Seduta n.170 del 11/04/2006
CLXX Seduta
Martedì 11 aprile 2006
Presidenza del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 47.
CHERCHI Oscar, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del martedì 14 febbraio 2006 (164), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Gerolamo Licandro ha chiesto congedo per la seduta di martedì 11 aprile 2006.
Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Sergio Milia, in data 27 marzo 2006, ha dichiarato di aver aderito al Gruppo consiliare U.D.C.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
"Norme in materia di organismi geneticamente modificati". (219)
(Pervenuto il 2 marzo 2006 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura". (223)
(Pervenuto il 20 marzo 2006 ed assegnato alla ottava Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
ATZERI - SCARPA: "Norme per l'istruzione e la formazione professionale". (217)
(Pervenuta il 21 febbraio 2006 e assegnata alla ottava Commissione.)
GESSA - DAVOLI - SANNA Franco - FADDA Paolo - MARRACINI - CERINA - SANNA Simonetta - BARRACCIU: "Modifica ed integrazioni alla legge regionale 15 ottobre 1997, n. 27, recante 'Riconoscimento del ruolo sociale delle società di mutuo soccorso ed interventi a tutela del loro patrimonio storico e culturale'". (218)
(Pervenuta il 24 febbraio 2006 e assegnata alla ottava Commissione.)
GESSA- BARRACCIU - BRUNO - CERINA - DAVOLI - DEDONI - CHERCHI Oscar - CORDA - FADDA Paolo - FRAU - LOMBARDO - MARRACINI - PINNA - PORCU - RANDAZZO - SANJUST - SANNA Franco - SANNA Simonetta: "Promozione della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna". (220)
(Pervenuta il 9 marzo 2006 e assegnata alla ottava Commissione.)
DEDONI - VARGIU - CASSANO - PISANO: "Istituzione del sistema ambientale integrato del Monte Arci". (221)
(Pervenuta il 10 marzo 2006 e assegnata alla quinta Commissione.
DEDONI - VARGIU - CASSANO - PISANO: "Interventi a tutela dei prodotti artigianali e artistici tipici della Sardegna". (222)
(Pervenuta il 10 marzo 2006 e assegnata alla sesta Commissione.)
PACIFICO - MASIA - COCCO - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - UGGIAS: "Istituzione della Consulta regionale della disabilità". (224)
(Pervenuta il 23 marzo 2006 e assegnata alla settima Commissione.)
LA SPISA - RASSU - LOMBARDO - SANJUST - CONTU - SANCIU - PETRINI - LICANDRO: "Norme per la valorizzazione del capitale umano e del patrimonio culturale della Sardegna. Disciplina del sistema educativo regionale di istruzione e formazione". (225)
(Pervenuta il 31 marzo 2006 e assegnata alla ottava Commissione)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione DEDONI sulla situazione economica ed occupazionale della CWF Italia di Santa Giusta". (315)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione PISANO sul licenziamento del signor Giovanni Chessa, notificato dalla società Sistemi idrici integrati srl". (260)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione AMADU sull'urgenza di una soluzione per evitare esuberi fra i lavoratori delle ditte d'appalto dell'ESAF". (225)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione SANCIU sull'espletamento della gara d'appalto per l'affidamento della gestione e manutenzione degli impianti di potabilizzazione e depurazione dell'Esaf". (115)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione CAPELLI - OPPI - CAPPAI - AMADU - BIANCAREDDU - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO sull'affidamento della gestione del servizio idrico integrato, sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, sulla sicurezza e funzionalità della gestione del servizio". (109)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione CALLEDDA - MARROCCU sulla vertenza dei lavoratori delle ditte d'appalto dell'ESAF". (81)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione IBBA sulle competenze trasferite all'ESAF Spa e sui rischi di privatizzazione del comparto idrico della Sardegna". (78)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione DEDONI sulla paventata regionalizzazione del CRS4". (263)
(Risposta scritta in data 20 febbraio 2006.)
"Interrogazione DEDONI sulla situazione finanziaria e sul funzionamento del CRS4". (396)
(Risposta scritta in data 20 febbraio 2006.)
"Interrogazione SANJUST sull'acquisto da parte dell'Assessorato della difesa dell'ambiente di batterie per ricetrasmittenti non a norma di legge". (415)
(Risposta scritta in data 20 febbraio 2006.)
"Interrogazione DEDONI sull'ampliamento del porto turistico "Sa Mardini" di Torregrande". (231)
(Risposta scritta in data 20 febbraio 2006.)
"Interrogazione LA SPISA - SANCIU - SANJUST - CONTU - PETRINI - RASSU sulla grave situazione di incertezza dei lavoratori dell'ERSAT". (440)
(Risposta scritta in data 20 febbraio 2006.)
"Interrogazione CALIGARIS sull'interruzione del conferimento della plastica da parte del Consorzio recupero plastica (Co.Re.Pla.) all'azienda Biosulcis 3000 srl di Iglesias". (425)
(Risposta scritta in data 2 marzo 2006.)
"Interrogazione CAPELLI sulla grave situazione dei comuni del Nuorese e dell'Ogliastra colpiti dall'ennesimo evento alluvionale". (442)
(Risposta scritta in data 6 marzo 2006.)
"Interrogazione MARRACINI - PITTALIS sulla situazione del comparto commerciale". (427)
(Risposta scritta in data 6 marzo 2006.)
"Interrogazione PACIFICO sulla composizione del collegio dei revisori dei conti presso la Fondazione Teatro lirico di Cagliari". (408)
(Risposta scritta in data 6 marzo 2006.)
"Interrogazione CASSANO sulla chiusura dell'ufficio di collocamento di Sassari". (351)
(Risposta scritta in data 6 marzo 2006.)
"Interrogazione DEDONI sul trasferimento dei beni e del personale degli Uffici del lavoro dallo Stato alle province". (350)
(Risposta scritta in data 6 marzo 2006.)
"Interrogazione CAPELLI sui gravi disagi provocati agli studenti di Oliena, dovuti al disservizio dei mezzi pubblici dell'Azienda regionale trasporti (Arst)". (445)
(Risposta scritta in data 9 marzo 2006.)
"Interrogazione CALIGARIS sui criteri nell'assegnazione degli incarichi relativi alle unità operative e dello straordinario nel Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione". (426)
(Risposta scritta in data 9 marzo 2006.)
"Interrogazione PORCU - CORDA sulla grave minaccia per l'area in prossimità del monumento naturale della sorgente di Su Gologone". (432)
(Risposta scritta in data 16 marzo 2006.)
"Interrogazione URAS - DAVOLI - PISU in merito alle opere di collegamento stradale tra la via Cadello e la via Is Maglias, a Cagliari". (401)
(Risposta scritta in data 20 marzo 2006.)
"Interrogazione CHERCHI Silvio sugli smottamenti che hanno interessato i palazzi di via Castelli a Cagliari in seguito ai lavori di costruzione del tunnel facente parte del primo lotto della strada di collegamento tra via Cadello e via San Paolo". (434)
(Risposta scritta in data 24 marzo 2006.)
"Interrogazione DEDONI sul personale dipendente dalla Società Sipas Spa". (230)
(Risposta scritta in data 31 marzo 2006.)
"Interrogazione LA SPISA - CONTU sui criteri di assegnazione dell'incarico al giornalista Luigi Coppola". (474)
(Risposta scritta in data 31 marzo 2006.)
"Interrogazione CASSANO in ordine all'installazione delle antenne per telefonia mobile all'interno dei centri urbani". (429)
(Risposta scritta in data 31 marzo 2006.)
"Interrogazione CALIGARIS sul bando di selezione interna per impiegati di 4° livello dell'Ente foreste della Sardegna". (461)
(Risposta scritta in data 31 marzo 2006.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
CHERCHI Oscar, Segretario:
"Interrogazione FLORIS Mario - LA SPISA - CHERCHI Oscar - LADU - ARTIZZU - CUCCU Franco Ignazio - AMADU - PISANO - VARGIU - DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sull'attività degli Assessorati regionali". (453)
"Interrogazione MANCA, con richiesta di risposta scritta, sui disagi relativi alla difficile situazione creatasi per il trasporto aereo verso Milano Malpensa". (454)
"Interrogazione CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sulla scarsa produzione di olive e di bacche di mirto, ulteriormente penalizzata dalla presenza di uccelli migratori". (455)
"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sui costi energetici e, in particolare, sul costo del gas in bombola". (456)
"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla scomparsa della Costa Smeralda dalla BIT di Milano". (457)
"Interrogazione CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sul programma di finanziamenti ai comuni per l'elettrificazione rurale (articolo 18 della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21)". (458)
"Interrogazione DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura di alcune strade rurali nel Comune di Laconi". (459)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sull'ipotesi di chiusura del reparto di urologia presso l'ospedale SS. Annunziata di Sassari". (460)
"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sul bando di selezione interna per impiegati di 4° livello dell'Ente foreste della Sardegna". (461)
"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione del Consorzio 21 e del CRS4". (462)
"Interrogazione LADU - GALLUS - MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata adozione del bando per la nuova misura del Piano di sviluppo rurale "miglioramento del benessere degli animali". (463)
"Interrogazione LADU - GALLUS - MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento della sede ERSAT in provincia di Nuoro". (464)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul mancato finanziamento della legge regionale 13 agosto 2001, n.12 (Incentivi alle imprese artigiane sull'apprendistato)". (465)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sull'episodio di violenza che si è svolto presso la divisione di neurochirurgia dell'Ospedale Brotzu". (466)
"Interrogazione CHERCHI Silvio - CALLEDDA - LAI, con richiesta di risposta scritta, sul mancato insediamento del comitato di coordinamento regionale per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro". (467)
"Interrogazione CALIGARIS - CERINA - SANNA Simonetta, con richiesta di risposta scritta, sull'atteggiamento del Governo nella adozione di una ragazza bielorussa da parte di una single sarda".(468)
"Interrogazione CHERCHI Silvio - CALLEDDA - LAI, con richiesta di risposta scritta, sul mancato insediamento del comitato di coordinamento regionale per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro". (469)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla continuità territoriale". (470)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulle necessità di emanare un decreto che sblocchi i progetti edilizi nell'agro di Sassari". (471)
"Interrogazione SANJUST, con richiesta di risposta scritta, sul procedimento di recupero delle progressioni professionali del personale dell'ERSAT". (472)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un adeguamento della convenzione che regola il servizio 118". (473)
"Interrogazione LA SPISA - CONTU, con richiesta di risposta scritta, sui criteri di assegnazione dell'incarico al giornalista Luigi Coppola". (474)
"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di utilizzare la graduatoria dell'ultimo concorso per colmare i vuoti di organico del Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA)". (475)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla tessera sanitaria". (476)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione dell'area industriale di Fiume Santo (Porto Torres)". (477)
"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sui gravi disagi derivanti dalla carenza di autisti nell'organico delle Ferrovie meridionali sarde". (478)
"Interrogazione LA SPISA, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione degli interventi a favore degli anziani nel Comune di Samatzai". (479)
"Interrogazione CUCCU Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sull'inquadramento del personale ESAF nell'Amministrazione regionale". (480)
"Interrogazione FLORIS Mario, con richiesta di risposta scritta, sugli errori e sulle inesattezze nell'Annuario degli alberghi della Sardegna". (481)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della comunità alloggio di Samatzai". (482)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un intervento della Giunta regionale per ripristinare le agevolazioni sul servizio di trasporto pubblico destinato agli studenti". (483)
"Interrogazione PISANO, con richiesta di risposta scritta, sulla illegittimità della delibera n. 414 del 28 febbraio 2006 adottata dal dottor Mario Selis, direttore generale dell'Azienda ospedaliera G. Brotzu, con la quale assume ad interim le funzioni di direttore amministrativo". (484)
"Interrogazione PORCU - BRUNO, con richiesta di risposta scritta, sul danno subito dalla società sarda Ales srl in merito alla sperimentazione di procedure di voto elettronico". (485)
"Interrogazione FLORIS Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla proroga del termine per presentare le domande relative al bando 'Progetti di qualità'". (486)
"Interrogazione DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla realizzazione del metanodotto Algeria-Sardegna". (487)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza:
CHERCHI Oscar, Segretario:
"Interpellanza FLORIS Vincenzo sull'ordinanza di demolizione in varie zone della provincia di Nuoro e in particolare nella zona "Testimonzos" a Nuoro". (150)
"Interpellanza MANINCHEDDA - BALIA sulla crisi dell'industria nella Sardegna centrale". (151)
"Interpellanza LADU - GALLUS - MURGIONI sulla società di gestione delle risorse idriche Abbanoa". (152)
"Interpellanza CAPELLI - OPPI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - BIANCAREDDU - RANDAZZO - AMADU sulla richiesta presentata dall'ESAF di deroga, per l'anno 2006, ai valori minimi di THM e di cloriti presenti nell'acqua potabile, stabiliti rispettivamente dal decreto del Presidente della Repubblica n. 236 del 1998 e dal decreto legislativo n. 31 del 2001". (153)
"Interpellanza CAPELLI - OPPI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - BIANCAREDDU - RANDAZZO - AMADU sull'accordo quadro del 6 febbraio 2006 tra l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e Federfarma Sardegna con particolare riferimento all'acquisto di materiali per diabetici mediante gara unica regionale". (154)
"Interpellanza OPPI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - Randazzo sui comandi di personale all'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale". (155)
"Interpellanza LA SPISA - CONTU - LOMBARDO - PETRINI sulle questioni relative all'applicazione della legge regionale 12 luglio 2005, n. 10, e sulla gestione del servizio idrico integrato". (156)
"Interpellanza SANJUST, sul mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale". (157)
"Interpellanza MARRACINI - PITTALIS sulla misura POR 4.9 - punto O) - Frutticoltura". (158)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
CHERCHI Oscar, Segretario:
"Mozione FLORIS Mario - CHERCHI Oscar - Atzeri sullo stato di attuazione dell'Intesa istituzionale di programma tra lo Stato e la Regione Sardegna sottoscritta in data 21 aprile 1999". (71)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco una Conferenza dei Capigruppo per meglio definire l'organizzazione dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 57, viene ripresa alle ore 17 e 26.)
(E' approvata)
Discussione e approvazione del disegno di legge "Disposizioni in materia di pesca" (173/A)
PRESIDENTE. Il primo punto all'ordine del giorno reca quindi la discussione del disegno di legge numero 173/A.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Uggias, relatore.
UGGIAS (La Margherita - D.L.), relatore. Signor Presidente, signori della Giunta, onorevoli consiglieri, la quinta Commissione permanente, nella seduta del 15 marzo 2006, ha completato l'esame del disegno di legge numero 173: "Disposizioni in materia di pesca", approvando un testo che ricalca essenzialmente il contenuto del provvedimento presentato dalla Giunta regionale.
Si tratta di un provvedimento molto importante per il settore della pesca e ciò è evidenziato dal consenso all'impianto normativo riconosciuto dalle categorie interessate. Queste infatti, in occasione delle audizioni condotte dalla quinta Commissione, hanno riconosciuto la valenza del testo in discussione e ne hanno chiesto la rapida approvazione. Parimenti l'importanza del provvedimento è evidenziata dal fatto che il testo è stato approvato dalla Commissione anche col voto favorevole dei rappresentanti dei Gruppi di minoranza.
Va rilevato che, con l'approvazione del disegno di legge, la Regione si dota di alcuni importanti e indispensabili strumenti di programmazione e disciplina del settore che, giova affermarlo, ha la particolarità di essere un settore che ha in sé valenza produttiva e contemporaneamente valenza ambientale. Presidente, vorrei riferire all'Assemblea alcuni dati che evidenziano la valenza economica del settore della pesca in Sardegna. Il numero degli addetti è di circa tre mila unità; la produzione regionale in termini di pescato è pari a undicimila tonnellate per un controvalore economico di 84 milioni di euro.
La flotta regionale conta complessivamente 1343 navigli dislocati nelle diverse marinerie di: Arbatax, Alghero, Cagliari, Carloforte, Golfo Aranci, La Maddalena, Olbia, Oristano, Porto Torres, Sant'Antioco; nell'oristanese sono presenti 306 imbarcazioni, 196 a Sant'Antioco, 198 a Cagliari, 45 ad Arbatax, 128 ad Alghero, 149 a Porto Torres, 78 a La Maddalena e 123 a Olbia - Golfo Aranci.
Entrando nel merito, si può osservare che il provvedimento afferisce alle funzioni amministrative in materia di pesca in acque marine, salmastre e dolci, di l'acquacoltura ivi comprese la mitilicoltura e la molluschicoltura, prevedendo in primo luogo che la Regione adotti un organico Piano regionale della pesca e dell'acquiaoltura che costituirà lo strumento di programmazione della politica regionale nel settore della pesca e dell'acquacoltura armonizzandosi così con la programmazione nazionale e dell'Unione Europea.
Merita una incidentale ma significativa considerazione da parte dell'Assemblea l'attuale propensione delle politiche comunitarie verso una consistente riduzione dello sforzo di pesca che, partendo dalla constatazione di un generale depauperamento delle risorse ittiche mondiali e, nello specifico, mediterranee, si sostanzia in una tendenziale limitazione nel breve periodo nella prospettiva di un rilancio del settore nel medio e lungo periodo.
Un'altra importante disposizione contenuta nel provvedimento in esame è quella che consente alla Regione di suddividere il litorale e le acque territoriali che circondano la Sardegna in distretti di pesca. Questa innovazione consentirà una gestione razionale delle risorse acquatiche contemperando le esigenze di un prelievo economicamente valido con le esigenze di una salvaguardia ambientale e, in particolare, con la sostenibilità dello sforzo di pesca.
L'istituzione di distretti delineerà ambiti limitati e potrà consentire tempi e forme efficaci di fermo biologico alle quali far corrispondere giuste compensazioni alle conseguenti perdite economiche patite dalle imprese del settore.
Questa norma costituisce, tra l'altro, una rivendicazione della competenza statutaria della Regione in materia di pesca; infatti, la normativa statale prevede che i distretti di pesca siano istituti con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, sia pure su proposta delle Regioni interessate. Il provvedimento si propone anche di superare i limiti che l'Unione Europea avrebbe potuto rilevare, come in passato ha rilevato, sulle disposizioni relative agli indennizzi conseguenti al cosiddetto fermo biologico.
In effetti, il mantenimento di un unico e indistinto ambito di applicazione del periodo di fermo pesca, evidenza una irrazionale forma di metodo di ripopolamento della fauna ittica e un'insanabile contraddizione tra la dimensione della consistente ricchezza dei nostri fondali e la presenza delle marinerie di altre regioni e di altri Stati mediterranei.
Merita inoltre apprezzabile considerazione la scelta del modello di gestione che si presenta improntato sul carattere dell'autogestione; infatti, il provvedimento normativo prevede che ciascun distretto sia amministrato dai rappresentanti delle imprese di pesca e dalle loro associazioni di categoria. Dovrà essere proprio la gestione diretta, quindi, a garantire il giusto rapporto tra esigenze economiche e tutela del mare inteso come fondo produttivo. In altri termini, potrà realizzarsi un sistema di gestione in cui il mondo della pesca determinerà il concreto attuarsi del principio di sviluppo sostenibile.
Nell'ambito del perseguimento di una politica del settore della pesca che sia compatibile con lo stato delle risorse naturali, il disegno di legge prevede anche l'adozione di un Piano di protezione delle risorse acquatiche che disciplini l'adozione di misure volte a migliorare la sostenibilità della pesca marittima anche mediante interruzioni dell'attività di pesca, limitazione delle catture, limitazioni del numero e del tipo di pescherecci autorizzati ad operare, prescrizioni tecniche sugli attrezzi di pesca, sulle zone di divieto e sulla protezione delle zone nursery. Sulla base di questa normativa sarà possibile prevedere la concessione di compensazioni finanziarie a favore dei pescatori che saranno costretti a ridurre la loro attività in attuazione del Piano.
Il disegno di legge, inoltre, prevede la concessione di aiuti a favore delle imprese del settore della pesca e dell'acquacoltura; in questo contesto appaiono particolarmente rilevanti le norme che prevedono la concessione di aiuti per la realizzazione delle attività di ittiturismo, ovvero attività di ospitalità e ricreative nelle imprese di pesca ed acquacoltura, nonché di pescaturismo, ovvero imbarco di persone non solo facenti parte dell'equipaggio su navi da pesca a scopo turistico-ricreativo. Si ritiene, infatti, che la diversificazione dell'attività delle imprese di pesca ed acquacoltura possa comportare un aumento del loro reddito e, nello stesso tempo, diffondere nella popolazione il rispetto della natura e la conoscenza di importanti settori dell'economia e della cultura della nostra società.
Nel provvedimento si prevede altresì l'istituzione di un fondo destinato alla concessione di indennizzi a favore degli imprenditori del settore della pesca e dell'acquacoltura che abbiano subito danni alle strutture aziendali o alla produzione a causa di eventi ambientali, atmosferici, inquinamento o a causa dell'attività della fauna protetta. Basta pensare ai cormorani ed ai delfini. Con l'approvazione di questa norma, in particolar modo, sarà possibile intervenire per indennizzare gli operatori di zone, come per esempio gli stagni dell'Oristanese, che fossero interessate da inquinamento e avessero subito gravi danni.
Va comunque evidenziato che l'approvazione della legge potrà dare impulso ad un settore che, coordinato con le politiche di produzione e commercializzazione in fieri, attraverso l'istituzione dei distretti e il conseguente riconoscimento di specificità territoriali (e di prodotto), potrà consentire anche un decollo di microsistemi economici e filiere quali quelli della mitilicoltura, della molluschicoltura, del muggine e della bottarga. Cioè potrà trasformare alcune attività tradizionali della Sardegna in compendi produttivi caratterizzati da alta valenza qualitativa, e in prospettiva quantitativa, tanto da candidarsi a ricoprire ruoli significativi nell'economia e nell'immagine complessiva della Regione.
Va rilevato, infine, che il provvedimento prevedeva uno stanziamento iniziale di otto milioni di euro per l'attuazione degli interventi contenuti nel Piano di protezione delle riserve acquatiche, tra cui appunto la concessione degli indennizzi a favore dei pescatori; la Commissione però, recependo il parere della Commissione bilancio, ha ridotto tale cifra a cinque milioni di euro. Si lascia poi all'attenzione dell'Aula la definitiva decisione in merito.
Vorrei ringraziare l'Assessore della difesa dell'ambiente, Tonino Dessì, riconoscendogli l'importante lavoro svolto nella definizione dell'impianto del disegno di legge, il Presidente della quinta Commissione, Alberto Sanna, per l'impulso dato ai lavori della Commissione, la Commissione in tutte le sue componenti, di maggioranza e di minoranza, in particolare il collega Giuseppe Cuccu e infine, ma non ultimo per importanza, per la preziosa collaborazione il funzionario responsabile, valido supporto giuridico e tecnico della Commissione e del relatore.
Data l'importanza del provvedimento e le aspettative che in esso ripongono gli operatori del settore, la Commissione e il relatore in particolare auspicano la rapida approvazione da parte dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono iscritti a parlare, ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, signori consiglieri, l'inversione dell'ordine del giorno mi ha sorpreso e non mi consentirà di fare un discorso di grandissimo respiro; ma la relazione è stata assolutamente esaustiva e ha rappresentato lo spirito del provvedimento e gli intendimenti del Governo della Regione. Piuttosto che intrattenervi su considerazioni di carattere generale vi fornirò semmai qualche notizia.
La Giunta ha dovuto adottare e proporre al Consiglio questo disegno di legge nei primi mesi del 2005 perché nel 2004, venuto meno il vecchio regime degli aiuti in materia di pesca stabilito dall'Unione Europea ed essendone entrato in vigore un altro, ci è stato notificato che, nelle more e in assenza di una nuova disciplina nel settore della pesca, avremmo dovuto interrompere il fermo biologico che per dieci anni è stato attuato nella Regione sarda, adottare un nuovo provvedimento, notificarlo all'Unione Europea e renderlo esecutivo sulla base degli orientamenti dell'Unione.
Per il 2005 non è stato adottato un provvedimento di fermo pesca, il Governo della Regione oltre che nell'elaborazione di questo disegno di legge si è impegnato a verificare, insieme agli organismi competenti dell'Unione Europea, la situazione precedente, dato che l'Unione Europea, ve lo ricordo, ha minacciato di avviare nei nostri confronti una procedura di infrazione per avere attuato il fermo pesca per dieci anni senza la notifica, se non il primo anno, della legge che lo disponeva. Abbiamo quindi avviato una trattativa, seguita politicamente dallo stesso Assessore, con la competente direzione dell'Unione Europea che, dopo il primo incontro tenutosi a Bruxelles, ha dato un apprezzamento informale sia del disegno di legge che avevamo elaborato sia della ricostruzione da noi fornita degli effetti e delle motivazioni del fermo biologico. Questo atteggiamento dell'Unione ci induce a ritenere che l'aspetto formale della mancata notificazione possa essere considerato superato e trattato non come illegittimità del regime ma semplicemente come una irregolarità.
Nella sostanza, a differenza di quanto è avvenuto in altri settori, ci è stato fatto capire che se avessimo giustificato bene l'operato della Regione nei dieci anni trascorsi, non saremmo stati costretti a richiedere indietro i contributi concessi per il fermo pesca agli operatori interessati.
Vi posso comunicare che ieri pomeriggio ho ricevuto, sia pure per vie meramente telefoniche e informali dalla delegazione italiana a Bruxelles, la notizia che il Comitato scientifico della Direzione pesca dell'Unione ha apprezzato il comportamento della Regione Sardegna e che quasi certamente oltre al "via libera", che in via informale era già stato dato, sul disegno di legge, avremmo una - chiamiamola così -assoluzione per il pregresso.
Nell'attesa che la Commissione e il Consiglio approvassero il provvedimento non siamo rimasti con le mani in mano; abbiamo cominciato a lavorare sul Piano di gestione delle risorse ittiche e delle risorse acquatiche che notificheremo alla Unione Europea insieme alla legge una volta approvata dal Consiglio, perché comunque la legge andrà trasmessa per la notifica all'Unione Europea.
Vorrei precisare, inoltre, che il disegno di legge è frutto di una concertazione "millimetrica" avvenuta con le associazioni rappresentative del delicatissimo, complesso e importante mondo delle marinerie sarde, che ha avuto il parere favorevole del Comitato regionale per la pesca e che ritengo che la Commissione abbia apportato, dalla lettura che ne ho fatto fino dall'approvazione definitiva, dei miglioramenti e delle integrazioni totalmente condivisibili. Pertanto la Giunta non presenterà alcun emendamento.
Le caratteristiche più importanti del provvedimento sono state illustrate dal relatore; l'obiettivo è quello di dar vita ad uno strumento che consenta una gestione del comparto equilibrata, produttivamente moderna, compatibile con la legislazione europea, in grado di rendere le imprese del settore competitive in un mercato sempre più complesso come quello mediterraneo. Questo testo, che la Commissione ha migliorato, è molto atteso da tutte le marinerie della Sardegna; provvederemo subito, una volta approvato il disegno di legge, oltre che alla adozione del Piano di gestione delle risorse acquatiche all'attuazione del punto centrale del disegno di legge che è quello della delimitazione e suddivisione del territorio regionale in distretti di pesca la cui gestione sarà partecipata ed affidata alle marinerie.
Infine, voglio aggiungere che il provvedimento è atteso non solo perchè vengono introdotti gli aiuti per l'ittiturismo, il pescaturismo, quindi per la diversificazione delle attività produttive, ma anche perché viene ridefinita la fattispecie di intervento del Fondo di solidarietà, punto per noi indispensabile. In difetto dell'approvazione di questo provvedimento, infatti, noi non siamo nelle condizioni allo stato attuale di risarcire i danni derivanti da calamità naturali perché dovremmo comunicare ogni singolo evento all'Unione Europea ed attendere per ogni singolo evento il controllo e l'autorizzazione al risarcimento. Quindi il provvedimento è molto atteso.
Non voglio fare un esercizio di piaggeria, al quale non sono abituato, ma voglio ringraziare la Commissione per aver approvato questo provvedimento che spero ottenga anche il via libera dell'Assemblea. Non vi tedierò ulteriormente, ma sappiate che l'approvazione di questo provvedimento registrerà la soddisfazione pressoché unanime degli operatori del mondo della pesca regionale, anche se non sono qui sugli "spalti"(non è stato possibile avvertirli in tempo), con i quali ho avuto modo di confrontarmi in questi mesi.
Concludo con un cenno sulla copertura finanziaria. Ovviamente, se il Consiglio sarà generoso e vorrà attribuirci qualche risorsa in più rispetto a quelle previste nel testo esitato dalla Commissione, il Governo regionale non la rispedirà indietro. La Giunta si rimette totalmente alla volontà del Consiglio..
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:
Art. 1
Finalità
1. Le presenti norme disciplinano, ad integrazione di quanto disposto dalla legge regionale 7 marzo 1956, n. 37 (Disposizioni relative all'esercizio di funzioni in materia di pesca), in via transitoria, le funzioni amministrative di competenza della Regione in materia di pesca e acquacoltura in acque marine, salmastre e dolci, ivi comprese la mitilicoltura e la molluschicoltura, fino all'emanazione di norme organiche di revisione della vigente legislazione regionale, avuto riguardo alle disposizioni della Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ed in armonia con i principi della riforma della politica comunitaria della pesca.
2. Gli interventi previsti dalla presente legge comprendono anche la marinocoltura.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:
Art. 2
Applicazione della normativa statale in materia di pesca
1. Per quanto non espressamente disciplinato con legge regionale si applicano le disposizioni statali in materia di pesca con particolare riferimento alle vigenti disposizioni della Legge 14 luglio 1965, n. 963 (Disciplina della pesca marittima), e successive modifiche ed integrazioni, e al relativo regolamento di attuazione approvato con decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639.
2. L'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, sentito il comitato tecnico consultivo della pesca, può, con proprio decreto, emanare disposizioni integrative e correttive della suddetta regolamentazione al fine di adeguarla al progresso delle conoscenze scientifiche ed applicazioni tecnologiche e per conformare la stessa alle prescrizioni previste dalla regolamentazione comunitaria.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
Art. 3
Piano regionale della pesca e dell'acquacoltura
1. La Regione, in attuazione dei principi e delle finalità ispiratori della presente legge ed al fine di raccordare la programmazione regionale agli obiettivi dei programmi nazionali e comunitari, adotta il Piano regionale triennale della pesca e dell'acquacoltura, in seguito denominato Piano.
2. Per il raggiungimento delle finalità di cui al comma 1 il Piano, articolato per comparti, comprende:
a) una parte generale concernente lo stato del settore pesca e acquacoltura in Sardegna;
b) una parte specifica concernente gli obiettivi del comparto;
c) una parte economica concernente l'indicazione delle risorse del bilancio e la ripartizione delle stesse tra i diversi settori d'intervento.
3. Il Piano deve tenere conto dei sottospecificati obiettivi:
a) perseguire la durabilità delle risorse ittiche per le generazioni presenti e future e la tutela della biodiversità;
b) perseguire lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione della produzione della pesca, dell'acquacoltura e delle attività connesse, così come definite dalle pertinenti leggi, anche attraverso la promozione dei piani di gestione delle risorse ittiche e dei programmi di sviluppo dell'acquacoltura sentite le associazioni, le organizzazioni di produttori e i consorzi riconosciuti in conformità con le norme comunitarie;
c) sviluppare le opportunità occupazionali, il ricambio generazionale delle attività economiche e delle tutele sociali anche attraverso l'incentivazione della multifunzionalità, la promozione della cooperazione, dell'associazionismo e delle iniziative in favore dei lavoratori dipendenti;
d) tutelare il consumatore in termini di rintracciabilità dei prodotti ittici, valorizzazione della qualità della produzione nazionale e della trasparenza informativa;
e) razionalizzare e riqualificare il mercato interno;
f) sviluppare la ricerca scientifica applicata alla pesca e all'acquacoltura secondo i principi della programmazione nazionale della ricerca;
g) semplificare le procedure amministrative relative ai rapporti tra imprese ittiche e pubbliche amministrazioni, anche attraverso l'istituzione di organismi per lo svolgimento di servizi al comparto;
h) promuovere l'aggiornamento professionale e la divulgazione dei fabbisogni formativi del settoredella pesca e dell'acquacoltura ed i conseguenti interventi di formazione continua e permanente.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 3 bis.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 bis:
Art. 3 bis
Approvazione del Piano
1. Il Piano è proposto dall'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e, prima dell'approvazione da parte della Giunta regionale, è sottoposto al parere del Comitato tecnico consultivo della pesca e, successivamente, a quello della competente Commissione del Consiglio regionale.
2. Il Comitato tecnico consultivo della pesca e la Commissione del Consiglio regionale esprimono il parere di competenza entro trenta giorni dal ricevimento formale della proposta del Piano, decorsi i quali il parere si intende espresso favorevolmente.
3. In fase di prima applicazione il Piano è elaborato dall'Assessore regionale della difesa dell'ambiente entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:
Art. 4
Istituzione dei distretti di pesca
1. Al fine di ottenere uno sfruttamento sostenibile delle risorse e per contenere l'impatto della pesca sulla conservazione degli ecosistemi marini per le finalità di cui all'articolo 17 del Regolamento n. 2371/CE del 2002 del Consiglio del 20 dicembre 2002, le attività di pesca nelle acque situate entro le dodici miglia nautiche dalle linee di base soggette alla giurisdizione della Regione sono riservate alle imbarcazioni che di fatto svolgono attività in dette acque, fatto salvo il diritto di accesso previsto dallo stesso articolo.
2. Per il raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1 e in attuazione del disposto della legge regionale n. 37 del 1956 e del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1965, n. 1627 (Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna in materia di pesca e saline sul demanio marittimo e nel mare territoriale), l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, con appositi decreti da emanare entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, sulla base dei dati scientifici relativi allo sforzo di pesca in atto e alla consistenza delle risorse biologiche, sentito il comitato tecnico-consultivo regionale della pesca, provvede a suddividere il litorale e le acque territoriali antistanti il territorio della Sardegna in distretti di pesca; la suddivisione è volta:
a) all'ottimale utilizzazione delle risorse attraverso la razionalizzazione dello sforzo di pesca esercitato dalle imprese di pesca iscritte nei compartimenti marittimi della Sardegna;
b) alla razionale utilizzazione degli spazi disponibili a terra per le attività di pesca e acquacoltura;
c) all'eliminazione preventiva di usi conflittuali del mare e del litorale della Sardegna.
3. I decreti sono corredati ed integrati da apposita cartografia.
4. La gestione dei distretti di pesca è disciplinata dall'Assessore regionale della difesa dell'ambiente con proprio decreto sentito il parere del Comitato tecnico consultivo della pesca; la gestione dei distretti di pesca, nel rispetto della pesca sportiva, può essere affidata a organismi di gestione costituiti fra imprese di pesca e loro associazioni
5. I distretti di pesca e la loro gestione possono essere modificati con le stesse modalità indicate nei commi precedenti.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:
Art. 5
Interventi per la protezione e la gestione delle risorse acquatiche
1. Al fine di regolare lo sforzo di pesca sulla base della consistenza delle risorse biologiche del mare, l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, per le finalità di cui al capitolo II del Regolamento n. 2371/CE del 2002, tenuto conto delle indicazioni della ricerca scientifica, adotta un Piano triennale di protezione delle risorse acquatiche per gli anni 2006-2008 attraverso l'adozione di misure volte a migliorare la sostenibilità della pesca marittima anche mediante interruzioni tecniche dell'attività di pesca, limitazione delle catture, limitazione del numero e del tipo dei pescherecci autorizzati ad operare, prescrizioni tecniche sugli attrezzi da pesca, sulle zone di divieto e sulla protezione delle zone "nursery".
2. Il Piano regionale concorre al perseguimento degli obiettivi del Piano nazionale delle risorse acquatiche per gli anni 2004-2006 adottato dal Ministero per le politiche agricole e forestali, tenuto conto delle peculiarità biologiche del mare della Sardegna e secondo le modalità di attuazione previste nella presente legge.
3. L'interruzione dell'attività di pesca, che può essere obbligatoria, riguarda le imbarcazioni iscritte nei compartimenti marittimi della Sardegna e che abbiano base operativa nell'Isola; essa può riguardare tutti o parte dei distretti di pesca come individuati all'articolo 4.
4. In dipendenza dell'adozione del Piano di protezione delle risorse acquatiche, sono riconosciute, a favore dei membri dell'equipaggio dei pescherecci interessati alle limitazioni dell'attività di pesca, misure di accompagnamento a carattere sociale, a compensazione del mancato reddito conformemente a quanto previsto dal paragrafo 6 dell'articolo 12 del Regolamento n. 2792/CE del 1999 del Consiglio del 17 dicembre 1999, nella misura prevista dai commi 5 e 6 dell'articolo 1 della legge regionale 22 dicembre 1998, n. 34 (Nuove norme di attuazione sul fermo biologico).
5. Il Piano di protezione, ove riguardante uno o più distretti, può essere affidato ad appositi organismi di gestione costituiti tra le imprese di pesca e loro associazioni.
6. Le modalità tecniche di attuazione della misura, ivi compresa l'entità delle compensazioni per le limitazioni dell'attività di pesca, sono adottate con decreto dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, sentito il comitato tecnico-consultivo regionale della pesca.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 6.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:
Art. 6
Finalità degli aiuti
1. Per il perseguimento delle finalità di cui alla legge regionale 23 giugno 1998, n. 19 (Disposizioni per l'attuazione degli interventi finanziari dell'Unione europea in materia di pesca e acquacoltura e disposizioni varie), l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere aiuti per investimenti nelle imprese di pesca e acquacoltura, ivi compresa la mitilicoltura e la molluschicoltura, finalizzati a:
a) ridurre i costi di produzione;
b) migliorare e riconvertire la produzione e incrementare la qualità;
c) tutelare e migliorare l'ambiente naturale e le condizioni di igiene negli allevamenti ittici;
d) promuovere la diversificazione delle attività nelle imprese di pesca e acquacoltura.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 6, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 7.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:
Art. 7
Beneficiari degli aiuti
1. Possono beneficiare degli aiuti gli imprenditori ittici, come definiti all'articolo 2 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (Orientamento e modernizzazione del settore della pesca e dell'acquacoltura, a norma dell'articolo 7 della Legge 5 marzo 2001, n. 57) e successive modificazioni ed integrazioni, le imprese, singole o associate, operanti in Sardegna, a condizione che possano comprovare, mediante valutazione delle prospettive:
a) redditività;
b) possesso di conoscenze e competenze professionali adeguate.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 7, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:
Art. 8
Investimenti ammessi a finanziamento
1. Sono ammessi a finanziamento i sottoindicati interventi:
a) ammodernamento di pescherecci;
b) acquacoltura;
c) lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura;
d) attrezzature dei porti da pesca;
e) promozione, innovazione tecnologica e assistenza tecnica;
f) interventi sulla piccola pesca costiera;
g) azioni realizzate dagli operatori del settore;
h) misure socio-economiche a sostegno della riconversione e della diversificazione delle attività di pesca;
i) impianti di depurazione delle acque utilizzate nella stabulazione;
l) interventi in attuazione della normativa vigente a tutela della sicurezza del lavoro in terra e in mare.
2. Oltre agli interventi di cui al comma 1 sono ammesse a finanziamento le spese relative alle iniziative connesse alla pesca. Si considerano connesse alle attività di pesca, purché non prevalenti rispetto a queste ed effettuate dall'imprenditore ittico mediante l'utilizzo di prodotti provenienti in prevalenza dalla propria attività di pesca, ovvero di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'impresa ittica, le seguenti attività:
a) imbarco di persone non facenti parte dell'equipaggio su navi da pesca a scopo turistico-ricreativo, denominata "pescaturismo";
b) attività di ospitalità, ricreative, didattiche, culturali e di servizi, finalizzate alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici e vallivi delle risorse della pesca e dell'acquacoltura, e alla valorizzazione degli aspetti socio-culturali delle imprese ittiche e di acquacoltura, esercitata da imprenditori, singoli o associati, attraverso l'utilizzo della propria abitazione o di struttura nella disponibilità dell'imprenditore stesso, denominata "ittiturismo";
c) prima lavorazione dei prodotti del mare e dell'acquacoltura, conservazione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione, nonché azioni di promozione e valorizzazione.
3. Alle opere ed alle strutture destinate all'ittiturismo si applicano le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 19 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nonché al comma 2 dell'articolo 24 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), relativamente all'utilizzo di opere provvisionali per l'accessibilità ed il superamento delle barriere architettoniche.
4. L'imbarco di persone di cui alla lettera a) del comma 2, è autorizzato dall'autorità marittima dell'ufficio di iscrizione della nave da pesca secondo le modalità fissate dalle disposizioni vigenti. Le attività di cui alle lettere a) e b) del comma 2 devono essere svolte in un rapporto di connessione e di complementarietà con l'attività di pesca e di acquacoltura che deve essere principale.
5. Le attività di pescaturismo e di ittiturismo sono disciplinate con apposito decreto dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, fatte salve le autorizzazioni necessarie per l'agibilità delle imbarcazioni e l'idoneità degli impianti delle infrastrutture da parte dei competenti organi.
6. Ulteriori investimenti ammessi a finanziamento sono:
a) acquisto e installazione a bordo di pescherecci di dispositivi elettronici di localizzazione (Blue box) che consentano ad un centro di controllo per la pesca di sorvegliare a distanza le imbarcazioni;
b) acquisto di deterrenti acustici a norma del regolamento n. 812/CE del 2004 del Consiglio del 26 aprile 2004 che stabilisce misure relative alla cattura accidentale di cetacei nell'ambito della pesca;
c) iniziative complementari e di diversificazione dell'attività di pesca e di acquacoltura quali:
1) la ristrutturazione e la diversificazione delle attività economiche;
2) la promozione della pluriattività;
3) la valorizzazione dei prodotti locali;
4) le piccole infrastrutture legate al pescaturismo e all'ittiturismo;
5) il sostegno alla cooperazione interregionale e transnazionale;
6) l'acquisizione delle competenze necessarie per l'elaborazione di strategie di sviluppo locali.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 8, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:
Art. 9
Tipo e intensità degli aiuti
1. Il contributo pubblico per le azioni di cui all'articolo 8, ricomprese nelle previsioni di intervento del Regolamento n. 2792/CE del 1999 e successive modifiche ed integrazioni, è determinato secondo l'allegato IV dello stesso Regolamento.
2. Gli interventi previsti al comma 6 dell'articolo 8 sono finanziati nel seguente modo:
a) le azioni di cui alle lettere a) e b) fino al 100 per cento dei costi ammissibili;
b) le azioni di cui alla lettera c) fino al 60 per cento dei costi ammissibili.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 9, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:
Art. 10
Fondo di solidarietà regionale della pesca
1. È istituito il fondo di solidarietà regionale della pesca le cui risorse sono destinate alla concessione da parte dell'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, in caso di calamità naturali o di avversità meteomarine ovvero ecologiche di carattere eccezionale, i cui effetti abbiano inciso sulle strutture o abbiano compromesso i bilanci economici delle imprese e delle cooperative della pesca, a titolo di primo intervento, di contributi a copertura del danno, a favore dei pescatori singoli o associati, che abbiano subito gravi danni e si trovino in particolari condizioni di bisogno per la ripresa produttiva delle proprie aziende.
2. Si considera compromesso un bilancio aziendale qualora il danno rispetto al fatturato medio delle imprese nei tre anni precedenti l'evento raggiunga la soglia indicata al punto 4.6. degli "Orientamenti per l'esame degli aiuti di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura".
3. È consentito un aiuto fino al 100 per cento per compensare i danni materiali subiti.
4. Il compito del fondo è inoltre quello di:
a) contribuire, entro i limiti previsti dalla disciplina comune sugli aiuti di Stato in materia di pesca e di acquacoltura, al pagamento dei premi relativi ai contratti di assicurazione, stipulati da imprese di pesca o di acquacoltura, che abbiano per oggetto rischi connessi ad eventi ambientali o atmosferici per:
1) risarcire i danni subiti da strutture aziendali a causa dell'insieme delle avversità atmosferiche;
2) risarcire i danni subiti dalle produzioni a causa dell'insieme delle avversità atmosferiche e degli eventi ambientali o di inquinamento, in grado di incidere in misura superiore all'ordinario sulla produzione;
b) concedere indennizzi:
1) ai concessionari della pesca nelle zone umide ed agli acquacoltori per danni provocati alle produzioni ittiche nelle aree umide e negli impianti di allevamento intensivo dalla fauna selvatica protetta;
2) ai pescatori marittimi per i danni arrecati alle attrezzature retiere dalla fauna marina protetta.
5. I criteri e le modalità tecniche di attuazione del fondo sono fissati con decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente, sentito il comitato tecnico consultivo della pesca.
6. Agli effetti della presente legge, sono equiparati ai pescatori gli acquacoltori in acque marine e salmastre, i molluschicoltori ed i mitilicoltori, nonché i soggetti che esercitano l'attività di acquacoltura.
7. L'Assessore regionale della difesa dell'ambiente sentiti le Università degli Studi della Sardegna o gli istituti scientifici operanti nel settore, sulla base di accertamenti disposti ed effettuati in relazione ad indicatori obiettivi di ordine biologico, ambientale ed economico, dichiara entro trenta giorni dalle segnalazioni l'esistenza di eccezionale calamità naturale o di avversità meteomarina ovvero ecologica e la relativa incidenza degli stessi eventi sulle strutture o sui bilanci economici delle imprese di cui al comma 1.
8. Qualora i danni subiti a seguito degli eventi calamitosi di cui al comma 1 siano in tutto o in parte ripianati con l'erogazione di fondi da parte di altri enti pubblici o compagnie assicuratrici, la corresponsione dei contributi previsti ha luogo solo fino alla concorrenza dell'eventuale differenza.
9. La dotazione del fondo di cui al comma 1, nel limite del 5 per cento delle somme complessive disponibili, può essere destinata dall'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente al finanziamento di ricerche scientifiche concernenti l'impatto degli eventi calamitosi sulle attività produttive danneggiate.
10. Il pagamento dei contributi in favore dei soggetti danneggiati è disposto dall'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente mediante apertura di credito a favore dei comuni nel cui territorio si è verificato ll'evento.
11. Le risorse stanziate nel fondo permangono nello stesso sino al loro completo utilizzo, conseguentemente non trovano applicazione i termini di impegnabilità e di pagamento disposti dalla vigente legge di contabilità.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 10, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 11.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:
Art.11
Abrogazione di norme
1. All'atto di entrata in vigore della presente legge, sono abrogati:
a) l'articolo 10 della legge regionale 19 luglio 2000, n. 14 (Attuazione del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, sulla tutela delle acque dall'inquinamento, modifica alle leggi regionali 21 settembre 1993, n. 46 e 29 luglio 1998, n. 23 e disposizioni varie);
b) la legge regionale n. 34 del 1998, ad esclusione dei commi 5 e 6 dell'articolo 1.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 11, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 12.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:
Art. 12
Copertura finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione degli articoli 3, 5, 8, 10, valutati in complessivi euro 6.950.000 per l'anno 2006 si fa fronte:
a) per quelli di cui all'articolo 3, determinati in euro 150.000, mediante utilizzo delle disponibilità sussistenti in conto dell'UPB S05.052;
b) per quelli di cui all'articolo 5, determinati in euro 5.000.000, mediante utilizzo delle risorse già destinate agli interventi di cui alla legge regionale n. 34 del 1998, iscritte in conto dell'UPB S05.050;
c) per quelli di cui all'articolo 8, determinati in euro 1.000.000, per quanto riguarda la somma di 250.000 euro mediante utilizzo delle risorse già destinate agli interventi di cui alla legge regionale n. 19 del 1998 ed iscritte in conto dell'UPB S05.052 (cap. 05184) e per quanto riguarda il restante importo di euro 750.000 mediante la variazione di bilancio di cui al comma 2;
d) per quelli di cui all'articolo 10, determinati in euro 800.000, mediante utilizzo delle risorse stanziate in conto dell'UPB S05.050 (cap. 05149 e 05150).
2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2006-2008 sono apportate le seguenti modifiche:
in aumento
05 - AMBIENTE
UPB S05.052
Interventi a tutela della pesca e acquacoltura
2006 euro 750.000
2007 euro ---
2008 euro ---
in diminuzione
UPB S03.006
Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente
2006 euro 750.000
2007 euro ---
2008 euro ---
mediante riduzione della voce 13 della tabella A) allegata alla legge finanziaria della Regione per l'anno 2006.
3. Alla determinazione degli oneri per gli anni successivi si provvede con la legge finanziaria della Regione.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 12, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 13.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:
Art. 13
Entrata in vigore
1. La presente legge è notificata alla Commissione europea e le disposizioni in essa contenute in materia di aiuti di stato entrano in vigore dopo l'approvazione della Commissione stessa.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 13, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo alla votazione finale del disegno di legge .
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 173/A.
(segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Petrini ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LADU - LANZI - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PETRINI - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - SPISSU - UGGIAS - URAS - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 71
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 216/A.
Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento.
chiedo il rinvio in Commissione del disegno di legge 216/A in quanto non conforme al disposto dell'articolo 10 della legge numero 11 dell'83, legge di contabilità, e dell'articolo 34 del Regolamento. Entrambi questi articoli prevedono più disegni di legge collegati alla manovra finanziaria, omogenei per materia, da assegnarsi alle Commissioni di merito, non un solo collegato contenente una pluralità di interventi. Il Presidente del Consiglio ha accettato il disegno di legge omnibus proposto dalla Giunta, mentre sarebbe stato più corretto, chiedere una ripartizione dello stesso in vari disegni di legge.
Inoltre, questo provvedimento verrà esaminato con una procedura anomala, che non trova alcun riscontro né alcuna giustificazione regolamentare, essendo stato assegnato all'esame congiunto della Commissione bilancio e delle diverse Commissioni di merito.
Il disegno di legge numero 216 è stato visto come una legge finanziaria bis, anzi è stato recepito come la vera legge finanziaria. Ma se fosse così dovevano essere escluse le tantissime norme intruse; in ogni caso la decisione sulle modalità d'esame è totalmente inspiegabile. Per quale motivo la terza Commissione ha esaminato nel merito problemi relativi all'agricoltura, all'industria, alle politiche sociali, al personale, alla pubblica istruzione, alla cultura, quando le competenze su tali materie, ai sensi dell'articolo 27 del Regolamento, sono esclusivamente delle Commissioni di merito? Non vi è alcuna affinità con le competenze della terza Commissione che ne giustificasse l'assegnamento alla Commissione terza pur in esame congiunto.
Si è forse voluto assegnare alla Commissione bilancio il ruolo antipatico di cane da guardia della difesa ad ogni costo dell'impostazione della Giunta. In verità la stessa Commissione poi, ha abdicato al suo ruolo accettando passivamente tutto quanto proposto nel testo. Istruttorie quindi non adeguate, che non vengono certamente migliorate dall'inserimento ad opera delle Commissioni di elementi di valutazione dei programmi di attuazione degli interventi; non esistono gli elementi per esprimere una valutazione sugli stessi mancando infatti, signor Presidente, qualsiasi sostegno documentale degli interventi proposti.
Non esiste alcuna indicazione sui criteri di attuazione, sui destinatari, sulle ripercussioni sul sistema regionale e anche sul sistema legislativo vigente, sulla congruità della spesa e sulla costituzionalità delle proposte, il tutto viene enunciato da titoli vuoti senza contenuti concreti. Non si può giudicare un libro dal titolo senza conoscere il contenuto, il Consiglio non può prendere posizione sugli articoli riguardanti le varie imposte perchè esistono pronunciamenti precisi della Corte Costituzionale su casi simili che escludono la possibilità di operare questo tipo di interventi in sede regionale.
Ma, sempre in tema di imposte, ci si chiede quali siano le previsioni della Giunta sulle plusvalenze, a quanti fabbricati si applicheranno, quali saranno gli alienanti a titolo oneroso con il domicilio fiscale fuori dalla Sardegna, perché si parla di una percentuale del 20 per cento e non del 5, del 10,del 25 o del 30, quale somma si intende incassare. Ancora, sulle imposte sulla seconda casa chiediamo quanti sono i potenziali destinatari, con che criterio è stata stabilita la misura annua, perché non di meno e non di più, quale introito si prevede e se è stato valutato il deprezzamento del patrimonio immobiliare e il danno, non solo in termini economici, per quanti, non sardi, hanno avuto il torto di investire in Sardegna anziché in Spagna o in Croazia, e se si è valutata la possibilità delle eventuali speculazioni che l'operazione determinerà.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Floris, debbo richiamarla al rispetto dei tempi.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io sto motivando la mia richiesta, guardi mi sono documentato, siccome si interviene per cinque minuti in sede di discussione, presumo che chi espone la richiesta abbia più tempo..
PRESIDENTE. Nel Regolamento sono sempre cinque i minuti, non c'è differenza tra chi espone la richiesta e chi poi interviene.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Non c'è scritto, c'è scritto soltanto…ma lasciamo perdere anche quello che dicono questi uffici che non sanno neanche dove sono messi; le ricordo infatti che nella lettera di risposta sul famoso ordine del giorno, le hanno fatto dire di avermi comunicato non vera, perché il Consiglio sapeva bene che si trattava non di un collegato alla finanziaria ma semplicemente di un dettaglio messo in evidenza perché il Consiglio approvasse la legge, come è stato, all'unanimità.
Io sto motivando la mia richiesta perchè desidero che rimanga agli atti, perché sto facendo denunce precise e perché ritengo che sia un argomento che forse interessa tutti. Voglio dire semplicemente che i problemi sono talmente grandi che non possono essere sottodimensionati dalle strutture inadeguate, e i consiglieri regionali per potersi pronunciare devono essere messi nelle condizioni di conoscere tutti gli aspetti di un problema. Debbono poter esitare leggi che non possono essere legate ad una maggioranza o ad una minoranza.
Signor Presidente, per i motivi esposti chiedo che il disegno di legge numero 216/A venga rinviato ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento nelle Commissioni di merito per un adeguamento dell'istruttoria.
PRESIDENTE. Onorevole Floris, sulla base delle sue segnalazioni, degli argomenti esposti anche in una comunicazione inviata al Presidente del Consiglio, noi abbiamo avuto modo di chiarire che il Consiglio ha valutato, approvando l'ordine del giorno, la complessità e anche l'unitarietà del disegno di legge medesimo che, non diversamente da quanto avviene per altri provvedimenti complessi recanti più materie, è stato esaminato dalla Commissione terza in seduta congiunta per le parti che comportavano il coinvolgimento delle altre Commissioni di merito. Questo è avvenuto anche in un tempo congruo di discussione, di valutazione e di esame preliminare nella Commissione, con tutti gli argomenti ed eventualmente i supporti necessari ai consiglieri perché assumessero una valutazione conclusiva.
Sul maxicollegato hanno lavorato tutte le Commissioni consiliari di merito in maniera approfondita, a seguito di questo lavoro il testo arriva conclusivamente in Aula. Io penso che le questioni che lei solleva, così come ho avuto modo di scrivere nella risposta, non costituiscano materia tale da rinviare, così come lei dice, il maxicollegato alle Commissioni di merito, penso che il maxicollegato mantenga la sua unitarietà e come tale possa essere affrontato dal Consiglio regionale.
Ora lei pone una questione pregiudiziale ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento che necessita di un pronunciamento del Consiglio. La votazione avviene per alzata di mano..
Chiedo ad un segretario di assistermi nel corso della votazione. Poichè non ho richieste di iscrizione a parlare , metto in votazione la questione pregiudiziale.
Chi la approva alzi la mano. Chi non la approva alzi la mano.
(Non è approvata)
Proseguiamo con l'esame del disegno di legge numero 216/A .
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Presidente, io capisco che così acceleriamo i lavori ma si era deciso di rimandare le relazioni a domani mattina e per domani mattina l'opposizione stava preparando i suoi interventi. Questo il problema.
PRESIDENTE. L'ordine dei lavori è stato definito in Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Tra oggi e domani mattina avremmo dovuto esitare il provvedimento sulla pesca e anche il disegno di legge in discussione. Avendo già approvato il provvedimento sulla pesca, naturalmente non ci aggiorniamo a domani mattina ma svolgiamo le relazioni stasera e domani proseguiamo con la discussione generale.
OPPI (U.D.C.). Presidente, anche alla luce delle osservazioni dell'onorevole Floris, io penso che convenga svolgere le relazioni domani mattina, in modo da chiudere rapidamente e seriamente.
PRESIDENTE. Colleghi, i lavori proseguiranno domani, 12 aprile, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 18 e 12.
Allegati seduta
CLXX Seduta
Martedì 11 aprile 2006
Presidenza del Presidente Spissu
INDICE
La seduta è aperta alle ore 16 e 47.
CHERCHI Oscar, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del martedì 14 febbraio 2006 (164), che è approvato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Gerolamo Licandro ha chiesto congedo per la seduta di martedì 11 aprile 2006.
Poiché non vi sono opposizioni il congedo si intende accordato.
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere Sergio Milia, in data 27 marzo 2006, ha dichiarato di aver aderito al Gruppo consiliare U.D.C.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni di legge:
"Norme in materia di organismi geneticamente modificati". (219)
(Pervenuto il 2 marzo 2006 ed assegnato alla quinta Commissione.)
"Norme in materia di beni culturali, istituti e luoghi della cultura". (223)
(Pervenuto il 20 marzo 2006 ed assegnato alla ottava Commissione.)
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
ATZERI - SCARPA: "Norme per l'istruzione e la formazione professionale". (217)
(Pervenuta il 21 febbraio 2006 e assegnata alla ottava Commissione.)
GESSA - DAVOLI - SANNA Franco - FADDA Paolo - MARRACINI - CERINA - SANNA Simonetta - BARRACCIU: "Modifica ed integrazioni alla legge regionale 15 ottobre 1997, n. 27, recante 'Riconoscimento del ruolo sociale delle società di mutuo soccorso ed interventi a tutela del loro patrimonio storico e culturale'". (218)
(Pervenuta il 24 febbraio 2006 e assegnata alla ottava Commissione.)
GESSA- BARRACCIU - BRUNO - CERINA - DAVOLI - DEDONI - CHERCHI Oscar - CORDA - FADDA Paolo - FRAU - LOMBARDO - MARRACINI - PINNA - PORCU - RANDAZZO - SANJUST - SANNA Franco - SANNA Simonetta: "Promozione della ricerca scientifica e dell'innovazione tecnologica in Sardegna". (220)
(Pervenuta il 9 marzo 2006 e assegnata alla ottava Commissione.)
DEDONI - VARGIU - CASSANO - PISANO: "Istituzione del sistema ambientale integrato del Monte Arci". (221)
(Pervenuta il 10 marzo 2006 e assegnata alla quinta Commissione.
DEDONI - VARGIU - CASSANO - PISANO: "Interventi a tutela dei prodotti artigianali e artistici tipici della Sardegna". (222)
(Pervenuta il 10 marzo 2006 e assegnata alla sesta Commissione.)
PACIFICO - MASIA - COCCO - FRAU - IBBA - LAI - LANZI - UGGIAS: "Istituzione della Consulta regionale della disabilità". (224)
(Pervenuta il 23 marzo 2006 e assegnata alla settima Commissione.)
LA SPISA - RASSU - LOMBARDO - SANJUST - CONTU - SANCIU - PETRINI - LICANDRO: "Norme per la valorizzazione del capitale umano e del patrimonio culturale della Sardegna. Disciplina del sistema educativo regionale di istruzione e formazione". (225)
(Pervenuta il 31 marzo 2006 e assegnata alla ottava Commissione)
Risposta scritta ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che è stata data risposta scritta alle seguenti interrogazioni:
"Interrogazione DEDONI sulla situazione economica ed occupazionale della CWF Italia di Santa Giusta". (315)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione PISANO sul licenziamento del signor Giovanni Chessa, notificato dalla società Sistemi idrici integrati srl". (260)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione AMADU sull'urgenza di una soluzione per evitare esuberi fra i lavoratori delle ditte d'appalto dell'ESAF". (225)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione SANCIU sull'espletamento della gara d'appalto per l'affidamento della gestione e manutenzione degli impianti di potabilizzazione e depurazione dell'Esaf". (115)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione CAPELLI - OPPI - CAPPAI - AMADU - BIANCAREDDU - CUCCU Franco Ignazio - RANDAZZO sull'affidamento della gestione del servizio idrico integrato, sulla salvaguardia dei livelli occupazionali, sulla sicurezza e funzionalità della gestione del servizio". (109)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione CALLEDDA - MARROCCU sulla vertenza dei lavoratori delle ditte d'appalto dell'ESAF". (81)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione IBBA sulle competenze trasferite all'ESAF Spa e sui rischi di privatizzazione del comparto idrico della Sardegna". (78)
(Risposta scritta in data 17 febbraio 2006.)
"Interrogazione DEDONI sulla paventata regionalizzazione del CRS4". (263)
(Risposta scritta in data 20 febbraio 2006.)
"Interrogazione DEDONI sulla situazione finanziaria e sul funzionamento del CRS4". (396)
(Risposta scritta in data 20 febbraio 2006.)
"Interrogazione SANJUST sull'acquisto da parte dell'Assessorato della difesa dell'ambiente di batterie per ricetrasmittenti non a norma di legge". (415)
(Risposta scritta in data 20 febbraio 2006.)
"Interrogazione DEDONI sull'ampliamento del porto turistico "Sa Mardini" di Torregrande". (231)
(Risposta scritta in data 20 febbraio 2006.)
"Interrogazione LA SPISA - SANCIU - SANJUST - CONTU - PETRINI - RASSU sulla grave situazione di incertezza dei lavoratori dell'ERSAT". (440)
(Risposta scritta in data 20 febbraio 2006.)
"Interrogazione CALIGARIS sull'interruzione del conferimento della plastica da parte del Consorzio recupero plastica (Co.Re.Pla.) all'azienda Biosulcis 3000 srl di Iglesias". (425)
(Risposta scritta in data 2 marzo 2006.)
"Interrogazione CAPELLI sulla grave situazione dei comuni del Nuorese e dell'Ogliastra colpiti dall'ennesimo evento alluvionale". (442)
(Risposta scritta in data 6 marzo 2006.)
"Interrogazione MARRACINI - PITTALIS sulla situazione del comparto commerciale". (427)
(Risposta scritta in data 6 marzo 2006.)
"Interrogazione PACIFICO sulla composizione del collegio dei revisori dei conti presso la Fondazione Teatro lirico di Cagliari". (408)
(Risposta scritta in data 6 marzo 2006.)
"Interrogazione CASSANO sulla chiusura dell'ufficio di collocamento di Sassari". (351)
(Risposta scritta in data 6 marzo 2006.)
"Interrogazione DEDONI sul trasferimento dei beni e del personale degli Uffici del lavoro dallo Stato alle province". (350)
(Risposta scritta in data 6 marzo 2006.)
"Interrogazione CAPELLI sui gravi disagi provocati agli studenti di Oliena, dovuti al disservizio dei mezzi pubblici dell'Azienda regionale trasporti (Arst)". (445)
(Risposta scritta in data 9 marzo 2006.)
"Interrogazione CALIGARIS sui criteri nell'assegnazione degli incarichi relativi alle unità operative e dello straordinario nel Corpo forestale e di vigilanza ambientale della Regione". (426)
(Risposta scritta in data 9 marzo 2006.)
"Interrogazione PORCU - CORDA sulla grave minaccia per l'area in prossimità del monumento naturale della sorgente di Su Gologone". (432)
(Risposta scritta in data 16 marzo 2006.)
"Interrogazione URAS - DAVOLI - PISU in merito alle opere di collegamento stradale tra la via Cadello e la via Is Maglias, a Cagliari". (401)
(Risposta scritta in data 20 marzo 2006.)
"Interrogazione CHERCHI Silvio sugli smottamenti che hanno interessato i palazzi di via Castelli a Cagliari in seguito ai lavori di costruzione del tunnel facente parte del primo lotto della strada di collegamento tra via Cadello e via San Paolo". (434)
(Risposta scritta in data 24 marzo 2006.)
"Interrogazione DEDONI sul personale dipendente dalla Società Sipas Spa". (230)
(Risposta scritta in data 31 marzo 2006.)
"Interrogazione LA SPISA - CONTU sui criteri di assegnazione dell'incarico al giornalista Luigi Coppola". (474)
(Risposta scritta in data 31 marzo 2006.)
"Interrogazione CASSANO in ordine all'installazione delle antenne per telefonia mobile all'interno dei centri urbani". (429)
(Risposta scritta in data 31 marzo 2006.)
"Interrogazione CALIGARIS sul bando di selezione interna per impiegati di 4° livello dell'Ente foreste della Sardegna". (461)
(Risposta scritta in data 31 marzo 2006.)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interrogazioni pervenute alla Presidenza:
CHERCHI Oscar, Segretario:
"Interrogazione FLORIS Mario - LA SPISA - CHERCHI Oscar - LADU - ARTIZZU - CUCCU Franco Ignazio - AMADU - PISANO - VARGIU - DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sull'attività degli Assessorati regionali". (453)
"Interrogazione MANCA, con richiesta di risposta scritta, sui disagi relativi alla difficile situazione creatasi per il trasporto aereo verso Milano Malpensa". (454)
"Interrogazione CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sulla scarsa produzione di olive e di bacche di mirto, ulteriormente penalizzata dalla presenza di uccelli migratori". (455)
"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sui costi energetici e, in particolare, sul costo del gas in bombola". (456)
"Interrogazione SANNA Matteo, con richiesta di risposta scritta, sulla scomparsa della Costa Smeralda dalla BIT di Milano". (457)
"Interrogazione CAPPAI, con richiesta di risposta scritta, sul programma di finanziamenti ai comuni per l'elettrificazione rurale (articolo 18 della legge regionale 14 novembre 2000, n. 21)". (458)
"Interrogazione DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla chiusura di alcune strade rurali nel Comune di Laconi". (459)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sull'ipotesi di chiusura del reparto di urologia presso l'ospedale SS. Annunziata di Sassari". (460)
"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sul bando di selezione interna per impiegati di 4° livello dell'Ente foreste della Sardegna". (461)
"Interrogazione DEDONI, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione del Consorzio 21 e del CRS4". (462)
"Interrogazione LADU - GALLUS - MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sulla mancata adozione del bando per la nuova misura del Piano di sviluppo rurale "miglioramento del benessere degli animali". (463)
"Interrogazione LADU - GALLUS - MURGIONI, con richiesta di risposta scritta, sul trasferimento della sede ERSAT in provincia di Nuoro". (464)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sul mancato finanziamento della legge regionale 13 agosto 2001, n.12 (Incentivi alle imprese artigiane sull'apprendistato)". (465)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sull'episodio di violenza che si è svolto presso la divisione di neurochirurgia dell'Ospedale Brotzu". (466)
"Interrogazione CHERCHI Silvio - CALLEDDA - LAI, con richiesta di risposta scritta, sul mancato insediamento del comitato di coordinamento regionale per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro". (467)
"Interrogazione CALIGARIS - CERINA - SANNA Simonetta, con richiesta di risposta scritta, sull'atteggiamento del Governo nella adozione di una ragazza bielorussa da parte di una single sarda".(468)
"Interrogazione CHERCHI Silvio - CALLEDDA - LAI, con richiesta di risposta scritta, sul mancato insediamento del comitato di coordinamento regionale per la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro". (469)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla continuità territoriale". (470)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulle necessità di emanare un decreto che sblocchi i progetti edilizi nell'agro di Sassari". (471)
"Interrogazione SANJUST, con richiesta di risposta scritta, sul procedimento di recupero delle progressioni professionali del personale dell'ERSAT". (472)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un adeguamento della convenzione che regola il servizio 118". (473)
"Interrogazione LA SPISA - CONTU, con richiesta di risposta scritta, sui criteri di assegnazione dell'incarico al giornalista Luigi Coppola". (474)
"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di utilizzare la graduatoria dell'ultimo concorso per colmare i vuoti di organico del Corpo forestale e di vigilanza ambientale (CFVA)". (475)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla tessera sanitaria". (476)
"Interrogazione CASSANO, con richiesta di risposta scritta, sulla grave situazione dell'area industriale di Fiume Santo (Porto Torres)". (477)
"Interrogazione CALIGARIS, con richiesta di risposta scritta, sui gravi disagi derivanti dalla carenza di autisti nell'organico delle Ferrovie meridionali sarde". (478)
"Interrogazione LA SPISA, con richiesta di risposta scritta, sulla gestione degli interventi a favore degli anziani nel Comune di Samatzai". (479)
"Interrogazione CUCCU Giuseppe, con richiesta di risposta scritta, sull'inquadramento del personale ESAF nell'Amministrazione regionale". (480)
"Interrogazione FLORIS Mario, con richiesta di risposta scritta, sugli errori e sulle inesattezze nell'Annuario degli alberghi della Sardegna". (481)
"Interrogazione VARGIU, con richiesta di risposta scritta, sulla situazione della comunità alloggio di Samatzai". (482)
"Interrogazione AMADU, con richiesta di risposta scritta, sulla necessità di un intervento della Giunta regionale per ripristinare le agevolazioni sul servizio di trasporto pubblico destinato agli studenti". (483)
"Interrogazione PISANO, con richiesta di risposta scritta, sulla illegittimità della delibera n. 414 del 28 febbraio 2006 adottata dal dottor Mario Selis, direttore generale dell'Azienda ospedaliera G. Brotzu, con la quale assume ad interim le funzioni di direttore amministrativo". (484)
"Interrogazione PORCU - BRUNO, con richiesta di risposta scritta, sul danno subito dalla società sarda Ales srl in merito alla sperimentazione di procedure di voto elettronico". (485)
"Interrogazione FLORIS Mario, con richiesta di risposta scritta, sulla proroga del termine per presentare le domande relative al bando 'Progetti di qualità'". (486)
"Interrogazione DIANA, con richiesta di risposta scritta, sulla realizzazione del metanodotto Algeria-Sardegna". (487)
PRESIDENTE. Si dia annunzio delle interpellanze pervenute alla Presidenza:
CHERCHI Oscar, Segretario:
"Interpellanza FLORIS Vincenzo sull'ordinanza di demolizione in varie zone della provincia di Nuoro e in particolare nella zona "Testimonzos" a Nuoro". (150)
"Interpellanza MANINCHEDDA - BALIA sulla crisi dell'industria nella Sardegna centrale". (151)
"Interpellanza LADU - GALLUS - MURGIONI sulla società di gestione delle risorse idriche Abbanoa". (152)
"Interpellanza CAPELLI - OPPI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - BIANCAREDDU - RANDAZZO - AMADU sulla richiesta presentata dall'ESAF di deroga, per l'anno 2006, ai valori minimi di THM e di cloriti presenti nell'acqua potabile, stabiliti rispettivamente dal decreto del Presidente della Repubblica n. 236 del 1998 e dal decreto legislativo n. 31 del 2001". (153)
"Interpellanza CAPELLI - OPPI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - BIANCAREDDU - RANDAZZO - AMADU sull'accordo quadro del 6 febbraio 2006 tra l'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale e Federfarma Sardegna con particolare riferimento all'acquisto di materiali per diabetici mediante gara unica regionale". (154)
"Interpellanza OPPI - AMADU - BIANCAREDDU - CAPELLI - CAPPAI - CUCCU Franco Ignazio - Randazzo sui comandi di personale all'Assessorato regionale dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale". (155)
"Interpellanza LA SPISA - CONTU - LOMBARDO - PETRINI sulle questioni relative all'applicazione della legge regionale 12 luglio 2005, n. 10, e sulla gestione del servizio idrico integrato". (156)
"Interpellanza SANJUST, sul mancato pagamento degli stipendi dei lavoratori del Consorzio di bonifica della Sardegna meridionale". (157)
"Interpellanza MARRACINI - PITTALIS sulla misura POR 4.9 - punto O) - Frutticoltura". (158)
PRESIDENTE. Si dia annunzio della mozione pervenuta alla Presidenza.
CHERCHI Oscar, Segretario:
"Mozione FLORIS Mario - CHERCHI Oscar - Atzeri sullo stato di attuazione dell'Intesa istituzionale di programma tra lo Stato e la Regione Sardegna sottoscritta in data 21 aprile 1999". (71)
PRESIDENTE. Sospendo la seduta e convoco una Conferenza dei Capigruppo per meglio definire l'organizzazione dei lavori.
(La seduta, sospesa alle ore 16 e 57, viene ripresa alle ore 17 e 26.)
(E' approvata)
Discussione e approvazione del disegno di legge "Disposizioni in materia di pesca" (173/A)
PRESIDENTE. Il primo punto all'ordine del giorno reca quindi la discussione del disegno di legge numero 173/A.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Uggias, relatore.
UGGIAS (La Margherita - D.L.), relatore. Signor Presidente, signori della Giunta, onorevoli consiglieri, la quinta Commissione permanente, nella seduta del 15 marzo 2006, ha completato l'esame del disegno di legge numero 173: "Disposizioni in materia di pesca", approvando un testo che ricalca essenzialmente il contenuto del provvedimento presentato dalla Giunta regionale.
Si tratta di un provvedimento molto importante per il settore della pesca e ciò è evidenziato dal consenso all'impianto normativo riconosciuto dalle categorie interessate. Queste infatti, in occasione delle audizioni condotte dalla quinta Commissione, hanno riconosciuto la valenza del testo in discussione e ne hanno chiesto la rapida approvazione. Parimenti l'importanza del provvedimento è evidenziata dal fatto che il testo è stato approvato dalla Commissione anche col voto favorevole dei rappresentanti dei Gruppi di minoranza.
Va rilevato che, con l'approvazione del disegno di legge, la Regione si dota di alcuni importanti e indispensabili strumenti di programmazione e disciplina del settore che, giova affermarlo, ha la particolarità di essere un settore che ha in sé valenza produttiva e contemporaneamente valenza ambientale. Presidente, vorrei riferire all'Assemblea alcuni dati che evidenziano la valenza economica del settore della pesca in Sardegna. Il numero degli addetti è di circa tre mila unità; la produzione regionale in termini di pescato è pari a undicimila tonnellate per un controvalore economico di 84 milioni di euro.
La flotta regionale conta complessivamente 1343 navigli dislocati nelle diverse marinerie di: Arbatax, Alghero, Cagliari, Carloforte, Golfo Aranci, La Maddalena, Olbia, Oristano, Porto Torres, Sant'Antioco; nell'oristanese sono presenti 306 imbarcazioni, 196 a Sant'Antioco, 198 a Cagliari, 45 ad Arbatax, 128 ad Alghero, 149 a Porto Torres, 78 a La Maddalena e 123 a Olbia - Golfo Aranci.
Entrando nel merito, si può osservare che il provvedimento afferisce alle funzioni amministrative in materia di pesca in acque marine, salmastre e dolci, di l'acquacoltura ivi comprese la mitilicoltura e la molluschicoltura, prevedendo in primo luogo che la Regione adotti un organico Piano regionale della pesca e dell'acquiaoltura che costituirà lo strumento di programmazione della politica regionale nel settore della pesca e dell'acquacoltura armonizzandosi così con la programmazione nazionale e dell'Unione Europea.
Merita una incidentale ma significativa considerazione da parte dell'Assemblea l'attuale propensione delle politiche comunitarie verso una consistente riduzione dello sforzo di pesca che, partendo dalla constatazione di un generale depauperamento delle risorse ittiche mondiali e, nello specifico, mediterranee, si sostanzia in una tendenziale limitazione nel breve periodo nella prospettiva di un rilancio del settore nel medio e lungo periodo.
Un'altra importante disposizione contenuta nel provvedimento in esame è quella che consente alla Regione di suddividere il litorale e le acque territoriali che circondano la Sardegna in distretti di pesca. Questa innovazione consentirà una gestione razionale delle risorse acquatiche contemperando le esigenze di un prelievo economicamente valido con le esigenze di una salvaguardia ambientale e, in particolare, con la sostenibilità dello sforzo di pesca.
L'istituzione di distretti delineerà ambiti limitati e potrà consentire tempi e forme efficaci di fermo biologico alle quali far corrispondere giuste compensazioni alle conseguenti perdite economiche patite dalle imprese del settore.
Questa norma costituisce, tra l'altro, una rivendicazione della competenza statutaria della Regione in materia di pesca; infatti, la normativa statale prevede che i distretti di pesca siano istituti con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali, sia pure su proposta delle Regioni interessate. Il provvedimento si propone anche di superare i limiti che l'Unione Europea avrebbe potuto rilevare, come in passato ha rilevato, sulle disposizioni relative agli indennizzi conseguenti al cosiddetto fermo biologico.
In effetti, il mantenimento di un unico e indistinto ambito di applicazione del periodo di fermo pesca, evidenza una irrazionale forma di metodo di ripopolamento della fauna ittica e un'insanabile contraddizione tra la dimensione della consistente ricchezza dei nostri fondali e la presenza delle marinerie di altre regioni e di altri Stati mediterranei.
Merita inoltre apprezzabile considerazione la scelta del modello di gestione che si presenta improntato sul carattere dell'autogestione; infatti, il provvedimento normativo prevede che ciascun distretto sia amministrato dai rappresentanti delle imprese di pesca e dalle loro associazioni di categoria. Dovrà essere proprio la gestione diretta, quindi, a garantire il giusto rapporto tra esigenze economiche e tutela del mare inteso come fondo produttivo. In altri termini, potrà realizzarsi un sistema di gestione in cui il mondo della pesca determinerà il concreto attuarsi del principio di sviluppo sostenibile.
Nell'ambito del perseguimento di una politica del settore della pesca che sia compatibile con lo stato delle risorse naturali, il disegno di legge prevede anche l'adozione di un Piano di protezione delle risorse acquatiche che disciplini l'adozione di misure volte a migliorare la sostenibilità della pesca marittima anche mediante interruzioni dell'attività di pesca, limitazione delle catture, limitazioni del numero e del tipo di pescherecci autorizzati ad operare, prescrizioni tecniche sugli attrezzi di pesca, sulle zone di divieto e sulla protezione delle zone nursery. Sulla base di questa normativa sarà possibile prevedere la concessione di compensazioni finanziarie a favore dei pescatori che saranno costretti a ridurre la loro attività in attuazione del Piano.
Il disegno di legge, inoltre, prevede la concessione di aiuti a favore delle imprese del settore della pesca e dell'acquacoltura; in questo contesto appaiono particolarmente rilevanti le norme che prevedono la concessione di aiuti per la realizzazione delle attività di ittiturismo, ovvero attività di ospitalità e ricreative nelle imprese di pesca ed acquacoltura, nonché di pescaturismo, ovvero imbarco di persone non solo facenti parte dell'equipaggio su navi da pesca a scopo turistico-ricreativo. Si ritiene, infatti, che la diversificazione dell'attività delle imprese di pesca ed acquacoltura possa comportare un aumento del loro reddito e, nello stesso tempo, diffondere nella popolazione il rispetto della natura e la conoscenza di importanti settori dell'economia e della cultura della nostra società.
Nel provvedimento si prevede altresì l'istituzione di un fondo destinato alla concessione di indennizzi a favore degli imprenditori del settore della pesca e dell'acquacoltura che abbiano subito danni alle strutture aziendali o alla produzione a causa di eventi ambientali, atmosferici, inquinamento o a causa dell'attività della fauna protetta. Basta pensare ai cormorani ed ai delfini. Con l'approvazione di questa norma, in particolar modo, sarà possibile intervenire per indennizzare gli operatori di zone, come per esempio gli stagni dell'Oristanese, che fossero interessate da inquinamento e avessero subito gravi danni.
Va comunque evidenziato che l'approvazione della legge potrà dare impulso ad un settore che, coordinato con le politiche di produzione e commercializzazione in fieri, attraverso l'istituzione dei distretti e il conseguente riconoscimento di specificità territoriali (e di prodotto), potrà consentire anche un decollo di microsistemi economici e filiere quali quelli della mitilicoltura, della molluschicoltura, del muggine e della bottarga. Cioè potrà trasformare alcune attività tradizionali della Sardegna in compendi produttivi caratterizzati da alta valenza qualitativa, e in prospettiva quantitativa, tanto da candidarsi a ricoprire ruoli significativi nell'economia e nell'immagine complessiva della Regione.
Va rilevato, infine, che il provvedimento prevedeva uno stanziamento iniziale di otto milioni di euro per l'attuazione degli interventi contenuti nel Piano di protezione delle riserve acquatiche, tra cui appunto la concessione degli indennizzi a favore dei pescatori; la Commissione però, recependo il parere della Commissione bilancio, ha ridotto tale cifra a cinque milioni di euro. Si lascia poi all'attenzione dell'Aula la definitiva decisione in merito.
Vorrei ringraziare l'Assessore della difesa dell'ambiente, Tonino Dessì, riconoscendogli l'importante lavoro svolto nella definizione dell'impianto del disegno di legge, il Presidente della quinta Commissione, Alberto Sanna, per l'impulso dato ai lavori della Commissione, la Commissione in tutte le sue componenti, di maggioranza e di minoranza, in particolare il collega Giuseppe Cuccu e infine, ma non ultimo per importanza, per la preziosa collaborazione il funzionario responsabile, valido supporto giuridico e tecnico della Commissione e del relatore.
Data l'importanza del provvedimento e le aspettative che in esso ripongono gli operatori del settore, la Commissione e il relatore in particolare auspicano la rapida approvazione da parte dell'Assemblea.
PRESIDENTE. Poiché non vi sono iscritti a parlare, ha facoltà di parlare l'Assessore della difesa dell'ambiente.
DESSI', Assessore tecnico della difesa dell'ambiente. Signor Presidente, signori consiglieri, l'inversione dell'ordine del giorno mi ha sorpreso e non mi consentirà di fare un discorso di grandissimo respiro; ma la relazione è stata assolutamente esaustiva e ha rappresentato lo spirito del provvedimento e gli intendimenti del Governo della Regione. Piuttosto che intrattenervi su considerazioni di carattere generale vi fornirò semmai qualche notizia.
La Giunta ha dovuto adottare e proporre al Consiglio questo disegno di legge nei primi mesi del 2005 perché nel 2004, venuto meno il vecchio regime degli aiuti in materia di pesca stabilito dall'Unione Europea ed essendone entrato in vigore un altro, ci è stato notificato che, nelle more e in assenza di una nuova disciplina nel settore della pesca, avremmo dovuto interrompere il fermo biologico che per dieci anni è stato attuato nella Regione sarda, adottare un nuovo provvedimento, notificarlo all'Unione Europea e renderlo esecutivo sulla base degli orientamenti dell'Unione.
Per il 2005 non è stato adottato un provvedimento di fermo pesca, il Governo della Regione oltre che nell'elaborazione di questo disegno di legge si è impegnato a verificare, insieme agli organismi competenti dell'Unione Europea, la situazione precedente, dato che l'Unione Europea, ve lo ricordo, ha minacciato di avviare nei nostri confronti una procedura di infrazione per avere attuato il fermo pesca per dieci anni senza la notifica, se non il primo anno, della legge che lo disponeva. Abbiamo quindi avviato una trattativa, seguita politicamente dallo stesso Assessore, con la competente direzione dell'Unione Europea che, dopo il primo incontro tenutosi a Bruxelles, ha dato un apprezzamento informale sia del disegno di legge che avevamo elaborato sia della ricostruzione da noi fornita degli effetti e delle motivazioni del fermo biologico. Questo atteggiamento dell'Unione ci induce a ritenere che l'aspetto formale della mancata notificazione possa essere considerato superato e trattato non come illegittimità del regime ma semplicemente come una irregolarità.
Nella sostanza, a differenza di quanto è avvenuto in altri settori, ci è stato fatto capire che se avessimo giustificato bene l'operato della Regione nei dieci anni trascorsi, non saremmo stati costretti a richiedere indietro i contributi concessi per il fermo pesca agli operatori interessati.
Vi posso comunicare che ieri pomeriggio ho ricevuto, sia pure per vie meramente telefoniche e informali dalla delegazione italiana a Bruxelles, la notizia che il Comitato scientifico della Direzione pesca dell'Unione ha apprezzato il comportamento della Regione Sardegna e che quasi certamente oltre al "via libera", che in via informale era già stato dato, sul disegno di legge, avremmo una - chiamiamola così -assoluzione per il pregresso.
Nell'attesa che la Commissione e il Consiglio approvassero il provvedimento non siamo rimasti con le mani in mano; abbiamo cominciato a lavorare sul Piano di gestione delle risorse ittiche e delle risorse acquatiche che notificheremo alla Unione Europea insieme alla legge una volta approvata dal Consiglio, perché comunque la legge andrà trasmessa per la notifica all'Unione Europea.
Vorrei precisare, inoltre, che il disegno di legge è frutto di una concertazione "millimetrica" avvenuta con le associazioni rappresentative del delicatissimo, complesso e importante mondo delle marinerie sarde, che ha avuto il parere favorevole del Comitato regionale per la pesca e che ritengo che la Commissione abbia apportato, dalla lettura che ne ho fatto fino dall'approvazione definitiva, dei miglioramenti e delle integrazioni totalmente condivisibili. Pertanto la Giunta non presenterà alcun emendamento.
Le caratteristiche più importanti del provvedimento sono state illustrate dal relatore; l'obiettivo è quello di dar vita ad uno strumento che consenta una gestione del comparto equilibrata, produttivamente moderna, compatibile con la legislazione europea, in grado di rendere le imprese del settore competitive in un mercato sempre più complesso come quello mediterraneo. Questo testo, che la Commissione ha migliorato, è molto atteso da tutte le marinerie della Sardegna; provvederemo subito, una volta approvato il disegno di legge, oltre che alla adozione del Piano di gestione delle risorse acquatiche all'attuazione del punto centrale del disegno di legge che è quello della delimitazione e suddivisione del territorio regionale in distretti di pesca la cui gestione sarà partecipata ed affidata alle marinerie.
Infine, voglio aggiungere che il provvedimento è atteso non solo perchè vengono introdotti gli aiuti per l'ittiturismo, il pescaturismo, quindi per la diversificazione delle attività produttive, ma anche perché viene ridefinita la fattispecie di intervento del Fondo di solidarietà, punto per noi indispensabile. In difetto dell'approvazione di questo provvedimento, infatti, noi non siamo nelle condizioni allo stato attuale di risarcire i danni derivanti da calamità naturali perché dovremmo comunicare ogni singolo evento all'Unione Europea ed attendere per ogni singolo evento il controllo e l'autorizzazione al risarcimento. Quindi il provvedimento è molto atteso.
Non voglio fare un esercizio di piaggeria, al quale non sono abituato, ma voglio ringraziare la Commissione per aver approvato questo provvedimento che spero ottenga anche il via libera dell'Assemblea. Non vi tedierò ulteriormente, ma sappiate che l'approvazione di questo provvedimento registrerà la soddisfazione pressoché unanime degli operatori del mondo della pesca regionale, anche se non sono qui sugli "spalti"(non è stato possibile avvertirli in tempo), con i quali ho avuto modo di confrontarmi in questi mesi.
Concludo con un cenno sulla copertura finanziaria. Ovviamente, se il Consiglio sarà generoso e vorrà attribuirci qualche risorsa in più rispetto a quelle previste nel testo esitato dalla Commissione, il Governo regionale non la rispedirà indietro. La Giunta si rimette totalmente alla volontà del Consiglio..
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 1.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 1:
Art. 1
Finalità
1. Le presenti norme disciplinano, ad integrazione di quanto disposto dalla legge regionale 7 marzo 1956, n. 37 (Disposizioni relative all'esercizio di funzioni in materia di pesca), in via transitoria, le funzioni amministrative di competenza della Regione in materia di pesca e acquacoltura in acque marine, salmastre e dolci, ivi comprese la mitilicoltura e la molluschicoltura, fino all'emanazione di norme organiche di revisione della vigente legislazione regionale, avuto riguardo alle disposizioni della Legge Costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3, ed in armonia con i principi della riforma della politica comunitaria della pesca.
2. Gli interventi previsti dalla presente legge comprendono anche la marinocoltura.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 1, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 2.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 2:
Art. 2
Applicazione della normativa statale in materia di pesca
1. Per quanto non espressamente disciplinato con legge regionale si applicano le disposizioni statali in materia di pesca con particolare riferimento alle vigenti disposizioni della Legge 14 luglio 1965, n. 963 (Disciplina della pesca marittima), e successive modifiche ed integrazioni, e al relativo regolamento di attuazione approvato con decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n. 1639.
2. L'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, sentito il comitato tecnico consultivo della pesca, può, con proprio decreto, emanare disposizioni integrative e correttive della suddetta regolamentazione al fine di adeguarla al progresso delle conoscenze scientifiche ed applicazioni tecnologiche e per conformare la stessa alle prescrizioni previste dalla regolamentazione comunitaria.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 2, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 3.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3:
Art. 3
Piano regionale della pesca e dell'acquacoltura
1. La Regione, in attuazione dei principi e delle finalità ispiratori della presente legge ed al fine di raccordare la programmazione regionale agli obiettivi dei programmi nazionali e comunitari, adotta il Piano regionale triennale della pesca e dell'acquacoltura, in seguito denominato Piano.
2. Per il raggiungimento delle finalità di cui al comma 1 il Piano, articolato per comparti, comprende:
a) una parte generale concernente lo stato del settore pesca e acquacoltura in Sardegna;
b) una parte specifica concernente gli obiettivi del comparto;
c) una parte economica concernente l'indicazione delle risorse del bilancio e la ripartizione delle stesse tra i diversi settori d'intervento.
3. Il Piano deve tenere conto dei sottospecificati obiettivi:
a) perseguire la durabilità delle risorse ittiche per le generazioni presenti e future e la tutela della biodiversità;
b) perseguire lo sviluppo sostenibile e la valorizzazione della produzione della pesca, dell'acquacoltura e delle attività connesse, così come definite dalle pertinenti leggi, anche attraverso la promozione dei piani di gestione delle risorse ittiche e dei programmi di sviluppo dell'acquacoltura sentite le associazioni, le organizzazioni di produttori e i consorzi riconosciuti in conformità con le norme comunitarie;
c) sviluppare le opportunità occupazionali, il ricambio generazionale delle attività economiche e delle tutele sociali anche attraverso l'incentivazione della multifunzionalità, la promozione della cooperazione, dell'associazionismo e delle iniziative in favore dei lavoratori dipendenti;
d) tutelare il consumatore in termini di rintracciabilità dei prodotti ittici, valorizzazione della qualità della produzione nazionale e della trasparenza informativa;
e) razionalizzare e riqualificare il mercato interno;
f) sviluppare la ricerca scientifica applicata alla pesca e all'acquacoltura secondo i principi della programmazione nazionale della ricerca;
g) semplificare le procedure amministrative relative ai rapporti tra imprese ittiche e pubbliche amministrazioni, anche attraverso l'istituzione di organismi per lo svolgimento di servizi al comparto;
h) promuovere l'aggiornamento professionale e la divulgazione dei fabbisogni formativi del settoredella pesca e dell'acquacoltura ed i conseguenti interventi di formazione continua e permanente.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 3 bis.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 3 bis:
Art. 3 bis
Approvazione del Piano
1. Il Piano è proposto dall'Assessore regionale della difesa dell'ambiente e, prima dell'approvazione da parte della Giunta regionale, è sottoposto al parere del Comitato tecnico consultivo della pesca e, successivamente, a quello della competente Commissione del Consiglio regionale.
2. Il Comitato tecnico consultivo della pesca e la Commissione del Consiglio regionale esprimono il parere di competenza entro trenta giorni dal ricevimento formale della proposta del Piano, decorsi i quali il parere si intende espresso favorevolmente.
3. In fase di prima applicazione il Piano è elaborato dall'Assessore regionale della difesa dell'ambiente entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 3 bis, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 4.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 4:
Art. 4
Istituzione dei distretti di pesca
1. Al fine di ottenere uno sfruttamento sostenibile delle risorse e per contenere l'impatto della pesca sulla conservazione degli ecosistemi marini per le finalità di cui all'articolo 17 del Regolamento n. 2371/CE del 2002 del Consiglio del 20 dicembre 2002, le attività di pesca nelle acque situate entro le dodici miglia nautiche dalle linee di base soggette alla giurisdizione della Regione sono riservate alle imbarcazioni che di fatto svolgono attività in dette acque, fatto salvo il diritto di accesso previsto dallo stesso articolo.
2. Per il raggiungimento degli obiettivi di cui al comma 1 e in attuazione del disposto della legge regionale n. 37 del 1956 e del decreto del Presidente della Repubblica 24 novembre 1965, n. 1627 (Norme di attuazione dello Statuto speciale per la Sardegna in materia di pesca e saline sul demanio marittimo e nel mare territoriale), l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, con appositi decreti da emanare entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge, sulla base dei dati scientifici relativi allo sforzo di pesca in atto e alla consistenza delle risorse biologiche, sentito il comitato tecnico-consultivo regionale della pesca, provvede a suddividere il litorale e le acque territoriali antistanti il territorio della Sardegna in distretti di pesca; la suddivisione è volta:
a) all'ottimale utilizzazione delle risorse attraverso la razionalizzazione dello sforzo di pesca esercitato dalle imprese di pesca iscritte nei compartimenti marittimi della Sardegna;
b) alla razionale utilizzazione degli spazi disponibili a terra per le attività di pesca e acquacoltura;
c) all'eliminazione preventiva di usi conflittuali del mare e del litorale della Sardegna.
3. I decreti sono corredati ed integrati da apposita cartografia.
4. La gestione dei distretti di pesca è disciplinata dall'Assessore regionale della difesa dell'ambiente con proprio decreto sentito il parere del Comitato tecnico consultivo della pesca; la gestione dei distretti di pesca, nel rispetto della pesca sportiva, può essere affidata a organismi di gestione costituiti fra imprese di pesca e loro associazioni
5. I distretti di pesca e la loro gestione possono essere modificati con le stesse modalità indicate nei commi precedenti.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 4, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 5.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 5:
Art. 5
Interventi per la protezione e la gestione delle risorse acquatiche
1. Al fine di regolare lo sforzo di pesca sulla base della consistenza delle risorse biologiche del mare, l'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, per le finalità di cui al capitolo II del Regolamento n. 2371/CE del 2002, tenuto conto delle indicazioni della ricerca scientifica, adotta un Piano triennale di protezione delle risorse acquatiche per gli anni 2006-2008 attraverso l'adozione di misure volte a migliorare la sostenibilità della pesca marittima anche mediante interruzioni tecniche dell'attività di pesca, limitazione delle catture, limitazione del numero e del tipo dei pescherecci autorizzati ad operare, prescrizioni tecniche sugli attrezzi da pesca, sulle zone di divieto e sulla protezione delle zone "nursery".
2. Il Piano regionale concorre al perseguimento degli obiettivi del Piano nazionale delle risorse acquatiche per gli anni 2004-2006 adottato dal Ministero per le politiche agricole e forestali, tenuto conto delle peculiarità biologiche del mare della Sardegna e secondo le modalità di attuazione previste nella presente legge.
3. L'interruzione dell'attività di pesca, che può essere obbligatoria, riguarda le imbarcazioni iscritte nei compartimenti marittimi della Sardegna e che abbiano base operativa nell'Isola; essa può riguardare tutti o parte dei distretti di pesca come individuati all'articolo 4.
4. In dipendenza dell'adozione del Piano di protezione delle risorse acquatiche, sono riconosciute, a favore dei membri dell'equipaggio dei pescherecci interessati alle limitazioni dell'attività di pesca, misure di accompagnamento a carattere sociale, a compensazione del mancato reddito conformemente a quanto previsto dal paragrafo 6 dell'articolo 12 del Regolamento n. 2792/CE del 1999 del Consiglio del 17 dicembre 1999, nella misura prevista dai commi 5 e 6 dell'articolo 1 della legge regionale 22 dicembre 1998, n. 34 (Nuove norme di attuazione sul fermo biologico).
5. Il Piano di protezione, ove riguardante uno o più distretti, può essere affidato ad appositi organismi di gestione costituiti tra le imprese di pesca e loro associazioni.
6. Le modalità tecniche di attuazione della misura, ivi compresa l'entità delle compensazioni per le limitazioni dell'attività di pesca, sono adottate con decreto dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, sentito il comitato tecnico-consultivo regionale della pesca.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 5, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 6.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 6:
Art. 6
Finalità degli aiuti
1. Per il perseguimento delle finalità di cui alla legge regionale 23 giugno 1998, n. 19 (Disposizioni per l'attuazione degli interventi finanziari dell'Unione europea in materia di pesca e acquacoltura e disposizioni varie), l'Amministrazione regionale è autorizzata a concedere aiuti per investimenti nelle imprese di pesca e acquacoltura, ivi compresa la mitilicoltura e la molluschicoltura, finalizzati a:
a) ridurre i costi di produzione;
b) migliorare e riconvertire la produzione e incrementare la qualità;
c) tutelare e migliorare l'ambiente naturale e le condizioni di igiene negli allevamenti ittici;
d) promuovere la diversificazione delle attività nelle imprese di pesca e acquacoltura.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 6, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 7.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 7:
Art. 7
Beneficiari degli aiuti
1. Possono beneficiare degli aiuti gli imprenditori ittici, come definiti all'articolo 2 del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 (Orientamento e modernizzazione del settore della pesca e dell'acquacoltura, a norma dell'articolo 7 della Legge 5 marzo 2001, n. 57) e successive modificazioni ed integrazioni, le imprese, singole o associate, operanti in Sardegna, a condizione che possano comprovare, mediante valutazione delle prospettive:
a) redditività;
b) possesso di conoscenze e competenze professionali adeguate.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 7, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 8.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 8:
Art. 8
Investimenti ammessi a finanziamento
1. Sono ammessi a finanziamento i sottoindicati interventi:
a) ammodernamento di pescherecci;
b) acquacoltura;
c) lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti della pesca e dell'acquacoltura;
d) attrezzature dei porti da pesca;
e) promozione, innovazione tecnologica e assistenza tecnica;
f) interventi sulla piccola pesca costiera;
g) azioni realizzate dagli operatori del settore;
h) misure socio-economiche a sostegno della riconversione e della diversificazione delle attività di pesca;
i) impianti di depurazione delle acque utilizzate nella stabulazione;
l) interventi in attuazione della normativa vigente a tutela della sicurezza del lavoro in terra e in mare.
2. Oltre agli interventi di cui al comma 1 sono ammesse a finanziamento le spese relative alle iniziative connesse alla pesca. Si considerano connesse alle attività di pesca, purché non prevalenti rispetto a queste ed effettuate dall'imprenditore ittico mediante l'utilizzo di prodotti provenienti in prevalenza dalla propria attività di pesca, ovvero di attrezzature o risorse dell'azienda normalmente impiegate nell'impresa ittica, le seguenti attività:
a) imbarco di persone non facenti parte dell'equipaggio su navi da pesca a scopo turistico-ricreativo, denominata "pescaturismo";
b) attività di ospitalità, ricreative, didattiche, culturali e di servizi, finalizzate alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici e vallivi delle risorse della pesca e dell'acquacoltura, e alla valorizzazione degli aspetti socio-culturali delle imprese ittiche e di acquacoltura, esercitata da imprenditori, singoli o associati, attraverso l'utilizzo della propria abitazione o di struttura nella disponibilità dell'imprenditore stesso, denominata "ittiturismo";
c) prima lavorazione dei prodotti del mare e dell'acquacoltura, conservazione, trasformazione, distribuzione e commercializzazione, nonché azioni di promozione e valorizzazione.
3. Alle opere ed alle strutture destinate all'ittiturismo si applicano le disposizioni di cui ai commi 2 e 3 dell'articolo 19 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di edilizia, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, nonché al comma 2 dell'articolo 24 della Legge 5 febbraio 1992, n. 104 (Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate), relativamente all'utilizzo di opere provvisionali per l'accessibilità ed il superamento delle barriere architettoniche.
4. L'imbarco di persone di cui alla lettera a) del comma 2, è autorizzato dall'autorità marittima dell'ufficio di iscrizione della nave da pesca secondo le modalità fissate dalle disposizioni vigenti. Le attività di cui alle lettere a) e b) del comma 2 devono essere svolte in un rapporto di connessione e di complementarietà con l'attività di pesca e di acquacoltura che deve essere principale.
5. Le attività di pescaturismo e di ittiturismo sono disciplinate con apposito decreto dell'Assessore regionale della difesa dell'ambiente, fatte salve le autorizzazioni necessarie per l'agibilità delle imbarcazioni e l'idoneità degli impianti delle infrastrutture da parte dei competenti organi.
6. Ulteriori investimenti ammessi a finanziamento sono:
a) acquisto e installazione a bordo di pescherecci di dispositivi elettronici di localizzazione (Blue box) che consentano ad un centro di controllo per la pesca di sorvegliare a distanza le imbarcazioni;
b) acquisto di deterrenti acustici a norma del regolamento n. 812/CE del 2004 del Consiglio del 26 aprile 2004 che stabilisce misure relative alla cattura accidentale di cetacei nell'ambito della pesca;
c) iniziative complementari e di diversificazione dell'attività di pesca e di acquacoltura quali:
1) la ristrutturazione e la diversificazione delle attività economiche;
2) la promozione della pluriattività;
3) la valorizzazione dei prodotti locali;
4) le piccole infrastrutture legate al pescaturismo e all'ittiturismo;
5) il sostegno alla cooperazione interregionale e transnazionale;
6) l'acquisizione delle competenze necessarie per l'elaborazione di strategie di sviluppo locali.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 8, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 9.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 9:
Art. 9
Tipo e intensità degli aiuti
1. Il contributo pubblico per le azioni di cui all'articolo 8, ricomprese nelle previsioni di intervento del Regolamento n. 2792/CE del 1999 e successive modifiche ed integrazioni, è determinato secondo l'allegato IV dello stesso Regolamento.
2. Gli interventi previsti al comma 6 dell'articolo 8 sono finanziati nel seguente modo:
a) le azioni di cui alle lettere a) e b) fino al 100 per cento dei costi ammissibili;
b) le azioni di cui alla lettera c) fino al 60 per cento dei costi ammissibili.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 9, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 10.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 10:
Art. 10
Fondo di solidarietà regionale della pesca
1. È istituito il fondo di solidarietà regionale della pesca le cui risorse sono destinate alla concessione da parte dell'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente, in caso di calamità naturali o di avversità meteomarine ovvero ecologiche di carattere eccezionale, i cui effetti abbiano inciso sulle strutture o abbiano compromesso i bilanci economici delle imprese e delle cooperative della pesca, a titolo di primo intervento, di contributi a copertura del danno, a favore dei pescatori singoli o associati, che abbiano subito gravi danni e si trovino in particolari condizioni di bisogno per la ripresa produttiva delle proprie aziende.
2. Si considera compromesso un bilancio aziendale qualora il danno rispetto al fatturato medio delle imprese nei tre anni precedenti l'evento raggiunga la soglia indicata al punto 4.6. degli "Orientamenti per l'esame degli aiuti di Stato nel settore della pesca e dell'acquacoltura".
3. È consentito un aiuto fino al 100 per cento per compensare i danni materiali subiti.
4. Il compito del fondo è inoltre quello di:
a) contribuire, entro i limiti previsti dalla disciplina comune sugli aiuti di Stato in materia di pesca e di acquacoltura, al pagamento dei premi relativi ai contratti di assicurazione, stipulati da imprese di pesca o di acquacoltura, che abbiano per oggetto rischi connessi ad eventi ambientali o atmosferici per:
1) risarcire i danni subiti da strutture aziendali a causa dell'insieme delle avversità atmosferiche;
2) risarcire i danni subiti dalle produzioni a causa dell'insieme delle avversità atmosferiche e degli eventi ambientali o di inquinamento, in grado di incidere in misura superiore all'ordinario sulla produzione;
b) concedere indennizzi:
1) ai concessionari della pesca nelle zone umide ed agli acquacoltori per danni provocati alle produzioni ittiche nelle aree umide e negli impianti di allevamento intensivo dalla fauna selvatica protetta;
2) ai pescatori marittimi per i danni arrecati alle attrezzature retiere dalla fauna marina protetta.
5. I criteri e le modalità tecniche di attuazione del fondo sono fissati con decreto dell'Assessore della difesa dell'ambiente, sentito il comitato tecnico consultivo della pesca.
6. Agli effetti della presente legge, sono equiparati ai pescatori gli acquacoltori in acque marine e salmastre, i molluschicoltori ed i mitilicoltori, nonché i soggetti che esercitano l'attività di acquacoltura.
7. L'Assessore regionale della difesa dell'ambiente sentiti le Università degli Studi della Sardegna o gli istituti scientifici operanti nel settore, sulla base di accertamenti disposti ed effettuati in relazione ad indicatori obiettivi di ordine biologico, ambientale ed economico, dichiara entro trenta giorni dalle segnalazioni l'esistenza di eccezionale calamità naturale o di avversità meteomarina ovvero ecologica e la relativa incidenza degli stessi eventi sulle strutture o sui bilanci economici delle imprese di cui al comma 1.
8. Qualora i danni subiti a seguito degli eventi calamitosi di cui al comma 1 siano in tutto o in parte ripianati con l'erogazione di fondi da parte di altri enti pubblici o compagnie assicuratrici, la corresponsione dei contributi previsti ha luogo solo fino alla concorrenza dell'eventuale differenza.
9. La dotazione del fondo di cui al comma 1, nel limite del 5 per cento delle somme complessive disponibili, può essere destinata dall'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente al finanziamento di ricerche scientifiche concernenti l'impatto degli eventi calamitosi sulle attività produttive danneggiate.
10. Il pagamento dei contributi in favore dei soggetti danneggiati è disposto dall'Assessorato regionale della difesa dell'ambiente mediante apertura di credito a favore dei comuni nel cui territorio si è verificato ll'evento.
11. Le risorse stanziate nel fondo permangono nello stesso sino al loro completo utilizzo, conseguentemente non trovano applicazione i termini di impegnabilità e di pagamento disposti dalla vigente legge di contabilità.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 10, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 11.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 11:
Art.11
Abrogazione di norme
1. All'atto di entrata in vigore della presente legge, sono abrogati:
a) l'articolo 10 della legge regionale 19 luglio 2000, n. 14 (Attuazione del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152, sulla tutela delle acque dall'inquinamento, modifica alle leggi regionali 21 settembre 1993, n. 46 e 29 luglio 1998, n. 23 e disposizioni varie);
b) la legge regionale n. 34 del 1998, ad esclusione dei commi 5 e 6 dell'articolo 1.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 11, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 12.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 12:
Art. 12
Copertura finanziaria
1. Agli oneri derivanti dall'applicazione degli articoli 3, 5, 8, 10, valutati in complessivi euro 6.950.000 per l'anno 2006 si fa fronte:
a) per quelli di cui all'articolo 3, determinati in euro 150.000, mediante utilizzo delle disponibilità sussistenti in conto dell'UPB S05.052;
b) per quelli di cui all'articolo 5, determinati in euro 5.000.000, mediante utilizzo delle risorse già destinate agli interventi di cui alla legge regionale n. 34 del 1998, iscritte in conto dell'UPB S05.050;
c) per quelli di cui all'articolo 8, determinati in euro 1.000.000, per quanto riguarda la somma di 250.000 euro mediante utilizzo delle risorse già destinate agli interventi di cui alla legge regionale n. 19 del 1998 ed iscritte in conto dell'UPB S05.052 (cap. 05184) e per quanto riguarda il restante importo di euro 750.000 mediante la variazione di bilancio di cui al comma 2;
d) per quelli di cui all'articolo 10, determinati in euro 800.000, mediante utilizzo delle risorse stanziate in conto dell'UPB S05.050 (cap. 05149 e 05150).
2. Nel bilancio della Regione per gli anni 2006-2008 sono apportate le seguenti modifiche:
in aumento
05 - AMBIENTE
UPB S05.052
Interventi a tutela della pesca e acquacoltura
2006 euro 750.000
2007 euro ---
2008 euro ---
in diminuzione
UPB S03.006
Fondo per nuovi oneri legislativi di parte corrente
2006 euro 750.000
2007 euro ---
2008 euro ---
mediante riduzione della voce 13 della tabella A) allegata alla legge finanziaria della Regione per l'anno 2006.
3. Alla determinazione degli oneri per gli anni successivi si provvede con la legge finanziaria della Regione.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 12, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo all'esame dell'articolo 13.
(Si riporta di seguito il testo dell'articolo 13:
Art. 13
Entrata in vigore
1. La presente legge è notificata alla Commissione europea e le disposizioni in essa contenute in materia di aiuti di stato entrano in vigore dopo l'approvazione della Commissione stessa.)
PRESIDENTE. Poiché nessuno è iscritto a parlare sull'articolo 13, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
Passiamo alla votazione finale del disegno di legge .
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 173/A.
(segue la votazione)
Prendo atto che il consigliere Petrini ha votato a favore.
Rispondono sì i consiglieri: ARTIZZU - ATZERI - BALIA - BARRACCIU - BIANCU - BRUNO - CACHIA - CALIGARIS - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CERINA - CHERCHI Oscar - CHERCHI Silvio - COCCO - CONTU - CORRIAS - CUCCA - CUCCU Giuseppe - CUGINI - DAVOLI - DEDONI - DIANA - FADDA Giuseppe - FADDA Paolo - FLORIS Mario - FLORIS Vincenzo - FRAU - GIAGU - GIORICO - IBBA - LA SPISA - LADU - LANZI - LICHERI - LIORI - LOMBARDO - MANCA - MANINCHEDDA - MARROCU - MASIA - MATTANA - MILIA - MURGIONI - OPPI - ORRU' - PETRINI - PILI - PINNA - PIRISI - PISANO - PISU - PORCU - RANDAZZO - RASSU - SABATINI - SALIS - SANCIU - SANJUST - SANNA Alberto - SANNA Francesco - SANNA Franco - SANNA Matteo - SANNA Simonetta - SCARPA - SECCI - SERRA - SPISSU - UGGIAS - URAS - VARGIU.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 71
Votanti 71
Maggioranza 36
Favorevoli 71
(Il Consiglio approva).
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 216/A.
Ha domandato di parlare il consigliere Mario Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Signor Presidente ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento.
chiedo il rinvio in Commissione del disegno di legge 216/A in quanto non conforme al disposto dell'articolo 10 della legge numero 11 dell'83, legge di contabilità, e dell'articolo 34 del Regolamento. Entrambi questi articoli prevedono più disegni di legge collegati alla manovra finanziaria, omogenei per materia, da assegnarsi alle Commissioni di merito, non un solo collegato contenente una pluralità di interventi. Il Presidente del Consiglio ha accettato il disegno di legge omnibus proposto dalla Giunta, mentre sarebbe stato più corretto, chiedere una ripartizione dello stesso in vari disegni di legge.
Inoltre, questo provvedimento verrà esaminato con una procedura anomala, che non trova alcun riscontro né alcuna giustificazione regolamentare, essendo stato assegnato all'esame congiunto della Commissione bilancio e delle diverse Commissioni di merito.
Il disegno di legge numero 216 è stato visto come una legge finanziaria bis, anzi è stato recepito come la vera legge finanziaria. Ma se fosse così dovevano essere escluse le tantissime norme intruse; in ogni caso la decisione sulle modalità d'esame è totalmente inspiegabile. Per quale motivo la terza Commissione ha esaminato nel merito problemi relativi all'agricoltura, all'industria, alle politiche sociali, al personale, alla pubblica istruzione, alla cultura, quando le competenze su tali materie, ai sensi dell'articolo 27 del Regolamento, sono esclusivamente delle Commissioni di merito? Non vi è alcuna affinità con le competenze della terza Commissione che ne giustificasse l'assegnamento alla Commissione terza pur in esame congiunto.
Si è forse voluto assegnare alla Commissione bilancio il ruolo antipatico di cane da guardia della difesa ad ogni costo dell'impostazione della Giunta. In verità la stessa Commissione poi, ha abdicato al suo ruolo accettando passivamente tutto quanto proposto nel testo. Istruttorie quindi non adeguate, che non vengono certamente migliorate dall'inserimento ad opera delle Commissioni di elementi di valutazione dei programmi di attuazione degli interventi; non esistono gli elementi per esprimere una valutazione sugli stessi mancando infatti, signor Presidente, qualsiasi sostegno documentale degli interventi proposti.
Non esiste alcuna indicazione sui criteri di attuazione, sui destinatari, sulle ripercussioni sul sistema regionale e anche sul sistema legislativo vigente, sulla congruità della spesa e sulla costituzionalità delle proposte, il tutto viene enunciato da titoli vuoti senza contenuti concreti. Non si può giudicare un libro dal titolo senza conoscere il contenuto, il Consiglio non può prendere posizione sugli articoli riguardanti le varie imposte perchè esistono pronunciamenti precisi della Corte Costituzionale su casi simili che escludono la possibilità di operare questo tipo di interventi in sede regionale.
Ma, sempre in tema di imposte, ci si chiede quali siano le previsioni della Giunta sulle plusvalenze, a quanti fabbricati si applicheranno, quali saranno gli alienanti a titolo oneroso con il domicilio fiscale fuori dalla Sardegna, perché si parla di una percentuale del 20 per cento e non del 5, del 10,del 25 o del 30, quale somma si intende incassare. Ancora, sulle imposte sulla seconda casa chiediamo quanti sono i potenziali destinatari, con che criterio è stata stabilita la misura annua, perché non di meno e non di più, quale introito si prevede e se è stato valutato il deprezzamento del patrimonio immobiliare e il danno, non solo in termini economici, per quanti, non sardi, hanno avuto il torto di investire in Sardegna anziché in Spagna o in Croazia, e se si è valutata la possibilità delle eventuali speculazioni che l'operazione determinerà.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Floris, debbo richiamarla al rispetto dei tempi.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Io sto motivando la mia richiesta, guardi mi sono documentato, siccome si interviene per cinque minuti in sede di discussione, presumo che chi espone la richiesta abbia più tempo..
PRESIDENTE. Nel Regolamento sono sempre cinque i minuti, non c'è differenza tra chi espone la richiesta e chi poi interviene.
FLORIS MARIO (Gruppo Misto). Non c'è scritto, c'è scritto soltanto…ma lasciamo perdere anche quello che dicono questi uffici che non sanno neanche dove sono messi; le ricordo infatti che nella lettera di risposta sul famoso ordine del giorno, le hanno fatto dire di avermi comunicato non vera, perché il Consiglio sapeva bene che si trattava non di un collegato alla finanziaria ma semplicemente di un dettaglio messo in evidenza perché il Consiglio approvasse la legge, come è stato, all'unanimità.
Io sto motivando la mia richiesta perchè desidero che rimanga agli atti, perché sto facendo denunce precise e perché ritengo che sia un argomento che forse interessa tutti. Voglio dire semplicemente che i problemi sono talmente grandi che non possono essere sottodimensionati dalle strutture inadeguate, e i consiglieri regionali per potersi pronunciare devono essere messi nelle condizioni di conoscere tutti gli aspetti di un problema. Debbono poter esitare leggi che non possono essere legate ad una maggioranza o ad una minoranza.
Signor Presidente, per i motivi esposti chiedo che il disegno di legge numero 216/A venga rinviato ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento nelle Commissioni di merito per un adeguamento dell'istruttoria.
PRESIDENTE. Onorevole Floris, sulla base delle sue segnalazioni, degli argomenti esposti anche in una comunicazione inviata al Presidente del Consiglio, noi abbiamo avuto modo di chiarire che il Consiglio ha valutato, approvando l'ordine del giorno, la complessità e anche l'unitarietà del disegno di legge medesimo che, non diversamente da quanto avviene per altri provvedimenti complessi recanti più materie, è stato esaminato dalla Commissione terza in seduta congiunta per le parti che comportavano il coinvolgimento delle altre Commissioni di merito. Questo è avvenuto anche in un tempo congruo di discussione, di valutazione e di esame preliminare nella Commissione, con tutti gli argomenti ed eventualmente i supporti necessari ai consiglieri perché assumessero una valutazione conclusiva.
Sul maxicollegato hanno lavorato tutte le Commissioni consiliari di merito in maniera approfondita, a seguito di questo lavoro il testo arriva conclusivamente in Aula. Io penso che le questioni che lei solleva, così come ho avuto modo di scrivere nella risposta, non costituiscano materia tale da rinviare, così come lei dice, il maxicollegato alle Commissioni di merito, penso che il maxicollegato mantenga la sua unitarietà e come tale possa essere affrontato dal Consiglio regionale.
Ora lei pone una questione pregiudiziale ai sensi dell'articolo 86 del Regolamento che necessita di un pronunciamento del Consiglio. La votazione avviene per alzata di mano..
Chiedo ad un segretario di assistermi nel corso della votazione. Poichè non ho richieste di iscrizione a parlare , metto in votazione la questione pregiudiziale.
Chi la approva alzi la mano. Chi non la approva alzi la mano.
(Non è approvata)
Proseguiamo con l'esame del disegno di legge numero 216/A .
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Oppi. Ne ha facoltà.
OPPI (U.D.C.). Presidente, io capisco che così acceleriamo i lavori ma si era deciso di rimandare le relazioni a domani mattina e per domani mattina l'opposizione stava preparando i suoi interventi. Questo il problema.
PRESIDENTE. L'ordine dei lavori è stato definito in Conferenza dei Presidenti di Gruppo. Tra oggi e domani mattina avremmo dovuto esitare il provvedimento sulla pesca e anche il disegno di legge in discussione. Avendo già approvato il provvedimento sulla pesca, naturalmente non ci aggiorniamo a domani mattina ma svolgiamo le relazioni stasera e domani proseguiamo con la discussione generale.
OPPI (U.D.C.). Presidente, anche alla luce delle osservazioni dell'onorevole Floris, io penso che convenga svolgere le relazioni domani mattina, in modo da chiudere rapidamente e seriamente.
PRESIDENTE. Colleghi, i lavori proseguiranno domani, 12 aprile, alle ore 10.
La seduta è tolta alle ore 18 e 12.
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