Seduta n.391 del 01/04/1999
Seduta CCCXCI
Giovedì 1 Aprile 1999
Presidenza del Presidente Selis
indi
del Vicepresidente Zucca
indi
del Presidente Selis
La seduta è aperta alle ore 10 e 17.
CONCAS, Segretaria, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana di giovedì 25 marzo 1999 (386), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che la consigliera regionale Noemi Sanna ha chiesto di poter usufruire di un giorno di congedo a far data dal primo aprile 1999. Se non vi sono opposizioni, il congedo si intende approvato.
Commemorazione dell'ex consigliere regionale Villio Atzori
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, commemoriamo oggi la scomparsa di un collega amico di tanti di noi, e che tanti di noi hanno conosciuto ed apprezzato, Villio Atzori. Sul finire dello scorso anno è scomparso all'età di 67 anni, è stato consigliere regionale per due legislature, dal 1979 al 1989, era nato a Nuoro e ha vissuto fin da ragazzo a Cagliari. Era esponente di spicco del movimento dei lavoratori, leader sindacale, per molti anni segretario regionale della C.G.I.L., giornalista pubblicista, Villio Atzori si è dedicato fin da giovanissimo all'impegno politico, esponente del P.C.I. è stato membro del comitato regionale del partito e responsabile della commissione agraria. In Consiglio regionale è stato eletto all'inizio dell'ottava legislatura, il suo impegno consiliare ha spaziato in vari settori, avendo fatto parte della Commissione alla sanità, al bilancio, alla pubblica istruzione, all'agricoltura. Ha legato il suo nome ad una lunga serie di progetti di legge a favore dei settori del credito, dell'ambiente, dei parchi e del diritto allo studio. Sempre con un'attenzione privilegiata per i problemi del lavoro e dello sviluppo, l'onorevole Atzori ha svolto un'intensa attività di salvaguardia e di difesa di vasti settori della società sarda, sia in campo sociale che economico-produttivo, documentata dalla nutrita mole di interrogazioni e di interpellanze. Si può dire che non vi sia stato argomento del quale l'onorevole Atzori non si sia occupato. Alla scadenza del suo primo mandato è stato rieletto nella legislatura successiva, la nona, che portò avanti con analogo impegno; in tale occasione è stato presidente della commissione trasporti e ha fatto parte della commissione agricoltura e finanze. Anche nella nona legislatura ha contribuito fattivamente all'elaborazione ed approvazione di importanti provvedimenti, tra gli altri quelli nel settore dell'agriturismo, dell'organizzazione e razionalizzazione delle imprese agricole, nel sostegno alle università sarde, negli interventi straordinari alle imprese e in materia ambientale. Nel rivolgere ai familiari e ai rappresentanti del gruppo politico che lo ebbe fra i suoi aderenti le condoglianze del Consiglio regionale e mie personali sospendo la seduta in segno di lutto per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 10 e 21, viene ripresa alle ore 10 e 44.)
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Prego di fare un attimo di attenzione, perché da diverse parti politiche arrivava una proposta di inversione dell'ordine del giorno che sottopongo all'Aula, non avendo fatto una regolare Conferenza dei Capigruppo. La proposta, se siamo d'accordo, è quella di iniziare con il servizio idrico integrato; di continuare con la leggina della proroga degli interventi della 17, che è un solo articolo e forse un articolo e un emendamento; di concludere Porto Torres; di iniziare il dibattito sulle leggi sul personale.
Quindi chiederei, se siamo d'accordo, di poter procedere in questo modo: mettere in discussione per primo il disegno di legge numero 475, modifiche ed integrazioni alla legge regionale 17 ottobre '97 numero 29, istituzione del servizio idrico integrato, individuazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della legge numero 36 del '94. In secondo luogo si discuterà la leggina, che è un solo articolo e forse un emendamento, di proroga degli interventi della 17 dal '98 al '99; poi si concluderebbe la discussione della legge su Porto Torres che abbiamo già iniziato, e poi riprenderemo il dibattito generale sul personale.
C'è il silenzio assenso, non ci sono elementi di contestazione.
Discussione e approvazione del disegno di legge: "Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29 'Istituzione del servizio idrico integrato, individuazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della Legge 5 gennaio 1994, n. 36' " (475)
PRESIDENTE. Passiamo alla discussione del disegno di legge 475A, modifiche ed integrazioni alla legge regionale 17 ottobre '97 numero 29.
Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il relatore, consigliere Piero Usai.
USAI PIETRO (Progr. Fed.). Il disegno di legge è stato approvato, anche con modifiche, dalla commissione all'unanimità. Il disegno affronta due questioni; una riguarda la semplificazione, lo snellimento delle procedure dell'attivazione dell'autorità d'ambito; l'altra riguarda l'ESAF, l'ente che gestisce le fognature e gli acquedotti in Sardegna, l'ente strumentale. Sullo snellimento delle procedure per quanto riguarda l'elezione dell'autorità d'ambito è stato già preannunciato dal collega Bonesu un emendamento che noi accoglieremo, di fatto si punta a far sì che finalmente questa autorità possa partire. Si tratta quindi di articoli assai tecnici, invece la parte sostanziale di questa legge riguarda l'ESAF. L'ESAF gestisce in Sardegna 1.200.000 cittadini, dà servizi a gran parte della nostra popolazione. L'intenzione di questa nostra proposta è trasformare l'ente da ente strumentale in una società pubblico-privata, a prevalente capitale pubblico. Noi prevediamo che nell'arco di quattro anni l'ESAF possa raggiungere il risanamento finanziario, indichiamo al consiglio di amministrazione dell'ente di presentare un piano in tal senso, pena la decadenza del consiglio stesso se non manterrà questo impegno. L'ESAF dovrà, così come del resto prevede la legge nazionale Galli, e così come avviene in gran parte dei paesi europei, il nuovo ESAF, la nuova azienda che sarà creata fra quattro anni, dovrà riuscire a competere nel mercato delle acque e dei servizi. Si tratta di un ente con centinaia di dipendenti, vi è un alto tasso di professionalità, si tratta di adeguare l'azienda per riuscire a competere con le sfide del mercato. Attualmente l'ESAF costa circa 50 miliardi all'anno alla Regione sarda, in questi quattro anni il consiglio d'amministrazione dovrà operare, come già si è dichiarato d'accordo, così come d'accordo si sono dichiarate le forze sindacali, dovrà preparare un piano di risanamento effettivo e in questi anni all'ESAF noi diciamo, tramite questa legge, che le nuove gestioni, se gestioni nuove ci saranno, dovranno comunque essere portate in pareggio, cioè non sarà più permesso all'ESAF di assumere gestioni in perdita. Di fatto imponiamo a questo ente che il tempo in cui i servizi venivano dati con grosse perdite di carattere economico per la Regione debba finire.
Trasformare l'ESAF in un'azienda pubblico privata e con gestione privatistica vuol dire fare ciò che altri paesi europei ed altre regioni, a cominciare dalla Toscana, hanno già fatto. La legge si compone di quattro articoli, probabilmente per uno concorderemo che venga cassato, quindi è una legge molto breve, però è una legge molto attesa nel comparto delle acque dai dipendenti, ma è molto attesa dai cittadini che hanno, in questo servizio, gran parte del loro tempo, del loro vivere civile, la possibilità di vivere meglio.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Silvestro Ladu. Ne ha facoltà.
LADU (Popolari). Brevemente, per dire che la quarta Commissione ha approvato all'unanimità questo disegno di legge, che prevede modifiche ed integrazioni alla legge regionale numero 29 del '97, che istituisce il servizio idrico integrato ed individua gli ambiti territoriali ottimali, in attuazione alla legge numero 36 del '94. Si è preso atto, con questa legge, delle problematiche relative alla mancata attivazione del servizio idrico integrato, così come previsto dalla legge numero 29 del '97, e si è rilevato anche come tale situazione costituisca un grave intralcio ad una radicale inversione di tendenza nel cruciale settore delle risorse idriche destinate all'uso civile. In commissione si è comunque concordato sostanzialmente con la proposta che proviene dalla Giunta regionale e che riguarda le competenze dell'autorità d'ambito, oltre che i rapporti tra questa e i gestori del servizio idrico integrato.
Per quanto invece riguarda la delicata questione delle gestioni ESAF, la Commissione ha proceduto all'audizione dell'amministrazione dell'ESAF stesso, così come delle organizzazione sindacali, e dopo un attento esame della situazione dell'ente regionale, lo diceva prima il relatore per quanto riguarda i bilanci dell'ESAF stesso e tutta una serie di situazioni, di servizi che vengono garantiti dall'ESAF, considerato che dà un servizio a quasi tutti i comuni della Sardegna, in pratica la Commissione ha proposto alcune modifiche che oggi verranno portate all'attenzione del Consiglio, proprio per quanto riguarda la legge numero 29. La commissione intanto ha unanimemente riconosciuto anche il ruolo centrale e decisivo che l'ESAF ha svolto nell'attuazione del servizio in questi anni, e la maggioranza delle popolazioni è servita, per quanto riguarda il servizio idrico, da questo ente. Ci sono degli obiettivi che si vogliono raggiungere, nel senso che uno dei motivi principali che ci ha portato a portare queste integrazioni alla legge numero 29 è dovuto al fatto che la Regione Sardegna non si può sobbarcare gli oneri dovuti attualmente alla gestione in perdita che ci sono per quanto riguarda la risorse idrica. La Regione oggi spende nel proprio bilancio circa 50 miliardi, e noi riteniamo che questo sia assolutamente impensabile. Allora si sta dando un tempo, sono previsti quattro anni, affinché l'ESAF sia in condizioni di portare in pareggio i propri bilanci e poi di andare verso una nuova gestione. Noi crediamo che l'ESAF abbia maturato le competenze e le professionalità giuste in tutti questi anni per fare tutto questo, ed io credo che, in chiusura di legislatura, questo provvedimento sia assolutamente interessante ed importante, anche perché riguarda un ente che ha una forte presenza nel territorio, e riteniamo che il buon funzionamento di questo sicuramente riuscirà anche a dare risposte concrete per quanto riguarda l'intera gestione delle risorse idriche.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Piras. Ne ha facoltà.
PIRAS (Popolari). Brevemente, visto che si parla di ESAF, ma probabilmente si potrebbe parlare anche di EAF, soprattutto per sensibilizzare l'Aula sul problema dell'attuale siccità in Sardegna. Io ritengo che ci sia l'esigenza che una giornata in Consiglio si discuta del problema della siccità, perché c'è la siccità in Sardegna. Perché ci sono delle colpe gravissime, sia da parte dell'EAF, sia da parte dell'ESAF, ma soprattutto, a parere mio, ci sono colpe, e vorrei poterle dire in Aula, da parte di chi è a capo di questi enti. Probabilmente l'Assessore dei lavori pubblici non è stato molto attento, ho visto che in Aula oggi non c'è, probabilmente lo stesso Presidente non ha seguito attentamente queste cose; ci sono dei grossi sprechi, ci sono delle cose gravissime, tanto è vero che io stavo per fare un'interrogazione per chiedere che fosse commissariato l'EAF, perché ci sono dei problemi e delle cose che sono state fatte prima dell'inverno e durante l'inverno, che non sarebbero dovute essere fatte. Però ne vorrei parlare proprio in una sezione dedicata al problema della siccità in Sardegna, pertanto sensibilizzo sia il Presidente che i colleghi consiglieri perché questo problema venga portato in Aula.
PRESIDENTE. Poiché nessun altro è iscritto a parlare dichiaro chiusa la discussione generale.
Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.
FERRARI (F.D.S. - Progr. Fed.), Assessore all'agricoltura e riforma agropastorale. Solo per dire che la Giunta concorda con il testo proposto dalla Commissione, salvo il periodo di tempo concesso al consiglio d'amministrazione per approvare un piano pluriennale di razionalizzazione dei costi di gestione d'esercizio, che io trasformerei da 60 giorni a 90 giorni, perché si tratta di un piano di grande rilevanza. Detto questo, anche la Giunta ha qualche perplessità per quanto riguarda l'articolo 2.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura dell'articolo 1.
CONCAS, Segretaria:
Art. 1
Competenze dell'Autorità d'ambito
1. La lettera b) del comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 17 ottobre 1997, n. 29 (Istituzione del servizio idrico integrato, individuazione e organizzazione degli ambiti territoriali ottimali in attuazione della Legge 5 gennaio 1994, n. 36), è sostituita dalla seguente:
"b) l'affidamento della gestione del servizio idrico integrato, fatto salvo quanto previsto dall'articolo 10, comma 3, della Legge n. 36 del 1994, anche mediante una pluralità di soggetti al fine di salvaguardare le forme e le capacità gestionali di organismi esistenti che rispondano a criteri di efficienza, efficacia ed economicità; in tal caso, ai sensi dell'articolo 9 della Legge n. 36 del 1994, vengono individuati i soggetti da salvaguardare sulla base di parametri oggettivi di carattere economico e gestionale che garantiscano la qualità del servizio ed economie di gestione, tenuti altresì presenti i criteri di cui all'articolo 4, comma 1, della Legge n. 36 del 1994. E' comunque esclusa la salvaguardia delle gestioni riconducibili alla previsione di cui all'articolo 22 , comma 3, lettera a), della Legge n. 142 del 1990;".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
CONCAS, Segretaria:
Art. 2
Assemblea
1. All'articolo 10 della legge regionale n. 29 del 1997, dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti:
"5 bis. Al fine di assicurare in seno all'Assemblea la rappresentanza di tutti i comuni consorziati, così come disposto dall'articolo 25, comma 4, della Legge n. 142 del 1990, ciascuna lista deve consentire in base alle quote di rappresentatività attribuite ai comuni della lista, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della presente legge, l'eleggibilità di almeno un componente della stessa Assemblea.
5 ter. Per le liste che esprimono un numero di componenti dell'Assemblea superiore all'unità, la quota di rappresentatività complessivamente attribuita ai comuni della lista, ai sensi dell'articolo 8, comma 3, della presente legge è suddivisa, in quote paritarie, tra i componenti eletti.".
PRESIDENTE. All'articolo 2 è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
CONCAS, Segretaria:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu, per illustrare l'emendamento.
BONESU (P.S.d'Az.). L'assessore Ferrari ha detto che anche la Giunta aveva perplessità su questo articolo, ma questo articolo è stato proposto dalla Giunta, in persona dell'assessore Fois, che oggi non ci degna della sua presenza. Io dico che questo articolo è un grosso passo indietro, e praticamente se approvato paralizzerebbe l'autorità d'ambito.
Noi abbiamo avuto un problema: come consentire la gestione di un consorzio di 377 comuni garantendo a tutti la presenza. E l'abbiamo risolto facendo sì che i comuni esercitino il loro voto per l'elezione di un'assemblea di 40 componenti. Questo articolo 2, nonostante anche il Governo non abbia avuto niente da eccepire, rimette in discussione la questione con esiti disastrosi, perché consente a tutte le liste di avere almeno un rappresentante. Quindi tutti i 377 comuni potrebbero presentare la propria lista, consistente di un solo comune, e avere un rappresentante, con il risultato che anziché un'assemblea gestibile di 40 componenti potremmo avere un'assemblea di 377 componenti, che chiaramente è assolutamente ingovernabile.
Seconda questione: i 40 componenti avrebbero ognuno un voto differenziato, non un voto uguale. Io mi chiedo cosa succederebbe in Consiglio regionale se gli 80 consiglieri anziché disporre di un voto uguale per tutti avessero ognuno un voto differenziato; credo che per il calcolo di qualunque votazione occorrerebbero giorni. Quindi mi sembra un articolo veramente folle, che rimette in discussione soluzioni che erano state trovate e che sono funzionali. Non riesco a capire perché si sia voluto introdurre, se non per bloccare la costituzione dell'autorità d'ambito che doveva essere costituita già da oltre un anno, invece non sono state promosse le iniziative per costituirla. Per cui chiedo che questo articolo 2 venga soppresso.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Usai Pietro, relatore.
USAI PIETRO (Progr. Fed.), relatore. Il relatore lo accoglie e ne approfitta anche per dichiararsi d'accordo con le cose dette da Bonesu poc'anzi, sul fatto che è grave che l'Assessore competente non sia presente in aula. Si parla di un ente di 700 dipendenti, si parla di una legge importante ed è grave che l'Assessore non sia presente a dire cosa ne pensa.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agropastorale.
FERRARI (F.D.S.-Progr. Fed.), Assessore all'agricoltura e riforma agropastorale. La Giunta accoglie l'emendamento.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 1, soppressivo totale. Ricordo che chi approva l'emendamento abroga l'articolo. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
L'articolo 2 è abrogato. Si dia lettura dell'articolo 3.
CONCAS, Segretaria:
Art. 3
Rapporti tra l'Autorità d'ambito
e i gestori del servizio idrico integrato
1. Al comma 1 dell'articolo 14 della legge regionale n. 29 del 1997, dopo le parole "Giunta regionale" sono aggiunte le seguenti: "tenuto conto della situazione organizzativa esistente e dell'opportunità di mantenere le gestioni da salvaguardare.".
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
CONCAS, Segretaria:
Art. 4
Gestioni dell'ESAF
1. L'articolo 18 della legge regionale n. 29 del 1997 è soppresso.
2. A partire dall'entrata in vigore della presente legge, l'ESAF può assumere esclusivamente nuove gestioni di reti idriche delle quali sia dimostrata la convenienza economica. Fino all'organizzazione del servizio idrico integrato da parte dell'autorità d'ambito, l'ESAF può continuare l'attuale attività di gestione di servizi idrici in atto.
3. Il Consiglio di amministrazione dell'ESAF, entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, approva un piano pluriennale di razionalizzazione dei costi di gestione e di esercizio, finalizzato al conseguimento, entro un periodo massimo di quattro anni, del pareggio del bilancio dell'ente.
4. Tale piano, entro dieci giorni dalla sua approvazione, è consegnato all'Assessore regionale dei Lavori pubblici e, entro i successivi venti giorni, è approvato con delibera della Giunta regionale e reso immediatamente esecutivo. Il Consiglio di amministrazione dell'ente predispone una relazione semestrale sullo stato di attuazione del piano e la trasmette al Presidente della Giunta regionale e all'Assessore dei lavori pubblici.
5. La mancata presentazione del piano nei previsti termini, determina l'automatica decadenza del Consiglio di amministrazione dell'ESAF.
6. Al conseguimento degli obbiettivi contenuti nel piano e comunque entro un periodo massimo di quattro anni decorrenti dalla data di approvazione del piano da parte del Consiglio di amministrazione, l'ESAF è soppresso e trasformato in società mista pubblico-privato a prevalente capitale pubblico, capace di gestire il servizio idrico integrato con efficienza, efficacia ed economicità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale.
FERRARI (F.D.), Assessore dell'agricoltura e riforma agro-pastorale. Propongo un emendamento orale, se l'Assemblea è d'accordo, per portare i 60 giorni previsti al comma 3 a 90 giorni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Non sono d'accordo sull'emendamento orale.
PRESIDENTE. Se non è d'accordo non si può accogliere, perché abbiamo già chiuso il passaggio agli articoli. Metto in votazione l'articolo 4 nel testo originario. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 475.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BERRIA - BIGGIO - BONESU - BUSONERA - CADONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - DEIANA - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - DIANA - FADDA - FALCONI - FERRARI - FLORIS - FOIS Paolo - FRAU - GHIRRA - GIAGU - GIORDO - LA ROSA - LADU - LIORI - LODDO - MANCHINU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - PETRINI - PIRAS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SECCI - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si sono astenuti: il Presidente SELIS e i consiglieri: BALLETTO - BERTOLOTTI - BIANCAREDDU - CASU - FANTOLA - LIPPI - MACCIOTTA - MARRACINI - OPPIA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 57
Votanti 47
Astenuti 10
Maggioranza 24
Favorevoli 47
(Il Consiglio approva).
Discussione e approvazione della proposta di legge Manchinu - Balia - Petrini - Frau - Concas - Dettori Ivana - Lippi - Sassu - Tunis Gianfranco - Zucca: "Proroga nell'attuazione degli interventi di cui alle leggi regionali 21 giugno 1950, n. 17, 22 gennaio 1990, n. 1 e 26 ottobre 1997, n. 26" (488)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione della proposta di legge numero 488. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare la consigliera Ivana Dettori, relatrice.
DETTORI IVANA (Progr. Fed.), relatrice. Signor Presidente, colleghe e colleghi, il ritardo verificatosi nell'insediamento dell'Osservatorio Regionale per la cultura e la lingua sarda prevista dalla legge regionale numero 26 del 1997, attribuibile alle attuazioni delle procedure di nomina dei rappresentanti in seno all'organismo medesimo, ha inevitabilmente determinato, date le sue evidenti interconnessioni, un rallentamento non solo nell'attuazione della suddetta legge, ma anche nella programmazione.
Si fa soprattutto riferimento, pertanto e in particolare, all'attuazione degli interventi di cui alla legge regionale numero 17 del 1950 per l'organizzazione di manifestazioni culturali e di spettacolo con carico in capitoli 11094 e 11115 e alla legge regionale numero 1 del 1990, articolo 56 per lo svolgimento di attività teatrali musicali con carico al capitolo 11102/03.
Quindi, la presente proposta di legge è determinata a voler sanare la situazione di disagio in cui si trovano gli operatori del settore nell'organizzazione della propria attività di promozione culturale, nonché porre rimedio alle evidenti conseguenze di natura economica che scaturiscono dall'incertezza dell'intervento regionale a sostegno delle programmate iniziative.
L'Ottava Commissione nella seduta del 3 marzo 1999 ha esitato all'unanimità dei presenti la proposta di legge numero 488 (debbo dire che erano comunque presenti componenti e colleghi di tutti i Gruppi del Consiglio) alla quale condividendo le motivazioni che venivano espresse dai proponenti, diciamo che è stata allargata la condivisione della proposta stessa. Rispetto al testo iniziale la Commissione ha limitato l'oggetto del provvedimento agli interventi previsti dalla legge numero 17 e dalla legge numero 1 perché poi in itinere si è visto che per quanto riguardava legge regionale numero 26 questo in realtà non fosse necessario.
Pertanto, credo di parlare a nome di tutta la Commissione, auspico che questo provvedimento venga approvato perché altrimenti i programmi dei finanziamenti e le attività culturali già svolte potrebbero essere sostanzialmente alcune di queste o a carico delle stesse associazioni o anche addirittura non sarà possibile neanche il loro svolgimento.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, credo che ogni anno siamo con il solito problema, mi chiedo a questo punto se non sia più opportuno modificare questa legge e stabilire a regime che i fondi possono essere utilizzati anche nell'anno successivo. Questo considerato che la Giunta approva i programmi sempre agli ultimi giorni dell'anno e pertanto chi ha richieste di contributi non ha nessuna garanzia fino alla fine dell'anno di avere effettivamente i contributi richiesti. Per cui io sono favorevole alla legge, ma non si può andare avanti riproponendo ogni anno una legge proroga, occorre sistemare la questione a regime, snellendo le procedure e impedendo perciò che si vada all'approvazione dei programmi a dicembre, come avviene normalmente, e facendo sì però che questi fondi siano utilizzabili anche quanto meno nel primo semestre dell'anno successivo.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Marco Tunis. Ne ha facoltà.
TUNIS MARCO (F.I.). Signor Presidente, colleghi consiglieri, anche io per dover ribadire brevemente che l'iniziativa presentata in Aula è utile perché altre volte ci è capitato di dover presentare degli emendamenti in Aula in occasione della finanziaria e hanno dato adito a diverse interpretazioni pensando che fossero delle iniziative di tipo clientelare. La situazione che avviene è legata a problemi di tipo burocratico, cioè coloro che devono organizzare le manifestazioni sono avvertiti intorno a settembre-ottobre, il che non gli consente poi di poter nei mesi successivi completare quell'iter, per cui sono costretti per forza di cose a doversi rifare nell'anno successivo. Ritengo, pertanto, in quanto già promotore di precedenti iniziative in questo senso, però presentate come emendamenti in Aula in occasione del bilancio, che la legge, questa legge, sana una situazione e merita giustizia, per cui la riteniamo positiva.
PRESIDENTE. E` iscritto a parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Io non voglio entrare nel merito della necessità di prevedere la proroga di interventi che erano previsti per il 1998, perché mi rendo conto che i soggetti destinatari e beneficiari degli interventi hanno e fondano legittime aspettative sull'intervento da parte della Regione per la parte che riguarda l'aspetto finanziario dell'intervento stesso.
Però io voglio ancora una volta sottolineare quale sia il limite di questa maggioranza e di questa Giunta di centro sinistra che ha sempre dovuto puntualmente in occasione di leggi finanziarie, di leggi di assestamento e adesso a fine legislatura, provvedere con una legislazione di urgenza per rimandare e rinnovare interventi per i quali non è riuscita a dare risposte come un'amministrazione capace, puntuale, attenta, vigile e idonea alla programmazione avrebbe dovuto. Non sta bene e mi auguro che questa sia l'ultima volta che si arrivi ad un provvedimento di questa portata, non fosse altro perché siamo alla fine della legislatura. Certamente nella prossima, se le condizioni del Governo della Regione Sardegna saranno diverse, vergogne di questa natura, perché le chiamo vergogne in quanto sono l'espressione e il limite alla propria attività e l'espressione del proprio fallimento, non verranno più a verificarsi.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S. - Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Signor Presidente, colleghi, io concluderò dicendo che concordo pienamente con l'osservazione fatta dall'onorevole Bonesu che proponeva una messa a regine di questa disposizione. Ma credo che in questa emergenza di conclusione dei lavori consiliari, rischierebbe di arrivare tardivamente.
PRESIDENZA DEL VICEPRESIDENTE ZUCCA
(Segue BALLERO.) Il problema nasce non solo dalle ragioni che ha già ricordato il relatore, onorevole Dettori, ma questa credo sia una doverosa risposta alle osservazioni dell'onorevole Balletto, che il problema nasce anche dal fatto che il capitolo relativo è stato integrato nella sua dotazione finanziaria con la legge sul piano del lavoro che è stato approvata a dicembre e quindi direi che è pressoché inevitabile consentire che chi ha avuto soltanto da dopo dicembre la possibilità di avere il finanziamento possa svolgere la manifestazione nel 1998. C'erano quei motivi di ritardo che ha ricordato l'onorevole Dettori, ma c'è anche il fatto che una integrazione del finanziamento è avvenuta con la legge sul piano del lavoro.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Solo per un chiarimento. L'emendamento numero 2 della Giunta Regionale, si riferisce ad alcune manifestazioni tradizionali di interesse regionale. Non vedo ricompresa la Sagra del Redentore. Vorrei chiedere all'assessore Ballero come mai, posto che la Sagra del Redentore è una manifestazione di grande interesse regionale, perché qui Cagliari, Sassari e Alghero sono ricomprese, ma non questa manifestazione della Provincia di Nuoro.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport.
BALLERO (F.D.S. - Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Il chiarimento richiesto dal consigliere Pittalis è molto opportuno, io pensavo di farlo in sede di illustrazione dell'emendamento. Il problema nasce dal fatto che il Consiglio regionale approvando la legge sull'editoria ha abrogato la legge regionale 11, che ovviamente oltre ad interventi in materia di editoria prevedeva anche altri interventi tra cui gli interventi contributivi a favore di tre aziende di soggiorno, quella di Cagliari, di Sassari e di Alghero per lo svolgimento di queste tre manifestazioni. Il problema riguarda solo queste tre perché solo queste tre erano finanziate con la legge 11, e quindi solo per queste tre è venuta meno la dotazione finanziaria che non è più disponibile con la legge abrogata.
PRESIDENTE. Metto in votazione il passaggio all'esame dell'articolo. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Si dia lettura del titolo.
LA ROSA, Segretario:
Titolo: Proroga nell'attuazione degli interventi di cui alle leggi regionali 21 giugno 1950, n. 17 e 22 gennaio 1990, n. 1 relativi a manifestazioni culturali, artistiche e sportive.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare sul titolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 1.
LA ROSA, Segretario:
Art. 1
1. E' prorogata al 31 dicembre 1999 l'attuazione degli interventi già finanziati nell'anno 1998 in esecuzione della legge regionale 21 giugno 1950, n. 17 e successive modificazioni ed integrazioni (capp. 11094 e 11115) e dell'articolo 56 della legge regionale 22 gennaio 1990, n. 1 e successive modificazioni e integrazioni (cap. 11102/03).
PRESIDENTE. All'articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 1 e numero 2 aggiuntivi. Se ne dia lettura.
LA ROSA, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport per illustrare gli emendamenti.
BALLERO (F.D.S. - Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Li illustro brevemente ricordando che, per quanto riguarda l'emendamento numero 1, nella legge finanziaria era stato previsto un intervento contributivo aggiuntivo per gli enti lirici di Cagliari, di Sassari e di Nuoro, ma per un disguido non era stato compreso l'intervento sull'ente di Oristano. In questo modo si sta ripristinando. Per quanto riguarda l'emendamento numero 2, valgono le cose che ho già detto rispondendo al chiarimento del consigliere Pittalis, si tratta semplicemente dei contributi che l'Assessorato della Pubblica Istruzione dava ad integrazione dei contributi ordinari che vengono assicurati dall'Assessorato del turismo e che riguardavano, sulla base della legge 11, queste tre aziende di soggiorno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Onorevole Presidente e onorevoli colleghi, vorrei ricordare a proposito di questi due emendamenti che sono stati proposti e che danno ulteriori sovvenzioni a grosse manifestazioni e sagre dalla Sardegna che, durante la discussione della finanziaria 1999, io presentai un emendamento per 50 milioni per i Candelieri di Nulvi. In quella occasione, dopo la discussione, mi fu assicurato che sarebbero stati trovati questi 50 milioni, cioè una cifra esigua, nel bilancio ordinario. Non sto qui a ricordare cosa sono i Candelieri di Nulvi, l'importanza di questa manifestazione, che non è una manifestazione che è nata ieri ma ha una tradizione di oltre 450 anni, però da quel giorno, nonostante le assicurazioni principalmente in quel momento dell'Assessore della programmazione, di questi soldi non si sono viste le tracce. Cioè, da nessuna parte questi soldi sono stati stanziati, che servirebbero moltissimo e per la ristrutturazione dei Candelieri stessi e per l'organizzazione della manifestazione, dell'uscita, "De sa essida", come si suol dire.
Ho ricordato in quella occasione che questa manifestazione è forse l'unica manifestazione in Sardegna che non ha mai avuto contributi pubblici, che è sempre vissuta senza soluzione di continuità con le quote che i cittadini di Nulvi tutti gli anni pagano per poter organizzare la festa e quindi per poter anche ristrutturare e fare uscire i Candelieri.
Io chiedo all'Assessore della pubblica istruzione, ma anche all'Assessore della programmazione per sapere se non sia opportuno che in questa occasione stanziassimo questi 50 milioni, è una cifra esigua, anche per tenere fede a quello che fu detto durante la discussione della finanziaria.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Signor Presidente, onorevoli colleghi, al di la della bontà dei due emendamenti che risolvono dei problemi e nel caso dell'emendamento 1 risolvono anche una palese ingiustizia che era stata adottata in legge finanziaria, vi è da notare che siamo ancora una volta costretti a dare per legge contributi a manifestazioni singole, il che significa che la legge non dà con gli strumenti ordinari la possibilità di operare correttamente in questo campo, per cui anche questo è un segnale di allarme che la legislazione regionale, se necessita di interventi legislativi singoli, chiaramente non funziona nel suo quadro generale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Dettori Ivana. Ne ha facoltà.
DETTORI Ivana (Progr. Fed.), relatrice. Visto che non mi è stato ancora chiesto il parere sugli emendamenti posso così intervenire prima di esprimerlo compiutamente. Io come gli altri colleghi abbiamo potuto vedere gli emendamenti soltanto qualche minuto fa. Io ho sentito le motivazioni e le spiegazioni che l'Assessore Ballero dava sull'emendamento numero 2, sull'emendamento numero 1 ci torno tra un attimo. La spiegazione, se non ho capito male, è che queste manifestazioni venivano finanziate con la legge regionale numero 11 che, non essendo più vigente, devono sostanzialmente "traslocare", se mi è permesso questo termine. Ciò che ci interessa capire, visto che tra le grandi manifestazioni della Sardegna ne manca sicuramente una oltre ad altre che sono state citate, io parlo di quelle più grosse, di quelle più ampie, di quelle riconosciute storicamente e fuori, e quindi mi riferisco alla festa del Redentore, voglio capire se nel passato questa sagra venisse finanziata in termini in diversi e se, perché questo è il punto altrimenti non saremmo d'accordo, la Sagra di Sant'Efisio, discesa dei Candelieri, la Cavalcata Sarda, il Capodanno e la Settimana Santa Algherese siano finanziate solo ed esclusivamente con questa ex legge regionale 11 o se la legge regionale 11 dà contributi aggiuntivi a queste sagre e che alla fine, e stavolta scusate il campanilismo, la Sagra del Redentore venga solo ed esclusivamente finanziata da altri capitoli, da altri finanziamenti e da altre leggi. Io credo che probabilmente si possa porre rimedio a ciò ancora adesso e che questo possa essere fatto adesso in Aula, perché se questi finanziamenti fossero aggiuntivi rispetto ad altri e se invece la Sagra del Redentore è finanziata solo ed esclusivamente da un assessorato e da un unico finanziamento.
PRESIDENTE. Onorevole Dettori, in quanto relatrice si era ripromessa di dare anche il parere sugli emendamenti.
DETTORI IVANA (Progr. Fed.), relatrice. Mi rimetto all'Aula per entrambi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Lippi. Ne ha facoltà.
LIPPI (F.I.). Mi viene quasi da sorridere sulla richiesta che è stata inoltrata dalla collega Dettori, che essendo relatrice di questo provvedimento non ha opportunamente approfondito prima questa tematica. Io credo che l'assessore Ballero abbia già abbondantemente esaudito quelle che erano le risposte richieste anche dal collega Pittalis in merito a questa esigenza. Esisteva una legge regionale, la legge numero 11, che è stata abrogata conseguentemente all'approvazione della nuova legge sull'editoria, conosciamo tutti le vicissitudini di quella legge che è stata contestata dalla Comunità Europea, onde evitare di perdere le risorse e i finanziamenti, gli stanziamenti utili a sostenere importanti manifestazioni, voglio ricordare quella che riguarda la città di Cagliari, la Sagra di Sant'Efisio, si è ricorsi a questo tipo di provvedimento. Ora può essere anche legittimo, certamente è legittimo capire se queste manifestazioni gravano anche in termini economici su altri capitoli e su altre leggi, credo che così non sia e quindi attendiamo a questo punto la risposta dell'Assessore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masala. Ne ha facoltà.
MASALA (A.N.). Per quanto riguarda il problema che è stato sollevato dall'onorevole Frau, anche io ho visto gli emendamenti pochi minuti fa, come del resto il relatore. Avrei da suggerire, senza modificare il testo, perché questo tecnicamente non è possibile, all'assessore della pubblica istruzione, se è d'accordo, siccome nell'emendamento numero 2 si parla di discesa dei Candelieri e il finanziamento viene dato all'azienda di soggiorno di Sassari e siccome Nulvi fa parte dell'azienda di soggiorno di Sassari, sarebbe sufficiente per ottenere lo stesso risultato che l'assessore desse le istruzioni all'azienda di soggiorno di Sassari perché nell'utilizzazione delle somme stanziate con questa legge si tenga conto anche delle esigenze della discesa dei Candelieri di Nulvi, e se non saranno 50 milioni, ci sia almeno un segnale tangibile verso questa manifestazione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (Progr. Fed.). Vorrei che l'assessore chiarisca bene se questi emendamenti presentati, a parere mio fuori tempo, che mi chiarisca perché non si capisce bene come mai si andava a prevedere su un articolo ha fatto degli emendamenti dove stravolge una legge per fare dei finanziamenti inopportuni. Per lo meno che li chiarisca.
PRESIDENTE. Onorevole Cucca, l'unica cosa che non mi convince è che non si capisce, lei si deve limitare a dire che non ha capito bene. Io, per esempio, ho capito benissimo i chiarimenti dell'assessore. Comunque, per evitare che ci siano equivoci, ha facoltà di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport, per un ulteriore chiarimento.
BALLERO (F.D.S. - Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Voglio dire prima che credo che sia accoglibile, se l'Aula è d'accordo, la richiesta fatta dall' onorevole Masala, che può anche avere un incremento dei 50 milioni mettendo appunto in diminuzione 99.325 su un capitolo e 325 sull'altro, così sono i 50 milioni in più che chiedeva l'onorevole Frau. Se l'aula è d'accordo lo considererei come emendamento orale accolto. Per quanto riguarda il problema dell'emendamento numero 2, voglio ricordare, e poi do la parola sull'assessore del turismo, che le sagre principali della Sardegna, tra cui in prima linea non possono non esserci il Redentore e la Sartiglia, sono state negli ultimi dieci anni o giù di lì, non so andare più indietro nel tempo, finanziate in modo diverso sulla base di leggi diverse. Alcune sono state finanziate interamente per prevalente aspetto turistico dall'assessorato del turismo con le disposizioni sui grandi eventi, altre per fatto di connessione con le competenze culturali o altro, sono state finanziate in parte dall'Assessorato del turismo e in altra parte dall'Assessorato della pubblica istruzione.
Con questo emendamento non si sta aggiungendo neanche una lira in più rispetto alla somma che veniva abitualmente, e in particolare l'anno scorso, per fare un riferimento concreto, data a queste aziende di soggiorno per queste manifestazioni. Perché si è fatto con questo emendamento? E` stato già ricordato, il contributo alle aziende di soggiorno veniva dato dalla legge numero 11, che prevedeva diversi interventi tra cui anche questo. La legge 11 è stata abrogata dalla legge sull'editoria che prevede interventi soltanto in materia di editoria e quindi ha abrogato la disposizione che consentiva di finanziare queste tre manifestazioni.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Signor Presidente, colleghi, intervengo a proposito dell'emendamento numero 1, anche se chi vi parla normalmente è contro l'elargizione di contributi a chicchessia, perché il nostro bilancio non è così pingue da consentirci questo. Ma stavolta, contrariamente a quanto affermato dal collega Cucca, che sostiene che non era opportuno questo emendamento, se non ho capito male, a me pare invece che sia opportuno perché se un contributo è stato già elargito alle province di Cagliari, Sassari e Nuoro, credo che noi commetteremmo una ingiustizia se analogo discorso non venisse fatto per Oristano. Penso che stiamo sanando, con questo emendamento, una carenza che si è evidentemente consacrata nella legge. E quindi allora ritengo di poter esprimere, anche a nome del Gruppo, parere favorevole all'approvazione dell'emendamento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.
BALLETTO (F.I.). Intervengo sull'articolo e sull'emendamento numero 1. Mi voglio riallacciare alle affermazioni dell'assessore, il quale poco fa affermava che l'esigenza della proroga al 1999 degli interventi nasce anche, in aggiunta alle cause e difficoltà conseguenti illustrate dalla relatrice, al fatto che nel 1998 il capitolo non era congruamente coperto, finanziato.
La prima domanda che mi viene in mente da fare è questa: da quanto tempo a questa parte è prevista la possibilità di fare interventi ed impegni in misura difforme, e quindi in misura superiore, a quelli che sono gli stanziamenti bilancio?
Penso di dover ripetere perché l'Assessore non mi ha ascoltato.
Assessore, lei, prima, nel suo intervento, ha detto che in aggiunta alle cause e alle difficoltà già illustrate dalla relatrice si aggiungeva anche quella relativa al fatto che, nel 1998, sul capitolo 11102/03 non esistevano sufficienti stanziamenti, risorse. Allora mi chiedo: da quanto tempo a questa parte l'amministrazione regionale, non osservando più le regole di buona amministrazione, può impegnare per interventi indicati su quel capitolo somme di importo superiore a quelle che invece sono state stanziate? Mi sembra che la sua affermazione o non è congruente, oppure è frutto di un equivoco. Quindi, sotto questo aspetto, mi piacerebbe avere un chiarimento.
Altra domanda che formulo, e che in parte ripropone analogo interrogativo sollevato dal collega Frau, riguarda il fatto che non più tardi di due mesi fa noi abbiamo approvato la legge finanziaria e legge di bilancio. La legge finanziaria è entrata nel merito anche di questi interventi di spesa e dei relativi stanziamenti.
Allora mi viene da chiedere: è possibile che, a fine dicembre, la Giunta e l'Assessorato competente non si rendessero conto delle anomalie e delle difficoltà che sussistevano in ordine al finanziamento di questo tipo di interventi e non li abbiano proposti nella sede più corretta e nella sede più giusta, e oggi, invece, a distanza di poco meno di due mesi o poco più di due mesi dalle elezioni, sorge l'esigenza di intervenire per dare corpo e fiato a interventi che addirittura dovevano essere del '98 e che invece non sono si verificati?
Egregi colleghi, va detto che qui non si tratta di differire gli stanziamenti, si tratta di differire interventi che avrebbero già dovuto essere fatti, quindi delle due l'una: interventi da realizzarsi nel 1998, non esistono le risorse sufficienti, gli interventi sono stati fatti, stanziamo le somme del '99 per dare copertura ad interventi già fatti. Qua invece si parla di proroga di interventi. Se si tratta di interventi, manifestazioni che devono essere realizzate è un conto, se si tratta di proroga di interventi finanziari è un altro, ma allora lo si dica e lo si dica in italiano corretto, in maniera tale che tutti possano comprendere.
Quindi i motivi di censura su questo articolo sono tanti, in maniera ferma e determinata io li porto all'attenzione dell'Aula, senza nulla voler togliere evidentemente ai soggetti beneficiari degli interventi, che ancora una volta per negligenza e incapacità della Giunta regionale si trovano nelle condizioni di dover aspettare e sperare in un intervento di questo genere.
Per ciò che riguarda l'emendamento numero 1 mi preme evidenziare e fare una riflessione sul secondo comma. Nel secondo comma è detto: "Tutti i contributi straordinari, assegnati con la norma in riferimento, possono essere utilizzati anche per il ripiano di eventuali pregresse situazioni debitorie". Allora mi chiedo: cosa c'entra questo emendamento, qual è il nesso, qual è la colleganza, qual è la connessione tra la legge, il suo titolo, il suo provvedimento e invece l'esigenza di intervenire per sanare situazioni pregresse debitorie?
Quindi non è congruente, non rileva, ha un'altra finalità, e si dica che ha una funzione diversa da quella che è prevista nella titolazione della legge.
Ancora, però questa è evidentemente una osservazione di carattere lessicale, vorrei dire che c'è qualcosa che non quadra, perché se si fa riferimento a eventuali situazioni debitorie pregresse, queste non possono che rivolgersi allo stesso Ente concerti della provincia di Oristano, che è indicato al comma 1 come il beneficiario dell'intervento. Quindi il secondo comma non può fare riferimento a situazioni debitorie pregresse dei predetti enti. Sotto questo aspetto evidentemente sarebbe opportuna una correzione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore del turismo, artigianato e commercio. Ne ha facoltà.
PABA, Assessore del turismo, artigianato e commercio. Voglio chiarire due punti: il primo è che a queste e ad altre manifestazioni concorre un concorso pubblico, da parte dell'Assessorato del turismo e da parte dell'Assessorato della pubblica istruzione, che non necessariamente è collegato con l'importanza oggettiva delle diverse manifestazioni, ma che riflette anche la capacità che hanno gli organizzatori di trovare fonti diverse di finanziamento da parte della provincia, da parte dei comuni e da parte di altri soggetti. Riflette anche il contributo dato a ciascuna manifestazione le diverse scelte che gli enti per il turismo e soprattutto le aziende di soggiorno fanno in relazione all'impiego delle risorse finanziarie che provengono loro sulla base degli stanziamenti ordinari.
Per quanto riguarda l'Assessorato del turismo confermo che anche per il 1999 verrà dato, a ciascuna manifestazione che l'ha ottenuto lo scorso anno, un importo almeno pari a quello dell'anno scorso. Per quanto riguarda in particolare la manifestazione del Redentore, il contributo dato dall'Assessorato del turismo a questa manifestazione lo scorso anno era pari a 210 milioni e c'è il mio impegno a dare anche per l'anno in corso, per il 1999, un contributo di uguale importo.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, propongo un emendamento orale, cioè inserire dopo "la settimana santa algherese" "e la Sagra del Redentore", e dopo le parole "concedendo alle aziende autonome di soggiorno e turismo di Cagliari, Sassari e Alghero" aggiungere "e di Nuoro" "un contributo annuo di lire 270 milioni.
Penso che questo emendamento orale, sicuramente condiviso anche dai colleghi Ivana Dettori e Mariano Cucca, che con me hanno sollevato il problema. Sono d'accordo sulle riflessioni critiche che gli stessi hanno fatto ed è inutile che mi dilunghi oltre a spiegare ciò che i colleghi hanno chiaramente compreso, come penso di aver capito io.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO (Prog. Fed.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Credo di aver capito la situazione e mi provo a rappresentarla, però chiedo agli Assessori della pubblica istruzione e del turismo un attimo di attenzione perché sto cercando anch'io di capirla ora, quindi vediamo se comprendiamo bene.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 1 mi pare che sia acclarato a questo punto che c'è stata semplicemente, durante la sessione di bilancio, una svista, nel senso che sono stati finanziati tre capoluoghi e in un momento probabilmente di trambusto dell'Aula, nessuno ha... ricordo questo, comunque sia, stiamo rimediando ad una svista.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 2 il problema è creato dal fatto, se ho ben compreso, che queste grandi manifestazioni regionali hanno un duplice sistema di finanziamento, questo hanno spiegato gli Assessori della cultura e del turismo, nel senso che alcune sono finanziate sullo stato di previsione del turismo, esattamente sul capitolo 07001, che dice: "Spese per promuovere manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico" e sul capitolo 07011 "Contributi agli enti provinciali per il turismo" che poi utilizzano per diverse finalità, tra cui anche la concessione di contributi.
Altre manifestazioni vengono finanziate, sono state finanziate da anni, se capisco bene, sulla legge numero 11, allora che cosa è successo? E` successo che nell'approvazione della legge sull'editoria si è abrogata la legge numero 11, senza che nessuno si sia reso conto che c'era anche questo problema, cioè che sarebbe venuta a mancare la fonte per poter continuare a finanziare su quella legge le iniziative, queste grosse manifestazioni che venivano finanziate con quello strumento normativo.
Allora l'Assessore della cultura e l'Assessore del turismo stanno dicendo: "Dobbiamo rimediare a questa cosa" nel senso che dobbiamo, non per quelle che già sono finanziate, ma per quelle per le quali è venuto a mancare lo strumento normativo, dobbiamo prevedere un emendamento. Penso che la Giunta possa e debba dare - mi correggano i due Assessori competenti se sbaglio - la garanzia che per le manifestazioni di cui si sta parlando, quindi non solo quelle citate nell'emendamento, ma la Sagra del Redentore e la Sartiglia, cioè le grosse manifestazioni, nel 1999 non ci sarà né un soldo in meno, né un soldo in più rispetto al 1998, questo è il chiarimento che mi sento di dare.
(Interruzione del consigliere Cucca)
Stiamo semplicemente trovando una via tecnico-finanziaria perché la Giunta sia in condizioni di garantire a tutte le manifestazioni, compresa la Sagra del Redentore e la Sartiglia, la stessa dotazione finanziaria che ha avuto nel 1998.
Se sulla base del chiarimento che dà la Giunta il problema è superato, credo che si potrebbe procedere, se il problema non fosse superato, c'è bisogno di un approfondimento ulteriore, di vedere le cifre, piuttosto che metterci a votare emendamenti in una situazione in cui non è ben chiara la portata della discussione, è preferibile sospendere, fare le altre leggi e poi vedere se farla al termine della giornata o farla alla ripresa dei lavori, perché è chiaro che se rimane il dubbio che ci siano manifestazioni scoperte di finanziamento, si crea una situazione delicata perché ci sarà qualche consigliere che dice, come è stato detto: "Bisogna mettere la Sagra del Redentore", immediatamente dopo un altro consigliere, altrettanto legittimamente dirà: "Ci deve essere la Sartiglia".
CUCCA (Progr.Fed.). E' giusto.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Se i chiarimenti dati dalla Giunta sono sufficienti procediamo, se, e questo si accerta immediatamente, così non fosse, è preferibile prendere un po' di tempo, chiarire tutta la situazione e la Giunta porterà allora una tabella con i finanziamenti '98 e con i finanziamenti '99 risultanti da un intervento complessivo. E' meglio fare le cose con chiarezza, che farle con dubbio e con perplessità.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Floris. Ne ha facoltà.
FLORIS (F.I.). Sono in linea con quanto ha riferito testé l'Assessore, è meglio aspettare per chiarire le cose.
Però mi corre l'obbligo di ricordare anche l'assessore Ballero che la festa di Sant'Efisio è il 1° di maggio, per cui se la Giunta ha necessità tecnica di avere questa legge per poter finanziare la manifestazione, ritengo che bisogna insistere perlomeno sulla manifestazione di Sant'Efisio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (Progr. Fed.). Concordo perfettamente con le considerazioni che ha fatto l'assessore Scano e chiedo non di non fare il provvedimento oggi, ma chiedo di sospenderlo momentaneamente, si va a chiarimento e si vota dopo il prossimo provvedimento.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Piras. Ne ha facoltà.
PIRAS (Popolari). Anche io concordo con quanto ha detto poc'anzi Cugini, però Presidente mi sembra che qui gli Assessori sono ognuno per conto suo. Vorrei chiedere: che fine ha fatto il coordinatore della Giunta? E` da mesi che manca il Presidente della Giunta, e si sente in quest'Aula la sua assenza.
Vorrei una risposta da parte sua, perché se stiamo lavorando male probabilmente c'è la mancanza di coordinamento, scusatemi, so che voi siete presenti, state lavorando, però c'è questo modo di lavorare un po' strano; da mesi manca il Presidente della Giunta, da mesi manca l'Assessore dei Lavori Pubblici, oggi abbiamo approvato una legge importante, senza che lui ci desse delle risposte, vorremmo sapere se sono in ferie, se stanno facendo la campagna elettorale, se il Presidente della Giunta è in Bosnia, oppure a dare solidarietà ai nostri soldati, chiedo una risposta concreta alle cose che le sto chiedendo.
PRESIDENTE. La Presidenza in questo momento non è in grado di dare risposte sull'assenza del Presidente, ma penso che su questo ci siano dei motivi molto specifici.
La richiesta dell'onorevole Cugini mi sembra una richiesta che, in mancanza di obiezioni, sia da accogliere, per cui sospendiamo i lavori per quindici minuti, durante i quali si chiariscono le cose che secondo taluno sono ancora da chiarire.
Ha domandato di parlare la consigliera Cherchi. Ne ha facoltà.
CHERCHI (Progr. Fed.). Vorrei dire che questo quarto d'ora sia utile anche per chiarire il secondo comma dell'emendamento numero 1, in quanto prevede che tutti i contributi straordinari, assegnati con la norma di riferimento, possono essere utilizzati anche per il ripiano di eventuali pregresse situazioni debitorie dei medesimi enti.
PRESIDENTE. E` chiaro che ci stiamo fermando per chiarire questo.
CHERCHI (Progr. Fed.). Siccome si parlava di feste, credo che il secondo comma sia una questione diversa.
PRESIDENTE. Sì, è stato ampiamente chiarito, però se qualcuno vuole ulteriore chiarimenti parteciperò io stesso a darli perché conosco bene il problema.
La seduta viene brevemente sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 11 e 59, viene ripresa alle ore 12 e 17.)
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE SELIS
PRESIDENTE. La seduta è ripresa. Mi pare che la situazione sia questa; era stata fatta la discussione generale sulla proposta di legge 488 A, è stata chiusa la discussione generale con la votazione al passaggio agli articoli, l'articolo peraltro è solo uno, sono stati presentati due emendamenti, sono stati illustrati e discussi gli emendamenti, adesso il termine della sospensione è concluso, siamo in sede di votazione.
Siccome presiedeva l'onorevole Zucca, la Giunta vuole fare un chiarimento; per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. La sospensione di pochi minuti a me sembra, ma vediamo se l'Aula conferma la mia sensazione, che abbia consentito di chiarire i termini della questione. Ripeto ciò che abbiamo detto prima, c'era un doppio sistema di finanziamento, cioè con due strumenti normativi, uno di questi due strumenti è stato soppresso in una fase precedente dei lavori del Consiglio con la legge che ha abrogato la 11.
Gli emendamenti della Giunta mirano, e questo è il punto, semplicemente a ripristinare lo status quo o lo status quo ante, come giustamente suggeriva Manchinu, nel senso che stiamo mettendo con questi emendamenti la Giunta in condizioni di garantire per tutte le manifestazioni che sono state citate, quindi non solo quelle presenti nell'emendamento, almeno lo stesso finanziamento del '98.
Quindi non ci sono parzialità, io sono una persona seria, non sto dicendo "balle" al Consiglio, sto dicendo esattamente la situazione come risulta e stiamo dicendo che non ci sarà un soldo in meno per le manifestazioni per le quali sono stati sollevati dei timori e delle preoccupazioni.
Colgo anche l'occasione per dire che nell'emendamento 2 completiamo, per quanto riguarda i capitoli in aumento, indicando lo stato di previsione 11, sia sul '99, sul 2000 che sul 2001, naturalmente poi l'indicazione del capitolo la vediamo in sede di coordinamento tecnico, ove il Consiglio approvi gli emendamenti della Giunta.
Per quanto riguarda l'emendamento numero 1 c'è un errore, il capitolo in diminuzione non è lo 03147, che riguarda la quota capitale, ma è lo 03146 che riguarda la quota interessi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Frau. Ne ha facoltà.
FRAU (A.N.). Per dichiarazione di voto vorrei dire che voterò la proposta di legge numero 488, e che prendo atto dell'interpretazione autentica che ha dato l'Assessore per quanto concerne l'emendamento 2, intendendo per "discesa dei candelieri", la discesa dei candelieri di Sassari e di Nulvi e pertanto l'aumento nei capitoli, e con l'impegno di ricordare all'Ente Provinciale per il Turismo che parte di quei finanziamenti, pari a 50 milioni, sono per la discesa dei candelieri di Nulvi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (Progr. Fed.). Ringrazio molto l'Assessore Scano per la sua precisione, però il problema è solo uno ed è fondamentale; stiamo parlando dell'emendamento 2 dove si chiede la continua erogazione di una legge che non c'è più, che è l'ex 17, una volta detto questo abbiamo detto tutto. Perché il finanziamento per le altre sagre e, guarda caso, nella legge sul turismo è previsto il Redentore e la Sartiglia, qui non è previsto e si pretende anche di prevederlo per il '99 - 2000 e 2001.
Quindi continua il doppio finanziamento per queste sagre, mentre per quanto riguarda il Redentore e la Sartiglia è previsto solo ed esclusivamente un finanziamento. Questo voleva essere per la chiarezza perché siamo sempre tutti onesti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, il problema che ha sollevato il collega Cucca, veramente, merita una breve riflessione; perché io condivido le ragioni esposte dall'Assessore Ballero e devo dire che mi hanno anche convinto, però l'obiezione che fa il collega Cucca è veramente pertinente perché se si tratta di un contributo straordinario non si comprende il perché si debba prevedere per il 2000 e il 2001.
Allora, chiedo scusa Presidente, forse è irrituale ma per capire bene se gli Assessori competenti potessero chiarire questo aspetto che ha sollevato il collega Cucca, e convincerci tutti che stiamo facendo una cosa senza creare discriminazioni verso altre realtà territoriali ed altre manifestazioni proprio come la Sartiglia e la Sagra del Redentore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Ne ha facoltà.
BALLERO (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. Presidente, io non trovo difficoltà ad accogliere la proposta dell'onorevole Pittalis, e limitarlo al 1999, perché era programmato nella prosecuzione, perché sostituisce una legge che sino al 1998 era operante, la legge 11, la legge 11 non sarà operante né nel 1999 né nel 2000 e né nel 2001. Diciamo che il problema lo rimandiamo al prossimo Consiglio regionale e che risolviamo la questione per quest'anno.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Zucca. Ne ha facoltà.
ZUCCA (Progr. Fed.). Un chiarimento di natura orale che può evitare qualche equivoco possibile; al comma due dell'emendamento numero 1, anziché scrivere "tutti i contributi straordinari" espressione che può dare adito a numerosi equivoci, scriviamo "tali contributi" oppure "i contributi di cui al comma precedente" così gli equivoci sono del tutto evitati. Non è così?!
BALLERO (F.D.S. Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. No, perché questo riguarda anche il contributo straordinario dato per Nuoro e il contributo straordinario dato per Sassari.
ZUCCA (Progr. Fed.). Quello è già stato disciplinato con la legge che è stata fatta.
BALLERO (F.D.S.-Progr. Sard.), Assessore della pubblica istruzione, beni culturali, informazione, spettacolo e sport. E' stato disciplinato ma non serve(?), perché come è stato disciplinato serve semplicemente per le manifestazioni del corrente anno, mentre invece la straordinarietà del contributo era stata fatta anche per tener conto della situazione complessiva finanziaria degli enti.
PRESIDENTE. Se il dibattito in aula è servito per chiarire le diverse posizioni e, quindi, per consentire di procedere alla votazione, se non vi sono ulteriori interlocuzioni io credo che si possa procedere alla votazione.
Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'articolo 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cucca. Ne ha facoltà.
CUCCA (Progr. Fed.).Chiedo la votazione per parti dell'emendamento numero 1
PRESIDENTE. E` stato chiesto di votare per parti l'emendamento numero 1, comma per comma.
Metto in votazione il comma primo dell'emendamento numero 1. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma secondo. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Metto in votazione il comma terzo. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Sull'emendamento numero 2, semplicemente per ricordare che la Giunta ha accolto la proposta di limitarlo al 1999, quindi in sede di coordinamento poi si modifica. E` un fatto di chiarezza.
PRESIDENTE. Non si è capito,assessore Scano, può ripetere?
Ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio.
SCANO, Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Le modifiche sono due. Intanto viene limitato al solo 1999, e quindi vanno apportati i correttivi conseguenti, ed invece che 300 sia in diminuzione che in aumento bisogna prevedere 325 e 325 sui due capitoli, con la finalizzazione che è stata indicata, rispettando un impegno che la Giunta, come ci ha ricordato giustamente il collega Frau, aveva assunto in sede di sessione di bilancio.
PRESIDENTE. Con questa precisazione e con questa correzione orale metto in votazione l'emendamento numero 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Ha facoltà di parlare il consigliere Amadu, per dichiarazione di voto.
AMADU (Gruppo Misto). Presidente e colleghi, solo due minuti brevemente per spiegare intanto che sono favorevole quindi, preannuncio il mio voto favorevole a questa proposta di legge integrata dagli emendamenti testé approvati.
Dico però che non sono pienamente soddisfatto di questa iniziativa legislativa, perché purtroppo una materia così importante, che riguarda la storia della Sardegna e delle tradizioni secolari che la Sardegna e parte importante di essa portano avanti, andrebbe regolata in modo diverso, in modo più organico. Non solo per una questione campanilistica o per difendere una tradizione, oggi la Saga del Redentore, domani i Candelieri, dopo domani Sant'Efisio, la Sartiglia o altro. Ma soltanto perché è giusto che sia dato risalto reale a quanto la storia della nostra Isola, le tradizioni popolari radicate nel popolo, possono rappresentare in termini di ulteriore crescita culturale e sociale; quindi, pur consapevole del fatto che questa Assemblea non sarà in grado di approvare una normativa organica capace di dare serenità anche agli organizzatori, sento il dovere di sottolineare questa carenza che, pur nella positività dell'iniziativa io intravedo. Qualche anno fa io proposi un disegno di legge che poi non trovò accoglimento in quest'Aula, che tendeva - seppur modestamente - a dare un orientamento più definito a questa materia. Credo che anche l'episodio di oggi indichi che una certa strada che abbiamo seguito non è quella completamente giusta, che quindi occorreva riflettere, pertanto mi auguro che i colleghi che verranno riconfermati o i nuovi che verranno eletti, a seguito delle elezioni, possano cogliere un'importanza straordinaria che è contenuta nel tema che stiamo oggi affrontando, in qualche modo sfiorando, ed anche in qualche modo incidendo seppure temporaneamente, in maniera tale che davvero insieme alle grandi cose che in Sardegna occorre affrontare, questo argomento sia messo tra le cose importanti.
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge 488.
Rispondono sì i consiglieri: AMADU - ARESU - BALIA - BALLERO - BOERO - BONESU - BUSONERA - CARLONI - CASU - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEMONTIS - DETTORI Bruno - DETTORI Ivana - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FERRARI - FRAU - GIORDO - LA ROSA - LIPPI - LOCCI - LODDO - LOMBARDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MANUNZA - MASALA - MONTIS - OBINO - ONIDA - OPPIA - PIRAS - PIRASTU - PITTALIS - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SERRENTI - USAI Edoardo - USAI Pietro - VASSALLO - ZUCCA.
Si sono astenuti: il Presidente SELIS e il consigliere DIANA.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 49
Votanti 47
Astenuti 2
Maggioranza 25
Favorevoli 47
(Il Consiglio approva).
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balia. Ne ha facoltà.
BALIA (F.D.S. - Progr. Sard.). Presidente, così come avevamo peraltro concordato in una delle Conferenze dei Capigruppo, per richiamare l'attenzione dell'aula sul progetto di legge unificato 408 e 467 sui nuovi canoni e sul fondo sociale. E` un progetto di legge che ha trovato accoglimento all'interno dello Commissione in maniera unanime per cui presumo che non vi siano grossi problemi ad affrontarlo prima ancora di passare al dibattito generale sulle leggi per il personale.
PRESIDENTE. Poi i Capigruppo e l'Aula mi faranno sapere qual è l'orientamento.
Ha domandato di parlare il consigliere Piras. Ne ha facoltà.
PIRAS (Popolari). Volevo intervenire, signor Presidente, sull'ordine dei lavori. Siccome è mezzogiorno e mezza, mi è arrivata la convocazione per l'ufficio di Presidenza subito dopo i lavori di questa mattinata, so che vi sono delle cose urgenti anche come ufficio di Presidenza, se dovessimo iniziare una legge o un qualche cosa non finiremo minimo che tra un'ora, anche se si dovesse fare soltanto la relazione.
PRESIDENTE. Per chiarire non stiamo iniziando la discussione del personale, così do un chiarimento anche all'onorevole Balia, all'inizio della seduta avevamo concordato che avremmo concluso prima delle leggi sul personale la proposta di legge 380A, che riguardava il trasferimento al Comune di Porto Torres del complesso immobiliare; era un argomento che avevamo già affrontato, pertanto era aperta la discussione ed avevamo concluso la discussione generale e dobbiamo procedere alla votazione per il passaggio degli articoli e poi votare. Non erano e non sono emerse controindicazioni, quindi questo è inserito all'ordine del giorno, quindi io propongo - così come avevamo concordato ad inizio Seduta - di esaminare e completare l'esame della proposta di legge 380A.
Discussione degli articoli e approvazione della proposta di legge Vassallo - Montis - Concas - Aresu - La Rosa: "Norme disciplinanti il trasferimento al Comune di Porto Torres del complesso immobiliare ivi realizzato ai sensi della Legge 11 giugno 1962, n. 588, la regolarizzazione del titolo di possesso dell'immobile e la cessione in proprietà agli aventi titolo" (380)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca, pertanto, la continuazione della discussione della proposta di legge numero 380. La discussione generale è stata già chiusa.
Metto in votazione il passaggio all'esame degli articoli. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Pittalis. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.). Presidente, mi sono un attimo distratto e non ho seguito bene. Sulla proposta dell'onorevole Balia noi siamo del parere che possa essere portata in aula nella prossima sessione, non so se la Presidenza ha già assunto determinazioni al riguardo.
(VEDI VERBALE)
PRESIDENTE. L'onorevole Balia ha posto in aula questo problema. All'inizio della seduta noi ci siamo dati un ordine dei lavori, che prevedeva l'esame del Servizio idrico (?) integrato, la proroga della 17 e la proposta di legge numero 380 (questa che stiamo discutendo) per la quale avevamo già svolto la discussione generale.
L'onorevole Balia ha posto il problema di inserire il testo unificato delle proposte numero 408 e 467 che riguarda i canoni IACP. Per non mettere in votazione la proposta ho chiesto di farmi sapere le intese che ci potessero essere e quindi, se mi pervengono le intese favorevoli non ho problemi, però adesso siccome avevamo già inserito la 380, procediamo con questo provvedimento.
Il provvedimento concernente i canoni IACP mi sembra difficile che possa essere discusso questa mattina, però chiedo ai colleghi che l'hanno proposto di sentire anche gli altri Capigruppo per risparmiare tempo, può essere al limite discusso in una prossima tornata che si può concordare, però anche su questo, per evitare che si faccia un dibattito in aula, facciamo una consultazione e mi dite qual è il vostro orientamento. Quindi, quella proposta l'ho tenuta in sospeso in attesa che emergesse una volontà comune.
Ora stiamo procedendo all'esame della proposta di legge numero 380. E' già stato votato il passaggio agli articoli.
Si dia lettura dell'articolo 1.
SERRENTI, Segretario:
Art. 1
Oggetto e finalità
1. La presente legge disciplina, ad integrazione della legge regionale 5 dicembre 1995 n. 35, concernente: "Alienazione dei beni patrimoniali", il trasferimento in proprietà al Comune di Porto Torres del complesso immobiliare regionale ivi realizzato dalla Regione con finanziamenti provenienti dalla Legge 11 giugno 1962, n. 588, concernente il "Piano straordinario per favorire la rinascita economica e sociale della Sardegna", primo programma operativo, settore di intervento "Infrastrutture e habitat", punti 2.12 e 2.13.
2. La presente legge disciplina inoltre la regolarizzazione del titolo di possesso dei singoli appartamenti da parte degli attuali possessori e detta norme per la loro successiva vendita ovvero per la regolarizzazione del rapporto locativo ai soggetti individuati come aventi titolo.
3. Tale trasferimento è finalizzato al reperimento di adeguate risorse per il risanamento e il recupero del complesso immobiliare e del quartiere nel quale è inserito, nonché per il risanamento e completamento degli interventi di edilizia residenziale pubblica nell'ambito dell'intero territorio comunale.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 2.
SERRENTI, Segretario:
Art. 2
Trasferimento al comune
1. La Regione trasferisce a titolo gratuito a favore del Comune di Porto Torres la proprietà del complesso immobiliare regionale ivi realizzato con i fondi provenienti dalla Legge n. 588 del 1962. Il comune diventa, a tutti gli effetti, proprietario dell'immobile al momento dell'entrata in vigore della presente legge.
2. A tal fine l'Assessore competente in materia di demanio e patrimonio regionale, approva entro tre mesi dalla pubblicazione della presente legge una delibera contenente:
I. un elenco dei beni da trasferire;
II. l'indicazione dell'ufficio regionale e del funzionario responsabile del procedimento di attuazione delle procedure di effettiva cessione degli immobili individuati.
III.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Signor Presidente, non ho fatto in tempo a presentare un emendamento adeguato, comunque segnalo all'Aula che non trovo molto conveniente la formulazione del comma 2 dell'articolo, perché si propone di dettare legislativamente il modo in cui l'amministrazione deve procedere per il trasferimento di questi beni, addirittura dando un termine - e va bene - spiegando che deve fare l'elenco dei beni da trasferire e che nella delibera dev'essere indicato il funzionario responsabile del procedimento.
Tutto questo mi sembra un'invasione del potere legislativo sulla funzione esecutiva ed amministrativa. Se si vuole precisare un termine, vincolando la Regione, basterebbe far premettere al comma 1: "Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge" "la Regione trasferisce" e abolire assolutamente il comma 2.
Mi sembra un'indebita intromissione.
PRESIDENTE. Onorevole Macciotta, quindi lei è contrario al comma 2?
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Sì.
PRESIDENTE. Anche senza presentazione dell'emendamento - non entro nel merito ma sto provando a recepire il senso tecnico della sua proposta - lei sta chiedendo di votare per parti l'articolo 2, il primo e il secondo comma. Lo terremo presente in sede di votazione.
Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Mi sembra che l'onorevole Macciotta abbia centrato un problema, perché c'è una contraddizione fra il primo e il secondo comma: in base al primo comma, avviene un trasferimento per legge, mentre il secondo comma presuppone una procedura amministrativa. Effettivamente, se il trasferimento opera al momento di entrata in vigore della legge, e invece poi si parla di una procedura addirittura per identificare i beni, mi sembra una grave contraddizione.
Teniamo conto che nell'articolo 3 i beni vengono individuati esattamente dal comune di Porto Torres, per cui mi sembra che, effettivamente, il secondo comma sia un qualcosa introdotto artificiosamente.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Casu. Ne ha facoltà.
CASU (F.I.). Presidente e colleghi, intervengo sull'articolo 2 di questa proposta di legge con la quale si trasferisce la proprietà del patrimonio immobiliare, o del complesso immobiliare della Regione al comune di Porto Torres.
Finalmente giunge in aula, è da tanto che questo disegno di legge è stato presentato ed esaminato in Commissione, ma non arrivava mai in Consiglio.
Non sarò contrario a che ciò avvenga per il fatto che pare che questi fabbricati, se non vengono trasferiti al Comune di Porto Torres e se il Comune di Porto Torres non li trasferisce agli inquilini, finiranno per cadere, perché sono in stato di abbandono (almeno così mi è stato detto). Io sono contrario a che si trasferiscano a titolo gratuito immobili che sono della Regione, quindi della collettività.
Noi non sappiamo assolutamente niente di questi immobili, quale sia il loro valore e la loro quantità fisica, ecco perché per anni, in quest'aula, mi sono battuto perché la Giunta ci presentasse il conto del patrimonio della Regione. Solo quest'anno siamo riusciti ad avere qualcosa, ma non è venuto in Consiglio. Il rendiconto del 1997, signor Presidente, non è passato in Consiglio; doveva essere approvato entro giugno del 1998. Arriviamo a giugno del 1999 e il rendiconto del 1997 non è passato in Consiglio, perché per il 1997 è stato preparato anche il conto del patrimonio, ma dal conto del patrimonio, preparato per l'anno 1997, appare un deficit patrimoniale di circa 2000 miliardi, il che, tradotto in termini più semplici, sta a significare che la Regione autonoma non ha un patrimonio positivo, ma ha un patrimonio negativo di circa 2000 miliardi.
Dico che per questo complesso immobiliare (di cui non conosco il valore) sarebbe opportuno che l'Assessore competente o il Presidente della Giunta, se dovesse sbagliare e venire alla Regione anziché andare altrove, ci dicessero quale può essere la quantità fisica di questi immobili e quale può essere il relativo valore, perché io credo che non potremmo fare dei doni per conto della comunità isolana.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed), relatore. Signor Presidente, brevemente per dire che il rilievo avanzato dall'onorevole Macciotta mi pare sia fondato e che possa essere accolto. Tuttavia ci troviamo di fronte ad un'assenza di emendamenti per cui probabilmente, con un emendamento orale, si potrebbe proporre che nel comma 1 si possa inserire la proposta del collega Macciotta e si dica: "La Regione, entro tre mesi, trasferisce a titolo gratuito....." e via via la conclusione del primo comma e che invece possa essere cassato totalmente il secondo comma.
Credo che questa possa essere la conclusione del dibattito sull'articolo 2.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S.d'Az.). Se lo spirito fosse questo, ma siccome occorre ovviare all'assurdità che il comune diventa proprietario di un bene che neppure conosce, con tutte le conseguenze civilistiche che ci possono essere, sarebbe più opportuno votarli separatamente e bocciare la parte del primo comma che dice: "Il Comune diventa a tutti gli effetti proprietario dell'immobile al momento dell'entrata in vigore della presente legge". Per cui, il trasferimento opererebbe sui beni individuati dalla Giunta regionale e il Comune avrebbe certezza dei beni che sono trasferiti, altrimenti avremmo l'assurdità che il Comune diventa proprietario e non sa quali beni sono trasferiti.
Quindi propongo che, anziché cassare il secondo comma, si cassi la seconda parte del primo comma.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. La discussione sull'articolo 2, in realtà, ripropone e riflette anche una situazione di incertezza e diciamo pure onestamente di confusione che accompagna la vicenda dell'edificazione e della gestione di questo complesso immobiliare nel Comune di Porto Torres.
La formulazione dell'articolo 2 che, sul piano formale della linearità anche giuridica, sicuramente è anche un po' contorto, mira a salvaguardare comunque l'ottenimento di un risultato. E` stato chiesto un chiarimento sulla vicenda di questi alloggi ed io la do al Consiglio in modo essenziale: si tratta di 92 alloggi di edilizia residenziale pubblica costruiti con i fondi della legge di rinascita, la "588" e hanno avuto una vicenda travagliata di questo genere, questi 92 alloggi sono stati costruiti con danaro pubblico, con i soldi della "588", sono stati requisiti, appena costruiti o in epoca non molto lontana dalla edificazione dal Comune di Porto Torres , dal sindaco di Porto Torres per essere assegnati a dei senza tetto, a degli sfrattati. E` anche accaduto che questo patrimonio immobiliare non sia stato mai iscritto nei registri della proprietà pubblica, cioè della proprietà regionale, perché la cura dell'edificazione fu, a suo tempo, espletata dall'Assessorato dei lavori pubblici e l'Assessorato dei lavori pubblici non ha mai proceduto all'invio delle carte relative all'iscrizione nei registri e negli elenchi dei beni patrimoniali della Regione presso l'Ufficio demanio e patrimonio della Regione medesima.
Nel frattempo è accaduto anche che una legge regionale, la legge numero 22 del 1975, prevedeva che situazioni consimili, questa ed altre, dovessero seguire questo regime giuridico, cioè che la proprietà dei suoli dovesse essere trasferiti ai comuni e che la gestione degli alloggi dovesse essere trasferita allo IACP. Anche la legge regionale del 1975, la legge numero 22, non ha avuto esecuzione, per cui è rimasta questa condizione di indeterminatezza.
Nel frattempo è accaduto pure che tutto il carteggio risulta andato distrutto in un incendio che si è verificato presso l'Assessorato dei lavori pubblici nel 1992 per cui, allo stato, non esiste neppure incartamento di questi alloggi, non esistono eppure gli atti.
Fortunatamente nel frattempo è intercorsa un'evenienza, che nel 1989, in esito all'indagine conoscitiva promossa dalla Regione circa la consistenza del suo patrimonio immobiliare, la Regione ha ufficialmente saputo di essere comunque proprietaria di questi immobili e nel 1989 appunto ha potuto, allo scadere dei vent'anni, quindi in limine, notificare ai possessori di questi alloggi una nota attraverso cui ha interrotto il termine dell'usucapione che stava concludendo al ventesimo anno, perché se la Regione non avesse a suo tempo, dieci anni fa, promosso l'indagine e non avesse conosciuto, per via di un'azione generale, di essere proprietaria anche di questi immobili, oltre che di tanti altri, questi immobili, allo scadere dei vent'anni, eravamo al diciannovesimo anno, sarebbero usciti interamente dal patrimonio della disponibilità della Regione.
In tal modo perlomeno si è ripresa la titolarità, e la Regione ha mantenuto in capo alla sua potestà il valore di questi immobili, però nel frattempo è accaduto che le cose sono rimaste così, perché l'ufficio del demanio e del patrimonio non poteva compiere nessun atto conseguente, neppure la riscossione di canone, neppure a titolo simbolico, per la ragione che ho detto, perché non risultavano questi immobili iscritti in capo al registro dei beni della Regione, e questo era accaduto perché a suo tempo non erano stati trasferiti all'Assessorato dei lavori pubblici e all'Assessorato degli enti locali e, successivamente, non è potuto avvenire perché l'Assessorato dei lavori pubblici ha dichiarato distrutti gli atti e i documenti nell'incendio che gli archivi hanno subito nel 1992.
Al di là di questa vicenda così come adesso sommariamente rievocata, rimane il fatto che con questa legge comunque, ed anche con questo articolo, si vuole porre fine a questa vicenda e l'unico modo per porre fine è di determinare con certezza il destinatario degli immobili che, in accordo con il Comune di Porto Torres, si individua essere il Comune di Porto Torres, e risolvere definitivamente la questione, cioè consentire il riscatto di questi immobili con le regole che in materia esistono, cioè il valore di mercato scomputato di quanto si sarebbe pagato per il canone di locazione. Siccome in questo caso i canoni di locazione non sono stati pagati, è chiaro che questo sarebbe un valore che si ritrova accresciuto nel valore dell'immobile, oppure il Comune determinerà in via tabellare e in via equitativa un valore del pregresso e quindi avverrebbe in tal modo una combinazione buona, per cui la Regione da questi immobili non ne ha nessun vantaggio, anzi neppure sapeva di averli fino a dieci anni fa.
Dieci anni fa ha saputo che ne aveva la proprietà ed almeno questo aspetto l'ha regolarizzato interrompendo i termini di usucapione. I destinatari di questi immobili non possono che essere le famiglie che li occupano da trent'anni, sono immobili fatiscenti e non possono che essere dati a riscatto a prezzo equo per quanto possono valere questi immobili, per cui l'articolo 2 a me pare riflettere, nell'intendimento del proponente e nella loro formulazione, una preoccupazione, cioè che finalmente abbia davvero efficacia una norma prevedendosi per legge il passaggio della proprietà al Comune, e individuando anche una procedura sicura, quella dei tre mesi e del funzionario responsabile del procedimento che sia individuato, perché finalmente una legge che vuole risolvere questa questione la risolva davvero, perché in trent'anni tra un assessorato ed un altro, lo IACP che per legge doveva gestirli e non li ha gestiti, il comune che non è titolare però ha fatto un'ordinanza e ha immesso gli sfrattati e i senza tetto, cioè una situazione molto complicata sul piano pratico ed anche sul piano istituzionale che in tal modo si avvia verso una soluzione.
Mi pare di aver capito che la formulazione non del tutto lineare dell'articolo 2 rafforzando il sistema, cioè dicendo "di sicuro la proprietà va al Comune, di sicuro la Regione deve fare gli atti indicando anche il responsabile del procedimento perché avvenga entro tre mesi", mi pare che questa sia una sottolineatura della necessità di porre termine a questa vicenda che con particolare utilità sia della Regione, sia del Comune, sia delle famiglie, che a questo punto hanno un diritto, potrebbe essere perseguito.
In ultimo ho il dovere di dare un chiarimento anche all'onorevole Casu. Per quanto riguarda il conto consuntivo e il conto patrimonio la Regione ha oggi tutte le sue carte in regola, così come è stato certificato e come è stato pubblicamente riconosciuto anche nell'ultima relazione annuale della Corte dei Conti. Non era così nel passato, ma nel presente la Regione ha il conto consuntivo e il conto del proprio patrimonio immobiliare e mobiliare interamente redatto e formalmente completato.
CASU (F.I.). Che sia redatto non ne dubito, in Consiglio non è ancora arrivato!
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. Può essere che non sia pervenuto in Consiglio, prendo atto di questo e chi dovrà provvedere provvederà, però avevo il dovere di dire che questa fortunatamente è la situazione che la Regione ha.
PRESIDENTE. L'intervento dell'Assessore era l'ultimo, vorrei capire, alla luce delle precisazione dell'Assessore, lo chiedo al consigliere Sassu che era relatore ma anche ai proponenti che hanno proposto la modalità di voto per parti, se permane la modalità di voto per parti e per quali parti.
Ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Per chiarire la richiesta di votazione per parti e per chiarire ulteriormente la proposta di formulazione del primo comma, perché la formulazione che avanzava all'inizio "la Regione trasferisce entro tre mesi a titolo gratuito", andrebbe a confliggere con il secondo periodo sempre del primo comma che recita "il Comune diventa, a tutti gli effetti, proprietario dell'immobile al momento dell'entrata in vigore della presente legge", quindi non ritiro la proposta di inserire nel primo comma "entro tre mesi", la formulazione del primo comma rimane quella originaria, ripropongo la votazione per parti chiedendo l'assenso per il primo comma e chiederei la controprova sul secondo comma.
PRESIDENTE. Metto in votazione il primo comma dell'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
PRESIDENTE. Metto in votazione il secondo comma dell'articolo 2. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non lo approva alzi la mano.
(Non è approvato)
Si dia lettura dell'articolo 3.
SERRENTI, Segretario:
Art. 3
Adempimenti del comune
1. Il Comune di Porto Torres, entro tre mesi dall'adozione della delibera della Giunta regionale provvede, con delibera di Giunta, a:
I. individuare esattamente sia i singoli appartamenti, sia il complesso immobiliare trasferiti in proprietà, con l'indicazione dei relativi dati catastali, qualora disponibili;
II. comunicare ai detentori dei singoli appartamenti del complesso immobiliare l'ammontare della somma, così come determinata dalla presente legge, da versare alla tesoreria comunale a titolo di sanatoria per il mancato versamento del canone di locazione;
III. dettare l'iter procedurale per la successiva alienazione, a favore dei detentori aventi titolo che abbiano versato la somma a titolo di sanatoria, dell'immobile occupato ovvero a comunicare ai detentori che, secondo le limitazioni stabilite dalla presente legge, non possono acquistare l'immobile, il canone di locazione che dovrà essere mensilmente versato, calcolato secondo le vigenti disposizioni in materia di alloggi di edilizia residenziale pubblica;
IV. elaborare un piano triennale di reinvestimento delle somme così riscosse, finalizzato al risanamento, ripristino del complesso immobiliare, degli alloggi e aree di edilizia residenziale pubblica dislocate nel territorio comunale, al reperimento di nuove aree per l'edificazione di nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica.
2. Qualora non siano disponibili i dati catastali, richiesti dalla lettera a) del precedente comma, il Comune di Porto Torres promuove la procedura di accatastamento di tali immobili.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Bonesu. Ne ha facoltà.
BONESU (P.S. d'Az.). Presidente, a meno che vi sia un accordo unanime, chiedo di mettere in votazione separatamente la frase "dall'adozione della delibera della Giunta Regionale" che dovrebbe essere caduta per abrogazione del secondo comma dell'articolo 1.
PRESIDENTE. Per un elemento di coerenza con la votazione precedente in sede di coordinamento nella prima espressione dell'articolo 3 vengono cancellate le parole "entro tre mesi dall'adozione della Giunta regionale" perché era la procedura del secondo comma dell'articolo 2 che abbiamo abrogato, quindi in sede di coordinamento evidentemente anche questo va...
BONESU (P.S. d'Az.). No Presidente, le parole "entro tre mesi" restano.
PRESIDENTE. Sì, le parole "entro tre mesi" restano.
Metto in votazione l'articolo 3 con questa precisazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 4.
SERRENTI, Segretario:
Art. 4
Aventi titolo
1. Sono legittimati all'acquisto degli alloggi coloro che:
I. detengono continuativamente l'immobile da almeno cinque anni, decorrenti dalla data di pubblicazione della presente legge, e i loro familiari conviventi;
II. abbiano conseguito la detenzione dell'immobile senza aver commesso illecito civile o penale;
III. siano titolari di un reddito familiare complessivo non superiore al triplo previsto dalle vigenti norme per l'assegnazione di un alloggio di edilizia residenziale pubblica;
IV. siano residenti nel Comune di Porto Torres e che l'assegnatario e/o i loro familiari conviventi non siano proprietari di altro adeguato alloggio nello stesso Comune.
2. I detentori degli alloggi che non versano alla tesoreria comunale la somma stabilita a titolo di sanatoria, secondo l'ammontare, le modalità e i termini stabiliti perdono la legittimazione all'acquisto.
3. In caso di acquisto dell'alloggio da parte dei familiari conviventi è comunque fatto salvo il diritto di abitazione in favore dell'assegnatario.
PRESIDENTE. A questo articolo sono stati presentati gli emendamenti numero 2 e 3. Se ne dia lettura.
SERRENTI, Segretario:
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 2 ha facoltà di parlare il consigliere Giordo.
GIORDO (F.I.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per illustrare l'emendamento 3 ha facoltà di parlare il consigliere Sassu.
SASSU (Progr. Fed.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento 2 ha facoltà di parlare il consigliere Sassu, relatore.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Il relatore si rimette all'Aula.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica.
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. La Giunta esprime parere perplesso, si rimette sicuramente all'Aula, però in ordine al terzo emendamento questa perplessità è giusto che venga anche accennata e manifestata. Si dice che gli aventi titolo all'acquisto, i legittimati sono coloro che detengono continuativamente l'immobile da almeno cinque anni. La dizione "almeno cinque anni" dava quella garanzia che ci fosse una condizione che, permanendo nel tempo almeno cinque anni, fosse in qualche modo di legittimità. Ridurre i cinque anni ad un anno può porre l'ente pubblico, che sarebbe poi il Comune, nella condizione di trovarsi gente che detiene continuativamente per un anno perché qui non si dice "detiene legittimamente", allora si capirebbe che chi lo detiene legittimamente può averne titolo anche se lo detiene da un mese o da un giorno se è legittimo, ma qui si dice "lo detiene continuativamente", quindi se uno di questi alloggi fosse stato occupato abusivamente a parte l'illecito di un eventuale abuso, ma anche da chi non ha necessità di un alloggio rispetto ad altri che l'avrebbero, un anno come condizione di presunzione di legittimità è proprio poco. Mentre si poteva andare un po' tranquilli sui cinque anni, perché una detenzione che dura cinque anni si suppone che chi doveva intervenire avrebbe potuto intervenire, ridurre ad un anno la sola detenzione continuativa, senza il requisito della legittimità, può porre problemi seri a chi deve gestire questa legge, che poi è un comune, e il comune al quale la Regione con la legge vuole creare una condizione di favore potrebbe invece metterlo in un condizione di difficoltà. Allo stato formalmente non si possono proporre emendamenti, però se la parola "continuativamente" fosse "e legittimamente" avrebbe un senso, ma se non c'è il requisito della legittimità l'emendamento 3, che riduce ad un solo anno, può creare in astratto, poi può darsi che in concreto questa cosa non si verifichi però, se l'emendamento è stato proposto vuol dire che qualcosa ci può essere in tal fatta, non lascia del tutto tranquilli sul piano della linearità legislativa e della bontà della norma, cioè della sua sostanziale giustezza, perché stiamo pur disponendo di patrimoni pubblici, che devono andare con certe procedure in modo agevolato a costituire invece patrimoni privati. E' giusto agevolare questo però entro i limiti della correttezza e della intrinseca bontà degli atti che con le leggi si fanno. Per cui, sull'emendamento 3, la Giunta esprime parere contrario.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu, relatore. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Per dire, Presidente, che da una rilettura dell'emendamento 2, che modifica il primo comma alla lettera D, così come formulato risulta formalmente non corretto, perché, se noi dovessimo accoglierlo sopprimendo le parole che si propone di sopprimere, resterebbe un periodo formalmente scorretto, perché risulterebbe: "siano residenti nel Comune di Porto Torres e che gli assegnatari e i loro familiari conviventi" si metterebbe un punto e la frase non avrebbe senso. Credo che il senso dell'emendamento sia quello di cassare tutta la seconda parte e di limitare la lettera D a "siano residenti nel comune di Porto Torres", mi pare di capire questo. Quindi, probabilmente, si tratta di correggere questa parte relativamente alla forma.
In relazione invece all'osservazione che fa l'Assessore sul primo comma, lettera A, riferito al termine "continuativamente" e corretto successivamente dal termine "legittimamente", vorrei ricordare all'assessore che nel punto B, sempre del primo comma, si dice che i titolari degli alloggi assegnati abbiano conseguito la detenzione dell'immobile senza aver commesso illecito civile o penale, quindi devono assolutamente rientrare in quella fattispecie a cui fa riferimento l'Assessore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (Gruppo Misto). Soltanto per una precisazione rispetto all'emendamento numero 2, primo comma, lettera D. Mi sembra che l'emendamento abbia un senso che possa essere ricondotto anche in sede di coordinamento rispetto al fatto che togliendo la frase proposta dall'emendamento stesso, rimarrebbe però in vigore il fatto che chi può avere l'alloggio sono gli assegnatari residenti nel Comune di Porto Torres e i loro familiari conviventi, per cui è chiaro che se ci fermiamo ai residenti nel Comune di Porto Torres taglieremo fuori una fattispecie dei conviventi, per cui penso che in sede di coordinamento possa essere capovolto il concetto, fermo restando il principio della lettera D.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Macciotta. Ne ha facoltà.
MACCIOTTA (Gruppo Misto). Solo per dichiararmi contrario ad entrambi gli emendamenti, anche nelle formulazioni proposte, e chiederei su entrambi la controprova.
PRESIDENTE. Poichè nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 2, con l'avvertenza che, in sede di coordinamento, il suo accoglimento implica la riformulazione della lettera d) dell'articolo 4.
Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'emendamento numero 3. Chi lo approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova) Chi non lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Metto in votazione l'articolo 4. Chi lo approva alzi la mano.
(E` approvato)
Si dia lettura dell'articolo 5.
SERRENTI, Segretario:
Art. 5
Somma da corrispondere a titolo di sanatoria
1. I soggetti aventi titolo versano presso la tesoreria comunale, a titolo di sanatoria del mancato pagamento del canone di locazione degli immobili, una somma pari alla vigente rendita catastale dell'alloggio detenuto. Nel caso di mancanza di rendita catastale, si applica, per analogia, la rendita di un'immobile simile situato nel medesimo quartiere.
2. Tale somma è ridotta di un terzo qualora ricorrano, contemporaneamente, le seguenti condizioni:
I. quando l'alloggio occupato risulti essere prima abitazione e il detentore e i suoi conviventi non abbiano altro alloggio adeguato nel territorio regionale;
II. quando il soggetto detentore è titolare di un reddito imponibile del nucleo familiare non superiore all'importo di due pensioni minime INPS e derivante esclusivamente da lavoro dipendente, pensione e/o percepito ai seguenti titoli: trattamento di cassintegrati, indennità di mobilità, indennità di disoccupazione, sussidi assistenziali e assegno del coniuge separato o divorziato.
3. I soggetti aventi titolo, entro trenta giorni dalla comunicazione di cui all'articolo 3, comma 1 esprimono, con dichiarazione scritta redatta in carta libera, se intendono avvalersi della facoltà loro riconosciuta. In caso affermativo allegano copia del versamento, a favore del Comune di Porto Torres, della somma dovuta a titolo di sanatoria.
4. La giunta comunale può stabilire il pagamento rateale della somma dovuta a sanatoria, suddividendo la cifra complessiva in un massimo di quattro ratei.
5. In caso di mancato versamento della somma dovuta a titolo di sanatoria, il sindaco emette una diffida ad adempiere, fissando un termine perentorio trascorso il quale il soggetto detentore perde, automaticamente, la legittimazione di avente titolo ed è obbligato a lasciare libero l'alloggio. Il sindaco dichiara la revoca della legittimazione. Tale dichiarazione ha efficacia di titolo esecutivo.
PRESIDENTE. A questo articolo è stato presentato un emendamento. Se ne dia lettura.
SERRENTI, Segretario:
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare il consigliere Bonesu per illustrare l'emendamento.
BONESU (P.S. d'Az.). Credo che la norma sia stata introdotta in analogia al potere che ha il Presidente dello IACP di fare il titolo esecutivo per il rilascio degli immobili dello IACP, norma prevista dall'ordinamento statale. A parte il fatto che l'estensione ai sindaci non è prevista da alcuna norma, vi è da rilevare che si tratta di una norma di natura civilistica e per di più di materia procedimentale processuale. Ricordo che altra volta la Regione proprio in materia di edilizia residenziale pubblica, si limitò a copiare le norme statali, nemmeno innovare come in questo caso, si limitò a copiare le norme statali e la Corte Costituzionale ritenne la legge regionale illegittima, quindi in questo caso, a maggior ragione, verrebbe ritenuta illegittima. Non c'è che da rilevare che purtroppo questa è una carenza delle leggi regionali di non poter prevedere le norme processuali, o comunque norme di natura sostanziale civilistica per cui, chiaramente, se l'occupante abusivo non ottempera, occorrerà ricorrere alle normali procedure giudiziarie senza poter avere questa scorciatoia. Purtroppo è un limite che abbiamo in forza dello Statuto nella nostra legislazione.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento, ha facoltà di parlare il consigliere, relatore.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sassu. Ne ha facoltà.
SASSU (Progr. Fed.), relatore. Lo accoglie
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio.
COGODI, Assessore degli enti locali, finanze ed urbanistica. La Giunta lo accoglie.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Metto in votazione l'articolo 5. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Si dia lettura dell'articolo 6.
SERRENTI, Segretario:
Art. 6
Ulteriori adempimenti procedurali
1. Il comune, entro trenta giorni dall'avvenuto versamento della somma dovuta a titolo di sanatoria, comunica agli aventi titolo la messa in vendita degli alloggi occupati.
2. Per la determinazione del prezzo di tali alloggi di edilizia economica e popolare si applicano le disposizioni di cui agli articoli 13, 14, 15, 16 e 17 della Legge 27 luglio 1978, n. 392.
3. Il pagamento di tali alloggi avviene con le seguenti modalità: pagamento immediato di una quota non inferiore al trenta per cento del prezzo di cessione, con dilazione del pagamento della parte rimanente in non più di dieci anni, ad un interesse pari al tasso legale, previa iscrizione ipotecaria a garanzia della parte del prezzo dilazionata.
4. Sono a carico degli aventi titolo le spese notarili e di registrazione degli atti.
5. In alternativa all'acquisto possono optare per il pagamento del canone di locazione, calcolato sulla base delle vigenti disposizioni in materia di canoni di alloggi di edilizia residenziale pubblica:
a) coloro che versino nelle situazioni di cui all'articolo 5, comma 2 della presente legge;
b) gli aventi titolo ultrasessantenni;
c) gli aventi titolo nel cui nucleo familiare sia presente un portatore di handicap.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare su questo articolo, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano.
(E' approvato)
Votazione nominale
PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, della proposta di legge numero 380.
Rispondono sì i consiglieri: ARESU - BIGGIO - BOERO - BONESU - BUSONERA -CARLONI - CHERCHI - CONCAS - CUCCA - CUGINI - DEGORTES - DETTORI Ivana - DIANA - FALCONI - FOIS Paolo - FRAU - GIAGU - GRANARA - LA ROSA - LADU - LOCCI - LODDO - LORENZONI - MACCIOTTA - MANCHINU - MARTEDDU - MASALA - MONTIS - MURGIA - OBINO - OPPIA - PETRINI - PIRAS - PITTALIS - SANNA Giacomo - SANNA Salvatore - SASSU - SCHIRRU - SERRENTI - TUNIS Gianfranco - TUNIS Marco - USAI Pietro - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SELIS e i consiglieri: BALLETTO - CASU.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 46
Votanti 43
Astenuti 3
Maggioranza 22
Favorevoli 43
(Il Consiglio approva).
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. In apertura di seduta, nel proporre il calendario dei lavori, si era pensato che stamattina, oltre che votare questa legge si potesse anche aprire la discussione generale sulle leggi sul personale, però si pensava di concludere intorno a quest'ora e rinviare l'esame dei provvedimenti di legge sul personale ad altra seduta. Si concordava di non fare seduta oggi pomeriggio e di concludere. Mi sembra che sia evidente che non riusciamo neanche ad aprire la discussione generale sui provvedimenti sul personale, anche perché la Commissione convocata per mercoledì ha necessità di vedere gli emendamenti che nel frattempo sono stati proposti. Quindi sul personale diamo la possibilità alla Commissione di vedere gli emendamenti, farò una Conferenza dei Capigruppo all'inizio della settimana prossima, d'intesa con i Capigruppo, per stabilire in che modo affrontino i problemi del personale, e così pure la legge sui canoni IACP, il cui inserimento all'ordine del giorno è stato chiesto poc'anzi dall'onorevole Balia. Era rimasta però in sospeso la mozione presentata sui problemi del Kosovo, sulla quale era in corso una riflessione tra i Gruppi consiliari perché la delicatezza dell'argomento richiedeva un momento ulteriore di riflessione. Io ho comunicato questa esigenza all'onorevole Montis che mi ha manifestato però l'esigenza di fare una dichiarazione in aula. Se siamo d'accordo non procederei alla votazione della mozione invitando i Gruppi, visto anche lo svolgimento delle vicende a cui la mozione si riferisce, ad una ricerca di un punto di sintesi, e chiederei all'onorevole Montis se ritiene, alla luce di queste considerazioni, di fare la dichiarazione che ci aveva preannunciato.
MONTIS (Gruppo Misto). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, se mi è consentito per pochissimo, accolgo volentieri la proposta del Presidente del Consiglio di un'ulteriore riflessione su questo problema drammatico. Tuttavia vorrei sottolineare che non possiamo esimerci in una delle prossime sedute del Consiglio o dal mettere in votazione questa mozione, o dal trovare argomenti unitari di cui lei parlava. Tutti siamo consapevoli di questa esigenza, perché i problemi che incombono sulla pace e sulla guerra, sugli atti della penisola Balcanica, e precisamente nella Serbia e nelle adiacenze della Serbia, sono sempre più preoccupanti.
Penso che abbiate visto i titoli della grande stampa di oggi: "La NATO niente tregua." "Colpiremo anche a Pasqua." "La NATO ordina ulteriori bombardamenti". "La furia serba sul Kosovo." "Soluzione finale: bruciati gli archivi, cancellato un popolo". Continua il genocidio nel Kosovo e per converso continuano e si accentuano i bombardamenti sulla Serbia creando situazioni di grave pericolo non solo per le popolazioni interessate, ma anche per l'intera penisola balcanica e non ultimo il popolo italiano che è dirimpettaio anche fisicamente delle zone di conflitto.
Vorrei anche precisare, senza nessuna polemica nei confronti di nessuno, per quanto riguarda alcune cose inesatte che sono state dette nel corso della discussione della mozione, che noi non ci siamo mai sognati di sottovalutare la drammaticità della situazione del Kosovo. Posso dirvi che personalmente ho quasi difficoltà a vedere le sequenze televisive di queste povere popolazioni, di questi bambini e di questa situazione che si sta determinando. I bombardamenti creeranno altri lutti ed altre rovine.
Volevo sottolineare soltanto che la Chiesa cattolica, e per essa il Papa, chiede una sospensione almeno per Pasqua. Alcune forze politiche che compongono la maggioranza di Governo hanno chiesto altrettanto e credo che le stesse forze politiche ritireranno i propri ministri dal Governo se questa situazione non si realizzerà. E` impensabile che, senza la possibilità di aprire un nuovo confronto, questa situazione possa continuare sia per quanto riguarda il Kosovo sia per quanto riguarda i bombardamenti. Siamo in una situazione di una drammaticità unica, almeno per gli ultimi decenni, che ci riporta ad una memoria antica, all'alba della seconda guerra mondiale.
Ho finito, però voglio dire che forse la Regione sarda, e la sua istituzione suprema che è questo Consiglio, oltre ad avere più attenzione per questi problemi deve contribuire, anche se molto modestamente, ad una richiesta per una ripresa dei contatti diplomatici, e quindi per una soluzione negoziata del conflitto in atto, e dare anche un aiuto finanziario alle popolazioni del Kosovo che sono in quella situazione che si descriveva.
Nel Kosovo, anzi nella vicina Albania e forse anche in qualche altra regione confinante, ci sono attualmente situazioni non più sopportabili da parte di questi paesi e delle stesse popolazioni che spesso ospitano, loro malgrado, i profughi del Kosovo. Un aiuto finanziario, oltre a quello già disposto dal Governo italiano e dalla Repubblica federale tedesca, credo che possa venire anche dal popolo sardo, sempre e generosamente presente in questi momenti di grave difficoltà per popoli di altri paesi.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare sull'ordine dei lavori il consigliere Piras, sull'ordine dei lavori.
PIRAS (Popolari). Signor Presidente, intervengo per ricordare che abbiamo già sollecitato ieri che vengano portati all'attenzione dei Capigruppo e del Consiglio i progetti di legge sui funghi, sul monte Arci e sulla riserva di Capo Figari e di Chia. Se poi dovessimo - concordo con l'amico Ribelle - invitare le televisioni si potrebbe anche allargare un pochettino, visto che parliamo di problemi umanitari, e potremmo invitare anche la televisione che organizza il programma "Chi l'ha visto?". Se è possibile sarebbe una cosa importante.
PRESIDENTE. I temi che sono stati richiamati, che ha posto l'onorevole Piras e che aveva richiamato l'onorevole Diana, io li ho presenti e nella Conferenza dei Capigruppo li porrò all'attenzione dei Capigruppo nel calendarizzare i lavori.
Comunicazioni del Presidente
PRESIDENTE. Devo fare una ulteriore comunicazione prima di chiudere: l'onorevole Loddo ci ha comunicato la propria volontà di non appartenere più al Gruppo consiliare denominato Rinnovamento Italiano e Indipendenti, in quanto intende costituire presso questo Consiglio regionale il Gruppo politico denominato "Democratici", cui ha aderito ai sensi e per gli effetti della vigente normativa. A far data dalla presente pertanto chiede di essere iscritto al Gruppo Misto.
Conseguentemente è chiaro che il Gruppo di Rinnovamento Italiano non ha più i requisiti di cui al comma 3 dell'articolo 20 e quindi si applicano le norme del Regolamento per la reintegrazione nel Gruppo Misto.
Era l'ultima comunicazione, credo che nelle parole dell'onorevole Montis, al di là delle differenze di opinioni che hanno reso difficile per ora, ma mi auguro possibile, un documento comune sui problemi del Kosovo e sui problemi della guerra, credo di interpretare i sentimenti di tutti noi augurando a quel paese travagliato una pace immediata e un'intesa e un incremento della politica della diplomazia internazionale.
Formulo a tutti voi e alle vostre famiglie gli auguri più cordiali e più affettuosi di buona Pasqua. Buona giornata. Il Consiglio è convocato a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 13 e 27.
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