Seduta n.321 del 12/03/2003 

CCCXXI Seduta

Mercoledì, 12 Marzo 2003

(Antimeridiana)

Presidenza del Presidente Serrenti

indi

del Vicepresidente Biggio

La seduta è aperta alle ore 10 e 39.

CAPPAI, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta antimeridiana del Mercoledì 5 Marzo 2003, che è approvato.

Congedo

PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Piero Carloni ha chiesto un giorno di congedo a far data dal 12 Marzo 2003. Poiché non vi sono opposizioni, il congedo si intende accordato.

Comunicazioni del Presidente

Comunico che il Presidente della Giunta regionale, in applicazione dell'articolo 24 della legge 7 gennaio '77, numero 1, ha trasmesso l'elenco delle deliberazioni adottate dalla Giunta regionale nelle sedute del 28 e 31 gennaio 2003, 7 febbraio 2003.

Continuazione della discussione dell'articolato del disegno di legge "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della Regione (Legge finanziaria 2003)" (383/A)

PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la continuazione dell'esame degli articoli del disegno di legge numero 383; siamo in sede di votazione dell'articolo 2, e dei relativi emendamenti. Ricordo che gli emendamenti numero 107 e 108 verranno votati congiuntamente.

Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, intendo dichiarare il mio voto favorevole agli emendamenti soppressivi, richiamando l'utilità dell'eliminazione dal contesto della legge finanziaria di questo articolo 2 per diverse ragioni, che sono state anche enunciate e che però la Giunta e la stessa maggioranza parrebbe - ho usato il condizionale, Pittalis, non il congiuntivo - non abbiano inteso.

Questo articolo 2 innanzitutto impegna 15 miliardi di lire per l'adozione, da parte della Regione, di una procedura diversa di contabilità, chiamata "economico - patrimoniale", in una situazione che si dice essere caratterizzata da una particolare povertà di risorse. Infatti nonostante non si trovino le somme per garantire i trasferimenti ai comuni, quelle per garantire la copertura delle leggi per il lavoro, quelle per il conseguimento di finalità essenziali di questa Regione, 15 miliardi per l'adozione di un criterio di contabilità economico patrimoniale sembra siano facilmente reperibili.

Prima obiezione: ma l'apparato regionale, quello che si compone di tante (in senso quantitativo ed anche qualitativo) professionalità, deve essere sempre ritenuto incapace, inadeguato, inutilizzabile per ogni qualsiasi innovazione che la Regione volesse adottare? Che senso hanno allora le spese crescenti per sostenere e rafforzare l'apparato regionale, gli sviluppi verticali di carriera, l'attingimento continuo di dirigenti dalle graduatorie degli idonei? Noi abbiamo pensato che per davvero l'idoneità ad essere dirigenti negli uffici di questa Regione corrispondesse a un certo livello di professionalità, che peraltro non dovrebbe essere mortificata. E invece si affida tutto all'esterno, quasi che le professionalità esistenti in Regione siano incapaci di affrontare qualsiasi novità.

Seconda obiezione: a fianco della legge finanziaria vi sono alcune leggi collegate; se sono leggi collegate vuol dire che dovrebbero essere, secondo la vostra proposta, esaminate immediatamente dopo la legge finanziaria. L'argomento dell'adozione di nuovi criteri di contabilità rientra nella materia di una legge collegata; sarebbe più opportuno pertanto esaminarlo nel merito attraverso la legge collegata che voi stessi avete presentato.

Terza obiezione: bisogna capire, dal punto di vista della Giunta e della maggioranza, che fine farà l'articolo 17 della legge finanziaria. Questo articolo infatti è stato cassato dalla maggioranza in Commissione nonostante dettasse norme in materia di riordino del patrimonio. Senza il riordino del patrimonio - e la Giunta una volta tanto aveva visto bene - non si può adottare una contabilità economico - patrimoniale. E' necessaria, infatti, l'imputazione del patrimonio ad unico centro di organizzazione.

Quindi vi è una contraddizione che non è solo logica o politica, ma ha carattere funzionale. Propongo pertanto formalmente che si addivenga almeno ad una sospensione di questo articolo due per esaminarlo insieme all'articolo 17 e valutarne l'opportunità. Se no, badate, permarrebbe non il dubbio, ma la certezza che qui si vogliano solo stanziare 15 miliardi e non migliorare il sistema.

Fra l'altro avete poc'anzi sostenuto che d'ora in poi non si lavorerà più a tempo ma a cottimo; quindi vediamo se lavorando a cottimo riusciremo a realizzare qualcosa di nuovo. Io ribadisco pertanto la proposta di sospensione di questo articolo al fine di promuovere una valutazione anche di carattere tecnico, considerato che è funzionalmente connesso e non può prescindere, come è nella proposta originaria, dalla sorte dell'articolo 17.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, anch'io voterò a favore di questi emendamenti che prevedono la soppressione dei commi dell'articolo 2 nonostante, ribadisco quanto già espresso ieri, sia favorevole al passaggio dalla contabilità ordinaria a quella che prevede nel bilancio anche le partite economiche patrimoniali.

L'assessore, del resto, in proposito, ha previsto anche un disegno di legge collegato alla stessa legge finanziaria. Questo è un modo di fare che noi riteniamo abbastanza singolare. Noi ci rendiamo conto che per portare a termine una operazione senza dubbio difficile, complessa, perché interessa non solo la Regione, ma anche tutti gli enti e gli uffici periferici regionali, serve attrezzatura informatica, serve la formazione del personale, servono tante cose.

Abbiamo già affermato, e ci piace ricordarlo anche oggi, che questa non è la prima esperienza di passaggio a un diverso tipo di contabilità: lo Stato ha già iniziato da anni questo percorso, molte regioni non solo lo hanno iniziato ma l'hanno concluso. Sarebbe quindi opportuno vedere come hanno operato gli altri, non per copiare (questo non lo facciamo neanche per le dichiarazioni programmatiche), ma per fare tesoro dell'esperienza altrui e addivenire a una proposta per quanto possibile migliore e originale.

Come, a mio avviso, quindi si deve procedere? Si deve procedere seguendo una (e una sola) delle due strade da voi stessi indicate. Perché o si procede secondo il percorso seguito dall'articolo 2 e successivamente dall'articolo 17, oppure si procede intraprendendo il percorso del disegno di legge organico che attua questa riforma. Noi siamo favorevoli a intraprendere questo secondo percorso, anche perché non comporta perdite di tempo. I disegni di legge collegati alla finanziaria devono pervenire in Aula, infatti, entro sessanta giorni, per cui si tratta di rinviare di qualche mese, per conseguire un risultato sicuramente migliore.

Permangono pertanto fortissime perplessità sul modo disordinato con cui si è voluto procedere, ma anche per la stessa copertura finanziaria, che prevede uno stanziamento triennale di 15 miliardi di vecchie lire. Noi non affermiamo che queste risorse sono poche o sono troppe; noi diciamo che sicuramente non sono adeguate perché se non disponiamo di un progetto organico, se non sappiamo ad oggi cosa dobbiamo fare, non possiamo quantificare le risorse. Quindi noi suggeriamo l'abrogazione di molti di questi commi e il dirottamento di questi 15 miliardi di lire nel Fondo nuovi oneri legislativi. Quella è infatti la loro giusta collocazione, in attesa della presentazione del disegno di legge organico che la commissione potrà sicuramente correggere e migliorare, per portarlo in Aula nell'arco di 60 giorni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, noi voteremo a favore degli emendamenti numero 107 e 108, per quanto abbiamo affermato in precedenza ed anche e soprattutto a seguito di quanto è emerso dal confronto che l'assessore Masala ha indotto nei confronti del collega Selis riguardo all'emendamento presentato dal collega Vargiu nel corso dell'esame della precedente legge finanziaria.

Da questo confronto è emersa da un lato una apparente disponibilità a discutere e, per altro verso, è stata confermata la sostanziale differenza di impostazione fra i due emendamenti. L'impostazione della Giunta prevede un singolare confronto fra enunciazioni di principio contenute nella legge finanziaria e norme che dovrebbero essere contenute nel disegno di legge collegato, in una confusione della quale non è dato comprendere il significato. Se era così urgente il finanziamento di 15 miliardi per i prossimi tre anni non capiamo per quale motivo sia stato presentato un disegno di legge collegato; , se si fosse dichiarato subito che servivano 15 miliardi per procedere ad acquisti, consulenze e quant'altro, sarebbe stato tutto molto più chiaro.

Sollecitati da noi sull'esigenza che il collegato contenesse anche i principi di un progetto organizzativo che indicasse tempi e modalità, ci è stato risposto che il progetto esiste. Quindi si capisce ancor di meno perché il collegato presenti questo carattere generico e privo di una dimensione temporale, funzionale. Per altro verso va rimarcato che in questa occasione la Giunta e la maggioranza, che spesse volte hanno accusato in quest'Aula in via generica l'opposizione di non inviare segnali di abbandono della vecchia cultura dello stanziamento, hanno dato dimostrazione in questo caso di voler essere proprio loro a reiterare questa cultura dello stanziamento al di là dei progetti.

Una cosa è certa, e la Giunta ne deve prendere atto: l'abitudine di considerare il Consiglio come un organo che debba ratificare decisioni già assunte altrove e comunque espropriato della sua funzione di programmazione e di pianificazione di interventi così importanti, la dice lunga sul rispetto e sulla legittimità di atteggiamento di questa maggioranza nei confronti del Consiglio. Noi riteniamo che non sia stata dimostrata la congruenza delle somme imputate, anzi, per alcuni versi, nelle interlocuzioni ci è stato persino detto candidamente dalla Giunta che si tratta di una cifra valutata spanne, cioè grosso modo, come se un Consiglio regionale, in un regime di tagli generalizzati, che determinano sacrifici durissimi soprattutto per gli enti locali e per le nostre comunità, possa accettare una logica improntata alla più grossolana approssimazione.

In secondo luogo, la contabilità che si vuole estendere anche agli enti regionali ha bisogno di una gradualità e di uno schema di attuazione che dimostri in che tempi e con che certezza di effetti si produrrà questa innovazione. Resta il fatto che questo emendamento dimostra e ha dimostrato come l'apparato regionale sia costituito da una sommatoria di piccoli potentati che non comunicano tra loro, le assunzioni di personale nell'Amministrazione regionale avvengono a prescindere dalle riforme e dalle innovazioni, e noi riteniamo che questa sia una delle manifestazioni - ivi compreso il rifiuto a trattare su un piano di disponibilità concreta - di una Giunta che a ben ragione si è chiusa a riccio per non dialogare.

Tutte le prediche che abbiamo sentito finora sull'esigenza di un confronto, sono prediche non proprio da sacerdoti, onorevole Pili, ma prediche...

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Prediche di chi?

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Prediche di chi non il coraggio delle proprie idee e delle proprie azioni.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Selis. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, sento il dovere di prendere la parola brevemente, intanto per dire che voterò a favore degli emendamenti, ma anche perché l'onorevole Masala, ieri, nel chiamarmi in causa, mi ha stimolato a un dialogo che io ho accolto ben volentieri.

Ribadisco la mia adesione all'emendamento del collega Vargiu, col quale abbiamo cercato, anche insieme ai colleghi Gian Valerio Sanna, Falconi e all'Assessore, di trovare un punto di intesa. Io ho sperato davvero e spero ancora che nel conflitto, che pure fa parte della vita parlamentare, si possa individuare un terreno di incontro su qualche punto. Questo della razionalizzazione del bilancio era un punto importante. Io avevo già l'anno scorso apprezzato "l'emendamento Vargiu", tant'è che l'abbiamo riproposto.

Qual è la differenza tra l'articolo 2 e l'emendamento Vargiu, che io avevo fatto proprio? Mentre l'emendamento Vargiu era immediatamente operativo e quindi infliggeva una sferzata e costituiva anche una provocazione alla Giunta, all'amministrazione, agli uffici per ammodernare, e riformare il bilancio, il collegato che l'Assessore ci propone rinvia un po' alle calende greche, perché stabilisce il 2007 come orizzonte temporale. Da qui al 2007 probabilmente sarà cambiato il mondo, e io credo che noi dobbiamo porci scadenze e degli orizzonti temporali più vicini, più europei.

Inoltre l'emendamento che ho fatto mio, che condividevo, aveva un costo limitato, cioè scommetteva sulla capacità degli uffici di essere efficienti, reattivi, riformatori, autoriformatori, invece l'emendamento e l'articolo che ci propongono l'Assessore e la Giunta rivelano una profonda sfiducia - lo ha già sottolineato il collega Gian Valerio Sanna e gli altri che mi hanno preceduto - nei confronti dell'amministrazione, e proprio questa sfiducia ha costituito il pretesto per stanziare 15 miliardi.

L'Amministrazione regionale dispone già di un'ampia entità di risorse per consulenze, per progettazioni, per quant'altro; ogni volta che c'è una nuova iniziativa, però, si prevedono nuovi finanziamenti. Ma ci volete fare il quadro delle risorse già stanziate per consulenze e dire come si spendono 15 miliardi? Ci volete dire come avete speso l'anno scorso, e io sollecito il Presidente del Consiglio e il questore Giagu ad ascoltarmi…. Presidente, la disturbo solamente per dire…

PRESIDENTE. Non disturba, chiedo scusa, io stavo parlando col Questore di questioni che riguardano l'Aula.

SELIS (La Margherita - D.L.). Non c'è dubbio, solamente per dire - poi vi lascerò dialogare - che sollecito il suo autorevole intervento per chiedere alla Giunta che risponda alle nostre richieste di conoscere l'esatto ammontare delle somme stanziate per le consulenze, le progettazioni e quant'altro, altrimenti non saremo in grado di esprimere un giudizio sulla congruità dei 15 miliardi, posto che - ripeto - nel bilancio dell'anno scorso, di quest'anno, nei POR, nei fondi del piano di rinascita è già prevista una notevole una quantità di risorse per questi scopi.

Ci fornite l'elenco delle consulenze che avete affidato, i costi, i benefici? Ci dite chi sono questi consulenti che continuano a circolare negli uffici della Regione, che hanno preso possesso di Villa Devoto?

OPPI (U.D.C.), Assessore dell'igiene e sanità e dell'assistenza sociale. Negli androni.

SELIS (La Margherita - D.L.). Se sono consulenti privati, pubblici, ci potete dire qualcosa? Ecco perché...

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Se li conosci fai i nomi adesso qui; stai muovendo delle accuse.

SELIS (La Margherita - D.L.). Li sto chiedendo a te, li sto chiedendo al Presidente, non spetta a me fare i nomi, spetta a te.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Abbi il coraggio di fare i nomi, se no tagliamo i tuoi consulenti. Spetta a te fare i nomi.

PRESIDENTE. Presidente Pili, la prego, lasci parlare il consigliere.

SELIS (La Margherita - D.L.). Non spetta a me fare i nomi. Spetta a te fare i nomi, perché sei tu che li scegli e li paghi!

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Fai politica, vergognati, sei finito!

SELIS (La Margherita - D.L.). Spetta a te fare i nomi, e invece non li fai perché hai la coda di paglia, perché non sei trasparente.

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Lo vedremo al posto giusto e al momento giusto.

SELIS (La Margherita-D.L.). Perché fai bottega, non fai amministrazione! Fai bottega!

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. Bottega l'hai fatta tu, sei un bottegaio, bottega l'hai fatta da una vita!

SELIS (La Margherita-D.L.). Faccia i nomi Presidente, e chiedo al Presidente del Consiglio di riferire i nomi in quest'Aula. Quanto paghi la tua bottega, il tuo mercato? E' una vergogna di cui ti stai coprendo!

PRESIDENTE. Onorevole Pili, la prego. Mi costringete a interrompere i lavori dell'Aula.

SELIS (La Margherita-D.L.). E' una vergogna di cui ti stai coprendo, fai i nomi!

PILI (F.I.-Sardegna), Presidente della Regione. E' una vergogna che tu stia sempre insultando!

PRESIDENTE. Sospendo la seduta per qualche minuto.

(La seduta, sospesa alle ore 11 e 05, viene ripresa alle ore 11 e 08.)

PRESIDENTE. Onorevole Selis, lei aveva praticamente esaurito il tempo a sua disposizione, però non era arrivato a una conclusione, pertanto le do la parola per concludere il suo intervento.

SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io non capisco perché venga considerata una provocazione la richiesta legittima di un consigliere, forse di più consiglieri del centrosinistra, di conoscere come vengono spesi i soldi della Regione, che sono dei cittadini. Stiamo chiedendo non di conoscere come il presidente Pili spende i soldi facenti parte del suo patrimonio privato, non ci permetteremmo mai, stiamo chiedendo di conoscere come si spendono i soldi dei cittadini, chi sono i consulenti e i progettisti ai quali vengono affidati gli incarichi, quanto costano, cosa devono fare, quali sono i benefici.

Allora, alla luce di queste informazioni, io potrò riconoscere che il collega Masala ha ragione di chiedere ulteriori 15 miliardi, ma se non dispongo del quadro complessivo non posso pronunciarmi sulla loro utilità o meno, perché fondi ce ne sono già abbastanza. Mi auguro che il presidente Pili sia uscito dall'Aula per precipitarsi ad adempiere al suo dovere, che è quello di fornirci queste informazioni, anche sollecitato - io ne sono certo - dal Presidente del Consiglio regionale che non ha mancato e non mancherà di farlo.

E' un nostro diritto, tutelato dall'articolo 105 del Regolamento, dalla legge sulla trasparenza degli atti amministrativi, è un diritto dei cittadini, è un diritto delle opposizioni.

Mi auguro che su questo punto non si voglia scatenare una rissa, perché non è un problema di risse, è un problema di trasparenza, è un nostro diritto, e su questi diritti di informazione e di trasparenza io credo che né l'opposizione ma neanche la maggioranza potrà transigere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif. Sardi-U.D.R.). Signor Presidente, colleghi del Consiglio, intervengo per dichiarare che il mio Gruppo voterà contro gli emendamenti. Devo dire che però vorremmo raccogliere ancora una volta in Aula, su questo specifico problema dell'articolo 2, l'invito al ragionamento, l'invito alla riflessione, l'invito a cercare di volare alto affrontando tematiche di interesse generale, dalle quali dipenderanno nel futuro le dinamiche di spesa e quindi di investimento dei soldi dei sardi, che noi siamo chiamati, all'interno del Consiglio regionale, con la nostra attività, a controllare e a disporre.

Tutto ciò sottolineato è evidente che su argomenti del genere, laddove esiste una condivisione di principio sulle cose da fare - che è stata più volte ribadita in diversi interventi pronunciati in quest'aula - diventa difficile comprendere le ragioni della perseveranza nella divisione, a meno che queste ragioni non finiscano con l'essere strumentali; in tal caso qualsiasi intervento di tipo mediatorio non avrebbe ovviamente alcun significato. Ma siccome noi non siamo convinti di ciò, ancora una volta vogliamo entrare nel merito del ragionamento.

A questo proposito ci è sembrato di comprendere che le due considerazioni fondamentali che non consentono al centrosinistra di incontrarci su un terreno comune siano rappresentate dalla tempistica e dalla dotazione finanziaria dell'articolo.

Per quanto riguarda la tempistica, l'allungamento di qualche anno dei tempi discende dalla necessità degli uffici della Regione adeguarsi culturalmente e in termini di dotazione strumentale all'innovazione proposta. Mi è gradito ritornare sul concetto perché potrebbe essere portata in quest'Aula - lo è stata - la mistificazione secondo la quale noi riterremmo gli uffici regionali non all'altezza del loro compito. Nessuno afferma questo, perché se a me che lavoro in ospedale vengono messe a disposizione attrezzature di trent'anni fa, per quanto io possa essere all'altezza, devo lavorare con macchine di trent'anni fa. E se l'organico, che deve essere di dieci persone, è di tre persone per forza procederò a marce ridotte.

Quindi se qualcuno ha consentito all'amministrazione regionale oggi di non essere all'altezza delle domande di innovazione e cambiamento, la colpa non è certo dell'amministrazione regionale, ma di chi l'amministrazione regionale ha governato nei decenni e ha consentito che si abbassasse il livello tecnologico, di informazione, di know how, che permette a un'amministrazione di essere sempre all'avanguardia. Se le strutture amministrative degli uffici hanno necessità di due, tre, quattro anni (lo chiedono loro stesse) per adeguarsi all'innovazione, è perché qualcuno le ha lasciate in questa condizione. Quindi è compito dell'intero Consiglio porre rimedio a questa situazione e garantire, anche attraverso il contatto con professionalità esterne, l'appropriazione di nuove risorse culturali, tecnologiche e di nuove competenze e capacità.

Per quanto riguarda la dotazione finanziaria voglio soffermarmi un attimo in più, anche per chiedere all'assessore Masala se c'è la possibilità di ragionare insieme su questo punto. Capisco infatti il ragionamento del collega Selis sulla dotazione finanziaria: senza alcun dato noi non siamo assolutamente in grado di intervenire per valutarne l'adeguatezza. Pertanto io chiederei di capire quanta parte di quella dotazione finanziaria è strettamente necessaria per far partire le prime azioni di innovazione che vanno nella direzione dell'adeguamento che l'articolo 2 propone, e quanta parte invece è necessaria per finanziare il disegno di legge collegato che la Giunta ha presentato sull'argomento.

Se infatti i due momenti fossero distinti, allora potrebbe essere, da parte della Giunta, accettabile, e forse andrebbe incontro alle indicazioni prospettate dai colleghi del centrosinistra, dividere, scindere i due capitoli, le due provviste finanziarie e tenere all'interno dell'articolo 2 soltanto quella strettamente e immediatamente necessaria a far partire tutte le azioni utili ad iniziare a tradurre in pratica ciò che all'interno dell'articolo 2 è contenuto, per destinare le restanti risorse al finanziamento del disegno di legge collegato alla finanziaria.

Questa potrebbe essere una soluzione capace di raccogliere almeno una parte, ma una parte importante, delle considerazioni e delle indicazioni del collega Selis; considerazioni che mi sembrano improntate ad uno spirito di ricerca di convergenze all'interno di quest'Aula. E su un articolo così rilevante, su un provvedimento che sembra essere largamente condiviso dagli stessi colleghi dell'opposizione, questo spirito probabilmente rappresenta un segnale importante.

Esso sta infatti a dimostrare che quando si discute di questioni rilevanti e condivise non ci si divide, poi, sulle inezie, impedendo all'opinione pubblica di comprendere, con pienezza, quali siano le volontà prevalenti all'interno dell'Aula.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SCANO (Gruppo Misto). Io non so se 15 miliardi per studiare questo problema, onorevole Vargiu, siano proprio inezie; su questo ho qualche dubbio. Non mi sembrano proprio così esigue queste cifre.

Ho preso la parola, Signor Presidente, per dichiarare che voterò a favore degli emendamenti soppressivi numero 107 e 108, perché pur animato da spirito di ricerca unitaria di buone soluzioni, come diceva poc'anzi il collega, non condivido né l'articolo 2 né tantomeno l'emendamento Vargiu. Perché non condivido l'emendamento Vargiu? Per un motivo molto semplice: perché non credo, al di là delle buone intenzioni che riconosco, che si possano introdurre modifiche legislative di una certa portata con un emendamento. Io ho sempre ritenuto che questo non sia un modo serio di legiferare, e continuo a pensarlo.

Sull'articolo 2 si è seguito il solito sistema. Prima di avere applicato una legge, prima di sapere quali siano gli aspetti positivi e negativi di una legge se ne approva un'altra, che verrà modificata prima, presumibilmente, di essere posta in attuazione. E` stata approvata una legge di riforma della contabilità che è applicata solo parzialmente, quella del 1999. Non siamo in grado ancora nemmeno di sapere...

(Interruzioni)

C'è una simpatica atmosfera da mercato domenicale. Molto bello, mi piace molto!

Dicevo, Presidente, non siamo ancora in grado nemmeno di affermare con sufficiente approfondimento che cosa è buono e che cosa no, che cosa funziona e che cosa non funziona della riforma del '99, che è stata applicata solo parzialmente. Vedo, anzi, anche elementi di controriforma in atto: per esempio l'abrogazione, con questa legge finanziaria, del bilancio di cassa; poi arriveremo anche a parlare di questo.

Adesso si dice " facciamo un'altra legge che introduca la contabilità economico-patrimoniale". Vorrei - è una cosa elementare - che si adottasse un sistema come quello che venne adottato dal mio predecessore nella carica di Assessore della programmazione e del bilancio, il professor Sassu, per studiare la riforma che poi è stata approvata nel '99, proposta dalla Giunta di cui io facevo parte.

La commissione mista, composta da membri interni, e da alcuni consulenti esterni, costò due soldi; andate a controllare se non ci credete, perché uno studio di questo genere si prepara con 500 milioni di lire o, se volete essere generosi, con un miliardo, non con 15 miliardi. Quindi si studiò una riforma che costò due soldi, si lavorò per un anno, poi si fece una cosa elementare: non un emendamento alla legge finanziaria, non un piano di finanziamenti triennali, nemmeno un collegato alla legge finanziaria, che pure è uno strumento che io sicuramente non demonizzo, bensì un progetto di legge che approdò in Commissione, venne discusso, e poi pervenne in Aula dove venne votato all'unanimità dal Consiglio, che riconobbe anche l'esiguità del costo.

Io penso che prima di approvare nuove norme bisognerebbe seguire un percorso modesto, anche poco costoso, che però ci consentirebbe di valutare che cosa va mantenuto della riforma del '99 e che cosa va cambiato, di operare nel contempo qualche altra valutazione sull'insieme della legge di contabilità che stiamo modificando a "spizzichi e a bocconi", una volta con una legge, una volta con un'altra, realizzando un pasticcio infame.

Io credo che sarebbe bene seguire quindi un percorso di quel genere, utile, poco costoso, saggio, ispirato a buon senso, e un'Assemblea legislativa dovrebbe funzionare così, in quel modo, non in questo.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Signor Presidente, io voterò a favore degli emendamenti numero 107 e 108, ma mi consenta di rivolgere a lei come Presidente di quest'Assemblea un invito perché non sia consentito a nessuno di noi, e tantomeno a chi esercita alte funzioni, quale quella di Presidente della Giunta, di rivolgersi nei modi nei quali spesso il Presidente della Giunta si rivolge al Consiglio ed ai consiglieri, con toni e atteggiamenti che non solo non sono all'altezza del ruolo che ricopre ma sono offensivi di quest'Assemblea e del suo ruolo.

Ciò è ancor più grave quando sono in gioco prerogative dei consiglieri, i quali, come lei sa, e come sappiamo tutti , hanno il diritto a ricevere un'informazione puntuale e dettagliata del modo con il quale si utilizzano le risorse della Regione in qualunque settore, soprattutto quando per tre finanziarie consecutive - questa è la quarta - si destinano ingenti risorse a studi, ricerche, monitoraggi di cui nessuno di noi sa niente.

Non siamo noi che dobbiamo fare i nomi, i nomi li deve rendere noti l'Esecutivo, che deve puntualmente informare il Consiglio sia sul modo col quale queste risorse vengono spese, sia dei risultati che queste ricerche producono.

Bisogna che cacciamo fuori dall'Aula Rassu, bisogna che lo cacciamo fuori dall'Aula, perché non è possibile che per otto ore al giorno strilli al telefono!

(Interruzioni dei consiglieri Rassu, Balletto e Murgia)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia!

SPISSU (D.S.). Non è possibile che gridi continuamente al telefono disturbando chi parla; non solo me, ma tutti!

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia.

RASSU (F.I.-Sardegna). Non ho niente da nascondere.

SPISSU (D.S.). Non hai niente da nascondere, ma disturbi! Il problema non è la trasparenza, è il disturbo continuo, Nicola!

(Interruzioni)

Quindi, Presidente, io la invito a condurre l'Aula in maniera che si evitino pesantissime cadute di stile.

Nel merito dell'articolo 2 che stiamo esaminando, credo non sia possibile che noi approviamo una norma che afferma di adottare la contabilità di tipo economico e patrimoniale (poi si dice nel primo comma "modificata" in base al principio della chiarezza, come se fosse possibile modificare le norme in base al principio di torpidità), per integrarla alla peculiare gestione del patrimonio della Regione stessa.

Io credo che non ci sia consentito produrre norme di legge di questa fatta. Credo che non ci sia consentito quando la Giunta regionale presenta un disegno di legge collegato alla finanziaria che, come noi tutti sappiamo bene, deve essere approvato entro 30 giorni, nel senso che, approvata la legge finanziaria, per 20 giorni in Commissione si esamina il collegato, nei 10 giorni successivi si preparano le relazioni, ed entro 10 giorni deve pervenire in Aula.

Allora non si capisce il perché di questo articolo 2, quando sulla materia potremmo affrontare una discussione in sede di esame del disegno di legge collegato. Non sappiamo come si avvierà la contabilità economica e patrimoniale, ma si destinano ugualmente risorse ingenti per avviare la procedura. Io credo che l'articolo 2 debba essere cassato, o al massimo possa essere mantenuto nelle affermazioni di principio che, in quanto proprio affermazioni di principio, sono appunto inutili.

Considerato che la Giunta si impegna a presentare in Consiglio un apposito disegno di legge, credo che la soppressione dell'articolo 2 costituisca un buon servizio a quel lavoro che diciamo di voler fare, cioè individuare risorse da destinare a quelli che il centrosinistra individua come settori fondamentali. Questo è uno dei modi per recuperare risorse.

Non c'è trattativa in atto, né ci può essere, come è stato erroneamente riportato e riferito dai quotidiani oggi. Non ci può essere una trattativa; la trattativa riguarda soltanto lo spostamento di risorse verso quei settori che il centrosinistra considera fondamentali e ritiene che debbano essere sostenuti attraverso i risparmi ricavati da questa finanziaria. La soppressione di questo articolo 2 costituisce proprio una delle fonti di risparmio utili per destinare risorse ai settori che noi abbiamo indicato.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io ringrazio il Presidente della Giunta per essere rientrato in Aula. Debbo dire, Presidente Pili, che non riesco a comprendere perché si diventi nervosi se consiglieri regionali di maggioranza e di opposizione chiedono gli elenchi delle consulenze e delle progettazioni. Credo che sia un nostro diritto, senza che per questo lei si arrabbi, e abbandoni l'Aula.

Mi auguro che non ci sia niente da nascondere, anche se lei, reagendo in questo modo, fa intendere che ha qualcosa da nascondere. Siccome noi siamo convinti che non ci sia niente da nascondere, la invitiamo di nuovo a consegnarci l'elenco - è un nostro diritto averlo, credo che il Presidente del Consiglio lo solleciterà - delle progettazioni e delle consulenze.

Detto questo, io mi voglio rivolgere ai colleghi della maggioranza. Il collega Balletto ogni tanto sostiene che noi facciamo ostruzionismo; io credo, assessore Masala, che questo provvedimento non serva a nulla, secondo me neanche ad utilizzare quei quindici miliardi, perché il comma 4 di questo provvedimento recita: "Al fine dell'attuazione di quanto previsto nei precedenti commi, la Giunta regionale presenta al Consiglio un apposito disegno di legge".

Allora io mi rivolgo all'Assessore: come fa lei ad utilizzare questi 15 miliardi se il disegno di legge non è stato ancora approvato? Noi possiamo finanziare leggi che non sono state ancora approvate dal Consiglio regionale? Lei supponga che quel disegno di legge, il Consiglio regionale lo bocci, non lo approvi. Perché dovremmo prevedere uno stanziamento di 15 miliardi per una legge che non esiste? Per noi queste risorse sono ingenti e non costituiscono briciole.

Allora, è stato presentato un disegno di legge collegato, sospendiamo completamente l'articolo 2, il collegato gode di una corsia preferenziale per la sua approvazione, aspettiamo che venga approvato. Lei non potrà utilizzare quei fondi, assessore Masala, perché non esiste ancora una legge, perché se quel disegno di legge dovesse essere bocciato, lei avrebbe utilizzato fondi per finalità che non poteva perseguire con quelle risorse. Allora noi le proponiamo: inserisca queste risorse nel fondo nuovi oneri legislativi, approviamo il provvedimento e discutiamone con molta serietà. Lei non può inserire in legge finanziaria un articolo dove prevede la presentazione di un disegno di legge e dire che utilizzerà 15 miliardi per quelle finalità se la legge non esiste! Io credo che questo non sia possibile; signor Presidente del Consiglio, non è accettabile neanche da un punto di vista di tecnica normativa; non è approvabile!

Non è pensabile che si vada ad approvare un articolo che autorizzi la Giunta a spendere 15 miliardi per una legge che non esiste. Ma è pensabile che si possa inventare un marchingegno del genere? Allora, noi vi proponiamo di inserire i 15 miliardi nel fondo nuovi oneri legislativi (anche se sono troppi), e successivamente di approvare il disegno di legge che la Giunta regionale ha già presentato.

Altrimenti, chiedo formalmente un parere alla Presidenza del Consiglio sulla possibilità di finanziare leggi che non sono state ancora approvate dall'Aula.

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei sa che i disegni di legge collegati devono essere approvati dopo la legge finanziaria e devono tener conto di tutto ciò che in essa è contenuto. Pertanto io non trovo assolutamente inammissibile un voto sull'articolo 2, quando poi dopo, con i collegati, tutto si rivede sul piano della sostanza, sul piano dell'importo.

FADDA (La Margherita-D.L.). Posso, Presidente?

PRESIDENTE. Sì, le do la parola perché così chiariamo questo aspetto ed andiamo avanti.

FADDA (La Margherita-D.L.). Allora, se il comma 4 prevede che la Giunta presenterà un disegno di legge, queste risorse possono essere inserite nel nuovi oneri legislativi vincolando l'importo stabilito dalla Giunta. Lei mi deve infatti spiegare che senso ha che noi inseriamo in legge finanziaria, perché vengano spesi prima, 15 miliardi per una legge che non esiste? Non l'abbiamo mai fatto!

PRESIDENTE. Onorevole Fadda, mi scusi, la Giunta rifletterà e poi eventualmente le darà una risposta. Io voglio ricordare che siamo in sede di dichiarazione di voto, pertanto chiedo che ci si limiti a pronunciare dichiarazioni di voto.

Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, noi non solo non siamo particolarmente innamorati della riforma contabile decisa nel 1999, ma per altri versi ci rendiamo conto che uno degli indirizzi, impartiti anche dal Governo centrale, relativamente ad una serie di istituzioni, non ultime le A.S.L. per esempio, tendono ad introdurre in maniera ferrea e rigorosa un criterio di contabilità (diverso da quello attualmente utilizzato negli enti pubblici) ispirato all'articolo 2423 e seguenti del Codice Civile, e cioè il criterio economico-patrimoniale.

Quindi non ci meraviglia che, per una visione contabile più trasparente, più ampia, più chiara, si voglia avere contezza del patrimonio regionale e degli enti regionali e che si voglia provare ad introdurre una metodica che metta a confronto anche i costi e i ricavi.

E` difficile, per una serie di limiti che tutti conosciamo, ma forse è giusto iniziare ad introdurre ed a prevedere un simile approccio.

Ciò detto, il motivo per cui noi voteremo a favore degli emendamenti soppressivi dell'articolo 2 sta nel fatto che non riusciamo a comprendere quali ragioni invece portino l'assessore Masala e la Giunta regionale ad ipotizzare la congruità di uno stanziamento per un percorso, che ben si comprende sarà lungo nel tempo, tant'è che si prevede una distribuzione delle risorse negli anni 2003, 2004 e 2005.

Io credo che noi non possiamo, allo stato attuale dei lavori, conoscere l'entità reale dei bisogni (né l'onorevole Masala, né la Giunta regionale), a meno che attraverso questi 15 miliardi di risorse (siccome la formulazione del comma 5 dell'articolo 2 è una formulazione che non rende prigioniero nessuno, proprio perché abbastanza ampia) non si intenda prevedere il finanziamento di una serie di convenzioni o di studi per l'approntamento della legge.

Presidente io credo, invece, così come poco fa ha detto l'onorevole Fadda, che davvero una previsione del genere nella legge finanziaria sia assolutamente illegittima, diversamente io vorrei comprendere quale dovrebbe essere la funzione del fondo nuovi oneri legislativi se non quella di accogliere risorse per un'eventuale futura legislazione in questa o in altre materie. Quindi non riesco a comprenderne gli obiettivi, se non quelli prima dichiarati.

E prima di concludere mi sia consentito, Presidente Pili, senza nessuna offesa,

senza nessuna illazione, ma molto serenamente, chiederle coma mai lei, che solitamente dimostra un aplomb, una serenità e una tranquillità, anche negli approcci con i colleghi, abbastanza elevata, stavolta è andato in escandescenze. Perché è così intollerante alle richieste che provengono dai banchi della opposizione, tese a conoscere in base ad un preciso articolo del Regolamento quali incarichi e quali consulenze siano state attribuite, come del resto garantito anche dalle leggi sulla trasparenza?

Allora sappia che se lei continua a manifestare indisponibilità rispetto a queste richieste, io personalmente d'ora innanzi, in ogni intervento che farò in quest'Aula, in ogni intervento, fintanto che lei non ci metterà nelle condizioni di conoscere i dati, qualunque sia l'argomento, tornerò sulla richiesta dell'elenco dei nominativi ai quali ha attribuito incarichi e consulenze.

In ogni intervento, Presidente Pili, non se ne abbia a male, ma può essere che a quel punto lei diventi parzialmente sensibile ed accolga le richieste.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Dore. Ne ha facoltà.

DORE (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, io voterò a favore degli emendamenti e il motivo è semplicissimo: perché leggendo questo articolo - ma non solo questo, quasi tutti - si ha l'impressione che sia frutto di un cervello perverso. E' inconcepibile, infatti, sotto il profilo procedurale ed è inconcepibile sotto quello del merito.

Non sto a ripetere tutto ciò che è stato già detto dai colleghi che mi hanno preceduto, però è così: per quanto mi riguarda, il modo di procedere è come mettere il carro davanti ai buoi, è come pretendere di realizzare la costruzione di una casa partendo dal tetto e via dicendo. Gli esempi potrebbero essere molteplici ma non è il caso di dilungarsi.

Nel merito, anche se il Presidente Pili non ascolta, questa è una richiesta pazzesca, potremmo dire quasi oscena, se questa parola si potesse usare, come si può in questo caso. Io credo che i cittadini che assistono qui dentro a questo dibattito, e quei pochi che lo seguono attraverso la stampa possano rendersi conto che cosa significhi utilizzare, stanziare, pretendere di stanziare 15 miliardi di vecchie lire per realizzare un progetto che poi alla fin fine non è così complesso.

Ha ragione chi mi ha preceduto dicendo che si potrebbe realizzare con qualche centinaio di milioni e ce ne sarebbe anche d'avanzo. Però siccome l'assessore Oppi è preso da altre cose, per lui 15 miliardi sono una sciocchezza e di conseguenza è interessato fino ad un certo punto. Io però credo che interessi molto ai cittadini della Sardegna sapere che chi li sta governando pretende di spendere 15 miliardi per ulteriori consulenze. Certamente ci saranno dei professionisti seri, ma sappiamo anche che ci sono un branco di postulanti, ci sono gli amici degli amici e via discutendo.

Ed allora, caro Presidente Pili, che naturalmente preso dal solito raptus di intolleranza tende ad abbandonare l'Aula, anch'io riconosco che sul piano umano lei mi è simpatico, qualche volta mi fa anche tenerezza, però deve dimostrare un minimo di rispetto! Non può comportarsi in quest'Aula come si comporta il Cavaliere davanti alla Camera, davanti ai giudici, e in tanti altri luoghi pubblici in cui deve dimostrare di essere un uomo di Stato. Non è possibile! Non è possibile rispondere con arroganza!

Qui giacciono centinaia di interrogazioni, di interpellanze che non hanno ricevuto risposta, Presidente del Consiglio, questo lo dico anche a lei perché dovrebbe tutelare il Consiglio da questo punto di vista. Ci sono centinaia di interrogazioni e di interpellanze di importanza fondamentale che non hanno fino adesso ricevuto risposta. Già ora il Consiglio sta vivendo nell'illegalità; vogliamo proseguire su questa strada fino alle estreme conseguenze?

PRESIDENTE. Onorevole Dore, non bisogna neanche caricare il Presidente del Consiglio di responsabilità che non ha; è la Giunta che eventualmente deve fornire risposta, non il Presidente del Consiglio, il quale può solo invitare la Giunta, cosa che ha già fatto.

Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. L'Assessore in questo momento parla per dichiarazione di voto, perché a differenza degli altri colleghi non ha la facoltà di parlare per questioni generali, cioè per inserire questioni pregiudiziali nelle dichiarazioni di voto, o affrontare argomenti generali in sede di dichiarazione di voto. Pertanto dirà che vota contro gli emendamenti numero 107 e 108 a sostegno del testo che è stato presentato dalla Giunta. E deve anche motivare, sia pure succintamente, nei tempi consentiti dal Regolamento, la ragione per la quale vota contro gli emendamenti.

Voto contro gli emendamenti perché la Giunta ha dimostrato il massimo della buona volontà - forse ingenuamente - facendo anche delle affermazioni negli incontri che sono state utilizzate strumentalmente, distorcendole, trasformando in consulenze quelli che invece erano sistemi informatici, trasformando in quindici miliardi ciò che invece è la somma di diversi stanziamenti annuali; non è così che si fa! La realtà invece è la seguente: c'è chi vuole effettivamente che il bilancio sia informato a principi di contabilità patrimoniale (e questi sono tutti coloro i quali si sono in quest'Aula dichiarati a favore di questo sistema), e chi, affermando il contrario, evidentemente non vuole questo sistema.

Per realizzare questo sistema, nell'insieme, occorrono due elementi. Primo, occorre che la legge finanziaria affermi il principio che questo sistema dev'essere attuato, senza entrare nel dettaglio, perché il dettaglio viene rimandato operativamente al disegno di legge collegato.

Secondo, occorre per l'intera riforma una cifra complessiva che è stata quantificata, nei tre anni, in quindici miliardi. Qui si intende vincolare in modo categorico questa cifra a questa riforma, perché se noi lasciassimo queste somme genericamente nel FNOL (Fondo Nuovi Oneri Legislativi), legittimamente ogni consigliere regionale avrebbe la possibilità di utilizzare queste risorse.

FADDA (Popolari-P.S.). Vincolati perché? Non è vero!

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Tanto è vero che, come è stato rilevato, il disegno di legge collegato non ha un suo finanziamenti ad hoc, ma fa riferimento a questo finanziamento.

Onorevole Vargiu, io le sto fornendo la risposta: la cifra di 15 miliardi di lire è complessiva e riguarda sia per questa che la fase di attuazione effettiva; avremmo anche potuto distinguere fra 2003, 2004 e 2005, perché non si può neanche pensare di utilizzare l'intero importo nel corso del 2003 anche se il disegno di legge collegato viene approvato. Ma lei ha partecipato alla riunione, sa benissimo come sono andate le cose.

La proposta della Giunta, che era informata alla massima disponibilità, è stata rigettata in toto, per cui io doverosamente, secondo gli impegni assunti in quest'Aula lo scorso anno, debbo sostenere la proposta così come è stata formulata dalla Giunta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io intervengo solo ed esclusivamente per dare atto che a fronte di un certo numero di interventi dell'opposizione, da parte della maggioranza sono intervenuti solamente il collega Vargiu e adesso l'Assessore. Quindi prendo la parola per assicurare che non c'è disinteresse da parte nostra in merito alla previsione della istituzione della contabilità economico-patrimoniale.

Questo per affermare anche che io personalmente non mi spavento se vengono pronunciate molte dichiarazioni di voto, e se i tempi si allungano; amo stare in quest'Aula, vorrei starci anche durante la prossima legislatura, devo fare qualcosa per meritarlo, saranno gli elettori a deciderlo. E un modo per meritarlo è quello di stare in Aula e lavorare come tanti di noi fanno, e come tanti altri molto spesso, invece, omettono di fare. Quindi, lo stare in Aula non mi spaventa, il confronto men che meno.

E' opportuno, quando aleggia l'idea che la maggioranza sia disinteressata e che non difenda i suoi provvedimenti, ricordare che noi siamo presenti, che la legge la difendiamo, e che molto spesso, se non si interviene, è in ossequio a quella regola aurea secondo la quale la maggioranza non deve accettare provocazioni dall'opposizione, perché accettando la provocazione, reagisce e i tempi si allungano.

Tempo ne abbiamo, siamo qui in Aula, facciamo bene il nostro lavoro e quindi non abbiamo problemi. Prendetevi tutto il tempo che volete, compatibilmente con il Regolamento che dev'essere osservato.

Un'autorevole collega dell'opposizione l'altro giorno mi faceva osservare: "Ma è ridicolo che per approvare la legge finanziaria della Regione Sarda ci vogliano mesi e mesi, quando la legge finanziaria, la legge di bilancio dello Stato, che richiede il passaggio nei due rami del Parlamento, in dieci giorni, quindici giorno è bella che approvata". Questo la dice lunga sull'efficienza del nostro Regolamento, e sulla necessità di una sua riforma.

E` inutile che venga detto dai colleghi dell'opposizione, "siamo pronti a discutere sul Regolamento, a modificare il regime della votazione a scrutinio segreto." Io ricorderò ai colleghi dell'opposizione, a quelli che erano maggioranza allora, e che erano presenti in quest'Aula - perché forse quelli che sono subentrati non lo sanno - che nella scorsa legislatura la Giunta per il Regolamento, presieduta dal collega Gian Mario Selis, fra le altre cose aveva previsto la riforma del voto segreto. Guarda caso, invece, nel mese di aprile del 1999, quindi alla chiusura della legislatura, la modifica della votazione a scrutinio segreto fu bocciata perché un comunista unitario, il collega stimato Giampiero Aresu, chiese la votazione a scrutinio segreto sull'articolo che prevedeva l'abolizione della votazione a scrutinio segreto. Ecco perché ancora abbiamo la disgrazia di una votazione a scrutinio segreto che rimane.

Ma già nella scorsa legislatura tutte le parti politiche, maggioranza ed opposizione, convennero che la votazione a scrutinio segreto dovesse permanere solo limitatamente ad alcuni casi; quelli che propriamente riguardavano il voto su persone, l'obiezione di coscienza e così via.

Tornando brevemente agli emendamenti, io voterò ovviamente contro, perché ancora una volta si dimostra, con la presentazione di emendamenti soppressivi, che fin dall'inizio non c'era assolutamente la volontà di intervenire per disciplinare questo argomento che la maggioranza e la Giunta hanno introdotto in legge finanziaria.

E` stato richiamato l'interesse di circostanza, a mio modo di vedere, manifestato nello scorso anno dal collega Selis, e conseguentemente oggi si è tentato di far credere che vi fosse un interesse anche dell'opposizione per l'approvazione di questa norma. Questa norma all'opposizione non interessa perché se no avrebbe avanzato proposte diverse, integrative. Ci sono 8 emendamenti soppressivi, e questo basta a dimostrare che non c'è assolutamente interesse. Ancora una volta la discussione e le dichiarazioni di voto dimostrano che qui si fa ostruzionismo; punto e basta.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, nell'annunciare il mio voto favorevole agli emendamenti numero 107 e 108, voglio in premessa pronunciare una considerazione: intanto non si capisce cosa c'entri il voto segreto, onorevole Balletto, con gli emendamenti numero 107 e 108. Si continua palesemente nell'ostruzionismo, cercando di introdurre elementi di discussione che nulla hanno a che fare con gli emendamenti che stiamo esaminando.

Venendo al merito, mi sembra che la stessa replica dell'assessore Masala confermi l'impressione che questa Giunta voglia esclusivamente accaparrarsi, attraverso l'articolo 2, una dotazione finanziaria di 15 miliardi in un triennio per utilizzarla come meglio crede. Questa maggioranza ha dimostrato e dimostra, con le dichiarazioni della Giunta, di non avere nemmeno fiducia nella possibilità di poter mandare avanti il disegno di legge che essa stessa ha presentato, perché quando si afferma che, se mettessimo queste risorse nel fondo nuovi oneri legislativi, esse potrebbero essere utilizzate in modo differente dal Consiglio, così come peraltro è sua facoltà, si dimostra che si vuole introdurre attraverso la legge finanziaria "di tutto e di più".

In alcuni momenti vi è la palese dimostrazione della contraddittorietà di questa maggioranza; contraddittorietà che molte volte viene espressa attraverso il voto segreto, quello che lascia più liberi i consiglieri di esprimere liberamente le loro posizioni. La stessa Giunta chiede che si approvi in legge finanziaria una norma che bloccherebbe uno stanziamento di 15 miliardi in un triennio. A parte che - così come è già stato ricordato da numerosi colleghi - noi non siamo pregiudizialmente contrari a una riforma della contabilità regionale, ci sembra razionale chiedere che i soldi vengano spesi, vengano utilizzati solo quando è chiaro come si vuole attivare questa riforma.

Voi invece affermate: "Stanziamo i fondi, utilizziamoli e poi approviamo la legge". E` esattamente opposto il percorso che bisogna seguire: prima è necessario approvare la legge - la nuova norma di attuazione sulla contabilità, che dev'essere condivisa da questo Consiglio - poi si metteranno in atto tutti quei meccanismi che consentiranno di dare corso, dare avvio alla stessa riforma.

PRESIDENZA DEL VICE PRESIDENTE BIGGIO

(Segue VASSALLO.) Non si può agire come il gambero, cercando di seguire un percorso alla rovescia, anche perché non si capisce che utilità possa esserci. Peraltro, è mistificatorio dire che noi poniamo in essere un'azione puramente ostruzionistica, quando già in precedenza abbiamo chiesto di "congelare" questo articolo 2 in attesa dell'approvazione dell'articolo 17, che reca norme in materia di riordino del patrimonio della Regione; norme che, se approvate, consentirebbero il concreto conseguimento degli obiettivi fissati nell'articolo 2.

E` per questi motivi che manteniamo la volontà di esprimere un voto favorevole sugli emendamenti numero 107 e 108, ed è per questo motivo che ribadiamo l'invito alla Giunta regionale e alla stessa maggioranza di prendere in considerazione la proposta di "congelamento" dell'articolo 2 per esaminarlo in sede di discussione dell'articolo 17.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Spissu. Ne ha facoltà.

SPISSU (D.S.). Chiedo la votazione nominale sugli emendamenti numero 107 e 108.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri PIRISI, CUGINI, MARROCU, MORITTU, SCANO, DETTORI, MANCA.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, degli emendamenti numero 107 e 108.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione

Presenti 77

Votanti 77

Maggioranza 39

Favorevoli 34

Contrari 43

(Il Consiglio non approva)

PRESIDENTE. Emendamento 109. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, concediamo un po' di respiro alla maggioranza costretta ad osservare il rispetto degli ordini imposti, compresi quelli di una valutazione critica di quello che stiamo affrontando.

Voglio ricordare all'Aula che l'articolo 13 della legge numero 11 del 1983 ci imporrebbe di lavorare sulla finanziaria nel rispetto del documento di programmazione economica e finanziaria. Io comprendo che in questo periodo fa più scandalo l'attesa sul voto a scrutinio segreto, la caduta di Pili, della Giunta, però è anche importante che i sistemi di informazione aiutino anche i cittadini sardi a capire come un Governo regionale opera coerentemente con quello che annuncia.

Infatti il documento di programmazione economica e finanziaria è sostanzialmente il manifesto principale degli orientamenti e degli indirizzi che si offrono al dibattito pubblico per avere anche un confronto di merito sull'opportunità di certe scelte e di certi orientamenti. Nel documento di programmazione economica approvato da questa maggioranza non c'è nessun riferimento a questo tipo di riforma; non solo: c'è l'impegno di questa Giunta a dare attuazione al decentramento amministrativo, trasferendo agli enti locali un quadro completo di compiti, responsabilità e funzioni oggi in capo alla Regione. E` possibile che la modifica dei criteri e delle procedure di bilancio, che chiaramente coinvolge molte di quelle competenze che potrebbero essere oggetto di un decentramento, debba essere fatta dopo, successivamente a questa riforma?

Quello che maggiormente salta agli occhi è l'affermazione che fate al punto 3.3.2. del DPEF che recita: "E` necessario che per ogni opera o intervento vengano individuate in maniera puntuale le competenze necessarie per la loro realizzazione e valutare se tali competenze possono essere espresse all'interno dell'amministrazione o se si deve fare ricorso a competenze esterne".

Bene, questa affermazione, che non ci sembra nei comportamenti della Giunta essere stata mai rispettata, fa da corona ad un altro aspetto: l'assessore competente ci ha riferito che nel 2001, cioè nel corso di questa legislatura, voi con un decreto del Presidente della Giunta del marzo del 2001 avete approvato, sulla base della ricognizione delle attività in carico all'amministrazione regionale, le dotazioni organiche relative al complesso del sistema. Ci dite che la pianta organica della Regione, sulla base delle necessità, è di 5003 unità, contro le 4012 che sono in servizio; attivate nel contemppo un terzo delle coperture mancanti, oltre 300 posti, e ci venite a dire che in questa previsione voi non avete ricompreso quanto proposto con l'articolo 2? E` pensabile che una Regione butti le risorse in questo modo dalla finestra, senza collegarle alla sua attività?

E poi, io non posso non tenere conto che insieme a questo c'è un elenco di incarichi "esterni" affidati al personale della Regione. Mettiamoci d'accordo: o non hanno competenze, oppure se le hanno, li pagate anche per consulenze esterne? Io cito, solo ad esempio, assessore Masala (perché chiaramente con un Presidente della Giunta che dà un certo esempio, anche le rappresentanze, che sono frutto delle vostre nomine, si comportano allo stesso modo), cito ad esempio gli esiti delle indagini ministeriali a carico di un'azienda sanitaria della nostra regione, il cui manager all'indomani della cacciata del precedente manager, raddoppia la spesa per le consulenze esterne da 332 mila euro nel '99 a 719 mila euro nel 2000 senza giustificazione alcuna. Competenze potevano essere assolte all'interno dell'amministrazione.

E` un piccolo esempio, ma nel corso della legge finanziaria ve ne faremo centinaia, compresa la spiegazione che dovete a quest'Aula del fatto che presentate emendamenti per "intruppare" nel sistema regionale tutti coloro che sono allocati negli assessorati e nei gabinetti degli assessori per alimentare, contro ogni regola, una confusione generalizzata nell'apparato regionale.

Ma a voi questo non interessa, a voi interessano le botteghe e le consulenze strapagate, come quella del professor Savona, di cui non conosciamo né i costi, né gli esiti né sappiamo quando i risultati del suo studio potranno essere messi in pratica, se in questa o nella la prossima legislatura.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). E` veramente singolare che ogni tanto qualcuno della maggioranza si svegli, si alzi e riproponga la questione del cosiddetto ostruzionismo. Intanto serietà vorrebbe che la maggioranza stia in Aula, e non corra precipitosamente! Lo dico per la loro salute! Ogni volta che si deve votare c'è questa corsa frenetica che ricorda molto l'Arco di San Costantino e l'Ardia di Sedilo. Qui, però, l'unica cosa che risulta ancora ostruita è la capacità di ascolto e la ragionevolezza della maggioranza e della Giunta.

Perché avete voglia voi di dire: "Basta con l'ostruzionismo, andiamo avanti, andiamo avanti". Andiamo avanti, ma per pensare e redigere una legge finanziaria che sia utile veramente alla comunità sarda! Voi potete far finta di non capire, di non sentire, però anche coloro che dall'esterno commentando dicono: "In Consiglio si discute molto, ma si discute molto di procedure, si discute molto di preliminari", non potranno non convenire che queste non sono procedure, non sono preliminari, sono 15 miliardi, 15 miliardi di lire che si aggiungono ai tanti altri di cui la Giunta dispone sempre e comunque per ammodernare un sistema che non si ammoderna mai.

Anzi, abbiamo detto e ripetiamo e vorremmo che la Giunta pronunci una parola, flebile quanto vuole, sulla contraddizione che è insita fra questo articolo 2 e il prossimo articolo 17 della legge finanziaria, laddove non l'opposizione, ma la maggioranza guidata da Corona in Commissione ha proposto di abrogare la norma di riordino del patrimonio della Regione.

Allora mi sapete spiegare che senso ha che voi vogliate altri 15 miliardi da utilizzare in procedure, in macchine, in professionalità e non si capisce in cos'altro, per avere una contabilità regionale di tipo economico-patrimoniale, quando poi negate il riordino del patrimonio e lo negate nel corso dell'esame della stessa legge finanziaria? Spieghi, Corona, perché lui, col voto anche di Balletto, in Commissione ha bocciato la proposta del riordino del patrimonio.

Ma senza un patrimonio riordinato questo comma 2, che dice che la contabilità è articolata in modo analitico al fine di favorire la valutazione periodica della base patrimoniale, a che cosa serve? A cosa serve se questa base patrimoniale voi la volete comunque dispersa, la volete comunque confusa, per non si capisce quali reconditi fini, se non quello di favorire la pratica antica de s'afferra afferra, della bardana sui beni pubblici che è una costante di questa Regione.

Fra tante inchieste che molti ogni tanto vagheggiano, perché non si avvia un'indagine per sapere chi, o vicino a chi, chi vicino a chi ha avuto nel tempo beneficio dall'appropriazione facile, anche sotto forma di vendita, a prezzi e a valori estremamente vantaggiosi, dei beni pubblici regionali? Ma se non volete riordinare il patrimonio, perché volete fondare su un patrimonio che volete tenere disordinato una diversa contabilità? Parlate di Europa, ma in quale paese d'Europa, ricco o povero che sia, ci si rifiuta di ordinare il proprio patrimonio? Ma in quale paese d'Europa?

Questo è l'unico paese che non è d'Europa, per voi è sempre e comunque il paese di Bengodi! Allora mettetevi d'accordo. Dov'è Fois, l'Assessore degli affari generali, colui che organizza un convegno ogni tre settimane, che non so quanto costi, per dire che in Regione si sta innovando tutto, informatizzando tutto, riordinando tutto con decine e decine di miliardi, che già sono nella disponibilità della Giunta regionale?

Questa Regione che disponeva, e ancora in parte dispone, di un CED (Centro Elaborazione Dati) che era un gioiello, composto da fior d'informatici che reggono molti uffici della Regione; questa Regione che già detiene tante professionalità e capacità, anche se mal utilizzate, perché mai vuole, a scatola chiusa, altri 15 miliardi per realizzare un progetto che non può realizzare se si oppone al riordino del suo patrimonio? Ecco perché insistiamo: per avere una parola, una risposta, almeno un cenno che chiarisca questa contraddizione.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto la consigliera Pilo. Ne ha facoltà.

PILO (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, io intervengo perché francamente, colleghi della minoranza, questo rischia di diventare un dibattito assolutamente noioso, nel senso che o entriamo nel merito dei problemi ed esprimiamo la nostra opinione su cosa faremo e come procederemo sul terreno delle riforme, oppure apparirà a tutti chiaro che si tratta di un problema di partito preso e non ci resterà che arrampicarci sugli specchi.

Allora, 15 miliardi sono tanti; andiamo a vedere qual è l'obiettivo. Siccome l'obiettivo è quello di lavorare a una contabilità leggibile da tutti e veramente gestibile, che poco si presti al gioco dei quattro cantoni, (tra maggioranza e minoranza, o, peggio ancora, tra i vari funzionari), io credo che la chiarezza e la trasparenza, così come avviene nelle imprese private, dove il bilancio di un'impresa privata è leggibile da tutti, sia un criterio assolutamente imprescindibile. Allora su questo siamo d'accordo? Quanto costa fare questo?

Colleghi, mia nonna diceva che il primo gallo che canta ha fatto l'uovo; questa vostra disperazione sulle consulenze mi fa pensare questo. Perché, badate, è vero, il problema delle consulenze è serio, in questa Regione sono state "straregalate", basti ricordare il caso riportato qualche anno fa su un giornale, di una ASL che aveva stipulato una convenzione per 60 milioni con un maestro elementare, non si capisce bene per fare che cosa. Tempi nei quali al governo non c'eravamo noi, ma c'eravate voi, cari colleghi.

Forse qualche consulenza in tutti questi anni, negli ultimi trenta probabilmente, è stata stipulata con eccessiva leggerezza, ma forse ci sono delle consulenze che sono indispensabili per il raggiungimento degli obiettivi. Perché va anche detto che l'apparato burocratico di questa Regione, benché annoveri al suo interno delle alte figure professionali, delle grandi capacità, delle persone che si dedicano al loro lavoro, però registra anche delle capacità professionali non sufficienti, non adeguate alle nuove norme. Alcuni, badate, sono diventati funzionari della Regione per il semplicissimo fatto che erano portaborse di qualche amico o collega politico che li ha dovuti collocare dentro la Regione senza le qualifiche adeguate. Quindi non scandalizziamoci di fenomeni che coinvolgono assolutamente tutti.

Il dramma della discussione di questa legge finanziaria è quello di banalizzare tutto, e quando si banalizza si getta il bambino con l'acqua sporca. Allora io vi invito semplicemente a distinguere fra le questioni di merito, le riforme o gli obiettivi da raggiungere e quelle che invece sono questioni di principio sollevate solo per perdere tempo. Io sono disposta a stare qui in qualsiasi ora del giorno e della notte, non mi preoccupo, perché questa finanziaria verrà comunque approvata.

Credo che da questo vostro atteggiamento dipenda la reazione del presidente Pili, perché è inutile che si faccia sempre finta che la storia della Sardegna sia iniziata oggi. La storia della Sardegna è iniziata più di cinquant'anni fa, al governo ci siete stati per molti anni, non potete far finta di non esserci stati, e se c'eravate dormivate.

spissu (d.s.). Anche tu sei stata al governo.

SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). C'eri anche tu al governo, o direttamente o indirettamente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Corda. Ne ha facoltà.

CORDA (A.N.). Signor Presidente, colleghi, io farò risparmiare all'Assemblea alcuni minuti di quelli che il Regolamento mi consente per intervenire. Prendo la parola solo per esprimere due concetti. Francamente io credo che dovremmo prendere tutti un antidoto contro la noia che si prova stando qua dentro a sentir parlare del nulla per ore, senza mai concludere niente di concreto. Che pertanto un consigliere possa anche abbandonare l'aula per andare in ufficio a lavorare e a fare qualcosa di utile - perché noi tutti qua dentro abbiamo un ufficio - credo non sia un fatto disdicevole.

Allora se noi, anziché col sistema degli agguati che colgono impreparati anche coloro che sono andati in bagno per espletare bisogni fisiologici, organizzassimo le votazioni come si conviene a un'Assemblea formata da persone dotate senso di responsabilità, credo che faremmo una cosa utile sia per la democrazia, sia per la Sardegna, così come se e la smettessimo di parlare del sesso degli angeli e di aria fritta, come fin adesso abbiamo fatto.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, solo per precisare, anche a seguito dell'intervento dell'onorevole Pilo, che non si vuole né perdere tempo né tanto meno banalizzare. Però, per cortesia, sarebbe auspicabile, contemporaneamente, che a banalizzare non siate voi, perché parrebbe improvvisamente che parlare di una somma di 14 miliardi equivalga a parlare di spiccioletti. Si dice: "Smettetela, non parlatene ulteriormente, stiamo perdendo tempo".

Quattordici miliardi, pur all'interno di una legge finanziaria, rappresentano una somma importante, che, se aggiunta ad altre risorse che possono essere risparmiate, potrebbe essere canalizzata verso il settore del lavoro e verso quello degli enti locali, cioè quei settori nei confronti dei quali questa maggioranza si rifiuta costantemente di prestare attenzione. Se a questi 14 miliardi dovessimo infatti sommare i 14 miliardi aggiuntivi destinati all'Ente lirico (che personalmente ritengo in eccesso), 14 più 14 fa 28, e se dovessimo continuare con esempi di questo tipo scopriremmo che di miliardi se ne potrebbero mettere insieme tanti, rapidamente e rinunciando solo a interventi che in questo momento non hanno alcun significato strategico. Ecco perché reinterveniamo e crediamo di non banalizzare.

Onorevole Pilo, lei poc'anzi ipotizzava sui motivi che hanno indotto il presidente Pili a una reazione spropositata ed esasperata. Io non li conosco né li voglio conoscere; può essere anche legittimo che in certe fasi della vita politica si abbia uno scatto di nervi, ma ciò detto noi non vogliamo fare facile scandalismo, non vogliamo parlare di operazioni illegittime, non vogliamo neanche parlare di procedure irregolari, non vogliamo neanche affermare che le attribuzioni degli incarichi e delle consulenze siano ascrivibili solo a questa Giunta mentre le altre Giunte, per carità, se ne sarebbero lavate le mani.

No, nel modo più assoluto! Sono operazioni assolutamente regolari, assolutamente ovvie, assolutamente logiche, è giusto che vengano fatte, gli incarichi debbono essere affidati ogni qualvolta si presenta un problema che è in grado di risolvere chi ha una certa qualifica professionale. La stessa cosa avviene per le consulenze, quindi nessun atteggiamento scandalistico al riguardo.

Il problema è altro, il problema non è quello di voler gridare allo scandalo, il problema è, invece, che questo Consiglio venga doverosamente informato sui passi che nella direzione degli incarichi e delle consulenze sono stati compiuti da questa Giunta regionale a partire dal presidente Pili. Quindi vogliamo solo conoscere, vogliamo solo sapere! Questo è un diritto che ogni consigliere regionale ha, e a maggior ragione questo diritto dev'essere tutelato anche dalla Presidenza del Consiglio regionale quando ciò viene chiesto a più voci da parte di più consiglieri regionali. Quindi niente scandali, ma per cortesia niente rimbrotti nei nostri confronti. Vogliamo conoscere qual è lo stato degli incarichi e delle consulenze e chi sono le persone interessate.

Presidente, come ho promesso nel precedente intervento, continuerò personalmente in questa direzione ogni qualvolta interverrò in Aula, sperando una volta di più che ciò riesca a smuoverla. Grazie.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balletto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Signor Presidente, non posso sottrarmi a un dibattito così attento e così interessante! Stiamo pronunciando dichiarazioni di voto sull'emendamento numero 109, che recita: "Il comma 2 dell'articolo 2 è soppresso", e io in quest'Aula ho sentito dichiarazioni di voto "pertinentissime" sull'argomento in questione. Questo mi dà la "prova provata" dell'attività estremamente produttiva e dei contributi che vengono offerti dall'opposizione, che in ogni occasione, evidentemente, usa gli strumenti regolamentari per fare appieno il suo dovere, cioè l'esatto contrario di quello che dovrebbe essere fatto.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare, metto in votazione l'emendamento numero 109.

SPISSU (D.S.). Chiedo la votazione nominale.

(Appoggiano la richiesta i consiglieri FALCONI, MORITTU, PIRISI, MARROCU, CUGINI, CALLEDDA, LAI.)

Votazione nominale

PRESIDENTE. Indico la votazione nominale, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 109.

(Segue la votazione)

PRESIDENTE. Onorevole Sanna Nivoli il suo voto risulta nullo. Come voleva votare?

SANNA NIVOLI (A.N.). Il mio voto è contrario.

Rispondono sì i consiglieri: BALIA - BIANCU - CALLEDDA - COGODI - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - GIAGU - GRANELLA - IBBA - LAI - MANCA - MARROCU - MASIA - MORITTU - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PINNA - PIRISI - PUSCEDDU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA Salvatore - SCANO - SECCI - SELIS - SPISSU - VASSALLO.

Rispondono no i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIGGIO - BUSINCO - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - CORDA - CORONA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.

Si è astenuto il consigliere: BIANCAREDDU.

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 76

Votanti 75

Astenuti 1

Maggioranza 38

Favorevoli 35

Contrari 40

(Il Consiglio non approva).

Emendamento numero 110. Ha domandato di parlare il consigliere Gian Valerio Sanna. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Ritiro gli emendamenti numero 110 e 111 e chiedo il voto segreto sul numero 112.

Votazione segreta

PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 112.

(Segue la votazione)

Risultato della votazione

PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:

Presenti 77

Votanti 77

Maggioranza 39

Favorevoli 40

Contrari 37

(Il Consiglio approva).

(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIANCU - BIGGIO - BUSINCO - CALLEDDA - CAPELLI - CAPPAI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI -GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PACIFICO - PIANA - PILI - PILO - PINNA - PIRASTU - PIRISI - PISANO -PITTALIS - PUSCEDDU - RANDAZZO - RASSU - SANNA Alberto - SANNA Emanuele - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.)

Emendamento numero 113. Poiché nessuno domanda di parlare lo metto in votazione. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, credo che la votazione dell'Aula abbia in parte reso giustizia dei ragionamenti che abbiamo svolto su questo articolo 2 e che riproporrà alla Giunta un percorso corretto che possa in qualche modo... Presidente, c'è molto caos.

(Interruzioni)

PRESIDENTE. Colleghi, per cortesia, consentite che ogni collega svolga il suo intervento, grazie.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita-D.L.). Dicevo, questo voto offre la possibilità di riproporre alla Giunta un percorso legislativo - che chiamo legislativo e non di riforma perché credo che le riforme abbiano da definirsi ben al di là delle enunciazioni di principio, ma a fronte di progetti organici che in qualche modo le definiscano - un percorso legislativo corretto e improntato a razionalità. Anche l'emendamento numero 113 ha la funzione di eliminare una contraddizione; una contraddizione che si è appalesata laddove si è andata sostenendo la necessità di questo finanziamento triennale per far recuperare professionalità, capacità, personale e strumentazioni per dare il via all'adozione della contabilità economico-patrimoniale.

Contemporaneamente nel comma 6 si intenderebbe di fatto, a decorrere dall'attuale esercizio finanziario, quindi dal 2003, coinvolgere le amministrazioni di spesa che gestiscono risorse utilizzate da altri centri di responsabilità, nel produrre alla Giunta i risultati di una sorta di monitoraggio relativo a ciascuna struttura amministrativa e ai costi di gestione. Ora è del tutto evidente come questa richiesta di informazione appaia priva di grande utilità, nel senso che è risaputo - e si evince dalle stesse affermazioni pronunciate in quest'Aula dalla Giunta e dalla maggioranza - che l'apparato regionale soffrirebbe di carenze di organico e di carenze strumentali (qualcuno ha detto persino carenze culturali). Ci pare pertanto un po' strano che venga chiesto in un articolo di questo genere (posto che si pensava nel 2007 di avviare la riforma della contabilità economico-patrimoniale), di dare conto, nell'immediato, di competenze, di procedure alquanto problematiche.

Ora, se noi avessimo la possibilità di conoscere ciò che viene enunciato nel comma 6, ma più nel dettaglio quello che è prescritto dal comma 5 dell'articolo 9 della legge numero 31 del 1998 e semmai sapere anche (ma non vorremmo essere particolarmente esosi nei confronti della Giunta) a che punto è il controllo di gestione previsto dalla "31" in quest'amministrazione, se si sta eseguendo, se effettivamente in questa Regione opera la separazione dei poteri fra organi di indirizzo politico e organi di gestione (cosa che non mi sembra affatto), avremmo compiuto già un grosso passo avanti.

Io ritengo che sia molto importante che la Giunta, il Governo regionale, ma gli stessi colleghi della maggioranza si pongano il problema di come si fa, dopo queste affermazioni e dopo quanto abbiamo sentito, a non chiedere all'Assessore degli affari generali che, rispetto al programma di assunzioni, venga operata un'analisi puntuale per evitare che si ritorni in quest'Aula a dire che le figure professionali che si stanno assumendo non hanno niente a che fare rispetto alle riforme e alle innovazioni che si portano avanti.

Vorremmo sentirci dire, invece, che quelle assunzioni sono giustificate proprio da quelle particolari professionalità che vogliono incidere realisticamente sui processi legislativi di riforma dell'amministrazione e - Dio voglia - anche di accelerazione della burocrazia e di efficienza complessiva della macchina regionale.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

COGODI (R.C.). Signor Presidente, è mia intenzione riprendere l'argomento che ha appena accennato e ha potuto svolgere, data la limitazione del tempo, solo in parte il collega Gian Valerio Sanna. Così com'è questo comma 6, per intanto è una norma criptica; ci vuole infatti un po' di fatica ed anche un po' di fantasia per capire cosa voglia dire, perché è una norma che come soggetto ha le amministrazioni di spesa, le quali amministrazioni di spesa, recita questo comma, dovrebbero entro un certo termine comunicare le spese che effettuano in conto di altri centri di spesa che hanno responsabilità di spesa. Sembra uno scioglilingua ed è scioglilingua!

Parrebbe una sorta di norma che profila un'emersione dal nero della gestione della spesa, perché tutte le amministrazioni di spesa e tutti i centri amministrativi responsabili di spesa dovrebbero spendere, mentre qui si rappresenta una condizione nella quale uno spende per un altro. Infatti si dice: "al fine di evidenziare per ciascuna struttura amministrativa i relativi costi di gestione". Cioè parrebbe che ci siano strutture amministrative che hanno responsabilità di spesa che però non spendono, ma spendono altri per loro conto; una sorta di spesa fiduciaria, di spesa in appalto, non si capisce cosa sia.

Per cui io immagino, posto che qui si sta riformando, riordinando, che cosa in sede applicativa potrà derivarne quando questa materia dovrà essere interpretata da chi la deve applicare, cioè da quegli stessi centri di spesa, centri di responsabilità e quant'altro. A questo punto, se la Giunta rinunciasse a difendere questo comma ne guadagnerebbe la linearità di un ragionamento e forse anche il buon senso e il buon gusto. Peraltro il voto precedente in qualche modo ha fornito un'indicazione positiva al Consiglio su come lavorare più produttivamente ed anche alla Giunta su come comportarsi in modo più adeguato.

Intanto abbiamo già 15 miliardi, che potremo cominciare a sommare agli altri che via via, man mano che andremo avanti nell'esame degli articoli, si renderanno disponibili. Io ho già cominciato a segnare, ho un foglio diviso in due e sto cominciando a segnare, perché penso che il Consiglio voterà con saggezza e, a colpi di 15, di 7, di 9 miliardi risparmiati da interventi dispersivi, recupererà una somma cospicua con la quale si potrà cominciare a ragionare meglio su come dare copertura alle leggi per il lavoro, su come poter offrire una prima risposta agli assessori provinciali della cultura e della scuola.

Ci sono infatti scuole inagibili, scuole rischiose per la salute e l'incolumità degli insegnanti e degli alunni, come ci ricordano gli assessori provinciali venuti oggi in Consiglio. Voi invece combattete affermando che vorreste intervenire ma non avete i soldi. Ecco allora un po' di soldi, per le leggi per il lavoro, per reintegrare le risorse fondamentali e quelle che già erano nel consolidato dei trasferimenti della Regione agli enti locali.

Ecco cosa significa, caro Giorgio, ti chiamo amichevolmente e vorrei dire affettuosamente Giorgio (non Corona: Balletto), ecco cosa significa la dialettica, ecco cos'è la produttività del lavoro anche istituzionale e politico. Quindi prima di criminalizzare, prima dei fucili a canne mozze e dei muri a secco o in cemento, cominciamo a ragionare più utilmente sui vantaggi che la Regione può ricevere dall'attivazione di una dialettica produttiva che si può anche concentrare nel tempo. Perché su alcune delle questioni importanti che l'opposizione ha posto, e che anche parti della maggioranza hanno ritenuto degne di essere meglio considerate, credo che si possa trovare un'intesa, rendendo così la legge finanziaria migliore anche in tempi molto più rapidi, come si sta dimostrando utilmente.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Balletto per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

BALLETTO (F.I.-Sardegna), relatore di maggioranza. Grazie Presidente, ricambio l'affettuoso Giorgio con il caro Luigi. Caro Luigi, la dialettica produttiva, come la chiami tu, non nasce e non può nascere da un'imboscata che viene portata all'interno della maggioranza con una votazione a scrutinio segreto, perché questo è uno dei motivi che più di altri la impedisce e la ostacola, quella dialettica; quindi non sono e non posso essere concorde con te quando la dialettica nasce proprio da episodi di questo genere.

Ma ritornando sull'articolo 2 e sull'emendamento, l'ennesimo emendamento soppressivo, a me viene da dire che tutto sommato il discorso della bocciatura del comma 5 non fa altro, assessore Masala, che rimandare nel tempo un progetto di riforma che la Giunta intendeva avviare subito e che noi maggioranza intendevamo da subito sostenere. Si tratta di pazientare ancora qualche mese, tutto sommato il risultato lo si otterrà egualmente. Per quanto mi riguarda al momento dell'approvazione della legge finanziaria mi farò, insieme ai colleghi della maggioranza, carico di predisporre l'ordine del giorno con il quale si individuano i disegni di legge collegati e tra questi, evidentemente, quello che riguarda l'istituzione della contabilità economica e patrimoniale per portarlo quanto prima in Aula.

Io capisco quali sono le esigenze della maggioranza e della Giunta, che oggi effettivamente attraversa un momento di debolezza per le vicende che tutti quanti conosciamo. così come aveva ricordato il collega Vargiu, non è altro che la scorciatoia per cercare di arrivare a attività concrete. Comunque si tratterà solo di pazientare per qualche mese: le finalità che la maggioranza e la Giunta con questo articolo 2 intendevano perseguire sono solamente posticipate. Sempre che - ovviamente qui mi rivolgo ai colleghi - la maggioranza avrà forza e voce per portare in Aula il disegno di legge che assicuro che la Commissione bilancio licenzierà nei tempi previsti dal Regolamento e senza possibilità di usi e abusi del Regolamento per uscire fuori da quei termini. Quindi spetta alla maggioranza portare in Aula il disegno di legge collegato; la Commissione lo licenzierà.

Si è parlato di 15 miliardi, ma anche qui si è fatta la solita demagogia, perché si tratta di 5 miliardi per anno e, come è stato detto dall'Assessore, riguardano l'intera riforma che si compirà in un arco di tempo abbastanza lungo. Quindi ancora una volta l'opposizione ha ottenuto un successo parziale, molto modesto a mio modo di vedere perché nulla è compromesso, ma come al solito l'ha ottenuto in maniera non chiara e non trasparente utilizzando il voto a scrutinio segreto di traditori della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Selis per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SELIS (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, intervengo solamente per esprimere qualche considerazione. Dico subito che voterò a favore dell'emendamento, ma non perché il comma 6 sia sconvolgente, ma perché non ha senso legiferare in questo modo. Ma insomma, davvero ritiene questa Giunta che ciò che prevede il comma 6 non possa essere fatto con una semplice delibera? Ma che senso ha legiferare in questo modo? "Per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1°" - recita in sostanza il comma in oggetto - "a decorrere dal 2003 le amministrazioni di spesa che gestiscono risorse presenteranno un rapporto sulla spesa.". Ma chi ve lo impedisce di stabilirlo con una delibera di Giunta? Ma è modo di legiferare questo?

Quando affermiamo che in quest'Aula certe volte le proposte della Giunta sono dilettantistiche vogliamo sostenere questo, vogliamo semplicemente dire che si approvano con legge atti che non c'entrano nulla, che non hanno nessun valore legislativo, che la Giunta non solo può emanare, ma deve emanarli ai sensi della legge numero 31 del 1998, come ha ricordato il collega Sanna, o ai sensi dell'articolo 33 della legge numero 11 del 1983, o in base alle leggi finanziarie più volte approvate che impongono il monitoraggio.

Allora che senso ha continuare a proporre articoli che non servono a nulla quando gli stessi risultati possono essere conseguiti semplicemente con la volontà politica? Vi chiedo conferma; non vorrei che anche questa mia affermazione venisse presa per una provocazione. Ma non è necessaria neppure una delibera perché il Presidente e lo stesso Assessore possono impartire una direttiva agli uffici chiedendo "i conti della spesa".

Seconda considerazione, noi, non so se vi siete accorti, abbiamo ritirato gli emendamenti perché concordiamo sul principio, l'abbiamo detto per tutta la mattina, lo abbiamo detto ieri, non comprendevamo, invece, e non comprendiamo, perché si vogliono stanziare delle risorse per finanziare una legge che ancora non esiste. Quando si approverà il disegno di legge collegato ci sarà modo di discutere con più tranquillità e si vedrà se le risorse necessarie saranno cinque, quindici, o quelle che saranno. Ora, messe così, sembra che si voglia semplicemente soddisfare l'esigenza di disporre di una mole sempre maggiore di risorse per consulenze e per progettazioni. Io vi ho detto: "Ma perché vi ponete in questa condizione? Mettete queste risorse nel fondo nuovi oneri legislativi e poi le spendete". Invece no.

Allora il Consiglio nella sua autonomia ha posto in essere non, come dice l'onorevole Balletto, un'imboscata, ma ha compiuto un atto di coscienza evitando che risorse venissero stanziate senza una chiara destinazione, posto che non esiste ancora la legge collegata. Abbiamo avuto la sensazione, nel dibattito di stamattina, che ci sia stata da parte vostra poca attenzione nei confronti delle esigenze del Consiglio, dei diritti dei consiglieri, delle aspettative dell'Assemblea, che ci sia quasi paura della trasparenza. Se non avete paura della trasparenza che problemi avete a fornire le informazioni, a rendere noti i contratti di consulenza, le lettere in carico della progettazione, le spese per la pubblicità istituzionale, a dirci come state gestendo non le vostre risorse, ma come state gestendo le risorse di questa Regione?

Di questo articolo restano i principi e noi siamo favorevoli a questi. Si approvi la legge, ci saranno le risorse, l'Assessore avrà modo di spiegare in Commissione, quando si discuterà il collegato, a che cosa servono le risorse e nel frattempo, non potendole spendere, è meglio non stanziarle ed è meglio lasciarle per soddisfare altre esigenze pressanti che pure esistono. Mi pare che la partita di stamattina costituisca, tutto sommato, un passaggio positivo; credo che soddisfi anche il collega Vargiu; io sono soddisfatto che sia rimasto il principio, sono soddisfattissimo che si sia impedito uno spreco clientelare di risorse da spendere senza trasparenza alcuna.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare per dichiarazione di voto il consigliere Balia. Ne ha facoltà.

BALIA (S.D.I.-S.U.). Signor Presidente, come abbiamo già affermato in precedenza, noi condividiamo in linea generale la filosofia, la portata dell'articolo 2; ciò che non condividevamo era l'accantonamento, all'interno di quell'articolo, di 15 miliardi di risorse destinate a essere spese in modi che a noi lasciavano sicuramente qualche dubbio e qualche perplessità.

Il problema non è se con la bocciatura del comma 5 dell'articolo 2 abbiamo ottenuto un successo; il problema è che in ogni caso con quella bocciatura si sono momentaneamente resi disponibili 15 miliardi che teoricamente potrebbero essere utilizzati per altro; e noi insistiamo nel dire che nell'utilizzo bisogna naturalmente operare scelte congrue e ponderate, e che una scelta congrua e ponderata è quella di indirizzare le risorse verso il settore lavoro e verso il settore enti locali.

Ciò detto è vero che non è assolutamente sconvolgente il comma 6 dell'articolo 2; non è sconvolgente ma è inutile, perché lo stesso preciso obiettivo può essere perseguito attraverso un atto della Giunta regionale.

Ciò che lascia perplessi tutti noi, onorevole Balletto, è che lei, prima della votazione dell'emendamento che ha soppresso il comma 5 dell'articolo 2, sia intervenuto con molta forza accusando una volta di più l'opposizione di ricorrere a strumentalizzazioni per perdere tempo. Allora pronunciò un intervento "d'attacco"; adesso, invece, su questo comma, su questo emendamento, si cimenta in un intervento tutto consolatorio rivolto all'attenzione dell'onorevole Masala: "Onorevole Masala, non si preoccupi tanto recupereremo le somme, tanto non vi è...",

BALLETTO (F.I.-Sardegna). Con un po' di ritardo ma le recupereremo!

BALIA (S.D.I.-S.U.). Va bene, onorevole Balletto, le recupererete. Ma l'onorevole Masala credo che tollererà, che sopporterà. Il Presidente Pili sopporta ben altro; ha detto che non si sarebbe dimesso mai, neanche di fronte alla bocciatura dell'articolo 1, mentre l'onorevole Masala ha detto: "No, io seguirò in quel caso un comportamento diverso". Ma stavolta credo che tollererà il peso della bocciatura di quel comma dell'articolo 2, al di là degli atteggiamenti consolatori dell'onorevole Balletto!

In quanto poi a quella certezza che l'onorevole Balletto esprime sulla capacità di impegno dei 15 miliardi (perché cinque miliardi per anno per tre anni fanno quindici miliardi, checchè ne dica Balletto), noi nutriamo qualche dubbio. Lei afferma: "Quanto alla nostra capacità di impegno non sussiste neanche il minimo dubbio che provvederemo subito, rapidamente, attraverso un collegato alla finanziaria". Ah, beh, se i disegni di legge collegati alla finanziaria di quest'anno dovessero fare la stessa fine che hanno fatto i collegati alla finanziaria dell'anno trascorso non ci sarebbe da stare allegri. Noi in questa direzione vi facciamo i migliori auguri perché mi pare che lo scorso anno su 23 o 24 disegni di legge collegati alla finanziaria, quest'Aula ne avesse approvato solo uno, che era peraltro assolutamente marginale rispetto agli altri.

Ciò detto io mi auguro che, nell'arco della serata odierna, il Presidente Pili, per la sensibilità che naturalmente lo anima, provveda a fornirci la documentazione dalla quale il Consiglio regionale possa venire a conoscenza delle procedure, dei percorsi e delle scelte compiute relativamente agli incarichi e alle consulenze.Noi attendiamo ancora che lei, Presidente Pili, adempia a questo suo preciso dovere.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.

FADDA (La Margherita-D.L.). Signor Presidente, Assessore, io mi sarei aspettato, dopo l'approvazione dell'emendamento numero 112, che lei si alzasse, strappasse l'emendamento e dicesse "E' solo un pezzo di carta". Effettivamente si tratta solo di un pezzo di carta, quindi riesco a comprendere anche le motivazioni del collega Balletto: 5 miliardi, 15. No, non sono né 5 né 15, sono un pezzo di carta, insomma, perché questa è la filosofia dell'Assessore.

Detto questo, Assessore, io non riesco a comprendere questo comma al di là, come diceva il collega Selis, della sia inutilità. Cerco di rivolgermi anche ai colleghi della maggioranza perché approvino il nostro emendamento. Che cosa vuol dire che "per il conseguimento delle finalità di cui al comma 1 di questo articolo la Giunta deve presentare..." eccetera "entro 60 giorni dall'entrata in vigore della presente legge"?

Assessore, io le dico che molto probabilmente occorre fare riferimento al nuovo disegno di legge, perché altrimenti non facciamo altro che creare ulteriori difficoltà a tutti i centri di spesa, anche perché si parte dal 2003. Quindi io immagino che sia proprio dalla data di approvazione delle nuove norme di contabilità economico-patrimoniale che debbano cominciare a decorrere i 60 giorni entro i quali deve essere presentato alla Giunta regionale un programma di riparto delle risorse medesime, perché altrimenti non avrebbe neanche senso che si partisse dal 2003.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.

VARGIU (Rif.Sardi-U.D.R.). Signor Presidente e colleghi del Consiglio, intervengo per dichiarare che noi voteremo contro questo emendamento soppressivo, e colgo l'occasione per svolgere tre riflessioni brevi e rapide.

La prima delle riflessioni. Sullo specifico dell'emendamento si è sentito, in un clima direi di maggior collaborazione e anche di maggior disponibilità all'ascolto, un richiamo all'Assessore della programmazione affinché valutasse - probabilmente lo sta facendo in "diretta" insieme con il collega Fadda - se dal punto di vista della tecnica legislativa il contenuto del comma 6 fosse già ricompreso all'interno delle leggi della Regione, e quindi normabile attraverso una semplice delibera di Giunta, o se invece necessitasse effettivamente di un passaggio in Aula e quindi di un articolo di legge.

Io credo che la seconda sia ovviamente la risposta giusta. Però se i colleghi del centrosinistra nutrono questo dubbio, portando come sempre alla esasperazione alcuni concetti e contenuti, in maniera qualche volta tendenzialmente mistificatoria, potrebbe sorgere il sospetto che essi considerino incompetenti coloro che si occupano di supportare con la tecnica legislativa la volontà della Giunta, quindi considerino tali i funzionari che hanno supportato l'Assessore nella redazione del disegno di legge.

Questo sarebbe gravissimo, nel senso che sarebbe un attacco nei confronti delle professionalità elevate - come è stato ricordato dai colleghi del centrosinistra - che compongono il corpo dei funzionari della Regione Sardegna.

Io credo invece che la considerazione che i colleghi del centrosinistra hanno espresso non andasse in questa direzione, quindi non tendesse a negare validità al lavoro dei funzionari della Regione, ma probabilmente da questo può essere preso spunto per comprendere quanto sia importante fornire strumenti di aggiornamento continuo e di incentivazione di tutti i generi a tutti coloro che supportano l'attività, dal punto di vista tecnico-legislativo, di chi fa le leggi dal punto di vista politico, e cioè di chi governa la Regione in questo momento o del suo organo legislativo consiliare.

La seconda considerazione, invece, nasce spontanea dalle riflessioni che ha svolto il collega Balletto in quest'Aula. Il collega Balletto si è limitato a dire che i sette emendamenti all'articolo 2 che sono stati presentati non consentivano di cogliere quello che poi si è colto in Aula, e cioè che ci fosse una sostanziale condivisione di buona parte della norma e che poi ci fosse la volontà di definire meglio alcuni dettagli della norma stessa contenuta all'interno dell'articolo 2.

Semplicemente la presentazione di sette emendamenti soppressivi dava l'idea che non si fosse d'accordo su alcunché, perché se su sette parti di cui consta l'articolato se ne vogliono sopprimere sette, la sensazione è che non si sia d'accordo su niente. Per fortuna poi c'è stata la possibilità di discutere in Aula, quindi c'è anche stata la possibilità di comprendere che esattamente così non era e che si poteva trovare qualche accomodamento.

L'ultima valutazione che voglio fare riguarda l'intervento del collega Selis. Io sono stato assolutamente d'accordo sia sullo spirito sia sul contenuto dell'intervento che ha svolto Gian Mario Selis, collega che tutti quanti all'interno di quest'Aula ascoltiamo con particolare interesse perché normalmente nei concetti che esprime c'è sempre qualcosa da imparare per tutti. Però, ecco, su una sua valutazione io non sono purtroppo d'accordo: quando ha parlato di "atto di coscienza" a proposito della bocciatura del comma 5 da parte del Consiglio.

Beh, se il Consiglio voleva compiere un atto di coscienza su una norma di questo genere, che niente ha a che vedere con la coscienza e niente ha a che vedere con le persone, poteva farlo a scrutinio palese, consentendo a me, se avessi cambiato idea per effetto delle valutazioni espresse dal collega Selis e da altri valorosi colleghi, di renderlo noto a tutti. Se invece ho avuto bisogno dello scrutinio segreto per cambiare parere, ha ragione il collega Balletto, si è trattato di un atto di tradimento nei confronti della maggioranza.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare, per dichiarazione di voto, l'Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Ne ha facoltà.

MASALA (A.N.), Assessore della programmazione, bilancio, credito ed assetto del territorio. Signor Presidente, ovviamente voto contro l'emendamento, però raccolgo l'invito a spiegare le ragioni di questo articolo, al di là della più o meno felice formulazione dello stesso.

Certo, io non posso richiamare l'attenzione del professor Macciotta, che non c'è, né dell'onorevole Ballero, né dell'onorevole Bonesu, che non ci sono, i cui interventi hanno costituito, in un certo senso, l'ossatura della discussione sviluppatasi attorno alla legge numero 31 del 1998, ma posso richiamare l'attenzione dell'onorevole Tunis, dell'onorevole Pittalis, dell'onorevole Cugini, e anche dell'onorevole Salvatore Sanna che era presente in Commissione.

Ebbene, in sede di discussione della legge numero 31, quando noi abbiamo parlato di controllo di gestione, ci eravamo posti il problema dei cosiddetti centri di spesa e soprattutto dell'attribuzione delle spese agli effettivi centri di costo. Faccio un esempio: l'assessorato del personale prevede nel suo bilancio 200-300 milioni di euro, circa, per il costo del personale, ma questi dipendenti non lavorano certo tutti per l'assessorato del personale. Il costo che grava sull'assessorato del personale in realtà viene distribuito fra tutti gli altri assessorati; lo stesso assessorato della programmazione, per esempio, non spende solo quello che è di sua pertinenza, ma spende anche la quota, per esempio, del personale, come pure spende la quota degli enti locali.

E allora è mancata nella legge numero 31 la riforma parallela, perché noi dicevamo in prima Commissione "Attenzione, ricordatevi che dovete fare la riforma del bilancio, della legge di contabilità, di modo che ogni centro di costo, quindi ogni servizio sappia che non costa solo per ciò che esce direttamente dalle sue casse ma anche per ciò che altri spendono per il suo funzionamento (spese per stipendi, canone di locazione, dotazione informatica ecc.)".

Con questo articolo, con questo comma si prevede che ogni centro di spesa si attribuisca i costi propri, compreso il costo del personale, compreso il costo del computer e di tutte le forniture necessarie per la sua attività. - Questo è lo scopo. E che sia necessario un atto avente valore di legge era stato già stabilito con la legge numero 31 del 1998, tant'è che dal 1998 in poi non si è più fatto. Noi chiediamo che si faccia; ecco perché lo abbiamo inserito in legge. E questo al di là della felicità o infelicità della formulazione.

PRESIDENTE. Poiché nessun altro domanda di parlare sull'emendamento numero 113, lo metto in votazione. Chi lo approva alzi la mano (Viene richiesta la controprova.) Chi non lo approva alzi la mano.

(Non è approvato)

Metto in votazione l'articolo 2. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Gian Valerio per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

SANNA GIAN VALERIO (La Margherita - D.L.). Signor Presidente, noi annunciamo ovviamente il voto contrario sull'articolo 2 per le considerazioni che abbiamo espresso, ma in massima sintesi anche per un ragionamento molto semplice. Purtroppo sembra che non sia possibile in questo Consiglio, per una abitudine - consuetudine che questa maggioranza ha prodotto negli anni, esprimere valutazioni di merito sui provvedimenti se non appellandosi a quella scienza che si chiama semeiotica e che cerca di arrivare alla verità attraverso l'analisi dei segni.

Il collega Vargiu ci deve consentire di dire che i sette emendamenti soppressivi hanno un significato preciso; stanno a significare che noi non siamo stati messi in condizione di conoscere, o per lo meno che, da quello che vediamo, abbiamo la certezza che con questi strumenti, con queste modalità non si possono intraprendere le riforme, sia perché i termini sono ormai scaduti, sia perché la sedes materiae (la legge finanziaria) non è quella giusta. Ecco il significato della presentazione di sette emendamenti.

A ciò va aggiunto il fatto che siamo assolutamente convinti che non siete neanche voi in grado di promuovere alcuna riforma, per le condizioni che vi siete dati, per questa litigiosità interna, per questo modo di essere un po' assoggettati ad una volontà o a una minaccia superiore. Ma abbiamo anche degli elementi concreti.

Io voglio citare all'assessore Masala l'articolo 10 della scorsa legge finanziaria: "Disposizioni in materia di contenimento della spesa e snellimento dell'azione amministrativa." Nel comma 1 si parla di decentramento dei servizi della Ragioneria generale presso la Presidenza e gli assessori, secondo un programma. E'stato fatto questo programma? Qualcuno lo conosce? Sapete che cosa è stato fatto? Nessuno ne sa niente!

Nel comma 2 si afferma che si applica per lo snellimento la normativa statale in materia di snellimento dell'azione amministrativa. E' stata applicata? Sapete qualcosa di più preciso? Ci sapete fornire qualche elemento? Comma 3: "Gli assessorati entro tre mesi dall'entrata in vigore della presente legge individuano i procedimenti amministrativi che si prestano a una digitalizzazione integrale". Ne sapete qualcosa? Vi è stato dato qualche referto? Abbiamo certezza dell'applicazione di questa riforma? Comma 4: "L'Amministrazione regionale provvede ad effettuare una revisione straordinaria della consistenza dei residui attivi e passivi del bilancio". Avete avuto alcun segnale su questo fronte?

Potrei continuare, mi riservo più avanti di enucleare la complessità di questi 15 commi di presunta riforma (di cui qui non conosce niente nessuno), e che rivelano la vostra incapacità riformatrice e anche l'inutilità di usare scorciatoie come la legge finanziaria. L'incapacità riformatrice, purtroppo, è diventata un male incurabile di questa maggioranza, che ha preferito servirsi della burocrazia e del clientelismo nei loro aspetti più deteriori, come strumenti di discriminazione dei diritti dei cittadini, delle imprese, e del sistema produttivo in generale.

E' per questo che noi abbiamo condotto un'opposizione generalizzata sull'articolo 2, e la condurremo anche su altre parti della legge finanziaria. Avremo in quell'occasione modo di spiegarvi la ratio degli emendamenti soppressivi, con i quali in qualche modo cerchiamo anche di darvi una mano, nonostante lei, Presidente Pili, non intenda onorare la sua presenza in quest'Aula con il rispetto sovrano della democrazia e delle regole parlamentari.

PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Falconi per dichiarazione di voto. Ne ha facoltà.

FALCONI (D.S.). Signor Presidente, intervengo per dichiarare che anche noi voteremo contro questo articolo 2 per le ragioni che sono state illustrate questa mattina in sede di esame dei diversi commi e emendamenti. Con la soppressione del comma 5 l'Aula ci ha dato di ragione, almeno sulla inopportunità di "congelare" la somma di 15 miliardi di lire fino all'approvazione del disegno di legge collegato alla stessa legge finanziaria.

A questo brevemente mi sento di aggiungere che serve l'impegno di tutti affinché il disegno di legge collegato non faccia la fine dei disegni di legge che il centro destra in questa legislatura ha riservato. Ricordo che due anni fa furono presentati ben venti disegni di legge collegati, e solo uno venne approvato da quest'Aula, lo stesso successe l'anno scorso. Quest'anno avete diminuito il numero dei disegni di legge; ci auguriamo aumenti l'efficacia, se la "dose" è diminuita.

Io credo alla bontà della riforma proposta, cioè il passaggio alla gestione patrimoniale, il passaggio all'analisi dei centri di costo e dei centri di spesa. Si vuole introdurre un elemento privatistico di efficienza nell'Amministrazione pubblica per rendere trasparente il costo del servizio, in modo da poter valutare se quel servizio deve essere mantenuto così o modificato.

Esteso a tutta l'Amministrazione regionale, questo sistema nel tempo ci consentirà di valutare davvero se determinati servizi - e ce ne sono tanti - saranno effettivamente da cancellare, da migliorare o da incentivare. Quindi significa anche effettuare un'analisi molto seria della "macchina regionale"; una macchina che si deve valutare pezzo per pezzo, servizio per servizio, e questo è l'approccio giusto per poterlo fare.

Voi lo stavate facendo in modo assolutamente scoordinato e sbagliato, e la nostra paura - e chiudo su questo - era che si continuasse nel malvezzo di annunciare le riforme per poi dimenticarle. Questo modo di procedere è ormai consolidato da parte vostra, contrastarlo è e resta la nostra vera preoccupazione. Per questo noi voteremo contro l'articolo 2 e chiediamo allo stesso tempo un voto contrario dell'Aula.

PRESIDENTE. I lavori del Consiglio riprenderanno questo pomeriggio alle ore 16.

La seduta è tolta alle ore 13 e 28.