinare come un valido strumento per l'utilizzo di un sistema informatico uniforme e standard nel contesto regionale, per cui e stata indetta dalla ASL di Sassari la gara d'appalto per la realizzazione del sistema informativo degli screening oncologici per tutte le Aziende Sanitarie della Sardegna.
- E' in via di costituzione la Segreteria Organizzativa dello Screening, di cui è già stata individuata la sistemazione logistica e per cui è stato emanato un avviso di mobilità interna, rivolto al personale aziendale appartenente al Profilo di Collaboratore Professionale Sanitario Ostetrica.
- Per quanto riguarda la campagna di comunicazione, elemento fondamentale per la riuscita di tutto il programma, si sta elaborando un progetto estremamente articolato, con un notevole impegno organizzativo, che prevede in sintesi:
· campagna informativa a livello di popolazione generale, con locandine,
manifesti, pieghevoli
· azioni di comunicazione specifica, sia interna, rivolta agli operatori per ottenerne la piena condivisionc, con lettere di presentazione della campagna, allestimento di Dossier per i vari profili professionali, predisposizione di Documenti sul valore della campagna a cura del Comitato Aziendale, dell'ordine dei Medici e dei Collegi Professionali Infermiere Ostetriche, sìa verso l'esterno, con il coinvolgimento degli Ordini Professionali, dei Medici di Medicina Generale, Fcderfarma, Sindacati, Enti Locali, grossi centri commerciali, Trasporti Pubblici e Associazioni di Volontariato
· coinvolgimento dei media, con conferenza stampa in occasione dell'inaugurazione dello screening, aggiornamenti periodici con gli Uffici Stampa dei Comuni, pubblicazioni dedicate su quotidiani locali, spot radiotelevisivi, comunicazioni sul sito internet dell'Azienda.
- Da un punto di vista operativo, durante la campagna di screening del tumore mammario, che partirà in autunno verosimilmente nel mese di ottobre, nel territorio della ASL di Sassari verranno coinvolte circa 40.000 donne, e circa 12.000 nella ASL di Olbia; queste donne, tutte della fascia di età considerata in precedenza, nell'arco dei due anni previsti saranno invitate con lettera personale inviata a domicilio a partecipare al programma di screening e ad eseguire la mammografia. Per agevolare al massimo la partecipazione di tutte le interessate si è pensato di utilizzare, oltre una sede fissa, anche una unità mobile, con attrezzature specifiche e personale qualificato, che si sposterà periodicamente tra le diverse sedi dell'Azienda.
- La esecuzione degli esami mammografici verrà effettuata da fornitori accreditati; la refertazione verrà eseguita da radiologi esperti nella materia e opportunamente formati, che effettueranno una doppia lettura in maniera indipendente.
- In caso di sospetto diagnostico alla mammografia, il 2° livello di approfondimento diagnostico viene assicurato dall'Istituto di Scienze Radiologiche dell'Università di Sassari.
- Le fasi successive, dall'eventuale trattamento alla riabilitazione e al follow up, contemplano la partecipazione di Strutture appartenenti ai vari ambiti di assistenza, sia territoriale che ospedaliera, con la presa in carico da parte di diverse unità operative multidisciplinari, con il coinvolgimento quindi, per l'unitarietà, la continuità e la complessità dell'intervento, dell'intera organizzazione Aziendale.
Per quanto riguarda gli screening delle altre patologìe tumorali individuate nel Piano della Prevenzione, si è proceduto a predisporre le infirastrutture che ospiteranno l'apparato organizzativo dedicato, individuando locali posizionati in un unico complesso, in modo da assicurare le più alte garanzie di unitarietà dell'intervento.
Una volta recepite e analizzate le esperienze delle altre ASL pilota, si potranno pertanto attivare le procedure vere e proprie per l'esecuzione delle campagne per la diagnosi precoce del tumore del colon retto e della cervice uterina, con lo stesso impegno organizzativo finora profuso per l'organizzazione dello screening mammario.
In questo modo verrà completata l'offerta Aziendale di programmi organizzati e caratterizzati da livelli qualitativi elevati, non solo per quanto riguarda Fattività di screening ma anche per quelle successive di terapia e follow-up, fattori indispensabili perché si abbia realmente una ricaduta positiva sulla salute della popolazione.
Nella speranza di aver risposto in maniera esaustiva a quanto richiesto, e di aver fugato qualsiasi dubbio sulle intenzioni di questa Azienda di assicurare a tutti i cittadini tutti i mezzi a disposizione per la più alta, offerta di assistenza, si coglie J"occasione per porgere ì più cordiali saluti.
Risposta scritta dell'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale all'interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sul mancato rimborso dei danni provocati dalla virosi gialla del pomodoro. (540)
Con riferimento all'interrogazione richiamata in oggetto si precisa che con determinazione n. 375/2006 del 22 maggio 2006, ii Direttore del Servizio produzioni ha indicato il parametro di indennizzo pari a € 1,32 da erogare a titolo di acconto, determinato sulla base della superficie totale richiesta dai produttori ed ha provveduto alla ripartizione di 10.000.000,00 di euro tra i quattro Servizi ripartimentali competenti per territorio in proporzione alla superficie in carico a ciascuno di essi, secondo il seguente prospetto:
S.R.A. di Cagliari domande n. 1082 Superficie richiesta mq. 5.879.388 € 7.781.016,23
S.R.A. di Nuoro " n. 15 " mq. 87.704 € 116.070,97
S.R.A. di Oristano " n. 166 " mq. 1.368.700 € 1.811.392,09
S.R.A. di Sassari " n. 53 " mq. 220.275 € 291.520,71
TOTALE n. 1316 mq. 7.556.067 € 10.000.000,00
Con nota del 24 maggio, il Servizio produzioni ha inoltrato al Servizio Bilancio dell'Assessorato la richiesta di trasferimento delle somme assegnate, dal Cap. 06103 della UPB S06030 ai rispettivi capitoli delle UPB di competenza dei Servizi ripartimentali.
La stessa nota, corredata della determinazione n. 375/2006, è stata inviata per conoscenza anche ai Servizi ripartimentali.
L'Assessorato della programmazione, su richiesta de Servizio bilancio dell'Assessorato dell'Agricoltura, ha disposto il trasferimento delle somme con Decreto Assessoriale 134/B dell'8 giugno 2006.
Acquisito il provvedimento anzidetto, il Direttore del Servizio bilancio ne ha trasmesso copia sia al
Servizio Produzioni che ai Servizi Ripartimentali con nota del 14 giugno 2006.
Risulta inoltre che la variazione (iscrizione delle somme nei capitoli dei Servizi ripartimentali) è stata effettuata dalla Ragioneria generale il 20 giugno 2006 e che i Servizi ripartimentali stanno provvedendo alla liquidazione delle pratiche.
Alla data del 13 luglio 2006, risultano inviate alla Ragioneria Regionale, per il pagamento, n. 310 pratiche, corrispondenti a circa il 24% delle pratiche totali.
Risposta scritta dell'Assessore della difesa dell'ambiente all'interrogazione ARTIZZU - DIANA - LIORI - MORO - SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sull'assegnazione di mezzi per la protezione civile e il servizio antincendio. (543)
In riferimento all'Interrogazione in oggetto si trasmette la nota n. 24321 del 21 luglio 2006 della Direzione Generale - Servizio Protezione Civile, Tutela del suolo e Politiche forestali contenente elementi di risposta.
In riferimento alla nota di codesta Direzione n. 1718 del 4.7.2006 si trasmette in allegato la relazione contenente elementi di risposta all'interrogazione in oggetto
Come noto al comma 7 dell'art. 20 della LR. 3/2003 è previsto che i beni mobili di proprietà della Regione, non utilizzati o dichiarati fuori uso, possono essere ceduti in via prioritaria alle Associazioni di volontariato operanti in materia di lotta antincendio e protezione civile e, subordinatamente, agli Enti Locali della Sardegna.
Questo Servizio ha accertato ricadere nelle condizioni previste dalla norma succitata i sottoelecati mezzi facenti parte del proprio parco macchine:
- 3 automezzi fuoristrada Land Rover Defender
- 5 automezzi fuoristrada Bremach con rimorchio e modulo A.I.A.
- 15 motocicli Galera 125
nonché diversi automezzi, di cui al sottoelencato elenco, dismessi dal CFVA e consegnati al Servizio con verbale in data 28.01.2005 ai fini della cessione ex LR 3/2003:
- 3 autobotti OM 90
- 8 automezzi fuoristrada Fiat Campagnola
- 11 automezzi fuoristrada Bremach Montes
Con Determinazione n. 65 del 2.2.2005( che ad ogni buon conto si allega in copia) lo scrivente ha dichiarato non utilizzati detti mezzi e pertanto da cedere in applicazione della normativa in argomento ad Associazioni di Volontariato, iscritte al Registro Regionale ex art. 5 della L.R. 39/1993, e ad Enti Locali sulla base di criteri che hanno tenuto conto dell'operatività dei soggetti usufruitari connessa alla loro distribuzione territoriale e alle problematiche in materia di antincendio boschivo dei territori di appartenenza.
Ai fini dell'espletamento degli adempimenti amministrativi connessi alla cessione dei mezzi la determinazione in argomento è stata trasmessa al competente Assessorato Enti locali, Finanze ed Urbanistica - Servizio Provveditorato.
In relazione ai quesiti posti dagli interpellanti si comunica che :
- i destinatari dei mezzi sono riportati nell'allegato A) alla determinazione n. 65 del 28.01.2005.
- a questo ufficio non è dato di conoscere se da parte dell'Assessorato Enti Locali siano state definite cessioni in attuazione a quanto determinato dallo scrivente con atto n. 65 del 28.01.2005.
Oggetto: Cessione beni mobili ex art. 20, comma 7, L.R. 3/03. Determinazione n. 65 del 2.2.05
Allegata alla presente, e per i conseguenti provvedimenti di competenza, si trasmette la determinazione n. 65 del 2.2.2005 relativa alla cessione dei beni mobili in capo al Servizio Protezione Civile, alle Associazioni di Volontariato/ Enti Locali a termini dell'art. 20, comma 7, della LR. 3/03.
Come si evince dal contenuto della stessa determinazione i mezzi dovranno essere affidati alle Associazioni di Volontariato/Enti Locali secondo quanto riportato nell'allegato A) della stessa determinazione.
Unitamente si trasmette la documentazione amministrativa relativa ad ogni singolo mezzo (libretti di circolazione etc.) contenuta, per ciascun mezzo in singole buste riportanti 'sul frontespizio i dati identificativi.
Si evidenzia che:
- i mezzi assegnati a questo Servizio dal Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale a seguito del verbale in data 28.01.05 sono custoditi presso l'autoparco delÌRF del CFVA a Nuoro.
- il mezzo Land Rover Defender targato CA 732966 è stato affidato, in via provvisoria, al Comune di Villagrande Strisaili.
- i restanti mezzi sono al momento giacenti presso i Centri Operativi del Servizio in Località Giliacauas Elmas (Bremach e Defender) e Centro Servizi -Area Casic (moto Gilera).
Si invita altresì codesto Servizio Provveditorato a disporre il trasferimento dall'autoparco dell'IRF del CFVA a Nuoro allo scrivente Servizio della ricambistica di cui all'allegato 2 del verbale in data 28.01.05
(Il testo degli allegati è agli atti del Consiglio.)
Lo scrivente resta a disposizione per ogni chiarimento o integrazione.
Risposta scritta dell'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport all'interrogazione SERRA, con richiesta di risposta scritta, sulle nuove immissioni in ruolo del personale della scuola. (549)
Con riferimento all'interrogazione in oggetto, si fa presente che il consigliere Serra ripropone un problema molto attuale e storico per la scuola italiana e sarda. Il numero degli insegnanti precari è molto elevato e costituisce forse la più grande emergenza del settore scuola.
E' perciò ampiamente condivisibile il giudizio secondo cui il fenomeno del precariato subisce una crescita esponenziale dovuta al blocco, totale o parziale, del turn over e della politica dei tagli indiscriminati degli organici, iniziati nella metà degli anni '90, quando vennero varate le prime politiche di razionalizzazione della spesa pubblica.
Pur non dovendosi ricavare meccanicamente il fabbisogno di personale docente e ATA dal numero dei contratti di supplenza stipulati in un anno scolastico e che complessivamente ammontano per lo scorso anno a circa 5.500 unità, non v'è dubbio che in Sardegna sia necessario un robusto aumento delle dotazioni organiche della scuola.
L'Amministrazione Regionale, assunte le debite informazioni, stima in circa 2.500 unità il fabbisogno complessivo della scuola isolana, dal momento che il Ministero dell'Istruzione mette a disposizione annualmente il 32% del totale di dotazione organica, stimata sugli 'organici di diritto' costruiti sulla domanda delle singole istituzioni scolastiche.
E' intendimento della Amministrazione Regionale contribuire a dare concrete risposte ai 'precari storici' collaborando istituzionalmente col Ministero per individuare soluzioni capaci di evitare il perpetuarsi di un fenomeno, quale è quello del precariato, capace di autoalimentarsi oltre ogni logica di governo sin qui posta in essere.
Questo Assessorato ha già avviato opportuni contatti col Ministero per sollecitare ulteriori sforzi in tale direzione.
In particolare è da apprezzare la nota del 14.07 del Ministero dell'Istruzione al Ministero dell'Economia, con cui si chiede l'autorizzazione all'assunzione di altri 23.500 precari che porterebbero a 47.000 il numero di assunzioni previste. In tal caso, se le quote di ripartizione saranno le stesse, arriverebbero a circa 1.500 te immissioni in ruolo in Sardegna. Un numero importante e stimabile in 2/3 del fabbisogno deducibile dalle anagrafi ministeriali per la scuola sarda.
Sì condivide infine la considerazione secondo cui la stabilizzazione del personale favorisce la crescita delle professionalità e quindi l'elevazione complessiva della qualità del servizio scolastico. Premessa concrete per contrastare attivamente il fenomeno della dispersione scolastica particolarmente incisivo in Sardegna.
Risposta scritta dell'Assessore dell'igiene, sanità e dell'assistenza sociale all'interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulle scelte del manager della ASL n. l di Sassari che limitano pesantemente l'assistenza sanitaria nel territorio della Provincia di Sassari. (500)
Si allega alla presente la nota inviata dal Direttore dell'Azienda Usi n. 1 di Sassari in cui vengono fomiti elementi utili per la risposta all'interrogazione in oggetto.
In relazione all'Interrogazione Consiliare n°500/A proposta dall'On.le Amadu ed, in particolare, alle notìzie richieste in ordine alle scelte del manager della ASL n°l di Sassari che limitano pesantemente l'assistenza sanitaria nel territorio della Provincia di Sassari, si comunica quanto segue:
- il Nucleo di Valutazione aziendale è un organo obbligatorio previsto dalla normativa nazionale in vigore e dai contratti collettivi nazionali di lavoro, pertanto la sua costituzione è necessaria per la corretta attuazione degli istituti contrattuali vigenti. La normativa prevede che il Nucleo di Valutazione abbia il compito di valutare il raggiungimento degli obiettivi posti ai dirigenti. In considerazione della delicatezza del compito da espletare, questa è la motivazione che ha portato alla scelta di individuare esclusivamente professionisti esterni all'Azienda.
La composizione attuale del Nucleo di Valutazione dell'Azienda Sanitaria di Sassari risulta altamente qualificata, per la presenza di professionisti stimati nel proprio campo. In particolare, la componente squisitamente sanitaria trova nel dottor Giorgio Lenzotti un professionista di alto livello, che non soltanto presenta requisiti professionali indiscutibili, ma possiede anche una conoscenza approfondita della realtà locale, poiché ha maturato una specifica esperienza a Sassari in qualità di Direttore Sanitario dell'Azienda ASL n°l.
I compensi sono perfettamente in linea con i parametri di mercato vigente e applicati in tutte le aziende, per quello che riguarda il funzionamento dei Servizi di controllo interni.
Si rileva, infine, che le critiche sull'entità dei compensi e dei rimborsi sembrano pretestuose in quanto gli stessi sono pari a quelli previsti per i componenti del Nucleo di Valutazione attivo con la precedente dirigenza, anch'essi esterni e provenienti da altre regioni. Si sottolinea, infine, che al momento si realizza anche un risparmio, in considerazione del fatto che i componenti attuali sono in numero di tre mentre quelli del precedente Nucleo di Valutazione erano quattro.
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