Seduta n.158 del 26/07/2001
ClVIII SEDUTA
Giovedì 26 luglio 2001
(Pomeridiana)
Presidenza del Presidente Serrenti
indi
del Vicepresidente Spissu
indi
del Presidente Serrenti
La seduta è aperta alle ore 17 e 13.
MASIA, Segretario, dà lettura del processo verbale della seduta pomeridiana del mercoledì 4 luglio 2001 (153), che è approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che il consigliere regionale Antonio Biancu ha chiesto un giorno di congedo per la seduta pomeridiana del 26 luglio 2001. Poichè non vi sono opposizioni questo congedo si intende accordato.
Annunzio di presentazione di proposte di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti proposte di legge:
Dai consiglieri SANNA Gian Valerio - BIANCU - DEMURU - PIRISI - SANNA Salvatore - SANNA Alberto - MARROCU: "Disciplina per l'introduzione dei prodotti biologici tipici e tradizionali nelle mense pubbliche ed iniziative volte all'educazione alimentare". (234)
(Pervenuta il 25 luglio 2001 ed assegnata alla quinta Commissione.)
dai consiglieri SANNA Salvatore - BIANCU - DEMURU - PIRISI - SANNA Gian Valerio - SANNA Giacomo - COGODI - SCANO - CALLEDDA - ORRU' - CUGINI - FALCONI - PUSCEDDU - SPISSU - SANNA Alberto - MORITTU - SANNA Emanuele - BALIA - FADDA - VASSALLO - ORTU - MARROCU - GIAGU: "Adempimenti conseguenti all'istituzione di nuove province". (235)
(Pervenuta il 25 luglio 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)
dai consiglieri BIANCAREDDU - GIOVANNELLI - SATTA: "Adempimenti conseguenti all'istituzione di nuove province". (236)
(Pervenuta il 25 luglio 2001 ed assegnata alla prima Commissione.)
Continuazione della discussione del disegno di legge:
"Provvedimenti in materia di opere pubbliche" (152/A)
PRESIDENTE. Ricordo ai colleghi che l'ordine del giorno reca la continuazione della discussione del disegno di legge 152/A. Ricordo che è necessario ripetere la votazione sul passaggio all'esame degli articoli, precedentemente dichiarata nulla per mancanza del numero legale. Chiedo se la richiesta di votazione a scrutinio segreto viene mantenuta.
FADDA (Popolari-P.S.). Sì.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto con procedimento elettronico sul passaggio all'esame degli articoli della proposta di legge numero 152/A.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione:
Presenti 41
Votanti 39
Astenuti 2
Maggioranza 20
Favorevoli 39
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: AMADU - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - FADDA.)
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Satta sull'ordine del giorno. Ne ha facoltà.
SATTA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, vorrei comunicare al Consiglio che la prima Commissione, che era stata autorizzata a riunirsi in deroga durante i lavori dell'Aula per discutere gli adempimenti relativi all'istituzione di nuove province, questo pomeriggio ha concluso i suoi lavori. La Commissione ha esitato il testo unificato delle proposte di legge numero 235 e 237. Ora, data l'importanza dell'argomento e le aspettative che di conseguenza si sono create in merito, nella mia qualità di Presidente della Commissione chiedo che l'argomento venga inserito all'ordine del giorno della prima seduta utile.
PRESIDENTE. Onorevole Satta, io porterò la sua richiesta all'attenzione della Conferenza dei Presidenti di Gruppo che deciderà in merito.
Continuazione della discussione del disegno di legge:
"Provvedimenti in materia di opere pubbliche" (152/A)
PRESIDENTE. Riprendiamo l'esame del provvedimento numero 152. Si dia lettura dell'articolo 1.
MASIA, Segretario:
Art. 1
1. L'articolo 3 della legge regionale 3 novembre 1995, n. 26, è così sostituito:
"3. L'autorizzazione di cui all'articolo 3, comma 1, della legge regionale 30 dicembre 1985, n. 32, può essere concessa anche sulla base di formale dichiarazione con cui l'istituto mutuante attesta l'ammontare dei contributi ad esso spettanti in relazione ai mutui agevolati accordati ai beneficiari".
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Finalmente dopo quasi due giornate di penosi rinvii per mancanza del numero legale, che la maggioranza non è stata in grado di garantire, si può arrivare a esaminare questo disegno di legge nel merito. E non perché la maggioranza nel frattempo abbia garantito una consistenza tale da costituire il numero legale per l'approvazione delle leggi, perché comunque la presenza numerica dei componenti la maggioranza è al di sotto di quella che consentirebbe al Consiglio di approvare i provvedimenti, siamo in quaranta; la maggioranza non è stata in grado ancora di raggiungere una soglia sufficiente per poter legiferare, ma dove non riesce la maggioranza, come ben si vede, c'è sempre qualcuno della minoranza che soccorre. Ma anche questo fa parte delle libere regole della democrazia, esserci o non esserci, congedarsi ad horas.
Il Consiglio è riunito, discute, e l'articolo 1 consente, come dicevo, di riprendere il filo di un ragionamento sul contenuto di questo disegno di legge..
Ho ancora, ed abbiamo credo tutti, nelle orecchie il fischio così assordante delle lodi che ha intessuto il presidente della Commissione bilancio e programmazione, il collega La Spisa, sulla portata dirompente di questo provvedimento. Provvedimento di riordino, legge di riforma, collegato alla finanziaria, chi l'ha detto che le commissioni non lavorano, che il Consiglio non approva i venti disegni di legge collegati alla finanziaria? Non tutti e venti, ma almeno qualcuno sì, uno è questo e di questo primo collegato stiamo esaminando l'articolo 1.
Abbiamo già avuto modo di rilevare in sede di discussione generale, e lo ribadiamo in questa sede, che questo articolo 1 di questa leggina è un'autentica porcheria! Cioè, nel senso di cosa sporca. Porcata! Roba di porco! Non c'è altra definizione ed altro linguaggio che possa essere attinto dal vocabolario pur ricco, ricco di vocaboli e ricco di sfumature qual è quello della lingua italiana. Una porcheria!
Questo articolo 1, infatti, viene presentato come sub specie di un articolo di snellimento, di accelerazione, di riordino, di riforma - ieri non essendoci Fantola ho detto che di riforma non se ne poteva parlare, mi pare che oggi sia in Aula e quindi si possa affrontare l'argomento -. L'Assessore Masala, a nome della Giunta, nella sua replica no, scusate, l'Assessore di riferimento è l'assessore Ladu. Stavo per imputare ad un innocente un fatto non buono. C'è il colpevole. Ebbene, l'assessore Ladu è reo confesso in questa storia, perché rileggete gli atti del Consiglio e vedrete che ieri ha dichiaratoche con questo provvedimento, attraverso questo articolo, le banche avranno il vantaggio di incamerare gli interessi che la Regione deve pagare sugli esborsi delle banche medesime, prima che la pratica sia definita; cioè sulla semplice dichiarazione da parte della banca resa alla Regione in cui dichiari che dovrà prestare tanto danaro, da quel momento il danaro che è già in banca, ma è della Regione, passa dal conto della Regione al conto della banca.
L'assessore Ladu sostiene però che i controlli li faranno ugualmente e, parole testuali " che non abbasseranno la guardia", ma quale guardia deve abbassare? Ma, se si è già abbassato tutto, ma quale guardia deve abbassare ancora! Ma, quando mai può esistere una Regione così munifica con la banca, parlo di una banca in astratto, non di questa o di quella, da accordare il pagamento degli interessi sui danari che la banca presterà su semplice dichiarazione della banca medesima, ed un'altra Regione invece che a chi aspetta pratiche mai definite, pratiche in corso da anni, per incamerare qualche lira di un contributo che deriva da un diritto che una legge ha costituito per un'impresa, per un cittadino, dice di aspettare, perché la Regione è questa, perché le procedure sono queste, e vanno decise le garanzie, i controlli, le assunzioni di responsabilità.
Ecco queste sono le due Regioni: quella degli amici, e guarda caso la banca, e quella dei cittadini, quella di tutti. Voi dite che non abbasserete la guardia! Ma se in ipotesi fosse vera l'affermazione che l'assessore Ladu non abbassa la guardia, vuol dire che si deve tenere bene in guardia; e se si deve tenere bene in guardia vuol dire che un pericolo c'è. E quale può essere il pericolo, se non quello che sulla base di semplici dichiarazioni venga incamerato del danaro e, poi, non ci sia una corrispondenza reale con la pratica. Quel danaro non verrà perso perché sarà restituito, ma voi sapete che con il denaro, di cui uno nel frattempo possa disporre, si fanno cose, il denaro fa denaro, e nessuno più delle banche sa che disporre anche momentaneamente del denaro altrui vuol dire comunque fare altro danaro.
E poi, se volete, potremmo anche parlare su quali siano gli istituti di credito che attualmente svolgono già un determinato servizio, come lo svolgono, in base a quale titolo, quali le convenzioni sottoscritte; è stato annunciato il superamento dell'indizione di gare d'appalto articolate ed estese, si è fatta intravedere la possibilità che alcuni istituti di credito, quelli - si dice - di maggior riferimento regionale, CIS, SFIRS, possano essere privilegiati nella trattazione delle pratiche connesse all'uso del danaro regionale.
Ed allora, voi vedete che anche il fare un due più due, se fa quattro poi comincia a creare qualche problema. Questo articolo 1 non ha nulla a che vedere con lo snellimento, con l'accelerazione, con il miglioramento e con la riforma. Questo articolo 1 costituisce un privilegio, che rischia di essere un indebito arricchimento, che il Consiglio regionale della Sardegna, che nessun Consiglio regionale dovrebbe consentire mai.
Io non so quale sarà la sorte complessiva della legge. Io per esempio non mi sentirei di bocciare tutta la legge perché ritengo, ho concluso, che l'articolo 2 possa avere una sua validità, mentre questo articolo 1 di validità non ne ha alcuna. Io credo che il Consiglio regionale, nella sua responsabilità e sensibilità, questo articolo 1 lo voglia eliminare, espungere, cassare perché dà un altro significato, negativo, ad una legge pur piccola che però può avere un suo valore se viene limitata al procedimento indicato nell'articolo 2.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Morittu. Ne ha facoltà.
MORITTU (D.S.). Signor Presidente, brevemente, io concordo con alcune delle affermazioni fatte dall'onorevole Cogodi, e cioè che i due articoli di questo collegato forse sarebbero potuti essere due commi della finanziaria che abbiamo approvato qualche mese fa; non era il caso cioè di darglil'appellativo di collegato, anche perché la materia trattata in questo provvedimento, seppur collegata a una legge sui lavori pubblici, è una materia di carattere finanziario e procedurale. E, quindi, possiamo definire questo un collegato "poverino", "striminzito".
Però, nel merito dell'articolo 1 io credo che sia sorto un qualche equivoco., Io infatti sono convinto che la procedura proposta con l'articolo 1 porti qualche vantaggio alle casse regionali anziché un mero vantaggio alle banche. Si sa, le banche amano far prestiti che devono essere poi rimborsati con interessi, come dire, adeguati.
E' stato detto infatti, ed è vero questo, che il venti per cento del danaro che non viene restituito tempestivamente poi fa accumulare interessi che vanno a vantaggio delle banche.
E` vero però che il vantaggio per il cittadino, perché a questo dovrebbe mirare la legge, non è evidente in questa proposta di cui all'articolo 1. Perché il problema del cittadino che ha contratto un mutuo a tassi superiori agli attuali, e questa è la questione che è stata posta dal collega Sanna, e ancora non riesce a ricontrattare con le banche il mutuo ai tassi attuali meno onerosi appartiene ad una sfera un po' diversa, che non viene sfiorata da questo disegno di legge, e che è stata proposta nella finanziaria; mentre un altro problema è quello del cittadinoche deve sopportare a volte tempi lunghi per vedere accolta la sua richiesta di un mutuo. Ed è al mantenimento di questi tempi, io concordo con l'onorevole Cogodi, che le banche possono avere un interesse.
Allora, io direi che potremmo utilizzare questa occasione per ricontrattare con le banche il modello di contratto che preveda tempi stringenti e massimali rigidi per l'erogazione del mutuo dopo che sono stati concessi l'autorizzazione e il nullaosta regionali.
Cioè facciamo in modo, con questi contratti, che il cittadino ne ricavi dei vantaggi e che le banche, una volta ottenuto il nullaosta regionale, abbiano dei tempi strettissimi, quindici giorni, per concedere il mutuo. In questo modo noi evitiamo anche il pericolo che la banca possa fare un uso strumentale dei tempi al fine di ottenere dei denari che però ancora non ha concesso al mutuatario.
Sono d'accordo, per la verità, anche con lo spirito che anima la norma; è uno spirito che si fonda sul principio della responsabilità: la responsabilità del cittadino, ma anche la responsabilità della banca, oltre che quella della Regione.
Certo, il problema dei controlli esiste; ma il problema dei controlli non può essere superato, lo dicono gli uffici che comunque si trovano nella impossibilità di operare effettivamente un controllo analitico su tutte le pratiche, così come previsto dalla precedente norma; il problema dei controlli lo si risolve mettendo in campo procedure di controllo più snelle e più efficaci, effettuando anche controlli a campione. L'adozione di questa procedura è resa possibile dal fatto che ormai è il principio di responsabilità che sta animando, da quattro o cinque anni a questa parte, il rapporto tra la pubblica amministrazione e il cittadino. Non vedo perché questo principio non debba valere anche nei confronti, per esempio, delle banche.
Quindi, sottolineando che si poteva evitare la presentazione di questo collegato, perché sicuramente questa normativa poteva trovare spazi più ampi all'interno della finanziaria, io ritengo che l'Assessore e la Giunta debbano tenere in debita considerazione la sollecitazione intesa a far sì che questa norma comporti un vantaggio reale per il cittadino.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Vassallo. Ne ha facoltà.
VASSALLO (R.C.). Signor Presidente, soltanto due brevi considerazioni per ribadire alcuni concetti. L'articolo 1 è, di sicuro, un articolo che fa riflettere per come è stato formulato e per i termini che sono stati usati. Poc'anzi l'onorevole Morittu chiariva gli elementi di debolezza di questo articolo, pur ritenendo che il contenuto dello stesso possa determinare un vantaggio per l'amministrazione pubblica.
Intanto, vi è da dire che allo stato si deve constatare che la macchina amministrativa regionale non è in grado di adempiere compiutamente le proprie funzioni nei termini dovuti, e quindi si pone un problema di strutture carenti e di non efficienza della macchina amministrativa regionale, che comporta il rimandare sempre a posteriori i controlli e le verifiche delle pratiche; questo da un lato può significare procedure più celeri, dall'altro un accumulare ulteriori ritardi da parte della macchina burocratica della Regione.
Il problema vero che questa norma cerca di affrontare è la riduzione dei tempi che intercorrono oggi tra il momento in cui la Regione accoglie positivamente la richiesta di concessione del beneficio, e ne dà comunicazione alla banca, e il momento in cui il beneficio viene effettivamente erogato dalla banca al richiedente. Oltretutto le banche, molte volte, proprio per problemi loro, consigliano coloro che fanno richiesta di mutuo di richiedere provvisoriamente il mutuo a tassi ordinari, mutuo che poi verrà riassorbito nel momento in cui si perfezionerà la pratica di concessione del finanziamento regionale. Di conseguenza, permettere il passaggio dei fondi dalla Regione alle banche sulla semplice dichiarazione da parte delle banche che i mutui agevolati sono stati accordati ai beneficiari, è assolutamente ininfluente rispetto ai benefici che ne possono derivare soprattutto per i cittadini. Può darsi invece che l'amministrazione regionale riesca a porre rimedio alle sue inefficienze. Per cui sarebbe forse opportuno, nell'ultima riga, dove si parla di "attesta l'ammontare dei contributi ad esso spettanti, in relazione ai mutui agevolati accordati ai beneficiari", sostituire il termine "accordati" con "erogati". Nel senso che il trasferimento delle risorse avviene nel momento in cui avviene l'erogazione.
Se il trasferimento delle risorse dalla Regione alla banca avviene contestualmente alla erogazione del prestito da parte della banca al cliente, la Regione può trasferire anche il cento per cento delle risorse. . Si avvia così un complesso di garanzie, che consente di snellire le procedurenonché di evitare ulteriori speculazioni su questa materia.
Tutti i Gruppi politici, ma soprattutto quelli dell'opposizione, più di una volta, hanno lamentato il verificarsi di queste speculazioni, le difficoltà e le resistenze incontrate dagli utenti nella ricontrattazione dei mutui concessi a tassi che sono considerati ancora oggi di usura, nonostante vi siano precise disposizioni di leggi nazionali in materia. In conclusione, cambiando un termine, è possibile migliorare sostanzialmente questo articolo 1.
Io non ho presentato un emendamento in tal senso; mi auguro che l'Assessore faccia egli stesso una proposta che l'Aula, in maniera unanime, possa recepire; non credo ci sia bisogno di formalizzare la proposta per iscritto, poiché si tratta della semplice sostituzione di un termine. Questa modifica però non è ininfluente rispetto agli obiettivi che vogliamo raggiungere.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.). Onorevole Presidente, io desidero intervenire su questo argomento, anche se credo che sulla materia dovremo anche tornare.
Secondo me abbiamo commesso qualche piccolo errore nell'ambito della materia "mutui agevolati", che io conosco un po' perché, non dico tutti i giorni, ma quasi tutti i giorni stipulo degli atti di mutui regionali.
Allora, incomincio col fare due osservazioni. La prima riguarda la formulazione del comma. Io sarei favorevole alla dizione proposta dall'onorevole Vassallo, cioè sostituire il termine "accordati" con il termine "erogati". Perché se il prestito è stato già erogato è giusto che la Regione dia alle banche quello che alle banche spetta.
Molto spesso le banche lamentano i ritardi dell'amministrazione regionale, che esistono, questo dobbiamo dirlo, tant'è vero che minacciano di chiudere la concessione dei mutui regionali. Dobbiamo stare molto attenti in questa materia perché i mutui regionali - cosa che molti non sanno - godono di un interesse che è molto agevolato, e non è agevolato solo per l'intervento della Regione, ma anche come tasso globale su cui la Regione interviene.
Faccio degli esempi; il tasso di interesse che noi otteniamo con l'intervento regionale oscilla tra il 6,50 e il 6,70. Se si stipula un mutuo a tassi ordinari, sempre che si tratti di tassi fissi, non di tassi variabili, si arriva al 7,15; quindi il tasso è già in partenza un tasso abbastanza agevolato, su cui poi la Regione interviene col cosiddetto "abbattimento".
Ma ora che cosa accade? Le banche non stanno attuando la legge sulla rinegoziazione. C'è una sola banca, la CARIPLO o Banca Intesa, che effettivamente rinegozia abbattendo i vecchi tassi e portandoli a un livello abbastanza accettabile, che di solito oscilla dall'8,10 all'8,20 per cento. Anche altre banche, va detto, accettano di rinegoziare, però si garantiscono con un'ulteriore ipoteca che invece la CARIPLO non richiede. Ma certamente richiedere una seconda ipoteca non agevola chi chiede la rinegoziazione del tasso. Quindi la rinegoziazione, qualunque beneficiario di mutuo regionale può chiederla, ma non ha interesse a chiederla, perché la quota a suo carico equivale a un 3 per cento, la parte eccedente quel 3 per cento fino alla concorrenza totale del tasso applicato è a carico della Regione. In effetti chi ha interesse a chiedere la rinegoziazione è la Regione, non l'intestatario del mutuo che normalmente non la chiede, perché non ha un particolare interesse a farlo. La Regione dovrebbe quindi mettersi d'accordo col mutuatario, perché per la legge nazionale è quest'ultimo che può chiedere la rinegoziazione, non la Regione.
Siamo di fronte ad un meccanismo strano; in pratica noi interveniamo abbattendo il tasso d'interesse. Fino a poco tempo fa i tassi erano altissimi, eravamo nell'ordine di tassi al 15 e 16 per cento, e tolti i tre punti a carico del mutuatario la Regione si addossava intorno ai 12 punti, un tasso usuraio oggi, ieri no.
Come ho detto precedentemente, però, il mutuatario non ha nessun interesse a chiedere la rinegoziazione, quindi qui occorre che la Regione escogiti un sistema di rinegoziazione concordata col mutuatario, diversamente non riusciremo a ottenere lo scopo che perseguiamo. Certo, se la Regione ottenesse questo risultato, date le migliaia di mutui erogate, recupererebbe una notevole quantità di somme, relative soprattutto a mutui contratti nel passato, quando i tassi erano decisamente molto onerosi.
A mio parere gli uffici legali devono studiare il sistema attraverso il quale sia possibile per la Regione rinegoziare i mutui, chiaramente, lo ripeto, con il consenso del mutuatario che è l'unico abilitato a chiedere la rinegoziazione. In ogni caso, come ho detto in apertura del mio intervento, la questione dei mutui va ripresa. Abbiamo già commesso un errore, secondo me, portando la durata da nove a dieci anni. Con le poche somme a disposizione, caso mai, avremmo dovuto elevare l'importo concedibile portandolo dagli attuali 125 a 140 milioni, i prezzi delle abitazioni infatti stanno lievitando, e 125 milioni non sono più utili a nessuno. Ecco perché sostengo che l'argomento necessita di un riesame globale, perché io ho l'impressione che su questa materia le idee non siano assolutamente chiare.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, l'intervento del collega Contu è stato per noi importante quindi, se vogliamo raggiungere quegli obiettivi che i colleghi Morittu e Vassallo, e in particolare il collega Contu, hanno indicato, e che io tra l'altro condivido, credo che vi sia necessità di una pausa di riflessione. Ecco perché intendo proporre al Consiglio di sospendere l'esame del provvedimento, rinviando la discussione del medesimo alla prossima settimana, o prevedendo anche un rinvio in Commissione, così da poter predisporre una migliore formulazione del testo.
Io chiedo inoltre alla Giunta regionale di valutare con serenità le considerazioni svolte dal collega Contu; è necessario che la Regione non subisca ulteriori danni dal fatto che i mutuatari, che devono chiedere la ricontrattazione, non hanno l'interesse a farlo. Allora è forse necessario trovare delle soluzioni che comportino qualche vantaggio anche per il mutuatario, così che la Regione non debba più pagare dei mutui a tassi da usura; tali li hanno definiti varie sentenze.
Quindi io propongo di sospendere l'esame di questo provvedimento, e di valutare l'ipotesi di un rinvio o in Commissione o alla fine della tornata dei lavori. In questo modo il collega Contu ad altri colleghi, dell'opposizione e della maggioranza, possono predisporre quegli emendamenti che non sono stati presentati sino a questo momento. L'obiettivo, in effetti, è quello di risparmiare dei fondi che potrebbero essere utilizzati sempre a beneficio dei cittadini.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Tunis, relatore. Ne ha facoltà.
TUNIS (F.I.-Sardegna), relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, come relatore, ma anche come esponente del mio Gruppo, vorrei intervenire per precisare la portata di questa legge. Io riesco a comprendere le intenzioni, le volontà, gli obiettivi che volevano raggiungere i colleghi che mi hanno preceduto; ma ho l'impressione che nel corso della discussione abbiano perso il filo logico, il filo conduttore e la portata di questo provvedimento.
Un provvedimento che viene definito una "leggina", e si capisce il perché; è composto infatti da due articoli che prevedono dei benefici ben determinati, ma non prevedono possibilità di ricontrattare i mutui. L'onorevole Contu, ha trattato un tema che doveva essere posto all'attenzione quando discutemmo la mozione, primo firmatario il collega Sanna Giacomo, sulla ricontrattazione dei tassi da parte dei mutuatari. Oggi, in questo contesto, non si può affrontare quel problema.
Il provvedimento oggi in discussione consta di due articoli. Il primo consente l'erogazione a favore delle banche del 100 per cento anziché dell'80 per cento della somma che la banca stessa dovrebbe garantire, indirettamente si agevola comunque l'utenza perché l'iter della pratica di concessione del mutuo si chiude più rapidamente. La novità sta nel fatto che le somme vengono liquidate alle banche sulla base dei mutui accordati ma non ancora erogati; non confondiamo, il collega Vassallo non ha interpretato correttamente, infatti pensa che le banche possono chiedere tali somme dopo aver erogato i mutui, invece loro chiedono il compenso al momento in cui viene accordato il mutuo, questo è il punto, qui è una cosa ben limitata, una sciocchezzuola, Quindi soprattutto rimaniamo in tema; noi oggi non possiamo, come ha fatto il collega Fadda, riproporre l'importante questione della ricontrattazione dei tassi che ci porterebbe fuori strada,. Per risolvere questo problema occorre presentare un altro disegno di legge, sulla scorta anche della mozione presentata dal collega Sanna Giacomo. Il provvedimento che è in discussione è una cosa ben diversa, norma una questione specifica e io chiedo quindi all'Assemblea di esprimersi, di mandarlo avanti.
PRESIDENTE. Onorevole Contu, lei è già intervenuto sull'argomento, può chiedere la parola su altro..
Ha domandato di parlare il consigliere Contu. Ne ha facoltà.
CONTU (C.C.D.). Signor Presidente, chiedo, se è possibile, una breve sospensione, per verificare la possibilità di presentazione di qualche emendamento. Per esempio, io vorrei formalizzare l'emendamento orale dell'onorevole Vassallo se non lo formalizza lui. Secondo me si può presentare anche qualche altro emendamento.
(Interruzioni)
Chi l'ha detto che non si possono più presentare emendamenti? Quando sono firmati dai Capigruppo si possono ancora presentare.
PRESIDENTE. Onorevole Contu, prima di tutto la Giunta deve pronunciarsi sulla richiesta dell'onorevole Fadda. Ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
LADU (P.P.S.-C.D.U.Sardi), Assessore dei lavori pubblici. Signor Presidente, io concordo con le preoccupazioni di chi dice che questa è una materia che ha bisogno comunque di un approfondimento, dato che questo articolo di legge serve per risolvere alcune questioni legate ai tempi di erogazione dei mutui. Argomenti quali la ricontrattazione dei mutui, che è stato posto con forza in questi giorni, la stessa legge che prevede agevolazioni sui mutui per l'acquisto della prima casa, io credo che abbiano bisogno veramente di una nuova normativa perché sicuramente tutte quelle considerazioni e quei suggerimenti, che sono emersi anche questa sera nel corso del dibattito, sono meritevoli di un approfondimento e, io dico, anche di un recepimento.
In merito all'articolo 1 vorrei precisare, poiché potrebbe sembrare che la Regione stia dando i soldi alle banche rimandando i controlli ad un momento successivo, che nel momento in cui viene concesso il nullaosta, la Regione ha già effettuato una verifica insieme alle banche; quindi rifare questa verifica quando vengono trasferite le risorse dalla Regione alle banche sarebbe una ripetizionee significherebbe allungare ulteriormente i tempi e, soprattutto, lasciare code nella chiusura della contabilità con ulteriori aggravi di spesa per la Regione; questo è ciò che effettivamente accade oggi.
Ci sarà sicuramente un momento in cui noi approfondiremo tutte le questioni che sono emerse questa sera, c'è bisogno di rivedere tutta questa materia, in particolare sulla ricontrattazione dei tassi dei mutui se avrò un minuto di tempo in più dopo ritornerò, però io credo che in questa fase, questo articolo vada approvato così come è formulato perché ci consente di chiudere tutta una serie di situazioni e di accelerare i tempi.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei mi sta chiedendo la parola, ma le ricordo che o sull'argomento ha già parlato; in ogni caso devo precisare che ai sensi del comma 11 dell'articolo 84 del Regolamento, poiché abbiamo già votato il passaggio all'esame degli articoli e stiamo discutendo e votando l'articolato, in questa fase non possono essere presentati nuovi emendamenti se non quelli necessari ai fini di una migliore formulazione del testo per una migliore comprensione del medesimo. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, l'intervento dell'onorevole Contu aveva convinto l'opposizione della necessità di formulare degli aggiustamenti al testo, come li chiama giustamente il Presidente, o di rimandare addirittura il testo in Commissione. Poi sono intervenuti diversi esponenti dalla maggioranza, la stessa Giunta regionale, e da questi interventi abbiamo capito che anche quando noi siamo d'accordo sulle proposte della maggioranza poi la maggioranza non è più d'accordo con noi perché noi siamo d'accordo con la maggioranza stessa.
A questo punto io ritiro la mia richiesta di sospensiva, credo correttamente da un punto di vista della procedura parlamentare, ma debbo sottolineare che l'opposizione non sa più qual è l'atteggiamento che deve assumere, visto che anche quando ci dichiariamo d'accordo con la maggioranza non va bene .
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Comprendo l'aspetto ironico dell'intervento del collega Fadda.
FADDA (Popolari-P.S.). Era serio, altro che ironico!
CUGINI (D.S.). Però, io penso che si possa sospendere l'articolo 1 e passare all'esame dell'articolo successivo; nel frattempo i colleghi che hanno seguito l'argomento in modo puntuale possono incontrarsi per cercare di costruire una soluzione positiva che poi proporranno all'Aula. E l'Aula prosegue nell'esame del provvedimento perché noi non dobbiamo farci carico delle incapacità della Giunta; questo non è un problema nostro. Oltretutto l'assessore Ladu con il suo intervento ha aggravato la situazione, e io non comprendo perché dovremmo seguire questa indicazione.
LADU (P.P.S.-C.D.U. Sardi), Assessore dei lavori pubblici. Pensa alle tue di incapacità!
PRESIDENTE. Consigliere Contu, mi rivolgo anche a lei che ha chiesto la sospensione, sono state avanzate due richieste diverse.
CONTU (C.C.D.). Ritiro la mia proposta.
PRESIDENTE. Allora rimane in piedi la richiesta di sospendere l'articolo 1 e di passare all'esame dell'articolo 2.
Poiché non ci sono osservazioni, si dia lettura dell'articolo 2.
MANCA, Segretario:
Art. 2
1. Dopo il comma 3 dell'articolo 17 della legge regionale 6 dicembre 1997, n. 32, è aggiunto il seguente:
"3 bis. I Comuni definiscono le procedure concorsuali di cui al comma 1 e individuano i soggetti attuatori entro novanta giorni dalla data di pubblicazione nel Bollettino Ufficiale del provvedimento regionale di localizzazione degli interventi. Decorso inutilmente il suddetto termine si applicano le disposizioni di cui all'articolo 3, comma 8, della Legge 17 febbraio 1992, n. 179 e successive modifiche ed integrazioni".
PRESIDENTE. All'articolo 2 è stato presentato un emendamento sostituivo totale. Se ne dia lettura.
MANCA, Segretario:
Emendamento sostitutivo totale Morittu - Sanna Alberto - Calledda - Masia - Vassallo
I Comuni definiscono le procedure concorsuali di cui al comma 1 ed individuano i soggetti attuatori entro 120 giorni dalla data di pubblicazione nel Bollettino ufficiale del provvedimento regionale di localizzazione degli interventi.
Decorso inutilmente il suddetto termine il Presidente della Giunta Regionale nomina nei giorni successivi un commissario ad acta che provvede entro 45 giorni. (1)
PRESIDENTE. Uno dei presentatori dell'emendamento ha facoltà di illustrarlo.
MASIA (F.S.D.). Si dà per illustrato.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere sull'emendamento ha facoltà di parlare il consigliere Tunis, relatore.
TUNIS (F.I. Sardegna), relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri; da una lettura del testo dell'emendamento si evince che nel merito il contenuto è identico a quello dell'articolo 2; vengono modificati i tempi concessi ai comuni per la definizione delle procedure concorsuali, tempi che vengono fissati in 120 giorni anziché in 90.Decorsi inutilmente tali termini è data facoltà al Presidente della Giunta regionale di nominare un commissario ad acta che deve porre in essere gli atti previsti entro 45 giorni. Tutto ciò premesso, il relatore esprime parere positivo sull'emendamento.
PRESIDENTE. Per esprimere il parere della Giunta ha facoltà di parlare l'Assessore dei lavori pubblici.
LADU (P.P.S.-C.D.U.Sardi). La Giunta condivide la modifica dei termini concessi ai comuni contenuta nell'emendamento, nonché i tempi concessi al commissario per porre in essere gli atti dovuti. La Giunta quindi accoglie l'emendamento.
PRESIDENTE. Poiché nessuno domanda di parlare metto in votazione l'emendamento. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Chiedo il voto segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.
Presenti 39
Votanti 37
Astenuti 2
Maggioranza 19
Favorevoli 37
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LOCCI - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RANDAZZO - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - CUGINI.)
Sono presenti 39 consiglieri, compreso l'onorevole Cugini che ha chiesto il voto segreto. Essendo venuto a mancare il numero legale sospendo la seduta per trenta minuti e convoco una Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
(La seduta, sospesa alle ore 18 e 10, viene ripresa alle ore 19 e 28.)
PRESIDENTE. Ricordo che la seduta è stata sospesa dopo la votazione a scrutinio segreto dell'emendamento numero 1 per mancanza del numero legale. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Reitero la richiesta di votazione a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare l'Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Ne ha facoltà.
PITTALIS (F.I.-Sardegna). Assessore della programmazione, bilancio, credito e assetto del territorio. Poiché i colleghi non sono a conoscenza del fatto che la Conferenza dei Presidenti di Gruppo è conclusa, chiedo che venga attivato il segnale sonoro prima dell'avvio delle votazioni. .
PRESIDENTE. E' in funzione il cicalino.
Seconda votazione a scrutinio segreto
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, dell'emendamento numero 1.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 40
Votanti 38
Astenuti 2
Maggioranza 20
Favorevoli 38
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - CONTU - CORDA - CORONA - DIANA - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIOVANNELLI - GRANARA - LA SPISA - LADU - LICANDRO - LIORI - LOCCI - MASALA - MILIA - MURGIA - ONIDA - OPPI - PIANA - PILI - PIRASTU - PISANO - PITTALIS - RASSU - SANNA NIVOLI - SATTA - SCARPA - TUNIS - USAI - VARGIU.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - FADDA.)
Metto in votazione l'articolo 1 precedentemente sospeso Chi lo approva, alzi la mano.
(E' approvato)
Passiamo alla votazione del disegno di legge nel suo complesso.
Ha domandato di parlare il consigliere Selis. Ne ha facoltà.
SELIS (Popolari-P.S.). Presidente, abbiamo votato l'emendamento 1 sostitutivo totale dell'articolo 2. Adesso dobbiamo votare l'articolo 1.
PRESIDENTE. L'articolo è stato già votato.
SELIS (Popolari-P.S.). Sull'articolo 1 era stato chiesto lo scrutinio segreto.
PRESIDENTE. No, onorevole Selis, era stata chiesta una sospensione dell'articolo. Adesso, se vuole, può richiedere lo scrutinio segreto sul complesso del provvedimento.
Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Chiedo il voto a scrutinio segreto.
PRESIDENTE. Indico la votazione a scrutinio segreto, con procedimento elettronico, del disegno di legge numero 152.
PRESIDENTE. Proclamo il risultato della votazione.
Presenti 72
Votanti 70
Astenuti 2
Maggioranza 36
Favorevoli 56
Contrari 14
(Il Consiglio approva).
(Hanno preso parte alla votazione i consiglieri: BALIA - BALLETTO - BIANCAREDDU - BIGGIO - CALLEDDA - CAPPAI - CARLONI - CASSANO - COGODI - CONTU - CORDA - CORONA - CUGINI - DEIANA - DEMURU - DETTORI - DIANA - DORE - FADDA - FALCONI - FANTOLA - FLORIS - FOIS - FRAU - GIAGU - GIOVANNELLI - GRANARA - GRANELLA - IBBA - LA SPISA - LADU - LAI - LICANDRO - LIORI - LOCCI - LOMBARDO - MANCA - MARROCU - MASALA - MASIA - MILIA - MORITTU - MURGIA - ONIDA - OPPI - ORRU' - ORTU - PIANA - PILI - PILO - PIRASTU - PIRISI - PISANO - PITTALIS - PUSCEDDU - RASSU - SANNA Giacomo - SANNA Gian Valerio - SANNA NIVOLI - SANNA Salvatore - SATTA - SCANO - SCARPA - SECCI - SELIS - SPISSU - TUNIS - USAI - VARGIU - VASSALLO.
Si sono astenuti: il Presidente SERRENTI - PACIFICO.)
PRESIDENTE. Colleghi, il secondo punto dell'ordine del giorno reca la discussione della mozione numero 28, a firma Sanna Emanuele e più, sul progressivo degrado del compendio Molentargius-Saline-Poetto e sulla mancata istituzione del Parco regionale naturalistico, precedentemente sospesa. Poiché non è presente l'Assessore competente per materia, ne propongo il rinvio ad altra data da decidere.
PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca la discussione del disegno di legge numero 100/A; relatore il consigliere Tunis. Dichiaro aperta la discussione generale. Ha facoltà di parlare il consigliere Tunis, relatore.
TUNIS (F.I.-Sardegna), relatore. Signor Presidente, colleghi consiglieri, sul progetto di legge in discussione c'è stata una grande partecipazione dei componenti la Commissione e anche un ampio consenso sulla stragrande maggioranza degli articoli.
Presidenza del Vicepresidente Spissu
(Segue TUNIS.) In breve, con questo provvedimento si cerca di accelerare la spesa nel campo delle opere pubbliche e, conseguentemente, di risolvere l'annoso problema dei residui passivi. Sappiamo infatti che la Regione viene accusata di tenere le risorse in giacenza per troppo tempo. I destinatari dei finanziamenti, sulla base delle richieste avanzate, sono gli enti locali, che però tengono, "nel cassetto" questi finanziamenti; e la Regione non ha strumenti adatti al recupero di quelle somme che, comunque, sono state impegnate per quelle destinazioni.
Allora, da un lato con questo provvedimento si intende recuperare le somme non spese dagli enti, naturalmente dopo un periodo ragionevole, che abbiamo fissato in quattro anni dalla data di concessione del finanziamento da parte della Regione. Nello stesso tempo però non si intende inserire norme vessatorie nei confronti dei Comuni. Si è teso infatti a salvaguardare quegli enti locali che non hanno potuto procedere all'effettiva spesa dei finanziamenti erogati per difficoltà oggettive, quali il mancato rilascio di autorizzazioni, pareri e nulla osta obbligatori. Nel caso si verificassero difficoltà di questa natura, abbiamo previsto che i finanziamenti erogati rimangano in capo agli stessi comuni. Abbiamo previsto comunque, più che altro come deterrente, norme sanzionatorie nei confronti di quelle amministrazioni che per evidente, ingiustificata e reiterata inerzia non mandano avanti i finanziamenti. Questo provvedimento, come ho già sottolineato, è stato approvato in Commissione sia pure a maggioranza, a fine novembre e la relazione è stata depositata il primo dicembre; poiché sono passati sette mesi è probabile che alcune parti di questa normativa vadano adeguate.
PRESIDENTE. Chiedo scusa, onorevole Tunis. Colleghi, posso chiedervi un po' di silenzio? Chi vuole parlare eventualmente può farlo fuori dall'Aula, senza disturbare tutti. Prego, onorevole Tunis, prosegua.
TUNIS (F.I.-Sardegna). Stavo dicendo che, dato il forte ritardo con il quale questo provvedimento è pervenuto all'Aula, probabilmente sono necessari alcuni aggiustamenti; e in tale direzione penso vadano gli emendamenti presentati dalla Giunta regionale. Tra questi aggiustamenti rientra la modifica delle date.
Ribadisco che in Commissionesi è ritenuto valido questo progetto di legge che è stato approvato a grande maggioranza.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Alberto. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, chiedo la parola non per entrare nel merito del disegno di legge, che in Commissione è stato oggetto di un lavoro approfondito, complesso e serio, che ha portato alla fine a una proposta condivisibile. Ciò che mi sembra però inaccettabile è che la Giunta presenti in Aula un pacchetto di emendamenti piuttosto corposo che stravolge il lavoro fatto dalla Commissione. Questo- lo ripeto - non è accettabile!
Noi in Commissione abbiamo lavorato su questo disegno di legge ritenendo molto importante soprattutto l'aspetto dello snellimento e dell'accelerazione delle procedure per la realizzazione delle opere pubbliche. Questo è stato il motivo di fondo che ha animato il lavoro della Commissione; siamo tutti consapevoli, infatti, che la materia dei lavori pubblici nel corso di questi ultimi anni è stata profondamente modificata da un quadro normativo, comunitario e nazionale, che si è evoluto molto rapidamente e che senz'altro richiede un intervento serio e organico di adeguamento e di coordinamento della normativa regionale, dato che la Regione in materia ha potestà legislativa primaria.
Alla luce di queste considerazioni ritengo che sia ancora più inaccettabile il fatto che la Giunta presenti un pacchetto di emendamenti senza passare in Commissione, stravolgendo da un lato il lavoro fatto dalla Commissione e dall'altro pregiudicando la giusta esigenza di mettere ordine in modo organico in tutta questa materia.
Quindi, io propongo che tutto venga riportato in Commissione, a meno che la Giunta non ritiri tutti i suoi emendamenti che, ripeto, si configurano come un intervento corposo che stravolge profondamente lo stesso disegno di legge approvato a larga maggioranza in Commissione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Intervengo per svolgere alcune necessarie considerazioni di carattere generale sul provvedimento di legge, così come è pervenuto in Aula, non tenendo conto, per ora degli emendamenti, perché ho appreso adesso che sono una marea.
BIGGIO (A.N.). Sono nove.
COGODI (R.C.). Nove emendamenti articolati su pagine e pagine, rispetto a un disegno di legge composto da quattro articoli.
Anche in questo caso, puntuale, si ripresenta l'antico vizio di presentare in Aula, su un argomento istruito in Commissione con tanta fatica, in realtà altri testi di legge sotto forma di emendamenti. E poi vedremo il contenuto degli emendamenti. Ma già da una rapida e necessariamente superficiale scorsa, appare evidente che gli emendamenti contengono un "corpus" normativo che è sostanzialmente altra cosa rispetto al testo che è stato discusso in Commissione.
In questo modo - non è la prima volta che accade - la maggioranza furbescamente "bypassa" il lavoro istruttorio, cioè elimina il confronto in Commissione; ed elimina questo confronto perché in Commissione non garantisce il numero legale. E' un modo di procedere, questo, anche ma non solo tecnicamente sbagliato, perché così le leggi nascono necessariamente malfatte perché sono "arraffazzonate", perché nascono sull'improvvisazione, non sulla modifica parziale, quello è l'emendamento, l'aggiustamento. Il legislatore, il consigliere regionale, quando possiede nella sua conoscenza l'intera materia, con l'emendamento modifica qualcosa. Ma se gli emendamenti di fatto sostituiscono l'impianto della legge, ne fanno un'altra cosa, questa diventa una disarmonia sul piano tecnico che fa produrre pessime leggi al Consiglio regionale, e costituisce un esercizio di furberia politica.
Quella furberia politica che, per quanto voi la esercitiate con tanta abbondanza, non può però sostituire l'intelligenza politica, o anche più semplicemente l'intelligenza della politica. Voi avete preteso oggi di andare avanti nell'ordine dei lavori del Consiglio, voi dopo due giorni di blocco dell'attività consiliare per mancanza del numero legale, cioè per difetto e per mancanza di maggioranza, con prepotenza avete imposto di proseguire affermando, gli onorevoli Presidenti dei Gruppi dell'inesistente maggioranza, Contu ed altri di voler proseguire perché in Aula volevate verificare se c'era o non c'era una maggioranza.
Sono due giorni che verificate che non c'è una maggioranza. Sono due giorni, che le votazioni che si sarebbero potute fare tra ieri ed oggi non si sono tenute perchè non c'era la maggioranza.
Ma l'onorevole Contu a nome di tutta la maggioranza sostiene di volere che gli scandali siano evidenti, che tutti vedano e sappiano se c'è o non c'è una maggioranza.
Onorevole Contu, sono due giorni che lei conta e misura lo scandalo. La maggioranza non c'è!
CONTU (C.C.D.). Riferisci anche le battute!
COGODI (R.C.). E non c'è neppure quando voi fate finta che c'è! Perché anche se computate 40 consiglieri, quel numero è il derivato di 39 consiglieri della presunta maggioranza. Perché è vero che, a norma di Regolamento, tecnicamente si computa anche chi chiede il vostro segreto, ma non penserete che quell'esponente dell'opposizione sia associato alla maggioranza. Quindi, avete 39 presenti! E per altro vi state avvantaggiando del fatto che un consigliere dell'opposizione abbia chiesto un congedo, evidentemente non sufficientemente informato su questi meccanismi, abbassando il quorum da 41 a 40.
Ma non siete 40, siete 39. Quindi, se si voleva lo scandalo, questo si è verificato ripetutamente per due giorni, e anche nell'ultima votazione! E 39 voti voi li avete in presenza di alcuni consiglieri della maggioranza che anche nell'ultima votazione hanno esercitato il diritto al dissenso politico e, pur essendo in prossimità dell'Aula, non hanno votato! Quindi, la realtà è che voi siete in minoranza, se effettivamente volevate verificare se eravate maggioranza o minoranza.
L'ha verificato onorevole Contu? E dopo che l'ha verificato? E dopo che lo scandalo è avvenuto, lei bellamente è lì, fa finta di essere maggioranza, quindi, non era vero che voleva lo scandalo, voleva furbescamente proseguire a far finta di essere maggioranza e continuare ad esercitare un potere che non può essere esercitato.
Vi abbiamo detto di fare tutte le verifiche possibili come riunirvi, telefonare, fare acrobazie, correre sulla spiaggia, andare ad Arcore, tornare dall'altra parte, fare quello che vi pareva, perchè per governare ci vuole la maggioranza e voi non l'avete! Volete proseguire? Tanto proseguirete così. Voi vorreste far finta adesso, a conclusione di queste due giornate in cui non si è fatto pressoché niente, che si sia ripreso l'alveo normale, ordinario della produttività. Non si è ripreso niente! Non si è ripreso niente!
Questa che voi state esercitando non è una fictio iuris, è una "fictio politica", è un imbroglio politico quello che state continuando a perpetrare. E si vedrà quando si voterà per davvero sul merito del disegno di legge se ci saranno i voti; si vedrà, se non ci sarà convergenza su alcuni punti condivisi anche dall'opposizione, se voi avrete i voti. Non li avete per approvare nessuna legge! Se l'opposizione non votasse in parte a favore, voi non potreste approvare alcun provvedimento con 39 voti! E non ne volete prendere atto! Ed avete costretto il Presidente del Consiglio a proseguire questa inutile tornata consiliare prima di chiarire le cose che dovete chiarirvi, che avete non il diritto, ma il dovere di chiarivi, visto che alcuni consiglieri dell'area - chiamiamola così - della ex maggioranza, ostentatamente, ma esercitando un diritto non hanno votato. Ma i consiglieri vanno rispettati tutti, quelli che votano e quelli che non votano!
Qui, in un'Assemblea parlamentare, si esercitano diritti politici. Quindi, voi non dovete pensare di criminalizzare e, meno che mai, di riunirvi separatamente, di tenere trattative separate. Io proporrei di mettere al posto di quella tenda, quella tenda porta male, un po' di mattoni, proporrei cioè di costruire un muro perchè quella tenda porta male, porta male alla Regione, all'autonomia, perché già un giorno sbucò un voto da lì che vi diede il lasciapassare per costituire una maggioranza impropria. E dietro quella tenda, ancora oggi, mentre le parti politiche di questo Consiglio tentavano, anche con fatica, di interloquire, di confrontarsi, maggioranza ed opposizione, si svolgevano incontri separati, il grande riformatore Fantola chiamava a rapporto, il "Comincioli" locale, il "Comincioli" di qui.
FANTOLA (Patto Segni-Rif. Sardi). Ma che cosa stai dicendo?
COGODI (R.C.). Chiamava a rapporto alcuni di quelli che hanno deciso liberamente di non votare, e chissà con quali argomenti di alta riforma istituzionale avrebbe conseguito l'obiettivo di ricondurli alla ragione!
Questa è la realtà di questo Consiglio in questi giorni, questa è la realtà di questa maggioranza, e non si può far finta che non sia così.
L'opposizione non vi ha proposto di interrompere i lavori, di non produrre, anzi!
Questi provvedimenti in gran parte arrivano in Aula grazie anche al concorso che l'opposizione ha dato nelle Commissioni di merito, però non pensate di poter stravolgere in Aula provvedimenti formati da due articoli con diciotto emendamenti che danno vita ad un'altra legge, perché allora verrebbe meno anche quella disponibilità parziale. Anche su questi primi due articoli va detto qualcosa. Il contenuto dei due articoli non è tutto condiviso, ma ci mancherebbe che tutti condividano tutto! Per esempio sull'articolo due di questa legge si sarebbe e ci sarà da dire già per come è l'articolo due, e immaginiamo quanto ci sarà da dire sugli emendamenti se non verranno ritirati!
Ma diremo poi nel merito quando si passerà all'esame degli articoli; fin da ora però enuncio il tema del mio intervento. Immaginate se in base all'articolo 2 si può continuare a pensare che l'opera pubblica che la Regione decide di finanziare la finanzi perché è un titolo di merito, quando si individua il comune, per il sindaco, per l'amministratore di quel comune. Quando in un territorio e in un comune si finanziaun'opera pubblica, se il finanziamento è giusto, è corretto, ciò significa che quell'opera pubblica è destinata non al sindaco di quel comune, ma alla comunità di quel comune, alla popolazione di quel comune e di quel territorio. E se un amministratore locale non procede agli appalti, non è che i cittadini, siano amici o avversari del sindaco e di qualunque colore sia il sindaco, debbono perdere l'opera pubblica.
La Regione, in quel caso, deve trovare , primo, il sistema di aiutare il comune destinatario dei finanziamenti ad effettuare gli appalti. Secondo, comunque garantire ai cittadini quell'opera pubblica, se è vero che è un'opera pubblica.
Ma immaginate un comune che non avendo o acquedotto o cimitero, o scuola, o attrezzature sportive, riceva un finanziamento per la costruzione di un'opera pubblica e che il sindaco non dia corso all'esecuzione della medesima per cui il finanziamento rientra nelle casse della Regione. Ebbene, chi credete di punire voi così, con questa mentalità autoritaria e burocratica?
Così non si punisce nessuno, con la ritorsione politica si puniscono i cittadini, non gli amministratori.
Quindi c'è una filosofia da riaffermare, che l'opera pubblica non deve essere finanziata in funzione di chi elabora il progetto o in funzione dell'amministratore, l'opera pubblica è in funzione dei cittadini di quel territorio, a fini di servizio, a fini di sviluppo, e se è vero che quell'opera pubblica è utile ed indispensabile, deve essere comunque realizzata, chiunque la realizzi. Non si può dire che accelerate tutto riprendendovi i danari.
O quei danari non è vero che erano dati per realizzare un'opera essenziale, ed allora ci si chiede perché li avete dati, ma se erano dati per l'opera essenziale esisterà pure chi può appaltare e realizzare un'opera ed appaltare un'opera, se chi lo deve fare non lo fa. Il problema è che voi ormai state, non dico, acquisendo ma avete acquisito e state governando con quella mentalità autoritaria e burocratica da cui la destra è pervasa. Per cui l'ente locale non è la popolazione, non è il bisogno sociale da soddisfare, ma è il ceto burocratico amministrativo. Però di riforma in riforma - dite voi che sono riforme -, si può riformare anche in peggio, riformano sì, ma c'è la reformatio in peius. E i sindaci con tanto di riforma possono essere messi in condizione, quando ne hanno la vocazione, di somigliare sempre di più ai podestà, e sempre di meno al primo cittadino, cioè al primo nel senso di più sensibile e di più vicino all'intera popolazione e all'intera comunità. Se questo è il senso delle vostre controriforme è chiaro che tutto questo cammina insieme alla vostra filosofia autoritaria e burocratica, che poi nella politica si estrinseca in questo tipo di legislazione. La destra è destra. E' inutile dire, come è stato più volte ripetuto che non c'è più destra, non c'è più sinistra, che sono cose superate, che servono i fatti. Ecco i fatti!
Queste filosofie legislative, queste normative sono intrise di politica di destra, perché non tengono in conto l'utilità per il cittadino. La buona amministrazione non passa attraverso il recupero dei danari per darli a chi è più lesto; voi la chiamate efficienza. Badate c'è gente tanto efficiente da essere lesta a chiedere ed ottenere finanziamenti pubblici, ci sono dei professionisti efficientissimmi, sono i primi ad arrivare a presentare i progetti, spesso sono anche i migliori progetti. Ci sono gruppi di potere locale nel territorio, locale e centrale, che sono capacissimi. Non è solo la velocità della spesa che conta, quello che conta è sapere, se c'è velocità, la direzione verso cui porta quella velocità. Non è la macchina veloce che la porterà, Assessore, dove deve andare, la porterà dove deve andare la macchina che va in quella direzione.
E di tutto questo non c'è nulla in questo tipo di provvedimento legislativo, c'è l'esatto contrario, poi vedremo gli emendamenti, al momento ho enunciato un tema che è relativo al contenuto dell'articolo 2. Ma, più conclusivamente e più precisamente, noi stiamo richiamando il tema politico di questi giorni, e vi stiamo ancora una volta invitando a riflettere, quelli che hanno voglia di farlo (Fois non ne ha molta voglia),perché pare che qui stiamo dicendo cose così, tanto per dire. Non si ascolta, e questo non è un bene, non va bene. Collega Fois, io volevo comprenderti fra coloro che pare abbiano non dico una grande passione, ma un piccolo desiderio di interloquire, di verificare, di misurare anche che cosa è accaduto.
Dico Fois, e lo dico con molto rispetto, potrei dire Pasquale Onida, potrei dire quei colleghi che invocando un valore, che io non condivido, ma evidentemente chi lo invoca lo condivide, quello della governabilità, del garantire un governo comunque alla Regione, dell'avere comunque una maggioranza costituita, del far funzionare la Regione, hanno compiuto dei passi - chiamiamoli così - difficili
Ecco, misurati gli effetti, avuto il risultato, considerata la situazione di oggi, questi colleghi possono dire di aver reso davvero un grande servizio alla Regione? E se continua così, ed è ogni giorno peggio, davvero i passi compiuti non possono essere criticamente valutati, con molta serietà ed equilibrio?
Non per costituire altre maggioranze pasticciate, perché noi vi ho detto che siamo contrari anzi contrarissimi, ma per fare altre cose nel governo, essendo seri però, prendendo atto della situazione che si verifica, non chiudendo gli occhi e facendo finta che la maggioranza c'è anche quando non c'è, e che l'opposizione ha torto anche quando ha ragione. In questo modo oltre ai danni che già sono compiuti, altri danni, forse irreparabili, voi potreste contribuire a compiere e a far compiere.
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che l'onorevole Antonio Biancu ha ritirato la richiesta di congedo presentata per la seduta pomeridiana.
Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.
GRANARA (F.I.-Sardegna). Signor Presidente, dopo l'intervento tecnico-politico del collega Cogodi desidero brevemente ritornare in argomento. Il disegno di legge numero 100, come sa, Presidente, è stato licenziato dalla Commissione di merito nel mese di novembre dell'anno scorso, e solamente oggi, a distanza di sette, otto mesi approda in Aula.
Era un provvedimento particolarmente atteso, un provvedimento che era stato oggetto di un importante dibattito in Commissione, e che era stato approvato quasi all'unanimità, proprio perché tutti i componenti della Commissione ne avevano comunque saputo apprezzare il contenuto.
Io desidero riferirmi all'intervento del collega Sanna, il quale ha dato atto che gli emendamenti presentati dall'assessore Ladu possono essere anche validi dal punto di vista del contenuto, però è fuor di dubbio che è abbastanza singolare che la Giunta presenti al disegno di legge, in Aula, ben otto emendamenti benché il provvedimento in Commissione fosse stato già oggetto di una ampia discussione.
Io quindi concordo con l'intervento del collega Sanna, per cui inviterei anch'io il presidente della Commissione e relatore, l'onorevole Tunis, a valutare l'opportunità di riportare questo provvedimento in Commissione, in modo tale che gli emendamenti, sicuramente validi presentati dall'assessore Ladu, possano essere oggetto di una valutazione più approfondita, prima che il provvedimento ritorni in Aula.
PRESIDENTE. E' stata avanzata una richiesta formale di rinvio alla Commissione del disegno di legge in discussione.
Ha domandato da parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
LADU (P.P.S.-C.D.U. Sardi), Assessore dei lavori pubblici. La Giunta ha presentato effettivamente diversi emendamenti; alcuni sono modificativi e si sono resi necessari perché, come è stato sottolineato negli interventi precedenti, questo provvedimento ha avuto un iter particolarmente lungo per cui i termini previsti nel provvedimento non sono più adeguati, e pertanto vanno rivisti. Quindi, questa serie di emendamenti a mio avviso deve comunque essere accolta. C'è inoltre un emendamento sostituivo dell'articolo che prevede un contributo straordinario all'EAF per l'acquisizione di risorse idriche di emergenza dai bacini ENEL dell'Alto Flumendosa. Poiché , in base ad una legge approvata da questo Consiglio regionale entro il 9 di settembre la titolarità dell'acqua in Sardegna dovrebbe essere in capo alla Regione, , la Giunta regionale non ritiene più opportuno stanziare questo contributo a favore dell'EAF. Sono stati presentati anche degli emendamenti aggiuntivi sui quali io invito il Consiglio a riflettere perché anche questi riguardano l'accelerazione della spesa. Io voglio far presente a questo Consiglio che continuamente ci viene ricordato che siamo in ritardo con la spesa, che rischiamo di non spendere i fondi comunitari, che siamo in ritardo anche nella presentazione del bilancio regionale, salvo poi trovare mille cavilli quando si presentano dei progetti di legge che vanno nella direzione della accelerazione della spesa. Io comprendo che probabilmente, anzi sicuramente, anche in questa materia abbiamo bisogno di una legge quadro su tutta la materia dei lavori pubblici, soprattutto per quanto riguarda gli appalti, e sempre nell'ottica di una accelerazione della spesa. Però questo non è un provvedimento definitivo sulla materia dei lavori pubblici, questo è un contributo che si vuole dare all'accelerazione della spesa, perché noi riteniamo che in questa fase sia di grande importanza.
Ora, qual è la ratio di questi emendamenti? In pratica stiamo revocando la concessione e delegando agli enti destinatari la realizzazione delle opere; i fondi previsti entrano a far parte del bilancio degli enti stessi, in modo che venga accelerata la spesa. Ma soprattutto io vi invito a riflettere sul fatto che gli emendamenti che noi stiamo presentando permetteranno sicuramente di accelerare la spendita dei fondi comunitari che altrimenti, effettivamente, possono essere a rischio.
Onorevole Cogodi, esitare delle leggi volte ad accelerare la spesa non significa porre in essere una politica di destra, perché noi con questa normativa cerchiamo di accelerare la spendita di risorse per la realizzazione di opere che vadano a vantaggio di tutti i cittadini, non solo di una parte degli stessi.
Quindi, onorevole Cogodi, lei non può dire che queste sono politiche di destra, queste sono politiche serie, a parer mio, che vanno nella direzione di una accelerazione della spesa, e rendono possibile la spendita di questi fondi. Comunque, in ultima analisi, io non sono contrario alla richiesta avanzata da diversi componenti della Commissione lavori pubblici e urbanistica di un passaggio in Commissione di questi emendamenti; però chiedo che la Commissione si riunisca in tempi rapidi, perché noi abbiamo assolutamente bisogno di modificare queste procedure, che sono veramente farraginose e lunghissime, e di adottare strumenti che ci consentano invece di spendere le risorse comunitarie in tempi celeri.
Io accolgo quindi la richiesta di riportare il testo in Commissione per un approfondimento degli emendamenti; chiedo però che vengano stralciati gli emendamenti relativi alla delega ai comuni delle risorse e quelli che accelerano la spesa dei fondi comunitari. E mi si consenta di rivolgere un'ulteriore preghiera alla Commissione affinché si riunisca in tempi brevi, data l'importanza del provvedimento in discussione.
PRESIDENTE. Prima di proseguire la discussione ricordo all'onorevole Granara che, ai sensi dell'articolo 86, comma 1, del Regolamento, la sua proposta deve essere formalizzata o tramite la richiesta di un Presidente di Gruppo oppure dal supporto di altri quattro consiglieri.
(Quattro consiglieri appoggiano la richiesta)
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Biggio sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
BIGGIO (A.N.). Signor Presidente, colleghi, io ho seguito il dibattito che si è sviluppato intorno alla proposta di legge numero 100/A; è vero che appaiono strani questi otto emendamenti presentati dalla Giunta, mentre un altro è stato presentato dalla Commissione stessa, ma non sono più strani di tanti altri emendamenti presentati in occasione della discussione di altri provvedimenti.
E' anche vero che spesso, in queste occasioni, le Commissioni si sono riunite o contemporaneamente ai lavori del Consiglio (il clima oggi non è tale da consentirlo), o durante le pause fra una riunione del Consiglio e l'altra; le Commissioni hanno esaminato gli emendamenti accogliendo nella loro autonomia quelli che hanno ritenuto opportuno accogliere e respingendo, e dichiarandolo poi all'Aula, quelli che hanno ritenuto di non accogliere.
Credo che questo possa essere anche l'iter di questo disegno di legge. La Commissione si riunisce, abbiamo ancora diversi giorni di lavoro davanti a noi, l'ordine del giorno è nutritissimo, per cui ci sono gli spazi per esaminare questi otto emendamenti, uno diamo per scontato che sia stato già esaminato perché i firmatari sono membri della Commissione. Quindi l'Aula può proseguire i lavori e la Commissione di merito riesamina questo provvedimento la cui discussione possiamo mettere in coda ai nostri lavori.
E' una proposta che avanzo al fine di trovare una soluzione equilibrata.
PRESIDENTE. Onorevole Biggio, la sua è una proposta che può essere accolta se l'Assemblea è d'accordo, però prima dobbiamo procedere alla votazione della richiesta avanzata dall'onorevole Granara e sottoscritta da altri quattro consiglieri.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
LADU (P.P.S.-C.D.U.Sardi), Assessore dei lavori pubblici. Poichè alcuni consiglieri della Commissione si sono lamentati per non aver esaminato in Commissionequei due emendamenti che praticamente sono diventati gli articoli 3 e 4, io ritiro questi emendamenti, in modo che la Commissione abbia il tempo di esaminarli, ritengo invece che l'Aula possa procedere sulla restante parte del provvedimento.
Io ritiro quindi i due emendamenti aggiuntivi che diventerebbero l'articolo 3 e l'articolo 4.
PRESIDENTE. L'Assessore ha ritirato gli emendamenti presentati dalla Giunta, se non ho capito male. Rimane la richiesta, comunque, di sospensiva e di rinvio alla Commissione, su cui può parlare un componente per ciascun Gruppo prima di passare alla votazione.
Ha domandato di parlare l'Assessore dei lavori pubblici. Ne ha facoltà.
LADU (P.P.S.-C.D.U.Sardi), Assessore dei lavori pubblici. Per chiarezza, ritiro gli emendamenti numero 5 e 7.
PRESIDENTE. Gli emendamenti numero 5 e 7 sono ritirati. Rimane la richiesta di rinvio in Commissione. Può intervenire un consigliere per Gruppo.
Ha domandato di parlare il consigliere Granara. Ne ha facoltà.
GRANARA (F.I.-Sardegna). Presidente, alla luce delle dichiarazioni dell'Assessore io, sinceramente, ritengo opportuno ritirare la richiesta di sospensiva e procedere nella discussione.
PRESIDENTE. Onorevole Granara, sulla sua proposta di ritiro della richiesta di sospensiva, devono essere d'accordo anche i colleghi che insieme a lei l'avevano sostenuta. Può parlare un consigliere per Gruppo, e poi mettiamo in votazione la richiesta di sospensiva.
Ha domandato di parlare il consigliere Alberto Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA ALBERTO (D.S.). Io sono stato forse il primo ad avanzare la richiesta di riportare il disegno di legge in Commissione, alla luce, appunto, degli emendamenti proposti dalla Giunta. Credo che la proposta avanzata dall'Assessore dei lavori pubblici di ritirare gli emendamenti numero 5 e 7 non giustifichi la posizione assunta dall'onorevole Granara di non riportare in Commissione il disegno di legge, perché gli emendamenti 1, 2 e 3 sono tutti abbastanza impegnativi, soprattutto il 2 e il 3 ed è giustificato un passaggio in Commissione, anche se rapido. Io credo che lavorando qualche ora riusciremo a definire nuovamente il disegno di legge e a riportarlo in Aula anche nel corso di questa sessione.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere La Spisa. Ne ha facoltà. Ricordo che la discussione in corso attiene alla richiesta di rinvio in Commissione. Naturalmente rimangono iscritti a parlare quei colleghi che avevano chiesto di parlare nella fase della discussione generale; ma ora stiamo valutando la richiesta di rinvio. Ricordo che può intervenire un consigliere per ciascun Gruppo. Ha quindi facoltà di parlare per il Gruppo di Forza Italia, il consigliere La Spisa.
LA SPISA (F.I.-Sardegna). La richiesta di una sospensione derivava dal fatto che evidentemente i lavori in Commissione avevano consentito di raggiungere un'intesa amplissima, così ci hanno detto i nostri colleghi, sull'obiettivo di modificare alcune norme della legge numero 24 soprattutto per consentire l'accelerazione della spesa e il recupero di somme non spese.
Presidenza del Presidente Serrenti
(Segue LA SPISA.) Questo obiettivo è comunque presente negli articoli che fanno parte del testo A). L'Assessore ha poi deciso di ritirare quegli emendamenti che invece comportavano una modifica molto più ampia della legge numero 24 e che, come tutti capiamo, potrebbero richiamare altre esigenze di modifica della stessa legge. E' infatti la legge numero 24 una legge datata, che quindi richiederebbe un intervento molto più organico e l'Assessore, sostanzialmente, ha acceduto all'ipotesi che sulla materia dei lavori pubblici occorre reintervenire con un provvedimento legislativo più articolato ed organico che complessivamente affronti quei problemi che lui stesso ha individuato e tentato di risolvere con la presentazione di alcuni emendamenti. Ma penso che anche altri problemi potrebbero essere posti e risolti attraverso questo provvedimento più organico. Allora, il ritiro da parte della Giunta di questi emendamenti, e quindi il ripristino del testo su cui c'è stata un'ampia convergenza in Commissione, credo ci consenta di proseguire i lavori in Aula. Gli altri emendamenti che rimangono in piedi - sono due sostanzialmente quelli che hanno una certa incidenza - possono essere anche esaminati in Aula, se sono compatibili con lo spirito del testo che è stato approvato in Commissione. Per cui io credo che si possa procedere all'esame di questo provvedimento di legge nell'interesse di tutti.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Masia. Ne ha facoltà.
MASIA (F.S.D.). Presidente, io naturalmente sono del parere che questo disegno di legge dovrebbe ritornare in Commissione, perché gli emendamenti sono tali e tanti che lo stravolgono, lo modificano anche in maniera sostanziale, e comunque ho colto la volontà di discuterli e il conseguente sforzo fatto dall'Assessore che ne ha ritirato alcuni. Però non li ha ritirati tutti, e ce ne sono alcuni che, secondo il mio punto di vista, sicuramente cambiano la sostanza del provvedimento in discussione..
Cito l'emendamento numero 3, che parla di appalti integrati, e su questi incide, che parla di riqualificazione e completamento delle opere idriche; sono argomenti che hanno peso, e riportando il testo in Commissione sicuramente si avrebbe la possibilità di entrare nel merito, di effettuare una valutazione obiettiva delle modifiche apportate con questi emendamenti. Io ritengo che questo progetto di legge debba essere rinviato in Commissione. La Commissione potrà riunirsi anche durante questi lavori, potrà riunirsi anche solo per un paio d'ore, per poter entrare nel merito delle modifiche; io ritengo, o perlomeno mi auguro, che possano essere sufficienti , ma continuare a sostenere che con il ritiro degli emendamenti 5 e 7 abbiamo ripristinato il testo esitato dalla Commissione non mi sembra né giusto, né corretto.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta regionale. Ne ha facoltà.
FLORIS (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, a me pare che stiamo trattando un argomento molto importante ed anche delicato, sul quale c'è una convergenza da parte del Consiglio regionale; la mia proposta è che si possa adesso sospendere e consentire alla Commissione di prendere visione degli emendamenti presentati dalla Giunta e si riprenda domani mattina con l'esame di questo disegno di legge.
PRESIDENTE. Colleghi, il Presidente della Giunta ha formulato questa proposta di sospensione della seduta. Se non vi sono osservazioni la proposta potrebbe essere accolta. Naturalmente la Commissione è pregata di riunirsi stasera per esaminare gli emendamenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Salvatore. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Presidente, per carità, immagini se mi oppongo o se ho qualcosa da dire, assolutamente! Io ho chiesto la parola prima ed era più giusto che io intervenissi, per quello che dovevo dire, prima.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, mi scusi, siccome il Regolamento prescrive che, sulle questioni procedurali, interviene un consigliere per Gruppo, poiché io ero assente mi è stato detto che il suo Gruppo si è già espresso su queste questioni. Adesso bisogna pronunciarsi su questa proposta del Presidente della Giunta.
SANNA SALVATORE (D.S.). Presidente, ammetto di non avere specificato nella mia richiesta di intervento che volevo intervenire sull'ordine dei lavori, però il problema rimane.
PRESIDENTE. Se vuole intervenire sull'ordine dei lavori questo è sempre possibile.
SANNA SALVATORE (D.S.). Presidente, io volevo solo segnalare prima, non adesso, e non per sollevare questioni di lana caprina, che noi regolarmente - noi Consiglio regionale intendo - disattendiamo una norma prevista in un articolo che era stato inserito nel Regolamento nella passata legislatura. Mi sto riferendo all'articolo 45, sui pareri interni, che al comma 3 prescrive che "…ogniqualvolta un progetto contenga, negli articoli approvati dalla Commissione, norme che modifichino l'ordinamento della Regione, i rapporti con lo Stato e gli enti locali…" si debba acquisire preventivamente il parere della prima Commissione autonomia.
Questo articolo viene disatteso regolarmente. A me pare che anche in questo caso, l'articolato e gli emendamenti introducessero norme che, pesantemente, incidono sui rapporti tra Regione e enti locali, e che fosse necessario acquisire il parere della prima Commissione; questo non è stato fatto, non ne voglio fare una questione.
Naturalmente mi sarei sentito sufficientemente tranquillo se la Commissione, pur disattendendo l'articolo 45 del Regolamento, avesse almeno acquisito il parere delle associazioni degli enti locali; credo che neanche questo sia stato fatto. Ho voluto rimarcare questa questione, per sottolineare il fatto che gli articoli del Regolamento vanno rispettati; se non si ha intenzione di rispettarli, prendiamo tutti quanti insieme la decisione di cassare dal nostro Regolamento gli articoli che riteniamo superflui.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, l'articolo 45 da lei citato prevede anche il comma 9 il quale recita: "Qualora una Commissione ritenga di dover esprimere un parere, per aspetti di sua competenza, su un provvedimento assegnato ad un'altra Commissione, può proporre la questione al Presidente del Consiglio, che decide in merito". L'applicazione di questo comma non è stata richiesta.
SANNA SALVATORE (D.S.). Non intendevo sollevare la questione in questo senso anche perché non sono il Presidente della Commissione.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, a mio avviso se accogliamo la proposta avanzata dal Presidente Floris forse questo problema può ricomporsi; naturalmente la Commissione deve riunirsi entro domani prima dell'inizio dei lavori del Consiglio, inizio previsto per le ore 10.00.
Sull'ordine dei lavori
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda sull'ordine dei lavori. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, il Presidente della Giunta non ha partecipato alla Conferenza dei Presidenti di Gruppo nel corso della quale la maggioranza ha chiesto di poter verificare se sussistevano le condizioni per continuare ad esaminare i provvedimenti. La maggioranza, pur verificando che non c'erano i numeri, ha deciso di proseguire comunque i lavori; su questa decisione noi non abbiamo interferito. Però lei, signor Presidente del Consiglio, poiché era presente sa come si sono svolti i fatti; quindi io non vorrei che domani il Consiglio, in questo caso anche lei si assumerebbe una grande responsabilità, venisse convocato per poi non lavorare, dato che già stasera sono mancati i 41 voti della maggioranza. Non stiamo dando certamente una buona immagine del Consiglio regionale.
Noi, opposizione, avevamo proposto di rinviare i lavori a lunedì, così che la maggioranza potesse effettuare le sue verifiche, perché non crediamo vi siano le condizioni per poter lavorare domani. Se si vuole si può chiedere una votazione a scrutinio segreto anche stasera e così accertare che non ci sono i numeri neanche adesso.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, ciò che lei ha detto è corretto. Io per altro in sede di Conferenza dei Presidenti di Gruppo mi sono impegnato, nel caso fosse mancato ancora il numero legale, a convocare il Consiglio per lunedì. Però mi pare che fino adesso, alla prova dei fatti, la maggioranza ci sia.
FADDA (Popolari-P.S.). Se votiamo si accerterà che non c'è.
PRESIDENTE. Lei sta chiedendo una verifica del numero legale, e questo non è possibile.
FADDA (Popolari-P.S.). Allora continuiamo stasera, non andiamo a domani, noi vogliamo lavorare anche di notte. Di fronte all'ostruzionismo del Presidente della Giunta e della Giunta stessa, noi chiediamo di continuare a lavorare oggi, tutta la notte, senza interrompere..
PRESIDENTE. Colleghi, scusate, l'orario di lavoro è stato già stabilito, normalmente si lavora sino alle ore venti; chiaramente una Conferenza dei Presidenti di Gruppo può modificare questa decisione e decidere diversamente, stabilendo di lavorare anche tutta la notte. Ciò che non è possibile è chein un momento si avanzi una richiesta e in un momento successivo se ne avanzi un'altra completamente diversa. Questo non è possibile.
Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Signor Presidente, allora noi chiediamo che si voti almeno il passaggio all'esame degli articoli.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, io in questo momento debbo definire due questioni. La prima questione riguarda la proposta di rinvio in Commissione del disegno di legge. Dovremmo votare questa proposta, ma mi permetto di ricordare che il Regolamento dispone che si voti a scrutinio palese per alzata di mano. Poiché questa richiesta non è stata ritirata, prima di votare il passaggio all'esame degli articoli devo chiedere il parere dell'Aula sul rinvio in Commissione di questo documento. Fatto questo io credo che possiamo, per stasera, chiudere i lavori.
CUGINI (D.S.). No, passiamo ad un altro argomento.
PRESIDENTE Il problema è che dobbiamo concludere qualcosa. Ha domandato di parlare il consigliere Cogodi. Ne ha facoltà.
COGODI (R.C.). Innanzitutto qui bisogna dare credito di serietà ad ogni proposta, che pervenga sia dai banchi del Consiglio sia dai banchi della Giunta. Però bisogna anche tenere in debito conto qual è la percorribilità delle proposte. Ora, se è comprensibile una domanda di rinvio in Commissione per una migliore istruttoria del disegno di legge, anche alla luce dei molti emendamenti presentati, si proceda ad un rinvio in Commissione del provvedimento, assegnando alla Commissione dei tempi congrui affinché possa istruire adeguatamente il provvedimento medesimo. E questapotrebbe essere una richiesta non solo legittima, ma seria.
Poi la Giunta dichiara di voler ritirare tutti o parte degli emendamenti per continuare a discutere il disegno di legge. La maggioranza, o i componenti della maggioranza che avevano chiesto il rinvio in Commissione ritirano la proposta; il Presidente della Giunta avanza un'altra proposta, che ha una sua serietà, dal suo punto di vista, però non ha una percorribilità, perché se accolta comporterebbe per forza il rinvio, non di questa legge in Commissione, ma dei lavori del Consiglio. Il Presidente della Regione, infatti, persona avvertita, nel senso di esperta, sa che qui non c'è la maggioranza, stasera, non c'era e non c'è. Non c'era prima, perché per fare 40 si computa chi chiede il voto segreto, ma c'era anche il congedo di un collega, che non c'è più, quindi non sarebbe più 40, ma 41 il numero per la legalità della decisione, e 41 persone non ci sono.
Il Presidente non può chiedere di rinviare in Commissione questa legge per riportarla qui domattina! Perché è un mero espediente per non proseguire i lavori del Consiglio, perché che senso ha che le Commissioni lavorino nottetempo, come i pipistrelli?! Le Commissioni avranno tempo e voglia di istruire questi provvedimenti nei modi dovuti.
D'altronde chi è che può adesso decidere l'assenso? Non c'è l'assenso di tutti neppure per lavorare, anche perché è un trucco, è un espediente! Noi chiedevamo alla maggioranza, o presunta tale, e alla Giunta, che responsabilmente prendesse atto di questa situazione e proseguisse l'esame dei provvedimenti nei prossimi giorni, dopo che si fosse chiarita la situazione politica. La maggioranza ha detto in Conferenza, in sua presenza, signor Presidente del Consiglio, che voleva continuare i lavori del Consiglio anche e soprattutto per verificare se la maggioranza politica sussisteva o meno. Questo lo hanno detto tutti i Presidenti di Gruppo di maggioranza.
Io comprendo che i Presidenti di Gruppo vogliano verificare se la maggioranza esiste o meno, e che il Presidente della Giunta invece voglia l'esatto contrario, però il Consiglio non può essere piegato a queste esigenze di parte. Per cui serietà ed anche responsabilità vorrebbero che si uscisse da questa situazione, tranquillamente. Questo provvedimento si ritiene di mandarlo in Commissione? Vada in Commissione e la Commissione si riunisca quando si può riunire, non a mezzanotte di stanotte.
Noi, però, responsabilmente chiediamo di proseguire i lavori del Consiglio, anche perché per due giorni non si è fatto nulla, ed anche per rispondere a quelle esigenze politiche che hanno rappresentato gli esponenti di maggioranza.
E non dico di proseguire stasera per non perdere tempo domani, perché definiamo questo aspetto che ci consente di poter proseguire quando si può proseguire, in modo più produttivo ed anche, immagino, più sereno; però non rinviamo i lavori del Consiglio. Si rinvii pure la legge, se si ritiene, però si prosegua, perché quell'accertamento, che è stato chiesto dalla maggioranza contro la nostra proposta, è giusto che venga fatto. Siamo contrari, quindi, a rinviare i lavori del Consiglio.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Io credo che debba essere rispettato il Regolamento. Per poter accedere alla richiesta del Presidente della Giunta è necessaria l'autorizzazione da parte dei Capigruppo, perché altrimenti non si può riunire la Commissione.
Per quanto ci riguarda siamo contrari a dare l'autorizzazione per riunire la Commissione in deroga. Quindi, se si vuole, si può rinviare il provvedimento in Commissione ma in quella sede verrà esaminato quando sarà possibile. Non si parli però di aggiornare i lavori a domani.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). Signor Presidente, non intendo aggiungere molto, ma vorrei fare un richiamo ai colleghi della quarta Commissione. Io credo che ognuno di noi debba salvaguardare un minimo di dignità, dato che si muove l'accusa, dentro e soprattutto fuori da quest'Aula, che le Commissioni non lavorano.
Questo disegno di legge è stato esitato dalla Commissione sette mesi fa, è stato iscritto all'ordine del giorno del Consiglio decine di volte, la Giunta non ha mai richiamato, come ha fatto in altre circostanze, l'urgenza, la necessità, la priorità di questo disegno di legge. Dopo sette mesi il provvedimento arriva in Aula e ci troviamo davanti un bel pacco di emendamenti della Giunta introdotti da una relazione dell'Assessore in cui si paventa il rischio di ritardare la spesa dei fondi comunitari e di conseguenza la possibilità di perdere le risorse.
Ma non è possibile che un provvedimento, esitato dalla Commissione sette mesi fa, , venga portato in Aula e si avvii una discussione, stasera, sull'urgenza, sulla necessità e sullo stravolgimento dello stesso ad opera degli emendamenti presentati. Dopo che la Commissione ha effettuato le audizioni, e fra queste anche quella dell'Assessore che ha partecipato alla discussione del provvedimento, conclusi tutti gli adempimenti necessari, oggi ci ritroviamo a rimettere in discussione il lavoro svolto, con i ripensamenti dell'ultimo momento, addossando i timori e le responsabilità sul Consiglio.
Le responsabilità sono in capo a chi non ha voluto discutere prima questo disegno di legge, le responsabilità sono in capo a chi ha stravolto all'ultimo momento questo disegno di legge. E consentite almeno alla Commissione, che a suo tempo ha lavorato bene, di poterla riesaminare con serenità, in modo approfondito e puntuale.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
FLORIS (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, la mia proposta non nascondeva alcun atto di furbizia; io pensavo che riportare in Commissione il testo del provvedimento fosse una esigenza avvertita da tutti i Gruppi politici. Io quindi non intendevo proporre di sospendere i lavori per convocare la Commissione così da riportare il provvedimento in Aula domani mattina ma, anche senza tener conto delle osservazioni formulate dai colleghi questa sera, io intendevo dire che si riportasse il provvedimento in Aula nel corso di questa tornata, prima delle ferie estive, perché si tratta di un provvedimento importante.
I lavori del Consiglio poi potrebbero essere anche rinviati a lunedì, ma non credo che non si debba dare alla Commissione la possibilità di riunirsi su un provvedimento che è stato approvato all'unanimità dalla Commissione stessa e sul quale avvertiamo tutti l'esigenza che venga varato il più presto possibile. Quindi nessuna furbizia da parte mia, se i lavori del Consiglio vogliono riprendere lunedì sera, si riprenda lunedì sera, consentendo alla Commissione di lavorare.
PRESIDENTE. Quindi mi pare ritirata la proposta di sospensione. Rimane invece da votare la proposta di rinvio in Commissione del provvedimento numero 100 su cui i Gruppi si sono espressi. Poiché nessun altro domanda di parlare, la metto in votazione. Chi la approva alzi la mano.
(E' approvata)
Ha domandato di parlare il consigliere Rassu. Ne ha facoltà.
RASSU (F.I.-SARDEGNA). Io ho chiesto, in modo credo visibile, per quattro volte, di poter intervenire nel dibattito, ma questo non mi è stato concesso. Tutto qui. Vorrei sapere che cosa deve fare un consigliere per poter intervenire in una discussione, perché l'Aula consiliare non sia prerogativa dei tre o quattro soliti noti. Quindi prego, d'ora in avanti, di consentire a chiunque ne faccia richiesta di intervenire nel dibattito; siamo qui, tutti quanti, per dare il nostro contributo alla soluzione dei problemi che in quest'Aula si dibattono.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, sulla questione della sospensiva, il Regolamento dispone che intervenga un consigliere per Gruppo, il suo Gruppo...
RASSU (F.I.-Sardegna). Io ho chiesto di intervenire durante l'intervento dell'onorevole Granara, sulla proposta del Presidente Floris, sulla proposta di sospensiva e di rinvio, e non mi è stato concesso. Non voglio muovere un appunto perché effettivamente c'era un po' di disordine in Aula, in quei momenti, però è la verità.
PRESIDENTE. Onorevole Rassu, la prego di accettare le mie scuse, ma di comprendere anche che non c'è una congiura nei suoi confronti per impedirle di esprimere la sua posizione. Probabilmente non è stata notata la sua richiesta, inoltre poi si riferisce ad un momento dei lavori del Consiglio nel quale io non ero neanche presente.
Allora, sulla base della proposta del Presidente della Giunta, il Consiglio è riconvocato per lunedì sera, alle ore 17.00.
Sull'ordine del giorno
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Scano. Ne ha facoltà.
SCANO (D.S.). Signor Presidente, vorrei solo conoscere quale argomento sarà all'ordine del giorno lunedì sera.
PRESIDENTE. Io, se non ci sono determinazioni diverse, devo proseguire con l'esame dei punti all'ordine del giorno. Nel corso della Conferenza dei Presidenti di Gruppo, questo è bene che si sappia, la Giunta e altri Gruppi hanno richiesto infatti, in modo specifico, di portare avanti l'esame dell'ordine del giorno..
Ha domandato di parlare il consigliere Vargiu. Ne ha facoltà.
VARGIU (Patto Segni-Rif.Sardi). Se non ho capito male, la Conferenza dei Capigruppo ha ribadito il pronunciamento dell'Auladi iniziare entro il 30 di luglio il dibattito sul disegno di legge dell'Assemblea costituente; un argomento comunque considerato prioritario rispetto a qualsiasi altra istanza. Siccome la Conferenza dei Capigruppo aveva precedentemente deciso che, comunque, la seduta pomeridiana di lunedì sarebbe stata dedicata al disegno di legge sull'Assemblea costituente, io ritengo che l'Aula a questo punto abbia al primo punto dell'ordine del giorno di lunedì l'esame del disegno di legge sulla Assemblea Costituente. Qualora si assumano altre decisioni l'Aula si deve esprimere in merito.
PRESIDENTE. Onorevole Vargiu, l'ho detto in Conferenza e lo ripeto adesso: io onorerò la decisione e il volere dell'Aula in merito a quell'ordine del giorno, che dice che entro il 31 si devono discutere le proposte di legge sulla Costituente. La Giunta mi chiede di proseguire con l'ordine del giorno che era stato stabilito. Io continuerò con l'ordine del giorno stabilito fino a quella data, a quella data io onorerò l'impegno che è stato assunto e che esprime la volontà del Consiglio.
Ha domandato di parlare il consigliere Sanna Giacomo. Ne ha facoltà.
SANNA GIACOMO (Gruppo Misto). La Giunta era presente nella Conferenza fatta al sesto piano per decidere la data di convocazione del Consiglio, nonché il relativo ordine del giorno; e in quell'occasione il testo unificato delle proposte di legge sull'istituzione dell'Assemblea Costituente era stato già esitato dalla Commissione terza. Su proposta - se ricordo bene - dell'onorevole Corona, Capogruppo di Forza Italia, si è deciso di iscrivere all'ordine del giorno della seduta di lunedì pomeriggio quella discussione, dando priorità alla mozione presentata dal centrosinistra che aveva anche richiesto la convocazione straordinaria del Consiglio. Successivamente si sarebbe passati alle interpellanze e a disegni e proposte di legge iscritti all'ordine del giorno, quelli appunto che stavamo cercando di discutere in questi giorni. Fermo restando - lo ribadisco - che il giorno 30, e cioè lunedì pomeriggio, alle 16 e 30, si sarebbe iniziata la discussione sul testo relativo alla istituzione dell'Assemblea costituente.
Questo è il risultato di quella Conferenza dei Presidenti di Gruppo, e il fatto che la Commissione terza abbia esitato anzitempo il provvedimento ha consentito di anticiparne di qualche giorno la discussione. Su questo eravamo tutti d'accordo; e credo che sia anche verbalizzato, per quanto mi risulta, ciò che io sto dicendo stasera.
Se le decisioni assunte in quella circostanza, alla presenza della Giunta, del Presidente del Consiglio e di tutti i Capigruppo hanno un significato e un valore, bene; diversamente, se quelle riunioni non hanno nessun significato, nessun valore, facciamone a meno, perché nessuno di noi ha tempo da perdere.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, io ricordo perfettamente le cose che lei sta dicendo, però, probabilmente, nessuno poteva prevedere che avremmo trascorso due giorni in maniera infruttuosa, non rispettando l'ordine del giorno stabilito. Rimane una richiesta, che per me è importante, da parte della Giunta, a meno che la Giunta non la ritiri, che è quella di proseguire l'ordine del giorno.
Per me, sul piano formale, prevale l'ordine del giorno, votato dal Consiglio, che mi impone entro il 31 luglio di portare in discussione l'argomento della Assemblea Costituente. L'ordine del giorno è ciò che mi vincola dal punto di vista regolamentare e dal punto di vista formale. Se la Giunta dovesse ritirare la sua richiesta di prosecuzione dell'esame dell'ordine del giorno, io ben volentieri lunedì sera comincerò i lavori sulla Costituente.
Ha domandato di parlare il Presidente della Giunta. Ne ha facoltà.
FLORIS (Gruppo Misto), Presidente della Giunta. Signor Presidente, mi pare che la questione non sia stata impostata correttamente. Noi avevamo proposto di esaurire l'ordine del giorno, compreso anche l'argomento dell'Assemblea Costituente. E' chiaro che in questa situazione il Consiglio probabilmente non riuscirà a terminare questo ordine del giorno. Io dico però che tra il pronunciamento del Consiglio regionale, secondo cui entro il 31 di questo mese si dovrebbe discutere il testo unificato delle proposte di legge nazionale sulla istituzione della Assemblea Costituente e il pronunciamento già avvenuto nella Conferenza dei Capigruppo, su proposta del Presidente del Gruppo di Forza Italia, io credo che prevalga quanto deciso dall'Assemblea.
PRESIDENTE. Ha domandato di parlare il consigliere Fadda. Ne ha facoltà.
FADDA (Popolari-P.S.). Io non riesco a comprendere perché, oltre al collega Sanna e al collega Vargiu, anche il Presidente della Giunta continui a dire che noi dobbiamo legiferare sull'istituzione della Assemblea Costituente. Questo è un modo per ingannare i sardi. Il Consiglio deve occuparsi di modificare l'articolo 54 dello Statuto, che non parla di questo argomento. Argomento del quale si parlerà successivamente.
PRESIDENTE. Onorevole Fadda, lei sta entrando nel merito di una questione, la prego di rimanere in argomento.
FADDA (Popolari-P.S.). E' importante questa precisazione, perché il Consiglio non deve occuparsi dell'Assemblea Costituente.
PRESIDENTE. Io prendo atto che la Giunta ritiene di dover onorare un impegno che comunque è stato assunto in Conferenza dei Capigruppo ed erano tutti presenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Forse è bene che si tenga conto di tutte le considerazioni che vengono svolte, sia in Aula che nella Conferenza dei Capigruppo. Quando stasera è stato proposto di proseguire l'esame dell'ordine del giorno noi, come centrosinistra, abbiamo avanzato la richiesta che si esaurisse l'ordine del giorno, compresa la discussione sull'articolo 54. Il Consiglio, infatti, si era pronunciato stabilendo che entro il 31 di luglio l'argomento venisse portato in discussione in Aula. E noi, per mantenere fede a un impegno che il Consiglio ha assunto a maggioranza, abbiamo anche detto, quando il collega Corona ha proposto di discutere dell'argomento lunedì prossimo, che avremmo concluso i lavori entro giovedì. Se vale ciò che ha proposto il collega Corona, vale anche l'altra determinazione.
Però, quando stasera è stata avanzata l'esigenza di completare la discussione, noi abbiamo convenuto sul fatto che i lavori forse potevano proseguire anche venerdì, proprio per completare l'esame dell'ordine del giorno. Compresa la modifica dell'articolo 54 dello Statuto.
Questo era il punto, collega Vargiu, per essere corretti e coerenti fra di noi. Adesso stiamo dicendo che occorre discutere lunedì sera dell'articolo 54. Benissimo, però allora dobbiamo dire che se entro giovedì l'ordine del giorno non è concluso, giovedì si conclude comunque, non vale più la proroga.
Io penso che sarebbe saggio proseguire l'esame dell'ordine del giorno, confermare che entro il 31 di luglio si discute l'argomento, lo si porta a conclusione, e si procede con gli altri argomenti sino a venerdì compreso, il che significa un giorno in più di lavoro. Se invece vogliamo attenerci rigidamente alla proposta del collega Corona, il centrosinistra non ha nessuna questione da porre in discussione. Certo è però che forse non si farà a tempo a completare l'ordine del giorno. Tutto qui.. Decidiamo serenamente. Io sono dell'avviso che le decisioni del Consiglio regionale debbano essere interamente rispettate.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, mi consenta solo una piccola correzione, l'impegno preso era di lavorare fino al 2 agosto, ritenendo che verosimilmente, entro quella data, avremmo concluso tutti gli argomenti. Ma abbiamo anche detto che, se così non fosse stato, non ci sarebbero stati problemi a continuare i lavori anche il 3 e il 4 agosto. Colleghi, mi rendo conto che dirimere queste questioni in Aula è difficile, ma mi pare che tutto sommato la proposta dell'onorevole Cugini permetta di trovare una soluzione. L'onorevole Cugini propone di proseguire lunedì con l'esame dell'ordine del giorno e martedì mattina iniziare la discussione delle proposte di legge sulla Assemblea Costituente. Io non credo che ci sia da discutere moltissimo su una proposta di questo genere, non credo che saranno un paio di ore di differenza che cambieranno le sorti dei provvedimenti.
Ha domandato di parlare il consigliere Corona. Ne ha facoltà.
CORONA (F.I.-Sardegna). Per quanto riguarda il nostro Gruppo chiedo che si parli lunedì pomeriggio dei provvedimenti relativi all'istituzione dell'Assemblea Costituente, perché questa era stata una delle questioni contrattate nel corso della Conferenza dei Presidenti di Gruppo.
PRESIDENTE. Io a questo punto non posso che far decidere l'Aula. Sono state avanzate due proposte; la prima proposta prevede di iniziare lunedì, alle ore 17, con la discussione del testo unificato sull'Assemblea Costituente, l'altra proposta, avanzata dall'onorevole Cugini, prevede di proseguire lunedì con l'ordine del giorno ordinario e iniziare martedì mattina la discussione sulla Assemblea Costituente. Siccome l'una proposta esclude l'altra io pongo in votazione la proposta dell'onorevole Corona. Ha domandato di parlare il consigliere Salvatore Sanna. Ne ha facoltà.
SANNA SALVATORE (D.S.). Signor Presidente, e chiedo scusa anche ai colleghi ma introdurre nuovamente una questione così dirimente come quella, importante, che l'Aula si è impegnata a discutere entro il 31 di luglio e costringere l'Aula a dividersi ulteriormente, anche stasera, in una votazione prima che appunto si decida di discutere della stessa, credo significhi, ed occorre che tutti ce ne rendiamo conto, creare condizioni tali per cui su questo argomento non si riuscirà a trovare in alcun modo momenti di pacata discussione. Su un tema così delicato invece, se davvero abbiamo intenzione di affrontare seriamente il problema, occorrerebbe che contribuissimo tutti quanti ad una discussione pacata, anziché forzare la mano come i sostenitori dell'obbligo dell'inizio della discussione il 30 pomeriggio stanno facendo.
Io voglio consegnare all'Aula questa riflessione, non ho niente da proporre, ma se è vero che avete a cuore l'approvazione rapida di questo provvedimento, se è vero che un tema così alto e così importante, come dite voi, dovrà richiedere la massima unitarietà possibile, è possibile mi chiedo io, che ogni volta questo argomento debba essere imbracciato come una clava per dividerci ulteriormente? Non ho altro da aggiungere.
PRESIDENTE. Onorevole Sanna, fatte salve le determinazioni politiche che i Gruppi intendono e possono fare, lei capisce che io devo per forza osservare le decisioni che sono assunte dall'Aula con documenti formali. C'è un ordine del giorno che stabilisce che il 31 al più tardi si deve cominciare la discussione sulla Costituente. Si è svolta una Conferenza dei Capigruppo nella quale i Gruppi si sono impegnati, presenti tutti, a cominciare questa discussione il 30. Adesso siamo arrivati ad esprimere due posizioni che a me paiono non molto distanti l'una dall'altra, tuttavia non vedo la volontà di arrivare ad un punto di incontro. E, poiché non posso decidere io, mi devo rivolgere all'Aula, e sono, una la proposta dell'onorevole Cugini che riassumo: lunedì si lavora all'ordine del giorno, martedì mattina alla Costituente; l'altra, quella dell'onorevole Corona, interrompiamo i lavori sull'ordine del giorno ordinario e il 30, quindi lunedì, si prosegue con la Costituente. Metto in votazione la proposta dell'onorevole Corona. Chi l'approva alzi la mano. (Viene richiesta la controprova). Chi non l'approva alzi la mano.
(E' approvata)
Ii lavori riprenderanno lunedì alle ore 17. Ha domandato di parlare il consigliere Cugini. Ne ha facoltà.
CUGINI (D.S.). Signor Presidente, le chiedo se per procedere ad una inversione degli argomenti dell'ordine del giorno occorre una maggioranza di due terzi del Consiglio. Inoltre, siccome si trattava di una votazione delicata, sarebbe stato meglio votare con la scheda.
PRESIDENTE. Onorevole Cugini, io capisco quanto stia diventando delicata questa questione, però non si tratta di inversione degli argomenti all'ordine del giorno ma della attuazione di una decisione precedentemente assunta, con un ordine del giorno, dal Consiglio.
PRESIDENTE. I lavori riprenderanno lunedì 30 luglio alle ore 17.
La seduta è tolta alle ore 21 e 11.
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